IL NOTIZIARIO

le notizie della settimana
dalle maggiori testate italiane

powered by MMEngines


LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA SU: cronaca




TITOLO: Certificati antimafia, soffiate e appalti, così la rete di Simone favoriva la coop
DATA: 2015-04-02
OCCHIELLO: Il sistema corruttivo era alimentato da un circuito finanziario «opaco» localizzato in Tunisia che consentiva di disporre di somme di denaro «in nero»
TESTO:Per ottenere la certificazione antimafia la «Cpl» ha una corsia preferenziale. I carabinieri lo scoprono nel marzo del 2014 quando Simone «si rivolge a Daniele Lambertucci, stretto collaboratore del prefetto di Modena, perché deve firmare un contratto importante per la rete gas in Sicilia». L?uomo si comporta da «spicciafaccende»: fa annullare le multe prese dal presidente Casari, si occupa della nomina dello stesso Casari a «cavaliere» e poi «lo rassicura che ha già inserito la? Cpl? nella? white list? e in settimana la procedura sarà definita». È sempre a disposizione: «Manco a farlo apposta sono io il responsabile delle iscrizioni. .. insieme al capo di gabinetto. .. In passato l? iscrizione era stata un po? rallentata viste alcune vicissitudini, senza parlarne al telefono». E così dopo qualche giorno ottiene il risultato che comunica in anticipo a Simone: «L? iscrizione avviene tra dieci minuti! ».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Traffico internazionale di farmaci rubati: 19 arresti
DATA: 2015-04-02
OCCHIELLO: Coinvolti farmacisti, titolari e addetti di società di commercio all'ingrosso, rappresentanti e autotrasportatori di Lombardia, Liguria, Toscana, Campania, ... <br clear='all'/>
TESTO:ROMA - I Carabinieri del Nas di Milano hanno arrestato 19 persone accusate di associazione a delinquere finalizzata a ricettazione, riciclaggio e commercio internazionale di farmaci rubati; eseguito un sequestro di medicinali per circa tre milioni di euro e un sequestro di beni per circa 23 milioni. L'operazione, denominata "Pharmatraffic", ha coinvolto farmacisti, titolari ed addetti di società di commercio all'ingrosso di farmaci, agenti di commercio e autotrasportatori di Lombardia, Liguria, Toscana, Campania, Calabria e Sicilia.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Xylella, anche le aziende bio ricorrono al Tar. Martina: "Batterio diverso da quello introdotto da ricercatori"
DATA: 2015-04-02
OCCHIELLO: Sono altre 26 le imprese che lottano per bloccare le eradizioni. Il ministro rassicura sull'origine del batterio<br clear='all'/>
TESTO:Un altro ricorso al Tar, dopo quello presentato da due fratelli di Oria proprietari di un uliveto, è stato formulato da un gruppo di 26 aziende agricole biologiche del Salento contro il piano del commissario straordinario per l'emergenza Xylella, Giuseppe Silletti. La sezione di Lecce del Tar di Puglia, con decreto, aveva già posto uno stop alle eradicazioni nel terreno dei fratelli Giovanni e Guido Pesce ed entrerà nel merito del ricorso il 9 aprile prossimo. Le 26 aziende del Salento si sono invece rivolte al Tar del Lazio, ritenendo che sia competente a decidere. Nel ricorso delle società, che fanno parte del comitato 'Sos Salviamo ora il Salento', si chiede l'annullamento "dell'ordinanza del Commissario delegato per fronteggiare il rischio fitosanitario connesso alla diffusione della Xylella fastidiosa (Well e Raju) nel territorio della regione Puglia e di ogni altro atto presupposto, connesso, collegato e/o consequenziale". I ricorrenti sono assistiti dagli avvocati Luigi Paccione e Valentina Stamerra. Secondo quanto è contenuto nel ricorso "le misure obbligatorie adottate dal Commissario ledono il loro primario interesse alla sopravvivenza, cioè a poter continuare la loro attività produttiva biologica e a mantenere la loro clientela di consumatori attenti alla salute e al rispetto dell'ambiente". Il ricorso al Tar è quindi finalizzato a "scongiurare gli ingenti danni alle colture, all'ambiente, al paesaggio e alla salute derivanti da un massiccio e ripetuto utilizzo di pesticidi chimici e dallo svellimento indiscriminato di alberi, nella convinzione che il problema del disseccamento degli olivi possa essere affrontato con successo solo utilizzando metodi naturali". In mattinata, il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina rispondendo in question time a un'interrogazione del M5S sull'introduzione di materiale infetto ha spiegato che "il ceppo di Xylella fastidiosa riscontrato in Puglia su olivi e altri ospiti è stato interamente sequenziato dal Cnr di Bari e identificato come nuovo ceppo batterico, geneticamente vicino alla subspecie Pauca, originario del Costa Rica. Il materiale introdotto a scopi sperimentali dall'Istituto agronomico mediterraneo di Bari appartiene, invece, ad altre subspecie". "L'indagine - ha aggiunto Martina - è stata condotta da batteriologi, in condizioni di sicurezza, mediante inoculazione su piante di vite tenute costantemente in ambiente confinato di laboratorio, nella pertinente sede del citato Istituto, non accessibile a personale non autorizzato. Risulta che le fasi delle predette attività si sono svolte alla presenza degli Ispettori del Servizio fitosanitario della Regione Puglia, inclusa la distruzione del materiale infetto e degli isolati patogeni mediante autoclavazione e/o a fuoco". "L'analisi - prosegue il ministro - è stata mirata alla definizione delle metodiche diagnostiche per Xylella fastidiosa quale agente causale della Malattia di Pierce sulla vite. Risulta altresì che le procedure autorizzative sono state portate a termine nel rispetto della normativa vigente". "I test di patogenicità avviati hanno fino ad oggi confermato - conclude Martina - che il ceppo batterico presente nella Provincia di Lecce non è in grado di svilupparsi nelle piante di vite. A conferma di ciò, le analisi di laboratorio effettuate su circa 400 campioni di vite prelevati nelle aree del leccese fortemente colpite dalla batteriosi hanno dato esito negativo".  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Orfini contro Bersani: "Spaccare il Pd sull'Italicum? Incredibile e incomprensibile"
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: Il presidente del Pd replica alle parole dell'ex segretario in tema di riforma elettorale. Gli risponde anche Giachetti: "Hai le idee confuse"
TESTO:ROMA -  "Immaginare che si possa spaccare il Pd su una richiesta di modifiche marginali all'Italicum, dopo che anche su sollecitazione di Bersani è stato completamente riscritto, lo trovo incredibile e incomprensibile. Non vorrei che per ragioni strumentali si creasse tensione nel Pd". Così Matteo Orfini, interpellato dall'Ansa, commenta le dure parole contro Matteo Renzi e la riforma elettorale dell'ex leader democratico nel colloquio di oggi su Repubblica. Sul rischio di una scissione del partito, il presidente dem aggiunge:   "Spero che Bersani sia stato male interpretato e in ogni caso non credo che corrisponda all'umore e al sentimento della nostra gente. Non vorrei che si finisse per creare una situazione di tensione, perché non è quello che i nostri iscritti ed elettori ci chiedono". Alle parole dell'ex segretario del Pd in tema di riforma elettorale replica anche Roberto Giachetti: "Caro Bersani, io avrei la memoria corta? Diciamo che, se sei in buona fede, hai le idee piuttosto confuse. Ti faccio presente che in poche righe hai detto tre falsità". "E sentirvi dire oggi -  rincara, rivolto alla minoranza Dem nel suo complesso - che votereste subito per il Mattarellum non è solo una insopportabile provocazione ma una colossale mistificazione della realtà". Il vicepresidente Pd della Camera propone anche l'esplicito hashtag #facciofaticaanonincazzarmi.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: D'Alema, nervi tesi a Bari sul caso del vino. Al cronista: "Denuncio anche lei"
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: L'ex premier relatore a due incontri reagisce alle domande sulla vendita delle sue bottiglie alla cooperativa Concordia. "Gli acquisti sono avvenuti nel corso. ..
TESTO:L? ex presidente del Consiglio è a Bari nelle vesti di relatore in due incontri culturali in programma nel capoluogo pugliese. Il primo appuntamento nell? aula Cossu dell? Università di Bari. D?Alema ha partecipato al seminario? Sprofondo Sud italiano? con il rettore, Antonio Uricchio, Ennio Triggiani, Onofrio Romano e Gianfranco Viesti, nel corso del quale è stato presentato il numero speciale della rivista? Italianieuropei? , in cui sono stati raccolti scritti e articoli di intellettuali e meridionalisti. "Ci vuole un ministro per il Mezzogiorno - ha argomentato l'ex premier - è un segnale che va dato in questo momento in cui la situazione del Sud appare così drammatica e disperata. Spero che il presidente del Consiglio Matteo Renzi dia seguito a questo impegno". Nel pomeriggio nel foyer del teatro Petruzzelli, la presentazione della spy story 'Il gatto rosso' di Anton Antonov. Oltre all'ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Razov e all'autore, presenti Francesco Boccia, Luciano Canfora, Michele Emiliano, Antonio Polito e Nicolò Pollari.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Governo, ecco il rimpasto: Delrio alle Infrastrutture. Braccio di ferro Renzi-Alfano, una donna agli Affari regionali
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: L’attuale sottosegretario sostituirà Lupi. Al suo posto corsa tra Lotti e Richetti. Tra oggi e domani le nomine
TESTO: ROMA - Sarà oggi o al massimo domani, ma il ministro delle Infrastrutture, quello che prenderà il posto di Maurizio Lupi, c'è già: sarà Graziano Delrio, attuale sottosegretario a palazzo Chigi. Matteo Renzi ha deciso di accelerare, di chiudere questa partita piazzando a Porta Pia un fedelissimo per rimettere ordine in una struttura che sembra andata fuori controllo. Ma qui finiscono le certezze. Nemmeno un vertice pomeridiano tra il premier e Angelino Alfano (presente anche Maurizio Lupi) è bastato per sciogliere il nodo politico della faccenda. Ovvero, quale sarà la compensazione per i centristi? Renzi e Alfano un'intesa non l'hanno ancora trovata. "Noi  -  ha detto il ministro dell'Interno al premier  -  ti proponiamo Quagliariello per un ministero del Sud. Un nuovo ministero che metta insieme gli Affari regionali e la delega sulla coesione territoriale ". La risposta è stata evasiva. "Preferirei una donna, anche per rispettare la parità di genere ", ha replicato Renzi. E la cosa è finita lì. In ambienti renziani circolano anche i nomi più graditi per quel ruolo. Graditi a palazzo Chigi, s'intende: da Erminia Mazzoni a Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato Antonino assassinato dalla 'Ndrangheta, dalla senatrice Federica Chiavaroli a Valentina Castaldini, portavoce Ncd. Ma Alfano e Lupi insistono su Quagliariello. E soprattutto non accettano l'altra idea che Renzi sembra avere in mente. Quella di dare ai centristi solo gli Affari regionali, nominando un renziano doc al posto che sarà lasciato libero dal sottosegretario Delrio (con il potere sui fondi Ue). Anche per questa carica circolano un po' di nomi, con un'alta dose di aleatorietà: si parla del vicesegretario Guerini (che smentisce), del vicecapogruppo Ettore Rosato, di Matteo Richetti. Se non lo stesso Luca Lotti, l'altro dioscuro di palazzo Chigi, che sommerebbe le deleghe di Delrio a quelle già nel suo mazzo. Almeno su una nomina Alfano e Renzi si sono invece trovati d'accordo: il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, in settimana diventerà il nuovo prefetto di Roma per gestire il Giubileo straordinario.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: La tenda orto che combatte la siccità in Africa
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: Roots up è la copertura low cost che aiuta gli agricoltori etiopi a coltivare gli altipiani che ogni anno perdono valore per la siccità sempre più frequente
TESTO:ROOTS UP è il progetto per una tenda economica che permette di coltivare un piccolo orto e ottenere acqua potabile anche in climi estremamente aridi, grazie al metodo per catturare la rugiada messo a punto dall'omonima organizzazione non profit in collaborazione con l'Università Etiope di Gondar. Sfruttando il fenomeno naturale della condensazione del vapore acqueo durante le ore notturne, la tenda riesce a creare le condizioni climatiche necessarie alla crescita delle specie vegetali commestibili. Una semplice struttura in legno è avvolta da un involucro tessile che protegge le piantine dal calore eccessivo del giorno e favorisce la ventilazione naturale grazie all'escursione termica che si crea tra la parte alta e quella bassa della struttura piramidale. Una corda consente di aprire la sommità della tenda durante la notte per permettere all'aria fresca di entrare e alla condensa di depositarsi nel grande imbuto centrale per riempire un serbatoio di acqua potabile da utilizzare per innaffiare gli ortaggi e dissetarsi. In caso di pioggia si può aprire tranquillamente la copertura per raccogliere più acqua possibile pur proteggendo le piante da un eccessivo innaffiamento. La tenda orto di Roots up aiuta in modo economico e con metodi molto semplici i coltivatori africani che negli altipiani etiopi combattono ogni giorno l'insicurezza alimentare causata dagli scarsi raccolti dovuti alla siccità sempre più frequente. Ogni anno si verifica l'esodo di circa 300.000 coltivatori che decidono di abbandonare il territorio inospitale in cui sono nati per cercare terreni migliori altrove, mentre 33 milioni di etiopi si trovano in una condizione di fame cronica. Le cause di questo fenomeno sono il cambiamento climatico, la  massiccia deforestazione e l'uso di metodi di coltivazione obsoleti che a lungo termine impoveriscono i terreni. Uno studio effettuato dalla World Bank dimostra che dal 2000 al 2010 la perdita del valore agricolo dei terreni etiopi si aggira attorno ai 7 miliardi di dollari e il Bureau of Agriculture di Amhara ha stimato che ogni anno solamente nella regione di Amhara si perdono 120 milioni di tonnellate di terreno. L'attività dell'organizzazione Roots up è anche di formazione, con l'organizzazione di una serie di workshop in cui vengono insegnati ai coltivatori i metodi per utilizzare le strategie bioclimatiche per combattere la siccità che ogni anno rende il terreno sempre meno produttivo. (*) della redazione di Rinnovabili. it
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: L’ultimo insetto killer arriva dal Giappone. Sotto attacco i nostri pomodori
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO:  Si chiama Popillia e mangia le radici delle piante fino a far scomparire un intero prato. Ma è solo una delle specie invasive in Italia: ormai se ne contano. ..
TESTO:TURBIGO (MILANO) - MEGLIO stare attenti: l'attacco può arrivare dal mare e dal cielo. Gli alieni viaggiano in nave e in aereo ma non disdegnano camion e automobili. "In questi primi giorni di primavera  -  dice Mario Colombo, entomologo dell'università statale di Milano  -  l'ultimo alieno che abbiamo trovato, la Popillia japonica  -  sta lavorando sotto terra. Le sue larve bianche, dal mese di settembre, stanno mangiando le radici delle piante. Quando sono numerose, possono fare sparire un intero prato. A fine maggio le larve si trasformeranno in scarabeidi, lunghi circa 12 millimetri, con torace verde  -  dorato brillante. Potranno attaccare 295 specie vegetali, di cui almeno cento di forte interesse economico, come il mais, la vite, il pomodoro, i meli, i fiori. .. E con l'inverno mite che c'è stato, non possiamo aspettarci nulla di buono". L'allarme è stato lanciato dalla Coldiretti della Lombardia. "Dal Giappone il nuovo Attila di piante e fiori. Arriva l'Alien dagli occhi a mandorla". Dai testi di entomologia non è dato sapere se la Popillia abbia davvero occhi a mandorla, ma il nuovo arrivato fa paura. "Negli Stati Uniti  -  dice Ettore Prandini, presidente della Coldiretti lombarda  -  dove è presente dal 1916, il coleottero giapponese rappresenta la specie di insetto infestante più diffusa. Secondo il dipartimento di Agricoltura degli Usa gli interventi di controllo costano più di 460 milioni di dollari all'anno". La Popillia japonica è stata scoperta a Turbigo, nel parco del Ticino  -  non lontano da Malpensa  -  nel luglio scorso. "Era già presente in Europa  -  racconta il professor Mario Colombo  -  ma solo nelle isole Azzorre. Secondo la Banca dati mondiale delle specie invasive sono oltre 200 quelle presenti nel nostro Paese. I commerci spregiudicati o incoscienti, il turismo o più semplicemente incauti spostamenti di persone e materiali possono essere causa di perenne calamità ". Correva l'anno 1980 quando il professor Colombo scoprì, in provincia di Como, un pidocchio delle piante che infestava i noci. "Era stato trovato solo nel 1929 a Darjeeling, 12.000 chilometri di distanza da Como, fra la Cina e l'India. Il British Museum, per la sua collezione mondiale di insetti, mi chiese qualche esemplare perché di quell'afide avevano solo due zampette e due antenne. Quella fu solo la prima scoperta. Ogni anno ci sono tre o quattro specie arrivate da altre parti del mondo. Una graduatoria fra le più nocive? Al primo posto il tarlo asiatico, Anoploplora chinensis, che mangia l'interno dei tronchi e fa cadere gli alberi. Al secondo la zanzara tigre. Aedes albopictus, che punge non solo all'alba e al tramonto ma tutto il giorno e tutto l'anno. Sul terzo gradino del podio metto la Popillia japonica. È stata localizzata nel parco del Ticino, ma quando trovi un insediamento, sai che questo insetto molto facilmente è già presente in un territorio più vasto. Non sarà un'annata facile, dicevo. In questo inverno non c'è stato un vero gelo e così gli insetti che dovevano morire  -  come i pidocchi delle piante, le farfalle dei gerani, le zanzare. ..  -  non sono morti e quelli che dovevano subire una forte riduzione non sono affatto indeboliti". Che fare? "Per la Popillia si metteranno trappole attrattive, per catturare migliaia di esemplari e distruggerli. Ma non basterà. Si useranno anche insetticidi ma il trattamento chimico deve essere limitato. L'importante è trovare un antagonista naturale  -  come si è fatto ad esempio con l'insetto parassitoide Torymus contro la Vespetta galligena del castagno  -  per ricostruire un equilibrio ecologico. Ma ci vorranno tre, cinque o dieci anni". I coltivatori sono i più preoccupati. "Sono ormai globalizzati  -  dice Ettore Prandini  -  anche i parassiti. Ci troviamo a fare i conti con specie originarie dell'Asia o delle Americhe per le quali il nostro ambiente non è preparato e non ha predatori naturali. Dopo la Diabrotica del mais e il tarlo asiatico, dobbiamo affrontare questa Popillia". E non è finita: nei giorni scorsi in Brianza forse è arrivata anche la Xylella, il batterio che sta uccidendo olivi ed agrumi nel Sud. Sembra che abbia infestato piante di Coffea arabica, usate come ornamentali, arrivate dal Costa Rica. In qualche caso, contro gli alieni, ci sarà una vera e propria guerra. "Sto studiando in particolare  -  racconta il professor Colombo  -  l'azione di contrasto alla vespa velutina, che afferra in volo le api e le uccide. È aggressiva più del calabrone, anche verso l'uomo. Seri problemi anche per l'Aethina tumida, un piccolo coleottero che distrugge i favi". Contro la vespa velutina, chiamata anche vespa killer, si userà anche il radar. Il professor Marco Porporato, del dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari dell'università di Torino sta sperimentando un sistema radar capace, tramite una minuscola antennina installata su un esemplare, di seguire il volo della vespa fino al suo nido, che così viene individuato e distrutto. Forse questa battaglia sarà vinta. Ma altri Alien sono pronti. E potranno scegliere vie di mare, di cielo e di terra.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Firenze, arrestato il compagno di Irene Focardi
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: Davide Di Martino, il compagno dell’ex modella fiorentina scomparsa dal 3 febbraio e ritrovata morta martedì, è finito in carcere con l’accusa di omicidio
TESTO:Di Martino si trovava già ai domiciliari per scontare una pena a tre anni e nove mesi per maltrattamenti. Il processo era nato proprio dalle violenze subite da Irene. Nonostante questo, i due avevano continuato a frequentarsi. Ieri, quando l? autopsia ha confermato che il cadavere trovato domenica era quello di Irene, la casa di Di Martino è stata a lungo perquisita dagli uomini della mobile e della scientifica della questura di Firenze. Nella notte è poi scattato il fermo. Di Martino si trova adesso nel carcere di Sollicciano.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Monza, 16enne con la bici muore travolto da auto: dubbi sul test per la droga al conducente
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: La vittima rientrava da un incontro con gli scout. L'uomo si è fermato subito e ha chiamato i soccorsi: si aspettano le controanalisi sugli stupefacenti. I.. .<br clear='all'/>
TESTO:Tornava da una riunione con gli scout quando in un attimo uno schianto se l'è portato via. M.T. , 16 anni, è morto in sella alla sua bicicletta attraversando via Visconti a Monza. L'auto che l'ha travolto era guidata da un ventenne che si è fermato e ha chiamato l'ambulanza. Il giovane è risultato negativo al test per l'alcol, mentre ha dovuto rifare quello per la droga in quanto il primo non ha dato esito certo. Il risultato del secondo esame, che si fa in ospedale quando si sospetta un caso di 'falso positivo', sarà noto in circa 48 ore. A una settimana di distanza dall'incidente che ha provocato la scomparsa di un altro adolescente, Elio Bonavita, rimasto ucciso in un maxi scontro tra auto mentre con sua madre era diretto al campo di calcio, Monza è dunque di nuovo teatro di un drammatico incidente. I genitori di Matteo hanno autorizzato nel pomeriggio l'espianto degli organi. Il ragazzo, secondo quanto ricostruito dalla polizia locale, verso le 23 stava facendo rientro a casa da un incontro con gli scout (avrebbe dovuto partire con loro per le vacanze di Pasqua), quando la sua mountain bike rosse è stata centrata in pieno dalla Volkswagen Scirocco bianca guidata da un giovane monzese. I traumi riportati nella caduta sono apparsi subito gravissimi. Forse un errore del guidatore, forse l'adolescente ha attraversato la carreggiata non in corrispondenza dell'attraversamento pedonale e il buio ha fatto il resto. A dirne di più saranno gli esiti dei rilievi. L'automobilista che lo ha investito, anche se sotto shock, si è fermato immediatamente e ha chiamato i soccorsi. Sul posto sono intervenute un'ambulanza e un'auto medica. La famiglia della vittima ha autorizzato la donazione degli organi. In serata, a partire dalle 21, è stata organizzata una veglia in piazza Carrobiolo a Monza, sede del gruppo scout della vittima. "Sono un suo amico, lo conoscevo da quando avevamo otto anni - scrive un amico su Facebook - Eravamo alla riunione scout insieme, stavamo tornando a casa, ci siamo salutati in via Visconti e dopo cinque minuti è successo tutto. Lui era una brava persona, faceva del bene per tutti. Rimarrà sempre nei nostri cuori".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Tangenti Expo, Acerbo patteggia una condanna a tre anni e torna in libertà
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: L'ex subcommissario era accusato di aver pilotato l'assegnazione dell'appalto per le Vie d'acqua. In cambio avrebbe ottenuto due contratti fittizi dalla. ..<br clear='all'/>
TESTO:Ci sono prove consistenti che dimostrano come Antonio Acerbo, ex subcommissario di Expo, abbia pilotato la gara per la costruzione delle Vie d'acqua sud in cambio di contratti fittizi di consulenza a favore del figlio Livio. Prove da cui si evince che l'allora responsabile del Padiglione Italia aveva messo su un 'sistema' di cui avrebbero fatto parte anche il suo braccio destro Andrea Castellotti e Giandomenico Maltauro, cugino dell'imprenditore Enrico e consulente dell'omonima società di costruzioni vicentina. Per questo motivo il gup milanese Ambrogio Moccia oggi ha accolto la richiesta di patteggiamento a tre anni di reclusione con un risarcimento di 100mila euro da versare nelle casse di Expo 2015 spa avanzata, tramite l'avvocato Federico Cecconi, da Acerbo, tornato così in libertà dopo quasi sei mesi di arresti domiciliari. Quando il patteggiamento diventerà definitivo, l'ex manager potrà chiedere l'affidamento in prova ai servizi sociali per scontare la pena. Accolte anche le istanze di patteggiamento presentate da Giandomenico Maltauro, difeso da Enrico Giarda, a due anni e sei mesi con un risarcimento da 50mila euro (sempre alla società Expo, parte offesa), e da Castellotti, dirigente della Tagliabue spa, difeso da Mario Brusa, a due anni con pena sospesa e 3 mila euro di risarcimento. Il giudice ha in sostanza ritenuto che gli atti di indagine "offrono elementi probatori che depongono consistentemente" a favore della "sussistenza" delle ipotesi di reato, ossia la corruzione e la turbativa d'asta, contestate a vario titolo ai tre imputati, tutti arrestati lo scorso ottobre e ora liberi. Si conclude così uno dei filoni dell'inchiesta dei pm milanesi Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio sui lavori per Expo, nato da quello  principale con al centro la cosiddetta 'cupola degli appalti' e che a maggio scorso aveva portato in cella, fra gli altri, l'ex pci Primo Greganti e l'ex dc Gianstefano Frigerio (anche loro hanno patteggiato nei mesi scorsi, assieme ad altri imputati). Secondo la ricostruzione della Procura, Acerbo "in qualità di commissario delegato per le opere" avrebbe fatto vincere nel luglio 2013 la gara per l'appalto sulle Vie d'acqua sud, del valore di 42,5 milioni di euro, a un'associazione temporanea di imprese capeggiata dalla Maltauro e in cui figurava anche la Tagliabue. In cambio suo figlio Livio avrebbe ottenuto nel 2012 un contratto fittizio di consulenza da 36mila euro dalla Maltauro e la promessa di altri 150mila euro, dopo una iniziale richiesta di 300mila euro, attraverso un altro contratto 'schermo' con una delle sue molte società. Dalle indagini della guardia di finanza è emerso, fra l'altro, che sette mesi prima della gara, ossia nell'agosto 2012, l'ex subcommissario avrebbe passato a Maltauro e Castellotti, ex facility manager sempre del Padiglione Italia, una chiavetta usb con dentro "gli atti progettuali definitivi e riservati" sull'appalto. Acerbo, fra l'altro, è anche indagato per turbativa d'asta nell'inchiesta della Procura di Firenze sulle grandi opere, che ha portato all'arresto del progettista Stefano Perrotti e di un ex manager del ministero delle Infrastrutture, Ercole Incalza. L'accusa riguarda l'appalto per la costruzione di Palazzo Italia per l'Expo. Il figlio Livio, invece, è accusato di riciclaggio e concorso in corruzione in un filone dell'inchiesta milanese ancora aperto, nel quale sono indagati anche un manager della Tagliabue e un architetto. Filone di cui si attende la chiusura con il deposito di altre carte.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Addio a Mario Scaturchio, decano dei pasticcieri napoletani
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: Aveva 86 anni. I suoi funerali nella basilica di San Domenico Maggiore, a pochi passi dal suo storico locale. La: "sfogliatella" e il: "ministeriale" famosi in . ..<br clear='all'/>
TESTO:Impossibile trovare un napoletano non innamorato del suo ministeriale, il dolce al cioccolato fondente con crema al liquore, famoso e adorato quanto le sfogliatelle. Era il decano dei pasticcieri napoletani, Mario Scaturchio. Un arresto cardiaco se l'è portato via a 86 anni. Nelle sue mani, la sapienza e la storia di un'intera famiglia votata all'arte del dolce: il padre, Giovanni, aveva aperto il primo laboratorio nel 1905 a via Toledo, assieme al fratello Francesco. Martedì, i funerali si sono svolti a San Domenico Maggiore, proprio a pochi passi dal locale storico che da decenni ospita il quartier generale della sua attività.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Valanga sulle Alpi francesi al confine con l'Italia, tre morti e un ferito grave
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: Secondo le prime informazioni la slavina è piombata su una comitiva di una dozzina di alpinisti austriaci sul colle Emile Pic, a 3500 metri di quota, vicino a. ..<br clear='all'/>
TESTO:Un gruppo di scialpinisti è rimasto intrappolato sotto una valanga abbattutasi vicino a Briançon, nel massiccio de Les Ecrins sulle Alpi francesi, non lontano dal confine con l'Italia. Le persone travolte sarebbero una dozzina e tre sarebbero i morti, di nazionalità austriaca. I soccorritori - appartenenti ai plotoni di "Gendarmerie de Haute montagne" di Briançon, dell'Isère e di Modane, con cani da valanga - stanno scavando nella neve nel settore del colle Emile Pic, a un'altitudine di 3483 metri nel Comune di Pelvoux, ma le operazioni -compreso il "sondaggio" della valanga alla ricerca di dispersi - sono ostacolate dal forte vento, a ottanta chilometri l'ora, che da tre giorni soffia sulle Alpi occidentali. E' quanto annuncia la prefettura del dipartimento delle Hautes-Alpes, precisando che al tragico bilancio si aggiunge un ferito molto grave che sarebbe stato trasportato all'ospedale di Grenoble in elicottero. In precedenza, fonti di stampa avevano parlato di 10-12 persone sepolte dalla valanga, di cui almeno tre in arresto cardio-respiratorio.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Le mani di Perotti anche sulla Pedemontana: a moglie e figlia incarichi per 9 milioni di euro
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: Il figlio dell'ex ministro Lupi aveva lavorato col fratello della moglie del professionista arrestato a Firenze. E adesso Cantone vuole vederci chiaro sugli. ..<br clear='all'/>
TESTO:A capo di Ingegneria Spm ci sono Stefano Perotti e la moglie Christine Mor. Il primo è indagato per corruzione e per turbata libertà degli incanti, anche per aver pilotato l'appalto del Padiglione Italia di Expo. La seconda, sorella di Giorgio Mor, titolare dello studio dove ha lavorato il figlio dell'ex ministro Maurizio Lupi, Luca, è accusata di far parte dell'associazione per delinquere insieme con gli altri componenti dello studio indagati. Alla figlia di Perotti, Corinne, è stata affidata la direzione dei lavori per la realizzazione del sistema di esazione dei pedaggi, con un compenso di 88mila 145,77 euro, come si legge in una lettera datata 20 marzo firmata dall'ad di Pedemontana, Nicola Meistro. Una missiva che conferma nero su bianco che la società controllata da Pedemontana ha "stipulato un contratto per l'affidamento della direzione dei lavori per la realizzazione del sistema di esazione dei pedaggi a Corinne Perotti". L'appalto complessivo era stato inizialmente affidato alla società Pedemontana Spca e al colosso Ati Strabag. Il contratto che affida successivamente a Ingegneria Spm della famiglia Perotti la progettazione definitiva e la realizzazione del primo lotto della tangenziale di Como, di quello della tangenziale di Varese, della tratta delle autostrade A8 e A9 del collegamento Dalmine-Como-Varese-Valico del Gaggiolo è per un importo complessivo di 8 milioni 756mila 328,92 euro. Di cui 252mila 258,27 come primo importo aggiuntivo più altri 400mila 425,13 come secondo importo aggiuntivo. Numeri che figurano in una fitta corrispondenza tra i vertici di Pedemontana, quelli della controllata Pedemontana Spca, Cal, la società concessionaria della Regione, la prefettura di Varese e l'Autorità nazionale anticorruzione. Quest'ultima ha deciso di vederci chiaro e - come nel caso del verbale ispettivo dello scorso 17 febbraio sulla gara di appalto per la tratta A di Pedemontana e il primo lotto delle tangenziali di Como e Varese - ha inviato gli atti sia alla Corte dei conti sia alla Procura. L'ultima richiesta di informazioni di Cantone all'ad di Pedemontana, Marzio Agnoloni, e per conoscenza al commissario unico Sala e al presidente di Cal, Vincenzo Pozzi, è datata 3 marzo. Pochi giorni prima che scoppiasse il caso legato all'inchiesta della Procura di Firenze sugli appalti truccati per le Grandi opere. Si tratta della stessa società di progettazione che nelle carte di Firenze viene definita la longa manus di Ettore Incalza, l'ex dirigente del ministero dei Lavori pubblici, fra gli arrestati nell'inchiesta della Procura toscana. La lettera dell'Anac chiede ai vertici di Pedemontana di chiarire entro 30 giorni i presupposti per il ricorso all'affidamento dei lavori senza gara. Le prestazioni affidate e i relativi importi. Lo stato dei lavori e la presenza di eventuali contenziosi. In caso contrario l'autorità presieduta da Cantone minaccia sanzioni e il deferimento al Consiglio dell'autorità per le decisioni necessarie. I vertici di Pedemontana nelle loro controdeduzioni sostengono che tutto è in ordine, ma nella società cresce la preoccupazione per l'andamento dei conti. Dalla Regione l'assessore regionale al Bilancio, Massimo Garavaglia, preme perché il cda di Pedemontana approvi il bilancio. L'ad Agnoloni prende tempo, ma le banche creditrici avrebbero chiesto a Palazzo Lombardia un rapporto sulla previsione del traffico per finanziare il resto dell'opera. Il tratto A della Pedemontana da Lomazzo a Cassano Magnago è stato inaugurato dal governatore Roberto Maroni a gennaio. Al momento è l'unico tratto aperto, lungo circa 15 chilometri. Le tangenziali di Varese e Como dovrebbero essere pronte, rispettivamente, ad aprile e a luglio. Inizialmente dovevano essere tutte aperte per Expo 2015. Ora, invece, nonostante le rassicurazioni di Maroni, rischiano di essere anche le ultime.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Milano, Formigoni in aula per il caso Zambetti: "Lo conobbi tardi". Ma una foto lo contraddice
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: L'ex governatore Roberto Formigoni ha chiesto di non essere ripreso dalle telecamere. Fu l'intervento dell'ex ministro Gianfranco Rotond, dice, a convincerlo. ..<br clear='all'/>
TESTO:Appena entrato in aula, la prima cosa che l'ex governatore Roberto Formigoni chiede alla collegio del tribunale di Milano è di non essere ripreso dalle telecamere. Poi, ascoltato come teste nel processo a carico dell'ex assessore regionale Domenico Zambetti, accusato di voto di scambio con la 'ndrangheta, inizia a spiegare il suo rapporto con lui, assessore in due giunte dal 2005 fino al 201, quando il politico dell'Udc non fu confermato dopo un rimpasto. "Da diverse parti mi erano giunte voci su di una campagna dispendiosa, con parecchie cene elettorali - dice in aula Formigoni rispondendo alle domande del pm Giuseppe D'Amico - Già dal 2010 si stavano verificando vicende che hanno esasperato la mia attenzione sulla formazione della giunta e chiesi ulteriori spiegazioni". Secondo l'ex governatore, oggi senatore del Nuovo centrodestra, fu l'intervento dell'ex ministro Gianfranco Rotondi a convincerlo nella riconferma nella nuova giunta. "Dopo la vittoria alle elezioni regionali del 2010 decisi di confermare le deleghe a Zambetti anche grazie alle rassicurazioni ricevute da Rotondi sulla correttezza del suo operato. Rotondi mi disse: 'Tu conosci Zambetti da pochi anni, io da trent'anni. Voglio rassicurarti sulla sua assoluta correttezza'. Questa accorata difesa - conclude Formigoni - mi fece propendere per la scelta di confermare Zambetti nel ruolo di assessore, cambiandogli le deleghe".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Ddl anticorruzione al Senato: ecco cosa cambia
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: Dal falso in bilancio alla stretta sui reati di mafia, le novità contenute nel disegno di legge. Per chiedere un patteggiamento dopo aver agito ai danni della. ..
TESTO:ROMA - Il Senato ha approvato il disegno di legge anticorruzione. Tra le novità: il falso in bilancio che torna a essere reato, le intercettazioni solo per le società quotate, carcere più lungo per i mafiosi. Di seguito, ecco cosa cambia. Reati di mafia. E' sui reati di mafia che arriva una prima stretta. Aumentano infatti le pene per il 416 bis e la corruzione. Per chi fa parte di una associazione mafiosa formata da 3 o più persone è prevista la reclusione da 10 a 15 anni (oggi è dai 7 ai 12). Le pene aumentano per chi promuove, organizza e dirige l'associazione. Per quel che riguarda la reclusione, si passa dagli attuali 9-14 anni a 12-18 anni previsti nel ddl. Falso in bilancio. Sul falso il bilancio, le pene per le società non quotate andranno da 1 a 5 anni (e ciò renderà impossibile l'uso delle intercettazioni). Per le società quotate, invece, le pene andranno da un minimo di 3 ad un massimo di 8 anni. Per le piccole imprese si andrà da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 3 anni. Le sanzioni pecuniarie a carico delle società che hanno tratto vantaggio o avuto interesse dal falso in bilancio, la misura arriva a 600 quote per le società in Borsa e a 400 quote per le non quotate. Più poteri di vigilanza all'Anac. Aumenta il peso dell'Anac, l'autorità nazionale anti corruzione che dovrà essere informata attraverso il suo presidente dal pm qualora quest'ultimo eserciti l'azione penale per reati contro la pubblica amministrazione. L'Anac, inoltre, potrà intervenire sui contratti di appalto segretati e sarà informata su ogni notizia emersa in contrasto con le regole della trasparenza nelle controversie sull'affidamento di lavori pubblici e sul divieto di rinnovo tacito di contratti di lavoro pubblici. Pubblica amministrazione. Novità anche per quel che  riguarda la corruzione nella pubblica amministrazione. Ma per poter richiedere un patteggiamento sarà necessaria la restituzione integrale del prezzo o del profitto del reato corruttivo. Questo varrà per alcuni dei principali reati contro lo Stato. Non solo: sulla condizionale, per ottenere la sospensione della pena, bisognerà aver risarcito la PA.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Orfini contro Bersani: "Spaccare il Pd sull'Italicum? Incredibile e incomprensibile"
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: Il presidente del Pd replica alle parole dell'ex segretario in tema di riforma elettorale. Gli risponde anche Giachetti: "Hai le idee confuse". Minoranza dem. ..
TESTO:ROMA -  "Immaginare che si possa spaccare il Pd su una richiesta di modifiche marginali all'Italicum, dopo che anche su sollecitazione di Bersani è stato completamente riscritto, lo trovo incredibile e incomprensibile. Non vorrei che per ragioni strumentali si creasse tensione nel Pd". Così Matteo Orfini, interpellato dall'Ansa, commenta le dure parole contro Matteo Renzi e la riforma elettorale dell'ex leader democratico nel colloquio di oggi su Repubblica. Sul rischio di una scissione del partito, il presidente dem aggiunge: "Spero che Bersani sia stato male interpretato e in ogni caso non credo che corrisponda all'umore e al sentimento della nostra gente. Non vorrei che si finisse per creare una situazione di tensione, perché non è quello che i nostri iscritti ed elettori ci chiedono". Alle parole dell'ex segretario del Pd in tema di riforma elettorale replica anche Roberto Giachetti: "Caro Bersani, io avrei la memoria corta? Diciamo che, se sei in buona fede, hai le idee piuttosto confuse. Ti faccio presente che in poche righe hai detto tre falsità". "E sentirvi dire oggi -  rincara, rivolto alla minoranza Dem nel suo complesso - che votereste subito per il Mattarellum non è solo una insopportabile provocazione ma una colossale mistificazione della realtà". Il vicepresidente Pd della Camera propone anche l'esplicito hashtag #facciofaticaanonincazzarmi. La controreplica di Bersani non tarda ad arrivare: "Io falsità non ne dico - risponde l'ex segretario a Giachetti - la prova del nove è che i numeri adesso ci sono di sicuro, inutile parlare di numeri che c'erano. Se si vuol fare il Mattarellum io ci sto". Ma è la stessa minoranza dem ad essere divisa al suo interno. Ne è la prova l'intervento di Dario Ginefra, vicino a Roberto Speranza, che sottolinea la necessità di  "un chiarimento all'interno di Area Riformista perché deve essere inequivocabile il suo progetto". E rileva che "in questi giorni si susseguono dichiarazioni e interviste di autorevoli esponenti che non credo rappresentino in modo fedele il pensiero di un luogo nato per irrobustire il ruolo del PD e per rilanciarne l'iniziativa politica del partito nel territorio". "Se la missione dovesse invece diventare quella di 'guastatrice' del governo Renzi è giusto - mette in chiaro il deputato Dem - che si sappia perché ciascuno possa sentirsi libero di fare le proprie scelte".  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Fi, dopo gli addii ripartono le polemiche. Toti a Bondi e Repetti: "Via dal parlamento"
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: Entrambi hanno abbandonato Berlusconi e il consigliere azzurro li attacca: "Se lasciano il partito, devono dimettersi da senatori". La replica: "Irrispettoso, ...
TESTO:Immediata la replica della Repetti a Toti: "All'onorevole Toti che dice, riferendosi a me e al senatori Bondi che ci siamo dimessi da Fi per passare al gruppo misto, che per coerenza dovremmo dimetterci da senatori, vorrei far comprendere la totale illogicità delle sue parole con queste precisazioni: non mi pare di averlo sentito fare le stesse considerazioni quando più di 60 parlamentari sono usciti da Forza Italia prima di noi per formare un altro gruppo che lo stesso Toti rincorre tutt'oggi per fare alleanze". E ancora: "Mi pare chiaro  che in Fi ci siano problemi oggettivi con faide interne e regolamenti di conti, di cui Toti fa parte, mentre noi, proprio per l'affetto che nutriamo per il presidente Silvio Berlusconi, non vogliamo parteciparvi; infine, mi sento assolutamente coerente col mandato degli elettori proprio uscendo da un partito che è profondamente cambiato rispetto agli ideali a cui si è ispirato".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Giovanardi verso il processo dopo le parole su Federico Aldrovandi: ''Non chiedo scusa''
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: Disse: "Ma quale sangue, quello è un cuscino". La Giunta immunità del Senato vota l'autorizzazione a procedere. I pm: diffamazione aggravata
TESTO:Giovanardi aveva replicato alle accuse di diffamazione sostenendo di non aver mai detto che "la foto fosse modificata". "Ho sempre detto che la foto mostrata dalla signora Moretti era vera - assicura - altra questione è rappresentata dalle differenti versioni che nel processo e fuori dal processo sono state date di quello che appare nella foto. ..". Ma la Giunta oggi ha dato il via libera affinché i magistrati procedano nei confronti di Giovanardi. Una decisione che dovrà essere ora confermata dall'Aula di palazzo. Sempre per quanto riguarda il caso Aldrovandi, solo pochi giorni fa la Corte dei Conti ha deciso che i quattro agenti condannati per la morte del ragazzo dovranno risarcire lo Stato pagando 560mila euro. Giovanardi: "Io non chiedo scusa, il cuscino non c'entra niente con la morte". "La giunta ha deciso in circa mezz'ora, in assenza di colleghi come Buemi, a Verona impegnato con l'antimafia, o D'Ascola, relatore del ddl anti corruzione. Io non potevo stare in giunta in quel momento, Buemi aveva chiesto la cortesia di poter intervenire sulla questione, invece il problema è stato risolto in mezz'ora con una maggioranza Pd-Movimento 5 Stelle, una maggioranza schierata. Questo in contrasto con un consolidato orientamento della giunta per quanto riguarda la possibilità di un parlamentare di parlare fuori dal parlamento di argomenti già trattati in parlamento, come nel mio caso che ne avevo già parlato nella doppia qualifica di ministro e parlamentare, rispondendo a interrogazioni". Sono le parole a caldo di Carlo Giovanardi, dopo la decisione della Giunta. "Quella foto è stata scattata 52 ore dopo la morte di Federico Aldrovandi, come documentato dal perito dei pubblici ministeri. Quello che emerge dietro di lui è un mix di sostanze, enfatizzate dal cuscino: quando un corpo viene tenuto sul tavolo dell'obitorio si sedimentano fluidi, materiale ematico, definibile in vari modi, accentuato dalla postura. Quella foto non c'entra niente con le cause della morte di aldrovandi". Non pensa di dover chiedere scusa a Patrizia Moretti? "Si chiede scusa quando si dice qualcosa di irriguardoso o offensivo. Io non mi sono mai permesso di dire nulla di irriguardoso nè di offensivo nei riguardi della signora Moretti, di cui comprendo benissimo il dolore ma non per questo non partecipo anche al dramma di quattro poliziotti la cui vita è stata rovinata da quel tragico episodio senza nessun comportamento doloso da parte loro".  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Corruzione e falso in bilancio avanti al Senato
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: La legge contro la corruzione passa al Senato, due anni dopo la presentazione della proposta da parte dell'allora senatore Grasso, oggi presidente di Palazzo. ..
TESTO:La legge contro la corruzione passa al Senato, due anni dopo la presentazione della proposta da parte dell'allora senatore Grasso, oggi presidente di Palazzo Madama. La grande novità della mattina è che è tornato il falso in bilancio anche per le società non quotate in Borsa. E' stata così smantellata una delle più pericolose leggi ad personam fabbricate a uso e consumo di Berlusconi quando era a Palazzo Chigi. Una legge tanto cara a Forza Italia e non solo a Forza Italia che un emendamento presentato poco prima dell'approvazione dell'articolo 8 (quello che ripristina il falso in bilancio) era stato respintoi per un solo voto. Truccare i rendiconti anche per chi non è quotato in Borsa torna ad essere un reato così come le false comunicazioni sociali per le società quotate. Non è passata invece la proposta dei grillini di interdizione perpetua dai pubblici uffici per chi commette reati di corruzione. Questo ha dato modo a Grillo di scoprire le carte pubblicamente chiedendo una "Procura AntiPd" al posto della Procura Antimafia. Nel Pd continua la tensione fra minoranza e renziani, ma anche all'interno della stessa minoranza di sinistra. Le dure parole di bersani che in un colloquio con Repubblica evoca la scenario della scissione, risponde con altrettanta durezza il capogruppo alla Camera Speranza. Molti invocano la necessità di un chiarimento nella minoranza che appare ancora una volta divisa in fazioni. Renzi intanto ha provveduto a nominare il successore di Lupi al ministero delle Infrastruttire. Come anticipato da Repubblica Graziano Delrio è stato promosso ministro, mentre all'Ncd andrà il ministero degli Affari regionali che il premier vuole assegnare a una donna. In Forza Italia Toti, consigliere politico di Berlusconi, contro Bondi e Repetti che se ne sono andati. Per Toti dovevano dimettersi dal Parlamento e non andare nel gruppo Misto.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Studiare medicina è dolce se gli organi son fatti di caramelle
DATA: 2015-04-01
OCCHIELLO: L’idea originale di uno studente sta spopolando all’università di Glasgow
TESTO:Uno studente 27enne di medicina dell? università di Glasgow ha iniziato a ridisegnare le tavole dei suoi libri di anatomia usando le caramelle. Ne ha fatto un account Instagram, @CandyAnatomy, dove al momento ci sono 41 foto illustrate con mentine, gommose, zuccherini e caramelle alla frutta. .. Un successo con i colleghi e compagni di corso, che fanno a gara per studiare sui suoi appunti (e poi mangiarli). (testi di Eva Perasso) Credits Instagram / @CandyAnatomy (https: //instagram. com/candyanatomy/)
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Ecco la prima macchina per il caffè per fare l'espresso nello spazio
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: Progettata da Lavazza e Argotec insieme con l'Agenzia italiana spaziale garantirà la bevanda più amata nella stazione che ospita l'astronauta italiana Simona. ..<br clear='all'/>
TESTO:La prima macchina per caffè espresso a capsule, in grado di lavorare in condizioni estreme come quelle dello spazio, è pronta per raggiungere la stazione spaziale. Il modello è stato studiato dagli ingegneri di Argotec per poter estrarre il caffè in tutta sicurezza anche in assenza di gravità, al posto dei bicchieri gli astronauti gusteranno il loro espresso da appositi sacchetti. Tra chi berrà il primo caffè in orbita ci potrebbe essere anche l'italiana Samantha Cristoforetti, capitano dell'Areonautica militare che partecipa alla missione Futura. "Il caffè italiano è una bevanda senza confini - ha commentato Giuseppe Lavazza - questo progetto è una sfida scientifica e ingegneristica che speriamo possa migliorare la qualità di vita e alimentare degli astronauti impegnati in missioni di lunga durata". La macchina del caffè spaziale è così complessa da raggiungere un peso di 20 chilogrammi, il tubicino di plastica che conduce l'acqua all'interno di una normale macchina è stato sostituito con uno in acciaio in grado di resistere a condizioni di alta pressione.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Bufera per la visita all'ex Cavaliere, Zambuto si dimette da presidente del Pd siciliano
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: A febbraio andò con il deputato azzurro Gallo Afflitto a casa di Berlusconi e in molti ritengono che il patto Pd-Fi che portò alla contestatissima vittoria di. ..
TESTO:L? unica certezza, in questa storia, è che le gravi accuse nei confronti di Gallo Afflitto sono state ritenute dai magistrati prive di fondamento. Quanto al? gesto nobile? di Zambuto, il primo a dubitare è il segretario del Pd siciliano, Fausto Raciti: "Zambuto ha l? obbligo di spiegare, e meglio, le ragioni di un incontro poco opportuno. Anche questa vicenda conferma che abbiamo fatto bene ad annullare le primarie". Il numero due del Pd nazionale, Lorenzo Guerini, ha chiesto stamani le dimissioni di Zambuto. E sia Raciti che il sottosegretario Davide Faraone, colonnello di Renzi in Sicilia, hanno chiamato Zambuto per invitarlo a fare un passo indietro. Non sono stati i soli. "Sarebbe abbastanza utile che si dimettesse, altrimenti poi lo facciamo noi". Così ha detto il presidente della Regione Rosario Crocetta. "Sono veramente costernato del fatto che Zambuto dica che sia andato a palazzo Grazioli per garantire dell'onestà di un parlamentare rispetto ad un possibile coinvolgimento di quest'lultimo nel concorso per un omicidio - ha aggiunto -. Ma cosa c'entra questa cosa che dice? Queste affermazioni mi hanno lasciato sconvolto. L'ascesa di Zambuto a presidente del partito penso sia stata troppo accelerata: è passato da esponente di Forza Italia, poi del centro e poi presidente del Pd siciliano. Ci sta che le persone cambino, ma ci sta poco che chiunque viene occupa posizioni apicali", ha concluso Crocetta. All'attacco anche il presidente della commissione Affari istituzionali all'Ars, il Pd Antonello Cracolici: "Spero che Zambuto, dopo aver letto i giornali, chieda scusa ai militanti del Pd e si dimetta dalla carica", scrive su Facebook, dopo avere saputo della visita rivelata oggi da Repubblica.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Cantone e la Tangentopoli di Ischia: "Chiesti gli atti alla Procura"
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: Gli appalti finiti nel mirino della procura di Napoli potrebbero essere commissariati
TESTO:L'Anac, l'autorità nazionale anti corruzione ha già proceduto a chiedere gli atti alla procura di Napoli sul caso delle presunte tangenti al comune di ischia. A renderlo i noto è stato stamane lo stesso presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, a margine di un convegno organizzato su "La vigilanza degli appalti pubblici di Expo Milano 2015". Gli atti, ha poi spiegato il magistrato, sono stati chiesti "per capire e verificare quali possano essere gli appalti che possono essere commissariati". "Purtroppo non è la prima volta che le cooperative sono coinvolte negli scandali, perché sono diventate dei veri e propri operatori economici come gli altri: questo un po' dispiace ma è nelle cose", ha aggiunto Cantone. "Le cooperative - ha continuato il presidente dell'Anac  - sono imprenditori come gli altri, vivono uno status sui generis che riguarda soprattutto gli aspetti fiscali e tributari, ma nel settore degli appalti sono operatori economici come gli altri".   
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Anticorruzione, consultazione online sul blog di Grillo: i militanti M5s votano
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: La parola agli iscritti: sul disegno di legge approdato al Senato e: "totalmente  modificato da governo e maggioranza" potranno dire ai parlamentari. ..
TESTO:ROMA - "Oggi martedì 31 marzo dalle 10 alle 19 gli iscritti M5s possono esprimere la loro preferenza sulla legge anticorruzione al voto in aula al Senato e decidere come dovranno votare i portavoce M5s". E' l'annuncio sul blog di Beppe Grillo che dà il via alle consultazioni online sul ddl corruzione. "Domani mercoledì 1 aprile 2015, si terrà in aula al Senato la votazione finale (per il primo passaggio alle Camere) sul pacchetto di norme anticorruzione". "Si voterà su un testo base, che include anche l'atto Senato numero 19 a prima firma del presidente del Senato Pietro Grasso, totalmente modificato nel corso di questi mesi dal governo e dalla maggioranza - si legge ancora sul blog -. Due anni fa Grasso presentava una proposta di legge sull'anticorruzione per la riforma di alcuni significativi istituti in materia di: aumento di pene per i reati di corruzione, di pena per il reato di scambio elettorale politico mafioso, l'introduzione del reato di autoriciclaggio, estensione dell'agente sotto copertura anche per i reati di riciclaggio e autoriciclaggio, reintroduzione del reato di falso in bilancio". A seguire, la domanda: "La legge sull'anticorruzione così come sopra delineata ad oggi nel suo complesso e, fatte salve eventuali ed ulteriori modifiche, sarebbe secondo Te complessivamente meritevole di quale voto in questa prima votazione al Senato? ".  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Unipol, pg Cassazione chiede conferma prescrizione per Berlusconi
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: La Suprema Corte è chiamata a esaminare i ricorsi dell'ex premier e di suo fratello Paolo sull'intercettazione pubblicata da: "Il Giornale" sulla tentata. ..
TESTO:ROMA - La conferma della prescrizione del reato di rivelazione di segreto d'ufficio contestato a Silvio e Paolo Berlusconi. E' questa la richiesta del sostituto pg di Cassazione, Francesco Salzano, davanti ai giudici della sesta sezione penale della Suprema Corte, che sono chiamati ad esaminare i ricorsi presentati dalle difese contro la sentenza emessa dalla Corte d'appello di Milano il 31 marzo dello scorso anno. Il processo riguarda la pubblicazione, il 31 dicembre 2005, sul quotidiano 'Il Giornale' dell'intercettazione, coperta da segreto, della telefonata - con la nota frase "Abbiamo una banca" -  tra l'allora segretario dei Ds Piero Fassino e Giovanni Consorte, all'epoca presidente di Unipol. All'epoca dei fatti la Unipol stava tentando la scalata a Bnl. Secondo Salzano, l'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, diede "il suo assenso alla pubblicazione della telefonata tra Fassino e Consorte nella consapevolezza che era un'intercettazione coperta da omissis che avrebbe avuto un impatto enorme sui mass media, tanto che la frase 'abbiamo una banca' è rimasta nella memoria collettiva", ha detto il procuratore sottolineando che "senza l'apporto decisivo di Silvio Berlusconi non vi sarebbe stata pubblicazione". Durante l'udienza ha tenuto la sua arringa anche l'avvocato Carlo Grosso, che rappresenta Piero Fassino, parte civile in questo procedimento nell'ambito del quale gli è stato riconosciuto il diritto ad un risarcimento di circa 80 mila euro a carico di Silvio e Paolo Berlusconi. "Si era alla vigilia di una rilevante tornata elettorale ha detto Grosso - nella quale si ipotizzava la vittoria della coalizione politica guidata da Romano Prodi". In questo contesto la notizia dell'intercettazione Fassino-Consorte "era molto succosa". "Chi può mai pensare che una notizia di tale rilevanza politica potesse essere pubblicata senza l'avallo di Silvio Berlusconi che era la persona che avrebbe avuto vantaggio politico dall'esplosione della notizia, divulgata ampiamente anche dai media internazionali", ha aggiunto Grosso chiedendo ai giudici di respingere i ricorsi di Silvio e Paolo Berlusconi contro la dichiarazione di prescrizione del processo Unipol dal quale chiedono di essere prosciolti da ogni responsabilità. "Il risultato finale della pubblicazione di quella intercettazione è stato molto dannoso - ha proseguito il legale di Fassino - e questo determina la solidarietà del risarcimento", ossia il fatto che Silvio e Paolo Berlusconi sono chiamati a risponderne insieme.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Crisi, i conti non tornano. Il Pd a un bivio sull'Italicum
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: Non è una buona notizia per il governo questo nuovo aumento della disoccupazione a febbraio. Non è una buona notizia in assoluto, ma non lo è soprattutto. ..
TESTO:Non è una buona notizia per il governo questo nuovo aumento della disoccupazione a febbraio. Non è una buona notizia in assoluto, ma non lo è soprattutto perché dà adito alle accuse di aver gonfiato i dati quando, due settimane fa, Renzi inondò l? Italia di tweet entusiasti per celebrare i 79 mila nuovi posti di lavoro tra dicembre e gennaio. Ora, o quei dati erano taroccati, o qualcuno si è sbagliato in buona fede. Oppure, ed è la spiegazione più probabile, a una sia pur timida ripresa dell? economia ha fatto riscontro un aumento degli aspiranti lavoratori che, dopo la sfiducia più assoluta, tornano ad iscriversi alle liste di collocamento e quindi, in attesa di trovare un posto, gonfiano l? esercito dei disoccupati. In poche parole: prima non esistevano, ora esistono ma sono disoccupati. Per vedere gli effetti del jobs act, se ci saranno, bisognerà aspettare ancora un po? : gli sgravi fiscali per chi assume sono in vigore da gennaio, ma i decreti attuativi sono attivi da marzo. A confermare che l? economia italiana ancora soffre e stenta ad agganciare il treno della ripresa che in tutta Europa corre a una velocità superiore alla nostra, si registra anche il dato secondo cui a marzo c'è una variazione annuale negativa dell'indice dei prezzi (i consumi ristagnano), mentre a febbraio c? è una lievissima risalta dello 0,1 per cento. Tutto questo mentre aumentano i prezzi dei prodotti al supermercato e alla pompa di benzina. Il governo non aggira i dati negativi sull? occupazione, ma il ministro del Lavoro fa notare che in coda a una crisi come quella che sta terminando, la situazione non è stabilizzata e quindi è facilmente altalenante. Comunque per il governo la crisi sta passando. Non quella politica dentro il Pd, però, La Direzione di ieri sera ha segnato un mutamento di fase, anzi una accelerazione di un processo già in corso da tempo. Il confronto fra maggioranza renziana e minoranza da Bersani a Civati è ormai guerra dichiarata, con la decisione dell? opposizione di non votare l? ordine del giorno del segretario sull? Italicum. A Montecitorio comincia la prova decisiva per Renzi: approvare l? Italicum entro la fine di maggio, in tempo per presentarsi vincitore al voto delle Regionali.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Elon Musk: "C'è una novità in arrivo". Forse una: 'batteria' green per la casa
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: L'annuncio del fondatore di Tesla Motors è arrivato via Twitter e ha fatto schizzare il titolo in borsa. Per scoprire i dettagli, però, si dovrà aspettare fino. ..
TESTO:Secondo gli analisti potrebbe trattarsi di una 'batteria' per la casa. Il tweet di Elon Musk - spesso paragonato per ingegno al visionario Steve Jobs - ha generato un tale fermento in rete (il suo tweet è stato condiviso in poche ore da quasi 6mila follower sul microblog) e un balzo in Borsa che ha fatto guadagnare al valore del gruppo un miliardo di dollari in più. Non trattandosi di un'auto, come specificato dallo stesso Musk nel suo tweet, l'ipotesi più accreditata è che l'annuncio possa riguardare un sistema per l'energia domestica - una sorta di batteria per la casa - ovviamente sfruttando le rinnovabili. Musk, come ricorda Fortune, ha confermato a febbraio che il gruppo sta lavorando a una batteria in grado di raccogliere l'energia del sole durante il giorno per poi immagazzinarla nelle ore notturne a uso domestico, precisando che la produzione sarebbe cominciata nel giro di sei mesi. Tesla è anche partner di SolarCity, programma per energie rinnovabili. Un annuncio in questo senso pare quindi probabile, anche se con Mr Musk le sorprese non mancano mai e fuori dal cilindro potrebbe tirar fuori anche novità che abbiano a che fare con l'intelligenza artificiale o un nuovo mezzo di trasporto elettrico
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Arezzo, coppia di imprenditori trovata morta in camera da letto
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: Secondo la polizia potrebbe essere un altro caso di omicidio-suicidio, ma il movente resta ancora sconosciuto e le indagini non escludono altre piste.
TESTO:A trovare i corpi dei genitori, due imprenditori molto conosciuti ad Arezzo, sono stati i tre figli che vivono nella stessa villa alla periferia di Arezzo. Erano nella camera da letto. Il padre, Graziano Rossi, 53 anni era sul pavimento; la madre Maria Paola Trippi, 51 anni, sul letto. C?era sangue dappertutto, e accanto all? uomo un fucile, una doppietta da caccia. Secondo la polizia potrebbe essere un altro caso di omicidio-suicidio, ma il movente resta ancora sconosciuto e le indagini non escludono altre piste. E? accaduto nella notte di lunedì nelle campagne di Santa Firmina sulle colline davanti ad Arezzo. A sentire gli spari, provenienti dalla camera dei genitori al primo piano della villa, sono stati i figli ventenni e trentenni. Secondo una prima ricostruzione, che però potrebbe essere smentita dai fatti, Graziano Rossi, che era titolare dell? impresa edile Edil 3, avrebbe sparato alla moglie mentre la donna stava dormendo. Poi si è puntato la doppietta al volto e ha fatto fuoco. Gli investigatori hanno ascoltato per tutta la notte i figli e stamani gli amici della coppia.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO:
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: Vicenza: i due bambini di 8 e 12 anni in ospedale, uno con 20 giornidi prognosi. E per la donna è arrivata una denuncia per lesioni colpose
TESTO:VICENZA Nonna prepara la cioccolata ai nipotini Era scaduta da 25 anni: intossicati Bambini finiscono all? ospedale, l?anziana è stata denunciata per lesioni VICENZA Quando l? aveva acquistata c? era la bandiera rossa che sventolava sul Cremlino, Saddam Hussein non aveva ancora dichiarato guerra al Kuwait e Margareth Thatcher era saldamente primo ministro. Quella cioccolata solubile era nella dispensa dalla fine degli anni Ottanta e l? altro giorno - come riporta Il Giornale di Vicenza - l? anziana vicentina ha deciso che era arrivato il momento di aprirla e di farla sciogliere per la gioia dei nipotini e dei loro amichetti. Soltanto, piccolo particolare, non si era accorta che era scaduta. E mica da poco: 25 anni. Risultato: bambini tra gli 8 e i 12 anni intossicati (uno di loro con 20 giorni di prognosi) e lei denunciata per lesioni colpose.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Cantone e la Tangentopoli di Ischia: "Chiesti gli atti alla Procura". E il sindaco arrestato si dimette
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: Gli appalti finiti nel mirino della procura di Napoli potrebbero essere commissariati. E in serata Giosi Ferrandino, accusato di presunte tangenti legate alla. ..<br clear='all'/>
TESTO:E in serata il sindaco di Ischia ha rassegnato le dimissioni irrevocabili. Giosi Ferrandino, detenuto da ieri nella casa circondariale di Poggioreale con l? accusa di corruzione nell? ambito dell? inchiesta che ha coinvolto la coop Cpl Concordia (Ferrandino avrebbe intascato 330 mila euro, discusso dell? assunzione del fratello e beneficiato di un viaggio in Tunisia), ha deciso di dimettersi con una nota consegnata a mano dall? avvocato Gennaro Tortora, suo difensore, al prefetto di Napoli e alla segreteria generale del Comune di Ischia, acquisita al protocollo dell? Ente n. 8617 del 31 marzo 2015. Lo ha fatto, come si legge nella nota scritta da egli stesso, «con la serenità di chi è straconvinto della propria innocenza e di chi ritiene di aver sempre operato nell? esclusivo interesse della cittadinanza e chi confida nella giustizia italiana». Lo fa «al solo fine di potersi difendere da vincoli e ruoli istituzionali» e, in calce, ringrazia «i miei collaboratori di questi lunghi anni». Per concludere: «Spero che prestissimo possa emergere tutta la verità». Ferrandino, rieletto sindaco di Ischia nel 2012, era al suo secondo mandato. La notizia avvicina il commissariamento dell? ente. Nelle scorse ore, il vice sindaco Carmine Barile aveva nominato l? ingegnere Francesco Fermo, già responsabile del SUP, come nuovo dirigente dell? ufficio tecnico, in luogo di Silvano Arcamone, finito agli arresti domiciliari nell? ambito della stessa inchiesta. Giunta e consiglieri comunali, che con una nota avevano espresso la loro vicinanza al primo cittadino, hanno appreso in questi minuti la decisione di Ferrandino. Tra le ipotesi, c?è quella che rassegnino anch? essi le dimissioni, come confermato dal consigliere Enzo Ferrandino (che non ha parentele con il sindaco). Erano stati in molti, in queste ore, a chiedere? attraverso i social network? che Ferrandino lasciasse l? incarico di sindaco di Ischia ancor prima degli esiti degli interrogatori di garanzia, fissati per giovedì e venerdì prossimi. Assistito dall? avvocato Alfonso Furgiuele e Gennaro Tortora, Ferrandino sarà tra i primi ad essere ascoltato. «Dall? ordinanza cautelare? sottolineano i legali - non emergono atti a favore della società Concordia. Non ha favorito in alcun modo la coop, né ha tratto alcun vantaggio personale».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Regione, codice anti-corruzione per i dipendenti: niente regali e obbligo di: "delazione"
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: Il regolamento in vigore dal 3 aprile in base a quanto previsto dalle legge Severino. I lavoratori devono segnalare illeciti e anomalie. In caso di infrazione. ..<br clear='all'/>
TESTO:Divieto di accettare un regalo, per sé o per terzi. Divieto di divulgare le informazioni, obbligo di rispettare le misure necessarie alla prevenzione degli illeciti nell'amministrazione e di segnalare eventuali anomalie e illeciti. Insomma, una sorta di obbligo di "delazione". E ancora: assicurare l'adempimento degli obblighi di trasparenza; non utilizzare mansioni e posizione che si ricopre nell'Amministrazione per ottenere vantaggi. Sono alcuni dei 19 articoli, messi nero su bianco, che impongono la linea da tenere per un dipendente della pubblica amministrazione. Ovvero il Codice di comportamento del personale del Consiglio regionale del Lazio, documento approvato dall'Ufficio di Presidenza lo scorso 4 marzo, che entrerà ufficialmente in vigore il prossimo 3 aprile. Il documento è stato redatto dal responsabile Anticorruzione e Trasparenza del Consiglio regionale del Lazio, Luigi Lupo, insieme all'ufficio per il trattamento giuridico del personale. Il testo viene considerato giuridicamente un atto unico, che non va dunque ad integrare o modificare un atto precedente, ma è redatto 'ex novo', in ottemperanza agli adempimenti previsti dalla cosiddetta legge Severino. E' stato scritto seguendo le linee guida dettate dalla Civit, oggi Anac, con apposita deliberazione e sulla base di quanto stabilito dal Piano triennale di prevenzione della vorruzione, adottato dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale nel gennaio 2014. Dai divieti di accettazione di regali e incarichi di collaborazione, passando per una regolamentazione del dipendente verso l'iscrizione o l'appartenenza ad associazioni e organizzazioni, anche quelle sindacali, fino ad arrivare alla prevenzione della corruzione, trasparenza e tracciabilità, il Codice di comportamento è il primo ad essere approvato nel Lazio. Tra le peculiarità del Codice, la presenza di una tabella dove, a fronte della specifica infrazione, è individuata la sanzione disciplinare applicabile che può andare dalla sospensione della retribuzione da un minimo di 3 giorni ad un massimo di 6 mesi con multe che variano a seconda dell' 'infrazione' da 200 a 500 euro. "E' evidente che questo, in sé, è un atto dovuto - ha commentato il consigliere del Pd, Teresa Petrangolini, componente dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale - credo però che assuma particolare significato perché a farlo è il Consiglio regionale del Lazio, che fino a due anni fa era uno dei luoghi dove risultava molto difficile parlare di trasparenza e dove si sono invece consumati scandali, omissioni e non c'era una gestione coordinata e ordinata del personale. Credo che il Codice di comportamento sia un salto di qualità, perché detta al personale delle regole da rispettare che sono uguali per tutti, senza favoritismi. Finalmente c'è qualcosa di concreto, non più vago o generico o basato sulla buona volontà, perché ad ogni regola corrisponde una sanzione, e questo fa sì che il Codice non resti lettera morta". Per la sua specificità la bozza, prima di essere formalmente adottata dall'Ufficio di Presidenza, ha dovuto seguire un iter diviso in vari passaggi. Il provvedimento è stato oggetto, innanzitutto, di una consultazione degli 'stakeholder', ovvero delle organizzazioni sindacali aziendali e delle associazioni rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti. Una prima bozza è stata quindi pubblicata sul sito istituzionale, con invito a presentare proposte e integrazioni (che non sono pervenute). E' stato infine sottoposto all'esame dell'Oiv (Organismo indipendente di Valutazione) del Consiglio regionale, il quale, in data 18 febbraio 2015 ha espresso parere favorevole.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Mafia Capitale, Salvatore Buzzi davanti ai pm: "Non sono un mostro"
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: "Ho lavorato in modo onesto", ha detto durante l'interrogatorio l'ex presidente della cooperativa 29 giugno in carcere dallo scorso dicembre per l'inchiesta su. ..<br clear='all'/>
TESTO:"Non sono un mostro come qualcuno mi ha dipinto. Ho cercato di lavorare in modo onesto e corretto per sviluppare il mondo delle cooperative del terzo settore". Si è difeso così, davanti ai magistrati della Procura di Roma, Salvatore Buzzi, il presidente della cooperativa '29 giugno' in carcere dallo scorso dicembre nell'ambito dell'inchiesta su Mafia Capitale e considerato uno stretto collaboratore di Massimo Carminati. A sollecitare l'incontro con i pm, basato anche su dichiarazioni spontanee, è stato lo stesso Buzzi, accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso. Difeso dall'avvocato Alessandro Diddi, in circa tre ore di dichiarazioni spontanee davanti al procuratore aggiunto di Roma Michele Prestipino e al pm Giuseppe Cascini, Buzzi ha negato con forza di essere, assieme all'ex terrorista dei Nar Carminati, il capo e l'organizzatore dell'associazione per delinquere di stampo mafioso che si accaparrava gli appalti tenendo a libro paga amministratori locali e dirigenti di alcune società municipalizzate della capitale. E ha ha fornito indicazioni sui suoi rapporti con il mondo istituzionale. Stando a quanto si è appreso, i pm non hanno fatto alcuna domanda e si sono limitati a verbalizzare le dichiarazioni di Buzzi, attualmente detenuto in Sardegna ma per l'incontro di oggi con i magistrati romani è stato portato nel carcere di Rebibbia. "Siamo pronti a sostenere nuovi incontri con i pubblici ministeri, restiamo a disposizione di chi indaga", ha dichiarato il legale Alessandro Diddi. Nei giorni scorsi Luca Odevaine, ex capo della polizia provinciale di Roma ed ex vice capo di gabinetto di Veltroni in Campidoglio, a sua volta detenuto per Mafia Capitale, ha ammesso di aver preso soldi da Buzzi, spiegando che per lui svolgeva "un ruolo di facilitatore". Adesso, per Buzzi, l'attesa è per il prossimo 10 aprile quando la Corte di Cassazione esaminerà il suo ricorso e quello di alcuni suoi collaboratori presentato per sollecitare la revoca dell'ordinanza di custodia cautelare. Un pronunciamento, quello dei giudici della Suprema Corte, che verte non solo sul riconoscimento o meno dell'impianto accusatorio, ma soprattutto sulla sussistenza dell'aggravante della matrice mafiosa. Tra le posizioni che saranno esaminate anche quella di Franco Panzironi, ex ad dell'Ama, mentre ha rinunciato al ricorso lo stesso Massimo Carminati. Intanto l'assessore capitolino alla Legalità Alfonso Sabella chiamato in Campidoglio dal sindaco Ignazio Marino proprio dopo lo scandalo che ha travolto imprenditoria e politica a Roma dice: "I commissariamenti dell'Anac scattano solo laddove si accerti la corruzione. L'Anac sta proseguendo il lavoro di verifica su alcuni appalti che abbiamo segnalato, ma una verifica la stiamo facendo anche noi e a breve procederemo ad annullare alcune gare in corso e a regolarizzare certe situazioni che regolari non sono".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Pasqua a rischio tra sole e nuvole. Pioggia, vento e neve solo a nord
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: La prognosi dei meteorologi è ancora riservata. Rispetto al sole di questi giorni, un peggioramento inizierà da Venerdì santo. A Pasquetta il tempo dovrebbe. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Ne parlano con cautela ma non sembrano ottimisti. I meteorologi ancora non sciolgono la prognosi. Per ora dicono, 'feste rovinate da pioggia, vento e aria fredda'. Il trittico al completo dunque. Ma non sarà poi così grave. A guardare dall'alto dei satelliti, rispetto al sole degli ultimi giorni il peggioramento inizierà da Venerdì santo. Tranne che sulle Alpi, Triveneto e tra Campania e Calabria, da domani fino a venerdì mattina il tempo sarà soleggiato. Le temperature inizieranno a diminuire di qualche grado da mercoledì, ma continueranno a essere miti di giorno per scendere di notte fino a pochi gradi sopra lo zero.   E poi, secondo tradizione, venerdì il cielo diventerà più scuro. La perturbazione sarà veloce, in tempo per le feste. Arriverà in discesa dal Nord Europa portandosi dietro il classico calo delle temperature. Già a Pasquetta però il tempo dovrebbe migliorare al Centronord e restare incerto al Sud. Ma gli esperti non si sbilanciano: "Una situazione comunque molto delicata che necessita di ulteriori conferme ed aggiornamenti", dicono cauti. Non dovrebbe essere grave. Cielo e sole e nuvole a tratti, scarso rischio di pioggia. Almeno in pianura, perché in montagna ovviamente il rischio aumenta. Ecco perché. L'alta pressione delle Azzorre non ci interesserà in modo diretto e saremo "lambiti dalle grandi perturbazioni atlantiche" spiegano i meteorologi. Quindi pioggia sulle Alpi di confine e qualche precipitazione, in genere nevosa dai 1500-2000 metri. Sempre sulle Alpi il vento soffierà a tratti forte da nord-nordovest con raffiche talora superiori ai 100 chilometri orari sopra i 2 mila metri. Maestrale sul basso Tirreno e Isole Maggiori, in particolare sulla Sardegna. METEO - MARI E VENTI - SATELLITI - MONTAGNA TRAFFICO IN TEMPO REALE L'Italia nel frattempo cambia aria. Un intenso flusso di correnti da nord ovest sta attraversando il Paese e il dipartimento della Protezione civile ha emesso un avviso che prevede dal primo pomeriggio di oggi venti di burrasca con rinforzi di burrasca forte, sulla Sardegna e sulla Sicilia, possibili mareggiate lungo le coste. Inoltre, su Valle D'Aosta e sui settori alpini del Piemonte, previsti venti da burrasca a burrasca forte sempre da nord ovest, con raffiche di Foehn nelle valli e sulle zone di pianura. Anche nelle Marche c'è vento da sud est con velocità media di vento fresco e raffiche nelle zone interne e collinari fino a burrasca forte.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Ponti: "Limiti ai veicoli e opere strutturali, così si aiuta la mobilità"
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: <br clear='all'/>
TESTO:"IL TRAFFICO caotico e gli ingorghi? Fanno male ai nervi di chi guida ma soprattutto all'inquinamento, all'aria che respiriamo nelle nostre città. C'è molto da fare per cambiare la situazione, ma non tutto nelle code è negativo ". Marco Ponti, professore di economia dei trasporti al Politecnico di Milano ha una visione caleidoscopica del fenomeno. Le code sono positive? "Distinguiamo. Non esistono nella realtà città con strade vuote, completamente libere dal traffico. Forse nel deserto. Avere code, auto che si muovono, traffico significa che c'è benessere, che l'economia si muove ed è vitale". C'è chi dice: il traffico costa il 10% del Pil. "Follie, al massimo è un decimo se calcolato correttamente, su basi reali. Il vero danno della congestione nelle metropoli secondo me è alla qualità dell'aria". Perché? "Perché un'auto a benzina che va a 30 all'ora e continua a fermarsi per code e ingorghi, inquina molto di più di una che fluidamente percorre le strade costantemente sui 50 all'ora". Che fare per le metropoli? "Bisogna decidere innanzitutto quante auto ragionevolmente possono entrare quotidianamente nelle città e allestire le infrastrutture, organizzare parcheggi, soste, zone a traffico limitato. Ma soprattutto darsi da fare con opere strutturali perché il flusso di chi viaggia sia costantemente sui 50 all'ora". Città esemplari? "Nizza oppure Oslo dove hanno costruito strade sotterranee, sottopassaggi per evitare le continue congestioni, file ed ingorghi nelle ore di punta". Ma lei non si arrabbia in coda? "Io divento furibondo se resto bloccato in auto, un quarto d'ora mi sembrano due ore perché stando fermi il tempo si dilata, quello percepito è dannatamente più lungo di quello reale".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Arezzo, coppia trovata morta: uccisi a colpi di fucile. Ipotesi omicidio-suicidio
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: E' accaduto a Monastero. le vittime sono due imprenditori cinquantenni. L'uomo avrebbe assassinato la moglie e poi avrebbe rivolto la doppietta da caccia. ..<br clear='all'/>
TESTO:AREZZO - Una coppia di coniugi cinquantenni è stata trovata morta la notte scorsa nella propria villetta a Monastero, piccola frazione sulle colline che circondano Arezzo. Marito e moglie, Graziano Rossi, 53 anni, costruttore edile aretino e Maria Paola Trippi, 51 anni, presentavano ferite provocate da colpi esplosi da un fucile. Sul posto è intervenuta la polizia: al momento l'ipotesi più accreditata dagli investigatori sarebbe quella di un omicidio-suicidio scaturito dopo una violenta crisi di gelosia.   A dare l'allarme sarebbero stati alcuni familiari. Secondo una prima ricostruzione da parte della squadra mobile, intervenuta insieme a una volante, l'uomo, poco dopo la mezzanotte, avrebbe esploso un primo colpo di fucile, sembrerebbe una doppietta da caccia, contro la moglie, che era a letto e forse dormiva. Poi avrebbe rivolto l'arma verso di sé togliendosi la vita. Entrambi i corpi sono stati trovati in camera. L'uomo era titolare dell' impresa edile Edil 3l, anche la moglie era un imprenditrice e lo aiutava nell'azienda di ristrutturazioni. La coppia ha tre figli, tra i 20 e i 30 anni. Erano già diventati nonni e in attesa di un altro nipotino.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Orrore camorra: uccisi 2 rom innocenti per vendicare il furto a un boss
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: Un'indagine svela una sconcertante rappresaglia: per soddisfare la sete di vendetta del capoclan Mazzarella, gli immigrati furono presi a caso e assassinati<br clear='all'/>
TESTO:Il pozzo nero dell'orrore camorristico sembra proprio senza fondo. Una nuova indagine svela l'assassinio di due innocenti. Il tutto viene fuori nell'ambito di un blitz. Cinque persone ritenute affiliate al clan Mazzarella di piazza Mercato, a Napoli, sono state arrestate dagli agenti della Squadra mobile della questura di Napoli perché ritenute responsabili di quattro omicidi, due dei quali riguardanti altrettanti rom innocenti uccisi nel 2004. E' emerso che i sicari del clan uccisero a caso due rom in una rappresaglia nel campo rom di Secondigliano, per soddisfare il desiderio di vendetta del boss Franco Mazzarella che poco prima aveva subìto un furto in casa mentre era ai domiciliari. A mettere a segno il colpo furono due rom ignari del fatto di avere preso di mira "la casa sbagliata".  A perdere la vita, furono Mirko e Goran Radosavljevic, che, quando scattò l'agguato, si trovavano in un'auto con il fratellino di 12 anni di una delle due vittime. Il gruppo di fuoco è ritenuto responsabile anche di altri due omicidi, quello di Francesco Ferrone, avvenuto il 3 febbraio del 2004 e quello di Antonio Scafaro, avvenuto il 6 marzo del 2005. L'omicidio di Ferrone maturò, hanno scoperto gli investigatori della Squadra Mobile, durante una feroce faida in atto tra i Fabbrocino e il clan rivale dei Mauro. Ferrone fu colpito da due proiettili mentre si trovava nel suo ufficio, nel garage Gama. Anche l'omicidio di Scafaro avvenne nell'ambito dello scontro tra le due famiglie camorristiche. La vittima venne trucidata con cinque colpi di pistola ma durante l'agguato ne vennero esplosi almeno 17. A fare luce sui quattro assassinii hanno contribuito alcuni collaboratori di giustizia, ex esponenti di rilievo del clan Mazzarella, tra cui Giuseppe Persico, che ebbe, nell'ambito dell'organizzazione camorristica, anche il ruolo di reggente. Persico, infatti, era alle dirette dipendenze di Franco Mazzarella.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Mancano le mondine? L'ente di tutela del riso ora cerca anche: "mondini"
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: Il lavoro nelle risaie è molto faticoso e la disponibilità di personale sempre più scarso: l'istituto ha così pensato di chiudere un occhio sul rispetto della. ..<br clear='all'/>
TESTO:Un vero e proprio cambiamento  che arriva nell'epoca dei trattori auto pilotati, delle livelle a laser, dei droni e della tecnologia. Perché se è vero che per mondare il riso le mondine sono ancora indispensabili, la risaia cambia, si evolve e va al passo con i tempi. Per questo l'Ente offre  a donne  e uomini in possesso del diploma di Agraria o di esperienza, un lavoro stagionale e a tempo determinato. ''Il lavoro che si svolgerà nei campi di prova nel Centro ricerche di Castello d'Agogna dove si selezionano le sementi - spiega Paolo Carrà, commissario straordinario dell'Ente risi -. Un lavoro manuale in cui le mondine dovranno riconoscere le piante infestanti e togliere il crodo. Un lavoro non per tutti visto che la cernita richiede una particolare specializzazione. E se è vero che le donne hanno grande pazienza non è detto che gli uomini non possano lavorare nei campi''. Insomma i mondini sono ben accetti, anzi, ricercatissimi.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: La Rustica, scontro tra vigili e rom dopo il rogo al centro di accoglienza. Danese: "La città sta esplodendo"
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: Il vice comandante della municipale: "Aggrediti con scope e bastoni per impedirci la bonifica, abbiamo reagito con spray urticante". Le associazioni: "Noi. ..
TESTO:Secondo quanto riferisce il vice comandante della Polizia Municipale di Roma Capitale Antonio Di Maggio, che questa mattina si è recato in via Amarilli con un gruppo di 6 agenti della polizia locale "appena giunti sul posto siamo stati aggrediti a colpi di scope e bastoni. Un gruppo di una sessantina di rom presenti nel centro ci hanno presi a parolacce, ci hanno aizzato i cani contro e volevano impedirci di entrare per la bonifica del centro, occupandolo abusivamente di nuovo". I vigili "si sono difesi" con spray urticante che ha "involontariamente colpito una bambina". Feriti anche due agenti: "Uno è stato colpito da una testata con il casco, l'altro è stato preso a colpi di scopa. Entrambi saranno medicati al pronto soccorso". Tra gli agenti contusi c'è anche il vice comandante della polizia locale capitolina, Antonio Di Maggio, sottoposto a vari controlli al pronto soccorso di Tor Vergata, tra cui una lastra alla spalla e una tac: "In particolare un tipo grosso mi ha colpito con un bastone - ha detto - ma erano in tanti a venirci addosso". E il comandate dei vigili, Raffaele Clemente, difende l'operato dei suoi agenti. "Nel parapiglia, mentre alcuni agenti sono stati colpiti con oggetti di fortuna come scope e bastoni riportando escoriazioni, uno di loro- racconta Clemente- circondato da diverse persone, ha impugnato la pistola di ordinanza con il solo obiettivo di evitare che gli fosse sottratta, o che potesse cadere a terra. Infatti, l?arma non è stata né puntata, né ostentata e né tantomeno usata, come falsamente riportato da alcuni. Di questi fatti riferirò dettagliatamente domani al sindaco  Ignazio Marino". Ma l'associazione Nazione rom racconta invece di "aggressione subita da parte degli uomini della polizia locale", "donne picchiate", "colpi di arma da fuoco esplosi fortunatamente senza colpire nessuno" e "spray al peperoncino usato sugli occhi dei bambini". "Le famiglie hanno subito chiesto l'aiuto delle ambulanze per soccorrere i feriti" aggiungono. Ma Di Maggio replica: "E' pura follia, calunnie contro il corpo della polizia locale, vera vittima dell'aggressione di questa mattina".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Forza Italia, Bondi e Repetti lasciano il partito
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: I due approdano nel gruppo Misto di Palazzo Madama. Il loro addio era nell'aria da tempo. Berlusconi: "costernato" per l'addio. Azzurri nel caos, sul banco. ..
TESTO:ROMA - E' uno storico addio quello che si consuma oggi nelle fila di Forza Italia. Sandro Bondi, senatore e uno dei fondatori del partito, dice addio al gruppo azzurro al Senato. Insieme alla compagna e collega a Palazzo Madama Manuela Repetti, l'ex ministro ha consegnato le dimissioni per aderire al gruppo misto di Palazzo Madama. Il leader azzurro Silvio Berlusconi viene descritto come "costernato" avendo appreso la notizia dalle agenzie di stampa senza nessuna telefonata preventiva da parte dei due senatori. L'insofferenza di Bondi e Repetti era nota da tempo e il loro approdo al gruppo misto era prevedibile. Lo scorso aprile l'ex fedelissimo di Berlusconi, in una lettera, aveva usato parole dure nei confronti del centrodestra italiano definito "privo di una strategia per il futuro" e di Forza Italia "che ha fallito la rivoluzione liberale", rivolgendo parole di apprezzamento al premier Renzi "che rappresenta la prima vera cesura rispetto alla tradizione comunista". Manuela Repetti, lo scorso 3 marzo, aveva reso noto di aver pronta la lettera di addio ma di averla congelata dopo un colloquio con Berlusconi. In realtà l'insofferenza di Bondi ha una genesi lontana, riconducibile al marzo 2011 quando lasciò tra le polemiche l'incarico di ministro dei Beni culturali lamentando di essersi sentito abbandonato nel momento del bisogno dal centrodestra, soprattutto in occasione del crollo di un muro negli scavi di Pompei. Augura "buona fortuna" a Bondi e Repetti il consigliere politico di Forza Italia Giovanni Toti: "Le porte dei partiti mi piacciono aperte, ma si possono anche chiudere. Non gli è stato mai negato di fare politica. Da molto tempo - aggiunge Toti - Bondi e Repetti non si vedevano al Senato e hanno scritto pensieri legittimi, ma non linea con il partito. Dispiace - conclude - ma Forza Italia va avanti lo stesso". Si è detto "molto dispiaciuto" il capogruppo azzurro al Senato Paolo Romani: "Ho parlato con loro un paio di ore, ho provato a convincerli a non farlo ma non ci sono riuscito". Forza Italia è sempre più sull'orlo di implodere. Oltre ai parlamentari fittiani, ormai con un piede fuori dal partito e pronti a costituire nuovi gruppi parlamentari autonomi, gli azzurri sono alle prese con due casi esplosi negli ultimi giorni. Hanno destato allarme tra i big forzisti le parole della tesoriera Maria Rosaria Rossi, fedelissima dell'ex Cav, che ha parlato di un limite di tre mandati per i parlamentari azzurri. Una disposizione che, se attuata, rischierebbe di lasciare a casa nella prossima tornata elettorale alcuni dei personaggi che hanno fatto la storia del partito e del centrodestra, da Antonio Martino a Maurizio Gasparri, da Altero Matteoli a Gianfranco Rotondi. Proprio quest'ultimo ha parlato oggi di "una lista di proscrizione preventiva notificata ai parlamentari di Forza Italia di lungo corso" ma che lui è pronto "per essere il candidato premier" alla luce della sua esperienza del "governo ombra". Il partito è anche alle prese con il caso Romani. Il capogruppo azzurro al Senato è finito al centro delle critiche per le parole usate durante l'assemblea organizzativa del partito di sabato scorso a Milano quando aveva sferzato gli azzurri: "Siamo divisi e litigiosi, non raccontiamo cose credibili e i peggiori di noi vanno in tv solo per dire stupidaggini". Oggi Romani dovrebbe avere un colloquio chiarificatore con l'ex Cav, ma intanto già si parla di sostituirlo alla guida dei senatori azzurri con Anna Maria Bernini o Lucio Malan. In mattinata Romani ha inviato una nota ai parlamentari azzurri per chiarire la sua posizione: "Cari colleghi  - si legge nella lettera - invio a tutti voi per opportuna conoscenza e valutazione il testo a base del mio intervento di sabato a Milano con l'intento sì di sgombrare il campo da possibili fraintendimenti e polemiche, ma anche per dare, seppur modesto, un contributo ad un dibattito interno al nostro partito, necessario, ma soprattutto trasparente e costruttivo". Forza Italia è anche alle prese con il rebus regionali: ieri sera Silvio Berlusconi, secondo fonti parlamentari, si è incontrato con il leader del Carroccio Matteo Salvini. La Lega Nord dovrebbe appoggiare la candidatura del forzista Giovanni Toti in Liguria, mentre l'ex Cavaliere avrebbe garantito Salvini sul sostegno azzurro a Zaia.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Unipol, Cassazione conferma prescrizione per Berlusconi
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: La Suprema Corte ha respinto i ricorsi dell'ex premier e di suo fratello Paolo sull'intercettazione pubblicata da: "Il Giornale" sulla tentata scalata a Bnl
TESTO:ROMA -  I giudici della sesta sezione penale della corte di Cassazione hanno rigettato il ricorso avanzato dai difensori di Silvio e Paolo Berlusconi contro la dichiarazione di prescrizione emessa il 31 marzo scorso dalla corte d'appello di Milano nell'ambito del processo Unipol. I ricorrenti avevano chiesto il proscioglimento nel merito dalle accuse di concorso in rivelazione di segreto d'ufficio. Confermato dalla Suprema Corte anche il risarcimento di 80.000 euro in favore di Piero Fassino, attuale sindaco di Torino e parte lesa in questo processo per la pubblicazione illegittima della telefonata con Giovanni Consorte nella quale diceva "abbiamo una banca". Il sostituto procuratore generale Francesco Salzano aveva chiesto ai giudici la conferma della prescrizione del reato di rivelazione di segreto d'ufficio contestato a Silvio e Paolo Berlusconi. Il processo riguardava la pubblicazione, il 31 dicembre 2005, sul quotidiano 'Il Giornale' dell'intercettazione, coperta da segreto, della telefonata - con la nota frase "Abbiamo una banca" -  tra l'allora segretario dei Ds Piero Fassino e Giovanni Consorte, all'epoca presidente di Unipol. All'epoca dei fatti la Unipol stava tentando la scalata a Bnl. Secondo Salzano, l'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, diede "il suo assenso alla pubblicazione della telefonata tra Fassino e Consorte nella consapevolezza che era un'intercettazione coperta da omissis che avrebbe avuto un impatto enorme sui mass media, tanto che la frase 'abbiamo una banca' è rimasta nella memoria collettiva", ha detto il procuratore sottolineando che "senza l'apporto decisivo di Silvio Berlusconi non vi sarebbe stata pubblicazione". Durante l'udienza ha tenuto la sua arringa anche l'avvocato Carlo Grosso, che rappresenta Piero Fassino, parte civile in questo procedimento nell'ambito del quale gli è stato riconosciuto il diritto ad un risarcimento di circa 80 mila euro a carico di Silvio e Paolo Berlusconi. "Si era alla vigilia di una rilevante tornata elettorale ha detto Grosso - nella quale si ipotizzava la vittoria della coalizione politica guidata da Romano Prodi". In questo contesto la notizia dell'intercettazione Fassino-Consorte "era molto succosa". "Chi può mai pensare che una notizia di tale rilevanza politica potesse essere pubblicata senza l'avallo di Silvio Berlusconi che era la persona che avrebbe avuto vantaggio politico dall'esplosione della notizia, divulgata ampiamente anche dai media internazionali", ha aggiunto Grosso chiedendo ai giudici di respingere i ricorsi di Silvio e Paolo Berlusconi contro la dichiarazione di prescrizione del processo Unipol dal quale chiedono di essere prosciolti da ogni responsabilità. "Il risultato finale della pubblicazione di quella intercettazione è stato molto dannoso - ha proseguito il legale di Fassino - e questo determina la solidarietà del risarcimento", ossia il fatto che Silvio e Paolo Berlusconi sono chiamati a risponderne insieme.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Renzi sfida la sinistra Pd sulle riforme
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: "Non ho tempo da perdere e non mi posso fermare per vecchi problemi del passato". E' questo il messaggio che Matteo Renzi manda ai suoi avversari con. ..
TESTO:"Non ho tempo da perdere e non mi posso fermare per vecchi problemi del passato". E' questo il messaggio che Matteo Renzi manda ai suoi avversari con un'intervista al New York Times. Perché quando parla di problemi del passato, il premier intende proprio tutte le eredità dei precedenti governi, compresi quelli di sinistra. Nel mirino del premier ci sono quindi i sindacati e la Ditta. Proprio i protagonisti dell'opposizione più dura al presidente del consiglio. Si è visto anche ieri alla Direzione Pd sull'Italicum. E oggi un esponente di primo piano della minoranza bersaniana è arrivato a dire che è meglio tenersi il Consultellum, cioè il proporzionale puro, perché in questo modo i renziani non vincerebbero le elezioni e molti esponenti della maggioranza vicina al premier non sarebbero rieletti. Addirittura si parla di contatti tra i civatiani e Passera per stoppare le riforme di Renzi. Ma Renzi conferma anche sul Nyt che non intende fermarsi e, a dispetto di quello che pensano e dicono i suoi avversari interni e del sindacato, afferma per esempio che la cosa più di sinistra che ha fatto finora è il jobs act. Praticamente una provocazione dal punto di vista di Landini, Camusso, Fassina. Jobs act che naturalmente ancora deve essere misurato nei suoi effetti concreti. Gli ultimi dati dell'Istat diffusi parlano di un nuovo aumento della disoccupazione. Sono gli effetti altalenanti della crisi che sta passando, lentamente. Ai segnali di ripresa fa riscontro un aumento degli "emersi" che si iscrivono alle liste di collocamento in attesa di un posto e quindi la percentuale dei disoccupati sale. Man mano che si avvicina maggio si fanno più affannose le trattative a destra per le alleanze. Berlusconi (10-13 per cento nei sondaggi) ha visto Salvini per definire il Veneto, la Liguria e la Toscana. Alfano invece ha visto Tosi, accordo vicino, sempre per il Veneto. La Pd Moretti comincia a sperare di farcela contro la destra divisa. Fedeli alla definizione dell'esperto senatore Naccarato secondo cui in Forza Italia c'è la sindrome dell'acciuga: meno siamo, meglio stiamo, un pezzo di storia azzurra, Sandro Bondi ha fatto il passo più difficile: ha lasciato il partito e si è iscritto al gruppo misto con la moglie Manuela Repetti.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Cadavere in mare nel Salento Forse è un disperso della Norman
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: In avanzato stato di decomposizione, trovato con addosso un giubbetto di salvataggio: tre mesi fa l’incendio del traghetto a largo dell’Albania
TESTO:Acquarica del Capo Alessano Alezio Alliste Andrano Aradeo Arnesano Bagnolo del Salento Botrugno Calimera Campi Salentina Cannole Caprarica di Lecce Carmiano Carpignano Salentino Casarano Castri di Lecce Castrignano de' Greci Castrignano del Capo Castro Cavallino Collepasso Copertino Corigliano d'Otranto Corsano Cursi Cutrofiano Diso Gagliano del Capo Galatina Galatone Gallipoli Giuggianello Giurdignano Guagnano Lecce Lequile Leverano Lizzanello Maglie Martano Martignano Matino Melendugno Melissano Melpignano Miggiano Minervino di Lecce Monteroni di Lecce Montesano Salentino Morciano di Leuca Muro Leccese Nardò Neviano Nociglia Novoli Ortelle Otranto Palmariggi Parabita Patù Poggiardo Porto Cesareo Presicce Racale Ruffano Salice Salentino Salve San Cassiano San Cesario di Lecce San Donato di Lecce San Pietro in Lama Sanarica Sannicola Santa Cesarea Terme Scorrano Seclì Sogliano Cavour Soleto Specchia Spongano Squinzano Sternatia Supersano Surano Surbo Taurisano Taviano Tiggiano Trepuzzi Tricase Tuglie Ugento Uggiano la Chiesa Veglie Vernole Zollino
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: I nuovi denti di Aslan: l'ultima sfida dell'uomo che sussurrava ai leoni
DATA: 2015-03-31
OCCHIELLO: L'animale che vive nel parco in Sud Africa di Kevin Richardson aveva perso i canini mangiando e la sua vita era in pericolo: "Volevo aiutarlo, dovevo. Era. ..
TESTO:"Volevo aiutare Aslan e ho chiamato un famoso veterinario sudafricano, il dr. Gerhard Steenkamp e l'anestesista Adrian Tordiffe. Non era un intervento semplice, doveva effettuarlo alla mandibola del leone. Inoltre era costoso, ma siamo riusciti a trovare i fondi grazie a Kukident". L'uomo che sussurra ai leoni poi andato a cercarlo nel parco. "Sono tutti diversi e li conosco. Aslan era diventato solitario, non sarebbe stato possibile portarlo in una sala operatoria, ci siamo dovuti attrezzare per operarlo sul posto. Jeep con gli strumenti, tavolo operatorio, macchinari per il controllo del battito cardiaco. E l'anestesia". Difficile che Richardson sia riuscito ad avvertire il leone della sua prima seduta dal dentista. "Al risveglio non era contento" racconta. Ducento chili di incredula rabbia. "Credo di aver perso parecchia della sua fiducia" dice sorridendo, ma col tempo ha ricominciato a mangiare. L'intervento del 7 dicembre 2014 è riuscito e "ha restituito ad Aslan il suo potente morso". Kukident ha deciso di produrre un film sull'operazione, intitolato #SavingAslan (SITO UFFICIALE), seguendo e documentando le sue giornate dall'isolamento fino alla completa guarigione. Un rappresentante della Lega Protezione Animali Sudafricana è stato contattato per supervisionare le cure. Richardson è soddisfatto. Li chiama i suoi gattoni, lotta per loro e continuerà a farlo sapendo che basterebbe un morso coi denti rifatti di Aslan per ucciderlo. Il suo messaggio è l'amore e non lo dice come fosse una metafora. "Rispetto e amore sono le basi di un linguaggio che è stato per primo l'uomo a dimenticare. L'essere umano è il peggiore degli animali, distrugge tutto" spiega. Lo trova "irragionevole".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO:
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: Ha 26 anni, ha insegnato alla University College di Londra, è di Negrar. Le sue foto sono diventate virali sui socialHa 26 anni, ha insegnato alla University College di Londra. sono diventate virali
TESTO:VERONA E? un modello veneto, più precisamente veronese e per essere ancora più precisi di Negrar, il professore di matematica più famoso del mondo. Più famoso con ogni probabilità perché anche il più sexy. Si chiama Pietro Boselli, ha 26 anni e per un anno accademico, da settembre 2013 a giugno 2014, ha svolto il ruolo di «lecturer» alla University College di Londra. Ad accorgersi che il professore fosse in realtà anche un modello è stato uno studente, Arief Azil, che ha postato sul proprio profilo Facebook la foto a torso nudo di Boselli e accanto una dello stesso Boselli in t-shirt davanti ad una lavagna piena di equazioni. Un? immagine che, a distanza di un anno, è diventata virale sul web e ha conquistato spazio in numerose riviste tra cui «People» e «Time».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Trovato cadavere alle Piagge, chiuso in sacco di plastica
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: Si tratta del corpo di una donna in avanzato stato di decomposizione. Due mesi fa nella stessa zona è scomparsa Irene Focardi, 43 anni<br clear='all'/>
TESTO:Il sacco in cui era contenuto il corpo è simile a quelli neri per la raccolta dei rifiuti. Si trovava in un fosso scolmatore poco profondo, dove sul fondo ci sono alcuni centimetri d'acqua. Tra le ipotesi prese in esame anche quella che il corpo sia di qualche persona di cui è stata denunciata la scomparsa. Proprio nella stessa zona del ritrovamento si sono perse le tracce, quasi due mesi fa, di  Irene Focardi, che viveva con la madre nel quartiere delle Piagge. Tra gli episodi annotati, ci sarebbe anche un violento litigio con l'ex convivente. Arrestato e condannato per maltrattamenti sta scontando la pena agli arresti domiciliari, non è mai evaso, né risultano - da accertamenti di polizia - anomalie nel suo comportamento rispetto alla misura restrittiva, e tra l'altro non possiede un'automobile. Sul posto del ritrovamento del cadavere, insieme agli investigatori, anche il pm di turno Gianni Tei. La squadra mobile e la procura hanno deciso di non aprire il sacco, che sarà portato a medicina legale per essere analizzato già domani. Bisogna chiarire di chi è il cadavere e anche le cause della morte. Non è escluso che si debba fare l'esame del Dna.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Ischia, arrestato il sindaco. L'accusa: tangenti dal colosso delle coop Cpl Concordia
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: Fermato Giuseppe: 'Giosi' Ferrandino, del Pd e altre nove persone. Per gli investigatori il primo cittadino (presidente regionale Anci) avrebbe intascato una. ..<br clear='all'/>
TESTO:Tangenti per 330 mila euro, l'assunzione come consulente del fratello e almeno un viaggio in Tunisia: sarebbe stato questo, secondo l'accusa, il 'prezzo' pagato dal colosso delle coop Cpl Concordia, per la corruzione del sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino del Pd, preso nell'ambito dell'inchiesta della procura di Napoli su tangenti pagate per portare metano nei comuni dell'isola campana. Secondo l'accusa Ferrandino "era diventato una sorta di factotum al soldo del gruppo". Il primo cittadino è stato arrestato con altre nove persone, tra cui dirigenti della Cpl Concordia dai carabinieri del Comando tutela ambiente. Per gli investigatori i dirigenti della Cpl Concordia avrebbero fatto "sistematico ricorso ad un modello organizzativo ispirato alla corruzione che li ha portati ad accordarsi non solo con i sindaci, gli amministratori locali e i pubblici funzionari, ma anche con esponenti della criminalità organizzata casertana e con gli amministratori legali a tali ambienti criminali". I reati contestati, a vario titolo, vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione (anche internazionale), dalla turbata libertà degli incanti al riciclaggio, all'emissione di fatture per operazioni inesistenti. L'inchiesta coordinata dai pm Woodcock, Carrano e Loreto e condotta dai reparti speciali del Comando per la Tutela dell'Ambiente del colonnello Sergio De Caprio, il 'Capitano Ultimo' ha preso le mosse nell'aprile 2013 ed ha portato alla luce, secondo l'accusa, un sistema di corruzione basato sulla costituzione di fondi neri in Tunisia da parte della Cpl Concordia con cui retribuire pubblici ufficiali per ottenerne i 'favori' nell'aggiudicazione di appalti. In carcere, su disposizione del gip Amelia Primavera, sono finiti, oltre al sindaco di Ischia, il fratello di questi, Massimo Ferrandino, il responsabile delle relazioni istituzionali del Gruppo Cpl Concordia Francesco Simone, l'ex presidente Roberto Casari (andato in pensione il 30 gennaio scorso, ma secondo l'accusa ancora 'regista' degli affari della cooperativa), il responsabile commerciale dell'area Tirreno Nicola Verrini, il responsabile del nord Africa Bruno Santorelli, il presidente del consiglio di amministrazione della CPL distribuzione Maurizio Rinaldi e l'imprenditore casertano Massimiliano D'Errico. Arresti domiciliari, invece, per il dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune di Ischia Silvano Arcamone, mentre per Massimo Continati e Giorgio Montali, rispettivamente direttore amministrativo e consulente esterno della Cpl è stata disposta la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di residenza.   In particolare, secondo l'accusa,  il 'prezzo' pagato dalla Cpl per la corruzione di Ferrandino consisterebbe nella stipula fittizia di due "fittizie convenzioni" con l'Hotel Le Querce di Ischia, di proprietà della famiglia del sindaco, ciascuna da 165 mila euro, a fronte della "messa a disposizione" di alcune stanze durante le stagioni estive 2013 e 2014 per i dipendenti della società modenese. Altre 'utilità' ottenute dal sindaco sarebbero state l'assunzione del fratello, Massimo Ferrandino, quale consulente della Cpl Concordia e almeno un viaggio tutto spesato in Tunisia. Secondo l'accusa sarebbe stato proprio grazie all'interessamento del sindaco ed alla complicità dell'architetto Silvano Arcamone, dirigente dell'ufficio tecnico di Ischia, che l'appalto di metanizzazione dello stesso Comune (capofila del progetto) e di quelli di Lacco Ameno e Casamicciola Terme è stato affidato alla Cpl. La cooperativa, dal canto suo, avrebbe provveduto al pagamento attingendo a dei fondi neri costituiti mediante l'emissione di fatture per operazioni inesistenti con una società tunisina (la Tunita sarl) riconducibile a Francesco Simone, responsabile delle relazioni istituzionali del gruppo, definito dagli inquirenti "personaggio chiave" della vicenda, con un ruolo di primo piano nella presunta associazione a delinquere attiva non solo nell'appalto di Ischia, ma in numerosi altri, soprattutto in Campania. È di un mese fa la notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati dell'ex presidente del gruppo, Roberto Casari, per concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta sui lavori di metanizzazione compiuti tra il 1999 e il 2003 a Casal di Principe e in altri sei comuni del Casertano. Opere realizzate non a norma, con rischi per la sicurezza dei cittadini, sostiene la Dda di Napoli, dopo le dichiarazioni rilasciate nel giugno 2014 dal pentito Antonio Iovine. Secondo l'ipotesi accusatoria, la Cpl si sarebbe aggiudicata l'appalto con l'appoggio della fazione dei Casalesi guidata da Michele Zagaria; i subappalti sarebbero stati poi distribuiti alle ditte locali indicate dai boss. Zagaria ne ha fatto un elenco dettagliato, indicando anche le anomalie sullo svolgimento dei lavori. Anomalie che i magistrati hanno voluto verificare, inviando di recente le ruspe a Casal di Principe: dagli scavi, coordinati dai carabinieri del Noe di Caserta ed effettuati in corso Umberto, in pieno centro, è emerso che le tubature erano state interrate a 30 centimetri di profondità invece che ai 60 previsti dalla normativa, mettendo quindi a rischio la sicurezza della popolazione. Nell'ordinanza di custodia cautelare relativa alle tangenti che sarebbero state pagate per la metanizzazione di Ischia non si entra nel merito dei presunti collegamenti tra la Cpl e la criminalità organizzata, oggetto di altra indagine. Anche i brani delle intercettazioni, quando gli arrestati toccano questo argomento, sono coperti da omissis. La Cpl Concordia, con sede a Concordia sulla Secchia, nel Modenese  è una cooperativa storica, nata nel 1899. Negli atti dell'inchiesta viene definita una "tra le più antiche cosiddette 'cooperative rosse'".   Opera a livello internazionale, con 1.800 addetti e 70 società controllate e collegate in tutto il mondo e un fatturato consolidato di 461 milioni nel 2014. Si tratta di un gruppo cooperativo cosiddetto 'multiutility' che si occupa di energia in tutti i suoi aspetti: dall'approvvigionamento e distribuzione alla vendita e contabilizzazione di gas ed elettricità, alla produzione mediante sistemi tradizionali o impianti rinnovabili. L'attuale presidente è Mario Guarnieri. Il precedente, Roberto Casari, arrestato stamani, era andato in pensione il 30 gennaio scorso.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Sciopero Usb, fermo il trasporto pubblico. Uber ne approfitta
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: Il Tpl incrocia le braccia, l'azienda privata offre corse gratuite a Milano, Torino, Genova e Roma riservate ai nuovi utenti del servizio. Ma la polemica non. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA -  Oggi sciopero del trasporto pubblico locale, indetto dall'Unione sindacale di base, in svariate città italiane: dalle 8.30 alle 12.30 braccia incrociate a Roma; tra le 18 e le 22 a Milano e Torino; dalle 9.30 alle 13.30 a Bologna e Napoli; dalle 11.45 alle 13.45 a Genova. Ne approfitta Uber che rinnova e rilancia la sfida ai taxi: approfittando dello sciopero dell'Usb, offre corse gratuite a Milano, Torino, Genova e Roma. L'iniziativa, riservata solo ai nuovi utenti del servizio e non a quelli già iscritti, è già stata applicata a Genova, lo scorso 10 marzo, in occasione dello sciopero del trasporto pubblico locale, facendo registrare un 200% di iscritti in più e un 57% di corse in più rispetto allo stesso giorno della settimana precedente. Oggi, per la prima volta, l'iniziativa sarà estesa a tutte le città coinvolte dalla protesta. Ma come ogni cosa che riguarda Uber, non manca la polemica. La trovata messa in campo non sarebbe un aiuto ai milanesi ma pura propaganda secondo Riccardo De Corato, vicepresidente del consiglio comunale di Milano e capogruppo di Fdi-An in Regione: "Evidentemente - dice De Corato - il vettore privato che ha messo sul piede di guerra tassisti e noleggiatori regolari, scatenando polemiche a non finire, deve farsi perdonare la cattiva pubblicità determinata da qualche suo autista". Dal canto suo, invece, la general manager di Uber, Benedetta Arese Lucini, spiega che la promozione "si inserisce in un progetto più ampio che favorisce la mobilità sostenibile e integrata e promuove la sharing economy, anche e soprattutto a Milano".  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Sciopero di quattro ore del trasporto pubblico
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: L'unione sindacale di base (Usb) ha indetto uno sciopero nazionale del trasporto pubblico locale di 4 ore, dalle 9 alle 13.30<br clear='all'/>
TESTO:La settimana comincia in salita per i trasporti. L'unione sindacale di base (Usb) ha indetto uno sciopero nazionale del trasporto pubblico locale di 4 ore, dalle 9 alle 13.30. Anm informa: "L'interruzione del servizio sarà gestita garantendo i servizi minimi". Per i bus: le ultime partenze saranno effettuate circa 30 minuti prima dell'inizio dello sciopero mentre il servizio tornerà regolare circa 30 minuti dopo la fine dello sciopero. Per la metro da Piscinola (9.10 e 13.50) da Garibaldi (9.20 e 14,30). Per le funicolari le ultime partenze saranno alle 9.20 e alle 13. 50. L'Usb sciopera per chiedere "condizioni di lavoro dignitose, sicurezza sul lavoro e servizi migliori per gli utenti" e contro i tagli ai servizi e le privatizzazioni. Uno sciopero che l'Anm sta cercando di bloccare. E il sindacato attacca: "Sembrerebbe che in Anm diversi turni di servizio nella fascia di sciopero siano stati assegnati a lavoratori mediante il ricorso a prestazioni di straordinario (13 ore di guida continuativa)   -  denuncia Marco Sansone del Coordinamento Provinciale Usb Lavoro Privato  -  Laddove dovessimo riscontrare comportamenti antisindacali, denunceremo il tutto alla commissione di garanzia".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Taxi-Uber, la battaglia dei prezzi: addio tariffa fissa e sconti agli studenti
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO:   Oggi sciopero dei mezzi pubblici, il nuovo competitor offre ancora corse gratuite a chi si presenta con il biglietto del bus<br clear='all'/>
TESTO:Far sparire i cinque euro alla partenza, che tanto fanno storcere il naso agli utenti e che fanno impennare il costo di una corsa. Lo? scuola- taxi? , per portare e andare a riprendere gli studenti a scuola per alleviare fatiche e impegni dei genitori che devono recarsi al lavoro. La Cooperativa studia nuove strategie per combattere la concorrenza di Uber. Che a sua volta oggi risponde, regalando per la seconda volta corse gratis a chi mostra il biglietto o un abbonamento del bus in occasione dello sciopero di 4 ore (dalle 11.45 alle 15.45) proclamato da Amt. I Radio Taxi, per bocca del presidente Valter Centanaro, assicurano che non faranno alcuna manifestazione di protesta, in attesa che una legge definisca una volta per tutte se un driver Uber è fuorilegge oppure no.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: "Io, gambizzato, vi racconto la mia vita distrutta dalle Br"
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: A 35 anni dall’attentato Antonio Iosa si confessa a Repubblica. it: "Punito perché avvicinavo la Dc agli operai"<br clear='all'/>
TESTO:La sua è anche una storia umana e politica piena di fascino, che fotografa le contraddizioni degli anni di piombo. Così lo abbiamo seguito per tre giorni ricavandone un web-doc che potete vedere da oggi sul sito di Repubblica: Il Gambizzato. Il 25 aprile sarà inaugurata la Casa della memoria a Milano, dedicata alle vittime del terrorismo e del nazifascismo, e forse sarà l'occasione per rifare i conti con quegli anni bui. Il tempo, nella memoria, si è come dilatato. Ci sono momenti in cui in Iosa prevale la battuta sferzante, pungente ironia, l'estroversione, e altri in cui si abbandona a nera malinconia. "Arrivai a Milano nel 1952 da Casalnuovo Foggia, eravamo undici fratelli, tutti emigrati, io trovai un posto nel Comune di Milano, collaborando con Tognoli, il sindaco più bravo". Nel 1962, a Quarto Oggiaro, sull'onda del Concilio, fonda il circolo intitolato a Carlo Perini, senatore dc antifascista. E' un'avanguardia nella periferia desolata, un crocevia del dialogo tra cattolici e marxisti. Ci passa tutta la città democratica: Pasolini, la Cederna, i contestatori del'68, il cardinal Martini, il giovane Craxi. Un giorno uno studente chiede la sala per fare un incontro: Renato Curcio, non ancora terrorista. Iosa gli consegna personalmente le chiavi. I fascisti fanno saltare la sede nel 1971. Allora tutto il quartiere sfila per le vie del rione. "C'erano, per solidarietà, i futuri terroristi Franceschini e Semeria. Credo di avere conosciuto anche Mario Moretti, poi capo delle Br". Dieci anni dopo, il martedì santo del 1980, quattro sicari irrompono nella sede Dc del quartiere (oggi c'è un ristorante peruviano), annunciano "una perquisizione proletaria", poi sparano al deputato Nadir Tedeschi, al segretario della sezione Eros Robbiani, al giornalista del Popolo Emilio De Buono, e infine tocca a lui, Iosa, accusato nel volantino di rivendicazione di "ingannare i proletari del quartiere". Mentre rievoca tutto questo siamo proprio davanti al Perini. E' quasi un bisbiglio: "Sul letto d'ospedale ebbi finalmente il tempo di pensare, mi resi conto che per il circolo avevo trascurato la famiglia. Me ne venne un dolore più acuto di quello per la gamba". A questo punto entrambi non sappiamo più quel che dire. Addossati a un muro osserviamo in silenzio la fitta pioggia cadere su Quarto Oggiaro. La spina nel cuore, il dolore mai sopito, è che la Dc a un certo punto lo abbandonò. "Te la sei cercata", gli dissero. La Democrazia cristiana decise di non costituirsi parte civile al processo. "Un giorno incontrai un vecchio amico di partito, mi disse: "Ma perché trascini quella gamba? ". "Ma come, non ti ricordi dell'attentato". E lui: "Ancora per quella cazzata! " "Nell'82 chiesi al ministro Rognoni, che conoscevo benissimo, di battersi per una legge che riconoscesse le vittime del terrorismo". "Non ci sono i soldi", mi liquidò. "Non ci sono i soldi! " ripeté. "Ora ho capito perché: rubavano tutti! " Stringe per le mani il volantino delle Brigate Rosse, dov'è definito "servo di Cossiga". Questa eterna contraddizione lo ha tormentato in tutti questi anni. Scelto dai terroristi come bersaglio perché era riuscito "a infiltrare la Dc tra la classe operaia", e piantato dalla Dc perché troppo radicale, troppo rosso. Nel 1990, sfinito, non rinnovò più la tessera e aderì alla Rete di Leoluca Orlando. L'altra figura di questa storia è Pasqua Aurora Betti, la capocolonna Br che guidò il commando in via Mottarone. "Per anni e anni me la sono sognata di notte, una giovane col basco calcato sul capo che mi punta la pistola, e allora mia moglie mi svegliava dall'incubo, provava a scacciare quel fantasma. Covavo sentimenti di vendetta. Alcuni anni fa mi chiesero di incontrarla, accettai. Finalmente l'avevo davanti: una povera disgraziata. Ci trascinarono anche a mangiare la pizza. Dopo quell'incontro ho smesso di sognarla". Perché Aurora Betti, figlia di un muratore, due fratelli operai, professoressa di lettere all'Istituto per il Commercio di Abbiategrasso a un certo punto scelse la lotta armata? Aveva cominciato con la contestazione studentesca nel '76. Quando la arrestarono in un bar vicino a piazzale Corvetto, nel dicembre 1981, il terrorismo era stato quasi sconfitto e lei aveva ucciso tre uomini. Aveva 34 anni. Una bella ragazza del quartiere Ticinese che aveva tentato la carriera come hostess nell'Alitalia e che si era costruita una doppia vita: la mattina insegnava e la sera andava a sparare ai poveri cristi come Iosa. C'è una scena penosa che risale al giugno 1984, durante il dibattimento. Betti prende la parola: "Voi parlate di omicidi, di rapine, per noi queste cose hanno un altro senso, sono state una pratica positiva e bella". Quando toccò a Iosa deporre non seppe che dire di fronte a quel cinismo. Scoppiò a piangere. Lasciamo casa Iosa inseguiti dalla frase della signora Raffaella, la moglie di Antonio, che racconta come convinse il figlio a non denunciare lo Stato: "Papà è vivo. E' ancora qui con noi". Gliel'ho ha fatta ripetere due volte davanti alla telecamera e un po' mi vergogno per quell'impertinenza perché la prima scena, piena di un naturale impaccio, diceva già tutto. "E' vivo".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Milano, oggi scioperano i mezzi pubblici. E Uber sfida i tassisti con una corsa gratuita
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: "Con questa iniziativa vogliamo fare la nostra parte per aiutare i milanesi a muoversi in un momento di difficoltà", spiega Benedetta Arese Lucini, general. ..<br clear='all'/>
TESTO:Anche a Milano, così come in tutta Italia, oggi sono state proclamate quattro ore di sciopero del trasporto pubblico locale: Atm ha anticipato il rischio di blocchi e disagi nella fascia 18-22. Ne approfitterà la contestatissima multinazionale americana Uber, lanciando un'offerta che per i tassisti suonerà più che altro per una provocazione: per chi prenoterà una corsa e si presenterà in auto con il biglietto Atm, o anche l'abbonamento, la prima corsa sarà gratuita. L'iniziativa riguarda anche Torino, Genova e Roma. "Con lo sciopero dei mezzi - spiega Benedetta Arese Lucini, general manager di Uber - le città diventano meno accessibili e spostarsi è quasi impossibile. Con questa iniziativa vogliamo fare la nostra parte per aiutare i milanesi a muoversi in un momento di difficoltà". Gli risponde Giovanni Maggiolo della Cgil: "Fanno come i fascisti che guidarono i tram durante la guerra, con i tranvieri in sciopero. Una proposta bieca, tutto pur di farsi pubblicità". Non è la prima volta che Uber cerca di attirare nuovi clienti con offerte mirate in giorni complicati per la mobilità: in passato avvenne per la Settimana della moda, ma pure per lo sciopero dei tassisti. Solo che stavolta lo sconto sarà totale. I driver, cioè i conducenti delle ncc (noleggio con conducente) 'in prestito' a Uber saranno rimborsati della corsa direttamente dalla app. Seppure l'iniziativa sia di natura commerciale, finirà inevitabilmente per rinfocolare lo scontro in atto fra la società e i tassisti. Questi ultimi accusano Uber soprattutto di non rispettare la legge che impone agli ncc di ricevere le chiamate da una autorimessa e non direttamente dalla strada come normalmente avviene. Uno scontro fra legalità e deregulation, secondo le auto del servizio pubblico; fra nuove tecnologia e spirito corporativo, secondo Lucini. Per metterci una pezza la Regione Lombardia sta tentando di varare una legge che chiarisca i contorni dei vari servizi di trasporto. Anche se la competenza per regolamentare la questione spetta al governo. La trovata messa in campo da Uber non è un aiuto ai milanesi ma pura propaganda, secondo Riccardo De Corato, vicepresidente del consiglio comunale di Milano e capogruppo di Fdi-An in Regione. "Evidentemente il vettore privato che ha messo sul piede di guerra tassisti e noleggiatori regolari scatenando polemiche a non finire - dice De Corato - deve farsi perdonare la cattiva pubblicità determinata da qualche suo autista".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Il decalogo del vescovo: "Stop agli inchini ai boss, i portatori delle statue saranno estratti a sorte"
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: Giro di vite in Calabria contro le infiltrazioni mafiose nelle processioni. Vademecum in vigore già da domenica<br clear='all'/>
TESTO:CITTÀ DEL VATICANO - Nessuna sosta davanti alle case dei boss. Niente incanto: per stabilire chi porta la statua non avrà più luogo un'asta nella quale vince chi offre di più, ma un'estrazione dei nomi. Vigilanza dei parroci sul nuovo sistema. Sono le principali novità introdotte dal vescovo della diocesi di Mileto-Tropea-Nicotera, Luigi Renzo, relativamente al funzionamento dell'Affruntata di Sant'Onofrio. "Occorrono segnali concreti di rottura da certi andazzi impropri", recita il regolamento emanato, che invita "ad affidare ai giovani che frequentano la parrocchia e sono veramente impegnati in un cammino di fede la possibilità di portare le statue, rendendoli protagonisti anche nell'organizzazione". E ancora, si deve rinunciare "a certi pretesi privilegi", in modo da offrire una vera collaborazione ai parroci per l'esecuzione delle direttive diocesane. La Madonna delle Grazie di Oppido Mamertina. La Madonna della Montagna di Polsi. L'Addolorata dell'Affruntata nel Vibonese. Sono alcune delle processioni e dei riti religiosi che spesso sono stati utilizzati dalla 'ndrangheta calabrese per manifestare il proprio potere sul territorio. La scorsa estate l'ultimo "inchino", in quel di Oppido, scatenò polemiche a non finire e un'inchiesta dalla Direzione distrettuale antimafia. Insieme, si aprì un dibattito all'interno della Chiesa calabrese i cui frutti sono maturati in questi giorni. L'ARTICOLO INTEGRALE SU REPUBBLICA IN EDICOLA O SU REPUBBLICA+  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Italicum, Renzi a direzione Pd: "Chiedo voto, è in gioco la dignità del governo" / live
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: Il segretario ai suoi: "Spero sia ultima riunione in cui discutiamo di legge elettorale". Ma si va verso resa dei conti con la minoranza dem, appello di Civati. ..
TESTO:ROMA - "Spero sia l'ultima direzione in cui discutiamo di legge elettorale, poi è opportuno che il gruppo alla Camera abbia la possibilità di riunirsi e decidere in merito se lo riterrà opportuno, noi condivideremo con il gruppo la scelta. Io oggi chiedo un voto su questa riforma come ratifica di quello che abbiamo fatto e come mandato per i prossimi mesi. Chiedo un voto per la qualità e l'efficacia dei governi che verranno ma anche per la dignità di questo governo.  Il modello di riforme che proponiamo non vede la dittatura o la 'democratura', piuttosto è un modello di democrazia che decide. Il punto chiave è il ballottaggio, perché consente di avere un vincitore o di non averlo. Sulla legge elettorale ci giochiamo la fiducia. Ho letto qualcuno che ha detto che non si può mettere la fiducia sulla legge elettorale. Ne parleremo tra di noi. Permettetemi ora di mettere la fiducia al nostro interno". E' con queste parole che Matteo Renzi si rivolge ai suoi nel discorso di apertura della direzione Pd al Nazareno. "Non c'è stato qualcuno che ha scelto di staccare la spina al governo precedente - ha continuato il leader del Pd -. Il governo precedente non riusciva ad andare avanti sul percorso delle riforme e per questo abbiamo votato in direzione. Il blocco e l'impantanamento del governo e della legislatura" erano rappresentati "dalla legge elettorale". GUARDA LA DIRETTA TV Oggi, dunque, il Pd affronta uno snodo importante per il futuro del partito e dell'esecutivo guidato da Renzi. Si è riunita al Nazareno la direzione nazionale dem chiamata a pronunciarsi sulla riforma elettorale all'esame del parlamento: un appuntamento che Debora Serracchiani, vicesegretario, aveva definito in mattinata "una normale direzione Pd". Nelle previsioni, una nuova occasione di scontro per la minoranza del partito, molto critica con l'impianto del testo destinato - nelle intenzioni di Renzi - a superare il Consultellum, la legge elettorale di impronta proporzionale che ha preso forma dopo la bocciatura della Corte costituzionale nei confronti del Porcellum. Ed è sulle riforme che Renzi aveva aperto lo spiraglio: avanti con l'Italicum - era stata l'ultima offerta all'opposizione interna - ma sul nuovo Senato si può discutere. Un modo per tentare di dividere i dissidenti: tendere cioè la mano all'ala più dialogante ed emarginare la 'vecchia guardia'. "Il punto qualificante" dell'Italicum - prosegue Renzi dinanzi alla platea dem - "credo sia togliere gli alibi" alla classe politica italiana, che "è campionessa mondiale di alibi". E questo è possibile grazie al "punto chiave" della legge elettorale, ovvero "il ballottaggio. Si può fare un elenco di scuse e di alibi che i politici hanno utilizzato" nel corso degli anni per giustificare i mancati risultati. Ma "ora è il momento di dire chi vince governa, punto. A ruota, una stoccata a Silvio Berlusconi: "Mi limito a segnalare che la destra francese fa scelte diverse da Forza Italia: non insegue Marine Le Pen, sceglie di stare nell'arco repubblicano e poi - ahimé - vince anche. Ma vince la destra, non l'estrema destra". E su Beppe Grillo: "Non è più uno spauracchio. Un anno e mezzo fa iniziavamo le riunioni parlando di lui, eravamo terrorizzati. Ora non è più uno spauracchio, ma uno sciacallo". Nel suo intervento, un passaggio è dedicato anche a Matteo Salvini e Maurizio Landini: "Smettetela di lamentarvi di Salvini in tv: più va in tv e più gli italiani lo conoscono". Si tratta, per il premier, di "personaggi che sono soprammobili da talk televisivo. Quando vedo Landini in una trasmissione televisiva mostrare di non conoscere, da sindacalista, la legge di Stabilità, mi rendo conto che la politica diventa una rappresentazione mediatica che non ha alcun rapporto con la realtà". L'appello al non voto. Stamani Pippo Civati aveva rivolto un appello "a Rosy, Pier Luigi, Gianni, Alfredo, Francesco e Stefano" ai quali aveva lanciato "due proposte". La prima: "Non partecipiamo al voto di oggi in direzione. La trasformazione della direzione in un plebiscito e aut aut non aiuta affatto e di per sé costituisce una risposta definitiva alle richieste di confronto venute da più parti. E facciamo le proposte in aula, in coerenza con quanto accaduto in Senato: riproponiamo la questione complessiva delle riforme, come peraltro avevo chiesto si facesse anche per il voto finale in aula sulla riforma costituzionale". La seconda proposta invece recitava: "Facciamo un unico intervento che ci rappresenti (e lascio volentieri la parola): definiamo una volta per tutte il campo di chi è in minoranza, perché le ambiguità di questi mesi non hanno fatto altro che creare confusione. Una minoranza che non si preoccupi delle sigle e dei posizionamenti, ma dei contenuti e della qualità della nostra democrazia. Non interessata ai posti, ma al pluralismo e alle garanzie". "Presidenzialismo di fatto". Ma Stefano Fassina, una delle figure di spicco della minoranza anti-Renzi, non aveva coltivato illusioni sull'esito della direzione: al Nazareno, aveva detto, andrà in scena "l'ennesima esibizione muscolare perché i numeri sono schiaccianti. Dispiace che non si potrà discutere perché non è un problema della minoranza. Legge elettorale e riforme portano l'Italia a un presidenzialismo di fatto". E aveva proseguito: "Le leggi si fanno ancora in parlamento. Senza cambiamenti significativi, per quanto mi riguarda la legge elettorale non è sostenibile". "Operazione di maquillage". Sul piede di guerra Corradino Mineo, parlamentare della minoranza Pd, che stamani ad Agorà aveva dichiarato: "Non sono sicuro che questo pomeriggio in direzione Pd il voto sia scontato. Anche i bersaniani si sono convinti che questa è la loro ultima battaglia. Non so se il testo passerà così. Sono andato sabato alla manifestazione di Maurizio Landini. Ho visto tante teste grigie preoccupate su quello che sarà il loro futuro. L'operazione di Renzi sul lavoro è solo maquillage". Dai microfoni di Radio Città Futura, però, era stato il deputato bersaniano Alfredo D'Attorre a dire: "L'obiettivo di fondo è quello di restituire il più possibile la scelta ai cittadini e questo si può fare in vari modi: o con le preferenze o con il collegio uninominale. Io ho già pronti degli emendamenti che potrebbero essere inseriti sull'impianto dell'Italicum. Non si può dire di no sia ai collegi uninominali che alle preferenze". Nel merito della direzione Pd: "Ci presenteremo - aveva continuato - e parteciperemo alla discussione, il timore è che possa risolversi nella solita esibizione muscolare ad uso streaming, che eluda i problemi di merito e si risolva con una conta. L'unico risultato sarebbe quello di spostare il vero confronto in parlamento. Siamo di fronte a una riforma dell'assetto della democrazia italiana, sono argomenti di valenza costituzionale, questioni che non si risolvono con richiami alla disciplina interna". Area riformista. Intanto, prima della direzione, la minoranza dem si è riunita per discutere delle proposte lanciate da Civati con l'obiettivo di mostrare compattezza.   Area riformista - che fa capo a Roberto Speranza, capogruppo dem a Montecitorio - si era confrontata  per fare il punto della situazione e battezzare una linea da tenere. A quanto pare, a fronte di una richiesta di voto da parte di Renzi, Area riformista dovrebbe manifestare il proprio dissenso e non partecipare al voto. "No all'ennesima conta". All'appello di Civati, intanto, Rosy Bindi aveva risposto: "Non faccio parte della direzione del partito ma mi sento impegnata in parlamento a modificare una legge elettorale che presenta ancora limiti molto forti. Auspico perciò che in direzione si faccia un confronto vero e approfondito sui diversi nodi ancora aperti e non l'ennesima conta per una ratifica di scelte che non producono le riforme istituzionali di cui ha bisogno il Paese e la nostra democrazia. Le riforme servono ma vanno fatte bene pensando al futuro e non alle convenienze del presente". A margine di un convegno all'Enea, era stato l'ex numero uno del partito, Pier Luigi Bersani, a chiosare: "Al segretario tocca il compito di tentare una sintesi affrontando il tema e parlando nel merito". Poi, interpellato su un possibile aut-aut da parte di Renzi, Bersani aveva risposto: "Spero proprio che non sia così. Non ci può essere un sì o un no in direzione" dove "vado appena posso". Nel merito della legge elettorale, aveva aggiunto: "Io il Mattarellum lo firmerei anche domattina. Abbiamo fatto Mattarella, possiamo fare anche il Mattarellum" (qui il video).  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Tangenti, arrestato sindaco Ischia e dirigenti coop Concordia. Nelle carte spunta il nome di D'Alema
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: Fermato Giuseppe: 'Giosi' Ferrandino, del Pd, e altre nove persone. Per gli investigatori il primo cittadino (presidente regionale Anci) avrebbe intascato una. ..
TESTO:In particolare, secondo l'accusa,  il 'prezzo' pagato dalla Cpl per la corruzione di Ferrandino consisterebbe nella stipula di due "fittizie convenzioni" con l'Hotel Le Querce di Ischia, di proprietà della famiglia del sindaco, ciascuna da 165 mila euro, a fronte della "messa a disposizione" di alcune stanze durante le stagioni estive 2013 e 2014 per i dipendenti della società modenese. Altre 'utilità' ottenute dal sindaco sarebbero state l'assunzione del fratello, Massimo Ferrandino, quale consulente della Cpl Concordia e almeno un viaggio tutto spesato in Tunisia. Nell'inchiesta emergono anche contatti con ambienti della criminalità organizzata. Un mese fa l'ex presidente del gruppo, Roberto Casari, era stato iscritto nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta sui lavori di metanizzazione compiuti tra il 1999 e il 2003 a Casal di Principe e in altri sei comuni del Casertano. Secondo l'ipotesi accusatoria, la Cpl si sarebbe aggiudicata l'appalto con l'appoggio della fazione dei Casalesi guidata da Michele Zagaria. LA STORIA/ FERRANDINO E L'OSSERVATORIO PER LA LEGALITA' Il ruolo di D'Alema. In una delle intercettazioni agli atti dell'inchiesta uno degli arrestati, Francesco Simone, responsabile delle relazioni istituzionali del Gruppo, chiama in causa l'ex premier Massimo D'Alema sottolineando la necessità di "investire negli ItalianiEuropei dove D'Alema sta per diventare Commissario Europeo" in quanto "D'Alema mette le mani nella merda come ha già fatto con noi ci ha dato delle cose". Il riferimento è alla fondazione creata nel 1998 da D'Alema. L'intercettazione ambientale in cui Francesco Simone parla di D'Alema con Nicola Verrini, responsabile commerciale di area della CPL Concordia, risale all'11 marzo 2014. Per il gip questa conversazione "appare di estremo rilievo", "oltre che per il riferimento a D'Alema" e "ad alcuni appartenenti alle forze di polizia", anche "per il modo in cui gli interlocutori distinguono i politici e le istituzioni loro referenti". Il gip sottolinea che la Cpl Concordia acquistò "alcune centinaia di copie dell'ultimo libro" di Massimo D'Alema ("Non solo euro"), nonché "alcune migliaia di bottiglie del vino prodotto da una azienda agricola riconducibile allo stesso D'Alema". Il gruppo ha anche sponsorizzato la presentazione del volume "Non solo euro" dell'ex leader del Pd a Ischia, l'11 maggio 2014. Nel novembre 2014 gli inquirenti hanno sequestrato tre dispositivi di bonifici effettuati dalla cooperativa in favore della Fondazione ItaliniEuropei, ciascuno per l'importo di 20 mila euro, nonchè un ulteriore bonifico per l'importo di 4.800 euro per l'acquisto di 500 libri di "Non solo euro" di D'Alema. Nelle carte anche fatture che dimostrano come la Cpl Concordia acquistò anche due diversi libri dell'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti. La replica dell'ex premier.   Massimo D'Alema ha negato qualsiasi addebito: "Certamente ho rapporti con Cpl Concordia" ma "è un rapporto del tutto trasparente, che non ha comportato né la richiesta da parte loro né la messa in opera da parte mia di illeciti di nessun genere", ha affermato l'ex premier. Poi ha sottolineato: "Non ho avuto alcun regalo" e "nessun beneficio personale". L'ex premier definisce scandalosa e offensiva "la diffusione di notizie e intercettazioni che non hanno alcuna attinenza con le vicende giudiziarie di cui si occupa la procura di Napol. "Ho dato mandato all'avvocato Gianluca Luongo di difendere la mia reputazione in ogni sede", ha aggiunto D'Alema.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Mafia a Ostia, il pd Esposito: il capoclan è un fan di Di Battista
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO:
TESTO:"Il reggente del clan Spada, Roberto, è un fans di Alessandro Di Battista, come dimostra la foto che pubblico qui di seguito". Stefano Esposito, senatore del Pd e commissario del Pd a Ostia, in una nota su Facebook, attacca i Cinque Stelle per la posizione che hanno tenuto sul "caso Ostia", dove il senatore dem, insieme alla giornalista di Repubblica Federica Angeli, ha ricevuto minacce dalla criminalità organizzata dopo averne denunciato le attività. Tra l'altro Esposito nei giorni scorsi aveva puntato il dito contro "Roberto Spada, autore di un post di insulti, attuale reggente del clan, indagato per minacce. Se il sig. Roberto spada crede di spaventarmi con i suoi metodi da guappo si sbaglia. Il suo sorriso sparirà sotto i colpi della legge, come avvenuto per il resto della sua famiglia. Noi del pd daremo una mano alla giustizia", aveva scritto Esposito. Che ora incalza i Cinque Stelle. "Sapete- chiede oggi Esposito- chi sono gli unici a non aver espresso solidarietà, non a me e Orfini, ma alla giornalista di Repubblica Federica Angeli? gli esponenti del Movimento cinque stelle. I grillini si sono molto arrabbiati perchè gli abbiamo fatto, sommessamente, notare che la loro linea per cacciare Marino è la stessa della mafia. Vorrei invitare Di Battista e compagni a riflette sul perchè personaggi come Roberto Spada a noi del Pd ci minacciano e a voi grillini condividono i post sulle loro bacheche. Varrebbe la pena che vi poneste qualche domanda" conclude Esposito. Proprio ieri il premier Matteo Renzi ha scritto una lettera  aMatteo Orfini, commissario del Pd di Roma e a Stefano Esposito, commissario del Pd di Ostia, minacciato via web 24 ore prima da un esponente del locale clan Spada. "Vorrei esprimervi tutta la mia solidarietà- ha scritto Renzi- e vicinanza per lo sforzo che state facendo in queste settimane. Uno sforzo di pulizia, di orgoglio, di riconquista centimetro dopo centimetro di un futuro forte e unito per il partito a Roma".  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Italicum, resa dei conti nel Pd
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: La minoranza del Pd invoca il confronto e scongiura che non si vada alla conta dei voti. Uscirebbero con le ossa rotte da una semplice votazione nella. ..
TESTO:La minoranza del Pd invoca il confronto e scongiura che non si vada alla conta dei voti. Uscirebbero con le ossa rotte da una semplice votazione nella Direzione democratica di oggi che deve definire la linea sull'Italicum che sta per andare alla Camera. Per evitare di apparire ancora una volta divisi e incapaci di incidere sul risultato finale della Direzione i rappresentanti della minoranza intimano a Renzi di prendere in considerazione le richieste di modifica della riforma elettorale se non vuole che le votazioni segrete a Montecitorio si trasformino in una guerriglia continua. L'opposizione dem chiede di alzare la quota di parlamentari scelti dagli elettori e di abbassare quella dei candidati nominati dai partiti. Lo scopo nascosto è quello di allungare i tempi alla Camera e di rimandare la legge al Senato per ulteriori modifiche e giocando sui numeri - che a Palazzo Madama sono rischiosi per Renzi - cercare di impallinare la riforma e se possibile anche il premier. Naturalmente Renzi conosce perfettamente la strategia della sinistra e non per niente è fermo sulla posizione di non toccare nemmeno una virgola del testo uscito dal Senato che il premier vuole sia approvato definitivamente alla Camera entro la fine di maggio. In tempo per andare al voto delle Regionali con una vittoria e senza la minaccia della guerriglia parlamentare. Per dimostrare la determinazione del premier, nei giorni scorsi è stata fatta filtrare l'intenzione, non smentita, che il governo avrebbe potuto mettere la fiducia sulla riforma elettorale. Sarebbe una mossa rischiosa e al limite del regolamento, infatti non arriverà a tanto. Ma sicuramente Renzi non cambierà nulla e forse potrà contare anche sui voti dei deputati di Forza Italia che ancora seguono le indicazioni di Verdini e del Patto del Nazareno. Renzi però apre uno spiraglio all'opposizione: non sull'Italicum che deve restare quello che è, ma sul nuovo Senato che uscirà dalla riforma costituzionale in votazione tra Camera e Palazzo Madama. Per mostrare compattezza parte da Civati una proposta: per la sinistra parli uno solo e non si voti. Ma l'idea non piace a tutti.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Poster di Moretti e manifesto hard. Il guru di Salvini: «Simmetrie»
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: Bufera sul web dopo il commento dello spin doctor del segretario del Carroccio. Il Pd: «Lega sessista»
TESTO:BUFERA IN RETE Lo spin doctor di Salvini su Facebook Moretti e pornostar? «Simmetrie» Posta una foto in cui un manifesto della candidata pd appare accanto a una pubblicità hard. Pd: «Lega sessista» VERONA Un manifesto elettorale di Alessandra Moretti finito attaccato a fianco a quello di uno spettacolo hard con alcune pornostar. Qualcuno ci ha fatto una foto e Luca Morisi, il professore dell? Università di Verona che fa da spin doctor al leader della Lega Nord Matteo Salvini, ha pensato bene di pubblicarla sul suo profilo Facebook. Aggiungendo pure un commento ammiccante: «Involontarie simmetrie». Ora, ci sarebbe da chiedersi a quali «simmetrie» si riferisca il professore, assurto alla notorietà per essere lo stratega della comunicazione di Salvini e l? uomo che gli cura in particolare i post sui social network, tra la candidata presidente della Regione Veneto per il Pd e le tre pornostar immortalate nel manifesto. Intanto su Facebook si dividono i commenti, tra chi apprezza l? accostamento e se la ride (tutti uomini) e chi si invece si indigna (non solo donne). Immediate le reazioni da parte del centrosinistra. La prima adm intervenire è Raffaella Salmaso, portavoce regionale Democratiche del Veneto e vicesegretaria Partito Democratico del Veneto: «Continua la campagna sessista della Lega e di Zaia contro Alessandra Moretti, ogni pretesto è buono per denigrare chi sta mettendo in seria difficoltà la rielezione dell? uscente governatore del Veneto». E poi aggiunge: «Gli argomenti si concentrano su temi che hanno ben poco a che fare con un programma politico - continua - ma solo sul fatto che la candidata del Centrosinistra è una donna, dimostrando un? attenzione morbosa che continua a perpetrarsi e denota solo la mancanza di idee nuove che riscattino il Veneto dallo stallo in cui proprio Zaia e la Lega lo hanno relegato». Poi l? intervento del segretario regionale del Pd Roger De Menech: «La cultura leghista spaventa ogni giorno di più le donne venete. Di questo passo presto o tardi la Lega proporrà l? obbligo di velo per le donne: Zaia chieda scusa per i continui attacchi sessisti ad Alessandra Moretti da parte della Lega». «Hanno una tale paura delle donne - aggiunge - che a febbraio sono tutti usciti dall? aula di palazzo Ferro Fini pur di non modificare la legge elettorale con la doppia preferenza di genere», ricorda il segretario Pd. «Il solo fatto che la candidata del centrosinistra sia una donna - prosegue De Menech - è per i leghisti un ostacolo psicologico impossibile da affrontare. Il fastidio e l? irritazione di dover affrontare una donna induce Zaia, Salvini e i leghisti ad evitare il confronto e a scadere in un? attenzione morbosa al solo aspetto fisico e a riferimenti esclusivi alla sfera della sessualità. È il medesimo atteggiamento utilizzato dall? Islam più conservatore nei confronti delle donne che osano affacciarsi sulla scena pubblica. Lasciare l? ambito tradizionale a cui sono culturalmente relegate - la casa e la famiglia - vale per queste donne l? etichetta di persone poco per bene»
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Caso Kercher, dopo l'assoluzione Sollecito attacca: "Come liberato da un sequestro. Ora torno alla vita"
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: Il giovane in conferenza stampa da uomo libero: "Non accetterò più di essere chiamato assassino". "Nelle carte processuali odio e disprezzo per me e la mia. ..<br clear='all'/>
TESTO:Eppure, per otto anni, in una pubblica opinione ipernutrita di gossip, talk show e giornalismo spazzatura, c'è chi non ha mai avuto dubbi sulle responsabilità di Raffaele, condannandolo ben prima del verdetto finale. "Non accetterò più di essere definito un assassino e mi tutelerò nelle sedi opportune nel caso ce ne fosse bisogno" dice deciso il ragazzo, che poi sposta il discorso su altre convinzioni, ben più gravi: "Un disprezzo che è nella carte e che non mi so spiegare". "Ho avuto paura - confessa Raffaele - quando, con sgomento, ho letto nelle carte processuali offese gravissime a me e ai miei familiari. Non dimentico quel fortissimo livore. Ho percepito odio verso me e la famiglia". "Ho una lista infinita di momenti brutti - spiega ancora Sollecito -: 7 anni e 5 mesi è un tempo infinito quando si vive in una tragedia infernale che fa parte della tua esistenza. Tra i momenti più brutti, quello del mio arresto. Ma quando ero recluso, la certezza della mia innocenza mi permetteva di sperare che prima o poi giustizia sarebbe stata fatta. Grazie a mio padre, ai miei avvocati e ai miei familiari, tutti hanno contribuito in maniera decisiva per l'esito del processo". Tanti momenti brutti, uno il più bello: "La chiamata di mia sorella che mi ha annunciato la sentenza. Per me è stato rinascere, l'inizio di una nuova vita, un ritorno alla mia normale esistenza, ai miei affetti, alla possibilità di vivere come un qualsiasi ragazzo della mia età, con i miei sogni e le mie aspirazioni. Non avevo nulla a che fare con quell'omicidio, mi sembrava tutto surreale". "Alla luce di questo esito finale - conclude Raffaele - posso dire che il sistema ha funzionato. Ma 7 anni e 5 mesi per arrivare a un esito che si conosceva già da anni sono davvero troppi". L'avvocato Giulia Bongiorno spiega che "nelle prossime settimane valuteremo eventuali istanze relative all'ingiusta detenzione", ma tiene a sottolineare come nell'animo di Raffaele Sollecito "non ci sono sentimenti di vendetta". "Eventuali azioni di risarcimento e responsabilità civile non saranno alimentati da quei sentimenti. Aspetteremo le motivazioni, non frusteremo chi ha sbagliato. Vedremo se ci sono stati degli errori e che iniziative intraprendere". Quanto alla responsabilità civile dei magistrati inquirenti, "è un istituto serio che non va esercitato con spirito di vendetta - aggiunge il legale - e allo stato non ci sono iniziative di questo genere". A margine della conferenza stampa, Francesco Sollecito, il papà di Raffaele, assicura: "Non abbiamo mai pensato a una sua fuga all'estero. La latitanza è una cosa impossibile da realizzare se si è persone per bene come noi, non avrei potuto far vivere Raffaele con la paura di venire arrestato". Ma Francesco affida ai giornalisti anche un messaggio per Rudy Guede, che sta scontando 16 anni di reclusione per concorso in omicidio. Concorso, appunto. Se non Raffaele e Amanda, chi era con lui, la notte del 2 novembre 2007, a infierire sulla Kercher? "Rudy Guede deve parlare - chiede il signor Sollecito -, non ha nessun motivo per tacere e continuare a negare: lo deve alla famiglia della povera Meredith".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Claudio Pratillo Hellmann: "Per avere assolto Amanda e Raffaele venni linciato anche dai magistrati"
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: Parla l'uomo che nel 2011 presiedeva la Corte d'Appello di Perugia che assolse Amanda e Raffaele; da allora è in pensione<br clear='all'/>
TESTO:"L'ASSOLUZIONE di Amanda Knox e Raffaele Sollecito da parte della Corte di Cassazione? Non è soltanto la soddisfazione per il riconoscimento implicito della validità della sentenza emessa a suo tempo dalla corte che presiedevo, ma è soprattutto la fine di una grande sofferenza. Per tre anni e mezzo ho sofferto per la sorte di due ragazzi che ritenevo innocenti e che rischiavano di scontare una pena durissima per un delitto che non avevano commesso". Claudio Pratillo Hellmann, 72 anni, nel 2011 presiedeva la Corte d'Appello di Perugia che assolse Amanda e Raffaele e da allora è in pensione. Come mai lasciò la magistratura proprio dopo quel verdetto? "Praticamente fui costretto. La nostra decisione fu accolta con reazioni di sdegno. Ricordo ancora i fischi e le urla di una claque che si era radunata la sera del verdetto davanti al tribunale. Dal giorno dopo mi sentii circondato da un'ostilità crescente. Nei bar di Perugia dicevano che mi ero venduto agli americani, che avevo ceduto alla pressioni della Cia. Panzane, certo, ma quello che mi ha colpito di più del linciaggio diffamatorio durato per anni fu la reazione dei colleghi magistrati. Quasi tutti mi tolsero il saluto. In particolare quelli che a diverso titolo erano stati coinvolti nella vicenda. Mi resi conto che quella della mia Corte era stata una voce fuori dal coro in un tribunale dove tutti i giudici, a partire dal gup per arrivare a quelli dei diversi Riesami, pur criticando l'inchiesta, avevano avallato l'accusa. In più ero in predicato per la presidente del Tribunale del Tribunale e naturalmente quella carica venne assegnata ad un altro collega sicuramente degnissimo ma qualche sospetto che si trattasse di una ritorsione mi venne. Sei mesi dopo la sentenza quindi decisi di andare in pensione". Che cosa la convinse dell'innocenza di Amanda e Raffaele? "Il fatto che l'indagine era del tutto lacunosa e secondo me sbagliata sin dall'inizio. Tanto è vero che in primo momento fu arrestato Patrick Lumumba che poi risultò del tutto estraneo alla vicenda diventando parte lesa. Ricordo che il collega Massimo Zanetti che presiedeva la Corte con me aprì la sua relazione dicendo che di certo c'era solo la morte di Meredith Kercher. Ordinammo le perizie che non erano state fatte durante il processo di primo grado e la contaminazione delle prove scientifiche apparve in tutta evidenza. Era palese che il coltello sequestrato a casa di Raffaele Sollecito non era l'arma del delitto, la lama non combaciava con la ferita. In più mi sono sempre chiesto perché dovevano per forza essere state tre persone ad uccidere la povera Meredith e veniva invece scartata a priori la possibilità che potesse essere stato soltanto Rudy Guede". L'unico ora ad essere condannato per l'omicidio. .. "E soprattutto l'unico a sapere che cosa è davvero accaduto quella notte in via Della Pergola e chi c'era con lui, se c'era qualcuno. Abbiamo provato a farglielo dire ma quando venne nella nostra aula, alla precisa domanda se riconoscesse Amanda e Raffaele lui rispose fumosamente che aveva sempre pensato che gli assassini fossero loro. E mi ha sempre sorpreso il riguardo con cui era stato trattato nonostante fosse l'unico la cui presenza sulla scena del crimine fosse indiscutibile". Che cosa provò quando la Corte di Cassazione annullò la sua sentenza di assoluzione? "Sgomento, soprattutto. La mia corte aveva cercato di capire davvero chi avesse ucciso Meredith, senza lasciarsi intrappolare dai pregiudizi o da tesi precostituite. Avevamo assolto quei due ragazzi perché il dibattimento aveva dimostrato che non c'erano prove della loro partecipazione al delitto. Naturalmente quella decisione rinfocolò la campagna diffamatoria nei miei confronti e ritornarono in circolo le voci che fossi stato assoldato dagli Stati Uniti per liberare Amanda". E quando il secondo processo di appello a Firenze li condannò entrambi nuovamente? "Rimasi perplesso. Non riuscivo a capire come avessero potuto farlo dato che dal dibattimento non era emerso nulla di nuovo. Avevano cambiato il movente ma si trattava ancora di una supposizione e non di un dato di fatto. Avevano ordinato anche lì una perizia scientifica sul coltello che aveva avuto sostanzialmente la stessa conclusione della nostra. Mi chiedo ancora come fecero ad arrivare ad una condanna".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Il decalogo del vescovo: "Stop agli inchini ai boss, i portatori delle statue saranno estratti a sorte"
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: Giro di vite in Calabria contro le infiltrazioni mafiose nelle processioni. Vademecum in vigore già da domenica<br clear='all'/>
TESTO:CITTÀ DEL VATICANO -  Nessuna sosta davanti alle case dei boss. Niente incanto: per stabilire chi porta la statua non avrà più luogo un'asta nella quale vince chi offre di più, ma un'estrazione dei nomi. Vigilanza dei parroci sul nuovo sistema. Sono le principali novità introdotte dal vescovo della diocesi di Mileto-Tropea-Nicotera, Luigi Renzo, relativamente al funzionamento dell'Affruntata di Sant'Onofrio. "Occorrono segnali concreti di rottura da certi andazzi impropri", recita il regolamento emanato, che invita "ad affidare ai giovani che frequentano la parrocchia e sono veramente impegnati in un cammino di fede la possibilità di portare le statue, rendendoli protagonisti anche nell'organizzazione". E ancora, si deve rinunciare "a certi pretesi privilegi ", in modo da offrire una vera collaborazione ai parroci per l'esecuzione delle direttive diocesane. La Madonna delle Grazie di Oppido Mamertina. La Madonna della Montagna di Polsi. L'Addolorata dell'Affruntata nel Vibonese. Sono alcune delle processioni e dei riti religiosi che spesso sono stati utilizzati dalla 'ndrangheta calabrese per manifestare il proprio potere sul territorio. La scorsa estate l'ultimo "inchino", in quel di Oppido, scatenò polemiche a non finire e un'inchiesta dalla Direzione distrettuale antimafia. Insieme, si aprì un dibattito all'interno della Chiesa calabrese i cui frutti sono maturati in questi giorni. Per l'Affruntata, tradizionale e sentita cerimonia religiosa che simula la trasmissione del messaggio della resurrezione di Gesù Cristo tra la Madonna e San Giovanni, monsignor Renzo ha scelto un deciso cambio di rotta che si manifesta, fra le tante norme, con quella che vieta espressamente di "girare o sostare con le sacre immagini davanti a case o persone, tranne che si tratti di ospedali, case di cura, ammalati". E ancora, ecco le nuove regole sui portatori delle statue: sono stati scelti per estrazione da un elenco di prenotati il giorno della Domenica delle Palme, e cioè ieri. Toccherà ai parroci, in collaborazione con il comitato festa, vigilare sulla scelta dei portatori. In ogni caso non saranno ammesse "persone aderenti ad associazioni condannate dalla Chiesa, che siano sotto processo in corso per associazione mafiosa o che siano incorse in condanna per mafia, senza prima aver dato segni pubblici di pentimento e di ravvedimento". Il vescovo Renzo chiede ai fedeli di avere coraggio. E cioè di non lasciarsi "espropriare di ciò che appartiene al loro patrimonio religioso più genuino, lasciandolo in mano a gente senza scrupolo, che non ha nulla di cristiano ed anzi persegue una "religione capovolta", offensiva del vero cristianesimo popolare". Il regolamento è stato elaborato da una commissione costituita nella scorsa estate, dopo essere stato discusso e approvato dal consiglio presbiterale nella seduta del 12 febbraio 2015. Con esso monsignor Renzo ribadisce le proprie prerogative di autonomia ed indipendenza rispetto alle ingerenze della criminalità organizzata, ma non solo. Con l'articolo 3 del punto "D  -  Adempimenti Canonici e civili", il documento sembra, infatti, voler limitare anche l'invadenza delle istituzioni dello Stato, che in passato, avevano chiesto di conoscere preventivamente l'elenco dei portatori delle statue. A tal riguardo, si afferma, che una tale eventualità "pur nello spirito di una opportuna e saggia collaborazione di massima, non trova fondamento nel vigente sistema normativo dello Stato italiano", anzi, in virtù dell'Accordo Stato- Chiesa del 1984 a quest'ultima è garantita "la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica". In sostanza, con le disposizioni contenute nel nuovo regolamento, la diocesi sembra voler comunicare sia allo Stato sia all'anti-Stato il medesimo concetto: le processioni, pur riviste ed epurate dalle pretese della 'ndrangheta, non si toccano.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Premio Strega, nasce pure quello per ragazzi
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: L'annuncio alla Fiera del libro di Bologna: gli studenti di tutta Italia sceglieranno il vincitore<br clear='all'/>
TESTO:BOLOGNA - Nasce il premio Strega Ragazzi destinati ai libri per bambini. L'annuncio è stato dato oggi all'inaugurazione della Fiera del Libro per ragazzi di Bologna. Una commissione di esperti selezionerà due cinquine, ha spiegato Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, una di libri per bambini dai sei agli undici anni, l'altra per ragazzi dai dodici ai sedici anni. L'annuncio stamattina alla Fiera alla presenza del presidente di Bologna Fiere, Duccio Campagnoli e dei sottosegretari del ministero dei Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, e del sottosegretario al ministero della Cultura croato, Tamara Perisic, e del presidente dell'Associazione Italiana Editori Marco Polillo. Frutto dell'accordo tra Fiera del libro per ragazzi, Centro per il libro e la lettura del ministero dei Beni culturali e Fondazione Bellonci, il nuovo Premio Strega Ragazzi sarà assegnato alla prossima edizione della Bologna Children's Book Fair. Una commissione di esperti selezionerà due cinquine, ha spiegato Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, una di libri per bambini dai sei agli undici anni, l'altra per ragazzi dai dodici ai sedici anni, che saranno annunciate in autunno alla seconda edizione di Libriamoci, la manifestazione promossa dal Centro per il libro e la lettura, dal 26 al 31 ottobre. Agli studenti di scuole elementari e medie di tutta Italia spetterà poi il compito di decretare i vincitori della prima edizione del Premio Strega Ragazzi.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Uffizi, revocato lo sciopero di Pasqua: c'è l'accordo tra Mibact e i sindacati
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: Firmata l'intesa per l'inserimento della clausola sociale nei bandi di appalto dei servizi aggiuntivi delle gallerie. I musei statali fiorentini saranno aperti. ..<br clear='all'/>
TESTO:Sciopero ritirato per Pasqua e Pasquetta agli Uffizi e negli altri musei statali fiorentini. E' stato siglato, al ministero dei Beni culturali, l'accordo con i sindacati per l'inserimento della clausola sociale, idonea ad assicurare la stabilità dei livelli occupazionali e retributivi, nei bandi di appalto dei servizi aggiuntivi delle gallerie. "Ho incontrato i sindacati e abbiamo firmato il protocollo che conferma l'impegno che avevo già assunto - ha detto il ministro Franceschini -  nella lettera inviata alla Consip, "mi ero impegnato  che future gare, non solo quelle di Firenze, che finalmente regolano il sistema di gare delle concessioni dei servizi aggiuntivi  nei musei, sia tenuta presente la clausola sociale che tutela i lavoratori". ?Quando si incontrano la politica e la contrattazione, i problemi si possono risolvere? , è il commento di Massimiliano Bianchi di Filcams Cgil Firenze. "Oggi abbiamo siglato la salvaguardia dei posti di lavoro che chiedevamo", commenta poi soddisfatto Marco Conficconi, il segretario toscano della categoria della Uil che si occupa di turismo, commercio e servizi, direttamente coinvolto nella stesura del testo con il capo di gabinetto. Dopo un primissimo incontro avvenuto stamani alle 9 al ministero, infatti, la commissione era stata convocata nuovamente alle 11 per stendere il testo definitivo. Già nella prima riunione con Dario Franceschini, spiega Conficconi della Uiltucs, "era stato convenuto che si sarebbe provato a dare certezze per i posti di lavoro e per i trattamenti economici sulla base delle normative attuali. Così è stato e l? accordo è stato raggiunto". Le polemiche per lo sciopero proclamato nel giorno di Pasqua erano iniziate nelle scorse settimane. L'ultimo atto era stato dell'Autorità di garanzia per gli scioperi che, con la sorpresa dei sindacati, aveva dichiarato illegittima la protesta perché avrebbe violato  "la legge, con riferimento al mancato esperimento delle procedure di raffreddamento e di conciliazione, all'eccessiva durata della prima azione di sciopero e al mancato rispetto del periodo di franchigia pasquale". Pochi giorni prima era stato il sindaco di Firenze Dario Nardella ad aprire alla possibilità di una precettazione. "Non voglio pensare che si possa arrivare ad avere gli Uffizi chiusi a Pasqua. In quel caso, non sta a me dirlo, ma penso che se ci fossero le condizioni per garantire comunque l'apertura, sarebbe utile se il ministero le prendesse in considerazione", aveva detto sottintendendo la precettazione.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Treviso, sgominata banda: 'giostrai'. Tra arrestati anche figlio bandito ucciso da Stacchio
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: Nell'operazione dei carabinieri è finito in carcere Alan Cassol, figlio di Albano, ucciso il 3 febbraio dal benzinaio di Nanto (Vicenza) durante un tentativo. ..
TESTO:TREVISO - Una vasta operazione dei carabinieri di Conegliano veneto, denominata "All in", in tutto il territorio della provincia di Treviso ha portato all'arresto di 7 giovani, tra i 19 e i 26 anni, accusati di associazione per delinquere finalizzata ai furti presso esercizi pubblici. Nel mirino dell'Arma diversi accampamenti di nomadi ed abitazioni di "giostrai". L'operazione di routine del comando Provinciale di Treviso, del Nucleo Cinofili di Bologna e di Torreglia, del 14° Nucleo Elicotteristi di Treviso e del 4° Battaglione Mobile di Mestre, ha portato anche una sorpresa: tra le persone soggette a custodia cautelare c'è anche Alan Cassol, il figlio di Albano Cassol, il rapinatore 41enne ucciso dal benzinaio Graziano Stacchio lo scorso 3 febbraio a Nanto in provincia di Vicenza in un tentativo di rapina. Secondo gli stessi militari Alan avrebbe già 'ereditato' dal padre l'attività criminale ed è considerato dagli investigatori il capo organizzativo del gruppo. Secondo i carabinieri, i ragazzi prima sceglievano i locali da derubare e poi la notte mettevano a segno i colpi. In molti casi sono stati ripresi dalle telecamere degli esercizi presi di mira. Nel gruppo sarebbero stati selezionati solo giovani atletici e maggiorenni: i colpi infatti richiedevano velocità e capacità di auto-difesa. Stacchio era finito indagato per eccesso colposo di legittima difesa, ma numerose sono state le manifestazioni di solidarietà nei suoi confronti, a partire dai sindaci della zona. Anche il leader della Lega Nord Matteo Salvini lo aveva difeso ("Giù le mani da chi si difende") e oggi il leader del Carroccio è tornato con un tweet polemico sulla vicenda: "In galera per furto anche figlio del "nomade" ucciso da Graziano Stacchio. C'è ancora chi difende i Campi Rom? ".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Tagliò i capelli ad alunno autistico: maestra lombarda condannata a due mesi per violenza privata
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: La decisione della Cassazione. La madre dell'alunno, scrivono i giudici, "aveva concordato sulla necessità del taglio, ma si era riservata di farlo nel momento. ..
TESTO:Tagliare i capelli a un bimbo autistico, senza "gli accorgimenti più opportuni per non turbare il delicato equilibrio psichico del minore", può essere considerato un reato. Così è stato per una maestra di sostegno condannata a titolo definitivo a due mesi di reclusione dalla Cassazione per violenza privata. La donna, una 55enne lombarda, aveva consigliato alla madre del bambino di tagliargli i capelli per meglio gestirlo e quest'ultima aveva preso un generico impegno a farlo. Al che l'insegnante aveva provveduto lei stessa costringendolo "a subire un inadeguato taglio di capelli", con "l'aggravante di aver commesso il fatto approfittando dell' handicap" del bambino e "con abuso di autorità nella sua qualità di maestra di sostegno". In primo grado l'imputata era stata condannata alla pena (sospesa) di quattro mesi di reclusione col beneficio della non menzione: condanna rivista poi al ribasso dalla Corte d'appello di Milano a due mesi. "La violenza - spiega la Cassazione nella sentenza numero 13.538 della quinta sezione penale - è consistita nell'approfittamento dello stato di soggezione e di incapacità e nell'aver voluto ignorare l'implicito dissenso della madre del bambino", che "aveva concordato sulla necessità del taglio dei capelli del figlio, ma si era riservata di attuare o far attuare tale operazione nel momento propizio e con gli accorgimenti più opportuni". E questo equivale - spiegano i giudici - a negare "il suo consenso ad eventuali iniziative improprie di chicchessia". In conclusione la Cassazione afferma che "nei confronti di un soggetto incapace o anche solo parzialmente capace, ben può verificarsi una situazione di costrizione" quando chi la compie, "proprio approfittando dello stato di soggezione psicologica" della vittima, "assuma - di sua iniziativa, senza autorizzazione alcuna e senza rispettare alcun protocollo operativo - iniziative direttamente incidenti nella sfera fisica o psichica del soggetto passivo".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Milano, sequestrati a Dell'Utri 20mila libri antichi: "Erano spariti da chiese e biblioteche"
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: All'ex dirigente Fininvest ed ex senatore sono contestate le accuse di ricettazione ed esportazione illecita all'estero di opere d'arte. "I volumi valevano. ..
TESTO:Ventimila volumi di notevole rilevanza storica e documenti archivistici datati tra il XV ed il XIX secolo, del valore di alcuni milioni di euro, sono stati sequestrati a Milano dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza, su richiesta della Procura di Milano. I volumi appartengono a Marcello Dell'Utri, ora indagato con l'accusa di ricettazione ed esportazione (o importazione) illecita di opere d'arte. Dell'Utri è detenuto nel carcere di Parma, dove sta scontando una condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa dopo essere stato estradato dal Libano il 13 giugno dello scorso anno. I libri sono stati recuperati in parte nella biblioteca della sua Fondazione in via Senato a Milano, attualmente chiusa, e in parte presso un magazzino di deposito beni per privati, l'Opencare in via Piranesi. Delle 20mila opere, circa 3mila farebbero parte del 'sancta sanctorum', la collezione privata di Dell'Utri, grande collezionista di libri antichi e rari, trovata direttamente nelle sue pertinenze, di cui fanno parte manoscritti anche del XV secolo. Il sequestro, avvenuto quasi un anno fa - ma reso noto soltanto oggi - parte da un'indagine condotta all'epoca dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico di Monza, che in questi mesi hanno compiuto accertamenti sulla provenienza dei volumi. L'inchiesta è nata dalla vicenda del saccheggio della storica biblioteca dei Girolamini, a Napoli, dalla quale furono sottratti migliaia di libri, molti dei quali di inestimabile valore. Secondo il pm di Milano che ha coordinato l'inchiesta, Luigi Luzi, non sono stati trovati collegamenti con quelli sequestrati all'ex senatore. Le indagini, tuttora in corso, hanno consentito di accertare la presenza di "opere asportate, in epoca e con modalità ancora ignote, da biblioteche pubbliche ed ecclesiastiche insistenti sull'intero territorio nazionale" Gli esiti delle investigazioni sulla vicenda della Girolamini - sviluppate con l'ausilio di intercettazioni e costantemente ostacolate sia dall'estrema impermeabilità degli indagati sia da ripetuti tentativi di depistaggio - avevano consentito di scoprire l'esistenza di un sodalizio dedito alla sistematica spoliazione della biblioteca, per il quale sono stati eseguiti sei arresti nei confronti di soggetti accusati di associazione per delinquere finalizzata al peculato, alla falsificazione e alla ricettazione di migliaia di volumi antichi.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Pordenone, esplode termovalorizzatore: un morto
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: L'esplosione è avvenuta a Spilimberto, in una ditta di raccolta rifiuti speciali. La vittima era un operaio di 50 anni
TESTO:E' di un morto e di un ferito lieve il primo bilancio dell'esplosione avvenuta nel primo pomeriggio di oggi, intorno alle 15.15, nell'impianto di termovalorizzazione di Spilimbergo. La ditta nella quale è avvenuto l'incidente è la Mistral Fvg srl, che si occupa di raccolta, smaltimento e intermediazione di rifiuti speciali. Secondo i primi rilievi dei Carabinieri e dei periti dell'Azienda per l'Assistenza sanitaria, la vittima è stata investita in pieno dallo scoppio di un serbatoio che doveva essere dismesso. L'uomo si trovava assieme a un collega su una piattaforma aerea, da cui si doveva procedere alla bonifica della cisterna. A quel punto - tra le possibili cause la presenza di gas o sostanze residue nel contenitore - è avvenuta la deflagrazione, che ha centrato l'operaio, morto sul colpo. Il collega è invece soltanto stato sfiorato dall'onda d'urto, ma è stato trasferito comunque, in stato di choc, nel vicino ospedale. La vittima dell'incidente sul lavoro si chiamava Giuseppe Toneatti, aveva 50 anni, era un dipendente dell'azienda e abitava a Spilimbergo, non lontano dall'impianto. I congiunti, avvisati dai militari dell'Arma, stanno giungendo ora sul luogo della tragedia. Su disposizione della Procura della Repubblica di Pordenone, l'area dov'è avvenuto lo scoppio è stata posta sotto sequestro. L'inceneritore è uno dei due presenti in regione. Quello di Trieste brucia rifiuti urbani, mentre quello di Spilimbergo brucia rifiuti ospedalieri.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: "Ustica, nessuna battaglia aerea": lo Stato contro i risarcimenti. I parenti: "Vergogna"
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: Chiede in appello il rigetto delle somme da versare da parte dei ministeri di Difesa e Trasporti a favore di 18 parenti delle vittime: "Fu una bomba". ...
TESTO:BOLOGNA - L'avvocato dello Stato Maurilio Mango ha chiesto alla Corte d'appello civile di Palermo il rigetto delle domande di risarcimento che il tribunale ha concesso a 18 familiari delle vittime della tragedia aerea di Ustica del 27 giugno '80 quando il Dc9 Itavia s'inabissò in mare tra Ponza e Ustica con 81 persone a bordo. L'avvocatura dello Stato chiede il rigetto per prescrizione o infondatezza e di porre a carico dei familiari il ''pagamento delle spese di lite oltre che quelle prenotate a debito''. Un ricorso in cui si ribadisce, da parte dell'avvoocatura dello Stato, la impossibilità di provare che ad abbattere l'aereo fu un missile, propendendo per l'ipotesi della bomba a bordo. L'avvocato Mango evidenzia come le ricostruzioni giudiziarie e mediatiche "siano state talvolta macroscopicamente influenzate dal progressivo formarsi e consolidarsi di un immaginario collettivo che ha individuato la causa del disastro nell' abbattimento dell'aeromobile da parte di un missile, con la conseguente responsabilità delle amministrazioni derivante dall'omesso controllo dello spazio aereo''. "Battaglia aerea? Ricostruzione mediatica". "Per una decina di anni dall'incidente - scrive Mango - le commissioni di inchiesta brancolavano nel buio, vi era assoluta mancanza di elementi e sono così nate molteplici supposizioni (cedimento strutturale, collisione con un altro aereo, quasi collisione, esplosione a bordo). Alla mancanza di elementi tecnici hanno 'supplito' i mezzi di informazione che denunciando (spesso senza alcun riscontro) trame e complotti internazionali, hanno infine determinato il radicato (ma tecnicamente non supportato) teorema secondo cui all'origine del disastro sarebbe stata una battaglia aerea'' e che l'Aeronautica militare per coprire questa battaglia avrebbe ordito un complotto (misteriosamente rimasto senza colpevoli e segreto nonostante avesse coinvolto almeno un centinaio di persone''. "Non è indifferenza al dolore". ''La incommensurabile tragicità dell'evento non può esimere l'avvocato dello Stato dal dovere di svolgere tutte le difese che ritenga necessarie a tutela dell' Amministrazione, tra l'altro portatrice d'interessi riguardanti la collettività''. ''Non è algida indifferenza - continua - all'altrui dolore, ma esplicitazione di un preciso dovere che la legge impone, che non può essere certamente precluso dalla vasta eco mediatica della vicenda né tantomeno dall'ingiustificato immaginario collettivo formatosi nel tempo'' Le condanne. Il giudice monocratico di Palermo, Sebastiana Ciardo, lo scorso ottobre aveva condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire con 5 mln 637.199 euro i 14 familiari - o eredi di essi - di Annino Molteni, Erica Dora Mazzel, Rita Giovanna Mazzel, Maria Vincenza Calderone, Alessandra Parisi e Elvira De Lisi. E all'inizio di questo mese aveva condannato i ministeri a risarcire quattro familiari di Gaetano La Rocca, con poco più di un milione di euro (1.007.152). Il procedimento per i parenti di La Rocca, poi, era stato stralciato per un errore in un documento. Sono diversi i procedimenti per risarcimento ancora pendenti in appello. La Cassazione si è già pronunciata in maniera definitiva, nel gennaio 2013, sulla richiesta fatta dai familiari di quattro vittime della strage dando loro ragione e giudicando infondata la tesi della prescrizione. Il legale dei parenti: "Si vuole depistare il depistaggio". L'avvocatura dello Stato continua a mantenere un atteggiamento dispersivo, soffermandosi ulteriormente su un percorso che avrebbe dovuto già essere abbandonato e non proseguito. Tale condotta è definibile affermando che si vuole depistare perfino il depistaggio che ha determinato la inutile e sterile perdita di tempo'', commenta il legale dei 18 parenti delle vittime, Vincenzo Fallica. ''Provvederemo ad eseguire le sentenze già emesse, visto il mancato risultato della richiesta fatta al Governo di sederci ad un tavolo per raggiungere una transazione in armonia a principi di solidarietà sociale previsti dall'art 2 della costituzione'. Bonfietti: "Vergognoso". "Vergognosa e inaccettabile la posizione dell'Avvocatura dello Stato". Lo afferma Daria Bonfietti, Presidente associazione parenti vittime strage Ustica. "Proprio avvicinandosi il XXXV anniversario della strage di Ustica - spiega Bonfietti - avevo chiesto a tutte le Istituzioni dello Stato di prendere atto, nel rispetto dello stato di diritto, che sentenze definitive della Magistratura avevano riconosciuto che il Dc9 Itavia era stato abbattuto nel corso di un episodio di guerra aerea e che i Ministeri della Difesa e dei trasporti erano stati condannati per non avere tutelati i cittadini e per aver contribuito a nascondere la verità. Ritengo oggi vergognosa e inaccettabile la posizione dell'Avvocatura dello Stato che ricorrendo contro una ennesima condanna, non solo non vuol tenere conto delle precedenti sentenze della Cassazione, ma addirittura ritorna a parlare di bomba a bordo". "E qui bisogna direttamente chiamare in causa il Governo - conclude - che deve prendersi la responsabilità politica, anche nei tribunali, di rispettare la verità su Ustica che le sentenze passate in giudicato ci hanno dato. Mi sembra davvero incredibile poi dover ricordare all'Avvocatura dello Stato che nei vari processi che si sono svolti la stessa Avvocatura si è sempre spesa a sostegno della tesi del missile" Bolognesi (2 Agosto): "Incredibile, accanimento inutile". "E' una notizia inaspettata e incredibile. Eravamo certi che lo Stato garantisse il sostegno alle richieste di risarcimento", commenta il deputato del Pd Paolo Bolognesi, che è anche presidente dell'Associazione dei familiari della Strage di Bologna. "Il punto- prosegue Bolognesi- è che esistono già due sentenze della Cassazione che riconoscono le responsabilità dei ministeri della Difesa e dei Trasporti per la strage di Ustica - il primo per i depistaggi, l'altro per non aver garantito la sicurezza nei cieli. Mi pare dunque un accanimento inutile quello dell'Avvocatura, oltre che un sperpero di denaro pubblico. E, da un punto di vista politico, un atto insensato e inaccettabile. Apprendiamo, tra l'altro, che l'avvocatura chiede di porre a carico dei familiari il 'pagamento delle spese di lite oltre che quelle prenotate a debito': davvero siamo ancora a questo punto? ". Verini: "Incomprensibile". "L'intervento dell'Avvocatura dello Stato è incomprensibile. Ben due sentenze della Cassazione stabiliscono le responsabilità dei Ministeri dei Trasporti e della Difesa. Chiederò con una interrogazione al ministro della Giustizia di spiegare questa decisione al momento inspiegabile" dice invece Walter Verini, capogruppo Pd nella commissione Giustizia della Camera. Che ricorda: "C'è un tema delicato sul quale, invece, sarebbe molto importante una azione sollecita, cioè le rogatorie internazionali riguardanti l'inchiesta sulla strage che la procura della Repubblica ha rivolto a Stati amici e alleati. Su questo è necessario accelerare per approvare la proposta di legge che ho presentato insieme al capogruppo Pd nella commissione Esteri di Montecitorio, Enzo Amendola. E ci aspettiamo la collaborazione di tutti, perché innanzitutto i familiari ed il Paese attendono ancora verità e giustizia sulla strage di Ustica".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Avvelena il figlio di 2 anni e si uccide
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: E' accaduto a Melito. La donna era separata dal marito da poco tempo. Vicino ai corpi una lettera e dei fogli strappati
TESTO:Una lettera al marito e le foto del loro matrimonio strappate, sul letto dove si è uccisa dopo avere avvelenato il figlio di appena due anni: non ce l'ha fatta a sopportare la separazione Anna Esposito, 32 anni, la donna che, la scorsa notte, dopo avere dato al figlio una potente dose di antinfiammatori, si è tolta la vita ferendosi a morte con due grossi coltelli da cucina, nella sua stanza da letto, chiusa a chiave dall'interno. A trovare i cadaveri sono stati il fratello e la sorella di Anna, che già da ieri non avevano più sue notizie. La tragedia è avvenuta al secondo piano di una palazzina al civico 32 di via Kennedy, a Melito, cittadina che si trova nell'hinterland a nord di Napoli. Nella stanza, dove i fratelli di Anna sono riusciti a entrare solo dopo avere sfondato la porta, sono stati trovati i due coltelli - con i quali la donna si è verosimilmente incisa un polso, nell'incavo del gomito e la giugulare - e sei bustine vuote di un medicinale antinfiammatorio con le quali, è stato ipotizzato, ha avvelenato il suo piccolo. La morte della donna, sarebbe avvenuta nottetempo, per dissanguamento. I fratelli di Anna, che lavorava in una fabbrica vicino Melito, si sono recati nella sua abitazione stamattina preoccupati da questo silenzio. Sapevano che era preda di una depressione post separazione ed erano preoccupati. Quando sono giunti sull'uscio dell'abitazione, hanno più volte bussato alla porta. Nessuno apriva e non provenivano rumori dall'interno. A questo punto si sono fatti consegnare le chiavi di casa da alcuni vicini, hanno aperto e poi hanno cercato in casa tracce della sorella e del nipotino. L'unico indizio era quella porta della stanza da letto chiusa dall' interno. Hanno subito pensato che fosse successo qualcosa di grave e l'hanno sfondata. Davanti ai loro occhi si è presentata una scena da film horror. Il letto insanguinato, con i due corpi, anch'essi insanguinati, sul letto. Inutili i tentativi di soccorso. Anna Esposito non era riuscita a superare la separazione dal marito, avvenuta di recente. Più volte, hanno poi appurato i carabinieri di Giugliano in Campania (Napoli), aveva comunicato al consorte di volersi togliere la vita. Un'intenzione confermata anche dalle lettere, rivolte al marito, che sono state trovate accanto ai due cadaveri, e le foto del matrimonio strappate. Il marito di Anna è stato raggiunto dalla notizia mentre si trovava al lavoro. Dopo la separazione aveva trovato alloggio altrove. "Profondo cordoglio", è stato espresso dal sindaco di Melito, Venanzio Carpentieri, che ha indetto una giornata di lutto cittadino.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Tangenti, arrestato sindaco Ischia e dirigenti coop Concordia. Nelle carte spunta il nome di D'Alema
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: Fermato Giuseppe: 'Giosi' Ferrandino, del Pd, e altre nove persone. Per gli investigatori il primo cittadino (presidente regionale Anci) avrebbe intascato una. ..
TESTO:Nell'inchiesta emergono anche contatti con ambienti della criminalità organizzata. Un mese fa l'ex presidente del gruppo, Roberto Casari, era stato iscritto nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta sui lavori di metanizzazione compiuti tra il 1999 e il 2003 a Casal di Principe e in altri sei comuni del Casertano. Secondo l'ipotesi accusatoria, la Cpl si sarebbe aggiudicata l'appalto con l'appoggio della fazione dei Casalesi guidata da Michele Zagaria. LA STORIA/ FERRANDINO E L'OSSERVATORIO PER LA LEGALITA' Il ruolo di D'Alema. In una delle intercettazioni agli atti dell'inchiesta uno degli arrestati, Francesco Simone, responsabile delle relazioni istituzionali del Gruppo, chiama in causa l'ex premier Massimo D'Alema sottolineando la necessità di "investire negli ItalianiEuropei dove D'Alema sta per diventare Commissario Europeo" in quanto "D'Alema mette le mani nella merda come ha già fatto con noi ci ha dato delle cose". Il riferimento è alla fondazione creata nel 1998 da D'Alema. L'intercettazione ambientale in cui Francesco Simone parla di D'Alema con Nicola Verrini, responsabile commerciale di area della CPL Concordia, risale all'11 marzo 2014. Per il gip questa conversazione "appare di estremo rilievo", "oltre che per il riferimento a D'Alema" e "ad alcuni appartenenti alle forze di polizia", anche "per il modo in cui gli interlocutori distinguono i politici e le istituzioni loro referenti". LE REAZIONI/Giunta e consiglieri col sindaco, i timori per la ricaduta sulle vacanze pasquali Il gip sottolinea che la Cpl Concordia acquistò "alcune centinaia di copie dell'ultimo libro" di Massimo D'Alema ("Non solo euro"), nonché "alcune migliaia di bottiglie del vino prodotto da una azienda agricola riconducibile allo stesso D'Alema". Il gruppo ha anche sponsorizzato la presentazione del volume "Non solo euro" dell'ex leader del Pd a Ischia, l'11 maggio 2014. Nel novembre 2014 gli inquirenti hanno sequestrato tre dispositivi di bonifici effettuati dalla cooperativa in favore della Fondazione ItaliniEuropei, ciascuno per l'importo di 20 mila euro, nonchè un ulteriore bonifico per l'importo di 4.800 euro per l'acquisto di 500 libri di "Non solo euro" di D'Alema. Nelle carte anche fatture che dimostrano come la Cpl Concordia acquistò anche diverse copie di due diversi libri dell'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti che però ha chiarito: "Ho presentato il mio ultimo libro all'assemblea annuale di CPL Concordia, quelle copie sono state acquistate per essere distribuite in omaggio ai partecipanti". La replica dell'ex premier.   Massimo D'Alema è furioso. Si dice "offeso e indignato" e ha negato qualsiasi addebito: "Certamente ho rapporti con Cpl Concordia" ma "è un rapporto del tutto trasparente, che non ha comportato né la richiesta da parte loro né la messa in opera da parte mia di illeciti di nessun genere", ha affermato l'ex premier. Poi ha sottolineato: "Non ho avuto alcun regalo" e "nessun beneficio personale". L'ex premier definisce scandalosa e offensiva "la diffusione di notizie e intercettazioni che non hanno alcuna attinenza con le vicende giudiziarie di cui si occupa la procura di Napol. "Ho dato mandato all'avvocato Gianluca Luongo di difendere la mia reputazione in ogni sede", ha aggiunto D'Alema. Che poi ha voluto precisare: "La mia vicenda non c'entra nulla con quella di Lupi. Non sono un ministro, non sono un deputato, non ho commesso reati. Non vi è, infatti, nessuna intercettazione tra me e i dirigenti di questa cooperativa con cui avevo un rapporto normale come con altre migliaia di persone".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Milano, lunedì scioperano i mezzi pubblici. E Uber sfida i tassisti con una corsa gratuita
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: "Con questa iniziativa vogliamo fare la nostra parte per aiutare i milanesi a muoversi in un momento di difficoltà", spiega Benedetta Arese Lucini, general. ..
TESTO:Anche a Milano, così come in tutta Italia, per lunedì 30 marzo sono state proclamate quattro ore di sciopero del trasporto pubblico locale: Atm ha anticipato il rischio di blocchi e disagi nella fascia 18-22. Ne approfitterà la contestatissima multinazionale americana Uber, lanciando un'offerta che per i tassisti suonerà più che altro per una provocazione: per chi prenoterà una corsa e si presenterà in auto con il biglietto Atm, o anche l'abbonamento, la prima corsa sarà gratuita. L'iniziativa riguarda anche Torino, Genova e Roma. "Con lo sciopero dei mezzi - spiega Benedetta Arese Lucini, general manager di Uber - le città diventano meno accessibili e spostarsi è quasi impossibile. Con questa iniziativa vogliamo fare la nostra parte per aiutare i milanesi a muoversi in un momento di difficoltà". Gli risponde Giovanni Maggiolo della Cgil: "Fanno come i fascisti che guidarono i tram durante la guerra, con i tranvieri in sciopero. Una proposta bieca, tutto pur di farsi pubblicità". Non è la prima volta che Uber cerca di attirare nuovi clienti con offerte mirate in giorni complicati per la mobilità: in passato avvenne per la Settimana della moda, ma pure per lo sciopero dei tassisti. Solo che stavolta lo sconto sarà totale. I driver, cioè i conducenti delle ncc (noleggio con conducente) 'in prestito' a Uber saranno rimborsati della corsa direttamente dalla app. Seppure l'iniziativa sia di natura commerciale, finirà inevitabilmente per rinfocolare lo scontro in atto fra la società e i tassisti. Questi ultimi accusano Uber soprattutto di non rispettare la legge che impone agli ncc di ricevere le chiamate da una autorimessa e non direttamente dalla strada come normalmente avviene. Uno scontro fra legalità e deregulation, secondo le auto del servizio pubblico; fra nuove tecnologia e spirito corporativo, secondo Lucini. Per metterci una pezza la Regione Lombardia sta tentando di varare una legge che chiarisca i contorni dei vari servizi di trasporto. Anche se la competenza per regolamentare la questione spetta al governo. La trovata messa in campo da Uber non è un aiuto ai milanesi ma pura propaganda, secondo Riccardo De Corato, vicepresidente del consiglio comunale di Milano e capogruppo di Fdi-An in Regione. "Evidentemente il vettore privato che ha messo sul piede di guerra tassisti e noleggiatori regolari scatenando polemiche a non finire - dice De Corato - deve farsi perdonare la cattiva pubblicità determinata da qualche suo autista".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Resa dei conti Pd sull'Italicum. La minoranza punta sull'aula
DATA: 2015-03-30
OCCHIELLO: Tutto secondo copione alla Direzione del Pd. Renzi ha chiesto un voto per andare avanti sull'Italicum senza modifiche alla Camera. La sinistra di Fassina e. ..
TESTO:Tutto secondo copione alla Direzione del Pd. Renzi ha chiesto un voto per andare avanti sull'Italicum senza modifiche alla Camera. La sinistra di Fassina e D'Attorre ha contestato alla radice l'Italicum 2.0. I mediatori come il capogruppo Speranza hanno cercato di strappare al segretario almeno la disponibilità a un ulteriore confronto. Alla fine la minoranza non ha votato, ma comunque i numeri in Direzione non avrebbero lasciato scampo alla minoranza che si oppone al segretario. Ma la guerriglia comincerà già domani in commissione Affari costituzionali di Montecitorio. Perché, se in aula i numeri sono favorevoli al segretario-premier, in commissione la maggioranza dei rappresentanti Pd è della minoranza, compresi Bersani, Cuperlo, Bindi e D'Attorre. In totale 12 su 23 sono della minoranza. Sommati alle opposizioni di destra e di sinistra sono in grado di stravolgere o comunque di modificare i punti della legge che deve andare in aula il 27 aprile. In più c'è da considerare che il presidente della commissione - che deve nominare il relatore in aula della riforma elettorale - è il deputato di Forza Italia Sisto, fittiano, quindi nemico del Patto del Nazareno e di qualunque ipotesi di "soccorso azzurro" a Renzi. L'accenno che Renzi ha fatto in Direzione all'ipotesi di mettere la fiducia sull'Italicum lascia prevedere un mese di battaglie aspre, forse con una conclusione drammatica. Anche se nemmeno la minoranza crede che il presidente del consiglio arriverà a mettere la fiducia su una legge elettorale. Comunque, a proposito del relatore, c'è da ricordare che al Senato l'Italicum è andato in aula senza il mandato al relatore. Mentre la sinistra cerca di contrastare il segretario sulla legge elettorale, un nuovo scandalo di tangenti coinvolge un esponente del Pd, il sindaco di Ischia. E a Roma il problema del "marcio" nel partito è dilagato fino ad esplodere nel caso di Ostia con grande preoccupazione del vertice nazionale  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Boldrini al Bardo: «Non cancellate i segni delle pallottole, la memoria insegna»
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: In visita ufficiale
TESTO:Secondo Boldrini, infatti, «attraverso la memoria si possono formare le nuove generazioni. In questo Paese molti giovani sono attratti dalle sirene del terrorismo. Si devono educare alla legalità, si deve far loro capire - ha sottolineato - che il terrorismo non può essere un? alternativa. Per fare questo ci vuole la cultura ma anche investimenti, lavoro e prospettive». La presidente della Camera ha quindi rinnovato l? appello «all? Unione europea e a tutti gli Stati membri affinché intervengano per aiutare questo Paese che sta facendo un percorso democratico complicato»
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO:
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: Pietro Ingrao, vecchia quercia della sinistra e della Repubblica, è nato il 30 marzo del 1915 in provincia di Latina: il
TESTO:La Resistenza, la direzione dell? Unità, Botteghe Oscure, la Camera dei deputati, di cui sarà, tra il 1976 e il 1979, il primo presidente comunista, il Centro per la riforma dello Stato. Il cursus honorum del Pci Ingrao, amato dalla sua gente assai più che da gran parte dello stato maggiore del partito, dal quale lo ha diviso per sempre la battaglia? da sinistra? data (e persa) nel 1966, all? undicesimo congresso, lo farà tutto. A quel nome grande e terribile, comunismo, e a quel? grumo di vissuto? rappresentato dalla vicenda storica dei comunisti italiani, resterà fedele fino e oltre il momento dell? ammainabandiera. Ma a modo suo. Che non è stato il modo di un movimentista (orrendo neologismo) o di un sognatore. Perché Ingrao guarda attento e curioso ai mutamenti che investono la società, il lavoro, l?economia, i movimenti collettivi. E anche il costume: negli anni Settanta, per dire, vedrà nelle radio libere allora dilaganti un potente? strumento ideologico e organizzativo? , e si appassionerà pure? alla funzione aggregante che sta acquisendo a livello di massa la musica? .
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Giulia Bongiorno: «Questa vicenda mi ha cambiato»
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: Il legale di Sollecito nel processo di Perugia dopo l’assoluzione: «La Cassazione ha avuto il coraggio di affermare che Raffaele è innocente. Torna a riprendersi la sua vita»
TESTO:«Questo processo mi ha cambiato». Gli otto anni delle udienze Kercher sono in una grande stanza dell? ufficio nel cuore di Roma di Giulia Bongiorno, lo stesso che fu di Giulio Andreotti - «sì era del Presidente, i mobili sono nuovi ma li ho disposti proprio come prima» - e ci sono decine di fascicoli, centinaia di foglietti di diversi colori, migliaia di carte: «È il metodo arcobaleno, i diverso colori indicano la gradualità degli indizi. ..con così tante carte è fondamentale e io, tranne che pensare a mio figlio, nell? ultimo anno non ho fatto altro». Ex presidente della Commissione giustizia (finiana, Pdl), nel cda della Juventus, un figlio di quattro anni e una carriera decollata a ventotto anni con i processi Andreotti. Dal 2004 - «assolto», gridò alla lettura della sentenza - a venerdì notte, Giulia Bongiorno nei grandi processi non solo c? è, ma solitamente vince: da Bruno Romano nel caso Marta Russo al «banchiere di Dio» Pacini Battaglia fino, appunto, a Raffaele Sollecito. Una vita trascorsa nelle aule di tribunale eppure, dice, è stato quest? ultimo a cambiarla: «È accaduto un episodio che mi ha dato i brividi: se me l? avessero detto qualche anno fa non ci avrei creduto. Perché ho sempre pensato che alla fine prevalesse la giustizia, che le investigazioni fossero fatte a regola d? arte. Ma questa volta accanto ai tabulati telefonici abbiamo trovato epiteti, volgarità e insulti rivolti dagli operatori di polizia ai familiari di Raffaele, e ho capito che ci poteva essere animosità. Io mi sono sempre fidata degli investigatori ma quello che è successo ha cambiato molto in me, come capire per la prima volta che non tutto è come dovrebbe essere. ..». Tra gli indizi contro i quali ha dovuto lottare mette anche «Le immagini di Raffaele e Amanda che si baciano davanti alla casa: micidiali». In tutti questi anni si è discusso a lungo di processo mediatico: «I media hanno inciso molto in questo processo, ci sono stati testimoni arrivati a processo dopo aver visto la tv. .. Ma io credo che l? immagine che l? opinione pubblica aveva dell? ?orco? Raffaele sia migliorata col passare del tempo. Ma sia chiaro: il processo l? abbiamo vinto in aula». Ecco: per anni, questa, è parsa la storia di una condanna inevitabile. «Ma c? è un momento preciso nel quale la storia cambia ed è quando arriva la perizia sulle prove scientifiche del secondo grado, perché in quel Dna si poteva riconoscere anche il profilo del presidente della Corte. ..». Nega qualunque ipotesi di denuncia verso i magistrati che hanno giudicato colpevoli Amanda e Raffaele: «La responsabilità civile dei magistrati è uno strumento utile ma va usato con cautela, altrimenti la conseguenza è che nessuno giudice annullerà più le sentenze».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Cosenza, giovane ucciso dopo lite in discoteca
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: Antonio Taranto, 26 anni, stava tornando a casa dopo aver trascorso la serata con amici in un locale. Il delitto nell'androne di una palazzina popolare<br clear='all'/>
TESTO:COSENZA - Un giovane è stato ucciso a colpi di pistola a Cosenza. Antonio Taranto, 26 anni, stava rientrando a casa, intorno alle 4, dopo aver trascorso la serata con amici in una discoteca. Nell'androne di una palazzina popolare è stato avvicinato da alcune persone, una delle quali gli ha sparato un colpo di pistola che lo ha raggiunto alle spalle. E' stato soccorso dai sanitari del 118, chiamati da abitanti dello stabile, ma è morto durante il tragitto verso l'ospedale civile dell'Annunziata. All'origine del delitto potrebbe esserci una lite avvenuta in discoteca. Taranto, già noto alle forze dell'ordine, si occupava di piccolo commercio, amava i cani e le motociclette di grosse cilindrata. La polizia ha portato via un'auto che era parcheggiata davanti al portone dove è avvenuto l'omicidio. Gli investigatori stanno sentendo gli amici della vittima per ricostruire quanto accaduto prima del delitto.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Sos dalla radio dei poveri cristi
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: Il 25 marzo 1970 in un piccolissimo paese della Sicilia occidentale nacque la prima emittente libera d'Italia. A inventarla fu un sociologo di Trieste, Danilo. ..<br clear='all'/>
TESTO:La radio appena accesa, le zaffate di nafta che soffocavano l'aria, l'eccitazione del proibito e un po' di paura. "Pensavamo che a un certo punto staccassero l'energia elettrica e ci eravamo premuniti del carburante per potere continuare la nostra trasmissione comunque", racconta Pino, Pino Lombardo, che allora aveva trent'anni ed era un emigrante di ritorno dal Venezuela dove aveva fatto il maestro, insegnato italiano, venduto scarpe e macellato polli. È passato quasi mezzo secolo ma nella sua memoria è come se tutto fosse avvenuto ieri: "Io e Franco eravamo dentro, Danilo era fuori su un palco in mezzo alla folla, è successo in un attimo ma era iniziato molto, molto tempo prima". Pino Lombardo e lo studente-operaio di Sesto San Giovanni Franco Alasia, i due "allievi" che avevano seguito Danilo Dolci nella comunità-laboratorio "Borgo di Dio" a Trappeto, l'uomo di confine venuto da Trieste nella Sicilia più povera e prigioniera, utopista di mestiere, sociologo, pedagogo, filosofo, pacifista e musicista, agitatore sociale, scrittore, giornalista, poeta. E inventore della prima radio d'Italia che non era la Rai. "Qui parlano i poveri cristi della Sicilia Occidentale. .. ". L'idea Danilo Dolci ce l'aveva da qualche anno, quando avevano innalzato una grande diga. Ma le valli dello Jato, del Carboj e del Belice erano sempre a secco. Sete di acqua e di giustizia. Così iniziò a immaginarsi una radio che poteva dare voce a chi non l'aveva. Sapeva che era fuorilegge, un giorno pensò perfino di installarla su un barcone che avrebbe navigato al largo dell'isola, in alto mare, fuori dalla sovranità dello Stato italiano. Però, dopo il terremoto catastrofico, dopo i morti e il saccheggio sui fondi della ricostruzione (le ruberie italiche sulle tragedie hanno radici lontane, ben prima dell'Aquila e dell'Emilia e dell'Irpinia), Danilo capì che bisognava "accendere" subito la radio della "nuova resistenza". Studiarono tutto nei dettagli e in gran segreto. Franco Alasia si mise in contatto con alcuni amici del Nord per procurarsi le apparecchiature e imparare a usarle, Pino Lombardo e l'antropologo Antonino Uccello raccolsero con un registratore le interviste ai disperati abitanti della Valle del Belice e ai loro sindaci. All'ultimo momento il profeta triestino inviò una lettera al Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, al Presidente del Consiglio Mariano Rumor e al ministro dell'Interno Franco Restivo, informandoli di ciò che stava accadendo in un piccolo comune siciliano chiamato Partinico: "Signori, nessuna casa, neppure una sola casa lo Stato italiano è stato capace di costruire in più di due anni. .. Assumendo la responsabilità dell'iniziativa specifico: ogni cura abbiamo preso affinché sul piano tecnico radiofonico questa trasmissione non sia di nocumento ad alcuno. .. Impedire in qualsiasi modo l'ascolto della voce dei più sofferenti sarebbe un delitto, una crudeltà senza senso. ..". Un'altra lettera aveva come destinatari le Forze dell'Ordine. Poche righe, gli anni erano quelli delle cariche e in Sicilia tutti se la ricordavano bene la sbirraglia di Mario Scelba: "Risponderete, personalmente come Organi al servizio del bene comune, di ciascuno dei vostri atti: di fronte alla coscienza della popolazione della zona, dell'Italia e del mondo intero". Alle 17.31 la piazza di Partinico era gremita, un corteo aveva attraversato il corso principale "a sostegno delle genti delle zone terremotate". Poi Dolci fece un cenno e le voci dei "poveri cristi" riecheggiarono in tutta l'isola. Pino Lombardo - che oggi vive a Santa Ninfa - è rimasto il solo testimone (Alasia se n'è andato nel 2006, Dolci nove anni prima) di quella straordinaria avventura di radio libera, quattro ore di messaggi ripetuti in modulazione di frequenza per i siciliani e in onde corte "per tutto il mondo", in italiano e in lingua inglese, denunce e accuse alternate da musiche di Alessandro Scarlatti e da una canzone, La Sicilia camina, di Ignazio Buttitta. L'ultima voce recitava l'articolo 21 della Costituzione: "Tutti hanno il diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione ". Pino e Franco Alasia hanno resistito per un giorno e una notte e altre due ore ancora; la radio, un tavolino di legno, due sgangherate sedie. Poi hanno sentito rumore di ferri, visto le luci violente dei fari, fuori c'erano poliziotti e carabinieri che avanzavano, davanti a loro una squadra di vigili del fuoco. "Prima hanno rotto con la tenaglia il lucchetto di un cancello, poi hanno sfondato la porta al primo piano del Centro studi di Palazzo Scalia e hanno ordinato di interrompere le trasmissioni", ricorda Pino ricostruendo ogni attimo di quel finale spericolato. Non furono arrestati: "Ci chiesero i documenti per l'identificazione di rito, secondo me non ci trascinarono in caserma perché ebbero paura della folla là fuori, pronta a far barriera nel caso che ci avessero portati via". A Partinico arrivarono molti messaggi di amicizia. Dalla Norvegia, dagli Stati Uniti, dalla Germania, dall'Abbé Pierre fondatore di Emmaus e da Ernesto Treccani. Scrisse anche Italo Calvino: "A vegliare a Partinico stanotte è la coscienza d'Italia, una coscienza che è per così poca parte rappresentata dalla classe dirigente, e che è amaro privilegio dei poveri". E poi, poi come è finita? "Un pretore sequestrò la radio, Franco Alasia e io fummo denunciati, condannati e amnistiati". Il reato: violazione delle norme del codice postale. Qualche mese dopo la sentenza di Cassazione - era il 1973 - ai due che stavano dentro Palazzo Scalia fu restituita l'apparecchiatura, il generatore elettrico e anche i fusti con dentro i cento litri di gasolio. Ma ormai Radio Libera di Partinico aveva scritto la storia. Quella che non capirono mai i tanti nemici di Danilo Dolci. Come quel porporato che, fra un'abbuffata e l'altra nella tenuta della Favarella di Michele Greco detto "il papa della mafia", tra i mali della Sicilia includeva (oltre a Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa "motivo di diffamazione dell'isola") anche "il pubblicista triestino Danilo Dolci". Scriveva Sua Eminenza Ernesto Ruffini, cardinale di Palermo e amministratore apostolico di Piana degli Albanesi: "Tengo d'occhio l'elenco delle sua gesta, che non specifico per non scendere a particolari incresciosi. Basti dire che dopo più di dieci anni di pseudo-apostolato questa terra non può vantarsi di alcuna opera sociale di rilievo che sia da attribuirsi a lui".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Il sistema Incalza e la Metro C: ricatti, sprechi e ritardi costano un miliardo in più
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO:  È l'incompiuta di Roma: un ministero e due amministrazioni coinvolte 12 stazioni e 17 chilometri in meno. Nessuna certezza sulla fine dei lavori<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Chi è responsabile di una delle più macroscopiche dissipazioni di denaro pubblico del dopoguerra? Come è stato possibile che, nell'inerzia del ministero delle Infrastrutture, del Cipe, di due diverse amministrazioni comunali, la linea C della metropolitana di Roma sia oggi, a 14 anni dal suo inserimento nell'elenco delle opere strategiche della "Legge Obiettivo", un'Incompiuta per la quale si è passati da 2,7 a 3,7 miliardi di saldo? Quale gioco di prestigio ha reso possibile pagare tra il 30 e il 60 per cento in più la realizzazione di un progetto che ha visto restringersi le dimensioni iniziali (da 42 stazioni per 42 chilometri di tracciato alle attuali 30 per 25,6 chilometri)? Due inchieste della magistratura penale (Roma e Firenze), una contabile (Corte dei Conti) e una amministrativa (l'istruttoria dell'Autorità nazionale anti-corruzione per la quale è attesa una delibera prima dell'estate) promettono un imminente redde rationem giudiziario. Ma le risposte a quelle domande sono già in chiaro. Rintracciabili in una spaventosa mole di carte che è andata silenziosamente impilandosi per tre lustri nei gabinetti di ministeri, Comune e società partecipate, e ora finalmente intelligibile alla luce di quel format che abbiamo imparato a conoscere come "Sistema Incalza". Il "bug" nell'appalto. Sappiamo ormai che, nel Sistema Incalza, la Legge Obiettivo contiene una falla, un bug, che rende la cifra di aggiudicazione della Grande Opera da parte del General Contractor poco più che una convenzione, un numero a nove zeri scritto a matita, perché rinegoziabile in corso d'opera e a mano libera. È sufficiente infatti che controllato e controllore coincidano (il General Contractor sceglie e nomina la direzione dei lavori, che dovrebbe garantire tempi e corretta esecuzione dell'opera) e che le clausole del contratto di appalto consentano un sufficiente grado di discrezionalità nella loro interpretazione tale da rendere possibile un contenzioso (normalmente un arbitrato) in cui rivendicare oneri aggiuntivi (e dunque maggiorazione del prezzo). Ebbene, la metro C è una scientifica applicazione del Sistema. 20 dicembre 2004: il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica, ndr), con delibera, approva il progetto preliminare e, il 28 febbraio 2006, il consorzio di imprese che ne sarà General Contractor sotto il nome di "Metro C" (Astaldi, Vianini, Consorzio Cooperative Costruzioni, Ansaldo) si aggiudica la gara per 2,7 miliardi con un ribasso del 14 per cento, accollandosi l'onere di anticipare un quinto del costo. Tra i direttori dei lavori scelti figura, guarda caso, anche Stefano Perotti, finito in carcere con Incalza. L'ARTICOLO INTEGRALE SU REPUBBLICA IN EDICOLA E REPUBBLICA+
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Fassina: "Ora battaglia sull'Italicum in Parlamento". Domani lo scontro in direzione
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: La minoranza del Pd si prepara al duro confronto di domani con il segretario. Ma guarda soprattutto all'iter della legge elettorale alla Camera per provare a. ..
TESTO:ROMA - All'indomani della manifestazione Fiom - con Fassina, Civati e Bindi in piazza, nonostante i toni antigovernativi dell'iniziativa - una parte della minoranza Pd torna all'attacco del premier. E il campo di battaglia, ora, è soprattutto l'Italicum che peraltro sarà al centro della direzione Pd di domani.  Domani, in direzione nazionale, "ci comporteremo come ci siamo sempre comportati- dice Fassina- faremo le nostre proposte ma sarà anche domani l'ennesima esibizione muscolare perchè i numeri sono schiaccianti. Dispiace che non si potrà discutere perchè non è un problema della minoranza. Legge elettorale e riforme portano l'italia a un presidenzialismo di fatto. Tutti dovrebbero preoccuparsi dell'arretramento della democrazia italiana. Non è un problema della minoranza del pd".  Fassina osserva che sull'iter dell'italicum, "la camera deve avere la sua autonomia. Ci saranno emendamenti in commissione". Ma sarà battaglia? "Assolutamente sì. Le leggi si fanno ancora in parlamento. Senza cambiamenti significativi, per quanto mi riguarda la legge elettorale non è sostenibile". Rosy Bindi, pur presente in piazza, prende le distanza dal comizio di Landini.   "No, Renzi non è peggio di Berlusconi, ma non bisogna sottovalutare che una parte del Paese la pensa così", dice a Repubblica. "Non voglio polemizzare con Renzi, quella sì che sarebbe una non notizia - aggiunge - ma se il premier dice di non voler tener conto di chi è qui sbaglia. Credo invece che dovrà farlo, anche se non lo dirà mai". Non sembra aprire a modifiche sulle riforme il ministro Maria Elena Boschi: "Andremo avanti sulla strada del cambiamento. Il Pd ha una grande responsabilità perché rappresenta il 41% degli italiani ed è l'unico partito in grado di cambiare il Paese e lo stiamo dimostrando con l'azione del governo nell'ultimo anno e mezzo".  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Landini: "Berlusconi si fermò, Renzi invece no"
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: Il leader della Fiom, all'indomani della manifestazione di Roma, rilancia il paragone tra il premier e il Cavaliere. Ma sulla bandiera del Pd espulsa dal. ..
TESTO:"Berlusconi si è confrontato, ha avuto scontri e anche accordi: qui siamo di fronte ad un governo che sta rifiutando di confrontarsi con i sindacati e che ha addirittura cancellato l'articolo 18 e rende possibili i licenziamenti. Quello che sta facendo il governo Renzi non era mai successo nella storia del nostro Paese: si mettono in discussione principi della Costituzione, e qui c'è una regressione pericolosa e grave". Sono parole di fuoco, dirette a Palazzo Chigi, quelle pronunciate questa mattina da Maurizio Landini. Reduce dalla manifestazione romana di ieri con cui ha lanciato la sua "coalizione sociale", il segretario generale della Fiom, intervenendo a Medicina a un'iniziativa del sindacato pensionati, è tornato sul paragone tra Berlusconi e Renzi che già aveva suscitato più di una polemica. La questione principale, secondo Landini, è proprio la mancanza di un confronto tra le parti sociali, su questioni spinosissime come il lavoro, la crisi, l'economia: "Temi di questa natura chiedono che tutti cambino - attacca - non che arrivi il fenomeno che pensa di risolvere da solo i problemi. Non è la strada utile. Siamo di fronte a difficoltà serie, non di fronte a problemi semplici: per questo ci vorrebbe la pazienza di un confronto, per cercare mediazioni". In mezzo a tante accuse, Landini ha voluto però scusarsi con il militante del Pd che ieri in piazza è stato costretto a deporre la sua bandiera. "Ieri, durante il corteo indetto dalla Fiom, un partecipante è stato costretto da altri manifestanti a riporre la bandiera del Pd che aveva portato con sè. Mi spiace - ha detto Landini - me ne scuso pubblicamente con lui e gli esprimo la mia solidarietà perchè tutti coloro che partecipano alla vita e alle manifestazioni della Fiom, condividendone ragioni e obiettivi, hanno il diritto di portare la propria identità e il proprio pensiero, confrontandoli con quelli degli altri". A proposito delle voci che lo vorrebbero in procinto di scendere direttamente in politica, Landini ha detto che "il problema non è se nasce un partito o no. Il problema è se si risolvono le difficoltà dell'Italia o no. Penso - ha aggiunto riferendosi alle mosse del governo - che così non cambi il Paese, che avrebbe bisogno di unità e non di scontri. Rifiutare il confronto, cancellare le forme di rappresentanza intermedia è una cosa grave, il governo ascolta solo la Confindustria. Ma noi - ha concluso - non abbiamo solo dei no, noi abbiamo delle proposte e vogliamo cambiare tutto".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Berlusconi contro Renzi: "Italia irrilevante, siamo una non democrazia". Ma Forza Italia è allo sbando
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: L'ex Cav interviene telefonicamente alla convention di Antonio Tajani e dipinge Forza Italia come il partito: "di buon senso, ottimista, che ama la libertà" e. ..
TESTO:ROMA - Silvio Berlusconi interviene telefonicamente alla convention di Forza Italia promossa a Roma da Antonio Tajani per rilanciare l'immagine di un partito votato al buon senso e alla responsabilità, a prendere le difese delle istanze della maggioranza moderata del Paese, facendole da scudo alle spinte estremiste e a una democrazia che non c'è, in un'Italia sempre più spremuta dalle tasse e sempre più diretta non dalla politica ma dalla magistratura. Ma, fastidiosa eco delle sue parole, è il continuo vocìo di una dirigenza in guerriglia aperta con se stessa, così platealmente da proiettare all'esterno di Forza Italia l'immagine di un partito dal profilo irregolare come un puzzle in disfacimento. L'intervento di Berlusconi è tutto all'attacco: "Dopo tre governi non eletti dal popolo ci troviamo di fronte a una non democrazia, che ci sottopone a una oppressione giudiziaria, fiscale e burocratica e che porta a dire al 51 per cento degli italiani che preferirebbero cambiare Paese" esordisce l'ex Cavaliere. "Ma noi no, noi vogliamo non cambiare Paese, ma cambiare il Paese e non vogliamo arrenderci a questa situazione". Una situazione di cui, senza nominarlo, Berlusconi considera responsabile Matteo Renzi, ora che non c'è più il freno del Patto del Nazareno. "Dobbiamo constatare dolorosamente l'irrilevanza dell'Italia in Europa - attacca Silvio -. Il semestre a nostra guida si è chiuso con uno scacco, anzi senza aver raggiunto alcun risultato. Tutti noi - prosegue -  da membri del Ppe sentiamo il dovere di contribuire ai cambiamenti che si impongono per realizzare il sogno di mezzo miliardo di cittadini europei. Siamo consapevoli che l'Europa oggi non è quella immaginata dai padri fondatori della nostra famiglia politica, oggi l'Italia è l'ultimo vagone di un treno che marcia a rilento e sul binario sbagliato basta prendere atto dell'attuale ininfluenza dell'Italia nella politica internazionale". Le garanzie, nell'analisi di Berlusconi, non possono venire dalla "nuova" Lega di Matteo Salvini, che ha messo da parte il federalismo e la secessione, ha rimosso persino l'iconico colore verde per abbracciare battaglie tanto concrete quanto populiste, spendibili da nord a sud presso un malcontento libero da intralci ideologici e territoriali. Ci sono "partiti che fanno della protesta, dell'estremismo, dello sfascio e dell'antieuropeismo la loro bandiera - avverte Silvio -. Noi invece rappresentiamo quella maggioranza di buon senso e tranquilla, ma coraggiosa, che non è portatrice di estremismi e disfattismi". Questo, dunque, il senso dell'intervento del leader alla convention romana. Ma dal giardino di casa ecco crescere di nuovo il rumore della contrapposizione interna, che da solo rischia di coprire e affossare le parole del capo. C'è, ad esempio, una nuova puntata della replica del "consigliere politico" Giovanni Toti al presidente dei senatori forzisti Paolo Romani, che ieri aveva scoperchiato la pentola dicendo chiaramente che in Forza Italia "non è vero che va tutto bene", che "siamo divisi e litigiosi, non raccontiamo cose credibili. E i peggiori di noi - ecco l'ultimo affondo di Romani - vanno in tivù solo per dire stupidaggini". Romani aveva persino immaginato lo scenario di "una cessione di sovranità" interna pur di far ripartire un partito che "va dalle intransigenze alla Brunetta fino alla melassa" in cui si trovava lui stesso. "Romani è un amico e una persona seria e ha posto dei temi rilevanti, ma sto assistendo a un dibattito surreale nel nostro partito". Riparte Toti, dalla convention di Taiani. "Circa un anno e mezzo fa - ricorda il consigliere politico - Berlusconi ha chiesto ai dirigenti azzurri di aprire le porte al nuovo. E sono cominciate le barricate. Oggi amministratori e dirigenti che per vent'anni hanno fatto da tappo" al rinnovamento "si ergono a paladini del cambiamento".  "Assisto poi - insiste Toti - a dirigenti che hanno governato e spesso devastato le regioni, come satrapi orientali e ora si ergono a paladini della democrazia. Io credo che molti di loro cerchino solo di fare un ultimo giro su una giostra di privilegi ottenuti grazie ai voti di Berlusconi". Toti non ha dubbi "tutti loro non hanno capito che se si continua così, gli elettori chiuderanno il luna park". Il riferimento ai "satrapi orientali" ha un destinatario chiarissimo: Raffele Fitto, ex governatore della Regione Puglia, oggi europarlamentare e spina nel fianco di Berlusconi nei mesi in cui Forza Italia si è appiattita sul Nazareno. Prova a minimizzare Maria Rosaria Rossi.   "Ma quali litigi", risponde la fedelissima "ombra" di Silvio Berlusconi alla domanda sulle divisioni interne a Forza Italia, parlando con i giornalisti a margine della iniziativa promossa da Tajani a Roma. Quanto alle posizioni di Fitto e all'ipotesi che, qualora i suoi non vengano inseriti nelle liste in Puglia si possa candidare, Rossi ribatte: "Si candidasse. Del resto la candidatura gliel'avevamo proposta noi tempo fa. Se ora si candida saremmo contenti". Prova a ricomporre anche Renato Brunetta. "Forza Italia è un partito monarchico e anarchico, quindi ben vengano tutte le critiche. La sintesi a Berlusconi" dichiara il capogruppo di Forza Italia alla Camera al grRai, rispondendo a una domanda sul suo scontro con Romani.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Mafia a Ostia, il pd Esposito: il capoclan è un fan di Di Battista
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: <br clear='all'/>
TESTO:"Il reggente del clan Spada, Roberto, è un fans di Alessandro Di Battista, come dimostra la foto che pubblico qui di seguito". Stefano Esposito, senatore del Pd e commissario del Pd a Ostia, in una nota su Facebook, attacca i Cinque Stelle per la posizione che hanno tenuto sul "caso Ostia", dove il senatore dem ha ricevuto minacce dalla criminalità organizzata dopo averne denunciato le attività. Tra l'altro Esposito nei giorni scorsi aveva puntato il dito contro "Roberto Spada, autore di un post di insulti, attuale reggente del clan, indagato per minacce. Se il sig. Roberto spada crede di spaventarmi con i suoi metodi da guappo si sbaglia. Il suo sorriso sparirà sotto i colpi della legge, come avvenuto per il resto della sua famiglia. Noi del pd daremo una mano alla giustizia", aveva scritto Esposito. Che ora incalza i Cinque Stelle. "Sapete- chiede oggi Esposito- chi sono gli unici a non aver espresso solidarietà, non a me e Orfini, ma alla giornalista di Repubblica Federica Angeli? gli esponenti del Movimento cinque stelle. I grillini si sono molto arrabbiati perchè gli abbiamo fatto, sommessamente, notare che la loro linea per cacciare Marino è la stessa della mafia. Vorrei invitare Di Battista e compagni a riflette sul perchè personaggi come Roberto Spada a noi del Pd ci minacciano e a voi grillini condividono i post sulle loro bacheche. Varrebbe la pena che vi poneste qualche domanda" conclude Esposito. Proprio ieri il premier Matteo Renzi ha scritto una lettera  aMatteo Orfini, commissario del Pd di Roma e a Stefano Esposito, commissario del Pd di Ostia, minacciato via web 24 ore prima da un esponente del locale clan Spada. "Vorrei esprimervi tutta la mia solidarietà- ha scritto Renzi- e vicinanza per lo sforzo che state facendo in queste settimane. Uno sforzo di pulizia, di orgoglio, di riconquista centimetro dopo centimetro di un futuro forte e unito per il partito a Roma".  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Genova, credono di fare sesso virtuale con Britney Spears. Ma era una sosia truffatrice che li ha ricattati
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: Sei studenti genovesi caduti in trappola denunciano in procura la millantatrice. Il pm Scolastico coordina le indagini e risale a un server in Costa d'Avorio<br clear='all'/>
TESTO:PER un po' hanno creduto che "quella bellissima donna" fosse niente di meno che Britney Spears, la cantante, ballerina, personaggio televisivo statunitense di grande successo. Finché i sei ragazzotti genovesi, tutti finiti nei guai nella stessa giornata, hanno scoperto che l'autrice delle minacce e delle estorsioni, in cui erano rimasti incastrati, non era lei. La biondona conosciuta sul web non era altro che una millantatrice che chattava attraverso un server in Costa d'Avorio. Che prima li ha adescati su Facebook, senza dire il suo nome li ha persuasi a transitare su Skype, sull'app che consente video-telefonate gratuite. Li ha convinti a denudarsi, a fare autoerotismo davanti alla web-cam, poi ha minacciato che quelle immagini sarebbero finite in rete, in pasto ad amici e parenti, oppure alla fidanzatine, se non avessero pagato. A ciascuno dei sei studenti sarebbero stati chiesti 500 euro per evitare lo scandalo. Qualcuno ha pagato. Poi, però, è prevalso il coraggio di parlare con i genitori e denunciare tutto alla polizia e la Procura della Repubblica di Genova ha aperto più di un fascicolo, iscrivendo i reati di minacce ed estorsione. Al momento contro ignoti. Purtroppo. Dall'Iban fornito ai ragazzi, in modo che facessero il bonifico bancario e poter chiudere la partita, si è scoperto che dall'altro capo della rete agiva un server con sede nel Paese del Centro Africa, al quale avrebbe avuto accesso la "gemella" di Britney Spears. Ma nulla a che vedere o a che fare con l'ignara cantante americana. La vicenda è stata ricostruita dagli stessi ragazzi. Poco per volta, con la bionda, sempre lei a fare il primo passo, che improvvisa un sexy-balletto durante il quale si toglie i pochi indumenti che la ricoprono, fino a spingere il "partner" ad una sorta di sesso online, a compiere atti di autoerotismo. Il momento magico sarebbe durato pochi minuti, giusto il tempo per filmare e fotografare tutto. A loro insaputa, la falsa Britney ha registrato lo spogliarello. Il ricatto è arrivato qualche settimana dopo: "Voglio 500 euro, altrimenti le immagini finiscono in rete". E per convincerli che non era uno scherzo, che il video potesse essere diffuso a tutti gli amici di Facebook o postato su Youtube, avrebbe inviato una copia del filmato. La rete è anche questo. Fatta di tranelli ed insidie. Tant'è che il procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico dice che ormai sono tantissimi i casi di gente truffata in Internet e che presenta denuncia alla Polizia Postale. Soprattutto ragazzini adescati in rete, che prima vengono sedotti con giochini erotici, fino ad essere invogliati a mettersi a nudo davanti al video, poi ricattati. La "cattura" delle vittime sui siti è un fenomeno dilagante, che negli scorsi mesi ha interessato le Procure di Genova e di altre provincie italiane, tra cui Biella e Treviso. Ormai le hanno ribattezzate sexyricattatrici. Lo scorso anno sotto inchiesta finirono alcune studentesse universitarie di Genova: una venticinquenne indagata per estorsione o tentata estorsione, tanto è vero che della vicenda si è occupato il pool criminalità organizzata, appunto perché vi rientra questo tipo di reato. L'avvenente studentessa, per racimolare soldi, avrebbe chiesto 500 euro a un professionista che si era prestato al giochino erotico. L'uomo, prima di pagare avrebbe chiesto alla ragazza qualche giorno di tempo per riflettere, poi si è deciso a rivolgersi alla magistratura. Nell'esposto ha raccontato di aver conosciuto la studentessa attraverso degli amici in comune, poi lo scambio di telefonini, infine l'appuntamento su Facebook.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Il sistema Incalza e la Metro C: ricatti, sprechi e ritardi costano un miliardo in più
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO:  È l'incompiuta di Roma: un ministero e due amministrazioni coinvolte 12 stazioni e 17 chilometri in meno. Nessuna certezza sulla fine dei lavori<br clear='all'/>
TESTO:ROMA -  Chi è responsabile di una delle più macroscopiche dissipazioni di denaro pubblico del dopoguerra? Come è stato possibile che, nell'inerzia del ministero delle Infrastrutture, del Cipe, di due diverse amministrazioni comunali, la linea C della metropolitana di Roma sia oggi, a 14 anni dal suo inserimento nell'elenco delle opere strategiche della "Legge Obiettivo", un'Incompiuta per la quale si è passati da 2,7 a 3,7 miliardi di saldo? Quale gioco di prestigio ha reso possibile pagare tra il 30 e il 60 per cento in più la realizzazione di un progetto che ha visto restringersi le dimensioni iniziali (da 42 stazioni per 42 chilometri di tracciato alle attuali 30 per 25,6 chilometri)? Due inchieste della magistratura penale (Roma e Firenze), una contabile (Corte dei Conti) e una amministrativa (l'istruttoria dell'Autorità nazionale anticorruzione per la quale è attesa una delibera prima dell'estate) promettono un imminente redde rationem giudiziario. Ma le risposte a quelle domande sono già in chiaro. Rintracciabili in una spaventosa mole di carte che è andata silenziosamente impilandosi per tre lustri nei gabinetti di ministeri, Comune e società partecipate, e ora finalmente intelligibile alla luce di quel format che abbiamo imparato a conoscere come "Sistema Incalza". IL "BUG" NELL'APPALTO Sappiamo ormai che, nel Sistema Incalza, la Legge Obiettivo contiene una fal- un bug, che rende la cifra di aggiudicazione della Grande Opera da parte del General Contractor poco più che una convenzione, un numero a nove zeri scritto a matita, perché rinegoziabile in corso d'opera e a mano libera. È sufficiente infatti che controllato e controllore coincidano (il General Contractor sceglie e nomina la direzione dei lavori, che dovrebbe garantire tempi e corretta esecuzione dell'opera) e che le clausole del contratto di appalto consentano un sufficiente grado di discrezionalità nella loro interpretazione tale da rendere possibile un contenzioso (normalmente un arbitrato) in cui rivendicare oneri aggiuntivi (e dunque maggiorazione del prezzo). Ebbene, la metro C è una scientifica applicazione del Sistema. 20 dicembre 2004: il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica, ndr), con delibera, approva il progetto preliminare e, il 28 febbraio 2006, il consorzio di imprese che ne sarà General Contractor sotto il nome di "Metro C" (Astaldi, Vianini, Consorzio Cooperative Costruzioni, Ansaldo) si aggiudica la gara per 2,7 miliardi con un ribasso del 14 per cento, accollandosi l'onere di anticipare un quinto del costo. Tra i direttori dei lavori scelti figura, guarda caso, anche Stefano Perotti, finito in carcere con Incalza. Non passano neppure 8 mesi e il contratto viene rinegoziato. Contro la logica  -  che vorrebbe che i cantieri si aprano nella tratta centrale della città, da San Pietro a San Giovanni, sprovvista di servizio  -  si decide che la prima parte della linea a dover entrare in funzione sarà quella periferica, già servita dalla ferrovia di superficie. È il primo regalo al General Contractor che si vede anche abbattere la percentuale di anticipo dovuto dal 20 al 2 per cento. Ma non basta. Nelle clausole del contratto ce n'è una sufficientemente vaga nella sua formulazione da consentire interpretazioni opposte. E riguarda un punto cruciale dell'appalto, la leva che consente di esploderne i costi: le indagini archeologiche, senza le quali solo uno scriteriato può pensare di scavare un tunnel in un'area che abbraccia i Fori Romani, il Colosseo, Piazza Venezia, Largo Argentina. Il cuore del patrimonio archeologico della città. Il più importante del mondo. Ebbene, a chi tocca fare quelle indagini? Il Ministero delle Infrastrutture, il Comune di Roma, la sua società partecipata "Roma Metropolitane" (una pletorica struttura da 80 persone e 13 milioni di euro di stipendi l'anno che ha il solo scopo di controllare lo svolgimento dell'opera) nell'approvare il progetto definitivo della linea ignorano o fingono di ignorare una nota di 53 pagine del Ministero dei Beni culturali con cui, già nel 2003 (tre anni prima dell'affidamento della gara), si segnala che "nessuna campagna di scavo è stata fatta per verificare la situazione archeologica delle tratte T1-T2-T3-T6/C1 (quelle centrali, ndr) ". Metro C, da parte sua, finge di ignorare che, stando al contratto firmato, rientra tra i suoi doveri farle. ARBITRATI E CONTENZIOSI Del resto, la colpevole disattenzione alla, l'aspetto archeologico non è un inciampo. È prevista dal canovaccio del "Sistema Incalza". Strumentale a creare le condizioni di un contenzioso che deve trasformarsi in "ricatto". E infatti, nell'ottobre 2007, a neppure un anno dalla stipula del contratto i costruttori trascinano il Comune in un primo arbitrato in cui chiedono una maggiorazione dei costi. La questione sembra chiudersi nel 2008, con una prima transazione in cui il consorzio di imprese rinuncia a 210 milioni di euro, ma ottiene lo slittamento della consegna della prima parte dell'opera dal 2011 alla fine del 2013. In realtà, è una cortina di fumo. Infatti, la transazione non "copre" la parte più consistente delle richieste di Metro C, che nel 2010 vengono ricalcolate in 1,4 miliardi di euro. L'INTERVENTO DI INCALZA Nel 2012, ecco allora l'intervento di Incalza (Infrastrutture) e del Cipe. Vengono riconosciuti al General Contractor 253 milioni di euro aggiuntivi rispetto alla cifra per cui hanno vinto il bando di gara e l'ennesimo differimento della consegna a fine del 2014. Ma in cambio di cosa? Della rinuncia a tutte le pretese del consorzio di imprese? No. "Di una rinuncia solo parziale ". E infatti, a novembre 2012, Metro C apre un nuovo arbitrato. Questa volta, chiede 153 milioni di euro che si sommano ad altri 252 per "intervenute varianti in corso d'opera" (45, dall'inizio dei lavori). I Radicali, nella loro denuncia che ha fatto aprire l'inchiesta della procura di Roma, lo definiscono "rapporto insano", per cui "nessuna delle tre amministrazioni coinvolte, Comune, Regione e Stato, sente la necessità di accertare se le rivendicazioni dei costruttori siano fondate". L'ULTIMA STANGATA A settembre 2013, la nuova giunta Marino, attraverso Roma Metropolitane, firma un "atto attuativo" che vuole e vorrebbe essere la pietra tombale su un gioco al rialzo che va avanti da troppi anni. Il General Contractor rinuncia al miliardo e 400 che ha chiesto. Ma porta a casa un ulteriore slittamento della tempistica, l'accollo a carico del committente delle penali per "ritardata consegna dovuta alle varianti", i 253 milioni riconosciuti dal Cipe, e altri 60 in applicazione del primo lodo vinto con il Comune. L'assessore alla mobilità Guido Improta (oggi indagato a Roma) invoca la condizione di "necessità", diciamo pure di ricatto, in cui la Giunta è venuta a trovarsi ("cantieri fermi e 1 miliardo e mezzo da pagare"). Il ministero delle Infrastrutture, il suo ministro di allora (Lupi) e il suo Grande Mandarino (Incalza), stanno a guardare. A oggi meno della metà della linea è stata completata, per il tratto dei Fori Imperiali se ne riparla nel 2020, per quello da Piazza Venezia a Piazzale Clodio siamo ancora al progetto. Secondo alcuni analisti, alla fine la linea C costerà allo Stato quasi 6 miliardi. Fino ad un anno fa esisteva anche un commissario straordinario per l'opera, Maria Fernanda Stagno D'Alcontres. Interpellata su quanto accaduto, risponde così: "Della Metro C non so nulla e non voglio sapere nulla".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Airbus caduto, una delle vittime aveva studiato a Lecco: "Era legatissima a noi ex compagni"
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: Daniela Ayon, una delle 149 vittime dell'Airbus Germanwings precipitato in Francia, aveva abitato in Lombardia sul finire degli anni Novanta e frequentato il. ..
TESTO:Una delle 149 vittime dell'Airbus della Germanwings precipitato in Francia, Daniela Ayon, aveva abitato a Lecco per un anno e ora in città, dopo che si è sparsa la notizia, c'è dolore tra quanti, soprattutto suoi compagni a scuola, l'hanno conosciuta. "Fra il 1997 e il 1998 Daniela passò un anno qui da noi in famiglia mentre frequentava il liceo classico Manzoni. Siamo tutti profondamente scossi da quello che è successo. L'ultima volta l'ho sentita martedì scorso, mi aveva scritto che stava per andare ad Amsterdam. Poi la tragedia", racconta Giovanna Taddei parlando dell'amica Daniela, 36 anni, di origini messicane. La donna aveva mantenuto un legame forte con i suoi compagni di classe, con cui trascorse un periodo sereno della sua vita. "Mi aveva detto martedì scorso che era a Barcellona per lavoro e che stava per prendere un aereo per andare a Amsterdam", ricorda ancora Giovanna. "Le avevo detto di venire a Lecco, visto che si trovava in Europa, anche perchè non aveva visto ancora la mia bambina di quattro anni, e Daniela mi aveva promesso che l'avrebbe fatto. L'altra sera una amica comune messicana mi ha contattata e mi ha detto che Daniela era su quel volo e che era morta. Poi ho sentito anche la sorella. Sono profondamente scossa da questa vicenda". Dopo le superiori Daniela si era laureata in economia e commercio e a Barcellona aveva conseguito un master. Amava il calcio e a Lecco aveva giocato nella squadra femminile del Pescarenico.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Milano, lunedì scioperano i mezzi pubblici. E Uber sfida i tassisti con una corsa gratuita
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: "Con questa iniziativa vogliamo fare la nostra parte per aiutare i milanesi a muoversi in un momento di difficoltà", spiega Benedetta Arese Lucini, general. ..
TESTO:Lunedì 30 marzo anche a Milano, così come in tutta Italia, sono state proclamate quattro ore di sciopero del trasporto pubblico locale: Atm ha anticipato il rischio di blocchi e disagi nella fascia 18-22. Ne approfitterà la contestatissima multinazionale americana Uber, lanciando un'offerta che per i tassisti suonerà più che altro per una provocazione: per chi prenoterà una corsa e si presenterà in auto con il biglietto Atm, o anche l'abbonamento, la prima corsa sarà gratuita. L'iniziativa riguarda anche Torino, Genova e Roma. "Con lo sciopero dei mezzi - spiega Benedetta Arese Lucini, general manager di Uber - le città diventano meno accessibili e spostarsi è quasi impossibile. Con questa iniziativa vogliamo fare la nostra parte per aiutare i milanesi a muoversi in un momento di difficoltà". Gli risponde Giovanni Maggiolo della Cgil: "Fanno come i fascisti che guidarono i tram durante la guerra, con i tranvieri in sciopero. Una proposta bieca, tutto pur di farsi pubblicità". Non è la prima volta che Uber cerca di attirare nuovi clienti con offerte mirate in giorni complicati per la mobilità: in passato avvenne per la Settimana della moda, ma pure per lo sciopero dei tassisti. Solo che stavolta lo sconto sarà totale. I driver, cioè i conducenti delle ncc (noleggio con conducente) 'in prestito' a Uber saranno rimborsati della corsa direttamente dalla app. Seppure l'iniziativa sia di natura commerciale, finirà inevitabilmente per rinfocolare lo scontro in atto fra la società e i tassisti. Questi ultimi accusano Uber soprattutto di non rispettare la legge che impone agli ncc di ricevere le chiamate da una autorimessa e non direttamente dalla strada come normalmente avviene. Uno scontro fra legalità e deregulation, secondo le auto del servizio pubblico; fra nuove tecnologia e spirito corporativo, secondo Lucini. Per metterci una pezza la Regione Lombardia sta tentando di varare una legge che chiarisca i contorni dei vari servizi di trasporto. Anche se la competenza per regolamentare la questione spetta al governo. La trovata messa in campo da Uber non è un aiuto ai milanesi ma pura propaganda, secondo Riccardo De Corato, vicepresidente del consiglio comunale di Milano e capogruppo di Fdi-An in Regione. "Evidentemente il vettore privato che ha messo sul piede di guerra tassisti e noleggiatori regolari scatenando polemiche a non finire - dice De Corato - deve farsi perdonare la cattiva pubblicità determinata da qualche suo autista".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Cantone boccia la Pedemontana: "Gara falsata, l'appalto è già cresciuto del 47 per cento"
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: Le carte sui lavori per il primo tratto dell'autostrada lombarda (Lomazzo-Cassano Magnago) sono state inviate a Procura e Corte dei conti. L’appalto è stato. ..
TESTO:La relazione ispettiva dell? autorità presieduta da Raffaele Cantone, però, contesta che i costi sono saliti del 47 per cento dell? importo contrattuale. Falsando di fatto la gara ai danni degli altri concorrenti. L?aumento, pari a 296 milioni 108mila 351,26 euro, è stato dovuto a due variazioni e ha portato il costo complessivo a 925 milioni 773mila 75,02.  Nel rapporto ispettivo - inviato fra gli altri all? ufficio vigilanza dei lavori, al capo della Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture, alla Corte dei conti, al Cipe e alla Procura - si legge che «la fattispecie riscontrata, in virtù del principio di invarianza delle condizioni negoziali, si traduce in una oggettiva alterazione della parità di condizione dei concorrenti e viola il principio di certezza delle situazioni giuridiche sotteso alla immodificabilità della lex specialis; contrariamente il bando di gara perderebbe la sua forza cogente per i soggetti partecipanti, ai quali non è dato interpretare e precisare il senso e la portata di quei parametri di gara la cui immutabilità è posta a garanzia di tutti indistintamente i partecipanti». Inoltre l? Autorità nazionale anticorruzione fa notare che «la fattispecie riscontrata viola il principio della immodificabilità dell? offerta, teso a garantire, da un lato, la par condicio fra i concorrenti, e dall? altro, l?affidabilità del contraente». La durata dell? appalto era prevista in 2.480 giorni decorrenti dalla data di aggiudicazione. Mentre nel rapporto ispettivo firmato da Cantone si dice che «l? opera è in ritardo e solo con i successivi atti aggiuntivi hanno riportato il tutto entro l? anno 2014», dato che il completamento dei lavori e la messa in esercizio delle opere autostradali in questione «era stata assicurata entro il tempo utile per Expo 2015». Il documento dell? Autorità anticorruzione si conclude con un? accusa pesante. Rileva che la gestione del procedimento di esecuzione dell? appalto relativo alla realizzazione del primo lotto della tangenziale di Como, del primo lotto della tangenziale di Varese e della tratta della Pedemontana che collega le autostrade A8 e A9 «non appare in linea» con i principi della legge 162 del 2006. Perché «attraverso gli accordi ratificati in corso di esecuzione sono state formulate clausole che variano sostanzialmente sia l? offerta del partecipante sia il contratto principale di appalto con conseguente aumento dei costi di esecuzione e di slittamento nel tempo della conclusione dei lavori, e ciò a danno dell? interesse pubblico e della collettività». Una nuova tegola che arriva sul vertice di Pedemontana in scadenza. Al quale si aggiunge l? audit firmato dal presidente dell? organismo di vigilanza della società autostradale Rodolfo Mecarelli, che suona come un atto di accusa verso l? amministratore delegato di Pedemontana, Marzio Agnoloni, già finito nella bufera per una vicenda di assunzioni e consulenze. Nel rapporto dell? organismo di vigilanza, che prende in considerazione il periodo dal febbraio 2014 al gennaio di quest? anno, è scritto che «l? intuitu personae è stato considerato come presupposto esclusivo per la scelta dei consulenti». Che «non è dato conoscere se è stato elaborato nel tempo un elenco dei consulenti di fiducia da cui scegliere, a rotazione, quelli in possesso delle professionalità occorrenti di volta in volta alla missione aziendale». Mentre «nei fogli autorizzativi, che attestano l? effettività della prestazione, mancano le causali che dovrebbero coincidere con gli oggetti delle fatture e, a volte, manca il gestore del contratto». Per non parlare del fatto che «gli importi delle prestazioni non sono definiti, ma aperti e fatturati a consuntivo, successivamente; le lettere di incarico fanno rinvio alle precedenti e in un solo caso è emersa una richiesta di più offerte». Infine l? audit rimarca «la mancata tracciabilità predeterminata delle trasmissioni delle fatture da parte degli studi (a volte a mano, con la posta elettronica, con quella ordinaria) ». Anche se dà atto che a ottobre 2015 è stata diffusa una nuova procedura che prevede la richiesta di tre preventivi. Fermo restando la possibilità di selezionare i consulenti solo sul rapporto fiduciario. Equitalia ha inoltre notificato nel 2013 a Agnoloni un atto di pignoramento perché gli contesta un debito nei confronti della società di cui è amministratore delegato di 602mila 880,40 euro.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Torino, anziano soffoca moglie malata e poi tenta di uccidersi
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: L’uomo, 86 anni, coetaneo della moglie, voleva impiccarsi. La badante ha dato l’allarme
TESTO:Ha ucciso la moglie e poi ha tentato il suicidio perché non sopportava più le difficoltà di una vita afflitta da vari problemi di salute e la malattia della moglie. A Torino un anziano, Luigi Musso, ha ucciso la consorte, Gigina Cavallari, 86 anni, sua coetanea, nell? appartamento in cui vivevano, in via Lauro Rossi, zona periferica. È successo poco prima delle 20. L? uomo ha poi tentato il suicidio, provando ad impiccarsi, ma è stato salvato dalla badante, che proprio intorno a quell? ora si è presentata a casa della coppia per iniziare il proprio turno di lavoro e assisterli nelle ore notturne. L?anziano si trova all? ospedale Giovanni Bosco, è cosciente ma in stato di choc. Presenta segni da tentativo di impiccagione, ma non è in pericolo di vita. Verrà sottoposto a una consulenza psichiatrica.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Firenze, cadavere di una donna chiuso in un sacchetto di plastica
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: Trovato nella zona delle Piagge, alla periferia di Firenze. A dare l’allarme una passante, che ha notato un braccio uscire dalla busta nera. Nella stessa area, il 3 febbraio, era scomparsa Irene Focardi, di quarantatré anni
TESTO:Nella stessa zona, il 3 febbraio, è scomparsa la quarantatreenne Irene Focardi, gli accertamenti valuteranno la compatibilità dei resti trovati con i dati in possesso degli investigatori relativi alla donna che viveva con la madre nel quartiere. Tra gli episodi annotati nel corso dell? indagine sulla sua scomparsa ci sarebbe anche un violento litigio con l? ex convivente. L?uomo, arrestato un anno fa e condannato per maltrattamenti sta scontando la pena agli arresti domiciliari. Ora è indagato anche per la vicenda della sua ex, che gli inquirenti temono possa essere stata uccisa. Ma lui non sarebbe mai evaso, né risultano dagli accertamenti di polizia anomalie nel suo comportamento durante la misura restrittiva cui è sottoposto. E, tra l? altro, non possiede un? automobile.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Investito in autostrada, era sceso dall’auto per soccorrere i feriti
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: L’uomo ha assistito a un incidente e ha accostato la sua auto nella corsia d’emergenza per soccorrere i feriti: ma è stato travolto da un’altra auto in arrivo
TESTO:L? uomo, secondo quanto hanno sin qui ricostruito gli agenti della polizia stradale di Novara Est che indagano sull? incidente mortale, non ha pensato due volte al da farsi: è sceso dall? auto e, dopo aver preso tutte le precauzioni del caso, si è diretto verso quegli automobilisti che con generosità aveva deciso di aiutare. In quel momento, però, sopraggiungeva una Lancia Musa, alla guida un trentanovenne di Settimo Torinese, che non ha fatto in tempo a frenare e lo ha travolto, pare sulla carreggiata, dopo avere carambolato contro la Lancia Ypsilon capottata. Lo schianto davanti agli occhi terrorizzati del parente di Trovato, illeso perché rimasto in auto, e dei feriti del primo incidente. Sul posto i soccorsi - tre ambulanze del 118, vigili del fuoco e polizia stradale - sono stati immediati. Il loro intervento ha comportato la chiusura dell? autostrada, riaperta soltanto in mattinata, ma per il diligente automobilista non c? è stato nulla da fare. La procura di Ivrea ha aperto un? inchiesta per accertare l? esatta dinamica dell? incidente e le eventuali responsabilità del conducente dell? auto che ha travolto la vittima, finito all? ospedale San Giovanni Bosco di Torino in codice giallo. Feriti, anche loro in modo lieve, il passeggero dell? auto, un torinese di 39 anni, e tre persone coinvolte nel precedente schianto. Il fascicolo, al momento, è senza indagati: prima di procedere, i magistrati di Ivrea intendono infatti conoscere l? esito dell? etilometro a cui è stato sottoposto l? automobilista che ha investito la vittima.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Da Sushirrito al Cronut, in Usa è "cibo mutante" mania
DATA: 2015-03-29
OCCHIELLO: Creati da chef blasonati, le nuove pietanze da fast food sono un incrocio di etnie e tradizioni. Così il sushi giapponese incontra il burrito tex-mex e il. ..
TESTO:Intanto, ignari dell'impatto che stanno già esercitando sui profitti di fast food come la McDonald's  (-4% nel mese di febbraio) e Yum! Brands (-6% rispetto al massimo annuale del 2014), i Millennial esibiscono un appetito insaziabile per pietanze fusion in grado di coniugare i sapori pittoreschi delle cucine etniche con le necessità del consumo di massa. Pur di mettere i denti su un Sushirrito o un Cronut, fanno la fila per ore a Downtown San Francisco nel primo caso e Manhattan nel secondo. Cosa non insignificante visto che secondo il Millennial Disruption Index - un sondaggio sulle abitudini e i consumi dei Millennial - gli hipster (una sottospecie dei Millennial tipica di ambienti urbani come New York, Chicago e San Francisco) piuttosto che fare la fila, per esempio in banca, si farebbero tirare un dente. Ciò nonostante a Technology Alley a Manhattan e a SoMa a San Francisco, le code di techie e startuppisti che fanno la fila durante l'ora di pranzo per comprare un Sushirrito fanno il giro dell'isolato. Inventato da Peter Yen, innovatore californiano con background in biologia molecolare e un master in business alla prestigiosa Kellogg School of Management, il Sushirrito fonde in una sola confezione la tradizione culinaria giapponese con quella messicana combiando il burrito - che già di per sé è più un cibo tex-mex che messicano - con il sushi. Nella nuova versione il nori - la foglia d'alga che avvolge il sushi - viene usata come se fosse la tortiglia di un burrito e gli ingredienti tradizionali del piatto giapponese come il pesce, l'avocado, il cetriolo, i granchi e i gamberi sono mescolati con i fagioli, il coriandolo, le salse piccanti e le carni tipiche del fagottino messicano. E sebbene Yen avesse immaginato un cibo che si potesse consumare "alla staffa", come gli hamburger delle varie catene di fast food americane, le somiglianze tra il Sushirrito e il Big Mac finiscono proprio qui. Primo, perché il Sushirrito ha un'anima ecologica. Yen, che si preoccupa del prosciugamento delle peschiere mondiali e del rischio di estinzione rapida che corrono numerose specie ittiche, ha infatti creato il Sushirrito per diminuire il consumo di pesce a livello statunitense. E secondo perché gli ingredienti sono tutti prodotti localmente, facendo del Sushirrito uno dei primi fast food locavore-friendly degli Usa, ovvero, accettato da consumatori che prediligono cibi naturali e prodotti esclusivamente nella loro regione di residenza. ll Geisha Kiss - il bacio della Gheisha - con tonno monaco pescato alla lenza, tamagoyaki (una frittata d'uova con sake dolce e zucchero), peperoni piquillo, caviale tobiko tinto di yuzu, semi di loto grattugiati, cetrioli sottaceto, lattuga e avocado è tra i Sushirrito più richiesti.   E se a San Francisco spopola la fusione nippomessicana, nella Grande Mela vanno per la maggiore il Cronut (croissant e donut in una sola confezione) del parigino Dominique Ansel e il Ramen Burger del californiano Keizo Shimamoto. Arrivato negli Usa dopo aver guidato l'espansione internazionale di Fauchon - uno dei maggiori distributori di cibo gourmet francese - grazie ai suoi dolci, Ansel si è immediatamente conquistato il titolo di Willy Wonka di New York City mentre i suoi dolci, e la sua pasticceria di SoHo, sono diventati meta di pellegrinaggio di newyorchesi e turisti in cerca di un'esperienza indimenticabile. Prodotto con un processo brevettato il Cronut, che usa una lamina di pasta simile a quella dei donut - una sorta di ciambella fritta - somiglia più a una zeppola di San Giuseppe sposata con una sfogliatella riccia che a un cornetto. Prodotto in tiratura limitata, non più di 1000 al giorno, ha un sapore che varia a seconda del mese: a marzo sa di latte, miele e lavanda; a maggio di rosa e vaniglia; ad agosto di cocco; a settembre di fichi e mascarpone e a ottobre di zucca. In occasioni speciali, come per esempio Halloween, un Cronut alla zucca al bagarino può arrivare fino a 100 dollari, regolarmente ne costa solo cinque.   Nel caso del Ramen Burger, Shimamoto ha sostituito il panino nel quale il burger fa da companatico con due frittattine di ramen. Il ramen, un tipo di fettucine di grano tradizionali della cucina giapponese, è singolarmente famoso tra gli startuppisti della Silicon Valley. Infatti, quando si parla dello stipendio degli startuppisti, si finisce sempre con l'osservare che lavorano per "ramen money", ovvero, che ricevono uno stipendio che, pagate tutte le spese (incluso l'affitto generalemente da capogiro), gli lascia fondi sufficienti solo a comprare alcune bustine di ramen da pochi dollari. Proprio Shimamoto, che ha passato gran parte della sua vita a fare il pendolare tra Tokyo e Los Angeles, prima di dedicarsi alla ristorazione faceva il programmatore nella Silicon Valley. Tornato negli Usa dal Giappone, dopo aver passato quattro anni a studiare il ramen con il suo inventore, Ivan Ramen, Shimamoto ha sviluppato un metodo segreto per formare i ramen in una frittatina perfetta. Oggi, oltre a fare il giro del mondo promuovendo il suo fast food, Shimamoto gestisce anche Ramen. Co, un ristorante specializzato in ricette giapponesi di zuppe di spaghetti. Continuando con gli spaghetti, non si può non menzionare il Burrissimo. Di ispirazione italoamericana, questa pietanza fonde le tradizioni culinarie dei nostri immigrati in America con quelle dei messicani. Lanciato da Burrissimo di Costa Mesa, un nuovo tipo di ristorante italiano definito fast-casual, il Burrissimo contiene spaghettini invece di riso e può essere servito anche con le polpette. Invece che con la classica tortiglia messicana, come con il burrito, il companatico può essere anche avvolto in piadine morbide. Nato in California poco più di un anno fa, malgrado il ristorante che l'ha lanciato sia oramai chiuso, il Burrissimo sta gradualmente affermandosi anche in altri stati americani e, dal momento che arriva anche in confezioni senza glutine, si sta affermando anche tra i paleo-dietisti e i celiachi. Nella categoria fast-casual italiano rientrano anche Pizzabon e Pizzaburger. Di origine georgiana - lo si trova per adesso solo ad Atlanta - il Pizzabon è simile a un fagottino alla cannella. Famosa per i suoi bon bon di pasta frolla alla cannella, la Cinnabon - l'azienda che l'ha creato - con questa innovazione intende spingersi in una zona del mercato fino a ora dominio esclusivo dei fast food e delle pizzerie. Farcito di salsa, salame e mozzarella (quella Americana) il Pizzabon assomiglia a un piccolo timballo di maccheroni. Un quarto di carne triturata, pancetta, salame, formaggio e mozzarella, il Pizzaburger, invece, è stato introdotto inizialmente a Boston dalla catena Restaurant & Sport's. Simile a una pizza ripiena e farcito con lattuga, pomodoro fresco e sottaceti, adesso è ritrovabile da Boston a Los Angeles in tutti i ristoranti del gruppo. Fusione nippomessicana anche al ristorante di tendenza newyorchese Taka Taka, che ai suoi clienti offre il taco e la tostada sashimi con tortilla vegetale, avocado, salsa chipotle (un tipo di peperoncino affumicato), fagioli fritti, salsa fresca e carne scelta. Sebbene inzialmente siano state colte in contropiede dall'avvento dei nuovi fast food urbani, le aziende storiche del settore non hanno tardato a introdurre anche loro dei piatti fusion nel loro menu. La Applebee's - una grande catena di diner presente soprattutto lungo le autostrade Usa - ha lanciato di recente il Quesadiglia Burger, che si rifà alla tradizione culinaria messicana. La Taco Bell, leader del fast food messicano appartenente alla conglomerata Yum! Brands (la stessa allla quale appartengono anche Kentucky Fried Chicken e Pizza Hut) ha invece lanciato il Wafer (cialda) Burger per colazione e le patatine taco per pranzo. La Kentucky Fried Chicken - anche lei Yum! Brands - invece di introdurre una nuova pietanza ha lanciato la Scof-ee Cup, una tazza del caffè commestibile. Anima in biscotto wafer avvolto in carta di zucchero e rivestita internamente di cioccolato bianco, la Scof-ee  Cup ha il doppio obbiettivo di aggiornare l'immagine pubblica della catena e ridurre allo stesso tempo i rifiuti prodotti dai suoi ristoranti.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Bandiere, striscioni e felpe rosse, la Fiom in piazza a Roma
DATA: 2015-03-28
OCCHIELLO:
TESTO:Da piazza della Repubblica a piazza del Popolo sfila a Roma la Fiom-Cgil in una manifestazione nazionale che ha scelto come slogan "Unions! ". Un corteo convocato "contro il Jobs act, per i diritti, il lavoro e la democrazia". Tante le bandiere del sindacato e quelle della sinistra, le felpe rosse dei metalmeccanici, gli striscioni e i cartelli di lavoratori, studenti, precari e disoccupati. Al termine musica e il comizio finale di Maurizio Landini (foto Ansa e Yara Nardi/F3PRESS) Leggi l'articolo  (ansa)
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Gli scandali e la crisi non spostano voti: Pd al 36, Grillo al 20, la Lega non vola più
DATA: 2015-03-28
OCCHIELLO: Per nove italiani su dieci Tangentopoli non è mai finita. Ma nel sondaggio Demos il disagio si indirizza soprattutto contro le riforme del lavoro. E il 59%. ..
TESTO:IL CLIMA d'opinione è grigio. Oscurato dall'insoddisfazione economica e dalla rabbia contro la corruzione politica. Ma gli orientamenti politici non cambiano. In particolare: non si vedono alternative di governo né, soprattutto, a Renzi. Almeno, in questa fase. È il riassunto sintetico del sondaggio concluso ieri per l'Atlante Politico di Demos. Racconta di un Paese abituato, ormai, alla sfiducia. E, per questo, poco disponibile a immaginare possibili cambiamenti. Possibili svolte. Nonostante tutto. Quasi metà dei cittadini, infatti, ritiene che non sia cambiato molto, in Italia, dai tempi di Tangentopoli. In particolare considera la corruzione politica ancor più diffusa di allora. E oltre 4 persone su 10, comunque, pensano che sia altrettanto estesa. In definitiva: per 9 italiani su 10 Tangentopoli non è mai finita. D'altronde, la contaminazione fra politica e interessi appare ancora e sempre evidente. E ricorrente. Punteggiata da casi di pesante contiguità. Ma anche da episodi di "familismo amorale", come quello che ha coinvolto, di recente, il ministro Lupi. Costringendolo alle dimissioni. Per un altro verso, emerge un ampio dissenso "contro i provvedimenti del governo e la riforma del mercato del lavoro". Non per caso il 56% del campione si dice (molto o abbastanza) d'accordo con le iniziative di protesta organizzate a questo proposito. E, quindi, con la manifestazione della FIOM che si svolge oggi a Roma. Che incontra un sostegno maggioritario dagli elettori di sinistra, ma anche di Forza Italia. E soprattutto del M5s. Tuttavia, questo malessere diffuso, queste esplosioni di dissenso, non sembrano produrre effetti significativi sugli orientamenti politici. Né sulle aspettative dei cittadini. Il 42% di essi, infatti, ritiene che il governo guidato da Renzi resterà in carica fino alla fine della legislatura. Sette punti in più rispetto allo scorso novembre. Parallelamente, il 28% pensa che, al contrario, non durerà più di un anno. Cinque mesi fa gli scettici erano quasi il 40%. LE TABELLE Dunque, il clima d'opinione è grigio, ma all'orizzonte non si vedono mutamenti politici rilevanti. Il grado di fiducia nei confronti del governo, di conseguenza, dallo scorso autunno resta pressoché immutato. Intorno al 46%. Come il gradimento "personale" verso il premier, Matteo Renzi, che, infatti, sfiora il 50%. Sostanzialmente stabile, anch'esso, negli ultimi mesi. Tutti gli altri leader sono distanziati. Anche se alcuni di essi emergono, fra gli altri. Meloni e Salvini, in particolare, entrambi sopra il 30%. Poi, Landini, al 29. Il leader della FIOM, d'altronde, è molto visibile e mediatico, in questa fase. Sull'onda della manifestazione di oggi. Ma anche della "Coalizione Sociale", il movimento politico di opposizione, annunciato  -  e lanciato  -  due settimane fa. Landini, peraltro, raccoglie consensi ampi non solo nella "Sinistra della Sinistra" (come l'ha definita Marc Lazar su Repubblica, nei giorni scorsi). Ma anche fra gli elettori del M5s e, soprattutto, anzitutto, nel PD (35%). Segnale dell'esistenza di una base di consenso, meglio, di dissenso politico molto ampia. Priva, per ora, di sbocco, sul piano partitico. Landini, per primo, appare cauto, al proposito. Lo spazio dell'opposizione al governo, d'altronde, appare già affollato e frastagliato. Le stime elettorali, infatti, non sembrano risentire troppo delle tensioni politiche e sociali in atto. Riproducono un quadro stabile e coerente, con quello degli ultimi mesi. Nonostante tutto. Il PD di Renzi, in particolare, perde qualcosa, rispetto alle rilevazioni di febbraio. Ma, appunto, "qualcosa". Resta, infatti, al 36,6%. Un punto in meno rispetto a un mese fa. Mentre la principale "opposizione" continua ad essere espressa dal M5s. Nuovamente oltre il 20%. Anch'esso stabile, dopo le scorse Europee. Come se l'unica opposizione al PDR fosse costituita dall'insofferenza e dalla domanda di "sorveglianza" democratica. Rappresentate, appunto, dal M5s. Che ha beneficiato, più degli altri, delle dimissioni di Lupi. E, come si è detto, delle proteste contro le politiche del lavoro. Sul fronte della Destra, invece, la marcia della Lega di Salvini, che, fino a un paio di mesi fa, pareva inarrestabile, si è arrestata. All'11,5%. Come il mese scorso (circa). Le divisioni interne  -  che in Veneto hanno prodotto l'espulsione e l'uscita di Tosi dal partito  -  non sono state indolori. E hanno ridimensionato l'immagine della Ligue Nationale, nuovo riferimento della Destra in Italia. D'altra parte, il "modello originale", il Front National di Marine Le Pen, domenica scorsa, al primo turno delle départementales, in Francia, non ha raggiunto il risultato atteso  -  e largamente annunciato. Pur ottenendo il 25%, infatti, è stato superato dall'alleanza di centro-destra UMP e UDI, guidata da Nicolas Sarkozy, vicina al 29%. Su livelli molto più ridotti, lo stesso è avvenuto in Italia. Dove FI, pur calando lievemente, nell'ultimo mese, resta avanti di due punti, rispetto alla Lega. Tra gli altri partiti, solo i Fratelli d'Italia, guidati dalla Meloni, appaiono in crescita. Molto vicini al 5%, come SEL e i partiti della Sinistra radicale sul versante politico opposto. Tuttavia, il profilo tracciato dall'Atlante politico di Demos conferma il ritratto politico di un Paese senza alternative. Dove Matteo Renzi governa in un clima sociale scettico. Alla guida di un partito sempre più "personale". Sempre più PDR. Circondato da alcuni alleati, poco influenti. E da molte opposizioni, di taglia molto ridotta. Almeno, per ora. Unica vera ombra: l'insoddisfazione e la sfiducia. Verso i politici, la politica e le istituzioni. Mobilitata e amplificata dal M5s. Così Renzi  -  senza troppi ostacoli, davanti, e senza grande entusiasmo, intorno  -  prosegue il suo cammino. Nonostante tutto.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Candidabili e no. Le morali del Pd
DATA: 2015-03-28
OCCHIELLO:
TESTO:O LE DIMISSIONI del ministro Lupi diventano codice d'acciaio, oppure finiranno per essere archiviate come la punizione del perdente, l'amputazione della parte politica più esposta. E possiamo permetterci di dirlo noi che abbiamo alzato la voce in nome della politica e non del codice penale. E infatti Lupi, che non era indagato, è stato costretto a dimettersi. C'è invece nel Partito democratico una combriccola di indagati e di condannati che resiste. E c'è una tribù di mascalzoni politici che Renzi finge di subire ma che in realtà premia con la strategia gommosa della dissimulazione onesta. Se consentiamo di stabilire un nesso tra avviso di garanzia e dimissioni  -  dice Renzi  -  diamo per buono il principio per cui qualsiasi giudice può iniziare un'indagine e decidere sul potere esecutivo". Ma l'idea opposta, e cioè che la politica possa annullare le ragioni della giustizia, non è garantismo. È impunità. Come se il partito avesse il potere medievale di rendere innocente un colpevole e viceversa. Insomma più che al Montesquieu illuminista di Renzi questa schiuma rimanda al dosaggio dei veleni, al potere come saga dei Borgia e ai fabbricatori di dossier: "Riservato per il Duce". Mussolini archiviava le informative sui nemici e soprattutto sugli amici che tanto più gli erano fedeli quanto più erano ricattabili. Erano, per dire, insospettabili i toscani Wladimiro Fiammenghi e Alfredo Peri e il modenese Graziano Pattuzzi coinvolti nel sistema Incalza. E però ci sono i crani di Lombroso nel Pd romano contagiato da Mafia capitale sino ad Ostia Antica. "È pericoloso e dannoso" ha scritto Fabrizio Barca. Ma come sempre è il sole allo zenit che meglio rovescia i luoghi comuni. Leggete cosa ha scritto ieri su Facebook Claudio Fava che, della lotta alla mafia è il testimone più limpido e fiero: "Perché il Pd non candida a sindaco di Enna Mirello Crisafulli (prosciolto) e candida a presidente della Campania Vincenzo De Luca (condannato)? Perché ritiene impresentabile Crisafulli e si tiene al governo quattro sottosegretari indagati? ". I quattro sono Francesca Barracciu e Davide Faraone, e poi Filippo Bubbico e Vito De Filippo. Nella mancanza di regole anche la buona notizia del proscioglimento del quinto, Basso De Caro, aggroviglia il nodo. La domanda chiave rimane infatti quella di Fava su Crisafulli, al quale sarebbe stata inflitta "una porcata". E certo Fava può permetterselo perché contro Crisafulli ha speso metà della sua vita politica: "Gli si rinfaccia questa sua esuberanza gogoliana, la panza e l'effervescenza del temperamento. .. Lo si considera adatto a fare il segretario provinciale del partito ma inadatto a candidarsi a sindaco". Per la verità nessuno ci obbliga a scegliere tra Crisafulli e De Luca. E l'indecenza politica, anche se assolta penalmente, rimane indecenza. Anzi, dal punto di vista amministrativo, De Luca ha fatto di Salerno una delle più vitali e solari città del Sud. Come Fava mi insegna, il notabile De Luca è la versione salernitana del siciliano Crisafulli, e anche dei notabili Tosi e Bitonci, e Formigoni e Lupi. La differenza? È in nome della sinistra che De Luca e Crisafulli mettono se stessi al di sopra di tutto, anche loro unti del Signore. Scrive ancora Fava introducendo l'argomento trans gender: "Posso dirvi che mi sembra cento volte più impresentabile e pernicioso un campione dell'antimafia dei pennacchi come Crocetta, col suo circo di turibolanti che lo protegge? ". E si capisce qui che solo nel cerchio dannato della Sicilia, dove un'antimafia indaga su un'altra antimafia, si poteva arrivare all'incappucciato di Forza Italia, Silvio Alessi, che ad Agrigento ha vinto a man bassa le primarie del Pd, con visita di rispetto a Berlusconi ad Arcore del presidente regionale dello stesso Pd Marco Zambuto. Ovviamente sono state cancellate queste prime primarie transgeniche, un vero mostro di verità che, come sempre dalla Sicilia, illumina il labirinto-Italia. E infatti si capiscono meglio anche le primarie annullate a Napoli e quelle impiastricciate ma confermate a Genova nonostante la denunzia di Cofferati e la forza delle prove. Raffaella Paita, moglie del presidente dell'autorità portuale (meglio non farsi mancare nulla in famiglia) è rimasta in sella, ma il suo avversario Luca Pastorino non ha riconosciuto la vittoria e si è candidato anche lui a governare la Liguria. Un pasticcio? Nulla esprime meglio il "pasticcio Pd" di quel prosciolto Crisafulli condannato dal partito e di quel condannato De Luca prosciolto dal partito perché controlla tantissimi voti con l'aria guappa del boss del Mediterraneo. Ecco: più grave della protervia del condannato c'è la complicità del Pd con il reo: "È il nostro candidato. Tocca a lui sconfiggere il centrodestra", ha detto ieri Luca Lotti. Ma tutti sanno che, appena eletto, De Luca dovrebbe subito dimettersi per poi sperare in un ricorso e in un reintegro. Diceva Giuseppe Tatarella: "'Mbroglio aiutami tu". E va bene che Napoli rende possibile anche l'impossibile e solo al sud la sinistra non è più obbligata a somigliare alla sinistra, ma la doppia resistenza alla legge, quella del sindaco De Magistris, che pure fu uomo di legge, e quella del futuro governatore De Luca, che almeno uomo di legge non è stato mai, potrebbe ben presto fare della Campania il laboratorio del lazzaronismo di sinistra, una sorta di Venezuela d'Italia, la fortezza dei descamisados. Insomma, tutto il contrario della rivoluzione renziana, l'opposto della Leopolda. Altro che tablet, twitter e iPhone. Qui è il Pd che torna al gettone telefonico e ai cannoli.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO:
DATA: 2015-03-28
OCCHIELLO:
TESTO:In merito alle parole della madre di Meredith (non contenta dell? assoluzione definitiva dei due ragazzi) Francesco Sollecito ha spiegato che «la madre di Meredith è stata male informata in questi anni da varie persone Uno tra tutti l? avvocato Maresca, che doveva avere il buon senso di informarla che tutti gli indizi e le prove trovati, a carico di Amanda e Raffaele, non erano così gravi, precisi e concordanti per portare a una sentenza di colpevolezza, soprattutto definitiva. E quindi loro hanno avuto, attraverso queste chiare e non approfondite informazioni, una cosa che non era? . Per ora la famiglia Sollecito non pensa però al risarcimento danni per l? ingiusta detenzione di Raffaele. ?Non voglio nemmeno quantificare il danno esistenziale, etico, professionale che ci è stato provocato? , ha spiegato. ?Non solo a Raffaele con quattro anni di ingiusta detenzione, ma anche a tutta la sua famiglia. Noi siamo stati esposti al pubblico ludibrio, siamo stati intercettati per 39.400 telefonate, su tutte le utenze. Siamo stati messi in prima pagina su tutti i giornali d? Italia, che ci hanno fatto passare per dei delinquenti incalliti. Abbiate pazienza? .
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Interrogazione, non va volontaria Compagno la prende a bastonate
DATA: 2015-03-28
OCCHIELLO: L’episodio di bullismo alle scuole medie, in un comune della provincia reggiana. I carabinieri hanno segnalato il responsabile, 14enne, alla Procura
TESTO:- Prima aveva preteso che una sua compagna di classe, alle scuole medie, si offrisse volontaria all? interrogazione per evitare di essere chiamato lui dall? insegnante poi, di fronte al rifiuto - seppur non interrogato - si è vendicato sulla ragazzina sfogando tutta la sua rabbia all? uscita della scuola colpendola con un bastone ad una mano. L?episodio di bullismo, avvenuto in un comune della provincia reggiana, ha visto i Carabinieri segnalare un 14enne alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bologna per il reato di lesioni. La ragazzina, ricorsa alle cure mediche, se la caverà con alcuni giorni di prognosi per la contusione ad una mano. La giovane, all? uscita da scuola, è stata fermata dal 14enne lungo il tragitto verso casa: dopo averla spintonata, il compagno di classe, l?ha colpita con un bastone alla mano, arrabbiato perché si era rifiutata di offrirsi volontaria ad all? interrogazione. Il giovane, come accertato dalle indagini dei Carabinieri - chiamati dai genitori della ragazzina - non era nuovo a atteggiamenti prepotenti nei confronti della compagna di scuola: in passato il 14enne ha preteso che la compagna gli passasse i compiti in classe e gli svolgesse i compiti a casa, oltre ad offenderla, anche con insulti pesanti, su un gruppo con più utenti creato su «WhatsApp». Circostanza questa che ha visto il minore essere segnalato anche per il reato di ingiurie. LE ALTRE IPOTESI - Sui comportamenti del baby bullo 14enne denunciato per lesioni, stanno svolgendo accertamenti i Carabinieri reggiani. E se da un lato è emerso che la ragazzina brava a scuola era stata presa di mira anche su una chat di Whatsapp, dall? altro i militari stanno cercando di capire se il bulletto abbia tenuto comportamenti analoghi anche nei confronti di altri studenti, sfruttando anche il fatto di essere più grande di loro perché già bocciato in passato. Il suo atteggiamento violento, inoltre, può essere anche frutto del contesto familiare, visto che pure il fratello, qualche anno più grande di lui, ma sempre minorenne, era già finito nei guai l? estate scorsa per danneggiamenti agli arredi di un parco pubblico: un atto di vandalismo che i Carabinieri avevano sempre inquadrato nel fenomeno del bullismo
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Muore a 14 anni sugli sci alla Doganaccia
DATA: 2015-03-28
OCCHIELLO: Il dramma a Cutigliano nel pistoiese si è consumato sotto gli occhi del padre. Disperati e inutili i tentativi di rianimazione del ragazzo fiorentino . ..<br clear='all'/>
TESTO:Un ragazzino di 14 anni, di Firenze è morto oggi dopo una caduta mentre sciava con il padre, un istruttore e un gruppetto di amici a Cutigliano, sulla montagna pistoiese. Secondo diverse testimonianze il giovanissimo sarebbe caduto in seguito a un malore sulle piste della Doganaccia. "Sì è come lasciato andare" è stato riferito.   Disperati i tentativi di rianimazione da parte dei medici dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze dove il giovane sciatore, Cosimo M. è arrivato già in arresto cardiaco. Il ragazzino è stato soccorso che era già privo di conoscenza, ma non presentava ferite gravi. Poi è stato trasportato in elicottero a Firenze dove è deceduto mentre i medici tentavano di rianimarlo.  Secondo quanto hanno riferito dai carabinieri, il 14enne, fiorentino, che faceva parte dello 'Sci Club' di Cutigliano, stava sciando insieme ad altri due suoi coetanei e davanti a loro c'era un istruttore che avrebbe detto di essere stato sorpassato dai tre. A poca distanza stava sciando il padre che è stato fra i primi a soccorrerlo. L'adolescente potrebbe aver avuto un malore ed essere crollato sulla neve a causa di quello. Alcuni testimoni avrebbero detto di averlo visto cadere in avanti senza nemmeno attutire l'impatto del viso con le braccia. I gestori degli impianti della Doganaccia hanno dato immediatamente l'allarme al 118 e quando sono arrivati i soccorritori il ragazzino era in coma. Il ragazzino era molto conosciuto a Cutigliano, andava spesso con la famiglia e con i fratelli anche in estate per le passeggiate. Abbracci e lacrime oggi alla Doganaccia, facce stravolte e incredule, sotto shock gli addetti dello Sci Club che hanno visto il ragazzino sciare in allegria fino al momento della caduta.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Il figlio del superboss Provenzano si racconta ai turisti
DATA: 2015-03-28
OCCHIELLO: Da alcuni mesi i viaggiatori di passaggio a Palermo incontrano il figlio del capomafia arrestato nel 2006 a Montagna dei cavalli<br clear='all'/>
TESTO:Al termine dell'intervento gli americani non smettono di fare domande. Che infanzia ha avuto, che padre è stato il suo, come si conciliava la religiosità professata con la vita criminale, cosa si attende dal domani. Angelo Provenzano risponde a tutti. E nelle sue risposte non c'è l'ombra della ritrosia e della cautela che si sentono, forti, nelle rarissime interviste rilasciate ai media. "Confrontarmi con una cultura diversa dalla nostra e scevra da pregiudizi mi pare un'avventura molto stimolante". E il punto è proprio quello, i pregiudizi. Perché l'approccio del turista del Wyoming, dell'Alabama o del Texas, per cui il capomafia ha solo il volto caricaturale del don Vito Corleone impersonato da Marlon Brando, non può essere quello di chi ha vissuto le stragi, ha visto i morti per strada e ha subito la prepotenza mafiosa. E' per questo che, quasi si trattasse di una seduta psicanalitica, spesso un turista si alza in piedi e dice al figlio del boss che no, non è giusto che le colpe dei padri ricadano sui figli. E gli propone una soluzione semplice e molto americana: cambiare identità e sparire, lasciandosi tutto alle spalle. Per Provenzano, però, evidentemente le cose non sono così semplici. "Per me - spiega - si tratta di una opportunità lavorativa importante in un settore, quello turistico, nelle cui potenzialità ho sempre creduto". Parole tirate fuori a forza da chi eviterebbe volentieri i riflettori. "Vorrei una vita più normale possibile - dice -  Ma mi rendo conto che non c'è speranza".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Milano, 13enne maltrattata perché va male a scuola: arrestati la madre e il fratello
DATA: 2015-03-28
OCCHIELLO: Il doppio arresto in zona Selinunte, quartiere ad alta componente multietnica. La donna è una 55enne di nazionalità mauriziana e il marito un italiano di 58.. ..<br clear='all'/>
TESTO:Una ragazzina di 13 anni che è stata picchiata dal fratello davanti alla madre compiacente è stata soccorsa dalla polizia - messa in allarme da un medico - che ha arrestato la donna e il giovane e ha denunciato il padre per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. E' accaduto a Milano nella zona di piazzale Selinunte, quartiere ad alta componente multietnica. A chiamare la polizia è stata una dottoressa che ha uno studio non distante dal palazzo in cui vive la ragazza, che si è presentata da lei con ferite ed ematomi dopo essere stata picchiata con una doga presa dalla rete di un letto. La donna, una 55enne di nazionalità mauriziana, il marito, un italiano di 58 anni, e il fratello, di 26, sono così finiti nei guai: gli episodi erano ripetuti, a detta dei vicini, tanto che anche la scuola della giovane pare avesse rilevato alcuni problemi. E proprio la scuola sarebbe stata al centro delle liti, con la ragazza che, a detta dei famigliari, sarebbe stata "svogliata". E invece di essere aiutata, subiva continue punizioni. In un'occasione, addirittura, la madre avrebbe urlato davanti a testimoni che se non fosse andata a scuola le avrebbe fatto "spezzare le gambe" dal fratello.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Bimbo di 7 anni cade in una scarpata dopo una gara di sci e muore
DATA: 2015-03-28
OCCHIELLO:  E' successo a. La Thuile sotto il monte Bianco; il bambino stava giocando con alcuni amici a bordo pista<br clear='all'/>
TESTO:Un bambino di sette anni è morto a causa delle gravi lesioni riportate in una caduta nel comprensorio di La Thuile, in Valle d'Aosta. L'incidente si è verificato poco dopo le 12.30 a circa 2.000 metri di quota. E' scivolato mentre stava giocando sulla neve a bordo pista ed è caduto in una scarpata. Sul posto sono intervenuti il soccorso alpino valdostano e la polizia che sono in attesa del nullaosta della procura per la rimozione del corpo. Aveva appena concluso la gara 'Diamo una manche a Telefono Azzurro' il bambino morto oggi a La Thuile. La competizione si era svolta sulla pista 16 Standard ed il piccolo, residente nel Milanese, si era fermato nei pressi del traguardo dove stava giocando con alcuni amichetti. Secondo quanto si è appreso il gruppo dei bambini si è spostato di alcune centinaia di metri senza gli sci per giocare. La vittima, per cause ancora da accertare, è quindi caduto in un dirupo finendo in una zona impervia proprio sotto i piloni della funivia. La salma è stata composta nel cimitero di La Thuile.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Reggio Emilia, bullo bastona la compagna di classe perché non va volontaria all'interrogazione
DATA: 2015-03-28
OCCHIELLO: L'ha attesa fuori da scuola, 14enne segnalato alla Procura. E si ipotizzano altri episodi<br clear='all'/>
TESTO:REGGIO EMILIA - Ha preso a bastonate sulla mano la compagna di classe perché non si era offerta volontaria all'interrogazione per salvarlo. E' accaduto in provincia di Reggio Emilia: il ragazzino, 14 anni, è stato segnalato alla Procura dei minori per lesioni. La ragazzina se la caverà con alcuni giorni di prognosi, ma dovrà superare i postumi psicologici dell'affronto del bullo. L'aggressione è avvenuta fuori da scuola: dopo averla spintonata, il compagno l'ha colpita Il giovane, come accertato dalle indagini dei carabinieri - chiamati dai genitori della ragazzina - non era nuovo a atteggiamenti prepotenti nei confronti della coetanea: in passato il 14enne ha preteso che la compagna gli passasse i compiti in classe e gli svolgesse i compiti a casa, oltre ad offenderla, anche con insulti pesanti, su un gruppo con più utenti creato su WhatsApp. Circostanza questa che ha visto il minore essere segnalato anche per il reato di ingiurie. Ma non è tutto. I carabinieri  stanno cercando di capire se il bulletto abbia tenuto comportamenti analoghi anche nei confronti di altri studenti, sfruttando anche il fatto di essere più grande di loro perché già bocciato in passato. Il suo atteggiamento violento, inoltre, può essere anche frutto del contesto familiare, visto che pure il fratello, qualche anno più grande di lui, ma sempre minorenne, era già finito nei guai l'estate scorsa per danneggiamenti agli arredi di un parco pubblico: un atto di vandalismo che i militari avevano sempre inquadrato nel fenomeno del bullismo.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Pullman e bus trasformati in discoteche itineranti fuorilegge, multe per 29mila euro
DATA: 2015-03-28
OCCHIELLO: Dietro le associazioni culturali si nascondeva attività imprenditoriali senza autorizzazioni per la musica, il cibo e l'alcol<br clear='all'/>
TESTO:Pullman e autobus trasformati in vere e proprie discoteche itineranti in giro per Roma per ospitare feste e serate danzanti con molti partecipanti, ma senza permessi. La divisione di polizia amministrativa della Questura ha accertato infatti durante una serie di controlli che sotto forma di associazioni culturali si nascondevano in realtà attività imprenditoriali e che a bordo venivano serviti stuzzichini, cene e cocktail senza i requisiti professionali degli addetti alla somministrazione. Irregolarità che hanno portato a 10mila euro di multa. Non solo perché l'ispettorato del lavoro ha scoperto la presenza di 7 lavoratori non in regola con la vigente normativa, sospendendo quindi l'attività e comminando 16mila euro di sanzioni.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Permessi di soggiorno, a Brescia il record di: 'no': otto su dieci. E il caso finisce in parlamento
DATA: 2015-03-28
OCCHIELLO: L'80 per cento delle domande vengono respinte, mentre la media italiana è del 20. Bordo (Sel): "Una sistematica azione inquisitoria". E il prefetto, sotto. ..<br clear='all'/>
TESTO:L'80 per cento delle domande di permesso di soggiorno respinte, quando la media italiana è del 20. Un prefetto indagato che adesso lascia il proprio incarico. Le manifestazioni dei migranti vietate dal questore, con la polizia che risponde alle proteste caricando. Il caso Brescia finisce in parlamento, con una interrogazione del deputato Franco Bordo (Sel): negli uffici di polizia e carabinieri "è stata messa in atto una sistematica operazione inquisitoria", con veri e propri interrogatori nei confronti di chi fa domanda di emersione. La denuncia parte da un dato definito "anomalo" anche da Mario Morcone, capo dipartimento Immigrazione del ministero degli Interni: per gli immigrati della provincia di Brescia ottenere la regolarizzazione le possibilità sono solo due su dieci. Il motivo? "Il permesso di soggiorno di un anno per attesa occupazione non viene quasi mai concesso - dice Bordo - perché la questura impiega mediamente più di un anno a rinnovare il permesso di soggiorno, quando la stessa legge Bossi-Fini stabilisce un termine massimo di 60 giorni. E quindi il termine di un anno per cercare lavoro viene 'consumato' nell'attesa del rinnovo, riducendo enormemente le possibilità di trovare una nuova occupazione perché è molto più difficile farsi assumere con un permesso di soggiorno scaduto". Lo scorso 24 marzo c'è stato un presidio di protesta organizzato dalla Cgil e caricato dalle forze dell'ordine, con tre feriti e quattro fermati. Nell'interrogazione destinata al ministero dell'Interno si legge che "l'intervento violento della forza pubblica è stato ingiustificato e controproducente ai fine del mantenimento dell'ordine pubblico, così come non è comprensibile la gestione complessiva dell'ordine pubblico che, anziché tendere a contenere e limitare situazioni di tensione, sta contribuendo in questo modo ad esacerbare un clima di tensione crescente". E il prefetto Narcisa Brassesco Pace dà l'addio alla città per passare nel settore privato, indagata dalla Procura per avere suggerito a un amico imprenditore come fare per riottenere la patente di guida ritirata al figlio. Nell'ottobre del 2010 Brassesco Pace dovette gestire la protesta degli immigrati contro la cosiddetta 'sanatoria truffa', che culminò nella famosa occupazione della gru in via San Faustino. Prevalse la linea dura: "Devono solo scendere".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Expo, il Padiglione Italia non sarà finito per il Primo maggio. Inaugurazione senza Mattarella
DATA: 2015-03-28
OCCHIELLO: "Servirebbe un miracolo", commenta qualche tecnico. Si tenterà di arredare il più possibile, finendo a Esposizione aperta quello che ancora ci sarà da fare. ... <br clear='all'/>
TESTO:Il vero allarme rosso è scattato per le strutture lungo il cardo Sud. È lì, in quella parte del padiglione italiano dove sulla carta ci sono gli spazi della Regione, la mostra di Confindustria e le 'eccellenze agroalimentari' di Coldiretti, che i ritardi sono più gravi. È lì il problema, ammettono tutti. Talmente tanto che adesso si tenterà la corsa disperata. Un piano di emergenza per riuscire, a cominciare da Casa Lombardia, a salvare almeno in parte la situazione: dall? inizio di aprile si dovrebbero fare entrare i tecnici per attaccare con gli impianti interni, mentre esternamente gli operai di Italiana costruzioni continueranno a lavorare sull'edificio. Anche così, però, ci sarà da accelerare e per molti sarà praticamente impossibile che il Primo maggio - il giorno dell'inaugurazione col premier Matteo Renzi, mentre il presidente Sergio Mattarella non ci sarà - tutti gli allestimenti siano terminati così come da disegno definitivo. «Servirebbe un miracolo», commenta qualche tecnico. Si tenterà di arredare il più possibile, finendo a Expo aperta quello che ancora ci sarà da fare. E il tormentato Palazzo Italia? La realizzazione dell? edificio principale, giurano tutti, con i turni di 24 ore su 24, i rinforzi di uomini, e i tempi strettissimi che ci sono arriverà comunque in porto. Sono gli allestimenti dei cinque piani che non saranno terminati al cento per cento: anche in questo caso si partirà cercando di dare la sensazione ai visitatori di trovare qualcosa a ogni tappa e si concluderanno i lavori interni dopo il taglio del nastro. Su diversi fronti il cantiere di Expo andrà avanti fino all? ultimo giorno utile per recuperare i ritardi: è quello che accadrà per alcuni padiglioni dei Paesi che sono ancora in affanno, dove si lavorerà sino alla fine. La prova è rappresentata dai collaudi: saranno fatti con autocertificazioni dai progettisti. Poi arriveranno controlli a campione. Nella corsa generale, però, è Padiglione Italia a dover lottare contro i ritardi più evidenti. Per capirlo, in fondo, basterebbe guardare le immagini delle due palazzine basse allungate tra Piazza Italia - realizzata dall? incrocio tra cardo e decumano - e il teatro all? aperto: sono ancora due gusci vuoti, impalcature e pilastri. Proprio per tentare l? impresa, nelle ultime settimane lungo il cardo Sud gli operai sono raddoppiati passando da 70 a 150. Eppure anche così l? emergenza c? è. Senza contare che la società che sta effettuando i lavori, Italiana costruzioni, è la stessa finita nella bufera dopo l? inchiesta sulle grandi opere della Procura di Firenze che ha allungato pesanti ombre sull? appalto di Palazzo Italia. Il presidente dell? Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, ha messo sotto esame la gara e lunedì dovrebbe arrivare la decisione finale: una sorveglianza speciale. Il magistrato e il prefetto Francesco Paolo Tronca, che avrà materialmente il compito di eseguire la sentenza, hanno anche studiato la possibilità di aggiungere alla pena la sostituzione dei vertici. Ma quel passo, ragionano in Expo, sarebbe stato probabilmente il colpo di grazia definitivo. L?impresa avrebbe potuto rallentare l? impegno su lavori, appunto, già ampiamente indietro sulla tabella di marcia. Non è mai stata semplice, l?impresa di Padiglione Italia. È un intero quartiere che sorge lungo il viale più corto di Rho-Pero. Ci sono le quattro strutture che si affacciato sui 350 metri del cardo. A Nord il padiglione dell? Unione europea e quello del vino, che sono a buon punto (come gli spazi a rotazione per regioni e territori); a Sud le costruzioni di Coldiretti, Confindustria e Lombardia in difficoltà. E soprattutto c? è Palazzo Italia, l?edificio principale, l?unico destinato per ora a rimanere in piedi. Un progetto talmente complesso che, ripetono i tecnici, avrebbe avuto bisogno di più tempo. Anche senza le inchieste. Quella dello scorso anno - per le Vie d? acqua - ha travolto l? ex responsabile unico del procedimento Antonio Acerbo e complicato tutto. L?ultima di Firenze sull? appalto dello stesso edificio è appena cominciata. Il commissario tricolore Diana Bracco dice: «La battuta d? arresto c? è stata, ma è stata molto limitata. L?Autorità anticorruzione ha preso subito decisioni alle quali ci siamo immediatamente adeguati. Adesso speriamo di recuperare velocemente il tempo che abbiamo passato col fiato sospeso, ogni ora ha il suo senso, perché in effetti dobbiamo proprio correre». Affacciato sulla Lake arena, ecco infine l? Albero della vita. È stato a lungo il capitolo più a rischio. Ma adesso è lì che svetta per 35 metri.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Landini in piazza. Renzi rilancia: "Crescita più alta"
DATA: 2015-03-28
OCCHIELLO: Un duello a distanza. Da una parte il leader della Fiom Maurizio Landini e una piazza del Popolo gremita dagli: "Unions" che lanciano bordate contro il governo, ...
TESTO:Un duello a distanza. Da una parte il leader della Fiom Maurizio Landini e una piazza del Popolo gremita dagli "Unions" che lanciano bordate contro il governo, dall'altra Matteo Renzi che snocciola i numeri "di un'Italia che riparte". Landini dal palco non usa giri di parole: "Siamo di fronte a un governo che ha scelto come interlocutore la Confindustria e sta proseguendo nel solco dei governi precedenti  -  dice  -  e c'è anche un peggioramento rispetto a Berlusconi. Difatti la lettera della Bce del 2011 chiedeva cose molto precise che, guarda caso, si stanno realizzando oggi". Renzi risponde indirettamente con un post su Facebook riguardo le stime del Pil riviste al rialzo per il 2015 e affida la replica ufficiale ai vicesegretari dem: "Ci sono pochi esponenti del nostro partito a questa manifestazione", dice Lorenzo Guerini, mentre Debora Serracchiani avverte: "Vedremo nel 2018 chi avrà più voti". Secco il commento del segretario della Lega, Matteo Salvini: "Landini e Renzi facce della stessa medaglia".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO:
DATA: 2015-03-27
OCCHIELLO: Come funziona il consultorio
TESTO:IL REPORTAGE Tra gli uomini che odiano le donne (ma vogliono tornare ad amarle) Viaggio a Modena nel centro di riabilitazione per aiutare mariti e compagni violenti. Ecco le loro storie BOLOGNA - Roberto ha poco più di trent? anni, è un bravo artigiano, è molto credente ed è sposato con una donna con qualche ambizione culturale in più rispetto a lui. La coppia ha due figli. Un giorno, nel loro rapporto ha irrotto la violenza. Roberto ha picchiato la moglie davanti al figlioletto, lei è finita al pronto soccorso: non era mai successo prima. È iniziato un lungo periodo di crisi che i due hanno cercato di superare con la nascita del secondo figlio. Per un po? tutto è filato liscio, poi però Roberto ha preso a essere sempre più autoritario, anche nei confronti del primogenito. E ha temuto di poter avere nuovi scatti di violenza. Così, otto mesi fa, spinto dalla moglie si è rivolto al centro «Liberiamoci dalla violenza», che ha sede in un consultorio dell? Ausl di Modena. La prima struttura pubblica in Italia che aiuta gli uomini autori di violenza contro le donne. Roberto è ancora in terapia e i risultati, dicono gli psicologi, sono incoraggianti. La tutela e il benessere delle donne e dei propri figli vittime di violenza domestica passa anche attraverso il recupero di chi la violenza la pratica pensando di risolvere così i problemi: è questo il manifesto del centro, nato a Modena nel 2011, che in questi anni ha accolto uomini violenti da tutta l? Emilia-Romagna, Bologna inclusa. Il progetto è sostenuto anche dalla Regione, il percorso è gratuito. Ad oggi i contatti telefonici sono stati 458: 159 da parte di uomini, 61 da parte di uomini che chiamavano per i propri compagni. In trattamento ora ci sono 40 uomini, 34 sono i casi già conclusi. Di storie come quella di Roberto ce ne sono tantissime. Sono quelle di uomini dai 25 ai 60 anni, spesso disoccupati, ma non solo. C?è l? operaio, l?artigiano, il piccolo imprenditore, il bancario, l?insegnante, il dirigente e il professionista sanitario. I motivi della loro violenza risiedono spesso nel loro passato, nella loro storia. A seguirli tre psicologi, che si definiscono «traghettatori». La terapia dura in media un anno, ma qualcuno lascia prima. «La perfezione non è di questo mondo? spiega Giorgio Penuti, psicologo da 25 anni all? Ausl di Modena? non tutte le storie su cui lavoriamo hanno un finale rosa, molte volte le coppie si separano, ma questo non è un fallimento, è un obiettivo raggiunto nei casi in cui stare insieme farebbe solo male alla coppia e ai bambini». «Ma c? è anche chi fa di tutto per riconciliarsi? prosegue? e durante la terapia di gruppo, da persona introversa e taciturna che era, è diventato il leader e sorprendentemente è riuscito a diventare un punto di riferimento per altri uomini». Il progetto emiliano è nato quattro anni fa sotto la Ghirlandina prendendo come esempio il programma europeo per il trattamento degli uomini autori di violenze a Oslo. Da tre mesi è stato aperto uno sportello anche a Parma e l? obiettivo adesso è di aprirne uno in Romagna. «L? obiettivo è il benessere e la tutela della donna e dei bambini? conclude la coordinatrice del progetto, la dottoressa Monica Dotti? con questo percorso l? uomo non ha più alibi per non cambiare e la donna non deve più provare a cambiare il proprio compagno, rischiando di sentirsi in colpa quando il maltrattamento continua. Ci sono degli specialisti che si occupano di questo. E il servizio è pubblico»
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Meredith, la Bongiorno chiede l'annullamento della condanna: "Sollecito come Forrest Gump"
DATA: 2015-03-27
OCCHIELLO: Oggi la sentenza della Cassazione. Dopo le arringhe, i giudici alle 12 si ritireranno in camera di consiglio<br clear='all'/>
TESTO:L'avvocatessa ha poi cercato di separare la posizione di Sollecito da quella di Amanda Knox: ""Sono veramente convinta che Amanda non è entrata nella stanza del delitto, ma se si deve credere alle sue dichiarazioni allora bisogna credere che lei uscì dalla casa di Sollecito e mentì al suo ragazzo dicendogli che andava a lavorare dopo aver ricevuto il messaggio di Patrick Lumumba che invece le aveva detto di non andare al lavoro". "Amanda Knox fu pressata da una stranissima medium nella stanza della polizia di Perugia, e una medium non ci deve stare in una stanza di polizia! ", ha detto la Bongiorno in uno dei passaggi finali della sua arringa in favore di Raffaele Sollecito. L'avvocato ha inoltre detto che, a suo avviso anche Amanda, come Raffaele, "è innocente" e che il delitto di Meredith è avvenuto la sera del primo novembre 2007, tra le ore 21 e le 22 e 13 minuti, quando Rudy Guede manda un mms dal suo cellulare. Secondo Bongiorno, inoltre, Meredith non è stata uccisa dal 'coltellaccio' ma da un'arma non rinvenuta. "Io sono convinta che Amanda non sia mai entrata in quella stanza ma non si può pretendere che Sollecito sia colpevole per non aver tirato in ballo quella che per una decina di giorni sarebbe stata la sua fidanzata. Raffaele non era presente nella stanza del delitto e non ci sono neppure tracce riconducibili alla Knox". Davanti ai giudici della V sezione penale della Cassazione, la Bongiorno ha chiesto "l'annullamento della condanna a 25 anni per il ragazzo che insieme ad Amanda Knox è accusato dell'omicidio di Meredith Kercher". Al termine della sua arringa e di quella dell'altro avvocato di Sollecito, Luca Maori, prevista intorno alle ore 12, i giudici entreranno in camera di consiglio da cui usciranno con la sentenza.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Grillo all'attacco: "Renzi come Lubitz farà schiantare l'Italia". Ma i militanti lo criticano
DATA: 2015-03-27
OCCHIELLO: Il leader M5s contro il premier: "Un uomo solo al comando che va fermato" e paragona le riforme promosse dal governo al disastro Germanwings (con tanto di. ..
TESTO:Poi, il leader del M5s prosegue sul web: "I passeggeri dell'Airbus hanno capito solo all'ultimo che il copilota li stava portando al disastro, dopo otto lunghi minuti. L'Italia lo capirà anch'essa all'ultimo, quando non ci sarà più niente da fare. Un uomo solo al comando lo si è già visto in passato e non è stato un bello spettacolo. In Francia si è notata la commozione di Angela Merkel abbracciata a Francois Hollande, due personaggi che piangeranno in futuro lacrime di coccodrillo se l'Italia andrà in default per pagare gli interessi sui titoli pubblici comprati dai loro Paesi (qui le foto). L'Airbus Italia ha un copilota chiuso in cabina, non soffre di depressione, ma la fa venire agli italiani, ha un ego ipertrofico. Si è chiuso dentro e ogni due minuti spara cazzate attraverso l'interfono per rassicurare i passeggeri che cominciano ad avere dubbi più si avvicina il massiccio". LEGGI Quando Grillo riscrisse Primo Levi e "profanò la Shoah" "Le compagnie aeree - scrive ancora il fondatore del Movimento - hanno ripristinato la regola di mai meno di due in cabina. Infatti, ad oggi i regolamenti europei  non impedivano che un pilota rimanesse da solo all'interno della cabina. Fermiamo Renzie finché siamo in tempo ed evitiamo che dopo aver chiuso all'esterno il Senato si faccia una legge elettorale ad hoc per pilotare l'Italia a suo piacimento. Se lo lasciamo fare non ci saranno superstiti, ma soltanto morceaux", vale a dire rottami. "Una differenza tra il copilota e l'ex sindaco di Firenze comunque c'è - conclude Grillo -, il copilota era depresso, ma non i passeggeri. Renzie non è depresso, ma lo sono gli italiani". Stavolta, però, l'ironia 'nera' di Grillo crea malumore tra i militanti 5 Stelle. Nella pagina dei commenti, infatti, si alzano subito voci critiche: "Vediamo di evitare autogol come questi, io sono da sempre sulle posizioni del M5s ma non si può sfruttare una recente tragedia per fare propaganda politica. Ora i media ci massacreranno", scrive Luca. Massimo invece lancia un appello a Grillo: "Fermati beppe, per carità! Questo post è un insulto alla memoria delle vittime. Ti metti sullo stesso piano degli sciacalli che mangiano sulle disgrazie altrui. I 5 Stelle devono vincere per la validità delle loro ragioni, non per sensazionalismo.   Togli questo post, non ti accomunare alla Santanchè! La gente ricorderà solo questo, non che i 5s portano innovazioni e giustizia". BLOG Anche la pietà è morta Poi non manca chi plaude, come Alfredo: "È proprio il confronto giusto tra il copilota e Renzi che sta facendo la stessa cosa, sta uccidendo gli italiani, facciamo subito qualcosa o sarà troppo tardi". O come Toni: "C'è una differenza fra il pilota tedesco e il coglione che ci governa. Il primo è morto con i passeggeri, il secondo fa morire i passeggeri mentre lui viaggia sull'aereo esecutive a sbafo del contribuente, e si salva mentre gli italiani muoiono di fame". Dal Pd, invece, tra i tanti che insorgono contro il comico genovese, è Walter Verini a bocciare senza appello l'accostamento: "Anche il diritto alla libertà d'espressione - dice il capogruppo dem in commissione Giustizia alla Camera - può e deve avere un limite: non superare la soglia del cattivo gusto, non usare tragedie, dolore, angoscia collettiva per la gag del giorno. Questo ha fatto Grillo, nel suo numero quotidiano contro il governo e il presidente del Consiglio Renzi. Ci aspetteremmo scuse, che non verranno, e ci saremmo aspettati rispetto per le vittime e i familiari della tragedia dell' Airbus della Germanwings, che non c'è stato". A ruota, il renziano Ernesto Carbone invita il Movimento a prendere le distanze: "Grillo - dice - strumentalizza la morte di 150 persone".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: La Cei contro il primo sì alle Unioni Civili: forzatura ideologica
DATA: 2015-03-27
OCCHIELLO:
TESTO:ROMA - La scure dei vescovi sulle Unioni Civili. Il testo Cirinnà "vuole fare una forzatura ideologica, ridurre realtà oggettivamente diverse ad una", dice il giorno dopo il sì del Senato il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, citando la parte che tratta delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in senso "matrimoniale". Galantino invoca dal Parlamento "il coraggio di riconoscere le differenze" ed esorta a "non confondere il doverso rispetto dei diritti con l'appiattimento tra cose diverse, che è una tentazione sempre in agguato e non riguarda solo questi aspetti". Il rischio, ha spiegato il vescovo, "è quello di arrivare a equiparare utilizzando in maniera impropria lo strumento giuridico". Precisando che il testo Cirinnà è solo la proposta sulla quale il Parlamento dovrà discutere, per Galantino "si tratta di lavorare perché questa proposta non vada avanti. Ci sono alcuni particolari che non convincono". Poi il vescovo si appella al Parlamento perché ci sia "la volontà e la capacità di interpellare le famiglie, sentire che cosa pensa la gente, altrimenti si va avanti soltanto a lobby. E - conclude - ci sarà un momento in cui le famiglie con un padre, una madre e dei figli dovranno chiedere scusa di esistere".  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Il governo battezza la nuova Rai
DATA: 2015-03-27
OCCHIELLO: Arriva al consiglio dei ministri la riforma della Rai targata Renzi. Prevede di sostituire il sistema di governance attuale con un consiglio di amministrazione. ..
TESTO:Arriva al consiglio dei ministri la riforma della Rai targata Renzi. Prevede di sostituire il sistema di governance attuale con un consiglio di amministrazione di sette membri di cui quattro espressi dal Parlamento, uno dall'azionista cioè il ministero dell'Economia, uno che rappresenta i dipendenti. Più un amministratore delegato con pieni poteri indicato anche questo dal ministero dell'Economia cioè dal governo. Ed è questo il punto più critico della riforma perché molti sostengono che il legame tra il governo e l'azienda Rai continuerebbe ad essere troppo diretto. Insomma una Rai troppo legata a Palazzo Chigi. Le critiche vengono naturalmente dall'opposizione, ma anche dall'interno del Pd. Cuperlo per esempio parla della necessità di un filtro attraverso lo strumento di un consiglio di sorveglianza che farebbe da intermediario tra l'azionista e il consiglio di amministrazione che però sarebbe ridotto a tre membri soltanto. Un altro tema caldo che coinvolge i rapporti tra Renzi e la sua opposizione interna è la trattativa sulla riforma della legge elettorale che lunedì sarà discussa e votata nella Direzione Pd. Renzi vuole arrivare all'approvazione dell'Italicum prima delle Regionali del 31 maggio. La minoranza continua a chiedere modifiche, cioè che diminuisca il numero degli eletti nominati dai partiti e aumentino quelli scelti dagli elettori. Renzi però è deciso a non cambiare più neanche una virgola della legge che a Montecitorio diventerà definitiva. Il premier vuole evitare assolutamente che l'Italicum torni al Senato dove ricomincerebbe la battaglia a colpi di emendamenti e voti segreti rimandando la legge in alto mare. Alla Camera (e in Direzione) il presidente del consiglio ha i numeri per far approvare la legge elettorale, ma sarà importante il comportamento di quei deputati di Forza Italia che, con Verdini, vogliono ancora tenere fede al Patto del Nazareno e voteranno con la maggioranza.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Ora della Terra, nel mondo una: "ola di buio" contro il cambiamento climatico
DATA: 2015-03-27
OCCHIELLO: L'evento promosso dal Wwf prevede lo spegnimento delle luci di monumenti e luoghi simbolo nel mondo. Si parte dalle Isole Samoa e si finisce alle Isole Cook. ...
TESTO:Per il Wwf, "lo spegnimento di questi simboli religiosi testimonia l'importanza morale che la sfida del cambiamento climatico rappresenta in quanto minaccia per il creato e per l'umanità. Rappresenta anche la compassione, la saggezza e la leadership millenaria che l'umanità nel suo complesso ha saputo esprimere. Prendersi cura e rispettare la vita sono elementi centrali per ogni fede sulla Terra". Eppure, denuncia il Wwf, "oggi si mette a repentaglio la vita sulla Terra con emissioni pericolosamente elevate di gas serra che destabilizzano l'equilibrio climatico globale, fanno salire la temperatura, inacidiscono gli oceani ed espongono l'umanità e tutte le creature viventi a rischi inaccettabili. Gli effetti del riscaldamento globale già colpiscono le vite, i mezzi di sussistenza e i diritti dei più poveri ed emarginati, e quindi le popolazioni più vulnerabili". Inoltre, "coloro che hanno meno responsabilità nelle azioni che hanno provocato e provocano il cambiamento climatico sono quelli più colpiti e il pericolo degli effetti più disastrosi grava sulle future generazione, minacciando le fondamenta della civilizzazione umana. Tutto questo è moralmente ingiusto". Da qui quindi il sostegno e la partecipazione a un'iniziativa come Earth Hour, "che unisce tutte le persone e i popoli, chiamandoli prima di tutto a prendersi cura della terra e diventare protagonisti del cambiamento per 'cambiare il cambiamento climatico'; e poi a chiedere vero impegno e capacità di visione e di speranza a tutti i governi e tutti gli stati, perché il 2015 deve essere l'anno delle decisioni concrete, eque ed efficaci, l'anno in cui si comincia ad agire".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Adrovandi, agenti devono risarcire il ministero dell’Interno
DATA: 2015-03-27
OCCHIELLO: I fondi al Viminale che pagò i danni alla famiglia del ragazzo morto nel 2009 a Ferrara per le percosse ricevute
TESTO:LA SENTENZA Aldrovandi, gli agenti dovranno pagare 560.000 euro di risarcimento al ministero La decisione della Corte dei conti a favore del Viminale che pagò i danni alla famiglia. La Procura aveva chiesto 1,8 milioni BOLOGNA - La Corte dei Conti ha deciso che gli agenti condannati per il caso Aldrovandi devono risarcire con oltre 560mila euro il ministero dell? Interno, che pagò i danni alla famiglia. Enzo Pontani e Luca Pollastri devono versare ciascuno 224.512 euro, Paolo Forlani e Monica Segatto, 56.128 euro. La Procura aveva chiesto 1,8 milioni. «È la giustizia che va avanti», è il primo commento di Patrizia Moretti, la madre di Federico. Il 18enne venne ucciso in un parco a Ferrara il 25 settembre 2005 durante un controllo di polizia. LA DECISIONE - La decisione è della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per l? Emilia Romagna, nel collegio composto dal presidente Luigi Di Murro, dal consigliere Francesco Pagliara e dal consigliere relatore Massimo Chirieleison. I quattro poliziotti, condannati in via definitiva a tre anni e sei mesi - la Cassazione è del giugno 2012 - per eccesso colposo nell? omicidio colposo di Aldrovandi, erano stati citati in giudizio dalla Procura contabile. I Pm contestavano ai quattro un danno patrimoniale per 467.733 euro ciascuno e l? udienza si era tenuta il 28 gennaio. I giudici hanno anche disposto che il sequestro conservativo, autorizzato dal presidente della sezione a suo tempo, si converta in pignoramento per le somme che Pontani, Pollastri, Forlani e Segatto dovranno risarcire. LE MOTIVAZIONI - Dalla lettura degli atti del processo penale, «si evince che il comportamento» dei quattro poliziotti condannati per la morte di Federico Aldrovandi «risulta essere stato incontestabilmente ed inequivocabilmente gravemente contrario ai propri doveri d'ufficio». Il danno subito dall'Amministrazione, proseguono i giudici contabili «costituito dalla somma pagata a titolo di risarcimento per il danno subito dagli eredi» del giovane morto nel 2005 «costituisce conseguenza diretta e immediata del comportamento gravemente colpevole dei convenuti». I giudici, che hanno condannato Pontani e Pollastri a pagare ciascuno 224.512 euro, contro i 56.128 di Forlani e Segatto, spiegano che hanno ritenuto di differenziare «il quantum di danno risarcibile dai poliziotti facenti parte del primo equipaggio, rispetto ai componenti della seconda pattuglia, in relazione alla tempistica dell'operazione di Polizia, così come desunta dagli atti del processo penale, che vedeva gli agenti Pollastri e Pontani intervenuti per primi sul posto». Rispetto all'eccezione difensiva sulla mancata partecipazione degli agenti alla transazione tra Ministero e famiglia, il collegio, citando giurisprudenza, osserva che la transazione «resta un mero fatto che il giudice contabile non può ignorare, ma da cui non resta vincolato ai fini della determinazione della responsabilità e del quantum da porre a carico del convenuto».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: A teatro col cellulare acceso: arriva l‘app italiana per la scena
DATA: 2015-03-27
OCCHIELLO: Dopo Broadway e West End, «Teatro Pocket» arruola 1000 nuovi utenti al mese. Gps, programmazione in cartellone, news e notizie curiose: ecco la formula che porta il teatro in tasca al pubblico; e magari più pubblico giovane nelle sale
TESTO:I sei trentenni romani che hanno creato la App raccontano la scena contemporanea attraverso approfondimenti critici e spunti di riflessione. Con la consapevolezza che il teatro non possa fare a meno del pubblico, collaborano con sale e festival formando «spettatori critici» e ora si associano ad App to you (partner tecnico e per lo sviluppo del business) per uscire dalla nicchia di «teatro culturale» espressa dal sito. «La nostra metodologia design driven innovation si basa sul lavoro a quattro mani con il cliente, perché la tecnologia è un mezzo e occorre trovare insieme un modo per metterla a servizio dei contenuti», spiega Lorenzo Pellegrini, sviluppatore tecnico della prima App culturale dell? azienda. Un anno e mezzo di lavoro e migliaia di euro di investimento, senza contare l? impegno non retribuito, per un servizio i cui costi saranno in futuro sostenuti da pubblicità e promozione. E il primo ambizioso obiettivo in fase di realizzazione è quello di creare un link attivo fra teatri e pubblico, offrendo informazione a tutto tondo e «aiuto pratico soprattutto per lo spettatore giovane, che incontra anche nella cultura una modalità di informazione più vicina alle sue abitudini».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Ancora minacce alla nostra collega Angeli, la solidarietà del cdr
DATA: 2015-03-27
OCCHIELLO: <br clear='all'/>
TESTO:ROMA - La nostra collega Federica Angeli - già da tempo costretta a vivere e lavorare sotto scorta per le minacce ricevute da esponenti della criminalità organizzata del litorale romano - è stata nuovamente oggetto di intimidazione attraverso Facebook. L'intera Redazione le è vicina e solidale, e ribadisce che "Repubblica" e i suoi giornalisti non si sono mai piegati né piegheranno il loro lavoro di fronte alla vigliaccheria feroce e alla violenza degli insulti. Il Cdr dei giornalisti di Repubblica  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Meredith, otto anni per trovare la verità
DATA: 2015-03-27
OCCHIELLO: Le principali tappe dell'omicidio della studentessa inglese<br clear='all'/>
TESTO:La notte tra il primo e il due novembre 2007, la studentessa inglese, Meredith Kercher, venne barbaramente uccisa nella sua abitazione di via della Pergola, a due passi dall'Università per Stranieri di Perugia, dove si trovava per seguire il progetto Erasmus, mai terminato. Il suo corpo senza vita venne trovato in camera da letto, in una pozza di sangue, accoltellata alla gola e coperta con un piumone. Per lo stesso delitto il giovane ivoriano, Rudy Guede, è stato condannato con rito abbreviato a 16 anni di carcere per concorso in omicidio e violenza sessuale. Le tappe della vicenda: 2 NOV 2007 - Meredith Kercher, studentessa inglese di 22 anni, viene trovata morta nella sua camera da letto, nella casa di via della Pergola, a Perugia, dove si trovava per il progetto Erasmus. 6 NOV 2007: la polizia ferma per l'omicidio la coinquilina di Mez, Amanda Knox, il fidanzato di questa ultima, Raffaele Sollecito e il musicista congolese Patrick Lumumba Diya. Lumumba è il datore di lavoro di Amanda. E' lei a indicarlo come l'autore del delitto. 11 NOV 2007 - Un docente svizzero racconta alla polizia di essere stato nel pub di Lumumba la sera del delitto e conferma l'alibi del musicista congolese. 19 NOV 2007 - Rudy Hermann Guede, 21 anni, originario della Costa D'Avorio è indicato come il 'quarto uomo'. La polizia spicca un mandato di cattura internazionale. 20 NOV 2007 -  Lumumba viene rimesso in libertà mentre Guede viene bloccato dalla polizia a bordo del treno Coblenza-Magonza, in Germania. Si dichiara innocente. 16 SET 2008 - Inizia l'udienza preliminare davanti al gup di Perugia, Paolo Micheli. Il gup dispone di procedere con rito abbreviato per Guede e lo condanna a 30 anni di carcere per omicidio volontario e violenza sessuale e rinvia a giudizio Amanda Knox e Raffaele Sollecito. 16 GEN 2009 - Inizia davanti alla Corte d'assise di Perugia il processo a Raffaele e Amanda. 18 NOV 2009 - Inizia il processo di appello per Guede. 5 DIC 2009 -  La Corte di assise, dopo oltre 14 ore di camera di consiglio, condanna Amanda e Raffaele a 26 e 25 anni di carcere. 22 DIC 2009 - La Corte d'assise d'appello di Perugia riduce da 30 anni a 16 anni la pena inflitta Guede. 15 APR 2010 - I difensori di Sollecito depositato l'appello contro la sentenza di primo grado. Anche la procura di Perugia presenta appello contro la concessione delle attenuanti generiche agli imputati e l'esclusione dell'aggravante dei futili motivi. 17 APR 2010 - La difesa di Amanda Knox deposita l'appello e chiede nuove perizie. 7 MAG 2010 -  la difesa di Guede presenta ricorso in Cassazione contro la sentenza della corte d'assise di appello di Perugia. - 24 NOV 2010: Si apre il processo davanti alla Corte d'assise d'appello di Perugia a Raffaele Sollecito ed Amanda Knox. 16 DIC 2010 - La Cassazione conferma i sedici anni di reclusione inflitti a Guede dalla Corte di appello. 18 DIC 2010 - La Corte d'assise d'appello di Perugia riapre il dibattimento del processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox e dispone una nuova perizia 'super partes' per le tracce genetiche sul coltello e sul gancetto del reggiseno indossato dalla vittima quando venne uccisa.29 GIU 2011: - I periti della Corte di assise di appello bocciano il lavoro svolto dalla polizia scientifica, definendo gli accertamenti tecnici "non attendibili", per il Dna attribuito a Meredith sul coltello e a Raffaele Sollecito sul gancetto di reggiseno. Gli esperti, inoltre, non escludono che i risultati delle analisi possano derivare da contaminazione.  24 SET 2011 - La Procura generale chiede la condanna all'ergastolo per Amanda Knox e Raffaele Sollecito.  3 OTT 2011 -  La Corte di assise di appello di Perugia assolve Amanda e Raffaele dall'accusa di aver ucciso Meredith Kercher. Amanda scoppia in un pianto liberatorio e subito dopo l'assoluzione torna in America con la sua famiglia 15 DIC 2011 - La Corte di assise di appello di Perugia deposita le motivazioni della sentenza di assoluzione e parlano di 'mancanza di prova di colpevolezza' - 14 FEB 2012 - La procura generale e la famiglia di Meredith Kercher depositano il ricorso in Cassazione contro la sentenza di assoluzione.  19 LUG 2012 - La Cassazione fissa per il 25 marzo 2013 l'udienza per l'esame del ricorso. 25 MAR 2013 - La Cassazione annulla con rinvio la sentenza di assoluzione di secondo grado emessa dalla Corte do Assise di appello di Perugia. Conferma la condanna per calunnia ad Amanda. 30 SET 2013 - Il processo bis riprende davanti alla Corte di Assise di appello di Firenze e riparte da capo, con difese e accuse che rappresentano, a partire dalla scena del delitto, le proprie arringhe. Sollecito, la Knox, così come i familiari di Meredith non sono presenti in aula. 26 NOV. 2013 -Il sostituto procuratore generale di Firenze, Alessandro Crini, chiede 30 anni di carcere per Amanda Knox e 26 anni per Raffaele Sollecito. 30 Gen 2014 - La Corte d'Assise di Appello di Firenze condanna a 28 anni e mezzo di carcere Amanda Knox e a 25 anni Raffaele Sollecito. Ad Amanda viene riconosciuta l'aggravante per il reato di calunnia nei confronti di Lumumba. 31 GEN 2014 - la polizia ritira il passaporto a Raffaele Sollecito in un albergo tra Udine e Tarvisio. 29 APR 2014 - la Corte d'Appello di Firenze deposita le motivazioni della sentenza. 16 GIU 2014 - i difensori di Amanda Knox e Raffaele Sollecito depositano i ricorsi in Cassazione contro la condanna nei confronti dei loro assistiti da parte della Corte d'assise d'appello di Firenze. Le difese chiedono l'annullamento della sentenza di appello bis e, quindi, l'assoluzione per i due ex fidanzatini. 30 SET 2014 - La Corte di Cassazione fissa per il 25 marzo 2015 il nuovo processo per Sollecito e la Knox. 25 MAR 2015 - Si apre il processo in Cassazione davanti alla quinta sezione penale. Il pg Mario Pinelli, nella sua requisitoria, chiede di confermare le condanne di Amanda e Raffaele per l'omicidio di Meredith.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Avvocati, Mascherin nuovo presidente del Consiglio nazionale forense
DATA: 2015-03-27
OCCHIELLO: Prende il posto di Guido Alpa. Il nuovo plenum del Cnf, che rimarrà in carica fino al 2019, è composto tra 33 persone, di cui 8 avvocate<br clear='all'/>
TESTO:Il Consiglio nazionale forense ha eletto il suo nuovo presidente. E' Andrea Mascherin, che prende il posto di Guido Alpa. Mascherin, penalista, iscritto all'Albo del Consiglio dell'ordine di Udine, eletto al Cnf dal distretto di Trieste ha già ricoperto la carica di consigliere segretario nella scorsa consiliatura. Subito dopo l'elezione ha ringraziato Alpa e ha annunciato una rinnovata stagione di impegno e di lavoro "a pieno ritmo". Il Consiglio ha inoltre eletto i componenti dell'Ufficio di presidenza: Giuseppe Picchioni (vicepresidente - distretto di Bologna) Francesco Logrieco (vicepresidente - distretto di Bari), Rosa Capria (consigliere segretario - distretto di Firenze), Giuseppe Gaetano Iacona (tesoriere - distretto di Caltanissetta). Il nuovo plenum del Cnf, che rimarrà in carica fino al 2019, è composto tra 33 persone, di cui 8 avvocate, in ossequio al principio del rispetto della rappresentanza di genere introdotto dalla legge di riforma dell'ordinamento professionale. "Il nuovo Cnf lavorerà per promuovere l'impegno dell'Avvocatura per la ripresa sociale del Paese nel rispetto dei valori e principi di una società democratica; questo significa che al centro dell'impegno ci sarà la tutela dei diritti dei cittadini, che non devono essere sacrificati a valori meramente economici - ha detto Mascherin - Con specifico riguardo alle sfide che attendono la professione, è necessario un cambio di marcia verso una ulteriore modernizzazione della professione, con lo sguardo sempre attento alla tutela dei grandi valori che hanno fatto da sempre dell'Avvocatura il baluardo delle democrazie occidentali".  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Inverno addio, si torna a correre. Il calendario delle gare imperdibili
DATA: 2015-03-27
OCCHIELLO: Domenica 29 marzo al via in piazza Duomo la Stramilano. Per Pasqua i Diecimila del Mare, a Rimini. E il 19 aprile a Roma la Appia Rum, lungo l’antica strada romana
TESTO:A Pasqua ricco calendario di impegni: si parte sabato 4 con la terza edizione della Diecimila del Mare, a Rimini, corsa competitiva sulla spiaggia. Domenica va segnalato di molto interessante (serve però una bello sforzo organizzativo) la maratona di Salonicco, in Grecia. Ma è a Pasquetta che il calendario si arricchisce di appuntamenti: dalla 32° Scarpineta per i Colli del Sud a Candeli, Firenze (11 km abbastanza impegnativi), alla Marcia del Latte a Borgo San Giovanni (da 2 a 20 km non competitivi), alla Maratonina Internazionale di Prato. A Milano si replica il 12 aprile con la maratona. Il 19 aprile al via dalle parti del Colosseo per la Appia run: 13 chilometri spettacolari lungo l? Appia Antica e ritorno allo stadio di Caracalla.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Dal bus alla metro: le campagne animaliste per una Pasqua veg Guarda
DATA: 2015-03-26
OCCHIELLO: Affissioni in varie città italiane contro la macellazione degli agnelli
TESTO:Le feste sono sempre un momento drammatico per gli animali. Specialmente alcuni. Quelli che tradizionalmente vengono considerati non come individui ma come? cibo? e quindi finiscono per diventare il piatto portante dei nostri pranzi di famiglia. Per questo quando le feste si avvicinano si moltiplicano le iniziative e le campagne per cercare di sensibilizzare le persone verso un? alimentazione meno crudele, che rinunci, ad uccidere esseri senzienti per nutrirsi. Mai come quest? anno le iniziative di questo tipo si sono moltiplicate nelle nostre città. A Genova Essere Animali ha proposto una campagna pubblicitaria? itinerante? : per un mese circoleranno 60 autobus con appesa sul retro una gigantografia di una scrofa chiusa in una gabbia-parto e lo slogan? puoi dire no alla crudeltà, scegli vegan? . ? Si tratta di una delle tante fotografie che abbiamo scattato durante le nostre investigazioni - spiegano gli attivisti? Stimiamo che i bus di diverse linee, percorrendo tutta la città in ogni fascia oraria, mostreranno questo forte messaggio alla quasi totalità dei suoi 600.000 abitanti? . A Pordenone Animalisti Fvg (insieme ad altre organizzazioni) ha invece proposto un? unica affissione gigante, situata in  centro città (sottopasso di Viale Treviso), a tema prettamente pasquale: l?immagine mostra un agnello poco prima di essere macellato con la scritta? Immolato per il sacro business? . ? L?obiettivo? spiegano gli organizzatori della campagna - è di informare e far riflettere l? opinione pubblica sul massacro degli agnelli.  L? invito è quello di non essere complici di queste atroci sofferenze e morte, a Pasqua come tutto l? anno? . Affissioni pubblicitarie diffuse in varie città (da Brescia a Napoli) anche per Animal Amnesty. Che proprone una campagna, a Pasqua #ScegliVeg, che punta sulla contraddizione di considerare alcuni animali? da amare? e altri? da mangiare? . ? Vogliamo sensibilizzare il maggior numero di persone e cambiare tradizioni che sono attualmente ingiustificabili e insensate? , spiegano. Affissioni molto simili a quelli che tradizionalmente propone, sempre nel periodo pasquale, anche l? Oipa Onlus in cui vengono paragonati i diversi? destini? di una gatto (o di un cane) e di un agnello. Più dedicato ai social, invece, il messaggio di Animal Equality Italia che lancia? A Pasqua fai un sacrificio, non uccidermi? . La campagna, che coinvolge  The Green Place  (un rifugio per animali liberati dallo sfruttamento che ne accoglie oltre 100 di differenti specie) e vede protagonisti da un lato Lina e Elvis (due agnellini salvati dal macello) e dall? altro alcuni volti dello spettacolo noti anche per l? impegno animalista, da Daniela Poggi a Giovanni Baglioni.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Lubitz e il sospetto della depressione «I controlli medici sui piloti? li fanno soprattutto le compagnie»
DATA: 2015-03-26
OCCHIELLO: Parla un direttore di scuola volo, ex istruttore Aeronautica: «Nessuno ha contestato il modo di volare di Lubitz. Il punto è che entrare nella sua testa adesso è impossibile»
TESTO:Lubitz aveva ottenuto dalla Faa (la «Federal Aviation Administration», l?ente federale americano che supervisiona l? aviazione civile) il «certificato di eccellenza». Una sorta di «voto» concesso se si frequentano scuole Usa. Ruggeri precisa: «Gli standard dei brevetti di volo americani? Forse in Europa sono superiori. Le scuole sono migliori da noi. Ma negli Stati Uniti la licenza costa di meno che nella media europea: qui circa 60 mila euro. Là 30 mila. Ed ecco perché in tanti scelgono il corso oltreoceano». Appunto: la scelta che ha fatto Lubitz che lavorava per la Germanwings, la low cost controllata da Lufthansa, dal settembre del 2013, dopo aver completato i corsi nel centro di addestramento al volo della compagnia tedesca a Brema e successivamente a Phoenix, in Arizona. Dove ha ottenuto il «certificato di eccellenza». Ancora non è chiaro se tale «onorificenza» abbia seguito il rilascio negli stessi Usa delle licenze di «Cpl» e «Ir»: ovvero il brevetto commerciale e l? abilitazione strumentale. O se entrambi i permessi li abbia ottenuti precedentemente in Germania per poi fare un successivo stage oltreoceano. In ogni caso «il periodo di addestramento è lo stesso: tra i 18 e i 24 mesi. Le licenze Usa - chiarisce il pilota che ha volato caccia come il Fiat G91 e su quasi tutti i velivoli Alitalia - poi devono essere convertite in Europa». Procedura che prevede esami medici, certo: ma si tratta di un? abilitazione soprattutto tecnica.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Alberto Tana, la colpa di essere innocente: "Ma ormai ho perso anche mia figlia"
DATA: 2015-03-26
OCCHIELLO: Trascinato in tribunale dall'ex moglie, accusato di violenze sessuali e maltrattamenti sulla figlia piccola, di detenzione, uso e spaccio di cocaina, l'ex. ..<br clear='all'/>
TESTO:Il primo battito d'ali la farfalla lo fa nella primavera nel 1980. L'errore inevitabile è il più banale e il più letale, lo sguardo di una bella donna. "Uno sguardo carico di mistero, ma come privo di luce. Gli uomini sbagliano spesso e si consegnano al baratro perché rifiutano di leggere i segnali che pure gli arrivano", scrive Tana. Non si assolve, parla col senno del poi e quello oggi resta. Lei si chiama Aurora, i cognomi Tana non li usa mai da galantuomo che non cerca vendetta. La descrive insieme a bei ricordi che non sanno più di nulla. Aurora disponibile, Aurora ingenua, Aurora che voleva un figlio, Aurora che diventa sua moglie prima e la madre di Carolina poi, la figlia adorata avuta a cinquant'anni. La figlia che lo ha accusato di molestie sessuali in un libro, (La bugiarda. La violenza di un padre, la violenza della legge) e che ora a 32 anni ha fatto marcia indietro con un altro libro (Giuro di dire tutta verità, nient'altro che la verità). Le storie incredibili meritano un film. La sua è addirittura troppo: "Caro Alberto la tua vita così com'è rischia di essere un'americanata" gli disse una volta il produttore Elio Scardamaglia che avrebbe voluto farlo. Gli ingredienti ci sono tutti. Tana era un uomo realizzato e di successo, ricco. un'epoca, gli anni Ottanta, colorata e incosciente. L'amore della bellezza, viaggi, quadri, piscine, un ambiente privilegiato e un uomo simpatico circondato dagli amici del Circolo Canottieri Aniene che gli sono rimasti accanto anche negli anni in cui voltargli le spalle sarebbe stata la cosa più conveniente. Il suo libro è dedicato a loro, la sua "seconda famiglia", e a quel Circolo dove ancora va ogni giorno. Si siede sui divani e si sente a casa. E' stato proprio nel parcheggio dell'Aniene che nel 1996 una macchina si avvicinò e una pistola gli sparò alle gambe. Non c'erano luci allora, fuori era buio, Tana usciva dal ristorante. Ferito si trascinò sulle scale del Circolo ma chi gli passava accanto non si fermava pensando scherzasse, come sempre. Tana libera tutti. Sorridevano mentre lui moriva dissanguato. Qualche tempo dopo misero un lampione a illuminare la strada, 'il faro Tana', che si trova ancora dentro al Circolo subito dopo l'entrata. Lui ancora esce accompagnato ma sorride mentre racconta di quella sera in cui assoldarono un malvivente per ucciderlo. Il libro e la sua vita ruotano intorno alla figlia Carolina, suo è il nome del terremoto e suo quello della farfalla. Tana la chiama 'Palletta' per via del viso paffutello. Il resto è una storia che nasce come mille altre. Una coppia che litiga, una separazione, l'ultimo tentativo, la separazione definitiva. E l'inizio della guerra, quella di Tana è all'ultimo sangue. La minaccia di Aurora: "Ricordati che se un giorno ti dovesse balenare nella mente l'idea di separarti da me, da quel momento tu non vedrai più tua figlia e non sarà mai il giudice a deciderlo, ma io soltanto". Mesi che passano, che diventano anni. Tana inizia la lotta per vedere la figlia, la madre fa di tutto per impedirlo. L'attacco della ex moglie. Aurora spoglia la casa come Genoveffa Cenerentola, peggio, la sventra. Le udienze incalzano fino a quella per l'affidamento della bimba, lei rilancia: "La minore non avrebbe mai potuto essere data in affidamento al padre perché questi aveva commesso su di lei gravi abusi sessuali". E ancora. "Caro Alberto, ti volevo dire che se non provvedi immediatamente a intestare a me la casa coniugale, andrò dai carabinieri e ti denuncerò per le violenze e gli abusi sessuali che hai commesso su tua figlia". Detto fatto. C'era una volta un re. Tana è un pedofilo. "E' sconvolgente la sofferenza del processo dell'innocente" racconta ancora. Il processo. "Iniziò così il processo che mi vedeva accusato di aver abusato della figlia, di averla picchiata, costretta a vedere film e riviste pedopornografiche, di averla condotta insieme alla madre in giro di notte tra prostitute, travestiti. Appresi di essere alcolista e drogato, oltre che un maniaco sessuale compulsivo. Mi si attribuivano anche malattie neurologiche. Un mostro e uno psicolabile". Il processo è a porte chiuse, la difesa affidata all'avvocato Luciano Ravel, anche lui socio dell'Aniene. L'11 novembre 1994 a deporre è Carolina, Palletta, 12 anni. Si siede, lo chiama 'il Tana', ripete tutte le accuse di violenza per 50 minuti. "Ho provato la sofferenza più atroce e ho sperimentato sulla mia pelle la capacità di resistere" dice Tana. L'avvocato Ravel però smonta pezzo dopo pezzo l'accusa. Nel 1995 verso la fine del processo Aurora corrompe un maresciallo dei carabinieri per introdurre nella macchina di Tana due etti di cocaina e foto porno di bambini. Il piano non riesce, i due vengono scoperti e condannati. Si arriva in Cassazione. Un giorno in udienza Carolina raggiunge il padre e gli sputa in faccia. Ma niente regge perché Tana è innocente. L'assoluzione. A quattro anni dall'inizio, alle 20 e trenta del 27 febbraio 1996 arriva "l'assoluzione, piena, totale, liberatoria". Il presidente della VII Sezione Penale del Tribunale di Roma "assolve Tana Enzo Alberto dai delitti ascrittigli perché il fatto non sussiste". Il dispositivo della sentenza è lungo 77 pagine, la ragazzina descritta come "un robot nelle mani della madre". "In realtà - continua Tana - dentro di me avevo già rinunciato da un pezzo a Carolina, mia figlia era morta per me l'istante stesso in cui mi chiamò 'il Tana'. Ucciderla dentro di me e contro di me, la più atroce crudeltà che ho mai commesso ai miei danni, fu quella la vera impresa". Pochi mesi dopo, il 23 novembre 1996, Tana viene gambizzato nel parcheggio dell'Aniene.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Bergamo, l'ex parà arrestato per l'omicidio del rom: "Volevo spaventarlo perché sporcano"
DATA: 2015-03-26
OCCHIELLO: Roberto Costelli, 39enne disoccupato di Calcio, ha ammesso le proprie responsabilità nell'omicidio di Roberto Pantic: "Ma non volevo ammazzarlo". Sul suo. ..<br clear='all'/>
TESTO:"Sono stato io a sparare, ma non volevo ammazzarli. Sporcavano in giro, volevo solo spaventarli e farli andare via". Mentre il cerchio delle indagini si stringeva intorno a lui, Roberto Costelli, 39enne disoccupato di Calcio (Bergamo), ha ammesso le proprie responsabilità nell'omicidio di Roberto Pantic, il rom 43enne ucciso nella notte tra il 21 e il 22 febbraio da un colpo di pistola alla nuca mentre, assieme alla moglie e ai suoi dieci figli, dormiva in un camper parcheggiato in un prato della Bassa bergamasca. Nessun precedente penale di rilievo per la famiglia Pantic, che si manteneva con l'elemosina, nessun traffico strano che avrebbe potuto far pensare a regolamenti di conti o a vendette. È per questi motivi che gli inquirenti hanno ipotizzato subito un possibile gesto dimostrativo, forse di stampo razzista. Costelli, che due anni fa si è licenziato dal suo impiego di carpentiere per assistere la madre malata e che ha un passato come parà, nel corso degli interrogatori nega fermamente il movente razziale, anche se sul suo profilo Facebook il suo pensiero nei confronti dei rom e degli stranieri in genere è esplicito: invettive contro "zingari, rom e tante razze di merda del genere", inviti a fare "una bella fossa comune per sotterrare vivi ste cazz di extraterrestri" e la solidarietà a Antonio Monella, imprenditore bergamasco condannato per aver ucciso un ragazzo di 19 anni che stava tentando di rubargli l'automobile ("Cosa doveva fare, farsi rubare la macchina da quattro albanesi del cazzo? "). Alla base del gesto, secondo le motivazioni fornite da Costelli, ci sarebbe il fastidio per quei nomadi che sporcavano un luogo a lui molto caro: lo spiazzo vicino al fiume Oglio su cui erano parcheggiati i due camper dei Pantic, che Costelli frequentava spesso insieme con gli amici. "Sono un ecologista convinto, non un razzista - ha detto agli inquirenti - Quelli sporcavano un luogo che io cercavo di tenere pulito. Volevo solo spaventarli, devo aver sbagliato mira. Non credevo di aver ucciso nessuno, l'ho scoperto leggendo i giornali". Le ammissioni del 39enne bergamasco arrivano dopo una giornata di perquisizioni nella sua abitazione, dove i carabinieri hanno trovato 17 piante di marijuana, 13 chili di sostanza stupefacente e una pistola regolarmente denunciata. L'uomo non ha però voluto subito consegnare la seconda pistola per cui possedeva un regolare permesso, dichiarando che gli era stata rubata tempo prima. Quando i militari gli hanno fatto presente che nessuna denuncia di furto era stata presentata, Costelli ha ammesso di aver nascosto l'arma nel caminetto di casa sua. La pistola, di calibro compatibile con i sette colpi esplosi contro i due camper, è stata ritrovata nel luogo indicato e consegnata ai Ris di Parma per le analisi balistiche e la conferma definitiva. Resta da capire se la sparatoria sia stata premeditata o meno. Costelli quella sera era stato a una festa in maschera (era il periodo di Carnevale), in un locale poco distante dalla scena del crimine, portandosi dietro la pistola con cui poi ha sparato. Ma non è chiaro se avesse già intenzione spaventare la famiglia rom accampata. All'uomo, già agli arresti per la detenzione e la coltivazione di droga, è stata notificata anche la misura cautelare per omicidio.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Milano, Salvini nel palazzo degli abusivi: urla dagli antagonisti, lui va via mostrando il dito medio
DATA: 2015-03-26
OCCHIELLO: Il leader della Lega Nord si è allontanato protetto dalla polizia. Una ventina di antagonisti lo hanno atteso fino al termine della visita in uno stabile della. ..<br clear='all'/>
TESTO:Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, è stato contestato a Milano, nella zona di via Padova, da una ventina di antagonisti dopo un sopralluogo in uno stabile privato di via Crespi 10 in cui vivono molti abusivi. Dopo la visita - durante la quale ha parlato con l'amministratore del palazzo e con alcune signore musulmane che hanno denunciato la situazione di abusivato - un gruppo di antagonisti gli ha urlato contro "vai via barbone", "zecca", "vai via col tuo macchinone", "razzista". Il leader leghista si è allontanato senza dire nulla: ha raggiunto la sua auto sotto scorta della polizia e se ne è andato mostrando dal finestrino il dito medio.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Sei mesi a scuola, poi in fabbrica (pagati): via al modello Lamborghini-Ducati
DATA: 2015-03-26
OCCHIELLO: Inaugurato oggi il progetto Desi, alla presenza del ministro dell'Istruzione: 48 studenti degli istituti tecnici affiancheranno il lavoro allo studio. E.. .<br clear='all'/>
TESTO:BOLOGNA - Sei mesi a scuola e sei mesi in fabbrica, poi altri sei mesi a scuola e altri sei in fabbrica. Tornando a studiare per inseguire un sogno e la possibilità di un lavoro. Con la benedizione del ministro all? Istruzione Stefania Giannini è partito oggi ufficialmente il progetto? Desi? sull? alternanza scuola-lavoro di Ducati e Lamborghini, entrambe gruppo Audi, che porta 48 ragazzi che avevano abbandonato gli studi dentro questo esperimento che unisce il? modello tedesco? all? eccellenza italiana. "È il simbolo di una svolta culturale, che ha il valore aggiunto di riportare a scuola ragazzi che l? avevano lasciata", ha detto la Giannini, tagliando il nastro dei laboratori che le due aziende hanno preparato all? interno dei propri capannoni, dove iniziano in questi giorni le attività. Qui, aiutati da tutor della scuola e tutor delle aziende, mettono in pratica quello che studiano negli Istituti Fioravanti Belluzzi e Aldini-Valeriani, due gioielli dell? istruzione tecnica bolognese, confrontandosi direttamente con la linea di produzione e l? assemblaggio dei bolidi della Motor Valley.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Ramazzotti chiama Nonna Giustina, la sua fan di 98 anni: "La aspetto al mio concerto"
DATA: 2015-03-26
OCCHIELLO: La signora fiorentina, quasi centenaria, ieri irreperibile per ore. I vigili del fuoco, dopo aver sfondato la porta di casa, l'hanno trovata stesa sul letto. ..<br clear='all'/>
TESTO:Eros Ramazzotti chiama Nonna Giustina e la invita al suo concerto. La signora fiorentina di 98 anni, ieri mattina, si era vista piombare in casa i vigili del fuoco e la nipote allarmata dalla prolungata assenza della donna, irreperibile per ore. Non rispondeva alle chiamate, né al campanello. Il motivo? Era ancora al letto, con le cuffie, ad ascoltare Eros Ramazzotti con il suo stereo. Una storia che, dal condominio di via Rigutini a Firenze è arrivata fino alle orecchie del cantautore romano. "La musica non ha età", aveva commentato ieri Ramazzotti che oggi, invece, ha telefonato alla sua fan quasi centenaria. Eros si è impegnato a regalare il suo nuovo album, Perfetto, in uscita il prossimo 12 maggio a nonna Giustina e l'ha invitata al suo concerto di Firenze, in programma il 12 ottobre al Mandela Forum. Dopo aver sfondato la porta di casa, chiusa con due lucchetti "per motivi di sicurezza", come ha spiegati ai vigili del fuoco la donna, i pompieri avevano trovato chiusa anche la porta del bagno. I soccorritori erano stati avvertiti dalla nipote, intorno alle 8 del mattino, preoccupata perché la nonna non rispondeva da ore. La novantottenne, però, era stesa in dormiveglia sul letto. E, di fianco, il suo stereo a tutto volume. "Cosa è successo? ", ha detto spaventata e sorpresa alla vista dei vigili del fuoco. La donna è stata poi rassicurata. Così come anche la nipote.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Alpino savonese ucciso dai nazisti, il nipote ritrova i resti dopo 71 anni
DATA: 2015-03-26
OCCHIELLO: Marcello Sciutto di Plodio in Valbormida è riuscito a ricostruire il percorso del nonno: il Dna lo ha identificato<br clear='all'/>
TESTO: Ha ritrovato le ossa di suo nonno, alpino ucciso durante una rappresaglia dei nazisti a Chiusa d'Isarco, in Alto Adige, nel piccolo cimitero di Griessbruck di Chiusa (Bolzano). Marcello Sciutto, residente a Plodio (Savona) ha seguito le tracce del nonno fino in Alto Adige e infine ha ottenuto la riesumazione dei resti di una tomba sotto il cippo dedicato all'alpino ignoto. Una volta prelevati, ha avuto la quasi certezza che suo nonno era stato sepolto lì grazie al test del dna eseguito dall'istituto di medicina legale di Genova. La storia di Marcello e di suo nonno, l'alpino Arturo Visca classe 1916, è stata raccontata dal Corriere della Valbormida. Visca, riuscito a tornare a casa dopo la campagna di Russia, si era poi  arruolato nel battaglione Pieve di Teco della Divisione Cuneense. Fu ucciso in una rappresaglia in Alto Adige, e la famiglia non riuscì ad avere alcuna certezza su dove fosse sepolto. Ma in famiglia non si sono dati per vinti: Sciutto e la moglie Cinzia hanno fatto lunghe ricerche, anche in contatto con il Ministero della Difesa, e visitato numerosi cimiteri dell'Alto Adige.   E in quello di Chiusa d'Isarco, lo scorso anno, hanno trovato una lapide con i nomi di molti caduti e anche la scritta "Alpino ignoto". I nipoti hanno chiesto e ottenuto l'autorizzazione a riesumare i resti, che nella sepoltura sono risultati du due persone, probabilmente, insieme a Visca, l'altro alpino ucciso dai nazisti quel 9 settembre del 1943.   I reperti sono stati trasferiti all'istituto di medicina legale dell'Università di Genova e il Dna è stato comparato con quello di una delle figlie di Sciutto: la compatibilità è stata accertata. Adesso le spoglie di Arturo Visca riposeranno, racconta ancora il Corriere della Valbormida, nel cimitero di Voze, sopra Noli, sempre nel savonese, dove l'uomo si era trasferito con la famiglia, e dov'è sepolta la moglie Giuseppina, mancata negli stessi giorni in cui sono state trovate le spoglie del marito.   Adesso, dice Marcello Sciutto, sarebbe importante poter identificare anche l'altro alpino che ha diviso per 71anni con suo nonno l'ultima dimora.    
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: La rapina al supermercato: carabinieri-banditi per 1300 euro, le vittime volevano farsi giustizia
DATA: 2015-03-26
OCCHIELLO: Ecco la prima ricostruzione investigativa di quanto accaduto nel Napoletano. I nomi dei militari arrestati. Le condizioni dei feriti. Il decesso di uno dei. ..<br clear='all'/>
TESTO:INSEGUIMENTO, SPERONAMENTO, SPARI L'auto dei carabinieri-banditi è stata raggiunta e poi speronata sulla strada statale 268, all'altezza della zona industriale di Ottaviano. Tutti sono scesi dalle vetture: è scoppiata una violentissima colluttazione culminata con la reazione dei carabinieri che, verosimilmente con le loro armi di ordinanza, hanno sparato contro gli aggressori, ferendone alcuni. Loro stessi sono rimasti feriti. Uno ha riportato una frattura delle ossa facciali, l'altro da un colpo di pistola al gluteo. Non è ancora chiaro se che anche gli inseguitori fossero armati. A fare luce sulla circostanza saranno gli esiti dell'esame dello stub, eseguito su tutti i feriti. IL GIALLO DELLA FUGA IN AMBULANZA C'è stato anche un "giallo" legato all'eventualità di una fuga a bordo di un'ambulanza da parte dei rapinatori che ieri hanno assaltato, a Ottaviano (Napoli) il supermercato Etè, conclusosi con la morte di una persona e il ferimento di altre nove. L'allarme per il timore di una fuga a bordo di un'ambulanza da parte dei banditi è stato diffuso via radio ieri sera dalle forze dell'ordine, poco dopo la colluttazione scoppiata sulla strada statale 268 "del Vesuvio", tra i carabinieri-rapinatori in fuga e i loro inseguitori. Le forze dell'ordine si sono attivate per cercare di rintracciare l'ambulanza che aveva caricato a bordo i due carabinieri-rapinatori feriti. C'era, infatti, il fondato timore che i due potessero dirottarla per proseguire la fuga. Di fatto, invece, i due sono stati regolarmente portati a destinazione e medicati dai sanitari dell'ospedale di Sarno, dove sono stati poi ricoverati e ascoltati dagli inquirenti. LE CONDIZIONI DEI FERITI Sono stazionarie le condizioni delle nove persone ferite nella rapina compiuta ieri nel supermercato Etè di Ottaviano (Napoli), conclusasi con la morte di uno dei gestori di fatto del supermarket, Pasquale Prisco, di 28 anni. Il giovane era rimasto ferito nel conflitto a fuoco avvenuto sulla strada statale 268, all'altezza della zona industriale di Ottaviano (Napoli), con i carabinieri-rapinatori in fuga ed era stato poi sottoposto a un lungo e delicato intervento chirurgico nell'ospedale di Sarno (Salerno), dove è morto nella notte. CHI SONO I FERITI Ferito all'addome anche il fratello di Pasquale, Donato, 24 anni, quest'ultimo ricoverato nell'ospedale di Nocera Inferiore (Salerno). Feriti anche tre dipendenti del supermercato Etè: Antonio Susini, 33 anni; Pasquale Mellone, 25 anni; e Gaetano Mastellone, di 25 anni. Anche due rumeni, dipendenti di un altro market riconducibile ai Prisco, rispettivamente di 29 e 27 anni, sono rimasti feriti e sono tuttora ricoverati nell'ospedale di Sarno. La decima persona ferita, ancora una volta da un colpo d'arma da fuoco all'addome, è Biagio Bifulco, 43 anni, anche lui dipendente dell'altro market gestito dai Prisco. CHI SONO I DUE CARABINIERI I due carabinieri-rapinatori si chiamano Claudio Vitale, 41 anni, di Cercola (Napoli) e Jacomo Nicchetto, 33enne di Chioggia (Venezia). Entrambi sono stati trasferiti in un istituto penitenziario-ospedaliero di Salerno. Di stanza in Veneto, da tempo Vitale e Nicchetto non ricoprivano più mansioni investigativo-operative. CHI SONO I PRISCO Pasquale e Donato Prisco, i due gestori di fatto dell'Etè, sono figli di Angelo Prisco che nel nel 2012 è stato coinvolto in un'inchiesta della Dia culminata in un sequestro di beni. Da questa vicenda Angelo Prisco è stato completamente scagionato.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Renzi esulta per la ripresa. Italicum, Pd sempre diviso
DATA: 2015-03-26
OCCHIELLO: Il governo festeggia la notizia dell'aumento in doppia cifra dei contratti a tempo indeterminato e Renzi non riesce a contenere l'entusiasmo tanto da twittare. ..
TESTO:Il governo festeggia la notizia dell'aumento in doppia cifra dei contratti a tempo indeterminato e Renzi non riesce a contenere l'entusiasmo tanto da twittare prima dei dati ufficiali. In effetti il dato è notevole, tanto più che si riferisce a due mesi in cui ancora non era in vigore il Jobs act. Per il premier è una conferma che la ripresa è davvero in atto, tra produzione che risale anche se troppo a rilento e deflazione che si è arrestata. Adesso si vedrà se il jobs act farà la sua parte nell'aumentare i contratti di lavoro. Solo a quel punto il governo avrà davvero motivo per festeggiare una ripresa che incida anche sull'economia reale. Si avvertono però segnali contradditori e in qualche modo preoccupanti. Per esempio la notizia che un altro simbolo del Made in Italy, Pininfarina, è in trattative con un grande gruppo indiano. E' solo di pochi giorni fa la notizia che Pirelli è passata in mani cinesi e sono ormai pochissime le grandi aziende ancora italiane. Perfino qualche azienda di Stato ha venduto all'estero, per esempio ai giapponesi. Si potrebbe dire che le aziende italiane sono appetibili e attraggono investimenti, ma questo sarebbe vero se gli stranieri si aggiungessero nel capitale delle aziende italiane. Invece si tratta di acquisizioni, che è diverso. La proprietà di questi gruppi lascia l'Italia anche se in qualche caso la testa e la produzione restano qui. La scarsa competitività internazionale dell'Italia è uno dei grandi problemi della nostra economia. Lo stesso Draghi nella sua audizione in Parlamento ha messo in rilievo che in Italia ci sono troppe micro-imprese scarsamente competitive. Nessuna azienda italiana è nelle classifiche mondiali dei prodotti più competitivi e nei settori più avanzati. C'è un gap da colmare, a partire dalle opere pubbliche, gravate da ritardi e infestate dalla corruzione come sta dimostrando l'inchiesta di Firenze in seguito alla quale si è dimesso il ministro Lupi anche se non indagato. L'interim per qualche settimana lo ha preso Renzi che oggi ha passato la giornata al ministero per studiare i dossier e riavviare i lavori fermi. Lunedì lo aspetta uno scontro con la minoranza Pd sulla riforma elettorale. Il premier vuole chiudere l'Italicum in Parlamento entro la metà di maggio.  
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2015   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




..oO(=o=)Oo..     © un prodotto accaTì     ..oO(=o=)Oo..
-->  tutto il materiale è protetto da Copyright  degli Autori ed Editori come indicato  <--