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LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA SU: cronaca




TITOLO: Volo Ryanair per Lamezia: "dirottato" per maltempo a Brindisi. Passeggeri inferociti: "Abbandonati e senza assistenza"
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO:
TESTO:Duecento passeggeri del volo Ryanair Roma Fiumicino- Lamezia Terme sono rimasti per ore, ieri sera, a Brindisi senza assistenza e in un aeroporto chiuso, dopo che l'aereo era stato dirottato nello scalo pugliese a causa del maltempo che imperversava sulla Calabria. La compagnia aerea, a quanto raccontano i passeggeri, non ha dato alcun tipo di assistenza e solo sul sito internet ha informato che sarebbe arrivato un pulmann per portare tutti a Lamezia Terme. La protesta dei passeggeri ha così raggiunto livelli di esasperazione: c'erano bambini piccoli senza possibilità di mangiare o bere acqua perché lo scalo è chiuso e il direttore dell'aeroporto ha dichiarato che sarebbe già la seconda volta in meno di un mese che ciò accade.   Secondo le autorità aeroportuali, il velivolo doveva essere dirottato a Napoli, più vicino e più attrezzato. La scelta di Brindisi, sempre secondo quanto hanno raccontato i passeggeri, sarebbe stata fatta dalla compagnia per motivi economici, in quanto le spese nell'aeroporto pugliese sarebbero state più basse. Tra i passeggeri è serpeggiata l'ipotesi di una class action contro Ryanair e, addirittura l'occupazione dell'aeroporto. Molti hanno riferito di essere stati tenuti sull'aereo fermo in pista per più di un'ora prima dell'annuncio che il velivolo non sarebbe più ripartito. A cercare di calmare gli animi e trovare una soluzione si sono impegnati il direttore dello scalo brindisino e ufficiali della Guardia di Finanza. Solo dopo l'intervento del direttore dell'aeroporto e su sollecitazione dei passeggeri è arrivato un pulmann per portare tutti i "dirottati" a Lamezia Terme. Dove però arriveranno a notte fonda, perché ci vogliono almeno 4 ore di viaggio da Brindisi.
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TITOLO: Gli italiani in quarantena per Ebola
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Lui medico, lei ostetrica: tornati dalla Sierra Leone sono in isolamento precauzionale Paolo: appena fuori leggerò un libro con mia figlia. Chiara: io mi sento ancora in Africa
TESTO:Due italiani in quarantena in Lombardia per l? emergenza Ebola: Paolo Setti Carraro e Chiara Maretti, un chirurgo sessantenne e un? ostetrica trentenne. Misura precauzionale: stanno bene ma vivono chiusi in casa, non possono incontrare nessuno, contano i giorni (21 quelli dell? incubazione del virus) dal rientro in Italia. Da giugno alla settimana scorsa hanno lavorato per «Cuamm Medici con l? Africa» a Pujehun, Sierra Leone, uno dei tre Paesi colpiti dall? epidemia che ha fatto quasi cinquemila vittime. Il Corriere li aveva incontrati tra i materassini blu della maternità e i secchi di acqua fredda usati per i bambini con la malaria e 40 di febbre. Ora il termometro è solo per loro: dopo 130 giorni di doppi guanti e stivali di protezione, la «tuta» anti-Ebola pronta per interventi a rischio, i bambini salvati e qualche volta no, Paolo e Chiara hanno dovuto lasciare Pujehun. In fretta «evacuati»: Freetown-Malpensa via Marocco. Ad aspettarli, medici e infermieri del presidio aeroportuale. Mascherine, termometri laser e questionari. Gli esperti dell? ospedale Sacco di Milano, dice Setti Carraro al telefono con il Corriere, hanno valutato il loro grado di rischio «intermedio» in una scala di tre. Le autorità in accordo con Cuamm hanno chiesto l? isolamento a casa per 21 giorni. Chiara vive sola: all? aeroporto è andato il fratello, «con l? auto tappezzata di teli e asciugamani. Gli ho detto: ?Oh, guarda che sono infettante solo se ho i sintomi! ?». Hai voglia a spiegarlo: da allora nessun contatto con familiari o amici. Tanto telefonino, una birretta, tanta noia, il pensiero a Pujehun. Tre chiamate al giorno dalla Asl: «Ci controllano». Unico rapporto umano a distanza: dalla finestra con la vicina di casa. Ma sa della quarantena? «La Franca? Certo: dice che tanto è vecchia e non ha paura. Mi racconta dei tempi di guerra». Paolo ha visto la figlia Alice da lontano prima di isolarsi nel comasco: alla casa della quarantena l? ha portato la moglie, ginecologa a Milano. «Ero appena arrivato quando la mamma di una compagna di Alice ha chiamato: ?Ben tornato. Ma non è pericoloso? ?. Ho dovuto scrivere alla preside per assicurare che starò alla larga». L?ostetrica e il chirurgo del Cuamm non hanno lavorato nella tenda di isolamento Ebola allestita all? ospedale governativo. Perché siete stati evacuati? «Per una serie di rotture dei protocolli nella gestione dei pazienti colpiti da Ebola o sospetti - dice Setti Carraro -. Errori del personale sanitario nazionale ci hanno esposto a un rischio incontrollato ed elevato di contagio». L?ultimo caso: l?autista di un? «ambulanza Ebola» che presentava i sintomi ma è stato fatto uscire dalla tenda di isolamento prima dell? esito degli esami (per cui ci vogliono almeno 24 ore). Era un amico, pensavano fosse sano. Baci e abbracci. Tra il personale chi si è autodenunciato è stato messo in quarantena, come il responsabile della tenda, un ragazzone di nome Swarey che ha detto: «In tanti qui all? ospedale sono stati con l? autista ma stanno zitti». Anche operatori che lavoravano in maternità con gli italiani? Non si poteva escludere. Così Paolo e Chiara sono dovuti rientrare. «Vorremmo tornarci». «Penso alle infermiere locali che stanno rischiando», dice Chiara. «È pesante, stare qui isolati, non poter abbracciare nessuno. Ma dobbiamo pensare a chi è rimasto là». Swarey è morto pochi giorni fa: «La sera stava bene, la mattina della nostra partenza non è venuto a salutarci da lontano», dice Chiara. «Ho pensato: che pigrone».
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TITOLO: La paladina degli studenti-sardine: "Così vivo in 7 metri quadri a Parigi"
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: "Ero disperata, ho preso questa stanza sotto i tetti, il bagno è a un altro piano. Sono stata trattata come una sans papiers: tanti nella mia condizione"<br clear='all'/>
TESTO:PARIGI. ELISABETTA, come si vive in cinque metri quadrati? "Abbiamo calcolato: sono sette metri quadrati, esattamente". Comunque poco, o no? "Sono una studentessa, alla mia età si è pronti a tutto. Ma non immaginavo di finire addirittura in una scatola, come una sardina". Elisabetta Serughi, 21 anni, è arrivata a Parigi a settembre per frequentare una facoltà di architettura. Fa sorridere che proprio lei che sta imparando a progettare spazi e case, si è ritrovata a vivere in un tugurio, poi aggredita e insultata dal proprietario quando ha chiesto di avere una ricevuta. Ma non è l'unico caso nella capitale francese in cui la crisi degli alloggi provoca spesso abusi come quello di cui è rimasta vittima la studentessa italiana. L'anno scorso un cinquantenne aveva denunciato l'affitto di una piccionaia di 1,56 metri quadrati pagata 330 euro al mese. Lei pagava 400 euro per questo anfratto? "Ho sbagliato, ma ero disperata. Non trovavo niente e dovevo cominciare i corsi. La situazione degli affitti a Parigi è allucinante. Nessuno vuole affittare agli stranieri. Nonostante avessi la garanzia dei miei genitori a Bologna, non bastava. All'ennesimo rifiuto ho pensato che era meglio di niente". Un letto e una piccola finestra. Nessun bagno? "Il bagno è al piano di sotto. È un vecchio palazzo del quartiere Barbès, vicino Montmartre. La stanzetta è all'ultimo piano, sotto ai tetti. Erano le camere della servitù. Per entrare bisogna stendersi sulla schiena. So che può sembrare assurdo, ma ho altri amici che vivono così. Non abbiamo scelta". Come ha trovato questa sistemazione? "Spulciando su Internet. Nell'annuncio il canone era di 360 euro poi sono diventati 400 quando ho visitato la "casa". Nonostante dal 2002 sia illegale affittare stanze sotto ai nove metri quadrati i proprietari continuano a farlo. C'è sempre qualche disperato pronto ad accettare. In realtà, sono stata ingenua. Ho scoperto quali erano i miei diritti qualche giorno fa". Quando ha osato chiedere una ricevuta per il canone versato? "Volevo fare un assegno ma il proprietario mi ha detto che accettava solo contanti. Il contratto d'affitto ovviamente non era previsto e non avrebbe potuto farmelo per ovvi motivi. Allora ho preteso almeno una ricevuta. Tre settimane dopo si è presentato con un certificato di ospitalità. Un pezzo di carta che non ha alcun valore". E quindi ha deciso di andarsene? "La sera, tornando dall'università, ho trovato il proprietario che stava buttando via tutta la mia roba. Mi ha aggredita, urlandomi "italiana di merda". Ho provato a chiamare la polizia ma mi ha strappato il cellulare dalle mani. Alla fine sono riuscita a scappare e sono andata al commissariato". Il proprietario è francese? "Almeno così credo perché la polizia ha scoperto che usa un falso cognome. Comunque gira in decappottabile, non ha problemi di soldi. Penso abbia molte altre stanzette come la mia nel quartiere. Nello stesso palazzo ha un appartamento che affitta sempre a nero. È stato già denunciato per aggressione da altri inquilini". Come paga l'affitto? "Insegno italiano e faccio qualche ora di pulizie. Tutto ovviamente pagato in nero. È difficile capire che in Francia, a Parigi, certe cose funzionano come nel Terzo Mondo". Dove dorme adesso? "Sono rimasta nella mia "scatola" di Barbès perché così mi hanno consigliato gli avvocati del Dal, l'associazione francese per il diritto all'alloggio. Il proprietario è stato fermato dalla polizia e io dovrei essere in qualche modo protetta. Anche se spero di trovare al più presto un'altra casa. Stavolta una casa vera". Vuole andarsene da Parigi? "È qui che voglio studiare. E spero che questa mia vicenda serva ad aprire gli occhi dell'opinione pubblica. Molti pensano che solo gli immigrati siano discriminati nella ricerca di una casa. Invece anche io, cittadina europea, sono stata trattata come una sans papiers". Ha deciso di diventare portavoce degli "studenti-sardine"? "Sono stata ricevuta ieri (mercoledì, ndr. ) dal ministro della Giustizia, insieme agli avvocati del Dal. Il mio caso ha in qualche modo risvegliato le coscienze. La legge esiste e prevede fino a tre anni di carcere e 30mila euro di multa per chi affitta stanze sotto ai nove metri quadrati. Il problema è far applicare la norma. Finora pochi proprietari sono stati condannati".  
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TITOLO: Incidente sulla Milano-Varese, un morto e otto feriti: coinvolte dieci auto, chiusa l'autostrada
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: L'allarme sulla A8, tra Milano Fiera e Milano Nord in direzione Varese, è scattato alle 11. Il tratto è stato chiuso anche in direzione sud per consentire ai. ..<br clear='all'/>
TESTO:Sul luogo dell'evento sono intervenute le pattuglie della polizia stradale, i vigili del fuoco, il personale di Autostrade per l'Italia di Milano e i soccorsi meccanici, compreso un elicottero del 118 per i soccorsi ai feriti più gravi. Nessuno comunque sembra essere in pericolo di vita. Autostrade per l'Italia consiglia agli utenti diretti a Varese di proseguire sulla A4 per poi prendere la Tangenziale ovest e agli utenti diretti a Milano uscire sulla Tangenziale ovest per poi riprendere la A4 in direzione Milano.
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TITOLO: Persone scomparse, 30mila in Italia. La metà sono minori
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Il ministro Alfano: "Fenomeno allarmante e doloroso". Un dato condizionato dal fenomeno dell'immigrazione, ma segnato anche dagli allontanamenti volontari o. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Minori e anziani, italiani e stranieri, uomini più che donne, di ogni classe sociale. E' un identikit molto generico quello della persona scomparsa, perché il "fenomeno drammatico", come lo ha definito il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, è diffuso in ogni fascia sociale e d'età e su tutto il territorio, dal Nord al Sud. L'ultimo numero che fotografa questa realtà è 29.763: tante sono le persone che risultano tuttora scomparse in Italia in una lista aperta nel 1974 ed alla quale solo nei primi mesi di quest'anno si sono aggiunti altri 558 nomi. Le loro foto sono affisse nelle pareti o sepolte nei cassetti delle questure di tutta Italia: assieme sono come una cittadina svanita nel nulla. Parlando a un convegno sul fenomeno, promosso dalla Scuola superiore dell'Amministrazione, Alfano lo definisce un fenomeno che "desta allarme sociale", perché "dietro ognuno di quei numeri c'è una persona che non si trova e il pianto dei familiari disperati". Le principali cause, ha spiegato il ministro, "sono l'allontanamento volontario, disturbi psicologici, il diventare vittime di reato e poi ci sono altri due fenomeni: gli anziani affetti da Alzheimer e la crisi economica che fa aumentare disturbi e crisi depressive portando i soggetti ad allontanarsi dal proprio ambiente". Negli ultimi due anni sono state registrare oltre 23mila denunce di scomparsa. In realtà, se si guarda alle cifre, la prima ragione è collegata al problema dell'immigrazione di massa degli ultimi due decenni ed al sistema di accoglienza dei cosiddetti minori non accompagnati. Stranieri. Quasi 20mila, gli stranieri rappresentano il grosso degli scomparsi in Italia. Il numero è ancora più drammatico se si considera che quasi 13 mila sono minorenni. "In grande maggioranza si tratta di ragazzi che si allontanano volontariamente dalle abitazioni o dalle comunità cui vengono affidati. Ma ci sono anche - ha spiegato Alfano - i minori sottratti da uno dei coniugi e quelli vittime di reato". Sul totale pesano le incognite legate al fenomeno migratorio: spesso i migranti fanno perdere le proprie tracce volontariamente per spostarsi in altri Paesi, ma sul destino dei minori in fuga molte associazioni hanno spesso lanciato l'allarme. Donne. Spaventa anche il dato femminile. Soltanto nel 2012 sono sparite due donne ogni giorno, in media, dal 1974 a oggi più di 200 ogni anno; un terzo del totale delle persone di cui non si hanno più notizie. Anche in questo caso, la maggior parte delle denunce riguarda cittadine straniere (5.720), mentre le italiane sulla lista sono 580. Gli uomini sono 20.463, di cui 14.227 stranieri. Gli italiani spariti all'estero, invece, sono 178 dei quali 131 maggiorenni, 21 over 65 e 26 minorenni. Il Lazio è in testa nella triste classifica delle persone scomparse con 6.766 casi, seguito dalla Sicilia (3.900), dalla Lombardia (3.680), dalla Campania (3.146) e dalla Puglia (2.475). Ma per il ministro Alfano c'è una buona notizia, crescono i ritrovamenti: su 140 mila denunce di scomparsa dal 1994, sono state recuperate le tracce di 110 mila persone. Il commissario straordinario del governo per le persone sparite, il prefetto Vittorio Piscitelli, ha rilevato che "è un fenomeno non solo italiano, in altri Paesi le cifre sono ancora più allarmanti. Si registra un fortissimo aumento dei numeri negli ultimi due anni e occorre alzare il livello di guardia". Corpi senza volto. C'è un altro numero, nascosto dietro queste cifre: dal 30 giugno 2014 ci sono 1.283 corpi non ancora identificati nei vari obitori italiani, molti dei casi censiti sono rappresentati dai migranti annegati. Sono ancora 197 i corpi da identificare del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013.
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TITOLO: Donna morta sotto i ferri: arrestati 3 medici per omicidio colposo
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Elisa Presta, 71 anni, deceduta a  maggio dello scorso anno per un intervento andato male. La Procura arresta i medici presenti in sala operatoria: avrebbero. ..<br clear='all'/>
TESTO:il magistrato Luigi Spina, su richiesta della Procura della Repubblica. Secondo quanto emerso dalle indagini, sulla storia pesa un particolare raccapricciante: nel tentativo di evitare controlli e guai giudiziari, i tre medici, durante l'intervento, avrebbero continuato a operare il corpo della signora, nonostante ne avessero già constato la morte, scrivendo poi sulla cartella clinica: morta per "complicanze". Le indagini. La Squadra Mobile ha avviato le indagini cinque mesi dopo l'accaduto a seguito di un esposto anonimo. Nelle settimane successive ha interrogato medici e infermieri, che hanno partecipato all'intervento, i familiari della donna ed acquisito documenti.   Lo scorso 14 luglio, inoltre, è stata depositata la perizia medico-legale, dalla sono emerge la responsabilità dei dottori, come come scritto nella relazione dall'esperto: "Condotte colpose nell'operato dei medici che avevano espletato l'intervento". La Registrazione del chirurgo. Successivamente, la Procura ha acquisito la registrazione di una conversazione del dottor Michele Cavone - fatta a sua insaputa e diffuse inizialmente dalla rivista on line Basilicata 24 - da cui è esploso il caso mediatico, in cui lo si il chirurgo raccontare che a coprire l'errore sarebbe stato il primario stesso, Nicola Marraudino. In seguito, il direttore del sito ha consegnato agli investigatori altre due intercettazioni, che, insieme alla prima, "sono entrate a far parte - spiegano dalla Procura della Repubblica di Potenza - del quadro complessivo di elementi a carico degli indagati, a conferma di quanto già accertato". Nei giorni scorsi, per questa vicenda, si è dimesso il direttore generale dell'azienda ospedaliera regionale San Carlo, Gianpiero Maruggi. L'ipotesi su cui lavorano gli inquirenti, quindi, è che l'operazione, andata male, avrebbe causato la morte della donna e i chirurghi, nel tentativo di coprire i propri, errori avrebbero continuato ad operare.  
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TITOLO: Vincenzo è tornato a casa: âOra sono più forte di primaâ
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Il quattordicenne seviziato arriva nel suo quartiere, che lo accoglie con affetto, ma le difficoltà restano: una casa al quarto piano senza ascensore, i.. .<br clear='all'/>
TESTO:"Io non mollo mai. E oggi sono ancora più forte di prima. La forza me l? ha data questa storia e chi mi è stato vicino. Non sono mai stato solo. Ora vado avanti". Il primo obiettivo è vicino e molto semplice: la partita del Napoli con lo Young Boys per l? Europa League in serata. "Avevo chiesto ai dottori di poter vedere la partita a casa mia, ma non ci speravo", sorride abbassando lo sguardo. Cammina veloce Vincenzo. Testa alta, spalle dritte. Ha perso dieci chili, ma non la sua energia, quella che lo ha aiutato a riprendersi così velocemente. Il padre, Lello, gli porge il braccio, ma il ragazzino non si appoggia, esce da solo dall? ospedale: "Andiamo a casa o no? ". A Pianura lo attendono il cugino Andrea (inseparabile), il fratello più piccolo e gli zii. Hanno preparato uno striscione che hanno appeso tra i balconi: ?Bentornato a casa Vincenzo? , con un piccolo cuore. Palloncini bianchi e azzurri (il colore del Napoli) davanti al portone di casa. Una piccola folla di curiosi si avvicina. Aspettano tutti il ragazzino. Lo chiamano "Vita mia" e si rallegrano per il ritorno a casa. Vincenzo arriva. La strada lo abbraccia. Parte l? applauso. Lui taglia i palloncini legati a un filo e li libera, guardando verso il cielo e saluta tutti. È la giornata della felicità, del ritorno, della speranza. "Il cammino è ancora lungo. Vincenzo dovrà essere ancora operato. Ma entro l? estate mi hanno promesso i dottori che torna come prima, anzi meglio", spiega Stefania ai vicini di casa. E la famiglia ringrazia «per il lavoro e l? affetto, tutta l? équipe del professor Troianiello». E anche "i carabinieri, sempre presenti". Lello, il papà, guarda il quartiere che si stringe attorno a suo figlio e si commuove. Ma di Pianura è anche l? aggressore, Vincenzo Iacolare. "Con Iacolare e la sua famiglia non abbiamo avuto rapporti? dice Lello, con lo sguardo che diventa cupo? noi abbiamo il nostro calvario. Lui avrà il suo". Gli altri due ragazzi presenti all? aggressione invece "sono venuti subito in ospedale e ci sono stati vicini. Ci hanno chiesto scusa e ci hanno spiegato che cosa era accaduto". Ma questo è il passato e nessuno ha molta voglia di parlarne. Vincenzo entra nel palazzo. Deve affrontare quattro piani di scale a piedi. Cammina deciso. Ma il padre lo costringe a rallentare. "Non fare troppi sforzi. Rallenta". E poi aggiunge: "Non riesco a starti dietro io, fallo per me". Una volta a casa il viso di Vincenzo si apre. Lui si toglie il cappellino? ha i capelli tagliati da poco? ed esce sul balcone. Vuole vedere il cielo, il suo quartiere, la sua vita. Il fratello lo segue, gli fa vedere un elicottero nuovo. I due cominciano a giocare. Andrea, il cugino più grande, è con loro. Stefania prepara un caffè per tutti. Le finestre sono aperte e nella grande cucina entrano freddo e sole. Stefania guarda suo figlio. "È forte", sussurra. Poi aggiunge. "La strada è tutta in salita. La prima difficoltà è questa casa. Quattro piani senza ascensore sono troppi. Il dottore ha detto che non deve fare sforzi". La casa costa 600 euro al mese di affitto. E Lello e Stefania sono indietro con i pagamenti. Due mesi. Stefania, l?unica in famiglia che lavorava, ha anche perso il posto. «Aiutavo in casa una signora al Vomero per 400 euro al mese, ma da due settimane io sono rimasta accanto a mio figlio in ospedale e ho perso il lavoro. Dovrò stare con lui nei prossimi mesi. Non mi posso muovere», spiega. Il marito di Stefania, carrozziere, fa piccoli lavori occasionali. «Se almeno lui trovasse un lavoro. Ora più che mai ci aspettano momenti difficili. Vincenzo ha bisogno di cure». Stefania parla in famiglia. Senza mai chiedere o lamentarsi. Uno zio riflette: «Se le istituzioni ci aiutassero, almeno a trovare una casa adatta a Vincenzo. Se ci fosse un lavoro per Lello. .. Vincenzo ha bisogno della sua famiglia e la sua famiglia ha bisogno di aiuto». «Quando Vincenzo rischiava di morire tutti erano accanto a noi, per chiederci cosa pensavamo di questo e di quello e ora? » si domanda uno zio, Luigi Manna. Stefania si rimette in movimento, rassetta la cucina e cerca di scacciare i cattivi pensieri. «Vedrai che troviamo una soluzione», l?abbraccia sua sorella. «Oggi è una buona giornata», dice Lello alla sua famiglia. Vincenzo si è seduto davanti alla televisione: «Funziona Sky? ». Il ragazzino si è fatto registrare tutte le ultime partite del? suo? Napoli. «Sono felice», dice al cugino. «Stasera il Napoli vince», lo abbraccia Andrea. «Oggi è un giorno buono, perché siamo di nuovo tutti insieme», ripete tra sé Stefania, non perdendo mai il contatto visivo con il suo «bambino». Twitter: @cristinazagaria  
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TITOLO: Renzi: "Nel 2011 ho capito che il Paese era scalabile"
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Alla Leopolda oltre tremila persone nel primo giorno. Il premier racconta come è nato questo appuntamento e sull'arredamento-garage dice: "C'è una macchina da. ..
TESTO:Renzi spiega: "Siamo partiti dal fatto che in Italia ci sono persone che impediscono ai giovani di andare avanti. Il video finiva con la domanda: cosa deve fare un giovane in Italia per andare avanti? Andarsene. Ecco noi non volevamo andarcerene, noi volevamo cambiare le cose qui". Renzi sostiene che le radici della Leopolda sono queste. E quando i fischi di una parte dei tremila in platea piovono appena appare sullo schermo in un filmato Civati, il premier frena: "Facciamo un applauso e diciamo a Civati che la Leopolda è sempre casa sua e anche il Pd". Il premier precisa che la Leopolda non è una corrente del partito. Paese scalabile. "La Leopolda del 2011 mi ha fatto capire che questo Paese era scalabile, so che questo termine creerà polemiche ma lo dico: per anni ci hanno raccontato che l'Italia era un paese chiuso, eppure giorno dopo giorno ci rendevamo conto che si potevano cambiare le cose sul serio". Ricorda la sconfitta del 2012: "Per me è stata una bellissima lezione". E prosegue ricordando quei giorni in cui era sindaco di Firenze, andai a proseguire i lavori del Nuovo Teatro di Firenze (che adesso è aperto, ndr). Pd, numeri e critiche. "Ci siamo un po' tutti montati la testa noi del Pd, ora si guardano i sondaggi: quanto siamo 40,8 per cento, uhmm. ..oh ma noi in parlamento siamo stati maggioranza per il rotto della cuffia. ..". Renzi sottolinea che la Leopolda è "un insieme di nomi e non di cognomi". "Siamo partiti da zero, le cose che abbiamo detto che volevamo fare le stiamo facendo. Non serve a niente, ce ne è ancora uno da sconfiggere: quello che l'Italia non si possa riformare. La sfida di questa Leopolda non è guardare chi c'è e chi non c'è più. E' una sfida difficilissima: siamo arrivati dove non pensavamo di arrivare, se siamo qui oggi non è per dire quanto siamo stati bravi e fortunati. Nel tempo di un cambiamento pazzesco dalla Rete a Ebola, dalle interconnessioni alle solitudini, l'Italia non siamo solo noi è anche chi va in piazza domani, chi si sveglia al mattino per accompagnare i bambini a scuola. Noi dobbiamo restituire il futuro al Paese". Chiudere senza salvare, chiudere e resettare. "A chi dice che la Leopolda è piena di gente strana, diversa che non ci sono le bandiere del Pd, dico che la Leopolda è la nostra gente, che ha voglia di credere nella politica come cosa diversa dal passato. Smettetela di parlare male di voi stessi". I gufi. "Piaccia o non piaccia ai gufi a noi è dato il compito di restituire all'Italia la possibilità di un futuro" dice ancora Renzi. "Quando domenica chiudiamo, chiudiamo con un elenco di cosa da fare, perchè chi non sa cosa sia la Leopolda, quelli che stanno fuori da qui, da noi si aspettano che l'Italia si rimetta in moto e se noi saremo bravi alla fine di questa tre giorni dal garage finalmente la macchina si metterà in moto. Non siamo qui per dirci quanto siamo bravi, c'è un mondo che ha bisogno dell'Italia". La ressa. Questa edizione è cominciata con la ressa all'ingresso della ex stazione fiorentina, code agli sportelli per la registrazione. Sono presenti oltre 3.000 persone. Fra i primi a far accendere i riflettori è il ministro Maria Elena Boschi che arriva intorno alle 18,  avvolta da un impermeabile beige e indossando stivali alti neri. Si infila nel backstage per dare istruzioni ai quattro parlamentari conduttori. Gli altri, deputati e eurodeputati, arrivano alla spicciolata da David Ermini, Marco Donati, Pina Picerno, Nicola Danti, Alessandra Moretti, Ivan Scalfarotto.  
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TITOLO: Stato-mafia, la corte amplia l'audizione di Napolitano. Anche il legale di Riina potrà interrogare il capo dello Stato
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: I giudici di Palermo ritengono rilevanti i nuovi documenti portati in aula dalla procura. Al capo dello Stato potranno essere fatte domande anche sulle minacce. ..
TESTO:Nell'udienza di ieri, il pubblico ministero Nino Di Matteo aveva chiesto alla corte d'assise di poter rivolgere domande al capo dello Stato anche su un vecchio rapporto del servizio segreto militare, che nel 1993 riferiva del rischio di un attentato proprio contro Napolitano, all? epoca presidente della Camera. "La vicenda, emersa di recente, è connessa al tema dell? audizione? aveva spiegato il magistrato? ovvero, la lettera del consigliere D? Ambrosio, che sul 1993 esprimeva perplessità". Oggi, il collegio presieduto da Alfredo Montalto rileva con una ordinanza che quella documentazione è "rilevante", ed è dunque "ammessa" agli atti del processo. Sarà quindi utilizzabile per le domande a Giorgio Napolitano nella sua audizione di martedì prossimo. "Si riferisce infatti a un periodo in cui il teste non ricopriva la carica di presidente della Repubblica", spiega l'ordinanza della corte. "In questo senso non ci sono limiti previsti dalla sentenza della corte costituzionale". Limiti che invece potrebbero arrivare alle domande se il capo dello Stato avesse saputo di quelle minacce durante il suo incarico al Colle, "anche per attività informali", precisa la corte. Il rapporto del Sismi è stato consegnato nei giorni scorsi dalla procura di Firenze a quella di Palermo. A recuperare il documento era stato nel 2002 il pm della direzione nazionale antimafia Gabriele Chelazzi, che qualche mese dopo morì per un infarto. Nessuno aveva più saputo niente della nota del Sismi, che è stata ritrovata nelle scorse settimane in un archivio della procura di Firenze. Sui fatti del 1993 anche il legale di Totò Riina, Luca Cianferoni, potrà fare domande al capo dello Stato, come se fosse un testimone citato dalla difesa. La corte ha infatti ammesso "l'esame" da parte dell'avvocato del capomafia. L'ordinanza della corte precisa a questo punto che il presidente "potrà anche revocare" la sua disponibilità a testimoniare, "la corte ne prenderà atto".
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TITOLO: Berlusconi: "Fine dei servizi sociali anticipata a febbraio. Mi ricandiderò"
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Il leader di Forza Italia alla Telefonata di Belpietro: "Mi fanno uno sconto per buona condotta"
TESTO:L'ex premier ha iniziato il 9 maggio scorso il lavoro di assistenza agli anziani malati di Alzheimer presso l'Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone, come previsto dall'affidamento ai servizi sociali per la sentenza Mediaset. L'ex premier ha poi assicurato che si rincandiderà: "Certamente sì, mi ricandiderò non appena questa sentenza frutto di una giustizia sciagurata non sarà cancellata dalla corte dei diritti dell'uomo in Ue. Se qualcuno ha pensato che io mi ritirassi si vede che non mi conosce. Ho preso un impegno con milioni e milioni di italiani". E ha poi parlato di tutto: dalla politica economica del governo alle alleanze di Forza Italia, passando per la legge elettorale. La prima manovra del governo Renzi non convince l'ex cavaliere: "Si dà con una mano e si prende con l'altra, come nel caso del bonus degli 80 euro. La vera riduzione delle tasse l'abbiamo fatta noi. Per come è fatta questa politica del governo non mi convince". Quanto alle alleanze, ha ribadito la distanza da Ncd: "Non possiamo fare un'alleanza con chi ha tradito gli elettori e i signori di Ncd che sostengono un governo di sinistra contrario al mandato di chi li ha votati. Quindi noi con Ncd non facciamo alleanze, non sarebbero comprese dai nostri elettori". Sulla legge elettorale e le novità annunciate da Matteo Renzi in direzione Pd ha commentato: "Il premio dato alla lista e non più alla coalizione in effetti è una grande opportunità perchè si farebbe un passo avanti verso il bipolarismo. Come ho già detto l'importante è che si passi al monocameralismo per una più rapida approvazione delle leggi e che ci sia una legge che non stimoli il frazionamento del voto". Trovare un'intesa sulla legge elettorale, per Berlusconi "permetterebbe di andare in Parlamento con più rapidità sulle molte cose da fare nell'interesse del Paese", approvarla a "fine anno forse no, ma a gennaio o febbraio ce la possiamo fare". L'ex premier fa infine sapere: "Con Renzi ci siamo sentiti e confrontati per dare governabilità a questo Paese". E ha aperto anche alle unioni gay, "sì alla legge tedesca sulle unioni gay", e ai diritti dei figli degli immigrati: "E' doveroso dare la cittadinanza ai figli di stranieri dopo il ciclo scolastico".  
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TITOLO: Marino, il crollo del consenso: bocciato da otto romani su dieci
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Solo il 16% approva il lavoro della Giunta: i dati di un'indagine Swg commissionata dal Pd capitolino. Il trasporto pubblico è il servizio peggiore, rifiuti e. ..
TESTO:Uno tsunami non avrebbe potuto fare di più. A un anno e mezzo dal trionfale "cappotto" contro Alemanno (finì 64 a 36 e 15 municipi a zero), il gradimento del sindaco Marino ha subìto un crollo verticale: solo il 20% dei romani si fida ancora di lui, l'80% poco o per nulla. Significa che quattro su cinque preferirebbero qualcun altro sulla tolda del Campidoglio. Tant'è che se oggi si tornasse alle urne, lo rivoterebbe solo il 23% degli elettori, il 75% scriverebbe un altro nome sulla scheda. Peggio fa la giunta, promossa solo dal 16% dei cittadini, mentre l'84 si dichiara insoddisfatto. È la foto di una débâcle. Scattata dalla Swg per conto del Pd romano. Il sondaggio choc, realizzato all? incirca un mese fa su un campione di duemila intervistati, è stato commissionato dal principale azionista della maggioranza capitolina, interessato a misurare? anche in termini di consenso? l?efficacia dell? azione amministrativa. Certo non aspettandosi un risultato tanto disastroso. Riassumibile in un dato: alla domanda su? che cosa funziona bene a Roma? , il 54% ha risposto: «Nulla». Per la stragrande maggioranza, chiamata a descrivere la città con tre aggettivi (senza indicazioni prestabilite), Roma è sporca (62%) caotica (49), degradata (35): il termine «bella»? che dovrebbe essere il più usato? compare solo al quinto posto. Un giudizio che si riflette, subito dopo, sulla? Roma che vorrei? : «Pulita» auspica il 60% dei sondati, «vivibile, accogliente, curata» il 31%, «efficiente» il 29. Tant? è che quando si chiede di individuare, in ciascun municipio, le emergenze da risolvere, il 61% indica «il decoro urbano», il 59 «la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti», il 53 «i problemi legati al trasporto pubblico». Servizio, quest? ultimo, che per quattro romani su cinque è quello che funziona peggio (79%), seguito ex aequo dalla gestione del traffico (70) e dei rifiuti (69), più distanziate la sicurezza (52) e la polizia municipale (45), che registrano comunque un gradimento piuttosto basso. È tuttavia il confronto con il predecessore a far suonare il campanello d? allarme. Alla domanda: ?Secondo lei come vanno le cose rispetto a quando c? era come sindaco Alemanno? ?, solo il 23% risponde che è meglio con Marino («molto» per il 4%; «un po? » per il 19); il 35% risponde che non è cambiato nulla; per il 40% va addirittura peggio («un po? » per il 15%, «molto peggio» per il 25). A leccarsi i baffi è il M5Stelle che, oltre a guadagnare 13 punti rispetto alle comunali 2013, per i romani potrebbe «governare meglio» di Marino (23%), come farebbe pure «un? altra giunta di centrosinistra» (22%), mentre «un? altra giunta di centrodestra» e «l? attuale giunta di centrosinistra» registrano un credito più basso, il 14 e il 13%, rispetto alla capacità di amministrare la città. Un? insufficienza che però, a sorpresa, non si riflette sul consenso. Il centrosinistra, infatti, è ancora saldamente in testa: il Pd prende addirittura 9 punti in più rispetto alle elezioni di un anno e mezzo fa, a riprova del fatto che Marino è sempre stato vissuto come qualcosa d? altro e di diverso rispetto al? suo? partito. E così, se si rivotasse oggi, i dem sarebbero primi con il 35% (erano al 26,3), Sel al 6, Rifondazione all?1,5, Idv allo 0,5 (totale 43%, nel 2013 era il 43,6 anche grazie all? exploit della lista civica). Secondi arriverebbero i grillini con il 25% (era il 12,8 nel 2013). Il centrodestra, invece, non supererebbe il 27,5, con Fi al 12,5, FdI al 6,5, Ncd al 3,5, Destra e Lega entrambe al 2,5.  
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TITOLO: E' morto Tullio Regge, genio fisica quantistica e divulgazione
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Aveva 83 anni. Ha avuto un ruolo di primo piano nella meccanica quantistica e nella divulgazione scientifica
TESTO:ROMA - E' morto il fisico Tullio Regge. Torinese, 83 anni, ha avuto un ruolo di primo piano nella meccanica quantistica e nella divulgazione scientifica. Malato da tempo di sclerosi, negli ultimi tempi aveva avuto un peggioramento ed era stato ricoverato per una polmonite nell'ospedale San Luigi di Orbassano di Torino, dove è deceduto ieri sera. Le scoperte. E' considerato uno dei "grandi protagonisti" della fisica italiana e mondiale per i suoi contributi nel campo della relatività generale e della meccanica quantistica, e nello stesso tempo un grande divulgatore che ha avuto un forte impatto sui giovani. Professore emerito al Politecnico di Torino, le ricerche teoriche di Regge hanno dato importanti e originali contributi alla fisica delle alte energie, all'astrofisica, alla teoria dei gruppi, alla meccanica statistica e alla fisica delle basse temperature. Insieme a fondamentali contributi alla meccanica quantistica, fra cui l'elaborazione di un nuovo approccio alla relatività generale, ha fornito rilevanti novità nel campo della fisica delle particelle e dei buchi neri "Regge ha dato un contributo importante alla fisica, a esempio, con la scuola a Torino sulla supergravità e la teoria delle stringhe, che tenta di combinare insieme la relatività che descrive il macrocosmo e la meccanica quantistica che invece descrive il microcosmo, governato da leggi completamente diverse - spiega Antonio Masiero, vicepresidente dell'Istituto Nazionale di fisica Nucleare (Infn) - . Alcune delle teorie sviluppate dal fisico torinese sono state la base per costruire altri modelli teorici: come la teoria dei poli di Regge, che descrive l'interazione fra forze nucleari forti e particelle elementari e che poi, prosegue Masiero, è stata ripresa dal fisico Gabriele Veneziano nel suo modello che ha dato origine alla teoria delle stringhe". Alla fine degli anni Cinquanta, quando era ricercatore in Germania, Regge elaborò contributi alla formalizzazione dei processi di urto di particelle ad alte energie, nei quali sviluppò il concetto di momento angolare complesso e di poli (i cosiddetti "poli di Regge") della matrice d'urto, usati poi nella fisica delle alte energie. Nei primi anni sessanta definì quello che è noto come "calcolo di Regge", una formulazione della relatività generale basata sui simplessi. I riconoscimenti. Ha studiato e insegnato al Max Planck Institut di Monaco di Baviera e all'Università di Princeton e in seguito al Politecnico di Torino. Ha ricevuto importanti riconoscimenti come la Medaglia Einstein della Fondazione Lewis Strauss. Era membro dell'Accademia dei Lincei. E' stato eurodeputato dal 1989 al 1994 come indipendente del Pci e poi Pds. Al suo lavoro di scienziato ha affiancato la passione della divulgazione con numerosi libri, tra i quali "L'universo senza fine" (Oscar Mondadori), "Lettera ai giovani sulla scienza" e "Spazio, tempo e universo" (con Giulio Peruzzi, Utet). Ha collaborato con "La Repubblica", "La Stampa", "Le Scienze" e altre testate. Nel campo della divulgazione si è occupato soprattutto di buchi neri e relatività generale che riusciva a spiegare, conclude Masiero, con un linguaggio molto accessibile e con stile avvincente.  
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TITOLO: Incidente sulla Milano-Varese, un morto e otto feriti: coinvolte dieci auto, chiusa l'autostrada
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: L'allarme sulla A8, tra Milano Fiera e Milano Nord in direzione Varese, è scattato alle 11. Il tratto è stato chiuso anche in direzione sud per consentire ai. ..<br clear='all'/>
TESTO:Intorno alle 11.30 è stato chiuso il tratto fra il bivio A4 e il bivio Tangenziale ovest in direzione Varese (poi riaperto intorno alle 15) e tra il bivio Tangenziale ovest e Milano Fiera in direzione Milano. Il tratto è stato chiuso anche in direzione sud per consentire ai mezzi di soccorso di intervenire nel minor tempo possibile. Sul luogo dell'incidente sono intervenute le pattuglie della polizia stradale, i vigili del fuoco, il personale di Autostrade per l'Italia di Milano e i soccorsi meccanici, compreso un elicottero del 118 per i soccorsi ai feriti più gravi.
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TITOLO: Prostituzione minorile, Paolini rinviato a giudizio
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Il disturbatore tv è accusato di aver pagato per avere rapporti sessuali con minorenni. Il processo inizierà il 7 febbraio<br clear='all'/>
TESTO:Il disturbatore televisivo Gabriele Paolini è stato rinviato a giudizio a Roma per induzione e sfruttamento della prostituzione minorile. L'uomo è accusato di aver pagato somme di denaro per avere rapporti sessuali con cinque ragazzi minorenni, di possesso di materiale pedopornografico e di un episodio di tentata violenza sessuale. Durante l'udienza Paolini ha ribadito di non aver ''mai indotto alcun minore alla prostituzione'' e di avere a che fare ''con accuse che non stanno né in cielo né in terra'' ma la sua autodifesa non ha convinto il giudice Donatella Pavone che, al termine di una breve camera di consiglio, ha deciso di rinviarlo a giudizio. Il processo prenderà il via il 7 gennaio prossimo davanti ai giudici della quinta sezione del tribunale collegiale. ''Per mia natura sono un combattente - ha commentato
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TITOLO: I nomadi aggrediscono i passeggeri, il sindaco del Pd propone bus separati
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Il caso a Borgaro, alle porte di Torino. Dopo le proteste il primo cittadino d'accordo con l'assessore di Sel chiede che le linee siano sdoppiate: una per i. ..<br clear='all'/>
TESTO:I nomadi aggrediscono i passeggeri? Il sindaco di Borgaro del Pd Claudio Gambino, d'accordo con il suo assessore ai trasporti di Sel, Luigi Spinelli, chiede a Gtt di sdoppiare le linee del bus che dalla periferia di Torino porta nella cittadina vicina all'aeroporto. La proposta, lanciata dal primo cittadino nel corso dell'ennesima assemblea di protesta contro le prevaricazioni dei nomadi ai danni dei passeggeri del bus, viene accolta con entusiasmo e senza nessuna accusa di razzismo: per gli amministratori è l'unica soluzione per garantire la sicurezza dei borgaresi e porre fine alle lamentele che si protraggono ormai da troppo tempo. In pratica, secondo gli amministratori, all'attuale bus di linea numero 69 ne dovrebbe essere affiancato un altro che partendo sempre da Torino in piazza Stampalia faccia capolinea al campo rom di Borgaro cosicchè a bordo non ci sia più promiscuità. Insomma i buoni su un bus e i cattivi sull'altro. Gli episodi segnalati sarebbero decine: dalla ragazzina alla quale sono stati rasati i capelli a quell'altra cui hanno tentato di rubare lo zaino e il cellulare. Prima di arrivare all'apartheid dei trasporti sono già state battute altre strade: per un paio di settimane a bordo sono salite le pattuglie dei vigili, ma poi il servizio è cessato e le violenze sono tornate almeno con la stessa frequenza delle lamentele e delle proteste. Ora il sindaco Gambino ne parlerà con il questore di Torino, Antonino Cufalo e si vedrà se la strada del doppio bus è percorribile. La polemica è sicura: il primo ad accendere le polveri è il senatore leghista Roberto Calderoli, il quale su  Facebook scrive: "L'ipocrisia della sinistra non ha limiti: pensate se fosse stata la Lega a ipotizzare dei bus separati per i rom, quali e quante accuse di razzismo, xenofobia, nazismo e quant'altro ci sarebbero piovute addosso. .. Dove sono le anime belle? Altro che pensare alla cittadinanza per i figli degli immigrati: i problemi veri sono questi e complimenti agli amministratori di Borgaro che anche se di sinistra hanno ascoltato la loro gente". Nel pomeriggio il sindaco Gambino replica alle polemiche sollevate dalla sua provocazione: "Sono un sindaco del Pd e un uomo di sinistra e ho il dovere di tutelare i miei cittadini". Il sindaco di Borgaro Torinese, Claudio Gambino, spiega così la proposta di sdoppiare la linea urbana degli autobus che fermano nei pressi del campo nomadi di strada dell'Aeroporto, il più grande del capoluogo piemontese. "Io razzista? Niente affatto - dice all'Ansa replicando alle accuse che gli stanno piovendo addosso -. L'obbligo della solidarietà, e dell'inclusione, deve essere sempre accompagnato dal rispetto delle regole".  
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TITOLO: Caldoro nomina presidente della scuola di polizia locale un consigliere indagato per truffa
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Raffaele Sentiero ha ammesso di aver intascato rimborsi non dovuti per 31mila euro<br clear='all'/>
TESTO:Accusato di truffa aggravata per aver intascato rimborsi non dovuti per 31mila euro, ammette tutto in Procura e va verso il rinvio a giudizio. Risultato? La Regione guidata da Stefano Caldoro, ormai in piena campagna elettorale, addirittura lo "premia" con nuovo e prestigioso incarico. Così il consigliere regionale Raffaele Sentiero - inizialmente della lista "Noi Sud", ora entrato in Ncd - viene nominato presidente della scuola regionale della polizia locale. Sembra una boutade, ma è realtà. La scelta, attuata con decreto del governatore Caldoro, viene salutata con "personale e istituzionale soddisfazione" dall'assessore al Lavoro, Severino Nappi. Il cui entusiasmo sfiora l'involontaria comicità quando prevede - testuale - "il buon corso del suo incarico" in virtù "della sua esperienza di lungo corso", e auspica che il nuovo vertice porti la scuola "verso l'eccellenza campana". Sentiero, beninteso, non è l'unico indagato nel capitolo fondi regionali: anzi la quasi totalità dei consiglieri è stata travolta dall'inchiesta del pm della Procura di Napoli Giancarlo Novelli che si articola ormai in vari filoni. Ma analoga totale rimozione è attuata dal sottosegretario di Stato alla Difesa, Gioacchino Alfano, nella sua veste di coordinatore regionale di Ncd, che rivolge a Sentiero "auguri di buon lavoro per l'importante nomina, in una regione in cui la formazione delle future forze di polizia è particolarmente strategica per la lotta alla microcriminalità organizzata e alle mafie". In effetti, ci voleva un inquisito.
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TITOLO: Persone scomparse, 30mila in Italia. La metà sono minori
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Il ministro Alfano: "Fenomeno allarmante e doloroso". Oltre i casi legati all'immigrazione, spiccano i casi di vittime di reato, gli allontanamenti volontari o. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Minori e anziani, italiani e stranieri, uomini più che donne, di ogni classe sociale. E' un identikit molto generico quello della persona scomparsa, perché il "fenomeno drammatico", come lo ha definito il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, è diffuso in ogni fascia sociale e d'età e su tutto il territorio, dal Nord al Sud. L'ultimo numero che fotografa questa realtà è 29.763: tante sono le persone che risultano tuttora scomparse in Italia in una lista aperta nel 1974 ed alla quale solo nei primi mesi di quest'anno si sono aggiunti altri 558 nomi. Le loro foto sono affisse nelle pareti o sepolte nei cassetti delle questure di tutta Italia: assieme sono come una cittadina svanita nel nulla. Parlando al convegno internazionale "La scomparsa di persone: una sfida per i Paesi Ue", promosso presso la Scuola superiore dell'Amministrazione, Alfano lo ha definito un fenomeno che "desta allarme sociale", perché "dietro ognuno di quei numeri c'è una persona che non si trova e il pianto dei familiari disperati". Le principali cause, ha spiegato il ministro, "sono l'allontanamento volontario, disturbi psicologici, il diventare vittime di reato e poi ci sono altri due fenomeni: gli anziani affetti da Alzheimer e la crisi economica che fa aumentare disturbi e crisi depressive portando i soggetti ad allontanarsi dal proprio ambiente". Negli ultimi due anni sono state registrare oltre 23mila denunce di scomparsa. In realtà, se si guarda alle cifre, la prima ragione è collegata al problema dell'immigrazione di massa degli ultimi due decenni ed al sistema di accoglienza dei cosiddetti minori non accompagnati. Stranieri. Quasi 20mila, gli stranieri rappresentano il grosso degli scomparsi in Italia. Il numero è ancora più drammatico se si considera che quasi 13 mila di essi sono minorenni. "In grande maggioranza si tratta di ragazzi che si allontanano volontariamente dalle abitazioni o dalle comunità cui vengono affidati. Ma ci sono anche - ha spiegato Alfano - i minori sottratti da uno dei coniugi e quelli vittime di reato". Sul totale pesano altre incognite legate al fenomeno migratorio: di frequente i migranti fanno perdere le proprie tracce volontariamente per spostarsi in altri Paesi, ma sul destino dei minori in fuga molte associazioni hanno spesso lanciato l'allarme. Donne. Spaventa anche il dato femminile. Soltanto nel 2012 sono sparite due donne ogni giorno, in media, dal 1974 a oggi più di 200 ogni anno; un terzo del totale delle persone di cui non si hanno più notizie. Anche in questo caso, la maggior parte delle denunce riguarda cittadine straniere (5.720), mentre le italiane sulla lista sono 580. Gli uomini sono 20.463, di cui 14.227 stranieri. Gli italiani spariti all'estero, invece, sono 178 dei quali 131 maggiorenni, 21 over 65 e 26 minorenni. Crisi e femminicidi, la relazione del commissario - Sui casi femminili e sulla crisi, tra l'altro, insiste molto la relazione presentata dal commissario straordinario nominato dal governo sul fenomeno: "La crisi economica sta portando nel nostro Paese un aumento delle 'povertà sociali', materiali e immateriali - si legge nella relazione -. Prendiamo atto di operai in cassa integrazione, madri di famiglia che perdono il part time, ma anche manager, imprenditori, ricercatori che escono dal mondo del lavoro. Questa umanità ghermita dalla crisi - evidenzia ancora la Relazione - che qualche volta protesta e denuncia, spesso non traduce in processo sociale il proprio disagio e preferisce abbandonare tutto e tutti, anche la propria famiglia, forse a causa della indifferenza che accompagna il fenomeno. Si spiegano in tal modo i due terzi delle scomparse con motivazioni di 'allontanamento volontario'. Si spiega, inoltre, il fenomeno odioso della violenza di genere e del 'femminicidio' connesso alle numerose scomparse di donne". Dall'anno della sua costituzione, nel 2007, l'Ufficio del Commissario di governo per le persone scomparse, "ne ha censito oltre 2.500, di cui la metà minorenni. Una percentuale pari al 40% circa del totale, sono donne straniere e/o comunitarie". Il fenomeno sul territorio - Il Lazio è in testa nella triste classifica delle persone scomparse con 6.766 casi, seguito dalla Sicilia (3.900), dalla Lombardia (3.680), dalla Campania (3.146) e dalla Puglia (2.475). Ma per il ministro Alfano c'è una buona notizia, crescono i ritrovamenti: su 140 mila denunce di scomparsa dal 1994, sono state recuperate le tracce di 110 mila persone. Il commissario straordinario del governo per le persone sparite, il prefetto Vittorio Piscitelli, ha rilevato che "è un fenomeno non solo italiano, in altri Paesi le cifre sono ancora più allarmanti. Si registra un fortissimo aumento dei numeri negli ultimi due anni e occorre alzare il livello di guardia". Corpi senza volto. C'è un altro numero, nascosto dietro queste cifre: dal 30 giugno 2014 ci sono 1.283 corpi non ancora identificati nei vari obitori italiani, molti dei casi censiti sono rappresentati dai migranti annegati. Sono ancora 197 i corpi da identificare del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013. Suicidi per ragioni economiche in aumento - La relazione del commissario straordinario ha preso in esame anche i suicidi, rilevando che "nel 2013 sono state 149 le persone che si sono tolte la vita per motivazioni di ordine economico, rispetto agli 89 casi registrati nel 2012: un suicidio ogni due giorni e mezzo". Secondo la Relazione, che tiene conto di analisi del Censis e di Link Lab (Laboratorio di ricerca socio-economica dell'Università Link Campus University), "sale quindi a 238 il numero complessivo dei suicidi per motivi legati alla crisi economica, registrati in Italia nel biennio 2012-2013". Dunque, "nell'ultimo quadrimestre del 2013, i suicidi riconducibili a motivazioni economiche rappresentano circa il 40% del totale registrato nell'intero anno". Non solo: "Un suicida su due è imprenditore, ma in un anno - segnala la relaziona- è raddoppiato il numero dei disoccupati suicidi", mentre "è triplicato anche quello degli 'occupati', per un fenomeno che non conosce più differenze geografiche" e si registra al Sud come al Nord. Nel 2013, evidenzia infine la Relazione, anche "il numero più elevato dei tentativi di suicidio si registra ancora una volta tra coloro ai quali la crisi economica ha portato via il lavoro ma anche la speranza di proseguire o ricostruire altrove il proprio percorso professionale. Seguono gli imprenditori e i lavoratori dipendenti".
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TITOLO: Donna morta sotto i ferri: arrestati 3 medici per omicidio colposo
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Elisa Presta, 71 anni, deceduta a  maggio dello scorso anno per un intervento andato male. La Procura arresta i medici presenti in sala operatoria: avrebbero. ..<br clear='all'/>
TESTO:il magistrato Luigi Spina, su richiesta della Procura della Repubblica. Secondo quanto emerso dalle indagini, sulla storia pesa un particolare raccapricciante: nel tentativo di evitare controlli e guai giudiziari, i tre medici, durante l'intervento, avrebbero continuato a operare il corpo della signora, nonostante ne avessero già constato la morte, scrivendo poi sulla cartella clinica: morta per "complicanze". Le indagini. La Squadra Mobile ha avviato le indagini cinque mesi dopo l'accaduto a seguito di un esposto anonimo. Nelle settimane successive ha interrogato medici e infermieri, che hanno partecipato all'intervento, i familiari della donna ed acquisito documenti.   Lo scorso 14 luglio, inoltre, è stata depositata la perizia medico-legale, dalla sono emerge la responsabilità dei dottori, come come scritto nella relazione dall'esperto: "Condotte colpose nell'operato dei medici che avevano espletato l'intervento". La Registrazione del chirurgo. Successivamente, la Procura ha acquisito la registrazione di una conversazione del dottor Michele Cavone - fatta a sua insaputa e diffuse inizialmente dalla rivista on line Basilicata 24 - da cui è esploso il caso mediatico, in cui lo si il chirurgo raccontare che a coprire l'errore sarebbe stato il primario stesso, Nicola Marraudino. In seguito, il direttore del sito ha consegnato agli investigatori altre due intercettazioni, che, insieme alla prima, "sono entrate a far parte - spiegano dalla Procura della Repubblica di Potenza - del quadro complessivo di elementi a carico degli indagati, a conferma di quanto già accertato". Nei giorni scorsi, per questa vicenda, si è dimesso il direttore generale dell'azienda ospedaliera regionale San Carlo, Gianpiero Maruggi. L'ipotesi su cui lavorano gli inquirenti, quindi, è che l'operazione, andata male, avrebbe causato la morte della donna e i chirurghi, nel tentativo di coprire i propri, errori avrebbero continuato ad operare. Governatore Pittella (Pd): "La notizia mi addolora, ma sono fiducioso".   Su tutta la vicenda, che getta un'ombra sull'operato dell'azienda ospedaliera, è  intervenuto il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (Pd), che, consapevole della gravità dell'accaduto, si dice fiducioso sulla rapida conclulsione della vicenda. "La notizia dell'arresto del primario del San Carlo e di due medici dello stesso reparto, mi addolora sul piano umano e mi preoccupa dal punto di vista istituzionale, per i possibili contraccolpi che l'intera struttura ospedaliera, da sempre votata ad una sanità di qualità, potrebbe subire. Sono al contempo fiducioso che grazie all'azione degli organi inquirenti sarà fatta quanto prima chiarezza rassicurando non solo chi lavora con dedizione e professionalità, quanto soprattutto i pazienti che devono continuare a guardare alla struttura come un centro di eccellenza, patrimonio prezioso della sanità di Basilicata e non solo". Nei prossimi giorni Pittella incontrerà l'assessore alle politiche della Salute, Flavia Franconi, ed il commissario Rocco Maglietta, per "valutare tutte le azioni utili in grado di rilanciare, nel pieno rispetto e nella massima fiducia dell'azione posta in essere dalla magistratura, l'immagine e il ruolo del San Carlo". Reparto commissariato. In seguito al provvedimento cautelare, il commissario dell'ospedale San Carlo, Rocco Maglietta, ha interrotto le attività del reparto di Cardiochirurgia, affidandolo al responsabile del dipartimento delle specialità del cuore, Francesco Sisto. Il professore ha spiegato di aver "chiesto al primario un gesto di responsabilità - sospensione dal lavoro - che non ha avuto la sensibilità di fare. Prendendo atto dei provvedimenti giudiziari non posso quindi che prendere provvedimenti in tempi rapidi, per una soluzione che garantisca ai cittadini un servizio essenziale efficiente e sicuro". Una decisione presa con rammarico ma dovuta, per salvaguardare sia il servizio che gli operatori: "Come sottolineato dal presidente Pittella - ha concluso - l'episodio non mette in discussione il ruolo del San Carlo nè la qualità generale del suo servizio e dei suoi uomini. Conosco le energie profonde, l'attaccamento all'azienda, lo spirito di dedizione di tutto il personale e quindi sono sicuro che l'intera comunità ospedaliera saprà reagire con la forza e la determinazione necessarie a ricostruire rapidamente il rapporto di fiducia con gli utenti".
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TITOLO: Giallo di Elena Ceste: avviso di garanzia al marito per omicidio
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: I carabinieri hanno notificato l'atto della procura a Buoninconti questa mattina: la procedura consente all'indagato di nominare un proprio consulente che. ..<br clear='all'/>
TESTO:Il corpo era stato ritrovato sabato scorso in avanzato stato di decomposizione a due chilometri dalla casa in cui Elena Ceste viveva. Il riconoscimento è stato possibile soltanto ieri mattina grazie ai risultati dell'esame del Dna. La sorella di Elena, Daniela, almeno fino a ieri non aveva dubbi sul conto del cognato: "Non sappiamo cosa sia successo a mia sorella - diceva a Repubblica - è assurdo che continuino a chiederci una valutazione su cosa possa essere accaduto: non lo sappiamo, aspettiamo risposte anche noi. Di una cosa però siamo certi: Michele con a morte di Elena non c'entra nulla, per qusto siamo tutti qui a fargli coraggio". La ricostruzione della vicenda Elena Ceste, 37enne, madre di 4 figli, era scomparsa di casa il 24 gennaio 2014. Di lei non si sa dalle 8 del mattino, quando cioè chiede al marito di accompagnarta i figli a scuola dicendo che lei non si sente bene. Quando il marito rientra, un? ora dopo, la donna non c'è più: in casa però Buoninconti trova il cellulare, gli occhiali da vista e la giacca della moglie. nel corso delle indagini si formulano le ipotesi più diverse: dal ricatto per amore al suicidio all'allontanamento volontario. Tanto che in una trasmissione tv si sostiene la tesi che Elena potesse essersi rifugiata in un convento di clausura non molto distante da casa, nel monastero della Beata Vergine della Spina. La svolta sabato scorso, quando in un canale a due chilometri dall'abitazione della donna, viene trovato un corpo in avanzato stato di decomposizione che come verrà accertato dall'esame del Dna è proprio quello della madre scomparsa. Le reazioni Morena Deidda, l'amica del cuore, scrive su Facebook: "Ora non è il momento di piangere. Ora dobbiamo far tremare chi ti ha fatto del male. Io sarò il suo incubo. .. il desiderio di giustizia è troppo forte. ..". Sui social network, intanto, continuano a comparire messaggi di internauti convinti che il marito debba spiegare tante cose.  
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TITOLO: Agguato a Roma, gambizzato un giovane pregiudicato in via di Bravetta
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: E' accaduto intorno alle 22 davanti ad un bar. Caccia a due uomini che a volto coperto a bordo di uno scooter hanno aperto il fuoco<br clear='all'/>
TESTO:Via di Bravetta, periferia di Roma, ore 22. Un ragazzo di 24 anni, pregiudicato e con diversi precedenti alle spalle, viene raggiunto da almeno due colpi di arma da fuoco alle gambe. A sparare contro il giovane, sull'uscio di un bar nel quartiere romano, sarebbe stati due uomini a volto coperto che si sono avvicinati a bordo di uno scooter, hanno aperto il fuoco e poi si sono subito dileguati. Il giovane gambizzato, le cui condizioni sono apparse gravi, è stato ricoverato al policlinico Gemelli e operato nella notte ma non è in pericolo di vita. Il nucleo investigativo dei carabinieri è giunto sul posto ieri sera per eseguire i rilievi, mentre sull'accaduto indagano i militari della stazione di Bravetta e di Trastevere che ora stanno dando la caccia ai responsabili dell'agguato.  
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TITOLO: Volo Ryanair per Lamezia: "dirottato" per maltempo a Brindisi. Passeggeri inferociti: "Abbandonati e senza assistenza"
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: L'aereo partito da Roma Fiumicino era stato deviato nello scalo pugliese a causa delle cattive condizioni atmosferiche in Calabria. I viaggiatori lasciati per. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Oltre 150 passeggeri del volo Ryanair Roma Fiumicino-Lamezia Terme sono rimasti per ore, ieri sera, a Brindisi senza assistenza e in un aeroporto chiuso, dopo che l'aereo era stato dirottato nello scalo pugliese a causa del maltempo che imperversava sulla Calabria. La compagnia aerea, a quanto raccontano i passeggeri, non ha dato alcun tipo di assistenza e solo sul sito internet ha informato che sarebbe arrivato un pulmann per portare tutti a Lamezia Terme. La protesta dei passeggeri ha così raggiunto livelli di esasperazione: c'erano bambini piccoli senza possibilità di mangiare o bere perché lo scalo era chiuso e il direttore dell'aeroporto ha dichiarato che sarebbe già la seconda volta in meno di un mese che ciò accade.   Secondo le autorità aeroportuali, il velivolo doveva essere dirottato a Napoli, scalo più vicino e più attrezzato. La scelta di Brindisi, sempre secondo quanto hanno raccontato i passeggeri, sarebbe stata fatta dalla compagnia per motivi economici, in quanto le spese nell'aeroporto pugliese sarebbero state più basse. Tra i 159 passeggeri è serpeggiata l'ipotesi di una class action contro Ryanair e, addirittura dell'occupazione dell'aeroporto. Molti hanno riferito di essere stati tenuti sull'aereo fermo in pista per più di un'ora prima dell'annuncio che il velivolo non sarebbe più ripartito. A cercare di calmare gli animi e trovare una soluzione si sono impegnati il direttore dello scalo brindisino e ufficiali della Guardia di Finanza. Solo dopo l'intervento del responsabile dell'aeroporto e su sollecitazione dei passeggeri è arrivato un pulmann per portare tutti a Lamezia Terme. L'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac) ha avviato una verifica sulla mancata assistenza e mancata informativa nei confronti dei passeggeri. L'Ente - precisa la nota - intende verificare, ai fini di eventuali sanzioni, il rispetto, da parte della compagnia, del Regolamento che prevede, tra le varie forme di tutela, anche che i passeggeri siano tempestivamente informati sul proprio volo. "Un analogo accertamento - prosegue l'Enac - verrà condotto, nei confronti di Ryanair e del gestore aeroportuale, sulla chiusura dei punti ristoro e alla conseguente impossibilità per i passeggeri di ricevere beni di conforto e di prima necessità. L'assistenza da garantire ai passeggeri include, infatti, pasti e bevande in relazione alla durata dell'attesa e, in caso sia necessario il pernottamento, adeguata sistemazione in albergo".
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TITOLO: Azzariti: "Su quelle unioni c'è un vuoto legislativo, il Viminale non può far revocare le trascrizioni"
DATA: 2014-10-23
OCCHIELLO: Il costituzionalista alla Sapienza non considera illegittimo l'atto del sindaco di Roma<br clear='all'/>
TESTO:ROMA. "Siamo in un vuoto legislativo. I presupposti dell'annullamento non ci sono. Né il ministro dell'Interno, né il prefetto possono cancellare la trascrizione delle nozze gay". Gaetano Azzariti, costituzionalista alla Sapienza di Roma, non considera illegittimo l'atto del sindaco di Roma. Eppure il prefetto ne chiede l'annullamento. "Il prefetto obbedisce a una circolare del ministro Angelino Alfano fortemente claudicante. Circolare che opera con sicumera in una situazione normativa oscura ed emanata per far valere norme del codice civile discriminatorie alla luce di molte sentenze". Quali? "Almeno tre: la sentenza della Consulta del 2010 che ha escluso i matrimoni tra omosessuali, ma ha anche preteso una tutela costituzionale per le coppie gay. La Corte europea dei diritti umani nel maggio dello stesso anno ha chiesto un'analoga protezione in base all'articolo 12 della Convenzione e la Cassazione nel marzo 2012 ha ribadito che la tutela può essere fatta valere anche davanti ai giudici ordinari". Queste sentenze legittimano dunque le trascrizioni comunali? "A queste sentenze, purtroppo, non ha risposto il legislatore, creando così un vuoto legislativo". E nel vuoto chi ha la meglio? "L'annullamento di tali atti comunali richiede due presupposti, che mi sembrano mancare. Primo: una ragione di interesse pubblico, ma non vedo come le registrazioni dei sindaci possano coinvolgere questioni di ordine pubblico e sicurezza. Secondo: gli atti devono essere illegittimi, ma questa situazione di vuoto legislativo e sentenze configgenti mi fa dubitare che l'ordinanza del sindaco di Roma possa essere illegittima".  
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TITOLO: Umbria, contestato dai genitori dei ragazzi perché gay: maestro di danza lascia la scuola
DATA: 2014-10-23
OCCHIELLO: A Passignano l'insegnante ha rinunciato all'incarico dopo che al dirigente scolastico era arrivata una lettera in cui lo si definiva non idoneo. Ma l'istituto. ..
TESTO:ROMA - Da 12 anni è maestro di danza e da cinque lavora nelle scuole come titolare di progetti formativi. Ora è stato costretto a rinunciare all'incarico perché omosessuale. Teatro dell'ennesimo episodio di discriminazione è Passignano, sul lago Trasimeno, in Umbria, dove il dirigente scolastico dell'istituto comprensivo di Passignano e Tuoro "Dalmazio Birago" si è visto recapitare una in cui un gruppo di genitori affermava che il maestro "non è la persona adatta all'insegnamento perché non ha i requisiti necessari", ma in realtà perché omosessuale. Il giovane insegnante, racconta il quotidiano Il Corriere del'Umbria, ha mandato anche lui una lettera nella quale ha annunciato la sua rinuncia all'incarico. "Per quanto riguarda la mia professionalità - ha scritto il maestro spiegando i motivi della sua decisione - sostengo di non dovermi rimproverare nulla, in quanto conosco le mie capacità e i miei limiti, e nella mia vita non ho mai cercato di essere chi non sono. I miei diplomi ed attestati di danza mi permettono di insegnare le discipline che propongo in maniera amatoriale. Non è assolutamente vero che io non posso fare quello che faccio. La cosa più incresciosa riguarda però la mia sfera privata". "Sapere che ci sono ancora persone che sarebbero disposte a fare l'esonero dei propri figli dal progetto da me presentato - ha continuato l'insegante - a causa del mio 'stile di vita', lo ritengo davvero squallido; soprattutto quando nella mia vita ho sempre cercato di farmi conoscere per le mie capacità e non per altro. Non si tratta di un pettegolezzo, ma della mia vita". Ma il dirigente scolastico, Massimo Mariani, non ci sta: "Per noi il curriculum del ragazzo è perfettamente compatibile, poi una mamma ha sollevato un problema di carattere personale - dice Mariani - e cioè che non avrebbe iscritto il figlio al corso perché secondo lei la persona non era adatta, in quanto omosessuale". La scuola prende quindi una posizione netta, di sostegno all'insegnante: "Per noi è un grande rammarico e un forte dispiacere - spiega Mariani - sapere che il ragazzo si sia dimesso dal progetto. Sappiamo anche che è molto amato dagli studenti e ora sarà difficile spiegare loro che il progetto danza quest'anno non si farà". E per dare un segnale inequivocabile aggiunge: "Abbiamo deciso che se non sarà lui a farlo non lo farà nessuno. Il progetto rimane comunque nell'offerta formativa perché la scuola non si può rendere complice di un simile attacco alla sfera personale".
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TITOLO: Ammaniti: "Ai giovani manca lo spazio per potersi mettere alla prova"
DATA: 2014-10-23
OCCHIELLO: Lo psichiatra, ordinario di psicopatologia dell'età evolutiva all'Università La Sapienza di Roma, conosce bene ansie, sogni e difficoltà della nuova. ..
TESTO:"ADOLESCENTI per sempre? Sì se non gli diamo spazio. Perché in realtà la maturità, la capacità e la voglia di mettersi alla prova i giovani ce l'hanno, eccome. Lo hanno dimostrato armati di pale e secchi in questi giorni di acqua e fango a Genova. Il problema è che con la crisi che li blocca in casa, la famiglia diventa una gabbia che impedisce ai figli ma anche ai genitori di crescere e cambiare". Massimo Ammaniti, psichiatra, ordinario di psicopatologia dell'età evolutiva all'Università La Sapienza di Roma conosce bene ansie, sogni e difficoltà della nuova generazione. Cosa cambia per i giovani? "C'è sicuramente un fenomeno di adolescenza prolungata, i cui limiti si dilatano, come testimonia persino l'Oms. Una volta l'adolescenza finiva verso i 19 anni, ora i tempi si allungano sino ai 23". Da cosa viene definita? "Sicuramente da fattori psicologi e neurologici, ma anche, e ora soprattutto, da elementi sociali che sono cambiati. Una volta all'estero i ragazzi venivano mandati fuori casa a 18 anni mentre in Italia li tenevamo stretti in famiglia, ora anche nei paesi anglosassoni le cose sono cambiate e ci copiano. Colpa della crisi, del lavoro che non si trova". Così la maturità si lontana? "I dati parlano chiaro: gli elementi che definivano la persona adulta si spostano in avanti, si va a vivere da soli più tardi, si fanno i figli dopo i trent'anni. E la laurea, il master diventano parcheggi in attesa che qualcosa si sblocchi". E nel frattempo tutti a casa? "Sì, ormai la sindrome del nido vuoto, ovvero la tristezza dei genitori quando i figli crescono e se ne vanno per la loro strada, non esiste quasi più. C'è anzi il problema opposto: i ragazzi che restano a lungo e non per scelta a casa, vivono in uno stato di sudditanza psicologica ed economica nei confronti di genitori ormai in crisi di mezza età. Un connubio esplosivo". Sindrome da nido affollato? "La realtà è che questa famiglia liquida è dannosa per giovani e più anziani. Perché si crea una sorta di paralisi psicologica ed emotiva in tutte e due le generazioni". La famiglia è una gabbia psicologica? "I giovani non potendo mettersi alla prova nel mondo del lavoro, senza risorse economiche, prolungano la permanenza a casa e si ritrovano invischiati nelle dinamiche emotive familiari, restano ancorati a quelle relazioni invece di vivere la loro vita, il loro futuro. Tanto che un noto psichiatra inglese definiva gli adolescenti come "coloro che cercano di liberarsi della setta familiare"". Così è più difficile crescere? "È sicuramente più difficile crearsi un'identità quando sei costretto a casa coi genitori che fanno gli amici, che diventano confidenti e accettano il fidanzato a dormire tra le pareti domestiche oltre a sostenerli economicamente. Non creano insomma motivi di scontro. Era più facile trovare la propria identità, definirsi magari in netta contrapposizione, quando i padri erano più autoritari, distanti". Anche i genitori soffrono la sindrome di Peter Pan? "Sicuramente hanno voglia di sentirsi giovani, più che in passato, ma certamente avere dei figli a casa quando dovrebbero essere ormai altrove li inchioda al ruolo di padri e madri a vita. Rendendo più difficile il cambiamento, costringendoli a rimandare l'elaborazione della crisi di mezza età e allontanando il tempo da dedicare a se stessi".  
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TITOLO: Napolitano: "Basta paralisi, servono riforme essenziali"
DATA: 2014-10-23
OCCHIELLO: Il Capo dello Stato al Quirinale, per la cerimonia delle onorificenze ai Cavalieri del Lavoro, punta il dito sulle: "contrapposizioni pregiudiziali, ...
TESTO:ROMA - "Non possiamo restare prigionieri di paralisi e di impedimenti: è tempo di varare con passo celere e determinazione cambiamenti essenziali". Lo ha detto il presidente Napolitano al Quirinale, durante la cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell'Ordine "Al Merito del Lavoro". Il Capo dello Stato ha ribadito la necessità di "riforme strutturali". E aggiunto: "Sono tutore di regole che siano realmente tali e non paraventi tesi a difendere l'esistente". Napolitano, nel suo lungo discorso, ha più volte sottolineato come ormai serva in Italia "una comune assunzione di responsabilità dinanzi ai rischi e alle sfide che il Paese sta vivendo" e ha puntato il dito sulle "troppe contrapposizioni pregiudiziali, l'incapacità di dialogo e di intesa, gli atteggiamenti frenanti o di vero e proprio rifiuto rispetto a scelte concrete di riforma che sono state l'espressione di conservatorismi, corporativismi e ingiuste pretese di conservazione di posizione di rendita, di ingiuste posizioni acquisite". Negatività diffusa. In Italia ci sono "negatività ancora diffuse nei comportamenti politici, sociali ed istituzionali". Ed un esempio ne è anche lo stallo del Parlamento sull'elezione dei giudici della Consulta. "Ci è toccato vivere con pena" questa situazione, ha sottolineato il presidente della Repubblica, ciò accade "a danno delle sue stesse prerogative costituzionali". Napolitano ha detto che, con le sue nomine presidenziali per la Consulta, è stato costretto a dare "un esempio dovuto e severo, con scelte imparziali anche a un minimo di riequilibrio di genere". Vecchi assetti. Poi l'allarme: "Si sta diffondendo un clima di insofferenza per il trascinarsi di vecchi assetti strutturali e di potere", ha continuato Napolitano che ha quindi sollecitato a diffondere anche un messaggio positivo perché insieme alle insofferenze c'è anche "la determinazione forte come da lungo tempo non si vedeva a non fermarsi per strada nel perseguire riforme e cambiamenti in varia misura avviati". "Nessun profondo e organico cambiamento - ha spiegato il Presidente - potrà compiersi se prevale la tendenza di singoli settori della società e di singoli attori sociali, a considerare i problemi che il nostro paese si trascina esattamente dietro ormai da decenni come addebitabili solo a una parte". La posizione europea. "Tocca all'Unione europea imboccare la strada di politiche decisamente orientate alla crescita, a tutta la Ue unita perché tutta accusa colpi di stagnazione se non di deflazione, nonostante le indubbie differenze". Napolitano ha spiegato come si possa ormai cogliere un cambiamento di clima in tal senso nei contesti europei e ha ricordato come una linea più volta alla crescita sia stata sostenuta dall'Italia e "sta per essere sancita" dal Consiglio europeo di Bruxelles "nella speranza di non essere smentiti già domani". Decisivo il ruolo dei ceti dirigenti. Il fatto che i ceti dirigenti dell'Italia si assumano una responsabilità per le riforme e per il cambiamento è un "fattore decisivo", ha sottolineato Napolitano. "L'Italia ha bisogno di voi per poter superare una condizione tuttora pesante, persino allarmante in termini di tasso di disoccupazione e ancor più di disoccupazione giovanile", soprattutto nel Mezzogiorno. Per questo è "un fattore decisivo" l'emergere "nella società e nei ceti dirigenti del Paese di una comune consapevolezza della responsabilità da assumersi per realizzare i processi di cambiamento". Anche perché, ha aggiunto, "nessun profondo e organico cambiamento potrà compiersi se prevalesse la tendenza di singoli settori della società e di singoli attori sociali, a considerare i problemi che il nostro paese si trascina pesantemente dietro ormai da decenni come addebitabili solo ad una parte e che solo ad una parte - ha concluso - tocchi fare ogni sforzo per superarli". La cerimonia al Quirinale per la consegna delle onorificenze dell'Ordine "Al merito del Lavoro" ai Cavalieri nominati il 2 giugno 2014, se è svolta questa mattina alla presenza del Presidente Napolitano, che ha consegnato le insegne ai nuovi Cavalieri del Lavoro e gli attestati ai nuovi Alfieri del Lavoro. Prima di lui sono intervenuti il presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Antonio D'Amato e il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi. Erano presenti anche il vice presidente del Senato della Repubblica, Valeria Fedeli, il vice presidente della Camera dei Deputati, Marina Sereni, il giudice della Corte Costituzionale, Alberto Criscuolo, rappresentanti del governo, del Parlamento e del mondo dell'imprenditoria.  
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TITOLO: Giustizia, in Senato governo incassa la fiducia su dl processo civile: 161 sì contro 51 no
DATA: 2014-10-23
OCCHIELLO: Il maxiemendamento passa all'esame della Camera. Nel decreto legge anche la negoziazione assistita e la riduzione delle ferie dei magistrati. Gasparri: "Un. ..
TESTO:Il decreto si compone di sette capi: il primo reca disposizioni per l'eliminazione dell'arretrato e il trasferimento in sede arbitrale dei procedimenti civili pendenti. Il capo II disciplina la procedura di negoziazione assistita da un avvocato, il III prevede ulteriori disposizioni per la semplificazione dei procedimenti di separazione personale e di divorzio. Il capo IV è dedicato alle disposizioni volte a garantire la funzionalità del processo civile di cognizione, il capo V riguarda la tutela dei crediti e l'accelerazione e semplificazione del procedimento di esecuzione forzata, il VI è dedicato all'organizzazione giudiziaria infine, il capo VII concerne le disposizioni finali e reca la disciplina relativa alla copertura finanziaria. Particolarmente dibattuti sono stati gli articoli 6, 12 e 16. L'articolo 6 disciplina la convenzione di negoziazione assistita nelle materie della separazione personale, della cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio o di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. Il maxiemendamento prevede che l'accordo raggiunto tra le parti sia trasmesso, per il nulla osta, al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente. In presenza di figli minori o di figli maggiorenni portatori di handicap o non autosufficienti, l'accordo deve essere autorizzato dal procuratore che, qualora lo ritenga non rispondente all'interesse dei figli, lo trasmette al presidente del tribunale. L'articolo 12 garantisce la possibilità di concludere, dinanzi all'ufficiale di stato civile, un accordo di separazione personale o di scioglimento secondo condizioni concordate. L'articolo 16 fissa il periodo di ferie di magistrati, avvocati e procuratori dello Stato dal primo al 31 agosto di ciascun anno. Il taglio delle ferie dei magistrati da 45 a 30 giorni resta come dunque come deciso dalla commissione e così la definizione del periodo feriale per i tribunali e non entra nelle modifiche dell'esecutivo. Il provvedimento prevede inoltre il ripristino degli uffici dei giudici di pace di Ostia e Barra. Le reazioni. "Nel decreto sulla giustizia civile c'è un vero e proprio attacco al diritto di famiglia. Scardina il diritto familiare, colpisce i soggetti più deboli, siano essi uno dei due coniugi o i figli minori. E' un modo di fare che non possiamo approvare, tanto più che in tema di divorzio la commissione Affari costituzionali sta discutendo con serietà per approvare un testo equilibrato. Non ho partecipato al voto sulla fiducia perché è inaccettabile modificare all'ultimo minuto il testo di un decreto inserendo una modifica così sostanziale come il divorzio-separazione 'facile' senza alcuna tutela. Un attacco alla famiglia e al diritto che non può avere il nostro avallo", ha dichiarato il senatore Maurizio Gasparri (FI).
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TITOLO: La missione dei giuristi contro sistemi penali fuori controllo
DATA: 2014-10-23
OCCHIELLO: Ragione e giustizia in un discorso appassionato e straordinario.
TESTO:Un discorso appassionato e straordinario, per la forza e il rigore del ragionamento, quello che Francesco (un? sorprendente? Francesco) ha rivolto all? Associazione Internazionale di Diritto Penale. Un campo apparentemente lontano dalla sua predicazione giornaliera e che invece il Pontefice stesso ha definito «campo privilegiato di animazione evangelica del mondo» per i giuristi cristiani. E per quelli che cristiani non sono, un campo in cui «in ogni caso c? è bisogno dell? aiuto di Dio, fonte di ogni ragione e giustizia». Ebbene, Francesco fa due premesse di natura sociologica riguardo alla repressione dei crimini e alla pena per i delitti, parla di «incitazione alla vendetta» tipico delle società primitive che cercano dei capri espiatori alle disgrazie della comunità, e di «populismo penale», forse più moderno, in cui oltre all? incitazione, «c? è talvolta la tendenza a costruire deliberatamente dei nemici».
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TITOLO: Migranti fuori dalle scuole, certificati medici per bambini e piani segreti. La psicosi ebola colpisce l'Italia
DATA: 2014-10-23
OCCHIELLO: Medici Senza Frontiere: "Impossibile che la malattia arrivi dagli sbarchi. C'è molta strumentalizzazione"
TESTO:Non sapevamo - dice Vallino - avendo avuto informazioni dai blog e non da fonti ufficiali che questo paese non ci fosse". Da nord a sud, la situazione non cambia. A Pozzallo i genitori degli alunni della scuola media Amore si sono fiondati infuriati nella stanza della preside, Mara Aldrighetti. La sua colpa è quella di aver organizzato un progetto in cui si incontrano i ragazzi migranti ospiti nel paese Ragusano e gli studenti. "Vogliamo i certificati medici", hanno urlato una decina di genitori. "Comprendo le loro preoccupazione - dice la professoressa - ma qui dovrebbero mettere tutti in quarantena, a Pozzallo tantissimi uomini girano il mondo, lavorando nelle navi". Le madri e i padri non hanno voluto sentire ragioni. Pochi chilometri più in là, ad Agrigento, ad esser preso dalla paura è Giuseppe Di Rosa, vicepresidente del consiglio comunale: "Chi viene dai paesi africani potrà restare solo se munito di un certificato medico" è la proposta indirizzata al commissario straordinario della città. Di Rosa ha spiegato che la sua richiesta scaturisce da "da diversi sopralluoghi da me effettuati, non ultimo quello al lido Aster di San Leone, dove diversi immigrati avevano occupato le cabine della struttura balneare". La stessa soluzione la vuole adottare il sindaco di Padova, Massimo Bitonci della Lega Nord. Con un'ordinanza, a cui sta lavorando, vuole impedire che chi arrivi possa dimorare in città senza certificato medico. ?Non è per discriminare, ma per tutelare i cittadini? , spiega il primo cittadino che vuole inoltrare ai suoi colleghi il testo "affinché anche loro aderiscano a questa battaglia? .  In Emilia Romagna e in Lombardia, invece, la Lega propone la "quarantena preventiva nei centri di accoglienza per i clandestini". Si spinge oltre il parlamentare sardo, Mauro Pili, deputato di Unidos che 'svela' "un piano segreto" del ministero dell'Interno per portare i malati di ebola sull'isola. Pili, che ha presentato al riguardo un? interrogazione parlamentare, parla di una dislocazione in Sardegna degli immigrati provenienti dalla Siria, Etiopia, Somalia, Camerun, Nigeria, Iraq, Guinea, Pakistan, Afghanistan e Israele: "Attivati tre posti letto di massimo isolamento a Sassari (struttura infettivi Università) e ben 12 a Cagliari in una struttura allestita nell'ospedale Is Mirrionis. Le amministrazioni coinvolte, prefetture, centri operativi 118 e dipartimento penitenziario hanno espressamente chiesto la massima riservatezza. Da settimane ribadisco l'illogicità di utilizzare voli charter per trasferire in Sardegna centinaia di immigrati". Luigi Arru, assessore regionale alla Sanità, replica che "diffondere affermazioni allarmistiche su un piano segreto per trasportare pazienti affetti da ebola in Sardegna è irresponsabile". La psicosi si diffonde nelle scuole, nei comuni e anche tra i social network. C'è chi compra mascherine e tute per contrastare l'epidemia, ma c'è anche chi come il fruttivendolo Armando Marascia sdrammatizza vendendo limoni con vaccino anti ebola al mercato Ballarò di Palermo. "E' solo una trovata pubblicitaria, i miei limoni non curano nessun virus. Però fanno bene alla salute", sorride.
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TITOLO: Legge di stabilità, Delrio a Regioni: "Governo disponibile a discutere proposte"
DATA: 2014-10-23
OCCHIELLO: I tagli restano di 4 miliardi, ma piena autonomia agli enti locali per il raggiungimento dell'obiettivo. Chiamparino: "In 7 giorni: 'lodo' per tentare di. ..
TESTO:ROMA -  "L'incontro è stato molto serio, non vogliamo tagli ai servizi sociali, dobbiamo trovare delle forme per evitarlo. Siamo disponibili a discutere le proposte con le Regioni". Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, al termine della riunione tra il governo e i governatori italiani, apre all'ipotesi di trovare soluzioni comuni "per attuare le riforme e portare il Paese fuori dalla palude in cui si è cacciato". Un incontro 'simpatico', per il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, ma il cui clima non ha intaccato il rispetto reciproco. I temi affrontati, ha riferito il presidente della Conferenza delle Regioni, "sono stati quelli di un impegno comune per portare a una razionalizzazione della spesa, ma a tutti i livelli. Poi c'è la Sanità: siamo disponibili ad affrontare una politica di investimenti". Una razionalizzazione, quindi, sia della spesa sanitaria sia delle spese a livello centrale. "Il premier ci ha chiesto di avanzare proposte specifiche e suggerimenti, anche al di là della legge di stabilità. Tutto questo aiuta ad ottenere un equilibrio istituzionale che vede nel sistema delle autonomie un asse portante. Questa è la strada giusta - ha proseguito Chiamparino -. A me pare importante che si sia trovata un'intesa di percorso che ha un obiettivo comune, razionalizzare la spesa migliorando la qualità dei servizi erogati", ha concluso. Tagli per quattro miliardi. Nessuna trattativa, come già aveva chiarito il premier Renzi, sui tagli per 4 miliardi. Il governo ha ribadito alle Regioni che dovranno concorrere per questa cifra prevista nella legge di Stabilità, ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. "Noi definiamo gli obiettivi, ma lasciamo autonomia ai vari enti di definire le modalità con cui questi obiettivi vanno raggiunti", ha detto Delrio. Nell'intero 2015 la manovra prevede 15 miliardi di tagli alla spesa, compresi i 2,7 miliardi del decreto sul bonus di 80 euro. Il presidente della Conferenza delle Regioni Chiamparino ha aggiunto che a parità di saldi si cercheranno le soluzioni più efficaci per evitare che i tagli incidano sui servizi pubblici e abbiano ricadute sia di tagli che aumenti della fiscalità. Il punto di convergenza, per ora, è una proposta che punti in tempi rapidissimi, sette o al massimo dieci giorni, a rendere sostenibile la manovra per il governo e per le Regioni in termini di quantità e qualità dei servizi erogati", ha detto il governatore del Piemonte. "Rispettare i saldi non vuol dire che questi siano fatti solo di tagli", ha proseguito. Inizia, dunque, una nuova fase, ha sottolineato il governatore del Piemonte, "che è quella di una ricerca comune di una sostenibilità comune della manovra", ma l'ottimismo va limitato: il metodo, ha detto ancora, è giusto "ma questo non vuol dire che spargo ottimismo a man bassa. Soluzioni condivise vanno trovate nel corso del confronto e può anche non accadere su tutto", ha affermato. Il 'lodo' Chiamparino. Sono tre i punti cardine del ''lodo Chiamparino'' illustrati dal presidente della Conferenza delle Regioni. Innanzi tutto, ''l'impegno comune, attraverso il metodo dei costi standard a razionalizzare la spesa a tutti i livelli, anche nelle autorità decentrate dello Stato'', semplificando le presenze dello Stato sul territorio. Quanto alla Sanità, ha spiegato Chiamparino, ''ricordando il Patto sulla salute del 6 agosto, siamo disponibili ad approfondire una logica di razionalizzazione dei costi, e il Governo è pronto ad affrontare, anche mettendo in campo fondi non utilizzati, il tema della ripresa della politica di investimenti nell'edilizia sanitaria''. Infine, ha spiegato Chiamparino, occorre ''verificare la possibilità di ottimizzare la gestione di risorse finanziarie giacenti delle Regioni''. Costi standard. Nel corso dell'incontro, Renzi si è mostrato disponibile a discutere dei costi standard: "Se voi ci siete, sui costi standard, io ci sono. Noi interveniamo solo ex post se le cose non vanno. Se avete una risposta seria, rigorosa, noi ci siamo". Quindi ha anche avanzato un'altra proposta: "Per me la strada è la trasparenza totale di tutte le spese online, dal governo alle Regioni". Quindi, entro la fine dell'anno saranno pubblicati tutti i dati che riguardano i costi e le spese delle amministrazioni centrali e locali. ''Bene impegno di Matteo Renzi su costi standard, è quello che avevo chiesto con forza, purché non rimanga la sua ennesima promessa non mantenuta'', ha commentato il governatore lombardo, Roberto Maroni, su Twitter.
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TITOLO: Renzi sfida Barroso Euroduello sulla legge di Stabilità
DATA: 2014-10-23
OCCHIELLO: Scintille fra Renzi e Barroso dopo la pubblicazione della lettera con cui la commissione europea ha chiesto spiegazioni al governo italiano sulla legge di. ..
TESTO:Scintille fra Renzi e Barroso dopo la pubblicazione della lettera con cui la commissione europea ha chiesto spiegazioni al governo italiano sulla legge di stabilità. Annuncio di tempesta, o schermaglia senza conseguenze drammatiche? I rilievi della commissione europea ancora per qualche giorno guidata da Barroso non sono una bocciatura e secondo Renzi nemmeno così severi da non poter essere soddisfatti con paio di miliardi "che possiamo mettere domani mattina". Domani Renzi e Padoan manderanno a Bruxelles la risposta del governo italiano, ma a far scoppiare il piccolo incendio è stata la "sorpresa" e l'irritazione di Barroso per aver divulgato la lettera sui media. Al grido dell'hastag #openeurope Renzi lo ha sfidato dicendo che non solo renderà pubbliche tutte le lettere future, ma che renderà pubbliche le spese dei palazzi dell'Unione europea. "E ci sarà da divertirsi", ha commentato in tono di sfida entrando al Consiglio europeo. Chiaro che Renzi vuole accentuare la figura di chi non si fa comandare dall'Europa e dalla Germania. Altrettanto chiaro che il premier italiano gioca sul fatto che fra qualche giorno entrerà in carica la commissione guidata da Juncker ed è con quella commissione che Renzi vuole dialogare. Commissario all'Economia sarà il socialista francese Moscovici (ma controllato dall'alto dai due falchi Katainen e Dombrovskys) e Juncker ha già annunciato che entro Natale darà il via al piano di investimenti per 300 miliardi. Mentre Renzi è a Bruxelles, il ministro Maria Elena Boschi ha presentato la Leopolda, giunta alla quinta edizione. Nel Pd sta diventando un gioco di società tra chi ci va e chi no. E chi sceglie di andare alla manifestazione della Cgil invece che a Firenze lo fa come una dichiarazione implicita di opposizione nei confronti del leader. Per l'altro fronte aperto di recente da Renzi, quello dei diritti civili con le unioni gay e la cittadinanza per gli immigrati, svolta di Berlusconi che ha dato il suo appoggio al progetto del premier. Il sì del leader di Forza Italia arriva a pochi giorni dall'invito a cena di Luxuria organizzato dalla fidanzata Francesca Pascale.
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TITOLO: Ecco il cerotto hi-tech: misura la febbre e trasmette i dati a distanza
DATA: 2014-10-23
OCCHIELLO: Potrebbe essere usato nelle emergenze come l'Ebola
TESTO:ARRIVA dall'Italia il cerotto che misura la febbre e trasmette i dati a distanza: è trasparente, funziona senza batteria, e potrebbe essere usato negli aeroporti in casi di emergenze come l'Ebola o l'aviaria. È stato messo a punto dal gruppo coordinato da Gaetano Marrocco dell'università di Roma Tor Vergata. Sperimentato nell'attività sportiva per valutare l'incremento di temperatura durante lo sforzo fisico, il dispositivo è ora in fase di perfezionamento ed è basato sulla tecnologia di identificazione a radiofrequenza (rfid): come quella antitaccheggio usata nei libri e nelle etichette dei vestiti. ''Sarebbe possibile immaginare di equipaggiare i passeggeri negli aeroporti con il sensore epidermico - osserva Marrocco - e controllare poi la loro temperatura nei vari momenti di transito, per esempio durante gli usuali controlli di sicurezza senza insormontabili cambiamenti alle procedure già esistenti''. Il sensore di temperatura integrato nel microchip presente nel dispositivo rivela variazioni di un quarto di grado fino a 65 gradi. Il cerotto, che è resistente all'acqua e traspirante, si può applicare, per esempio, sul braccio e non è sempre attivo: entra in funzione quando si trova in un campo elettromagnetico e invia informazioni solo se interrogato. L'antenna, presente nel cerotto, raccoglie l'energia elettromagnetica necessaria ad alimentare il microchip che si accende e, a comando, esegue una lettura della temperatura del corpo e trasmette il dato verso un dispositivo interrogante fino alla distanza di due metri. Quest'ultimo può essere un lettore portatile, grande quanto un portachiavi, oppure un varco simile a quelli che si trovano nei negozi per il controllo degli oggetti acquistati.   ''Negli ospedali e nei centri di soccorso da campo - rileva Marrocco - le unità di lettura potrebbero essere installate nelle porte di accesso dei vari locali in modo da monitorare lo stato di salute di medici e infermieri che interagiscono con pazienti già contagiati, individuando e isolando situazioni critiche che richiedano maggiori approfondimenti''
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TITOLO: Al via il processo a Scajola sulla latitanza di Matacena
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: A Reggio Calabria sfileranno oltre 200 testimoni: ci sarà anche Gemayel, ex presidente del Libano. L'inchiesta sul favoreggiamento verso l'ex deputato Fi<br clear='all'/>
TESTO:REGGIO CALABRIA - Ci sarà anche Amin Gemayel tra gli oltre 220 testimoni chiamati al processo contro Claudio Scajola al via oggi a Reggio Calabria. L'ex presidente del Libano e ex capo capo delle Falangi è stato chiamato come teste della difesa dell'ex ministro dell'Interno arrestato nell'ambito del "caso Matacena". Al processo, Scajola è accusato di procurata inosservanza di pena a favore dell'ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, latitante a Dubai dopo la condanna a 5 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ridotta di recente dalla Cassazione a 3 anni. L'ex ministro era stato arrestato lo scorso maggio nell'ambito dell'operazione Breakfast condotta dalla Dia e, dopo un periodo in cui è stato sottoposto a misura cautelare in carcere, attualmente è agli arresti domiciliari nella sua villa, in Liguria. Coimputata nello stesso procedimento che si svolgerà con rito ordinario, anche Maria Grazia Fiordelisi, ex segretaria di Matacena. In abbreviato invece, il 13 novembre prossimo, compariranno davanti al Gup di Reggio la moglie di Matacena, Chiara Rizzo, Martino Politi, indicato come il factotum di Matacena e Roberta Sacco, segretaria dell'ex ministro. Per gli altri indagati inizialmente coinvolti la procura ha già chiesto l'archiviazione (tra di loro la  madre di Matacena, l'ex miss Italia, Raffaella De Carolis). Un processo che si presenta come particolarmente lungo anche alla luce del numero di testimoni chiamati dalle parti. I legali di Scajola hanno chiamato a deporre anche la sorella dell'ex ministro Maria Teresa, funzionari di banca e imprenditori come Paolo Pipitone (banca Carige), Enrico Braggiotti (Compagnie Monégasque de Banque), Carlo D'Onofrio (Banco di napoli, presso la Camera) Sergio Billè, Ignazio Abrignani, Antonio Della Corte, Guido Rovetta e Massimo Del Lago. Tutte persone che sarebbero in grado di spiegare la liceità dei rapporti tra Scajola e la Rizzo. Infine ci sarà la testimonianza di Vincenzo Speziali, imprenditore calabrese residente in Libano, che sarebbe stato in grado di organizzare lo spostamento a Beirut di Amedeo Matacena dove avrebbe potuto, secondo l'accusa, fargli ottenere l'asilo politico. L'accusa che sarà rappresentata dal pm della Dda Giuseppe Lombardo e dall'aggiunto della Dna Francesco Curcio hanno chiesto di sentire in aula 162 tra funzionari e ufficiali che hanno condotto le indagini per conto della Dia. Tra i testi inoltre alcuni imprenditori del settore eolio e 7 pentiti della 'ndrangheta (Nino Fiume, Paolo Iannò, Francesco Pino, Antonino Zavettieri, Emilio Di Giovine e Antonino Rodà), segno che la Procura intende affondare sui rapporti tra Matacena ed i clan per poi tornare a contestare reati associativi e di mafia.  
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TITOLO: Roma, travolti in scooter dopo lo stadio, muoiono padre e figlio di 7 anni
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: Stavano tornando a casa al termine della partita di Champions League all'Olimpico tra Roma e Bayern Monaco. In via Nomentana, all'altezza di Fonte Nuova, ... <br clear='all'/>
TESTO:Tornavano a casa dopo la partita di Champions League all'Olimpico tra Roma e Bayern Monaco. Padre e figlio di 7 anni sono morti ieri sera mentre viaggiavano a bordo del loro scooter in via Nomentana, in località Fonte Nuova, alle porte della capitale, travolti da un'auto in curva che avrebbe invaso la carreggiata opposta uccidendoli. Il conducente della vettura, un romeno di 40 anni, incensurato, è indagato per omicidio colposo plurimo. Le analisi per l'assunzione di alcol e droga sono risultate negative. Il bambino, Cristian, avrebbe compiuto 8 anni tra pochi giorni, è morto sul colpo, il padre 38enne, Stefano De Amicis, carrozziere che lavorava a volte anche come steward allo stadio Olimpico, sposato e papà anche di una bambina abitava con la famiglia in zona Fonte Nuova, poco distante dal luogo dell'incidente. Ieri sera, trasportato dal 118 all'ospedale Sant'Andrea, è deceduto dopo il ricovero. Sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri della stazione di Mentana e della compagnia di Monterotondo.
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TITOLO: Comiso, uccide la figlia con un colpo di pistola dopo l'ennesima lite per i soldi
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: Vittima una donna di 37 anni di origine tunisina, madre di tre figli. Preso l'uomo che si era dato alla fuga<br clear='all'/>
TESTO:COMISO - Una lite, l'ennesima, con la figlia e il genero. Poi la tragedia. Un colpo di pistola, sparato da un tunisino contro la figlia di 37 anni che cade a terra, riversa sul pavimento, esanime. La donna, Sylvie Monjia Ayed, era sposata e madre di tre figli di 14, 13 e 7 anni. I suoi rapporti con la famiglia di origine (la madre è italiana) non erano idilliaci: spesso litigava con il padre per motivi economici e nelle liti era coinvolto, quasi sempre, il marito della donna, anche lui tunisino. Proprio come ieri sera, quando in contrada Torrevecchia Carnazza, alle porte di Comiso, la lite è sfociata nella tragedia. Dopo aver ucciso la figlia, l'uomo, Rafih Ayed, 60 anni, si è dato alla fuga: la squadra mobile di Ragusa e agenti dei commissariati di Vittoria e di Comiso, in tutto trenta uomini, hanno setacciato le campagne vicine per trovarlo. Dopo qualche ora di ricerca, lo sparatore è stato arrestato: è accusato di omicidio Sul posto è arrivata la polizia scientifica per ricostruire l'esatta dinamica dell'omicidio. La salma della donna - così ha deciso il pubblico ministero - rimarrà a disposizione dell'autorità giudiziaria per l'eventuale autopsia.
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TITOLO: La vittoria di Sweetie: la: "bimba virtuale" fa condannare il primo pedofilo
DATA: 2014-10-22
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TESTO:VOI non lo sapete, ma quando andate a letto la sera Sweetie si mette al lavoro. Sweetie, Dolcezza. Una bambina di 10 anni, filippina. Si siede davanti al computer ed entra in chat: ciao, eccomi, sono qui. Centinaia, migliaia di uomini la cercano. Ciao dolcezza, bentornata. Cosa facciamo stasera, ti va di giocare? Sweetie li ipnotizza col sorriso, coi modi docili, con gli occhi grandi che guardano diritto nei loro. Fa quello che le chiedono, si spoglia, li asseconda. Loro si fidano di lei. La mandano foto, video, alla fine i loro contatti privati e i numeri di telefono. Non hanno paura, è una bambina. I cacciatori sono loro, lei è la preda. Invece è Sweetie che li cerca. Da mesi, li insegue. Raccoglie prove, tracce, disegna profili. Settecentocinquantamila persone adulte ogni giorno si siedono di fronte al computer in cerca di un bambino o una bambina con cui fare sesso via web, dice l'Fbi. Settecentocinquantamila ogni 24 ore. Dolcezza in dieci settimane ne ha presi nella sua rete un migliaio e ieri, a Brisbane in Australia, ne ha portato uno in tribunale. Il primo. Scott Robert Hansen è stato condannato a due anni per aver indotto una minore a compiere atti sessuali. Il giudice ha scritto, nella sentenza: "È irrilevante che la bambina non sia reale perché se credi che lo sia è abbastanza ". È irrilevante che Dolcezza sia un avatar. Una perfetta riproduzione in 3D di una bambina di 10 anni, creata in laboratorio dopo mesi di lavoro e animata da operatori che la mettono in relazione con gli uomini che la cercano proprio "come se fosse vera". È vera, se credi che lo sia. Infatti può vincere una battaglia contro persone in carne ed ossa. Realtà virtuale contro realtà dei corpi uno a zero. Sweetie, ieri, ha vinto. I suoi creatori sono ricercatori di Terre des hommes Olanda. Per dieci settimane quattro di loro si sono alternati alla consolle, hanno risposto alle richieste di sesso di uomini adulti e hanno ottenuto da loro  -  insieme alla fiducia dettata dal sentimento di onnipotenza e di invisibilità che può dare l'anonimato e la distanza filtrata da uno schermo  -  veri dati personali, concretissime prove. "Senza violare i loro computer, senza nessun trucco. Semplicemente accantonando i materiali che via via inviavano volontariamente, su invito della nostra bambina in tre dimensioni", dice uno degli operatori. Desidera restare anonimo, illustra nei dettagli il meccanismo e si congeda così: "È molto difficile dormire la notte dopo aver sostenuto conversazioni come quelle che ci toccano ogni giorno. Sono perseguitato dagli incubi". Sono un migliaio e vivono in 36 Paesi le persone a carico delle quali Dolcezza ha raccolto prove inoppugnabili. 22 in Italia. 110 in Gran Bretagna, le indagini della polizia in corso. I cacciatori di pedofili on line raccontano come hanno costruito Sweetie. "L'abbiamo resa identica alle centinaia di migliaia di bambine e bambini di paesi poveri che gli uomini di paesi ricchi cercano in rete. I bambini lo fanno da casa, o dagli Internet cafè, o dai covi sessuali dove vengono ridotti in schiavitù, molto spesso ai margini di grandi città. Bambini che spariscono e vengono tenuti prigionieri. In altri casi bambini spinti dai genitori, molto poveri, a trasferirsi nelle case dei ricchi magari in cambio della promessa di cibo, abiti, scuola. Sono adulti "rispettabili" quelli che cercano sesso coi bambini: imprenditori, politici, medici, impiegati. Si sentono invulnerabili". Lydia Cacho, giornalista messicana, ha raccontato in "I demoni dell'Eden" la storia di Jean Saccar Kuri, proprietario di alberghi a Cancun condannato a 112 anni di carcere, 16 per ciascuno dei sette minori ripresi nei suoi video. Quella di Kuri, protetto dalla rete di potere economico e politico locale, è una storia che intreccia pedofilia reale a sesso in rete. La versione on line del commercio sessuale è in crescita vertiginosa. È più comodo, più facile. Il commercio di foto e video un colossale business. Chiunque, qualsiasi bambino da solo davanti a un computer può essere attratto, avvisano gli operatori di Terre des hommes. "I predatori sessuali non sono necessariamente pedofili, sono persone che di fronte alla possibilità di adescare un bambino semplicemente lo fanno. Pensano: sono dall'altra parte del mondo, chi mi vede? ".  Invece Sweetie, coi suoi grandi occhi, vede. Ed è irrilevante che sia virtuale. Se credi che sia reale, come per ogni altra cosa nella vita, è vera. Ti prende e ti porta via. Game over, la bambina ha vinto.  
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TITOLO: Dagli insetti ai grandi chef, tutti i sapori del mondo: da domani a Torino il Salone del Gusto
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: Tante novità nella rassegna al Lingotto: dalla Scuola di cucina con big come Scabin o Bottura agli spazi dedicati a cocktail e pane. Già stasera si inaugura. ..
TESTO:Novità di quest'anno è la Scuola di cucina dove grandi cuochi si alterneranno ogni giorno per illustrare (a far assaggiare) uno o più loro piatti: da Davide Scabin del Combal Zero di Rivoli che giovedì alle 15,30 proporrà per due ore piatti "vegani" al marchigiano Mauro Uliassi (venerdì alle 12,) a Niko Romito la nuova stella della cucina italiana che sabato alle 12 insegnerà a cuocere le carni, fino al "divo" Massimo Bottura che domenica alle 15,30 presenterà il suo nuovo libro e illustrerà l'importanza della "squadra" in cucina. Tutti i giorni poi chef di ogni parte del mondo dedicheranno la loro lezione alla "cucina del recupero". Degli avanzi insomma, una tradizione che ha dato origine ad alcuni dei più grandi piatti della cucina regionale italiana. Domenica alle 19 addirittura sarà allestita una cena con "i resti" del salone. Perché la lotta contro lo spreco alimentare è una delle battaglie che Slow food conduce con più forza.
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TITOLO: Pesaro, rogo in una fabbrica di mobili, muore uno dei titolari
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: L'incendio è scoppiato alla Grassetti Mobili di Montecchio di Sant'Angelo in Lizzola. La persona deceduta è Alessandro Grassetti. Ancora da chiarire le cause
TESTO:MONTECCHIO (PESARO) - E' morto nella sua azienda di mobili sorpreso da un grande incendio che non gli ha dato scampo. E' accaduto alla Grassetti Mobili di Montecchio di Sant'Angelo in Lizzola (Pesaro Urbino), azienda che Alessandro Grassetti (questo il nome della vittima) gestiva insieme al fratello Oscar. L'uomo era al lavoro nel reparto dove si allestiscono camere da letto per bambini. Improvvisamente nel locale è scoppiato un incendio che, alimentato dalla presenza del legno, ha divorato le suppellettili e avvolto l'anziano. All'arrivo dei vigili del fuoco il capannone era immerso in un fumo denso che è stato necessario lavorare per ore prima che si diradasse. In un primo momento sembrava che tutti i presenti fossero riusciti a mettersi in salvo, poi la scoperta del cadavere. Ancora da chiarire le cause del rogo sulle quali stanno indagando i carabinieri, coordinati dal pm della procura di Pesaro, Silvia Cecchi. Alessandro Grassetti lascia la moglie e tre figli.  
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TITOLO: Cristiano De Andrè: "Mio padre amava questa città, io invece fischio i politici incapaci"
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: Il cantautore fischia e chiede le dimissioni di un'intera classe politica, dietro lo striscione "#OraBasta" e davanti a un migliaio di genovesi colpiti. ..
TESTO:GENOVA. "Farò una canzone sugli angeli del fango di Genova e un concerto, insieme al mio amico genovese Francesco Baccini, per aiutare la città che mio padre ha amato e in cui io ho vissuto vent'anni". È sceso in piazza Cristiano De Andrè, cantautore. Ha sfiorato i vicoli della città vecchia, cantata da suo padre Fabrizio, che all'alluvione di Genova del 1970 dedicò una canzone, "Dolcenera". Cristiano fischia e chiede le dimissioni di un'intera classe politica, dietro lo striscione "#OraBasta" e davanti a un migliaio di genovesi colpiti dall'alluvione, dodici giorni fa. De André, cosa ha chiesto al sindaco Marco Doria? "Gli ho chiesto perché non è stata rifatta la copertura del Bisagno, che avrebbe evitato questa tragedia e quelle precedenti. I 38 milioni per fare i lavori c'erano, ma perché i cantieri non sono mai partiti? Eppure potevano essere fatti, non c'era alcuna sospensiva. Tutta colpa di una classe politica, sindaco compreso, incapace di mettere in sicurezza Genova". Perché oggi ha deciso di protestare in piazza? "Perché questa è la mia città. Qui ci ha abitato mio padre, che la amava. E non c'è canzone più giusta di "Dolcenera" per descrivere quello che sta succedendo adesso: e lui lo aveva scritto tanti anni fa. Nulla è cambiato. I concerti che amo di più della mia carriera li ho fatti qui, al teatro Carlo Felice. Era naturale esserci, con Francesco Baccini, la cui famiglia ancora abita in città. Abbiamo assistito con il dolore negli occhi al disastro di questa ennesima alluvione". Adesso che farà? "Scriverò una canzone sugli angeli del fango, i tantissimi giovani volontari che davvero stanno rimettendo in piedi Genova. E, con Baccini, inviteremo grandi artisti per organizzare un concerto a favore dei cittadini colpiti ".
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TITOLO: Berlusconi boccia il premio di lista voluto da Renzi. Poi smentisce
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: L'ex premier riunito con i senatori azzurri: "Sciogliere Fi? Sciocchezze". Per Toti: "non c'è nessun patto implicito con Renzi". A Palazzo Chigi incontro tra. ..
TESTO:ROMA - "Il premio alla lista è pessimo". Queste le parole attribuite a Silvio Berlusconi filtrate dalla riunione con i senatori di Fi a Palazzo Giustiniani. Una bocciatura, in sostanza, del modello legge elettorale voluto da Matteo Renzi, con il premio alla lista invece che alla coalizione. Il leader azzurro, raccontano i partecipanti, avrebbe detto di non credere alle elezioni anticipate: "Penso che si finirà la legislatura e quindi abbiamo tutto il tempo per riorganizzarci e tornare a vincere". Dopo ore, però, arriva la mezza marcia indietro con una nota dell'ufficio stampa del gruppo a Palazzo Madama: "La frase attribuita al presidente Berlusconi sull'ipotesi del premio di maggioranza alla lista nella legge elettorale non è stata pronunciata nel corso della riunione odierna con i senatori di Forza Italia, contrariamente a quanto riferito da alcuni organi di stampa. Si precisa inoltre che sulla legge elettorale il presidente di Fi ha ribadito che l'accordo è quello del Nazareno e che ogni eventuale modifica deve essere discussa fra le parti". Insomma, l'ex Cavaliere vuole continuare a trattare con il premier. Intanto, a Palazzo Chigi questa mattina si è tenuto un vertice del Pd proprio sulla legge elettorale, presieduto da Matteo Renzi. Un incontro interlocutorio in attesa di qualche segnale da parte di Fi. Segnale che è arrivato chiaro. Non si è parlato di una calendarizzazione della riforma, ma si è valutata la fattibilità delle principali questioni in discussione: premio, soglie, rappresentatività, ballottaggio, capilista. All'incontro hanno partecipato anche il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, i capigruppo Pd di Camera e Senato Roberto Speranza e Luigi Zanda, e Anna Finocchiaro. "Siamo assolutamente contrari al premio di maggioranza alla lista. Rimaniamo convinti che l'Italicum alla Camera debba essere quello approvato dal Senato", sostiene il capogruppo di Fi al Senato Paolo Romani annuncinado che non c'è nessun incontro in agenda tra Berlusconi e Renzi. Che non ci fosse sintonia lo aveva già fatto capire il Mattinale che aveva avvertito Renzi: "Non saremo la coda del Pd", si legge nella nota politica di Fi. "Tutti sicuri che Berlusconi e Forza Italia siano pronti ad accettare l'azzeramento del Nazareno con il premio fino a raggiungere il 55 per cento dei seggi dato alla prima lista, e la distribuzione proporzionale del resto, senza quote e senza sbarramenti. Ormai - prosegue Il Mattinale - si dà per certo questo impianto legislativo che dovrebbe funzionare da meraviglioso trampolino su misura per il Partito della Nazione, il nuovo nome della Ditta di Renzi. Persino i non-renziani o diversamente leopoldiani plaudono alla riuscita certa del disegno egemonico, con noi berlusconiani a reggere la coda di Renzi, e si limitano a suggerire nomi meno sudamericani, preferendo Partito del Paese. L'idea sarebbe quella di dar vita al Partito Unico, che è proprio roba sudamericana, o se vogliamo tornare in Italia, molto fascista".   E del patto del Nazareno parla anche il consigliere politico di Berlusconi, Giovanni Toti. "Erano dei fogli di carta su cui hanno preso degli appunti e il pezzo di carte è stato buttato via. Credo abbia fatto questa fine. Escludo - dice l'europarlamentare - che Berlusconi abbia un pezzo di carta così. Non c'è nessun patto implicito, ma un patto per fare le riforme, il Senato, la fine del bicameralismo e la legge elettorale. Basta". Nell'incontro di Palazzo Giustiniani, Berlusconi dedica un passaggio del suo intervento allo stato di salute del partito. Derubrica le voci sullo scioglimento a "sciocchezza", l'ex presidente del Consiglio non ha nessuna intenzione di chiudere Forza Italia. Anzi, l'ex premier annuncia di voler rilanciare fondendo nel movimento i Club e interessandosi del sociale. "Sono in campo per tornare a vincere, non potete pensare che dopo tutto quello che ho fatto nella vita possa uscire di scena così", aggiunge Berlusconi. Le parole dell'ex premier vengono riferite, al termine della riunione, anche dal capogruppo Paolo Romani, che spiega: "Berlusconi ci ha detto che è tornato in campo e che intende concludere la sua esperienza politica con una vittoria e non certo con una sconfitta".  
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TITOLO: Renzi: "Piano di investimento gigantesco, basta austerità. L'Europa volta pagina"
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: Il premier in Parlamento prima del Consiglio Ue: "Ora la crescita. Altrimenti il Vecchio Continente resterà la cenerentola dell'economia mondiale. La nuova. ..
TESTO:ROMA - "E' pronto il piano di investimento europeo, è gigantesco, servirà per la creazione di posti di lavoro. Tutto questo è frutto dell'impegno italiano. L'Europa finalmente volta pagina". Lo ha detto Matteo Renzi riferendo oggi in Parlamento (al Senato in mattinata, nel pomeriggio alla Camera) sull'imminente Consiglio Ue che si riunirà a Bruxelles a partire da giovedì e sulla nuova Commissione guidata da Jean-Claude Juncker, mentre al centro del dibattito rimane la legge di stabilità, tuttora al vaglio delle autorità europee. SCHEDA - LA LEGGE DI STABILITA', VOCE PER VOCE "L'Europa abbia più coraggio". "La più grande vittoria dell'Italia in Europa è quella di aver proposto e per alcuni versi imposto un piano di investimenti da 300 miliardi di euro. E' il primo segno di attenzione non solo all'austerità e al rigore ma anche a crescita e investimenti. Siamo in una frase di transizione, come sempre", ha detto Renzi, citando lo scrittore Ennio Flaiano. "Vorrei che le nuove istituzioni europee mostrassero un po' più di coraggio e l'orgoglio di appartenere a questa Comunità che è l'Europa", ha poi dichiarato rivolgendosi ai senatori presenti, "la Ue sta cambiando le sue istituzioni e bisogna cogliere questa occasione" perché "noi non siamo gli osservati speciali, ma un Paese che fa le riforme. L'Europa deve cambiare, finché sarà percepita come 'matrigna' genererà sospetti e paure". "Crescita assolutamente prioritaria". "Il clima della comunità economica internazionale sta rapidamente cambiando" sull'economia, "il vertice del G20 metterà al centro la parola crescita", ha spiegato Renzi, "io trovo che questa sia una questione non più rinviabile. Non c'è solo un problema italiano, ma dell'intera area dell'euro, che è oggi la cenerentola dello sviluppo mondiale", dice il premier. "Del resto, il Fondo Monetario Internazionale ha evidenziato come il focus sulla crescita sia assolutamente prioritario". "Basta subalternità". "Domani si terrà l'ultimo Consiglio europeo guidato da Van Rompuy, dopo dieci anni. Credo sia un passaggio rilevante", ha poi rimarcato Renzi. "L'Europa volta pagina nella guida delle sue istituzioni. Quando invece sui giornali leggo dell'ostilità di Bruxelles basata su frasi 'di aiutanti di collaboratori della Commissione', ecco, questo è un complesso di inferiorità che dobbiamo superare. Europa e Italia non devono essere in contraddizione", ha rimarcato Renzi, citando, dopo Flaiano, anche Giorgio Ambrosoli. "In queste ore, rispetto alla legge di stabilità, si dice 'arriva la lettera della Ue', cosa che fa evocare chissà quali procedure, messaggi o minacce. Ma non è una bocciatura, tutto questo è naturale, come è "naturale che l'Italia sia protagonista con la propria voce senza diktat esterni".
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TITOLO: Riforma processo civile, governo pone la fiducia
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: Lo annuncia ministro Boschi in Aula al Senato
TESTO:Il decreto comprende, tra gli altri, i due punti caldi delle ferie dei magistrati e del cosiddetto divorzio breve. Al testo della commissione aggiunge elementi qualificanti per l'accordo di maggioranza, soprattutto sul fronte della negoziazione assistita, facoltativa, per la separazione veloce. Si va davanti al pm per l'ok anche in assenza di figli minori. Se ci sono figli anche la tempistica diventa più stringente. Il taglio delle ferie dei magistrati da 45 a 30 giorni resta come deciso dalla commissione e così la definizione del periodo feriale per i tribunali, dal 1 al 31 agosto e dunque non entra nelle modifiche dell'esecutivo. Nel testo si ripristinano anche l'ufficio del giudice di pace di Ostia e di Barra. I figli. In mancanza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti, l'accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita è trasmesso al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente. Se questi non ravvisa irregolarità comunica agli avvocati il nullaosta per gli adempimenti. Se ci sono figli minori, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti, l'accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita deve essere trasmesso entro dieci giorni al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, il quale, quando ritiene che l'accordo risponde all'interesse dei figli, lo autorizza. Quando ritiene che l'accordo non risponda all'interesse dei figli, il procuratore della Repubblica lo trasmette, entro cinque giorni, al presidente del tribunale, che fissa, entro i successivi trenta giorni, la comparizione delle parti e provvede senza ritardo. Mediazione familiare. Anche in caso di assenza di figli, nell'accordo si dà atto che gli avvocati hanno tentato di conciliare le parti e le hanno informate della possibilità di ricorrere alla mediazione familiare. Si dà anche atto che gli avvocati hanno informato le parti dell'importanza per il minore di trascorrere tempi adeguati con ciascuno dei genitori. La cessazione del matrimonio avviene innanzi al Sindaco, quale Ufficiale dello stato civile, con l'assistenza facoltativa di un avvocato, ". Nei casi di separazione o di scioglimento del matrimonio secondo condizioni concordate, l'ufficiale dello stato civile, quando riceve le dichiarazioni dei coniugi, li invita a comparire di fronte a sè non prima di trenta giorni dalla ricezione per la conferma dell'accordo. La mancata comparizione equivale a mancata conferma dell'accordo. Palma: governo non rispetta il Senato. "Per l'ennesima volta il governo dimostra di non avere alcun rispetto per il Senato della Repubblica, forse perché già lo considera destinato  a scomparire una volta entrata in vigore la relativa riforma Costituzionale - ha detto commentando la decisione del governo il senatore di Forza Italia; Nitto Francesco Palma, presidente della commissione Giustizia -. Ritengo, però, che fino a quando il Senato resterà in vita il governo abbia il dovere di uniformarsi alle consolidate prassi istituzionali e, nel presentare il solito maxi-emendamento su cui porre l'ennesima fiducia, non possa discostarsi dal testo varato in commissione".   "Registro nel maxi-emendamento sul processo civile - ha aggiunto - alcune sensibili diversità, talune delle quali attinenti al delicatissimo tema della fine del matrimonio davanti all'ufficiale di stato civile. A tacere poi di altri argomenti del tutto disomogenei, rispetto alla materia del provvedimento e, come tali, non in linea con quanto ripetutamente affermato dalla corte costituzionale".  
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TITOLO: Caso Scajola, il Tribunale del riesame: 'boccia' l'aggravante mafiosa. Processo rinviato al 6 novembre
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: Si è chiusa a Reggio Calabria la prima udienza sulla latitanza di Matacena che vede come imputato l'ex ministro dell'Interno
TESTO:REGGIO CALABRIA - Si è aperto oggi il processo a carico di Claudio Scajola sulla latitanza dell'ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. I giudici del Tribunale di Reggio Calabria, dopo oltre due ore di camera di consiglio, hanno infatti rigettato le istanze presentate dalla difesa sulla nullità del rito immediato. Subito dopo i difensori hanno chiesto un rinvio affinchè possa essere depositato al fascicolo del dibattimento tutto il materiale raccolto dall'accusa. Richiesta alla quale il pm non si è opposto. Il processo è stato così rinviato al 6 novembre. Dopo la seconda udienza si procederà più speditamente, con una seduta a settimana. Il Tribunale del riesame di Reggio Calabria, intanto, ha dichiarato inammissibile "per carenza di interesse" il ricorso della Dda contro la decisione del gup che aveva escluso l'aggravante mafiosa nei confronti di Scajola e degli altri coimputati. La Dda potrà fare ricorso in Cassazione. L'accusa sosteneva che Scajola e gli altri imputati nel procedimento, avendo aiutato Matacena a evitare l'espiazione della pena inflittagli per concorso esterno in associazione mafiosa avevano anche agevolato la 'ndrangheta di cui Matacena, secondo la Dda, era un punto di riferimento. Secondo quanto appreso in Tribunale, in teoria la Procura potrebbe comunque contestare l'aggravante nel corso del dibattimento nei confronti di Scajola e della segretaria di Matacena, Maria Grazia Fiordalisi, iniziato stamane. L'ex ministro Claudio Scajola, accompagnato dal suo avvocato Giorgio Perroni, è arrivato questa mattina al Tribunale di Reggio Calabria  per partecipare alla prima udienza e si è limitato a salutare i cronisti con un "buon giorno", anche perché, ha spiegato Perroni, è in regime di arresti domiciliari e non può parlare. Scajola è imputato per procurata inosservanza della pena nei confronti di Matacena in quanto, secondo i magistrati della Dda reggina che hanno coordinato le indagini, si sarebbe attivato per far trasferire l'ex deputato di Fi da Dubai, dove si trova attualmente, in Libano, ritenuto un Paese più sicuro per evitare l'estradizione. Come detto, insieme a Scajola sarà processata con rito ordinario la segretaria di Matacena, Maria Grazia Fiordalisi. Non ci sarà, invece, la moglie di Matacena, Chiara Rizzo, che sarà processata in abbreviato insieme all'ex segretaria di Scajola, Roberta Sacco, e il factotum di Matacena, Martino Politi. Nei giorni scorsi si è appreso che
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TITOLO: Legge di Stabilità al Quirinale Renzi: ora con Juncker si cambia
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: Finalmente: "bollinata" dalla Ragioneria dello Stato, la legge di stabilità è al Quirinale mentre il governo aspetta la lettera da Bruxelles che dovrà dare il. ..
TESTO:Finalmente "bollinata" dalla Ragioneria dello Stato, la legge di stabilità è al Quirinale mentre il governo aspetta la lettera da Bruxelles che dovrà dare il via libera europeo alla manovra economica da 36 miliardi di cui 18 di sgravi fiscali. Tutto questo mentre Renzi prima al Senato poi alla Camera ha salutato il passaggio di consegne a Bruxelles tra la vecchia e la nuova commissione affermando che con Juncker si volta pagina e dall'austerità si passa alla crescita. Da Strasburgo, dove ha pronunciato il discorso per chiedere la fiducia (che ha avuto con il voto di popolari, democristiani e liberali) Juncker ha però ricordato che le regole di stabilità non possono essere infrante, nemmeno per finanziare i 300 miliardi di investimenti che entro Natale la nuova commissione varerà. Un "piano Juncker" su cui Renzi fa molto affidamento e di cui - avverte il premier italiano - "saremo inflessibili custodi". Domani ci sarà il vertice europeo che segnerà il passaggio di fase anche se le lettere con le richieste di chiarimenti sulle varie leggi di stabilità saranno siglate dalla commissione ancora in carica, quella di Josè Barroso. Non certo tenera con l'Italia. Ma il governo non si aspetta brutte sorprese. Renzi si prepara così alla quinta Leopolda che sta segnando una specie di spartiacque nel Pd tra chi ci andrà e chi invece, platealmente, si dirigerà verso la manifestazione della Cgil contro il Jobs act di Renzi. Si parlerà anche del Partito della Nazione cioè il Pd a vocazione maggioritaria che da sinistra parla a tutto il Paese, ipotesi lanciata dal segretario-premier nell'ultima Direzione. Fondamentale per questo progetto è un cambio nella legge elettorale ferma in Parlamento: il premio di maggioranza non più alla coalizione ma alla lista, cioè al partito. Renzi ha fretta di approvare la legge elettorale entro l'anno per non correre il rischio di andare eventualmente a votare con il proporzionale puro del Consultellum. Ma è necessario rivedere l'accordo del Nazareno e quindi serve il sì di Berlusconi che sul premio alla lista assume atteggiamenti contraddittori. A metà tra un sì ufficiosissimo e un no detto ai senatori che ha radunato. Per cercare di arrestare lo sbandamento di Forza Italia Berlusconi ha detto che vuole tornare in campo per riconquistare i 9 milioni di voti persi negli ultimi anni.
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TITOLO: Svelato il più antico Dna dell'uomo moderno, 45mila anni fa
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: Completata la mappa genetica dei resti dell'homo sapiens ritrovati in Siberia. Dimostra l'incrocio con il Neanderthal
TESTO:ROMA - Completata la mappa del Dna del più antico uomo moderno noto, vissuto 45.000 anni fa in Siberia: le analisi genetiche dimostrano che Sapiens e Neanderthal si 'incrociarono' tra 50 e 60 mila anni fa e che l'apporto genetico di questi ultimi è stato più basso di quanto considerato finora. A realizzare lo studio sui resti è stato un gruppo di ricerca coordinato dall'Istituto Max Plack di Leipzig, in Germania, i cui risultati sono stati pubblicati su Nature. "Si tratta dell'ulteriore prova dell'inbreeding avvenuto tra i Neanderthal e l'Homo Sapiens", ha spiegato il paleoantropologo Alfredo Coppa, dell'Università Sapienza di Roma. Lo studio aggiunge nuove prove dell'incrocio tra questi due gruppi umani e restringe di molto il periodo in cui ciò avvenne, passando da un arco temporale stimato finora tra i 37 e gli 86 mila anni fa a una 'forchetta' di appena diecimila anni. A rivelarlo sono analisi del Dna eseguite su uno dei più antichi resti di Sapiens ritrovati fuori dall'Africa vissuto 45 mila anni fa nell'attuale Siberia. "Un aspetto importante che ne emerge - ha spiegato Coppa - è che il rimescolamento genetico tra i due gruppi è stato marginale e il contributo dei Neanderthal non si è andato diluendo nel tempo come si era ipotizzato finora".  
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TITOLO: Vittime del nazismo, la Consulta: possibili risarcimenti a carico della Germania
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: Sentenza cancella tutte le norme del nostro ordinamento che garantivano immunità. "Non si applica a casi di crimini di guerra o contro l'umanità"<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Dalla Consulta arriva una picconata a quelle norme italiane che impedivano alle vittime delle stragi naziste di chiedere risarcimenti a paesi stranieri, ovvero alla Germania. La decisione della Suprema Corte sancisce che i giudici sono competenti sulle istanze di risarcimento perché "il principio dell'immunità degli Stati dalla giurisdizione civile degli altri Stati, generalmente riconosciuto nel diritto internazionale, non opera nel nostro ordinamento, qualora riguardi comportamenti illegittimi di uno Stato qualificabili e qualificati come crimini di guerra e contro l'umanità, lesivi di diritti inviolabili della persona e garantiti dalla Costituzione". La Consulta, dunque, nel corso della camera di consiglio di oggi ha dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme che impediscono al giudice italiano di accertare l'eventuale responsabilità civile di un altro Stato per "tali gravissime violazioni - si legge nella nota della Corte - commesse nel territorio nazionale a danno di cittadini italiani". Tali norme, secondo i 'giudici delle leggi', violano i principi dettati dalla Costituzione con gli articoli 2 (diritti inviolabili dell'uomo) e 24 (diritto di agire in giudizio per la tutela dei propri interessi), perché "impediscono l'accertamento giudiziale" di eventuali responsabilità civili di uno Stato per violazioni così gravi, nonché del "eventuale diritto al risarcimento dei danni subiti dalle vittime. La questione dei risarcimenti chiesti alla Germania dalle vittime del nazismo era stata trattata in udienza pubblica il 23 settembre scorso, ma la decisione è giunta soltanto oggi. Il caso era stato sollevato con tre distinte ordinanze dal tribunale di Firenze, che aveva espresso dubbi di legittimità delle norme con le quali si negava la giurisdizione del giudice italiano sulle istanze risarcitorie avanzate nei confronti della Repubblica federale tedesca. La questione dei risarcimento sembrava essere ormai chiusa dopo la pronuncia con cui la Corte internazionale dell'Aja che, nel 2012, aveva stabilito la carenza di giurisdizione del giudice italiano. Precedenti sentenze della Cassazione, invece, avevano riconosciuto ad alcuni familiari di vittime del nazismo il diritto ad essere risarciti dallo Stato tedesco. I processi da cui è scaturito l'invio degli atti alla Consulta riguardano istanze risarcitorie avanzate da italiani che vennero deportati in campi di concentramento in Germania.
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TITOLO: Il cdr dell'Unità: "Trovata una soluzione, presto in edicola"
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: L'annuncio della rappresentanza sindacale del quotidiano fondato da Gramsci, che da quest'estate ha sospeso le pubblicazioni<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Svolta positiva per la vicenda Unità. Il Pd, spiega il cdr del quotidiano, "annuncia di aver individuato una soluzione solida e credibile per riportare in edicola in tempi brevi il giornale". L'operazione "avrà come socio di maggioranza l'editore Guido Veneziani" e verrà "avviata con una proposta di acquisto ai liquidatori entro il 31 ottobre". Il quotidiano da quest'estate ha sospeso le pubblicazioni. "Dopo lunghe settimane di silenzio - scrive il comitato di redazione dell'Unità in una nota - il Pd rompe gli indugi e annuncia di aver individuato una soluzione solida e credibile per riportare in edicola in tempi brevi il giornale di Antonio Gramsci. In un colloquio con il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi il cdr ha avuto delucidazioni sull'operazione che avrà come socio di maggioranza l'editore Guido Veneziani e che verrà concretamente avviata con una proposta di acquisto ai liquidatori entro il prossimo 31 ottobre". Le rappresentanze sindacali "giudicano positivamente l'ipotesi prospettata, rimarcando al contempo la necessità di avviare fin da ora un confronto con i protagonisti dell'operazione sul progetto di rilancio del giornale, che dovrà prevedere garanzie sia sull'ancoraggio della testata alla sua lunga storia e alla tradizione culturale - conclude la nota - sia sui livelli occupazionali".
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TITOLO: Processo per truffa dura quasi due anni, ma l'imputato era morto prima dell'inizio
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: Il procedimento iniziato nel dicembre 2012. Il giudice del tribunale di Firenze lo ha scoperto solo oggi. Gli uffici giudiziari lo avevano dichiarato. ..<br clear='all'/>
TESTO:Il processo è durato quasi due anni, dal dicembre 2012 a oggi, ma, quando è iniziato, l'imputato era morto da più di un anno. Il giudice, però, lo ha scoperto solo all'udienza di oggi, in tribunale a Firenze. Dagli atti, è emerso che nel marzo 2012, qualche mese dopo il decesso, gli uffici giudiziari avevano dichiarato l'imputato "irreperibile". L'udienza di oggi prevedeva l'ascolto di due testimoni, regolarmente presenti in aula. Certificato di morte alla mano, però, al giudice ha dichiarato l'estinzione del procedimento. Vista l'astensione dei magistrati onorari, l'accusa era rappresentata dal procuratore Giuseppe Creazzo. L'imputato era un uomo di Signa morto per una malattia nell'ottobre 2011, quando aveva 58 anni. Al processo, nel quale era difeso da un avvocato d'ufficio, era accusato di truffa: l'uomo, con già alle spalle qualche trascorso per furto, guida in stato di ebbrezza e reati legati alla prostituzione, stavolta era accusato di essersi fatto accreditare 317 euro da un utente internet a cui, nel 2008, aveva venduto on line un cellulare, che però non aveva consegnato. Il processo si è protratto per quattro udienze: la prima, di smistamento, nel dicembre 2012; una seconda a luglio 2013, rinviata per l'astensione degli avvocati; una terza a maggio 2014, rinviata per l'assenza dei testimoni; poi quella di oggi, alla quale i testimoni si erano presentati regolarmente.
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TITOLO: Mare in burrasca e barche in difficoltà, la regata è un incubo
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: Allarme per una sessantina di imbarcazioni iscritte alla «Rolex Middle Sea Race» che cercano di rientrare a Lampedusa. Proibitive le condizioni del mare nel Canale di Sicilia
TESTO:Alla regata erano iscritte complessivamente 122 imbarcazioni, tra i 10 e i 30 metri, ma almeno la metà sarebbero già arrivate a Malta. I problemi sono cominciati in mattinata, quando una motovedetta partita da Palermo ha soccorso sei persone che si trovavano a bordo di una barca a vela che aveva rotto il motore ed era stata disalberata. I sei, dopo aver abbandonato la barca, sono stati portati a Pantelleria. E sempre a largo dell? isola è stato salvato un altro velista, che era stato colpito alla testa dal boma, mentre una terza barca è stata infine soccorsa da un peschereccio dirottato dalle centrale operativa di Roma delle Capitanerie. Viste le condizioni meteo, attorno alle 13 la Guardia Costiera ha inviato un messaggio urgente, in cui si parlava di condizioni meteo proibitive con mare forza 8 in peggioramento, invitando tutti i partecipanti a sospendere la regata e a rientrare nei porti più vicini. Quattro barche sono così riuscite a raggiungere il porto di Lampedusa, con l? assistenza delle motovedette delle Capitanerie, mentre altre decine stanno cercando di raggiungere l? isola.
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TITOLO: Niente web anche se è gratis. "Al sud 220 scuole rifiutano la nuova rete superveloce"
DATA: 2014-10-22
OCCHIELLO: Il progetto vuole agganciare gli istituti alla connessione a banda larga usata dai ricercatori. Ma solo 40 presidi hanno accettato la proposta
TESTO:ROMA - "Ci sono duecentoventi scuole che non vogliono la banda larga neanche gratis, ma le pare possibile? ". Enzo Valente è un fisico ed è soprattutto uno dei pionieri di Internet. Già negli anni '70 i computer li collegava a mano con i cavi di rame. Al Cern di Ginevra, vent'anni dopo, era un vicino di stanza di un giovane inglese che di lì a poco avrebbe inventato il world wide web, Tim Berners Lee: "Ricordo che quando ce lo propose gli dicemmo, ok ragazzo, adesso lasciaci lavorare. Ma aveva ragione lui". Dal 2003 è direttore del GARR, il consorzio che gestisce la super-rete in fibra ottica della ricerca scientifica in Italia: "Roba seria, fino a mille volte più veloce di quello che avete a casa". Da tre anni ha un sogno: collegare le scuole del Sud alla sua rete. Ha trovato i fondi. Ha scritto la proposta a 260 presidi. E solo in 40 hanno accettato: "Non ci posso credere, non capisco. Collegarsi a Internet con una rete super veloce può cambiare profondamente la didattica e l'offerta formativa, vuol dire portare la scuola nel futuro. Come si fa a non capirlo? Ma i genitori degli studenti lo sanno che le scuole dei figli ci hanno ignorato? No, credo". Per capire davvero questa storia, che è emblematica dello stato pietoso del digitale in Italia, occorre fare un lungo passo indietro. Dieci anni. È il 2004. Già allora il GARR aveva collegato mille scuole in tutta Italia: "Era un bel progetto del ministero, ma i soldi finirono subito. Forse era presto per il web in Italia. Nel frattempo Irlanda e Grecia ne hanno collegate più di cinquemila". Poi la connettività degli istituti scolastici è stata garantita da un operatore privato a chi ne faceva richiesta: la attivarono in 3800 ma anche stavolta i soldi finirono subito e nella prima spending review del governo Monti, nel settembre 2012, il ministero diede la disdetta collettiva: "Era troppo costoso quel contratto" fu la motivazione. Allora il GARR è tornato in pista con uno stanziamento di 6 milioni di euro presi fra i 46,5 milioni del progetto GARR-X per ammodernare le reti in fibra ottica delle "regioni della convergenza". Obiettivo, collegare le scuole di quattro regioni del Sud: Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. Questa la proposta: rete in fibra ottica superveloce gratuita in cambio di un canone di manutenzione di tremila euro per cinque anni. Insomma, 10 euro al giorno a spanne. Troppo? Evidentemente sì. Anche se il costo del collegamento in fibra, in media 20mila euro a scuola, sarebbe pari a zero. Risultato? "Solo 40 presidi su 260 hanno capito e accettato la proposta GARR; non riusciamo a convincere gli altri 220". In realtà nel frattempo altri 29 hanno bussato spontaneamente alla porta di Valente chiedendo l'attivazione e sono in corso le verifiche: "Se una scuola sta sul cocuzzolo di una montagna portare lassù le fibra non ha senso, meglio il satellite". Secondo quanto riferiscono gli uffici del GARR, i dinieghi delle scuole si dividono in tre categorie: ci sono quelle che dicono che non vogliono la rete; quelli che dicono che non hanno tremila euro; e quelli che hanno una rete che magari è una Adsl in rame che collega a malapena la segreteria con il resto del mondo ma sostengono di stare bene così. Che fare? Non c'è tempo da perdere: "Anche perché se quei soldi non vengono spesi entro il 31 marzo, tornano indietro. Sono perduti". Valente è incredulo, cerca aiuto. Anche da parte del ministero dell'Istruzione che potrebbe spendersi, dice, a spiegare alle scuole che il GARR non è un operatore commerciale qualunque che fa profitti, ma un pezzo fondamentale del mondo della ricerca che persegue il bene comune. Il dossier è intanto finito sul tavolo dello staff del ministro Stefania Giannini, in questi giorni impegnatissimo nel giro d'Italia per sostenere la consultazione pubblica su "La Buona Scuola", il progetto di riforma del governo. Paradossale che mentre si apre la discussione su una scuola sempre più digitale e connessa e si cercano nuovi fondi per finanziare il wi-fi nelle classi, si getti al vento un'opportunità di questo tipo: al ministero lo sanno e stanno cercando una soluzione. Forse in certi casi basterà parlare con i presidi per trovarla. In altri, invece, soprattutto nelle scuole elementari dove anche la carta igienica spesso è a cura dei genitori degli alunni, sarà necessario trovare loro i soldi del canone.
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TITOLO: 'Ndrangheta, controllavano il porto di Gioia Tauro. 13 imprenditori in manette
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Operazione della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di 23 aziende. Associazione a delinquere di stampo mafioso l'accusa per gli arrestati di GIUSEPPE. ..<br clear='all'/>
TESTO:GIOIA TAURO - Società di import-export e di trasporto merce in tutta Italia, con basi in Calabria, Veneto e Lombardia. Imprenditori dal volto pulito che poi si sono rivelati essere affiliati ai clan. Le cosche della 'ndrangheta, avevano trasformato l'area di Gioia Tauro in un vero e proprio "Porto franco". Nella piana, a ridosso di uno degli approdi più importanti d'Europa, a fare il bello e il cattivo tempo c'erano i Pesce e i Molè. Stamattina la Guardia di Finanza ha fatto scattare le manette ai polsi di 13 imprenditori "mafiosi" a cui ha sequestrato 23 aziende (del valore di 56 milioni di euro) legate alle "famiglie" della 'ndrangheta. La Dda Reggio Calabria, non a caso ha chiamato l'operazione "Porto franco", proprio questo era infatti il modus operandi dei clan calabresi in quell'area. Le cosche avevano trovato il modo di essere presenti sia dentro che fuori dal porto aggirando i controlli doganali ed eludendo il fisco. Secondo l'indagine firmata dai pm Alessandra Cerreti e Giulia Pantano, gli imprenditori arrestati non erano semplici prestanome, ma "estranei" ai clan. E ora, oltre all'accusa di riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, contrabbando e frode fiscale, dovranno rispondere all'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. Si tratta, infatti, secondo quanto spiegato dal procuratore Federico Cafiero de Raho e dall'aggiunto Ottavio Sferlazza, del braccio economico ed imprenditoriale di due delle "famiglie" più potenti della piana di Gioia Tauro. L'operazione dei finanzieri è scattata dopo alcune verifiche fiscali avviate nei confronti di imprese operanti nel settore dei trasporti e servizi connessi da e per il porto di Gioia Tauro. Durante i controlli sarebbero emersi elementi che portavano dritto alle cosche di 'ndrangheta che riuscivano attraverso le 23 aziende a riciclare milioni di euro e ad avere il controllo di parte dei traffici interni al porto. Il sistema di controllo delle operazioni di import-export e di trasporto merci per conto terzi realizzato era praticamente totale. Gli imprenditori finiti in manette per conto delle "famiglie" erano riusciti ad imporre agli altri imprenditori l'obbligo di contrattare esclusivamente con loro. Una volta accaparratosi il mercato con le loro aziende gli imprenditori erano diventati delle macchine da soldi. Denaro, schermato con false fatturazioni sia in entrata che in uscita, che poi finiva nelle tasche dei Pesce e dei Molè. Non solo la 'ndragnheta aveva anche la possibilità di controllare un imponente giro di merce contraffatta in arrivo dalla Cina e, successivamente, immessa sul mercato italiano. Dagli approfondimenti investigativi è poi emerso che alcune aziende di trasporto riconducibili alla 'ndrangheta, nel Nord Italia (Verona), utilizzavano imprese cooperative da usare come compartimento stagno tra le società mafiose e i clienti finali. Nella sostanza le società dei clan una volta "esternalizzati" i propri lavoratori, facendoli solo formalmente assumere dalle cooperative, e ceduto fittiziamente in comodato d'uso i mezzi, avrebbero continuato a operare direttamente senza preoccuparsi, ad esempio, del pagamento degli oneri erariali che gravavano interamente sulle false cooperative. Di fatto si trattava di scatole vuote che cessavano l'attività dopo breve tempo e i cui rappresentanti erano prestanome nullatenenti.
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TITOLO: Genova, "via Burlando e Doria, licenziamoli", Cristiano De André e Baccini guidano il corteo
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Un migliaio in piazza, prima sotto la Regione e poi a  Tursi con lo slogan #orabasta. Lancio di monetine contro il palazzo comunale. Cristiano: un grande. ..
TESTO:Lancio di uova, monetine, bottigliette di plastica e altri oggetti, verso il palazzo comunale di Genova. E' accaduto  oggi a Genova nel corso della manifestazione per chiedere le dimissioni di tutti gli amministratori - la giunta regionale e comunale e i dirigenti dell'Arpal - a seguito dell'alluvione che ha colpito Genova il 9 ottobre causando un morto e danni pubblici per oltre 250 milioni e danni a privati per oltre 100 milioni. Chieste a gran voce le dimissioni del sindaco Marco Doria e del governatore Claudio Burlando "per manifesta incapacità di governo". Dai manifestanti anche un applauso per Antonio Campanella, la vittima dell'alluvione. In testa al corteo Cristiano De André e Francesco Baccini che hanno sfilato assieme a un migliaio di genovesi in piazza con lo slogan #orabasta, "Vergogna" "Licenziamoli".   "Cercheremo di organizzare un grande concerto per aiutare le persone che hanno subito danni", ha detto De André, che sul blocco dei lavori sul Bisagno ha aggiunto che "il Tar non c'entra nulla, qualcuno non si è assunto le proprie responsabilità". I manifestanti, controllati da uno schieramento di poliziotti in assetto antisommossa, hanno lanciato monetine, uova e bottigliette di plastica contro il palazzo del comune. A scatenare la rabbia dei dimostranti, un dipendente comunale affacciato al balcone del palazzo che, dopo essere stato bersagliato da insulti e lanci di uova, ha rilanciato una bottiglietta d'acqua contro i manifestanti in strada. Uno dei contestatori si è arrampicato sulla parete del palazzo, sventolando una bandiera di Genova. Nel frattempo De Andrè e Baccini insieme ad una delegazione di cittadini e commercianti sono stati ricevuti da alcuni rappresentanti della giunta comunale.
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TITOLO: Meteo, arriva l'autunno. Temperatura giù e vento forte
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Il termometro scenderà di sei gradi al centro nord. Allerta in Liguria: "Territorio vulnerabile dopo la recente alluvione"
TESTO:ROMA - L'autunno sta per arrivare. La lunga estate di quest'anno se ne va con temperature in calo, vento forte e pioggia. Dalla Lombardia alla Liguria, dal Lazio al Veneto si dovrà rispolverare il maglioncino per far fronte al freddo in arrivo già nella serata di oggi. Prevista anche la neve sulle Alpi a 1400-1500 metri. "Passeremo all'improvviso da temperature al di sopra della media stagionale, da un clima estivo, a un autunno pieno" dice Andrea Giuliacci, meteorologo di Epson Meteo. "Il peggioramento arriverà già nella serata di oggi nel Triveneto, dove le piogge saranno consistenti. Domani - spiega Giuliacci - sarà la giornata più difficile, non tanto per le precipitazioni ma per i venti che faranno percepire una temperatura più bassa". Il termometro scenderà dai tre ai sei gradi, nel fine settimana risalirà "su livelli leggermente più alti di quelli stagionali ma senza toccare le temperature dei giorni scorsi". In Veneto ci si preparà a forti precipitazioni già da stasera, lo stato di allerta durerà fino a venerdì. Secondo la Protezione civile, in particolare, sono a rischio idrogeologico i bacini di Alto Piave, Basso Piave, Sile e bacino scolante in laguna, Livenza, Lemene e Tagliamento. Per questo motivo è stato attivato lo stato di preallarme. Allerta anche in Liguria, dove è stato emanato un avviso per forti venti per domani:   "A causa della vulnerabilità del territorio per la recente alluvione e in considerazione delle criticità che persistono, anche in rapporto alla viabilità, si ritiene opportuno - si legge in una nota della Protezione civile - evidenziare che per la giornata di domani sono previsti venti forti provenienti dal nord e nord ovest in rinforzo, con raffiche di burrasca molto forte specie sui rilievi e al largo".   La bella stagione è finita e se ne accorgeranno anche gli abitanti del Lazio, della Toscana, delle Marche e della Campania: da stasera avranno a che fare con forti raffiche di vento dalle prime ore della notte e mare agitato o molto agitato fino a domani notte. Temporali potrebbero interessare, domani, anche Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Oggi venti di burrasca hanno già colpito la Sardegna.  
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TITOLO: Delitto di Garlasco, giallo in caserma: scomparse 41 fotografie di Alberto e Chiara
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Non sono mai arrivate in Procura. Ora non si trovano né negli uffici di Vigevano, né in cancelleria. E in aula l'accusa smentisce lo scambio di pedali tra le. ..
TESTO:Per un giallo che tramonta ce n'è uno nuovo che si apre. Nel tormentato processo per l'omicidio di Chiara Poggi (ora a Milano si sta celebrando l'appello bis) c'è un nuovo colpo di scena. Riguarda un raccoglitore con 41 fotografie che ritraggono la ragazza in compagnia di Alberto Stasi, suo fidanzato di allora e unico imputato nel processo. Il faldone è sparito nel nulla. Era stato acquisito dalla casa di Stasi dai carabinieri durante i primi passi delle indagini. Era l'autunno 2007, era passata solo qualche settimana dall'omicidio. Ora quel faldone non si trova negli archivi della caserma di Vigevano, dove avrebbe dovuto essere ancora custodito. Lo ha rivelato in aula il sostituto procuratore generale Laura Barbaini che, contemporaneamente, ha anche demolito l'altro giallo, quello che riguarda le due biciclette che erano nella disponibilità di Stasi. Per Barbaini, il caso non esiste: "E' matematicamente escluso che ci sia stato uno scambio tra i pedali" ha affermato durante il processo. Per la rappresentante dell'accusa, dunque, non trova riscontro la tesi proposta a giugno in una memoria del legale di parte civile, Gian Luigi Tizzoni, secondo la quale ci sarebbe stato uno scambio tra i pedali della bicicletta bordeaux, su cui furono trovate tracce di dna della vittima, e quelli della bici nera, che non fu sequestrata all'epoca delitto, ma solo durante il processo di appello. Per quanto riguarda, invece, le foto sparite, il magistrato ha spiegato che, dopo aver scovato tra le carte processuali il verbale con l'elenco di quanto prelevato sette anni fa a casa Stasi ed essersi accorta dell'esistenza di queste 41 foto, ha delegato i carabinieri di Vigevano, guidati dal capitano Rocco Papaleo, di cercare il raccoglitore. Lo scopo era analizzare le immagini, forse scattate in occasione di una festa e di gite in campagna di Alberto con Chiara e altri amici, per avere indicazioni sull'abbigliamento, in particolare, sulle scarpe indossate dall'ex studente bocconiano e sulle biciclette. Dalle ricerche effettuate in questi mesi dall'Arma è risultato che quelle foto, quando a guidare i carabinieri della cittadina della Lomellina era il capitano Gennaro Cassese, non sarebbero state trasmesse al pm Rosa Muscio. Non sono state trovate nell'ufficio corpi di reato nè nella cancelleria della soppressa Procura di Vigevano, non risulta siano state restituite al diretto interessato e nemmeno l'esistenza di una loro copia. Insomma, come ha spiegato durante il processo il pg, non solo non sarebbero nel fascicolo dell'accusa - dove è stato invece inserito il verbale di acquisizione -, ma in pratica potrebbero essere state smarrite. Su questa circostanza non è esclusa la convocazione in aula di alcuni testimoni.
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TITOLO: Strage sfiorata nell'ex Casa del rifugiato occupata dai rifugiati, rogo nella notte: un arresto
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Ad appiccare il fuoco un uomo di 32 anni, nigeriano. Distrutti due piani, nessuna vittima
TESTO:L'ex convento di Santa Chiara, al centro delle polemiche a causa dell'occupazione, è stato evacuato per tutta la notte. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri di Bari. La polizia municipale era già intervenuta poche ore prima perché un uomo di 32 anni, nigeriano, aveva iniziato a inveire contro i suoi compagni in uno stato di evidente alterazione. Gli agenti lo avevano convinto ad andare al pronto soccorso per farsi visitare. Dopo circa due ore però l'uomo è tornato nell'ex convento di Santa Chiara e ha ripreso a minacciare i compagni: "Brandiva un cacciavite - racconta un ragazzo ghanese - e diceva di volerci uccidere tutti". E' scoppiato un violento litigio per cercare di contenere l'ira del trentaduenne, accusato dagli altri migranti di non voler rispettare le regole di convivenza e la situazione è degenerata quando l'uomo ha appiccato il fuoco. Fortunatamente a quel punto erano tutti svegli e hanno potuto lasciare la struttura, mettendosi in salvo, e chiamare i soccorsi. Il nigeriano 32enne è stato portato nella caserma di via Tanzi dei carabinieri e  arrestato. Sono in corso indagini per ricostruire esattamente quanto accaduto. I carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche questa mattina sono tornati per un sopralluogo per accertarsi che nelle stanze della struttura non ci fosserro vittime. Sul posto anche l'assessore al Patrimonio comunale Vincenzo Brandi: "Siamo in contatto con la sovrintendenza e aspettiamo da loro una relazione sullo stato dei luoghi". Nel frattempo i migranti sono tornati ad occupare i piani rimasti intatti della struttura di Bari vecchia su cui indaga anche la Procura dopo il ritrovamento in stato di completo abbandono dell'archivio della Soprintendenza ai beni architettonici della Puglia. Nella struttura, inoltre, dovrebbe sorgere un museo e la città rischia di perdere un finanziamento da 8 milioni di euro se non verranno completati i lavori entro i tempi stabiliti. Lavori rallentati proprio dalla presenza dei rifugiati politici per i quali si sta cercando una nuova sistemazione. Una sistuazione complicata per la quale il sindaco di Bari ha chiesto aiuto anche al premier Renzi.
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TITOLO: La riammissione di Farina fa male al giornalismo
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Il portavoce della Società "Pannunzio" interviene sul caso del cronlsta che lavorava per i servizi segreti
TESTO:Enzo Marzo, portavoce della Società Pannunzio per la libertà d'informazione ed esponente di Critica Liberale, interviene sul caso Farina. "Non tutti i lettori sanno chi è questo gentiluomo. È presto detto: è un giornalista radiato sette anni fa dall'Ordine professionale perché, prezzolato, svolgeva due lavori, come Arlecchino. Era contemporaneamente servo della professione e servo dei Servizi segreti, col nome in codice Betulla. Già fu vergognoso che per radiarlo l'Ordine di Milano, dopo una ridicola sospensione soltanto di un anno, dovette cedere alla sollecitazione della Procura della Repubblica. Poi, sapete com'è fatto il nostro paese, alla radiazione per aver provocato "un gravissimo discredito per l'intera categoria" ha corrisposto l'irresistibile ascesa di "Farina"-"Betulla"-"Dreyfus", giornalista uno e trino, che è andato a fare compagnia ai Razzi, agli Scilipoti, ai De Gregorio diventando persino deputato. Constatato che il malaffare porta al trionfo, con qualche sotterfugio Farina e il suo direttore "per grazia ricevuta", Sallusti, hanno continuato a violare le norme deontologiche (e per questo il direttore è stato condannato a un paio di mesi di sospensione su iniziativa della Società Pannunzio per la libertà d'informazione). Per altri imbrogli invece Farina si è fatto un'altra bella condanna penale a più di due anni. Pensavamo, quindi, che Farina, soddisfatto per aver trovato una cuccia nel "partito degli onesti", finalmente si fosse acquietato, satollo del suo "successo". E invece no. All'improvviso e sorprendentemente si è venuto a sapere che l'Ordine di Milano, su sua richiesta, lo ha reintegrato nella professione giornalistica. Annullando la radiazione. C'è da dire che, a complicare le cose, il caso Farina è al centro di un guazzabuglio giuridico, perché "Betulla", per evitarsi la radiazione, si dimise qualche giorno prima della "sentenza" dell'Ordine, il quale però ugualmente prese la decisione. La Cassazione ha sostenuto poi che la radiazione era illegittima perché non si poteva applicare a un soggetto che in quel momento non era più iscritto. Il documento votato dall'assemblea dei giornalisti di Repubblica La pagina Facebook per seguire l'iniziativa Già siamo, noi giornalisti, abbastanza screditati. Vi prego, non mettiamoci la pietra al collo per affondare definitivamente. Inoltre, la questione giuridica è facilmente risolvibile perché qualunque sia la tesi scelta il risultato può non cambiare. Prima tesi. Se si accettano le ragioni "formali" della Cassazione, la radiazione non c'è mai stata e, quindi, è anche nulla l'indecorosa decisione dell'Ordine di Milano di settembre di annullare una radiazione inesistente. Sul tappeto rimangono le dimissioni e quindi un'uscita volontaria di Farina dall'Ordine. Se Farina, consumata la sua furberia, vuole intraprendere di nuovo la professione giornalistica, faccia, come un qualunque Mario Rossi che intende iscriversi all'Ordine, il suo bravo praticantato di 18 mesi, il suo bravo esame professionale e lasci valutare dai suoi colleghi se il suo pedigree e la sua personalità sono confacenti a quel minimo di decenza che si richiede a un giornalista, a tutti giornalisti. Seconda tesi. Se invece l'Ordine decide di prescindere dall'interpretazione della Cassazione (ma non si vede come possa farlo) e conferma di avere avuto il diritto di radiare un giornalista dimesso, non si vede proprio come oggi possa rimangiarsi la radiazione, soprattutto se si tiene presente che Farina ha continuato pubblicamente a non tenere conto assolutamente del fatto che poco si addice al giornalista una pratica di sotterfugi, di menzogne, di condanne. Aggiungo, anche se per i lettori avvertiti non ce n'è bisogno, che tutta questa vicenda squallida non investe nel modo più assoluto il diritto garantito a ogni cittadino dalla Costituzione di esprimere il proprio pensiero, quindi anche a Renato Farina, il quale può scrivere come e dove vuole, firmandosi con le sue qualifiche del momento. Quindi la radiazione non conculca alcun diritto. Non si vuole mettere il bavaglio a nessun cittadino. Non si crea nessun martire. Ma la professione giornalistica è altra cosa. E non si capisce per quale privilegio si dovrebbe concedere la possibilità di svolgere un regolare e ufficiale lavoro giornalistico, che richiede precise qualità professionali e deontologiche, a chi con i fatti ha smentito ripetutamente di possederle.  
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TITOLO: Fisco, scoperta evasione miliardaria: perquisizioni in tutta Italia, 62 indagati
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Maxioperazione della Guardia di Finanza: sequestri per oltre cento milioni di euro. Sotto accusa c'è il consorzio di cooperative Gesconet, che opera nei. ..
TESTO:ROMA - Militari della Guardia di Finanza hanno eseguito in tutta Italia decine di perquisizioni e sequestri preventivi di beni per centinaia di milioni di euro (immobili, aziende e rapporti finanziari) nell'ambito di un'inchiesta che avrebbe portato alla luce un'evasione fiscale miliardaria. Sotto accusa c'è il consorzio di cooperative Gesconet di Pierino Tulli e il suo braccio destro Maurizio Ladaga, che opera nei settori del trasporto, del facchinaggio, delle pulizie e della vigilanza privata. I reati contestati agli indagati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, alla bancarotta fraudolenta, al riciclaggio. L'operazione, denominata "Miliardo", ha visto impegnati oltre settanta finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria e reparti della guardia di finanza territorialmente competenti, che dalle prime ore di questa mattina hanno svolto numerose perquisizioni locali e domiciliari in Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto e Sardegna, finalizzate ad individuare e sottoporre a vincolo cautelare circa novanta immobili tra uffici, unità residenziali ed opifici, due aziende, nonché numerosi mandati fiduciari e oltre cento rapporti bancari. L'inchiesta, nella quale figurano 62 indagati, è diretta dal procuratore aggiunto di Roma, Nello Rossa, e dai sostituti procuratori Filippi e Davinola. I provvedimenti di sequestro preventivi sono stati firmati dal gip della Capitale Valerio Savio. Le indagini, condotte per oltre due anni dalle Fiamme Gialle attraverso complesse analisi documentali, intercettazioni telefoniche, pedinamenti e testimonianze, avrebbero consentito di accertare che le organizzazioni individuate risultavano specializzate nella sistematica evasione della riscossione di debiti tributari, mediante l'utilizzo di circa 250 società consortili e cooperative, operanti nei settori del trasporto, facchinaggio, pulizie e vigilanza privata. L'attività illecita avrebbe provocato, nel corso degli anni, un danno allo Stato pari a oltre 1,7 miliardi di euro, come sarebbe stato riscontrato anche dalle numerose verifiche fiscali effettuate dai competenti uffici dell'Agenzia delle Entrate. Soldi drenati dal fisco e poi, secondo l'accusa, mandati in Lussemburgo e San Marino attraverso una serie di "camminatori" muniti di valigette, per poi esseri riutilizzati nel settore immobiliare. In particolare, sistema di evasione fiscale si sarebbe prevalentemente fondato sull'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Secondo l'accusa, ci sarebbe stata una contabilità riservata e parallela, utilizzata dagli indagati per pagare funzionari delle pubbliche amministrazioni, sottraendo il denaro alle cooperative. I soldi a questi ultimi sarebbero stati pagati tra il 2010 e il 2012.
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TITOLO: #ScienceBulletChallenge: la: 'secchiata di colpi' dei ricercatori precari d'Italia
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: L'iniziativa, che evoca le docce gelate per la sclerosi laterale amiotrofica, di un gruppo di giovani italiani. I dati: il 93% vive di contratti a tempo. ..
TESTO:Un esercito di precari. "Quello che tutti sanno - afferma Patrizio - è che la ricerca in Italia versa in condizioni disastrose e che i cervelli migliori sono in fuga. Quello che invece pochi sanno è che la ricerca è fatta da migliaia di ragazzi che restano e che ogni giorno, certi della loro precarietà, tirano avanti quel che di buono è rimasto". L'indagine Ricercarsi (online in ottobre) ha stimato infatti che solo il 6,7% dei ricercatori precari è stato assunto negli ultimi dieci anni. Questo significa che il 93,3% è sopravvissuto grazie a contratti a tempo determinato o assegni di ricerca. Ma ci sono anche quelli fuori statistica che, invece di un contratto, hanno solo borse di studio. Borse che portano decine di ricercatori a convivere con una situazione fatta di zero contributi, zero malattia, zero maternità. Non a caso, stando al rapporto, il 73,1% del campione preso in considerazione non ha figli nonostante l'età media di 35 anni e nonostante il 57% sia rappresentato da donne. I colpi alla ricerca. "Una pioggia di colpi (bullet) si è abbattuta negli anni sulla ricerca pubblica  -  scrivono i ricercatori  -  in assenza di politiche statali adeguate, gli unici sostenitori sono diventate le fondazioni e altri soggetti privati. E se da un lato siamo felici che ancora ci sostentiamo, dall'altro la trappola della deregolamentazione ci vede costretti a vivere senza diritti. In moltissimi casi a lavorare senza assicurazioni sul lavoro. E non è finita. Ogni riforma universitaria è pensata in chiave di smantellamento. E ogni pezzo che viene smantellato è un 'bullet' alla ricerca pubblica". I video online. In questa situazione #ScienceBulletChallenge prova a riportare l'attenzione sullo stato della ricerca pubblica in Italia. Tutto attraverso dei video online: "La sfida, lanciata tra ricercatori consiste nello sparare qualsiasi tipo di bullet si desideri per mostrare all'intero Paese come, colpo dopo colpo, si stiano 'facendo fuori' i ricercatori".
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TITOLO: Tensioni su responsabilità civile delle toghe. Buemi critica governo. Fallisce blitz di Lega-Fi
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Riforma giustizia, il Guardasigilli presenta tre emendamenti al testo discusso in commissione al Senato che è più punitivo rispetto al ddl del governo. Il. ..
TESTO:di responsabilità delle toghe, superamento del filtro di ammissibilità per questo tipo di cause, certezza della rivalsa nei confronti del magistrato, incremento della soglia di rivalsa, coordinamento con la responsabilità disciplinare) e che ora modificano il testo base adottato in commissione Giustizia al Senato. A presentare le modifiche al disegno di legge sulla responsabilità civile dei magistrati è il ministro della Giustizia, Andrea Orlando che scatena così la protesta di Ncd, Forza Italia e di Enrico Buemi (Psi), relatore del testo in commissione, il quale minaccia addirittura di dimettersi dall'incarico. Di fatto, l'esecutivo ha presentato a Palazzo Madama un proprio ddl, che però non è stato sostituito a quello a firma Buemi. Stando al regolamento, il 'cambio' non è stato possibile dopo che cinque articoli del ddl Buemi erano già stati approvati. In sostanza, spiega Lucio Malan (Fi), "il governo vuole riproporre con i suoi tre emendamenti, per ora annunciati a voce, il suo testo". Ma in questo provvedimento, sottolinea Giacomo Caliendo (Fi), si prevede la responsabilità civile dei magistrati solo in "rarissimi casi", perlopiù per negligenza grave e travisamento grave del fatto. In casa azzurri, il presidente della commissione, Francesco Nitto Palma ha parlato di "retrocessione rispetto alla legge Vassalli". Differenze tra i due testi. Buemi chiarisce che il filtro di ammissibilità ai ricorsi contro le toghe viene abrogato sia dal testo in commissione che da quello del governo e non è un punto che verrà rimesso in discussione. Il relatore e il governo convergono poi sulla necessità di introdurre l'obbligatorietà dell'azione di rivalsa nei confronti del magistrato. L'aspetto su cui il governo non ha condiviso la linea della commissione è invece quello che riguarda "il discostamento immotivato dall'interpretazione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione". Secondo il ministro infatti non si può introdurre una responsabilità da attività di interpretazione di norme di diritto. Ma Buemi non è d'accordo e ritiene che "sarebbe giusto almeno introdurre l'obbligo per il magistrato di motivare una eventuale sentenza 'fantasiosa' come ne abbiamo viste tante in questi anni". Infine il governo propone di stabilire un limite all'azione di rivalsa nei confronti del magistrato, mentre il relatore sostanzialmente non poneva limiti alla rivalsa. In coerenza con l'iniziativa governativa in materia, l'emendamento di Orlando propone che "la rivalsa non possa superare una somma pari alla metà di una annualità dello stipendio, al netto delle trattenute fiscali, percepito dal magistrato al tempo in cui l'azione di risarcimento è proposta". Lavoro di ricucitura. "Affermeremo la linea del nostro testo di legge - assicura Orlando, che nel pomeriggio ha incontrato il nuovo numero uno dei penalisti, Beniamino Migliucci - all'interno del quale c'è un equilibrio che migliora l'attuale normativa.
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TITOLO: Legge di Stabilità, il testo arriva al Colle: "Ora attento esame". Ue: "Alcuni dati vanno chiariti"
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: La manovra approda alla Presidenza della Repubblica in attesa della bollinatura della Ragioneria Generale dello Stato che dovrebbe avvenire domani. Giovedì. ..
TESTO:La stesura del disegno di legge di Stabilità si è rivelata più complessa del previsto a causa del confronto con la Commissione europea, che sembra intenzionata a rinviare al mittente per modifiche la prima manovra firmata da Matteo Renzi. "Il 29 la Commissione esprimerà una valutazione", ha detto domenica il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan lasciando intendere che Bruxelles chiederà formalmente al governo di rivedere la manovra. Entro domani, dunque l'esecutivo comunitario dovrebbe inviare una lettera al governo di Roma per sancire che il rinvio al 2017 del pareggio di bilancio strutturale, calcolato cioè al netto del ciclo economico e delle una tantum, costituisce "un'inosservanza particolarmente grave degli obblighi di politica finanziaria", secondo le norme Ue. La legge di Stabilità limita a 0,1 punti percentuali di Pil la correzione del 2015, quando Bruxelles chiede invece lo 0,7%. Inoltre, ha un impianto espansivo: il governo alza di 11,5 miliardi l'indebitamento netto del 2015. Ma i malumori aumentano mano a mano che la struttura della manovra diventa più chiara. Come già accenntato, Regioni e Comuni sono sul piede di guerra perché il governo impone loro tagli per oltre 6 miliardi. Cgil, Cisl e Uil contestano il posticipo al 10 di ogni mese del pagamento delle pensioni, che definiscono "un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani". Le bozze più aggiornate in circolazione ridimensionano anche il taglio dell'Irap da 5 miliardi: l'aliquota principale tornerà al 3,9% dal 3,5% ma con effetto retroattivo al 2014.
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TITOLO: Cgil, Camusso scrive a iscritti: "facciamo sentire la nostra voce". Attese oltre 120mila persone
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Il segretario generale chiama a raccolta tutti gli iscritti del sindacato chiedendo di partecipare alla manifestazione di sabato: "A nome di tutto il gruppo. ..
TESTO:ROMA - "E' il momento delle scelte, chiare, dedicate a creare lavoro". Questo l'esordio della lettera che il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha inviato agli iscritti, per rivolgere "un cordiale invito" ad essere presenti alla manifestazione del 25 ottobre. "Il vostro coraggio è importante - scrive Camusso - Uniti possiamo aprire una nuova fase e cambiare l'Italia. Facciamo sentire la nostra voce, schierandoci dalla parte del lavoro. Facciamolo insieme".   Il leader della Cgil ricorda che "sono passati sette anni dall'inizio della crisi e a pagarne il prezzo continuano a essere i lavoratori e le famiglie, i giovani e i pensionati, i precari, gli esodati, i disoccupati di ogni età". In Italia ed in Europa "si continua con la politica del rigore che tra tagli lineari, interventi sul mercato del lavoro, blocco dei contratti, non dà lavoro e impoverisce le famiglie, come confermato dalla recessione che permane nel nostro Paese. La conferma di quelle politiche che, purtroppo, caratterizza il governo Renzi, insiste su un'idea di Italia che compete al ribasso, non scommette su innovazione, istruzione, ricerca, non scommette sul lavoro di qualità". La Cgil - sottolinea Camusso - rivendica "un futuro che sia migliore, non peggiore del passato" ed è per questa ragione che ha organizzato la manifestazione sabato a Roma: per "restituire dignità a chi lavora e ripristinare un principio indispensabile: l'uguaglianza". 'Lavoro, Dignità, Uguaglianza. Per cambiare l'Italia', questo il tema della manifestazione che si terrà sabato 25 ottobre a Roma promosso dalla Cgil nazionale promuove una manifestazione dietro le parole 'Lavoro, Dignità, Uguaglianza. Per cambiare l'Italia'. Il lavoro, da difendere e da creare, questa la vera emergenza del Paese, e la Cgil propone un deciso cambio della politica economica, l'attuazione di investimenti pubblici e privati, l'estensione dei diritti, meno forme contrattuali e più stabilità, l'allargamento universale delle tutele, la diffusione dei contratti di solidarietà. Sono previsti due cortei, uno da piazza della Repubblica e l'altro da piazzale dei Partigiani, con concentramento alle 9, partenza alle 9.30 e arrivo in piazza San Giovanni. Qui ci sarà un accompagnamento musicale dei Modena City Ramblers mentre dal palco si alterneranno interventi di delegati, giovani e precari, insieme a qualche sorpresa da scoprire direttamente il 25 ottobre. Il tutto si chiuderà con l'intervento conclusivo di Susanna Camusso. Il percorso. Il primo corteo da piazza della repubblica ospiterà i lavoratori provenienti da: Alto Adige, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Umbria, Valle D'Aosta, Veneto. Il percorso sarà: via l. Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza Esquilino, via Liberiana, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, via Statuto, piazza Vittorio Emanuele II, via Emanuele Filiberto, piazza San Giovanni. Il secondo corteo partirà da piazzale dei Partigiani e sarà composto dai lavoratori di: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Toscana, Trentino. Il percorso di questo corteo sarà: via delle Cave Ardeatine, piazzale Ostiense, piazza di Porta San Paolo, viale Piramide Cestia, piazza Albania, viale Aventino, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Celio Vibenna, via Labicana, via Merulana, piazza San Giovanni. I numeri. Per quanto riguarda le prenotazioni gestite direttamente dalla Cgil, e sempre relative a venerdì scorso, si registrano 2.300 pullman prenotati, 7 treni straordinari, più i posti nei treni ordinari, una nave dalla Sardegna e centinaia di prenotazioni aeree. Per un totale di oltre 120 mila partecipanti, senza contare tutti coloro che si mobiliteranno dalla città di Roma e dall'intera regione Lazio e tutti quelli che arriveranno dal resto d'Italia. Prevista una forte partecipazione degli studenti grazie all'impegno da parte delle associazioni degli studenti medi e universitari.  
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TITOLO: Il premier Renzi punta al 51%: le simulazioni del voto anticipato
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Uno studio che gira tra i corridoi del Senato ha testato le proiezioni di un voto con la legge elettorale attualmente in vigore, ovvero il Consultellum. I.. .
TESTO:ROMA - Puntare al 51 per cento. O avvicinarsi molto, che avrebbe lo stesso effetto. Uno studio che gira tra i corridoi del Senato ha testato le proiezioni di un voto con la legge elettorale attualmente in vigore, ovvero il Consultellum: proporzionale puro con le preferenze e sbarramenti piuttosto alti. I risultati sono sorprendenti. Basterebbe ottenere un risultato intorno al 44-45 per cento (che gli sbarramenti favorirebbero) per avere la maggioranza sia a Montecitorio sia a Palazzo Madama. Il Pd, grazie al 40,8 delle Europee, è già abbastanza vicino. Un allargamento ai pezzi della sinistra di Sel e ai centristi di Scelta civica lo lancerebbe verso il traguardo. "Quei numeri sono alla nostra portata", ripete Renzi ai fedelissimi. Da questo punto di vista e ascoltate le parole del premier-segretario, molti degli esponenti della direzione Pd si sono convinti che tutto sembra muoversi verso le elezioni anticipate la prossima primavera. Su questo il premier avrebbe sondato il terreno presso Forza Italia. Ma è un'aria che viene annusata in tutto il Parlamento. Dal Pd ai berlusconiani. E non solo. Da giorni Angelino Alfano e Gaetano Quagliariello stanno riflettendo su una exit strategy per non trovarsi schiacciati tra Largo del Nazareno e Arcore. I sondaggi descrivono una situazione pericolosa per i transfughi dell'ex Pdl. "Dobbiamo cambiare nome al partito", dicono. Solo un inizio, anche se il traguardo è chiaro. Un'alleanza con il Partito democratico nel caso dovesse essere confermato il premio di maggioranza alla coalizione. Un ingresso sotto le ali renziane se invece prevalesse la linea di un bonus alla singola lista. Oppure, se alla fine il voto venisse consumato con il sistema uscito dalla Corte costituzionale, con il 2,5 per cento dei sondaggisti, l'adesione al Pd sarebbe inevitabile. È un percorso, quello immaginato dai vertici dell'Ncd, che non si può certo fare all'insegna del "centrodestra". Da qui il lavorìo sulla modifica della ragione sociale. Premessa obbligata al dialogo con il premier. Renzi definisce questo modello aperto a tutti, realizzatore di una vera vocazione maggioritaria nei numeri, il Partito della Nazione. Una forza politica capace di parlare a diversi strati della società, di farsi votare trasversalmente: dai giovani e dagli anziani, dai datori di lavoro e dai lavoratori, dagli uomini e dalle donne. Assomiglia in modo impressionante a come è stata costruito l'appuntamento della Leopolda, negli ultimi 4 anni. Una kermesse dove, da Nord a Sud, si possono sentire protagonisti persone molto diverse fra loro. Negli Stati uniti si chiama catch all party ossia il "partito pigliatutto". Uno studio molto simile a quello che passa di mano in mano al Senato è contenuto in una cartellina che Denis Verdini si porta sempre dietro. In una riunione l'ha anche mostrato al presidente del consiglio. Ed è l'argomento forte che il plenipotenziario fiorentino usa per convincere Silvio Berlusconi ad aprire alle modifiche dell'Italicum suggerite da Renzi. "Senza di te che sei incandidabile e con le preferenze, Forza Italia rischia seriamente di sparire", sussurra Verdini nell'orecchio dell'ex Cavaliere. "E Matteo può avere la maggioranza comunque". Dunque, da Arcore la proposta è accelerare sull'Italicum, anche con le modifiche. Compresa l'idea di cancellare dal testo l'articolo 2. Quell'articolo è la clausola di salvaguardia pretesa dalla minoranza del Pd e da Forza Italia (quattro mesi fa): prevede che la nuova legge elettorale sia valida solo per la Camera, in attesa della definitiva cancellazione del Senato. Un norma anti-elezioni anticipate. Ma se Verdini e Renzi cominciano a lavorare sull'annullamento della clausola, la prova di una voglia elettorale che coinvolge sia Largo del Nazareno sia Arcore diventerebbe certa. Come le impronte digitali o il Dna. Allora nel Pd la scissione non sarebbe più solo una chiacchiera. Andrea Romano è solo l'apripista di Scelta civica. Lo hanno preceduto Gregorio Gitti e Lorenzo Dellai, transitando senza clamori nel gruppo Pd alla Camera. Ma so- no pronti a seguirlo i senatori Linda Lanzillotta, Pietro Ichino e Alessandro Maran. Tre ex Pd che finalmente si riconoscerebbero nella linea di Largo del Nazareno dopo aver sbattuto la porta ai tempi di Bersani. Quindi, un'intera storia verrebbe rinnegata. Una stagione passerebbe agli archivi e il partito cambierebbe davvero verso o meglio natura. Stefano Fassina si sfogava ieri alla fine della direzione: "Il punto è: su quale asse di cultura politica e di programma il Pd si allarga e diventa altro? Dietro l'abbraccio a tutti porta avanti gli interessi dei più forti? ". Gianni Cuperlo ironizza, ma a modo suo, dicendo la sua verità: "Finché non arrivano Razzi e Scilipoti, io resisto". Però dall'ex sfidante è arrivato l'attacco più sottile ieri pomeriggio. Quando parla di "partito parallelo" Cuperlo parla di un partito diverso, non quello che hanno costruito i Ds, anche i Ds. Ma Renzi vuole smontare il tabù identitario del Pd, stravolgerlo, consegnarlo alla storia e passare oltre. "Manca Verdini - sibila Pippo Civati citando Bennato -. Poi si parte. Prima stella a destra, questo è il cammino. ..". Anche se, almeno all'apparenza, sono gli altri a seguire il cammino di Renzi, a essere ipnotizzati dal leader del Pd, dalla sua forza e dai suoi consensi.
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TITOLO: Manovra al Colle ma c'è tensione sulle scelte di Renzi
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Un'ora e mezza di colloquio al Quirinale tra Napolitano e Renzi sulla legge di stabilità. Secondo il ministro Lupi il colloquio è andato bene, ma la tensione. ..
TESTO:Un'ora e mezza di colloquio al Quirinale tra Napolitano e Renzi sulla legge di stabilità. Secondo il ministro Lupi il colloquio è andato bene, ma la tensione sulla manovra economica del governo è piuttosto alta. Un comunicato di quattro righe del Quirinale ha sottolineato che il documento del governo era arrivato, ma che mancava ancora il timbro della Ragioneria dello Stato, e che l'esame del capo dello Stato sarebbe stato puntiglioso e attento. Tutto questo mentre da Bruxelles il commissario Katainen - anche lui con la legge di stabilità sulla scrivania - annunciava un particolareggiato esame della manovra italiana. E il commissario uscente Barroso non mancava di ricordare che nel 2011 l'Italia era "sull'orlo dell'abisso". Erano gli ultimi giorni del governo Berlusconi, poi due anni drammatici con la bocciatura di Marini e Prodi per il Quirinale, il dramma del Pd, la rielezione di Napolitano e, prima ancora il tentativo fallito di Bersani, il susseguirsi dei governi Monti e Letta. Infine, il governo Renzi dopo le primarie con tre milioni di voti. Ora due passaggi fondamentali sono davanti al premier: la legge di stabilità, appunto, e l'introduzione nell'Italicum del premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione. Sembra solo un particolare tecnico e invece ha un valore politico enorme. Perché dal premio alla lista passa il progetto renziano del Pd come partito della Nazione, un partito che ha le radici a sinistra ma che parla a tutto il Paese e che si presenta con un arco di esperienze politiche che vanno dagli ex Sel di Migliore agli ex Scelta civica di Romano. Ma il nerbo è quello del Pd. Ed è dentro il partito democratico che ferve la discussione su questo progetto che la minoranza di sinistra e la Cgil vedono con grande preoccupazione e perplessità. Nella tre giorni della Leopolda Renzi articolerà ancora il progetto lanciato nella Direzione ma contemporaneamente dalla manifestazione della Cgil partirà la controffensiva. La maggioranza alla Camera tiene e sventa un blitz di Forza ITalia e Lega sulla responsabilità civile diretta dei giudici.  
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TITOLO: Calo del desiderio nelle donne? Tutta colpa del pvc
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: A causarlo sarebbero gli ftalati, sostanze chimiche usate per ammorbidire la plastica, che interferiscono con gli ormoni naturali
TESTO:"CARO, non stasera, ho mal di testa! ": fino a oggi questa frase poteva sembrare solo una scusa delle donne per sottrarsi dalle "attenzioni" del proprio partner. Ma davvero sarà solo una scusa? Uno studio della University of Rochester School of Medicine (Usa), presentato in occasione della conferenza annuale a Honolulu dell'American Society for Reproductive Medicine sembra aver dato una risposta al calo della libido delle donne. I "colpevoli", secondo la ricerca, sarebbero gli additivi usati per ammorbidire la plastica. Il calo di interesse delle donne per il sesso, quindi, potrebbe essere causato da prodotti e oggetti che si trovano comunemente in giro per casa. Si tratta di sostanze chimiche, gli ftalati, che si trovano ovunque: dalla tenda in Pvc della doccia al cruscotto dell'auto ai contenitori di prodotti alimentari. Secondo i ricercatori, questi ftalati interferirebbero con gli ormoni naturali che sono importanti per la salute in generale. Minuscole particelle possono entrare nell'organismo sia attraverso la respirazione sia con l'alimentazione. Considerati già pericolosi dall'Organizzazione mondiale della sanità, nel nuovo studio gli ftalati sono stati collegati alla sessualità femminile. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno misurato i livelli di ftalati nelle urine di 360 donne incinte di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Inoltre, hanno interrogato le donne sulla loro libido nei mesi precedenti alla gravidanza. Ebbene, le donne con il numero maggiore di ftalati nell'organismo avevano più del doppio delle probabilità di lamentare una mancanza di interesse per il sesso. I ricercatori sospettano che gli ftalati interferiscano con la produzione di ormoni sessuali, come gli estrogeni e il testosterone, entrambi coinvolti nella libido femminile.
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TITOLO: Regione Calabria, indagata l'intera giunta del 2008 tranne Loiero
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: La Finanza ha sequestrato 12 milioni e mezzo dell'amministrazione. Iscritti nel fascicolo tutti i componenti dell'esecutivo di centrosinistra: avevano. ..<br clear='all'/>
TESTO:CATANZARO - Avevano istituito un fondo di garanzia regionale per incoraggiare le banche a rilasciare fideiussioni agli imprenditori che così potevano ottenere finanziamenti europei a fondo perduto per le assunzioni. Di fatto la Regione Calabria da una parte gestiva i soldi per incentivare l'occupazione e dall'altra si poneva essa stessa a garanzia di quelle aziende sulle quali avrebbe dovuto invece vigilare. Un paradosso secondo gli investigatori della Guardia di Finanza di Cosenza che su richiesta del procuratore di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, dell'aggiunto, Giovanni Bombardieri, e del pm Paolo Petrolo, hanno sequestrato 12 milioni e mezzo di euro alla Regione, iscrivendo sul registro degli indagati l'intera Giunta in carica nel 2008, ad esclusione del presidente Agazio Loiero (assente al momento del voto). A finire nel fascicolo dell'inchiesta l'esecutivo di centrosinistra, all'epoca composto dal vice presidente Domenico Cersosimo e dagli assessori Carmela Frascà, Silvio Greco, Damiano Guagliardi, Luigi Incarnato, Mario Maiolo, Demetrio Naccari, Mario Pirillo, Francesco Sulla e Michelangelo Tripodi, oltre ai dirigenti Salvatore Orlando e Marinella Marino. I fatti risalgono all'anno 2008, quando una serie di imprese avanzarono richiesta al fine di ottenere un contributo a fondo perduto per l'incremento occupazionale, che veniva concesso anticipatamente per l'intero ammontare. In sostanza in funzione del numero di assunti le aziende ottenevano i soldi immediatamente e con l'unico obbligo di munirsi di una polizza fideiussoria bancaria a garanzia dell'importo stesso. In altri termini se l'azienda non era in grado di rispettare l'impegno di assumere personale doveva restituire il finanziamento, riscattabile dalla Regione Calabria in caso di inadempienza. Gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno fatto emergere una serie di problematiche sorte ancor prima dell'erogazione del contributo, in quanto le oltre 200 imprese che puntavano a ottenere l'incentivo pubblico, erano sprovviste dei requisiti minimi di solvibilità patrimoniale richiesti. Non erano cioè in grado di fornire garanzie alle banche e quindi non avrebbero potuto ottenere una polizza fideiussoria da nessun istituto di credito disposto ad "accollarsi un elevatissimo e già prevedibile rischio di insolvenza". Per questo la Regione Calabria aveva deciso di creare un fondo di garanzia che ha consentito a una banca di rilasciare le polizze fideiussorie e di conseguenza alle imprese, altrimenti escluse, di poter fruire illegittimamente degli incentivi all'occupazione. Infine, a seguito di controlli, effettuati nei confronti di numerose aziende coinvolte, è emerso che queste ultime hanno completamente disatteso il rispetto dei requisiti previsti dal bando, non incrementando in alcun modo il mercato del lavoro in Calabria. Gli indagati dovranno rispondere per questo di peculato, avendo distratto somme che invece avrebbero potuto essere impegnate in maniera diversa.
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TITOLO: Nozze gay, otto coppie inviano diffida al prefetto: "No alla cancellazione delle trascrizioni"
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: I firmatari chiedono che non venga annullato l'atto firmato da Marino in Campidoglio. Il sindaco: "Non so come farà Pecoraro a cancellarle, siamo in una terra. ..<br clear='all'/>
TESTO:"Siamo in una terra di nessuno, non so se il prefetto può venire con un grande timbro e apporre la scritta 'annullato' sul registro di stato civile. Non so qual è la procedura". Così il sindaco di Roma Ignazio Marino, a margine della prima seduta del Consiglio della Città metropolitana, a chi gli chiedeva in merito alla procedura di annullamento delle nozze gay contratte all'estero da lui trascritte in Campidoglio sabato scorso, richiesta ieri dal prefetto Giuseppe Pecoraro. Intanto, è stata inviata al prefetto di Roma una diffida a procedere con la cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni tra soggetti dello stesso sesso. Firmatari dell'iniziativa i legali di otto coppie che sabato hanno proceduto alla  davanti al sindaco di Roma, Ignazio Marino. Nella missiva di quattro pagine, inviata per conoscenza anche al  presidente della Repubblica e al ministro della Giustizia, gli avvocati invitano la "prefettura di Roma e, per quanto occorrer possa, il ministero degli Interni a non procede all'illegittima cancellazione delle avvenute trascrizioni".   I difensori delle coppie omosessuali invitano, inoltre, il presidente del Tribunale di Roma (a cui la diffida è inviata per conoscenza ndr) a rilevare il conflitto di attribuzioni che il ministero pretende di attribuire al prefetto  e le attribuzioni che la legge conferisce all'autorità giudiziaria". Nel provvedimento, infine, i legali della Rete Lenford invitano "il presidente della Repubblica, il ministro della Giustizia, il presidente del Consiglio dei Ministri ed il Consiglio superiore della magistratura a compiere gli atti necessari a tutelare la separazione dei poteri definita dalla legge a garanzia dei diritti dei soggetti interessati". Proprio ieri il prefetto di Roma aveva inviato al sindaco Marino una lettera in cui chiedeva
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TITOLO: Genova, tasse sospese fino al 20 dicembre, #orabasta in strada, De André e Baccini contro Burlando e Doria
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Il ministro Padoan firma il decreto per la sospensione dei tributi. Un migliaio in piazza, prima sotto la Regione e poi a  Tursi, tra lanci di uova e monetine. ... <br clear='all'/>
TESTO:Mentre il governo, con un decreto firmato dal ministro Padoan, sospende fino al 20 dicembre versamenti e adempimenti tributari per Genova e le altre zone alluvionate, il Comune,   dopo la sospensione fino al 31 dicembre dei pagamenti di Imu, Tasi, Tari e Cosap per i cittadini e i commercianti che hanno subito danni durante l'alluvione, ha stanziato oggi 2 milioni di euro per le agevolazioni fiscali che saranno introdotte. Ma nel primo pomeriggio un migliaio di persone, al grido di "dimettetevi", "vergogna" e "licenziamoli", ha percorso le strade del centro tra piazza De Ferrari, sede della Regione, e via Garibaldi dove si trova i Comune: alla testa del corteo i cantanti genovesi Francesco Baccini e Cristiano De Andrè. Momenti di tensione durante la manifestazione, all'insegna dello slogan #orabasta, poi tutto si è tranquillizzato dopo che il sindaco Doria ha incontrato una delegazione di manifestanti, tra cui molti commercianti. Ma soprattutto il corteo ha avuto eco per la presenza dei due cantanti: De André ha annunciato l'intenzione di scrivere una canzone per gli Angeli del Fango, i volontari che hanno aiutato con il loro lavoro le zone più danneggiate della città. Intanto Genova si prepara ad una diversa emergenza: cimiteri e  parchi saranno chiusi domani, e sarà vietato  sulla strada Sopraelevata il transito delle moto per l'arrivo di fortissimi venti da nord che dovrebbero anche far crollare le temperature, finora praticamente estive.
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TITOLO: Fisco, scoperta evasione miliardaria: perquisizioni in tutta Italia, 62 indagati
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Maxioperazione della Guardia di Finanza: sequestri per oltre cento milioni di euro. Sotto accusa il consorzio di cooperative Gesconet, che opera nei settori. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Militari della Guardia di Finanza hanno eseguito in tutta Italia decine di perquisizioni e sequestri preventivi di beni per centinaia di milioni di euro (immobili, aziende e rapporti finanziari) nell'ambito di un'inchiesta che avrebbe portato alla luce un'evasione fiscale miliardaria. Sotto accusa c'è il consorzio di cooperative Gesconet di Pierino Tulli e il suo braccio destro Maurizio Ladaga, che opera nei settori del trasporto, del facchinaggio, delle pulizie e della vigilanza privata. I reati contestati agli indagati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, alla bancarotta fraudolenta, al riciclaggio. L'operazione, denominata "Miliardo", è lo sbocco di una 'inchiesta' della task force anti-frode dell'Agenzia delle Entrate ed ha visto impegnati oltre settanta finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria e reparti della guardia di finanza, che dalle prime ore di questa mattina hanno svolto numerose perquisizioni locali e domiciliari in Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto e Sardegna, finalizzate a individuare e sottoporre a vincolo cautelare circa novanta immobili tra uffici, unità residenziali ed opifici, due aziende, nonché numerosi mandati fiduciari e oltre cento rapporti bancari. L'inchiesta penale, nella quale figurano 62 indagati, è diretta dal procuratore aggiunto di Roma, Nello Rossa, con i sostituti procuratori Filippi e Davinola. I provvedimenti di sequestro preventivo sono stati firmati dal gip Valerio Savio. Le indagini, condotte per oltre due anni dalle Fiamme Gialle attraverso complesse analisi documentali, intercettazioni telefoniche, pedinamenti e testimonianze, avrebbero consentito di accertare che le organizzazioni individuate risultavano specializzate nella sistematica evasione della riscossione di debiti tributari, mediante l'utilizzo di circa 250 società consortili e cooperative, operanti nei settori del trasporto, facchinaggio, pulizie e vigilanza privata. L'attività illecita avrebbe provocato, nel corso degli anni, un danno allo Stato pari a oltre 1,7 miliardi di euro, come sarebbe stato riscontrato anche dalle numerose verifiche fiscali effettuate dai competenti uffici dell'Agenzia delle Entrate. Soldi drenati dal fisco e poi, secondo l'accusa, mandati in Lussemburgo e San Marino attraverso una serie di "camminatori" muniti di valigette, per poi esseri riutilizzati nel settore immobiliare. In particolare, sistema di evasione fiscale si sarebbe prevalentemente fondato sull'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Secondo l'accusa, ci sarebbe stata una contabilità riservata e parallela, utilizzata dagli indagati per pagare funzionari delle pubbliche amministrazioni, sottraendo il denaro alle cooperative. I soldi a questi ultimi sarebbero stati pagati tra il 2010 e il 2012. Il meccanismo della frode - Secondo il servizio anti-frode dell'Agenzia dellle entrate, il raggiro si basava su un meccanismo a più livelli, il 'classico' schema noto agli esperti come "interposizione reale". In questo caso, il portafoglio clienti era interamente gestito da Gesconet, che si occupava della ricerca dei clienti e dei rapporti commerciali con gli stessi; una volta acquisito il cliente, anziché assegnare la commessa direttamente a cooperative consorziate, Gesconet l'assegnava a due consorzi "filtro", i quali provvedevano poi ad assegnare formalmente le commesse a cooperative a loro consorziate. In pratica, dal punto di vista prettamente fiscale, il sistema prevedeva che con un normale ciclo di fatturazione infragruppo, l'Iva pagata dai committenti al consorzio, transitando per i consorzi filtro, confluisse  nei conti correnti delle cooperative "operative". Queste ultime, sostenendo quasi esclusivamente costi per il personale, che non comportano il diritto alla detrazione dell'Iva, avrebbero dovuto versare all'Erario Iva per importi pressoché pari al 100% di quella ricevuta. L'Agenzia ha invece rilevato che tutte le cooperative non versavano l'Iva, o perché si limitavano a non versarla, o perché la compensavano o con Iva generata da fatture false o comunque con crediti inesistenti. L'Iva non versata all'Erario veniva prelevata in contanti dai conti correnti bancari delle cooperative dai cosiddetti "spalloni". Questo sistema di scatole vuote, intestato fra l'altro a prestanome, non consentiva di arrivare a concreti recuperi d'imposta. La svolta nell'indagine - Gli Uffici antifrode dell'Agenzia delle Entrate hanno avuto successivamente un'idea vincente: puntare il faro non più sulle società e sui prestanome, ma su soggetti privi di ruoli all'interno del gruppo, ma presenti nell'abbondante documentazione contabile ed extracontabile sequestrata e affidati in custodia all'Agenzia delle entrate dalla Procura. Mettendo sotto la lente sette soggetti e tra questi Pierino Tulli e il socio Maurizio Ladaga.
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TITOLO: Molestie a corteo Jobs Act, Cgil boccia: 'rigurgiti sessisti'
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: A Bologna. Una ragazza scrive lettera aperta, sindacato risponde su Facebook: "Lottiamo insieme per superare anche questo"<br clear='all'/>
TESTO:"La Cgil è anche tua", non lasciare che "atti sessisti", 'rigurgiti' iniqui, gettino ombre sulla "tua voglia di partecipare". La Cgil dell'Emilia-Romagna risponde così su Facebook a una ragazza, Clara, che ha denunciato in una lettera aperta su zic. it - testata online "autogestita" di Bologna, che dà voce ai diversi collettivi cittadini -  una serie di molestie verbali durante la manifestazione della Cgil contro il Jobs Act a Bologna il 16 ottobre, arrivate da alcuni 'compagni'. Mentre si manifestava per i diritti (cinquantamila persone in piazza), scrive Clara, qualcuno ha preso spunto dal colore insolito dei capelli per indirizzarle molestie sessiste: "Mi fischiavano dietro, mi fissavano il corpo e, assicurandosi che io potessi sentirli, si dispiacevano ad alta voce di quanto fosse un peccato che la mia gonna fosse larga e non potessero vedere la forma del mio culo". Certo, lui sventolava "con orgoglio la bandiera della Cgil", ma "vi chiedo se, secondo voi, è un compagno".
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TITOLO: "Preferiresti che morisse prima la mamma o il papà? ": dopo il tema shock sospese le maestre di Scarmagno
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Il provvedimento è stato deciso dall'ufficio legale del provveditorato nonostante l'inchiesta penale della procura di Ivrea vada verso l'archiviazione<br clear='all'/>
TESTO:Il sesso è quando i vostri papà si fermano per strada con le prostitute di colore o quando le vostre mamme fanno l? amore con altri uomini». E poi con battute sul bunga bunga. Ciononostante, secondo il pm Chiara Molinari, non ci sarebbero gli elementi sufficienti per una incriminazione per maltrattamenti. "Il provvedimento preso dall'ufficio scolastico regionale - spiega Gianluca Lombardo, responsabile dell'ufficio legale - è di natura cautelativa in attesa di ricostruire tutta la vicenda nel modo corretto. Anche alle maestre sarà data l'opportunità di dare le proprie spiegazioni come prevede l'iter disciplinare che ha preso il via con questa sospensione". Per il provveditorato è importante sì che ci sia una inchiesta ma le sue decisioni non coincidono necessariamente con quelle del giudice.
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TITOLO: Is: Usa lanciano armi, munizioni e farmaci ai curdi di Kobane
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO:
TESTO:WASHINGTON - Armi, munizioni e attrezzature mediche sono statti lanciati dagli Usa ai curdi siriani, assediati nella città di Kobane, l'enclave vicino alla frontiera turca. Lo ha reso noto il comando americano per il Medio Oriente e l'Asia Centrale. È la prima volta che gli Usa lanciano materiale ai combattenti curdi nella città da settimane assediata dai jihadisti, un'operazione che potrebbe irritare la Turchia. Lanci nella notte. Un cargo C-130 ha effettuato diversi lanci di attrezzature di materiale per permettere agli assediati di resistere all'offensiva degli jihadisti dello Stato Islamico contro la città. Il comando centrale americano (Us Centcom) ha aggiunto che i 135 attacchi aerei effettuati vicino Kobane nei giorni scorsi, combinati con la resistenza dei curdi sul terreno, hanno rallentato l'avanzata dei gruppo terroristico verso la città. "Tuttavia la situazione della sicurezza a Kobane rimane precaria, perché l'Is continua minacciare la citta e i curdi a resistere", si legge ancora nel comunicato diffuso da Us Centcom. Poco più tardi anche un portavoce delle forze curde a Kobane ha confermato che "una larga quantità di munizioni ed armi" ha raggiunto la città. Il principale gruppo armato curdo in Siria ha ringraziato per le armi e le munizioni ricevute dagli americani e si è augurato maggiore sostegno da parte di Washington. Il materiale "avrà un impatto positivo sul corso delle operazioni militari e certamente speriamo ancora in maggiore sostegno", ha detto Redur Xelil, portavoce delle Unità di Protezione del Popolo curdo. I timori turchi. Gli Usa hanno preavvisato la Turchia dell'intenzione di consegnare armi ai curdi siriani, ai quali il  governo di Ankara guarda con molta diffidenza per via dei loro legami con i curdi turchi. Sulla spinosa questione, il presidente Usa, Barack Obama, ha telefonato sabato al collega turco, Recep Tayyip Erdogan, e gli ha comunicato i piani americani. "Comprendiamo le preoccupazioni turche, ha aggiunto un portavoce dell'amministrazione americana, ma lo Stato islamico è un "nemico comune" di Usa e Turchia. Ancora combattimenti. La battaglia per il controllo della terza città curda della Siria, dove i jihadisti sono riusciti a penetrare il 6 ottobre, prosegue intanto strada per strada. Lo Stato islamico è riuscito a progredire un po' verso il centro città mentre i curdi spingono verso Est, secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani.  
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TITOLO: Giappone, si dimettono due ministre. Il premier Abe: "Mi scuso profondamente"
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Doppio scandalo nel governo. Lasciano la responsabile dell'Industria e quella della giustizia. La prima è sospettata di aver utilizzato fondi politici per. ..
TESTO:TOKYO - Brutto colpo per il premier giapponese, Shinzo Abe. Due delle cinque donne ministro nel suo gabinetto si sono dimesse: prima ha lasciato il nuovo ministro dell'economia, Yuko Obuchi, per sospette irregolarità nell'uso di fondi pubblici; poche ore dopo dopo ha presentato le sue dimissioni il ministro della giustizia, Midori Matsushima, accusata di violazione della legge elettorale. Le due ministre erano entrate al governo a settembre nell'ambito del primo restyling dell'esecutivo dall'arrivo al potere di Abe, nel 2012: un'operazione per ottenere nuova popolarità e proporre una nuova immagine delle donne nel mercato del lavoro.   Appena 40enne, elegante e telegenica, la Obuchi, madre di due figli e figlia di un ex primo ministro, era considerata l'immagine giusta per convincere l'opinione pubblica più scettica della necessità di riapertura dei reattori nucleari chiusi dopo il disastro di Fukushima, nel 2011. Lei in particolare è sospettata di aver speso tra il 2007 e il 2012, quando era ancora parlamentare, diversi milioni di yen (centinaia di milioni di euro) senza alcun rapporto con la sua attività politica: per sue spese personali (anche prodotti cosmetici in grandi magazzini) e per regali ai suoi sostenitori (per esempio, biglietti di teatro gratis). "Sono stato io ad averla chiamata", ha detto Abe in conferenza stampa, subito dopo le dimissioni del Ministro dell'Industria Yuko Obuchi,   poco prima che lasciasse anche il titolare della giustizia. "Me ne assumo la responsabilità e mi scuso profondamente". Successivamente ha annuncianto che oggi stesso nominerà i sostituti.  
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TITOLO: âSottomarino di Mosca davanti alla costa svedeseâ. Ã caccia a âOttobre rossoâ
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Forze armate in allerta: inviati jet, navi e squadre speciali âOperazione di una potenza stranieraâ, il Cremlino smentisce
TESTO:"Con ogni probabilità un? operazione sottomarina di una potenza straniera è in corso nelle nostre acque territoriali", hanno detto fonti della Difesa svedese al quotidiano Svenska Dagbladet. Già da giovedì, i servizi d? ascolto dell? intelligence svedese hanno intercettato diverse chiamate di Sos in russo dirette a Kaliningrad, dove è la sede del comando della flotta del Baltico. Poco dopo i primi segnali, un sottomarino è stato avvistato sempre giovedì nel golfo di Kanholmsfjaerden. L?indomani, gli 007 di Stoccolma hanno captato un altro segnale straniero, ma in cifra, sempre inviato dalla zona di Kanolmsfjaerden e diretto a Kaliningrad. Corvette e fregate antisommergibili e navi veloci lanciamissili, elicotteri e aerei dotati di sonar per vedere i sottomarini in immersione, supersonici multiruolo Saab 39 Gripen dell? aviazione reale, mezzi anfibi e almeno duecento subacquei incursori delle forze speciali sono da allora in azione giorno e notte. La Svezia del nuovo governo socialdemocratico è decisa a mostrare una reazione ferma a quella che appare un? azione militare russa. Dall? inizio della crisi tra Mosca e Occidente per l? Ucraina, la tensione non cessa di salire tra il Cremlino da un lato, dall? altro Svezia e Finlandia neutrali e paesi baltici membri della Nato ma privi di vere forze armate. E contemporaneamente, il controspionaggio polacco arrestava un alto ufficiale e due funzionari, accusati di spionaggio per Mosca. Sulla durata e l? esito delle operazioni, Stoccolma non fornisce dettagli, mentre Mosca si limita a "smentire che qualsiasi nostro sottomarino abbia lanciato segnali di soccorso". Smentite che non convincono: il ricordo dell? incredibile incidente del 1981, quando lo U-137 russo s? incagliò a Karlskrona e l? equipaggio fu costretto alla resa, è ancora vivo. E il mese scorso, più volte aerei da combattimento della V-Vs, l?aviazione russa, hanno violato lo spazio aereo svedese e finlandese. A Stoccolma e a Helsinki, cresce a ogni incidente la voglia di integrarsi nella Nato.
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TITOLO: Il falso ordigno a Bonanni, tre arresti in Abruzzo
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Sequestrate pistole e una mitraglietta Skorpion. Il trio implicato in storie di droga ed estorsione<br clear='all'/>
TESTO:CHIETI - Una falsa bomba sotto casa dell'ex segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni. Un ordigno rudimentale composto da un contenitore in plastica tenuto insieme con del nastro isolante ad un involucro pieno di bulloni dal quale fuoriusciva filo elettrico, poi risultato - per fortuna - privo di carica esplosiva. E' a causa di questo falso attentato che sono finiti in manette tre giovani abruzzesi (Davide Nunziato, 32enne di Francavilla Al Mare, Donato Colasante, 21enne di Guardiagrele e Valeria Di Stefano, 30enne di Pescara) accusati di minaccia aggravata con scopo eversivo. L'inchiesta della Procura Distrettuale dell'Aquila, portata avanti dal procuratore Fausto Cardella e dalla pm Antonella Picardi, è nata nella primavera scorsa quando, nella notte tra il 20 ed il 21 marzo, una telefonata anonima al 112 avvisava che davanti l'abitazione a Francavilla di Bonanni (all'epoca segretario generale della Cisl) era stata posizionata una bomba. La telefonata anonima, fatta poi ascoltare ad un militare profondo conoscitore del territorio, permetteva di identificare Nunziato come colui che, sotto falso nome, aveva avvisato dell'esistenza di "una bomba" davanti l'abitazione "del politico". Nunziato, vecchia conoscenza della Squadra Mobile, era stato arrestato nel gennaio 2013 in una operazione congiunta con i Carabinieri di Chieti, trovato in possesso di alcune pistole e di una mitraglietta Skorpion. Gli investigatori hanno scoperto che Nunziato era stato aiutato da Donato Colasante, giovane pregiudicato, anche lui con una passione per le armi e per la costruzione di ordigni esplosivi. Nel corso di una perquisizione operata nel luglio scorso, gli investigatori hanno sequestrato altre armi a Nunziato (due pistole ed un fucile, oltre a numerose munizioni) e trovato nel pc del Colasante le istruzioni per la costruzione di ordigni artigianali, anche utilizzando napalm. Le numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno svelato l'attenzione ossessiva di Nunziato e della moglie Valeria Di Stefano nei confronti del Bonanni, di cui veniva attentamente studiata la presenza a Francavilla al Mare monitorando la presenza della scorta al seguito del sindacalista. Lui e Colasante, in almeno un'occasione, hanno "pattugliato" le strade di Francavilla al Mare alla ricerca di persone di colore alle quali sparare con una pistola soft air in modo indiscriminato, per solo odio razziale. E' stata attentamente monitorata anche l'attività sui social network, ed in particolare su Facebook dove Nunziato ha in uso un profilo dall'inquietante nome "Davide Al Zarqawi". Le attività hanno permesso di scoprire altri reati commessi dal Colasante, che è stato arrestato anche per aver estorto denaro ai propri familiari e per aver indotto alla prostituzione una ragazza minorenne, evento sventato dall'intervento tempestivo della Polizia. Inoltre, è stato scoperto un giro di spaccio di stupefacenti ed altri reati commessi dagli indagati (furti, danneggiamenti, incendi ed altro) sul quale sono ancora in corso indagini. Per Nunziato e Colasante è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per la Di Stefano, che ha una  figlia in tenera età, sono stati disposti gli arresti domiciliari. L'operazione è stata possibile anche grazie alla collaborazione dell'Aisi (servizi segreti italiani).
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TITOLO: Corso Francia, Keita della Lazio perde il controllo della Lamborghini e si schianta: illeso
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Incidente all'alba del biancoceleste è finito contro le strutture di ponte Flaminio. L'agente: "Il giocatore sta bene, la causa dell'impatto è da imputare solo. ..<br clear='all'/>
TESTO:Incidente stradale all'alba a Roma per l'attaccante della Lazio Keita Baldé Diao. Secondo quanto si è appreso dalla polizia municipale, il calciatore ha perso il controllo della Lamborghini sulla quale viaggiava ed è finito contro le strutture di ponte Flaminio. Il giocatore sarebbe rimasto illeso. L'incidente è avvenuto su Corso Francia, nel quadrante nord della città. Il giocatore di 19 anni ha perso il controllo della sua Lamboghini Gallardo che è andata completamente distrutta e trasferita in un deposito giudiziario. Il viadotto di Corso Francia è stato chiuso fino alle 7 per permettere la pulizia della strada da parte dell'Ama. I rilievi sono stati eseguiti dal XV e dal II gruppo dei vigili urbani. "Keita sta benissimo. Non riporta nessuna lesione- fa sapere in una nota l'agente del giocatore biancolceste- Vorrei solo sottolineare che la causa dell'incidente ê solo dovuta all'inesperienza del ragazzo alla guida. Non sono da ricercare altre cause. E stato solo un grande spavento. Ringraziamo tutti i tifosi della Lazio, quelli veri,   che si sono preoccupati per la sua salute. E speriamo in breve tempo di condividere con loro e con la societâ le gioie calcistiche a cui Keita ci ha abituato".  
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TITOLO: Roma, Quintavalle: "Nuova aggressione, pietre contro il bus, vetri in frantumi: due feriti"
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: La denuncia del presidente del sindacato Cambia-menti M410: "Pietre lanciate sul mezzo 556, colpite due passeggere". Al vaglio le immagini delle telecamere di. ..<br clear='all'/>
TESTO:Un bus della linea 556 preso a sassate e due ragazze ferite. E' accaduto nella notte a Roma, nel quartiere di Tor Tre Teste, in via Tovaglieri. A raccontarlo è stata Micaela Quintavalle, del sindacato Cambia-menti M410, sulla sua pagina facebook. "Due ragazzi hanno lanciato pietre contro il bus all'altezza della chiesa moderna - ha scritto - Il vetro si è frantumato ferendo due donne, due innocenti passeggere. Una di loro è stata portata in ospedale". Indaga il commissariato di Torpignattara. Sono al vaglio degli investigatori le registrazioni di telecamere di sorveglianza di negozi e banche del quartiere per risalire ai responsabili della nuova aggressione a un autobus di linea. Il conducente del bus della linea 556 dopo "l'urto" avrebbe visto due persone scappare a piedi. Al momento non si esclude che possa trattarsi di una "bravata" compiuta da qualche ragazzino. Il sasso ha infranto il lunotto posteriore del mezzo ferendo di striscio al fianco una ragazza di 18 anni che era in compagnia della madre. La giovane, portata in ospedale, è stata medicata e dimessa. Ieri un altro episodio di violenza a bordo di un mezzo pubblico.
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TITOLO: Milano, strangola la fidanzata poi racconta tutto all'amico al telefono: arrestato 42enne
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Le ha stretto un laccio intorno al collo. Due mesi fa la polizia era già intervenuta nella stessa casa in via della Commenda per un grosso litigio. Nella notte. ..<br clear='all'/>
TESTO:Ma il delitto è stato scoperto solo alle dieci di sera, quando Maggioncalda - che vive in una mansarda sopra l'appartamento dei genitori - è uscito di casa e, incrociando il padre, gli ha chiesto di controllare come stava la ragazza. Poi si è allontanato, ha raggiunto piazza Sant'Ambrogio da dove ha telefonato all'amico che vive a Garlasco (Pavia) e gli ha raccontato quel che era successo. E' stato lui a dare l'allerta. I poliziotti hanno raggiunto l'omicida e lo hanno arrestato. I rapporti tra i due fidanzati erano caratterizzati da liti frequenti e violente. Secondo i vicini, non era la prima volta che la donna veniva picchiata. Il padre di Sonia, Michelangelo, ascoltato dagli inquirenti ha raccontato dell'aggressione subita dalla figlia il 28 agosto "nella casa o nel garage della nonna in via Orti". L'uomo si è detto convinto di averla salvata, perché lei era riuscita a telefonargli: "L'ho salvata perché mi ha chiamato. Sono entrato nel cortile e l'ho trovata sanguinante. Lui le aveva anche rotto un timpano e le hanno dato 30 giorni di prognosi". Nonostante questo, e la denuncia mai ritirata, Sonia "continuava a frequentarlo - ha proseguito il padre -. Lui faceva in bici il giro del nostro palazzo per beccarla e poi le diceva 'perdonami'. Lei era fragile. ..bevevano entrambi". Un altro episodio è stato raccontato da Tilena La Macchia, legale del padre, il quale ha confermato che la vittima alla fine del maggio del 2006 aveva subito un tentativo di violenza sessuale nel cosiddetto fortino della droga di viale Bligny da parte di Adel Ben Boughani, un tunisino che in quell'occasione aveva ferito uno spacciatore marocchino, Said El Harti, e ferito con una coltellata alle spalle la stessa ragazza, mentre cercava di scappare per le scale. I tre poco prima avevano fumato insieme cocaina. Tornando alle testimonianze dei vicini sulle liti nella coppia: "La gente aveva chiamato le forze dell'ordine più di una volta - racconta il cameriere di un ristorante di fronte al luogo del delitto - si sentivano le urla di sera e di notte, tutti sapevano che tra di loro c'erano litigi furibondi: nonostante mettessero la musica di Baglioni a un volume pazzesco, dalla strada si sentiva lui che le si scagliava contro arrabbiato e lei che urlava 'basta' e si capiva che si lanciavano addosso delle bottiglie". "Spesso si vedeva in giro lei piena di lividi, poi un mese fa - ricorda ancora il giovane - l'hanno trovata sanguinante per strada". Anche un barista dell'adiacente via Orti, ricorda di aver trovato Sonia sanguinante, riversa a terra, circa un mese fa. L'uomo aveva chiamato i soccorsi e il padre della donna era arrivato per sostenerla, ma secondo i vicini lei non aveva voluto denunciare il suo uomo. In questura Maggioncalda ha confessato: ha detto di aver stretto sul collo della fidanzata l'elastico portapacchi che usava per trasformare due letti singoli in un matrimoniale. Ma al pm Giancarla Serafini ha detto che la donna non era ancora morta quando si è allontanato da casa. Il quarantaduenne, che lavora nell'orologeria di famiglia, è stato arrestato per omicidio volontario aggravato. Nelle prossime ore verrà interrogato per la convalida.
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TITOLO: Grillo espelle da M5s i contestatori del Circo Massimo. Ma loro: "Chi ha deciso? No abusi"
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Dopo il sindaco di Comacchio cacciato con una mail, Casaleggio sul blog: fuori dal movimento i quattro attivisti che sul palco della tre giorni romana. ..
TESTO:ROMA - Dopo il sindaco di Comacchio cacciato con una mail (lui si chiama Marco Fabbri e parla di "deriva fascista"), in casa Movimento 5 Stelle si consumano quattro nuove espulsioni. Si tratta degli attivisti che, sul palco del Circo Massimo, hanno organizzato una protesta durante la tre giorni intitolata 'Italia 5 Stelle'. Un asciutto 'post scriptum' pubblicato sul blog beppegrillo. it annuncia il provvedimento, in coda a un articolo firmato dal plenipotenziario della comunicazione M5s, Gianroberto Casaleggio sulla "morte dei giornali". Questo il testo che annuncia la cacciata: "Ps. Giorgio Filosto, Orazio Ciccozzi, Pierfrancesco Rosselli, Daniele Lombardi hanno approfittato del loro ruolo di responsabili della sicurezza del palco di Italia 5 Stelle - vi si legge - per occupare il palco stesso. In rispetto per gli oltre 600 volontari che hanno dedicato il loro tempo e lavoro per il successo dell'evento e delle centinaia di migliaia di attivisti del movimento presenti all'evento, i 4 sopracitati sono fuori dal M5s". Il post, tuttavia, non dà conto di quale sia stato il procedimento che ha condotto alla decisione, né da chi sia stata assunta.
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TITOLO: Bonus bebè, Vendola: "Propaganda, gli asili chiudono". Lorenzin: per terzo figlio, assegno anche a redditi oltre 90 mila euro
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: L'annuncio del premier sull'assegno di sostegno per le neomamme non convince molti anche a sinistra. Critico il leader di Sel. La Lega Nord attacca: "Ennesima. ..
TESTO:"Gli 80 euro per le neomamme sono un primo, tardivo segnale di attenzione nei confronti delle donne, dopo che Renzi ha voluto tenere per sé le competenze in materia di Pari Opportunità senza, di fatto, esercitarle. Il bonus è una buona iniziativa, ma c'è bisogno di una politica di più ampio respiro in favore delle donne", è la posizione della deputata di Forza Italia Elena Centemero, membro della commissione Equality and Non Discrimination del Consiglio d'Europa. "Gli interventi da fare non mancano, a cominciare dall'implementazione del Piano nazionale antiviolenza. Ad esempio, nella Legge di stabilità il governo si è ricordato dei fondi per i centri antiviolenza? Anche sulle politiche per le pari opportunità, procedere 'passo dopo passo' va bene solo se si sa dove si sta andando", conclude Centemero. È, invece, sicura che "il bonus di 80 euro alle neomamme va incontro a un'esigenza fondamentale del Paese", che è quella di tornare a crescere, a partire dalla famiglia e che sia "uno dei migliori investimenti che possiamo fare per il futuro" Dorina Bianchi, vicecapogruppo Ncd alla Camera. All'interno del Pd le posizioni non sono omogenee. Per il deputato del Pd, Matteo Colaninno, "gli 80 euro per le neomamme costituiscono una scelta di speranza per il Paese. È lo Stato che investe sul futuro e costruisce fiducia. Questa decisione annunciata ieri dal premier Renzi - prosegue - è bella, giusta e va sostenuta". Non è così ottimista Cesare Damiano: "Fare tante promesse non serve se poi non ci sono le risorse per renderle concrete", ha dichiarato, arrivando alla direzione del Pd. "C'è un problema di coperture per gli ammortizzatori sociali: è giusto darli a tutti, ma le coperture pare non ci siano. Anche per il bonus alle neomamme si tratta di una estensione di diritti, ma vanno trovate le coperture". Scettica la Cgil: "Non so se l'intervento possa essere coperto dal mezzo miliardo del fondo per la politica  per la famiglia: spero che gli 80 euro - ha detto il segretario generale, Susanna Camusso - siano accompagnati da una politica di scuole per l'infanzia. Mi sarei aspettata più una politica di sostegno per famiglie in povertà". La leader sindacale, poi, ha tenuto a sottolineare che siamo ancora di fronte a un annuncio su cui è complicato dare giudizi poiché non si sa se il bonus è riferito a un reddito familiare e per un solo figlio, e se, quindi, il provvedimento sarà selettivo. Una trovata propagandistica più che una misura realmente efficace: è questo il giudizio dei segretari confederali dell Ugl, Giuseppe Carenza e Ornella Petillo: "Invece che con un importo fisso uguale per tutti, si dovrebbe intervenire con politiche mirate come il quoziente familiare, che tiene conto del reddito e della composizione dei nuclei", hanno dichiarato. Il Codacons vede nella misura annunciata un "segnale importante, ma assolutamente insufficiente". A chi spetta il bonus bebè - In attesa che il ministero dell'Economia faccia interamente chiarezza sui requisiti per beneficiare del bonus bebè, un nuovo dettaglio è statao aggiunto oggi dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Parlando alla conferenza stampa dell'Ncd sulla Legge di stabilità, Lorenzin ha spiegato, citando fonti del Mef, che "gli 80 euro al mese sono per tre anni per chi ha uno o due figli e un reddito sotto i 90 mila euro. Sopra i 90 mila euro solo dal terzo figlio". L'assegno, ha confermato il ministro, sarà di circa mille euro l'anno e per tre anni.
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TITOLO: Cittadinanza più rapida per i bambini stranieri. Renzi: "Ius soli temperato, sarà sufficiente un ciclo scolastico"
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO:
TESTO:ROMA - La cittadinanza italiana ai figli degli stranieri. Per Renzi "un fatto di civiltà", un vagone di quel treno dei diritti civili che partirà dopo la sessione di bilancio e la legge elettorale. I renziani ne parlano fin dai tempi della prima Leopolda e, a grandi linee, il progetto ormai è definito. Non sarà un'apertura indiscriminata, ma si passerà dallo ius sanguinis (è cittadino solo chi nasce da italiani) a uno ius soli temperato: cittadinanza per i bambini che nascono in Italia da genitori immigrati, a patto però che concludano un ciclo scolastico. Il disegno di legge del governo arriverà a fine anno, stavolta alla Camera - mentre delle unioni civili se ne occuperà prima il Senato - e l'obiettivo di Renzi è farlo diventare legge nel 2015. Che ne abbia parlato in televisione dopo la manifestazione anti-immigrati della Lega a Milano non è nemmeno un caso. Attaccato da sinistra per il Job's Act, con le unioni civili e il "ddl Balotelli" sulla cittadinanza il capo del governo punta a spiazzare i suoi avversari, senza farsi trovare là dove lo stanno aspettando. Così, per scrollarsi di dosso l'etichetta di destra che gli stanno cucendo addosso, rilancia su un tema dove aveva fallito la precedente ministra dell'Integrazione Cecile Kyenge. "Con Matteo ne abbiamo parlato. A gennaio - conferma Matteo Orfini, il presidente del Pd - partiamo con i diritti civili e sblocchiamo anche le cose lasciate a metà, come ad esempio il ddl contro l'omofobia". Un cambio di passo per dare l'idea di un esecutivo che non si occupa solo di economia ma ha una visione a 360 gradi della modernizzazione necessaria al paese. Il problema semmai si porrà con il nuovo centrodestra, nel momento di fissare i paletti per i nuovi cittadini. Scartata l'idea di un esame di "italianità" (che forse molti italiani doc non passerebbero), per il premier l'idea è quella di affidarsi al completamento di un ciclo scolastico. Scuola dell'obbligo per chi è nato in Italia, oppure la scuola secondaria superiore per chi è arrivato già adolescente. È, appunto, lo ius soli temperato. E del resto Dorina Bianchi, Ncd, ha già depositato un testo molto simile alla Camera dopo averne discusso con Angelino Alfano. Eppure, come sui matrimoni gay, gli alfaniani non intendono accettare il fatto compiuto. "Non siamo un partito xenofobo come la Lega - precisa Gaetano Quagliariello, coordinatore Ncd - e siamo d'accordo sul principio dello ius soli temperato. Il problema con Renzi è definire il grado di. .. temperatura". Intanto a Montecitorio sembra destinato per il momento a fermarsi, in attesa del disegno di legge governativo, il cammino di quella ventina di proposte che i vari partiti hanno presentato sullo stesso argomento. Marilena Fabbri del Pd e la forzista Annagrazia Calabria, come relatrici, stanno studiando un testo unico da portare in aula, ma la commissione sarà ancora a lungo intasata dalla riforma del Senato. In più la grande incognita è l'atteggiamento del grillini, molto divisi al loro interno sul tema immigrazione. La linea post Circo Massimo sembrerebbe comunque quella dell'ostruzionismo su tutto, cittadinanza compresa. Inoltre proprio sul blog di Grillo, lo scorso anno, arrivò una bocciatura ufficiale (e non firmata, quindi attribuibile ai due fondatori) della proposta di ius soli temperato avanzata dall'allora governo Letta. La regola attualmente esistente della cittadinanza acquisita dopo il compimento della maggiore età, per Grillo e Casaleggio, avrebbe potuto essere cambiata "solo attraverso un referendum" nel quale si sarebbe dovuti spiegare bene agli italiani "gli effetti di uno ius soli dalla nascita". Perché "una decisione che può cambiare nel tempo la geografia del paese non può essere lasciata a un gruppetto di parlamentari e di politici in campagna elettorale permanente". Proprio la contrarietà dei leader 5stelle per Renzi costituisce un motivo in più per andare avanti sulla proposta. Come ha dimostrato lo scontro sul reato di immigrazione clandestina, i gruppi parlamentari del M5s sui diritti civili sono infatti più aperti del vertice. Su una materia così incandescente, prevede il capo del governo, non è difficile ipotizzare altre spaccature interne se Grillo e Casaleggio dovesse imporre la linea dura.  
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TITOLO: Sfida di Sky a Mediaset, pronti canali gratis e in chiaro. Berlusconi in trincea: "Anche Renzi ci difenda"
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Gli uomini di Murdoch valutano le ipotesi di fronte ad un mercato sempre più affollato. L'arrivo di servizi di streaming come Netflix consiglierebbe di. ..
TESTO:ROMA -  La pax televisiva sta per saltare. In questi anni la tregua era stata prima firmata da Rai e Mediaset. Poi con gli anni si è aggiunta Sky. Ma nel 2015 tutto cambierà. Anzi, tutto sarà rivoluzionato. Anche con il possibile "trasferimento" in "chiaro" dell'emittente, ora a pagamento, di Murdoch. Gli uomini del magnate australiano, infatti, hanno iniziato a valutare rischi e opportunità di una trasformazione completa di Sky Italia. Non una decisione per il momento ma un'opzione concreta. Che nella sostanza prevederebbe una graduale "gratuità" per una parte dei suoi canali. Seguendo di fatto le orme di Cielo e aumentando probabilmente la presenza anche sul digitale terrestre. Il quartier generale della pay-tv di certo vuole lanciare il guanto di sfida all'ex amico Silvio Berlusconi. Contemplando anche l'idea di competere sul suo stesso terreno. Contendendo spazi, audience e quote pubblicitarie. E quindi riaprendo una battaglia che sembrava ormai finita. La guerra è tra Murdoch e Berlusconi, ma inevitabilmente coinvolgerà anche la Rai. Certo, si tratta ancora di un'ipotesi e non ancora di una scelta. Eppure, le valutazioni della principale pay-tv italiana non sarebbero un fulmine a ciel sereno. Il mercato televisivo sta diventando sempre più complicato. La sua saturazione "tecnologica" è per tutti un dato di fatto. Aggravato negli ultimi anni dalla crisi economica e dalla flessione senza precedenti della raccolta pubblicitaria. Tutti i soggetti in competizione sono quindi alla ricerca di nuovi orizzonti. Anche perché per il prossimo anno tutti dovranno fare i conti con un nuovo "competitor", Netflix. Il campione della tv su internet è già sbarcato in Germania e in Francia. E ora si prepara a "invadere" anche il nostro Paese. Con un'offerta sconfinata sui film e con canone piuttosto basso. Ecco, la società americana con la sua possibilità di fare vedere i programmi su tv o tablet sta diventando il vero incubo della tv "tradizionale". Anzi, molti lo considerano il grimaldello per far saltare l'attuale assetto televisivo e trasformarlo in toto. Con nuovi soggetti e nuovi protagonisti. Senza contare che i risultati economici di Mediaset, Rai e Sky negli ultimi anni sono stati pesantemente condizionati dalla crisi economica. Il Gruppo dell'ex Cavaliere, ad esempio, soffre ormai da tempo di una strutturale problematicità. L'ultimo bilancio è stato chiuso con un netto calo dei ricavi e ancora una volta non è stato distribuito il dividendo. La pubblicità non da segni di risveglio e l'ultimo dato certificato, quello del 2013, ha registrato una contrazione di oltre 230 milioni rispetto all'anno precedente. E le previsioni per il 2014 certo non sono ottimistiche. Non a caso negli ultimi mesi proprio Berlusconi ha ricominciato ad occuparsi del suo core business a tempo pieno. "La politica - ripete a tutti - in questo momento è la cosa meno importante. Almeno per quanto riguarda Forza Italia. Io devo pensare ad altro". E l'"altro" è appunto il futuro delle sue aziende. Dal punto di vista della "successione imprenditoriale" ma anche degli obiettivi strategici. "Non siamo messi bene - si è lasciato andare qualche giorno fa Fedele Confalonieri con un ex parlamentare di centrodestra nella saletta vip di un aeroporto - i conti continuano a peggiorare. Dobbiamo inventarci qualcosa, proprio come fece Silvio negli anni '80". L'ex Cavaliere dunque sembra preso proprio dalla battaglia che si preannuncia con Sky. "Dobbiamo prepararci", è il suo refrain. E questo impegno, in realtà, ha anche un riflesso indiretto sulla politica. L'intero vertice del suo gruppo, dalla figlia Marina a Confalonieri a Doris, gli ripete che in questa fase la tattica migliore consiste nel "rimanere attaccati al governo Renzi". L'ex Cavaliere è ormai convinto che non è più nelle sue forze aprire contemporaneamente due fronti bellici: con lo Squalo australiano e con il presidente del consiglio. "L'esito - ripete ai suoi fedelissimi - sarebbe disastroso". E in più è convinto che finché Forza Italia non aprirà le ostilità contro l'esecutivo "almeno Palazzo Chigi non farà leggi contro di noi. Da Renzi non mi aspetto aiuti ma nemmeno svantaggi". Spera quindi in una sorta di imparzialità. E anche nell'uso della cosiddetta Golden power, la ex golden share. Per bloccare eventuali scalate ostili da parte di soggetti esterni all'Unione europea. Sebbene l'uso della golden power per le tv non sembra assolutamente praticabile: non rientra proprio nel novero dei casi in cui è utilizzabile questo strumento. Ma le sofferenze riguardano anche Sky e Rai. I tagli al "superfluo" cui sono state obbligate molte famiglie italiane si sono fatti sentire. La rete a pagamento ad esempio ha visto un decremento di quasi 200 mila abbonati negli ultimi due anni. L'ultimo bilancio si è chiuso con un meno 2,2 miliardi nei ricavi e un rosso di 8 milioni. Anche la tv pubblica ha visto flettere gli incassi pubblicitari senza una adeguata compensazione del canone e della lotta alla sua evasione. Il guanto di sfida, però, l'ha lanciato per primo il gruppo dell'ex Cavaliere. L'atto che ha dato il via alla nuova guerra dell'etere è stata l'assegnazione dei diritti tv del calcio. In particolare per la Champions league nel triennio 2015-2018. Una riserva di caccia da sempre nel carnet di Sky e che appunto dal prossimo anno passerà ai canali berlusconiani. L'emittente di Murdoch, allora, non intende rimanere a guardare. Il "passaggio" in chiaro, anche se la scelta non è ancora definitiva, è la prima opzione. Proprio per sfidare il Cavaliere nel suo "territorio storico". Contendergli lo share e soprattutto la raccolta pubblicitaria. Negli studi fatti nel quartier generale è previsto un graduale e progressivo "trasloco" a cominciare dai canali all news. Lo scontro dunque è aperto. Sebbene siano previste delle subordinate. Che riguardano il destino di un'altra pay-tv: la berlusconiana Premium. Che vive una fase di incertezza ancora più pesante rispetto alle "sorelle" in chiaro. Non è riuscita a sfondare il muro della concorrenza di Sky in modo significativo. Basti pensare che i canali Sky coprono una quota di questo mercato pari al 77,8% e Mediaset arriva al 19,1%. Le strategie della tv di Murdoch, quindi, potrebbero ad esempio cambiare se da parte di Berlusconi ci fosse un passo indietro proprio su Premium. Lasciandogli il monopolio di fatto delle reti a pagamento. Ma anche la Rai sta mettendo in moto delle contromisure. La possibile riorganizzazione, infatti, dovrebbe proprio rispondere all'esigenza di affrontare le nuove sfide di un mercato in completa evoluzione. E soprattutto dovrebbe mettere in campo una nuova strategia per combattere l'evasione del canone. La guerra delle tv, dunque, è solo l'inizio. Ma il 2015 sarà l'anno delle prime battaglie.
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TITOLO: La Leopolda diventa un caso Renzi si scontra con la sinistra Pd
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Di cosa discute oggi il Pd? Della Leopolda, della natura del partito, della sua identità nell'epoca di Renzi, di quanto rimanga di autenticamente di sinistra. ..
TESTO:Di cosa discute oggi il Pd? Della Leopolda, della natura del partito, della sua identità nell'epoca di Renzi, di quanto rimanga di autenticamente di sinistra in un partito che dal 25 per cento si trova proiettato oltre il 40 per cento e in procinto di governare in tutta Italia se i sondaggi dicono il vero. Discussione molto seria cominciata dagli esponenti sempre più accigliati della sinistra che accusano il segretario-premier di voler svuotare il Pd per farne un comitato elettorale, o una federazione, insomma di privilegiare la corrente della Leopolda a scapito del resto del partito. Critiche a cui Renzi risponde assicurando di non aver nessuna intenzione di fare una federazione, e ricordando alla sinistra che non esistono "usurpatori". Quanto alla Leopolda, "e veniteci a questa Leopolda" così i Fassina, i Cuperlo e i D'Attorre potranno vedere con i propri occhi che non è una corrente ma un luogo di dibattito politico. "Anche se", li sfotte un po' Renzi, "so che sabato avrete altro da fare". Il riferimento è alla manifestazione della Cgil che poterà a Roma un milione di persone - almeno così spera Susanna Camusso - contro la riforma del mercato del lavoro e l'abolizione dell'articolo 18 targato Renzi. Riguardo a cosa significa essere un partito della sinistra, Renzi lo descrive con la parola "opportunità", contro opportunismi e privilegi, per dare uguaglianza e non egualitarsmo. E qui si torna alla legge di stabilità e alle agevolazioni fiscali per gli imprenditori che assumono a tempo indeterminato. Una manovra economica che secondo il ministro dell'Economia Padoan può creare 800 mila nuovi posti di lavoro in tre anni. Ovviamente tutti sperano che sia un impegno più serio del milione di posti di lavoro di memoria berlusconiana. A giorni arriverà il giudizio di Bruxelles che secondo le previsioni non dovrebbe essere troppo severo. Magari solo con una richiesta di maggiori chiarimenti sull'aumento del deficit che si avvicina pericolosamente al 3 per cento del Pil. E con un debito pubblico mostruoso come il nostro non è esattamente quello che la Ue ci chiedeva. Fra i Cinquestelle si è aperta una nuova stagione di epurazioni. Grillo ha cacciato i quattro attivisti che salirono sul palco per chiedere trasparenza nell'organigramma. Loro hanno risposto che non gliene importa niente.
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TITOLO: Lettera dalla generazione '96
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO:
TESTO:Riceviamo e volentieri pubblichiamo Appartengo alla generazione '96. In quinta elementare per la riforma non ho fatto l'esame finale. Alla scuola media, invece, ho fatto l'esame riformato della Gelmini e quest'anno mi appresto a fare l'esame di maturità classica modificato dalla ministra Giannini. Come potete ben capire, la mia generazione ha assistito a cambiamenti radicali della scuola italiana: l'abolizione della geografia come materia unica, con la grave conseguenza di aver reso la mia e le future generazioni ignoranti in materia; l'eliminazione dei registri cartacei perché "ormai i tempi sono cambiati, serve l'elettronico", peccato che in una scuola come quella italiana bisogna ringraziare di avere d'elettrico almeno l'impianto; l'aumento ingiustificato dei libri di testo, ma tanto una spesa maggiore di 100/200 euro ogni anno non cambia il bilancio familiare; 29 studenti ammassati in aule che per legge ne potrebbero contenere 25, ma sì, dai, almeno si abbassa il riscaldamento e possiamo farci calore a vicenda socializzando anche. La mia è una generazione un po' delusa e stanca dei soliti slogan elettorali per la "Buona scuola" della ministra. Vogliamo fatti, non più parole. A tutto ciò si aggiunge che io come tanti della mia generazione vorrei poter fare il mestiere più bello del mondo: il medico. Ma anche per questo mio sogno, la generazione '96 naviga in acque contrarie. Le decisioni ministeriali sul test d'ingresso per tale facoltà non sono state ancora prese e, chissà, se mai lo saranno, giusto? I '96 giacciono nell'incertezza e a questo punto devo proprio chiedere alla ministra: ma siamo noi sbagliati per la scuola e per l'università oppure è stato il Miur che ha fatto sulle nostre spalle un po' quello che gli è parso più comodo, calpestando il nostro diritto allo studio e i nostri sogni? Ps. Apostrofi e accenti non erano sempre a posto nell'originale che abbiamo ricevuto, i concetti erano invece chiari da subito.
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TITOLO: Vandana Shiva: "Gli Ogm sono molto più cari dei prodotti biologici"
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Secondo la leader del movimento contro gli organismi geneticamente modificati l'agricoltura transgenica ha costi molto superiori rispetto a quella. ..
TESTO:ROMA - "Il mio lavoro degli ultimi trent'anni ha dimostrato che i prodotti biologici rendono di più per acro di quelli ogm, economicamente e dal punto di vista nutrizionale. Producono inoltre redditi più elevati per i coltivatori, perché nel sistema industriale e con i semi transgenici gli agricoltori non solo devono spendere denaro in quantità esorbitante per i prodotti chimici, ma devono pagare per le royalty sulle sementi, perché le corporation del settore dell'ingegneria biogenetica pretendono di affermare il diritto di proprietà sui semi". Vandana Shiva, fisico e fondatrice del movimento "Navdanya", "Nove semi", risponde alle domande di Repubblica dopo le polemiche causate dalle sue posizioni di critica ai cibi transgenici. Uno degli argomenti più importanti a difesa dei cibi geneticamente modificati è che sono economici, mentre i prodotti biologici sono costosi. "Gli Ogm non sono affatto economici. Anzi, sono tra i più costosi perché si raccolgono le royalty su ogni seme venduto. Nel caso del cotone in India il prezzo è passato da 5 rupie al chilogrammo a 3600. Oltre a ciò non si tiene conto dell'uso dei pesticidi da parte degli agricoltori, perché in effetti sono costretti a farne un uso molto maggiore. Di conseguenza gli agricoltori si indebitano, e molti indebitati si suicidano. Abbiamo già perso 291mila contadini - e a dirlo sono le statistiche governative, non le mie - dal 1995, quando la globalizzazione ha iniziato a modificare le leggi sulle sementi. La maggior parte di questi suicidi si è verificata nella cosiddetta fascia del cotone, la zona nella quale cresce il cotone indiano: il 95% di questo cotone ormai è geneticamente modificato. Per quanto riguarda la produzione, poi, la coltivazione delle specie geneticamente modificate implica costi molto elevati, perfino negli Stati Uniti. Gli agricoltori pagano qualcosa come dieci miliardi di dollari per le royalty e per prodotti per la cura dei semi. Oltre, naturalmente, al prezzo delle sementi vere e proprie". VIDEO INTERVISTA: "Chi produce Ogm non dice la verità" Elena Cattaneo, docente e senatrice della Repubblica, a favore degli ogm, ha ammesso sulle pagine di Repubblica che per la colza transgenica non ci sono evidenze di sicurezza dal punto di vista ambientale. In poche parole, c'è il rischio di contaminazione. Si tratta di un caso isolato? "Il caso colza non è affatto isolato. Perché le piante andranno sempre incontro all'impollinazione incrociata, il vento trasporterà sempre il polline, e abbiamo visto i risultati dei disastri prodotti dal canola, in Canada, con la contaminazione da ogm. Oltre a ciò è stato effettuato anche un importantissimo studio per il Messico - e il Messico è il paese originario del granoturco - dal quale è emerso che le varietà native di granoturco sono contaminate. Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista Nature. Gli Stati Uniti non producono a livello commerciale riso o frumento transgenico, ma hanno campi di riso aperti. Si è verificato così, per esempio, il caso del riso Byle e del frumento Monsanto. È stata scoperta una contaminazione nel riso e gli Stati Uniti hanno perso tutte le loro esportazioni. La contaminazione è stata trovata nel frumento, e hanno perso tutte le loro esportazioni di frumento. Quindi la contaminazione non è certo unica e limitata ai semi transgenici, ma ha luogo in ogni pianta, perché ogni pianta avrà la sua fase di impollinazione". Un agronomo italiano ha chiesto che la sua partecipazione all'Expo 2015 sia cancellata. Lei pensa che vi prenderà parte? "Ho trovato molto interessante che l'Expo - che auspica la partecipazione di milioni di persone - se la prendesse con una sola su sette miliardi di persone sulla Terra e le dicesse 'lei non deve andarci'. Io spero proprio che all'Expo ci siano tutti. L'Expo mi ha nominato ambasciatrice per l'idea di un'alimentazione centrata sulla biodiversità e sulla Terra, alimenti caratterizzati dalla qualità e non da prodotti tossici. Il cibo contaminato provoca malattie e obesità agli esseri umani. E distrugge la nostra biodiversità".
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TITOLO: Muore trafitto da una chiave inglese. L'incidente in un cantiere a Mantova
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Un altro operaio, socio della ditta di costruzioni, è morto vicino a Rimini, soffocato dalla terra che stava usando per costruire un muretto
TESTO:Una pesante chiave inglese conficcata in gola che avrebbe reciso la carotide sarebbe la causa della morte di Marco Beschi, operaio di 59 anni di Solferino (Mantova), deceduto mentre si trovava al lavoro in un cantiere nella zona industriale di Cremosano in località San Benedetto, in provincia di Cremona. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri di Crema (Cremona), l'uomo stava avvitando un bullone di una parete prefabbricata quando il gancio di una gru, manovrata da un collega, lo ha colpito alle spalle scaraventandolo contro il muro. È successo tutto in una frazione di secondo. L'operaio non avrebbe avuto né il tempo né lo spazio per reagire al violentissimo colpo che lo ha sbattuto contro la parete e il `giratubi´ agganciato al muro gli ha perforato la gola. Inutili i soccorsi prestati dai colleghi di lavoro e l'arrivo, dopo pochi minuti, dei sanitari del servizio di emergenza 118 e dell'ambulanza, giunti dall'ospedale maggiore di Crema. Beschi, dipendente di una ditta di Castiglione delle Stiviere (Mantova), era esperto del mestiere. Sposato e padre di un figlio ormai adulto, aveva sempre lavorato nell'edilizia. Per ora il cantiere non è stato posto sotto sequestro, ma l'attività è stata momentaneamente sospesa in attesa delle decisioni della magistratura che ha disposto l'autopsia sul corpo della vittima.
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TITOLO: Prostituzione minorile, abusava di tre sorelline: fermato un pensionato
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Fermati anche i genitori delle tre ragazzine romene: si facevano pagare dallâanziano che filmava le violenze. I carabinieri credono ci sia almeno unâaltra bambina coinvolta
TESTO:Avrebbe abusato di tre sorelline romene minori di 14 anni, di cui, pare, una disabile, con il consenso dei genitori ai quali avrebbe versato, in circa due anni, decine di migliaia di euro oltre a regali vari. Per questo un pensionato 70enne che vive a Rende e i genitori delle piccole, che abitano nel campo nomadi di Vaglio Lise a Cosenza, sono stati sottoposti a fermo dai carabinieri del Comando provinciale del capoluogo calabrese. Secondo quanto riporta il Quotidiano della calabria, l?anziano era già stato denunciato per gli stessi reati nell? agosto scorso. Sempre secondo il Quotidiano, edizione online, dopo la prima denuncia dell? anziano, i carabinieri avevano anche lanciato un appello per capire cosa stesse davvero succedendo nel campo rom, dove presumevano che si fosse radicato un giro di baby prostitute spalleggiato dagli stessi genitori delle minori.
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TITOLO: Mangiano funghi velenosi: due morti nel Cosentino
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Pensavano fossero prataioli, invece non erano commestibile. Anche due intossicati gravi a Corigliano<br clear='all'/>
TESTO:CORIGLIANO CALABRO (COSENZA) - Due persone sono morte ed altre due sono ricoverate in gravi condizioni in ospedale per avere mangiato funghi velenosi scambiandoli per comuni prataioli commestibili. E' successo a Corigliano, nel cosentino. Le vittime sono un uomo di 43 anni, Dino Falco, ed una ragazza romena di 23 che lavorava nella casa dei genitori dell'uomo che sono rimasti intossicati. Il padre di Falco è ricoverato nell'ospedale di Corigliano, mentre la madre è stata trasferita in un centro specializzato a Palermo. Nello stesso centro erano stati ricoverati, ieri pomeriggio, anche Falco e la ragazza. La gravità delle loro condizioni, però, ha reso vano l'intervento dei medici.
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TITOLO: Milano, Littizzetto indagata per maltrattamenti: portò un maialino a: 'Che tempo che fa'
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: L'attrice è accusata per la puntata nella quale si parlava della bocciatura del porcellum da parte della Consulta. La denuncia è di un'associazione animalista. ..<br clear='all'/>
TESTO:Nella puntata dello scorso 8 dicembre di Che tempo che fa era entrata in studio spingendo un carrello con un maialino nero adagiato dentro, immobile e impaurito. "Un ospite eccezionale, un'esclusiva assoluta", aveva ironizzato Luciana Littizzetto che con quello sketch voleva introdurre l'argomento della puntata: la decisione della Corte Costituzionale di dichiarare incostituzionale la legge elettorale. Il porcellum, appunto. Ma quei due minuti di diretta con il maialino, frastornato dalle luci dello studio e dagli applausi del pubblico, costano ora alla Litizzetto l'iscrizione nel registro degli indagati. Il reato ipotizzato per lei è maltrattamento di animali. A denunciare la comica, l'associazione 'Animalisti italiani', una onlus romana che ha presentato un dettagliato esposto alla procura di Milano, dove il pubblico ministero Ferdinando Esposito ha aperto un fascicolo per verificare se sia stata o meno rispettata la legge nel trasportare e tenere in studio l'animale. L'associazione, che rivendica tra le sue battaglie quella di aver fatto sostituire l'uso di pellicce di ermellino con copie di materiale sintetico durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario, cita nell'esposto le 'linee guida per la tutela degli animali in tv', un codice firmato nel 2007 anche dalla Rai. "Sono un estimatore di Fabio Fazio e della Littizzetto, per questo mi è capitato di vedere quella puntata - spiega il presidente della onlus, Walter Caporale, per vent'anni consigliere regionale dei Verdi in Abruzzo -. Nonostante il carrello fosse aperto il maiale non scappava, restava immobile, terrorizzato, come fosse anestetizzato. La Rai - continua Caporale - è un servizio pubblico che si era impegnato a rispettare un codice deontologico quando ci sono animali in trasmissione. Subito dopo la messa in onda ho chiesto all'azienda di chiare quali autorizzazioni avessero e se c'era un veterinario in studio, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta".
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TITOLO: Nozze gay, il prefetto scrive a Marino: "Cancelli subito le trascrizioni"
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Pecoraro ha inviato una richiesta formale al sindaco affinchè siano eliminati in tempi rapidi gli atti firmati dal primo cittadino lo scorso 18 ottobre in. ..<br clear='all'/>
TESTO:Prosegue il braccio di ferro tra la Prefettura di Roma e il Campidoglio sulle trascrizioni delle nozze gay celebrate all'estero. Dopo le sollecitazioni verbali dei giorni scorsi, il prefetto Pecoraro oggi ha preso carta e penna e ha inviato al sindaco Ignazio Marino una richiesta formale di cancellazione degli atti di trascrizione di 16 nozze gay firmati sabato dallo stesso primo cittadino. Il prefetto nella richiesta non ha indicato un tempo massimo per la cancellazione chiedendo che ciò comunque avvenga comunque "in tempi rapidi". Se il sindaco di Roma non ottempererà all'invito formale della prefettura, seguirà l'attivazione dell'iter di annullamento delle trascrizioni. Sabato, subito dopo la firma degli atti in Campidoglio, il prefetto Giuseppe Pecoraro aveva chiesto informalmente al sindaco di recedere e cancellare le registrazioni. Oggi ha inviato la richiesta scritta. In caso di annullamento delle trascrizioni, il Campidoglio sta valutando l'ipotesi di ricorrere alla Corte per i diritti dell'uomo di Strasburgo.
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TITOLO: Tridente, vigili al lavoro e scooteristi disorientati per la nuova pedonalizzazione
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Cinque nuovi varchi regolano la circolazione dalle 6,30 alle 19. Vietati anche i motorini. File ai varchi più delicati. I centauri chiedono informazioni e. ..<br clear='all'/>
TESTO:"Sta funzionando, anche se è lunedì mattina non ci sono particolari problemi ai varchi e le strade reggono tutte. A oggi sembra che non ci siano criticità - ha osservato il presidente del I Municipio di Roma, Sabrina Alfonsi, impegnata in un sopralluogo a piazza di Spagna - ma ovviamente si vedrà col passare dei giorni se funzioneranno i parcheggi e la nuova viabilità, soprattutto in zone di 'confine' come Ripetta, dove i residenti sono preoccupati per possibili congestionamenti di traffico. Dovremo controllare e monitorare tutto molto bene per capire le criticità ed evitare di rovinare una cosa così bella - ha sottolineato Alfonsi - visto che oltretutto andiamo incontro al periodo di maggiore affollamento per questa zona, le feste di Natale, che saranno il vero banco di prova". Alfonsi però ha voluto denunciare la situazione in piazza di Spagna, dove "ci sono degli abusi che riguardano i permessi auto per disabili. Oggi sono parcheggiate in piazza dodici automobili, e solo due appartengono a persone che sono accertate abitare qui, le altre sono evidentemente degli abusi". Per il minisindaco "è un problema, e su questo io voglio incontrare le associazioni dei disabili: nessuno vuole togliere un diritto, ma è una battaglia per ripristinare la legalità, c'è una delibera apposita e non è possibile che qualcuno possa usufruire del diritto di una persona in difficoltà per andare a parcheggiare in piazza di Spagna". Un'idea, ha proposto Alfonsi, "potrebbe essere quella di controllare direttamente all'accesso ai varchi chi entra con il pass disabili. Sarebbe già un deterrente". L'avvio della nuova ztl A1 non è stata l'unica novità di oggi per i romani. Perché proprio stamattina, circa un'ora fa, è stata riconsegnata alla città e ai residenti via del Babuino, fresca di restyling: con marciapiedi di basalto, allargati con 'funzione' anti-sosta, nuovi sampietrini e nuova segnaletica la parallela di via del Corso rinasce semi-pedonalizzata, con l'accesso consentito solo ai residenti sulla falsariga di via di Ripetta, anche se il colpo d'occhio sulla strada che collega piazza del Popolo e piazza di Spagna è decisamente diverso, vista la quasi totale assenza di auto in sosta. "A via del Babuino - ha spiegato Maurizio Pucci - è tutto completato, la fine dei lavori era prevista inizialmente per il 14 gennaio, poi il sindaco aveva annunciato la data del 30 novembre, e invece siamo riusciti ad aprirla oggi, dopo solo tre mesi dall'inizio dei lavori, con largo anticipo". La 'nuova' via è controllata a vista "da due vigilesse fisse", e si vedono già i primi risultati: "Alcune signore - ha concluso Pucci - ci hanno detto che la presenza delle polveri sottili è già sparita".
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TITOLO: Spese pazze in Piemonte, niente archiviazione per vicepresidente Regione: Chiamparino respinge le dimissioni
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Stessa sorte per l'assessore Cerutti e per il segretario regionale del Pd Gariglio. I pm hanno 10 giorni per formulare i capi d'imputazione poi sarà fissata. ..<br clear='all'/>
TESTO:La fotogallery/ Le lacrime dell'assessore: "Sono onesta" Chiamparino ha immediatamente respinto le dimissioni del suo vice e dell'assessore Cerutti. "Appena si è saputa la notizia - ha spiegato il presidente - hanno subito messo a disposizione le loro deleghe, che io ho respinto nel modo più netto. Ho piena fiducia in loro". E poi ha aggiunto: "Al momento non c'è ancora nessun rinvio a giudizio. L'imputazione coatta prevede infatti che i pm chiedano il rinvio a giudizio. Un altro giudice stabilirà se dovranno essere processati o no". "Salvati" dall'ordinanza del giudice invece Nino Boeti, attuale vicepresidente del Consiglio Regionale e Mercedes Bresso, oggi europarlamentare del Pd, Rocchino Muliere (attuale sindaco di Novi Ligure),Wilmer Ronzani e Giuliana Manica. Archiviazione anche per Gianna Pentenero, altra componente della squadra di Chiamparino: ha le deleghe sul Lavoro e l'Istruzione. Il documento in pdf/ Leggi l'ordinanza Ora i pm hanno 10 giorni di tempo per formulare il capo di imputazione e dovranno chiedere il rinvio a giudizio degli interessati. L'udienza preliminare, che sarà celebrata da un altro giudice, stabilirà se dovranno essere processati o no. "Leggendo le carte del gup, mi sono scoperto essere dottor Jekyll e mister Hyde, anche se non mi sento tale". Così ha commentato Reschigna la notizia dell'imputazione coatta nei suoi confronti. "Per le risorse spese come consigliere regionale mi è stata riconosciuta la massima correttezza - ha detto - come capogruppo invece no. So bene di non aver usato un solo euro a scopi personali. Mi conforta molto la rinnovata fiducia del presidente Chiamparino. Il riconoscimento da parte del giudice della mia correttezza in qualità di consigliere regionale mi aiuta a sopportare la situazione, ma non mi assolve. Sono convinto che saprò dimostrare la mia correttezza come quella degli altri colleghi del gruppo". In effetti il giudice trattando la sua posizione scrive che, rispetto alle spese personali, valuta "un atteggiamento soggettivo non qualificabile in termini di dolo di peculato". L'inchiesta/Spese pazze, torna in gioco anche il Pd Erano quindici consiglieri regionali, quasi tutti di centrosinistra, per i quali la procura di Torino aveva chiesto l'archiviazione. Ma poco dopo, a elezioni vinte, tutti erano rimasti al palo perché il gup, anziché archiviare, aveva fissato un'udienza per discutere le loro posizioni. In particolare ciò che non convinceva il giudice erano tutte le spese relative alla ristorazione. In particolare il gip ha valutato negativamente spese - come ristoranti, omaggi o bar - che la procura aveva ritenuto sbagliate ma non dolose. Ottomila euro di ristoranti per Davide Gariglio, 1700 per Aldo Reschigna, quasi diecimila per Monica Cerutti. Esaminati anche gli scontrini più piccoli come i due euro per un gelato o una bibita al bar. Sono proprio le spese da pochi euro a convincere il giudice del dolo degli indagati. Lo si evince dall'ordinanza. Come già aveva scritto nelle motivazioni delle condanne il gup Roberto Ruscello ha chiaramente indicato nelle spese per la ristorazione l'elemento centrale della sua decisone: "Mangiare è un bisogno personale non una esigenza della politica". Il caso/Rimborsopoli, i giorni del giudizio, domani tocca a Cota   Durante la conferenza stampa indetta in quattro e quattr? otto per chiarire la posizione dell? amministrazione regionale, Monica Cerutti ha ceduto alle lacrime ribadendo "Sto vivendo un momento molto difficile. Mettere in dubbio onestà e correttezza è la cosa peggiore che possa capitare a un politico. Dubitare di questo è una cosa che mi fa stare male". "Non si tratta di un rinvio  a giudizio ma della richiesta di rinvio - ha precisato - andrò a spiegare le mie ragioni così come ho già fatto, ragioni che erano state accolte dai pm. Poi vedremo". Il segretario regionale dei democratici Davide Gariglio non è sorpreso: "La decisione non mi sorprende. E' coerente con quanto aveva scritto il gup nelle motivazioni".
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TITOLO: Corso Francia, Keita della Lazio perde il controllo della Lamborghini e si schianta: illeso
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Incidente all'alba del biancoceleste è finito contro le strutture di ponte Flaminio. L'agente: "Il giocatore sta bene, la causa dell'impatto è da imputare solo. ..<br clear='all'/>
TESTO:Incidente stradale all'alba a Roma per l'attaccante della Lazio Keita Baldé Diao. Secondo quanto si è appreso dalla polizia municipale, il calciatore ha perso il controllo della Lamborghini sulla quale viaggiava ed è finito contro le strutture di ponte Flaminio. Il giocatore sarebbe rimasto illeso. L'incidente è avvenuto su Corso Francia, nel quadrante nord della città. Il giocatore di 19 anni ha perso il controllo della sua Lamboghini Gallardo che è andata completamente distrutta e trasferita in un deposito giudiziario. Il viadotto di Corso Francia è stato chiuso fino alle 7 per permettere la pulizia della strada da parte dell'Ama. I rilievi sono stati eseguiti dal XV e dal II gruppo dei vigili urbani. "Keita sta benissimo. Non riporta nessuna lesione- fa sapere in una nota l'agente del giocatore biancolceste- Vorrei solo sottolineare che la causa dell'incidente ê solo dovuta all'inesperienza del ragazzo alla guida. Non sono da ricercare altre cause. E stato solo un grande spavento. Ringraziamo tutti i tifosi della Lazio, quelli veri,   che si sono preoccupati per la sua salute. E speriamo in breve tempo di condividere con loro e con la società le gioie calcistiche a cui Keita ci ha abituato". In realtà, dai primi accertamenti effettuati dopo l'incidente, sembrerebbe che Keita prima di mettersi al volontate. Secondo quanto si è appreso, gli esami avrebbero evidenziato un valore inferiore al limite di legge, ma Keita avrebbe dovuto essere completamente sobrio in quanto neopatentato.  
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TITOLO: Roma, Quintavalle: "Nuova aggressione, pietre contro il bus, vetri in frantumi e un ferito"
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: La denuncia del presidente del sindacato Cambia-menti M410: "Pietre lanciate sul mezzo 556, colpite due passeggere". Al vaglio le immagini delle telecamere di. ..<br clear='all'/>
TESTO:Un bus della linea 556 preso a sassate e due ragazze ferite. E' accaduto nella notte a Roma, nel quartiere di Tor Tre Teste, in via Tovaglieri. A raccontarlo è stata Micaela Quintavalle, del sindacato Cambia-menti M410, sulla sua pagina facebook. "Due ragazzi hanno lanciato pietre contro il bus all'altezza della chiesa moderna - ha scritto - Il vetro si è frantumato ferendo una donna, un'innocente passeggera che è stata portata in ospedale". Indaga il commissariato di Torpignattara. Sono al vaglio degli investigatori le registrazioni di telecamere di sorveglianza di negozi e banche del quartiere per risalire ai responsabili della nuova aggressione a un autobus di linea. Il conducente del bus della linea 556 dopo "l'urto" avrebbe visto due persone scappare a piedi. Al momento non si esclude che possa trattarsi di una "bravata" compiuta da qualche ragazzino. Il sasso ha infranto il lunotto posteriore del mezzo ferendo di striscio al fianco una ragazza di 18 anni che era in compagnia della madre. La giovane, portata in ospedale, è stata medicata e dimessa. Ieri un altro episodio di violenza a bordo di un mezzo pubblico.
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TITOLO: Partenze intelligenti anche per gli uccelli: le sfruttano per migrare
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Studio su Nature, con ricercatori dell'Università dell'Insubria
TESTO:LE "PARTENZE intelligenti" avvengono anche tra gli uccelli migratori che si spostano tra l'Africa e l'Europa: lo dimostra uno studio pubblicato su Nature a cui ha collaborato l'Università degli Studi dell'Insubria. I ricercatori hanno studiato il Nibbio bruno, un rapace molto comune anche in Italia, dimostrando che la sua capacità di migrare migliora con l'età e con l'esperienza. Lo studio ha visto che "i giovani nibbi nelle prime migrazioni partono più tardi e volano più velocemente, con gran consumo di energie, mentre i più anziani partono in anticipo e volano più lentamente, sfruttando le conoscenze accumulate nel corso della loro vita su velocità e direzione dei venti per una vera e propria partenza intelligente". Nel caso del nibbio, la migrazione è una combinazione tra comportamento imparato nel tempo e selezione dei migliori migratori: "Nibbi di età diverse - spiega Damiano Preatoni, zoologo del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate - hanno utilizzato tecniche di volo diverse, variando tempi e rotte in modo da sfruttare al meglio i venti a favore. Quelli che hanno migliorato nel corso della vita l'abilità nel migrare hanno mostrato anche un successo riproduttivo maggiore". Dato che le condizioni ambientali estreme possono addirittura impedire la migrazione nel caso di uccelli giovani, gli autori ipotizzano che il cambiamento climatico potrebbe avere effetti negativi sul fenomeno delle migrazioni in generale: questo fattore "dovrà essere tenuto in considerazione per predire e gestire il declino di numerose specie di uccelli migratori".
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TITOLO: Paolo VI è beato, la folla applaude. E c'è anche Ratzinger
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Insieme a Francesco, il Pontefice emerito in Piazza San Pietro per la cerimonia dedicata a Papa Montini. L'abbraccio tra i due. Decine di migliaia di fedeli. ..
TESTO:I pellegrini spagnoli: fu simbolo contestato. Ma sono comparsi striscioni anche dalla Puglia e, più indietro, alcune bandiere spagnole. ?È stato il Papa della nostra gioventù, ma soprattutto un simbolo? spiega Maria Sacramento, arrivata da Madrid proprio per la beatificazione. ?Negli anni Settanta - spiega - in Spagna c'era una campagna sistematica contro Paolo VI e per noi cristiani lui divenne un simbolo. È stato una delle due menti più brillanti della Chiesa del secolo scorso, insieme a Benedetto XVI? . E oggi, in piazza, Maria Sacramento li ha ritrovati entrambi, insieme a Francesco, che rimane gettonatissimo negli striscioni.
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TITOLO: Hong Kong: la polizia carica i manifestanti, feriti
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Riprendono gli scontri nella città cinese. Pechino spera che la protesta si concluda entro il 12 novembre, quando Obama sarà in visita in Cina. Oggi ne hanno. ..
TESTO:HONG KONG - Una carica della polizia per disperdere i manifestanti pro-democrazia ha fatto almeno 20 feriti  a Hong Kong. Gli agenti delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa hanno colpito i manifestanti a Mongkok, uno dei tre siti occupati dalla protesta che va avanti da tre settimane nell'ex colonia britannica. In un comunicato, la polizia ha dichiarato di aver condotto "un'azione determinata all'uso minimo della forza per disperdere la folla ed evitare che la situazione degeneri". Sale ad almeno venti feritiil bilancio delle violenze che hanno visto opposti, tra la tarda serata di ieri e stamattina, polizia e manifestanti pro-democrazia a Hong Kong. Lo rende noto il governo locale. Decine di agenti in tenuta antisommossa hanno caricato nella notte un gruppo di manifestanti Gli eventi di Hong Kong sono stati discussi tra il segretario di Stato americano John Kerry e  il consigliere diplomatico cinese Yang Jiechi, insieme ad altri temi. Lo scopo della riunione era la preparazione dell'incontro tra i Presidenti Obama e Xi Jinping a Pechino previsto il prossimo 12 novembre. Data entro la quale le autorità di Pechino sperano che la protesta a Hong Kong sia conclusa. "Ci sono temi sui quali gli Stati Uniti e la Cina stanno collaborando, anche se ci sono divergenze che stiamo cercando di affrontare in modo efficace", ha detto Kerry, che ha ricordato quanto Stati Uniti e Cina stiano già lavorando insieme nel tenere sotto controllo i programmi nucleari di Iran e Corea del Nord e condividano il comune obiettivo di frenare gli estremisti islamici, il cambiamento climatico e l'ebola. "Riteniamo di dover continuare a lavorare insieme per rafforzare la nostra fiducia reciproca e concentrare i nostri sforzi nelle aree di maggiore cooperazione - mette in evidenza Yang - mentre, sulla base del mutuo rispetto, cerchiamo di gestire le differenze fra di noi".
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TITOLO: E Ratzinger respinse la fronda dei conservatori: "Il pontefice non sono io, decide Francesco"
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: La missione fallita di un gruppo di cardinali nella residenza di Benedetto. Che informa il suo successore con un biglietto
TESTO:Nei giorni più caldi di questo Sinodo, c'è stato un biglietto che ha cambiato decisamente il senso e probabilmente il risultato della discussione. Un biglietto rimasto riservato ai più. Un messaggio breve, ma fondamentale. Spedito dal monastero Mater Ecclesiae e recapitato a Santa Marta. Due luoghi che nella Santa Sede degli ultimi due anni hanno assunto un valore particolare: sono rispettivamente le residenze del Papa emerito Joseph Ratzinger e quella del Pontefice in carica, Jorge Mario Bergoglio. E già, perché nello scontro che si è consumato tra i 191 padri sinodali, c'è stato anche un protagonista inatteso: Benedetto XVI. Ratzinger, certo, non ha preso parte ai lavori delle commissioni e agli incontri convocati dal suo successore. Eppure non è stato assente. Schierandosi a sostegno di Francesco. "Non solo nella preghiera - spiegano nei corridoi del soglio pietrino - ma anche con la sua figura e statura di Papa emerito e di più grande teologo vivente". In questi giorni infatti si è forse consumato uno degli scontri più aspri dal Concilio Vaticano II. I temi della famiglia sono stati al centro di un confronto senza precedenti. Le aperture alle famiglie non tradizionali e ai diritti degli omosessuali hanno determinato una serrata discussione. L'ARTICOLO INTEGRALE SU REPUBBLICA IN EDICOLA O SU REPUBBLICA+  
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TITOLO: Coltre di smog su Pechino, maratoneti abbandonano o corrono con la mascherina
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Gli organizzatori hanno respinto gli appelli a rinviare la manifestazione ma hanno aggiunto personale medico supplementare
TESTO:Un concorrente sfoggiava un'enorme maschera anti-gas verde, mentre gli altri hanno optato per più discrete mascherine bianche. Ma qualcuno lungo il percorso ha gettato la spugna: "Quando ho guardato lo stato della mascherina dopo 10km ho deciso che il troppo è troppo", ha raccontato Chas Papa, 39 anni, un corridore britannico. "Mi sono sentito ridicolo considerando che facciamo tutto questo per salute e fitness". In realtà molti atleti internazionali si erano ben guardati dall'iscriversi. La maratona di Pechino alla fine è stata vinta dall'etiope Girmay Birhanu Gebru in due ore, 10 minuti e 42 secondi; e la sua compatriota Fatuma Sado Dergo è stata la donna più veloce con un tempo di 2:30:03.
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TITOLO: Marcia della pace, centomila persone in cammino contro la guerra e per il lavoro
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: La Perugia-Assisi con il motto: "Cento anni di guerre bastano": "Siamo qui perché non vogliamo più vedere vittime. Ma anche per i diritti". Tante le autorità. ..<br clear='all'/>
TESTO:PERUGIA - Centomila persone hanno preso parte alla Marcia della Pace Perugia-Assisi, partita stamane intorno alle 9 dal capoluogo umbro. E' questo il dato ufficiale sulla partecipazione diffuso dagli organizzatori. Alla marcia era stata annunciata la presenza, nei giorni scorsi, di 525 città di tutte le regioni italiane, 115 scuole, 275 enti locali e 478 associazioni. La celebre manifestazione è stata aperta da una grande bandiera con i colori dell'iride della pace. "Cento anni di guerre bastano" è stato il tema scelto per l'edizione 2014. In marcia molti gonfaloni degli enti locali italiani. Tra i primi marciatori anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, la vice presidente della Camera, Marina Sereni e il sindaco di Perugia, Andrea Romizi. Nel pomeriggio anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, si è unita alla manifestazione. Poi ha incontrato anche gli operai della Ast di Terni in lotta: "Bisogna trovare delle soluzioni, non è una vertenza di un'azienda, bisogna capire qual è la politica industriale di questo paese. Serve una task force istituzionale". "La marcia sia un'occasione per un maggior impegno nella diffusione della cultura della solidarietà, ispirata ai valori morali e al servizio della persona umana e del bene comune". Lo ha detto Papa Francesco in un messaggio inviato ai partecipanti alla Perugia-Assisi, impartendo ai "presenti tutti la benedizione apostolica". Il messaggio è stato letto dalla Loggia della Basilica dal vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino.
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TITOLO: Pescatore ucciso e gettato in mare aperto, svolta nel giallo di Vieste: trovato il cadavere al largo
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: In manette l'uomo che, dopo una lite, ha sparato un colpo di fucile al petto del 39enne e ha buttato il suo corpo in acqua<br clear='all'/>
TESTO:É stato trovato a circa 12 miglia da Vieste il cadavere di Antonio Di Mauro, ucciso in mare due giorni fa sul Gargano. Il corpo è stato recuperato alle 21.20 nella baia di Vignanotica, 20 km a sud di Vieste. Ad individuarlo è stato un sub dilettante durante una battuta di pesca che ha immediatamente lanciato l'allarme. Le operazioni di recupero del corpo sono state eseguite dai sommozzatori dei vigili del fuoco, che in questi giorni hanno scandagliato i fondali garganici. Circa 20 gli uomini del 115 che per tutta la giornata si sono alternati nelle batutta di ricerca. Insieme ai sommozzatori di Taranto e Brindisi, è stato fatto alzare in volo anche un elicottero. Per il fatto, i militari hanno arrestato il 37enne Riccardo Bradamante, cognato della vittima. Dovrà rispondere di omicidio e occultamento di cadavere. Un colpo di fucile esploso in mare aperto, dritto al petto; una pallotta che parte da lontano spinta da vecchie ruggini di natura familiare e - pare - anche economiche. Questa la tesi alla quale sono arrivati i carabinieri di Vico del Gargano e Vieste che hanno ricostruito dinamica e movente dell? omicidio di Antonio Di Mauro, pescatore viestano di 39 anni, ucciso al largo di Vieste, a circa 2 km dalla costa in località Isola della Chianca, sul Gargano.
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TITOLO: Aereo malese abbattuto, i servizi segreti tedeschi: "Sono stati i separatisti filorussi"
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Lo ha rivelato il capo dell'intelligence di Berlino a una commissione parlamentare, secondo lo Spiegel: "Conclusioni inequivocabili. Hanno utilizzato il. ..
TESTO:BERLINO - Il volo MH17 della Malaysia Airlines che si è schiantato al suolo nell'est dell'Ucraina lo scorso 17 luglio è stato abbattuto da un missile lanciato dai separatisti filorussi. Lo avrebbe rivelato il capo dei servizi segreti tedeschi a una commissione parlamentare lo scorso 8 ottobre, secondo lo Spiegel in edicola domani.   Secondo quantro riporta il settimanale tedesco, durante una commissione parlamentare che controlla il Bnd, il presidente dei servizi segreti Gerhard Schindler ha confermato che i separatisti hanno preso il controllo del sistema di difesa missilistico russo Buk in una base militare ucraina. Con questo avrebbero sparato un missile che è esploso accanto al Boeing 777 della Malaysia Airlines che trasportava 298 persone.  
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TITOLO: Paolo VI è beato, Papa Francesco: "Scrutò con coraggio cristiano i segni dei tempi"
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Settantamila fedeli per la cerimonia in Piazza San Pietro dedicata a Montini, "instancabile e umile apostoloâ. La festa liturgica sarà il 26 settembre. Insieme. ..
TESTO:Il Sinodo e i metodi da adattare. Bergoglio ha voluto che la beatificazione di Paolo VI fosse l'evento conclusivo del Sinodo sulla famiglia, in memoria dell'istituzione dell'assemblea dei vescovi promossa proprio da Montini nel 1965, sulla scia del concilio ereditato da Giovanni XXIII. E nell'omelia il Papa è tornato sulle discussioni di questi giorni: ?È stata una grande esperienza nella quale abbiamo vissuto la sinodalità e la collegialità? in una Chiesa che, ha aggiunto, è ? chiamata senza indugio a prendersi cura delle ferite che sanguinano e a riaccendere la speranza per tanta gente? . Bergoglio ha citato proprio Montini che affidava al Sinodo questo compito: ?Scrutando attentamente i segni dei tempi, cerchiamo di adattare le vie e i metodi alle accresciute necessità dei nostri giorni e alle mutate condizioni della società? . LA SCHEDA - Paolo VI beato: "Un Papa giusto, che meditava e decideva senza tornare indietro" Il tributo a Montini dalla Lombardia. Per la festa di Paolo VI, davanti all'altare è stata portata come reliquia la maglietta insanguinata indossata quando subì l'attentato a Manila nel 1970. Poco più in là, i gonfaloni della Regione Lombardia, della provincia di Milano, dei comuni di Brescia, Concesio, Verolavecchia, quello del santuario della Madonna d'Europa della Calchiavenna, oltre all'arazzo della diocesi di Milano con la raffigurazione di Sant'Ambrogio. Sono i luoghi della vita di Giovan Battista Montini, nato nel bresciano da una famiglia cattolica e impegnata in politica, poi figura di primo piano della Segreteria di Stato durante i pontificati di Pio XI e Pio XII e arcivescovo di Milano dal 1954 al 1958, quando venne eletto successore di Giovanni XXIII. Migliaia i pellegrini arrivati dai luoghi d'origine del pontefice. Dietro un cartello che cita Ronco, anche gli abitanti del paesino nel quale Montini trascorreva le vacanze da giovane. I pellegrini spagnoli: fu simbolo contestato. Ma sono comparsi striscioni anche dalla Puglia e, più indietro, alcune bandiere spagnole. ?È stato il Papa della nostra gioventù, ma soprattutto un simbolo? spiega Maria Sacramento, arrivata da Madrid proprio per la beatificazione. ?Negli anni Settanta in Spagna c'era una campagna sistematica contro Paolo VI e per noi cristiani lui divenne un simbolo. È stato una delle due menti più brillanti della Chiesa del secolo scorso, insieme a Benedetto XVI? . E oggi, in piazza, Maria Sacramento li ha ritrovati entrambi, insieme a Francesco, che rimane gettonatissimo negli striscioni.
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TITOLO: Hong Kong: la polizia carica i manifestanti, feriti
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Riprendono gli scontri nella città cinese. Pechino spera che la protesta si concluda entro il 12 novembre, quando Obama sarà in visita in Cina. Oggi ne hanno. ..
TESTO:Gli eventi di Hong Kong sono stati tra i temi trattati durante il colloquio tra il segretario di Stato americano John Kerry e  il consigliere diplomatico cinese Yang Jiechi. Lo scopo della riunione era la preparazione dell'incontro tra i presidenti Obama e Xi Jinping a Pechino, previsto il prossimo 12 novembre. Data entro la quale le autorità di Pechino sperano che la protesta a Hong Kong sia conclusa. "Ci sono temi sui quali gli Stati Uniti e la Cina stanno collaborando, anche se ci sono divergenze che stiamo cercando di affrontare in modo efficace", ha detto Kerry, che ha ricordato quanto Stati Uniti e Cina stiano già lavorando insieme nel tenere sotto controllo i programmi nucleari di Iran e Corea del Nord e condividano il comune obiettivo di frenare gli estremisti islamici, il cambiamento climatico e l'ebola. "Riteniamo di dover continuare a lavorare insieme per rafforzare la nostra fiducia reciproca e concentrare i nostri sforzi nelle aree di maggiore cooperazione - ha messo in evidenza Yang - mentre, sulla base del mutuo rispetto, cerchiamo di gestire le differenze fra di noi".
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TITOLO: E Ratzinger respinse la fronda dei conservatori: "Il pontefice non sono io, decide Francesco"
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: La missione fallita di un gruppo di cardinali nella residenza di Benedetto. Che informa il suo successore con un biglietto
TESTO:nei giorni più caldi di questo Sinodo, c'è stato un biglietto che ha cambiato decisamente il senso e probabilmente il risultato della discussione. Un biglietto rimasto riservato ai più. Un messaggio breve, ma fondamentale. Spedito dal monastero Mater Ecclesiae e recapitato a Santa Marta. Due luoghi che nella Santa Sede degli ultimi due anni hanno assunto un valore particolare: sono rispettivamente le residenze del Papa emerito Joseph Ratzinger e quella del Pontefice in carica, Jorge Mario Bergoglio. E già, perché nello scontro che si è consumato tra i 191 padri sinodali, c'è stato anche un protagonista inatteso: Benedetto XVI. Ratzinger, certo, non ha preso parte ai lavori delle commissioni e agli incontri convocati dal suo successore. Eppure non è stato assente. Schierandosi a sostegno di Francesco. "Non solo nella preghiera - spiegano nei corridoi del soglio pietrino - ma anche con la sua figura e statura di Papa emerito e di più grande teologo vivente". In questi giorni infatti si è forse consumato uno degli scontri più aspri dal Concilio Vaticano II. I temi della famiglia sono stati al centro di un confronto senza precedenti. Le aperture alle famiglie non tradizionali e ai diritti degli omosessuali hanno determinato una serrata discussione. Che del resto aveva preso il via già da tempo: prima con la relazione "aperturista" del cardinale tedesco Kasper (cui ha partecipato anche l'arcivescovo di Chieti Forte) all'ultimo Concistoro che ha costituito la base di confronto al Sinodo. Quindi con il documento "tradizionalista" firmato da cinque cardinali: Müller (capo dell'ex Sant'Uffizio), Burke (prefetto della Segnatura apostolica), Caffarra (arcivescovo di Bologna), Brandmüller e De Paolis. E sostanzialmente appoggiato dall'arcivescovo di Milano Scola. Dunque il Sinodo è stato preceduto e quindi caratterizzato da confronto-scontro che è continuato anche in questi giorni. E proprio a cavallo tra la fase preparatoria e quella concreta dell'appuntamento, il ruolo di Benedetto XVI è cresciuto in maniera esponenziale. Anzi, la tensione in alcuni momenti ha toccati picchi elevatissimi. Creando allarme e preoccupazione negli episcopati. Ma forse il momento più critico è rimasto fino ad ora nascosto. È stato quando alcuni dei cardinali conservatori che avevano letto e commentato con sorpresa le tesi di Kasper hanno raggiunto il Papa emerito proprio nel monastero Mater Ecclesiae. Interrompendo lo stile sempre riservato che Ratzinger si è imposto dal momento delle sue dimissioni. In quell'incontro i suoi interlocutori hanno tentato un'operazione senza precedenti: provare a sensibilizzarlo sulle tesi che sarebbero andate in discussione al Sinodo. Un'operazione potenzialmente in grado di spaccare verticalmente la Chiesa. Organizzando di fatto una fronda interna contro il Pontefice. E non in termini di "potere reale" o per le nomine. Ma sul terreno della dottrina. La risposta di Benedetto XVI, però, è stata netta: "Il Papa non sono io, non rivolgetevi a me". Anzi, poco dopo - come spesso gli è capitato in questi due anni - ha inviato al Pontefice riservatamente un biglietto. Il cui contenuto è ignoto ma la cui tempistica avvalora l'idea di una collaborativa informazione. Anche quando la polemica è diventata più accesa. Anche quando l'ala più conservatrice dell'episcopato non ha fatto nulla per nascondere le sue perplessità e le sue critiche rispetto al documento reso noto dal cardinal Kasper, il Papa emerito si è impegnato per evitare fratture o correnti. "Cum Petro e sub Petro", è la sintesi che Ratzinger fa della sua presenza in Vaticano. "E se parla - notano gli osservatori più attenti della Santa Sede - è sempre a sostengo di Francesco". Un modo per dire che nessuno potrà mai usare Benedetto contro Bergoglio. Del resto i rapporti tra il Papa emerito e il connazionale Kasper non si sono interrotti in questi mesi. Come non si è interrotto il dialogo tra Benedetto XVI e l'arcivescovo di Chieti Forte. Anche dopo quell'incontro segreto, però, la componente più conservatrice non ha comunque rinunciato a evidenziare osservazioni e appunti - anche piuttosto acuminati - durante i lavori sinodali. Il rischio di una spaccatura evidente e manifesta è stato una costante in questi giorni. E l'esito quasi inevitabile è stato quello di una mediazione finale. E di un'opera di costante correzione delle tesi iniziali. Basti guardare la cosiddetta "Relatio post disceptationem" del cardinale ungherese Erdo, relatore del Sinodo, e i due documenti finali approvati. Entrambi, infatti, nei contenuti fanno un passo indietro dal punto di vista dogmatico, ma non da quello pastorale. Un modo per evitare spaccature e divisioni. Anche se l'appuntamento finale, quello delle decisioni non è e non poteva essere questo. Ma il Sinodo del 2015. Forse, però, il risultato inseguito dal Pontefice stavolta è stato soprattutto di non esporre la Chiesa ad una divisione. Soprattutto dopo gli sforzi di unità compiuti in seguito agli scandali degli ultimi anni.  
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TITOLO:
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: La donna è scomparsa lo scorso gennaio dalla sua casa di Costigliole dâAsti dove viveva con i suoi 4 figli e il marito. Attesi lunedì i risultati del dna
TESTO:La storia comincia quando il marito di Ceste, Michele Buoninconti, vigile del fuoco ad Alba, denuncia che la moglie è sparita nel nulla, senza valigie, telefonino, auto, chiavi, documenti di identità. Scattano subito le ricerche: vengono perlustrati campi e boschi, svuotati pozzi e scandagliati corsi d? acqua. Poi l? accusa del marito a fine febbraio: ? Le ricerche, subito partite, non hanno dato alcun esito. A marzo si seguono due piste: quella del ricatto amoroso (ci sarebbe una foto che la ritrae abbracciata a un uomo che le teneva in pugno, così dice il marito), e la segnalazione di un uomo che la vede in tram a Torino. Sempre a marzo, un corpo affiora dalle acque del fiume Tanaro, ma è quello di una suicida di Alba. Nasce un comitato per Elena, sono sue amiche che vogliono la verità, ma anche gruppi su Facebook. In una trasmissione televisiva andata in onda il 17 ottobre, si parla di un? altra, nuova pista: la Ceste potrebbe essersi rifugiata in un convento di suore di clausura non lontano dal paese di residenza, nel monastero della Beata Vergine della Spina, che si trova a meno di 40 km da casa e che risulterebbe legato al parroco del paese, cui la stessa Elena era solita confidare le sue pene.
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TITOLO: Ebola, guarita l'infermiera spagnola. L'Oms ammette errori: "Abbiamo sottovalutato"
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Teresa Romero, 44 anni, era stata contagiata da un prete spagnolo tornato in patria con il virus. L'Ap svela un documento interno in cui l'organizzazione. ..
TESTO:La notizia però non cambia la tempesta perfetta che si sta abbattendo sull'Africa. Alla base della risposta non adeguata dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) al virus dell'Ebola ci sono vari motivi, tra questi staff incompetente, burocrazia e mancanza di informazioni affidabili. A rivelarlo è una bozza di un documento interno dell'Oms ottenuto dall'Associated Press, nel quale si afferma che "quasi tutti" quelli coinvolti nel rispondere all'emergenza non hanno notato fattori e fatti di quella che è poi divenuta un'esplosione del virus. L'Oms non commenta il documento, limitandosi a dire i "dettagli inclusi non saranno discussi fino a quando il documento non sarà completato e i fatti chiariti e provati. Siamo per la trasparenza e la responsabilità e pubblicheremo la revisione quando tutti i fatti saranno controllati". Un mix 'fatale', denuncia invece la ong Oxfam, che ha impedito all'Oms di cogliere la "tempesta perfetta che stava arrivando e di cui quasi nessuno si è accorto" e che può diventare il "disastro umanitario della nostra generazione". Nel documento dell'Oms si ammettono errori, ma anche scarsa fiducia nella leadership dell'organizzazione nell'Africa occidentale, accusata di "compromettere più che di aiutare" la risposta all'Ebola. Le autorità occidentali continuano intanto a lanciare messaggi rassicuranti all'opinione pubblica. Dopo Obama, tocca ad Anthony Fauci, responsabile dell'Istituto americano per le malattie infettive, che in un'intervista alla Nbc sottolinea come i rischi di contrarre l'Ebola per il pubblico siano "estremamente bassi". L'allerta rimane comunque alta. E domani saranno i ministri europei degli Affari esteri  dell'Ue si riuniranno a Lussemburgo per "alzare" il livello della risposta europea all'epidemia che, secondo le ultime stime dell'Oms, ha fatto oltre 4.500 vittime. I 28 ministri, secondo fonti di Bruxelles, faranno il punto sui mezzi disponibili e su una serie di opzioni per intensificare la lotta all'epidemia. L'idea sarebbe anche quella di articolare gli aiuti internazionali attorno a tre "Paesi leader": gli Stati Uniti per la Liberia, la Gran Bretagna per la Sierra Leone e la Francia per la Guinea. Francia e Germania, da parte loro, insistono per la messa a punto di un dispositivo coordinato di evacuazione sanitaria, giudicato indispensabile per assicurare il flusso dei rinforzi europei. I capi di Stato e di governo dell'Ue avranno a disposizione il dossier giovedì e venerdì prossimi, in occasione di un vertice a Bruxelles. Tornando all'Africa, dopo il Senegal anche la Nigeria potrebbe essere dichiarato paese libero dal virus già lunedì. Intanto, i vari Paesi membri hanno adottato misure precauzionali in ordine sparso: la Francia ha attivato un controllo sanitario per il volo aereo quotidiano in arrivo Conakry-Parigi, il solo collegamento diretto tra la Francia e i Paesi africani colpiti. Un'analoga sorveglianza è già in vigore in Gran Bretagna e in vari aeroporti americani, anche se secondo l'Oms la priorità deve restare quella dei controlli aeroportuali in partenza dai Pesi africani colpiti. Oggi anche il Belgio ha attivato le procedure di controllo della temperatura all'aeroporto di Bruxelles dove ogni settimana arrivano 4 voli da Guinea, Liberia e Sierra Leone.
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TITOLO: Gb, Cameron sfida Ue: quote immigrati contro libertà circolazione. Barroso, principi essenziali
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Il primo ministro britannico torna a promettere di: "porre la questione dell'immigrazione al centro del nostro negoziato in Europa" oltre che il referendum. ..
TESTO:LONDRA - Lo Ukip di Nigel Farage erode sempre più consensi ai Conservatori. I Tory hanno appena sofferto due 'defezioni' importanti di parlamentari passati dall'altra parte e il primo ministro britannico David Cameron ha il terrore che per le elezioni del 2015 il partito anti-Ue si avvicini troppo. Per superarlo a destra potrebbe fare una scelta estrema, come presentare un piano per limitare l'ingresso di lavoratori provenienti da altri Paesi dell'Unione, di fatto violando il principio della "libertà di movimento" degli europei. Un principio che il presidente uscente della Commissione Ue, Manuel Barroso, ha richiamato con forza, esprimendo la propria irritazione alle voci che arrivano da Londra: "La libertà di movimento è un principio molto importante nel mercato interno e il mio consiglio alla Gran Bretagna", ha ricordato in un'intervista alla Bbc, "è di non porre neanche in dubbio quel principio". Barroso ha comunque concesso che l'Ue deve discutere riguardo eventuali abusi su sussidi o "finti matrimoni", ma porre limiti all'immigrazione sarebbe invece in contrasto con le regole Ue. Secondo quanto riferisce il Sunday Times, Cameron si appresta a proporre un piano per ridurre il flusso di 'immigrati' Ue con un escamotage: imporre una quota annuale massima al numero "National Insurance Number" (l'equivalente del codice fiscale italico) concedibili alla 'bassa manovalanza' Ue. Il National Insurance è indispensabile sia ai dipendenti per poter lavorare nel Regno Unito, sia agli stessi datori di lavori, per pagare contributi previdenziali e sanitari al fisco. Cameron gioca sul sicuro, visto l'euroscetticismo se non l'eurofobia dei suoi connazionali, puntando a raccogliere consensi (o a non perderli) sfruttando la minaccia a Bruxelles della cosidetta "Brexit". Sempre per non perdere voti, il premier ha promesso - ovviamente se vincerà le elezioni nel 2015 - un referendum sulla stessa permanenza del Regno Unito nell'Ue, con la scelta chiara se restare o uscire dall'Unione, ma non prima del 2017 e dopo aver rinegoziato il rapporto della Gran Bretagna con le istituzioni europee. Per il primo ministro britannico le prossime elezioni saranno "le più importanti in una generazione". Lo ha ricordato firmando un articolo sul Sunday Telegraph: la consultazione, scrive il premier conservatore che spera di rimanere a Downing Street, sarà "una sfida diretta" con la scelta "tra conservatori e laburisti. Tra me e Ed Miliband". Nello stesso articolo Cameron tenta di frenare gli euroscettici dell'Ukip, spiegando che un voto per il partito di Nigel Farage si tradurrebbe in un voto a "favore del ritorno dei laburisti al potere". Un'ipotesi - ribadisce - che "spingerebbe una grande nazione nel declino". E' proprio tra le righe che Cameron torna quindi a promettere impegno nel "porre la questione dell'immigrazione dell'Ue al centro del nostro negoziato in Europa". Ma non spiega in che modo e fonti del governo definiscono "congetture" le indiscrezioni sul piano che limiterebbe il flusso di lavoratori Ue. Monta tuttavia l'attesa, in vista anche delle elezioni suppletive a Rochester, innescate dalla defezione dell'ex parlamentare Tory Mark Reckless verso l'Ukip. E in vista del voto il partito conservatore serra i ranghi, con il cancelliere dello Scacchiere George Osborne, il ministro per la Giustizia Chris Grayling e il ministro degli Interni Theresa May impegnati in prima linea nella campagna. Contro l'onda anti-europea che Cameron sembra intenzionato a cavalcare incalza però Barroso: uscire dall'Ue vorrebbe dire per il Regno Unito ridurre la sua influenza "a zero", ha detto alla Bbc il presidente uscente della Commissione europea. "La Gran Bretagna è più forte all'interno dell'Ue", ha sottolineato Barroso, portando come esempio l'emergenza Ebola: "David Cameron ha scritto a tutti noi su Ebola. .. quale sarebbe la sua influenza se la Gran Bretagna non facesse parte dell'Ue? Sarebbe zero".
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TITOLO: Sinodo, le tensioni il giorno dopo: divisioni anche tra i fedeli
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Su gay e divorziati risposati tanti, in piazza San Pietro, chiedono alla Chiesa di accelerare. Ma c'è anche chi avverte: "Il percorso va compiuto con saggezza"
TESTO:L'appuntamento al Sinodo 2015 - "Pregate per me", ha raccomandato Francesco dopo l'Angelus, quando già sembrava avesse concluso il suo intervento. Durante l'omelia, invece, è tornato sul tema del Sinodo e ha lodato l'atmosfera di "collegialità" di quella che ha definito "una grande esperienza" nella quale la Chiesa, "chiamata senza indugio a prendersi cura delle ferite che sanguinano", ha sperimentato il "camminare insieme". Poi ha dato appuntamento per il Sinodo dell'ottobre 2015, dal quale si attendono le decisioni finali rispetto ai temi lasciati aperti dopo le due settimane appena trascorse. Il dibattito, nel frattempo, continuerà nelle diocesi ma anche tra le eminenze e gli arcivescovi. "Lo Spirito Santo che in questi giorni operosi ci ha donato di lavorare generosamente con vera libertà e umile creatività, accompagni ancora il cammino", ha auspicato il Papa.
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TITOLO: Paolo VI è beato, il Papa: "Scrutò con coraggio cristiano i segni dei tempi"
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Settantamila fedeli per la cerimonia in Piazza San Pietro dedicata a Montini, "instancabile e umile apostoloâ. La festa liturgica sarà il 26 settembre. Insieme. ..
TESTO:Il Sinodo e la paura delle novità. Bergoglio ha voluto che la beatificazione di Paolo VI fosse l'evento conclusivo del Sinodo sulla famiglia, in memoria dell'istituzione dell'assemblea dei vescovi promossa proprio da Montini nel 1965, sulla scia del concilio ereditato da Giovanni XXIII. E nell'omelia il Papa è tornato sulle discussioni di questi giorni: ?È stata una grande esperienza nella quale abbiamo vissuto la sinodalità e la collegialità? in una Chiesa che, ha aggiunto, è ? chiamata senza indugio a prendersi cura delle ferite che sanguinano e a riaccendere la speranza per tanta gente? . Bergoglio ha citato proprio Montini che affidava al Sinodo questo compito: ?Scrutando attentamente i segni dei tempi, cerchiamo di adattare le vie e i metodi alle accresciute necessità dei nostri giorni e alle mutate condizioni della società? . E poi il messaggio rivolto, evidentemente, innanzitutto ai padri sinodali: "Non bisogna avere paura delle novità", "delle sorprese di Dio". LA SCHEDA - Paolo VI beato: "Un Papa giusto, che meditava e decideva senza tornare indietro" Il tributo a Montini dalla Lombardia. Per la festa di Paolo VI, davanti all'altare è stata portata come reliquia la maglietta insanguinata indossata quando subì l'attentato a Manila nel 1970. Poco più in là, i gonfaloni della Regione Lombardia, della provincia di Milano, dei comuni di Brescia, Concesio, Verolavecchia, quello del santuario della Madonna d'Europa della Calchiavenna, oltre all'arazzo della diocesi di Milano con la raffigurazione di Sant'Ambrogio. Sono i luoghi della vita di Giovan Battista Montini, nato nel bresciano da una famiglia cattolica e impegnata in politica, poi figura di primo piano della Segreteria di Stato durante i pontificati di Pio XI e Pio XII e arcivescovo di Milano dal 1954 al 1958, quando venne eletto successore di Giovanni XXIII. Migliaia i pellegrini arrivati dai luoghi d'origine del pontefice. Dietro un cartello che cita Ronco, anche gli abitanti del paesino nel quale Montini trascorreva le vacanze da giovane. I pellegrini spagnoli: fu simbolo contestato. Ma sono comparsi striscioni anche dalla Puglia e, più indietro, alcune bandiere spagnole. ?È stato il Papa della nostra gioventù, ma soprattutto un simbolo? spiega Maria Sacramento, arrivata da Madrid proprio per la beatificazione. ?Negli anni Settanta in Spagna c'era una campagna sistematica contro Paolo VI e per noi cristiani lui divenne un simbolo. È stato una delle due menti più brillanti della Chiesa del secolo scorso, insieme a Benedetto XVI? . E oggi, in piazza, Maria Sacramento li ha ritrovati entrambi, insieme a Francesco, che rimane gettonatissimo negli striscioni.
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TITOLO: Scontri contro Bankitalia: 19 feriti tra le forze dell'ordine
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Sei carabinieri, 13 poliziotti con prognosi fino a 20 giorni. Il collettivo lunedì in piazza per solidarietà al manifestante arrestato. Il sindaco: "Tutto ciò. ..<br clear='all'/>
TESTO:Nuovo presidio in piazza San Domenico. Mentre la procura annuncia "indagini celeri", come chiesto anche dal prefetto di Bologna, si terrà già domattina il processo per direttissima del manifestante fermato durante i tafferugli. In concomitanza con l'udienza è annunciato un "presidio di solidarietà a partire dalle ore 10 per l'immediata liberazione di Teo e alle ore 11.30 una conferenza stampa per spiegare perché la Bologna antifascista non si processa". A processo il manifestante arrestato. Sarà processato lunedì mattina per direttissima - a quanto si è appreso - il manifestante fermato e arrestato ieri dalla Polizia, con l'accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, durante i tafferugli fra centri sociali e forze dell'ordine in via Garibaldi a Bologna. Il sindaco: "Questo non è antifascismo". Quanto accaduto ieri a Bologna con gli scontri tra forze dell'ordine e centri sociali decisi a contestare, prima, il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco e, poi, raggiungere un presidio di Forza Nuova "non ha nulla a che fare con l'antifascismo anzi, ne è la sua negazione: è in atto una grave deriva di sopraffazione e di violenza contro la quale occorre reagire con fermezza e senza indugi". E' quanto scrive, in una nota, il sindaco di Bologna, Virginio Merola. "Ieri la città ha subito una aggressione violenta e ingiustificata - osserva -: le Forze dell'Ordine sono state sottoposte ad assalti premeditati ed organizzati, ancora una volta agenti di Polizia e Carabinieri hanno riportato ferite solo per assicurare l'ordine pubblico e il diritto costituzionale di manifestare il proprio pensiero, così come non è nemmeno giustificabile che l'espressione del dissenso nei confronti di Forza Nuova, che nella città Medaglia d'Oro della Resistenza non dovrebbe neppure trovare casa, sfoci in guerriglia urbana. Sono certo che la magistratura saprà valutare questi reati nella loro gravità, a chiederlo è l'intera città". Da parte del Comune, prosegue Merola, "valuteremo le convenzioni in essere con le sigle che risulteranno essere state parte attiva negli scontri di ieri, perché non può essere tollerato che il Comune abbia rapporti con associazioni che praticano violenza ed illegalità. La libertà di opinione non ha niente a che fare con la violenza - chiosa il sindaco di Bologna -: mi auguro che le forze democratiche di questa città sappiano coinvolgere i cittadini nell'esprimere solidarietà alle Forze dell'Ordine e ferma condanna nei confronti di chi ha compiuto queste violenze senza giustificarle". Il pm: "La procura agirà con celerità e fermezza". La Procura farà, come sempre, con celerità e fermezza la sua parte". Lo assicura il procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini. "Le bombe carta e le bottigliate contro i lavoratori in divisa non hanno mai risolto alcun problema, ammesso che qualcuno tra i manifestanti sia sceso in piazza per manifestare un vero disagio sociale", dice Giovannini. "Chi lanciando vernice e altro contro le forze dell'ordine voleva umiliarle - prosegue non ha raggiunto il suo scopo. Perché i volti dei carabinieri senza casco e con le divise imbrattate esprimono solo tanta dignità e compostezza". Tornando a quanto successo ieri, dice ancora il Pm, "vedendo, praticamente in diretta, le foto del poliziotto steso a terra privo di sensi, ho provato un brivido di paura e sgomento andando con il pensiero a tanti anni fa e a eventi drammatici che questa città non può assolutamente correre il rischio di rivivere".  
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TITOLO: Armato di coltello, la violenta alla stazione
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: La vittima è una ragazza di 23 anni. Si cerca un cittadino arabo. La polizia indaga<br clear='all'/>
TESTO:Una ragazza di 23 anni è stata violentata all'interno della Stazione di Firenze-Statuto. La vittima, 23 anni, è stata avvicinata da un uomo, un cittadino arabo armato di coltello. Secondo una prima ricostruzione della polizia l'uomo ha minacciato col coltello la donna e si è abbassato i pantaloni, sembra intimandole di avere un rapporto sessuale con lui. La giovane donna, terrorizzata, si è messa a gridare e l'aggressore è scappato. Una testimone ha assistito alla scena e anche grazie al suo racconto la polizia sta cercando di rintracciare l'aggressore.   La giovane è stata lievemente ferita ed è stata medicata al pronto soccorso dell'ospedale di Careggi.
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TITOLO: Reggio Calabria, voglia di buon governo (con 876 candidati)
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Dopo lo scioglimento del Comune e l'incredibile deficit, torna domenica al voto una delle dieci città metropolitane italiane. Per dimenticare l'era Scopelliti, ...
TESTO:REGGIO CALABRIA  -  I progetti faraonici, le programmazioni europee, le sfide che guardano al Mediterraneo a Reggio non le vuole più nessuno. In riva allo Stretto sarebbe già rivoluzionario tornare ad avere una città normale. A questo si aspira dopo il disastro amministrativo dell'ultimo decennio. All'essenziale. Ai bus che passano più o meno in orario, all'acqua dai rubinetti, alle scuole con la carta igienica nei bagni, ai buoni libro per gli indigenti, alle strade che non ti si aprono sotto mentre passi in macchina, alla manutenzione dei marciapiedi, e banalmente alla raccolta della rifiuti che periodicamente invade i quartieri del centro e della periferia. I nove aspiranti sindaco e gli 876 candidati alla carica di consigliere comunale lo sanno, e solo di questo parlano in campagna elettorale. Di cose normali. A due anni dallo scioglimento di Palazzo San Giorgio per infiltrazioni mafiose, domenica 26 si torna al voto. 24 mesi ed una manciata di giorni da quel lontano 9 ottobre 2012. Ora la priorità è liberarsi dei commissari prefettizi per far tornare la politica. Due anni con il marchio d'infamia di città di 'ndrangheta, due anni di lacrime e sangue dei cittadini chiamati a tamponare un buco di bilancio di proporzioni mai veramente accertate (inizialmente si parlava di 170 milioni di euro, ma le stime si sono dimostrate fin troppo prudenziali). Mesi difficili, segnati da una classe politica senza ormai credibilità e in parte spazzata via a colpi di inchieste della magistratura. Dal 2002 al 2010 Reggio è stata la città di Giuseppe Scopelliti. "Peppe", come lo chiamano tutti, da sindaco aveva costruito un'immagine di città scintillante, dinamica, in apparenza moderna e in carriera. Poi sono arrivate le inchieste che hanno svelato il marcio nascosto dietro la patina del "Modello Reggio". Consiglieri comunali arrestati, politici che parlavano con i boss, due società municipalizzate (la Leonia e la Multiservizi) infiltrate dalle cosche, altre aziende a capitale pubblico sommerse dai debiti come l'Atam (l'azienda di trasporto cittadino) e sull'orlo del fallimento, ma soprattutto i bilanci comunali truccati, falsi almeno quanto gli spot che pubblicizzavano una città che nella realtà non esisteva. Nel 2010 Scopelliti fa in tempo a farsi eleggere governatore della Calabria, pochi mesi dopo, a dicembre, il suo braccio economico, Orsola Fallara, da lui nominata dirigente del settore Bilancio, si uccide ingerendo acido muriatico sul molo del porto. E' l'inizio della fine di una classe politica fino ad allora inattaccabile. Arriva l'indagine sulle casse comunali, gli ispettori iniziano a guardare tra le carte che nascondono imbrogli d'ogni genere, e Scopelliti finisce sotto inchiesta. Passano pochi mesi e la prefettura manda anche una commissione d'accesso per verificare eventuali infiltrazioni mafiose. A ottobre del 2012 il ministero dell'Interno manda tutti a casa stabilendo che a Reggio non c'è solo il rischio di infiltrazioni mafiose, ma che la mafia c'è già nelle stanze del comune e che esiste una "linea di contiguità" con la classe politica. La mazzata se la prese l'allora sindaco Demetrio Arena, ma non è andata meglio a Scopelliti che, a marzo scorso, per quel buco di bilancio è stato condannato in primo grado a 6 anni di reclusione. Sentenza per la quale è stato costretto a dimettersi anche da presidente della Regione. Nel frattempo l'ex leader del centrodestra calabrese fa i conti con altre inchieste e con le condanne della Corte dei Conti a risarcimenti per centinaia di migliaia di euro. Crolla così il mito di Scopelliti macchina di consenso elettorale e uomo forte al fianco di Angelino Alfano nel Ncd, a cui ha portato in dote praticamente tutti i parlamentari calabresi. Un mito che si è sgretolato al banco di prova delle Europee con una sconfitta cocente. Nel giro di due anni, Scopelliti e il centrodestra hanno perso le europee, la città di Reggio Calabra e la Regione, costretta al voto anticipato il prossimo 23 novembre proprio a causa della condanna dell'ex governatore. Una parabola discendente che lascia strascichi pesanti sul fronte politico e macerie sul territorio. Con qualche problema anche per il governo Renzi. Perché, come ha scritto sabato scorso Repubblica, i senatori calabresi del Ncd minacciano di togliere l'appoggio al governo, se il candidato del Pd Oliverio non accetterà l'alleanza. Oliverio tiene duro. Una città in ginocchio Reggio, che prova a ripartire con il voto del 26. Non una città qualsiasi, un capoluogo (il primo e l'unico sciolto per mafia), una delle dieci Città metropolitane italiane che in altre condizioni avrebbe avuto gioco più agevole nella partita delle opportunità, economiche e non solo, riservate alle grandi realtà urbane che a Reggio significa gestire l'intera provincia. Un'occasione sulla quale il centrosinistra si gioca molto. Il Pd si è chiuso attorno a Giuseppe Falcomatà, vincitore delle primarie di coalizione che hanno portato ai seggi 18 mila elettori. Un record se si pensa che Reggio conta poco meno di 180 mila abitanti. Falcomatà è sostenuto da undici liste e da 339 candidati, una coalizione che abbraccia  da Sel al Centro Democratico di Tabacci. Giuseppe è figlio di Italo Falcomatà, uno dei sindaci più amati d'Italia, stroncato da una leucemia nel 2001 (Scopelliti gli succedette). Al trentenne figlio di Italo - al quale è intitolato lo splendido Lungomare- quel che resta del centrodestra, ha contrapposto Lucio Dattola, storico presidente della Camera di Commercio, sostenuto da 9 liste e 243 candidati. Una sfida a due insomma, che però dovrà tenere conto dell'incognita di altri 7 candidati a sindaci sostenuti prevalentemente da liste civiche o della sinistra radicale. Paolo Ferrara, ex consigliere comunale di centrodestra è sostenuto da 5 liste; Giuseppe Musarella da due liste del mondo delle associazioni;   una lista per gli altri candidati. Infine la lista del candidato cittadino del M5S Vincenzo Giordano, riconosciuta dai vertici del movimento dopo una lacerante frattura interna che ha portato alle comunarie fra tre liste di altrettanti meetup. Il candidato ha annunciato che "qualora il M5S dovesse avere l'onore e l'onere di guidare la città, nominerà gli assessori a mezzo di bando pubblico con descrizione di requisiti quali titoli, competenze tecniche, esperienze, età e conseguente valutazione dei curricula".   In lizza tanti volti nuovi e giovanissimi, con un'età media dei candidati che ruota attorno ai 35 anni. Poche segreterie politiche, moltissimi incontri pubblici e nei quartieri. Messo nel cassetto, o comunque ridimensionato, il vecchio manifesto, la nuova politica è fatta di slogan e comunicati che viaggiano sui social network molto più che sui giornali tradizionali. Gli appuntamenti elettorali diventano "evento" che gira su facebook, i "santini" (le immagini dei candidati) passano di bacheca in bacheca a ritmo frenetico, così come le fotografie degli incontri a cui partecipano i candidati. Sui siti le pagine private si trasformano in pagine ufficiali con tanto di programmi e proposte, e accanto ad ogni faccia compare quasi sempre anche un simbolo. I candidati a sindaco non sono per nulla spaventati dalle nuove tecnologie, anzi. E ad approfittarne, ormai non sono solo i più giovani. Preoccupa invece il rischio frammentazione del voto dovuto all'alto numero di candidature, che potrebbe tradursi in ballottaggio. Un'eventualità che non piace al Pd che punta a vincere al primo turno, ma che è reale.    
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TITOLO: Just Eat It: come vivere sei mesi mangiando solo scarti alimentari
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Ã l'esperimento diventato documentario di un regista e una produttrice canadesi: scioccati da quanto cibo si spreca ogni giorno nel mondo, hanno deciso di. ..
TESTO:Mele, pesche, la frutta in generale, se non è bella da vedere, difficilmente finisce sul bancone del supermercato. "Ma quello che conta, di un alimento, non è l'aspetto esteriore, ma se è buono o meno", dice Baldwin. Grant e Jen hanno registrato su video sei mesi della loro vita in cui non hanno fatto altro che andare da ristoranti, produttori e supermercati per raccogliere il cibo scartato. In totale hanno speso appena 200 dollari. "Il motivo è che anche se volevamo pagare per quelle pietanze, molto spesso ce le regalavano, proprio perché per i produttori non hanno più alcun valore. Per questo abbiamo speso così poco". Il film non è solo un viaggio nel mondo dello spreco, ma anche un invito a impegnarci a fare meglio, partendo dai nostri frigoriferi. "Alcune ricerche sostengono che tra un secolo sulla Terra ci saranno 13 miliardi di abitanti, quasi il doppio rispetto a oggi. Come sfameremo tutte queste persone? Bisogna agire subito, educare la gente a sprecare meno". Nel film ci sono già alcuni consigli base. Un esempio? Imparare a fare la spesa giorno per giorno, comprando solo quello che avete intenzione di consumare, decidendolo prima. Oppure creare una zona nel frigorifero dove stipare i prodotti che stanno per scadere, così da ricordarsi più facilmente di consumarli. Piccoli accorgimenti che però sono solo una minima parte del problema: "Ci sono mille difficoltà da affrontare. Ad esempio, le date di scadenza spesso vengono poste in maniera arbitraria e possono variare fortemente da un produttore all'altro. Bisogna intervenire sulla filiera produttiva, creare delle regole che siano più rigide. Non ha senso buttare via una mela solo perché è meno bella di quella di una foto pubblicitaria", conclude Baldwin. Un messaggio che, al contrario del cibo nel film, speriamo non vada sprecato.
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TITOLO: Campidoglio, Marino trascrive le nozze gay. Alfano: "Il sindaco firma autografi". Il prefetto: li cancelli, o lo farò io. L'attacco della Cei
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Cerimonia in Comune: il primo cittadino di Roma ha inserito nel registro capitolino le 16 coppie che si sono sposate all'estero. "Per noi i diritti al primo. ..
TESTO:Lo ha detto anche il sindaco: "E' uno splendido sabato mattina. Ma dobbiamo anche pensare che sia un giorno normale perché noi crediamo fortemente che tutti siano uguali e abbiano gli stessi diritti. E allora quale diritto più importante c'è di quello di poter dire al proprio compagno o compagna 'Ti amo'? ". "In italia - ha aggiunto - abbiamo un percorso da fare affinché le leggi possano permettere a tutti di avere gli stessi diritti". Le reazioni. Dura invece la reazione del Vicariato che ha definito la trascrizione "una scelta ideologica, che certifica un affronto istituzionale senza precedenti" basato su una "mistificazione sostenuta a livello mediatico e politico". E la Cei rincara la dose: "Una tale arbitraria presunzione, messa in scena proprio a Roma in questi giorni, non è accettabile- attacca la Cei in una nota-  perchè oltre a non essere in linea con il nostro sistema giuridico, le trascrizioni suggeriscono una equivalenza tra il matrimonio ed altre forme che ad esso vengono impropriamente collegate". Replica, su Facebook, anche Alfano: "Il sindaco Marino ha firmato trascrizioni per nozze gay. Ribadisco: per l'attuale legge italiana, ciò non è possibile. La firma di Marino non può sostituire la legge. In pratica, il sindaco Marino ha fatto il proprio autografo a queste, peraltro rispettabilissime, coppie". Parole che non sono piaciute al sottosegretario alle Riforme del governo Renzi, Ivan Scalfarotto. "Penso che il ministro degli Interni anzichè rimbrottare chi tra mille difficoltà si prende in carico lo sforzo di accogliere e interpretare i bisogni dei nostri concittadini- replica Scalfarotto- dovrebbe adoperarsi perchè si faccia senza ulteriori ritardi una legge sulle unioni civili come quella in vigore in Germania. La trascrizione in Italia dei matrimoni contratti all'estero da persone dello stesso sesso è operata dai sindaci nel rispetto di elementari principi di civiltà". Ad esprimere consenso per l'iniziativa del sindaco Marino, anche il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini. "I diritti delle coppie di fatto sono una delle prove di civiltà che il nostro Paese darà come tutti gli altri Paesi all'interno della cornice dell'Ue in cui ci troviamo" ha sottolineato Giannini. Polemica, invece, l'ex ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, ora responsabile dei diritti civili per Forza Italia. "La trascrizione da parte del sindaco Marino dei matrimoni contratti all'estero non fa altro che gettare benzina sul fuoco su un terreno già molto delicato come quello dei diritti civili" attacca Carfagna. "Così facend- prosegue- alimenta divisioni e polemiche mentre si sta cercando un dialogo trasversale per raggiungere l'obiettivo di una legge il più possibile condivisa che riconosca diritti e tutele a chi non può purtroppo ottenerli con una semplice trascrizione". Le proteste. Parole che accompagnano le accese proteste della piazza. Proprio il partito guidato dal ministro dell'Interno ha organizzato un flash mob conto le unioni civili con slogan e cartelli che prima ha scatenato il caos in piazza Venezia perché l'accesso al Campidoglio era stato negato ai manifestanti e poi si è trasferito sotto al Marc'Aurelio. Qui anche Forza Italia ha srotolato un enorme striscione - 'Marino Famigliofobico' - e un secondo firmato dai giovani del partito che recita: 'Una finta trascrizione non cancella il disastro della tua amministrazione'. Tra i manifestanti anche il comitato della famiglia dietro la scritta 'La famiglia non è una trascrizione'. Una bagarre di slogan e urla anche dalla scalinata della basilica di Santa Maria in Ara Coeli, che affaccia su piazza del Campidoglio: alcuni giovani favorevoli all'iniziativa del sindaco hanno gridato agli attivisti 'Andatevene a casa', 'Via i fascisti', 'Buffoni'. Una settantina di appartenenti ad organizzazioni della destra che hanno cercato di raggiungere il Palazzo Senatorio sono stati anche bloccati e identificati dagli uomini della Questura, e saranno deferiti all'Autorità Giudiziaria per manifestazione non preavvisata.
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TITOLO: Manovra, Chiamparino: "Pronti a incontrare il governo anche oggi"
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Il presidente della Conferenza delle Regioni dopo lo scontro con l'esecutivo sulla legge di Stabilità: "Sostengo Renzi, sta facendo le cose giuste. Vediamoci. ..
TESTO:sente di rispettare il saldo dei quattro miliardi di taglio. "Ritengo più equo fare spending review più sui ministeri che sugli enti locali - ha spiegato Chiamparino - ma le Regioni sono talmente disposte a collaborare che sono pronte a farsi carico di 4 miliardi di tagli. Il grado di complessità tecnico è molto elevato - ha precisato -  e richiede un confronto per il quale occorre un mandato politico che deve venire da un incontro a Palazzo Chigi". Il governatore del Piemonte ha chiarito anche che il suo giudizio sulla manovra "in sé è positivo, perché fa tutto ciò che si può per agganciare una ripresa che deve essere indotta soprattutto a livello europeo". Ma i tagli devono essere sostenibili, anche socialmente. "Dietro certi sprechi - ha continuato - ci sono spesso persone che non hanno colpa. Bisogna quindi trovare soluzioni gestibili socialmente e non solo economicamente". Sul fronte dei Comuni, anche il presidente di Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino, ha affermato di aver chiesto un incontro al governo "per far valere le nostre considerazioni e le nostre proposte". Fassino ha aggiunto di condividere "l'ispirazione generale della legge di stabilità che è quella di ridurre il prelievo fiscale per liberare risorse, rilanciare sviluppo, investimenti e occupazione ed è evidente che questo comporta uno sforzo che viene richiesto tutti, anche a noi. Vogliamo discutere con il governo su come rendere lo sforzo che ci viene richiesto compatibile con i due vincoli che per noi sono ineludibili, non ridurre i servizi ai cittadini e non inasprire il prelievo fiscale".
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TITOLO: Bilancio rinnovabili 2013: in Italia fatturati sei miliardi
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Lo studio di Althesys sulla quota di ricchezza rimasta nel nostro Paese. Nel 2030 si potrebbe arrivare a 174 miliardi con un gettito erariale di 36 miliardi
TESTO:ROMA - "I pannelli fotovoltaici portano i soldi solo in Cina". "Le pale eoliche danneggiano il paesaggio e non danno lavoro". "Le biomasse vengono tutte dall'America latina". Queste affermazioni, ripetute per anni, hanno finito per rallentare la corsa delle rinnovabili in Italia e ci sono costate diverse migliaia di posti di lavoro. Ma sono false. Lo documenta il rapporto, realizzato da Althesys per conto di Greenpeace, che stima le ricadute economiche e occupazionali dello sviluppo delle fonti rinnovabili. "Questo studio ha preso in considerazione solo la ricchezza mossa dalle rinnovabili e rimasto in Italia", spiega Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys. "Per il 2013 parliamo di sei miliardi di euro e 1,2 miliardi di introiti fiscali. La proiezione al 2030 vede la cifra del valore aggiunto salire a 135 miliardi nell'ipotesi più conservativa e 174 miliardi nell'ipotesi più spinta, con un gettito erariale rispettivamente di 28 e 36 miliardi". I due scenari sono quelli contenuti nel rapporto Energy [R]evolution Italia di Greenpeace: analizzano il valore aggiunto, diretto e indiretto, generato lungo la filiera dagli investimenti in energie rinnovabili in Italia. Ma che grado di affidabilità hanno queste previsioni? "Finora abbiamo sbagliato per difetto: le previsioni che avevamo fatto nel 2012 sul 2013 sono state superate dai fatti perché i costi delle rinnovabili sono scesi più del previsto", risponde Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace. "Del resto siamo in buona compagnia. Nel 2007 l'agenzia Ocse di Parigi sbagliò le previsioni al 2010 sul fotovoltaico sotto dimensionando la crescita di quattro volte. Il fatto è che lo sviluppo dell'energia pulita ha accelerazioni così veloci da sorprendere la maggior parte degli osservatori". Comunque i consuntivi sono più certi. E nel 2013 in Italia si sono registrate, grazie alle rinnovabili, ricadute economiche complessive per l'Italia pari a sei miliardi di euro e oltre 63mila posti di lavoro (di cui circa 50mila legati all'occupazione diretta). "In questa analisi", aggiunge Marangoni, "non abbiamo valutato il valore dei benefici ambientali, i danni evitati, il sollievo prodotto sulla bilancia dei pagamenti dalla riduzione dell'acquisto di combustibili fossili: ci siamo limitati a un puro conteggio del fatturato e dell'occupazione escludendo dal calcolo i proventi finiti fuori dal perimetro dell'Italia". Analizzando le varie tecnologie si nota che quelle che creano maggior valore aggiunto sono fotovoltaico, eolico on-shore e biomasse (che registrano rispettivamente 39, 34 e 28 miliardi di euro di valore aggiunto nello scenario spinto). Le biomasse sono la tecnologia a più alta intensità di lavoro, con oltre 37mila occupati totali al 2030.
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TITOLO: Sinodo, relazione votata a maggioranza. Divisione su gay e divorziati: non raggiunto il quorum di due terzi
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: E' arrivato il voto conclusivo. Con evidenti divisioni sui temi cruciali del dibattito. E una frenata rispetto alle aperture del primo documento. Nella. ..<br clear='all'/>
TESTO:CITTA' DEL VATICANO  -  Al Sinodo sulla famiglia è stato il giorno più lungo, in attesa della chiusura prevista per domani, nel giorno della beatificazione di Paolo VI. In mattinata c'è stata l'approvazione del messaggio, nel pomeriggio il discorso pronunciato dal Papa, che ha seguito la tormentata votazione del documento finale contenente le indicazioni riassuntive delle due settimane di discussioni sul tema della famiglia. La relazione è stata approvata a maggioranza e nella discussione di merito sui 62 paragrafi, il passaggio relativo alla comunione ai risposati è risultato il più contestato, con un risicato 56 per cento di voti a favore. Ciò significa che non esiste la maggioranza "qualificata" dei due terzi, adottata come soglia per considerare il passaggio specifico come "espressione del Sinodo". "Mi sarei molto preoccupato e rattristato se non ci fossero state queste tentazioni e queste animate discussioni", ha detto papa Francesco. IL DISCORSO DEL PAPA / LA RELAZIONE CONCLUSIVA Risposati, apertura ma non per tutti - Il paragrafo 52, che ha suscitato le maggiori divergenze, sottolinea che va tenuta "ben presente la distinzione oggettiva di peccato e circostanze attenuanti", ma per la decisione definitiva si rimanda al Sinodo che si terra nell'ottobre 2015, in attesa di risolvere la frattura tra coloro che "hanno insistito a favore della disciplina attuale" e quanti si sono espressi per un'accoglienza che, comunque, sarà "non generalizzata". Particolarmente critico anche il paragrafo successivo, nel quale viene sollecitato "un approfondimento" sulla teoria sostenuta da alcuni padri, che si sono domandati perché le persone conviventi non possano ricorrere alla comunione sacramentale, dato che la Chiesa li ammette a quella "spirituale". I passaggi "tagliati" sulle unioni gay - Scompare, invece, nella relazione finale, il passaggio nel quale il documento intermedio prendeva atto che nelle unioni omosessuali "vi sono casi in cui il mutuo sostegno fino al sacrificio costituisce un appoggio prezioso per la vita dei partner". Il paragrafo 55, che si è fermato al 64 per cento dei voti a favore, restando quindi al di sotto dei due terzi, si limita a raccomandare una accoglienza "con rispetto e delicatezza" per le persone gay, ribadendo che "è del tutto inaccettabile che i pastori della Chiesa subiscano pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all'introduzione di leggi che istituiscano il matrimonio fra persone dello stesso sesso". La precarietà lavorativa limita i matrimoni - Resta invece, rispetto al tema delle convivenze, l'osservazione ampiamente approvata per cui in alcuni Paesi "sposarsi è un lusso", rafforzata dalla constatazione che a far slittare il matrimonio sono spesso le attese "di una sicurezza esistenziale" legate a "lavoro e salario fisso". Calano in modo sensibile, invece, i voti favorevoli dei padri sinodali sul passaggio che invoca "una sensibilità nuova della pastorale odierna" nel cogliere "gli elementi positivi presenti nei matrimoni civili e, fatte le debite differenze, nelle convivenze". Il Papa: non ci sono state confusione e disagio - Nel testo finale, stavolta, sono state soppesate anche le virgole, dopo che lunedì scorso la relatio post disceptationem aveva suscitato la reazione di numerosi padri sinodali. Quel documento è passato poi all'analisi dei gruppi di lavoro e oggi è stata illustrata all'assemblea la versione definitiva da votare. I 191 padri sinodali hanno espresso parere favorevole o contrario usando la tastiera di fianco a ciascuna postazione, inibita invece per uditori ed esperti che hanno partecipato alle discussioni plenarie. E la rielaborazione dei passaggi critici, a giudicare dalle votazioni che Bergoglio ha voluto venissero rese note nel dettaglio, sembra non aver soddisfatto pienamente nessuna delle componenti che hanno partecipato al Sinodo. "Tanti commentatori hanno immaginato una Chiesa in litigio" ha detto il Papa, sottolineando che la "varietà di carismi" non deve essere visto come "motivo di confusione e di disagio". I moniti per "tradizionalisti" e "progressisti" - Il pontefice ha poi ricordato che il primo dovere dei pastori è accogliere le pecorelle smarrite. Poi si è corretto: "Ho sbagliato, qui. Ho detto accogliere: andare a trovarle". È questa, ha detto, la Chiesa "che non guarda l'umanità da un castello di vetro per giudicare o classificare le persone" e che "non ha paura di rimboccarsi le maniche". Bergoglio, applaudito per cinque minuti alla fine del suo intervento, ha dato appuntamento al Sinodo 2015 mettendo in guardia da una parte dalla "tentazione dell'irrigidimento ostile" di quelli che ha chiamato "tradizionalisti" e "intellettualisti" e dall'altra dalla "tentazione del buonismo distruttivo" dell'ala dei "progressisti e liberalisti". Il messaggio dei padri sinodali - Nel frattempo, però, alla fine della mattinata è stato diffuso anche il messaggio sinodale, redatto da una commissione che annovera come presidente il cardinale Gianfranco Ravasi e come vicepresidente monsignor Victor Manuel Fernandez, rettore della Pontificia università cattolica argentina. Un testo più generico, nel quale si sono riconosciuti 158 padri sinodali su 174 votanti. Vengono citate le crisi nuziali ("affrontate spesso in modo sbrigativo"), la prova della malattia, quella della disoccupazione e quella della violenza domestica. E c'è anche un passaggio particolare sulle vittime di abusi, in particolare bambini e ragazzi molestati "persino da parte di coloro che dovevano custodirli e farli crescere nella fiducia". Per i diritti della famiglia viene invece rivolto un appello "ai governi e alle organizzazioni internazionali". Da parte sua, la Chiesa deve presentarsi come "una casa con la porta sempre aperta nell'accoglienza, senza escludere nessuno".
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TITOLO: Sbarco di migranti a Marettimo, donne e bambini aggrappati agli scogli
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Allarme lanciato con il telefono satellitare ieri sera alle 22. Difficili le operazioni di soccorso della Guardia costiera. Cinquantacinque persone sono. ..<br clear='all'/>
TESTO:L'allarme è scattato ieri sera alle 22, quando la Guardia costiera ha intercettato un Sos lanciato con un telefono satellitare proveninete da una parte inaccessibile dell'isola. La zona indicata era quella di Punta Libeccio, alle spalle della cittadina. I militari della Capitaneria si sono trovati davanti ad una scena terribile. Aggrappati alle rocce c'erano 48 uomini, due donne e cinque bambini in tenerissima età che gridavano aiuto. Difficili le operazioni di salvataggio, complice anche il buio. La zona dove è avvenuto il naufragio infatti è particolarmente difficile da raggiungere anche via mare. Area franosa e quindi anche difficile raggiungerla da terra. In un primo momento, visto il pericolo, c'era stata anche l'ipotesi di un salvataggio via aereo, ma poi tutto è rientrato, proprio per la particolarità delle rocce troppo franose. I militari della guardia costiera, dopo ore di prove per arrivare a toccare terra, finalmente con l'ausilio di una zattera sono riusciti a recuperare i cinque bambini e le due donne solo verso le cinque di stamane. I salvati sono stati portati da Marettimo di corsa verso Trapani. Una bambina di un anno è stata trasferita immediatamente in ospedale con la mamma perché febbricitante, gli altri sono stati ricoverati presso una struttura adeguata. Con grande cautela i militari hanno via via recuperato tutti gli altri immigrati del gruppo, 48 uomini che per tutta la notte sono rimasti aggrappati a quelle rocce. Sfiniti ma salvi. Tra poco saranno al porto di Trapani. Si tratta di immigrati di nazionalità, libica, tunisina e siriana. La dinamica dell'incidente non è ancora chiara. Forse il barcone carico di migranti si è snadato a schiantare sugli scogli e per questo è affondato.
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TITOLO: Nozze gay, sempre più stati negli Usa le riconoscono
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Via libera anche in Alaska e Arizona: oramai sono 31 gli stati americani che hanno detto di sì ai matrimoni omosessuali. Il ministro dimissionario della. ..
TESTO:NEW YORK - Mentre il sindaco di Roma, Ignazio Marino, sfida il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, registrando nella sua città i matrimoni omosessuali stretti all'estero, in America il governo centrale e i tribunali locali riconoscono le unioni gay in sempre più stati americani. La scorsa notte, infatti, c'è stato il via libera alle nozze fra lo stesso sesso in Alaska e Arizona, che portano così a ben trentuno gli Stati americani dove le coppie gay possono sposarsi. Non solo: anche il Wyoming si appresta a consentire il fatidico sì a coppie dello stesso sesso: il giudice della corte distrettuale, Scott Skavdahl, ha definito incostituzionale il divieto vigente nello stato ma ha concesso fino a giovedì prossimo alle autorità per presentare appello. Fino a quel momento la sentenza è sospesa. L'aumentare del numero degli Stati che consentono di sposarsi alle coppie dello stesso sesso arriva mentre il governo federale decide di riconoscere i matrimoni gay in altri Sette stati e estendere i benefici federali alle coppie che vi risiedono. Una decisione che porta a 26 più il Distretto di Columbia gli stati in cui il governo riconosce le nozze gay. "Ci stiamo avvicinando alla piena uguaglianza per le lesbiche, i gay, i bisessuali e i transgender", ha affermato il ministro dimissionario della giustizia, Eric Holder. Lo scorso 6 ottobre, i matrimoni gay avevano superato l'ostacolo della Corte Suprema americana negli Stati Uniti. La Corte presieduta da John Roberts aveva infatti respinto i ricorsi contro le nozze tra persone dello stesso sesso presentati da cinque Stati: Virginia, Oklahoma, Utah, Wisconsin e Indiana, dove tribunali di grado inferiore li avevano vietati. Così facendo la Corte ha fissato un precedente che potrebbe aprire ai matrimoni gay in tutti gli Stati dell'Unione.   Nel giugno del 2013, poi, vi era stata la storica sentenza della Corte Suprema che aveva dichiarato incostituzionale il Defense of Marriage Act, legge federale che definiva il matrimonio esclusivamente come un? unione tra uomo e donna e garantiva i diritti e i benefici del matrimonio, come l? accesso al welfare e l? eredità, solo alle coppie eterosessuali, e non a quelle omosessuali, anche se legalmente sposate. Il primo americano Stato a legalizzare le unioni omosessuali è stato nel 2004 il Massachusetts.
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TITOLO: Corea del Sud, sedici morti al concerto: si suicida il responsabile della sicurezza
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: La struttura è crollata sotto il peso del pubblico: 25 persone sono cadute da dieci metri di altezza all'interno del parcheggio sottostante. Poche ore dopo. ..
TESTO:La città di Seongnam è sotto shock. Il concerto sponsorizzato dal Gyeonggi Institute of Science and Technology Promotion e organizzato dal sito di informazione Edaily, era un piccolo evento. Le vittime avevano un'età compresa tra i venti e i quarant'anni, facevano parte delle circa settecento persone venute a vedere le 4minute, band femminile molto popolare in Asia. Molte si erano fermate ad ascoltarle direttamente dopo il lavoro. "Pendolari" li ha definiti la polizia. Ignare di quanto stava succedendo, le artiste della band hanno continuato a esibirsi anche dopo l'incidente come mostrano alcuni video su YouTube.
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TITOLO: Usa, al ristorante rifiutata carta di credito di Obama: il conto lo ha pagato Michelle
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Il presidente ha raccontato l'episodio, accaduto il mese scorso a New York, durante la firma di un provvedimento per tutelare le transazioni elettroniche
TESTO:"Sig. presidente, scusi, la sua carta di credito non funziona, dovrebbe pagare il conto in altro modo". Non devono essere stati momenti facili per la cameriera del ristorante in cui avevano appena cenato il presidente e la moglie Michelle. Non capita certo tutti i giorni avere il presidente e la first lady a cena. Ma certo che sorpresa deve essere stata quando al momento di pagare il conto il pos ha rifiutato la carta di credito del presidente. Per fortuna che c'era Michelle, che ha pagato il conto con una delle sue carte. Lo stesso presidente ha ricordato l'episodio avvenuto il mese scorso a New York, durante l'Assemblea Generale dell'Onu, mentre firmava un ordine esecutivo presidenziale per incrementare la tutela dei consumatori Usa riguardo alle transazioni elettroniche e alla protezione dei dati personali. "Alla fine è saltato fuori che probabilmente non la uso abbastanza". Al ristorante "pensavano che ci fosse di mezzo un qualche tipo di truffa", ha detto il presidente. Meno male che c'era la first lady a salvare la situazione che ha estratto dal portafoglio una carta di credito utilizzabile. Il furto di identità è un problema che l'anno scorso, secondo le stime, ha colpito 100 milioni di clienti dei grandi magazzini statunitensi.
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TITOLO: Milano, Lega folla in piazza del Duomo. Salvini: "Sospendiamo Schengen"
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Corteo e controcorteo nel centro della città. Le camicie verdi in migliaia contro Mare Nostrum. Il leader annuncia l'iniziativa comune con la. Le Pen per. ..
TESTO:Il controcorteo della sinistra. A poche centinaia di metri di distanza, una manifestazione della sinistra radicale, dei centri sociali e delle associazioni anti-fasciste ha cercato di contrastare la mobilitazione leghista. Ma non c'è stato alcun contatto, anche per l'ingente schieramento delle forze dell'ordine. "Centri sociali sfigati", li ha apostrofati dal palco Salvini, "questa è la piazza della gente perbene". "Pisapia, non vogliamo la moschea". Un 'one-man-show', quello di Salvini, che ha guidato in maglietta il corteo suggerendo al megafono gli slogan, come quando ha fermato tutti davanti al Comune di Milano per urlare al sindaco Pisapia che "la moschea non la vogliamo". E ha condotto la scaletta sul palco davanti al Duomo, dove ha voluto tutti i suoi sindaci con la fascia 'Stop invasione' (lo slogan della giornata) e il nuovo responsabile dell'immigrazione, Toni Iwobi, bergamasco-nigeriano. "Meglio Putin di Renzi". Anche quando ha parlato Umberto Bossi, il vecchio capo che gli stava dando atto che la Lega "si sta rimettendo", in molti dalla piazza hanno iniziato a inneggiare 'Matteo, Matteo'. Per gli altri, i non leghisti, c'è stato spazio solo nei fischi: contro Renzi, Alfano, la Boldrini, Grillo che avrebbe ingannato i suoi elettori. Non una parola sul futuro del centrodestra. Unico elogio, per il presidente russo Vladimir Putin: "Farei subito a cambio con Renzi, Putin è più democratico". "No al muro della xenofobia". "La Lega alza un muro fatto di xenofobia": è la reazione del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, dopo la manifestazione del Carroccio. "Milano - ha sottolineato Pisapia - è ed è sempre stata una città democratica che non può accettare atteggiamenti lesivi della dignità dell'essere umano solo perché straniero. La nostra è una città accogliente nel pieno rispetto della legalità e continuerà a esserlo".
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TITOLO: Il commissario che ferma l'inchino ai superboss nel paese di Montalbano
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Porto Empedocle, durante la processione di San Calogero i poliziotti fotografano l'omaggio e fanno aprire un'inchiesta<br clear='all'/>
TESTO:È la sera di domenica 7 settembre. Quella sosta davanti la casa dei boss Messina è sulla bocca di tutti a Porto Empedocle, la città in riva al mare di Sicilia che ormai chiamano Vigata, come il paese inventato dallo scrittore Andrea Camilleri, che qui è nato. E come nella Vigata dei libri, anche nella Vigata reale c'è un commissario di polizia. Che non si chiama Salvo Montalbano, ma Cesare Castelli. La sera della processione, ha fatto travestire i ragazzi della Scientifica da turisti per fargli filmare l'ultima processione di San Calogero nel regno dei Messina. E questa volta, le cose non sono andate come nei romanzi di Camilleri, sempre piene di liti fra polizia e magistratura. La procura distrettuale antimafia di Palermo si è mossa a tempo record, e nel giro di poche ore ha aperto un'inchiesta sull'ultimo atto di devozione ai familiari dei boss. Adesso, del caso si occupa il procuratore aggiunto Maurizio Scalia, che coordina le indagini antimafia nella provincia di Agrigento. E si fa già strada un'ipotesi di reato, "violenza privata", con l'aggravante di mafia. Perché sembra che dietro quella sosta ci siano state pesanti pressioni dei Messina sui portatori della vara. Abbiamo interpellato il dottore Scalia, che ci ha risposto: "Stiamo valutando l'episodio con la massima attenzione, anche perché potrebbe essere indicativo di assetti e dinamiche mafiose nel territorio". I Messina sono in carcere, ma a Porto Empedocle contano ancora. Ora, la magistratura sta esaminando il filmato di quella domenica. Accanto alle donne dei boss c'è un loro cognato, Vincenzo Orefice, è il marito di Anna, la sorella di Gerlandino, l'ultima della famiglia ad essere finita in carcere, a febbraio: faceva da ambasciatrice del clan per le estorsioni. Il giorno della festa, sotto la vara, spuntano anche i figli di Gerlandino e di Salvatore fra le aste dei portatori. Si chiamano tutti e due Giuseppe, come il nonno, che fu ucciso nel 1987 da un commando di stiddari, i mafiosi ribelli che volevano scalzare la Cosa nostra di Riina. Già allora la famiglia Messina era un simbolo, per gli amici e per i nemici. E Gerlandino ha ereditato il potere del padre. Così, quando c'erano lavori delicati da fare, il capo della provincia di Agrigento chiamava sempre lui. Lo chiamarono per il delitto del maresciallo Giuliano Guazzelli, nell'aprile 1992. E poi, ad ottobre, per eliminare il sovrintendente della polizia penitenziaria Pasquale Di Lorenzo, che in carcere non faceva sconti a nessuno. Due anni dopo, Gerlandino Messina fu tra i carcerieri del piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del pentito che parlava dei segreti della strage di Capaci. Bisogna ripercorrerlo tutto il percorso del Santo Calogero, fra le scale e i vicoli, per comprendere davvero cosa vuol dire questa processione per la famiglia Messina. In fondo a via da Verrazzano, incontro la mamma del capomafia, che non ha dubbi: "Perché il santo non doveva venire a casa nostra? Cosa abbiamo noi di diverso dagli altri? ". Inutile citare arresti e sentenze. Per la signora Giuseppa "i suoi figli sono vittime di un'ingiustizia. Magari il santo farà il miracolo. Ogni anno glielo chiedo quando viene qui. E mi sembra giusto offrire un rinfresco ai portatori della vara". La mamma di Gerlandino riconosce solo il "suo" santo, non vuole più saperne parlare della Chiesa, la nuova chiesa di Papa Francesco. Anche questo dice chiaramente. E suona come l'anatema della mafia: "Ora il Papa dice che i mafiosi non possono prendere la grazia di Dio. Ho già detto ai miei figli: "Quando muoio io mi portate direttamente al cimitero". Perché i parrini (i preti, ndr) fanno più schifo degli altri. A Porto Empedocle ce n'era uno che aveva pure l'amante. E questi non vengono giudicati? Solo Dio può giudicare. Non c'è Papa che può giudicare. E mia figlia non va più a messa". Eppure, questa volta, il commissario aveva avvertito tutti. Aveva anche chiesto alla confraternita di evitare via da Verrazzano. Ma in quella strada ci sono anziani e disabili, nessuno se l'è sentita di cambiare percorso. E per le donne dei boss è stato facilissimo scortare il santo fino al loro regno.
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TITOLO: Paolo VI beato: "Un Papa giusto, che meditava e decideva senza tornare indietro"
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: In occasione della cerimonia di domenica a San Pietro attese migliaia di persone, maxischermo a Milano. Sarà presente il papa emerito Benedetto. I ricordi di. ..
TESTO:CITTA' DEL VATICANO  -  Altro che "il Papa del dubbio". Secondo Loris Capovilla, lo storico segretario di san Giovanni XXIII che Bergoglio ha creato cardinale nel febbraio scorso, Paolo VI è tutt'altro: un personaggio da riscoprire, un giusto, per il quale anche Roncalli sarebbe stato pronto a votare in conclave nel 1958, se l'allora arcivescovo di Milano fosse già stato cardinale. Domenica in piazza San Pietro la cerimonia di beatificazione del pontefice bresciano chiuderà l'assemblea del Sinodo dei vescovi. Ma sarà anche, secondo Capovilla, un "naturale complemento" della doppia canonizzazione del 27 aprile, quando hanno chiuso il percorso verso la gloria degli altari Wojtyla e, appunto, Roncalli. La profezia di Roncalli  "Per me l'emozione sarà la stessa di sei mesi fa", dice il porporato che il 14 ottobre ha compiuto 99 anni, dieci dei quali vissuti al fianco del patriarca di Venezia diventato poi il Papa del Concilio. Di Montini, che fu poi chiamato dal conclave del 1963 a concludere l'opera iniziata proprio da Giovanni XXIII, Capovilla confida: "Sono stato un suo estimatore sin da quando ero giovane sacerdote", rivela. E la stessa stima, il futuro Paolo VI la riscuoteva in Roncalli. Racconta Capovilla: "Quando ancora era a Venezia, papa Giovanni scherzò con i suoi familiari dicendo: ora resterebbe solo il papato, ma il prossimo papa sarà l'arcivescovo di Milano". La storia prese invece un'altra piega: Pio XII morì nel 1958 quando Montini, che quattro anni prima era stato mandato a guidare la diocesi meneghina, ancora non aveva ricevuto la berretta cardinalizia. Ed è sempre Capovilla a svelare una frase di Roncalli alla vigilia del conclave che lo elesse sul soglio di Pietro: "Se ci fosse stato Montini, non avrei avuto una sola esitazione, il mio voto sarebbe stato per lui". Il nome che fu pronunciato dalla loggia delle benedizioni dopo la fumata bianca del 28 ottobre fu invece proprio quello del patriarca di Venezia. Ma Giovanni XIII al primo concistoro, due mesi dopo, inserì Giovanni Battista Montini in cima alla lista dei nuovi porporati.
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TITOLO: Bracconaggio, così in cinque anni gli elefanti rischiano di scomparire
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: A lanciare l'allarme Malcolm Ryen, biologo e ricercatore in Tanzania. Che aggiunge: "Per fermare il massacro non servono donazioni ma il bando del commercio. ..
TESTO:È STATA approvata nel 2006 una legge internazionale che ha rimesso sul mercato l'avorio dopo otto anni di bando totale. Il testo comprendeva la regolamentazione sulle quantità da immettere nel mercato. Ma la domanda nell'arco di questi anni ha cominciato a eccedere l'offerta. E si è riaperta la porta drammatica del traffico illegale che sta decimando la popolazione degli elefanti. A oggi, se questo è il ritmo, in cinque anni spariranno. A lanciare l'allarme è Malcolm Ryen, quarantenne biologo angloitaliano ricercatore in Tanzania, da vent'anni in Africa: "In otto anni abbiamo perso circa 70mila elefanti, quasi diecimila l'anno, il 65% della popolazione di questo paese. E il resto dell'Africa non è certo messo meglio. Non conosciamo il numero preciso di pachidermi esistenti, ma si teme che dai 500mila del 2006 si sia passati oggi a meno della metà. A questo ritmo entro cinque anni non ce ne saranno più". La riesumazione della legge è opera del Cites (Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione), compresa nelle attività del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) e di Traffic (Trade Records Analysis of Flora and Fauna in Commerce), agenzia del Wwf, network internazionale con il compito di effettuare il monitoraggio del commercio internazionale delle specie di flora e fauna. La pressione di Cina e Giappone, tra i paesi più attivi nella domanda di avorio, ha fatto sì che la legge che aveva fermato, non eliminato, il bracconaggio di elefanti (che negli anni '70 e '80 aveva raggiunto livelli disastrosi), riprendesse vita per ragioni politiche e commerciali. Dal 1989, anno del bando, l'epidemia del bracconaggio si era sensibilmente ridotta, il prezzo dell'avorio abbassato e la popolazione dei pachidermi aveva ricominciato a crescere. Poi cosa è successo? "Nel 1997 alcuni stati africani hanno chiesto di poter vendere l'avorio che avevano accumulato tramite le morti naturali nei dieci anni in cui il bracconaggio era fortemente diminuito", racconta Malcolm. "E il Cites, con il benestare del Traffic, ha acconsentito all'acquisto di 50 tonnellate da parte del Giappone, cancellando con una singola vendita speciale il bando mondiale del commercio. Non contento del primo danno, nel 2006 ha permesso alla Cina di diventare compratore di altre 60 tonnellate da immettere nel mercato a cinque all'anno per 12 anni". Queste quantità non bastano più. All'ultima conferenza Cites del 2013, la Cina ha pubblicamente dichiarato che il suo fabbisogno annuale è di 200 tonnellate, equivalente a 20mila elefanti l'anno. L'avorio è diventato un super-investimento: i 150 dollari al chilo del 2006 sono diventati 2300. E il massacro degli elefanti sta dilagando in tutti i paesi africani. Non basta trovare e colpire i bracconieri. Nel 2013 su 1500 sospetti arrestati, il 70% è uscito dal carcere, del 30% rimanente il 25 ha pagato una multa di 500 dollari e il 5% se l'è cavata con qualche mese di reclusione. "Ora c'è la corsa per dare fondi all'Africa per l'antibracconaggio", continua Ryen. "Sì, è importante, ma i fondi già ce li abbiamo. Le aree protette in Tanzania incassano ogni anno 200 milioni di dollari. Non siamo poveri qui in Africa. Per vincere, gli imperativi sono due: 1) bando totale mondiale del commercio di avorio 2) colpire i trafficanti con intelligence e impegno. Non servono droni o elicotteri. " Ovunque venga smerciato l'avorio provoca morte, conflitti e business. Si trasforma in soldi, oggetti vari come pettini, segnalibri, timbri, statue, e armi. L'"oro bianco" che arriva in Cina e in Giappone attraverso i paesi più poveri come il Sud Sudan, infatti, è utilizzato dai più famigerati gruppi armati africani per finanziare le proprie attività. Tra queste il Lord's Resistance Army, l'Esercito di resistenza del Signore, gruppo ribelle di guerriglia di matrice cristiana che opera principalmente nel nord dell'Uganda, in Sudan del Sud, Repubblica Democratica del Congo e Repubblica Centrafricana. La soluzione, secondo Ryen, può essere solo drastica: "Donors di tutto il mondo, dalla banca mondiale alla comunità europea, al USaid e varie organizzazioni di cooperazione internazionale, il mio messaggio è: non sprecate più soldi, esigete commitment e risultati. Non servono tanti soldi per perseguire i ben protetti trafficanti", così, con un appello alla comunità mondiale per mettere definitivamente al bando il commercio dell'avorio, Malcolm Ryen conclude la sua denuncia.
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TITOLO: Bracconaggio, così in cinque anni gli elefanti rischiano di scomparire
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: A lanciare l'allarme Malcolm Ryen, biologo e ricercatore in Tanzania. Che aggiunge: "Per fermare il massacro non servono donazioni ma il bando del commercio. ..
TESTO:Ovunque venga smerciato l'avorio provoca morte, conflitti e business. Si trasforma in soldi, oggetti vari come pettini, segnalibri, timbri, statue, e armi. L'"oro bianco" che arriva in Cina e in Giappone attraverso i paesi più poveri come il Sud Sudan, infatti, è utilizzato dai più famigerati gruppi armati africani per finanziare le proprie attività. Tra queste il Lord's Resistance Army, l'Esercito di resistenza del Signore, gruppo ribelle di guerriglia di matrice cristiana che opera principalmente nel nord dell'Uganda, in Sudan del Sud, Repubblica Democratica del Congo e Repubblica Centrafricana. La soluzione, secondo Ryen, può essere solo drastica: "Donors di tutto il mondo, dalla banca mondiale alla comunità europea, al USaid e varie organizzazioni di cooperazione internazionale, il mio messaggio è: non sprecate più soldi, esigete commitment e risultati. Non servono tanti soldi per perseguire i ben protetti trafficanti", così, con un appello alla comunità mondiale per mettere definitivamente al bando il commercio dell'avorio, Malcolm Ryen conclude la sua denuncia.
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