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LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA SU: cronaca




TITOLO: Amatrice non c’è più, ingoiata da un boato nel buio
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: Al posto dei palazzi solo macerie dove spuntano armadi, sedie, materassi. I soccorritori hanno scavato per tutta la giornata anche a mani nude Tra la polvere i sopravvissuti camminano «vestiti» di lenzuola e coperte. I tecnici sono dovuti intervenire anche per bloccare le fughe di gas
TESTO:AMATRICE (RIETI) I chilometri in salita per arrivare nel cuore di Amatrice sono un fiume di mezzi di soccorso e sirene. Non si può neanche lontanamente immaginare salendo a piedi lo scenario che si aprirà davanti agli occhi. Appena si arriva in cima, in viale Grifoni, lo scenario è infatti apocalittico: macerie ovunque, persone sedute tra i calcinacci con le mani tra i capelli in lacrime. Ma soprattutto si sentono le urla di chi è rimasto incastrato sotto le macerie. Alcune di bambini che chiamano mamma e papà mentre i soccorritori cercano di salvargli la vita. Ma, purtroppo, non è stato possibile per tutti. È questo ciò che resta del centro storico di Amatrice e degli edifici che si trovano sulla collina: macerie e dolore. Il cuore della cittadina famosa in tutto il mondo, non esiste più. Tutti i palazzi storici sono ridotti a una montagna di calcinacci, di materassi, armadi, tavoli, pannolini, scarpe ed elettrodomestici. L'aria è irrespirabile per la polvere che per tutta la giornata ha circondato la cittadina, come anche il forte odore di gas che saliva dalla tubature spazzate dalla forza del terremoto. Immediato infatti l'intervento dei tecnici per evitare un'altra tragedia con eventuali esplosioni. «Silenzio», urlano i soccorritori quando in piedi sulle macerie sentono grida o voci sussurrate tra i calcinacci. Un silenzio che serve proprio per cercare di individuare chi sta lottando tra la vita e la morte. A spezzare questo temporaneo silenzio, il rumore delle motoseghe che cercano di segare travi e cavi di acciaio per farsi spazio ed entrare nei cunicoli per estrarre i corpi di chi non è riuscito a scappare in tempo. Gli abitanti di Amatrice, quelli che sono riusciti a salvarsi, con le mani spostano i calcinacci, camminano a piedi nudi «vestiti» con lenzuola dell'ospedale, con coperte che vengono distribuite dalle forze dell'ordine o addirittura in mutande e ciabatte. Chiunque cerca di dare un aiuto, migliaia e migliaia di persone che con tutti i mezzi possibili tentano di salvare le persone che vivono nel cuore di Amatrice. In questi giorni la cittadina era al completo: durante il periodo invernale gli abitanti raggiungono poco più di un migliaio. In questi giorni invece erano addirittura ventimila. Questo perché dopodomani era prevista la sagra della amatriciana, in piazza della Torre, alle spalle del Corso, che ormai non è altro che un ammasso di macerie. Il terremoto arrivato proprio nel periodo in cui Amatrice era al completo. Una scossa così forte che ha distrutto intere famiglie e ha cancellato totalmente gli storici edifici: chiese, scuole, ospedali, palazzi di pietra che hanno resistito per secoli e che adesso sono un cumulo di briciole. Proprio da queste briciole sono stati tirati fuori corpi senza vita e abitanti in condizioni cliniche da codice rosso, che sono stati trasferiti in diversi ospedali del centro Italia. I corpi senza vita portati via dalle forze dell'ordine e dai medici scesi in campo avvolti in coperte di lana o con barelle di fortuna create con tavole di legno sollevate da 4/6 persone alla volta. Parenti e amici delle vittime e dei dispersi, supportati da volontari che spesso hanno dovuto trascinare via anche con la forza i familiari disperati, fino a sera non hanno lasciato il centro storico di Amatrice. Ognuno voleva sapere subito le sorti dell'amico, di un coniuge, di un figlio o di un genitore. E anche dei cani. Nel primo pomeriggio di ieri, infatti, un cane corso è stato preso in braccio da un soccorritore ed estratto dalle macerie dopo ore che ululava. Altri, invece, sono passati in mezzo ad Amatrice senza vita, in braccio al padrone o al volontario. Qualcuno, che è riuscito ad uscire sulle proprie gambe dalla casa distrutta, camminando sul cemento, ferri di acciaio, vetri e pezzi di legno, ha trovato anche la forza di raccontare la sua esperienza con il sorriso sulle labbra, come se quello che stava ricordando non lo avesse vissuto lui in prima persona. In un caso, Giancarlo, che abitava sul corso di Amatrice, rideva mentre ripercorreva quei terribili secondi alle 3 del mattino, mentre era a letto insieme alla moglie. «Ci ho speso poco tempo fa 40 mila euro per rifare il bagno in camera, ed è l'unico pezzo di casa che non è crollata. .. soldi spesi bene», dice mentre ride. Il paese, comunque, è semidemolito. Le strade del centro storico sono soltanto cumuli di macerie, i palazzi storici, le chiese, come quella di Sant'Agostino, non esistono più. Su Amatrice è sceso il buio, la disperazione si è trasferita dalle strade alle poche case rimaste in piedi nei paesini limitrofi. Ma alle 19,46 di nuovo una scossa di terremoto che ha fatto tornare in strada gli abitanti della zona, con bambini in braccio avvolti in coperte di fortuna, lasciando la televisione accesa sui cartoni animati.
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TITOLO: Giù anche l’Ospedale malati e barelle in strada
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: Medici costretti a portare soccorso fra le vie del paese Pazienti trasferiti nelle strutture di Rieti e L’Aquila
TESTO:AMATRICE (RIETI) Nel piazzale dell’ospedale Grifoni, dichiarato inagibile per le crepe che gli hanno tagliato le pareti, i medici e gli infermieri all’alba di ieri hanno allestito un pronto soccorso con lettighe, flebo, farmaci e arnesi arraffati in fretta e in furia all’interno. Ci sono i feriti meno gravi, i «fortunati», soccorsi chi in mutande, chi in pigiama, scappati via dall’inferno in piena notte mentre la propria casa veniva giù come un castello di sabbia. Decine i ricoverati a cielo aperto, assistiti come possibile con tutto quello che è stato possibile portare all’esterno. «Sono andato a fregarmi i letti, i paraventi e li abbiamo allestiti qui - allarga le braccia Pasquale Carducci, direttore sanitario dell’ospedale Grifoni e di quello di Rieti, dove sono stati portati i feriti più gravi -i dodici pazienti che erano ricoverati nei reparti e i cinque al pronto soccorso sono stati trasferiti. In particolare quelli con le fratture del bacino, del femore, con la sindrome da schiacciamento sono stati portati via, ma intanto era importante offrire una risposta pronta anche a chi è stato portato qui con la rottura di una caviglia o con una brutta ferita. Alcuni medici sono su in paese, dove è stata allestita un’unità mobile di rianimazione con bombole dell’ossigeno». Poi ci sono le tantissime persone sotto choc, le mamme che hanno perso figli sotto le macerie e sono state portate via a forza, anziani spaesati che vagano nell’ospedale da campo, chi con una coperta stretta sotto al braccio, chi con un piede scalzo e la maglia sporca di sangue, chi accucciata in una sedia troppo grande con due buste di plastica calzate come fossero scarpe. Hanno gli occhi vuoti e cerotti su volti pallidi. Aspettano una telefonata da un figlio che non hanno più sentito, non badano ad asciugarsi le lacrime che scendono senza volontà. E si stringono in qualche trapunta che i volontari hanno portato via da case ormai sgusciate. «La nostra casa non ha danni evidenti - spiega Angelo, 67 anni -. Stanotte, quando il terremoto ci ha svegliati, siamo usciti di corsa, ma già quando abbiamo provato a richiuderci il portone alle spalle si faceva fatica. Mio figlio è venuto ad Amatrice con la famiglia e i suoceri. Io, mia moglie e mio cognato siamo andati su per verificare che stesse bene. Cadevano i massi in strada, li abbiamo dovuti far rotolare per passare. Una volta in paese, l’incubo: sono rimasti sotto ai calcinacci, hanno scavato per tirarli fuori. Ma dei bambini non sappiamo ancora niente». «Mi fa chiamare? » chiede una donna di 40 anni. Prende il cellulare in mano, mentre non smette di dondolarsi. Se lo gira tra le dita, fissa lo schermo, alza appena gli occhi per fissare il proprietario: «Ma chi devo chiamare? Mia figlia non c’è più. È morta» sussurra prima di abbandonarsi con la testa tra le gambe in un pianto disperato. «Io abito qui da sempre, mi sono salvato rimanendo sotto una nicchia - racconta Giancarlo Innocenzi, ex consigliere municipale a Ostia - mi sono precipitato in strada in mutande, ho rimediato i vestiti grazie alla gente che è potuta rientrare nelle loro case. E' stato terribile, la scossa è durata quasi un minuto. La casa mi stava crollando addosso». In un angolo del piazzale, a dare un po' di conforto tra le urla di dolore di chi viene medicato senza anestesia, qualcuno ha messo la statua di una madonnina. Come a vegliare su un dolore troppo grande. Silvia Mancinelli
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TITOLO: «Le urla sotto di noi poi il silenzio nell’hotel della morte»
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: La notte insieme ai carabinieri. Gli eroi dell’Arma i primi ad arrivare Di corsa dall’ospedale pericolante e poi dai cadaveri nella scuola di Amatrice. La tomba dell’Albergo Roma Mancano all’appello settanta turisti Voci femminili all’alba, dopodiché il nulla. Si teme una tragedia gigantesca
TESTO:AMATRICE (RIETI) Sassi, pezzi di tegole, foratini, tubi spezzati, ringhiere con i vasi ancora appesi. Amatrice di notte è un percorso a ostacoli che puzza di morte e polvere. È un cumulo di calcinacci transennato invalicalicabile. Il gippone dei carabinieri, che con i lampeggianti aggira in solitudine le lunghe code che portano ai paesini distrutti, non può nulla all’ingresso del borgo. Si prosegue piedi per arrivare a quel che resta della scuola elementare dove è stato allestito un punto di raccordo tra i soccorritori e uno per l’assistenza alla popolazione. Coi carabinieri insozzati dalla polvere percorriamo a fatica montagne di muri sbriciolati, di ricordi, di vestiti, di foto. Passiamo oltre laddove il dolore non può proseguire, i parenti costretti a sperare a distanza, a supplicare informazioni e interventi. Siamo soli all’inferno. Incrociamo ragazzi in lacrime a caccia della mamma o dei nonni, bimbi infagottati dai passanti, vecchi tapparsi le orecchie per non sentire lo strazio di chi ha perso tutto, e foderarsi il cuore di gelo per non lasciarsi andare a un pianto di disperazione. I carabinieri e i vigili del fuoco, che con i volontari della protezione civile scalano con noi montagne di case in frantumi, scavano con le mani nella speranza di pescare qualche superstite mentre, passo dopo passo, si muovono da una parte e l’altra del Corso. La strada principale di Amatrice somiglia a una cava. Gli anfibi dei carabinieri si muovono come fossero ballerine tra pupazzi impolverati, foto ricordo, manifesti dei ballerini televisivi di Amici. Si fermano davanti alla scuola dove è stato allestito un camposanto in ovebooking di cadaveri. Tra i morti c’è un collega, un maresciallo, sorpreso nella notte a casa con la famiglia. Ci sono poliziotti in vacanza o in pensione. Il tempo delle lacrime lascia spazio alle emergenze. Bisogna trovare i miracolati, ascoltarne i lamenti dall’inferno sotto di noi, coordinare i soccorsi e le barelle che vanno e vengono da un ospedale che via radio si dice danneggiato e pericolante. Così, lassù, in cima a via Porta Castello, la palazzina a due piani che fino a poche ore prima affacciava sulla vallata somiglia a quelle grandi montagne che ora stanno a guardare impotenti lo sfacelo. Da quella distesa di calcinacci gli angeli in divisa estraggono una dopo l’altra due ragazze, prima di portare in strada il corpo senza vita di un uomo schiacciato dai massi. Le mascherine sul volto sono ormai parte integrante della divisa, impossibile pulire gli occhiali impolverati su casacche infangate. «Via via, non potete stare qui - gridano alle anime in pena senza più nulla, i poliziotti in strada - fate largo, stanno arrivando le ambulanze». Indugiare non serve, le gambe vanno da sole senza paura di scavalcare i sassi, i resti di persiane, le grondaie e i fumetti, i mobili rosa, le magliette di Minnie, il peluche di Spank e le pagine di un’enciclopedia che forse nessuno apriva più da anni. Siamo soli, nel buio, e quest’odore di morte fa paura più delle scosse che non si placano. Nel supermercato in cima al paesino i carabinieri caricano carrelli con casse d’acqua, generi alimentari e di prima necessità da distribuire a chi non ha la possibilità di spostarsi per la notte e troverà un rifugio nella tendopoli allestita vicino alla scuola elementare e alla vecchia caserma, malridotta dal sisma. Ognuno aiuta come può, una volta un abbraccio a chi non ha più lacrime, un’altra una mano a chi non riesce neanche più a camminare. I carabinieri più giovani, insieme ai militari dell’esercito, si fanno strada con picconi e pale per portare via le macerie dove si potrebbero trovare uomini, donne, bambini ancora in vita. Ma alla speranza si fa presto largo l’orrore e il timore di qualcosa di indescrivibile per quanto ci è dato di capire orecchiando la radio dei soccorsi. Sempre più su, dove fino a ieri si ergeva imponente l’hotel ristorante Roma», la macchina dei soccorsi è una folla colorata di uomini indaffarati come pazzi. Formiche che vanno e vengono, corrono e scalano, si fermano e ripartono con mascherine di carta. Dei settanta turisti, ospiti della struttura, non si hanno più notizie. Due i morti recuperati, travolti dalle macerie sotto il peso dei pilastri in cemento sbriciolati come grissini. Caterpillar e motoseghe si danno il cambio con il silenzio assordante che gli uomini del soccorso alpino chiedono quando i cani molecolari abbaiano e scodinzolano in un punto apparentemente uguale a mille altri in quella distesa di calcinacci. I lamenti di una donna, che una ragazza spaventata aveva giurato di aver sentito, non si avvertono più. L’albergo è la tomba dei turisti arrivati dalla Capitale e non solo per godersi una sagra che oggi pubblicizza un cartellone strappato e sporco in una strada irriconoscibile. Quell’hotel ci riporta alla Casa dello studente dell’Aquila, con tutti i suoi cadaveri seppelliti. Ma è poche centinaia di metri più avanti che si compie un altro miracolo. Quello di Pino, travolto dal terremoto come tutti gli altri mentre dormiva e salvato grazie a una libreria incastrata tra una parete e quel che resta del tetto in frantumi. Pino ha gridato, ha pianto, ma dalle 9 di ieri mattina, quando è stato raggiunto dai primi carabinieri e dai vigili del fuoco, non è mai stato lasciato solo. «Mi fa male la gamba» urla agli uomini della croce rossa che da sopra gli passavano acqua e asciugamani puliti. Quando l’uomo finalmente torna su, alle 16,26, gli applausi degli stessi soccorritori lo hanno accompagnato fino all’elicottero che lo ha portato al Gemelli di Roma dove tanti altri feriti gravi continuano a lottare tra la vita e la morte. Il carabiniere alto e sorridente, impolverato come la sua divisa, può finalmente tirare un sospiro di sollievo in cima a uno dei tanti cumuli di macerie, una montagna di tegole e tubi ancora pieni di gas, appoggiata su una macchina ormai impossibile da riconoscere. Quando cala il buio occorre far presto e scendere di nuovo a valle. Amatrice è presidiata anche di notte per evitare scene di sciacallaggio che non andrebbero a far altro che «distruggere» la vita di chi già ha perso tutto. Nessun dorma, si cerca il miracolo. Silvia Mancinelli
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TITOLO: «Siamo fuggiti ed è crollato tutto»
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: AMATRICE «Non funzionavano le linee telefoniche. Siamo rimasti isolati nella notte. Non sapevamo se i nostri parenti erano vivi o morti. Il corso è distrutto». Marta urla al telefono, piange mentre. ..
TESTO:AMATRICE «Non funzionavano le linee telefoniche. Siamo rimasti isolati nella notte. Non sapevamo se i nostri parenti erano vivi o morti. Il corso è distrutto». Marta urla al telefono, piange mentre si appoggia al tavolo di un ristorante, o meglio, dei resti di quello che era uno dei migliori ristoranti di Amatrice. “Stanotte la casa è crollata appena siamo usciti – afferma la donna singhiozzando – siamo andati a dormire con i bambini nella casetta di legno dove solitamente teniamo il trattore e gli attrezzi». Una notte trascorsa sotto il freddo rigido delle colline di Amatrice lascia il segno, specialmente se si è appena scampati al crollo della propria casa, della propria vita. «Stavo male e sono andata dalla dottoressa – racconta Marta – appena sono arrivata mi sono sentita ancora peggio. L'ambulatorio non c'era più, non c'era niente. Lo studio era sotto la casa della dottoressa ed è crollato tutto. Dell'appartamento non è rimasto neanche lo scheletro». L'abitazione è crollata sull'ambulatorio. La dottoressa è rimasta sotto le macerie. Al suo fianco c'erano il marito e il figlio piccolo. I soccorritori scavano. Urlano il nome del medico e intimano alla gente nei dintorni di fare silenzio nella speranza di ascoltare un sibilo che riaccenda la speranza. Ma dalle macerie non proviene nessun suono. Non importa. Si continua a scavare. Si continua a sperare. And. Oss.
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TITOLO: Marche Due paesi distrutti
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: Arquata e Pescara del Tronto rasi al suolo, tante le vittime. I soccorsi, la visita dei politici, i feriti trasportati negli ospedali
TESTO:ARQUATA (ASCOLI PICENO) 3.36 del 24 agosto 2016. E per le Marche è di nuovo una ferita, a quasi vent’anni da quel 26 settembre 1997, quando un sisma del nono grado della Scala Mercalli, scosse l’Appennino arrivando fino all’Umbria (colpita anche ieri notte, ma in misura minore). Stavolta, però, è molto peggio. Innanzitutto nei numeri: l’altra volta ci furono quattro morti, nelle Marche. Stavolta, il bilancio, al termine del primo giorno, è di oltre trenta morti, un centinaio di feriti e circa millecinquecento gli sfollati. Lo scenario peggiore è quello dell’ascolano, ad Arquata del Tronto e la sua frazione, Pescara del Tronto. Il borgo di Arquata è devastato, persino la torre medievale ha visto crollare una parte della sua merlatura. Piazza Umberto Primo è un cumulo di macerie, molte delle quali sono crollate sulle automobili. Pescara del Tronto, invece, è completamente rasa al suolo. Ma molti sono i comuni marchigiani colpiti a vario livello, e man mano che il tempo scorre arrivano i bilanci di crolli e danneggiamenti: ad Amandola, nel fermano, è stato lesionato l’ospedale, e vengono evacuati, trasferiti in altri nosocomi, quaranta ricoverati. Nella confinante Gualdo alcune abitazioni private sono inagibili. Sempre nel maceratese, a Camerino (che fu uno dei comuni più colpiti dal terremoto del ’97), si registrano crolli nel monastero di Santa Chiara e danni nella biblioteca comunale valentiniana. Situazione grave anche a Castelsantangelo sul Nera, dove viene evacuata la casa di riposo per alcuni crolli interni e la trentina di anziani ospiti è stata trasferita nelle strutture dei paesi vicini. Ancora danni a San Ginesio, dove sono stati coinvolti due monasteri. E ancora Fiastra (palazzo Comunale), Tolentino (Chiesa del Santissimo Crocifisso ai Cappuccini), Sarnano e Fiastra. A Urbisaglia è venuto giù il cornicione dell’ex ospedale. Neanche la stessa Macerata è stata risparmiata dai danni, ed è stato danneggiato il tetto di una casa. Crepe anche nella facciata del Palazzo Ducale di Urbino. In pratica, tutta la Regione ha risentito della scossa, avvertita fino al confine con l’Emilia Romagna. Ma è ad Arquata il capoluogo dell’emergenza. Intorno vengono attivati gli ospedali di Ascoli Piceno, Fermo, San Benedetto del Tronto, e Ancona, dove un ragazzo di quattordici anni, estratto a Pescara del Tronto, è stato operato per fratture multiple ed escoriazioni. Tutto il comando Provinciale dei Carabinieri di Ascoli Piceno viene mobilitato, arrivano rinforzi anche dai militari dell’Undicesimo Battaglione Puglia di Bari, attivati i vigili del Fuoco con le unità cinofile. In giornata, ad Arquata arrivano le Istituzioni. La vice presidente della Regione Marche, Anna Casini, che era in zona per le vacanze, arriva in mattinata al campo sportivo di Arquata, dove è stato allestito un punto di primo soccorso e parla di «scossa infernale». Il presidente della Regione Marche Ceriscioli definisce lo scenario «apocalittico», e in serata, su Facebook, scrive di una «ferita difficile da rimarginare». Arriva, nel primo pomeriggio, con il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio, «la situazione è molto grave ci sono interi paesi completamente distrutti». Dopo di lui arriva anche la presidente della Camera, Laura Boldrini: «Una cosa spettrale», osserva riferendosi allo scenario apocalittico, «come ci fosse stato un bombardamento», di Pescara del Tronto. Nel corso della giornata, si susseguono altre scosse: nel primo pomeriggio ne arriva un’altra, fortissima, di magnitudo 4,9. Il campo sportivo sussulta, e da lontano, nei centri abitati dove sono a lavoro i soccorritori, si sente il fragore dei nuovi crolli. Filtra, intanto, qualche dettaglio sulle vittime. È il caso della piccola Marisol Piermarini, morta a 18 mesi nel crollo di casa sua. Sua mamma, Martina Turco, è aquilana, ed aveva lasciato la città abruzzese dopo il sisma del 2009. All’ora di cena, arriva la notizia di una bambina estratta viva dalle macerie a Pescara del Tronto dopo 17 ore. Un sussulto di vita, un barlume di luce in una giornata del tutto buia. Pietro De Leo
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TITOLO: Al Bambino Gesù pronto il piano d’emergenza
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: Con ogni probabilità, saranno diversi i casi più complessi di bambini rimasti colpiti nel sisma che ha devastato il Centro Italia che approderanno all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma per. ..
TESTO:Con ogni probabilità, saranno diversi i casi più complessi di bambini rimasti colpiti nel sisma che ha devastato il Centro Italia che approderanno all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma per essere curati. «Al momento non sono stati trasferiti pazienti, ne è arrivata solo una da Amatrice accompagnata con mezzo proprio. Un codice giallo, una bimba di 10 anni, ricoverata, tenuta sotto osservazione per trauma contusivo», fanno sapere alle 19 di ieri dalla direzione sanitaria dell’ospedale del Gianicolo. Del resto, è storia. Durante il terremoto che nel 1915 distrusse Avezzano, in poche ore furono ricoverati proprio qui 420 bambini provenienti dalla zona del disastro, molti dei quali feriti gravemente. E il nosocomio allora si accollò anche l’onere finanziario delle spese relative all’assistenza sanitaria di 100 bimbi ricoverati. A distanza di tempo, tutto (purtroppo) è pronto pure stavolta. Attivato il piano di emergenza interno per il massiccio afflusso di feriti (PEMAF), quello applicato a tutti i Dea di II livello, programmato per la gestione dell’emergenza a livello generale. «Siamo a disposizione della Regione con 10 letti intensivi, altrettanti sub intensivi, 6 equipe pronte per eventuali interventi di chirurgia plastica, ortopedia e chirurgia pediatrica su Roma e Palidoro. 20 i posti letto disponibili in ps nelle due terapie sui 600 totali. E poi l’apertura straordinaria della raccolta sangue su sollecitazione del centro trasfusionale della Regione Lazio». Ieri si sono presentati in oltre una quarantina. Si può donare anche oggi (giornata in cui sono previste altre 40 donazioni). Nel weekend sono state organizzate due raccolte esterne all’ospedale, e il centro trasfusionale del nosocomio resterà aperto. Consigliabile la prenotazione telefonica al fine di gestire le attese. ìSiamo inseriti nella rete di assistenza perinatale e siamo riferimento per la chirurgia neonatale e pediatrica», ricorda Massimiliano Raponi, direttore sanitario Opbg. «Relativamente alla rete di emergenza regionale, abbiamo predisposto che le attività ordinarie di sala operatoria siano state programmate in modo da permettere l’allestimento di sale per l’emergenza. Abbiamo potenziato il personale medico e infermieristico anche per la notte e attivato un’equipe di emergenza collegata con l’eliporto del Vaticano. Siamo pronti a gestire i possibili trasferimenti intensivi. Inoltre, su indicazioni della nostra presidente Mariella Enoc, abbiamo preso contatti per poter svolgere attività di supporto in ambito pediatrico nelle località colpite con nostro personale». Valentina Conti
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TITOLO: Stessa ora, identico terremoto Ma L’Aquila ancora non risorge
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: Luca Rocca L’AQUILA L’inferno, ieri, si è abbattuto sul Centro Italia alle 3.36 con una magnitudo 6.0. Quattro minuti dopo la scossa di terremoto che il 6 aprile del 2009 distrusse L’Aquila. ..
TESTO:L’AQUILA L’inferno, ieri, si è abbattuto sul Centro Italia alle 3.36 con una magnitudo 6.0. Quattro minuti dopo la scossa di terremoto che il 6 aprile del 2009 distrusse L’Aquila scatenando una potenza sismica quasi identica: 5.9. Cambia la profondità: quattro chilometri quella di ieri, il doppio quella che colpì il capoluogo abruzzese. Similitudini da brivido che portano morte, devastazione, sofferenza e sangue. Sette anni i morti furono 309 e 1.600 i feriti. CANTIERE A CIELO APERTO A sette anni dalla distruzione, L’Aquila è ancora un cantiere a cielo aperto. Migliaia di famiglie in attesa di una sistemazione, cantieri ancora aperti, martelli demolitori in azione, escavatrici al lavoro, mezzi che vanno e vengono in continuazione, Centro storico fermo e invaso dalle gru, inchieste aperte su tangenti e corruzione, polemiche e manifestazioni da parte di chi, ancora oggi, non ha potuto riprendere la propria vita in mano. Se è vero che, dopo l’avvio del progetto C. a.s. e, il mega insediamento abitativo prefabbricato messo in piedi in brevissimo tempo dall’allora Capo della Protezione civile Guido Bertolaso che diede 4.600 tetti, suddivisi in 185 edifici, a 16mila famiglie, è anche innegabile che la città stenta a ripartire. Se le cose vanno bene nella periferia, ricostruita per il 96 per cento, il Centro storico, dove pure sono tornati a vivere 70mila famiglie, è stato rimesso in piedi solo per il 55 per cento. La “normalità”, dunque, tarda ad arrivare. L’Aquila rimane una città con troppi sfollati. Circa 3mila famiglie, infatti, restano in attesa di una sistemazione definitiva. I cantieri chiusi, nella ricostruzione privata, sono stati 21mila, ma quelli «pubblici» ancora aperti sono 1.900. Mentre le previsioni parlano di una ricostruzione che potrebbe essere completata entro il 2020, infatti, le scuole sono ancora nei container e i “palazzi del potere” non sono agibili. Intanto, sono già stati spesi 12 miliardi di euro e ad oggi gli appalti controllati nel capoluogo e nel suo circondario, considerato il più grande cantiere d'Europa, ammontano a più di 18 milioni di euro. SEMPRE IN RITARDO All’Aquila una parte del prezioso patrimonio artistico è stato recuperato e l’università è di nuovo piena di studenti. Eppure, appena due mesi fa l’assessore alla ricostruzione del Comune, Pietro Di Stefano, ha fatto notare che, pur avendo la città “tutte le risorse necessarie per la ricostruzione post-sisma”, ci sono “300 milioni di euro di progetti lumaca che portano ritardi anche di oltre 600 giorni e che, invece, potrebbero essere subito finanziati e diventare cantiere”. Solo pochi giorni fa, inoltre, in Consiglio regionale più inquilini delle case popolari ha esposto degli striscioni che lasciano pochi dubbi sulla situazione attuale. Sul primo si leggeva così: «Cronoprogramma immediato sulla ricostruzione di tutto il patrimonio di edilizia residenziale pubblico dell'Azienda territoriale per l'edilizia residenziale dell'Aquila»; sul secondo «No all'allontanamento degli affittuari dagli alloggi assegnati». Gli affittuari hanno voluto denunciare il fatto che ancora troppe famiglie sono fuori casa dopo essere state sfollate proprio dall’insediamento del progetto C. a.s. e. Secondo le ultime stime, infatti, gli alloggi danneggiati e non ancora abitabili sono 1.054. SOLDI IN ARRIVO Intanto il Comitato interministeriale per la programmazione economica pochi giorni fa ha assegnato all’Aquila altri 57 milioni per la ricostruzione: 49 per gli interventi, il resto per la progettazione. Ed ha approvato il Programma di sviluppo per l'area del cratere, con una dotazione programmatica complessiva di 220 milioni, di cui 36 immediatamente assegnati alle Amministrazioni titolari degli interventi. Altri 13 milioni sono stati concessi per assicurare la funzionalità dei due Uffici speciali per la ricostruzione. Nel maggio scorso il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, ha sottolineato che «nell'ultimo anno e mezzo ci sono stati passi avanti importanti grazie ai 6 miliardi stanziati dalla legge di Stabilità 2015, che sono stati ben utilizzati, tanto che si ricomincia a vedere rinascere L'Aquila e i Comuni del Cratere». CITTA’ IN BILICO C’è del vero, ma intanto la città continua a far parlare di sé per ben altri motivi. In uno delle migliaia di cantieri messi su in questi sette anni, un muro è crollato facendo precipitare un pezzo di strada su un cantiere di un palazzo abbattuto e da ricostruire. Gli edifici terminati sono circondati da palazzi ancora da riscostruire, le strade sono un labirinto a volte inaccessibile. Le vie un giorno aperte, il giorno dopo sono chiuse. La situazione, insomma, è in bilico. C’è chi propone di richiudere la città per terminare più rapidamente i lavori, chi pensa che questa soluzione sarebbe l’ennesimo colpo alla vivacità dell’Aquila. Il centro, ancora adesso, è sempre avvolto dalla polvere che i cittadini aquilani inevitabilmente respirano. Persino l’accesso al cimitero, a volte, viene interrotto. A sette anni dal terremoto è ancora danneggiato, tanto che, mesi fa, “Striscia la notizia” ha denunciato lo stallo dei lavori. SCANDALI E INCHIESTE Ma l’immagine che immortala il precario equilibrio in cui vive L’Aquila è quella del balcone cadente di una delle abitazioni del progetto C. a.s. e. Proprio il 30 maggio scorso il pm Roberta D'Avolio ha chiesto il processo nei confronti di 29 indagati per quel crollo, avvenuto il 2 settembre 2014, quando un balcone in legno si è staccato a causa, dicono i pm, del «materiale scadente» e dei «difetti strutturali nelle costruzioni», come le perizie avrebbero accertato. In quel caso i sigilli furono apposti su 800 balconi in 494 appartamenti. Solo due mesi fa, inoltre, la Guardia di Finanza ha scovato 3,3 milioni di euro di contributi per la ricostruzione non dovuti ma accertati nei primi 5 mesi del 2016. Il danno erariale accertato è di circa 8 milioni di euro, i sequestri sono pari a 19 milioni e mezzo. L’Aquila, insomma, aspetta ancora di rinascere. Luca Rocca
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TITOLO: Ecco le zone d’Italia a rischio mortale
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: La Penisola è spaccata a metà lungo gli Appennini. E lì ci sono le aree più pericolose
TESTO:È una specie di «guerra di secessione» quella che sta avvenendo in Italia, alla velocità di appena 5 millimetri l’anno, ma quanto basta per creare morte e distruzione. Non una separazione politica fra settentrione e meridione, ma una sorta di allontanamento fra la parte la parte occidentale e quella orientale della nostra penisola. La linea di confine, la «trincea» che si antepone fra queste due Italie, è rappresentata dalla catena montuosa degli appennini. È questo, in grande sintesi, il motivo per cui la spina dorsale della catena montuosa, dall’Emilia Romagna fino giù alla Calabria, risulta essere poi il territorio a più alto rischio sismico, generando le tragedie come quelle di ieri sera, o come quelle di Modena 2012, L’Aquila 2009, Colfiorito 1997 fino ai disastri di Irpinia (1980), Umbria (1979) e Friuli (1976), tanto per citarne solo alcune. LA «SECESSIONE» «Di fatto, l’ala est della penisola – prova a spiegare il sismologo dell’Ingv, Alessandro Amato – spinge verso nord-est, mentre l’ala ovest spinge verso nord-ovest. Le due placche si allontanano, alla velocità di 5 mm l’anno, processo che può sembrare lento, ma non lo è: fra 200 anni, il Paese si sarà allargato di 1 metro». Questo movimento creerebbe dunque le fratture nelle faglie che determinano i terremoti. L’Italia, d’altronde, è linea di confine fra la placca africana e quella euro-asiatica. La frontiera ideale, dopo aver tagliato in due il Mediterraneo risale dalla Sicilia per tutti gli Appennini, poi curva a ovest riscendendo i Balcani. «Ma per fortuna non parliamo di un’unica faglia – sottolinea ancora Amato – altrimenti avremmo terremoti ben più severi, come quelli che si verificano in California o in Giappone». LA MAPPA DI PERICOLOSITÀ Dopo il terribile terremoto d’Irpinia del 1980 (giunto 4 anni dopo l’altro gravissimo del Friuli) in Italia si è cominciato a parlare di edilizia antisismica. Ma è solo dal 2009, dopo il sisma dell’Abruzzo, che la «nuova mappa di pericolosità» realizzata nel 204 dall’Ingv è passata da essere da strumento dei sismologi a legge dello Stato. La mappa classifica il territorio del Paese in 4 zone di rischio: la zona 4 è quella a più basso tasso sismico, la zona 1 – quella del terremoto della scorsa notte – ha invece il rischio più elevato. A seconda delle varie zone, le nuove edificazioni devono seguire delle regole sempre più stringenti in termini di procedure antisismiche. Sulla base della mappa gli scuotimenti più forti sono attesi lungo tutto l'Appennino centro-meridionale, con picchi in Calabria, Sicilia sud-orientale e Friuli Venezia Giulia. Valori moderati o bassi sono riferiti alla Penisola Salentina, lungo la costa tirrenica tra Toscana e Lazio, in Liguria, in gran parte della Pianura Padana e lungo l'intero arco alpino. La regione italiana a più basso rischio sismico risulta essere invece la Sardegna. La mappa costituisce l'insieme di dati che definisce quanto il territorio in cui viviamo sia soggetto agli effetti dei terremoti. Si tratta di un'analisi di tipo probabilistico che stima «la probabilità di osservare un certo scuotimento del suolo in una data area durante un determinato periodo di tempo». ALLARME SCUOLE Purtroppo però, anche gli strumenti legislativi non fanno dell’Italia un posto più sicuro per prevenire gli effetti dei terremoti. Un terremoto di magnitudo 6 come quello di Rieti «non è di per sè forte in assoluto» e rientra nella norma dei terremoti che avvengono nell'Appennino, come spiega un altro sismologo Ingv Massimo Cocco. «Non è quindi il sisma a fare i danni, ma la vulnerabilità dell'ambiente costruito dall'uomo». A livello internazionale, infatti, un terremoto di magnitudo 6 non rientra tra i più forti, che possono raggiungere magnitudo superiori a 9. «In Italia c’è il problema degli edifici anteriore alla classificazione sismica. Ad esempio, oltre il 50% delle scuole risale a un’epoca precedente al 1980», valutazione quest’ultima che ricorda da vicino la tragedia di San Giuliano di Puglia, in Molise, quando un edificio scolastico crollò sotto i colpi di un sisma classificato come 5.8 di magnitudo, uccidendo 27 bambini e un’insegnante. «Servirebbero – insiste Cocco - interventi di adeguamento e rinforzo, o di demolizione degli edifici che non hanno un valore storico, come hanno fatto altri Paesi, fra cui Cile e Turchia». Vincenzo Bisbiglia
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TITOLO: L’Italia solidale si mette in moto
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: Il Tempo e il sito Dagospia lanciano una raccolta fondi per i terremotati Cittadini in fila per donare il sangue e portare coperte e generi alimentari
TESTO:Mentre il Paese devastato dal terremoto è in piena emergenza l’Italia solidale si mobilita e scende in campo per aiutare le popolazioni colpite dal sisma. Risponde all’appello dell’Avis e si mette in fila negli ospedali della Capitale per donare il sangue, l’emergenza più grave in queste ore difficili mentre i soccorritori continuano a scavare sotto le macerie. È lunga la catena di aiuti, dai mezzi alle risorse. Ad Amatrice, la città in provincia di Rieti che non esiste più, si fa di tutto per garantire l’assistenza farmaceutica. Gli unici due presidi sono ridotti a un cumulo di macerie ma la Regione Abruzzo in collaborazione con Faramcentro e Safar annunciano l’arrivo di strutture attrezzate per allestire farmacie mobili. La gara di solidarietà scatta immediatamente per sostenere e aiutare le popolazioni di Amatrice, Accumoli e Arquata, i centri più colpiti. Dalla donazione di generi alimenttari alla raccolta fondi. «I produttori della Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Campania, Marche, Basilicata, Puglia e Sicilia - annuncia la confederazione Copagri - si sono attivati per raccogliere aiuti e generi alimentari. Amatrice, Accumuli, Posta e Arquata sono zone dove sono presenti molte aziende agricole e zootecniche e, in attesa di verificare danni, ora più che mai è urgente agire con interventi concreti e tempestivi». In campo scende anche la Coldiretti del Lazio che, nell’ambito dell’unità di crisi promossa dalla Coldiretti nazionale, ha organizzato un punto di raccolta presso la federazione di Rieti di beni e generi alimentari di prima necessità da consegnare agli sfollati. Gli aiuti, già da oggi, arriveranno dai produttori soci Coldiretti delle province di Roma, Latina, Frosinone e Viterbo oltre che da quelli di Rieti. E già oggi da Fondi (Latina) partiranno due tir carichi di ortaggi, frutta e verdure. La solidarietà è soprattutto social con messaggi e iniziative che mirano alla raccolta fondi. Anche il quotidiano «Il Tempo» scende in campo insieme con «Dagospia» per aiutare le popolazioni sconvolte dal sisma (pe r donare Banca Popolare del Frusinate - Iban IT15S0529703200CC1500051990). E mentre il Papa chiede ai fedeli di pregare, i vescovi lanciano una colletta nazionale. La Cei, Confederazione Episcopale Italiana, stanzia un milione di euro dai fondi per l’8 per mille per far fronte alle prime urgenze insieme con un’altra a colletta da tenersi in tutte le Chiese italiane il prossimo 18 settembre 2016. L’Abi annuncia invece di voler sospendere i mutui sugli immobili danneggiati dal terremoto. «Per offrire sollievo al grave disagio socioeconomico - fa sapere l’Associazione nazionale bancaria - stiamo sensibilizzando gli associati ad adottare ai residenti nei territori colpiti le previste sospensioni delle rate dei finanziamenti ipotecari collegati agli immobili residenziali, commerciali e industriali che abbiano avuto danneggiamenti anche parziali». Solidarietà anche dagli architetti di Roma che annunciano di essere pronti a intervenire con oltre 300 volontari. «Come nel 2009 - dice il presidente dell’Ordine Alessandro Ridolfi - il presidio di Protezione Civile dell’Ordine è stato messo in pre-allarme ed è pronto per un primo intervento con i suoi 324 volontari iscritti al Gruppo perché ogni singolo sforzo può fare la differenza tra la vita e la morte». Silvia Sfregola
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TITOLO: Uccise donna tre anni fa Recidivo torna in cella
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: Condannato per omicidio preterintenzionale A piede libero, riprende a scippare: arrestato
TESTO:Dopo aver causato con lo scippo la morte di una vecchietta, è tornato a svuotare le borse delle anziane signore incontrate sugli autobus e i tram di Roma. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Complice la lentezza della macchina burocratica della giustizia, il romeno Radu Zoro, a piede libero nonostante una condanna definitiva a 5 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale, ha colpito di nuovo con le stesse modalità che tre anni fa hanno portato al decesso di una 82enne. Martedì mattina una donna di 78 anni, originaria della provincia di Cosenza e residente in viale Telese (sulla Prenestina), ha denunciato al comando dei carabinieri il furto del suo portafogli. Ha raccontato di essere salita a bordo del tram n. 14 alla fermata di Porta Maggiore, diretta verso casa. «Il tram non era particolarmente affollato, ma io mi sono distratta perché non riuscivo ad obliterare correttamente il biglietto – si legge nella denuncia – Sono stata quindi aiutata da una persona di corporatura robusta, di media statura e carnagione leggermente scura che si trovava in compagnia di altri due soggetti che si sono avvicinati a me con il pretesto di aiutarmi ad obliterare». È stato in quel frangente che i ladri sono entrati in azione. Dopo alcuni istanti, infatti, la donna si è accorta di avere la cerniera della borsa aperta e che le era stato sfilato il portafogli, al cui interno c'erano 43 euro in contanti, il bancomat e il Postamat. Mentre si era recata alla stazione dei carabinieri di Prenestina per sporgere denuncia, i militari del comando di piazza Venezia sono riusciti prontamente a recuperare la refurtiva e a individuare tra i responsabili del furto Radu, il cui arresto è stato convalidato ieri dal Tribunale monocratico al termine del rito per direttissima. Il giudice gli ha inflitto la misura cautelare dell'obbligo di firma presso la polizia giudiziaria. Il 38enne romeno è noto alle cronache locali per lo scippo di Giuseppa Fornieri. Il 20 febbraio del 2013 fece cadere rovinosamente da un autobus l’anziana pensionata, cui poco prima aveva cercato di strappare la borsa mentre scendeva alla fermata di via di Torrenova. Uno scippo finito in tragedia perché l'82enne morì dieci giorni dopo per le gravi ferite. Prima del decesso, dal suo letto di ospedale a Tor Vergata, riuscì a raccontare ai figli del tentativo di rapina. «Si era accorta del borseggio e il rapinatore con le mani nella borsa la fece cadere dall’autobus», aveva spiegato a «il Tempo» l’avvocato Giuseppe Lavigna, che ha assistito la famiglia costituitasi parte civile nel processo. Fatti confermati da un testimone, un immigrato cileno che «impedì la fuga del romeno. Fu lui a indicarlo e gli impose di fermarsi perché stava scappando», aveva precisato il legale. Per quei fatti Radu, difeso dall'avvocato Gianluca Nicolini, è stato condannato a 5 anni di carcere con l'accusa di concorso in tentata rapina e in omicidio preterintenzionale. Sentenza passata in giudicato il 4 marzo 2016, con contestuale ordinanza di espulsione dall'Italia. Da allora la sentenza non è ancora andata in esecuzione. L'unica misura cautelare che il romeno doveva e deve rispettare è l'obbligo di firma. Per questo il 38enne martedì era libero di scorrazzare sui mezzi pubblici romani con l'intento di depredare anziane signore. Valeria Di Corrado
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TITOLO: Nel libro di Roscia, come salvarsi dal virus di punteggiatura e sterminio dei verbi. La grammatica non è più di moda
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: Nell’era dei «like» e delle faccine ci si è dimenticati dell’italiano
TESTO:Cosa ci importa di parlare bene l'italiano? In fondo siamo nell’epoca delle emoticon (o faccine), in cui non è più così urgente verbalizzare le proprie emozioni o farsi capire sul serio da chi abbiamo di fronte. Molto meglio nascondersi dietro a un selfie o flirtare con il rassicurante strumento del «Mi piace» sulle bacheche Facebook o su Twitter e Instagram con gli altri segni di approvazione (o indifferenza). Tuttavia, non sempre si può star zitti come una gattamorta in cerca di marito, e quel ricordo lontano della severissima maestra delle elementari con la bacchetta allunga verso la lavagna piena di regole grammaticali, è peggio di un monito posizionato a lama di ghigliottina sul nostro collo. E lo sa bene Massimo Roscia, ironico e avveduto autore del libro «Di Grammatica non si muore. Come sopravvivere al virus della punteggiatura e allo sterminio dei verbi», in uscita nei prossimi giorni per la casa editrice Sperling & Kupfer. Di cosa si tratta? «Non è un decalogo», come sottolinea nell'introduzione, e neppure «uno di quei vecchi e noiosi libri di grammatica poco amati perché ricolmi di astratti tecnicismi, obblighi, divieti, regole ed eccezioni spesso incomprensibili». Questo simpatico volume è piuttosto «una breve raccolta di consigli per parlare e scrivere meglio, fare tesoro dei propri errori, comunicare in maniera più efficace e, in generale, essere più fighi». Interessante - direte voi -, specialmente nel pieno della stagione di balletti a bordo piscina del milionario naïf Gianluca Vacchi (per chi non lo conoscesse è d'obbligo un salto sul suo profilo Instagram), tutti hanno - più o meno consciamente - il desiderio di migliorare la propria immagine, ognuno secondo stile e attitudini personali. Non sarebbe male, dunque, affinare anima e cervello con l'ausilio di piccole lezioni di uso corretto dell'apostrofo, di posizione impeccabile dell'accento e di immunizzazione da sciatterie lessicali. L’abile scrittore, che si definisce «un umile artigiano delle parole, un comune mortale che talvolta commette errori grammaticali (pochissimi, in verità) », rinuncia già dall'inizio a mettersi in cattedra, poiché - pur potendolo fare - preferisce raccontare la grammatica attraverso aneddoti, richiami ai videogame, serie televisive, musica rap e fantasy, così da ammaliare il lettore e creare un appassionate viaggio in bilico tra il serio e il giocoso. Dall’avvento dei social, ma soprattutto del «demoniaco» Whatsapp - creato nel 2009 e dal 2014 di proprietà del gruppo Facebook Inc. - la necessità di aumentare il proprio grado di alfabetizzazione è in crescita esponenziale. Sembra, quindi, che non dobbiamo solo essere più belli per le foto e più ricchi di un tempo per farci invidiare dagli amici, ma sul campo di battaglia digitale dobbiamo anche produrre lo sforzo di conoscere bene la nostra lingua. «Se potere parlare e scrivere utilizzare solo l'infinito presente dei verbi tutto essere sicuramente più facile». Così sostiene con irresistibile sarcasmo il (finto) modesto Roscia, che ci tiene a solleticare il pubblico sulle questioni amorose. Ad esempio, il consiglio ai signori frettolosi è il seguente: «Nei messaggi inviati alle vostre amiche con lo smartphone - perché immagino che la carta da lettera fatta a mano ad Amalfi e profumata alle spezie sia passata di moda - evitate di congedarvi scrivendo un'abbraccio e firmandovi un'amico. Rischiereste di rimanere soli per tutta la vita». A parte i dubbi sulle doti di amatore di un uomo che mette le mani avanti definendosi amico al cospetto di una donna, nutriamo fede cieca nelle stilettate dell'autore romano, che dedica spassosissimi paragrafi a dilemmi di vario genere. Uno di questi è il dissidio tra «avere ed essere» - nel pieno, come dicevamo, del «momento» Gianluca Vacchi -, che «non è soltanto il titolo di un famoso libro di Erich Fromm, sociologo, filosofo e psicanalista tedesco», ma «è anche la domanda che spesso ci poniamo quando dobbiamo scegliere un ausiliare per formare un tempo composto». Così, senza troppi giri di parole, ci si accorge che l'italiano non è una lingua che si impara in fretta, ma che anzi contiene in sé questioni irrisolte: «Non esiste una regola certa che consenta di associare a ogni verbo il suo ausiliare» e «da molti anni i grammatici si arrovellano nel tentativo di ridurre al minimo i casi di oscillazione e incertezza». Tirando le somme, quindi, di grammatica si muore oppure no? Sembra che tutto dipenda dal «contesto linguistico». Maria Elena Capitanio
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TITOLO: Stretta finale per Dirar
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: In arrivo l’esterno marocchino del Monaco Keita è una possibile pedina di scambio
TESTO:In missione a Montecarlo per prendere Dirar e provare a inserire nell’affare Keita Balde Diao. Il direttore sportivo Tare, in compagnia del segretario generale Armando Calveri, è volato martedì sera in Francia per trattare l’esterno marocchino (con passaporto belga) e guardare da vicino il successo Champions contro il Villarreal. Operazione in dirittura d’arrivo e sostituto di Antonio Candreva dietro l’angolo, Simone Inzaghi lo aspetta a Formello tra qualche giorno, ha bisogno di rinforzi per migliorare il reparto offensivo. L’obiettivo principale resta comunque piazzare il «ribelle» senegalese, ieri notte la società biancoceleste avrebbe rifiutato 17 milioni di euro più il cartellino di Dirar per l’ex Barca, Lotito continua a valutarlo quasi 30 milioni di euro. Il numero 7 del Monaco verrà ingaggiato a prescindere e sbarcherà nella Capitale per 3-4 milioni, la fumata bianca è un passo. La prossima settimana poi la Lazio si concentrerà anche sull’alternativa a Keita, ai margini della prima squadra (anche ieri non si è allenato con il gruppo), la pista Cerci è ancora calda. Lotito è in contatto con l’Atletico Madrid, lavora da giorni per acquistarlo a titolo definitivo, ha scelto l’ex Toro per rendere la rosa più competitiva. Il ragazzo è pronto a vivere una nuova avventura, è reduce da un grave infortunio al ginocchio, riprenderà gli allenamenti sul campo verso la metà di settembre. Dalla Spagna invece è spuntato il nome di Ricardo Horta, esterno classe 1994 del Malaga ma di proprietà dello Sporting Braga. Iniziano a crollare intanto le possibilità di vedere Mario Balotelli con la maglia della Lazio, il procuratore Raiola vorrebbe portarlo al Manchester Utd, s’è mosso pure il Bologna di Donadoni, per Lotito e Tare non ha mai rappresentato una priorità. Mercato in uscita: Bisevac è un nuovo giocatore del Metz, è tornato in Francia a parametro zero, ha rescisso il contratto con la Lazio. È in partenza anche Mauricio, mister Inzaghi lo ha bocciato durante il ritiro di Auronzo di Cadore, l’Olympiakos è in forte pressing. Il brasiliano si trasferirà in Grecia con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 1,6 milioni di euro. Difficilmente verrà piazzato Berisha, resterà il secondo di Marchetti almeno fino a gennaio, la società non ha ricevuto offerte concrete. Da capire invece il futuro di Morrison, scappato in Inghilterra dopo l’esclusione dai convocati per Bergamo, l’avventura alla Lazio è ormai compromessa. Il talento inglese sogna di sbarcare in Premier League, nelle ultime settimane ha sondato il terreno l’Aston Villa, la dirigenza biancoceleste dovrà prendere una decisione al più presto. In uscita anche i giovani Lombardi, Crecco, Germoni, Minala, Tounkara e Perea. Blindato Milinkovic Savic: «Ha iniziato la stagione in maniera positiva - ha spiegato l’agente al sito lalaziosiamonoi. it - noi ci aspettiamo che possa esplodere definitivamente in serie A. Per quanto riguarda il mercato non ci sono discorsi in ballo, non è in vendita». Gianluca Cherubini
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TITOLO: Spalletti ordina: Roma riparti così
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: Discorso dell’allenatore alla squadra dopo la mazzata in Champions «Ce la siamo cercata, ora niente alibi: dobbiamo fare una stagione super»
TESTO:Come tornare alla casella di partenza. La Roma ha buttato via in due partite scellerate un lavoro lungo otto mesi agli ordini di Spalletti e adesso si chiede come e da cosa ripartire. Le risposte immediate ha provato a darle il tecnico. Dopo una notte passata a Trigoria a tormentarsi sugli errori commessi in campo con il Porto, il brivido del terremoto a rendere il tutto ancor più surreale, Spalletti si è riunito con i dirigenti e ha aspettato la squadra nel centro sportivo. Con l’allenamento in programma alle 18, c’era tutto il tempo per buttar giù un discorso poi riferito al gruppo. Il toscano si è detto «orgoglioso» di quanto la squadra ha fatto finora e del percorso compiuto per giocare il preliminare. «Ora - ha ricordato ai giocatori - abbiamo l’obbligo di ricostruire quanto abbiamo perso martedì. Il dolore di questa sconfitta resterà dentro il gruppo per un po’, utilizziamolo come come motivazione: è un avversario che possiamo battere solo lavorando sodo sul campo». Poi ha sottolineato dei dati del doppio confronto col Porto giocato per circa 140 minuti in inferiorità numerica, «ma non ci sono scusanti e pretesti, ce la siamo cercata»: in undici contro undici i lusitani hanno fatto un solo tiro in porta, con un uomo in meno 13 contro i 18 tentativi dei giallorossi. Adesso - l’ordine di Spalletti - ci sono subito una serie di partite per ricostruire «una traccia importante in questa stagione». Compresa l’Europa League, con Fazio che ha ricordato ai compagni che quanto possa diventare una competizione gratificante avendola vinta due volte col Siviglia. La retrocessione nella coppa minore costa alla società almeno 13 milioni: è il valore stimato considerando il premio «paracadute» dell’Uefa da circa 10 milioni e l’abbassamento dei costi (non vanno pagati premi ai calciatori e bonus alle società ove inseriti nei contratti) che compensa in parte la perdita di ricavi. Non sarebbe stata comunque una Champions ricca come quella dello scorso anno da quasi 70 milioni, visto che la Roma, da terza italiana qualificata, avrebbe incassato solo il 15% del market pool dei diritti tv. Ai 13 milioni vanno aggiunti quelli in meno che saranno incassati al botteghino, con tre partite del girone di Europa League certamente meno allettanti di quanto potevano essere le sfide di Champions. Domani i giallorossi conosceranno le avversarie nel sorteggio di Montecarlo, in cui partiranno al 99% in seconda fascia. L’uscita dalla Champions penalizza anche i piccoli azionisti: ieri il titolo del club ha perso in Borsa l’8,89%. Ma il vero danno è sportivo. Una mazzata durissima e in linea con l’andamento disastroso della squadra in Europa da quando la società è passata agli americani: su 22 partite giocate nelle due coppe la Roma ne ha vinte appena 3, subendo 46 gol contro i soli 25 segnati. Un altro numero è impietoso: per De Rossi è la 14ª espulsione in carriera, 12 delle quali con la Roma e altrettante per «rosso» diretto come quello di martedì. Un fallo non intenzionale ma durissimo che è costato a Maxi Pereira una ferita lacero-contusa con una profonda lussazione del tendine tibiale posteriore. Dopo aver ricevuto le scuse di De Rossi direttamente all’Olimpico, l’uruguaiano del Porto è tornato in carrozzina ed è stato operato: starà fuori almeno due mesi. I dirigenti, ai quali presto si aggiungerà il nuovo Ceo Umberto Gandini in uscita dal Milan, non hanno voluto infierire sul centrocampista: nessuna multa prevista. Ora spetta a Spalletti recuperare psicologicamente De Rossi, vedremo se facendolo giocare dal 1’a Cagliari domenica. L’unico sorriso di giornata glielo ha dato Florenzi, tornato regolarmente in gruppo e pronto a scendere in campo in Sardegna insieme ad El Shaarawy. Inizia una nuova rincorsa. L’ennesima. Alessandro Austini
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TITOLO: «Salvi noi e la furba cagnetta»
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: AMATRICE (RIETI) «Giulia ti sei salvata anche tu, ma come hai fatto? ». Una lacrima di gioia dopo tanta sofferenza solca il volto di un signore di 65 anni. Il suo cane, Giulia, è stato salvato dagli. ..
TESTO:AMATRICE (RIETI) «Giulia ti sei salvata anche tu, ma come hai fatto? ». Una lacrima di gioia dopo tanta sofferenza solca il volto di un signore di 65 anni. Il suo cane, Giulia, è stato salvato dagli uomini e le donne della protezione civile. «È stato il primo a sentire il terremoto – spiega l’uomo sorridendo – ma è scappato in cantina ed è stato sommerso dalle macerie». Il padrone di «Giulia» sospira e racconta come si è salvato, quasi per una coincidenza. «La casa è crollata – sussurra mentre accarezza il molosso – ho visto il cane scappare e il tetto venire giù. Ero a letto con mia moglie, ma fortunatamente una trave si è messa di traverso, proprio sopra il nostro letto. Si è incastrata e ci siamo salvati così. Incredibile». Per diverse ore la coppia è rimasta intrappolata in quel che restava della camera da letto, guardando quella trave che bloccava il tetto pronto a crollare sulle loro teste. Incrociando le dita ogni volta che quel legno scricchiolava. «A poco a poco i soccorritori hanno aperto un varco – continua l'uomo – e abbiamo gattonato fino a quando non siamo usciti dall'appartamento». Giunti sul piazzale i due coniugi erano ancora in pigiama, scalzi: «Poi è arrivata la protezione civile e ci ha dato delle buste di plastica da mettere ai piedi. Tutta la casa è crollata e io sono qui. Non mi spiego ancora come sono vivo, significa che non era la mia ora», conclude l’uomo mentre si stringe in un abbraccio con la moglie e Giulia, il cane che per un attimo ha portato un sorriso sul volto di una coppia che ha perso ogni cosa. Andrea Ossino
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TITOLO: L’istinto dell’uomo che non sente
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: AMATRICE (RIETI) «Ho sempre percepito i terremoti prima degli altri». Luca (il nome è di fantasia) è un ragazzo sordo. Come ogni altro abitante di Amatrice è abituato alle piccole scosse di. ..
TESTO:AMATRICE (RIETI) «Ho sempre percepito i terremoti prima degli altri». Luca (il nome è di fantasia) è un ragazzo sordo. Come ogni altro abitante di Amatrice è abituato alle piccole scosse di terremoto che frequentemente colpiscono una zona considerata a rischio sismico. Lui però, a causa dei problemi all’appartato uditivo, ha sempre percepito le vibrazioni in maniera più sensibile rispetto agli altri abitanti della zona. E forse, è stato proprio quel problema all’udito a salvargli la vita. Un deficit divenuto un vantaggio capace di fare la differenza. «Ero a letto quando ho sentito la scossa – spiega il ragazzo - Ho visto le catene che circondano il muro entrare in trazione. Non ho avuto paura, ci sono abituato e non mi sembrava così forte. Poi però ho sentito un’altra scossa e allora ho svegliato mio fratello e siamo usciti. Fuori, in paese, non c’era nessuno. É stato a quel punto che una terza scossa, più violenta, ha fatto crollare le case. La gente scappava via – continua il ragazzo - Tenevano in braccio i bambini, erano tutti in pigiama, piangevano e urlavano. Ho aiutato come potevo poi sono arrivati i soccorsi e sono andato a riposarmi fuori da Amatrice, nella stalla di famiglia». A pochi chilometri di distanza da Amatrice, Luca adesso mangia insieme al fratello, in un agriturismo: «Vorremmo aiutare, ma ci hanno detto che se non siamo volontari già registrati è meglio che non facciamo niente. Rischiamo solo di fare confusione. Quindi adesso penso solo a riposarmi. Non ho paura. Qui siamo abituati». And. Oss.
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TITOLO: E l’agente muore coi due figli
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: AMATRICE (RIETI) Il sisma della scorsa notte non ha risparmiato neanche di macchiare di sangue il litorale laziale. Tragici risvolti che colpiscono allo stesso modo le città di Nettuno, Aprilia e. ..
TESTO:AMATRICE (RIETI) Il sisma della scorsa notte non ha risparmiato neanche di macchiare di sangue il litorale laziale. Tragici risvolti che colpiscono allo stesso modo le città di Nettuno, Aprilia e Cisterna. Nella mattinata di ieri, dalle macerie dell'abitazione dei suoceri ad Amatrice, sono stati estratti i corpi senza vita di Ezio Tulli, assistente capo della Polizia Stradale di Aprilia, dei suoi due figli di 8 e 12 anni e sicuramente del suocero. Per tutta la mattinata in molti hanno sperato che Tulli isieme ai suoi due bambini potesse esser vivo. Poi da quelle macere il silenzio mentre volontari della protezione civivle e i vigili del fuoco scavano, il più totale e una e le lacrime di dolore. Per loro non c’era più nulla da fare. Prima uno poi l’altro i loro corpi senza vita sono stati portati via. Nella mattinata invece fortunatamente la moglie, dell’agente di polizia in forza al Commissariato di Cisterna, era stata estratta, ferita ma viva, da quelle stesse macerie insieme alla suocera, sulle cui condizioni ancora non ci sono aggiornamenti. Ezio, 42 anni, insieme alla famiglia aveva deciso di trascorrere, come ogni anno, qualche giorno ad Amatrice, un luogo che l’aqngente amava molto. Una tragedia immane che colpisce i colleghi del distaccamento di via Belli, che in queste ore stanno organizzando una catena di solidarietà e stanno valutando di andare sul posto per prestare aiuto ai soccorritori e alla popolazione duramente colpita. Francesco Puglisi
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TITOLO: Il figlio del Questore non ce la fa
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: AMATRICE (RIETI) Ventisei anni e una carriera da chef il suo sogno nel cassetto. La vita di Marco Santarelli, primogenito di Filippo Santarelli, questore di Frosinone, è stata spezzata da un’architr. ..
TESTO:AMATRICE (RIETI) Ventisei anni e una carriera da chef il suo sogno nel cassetto. La vita di Marco Santarelli, primogenito di Filippo Santarelli, questore di Frosinone, è stata spezzata da un’architrave in cemento armato e sotto le macere della casa paterna distrutta dal violento sisma. La palazzina della famiglia Santarelli si trovava nel centro storico di Amatrice, in via Leopardi al civico 2. Qui Marco, insieme ad altri amici miracolosamente scampati al terremoto, aveva trascorso qualche giorno di vacanza. In attesa di tornare a Roma e di riprendere a frequentare lo stage nel prestigioso ristorante Bassetto di Ferentino. Dell’antico borgo medievale la scossa tellurica ha fatto un unico, immenso, cumulo di macerie. E proprio qui che ieri poco dopo mezzogiorno i soccorritori ed il questore Santarelli hanno trovato il corpo del ragazzo. L’alto funzionario di Polizia, stimato e ben voluto da tutti in provincia di Frosinone, per ore ha partecipato allo scavo. Era partito dalla struttura di via Vado del Tufo, nel capoluogo ciociaro, alle prime luci dell’alba quando ha capito che nel suo paese nativo erano arrivati dolore e distruzione. Venti secondi per distruggere secoli di storia e sacrifici infiniti. Marco che viveva con la famiglia negli alloggi della Questura con la madre e il fratello più piccolo, era un ragazzo assennato e senza grilli per la testa. Angela Nicoletti
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TITOLO: L’anziano va in bagno e si salva
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: dall'inviato AMATRICE (RIETI) Non resisteva più. Alle 3.35 del mattino si è dovuto alzare dal letto. Doveva andare in bagno. Quel bisogno fisiologico gli ha salvato la vita. A poter ancora. ..
TESTO:AMATRICE (RIETI) Non resisteva più. Alle 3.35 del mattino si è dovuto alzare dal letto. Doveva andare in bagno. Quel bisogno fisiologico gli ha salvato la vita. A poter ancora raccontare quei momenti drammatici è un signore di 95 anni che da sempre vive ad Amatrice. Gianfranco, infatti, un minuto prima che la scossa «forza 6» dilaniasse la cittadina, è sceso dal letto, ha preso la stampella accanto al comodino e lentamente è andato in bagno. Il tempo di sedersi sul water e la sua camera da letto si è sbriciolata. «Non mi sono spaventato - ha detto l'anziano - ho capito che era arrivata la mia ora, invece sono ancora qui a raccontare che anche stavolta qualcuno ha deciso che non era giunto il mio momento. Sono triste per tutti i bambini e le persone giovani che sono morte, era meglio se morivo io invece di quella gente, io ne ho vissute tante e per me andava bene finire la mia vita nella mia casa». L'uomo, è il suocero di una coppia di sessantenni che vive come lui ad Amatrice e che ieri si è salvata perché il tetto non è crollato sul letto grazie a una trave che si è bloccata di traverso. Dettagli, coincidenze, frazioni di secondo che decidono il destino. Mentre l'anziano era in bagno, invece, è arrivata la scossa mortale, che ha diviso in due la sua palazzina. Se non avesse avuto il bisogno di fare pipì anche l’anziano sarebbe finito in quella lunghissima lista di morti che segnerà per sempre la cittadina di Amatrice. Augusto Parboni
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TITOLO: La mamma riabbraccia i due figli
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: dall'inviato AMATRICE (RIETI) Magra. Bionda. Un viso da angelo distrutto dal dolore. Segnato dalle lacrime che per tutto il giorno sono scese sulle sue guance. Una donna che pensava di aver perso. ..
TESTO:AMATRICE (RIETI) Magra. Bionda. Un viso da angelo distrutto dal dolore. Segnato dalle lacrime che per tutto il giorno sono scese sulle sue guance. Una donna che pensava di aver perso tutto in quei maledetti secondi interminabili. I due figli che dormivano su un letto a castello al secondo piano della sua abitazione era sprofondato fino alla cantina. Un volo di quasi 8 metri. Il letto risucchiato dalla violenza del terremoto che ha distrutto tutte le case limitrofe alla sua. La donna è riuscita ad uscire sulle sue gambe dall'abitazione. Ma non da sola. Sono stati i soccorritori a trascinarla via dall'appartamento per evitare che anche lei finisse sotto le macerie. Non sapeva ancora all'ora di pranzo se i figli erano vivi o morti. A metà pomeriggio la notizia che l'ha fatta rinascere: entrambi i piccoli erano vivi e stavano bene, ma ancora non erano stati estratti dalle macerie perché le operazioni di salvataggio erano molto delicate a causa della posizione delle macerie sopra ai bimbi. Fare una mossa falsa e i due bambini sarebbero usciti su barelle di fortuna come tanti altri abitanti di Amatrice. In serata invece la gioia è esplosa sul viso della donna e nel cuore della mamma dei due bimbi: I suoi due figli erano sani e salvi. «Non abbiamo più una casa, ma con loro posso vivere ovunque. Senza di loro mi sarei tolta la vita. Che senso aveva restare su questa terra? », racconta ancora piangendo, ma stavolta di gioia. Aug. Par.
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TITOLO: «Abbiamo perso casa e ristorante»
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: AMATRICE (RIETI) «Ho perso tutto. Ho perso tutto. Sono rovinata». In preda a un attacco di panico una donna sulla quarantina ferma i passanti che camminano lungo la strada in salita che porta verso. ..
TESTO:AMATRICE (RIETI) «Ho perso tutto. Ho perso tutto. Sono rovinata». In preda a un attacco di panico una donna sulla quarantina ferma i passanti che camminano lungo la strada in salita che porta verso Amatrice. Ha bisogno di sfogarsi, di raccontare il suo dramma. Perché in una notte ha perso tutto: «Ho risparmiato per tutta la vita. Io e mio marito abbiamo fatto tanti sacrifici – spiega la donna - Veniamo da Roma, ci siamo trasferiti qui un anno fa, abbiamo comprato casa con i nostri risparmi e abbiamo acquistato anche un locale. Abbiamo aperto un ristorante e vivevamo sereni». Ma ieri la vita della coppia è cambiata in un attimo. «La casa non c'è più, non sappiamo dove vivere – urla piangendo – e anche il ristorante che abbiamo appena aperto è distrutto, non c'è più nulla. I carabinieri non mi fanno entrare neanche per prendere i soldi rimasti nella cassa. Dicono che può crollare anche l'ultima parete rimasta in piedi e non mi fanno cercare tra le macerie». Poi la donna riprende a camminare, arriva fuori dall'ospedale, o meglio, arriva fuori dal presidio sanitario che un tempo era il nosocomio. Si siede accanto a un anziano e ricomincia: «Ho perso tutto. Ho perso tutto. Sono rovinata», poi scoppia a piangere, mentre i sanitari le somministrano un tranquillante. L'anziano la abbraccia: «Non ti preoccupare, tutto si sistemerà». Andrea Ossino
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TITOLO: «Ho urlato ma mio fratello dormiva»
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: dall'inviato AMATRICE «È stata una bomba. Non si può capire. E neanche mio fratello l'ha capito cavolo. .. ho urlato come un pazzo ma non è bastato». A piangere seduto su un masso grande oltre un. ..
TESTO:AMATRICE «È stata una bomba. Non si può capire. E neanche mio fratello l'ha capito cavolo. .. ho urlato come un pazzo ma non è bastato». A piangere seduto su un masso grande oltre un metro di diametro è Francesco, un uomo distrutto per aver perso il fratello poco più piccolo. «Ho sentito la scossa è mi sono subito alzato, stavo andando verso la camera di Gianfranco ma si è aperta una crepa tra i miei piedi. A quel punto ho cominciato a urlare scappiamo, usciamo da casa di corsa che qui crolla tutto. Ma mio fratello che dormiva non mi ha sentito e non ha sentito neanche il terremoto». Dopo pochi secondi la tragedia. Il palazzo è crollato portandosi via il parente di Gianfranco. «Non mi perdonerò mai di non aver saltato quella crepa – continua – se fossi andato nella sua stanza da letto lo avrei salvato oppure sarei morto con lui, tanto adesso la mia vita non ha più senso adesso. Vivevamo come gemelli». Nel dramma di una vita spezzata proprio davanti ai propri occhi Francesco si impone colpe che non ha. Chiunque ad Amatrice pensa che si sarebbe potuto fare di più, qualcosa capace di cambiare gli eventi. «L'unica cosa che si poteva fare si doveva fare anni fa – spiega un uomo a Francesco – dovevamo pensarci prima e far costruire le nostre case in maniera migliore». Aug. Par.
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TITOLO: Martina, il terremoto nel destino
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: Scampata al sisma de L’Aquila, ieri ha perso la figlia di 18 mesi A Pescara del Tronto il dramma di una mamma troppo sfortunata
TESTO:A che cosa serve la fede? A che cosa la preghiera? A che cosa la speranza quando il destino strappa via una creatura che sta dormendo? Che colpa aveva mai commesso Marisol? Martina, la madre sua, aveva baciato la terra maledetta de l'Aquila, la terra che aveva sbriciolato case e demolito esistenze ma aveva salvato lei e la sua famiglia. Pensava di essere stata accarezzata dal Signore, graziata dal vento che aveva spazzato e spezzato il resto. Oggi piange, disperata dallo strazio di vedere quel corpo silenzioso, fermo, grigio di polvere cattiva, strappato via da quella stessa terra, tremante, maledetta, alla stessa ora di una notte senza alba, in un tempo ancora aspro di memoria. La terra, la natura, forse Dio, hanno voluto spegnere il respiro di una bambina. Non c'è una spiegazione, non può esserci, non deve esserci. Nessun rifugio è consentito a questa tragedia. C'è voglia di urlare al cielo se in quel cielo esistesse davvero un inquilino padrone, a volte distratto da quello che accade sotto le sue ali grandi. Crolla la speranza come crolla il muro di una casa, come fumano le macerie di paesi che nessuno nemmeno conosceva e che adesso, ormai scomparsi, hanno un nome, ritrovano una identità ormai inutile. Marisol è il fotogramma nerissimo di queste ore senza un colore ma con l'odore della morte. Marisol non ha avuto il tempo di strillare, di invocare il nome della mamma, Martina, che non ha ormai forza o fiato per rispondere, per parlare, per baciare. Diciotto mesi di esistenza violentati così, sono una fetta di torta scaduta, un dolce con l'arsenico, la fine di qualsiasi speranza, il lutto non soltanto di una genitrice ma di tutti quelli, noi compresi, noi per primi e mai ultimi, che ancora crediamo, che ancora preghiamo, che ancora cerchiamo una luce in fondo al buio. Poi la terra, la stessa terra sulla quale costruiamo la nostra esistenza, prende a tremare e a tramare, la stessa terra che riceverà ora la sepoltura di quella bambola dopo averla, improvvisamente uccisa, come una bestia feroce, travolgendo e sconvolgendo tutto e tutti, lasciandoci attoniti, disarmati, direi, infine, inutili. Perché che senso ha la vita di Martina Turco da oggi a sempre? Che cosa può chiedere al cielo? Nulla, se non la fine anche della propria vita. Le hanno portato via la creatura, le hanno tolto l'aria. Si può scappare. Ma a che serve? La morte è perfida, ci segue, insegue e ci raggiunge, colpendoci di notte, quando non possiamo nemmeno reagire, perché, dormendo, sogniamo di vivere. Così stava facendo Marisol che nel nome si portava appresso la luce, il caldo dell'aria. Il sole è tramontato, di colpo. E non ci sarà alba. Mai più. Frank Zunina
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TITOLO: «Rocco è vivo», «Hai sentito Ale? »
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: ARQUATA (ASCOLIPICENO) «Rocco, per fortuna è vivo! ». «Avete sentito Ale? E il padre? ». È appena passata l’alba, e ad Arquata del Tronto, mentre nel campo sportivo ai piedi del borgo la Croce Rossa. ..
TESTO:ARQUATA (ASCOLI PICENO) «Rocco, per fortuna è vivo! ». «Avete sentito Ale? E il padre? ». È appena passata l’alba, e ad Arquata del Tronto, mentre nel campo sportivo ai piedi del borgo la Croce Rossa comincia ad allestire un centro di primo soccorso («per traumatizzati lievi», ci viene spiegato, perché quelli più gravi vengono direttamente portati in ospedale), scendono dalle case i sopravvissuti. Il febbrile momento è nel riconoscere un amico, un parente. Sono abbracci e lacrime, cominciando a riassaporare la vita dopo il terrore delle scosse, che in molti casi ha inghiottito un amico o un parente. La signora Gina ha una vestaglia rosa, suo fratello si è salvato: «Per fortuna l’hanno tirato fuori subito. Ma non ci sono notizie di un ragazzo che abitava vicino a noi, né dei suoi genitori. Speriamo bene». Chi può, chiama per rassicurare amici e conoscenti. Da Arquata, un complesso di case, sormontate da una rocca medievale, tutto salite e ovvie discese, viene giù una signora anziana, accompagnata dal figlio, di mezza età. Lui tiene una borsa, con gli effetti raccolti alla rinfusa. «Non ho le scarpe adatte per camminare», dice lei invitando in figlio a fare più piano. Ma è a Pescara del Tronto lo scenario peggiore. La curva panoramica all’ingresso del paesello ne offre lo spettacolo più doloroso. Un uomo scruta da lontano i soccorritori che sono all’opera sopra quella che era sopra casa sua. E questi eroi in elmetto e in divisa agiscono sotto il sole, scavando a mani nude. Quando chiamano una barella, all’indirizzo dei colleghi, si accende la speranza di trovare qualche superstite. Ma se, qualche minuto dopo, chiedono un «telo», è perché devono tirar su un altro cadavere. Consolano, se non altro, i gesti di solidarietà. Come quello di Elisabetta, romana che torna da sempre a Pescara del Tronto. La casa ha subito pochi danni, quella dirimpetto è quasi completamente crollata: «La signora che ci abitava mi ha passato dalla finestra sua figlia di due anni. Per fortuna si è salvata tutta la famiglia, racconta». Ma lei rimane lì: «Non ho notizie di una mia zia. E finchè non so qualcosa non mi muovo».
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TITOLO: Il sindaco di Arquata
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: «Siamo montanari Reagiremo con coraggio»
TESTO:ARQUATA (ASCOLI PICENO) Nel primo pomeriggio il sindaco di Arquata, Aleandro Petrucci, è sfinito dalla fatica e dal dolore. Ha appena accolto il ministro Delrio, nel prato del campo sportivo dove è stato allestito un centro di primo soccorso. «Appena passate le quattro del mattino, a pochi minuti dalla scossa, sono arrivato sui luoghi del disastro. Eravamo io e il Vescovo di Ascoli Piceno, Monsignor D’Ercole. E c’erano i primi soccorritori». Qual è stato l’effetto? «Quando sono arrivato a Pescara del Tronto (una delle diciassette frazioni di Arquata ndr) mi è venuto da piangere. Non potevo immaginare di assistere ad una scena simile. Mi sono trovato di fronte ad una frazione completamente distrutta. Un dolore immenso, peggiorato dal fatto che, tra le vittime, ci sono anche dei bambini». Quanti abitanti conta Arquata? «Siamo sui 1200 abitanti, ma nel periodo estivo arriviamo a cinquemila. Molti arrivano proprio da Roma. Nella tragedia, la fortuna è che in tanti erano già tornati a casa». Ora, che messaggio proverà a dare ai suoi cittadini? «Noi siamo montanari, siamo coraggiosi e legati alla nostra terra. Le autorità, istituzionali e di governo, stanno cominciando ad arrivare. A loro chiederemo di continuare ad abitare dove siamo nati». P.D. L.
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TITOLO: Gli psichiatri
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: Il 20% degli abitanti rischia disturbi post-trauma
TESTO:Il violento sisma che ha scosso l'Italia centrale potrebbe segnare per sempre la psiche del 20% dei cittadini delle aree colpite. «Uno su 5 degli abitanti rischia un disturbo post-traumatico da stress cronico, con fenomeni quali ansia, terrore, flashback, déjà vu e sensazioni di rivivere nel tempo quanto vissuto stanotte». Lo affermano Donatella Marazziti, docente di Psichiatria all'università di Pisa, e Mario Campanella, giornalista e sociologo della salute, direttore e membro del comitato scientifico della Fondazione Brf Onlus. «È pertanto fondamentale - scrivono in una nota - inviare psichiatri e psicologi nei luoghi del terremoto, anche nella considerazione di interventi clinici e farmacologici a volte necessari e indispensabili. Il range di trauma vede il sisma al primo posto in tutti gli indicatori internazionali come evento scatenante - proseguono gli esperti - ed è per questo che non bisogna veramente perdere tempo, né sottovalutare una necessità inespressa, ma fondamentale». Intanto la Fimmg Lazio, si è mobilitata per consentire l'apertura degli studi di medicina generale già da ieri pomeriggio e nelle prossime ore in collaborazione con la Regione organizzeranno un presidio di assistenza primaria nelle aree colpite da terremoto e in particolare ad Amatrice e d Accumoli, cercando di garantire l'apertura deli studi non solo in questi giorni ma anche per il sabato e la domenica. Oltre alla gestione delle emergenze, c'è infatti da considerare come un evento di questa portata determini delle condizioni di stress post traumatico che possono aggravare le condizioni cliniche. Redazione online
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TITOLO: Renzi: stavolta sarà ricostruzione vera. Stato di emergenza
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: «Adesso dobbiamo asciugarci le lacrime, poi la credibilità e l’onore sarà nel garantire una ricostruzione vera». È la promessa del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel giorno del lutto per la. ..
TESTO:«Adesso dobbiamo asciugarci le lacrime, poi la credibilità e l’onore sarà nel garantire una ricostruzione vera». È la promessa del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel giorno del lutto per la perdita di 120 persone, «che non sono numeri, figurine, ma storie», ha sottolineato il premier dopo l’incontro di ieri sera in prefettura a Rieti. Una riunione tecnica insieme al prefetto e al capo della protezione civile, dopo aver visitato quel che resta di Amatrice e aver sorvolato in elicottero tutte le zone terremotate. «Nel momento più atroce - ha continuato Renzi - l’Italia si stringe in un abbraccio forte. Voglio esprimere innanzitutto un sentimento di commozione e dolore profondo che ha attraversato tutto il Paese, senza nessun colore politico». Il presidente del Consiglio ha spiegato che ci sono problemi legati al riconoscimento delle salme e che, tra gli altri, «stanno lavorando anche psicologi per aiutare le famiglie». Renzi assicura che oggi «il Consiglio dei ministri prenderà le prime misure e proclamerà lo stato di emergenza. Da domani e (oggi, ndr) per i prossimi mesi saremo operativi. Questa è la prima di una lunga serie di visite del governo in questo territorio. L'obiettivo è costruire e ripartire. Un passato così meraviglioso non può finire». Il premier difende la macchina dei soccorsi. «Si è mossa immediatamente non è così semplice intervenire sotto le macerie. In estate questi comuni vedono moltiplicate per dieci le presenze rispetto ai residenti. Aprire una discussone polemica quando c’è un terremoto 6.0 non mi pare il momento». La prima ad arrivare sui luoghi del sisma è stata la presidente della Camera Laura Boldrini, marchigiana: «È come se ci fosse stato un bombardamento. Pescara del Tronto- frazione di Arquata (Ap), ndr - ha subito i danni più gravi, sembra un paese in guerra. Ho voluto essere presente in queste zone devastate dal terremoto non solo per portare la solidarietà della Camera, ma anche per condividere lo strazio dei cittadini della mia regione». Redazione online
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TITOLO: Dal selfie al karma. Che pena
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: Davide Di Santo d. disanto@iltempo. it. Il suo volto è noto a tutti, almeno dal terribile sisma che ha sconvolto L’Aquila e il territorio circostante nell’aprile del 2009. Stefania Pezzopane, ...
TESTO:Il suo volto è noto a tutti, almeno dal terribile sisma che ha sconvolto L’Aquila e il territorio circostante nell’aprile del 2009. Stefania Pezzopane, senatrice del Pd, allora guidava la Provincia e dopo il terremoto è stata tra i coordinatori delle operazioni di ricostruzione. Un volto noto a tutti sia per aver accompagnato tra le rovine aquilane i capi di Stato sbarcati per il G8, sia in anni più recenti per il vorace presenzialismo nella tv del pomeriggio sempre in compagnia del giovane fidanzato, l’ipertatuato ex spogliarellista Simone Coccia Colaiuta. Un altro tragico terremoto, dagli effetti simili a quello abruzzese, e la Pezzopane torna alla ribalta sovrapponendo i due palcoscenici, la cronaca del sisma e l’amore social. Il fidanzato di cui sopra scatta un selfie con alle spalle le macerie ancora calde di Amatrice, la bocca mezza aperta a mo’ di triste stupore. Fin qui. Il fatto è che l’innamorata senatrice quella foto la posta sul suo profilo Facebook. Il risultato è una raffica di insulti e accuse di sciacallagggio, proprio a lei che conosce bene le ferite del sisma. Pochi minuti dopo il post scompare ma la frittata è fatta. Dinamica simile quella innescata da Daniela Martani, ex hostess ribelle di Alitalia, ex Gieffina, ex candidata - non eletta - al consiglio comunale di Roma con i Verdi, attualmente dj ma soprattutto attivista animalista («nazivegana» per i detrattori). Ebbene, la pasionaria veg mentre la tragedia prendeva le dimensioni di una catastrofe sul suo profilo Facebook scriveva: «L’amatriciana è stata inventata ad Amatrice? Allora è il karma». Come a dire, se uccidete i maiali per mangiarli siete degli assassini, un terremoto è il minimo che vi possa capitare. Anzi, è la giusta punizione. Agghiacciante. Anche in questo caso dopo un po’ il commento è stato cancellato, ma nel periodo in cui è stato online diversi utenti lo hanno immortalato e condiviso con uno screenshot. Rimozione che non sa di pentimento, ma solo di furbizia, magari per evitare qualche denuncia. Infatti il post è stato sostituito da uno analogo, ma senza riferimenti specifici: «Il karma non perdona». I commenti, molti di insulti, quasi tutti di proteste, sono migliaia. Nel corso della giornata l’hashtag #sciacalli è decollato su Twitter. Molto del merito è dell’account di Militia Christi: «La tragedia del terremoto ci interroghi sui nostri peccati e sull’abominio delle unioni civili». Il sillogismo è analogo a quello della Martani, solo che al posto del guanciale ci sono i gay. Alle proteste degli utenti, hanno replicato: «Le bestemmie, le offese e le infamie con cui #Lgbt & Co. si rivoltano contro DOMANDE che dovrebbero INTERROGARCI TUTTI, dimostrano la bassezza». Se non fossimo davanti a una catastrofe, sarebbe quasi da riderci su. Davide Di Santo
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TITOLO: L’ora maledetta che ha spento i nostri sogni come sette anni fa
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO:
TESTO:AMATRICE - Su corso Umberto ad Amatrice fra le macerie di una casa disfatta c?
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TITOLO: La lunga marcia dei volontari
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO:
TESTO:CHE non sembri scontato, mai. Non sembri che cos
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TITOLO: Sisma nel centro Italia: notte di ansia, paura e ricerca dei dispersi. Almeno 160 le vittime
DATA: 2016-08-25
OCCHIELLO: Il bilancio dei morti è destinato ad aggravarsi. Tra loro ci sono molti bambini. Centinaia i feriti. Si teme per una settantina di turisti che si trovavano. ..
TESTO:Ad Amatrice, forse insieme a Pescara del Tronto le cittadine pi
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TITOLO: Sabatini guarda avanti: " Serata amarissima ma le strategie di mercato non cambiano"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il direttore sportivo giallorosso commenta l'eliminazione della Roma: " Siamo sorpresi. L'espulsione di De Rossi? Cercava di recuperare la palla"
TESTO:Sabatini non fa una piega dopo l'eliminazione della Roma dalla Champions, che oltre al prestigio avrebbe portato circa 30 milioni nelle casse giallorosse. Il diesse giura che con il cambiare delle carte in tavola i piani di mercato non subiranno scossoni: "Il risultato non cambia le strategie di mercato, domani vedremo col mister le decisioni da prendere ma avremmo fatto le stesse cose, magari con uno spirito diverso (ride, ndc) ".
 Poi prova a spiegare la folle entrata di De Rossi, costata l'espulsione al 40' del primo tempo: "Io non ho parlato con Daniele, ma posso dare la mia interpretazione: sapeva di trovarsi fuori posizione, ha cercato un recupero di palla eccessivo e sono certo che non voleva colpire l'avversario. Cercava di recuperare la palla. Spiegazioni tecnico-tattiche della partita le avrà date il mister, è stata una serata amarissima, ma dobbiamo ripartire subito da quello che la squadra ha fatto in 9: con orgoglio e abnegazione ha cercato di tenere viva la partita. Direi di ripartire da questo e correggere l'approccio". Non era comunque il risultato che Sabatini si aspettava: "Siamo sorpresi, da 5-6 mesi la squadra dà risposte positive, non ha mai sbagliato una partita nei compiti dell'allenatore, è stata una serataccia. Dopo il gol c'è stata una degenerazione attraverso i nostri comportamenti, siamo amareggiati perché la squadra ha onorato le partite e fatto risultati anche attraverso un gioco spettacolare. Una serata storta, ne prendiamo atto e ora dobbiamo recuperare le energie. Pallotta? Qualcuno ci avrà parlato, immagino sia deluso come tutti noi".
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TITOLO: Terremoto di magnituto 6.0 in provincia di Rieti
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: La scossa, molto forte e prolungata, è stata chiaramente avvertita a Roma e in tutto il centro Italia. L'epicentro nel territorio del comune di Accumoli
TESTO:Un terremoto di magnitudo 6.0 si è verificato nella zona di Rieti alle 3.36. L'epicentro sarebbe il territorio del comune di Accumoli, l'ipocentro a soli 4 chilometri di profondità. La scossa, molto forte e prolungata, è stata chiaramente avvertita anche a Roma e in tutto il centro Italia. Crolli si registrano ad Arquata del Tronto dove un testimone, in collegamento con Rainews24, parla di persone bloccate all'interno delle proprie abitazioni. Il sindaco di Amatrice, contattato da Radio Rai, ha raccontato che il paese "non c'è più ed è stato raso al suolo".
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TITOLO: Terremoto del 6.0 nel Reatino, epicento ad Accumoli ma sentito da Rimini a Napoli. Paura nel centro Italia
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Nuove scosse poco dopo, da 3,9 a 2,8 di magnitudo
TESTO:in provincia di Rieti, a pochi chilometri,
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TITOLO: L'estate fantozziana del premier tra sedia a sdraio, pancetta e sbadigli
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Aveva cominciato coi ritmi di Usain Bolt: riunioni convocate alle 7 del mattino, tapis roulant nell& #39;appartamento a Palazzo Chigi, jogging mattutino (con fotografo rigorosamente al seguito) nelle missioni all& #39;estero da Chicago a Cuba al G7, la lampada abbronzante, le camicie bianche sartoriali (& laquo; ne cambia anche sei al giorno, il doppio di quando era sindaco& raquo; raccontò Bisignani). La cura della forma fisica come specchio del rinnovamento, la spending review applicata al corpo della politica dopo le abbuffate della & laquo; casta& raquo; , un& #39;estetica puntualmente celebrata dai giornalisti amici (& laquo; Sei dimagrito, usi le lenti, tua moglie è bellissima, come hai festeggiato i 40 anni? & raquo; gli chiese in un& #39;intervista tv Daria Bignardi, poi nominata direttore di RaiTre). Renzi non ha mai nascosto di tenere alla linea, buttandola sullo scherzo per non apparire troppo narciso. & laquo; Stavamo discutendo del fatto che sono dimagrito, ma non mi pare vero& raquo; scherzò col pubblico durante l& #39;intervista a Fabio Fazio su RaiTre. & laquo; Copriti che ti sei inchiattito& raquo; gli scrisse via sms un& #39;amica (giornalista) avendone notato le rotondità spuntare da sotto la camicia, dopo sei mesi di vita (e dieta) romana da presidente del Consiglio e segretario Pd. La forma fisica e l& #39;appeal politico sembrano correre paralleli per Renzi, che in effetti ha raggiunto il momento migliore (asciutto, scattante in jeans, sempre abbronzato) nelle primarie che lo hanno incoronato leader, epoca in cui girava l& #39;Italia in camper e si nutriva solo di banane ricche di potassio, come gli atleti. In quei giorni, un sondaggio del settimanale femminile Grazia assicura che & laquo; il 26 per cento delle donne italiane sogna un& #39;avventura con Matteo& raquo; , assurto a sex symbol. Da bolso, malvestito e occhialuto presidente di Provincia (a Firenze) a elegante e longilineo leader col vento in poppa, bravo e pure bello. Metamorfosi che si completa da neo-premier, al massimo del consenso (il 40% della primavera 2014), quando un altro settimanale gli dedica una servizio fotografico con questo sobrio titolo: & laquo; L& #39;uomo dei sogni& raquo; .Altri tempi. Se il successo di Renzi si pesa in chili, l& #39;estate 2016 non segna un grande momento nella carriera del segretario Pd. Eccolo gonfio, sprofondato su una sdraio mentre si abbandona ad un potente sbadiglio, le braccia in distensione: & laquo; Il premier fotografato come nessuno lo ha mai visto prima& raquo; scrive il settimanale di gossip Chi nel lanciare la paparazzata a Renzi colto & laquo; in un momento di relax a Forte dei Marmi& raquo; . E & laquo; come nessuno lo ha mai visto prima& raquo; è un modo garbato per dire: sovrappeso e in posa ridicola. Diva e donna, con altre foto impietose, ci va giù diretta: & laquo; Potrebbe essere lo stress per il referendum, da cui teme di uscire sconfitto ma il premier quest& #39;estate ha già perso una sfida tutta personale: non riesce a rottamare la pancia. Ci ha provato (e ci prova) in tutti i modi a dimagrire: corsa, nuoto, tennis, bici, ma la forma fisica non è al top, come il suo consenso& raquo; . Urge un cambio di linea. In tutti i sensi.
TESTO:Aveva cominciato coi ritmi di Usain Bolt: riunioni convocate alle 7 del mattino, tapis roulant nell'appartamento a Palazzo Chigi, jogging mattutino (con fotografo rigorosamente al seguito) nelle missioni all'estero da Chicago a Cuba al G7, la lampada abbronzante, le camicie bianche sartoriali (
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TITOLO: La buona scuola di Renzi. Concorsone nel caos e insegnanti scontentati
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Eliminare precariato e supplentite erano state le promesse del premier Matteo Renzi ma entrambe non sono state mantenute. La Buona Scuola affonda nei propri errori. E il dramma è che con essa affonda anche la qualità della scuola italiana che già vanta molti tristi primati nelle valutazioni internazionali con gli studenti italiani sempre in fondo alla classifica soprattutto nelle materie scientifiche. Certamente il progressivo decadimento delle istituzioni scolastiche ha radici lontane e complesse che si rispecchiano in quelle della nostra società e non può essere attribuita soltanto all& #39;attuale governo che però sembra deciso a peggiorare le cose. Il punto è che la Buona Scuola non è una riforma coerente ma un insieme di provvedimenti tesi da un lato a tamponare situazioni emergenziali come il precariato storico e dall& #39;altro ad & laquo; imitare& raquo; malamente modelli scolastici stranieri, strutturati per rispondere alle esigenze di altri contesti dove quasi sempre gli insegnanti sono sì continuamente valutati ma guadagnano pure il doppio dei docenti italiani. Insomma la prima e più grave pecca della riforma è quella di non essere tale. Ora a distanza di un anno dall& #39;approvazione con il progressivo varo dei decreti attuativi tutti i nodi vengono al pettine. In questi giorni è esploso il caso del cosiddetto Concorsone, partito in clamoroso ritardo. Su 70.000 candidati oltre la metà non è stata neppure ammessa agli orali. Polemica nella polemica come nel caso degli esami di Maturità per gli studenti anche gli esami dei docenti vedono il maggior numero di & laquo; bocciati& raquo; al Nord. In Lombardia i non idonei sono quasi il 70 per cento. Dunque si devono ipotizzare giudizi & laquo; buonisti& raquo; al Sud denuncia ad esempio la Lega. In realtà la situazione è complessivamente molto più grave perché la quasi totalità di quei docenti ha già acquisito una o più abilitazioni attraverso le scuole di specializzazione o attraverso altri canali e insegna senza averne i requisti. Almeno secondo il giudizio delle Commissioni. Ma anche sui commissari pesano interrogativi spinosi. A causa delle bassissime retribuzioni a fronte di un impegno gravoso i docenti disponibili sono sempre pochi tanto che spesso si finisce per prendere un po& #39; chi capita. Un caso per tutti quello denunciato alla fine di luglio da Orizzontescuola: una docente bocciata allo scritto del Concorso è stata poi chiamata dall& #39;Ufficio scolastico regionale fare il commissario per gli orali nello stesso Concorso, dovendo quindi giudicare chi aveva fatto meglio di lei almeno in teoria. Grottesco ma neanche tanto se si pensa all& #39;infornata di precari, circa 86.000, che sono entrati senza Concorso soltanto per una fortunata, per loro, coincidenza, mentre altre migliaia di docenti pur abilitati ed in possesso di titoli analoghi devono superare altri concorsi. Il caos derivato dai ritardi e dagli intoppi del Concorsone si aggiunge a quello scatenato dall& #39;ormai famigerato algoritmo in base al quale i docenti sono stati destinati alle loro cattedre. Ora è vero che la denuncia di & laquo; deportazione& raquo; da parte dei professori suona ridicola. Quei docenti dovrebbero pensare alle migliaia di ragazzi che appena usciti dalla scuola migrano anche fino in Australia alla ricerca di un& #39;opportunità. Però occorre rendere giustizia anche ai docenti penalizzati da un algoritmo che ha fatto centinaia di errori nell& #39;assegnazione favorendo chi aveva meno diritti. Il risultato è che migliaia di cattedre non saranno coperte da insegnanti di ruolo e quindi anche quest& #39;anno si assisterà al solito balletto delle cattedre. Tra le tante note dolenti anche quella del ruolo del dirigente al quale sono stati assegnati nuovi poteri non ben definiti come quello cruciale della chiamata diretta dei docenti per la quale sembra che al momento si navighi a vista con metodologie di selezione assai diverse da istituto a istituto e denunce da parte di docenti ai quali nel colloquio di selezione il dirigente ha chiesto se avessero intenzione di sposarsi e avere figli.
TESTO:Eliminare precariato e supplentite erano state le promesse del premier Matteo Renzi ma entrambe non sono state mantenute. La Buona Scuola affonda nei propri errori. E il dramma è che con essa affonda anche la qualità della scuola italiana che già vanta molti tristi primati nelle valutazioni internazionali con gli studenti italiani sempre in fondo alla classifica soprattutto nelle materie scientifiche. Certamente il progressivo decadimento delle istituzioni scolastiche ha radici lontane e complesse che si rispecchiano in quelle della nostra società e non può essere attribuita soltanto all'attuale governo che però sembra deciso a peggiorare le cose. Il punto è che la Buona Scuola non è una riforma coerente ma un insieme di provvedimenti tesi da un lato a tamponare situazioni emergenziali come il precariato storico e dall'altro ad
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TITOLO: Forte terremoto in Centro Italia, morti e feriti
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: La terra trema ancora da Rimini a Napoli. Un sisma di magnitudo 6.0 e una profondità di 4 km e con epicentro ad Accumoli (Rieti), ha scosso tutto il Centro Italia alle 3.36 della scorsa notte. Poi uno sciame sismico, che continua a far paura e a rendere difficoltosi i soccorsi. Ancora una volta dopo il terremoto de L& #39;Aquila e quello dell& #39;Emilia si torna a morire di terremoto. Diversi i morti nei crolli a Petrana di palazzi in tutta la zona coinvolta. Molti - tra cui diversi bambini - sono ancora bloccati sotto le macerie. & quot; Qui è un dramma vero, sono nel mezzo di un paese che non c& #39;è più& quot; , dice disperato Sergio Pirozzi, il sindaco di Amatrice (Rieti), & quot; Ci sono stati crolli. La popolazione è in strada e stiamo portando tutti verso la zona di evacuazione, quella dei campi sportivi. Siamo senza luce ci sono anche problemi sulle vie di accesso al paese& quot; . Stessa situazione a Illica, frazione di Accumoli. & quot; Illica non c& #39;è più& quot; , racconta su Facebook Sabrina Fantauzzi, giornalista romana in vacanza, & quot; Eravamo circa 300 persone, tutti romani, in villeggiatura. Siamo rimasti in 30. Ancora nessuno è venuto a soccorrerci& quot; . Poi, dopo un& #39;oretta dalla scossa ha aggiunto: & quot; Ci sono 4 soccorritori, prendono feriti ma non stanno intervenendo sulle case distrutte con dentro gente morente& quot; .I comuni più colpiti sono Amatrice, Accumuli e Posta, nel reatino, e Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Si temono diversi morti. Due vittime sono state estratte ad Amatrice, tre a Pescara del Tronto, frazione di Arquata. Nel Comune di Accumoli c& #39;è almeno una vittima, e una famiglia di quattro persone - due bambini piccoli e i loro genitori - è sotto le macerie e non dà segni di vita. La Protezione civile ha diffuso i numeri da chiamare in caso di emergenza: contact center della Protezione civile nazionale: 800840840; sala operativa della protezione civile Lazio: 803555. Lanciato anche l& #39;appello a donare il sangue: l& #39;Avis provinciale di Rieti invita a recarsi all& #39;ospedale San Camillo de Lellis della città. & quot; Si è trattato di un terremoto di magnitudo importante, che ha prodotto uno scuotimento rilevante, di valore paragonabile a quello dell& #39;Aquila& quot; , ha detto il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, & quot; L& #39;Aquila è un capoluogo di regione, qui la popolazione è più diffusa quindi è possibile un impatto meno gravoso in termini di vite umane& quot; .
TESTO:". Stessa situazione a Illica, frazione di Accumoli. "Illica non c'è più", racconta su Facebook Sabrina Fantauzzi, giornalista romana in vacanza, "Eravamo circa 300 persone, tutti romani, in villeggiatura. Siamo rimasti in 30. Ancora nessuno è venuto a soccorrerci". Poi, dopo un'oretta dalla scossa ha aggiunto: "Ci sono 4 soccorritori, prendono feriti ma non stanno intervenendo sulle case distrutte con dentro gente morente". I comuni più colpiti sono Amatrice, Accumuli e Posta, nel reatino, e Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Si temono diversi morti. Due vittime sono state estratte ad Amatrice, tre a Pescara del Tronto, frazione di Arquata. Nel Comune di Accumoli c'è almeno una vittima, e una famiglia di quattro persone - due bambini piccoli e i loro genitori - è sotto le macerie e non dà segni di vita. La Protezione civile ha diffuso i numeri da chiamare in caso di emergenza: contact center della Protezione civile nazionale: 800840840; sala operativa della protezione civile Lazio: 803555. Lanciato anche l'appello a donare il sangue: l'Avis provinciale di Rieti invita a recarsi all'ospedale San Camillo de Lellis della città. "Si è trattato di un terremoto di magnitudo importante, che ha prodotto uno scuotimento rilevante, di valore paragonabile a quello dell'Aquila", ha detto il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, "L'Aquila è un capoluogo di regione, qui la popolazione è più diffusa quindi è possibile un impatto meno gravoso in termini di vite umane".
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TITOLO: La Corte dei conti indaga sul debito di Roma
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Dopo quella penale, aperta un’inchiesta dei pm contabili sul «caso derivati» Il «buco» miliardario risale al 2002 sotto la gestione dell’ex sindaco Veltroni
TESTO:Anche la Corte dei conti vuole vederci chiaro su come è stato gestito il risanamento del debito storico del Comune di Roma. I magistrati della Procura contabile del Lazio, così come hanno fatto i colleghi del penale, hanno aperto un fascicolo sulla base dell’esposto presentato dall’attuale assessore al Bilancio Marcello Minenna e dal capo di gabinetto del sindaco Carla Raineri prima delle elezioni, quando entrambi erano al fianco del commissario straordinario Francesco Paolo Tronca. Nella denuncia si chiede ai pm di verificare se le mosse messe in campo da Massimo Varazzani, ex commissario straordinario per la gestione del debito di. .. VUOI CONTINUARE A LEGGERE? CLICCA QUI Valeria Di Corrado
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TITOLO: Un pezzo di storia del calcio È ora che la Lazio torni a casa
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Vittorie e passione nell’impianto utilizzato fin dagli anni ’30
TESTO:Parlate a un tifoso della Lazio dello «Stadio Flaminio» e vedrete spuntare la lacrimuccia. Per tanti motivi l’impianto di viale Tiziano è considerato la casa del club più antico della Capitale. E la conferma arriva dalla storia. Inaugurato nel 1911 su progetto dell’architetto Marcello Piacentini, fu ristrutturato nel 1927 e ribattezzato «Stadio del Partito Nazionale Fascista». Il 10 giugno del 1934 fu il teatro del trionfo dell’Italia nella finale mondiale contro la Cecoslovacchia. Nel dopoguerra lo stadio riprese il nome originario e, dopo il disastro di Superga, fu denominato «Stadio Torino». Nel 1953 fu dismesso e, nel 1957, demolito per costruire sulla stessa area il futuro «Stadio Flaminio», inaugurato due anni più tardi in previsione del suo utilizzo per le Olimpiadi del 1960. In questi anni, precisamente dal 1931 al 1953 fu lo stadio della Lazio mentre la Roma lo utilizzò dal 1940 quando lasciò Testaccio. L’architetto Antonio Nervi progettò il «nuovo» Flaminio che vide la luce il 19 marzo 1959. Il catino sotto la collina dei Parioli ospitò gli incontri del torneo olimpico di calcio del 1960. Nel corso degli anni ci hanno giocato le squadre Primavera di Lazio e Roma, la Lodigiani (poi diventata Cisco) e infine l’Atletico Roma. Oltre alla Rugby Roma, la nostra nazionale nel Sei Nazioni e anche la squadra di football americano dei Marines. Senza dimenticare che la Lazio spesso ha giocato partite di Coppa Italia e presentazioni estive della, squadra oltre alla stagione ’89-’90 (insieme con la Roma) quando l’Olimpico era in fase di ristrutturazione per i Mondiali. All’inizio ospitava 40.000 spettatori, poi ridotti a meno della metà per adeguamento alle norme di sicurezza: Fino a tutto il 2011 si potè arrivare 30.000 spettatori grazie a tribune provvisorie in occasione del Sei Nazioni. Dal 26 febbraio 2014 lo stadio è in gestione alla Figc ma la situazione è controversa. E intanto il degrado avanza con i laziali che sperano di poterne tornare a usufruire (anche la polisportiva biancoceleste) visto che all’interno c’era una palestra e una piscina ormai distrutta. E Seghedoni da lassù farà il tifo perché la Lazio se lo riprenda: a lui quel gol che il 4 marzo del 1962 non fu convalidato (la palla era entrata ma c’era un buco nella rete e un incauto raccattapalle indusse all’errore l’arbitro Rigato di Mestre) ancora non gli è andato giù. La Lazio restò in serie B, il Napoli con quello 0-0 tornò in serie A. Nessun laziale dimentica quell’episodio, tutti i laziali rivogliono lo «Stadio Flaminio». Luigi Salomone
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TITOLO: Ecco il Flaminio, lo stadio degli orrori
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: L’impianto progettato da Nervi oggi è ostaggio di degrado e abbandono. Il nostro viaggio tra vandalismo, immondizia e sotterranei da incubo
TESTO:Benvenuti allo Stadio Flaminio. O meglio, a ciò che ne resta. Dell'impianto che solo cinque anni fa ospitò il prestigioso Sei Nazioni di rugby non v'è traccia. Un giro d’ispezione esterno rende subito bene l'idea di ciò che ci attenderà una volta dentro. Ah, lo diciamo subito, l’unica cosa che ancora mantiene uno stato di utilizzo è la lucchettatura dei cancelli. Per questo, accedere all’interno della struttura è abbastanza disagevole, ma superato questo ostacolo si può fare senza impedimento alcuno due passi nella storia. E nel degrado totale. .. VUOI CONTINUARE A LEGGERE? CLICCA QUI Masimiliano Vitelli
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TITOLO: «Raccolta firme a rischio a causa del Campidoglio»
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Parla il segretario dei Radicali Riccardo Magi
TESTO:«Il Campidoglio non ci mette a disposizione gli autenticatori. Questo non ci permette di fare una raccolta firme adeguata. Mi pare strumentale affidare a noi un’incombenza che avrebbe dovuto prendere Virginia Raggi». Sulla vicenda del referendum per la candidatura alle Olimpiadi 2024, Riccardo Magi è molto critico nei confronti del sindaco e della giunta pentastellata. Sui Radicali Italiani e sul loro segretario, infatti, il M5S ha fatto cadere la responsabilità di raccogliere le circa 28.000 necessarie perché il sindaco potesse bandire un referendum consultivo in città sulla. .. VUOI CONTINUARE A LEGGERE? CLICCA QUI Vincenzo Bisbiglia
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TITOLO: La Raggi ha deciso: niente Olimpiadi
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Sfumata definitivamente la possibilità di ospitare il Giochi del 2024 a Roma. La scelta del sindaco pentastellato sarà ufficializzata tra pochi giorni
TESTO:Olimpiadi, game over. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha deciso: non candiderà la Capitale a ospitare i Giochi del 2024. L’annuncio ufficiale ci sarà tra pochi giorni e segue la decisione del Campidoglio di non spedire nessun rappresentante comunale a Rio. Nell’incontro di un mese fa tra il vicesindaco e assessore allo Sport Daniele Frongia e il presidente del Coni Giovanni Malagò sembrava che potesse esserci la svolta. Malagò aveva assicurato la possibilità di rivedere il progetto avanzato dal comitato promotore delle Olimpiadi capitoline. Ma alla fine nei pentastellati è prevalsa la linea più rigida: Roma ha già troppi problemi per. ..
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TITOLO: Cinque stelle e cinque cerchi
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: A mordere la Raggi e i suoi seguaci non è solo il passato, ma anche il presente di una città terribilmente indietro su tutto, che non riesce a garantire ai cittadini l’ordinario figurarsi uno. ..
TESTO:A mordere la Raggi e i suoi seguaci non è solo il passato, ma anche il presente di una città terribilmente indietro su tutto, che non riesce a garantire ai cittadini l’ordinario figurarsi uno straordinario come quello di Rio: vince la Roma delle buche, dei rifiuti, dei cantieri, dei ritardi, della viabilità compromessa, la città del degrado. Dunque, guardando attraverso questa prospettiva, il no alle Olimpiadi del 2024 è una sconfitta per il Paese ma non appare degno di anatemi. Epperò non si possono continuare ad ignorare quei nodi attorno alla possibilità che la Capitale continui ad essere una grande città di sport proiettata nel futuro. Con impianti adeguati, dalla funzione polivalente di tempi sportivi, espressioni identitarie in grado di attirare anche turisti, abbraccio alla modernità e al mercato. Cancellate le Olimpiadi, restano ineludibili due gare arrivate ormai al fotofinish: quella per la costruzione del nuovo stadio della Roma (sulla quale i grillini non la raccontano tutta) e quell’altra, sulla ristrutturazione del vecchio, bellissimo stadio Flaminio pensato da Nervi, abbandonato a se stesso tra crolli, crepe, ruggine e erbacce. Rimesso a nuovo diventerebbe l’impianto ideale dei tifosi della Lazio perché è qui che la società biancoceleste ha scritto pagine importanti della sua storia. L’amministrazione Raggi dovrebbe giocare d’anticipo, raccogliere questi obiettivi e farli propri. La troppa prudenza sfocia nell’immobilismo, anticamera del baratro. E la storia di Roma non perdona: imperatori, duci, consoli o tribuni che per supponenza e titubanza si sono messi contro il popolo delle arene ludiche hanno fatto una brutta fine. Gian Marco Chiocci
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TITOLO: Giornalisti senza wi-fi e elicotteri bloccati. Il vertice «garibaldino» di Ventotene
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: di Luigi Bisignani Doveva filare tutto liscio. Nulla doveva essere lasciato al caso nel super blindato vertice di Ventotene tra Renzi, la Merkel e Hollande. Così non è stato. Tanto che la stampa. ..
TESTO:D oveva filare tutto liscio. Nulla doveva essere lasciato al caso nel super blindato vertice di Ventotene tra Renzi, la Merkel e Hollande. Così non è stato. Tanto che la stampa tedesca già titola «Keine Bella Figura», «nessuna bella figura». Sarà che la portaelicotteri su cui si è tenuto il summit trilaterale si chiama «Garibaldi», e quindi il tutto non poteva che risultare un po' garibaldino. Sarà che le casse della fondazione Open di Renzi sono, come noto, foraggiate dalla Moby di Vincenzo Onorato, napoletano signore dei traghetti, e pertanto Renzi era riluttante a presiedere il vertice su una nave troppo lussuosa. Ma alla stampa internazionale l'organizzazione non è per nulla piaciuta. Roba da far rimpiangere altre gaffes di Palazzo Chigi, come le statue «vestite» con scatole di compensato per coprirne le nudità davanti al primo ministro iraniano. A leggere le note di protesta dell'associazione della stampa estera e i dispacci della Dpa, l'Ansa tedesca, il momento più fantozziano è stato quando alla conclusione della giornata si è levato un gran vento. Proprio come puntualmente previsto dai metereologi della Marina. Morale: gli elicotteri di Renzi, Merkel e Hollande non sono potuti decollare se non dopo aver fatto percorrere alla Garibaldi numerose miglia in direzione della Sardegna. I poveri giornalisti, già stremati da wi-fi dispettoso, conferenze stampa insipide, pasta scotta - quanto mancano i menù di Berlusconi! - e due soli spartani cessetti per troppe persone, sono stati sbarcati a notte fonda. Molti di loro sono tornati a Roma con i primi treni dell'alba. Non prima di aver giurato odio eterno a Renzi e a Filippo Sensi. Proprio ora non ci voleva. Luigi Bisignani
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TITOLO: I vigili del fuoco: «Siamo pochi, due di noi rimasti feriti»
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Sono giorni di superlavoro per i vigili del fuoco di Roma a causa dei numerosi incendi. E Rossano Riglioni, segretario romano del sindacato Conapo, non esita a parlare di «pericolosa penuria di. ..
TESTO:Sono giorni di superlavoro per i vigili del fuoco di Roma a causa dei numerosi incendi. E Rossano Riglioni, segretario romano del sindacato Conapo, non esita a parlare di «pericolosa penuria di uomini e mezzi dei vigili del fuoco causata dai tagli della spending review». «Per fronteggiare i vasti incendi di Civitavecchia - spiega Riglioni - si è reso necessario trattenere in servizio parte dei vigili del fuoco di Roma obbligandoli a un turno massacrante di 16 ore di lavoro. Due vigili del fuoco sono stati anche ricoverati. Il personale ha un’età media di quasi 50 anni dovuta alle limitazioni alle assunzioni. A Roma e provincia abbiamo in servizio solo un vigile del fuoco ogni 17mila abitanti, meno che in altre zone d’Italia eppure è la capitale». Per il segretario romano del Conapo «la grande mole di interventi dei vigili del fuoco che vengono effettuati quotidianamente nella Capitale, insieme al rischio terrorismo e al Giubileo della Misericordia, devono indurre il ministro Alfano a aumentare la pianta organica dei vigili del fuoco di Roma e a procedere anche ad un ammodernamento del parco mezzi. Fino a pochi giorni fa ci sono state solo 4 autoscale in servizio per tutta la provincia di Roma, quindi per oltre 4 milioni di cittadini. Preghiamo sempre che non avvengano richieste di soccorso nello stesso momento. Come si fa a garantire un servizio di soccorso efficace in queste condizioni? ». Ma gli incendi ieri non hanno colpito solo la zona di Roma. Un rogo di vaste proporzioni si è sviluppato sull’isola di Ischia. Sono state evacuate alcune abitazioni e un ristorante. La zona è quella di Faiano, nel comune di Barano. Le fiamme sono state domate di prima mattina. sul posto polizia, carabinieri, vigili del fuoco e personale del 118. Per quanto riguarda le cause dell’incendio, i pompieri sono al lavoro per capire se l’origine possa essere stata dolosa. Fra. Mar.
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TITOLO: Dalla Grecia sotto il Tir, la nuova rotta
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Due immigrati fermati dalla polizia tra Frosinone e Terni in 48 ore 900 euro per la libertà attraverso l’Italia. Destinazione Spagna o Francia
TESTO:TERNI Si era nascosto sotto al rimorchio di un autoarticolato  pur di raggiungere il suo obiettivo: arrivare in Francia. Il protagonista dell’ennesimo episodio di fuga verso la libertà è un 18enne afgano nativo di Kabul. Si è incastrato nella parte bassa del camion in Grecia sapendo che poteva arrivare in Francia, passando da Civitavecchia, dove l'autoarticolato si sarebbe imbarcato. Ma l’altro ieri notte, in un'area di servizio di Terni, il conducente del camion, che si era fermato per fare una sosta, si è accorto che sotto il camion c'era qualcuno. A quel punto il ragazzo ha cercato di fuggire. Il conduce de mezzo aveva nel frattempo chiamato la polizia. Gli agenti sono immediatamente accorsi sul posto e hanno bloccato il ragazzo accompagnandolo poi in Questura. L'ufficio immigrazione provvederà ora ad accompagnato presso un Centro di accoglienza per cittadini extracomunitari richiedenti asilo politico. «Ho 18 anni. Sono partito da solo dalla Grecia alla volta dell'Italia, ma non voglio restare qui. Ero diretto in Francia, a Parigi, ho i miei amici lì - ha detto il ragazzo dopo l’arresto - I miei fratelli e mia madre si trovano invece in Svizzera. È stato duro viaggiare cosi' a lungo, 22 ore, senza cibo nè' acqua, senza dormire. Sono fuggito da Kabul dieci mesi fa, ho attraversato l'Iran, la Turchia, spesso viaggiando a piedi. Sono stato in un campo a Idomeni, in Grecia, per sei mesi, e in nave ho raggiunto l'Italia. Ho contattato e pagato una persona, sono rimasto legato sotto al tir anche durante il viaggio verso l'Italia, ho pagato per questo 900 euro». A scoprire un altro giovane, sempre sotto un tir e sempre afghano, erano stati, invece, gli uomini della Polizia stradale solo 24 ore prima a Frosinone. Sono proseguiti, infatti, per tutta la notte e nella mattinata di ieri gli accertamenti per verificare l'identità del giovane straniero che viaggiava agganciato sotto un autoarticolato con targa bulgara che trasportava tessuti, rintracciato l’altro ieri al km 617 dell'A/1, direzione nord, a seguito di varie segnalazioni pervenute alla Centrale Operativa della Polizia Stradale. Gli accertamenti sanitari compiuti sul giovane da parte dei medici dell'Ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone hanno evidenziato, tramite esame auxologico, che l'età presunta va dai 19 ai 20 anni. Il ragazzo, straniero, è stato sottoposto alle procedure di fotosegnalamento e il riscontro AFIS ha dato esito negativo. Inoltre, essendo stato trovato in possesso di un documento rilasciato dalle autorità greche ii 15 giugno (International Protection Applicant Card - Documento richiedente Protezione Internazionale), secondo la polizia è verosimile che lo straniero abbia soggiornato presso un campo profughi greco. Il camion, sul quale il giovane ha viaggiato, appartiene ad una ditta di trasporti internazionale con sede a Mapkobo (Bulgaria) e anche gli autisti, rispettivamente di 42 e 32 anni, sono di nazionalità bulgara e privi di qualunque precedente di Polizia. Pina Sereni
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TITOLO: I saldi estivi non salvano i negozi
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Trecento serrande rimarranno abbassate. Bene solo gli ambulanti
TESTO:La pausa estiva, per circa 300 negozi capitolini, diventerà chiusura permanente. Come ogni anno di questi tempi la Confesercenti fa la conta degli esercizi commerciali che non ce l’hanno fatta a sopravvivere alla crisi; per loro niente cartello «chiusi per ferie» ma il vuoto sulle saracinesche abbassate. Sono esercenti che hanno tentato di invertire l’andamento negativo fino all’ultimo con i saldi, ma finiti anche quelli con il segno meno, non resta che rassegnarsi. La novità di quest’ultimo scorcio d’estate, però, è che a chiudere definitivamente sono sempre più spesso i negozi di qualità o le botteghe artigianali, che scontano specie d’estate il non brillante andamento del turismo in città e la fuga degli stranieri più dispendiosi: russi, giapponesi, cinesi e americani. Diverso, invece, l’andamento dell’ambulantato: bancarelle e camioncini a tre ruote con vestiario o generi alimentari a bordo, segnano ad agosto tra il 5 e il 7 per cento in più di volume d’affari rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Segno di una lenta ma costante trasformazione del commercio capitolino dove alle sempre più numerose saracinesche che si abbassano, rispondono i banchi che fanno affari. «La tendenza è ormai questa - spiega Valter Giammaria, presidente Confesercenti Roma - a sopravvivere non sono solo i mercatini ma anche i negozi che vendono in prevalenza merce a 10-15 euro. Dei 300 negozi che stimiamo non riapriranno a settembre, più della metà sono proprio esercizi di abbigliamento al dettaglio di cui almeno un terzo si trovano in centro e nelle vie importanti dello shopping. Il restante sono piccoli alimentari, negozi di antiquariato, gioiellerie, profumerie». E chi riapre al loro posto? «Diciamo innanzitutto che possono restare sfitti anche per un anno - risponde Giammaria - quando riaprono sono molto spesso marchi franchising, oppure sale dove si scommette o ancora negozi che vendono telefonia o centri estetici». Diversamente il trend dell’ambulantato è positivo un po’ perché il mercatino piace da sempre ma molto perché il consumatore privilegia in tempi di crisi un’attività dove è possibile trovare merce a basso prezzo. Così gli affari delle bancarelle crescono e si fa a gara, tra gli ambulanti, a prendere posto nei tanti mercatini saltuari. Questi ambulanti, in percentuale in aumento, sono negli ultimi tempi anche ex commercianti di negozi al dettaglio che hanno chiuso schiacciati dalla crisi. Perché un’attività itinerante costa meno di una fissa, se solo si tolgono i costi del personale, le varie tasse e bollette. A migrare per strada sono stati nell’ultimo anno anche gli artigiani. È nota la crisi dell’artigianato che ha decimato dal 2008 ad oggi le botteghe e costretto sempre più spesso gli artigiani a cambiare impresa e genere di prodotto in vendita oltre a spostarsi in strada, partecipando a fiere e a vari mercatini. Damiana Verucci
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TITOLO: La ricetta Ama: non serve una discarica Ma entro il 30 settembre ne va scelta una
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Vincenzo Bisbiglia Inceneritore o discarica? Nessuno dei due. In quanto «la strategia rifiuti zero prevede che non vi sia trattamento». Per ora Stefano Bina la mette in corner così, ma nemmeno il. ..
TESTO:Inceneritore o discarica? Nessuno dei due. In quanto «la strategia rifiuti zero prevede che non vi sia trattamento». Per ora Stefano Bina la mette in corner così, ma nemmeno il tempo di respirare che la palla si ripresenterà sotto porta, e allora bisognerà davvero capire come parare il problema e impostare un’azione seria e risolutiva. Il nuovo direttore generale di Ama, al suo primo giorno a via Calderon de la Barca, fa finta di non sapere che anche raggiungendo i livello di San Francisco (capitale mondiale di "Zero Waste" con il 90% di differenziata) servirà comunque una discarica di servizio per l’indifferenziato residuo. E la Città Metropolitana, di cui Virginia Raggi è presidente, dovrà indicare un sito entro il 30 settembre, come diktat giunto dalla Regione Lazio. È del tutto comprensibile che ogni altra dichiarazione, non supportata da un piano concreto di rivoluzione della raccolta, avrebbe generato un putiferio e la ribellione preventiva delle popolazioni in odore (è il caso di dirlo) di fregatura. Che la soluzione sia utilizzare le discariche esistenti a Guidonia o Bracciano? Vedremo, perché dopo due mesi sull’asse Campidoglio-Ama si continua a ripetere che «stiamo studiando, dateci tempo». Certo, non è che Bina venga da un’esperienza esaltante in quel di Voghera. Un disciplinato paesino dell’Oltrepo’ pavese di appena 40.000 abitanti (un municipio romano a caso ne fa almeno 250.000) è riuscito in 10 anni a raggiungere appena il 30% di raccolta differenziata. Questione a cui il nuovo dg non si sottrae: «Asm come Ama è una società strumentale all’amministrazione comunale, e il raggiungimento degli obiettivi li determina la volontà del Comune di ottenerli». Poi ammette: «L’indirizzo chiaro dell’amministrazione è quello di arrivare a rifiuti zero con la differenziata e il recupero totale del rifiuto da parte di Ama. Questa struttura ha potenzialità. Ci sono dei problemi che risolveremo e ci sarà da lavorare». Molto dipenderà dalla comunicazione: «L’immagine di Ama è essenziale. La raccolta differenziata non la facciamo noi, ma i cittadini. I romani devono essere i primi, noi non possiamo che raccogliere ciò che si differenzia. E questi la fanno bene se hanno fiducia nell’azienda». Per fare tutto questo, però, Bina avrà poco tempo. Il suo incarico ad interim durerà 4 mesi. «Avrò quindi poco tempo ma anche poco tempo da perdere - ha chiarito su questo aspetto - Poi parteciperò al bando comunale che però sarà aperto. Non mi aspetto un rapporto privilegiato o un trattamento di favore in quell’occasione. Sarò scelto se risulterò il migliore”. Se Bina si occuperà di raccolta e smaltimento rifiuti, i conti dovrà sistemarli l’amministratore unico esperto in "crisis management" venuto da Milano (ma torinese), Alessandro Solidoro. Il quale smentisce per il momento alcun progetto di spacchettamento aziendale: «Non abbiamo in programma alcuna ipotesi di ristrutturazione simile - ammette - Ama ha un forte indebitamento sul quale dobbiamo lavorare, ma per fortuna c’è anche una mole di ricavi tale da consentirci di chiudere l’esercizio con un piccolo utile». Ovviamente, sarebbe bello se Ama riuscisse a trovare altri introiti rispetto al contratto di servizio e alla Tari più alta d’Italia: «Lavoreremo anche su quello», chiarisce. Quello che è certo è che «in azienda non ci sarà alcuna "pulizia etnica", al contrario una valorizzazione delle professionalità. Il fatto di avere un dg a breve scadenza? Secondo me è un’opportunità, Bina ha fatto una scelta di vita investendo in Ama. Comunque sia, mi pare di capire che Ama sarà un laboratorio anche per le altre partecipate». Intanto Solidoro ha assegnato a Bina le deleghe ad interim della Direzione Industriale, del Servizio Recupero Risorsa Rifiuti, del Servizio Controllo Operativo Comunicazione e Customer Care, e del Servizio Impianti Logistica e Flussi, prima appartenenti rispettivamente a Saverio Lopes, Stefano Bianchi, Marco Casonato e Fulvio Torreti. Vincenzo Bisbiglia
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TITOLO: Torna «Zelig» con Hunziker e De Sica. Luca e Paolo al timone di «Colorado» In televisione c’è poco da ridere
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Attesa per lo show di Virginia Raffaele E a dicembre riapre l’Edicola Fiore
TESTO:Comicità, satira, umorismo: tre generi apparentemente molto simili ma invece differenti che cercano la giusta collocazione nei palinsesti autunnali. Dalle tv pubbliche e private, dai canali digitali e della piattaforma satellitare è tutto un rincorrersi di comici che cercano di coinvolgere il pubblico e guadagnare ascolti in maniera non sempre «politicamente corretta». Troppo spesso, infatti, soprattutto negli ultimi anni, comicità in tv ha fatto rima con volgarità e grossolanità. Adesso stanno per accendersi i riflettori sulla nuova stagione televisiva con il ritorno di «classici» della comicità come Colorado (in onda su Italia 1 dal prossimo settembre con la conduzione di Luca e Paolo affiancati da Paola Caruso) e Zelig che si ripresenta a novembre su Canale 5 con quattro puntate e l'accreditata conduzione della coppia Christina De Sica- Michelle Hunziker. Tutti programmi Mediaset con trascorsi non proprio «oxfordiani» nel declinare la comicità con il solo fine di suscitare la cosiddetta »risata di pancia», ovvero una reazione immediata e poco riflessiva su battute spesso a doppio senso, e sulla rappresentazione di particolari situazioni estremizzate in maniera paradossale. E' questa la comicità che sfila sulle passerelle televisive ed ha coinvolto anche programmi come Made in Sud, il varietà comico all'ombra del Vesuvio che tornerà su Rai 2 nel 2017. È questa la cifra caratteristica di show troppo lunghi nei quali una pur minima idea creativa si perde in oltre tre ore di durata conferendo al programma una ossessiva e inutile ripetitività. Tracce di sano umorismo sono difficili da rinvenire nei palinsesti tv. Soprattutto se si considera che l'umorismo è quella maniera raffinata, elegante ed intelligente, di riflettere, attraverso battute, su alcuni aspetti della realtà e su specifici comportamenti. Insomma l’umorismo alla Renzo Arbore, fatto di improvvisazione e basato su uno scarno canovaccio, non ha avuto recenti proseliti in tv: troppa la fretta di confezionare show strappa-audience finalizzati ad appagare i sensi del corpo ma non i bisogni dell’anima. Nelle caselle dedicate all'humour così inteso, si classifica, al momento solo Rosario Fiorello che torna, dal prossimo dicembre, su Sky Uno con una nuova edizione della sua Edicola Fiore. Nella collocazione mattutina, ma con una replicabilità continuativa durante il giorno, lo showman siciliano ripropone la sua vis ironica nella lettura e nel commento delle notizie del giorno affiancato dall'imitatrice Gabriella Germani. E qui il discorso si allarga alla satira, genere ancor più raro nei palinsesti in arrivo. Intesa come forma di comunicazione basata sull'attenzione critica nei confronti di mode politiche, sociali e di costume con il fine di mostrarne le contraddizioni e auspicare un cambiamento, la satira ha trovato in Fiorello un intelligente promotore. Non è un caso però, che tal genere venga lasciato ai canali satellitari più liberi di esprimersi. La tv generalista può contare solo su Striscia la notizia, unica rappresentante di un genere satirico in grado di rinnovarsi nella continua evoluzione dei personaggi e dei costumi, pur mantenendo inalterato il proprio schema vincente ultraventennale. Sta tentando Gazebo, su Rai 3, con Diego Bianchi, chiamato Zoro, a riportare in tv, l’arte della satira politica in maniera non convenzionale. L’autunno in arrivo prevede una espansione del programma anche alla fascia dell'access prime time con una striscia quotidiana dal titolo «Gazebo social news» oltre l’appuntamento settimanale del venerdì. Diego Bianchi, in versione 2.0, attraverso cioè i social network che sono il suo punto di forza, propone uno sguardo ironico su personaggi e mode politiche: ne mette in evidenza le contraddizioni ma lascia al pubblico il giudizio finale. L’obiettivo, nelle nuove puntate autunnali, è sperimentare metodi ironici, alternativi, al di fuori dell'informazione di massa. Rai 3 continua sul filone dell'ironia con il one woman show affidato a Virginia Raffaele che ne sarà la protagonista assoluta con le sue parodie e non solo. Il programma si annuncia come uno spazio nel quale l'intrattenimento non sarà scevro dalla riflessione: il tutto filtrato attraverso l’incisiva vis comica della Raffaele che tenterà ancora una volta di penetrare nella personalità di chi viene imitato. Marida Caterini
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TITOLO: Teatro Medioevale Parte il festival tra i vicoli di Anagni
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: diTiberia de Matteis Da domani al 4 settembre, torna ad Anagni, per la sua XXIII edizione, il «Festival del Teatro Medioevale e Rinascimentale» e l'antica cittadina si trasforma ancora una volta in. ..
TESTO:Da domani al 4 settembre, torna ad Anagni, per la sua XXIII edizione, il «Festival del Teatro Medioevale e Rinascimentale» e l'antica cittadina si trasforma ancora una volta in un palcoscenico a cielo aperto, dando vita tra i suoi sagrati, le sue chiese, i suoi palazzi e i suoi vicoli a un cartellone teatrale d’eccezione, per raccontare una storia sempre degna di nuova memoria. Si tratta di undici giornate di eventi e spettacoli che il direttore artistico Giacomo Zito, da poco riconfermato alla guida dell’importante rassegna, ha curato, in sintonia con il Sindaco di Anagni Fausto Bassetta e con l’Assessore alla Cultura Simona Pampanelli, per far conoscere e apprezzare sempre più il Medioevo e il Rinascimento. Le ambientazioni scelte per ospitare le performance in programma vanno dalla suggestiva Piazza Innocenzo III dominata dall’imponente Cattedrale con Bonifacio VIII sul trono alla storica Sala della Ragione del Palazzo Comunale, dalla scalinata delle Absidi al Palazzo Bonifacio VIII, dal Portico Comunale a piazza della Pace, ora piazza Giovanni Paolo II. In questi luoghi suggestivi si svilupperà il tema dell’amore, individuato come territorio e fine ispiratore di questa edizione 2016. Ennio Fantastichini e Alessandro Haber, con «Le Tentazioni del Potere», renderanno vivi i dialoghi immaginari tra i Papi Celestino V e Bonifacio VIII (il 4 settembre alle 21 in Piazza Innocenzo III); David Riondino, invece, proporrà alla sua maniera le storie d’amore di Boccaccio con «Bocca baciata non perde ventura» (il 28 agosto alle 21 in Piazza Innocenzo III); molto originale «L’Avaro» di Molière con Alessandro Benvenuti diretto dal grande drammaturgo, sceneggiatore e regista Ugo Chiti (il 27 agosto alle 21 in Piazza Innocenzo III); particolarmente curiosa e intrigante si annuncia la performance «Lucrezia Borgia: parto per tre matrimoni» con Barbara Bovoli, che si terrà nelle storiche sale del Palazzo Bonifacio VIII, il 30 agosto alle 19 e in replica alle 21; ardita l’idea del direttore Zito di proporre un grandissimo comico italiano come Pippo Franco, da lui diretto nelle vesti di «Brancaleone», maschera portata al successo internazionale da Vittorio Gassman, in programma il 3 settembre in Piazza Innocenzo III alle ore 21. Ad arricchire il fitto cartellone anche spettacoli teatrali-musicali come «La storia de le meraviglie del mondo» che la compagnia Verba Manent metterà in scena per la serata inaugurale del festival con Marina de Juli e il gruppo musicale Cantoantico (il 25 agosto alle 21 in Piazza Innocenzo III); una rilettura dell’Inferno dantesco firmata da Dario Marconcini e Massimo Salvianti (il 26 agosto alle 21 in piazza Innocenzo III); una «Maria Stuarda» passionale, romantica, irrazionale, rielaborata da Francesco Fanuele e interpretata dalla compagnia Seven Cults diretta da Filippo D’Alessio (il 31 agosto alle 21 in Piazza Innocenzo III); inoltre, nella sezione «Cantiere Giovani», lo shakespeariano «Coriolano» con l’adattamento e la regia di Simone Ruggiero e le musiche originali di Marco Roul Marini (Absidi della Cattedrale il 2 settembre alle 21) e, nella sezione «Segnali dal Territorio», «Le quattro lune - La notte delle donne sapienti» firmato da Monica Fiorentini e Velia Viti e in programma il 1° settembre alle ore 21. In ricordo di Giorgio Albertazzi, più volte presente a quest’iniziativa che quest’anno gli viene doverosamente dedicata, l’Amministrazione Comunale di Anagni, assegnerà come onorificenza alla carriera la targa «Città di Anagni» a Francesco Pannofino, Paola Minaccioni e Paolo Calabresi. Nelle intenzioni del direttore artistico Giacomo Zito questa manifestazione culturale dovrà mirare a porre «a guisa di faro, come un minimo comun denominatore, la forza dell’amore, reale, illusorio, umano, divino, erotico, metafisico, perché con qualsiasi attributo lo appelliamo, è e resta l’irrefrenabile, dirompente energia che può trasformare un dramma in una farsa, una commedia in una tragedia». Tiberia de Matteis; Tiberia de Matteis
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TITOLO: Marcuzzi smentisce ancora «Grazie, ma non sono incinta»
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Hunziker: sto lavorando al quarto. Come lady-Totti
TESTO:Basta un accenno minimo di pancetta che si intravede in bikini o dagli abiti, che ecco che subito parte il gossip-gravidanza. Ne sanno qualcosa le star e starlette di cinema e tv più bersagliate dal gossip. La signora Totti Ilary Blasi, ad esempio, per anni è stata «messa incinta» dalle riviste rosa, anche quando di fare un bebè non ne aveva minimamente voglia. Memorabile il suo finto svenimento tra i tavoli di Campo dei Fiori in un servizio de «Le Iene» del 2009 per deridere chi la voleva in dolce attesa 7 giorni su sette. E alla fine, quando veramente aspettava la terzogenita Isabel ha dato l’annuncio lei stessa in diretta su Italia 1. Era il settembre 2015. Isabel è nata il 10 marzo 2016 alla clinica pariolina Mater Dei. Anche Valeria Golino, splendida 50enne, che non è mai riuscita ad avere un figlio da Riccardo Scamarcio nonostante i viaggi della speranza a Medjugorje per pregare la Madonna, è finita spesso in copertina col falso allarme. Valeria ne ha sempre sofferto e Riccardo andava su tutte le furie. Le gravidanze fantasiose fioccano anche in assenza di un benchè minimo filo di pancia. Come nel caso di Valeria Marini e della filiforme Alessia Marcuzzi. Una che un ventre più piatto non potrebbe avere. Eppure la scorsa settimana qualcuno ha ipotizzato un terzo figlio in arrivo anche per lei, sposata da poco con il bel Paolo Calabresi Marconi. Simpatica e spiritosa, per smentire la fandonia, Ale ha pubblicato sui suoi social un post-it scritto a penna di suo pugno. «Non sono incinta! Grazie per i vostri messaggi affettuosi ma non è vero! !! Baci». Anche M ichelle Hunziker, sposata con Tomaso Trussardi, nega la cicogna in arrivo per la quarta volta dopo Aurora, Sole e Celeste. Ma ammette: «Un fratellino? Ci stiamo lavorando». Anna Gentile
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TITOLO: «Ora diventa durissima»
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Spalletti: botta dura da superare, avremo tutti contro Sulle espulsioni: inspiegabili, chi ha sbagliato pagherà
TESTO:Fa male, malissimo. Spalletti aveva rimesso la Roma sul treno della Champions ma è costretto a scendere all'ultima fermata. La rimonta durata un intero girone di ritorno si dissolve in novanta minuti da incubo, interpretati come peggio non si poteva sin dall'inizio. Imperdonabile l'approccio alla gara decisiva, un gol da polli incassato subito e poi due follie che a certi livelli non si possono ammettere. De Rossi, alla dodicesima espulsione in giallorosso (più due in nazionale) ci è cascato di nuovo e ha lasciato, da capitano, i suoi compagni in dieci. Emerson ci ha messo il carico e nel giro di due partite ha buttato via la grande fiducia ricevuta dall'allenatore. Impossibile tener fuori il tecnico dalla conta delle responsabilità. Non ha convinto il cambio all'andata dopo il rosso a Vermaelen, con l'ingresso di Palmieri che ha regalato il rigore del pari al Porto. Discutibile, col senno di poi, anche la formazione di ieri: una difesa con due uomini su quattro adattati (Juan Jesus e De Rossi) per aggiungere un Paredes ancora acerbo. Il mister si presenta dopo Strootman davanti alle telecamere: «Abbiamo perso una partita importante che ci crea difficoltà altrettanto importanti. È un risultato difficile da digerire per come è venuto e per le fatiche fatte per arrivarci. Abbiamo sbagliato la gestione della palla - analizza il toscano - non ci siamo riusciti e loro sono stati bravi a passare subito in vantaggio. Poi siamo rimasti in dieci e tutto è diventato più difficile». Tre espulsioni tra andata e ritorno, decisamente troppo. «Sono ingenuità - ammette Spalletti - il fatto di finire le partite in 11 è stata una nostra caratteristica lo scorso anno, ora ci è successo due volte di prendere espulsioni e non capisco come mai. Dovevamo essere più calmi invece ci siamo innervositi. I nostri regolamenti interni sono chiari: zero tolleranza per chi lascia la squadra in inferiorità numerica». Sulle scelte: «Non eravamo al meglio per via degli infortuni - spiega Spalletti - volevo avere un centrale a disposizione per il finale di partita, ho scelto De Rossi per cercare di gestire il pallone, quello può essere il suo ruolo del futuro. Finora era andato tutto bene, cambierei solo l'inizio di questa partita. Adesso ci aspetta un periodo durissimo, tutti ci metteranno il dito dentro e dovremo tapparci naso ed orecchie. Dobbiamo fare un lungo periodo in maniera incredibile a livello di atteggiamenti». Dal mercato sarà ancora più difficile ottenere altri regali, anche sentendo quanto dichiarato dal dg Baldissoni prima del match. «La squadra è piuttosto completa, programmiamo a prescindere da questo risultato - precisa il dirigente - se non si creeranno particolari opportunità non interverremo». Resta una settimana per cambiare idea. Alessandro Austini
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TITOLO: Il Napoli su Mangala Bacca resta a Milano
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Simone Pieretti. Il Napoli corre ai ripari. Il primo passo falso in campionato spinge i dirigenti ad agire sul mercato. Si cerca un difensore centrale e un attaccante; dopo aver provato invano a. ..
TESTO:Il Napoli corre ai ripari. Il primo passo falso in campionato spinge i dirigenti ad agire sul mercato. Si cerca un difensore centrale e un attaccante; dopo aver provato invano a convincere il Torino per Maksimovic, il club partenopeo va su Mangala del Manchester City che potrebbe arrivare in prestito. Intanto si valuta un’offerta da parte dell’Everton che mette sul piatto della bilancia 25 milioni per il cartellino di Manolo Gabbiadini; il Napoli valuta la proposta e cerca un’alternativa: Zaza della Juventus, oppure Kalinic. L’attaccante juventino piace anche al West Ham che torna prepotentemente alla carica dopo aver incassato il no del Milan per il colombiano Carlos Bacca. I dirigenti rossoneri lavorano in prospettiva per arrivare al difensore brasiliano Rodrigo Caio: il club è intenzionato ad assecondare la volontà del San Paolo, tesserando il calciatore soltanto a gennaio. Intanto si continua a cercare un centrocampista, si lavora col Tottenham per il prestito dell’algerino Bentaleb. L’ultima idea porta a Rincon, colombiano del Genoa, valutato sei milioni. La Juventus continua a lavorare per il prestito di Cuadrado, Matuidi o Luis Gustavo per il centrocampo. Ancora bloccata, in casa Inter, la trattativa con Joao Mario dello Sporting Lisbona. La Sampdoria ha acquistato dal Verona il difensore centrale Bianchetti, il Pescara è a un passo da Alberto Aquilani dello Sporting Lisbona che in queste ore sta rescindendo il proprio contratto col club lusitano: ieri il club abruzzese ha ufficializzato il tesseramento dell’ex juventino Simone Pepe e dell’attaccante Pettinari. Il Crotone ha annunciato l’arrivo in prestito dell’esterno Aleandro Rosi dal Genoa, i calabresi ora puntano l’attaccante del Sassuolo Falcinelli. L’Atalanta continua il pressing su Paletta, Gomez non si muove. Simone Pieretti
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TITOLO: Cinque stelle e cinque cerchi
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: di Gian Marco Chiocci No dei cinque stelle ai cinque cerchi olimpici a Roma. Salvo ripensamenti dell’ultim’ora (assai improbabili quando i grillini decidono una cosa) sui Giochi del 2024 le jeux. ..
TESTO:No dei cinque stelle ai cinque cerchi olimpici a Roma. Salvo ripensamenti dell’ultim’ora (assai improbabili quando i grillini decidono una cosa) sui Giochi del 2024 le jeux sont faits, nel senso che il sindaco Raggi avrebbe di fatto già deciso per il no alle Olimpiadi decidendo anche di darne comunicazione a stretto giro. A nulla, dunque, sarebbe valso il bagno emotivo tra le gioie e i drammi dei nostri alfieri in Brasile. A nulla i richiami al patriottismo, gli appelli di ex medagliati o le proposte di vario genere come l'assegnare le Olimpiadi formalmente alla Capitale facendo però disputare le gare negli impianti migliori in giro per il Paese. Il no dei proconsoli romani di Grillo a inizio di campagna elettorale, lievemente mitigato in corso d’opera, è tornato perentorio e definitivo oggi poggiando una buccia di banana ai piedi della scaletta dell'aereo che ha riportato in Italia un preoccupatissimo presidente del Coni Giovanni Malagò. Stando dunque ai boatos di Campidoglio, Roma non concorrerà nella sfida possibile con Los Angeles, Budapest e Parigi e due sono le prospettive attraverso le quali guardare a questa scelta. La prima attiene all’orgoglio nazionale, alla fame di quei grandi risultati in grado di proiettare un Paese alla ribalta del mondo cui dovrebbe tendere ogni espressione amministrativa: dal piccolo comune, alla Capitale, al governo, tutti dovrebbero mettere il proprio per far grande l'Italia sportivamente, e perché no, anche economicamente contribuendo a ridare fiato all'economia locale. Ma di questi tempi l’idealismo sfocia in utopia prima di sciogliersi nel calderone bollente della realtà, che riporta il cittadino comune inferocito contro caste e mafie amministrative alle vergogne dei mondiali di calcio Italia '90, agli scandali dei mondiali di nuoto del 2009, a storie e storielle di mala gestione, malaffare, irregolarità e cattedrali nel deserto (. ..). segue a pagina 3 Gian Marco Chiocci
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TITOLO: Pedofilia online: 75 arresti in 24 Paesi
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Vasta operazione antipedofilia online condotta dalla Polizia di Stato in collaborazione con Europol: 75 arrestati, responsabili di produzione, diffusione e condivisione di materiale. ..
TESTO:Vasta operazione antipedofilia online condotta dalla Polizia di Stato in collaborazione con Europol: 75 arrestati, responsabili di produzione, diffusione e condivisione di materiale pedopornografico attraverso internet. L'operazione, alla quale hanno preso parte, oltre all'Italia, anche altri 24 Paesi dell'Unione Europea, ha portato anche alla denuncia di oltre un centinaio di altre, a diverse centinaia di perquisizioni ed al rinvenimento e sequestro di una ingente mole di materiale audio e video. All'inizio di quest'anno, le attività di analisi sulle informazioni condivise dagli Stati nell'ambito di EMPACT, la piattaforma multidisciplinare europea istituita nei confronti delle principali minacce cyber, tra le quali quella dell'abuso di minori online, aveva portato all'individuazione di 611 elementi investigativi che, opportunamente sviluppati dalle Forze di Polizia facenti parte del progetto, hanno dato inizio a ben 207 attività investigative, che sono andate a completarsi in maniera coordinata nella settimana scorsa, dando vita all'operazione in grande scala denominata «Daylight». L'operazione ha messo in risalto un vasto network pedofilo all'interno del quale il materiale veniva scambiato mediante circuiti dedicati, nei quali si poteva entrare a far parte solo attraverso rigide modalità di affiliazione, che solo una attenta e paziente attività sotto copertura ha potuto eludere. In Italia le indagini, coordinate dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online, del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, hanno portato all'arresto di 5 persone, e alla denuncia di altre 16. F. M.
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TITOLO: Offensiva turca in Siria Città evacuata
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: ISTANBUL A conferma del prossimo intervento delle truppe turche (o dei miliziani anti-Assad sostenuti da Ankara) in Siria contro Isis le autorità hanno ordinato l'evacuazione della citta di. ..
TESTO:ISTANBUL A conferma del prossimo intervento delle truppe turche (o dei miliziani anti-Assad sostenuti da Ankara) in Siria contro Isis le autorità hanno ordinato l'evacuazione della citta di Karkamis sul confine con la Siria a meno di 2 km da Jarablus, subito oltre la frontiera, uno degli ultimi bastioni del sedicente califfato. Lo riferisce una tv locale. Mezzi del polizia turca stanno girando per Karkamis ordinando ai residenti di abbandonare la citta «per ragioni di sicurezza» dopo che la zona è stata colpita da uns erie di colpi di mortaio sparati dalle zone controllate da Isis oltre confine In precedenza il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu confermando come Ankara «fornirà ogni tipo di sostegno» per le operazioni per strappare la città siriana di Jarablus al controllo di Isis. Le parole di Cavusoglu confermano l'ammassarsi di truppe turchia al confine con la Siria e l'annuncio dell’altro ieri del premier Binal Yildirim che la Turchia si impegnerà maggiormente nei prossimi 6 mesi contro Isis. L’escalation al confine turco-siriano avviene proprio alla vigilia della visita del vice presidente Usa Joe Biden ad Ankara. Redazione online
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TITOLO: Euro 2020 nella Capitale
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il vicesindaco Frongia: «Grande opportunità per la città»
TESTO:Il vice sindaco di Roma Daniele Frongia ha incontrato il Direttore generale della FIGC Michele Uva e la vice direttore generale Francesca Sanzone per definire la roadmap del Campionato Europeo Uefa Euro 2020, il torneo continentale che per la prima volta avrà una formula itinerante e che vedrà la città di Roma tra le otto sedi protagoniste, con lo Stadio Olimpico scelto per ospitare tre gare della fase a gironi e un quarto di finale. «Siamo lieti di essere tra le sedi dell’Europeo di calcio 2020, che celebrerà in tutto il continente il sessantesimo anniversario della competizione. È un evento sportivo prestigioso - ha sottolineato in una nota il vice sindaco Frongia - e una grande opportunità per i cittadini e per il turismo di Roma». «Dopo il successo organizzativo delle Finali della Uefa Champions League maschile e femminile disputate lo scorso maggio a Milano e Reggio Emilia - ha ricordato il Dg della Federcalcio Michele Uva - ci siamo incontrati oggi (ieri, ndr) in Campidoglio per pianificare insieme al Comune di Roma, che ringrazio per la disponibilità, quello che sarà un altro evento straordinario. Siamo certi che porterà grande prestigio e indiscussi benefici alla città di Roma e a tutto il Paese, oltre a confermare il calcio italiano come punto di riferimento del movimento europeo». Redazione online
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TITOLO: Ospedale San Pietro
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Giovane coppia denuncia i medici per la morte di un gemellino
TESTO:La vita e la morte. Emozioni opposte che nello stesso istante si sono abbattute su una giovane coppia. Perché mentre il loro primo figlio nasceva, all’ospedale San Pietro, il suo gemello perdeva la vita. Una vicenda sulla quale la famiglia vuole vederci chiaro. Ed è per questo che la denuncia formalizzata dai due giovani è arrivata a piazzale Clodio, sul tavolo del sostituto procuratore Attilio Pisani. Il magistrato ha disposto il sequestro della cartella clinica e della placenta, affidando l’esame autoptico al dottor Antonio Oliva, dell’istituto di medicina legale del Gemelli. Spetterà a lui capire le cause della morte e appurare se quel rallentamento cardiaco sofferto dalla piccola vittima sia stato un campanello dall’allarme trascurato dai medici. Stando alla denuncia, durante le visite di controllo effettuate dai dottori dell’ospedale San Pietro tra fine luglio e il 12 agosto, erano emerse alcune complicazioni cardiache a carico di uno dei nascituri. Ed è questo l’elemento che ha suscitato le perplessità della coppia spingendola a denunciare l'accaduto. And. Oss.
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TITOLO: L’ex ballerino di «Amici» Bellamy uccide il fidanzato e chiede perdono su Facebook
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: «Perdonami, l’ho fatto per amore». Queste sono le parole che il ballerino Marcus Bellamy, fino al 2009 uno dei professionisti di Amici, ha postato su Facebook per l’omicidio del fidanzato Bernardo. ..
TESTO:«Perdonami, l’ho fatto per amore». Queste sono le parole che il ballerino Marcus Bellamy, fino al 2009 uno dei professionisti di Amici, ha postato su Facebook per l’omicidio del fidanzato Bernardo Almonte, pochi istanti dopo l’accaduto. In Italia era arrivato al successo televisivo grazie a Daniel Ezralow, che lo aveva voluto nel corpo di ballo dei professionisti nell’edizione 2009 di Amici, il fortunato talent di Maria De Filippi. Bellamy aveva ballato anche con Alessandra Amoroso, poi il successo e l’ambito palco di Broadway dove si è esibito nel musical «Spider-Man: Turn Off The Dark». Secondo quanto scrivono i quotidiani statunitensi, solo qualche momento dopo aver strangolato il compagno, Marcus avrebbe confessato l’omicidio proprio su Facebook: scrivendo «Perdonami. L’ho fatto per amore, l’ ho fatto perché ti amo. Mi ha detto che odio e amore sono la stessa emozione». Secondo quanto ricostruito dagli agenti è stato un litigio a scatenare la furia omicida del ballerino. Consumato il delitto, dopo aver pubblicato la confessione sui social, Bellamy ha lasciato l’appartamento per avvisare un vicino dell’accaduto ed è andato a pregare sul marciapiede. Il vicino ha chiamato le forze dell’ordine, che lo hanno immediatamente arrestato. Bellamy ha identificato Almonte come il suo compagno, ma si è rifiutato di dire altro. È stato poi portato al Lincoln Hospital a causa di alcuni dolori al petto e le sue condizioni di salute al momento sono stabili. Pochi momenti dopo la tragedia su Facebook aveva condiviso frasi inquietanti come «Sono Dio. Do la vita e posso toglierla. Quindi lascia stare». Redazione online
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TITOLO: Villa Ada incontra il mondo nelle notti di fine estate
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Accolto da Villa Ada Roma Incontra il Mondo, grazie a Viteculture e ARCI Roma, il Roma Fringe Festival 2016, con la direzione artistica di Fringe Italia, approderà da domani al 10 settembre sulle. ..
TESTO:Accolto da Villa Ada Roma Incontra il Mondo, grazie a Viteculture e ARCI Roma, il Roma Fringe Festival 2016, con la direzione artistica di Fringe Italia, approderà da domani al 10 settembre sulle rive del laghetto, trasformando lo spazio verde romano in un’inedita Isola del Teatro. Sul suggestivo isolotto di Villa Ada si alterneranno, infatti, a partire dalle 19.30, otto spettacoli diversi al giorno, regalando a Roma due settimane all’insegna di performance, teatro-canzone, commedia, dramma, teatro civile, danza, Stand Up, Puppet, nonsense e tante proposte originali provenienti dalla scena off italiana e non solo. Si tratta di un’offerta ampia di svago, arte e cultura, destinata a coinvolgere giovani, appassionati, famiglie e semplici curiosi, insieme a un pubblico più «alternativo». Si comincia il 25 agosto con i primi spettacoli in cartellone e un caro amico del Roma Fringe, ospite dalla prima edizione del 2012, Diego «Zoro» Bianchi, creatore di Gazebo, che per l'occasione porterà sul palco una selezione dei suoi contributi video dell'ultima stagione, argomentati con ironia e attenzione, perizia e intelligenza, per raccontarci l'attualità con il suo piglio dissacrante e realista. Dissacrante e da non perdere anche l’appuntamento con Antonio Rezza e Flavia Mastrella il 4 settembre con uno dei loro esilaranti cavalli di battaglia «Io» e poi ancora un cast in continua crescita con ospiti a sorpresa che si andranno ad aggiungere di giorno in giorno. Tra aperitivi teatrali, spettacoli dal vivo e le immancabili serate musicali, Villa Ada Roma Incontra il Mondo riaprirà così le porte ospitando il festival teatrale indipendente per eccellenza, forte di una proposta artistica varia e da vivere ogni giorno, dal tardo pomeriggio a notte fonda, senza cambiare quella formula che ha reso il Roma Fringe Festival uno degli appuntamenti più attesi dell’estate romana, arricchendola con nuove proposte artistiche e nuove collaborazioni. Gli eventi sono accompagnati da un mercatino e da una selezione di stand enogastronomici, a km0, con prodotti artigianali e per tutti i gusti. Meta naturale di un viaggio artistico iniziato ormai da cinque anni, Villa Ada, con un’attenzione particolare al paesaggio e al patrimonio artistico quanto alle molteplici evoluzioni delle arti performative, è un palcoscenico ideale. T.d. M.
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TITOLO: Laura Nardi racconta il mestiere più antico
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il Teatro Biblioteca Quarticciolo, multidisciplinare nella sua organizzazione teatrale, nel popoloso quartiere Alessandrino, ha ripreso la sua attività alla grande: e questa sera ha messo in. ..
TESTO:Il Teatro Biblioteca Quarticciolo, multidisciplinare nella sua organizzazione teatrale, nel popoloso quartiere Alessandrino, ha ripreso la sua attività alla grande: e questa sera ha messo in cantiere uno spettacolo di prosa di forte impatto visivo e valenza sociale: «Il mestiere più antico del mondo». Il testo è di Gabriella Pacini, interprete ne è l’attrice Laura Nardi, la regìa è di Amandio Pinheiro, fondatori questi due ultimi nel 2005 di Causa Teatro, che rivolge particolare attenzione, nelle sue produzioni, al disagio sociale. Lo spettacolo odierno non è sulla prostituzione, ma piuttosto sulla indifferente e colpevole violenza esercitata sulle donne durante il parto ospedaliero. Forse ignoriamo che certe prassi, in momenti in cui la donna è più vulnerabile, talora sfiorano il sadismo, e che questo è istituzionalizzato. Sarà Laura Nardi a evidenziarlo, poiché ormai è intervenuta anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Pao. Par.
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TITOLO: Sul tetto del Lanificio 159 musica reggae, etnica e creola
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Sul tetto del Lanificio 159 in via di Pietralata, stasera alle 22 (ma altri concerti vi cominciano prima) per Feria Live arriverà la Banda Tubadu, un assortimento di etnica, reggae, musica creola, il. ..
TESTO:Sul tetto del Lanificio 159 in via di Pietralata, stasera alle 22 (ma altri concerti vi cominciano prima) per Feria Live arriverà la Banda Tubadu, un assortimento di etnica, reggae, musica creola, il cui nome è una corruzione popolare di Twoubadou, che in cubano vuol dire musicista di strada. Il gruppo sta diffondendosi in Italia, perché è un fiume di allegria e di balli sfrenati, ed è uso accompagnare la musica con la voce e con parole in tutte le lingue: portoghese, spagnolo, inglese, italiano. La componente cubana e creola del gruppo è molto forte, e nell’ambito musicale ciò comporta il protagonismo del ritmo (nella famosa canzone degli anni ’20 di L. Miaglia «Creola, dalla bruna aureola», il ritmo è di tango). Line-up Tubadu: Al Capangelo (Angelo Capozzi) ukelele e voce, The K (Giorgio Tebaldi) trombone e voce, Fabolus (Fabio Accurso) contrabbasso e voce, Tano (Gaetano De Carli) batteria e percussioni. E buon divertimento. Pao. Par.
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TITOLO: Un giovane pianista russo e le note di Brahms e Ravel
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: L’ospite di oggi ai Concerti del Tempietto, diretti da Angelo Jannoni, è il pianista russo allievo della Scuola Superiore di Marcella Crudeli in discipline pianistiche, Evgeni Starodebtsev. Un. ..
TESTO:L’ospite di oggi ai Concerti del Tempietto, diretti da Angelo Jannoni, è il pianista russo allievo della Scuola Superiore di Marcella Crudeli in discipline pianistiche, Evgeni Starodebtsev. Un giovane talentato che darà prova di sé con brani del repertorio classico di grande forza espressiva, ma anche di eccezionali difficoltà tecniche. Evgeni comincerà, diciamo, in sordina, con i «Vier Klaviersrücke op.119» del 1892 di Brahms, fra le ultime e assai malinconiche creazioni del compositore di Amburgo. Seguirà «Gaspard de la Nuit» del 1909 di Maurice Ravel: un pezzo in tre parti (Ondine, Le gibet, Scarbo), una delle quali di terribile difficoltà (necessita infatti di scrittura su tre righi), per superare quelle ultranote di «Ilamej» di Balakirev. Infine il pianista eseguirà «Petrushka» (1911) di Stravinskij, dalle asperrime armonie. Paola Pariset
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TITOLO: Terremoto, le scosse non si fermano. Il sismologo: "Possibili altre come la prima"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Sono decine da stamattina, la più forte alle 3.36 di magnitudo 6. Ma lo sciame sismico continua. Tertulliani (ingv): "Area ad altissimo rischio. E nel 1639 ci. ..
TESTO:Il terremoto di oggi nell'Italia centrale "
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TITOLO: Terremoto di magnitudo 6.0 devasta il centro Italia: morti e feriti. Bambini sotto le macerie ad Accumoli. Il sindaco di Amatrice: "Il paese non c'è più"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Diciotto scosse in un'ora e mezza, la prima alle 3.36. Numerosi paesi rasi al suolo. I cadaveri sono già almeno 14.  Attivi i numeri della Protezione civile: ...
TESTO:
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TITOLO: Incendi, fiamme sopra Bogliasco e Sanremo
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: In azione vigili del fuoco, elicotteri e Canadair
TESTO:Due elicotteri in azione e squadre dei vigili del fuoco sul posto anche questa mattina per l'incendio che si e' sviluppato ieri sera intorno alle 21.30 sulla collina sanremese, a ridosso della frazione di Coldirodi. Nella zona sono intervenuti anche i carabinieri impegnati nella ricerca di un'auto che, secondo alcuni testimoni, si sarebbe allontanata da uno dei punti da cui si sono propagate le fiamme. Il rogo si e' sviluppato in due zone poco distanti tra loro, creando una sorta di "V" e questo farebbe pensare al dolo. L'allarme e' stato dato da un'automobilista. Il vasto fronte di fuoco, che ha tenuto impegnati circa 50 uomini tra vigili del fuoco, volontari e protezione civile, e' stato alimentato anche dal vento. Al momento non sono segnalati feriti o intossicati. Notte d'incendi anche nel genovese: boschi in fiamme a Davagna, sul Monte Fasce e a Bogliasco, nel levante. Nella prima localita' la situazione e' stata messa sotto controllo intorno alle 3, mentre a Bogliasco i volontari intervenuti in forze con 4 squadre e 15 unita', hanno faticato a contenere le fiamme a causa del forte vento secco che soffia sulla Liguria e della zona impervia. L'incendio sul monte Fasce, lontano dalle abitazioni, non e' invece ancora stato domato e i vigili del fuoco stanno operando sul posto. Sulle cause dei roghi al momento non e' esclusa nessuna pista.
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TITOLO: Terremoto in Centro Italia: chi sono le vittime 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il bilancio è ancora provvisorio. Ma cominciano ad arrivare le prime notizie sulle vittime del forte terremoto che ha sconvolto il Centro Italia questa notte. Alle 7.15 sono almeno cinque i morti. ...
TESTO:Il bilancio
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TITOLO: “Un Daspo anti-maleducati a Venezia” 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Venezia come lo Stadium o San Siro: se ti comporti bene sei il benvenuto, altrimenti ti becchi un cartellino rosso e tanti saluti. E per le emozioni che ti regala «la città più romantica del mondo», accontentati delle immagini della televisione o di internet. ...
TESTO:Venezia come lo Stadium o San Siro: se ti comporti bene sei il benvenuto, altrimenti ti becchi un cartellino rosso e tanti saluti. E per le emozioni che ti regala
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TITOLO: Addio all’ultimo verduriere, si svuota campo Santa Margherita 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Un altro giro di spritz in campo Santa Margherita, mentre qui davanti finisce una storia lunga cent’anni. «Guardate con i vostri occhi, se non ci credete. Non viene più nessuno. Trentacinque clienti in dieci ore di lavoro. ...
TESTO:Un altro giro di spritz in campo Santa Margherita, mentre qui davanti finisce una storia lunga cent? anni.
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TITOLO: Terremoto del 6.0 devasta il Centro Italia, epicentro nel Reatino. Bambini sotto le macerie ad Accumoli, Amatrice paese distrutto- La diretta  
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Una scossa di terremoto di magnitudo 6,0 ha devastato nella notte, alle 3,36, il Centro Italia. L’epicentro ad Accumoli nel Reatino, dove, insieme ad Amatrice e Posta e ad Arquata del Tronto e a Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, si registrano i danni più gravi: «Paesi che non esistono più». Ci sono le prime vittime accertate e p. ..
TESTO::
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TITOLO: Terremoto, il sindaco di Amatrice: “Città distrutta” 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il sindaco di Amatrice: «La città è praticamente distrutta. Ci sono persone sotto le macerie». L’allarme, il terrore è scattato improvviso accompagnato dalle sirene che già nella notte allarmavano la città e i soccorritori del centro di Amatrice e Posta accorrevano lungo la Salaria per andare a portare i primi soccorritori nel centro Amatriciano. ...
TESTO:Il sindaco di Amatrice:
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TITOLO: Migranti, il piano: cabina di regia Ue per i rimpatri e accordi sul modello-Turchia  
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: La partita politica e diplomatica è cominciata, ma è indubbio che il vertice di Ventotene potrebbe segnare un momento di svolta nelle politiche dell’immigrazione. Con Francia e Germania, l’Italia condivide l’opinione che l’Europa potrebbe e dovrebbe fare molto di più sul versante dei rimpatri. Il ritorno a casa di chi viene espulso perché non ha di. ..
TESTO:
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TITOLO: Notte di paura anche a Sanremo, gli incendi devastano la collina  
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Sanremo assediata dal fuoco. Fiamme alte decine di metri. Famiglie evacuate, persone intossicate. Allarme per dei dispersi, pare all’interno di un’auto inghiottita da un denso fumo nero. Sono ore di angoscia quelle che vive da ieri sera la città del Festival. L’incendio si è sviluppato sulle alture poco dopo le 21,30, tra le zone residenziali e la. ..
TESTO:Sanremo assediata dal fuoco. Fiamme alte decine di metri. Famiglie evacuate, persone intossicate. Allarme per dei dispersi, pare all? interno di un? auto inghiottita da un denso fumo nero. Sono ore di angoscia quelle che vive da ieri sera la citt
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TITOLO: Fiamme e paura, Roma brucia. Evacuati ospizi, conventi e case  
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Non sarà il grande incendio di Roma appiccato dalla folle mano di Nerone. Né la minacciosa, ma innocua, metafora di Cecco Angiolieri: «S’i’ fosse foco, arderei ’l mondo». Sta di fatto, però, che la Capitale è tornata a bruciare. Con una serie impressionante di roghi che hanno costretto Vigili del fuoco, Protezione civile e Corpo forestale agli stra. ..
TESTO:
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TITOLO: Il paese dove vivono gli ultimi mastri ombrellai  
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Mary Poppins qui avrebbe difficoltà a scegliere l’ombrello giusto: colorato di foulard o in pizzo, impreziosito con i manici più originali o coordinato col cappello. A Cressa, paesino dell’Alto Novarese, sono ancora all’opera due veri mastri ombrellai. Si tratta di un mestiere pressoché sparito, schiacciato dalla concorrenza a basso costo. Ma quell. ..
TESTO:Mary Poppins qui avrebbe difficolt
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TITOLO: Terremoti in Italia, i precedenti 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: 29 maggio 2012.. .
TESTO:29 maggio 2012
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TITOLO: Terremoto, nonna salva i nipotini facendoli riparare sotto il letto
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Si è svegliata appena ha sentito il mondo intorno muoversi. Ha preso i due nipotini di 7 e 4 anni e li ha infilati sotto al letto insieme a lei. Così una nonna di Pescara del Tronto ha salvato la vita ai suoi due nipoti. I bambini sono stati estratti vivi dalle macerie, mentre la nonna è ancora lì sotto. I soccorritori hanno sentito la sua voce e stanno scavando per tirarla fuori. Non ce l& #39;hanno fatta invece altri due bambini. Un marchio e una femmina, entrambi romani. Lo ha detto una residente del posto. I due bimbi non erano fratelli. Secondo la donna, il padre di una delle due vittime sarebbe ancora sotto le macerie della sua casa. [[nodo 1298806]]Pescara del Tronto è una frazione di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, completamente distrutta dal sisma che questa notte ha colpito il Centro Italia. Nel paese è in corso una corsa contro il tempo da parte di decine di soccorritori per salvare la vita al maggior numero di persone ferite e rimaste bloccate sotto i resti delle case distrutte. [[fotonocrop 1298897]][[nodo 1298856]][[nodo 1298868]]
TESTO:Si è svegliata appena ha sentito il mondo intorno muoversi. Ha preso i due nipotini di 7 e 4 anni e li ha infilati sotto al letto insieme a lei. Così una nonna di Pescara del Tronto ha salvato la vita ai suoi due nipoti. I bambini sono stati estratti vivi dalle macerie, mentre la nonna è ancora lì sotto. I soccorritori hanno sentito la sua voce e stanno scavando per tirarla fuori. Non ce l'hanno fatta invece altri due bambini. Un marchio e una femmina, entrambi romani. Lo ha detto una residente del posto. I due bimbi non erano fratelli. Secondo la donna, il padre di una delle due vittime sarebbe ancora sotto le macerie della sua casa.
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TITOLO: Ritorno di fiamma in vista per Stefano e Emma? Gli indizi che li smascherano
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: I fan della coppia Stefano De Martino - Emma Marrone possono tornare a sperare: le famiglie dei due ex stanno tentando il tutto e per tutto per cercare un riavvicinamento. Sono tanti gli indizi che fanno pensare ad un ritorno di fiamma. Ma partiamo dall& #39;inizio. Sia il ballerino che la cantante, quest& #39;estate, sono stati ospitati da Maria De Filippi nella sua villa di Ansedonia per passare qualche giorno di sano relax. Stefano e Emma hanno condiviso momenti di tenerezza e spensieratezza. Che siano serviti a ricucire la loro storia d& #39;amore? Ma il vero campanello d& #39;allarme è di qualche giorno fa, quando la mamma del ballerino ha messo un & quot; like& quot; ad una foto che Emma ha publicato su Instagram. Come ha rivelato da Novella 2000, quello della donna è stato & quot; un semplice gesto che non veniva fatto da tanto tempo& quot; . O forse ha un significato bene preciso? Ma la speranza dei fan si è riaccesa grazie anche ad un altro & quot; mi pice& quot; che questa volta è arrivato dalla famiglia di Emma. Il cugino della cantante, infatti, ha particolarmente gradito uno scatto di Stefano e ha voluto farlo sapere a tutti mettendo un bel & quot; like& quot; . Sono strane coincidenze queste? Secondo i fan no e anche secondo tanti siti di gossip che sono convinti che tra i due ci sia del tenero. Anzi, molti siti assicurano che nei prossimi mesi assisteremo ad un vero e prorpio ritorno di fiamma. Quello che è certo, fino a questo momento, è che i due non si sono ancora pronunciati sul loro ritorno di fiamma. Ma la speranza, come dice il proverbio, è l& #39;ultima a morire. Non resta che aspettare e vedere come evolveranno le cose.
TESTO:I fan della coppia Stefano De Martino - Emma Marrone possono tornare a sperare: le famiglie dei due ex stanno tentando il tutto e per tutto per cercare un riavvicinamento. Sono tanti gli indizi che fanno pensare ad un ritorno di fiamma. Ma partiamo dall'inizio. Sia il ballerino che la cantante, quest'estate, sono stati ospitati da Maria De Filippi nella sua villa di Ansedonia per passare qualche giorno di sano relax. Stefano e Emma hanno condiviso momenti di tenerezza e spensieratezza. Che siano serviti a ricucire la loro storia d'amore? Ma il vero campanello d'allarme è di qualche giorno fa, quando la mamma del ballerino ha messo un "like" ad una foto che Emma ha publicato su Instagram. Come ha rivelato da Novella 2000, quello della donna è stato "
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TITOLO: Espulso l'afghano che viaggiava legato sotto un tir
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: È stato espulso il ragazzo di 18 anni proveniente dall& #39;Afghanistan che ieri mattina viaggiava in autostrada, ma legato sotto un tir. Il suo obiettivo era arrivare in Francia e ha rifiutato l& #39;asilo politico offertogli dall& #39;Italia. & ldquo; Sono partito da solo dalla Grecia alla volta dell& #39;Italia, ma non voglio restare qui& rdquo; , sono state le prime parole che il ragazzo ha dichiarato a Sky Tg24.Una vera e propria odissea per il giovane che ha ricordato Ulisse legato sotto una pecora per sfuggire a Polifemo anche se il suo, in realtà, era solo un voler abbattere il costo di un viaggio lungo tutta l& #39;Italia, senza pensare al pericolo di una così scomoda posizione. Il ragazzo afgano è stato visto ieri per caso da alcuni automobilisti sull& #39;autostrada A1 tra Napoli e Roma in direzione nord. Ad intervenire sono stati gli agenti della polizia stradale di Frosinone che hanno fermato il tir all& #39;altezza di Ferentino trovando il ragazzo stremato da un viaggio lungo già 400 chilometri. Ma, come ha dichiarato lui stesso, & ldquo; quello che ho vissuto nella mia vita è stato molto più pericoloso di questo& rdquo; . Il giovane profugo dopo essere stato slegato è stato subito portato nell& #39;ospedale più vicino, quello di Frosinone, per accertamenti sanitari. Adesso è in una struttura della Caritas a Ceccano nella Ciociaria, come si legge sul Corriere. it. I poliziotti hanno proceduto all& #39;ispezione del mezzo, verificando che non ci fossero altri immigrati in viaggio clandestinamente. Sono ancora in corso gli accertamenti sulle responsabilità dei due conducenti del tir, due uomini provenienti dalla Bulgaria. Da chiarire se fossero a conoscenza del terzo & #39;passeggero& #39; o se questi avesse approfittato di una sosta dell& #39;autotreno per mettere in atto il suo piano. Il ragazzo, intanto, ha sette giorni di tempo per abbandonare l& #39;Italia con la notifica di espulsione che è stata emessa e dovrà tornare nel suo paese. Ma accantonerà davvero, dopo questa esperienza, il sogno di & ldquo; una vita sicura, in un mondo senza pericoli& rdquo; come ha dichiarato ieri?
TESTO:È stato espulso il ragazzo di 18 anni proveniente dall'Afghanistan che ieri mattina viaggiava in autostrada, ma legato sotto un tir. Il suo obiettivo era arrivare in Francia e ha rifiutato l'asilo politico offertogli dall'Italia. ?Sono partito da solo dalla Grecia alla volta dell'Italia, ma non voglio restare qui? , sono state le prime parole che il ragazzo ha dichiarato a Sky Tg24. Una vera e propria odissea per il giovane che ha ricordato Ulisse legato sotto una pecora per sfuggire a Polifemo anche se il suo, in realtà, era solo un voler abbattere il costo di un viaggio lungo tutta l'Italia, senza pensare al pericolo di una così scomoda posizione. Il ragazzo afgano è stato visto ieri per caso da alcuni automobilisti sull'autostrada A1 tra Napoli e Roma in direzione nord. Ad intervenire sono stati gli agenti della polizia stradale di Frosinone che hanno fermato il tir all'altezza di Ferentino trovando il ragazzo stremato da un viaggio lungo già 400 chilometri. Ma, come ha dichiarato lui stesso, ?quello che ho vissuto nella mia vita è stato molto più pericoloso di questo? . Il giovane profugo dopo essere stato slegato è stato subito portato nell'ospedale più vicino, quello di Frosinone, per accertamenti sanitari. Adesso è in una struttura della Caritas a Ceccano nella Ciociaria, come si legge sul Corriere. it. I poliziotti hanno proceduto all'ispezione del mezzo, verificando che non ci fossero altri immigrati in viaggio clandestinamente. Sono ancora in corso gli accertamenti sulle responsabilità dei due conducenti del tir, due uomini provenienti dalla Bulgaria. Da chiarire se fossero a conoscenza del terzo 'passeggero' o se questi avesse approfittato di una sosta dell'autotreno per mettere in atto il suo piano. Il ragazzo, intanto, ha sette giorni di tempo per abbandonare l'Italia con la notifica di espulsione che è stata emessa e dovrà tornare nel suo paese. Ma accantonerà davvero, dopo questa esperienza, il sogno di? una vita sicura, in un mondo senza pericoli? come ha dichiarato ieri?
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TITOLO: Australia, francese uccide una turista al grido di “Allah è grande
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Terrore in un ostello di di Townsville, a nord del Queensland, in Australia. Un ragazzo di 29 anni, cittadino francese, ha prima inneggiato ad Allah e poi si è scagliato armato di coltello contro alcuni turisti. Una ragazza inglese di 21 anni è rimasta uccisa, mentre altre due persone sono rimaste ferite. Prima il grido islamico poi le coltellateL& #39;aggressore, fa sapere la polizia australiana, è un 29enne francese che ora è in stato di arresto. Il giovane si trovana nel Paese con un visto turistico. Al momento i media locali fanno sapere che nessun pista è esclusa, la polizia infatti sta verificando se si tratti di un attacco di matrice islamica. Il vice commissario della polizia del Queensland, Steve Gollschewski, durante la conferenza stampa ha affermato: & quot; Sembra che l& rsquo; uomo abbia agito da solo& quot; . Le forze dell& #39;ordine hanno però sottolineato che il killer non ha legami noti con gruppi radicali come lo Stato Islamico. Indagini che preseguono anche dall& #39;altra capo del mondo, in America, e più precisamente in Virginia. Sabato sera, allo stesso grido di & quot; Allah akbar& quot; , un uomo ha accoltellato due passanti. L& #39;aggressore, subito identificato, risponde al nome di Wasil Farooqui, 20enne nato negli Stati Uniti. Appena arrestato ha chiesto di essere medicato nello stesso ospedale in cui erano stato portate le vittime. L& #39;attacco, verificatosi in un complesso di appartamenti della contea di Roanoke, è sotto la lente degli investigatori. Si indaga su una possibile matrice terroristica. I dettagli della vicenda sono pochi noti, come quelli sul passato del giovane aggressore. Una fonte legata all& rsquo; indagine ha però rivelato che l& #39;uomo ha tentato di decapitare una delle due vittime. Solo la reazione della vittima ha impedito al killer di portare a termine il suo folle gesto. La Abc News, citando fotni anonime, ha rivelato che Farooqui fosse stato tenuto sotto controllo & quot; per qualche tempo& quot; . Inoltre pare che avesse viaggiato in Turchia lo scorso anno e potrebbe anche aver tentato di entrare in Siria. Al momento Wasil Farooqui è accusato di due capi di imputazione per ferimento aggravato doloso. Ma l& rsquo; Fbi vuole accertare eventuali legami con l& rsquo; Isis o altre organizzazioni terroristiche. L& #39;ipotesi è che si tratti di un & quot; lupo solitario& quot; .
TESTO:L'aggressore, fa sapere la polizia australiana, è un 29enne francese che ora è in stato di arresto. Il giovane si trovana nel Paese con un visto turistico. Al momento i media locali fanno sapere che nessun pista è esclusa, la polizia infatti sta verificando se si tratti di un attacco di matrice islamica. Il vice commissario della polizia del Queensland, Steve Gollschewski, durante la conferenza stampa ha affermato: "Sembra che l? uomo abbia agito da solo". Le forze dell'ordine hanno però sottolineato che il killer non ha legami noti con gruppi radicali come lo Stato Islamico. Indagini che preseguono anche dall'altra capo del mondo, in America, e più precisamente in Virginia. Sabato sera, allo stesso grido di "Allah akbar", un uomo ha accoltellato due passanti. L'aggressore, subito identificato, risponde al nome di Wasil Farooqui, 20enne nato negli Stati Uniti. Appena arrestato ha chiesto di essere medicato nello stesso ospedale in cui erano stato portate le vittime. L'attacco, verificatosi in un complesso di appartamenti della contea di Roanoke, è sotto la lente degli investigatori. Si indaga su una possibile matrice terroristica. I dettagli della vicenda sono pochi noti, come quelli sul passato del giovane aggressore. Una fonte legata all? indagine ha però rivelato che l'uomo ha tentato di decapitare una delle due vittime. Solo la reazione della vittima ha impedito al killer di portare a termine il suo folle gesto. La Abc News, citando fotni anonime, ha rivelato che Farooqui fosse stato tenuto sotto controllo "per qualche tempo". Inoltre pare che avesse viaggiato in Turchia lo scorso anno e potrebbe anche aver tentato di entrare in Siria. Al momento Wasil Farooqui è accusato di due capi di imputazione per ferimento aggravato doloso. Ma l? Fbi vuole accertare eventuali legami con l? Isis o altre organizzazioni terroristiche. L'ipotesi è che si tratti di un "lupo solitario".
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TITOLO: Forte terremoto in Centro Italia, morti e feriti
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: La terra trema ancora da Rimini a Napoli. Un sisma di magnitudo 6.0 e una profondità di 4 km e con epicentro ad Accumoli (Rieti), ha scosso tutto il Centro Italia alle 3.36 della scorsa notte. Poi uno sciame sismico, che continua a far paura e a rendere difficoltosi i soccorsi. Ancora una volta dopo il terremoto de L& #39;Aquila e quello dell& #39;Emilia si torna a morire di terremoto. Diversi i morti nei crolli a Petrana di palazzi in tutta la zona coinvolta. Molti - tra cui diversi bambini - sono ancora bloccati sotto le macerie. & quot; Qui è un dramma vero, sono nel mezzo di un paese che non c& #39;è più& quot; , dice disperato Sergio Pirozzi, il sindaco di Amatrice (Rieti), & quot; Ci sono stati crolli. La popolazione è in strada e stiamo portando tutti verso la zona di evacuazione, quella dei campi sportivi. Siamo senza luce ci sono anche problemi sulle vie di accesso al paese& quot; . Stessa situazione a Illica, frazione di Accumoli. & quot; Illica non c& #39;è più& quot; , racconta su Facebook Sabrina Fantauzzi, giornalista romana in vacanza, & quot; Eravamo circa 300 persone, tutti romani, in villeggiatura. Siamo rimasti in 30. Ancora nessuno è venuto a soccorrerci& quot; . Poi, dopo un& #39;oretta dalla scossa ha aggiunto: & quot; Ci sono 4 soccorritori, prendono feriti ma non stanno intervenendo sulle case distrutte con dentro gente morente& quot; .I comuni più colpiti sono Amatrice, Accumuli e Posta, nel reatino, e Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. In totale sarebbero già di 23 morti, ma un centinaio di persone sono ancora disperse. Due vittime sono state estratte ad Amatrice, tre a Pescara del Tronto, frazione di Arquata. Nel Comune di Accumoli c& #39;è almeno una vittima, e una famiglia di quattro persone - due bambini piccoli e i loro genitori - è sotto le macerie e non dà segni di vita. La Protezione civile ha diffuso i numeri da chiamare in caso di emergenza: contact center della Protezione civile nazionale: 800840840; sala operativa della protezione civile Lazio: 803555. Lanciato anche l& #39;appello a donare il sangue: l& #39;Avis provinciale di Rieti invita a recarsi all& #39;ospedale San Camillo de Lellis della città. & quot; Si è trattato di un terremoto di magnitudo importante, che ha prodotto uno scuotimento rilevante, di valore paragonabile a quello dell& #39;Aquila& quot; , ha detto il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, & quot; L& #39;Aquila è un capoluogo di regione, qui la popolazione è più diffusa quindi è possibile un impatto meno gravoso in termini di vite umane& quot; .
TESTO:". Stessa situazione a Illica, frazione di Accumoli. "Illica non c'è più", racconta su Facebook Sabrina Fantauzzi, giornalista romana in vacanza, "Eravamo circa 300 persone, tutti romani, in villeggiatura. Siamo rimasti in 30. Ancora nessuno è venuto a soccorrerci". Poi, dopo un'oretta dalla scossa ha aggiunto: "Ci sono 4 soccorritori, prendono feriti ma non stanno intervenendo sulle case distrutte con dentro gente morente". I comuni più colpiti sono Amatrice, Accumuli e Posta, nel reatino, e Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Sono 37 al momento le vittime accertate del drammatico terremoto che questa notte ha colpito il centro Italia. È il dato fornito da Immacolata Postiglione, capo ufficio emergenze della Protezione Civile. Dieci sono i deceduti nella zona di Arquata (nelle Marche), altri 27 nell'area tra Accumoli e Amatrice. "Ma ci sono ancora tante persone sotto le macerie, tanti dispersi - ha precisato Postiglione - e purtroppo questi numeri potrebbero cambiare". La Protezione civile ha diffuso i numeri da chiamare in caso di emergenza: contact center della Protezione civile nazionale: 800840840; sala operativa della protezione civile Lazio: 803555. Lanciato anche l'appello a donare il sangue: l'Avis provinciale di Rieti invita a recarsi all'ospedale San Camillo de Lellis della città. "Si è trattato di un terremoto di magnitudo importante, che ha prodotto uno scuotimento rilevante, di valore paragonabile a quello dell'Aquila", ha detto il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, "L'Aquila è un capoluogo di regione, qui la popolazione è più diffusa quindi è possibile un impatto meno gravoso in termini di vite umane".
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TITOLO: Corea del Nord, lanciato missile da un sottomarino
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: La Corea del Nord ha lanciato con successo un missile balistico da un sottomarino. E& rsquo; quanto si legge in una nota del Ministero degli Esteri della Corea del Sud. Il lancio è avvenuto alle 05:30 ora locale nelle acque al largo della città di Sinpo, che ospita la principale base dei sottomarini del paese, nella provincia meridionale di Hamgyong. Il Comando del Pacifico degli Stati Uniti ha rintracciato il missile sul Mar del Giappone, noto anche come Mare Orientale, a circa 500 km al largo della costa della Corea del Nord. Rispetto ai test precedenti, il missile lanciato questa mattina dalla costa orientale del paese, conferma i progressi della tecnologia SLBM, Submarine-Launched Ballistic Missile, in via di sviluppo nella Corea del Nord. Il missile è precipitato nella Air Defense Identification Zone del Giappone. Acquisendo una capacità di attacco nucleare, Pyongyang porterebbe la sua minaccia ad un nuovo livello prospettando l& rsquo; opzione di un intervento ben oltre la penisola coreana ed il potenziale per una ritorsione in caso di un attacco nucleare preventivo ricevuto. Per la prima volta, dichiara in un comunicato il Capo di Gabinetto Yoshihide Suga, un missile della Corea del Nord ha raggiunto la nostra zona di controllo designata a livello internazionale per mantenere la sicurezza aerea. Il lancio è avvenuto in risposta alle esercitazione annuali congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, iniziate nella penisola due giorni fa. Per Pyongyang, quelle manovre rappresentano l& rsquo; ennesima esercitazione in vista di un& rsquo; invasione. La Corea del Nord nelle settimane scorse, aveva minacciato ritorsioni. L& rsquo; esercitazione Ulchi Freedom Guardian, iniziata lunedì scorso, coinvolge 50.000 coreani e 25.000 soldati americani. Per Usa e Corea del Sud, le manovre sono di natura puramente difensiva. Il test rappresenta una grave minaccia per la sicurezza del nostro paese & ndash; aggiunge il primo ministro giapponese Shinzo Abe - un atto imperdonabile che danneggia la pace e la stabilità regionale. Il Ministero degli Esteri della Corea del Sud, invece, ha condannato il lancio per & ldquo; un isolamento che non farà che accelerare l& rsquo; auto-distruzione del Nord& quot; .Lo Strategic Command presume possa essersi trattato di un missile KN-11, le cui specifiche sono ancora in parte sconosciute anche se, verosimilmente, dovrebbe essere basato sul vettore sovietico R-27 Zyb. Si ignora, infine, l& rsquo; impiego del combustibile solido, così come avvenuto per un precedente lancio avvenuto lo scorso aprile. Pyongyang ha testato per la prima volta il KN-11 da una chiatta sommersa lo scorso anno, mentre i test di espulsione a terra sarebbero iniziati nel 2014. Oltre ai vettori KN-11, la Corea del Nord ha testato i missili balistici a medio raggio Hwasong-10, che si pensa possano essere in grado di colpire Guam, nel Pacifico occidentale. I limiti del sistema THAADNel cercare di rendere operativo il suo deterrente nucleare, la Corea del Nord vuole dare prova alla comunità internazionale di possedere una capacità SLBM. Da rilevare che tale tecnologia bypassa il sistema THAAD, che sta per sorgere nella penisola coreana, a causa del suo raggio di intercettazione di 120 & deg; . Un sottomarino, concettualmente, potrebbe lanciare il suo carico da qualsiasi direzione. La città meridionale di Seongju ospiterà il Sistema di Difesa d& #39;Area Terminale ad Alta Quota. Il sistema missilistico sorgerà nella provincia di Gyeongsang, 296 km a sud est di Seul. Il nuovo asset consentirà di difendere due terzi del territorio della Corea del Sud. Il sistema THAAD sorgerà poco distante da un& rsquo; unità d& rsquo; artiglieria della Corea del Sud nel villaggio di Seongsan, ad un miglio da Seongju. Il Kinetic Kill del Terminal High Altitude Area Defense o THAAD, è ritenuto in grado di distruggere un missile balistico a medio e corto raggio grazie all& rsquo; energia cinetica da impatto. Lockheed Martin, conferma un raggio di azione di 200 km ad un& #39;altitudine operativa di 150 km ed una velocità massima di Mach 8.24. I sistemi THAAD chiuderebbero il cerchio difensivo a protezione dello strato esterno della Corea del Sud, integrandosi ai sistemi Aegis e Patriot già attivi. I lavori sul sito sono già iniziati. Il sistema THAAD sarà operativo entro la fine del prossimo anno. Da quando Kim Jong-un è salito al potere nel 2011, la Corea del Nord ha testato, complessivamente, più di 30 missili a dispetto delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
TESTO:Nel cercare di rendere operativo il suo deterrente nucleare, la Corea del Nord vuole dare prova alla comunità internazionale di possedere una capacità SLBM. Da rilevare che tale tecnologia bypassa il sistema THAAD, che sta per sorgere nella penisola coreana, a causa del suo raggio di intercettazione di 120
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TITOLO: Siria, carri armati turchi puntano su Jarabulus
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: La Turchia interviene militarmente nella guerra civile in Siria. Forze di terra dell& #39;esercito turco, fra cui diverse unità dei carri armati, sono entrate all& #39;alba in territorio siriano puntando verso la città di Jarablus. L& #39;obiettivo è liberare il centro abitato, che si trova nei pressi del confine turco-siriano, dalle forze dello Stato Islamico. Le notizie dell& #39;operazione sono state diffuse dai media e dalle agenzie di stampa turche che citano fonti militari di Ankara. Secondo la testata turca Hurriyet, le operazioni militari sono iniziate alle quattro del mattino con un bombardamento di obici e un lancio di razzi contro sessantatrè obiettivi dell& #39;Isis, seguiti da raid aerei condotti con jet F16 dell& #39;aeronautica turca. Alcune zone di confine nella regione di Gaziantep sono state dichiarate & quot; aree di speciale sicurezza& quot; .Da tempo Ankara assisteva preoccupata alle manovre dei miliziani curdi di Ypg e Ypj, che non nascondevano le proprie mire su quel teatro di operazioni nell& #39;ambito della loro lotta anti-Isis e indipendentista. Da qualche settimana, in seguito al riavvicinamento con la Russia, la Turchia ha promesso maggiore attivismo nel teatro bellico siriano, con interventi diretti a garantire i propri interessi strategici, soprattutto nelle zone più vicine al confine.
TESTO:La Turchia interviene militarmente nella guerra civile in Siria. Forze di terra dell'esercito turco, fra cui diverse unità dei carri armati, sono entrate all'alba in territorio siriano puntando verso la città di Jarablus. Le unità turche sono affiancate e supportano da componenti dell'Esercito libero siriano di liberazione. L'obiettivo è liberare il centro abitato, che si trova nei pressi del confine turco-siriano, dalle forze dello Stato Islamico. Le notizie dell'operazione sono state diffuse dai media e dalle agenzie di stampa turche che citano fonti militari di Ankara. Secondo la testata turca Hurriyet, le operazioni militari sono iniziate alle quattro del mattino con un bombardamento di obici e un lancio di razzi contro sessantatrè obiettivi dell'Isis, seguiti da raid aerei condotti con jet F16 dell'aeronautica turca. Alcune zone di confine nella regione di Gaziantep sono state dichiarate "aree di speciale sicurezza". Da tempo Ankara assisteva preoccupata alle manovre dei miliziani curdi di Ypg e Ypj, che non nascondevano le proprie mire su quel teatro di operazioni nell'ambito della loro lotta anti-Isis e indipendentista. Da qualche settimana, in seguito al riavvicinamento con la Russia, la Turchia ha promesso maggiore attivismo nel teatro bellico siriano, con interventi diretti a garantire i propri interessi strategici, soprattutto nelle zone più vicine al confine.
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TITOLO: Neonato lasciato a morire nel frigo dalla mamma
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Orrore nella Carolina del Sud, una madre è accusata di aver ucciso il figlio, un neonato venuto al mondo da appena quattro giorni, mettendolo nel frigorifero e lasciandocelo per almeno tre ore. Il piccolo cuoricino del neonato, William, ha smesso di battere per ipotermia e non è servita a nulla la folle fuga verso l& rsquo; ospedale. Ormai il freddo della morte l& rsquo; aveva ghermito. La mamma, la 27enne Angelica Blackwater, deve rispondere ora dell& rsquo; omicidio del figlioletto. Incredulo il marito che, sconvolto, difende la moglie. L& rsquo; ennesima e incomprensibile tragedia della follia è avvenuta in una piccolissima città dello stato dela Carolina del Sud, a Chester, borgo rurale popolato da poco più di 5mila anime. La quiete del più classico dei villaggi dell& rsquo; America profonda è stata sconvolta quando è venuta alla luce la tremenda storia del neonato di Rose Street che & ndash; per cause oscure che ancora sono sotto la lente d& rsquo; ingrandimento degli investigatori della contea & ndash; è stato chiuso dalla madre in un impianto di refrigerazione. Secondo le accuse, solo dopo un periodo lunghissimo di tre ore, troppo lungo per lasciare al piccolo alcuna speranza di sopravvivenza, la madre ha riaperto il frigorifero e s& rsquo; è accorta che il neonato aveva assoluto bisogno di cure mediche. Ma ormai i danni del freddo era tali da impedire la rianimazione del piccolo William che è spirato, quando aveva solo quattro giorni di vita, a causa dell& rsquo; asfissia dovuta al congelamento sofferto. Il papà del piccolo, e marito della donna, non si capacita che sia stata proprio la moglie a uccidere il loro secondogenito. S& #39;è esposto in prima persona, ha difeso la consorte in tv e ha parlato di Angelica Blackwater come di un& rsquo; ottima mamma, sicuramente innocente, e ha riferito che in casa, al momento dei fatti, erano sicuramente presenti altre persone sulle quali i poliziotti dovrebbero indirizzare le loro indagini. Intanto i giudici hanno formalizzato le accuse a carico della 27enne mentre i servizi sociali hanno preso in custodia l& rsquo; altro figlio della coppia, che ha due anni. Questo della Carolina del Sud è l& #39;ultimo caso che ha straziato gli Stati Uniti, solo qualche settimana fa la triste fine della bimba di 13 giorni uccisa a botte dal fratellino di appena sei anni in Florida aveva commosso e indignato il mondo.
TESTO:Orrore nella Carolina del Sud, una madre è accusata di aver ucciso il figlio, un neonato venuto al mondo da appena quattro giorni, mettendolo nel frigorifero e lasciandocelo per almeno tre ore. Il piccolo cuoricino del neonato, William, ha smesso di battere per ipotermia e non è servita a nulla la folle fuga verso l? ospedale. Ormai il freddo della morte l? aveva ghermito. La mamma, la 27enne Angelica Blackwater, deve rispondere ora dell? omicidio del figlioletto. Incredulo il marito che, sconvolto, difende la moglie. L?ennesima e incomprensibile tragedia della follia è avvenuta in una piccolissima città dello stato dela Carolina del Sud, a Chester, borgo rurale popolato da poco più di 5mila anime. La quiete del più classico dei villaggi dell? America profonda è stata sconvolta quando è venuta alla luce la tremenda storia del neonato di Rose Street che? per cause oscure che ancora sono sotto la lente d? ingrandimento degli investigatori della contea? è stato chiuso dalla madre in un impianto di refrigerazione. Secondo le accuse, solo dopo un periodo lunghissimo di tre ore, troppo lungo per lasciare al piccolo alcuna speranza di sopravvivenza, la madre ha riaperto il frigorifero e s? è accorta che il neonato aveva assoluto bisogno di cure mediche. Ma ormai i danni del freddo era tali da impedire la rianimazione del piccolo William che è spirato, quando aveva solo quattro giorni di vita, a causa dell? asfissia dovuta al congelamento sofferto. Il papà del piccolo, e marito della donna, non si capacita che sia stata proprio la moglie a uccidere il loro secondogenito. S'è esposto in prima persona, ha difeso la consorte in tv e ha parlato di Angelica Blackwater come di un? ottima mamma, sicuramente innocente, e ha riferito che in casa, al momento dei fatti, erano sicuramente presenti altre persone sulle quali i poliziotti dovrebbero indirizzare le loro indagini. Intanto i giudici hanno formalizzato le accuse a carico della 27enne mentre i servizi sociali hanno preso in custodia l? altro figlio della coppia, che ha due anni. Questo della Carolina del Sud è l'ultimo caso che ha straziato gli Stati Uniti, solo qualche settimana fa la triste fine della bimba di 13 giorni uccisa a botte dal fratellino di appena sei anni in Florida aveva commosso e indignato il mondo.
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TITOLO: Nizza, donna in burkini obbligata a denudarsi
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Si notano i primi effetti del divieto di burkini in Francia, dove alcuni sindaci hanno messo al bando il costume da bagno integrale indossato da diverse donne di fede musulmana per coprire il più possibile il corpo anche in spiaggia. Da giorni i poliziotti pattugliano la battigia delle località balneari interessate multando le turiste che non si conformano alle nuove direttive. Un episodio destinato a far discutere è andato in scena ieri sulla celebre spiaggia di Nizza, località diventata tristemente famosa dopo l& #39;attentato che lo scorso 14 luglio ha mietuto oltre ottanta vite in un folle attacco di matrice islamista contro la folla radunata sul lungomare per celebrare la festa nazionale. Nelle foto diffuse dal sito vantagenews. com si possono vedere quattro agenti di polizia che attorniano una donna musulmana intenta a dormire in spiaggia con il proprio burkini in mezzo ai bagnanti in costume. Gli agenti svegliano la signora e dopo un breve colloquio la convincono a togliersi almeno il pezzo del costume che le copriva spalle e braccia, mentre uno dei poliziotti sembra prendere appunti sul blocchetto delle multe. Sempre nella giornata di ieri a Cannes una trentaquattrenne musulmana era stata multata poiché stazionava sulla spiaggia vestita con leggings, una tunica e un velo. Nella motivazione della sanzione i poliziotti avevano scritto che & quot; l& #39;abbigliamento della donna non rispettava i buoni princìpi morali e il secolarismo& quot; .
TESTO:Si notano i primi effetti del divieto di burkini in Francia, dove alcuni sindaci hanno messo al bando il costume da bagno integrale indossato da diverse donne di fede musulmana per coprire il più possibile il corpo anche in spiaggia. Da giorni i poliziotti pattugliano la battigia delle località balneari interessate multando le turiste che non si conformano alle nuove direttive. Un episodio destinato a far discutere è andato in scena ieri sulla celebre spiaggia di Nizza, località diventata tristemente famosa dopo l'attentato che lo scorso 14 luglio ha mietuto oltre ottanta vite in un folle attacco di matrice islamista contro la folla radunata sul lungomare per celebrare la festa nazionale. Nelle foto diffuse dal sito vantagenews. com si possono vedere quattro agenti di polizia che attorniano una donna musulmana intenta a dormire in spiaggia con il proprio burkini in mezzo ai bagnanti in costume. Gli agenti svegliano la signora e dopo un breve colloquio la convincono a togliersi almeno il pezzo del costume che le copriva spalle e braccia, mentre uno dei poliziotti sembra prendere appunti sul blocchetto delle multe. Sempre nella giornata di ieri a Cannes una trentaquattrenne musulmana era stata multata poiché stazionava sulla spiaggia vestita con leggings, una tunica e un velo. Nella motivazione della sanzione i poliziotti avevano scritto che "l'abbigliamento della donna non rispettava i buoni princìpi morali e il secolarismo".
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TITOLO: Terremoto, è polemica sui soccorsi: Sono arrivati in ritardo
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: La scossa più grande è stata alle 3,36 della notte. Dieci secondi in cui il Centro Italia tutto, da Rimini a Napoli, ha tremato per un sisma di magnitudo 6,0. Ad Accumuli (Rieti), Amatrice (Rieti) e Pescara del Tronto (Ascoli Piceno) crollava tutto. & quot; Ancora nessuno è venuto a soccorrerci& quot; , scrivevano però sui social poco dopo il sisma alcuni degli abitanti e dei turisti in vacanza nelle zone colpite. & quot; Ho chiamato i soccorsi alle 4, ma ancora non abbiamo visto nessuno, è scandaloso& quot; , ha denunciato intorno alle 6 del mattino a RaiNews24 il sindaco di Accumuli, Stefano Petrucci. Il comitato operativo della Protezioni civile è stato in effetti convocato intorno alle 4,30. Un& #39;ora dopo la terribile scossa. Passa ancora un& #39;ora e finalmente Palazzo Chigi comunica che & quot; sono in arrivo mezzi speciali& quot; nelle zone colpite. Alle 7,30 finalmente l& #39;annuncio di Fabrizio Curcio, capo della protezione civile: & quot; È stato firmato un decreto che consente al comitato operativo della protezione civile di operare fin da subito& quot; , ha spiegato, & quot; Il sistema di protezione civile è pienamente efficiente, vi sono difficoltà a raggiungere alcune località ed è stato già attivato il Genio militare. Le prestazioni sanitarie sono assicurate& quot; .& quot; I soccorsi sono arrivati, la macchina si è attivata immediatamente& quot; , spiega il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, & quot; L& #39;obiettivo è salvare più vite umane possibili che sono sotto le macerie& quot; . Ma le - immancabili - polemiche sono già state scatenate.
TESTO:La scossa più grande è stata alle 3,36 della notte. Dieci secondi in cui il Centro Italia tutto, da Rimini a Napoli, ha tremato per un sisma di magnitudo 6,0. Ad Accumuli (Rieti), Amatrice (Rieti) e Pescara del Tronto (Ascoli Piceno) crollava tutto. "Ancora nessuno è venuto a soccorrerci", scrivevano però sui social poco dopo il sisma alcuni degli abitanti e dei turisti in vacanza nelle zone colpite. "Ho chiamato i soccorsi alle 4, ma ancora non abbiamo visto nessuno, è scandaloso", ha denunciato intorno alle 6 del mattino a RaiNews24 il sindaco di Accumuli, Stefano Petrucci. Il comitato operativo della Protezioni civile è stato in effetti convocato intorno alle 4,30. Un'ora dopo la terribile scossa. Passa ancora un'ora e finalmente Palazzo Chigi comunica che "sono in arrivo mezzi speciali" nelle zone colpite. Alle 7,30 finalmente l'annuncio di Fabrizio Curcio, capo della protezione civile: "È stato firmato un decreto che consente al comitato operativo della protezione civile di operare fin da subito", ha spiegato, "Il sistema di protezione civile è pienamente efficiente, vi sono difficoltà a raggiungere alcune località ed è stato già attivato il Genio militare. Le prestazioni sanitarie sono assicurate". "I soccorsi sono arrivati, la macchina si è attivata immediatamente", spiega il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, "L'obiettivo è salvare più vite umane possibili che sono sotto le macerie". Ma le - immancabili - polemiche sono già state scatenate.
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TITOLO: Nella babele Inter (nazionale) tutti parlano una lingua diversa
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Peppin Meazza avrebbe compiuto ieri centosei anni. Ai tempi suoi, prima della seconda guerra, l& #39;Inter aveva già i capricci per gli stranieri. Nella stagione & #39;34-35 Meazza si ritrovò nello spogliatoio sette sudamericani, quattro uruguagi Francesco Frione II, Roberto Porta, Ernesto, Mascheroni, Ricardo Faccio e tre argentini, Alfredo De Vincenzi e i due fratelli Demaria, Felix e Attilio; ovviamente tutti naturalizzati italiani, anche nei nomi, in onore del regime. Il clan era completato da un allenatore ungherese, Gyula Feldmann. Centosei anni dopo, l& #39;Internazionale football club conferma la tradizione e l& #39;insegna di fabbrica ma, credo, stia esagerando: i cognomi non sono stati adattati o modificati alla lingua nostra e su 28 calciatori in rosa sono soltanto 6 gli italiani, il resto è tutta roba che proviene da ogni dove del mondo. È cambiata la proprietà, la storia grandiosa dei Moratti resiste con la presenza di Milly, moglie di Massimo, come advisory board, il resto è un ricordo. Dal presidente ai membri del consiglio di amministrazione, dagli azionisti di riferimento ai consulenti, il management insomma segnala cinesi, indonesiani, americani, inglesi. Per evitare equivoci anche l& #39;allenatore italiano è stato allontanato per assumere un olandese e Frank De Boer si è portato appresso collaboratori non italiani. De Boer parla inglese, tedesco e spagnolo non sarà difficile per lui apprendere l& #39;italiano ma gli servirà poco, considerata l& #39;origine anagrafica degli astanti e uditori. La babele, per il momento, non ha prodotto risultati confortanti e indicazioni promettenti. Forse potrebbe trattarsi di un problema di comunicazione, oltre che di comunicabilità, lingue diverse, culture e usanze religiose opposte, abitudini differenti anche se il calcio ha una sua koiné che riesce a superare qualunque incomprensione. Ma il tifoso nerazzurro, non soltanto quello, si domanda perché mai sia necessario ingaggiare un numero così alto di tesserati stranieri. Gli investitori non si curano della nazionalità, non soltanto a Milano. Così l& #39;Udinese di Pozzo, 5 italiani su 30, così la Fiorentina del made in Italy Della Valle, 5 su 32. Un& #39;intossicazione che non porta benefici alla nazionale e nemmeno alla qualità del nostro calcio, semmai ha gonfiato le borse di procuratori e dirigenti. Il caso Inter non deve stupire più di tanto. Stupisce lo stupore, perché dal Duemiladieci, anno mirabilis del triplete, l& #39;Inter è entrata in involuzione, smarrendosi nella nostalgia, comprensibile, di quella stagione irripetibile e concludendo il proprio tramonto con la cessione del pacchetto di proprietà della famiglia Moratti. I cinesi hanno piazzato i loro funzionari, internazionalizzando non il marchio, che già era tale prima del loro avvento, ma inserendo nei posti chiave uomini di esperienza imprenditoriale ma senza alcuna passione autentica per il calcio e per la squadra nerazzurra che fu del più grande di tutti, stranieri e italiani interisti: & quot; Peppin Meazza era el folber& quot; (così scrisse e titolò, due giorni dopo la sua scomparsa, Gianni Brera, trentasette anni fa oggi, il 24 agosto del 1979, su. Il Giornale).
TESTO:Peppin Meazza avrebbe compiuto ieri centosei anni. Ai tempi suoi, prima della seconda guerra, l'Inter aveva già i capricci per gli stranieri. Nella stagione '34-35 Meazza si ritrovò nello spogliatoio sette sudamericani, quattro uruguagi Francesco Frione II, Roberto Porta, Ernesto, Mascheroni, Ricardo Faccio e tre argentini, Alfredo De Vincenzi e i due fratelli Demaria, Felix e Attilio; ovviamente tutti naturalizzati italiani, anche nei nomi, in onore del regime. Il clan era completato da un allenatore ungherese, Gyula Feldmann. Centosei anni dopo, l'Internazionale football club conferma la tradizione e l'insegna di fabbrica ma, credo, stia esagerando: i cognomi non sono stati adattati o modificati alla lingua nostra e su 28 calciatori in rosa sono soltanto 6 gli italiani, il resto è tutta roba che proviene da ogni dove del mondo. È cambiata la proprietà, la storia grandiosa dei Moratti resiste con la presenza di Milly, moglie di Massimo, come advisory board, il resto è un ricordo. Dal presidente ai membri del consiglio di amministrazione, dagli azionisti di riferimento ai consulenti, il management insomma segnala cinesi, indonesiani, americani, inglesi. Per evitare equivoci anche l'allenatore italiano è stato allontanato per assumere un olandese e Frank De Boer si è portato appresso collaboratori non italiani. De Boer parla inglese, tedesco e spagnolo non sarà difficile per lui apprendere l'italiano ma gli servirà poco, considerata l'origine anagrafica degli astanti e uditori. La babele, per il momento, non ha prodotto risultati confortanti e indicazioni promettenti. Forse potrebbe trattarsi di un problema di comunicazione, oltre che di comunicabilità, lingue diverse, culture e usanze religiose opposte, abitudini differenti anche se il calcio ha una sua koiné che riesce a superare qualunque incomprensione. Ma il tifoso nerazzurro, non soltanto quello, si domanda perché mai sia necessario ingaggiare un numero così alto di tesserati stranieri. Gli investitori non si curano della nazionalità, non soltanto a Milano. Così l'Udinese di Pozzo, 5 italiani su 30, così la Fiorentina del made in Italy Della Valle, 5 su 32. Un'intossicazione che non porta benefici alla nazionale e nemmeno alla qualità del nostro calcio, semmai ha gonfiato le borse di procuratori e dirigenti. Il caso Inter non deve stupire più di tanto. Stupisce lo stupore, perché dal Duemiladieci, anno mirabilis del triplete, l'Inter è entrata in involuzione, smarrendosi nella nostalgia, comprensibile, di quella stagione irripetibile e concludendo il proprio tramonto con la cessione del pacchetto di proprietà della famiglia Moratti. I cinesi hanno piazzato i loro funzionari, internazionalizzando non il marchio, che già era tale prima del loro avvento, ma inserendo nei posti chiave uomini di esperienza imprenditoriale ma senza alcuna passione autentica per il calcio e per la squadra nerazzurra che fu del più grande di tutti, stranieri e italiani interisti: "Peppin Meazza era el folber" (così scrisse e titolò, due giorni dopo la sua scomparsa, Gianni Brera, trentasette anni fa oggi, il 24 agosto del 1979, su Il Giornale).
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TITOLO: Dal Boss agli Stones, il passato vale oro
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Se le novità più attese vengono dal passato, c& #39;è un problema. Ma il problema è ancora più grave se queste novità sono il & quot; core business& quot; di un settore sempre più ripiegato su se stesso. Nei prossimi mesi, oltre alla solita mitragliata di dischi destinati a sparire in poche settimane, arriveranno cofanetti, rarità e live degli artisti che sono in corsa da decenni e che non hanno esaurito né repertorio né la voglia dei fan di ascoltarlo. Il & quot; nénéismo& quot; del rock. Dai Pink Floyd, con l& #39;imperdibile The early years 1965 - 1972 che è il testamento musicale di Syd Barrett, in uscita l& #39;11 novembre con oltre 12 ore di musica e 20 inediti, fino ai Rolling Stones che ripubblicano i propri dischi anni & #39;60 in & quot; versione mono& quot; in un unico cofanetto dal prezzo inaudito, passando per Beatles, Sex Pistols, Bruce Springsteen e David Bowie. Un gigantesco ripescaggio, un sofisticato lavoro di editing e masterizzazione. Ma perché? Perché questi sono gli ultimi dischi & quot; fisici& quot; che ancora funzionano. Sono destinati a un pubblico cresciuto con i vinili e, al massimo, con i cd, quindi dai quarant& #39;anni in su. Un pubblico ormai seducibile quasi soltanto con i concerti e gli eventi straordinari oppure con pubblicazioni di memorabilia dei loro eroi. In effetti i contenuti di queste pubblicazioni sono spesso straordinari, come i quattro inediti dei Beatles in Live at the Hollywood Bowl oppure le demo inedite e i pezzi al The Roxy della riedizione del primo disco dei Ramones e, infine, come i ben cinque inediti di Chapter and verse, il disco di 18 tracce che accompagna l& #39;autobiografia di Springsteen non a caso intitolata Born to run (in uscita da noi a settembre per Mondadori).Si tratta di un& #39;interessante e nostalgica riscoperta del passato, anzi di un passato che non è ancora passato perché i biglietti venduti ai concerti di questi eroi del rock (Beatles, Bowie e Ramones esclusi per ovvie ragioni) confermano quanto ancora vitale sia l& #39;interesse del loro pubblico. Ma, come accade al cospetto delle leggende, la voglia di scoprire e ascoltare brani mai ascoltati non si esaurisce mai. Perciò conitnuano a uscire rarità (e stavolta saltano un giro i Doors. ..). È la conseguenza inevitabile di un& #39;epoca che ha prodotto autentici miti, ha cambiato i costumi ma che oggi non trova alcun erede in grado di essere altrettanto esplosivo e condiviso. Nessuno o quasi dei nuovi eroi del rock o del pop ha la stessa forza evocativa e la stessa intensità visionaria di chi suonava nei & #39;60, & #39;70 oppure & #39;80. Una volta questo sarebbe stato un discorso da vecchio conservatore, oggi è solo l& #39;impietosa fotografia di una realtà che la discografia per anni ha faticato a comprendere e a metabolizzare. Di certo mancano i tabù da sfatare e le ideologie da divulgare come accadeva in quegli anni. però manca anche l& #39;entusiasmo utopico che ha agitato tanti grandiosi rockettari. Insomma, nel 2016 il pop si alimenta con l& #39;usa e getta che dura in media tre mesi. Il rock si rigenera scoprendo le rarità che mediamente hanno almeno trent& #39;anni. Una frattura che la dice lunga sullo stato del mercato. E che spiega perché ormai, come prevedeva Brian Eno, sempre più spesso le canzoni sono soltanto & quot; sottofondo per le ampie hall degli aeroporti& quot; . Già.
TESTO:Se le novità più attese vengono dal passato, c'è un problema. Ma il problema è ancora più grave se queste novità sono il "core business" di un settore sempre più ripiegato su se stesso. Nei prossimi mesi, oltre alla solita mitragliata di dischi destinati a sparire in poche settimane, arriveranno cofanetti, rarità e live degli artisti che sono in corsa da decenni e che non hanno esaurito né repertorio né la voglia dei fan di ascoltarlo. Il "nénéismo" del rock. Dai Pink Floyd, con l'imperdibile The early years 1965 - 1972 che è il testamento musicale di Syd Barrett, in uscita l'11 novembre con oltre 12 ore di musica e 20 inediti, fino ai Rolling Stones che ripubblicano i propri dischi anni '60 in "versione mono" in un unico cofanetto dal prezzo inaudito, passando per Beatles, Sex Pistols, Bruce Springsteen e David Bowie. Un gigantesco ripescaggio, un sofisticato lavoro di editing e masterizzazione. Ma perché? Perché questi sono gli ultimi dischi "fisici" che ancora funzionano. Sono destinati a un pubblico cresciuto con i vinili e, al massimo, con i cd, quindi dai quarant'anni in su. Un pubblico ormai seducibile quasi soltanto con i concerti e gli eventi straordinari oppure con pubblicazioni di memorabilia dei loro eroi. In effetti i contenuti di queste pubblicazioni sono spesso straordinari, come i quattro inediti dei Beatles in Live at the Hollywood Bowl oppure le demo inedite e i pezzi al The Roxy della riedizione del primo disco dei Ramones e, infine, come i ben cinque inediti di Chapter and verse, il disco di 18 tracce che accompagna l'autobiografia di Springsteen non a caso intitolata Born to run (in uscita da noi a settembre per Mondadori).Si tratta di un'interessante e nostalgica riscoperta del passato, anzi di un passato che non è ancora passato perché i biglietti venduti ai concerti di questi eroi del rock (Beatles, Bowie e Ramones esclusi per ovvie ragioni) confermano quanto ancora vitale sia l'interesse del loro pubblico. Ma, come accade al cospetto delle leggende, la voglia di scoprire e ascoltare brani mai ascoltati non si esaurisce mai. Perciò conitnuano a uscire rarità (e stavolta saltano un giro i Doors. ..). È la conseguenza inevitabile di un'epoca che ha prodotto autentici miti, ha cambiato i costumi ma che oggi non trova alcun erede in grado di essere altrettanto esplosivo e condiviso. Nessuno o quasi dei nuovi eroi del rock o del pop ha la stessa forza evocativa e la stessa intensità visionaria di chi suonava nei '60, '70 oppure '80. Una volta questo sarebbe stato un discorso da vecchio conservatore, oggi è solo l'impietosa fotografia di una realtà che la discografia per anni ha faticato a comprendere e a metabolizzare. Di certo mancano i tabù da sfatare e le ideologie da divulgare come accadeva in quegli anni. però manca anche l'entusiasmo utopico che ha agitato tanti grandiosi rockettari. Insomma, nel 2016 il pop si alimenta con l'usa e getta che dura in media tre mesi. Il rock si rigenera scoprendo le rarità che mediamente hanno almeno trent'anni. Una frattura che la dice lunga sullo stato del mercato. E che spiega perché ormai, come prevedeva Brian Eno, sempre più spesso le canzoni sono soltanto "sottofondo per le ampie hall degli aeroporti". Già.
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TITOLO: Come a. L'Aquila sette anni fa. La scossa avvenuta alla stessa ora
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: & quot; È un sisma paragonabile a quello dell& #39;Aquila& quot; . Così in conferenza stampa Fabrizio Curcio, capo del dipartimento della protezione civile, dopo il terremoto di magnitudo 6.0 di questa notte. Il paragone è automatico. Accumuli, Amatrice e Arquata come L& #39;Aquila. Il sisma di magnitudo 6.0 che ha colpito l& #39;area compresa tra Marche, Umbria e Lazio appartiene allo stesso fenomeno di & quot; stiramento dell& #39;Appennino& quot; .La prima scossa si è registrata alle 3.36 del mattino mentre quella che ha colpito L& #39;Aquila il 6 aprile 2009 avvenne alle 3.32. & quot; È una zona ad altissimo rischio sismico in cui incidono faglie sismogenetiche simili a quelle che secoli passati hanno fatto già registrare gravi episodi sismici& quot; , spiega all& #39;agenzia Adnkronos Andrea Tertulliani, sismologo dell& #39;Ingv. Quest& #39;area, evidenzia il sismologo Tertulliani, & quot; è un& #39;area Appenninica dove incidono faglie sismogenetiche simili a quelle che hanno già fatto registrare nei secoli scorsi terremoti imponenti& quot; .
TESTO:"È un sisma paragonabile a quello dell'Aquila". Così in conferenza stampa Fabrizio Curcio, capo del dipartimento della protezione civile, dopo il terremoto di magnitudo 6.0 di questa notte. Il paragone è automatico. Accumuli, Amatrice e Arquata come L'Aquila. Il sisma di magnitudo 6.0 che ha colpito l'area compresa tra Marche, Umbria e Lazio appartiene allo stesso fenomeno di "stiramento dell'Appennino". La prima scossa si è registrata alle 3.36 del mattino mentre quella che ha colpito L'Aquila il 6 aprile 2009 avvenne alle 3.32. "È una zona ad altissimo rischio sismico in cui incidono faglie sismogenetiche simili a quelle che secoli passati hanno fatto già registrare gravi episodi sismici", spiega all'agenzia Adnkronos Andrea Tertulliani, sismologo dell'Ingv. Quest'area, evidenzia il sismologo Tertulliani, "è un'area Appenninica dove incidono faglie sismogenetiche simili a quelle che hanno già fatto registrare nei secoli scorsi terremoti imponenti".
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TITOLO: Terremoto, il centro di Amatrice distrutto dal sisma
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Sta in una foto tutta la tragedia di Amatrice, borgo reatino distrutto dal terremoto che questa notte alle tre e mezzo del mattino ha devastato il centro Italia. Nell& #39;immagine diffusa dai Vigili del Fuoco si vede il centro storico del paese sfigurato dal sisma, con moltissimi edifici rasi al suolo. Edifici sotto cui, purtroppo, si teme che possano essere intrappolate ancora moltissime persone. Mentre i soccorritori scavano freneticamente alla ricerca dei sopravvissuti, il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi ha rilasciato dichiarazioni che fanno ghiacciare il sangue nelle vene: & quot; È un dramma, ci sono dei morti, metà paese non c& #39;è più. Stiamo cercando con tutti i mezzi di portare i primi soccorsi, ma lavoriamo senza luce. Abbiamo mandato tutti agli impianti sportivi. & quot; [[fotonocrop 1298854]]Nel paese, che conta duemilaquattrocento anime, sono stati estratti dalle macerie due cadaveri; tuttavia potrebbero esserci almeno altre tre vittime. Sotto le materie sono finiti anche due gemellini di sei anni, di cui solo uno è stato recuperato, purtroppo in gravissimeLe vie d& #39;accesso al paese sono state interrotte per i danni causati dal sisma. I feriti, per questo, stanno venendo evacuati in elicottero verso Roma e verso l& #39;Aquila.
TESTO:Sta in una foto tutta la tragedia di Amatrice, borgo reatino distrutto dal terremoto che questa notte alle tre e mezzo del mattino ha devastato il centro Italia. Nell'immagine diffusa dai Vigili del Fuoco si vede il centro storico del paese sfigurato dal sisma, con moltissimi edifici rasi al suolo. Edifici sotto cui, purtroppo, si teme che possano essere intrappolate ancora moltissime persone. Mentre i soccorritori scavano freneticamente alla ricerca dei sopravvissuti, il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi ha rilasciato dichiarazioni che fanno ghiacciare il sangue nelle vene: "È un dramma, ci sono dei morti, metà paese non c'è più. Stiamo cercando con tutti i mezzi di portare i primi soccorsi, ma lavoriamo senza luce. Abbiamo mandato tutti agli impianti sportivi. " Nel paese, che conta duemilaquattrocento anime, sono stati estratti dalle macerie due cadaveri; tuttavia potrebbero esserci almeno altre tre vittime. Sotto le materie sono finiti anche due gemellini di sei anni, di cui solo uno è stato recuperato, purtroppo in gravissimeLe vie d'accesso al paese sono state interrotte per i danni causati dal sisma. I feriti, per questo, stanno venendo evacuati in elicottero verso Roma e verso l'Aquila.
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TITOLO: Il rompicapo di Heisenberg: l'atomica nazista era pronta?
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: È una domanda storica ricorrente: cosa sarebbe successo se i tedeschi, durante la Seconda guerra mondiale, fossero arrivati per primi alla bomba atomica? Inevitabilmente segue un& #39;altra domanda: il premio Nobel Werner Heinseberg ha collaborato con il regime nazista al fine di dotarlo della bomba atomica? Una risposta, per quanto ipotetica ma documentata, la fornisce lo scrittore francese Jérôme Ferrari, con un romanzo dedicato proprio a Heisenberg e intitolato. Il principio (edizioni e/o, pagg. 138, euro 14; in uscita domani). Una lunga lettera, intensa e appassionata, rivolta al fisico tedesco, che non arriva a una soluzione univoca. Proprio come il principio di indeterminazione di Heisenberg: se si conosce la velocità di una particella elementare, non se ne può determinare la posizione, e viceversa. Un dilemma che crucciò un genio assoluto come Albert Einstein per una vita intera, nelle sue lunghe discussioni con Niels Bohr, non potendo accettare una visione dell& #39;universo non deterministica, dove la natura delle cose si regge sulla probabilità quantistica, dove a livello atomico nulla è certo e non valgono più le leggi della fisica newtoniana né della relatività ristretta. Un elettrone si comporta sia come una particella che come un& #39;onda, e può trovarsi in due punti nel medesimo istante. Al riguardo Einstein e Erwin Schrödinger si sbagliavano, e avevano ragione Bohr e Heinseberg. Di fatto, mentre la maggior parte dei fisici europei, allo scoppio della guerra, si spostò a Londra o negli Stati Uniti, Heinseberg rimase fino all& #39;ultimo chiuso in un laboratorio tedesco, per lavorare ufficialmente alla realizzazione di un motore nucleare. Pur sapendo che quella fonte di energia, una volta messa a punto, sarebbe stata usata da Hitler per scopi bellici. Era un collaborazionista? Che fosse un ingenuo è difficile crederlo. & quot; All& #39;epoca& quot; , scrive Ferrari, & quot; il suo amico Carl Friedrich, con infantilismo incredibilmente machiavellico, era convinto che padroneggiare l& #39;energia atomica avrebbe dato agli scienziati potere su Hitler e permesso loro di imprimere agli eventi un corso favorevole. Lo pensava anche lei? Contava di approfittare della sua posizione per preservare la scienza tedesca e tenere lontani dal fronte i suoi rappresentati più giovani e intraprendenti sostenendo che le erano indispensabili? Aveva accettato di dirigere le ricerche per meglio ostacolarle o rallentarle? Un busillis inestricabile& quot; .D& #39;altra parte, in tempo di guerra, non c& #39;è molto da scandalizzarsi. Il progetto Manhattan, che condusse alla costruzione della bomba atomica statunitense e alla distruzione di Hiroshima e Nagasaki, diretto da Robert Oppenheimer, si avvalse della collaborazione dei grandi scienziati emigrati negli Stati Uniti, tra i quali, in prima linea, l& #39;italiano Enrico Fermi, e vi prese parte lo stesso Einstein. Quest& #39;ultimo nel 1939 scrisse una lettera indirizzata al presidente Roosevelt per informarlo della possibilità di sviluppare una bomba dall& #39;enorme capacità distruttiva. Con una scusante: se non ci fossero arrivati gli americani, ci sarebbero arrivati i tedeschi, per merito di Heisenberg. Non solo in meccanica quantistica è impossibile determinare esattamente la realtà. La Storia, se giudicata con il senno del poi, è molto complicata. Basti pensare che lo scienziato tedesco Wernher Von Braun, inventore dei famigerati missili V2 lanciati contro Londra, a guerra finita venne catturato e poi assunto dagli americani per costruire il razzo delle missioni Apollo. Senza quel nazista, non saremmo andati sulla luna.
TESTO:È una domanda storica ricorrente: cosa sarebbe successo se i tedeschi, durante la Seconda guerra mondiale, fossero arrivati per primi alla bomba atomica? Inevitabilmente segue un'altra domanda: il premio Nobel Werner Heinseberg ha collaborato con il regime nazista al fine di dotarlo della bomba atomica? Una risposta, per quanto ipotetica ma documentata, la fornisce lo scrittore francese Jérôme Ferrari, con un romanzo dedicato proprio a Heisenberg e intitolato Il principio (edizioni e/o, pagg. 138, euro 14; in uscita domani). Una lunga lettera, intensa e appassionata, rivolta al fisico tedesco, che non arriva a una soluzione univoca. Proprio come il principio di indeterminazione di Heisenberg: se si conosce la velocità di una particella elementare, non se ne può determinare la posizione, e viceversa. Un dilemma che crucciò un genio assoluto come Albert Einstein per una vita intera, nelle sue lunghe discussioni con Niels Bohr, non potendo accettare una visione dell'universo non deterministica, dove la natura delle cose si regge sulla probabilità quantistica, dove a livello atomico nulla è certo e non valgono più le leggi della fisica newtoniana né della relatività ristretta. Un elettrone si comporta sia come una particella che come un'onda, e può trovarsi in due punti nel medesimo istante. Al riguardo Einstein e Erwin Schrödinger si sbagliavano, e avevano ragione Bohr e Heinseberg. Di fatto, mentre la maggior parte dei fisici europei, allo scoppio della guerra, si spostò a Londra o negli Stati Uniti, Heinseberg rimase fino all'ultimo chiuso in un laboratorio tedesco, per lavorare ufficialmente alla realizzazione di un motore nucleare. Pur sapendo che quella fonte di energia, una volta messa a punto, sarebbe stata usata da Hitler per scopi bellici. Era un collaborazionista? Che fosse un ingenuo è difficile crederlo. "All'epoca", scrive Ferrari, "il suo amico Carl Friedrich, con infantilismo incredibilmente machiavellico, era convinto che padroneggiare l'energia atomica avrebbe dato agli scienziati potere su Hitler e permesso loro di imprimere agli eventi un corso favorevole. Lo pensava anche lei? Contava di approfittare della sua posizione per preservare la scienza tedesca e tenere lontani dal fronte i suoi rappresentati più giovani e intraprendenti sostenendo che le erano indispensabili? Aveva accettato di dirigere le ricerche per meglio ostacolarle o rallentarle? Un busillis inestricabile". D'altra parte, in tempo di guerra, non c'è molto da scandalizzarsi. Il progetto Manhattan, che condusse alla costruzione della bomba atomica statunitense e alla distruzione di Hiroshima e Nagasaki, diretto da Robert Oppenheimer, si avvalse della collaborazione dei grandi scienziati emigrati negli Stati Uniti, tra i quali, in prima linea, l'italiano Enrico Fermi, e vi prese parte lo stesso Einstein. Quest'ultimo nel 1939 scrisse una lettera indirizzata al presidente Roosevelt per informarlo della possibilità di sviluppare una bomba dall'enorme capacità distruttiva. Con una scusante: se non ci fossero arrivati gli americani, ci sarebbero arrivati i tedeschi, per merito di Heisenberg. Non solo in meccanica quantistica è impossibile determinare esattamente la realtà. La Storia, se giudicata con il senno del poi, è molto complicata. Basti pensare che lo scienziato tedesco Wernher Von Braun, inventore dei famigerati missili V2 lanciati contro Londra, a guerra finita venne catturato e poi assunto dagli americani per costruire il razzo delle missioni Apollo. Senza quel nazista, non saremmo andati sulla luna.
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TITOLO: Aiuto, il mondo si è riempito di squilibrati persino chi sfregia adesso lo fa per vanità
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: di Cesare ZappulliT utto decade, perde significato, si banalizza. Il marxismo, il seno femminile, la moneta. Adesso è la volta dello sfregio, che un mentecatto, armato di rasoio, infligge sulla guancia a passanti incolpevoli, terrorizzando due popolosi quartieri romani. È alla sua ottava impresa e non si riesce a trovarne traccia, anche perché le vittime e i testimoni dei misfatti, per l& #39;emozione o la fretta, ne danno descrizioni contraddittorie. C& #39;è chi assicura di averlo visto saltare un& #39;automobile o passare con un balzo da un tetto all& #39;altro, accrescendo la paura di questo Mandrake. Perché sfregia? Perché ricorre, per un suo delirante disegno, a un tipo di affronto che, inventato a Napoli e poi propagatosi in Sicilia, ebbe una sua precisa logica punitiva? Lo sfregio fu il castigo di una & laquo; infamità& raquo; , nelle varie versioni in cui la colpa si presentava nel mondo dei guappi: la seduzione non seguita da matrimonio, la rivalità in amore, le insidie a una donna maritata, l& #39;infedeltà femminile, la violazione di un patto di malavita o sgarro, la defezione della Venere pandemia dal suo protettore. Bisognava segnare il colpevole a vita e perciò lo sfregio doveva essere & laquo; permanente& raquo; : ciò che si otteneva infilando una moneta fra due lame prima di vibrare il colpo, in modo che lo spacco fosse ampio e la cicatrice deturpante; altri, per cavarsela nella perquisizione, invece di ricorrere al rasoio, usavano limare il bordo di un pezzo di rame da due soldi fino a renderlo tagliente. Un& #39;ingenuità, perché tanto l& #39;esecutore o il mandante erano noti e lo sfregio, secondo il rituale, era stato debitamente preannunciato. Quando arrivava, per la vittima era quasi una liberazione. L& #39;& laquo; infame& raquo; o la & laquo; infame& raquo; aveva pagato. Ma questo maniaco a Roma, ripetiamo, perché lo fa? Di matti, in rotta con l& #39;umanità e intenzionati a punirla, si conosce un bel campionario. C& #39;è il pittore fallito che si vendica sui quadri dei musei; c& #39;è chi versa bottigliette aperte d& #39;inchiostro nella buca delle lettere; c& #39;è chi mette sbarre di ferro sui binari dei treni, buca le gomme delle auto, infama il prossimo con lettere anonime. A Trieste venne in fama e passò nella canzone popolare l& #39;& laquo; uomo vespa& raquo; (fiol d& #39;un can) che fra San Giacomo e Roiano si divertiva a infilare spilloni nel sedere delle ragazze; ma costui era, ad evidenza, un sadico ed aveva una sua aberrante giustificazione. È lontana da noi l& #39;idea di impegolarci nella discussione in corso fra i dotti circa il tipo di mattana dello sfregiatore romano, anche perché ci andiamo sempre più convincendo che di tre persone che s& #39;incontrano a caso una almeno non ha tutte le rotelle a posto. Che si tratti di schizofrenia paranoide o di fobia compulsiva non spiega molto. Il personaggio, che si è già lucrato il nomignolo di & laquo; Jack lametta& raquo; , è sicuramente uno che va in giro bofonchiando fra sé e sé: & laquo; Vedranno chi sono& raquo; . Alla signora Maria Grazia Gasperini, una delle sue vittime, ha bisbigliato dopo l& #39;operazione: & laquo; La pagherete tutte& raquo; .Si sente un giustiziere, ma è smanioso di rivelarsi; e questo, prima o poi, lo perderà, perché non gli sembrerà vero di passare, ammanettato, fra la gente del Tuscolano a ostentare la sua grandezza. Il tipo umano fu descritto mirabilmente da Dostoevskii nell& #39;anonimo protagonista delle Memorie del sottosuolo e nel suo soliloquio: & laquo; Io sono un uomo malato. .. un uomo cattivo; ho quarant& #39;anni; prima ero impiegato, ora non lo sono più. .. Io non solo non seppi diventare cattivo, ma non seppi diventare niente del tutto: né cattivo né buono, né furfante né onesto, né eroe né insetto. ..& raquo; . E via cosi, per pagine e pagine. Ci pare di sentire & laquo; Jack lametta& raquo; .11 giugno 1983
TESTO:di Cesare ZappulliT utto decade, perde significato, si banalizza. Il marxismo, il seno femminile, la moneta. Adesso è la volta dello sfregio, che un mentecatto, armato di rasoio, infligge sulla guancia a passanti incolpevoli, terrorizzando due popolosi quartieri romani. È alla sua ottava impresa e non si riesce a trovarne traccia, anche perché le vittime e i testimoni dei misfatti, per l'emozione o la fretta, ne danno descrizioni contraddittorie. C'è chi assicura di averlo visto saltare un'automobile o passare con un balzo da un tetto all'altro, accrescendo la paura di questo Mandrake. Perché sfregia? Perché ricorre, per un suo delirante disegno, a un tipo di affronto che, inventato a Napoli e poi propagatosi in Sicilia, ebbe una sua precisa logica punitiva? Lo sfregio fu il castigo di una
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TITOLO: La Coppa del Nonno vince la partita degli intramontabili
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Se la nostalgia è una forma chic di infantilismo, siamo tutti bambini con il portafogli gonfio (ok, piú o meno gonfio). Soprattutto davanti agli scaffali di un supermercato o quando facciamo shopping online. Non a caso molte grandi aziende anche quando devono pubblicizzare un prodotto, anche se ipertecnologico, fanno ricorso a un Pantheon di miti commercialmente condivisi. La veritá è che la nostalgia fa vendere. Prendete il caso delle caramelle Rossana. Sì, quegli scrigni bianchicci e duri di una crema alla pasta di mandorle celebri per il rosso acceso del suo cartiglio rumoroso (il rosso Rossana) e per aver dato da lavorare a generazioni di dentisti. Inventata da Luisa Spagnoli nel 1926 per la Perugina, ha rischiato di recente di scomparire a causa del fatto che la Nestlè, dopo aver rilevato nel 1988 l& #39;azienda italiana, aveva deciso di tagliare qualche ramo di azienda dal fatturato sicuro ma senza troppi zeri. Che ne voleva sapere la Nestlè di che cosa significasse per noi italiani quella caramella così gozzaniana, memoria di domeniche pomeriggio dalla zia Olimpia e di resti in natura dal tabaccaio a corto di spiccioli? Così l& #39;italiana Fida ha percepito la levata di scudi dell& #39;opinione pubblica di fronte all& #39;ipotesi di una derossanizzazione della nostra già povera vita e ha fiutato l& #39;affare di nicchia: ha rilevato la Rossana e l& #39;ha rilanciata, con gran sollievo dei nostalgici (e dei dentisti). Non è un caso che la Rossana figuri al settimo posto della classifica dei prodotti intramontabili secondo una ricerca commissionata da Found! , la prima story engagement factory in Italia, condotta secondo la metodologia Woa su circa 1300 persone tra i 25 e i 65 anni anche attraverso l& #39;analisi dei principali social network. Una ricerca che ha generato la top ten delle merci per cui il tempo sembra non scorrere. Al primo posto, indicata dal 26% del campione, c& #39;è la Coppa del Nonno, il celebre gelato al caffè che ha sempre avuto un& #39;immagine vintage e vincente. Segue un autentico mito, la Vespa (23%). Quindi le scarpe Superga (20), i jeans Levi& #39;s (18), le penne Bic (16), le Polaroid (15), le Rossana (14), i Baci Perugina (12), il Borotalco Roberts (9) e l& #39;Aranciata San Pellegrino (7). Tutti prodotti ancora & laquo; forti& raquo; considerati preferibili alla concorrenza non solo per la loro bontà intrinseca, ma perché, secondo il 41% del campione, sono capaci di regalare piacevoli sensazioni legate al passato. Certo, la qualità conta (e infatti il 58% ritiene queste merci impareggiabili) ma conta di più il fatto che trasmettano serenità e stabilità interiore (66%). Insomma, la madeleine di Proust esiste e la acquistiamo all& #39;ipermercato senza che la cosa intacchi l& #39;aspetto letterario e romantico della faccenda. & laquo; Un prodotto con una caratteristica particolare - spiega Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano - può marchiare la nostra memoria emotiva. Molte cose, così come i momenti, si ancorano nella nostra memoria anche se sembrano di poco conto, perché si legano a sapori, odori, sensazioni, emozioni, tracce indelebili che sono per noi intramontabili& raquo; . Una trappola emotiva a cui non sfugge nessuno, & laquo; perché è un fatto connesso al funzionamento biologico della nostra memoria& raquo; .I ricordi sono spesso meglio - o comunque lo sembrano - della realtà. E costituiscono, come si dice in psichiatria, una & laquo; base sicura& raquo; . Naturalmente questo accade ancora di più con il passare degli anni, quando si diventa più sentimentali e una sorta di nostalgia generazionale (ma spesso anche intergenerazionale) affiora prepotente diventando spesso più forte di differenze culturali, di classe o politiche. Vota (e fai votare) Coppa del Nonno.
TESTO:Se la nostalgia è una forma chic di infantilismo, siamo tutti bambini con il portafogli gonfio (ok, piú o meno gonfio). Soprattutto davanti agli scaffali di un supermercato o quando facciamo shopping online. Non a caso molte grandi aziende anche quando devono pubblicizzare un prodotto, anche se ipertecnologico, fanno ricorso a un Pantheon di miti commercialmente condivisi. La veritá è che la nostalgia fa vendere. Prendete il caso delle caramelle Rossana. Sì, quegli scrigni bianchicci e duri di una crema alla pasta di mandorle celebri per il rosso acceso del suo cartiglio rumoroso (il rosso Rossana) e per aver dato da lavorare a generazioni di dentisti. Inventata da Luisa Spagnoli nel 1926 per la Perugina, ha rischiato di recente di scomparire a causa del fatto che la Nestlè, dopo aver rilevato nel 1988 l'azienda italiana, aveva deciso di tagliare qualche ramo di azienda dal fatturato sicuro ma senza troppi zeri. Che ne voleva sapere la Nestlè di che cosa significasse per noi italiani quella caramella così gozzaniana, memoria di domeniche pomeriggio dalla zia Olimpia e di resti in natura dal tabaccaio a corto di spiccioli? Così l'italiana Fida ha percepito la levata di scudi dell'opinione pubblica di fronte all'ipotesi di una derossanizzazione della nostra già povera vita e ha fiutato l'affare di nicchia: ha rilevato la Rossana e l'ha rilanciata, con gran sollievo dei nostalgici (e dei dentisti). Non è un caso che la Rossana figuri al settimo posto della classifica dei prodotti intramontabili secondo una ricerca commissionata da Found! , la prima story engagement factory in Italia, condotta secondo la metodologia Woa su circa 1300 persone tra i 25 e i 65 anni anche attraverso l'analisi dei principali social network. Una ricerca che ha generato la top ten delle merci per cui il tempo sembra non scorrere. Al primo posto, indicata dal 26% del campione, c'è la Coppa del Nonno, il celebre gelato al caffè che ha sempre avuto un'immagine vintage e vincente. Segue un autentico mito, la Vespa (23%). Quindi le scarpe Superga (20), i jeans Levi's (18), le penne Bic (16), le Polaroid (15), le Rossana (14), i Baci Perugina (12), il Borotalco Roberts (9) e l'Aranciata San Pellegrino (7). Tutti prodotti ancora
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TITOLO: Navigare necesse anche contro corrente
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Questo articolo venne pubblicato sul Popolo d& #39;Italia l& #39;1 gennaio 1920 quando - quattordici mesi dopo la firma dell& #39;armistizio di Compiègne che segnò la fine, per l& #39;Italia, della Prima guerra mondiale - il nostro Paese era ancora senza pace. I nomi di Abbo e Barberis qui citati sono quelli di due deputati socialisti. di Benito MussoliniUn anno è finito. Un anno incomincia. Un& #39;altra goccia è caduta a perdersi nell& #39;oceano infinito del tempo che non passa perché siamo noi che passiamo. E i cronisti in quest& #39;ora che richiama echi sentimentali si affrettano a ricapitolare in tutte le manifestazioni salienti della vita individuale e collettiva l& #39;anno che fu. Certamente tempestoso è stato il primo anno di pace. La bellicosità innata e immortale checché si dica dai rammolliti del pacifismo arcadico e arcadicheggiante si è semplicemente spostata nello spazio e dalle trincee è venuta a manifestarsi nelle piazze e nelle strade delle città. Tutta Europa e non soltanto l& #39;Italia è stata percorsa e scossa dai & laquo; bradisismi& raquo; sociali. Il movimento continua e il travaglio oscuro e tormentoso dei popoli all& #39;interno e all& #39;estero non è cessato. Ha delle soste e delle riprese acute; modifica attenua o esaspera le sue espressioni ma l& #39;equilibrio psicologico non è ancora dovunque raggiunto. La crisi economica è aggravata da una vera e propria crisi di nervi. Noi non ci facciamo illusioni. Non entriamo nel 1920 con la speranza che le cose ritorneranno nella normalità. Anzitutto: in quale normalità? Nuove e fiere lotte ci attendono poiché molti dei problemi che furono posti devono essere risolti o negati. Comunque non ci associamo al pessimismo imbelle e nemmeno ci lusinghiamo in un ottimismo panglossiano. L& #39;esame della situazione generale italiana è tale da confermarci al nostro ottimismo basato sulla realtà e sulla nostra volontà. La pace che l& #39;Italia non ha ancora - a quattordici mesi dalla sua vittoria! - e che avrà attraverso un faticoso compromesso diplomatico qualunque sia nei riguardi territoriali non potrà annientare lo & laquo; slancio vitale& raquo; dal quale sembra animata la nostra Nazione. Può anzi acutizzarlo, tonificarlo. Qualcuno si meraviglia della nostra incrollabile fede nell& #39;avvenire del popolo italiano. Si tratta in genere di individui affetti da & laquo; masochismo& raquo; nazionale. Oppure di persone che vedono soltanto il lato più rumoroso e superficiale dell& #39;attività nazionale e da quello appaiono ipnotizzate. Quella che si chiama & laquo; politica& raquo; non è che una parte nella vita complessa di una collettività umana. Al di sotto o al di sopra di quella detta comunemente & laquo; politica& raquo; ci sono mille forme d& #39;attività - silenziose e ignorate - che avviano un popolo alla grandezza. Al di là e al di sopra degli schiamazzatori parlamentari o comiziaioli ci sono in ogni nazione alcune centinaia di migliaia di persone che & laquo; lavorano& raquo; . Accanto e al di sopra degli Abbo e dei Barberis ci sono degli uomini che si affaticano su gli alambicchi, che & laquo; ricercano& raquo; nella materia inerte le fonti vive della ricchezza, che & laquo; osano& raquo; , che trafficano, che navigano, che producono: e quest& #39;ultima parola non va intesa nel gretto senso materialistico delle & laquo; cose& raquo; ma in quello più alto che abbraccia tutti i valori della vita: il poeta il musicista l& #39;artista il filosofo il matematico producono e produce anche l& #39;astronomo, che dalla sua specola remota segue e scruta gli innumerabili mondi stellari. I nomi di tutti questi individui non escono quasi mai dal ristretto cerchio della loro scuola, della loro categoria, del loro cenacolo; non corrono sui giornali se non in occasioni rarissime ma tuttavia è a questi produttori della materia e dello spirito che le fortune sostanziali e immanenti della Nazione sono affidate. Vive il motto che prima di essere dell& #39;anseatica Brema fu di Roma imperiale: & laquo; navigare necesse& raquo; . Navigare non soltanto per i mari e per gli oceani. Che l& #39;Italia di domani debba & laquo; navigare& raquo; va diventando verità acquisita alla coscienza italiana: non la croce vorremmo vedere sullo stemma nazionale ma un& #39;ancora o una vela. È assurdo non gettarsi sulle vie del mare quando il mare ci circonda da tre parti. Ci sono anche in questo campo dei & laquo; frigidi pessimisti& raquo; dall& #39;anima perdutamente e irrimediabilmente libresca che sollevano delle obiezioni e dei dubbi: poveri di spirito che saranno sorpassati dalla realtà dei fatti. Ma per noi & laquo; navigare& raquo; significa battagliare. Contro gli altri, contro noi stessi. La nostra battaglia è più ingrata ma è più bella perché ci impone di contare soltanto sulle nostre forze. Noi abbiamo stracciato tutte le verità rivelate, abbiamo sputato su tutti i dogmi, respinto tutti i paradisi, schernito tutti i ciarlatani - bianchi rossi neri - che mettono in commercio le droghe miracolose per dare la & laquo; felicità& raquo; al genere umano. Non crediamo ai programmi, agli schemi, ai santi, agli apostoli: non crediamo soprattutto alla felicità, alla salvazione, alla terra promessa. Non crediamo a una soluzione unica - sia essa di specie economica o politica o morale - a una soluzione lineare dei problemi della vita perché - o illustri cantastorie di tutte le sacrestie - la vita non è lineare e non la ridurrete mai a un segmento chiuso fra bisogni primordiali. Ritorniamo all& #39;individuo. Appoggeremo tutto ciò che esalta, amplifica l& #39;individuo, gli dà maggiore libertà, maggiore benessere, maggiore latitudine di vita, combatteremo tutto ciò che deprime, mortifica l& #39;individuo. Due religioni si contendono oggi il dominio degli spiriti e del mondo: la nera e la rossa. Da due Vaticani partono oggi le encicliche: da quello di Roma e da quello di Mosca. Noi siamo gli eretici di queste due religioni. Noi soli immuni dal contagio. L& #39;esito di questa battaglia è per noi d& #39;ordine secondario. Per noi il combattimento ha il premio in sé anche se non sia coronato dalla vittoria. Il mondo d& #39;oggi ha strane analogie con quello di Giuliano l& #39;Apostata. Il & laquo; Galileo dalle rosse chiome& raquo; vincerà ancora una volta? O vincerà il Galileo mongolo del Kremlino? Riuscirà ad attuarsi il & laquo; capovolgimento& raquo; di tutti i valori così come avvenne nel crepuscolo di Roma? Gli interrogativi pesano sullo spirito inquieto dei contemporanei. Ma intanto & laquo; navigare necesse& raquo; . Anche contro corrente. Anche contro il gregge. Anche se il naufragio attende i portatori solitari e orgogliosi della nostra eresia.1 gennaio 1920
TESTO:Questo articolo venne pubblicato sul Popolo d'Italia l'1 gennaio 1920 quando - quattordici mesi dopo la firma dell'armistizio di Compiègne che segnò la fine, per l'Italia, della Prima guerra mondiale - il nostro Paese era ancora senza pace. I nomi di Abbo e Barberis qui citati sono quelli di due deputati socialisti. di Benito MussoliniUn anno è finito. Un anno incomincia. Un'altra goccia è caduta a perdersi nell'oceano infinito del tempo che non passa perché siamo noi che passiamo. E i cronisti in quest'ora che richiama echi sentimentali si affrettano a ricapitolare in tutte le manifestazioni salienti della vita individuale e collettiva l'anno che fu. Certamente tempestoso è stato il primo anno di pace. La bellicosità innata e immortale checché si dica dai rammolliti del pacifismo arcadico e arcadicheggiante si è semplicemente spostata nello spazio e dalle trincee è venuta a manifestarsi nelle piazze e nelle strade delle città. Tutta Europa e non soltanto l'Italia è stata percorsa e scossa dai
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TITOLO: L'euforia di Alfano per la poltrona salvata
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Roma - Se ne va in giro tutto abbronzato e contento Angelino Alfano. Negli ultimi giorni, da quando il premier Matteo Renzi ha fatto retromarcia sul referendum dicendo che se vincerà il no non si dimetterà, il ministro dell& #39;Interno non fa che sorridere. & laquo; Renzi ha fatto benissimo a dire che non si dimette - ha esordito lunedì a Rimini al margine del Meeting di Cl - io avevo sempre contestato la sua precedente presa di posizione perché il governo si giudica alle elezioni politiche in base alle riforme che ha fatto e non solo sulla pur importantissima riforma della costituzione& raquo; .Il fatto che il presidente del Consiglio abbia sminato il referendum l& #39;ha proprio messo di buon umore. E si vede. Per lui vuol dire tanto. È quasi una garanzia che la legislatura andrà avanti fino al 2018 e che durerà anche il governo. E fino a quel momento, almeno, la poltrona è salva. Perché dopo, e questo Alfano lo sa, sarà difficile occuparne un& #39;altra altrettanto prestigiosa. Meglio tenersi stretta questa più a lungo possibile. Con il governo legato a doppio filo all& #39;esito della consultazione elettorale sulla riforma costituzionale, invece, il rischio di dover dire addio al Viminale era più che concreto. E questo teneva Alfano sulle spine. Per questo era critico sulla scelta del premier di personalizzare l& #39;esito del referendum. Il passo indietro di due giorni fa gli ha dato un po& #39; di respiro. Anche più tempo per & laquo; ripulirsi& raquo; ora che sta trattando il riavvicinamento al centrodestra di Parisi in vista del dopo-Renzi. In un& #39;estate in cui l& #39;allarme terrorismo è altissimo e l& #39;immigrazione sempre un& #39;emergenza da gestire, Alfano ha altre priorità. Ma mentre il ministro dell& #39;Interno pensa a tenersi ben saldo in sella, il segretario della Lega Matteo Salvini ribadisce che mai e poi mai si farà coinvolgere & laquo; nel centrodestra del futuro Alfano, Fini, Verdini, traditori e poltronari vari& raquo; . & laquo; La Lega non ci starà mai: si guarda avanti, non indietro. Siete d& #39;accordo? & raquo; , domanda ai militanti sulla sua pagina Facebook.
TESTO:Roma - Se ne va in giro tutto abbronzato e contento Angelino Alfano. Negli ultimi giorni, da quando il premier Matteo Renzi ha fatto retromarcia sul referendum dicendo che se vincerà il no non si dimetterà, il ministro dell'Interno non fa che sorridere.
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TITOLO: Più difficile tagliare le tasse dopo il diktat di Ventotene
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Costretti a seguire alla lettera la ricetta di Bruxelles e a camuffare il più possibile scelte che potrebbero urtare la sensibilità della Commissione europea e dell& #39;Ecofin. Ad esempio tagli alle tasse o ritocchi vistosi alle pensioni. Il vertice di Ventotene tra Angela Merkel, François Hollande e Matteo Renzi non ha dato il risultato atteso sul fronte dei conti italiani. Aperture di facciata, ma il messaggio del cancelliere tedesco è stato chiaro: valgono le regole europee in vigore, anche per riconoscere altra flessibilità. Il premier e il ministro dell& #39;Economia Pier Carlo Padoan hanno incassato la mezza sconfitta e già da ieri si sono intensificati i contatti tra via XX settembre e Bruxelles per definire i confini entro i quali si potrà muovere l& #39;Italia. I binari per ottenere il permesso di sforare il deficit sono sempre due: riforme e eventi eccezionali. Già per quest& #39;anno abbiamo ottenuto uno scostamento dello 0,65% e difficilmente ci verrà riconosciuta l& #39;attenuante della Brexit come evento eccezionale. Il permesso di sforare per fare fronte alle crisi economiche inattese vale solo un anno. Restano quindi le riforme. E non a caso tutti gli esponenti del governo continuano a ripetere che sarà proprio un rilancio delle riforme la caratteristica principale della prossima Stabilità. L& #39;enfasi messa sulla competitività e l& #39;annuncio di misure a favore delle imprese nascono proprio dalla trattativa con l& #39;Europa. Il governo punta molto sugli incentivi alla produttività. A introdurli fu il governo Berlusconi. Il governo Renzi li ha ripresi, prevedendo una tassazione agevolata al 10% per i premi di produttività fino a 2.000 euro. Ora pensa di raddoppiare questa soglia, si pensa a 3/4.000 euro coinvolgendo anche i dirigenti non apicali del privato. Poi l& #39;ammortamento per le imprese che investono in beni strumentali, con particolare attenzione a quelli digitali, incentivi alla ricerca attraverso il credito di imposta. Sul fronte degli investimenti, c& #39;è il piano Delrio con l& #39;accelerazione sulle grandi opere e la garanzia sull& #39;erogazione dei finanziamenti. In realtà la riedizioni di strumenti che già esistono, che il governo dovrà fare passare come riforme innovative. Per farlo, l& #39;esecutivo dovrà sacrificare qualcosa e non potranno che essere le misure & laquo; sociali& raquo; . Sul fronte delle pensioni il governo sta lavorando all& #39;innalzamento delle minime e all& #39;allargamento della no tax area, che costerà 260 milioni. Cancellato l& #39;anticipo della riforma dell& #39;Irpef, che doveva essere un punto forte della legge di stabilità. Il taglio di un punto delle aliquote al 27% e al 38% sarebbe costato tre miliardi. Impossibile fare passare una misura del genere all& #39;Ecofin. La Germania è alle prese con elezioni difficili e per nulla disposta a dare segnali di cedimento. Le indicazioni dell& #39;Europa sono chiare e, in casi estremi, Bruxelles è pronta a ritirare fuori le raccomandazioni per l& #39;Italia, che prevedono un inasprimento della pressione fiscale, sui consumi e sulle proprietà immobiliari. Il governo è sotto pressione su più fronti e la casa è un capitolo delicato. & laquo; La proprietà immobiliare necessita di interventi incisivi& raquo; , ha avvertito ieri il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, che chiede la & laquo; detassazione degli immobili commerciali locati& raquo; la & laquo; deduzione dei redditi da locazione& raquo; e & laquo; l& #39;eliminazione dall& #39;Irpef degli immobili non locati& raquo; .
TESTO:Costretti a seguire alla lettera la ricetta di Bruxelles e a camuffare il più possibile scelte che potrebbero urtare la sensibilità della Commissione europea e dell'Ecofin. Ad esempio tagli alle tasse o ritocchi vistosi alle pensioni. Il vertice di Ventotene tra Angela Merkel, François Hollande e Matteo Renzi non ha dato il risultato atteso sul fronte dei conti italiani. Aperture di facciata, ma il messaggio del cancelliere tedesco è stato chiaro: valgono le regole europee in vigore, anche per riconoscere altra flessibilità. Il premier e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan hanno incassato la mezza sconfitta e già da ieri si sono intensificati i contatti tra via XX settembre e Bruxelles per definire i confini entro i quali si potrà muovere l'Italia. I binari per ottenere il permesso di sforare il deficit sono sempre due: riforme e eventi eccezionali. Già per quest'anno abbiamo ottenuto uno scostamento dello 0,65% e difficilmente ci verrà riconosciuta l'attenuante della Brexit come evento eccezionale. Il permesso di sforare per fare fronte alle crisi economiche inattese vale solo un anno. Restano quindi le riforme. E non a caso tutti gli esponenti del governo continuano a ripetere che sarà proprio un rilancio delle riforme la caratteristica principale della prossima Stabilità. L'enfasi messa sulla competitività e l'annuncio di misure a favore delle imprese nascono proprio dalla trattativa con l'Europa. Il governo punta molto sugli incentivi alla produttività. A introdurli fu il governo Berlusconi. Il governo Renzi li ha ripresi, prevedendo una tassazione agevolata al 10% per i premi di produttività fino a 2.000 euro. Ora pensa di raddoppiare questa soglia, si pensa a 3/4.000 euro coinvolgendo anche i dirigenti non apicali del privato. Poi l'ammortamento per le imprese che investono in beni strumentali, con particolare attenzione a quelli digitali, incentivi alla ricerca attraverso il credito di imposta. Sul fronte degli investimenti, c'è il piano Delrio con l'accelerazione sulle grandi opere e la garanzia sull'erogazione dei finanziamenti. In realtà la riedizioni di strumenti che già esistono, che il governo dovrà fare passare come riforme innovative. Per farlo, l'esecutivo dovrà sacrificare qualcosa e non potranno che essere le misure
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TITOLO: Gli statali fanno bingo: per i loro stipendi già pronti 2,5 miliardi
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Forti della sentenza della Corte costituzionale che li mette al sicuro da un veto europeo, gli Statali si apprestano a diventare i veri vincitori di una sessione di bilancio che in teoria dovrebbe mettere le poche risorse a disposizione su produttività e investimenti. Il rinnovo del contratto, fermo dal 2010, è l& #39;unico punto fermo della manovra. I 300 milioni messi dalla legge di Stabilità non sono sufficienti. L& #39;integrazione che il governo metterà sul tavolo del contratto, non saranno i 7 miliardi sui tre anni chiesti dai sindacati, ma & laquo; una via di mezzo& raquo; tra le due misure, ha confermato il viceministro all& #39;Economia Enrico Morando. Il minimo indispensabile per recuperare l& #39;inflazione, che è già tanto visto il periodo di magra per tutti i lavoratori dipendenti, si penserebbe. E invece no. Da un paio di giorni circola una cifra, 2,5 miliardi di euro, che è superiore anche alle attese dei sindacati, che per mestiere fanno le trattative e quindi all& #39;inizio sparano sempre cifre alte. Per recuperare il potere d& #39;acquisto di questi anni caratterizzati da inflazione bassissima ne basterebbe la metà. Circa 1,2 miliardi. L& #39;inflazione del 2015 e del 2016 è stata molto bassa e l& #39;indice sulla base del quale si calcolano gli aumenti, l& #39;Ipca, è stato rispettivamente di 0,7 e 0,5 per cento. Per il 2017 la previsione è di una crescita dell& #39;1%. In totale 2,2% di recupero, che porteranno nelle buste paga dei lavoratori pubblici pochi euro al mese e con un costo totale che recentemente il Sole 24 Ore ha calcolato, appunto, in poco più di un miliardo. Se la cifra stanziata raddoppierà veramente significa che il governo intende dare un po& #39; più di peso agli aumenti. Impossibile limitare la platea. Un rinnovo contrattuale non può essere sostituito da una misura come gli 80 euro in busta paga di Renzi. Qualcuno a Palazzo Chigi ci aveva pensato, ma la sentenza della Consulta esclude soluzioni creative. I contratti dovranno essere rinnovati e la base economica per farlo la dovrà dare la legge di Stabilità. Che il governo sia in vena di compromessi sul pubblico impiego è cosa nota. Anche sul fronte dei dirigenti, la riforma meritrocratica del ministro Marianna Madia che arriverà giovedì al consiglio dei ministri, sarà fatta salvando alcuni manager pubblici. Oltre ai magistrati e i professori universitari, anche altri, come i dirigenti con più anzianità di servizio, dovrebbero essere esclusi dalla stretta decisa dal governo. Una clausola di salvaguardia per evitare la riforma che introduce il ruolo unico e gli incarichi a tempo, al massimo quattro anni, poi tagli dello stipendio e licenziamento per quei dirigenti che dovessero rimanere & laquo; disoccupati& raquo; per troppo tempo. Nelle bozze, i dirigenti generali di prima fascia con più anni di servizio alle spalle, avranno la precedenza nel rinnovo degli incarichi. Forse per compensare il regalo, nella riforma è spuntato anche un meccanismo per misurare le performance de i dirigenti. Parte delle retribuzioni dei manager pubblici dovrebbe già essere attribuite sulla base della valutazione.
TESTO:Forti della sentenza della Corte costituzionale che li mette al sicuro da un veto europeo, gli Statali si apprestano a diventare i veri vincitori di una sessione di bilancio che in teoria dovrebbe mettere le poche risorse a disposizione su produttività e investimenti. Il rinnovo del contratto, fermo dal 2010, è l'unico punto fermo della manovra. I 300 milioni messi dalla legge di Stabilità non sono sufficienti. L'integrazione che il governo metterà sul tavolo del contratto, non saranno i 7 miliardi sui tre anni chiesti dai sindacati, ma
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TITOLO: Tutti in fila da Erdogan anche se viola le regole e ricatta l'Occidente
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Siamo al trionfo della Realpolitik. Erdogan continua a violare la Costituzione vigente esercitando da presidente poteri che non gli competono, la sua caccia alle streghe nei confronti dei gulenisti veri o presunti non conosce soste e i suoi media accusano apertamente l& #39;America di avere ideato il golpe e addirittura di avere cercato di ucciderlo. Eppure, l& #39;Occidente, in questi giorni, va quasi a Canossa dal Sultano, preoccupato che allacci rapporti troppo stretti con Putin, che si defili dalla lotta contro l& #39;Isis e che permetta agli oltre 2 milioni di siriani rifugiati in Turchia di riprendere la marcia verso l& #39;Europa attraverso l& #39;Egeo. Ha cominciato il generale Scaparotti, comandante supremo della Nato, a visitare il capo di Stato maggiore turco Hulusi Akar per ottenere assicurazioni sui futuri rapporti di Ankara con l& #39;Alleanza. È seguita a ruota una delegazione americana per affrontare il delicatissimo tema del futuro di Fetullah Gulen, l& #39;imam rifugiato in Pennsylvania accusato di avere organizzato il fallito golpe, di cui Erdogan chiede con sfrontata insistenza l& #39;estradizione senza avere fornito le prove necessarie. Oggi arriverà in Turchia addirittura il vice-presidente americano Biden, per fare ammenda sostengono i media di regime turchi per la presunta mancanza di sostegno di Washington dopo il putsch. Infine, giovedì sarà il turno del ministro tedesco degli Affari europei Roth, presumibilmente con l& #39;obbiettivo di salvare l& #39;accordo in base al quale Erdogan si è impegnato a fermare il flusso dei profughi verso la Ue in cambio della abolizione dei visti per i cittadini turchi, di un & laquo; sussidio& raquo; di sei miliardi di Euro e della ripresa dei negoziati per una oggi impossibile adesione della Turchia all& #39;Unione. L& #39;Occidente, pur continuando a condannare il comportamento del Sultano, (secondo il New York Times, le sue purghe sono di una dimensione senza precedenti dai tempi di Stalin) ha evidentemente deciso di prendere atto che il fallito golpe lo ha in realtà rafforzato: ha fatto crescere la sua popolarità dal 47 al 68%, ha favorito un sorprendente riavvicinamento con l& #39;opposizione kemalista e provocato una impressionante mobilitazione popolare. Due milioni di persone di tutti i partiti (con l& #39;eccezione del partito curdo, non invitato perché classificato come ostile) hanno partecipato giorni fa a una grande manifestazione a sostegno del presidente, in cui sono prevalse le accuse anche più strampalate nei confronti di americani ed europei: per esempio quella che la Cia avrebbe diretto il golpe da un& #39;isola nel mare di Marmara. Poiché Erdogan ha invitato tutti i cittadini a denunciare chiunque sospettino di legami con l& #39;organizzazione kemalista, può darsi che un certo numero di persone abbia partecipato al raduno solo per costruirsi un alibi. Ma, secondo i sondaggi, l& #39;84% dei turchi è convinta che il fallito putsch sia stato organizzato dall& #39;estero e il 70% punta il dito contro Washington. E il governo ha richiamato l& #39;ambasciatore a Vienna oltre a 200 altri diplomatici sospettati di essere legati a Gulen e quindi candidati all& #39;epurazione solo perché il governo austriaco ha autorizzato lo svolgimento di una manifestazione a favore dei ribelli curdi del PKK. Vari fattori hanno contribuito al rafforzamento di Erdogan: la diffusa diffidenza popolare nei confronti della organizzazione di Gulen, che quando era ancora alleato del Sultano aveva contribuito ad organizzare la decapitazione dell& #39;esercito e un processo-farsa contro molti esponenti kemalisti; la paura causata nella popolazione da ben sette sanguinosi attentati dinamitardi nel solo 2016, attribuiti all& #39;Isis o ai Curdi ma forse ideati dai servizi segreti; l& #39;acuirsi del conflitto con la minoranza curda. Ma questo rafforzamento, oltre a costringere l& #39;Occidente ad abbozzare davanti a una evidente deriva autoritaria, è pericoloso per tutti, perché permetterà a Erdogan di consolidare ulteriormente il suo potere e di continuare nella sua avventurosa politica estera, dall& #39;aggressività contro i Curdi siriani alleati dell& #39;America ai giri di valzer con la Russia. E i pellegrinaggi di questi giorni ad Ankara non basteranno certo a fargli cambiare idea.
TESTO:Siamo al trionfo della Realpolitik. Erdogan continua a violare la Costituzione vigente esercitando da presidente poteri che non gli competono, la sua caccia alle streghe nei confronti dei gulenisti veri o presunti non conosce soste e i suoi media accusano apertamente l'America di avere ideato il golpe e addirittura di avere cercato di ucciderlo. Eppure, l'Occidente, in questi giorni, va quasi a Canossa dal Sultano, preoccupato che allacci rapporti troppo stretti con Putin, che si defili dalla lotta contro l'Isis e che permetta agli oltre 2 milioni di siriani rifugiati in Turchia di riprendere la marcia verso l'Europa attraverso l'Egeo. Ha cominciato il generale Scaparotti, comandante supremo della Nato, a visitare il capo di Stato maggiore turco Hulusi Akar per ottenere assicurazioni sui futuri rapporti di Ankara con l'Alleanza. È seguita a ruota una delegazione americana per affrontare il delicatissimo tema del futuro di Fetullah Gulen, l'imam rifugiato in Pennsylvania accusato di avere organizzato il fallito golpe, di cui Erdogan chiede con sfrontata insistenza l'estradizione senza avere fornito le prove necessarie. Oggi arriverà in Turchia addirittura il vice-presidente americano Biden, per fare ammenda sostengono i media di regime turchi per la presunta mancanza di sostegno di Washington dopo il putsch. Infine, giovedì sarà il turno del ministro tedesco degli Affari europei Roth, presumibilmente con l'obbiettivo di salvare l'accordo in base al quale Erdogan si è impegnato a fermare il flusso dei profughi verso la Ue in cambio della abolizione dei visti per i cittadini turchi, di un
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TITOLO: Un profugo a Roma fan del predicatore sospettato di terrorismo
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Roma - Istantanee dalla & laquo; nuova vita& raquo; italiana. Un po& #39; di palestra all& #39;aperto. Qualche selfie. E poi quel link con la foto del predicatore islamico Zakir Naik. Nato in India ma residente a Dubai, Naik è un controverso leader religioso salafita, fondatore dell& #39;Islamic Research Foundation e considerato fonte di ispirazione per gli attentatori di Dacca che il primo luglio scorso hanno portato il terrore nella Holey Artisan Bakery della capitale del Bangladesh, uccidendo 24 persone tra cui nove italiani. A postare il link salafita sul suo profilo Facebook è stato F. L., ivoriano, uno dei 50 migranti ospiti dallo scorso luglio di un centro di accoglienza a Fiumicino. Inaugurato - tra le proteste dei residenti - con l& #39;intervento della polizia per far entrare nella struttura i primi 20 ospiti lo scorso 11 luglio, e gestito dalla cooperativa Virtus Italia, citata da Buzzi nelle intercettazioni dell& #39;inchiesta Mafia Capitale (ma mai indagata), quando il Ras delle coop, a proposito di una gara, assicurava che & laquo; non vi era alcun problema con l& #39;operatore Sol. co né con l& #39;operatore Virtus - che era stato bloccato& raquo; (solo & laquo; affermazioni infondate& raquo; di Buzzi, assicura però la coop). Nei giorni delle proteste, andate avanti per una settimana, il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, ex senatore dem, ricordò che la decisione era stata fatta calare dall& #39;alto dalla prefettura di Roma, senza coinvolgere né il comune né i residenti, non lesinando qualche critica al & laquo; metodo& raquo; adottato, salvo poi indire qualche giorno dopo una manifestazione & laquo; antirazzista& raquo; , attaccando i manifestanti, rei a suo dire di aver strumentalizzato l& #39;apertura del centro. Da segnalare però anche la richiesta dell& #39;opposizione, risalente ad aprile 2015, di far approvare a Montino un documento che vietava la realizzazione sul territorio di centri d& #39;accoglienza. Bocciata dalla maggioranza di centrosinistra, sulla base della considerazione che i & laquo; centri di accoglienza portano lavoro& raquo; , almeno & laquo; a chi li gestisce& raquo; .Nel frattempo i giorni passano e gli ospiti diventano, come si diceva, una cinquantina. Tanto i timori dei residenti quanto le obiezioni sulla non adeguatezza della struttura sollevate anche dall& #39;opposizione (ci sarebbe Eternit nel tetto del palazzo, secondo un esposto presentato ai carabinieri lo scorso 12 luglio) cadono nel vuoto. Finché qualcuno a Fiumicino nota il profilo Facebook dell& #39;ospite ivoriano, e in particolare il post apparso il 12 di agosto con la & laquo; speciale preghiera del venerdì& raquo; , condiviso dalla pagina del fan club ufficiale del predicatore salafita. Una ricerca in rete su Zakir Naik alimenta i timori, visto che il leader religioso - i cui insegnamenti sono stati banditi da India, Canada, Regno Unito e ora anche Bangladesh - è considerato tra le fonti di ispirazione principali di molti giovani islamici che scelgono di radicalizzarsi sul web. Solo poche settimane fa un suo stretto collaboratore, Arshid Qureshi, già responsabile delle relazioni con il pubblico dell& #39;Irf di Naik, è stato arrestato in India perché considerato un reclutatore seriale per conto dello Stato Islamico: avrebbe prima radicalizzato e poi spedito in Siria a combattere 15 ragazzi del Kerala. Così su quella & laquo; simpatia& raquo; manifestata pubblicamente dall& #39;ospite del centro di Fiumicino, qualcuno ha voluto capirci di più. Denunciando il post col predicatore salafita alla polizia.
TESTO:Roma - Istantanee dalla
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TITOLO: Meloni: A piede libero per colpa del governo
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Roma - Colpa della legge, non della pm. Dal capo della Procura al ministero della Giustizia, dall& #39;Anm al Csm, fino alla corrente di Magistratura indipendente, è totale la difesa della giovane toga di Ragusa Giulia Bisello, nell& #39;occhio del ciclone per aver rimesso in libertà il clandestino indiano che il 16 agosto avrebbe tentato di rapire una bambina di 5 anni sulla spiaggia di Scoglitti, sotto gli occhi dei genitori. La tesi è quella del procuratore Carmelo Petralia: & laquo; Per chiedere la convalida del fermo eseguito dalla polizia la pena minima dev& #39;essere per legge di 2 anni. Qui siamo al di sotto della soglia minima& raquo; .Ram Lubhay è accusato di tentato sequestro di persona e il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri spiega che il gioco tra aggravanti (per un minore la pena va da 3 a 15 anni) e riduzione di due terzi perché il rapimento non è riuscito (si scende ad un minimo di un anno) gioca a favore dell& #39;indagato. Perché il pm non ravvisa pericolo di fuga, anche se dopo essere stato rimesso a piede libero in attesa dell& #39;udienza convalida, l& #39;indiano si è reso irreperibile e i carabinieri hanno dovuto cercarlo per 2 giorni per farlo interrogare dal pm. Anche se lui ha precedenti penali per droga e furto ed è stato colpito un anno fa da provvedimento di espulsione. & laquo; Va cambiata la legge sui ladri di bambini- dice Ferri-, innalzando i minimi della pena. Mi auguro un processo rapido che faccia chiarezza. Ma il nodo vero è perché non sia stato espulso& raquo; . Già, perché? Ora è Lubhay a volere il rimpatrio, perché lo toglierebbe dai guai. Quando sono scoppiate le polemiche, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha disposto un& #39;ispezione, ma ora dice no a & laquo; processi paralleli& raquo; e tutto fa pensare che si arriverà ad un nulla di fatto. Che ci siano conseguenze per la pm sembra difficile, se il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini già si sbilancia dicendo: & laquo; Se per casi come quelli di Ragusa non vi è l& #39;obbligo delle misure cautelari, il problema è nella legge non nell& #39;applicazione della legge& raquo; . Ha parlato con il procuratore Petralia, come il sottosegretario Ferri, e si sono chiariti, anche se Palazzo de& #39; Marescialli attende ora la relazione dei pm. Da un lato ci sono le proteste della famiglia della piccola, presa in braccio dall& #39;indiano che è scappato per qualche metro, prima che i genitori lo raggiungessero, appoggiate dall& #39;opinione pubblica e da politici soprattutto di Fi. Dall& #39;altro c& #39;è la Procura, & laquo; offesa& raquo; dall& #39;ispezione ministeriale e la Bisello, che si sente & laquo; insultata& raquo; e minaccia querele. & laquo; Lacrime di coccodrillo& raquo; , dice l& #39; azzurro Lucio Malan, per il quale la pm & laquo; ha sbagliato e dovrebbe pagare per il suo errore& raquo; . L& #39;attaccano anche Daniela Santanché e Maurizio Gasparri. L& #39;ex magistrato Bruno Tinti sul Fatto spiega che & laquo; l& #39;indiano non è stato trattenuto in galera per colpa delle leggi svuota carceri dei governi a guida Pd& raquo; . E la leader di Fdi Giorgia Meloni ricorda che il suo partito ha votato contro la norma del 2013, che ha abbassato di un anno la soglia di pena per disporre il carcere in attesa di giudizio e attacca: & laquo; Per colpa della sinistra può circolare a piede libero& raquo; .& laquo; Inaccettabili& raquo; attacchi mediatici alla pm, stigmatizza l& #39;Anm, definendoli & laquo; frutto di un approccio superficiale agli accadimenti, determinato dalla non conoscenza degli atti e dei presupposti di legge& raquo; . E la corrente moderata di MI esprime solidarietà alla Bisello, & laquo; oggetto di strumentali, volgari e ingiustificati attacchi& raquo; .
TESTO:Roma - Colpa della legge, non della pm. Dal capo della Procura al ministero della Giustizia, dall'Anm al Csm, fino alla corrente di Magistratura indipendente, è totale la difesa della giovane toga di Ragusa Giulia Bisello, nell'occhio del ciclone per aver rimesso in libertà il clandestino indiano che il 16 agosto avrebbe tentato di rapire una bambina di 5 anni sulla spiaggia di Scoglitti, sotto gli occhi dei genitori. La tesi è quella del procuratore Carmelo Petralia:
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TITOLO: Parisi prepara la road map e fa asse coi sindaci azzurri
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Se Silvio Berlusconi continua la convalescenza a Villa Certosa - ne avrà per altre tre settimane - e trascorre la sua vacanza in compagnia della famiglia, Stefano Parisi lavora per la sua Leopolda della destra moderata prevista per metà settembre a Milano. Il taglio sarà tutto economico e progettuale, con poca ideologia e molte idee concrete, in linea con la politica del fare sposata dal manager scelto per rilanciare il partito azzurro. Prima, però, il manager di Chili parteciperà alla convention organizzata da Antonio Tajani a Fiuggi dove si confronterà con amministratori locali e sindaci con i quali intende stringere un rapporto forte, essendo loro la vera cinghia di trasmissione con il territorio. Parisi ha già creato una sua squadra di riferimento, con l& #39;ex membro del cda Rai, Antonio Pilati, l& #39;ex deputato lombardo Andrea Orsini e la responsabile della comunicazione, Cinzia Messori (già con Letizia Moratti). Negli incontri con i coordinatori regionali ha avuto accanto a sé Sestino Giacomoni e il responsabile organizzativo, Gregorio Fontana. Come rivelato dall& #39; AdnKronos sta però stringendo anche un asse organizzativo con alcuni storici uomini macchina con illustri risultati alle spalle. Si tratta di Gianfranco Miccichè & laquo; Mister 61 a 0& raquo; , soprannome legato al trionfale precedente del 2001 quando da coordinatore in Sicilia fece vincere al suo partito tutti i collegi uninominali e di Claudio Scajola, coordinatore negli anni della traversata del deserto (1996-2001). Con Miccichè ci sono stati diversi incontri, mentre con Scajola potrebbe esserci uno scambio di idee vis-à-vis nelle prossime settimane. Miccichè ha le idee chiare: & laquo; Parisi può sistemare Fi, ma per rimettere in piedi il centrodestra ci vuole Berlusconi. La convention di Milano sarà uno snodo importante ma sono sempre fiducioso nelle persone brave e lui è uno bravo& raquo; . Coloro che ribadiscono le loro perplessità sono Renato Brunetta e Paolo Romani. Per il primo & laquo; il centrodestra non aspetta il Papa straniero. Leadership? Ad oggi esiste solo quella di Berlusconi& raquo; . Per il secondo & laquo; non è più tempo per l& #39;uomo solo al comando& raquo; .Se la & laquo; due diligence& raquo; assegnata da Berlusconi a Parisi agita le acque dentro Fi, il suo incarico fa anche discutere i dirigenti con i centristi attratti dal suo progetto. Se Angelino Alfano indica come strada per la riaggregazione & laquo; l& #39;allontanamento degli estremisti& raquo; , subito arriva la replica di Renato Schifani: & laquo; Troppo facile prendere le distanze contro gli eccessi leghisti stando fuori dal proprio perimetro di centrodestra e continuando a occupare comode poltrone con la sinistra& raquo; . Maurizio Gasparri, invece, dopo un& #39;apertura di Maurizio Sacconi a Parisi, si chiede se & laquo; questa nuova fase si debba basare sull& #39;appartenenza a partiti che appoggiano Renzi e sui numerosi voti espressi in Parlamento a suo sostegno dopo l& #39;estromissione di Berlusconi. Apprezzare Parisi e Renzi, ovvero il Pd, nello stesso tempo non è esattamente la prospettiva del centrodestra, e nemmeno dello stesso Parisi& raquo; .
TESTO:Se Silvio Berlusconi continua la convalescenza a Villa Certosa - ne avrà per altre tre settimane - e trascorre la sua vacanza in compagnia della famiglia, Stefano Parisi lavora per la sua Leopolda della destra moderata prevista per metà settembre a Milano. Il taglio sarà tutto economico e progettuale, con poca ideologia e molte idee concrete, in linea con la politica del fare sposata dal manager scelto per rilanciare il partito azzurro. Prima, però, il manager di Chili parteciperà alla convention organizzata da Antonio Tajani a Fiuggi dove si confronterà con amministratori locali e sindaci con i quali intende stringere un rapporto forte, essendo loro la vera cinghia di trasmissione con il territorio. Parisi ha già creato una sua squadra di riferimento, con l'ex membro del cda Rai, Antonio Pilati, l'ex deputato lombardo Andrea Orsini e la responsabile della comunicazione, Cinzia Messori (già con Letizia Moratti). Negli incontri con i coordinatori regionali ha avuto accanto a sé Sestino Giacomoni e il responsabile organizzativo, Gregorio Fontana. Come rivelato dall' AdnKronos sta però stringendo anche un asse organizzativo con alcuni storici uomini macchina con illustri risultati alle spalle. Si tratta di Gianfranco Miccichè
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TITOLO: Mps, il Pd si sveglia tardi: La crisi? Colpa nostra. Basta politica in banca
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: & laquo; Fuori la politica dalla banche& raquo; , è il titolo di uno dei capitoli della relazione finale del Pd sulla Commissione d& #39;inchiesta del Consiglio regionale toscano dedicata al caso Monte dei Paschi. I lavori sono stati chiusi a luglio con l& #39;approvazione, a maggioranza, di due diverse considerazioni finali: una sottoscritta da M5s, Lega e Si e l& #39;altra - appunto - dal capogruppo del Pd, Leonardo Marras. I democratici ricordano la lunga agonia iniziata con l& #39;acquisizione di Antonveneta che nonostante il & laquo; costo complessivo esagerato, oltre ogni valutazione di congruità e con contorni ancora oscuri che solo la magistratura potrà dipanare& raquo; , raccolse il plauso unanime degli esponenti in casa Ds-Pd. & laquo; All& #39;epoca, l& #39;assenza di due diligence e di molti elementi legati all& #39;operazione, ha indotto pressoché tutti gli interlocutori politici, istituzionali, economici a descriverla come un& #39;operazione positiva, salvo poi dover prendere atto del grande inganno& raquo; , si difende il partito. Ammettendo che & laquo; se la politica ha avuto responsabilità a vario titolo nella vicenda Mps, il Pd ne ha avute in misura molto maggiore rispetto agli altri& raquo; . Ma sottolineando di essere poi & laquo; stato parte attiva nella discontinuità& raquo; .Questa, in sintesi, la versione dei Dem su come il Monte è rimasto ostaggio dei grovigli fra politica e finanza. Versione che fa il paio con le parole di Matteo Renzi, apparse su Repubblica lo scorso 30 luglio: & laquo; Su Mps, non prendiamoci in giro: le responsabilità di una parte politica della sinistra, romana e senese, sono enormi& raquo; . Già, non prendiamoci in giro. Perché non serviva una commissione di inchiesta per appurare responsabilità già emerse dai faldoni delle inchieste giudiziarie. Prima quella del 2010 sulla privatizzazione dell& #39;aeroporto di Ampugnano e poi quelle uscite nel 2013 sull& #39;inchiesta Antonveneta. Emblematica la telefonata di Giuliano Amato, oggi giudice della Corte Costituzionale, che chiede a Giuseppe Mussari, all& #39;epoca guida di Mps, i soldi per il circolo del tennis di Orbetello di cui è tuttora presidente onorario. A certificare le ingerenze politiche ci sono anche verbali di interrogatorio. Gabriello Mancini, ex presidente della fondazione, nel luglio 2012 ai magistrati senesi racconta della spartizione di poltrone: & laquo; La mia nomina, come quella dell& #39;avvocato Mussari alla guida della banca, fu decisa dai maggiorenti della politica locale e regionale e condivisa dai vertici della politica nazionale& raquo; . L& #39;ex sindaco di Siena nonché ex deputato Ds (al tempo dei fatti), Franco Ceccuzzi, cita un colloquio con Piero Fassino, all& #39;epoca segretario nazionale, che disse & laquo; di fare scelte oculate per il bene della banca e del territorio& raquo; . E con Massimo D& #39;Alema lo stesso Ceccuzzi parla della nomina di Alessandro Profumo. Ancor prima delle procure a denunciare i grovigli fra banca e Pd erano stati alcuni blog senesi che ancora oggi ricordano che il groviglio resiste. Sul sito di Bastardosenzagloria si cita lo storico segretario del cda delle gestioni Mussari-Vigni, Valentino Fanti, & laquo; rimasto al suo posto con la gestione Profumo-Viola& raquo; . O il caso delle sorelle Barni: una è membro della deputazione amministratrice della Fondazione Mps e l& #39;altra vicepresidente della Regione (ente nominante della stessa Fondazione). Lo stesso blog punta il dito su chi ora cerca di & laquo; creare il classico calderone dove le colpe sono di tutti e di nessuno& raquo; . Intanto il partito, che oggi si butta un po& #39; di cenere sul capo alla vigilia del referendum, a Siena è rappresentato dal sindaco, Bruno Valentini. Lo stesso che nel 2013 aveva mandato un sms a Renzi: & laquo; Allora procedo così su Mps? & raquo; . Ancora a marzo 2015, lo stesso Valentini ha indicato i nomi da inserire in fondazione sponsorizzando Fiorella Bianchi, direttore commerciale della Conad Tirreno fra i debitori di Mps attraverso una società controllata. Nella sua giunta siedono Paolo Mazzini, ex membro della deputazione generale della Fondazione Mps targata Mancini, e il vicesindaco Fulvio Mancuso, ex membro del cda di Mps Leasing, nominato da Mussari. & laquo; Fuori la politica dalla banca& raquo; , scrive il Pd. A se stesso. Mentre il groviglio non si rassegna al fatto che il Monte convolerà a nozze con un partner, forse straniero. E presto non ci sarà più nulla su cui mettere le mani.
TESTO:
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TITOLO: Terremoto, un testimone: Un incubo
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: & quot; È stato un incubo& quot; . A raccontare il terremoto che nella notte ha scosso tutto il Centro Italia è un uomo che si trova a Configno, frazione di Amatrice (Rieti), uno dei paesi più colpiti. & quot; Ci siamo svegliati alle 3.35 con i mobili che crollavano e i muri che si muovevano di un metro& quot; , dice all& #39;Adnkronos, & quot; Siamo riusciti a uscire dalle case in fretta e furia, alcuni sono ancora in mutande qui in strada. Abbiamo acceso un fuoco in piazza e siamo andati a tirare fuori gli anziani dalle abitazioni. Sto provando a contattare mia madre a Nommisci, una frazione qui vicino, ma il telefonino non funziona. In paese due case sono crollate e la chiesa è gravemente lesionata. Ancora non è venuto nessuno qui, abbiamo sentito un elicottero poco fa e ambulanze in lontananza. Aspettiamo di poter rientrare in casa se possibile, a prendere giusto le cose necessarie, e torniamo a Roma oggi stesso. Qui non si può più dormire& quot; .
TESTO:"È stato un incubo". A raccontare il terremoto che nella notte ha scosso tutto il Centro Italia è un uomo che si trova a Configno, frazione di Amatrice (Rieti), uno dei paesi più colpiti. "Ci siamo svegliati alle 3.35 con i mobili che crollavano e i muri che si muovevano di un metro", dice all'Adnkronos, "Siamo riusciti a uscire dalle case in fretta e furia, alcuni sono ancora in mutande qui in strada. Abbiamo acceso un fuoco in piazza e siamo andati a tirare fuori gli anziani dalle abitazioni. Sto provando a contattare mia madre a Nommisci, una frazione qui vicino, ma il telefonino non funziona. In paese due case sono crollate e la chiesa è gravemente lesionata. Ancora non è venuto nessuno qui, abbiamo sentito un elicottero poco fa e ambulanze in lontananza. Aspettiamo di poter rientrare in casa se possibile, a prendere giusto le cose necessarie, e torniamo a Roma oggi stesso. Qui non si può più dormire".
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TITOLO: Il salto nel vuoto dell'atletica. Zero come le ore nella scuola
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: RIO DE JANEIRO - Quando Alfio Giomi, presidente della federatletica italiana, ha visto transitare sul traguardo della marcia 20 km Antonella Palmisano, quarta, ed Elisa Rigaudo undicesima, non ha potuto fare a meno di pensare alla numero uno Eleonora Giorgi squalificata per la terza volta di fila, al bronzo lontano di Elisa, a Pechino 2008, a Marco Lingua di nuovo fuori per tre nulli nel martello, a Tamberi infortunato, a Schwazer radiato, alle medaglie così lontane nel futuro dell& #39;atletica azzurra. Alfio Giomi aveva gli occhi lucidi di passione e dispiacere mentre con un filo di voce indicava le due donne della marcia, come a dire, hanno dato tutto ma questo è, questa è la nostra atletica oggi. Zero medaglie. Come a Melbourne & #39;56. E dietro questo precedente reso acuminato e doloroso da quanto è lontano nel tempo, dietro c& #39;è però il futuro. Basta saperlo leggere. In fondo andò così anche 60 anni fa. Dopo i Giochi australiani sarebbero arrivati Roma e Berruti e la resurrezione. Dovrà essere così. Deve essere così. Anche perché non è che da Londra fossimo tornati con una cariola di medaglie. Una, di bronzo, salto triplo, Fabrizio Donato, un miracolo che qui i vecchi non sono stati in grado di ripetere. Fatti due conti, anche a Rio i finalisti azzurri sono stati cinque come nel 2012 a Londra, ma tradotto il tutto in punteggi il trend è impietoso: erano stati 27 ad Atene, 20 a Pechino, 17 a Londra e ora 14. Ecco perché siamo finiti al 28& deg; posto nella graduatoria mondiale e al 13& deg; in Europa. Nel continente, però, dove le nuove leve azzurre possono reggere il confronto, le medaglie conquistate non più tardi di un mese e mezzo fa ad Amsterdam, erano state 7: fra queste, gli ori di Tamberi nell& #39;alto e della Grenot nei 400. È a livello mondiale che serve il passo in avanti e la maturazione dei nostri giovani. Epperò la Francia, epperò l& #39;Inghilterra. .. Qui, ora, adesso, si dovrebbe aprire un discorso diverso che svisceri una grande attenuante. Ma sarebbe la solita. E il grido resterebbe inascoltato ai massimi livelli del nostro sport. Perché l& #39;atletica è lo sport con la esse maiuscola. Ma a scuola non c& #39;è. Epperò chiedere in merito alla Francia e all& #39;Inghilterra quanto questo conti. Ma tant& #39;è. È la nostra stessa atletica a non volerne parlare perché & quot; sa di scusa e noi di scuse non ne vogliamo& quot; . Però questa è la causa principale. E fateci caso: a scuola zero atletica, niente Giochi della Gioventù, e i genitori mandano i ragazzi al calcio, al nuoto, al volley. E in quegli sport in finale ci arriviamo. Intanto & quot; una generazione di atleti ha concluso il proprio percorso, atleti che non finirò mai di ringraziare e che fin qui avevano tenuto su la squadra. ..& quot; , dice Giomi. Atleti che ora passeranno il testimone & quot; a una nuova leva di ragazzi e ragazze che rappresentano già il nostro futuro& quot; . E l& #39;immagine di questa nuova generazione è Ayomide Folorunso, la sua terza frazione nella 4x400 che & quot; ci ha fatto sognare qualcosa di più di un sesto posto finale che comunque non ottenevamo da Los Angeles & #39;84& quot; .Perché nel bocciare, giustamente, la spedizione azzurra, ci si dimentica qualcosa. In primis, innegabile stavolta, la sfiga. Detta così, senza giri di parole. A maggio, l& #39;atletica italiana era accreditata di due medaglie pesanti e sicure: Alex Schwazer nella marcia 50 km; Gimbo Tamberi nell& #39;alto. Per ragioni profondamente diverse, entrambi ko alla vigilia. Quanto ad Alessia Trost, da molti criticata per aver mancato il podio in una gara conclusa a 1.97 (non accadeva da Mosca 1980 che si vincesse con così poco), ci si dimentica il travaglio personale della giovane ragazza che per delicatezza si è cercato di tenere sotto traccia. Ma questo è il passato. Alessia d& #39;ora in poi si allenerà con Marco Tamberi, il padre allenatore di Gimbo. Cambierà vita e, con ogni probabilità, si sposterà ad Ancona. Segno della volontà di emergere completamente. Quanto al resto, il futuro, assicurano in federazione, c& #39;è. Ma è un futuro che richiederà anni. A Milano si allena il piccolo Berruti di nome Filippo Tortu. Fra gli allievi si racconta di giovani potenziali fuoriclasse. Servirà tempo. Ci vogliono 10 anni per fare un campione. C& #39;è tanto da lavorare. E un po& #39; per sperare. E poi, suvvia, presto riavremo halfshave Tamberi e l& #39;atletica tornerà a sorridere. E magari accelererà.
TESTO:RIO DE JANEIRO - Quando Alfio Giomi, presidente della federatletica italiana, ha visto transitare sul traguardo della marcia 20 km Antonella Palmisano, quarta, ed Elisa Rigaudo undicesima, non ha potuto fare a meno di pensare alla numero uno Eleonora Giorgi squalificata per la terza volta di fila, al bronzo lontano di Elisa, a Pechino 2008, a Marco Lingua di nuovo fuori per tre nulli nel martello, a Tamberi infortunato, a Schwazer radiato, alle medaglie così lontane nel futuro dell'atletica azzurra. Alfio Giomi aveva gli occhi lucidi di passione e dispiacere mentre con un filo di voce indicava le due donne della marcia, come a dire, hanno dato tutto ma questo è, questa è la nostra atletica oggi. Zero medaglie. Come a Melbourne '56. E dietro questo precedente reso acuminato e doloroso da quanto è lontano nel tempo, dietro c'è però il futuro. Basta saperlo leggere. In fondo andò così anche 60 anni fa. Dopo i Giochi australiani sarebbero arrivati Roma e Berruti e la resurrezione. Dovrà essere così. Deve essere così. Anche perché non è che da Londra fossimo tornati con una cariola di medaglie. Una, di bronzo, salto triplo, Fabrizio Donato, un miracolo che qui i vecchi non sono stati in grado di ripetere. Fatti due conti, anche a Rio i finalisti azzurri sono stati cinque come nel 2012 a Londra, ma tradotto il tutto in punteggi il trend è impietoso: erano stati 27 ad Atene, 20 a Pechino, 17 a Londra e ora 14. Ecco perché siamo finiti al 28
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TITOLO: Roma, notte di follia. Ko in casa, due espulsi. Fuori dalla Champions
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Roma Sarà stato pure un appuntamento atteso per otto mesi, ma arrivati al dunque la Roma ha mostrato il volto peggiore. E così anche i giallorossi fanno la fine di Udinese, Samp, Napoli e Lazio, tanto per citare le squadre italiane che nelle precedenti sei stagioni hanno fallito il playoff di Champions. Una Roma irriconoscibile, impaurita, nervosa, giunta mentalmente e fisicamente scarica alla gara più importante di inizio stagione. Tutto il contrario di quanto visto a Oporto sei giorni prima, quando la squadra di Spalletti era stata a lungo padrona del campo e una volta in dieci uomini per l& #39;espulsione di Vermaelen molto coraggiosa. La notte dell& #39;Olimpico consegna invece una versione troppo brutta per essere vera: inizio di gara contratto, gol subìto su palla inattiva (la zuccata di Felipe che si fa perdonare per l& #39;autogol dell& #39;andata che rischiava di complicare la qualificazione dei lusitani), poche idee e lucidità, scarsa aggressività sull& #39;avversario e grande tensione. La follia di De Rossi - dodicesima espulsione in carriera, una famosa sempre in Champions per un fallaccio su Srna dello Shakhtar - ed Emerson fanno il resto. Se già in parità numerica la Roma non aveva dato la sensazione di essere in partita, una volta rimasta in nove non poteva certamente cambiare la storia del match. Lo 0-3 rimediato contro un avversario abile sul piano del palleggio, ma a livello di individualità non certamente superiore ai giallorossi, dimostra la fragilità europea di questa squadra, già presente ai tempi di Garcia. Non c& #39;era solo il valore economico della partita (la qualificazione alla fase a gironi valeva almeno 25 milioni di euro e la possibilità di un nuovo intervento sul mercato per rafforzare il centrocampo) ma anche l& #39;ambizione sportiva. In realtà la Roma non sembra ancora all& #39;altezza di sedere al tavolo delle grandi d& #39;Europa e ad agosto si ritrova già a gestire il primo fallimento di un& #39;annata ricca di attese. Che può voler dire anche il sacrificio di un pezzo pregiato (Nainggolan? ) a gennaio prossimo. Nella notte in cui la curva Sud torna a riempirsi più del solito, la squadra non riesce a invertire il trend nella coppa più importante: ottava sconfitta in 16 sfide di Champions, con due soli successi. Spalletti a sorpresa inserisce De Rossi al centro della difesa e conferma l& #39;acciaccato Paredes a centrocampo. Ma l& #39;inizio è in salita con la rete di Felipe e una reazione che stenta ad arrivare, nonostante basti un gol per rimettere in sesto il match. Ma la Roma non c& #39;è e a livello mentale appare anche fragile. Come dimostrano l& #39;intervento con il piede a martello su Maxi Pereira che costa il rosso diretto a De Rossi (con Spalletti che si mette le mani in testa dallo sconforto) e quello ancora più cattivo di Emerson Palmieri su Corona. Dzeko è evanescente come Salah, il centrocampo è in difficoltà e in difesa la Roma fa acqua da tutte le parti: ridotta in nove incasserà anche i gol di Layun (su scellerata uscita di Szczesny) e Corona. & quot; Siamo abbastanza maturi, ci rituffiamo nel campionato e magari l& #39;Europa League (che garantisce un paracadute di 11 milioni, ndr) può diventare un nuovo obiettivo& quot; , dirà un laconico Nainggolan. L& #39;unico a non arrendersi fino alla fine. Sorridono Juve e Napoli: con l& #39;eliminazione romanista metteranno in cassa 10 milioni in più grazie al market pool, legato ai diritti tv.
TESTO:Roma Sarà stato pure un appuntamento atteso per otto mesi, ma arrivati al dunque la Roma ha mostrato il volto peggiore. E così anche i giallorossi fanno la fine di Udinese, Samp, Napoli e Lazio, tanto per citare le squadre italiane che nelle precedenti sei stagioni hanno fallito il playoff di Champions. Una Roma irriconoscibile, impaurita, nervosa, giunta mentalmente e fisicamente scarica alla gara più importante di inizio stagione. Tutto il contrario di quanto visto a Oporto sei giorni prima, quando la squadra di Spalletti era stata a lungo padrona del campo e una volta in dieci uomini per l'espulsione di Vermaelen molto coraggiosa. La notte dell'Olimpico consegna invece una versione troppo brutta per essere vera: inizio di gara contratto, gol subìto su palla inattiva (la zuccata di Felipe che si fa perdonare per l'autogol dell'andata che rischiava di complicare la qualificazione dei lusitani), poche idee e lucidità, scarsa aggressività sull'avversario e grande tensione. La follia di De Rossi - dodicesima espulsione in carriera, una famosa sempre in Champions per un fallaccio su Srna dello Shakhtar - ed Emerson fanno il resto. Se già in parità numerica la Roma non aveva dato la sensazione di essere in partita, una volta rimasta in nove non poteva certamente cambiare la storia del match. Lo 0-3 rimediato contro un avversario abile sul piano del palleggio, ma a livello di individualità non certamente superiore ai giallorossi, dimostra la fragilità europea di questa squadra, già presente ai tempi di Garcia. Non c'era solo il valore economico della partita (la qualificazione alla fase a gironi valeva almeno 25 milioni di euro e la possibilità di un nuovo intervento sul mercato per rafforzare il centrocampo) ma anche l'ambizione sportiva. In realtà la Roma non sembra ancora all'altezza di sedere al tavolo delle grandi d'Europa e ad agosto si ritrova già a gestire il primo fallimento di un'annata ricca di attese. Che può voler dire anche il sacrificio di un pezzo pregiato (Nainggolan? ) a gennaio prossimo. Nella notte in cui la curva Sud torna a riempirsi più del solito, la squadra non riesce a invertire il trend nella coppa più importante: ottava sconfitta in 16 sfide di Champions, con due soli successi. Spalletti a sorpresa inserisce De Rossi al centro della difesa e conferma l'acciaccato Paredes a centrocampo. Ma l'inizio è in salita con la rete di Felipe e una reazione che stenta ad arrivare, nonostante basti un gol per rimettere in sesto il match. Ma la Roma non c'è e a livello mentale appare anche fragile. Come dimostrano l'intervento con il piede a martello su Maxi Pereira che costa il rosso diretto a De Rossi (con Spalletti che si mette le mani in testa dallo sconforto) e quello ancora più cattivo di Emerson Palmieri su Corona. Dzeko è evanescente come Salah, il centrocampo è in difficoltà e in difesa la Roma fa acqua da tutte le parti: ridotta in nove incasserà anche i gol di Layun (su scellerata uscita di Szczesny) e Corona. "Siamo abbastanza maturi, ci rituffiamo nel campionato e magari l'Europa League (che garantisce un paracadute di 11 milioni, ndr) può diventare un nuovo obiettivo", dirà un laconico Nainggolan. L'unico a non arrendersi fino alla fine. Sorridono Juve e Napoli: con l'eliminazione romanista metteranno in cassa 10 milioni in più grazie al market pool, legato ai diritti tv.
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TITOLO: Terremoto, 24 morti accertati ma ancora molti dispersi
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Roma, 24 ago. (AdnKronos) - Al momento il bilancio delle vittime accertate del terremoto che ha colpito questa notte il Centro Italia parla di almeno 24 morti. Le città più colpite sono Amatrice, Accumoli, nel Reatino, e Arquata del Tronto, appena subito dentro il confine delle Marche, in provincia di Ascoli Piceno. Ad Accumoli le vittime accertate sono 9 mentre altre 3-4 persone risultano disperse. Oltre 2mila gli sfollati. Ad Amatrice si contano finora 5 morti e un bambino disperso ma, come ha riferito il sindaco all'Adnkronos, si teme che il tragico bilancio crescerà col passare delle ore. Tre quarti della città è distrutta. Nelle Marche finora le vittime sono 10 mentre i feriti sono 20. Otto morti solo ad Arquata del Tronto e altri due nelle frazioni vicine. All'ospedale di Ascoli sono ricoverati una ventina di feriti, tra codici gialli e rossi. Anche qui però, ci sono dispersi. Adnkronos
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TITOLO: Terremoto, l'esperto: "Alto il rischio di una seconda scossa forte"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Roma, 24 ago. (AdnKronos) - "Bisogna fare grande attenzione nelle prossime ore e giorni perchè in queste zone spesso avvengono forti 'scosse a coppie', cioè si ripete una seconda scossa forte nella stessa zona e uguale alla prima". A metterlo in evidenza, intervistato dall'Adnkronos, è Enzo Boschi, sismologo e geofisico, uno dei massimi esperti europei di terremoti ed ex presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). "A fronte di questo alto rischio, non bisogna entrare negli edifici che sono rimasti in piedi oggi prima di un attento controllo di tecnici e esperti della Protezione Civile", avverte Boschi. "Nel terremoto dell'Emilia Romagna si ebbe, a distanza di pochi giorni, una forte scossa uguale alla prima e - ricorda il geofisico - le maggiori vittime si ebbero proprio a causa della seconda perchè molte persone entrarono negli edifici ancora in piedi, senza preventivi controlli sulle strutture". Il sismologo Boschi ha anche spiegato che il terremoto che ha colpito l'Italia centrale "ricade in una zona già inserita nella Mappa sismica italiana" in quanto "classificata come ad alta pericolosità sismica". Boschi sottolinea che "la Mappa sismica italiana risale al 2003 e fu voluta subito dopo il terribile terremoto di San Giuliano di Puglia del 31 ottobre 2002 che uccise 27 bambini e un'insegnante" nel crollo della scuola Francesco Jovine. La Mappa, ricorda Boschi, "fu fortemente voluta dall'allora Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta che, all'indomani del terribile terremoto di San Giuliano di Puglia, ci chiamò e ci chiese di pubblicare tutti i dati sul rischio sismico in Italia". La mappa, continua il geofisico, "fu pubblicata a inizio 2003 in Gazzetta Ufficiale con decreto del Presidente del Consiglio e, nel 2009, divenne legge. Sulla base di questa mappa della sismicità in Italia, cioè, bisognava realizzare interventi di prevenzione antisismica sugli edifici". Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: Crocetta, a disposizione mezzi e uomini Protezione civile
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Palermo, 24 ago. (AdnKronos) - La Sicilia mette a disposizione mezzi e uomini della Protezione civile. Il governatore siciliano ha firmato un'apposita ordinanza dando mandato alla Protezione civile regionale di raccordarsi con quella nazionale per fornire "immediatamente ogni forma di collaborazione ed assistenza necessarie, in termini di mezzi e uomini". Il presidente della Regione, "interpretando anche i sentimenti dell’intero governo regionale", esprime "solidarietà" alle popolazioni del centro Italia colpite dal sisma di questa notte. La Protezione civile regionale ha già allertato tutte le proprie strutture territoriali in Sicilia ed è già in collegamento con i livelli nazionali. Adnkronos
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TITOLO: Terremoto, Papa Francesco: " Grande dolore per le vittime"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Immediate le reazioni della politica, Mattarella: " E' un momento di dolore e di responsabilità" . Facebook attiva il safety check. Tim Cook: " Vicini a chi è in difficoltà"
TESTO:Questo il tweet, in lingua italiana, con cui il numero uno di Apple, Tim Cook, esprime solidarietà e vicinanza al nostro Paese. Facebook, come spesso accade in casi come questo, ha attivato prontamente il safety check. Gli utenti che si trovano nei luoghi colpiti dal terremoto potranno confermare di "stare bene" tramite un semplice pulsante. La notifica arriverà a tutti gli amici che, in precedenza, avevano richiesto notizie tramite, appunto, il safety check. Le reazioni dall'estero Molti gli attestati di solidarietà e condoglianze arrivati dai leader europei a Palazzo Chigi. Hanno inviato i loro messaggi Angela Merkel, Francois Hollande, il premier olandese Mark Rutte, il premier maltese Joseph Muscat, e il leader socialista spagnolo Pedro Sanchez. In precedenza erano giunti i messaggi di Vladimir Putin e di Benjamin Netanyahu. Il leader russo ha espresso le sue condoglianze a Renzi per la "perdita di vite umane. Nel suo messaggio Putin "ha sottolineato che la Russia condivide il dolore del popolo amico italiano e ha espresso la disponibilità a fornire l'assistenza necessaria per liquidare le conseguenze del disastro". Il capo di Stato russo ha poi inviato le sue condoglianze alle famiglie delle vittime e ha augurato una pronta guarigione ai feriti. "L'Unione europea è pronta ad aiutare" l'Italia. Lo ha detto il commissario europeo per Aiuti umanitari e gestione delle crisi, Christos Stylianides, commentando il sisma che ha colpito il centro Italia. "Seguiamo con attenzione le conseguenze del terremoto in Italia", ha scritto in italiano sul proprio profilo Twitter. "Esprimo le mie condoglianze e la vicinanza ai familiari delle vittime". Anche la Germania offre aiuto all'Italia. "Ho ricevuto con orrore le notizie dall'Italia sul terremoto di stanotte", si legge in un comunicato diffuso dal ministro degli Esteri tedesco Frank Walter Steinmeier. "In questo momento di lutto e solidarietà siamo a fianco dei nostri amici italiani. Siamo pronti a offrire aiuto se necessario". Redazione online
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TITOLO: Terremoto: Mattarella, momento del dolore e della responsabilità
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Ora salvare le vite e aiutare sfollati poi sforzo corale per ricostruzione
TESTO:Roma, 24 ago. (AdnKronos) - "E’ un momento di dolore e di appello alla comune responsabilità. Tutto il Paese deve stringersi con solidarietà attorno alle popolazioni colpite. Il mio primo pensiero va alle tante vittime di questo devastante sisma che ha colpito una parte così ampia di territorio nazionale". Lo si legge in una dichiarazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Voglio ringraziare le autorità locali, la protezione civile, i vigili del fuoco, le forze di polizia, le forze armate, i volontari, per l’impegno e la dedizione nell’opera di soccorso. Nell’immediato occorre impegnare tutte le forze per salvare vite umane, curare i feriti e assicurare le migliori condizioni agli sfollati. Sarà subito dopo necessario un rapido sforzo corale per garantire la ricostruzione dei centri distrutti, la ripresa delle attività produttive e il recupero della normalità di vita", conclude Mattarella. Adnkronos
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TITOLO: Migrazione guidata degli Ibis eremita, stormo arrivato in Italia
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Roma, 23 ago. (AdnKronos) - Alle 16.20 del 23 agosto lo stormo di Ibis eremita della III Migrazione Guidata dall'uomo è entrato in Italia, atterrando al Campo Volo di Santa Giustina, in provincia di Belluno. Partiti da Bramberg am Wildkogel in Austria, uomini e uccelli hanno attraversato il Tirolo austriaco e valicato le Alpi e le Dolomiti, per raggiungere Belluno. Hanno sfiorato quota 3mila metri, in una tappa che li ha impegnati in 7 ore e 44 di volo. La prima tappa si era conclusa il 19 agosto scorso. Partiti nei pressi di Salisburgo erano arrivati a Bramberg am Wildkogel nel pomeriggio di venerdì scorso tutti sani e salvi nonostante l'attacco di un'Aquila reale a metà strada. Anche quest'anno le mamme adottive precedono a bordo di due deltaplani a motore 26 giovani Ibis: in vista dell'inverno, Anne-Gabriela Schmalstieg e Corinna Esterer stanno conducendo gli uccelli verso l'Oasi di Orbetello, affinché questi possano memorizzare la rotta di migrazione e tornare autonomamente in Austria con le temperature miti della prossima primavera. L'obiettivo del progetto 'Reason for hope', cofinanziato dall'Ue e condotto dal gruppo di ricercatori austriaci del Waldrappteam con la partnership italiana del Parco Natura Viva di Bussolengo, prevede che 120 Ibis eremita siano in grado di migrare autonomamente entro il 2019. Fino ad allora avverrà una migrazione guidata dall'uomo ogni anno. Adnkronos
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TITOLO: Terremoto, la testimone: "Ho fatto appena in tempo a prendere bambini e scappare"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Roma, 24 ago. (AdnKronos) - "Quando mi sono svegliata questa notte per la scossa, ho visto una grossa crepa nel muro, ho fatto appena in tempo a prendere i bambini, fare le scale e uscire". Così all'Adnkronos Sabrina Fantauzzi, giornalista, che questa notte durante il terremoto si trovava a Illica, davanti ad Accumoli. "Qui in paese una ragazza spagnola è morta, era la moglie di un mio cugino, si erano appena sposati. Una mia zia invece è stata recuperata dopo 4 ore sotto le macerie. Ma sembra ci siano altre due vittime, dovrebbe trattarsi di una coppia romana - riferisce - Il centro è chiuso, così come l'accesso al paese". "Subito dopo la prima scossa - continua la testimone - siamo scesi in strada e ci riamo radunati tutti in un prato con le coperte. La cosa che più mi ha colpito è che non si vedevano più le luci di Accumoli ma soltanto una colonna di fumo per la polvere e i detriti. I primo soccorsi, due ambulanze, sono arrivati dopo un'ora e sono stati messi in salvo tutti i bambini". Il bilancio per quanto riguarda i danni alle abitazioni, è gravissimo. "Le case più antiche, quelle del 1700, sono danneggiate - riferisce Fantauzzi - ma quelle realizzate negli anni '70 sono polverizzate, hanno retto solo gli edifici costruiti dopo gli anni '80, con criteri antisismici". Nel Paese la disperazione è tanta. "Sono tutti distrutti. La cittadina di inverno è praticamente disabitata ma d'estate i romani di origine vengono qui a passere le vacanze e proprio in questo periodo ci sono molte feste, è un posto ideale per i bambini. Tanta gente era già tornata a Roma, insieme a me - continua - erano rimaste un centinaio di persone che ormai stavano per andare via". Fantauzzi conclude lanciando un appello: "Qui a Illica siamo a 800 metri d'altezza, ma dopo di noi, a oltre mille metri, c'è Poggio d'api, e in questo periodo ci sono molti villeggianti, spero i soccorsi siano andati a vedere la situazione". Adnkronos
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TITOLO: Terremoto, 39 forte repliche in circa 3 ore
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Roma, 24 ago. (AdnKronos) - Sono state registrate numerose repliche e sono 39 gli eventi sismici localizzati di magnitudo pari o maggiore di 3.0, rilevate fra Umbria, Lazio e Marche a partire dalle 3,36 con il terremoto di magnitudo 6 che ha colpito la zona di Rieti. A rilevarlo è l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Le scosse più forti, rileva l'Ingv, sono avvenute nella zona di Norcia (Perugia) con magnitudo 5.1 e 5.4, rispettivamente alle 04:32 e alle 04:33. L'Ingv segnala che la zona interessata dalle repliche (aftershocks), che in prima approssimazione rappresenta l’estensione della faglia attivata, è pari a circa 25 chilometri ed è allineata in senso NNO - SSE. Questa dimensione, spiega l'ente di ricerca, è coerente con un terremoto di magnitudo 6. La mappa di scuotimento del terremoto più forte, calcolata con i dati delle reti accelerometriche dell’Ingv e del Dipartimento della Protezione Civile, indica uno scuotimento del terreno relativamente più alto nella zona Nord-Occidentale. I valori di picco più alti registrati sono pari a circa il 45% di g alla stazione della Rete Accelerometrica Nazionale di Arquata del Tronto, a 11 chilometri dall’epicentro. Il terremoto avvenuto questa notte nella zona dell’Appennino centrale alle ore 3:36 (ora italiana), spiega ancora l'Ingv, ha avuto epicentro in provincia di Rieti (vicino Accumoli) ed ha interessato anche le province di Perugia, Ascoli Piceno, L’Aquila e Teramo. I comuni più vicini all’epicentro sono: Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto. La magnitudo locale (Richter) del terremoto è pari a 6.0. La magnitudo momento Mw, calcolata con l’analisi delle forme d’onda della Rete Sismica Nazionale, è pari a 6.0. Adnkronos
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TITOLO: L'esperto: " Non escluse altre scosse di uguale intensità"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: I dati dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: dopo il terremoto delle 3.36 altri 39 eventi sismici di magnitudo superiore a 3
TESTO:Una vera e propria scarica di energia che ha attraversato il centro Italia. Dopo la prima, violentissima scossa delle 3.36 sono state ben 39, in poco più di tre ore, gli eventi sismici di magnitudo pari o superiore a 3, che hanno colpito Lazio, Umbria e Marche. A fornire i dati è l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Le più forti scosse, successive alla principale, sono state registrate nella zona di Norcia (Perugia): la prima con una magnitudo di 5.4 avvenuta alle 4:33, preceduta appena un minuto prima, alle 4:32, da una scossa di magnitudo 5.1.
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TITOLO: Australia, 21enne inglese uccisa al grido di: 'Allahu Akbar'
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Canberra, 24 ago. (AdnKronos) - Una turista britannica di 21 anni è stata uccisa martedì notte per mano di un francese di 29 anni che, secondo quanto riferito dai testimoni, l'ha colpita a morte con un coltello al grido di "Allahu Akbar" (Dio è grande). L'incidente si è verificato in un ostello della gioventù nella cittadina di Home Hill, nel nord est dell'Australia. L'assalitore, che ha agito davanti a una trentina di persone, ha ferito seriamente anche un altro cittadino britannico di 30 anni. Come riporta la stampa locale, l'uomo, poi arrestato dalla polizia del Queensland, avrebbe ripetuto la frase, solitamente pronunciata negli attacchi jihadisti, anche davanti agli agenti. Le autorità australiane, che hanno definito l'incidente "un atto di violenza insensato", in questa fase delle indagini non escludono "alcun movente, sia esso di natura criminale o politica". Gli investigatori nel corso di una conferenza stampa a Brisbane hanno riferito che esamineranno eventuali "disturbi mentali o abuso di droghe" alla base del gesto, così come possibili indicazioni di un gesto motivato dall'"estremismo" o dalla "radicalizzazione". Un australiano di 47 anni, intervenuto per fermare l'attacco, è rimasto ferito in maniera non grave, mentre un cane che si trovava nell'ostello è stato anch'esso colpito a morte. Ferito anche l'assalitore, ora ricoverato in ospedale e guardato a vista dalla polizia. Adnkronos
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TITOLO: Immobile chiama Cerci
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: L’agente di Dirar ottimista: «Presto chiudiamo» Scambio con Keita ormai ai margini a Formello
TESTO:Gemelli del gol al Torino e amici veri fuori dal campo, Ciro Immobile sogna l’arrivo di Alessio Cerci alla Lazio. Coppia straordinaria con Ventura in panchina e tanta qualità da vendere, l’ex Torino potrebbe diventare l’alternativa ideale al ribelle Keita Balde Diao (ieri non si è allenato, è ormai ai margini a Formello). Mancino naturale, è nato a Velletri, è un tifoso della Roma dichiarato, ma alcuni sostenitori biancocelesti lo accoglierebbero comunque a braccia aperte: «Anche se sei giallorosso – si legge su Instagram – ti aspettiamo». Una chiacchierata resa pubblica, ha lasciato più di un sospetto, la moglie di Ciro ha chiesto a sorpresa alla signora Cerci informazioni sul futuro: «Dopo che avete firmato cercate subito casa, noi ancora non l’abbiamo trovata». Secca, ma in ritardo di un giorno, la risposta del fantasista: «Vi aiuto io». .. VUOI CONTINUARE A LEGGERE? CLICCA QUI Gianluca Cherubini
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TITOLO: La Roma si suicida
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Champions Giallorossi ridotti in nove per due «rossi» diretti, eliminati dal Porto Segna subito Felipe, poi le ingenuità di De Rossi e Palmieri: E gli ospiti dilagano CHAMPIONS Ora diventa durissima
TESTO:Cronaca di un suicidio perfetto. La Roma butta via la qualificazione ai gironi di Champions e i milioni di euro (18 il netto di remissione) che entrare nel tabellone principale avrebbe portato. Ma il problema non sarebbe nemmeno tanto questo, la cosa che lascia basiti è il modo in cui questa eliminazione si è concretizzata: praticamente senza riuscire a giocare nemmeno una delle due gare nella sua interezza. Come se non fosse bastata l'espulsione di Vermaelen nella gara d'andata che aveva costretto la Roma a giocare un tempo in dieci, stavolta i giallorossi riescono addirittura a giocare in nove: complici foga e superficialità. Il bilancio è impietoso e relega questa squadra alla manifestazione minore, che però forse meglio si addice: questa (e sottolineiamo questa) Roma non è ancora in grado di giocare la Champions competizione nella quale ha vinto solo due delle sedici partite giocate. Ora venerdì il sorteggio di Europa League che vede i giallorossi partire in seconda fascia. SPALLETTI VA SUL SICURO Niente rischi, con Vermaelen squalificato è De Rossi a fare il centrale al fianco di Manolas: coppia già vista, con ottimi risultati, all'inizio della scorsa stagione. Pochi calcoli quindi e una voglia di andare sul sicuro con Juan Jesus a fare l'esterno con Bruno Peres dall'altra parte del campo. La mossa consente al tecnico toscano di giocare anche la carta Paredes. In attacco Dzeko non si tocca: esce El Shaarawy per far spazio a Perotti finora uno dei migliori. SUBITO IN SALITA La Roma parte contratta, il Porto sembra più sintonizzato sulla partita. L'intuizione di Paredes in mezzo a fare il regista sarebbe anche buona se il giovane argentino fosse in serata. Così non è e proprio da un suo errore arriva la giocata che cambia la serata romanista. Prima perde un paio di palle con leggerezza, poi commette il fallo che manda Otavio sul pallone: punizione dal limite. Sulla palla scodellata in mezzo arriva il testone di Felipe (sì proprio quello dell'autogol dell'andata) che ammutolisce l'Olimpico: fa 0-1 e tutta in salita. LA MALEDIZIONE DI DZEKO I giallorossi accusano il colpo ma provano a reagire seppur scompostamente. Dzeko non sembra esser riuscito a scrollarsi di dosso i fantasmi della scorsa stagione: ancora grossa difficoltà ad inquadrare la porta, a fare l'ultimo movimento. Niente, il guizzo dell'attaccante di stoffa non si vede nemmeno stasera. La maledizione continua. ROMA IN DIECI La partita scivola via con il Porto attento a non scoprirsi e la Roma che prova ad alzare il suo baricentro, prima dell'episodio che cambia tutto: soprattutto i piani di Spalletti. Brutto fallo di De Rossi (piede a martello sulla tibia di Maxi Pereira) nella trequarti offensiva e il muscoloso Marciniak tira fuori il cartellino rosso: Roma in dieci al quarantesimo, un incubo. Ora, potremmo stare giorni a discutere sul fallo e sulla rigidità del direttore di gara polacco, probabilmente in Italia non sarebbe mai stato da rosso diretto, ma questa è la Champions e De Rossi non proprio un novellino. PUÒ ANDARE PEGGIO Finita? Macché, Spalletti cambia toglie Paredes e mette Emerson: lui non lo sa, ma è la mossa che lo condanna. Il giovane brasiliano conferma il suo momento no e soprattutto non capisce l'aria che tira. Come se non avesse assistito all'episodio che è costata l'espulsione a De Rossi, commette un fallo forse ancor peggio e il Conan di Varsavia non ha dubbi: altro rosso. Roma in nove e tanti saluti. IL COLPO DI GRAZIA Paradossalmente in nove la Roma fa vedere le cose migliori, Perotti prima e Nainggolan poi vanno vicinissimi al pareggio, prima della botta finale. Inevitabile contropiede del Porto, uscita kamikaze di Szczesny e raddoppio di Layun: il 3-0 di Corona va solo nel tabellino perché la partita era finita da un pezzo. I portoghesi accedono ai gironi di Champions, la Roma in Europa League. Tiziano Carmellini
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TITOLO: Terremoto, l'esperto: "Possibili altre scosse"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Roma, 24 ago. (AdnKronos) - Il terremoto ha colpito una "area vasta. Possibili altre scosse". Lo afferma Paolo Messina direttore dell'Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche. "Sul sisma -sottolinea in una dichiarazione- non abbiamo ancora tutte le informazioni necessarie ma si tratta certamente di un sisma di magnitudo importante che ha colpito una zona molto estesa dell'Italia appenninica centrale, ricca di centri storici e di località minori". "Data la vastità dell'area che è stata colpita -aggiunge- è presumibile che l'ipocentro si trovi a profondità anche superiore ai 4 chilometri, probabilmente intorno ai 7 km. Non dobbiamo stabilire un nesso diretto con le scosse avvertite in Sicilia. È purtroppo possibile che si verifichino altre scosse, speriamo di magnitudo inferiore. In questa situazione l'unica cosa da fare è seguire le indicazioni di protezione civile e sindaci". Adnkronos
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TITOLO: Forte terremoto nel Lazio, paura a Roma e in tutto il Centro Italia
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Roma, 24 ago. (AdnKronos) - Una scossa di terremoto di magnitudo 6.0 alle ore 3.36 ha colpito la provincia di Rieti. Il sisma è stato avvertito con forza anche a Roma e in tutto il centro Italia. Pochi minuti dopo un'altra scossa pari a 3,9 è stata registrata a Norcia, nel perugino. Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha convocato il Comitato Operativo della Protezione Civile presso dal sede del Dipartimento. Un "sisma severo" con "feriti e crolli importanti", ha detto Curcio a RaiNews24.Amatrice tra i paesi più colpiti. "Qui è un dramma vero, sono nel mezzo di un paese che non c'è più". A dirlo all'AdnKronos Sergio Pirozzi, il sindaco di Amatrice nel reatino colpito dal terremoto di questa notte. "Ci sono stati crolli. La popolazione è in strada e stiamo portando tutti verso la zona di evacuazione, quella dei campi sportivi". Adnkronos
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TITOLO: Guerra all’evasione, è record Recuperati 61 miliardi di euro
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: È il bilancio dell’attività della Guardia di Finanza nel 2015
TESTO:Attraverso l'attività di controllo e di verifica fiscale, nel 2015, la Guardia di Finanza ha sottratto agli evasori 61 miliardi di euro di imponibile. Tra evasori totali, paratotali, lavoratori in nero e irregolari sono state scoperte oltre 32.000 posizioni irregolari. È quanto comunica la Cgia di Mestre, che definisce quello dello scorso anno «un risultato senza precedenti». «È utile ricordare - avverte però l'associazione - che negli ultimi 15 anni l'attività della Guardia di Finanza contro gli evasori ha consentito di portate "a galla" quasi 506,5 miliardi di euro e di "scovare" oltre 509.000 evasori». Non va comunque dimenticato, precisa la Cgia, «che una cosa è l'imponibile accertato e un'altra cosa è la riscossione effettiva, ovvero quanto viene effettivamente incassato dal fisco dopo i vari livelli di giudizio». Secondo gli ultimi dati messi a disposizione dalla Corte dei Conti, negli ultimi anni l'incidenza della riscossione sull'accertato di competenza è in costante aumento: nel 2015 ha raggiunto il picco massimo del 14,8% (in termini assoluti corrisponde ad un «incasso» di circa 9,8 miliardi di euro). Secondo la Cgia, che cita dati Istat, l'economia sommersa ha un valore che si aggira ogni anno attorno ai 191 miliardi di euro, pari all'11,9% del Pil italiano. Nel 2015 ne sono emersi 61 miliardi. Vale a dire il 32 per cento circa del totale stimato. Di questi 191 miliardi di euro di valore aggiunto generato dall'economia sommersa il 52,1% è ascrivibile all'attività sotto-dichiarata dagli operatori economici (pari a 99,4 miliardi), il 37,7% al lavoro irregolare (che corrisponde a 71,9 miliardi di euro) e il restante 10,2% ad altre componenti, come i fitti in nero e le integrazioni domanda-offerta (pari a 19,5 miliardi). Infine, conclude l'associazione di Mestre, le unità di lavoro irregolare presenti in Italia sono circa 3 milioni e mezzo. Il 71,5% circa è costituito da persone occupate in prevalenza come dipendenti (pari a 2 milioni e mezzo circa). «Pur riconoscendo il risultato ottenuto – conclude il coordinatore dell’associazione Paolo Zabeo – rimane ancora molto lavoro da fare. Non dobbiamo dimenticare che le ultime stime elaborate dall'Istat ci dicono che l'economia sommersa si aggira ogni anno attorno ai 191 miliardi di euro pari all'11,9 per cento del Pil italiano. Nel 2015, come dicevamo, grazie all'operato della Guardia di Finanza ne sono emersi 61 miliardi. Vale a dire il 32 per cento circa del totale stimato». Leonardo Ventura
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TITOLO: Dare un solo schiaffo alla moglie non è reato
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: I giudici: «Danno particolarmente esiguo»
TESTO:Dare uno schiaffo alla moglie? Non è più reato. Ma solo se «occasionele». Se capita una volta sola. Questo perché il «danno è esiguo». Pesa come un macigno la sentenza della Corte di Cassazione che si è procnunciata su una vicenda avvenuta nel 2008 a Catanzaro tra una coppia di coniugi. In questo caso l’uomo diede uno schiaffo alla moglie e poi la minacciò con un coltello. Una volta arrivata davanti agli «ermellini» ecco la sorpresa: se non capita più non sei perseguibile penalmente. Quella della quinta sezione penale del «Palazzaccio» di piazza Cavour è una sentenza che fa e farà discutere, soprattutto in questo peiodo in cui le cronache stanno registrando doversi casi di femminicidi da nord a sud dell’Italia. I Giudici Supremi dunque, lo scorso giugno, hanno ricevuto sulla scrivania il caso di una coppia che vive in provincia di Catanzaro. Otto anni fa, al temine di una accesa discussione, il marito ha dato un violento schiaffo sul volto della moglie e non contento, nel momento di impeto, l’ha minacciata anche con un coltello. L’episodio non è rimasto tra le mura domestiche, tanto che la donna si è rivolta subito alle forze dell’ordine per denunciare l’accaduto e poi al suo avvocato per seguire l’iter giudiziario. L’uomo, infatti, è stato prima denunciato e poi è stato processato. In primo grado il Tribunale ha inflitto nella sentenza due mesi di reclusione con l’accusa di violenza privata, anche se le attenuanti generiche gli erano valse il venir meno dell’aggravante legata all’uso dell’arma bianca per minacciare la donna. L’uomo si è poi rivolto hai giudici di secondo grado, che al termine del processo hanno confermato la sentenza dei colleghi di primo grado. ma il fascicolo, alla fine, è arrivato anche sulle scrivanie dei Supremi Giudici. Carte che sono state depositate in concomitanza con l’entrata in vigore del decreto legislativo del marzo 2015, con il quale Palazzo Chigi ha introdotto la «non punibilità per particolare tenuità dell’offesa». E quindi, i Supremi Giudici, carte del procedimento alla mano e sul tavolo il decreto, hanno ribaltato il verdetto dei colleghi di secondo grado. A pesare sulla decisione - si legge nelle motivazioni depositate il giorno di san Lorenzo - non tanto il rifiorire della passione tra i due protagonisti della vicenda, oggi sposati, quanto «l’occasionalità dell’episodio» e, «il danno particolarmente esiguo». Questione rilevante, dal momento che «sotto il profilo del diritto sostanziale si è in presenza di un’innovazione che disciplina l’esclusione della punibilità e reca una disciplina più favorevole all’imputato, applicabile anche retroattivamente». A questo punto il procedimento penale è stato rinviato a un’altra sezione della Corte d’appello, chiamata a pronunciarsi, dando poi una precisa attuazione all’orientamento che era stato espresso proprio degli ermellini. È stata quindi messa la parola fine alla vicenda, lasciando la possibilità a chi aggredisce una donna di continuare ad avere la fedina penale pulita. Au. Par.
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TITOLO: Terremoto, da Piemonte e Val d'Aosta colonne di soccorso di Vigili del fuoco e Croce rossa
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: In campo elicotteri, unità cinofile e: "veterani" dell'Aquila. Cordoglio e solidarietà dalla sindaca Appendino e dal Sinodo valdese a Torre Pellice
TESTO:Vigili del fuoco, Croce rossa, volontari: anche il Piemonte e la Valle d'Aosta si mobilitano per le popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto di stanotte. Meno di quattro ore dopo la prima scossa, alle 7,30, sono partite le squadre dei vigili del fuoco di Torino. Sono 18 soccorritori - suddivisi in squadra Usar per la ricerca, e Gos, il gruppo operativo di soccorso con unit
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TITOLO: Terremoto, cordoglio e preghiere dal Papa a Mattarella
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il Pontefice: "fortemente commosso" rinvia la catechesi del mercoledì per recitare il rosario con i fedeli in memoria delle vittime. Mattarella: "È un momento. ..
TESTO:ROMA - Dolore, preghiera, solidariet
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TITOLO: Terremoto, la solidarietà sui social network: tra messaggi e iniziative
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: L'Unione europea: ''Pronti ad aiutare''. La mobilitazione su Facebook e Twitter per offrire aiuti concreti, sostegno e raccolte di beni di prima necessità alla. ..
TESTO:La presidenza della Cei, intanto, fa sapere di avere disposto uno stanziamento immediato di 1 milione di euro dai fondi dell'8xmille e ha indetto una colletta nazionale di solidariet
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TITOLO: La tragedia di Amatrice e Accumoli e quel: "terremoto gemello" del 1639
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Quasi quattro secoli fa, ci fu un altro sisma devastante che colpì Amatrice ed Accumoli, molto simile a quello di oggi: "La scossa più forte durò un quarto. ..
TESTO:Andrea Tertulliani,
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TITOLO: Varese, violenza sessuale di gruppo su educatrice comunità di minori: 4 arresti
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Gli abusi sulla donna minacciata con un coltello filmati dalle telecamere della struttura. I ragazzi ospiti del centro di accoglienza hanno dai 14 ai 17 anni, ...
TESTO:La polizia di Varese ha arrestato quattro minorenni ospiti di un centro di accoglienza per ragazzi accusati del reato di violenza sessuale di gruppo su una educatrice della struttura. Le indagini dei poliziotti del commissariato di Busto Arsizio hanno preso avvio nel mese di marzo, quando la donna ha sporto denuncia dopo essere stata aggredita e aver subito violenza sessuale da parte di quattro giovani. Grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza sistemate nelle zone comuni della struttura, gli investigatori hanno potuto appurare che la vittima era stata costretta dai quattro ragazzi della comunit
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TITOLO: Terremoto, scossa di bassa intensità avvertita anche a Napoli e provincia. Cittadini spaventati
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Due unità operative vigili del fuoco e 4 automezzi della protezione civile a supporto nelle aree del sisma. Il sindaco de Magistris e il governatore De Luca: ...
TESTO:Emergenza terremoto, a Napoli e provincia
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TITOLO: Terremoto Centro Italia, paura anche a Roma. Protezione civile: "Lasciate libera la Salaria"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: La scossa delle 3.36 non ha fatto danni nella Capitale, ma tanti sono scesi in strada. Riattivate le linee ferroviarie Roma-Avezzano e Orte-Foligno. Zingaretti. ..
TESTO:Centinaia di persone in strada per la scossa di terremoto che all'alba delle 3.36 ha sconvolto il centro Italia,
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TITOLO: Disperso in un dirupo in Irpinia dall'8 luglio. La figlia apre una pagina Facebook: "Non lo cercano, aiutateci"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: L'uomo, 67 anni, era sui monti nei pressi di Senerchia, in provincia di Avelllino
TESTO:Smettere di cercare un uomo che ha chiesto aiuto. Chiedere alla moglie di rassegnarsi alla scomparsa senza averne ritrovato il corpo tra le montagne. E lasciare ai figli la speranza di avvistare corvi nei valloni per riattivare le ricerche. Una famiglia di Battipaglia vive quest? angoscia da 46 giorni. Il pap
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TITOLO: Terremoto, persone in strada e fuochi in piazza. Il racconto della paura: "In un attimo è crollato tutto"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il terrore delle persone svegliate dal sisma, scappate fuori casa come si trovavano, raccontato sui social. L'appello dei soccorritori: sotto l'hashtag. ..
TESTO:Nell'area, in villeggiatura, anche ospiti stranieri: "
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TITOLO: Terremoto, le scosse non si fermano. Il sismologo: "Possibili altre come la prima"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Sono un centinaio da stamattina, la più forte alle 3.36 di magnitudo 6. Ma lo sciame sismico continua. Tertulliani (ingv): "Area ad altissimo rischio. E nel. ..
TESTO:"Sul sisma non abbiamo ancora tutte le informazioni necessarie ma si tratta certamente di un sisma di magnitudo importante che ha colpito una zona molto estesa dell'Italia appenninica centrale, ricca di centri storici e di localit
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TITOLO: Terremoto di magnitudo 6.0 devasta il centro Italia: morti. Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto i centri più colpiti
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Oltre 100 scosse, almeno 55 di magnitudo superiore a 3,0, la prima alle 3.36.Interi paesi rasi al suolo. Già 37 vittime accertate. Ue: pronti ad aiutare. ...
TESTO:Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo
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TITOLO: Incendi in Liguria, il monte Fasce sta ancora bruciando, mezza Genova: "velata" dal fumo
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: In azione vigili del fuoco, elicotteri e Canadair. A Sanremo accertatata l'origine dolosa: tre inneschi
TESTO:Notte di fuoco per i pompieri, impegnati su tre diversi incendi. Preoccupa quello sul monte Fasce, per fortuna lontano dalle abitazioni, che non
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TITOLO: Pescara del Tronto rasa al suolo, si scava tra le macerie 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Dieci morti a Pescara del Tronto, frazione di Arquata (Ascoli Piceno), che al momento è la località con il bilancio più pesante di vite umane dopo il terremoto di questa notte. Venti i feriti, in codice giallo e rosso, trasportati all’ospedale di Ascoli Piceno. Le foto mostrano il paese quasi completamente raso al suolo, con i soccorritori e gli ab. ..
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TITOLO: Terremoto, Amatrice è un paese distrutto. Le lacrime di Giulietta, 97 anni 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il ponte di accesso alla cittadina di Amatrice è chiuso al traffico dalle forze dell’ordine che lasciano passare soli i mezzi della protezione civile: vigili del fuoco, ambulanze, polizia e carabinieri. La strada che dal ponte porta al centro di Amatrice è protetta sul lato destro da tralicci e reti di acciaio antifrana e in alcuni tratti la rete è. ..
TESTO:Il ponte di accesso alla cittadina di Amatrice
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TITOLO: Norcia rivive il terrore del sisma del ’79 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Tantissima paura, ma situazione sotto controllo a Norcia dove le case hanno retto e non ci sono feriti. Nella cittadina umbra, una delle più vicine all’epicentro del terremoto, è ancora vivo il ricordo del terremoto che nel 1979 distrusse completamente il paese. «La scossa, a memoria d’uomo è stata più forte di quella del ’79. Le case sono tutte a. ..
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TITOLO: Terremoto, danni a Norcia e paura ad Assisi. “Francescani svegliati nel cuore della notte” 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il bollettino medico più recente, in Umbria, parla di alcune persone ferite in maniera lieve. Un’anziana è rimasta ferita lievemente alla testa, un cittadino straniero a un piede nel tentativo di scappare. Anche un altro uomo, a Curasci di Foligno, ha riportato la frattura di un piede nel tentativo di uscire di casa gettandosi dal terrazzino. A Nor. ..
TESTO:
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TITOLO: Terremoto in Centro Italia: chi sono le vittime 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il bilancio è ancora provvisorio. Ma cominciano ad arrivare le prime notizie sulle vittime del forte terremoto che ha sconvolto il Centro Italia questa notte. Alle 9 di mattina sono almeno 21 i morti del sisma. ...
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TITOLO: Terremoto 6.0 devasta il Centro Italia, decine di morti. Centinaia sotto le macerie, due bimbi estratti vivi- La diretta  
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Una scossa di terremoto di magnitudo 6,0 ha devastato nella notte, alle 3,36, il Centro Italia. L’epicentro ad Accumoli nel Reatino, dove, insieme ad Amatrice e Posta e ad Arquata del Tronto e a Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, si registrano i danni più gravi: «Paesi che non esistono più» dicono i sindaci. Sono decine le vittim. ..
TESTO:
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TITOLO: Terremoto nel Reatino - La mappa interattiva 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Sono finora 18 le scosse di terremoto che si sono susseguite nel centro Italia. La più forte quella con epicentro vicino Rieti alle 3.36, di magnitudo 6.0. Alle 4.42 e alle 4.43 altre due forti scosse in provincia di Perugia, di magnitudo 5.1 e 5.4.. ..
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TITOLO: Terremoto, le testimonianze dai paesi devastati 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il sindaco di Amatrice: «La città è praticamente distrutta. Ci sono persone sotto le macerie». L’allarme, il terrore è scattato improvviso accompagnato dalle sirene che già nella notte allarmavano la città e i soccorritori del centro di Amatrice e Posta accorrevano lungo la Salaria per andare a portare i primi soccorritori nel centro Amatriciano. ...
TESTO:
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TITOLO: Terremoto 6.0, paura in Centro Italia Ci sono morti e feriti. Amatrice, il sindaco: «Il paese non c’è più»
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: La prima scossa alle 3.36 in provincia di Rieti, la seconda alle 3.56 e poi tante altre. Interi paesi distrutti, vittime e tanti dispersi: «In tanti sotto le macerie»
TESTO:
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TITOLO: Il terremoto dei bambini: la più piccola tra le vittime ha 8 mesi e ha perso genitori e il fratellino
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Sono tante le piccole vittime, dagli otto mesi a pochi anni, del terremoto che ha devastato il Centro Italia. Mentre si continua a scavare per trovare i dispersi
TESTO:Stava dormendo nel suo lettino nella casa delle vacanze ad Arquata del Tronto, quando il terremoto ha sbriciolato l? abitazione. Marisol Piermarini aveva solo 18 mesi ed era in vacanza con i genitori. La mamma Martina Turco era scampata al terremoto dell? Aquila, la sua citt
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TITOLO: L’addio a Siham, la migrante giunta in Italia con il sogno di correre
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Mercoledì i funerali, nella moschea di Casapulla, nel Casertano, della podista marocchina trentaseienne travolta da un treno la settimana scorsa: il web si mobilita per pagare i funerali. «Con le sue vittorie manteneva la famiglia a Casablanca»
TESTO:Da tre anni Siham gareggiava con la societ
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TITOLO: Terremoto, è polemica sui soccorsi: Sono arrivati in ritardo
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: La scossa più grande è stata alle 3,36 della notte. Dieci secondi in cui il Centro Italia tutto, da Rimini a Napoli, ha tremato per un sisma di magnitudo 6,0. Ad Accumuli (Rieti), Amatrice (Rieti) e Pescara del Tronto (Ascoli Piceno) crollava tutto. & quot; Ancora nessuno è venuto a soccorrerci& quot; , scrivevano però sui social poco dopo il sisma alcuni degli abitanti e dei turisti in vacanza nelle zone colpite. & quot; Ho chiamato i soccorsi alle 4, ma ancora non abbiamo visto nessuno, è scandaloso& quot; , ha denunciato intorno alle 6 del mattino a RaiNews24 il sindaco di Accumuli, Stefano Petrucci. Il comitato operativo della Protezione civile è stato in effetti convocato intorno alle 4,30. Un& #39;ora dopo la terribile scossa. Passa ancora un& #39;ora e finalmente Palazzo Chigi comunica che & quot; sono in arrivo mezzi speciali& quot; nelle zone colpite. Alle 7,30 finalmente l& #39;annuncio di Fabrizio Curcio, capo della protezione civile: & quot; È stato firmato un decreto che consente al comitato operativo della protezione civile di operare fin da subito& quot; , ha spiegato, & quot; Il sistema di protezione civile è pienamente efficiente, vi sono difficoltà a raggiungere alcune località ed è stato già attivato il Genio militare. Le prestazioni sanitarie sono assicurate& quot; .& quot; I soccorsi sono arrivati, la macchina si è attivata immediatamente& quot; , spiega il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, & quot; L& #39;obiettivo è salvare più vite umane possibili che sono sotto le macerie& quot; . Ma le - immancabili - polemiche sono già state scatenate. E una nota del ministero della Difes aggiunge che sulla aree colpite sono dislocati almeno 350 militari, arrivati & quot; dapprima con i Carabinieri presenti nelle stazioni locali, successivamente con i soldati dei Reparti prossimi alle zone colpite dal sisma, prima tra tutte la Scuola Interforze NBC di Rieti e il 235esimo reggimento addestramento volontari di Ascoli Piceno& quot; .
TESTO:La scossa più grande è stata alle 3,36 della notte. Dieci secondi in cui il Centro Italia tutto, da Rimini a Napoli, ha tremato per un sisma di magnitudo 6,0. Ad Accumuli (Rieti), Amatrice (Rieti) e Pescara del Tronto (Ascoli Piceno) crollava tutto. "Ancora nessuno è venuto a soccorrerci", scrivevano però sui social poco dopo il sisma alcuni degli abitanti e dei turisti in vacanza nelle zone colpite. "Ho chiamato i soccorsi alle 4, ma ancora non abbiamo visto nessuno, è scandaloso", ha denunciato intorno alle 6 del mattino a RaiNews24 il sindaco di Accumuli, Stefano Petrucci. Il comitato operativo della Protezione civile è stato in effetti convocato intorno alle 4,30. Un'ora dopo la terribile scossa. Passa ancora un'ora e finalmente Palazzo Chigi comunica che "sono in arrivo mezzi speciali" nelle zone colpite. Alle 7,30 finalmente l'annuncio di Fabrizio Curcio, capo della protezione civile: "È stato firmato un decreto che consente al comitato operativo della protezione civile di operare fin da subito", ha spiegato, "Il sistema di protezione civile è pienamente efficiente, vi sono difficoltà a raggiungere alcune località ed è stato già attivato il Genio militare. Le prestazioni sanitarie sono assicurate". "I soccorsi sono arrivati, la macchina si è attivata immediatamente", spiega il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, "L'obiettivo è salvare più vite umane possibili che sono sotto le macerie". Ma le - immancabili - polemiche sono già state scatenate. E una nota del ministero della Difes aggiunge che sulla aree colpite sono dislocati almeno 350 militari, arrivati "dapprima con i Carabinieri presenti nelle stazioni locali, successivamente con i soldati dei Reparti prossimi alle zone colpite dal sisma, prima tra tutte la Scuola Interforze NBC di Rieti e il 235esimo reggimento addestramento volontari di Ascoli Piceno".
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TITOLO: Amatrice, Renzi tra dolore e silenzio: Non è momento di parlare
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: È iniziato con un incontro con i volontari il sopralluogo di Matteo Renzi ad Amatrice, sul luogo del sisma, dove il presidente del Consiglio è stato accolto dal ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio. Un primo & quot; grazie& quot; a chi da questa notte sta lavorando sul luogo del terremoto, per portare soccorsi a chi è rimasto sotto le macerie e recuperare i cadaveri di chi sotto le scosse ha perso la vita. Già 73, dice la protezione civile, le vittime accertate. Ad Amatrice, da questa mattina, c& #39;è anche il presidente della Regione Nicola Zingaretti, che Renzi ha incontro insieme a Delrio e al capo della Protezione civile Curcio, per poi vedere anche il sindaco Sergio Pirozzi, che ha illustrato al premier i problemi più urgenti che la macchina dei soccorsi si trova ad affrontare. & quot; Il premier Renzi ha detto che ci risentiamo a breve e che qui si gioca la faccia dell& #39;Italia - ha detto il sindaco -. Non ho motivo di non credergli. Anche il governatore Zingaretti ha mostrato da subito molta attenzione& quot; . & quot; Non è il momento di parlare, vi prego& quot; , si è limitato ad aggiungere il presidente del Consiglio alla stampa presente sul posto. Il suo cordoglio per le vittime lo aveva già espresso stamattina. & quot; L& #39;Italia - aveva detto Renzi - piange i propri cari e mostra le lacrime del dolore, ma anche il cuore grande e generoso del volontariato, della protezione civile e delle istituzioni che si è messo in moto fin dalle prime ore della notte& quot; .Il premier si è poi recato in prefettura a Rieti, dove era attesto per un vertice tecnico, per fare il punto della situazione.
TESTO:È iniziato con un incontro con i volontari il sopralluogo di Matteo Renzi ad Amatrice, sul luogo del sisma, dove il presidente del Consiglio è stato accolto dal ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio. Un primo "grazie" a chi da questa notte sta lavorando sul luogo del terremoto, per portare soccorsi a chi è rimasto sotto le macerie e recuperare i cadaveri di chi sotto le scosse ha perso la vita. Già 120 le vittime accertate. Ad Amatrice, da questa mattina, c'è anche il presidente della Regione Nicola Zingaretti, che Renzi ha incontro insieme a Delrio e al capo della Protezione civile Curcio, per poi vedere anche il sindaco Sergio Pirozzi, che ha illustrato al premier i problemi più urgenti che la macchina dei soccorsi si trova ad affrontare. "Il premier Renzi ha detto che ci risentiamo a breve e che qui si gioca la faccia dell'Italia - ha detto il sindaco -. Non ho motivo di non credergli. Anche il governatore Zingaretti ha mostrato da subito molta attenzione". "Non è il momento di parlare, vi prego", si è limitato ad aggiungere il presidente del Consiglio alla stampa presente sul posto. Il suo cordoglio per le vittime lo aveva già espresso stamattina. "L'Italia - aveva detto Renzi - piange i propri cari e mostra le lacrime del dolore, ma anche il cuore grande e generoso del volontariato, della protezione civile e delle istituzioni che si è messo in moto fin dalle prime ore della notte". Il premier si è poi recato in prefettura a Rieti, dove era attesto per un vertice tecnico e da qui ha agiornato il bilancio delle vittime, che si è ulteriormente aggravato e ancora non è definitivo. "I feriti e i malati portati via da Amatrice e Accumoli sono 368 da questa mattina", ha aggiunto. "L'Italia è come una famiglia che si stringe", ha detto il premier, lodando il lavoro dei soccorritori nel momento dell'emergenza.
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TITOLO: Forte terremoto in Centro Italia, morti e feriti
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: La terra trema ancora da Rimini a Napoli. Un sisma di magnitudo 6.0 e una profondità di 4 km e con epicentro ad Accumoli (Rieti), ha scosso tutto il Centro Italia alle 3.36 della scorsa notte. Poi uno sciame sismico, che continua a far paura e a rendere difficoltosi i soccorsi. L& #39;ultima, forte, scossa è stata registrata ad Arquata del Tronto poco dopo le 14: aveva una magnitudo di 4,9.Ancora una volta dopo il terremoto de L& #39;Aquila e quello dell& #39;Emilia si torna a morire di terremoto. Molti - tra cui diversi bambini - sono ancora bloccati sotto le macerie. I comuni più colpiti sono Amatrice, Accumoli, nel reatino, e Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Sono 73 al momento le vittime: 20 sono deceduti nella zona di Arquata, altri 53 tra Accumoli e Amatrice. & quot; Ma ci sono ancora tante persone sotto le macerie, tanti dispersi - precisano i soccorritori - e purtroppo questi numeri potrebbero cambiare& quot; .& quot; Qui è un dramma vero, sono nel mezzo di un paese che non c& #39;è più& quot; , diceva stanotte disperato Sergio Pirozzi, il sindaco di Amatrice (Rieti), & quot; Ci sono stati crolli. La popolazione è in strada e stiamo portando tutti verso la zona di evacuazione, quella dei campi sportivi. Siamo senza luce ci sono anche problemi sulle vie di accesso al paese& quot; .E proprio ad Amatrice la situazione peggiore. È crollato anche lo storico hotel Roma, nel centro storico della cittadina reatina. Ci sono diverse persone sepolte sotto le macerie. Il Roma è un luogo celebre anche come ristorante per la amatriciana, il piatto che prende il nome dalla città. Stessa situazione a Illica, frazione di Accumoli. & quot; Illica non c& #39;è più& quot; , racconta su Facebook Sabrina Fantauzzi, giornalista romana in vacanza, & quot; Eravamo circa 300 persone, tutti romani, in villeggiatura. Siamo rimasti in 30. Ancora nessuno è venuto a soccorrerci& quot; . Poi, dopo un& #39;oretta dalla scossa ha aggiunto: & quot; Ci sono 4 soccorritori, prendono feriti ma non stanno intervenendo sulle case distrutte con dentro gente morente& quot; .La Protezione civile ha diffuso i numeri da chiamare in caso di emergenza: contact center della Protezione civile nazionale: 800840840; sala operativa della protezione civile Lazio: 803555; per le donazioni 45500. Lanciato anche l& #39;appello a donare il sangue: l& #39;Avis provinciale di Rieti invita a recarsi all& #39;ospedale San Camillo de Lellis della città. & quot; Si è trattato di un terremoto di magnitudo importante, che ha prodotto uno scuotimento rilevante, di valore paragonabile a quello dell& #39;Aquila& quot; , ha detto il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, & quot; L& #39;Aquila è un capoluogo di regione, qui la popolazione è più diffusa quindi è possibile un impatto meno gravoso in termini di vite umane& quot; .
TESTO:". E proprio ad Amatrice la situazione peggiore. È crollato anche lo storico hotel Roma, nel centro storico della cittadina reatina. Ci sono diverse persone sepolte sotto le macerie. Il Roma è un luogo celebre anche come ristorante per la amatriciana, il piatto che prende il nome dalla città. Stessa situazione a Illica, frazione di Accumoli. "Illica non c'è più", racconta su Facebook Sabrina Fantauzzi, giornalista romana in vacanza, "Eravamo circa 300 persone, tutti romani, in villeggiatura. Siamo rimasti in 30. Ancora nessuno è venuto a soccorrerci". Poi, dopo un'oretta dalla scossa ha aggiunto: "Ci sono 4 soccorritori, prendono feriti ma non stanno intervenendo sulle case distrutte con dentro gente morente". La Protezione civile ha diffuso i numeri da chiamare in caso di emergenza: contact center della Protezione civile nazionale: 800840840; sala operativa della protezione civile Lazio: 803555; per le donazioni 45500. Lanciato anche l'appello a donare il sangue: l'Avis provinciale di Rieti invita a recarsi all'ospedale San Camillo de Lellis della città. "Si è trattato di un terremoto di magnitudo importante, che ha prodotto uno scuotimento rilevante, di valore paragonabile a quello dell'Aquila", ha detto il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, "L'Aquila è un capoluogo di regione, qui la popolazione è più diffusa quindi è possibile un impatto meno gravoso in termini di vite umane".
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TITOLO: Crollato l'hotel Roma, santuario dell'Amatriciana
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Non era solo l& #39;albergo più noto di Amatrice, ma era diventato negli anni un& #39;istituzione della cittadina laziale, soprattutto per la sua pasta all& #39;amatriciana che a detta dei buongustai non conosceva rivali. L& #39;hotel Roma, devastato dal terremoto, è ridotto a un cumulo di macerie e su Google campeggia già l& #39;annuncio & quot; Chiuso definitivamente& quot; . L& #39;albergo-ristorante, nel pieno centro storico di Amatrice, ospitava almeno 80 persone, turisti arrivati in città per la 50ma Sagra degli spaghetti all& #39;amatriciana in programma nel fine settimana. [[fotonocrop 1299059]]Ci sono diverse persone sepolte sotto le macerie. Lo conferma a Lapresse Lorenzo Botti, istruttore nazionale del nucleo cinofilo dei Vigili del Fuoco. Dalle macerie sono stati estratti diversi corpi. Aperto nel 1897 solo come ristorante da Antonio Bucci e Maria Gianni, da 50 anni si era trasformato in albergo, sempre a gestione familiare. Dalle vetrate all& #39;interno e dalle camere gli ospiti potevano ammirare un panorama mozzafiato della valle, dei monti della Laga e dei Sibillini. Lo chef del Roma aveva avuto l& #39;onore di cucinare per Giovanni Paolo II e da quel momento nel menu, oltre alle classiche gricia e amatriciana, alla carne alla brace e ai salumi, era stato inserito il & quot; risotto papale& quot; , cucinato con i formaggi dei pastori dei monti della Laga.
TESTO:Non era solo l'albergo più noto di Amatrice, ma era diventato negli anni un'istituzione della cittadina laziale, soprattutto per la sua pasta all'amatriciana che a detta dei buongustai non conosceva rivali. L'hotel Roma, devastato dal terremoto, è ridotto a un cumulo di macerie e su Google campeggia già l'annuncio "Chiuso definitivamente". L'albergo-ristorante, nel pieno centro storico di Amatrice, ospitava almeno 80 persone, turisti arrivati in città per la 50ma Sagra degli spaghetti all'amatriciana in programma nel fine settimana. Ci sono diverse persone sepolte sotto le macerie. Lo conferma a Lapresse Lorenzo Botti, istruttore nazionale del nucleo cinofilo dei Vigili del Fuoco. Dalle macerie sono stati estratti diversi corpi. Aperto nel 1897 solo come ristorante da Antonio Bucci e Maria Gianni, da 50 anni si era trasformato in albergo, sempre a gestione familiare. Dalle vetrate all'interno e dalle camere gli ospiti potevano ammirare un panorama mozzafiato della valle, dei monti della Laga e dei Sibillini. Lo chef del Roma aveva avuto l'onore di cucinare per Giovanni Paolo II e da quel momento nel menu, oltre alle classiche gricia e amatriciana, alla carne alla brace e ai salumi, era stato inserito il "risotto papale", cucinato con i formaggi dei pastori dei monti della Laga.
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TITOLO: Terremoto, Amatrice prima e dopo il sisma
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Amatrice è un paese distrutto. Il comune di 2600 abitanti in provincia di Rieti è il più colpito dal terremoto che nella notte ha sconvolto l& #39;area tra Lazio, Marche e Umbria, causando molte vittime. Solo un anno fa il paese reatino con i suoi monumenti romani, barocchi e rinascimentali era entrato nel Club dei & quot; Borghi più belli d& #39;Italia& quot; . Ma adesso di tutti quei monumenti rimane poco o nulla. Spezzata la facciata della Basilica di San Francesco, risalente al Trecento. Collassato il Museo Civico. Il campanile è ancora in piedi, in quello che resta del corso principale del paese. L& #39;orologio segna ancora l& #39;ora in cui ha colpito il sisma: le 3:36. Tutto intorno ci sono solo macerie. Portando indietro quelle lancette il confronto è incredibile. Nell& #39;immagine navigabile qui sotto è mostrato proprio il campanile di Amatrice nel 2011 (in un& #39;immagine presa da Google Street View) e nelle ore successive al sisma. La campana è crollata, così come sono collassati, del tutto o in parte, i palazzi intorno. Amatrice, il fotoconfrontoSe non riesci a vedere la foto navigabile clicca qui per guardare la FOTO
TESTO:Amatrice è un paese distrutto. Il comune di 2600 abitanti in provincia di Rieti è il più colpito dal terremoto che nella notte ha sconvolto l'area tra Lazio, Marche e Umbria, causando molte vittime. Solo un anno fa il paese reatino con i suoi monumenti romani, barocchi e rinascimentali era entrato nel Club dei "Borghi più belli d'Italia". Ma adesso di tutti quei monumenti rimane poco o nulla. Spezzata la facciata della Basilica di San Francesco, risalente al Trecento. Collassato il Museo Civico. Il campanile è ancora in piedi, in quello che resta del corso principale del paese. L'orologio segna ancora l'ora in cui ha colpito il sisma: le 3:36. Tutto intorno ci sono solo macerie. Portando indietro quelle lancette il confronto è incredibile. Nell'immagine navigabile qui sotto è mostrato proprio il campanile di Amatrice nel 2011 (in un'immagine presa da Google Street View) e nelle ore successive al sisma. La campana è crollata, così come sono collassati, del tutto o in parte, i palazzi intorno.
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TITOLO: La beffa, domenica si vota per le province abolite
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: L& #39;Italia sembra il paese della magia. Se una cosa non c& #39;è più, riappare all& #39;improvviso. Ma non è magia. L& #39;Italia è il paese dei trucchi. Dove la regola base della nostra politica è: nulla si crea, nulla si distrugge. Non si governa, si fanno giochi di prestigio. Magari in pochi se ne sono accorti, compresi i cittadini, ma domenica si vota. Si vota per le province. Ma non erano state abolite? Appunto. Ma è proprio questo il trucco. Sono state abolite, ma comunque si vota. Abolite, ma per modo di dire. Abolite per la spending review ma si spende lo stesso. Si pensi che per la sola Sicilia la regione autonoma ha stanziato nove milioni di euro per le ex province. Si vota tra il 28 agosto e l& #39;11 settembre a Macerata, Pavia, Mantova, Campobasso, Vercelli, Treviso, Ravenna. E poi per chiudere in bellezza a Cosenza il 23 ottobre. Il trucco è chiamarle elezioni di secondo grado: non votano gli elettori, ma i sindaci. L& #39;obiettivo è eleggere il presidente della provincia, che avrà un vicepresidente e una struttura di governo. Non è una barzelletta, ma il paradosso è esattamente questo. Si vota per un presidente di qualcosa che sulla carta è stato abolito. Il presidente delle province morte. Sembra un racconto di Pirandello o di Buzzati e invece è la fotografia delle riforme istituzionali all& #39;italiana. La stessa cosa avverrà con il Senato. In teoria se va in porto il progetto di Renzi il Senato scompare. Una sola Camera basta e avanza. Solo che al posto del vecchio Senato ci sarà un nuovo Senato, la differenza è che i senatori non saranno scelti direttamente dai cittadini ma selezionati tra i consiglieri regionali. È un altro trucco. Il prezzo da pagare per questo spettacolo degno di Silvan è che invece di semplificare si rende tutto più complicato. Il referendum diventa allora una sorta di & laquo; Sim Sala Bim& raquo; , lo stesso Silvan tempo fa svelò che la formula magica viene dal ritornello di una canzone danese, ma di fatto nella politica italiana si può tranquillamente tradurre con un & laquo; stai sereno& raquo; . Renzi non l& #39;ha usata solo per Letta, ma ogni volta che ci ha illuso con i suoi giochi di prestigio: da una parte prendo e dall& #39;altra tolgo. Avete presente gli 80 euro? Il trucco è sempre lo stesso. Matteo voleva il referendum non per abolire il Senato ma per farsi battere le mani, con un plebiscito. Ora che teme i fischi vi racconta che non si va a votare per applaudire il mago, ma per il futuro dell& #39;Italia. Ma questo più che un trucco è una presa per i fondelli. Allora attenzione, se il presidente del Consiglio vi dice & laquo; Sim Sala Bim& raquo; , fa apparire e scomparire le cose, non state per niente sereni. Vi sta semplicemente fregando.
TESTO:L'Italia sembra il paese della magia. Se una cosa non c'è più, riappare all'improvviso. Ma non è magia. L'Italia è il paese dei trucchi. Dove la regola base della nostra politica è: nulla si crea, nulla si distrugge. Non si governa, si fanno giochi di prestigio. Magari in pochi se ne sono accorti, compresi i cittadini, ma domenica si vota. Si vota per le province. Ma non erano state abolite? Appunto. Ma è proprio questo il trucco. Sono state abolite, ma comunque si vota. Abolite, ma per modo di dire. Abolite per la spending review ma si spende lo stesso. Si pensi che per la sola Sicilia la regione autonoma ha stanziato nove milioni di euro per le ex province. Si vota tra il 28 agosto e l'11 settembre a Macerata, Pavia, Mantova, Campobasso, Vercelli, Treviso, Ravenna. E poi per chiudere in bellezza a Cosenza il 23 ottobre. Il trucco è chiamarle elezioni di secondo grado: non votano gli elettori, ma i sindaci. L'obiettivo è eleggere il presidente della provincia, che avrà un vicepresidente e una struttura di governo. Non è una barzelletta, ma il paradosso è esattamente questo. Si vota per un presidente di qualcosa che sulla carta è stato abolito. Il presidente delle province morte. Sembra un racconto di Pirandello o di Buzzati e invece è la fotografia delle riforme istituzionali all'italiana. La stessa cosa avverrà con il Senato. In teoria se va in porto il progetto di Renzi il Senato scompare. Una sola Camera basta e avanza. Solo che al posto del vecchio Senato ci sarà un nuovo Senato, la differenza è che i senatori non saranno scelti direttamente dai cittadini ma selezionati tra i consiglieri regionali. È un altro trucco. Il prezzo da pagare per questo spettacolo degno di Silvan è che invece di semplificare si rende tutto più complicato. Il referendum diventa allora una sorta di
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TITOLO: Bravo, il cane estratto dalle macerie che difendeva la casa distrutta
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: & quot; Forza Bravo, vieni avanti che ti porto al sicuro& quot; . Il muso triste, il pelo lungo interamente ricoperto di polvere. & quot; Bravo& quot; , questo il suo nome, è il cane appena estratto dalle macerie di una casa distrutta nel centro di Amatrice, uno dei paesi più colpiti dal terremoto che ha investito il Centro Italia. La zampa posteriore sinistra è ferita, Bravo cammina piano. Ad ogni passo rischia di cadere. Non un gemito. Non un urlo di dolore. Lo sguardo perso. Quando i carabinieri sono entrati nella sua casa per portare in salvo i padroni, Bravo ringhiava. Ringhiava nella speranza di difendere ancora quella casa che sentiva sua. & quot; Non mi faceva entrare - dice il militare - è un cane forte& quot; .I suoi padroni sono stati estratti dalle macerie e trasportati in ospedale. Ma ancora non se ne conoscono le condizioni. Bravo li cerca, il suo muso trasmette dolore. Il signore che lo porta al guinzaglio lo esorta a non fermarsi. Un carabiniere lo accarezza. & quot; Forza Bravo, non mollare& quot; , gli dice. Ha difeso la sua casa. Forse per paura, forse per fedeltà. Con il rischio di morire.
TESTO:"Forza Bravo, vieni avanti che ti porto al sicuro". Il muso triste, il pelo lungo interamente ricoperto di polvere. "Bravo", questo il suo nome, è il cane appena estratto dalle macerie di una casa distrutta nel centro di Amatrice, uno dei paesi più colpiti dal terremoto che ha investito il Centro Italia. La zampa posteriore sinistra è ferita, Bravo cammina piano. Ad ogni passo rischia di cadere. Non un gemito. Non un urlo di dolore. Lo sguardo perso. Quando i carabinieri sono entrati nella sua casa per portare in salvo i padroni, Bravo ringhiava. Ringhiava nella speranza di difendere ancora quella casa che sentiva sua. "Non mi faceva entrare - dice il militare - è un cane forte". I suoi padroni sono stati estratti dalle macerie e trasportati in ospedale. Ma ancora non se ne conoscono le condizioni. Bravo li cerca, il suo muso trasmette dolore. Il signore che lo porta al guinzaglio lo esorta a non fermarsi. Un carabiniere lo accarezza. "Forza Bravo, non mollare", gli dice. Ha difeso la sua casa. Forse per paura, forse per fedeltà. Con il rischio di morire.
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TITOLO: Terremoto, Pescara del Tronto ridotta come Aleppo
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Pescara del Tronto è rasa al suolo. & ldquo; La distruzione& rdquo; , per fare un paragone, & ldquo; è come quella di Aleppo in Siria& rdquo; . A parlare è il sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, che a ilGiornale. it racconta il dramma della piccola frazione del comune di Arquata, in provincia di Ascoli, uno dei centri più devastati dal terremoto di 6 gradi della scala Richter che stanotte ha scosso il Centro Italia. Il bilancio per ora è di 18 morti e 60 feriti dei quali 25 sono codici rossi e sono ricoverati negli ospedali della zona. & ldquo; Le 18 vittime sono state collocate nell& rsquo; obitorio dell& rsquo; ospedale di Ascoli, ma ci stiamo attrezzando per adibire una palestra alla stessa funzione in previsione di un aggravarsi del bilancio delle vittime& rdquo; , afferma il sindaco. Tra loro i bambini rimasti senza vita sotto le macerie sono dai 3 ai 5, secondo il primo cittadino. & ldquo; Una bambina di due anni, nipote di un cittadino ascolano, è stata trovata morta sotto le macerie di una casa crollata, sotto i corpi della mamma e del papà che si erano gettati uno sopra l& rsquo; altro per proteggere la piccola& rdquo; , racconta il sindaco Castelli. I genitori della bimba sono feriti ma salvi. La madre è ricoverata all& rsquo; ospedale di Ancona, e suo marito in quello di Ascoli Piceno. & ldquo; Attualmente ci sono i Vigili del Fuoco, coadiuvati da 120 volontari, che sono impegnati nella rimozione delle macerie nella speranza di trovare persone vive& rdquo; , ha detto Castelli a ilGiornale. it, & ldquo; mentre altri si stanno occupando della gestione del campo di emergenza e assistenza che è stato predisposto presso il campo sportivo di Arquata, assieme ad un presidio ospedaliero mobile che si occupa di smistare i feriti negli ospedali della zona& rdquo; . Tra le vittime molti sono anche cittadini romani che si trovavano in vacanza nel borgo montano, spiega il sindaco. & ldquo; Stamattina quando ero al campo sentivo parlare con accento romano e tra le vittime ci sono molti ragazzi o famiglie che si trovavano nel paese per le vacanze& rdquo; , ha spiegato il sindaco di Ascoli Piceno. Il capoluogo marchigiano, secondo quanto ha dichiarato il primo cittadino, sta predisponendo spazi, derrate alimentari e beni di prima necessità, da mettere a disposizione degli sfollati. Presso gli ospedali, venti posti letto sono già pronti per ospitare le persone più vulnerabili come anziani e disabili. & ldquo; La situazione anche ad Ascoli Piceno è di grande nervosismo& rdquo; , spiega il sindaco, & ldquo; l& rsquo; ultima scossa è stata avvertita cinque minuti fa e la gente si è riversata in strada perché è spaventata dalle immagini che arrivano dai comuni vicini& rdquo; . Il primo cittadino spiega che nel capoluogo marchigiano ci sono alcuni edifici a rischio. Per questo scuole e musei rimarranno chiusi nei prossimi giorni per alcune verifiche tecniche. Il primo cittadino di Ascoli racconta poi a ilGiornale. it della tragica notte appena trascorsa tra le macerie di Arquata e Pescara del Tronto. & ldquo; Immediatamente non ci siamo resi conto della gravità della situazione& quot; . & quot; È stato un crescendo, man mano abbiamo acquisito consapevolezza dell& rsquo; entità di ciò che stava accadendo anche perché la notizia dei primi due morti a Pescara del Tronto è arrivata alle 5.30, quindi a notte inoltrata& rdquo; , racconta il sindaco di Ascoli, & ldquo; e i segnali che ci venivano da Amatrice e da Arquata erano difformi: alcune delle quindici frazioni di Arquata, ad esempio, non hanno riportato alcun danno a differenza di altre, come quella di Pescara del Tronto, disastrosamente coinvolte& rdquo; . L& rsquo; immagine della distruzione di queste ultime, conclude il sindaco, è paragonabile a quella della città siriana di Aleppo. Un cumulo di macerie.
TESTO:Pescara del Tronto è rasa al suolo. ?La distruzione? , per fare un paragone, ?è come quella di Aleppo in Siria? . A parlare è il sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, che a ilGiornale. it racconta il dramma della piccola frazione del comune di Arquata, in provincia di Ascoli, uno dei centri più devastati dal terremoto di 6 gradi della scala Richter che stanotte ha scosso il Centro Italia. Il bilancio per ora è di 18 morti e 60 feriti dei quali 25 sono codici rossi e sono ricoverati negli ospedali della zona. ?Le 18 vittime sono state collocate nell? obitorio dell? ospedale di Ascoli, ma ci stiamo attrezzando per adibire una palestra alla stessa funzione in previsione di un aggravarsi del bilancio delle vittime? , afferma il sindaco. Tra loro i bambini rimasti senza vita sotto le macerie sono dai 3 ai 5, secondo il primo cittadino. ?Una bambina di due anni, nipote di un cittadino ascolano, è stata trovata morta sotto le macerie di una casa crollata, sotto i corpi della mamma e del papà che si erano gettati uno sopra l? altro per proteggere la piccola? , racconta il sindaco Castelli. I genitori della bimba sono feriti ma salvi. La madre è ricoverata all? ospedale di Ancona, e suo marito in quello di Ascoli Piceno. ?Attualmente ci sono i Vigili del Fuoco, coadiuvati da 120 volontari, che sono impegnati nella rimozione delle macerie nella speranza di trovare persone vive? , ha detto Castelli a ilGiornale. it, ?mentre altri si stanno occupando della gestione del campo di emergenza e assistenza che è stato predisposto presso il campo sportivo di Arquata, assieme ad un presidio ospedaliero mobile che si occupa di smistare i feriti negli ospedali della zona? . Tra le vittime molti sono anche cittadini romani che si trovavano in vacanza nel borgo montano, spiega il sindaco. ?Stamattina quando ero al campo sentivo parlare con accento romano e tra le vittime ci sono molti ragazzi o famiglie che si trovavano nel paese per le vacanze? , ha spiegato il sindaco di Ascoli Piceno. Il capoluogo marchigiano, secondo quanto ha dichiarato il primo cittadino, sta predisponendo spazi, derrate alimentari e beni di prima necessità, da mettere a disposizione degli sfollati. Presso gli ospedali, venti posti letto sono già pronti per ospitare le persone più vulnerabili come anziani e disabili. ?La situazione anche ad Ascoli Piceno è di grande nervosismo? , spiega il sindaco, ?l? ultima scossa è stata avvertita cinque minuti fa e la gente si è riversata in strada perché è spaventata dalle immagini che arrivano dai comuni vicini? . Il primo cittadino spiega che nel capoluogo marchigiano ci sono alcuni edifici a rischio. Per questo scuole e musei rimarranno chiusi nei prossimi giorni per alcune verifiche tecniche. Il primo cittadino di Ascoli racconta poi a ilGiornale. it della tragica notte appena trascorsa tra le macerie di Arquata e Pescara del Tronto. ?Immediatamente non ci siamo resi conto della gravità della situazione". "È stato un crescendo, man mano abbiamo acquisito consapevolezza dell? entità di ciò che stava accadendo anche perché la notizia dei primi due morti a Pescara del Tronto è arrivata alle 5.30, quindi a notte inoltrata? , racconta il sindaco di Ascoli, ?e i segnali che ci venivano da Amatrice e da Arquata erano difformi: alcune delle quindici frazioni di Arquata, ad esempio, non hanno riportato alcun danno a differenza di altre, come quella di Pescara del Tronto, disastrosamente coinvolte? . L? immagine della distruzione di queste ultime, conclude il sindaco, è paragonabile a quella della città siriana di Aleppo. Un cumulo di macerie.
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TITOLO: Vorrei urlare, ma non serve. Posso solo affidarmi a Dio
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: & quot; Vorrei urlare, ma non serve a nulla. Posso solo affidarmi a Dio& quot; . Don Cesare, aiutante del parroco di Amatrice, guarda con il viso solcato da lacrime invisibili l& #39;istituto femminile Minozzi all& #39;ingresso della città. Sotto le macerie del convento del Santissimo Sacramento sono ancora intrappolate sette persone, quattro anziani e tre suore. Schiacciate dal tetto che ha ceduto subito dopo scossa delle 3.35. Il convento ospitava sei suore e quattro anziani, arrivati ad Amatrice per passare l& #39;estate. Tre delle religiose sono state estratte vive, due sono state trasportate in ospedale mentre la più giovane ha una profonda ferita in fronte. Ma è in piedi. & quot; Mi scoppia la testa che vorrei sbatterla al muro - dice al giornale. it - ma sono viva grazie a Dio& quot; . Le altre tre consorelle, invece, lottano per la vita sotto cumuli di macerie. O forse sono già morte. Le speranze sono appese ad un filo finissimo. I soccorritori non riescono ad entrare all& #39;interno dello stabile: i muri portanti hanno ceduto e il telo ha schiacciato il terzo piano della struttura portando giù anche il secondo solaio. Proprio quello dove si trovavano gli anziani e le suore. Nemmeno i cani addestrati per la ricerca dei dispersi possono sovrastare le migliaia di tonnellate di calcinacci accumulati. Dalla finestra si vede un letto distrutto e qualche straccio. Nel momento in cui scriviamo, alcuni soccorritori degli alpini sono saliti in cima alle macerie nella speranza di trovare qualcosa. Ma non sentono muoversi nulla. Si spera di sentire un gemito, un grido di dolore. & quot; Siamo trepidanti, siamo afflitti - dice Don Giorgio - Vorremmo fare qualcosa& quot; . Non riesce a contenere il dolore. & quot; Proviamo tristezza e impotenza di fronte alle forze della natura. Ma la fede non ci manca. Anche in questo momento il Signore è vicino a noi e a chi soffre& quot; . Di fronte alla porta del convento ci sono alcuni familiari. Come Massimo Terlizzi, che ha preso la macchina non appena ha appreso la notizia. Viene da Roma nord. Ha fatto una corsa contro il tempo sapendo che sua madre, Cicerone Annamaria Rosaria quasi 90enne, era tra gli anziani intrappolati. Non crede più ad un miracolo. & quot; Vorrei solo fosse morta sul colpo. Senza soffrire& quot; . Poi riprende la sua instancabile attività per aiutare i soccorritori. Forse il suo cuore ancora conserva un briciolo di speranza. & quot; Ora dobbiamo pensare ai vivi& quot; , conclude don Cesare. Nel ricordo di chi non c& #39;è più. (Clicca qui per il video della testimonianza del don) [[video 1299022]]
TESTO:"Vorrei urlare, ma non serve a nulla. Posso solo affidarmi a Dio". Don Cesare, aiutante del parroco di Amatrice, guarda con il viso solcato da lacrime invisibili l'istituto femminile Minozzi all'ingresso della città. Sotto le macerie del convento del Santissimo Sacramento sono ancora intrappolate sette persone, quattro anziani e tre suore. Schiacciate dal tetto che ha ceduto subito dopo scossa delle 3.35. Il convento ospitava sei suore e quattro anziani, arrivati ad Amatrice per passare l'estate. Tre delle religiose sono state estratte vive, due sono state trasportate in ospedale mentre la più giovane ha una profonda ferita in fronte. Ma è in piedi. "Mi scoppia la testa che vorrei sbatterla al muro - dice al giornale. it - ma sono viva grazie a Dio". Le altre tre consorelle, invece, lottano per la vita sotto cumuli di macerie. O forse sono già morte. Le speranze sono appese ad un filo finissimo. I soccorritori non riescono ad entrare all'interno dello stabile: i muri portanti hanno ceduto e il telo ha schiacciato il terzo piano della struttura portando giù anche il secondo solaio. Proprio quello dove si trovavano gli anziani e le suore. Nemmeno i cani addestrati per la ricerca dei dispersi possono sovrastare le migliaia di tonnellate di calcinacci accumulati. Dalla finestra si vede un letto distrutto e qualche straccio. Nel momento in cui scriviamo, alcuni soccorritori degli alpini sono saliti in cima alle macerie nella speranza di trovare qualcosa. Ma non sentono muoversi nulla. Si spera di sentire un gemito, un grido di dolore. "Siamo trepidanti, siamo afflitti - dice Don Giorgio - Vorremmo fare qualcosa". Non riesce a contenere il dolore. "Proviamo tristezza e impotenza di fronte alle forze della natura. Ma la fede non ci manca. Anche in questo momento il Signore è vicino a noi e a chi soffre". Di fronte alla porta del convento ci sono alcuni familiari. Come Massimo Terlizzi, che ha preso la macchina non appena ha appreso la notizia. Viene da Roma nord. Ha fatto una corsa contro il tempo sapendo che sua madre, Cicerone Annamaria Rosaria quasi 90enne, era tra gli anziani intrappolati. Non crede più ad un miracolo. "Vorrei solo fosse morta sul colpo. Senza soffrire". Poi riprende la sua instancabile attività per aiutare i soccorritori. Forse il suo cuore ancora conserva un briciolo di speranza. "Ora dobbiamo pensare ai vivi", conclude don Cesare. Nel ricordo di chi non c'è più. (Clicca qui per il video della testimonianza del don)
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TITOLO: La confessione di Don Combi: Non voglio più imam nelle Chiese
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: & quot; Lo dico con sincerità: non voglio un imam sull& rsquo; altare come è avvenuto, e spero che non accada mai più, non ha senso, questo vuol dire confondere menti ed acque& quot; parla sicuro al sito. La Fede quotidiana don Arnaldo Combi, sacerdote ad Orbetello, parrocchia Maria Santissima delle Grazie. Di una cosa è certo: & quot; Cristianesimo ed islam sono religioni distinte& quot; .G& quot; Gli islamici dimostrino con i fatti e gli atti concreti che disapprovano il terrorismo& quot; Don Arnaldo Combi non ha digerito la presenze dei musulmani alle messe. & quot; Una sceneggiata& quot; la definisce. E aggiunge: & quot; Bisogna finirla con la retorica dell& rsquo; islam di pace, non è così. Sicuramente esistono anche islamici pacifici e non violenti, però quella religione da sempre ha cercato di imporsi con la forza ed è oggettivamente legata alla conquista e alla sottomissione degli infedeli e noi siamo questo per loro& quot; .Invitare gli islamici in chiesa & quot; non ha senso& quot; . Per il sacerdote ad Orbetello & quot; vuol dire confondere menti ed acque& quot; . E anche lui ammette al giornalista che lo sta intervistando che & quot; in questa Chiesa mi sento confuso& quot; . È però sicuro che ci sia una guerra di religione in atto: & quot; Chi dice il contrario o è in malafede o è disinformato. Questi soggetti uccidono inneggiando ad Allah, sostenere come si dice che anche i cattolici sono violenti o lo sono stati è impreciso& quot; .& quot; Rimpiango Benedetto XVI& quot; La & quot; confessione& quot; su. La Fede quotidiana sottolinea anche il malumore verso papa Bergoglio. & quot; Francamente dal Papa mi sarei aspettato e mi aspetterei qualche parola in più a difesa dei cristiani perseguitati e magari su Asia Bibi& quot; . E ancora: & quot; Per quanto riguarda la chiarezza delle posizioni, rimpiango Benedetto XVI. Oggi come sacerdote e uomo di Chiesa, pur rispettoso del Papa, mi sento confuso da certe posizioni di Bergoglio. Non capisco dove voglia arrivare. Nella Chiesa esistono malumori e un certo malcontento. Probabilmente manca di prudenza in qualche dichiarazione, il suo compito è custodire la fede. Mi preme ricordare: io non voglio più imam nelle Chiese. Sono disposto ad incontrarli al bar, al ristorante o alla biblioteca, ma nella Chiesa o alla messa no& quot; .& quot; I migranti sono una vera emergenza& quot; Dall& #39;islam al terrorismo, arrivando fino alla emergenza migranti. Don Arnaldo Combi della parrocchia Maria Santissima delle Grazie la definisce & quot; una invasione& quot; . E bacchetta coloro che insistiono con accoglienza e integrazione: & quot; Stiamo esagerando, li trattiamo meglio degli italiani e spesso sono anche arroganti, buttano il cibo, vogliono scarpe firmate, e il wifi. Non credo che in Africa avessero tante comodità. A livello di politica stiamo privilegiando i migranti rispetto agli italiani& quot; .
TESTO:Purtroppo per i suoi detrattori, che sono anche in seno al clero, il Papa professa la Chiesa di Gesù Cristo. Ogni suo atto o parola si ispira al Vangelo. Papa Francesco è stato eletto per riformare una Chiesa che non riusciva più ad essere al passo coi tempi, per ridare dignità a persone messe da parte magari per le loro inclinazioni, tendenze o idee; una Chiesa dove cardinali e vescovi avevano commissariato il Papato. Il sodalizio di certi cardinali con i salotti buoni è certa politica spiega bene l'astio che molti di questi nutrono verso il nostro Santo Padre che li ha riportati all'obbedienza, senza se e senza ma. Per chi non vuole starci, fuori dalla Chiesa c'è tanto spazio per loro.
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TITOLO: Il velo islamico farà parte della divisa della polizia scozzese
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Introdurre il velo islamico nella divisa della polizia come incentivo per incoraggiare le donne musulmane ad unirsi ai ranghi delle forze dell& #39;ordine. L& #39;idea arriva dalla Scozia, dove la polizia ha inserito l& #39;hijab (il velo completo che lascia scoperto solo il volto) fra le componenti opzionali della divisa, con il dichiarato scopo di & quot; rendere la polizia più rappresentativa della comunità che gli agenti devono servire& quot; .& quot; Come molti altri settori del pubblico impiego stiamo lavorando per assicurare che il nostro servizio rispecchi la comunità in cui operiamo - ha spiegato il capo della polizia Phil Gormley - Sono felice di fare questo annuncio e di salutare il benvenuto con cui sia la comunità musulmana sia gli agenti hanno salutato la notizia. & quot; Dei quasi cinquemila nuovi agenti che negli ultimi dodici mesi hanno fatto domanda per entrare nella polizia scozzese, scrive il britannico The Telegraph, il 2,6% sono di origine straniera. A Londra, d& #39;altronde, la Metropolitan Police ha ammesso il velo islamico come parte integrante della divisa da più di dieci anni. & quot; Non c& #39;è dubbio che questa misura incoraggerà sempre più donne musulmane ad entrare in polizia& quot; , spiega soddisfatta la presidente dell& #39;associazione dei poliziotti musulmani scozzesi (SPMA) Fahad Bashir.
TESTO:Introdurre il velo islamico nella divisa della polizia come incentivo per incoraggiare le donne musulmane ad unirsi ai ranghi delle forze dell'ordine. L'idea arriva dalla Scozia, dove la polizia ha inserito l'hijab (il velo completo che lascia scoperto solo il volto) fra le componenti opzionali della divisa, con il dichiarato scopo di "rendere la polizia più rappresentativa della comunità che gli agenti devono servire". "Come molti altri settori del pubblico impiego stiamo lavorando per assicurare che il nostro servizio rispecchi la comunità in cui operiamo - ha spiegato il capo della polizia Phil Gormley - Sono felice di fare questo annuncio e di salutare il benvenuto con cui sia la comunità musulmana sia gli agenti hanno salutato la notizia. "Dei quasi cinquemila nuovi agenti che negli ultimi dodici mesi hanno fatto domanda per entrare nella polizia scozzese, scrive il britannico The Telegraph, il 2,6% sono di origine straniera. A Londra, d'altronde, la Metropolitan Police ha ammesso il velo islamico come parte integrante della divisa da più di dieci anni. "Non c'è dubbio che questa misura incoraggerà sempre più donne musulmane ad entrare in polizia", spiega soddisfatta la presidente dell'associazione dei poliziotti musulmani scozzesi (SPMA) Fahad Bashir.
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TITOLO: I medici eroici di Amatrice: le cure in piazza con l'ospedale distrutto
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: I lettini dei pazienti a fianco di un calcinaccio. Le ambulanze parcheggiate a due passi dai muri dell& #39;ospedale in gran parte crollati, con le crepe che spaccano i muri in due e più parti. Ad Amatrice nemmeno l& #39;ospedale ha resistito alla tremenda scossa che alle 3.36 di questa notte ha squarciato il sonno (e la vita) dei cittadini di questo paese arroccato sull& #39;Appennino dell& #39;Italia centrale. [[video 1298930]]I degenti all& #39;interno della struttura sono stati evacuati. A quanto ci dice uno dei medici non ci sono stati morti. È questo anche per l& #39;eroica forza di volontà che ha guidato i sanitari. I primi soccorsi dopo le due scosse notturne sono stati organizzati qui: scatoloni di garze, lettini, sedie a rotelle, ossigeno e strumenti medici di ogni tipo. Nemmeno la scossa successiva, quella delle 4.45 non ha fermato i medici. Un uomo con il camice è seduto e con lo sguardo perso nel nulla. Non ci avviciniamo troppo per non intralciare il lavoro dei soccorritori. La protezione civile ora sta montando un tendone per rendere il luogo il più possibile simile ad un campo sanitario. Alle loro spalle l& #39;ospedale, vuoto, racconta il disastro che ha colpito Amatrice. Ma qui davanti il via vai delle persone con indosso la pettorina della Croce Rossa è la testimonianza di chi non ha paura a dire che, ora, bisogna combattere. Loro lo stanno facendo.
TESTO:I degenti all'interno della struttura sono stati evacuati. A quanto ci dice uno dei medici non ci sono stati morti. È questo anche per l'eroica forza di volontà che ha guidato i sanitari. I primi soccorsi dopo le due scosse notturne sono stati organizzati qui: scatoloni di garze, lettini, sedie a rotelle, ossigeno e strumenti medici di ogni tipo. Nemmeno la scossa successiva, quella delle 4.45 non ha fermato i medici. Un uomo con il camice è seduto e con lo sguardo perso nel nulla. Non ci avviciniamo troppo per non intralciare il lavoro dei soccorritori. La protezione civile ora sta montando un tendone per rendere il luogo il più possibile simile ad un campo sanitario. Alle loro spalle l'ospedale, vuoto, racconta il disastro che ha colpito Amatrice. Ma qui davanti il via vai delle persone con indosso la pettorina della Croce Rossa è la testimonianza di chi non ha paura a dire che, ora, bisogna combattere. Loro lo stanno facendo.
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TITOLO: Terremoto, donna scampata a sisma dell'Aquila perde la figlia di 18 mesi
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il destino a volte sa essere molto crudele. Lo è stato stavolta con Martina Turco, giovane abruzzese che nel 2009 scampò al terremoto dell& #39;Aquila, la sua città. Ieri notte, nel sisma che ha colpito l& #39;Italia centrale, Martina ha perso sua figlia Marisol, di soli 18 mesi. Martina era con il suo compagno Massimiliano Piermarini e la bambina nella loro casa delle vacanze ad Arquata del Tronto. La piccola dormiva nel suo lettino ed è rimasta uccisa nel crollo dell& #39;abitazione. Martina e Massimiliano sono rimasti sepolti a lungo sotto le macerie. La donna adesso è ricoverata all& #39;ospedale regionale Torrette di Ancona dove è sottoposta a esami, mentre il compagno è ricoverato all& #39;ospedale Mazzoni di Ascoli per le ferite riportate in varie parti del corpo. L& #39;uomo non è in pericolo di vita. & quot; Non volevano farmi passare perché tutto era pericolante& quot; , ha detto il nonno della bambina, Massimo Piermarini. La notte scorsa è stato tra i primi a raggiungere Arquata. & quot; Non mi importava niente, dovevo andare a cercarli. Purtroppo per Marisol non c& #39;è stato nulla da fare& quot; , ha detto disperato. In una stanza dell& #39;ospedale è stata predisposta la camera ardente. [[nodo 1298858]]
TESTO:Il destino a volte sa essere molto crudele. Lo è stato stavolta con Martina Turco, giovane abruzzese che nel 2009 scampò al terremoto dell'Aquila, la sua città. Ieri notte, nel sisma che ha colpito l'Italia centrale, Martina ha perso sua figlia Marisol, di soli 18 mesi. Martina era con il suo compagno Massimiliano Piermarini e la bambina nella loro casa delle vacanze ad Arquata del Tronto. La piccola dormiva nel suo lettino ed è rimasta uccisa nel crollo dell'abitazione. Martina e Massimiliano sono rimasti sepolti a lungo sotto le macerie. La donna adesso è ricoverata all'ospedale regionale Torrette di Ancona dove è sottoposta a esami, mentre il compagno è ricoverato all'ospedale Mazzoni di Ascoli per le ferite riportate in varie parti del corpo. L'uomo non è in pericolo di vita. "Non volevano farmi passare perché tutto era pericolante", ha detto il nonno della bambina, Massimo Piermarini. La notte scorsa è stato tra i primi a raggiungere Arquata. "Non mi importava niente, dovevo andare a cercarli. Purtroppo per Marisol non c'è stato nulla da fare", ha detto disperato. In una stanza dell'ospedale è stata predisposta la camera ardente.
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TITOLO: Raiola ci prova: Balotelli al Manchester United?
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Tutti vogliono Mario Balotelli ma nessuno alla fine se lo prende. L& #39;attaccante 26enne sotto contratto con il Liverpool fino al 30 giugno del 2018, in queste settimane è stato accostato a diversi club stranieri ed italiani: dalla suggestione Inter, al Bologna, passando per il Crotone e la Smapdoria fino ad arrivare ad Ajax, Besiktas, Palermo e Chievo Verona. Mino Raiola sta lavorando duramente per trovare una sistemazione gradita al suo assistito: Balotelli ha bisogno di un club che gli dia la possibilità di rilanciarsi dopo due stagioni davvero pessime con le maglie di Liverpool e Milan. Balotelli ha diversi estimatori anche in Premier League dove il Crystal Palace ha fatto più di un sondaggio per portarlo alla corte di Alan Pardew. Nelle ultime ore poi si è sparsa una voce che ha del clamoroso: il Manchester United avrebbo messo nel mirino Supermario. L& #39;ex City ritroverebbe il suo ex & quot; amico-nemico& quot; José Mourinho e Zlatan Ibrahimovic, anche lui assistito da Mino Raiola. I Red Devils gli potrebbero garantire un lauto ingaggio ma soprattutto gli darebbero la possibilità di rilanciarsi per dimostare di non essere finito a soli 26 anni.
TESTO:Tutti vogliono Mario Balotelli ma nessuno alla fine se lo prende. L'attaccante 26enne sotto contratto con il Liverpool fino al 30 giugno del 2018, in queste settimane è stato accostato a diversi club stranieri ed italiani: dalla suggestione Inter, al Bologna, passando per il Crotone e la Smapdoria fino ad arrivare ad Ajax, Besiktas, Palermo e Chievo Verona. Mino Raiola sta lavorando duramente per trovare una sistemazione gradita al suo assistito: Balotelli ha bisogno di un club che gli dia la possibilità di rilanciarsi dopo due stagioni davvero pessime con le maglie di Liverpool e Milan. Balotelli ha diversi estimatori anche in Premier League dove il Crystal Palace ha fatto più di un sondaggio per portarlo alla corte di Alan Pardew. Nelle ultime ore poi si è sparsa una voce che ha del clamoroso: il Manchester United avrebbo messo nel mirino Supermario. L'ex City ritroverebbe il suo ex "amico-nemico" José Mourinho e Zlatan Ibrahimovic, anche lui assistito da Mino Raiola. I Red Devils gli potrebbero garantire un lauto ingaggio ma soprattutto gli darebbero la possibilità di rilanciarsi per dimostare di non essere finito a soli 26 anni.
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TITOLO: Terremoto, il sismologo Boschi: Attenzione alle prossime ore: c'è rischio di: 'scosse a coppie'
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Sul fronte dei terremoti & quot; siamo ancora indietro sulla prevenzione& quot; . Ad affermarlo è il sismologo e geofisico Enzo Boschi, ex presidente dell& #39;Ingv, che consiglia di mantenere alta l& #39;allerta nelle prossime ore nelle zone colpite dal sisma nel centro Italia: & quot; Bisogna fare grande attenzione nelle prossime ore e giorni perché in queste zone spesso avvengono forti & #39;scosse a coppie& #39;, cioè si ripete una seconda scossa forte nella stessa zona e uguale alla prima. A fronte di questo alto rischio, non bisogna entrare negli edifici che sono rimasti in piedi oggi prima di un attento controllo di tecnici e esperti della Protezione Civile& quot; . Intanto l& #39;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia fa sapere che nei giorni precedenti non ci sono stati segnalati che facessero pensare a un terremoto di questa portata. Il geofisico Boschi ricorda quanto successo nel terremoto dell& #39;Emilia Romagna: & quot; Si ebbe, a distanza di pochi giorni, una forte scossa uguale alla prima e le maggiori vittime si ebbero proprio a causa della seconda perché molte persone entrarono negli edifici ancora in piedi, senza preventivi controlli sulle strutture& quot; .Boschi sottolinea l& #39;importanza della prevenzione, sottolineando che & quot; a Norcia, dove dopo il terremoto del 1979 si è proceduto con interventi antisismici sugli edifici, i danni provocati dal sisma di questa notte sono quasi irrilevanti& quot; .Boschi spiega che il terremoto che ha colpito l& #39;Italia centrale & quot; ricade in una zona già inserita nella Mappa sismica italiana e nella Mappa questa zona appenninica era stata classificata come ad alta pericolosità sismica& quot; . La Mappa sismica italiana risale al 2003 e fu voluta subito dopo il terribile terremoto di San Giuliano di Puglia del 31 ottobre 2002 in cui morirono 27 bambini e un& #39;insegnante. La Mappa, ricorda Boschi, & quot; fu fortemente voluta dall& #39;allora Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta che, all& #39;indomani del terribile terremoto di San Giuliano di Puglia, ci chiamò e ci chiese di pubblicare tutti i dati sul rischio sismico in Italia& quot; . La mappa, continua il geofisico, & quot; fu pubblicata a inizio 2003 in Gazzetta Ufficiale con decreto del Presidente del Consiglio e, nel 2009, divenne legge. Sulla base di questa mappa della sismicità in Italia bisognava realizzare interventi di prevenzione antisismica sugli edifici& quot; .[[gallery 1298927]]Terremoto, l& #39;Ingv: & quot; Nessun segnale che stesse per accadere qualcosa& quot; & quot; Non avevamo alcun segnale che qualcosa stesse per accadere: assolutamente non avevamo registrato scosse, neppure piccole& quot; , lo ha affermato a Sky tg24 Carlo Meletti, dell& #39;Istituto Nazionale Geofica e Vulcanologia. & quot; La prima scossa e& #39; stata quella piu& #39; forte& quot; , ha spiegato Meletti, responsabile centro pericolosità sismica dell& #39;Ingv. Dall& #39;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia fanno sapere che & quot; la zona colpita dal terremoto odierno rientra nella fascia ad altissima pericolosità sismica che corre lungo l& #39;asse della catena appenninica& quot; (GUARDA la mappa del sisma che ha colpito oggi l& #39;Italia). Già in passato l& #39;area è stata colpita da forti simsa. I principali terremoti sono avvenuti nel 1639 (Magnitudo 6.2), 1646 (Magnitudo 5.9) e nel 1703 (Magnitudo 6.9). Per quanto riguarda il terremoto di questa notte avvenuto nella zona dell& #39;Appennino centrale alle ore 3:36, l& #39;Ingv spiega che ha avuto epicentro in provincia di Rieti (vicino Accumoli) ed ha interessato anche le province di Perugia, Ascoli Piceno, L& #39;Aquila e Teramo. I comuni più vicini all& #39;epicentro sono: Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto. La magnitudo locale del terremoto è pari a 6 gradi della scala Richter. Sono state registrate numerose repliche e sono 39 gli eventi sismici localizzati di magnitudo pari o maggiore di 3.0, rilevate fra Umbria, Lazio e Marche a partire dalle 3,36. Le scosse più forti sono avvenute nella zona di Norcia (Perugia) con magnitudo 5.1 e 5.4, rispettivamente alle 04:32 e alle 04:33.
TESTO:"Non avevamo alcun segnale che qualcosa stesse per accadere: assolutamente non avevamo registrato scosse, neppure piccole", lo ha affermato a Sky tg24 Carlo Meletti, dell'Istituto Nazionale Geofica e Vulcanologia. "La prima scossa e' stata quella piu' forte", ha spiegato Meletti, responsabile centro pericolosità sismica dell'Ingv. Dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia fanno sapere che "la zona colpita dal terremoto odierno rientra nella fascia ad altissima pericolosità sismica che corre lungo l'asse della catena appenninica" (GUARDA la mappa del sisma che ha colpito oggi l'Italia). Già in passato l'area è stata colpita da forti simsa. I principali terremoti sono avvenuti nel 1639 (Magnitudo 6.2), 1646 (Magnitudo 5.9) e nel 1703 (Magnitudo 6.9). Per quanto riguarda il terremoto di questa notte avvenuto nella zona dell'Appennino centrale alle ore 3:36, l'Ingv spiega che ha avuto epicentro in provincia di Rieti (vicino Accumoli) ed ha interessato anche le province di Perugia, Ascoli Piceno, L'Aquila e Teramo. I comuni più vicini all'epicentro sono: Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto. La magnitudo locale del terremoto è pari a 6 gradi della scala Richter. Sono state registrate numerose repliche e sono 39 gli eventi sismici localizzati di magnitudo pari o maggiore di 3.0, rilevate fra Umbria, Lazio e Marche a partire dalle 3,36. Le scosse più forti sono avvenute nella zona di Norcia (Perugia) con magnitudo 5.1 e 5.4, rispettivamente alle 04:32 e alle 04:33.
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TITOLO: Tozzi: In Giappone e in California ci sarebbe stata solo un po' di paura
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: & quot; Ormai abbiamo osservato che ogni 4 o 5 anni c& #39;è un sisma che colpisce la dorsale appenninica. Eppure gli amministratori non fanno prevenzione. Il risultato è che l& #39;Italia è arretrata come il Medio Oriente: in un paese avanzato una scossa di magnitudo 6 non provoca crolli e vittime& quot; . Ne è convinto il geologo Mario Tozzi che sull& rsquo; Huffington Post attacca la politica colpevole, a sette anni dalla terremoto dell& rsquo; Aquila, non essere intervenuta sulla prevenzione di disastri sismici di questa portata. Oggi i comuni più devastati: Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto. & quot; L& #39;Italia è un territorio geologicamente giovane e perciò subisce queste scosse strutturali di assestamento. Non stiamo dicendo che i terremoti sono prevedibili& quot; , puntualizza Tozzi, & quot; perché sappiamo che è una sciocchezza. Ma stupisce che in una zona sismica non si faccia quasi nulla per impedire che una scossa di magnitudo 6 possa addirittura far crollare un ospedale come è accaduto ad Amatrice& quot; . Secondo il geologo le istituzioni non possono cavarsela dicendo che i paesini del Centro Italia crollano più facilmente perché lì le case di antica costruzione. & ldquo; Gli antichi & ndash; spiega Tozzi - sapevano costruire bene e basta pensare che a Santo Stefano di Sessanio, vicino l& #39;Aquila, era crollata soltanto la torre perché restaurata con cemento armato, mentre a Cerreto Sannita nel Beneventano quasi tutto era rimasto intatto dopo il terremoto dell& #39;Irpinia: non fu un caso, era stato costruito bene& quot; .& quot; In Giappone e in California con una scossa simile a quella di Amatrice c& #39;è soltanto un po& #39; di spavento ma non crolla nulla& rdquo; , ribadisce Tozzi chiedendo che venga fatta quanto prima & ldquo; una manutenzione antisismica di tutti gli edifici pubblici e privati& rdquo; . Il geologo rimarca, infine, la necessità di cambiar passo, di smetterla di parlare di fatalismo e di, aumentare, invece, gli investimento contro il dissesto idrogeologico e per la prevenzione dei terremoti. & ldquo; Siamo il paese europeo con numero record di frane e alluvioni, - conclude - siamo territorio sismico eppure per chi ci governa quando qualcosa succede è sempre una fatalità: bisognerebbe smetterla di pensare in questo modo e cominciare a ripensare seriamente al territorio& quot; .
TESTO:Questo sputasentenze si dimentica di una cosa, che l'Italia è in pratica un unico enorme centro storico, impossibile da"bonificare" totalmente, in California San FRancisco fu rasa al suolo completamente, e usano molto le casette di legno, e in Giappone di legno e carta, di veramente antico non cè nulla o quasi. I CaLIfornia vidi anni fà ancora i viadotti dell'autostrada franati dal precendete terremoto, ne hanno fatti di nuovi accanto invece del restauro più costoso. Mia figlia architetto, che lavora parecchio con gli edifici di secoli fà, mi dice che erano costruiti bene i palazzi dei potenti, ma il resto è fatto con murature assai scadenti, e il consolidamento è molto difficoltoso, e costosissimo, spesso più che radere al suolo e rifare di nuovo, cosa che comunque nelle nostre città vincolate non si può fare. Gli altri paesi europei non sono terremotati da sempre, non credo abbiano qualcosa da insegnarci.
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TITOLO: Terremoto, così vi dovete comportare in caso di sisma
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Cosa fare in caso di terremoto? Nelle ore immediatamente successive al sisma che ha colpito la provincia di Rieti e quella di Ascoli Piceno, facendo almeno 38 morti, la Croce Rossa Italiana ha diffuso, tramite il proprio account Twitter, un vademecum con la lista delle cose da fare e da non fare che è bene riproporre all& #39;attenzione dei lettori. Queste le linee guida da tenere in caso di terremoto. Se vi trovate in un luogo chiuso: - cercate riparo nel vano di una porta inserita in un muro portante o sotto una trave che protegga dai crolli. - riparatevi sotto un tavolo, allontanandosi da mobili, oggetti pesanti o vetri che potrebbero cadere. - non precipitatevi verso le scale o l& #39;ascensore, che si potrebbe bloccare. Le scale sono tendenzialmente la parte più debole dell& #39;edificio. - Tenete in casa una cassetta di pronto soccorso, informando tutta la famiglia del luogo dove è riposta. Se vi trovate in un luogo aperto: - state lontano da impianti industriali- state lontani dai margini di laghi e sponde marine, per evitare onde anomale- raggiungete le aree di attesa individuate dal piano d& #39;emergenza comunale- evitate di usare telefono ed automobile, meglio lasciare libere linee telefoniche e strade per i soccorritori- non sostate in auto in prossimità di ponti, terreni franosi o spiagge. Centri Emergenza #CRI attivati per intervento zone colpite. Cosa fare in caso di ulteriori scosse di #terremoto. pic. twitter. com/g4H0O0FcH7& mdash; Croce Rossa Italiana (@crocerossa) 24 agosto 2016
TESTO:Cosa fare in caso di terremoto? Nelle ore immediatamente successive al sisma che ha colpito la provincia di Rieti e quella di Ascoli Piceno, facendo almeno 38 morti, la Croce Rossa Italiana ha diffuso, tramite il proprio account Twitter, un vademecum con la lista delle cose da fare e da non fare che è bene riproporre all'attenzione dei lettori. Queste le linee guida da tenere in caso di terremoto. Se vi trovate in un luogo chiuso: - cercate riparo nel vano di una porta inserita in un muro portante o sotto una trave che protegga dai crolli. - riparatevi sotto un tavolo, allontanandosi da mobili, oggetti pesanti o vetri che potrebbero cadere. - non precipitatevi verso le scale o l'ascensore, che si potrebbe bloccare. Le scale sono tendenzialmente la parte più debole dell'edificio. - Tenete in casa una cassetta di pronto soccorso, informando tutta la famiglia del luogo dove è riposta. Se vi trovate in un luogo aperto: - state lontano da impianti industriali- state lontani dai margini di laghi e sponde marine, per evitare onde anomale- raggiungete le aree di attesa individuate dal piano d'emergenza comunale- evitate di usare telefono ed automobile, meglio lasciare libere linee telefoniche e strade per i soccorritori- non sostate in auto in prossimità di ponti, terreni franosi o spiagge.
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TITOLO: La Russia offre aiuto all'Italia
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Attorno al centro Italia & ndash; scosso stanotte dal terremoto di magnitudo 6 che ha avuto il suo epicentro nel reatino & ndash; si stringe una solidarietà eccezionale che arriva bel oltre il confine. Fino a Mosca che, con due telegrammi, ha espresso solidarietà al nostro Paese e messo a disposizione l& rsquo; esperienza dei suoi soccorritori per & ldquo; liquidare le conseguenze del sisma& rdquo; . La prima comunicazione arriva dal vertice del Cremlino. Vladmir Putini ha porto le proprie condoglianze al presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi. & ldquo; La Russia & ndash; si legge nel telegramma inviato dallo & ldquo; zar& rdquo; al nostro premier & ndash; condivide il dolore della popolazione italiana, ed è pronta ad assicurare la necessaria assistenza per affrontare l& rsquo; emergenza successiva al terremoto& rdquo; .La seconda comunicazione arriva dalla task-force russa leader nelle operazioni in caso di calamità naturale. Il ministro delle Situazioni di Emergenza russo Vladimir Puchkov & ndash; secondo quando riporta l& rsquo; agenzia russa Interfax & ndash; ha inviato un telegramma al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio offrendo & ldquo; assistenza pratica& rdquo; all& rsquo; Italia nelle operazioni di rimozione delle macerie e di ricerca dei dispersi. La Federazione Russa sarebbe disposta ad inviare gli uomini dell& rsquo; unità & ldquo; Tsentrospas& rdquo; e il complesso diagnostico mobile & ldquo; Struna& rdquo; & ndash; dotato di attrezzature all& rsquo; avanguardia e tecnologia avanzata & ndash; per effettuare la stima della profondità dei danni riportati da edifici ed infrastrutture. Già nel 2006, l& rsquo; allora capo del Ministero delle Emergenze russo Sergey Shoygu & ndash; oggi ministro della Difesa & ndash; ha visitato le località colpite dal sisma dell& rsquo; Aquila. Le unità di soccorso del Cremlino & ndash; attualmente impegnate nelle missioni umanitarie in Siria e Donbass & ndash; si sono sempre distinte per i loro interventi nel mondo. Nel 2014, ad esempio, 72 soccorritori russi dell& rsquo; unità & ldquo; Tsentrospas& rdquo; e due elicotteri & ldquo; Ka-32& rdquo; del ministero delle Situazioni di Emergenza russo hanno contribuito in Serbia & ndash; piegata dall& rsquo; alluvione & ndash; alle operazioni di ricerca e salvataggio degli alluvionati.
TESTO:Attorno al centro Italia? scosso stanotte dal terremoto di magnitudo 6 che ha avuto il suo epicentro nel reatino? si stringe una solidarietà eccezionale che arriva bel oltre il confine. Fino a Mosca che, con due telegrammi, ha espresso solidarietà al nostro Paese e messo a disposizione l? esperienza dei suoi soccorritori per? liquidare le conseguenze del sisma? . La prima comunicazione arriva dal vertice del Cremlino. Vladmir Putini ha porto le proprie condoglianze al presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi. ?La Russia? si legge nel telegramma inviato dallo? zar? al nostro premier? condivide il dolore della popolazione italiana, ed è pronta ad assicurare la necessaria assistenza per affrontare l? emergenza successiva al terremoto? .La seconda comunicazione arriva dalla task-force russa leader nelle operazioni in caso di calamità naturale. Il ministro delle Situazioni di Emergenza russo Vladimir Puchkov? secondo quando riporta l? agenzia russa Interfax? ha inviato un telegramma al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio offrendo? assistenza pratica? all? Italia nelle operazioni di rimozione delle macerie e di ricerca dei dispersi. La Federazione Russa sarebbe disposta ad inviare gli uomini dell? unità? Tsentrospas? e il complesso diagnostico mobile? Struna? ? dotato di attrezzature all? avanguardia e tecnologia avanzata? per effettuare la stima della profondità dei danni riportati da edifici ed infrastrutture. Già nel 2006, l? allora capo del Ministero delle Emergenze russo Sergey Shoygu? oggi ministro della Difesa? ha visitato le località colpite dal sisma dell? Aquila. Le unità di soccorso del Cremlino? attualmente impegnate nelle missioni umanitarie in Siria e Donbass? si sono sempre distinte per i loro interventi nel mondo. Nel 2014, ad esempio, 72 soccorritori russi dell? unità? Tsentrospas? e due elicotteri? Ka-32? del ministero delle Situazioni di Emergenza russo hanno contribuito in Serbia? piegata dall? alluvione? alle operazioni di ricerca e salvataggio degli alluvionati.
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TITOLO: Benedetto XVI si confessa: Ecco perché lasciai il pontificato
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Benedetto XVI torna a parlare. E lo fa in una lunga intervista al teologo Elio Guerriero per Repubblica, in cui racconta gioie e difficoltà del proprio & quot; pontificato emerito& quot; , che si protrae ormai da tre anni e mezzo. Joseph Ratzinger ritorna sui motivi che nei primi mesi del 2013 lo indussero alla clamorosa decisione di rinunciare all& #39;ufficio papale, primo pontefice ad abbandonare spontaneamente il Soglio di Pietro dopo sei secoli. Una & quot; grande stanchezza& quot; , manifestatasi durante il viaggio del 2012 in Messico e a Cuba, quando Benedetto si rese conto di non essere più in grado di sopportare trasferte transoceaniche, troppo faticose per un uomo anziano. In previsione della Giornata Mondiale della Gioventù organizzata a Rio de Janeiro nel 2013, il papa decise così di ritirarsi, avendo & quot; sperimentato con forza i limiti della propria resistenza fisica& quot; .Una decisione non facile, ma supportata dalle tante attestazione di affetto dei fedeli e soprattutto dall& #39;affidamento totale a Dio, alla Madonna e ai Santi, che lo hanno aiutato a & quot; fare ciò che dovevo fare ma non ptoevo fare da solo& quot; .Il pontefice emerito si è quindi soffermato a parlare anche del rapporto specialissimo con il suo successore papa Francesco: una relazione definita & quot; di comunione profonda e di amicizia& quot; , ma anche di & quot; indiscussa obbedienza& quot; . Francesco, racconta Benedetto XVI, invia speso al proprio predecessore piccoli doni e lettere autografe: prima di ogni viaggio importante non manca mai di far visita al monastero Mater Ecclesiae, dove il papa emerito risiede. Qui Benedetto conduce una vita di preghiera, studio e riposo, ma non manca di seguire con attenzione gli sviluppi della cronaca. E al proprio intervistatore elargisce un suggerimento: & quot; In una situazione di crisi, l& #39;atteggiamento migliore è quello di mettersi davanti a Dio con il desiderio di ritrovare la fede per poter proseguire nel cammino della vita. & quot;
TESTO:Benedetto XVI torna a parlare. E lo fa in una lunga intervista al teologo Elio Guerriero per Repubblica, in cui racconta gioie e difficoltà del proprio "pontificato emerito", che si protrae ormai da tre anni e mezzo. Joseph Ratzinger ritorna sui motivi che nei primi mesi del 2013 lo indussero alla clamorosa decisione di rinunciare all'ufficio papale, primo pontefice ad abbandonare spontaneamente il Soglio di Pietro dopo sei secoli. Una "grande stanchezza", manifestatasi durante il viaggio del 2012 in Messico e a Cuba, quando Benedetto si rese conto di non essere più in grado di sopportare trasferte transoceaniche, troppo faticose per un uomo anziano. In previsione della Giornata Mondiale della Gioventù organizzata a Rio de Janeiro nel 2013, il papa decise così di ritirarsi, avendo "sperimentato con forza i limiti della propria resistenza fisica". Una decisione non facile, ma supportata dalle tante attestazione di affetto dei fedeli e soprattutto dall'affidamento totale a Dio, alla Madonna e ai Santi, che lo hanno aiutato a "fare ciò che dovevo fare ma non ptoevo fare da solo". Il pontefice emerito si è quindi soffermato a parlare anche del rapporto specialissimo con il suo successore papa Francesco: una relazione definita "di comunione profonda e di amicizia", ma anche di "indiscussa obbedienza". Francesco, racconta Benedetto XVI, invia speso al proprio predecessore piccoli doni e lettere autografe: prima di ogni viaggio importante non manca mai di far visita al monastero Mater Ecclesiae, dove il papa emerito risiede. Qui Benedetto conduce una vita di preghiera, studio e riposo, ma non manca di seguire con attenzione gli sviluppi della cronaca. E al proprio intervistatore elargisce un suggerimento: "In una situazione di crisi, l'atteggiamento migliore è quello di mettersi davanti a Dio con il desiderio di ritrovare la fede per poter proseguire nel cammino della vita. "
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TITOLO: In comune è appeso il crocifisso. La coppia islamica non si sposa
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: & quot; Quel crocifisso in Comune non ci deve stare& quot; . A pronuciare queste parole nella sala comunale di Rapallo è la madre di uno sposo islamico. Lui, albanese, accompagnato dalla mamma, era pronto a sposare una giovane di origine rapallese. Ma la richiesta della rimozione del simbolo religioso ha bloccato (giustamente) tutto. & quot; Il crocifisso non si tocca& quot; E quanto affermato con decisione dal Carlo Bagnasco, sindaco di Rapallo. Sulla sua scrivania si è visto recapitare la richiesta di matrimonio di una coppia musulmana che intendeva sposarsi nel suo municipio. Fin qui nessun problema. Ma allegata alla domanda di nozze, un piccolo post-it con il quale si chiedeva la rimozione del crocifisso dalla sala del municipio. Infatti, come riferisce. La Stampa, la madre dello sposo dopo il sopralluogo col personale comunale avrebbe affermato: & quot; Lì - nella sala in cui si doveva sposare il figlio - quel crocifisso non ci deve stare& quot; .Una richiesta assurda che il sindaco Bagnasco ha rispedito al mittente con tanto di appunto personale: & quot; Le radici non si toccano, il crocifisso neppure& quot; . La controparte islamica risponde attraverso la madre dello sposo: & quot; Avevamo chiesto la celebrazione di un rito civile e nei luoghi civili non ci devono essere simboli religiosi. Il Comune, inoltre, non è autorizzato a trasformare una vicenda privata in pubblica& quot; . Ma il Comune e il sindaco che guida una amministrazione di centrodestra non cede. E replica: & quot; Ci riteniamo offesi da questo atto che riteniamo irrispettoso nei confronti della nostra religione& quot; .
TESTO:Il Sindaco Bagnasco ha fatto benissimo a non celebrare il matrimonio tanto più che i due giovani sposi sono residenti in Francia e quindi se vogliono riti laici che vadano a sposarsi là. Strano che la madre della sposa non abbia anche chiesto di cancellare i magnifici affreschi della sala comunale di carattere religioso. Gli Islamici devono mettersi nella testa che l'Italia è un paese Cristiano quindi se vogliono stare qui si adeguano, altrimenti possono tornare da dove sono venuti i loro avi. Noi conviviamo da anni ed anni in pace con gli Ebrei e non abbiamo mai avuto problemi. Fior fiore di chirurghi di religione Ebraica hanno operato in sale operatorie Italiane con il Crocifisso appeso al muro e senza mai dire nulla. Quindi i pianta grane è meglio che vadano via dall'Italia.
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TITOLO: Italia-Turchia: Calenda, partnership industriale solida (2)
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:(AdnKronos) - "L'incontro di oggi era necessario per aggiornare le nostre imprese, alla luce dei significativi investimenti che hanno in Turchia, su quanto sta accadendo nel Paese dal punto di vista politico ed economico", sottolinea il vicepresidente Licia Mattioli. Un momento importante per noi, aggiugne, "sarà il World Energy Congress che si svolgerà in Turchia a metà ottobre. Un evento grazie al quale potremo rafforzare ulteriormente le nostre relazioni bilaterali, soprattutto nel settore energetico in cui il governo turco ha in programma di realizzare ingenti investimenti". Nel corso della mattinata ha avuto luogo una tavola rotonda alla presenza di una delegazione di imprenditori e delle principali associazioni di categoria di entrambi i Paesi. Tra le aziende italiane erano presenti Astaldi, Divella, Edison, Ferrero, Leonardo Finmeccanica, Menarini, Prysmian, Saipem, Trevi, Versalis oltre alle due maggiori banche italiane operanti in Turchia, Intesa-Sanpaolo e Unicredit. È stato espresso l'auspicio di poter organizzare entro l'anno la riunione del JETCO (Turkish-Italian Joint Economic and Trade Commission). Adnkronos
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TITOLO: Italia-Turchia: Calenda, partnership industriale solida
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Mattioli, utili per le imprese aggiornamenti su situazione
TESTO:Roma, 24 ago. (AdnKronos) - Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda ha incontrato oggi a Roma, nella sede di Confindustria, insieme alla Vicepresidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione, Licia Mattioli, il Ministro turco dell’economia Nihat Zeybekci, a latere di una tavola rotonda con imprenditori e associazioni di categoria di entrambi i Paesi. "Italia e Turchia condividono l’interesse ad una crescente collaborazione industriale, finanziaria e commerciale", sottolinea Calenda. Quindi, aggiunge, "auspichiamo quindi che la situazione in Turchia possa presto normalizzarsi nel pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali". Il potenziale di sviluppo della collaborazione industriale, finanziaria e commerciale, rileva, "è molto significativo. Del resto il nostro Paese è già presente in Turchia con circa 1300 imprese, che operano in tutti i settori strategici del sistema economico". Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: Unioncamere, pronto coordinamento Camere Commercio
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Roma, 24 ago. (AdnKronos) - Le Camere di commercio italiane si mobilitano per il terremoto. "Siamo pronti a dare il nostro supporto concreto alle imprese e ai cittadini delle zone colpite dal sisma, ai quali, a nome di tutto il sistema camerale, esprimo partecipazione e vicinanza", sottolinea in una nota il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. "Ho già sentito molti colleghi presidenti e abbiamo deciso di costituire, all’interno di Unioncamere, una struttura di coordinamento di tutte le azioni di sostegno possibili a favore delle popolazioni colpite dal terremoto", aggiunge. "Come già avvenuto in occasione dei precedenti eventi catastrofici che hanno colpito il nostro Paese - conclude il presidente di Unioncamere - faremo del nostro meglio per aiutare gli imprenditori e le loro famiglie colpiti da questo evento e per dare loro modo di ritornare, nel più breve tempo possibile, a una situazione di normalità". Adnkronos
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TITOLO: All'opera oltre 100 tecnici Corpo soccorso alpino e speleologico
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Rieti, 24 ago. (Labitalia) - Sono oltre 100 i tecnici del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico che stanno operando in queste ore nei territori del centro Italia colpiti dal sisma di questa notte. Tra essi vi sono 12 unità cinofile e 15 operatori sanitari. Le prime squadre del Cnsas hanno incominciato ad operare a 90 minuti dall'evento. Nelle ore successive sono sopraggiunte in loco le altre squadre provenienti da tutta Italia. (Foto) Numerose le persone ferite soccorse e, purtroppo, diverse anche le vittime recuperate dalle squadre del soccorso alpino e speleologico. Nella zona attorno all'epicentro sono molte le frazioni isolate e le case sparse, il Cnsas sta utilizzando gli strumenti cartografici che impiega per la ricerca delle persone disperse per individuare con maggior rapidità le piccole frazioni e le case sparse dove potrebbero esserci persone bisognose di aiuto. I tecnici Cnsas provengono da Abruzzo, Lazio, Umbria, Marche, Emilia-Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Veneto. Altre squadre sono pronte a intervenire. Il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico è una struttura operativa nazionale della protezione civile, e sta intervenendo su ingaggio del Capo dipartimento della Protezione civile. Adnkronos
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TITOLO: In Lombardia cresce business pet, +4% imprese in 1 anno
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Milano, 24 ago. (AdnKronos Salute/Labitalia) - Gli animali da compagnia sono fonte di ricchezza per la Lombardia. Lo conferma il trend del settore, in crescita del 20% negli ultimi 5 anni e del +4% in un anno. La regione rappresenta il 13% sul totale nazionale, contando nel primo trimestre 2016 ben 1.148 imprese attive, su 8.653 che hanno come target gli animali domestici. Emerge da un'elaborazione della Camera di Commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al primo trimestre 2016, 2015 e 2011.Sono 538 le attività che si occupano del commercio al dettaglio di piccoli animali domestici; 529 prestano servizi di cura (non veterinari) degli animali da compagnia; 68 sono le imprese che effettuano servizi veterinari e 13 quelle che producono mangimi. Amare gli animali genera lavoro: in Lombardia sono 2.154 gli addetti al settore, su 13 mila in Italia; di questi, 906 a Milano, 207 a Brescia, 178 a Monza e Brianza e 175 a Bergamo. Milano, con 353 imprese, è la prima provincia pet friendly; sensibili alla qualità della vita animale anche Brescia, Varese e Bergamo che contano rispettivamente 136, 114 e 113 imprese del settore. Cresce il business a Cremona (45 imprese attive) con 6 imprese in più in un anno, a Mantova (54) se ne registrano 5 in più e Lodi (30) segna +4.La cura degli animali sembra stare particolarmente a cuore alle donne, titolari di 593 imprese, pari a più di metà del totale. Sono 232 le attività con a capo un giovane; 59 le straniere. Il settore sta crescendo molto in questi ultimi anni: in Lombardia oltre metà delle imprese attive, 584, sono nate dopo il 2010. In Italia sono 8.653 le imprese attive del settore: Roma predomina (876), seconda Napoli (507) e terza Torino, ma prima città al nord-ovest (373), davanti a Milano (353). Gli animali piacciono al Sud e nelle isole: tra le principali province che trainano il settore ci sono Bari e Palermo con 245 e 206 imprese locali, Salerno e Catania con 187 e 170 imprese. Al centro Firenze vanta 164 imprese. Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: dopo sisma utenti alla ricerca di risposte su Google
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Roma, 24 ago. (AdnKronos) - Dopo il sisma che ha colpito il centro Italia gli utenti di internet sono andati alla ricerca di risposte e di informazioni su Google. Tra le domande più frequenti rivolte dagli utenti globali al motore di ricerca, riferisce il News Lab di Google, ci sono "Dove è stato il terremoto in Italia? "; "Dove si trova Amatrice? "; "Ogni quanto spesso si verificano terremoti in Italia? "; "Quanto è grave un terremoto con magnitudo 6,2?"; "Quando il terremoto ha colpito l'Italia? ". Tra le principali domande di utenti italiani sul terremoto in Italia invece ci sono anche richieste di informazioni più concrete: "Cosa bisogna fare durante un terremoto? "; "Perché i terremoti avvengono durante la notte? "; "Dove si trova Amatrice? "; "Dove c’è stato il terremoto di oggi? "; "Quando ha colpito il terremoto? ". Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: e-Geos fornisce per Copernicus dati e mappe a supporto soccorsi (2)
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:(AdnKronos) - Thales Alenia Space è responsabile, come prime contractor, della progettazione, sviluppo, integrazione e collaudo delle costellazioni per le missioni Sentinel-1 e Sentinel-3. In particolare, i satelliti Sentinel-1 sono progettati e integrati dall’azienda interamente in Italia. Sui satelliti Sentinel-1 sono installati i sensori d’assetto e le unità di potenza realizzati da Leonardo, mentre Sentinel-3 è equipaggiato con i radiometri SLSTR (radiometri in grado di misurare da 800 km di altezza la temperatura degli oceani e della terra con una precisione del decimo di grado) e con i pannelli fotovoltaici, a bordo anche del precursore di Sentinel-5.Telespazio è uno dei principali partner industriali del programma Copernicus: l’azienda contribuisce allo sviluppo del segmento di Terra e delle operazioni, attraverso la controllata e-Geos (società di Telespazio e Agenzia Spaziale Italiana) rende disponibili i dati della costellazione satellitare Cosmo-SkyMed e fornisce servizi e applicazioni geospaziali per il monitoraggio del territorio, gli interventi di emergenza e la sicurezza marittima. I dati acquisiti dai satelliti delle famiglie Sentinel-1 e Sentinel-2 sono ricevuti per l’Italia dal Centro Spaziale di Matera, una delle tre stazioni di terra del Core Ground Segment di Copernicus, gestito da e-Geos. e-Geos fornisce alla Commissione Ue informazioni geospaziali e mappe satellitari delle aree colpite da emergenze, consentendo la disponibilità alle protezioni civili e alle autorità competenti dei Paesi dell’Unione, e alle Organizzazioni umanitarie internazionali, dei dati necessari alla gestione di eventi catastrofici. Adnkronos
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TITOLO: Ad Accumoli e Amatrice montate le prime tendopoli
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Altri due campi saranno allestiti a Pescara e ad Arquata del Tronto. Pasti caldi distribuiti a tutti gli sfollati
TESTO:La Protezione Civile si appresta a realizzare due prime tendopoli per venire in aiuto a tutti coloro hanno perso la casa nel terremoto di ieri notte che ha colpito il Centro Italia. I campi saranno allestiti ad Accumoli ed a Amatrice, con "due moduli della Regione Lazio da 250 posti ciascuno". Altri "moduli" sono pronti ad essere allestiti secondo le eventuali necessita', ha indicato il Dipartimento. Strutture da 250 posti possono essere messe velocemente in campo in Abruzzo, Friuli ed Anpas, oltre al "modulo" da 450 posti del Molise. Il capo della Protezione civile regionale delle Marche Cesare Spuri ha fatto sapere che: "Due tendopoli verranno allestite a Pescara e Arquata del Tronto, per accogliere gli sfollati del terremoto: la prima con una trentina di tende, la seconda con 15-20 tende''. Altre persone rimaste senza casa, come a Montefortino, saranno invece sistemate in strutture fisse, come le palestre. Nell'Ascolano stanno arrivando mezzi e uomini della Colonna mobile della Protezione civile regionale, con tende, cucine da campo, gruppi elettrogeni. Pasti caldi vengono già distribuiti a tutti i senza tetto, mentre si scava ancora fra le macerie alla ricerca per rintracciare i dispersi. Redazione online
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TITOLO: Obesità di lunga data fa crescere rischi di tumori per le donne
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Roma, 24 ago. (AdnKronos Salute) - L'obesità favorisce i tumori nelle donne soprattutto se il problema di peso di protrae a lungo: ogni 10 anni il rischio può aumentare fino del 17%, come indica un recente studio pubblicato online su 'Plos Medicine', che porta come prima firma quella di Melina Arnold, epidemiologa del Centro internazionale di ricerca sul cancro dell'Organizzazione mondiale della sanità. Ogni decennio vissuto con il sovrappeso durante l'età adulta aggiunge un 7% al rischio di cancro al seno post-menopausa e un 17% al pericolo di tumore all'endometrio. E le probabilità di ammalarsi crescono ancora di più se il sovrappeso è molto elevato. Arnold ha analizzato, insieme a un gruppo di colleghi di università israeliane e statunitensi, i dati di 74.000 donne tra 50 e 79 anni, raccolti a partire dal 1990, legati allo studio Women's Health Initiative (Whi). Nel gruppo studiato solo il 40% delle donne non era mai stato in sovrappeso e il 30% era stato obeso. I risultati hanno dimostrato che un'esposizione precoce e prolungata al sovrappeso aumentava il rischio di gravità dell'ipertensione, la resistenza all'insulina, l'infiammazione cronica, le lesioni del Dna e le modifiche del metabolismo ormonale. Tutti elementi chiave nell'aumento dei rischi di tumori. Adnkronos
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TITOLO: Terremoto, Fofi e Banco Farmaceutico pronti a intervenire
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Con farmacisti e medicinali su richiesta della Protezione civile
TESTO:Milano, 24 ago. (AdnKronos Salute) - La Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani e la Fondazione Banco Farmaceutico Onlus sono pronti a intervenire nelle zone colpite dal terremoto in cui la Protezione civile riterrà necessario la loro presenza. La Fofi, attraverso l'Associazione dei farmacisti volontari - si legge in una nota - ha a disposizione due squadre di farmacisti addestrati, camper attrezzati e già riforniti di farmaci per l'emergenza in grado di muoversi immediatamente. Banco Farmaceutico a sua volta, a supporto delle iniziative messe in campo dalla Federazione, è in grado di fornire tutti i farmaci che saranno effettivamente necessari e richiesti dalla Protezione civile e dalle altre istituzioni chiamate a gestire l'emergenza. Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: Sangalli, sostegno immediato a famiglie e imprese
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Roma, 24 ago. (AdnKronos) - "A nome di Confcommercio esprimo solidarietà e vicinanza alle popolazioni terremotate assicurando che non faremo mancare, come già avvenuto in passato in occasione di analoghi drammatici eventi, il nostro sostegno e il nostro contributo alle famiglie e alle imprese dei territori duramente colpiti dal sisma. A tal fine abbiamo già costituito una task force con l’obiettivo di fornire assistenza immediata alla popolazione e alle famiglie di imprenditori per i danni che molte attività economiche e diverse imprese associate hanno subito". Ad affermarlo in una nota è il presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia, Carlo Sangalli, sul terremoto che ha colpito il centro Italia. Confcommercio-Imprese per l’Italia, si legge in una nota, ha anche aperto una sottoscrizione libera e volontaria tra le proprie Associazioni territoriali e di categoria. Un’iniziativa di solidarietà e di sostegno che passa attraverso la Fondazione Giuseppe Orlando, promossa da Confcommercio per scopi di solidarietà, oltre che per lo studio dei fenomeni collegati al terziario, cui potranno essere indirizzati i versamenti, tramite bonifico bancario, delle Associazioni. Adnkronos
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TITOLO: Mediaset: domani Cda Vivendi, si lavora per ricucire: 'strappo' (2)
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: per soluzione c'è tempo fino al 30 settembre, le mosse di Cologno
TESTO:(AdnKronos) - Per trovare una soluzione i due gruppi hanno tempo fino al 30 settembre, data di scadenza per l'esecuzione del contratto siglato lo scorso aprile. Intanto Mediaset e l'azionista Fininvest hanno dato avvio ad una guerra legale contro Vivendi. Per ora Cologno ha intentato una causa al Tribunale di Milano chiedendo "l'esecuzione coattiva del contratto per ordine del giudice e il risarcimento dei danni sin qui subiti da Mediaset, stimati per ora in un importo pari a 50 milioni di euro per ogni mese di ritardo nell'adempimento da parte di Vivendi a partire dal 25 luglio 2016". A questi, Cologno Monzese ha aggiunto una possibile richiesta di indennizzo per il "danno complessivo che la risoluzione del contratto non onorato comporterebbe, non inferiore a un miliardo e mezzo di euro, ma l'obbligo di esecuzione del contratto stesso". Dopo Mediaset, anche la capogruppo Fininvest ha fatto causa ai francesi di Vivendi chiedendo sempre al Tribunale di Milano i danni per il mancato rispetto del contratto sulla vendita di Premium sottoscritto l’8 aprile. La holding della famiglia Berlusconi, a cui fa capo il 34,7% del Biscione, vuole dal gruppo guidato da Bollorè 570 milioni di euro. Adnkronos
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TITOLO: Mediaset: domani Cda Vivendi, si lavora per ricucire: 'strappo'
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: al board i conti del semestre ma occhi puntati su posizione in merito a Premium
TESTO:Roma, 24 ago. (AdnKronos) - Difficilmente sarà trovata in tribunale una soluzione alla 'querelle' tra Mediaset e Vivendi dopo il mancato acquisto da parte di quest'ultima della pay tv Premium. A quanto apprende l'Adnkronos da fonti vicino al dossier, infatti, le diplomazie dei due gruppi sono tuttora al lavoro per individuare una via d'uscita dopo la decisione comunicata dai francesi lo scorso 26 luglio di rinunciare all'acquisizione del 100% di Premium. Alla vigilia del Cda di Vivendi, che esaminerà in conti del primo semestre dell'anno, si registrano quindi segnali di distensione che potrebbero far pensare ad una soluzione in arrivo nelle prossime settimane. Vivendi a luglio aveva prospettato una soluzione alternativa consistente nell'acquisto del 20% della pay tv, con l'ingresso con il 15% in tre anni in Mediaset. Un'ipotesi che avrebbe visto Fininvest diluirsi nel capitale e che aveva dato adito a 'sospetti' di scalata francese. Anche in questo caso il 15% è una percentuale che, a quanto si apprende, potrebbe essere rivista al ribasso (da ricordare che anche l'accordo precedente prevedeva l'ingresso dei due gruppi l'uno nel capitale dell'altro con il 3,5%).Di certo le diplomazie sono al lavoro anche in queste ore e il dialogo, nonostante le iniziative legali di Mediaset e poi di Fininvest, va avanti e non è mai stato interrotto. Sempre a quanto si apprende da parte francese si insiste sul fatto che le obiezioni di Vivendi al business plan di Premium erano note a Mediaset sin da maggio. Il "malinteso" nato dalla lettera di Vivendi al gruppo italiano in cui si ipotizza appunto la crescita fino al 15% in Mediaset ha creato un'atmosfera sgradevole ma i due gruppi non hanno mai cessato di cercare di trovare una soluzione, sottolinea una fonte vicino al dossier. Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: appello vescovo Trapani a fedeli, donate il sangue (2)
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: 'Auspico risposte urgenti di solidarietà e cultura della prevenzione'
TESTO:(AdnKronos) - "Auspico che l’intero paese e tutta la Chiesa, richiamati da questa dolorosa sciagura - aggiunge il vescovo -, possano mettere insieme risposte urgenti di solidarietà e speranza, insieme a progetti lungimiranti capaci di predisporre una cultura della prevenzione sempre più adeguata alle necessità del territorio per la tutela delle persone, soprattutto dei bambini e degli anziani, e per la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale". "Stimolati dall’insegnamento di Papa Francesco – conclude il vescovo di Trapani – preghiamo perché le famiglie cristiane siano sempre più culle di speranza e scuole di comunione nel fronteggiare ogni tipo di crisi". Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: appello vescovo Trapani a fedeli, donate il sangue
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: 'Vicini con la preghiera e con l’aiuto, seppur modesto, che parte dal nostro cuore'
TESTO:Palermo, 24 ago. (AdnKronos) - "A nome di tutta la Chiesa di Trapani rivolgo un pensiero commosso a tutte le famiglie drammaticamente coinvolte dal terremoto che ha colpito le province di Rieti, Ascoli Piceno, di Perugia e di Fermo. Siamo vicini con la preghiera e con l’aiuto, seppur modesto, che parte dal nostro cuore e si traduce nell’impegno per la raccolta di sangue e nella colletta straordinaria che si farà in tutte le parrocchie della Diocesi, come indetto dalla Conferenza episcopale italiana, il 18 settembre prossimo nel corso del Congresso eucaristico nazionale". Lo dice il vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, dopo la notizia del grave sisma che ha colpito il centro Italia. La Diocesi questa mattina ha chiamato i responsabili dell’Avis e invita tutte le comunità parrocchiali, le associazioni e movimenti ecclesiali a partecipare alla raccolta di sangue promossa per le popolazioni colpite. "Soprattutto i donatori abituali sono invitati a fare la propria donazione presso la sede Avis più vicina" dicono dalla Diocesi. A Trapani è possibile donare il sangue presso la sede comunale in via Casa Bianca, 34 dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 (telefono 0923559404 cell 3483117284). Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: emergenza sangue, camper Avis domani in scalo Catania
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Un’autoemoteca sosterrà dalle 8 alle 12 al piano arrivi
TESTO:Palermo, 24 ago. (AdnKronos) - Possibile donare sangue per le vittime del terremoto che ha colpito il centro Italia anche all'aeroporto di Catania. A supporto dell’emergenza trasfusioni la Sac, la società che gestisce lo scalo etneo, in collaborazione con l’Avis di Catania ospiterà domani nell’aerostazione un’autoemoteca per l’accoglienza dei donatori. Il camper dell’Avis sosterà dalle 8 alle 12 al piano arrivi, sotto la torre (ingresso ovest, accanto al parcheggio P2). Le sacche di sangue raccolte a Catania partiranno per Roma, dove saranno smistate dal Centro nazionale sangue (Cns) che da stamani ha attivato il "Piano strategico nazionale per il supporto trasfusionale nelle maxi emergente". Adnkronos
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TITOLO: Studio, la cannabis rende pigri i ratti
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Roma, 24 ago. (AdnKronos Salute) - La marijuana rende i ratti pigri, secondo uno studio dell'Università della Colombia britannica (Ubc) pubblicato sul 'Journal of Psychiatry and Neuroscience'. I ricercatori hanno effettuato dei test su 29 ratti per dimostrare che l'esposizione al Thc, la sostanza psicoattiva della cannabis, li rendeva nella maggioranza dei casi meno attivi. Erano portati, per esempio, a compiere esercizi molto semplici per ottenere una ricompensa sufficiente. Mentre prima dell'esposizione preferivano esercizi più complicati per ottenere ricompense maggiori. Non è stata riscontrata, invece, nessuna differenza nella capacità di realizzare un compito. Adnkronos
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TITOLO: Lotta contro il tempo per salvare i superstiti: si scava a mani nude
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: A Pescara del Tronto bimbi di 7 e 4 anni estratti vivi: la nonna li aveva infilati sotto al letto. Ad Accumoli, nel Reatino, 40enne salvato dopo essere rimasto intrappolato per ore VIDEO - FOTO
TESTO:Un dispiego di forze enorme per soccorrere l'Italia Centrale devastata dal terremoto. Il ministro degli Interni Angelino Alfano ha dato i numeri delle risorse messe in campo: "Ad Amatrice sono operativi 131 Vigili del Fuoco e 27 ad Accumoli che è stato il luogo più difficile da raggiungere; 178 raggiungeranno a breve i luoghi del disastro per essere distribuiti nelle zone più colpite. Nell'area di Ascoli Piceno, ad Arquata sono al lavoro 31 uomini e ne arriveranno altri 52, mentre a Pescara del Tronto ce ne sono 20 e se ne aspettano altri 36. Il bilancio complessivo delle risorse umane impiegate è quindi di 219 già operative in tutto il teatro e 276 che vi giungeranno a breve per un totale di 485 forze dispiegate. Le unità provengono dagli assetti operativi delle regioni Lazio, Toscana, Campania, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte e Umbria". Al lavoro, per l'individuazione di persone rimaste sotto le macerie, 17 unità cinofile e 6 funzionari tecnici, con altri in arrivo. "Strategico - spiega Alfano nel comunicato - il ruolo dei reparti volo: 6 elicotteri sono impiegati per il trasporto di uomini nei luoghi interessati all'evento sismico e per trasportare nei più vicini ospedali le persone ferite in modo più grave. I 6 elicotteri hanno una operatività diffusa e provengono dai reparti di Roma, Bologna, Pescara ed Arezzo. Ci sono infine 40 mezzi movimento terra utilizzati per la rimozione delle macerie. Tra questi sono compresi anche dei mezzi speciali, chiamati USAR, destinati a contenere i crolli degli edifici pericolanti".
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TITOLO: Coldiretti Lazio, già scaricati polli pesche pomodori pane e pizza per terremotati
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Rieti, 24 ago. (Labitalia) - Intorno alle 14 la Coldiretti Lazio ha già scaricato i primi aiuti alimentari raccolti a Rieti: due auto cariche di polli, fettine di carne, hamburger sottovuoto, pesche, pomodori, mele, pane, pizza, biscotti. I beni sono stati presi in consegna dagli uomini della Protezione Civile e da don Fabio, parroco di un paesino del circondario che partecipa, da volontario, alle operazioni di soccorso. (fotogallery) La Coldiretti del Lazio, nell’ambito dell’unità di crisi promossa dalla Coldiretti nazionale, ha organizzato un punto di raccolta, presso la federazione di Rieti, via Fundania, di beni e generi alimentari di prima necessità da consegnare agli sfollati. Gli aiuti, già da domani, arriveranno dai produttori soci Coldiretti delle province di Roma, Latina, Frosinone e Viterbo, oltre che da quelli di Rieti. Già domattina da Fondi (Latina) partiranno due tir carichi di ortaggi, frutta e verdure. Ad Amatrice e Accumoli arriveranno, da domani e nei giorni a seguire anche olio, formaggi, salumi, carne, prodotti da forno, acqua, bevande da tutti i produttori Coldiretti del Lazio. Anche l’agricoltura reatina ha subito danni ingenti: distrutte decine di stalle, tantissime quelle scoperchiate dalla violenza del sisma. Il raccolto del latte di oggi è andato completamente perso sia per l’impraticabilità delle strade, che per la mancanza di energia elettrica. Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: sindaco Brescia, volontari protezione civile pronti a partire (2)
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:(AdnKronos) - Il Comune di Brescia, tramite il settore protezione ambientale e protezione civile "è in costante e diretto contatto con Regione e Provincia", sottolinea l’assessore alla Protezione Civile Gianluigi Fondra. Ed "è pronto, se richiesto dal dipartimento, a dare il suo contributo". Il dipartimento nazionale della protezione civile che gestisce e coordina i soccorsi ha preallertato, tramite la sala operativa di Regione Lombardia, alcuni gruppi volontari cinofili e specializzati nell’allestimento di tendopoli della provincia di Brescia. Tuttavia, fa sapere il Comune di Brescia, per il momento non è stato chiesto l’invio di forze presso i luoghi del disastro. Adnkronos
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TITOLO: Central Italy wiped out by major earthquake
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: The hamlets of Accumoli, the epicenter of the disaster, and neighboring Amatrice in the province of Rieti, have been razed to ground
TESTO:A 6.2 magnitude earthquake devastated a far corner of Lazio? closer to the regions of Umbria, Le Marche and Abruzzo than to Rome? at 3:36 am on August 24 leaving more than 70 victims in its wake.
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TITOLO: Vasto, tragedia in mare: un morto e un disperso
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Tutto è nato da un tentativo di salvataggio di un uomo in difficoltà in acqua. Sono intervenuti in quattro ma senza senza successo. E uno dei soccorritori è. ..
TESTO:VASTO - Un uomo in difficolt
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TITOLO: Truffa della donna incinta, presa una banda di campani residenti a Milano
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Falsi incidenti per raggirare gli anziani. Un napoletano arrestato per truffa aggravata in flagranza
TESTO:La chiamano "la truffa della donna incinta". I truffatori girano in auto con una donna in stato di gravidanza, fingono di essere stati tamponati dalla prima auto guidata da un anziano che incrociano, fanno segno di accostare e chiedono un risarcimento immediato per lo choc provocato alla passeggera. In questo modo un trio di truffatori (campani ma residenti a Milano) ha messo a segno molti colpi nella zona di Rho-Pero, fino a quando gli investigatori del commissariato sono riusciti a identificarli e ieri pomeriggio ad arrestarli. Erano sulla strada statale 33 del Sempione, poco prima del semaforo di via Ratti, viaggiavano su una Fiat Punto guidata da A. M., 43enne di Torre Annunziata (Napoli), pluripregiudicato per truffa. Con lui c'era N. A., altro pregiudicato di 36 anni di Pagani (Salerno), e A. S., la figlia 20enne dell'autista, effettivamente in stato di gravidanza e assieme a un'altra figlia di 3 anni. Quando un anziano li ha sorpassati loro hanno fatto segno di accostare, hanno recitato la parte e chiesto 500 euro di risarcimento. Il pensionato, preso dal panico, gli ha chiesto di seguirlo a uno sportello delle Poste per prelevare e davanti al bancomat sono entrati in azione gli agenti. I tre sono risaliti in auto e nelle fuga hanno investito un poliziotto che ha riportato una prognosi di 7 giorni. Sono stati fermati poco dopo: A.M.
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TITOLO: Terremoto nel centro Italia, i danni al patrimonio artistico
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Dopo i soccorsi alle persone e le ricerche dei dispersi, si apre anche l'emergenza dei beni culturali. Il ministero mette in campo le sue unità di crisi e. ..
TESTO:Sono trascorse ore, ormai, dal sisma che questa notte ha devastato interi centri tra Lazio e Marche. Eppure la terra continua a tremare, in una scia di scosse d'assestamento, e le ricerche di persone disperse o ancora intrappolate sotto le macerie proseguono senza sosta. Mentre il bilancio delle vittime gi
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TITOLO: Terremoto, il geologo Boschi: "In Italia interventi antisismici solo dopo tragedie"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: L'accusa dell'ex presidente Ingv: "Dove si è ricostruito dopo il terremoto del 1979, come a Norcia, i danni sono stati irrilevanti''. Il Cng: ''La mappa del. ..
TESTO:"Purtroppo in Italia si costruisce bene, con criteri antisismici, solo dopo un terremoto grave, - dichiara Enzo Boschi - "eppure l'area colpita oggi dal grave sisma
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TITOLO: Ritrovato il corpo del terzo sub. Palinuro in silenzio per i funerali dei due istruttori
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Gli speleosub dei vigili del fuoco hanno avvistato il corpo del subaqueo disperso in un anfratto
TESTO:Individuato il corpo di Silvio Anzola, il terzo sub disperso venerd
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TITOLO: Bimba di 7 mesi nel Naviglio, coma indotto e ibernazione: così i medici provano a salvarle la vita
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: La temperatura del corpo abbassata a 34 gradi per permettere al cervello di riposare e preservarsi. La piccola rimasta per 40 minuti in arresto cardiaco dopo. ..
TESTO:Le hanno abbassato la temperatura corporea fino a 34 gradi, "ibernandola", per permettere al cervello di riposare e preservarsi, e le hanno indotto il coma. Nella speranza che possa riprendersi. Sono gravissime le
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TITOLO: Napoli, un passeggero su due non paga il biglietto del bus. E l'Anm torna a vendere i tagliandi a bordo
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Da ottobre parte la sperimentazione su alcune linee. La metà dei viaggiatori non paga il ticket: persi 25 milioni
TESTO:Bus Anm, controllori in ferie, distributori di ticket chiusi e l'evasione schizza alle stelle. L'azienda corre ai ripari e inaugura un autunno a tolleranza zero: dopo almeno 20 anni, il biglietto ritorner
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TITOLO: Boccuzzi, Pd: "Jackpot Superenalotto a 130 milioni, destiniamolo alle zone colpite dal sisma"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il deputato dem e superstite della strage Thyssen: "Rivediamo per decreto la distribuzione dei premi di fronte a un evento straordinario"
TESTO:
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TITOLO: Il cuore della Campania per il centro Italia: Sorrento devolve una somma per i soccorsi
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Raccolta di beni di prima necessità a Napoli con il centro sociale “Insurgencia”
TESTO:Il cuore della Campania batte per le popolazioni colpite dal terremoto che ha funestato stanotte il centro Italia. E mentre in citt
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TITOLO: Terremoto Amatrice, la terra trema anche in Abruzzo: all'Aquila torna la paura
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Quasi alla stessa ora e per la stessa durata, il sisma che ha sconvolto il centro Italia ha fatto piombare nel terrore i cittadini del capoluogo abruzzese: "È. ..
TESTO:Anna, al contrario, non ha perso un secondo. Come sette anni
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TITOLO: Nell'Italia dei terremoti vite salvate da nonni e padri
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Nipotini riparati sotto il letto, genitori che scavano tra le pietre, telefonate che inconsapevolmente allontanano dal pericolo. Ci si salva così in un Paese. ..
TESTO:Salvarsi la vita o salvare vite, nel momento in cui la terra trema. In Italia, in una notte di fine agosto del 2016. Tra le storie di chi
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TITOLO: Torino, la scelta di Appendino: no all'invito al dibattito con Sala a Milano, sì alla Raggi a Roma
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Niente feste dell'Unità per la sindaca, "snobbata" nella sua città, che parteciperà però a quella capitolina del Fatto Quotidiano
TESTO:C?
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TITOLO: Terremoto, da Piemonte e Val d'Aosta colonne di soccorso di Vigili del fuoco e Croce rossa
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: In campo elicotteri, unità cinofile e: "veterani" dell'Aquila. Cordoglio e solidarietà dalla sindaca Appendino e dal Sinodo valdese a Torre Pellice
TESTO:Vigili del fuoco, Croce rossa, Soccorso alpino, volontari: anche il Piemonte e la Valle d'Aosta si mobilitano per le popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto di stanotte. Meno di quattro ore dopo la prima scossa, alle 7,30, sono partite le squadre dei vigili del fuoco di Torino. Sono 18 soccorritori - suddivisi in squadra Usar per la ricerca, e Gos, il gruppo operativo di soccorso con unit
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TITOLO: Terremoto, Renzi: "Non lasceremo solo nessuno"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il premier in visita nelle zone colpite. Papa Francesco, "fortemente commosso", rinvia la catechesi del mercoledì per recitare il rosario con i fedeli in. ..
TESTO:ROMA - Dolore, preghiera, solidariet
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TITOLO: Terremoto, solidarietà sui social network: tra messaggi e iniziative
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: L'Ue: ''Pronti ad aiutare e ad assistere in ogni modo''. La mobilitazione su Facebook e Twitter per offrire sostegno e raccolte di beni di prima necessità. ...
TESTO:Il tam tam di Twitter si propaga con gli hashtag pi
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TITOLO: Varese, violenza sessuale di gruppo su educatrice comunità di minori: 4 arresti
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Gli abusi sulla donna minacciata con un coltello filmati dalle telecamere della struttura. I ragazzi ospiti del centro hanno dai 14 ai 17 anni, due sono finiti. ..
TESTO:La polizia di Varese ha arrestato quattro minorenni ospiti di un centro di accoglienza per ragazzi accusati del reato di violenza sessuale di gruppo su una educatrice della struttura. Le indagini dei poliziotti del commissariato di Busto Arsizio hanno preso avvio alcuni mesi fa, quando la donna ha sporto denuncia dopo essere stata aggredita e aver subito violenza sessuale da parte di quattro giovani. Grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza sistemate nelle zone comuni della struttura, gli investigatori hanno potuto appurare che la vittima era stata costretta dai quattro ragazzi della comunit
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TITOLO: Terremoto, dalla Campania pronti a organizzare un campo per 500 persone
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Scossa di bassa intensità avvertita anche a Napoli e provincia. Cittadini spaventati. La solidarietà su Twitter
TESTO:Emergenza terremoto, Napoli e la Campania si mobilitano. La Protezione Civile della Regione invier
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TITOLO: Terremoto centro Italia, tanta paura a Roma ma nessun danno. Verifiche sul Colosseo
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: L'epicentro nel Reatino. Raggi: "No a iniziative caotiche e disordinate". L'appello della Protezione civile: "Lasciare libera la Salaria e le linee. ..
TESTO:Anche se a Roma, fino ad adesso non si registrano danni in conseguenza del terremoto che la scorsa notte ha sconvolto il centro Italia,
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TITOLO: Terremoto, persone in strada e fuochi in piazza. Il racconto della paura: "In un attimo è crollato tutto"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il terrore delle persone svegliate dal sisma, scappate fuori casa come si trovavano, raccontato sui social. L'appello dei soccorritori: sotto l'hashtag. ..
TESTO:Ma c'erano anche tanti turisti e visitatori italiani, in quelle zone in occasione della festa che avrebbe dovuto tenersi sabato e domenica dedicata al piatto che ha reso Amatrice famosa nel mondo. Nella cittadina in provincia di Rieti fervevano infatti i preparativi per il cinquantenario della sagra dedicata al piatto tipico a base di pasta, pomodoro, pecorino e guanciale. C'
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TITOLO: Terremoto devasta il Centro Italia: almeno 73 morti 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Una devastazione anche «peggiore di quella dell’Aquila, mai vista una cosa così». È la reazione dei soccorritori al lavoro nei paesi distrutti dal terremoto della scorsa notte che ha provocato, secondo l’ultimo bilancio ufficiale della Protezione Civile, almeno 73 morti. Qualche centinaio i feriti e un numero imprecisato di dispersi. La terra intan. ..
TESTO:Una devastazione anche
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TITOLO: Titti Postiglione, una donna in prima linea per l’emergenza del terremoto 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Determinata, spigliata e sicura di sé. Immacolata “Titti” Postiglione, 45 anni, originaria di Salerno, è la donna alla guida dell’Ufficio Emergenze della Protezione Civile. Che in queste ore si sta occupando di coordinare e guidare tutte le operazioni di soccorso per le vittime del sisma che ha duramente colpito il centro Italia tra Lazio, Umbria e. ..
TESTO:Determinata, spigliata e sicura di s
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TITOLO: Tra piatti di amatriciana “solidali” e alberghi, la solidarietà corre sui social 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: La solidarietà corre sui social network. E non ci sono solo le migliaia di messaggi di cordoglio, sostegno e vicinanza alle vittime del terremoto in Centro Italia. Facebook ha attivato il suo Safety Check, il sistema per comunicare agli amici di stare bene, e di bacheca in bacheca rimbalzano non solo i numeri della protezione civile e tutte le istr. ..
TESTO:, Tra tre giorni proprio ad Amatrice si sarebbe dovuto tenere l? annuale festa dedicata all? amatriciana, il piatto tipico a base di
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TITOLO: Terremoto, la situazione viabilità su strade e ferrovie 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Strade interrotte, ponti a rischio crollo, asfalto divelto: gli effetti del sisma in centro Italia si sono fatti sentire anche sulla viabilità, rallentando non di poco il tempo di arrivo dei soccorsi sui luoghi più colpiti dal terremoto. ...
TESTO:Strade interrotte, ponti a rischio crollo, asfalto divelto: gli effetti del sisma in centro Italia si sono fatti sentire anche sulla viabilit
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TITOLO: Terremoto, più di mille le persone sfollate 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: +++ TERREMOTO NEL REATINO, SEGUI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA +++. ..
TESTO:
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TITOLO: Terremoto: come e dove donare il sangue e offrire contributi in denaro 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: +++ TERREMOTO NEL REATINO, SEGUI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA +++. ..
TESTO:
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TITOLO: Tra le rovine di Pescara del Tronto, dove la gente del posto scava a mani nude tra i massi 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: +++ TERREMOTO NEL REATINO, SEGUI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA +++. ..
TESTO:
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TITOLO: Terremoto 6.0, paura in Centro Italia Ci sono morti e feriti. Amatrice, il sindaco: «Il paese non c’è più»
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: La prima scossa alle 3.36 in provincia di Rieti, la seconda alle 3.56 e poi tante altre. Interi paesi distrutti, vittime e tanti dispersi: «In tanti sotto le macerie»
TESTO:Nel Lazio i comuni pi
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TITOLO: Amatrice, Renzi tra dolore e silenzio: Non è momento di parlare
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: È iniziato con un incontro con i volontari il sopralluogo di Matteo Renzi ad Amatrice, sul luogo del sisma, dove il presidente del Consiglio è stato accolto dal ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio. Un primo & quot; grazie& quot; a chi da questa notte sta lavorando sul luogo del terremoto, per portare soccorsi a chi è rimasto sotto le macerie e recuperare i cadaveri di chi sotto le scosse ha perso la vita. Già 120 le vittime accertate. Ad Amatrice, da questa mattina, c& #39;è anche il presidente della Regione Nicola Zingaretti, che Renzi ha incontro insieme a Delrio e al capo della Protezione civile Curcio, per poi vedere anche il sindaco Sergio Pirozzi, che ha illustrato al premier i problemi più urgenti che la macchina dei soccorsi si trova ad affrontare. & quot; Il premier Renzi ha detto che ci risentiamo a breve e che qui si gioca la faccia dell& #39;Italia - ha detto il sindaco -. Non ho motivo di non credergli. Anche il governatore Zingaretti ha mostrato da subito molta attenzione& quot; .& quot; Non è il momento di parlare, vi prego& quot; , si è limitato ad aggiungere il presidente del Consiglio alla stampa presente sul posto. Il suo cordoglio per le vittime lo aveva già espresso stamattina. & quot; L& #39;Italia - aveva detto Renzi - piange i propri cari e mostra le lacrime del dolore, ma anche il cuore grande e generoso del volontariato, della protezione civile e delle istituzioni che si è messo in moto fin dalle prime ore della notte& quot; .Il premier si è poi recato in prefettura a Rieti, dove era attesto per un vertice tecnico e da qui ha agiornato il bilancio delle vittime, che si è ulteriormente aggravato e ancora non è definitivo. & quot; I feriti e i malati portati via da Amatrice e Accumoli sono 368 da questa mattina& quot; , ha aggiunto. & quot; L& #39;Italia è come una famiglia che si stringe& quot; , ha detto il premier, lodando il lavoro dei soccorritori nel momento dell& #39;emergenza. Ha poi annunciato che domani il consiglio dei ministri proclamerà lo stato d& #39;emergenza. & quot; Domani metteremo a disposizione una prima somma di 50 milioni di euro dal Fondo emergenza nazionale in attesa di ricevere i dati sui danni e poter finanziare. Questa prima somma sarà dedicata ad interventi emergenziali& quot; , ha aggiunto Graziano Delrio, parlando a Porta a porta.
TESTO:È iniziato con un incontro con i volontari il sopralluogo di Matteo Renzi ad Amatrice, sul luogo del sisma, dove il presidente del Consiglio è stato accolto dal ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio. Un primo "grazie" a chi da questa notte sta lavorando sul luogo del terremoto, per portare soccorsi a chi è rimasto sotto le macerie e recuperare i cadaveri di chi sotto le scosse ha perso la vita. Già 120 le vittime accertate. Ad Amatrice, da questa mattina, c'è anche il presidente della Regione Nicola Zingaretti, che Renzi ha incontro insieme a Delrio e al capo della Protezione civile Curcio, per poi vedere anche il sindaco Sergio Pirozzi, che ha illustrato al premier i problemi più urgenti che la macchina dei soccorsi si trova ad affrontare. "Il premier Renzi ha detto che ci risentiamo a breve e che qui si gioca la faccia dell'Italia - ha detto il sindaco -. Non ho motivo di non credergli. Anche il governatore Zingaretti ha mostrato da subito molta attenzione". "Non è il momento di parlare, vi prego", si è limitato ad aggiungere il presidente del Consiglio alla stampa presente sul posto. Il suo cordoglio per le vittime lo aveva già espresso stamattina. "L'Italia - aveva detto Renzi - piange i propri cari e mostra le lacrime del dolore, ma anche il cuore grande e generoso del volontariato, della protezione civile e delle istituzioni che si è messo in moto fin dalle prime ore della notte". Il premier si è poi recato in prefettura a Rieti, dove era attesto per un vertice tecnico e da qui ha agiornato il bilancio delle vittime, che si è ulteriormente aggravato e ancora non è definitivo. "I feriti e i malati portati via da Amatrice e Accumoli sono 368 da questa mattina", ha aggiunto. "L'Italia è come una famiglia che si stringe", ha detto il premier, lodando il lavoro dei soccorritori nel momento dell'emergenza. Ha poi annunciato che domani il consiglio dei ministri proclamerà lo stato d'emergenza. "
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TITOLO: L'uomo salvo per miracolo: Il masso crollato a un centimetro dalla testa
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il masso che si è staccato dal tetto della stanza da letto si è schiantato & quot; a un centimetro& quot; dalla testa di suo marito. Pochi millimetri che significano salvezza. Sharon Gentile parla in inglese scandendo attentamente le parole. Lui è suo marito Marco vivono in Irlanda e la frazione di Prati di Amatrice li attira ogni estate con il richiamo della famiglia. Qui il bis-nonno di Marco ha costruito le case ora passate ai nipoti. Nel cortile interno le pietre crollate dal muro laterale si mescolano con gli oggetti caduti a terra che Sharon sta cercando di mettere a posto. Pochi centimetri più in là e il sisma che ha messo in ginocchio il Centro Italia sarebbe stato fatale per suo marito. & quot; Nel cuore della notte abbiamo sentito un boato - racconta Sharon - mio marito è stato sfiorato dal masso. Non si vedeva nulla. Le pareti si muovevano anche di un metro. Poi abbiamo cercato di uscire dalla porta principale, ma era bloccata& quot; . Così si sono rifugiati in cortile. Lei era scalza. Insieme ad altri 30 abitanti della frazione si sono radunati alla proLoco. & quot; Era tutto buio - aggiunge Sharon - alcuni hanno acceso un fuoco per scaldarci. Qualcuno ha portato delle coperte. Altri, spaventati, sono subito ripartiti per Roma& quot; .Poco distante dalla loro casa vive il cugino Domenico. Era bloccato nello stabile, hanno tentato di aiutarlo & quot; poi si è dovuto gettare giù dal balcone& quot; . Sta bene. Ora andranno a San Benedetto del Tronto per poi provare a cambiare il biglietto che a fine mese avrebbe dovuto riportarli a Dublino. Sono tutti salvi, fortunatamente. Anche i due bambini, strappati dal sonno dal boato del sisma delle 3.35. & quot; Il più piccolo di 4 anni piangeva, dormiva insieme a me. L& #39;ho preso in braccio per portarlo giù& quot; . Il più grande, se così si può dire, ha sei anni ed era nella sua cambretta. & quot; Lo abbiamo trovato rannicchiato sotto le coperte - ricorda Sharon, commossa in volto - era spaventato a morte& quot; . La seconda scossa, intorno alle 4, è stato come un incubo. & quot; In una parola la definirei così: distruzione& quot; , chiosa la donna. & quot; È stato terribile& quot; , le fa eco Claudia, la cognata. Entrambe portano nei movimenti la concitazione di ore drammatiche. Mentre parliamo, nel centro di Amatrice l& #39;Hotel che ospitava 80 persone crolla. La notizia aumenta il dolore di Claudia e Sharon per una & quot; terra che amiamo, Amatrice era bellissima& quot; . Era, appunto. Ora rimane poco o nulla. Molte vite sono state spezzate. I soccorritori temono oltre cento vittime. Tra loro non c& #39;è Marco: forse solo grazie a quei pochi centimetri.
TESTO:Il masso che si è staccato dal tetto della stanza da letto si è schiantato "a un centimetro" dalla testa di suo marito. Pochi millimetri che significano salvezza. Sharon Gentile parla in inglese scandendo attentamente le parole. Lui è suo marito Marco vivono in Irlanda e la frazione di Prati di Amatrice li attira ogni estate con il richiamo della famiglia. Qui il bis-nonno di Marco ha costruito le case ora passate ai nipoti. Nel cortile interno le pietre crollate dal muro laterale si mescolano con gli oggetti caduti a terra che Sharon sta cercando di mettere a posto. Pochi centimetri più in là e il sisma che ha messo in ginocchio il Centro Italia sarebbe stato fatale per suo marito. "Nel cuore della notte abbiamo sentito un boato - racconta Sharon - mio marito è stato sfiorato dal masso. Non si vedeva nulla. Le pareti si muovevano anche di un metro. Poi abbiamo cercato di uscire dalla porta principale, ma era bloccata". Così si sono rifugiati in cortile. Lei era scalza. Insieme ad altri 30 abitanti della frazione si sono radunati alla proLoco. "Era tutto buio - aggiunge Sharon - alcuni hanno acceso un fuoco per scaldarci. Qualcuno ha portato delle coperte. Altri, spaventati, sono subito ripartiti per Roma". Poco distante dalla loro casa vive il cugino Domenico. Era bloccato nello stabile, hanno tentato di aiutarlo "poi si è dovuto gettare giù dal balcone". Sta bene. Ora andranno a San Benedetto del Tronto per poi provare a cambiare il biglietto che a fine mese avrebbe dovuto riportarli a Dublino. Sono tutti salvi, fortunatamente. Anche i due bambini, strappati dal sonno dal boato del sisma delle 3.35. "Il più piccolo di 4 anni piangeva, dormiva insieme a me. L'ho preso in braccio per portarlo giù". Il più grande, se così si può dire, ha sei anni ed era nella sua cambretta. "Lo abbiamo trovato rannicchiato sotto le coperte - ricorda Sharon, commossa in volto - era spaventato a morte". La seconda scossa, intorno alle 4, è stato come un incubo. "In una parola la definirei così: distruzione", chiosa la donna. "È stato terribile", le fa eco Claudia, la cognata. Entrambe portano nei movimenti la concitazione di ore drammatiche. Mentre parliamo, nel centro di Amatrice l'Hotel che ospitava 80 persone crolla. La notizia aumenta il dolore di Claudia e Sharon per una "terra che amiamo, Amatrice era bellissima". Era, appunto. Ora rimane poco o nulla. Molte vite sono state spezzate. I soccorritori temono oltre cento vittime. Tra loro non c'è Marco: forse solo grazie a quei pochi centimetri.
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TITOLO: Meloni, appello a Renzi: Jackpot del Superenalotto ai terremotati
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Destinare i 128,8 milioni di euro in palio per i prossimi vincitori del Superenalotto ai terremotati di Lazio, Marche e Abruzzo, e alla ricostruzione dei paesi devastati dal sisma. È la singolare proposta della presidente di Fratelli D& rsquo; Italia, Giorgia Meloni, che lancia un appello al presidente del Consiglio, Matteo Renzi e al ministro dell& rsquo; Economia, Pier Carlo Padoan, per bloccare il concorso e devolvere il montepremi in favore della ricostruzione dei centri colpiti. & quot; Quando accadono tragedie come quella che nella notte ha colpito la nostra Nazione si pone sempre il problema di dove reperire le risorse per la ricostruzione& rdquo; , scrive sulla sua pagina Facebook la leader di Fratelli d& rsquo; Italia, & ldquo; credo che il compito di tutti noi sia fare la propria parte per dare una mano, al di sopra delle divisioni e delle polemiche, allora faccio una proposta al governo, in particolare a Renzi e Padoan: attualmente il jackpot del Superenalotto è a 128,8 mln: blocchiamo il concorso da subito o dalla prossima estrazione nel caso in cui nessuno dovesse vincere e destiniamo quei soldi alle popolazioni colpite dal terremoto per i soccorsi, il sostegno alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che sono sopravvissuti ma hanno perso tutto& rdquo; . In questo modo, scrive Meloni su Facebook, & ldquo; dimostriamo concretamente che l& #39;Italia è al loro fianco& quot; .Intanto, sul tema della ricostruzione, un capitolo che si aprirà quando l& #39;emergenza di queste ore, in cui la macchina dei soccorsi è a lavoro per salvare più vite possibili, sarà conclusa, sono intervenuti l& rsquo; alto rappresentante dell& #39;Unione europea per gli Affari esteri, Federica Mogherini e il capo dello Stato, Sergio Mattarella. La Mogherini, infatti, ha assicurato proprio al presidente della Repubblica che l& rsquo; Ue è pronta a mobilitarsi con & quot; tutte le risorse e gli strumenti previsti in questo tipo di circostanze& quot; per dare supporto all& rsquo; Italia nella gestione di questa emergenza. Bruxelles, ha confermato la Mogherini, ha & quot; già risposto alle prime richieste& quot; di aiuto italiane. Di & ldquo; rapido sforzo corale per garantire la ricostruzione dei centri distrutti, la ripresa delle attività produttive e il recupero della normalità di vita& quot; , ha parlato invece, stamane, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
TESTO:Destinare i 128,8 milioni di euro in palio per i prossimi vincitori del Superenalotto ai terremotati di Lazio, Marche e Abruzzo, e alla ricostruzione dei paesi devastati dal sisma. È la singolare proposta della presidente di Fratelli D? Italia, Giorgia Meloni, che lancia un appello al presidente del Consiglio, Matteo Renzi e al ministro dell? Economia, Pier Carlo Padoan, per bloccare il concorso e devolvere il montepremi in favore della ricostruzione dei centri colpiti. "Quando accadono tragedie come quella che nella notte ha colpito la nostra Nazione si pone sempre il problema di dove reperire le risorse per la ricostruzione? , scrive sulla sua pagina Facebook la leader di Fratelli d? Italia, ?credo che il compito di tutti noi sia fare la propria parte per dare una mano, al di sopra delle divisioni e delle polemiche, allora faccio una proposta al governo, in particolare a Renzi e Padoan: attualmente il jackpot del Superenalotto è a 128,8 mln: blocchiamo il concorso da subito o dalla prossima estrazione nel caso in cui nessuno dovesse vincere e destiniamo quei soldi alle popolazioni colpite dal terremoto per i soccorsi, il sostegno alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che sono sopravvissuti ma hanno perso tutto? . In questo modo, scrive Meloni su Facebook, ?dimostriamo concretamente che l'Italia è al loro fianco". Intanto, sul tema della ricostruzione, un capitolo che si aprirà quando l'emergenza di queste ore, in cui la macchina dei soccorsi è a lavoro per salvare più vite possibili, sarà conclusa, sono intervenuti l? alto rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri, Federica Mogherini e il capo dello Stato, Sergio Mattarella. La Mogherini, infatti, ha assicurato proprio al presidente della Repubblica che l? Ue è pronta a mobilitarsi con "tutte le risorse e gli strumenti previsti in questo tipo di circostanze" per dare supporto all? Italia nella gestione di questa emergenza. Bruxelles, ha confermato la Mogherini, ha "già risposto alle prime richieste" di aiuto italiane. Di? rapido sforzo corale per garantire la ricostruzione dei centri distrutti, la ripresa delle attività produttive e il recupero della normalità di vita", ha parlato invece, stamane, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
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TITOLO: Terremoto: Cnsas, recuperati oltre 30 cadaveri ma numero destinato a salire
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Milano, 24 ago. (AdnKronos) - Oltre 30 cadaveri recuperati e decine di feriti soccorsi e tratti in salvo. E' il bilancio aggiornato delle operazioni condotte nelle zone terremotate dal Cnsas, il corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico. Le squadre di soccorso hanno operato a Sommati, Accumoli e sono al momento impegnate ad Amatrice e Pescara del Tronto. Nel corso della serata, inoltre, le ricerche proseguiranno con cinque squadre in contemporanea operative nel territorio di Amatrice. Secondo quanto riferiscono i soccorritori, si tratta di un lavoro particolarmente complesso e il numero delle vittime è destinato ad aumentare. Le strade sono invase da mattoni, legno, calcinacci. I cumuli arrivano a diversi metri d’altezze e molti dei palazzi sono pericolanti. Si scava con delicatezza per evitare di compromettere le precarie macerie o eventuali feriti. Complessivamente gli uomini del Cnsas impegnati nelle operazioni di soccorso sono più di cento. Venti i cinofili, 15 i medici che hanno prestato le prime cure ai feriti. Adnkronos
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COPYRIGHT: IL_TEMPO (IL TEMPO)




TITOLO: Terremoto: oltre 100 tecnici soccorso alpino e speleologico in zone colpite (2)
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:(AdnKronos) - I tecnici del Cnsas provengono da Abruzzo, Lazio, Umbria, Marche, Emilia-Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Veneto. Altre squadre sono pronte a intervenire. Il corpo nazionale soccorso alpino e speleologico è una struttura operativa nazionale della protezione civile e sta intervenendo su ingaggio del capo dipartimento della Protezione civile. In particolare, per la Lombardia, questa mattina sono partite due unità cinofile composte da cane e conduttore, esperti in ricerca di persone disperse in un contesto in cui sono presenti macerie. Nelle prossime ore partiranno altri 25 tecnici, diretti ad Amatrice (Ri). Le squadre appartengono a tutte e cinque le delegazioni lombarde del Cnsas: V Bresciana, VI Orobica, VII Valtellina - Valchiavenna, XIX Lariana e IX Speleologica. Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: Gallera, da Lombardia partita squadra per ricerca persone sepolte
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Milano, 24 ago. (AdnKronos) - "Alle ore 20 è partita dall'aeroporto di Bresso (Milano) la componente sanitaria della 'Squadra Usar', composta da personale sanitario e vigili del fuoco, che hanno svolto nei mesi scorsi un percorso formativo comune e sono preparati ad affrontare le emergenze, in particolare la ricerca di persone sepolte. L'atterraggio dell'elicottero a Rieti sarà possibile grazie alla nuova tecnologia in uso (Nvg) che consente ai piloti la visione in orari notturni". Lo annuncia l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, precisando che "la squadra sanitaria, trasportata dall'elicottero di Areu di Como e composta da 2 medici e 2 infermieri, si ricongiungerà con la componente dei vigili del fuoco, già sul posto e sarà operativa già da questa notte". "In serata - conclude Gallera - partirà, con mezzi su gomma, anche un'altra squadra di Areu, che pure si aggregherà al gruppo Usar". Adnkronos
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TITOLO: Milano: si tuffa nel fiume per fare il bagno e batte la testa, morto 13enne
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Milano, 24 ago. (AdnKronos) - Un ragazzo di 13 anni è morto annegato nel pomeriggio di oggi nelle acque del Canale Villoresi, nei pressi di Busto Garolfo, alle porte di Milano. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il ragazzo si era recato al fiume insieme ad alcuni amici, si è tuffato e ha battuto la testa sul fondo. Non vedendolo riemergere, gli amici hanno lanciato l’allarme. Sul posto i vigili del fuoco di Milano, i sommozzatori intervenuti con un elicottero decollato dall’aeroporto della Malpensa e i carabinieri della compagnia di Legnano. Le operazioni sono durate circa un’ora e mezza e il cadavere è stato recuperato nella zona Quattro Bocche. Il ragazzo, di origine romena, viveva da tempo con i genitori e due sorelle in una località poco distante il luogo dov'è avvenuto l'incidente. Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: Zambrano, 25% case sicure, serve legge per certificare edifici (2)
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:(AdnKronos) - Per Zambrano "Occorrono norme semplici che consentano di intervenire nei centri storici e non solo. La conoscenza del livello di sicurezza di un edificio deve diventare parte essenziale della sua carta di identità". Difficile calcolare quanto potrebbe costare mettere 'a norma' gli edifici lungo la Penisola - non esiste una zona più sicura in Italia - ma il bilancio in termini di vite diventa sempre più grave. I paesi colpiti dal sisma "possono sicuramente essere ricostruiti mantenendo il tessuto edilizio. E' la direzione da seguire, evitando di ripetere gli errori commessi nel passato con le new town che, alla lunga, hanno un impatto sociale insostenibile. L'importante, però, è fare presto. Noi ingegneri siamo a disposizione per la scrittura di regole precise che superino le pastoie burocratiche e consentano alle persone di rientrare al più presto nelle proprie abitazioni". E annuncia: "Nell’immediato, noi già da venerdì metteremo a disposizione 1600 ingegneri che si occuperanno di valutare le condizioni delle singole abitazioni, in modo da consentire a una parte dei cittadini colpiti di rientrare in casa nelle massime condizioni di sicurezza". Nel nostro Paese è necessaria un’intensa azione di verifica della sicurezza delle costruzioni. Bisogna intervenire senza perdere più tempo, bisogna smettere di ricordarsi dopo che la sicurezza degli edifici è vitale. Sarebbe importante - conclude Zambrano - ottenere dei risultati su questo terreno perché si potrebbero dirottare preziosi fondi europei sulla riduzione del rischio sismico". Adnkronos
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TITOLO: Afghanistan: attacco università americana, almeno 2 morti
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Kabul, 24 ago. (AdnKronos) - Sarebbe di almeno due morti e diversi feriti, cinque secondo alcune fonti, 14 secondo altre, il bilancio dell'attacco di oggi contro l'American University di Kabul. Secondo quanto ha riportato da Abcnews, citando la polizia della capitale afghana, la sparatoria, che era scoppiata dopo un'esplosione iniziale nell'ateneo, si sarebbe interrotta. Le notizie sull'accaduto continuano comunque ad essere frammentarie e l'ambasciata Usa a Kabul ha avvisato i cittadini americani di non avvicinarsi alla zona fino ad un prossimo avviso. Secondo altre fonti, citate dai media americani, la polizia e le altre forze di sicurezza afghane sarebbero riuscite ad entrare nel campus, verificando la presenza di un solo assalitore. Fondata una decina di anni fa, su iniziativa dell'allora first lady Laura Bush, l'università americana ha 1.700 studenti. Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: da Unicredit 250 mln a favore popolazioni colpite
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Roma, 24 ago. (AdnKronos) - Da Unicredit arriva 250 milioni di euro a favore delle popolazioni colpite dal terremoto del centro Italia. La banca, si legge in una nota, ha tempestivamente definito un primo piano d’intervento economico a supporto dei cittadini e degli imprenditori delle aree devastate dal sisma. Tra le iniziative predisposte, UniCredit ha inserito una moratoria di 12 mesi sulle rate dei prestiti alle Imprese nelle zone colpite e sui mutui in essere sugli immobili delle Famiglie che hanno subìto danni in seguito al fortissimo terremoto. La Banca, inoltre, mette a disposizione un plafond iniziale di 250 milioni di euro per l’erogazione di finanziamenti finalizzati al ripristino degli immobili colpiti ed alla ripartenza delle attività imprenditoriali, a condizioni agevolate. In particolar modo per far fronte alle prime esigenze di liquidità delle famiglie, verranno rese disponibili, per i clienti delle agenzie nelle zone colpite, linee di credito a tasso zero per i primi 12 mesi. Da questa mattina ai clienti delle strutture inagibili è stato concesso di operare nelle filiali del Gruppo più vicine. E’ inoltre in fase di attuazione una raccolta fondi per aiutare la popolazione dei territori così duramente colpiti dall’evento sismico. "In questo difficile momento abbiamo messo in atto un piano di interventi immediato - spiega Gianni Franco Papa, direttore generale del Gruppo UniCredit - con l’obiettivo di dare un primo appoggio concreto e tempestivo per sostenere le famiglie e gli imprenditori dei territori devastati dal terremoto". Adnkronos
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TITOLO: Australia, turista inglese uccisa da un francese al grido di " Allahu akbar"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: L'episodio è avvenuto in un ostello. Per la polizia l'aggressore ha agito solo e avrebbe ripetuto la frase anche una volta arrestato dalla polizia
TESTO:Una turista britannica di 21 anni è stata ferita a morte a coltellate in un ostello in Australia da un francese che gridava "Allahu akbar". Un 30enne è rimasto gravemente ferito nell'attacco, avvenuto in un ostello della gioventù Shelley's a Home Hill, circa 100 chilometri a sud di Townsville, nello stato nord-orientale del Queensland. E' rimasto ferito, in modo non grave, anche un 47enne australiano intervenuto per difendere le vittime. Nel corso dell'aggressione, avvenuta davanti a una trentina di persone, riferisce il Guardian, è stato colpito a morte anche un cane dell'ostello. Secondo la polizia l'aggressore, 29enne che si trova in Australia da marzo con un visto temporaneo, ha agito solo e avrebbe ripetuto la frase solitamente pronunciata durante gli attacchi jihadisti anche una volta arrestato dalla polizia. L'uomo è rimasto ferito durante l'attacco ed è ricoverato in ospedale, piantonato dalla polizia. Le autorità non escludono alcun movente, "sia di natura criminale che politica", anche se l'uomo "apparentemente non è collegato a gruppi estremisti". La ragazza uccisa, stata identificata dai media australiani e britannici come Mia Ayliffe-Chung, di Derbyshire, si trovava in Australia per una vacanza-lavoro e prima di arrivare a Home Hill aveva lavorato come barista sulla Gold Coast. Redazione online
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TITOLO: Nizza, la polizia costringe una donna a togliersi il burkini: è polemica
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il Consiglio musulmano francese chiede un incontro urgente col governo
TESTO:Le foto di poliziotti armati che obbligano una signora musulmana a levarsi la tunica sulla spiaggia di Nizza, pubblicate dal Daily Mail, stanno facendo il giro del web. E purtroppo, spiega su Franceinfo il giornalista David Thompson esperto di estremismo islamico, stanno avendo molto successo fra gli jihadisti. "I simpatizzanti jihadisti sembrano sorpresi che la polizia municipale di Nizza faccia il lavoro di propaganda al posto loro. Per loro è una manna. La narrativa jihadista afferma da anni che è impossibile per i musulmani vivere dignitosamente in Francia", afferma Thompson. Le foto mostrano un gruppo di quattro agenti armati che interpellano una donna di mezz'età sdraiata a riposare sulla spiaggia di Nizza con dei leggins neri, un fazzoletto azzurro avvolto attorno al capo e una tunica dello stesso colore. Decisi a far rispettare l'ordinanza anti burkini emanata dal sindaco, gli agenti obbligano la donna a levarsi la tunica e a rimanere in canottiera nera. Da settimane in Francia si parla della questione del burkini, un particolare costume da spiaggia indossato da alcune musulmane che copre quasi tutto il corpo. Secondo il premier francese Manuel Valls, il burkini è "espressione di un'ideologia basata sull'asservimento della donna", quindi è "incompatibile con i valori della Francia e della Repubblica". Il premier ha espresso così giorni fa il suo sostegno al bando emesso da alcuni comuni contro il burkini (nome che deriva dalla contrazione tra "burqa" e "bikini"). Sono 15 al momento le città francesi che lo hanno vietato. Il fatto accaduto a Nizza ha suscitato le vive proteste del Consiglio Musulmano francese (il Cfcm), che ha chiesto un incontro urgente col governo. Redazione online
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TITOLO: Kabul, attacco all'Università americana: morti e feriti
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Colpi d'arma da fuoco e un'esplosione all'interno della struttura che è frequentata da 1700 ragazzi.
TESTO:E' sotto attacco l'Università americana di Kabul. I media locali e la Cbs riferiscono di echi di colpi di arma da fuoco e di una esplosione. Le prime notizie sono di un commando che avrebbe fatto irruzione nell'ateneo. All'interno ci sono decine (forse centinaia) di studenti e molti docenti (anche stranieri) intrappolati nel campus. Alcuni sembra siano riusciti a fuggire. Ed Emergency fa sapere che già alcune persone ferite sono arrivate nei suoi ospedali. Il bilancio ufficiale è per ora di una ventina di feriti, ma molte fonti parlano anche di sette morti. L'attacco di un commando di uomini.
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TITOLO: Milano: dipendente banca sventa tentativo truffa ad anziana
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Milano, 24 ago. (AdnKronos) - Tenta di truffare una 84enne, ma un dipendente della banca dove la donna si è recata per prelevare la somma da consegnare al truffatore si è insospettito, mandando a monte il piano. E' accaduto nel pomeriggio di oggi a Milano. Tutto sembrava andare per il verso giusto: il truffatore aveva contattato telefonicamente la vittima spacciandosi per un nipote in situazione di difficoltà e dicendo di aver disperatamente bisogno di tremila euro in contanti. La versione doveva essere stata particolarmente convincente, tanto che l'anziana si è subito recata in banca per prelevare il denaro. L'addetto allo sportello, però, insospettito, ha telefonato al vero nipote della signora, risultato all'oscuro di tutto. E' stato quindi lanciato l'allarme alla polizia e il tentativo di truffa è stato sventato. Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: Tortorici (Cng), Sicilia tra le regioni più a rischio (2)
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: 'Nei Comuni mancano geologi, indispensabile per quadro conoscitivo'
TESTO:(AdnKronos) - Invece per Tortorici sarebbe necessaria una "maggiore responsabilità" da parte del mondo politico e delle istituzioni per rendere obbligatorio lo studio sullo stato dei fabbricati, indispensabile ad avere "un quadro conoscitivo puntuale". "Stiamo provando a reintrodurlo a L'Aquila - aggiune -. Anche a Catania una quindicina di anni il Comune voleva adottarlo ma si scontrò con numerose resistenze e non se ne fece più niente". Ma a mancare nei Comuni è anche la figura del geologo. "Sarebbe necessario che gli enti pubblici se ne dotassero per avere un quadro conoscitivo" spiega. "Il Comune di Catania, uno di quelli con la densità abitativa tra le più alte d'Italia, ha solo un geologo, così come Messina - dice ancora Tortorici -. Enna e Siracusa neppure uno. Il geologo sarebbe uno strumento per conoscere nel dettaglio il territorio comunale, un elemento indispensabile per una corretta prevenzione, dalla quale siamo parecchio lontani" conclude. Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: Tortorici (Cng), Sicilia tra le regioni più a rischio
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Palermo, 24 ago. (AdnKronos) - "Nella provincia di Ragusa è atteso 'statisticamente' un grosso terremoto che è in ritardo. Secondo le statistiche, infatti, si dovrebbe verificare ogni 300 anni e noi già siamo arrivati a 330 anni. Ma, è bene precisarlo, si tratta solo di statistiche, i terremoti, purtroppo, non si possono prevedere. La Sicilia è tra le regioni a maggiore rischio sismico d'Italia e questo vale soprattutto nella fascia ionica che va da Messina fino a Siracusa e Ragusa e nella zona del Belice, in passato teatro di un evento sismico rilevante". A dirlo all'AdnKronos è Fabio Tortorici, presidente della Fondazione Centro studi del Consiglio nazionale dei Geologi, dopo il violento sisma che ha colpito nella notte il centro Italia. I Comuni siciliani sono preparati a possibili eventi sismici? "In linea di massima dal 2009 le nuove costruzioni sono sismo-resistenti - spiega l'ex presidente dell'Ordine dei geologi di Sicilia -, lo prevedono le nuove tecniche che sono più stringenti rispetto a quelle prima in vigore. I rischi maggiori sono per i fabbricati realizzati ante 1970. Per quelli andrebbe studiata una forma di prevenzione e di adeguamento sismico. Il che comporterebbe una spesa economica non indifferente: i proprietari dovrebbero stabilire se è meglio rifare una facciata o adeguare i loro fabbricati per fronteggiare eventuali terremoti". Da anni i geologi si battono per l'introduzione dell'obbligo del fascicolo del fabbricato. "E' una specie di libretto sanitario dove viene riportato lo stato dell'edificio da tutti i punti di vista, non solo da quello strutturale - spiega -. Il Comune di Roma negli anni passati lo aveva introdotto in via sperimentale ma poiché è una norma impopolare è stata bocciata". Adnkronos
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TITOLO: Non avere amici? Un errore che può essere fatale
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:Milano, 24 ago. (AdnKronos Salute) - Non avere amici può essere un problema non solo per la vita sociale, ma anche per la salute. Anzi, secondo una nuova ricerca condotta da un team di scienziati dell'Harvard University, isolarsi potrebbe essere un errore 'fatale'. Insomma, la solitudine è una brutta bestia, fa terra bruciata intorno, ma anche nel cuore delle sue vittime. E infatti gli autori dello studio, riportato sul 'Telegraph' online, hanno osservato un collegamento fra la vita da soli e i livelli di una proteina della coagulazione del sangue che può causare attacchi di cuore e ictus. E' noto, spiegano, che l'isolamento sociale attiva segnali di stress del tipo 'fight or flight' (combatti o fuggi), che aumentano i livelli di fibrinogeno in previsione di lesioni o perdita di sangue. Ma troppo fibrinogeno non è buono per la salute, in quanto aumenta la pressione sanguigna e causa l'accumulo di depositi di grasso nelle arterie. I ricercatori hanno comparato i livelli della proteina della coagulazione con il numero di amici e familiari nelle reti sociali di una persona, trovando una correlazione: man mano che il numero di connessioni sociali scende, il livello di fibrinogeno sale. E' emerso così che le persone con appena 5 contatti nelle loro reti sociali avevano livelli di fibrinogeno del 20% più alti rispetto a chi ne aveva 25. Non solo: perdere 10-12 amici, hanno appurato gli esperti, ha lo stesso effetto di cominciare a fumare. L'idea è che la solitudine faccia sentire le persone minacciate e vulnerabili, e questo innesca una crescente risposta 'fight or flight' che sul lungo termine può essere letale. "Le connessioni sociali mostrano una significativa associazione con il fibrinogeno - conclude l'autore principale David Kim dell'Harvard Medical School, citato dal quotidiano britannico - E la misurazione dell'intera rete sociale delle persone potrebbe fornire informazioni sul rischio cardiaco individuale. Se effettivamente esiste una relazione causale fra l'isolamento sociale e il fibrinogeno, e di conseguenza l'infarto e l'ictus, allora politiche e interventi finalizzati a migliorare la coesione sociale potrebbero avere anche effetti benefici sulla salute", oltre che economici. Potere dell'amicizia. Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: da Lombardia 161 unità soccorso tra cinofili, vigili fuoco e sanitari (2)
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO:
TESTO:(AdnKronos) - E' prevista la partenza alle ore 20 con elisoccorso della prima squadra (due medici e due infermieri) Usar (Urban Searche and Rescue, unità di soccorso e ricerca in ambiente urbano) a supporto delle analoghe Usar dei vigili del fuoco di Milano (in totale 106 vigili del fuoco da 8 comandi) e la seconda e' in partenza domattina. "Confermo inoltre che Regione Lombardia ha messo a disposizione in caso di necessità due moduli completi e autosufficienti da 250 posti ciascuno per assistenza alla popolazione ed è in attesa della loro eventuale attivazione da parte del Dipartimento. Mettiamo a disposizione anche il personale tecnico e amministrativo a supporto delle amministrazioni comunali coinvolte dal sisma". Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: da Lombardia 161 unità soccorso tra cinofili, vigili fuoco e sanitari
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: 'A disposizione due moduli per 500 posti e personale tecnico'
TESTO:Milano, 24 ago. (AdnKronos) - "Dalla Lombardia sono giunte o stanno arrivando nei territori terremotati già 161 unità di soccorso: 45 cinofili, 106 vigili del fuoco e 10 sanitari" questi i numeri forniti da Simona Bordonali, assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione della Regione Lombardia in merito alla macchina dei soccorsi lombarda impegnata sui territori terremotati del Centro Italia. "In mattinata sono partiti con elicottero sanitario di Areu due unità cinofile e un tecnico di soccorso alpino, già in azione in loco dal primo pomeriggio ad Amatrice. Sono partite nel primo pomeriggio tre unità cinofile dell'Associazione nazionale dei carabinieri e, su richiesta del Dipartimento di Protezione civile, anche una trentina di unità cinofile appartenenti a diverse associazioni bresciane. Un'altra decina partirà questa sera" ha aggiunto Bordonali. "Come spiegato dell'assessore Gallera - prosegue -, Areu e il sistema sanitario lombardo hanno già messo a disposizione le prime 40 unità di sangue e confermano i 66 posti letto di rianimazione e chirurgia presso gli ospedali lombardi, e la disponibilità di 20 sale operatorie". Adnkronos
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TITOLO: Terremoto: Sangalli (Confcommercio), sostegno a famiglie e imprese
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: 'Costituita una task force, aperta sottoscrizione per chi è stato colpito dal sisma'
TESTO:Milano, 24 ago. (AdnKronos) - "A nome di Confcommercio esprimo solidarietà e vicinanza alle popolazioni terremotate assicurando che non faremo mancare, come già avvenuto in passato in occasione di analoghi drammatici eventi, il nostro sostegno e il nostro contributo alle famiglie e alle imprese dei territori duramente colpiti dal sisma". Così il presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia, Carlo Sangalli, interviene a poche ore dal terremoto che ha colpito il centro Italia. "A tal fine abbiamo già costituito una task force con l’obiettivo di fornire assistenza immediata alla popolazione e alle famiglie di imprenditori per i danni che molte attività economiche e diverse imprese associate hanno subito", aggiunge. Confcommercio-Imprese per l’Italia - si legge in una nota - ha anche aperto una sottoscrizione libera e volontaria tra le proprie Associazioni territoriali e di categoria. Un'iniziativa di solidarietà e di sostegno che passa attraverso la Fondazione Giuseppe Orlando, promossa da Confcommercio per scopi di solidarietà, oltre che per lo studio dei fenomeni collegati al terziario, cui potranno essere indirizzati i versamenti, tramite bonifico bancario, delle Associazioni. Fondazione Giuseppe Orlando Iban IT25Z0832703247000000000159 presso Banca di Credito Cooperativo di Roma, Ag.132- piazza G. G. Belli, 2 – 00153 Roma Adnkronos
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TITOLO: Lazio-Juve, Parolo è fiducioso: " Si possono battere"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Sconfiggere l'armata bianconera, secondo il centrocampista biancoceleste, non è impossibile nonostante il valore superiore della squadra di Allegri
TESTO:E' mercoledì e l'esordio casalingo della Lazio si avvicina. Davanti il mostro sacro della Juventus per la prima all'Olimpico di sabato alle 18, la squadra biancoceleste non ha paura ma anzi voglia di giocarsela fino in fondo. Ne è convinto Marco Parolo: "Con la Juventus sarà una bella partita, contro la prima della classe e la più forte. Ci misureremo, da questa gara trarremo il nostro valore e il nostro atteggiamento, se il percorso è buono e se siamo sulla strada giusta. E' una partita che ti dà tanti stimoli, non vediamo l'ora di giocarla", queste le dichiarazioni del centrocampista biancoceleste in conferenza stampa dal centro sportivo di Formello. "Cosa ho imparato dagli juventini all'Europeo? Contro di loro devi fare la partita più che perfetta per vincere, non mollano niente e in campo si trasmette questa fame di vittoria che hanno, almeno sotto questo punto di vista dobbiamo partire alla pari. Perché la cattiveria ce la puoi avere ma la differenza la fa il mercato". Battere l'armata bianconera, secondo il centrocampista biancoceleste, non è impossibile nonostante il valore superiore della squadra di Allegri: "Chiaro che rispetto lo scorso anno si sono anche rinforzati con gli acquisti di Higuain, Pjanic e Dani Alves, ma la Juventus si può battere come tutte le altre squadre, è il bello del calcio. Noi all'Europeo dovevamo uscire al primo turno poi ci siamo giocati la semifinale ai rigori contro la Germania". Sulla qualità della Lazio attuale e sul confronto con la passata stagione: "Abbiamo perso giocatori importanti e di esperienza come Klose, Candreva, Mauri e Konko ma abbiamo anche tanti giovani che potranno raggiungere quei numeri. Quindi prima di dire che siamo più scarsi dell'anno scorso, aspettiamo". Poi Parolo esprime un pensiero sulle vittime del tragico terremoto che ha colpito il Centro Italia: "Dispiace molto, anche io la stavo seguendo da casa con particolare attenzione minuto per minuto. E' una tragedia per le persone che la vivono e per i famigliari, io l'ho vissuta a Foligno ed è una brutta sensazione perché ti dà un senso di impotenza totale. Sono vicino a queste persone". A margine della conferenza stampa del giocatore, il responsabile della comunicazione biancoceleste Arturo Diaconale ha spiegato che "il presidente Claudio Lotito, originario di Amatrice, sta seguendo con particolare attenzione la situazione delle zone terremotate e la sua famiglia sta bene" e ribadito che "la Lazio è a completa disposizione e aperta a qualsiasi iniziativa per sostenere questi paesi semidistruti da questo sisma ed esprime la solidarietà di tutta la squadra". Giorgia Baldinacci
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TITOLO: Rifiuti: 'gestione Sicilia' ai raggi X, Procura Palermo apre inchiesta
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Nessun indagato, indagine conoscitiva per capire se ci sono estremi di reato dietro emergenza
TESTO:Palermo, 24 ago. (AdnKronos) - Un'indagine 'ricognitiva' sulla gestione del ciclo dei rifiuti in Sicilia. La Procura di Palermo accende i riflettori sull'emergenza in cui la Regione è piombata nelle scorse settimane, con tonnellate di rifiuti accatastati lungo le strade da un capo all'altro dell'isola. Nessun indagato al momento, ma una indagine conoscitiva per vedere se ci sono estremi di reato. L'inchiesta, coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall'aggiunto Dino Petralia, è stata delegata al Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza, guidato dal colonnello Francesco Mazzotta. Un'inchiesta ad ampio spettro, in cui saranno passati al setaccio tutti gli aspetti del sistema: dagli appalti alla raccolta dell'immondizia, dalle autorizzazioni amministrative alle discariche. Ai raggi X la gestione affidata ai Comuni, ma pure i rapporti con la Regione. Anche alla luce della relazione che nelle scorse settimane, nei giorni caldi dell'emergenza siciliana, il dirigente generale del dipartimento Rifiuti, Maurizio Pirillo, ha inviato a Roma e per conoscenza anche alla Procura di Palermo. "La nota è l'ultimo atto - spiegano dalla Procura -, si tratta di un'indagine a tutto campo che nasce dalle notizie di stampa e da una ricognizione degli atti sull'emergenza rifiuti in nostro possesso". E di cui la nota di Pirillo sembra essere solo ultimo capitolo. Già da domani le Fiamme gialle acquisiranno i primi atti negli uffici della Regione e nei Comuni. Quelli in cui l'emergenza è stata ed è maggiore sono Carini e Partinico, ma le due amministrazioni non saranno le sole visitate dagli uomini della Guardia di finanza. "Al momento non ci sono reati e indagati" concludono dalla Procura. Ma occorre capire se dietro l'emergenza dei giorni scorsi, che si ripete puntuale "si nasconde qualcos'altro". Adnkronos
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TITOLO: Terremoto, 14 ricoverati al Gemelli di Roma, 2 minori in codice rosso
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Team di psicologi al lavoro
TESTO:Milano, 24 ago. (AdnKronos Salute) - Sono al momento 14 le persone ricoverate presso il Policlinico Gemelli di Roma dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia la scorsa notte. In particolare nell'ospedale, hub di riferimento territoriale per le maxi-emergenze della provincia di Rieti, area del cratere sismico, sono assistiti 9 pazienti in codice rosso (fra cui 2 minori) e 5 in codice giallo. Tutte le persone in trattamento presso il Dea (Dipartimento emergenza accettazione) e diverse Unità operative del Gemelli presentano traumi agli arti inferiori e superiori, traumi vertebrali, traumi cranici, fratture complesse del bacino e delle caviglie, riferiscono dal nosocomio universitario. Anche i familiari e gli accompagnatori dei pazienti vengono assistiti sul piano personale e logistico da una équipe di psicologhe del Gemelli e di volontari della Croce Rossa Italiana. In relazione al grave sisma - prosegue la nota - la Fondazione Policlinico universitario A. Gemelli, su invito della Regione Lazio, ha rafforzato la rete dell'emergenza, anche secondo quanto previsto dal Piano aziendale per le maxi-emergenze, riducendo al minimo l'attività ordinaria e non urgente. Alla luce della situazione straordinaria, anche il Centro di raccolta sangue del Gemelli, come indicato dagli organi regionali, rimarrà aperto tutto il giorno. Si sta registrando un notevole afflusso di donatori. "Ringraziandoli per gli spontanei e immediati gesti di solidarietà - si legge - sono invitati a recarsi al Centro trasfusionale del Policlinico anche nelle giornate successive all'odierna per evitare affollamenti e distribuire al meglio l'attività di raccolta". Adnkronos
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TITOLO: L'elisoccorso di Como atterra sulla pista del Papa
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Per trasportare una giovane paziente al Bambino Gesù di Roma
TESTO:Como, 24 ago. (AdnKronos Salute) - L'elisoccorso di Como atterra sulla pista del Papa per trasportare una giovane paziente all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. La sera del 19 agosto - riferisce l'Asst Lariana - il nuovo velivolo AW 139 in servizio dalla metà di luglio nella base Hems (Helicopter Emergency Medical Service) di Villa Guardia, dove ha sede anche la Soreu dei Laghi (la Sala operativa regionale emergenza urgenza del 118 che gestisce le richieste di soccorso sanitario provenienti tramite il Nue 112 dai territori delle provincie di Como, Varese e Lecco e dall'area del Legnanese), è decollato alle 20.15 per raggiungere l'ospedale Manzoni di Lecco e poi ripartire alle 21.30 per portare nel nosocomio della Santa Sede una ragazza 16enne ricoverata in Pediatria. La giovane, residente in provincia di Lecco e affetta da una grave patologia per cui l'ospedale romano è centro di riferimento, era accompagnata dalla mamma. Durante il volo in notturna i piloti hanno utilizzato l'Nvg (Night Vision Goggle), tecnologia di ambito militare che l'elisoccorso di Como sta sperimentando, primo in Italia, da più di un mese - ricorda la nota - presentata in occasione del trentennale del servizio il 2 agosto scorso. Si tratta di visori a intensificazione di luce che vengono applicati sui caschi dei piloti e amplificano la ridotta luce ambientale notturna (luna e stelle). L'atterraggio nella Capitale è avvenuto a mezzanotte e mezza sull'elisuperficie della Città del Vaticano. Da lì la giovane è stata trasferita in ambulanza al Bambino Gesù. L'AW 139 di Como è poi rientrato alla base alle 3.30.Il trasporto - un cosidetto trasporto secondario, cioè da una struttura sanitaria a un'altra - è stato organizzato grazie alla collaborazione tra la Pediatria dell'ospedale di Lecco, l'Aat (Articolazione aziendale territoriale) 118 di Lecco, l'Aat 118 di Como, la Soreu dei Laghi, il Bambino Gesù, Inaer Aviation Italia (società che opera il servizio di elisoccorso nella base di Como, fornendo il personale aeronautico e il mezzo in dotazione al servizio), su autorizzazione di Areu, l'Azienda regionale dell'emergenza urgenza. In volo un equipaggio composto da un medico e un infermiere dell'elisoccorso di Como, insieme a due piloti e a un tecnico di Inaer. Adnkronos
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TITOLO: Al Cdi Milano test sangue mamma rileva anomalie bebè
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: E permette di conoscere sesso nascituro
TESTO:Milano, 24 ago. (AdnKronos Salute) - Un test sul sangue materno disponibile al Centro diagnostico italiano di Milano è in grado di rilevare le più importanti anomalie cromosomiche del feto, e permette di conoscere il sesso del nascituro. Al Cdi - informano dalla struttura - le future mamme possono sottoporsi al 'Tranquility Test', un esame prenatale non invasivo (Nipt) che non comporta rischi né per il bebè né per la gestante. L'analisi consente di individuare malattie quali la trisomia 21 (sindrome di Down), la trisomia 13 (sindrome di Patau) e la trisomia 18 (sindrome di Edwards).Il test di screening può essere eseguito a partire dalla decima settimana in caso di gravidanza singola e dalla dodicesima in caso di gravidanza gemellare, previo controllo ecografico, ed è in grado di fornire risultati estremamente precisi - assicura il Cdi - che possono evitare di ricorrere a procedure invasive (villocentesi o amniocentesi) non necessarie. Il referto viene rilasciato entro 7-10 giorni. Tranquility - si legge ancora nella nota - garantisce il miglior tasso di individuazione delle patologie cromosomiche ricercate e il minor numero di falsi negativi, cioè i casi in cui il problema non viene rilevato dal test pur essendoci. La possibilità di avere risultati falsi positivi o falsi negativi è estremamente bassa perché l'esame ha una sensibilità (capacità di evitare falsi negativi) e una specificità (capacità di evitare falsi positivi) maggiori del 99,9%. Recentemente, anche le Linee guida ministeriali sui Nipt ne hanno riconosciuto la validità. Adnkronos
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TITOLO: Central Italy wiped out by major earthquake
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: The hamlets of Accumoli, the epicenter of the disaster, and neighboring Amatrice in the province of Rieti, have been razed to ground
TESTO:A 6.2 magnitude earthquake devastated a far corner of Lazio? closer to the regions of Umbria, Le Marche and Abruzzo than to Rome? at 3:36 am on August 24 leaving more than 120 victims in its wake.
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TITOLO: Brescia, scoperto il cadavere di una trans in un cassonetto per la raccolta dell'erba
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Sono stati i tecnici dell'azienda che si occupa della pulizia dei contenitori a fare il macabro ritrovamento. Sul corpo non sarebbero stati trovati segni di. ..
TESTO:A dare l'allarme sono stati i tecnici di A2a, l'azienda che provvede alla ripulitura dei cassonetti per la raccolta degli sfalci. Le indagini sono affidate ai carabinieri. Il ritrovamento
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TITOLO: Terremoto, Renzi: "Non lasceremo solo nessuno"
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il premier in visita nelle zone colpite. Papa Francesco, "fortemente commosso", rinvia la catechesi del mercoledì per recitare il rosario con i fedeli in. ..
TESTO:Leader stranieri. Mentre l'Unione europa si
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TITOLO: Terremoto centro Italia, tanta paura a Roma ma nessun danno. Verifiche sul Colosseo
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: L'epicentro nel Reatino. Raggi: "No a iniziative caotiche e disordinate". L'appello della Protezione civile: "Lasciare libera la Salaria e le linee. ..
TESTO:Anche se a Roma, fino ad adesso non si registrano danni in conseguenza del terremoto che la scorsa notte ha sconvolto il centro Italia,
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TITOLO: Terremoto devasta il Centro Italia: almeno 130 morti 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Una devastazione anche «peggiore di quella dell’Aquila, mai vista una cosa così». È la reazione dei soccorritori al lavoro nei paesi distrutti dal terremoto della scorsa notte che ha provocato, secondo l’ultimo bilancio ufficiale della Protezione Civile, almeno 130 morti. Qualche centinaio i feriti e un numero imprecisato di dispersi. La terra inta. ..
TESTO:Una devastazione anche
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TITOLO: Tra piatti di amatriciana “solidali” e alberghi, la solidarietà corre sui social 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: La solidarietà corre sui social network. E non ci sono solo le migliaia di messaggi di cordoglio, sostegno e vicinanza alle vittime del terremoto in Centro Italia. Facebook ha attivato il suo Safety Check, il sistema per comunicare agli amici di stare bene, e di bacheca in bacheca rimbalzano non solo i numeri della protezione civile e tutte le istr. ..
TESTO:
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TITOLO: L'uomo salvo per miracolo: Il masso crollato a un centimetro dalla testa
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Il masso che si è staccato dal tetto della stanza da letto si è schiantato & quot; a un centimetro& quot; dalla testa di suo marito. Pochi millimetri che significano salvezza. Sharon Gentile parla in inglese scandendo attentamente le parole. Lui è suo marito Marco vivono in Irlanda e la frazione di Prati di Amatrice li attira ogni estate con il richiamo della famiglia. Qui il bis-nonno di Marco ha costruito le case ora passate ai nipoti. Nel cortile interno le pietre crollate dal muro laterale si mescolano con gli oggetti caduti a terra che Sharon sta cercando di mettere a posto. Pochi centimetri più in là e il sisma che ha messo in ginocchio il Centro Italia sarebbe stato fatale per suo marito. & quot; Nel cuore della notte abbiamo sentito un boato - racconta Sharon - mio marito è stato sfiorato dal masso. Non si vedeva nulla. Le pareti si muovevano anche di un metro. Poi abbiamo cercato di uscire dalla porta principale, ma era bloccata& quot; . Così si sono rifugiati in cortile. Lei era scalza. Insieme ad altri 30 abitanti della frazione si sono radunati alla proLoco. & quot; Era tutto buio - aggiunge Sharon - alcuni hanno acceso un fuoco per scaldarci. Qualcuno ha portato delle coperte. Altri, spaventati, sono subito ripartiti per Roma& quot; .Poco distante dalla loro casa vive il cugino Domenico. Era bloccato nello stabile, hanno tentato di aiutarlo & quot; poi si è dovuto gettare giù dal balcone& quot; . Sta bene. Ora andranno a San Benedetto del Tronto per poi provare a cambiare il biglietto che a fine mese avrebbe dovuto riportarli a Dublino. Sono tutti salvi, fortunatamente. Anche i due bambini, strappati dal sonno dal boato del sisma delle 3.35. & quot; Il più piccolo di 4 anni piangeva, dormiva insieme a me. L& #39;ho preso in braccio per portarlo giù& quot; . Il più grande, se così si può dire, ha sei anni ed era nella sua cameretta. & quot; Lo abbiamo trovato rannicchiato sotto le coperte - ricorda Sharon, commossa in volto - era spaventato a morte& quot; . La seconda scossa, intorno alle 4.30, è stata la materializzazione di un incubo. & quot; In una parola la definirei così: distruzione& quot; , chiosa la donna. & quot; È Stato terribile& quot; , le fa eco Claudia, la cognata. Entrambe portano nei movimenti la concitazione di ore drammatiche. Mentre parliamo, nel centro di Amatrice l& #39;Hotel Roma che ospitava 80 persone crolla. La notizia aumenta il dolore di Claudia e Sharon per una & quot; terra che amiamo, Amatrice era bellissima& quot; . Era, appunto. Ora rimane poco o nulla. Molte vite sono state spezzate. I soccorritori temono oltre cento vittime. Tra loro non c& #39;è Marco: forse solo grazie a quei pochi centimetri.
TESTO:Il masso che si è staccato dal tetto della stanza da letto si è schiantato "a un centimetro" dalla testa di suo marito. Pochi millimetri che significano salvezza. Sharon Gentile parla in inglese scandendo attentamente le parole. Lui è suo marito Marco vivono in Irlanda e la frazione di Prati di Amatrice li attira ogni estate con il richiamo della famiglia. Qui il bis-nonno di Marco ha costruito le case ora passate ai nipoti. Nel cortile interno le pietre crollate dal muro laterale si mescolano con gli oggetti caduti a terra che Sharon sta cercando di mettere a posto. Pochi centimetri più in là e il sisma che ha messo in ginocchio il Centro Italia sarebbe stato fatale per suo marito. "Nel cuore della notte abbiamo sentito un boato - racconta Sharon - mio marito è stato sfiorato dal masso. Non si vedeva nulla. Le pareti si muovevano anche di un metro. Poi abbiamo cercato di uscire dalla porta principale, ma era bloccata". Così si sono rifugiati in cortile. Lei era scalza. Insieme ad altri 30 abitanti della frazione si sono radunati alla proLoco. "Era tutto buio - aggiunge Sharon - alcuni hanno acceso un fuoco per scaldarci. Qualcuno ha portato delle coperte. Altri, spaventati, sono subito ripartiti per Roma". Poco distante dalla loro casa vive il cugino Domenico. Era bloccato nello stabile, hanno tentato di aiutarlo "poi si è dovuto gettare giù dal balcone". Sta bene. Ora andranno a San Benedetto del Tronto per poi provare a cambiare il biglietto che a fine mese avrebbe dovuto riportarli a Dublino. Sono tutti salvi, fortunatamente. Anche i due bambini, strappati dal sonno dal boato del sisma delle 3.35. "Il più piccolo di 4 anni piangeva, dormiva insieme a me. L'ho preso in braccio per portarlo giù". Il più grande, se così si può dire, ha sei anni ed era nella sua cameretta. "Lo abbiamo trovato rannicchiato sotto le coperte - ricorda Sharon, commossa in volto - era spaventato a morte". La seconda scossa, intorno alle 4.30, è stata la materializzazione di un incubo. "In una parola la definirei così: distruzione", chiosa la donna. "È Stato terribile", le fa eco Claudia, la cognata. Entrambe portano nei movimenti la concitazione di ore drammatiche. Mentre parliamo, nel centro di Amatrice l'Hotel Roma che ospitava 80 persone crolla. La notizia aumenta il dolore di Claudia e Sharon per una "terra che amiamo, Amatrice era bellissima". Era, appunto. Ora rimane poco o nulla. Molte vite sono state spezzate. I soccorritori temono oltre cento vittime. Tra loro non c'è Marco: forse solo grazie a quei pochi centimetri.
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TITOLO: Vorrei urlare, ma non serve. Posso solo affidarmi a Dio
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: & quot; Vorrei urlare, ma non serve a nulla. Posso solo affidarmi a Dio& quot; . Don Cesare, aiutante del parroco di Amatrice, guarda con il viso solcato da lacrime invisibili l& #39;istituto femminile Minozzi all& #39;ingresso della città. Sotto le macerie del convento del Santissimo Sacramento sono ancora intrappolate sette persone, quattro anziani e tre suore. Schiacciate dal tetto che ha ceduto subito dopo scossa delle 3.35.Il convento ospitava sei suore e quattro anziani, arrivati ad Amatrice per passare l& #39;estate. Solo tre delle religiose sono state estratte vive: due sono state trasportate in ospedale mentre la più giovane ha una profonda ferita in fronte. Ma è in piedi. & quot; Mi scoppia la testa che vorrei sbatterla al muro - dice al giornale. it - ma sono viva grazie a Dio& quot; . Le altre tre consorelle, invece, lottano per la vita sotto cumuli di macerie. O forse sono già morte. Le speranze infatti sono appese ad un filo finissimo. I soccorritori non riescono ad entrare all& #39;interno dello stabile: i muri portanti hanno ceduto e il tetto ha schiacciato il terzo piano della struttura portando giù anche il secondo solaio. Proprio quello dove si trovavano gli anziani e le suore. Nemmeno i cani addestrati per la ricerca dei dispersi possono sovrastare le migliaia di tonnellate di calcinacci accumulati. Dalla finestra si vede un letto distrutto e qualche straccio. Nel momento in cui scriviamo, alcuni soccorritori degli alpini sono saliti in cima alle macerie nella speranza di trovare qualcosa. Ma non sentono muoversi nulla. Si spera di sentire un gemito, un grido di dolore. & quot; Siamo trepidanti, siamo afflitti - dice Don Giorgio - Vorremmo fare qualcosa& quot; . Non riesce a contenere il dolore. & quot; Proviamo tristezza e impotenza di fronte alle forze della natura. Ma la fede non ci manca. Anche in questo momento il Signore è vicino a noi e a chi soffre& quot; .Di fronte alla porta del convento ci sono alcuni familiari. Come Massimo Terlizzi, che ha preso la macchina non appena ha appreso la notizia. Viene da Roma nord. Ha fatto una corsa contro il tempo sapendo che sua madre, Cicerone Annamaria Rosaria (quasi 90enne), era tra gli anziani intrappolati. Non crede più ad un miracolo. & quot; Vorrei solo fosse morta sul colpo. Senza soffrire& quot; . Poi riprende la sua instancabile attività per aiutare i soccorritori. Forse il suo cuore ancora conserva un briciolo di speranza. & quot; Ora dobbiamo pensare ai vivi& quot; , conclude don Cesare. Nel ricordo di chi non c& #39;è più. (Clicca qui per il video della testimonianza del don) [[video 1299022]]
TESTO:"Vorrei urlare, ma non serve a nulla. Posso solo affidarmi a Dio". Don Cesare, aiutante del parroco di Amatrice, guarda con il viso solcato da lacrime invisibili l'istituto femminile Minozzi all'ingresso della città. Sotto le macerie del convento del Santissimo Sacramento sono ancora intrappolate sette persone, quattro anziani e tre suore. Schiacciate dal tetto che ha ceduto subito dopo scossa delle 3.35.Il convento ospitava sei suore e quattro anziani, arrivati ad Amatrice per passare l'estate. Solo tre delle religiose sono state estratte vive: due sono state trasportate in ospedale mentre la più giovane ha una profonda ferita in fronte. Ma è in piedi. "Mi scoppia la testa che vorrei sbatterla al muro - dice al giornale. it - ma sono viva grazie a Dio". Le altre tre consorelle, invece, lottano per la vita sotto cumuli di macerie. O forse sono già morte. Le speranze infatti sono appese ad un filo finissimo. I soccorritori non riescono ad entrare all'interno dello stabile: i muri portanti hanno ceduto e il tetto ha schiacciato il terzo piano della struttura portando giù anche il secondo solaio. Proprio quello dove si trovavano gli anziani e le suore. Nemmeno i cani addestrati per la ricerca dei dispersi possono sovrastare le migliaia di tonnellate di calcinacci accumulati. Dalla finestra si vede un letto distrutto e qualche straccio. Nel momento in cui scriviamo, alcuni soccorritori degli alpini sono saliti in cima alle macerie nella speranza di trovare qualcosa. Ma non sentono muoversi nulla. Si spera di sentire un gemito, un grido di dolore. "Siamo trepidanti, siamo afflitti - dice Don Giorgio - Vorremmo fare qualcosa". Non riesce a contenere il dolore. "Proviamo tristezza e impotenza di fronte alle forze della natura. Ma la fede non ci manca. Anche in questo momento il Signore è vicino a noi e a chi soffre". Di fronte alla porta del convento ci sono alcuni familiari. Come Massimo Terlizzi, che ha preso la macchina non appena ha appreso la notizia. Viene da Roma nord. Ha fatto una corsa contro il tempo sapendo che sua madre, Cicerone Annamaria Rosaria (quasi 90enne), era tra gli anziani intrappolati. Non crede più ad un miracolo. "Vorrei solo fosse morta sul colpo. Senza soffrire". Poi riprende la sua instancabile attività per aiutare i soccorritori. Forse il suo cuore ancora conserva un briciolo di speranza. "Ora dobbiamo pensare ai vivi", conclude don Cesare. Nel ricordo di chi non c'è più. (Clicca qui per il video della testimonianza del don)
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TITOLO: Vasto, tragedia in mare: un morto e un disperso
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Tutto è nato da un tentativo di salvataggio di un ragazzo in difficoltà in acqua. Sono intervenuti tre amici. Ma uno dei soccorritori è scomparso tra le onde
TESTO:VASTO - Un ragazzo in difficolt
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TITOLO: Quella macchina dei soccorsi capace di arrivare dove le strade non ci sono più 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Si parte con le immagini del deserto di macerie. È appena passata l’alba. Qualcuno dei volontari della Croce Rossa era in ferie ed è rientrato per salire su uno dei mezzi dell’autocolonna diretta ad Amatrice. Sarà un lungo viaggio, più di 700 chilometri, autostrada e poi la Salaria. Si sta in silenzio, ognuno perso nei propri pensieri, nel buio la. ..
TESTO:Si parte con le immagini del deserto di macerie. È appena passata l’alba. Qualcuno dei volontari della Croce Rossa era in ferie ed è rientrato per salire su uno dei mezzi dell’autocolonna diretta ad Amatrice. Sarà un lungo viaggio, più di 700 chilometri, autostrada e poi la Salaria. Si sta in silenzio, ognuno perso nei propri pensieri, nel buio la luce dei display dei telefoni, per seguire di munito in minuto l’evolversi della situazione. Si controllano gli equipaggiamenti, le torce, gli scarpon. ..continua
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TITOLO: “Moltissimo lavoro e niente caffè” Titti Postiglione, il volto dell’unità di crisi 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: È mattina presto quando il Capo della Protezione civile Fabrizio Curcio lascia il quartier generale di Roma per raggiungere le zone colpite dal sisma. Le redini del tavolo di coordinamento con le forze dell’ordine e gli altri corpi dello stato vengono passate nelle mani di Immacolata Postiglione, direttrice dell’ufficio Emergenze, chiamata a guidar. ..
TESTO:È mattina presto quando il Capo della Protezione civile Fabrizio Curcio lascia il quartier generale di Roma per raggiungere le zone colpite dal sisma. Le redini del tavolo di coordinamento con le forze dell’ordine e gli altri corpi dello stato vengono passate nelle mani di Immacolata Postiglione, direttrice dell’ufficio Emergenze, chiamata a guidare le operazioni di soccorso nel centro Italia, tra Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio. È lei, nel giorno più importante in cui gestire la crisi, il volto. ..continua
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TITOLO: Renzi: non lasceremo nessuno da solo 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Oggi il consiglio dei ministri proclamerà lo stato di emergenza e stanzierà i primi fondi per far fronte alla bisogna, di qui in avanti il premier dovrà fronteggiare una prova fondamentale per la sua leadership nella sfida per la ricostruzione. Che non dovrà ricordare il precedente dell’Aquila. «Al Cdm saranno varati i primi provvedimenti, ma sa. ..
TESTO:Oggi il consiglio dei ministri proclamerà lo stato di emergenza e stanzierà i primi fondi per far fronte alla bisogna, di qui in avanti il premier dovrà fronteggiare una prova fondamentale per la sua leadership nella sfida per la ricostruzione. Che non dovrà ricordare il precedente dell’Aquila. «Al Cdm saranno varati i primi provvedimenti, ma sarà necessario un lavoro molto serio e costante nei prossimi mesi», dice da Rieti dopo il primo sopralluogo. «Questa visita sarà la prima di una lunga. ..continua
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TITOLO: “Costruire nuovi insediamenti non può essere la soluzione” 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: «Resterò qui domani, dopodomani, per tutto il tempo necessario. Voglio stare vicino alle persone colpite e dare il mio contributo all’organizzazione dei soccorsi. Perché è importante che le istituzioni ci siano soprattutto nei momenti difficili». Laura Boldrini, presidente della Camera, ha vissuto la giornata di ieri tra Arquata e Pescara del Tront. ..
TESTO:«Resterò qui domani, dopodomani, per tutto il tempo necessario. Voglio stare vicino alle persone colpite e dare il mio contributo all’organizzazione dei soccorsi. Perché è importante che le istituzioni ci siano soprattutto nei momenti difficili». Laura Boldrini, presidente della Camera, ha vissuto la giornata di ieri tra Arquata e Pescara del Tronto, incontrando i superstiti, partecipando alle riunioni con la Protezione civile. Che cosa ha visto, presidente? «Uno scenario di guerra. Sembra ch. ..continua
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TITOLO: La mia terra di montagna ferita. Ma sapremo ripartire ancora 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Tra Accumoli e Amatrice c’è la differenza di un pomodoro. La differenza si gioca tutta qui: al di qua e al di là del Tronto. Da una parte, infatti, c’è la gricia dall’altra la matriciana. Questa zona racchiusa tra i monti della Laga e i Sibillini è terra di pastori. Noi tutti, compreso me, siamo montanari. Al freddo non sempre preferiamo il caldo (. ..
TESTO:Tra Accumoli e Amatrice c’è la differenza di un pomodoro. La differenza si gioca tutta qui: al di qua e al di là del Tronto. Da una parte, infatti, c’è la gricia dall’altra la matriciana. Questa zona racchiusa tra i monti della Laga e i Sibillini è terra di pastori. Noi tutti, compreso me, siamo montanari. Al freddo non sempre preferiamo il caldo (anche d’inverno), al secondo preferiamo i primi. La puzza di pecora Siamo tanto ruvidi quanto generosi, tanto chiusi quanto solidali. E dunque sol. ..continua
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TITOLO: “Là sotto qualcuno è vivo”. Luciano, salvato dagli eroi che scavano a mani nude 
DATA: 2016-08-24
OCCHIELLO: Per tutti i parenti, per il sindaco e per gli amici del piccolo centro di Accumoli Luciano Peri, pensionato e in vacanza agostana, alle 8 del mattino figurava nella lista delle vittime. Anzi, sul taccuino dei soccorritori figurava come la prima delle vittime certe sotto le macerie del sisma. ...
TESTO:Per tutti i parenti, per il sindaco e per gli amici del piccolo centro di Accumoli Luciano Peri, pensionato e in vacanza agostana, alle 8 del mattino figurava nella lista delle vittime. Anzi, sul taccuino dei soccorritori figurava come la prima delle vittime certe sotto le macerie del sisma. Sessantasei anni compiuti il 27 marzo Luciano Peri viveva a Roma, in via Togliatti, ma ogni anno si ritirava in agosto nel piccolo centro della provincia di Rieti. Un’abitudine consolidata negli anni e c. ..continua
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TITOLO: Matteo e quel perenne desiderio del «molti nemici molto onore»
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Pietro De Leo Da che mondo è mondo, costruire la narrazione di una leadership abbisogna di un «nemico» contro cui convogliare la verve dei propri sostenitori. D’altronde, cosa sarebbe stato dell’età. ..
TESTO:Da che mondo è mondo, costruire la narrazione di una leadership abbisogna di un «nemico» contro cui convogliare la verve dei propri sostenitori. D’altronde, cosa sarebbe stato dell’età dell’oro berlusconiana senza il continuo sventolare il pericolo dei comunisti? Renzi non è da meno, anche se il suo richiamo ai nemici appare febbrile e talvolta scombinato. Comunque anche lui notoriamente, con gli ex comunisti non va molto d’accordo. Ora è di nuovo tornato a guerreggiare con l’Anpi, il cui presidente ha negli scorsi giorni denunciato come le Feste dell’Unità siano monopolizzate per il sì al referendum sulla riforma costituzionale e sia soffocato lo spazio spazio per chi, come l’associazione degli ex partigiani, sostiene il no. Dunque è arrivato l’invito del premier e leader Pd a confrontarsi sul merito della riforma, in un duello dialettico da condursi proprio sul palco di una delle kermesse agostane. Nella guerra sul referendum spicca anche lo scontro con D’Alema: «Se avesse messo un decimo del tempo che ha messo per attaccare me per attaccare Berlusconi. ..» ha detto Renzi alla Versiliana. «Lui – ha proseguito sempre riferito all’ex presidente Ds – pesca sempre la carta di attaccare quello più vicino, prima è toccato a Prodi». L’ostilità di Renzi verso il fu leader Massimo è l’onda lunga della rottamazione, che prese corpo nel 2012, quando tuonava in una convention: «Cari D’Alema, Veltroni, Bindi, Franco Marini, in tutti questi anni avete fatto molto per l’Italia. Ma adesso anche basta» e, come se non fosse abbastanza chiaro, fece metter su la canzone dei Righeira «L’estate sta finendo». Era l’alba di una guerra mai finita. Che continuò con Marini nel 2013, quando fu fermato nella sua corsa al Quirinale. E con la Bindi ebbe il picco nel 2015: da Presidente della Commissione Antimafia, fece uscire a quarantotto ore dal voto per elezioni regionali la lista degli «impresentabili», tra cui figurava anche il candidato Pd in Campania Vincenzo De Luca. I renziani non gliela perdonarono e la fecero oggetto di un fitto bombardamento mediatico («siamo tornati ai processi di piazza», osservò Matteo Orfini). Certo, i nemici interni gli danno grattacapi a non finire, ed è per questo che a Renzi capita anche di andare un po’ sopra le righe, promettendo di «entrare con il lanciafiamme» per risolvere le beghe. Però la ricerca del nemico si snoda anche in una divisione manichea dell’esistente. Così il referendum d’autunno diventa «bivio tra l’Italia che dice sì e l’Italia che sa solo dire di no» e il confronto sull’immigrazione sfocia, in un confronto di «umani contro bestie». Ove gli umani, ovviamente, sono quelli favorevoli all’accoglienza senza indugi e le bestie tutti gli altri. Le bestie rientrano nel campionario zoologico della propaganda renziana, cui il posto più celebre è rivestito dai «gufi», cioè quanti si rifiutano di decantare le spettacolari performance dell’economia italiana e soprattutto i fantasmagorici effetti del jobs act. Tra loro si colloca senz’altro Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia che Renzi, perfidamente, ha apostrofato l’altro giorno come «mancato premio Nobel». Ma non finisce qui. Perché la sfida di Renzi ha anche travalicato i nostri confini. All’inizio di quest’anno si era esibito in un braccio di ferro con il presidente della Commissione Europea, Jean Claude Juncker, al grido di «è finito il tempo in cui si poteva telecomandare la linea da Bruxelles a Roma». Non mancano assalti alle categorie: dai magistrati ai sindacati e, soprattutto, i poteri forti: «Togliamo l’Italia dalle mani di quelli che vanno nei salotti buoni. L’estabilishment che storce il naso è lo stesso che ha rovinato il Paese», proclamò a settembre 2014. E fu molto esplicito qualche mese dopo, quando invece di presenziare all’Assemblea di Confindustria andò allo stabilimento Fca di Melfi, suscitando non poche polemiche. Oggi, però, è tornato il sereno e Confindustria è tra i più accalorati sostenitori del sì al referendum. D’altronde, come invitava Pitagora: «I tuoi rapporti con gli altri siano tali da non renderti nemici gli amici, bensì da farti amici i nemici». Tranne D’Alema, ovvio. Pietro De Leo
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TITOLO: Le perversioni di Cesare Serviatti l’«Henri Landru» del Tevere
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Angela Di Pietro Henri Landru ebbe il suo emulo italiano, pur con qualche eccesso di perversioni sessuali da parte del secondo. Se il criminale francese ispirò le gesta del suo «fan» romano, lo. ..
TESTO:Henri Landru ebbe il suo emulo italiano, pur con qualche eccesso di perversioni sessuali da parte del secondo. Se il criminale francese ispirò le gesta del suo «fan» romano, lo fece suo malgrado. Landru uccise dieci donne e le bruciò nel forno di casa dopo averle circuite fingendosi desideroso di trovar moglie. Cesare Serviatti, classe 1875, ne ammazzò tre (sebbene avesse confessato sette delitti), quando il suo «mito» era già morto, essendo stato ghigliottinato il 25 febbraio 1922. Il barbablù d'oltralpe aveva un aspetto segaligno ed una barbetta mefistofelica. Cesare Serviatti, di cui non esiste foto, era grassoccio, rubicondo, con grossi e appuntiti baffi. Aveva senso dell'umorismo e l'intelligenza manipolatoria dei truffatori incalliti. Anche lui attirava vedove, signorine stanche della solitudine e ogni genere femminile purché tutte avessero denari e fossero sole, prive di famiglie ingombranti alle spalle a cui dover dar conto. Sebbene fosse sposato con la signora Angela Taborri, pubblicò diversi annunci sui giornali: «Pensionato, 450 lire mensili, conoscerebbe signorina, con mezzi, preferibilmente cameriera, scopo matrimonio». L'annuncio fu un successo e l'inizio di un dramma per le sue vittime. Accoltellate a morte mentre facevano l'amore con lui (qualcuno sostiene fossero state anche abusate da morte, ma lui non confermò), poi ridotte in piccoli pezzi e infilate in valigie o buttate in un pozzo. L'attività andò avanti dal 1928 al 1932. BIOGRAFIA DI UN MOSTRO Cesare Serviatti nasce il 24 novembre 1875 a Roma. Ha una infanzia traumatica, comune ai serial killer di tutto il mondo. Senza madre né padre, viene accolto da una famiglia di contadini che lo cresce senza troppe effusioni nella campagna romana. Diventa un adulto sveglio e violento, con ogni probabilità assillato dalle sue perversioni e dal desiderio di fare soldi. Abita a Roma, in via Principe Amedeo 168 quando nel 1928, dopo aver conosciuto la vedova benestante Pasqua Bartolini Traboschi, 42 anni, di Genova ed aver iniziato una relazione con lei, si trasferisce da solo per un breve periodo a La Spezia dove gestisce un alberghetto. È già un pensionato: ha lavorato come infermiere al policlinico di Roma dove è stato cacciato per maltrattamenti ai pazienti. Poi ha tentato la carriera di macellaio, ma con scarsa fortuna. È a Genova che uccide, strangolandola, la fidanzata Pasqua, nell'ottobre 1928. La taglia in piccoli pezzi, poi butta tutto nel pozzo nero di casa. Dopo, naturalmente, averne intascato parte degli averi. Indagini senza sbocco, quelle sull'omicidio della Bartolini. Tuttavia il sedici novembre 1932, Landru-Serviatti cade in una trappola che confeziona egli stesso. In quella data alla Stazione di Napoli risultano abbandonate due valigie provenienti dal treno che arriva da Torino. Finiscono nell'Ufficio oggetti smarriti: quando vengono aperte mostrano, avvolti dalla carta di un giornale, piccoli pezzi di un corpo umano. Appartiene ad una donna. Il giorno dopo, alla Stazione Termini, un'altra valigia, che contiene altri resti. Le ricerche avviate portano all'identità della vittima. È una nubile di 40 anni, si chiama Paolina Gorietti, professione cameriera, originaria di Napoli, dove vive tutta la sua famiglia. I familiari forniscono elementi che danno una svolta all'indagine. Paolina, così lieta di aver trovato finalmente l'amore, ha scritto alla sua amica più cara un biglietto: «Ho incontrato - dice - il mio futuro marito. È un uomo distinto e premuroso». E fa nome e cognome. È una cameriera umbra di nome Olga, tanto affezionata alla collega napoletana, a ricevere quella letterina e ad interrompere la carriera del serial killer. L'otto dicembre 1932 i carabinieri del maresciallo Mario Musco bussano alla porta di via Principe Amedeo e lo arrestano, davanti alla moglie, (parzialmente) ignara delle gesta del consorte. Stanno cenando, moglie e marito. Serviatti si lascia condurre in caserma, nega per ore qualsiasi responsabilità, ma alla fine crolla e confessa: ha ammazzato lui anche Bice Margarucci. Il corpo, decapitato e fatto a pezzi, della cameriera Bice, era stato trovato nell'acqua, tra Santa Marinella e Ostia, il tre novembre 1930, due anni prima dell'arresto di Cesare Serviatti. Lui non lesina particolari agghiaccianti sulle modalità del delitto, che sintetizza in modo efficace. La signorina Margarucci ha risposto al suo annuncio. Lui l'ha scelta perché ingolosito dal fatto che la donna, avendo lavorato per qualche anno negli Stati Uniti, ha messo da parte un vero e proprio capitale. L'ha uccisa mentre facevano l'amore, ha sezionato il cadavere e l'ha gettato nel Tevere, da Ponte Garibaldi. Dice pure, Serviatti, che di donne ne ha uccise sette. Ma si rifiuta di fare i nomi delle altre vittime. Vengono svolti accertamenti ma risulta impossibile risalire all'identità delle altre poverette irretite dal romano. In fondo lui ha sempre cercato le sue prede tra le donne rimaste sole al mondo. Donne di cui nessuno ha, probabilmente, denunciato la scomparsa. DESTINO ANALOGO A QUELLO DEL SUO «EROE» «Sono spinto da una forza misteriosa, quando uccido». Freddo, senza alcuna traccia di pentimento, Cesare Serviatti sale sul banco degli imputati nel processo che lo vede coinvolto e che inizia il 14 giugno 1933. È un fiume che esonda, come se parlare, finalmente, avesse un effetto terapeutico su di lui. In fondo, tutti i serial killer voglio auto-denunciarsi, vogliono essere fermati, pur temendo la punizione. Si, alla cameriera Paolina, di Napoli, ha rubato 2000 lire (una fortuna, a quei tempi) e ne ha intascate altre duemila svuotando il suo libretto postale. Si, è suo il coltello insanguinato trovato nei pressi dell'abitazione di Pasqua Bartolini a Genova. Dopo aver descritto i suoi raccapriccianti delitti con l'austerità di un narratore non coinvolto nei fatti, Serviatti chiede inutilmente la grazia. Verrà fucilato alle 6 e 25 del 13 ottobre 1933 in località Chiara Vecchia a Sarzana, undici anni dopo l'esecuzione «pubblica» di Henri Landru. Rimane misteriosa l'identità delle presunte altre vittime. Angela Di Pietro
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TITOLO: Ragusa, «no» ai processi paralleli
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Il ministro Orlando sul caso del sequestratore indiano lasciato in libertà Il sindaco di Vittoria: espulsione immediata. Santanché: pm fuori di testa
TESTO:RAGUSA «Credo che sia interesse di tutti che la ricostruzione dei fatti avvenga tramite le forme previste dalla legge, cioè tramite l'accertamento che il Ministero dispone». Così il ministro della giustizia Andrea Orlando, interviene sulla vicenda di Ragusa dopo che il sostituto procuratore Giulia Bisello ha scarcerato Ram Lubhay, l'indiano di 43 anni accusato di aver tentato di sequestrare una bimba di cinque anni sulla spiaggia di Scoglitti, frazione di Vittoria, nel Ragusano. Per il ministro è necessario agire tramite le forme previste dalla legge per due finalità: «Da un alto - ha spiegato Orlando - per valutare se c'è stat« una correttezza nell'azione della magistratura e dell'altro per evitare che si celebrino processi paralleli o processi al processo che non sono previsti nel nostro ordinamento. È importante, invece, che tutto segua le regole e anche che la valutazione degli atti sia fatta non in modo emozionale e intuitivo ma sia fatta sulla base dei fatti che il ministero sta raccogliendo». Intanto ha chiesto l’espulsione amministrativa «immediata» di Ram Lubhayna bimba di 5 anni martedì scorso sul lungomare di Scoglitti, il sindaco di Vittoria, Giovanni Moscato, che ha aggiunto: «Si tratta di un episodio grave e che ha creato allarmismo in città e non solo. Ho piena fiducia nella magistratura e la vicenda giudiziaria farà il suo corso, ma chiedo alle autorità competenti l'immediata espulsione di Lubhay, che non ha un regolare permesso di soggiorno. Ci sono tutte le condizioni per farlo». Per il primo cittadino di Vittoria la vicenda su cui anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha acceso i riflettori, chiedendo informazioni sull'accaduto attraverso l'Ispettorato, ha creato in città «paura e tensione». Una coda di polemiche, ieri, ha visto in prima fila ancora Daniela Santanché (FI) che ha detto: «La vicenda della bambina scampata al rapimento è la cartina di tornasole di tutto ciò che non va nella magistratura. Rimettere in libertà per ben due volte il colpevole di questo gesto indegno mette in evidenza solo un aspetto: alcuni pm sono fuori di testa. Orlando non se la può cavare con un'ispezione. Quell'uomo va rimesso immediatamente in stato di fermo». Le ha fatto eco il senatore Maurizio Gasparri (FI): «Prendo atto positivamente delle iniziative del ministro Orlando per accertare gli eventuali e probabilmente gravissimi errori della magistratura di Ragusa che lascia ancora a piede libero una persona che in Italia non avrebbe alcun diritto di rimanere. È inutile che la procura di Ragusa abbai alla luna. Accettino le verifiche ministeriali. Anzi, come ho sostenuto in un'interrogazione, invito Orlando a formalizzare con una vera e propria ispezione, anche per attivare eventuali iniziative disciplinari, quanto accaduto. Ma che magistrati abbiamo in Italia? ». Francesca Mariani
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TITOLO: Tasse, la rabbia dei consumatori «Il taglio di Renzi è un bluff»
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Le associazioni di categoria: «L’Istat certifica che sono salite»
TESTO:Leggendo i dati Istat, hanno aggiunto, «la pressione fiscale, non è affatto diminuita, ma è aumentata come tutti gli altri indicatori economici pubblicati alla data del 31 dicembre 2015, mentre per i primi 6 mesi del 2016, fanno fede le entrate tributarie e contributive aumentate nel loro complesso rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente». E critiche sono arrivate anche dal leader della sinistra del Pd Roberto Speranza: «Il tema del fisco è molto serio e non si può affrontare con le caricature come in queste ore fa purtroppo il segretario del Pd nei confronti della sua minoranza interna. Meglio essere chiari. Per me se togli la tassa sulla prima casa anche ad un miliardario, come purtroppo abbiamo fatto, commetti un errore grave. È una scelta inutile perché non produce sviluppo ed iniqua perché finisce col dare di più a chi già ha di più. La stessa politica dei bonus non mi pare abbia prodotto grandissimi risultati». Piccata la replica di Matteo Renzi: «Autorevoli esponenti della minoranza del mio partito intervengono per dire che bisogna smetterla di ridurre le tasse. Perché una parte dei politici italiani pensa che ridurle sia un errore. Dunque noi stiamo riducendo le tasse. Per i cittadini le stiamo riducendo troppo poco invece per (alcuni? ) politici le stiamo riducendo troppo. Non è fantastico? Quelli che per anni hanno parlato e comunque aumentato le tasse lasciamoli parlare ancora. Non disturbiamo i loro monologhi». Leonardo Ventura
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TITOLO: Bambino Gesù
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Scoperto «l’interruttore» che «inganna» i tumori
TESTO:Un meccanismo che permette alle cellule tumorali di «ingannare» il sistema immunitario impedendogli di attaccare e quindi distruggere le cellule anomale. Lo ha scoperto uno studio dell’ospedale Pediatrico Bambino Gesù condotto insieme al dipartimento di medicina sperimentale dell’Università degli studi di Genova e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Journal of Allergy and Clinical Immunology. Si tratta di una reazione che si scatena quando le cellule natural killer entrano in contatto con quelle tumorali provocando la disattivazione di questo importante meccanismo di difesa. Le natural killer sono cellule del sistema immunitario che svolgono un ruolo importante nel riconoscimento e nella distruzione di cellule tumorali o infette da virus. Lo studio ha dimostrato che in pazienti con tumore queste cellule esprimono sulla loro superficie un recettore inibitorio (un vero e proprio interruttore cellullare) chiamato PD-1. Quando le cellule NK attaccano quelle tumorali per ucciderle, vengono frenate perché il recettore PD-1 interagisce con molecole presenti sulla superficie esterna delle cellule tumorali (PDL-1) «spegnendo» le cellule NK. Come conseguenza, un importante meccanismo di difesa viene disattivato e il tumore può crescere liberamente. Il recettore PD-1 era stato scoperto in precedenza sui linfociti T, altri «soldati» molto importanti delle difese immunitarie, in grado anch’essi di uccidere le cellule tumorali. Tuttavia, in molti casi, i tumori, soprattutto quelli più aggressivi, riescono a eludere l’attacco da parte dei linfociti T, ma sono ancora aggredibili dalle cellule NK. Se anche le cellule NK sono bloccate per effetto del PD-1, le difese anti-tumorali vengono praticamente annullate e il tumore può crescere liberamente. F. M.
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TITOLO: Libri e zaini, salasso post vacanza
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Parte la corsa all’acquisto del corredo scolastico. Da 450 a 700 euro a figlio Federconsumatori: il «no logo» costa meno. Codacons: prezzi stabili
TESTO:Nelle cartolibrerie riaperte dopo la breve pausa estiva sono in bella mostra zaini, quaderni, astucci e diari. Qualcuno già scontato, «ma si tratta di pezzi della passata stagione», ammette la titolare di un punto vendita mentre nella grande distribuzione si osa di più e quindi matite, penne, gomme da cancellare o astucci senza marca, si trovano anche a un euro. La corsa all'acquisto dei libri e del corredo scolastico è già iniziata. Quest'anno si spenderà di più, fanno sapere dalla Federconsumatori, nessun aumento invece per il Codacons che più che altro mette in luce la possibilità di risparmiare ignorando le marche, ma senza fare il pieno già in questi giorni di tutto l'occorrente per l'anno scolastico 2016/2017. Piuttosto, avverte l'associazione dei consumatori, meglio dilazionare la spesa e acquistare ad anno iniziato, quando le occasioni di risparmio sono maggiori. La spesa, dunque. Se per i libri dipende dalla scuola e dal grado di istruzione, a far lievitare non poco i bilanci familiari ci si mette il corredo scolastico che, secondo le associazioni dei consumatori, porterà a raggiungere e in qualche caso superare i mille e cento euro a studente. Più nel dettaglio, per libri e vocabolari ogni famiglia dovrà mettere mano al portafogli per 450-700 euro a figlio. Un vero e proprio salasso post vacanza. Ma non andrà meglio per il corredo. Sono le marche a fare la vera differenza, come spiegano anche alcune associazioni del genitori, perché incidono per circa il 30% rispetto ad un «no logo». La difficoltà, tuttavia, è resistere di fronte al piccolo o alla piccola che chiede l'astuccio Nintendo o lo zaino dei Pokemon o ancora quello di Frozen, che munito di cuffie per ascoltare la musica, fa schizzare il costo di un solo pezzo a quasi 80 euro nelle cartolerie. La differenza la fa anche il luogo dove si acquista il corredo, se negozio al dettaglio, se grande distribuzione oppure on line. Tra il primo e il secondo c'è un risparmio medio di circa il 10% (nella grande distribuzione dove l'offerta è più ampia), on line si può trovare qualche occasione, ma le marche mantengono prezzi più che altro pieni. I prezzi, secondo il Codacons, sono sostanzialmente stabili; in aumento, invece, dello 0,8% per la Federconsumatori, che ravvisa nel corredo proprio l'incremento maggiore, in particolare sugli zaini a tracolla e gli astucci, che subiscono il rincaro maggiore. Tra gli scaffali dei punti vendita capitolini si trovano tra una forbice di prezzo che va dai 12 di un astuccio semplice ai 40 di uno triplo completo di colori, forbici, righello e gomma da cancellare. Poi ci sono i grembiuli e anche in questo caso a fare la differenza sono principesse o supereroi. Uno senza si può trovare facilmente a 10 euro ma se è riconoscibile tra gli amanti dei cartoon alla moda, la spesa lievita fino a 35-40 euro. Damiana Verucci
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TITOLO: Ricorrono oggi i 90 anni della scomparsa del primo divo della storia del cinema Rodolfo Valentino mito senza tempo
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: A Castellaneta suo paese di origine dedicato un museo e memoriale
TESTO:La sua città natale Castellaneta, in provincia di Taranto, in occasione dei novant'anni dalla scomparsa ha deciso di dedicargli una serie di iniziative là dove sono sorti negli anni scorsi un museo, una passeggiata e un memoriale in suo onore. Il 23 agosto 1926 moriva a New York Rodolfo Valentino, italiano naturalizzato americano considerato la più grande star del cinema muto. A soli 31 anni l'attore e ballerino dallo sguardo magnetico e dal fascino ammaliante della prima Hollywood, simbolo della bellezza maschile che ha interpretato successi come «Il figlio dello sceicco» e «Sangue e arena», se ne andava a causa di una peritonite. Sono passati esattamente novant'anni da quel giorno, ma ancora oggi Rodolfo Valentino resta un'icona del grande schermo. Ecco perché nella città pugliese che gli diede i natali sono previste molte iniziative per celebrare questa ricorrenza. Nato il 6 maggio 1895 (anno in cui vede la luce anche il cinema grazie ai fratelli Lumière) da un veterinario ex capitano di cavalleria di Martina Franca e di una dama di compagnia francese, Rodolfo Alfonso Raffaello Pierre Filibert Guglielmi di Valentina D'Antonguella frequenta le scuole in giro per l'Italia fino a quando tornato in Puglia parte diciassettenne alla volta di Parigi dove studierà danza. Rientrato a Taranto, per inseguire il sogno americano come tanti altri giovani della sua età decide di imbarcarsi nel 1913 per gli Stati Uniti dove si era già trasferito un suo amico musicista. Grazie a lui, che gli presta un tight, trova lavoro in un night club di New York come partner a pagamento per balli di coppia. Inizia una relazione con una nota danzatrice dell'epoca Bonnie Glass, che lo ingaggia come compagno di ballo. In seguito, si trasferisce prima a San Francisco per lavorare in una compagnia teatrale di operetta, per poi approdare a Hollywood nel 1915. Inizia qui la sua carriera d'attore inizialmente come comparsa, mentre nel 1921 «I quattro cavalieri dell'Apocalisse», nel quale balla il famoso tango insieme ad Alice Terry, segna l'inizio del suo successo sul grande schermo. Nel giro di pochi anni Rodolfo Valentino diventa una star del cinema muto, con la fama di latin lover (alle spalle due matrimoni, l'ultimo con la danzatrice Natacha Rambova, e molti flirt, alcuni sembra anche omosessuali) dovuta al suo incredibile fascino, nonostante da piccolo fosse stato definito persino "bruttino". L'attore interpreta un successo dopo l'altro: «Lo Sceicco», «Sangue e arena», «L’aquila nera» e il «Il figlio dello sceicco». Proprio nel corso della prima a New York di quest'ultima pellicola ha un malore improvviso dovuto a un’ulcera gastrica, di cui soffriva da tempo. Viene ricoverato al Polyclinic Hospital, dove colpito improvvisamente da un attacco di peritonite e portato d'urgenza in sala operatoria, si spegne il 23 agosto 1926 all'età di 31 anni. La morte del divo viene celebrata in pompa magna, come mai era accaduto fino a quel momento. Si racconta che quel giorno ci siano stati persino oltre trenta suicidi legati alla sua scomparsa e che una delle corone fosse stata inviata da Benito Mussolini. A partire dal 1927, nel giorno della sua morte una donna vestita di nero ha portato dei fiori sulla sua tomba all'Hollywood Forever Cemetery. Una «tradizione» che esiste ancora. Oggi Castellaneta ricorda Rodolfo Valentino con una lapide sulla casa natale in via Roma, un monumento in ceramica alla fine della passeggiata a lui intitolata e un Museo documentario realizzato nel centro storico nell'ex-Convento di Santa Chiara. In occasione dei novant'anni dalla scomparsa, nella città pugliese sono previsti inoltre una mostra e una serie di incontri a lui dedicati. Rudy (come era anche chiamato) è stato celebrato sul grande e piccolo schermo in molte occasioni. Anche il sex symbol italiano Gabriel Garko due anni fa ha ripercorso la vita e la carriera dell'attore e danzatore nella miniserie per la televisione dal titolo «Rodolfo Valentino-La leggenda». Giulia Bianconi
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TITOLO: Summer Fest Quando il jazz è al femminile
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: di Paola Pariset. Il Rome Summer Jazz Festival, a Trastevere, nel cuore popolare della capitale, è tutto delle donne (o quasi)! Musiciste compositrici, strumentiste, cantanti: una ballerina di. ..
TESTO:Il Rome Summer Jazz Festival, a Trastevere, nel cuore popolare della capitale, è tutto delle donne (o quasi)! Musiciste compositrici, strumentiste, cantanti: una ballerina di flamenco, una trombonista russaà. E poi è al femminile anche la location, nella Casa Internazionale delle Donne in via Francesco Di Sales – per la precisione nel secentesco Palazzo Monumentale del Buon Pastore - almeno per tutto il periodo di durata della manifestazine «La casa (s) piazza», ossia fino al 4 settembre. Quindi, il festival inizia oggi alle 21 con una musicista speciale, la cui bellezza veramenteà. (s) piazza. È la vocalist nera Melanie Scholtz, nata a Città del Capo e punto di riferimento della musica jazz nel Sud Africa. Si esibirà oggi col Marinelli Trio, in cui - accanto al titolare Emilio Marinelli, al pianforte - figurano John Michael Mawushie beat box/effects, e Gabriele Pesaresi double-bass. La stupenda Melanie presenterà il nuovo album «So Far From Where We Began», realizzato da Marinelli dopo un suo viaggio in Africa: con la sua voce morbida e «familiare», che ricorda Ella Fitzgerald, Melanie Scholtz conquisterà il pubblico romano. L’indomani 24 agosto per Midjane Lazio la compositrice e fisarmonicista Giuliana Soscia, col suo trio - di cui fanno parte Riccardo Gola contrabbassista e Valerio Vantaggio batterista - presenta il progetto «A tribute to women composer in jazz»: come non dire che il festival è proprio al femminile? Nella stessa serata, alle ore 22, col pianista Domenico Sanna sarà sul palco una trombonista donna: Alevtina Polyakova, che al momento spopola in Russia. Il 25 ci saranno la cantante Luisiana Lorusso con Claudio Filippini al pianoforte, uniti nel blue col CD «My Billie’s Blues»: ed il 26 la top jazz Elisabetta Antonini con la sua voce (e i suoi arrangiamenti) si tratterrà su «Reverse», i temi dell’ «inverso»: con lei, Luca Mannutza al pianoforte, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Francesco Ciniglio alla batteria. Il 29, sempre alle 21, «Tribute to Frida Kahlo» del Trio Varela, con la fascinosa ballerina flamenca Karen Lugo, che ricorderà coi suoi gesti la pittrice messicana. Infatti tutti conoscono l’opera di questa artista inclìne ad una pittura primitivistica, cui si dedicò nonostante sia passata da un intervento all’altro – essendo nata con la spina dorsale bifida – sposando infine il pittore Diego Rivera che la cornificò tutta la vita, una vita poco felice. Il 30 agosto, con l’omaggio a «The Big Beat», canterà Sara Dalla Porta, diretta - insieme con Gregory Hutchinson - da Massimo Nunzi: il 31 la cantante Serena Brancale insieme con gli Atrio, con Gianluca Massetti al piano, Dario Giacomelli al basso e Moreno Maugliani alla batteria, presenterà un progetto elettronico complesso, basato su rapporti musicali metrici. Il primo settembre avremo una band al maschile, di quattro musicisti con Peter Martin al pianoforte: il 2, Susanna Stivali avvierà, con Marcello Allulli e Alessandro Gwis, «G. A.S. T!» sulla tecnica dell’improvvisazione in relazione a temi classici e folk, indi il 3 la cantante Raffaella Siniscalchi in quartetto lavorerà sulla musica di Tom Waits. Il 4 settembre, giorno di chiusura del Festival, protagonisti saranno gli allievi del Roma Summer Jazz Workshop, che terranno un loro concerto a ingresso gratuito. Il Roma Summer Jazz Festival è patrocinato dalla Regione e dal Municipio I, è organizzato dall’Associazione Muovileidee, dal Centro di Formazione e Produzione artistica Ottava con è arrivatogodot». Ma soprattutto, sarà una festa, una parentesi singolare condita di letizia fra donne professioniste e artiste, qui convenute non per il mero divertimento, ma per l’affermazione della loro arte, che poi è la loro vita. Paola Pariset
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TITOLO: Galeotta fu la Capitale Nozze al cinema in segreto
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Sposi gli attori Margareth Madè e Giuseppe Zeno
TESTO:Quando si fecero vedere insieme per la prima volta, lo scorso ottobre alla Festa del Cinema di Roma, nessuno credeva che fossero fidanzati davvero. Tutti pensarono ad una storia organizzata a tavolino, visto che avevano lo stesso agente. «Siamo innamorati», dissero loro senza smettere di guardarsi languidi. Ma le malignità e i gossip sul loro amore si son sprecati. Ora, finalmente gli invidiosi e i maligni sono stati messi a tacere una volta per sempre. Gli attori Margareth Madè e Giuseppe Zeno si sono sposati. Quasi in segreto, senza tanti strombazzamenti. A Siracusa, città natale di lei, alle 18,30 di sabato 20 agosto. Bellissimi, innamorati e emozionati, Margareth e Giuseppe hanno unito i loro destini nella chiesa di San Giovanello a Ortigia. Solo 100 happy few, tra amici e parenti, hanno avuto accesso alla cerimonia e al seguente ricevimento nel suggestivo castello Pupillo. Balli, fuochi d’artificio e champagne. Entrambi hanno scelto fedi Cartier e abiti Armani. In chiesa, la Madè ha indossato un abito bustier in pizzo bianco seta, trasparenza sul bustino e gonna morbida con leggera coda della collezione Giorgio Armani Privè, con lungo velo di tulle tra i capelli. Poi si è cambiata per la serata: eccola in abito sottoveste con ricamo floreale nei toni del platino e profonda scollatura sulla schiena. Per lui, smoking Giorgio Armani Made to Measure blu navy, in lana e cachemire e dettagli in gros grain di seta in tinta. La bella attrice si è preparata in una suite dell’hotel Des Etrangers di Siracusa. Esclusiva fotografica di Vanity Fair. Gli attori si sono conosciuti nel giugno 2015 a casa di amici: è stato coup de foudre! «È bastato un lunghissimo sguardo», confessò la 34enne divenuta maldestra ballerina per «Ballando con le stelle». “Sono rimasto folgorato quando la vidi la prima volta al cinema, in Baaria», ribattè il 39enne napoletano. Ora alla felicità della coppia non resta che un bel bebè… Auguri! Anna Gentile
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TITOLO: Monaco e Milan non mollano Paredes
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Adriano Serafini. Il mercato può attendere, almeno fino a domani. Per il momento infatti in ogni angolo di Trigoria, il pensiero è rivolto alla sfida con il Porto, l'ultimo ostacolo verso i gironi. ..
TESTO:Il mercato può attendere, almeno fino a domani. Per il momento infatti in ogni angolo di Trigoria, il pensiero è rivolto alla sfida con il Porto, l'ultimo ostacolo verso i gironi di Champions e la conseguente possibilità di affacciarsi con più serenità (economica) agli ultimi ritocchi per sistemare la rosa. Il possibile passaggio del turno ha rimandato però tutte le situazioni finite sulla scrivania di Sabatini, tra cui l'ennesima offerta al rialzo giunta dal Monaco per Paredes. Il centrocampista argentino continua ad essere conteso tra almeno 5 club in Europa, con il Milan sempre in prima fila per esaudire il primo nome sulla lista di Montella. Al momento ogni spiraglio di cessione si infrange con l’ostruzionismo del club giallorosso, intenzionato a trattenere il ragazzo e in caso piazzare un'altra pedina a centrocampo per l’addio sempre più vicino di Vainqueur (il francese è stato convocato dopo due esclusioni a causa del forfait di Florenzi e degli acciacchi di Paredes). Tra i sostituti calano le quotazioni di Borja Valero, ritenuto fuori mercato per l’alta valutazione della Fiorentina (15 milioni). Da domani si ricomincerà a lavorare a pieno ritmo: primo impegno in agenda fissato per la definizione dell'operazioni legate a Ricci (Atalanta) e Sadiq (Crotone). Adriano Serafini
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TITOLO: Via al derby Virtus-Eurobasket
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Fabrizio Fabbri In contemporanea, solo con uno scarto di qualche ora, le due romane che prenderanno parte al prossimo campionato di serie A2 si sono radunate per dare il via ufficiale alla stagione. ...
TESTO:In contemporanea, solo con uno scarto di qualche ora, le due romane che prenderanno parte al prossimo campionato di serie A2 si sono radunate per dare il via ufficiale alla stagione. Ha aperto cronologicamente la Virtus Roma Unicusano - anche la querelle con lo sponsor non ha ancora trovato soluzione - nella sua nuova sede di Ostia nella casa della Hsc, società che si occuperà del settore giovane. Mancavano i due stranieri Raffa e Brown che si aggregheranno a breve al gruppo. «Brown porta i dote verticalità, l’esuberanza dell’esordiente ma anche la capacità di essere pericoloso da cinque metri - ha detto il nuovo coach Fabio Corbani - ha voluto ad ogni costo legarsi alla Virtus aspettandoci anche nei giorni in cui eravamo esclusi dal campionato per le note vicende. Quello che vorrei dalla mia squadra è che si vada in palestra per diveritre e divertirci». Parola poi al capitano Giuliano Maresca. «Chiedo ai nosrti tifosi di cancellare la stagione passata e fare in modo che sia un nuovo iniziio. Ci siamo ancora e vogliamo fare di tutto per onorare la maglietta che indossiamo. Siamo una squadra giovane che ha bisogno del calore della gente». Tanto entusiasmo anche in casa Eurobasket che con la promozione in A2 ha regalato alla città nuovamente il derby. Per cercare di vivere una stagione tranquilla la gestione del coach Davide Bonora si baserà su due stranieri di sicuro affidamento come Easley e Deloach puntando poi sull' esperienza di Alex Righetti. Fabrizio Fabbri
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TITOLO: Sipario azzurro Fine di un’era
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: A Rio l’addio di Pellegrini, Cagnotto e Ferrari Regine senza eredi. E l’atletica è all’anno zero
TESTO:Fine di un ciclo. La spedizione azzurra torna da Rio col forziere pieno di 28 medaglie di cui 8 del metallo più lucente, ma i Giochi brasiliani segnano anche l’addio di una generazione di fenomeni. I giovani su cui costruire le medaglie del futuro non mancano, ma di colpo l’Italia olimpica perde tre delle campionesse più rappresentative, vincenti e celebrate. E al momento senza eredi. È un addio dolce quello di Tania Cagnotto. L’argento conquistato con la «gemella» Francesca Dallapè nel sincro e il bronzo strappato all’ultimo respiro alla giovane rivale canadese nel trampolino da tre metri rappresentano qualcosa in più del coronamento della carriera della più grande tuffatrice italiana di sempre. È la certificazione che dopo le supersoniche cinesi la più forte è ancora lei, anche a 31 anni, anche nell’ultima gara ai Giochi prima di concentrarsi sulla famiglia. Tania è una regina che abdica senza che nei paraggi compaiano principesse azzurre in grado di salire sul trono. Diverso il discorso che riguarda Federica Pellegrini, arrivata a Rio come portabandiera azzurra e tornata a casa senza quella medaglia al collo che avrebbe reso trionfale il ritiro dalle competizioni. Lo psicodramma carioca della Divina è culminato con la medaglia di legno nei 200 stile libero, la sua distanza, quella in cui il podio sembrava essere alla portata del talento e della capacità di dare tutto e di più nelle gare più importanti che hanno caratterizzato la parabola della nuotatrice veneta. Restano la delusione, gli sfoghi e i litigi via social con la stampa ma anche con i tifosi. E restano anche i dubbi sul ritiro: «Non voglio smettere così, piangendo». Medita l’addio anche la regina sfortunata Vanessa Ferrari. La ginnasta azzurra nel corpo libero si è fermata per la seconda volta di fila ai piedi del podio olimpico, stregato per la prima italiana a laurearsi campionessa del mondo, ormai dieci anni fa. Le lacrime della bresciana sono quelle di un addio quasi certo e anche in questo caso di eredi all’orizzonte, almeno per i palcoscenici più importanti, se ne vedono poche. Un dato di fatto è che la storica miniera d’oro della scherma ha bisogno di scoprire nuovi filoni. A Rio non sono mancate le soddisfazioni, come l’oro di Daniele Garozzo nel fioretto individuale, ma anche delusioni che fanno male. Nella squadra maschile dell’arma «accademica», battuta dagli Usa nella finalina per il bronzo, lo stesso Garozzo era l’unico nato negli anni Novanta. Andrea Cassarà ha 32 anni, Andrea Baldini 30, Giorgio Avola a Tokyo ne avrà 31. Senza contare il «vecchio leone» Aldo Montano, 37 anni e non sentirli, che dopo l’eliminazione tra le polemiche nella sciabola individuale non ci sta ad andarsene così e si tiene aperta la porta per i Giochi giapponesi del 2020, quando la sua carta d’identità dirà 41. A Rio si giocavano la grande chance olimpica due veterani dello sport azzurro. Vincenzo Nibali è crollato sull’asfalto mentre puntava al traguardo più importante. E poi c’è Clemente Russo. Per il pugile campano, 34 anni, Rio era l’ultima occasione per mettere al collo l’oro a cinque cerchi, sogno infranto nei quarti tra le proteste sull’arbitraggio. Delusione che accomuna Tatanka e tutta la spedizione della boxe azzurra, tornata a casa senza medaglie. Si proverà a ripartire dai giovani, come la 18enne Irma Testa. Ancora più a fondo l’atletica italiana. Il presidente federale Alfio Giomi parla di anno zero: «A Rio un’intera generazione ha concluso il proprio percorso. Ma c’è una nuova leva di atleti che cresce bene». Orfana per motivi diversi di Gianmarco Tamberi e Alex Schwazer, due ori quasi sicuri, l’atletica azzurra chiude i Giochi a «zero tituli»: non succedeva da 60 anni. Secondo il presidente del Coni, Giovanni Malagò, allo stadio Olimpico di Rio è finita «come molti pensavano finisse. Io ero convinto che qualcosa avremmo raccolto. Palmisano è arrivata quarta, ho sperato in Schwazer, nel salto in alto bastava poco, la 4x400 con il tempo del giorno prima poteva sperare. E poi Tamberi. .. Ma non ci sono scuse, bisogna rimboccarsi le maniche e ricostruire». Consolano i numeri snocciolati da Malagò poco prima della cerimonia di chiusura che dà appuntamento a Tokyo 2020. «L’età media degli ori azzurri è 25 anni, la più bassa da Los Angeles 1984, edizione viziata dall’assenza dei Paesi del blocco sovietico. Abbiamo abbassato la media degli di ori di 2,5 anni rispetto a Londra e 3,5 anni rispetto a Pechino, e anche l'età media dei medagliati: 27,2 un anno e mezzo meno di Londra e due anni e mezzo in meno di Pechino». Spazio alla meglio gioventù, allora. E onore ai veterani al passo d’addio. Come i due capitani del Settebello e del Setterosa, Stefano Tempesti e Tania Di Mario. A Rio hanno regalato all’Italia e a loro stessi un bronzo e un argento. Un’uscita di scena da applausi. Sipario. Davide Di Santo
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TITOLO: Grandi aziende grandi problemi
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: di Marco Causi* Le municipalizzate di Roma sono grandi, le più grandi in Italia. Un fatto banale, perché Roma è la più grande città del paese. E però a grandi aziende corrispondono grandi problemi. ...
TESTO:Le municipalizzate di Roma sono grandi, le più grandi in Italia. Un fatto banale, perché Roma è la più grande città del paese. E però a grandi aziende corrispondono grandi problemi. Talvolta danno l’impressione di essere troppo grandi, e cioè di generare diseconomie di scala (ad esempio nella raccolta dei rifiuti e nello spazzamento). In altri casi pur essendo localmente grandi restano piccole nella geografia industriale europea: un difetto comune all’Italia intera, dove nelle «public utilities» siamo restati indietro nelle economie di dimensione e nell’investimento in tecnologie e innovazione (ad esempio nelle reti infrastrutturali). Storicamente le aziende romane hanno sofferto non solo per gli errori della politica e del sindacato, ma anche per il «federalismo sgangherato» dentro cui il Campidoglio si trova: Comune ordinario, uguale agli altri, dentro una Regione in cui l’area metropolitana romana crea squilibri altrove inesistenti, con la riforma di Roma Capitale restata a metà del guado (o forse anche prima della metà…). Guardiamo il trasporto pubblico. Molti stentano a crederlo, ma i costi standard del trasporto romano sono in linea con quelli nazionali. Perché allora lo storico deficit finanziario del comparto? Per due motivi: pochi ricavi propri (cioè molta evasione tariffaria) e pochi contributi regionali. Se Roma avesse dal Lazio lo stesso contributo che Milano ha dalla Lombardia non ci sarebbe deficit da ripianare. Fra parentesi, è proprio il ripiano di questi deficit che ha contribuito nel passato secolo a far lievitare il debito finanziario del Comune. (.. .) *deputato Pd, ex assessore Bilancio giunte Veltroni e Marino segue a pagina 3 Marco Causi*
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TITOLO: Legato sotto il camion dalla Bulgaria alla Germania
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Legato sotto un tir ha viaggiato per centinaia forse migliaia di chilometri. A salvare, ieri pomeriggio a Frosinone in autostrada, un sedicenne afghano, sono stati due agenti della Polizia Stradale. ...
TESTO:Legato sotto un tir ha viaggiato per centinaia forse migliaia di chilometri. A salvare, ieri pomeriggio a Frosinone in autostrada, un sedicenne afghano, sono stati due agenti della Polizia Stradale. Tanti i vacanzieri che hanno allertato il 113 segnalando che in direzione Nord, in territorio di Ferentino, da sotto un mezzo pesante spuntavano dei piedi. Quando la pattuglia della sottosezione A1 è riuscita a bloccare quel tir, partito dalla Bulgaria e diretto in Germania, il passeggero era allo stremo. Ancora qualche manciata di chilometri e sarebbe morto di freddo e soffocato dallo scarico del tubo di scappamento. Disidratato, affamato, pieno di lividi ed abrasioni, il ragazzo è stato trasportato d'urgenza al pronto soccorso del «Fabrizio Spaziani» di Frosinone e qui ricoverato nel reparto di pediatria. Non parla ed è sotto choc. Gli investigatori della Digos della Questura di Frosinone, coordinati dal questore Filippo Santarelli e dal capo di gabinetto, il vice questore Cristina Rapetti, hanno interrogato per ore il conducente del tir ed il secondo autista che però hanno negato di aver fatto viaggiare il sedicenne in quelle condizioni disumane. I due bulgari hanno negato di sapere che sotto il tir potesse viaggiare un profugo. Uno stesso, analogo episodio si è verificato lo scorso mese di giugno sempre nel Lazio. A trovare un clandestino legato sotto un tir lungo la Roma - Civitavecchia furono ancora una volta gli agenti della Polizia Stradale. L'uomo, probabilmente sbarcato da qualche nave, sperava di raggiungere il nord Italia a bordo del mezzo pesante. In entrambi i casi resta da capire se dietro questi viaggi della disperazione possa esserci la criminalità che con l'aiuto di camionisti compiacenti offre a chi ha più danaro un viaggio alternativo a quello molto più insidioso del barcone. Angela Nicoletti
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TITOLO: È morto Grillo, il vescovo della Madonnina di Civitavecchia
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: CIVITAVECCHIA È morto monsignor Gerolamo Grillo, il vescovo della Madonnina di Civitavecchia. Grillo, classe 1930, vescovo emerito di Civitavecchia-Tarquinia, è deceduto in Romania a Oderheiul. ..
TESTO:CIVITAVECCHIA È morto monsignor Gerolamo Grillo, il vescovo della Madonnina di Civitavecchia. Grillo, classe 1930, vescovo emerito di Civitavecchia-Tarquinia, è deceduto in Romania a Oderheiul Secuiesc (Harghita) verso le 8.30 del mattino presso la casa S. Giuseppe, tenuta dalle Suore della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria e che ospita e assiste bambini in difficoltà. Il presule è stato testimone del caso della Madonnina di Civitavecchia, quando dal 2 febbraio al 15 marzo 1995, una piccola statua raffigurante la Madonna, proveniente da Medjugorje, avrebbe per quattordici volte prodotto lacrime di sangue. Inizialmente scettico sulle lacrimazioni, il vescovo cambiò opinione quando, il 15 marzo, l'ultima delle quattordici lacrimazioni sarebbe avvenuta mentre teneva la statuetta fra le mani, raccolto in preghiera con alcuni testimoni. Persino Papa Wojtyla volle conoscere da vicino il caso e per ben due volte pregò davanti alla statuetta, facendosela portare di nascosto in Vaticano. Mentre il giallo delle lacrimazioni non è stato mai risolto, in località Pantano, a Civitavecchia, è stato costruito un santuario che racchiude la statuetta. Monsignor Grillo era nato a Parghelia (in provincia di Vibo Valentia), Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea il 18 agosto del 1930. Ordinato Presbitero il 25 aprile 1953, dopo aver prestato servizio presso la Segreteria di Stato, era stato eletto Vescovo di Cassano Ionio il 7 aprile 1979 e consacrato Vescovo il 27 maggio 1979. Il 20 dicembre 1983 venne trasferito a Civitavecchia. Aveva retto la Diocesi fino al 24 novembre 2006, divenendone Vescovo emerito per raggiunti limiti di età e ricevendo la nomina a canonico di S. Maria Maggiore. Fra. Mar.
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TITOLO: Muore in volo un altro base jumper
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: PARIGI Ancora un incidente mortale negli sport estremi. Il base jumper Alexander Polli, 31enne di nazionalità italiana e norvegese, è morto nella mattinata di ieri sulle Alpi francesi nella zona di. ..
TESTO:PARIGI Ancora un incidente mortale negli sport estremi. Il base jumper Alexander Polli, 31enne di nazionalità italiana e norvegese, è morto nella mattinata di ieri sulle Alpi francesi nella zona di Brévent, nei pressi di Chamonix. Come riportano i media francesi, Polli faceva parte di un gruppo di cinque persone. Durante il volo con la wingsuit, la tuta alare, il giovane ha eseguito una rotazione, colpendo la cima di un albero, prima di schiantarsi. ha voluto fare una figura, una sorta di rotazione, e ha colpito la cima di un albero prima di schiantarsi. Polli era cosciente all'arrivo dei soccorsi, ma è deceduto pochi minuti più tardi per arresto cardio-circolatorio. La scorsa settimana, in un analogo incidente mortale, era morto in Svizzera il 29enne base jumper altoatesino Uli Emanuele. Emanuele era diventato famoso per i voli con la tuta alare attraverso un anello di fuoco e una «cruna d'ago» formata da una roccia. La cifra della sua passione si poteva vedere nel post pubblicato su Facebook poche ore prima dell’incidente che gli è costato la vita: «Tramonto sulle Dolomiti a 3100 metri, pronto per un nuovo salto». Redazione online
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TITOLO: Il referendum ridà fiato alle Borse
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Piazza Affari ha chiuso la prima seduta settimanale in lieve rialzo, ma non sui massimi toccati nella prima parte di giornata in scia alle dichiarazioni del premier Renzi che ha scisso la. ..
TESTO:Piazza Affari ha chiuso la prima seduta settimanale in lieve rialzo, ma non sui massimi toccati nella prima parte di giornata in scia alle dichiarazioni del premier Renzi che ha scisso la prosecuzione del suo governo dall'esito del referendum sulla riforma costituzionale. Seconda metà di giornata più cauta, anche per effetto delle prime battute negative di Wall Street, con quest'ultima che ha risentito del calo del greggio e dei dubbi sulle prossime mosse della Fed. Alla fine il Ftse Mib ha archiviato la sessione a quota 16.369 punti (+0,36%); All Share +0,32%. Contrastati gli energetici a maggior capitalizzazione (Enel +0,21%, Eni -0,22%, Terna +0,43%, Saipem -2,04%); ben intonati invece i principali finanziari: Unicredit +1,34%, Intesa Sanpaolo +1,04%, Mediobanca +0,90%, Generali +0,81%. In territorio positivo anche Mps (+0,09%). Per quanto riguarda gli industriali, Fiat Chrysler a +1,20%, Finmeccanica +1,58%. Telecom Italia ha chiuso con una flessione dello 0,69% a quota 0,7930 euro per azione; Mediaset in rialzo dello 0,44% in attesa di sviluppi sulla controversia con Vivendi sulla revisione dei patti di aprile. Redazione online
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TITOLO: Prince, trovate in casa pillole contraffatte
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Si torna a parlare del caso Prince, trovato morto lo scorso 21 aprile nell’ascensore della sua casa di Minneapolis. Secondo uno degli investigatori, molte delle pillolle sequestrate durante le. ..
TESTO:Si torna a parlare del caso Prince, trovato morto lo scorso 21 aprile nell’ascensore della sua casa di Minneapolis. Secondo uno degli investigatori, molte delle pillolle sequestrate durante le indagini nella residenza di Paisley Park erano in realtà stupefacenti contraffatti che contenevano l’antidolorifico fentanyl, un oppioide sintetico molto più potente dell’eroina, una cui «overdose accidentale» - secondo l’autopsia - ha causato la morte del musicista. Molte pillole erano falsamente etichettate come «Watson 385», una dicitura usata per identificare pastiglie contenenti un mix di paracetamolo e idrocodone. Delle pastiglie di fentanyl trovate nella residenza di Prince una decina circa si trovavano in un camerino ma la maggioranza erano in bottiglie di vitamina C e aspirine, nascoste in una valigia e in alcune borse, compresa una che Prince portava spesso con sé. L'investigatore, ha detto che la star non aveva alcuna prescrizione per sostanze del genere nello stato del Minnesota nei 12 mesi prima della sua morte. L'inchiesta sta ora cercando di stabilire come Prince abbia ottenuto le droghe. Redazione online
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TITOLO: Morto Toots Thielemans, padre dell’armonica jazz
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: È morto a 94 anni «Toots» Thielemans, musicista belga e vera leggenda del jazz. Armonicista e chitarrista, nella sua carriera ha collaborato con artisti del calibro di Benny Goodman, Dizzy Gillespie, ...
TESTO:È morto a 94 anni «Toots» Thielemans, musicista belga e vera leggenda del jazz. Armonicista e chitarrista, nella sua carriera ha collaborato con artisti del calibro di Benny Goodman, Dizzy Gillespie, Pat Metheny. Negli anni Settanta divenne noto al pubblico italiano per la sua presenza nella sigla finale della trasmissione Milleluci a fianco di Mina. L’artista aveva annunciato il suo ritiro nel 2014. Jean-Baptiste Frederic Isidore Thielemans - da tutti chiamato Toots (il nomignolo che si diede deriva dal Toots Mondello, sassofonista swing, e Toots Camarata, trombettista) - se n’è andati nel sonno, nello stesso modo pacato con cui suonava l’armonica. Ciò non ha evitato la sorpresa in chi gli era accanto: «Stava bene, aveva sofferto per una caduta ma stava bene, e dunque siamo un po’ scioccati», ha detto il suo manager Veerle Van de Poel. Nato nel 1922 e proveniente da un distretto operaio di Bruxelles, «Toots» aveva cominciato a suonare l'armonica nel tempo libero. Aveva 94 ane neò 2001 il re Alberto II gòi conferì il titolo di «barone». Redazione online
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TITOLO: Piccole serenate sotto le stelle nella notte delle candele
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Al via stasera, martedì 23 agosto, fino al 27 agosto, a Vallerano, la sedicesima edizione del festival Piccole Serenate Notturne, preludio alla tradizionale Notte delle Candele, evento che concluderà. ..
TESTO:Al via stasera, martedì 23 agosto, fino al 27 agosto, a Vallerano, la sedicesima edizione del festival Piccole Serenate Notturne, preludio alla tradizionale Notte delle Candele, evento che concluderà la rassegna l’ultimo sabato del mese di agosto. Si parte con due concerti all’insegna della musica etnica, entrambi ad ingresso libero, in programma oggi e domani, martedì 23 e mercoledì 24, nel pittoresco borgo medievale nel cuore della Tuscia. Stasera (23 agosto) in piazza dell’Oratorio la Compagnia Flamenco Fuente Ovejuna presenterà lo spettacolo «Las Olas del Tiempo», con cinque musicisti e sei danzatrici, che interseca la tradizione musicale andalusa con il folclore arabo magrebino. Si tratta di una compagnia molto amata che torna a Vallerano proponendo al pubblico i suoi costumi e le sue magiche atmosfere andaluse. Domani (24 Agosto) sempre in piazza dell’Oratorio sarà invece la volta dei Camillocromo, un progetto di «musica per ciarlatani, ballerine e tabarin» composto da un’orchestra di sei musicisti in smoking che proporranno le loro atmosfere musicali retrò con suggestioni circensi e colori felliniani. Quello che presentano è un concerto-spettacolo ricco di sorprese fatto di swing, tango, valzer e sonorità balcaniche, un live di musicisti molto bravi che in ogni performance lavorano molto sul legame tra musica e ironia. A chiudere le Piccole Serenate, il 27 agosto, è in programma la multiperformance in contemporanea di oltre 22 formazioni all’interno delle piazze, vicoli e monumenti più caratteristici di Vallerano, nell’ambito della Notte delle Candele 2016. Si tratta di una moltutudine di performance diverse che spaziano tra musica e teatro che culminerà tra migliaia di candele con la pizzica di mezzanotte eseguita dai maestri tamburellisti pugliesi. «Un evento che coinvolge realmente tutto il paese- ci ha detto Maurizio Gregori, sindaco di Vallerano- Ma tutta la manifestazione- continua il sindaco - è diventata un appuntamento fisso per Vallerano. Si tratta di una rassegna che è cresciuta negli anni anche grazie alla particolarità e al fascino della serata finale dedicata alla Notte delle candele. Il pubblico ormai da anni ci segue con grande attenzione. In particolare in occasione della Notte delle candele anche quest’anno verranno a trovarci molti turisti da tutta Italia. Insomma il nostro Festival è da tempo un’ottima occasione per stimolare il turismo della Tuscia, un territorio che ha molte risorse da offrire». Fabrizio Finamore
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TITOLO: «Todo cambia» con la Gorga ai Solisti del Teatro
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Prosegue il calendario delle performances dei Solisti del Teatro, nei Giardini dell’Accademia Filarmonica di via Flaminia. Talora esse sono leggere e divertenti, altre volte invece dolorose e. ..
TESTO:Prosegue il calendario delle performances dei Solisti del Teatro, nei Giardini dell’Accademia Filarmonica di via Flaminia. Talora esse sono leggere e divertenti, altre volte invece dolorose e drammatiche. È il caso dello spettacolo di poesia e musica di questa sera, in cui l’attrice e cantante Maria Letizia Gorga interpreterà il personaggio della cantaora argentina Mercedes Sosa, partendo dal testo di Pino Amendola «Todo cambia», che a sua volta si ispira ad una canzone dell’artista e pasionaria latino-americana. Mercedes visse la tirannide del regime dei Generali ed il dramma dei desaparecidos argentini, che trasportò nella sua musica e nelle sue canzoni. Maria Letizia Gorga in questo omaggio all’artista si cala drammaticamente nel personaggio, che la musica e gli arrangiamenti di Stefano De Meo (pianoforte) e di Pino Jodice (chitarra) non riescono in alcun modo ad attutire. Pao. Par.
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TITOLO: Beethoven e Schumann con il pianista Jannoni
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Non è la prima volta che ai Concerti del Tempietto, diretti da Angelo Filippo Jannoni, si presenta sul podio - tuttora giovanissimo – il pianista turco Can Cakmur, che ama dapprima spiegare a lungo i. ..
TESTO:Non è la prima volta che ai Concerti del Tempietto, diretti da Angelo Filippo Jannoni, si presenta sul podio - tuttora giovanissimo – il pianista turco Can Cakmur, che ama dapprima spiegare a lungo i pezzi scelti (purtroppo tutto in inglese, a costo di generare noia nel pubblico), ma che in compenso domina la tastiera da grande talentato: e non alludiamo al virtuosismo puro, ma alla qualità dell’interpretazione. Perciò è sempre molto atteso agli appuntamenti del Tempietto. Oggi ha scelto di eseguire una Sonata non fra le più popolari e note di Beethoven, la «Sonata n.22 op.54» del 1804: è talmente ridotta da contare due soli movimenti e senza la vera struttura della forma-sonata, ma gadevole da ascoltare. Di Schumann suonerà «Gesänge der Frühe op. 133», deliziosa. Di Liszt, «Valse» ed ìImpromptu S.217», indi di Brahms i «Sechs Klavierstücke op.118». Pao. Par.
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TITOLO: Quel tocco magico di Marco Valeri
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Per chi ama la musica jazz, molti sono gli appuntmenti a Roma, e non solo alla Casa del Jazz di via di Porta Ardeatina. Per esempio, il martedì è possibile ascoltare scelti compositori, pianisti. ..
TESTO:Per chi ama la musica jazz, molti sono gli appuntmenti a Roma, e non solo alla Casa del Jazz di via di Porta Ardeatina. Per esempio, il martedì è possibile ascoltare scelti compositori, pianisti solisti o complessi specifici al Gregory’ Jazz Club di via Gregoriana. Qui oggi infatti, alle ore 22, siederà al pianoforte Leonardo Borghi, un giovane pianista jazz, ottimo solista, che è impegnato anche con due sue formazioni: il «Trio Leonardo Borghi», con Marco Valeri alla batteria e Vincenzo Florio al contrabbasso, ed anche con la formazione del quartetto, il «Leonardo Borghi-Lento Quartet». Ogni sera il pianista offrirà soluzioni musicali diverse, composizioni proprie o di Valeri o di Florio, oppure arrangiamenti di jazz song americane, ed infine musica di grandi compositori e jazzisti statunitensi, anche con Stefano e Andrea Nunzi nella hause band. Pao. Par.
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TITOLO: Alla Festa del Bacio delfini e leoni marini sono i più innamorati
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Un bacio lungo un giorno. ..una vera e propria festa in quel di Torvaianica. Dopo un’estate trionfale, con record di presenze e tantissimi eventi speciali nel Parco Zoomarine, domenica scorsa è stata. ..
TESTO:Un bacio lungo un giorno. ..una vera e propria festa in quel di Torvaianica. Dopo un’estate trionfale, con record di presenze e tantissimi eventi speciali nel Parco Zoomarine, domenica scorsa è stata la volta della Giornata del Bacio, nel corso della quale tutti, esseri umani ed animali, si sono scambiati baci ed effusioni. I primi ad iniziare sono stati la bellissima addestratrice Viorika col delfino Thai, seguiti da Vito il Leone Marino ed i due pappagalli Ara Rossoverde Camillo e Filippo, che hanno baciato le loro addestratrici e hanno contagiato tutto il parco con la loro dolcezza, facendo baciare decine di coppie fuori e dentro le splendide piscine di Zoomarine. Una vera e propria follia dell’estate che ha lasciato il segno nel parco divertimenti alle porte di Roma. Il tema del giorno dunque è stato il bacio una sorta di piacevole tormentone che ha coinvolto tutti gli spettatori. A fine giornata si è poi tenuta una gara di bacio in apnea, vinta dai napoletani Ernesto e Mariarca, che si sono baciati rimanendo sottacqua per quasi due minuti! Zoomarine, una vacanza in un giorno! Fra. Pug.
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TITOLO: De Sica e Brignano sul set di Natale
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Sono iniziate ieri a Roma le riprese di «Poveri ma ricchi», la nuova commedia di Fausto Brizzi che uscirà a Natale nei cinema. Protagonista l'inedito e scoppiettante duo comico formato da Christian. ..
TESTO:Sono iniziate ieri a Roma le riprese di «Poveri ma ricchi», la nuova commedia di Fausto Brizzi che uscirà a Natale nei cinema. Protagonista l'inedito e scoppiettante duo comico formato da Christian De Sica e Enrico Brignano. La pellicola, scritta da Brizzi insieme a Marco Martani e prodotta da Wildside e Warner Bros. Entertainment Italia, sarà nelle sale dal 15 dicembre distribuita da Warner Bros. Pictures. Al fianco di De Sica e Brignano, ci saranno Lucia Ocone e Lodovica Comello, oltre alla partecipazione di Anna Mazzamauro nel ruolo di una irresistibile nonna. I Tucci vivono in un piccolo paese del Lazio. La vita di questa modesta famiglia - composta da padre, madre, una figlia vanitosa, un figlio apparentemente poco brillante, un cognato nullafacente e una nonna patita di serie tv - cambia quando vincono 100 milioni di euro. Tenteranno di tenere nascosta la vincita e saranno costretti a lasciare la loro casa e scappare alla volta di Milano, dove la signora Tucci sognava di vivere da ragazza. Giulia Bianconi
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TITOLO: Flower party in spiaggia
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Abiti coloratissimi, piedi scalzi, fiori tra i capelli e tanta voglia di divertirsi. Giovedì 25 agosto, dalle ore 19 a notte fonda, il «Singita Miracle Beach» si traveste da hippy per il «Flower. ..
TESTO:Abiti coloratissimi, piedi scalzi, fiori tra i capelli e tanta voglia di divertirsi. Giovedì 25 agosto, dalle ore 19 a notte fonda, il «Singita Miracle Beach» si traveste da hippy per il «Flower Party 2016» ideato da Marco Falsarella, Claudia Serafini, Luca Iacoponi. Tutti i giovani della Roma bene già rientrati in città sono attesi alla festa che avrà il suo momento clou al tramonto. Infatti il saluto al sole, ormai un must delle estati modaiole, aprirà le danze sull’incantevole spiaggia della Perla del Tirreno lasciando spazio alle luci di candele fiaccole. Performance del Singita Nouveau Cirque, Djset e Hippie Market. A. G.
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TITOLO: Estate in allerta: i 10 falsi allarmi bomba più eclatanti in Europa
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Finora quella del 2016 è un& #39;estate maledetta per quanto riguarda la sicurezza internazionale. Da Nizza a Istanbul, passando per la Baviera, gli attentati di matrice prevalentemente islamica fanno il giro d& #39;Europa. Ma anche i numerosi falsi allarmi bomba, generati dalla psicosi del terrorismo, mettono a soqquadro intere città, scombussolando la vita quotidiana della gente civile. Ecco i dieci più eclatanti registrati in Italia e in tutto il continente dall& #39;inizio della stagione estiva: la paura, spesso, fa brutti scherzi.1) Bruxelles, 21 giugno. Arrestato in un centro commerciale un uomo che nascondeva una falsa cintura esplosiva, imbottita di sale e biscotti.2) Roma, 27 giugno. Alcuni tecnici, impegnati nella manutenzione dell& #39;impianto elettrico dell& #39;aeroporto di Fiumicino, fanno scattare erroneamente l& #39;allarme. I passeggeri, terrorizzati, scappano fuori dal terminal, ma nel giro di una decina di minuti tutto torna alla normalità, voli compresi.3) Milano, 25 luglio. Due linee della metro vengono bloccate per un& #39;ora e mezza a causa di una scatola da cui fuoriescono fili bianchi, lasciata incustodita alla fermata della Stazione Centrale. Era stata dimenticata da tre persone, come testimoniano i filmati delle telecamere di sorveglianza.4) Ventimiglia, 25 luglio. Paura per la presunta presenza di un ordigno nel mercato al coperto. & quot; Prima o poi pagherete tutti& quot; , avrebbe detto una voce maschile al telefono. Allarme rientrato dopo poche ore.5) Londra, 25 luglio. Evacuata la stazione metropolitana di Golders Green per un& #39;auto sospetta abbondanata nel quartiere ebraico, ma all& #39;interno del veicolo non c& #39;è nulla di pericoloso.6) Olbia, 26 luglio. Borsa dimenticata in centro, apprensione tra i passanti, ma i carabinieri trovano soltanto oggetti personali di qualche proprietario sbadato.7) Torino, 27 luglio. Artificieri al setaccio presso la stazione ferroviara di Porta Nuova per la presenza di un esplosivo, annunciata quattro ore prima da un misterioso uomo dall& #39;accento italiano, probabilmente in collegamento da una cabina telefonica. I controlli danno esito negativo.8) Ginevra, 27 luglio. L& #39;aeroporto viene chiuso perché una donna minaccia di farsi saltare in aria per impedire al marito di partire. E& #39; tutto un bluff e lo scalo riapre al pubblico.9) Washington, 28 luglio. Evacuata la stazione centrale, nei pressi del Campidoglio, per un sospetto pacco bomba. Molte persone in preda al panico corrono per le vie della città. Poliziotti pompieri e ambulanze subito sul posto, ma per fortuna nulla di fatto.10) Parigi, 5 agosto. Evacuata la Tour Eiffel per un errore di un dipendente che scambia un& #39;esercitazione per una minaccia terroristica. Il monumento più visitato della capitale francese viene riaperto ai turisti dopo un paio d& #39;ore.
TESTO:Finora quella del 2016 è un'estate maledetta per quanto riguarda la sicurezza internazionale. Da Nizza a Istanbul, passando per la Baviera, gli attentati di matrice prevalentemente islamica fanno il giro d'Europa. Ma anche i numerosi falsi allarmi bomba, generati dalla psicosi del terrorismo, mettono a soqquadro intere città, scombussolando la vita quotidiana della gente civile. Ecco i dieci più eclatanti registrati in Italia e in tutto il continente dall'inizio della stagione estiva: la paura, spesso, fa brutti scherzi.1) Bruxelles, 21 giugno. Arrestato in un centro commerciale un uomo che nascondeva una falsa cintura esplosiva, imbottita di sale e biscotti.2) Roma, 27 giugno. Alcuni tecnici, impegnati nella manutenzione dell'impianto elettrico dell'aeroporto di Fiumicino, fanno scattare erroneamente l'allarme. I passeggeri, terrorizzati, scappano fuori dal terminal, ma nel giro di una decina di minuti tutto torna alla normalità, voli compresi.3) Milano, 25 luglio. Due linee della metro vengono bloccate per un'ora e mezza a causa di una scatola da cui fuoriescono fili bianchi, lasciata incustodita alla fermata della Stazione Centrale. Era stata dimenticata da tre persone, come testimoniano i filmati delle telecamere di sorveglianza.4) Ventimiglia, 25 luglio. Paura per la presunta presenza di un ordigno nel mercato al coperto. "Prima o poi pagherete tutti", avrebbe detto una voce maschile al telefono. Allarme rientrato dopo poche ore.5) Londra, 25 luglio. Evacuata la stazione metropolitana di Golders Green per un'auto sospetta abbondanata nel quartiere ebraico, ma all'interno del veicolo non c'è nulla di pericoloso.6) Olbia, 26 luglio. Borsa dimenticata in centro, apprensione tra i passanti, ma i carabinieri trovano soltanto oggetti personali di qualche proprietario sbadato.7) Torino, 27 luglio. Artificieri al setaccio presso la stazione ferroviara di Porta Nuova per la presenza di un esplosivo, annunciata quattro ore prima da un misterioso uomo dall'accento italiano, probabilmente in collegamento da una cabina telefonica. I controlli danno esito negativo.8) Ginevra, 27 luglio. L'aeroporto viene chiuso perché una donna minaccia di farsi saltare in aria per impedire al marito di partire. E' tutto un bluff e lo scalo riapre al pubblico.9) Washington, 28 luglio. Evacuata la stazione centrale, nei pressi del Campidoglio, per un sospetto pacco bomba. Molte persone in preda al panico corrono per le vie della città. Poliziotti pompieri e ambulanze subito sul posto, ma per fortuna nulla di fatto.10) Parigi, 5 agosto. Evacuata la Tour Eiffel per un errore di un dipendente che scambia un'esercitazione per una minaccia terroristica. Il monumento più visitato della capitale francese viene riaperto ai turisti dopo un paio d'ore.
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TITOLO: Povero Dante, Taiwan gli porta via la casa di Beatrice
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Chissà a quale girone infernale condannerebbe i suoi concittadini, il sommo Dante, sapendo che il luogo natale della sua amata Beatrice è stato venduto a una società taiwanese che intende realizzarvi appartamenti e negozi di lusso per i turisti. Accade a Firenze, dove nel giro di un paio d& #39;anni si dovrebbe concludere l& #39;operazione finanziaria che porterà lo storico Palazzo Portinari Salviati - un edificio del & #39;400 con affreschi e opere d& #39;arte in via del Corso, nel cuore della città - nelle mani di una società immobiliare asiatica, pronta a mettere sul piatto i 35 milioni necessari a rilevarne la proprietà. Finora i grandi gruppi finanziari delle tigri asiatiche - Taiwan, Sud Corea, Singapore e Hong Kong - avevano fatto incetta & laquo; solo& raquo; di aziende del made in Italy, dai brand di moda alle squadre di calcio, ma con questa mossa mettono le mani anche su monumenti e luoghi di pregio del patrimonio storico artistico italiano. Certo, finora Palazzo Portinari Salviati non ha goduto dello stesso appeal turistico della casa natale di Dante o della chiesa di Santa Margherita dei Cerchi, dove pare che il poeta incontrò per la prima volta la sua musa: basti pensare che, dopo avere ospitato tra le sue mura anche Giovanni dalle Bande Nere e il figlio Cosimo che diventò primo Granduca di Toscana, l& #39;edificio nel recente passato era diventato sede della Banca Toscana. Al portone di via del Corso mai alcuna folla di turisti, nelle sue sale ben pochi innamorati in cerca di suggestioni romantiche, insomma. Nonostante i suoi gloriosi trascorsi il palazzo - cinque piani di proprietà della società immobiliare Sansedoni, controllata dalla Fondazione Mps e partecipata anche da Banca Mps - era stato messo in vendita un anno fa tramite l& #39;advisor Jll. Al migliore offerente sono state proposte non solo le mura, a due passi da Santa Maria del Fiore e dalla cupola del Brunelleschi: la vendita dell& #39;ex casa natale della & laquo; divina& raquo; Beatrice comprende tutto ciò che si trova all& #39;interno, ossia soffitti in legno, camini monumentali e ricche testimonianze del suo passato. Adesso si volta pagina: entro metà settembre si concluderà la prima parte della vendita, che sancirà l& #39;inizio un nuovo capitolo per uno dei luoghi più significativi di Firenze. Già, perché al di là dell& #39;avere dato i natali a Beatrice Portinari, la storia del palazzo è legata a doppio filo a quella del capoluogo toscano e alla sua stessa identità. In origine era una delle case di proprietà del banchiere Folco Portinari, poi fu acquistato da Jacopo Salviati, marito di Lucrezia de& #39; Medici, e successivamente dal notabile Bramante Lazzeri. Durante gli ulteriori passaggi di proprietà - la famiglia Ricciardi Serguidi, la Cassa di Risparmio, i Padri Scopoli e la Banca di Credito Toscano - nel palazzo di via del Corso abitarono personaggi celebri dell& #39;epoca e persino un re, Federico IV di Danimarca, mentre negli anni in cui Firenze fu capitale d& #39;Italia Palazzo Portinari diventò sede del ministero di Grazia e giustizia. Nel corso del tempo, inoltre, al suo interno l& #39;edificio custodì opere di Donatello, Verrocchio, Cellini, Andrea del Sarto e del Bronzino. Chi oggi già si straccia le vesti, in città e su Facebook, non deve però dimenticare che già da quando l& #39;edificio venne messo in vendita fu specificata l& #39;esistenza di un progetto di riconversione che chiariva cosa sarebbe diventata l& #39;ex casa natale di Beatrice, ossia una filiale bancaria, uffici e circa 40 appartamenti di lusso, oltre all& #39;ipotesi - al momento rimasta tale - di realizzare nel piano interrato ben 47 posti auto. Ad attrarre gli investitori taiwanesi e a convincerli a sborsare 35 milioni dev& #39;essere stata anche la descrizione del palazzo, ma ai tycoon asiatici non sembra avere fatto particolare effetto la circostanza & laquo; dantesca& raquo; rispetto all& #39;appeal di & laquo; una location unica, incastonata nel cuore di uno dei centri storici più amati al mondo - si legge nella presentazione dell& #39;edificio - e al centro della vita e della quotidianità cittadina& raquo; . Tra negozi e appartamenti, oggi a casa sua Beatrice non si sentirebbe esattamente a suo agio.
TESTO:Chissà a quale girone infernale condannerebbe i suoi concittadini, il sommo Dante, sapendo che il luogo natale della sua amata Beatrice è stato venduto a una società taiwanese che intende realizzarvi appartamenti e negozi di lusso per i turisti. Accade a Firenze, dove nel giro di un paio d'anni si dovrebbe concludere l'operazione finanziaria che porterà lo storico Palazzo Portinari Salviati - un edificio del '400 con affreschi e opere d'arte in via del Corso, nel cuore della città - nelle mani di una società immobiliare asiatica, pronta a mettere sul piatto i 35 milioni necessari a rilevarne la proprietà. Finora i grandi gruppi finanziari delle tigri asiatiche - Taiwan, Sud Corea, Singapore e Hong Kong - avevano fatto incetta
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TITOLO: Omicidio a Sassari: uccide la madre 91enne a coltellate
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Un orribile omicidio ha sconvolto tutta la Sardegna del nord. Un sessantatrenne di Anela, in provincia di Sassari, ha accoltellato a morte la madre di novantuno anni ieri sera, tentando poi di togliersi la vita. Nella tarda serata di ieri il 63enne Pietro Mavuli, racconta la Nuova Sardegna, sarebbe stato colto da un raptus di follia - questa, al momento, l& #39;ipotesi più accreditata al vaglio degli inquirenti - e impugnando un coltello si è scagliato sull& #39;anziana madre, che riposava tranquillamente nel proprio letto. Una lunga serie di fendenti, prima alla gola e poi al torace. Un& #39;aggressione di una violenza inaudita, che è risultata fatale all& #39;anziana donna, deceduta per l& #39;emorragia poco dopo l& #39;arrivo in ospedale. Dopo l& #39;orribile delitto l& #39;uomo avrebbe poi rivolto l& #39;arma contro di sè, tentando di togliersi la vita con altre sei coltellate. Per fortuna, però, il suicidio non è riuscito. Mavuli è stato quindi fermato ed arrestato dai carabinieri dopo un lungo assedio: l& #39;uomo si era infatti barricato in casa. Al momento non è ancora chiaro chi abbia allertato i soccorsi, poiché l& #39;abitazione dove si è consumato l& #39;omicidio è piuttosto isolata ed è improbabile che le urla della povera donna possano essere state udite da qualcuno. Poiché non si ha notizia di alcun dissidio fra madre e figlio, l& #39;ipotesi al momento più accreditata è appunto quella di un raptus momentaneo.
TESTO:Un orribile omicidio ha sconvolto tutta la Sardegna del nord. Un sessantatrenne di Anela, in provincia di Sassari, ha accoltellato a morte la madre di novantuno anni ieri sera, tentando poi di togliersi la vita. Nella tarda serata di ieri il 63enne Pietro Mavuli, racconta la Nuova Sardegna, sarebbe stato colto da un raptus di follia - questa, al momento, l'ipotesi più accreditata al vaglio degli inquirenti - e impugnando un coltello si è scagliato sull'anziana madre, che riposava tranquillamente nel proprio letto. Una lunga serie di fendenti, prima alla gola e poi al torace. Un'aggressione di una violenza inaudita, che è risultata fatale all'anziana donna, deceduta per l'emorragia poco dopo l'arrivo in ospedale. Dopo l'orribile delitto l'uomo avrebbe poi rivolto l'arma contro di sè, tentando di togliersi la vita con altre sei coltellate. Per fortuna, però, il suicidio non è riuscito. Mavuli è stato quindi fermato ed arrestato dai carabinieri dopo un lungo assedio: l'uomo si era infatti barricato in casa. Al momento non è ancora chiaro chi abbia allertato i soccorsi, poiché l'abitazione dove si è consumato l'omicidio è piuttosto isolata ed è improbabile che le urla della povera donna possano essere state udite da qualcuno. Poiché non si ha notizia di alcun dissidio fra madre e figlio, l'ipotesi al momento più accreditata è appunto quella di un raptus momentaneo.
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TITOLO: Ferito mortalmente in Nigeria Shekau, il leader di Boko Haram
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Non sarebbe la prima volta che il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, viene dato per morto senza che lo sia davvero. Per questo è con molta cautela che i media internazionali riportano la notizia, riferita dall& #39;esercito nigeriano. Shekau, che guida una fazione dei Boko Haram che ha rifiutato di allinearsi con il sedicente Stato islamico, sarebbe stato & quot; colpito mortalmente& quot; a una spalla in un attacco in cui - secondo le forze armate - tre comandanti, identificati come Abubakar Mubi, Malam Nuhu e Malam Hamman, avrebbero perso la vita. Secondo i nigeriani il tutto sarebbe successo mentre un gruppo di leader di Boko Haram era impegnato nelle preghiere del venerdì, in un villaggio dello Stato settentrionale del Borno, dove la presenza dei jihadisti è più significativa. Il colonnello Sani Kukasheka Usman ha parlato di & quot; uno spettacolare attacco aereo& quot; , durante il quale Shekau sarebbe rimasto ferito gravemente, lo scorso 19 agosto.
TESTO:Non sarebbe la prima volta che il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, viene dato per morto senza che lo sia davvero. Per questo è con molta cautela che i media internazionali riportano la notizia, riferita dall'esercito nigeriano. Shekau, che guida una fazione dei Boko Haram che ha rifiutato di allinearsi con il sedicente Stato islamico, sarebbe stato "colpito mortalmente" a una spalla in un attacco in cui - secondo le forze armate - tre comandanti, identificati come Abubakar Mubi, Malam Nuhu e Malam Hamman, avrebbero perso la vita. Secondo i nigeriani il tutto sarebbe successo mentre un gruppo di leader di Boko Haram era impegnato nelle preghiere del venerdì, in un villaggio dello Stato settentrionale del Borno, dove la presenza dei jihadisti è più significativa. Il colonnello Sani Kukasheka Usman ha parlato di "uno spettacolare attacco aereo", durante il quale Shekau sarebbe rimasto ferito gravemente, lo scorso 19 agosto.
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TITOLO: Le camere d'albergo sono come persone in ogni angolo c'è nascosto un segreto
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: & laquo; La mia esperienza di viaggiatore è disperata& raquo; , impreca Guido Ceronetti: & laquo; Non posso entrare in una camera d& #39;albergo senza che mi prenda la smania di migliorare tutto, dall& #39;entrata alla forma del bicchiere nel bagno. Niente è al suo posto, niente è giusto& raquo; . & laquo; Trovo le stanze d& #39;albergo generalmente detestabili e mi sono chiesto se potesse, la letteratura, contribuire a migliorarle& raquo; ; così Giovanni Mariotti nell& #39;introduzione a un romanzo di Tanizaki. La nevrosi alberghiera esplode in paragoni e rievocazioni. A me capita, da decenni ormai, quando mi tarda il sonno nella stanza sconosciuta di un albergo, di evocare, al buio, altre camere dove ho dormito: a volte sono ridotte a schemi assai vaghi, ciascuna col suo preciso stato d& #39;animo. Quando, leggendo la Recherche, scoprii che anche Proust aveva quest& #39;abitudine, conclusi che dipende dall& #39;importanza che uno dà, oppure non dà alle cose. C& #39;è chi le guarda con indifferenza assoluta, e chi le eleva a protagoniste, e simboli. Io la penso come Madame Merle che, nel Portrait of a Lady di Henry James enuncia il manifesto di tutti coloro che alle cose danno importanza: & laquo; Quando avrete vissuto quanto ho vissuto io, vedrete che ogni essere umano ha il suo guscio, e che questo guscio va preso in considerazione& raquo; . A me il guscio non è mai indifferente. Come l& #39;antipatica signora, trovo difficile giudicare una persona senza la collaborazione dei suoi abiti, del mobilio, della sua casa. Dostojewski, che si contenta di farmi sapere che l& #39;Aleksey Ivanovic del Giocatore alloggia, nell& #39;immaginaria Rulettenburg della sua rovina, & laquo; in una stanzetta del quarto piano dell& #39;albergo& raquo; , mi delude, quando vorrei conoscere il guscio dove si consuma la sua catastrofe. Non così Proust quando mi racconta & laquo; l& #39;occhiata diffidente& raquo; che si scambiarono lui e gli oggetti che riempivano la stanza del Grand Hotel di Balbec. Quante occhiate di desolato sospetto non ho scambiato con stanze che stringevano, appena entrati, il cuore di malinconia, e raccontavano misere vicende, ti facevano sentire un pellegrino dimenticato, uno sradicato vagabondo. Stanzoni romani tra il Pantheon e la Minerva, alberghi di preti dove la luce stagna a mezz& #39;aria intorno alla lampadina rossastra. Lo stanzino, il letto cigolante, lo specchio sudicio di un sedicente & laquo; grande albergo& raquo; di Bari. I mobili verniciati, la carta da parati sporca di rossetto di un altro & laquo; grande albergo& raquo; di Palermo, lo sciattume pretenzioso d& #39;un ospizio di Gerusalemme, umido e tetro, con le pareti stillanti una lenta acqua: la stinta miseria di certe stanze di Madrid, la vasca da bagno troneggiante al centro, come un mobile; la sporcizia degli hotels della provincia francese, la tristezza degli alberghi di Liegi, i più disperati dell& #39;Europa occidentale, l& #39;abiezione, tra lurida e desolata, delle stanze di Praga, i loro omologhi orientali. Fantasmi di camere, cui di rado puoi contrapporre l& #39;odore di legni tropicali e la fida atmosfera dei grandi alberghi della Lisbona che fu; la giocondità aperta di non dimenticate stanze in riva al Neckar, appena fuori di Heidelberg; i vecchi accoglienti legnami di locande danubiane, a ridosso delle orgogliose abbazie barocche, a Krems, Melk, Sankt Florian, dove aspetta la resurrezione Anton Bruckner. La pace opulenta di un grande stabilimento di Zurigo, avvolto nel suo verde involucro di bosco, appena risonante di un educato cinguettare; il silenzio d& #39;una premiata fabbrica della tranquillità a Losanna, con Io specchio del lago, laggiù, tra ramo e ramo; la Stimmung elegante e vecchiotta di alberghi viennesi, sempre in minor numero, ahimé, d& #39;anno in anno. Nelle stanze dell& #39;orgoglioso Sacher non chiuderai occhio, a causa dell& #39;assordante circolazione rotatoria che vi si svolge davanti. Camere, e camere: dove ho dormito, dove non riuscii a dormire. Mi stanno davanti come volti di persone. Più vive di tante persone, che assai minori effetti ebbero nel determinare quegli umori e stati d& #39;animo che imprimono nella memoria il sigillo d& #39;un luogo, d& #39;una città. La cameretta che scovammo a Kalambaka, nell& #39;Epiro, sotto i massi mostruosi delle Meteore, in vista del Peneo scintillante di freddo alluminio nella valle, davanti all& #39;alta catena del Pindo carica di neve, mi resta nella memoria come necessaria premessa all& #39;evocazione di un incontro umano avuto laggiù. Eravamo in due a cercare, e ci trovammo nella corte a pergolato d& #39;una casetta, dove due vecchine col velo nero mormorarono sorridendo un & laquo; pacari& raquo; (esortazione a pagare in anticipo), residuo probabile dei ricordi, allora non remoti, d& #39;una nostra occupazione. La scaletta di legno bucava un fitto ordito di foglie di vite, coi grappoli appesi. Scegliemmo una cameretta con vista sulle montagne, e subito m& #39;invase una di quelle fantasie, che l& #39;età poi spegne, di vita semplice, tra pochi elementari bisogni, silenzio e natura. Le grosse lenzuola odoravano di tante erbe a me sconosciute: distinguevo la menta, il timo. I sacconi di foglie crocchiavano senza pudori. Schliemann, dissi, si sarebbe sentito un re se avesse potuto sempre trovare stanze come questa. L& #39;arredo umile e odoroso mi riportò su sentieri che credevo perduti, amori di adolescenza, al cui vertice stava una fuga da romanzo. È l& #39;età che le fughe con l& #39;amata non si sognano negli alberghi cosmopoliti di Paul Morand e Aldous Huxley, ma piuttosto tra & laquo; la pace quasi conventuale& raquo; che Giorgio e Ippolita trovano ad Albano, nel & laquo; vecchio albergo di Ludovico Togni& raquo; , dove & laquo; ogni suppellettile aveva un aspetto di familiare vecchiezza. I letti, le sedie, le poltrone, i canapè, i canterani avevano forme d& #39;altri tempi cadute in disuso; i soffitti, dipinti a coIori teneri, gialletti e celestini, portavano nel centro una ghirlanda di rose o un qualche simbolo usuale, come una lira, una face, un turcasso& raquo; .Da quando la letteratura ha smesso di offrirci descrizioni d& #39;interni come questa, del Trionfo della Morte, il tempo, il turismo, la modernità, un tecnicismo da fontanieri e da elettricisti hanno ingoiato quegli avanzi di mondo sommerso. Come sempre, la natura imita l& #39;arte. Da quando gli scrittori si sono messi a sbrigarsela, per parlare d& #39;una camera d& #39;albergo, con aggettivi come anonimo, gli arredatori si sono studiati d& #39;imitarli ai diversi & laquo; livelli& raquo; , lo squallore dell& #39;alberghetto, e il danaroso trionfale del Grand Hotel. Adulterii svelti come incontri di bordello si consumano in rifugi di montagna. La Leda dell& #39;Amore coniugale di Moravia si prende nel letto un ufficiale degli Alpini e non gli domanda neppure come si chiami. Figuriamoci se bada all& #39;arredo della stanza. L& #39;ultima che mi ricordo, la più recente delle mie dimore temporanee, è quella di un grande albergo di Torino. Recentemente & laquo; ristrutturato& raquo; esibiva tutta l& #39;arrogante e vacua presunzione che il luccicare delle superfici vetrate e smaltate, e un& #39;abbondanza ridicola di giocattoli elettrici, unite a leggiadre cestine contenenti emulsioni, schiume, sciampi, spille da balia e aghi per cucire, potessero simulare l& #39;idea del lusso e della prosperità. Al posto del tavolino da notte, una bottoniera, ma che dico, un cruscotto di tasti e levette che si ergevano da un banco smaltato: schioccando come i tubi lanciasiluri di un sottomarino, luci si accendevano l& #39;una dopo l& #39;altra, e dovevi sperimentare tutta quell& #39;intera panoplia elettricistica, prima di avere il ristoro dell& #39;oscurità: relativa, però, in quanto, con tutto quel delirio psichedelico, le imposte e le griglie alle finestre eran rimaste tali e quali prima del rinnovamento, e la luce entrava dalla strada. Che cosa mai può sentirsi un& #39;anima persa tra quelle stupide file di bottoni elettrici, davanti all& #39;immenso specchio che copre l& #39;intera parete di fronte, mi chiedevo: indeciso tra la stantia routine dello stomachevole spaziale e quel miscuglio abbietto di clinica e di ufficio a cui irresistibilmente tende l& #39;arredo delle democrazie industriali.18 agosto 1985
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TITOLO: A scuola con il velo: il giudice dice no
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Berlino & laquo; Ci sarà un giudice a Osnabrück& raquo; , avrà pensato la diciottenne di rigorosa osservanza islamica. La ragazza, le cui generalità non sono state diffuse, era iscritta alla scuola serale & laquo; Sophie Scholl& raquo; della città della Bassa Sassonia. L& #39;istituto non ha avuto nulla in contrario ad accettare la sua iscrizione quando la giovane si è presentata in segreteria con il niqab, il velo integrale dotato solo di una fessura per gli occhi. Il problema è sorto quando la giovane si è presentata così anche in classe. Ai media locali la ragazza ha spiegato che sarebbe stata pronta a farsi identificare giornalmente da una rappresentante del corpo docente, prima di iniziare le lezioni. La sua proposta non ha però convinto la scuola che ha sollevato non solo questioni di sicurezza ma anche il bisogno dei docenti di comunicare apertamente con gli allievi e ha invitato la ragazza ad andarsene. Venerdì scorso la diciottenne ha presentato ricorso contro la decisione al locale tribunale amministrativo. Davanti allo scontro fra il diritto alla libertà di espressione religiosa e quello della scuola di imporre le proprie regole, il & laquo; Tar& raquo; di Osnabrück non ha avuto dubbi dando torto in tempi record alla ricorrente. A suo sfavore ha giocato anche l& #39;assenza dal procedimento: la corte le aveva chiesto di spiegare le proprie ragioni in prima persona. Temendo l& #39;attenzione dei media e forse l& #39;obbligo di mostrare il volto ai giudici, la ragazza ha preferito disertare, perdendo la causa. Le resta tuttavia la possibilità di appellarsi. Il caso di Osnabrück fa seguito a una serie di proposte da parte di diversi partiti tedeschi (Cdu di Angela Merkel in testa) per vietare burqa e niqab da scuole, tribunali, uffici e spazi pubblici in genere.
TESTO:Berlino
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TITOLO: Maroni si smarca da Salvini e tifa per l'asse dei moderati
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Dire e non dire, barcamenarsi per il bene della squadra. Alla lega Nord c& #39;è l& #39;allenatore capace di tenere unito lo spogliatoio. Anche a costo di usare lo scotch. Tra Matteo Salvini e Roberto Maroni, le due facce della Lega, il mister è quest& #39;ultimo. Diplomatico, capace nel ricucire rapporti, aperto a tutte le esperienze. Non al burka. L& #39;impressione è che in questo momento non ci si spazio per una resa dei conti. Ne rimarranno due. E allora via ad equilibrismi degni di nota. In un& #39;intervista fiume al Corriere della Sera Maroni formalizza la linea governativa in appoggio ad Alfano, Parisi e Mattarella, boicottando di fatto l& #39;universo mondo di Salvini. Allo stesso tempo, conferma la fiducia all& #39;indiscusso leader. Come dire: tu vai pure in tv che i rapporti col governo li tengo io. E annuncia di volersi ricandidare nel 2018 a governatore. & laquo; Nella Lega Nord non ci sono frizioni - annuncia Maroni - Ci possono essere opinioni diverse, questo sì, ma d& #39;altra parte non siamo il Pd che reprime il dissenso interno. Da noi è sempre stato così, la Lega di lotta, la sua, e quella di governo. Lui resta il leader indiscusso& raquo; .Perfetto. Ma su Mattarella c& #39;è da mettersi d& #39;accordo. Per Salvini resta & laquo; uno che aiuta gli scafisti e mette a repentaglio la sicurezza del Paese& raquo; , insomma un problema. Per Maroni è un innovatore. Figuriamoci. & laquo; Ho ascoltato attentamente il discorso del presidente - continua Maroni- Ha parlato della necessità di bloccare le emigrazioni alla partenza. Mi è sembrato che contenesse una critica alle inefficienze della Ue e del governo nella gestione degli arrivi. Per questo il suo discorso a Rimini a me è parso innovativo& raquo; .Si arriva al nodo Parisi, quello cruciale, quello delle alleanze future. E anche qui, mondi separati. Salvini non ne vuol parlare, gli dà del carneade. Maroni spalanca la porta all& #39;ex manager di Chili Tv, appoggiato dalla fresca uscita di Umberto Bossi (& laquo; Per cambiare Forza Italia lui va bene, vediamo il programma e, in caso, ci si allea& raquo; ). & laquo; La proposta di un& #39;assemblea costituente formulata da Parisi mi convince - dice Maroni- Credo che dovremmo lanciare un& #39;assemblea costituente della futura Europa dei popoli e delle regioni. Renzi, Merkel e Hollande si ritrovano ora a Ventotene, ignorando che gli obiettivi fissati da Altiero Spinelli e dal suo manifesto sono stati raggiunti. Il punto è che quel modello non ha funzionato, bisogna allora riscrivere il manifesto della nuova Europa. Quella sarebbe una proposta rivoluzionaria, molto più che un& #39;assemblea costituente nazionale, che non vorrei fosse peraltro il tentativo di un Nazareno bis& raquo; . Quanto a Silvio Berlusconi & laquo; dopo l& #39;operazione al cuore mi pare tornato in campo alla grande. È ancora lui che dà le carte& raquo; . Si chiude con Area popolare. & laquo; Il vero discrimine in questo momento è il No al referendum. E non solo in chiave anti Renzi, le modifiche della Boschi mortificano il ruolo delle Regioni e umiliano ogni idea di federalismo. I centristi hanno già detto che voteranno Si al referendum. Non so. .. Ho sentito Maurizio Lupi spendersi per il Si, ma tanti di loro in privato mi fanno sapere che si comporteranno diversamente& raquo; . C& #39;è un mese di tempo per lavorare sull& #39;intesa; domenica 18 settembre ci si vede tutti a Pontida. Nel manifesto campeggia, cubitale, l& #39;invito a votare & laquo; No& raquo; al referendum. Basterà a fare da collante?
TESTO:Dire e non dire, barcamenarsi per il bene della squadra. Alla lega Nord c'è l'allenatore capace di tenere unito lo spogliatoio. Anche a costo di usare lo scotch. Tra Matteo Salvini e Roberto Maroni, le due facce della Lega, il mister è quest'ultimo. Diplomatico, capace nel ricucire rapporti, aperto a tutte le esperienze. Non al burka. L'impressione è che in questo momento non ci si spazio per una resa dei conti. Ne rimarranno due. E allora via ad equilibrismi degni di nota. In un'intervista fiume al Corriere della Sera Maroni formalizza la linea governativa in appoggio ad Alfano, Parisi e Mattarella, boicottando di fatto l'universo mondo di Salvini. Allo stesso tempo, conferma la fiducia all'indiscusso leader. Come dire: tu vai pure in tv che i rapporti col governo li tengo io. E annuncia di volersi ricandidare nel 2018 a governatore.
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TITOLO: Il governo ai tedeschi: in casa tenete scorte di cibo e acqua
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Berlino. Gli attacchi di luglio hanno scosso i nervi dei tedeschi: una sequenza di sparatorie in pubblico, aggressioni a colpi di machete, kamikaze in mezzo a un concerto in piazza, violenze contro i pendolari di un treno regionale da parte di un rifugiato armato di accetta. In tre casi su quattro a far scorrere il sangue sono stati dei profughi siriani e afgani accolti in Germania sull& #39;onda della decisione del 2015 della cancelliera Angela Merkel di aprire ai rifugiati in fuga dalle guerre senza fine in Medio Oriente. In due casi gli aggrediti hanno sentito gli aggressori invocare & laquo; Allahuakbar& raquo; , grido di guerra santa contro gli infedeli. È normale che tanto sangue scorso nel giro di pochi giorni abbia messo i tedeschi sul chi va là; come è normale che subito dopo la serie di attacchi la cancelliera abbia interrotto le vacanze in Brandeburgo, tornando a Berlino per incontrare la stampa versando acqua sul fuoco dei timori dei tedeschi. Di tenore opposto, invece, la novità che il governo di grande coalizione si appresta a partorire: un nuovo piano di Protezione civile. Una parola che in Italia richiama terremoti e alluvioni. Ma la Germania non è sismica e quello che il gabinetto Merkel ufficializzerà domani non è una semplice riorganizzazione delle strutture di soccorso. L& #39;esecutivo chiederà ai cittadini di partecipare in prima persona, facendo scorta di cibo e di acqua potabile per coprire un periodo di dieci giorni. Assieme alle scatolette e alle bottiglie, ogni famiglia tedesca dovrà anche munirsi di contanti e di energia. La notizia ha fatto il giro del mondo: la placida Germania, dal dopoguerra uno dei Paesi più antimilitaristi d& #39;Europa, si prepara a scenari di terrore rievocando paure e insicurezze che rimandano alla crisi dei missili a Cuba o alla tensione dei primi anni Settanta. Scene di accaparramento di viveri si erano viste nella più emotiva Italia allo scoppio della Prima guerra del Golfo. E oggi? Un attacco con armi convenzionali contro la Germania è meno probabile di allora. Si tratta allora di una risposta ai recenti attacchi terroristici? & laquo; Nein - scandisce bene la portavoce del Viminale tedesco raggiunta dal Giornale - di questo piano si era già parlato nel 1995 e poi ancora nel 2001& raquo; , dopo gli attacchi alle Torri gemelle, & laquo; ed è stato sviluppato in parallelo al Libro bianco sulla politica di sicurezza e sul futuro delle forze armate tedesche& raquo; .Mercoledì il governo ufficializzerà il progetto e il compassato ministro degli Interni Thomas De Maiziere lo presenterà alla stampa da una delle centrali della Berliner Wasserbetriebe, la municipalizzata berlinese dell& #39;acqua. Una circostanza che, unita all& #39;invito a far scorta di oro blu, può portare a pensare a recenti minacce alla rete idrica: & laquo; Assolutamente no - riprende la portavoce - la rete dell& #39;acqua è solo una delle infrastrutture critiche individuate dal nuovo piano di Protezione civile, da cui la scelta di incontrare i media in quella sede& raquo; . E i due litri di acqua potabile al giorno per dieci giorni di cui ogni cittadino deve fare scorta? & laquo; Che un piano per le situazioni di emergenza preveda la costituzione di scorte ci sembra solo ragionevole& raquo; .
TESTO:Berlino Gli attacchi di luglio hanno scosso i nervi dei tedeschi: una sequenza di sparatorie in pubblico, aggressioni a colpi di machete, kamikaze in mezzo a un concerto in piazza, violenze contro i pendolari di un treno regionale da parte di un rifugiato armato di accetta. In tre casi su quattro a far scorrere il sangue sono stati dei profughi siriani e afgani accolti in Germania sull'onda della decisione del 2015 della cancelliera Angela Merkel di aprire ai rifugiati in fuga dalle guerre senza fine in Medio Oriente. In due casi gli aggrediti hanno sentito gli aggressori invocare
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TITOLO: Usiamo teste di maiale per cacciare gli islamici
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Il progetto è di quelli che non possono non far discutere. Soprattutto in tempi come questi, dove migrazioni e islam sono di due temi caldi della politica internazionale. In Ungheria, il 77enne Gyorgy Schopflin (che di lavoro fa il politico nel partito di governo Fidesz e nella Commissione Esteri del Parlamento Europeo) ha avuto un& #39;idea & quot; particolare& quot; per risolvere il problema dei flussi migratori dai paesi islamici: erigere un muro fatto di teste di porco. Teste di maiale contro i migranti musulmaniCome noto, infatti, il maiale è un animale considerato impuro dall& #39;islam, che ne vieta il consumo a tavola ai suoi adepti. E così Schopflin ha pensato che realizzare una barriera al confine Sud riempendola di teste di maiale per & quot; far desistere gli immigrati devoti ad Allah. Schopflin, tra le altre cose, è anche docente e professore in diverse università, tra cui - scrive Libero - anche la & quot; filiale di Forlì dell& #39;Università di Bologna& quot; . Alcuni giorni fa ha intrattenuto una conversazione a mezzo Twitter con il direttore dell& rsquo; ente umanitario Human Rights Watch, Andrew Stroehlein, in merito alla creazione da parte degli ungheresi di particolari & quot; spaventa-migranti& quot; fatti di barbabietole e teste di zucca. Spaventapasseri contro gli immigrati, insomma. E allora, per provocare un po& #39; e dare un pizzico di sale alla conversazione, Schopflin ha pensato di metterci il carico da 11. Quando Stroehlein ha affermato che gli spaventa-migranti & quot; non li spaventeranno& quot; , il professore ungherese ha replicato così: & quot; Può darsi, ma le immagini umane sono & ldquo; haram& rdquo; (pribite, NdR). Una testa di maiale li spaventerebbe con più efficacia& quot; Il Tweet di Schopflin ha ovviamente scatenato dure polemiche. Ma lui non s& #39;è scomposto: & quot; La mia era un& rsquo; ipotesi, un esercizio di pensiero - ha ribadito - non ho nulla di cui scusarmi& quot; .
TESTO:Come noto, infatti, il maiale è un animale considerato impuro dall'islam, che ne vieta il consumo a tavola ai suoi adepti. E così Schopflin ha pensato che realizzare una barriera al confine Sud riempendola di teste di maiale per "far desistere gli immigrati devoti ad Allah. Schopflin, tra le altre cose, è anche docente e professore in diverse università, tra cui - scrive Libero - anche la "filiale di Forlì dell'Università di Bologna". Alcuni giorni fa ha intrattenuto una conversazione a mezzo Twitter con il direttore dell? ente umanitario Human Rights Watch, Andrew Stroehlein, in merito alla creazione da parte degli ungheresi di particolari "spaventa-migranti" fatti di barbabietole e teste di zucca. Spaventapasseri contro gli immigrati, insomma. E allora, per provocare un po' e dare un pizzico di sale alla conversazione, Schopflin ha pensato di metterci il carico da 11. Quando Stroehlein ha affermato che gli spaventa-migranti "non li spaventeranno", il professore ungherese ha replicato così: "Può darsi, ma le immagini umane sono? haram? (pribite, NdR). Una testa di maiale li spaventerebbe con più efficacia"Il Tweet di Schopflin ha ovviamente scatenato dure polemiche. Ma lui non s'è scomposto: "La mia era un? ipotesi, un esercizio di pensiero - ha ribadito - non ho nulla di cui scusarmi".
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TITOLO: I fascisti milanesi ​in campo da soli
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: La notizia che il fascismo milanese unitamente coi suoi naturali e oramai inseparabili alleati che sono gli Arditi e i Volontari di guerra scende in campo da solo sarà accolta con un moto di gioia e di orgoglio da parte di tutti i fascisti d& #39;Italia. L& #39;ordine del giorno votato all& #39;unanimità nell& #39;adunata nazionale di Firenze stabiliva delle & laquo; preferenze& raquo; ma non escludeva là dove si fosse resa necessaria e possibile la lotta fascista con candidati fascisti e programma fascista. Ripetiamo che la parola fascista comprende anche gli Arditi e i Volontari di guerra poiché le tre associazioni sono distinte nella forma ma fuse e confuse nella sostanza: si tratta di tre corpi e di un& #39;anima sola. Ora il blocco fascista che potrà anche chiamarsi il blocco delle & laquo; teste di ferro& raquo; ha deciso di affrontare in pieno la battaglia elettorale senza nascondere una linea dei suoi Programmi, senza camuffare la sua mentalità. L& #39;Avanti! di ieri proclamava su sei colonne che i & laquo; più arrabbiati sostenitori della guerra si ritirano vergognosamente dalla lotta& raquo; ma questa che è vera vergogna (una volta tanto siamo perfettamente d& #39;accordo col foglio pussista) non ci riguarda perché noi non ci nascondiamo, non ci ritiriamo e soprattutto non cerchiamo coi trucchi dell& #39;ultima ora di ottenere dieci centesimi di perdono o di oblio dai nostri avversari e nemici. Ci presentiamo quali siamo e con questo crediamo di rendere un discreto servizio anche agli avversari delle coalizioni più agguerrite: la pussista e la pipista i quali avversari per la bellezza estetica e la sincerità della lotta devono apprezzare anche se apertamente non lo dicono il nostro gesto di rivolta e di sfida. Siamo giunti all& #39;intransigenza fascista per necessità di cose e per volontà di uomini. Il fascio milanese che è lo si voglia o no il raggruppamento politico più importante di Milano immediatamente dopo la sezione del partito socialista ufficiale è stato trattato da parte di taluni sinistri con una specie di & laquo; sufficienza& raquo; sconveniente e irritante. Per molte ragioni d& #39;ordine pratico sulle quali è inutile in questo momento di iniziare discorso ma soprattutto per una ragione d& #39;Indole politica che si riattacca direttamente alle famose polemiche bissolatiane, noi fascisti che non rinunciamo a Fiume e nemmeno alla Dalmazia italiana non abbiamo potuto andare col gruppo cosiddetto di sinistra patrocinato dai combattenti inscritti all& #39;Associazione Nazionale. A destra (usiamo questa terminologia per intenderci ma aggiungiamo subito che destra e sinistra non hanno oggi che un valore il più delle volte puramente retrospettivo) abbiamo trovato della gente arrendevole nei programmi e anche nei candidati ma ciò che da quelle brave persone ci divide è la nostra mentalità, il nostro stato d& #39;animo, un insieme di sentimenti, d& #39;impulsi, di ribellioni che non si pesano col bilancino e che tuttavia scavano fra uomini e uomini un solco profondo come un abisso. E allora terza e unica via, scartato l& #39;astensionismo che in queste circostanze sarebbe equivalso a una pietosa e clamorosa auto-confessione di impotenza, la via dell& #39;affermazione fascista che sarà, noi pensiamo, consacrata per acclamazione dall& #39;imminente assemblea del fascio milanese. In fondo bisogna pensare che noi eravamo andati a prescindere da altre questioni verso forze inconsistenti o quasi. Il nostro gesto liquida diverse situazioni, seppellisce organismi già invecchiati e finiti. I liberali più che un partito sono una tendenza. Molti quadri, pochi soldati, niente masse di popolo. La & laquo; Democrazia Lombarda& raquo; è un& #39;associazione che ha fatto il suo tempo. In due assemblee in questo periodo di accesa tensione politica non è mai riuscita a raggranellare più di 70 soci. La più stracca delle assemblee fasciste non ha mai avuto meno di duecento presenti. .. Il blocco di destra verso il quale si inclinava era un matrimonio di convenienza: noi apportavamo la nostra giovinezza, il nostro impeto, il nostro fegataccio e quelli là ci offrivano la loro dote, le loro & laquo; posizioni& raquo; . Ma quando abbiamo aperto gli scrigni abbiamo trovato la dote e le posizioni del 1914: tutta roba che oggi è fuori corso o quasi. A & laquo; sinistra& raquo; ci avrebbero detto: non comprometteteci parlando di Dalmazia e a destra: non toccate troppo violentemente certi tasti interni perché i 51 sindaci clerico-moderati del collegio di Febo Borromeo e relativi buoni villici potrebbero. .. squagliarsi! Di fronte a questa situazione ogni fascista veramente fascista si convince che soltanto lottando da fascisti si può dare alla lotta la & laquo; nostra& raquo; colorazione fatta di meditata audacia e di giovanile scapigliatura. La nostra non è una lotta elettorale: questo bisogna bene inchiodarlo nel cervello: è una lotta politica: è la lotta che noi condurremo contro tutte le forze anti-nazionali oggi riassunte e simboleggiate nel governo di Nitti. Quando & laquo; le teste di ferro& raquo; milanesi si riuniranno a comizio lo apriranno con questo grido: A chi l& #39;onore? A Fiume! Viva chi? D& #39;Annunzio! Abbasso chi? Cagoia!29 ottobre 1919
TESTO:La notizia che il fascismo milanese unitamente coi suoi naturali e oramai inseparabili alleati che sono gli Arditi e i Volontari di guerra scende in campo da solo sarà accolta con un moto di gioia e di orgoglio da parte di tutti i fascisti d'Italia. L'ordine del giorno votato all'unanimità nell'adunata nazionale di Firenze stabiliva delle
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TITOLO: Parisi recluta i nuovi azzurri tra impresa e società civile
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: La bozza del piano di rilancio di Forza Italia è ormai pressoché pronta. Stefano Parisi sta continuando, anche in queste ultime ore di vacanza, a sviluppare quella analisi che poi sottoporrà a Silvio Berlusconi, accogliendone commenti, integrazioni ed eventuali correzioni. Il lavoro del manager chiamato a realizzare una & laquo; due diligence& raquo; sul partito, con l& #39;elaborazione di un nuovo modello organizzativo, si sta concentrando molto sulla parte legata all& #39;utilizzo del web come strumento di propaganda, approfondimento e dialogo con l& #39;elettorato. L& #39;ex direttore generale di Confindustria sta approfondendo molto anche la questione della raccolta fondi, alla luce delle difficoltà economiche in cui versa Forza Italia, proponendo nuovi strumenti per rimpinguare le casse del partito. Spunti di cui poi dovranno fare tesoro i coordinatori regionali che faranno da cinghia di trasmissione verso gli amministratori locali (alcuni di loro si stano già muovendo sia su questo fronte, sia su quello dell& #39;organizzazione della campagna referendaria già in questi ultimi giorni di agosto). Domani Parisi tornerà a Milano e riprenderà a lavorare a pieno regime. Il primo appuntamento in agenda è quello con la convention organizzata da Antonio Tajani, & laquo; L& #39;Italia e l& #39;Europa che vogliamo& raquo; a Fiuggi il 9 e 10 settembre, anche se Maurizio Gasparri sta provando a convincerlo a venire a Giovinazzo per il campus dei giovani previsto dal 2 al 4 settembre. La mente di Parisi, però, è soprattutto concentrata verso la sua convention alla quale saranno invitati esponenti del mondo industriale e della società civile. Domani farà il punto con il suo staff sullo stato dell& #39;organizzazione. I riscontri sono positivi, l& #39;attenzione verso il progetto c& #39;è così come la disponibilità a & laquo; esporsi& raquo; e a metterci la faccia, anche da parte di alcuni dirigenti confindustriali. L& #39;intenzione dell& #39;ex candidato milanese è quella di dare un contributo al centrodestra, mostrando che quest& #39;area può rappresentare da subito una valida e credibile alternativa di governo, anche alla luce dei numeri impietosi su crescita e occupazione che stanno inchiodando Matteo Renzi alle sue responsabilità. Sulla questione delle presenze dei politici la linea resta ferrea: chi vuole venire può farlo, tutti sono benvenuti, ma non ci saranno inviti e sul palco saliranno solo esponenti della società civile. Parisi non intende entrare nelle polemiche legate al suo ruolo in Forza Italia, l& #39;idea che vuole esporre è infatti quella di una ristrutturazione e una valorizzazione di un potenziale disperso tra protesta e astensione. Il manager ci tiene a far sapere che l& #39;idea del governo ombra - citata da alcuni giornali - è una & laquo; bufala& raquo; , niente di più della riproposizione di un & laquo; vecchio schema un po& #39; logoro& raquo; . Così come non perde occasione per ribadire che la sua convention marcia in parallelo e non in alternativa al centrodestra, perché l& #39;obiettivo deve essere quello di allargare i confini, aprirsi a nuovi mondi e rafforzare l& #39;area.
TESTO:La bozza del piano di rilancio di Forza Italia è ormai pressoché pronta. Stefano Parisi sta continuando, anche in queste ultime ore di vacanza, a sviluppare quella analisi che poi sottoporrà a Silvio Berlusconi, accogliendone commenti, integrazioni ed eventuali correzioni. Il lavoro del manager chiamato a realizzare una
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TITOLO: De Boer comincia snaturando l'Inter: ma chi lo consiglia?
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Nella giornata dei bomber (Bacca, Higuain, Kalinic, Borriello, Dzeko, Destro, Berardi, Birsa) manca il nome di Icardi, che in settimana firmerà un contratto di 5 milioni netti a stagione più bonus fino al 2021 con una clausola rescissoria di 100 milioni. Non è un caso, e non è colpa dell& #39;argentino. Con l& #39;Inter dell& #39;altra sera, presa a sculacciate dal Chievo, non avrebbero segnato neppure Messi e Ronaldo. Mi chiedo come Frank De Boer, apprezzato allenatore dell& #39;Ajax per quasi 6 anni con quattro scudetti e due secondi posti, abbia potuto schierare a Verona una formazione così sconclusionata, senza capo né coda, fra l& #39;altro in palese ritardo di condizione. E& #39; come se il tecnico olandese avesse dato retta a un & quot; consigliori& quot; di dubbio intelletto finendo inevitabilmente sulla strada sbagliata. E il fatto di essere ad Appiano Gentile da un paio di settimane rappresenta una pallida giustificazione al flop della prima. Lui che è sempre stato un fautore della difesa a 4, l& #39;ha schierata a 3, quasi non conoscesse le caratteristiche dei suoi uomini: D& #39;Ambrosio è un esterno e Ranocchia, se non gioca in spazi stretti, scade a brocco. Logico poi che Miranda, il migliore del reparto, abbia scontato i peccati d& #39;un assetto così male assortito. Come puoi fare la guerra alla Juve che negli stessi ruoli manda in campo Barzagli, Bonucci e Chiellini? Per di più con esterni bravissimi in fase di ripiegamento. Ma è a centrocampo che la situazione è precipitata e resterà nel marasma per l& #39;assenza d& #39;un regista, d& #39;un uomo in grado di dettare le cadenze della manovra. E& #39; così dalla partenza di Cambiasso, inutile girarci attorno. Medel è un playmaker di modesta levatura, non vale la metà di Marchisio, e infatti nella sua nazionale gioca centrale giusto per dare l& #39;avvio alla manovra. Ci vorrebbe uno come Biglia, tanto per fare un nome. A meno di affidare il comando delle operazioni a Banega che se la cava bene davanti alla difesa come dietro le punte. Kondogbia e Brozovic non hanno queste caratteristiche, o mediani o interni, tanto per capirsi. E interno è pure Joao Mario. Tanto varrebbe dare l& #39;assalto a Badelj, il 27enne regista della Fiorentina, l& #39;uomo giusto per dare ordine alla manovra. In avanti, invece, le risorse non mancano. Quanti club possono contare su un tridente composto da Candreva, Icardi e Perisic? Con Eder pronto a subentrare. Gabigol può servire, ci mancherebbe, ma le carenze sono soprattutto in mezzo al campo. Ecco perché De Boer, invece di cercare alchimie fantascientifiche al suo esordio in Serie A, farebbe bene a schierare l& #39;Inter con un normalissimo 4-3-3 mettendo in sicurezza la difesa e sfruttando al meglio le doti dei suoi uomini migliori. L& #39;Inter non è così scarsa come è apparsa al Bentegodi, per cinque/undicesimi vanta interpreti di levatura internazionale, e su questi va costruita una squadra d& #39;alta classifica. Guai però se sbagliasse ancora mercato, non può permetterselo. Sicuro che valga la pena di cedere Brozovic per acquistare, al doppio della valutazione, il portoghese Joao Mario, giovanotto di sicure prospettive, ma estraneo al nostro calcio? Ci sarà pure un motivo se la Juventus ha ingaggiato due campioni da tempo in Italia, Pjanic e Higuain, e se per completare il centrocampo ha puntato proprio su Brozovic. La rincorsa alle posizioni di testa è iniziata malissimo, questo è certo. E le preoccupazioni del popolo nerazzurro, in attesa della proprietà cinese al momento invisibile, vanno al di là del risultato per la mancanza di strategia e di gioco. Se non c& #39;è società, non c& #39;è squadra: il vecchio detto non va mai in pensione.
TESTO:Nella giornata dei bomber (Bacca, Higuain, Kalinic, Borriello, Dzeko, Destro, Berardi, Birsa) manca il nome di Icardi, che in settimana firmerà un contratto di 5 milioni netti a stagione più bonus fino al 2021 con una clausola rescissoria di 100 milioni. Non è un caso, e non è colpa dell'argentino. Con l'Inter dell'altra sera, presa a sculacciate dal Chievo, non avrebbero segnato neppure Messi e Ronaldo. Mi chiedo come Frank De Boer, apprezzato allenatore dell'Ajax per quasi 6 anni con quattro scudetti e due secondi posti, abbia potuto schierare a Verona una formazione così sconclusionata, senza capo né coda, fra l'altro in palese ritardo di condizione. E' come se il tecnico olandese avesse dato retta a un "consigliori" di dubbio intelletto finendo inevitabilmente sulla strada sbagliata. E il fatto di essere ad Appiano Gentile da un paio di settimane rappresenta una pallida giustificazione al flop della prima. Lui che è sempre stato un fautore della difesa a 4, l'ha schierata a 3, quasi non conoscesse le caratteristiche dei suoi uomini: D'Ambrosio è un esterno e Ranocchia, se non gioca in spazi stretti, scade a brocco. Logico poi che Miranda, il migliore del reparto, abbia scontato i peccati d'un assetto così male assortito. Come puoi fare la guerra alla Juve che negli stessi ruoli manda in campo Barzagli, Bonucci e Chiellini? Per di più con esterni bravissimi in fase di ripiegamento. Ma è a centrocampo che la situazione è precipitata e resterà nel marasma per l'assenza d'un regista, d'un uomo in grado di dettare le cadenze della manovra. E' così dalla partenza di Cambiasso, inutile girarci attorno. Medel è un playmaker di modesta levatura, non vale la metà di Marchisio, e infatti nella sua nazionale gioca centrale giusto per dare l'avvio alla manovra. Ci vorrebbe uno come Biglia, tanto per fare un nome. A meno di affidare il comando delle operazioni a Banega che se la cava bene davanti alla difesa come dietro le punte. Kondogbia e Brozovic non hanno queste caratteristiche, o mediani o interni, tanto per capirsi. E interno è pure Joao Mario. Tanto varrebbe dare l'assalto a Badelj, il 27enne regista della Fiorentina, l'uomo giusto per dare ordine alla manovra. In avanti, invece, le risorse non mancano. Quanti club possono contare su un tridente composto da Candreva, Icardi e Perisic? Con Eder pronto a subentrare. Gabigol può servire, ci mancherebbe, ma le carenze sono soprattutto in mezzo al campo. Ecco perché De Boer, invece di cercare alchimie fantascientifiche al suo esordio in Serie A, farebbe bene a schierare l'Inter con un normalissimo 4-3-3 mettendo in sicurezza la difesa e sfruttando al meglio le doti dei suoi uomini migliori. L'Inter non è così scarsa come è apparsa al Bentegodi, per cinque/undicesimi vanta interpreti di levatura internazionale, e su questi va costruita una squadra d'alta classifica. Guai però se sbagliasse ancora mercato, non può permetterselo. Sicuro che valga la pena di cedere Brozovic per acquistare, al doppio della valutazione, il portoghese Joao Mario, giovanotto di sicure prospettive, ma estraneo al nostro calcio? Ci sarà pure un motivo se la Juventus ha ingaggiato due campioni da tempo in Italia, Pjanic e Higuain, e se per completare il centrocampo ha puntato proprio su Brozovic. La rincorsa alle posizioni di testa è iniziata malissimo, questo è certo. E le preoccupazioni del popolo nerazzurro, in attesa della proprietà cinese al momento invisibile, vanno al di là del risultato per la mancanza di strategia e di gioco. Se non c'è società, non c'è squadra: il vecchio detto non va mai in pensione.
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TITOLO: Il governo nel panico sui conti cerca misure d'effetto a costo zero
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Roma Da un lato la necessità di dare un segnale sui consumi. Quindi una riduzione delle tasse o un intervento sulle pensioni. Dall& #39;altro i soldi che non ci sono e la necessità di concentrare i pochi a disposizione su misure a favore delle imprese. Il governo è alle prese con la legge di Stabilità più difficile ed è sempre più diviso al suo interno, tra chi spinge per misure & laquo; sociali& raquo; e chi invece vuole una legge finanziaria tutta dedicata alla competitività. Ad aprire le ostilità tra le due anime, il ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda, che la settimana scorsa ha di fatto bocciato la politica dei bonus. Sulla stessa linea il viceministro all& #39;Economia Enrico Zanetti, che qualche giorno prima aveva chiesto espressamente al governo di mettere da parte i piani sulle pensioni. Per una volta il segretario di Scelta civica è d& #39;accordo con il ministro Pier Carlo Padoan, da giorni in silenzio, ma la sua posizione è nota. All& #39;inizio di agosto chiese una legge di Stabilità concentrata sulla crescita. Nessun riferimento alle misure & laquo; sociali& raquo; , in primo luogo la riforma per ammorbidire il regime in vigore sulle pensioni. Sull& #39;altro fronte ci sono Giuliano Poletti, ministro del Lavoro che si è speso anche con i sindacati per fare passare l& #39;anticipo pensionistico. Apertamente contro la linea di chi chiede di mettere da parte la previdenza anche il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, molto vicino al premier Matteo Renzi. Poi il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali ed esponente del Pd, Maurizio Martina. Nella maggioranza il capogruppo della commissione Lavoro Cesare Damiano. Una divisione ormai palese, con pezzi di Pd disposti a dare battaglia se il governo rinuncerà alle pensioni. Il vero rischio, spiegava ieri una fonte della maggioranza, è che il governo inserisca nella legge di Stabilità un paio di titoli & laquo; sociali& raquo; , d& #39;effetto, ma con poca sostanza dentro. Un anticipo delle pensioni a costo zero con qualche decina di milioni di euro destinata agli anziani più poveri. Interventi mirati ai redditi più poveri, al posto di un vero rinnovo del contratto dei pubblici dipendenti. Oppure un taglio al cuneo fiscale, finanziato per metà da una decontribuzione che alla fine pagherebbero i futuri pensionati con assegni tagliati. Forse non è un caso che ieri il viceministro all& #39;Economia Enrico Morando abbia parlato di & laquo; fiscalizzazione degli oneri sociali& raquo; , che significa invece fare pagare parte dei contributi alla fiscalità generale. I fautori di misure pro competitività sono favoriti. Soprattutto se l& #39;Europa ci concederà più flessibilità. In quel caso, la Commissione europea pretenderà di dettare parte dell& #39;agenda al governo, imponendo di spendere solo per la competitività e le imprese. Sulla linea Calenda-Padoan.
TESTO:Roma Da un lato la necessità di dare un segnale sui consumi. Quindi una riduzione delle tasse o un intervento sulle pensioni. Dall'altro i soldi che non ci sono e la necessità di concentrare i pochi a disposizione su misure a favore delle imprese. Il governo è alle prese con la legge di Stabilità più difficile ed è sempre più diviso al suo interno, tra chi spinge per misure
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TITOLO: Spalletti: Niente calcoli. La Roma aspetta questa gara da 8 mesi
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Roma - Niente calcoli nonostante l& #39;ottimo pareggio dell& #39;andata. La gara con il Porto è la Partita con la P maiuscola perchè come dice - con il suo solito fare sornione - Luciano Spalletti & laquo; è quella che aspettiamo da otto mesi, può darci le chiavi per salire sul palcoscenico più importante d& #39;Europa& raquo; . Il tecnico toscano aspetta di risalirci da gennaio, quando prese le redini di una Roma disastrata e già fuori dal torneo continentale, e il lavoro estivo è servito proprio per centrare il traguardo nel playoff, impresa riuscita negli ultimi anni solo dal Milan. Dalla notte dell& #39;Olimpico, in uno stadio che si riempirà un po& #39; di più rispetto al debutto in campionato con l& #39;Udinese, uscirà dunque il primo verdetto della stagione della Roma: dentro o fuori dalla Coppa più prestigiosa. L& #39;ingresso alla fase a gironi della Champions, già ottenuto da Juventus e Napoli senza passare dagli spareggi, porterebbe soldi e prestigio, oltre che qualche ritocco importante nella rosa di Spalletti. Impossibile in caso di & laquo; retrocessione& raquo; in Europa League proprio per una questione di liquidità, assolutamente necessaria se arriverà il pass. Con la qualificazione in tasca si tenterà così l& #39;ultimo assalto al viola Borja Valero, un giocatore che completerebbe l& #39;unico reparto con la coperta un po& #39; corta. In attesa magari di & laquo; blindare& raquo; Paredes, diventato da uomo mercato elemento incedibile ma non ancora certo di restare a Trigoria. Stasera l& #39;argentino, un po& #39; acciaccato dopo la prima di A, sarà in panchina per far di nuovo spazio a Daniele De Rossi. Perchè in gare come quella con il Porto, conta l& #39;esperienza e la qualità e a Oporto la presenza del centrocampista romano è stata indispensabile nei momenti delicati del match. & laquo; Il destino lo decideremo noi, facciamo i padroni a casa nostra& raquo; , il grido di battaglia di Spalletti prima del secondo round con il Porto. Si riparte dall& #39;1-1 dell& #39;andata conquistato in inferiorità numerica (stasera Juan Jesus sostituirà in mezzo alla difesa lo squalificato Vermaelen, espulso al & laquo; Do Dragao& raquo; ), un pari che ha evidenziato lo spirito di sacrificio dei giallorossi, apparsi tecnicamente superiori ai lusitani. Che hanno però qualche elemento capace di colpire, vedi l& #39;attaccante talento emergente del calcio portoghese Andrè Silva (tre gol in tre gare).Il poker inflitto all& #39;Udinese ha caricato il gruppo e ha evidenziato come il tridente & laquo; leggero& raquo; Salah-Dzeko-Perotti sia al momento insostituibile. Questione di equilibri, ma anche di stato fisico che al momento esclude dai titolari El Shaarawy, ma l& #39;egiziano tornerà utile in corso d& #39;opera, specie quando la squadra deciderà in futuro di affidarsi al 3-5-2. E utile è stato il recupero di Strootman, al quale Spalletti ha affidato contro i friulani la fascia di capitano per l& #39;assenza dei romani. & laquo; Per me sarà la prima in Champions in casa, non sono certo un senatore della squadra, ma abbiamo tanti calciatori con personalità - così l& #39;olandese, vero & laquo; acquisto& raquo; estivo dopo i guai al ginocchio degli ultimi due anni -. È una partita speciale per i milioni che ci sono in ballo (circa 25, ndr), entreremo in campo per vincere, forse negli ultimi 20 minuti potremo pensare di gestire il risultato, ma senza fare calcoli. ..& raquo; . Quelli spera di farli il cassiere di Trigoria se la missione europea sarà compiuta.
TESTO:Roma - Niente calcoli nonostante l'ottimo pareggio dell'andata. La gara con il Porto è la Partita con la P maiuscola perchè come dice - con il suo solito fare sornione - Luciano Spalletti
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TITOLO: A Rio facce da schiaffi e facce da incorniciare
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: nostro inviato a Rio de JaneiroL& #39;olimpiade è come l& #39;urna truccata di un& #39;estrazione. La mano s& #39;infila dentro, preleva la pallina o il fogliettino, la apre o lo dispiega e il risultato è sempre lo stesso: una storia. Nel trionfo come nella sconfitta, nell& #39;esaltazione come nello sputtanamento. Troppi popoli, troppe genti, troppa fatica, troppi allenamenti, troppe sofferenze, troppe privazioni, troppe aspirazioni, troppe sfide vinte o perse. L& #39;olimpiade è una grande guerra senza morti e feriti fatta di mille battaglie e guerrieri e guerriere che alla fine diventano tutti eroi. La mano nell& #39;urna, la pallina che si apre ed ecco uscire il nome di Gregorio Paltrinieri. Il ragazzo non è stato grande, anzi grandissimo, solo perché ha vinto l& #39;oro. Parafrasando le sue parole, quando raccontava che i 1500 metri della gara sono nulla rispetto ai 18 chilometri di nuoto al giorno, la sua impresa non è stata vincere l& #39;oro ma vincerlo dopo aver gestito mesi e mesi di vigilia da predestinato a quell& #39;oro. Ci vuole una testa grande così per affrontare una stagione simile e non sbagliare nulla. La mano nell& #39;urna e Gregorio esce ancora, stavolta in compagnia, stavolta con Gabriele Detti. L& #39;eterno secondo diventato primo per numero di medaglie pesanti messe nel costume: bronzo nei 400, bronzo nei 1500. Escono insieme Gabry e Greg perché è così che l& #39;Italia li ha percepiti. Quell& #39;abbraccio in acqua ha commosso e intenerito le famiglie del Paese perché è quel gesto, sono quelle espressioni che ogni genitore vorrebbe vedere nei propri figli. La mano nell& #39;urna e c& #39;è Fede Pellegrini. La nostra portabandiera. I suoi 200 dovevano essere la gara dell& #39;addio, sono diventati quelli del pianto e gli occhi lucidi e dell& #39;arrivederci forse sì e forse no. Francamente non si è capito. Francamente, forse, non c& #39;è neppure bisogno di capire. Lasciamola fare. Ne ha diritto. Federica ha dato tutto, ha preso molto, le dobbiamo parecchio. La mano nell& #39;urna ha cercato inutilmente altri del nostro nuoto. Meglio che si diano da fare: Luca Dotto ha mancato la finale dei 100, le altre ragazze mai esistite. Non come certe fanciulle che non solo sono esistite ma hanno scritto la storia di questi Giochi e scriveranno quella del nuoto che verrà. Come Katie Ledecky. La miliardaria americana, con papà e zio che più ricchi non si può, che alla pappa pronta e alla vita patinata ha preferito sudore e bracciate e palestra e adesso è lei, una donna, l& #39;erede di Phelps. Cinque medaglie, quattro d& #39;oro e due record del mondo. E si diceva di Michael Phelps. Nell& #39;urna ci sta ingombrante, lui a braccetto con Usain Bolt: 6 medaglie e cinque ori per il Michele che si ritira dopo essere appena ritornato; nove ori in tre olimpiadi di fila e tutti nel triplete 100, 200 e staffetta per il giamaicano. Ma sappiamo tutto di loro, in fondo ci avrebbero stupito del contrario. Sappiamo invece poco di Marco Lingua, atleta del martello. Di nuovo all& #39;olimpiade dopo Pechino, di nuovo fuori dalla finale come a Pechino, di nuovo con tre nulli come a Pechino, di nuovo Signor Nullo un po& #39; amato e un po& #39; preso in giro che spiazza tutti dicendo la cosa più vera e però che un atleta in fondo non dovrebbe mai dire: & laquo; Sento troppo la gara& raquo; . Da abbracciarlo. E però non convocarlo più. La mano nell& #39;urna potrebbe toccare piattelli e polvere da sparo e fioretti e lame. Campriani ha stupito con i due ori nel tiro a segno e riconfermandosi dopo Londra. La scherma molto meno. Però da sempre le due discipline sono cassaforte di medaglie per l& #39;Italia. Per questo dall& #39;urna non spuntano facce stavolta. Perché sarebbero visi ed espressioni di felicità fuorviante. E ci farebbero credere che lo sport italiano sia davvero in buone condizioni. È vero. Grazie a loro le medaglie sono 28 come a Londra, 8 gli ori e ci sono 3 argenti in più (& laquo; Usciamo a testa alta& raquo; , ha detto il n& deg; 1 del Coni, Giovanni Malagò). È vero. Un buon numero. Ma la testa sarà veramente alta solo quando al nuoto, quelle sì medaglie pesanti, si affiancheranno ori e argenti e bronzi dell& #39;atletica. Non solo o soprattutto di carabine e lame. La mano stavolta non entra bensì si tuffa nell& #39;urna ed esce bagnata delle lacrime, le ultime, l& #39;ha persino promesso, di Tania Cagnotto che gli dei dell& #39;Olimpiade avevano preso in giro per quattro edizioni, che a Londra l& #39;avevano lasciata due volte giù dal podio e qui si sono fatti perdonare. Due volte sul podio: argento nel sincro con Francesca Dallapé, bronzo nell& #39;individuale. Con lei, con loro, le ragazze del Setterosa di ct Fabio Conti che più dei ragazzoni del Settebello hanno saputo stupire e farci sognare. Medaglie pesanti. La mano un& #39;ultima volta nell& #39;urna e ci sono loro tre. La faccia allegra e triste al tempo stesso di Gimbo Tamberi infortunato che osserva altri vincere l& #39;alto di cui lui sarebbe stato padrone. La faccia neppure disperata, chiamiamola ormai non faccia di un uomo, un atleta rovinato da se stesso e forse non solo da se stesso: Alex Schwazer. La sua espressione nel ristorante, da solo a cenare dopo il verdetto che lo spediva a casa e all& #39;inferno con otto anni di squalifica per doping recidivo, è l& #39;espressione di un& #39;anima che andrà seguita e protetta. Non come l& #39;espressione di Ryan Lochte, nuotatore, mentitore, bevitore e casinista del gruppetto a stelle e strisce che ha inscenato una rapina subita dopo una notte brava (uno sponsor lo ha già abbandonato). Quella è solo l& #39;espressione di una faccia da schiaffi.
TESTO:nostro inviato a Rio de JaneiroL'olimpiade è come l'urna truccata di un'estrazione. La mano s'infila dentro, preleva la pallina o il fogliettino, la apre o lo dispiega e il risultato è sempre lo stesso: una storia. Nel trionfo come nella sconfitta, nell'esaltazione come nello sputtanamento. Troppi popoli, troppe genti, troppa fatica, troppi allenamenti, troppe sofferenze, troppe privazioni, troppe aspirazioni, troppe sfide vinte o perse. L'olimpiade è una grande guerra senza morti e feriti fatta di mille battaglie e guerrieri e guerriere che alla fine diventano tutti eroi. La mano nell'urna, la pallina che si apre ed ecco uscire il nome di Gregorio Paltrinieri. Il ragazzo non è stato grande, anzi grandissimo, solo perché ha vinto l'oro. Parafrasando le sue parole, quando raccontava che i 1500 metri della gara sono nulla rispetto ai 18 chilometri di nuoto al giorno, la sua impresa non è stata vincere l'oro ma vincerlo dopo aver gestito mesi e mesi di vigilia da predestinato a quell'oro. Ci vuole una testa grande così per affrontare una stagione simile e non sbagliare nulla. La mano nell'urna e Gregorio esce ancora, stavolta in compagnia, stavolta con Gabriele Detti. L'eterno secondo diventato primo per numero di medaglie pesanti messe nel costume: bronzo nei 400, bronzo nei 1500. Escono insieme Gabry e Greg perché è così che l'Italia li ha percepiti. Quell'abbraccio in acqua ha commosso e intenerito le famiglie del Paese perché è quel gesto, sono quelle espressioni che ogni genitore vorrebbe vedere nei propri figli. La mano nell'urna e c'è Fede Pellegrini. La nostra portabandiera. I suoi 200 dovevano essere la gara dell'addio, sono diventati quelli del pianto e gli occhi lucidi e dell'arrivederci forse sì e forse no. Francamente non si è capito. Francamente, forse, non c'è neppure bisogno di capire. Lasciamola fare. Ne ha diritto. Federica ha dato tutto, ha preso molto, le dobbiamo parecchio. La mano nell'urna ha cercato inutilmente altri del nostro nuoto. Meglio che si diano da fare: Luca Dotto ha mancato la finale dei 100, le altre ragazze mai esistite. Non come certe fanciulle che non solo sono esistite ma hanno scritto la storia di questi Giochi e scriveranno quella del nuoto che verrà. Come Katie Ledecky. La miliardaria americana, con papà e zio che più ricchi non si può, che alla pappa pronta e alla vita patinata ha preferito sudore e bracciate e palestra e adesso è lei, una donna, l'erede di Phelps. Cinque medaglie, quattro d'oro e due record del mondo. E si diceva di Michael Phelps. Nell'urna ci sta ingombrante, lui a braccetto con Usain Bolt: 6 medaglie e cinque ori per il Michele che si ritira dopo essere appena ritornato; nove ori in tre olimpiadi di fila e tutti nel triplete 100, 200 e staffetta per il giamaicano. Ma sappiamo tutto di loro, in fondo ci avrebbero stupito del contrario. Sappiamo invece poco di Marco Lingua, atleta del martello. Di nuovo all'olimpiade dopo Pechino, di nuovo fuori dalla finale come a Pechino, di nuovo con tre nulli come a Pechino, di nuovo Signor Nullo un po' amato e un po' preso in giro che spiazza tutti dicendo la cosa più vera e però che un atleta in fondo non dovrebbe mai dire:
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TITOLO: Piena di grazia e di forza. Così Maria curò le paure degli Apostoli
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Walter GattiSe la Chiesa è incerta, dove può ritrovare la & laquo; retta& raquo; via? Ebbene: un film americano senza inseguimenti, sangue e sparatorie, prova a rispondere a questa domanda senza oleografie e senza troppe apologetiche sacrali. Si tratta di Full of Grace (OutDaBox, 2015) film californiano sugli ultimi giorni di vita di Maria di Nazareth presentato ieri al Meeting di Rimini in anteprima europea. E la risposta suggerisce Maria, la & laquo; piena di Grazia& raquo; è semplice: bisogna seguire chi ha aperto la via. Il film in questione, un lungometraggio dall& #39;impronta teatrale, fortemente incentrato sulla forza del testo e dei dialoghi, è diretto da Andrew Hyatt (giovane regista di thriller, tra cui Frozen e Last light) ed è interpretato da Noam Jenkins (già interprete di Saw, JohnQ e Studio 54) nei panni di Pietro e Bahia Haifi (californiana di origine mediorientale, già protagonista di Dmus e di The world ends without you) nei panni di Maria. La pellicola di Hyatt prende le mosse da domande e smarrimenti dei primi cristiani, indecisi tra organizzazione ed esperienza. In una delle prime inquadrature, uno degli apostoli dice al futuro capo della Chiesa. & laquo; Pietro: il Messia non è più con noi e tu sei il nostro capo. Ora che facciamo? Dove dobbiamo andare? & raquo; . Fedeli, ma incerti; uniti, ma confusi; guidati da un San Pietro privo di idee da leader: ecco insomma la vita incerta dei primissimi & laquo; nazareni& raquo; .Su tutte queste domande, che nel film vengono poste in modo chiaro e spietato (alle domande dei discepoli, lo stesso San Pietro risponde: & laquo; Non so nemmeno io dove andare, non ho risposte. ... & raquo; ), a risaltare è il rapporto tra la Madonna e Pietro. A metà della narrazione, la madre di Gesù dice al capo degli apostoli: & laquo; Tu ti senti inadeguato e hai ragione. Ma non preoccuparti di essere il capo e di guidare gli altri: devi solo seguire, Lui ti ha già preparato la strada& raquo; .Alla proiezione riminese era presente T. J.Berden, 32enne produttore del film, che presentando il lungometraggio ha sottolineato il coinvolgimento personale di tutto lo staff nelle questioni sollevate dal film: & laquo; Quello che abbiamo fatto io, Andrew ed Eric Groth (produttore esecutivo della pellicola, ndr) è stato provare a rispondere prima di tutto per noi stessi alla domanda: cosa è successo subito dopo l& #39;ascensione di Cristo? Come si sono comportati gli apostoli e i primi cristiani? Come hanno vissuto lo smarrimento per la scomparsa fisica della persona che loro per tre anni avevano seguito? Abbiamo quindi fatto un film che prima di tutto ha cercato rispondere alle nostre domande di uomini d& #39;oggi che provano a chiedersi: ma come si fa a credere, sperare ed amare? & raquo; .Naturalmente la figura centrale del film è Maria, interpretata da una convincente Bahia Haifi. La Madonna di Hyatt e Berden è umile e & laquo; piena di Grazia& raquo; , cioè di quella sacra fiducia verso un figlio misteriosamente divino che le permette di affrontare la morte con la serenità dei puri. Il film risente positivamente della influenza di Terence Malick, con cui Berden ha collaborato in fase di lancio di The Tree Of Life, ma anche dell& #39;influsso vigoroso del Mel Gibson di Passion, e di ispirazioni artistiche che ha confessato Berden vanno da Michelangelo a Pasolini, a Tarkovskij. Negli Usa il film, che è uscito in gennaio, ha già avuto un& #39;ottima accoglienza. Gli americani di OutDaBox lo hanno già presentato lo scorso anno al papa emerito Benedetto XVI, ottenendone un giudizio positivo. Quando uscirà sul mercato italiano? & laquo; Speriamo di chiudere a breve un accordo con un importante distributore italiano - ha concluso Berden - in modo tale da portarlo nei cinema entro Natale& raquo; .
TESTO:Walter GattiSe la Chiesa è incerta, dove può ritrovare la
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TITOLO: Verso la Guardia costiera europea
DATA: 2016-08-23
OCCHIELLO: Difesa comune, flessibilità, crescita, immigrazione, brexit, cultura. Tanti i temi messi sul tavolo del vertice trilaterale tra Matteo Renzi, Angela Merkel e François Hollande, ieri a Ventotene per discutere del futuro dell& #39;Unione & laquo; fuori& raquo; dai palazzi delle istituzioni europee. A cominciare dall& #39;& laquo; addio& raquo; della Gran Bretagna, che ha & laquo; rallentato la crescita& raquo; , avverte Hollande, a causa di incertezze da & laquo; eliminare& raquo; . Per Renzi è stata l& #39;occasione per sondare il terreno su un punto chiave per Palazzo Chigi, il superamento del deficit previsto per l& #39;Italia. Il premier ha incassato l& #39;apertura della Merkel, che però investe della questione la Commissione. Altro tema caldo quello dell& #39;immigrazione, con il ruolo decisivo della Turchia ribadito dalla cancelliera e Renzi che parla di & laquo; bloccare le partenze& raquo; . Sul fronte - collegato - della difesa comune, tutti d& #39;accordo sulla necessità di una maggiore cooperazione sulla sicurezza (finora un miraggio), mentre Hollande rivela il progetto di una Guardia costiera europea.
TESTO:io sono stufo di ascoltare quell'individuo che corrisponde a Librandi che tutte le sere ci racconta che gli immigrati ci pagheranno la pensione. Una bella faccia tosta, che nonostante gli si fa ntare che i migranti che stazionano in aberghi che non fanno nulla, non lavorano, ma con che contributo ci pagherà la pensione se non lavorano. Lui si appoggia per quuel numero esiguo in confronto ai fannulloni che veramente lavorano, ma questi danno contributo 1 ma ne percepiscono in servizi e bonus 10 e quindi è meglio che vada a fare un corso di matematica. La nostra pensione la stanno pagando quegli italiani che continuano a lavorare che hanno passato i 60 anni di età, non gli immigrati.
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TITOLO: Prince a casa nascondeva le droghe tra le medicine
DATA: 2016-08-23