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LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA SU: cronaca




TITOLO: Sale il livello dell'Oceano Antartico, il Polo Sud si sta sciogliendo
DATA: 2014-09-01
OCCHIELLO: Il team di scienziati della University of Southampton ha calcolato la crescita delle acque in due millimetri l'anno rispetto all'Oceano Meridionale
TESTO:IL LIVELLO delle acque lungo le coste dell'Antartide si sta alzando più rapidamente di quelle dell'Oceano Meridionale, alla velocità di circa due millimetri all'anno, e la causa è nel massiccio scioglimento dei ghiacci del Polo Sud. Lo riferiscono un team di scienziati guidati da Craig Rye della University of Southampton, nel Regno Unito che hanno pubblicato i risultati delle loro ricerche in un articolo pubblicato online questa settimana su Nature Geoscience. "Il rilascio di acqua fresca da scioglimento dei ghiacciai antartici e lastre di ghiaccio sta alimentando un rapido innalzamento del livello del mare lungo la costa antartica", riferiscono Craig Rye e i suoi colleghi che hanno verificato l'innalzamento del livello del mare lungo le coste dell'Antartide utilizzando dati satellitari raccolti tra il 1992 e il 2011 e un modello di circolazione oceanica. Gli scienziati hanno così scoperto che "il livello del mare lungo la costa antartica è aumentato di circa due millimetri all'anno in più rispetto a tutto l'Oceano del Sud, che si estende dalla costa antartica a 40 gradi sud".
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TITOLO: La Cassazione: "La multa per il passaggio col rosso è valida se il giallo al semaforo è breve"
DATA: 2014-09-01
OCCHIELLO: I giudici hanno dato ragione al Comune di Montevecchia (Lecco) nei confronti di una donna alla quale il giudice di pace aveva abbonato la multa poiché il rosso. ..<br clear='all'/>
TESTO:Almeno 3 secondi: tanto deve durare il giallo al semaforo affinché la multa per chi è passato col rosso sia valida. E seppure lo scarto fosse minimo, appena una frazione di secondo, l'automobilista che va di fretta e non si ferma all'incrocio non può appigliarsi a un giallo troppo breve per fare a tempo a frenare. Lo chiarisce la Cassazione nel dar ragione al Comune di Montevecchia, in provincia di Lecco, nei confronti di una donna cui il giudice di pace aveva abbonato la multa poiché il rosso era scattato dopo poco meno di 4 secondi. Rinviando al tribunale per confermare la contravvenzione, la sesta sezione civile della Cassazione (sentenza numero 18.470) non ha ammesso il minino scarto apposto dalla signora per scagionarsi. E ha spiegato che "l'automobilista deve adeguare la velocità allo stato dei luoghi" e, sebbene il Codice della strada non indichi la durata minima del giallo, viene fatta valere una risoluzione del ministero dei Trasporti che "regola il tempo minimo di durata" della luce gialla, che "non può mai essere inferiore a 3 secondi". Questo perché, spiegano i giudici - che concordano con la disposizione - è il tempo di arresto necessario per un veicolo che proceda a una velocità di 50 chilometri all'ora. "Con la conseguenza - conclude la sentenza - che una durata superiore deve senz'altro ritenersi congrua".
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TITOLO: Alpinisti morti in Valtellina, parlano i sopravvissuti: "E' terribile, li sentivamo urlare"
DATA: 2014-09-01
OCCHIELLO: La Procura di Sondrio non ha disposto l'autopsia delle quattro vittime: la dinamica è ormai chiara. L'attrezzatura è stata recuperata e sarà analizzata per. ..<br clear='all'/>
TESTO:Poche parole prima di morire, mormorate al soccorritore che lo aveva raggiunto per primo, toglierebbero ogni dubbio sulla dinamica dell'incidente del monte Disgrazia, dove domenica hanno perso la vita quattro alpinisti esperti. "Sono stato io, sono scivolato io sul ghiaccio e ho trascinato giù gli altri legati a me. .", ha detto il capocordata Giuseppe Gritti, monzese di 46 anni, dopo il tragico volo. Non è stata disposta alcuna autopsia e il magistrato ha dato il nullaosta per la sepoltura. La tragedia ha gettato nel lutto tutta la comunità del Cai, brianzola e non solo. Il Club di Sulbiate (Monza e Brianza) quello di cui facevano parte i quattro alpinisti, Alberto Peruffo, Giuseppe Ravanelli, Giuseppe Gritti e Mauro Mandelli, età compresa fra i 45 e i 51 anni, ha deciso di sospendere tutte le attività. E ha anche stabilito una sorta di silenzio stampa. "Silenzio", come si usa in montagna, hanno detto gli amici e compagni delle quattro vittime. Anche per rispetto del dolore dei familiari. I quattro erano esperti, avevano partecipato a più escursioni e pare si stessero allenando per un'impresa ancora più impegnativa. Il Cai aveva come obiettivo il monte Bianco, ma probabilmente la spedizione sarà annullata come le altre iniziative. Non dovrebbero comunque esserci più dubbi su quello che è successo a quota 2.900 metri, in Val Masino, una delle vallate laterali alla Valtellina. Le due vallate sono divise appunto dal monte Disgrazia, il cui nome pare non abbia un significato funesto ma sarebbe una traduzione dal dialetto locale di disglascia, ossia monte che si scioglie perché piove spesso. Secondo il magistrato Giacomo Puricelli, che ha ricevuto in Procura a Sondrio il rapporto dei carabinieri di Ardenno e dei militari della guardia di finanza di Sondrio, la ricostruzione della tragedia è ormai completa. Fondamentale la testimonianza dei due alpinisti lombardi che avevano prudentemente desistito dal proseguire la scalata per il maltempo.
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TITOLO: Sindaco di Locri scrive a Gesù Cristo: "Liberami dall'assenteismo dei dipendenti comunali"
DATA: 2014-09-01
OCCHIELLO: La provocazione del primo cittadino della cittadina calabrese dopo mesi di provvedimenti disciplinari e di denunce ai Carabianieri, alla Guardia di finanza, ... <br clear='all'/>
TESTO:LOCRI - "Siamo nelle mani di Dio". Non sapendo più a che santi votarsi contro l'assenteismo dei dipendenti comunali, Giovanni Calabrese ha scritto direttamente a Gesù Cristo per chiedere un "miracolo". La singolare provocazione è opera del sindaco di Locri, ormai disperato dalla paralisi in cui versa la macchina amministrativa a causa dei "fannulloni". Così, dopo le denunce ai Carabinieri, alla Guardia di finanza, alla Procura della Repubblica e un numero corposo di provvedimenti disciplinari senza alcun esito, si è rivolto "ai piani alti" per chiedere un'intercessione contro "continue e ripetute condotte di alcuni dipendenti comunali che immobilizzano l'apparato burocratico e si comportano in maniera poco corretta sul posto del lavoro, tralasciando il senso del dovere". "Mi rivolgo a te - scrive Calabrese ormai disperato - non sapendo a chi altro rivolgermi. Sono costretto ad affermare che solo una minima parte dei dipendenti comunali lavora in modo serio e onesto, mentre tanti altri stanno a guardare in attesa che arrivi il fatidico "ventisette" per potersi vedere accreditato in banca l'importante, ma non sudato stipendio". Stando al racconto del primo cittadino, su 125 dipendenti comunali quelli realmente disponibili e impegnati "non sono mai più di 20-25". Gli altri sono pronti ad esibire certificati medici a raffica. Uno stillicidio che andrebbe dalla depressione, al mal di schiena, dall'impossibilità di stare in piedi per troppe ore all'incapacità fisica di svolgere lavori pesanti. Così la città è ferma al palo. Non ci sono vigili urbani, gli uffici sono semideserti, nessuno cambia le lampadine dell'illuminazione pubblica, e anche le buche sull'asfalto restano in attesa di un gesto di "buona volontà". Ogni volta che il sindaco alza il telefono per chiedere a un dipendente di darsi da fare arriva puntale la "malattia". Racconta il primo cittadino: "Sono mesi che segnalo la rottura di un semaforo in pieno centro, ma nulla. Nessuno che abbia voglia di metterci mano. Chiedono ordini di servizio specifici, negli uffici si rimpallano la competenza e comunque il problema resta". Un esempio? "Mi si diceva che l'elettricista comunale, che ancora oggi continua a lavorare con modalità di libero professionista all'interno della pubblica amministrazione non poteva sostituire le lampadine perché non c'erano soldi per comprarle e dovevano provvedere i cittadini. Grazie a qualche buon amico sono riuscito ad avere 15mila lampadine gratuitamente, ma non mi sembra che niente sia cambiato. Le lampadine sono tutte stipate in un deposito, molte zone della città continuano a rimanere al buio e l'elettricista continua ad essere "uccel di bosco"". E ancora. I controlli sull'abusivismo edilizio non esistono e "il personale addetto alla raccolta dei rifiuti continua ad essere colpito da improvvisa malattia ed il carico di lavoro ricade solo ed esclusivamente su pochissimi addetti ai quali va il ringraziamento della città". Insomma, costretti a far da sé quotidianamente. Calabrese, ad esempio, nei mesi scorsi si è messo alla guida del pulmino che accompagna i ragazzini diversamente abili, perché chi doveva fare da autista era "malato". Una volta ha comprato 30 sacchetti di bitume a freddo e con il vicesindaco e un unico volenteroso operaio si è messo a tappare le buche nell'asfalto. Capitolo a parte quello dei vigili urbani. Su sette due non possono stare in piedi più di tre ore, uno può lavorare solo da seduto e gli altri non sono più efficienti. Racconta il sindaco: "Dopo aver verificato personalmente centinaia di effrazioni, ho chiesto ai vigili per iscritto di iniziare a fare multe alla gente che parcheggia sui marciapiedi. Risultato? In un mese intero, zero. Niente di niente". Inutili anche le denunce. Una mattina Calabrese arriva in municipio alle 8.30 e non trova nessuno. Vuote le stanze, vuoti gli uffici. Deserto. Chiama la Guardia di finanza e chiede una verifica. Dopo poco arriva qualcuno, ma nella sostanza non cambia niente. Altri certificati e lo stesso lassismo di sempre. Non c'è medicina che tenga, forse serve davvero solo un miracolo. Da qui lo sfogo di Calabrese: "Dovrei dimettermi e darla vinta a questa gente? No, non esiste. Ci sono bravi dipendenti che meritano il mio rispetto, operai che farei diventare dirigenti per il loro impegno. Poi ci sono i più che invece non hanno alcun amore per la loro città, né per i cittadini che li pagano. Si parla tanto di rendere la pubblica amministrazione efficiente, ma qualcuno dovrebbe spiegarmi come fare visto che non abbiamo strumenti".
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TITOLO: Mafia, Cei esprime solidarietà a Don Ciotti. Telefonata di Napolitano
DATA: 2014-09-01
OCCHIELLO: Messaggi per sostenere il fondatore di Libera dopo le minacce del boss dei corleonesi Totò Riina. <br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Messaggi di solidarietà e vicinanza a Don Ciotti dopo le minacce di morte da parte del boss dei corleonesi Totò Riina. Il primo è arrivato attraverso una telefonata del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma sempre oggi il fondatore di Libera ha ricevuto anche una nota della Conferenza episcopale italiana. La Chiesa italiana "che in questi anni non ha mancato di far sentire la sua voce per educare alla legalità conferma la sua vicinanza e la sua stima per don Luigi in un momento in cui viene fatto oggetto di gratuite intimidazioni e rinnova l'augurio che - sul suo esempio - si trasformino luoghi e situazioni di violenza e di morte in contesti ed azioni di vita nuova e di speranza", si legge nel testo inviato dalla presidenza della Cei. La Cei. "In tal modo - si legge nella nota - la Chiesa continua a svolgere la sua missione. Infatti come ha detto papa Francesco lo scorso 21 marzo: 'una Chiesa che 'interferisce', denunciando senza remore l'incompatibilità tra mafie e Vangelo. E che non dimentica che la denuncia seria, attenta, documentata è annuncio di salvezza. Anche a costo della vita'. Come dimostrato dal beato don Puglisi e da don Diana. Insieme a tanti vescovi e preti che per lo più nell'anonimato continuano a lavorare per una società più umana, secondo il Vangelo di Gesù Cristo". Secondo la presidenza della Cei, "per fedeltà al Vangelo don Luigi Ciotti ha promosso con il gruppo 'Abele' prima e poi con 'Libera' un percorso di educazione al bene contro ogni forma di ingiustizia e di corruzione. La sua azione coraggiosa e intelligente si è allargata ai tanti volti del degrado e del disagio sociale: dalla lotta alla criminalità organizzata fino alla cura da varie forme di dipendenza (da gioco, da usura) ". Don Ciotti: "Impegno continua". Dopo le minacce di Riina, apprese da il presidente di Libera ha ribadito il suo impegno contro le cosche. E ha lanciato un appello alla politica perché vengano approvate misure per combattere la mafia, "soprattutto sulla confisca dei beni". Azione cattolica. Al prete antimafia, è arrivato un messaggio di solidarietà anche da parte di Azione cattolica.   "Il Vangelo ci chiama ad avere 'fame e sete di giustizia" - osserva la presidenza di Azione cattolica-: da vent'anni l'impegno di don Luigi e di Libera ci sprona a coltivare questa fame e questa sete, a essere cittadini consapevoli e vigili, che lottano contro ogni forma di ingiustizia e di diseguaglianza". Secondo l'Azione Cattolica, "troppo spesso l'illegalità si consuma in un silenzio complice o inconsapevole. La mafia continua a nutrirsi e a prosperare nell'indifferenza di molti: per questo sono necessarie comunità in grado prima di tutto di sviluppare una coscienza critica". Mentre il presidente regionale siciliano di Confindustria, Antonello Montante, ha detto: "A don Ciotti va tutta la mia solidarietà e il pieno sostegno di Confindustria, nella consapevolezza che, nonostante gli enormi progressi fatti negli ultimi vent'anni, non è ancora possibile abbassare la guardia". Cittadinanza onoraria a Libera. Dopo l'episodio il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria "a tutti coloro che, operando con l'associazione 'Libera' di don Ciotti, vivono l'esperienza di contrasto alla cultura e all'economia della mafia, per l'affermazione dei diritti e della civiltà responsabile".  
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TITOLO: Don Ciotti: "Non ho paura della mafia ma è strano che nessuno mi abbia messo in guardia"
DATA: 2014-09-01
OCCHIELLO: Il super boss Riina ha paragonato il parroco a don Puglisi e ne ha auspicato la morte: "Quelle parole non sono rivolte solo a me ma a tutte le persone che in. ..<br clear='all'/>
TESTO:PALERMO - "Riina dice che sono come don Pino Puglisi  -  sussurra Luigi Ciotti  -  ma io non oso paragonarmi, sono solo un uomo piccolo e fragile". Fa una pausa e riprende: "Però io mi riconosco nella Chiesa che immaginava don Pino, una chiesa che interferisce, come l'ha definita un ex mafioso pentito". Ora, il tono della voce di don Luigi si fa energico: "Una chiesa che accoglie, che tiene la porta aperta a tutti, anche a chi, criminale mafioso, è mosso da un sincero, profondo desiderio di cambiamento, di conversione". Riina la paragona a don Puglisi e dice che dovrebbe fare la stessa fine. Cosa ha pensato quando ha saputo di queste minacce di morte, che risalgono al settembre 2013? "Solo sabato pomeriggio ne sono venuto a conoscenza. E cioè quando lei mi ha telefonato per informarmi che stava scrivendo un articolo, mi ha spiegato che i magistrati avevano depositato quelle intercettazioni nel processo trattativa. E mi ha anche detto che all'epoca i pm di Palermo avevano subito informato il Viminale, per far scattare le misure di protezione più adeguate. Ma nessuno mi ha avvertito delle minacce di Riina. Lo trovo singolare, mi sembra anche una mancanza di rispetto per i due poliziotti che mi seguono ogni giorno". Ieri mattina, dopo l'uscita di "Repubblica", qualcuno l'ha chiamata per affrontare il tema della sua sicurezza? "Il primo a telefonarmi, di buon mattino, è stato il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Mi ha ribadito la sua solidarietà e la sua vicinanza ". E, poi, chi le ha telefonato? "Tanti amici corleonesi, che è il nome di un popolo, non di un clan". Cosa ha letto in quelle frasi pronunciate dal capo di Cosa nostra in carcere? Ha paura? "Le minacce di Riina sono molto significative ma non temo nulla. Perché quelle parole non sono rivolte solo a Luigi Ciotti, ma a tutte le persone che in vent'anni di Libera si sono impegnate per la giustizia e la dignità del nostro Paese. Cittadini a tempo pieno, non a intermittenza. Solo un noi, non mi stancherò di dirlo, può opporsi alle mafie e alla corruzione. Libera è cosciente dei suoi limiti, dei suoi errori, delle sue fragilità, per questo ha sempre creduto nel fare insieme, ho creduto che in tanti possiamo fare quello che da soli è impossibile ". Perché proprio in questi ultimi mesi Riina lancia parole di odio contro la Chiesa che ha fatto santo il parroco ucciso dai boss? "Perché le mafie sanno fiutare il pericolo. Sentono che l'insidia, oltre che dalle forze di polizia e da gran parte della magistratura, viene dalla ribellione delle coscienze, dalle comunità che rialzano la testa e non accettano più il fatalismo, la sottomissione, il silenzio. Le minacce di Riina sono la prova che questo impegno è incisivo, graffiante, toglie la terra da sotto i piedi. Però non basta". Cosa manca alla lotta alla mafia? "La politica deve sostenere di più questo cammino. La mafia non è solo un fatto criminale, ma l'effetto di un vuoto di democrazia, di giustizia sociale, di bene comune. Ci sono provvedimenti urgenti da intraprendere e approvare senza troppe mediazioni e compromessi ". Quali? "Innanzitutto, quelli riguardanti la confisca dei beni, che è un doppio affronto per la mafia, come anche le parole di Riina confermano. Tanto bisogna fare anche contro la corruzione, che è l'incubatrice delle mafie" Quali priorità intravede? "C'è una mentalità che dobbiamo sradicare, quella della mafiosità, dei patti sottobanco, dall'intrallazzo in guanti bianchi, dalla disonestà condita da buone maniere. La corruzione sta mangiando il nostro Paese, le nostre speranze ". Ora, Papa Francesco dice che l'impegno contro la mafia è una priorità per la Chiesa. Non sono davvero parole scontate. Appena vent'anni fa, don Puglisi fu ucciso perché era solo. Cos'è l'impegno antimafia per don Luigi Ciotti? "È da sempre un atto di fedeltà al Vangelo, alla sua denuncia delle ingiustizie, al suo stare dalla parte delle vittime, degli esclusi. Al suo richiamarci a una fame e sete di giustizia che va vissuta a partire da qui, da questo mondo". Citava le parole del mafioso pentito sulla chiesa che "interferisce". "È una chiesa che non smette di ritornare  -  perché è lì che si rinnova la speranza  -  al Vangelo, alla sua essenzialità spirituale e alla sua intransigenza etica. Una Chiesa che cerca di saldare il cielo alla terra, perché, come ha scritto Papa Francesco: una fede autentica implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo".
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TITOLO: Maltempo, slavina di fango su alcune case in Irpinia e bombe d'acqua nel salernitano
DATA: 2014-09-01
OCCHIELLO: Famiglie bloccate nelle loro case in località Alta di Solofra. Difficoltà alla circolazione e scantinati allagati per le forti piogge nella Valle dell'Irno. ... <br clear='all'/>
TESTO:Il maltempo sta creando molti problemi in Campania un torrente è esondato in Irpinia, in località Alta di Solofra, e una slavina di fango è precipitata su alcune abitazioni dell'area. Alcune famiglie sono rimaste bloccate nelle loro case e quattro squadre di vigili del fuoco hanno provveduto ad una evacuazione che ha presentato molti problemi, tanto che è stato richiamato in servizio personale non in turno. Per il maltempo, allagamenti anche nel Serinese e Baianese, ma nessuna criticità. Forti difficoltà al traffico sul raccordo autostradale "Salerno-Avellino", a causa dell'esondazione di un fiume che ha ricoperto di fango e detriti la carreggiata, al chilometro 11 in direzione Salerno, tra i comuni di "Montoro Superiore" e "Montoro Inferiore", in provincia di Avellino. L'Anas raccomanda agli automobilisti prudenza nella guida. Nel pomeriggio è stato riaperto al traffico su una sola corsia, in direzione Salerno. Resta temporaneamente chiusa la corsia di marcia per completare la rimozione dei detriti sul piano viabile per il ripristino della circolazione in piena sicurezza. Lo rende noto l'Anas. Disagi si stanno segnalando nel Salernitano. Sono decine gli interventi dei vigili del fuoco del comando provinciale. La situazione più seria si registra nelle località della Valle dell'Irno dove bombe d'acqua hanno creato disagi alla circolazione. A Mercato San Severino e Baronissi si segnalano scantinati e garage allagati. Sono tenuti sotto monitoraggio i livelli dei torrenti del fiume Sarno nelle zone dell'agronocerino. Pioggia battente anche a Napoli, dove il crollo di calcinacci nel centro storico ha causato il ferimento di due persone.   Il cedimento è avvenuto in vico Lungo Teatro Nuovo, nei Quartieri Spagnoli. Le vittime sono state ricoverate in ospedale. I vigili del fuoco che, finora, hanno effettuato circa 200 interventi, tra Napoli e provincia. Le zone più colpite sono state il Nolano, il Giuglianese, la penisola Sorrentina. Allagamenti stradali che hanno causato gravi problemi alla circolazione a Camposano, lungo la via Provinciale. Problemi hanno dovuto affrontare centinaia di pendolari della Circumvesuviana, in particolare lungo la linea ferroviaria Baiano-Nola, per binari allagati. A Giugliano, l'acqua ha invaso la biblioteca comunale di via Verdi. Allagamenti anche nel campo Rom della zona Asi. A Sorrento le strade si sono trasformate in fiumi in piena  
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TITOLO: Maltempo, in Alto Adige pompiere muore travolto da una frana. Slavine di fango in Irpinia
DATA: 2014-09-01
OCCHIELLO: Famiglie bloccate in casa. Neve in Friuli-Venezia-Giulia e in Abruzzo. Un ramo cade su un'auto a Roma: 4 feriti<br clear='all'/>
TESTO:TRAFFICO Esonda un torrente in Irpinia. Un torrente è esondato a causa delle piogge abbonanti in Irpinia, ad Alta di Solofra, e una slavina di fango è precipitata su alcune abitazioni dell'area. Alcune famiglie sono rimaste bloccate nelle abitazioni. Per le condizioni meteo il traffico è rimasto provvisoriamente bloccato sul raccordo autostradale "Salerno-Avellino". A Solofra, in località santa Lucia, l'omonimo torrente è esondato trascinando a valle almeno otto auto che si trovavano parcheggiate sulla strada. Nel Salernitano in poche ore sono stati registrati 40 gli interventi dei vigili del fuoco del comando provinciale. La situazione più seria si è registrata nelle località della Valle dell'Irno dove bombe d'acqua hanno creato disagi alla circolazione. Voli dirottati. Temporali anche in Umbria, Lazio e bassa Toscana, precipitazioni abbondanti soprattutto su Marche, Abruzzo e Molise e nelle regioni del Sud. Disagi per le difficili condizioni del meteo si sono registrati anche a Genova a causa delle forti raffiche di tramontana con punte anche di oltre trenta nodi. Per le forti raffiche è stato necessario dirottare un volo della Lufthansa in arrivo da Monaco. Il velivolo è atterrato a Torino e i passeggeri sono stati portati a Genova in autobus. In mattinata ci sono stati diversi problemi anche nel porto dove le operazioni di scarico e carico sono rallentate sia a Genova sia al Vte di Voltri e sulle autostrade dove i cartelli stradali indicavano di procedere con prudenza a causa delle forti raffiche. Crolla tetto di una chiesa in Toscana. Attimi di paura questa mattina a Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo, per il crollo di quaranta metri quadrati del tetto della chiesa di Sant'Agostino, in pieno centro. Sul posto sono intervenuti subito i vigili del fuoco e i vigili urbani che hanno provveduto a transennare l'area. All'origine del disastro ci sarebbero infiltrazioni di acqua, compreso quelle legate al maltempo di questo periodo. Ramo cade su auto a Roma, 4 feriti. Pioggia e uno scenario autunnale anche nella capitale. Un grosso ramo di un platano è crollato su un'auto che stava transitando su via Nomentana, e le quattro persone a bordo del veicolo, tra cui anche una donna incinta, sono rimaste lievemente ferite. A Roma sono caduti altri nel quartiere Talenti, ma anche in via della Rustica, in via della Storta e sulla via del Mare. Per il maltempo si sono verificati lievi danni alla storica chiesa di piazza San Silvestro. Per il forte vento si sono staccate alcune parti di un cornicione. Allagamenti e alberi caduti anche in Umbria e disagi a Perugia, dove le squadre dei vigili del fuoco sono state impegnate per diverse ore per la rimozione di alberi e di rami che ostacolavano la circolazione su vie e spazi pubblici. Traghetti per le Tremiti fermi. Le condizioni del meteo hanno reso più difficili anche i collegamenti marittimi. Collegamenti a singhiozzo con le isole del golfo di Napoli, soprattutto verso Capri. Due traghetti di linea Termoli-Tremiti, in provincia di Foggia, sono restate in porto. Domenica notte violenti acquazzoni ma soprattutto vento forte hanno colpito le Marche. I problemi maggiori si sono avuti per alberi sradicati e rami caduti sulla sede stradale. Le piogge non sono state così abbondanti da far temere per un innalzamento del livello dei fiumi. Le previsioni. La prima settimana di settembre sarà caratterizzata da maltempo ed instabilità sopratutto al Centrosud, con un'intensa perturbazione proveniente da Nord Europa porterà rovesci e temporali localmente forti.  
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TITOLO: Il premio Sciascia-Racalmare a: "Malerba", scritto da boss e cronista
DATA: 2014-09-01
OCCHIELLO: L'inserimento del volume tra finalisti aveva scatenato polemiche e le dimissioni di un giurato<br clear='all'/>
TESTO:E alla fine accompagnato dalle polemiche dei giorni scorsi il premio Racalmare, che fu ideato e sostenuto da Leonardo Sciascia, è stato assegnato ieri sera dalla giuria popolare a Malerba. Il libro scritto da un killer di mafia condannato all'ergastolo, Giuseppe Grassonelli, insieme al giornalista del Tg5 Carmelo Sardo ha ottenuto 13 voti superando "E' così lieve il tuo bacio sulla fronte" di Caterina Chinnici, figlia del giudice Rocco, ucciso da Cosa Nostra e Piccola Atene di Salvatore Falzone. "Sono onorato e orgoglioso di questo premio che condivido con tutti coloro che credono nel recupero e nel riscatto anche di chi ha sbagliato e sta restituendo. E sappiamo che anche Sciascia ci credeva", ha postato Sardo su Facebook.
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TITOLO: L'ultimo equipaggio della Costa Concordia, 10 marittimi per un relitto
DATA: 2014-09-01
OCCHIELLO: Sono tutti genovesi, garantiscono sicurezza e stabilità della nave. Fino alla demolizione<br clear='all'/>
TESTO:La Costa Concordia andrà incontro alla sua demolizione con un equipaggio a bordo. Un equipaggio vero, formato da dieci marittimi, fra cui un comandante al governo della nave. Certo, i marittimi imbarcati sul relitto e in servizio dal giorno dell'attracco alla diga del Vte non ripercorreranno le tragiche gesta di "Novecento", protagonista di uno straordinario libro di Alessandro Baricco reso celebre anche dalla versione cinematografica ("La leggenda del pianista sull'oceano "). Allora, il musicista che aveva trascorso ogni giorno della sua vita sul "Virginian" scelse di non scendere dalla nave nemmeno al momento della demolizione. Ma quella era finzione. La realtà, invece, parla di un vero equipaggio composto da dieci marittimi, tutti genovesi, selezionato dalla Esa Group, società specializzata in questo tipo di attività e guidata da Gianenzo Duci, vulcanico presidente degli agenti marittimi genovesi. A rivolgersi alla Esa Group è stato il cantiere San Giorgio del Porto, in questo caso nelle inedite vesti di armatore della Concordia. Il cantiere, infatti, secondo gli accordi è diventato proprietario della nave al momento dell'attracco (l'attività armatoriale era prevista nello statuto e non è stato necessario modificarlo) e quindi deve dotarsi di un equipaggio. Da qui la scelta di una squadra formata a tutti gli effetti da marittimi: un comandante, che succede inevitabilmente a Francesco Schettino nel governo della nave; un direttore di macchina, un ufficiale e sette marittimi. Contrariamente agli equipaggi multirazziali che ormai contraddistinguono le navi italiane, questo è formato totalmente da genovesi e a favorire questa scelta anche il fatto che, facendo i turni, possono tornare a dormire a casa loro. Ma che fa l'equipaggio di una nave che non naviga, è un relitto e sta ferma in banchina in attesa di andare incontro al suo destino? "Fa tanto, tantissimo  -  risponde Duci che ha selezionato il team  -  Garantisce il rispetto del protocollo di sicurezza e nel caso della recente allerta meteo ha immediatamente chiamato gli ormeggiatori perché rinforzassero appunto gli ormeggi della nave. Tiene sotto controllo la stabilità della nave, attività che sarà ancor più delicata quando inizieranno i lavori di demolizione ed è ovviamente di supporto a tutti quelli che salgono a bordo. Un lavoro prettamente da marittimi. Gli uomini della squadra fanno i turni di guardia così da non lasciare mai sguarnita la nave, alle 8, alle 16 e alle 24". Un equipaggio "normale", insomma, chiamato a un compito davvero speciale. L'istituto tipico dei marittimi, infatti, la cosiddetta "comandata", riguarda attività di costruzione e di navigazione, ma finora non aveva mai contemplato in Italia quello della demolizione, per cui anche dal punto di vista giuridico si sta affrontando questo aspetto che potrà rivelarsi importante per future attività, nel caso Genova riesca davvero a rientrare nel business. © RIPRODUZIONE RISERVATA  
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TITOLO: Fiumicino, ucciso a bastonate durante una lite: un arresto
DATA: 2014-09-01
OCCHIELLO: Picchiato per un'ora da un suo connazionale romeno e trovato senza vita in un casolare abbandonato di Parco Leonardo la sera del 28 agosto<br clear='all'/>
TESTO:Un romeno di 41 anni è stato arrestato dai carabinieri per l'omicidio di un connazionale, trovato morto la sera del 28 agosto in un casolare abbandonato di Parco Leonardo a Fiumicino, vicino Roma. L'uomo, un pregiudicato, è stato fermato dopo tre giorni di indagini dei militari di Ostia. A quanto ricostruito, durante una lite causata dall'alcol e da qualche parola di troppo in una casa cantoniera abbandonata dove si erano riuniti vari connazionali, l'aggressore ha picchiato e preso a bastonate la vittima per circa un'ora fino a ucciderlo. Invece di chiamare i soccorsi, i presenti avrebbero continuato a bere. Solo qualche ora più tardi uno di loro ha dato l'allarme ai carabinieri di zona. All'arrivo dei militari nel casolare si erano già dileguati tutti. Grazie a mirati servizi d'osservazione e accurate indagini, il 41enne romeno è stato rintracciato domenica mattina a Roma e arrestato. Aveva il volto ancora segnato dalle recenti lesioni. Sempre nella capitale sono stati rintracciati alcuni connazionali che hanno assistito alla lite sfociata nell'omicidio.
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TITOLO: Erri De Luca: "Io, scrittore No Tav in aula per battermi anche se alla fine mi condanneranno"
DATA: 2014-09-01
OCCHIELLO: Ha rifiutato il rito abbreviato perché il processo sarebbe stato a porte chiuse. "Ma io andrò alla sbarra per attaccare, non difendermi". Così Erri De Luca. ..<br clear='all'/>
TESTO:Pochissimi ne parlano: dopo tanti anni in Italia c'è di nuovo uno scrittore sotto processo. Il reato è d'opinione e dunque Erri De Luca va difeso a prescindere. E però, quando con la sua Audi blu mi accompagna alla metropolitana e mi dice "vedrai che mi condanneranno", gli rispondo che non gli faranno quest'altro favore. "Favore? Se vuoi ti elenco le grane in cui mi hanno messo. E i rischi penali che corro". E devi pagare anche gli avvocati. Lì, la grana è che non vogliono farsi pagare". Gli dico pure che, da quel poco che so di procure, il nuovo capo di Torino non l'avrebbe neppure incriminato. "Non credo che io possa piacere ad Armando Spataro". Non saprei, ma non c'entra nulla. "Certo, lui è quello che ha tenuto testa agli americani". No, è che mettere sotto processo le parole di uno scrittore è il medioevo del diritto, una manna per i violenti antimoderni che, protetti dalla sigla No Tav, hanno trasformato la Val di Susa in un centro sociale a cielo aperto e ora spacciano gli incendi e gli assalti per reati d'opinione. Come se fossero tutti scrittori con la lingua sciolta. Per la procura di Torino è terrorismo. Non ti senti prigioniero dei No Tav? "Ma no. Loro sono solidali e basta, non mi domandano nulla, organizzano letture pubbliche dei miei libri, sono vicini come sempre, sono anni che manifesto con loro. Sono ribelli civili, certamente non terroristi". Malinconico ma sorridente, estremista triste ma ironico, De Luca sa che il tribunale è il tempio dove tutti gli artisti sognano di essere santificati: "A gennaio, nel processo, mi comporterò da parte lesa". Insomma la procura di Torino, incriminandolo per istigazione a delinquere, lo ha promosso a diavolo dello spirito, come Marinetti, Guareschi e Pasolini, Moravia e Testori, Bianciardi, Tondelli e per ultimo Aldo Busi, che si presentò in aula vestito di bianco e poi telefonò alla mamma: "È andata male. Mi hanno assolto". Perché mai, chiedo, dovrebbero invece condannare te che hai detto qualche brutta castroneria contro i treni veloci? "Io non sono contro i treni. Sono contro "quel" treno veloce, perché "quella" montagna è velenosa. Bucarla significa liberare amianto. ..". So che i No Tav si arrabbieranno ma, pazienza, a questo punto ci fermiamo: "Lo so, non sei qui per fare un dibattito sulle ottime ragioni dei No Tav". La scienza e l'ermeneutica del movimento mi ricordano l'opuscoleria rivoluzionaria degli anni settanta che spiegava il mondo in trenta pagine e permetteva di citare il valore-lavoro saltando la lettura di Marx, manuali del pensiero veloce che oggi, via web, mettono i "rivoluzionari" in confidenza con la geologia, l'economia, l'ecologia, l'ingegneria. .. E però come è arrivato a fare l'elogio del sabotaggio lo scrittore più prolifico d'Italia? "Non so quanti libri ho pubblicato. Credo più di 60". E sono romanzi e racconti asciutti, misurati e poetici. Certamente è uno degli autori più letti e più amati, non solo a sinistra. "Per fortuna vanno bene. Cominciai a scrivere a sei anni: la storia di un pesce che si ribellava alle favole di Esopo. Oggi Feltrinelli non riesce a starmi dietro. E ogni tanto pubblico, gratis, per piccoli editori". Il viso è scavato, la biografia è quella del vagabondo inquieto: "Sono scappato di casa a 18 anni: da Napoli a Roma, un letto in una camera ammobiliata in via Palestro". Perché ti chiami Erri? "Mia nonna era americana. Ma scrivo Henry come l'hanno sempre pronunziato: Erri". Piace ai suoi lettori romantici che sia stato muratore, operaio, camionista e autista nella Belgrado bombardata. Non cammina ma incede, con lo zainetto di libri. È stato "responsabile del servizio d'ordine romano di quella Lotta continua che il gruppo dirigente non avrebbe dovuto sciogliere". Ha lavorato in Africa, "dove mi sono ammalato di ameba e malaria, e forse per questo sono rimasto così magro". Da quando i libri gli hanno dato l'agiatezza - "mai stato così bene anche se io mi costo pochissimo" - scala le montagne: "In onore di mio padre alpino imparo a fare i conti con me stesso e con la mia fatica". Le pareti di roccia sono come i testi sacri che, ormai da anni, studia e traduce: "Un altro modo per arrivare in alto". Vive vicino a Bracciano: una vita mite, da poeta, "in mezzo agli alberi" che pianta "per pagare il mio debito alla natura". Da solo? "Mia madre è stata con me per 19 anni. Era una mamma napoletana che, per amore del figlio, si era reclusa". Scrive sempre, "ma non con l'orologio". Racconta così l'inizio delle sue giornate: "Mi alzo presto e leggo testi sacri. Poi, se il tempo me lo permette, vado a nuotare nel litorale romano. Non sono socievole. Con gli amici mi diverto ma, se posso, preferisco stare zitto". Scuola? "Pessimo. Studiavo molto e rendevo poco. E odiavo la filosofia perché la mia professoressa, un gran personaggio, aveva una voce che non sopportavo fisicamente. Vera Lombardi si chiamava. Era la sorella di Riccardo Lombardi". Come tante eccellenze letterarie, detestava la scuola ma non l'imparare. E infatti alle lingue difficili è arrivato da autodidatta: "Traduco dall'ebraico, dallo yiddish e dal kiswahili, un dialetto che si parla in Tanzania". Contestato dagli esegeti cattolici, ha tradotto la Bibbia (Feltrinelli) "alla lettera della lettera per cogliere lo spirito dello spirito della lingua ebraica" scrisse Beniamino Placido: "Ce ne fossero di don Chisciotte come lui". Non si è mai sposato: "L'ho chiesto un paio di volte ma mi hanno detto no". E a te non l'hanno chiesto? "Se l'hanno fatto non me ne sono accorto". Dice di non avere mai indossato la cravatta "tranne a Cannes quando mi hanno chiamato nella giuria del festival". È del 1950 e ancora oggi "sento l'appartenenza a quella generazione che voleva cambiare il mondo e l'ha solo migliorato". Per chi voti? "Non ho mai votato. Per me è come la renitenza alla leva". Chiama gli anni di piombo "anni di rame" "perché c'era come un filo di metallo conduttore attraverso cui si propagava ogni lotta, ogni impegno, ogni fierezza". E anche ogni attentato. "Gli attentati li abbiamo subiti". Non parlo delle bombe nelle piazze e sui treni che tutti hanno subito, parlo degli omicidi feroci, dei vili spari alla nuca, alle gambe. .. "Ci fu una guerra". Secondo De Luca nessun terrorista di quegli anni dovrebbe stare ancora in prigione. È di quelli che pretendono la soluzione generazionale: "Terroristi? Vado a trovarli in carcere, anche se li conosco poco: sono casi clinici. Ci vado come si va in un lazzaretto. Vorrei che uscissero anche per non vederli più". Hai davvero nostalgia di quegli anni orribili? "Nessuna. Mi piacerebbe che gli intellettuali tornassero a sporcarsi con le cose del mondo. E da quella storia non mi sento ancora sciolto, sentimentalmente". E vuole dire, con Borges, che "qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consiste in realtà di un solo momento: quello in cui un uomo sa per sempre chi è". Ecco all'ingrosso com'è fatto De Luca e da dove viene il suo esecrabile errore sulla val di Susa. C'è persino il "Poveri ma belli" della zia Lorella De Luca, "che è morta da poco a Santa Marinella", tra le ragioni antiche che lo portano all'idea bizzarra che il sabotaggio di un cantiere sia una ribellione giusta e che le cesoie siano benemerite: "Ma ti pare che se davvero avessi voluto istigare alla violenza avrei parlato di cesoie? E quanti significati ha in italiano la parola sabotaggio? ". Tanti. Ma il processo non sarebbe giusto neppure se il significato fosse solo quello che i pm hanno contestato, violando le antiche saggezze sulla libertà di cattivo pensiero: "cogitationis poenam nemo patitur". Perché credi che ti condanneranno? "Perché hanno messo in piedi un tribunale speciale che ha fatturato più di mille procedimenti giudiziari". Ti assolveranno. "Scommettiamo una cena al Tram Tram, a San Lorenzo, dove l'antipasto di alici fritte è magnifico". Prima del processo, De Luca pubblicherà un pamphlet sul diritto di parola: "Non ho intenzione di difendermi ma di attaccare". E infatti ha rifiutato il rito abbreviato "perché sarebbe stato a porte chiuse". Ecco: un libro che finisce in tribunale è il libro che meglio onora il proprio atto di nascita, come sanno bene i pubblicitari che per uno straccetto di scandalo sarebbero disposti a tutto. Dunque il chiasso e il fumo e la maledizione come attributo d'onore e pozzo profondo dell'arte sono le sole ammissioni che mi concede: "È vero. È come se avessi vinto un premio letterario".
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TITOLO: Ue, la svolta Juncker-Barroso. "Ora sui conti meno rigidità per chi fa riforme vere"
DATA: 2014-08-31
OCCHIELLO: L'apertura sdoganata in un incontro con Katainen. Lo stop ai tagli valido fino a due anni. Per l'Italia il nuovo criterio di giudizio: "libererebbe" una decina. ..
TESTO:BRUXELLES - Matteo Renzi è raggiante, ha ottenuto la nomina di Federica Mogherini a Lady Pesc. In una pausa del vertice europeo ringrazia i colleghi premier. Ma con un flashback da film la notizia che, forse, lo rende ancora più felice lo raggiunge qualche ora prima della tanto attesa nomina: Bruxelles ha definitivamente aperto alla flessibilità sui conti. La svolta è arrivata venerdì pomeriggio, quando nell'ufficio di Josè Manuel Barroso, al tredicesimo piano del quartier generale della Commissione europea, sono entrati Jean Claude Juncker, dal primo novembre suo successore alla guida dell'esecutivo comunitario, e l'attuale commissario agli Affari economici, il finlandese Jyrki Katainen. I tre si sono seduti al tavolo delle riunioni vicino all'enorme finestra che domina la capitale belga. Con loro hanno preso posto gli specialisti di conti pubblici che hanno preparato quello che in gergo si chiama option paper, un documento informale con diverse opzioni per mitigare l'austerità. Lo hanno messo sul tavolo e hanno iniziato una discussione durata diverse ore che probabilmente cambierà il futuro delle politiche economiche europee. ... L'ex premier lussemburghese ha chiesto ai tecnici di Bruxelles di studiare subito un meccanismo per dare ossigeno alle capitali in difficoltà sul fronte economico, in modo da poterlo usare già a novembre quando la Commissione emetterà il proprio giudizio sulle Leggi di stabilità di tutti i paesi dell'eurozona. E l'Italia con le regole attuali pur tenendo il disavanzo sotto al 3% rischierebbe una bocciatura con conseguente procedura per deficit e debito il prossimo maggio. E c'è chi sta peggio, come la Francia, con un disavanzo del 4%, e altri 10 paesi, già in procedura per deficit eccessivo e con enormi difficoltà a rientrare nei parametri di Maastricht. ... Al termine della riunione con Juncker e Katainen sul foglietto preparato dai funzionari europei sono rimaste due ipotesi, che verranno approfondite nei prossimi giorni: cambiare i regolamenti europei, ma non il Patto di Stabilità, dimezzando l'obbligo imposto ai governi di tagliare il deficit strutturale dello 0,5% all'anno. Con obbligo dello 0,25%, ad esempio, l'Italia risparmierebbe 4-5 miliardi. La seconda opzione appare ancora più interessante: congelare qualsiasi obbligo di risanamento per uno o due anni per quei paesi che si impegnano su un serio piano di riforme strutturali monitorato da Bruxelles. In questo caso il jackpot sarebbe doppio, una decina di miliardi da liberare per investimenti e riforme. ... L'articolo integrale su Repubblica in edicola e su Repubblica+
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TITOLO: Amarcord cartolina: mandateci i vostri ricordi
DATA: 2014-08-31
OCCHIELLO: Ingiallite, nascoste in un libro o tra le pagine di un diario: sono le cartoline del passato. Tasselli colorati di un puzzle che disegna un'Italia lontana. ... <br clear='all'/>
TESTO:Prima di internet, prima dei social network e prima degli smartphone. Quando per dire "ti stavo pensando" bastava scrivere poche parole su una cartolina.   Avevano colori sbiaditi o grafiche kitsch, erano firmate con il tratto antico della penna di un nonno o con la mano inesperta di un giovane innamorato. Erano solo fotografie di luoghi lontani, ma sapevano emozionare. Difficile riceverne una oggi. Quelle che restano sugli espositori delle tabaccherie sono impolverate e fuori moda; quelle racchiuse nei cassetti dei ricordi raccontano un'Italia lontana. Vi chiediamo di condividere con noi la cartolina più significativa del vostro passato, inviandola - scannerizzata o fotografata - alla mail fotolettori@repubblica. it. Potete scegliere se inviare il fronte o il retro o entrambi i lati della cartolina, e aggiungere poche righe di descrizione
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TITOLO: Cantone: bene la svolta sugli appalti, vorrei più intercettazioni anti-corrotti
DATA: 2014-08-31
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TESTO:ROMA - Tribunali chiusi solo per 20 giorni? "Non ho mai goduto di tutte le ferie previste dalla legge, per cui, per quanto mi riguarda, non cambia proprio nulla". Ha paura dell'ampliamento della responsabilità civile? "No, se la legge intende perseguire i fatti di vera negligenza". Raffaele Cantone, il commissario per la lotta alla corruzione, parla così della riforma della giustizia. Renzi dice che è "una rivoluzione", soprattutto sul civile. Esagera? "Nella riforma ci sono misure molto significative. Il decreto sul civile prova ad affrontare la zavorra dell'arretrato, e il merito sta nel provare ad aggredirlo, con logiche in parte nuove e da verificare. Va nella giusta direzione anche il ddl delega sul codice di procedura civile. Nasce da un'idea della commissione Berruti che rilancia la funzione del giudice nel processo e potenzia meccanismi innovativi per recuperare efficienza. Vista dagli uffici dell'Anac, una giustizia civile che funziona è un antidoto contro la corruzione. Però la delega è urgente". Sul civile tutti sono d'accordo, non è un tema divisivo, ma il resto? Tutte queste deleghe inserite all'ultimo momento su pressione di Ncd non rischiano di allungare la riforma? "È particolarmente positivo il ddl delega sugli appalti, perché un cambiamento del sistema deve passare per una riforma per cui gli appalti si fanno, ma senza deroghe, con meccanismi semplificati, con la trasparenza che impedisce la corruzione. È una scelta corretta e giusta, che sfrutta la necessità di dover ratificare direttive europee. Come Anac proporrò una nostra commissione per seguire il lavoro del Parlamento e dare un contributo". Qual è la macchia nera di questa manovra sulla giustizia? "Avrei sperato, visto che Orlando l'aveva annunciato, che ci fossero le norme che estendono alla corruzione le regole in materia di intercettazioni sulla mafia. Spero che ci sia spazio per rafforzare le intercettazioni contro la corruzione". Proprio sulle intercettazioni c'è stato un grosso scontro politico. Ncd pretende una legge molto severa che ne disciplini l'uso nelle misure cautelari magari col solo contenuto e l'u- dienza stralcio. Si rischia il bavaglio? "Il tentativo di individuare un criterio di equilibrio tra esigenze della stampa e tutela della riservatezza dev'essere fatto a condizione che non incida sulla possibilità di fare intercettazioni. La ricerca di un equilibrio è giusta. Ma qualunque riforma non deve ridurre il potere d'intercettazione dell'autorità giudiziaria". La prescrizione, per l'Anm, è una delusione. La Cirielli resta lì, e si rischia pure il processo breve. "La soluzione non è eccezionale. Il Parlamento deve fare una riflessione più ampia, perché il meccanismo previsto rischia di essere farraginoso. Rispetto al sistema attuale la sospensione dopo le condanne rappresenta un significativo allungamento dei termini. Che, soprattutto per alcuni reati come la corruzione, è positivo. In pratica, hai tre anni in più tra Appello e Cassazione, che non è la panacea, ma un vantaggio lo porta". Su falso in bilancio e auto-riciclaggio Orlando è soddisfatto. Ma c'è stato un forte tentativo di depotenziarli. Ce ne saranno altri in Parlamento. Vanno lasciati così? "La scelta di inserire un delitto di pericolo con una pena seria, pur con la punibilità a querela per le ipotesi meno gravi, mi trova d'accordo. Ma sui due reati è necessario trovare una corsia preferenziale. Serve un lavoro forte per approvarli senza depotenziarli, mantenendo però dei limiti per l'auto-riciclaggio evidenziati da magistrati autorevoli come Nello Rossi". Anche in questa riforma c'è un potere in più per l'Anac, l'obbligo di comunicare le inchieste aperte sulla corruzione. Lei vuole altro? "Avevo chiesto ad alta voce di essere informato non delle inchieste aperte, ma quando arrivano a livello di pubblicità per il difensore, al momento del rinvio a giudizio. Ciò consente a noi di intervenire con gli eventuali commissariamenti, senza interferire con la magistratura". E la figura dell'agente provocatore per scoprire i reati di corruzione da lei lanciata? Si aspettava la norma in questo pacchetto? "Assolutamente no. Volevo solo aprire la discussione. La mia idea è stata equivocata, con battute anche fuori luogo, tipo essere paragonato a Pol Pot, ma io non ho mai pensato all'agente al di fuori dell'indagine giudiziaria, ma gestito dai magistrati, con presupposti specifici, come le attività associative connesse ai reati contro la pubblica amministrazione. Sarebbe utile discuterne in Parlamento, ma senza il retro pensiero che l'agente faccia l'analisi del sangue del politico". Expo e Mose. Cos'ha scoperto l'Anac? "Su Expo stiamo controllando tutti gli appalti, e tutti i nostri rilievi sono stati accolti. Solo sull'Albero della vita ci sono dei problemi. Quindi, per colpa nostra, non si stanno allungando i tempi. Sul Mose stiamo verificando se c'è uno spazio per applicare le regole in materia di commissariamento".  
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TITOLO: Don Ciotti, solidarietà e affetto. Grasso: "Al tuo fianco". Vendola: "All'inferno Cosa Nostra"
DATA: 2014-08-31
OCCHIELLO: Tante le manifestazioni di sostegno, soprattutto sui social network, al fondatore di Libera, dopo le minacce di Totò Riina. Il presidente del Senato: "Da. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - "Tutti noi saremo al tuo fianco". Così, su Facebook, il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha voluto esprimere solidarietà a don Luigi Ciotti in riferimento alle minacce di Riina. "Caro Luigi - scrive Grasso sul social network - sono più di venti anni che sfidi la mafia con coraggio e passione. Le minacce di Riina emerse oggi sono l'ennesimo attacco ad una storia di impegno e di memoria che coinvolge ogni anno migliaia di cittadini e che ha contribuito a rendere il nostro Paese più libero e più giusto. Ti conosco da anni - conclude il presidente del Senato - e so che non ti sei lasciato intimorire nemmeno per un attimo: continuerai sulla strada della lotta alla criminalità, e tutti noi saremo al tuo fianco". Preoccupata, ma non sorpresa per le minacce a don Ciotti, la presidente della Camera, Laura Boldrini: "Un uomo come Luigi, che da anni promuove la cultura della legalità e combatte contro le mafie attraverso azioni concrete, non può che essere un nemico per un boss di Cosa Nostra. Una persona da temere, per aver dimostrato, insieme con Libera, che i beni della criminalità possono essere riutilizzati a scopi sociali", ha scritto su Facebook. Nel post il presidente della Camera spiega ancora che Don Ciotti è temuto "per aver portato i giovani a coltivare le terre che un tempo erano delle cosche; per aver insomma fornito un'alternativa alla logica del sopruso e dell'intimidazione di cui la mafia si nutre". Ma Don Ciotti in questi anni è anche andato oltre "con il suo impegno contro la corruzione, da lui stesso definita 'incubatrice' delle mafie. Il mio primo giorno a Montecitorio ho voluto indossare il braccialetto bianco, simbolo della sua campagna Riparte il futuro, sottoscritta oggi da più di 600 mila cittadini. Il mio impegno a fianco di Don Luigi continua- conclude la Boldrini - oggi più che mai". Non vuole commentare, invece, il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti: "Basta commenti, non voglio e sono stanco di fare da cassa di risonanza a Totò Riina", ha detto. Propone, invece, di colorare la festa dell'Unità di bianco per esprimere vicinanza a don Ciotti Stefano Pedica del Pd: "Stasera la festa nazionale dell'Unità e quelle locali si colorino di bianco per esprimere solidarietà a don Ciotti. Tutti i partecipanti alle feste dell'Unità - afferma Pedica - portino un fazzoletto bianco per dire no alla mafia e per stringerci attorno a don Ciotti. Le minacce ricevute da Riina dimostrano come uno sciacallo immondo possa agire senza scrupolo da una cella e dettare la linea. Oggi ci dobbiamo sentire tutti don Ciotti e noi del Pd dobbiamo dimostrarlo alle feste dell'Unità in corso in tutta l'Italia. Un pensiero deve andare anche a Di Matteo e ai testimoni di giustizia a volte abbandonati dalle istituzioni. La battaglia contro tutte le mafie non deve avere una tregua perché si annidano dappertutto. Questa peste deve essere debellata con il contributo di tutti noi". Parole di incoraggiamento al fondatore di Libera, che gestisce diversi beni confiscati alla mafia, sono arrivate anche dal presidente di Sinistra e libertà, Nichi Vendola che, lodando la tenacia e l'impegno di don Ciotti, esprime affetto e stima: "Un forte abbraccio don Luigi! All'inferno la mafia! - dice Vendola -. L'impegno di don Luigi - aggiunge - ci dice che per la lotta alla mafia non servono proclami o moralismi. Bensì ogni giorno, con un umile coraggio, serve condurre la battaglia per affermare i diritti dei più deboli e affermare la legalità con fatti concreti, che anche la politica deve compiere". ''Don Ciotti non sarà mai solo: fra lui e Riina l'Italia civile ha scelto da che parte stare. Sempre contro la mafia! '', sottolinea sempre su Twitter Mariastella Gelmini, vicecapogruppo vicario di Forza Italia alla Camera dei deputati.
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TITOLO: Don Ciotti, mio impegno contro la mafia è fedeltà al Vangelo
DATA: 2014-08-31
OCCHIELLO: Dopo le minacce di Riina, il presidente di Libera ribadisce il suo impegno contro le cosche. E lancia un appello alla politica: "Approvi misure senza. ..<br clear='all'/>
TESTO:"Le minacce di Toto' Riina dal carcere sono molto significative. Non sono infatti rivolte solo a Luigi Ciotti, ma a tutte le persone che in vent'anni di Libera si sono impegnate per la giustizia e la dignità del nostro Paese. Cittadini a tempo pieno, non a intermittenza. Solo un 'noi' - non mi stancherò di dirlo - puo' opporsi alle mafie e alla corruzione. Libera è cosciente dei suoi limiti, dei suoi errori, delle sue fragilita', per questo ha sempre creduto nel fare insieme, creduto che in tanti possiamo fare quello che da soli e' impossibile". Così dice don Luigi Ciotti in una nota dopo aver appreso da Repubblica delle minacce di Totò Riina nei suoi confronti. "Le mafie sanno fiutare il pericolo - prosegue il fondatore di Libera - Sentono che l'insidia, oltre che dalle forze di polizia e da gran parte della magistratura, viene dalla ribellione delle coscienze, dalle comunita' che rialzano la testa e non accettano piu' il fatalismo, la sottomissione, il silenzio. Queste minacce sono la prova che questo impegno è incisivo, graffiante, gli toglie la terra da sotto i piedi. Siamo al fianco dei famigliari delle vittime, di chi attende giustizia e verita', ma anche di chi, caduto nelle reti criminali, vuole voltare pagina, collaborare con la giustizia, scegliere la via dell'onestà e della dignità. Molti famigliari vanno nelle carceri minorili dove sono rinchiusi anche ragazzi affiliati alle cosche. La politica deve pero' sostenere di piu' questo cammino. La mafia non e' solo un fatto criminale, ma l'effetto di un vuoto di democrazia, di giustizia sociale, di bene comune - sottolinea il fondatore di Libera -. Ci sono provvedimenti urgenti da intraprendere e approvare senza troppe mediazioni e compromessi. Ad esempio sulla confisca dei beni, che e' un doppio affronto per la mafia, come anche le parole di Riina confermano". "Quei beni restituiti a uso sociale segnano un meno nei bilanci delle mafie e un piu' in quelli della cultura, del lavoro, della dignita' che non si piega alle prepotenze e alle scorciatoie - prosegue Ciotti -. Lo stesso vale per la corruzione, che e' l'incubatrice delle mafie. C'e' una mentalità che dobbiamo sradicare, quella della mafiosita', dei patti sottobanco, dall'intrallazzo in guanti bianchi, dalla disonestà condita da buone maniere. La corruzione sta mangiando il nostro Paese, le nostre speranze! Corrotti e corruttori si danno manforte per minimizzare o perfino negare il reato. Ai loro occhi è un'azione senza colpevoli e dunque senza vittime, invece la vittima c'e', eccome: è la società, siamo tutti noi. Per me l'impegno contro la mafia e' da sempre un atto di fedelta' al Vangelo, alla sua denuncia delle ingiustizie, delle violenze, al suo stare dalla parte delle vittime, dei poveri, degli esclusi. Al suo richiamarci a una 'fame e sete di giustizia' che va vissuta a partire da qui, da questo mondo". "Riguardo don Puglisi - che Riina cita e a cui non oso paragonarmi perche' sono un uomo piccolo e fragile - un mafioso divenuto collaboratore di giustizia parlo' di 'sacerdoti che interferiscono'. Ecco io mi riconosco in questa Chiesa che 'interferisce', che non smette di ritornare - perche' e' li' che si rinnova la speranza - al Vangelo, alla sua essenzialita' spirituale e alla sua intransigenza etica. Una Chiesa che accoglie, che tiene la porta aperta a tutti, anche a chi, criminale mafioso, e' mosso da un sincero, profondo desiderio di cambiamento, di conversione. Una Chiesa che cerca di saldare il cielo alla terra, perche', come ha scritto il Papa Francesco: 'Una fede autentica implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo'". Al presidente di Libera arriva la solidarietà di Rosi Bindi: "A don Luigi la mia affettuosa vicinanza e il pieno sostegno della commissione parlamentare antimafia. Le minacce di Riina intercettate nel carcere di Opera lo scorso anno vanno prese sul serio, soprattutto per l'inquietante accostamento al martirio di don Pino Puglisi. A don Ciotti va assicurata tutta la protezione e il sostegno necessari, molti mesi sono passati da quando i magistrati hanno esaminato le intercettazioni e si deve capire che tipo di messaggio vuole inviare il capo di Cosa Nostra mentre inveisce contro un sacerdote cosi' esposto sul fronte della lotta alla mafia. Don Ciotti non è solo e non resterà solo nella battaglia contro i poteri mafiosi". Il presidente della commissione Antimafia dice ancora: "So che le raccapriccianti parole di Riina non faranno arretrare il suo appassionato servizio cristiano per la giustizia e la promozione della dignita' umana e da oggi saremo al suo fianco con piu' determinazione. L'impegno che insieme a tanti con Libera da anni profonde per promuovere la cultura della legalita', la memoria delle vittime innocenti e lo sviluppo solidale nelle terre confiscate alle mafie sono ormai punto di riferimento della coscienza civile del paese. La scomunica di Papa Francesco ha tracciato una linea invalicabile tra la Chiesa e le mafie che da' a tutti, credenti e non credenti, piu' forza e coraggio nel combattere la cultura dell'omertà e della sopraffazione. Ma non possiamo abbassare la guardia, c'e' una mafia silente che moltiplica affari e profitti e penetra in ogni settore della vita del paese approfittando della crisi economica". Messaggi a don Ciotti sono arrivati anche da Legambiente, dalla Cgil, da "Avviso pubblico". "Le parole di Riina sono inquietanti - dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della commissione antimafia - e ci dicono che non bisogna mai abbassare la guardia soprattutto nei confronti di chi si trova in prima linea nella lotta alle mafie, come il magistrato Nino Di Matteo e don Luigi Ciotti ai quali esprimo il mio pieno sostegno".  
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TITOLO: Festeggiò la rielezione con la pistola, indagato il sindaco di Taranto
DATA: 2014-08-31
OCCHIELLO: La foto due anni fa fece scalpore. Ezio Stefàno ha ricevuto un avviso di garanzia<br clear='all'/>
TESTO:Stefàno, in seguito, chiarì di avere regolare porto d'armi da tempo e di portare con sè la pistola per difesa personale essendo stato più volte minacciato in modo pesante. In particolare il sindaco riferì di aver trovato persone che lo avevano atteso sotto la sua abitazione privata per minacciarlo, di non aver mai voluto chiedere una scorta di protezione e di non volere che altri, esponenti delle forze di polizia o della polizia municipale, che dipende dal Comune, rischiassero per lui la propria incolumità. Successivamente Stefàno non ha più portato la pistola nè ha modificato i suoi comportamenti: gira spessissimo solo e a volte raggiunge anche a piedi da casa il suo ufficio del Comune. Questo, ha chiarito il sindaco, nonostante le intidimidazioni non siano cessate. Spesso infatti Stefano è stato bloccato e accerchiato da gruppi di persone senza lavoro o senza casa. Un'altra tegola giudiziaria per il sindaco di Taranto - medico ospedaliero in pensione e negli anni passati senatore del Pci e del Pds, ora politicamente vicino al governatore della Puglia, Nichi Vendola - riguarda l'Ilva. Nell'ambito della maxi inchiesta per disastro ambientale, la Procura ha infatti chiesto al gup il suo rinvio a giudizio assieme ad altre 48 persone tra cui esponenti del gruppo Riva, dirigenti ed ex dirigenti del siderurgico, amministratori e dirigenti della Regione Puglia. Stefano è accusato di omissione di atti d'ufficio. In sostanza, avrebbe denunciato con un esposto alla Procura i danni alla salute dei cittadini provocati dall'inquinamento dell'Ilva ma poi, secondo l'accusa, non avrebbe agito con i poteri che gli vengono dall'essere un'autorità sanitaria. Sull'eventuale rinvio a giudizio del sindaco di Taranto, ora deciderà il gup Wilma Gilli. Partito a giugno, il procedimento è stato aggiornato al 16 settembre ma è molto probabile che in quest'udienza si prenda solo atto che la Corte di Cassazione deciderà il 7 ottobre se tenere o meno il processo a Taranto vista l'istanza di rimessione presentata dai legali dei Riva, per i quali a Taranto non ci sono le condizioni ambientali per un giudizio "sereno ed equilibrato".
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TITOLO: Pozzallo, la polizia salva uno scafista dai migranti che volevano linciarlo
DATA: 2014-08-31
OCCHIELLO: Avrebbe lanciato i bambini da una barca all'altra per accelerare il trasbordo tra le varie barche dei trafficanti di uomini. Oggi altri 134 extracomunitari. ..<br clear='all'/>
TESTO:Arrestati questa notte dalla polizia sette scafisti egiziani, responsabili dello sbarco avvenuto due giorni fa a Pozzallo, in provincia di Ragusa. Gli agenti hanno dovuto salvare dal linciaggio uno degli scafisti che tentava di nascondersi tra i migranti. I 'passeggeri' volevano linciarlo in quanto, hanno raccontato, li avrebbe trattati malissimo e durante i vari trasbordi da una imbarcazione dei trafficanti di uomini all'altra, aveva letteralmente lanciato i bambini da una nave all'altra ad altri scafisti che li prendevano al volo, per accelerare il trasbordo. In pratica, secondo il racconto dei profughi, durante il viaggio gli organizzatori avevano fatto cambiare imbarcazione per ben 3 volte prima di prendere quella che li ha condotti in Italia. Durante le fasi di trasbordo lo scafista, per fare presto, prendeva i bambini molto piccoli delle famiglie siriane e palestinesi e invece di passarli con cura ai genitori, li lanciava da una barca all'altra, al complice che già si trovava sull'altra barca e i piccoli iniziavano a piangere terrorizzati da questo comportamento. Nonostante le lamentele dei genitori - riferiscono gli inquirenti - lo scafista ha trattato i bambini più volte in questo modo, noncurante di ciò che sarebbe potuto accadere. I profughi avevano dovuto sopportare questi soprusi per paura di immediate ritorsioni. Giunti al centro, così come da loro stesso ammesso "ci siamo sentiti al sicuro appena abbiamo visto la presenza della polizia e una volta che abbiamo capito che li stavate prendendo ci siamo sentiti al sicuro e volevamo farla pagare a chi aveva fatto piangere i nostri figli e per di più poteva accadere una tragedia se fosse caduto in mare uno dei piccoli. Avete ragione, abbiamo reagito male - hanno detto i profughi alla polizia - ma quando si toccano i nostri figli non ragioniamo più, adesso che sappiamo che è nelle vostre mani staremo calmi ma vi preghiamo di non farli uscire più dalla prigione, si arricchiscono sulle nostre disgrazie". Intanto altri 134 migranti, provenienti per la maggior parte dalla Siria, dal Bangladesh e dalla Palestina, sono sbarcati al molo di Porto Empedocle (Ag) dal mercantile "Youzarsif H", battente bandiera del Togo, che li aveva soccorsi nel Canale di Sicilia. Nel gruppo, anche 29 donne, due delle quali incinte, e 33 minori. A coordinare le operazioni di sbarco è stata la Capitaneria di porto di Porto Empedocle. Dall'inizio dell'anno, compresi gli arrivi di oggi, sono 10.388 i migranti (più due cadaveri) sbarcati a Porto Empedocle in occasione di 39 operazioni di trasbordo e sbarco a cui si aggiungono altri 1.731 migranti trasferiti nello scalo empedoclino a bordo della nave di linea che collega con le isole Pelagie, nonchè 79 migranti intercettati in mare o rintracciati subito dopo lo sbarco a terra, per un totale, dunque, di 12.198 persone.  
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TITOLO: Multato perché si gratta l'orecchio, ma il giudice di pace condanna i vigili
DATA: 2014-08-31
OCCHIELLO: "Guida pericolosa" l'accusa all'automobilista che fa ricorso. Mille euro di risarcimento per la: "sanzione molesta"<br clear='all'/>
TESTO:Multato alla guida per un leggero prurito all'orecchio, fa causa contro il Comune e la vince. Grattarsi in auto è quindi lecito e non compromette la tenuta del volante. È quanto stabilito dal giudice di Pace di Bari che ha accolto il ricorso di un automobilista 35enne. I fatti risalgono al 3 marzo scorso e hanno quasi dell'incredibile. L'uomo è incolonnato nel traffico di via Amendola, in uscita dalla città verso la statale 100, quando una pattuglia di vigili urbani lo ferma per contestargli l'insolita sanzione: aver disimpegnato la mano sinistra dal volante per portarla all'orecchio sinistro. Forse per rispondere al telefonino cellulare senza auricolare? No. Solo per un leggero fastidio. Ma l'automobilista non si è arreso e alla fine ha avuto ragione. "Toccarsi l'orecchio con la mano durante la guida  -  scrive nella sentenza il giudice Giuseppe Salerno  -  non costituisce affatto privazione della "libertà di movimento", utile per porre in essere le manovre necessarie per la guida". "La libertà di movimento  -  continua il giudice  -  può considerarsi compromessa solo allorquando durante la guida il conducente utilizzi le mani in maniera tale da non poter immediatamente ricondurle sul volante, come a esempio imbracciare oggetti voluminosi o abbracciare una persona che è seduta accanto". Il giudice ha quindi condannato il Comune al rimborso delle spese legali (337 euro) e anche al pagamento di un risarcimento di mille euro con la possibilità di recuperarli direttamente dai vigili che hanno elevato quella insolita multa. Perché in un passaggio la sentenza parla chiaro: "L'attività posta in essere dagli agenti accertatori, oltre che essere illegittima, rasenta la molestia nei confronti dell'utente della strada che è stato temporaneamente privato della sua libertà costretto ad accostare per sentirsi contestare una violazione al codice della strada sostanzialmente e giuridicamente inesistente, non sussistendo alcun referente normativo che possa prevederla e disciplinarla". "Finalmente a essere sanzionato è il pubblico ufficiale. Un vero e proprio rovescio delle parti. Per noi si è trattato di un abuso di potere. Il verbale parlava chiaro sulla mano portata all'orecchio per grattarsi" commenta l'avvocato Marco Tiberino che ha seguito il caso. "Il mio assistito  -  spiega  -  ha anche deciso di devolvere il risarcimento in beneficenza ad alcune associazioni".
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TITOLO: Mafia, l'odio di Riina: uccidiamo don Ciotti
DATA: 2014-08-31
OCCHIELLO: Dal carcere dove è rinchiuso il boss mette nel mirino anche il fondatore di Libera. "È come don Puglisi". Scatta l'allerta, rafforzata la scorta al sacerdote<br clear='all'/>
TESTO:PALERMO - Don Luigi Ciotti, l'instancabile animatore di Libera, come don Pino Puglisi, il parroco ucciso dai boss nel 1993. Per Salvatore Riina non ci sono differenze: "Questo prete è una stampa e una figura che somiglia a padre Puglisi". E deve fare la stessa fine: "Ciotti, Ciotti, putissimu pure ammazzarlo". Il capo di Cosa nostra va su tutte le furie quando sente in tv che la Chiesa vuole rilanciare il messaggio di don Puglisi appena fatto beato. E all'ora d'aria consegna parole durissime al suo compagno di passeggiate, il boss pugliese Alberto Lorusso. Sul prete ucciso e su "quello che gli somiglia tanto". "Il quartiere lo voleva comandare iddu - dice Riina di don Puglisi, con tono di disprezzo - Ma tu fatti il parrino, pensa alle messe, lasciali stare. .. il territorio. .. il campo. .. la Chiesa. .. lo vedete cosa voleva fare? Tutte cose voleva fare iddu nel territorio. .. tutto voleva fare iddu, cose che non ci credete". È la chiesa impegnata nel territorio che fa infuriare Riina. Da don Puglisi a don Ciotti il passo è breve. Riina lancia subito l'idea di un altro omicidio eccellente contro un rappresentante della Chiesa: "Ciotti, Ciotti, putissimu pure ammazzarlo", dice. "Salvatore Riina, uscendo, è sempre un pericolo per lui. .. figlio di puttana". È il pomeriggio del 14 settembre dell'anno scorso, la vigilia del ventasimo anniversario dell'omicidio di don Pino Puglisi. Le parole pronunciate da Riina mettono subito in allarme gli investigatori della Dia di Palermo, che ascoltano in diretta. Viene avvertita la procura antimafia. E nel giro di poche ore parte una nota riservata al Viminale, per sollecitare nuove misure di sicurezza attorno a don Luigi. Sono giorni convulsi quelli, fra Palermo e Roma. Un altro allarme è già scattato per il pubblico ministero Nino Di Matteo, l'animatore del pool "trattativa": anche lui Riina vuole uccidere e a Lorusso dà un ordine esplicito, "facciamolo in fretta". Oggi, le misure di vigilanza attorno a don Ciotti sono state rafforzate, anche se la sua scorta resta affidata a due poliziotti. Di certo, il sacerdote non ha mai saputo nulla delle minacce di Riina. "Però, da alcuni mesi, arrivano segnali inquietanti e in parte indecifrabili a don Luigi e a Libera", dice Gabriella Stramaccioni, collaboratrice del sacerdote. "Le parole di Riina sono la conferma di questo clima, c'è da capire a chi il boss stia parlando". Il capomafia spiega a Lorusso, a proposito di Ciotti: "Dice che voleva parlare con me, prima con l'avvocato, poi con mia moglie". In realtà, le cose andarono diversamente a metà degli anni Novanta: fu la moglie di Riina, dopo il suo ritorno a Corleone, a chiedere un incontro con il sacerdote. Ninetta Bagarella era preoccupata per la sorte dei figli. Ciotti si disse disponibile a un colloquio in carcere con Riina, ma pose una condizione: "Deve essere il detenuto a chiederlo". Riina si rifiutò. E adesso ha parole pesantissime per il sacerdote che il 21 marzo scorso era al fianco di Papa Francesco, nella chiesa di San Gregorio VII, a Roma, per accogliere i familiari delle vittime di mafia. "È malvagio, è cattivo - ripete Riina - ha fatto strada questo disgraziato ". E presto si comprende la ragione di tanto odio. "Sono sempre agitato - spiega il padrino di Corleone - perché con questi sequestri di beni. ..". I beni sequestrati vengono poi gestite da tante cooperative che aderisono a Libera.
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TITOLO: I misteri della ragazza nel dirupo e le strane amnesie del fidanzato
DATA: 2014-08-30
OCCHIELLO: Veronica, trovata morta con un taglio alla testa. Emanuele era con lei, poi è andato via con la sua auto, ha avuto un incidente e non ricorda nulla. Indagato: «atto dovuto»
TESTO:Fatto sta che Emanuele (che non sa guidare ancora bene perché ha il foglio rosa) si è messo al volante del suv di lei ed è fuggito precipitosamente (per chiedere aiuto? ) finendo subito fuori strada. Poi, il buio. Gli uomini guidati dal maggiore Pier Enrico Burri da una settimana lavorano al caso senza soste, ma fanno capire che i tempi per arrivare a una soluzione saranno lunghi perché gli esami scientifici anche sul materiale raccolto sul posto richiedono molti giorni. Non scartano nessuna pista, ed è finita sotto la lente anche l? aggressione a un uomo di 32 anni, trovato in fin di vita a casa sua, la stessa sera, non lontano da Roncale. Nel frattempo, mercoledì scorso a Emanuele è stato notificato un avviso di garanzia: un atto dovuto, come hanno precisato i magistrati, per consentirgli di nominare il consulente che ha assistito all? autopsia. Questo perché, se dovesse emergere che Veronica è stata uccisa, lui sarebbe il primo indiziato in quanto è stato l? ultimo ad averla vista viva. Ma per ora non ci sarebbero elementi a suo carico. Tornando ai fotogrammi di quella serata, Emanuele - come ha raccontato al Corriere - una volta accompagnato a casa dagli amici, si mette a letto. Non c? è nessuno perché i genitori sono in Sardegna. Una zia però lo preleva più tardi e lo porta a dormire a casa sua. Nel frattempo i carabinieri, chiamati sul luogo dell? incidente dai testimoni, trovano sul suv la borsetta con i documenti di Veronica e risalgono anche all? identità del ragazzo che viene rintracciato solo domenica mattina. Ripete che non sa nulla della fidanzata (che tutti stanno cercando), ma è evidentemente sotto choc. Viene portato in ambulanza all? ospedale di Sondalo dove è ricoverato e sottoposto anche ad esami tossicologici. Il corpo di Veronica è già stato trovato. Alle 6,30 del mattino, da alcuni amici. Era solo a 350 metri dal luogo dell? incidente.
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TITOLO: Adozione coppia gay, le mamme: "Deve prevalere l'interesse del minore"
DATA: 2014-08-30
OCCHIELLO: Ma il quotidiano dei vescovi l'Avvenire attacca: "Fatto un danno enorme". Destra scatenata, Gasparri minaccia: "azioni legali contro i giudici". Giovanardi: ... <br clear='all'/>
TESTO:TRIESTE - Anche oggi, anzi oggi più che mai vista l'attenzione mediatica, la coppia di lesbiche che per prima in Italia ha ottenuto (la 'mamma sociale', l'altra è mamma biologica) l'adozione di una bimba, è chiusa in un impenetrabile riserbo. Ma, attraverso l'avvocato che le assiste, Maria Antonia Pili, trapela un principio: "Ogni caso di adozione è importante che sia valutato a sè, nell'interesse prevalente del minore". Lo esprime lei, le due mamme "condividono appieno". Insomma, ogni caso va esaminato "preliminarmente dagli avvocati che si occupano del ricorso, poi dal Tribunale per i Minorenni e dai suoi consulenti specialisti". Vale a dire che non bisogna ricorrere all'adozione "indiscriminatamente". Appena rientrata a Roma dalle vacanze, la coppia e la bimba si godono le ultime giornate di tranquillità agostana, forti di una sentenza che conferma l'ambiente affettuoso e stabile da un punto di vista economico-assistenziale, nel quale la bimba vive da sempre. Ad affrontare l'onda mediatica è la legale, che nel tourbillon della polemica confessa di aver ricevuto messaggi da "molti giuristi per congratularsi". Qualcuno parla di una vittoria "storica". Oltretevere, però, dal Vaticano, il quotidiano cattolico Avvenire tuona "il danno è fatto ed è enorme", e non fa sconti: "Volevano andare oltre il loro amore lesbico. In sfregio alle leggi, e al normale buon senso, hanno preteso di 'sposarsi', acquisendo in qualche Paese facile un pezzo di carta che in Italia non vale nulla". Si sono poi pagate "ciò che la legge nel nostro Paese, e la natura, non avrebbero consentito: la vita di un bambino". Infine, un interrogativo: "Che succederà quando due uomini si presenteranno con un figlio comprato all'estero, strappato alla donna che lo ha partorito e al suo utero pagato e calpestato? Perchè a loro si dovrebbe dire di no? ". Dal mondo cattolico si fa sentire anche l'Aiart, che chiede ai media di non distorcere l'idea di famiglia. E anche se i magistrati rispondono nella sentenza - "non è un precedente valido per tutti" le polemiche non si spengono e qualche crepa si apre anche all'interno del Pd: il deputato Simone Valiante parla di "sentenza proditoria" e critica il capogruppo Roberto Speranza che ieri aveva chiesto una nuova legge, mentre un altro esponente democratico, Barbara Pollastrini, esulta per il riconoscimento. Ironizza il leader della Destra, Francesco Storace: "Ora spuntano, per volontà del tribunale e non del Parlamento, mamma e mammo". Mentre Maurizio Gasparri (Fi) minaccia "iniziative legali contro sentenza aberrante", Carlo Giovanardi (Ncd) accusa i giudici di aver "inventato una nuova norma secondo le loro convinzioni. Sono fuorilegge".  
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TITOLO: Grillo chiama i Rolling Stones: "Tornate al Circo Massimo con i Cinque Stelle" 
DATA: 2014-08-30
OCCHIELLO: Appello alla band dall'ex comico con un video sul suo blog: "Se non ci siete voi, il sindaco Marino non ci dà lo spazio"<br clear='all'/>
TESTO:"Mick! Mick torna da noi. Mick, con i Rolling Stones, tornate! Dobbiamo fare una grande manifestazione come MoVimento 5 Stelle al Circo Massimo! Se non tornate voi Marino, il sindaco di Roma, non ci da lo spazio. Tornate! Così Marino vive una seconda giovinezza". Beppe Grillo si video-appella ai Rolling Stones, dopo aver affermato che, permesso o non permesso del sindaco di Roma, terrà la kermesse pentastellata al Circo Massimo in autunno. "Mick per favore! Ci conosciamo, ti ricordi vent'anni fa venivi sul set a controllare la tua ex moglie, allora tua moglie, Jerry Hall, quando la baciavo facevi dei casini che eri geloso. La baciavo? Sì l'ho baciata! Te lo dico adesso. Va bene? Sul set del film "Topo Galileo", celia Grilli sul suo blog.
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TITOLO: Val Brembana, Gessica uccise i suoi due furetti prima di ammazzare il figlio e suicidarsi
DATA: 2014-08-30
OCCHIELLO: Lunedì l'autopsia sui corpi della donna e del piccolo Lorenzi. L'ipotesi dell'omicidio-suicidio non sembra lasciare spazio a dubbi, ormai, anche se gli. ..<br clear='all'/>
TESTO:BERGAMO - Prima ha ucciso i due furetti che si erano portati da casa e che lei aveva scelto anche come sua immagine del profilo su Facebook. Poco dopo si è accanita sul figlio Patrick, che avrebbe compiuto dieci anni a febbraio, colpendolo con una pietra alla testa. Poi Gessica Mambretti si è tolta la vita buttandosi in un dirupo. E' questa la ricostruzione effettuata dagli inquirenti su quanto accaduto nella notte fra mercoledì e giovedì sui piani del monte Avaro a Cusio, in alta valle Brembana, nel Bergamasco. Ulteriori conferme su quello che è ormai senza dubbio inquadrabile come un omicidio-suicidio dovrebbero arrivare dalle autopsie dei due corpi, che il sostituto procuratore bergamasco Raffaella Latorraca ha fissato per la mattinata di lunedì. Il piccolo Patrick aveva anche alcuni tagli ai polsi e l'esame autoptico servirà a spiegarne le cause. Per uccidere il figlio, la donna avrebbe utilizzato come arma una delle tante pietre che si trovano sul monte dove si erano accampati con la loro tenda (in una zona peraltro non ottimale per un campeggio). Di sicuro mercoledì sera Gessica era ancora viva: ha inviato quello che sarebbe stato il suo ultimo sms all'ex compagno Marco Lorenzi, papà di Patrick: "Siamo da mia sorella, non continuare a chiamare", gli ha scritto alle 21,47. Ma non era vero. La sorella di Gessica vive a Trezzo Sull'Adda, nel Milanese, dove gestisce un maneggio, mentre sua mamma abita a Capizzone e suo papà, ex fornaio, nella Bassa bergamasca. Invece mercoledì sera Gessica e Patrick si trovano a chilometri di distanza da tutti questi posti. Quel pomeriggio, con i due furetti, due zaini e una tenda azzurra, avevano lasciato la casa di Ponteranica e raggiunto con la Fiat Panda rossa (trovata posteggiata nel parcheggio di un ristorante) i piani del monte Avaro. Al ristorante vengono visti alle 17,30. "Dov'è un punto con un bel panorama e degli strapiombi? ", chiede Jessica al titolare. Patrick verrà trovato dal Soccorso alpino oltre ventiquattro ore dopo, alle 23 di giovedì, a circa 300 metri dalla tenda. Ucciso il bimbo, ormai in balia di chissà quali pensieri, Gessica è salita fino a 2.100 metri dai 1.850 della tenda e si è lasciata cadere in un precipizio. Seguita dai servizi sociali di Ponteranica, temeva che le portassero via il bambino per via della sua depressione. Per questo ha deciso di portarlo con sé in montagna per l'ultima volta e farla finita per sempre.
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TITOLO: Sacconi: "Contrario alle adozioni per i gay, la giustizia creativa scavalca il Parlamento"
DATA: 2014-08-30
OCCHIELLO: Il capogruppo dei senatori di Ncd accusa: "Questa è una sentenza che crea un diritto che l'ordinamento non riconosce"<br clear='all'/>
TESTO:ROMA. "I giudici hanno sbagliato, non possono sostituirsi al Parlamento". Maurizio Sacconi, capogruppo dei senatori di Ncd, accusa: "Questa è una sentenza creativa perché crea un diritto che l'ordinamento non riconosce e che la stessa Costituzione non riconosce". Sacconi, perché i giudici avrebbero sbagliato? "Hanno sbagliato nella pretesa di creare un diritto che l'ordinamento non ha voluto riconoscere. Ma non si tratta di una distrazione del legislatore, che ha finora scelto di non decidere. Non si può parlare di supplenza del magistrato, questa è una sostituzione corporativa rispetto al luogo delle decisioni democratiche cioè al Parlamento". Lei è contrario all'adozione per le coppie gay? "Sono contrario. Tuttavia è il Parlamento che deve decidere e può decidere di non innovare". Il Pd chiede una legge. Salta la maggioranza su questo tema? "Lo stesso Renzi, che vuole una legge sui conviventi anche omosessuali, ha escluso l'adozione. Credo che nella maggioranza ci sia una opinione prevalente ed è per il "no". Altra cosa sono i diritti e i doveri dei conviventi: io stesso ho una mia proposta di legge".
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TITOLO: Speranza: "Riconosciuto un diritto. Serve subito una legge"
DATA: 2014-08-30
OCCHIELLO: Il capogruppo Pd alla Camera butta il cuore oltre l'ostacolo: "Su temi come questi non bisogna avere paura e stare a fare gli equilibristi"<br clear='all'/>
TESTO:ROMA. "Parta subito la discussione in Parlamento per una legge sulle adozioni alle coppie gay, ci sono diverse proposte del Pd che possono essere prese in esame". Roberto Speranza il capogruppo dem alla Camera butta il cuore oltre l'ostacolo. Basta rinvii e soprattutto, avverte, mai più la magistratura deve arrivare prima della politica. No al vuoto normativo. Speranza, lei quindi è favorevole? "La sentenza del Tribunale dei minori di Roma richiama la stepchild adoption che dà il diritto genitoriale a quel genitore non biologico che però convive di fatto con il genitore biologico. In Gran Bretagna, in Francia e in Germania già c'è. Possiamo metterci al passo. Penso che sia il momento di fare una norma che garantisca questo diritto anche in Italia". Ncd ha posto il veto. La maggioranza di governo rischia di andare a gambe all'aria? "Su temi come questi non bisogna avere paura e stare a fare gli equilibristi. Occorre invece guardare a una società che è molto spesso assai più avanti del dibattito politico. Il Pd deve avere questo coraggio". A quando una legge? "Subito".
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TITOLO: A Napoli giunti 550 migranti in nave e in aereo
DATA: 2014-08-30
OCCHIELLO: A bordo della Scirocco della Marina Militare 323 persone, tra loro anche 16 bambini, tre donne incinte e una trentina di presunti malati di scabbia scesi dalla. ..<br clear='all'/>
TESTO:I primi a sbarcare dalla Scirocco sono stati donne e bambini. Successivamente sono stati fatti sbarcare gli uomini. Tra gli immigrati sbarcati c'erano anche una trentina di presunti ammalati di scabbia: sono scesi dalla nave indossando una tuta bianca. I migranti hanno trovato a terra tre tende, i cosiddetti posti medici avanzati, allestite nei pressi del molo d'attracco da Croce rossa Italiana e Protezione civile regionale: lì si sono svolte le visite da parte del personale medico e paramedico dell'Asl e della Croce rossa. I bambini sono stati visitati dai pediatri dell'ospedale Santobono della città. In altre tende erano stati predisposti i servizi di ristoro e di identificazione. "Le operazioni di sbarco e controllo si sono svolte senza problemi: solo una piccola parte degli immigrati presenta patologie, come la scabbia, ma niente di preoccupante. Noi ci prenderemo cura di una settantina di persone, in buona parte famiglie e bambini", ha detto Paolo Monorchio, presidente della Croce Rossa di Napoli. Delle famiglie con minori, in totale una settantina di persone, si è fatta carico la Croce Rossa italiana. In autobus 12 immigrati sono stati portati a Qualiano, 26 ad Avellino, 30 a Caserta, 15 nel Beneventano e un centinaio a Salerno; i restanti sono ospiti in strutture alberghiere della provincia di Napoli. Dei migranti arrivati nello scalo aereo napoletano, 102 sono poi stati trasferiti a Bologna; 30 ad Avellino, 20 a Benevento, 25 a Caserta, altrettanti a Salerno e a Roma. I servizi di accoglienza sono stati organizzati dalla Questura di Napoli, di concerto con la Prefettura, e con il supporto della Croce Rossa italiana. Delle persone trasferite in ospedale, fanno sapere fonti della questura, una sola è stata trattenuta all'ospedale Cotugno di Napoli per ulteriori accertamenti mentre tutte le altre sono state subito dopo dimesse.
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TITOLO: Pavia, coppia fa sesso e le urla si sentono anche in strada: i vicini di casa chiamano la polizia
DATA: 2014-08-30
OCCHIELLO: L'episodio nel centro cittadino. Cinquantadue anni lui e 34 lei, i due sono stati interrotti dagli agenti che già dalla strada avevano verificato la veridicità. ..<br clear='all'/>
TESTO:La coppia è troppo appassionata, i gemiti si sentono per tutto il palazzo e la vicina chiama la polizia. E' successo, come riporta la Provincia Pavese, un paio di notti fa, in un palazzo nel centro di Pavia. Gli agenti hanno constatato che già dalla strada era possibile accertare la veridicità della segnalazione e hanno invitato i due amanti a un comportamento più accettabile. La telefonata alla questura è arrivata poco prima di mezzanotte da viale Campari. "Non riesco a chiudere occhio, non ce la faccio più. Fate qualcosa", ha detto esasperata la donna, la cui camera da letto è confinante proprio con quella della coppia. Gli agenti sono arrivati e hanno effettivamente constatato che la passione dei due amanti, 52 anni lui e 34 lei, stava tenendo sveglio tutto il palazzo. Perfino per strada c'era qualcuno che ridacchiava. I poliziotti hanno suonato alla porta dei due, chiesto i documenti e verificato se c'erano gli estremi per una denuncia per disturbo della quiete pubblica. Al momento, comunque, si sono limitati a una segnalazione.
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TITOLO: Controesodo, traffico da bollino rosso per gli ultimi rientri. E da lunedì torna il maltempo
DATA: 2014-08-30
OCCHIELLO: Giornata di code a chiusura dell'estate, soprattutto sulla direttrice nord della rete stradale e autostradale gestita da Anas. Non mancano gli italiani in. ..<br clear='all'/>
TESTO:METEO - MARI E VENTI - SATELLITI - MONTAGNA  TRAFFICO IN TEMPO REALE Mattinata di traffico intenso, soprattutto sulla direttrice nord della rete stradale e autostradale gestita da Anas, mentre nel pomeriggio i flussi di circolazione tenderanno ad attenuarsi. Non mancano peraltro gli italiani in partenza per gli ultimi scampoli di vacanza o per il weekend. La giornata di ieri si è chiusa con un leggero incremento dei transiti totali sulla rete Anas rispetto al 2013 (+0,4%). Nelle grandi città, a partire da Roma, il traffico si avvia a tornare alla normalità. Circolazione. Tra gli 8 e i 10mila passaggi troviamo la SS379 nel brindisino, il raccordo autostradale 14 a Trieste, la A19 Palermo-Catania, la SS 106 verso le località di mare di Catanzaro, la SS1 "Aurelia" nel livornese, la SS77 a Civitanova Marche. Al momento il traffico è in aumento sulla statale "Aurelia" in Liguria in provincia di la Spezia e nel Lazio in provincia di Viterbo, sulla statale 51 "di Alemagna" in Veneto, sulla statale 16 "Adriatica" in Emilia Romagna, in Abruzzo e nelle Marche, sulla statale 20 "del Colle di Tenda" in Piemonte e Liguria, sulla statale 309 "Romea" in Emilia Romagna, sulla statale 106 "Jonica" in Calabria, in particolare sulla direttrice Reggio Calabria, Crotone, Catanzaro. Traffico intenso anche sul versante tirrenico, in particolare su alcuni tratti della statale 18 "Tirrena Inferiore" in Campania, a Capaccio e Sapri in provincia di Salerno, in Basilicata a Maratea, in Calabria nelle province di Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria, sulla statale 7 "Appia" tra Lazio e Campania. Sull'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria il traffico è molto intenso da questa mattina ma non si registrano particolari disagi. Si segnalano rallentamenti a tratti solo sul tratto calabro-lucano, tra Mormanno e Laino Borgo, in direzione nord, in corrispondenza dell'unico cantiere presente sull'autostrada. A Messina, agli imbarchi per Villa San Giovanni, i tempi di attesa sono di circa 60 minuti In Toscana il traffico è provvisoriamente bloccato sulla statale 62 "della Cisa" a causa di un incidente al km 15,700 che ha provocato un ferito. Sempre in Toscana sul raccordo autostradale 3 "Siena-Firenze" è chiusa provvisoriamente una corsia al km 47,700 a causa di un incidente autonomo. In Valle d'Aosta fino alle 13 sarà chiuso un tratto della statale 26, che ricade nel territorio francese, per consentire lo svolgimento di una manifestazione sportiva. Affluenza autostrade. Ieri sull'autostrada del Grande Raccordo Anulare di Roma si sono registrati oltre 147mila passaggi, quasi in linea con la media annuale. Seguono la SS36 con circa 84mila transiti (circa la metà diretti verso le località turistiche, per gli ultimi scampoli di vacanza), la A3 Salerno-Reggio Calabria nel tratto salernitano con circa 83 mila, la Roma-Fiumicino con 71mila, la Tangenziale di Pescara con 52 mila, la SS1 "Aurelia" nel tratto laziale e la SS77 a Civitanova Marche con 50mila, il raccordo autostradale 13 Trieste-A4 con circa 46mila. Anche dalla mezzanotte alle 10 di oggi i sensori di Anas hanno rilevato i flussi maggiori di circolazione sul Gra di Roma, dove si sono registrati circa 33 mila transiti, non solo in entrata ma anche in uscita. Seguono l'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria con 31mila veicoli nel tratto salernitano (di cui 18 mila in direzione nord e 13 mila in direzione sud), la Roma-Fiumicino con 18mila passaggi, la SS16 "Adriatica" nel brindisino con 13mila, il raccordo autostradale 13 Trieste-A4 con 12mila. Fanno registrare circa 11 mila transiti ciascuna, con almeno la metà costituita da vacanzieri del week end diretti verso le località di mare, il tratto laziale della SS1 "Aurelia", la A29 Palermo-Trapani, la SS101 nel Salento, la Tangenziale di Pescara. Monitoraggio Anas. L'Anas impiega sulla propria rete, in turnazione, circa 2.500 addetti e oltre 1.070 automezzi, utilizzando per il monitoraggio del traffico e per le informazioni all'utenza circa 3.800 telecamere e 300 pannelli a messaggio variabile. Fino alle 22 di oggi è interdetta la circolazione stradale fuori dai centri abitati per i mezzi pesanti di massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate. Il divieto sarà in vigore anche domani dalle 7 alle 23. Il calendario completo dei giorni di traffico intenso è disponibile su Stradeanas. it.
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TITOLO: A Napoli la camorra spara ancora, ucciso un pregiudicato
DATA: 2014-08-30
OCCHIELLO: Agguato in un panificio contro Luigi Mele. I sicari hanno esploso tre colpi a vuoto poi hanno inseguito l'uomo in strada e colpito con tre proietti. E' morto in. ..<br clear='all'/>
TESTO:E' morto in ospedale di Napoli dopo essere stato gravemente ferito Luigi Mele, 34 anni, pregiudicato. L'uomo è deceduto nel reparto di rianimazione dell'ospedale San paolo, intorno alle 2,35, dopo un delicato intervento. Non ha legami di parentela con gli esponenti del clan camorristico dei Mele, ma gli investigatori lo considerano vicino al gruppo camorristico. L'uomo si trovata in un panificio in via Giorgio de Grassi. Due persone, con il casco integrale in testa, sono entrati nel locale e hanno sparato tre proiettili all'indirizzo del 34enne senza però colpirlo. Mele è riuscito a fuggire da una porta secondaria ma è stato inseguito e raggiunto dai sicari che hanno esploso altri quattro colpi, di cui tre andati a segno: la vittima è stata raggiunta da un proiettile alla schiena e da altri due al basso ventre. Soccorso da 118, è stato trasferito in ospedale in condizioni gravissime. Sul luogo dell'agguato la polizia scientifica di Napoli non ha trovato bossoli. Il pm di turno della Procura partenopea ha disposto l'esame autoptico sulla salma che si terrà nel Secondo Policlinico della città.
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TITOLO: Mafia, Totò Riina: "Ogni sei mesi Berlusconi ci pagava 250 milioni"
DATA: 2014-08-30
OCCHIELLO: Nuove rivelazioni del boss intercettato in carcere a Opera sul: "patto di protezione". E su Dell'Utri: "Una persona seria"<br clear='all'/>
TESTO:PALERMO - Salvatore Riina in carcere fa una battuta dietro l'altra sui "festini in Sardegna e in Puglia" di Silvio Berlusconi. "Mubarak Mubarak", ride durante la consueta passeggiata pomeridiana, riferendosi alla versione data dall'ex premier su Ruby, nipote del presidente dell'Egitto. "Che disgraziato, è un figlio di puttana che non ce n'è". E giù con altre risatine. Ma il tono della voce si fa serio quando inizia il racconto degli anni Ottanta e Novanta su Berlusconi: "A noialtri ci dava 250 milioni ogni sei mesi", spiega il capo di Cosa nostra al compagno di ora d'aria, il pugliese Alberto Lorusso. E anche questa frase è finita nelle intercettazioni disposte dai pm di Palermo nel processo "trattativa". Per la prima volta, Riina rivela come si articolò quel "patto di protezione" che la Cassazione ha accertato definitivamente, mandando l'ex senatore Marcello Dell'Utri in carcere. Perché Dell'Utri sarebbe stato l'intermediario fra i vertici della mafia e Berlusconi, che prima temeva un sequestro, poi attentati ai suoi ripetitori in Sicilia. È la storia di una lunga stagione, che Riina racconta così, il 22 agosto dell'anno scorso: "È venuto, ha mandato là sotto ad uno, si è messo d'accordo, ha mandato i soldi a colpo, a colpo, ci siamo accordati con i soldi e a colpo li ho incassati". Diversamente, come è emerso dai processi, andò a Catania. Conferma Riina: "Gli hanno dato fuoco alla Standa ed i catanesi dicono: ma vedi di. ... Non ha le Stande? gli ho detto: da noi qui ha pagato. .. così li ho messi sotto. Gli hanno dato fuoco alla Standa. .. minchia aveva tutte le Stande della Sicilia. Gli ho detto: bruciagli la Standa". Ed ecco il passaggio che per i pm vale più di tutti i racconti dei pentiti al processo Dell'Utri: "A noialtri ci dava 250 milioni ogni sei mesi", rivela il capo di Cosa nostra dopo 47 minuti di passeggiata nell'atrio del carcere milanese di Opera. E spiega come iniziò tutto: "Quello. .. è venuto il palermitano. .. mandò a lui, è sceso il palermitano ha parlato con uno. .. si è messo d'accordo. .. Dice vi mando i soldi con un altro palermitano. Ha preso un altro palermitano, c'era quello a Milano. Là c'era questo e gli dava i soldi ogni sei mesi a questo palermitano. Era amico di quello. .. il senatore". Ovvero, Dell'Utri, che Riina definisce "una persona seria". Il "palermitano" dovrebbe essere invece il boss Tanino Cinà, che negli anni Settanta suggerì a Dell'Utri di mandare Vittorio Mangano come stalliere ad Arcore quando Berlusconi cercava "protezione". Adesso, questo monologo di Riina è agli atti del processo Stato-mafia: per i pm Di Matteo, Del Bene, Tartaglia e Teresi è una conferma del ruolo di intermediario svolto da Dell'Utri nella seconda fase della trattativa. Oggi, però, Riina esprime giudizi pesanti sull'ex premier, anche se precisa di non averlo mai incontrato ("Non era così famoso ai miei tempi, altrimenti l'avrei cercato"): "Noi su Berlusconi abbiamo un diritto, sapete quando? Quando siamo fuori lo ammazziamo". Precisa: "Non lo ammazziamo però perché noi stessi non abbiamo il coraggio di prenderci il diritto". Alla fine, riprende a scherzare attorno al "buffone", al "disgraziato", così lo chiama. Scherza sui soldi che Berlusconi deve all'ex moglie. E sul calciatore brasiliano Pato, fidanzato con la figlia dell'ex premier: "Sta Barbarella è potentosa come suo padre, si è messa sotto quello lì, lui era un potente giocatore e non ha potuto giocare più". Prima di rientrare in cella, Riina dà del "disgraziato" al ministro Angelino Alfano. E Lorusso concorda: "Il più cattivo ministro di sempre, si sta impegnando per i sequestri di beni".
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TITOLO: Sblocca-Italia, Renzi ferma Lupi: "Quel testo non va, devi riscriverlo"
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO: Il rimprovero al ministro delle Infrastrutture: "Decine di miliardi di mancate coperture. E manca una visione strategica"
TESTO:ROMA - A poche ore dal consiglio dei ministri, il decreto Sblocca-Italia è da riscrivere. Non tutto, ma in larga parte sì. Sono Renzi e Padoan a puntare l'indice contro il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. "Così non va. Ci sono decine di miliardi di spesa che non possiamo coprire e manca completamente una visione strategica. Lo dobbiamo ripulire", avverte il premier nella lunghissima riunione preparatori di ieri. Il fastidio nei confronti di Lupi è palpabile. "Ci sono norme davvero senza capo né coda". I tecnici e Palazzo Chigi ricominciano praticamente daccapo. Spazzano via quasi tutti i finanziamenti fuori controllo, cercano le risorse per i provvedimenti più urgenti, rinviano gli altri alla legge di stabilità. Anche per questo il governo decide di far slittare la riforma della scuola e il piano di assunzione dei precari. Non si possono aggiungere spine, tanto più spine economiche, alla vigilia del vertice di Bruxelles dove l'Italia è chiamata a confermare la sua affidabilità sui conti pubblici. Arriva invece l'accordo sulla giustizia, anche se a prezzo di qualche compromesso. ... L'articolo integrale su Repubblica in edicola e su Repubblica+
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TITOLO: Piacenza, l'assessore con lo sponsor
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO: L'idea di Giorgio Cisini (Ds), responsabile allo sport del Comune: un'azienda fornirà attrezzature per le scuole e lui andrà in giro con una maglia che la. ..
TESTO:Un politico con lo sponsor non s'era mai visto. Giorgio Cisini, assessore renziano allo sport di Piacenza, è il pioniere della seguente forma di autofinanziamento pubblico: tu azienda sostieni il Comune, e io vado in giro con una maglia che reca la tua scritta. "In questi tempi di vacche magre bisogna pur arrangiarsi", si giustifica l'esponente democratico. Indetto un bando municipale ha risposto un'unica azienda, la Cosepi, ditta di abbigliamento sportivo. Fornirà nei prossimi tre anni 15mila euro di attrezzature sportive per le scuole elementari e medie della città. Palloni, reti per la pallavolo, porte da calcetto, canestri, giavellotti. "Non mi aspettavo certo che bussassero la Nike o l'Adidas, ma la gente per strada mi fa i complimenti". Il contratto prevede che in occasione di manifestazioni sportive Cosini si presenti con il logo Cosepi ben in vista. "Non in consiglio comunale", precisa a domanda. "Non ho mica dei vincoli alla Ronaldo! ". Anche il sindaco e gli altri membri di giunta nel prossimo ritiro di giunta in Alto Adige, dal 2 al 4 settembre, avranno l'obbligo di vestire griffati. "Noi qua a Piacenza stiamo meglio di altri, ma si è fatta durissima pure per noi Comuni virtuosi: i bilanci vengono compilati sulla base delle alienazioni di immobili". Cisini, l'uomo-sandwich a fin di bene, coccola la sua idea. "Non ho i risolto i problemi dei conti, ma almeno ho dato un segnale".
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TITOLO: Google studia un drone per consegnare i prodotti
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO: Mountain View alla conquista dei cieli. Sfida aperta ad Amazon nelle ecommerce
TESTO:NEW YORK - Google sfida Amazon nella battaglia per i droni. Mountain View annuncia di essere impegnata a sviluppare un sistema di droni per le consegne di prodotti. I primi test sono stati condotti - riporta il Wall Street Journal - lo scorso anno. La corsa alla conquista dei cieli con i droni, che anche Amazon ha iniziato a provare per le consegne, arriva nonostante il divieto quasi totale dell'uso di droni commerciali negli Stati Uniti. La Federal Administration Aviation sta valutando modifiche alla normativa esistente e finora ha autorizzato un solo volo commerciale di drone sulla terra, quello di Bp in Alaska. Google ha iniziato a lavorare sui droni nel 2011 e prevede ci "vorranno anni per sviluppare un servizio con più veicoli in grado di effettuare più consegne al giorno". Google ha annunciato di aver sperimentato un servizio di consegna con il drone: due anni di ricerca su quello che Google ha chiamato 'Project Wing' sono stati coronati da una trentina di voli effettuati ad agosto per consegnare caramelle, acqua, medicine e cibo per cani a due contadini nel Queensland, in Australia. "I droni potrebbero aprire nuove prospettive per il mercato delle consegne", ha detto la società californiana nel suo blog. La drone-mania tocca anche le poste statali. Il Germania Deutsche Post sta sperimentando a Bonn un mini-elicottero MD4-1000 per le consegne: costa 40mila euro.
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TITOLO: App per la gestione dei fedeli: il boom delle startup: "cristiane"
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO: Dal: "muro di preghiera" stile Facebook alla gestione dei cimiteri, ora la Silicon Valley guarda alla Chiesa come un'opportunità di crescita
TESTO:UN'OPPORTUNITÀ di crescità e, quindi di guadagno. Ora la Silicon Valley guarda alla Chiesa. Lo dice il numero di startup nate per aiutare i prelati nella gestione delle attività, come riporta il Financial Times. Dai progetti per raccogliere i dati dei fedeli all'amministrazione di asset, quali i cimiteri e gli organi della chiesa. Una società americana ha messo a punto funzioni "cristiane" per gli smartphone, incluso un "muro di preghiera" tipo Facebook e un sistema che consente ai fedeli di effettuare donazioni tramite sms. "Le Chiese si amministrano da sole da migliaia di anni, ma ora vengono sfidate dalla storia e hanno bisogno di trascorrere meno tempo nell'amministrazione e più tempo sui valori in cui credono", afferma Klaus Nyengaard, presidente e investitore di ChurchDesk, startup che ha conquistato un quarto del totale "mercato" danese delle chiese e sta crescendo in Germania e in Gran Bretagna. Le Chiese hanno bisogno di "conoscere i propri clienti", mette in evidenza Christina Steffensen, fondatrice di ChurchDesk, che ha lanciato un servizio che consente ai pastori e ai reverendi di inviare messaggi ad hoc a un determinato gruppo di persone che, altrimenti, ignorerebbe messaggi generalizzati e su carta stampata.
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TITOLO: Cibo biologico, un metodo per smascherare le frodi
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO: Messo a punto da ricercatori tedeschi, si basa su uso spettroscopia di risonanza magnetica nucleare
TESTO:ROMA - Cresce il mercato del biologico, ma così anche il rischio di frodi. Molti consumatori infatti sono disposti a spendere di più pur di avere frutta, verdura e altri cibi "organici", anche se che ciò che è scritto nell'etichetta corrisponda al vero è spesso da dimostrare. Alcuni ricercatori dell'Autorità bavarese per la salute e il cibo e della Wuerzburg University, studiando i pomodori normali e quelli bio, sono riusciti a sviluppare un nuovo modo per essere sicuri che le aziende agricole dicano il vero, come spiegano nello studio pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry. Il mercato globale del biologico dal 2002 al 2011 ha visto triplicare il suo valore, raggiungendo quota 62,8 miliardi di dollari. Ma poiché i cibi biologici costano spesso il doppio di quelli normali, il rischio di frodi nelle etichettature è in crescita. Capire se effettivamente un frutto o una verdura sia stato coltivato secondo i dettami dell'agricoltura biologica è un'operazione piuttosto complicata. Il metodo di autenticazione più affidabile, allo stato attuale, si basa sull'analisi della composizione degli isotopi stabili dell'azoto, ma non è una prova completa. In questo studio i ricercatori tedeschi hanno usato la tecnica della spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (un esame che fornisce informazioni sulla struttura molecolare e le quantità relative delle componenti di una miscela senza la necessità di separarle), già impiegata per autenticare cibi, tra cui miele e olio d'oliva, e analizzando dei pomodori cresciuti in serra e all'aperto, con metodi tradizionali e fertilizzanti biologici, hanno notato un andamento diverso nella produzione biologica e quella convenzionale. Questo test, concludono gli studiosi, è quindi un buon punto di partenza per l'autenticazione dei pomodori bio, e con ulteriori affinamenti può eliminare i cibi con etichette false.
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TITOLO: La peste degli ulivi allarma il ministero: una legge e controlli in tutta Italia per bloccare l'epidemia
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO: Un comitato scientifico e un commissario per gestire l'emergenza che sta decimando gli alberi del Salento
TESTO:Ventitremila ettari attaccati, duemila piante malate, 600mila ulivi a rischio, la produzione che va verso il disastro ma peggio ancora il paesaggio, la storia, il disegno di questa terra che rischia di essere irrimediabilmente cancellato, distrutto, vinto da un batterio esotico che si nasconde principalmente negli oleandri ma stermina gli ulivi. "Si tratta? spiegano i tecnici dell'osservatorio regionale? di un batterio che fino a ora era stato segnalato principalmente negli Stati Uniti e in alcuni paesi del Sud America. Un caso in Francia e basta in Europa. Attacca alcune piante da frutto e alcune specie ornamentali senza però causare troppi problemi. Mentre sugli ulivi è letale: ne determina l'immediata procedura di essiccamento". È quello che sta accadendo a questo ulivo e alle altre migliaia di piante secolari qui attorno. "È cominciato? spiega Giulio Sparascio della Cia, la Confederazione degli agricoltori? da poche piante qui attorno circa un anno fa». Subito si è capito che non si trattava di un batterio come tutti gli altri, perché era resistente ai prodotti fitosanitari e soprattutto era velocissimo. Loro malgrado, gli agricoltori hanno scoperto che si trattava anche di un batterio contagiosissimo, visto che pian piano si sono cominciate ad ammalare le piante tutt'attorno. Da fenomeno isolato si è così passati a una vera e propria epidemia, tanto da far intervenire negli ultimi giorni Commissione europea e governo nazionale. Da Bruxelles, con un provvedimento firmato dal commissario Tonio Borg, hanno ordinato l'immediato sradicamento e distruzione delle piante infette. Indicando anche una zona "cuscinetto" di duemila metri attorno alla pianta da abbattere. Nel piano del governo sono appunto previsti "interventi sulla nuova zona cuscinetto, tramite un monitoraggio costante a maglie strette, abbattimento degli insetti vettori ed estirpazione di eventuali piante infette, d'intesa con i ministeri della Salute e dell'Ambiente; potenziamento dei controlli sull'eventuale presenza dell'infezione nei vivai e blocco della movimentazione dei prodotti 'a rischio' identificati nella Decisione Ue; potenziamento delle attività di ricerca, finalizzate anche all'individuazione delle piante ospiti, di varietà immuni o resistenti e di eventuali ulteriori modalità di trasmissione del batterio; allargamento all'intero territorio nazionale del programma di monitoraggio; individuazione di idonei strumenti, anche finanziari, finalizzati al ristoro dei danni subiti dagli agricoltori e dai vivaisti colpiti dall'infestazione del batterio; eventuali deroghe per le aziende biologiche o a basso impatto ambientale; idonea campagna di comunicazione ed informazione". Ma come è arrivata la Xylella in Puglia? Da dove viene la peste? È la risposta che sta provando a dare nel frattempo la procura di Lecce che indaga per "diffusione della malattia delle piante". Al fascicolo? affidato al sostituto Elsa Valeria Mignone? stanno lavorando gli uomini della Guardia Forestale che nei giorni scorsi hanno effettuato anche un blitz negli uffici della Regione. Quello che appare certo è che il virus sia stato importato, arrivando dall'estero. Il problema è capire come e da chi. Sul tavolo ci sono due ipotesi. La prima mette sul banco degli imputati i soliti mercanti di paesaggi: potrebbe essere arrivato con piante ornamentali sud americane, molto utilizzate per abbellire i resort della zona. La seconda, più affascinante ma più improbabile, punta invece a un convegno di esperti internazionali che si è tenuto a Bari nel 2010 dove il batterio? seppur in sicurezza? fu portato per ragioni di studio. In tutto questo c'è un dibattito all'interno della comunità scientifica e accademica tra chi sostiene che la colpa sia tutta della Xylella e chi invece che si tratti di un altro batterio non ancora individuato dagli scienziati. Le indagini genetiche, informa il Mipaaf, hanno confermato che il ceppo identificato a Lecce è da ritenersi una variante atipica della sub-specie pauca, il cui areale di origine è stato individuato in Centro America. Per quanto concerne la gamma delle piante a rischio, sono state riscontrate infezioni, oltre che su olivo, anche su oleandro, mandorlo, vinca e ciliegio, mentre non sono risultate suscettibili vite e agrumi. Sulla base di ulteriori rilevamenti - concludono dal ministero - la Regione Puglia ha indicato la gran parte della Provincia di Lecce 'zona infetta'; in tale zona proseguiranno le azioni di monitoraggio e di contenimento della diffusione del batterio ad esclusione dell'eradicazione delle piante di olivo. Inoltre, la Regione ha proposto un cordone sanitario per impedire la diffusione a Nord del Salento. [[ge: rep-locali: rep-bari:69864200]] [[ge: rep-locali: rep-bari:83559364]]
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TITOLO: L’ordine dei giornalisti contro Allam così si calpesta la libertà di opinione
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO:
TESTO:Trasformare in un crimine un? opinione, per quanto criticabile, non dovrebbe rientrare nei compiti di uno Stato che voglia conservare la sua anima liberale, figurarsi di un Ordine professionale come quello dei giornalisti. E invece mettere sotto accusa le opinioni di un commentatore come Magdi Cristiano Allam è diventato l? occupazione estiva dell? Ordine dei giornalisti. Una parodia dell? Inquisizione che fa di un? associazione di categoria, nata durante il fascismo e senza eguali in nessun? altra democrazia liberale con l? eccezione del post-salazariano Portogallo, un tribunale abusivo che si permette di interpretare a suo modo i princìpi della libertà di espressione e che si permette di emettere verdetti sulle opinioni espresse da un proprio associato. Già l? Italia è caricata da una pletora di reati d? opinione mai smaltiti in tutti gli anni della Repubblica post-fascista. Non c? è bisogno di processi aggiuntivi istruiti da chi si arroga il diritto di giudicare le opinioni altrui solo perché munito del tesserino di un Ordine professionale. Se un giornalista commette un reato, dovrà essere giudicato come tutti gli altri cittadini da un Tribunale della Repubblica. Piccoli tribunali del popolo che si impancano a misuratori dell? eventuale «islamofobia» di Allam sono invece pallide imitazioni di epoche autoritarie che non distinguevano tra reato e opinione. Mentre la libertà d? opinione, dovremmo averlo imparato, è indivisibile e non dovrebbe essere manipolata a seconda delle predilezioni ideologiche. Si vuole criticare Allam? In Italia c? è il pluralismo della critica e dell? informazione e il conflitto delle idee è il sale di una democrazia liberale. La giustizia fai da te, i tribunali delle corporazioni che si permettono di intromettersi non su un comportamento, o su una grave negligenza professionale, bensì sul contenuto di un articolo, sono invece il residuo di un? intolleranza antica, e che non sopporta la diversità delle opinioni, anche delle più estreme. Per cui i censori dell? Ordine potrebbero rimettere nel cassetto i loro processi, togliersi la toga dell? inquisitore e ammettere di aver commesso un errore. Non è mai troppo tardi per la scoperta della libertà.
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TITOLO: Ucciso tra la gente al Libertà per lo schiaffo a un ragazzino
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO: La vittima è Flori Messuti, di origine albanese. Diversi i bossoli trovati dalla polizia vicino alla chiesa del Redentore<br clear='all'/>
TESTO:A questo punto si sarebbe messa in moto la macchina della vendetta. In due avrebbero raggiunto Mesuti all'esterno del bar, uno di loro armato con una pistola a tamburo. La vittima si sarebbe accorta dell'arma e avrebbe tentato di fuggire, ma è riuscito a fare solo pochi metri. Secondo i rilievi, sarebbero almeno tre i colpi sparati contro la vittima, uno lo ha colpito al cuore. Pochi minuti di agonia, la corsa in ospedale e poi la morte nel Policlinico di Bari. Nei prossimi giorni, la Procura affiderà l'incarico per l'autopsia che chiarirà la traiettoria del colpo e la distanza del killer dalla vittima al momento degli spari, fornendo così ulteriori elementi utili a identificare l'omicida sulla base anche degli accertamenti balistici. Tra ieri sera e questa mattina gli agenti hanno eseguito anche diverse perquisizioni. L'esito di questi primi accertamenti, ma soprattutto la descrizione dei fatti e dei volti fornita dai testimoni, potrebbe già aver indirizzato le indagini verso una pista precisa.
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TITOLO: Traghetti, GoinSardinia ferma le corse: 1500 passeggeri restano a terra
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO: La nave: "El Venizelos" resta ferma a Livorno, risolto il contratto di noleggio con l'armatore. Imprenditori sardi mettono a disposizione camere d'albergo per i. ..<br clear='all'/>
TESTO:OLBIA - La nave "El Venizelos" della compagnia GoinSardinia non tornerà in Sardegna a recuperare gli oltre 1500 passeggeri che avrebbe dovuto riportare a Livorno. La compagnia armatrice Anek e la società di imprenditori sardi hanno risolto il contratto di noleggio e, pertanto, la nave traghetto si trova nella disponibilità dell'armatore greco che ha interrotto la linea tra Livorno e Olbia. L'imbarcazione era stata fermata per presunte irregolarità nei pagamenti. Per ridurre al minimo i disagi è al lavoro da ieri una task force presso la Capitaneria di Porto di Olbia che vede riunitr le forze dell'ordine, l'autorità portuale del nord Sardegna, Questura, Prefettura, la Regione e la Protezione Civile. Così le 1500 persone che sarebbero dovute partire oggi per tornare a casa saranno costrette a ricomprare i biglietti e a mettere mano al portafoglio. Ieri momenti di caos nel porto di Olbia, con tanti viaggiatori che hanno lamentato le poche informazioni messe a disposizione dalla compagnia. Oggi la situazione sta tornando lentamente alla normalità: "Al momento non c'è alcuna criticità in porto e le compagnie marittime ci hanno dato la disponibilità per ospitare i passeggeri che sarebbero dovuti partire in giornata", afferma l'ammiraglio Nunzio Martello, comandante della Capitaneria di Porto. Ieri sera le 214 persone che erano rimaste sulla banchina hanno potuto pernottare gratuitamente nei 36 alberghi di Olbia, Loiri Porto San Paolo, Budoni, San Teodoro, Palau, Tempio Pausania e Porto Cervo che avevano messo loro a disposizione oltre 130 camere. Ne sono state occupate un'ottantina, secondo dati diffusi stamane da Confcommercio Sardegna e Federalberghi Gallura che ieri avevano annunciato l'iniziativa dell'ospitalità gratuita per attenuare i pesantissimi disagi subiti dai viaggiatori.
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TITOLO: Adozioni gay, storico ok dal Tribunale di Roma. E' il primo caso in Italia
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO: Le mamme: "Vittoria dei bambini". La piccola è figlia biologica di una sola delle due donne conviventi, la coppia ha fatto ricorso alla fecondazione eterologa. ... <br clear='all'/>
TESTO:Il Tribunale ha accolto il ricorso presentato per ottenere l'adozione della figlia da parte della mamma non biologica. Le due donne, sposate all'estero, si erano rivolte all'Associazione italiana avvocati famiglia e minori, per procedere con il ricorso per l'adozione. Il ricorso è stato accolto sulla base dell'articolo 44 della legge sull'adozione del 4 maggio 1983, n. 184, modificata dalla legge 149 del 2001, il quale contempla l'adozione in casi particolari. Ovvero "nel superiore e preminente interesse del minore a mantenere anche formalmente con l'adulto, in questo caso genitore 'sociale', quel rapporto affettivo e di convivenza già positivamente consolidatosi nel tempo", indipendentemente dall'orientamento sessuale dei genitori. "La norma in questione infatti - ha spiegato l'avvocato Maria Antonia Pili, legale di Pordenone e presidente di Aiaf Friuli, l'Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori del Friuli Venezia Giulia. - non contiene alcuna discriminazione fra coppie conviventi, siano esse eterosessuali o omosessuali". Non si tratta dunque del riconoscimento di un diritto ex novo, ha specificato Pili, ma del riconoscimento giuridico di una situazione già consolidata, il tutto sempre nel "supremo interesse del minore".    
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TITOLO: Ciociaria, trovato morto cucciolo di orso: forse avvelenato
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO: Era una femmina di sette mesi. E' stata trovata ai bordoi di una strada di Settefrati in un'area vicina al parco nazionale Abruzzo, Lazio e Molise. Sul caso. ..<br clear='all'/>
TESTO:Avvelenato. O investito lungo la strada. Solo l'autopsia prevista per la prossima settimana potrà far luce sulla morte del cucciolo di orso bruno marsicano trovato morto in località Marzara, nel comune di Settefrati in provincia di Frosinone. La carcassa del giovane esemplare di sesso femminile, solo 6 o 7 mesi di vita, è stata trovata a poche centinaia di metri dai confini della zona di protezione esterna del Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. A dare l'allarme sono stati i guardia parco del servizio di sorveglianza, che hanno individuato l'orso riverso vicino alla strada intorno alle 20 del 29 agosto. Sul luogo del ritrovamento sono subito arrivati il direttore, il veterinario e la biologa del parco per effettuare tutti i rilievi del caso, constatando il decesso dell'animale, che era stato avvistato nei giorni precedenti assieme alla madre nell'operazione di conta delle femmine con piccoli. L'orsa, esemplare di una specie considerata di estrema rilevanza protezionistica, è stata trovata in buone condizioni di nutrizione e il decesso è stato fatto risalire a poche ore prima della segnalazione. La causa, per ora, resta un mistero. Secondo gli agenti della Forestale che indagano sul caso, la pista più percorribile al momento è quella dell'avvelenamento. Non sarebbe il primo caso. Di solito sono gli allevatori e i contadini di zona a cercare di tenere lontani volpi, lupi e cani randagi disseminando nell'area una serie di bocconi letali. Nelle zone in cui si tiene la caccia al tartufo, poi, le squadre di ricercatori spesso si tendono imboscate a vicenda, avvelenando i cani avversari. Altra ipotesi, molto remota, è quella dell'investimento senza lesioni esterne. In entrambi i casi, si attende l'esito degli esami autoptici. Più difficile, invece, che l'orsetta si sia allontanata dalla madre e morta di stenti: a un primo esame, il cucciolo non è apparso denutrito. La carcassa è stata già trasportata nella sede del parco a Pescasseroli e nelle prossime ore sarà trasferita nel centro specializzato di Grossetto per tutti gli accertamenti finalizzati ad individuare la causa della morte. "Questo caso  -  spiega il presidente del parco, Antonio Carrara - riconferma l'estrema difficoltà dell'azione di conservazione e richiama tutti gli Enti coinvolti a collaborare e a rispettare strettamente gli impegni assunti con la firma del protocollo per la tutela dell'Orso bruno marsicano".
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TITOLO: Giallo in Val Brembana, trovati morti un bambino di 8 anni e la madre: la donna era depressa
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO: I due dormivano in tenda sul sentiero che unisce il rifugio Monte Avaro alla Ca' San Marco: all'interno farmaci antidepressivi. Il corpo del piccolo era stato. ..<br clear='all'/>
TESTO:Per tutta la notte e nella prima parte della giornata sono proseguite le ricerche della madre, con sentieri e scarpate battuti dagli uomini del soccorso alpino e dagli elicotteri dei carabinieri. In tarda mattinata anche Jessica è stata ritrovata: la donna era morta e il suo corpo giaceva in fondo a un dirupo. Gli inquirenti indagano a tutto campo e non si sbilanciano, ma la pista più probabile sembra per ora essere quella della tragedia familiare. La donna non si era più ripresa dalla separazione dal suo ex compagno e padre del bambino. Jessica, che soffriva di depressione, era stata presa in carico dai servizi sociali di Ponteranica, il suo comune di residenza. Sembra che proprio il timore che le assistenti sociali che la seguivano potessero toglierle la custodia del figlio Patrick fosse diventato, negli ultimi tempi, una vera e propria ossessione.
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TITOLO: Caraffini: "Basta nascondersi, la nostra felicità sia d'esempio contro i pregiudizi"
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO: Parla la prima dipendente a ottenere un permesso matrimoniale retribuito di 15 giorni per andare a New York e dire sì a Veronica Neri, di quattro anni più. ..<br clear='all'/>
TESTO:BOLOGNA. "Il 24 giugno ho sposato la donna che amo, sono felice. Ma anche schifata dal fatto che in Italia non si possano ancora celebrare i matrimoni gay". Federica Caraffini, 45 anni, lavora in un piccolo supermercato in provincia di Bologna che fa parte di Coop Adriatica, un colosso dell'alimentazione con un fatturato di oltre due miliardi di euro nel 2013. Grazie alle nuove politiche del gruppo, Federica è stata la prima dipendente a ottenere un permesso matrimoniale retribuito di 15 giorni per andare a New York e dire sì a Veronica Neri, di quattro anni più giovane, la compagna di una vita. Lo stesso congedo che in genere è riservato alle coppie eterosessuali. È stato difficile ottenere il permesso, Federica? "Per nulla. Appena ho visto il nuovo pacchetto di diritti concessi dall'azienda ai suoi dipendenti, senza alcuna distinzione di orientamento sessuale, ho chiamato subito la responsabile welfare per avere informazioni. Tutto è stato molto semplice. Non succede spesso una cosa del genere". Però siete dovute andare a New York. "Purtroppo sì. Da un lato sono contenta di aver fatto questo passo: spero che questa storia sia d'aiuto a quei ragazzi e quelle ragazze, gay e lesbiche, che ancora oggi si nascondono per paura dei giudizi degli altri. Però sono scandalizzata, schifata dal fatto che tanti cittadini onesti non possano sposarsi in Italia. Che debbano fare migliaia di chilometri per questo. Bisogna superare l'ignoranza, le discriminazioni". Quando ha conosciuto Veronica? "Dodici anni fa. Io lavoravo in un bar, lei entrò a fare colazione. Cominciammo a parlare. Un colpo di fulmine. Siamo andate a convivere subito, abbiamo capito che era nato qualcosa di grande. Quattro anni fa abbiamo comprato casa nel bolognese, vicino a dove lavoriamo". Si è mai sentita discriminata? "Ricordo solo piccoli episodi, qualche battuta infelice ma nulla di più. Però io e mia moglie il nostro Gay Pride lo facciamo ogni giorno. Perché nel nostro Paese c'è ancora molto da fare".  
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TITOLO: Frati: "Attacchi strumentali, io ho soltanto difeso il diritto d'espressione"
DATA: 2014-08-29
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TESTO:ROMA. Al secondo giorno (tre telefonate, due messaggi, quattro tra telefonate e messaggi al suo largo ufficio stampa-comunicazione- immagine) il Magnifico rettore dell'Università La Sapienza in Roma sfiora il tasto verde del suo smartphone: "Sono il rettore Frati, e non ho alcuna intenzione di rilasciare interviste a Repubblica". Buongiorno rettore, perché? "Perché avete un solo obiettivo: attaccarmi, e io non intendo farmi attaccare". Rettore Frati, volevamo chiederle spiegazioni sul suo blitz al commissariato della Sapienza, l'8 luglio. Lo scontro con gli agenti, la denuncia, la sua lettera al questore: "Siete deboli con i forti e forti con un poveraccio che distribuisce volantini". "La vicenda è talmente ridicola che non merita commenti. Posso solo dire che mi sono limitato a tutelare la libertà di espressione all'interno della Sapienza. Come ho fatto e faccio sempre. È la mia cultura. Tanto più se questo accade in un'università, il luogo della parola e della libertà. Fino al 31 ottobre 2014, fino a prova contraria, sono il rettore di questo antico ateneo". È il rettore dell'università, non il padrone delle ferriere: non può andare a prendere il testimone di un'indagine, in quel momento interrogato, e portarselo via. "So quello che ho fatto, se qualcuno dice cose diverse ne risponderà". È stato denunciato da un commissariato di polizia su indicazioni del questore di Roma. "Non voglio parlare. .. ". Parliamo, allora, del fatto che tra due mesi si chiude un ciclo per l'università più importante d'Italia: l'addio del rettore Luigi Frati. "Perché non scrivete che nel 2008 ho preso un ateneo con cinquanta milioni di debiti e lo lascerà con diciotto di attivo? ". Un ateneo che, però, ha perso prestigio e riconoscimento internazionale. "Siamo la prima università d'Italia i tutti i ranking che contano". Questo non è vero, nel Thomson Reuters prima è Trento e in tutti gli altri arretrate. "Tutti gli atenei italiani arretrano, come si fa a crescere quando lo Stato dà alla ricerca lo 0,6 per cento del suo Pil? Mi spieghi". È vero che sta intervenendo in queste elezioni alla sua successione: candidati appoggiati, candidati osteggiati. "Vede, avete obiettivi precisi. .. La saluto".  
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TITOLO: Nicolini: "Un errore abolire i soccorsi in mare, si rischia un ritorno al passato"
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO: La paura del sindaco di Lampedus: "Frontex plus non potrà mai prendere il posto di Mare nostrum visto che hanno obiettivi del tutto diversi"<br clear='all'/>
TESTO:"NON ci accontentiamo dei soldi dell'Europa, è quello che è sempre successo dopo ogni grande tragedia del mare. Con Frontex plus l'Italia porta a casa un risultato politico, ma solo se cambierà nome e soprattutto obiettivi". A Lampedusa, il sindaco Giusy Nicolini è al lavoro con il Comitato 3 ottobre per preparare la kermesse che, in occasione dell'anniversario del naufragio che diede l'avvio all'operazione Mare nostrum, farà il bilancio su un anno di soccorsi alle 115 mila persone che hanno attraversato il Canale di Sicilia. Sindaco, cos'è che non va in Frontex plus? "Frontex plus non potrà mai prendere il posto di Mare nostrum visto che hanno obiettivi del tutto diversi. La prima è un'operazione di controllo delle frontiere, la seconda è di soccorso in mare. E visto che non ci troviamo di fronte ad un'invasione (perché chi arriva non è armato, sono donne, bambini), ma di fronte ad una grande emergenza umanitaria, è chiaro che Frontex plus dovrà cambiare il suo obiettivo". I mezzi di soccorso non andranno più a prendere i profughi in acque internazionali. "È una follia. Con Mare Nostrum ci sono stati 2000 morti nel Mediterraneo, non si è riusciti a fermare i naufragi ma sono state salvate più di 100.000 vite e quasi tutte in acque internazionali. Si rischia un ritorno al passato. E bisogna anche dire che non è possibile che l'adesione a Frontex sia su base volontaria. Il mare è di tutti e non solo quando c'è da tirarne fuori petrolio o pescato. Non si può scegliere se aderire o no. E dico di più: se una nave spagnola soccorre un barcone è giusto che si porti i profughi in Spagna, non è che ce li deve lasciare per forza in Italia".   Ma come fare se l'Europa pone dei paletti così stretti? "Non bisogna far salire questa gente sui barconi. Offriamo asilo con le nostre ambasciate sull'altra sponda del Canale di Sicilia e se in Libia non è possibile perché c'è la guerra facciamolo in Sudan. Tutti passano da lì. Facciamo campi profughi gestiti dall'Onu e decidiamo noi come e quando farli venire".
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TITOLO: Giustizia, Renzi: "Il processo civile durerà la metà. Delega al Parlamento per intercettazioni"
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO: Fuoriprogramma dopo il Cdm con il premier che, prima di esporre la riforma, offre il gelato in risposta all'Economist. Responsabilità civile per i magistrati: ...
TESTO:Si parte dal decreto legge (l'unico, per il resto si tratta di ddl parte dei quali di delega al governo, come per le intercettazioni) "per il dimezzamento dell'arretrato del processo civile". E sempre in materia civile si punta a ridurre in mille giorni i tempi dei processi: un anno in primo grado. Poi appunto "falso in bilancio, prescrizione, responsabilità civile, delega al Parlamento per le intercettazioni". Il principio - sottolinea il presidente del Consiglio - è che "è consentita l'intercettazione al magistrato, ma ciò che non riguarda l'oggetto del reato deve esssere pubblicato con grande attenzione. Non immaginiamo sanzioni penali. Non vogliamo mettere il bavaglio, ma non si deve ledere la privacy delle persone". E sul punto Renzi conferma un confronto con i direttori dei giornali. Ridurre i contenziosi. Al ministro Orlando il compito di spiegare nel dettaglio i provvedimenti. Sulla giustizia civile l'obiettivo annunciato è "degiurisdizionalizzare la domanda di giustizia, cioè togliere ciò che non è strettamente necessario davanti al giudice". Dunque, divorzi e separazioni davanti ad altra autorità laddove siano consensuali. Agevolare l'attività di negoziazione tra parti con incentivi sempre senza passare davanti al giudice. Disincentivare le cause temerarie, così da garantire processi più rapidi. Rinforzare il tribunale delle imprese e delle famiglie. Stop alla prescrizione. Interrompere la prescrizione al primo grado di giudizio: questo - spiega Orlando - disincetiverà le condotte dilatorie. Ma ci dovrà essere una grande capacità di guardare a che si giunga all'appello entro due anni". "Sul processo penale, invece, - continua il ministro - abbiamo scelto di intervenire per snellire l'iter che porta al giudizio finale attraverso interventi sull'udienza preliminare e sui passaggi processuali, e con processi che mirano a razionalizzare il ricorso in appello su cui c'è una delega". In serata è arrivata la risposta dell'Associazione Nazionale Magistrati: "Il grosso neo della riforma della giustizia è non aver affrontato con il coraggio necessario il nodo spinoso della prescrizione. Ci aspettavano un intervento più massiccio e radicale che mettesse in discussione l'intero assetto della ex Cirielli, che ha dato cattiva prova di sè". Responsabilità civile delle toghe. "Non c'è più un filtro" che si era trasformato "in un tappo" impedendo una valutazione di merito. Così Orlando presenta la principale novità della responsablità civile dei magistrati. La responsabilità resta "indiretta", ha spiegato. "Si rafforza l'automatismo della rivalsa nel momento in cui c'è una condanna nei confronti dello Stato" e c'è "un aumento della rivalsa sul magistrato dal 30 al 50 per cento" dello stipendio. Anche qui critica l'Anm: "Resta l'impressione" che la riforma sulla responsabilità civile sia "punitiva": "Si lancia il messaggio che la giustizia funziona male perché i magistrati fanno errori", ha detto il segretario Maurizio Carbone, "e si dà il via libera ad azioni strumentali contro i giudici".
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TITOLO: Voto di scambio, il M5S attacca Grasso, che risponde: "Polemica strumentale"
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO: Il Movimento contro il presidente del Senato dopo una sentenza della Cassazione sul 416ter che, secondo i pentastellati, complicherebbe i procedimenti. ..
TESTO:ROMA - "Trovo strumentale la polemica che i senatori Crimi e Giarrusso stanno cercando di scatenare contro di me", dice il presidente del Senato, Pietro Grasso. "La mia posizione sul 416 ter era chiaramente espressa nel mio Disegno di legge che prevedeva solamente l'aggiunta delle parole 'altra utilità' alla formulazione preesistente", prosegue il presidente del Senato. "Come sanno tutti, e in particolar modo dovrebbero saperlo i senatori, il presidente del Senato non può intervenire sui testi in discussione né tantomeno li può votare. Nei post dei due senatori - osserva allora Grasso - vengono infatti riferite, come se fossero mie, frasi che non ho mai pronunciato". Le polemiche cui si riferisce Grasso sono scoppiate il giorno dopo la sentenza della Cassazione che, giudicando il caso di un ex politico siciliano, ha messo in luce come con la nuova legge sul voto di scambio, approvata in aprile (la modifica del 416 ter), per condannare si dovrà dimostrare che l'utilizzo del metodo mafioso per procacciare elettori è parte dell'accordo col clan, e che dunque occorrono prove più stringenti per dimostrare che il politico abbia accettato di beneficiare della "forza di intimidazione" propria delle mafie. Ad attaccare è il Movimento 5 Stelle. Il Blog di Grillo scrive "La mafia ha vinto grazie a Renzusconi #GrassoDimettiti", e chiede le dimissioni per "incompetenza" a chi occupa "posti di rilievo" in lotta a mafia. "Renzi e Berlusconi cancellano il voto di scambio politico mafioso. Secondo la Cassazione - prosegue il blog - in base alla nuova formulazione del 416ter, accordarsi per il voto di scambio con un mafioso non è più reato se non viene usato il metodo mafioso" per procacciare voti. IL CASO - Voto di scambio, nuovo processo per Antinoro: ecco i perché del rinvio della Cassazione Davide Mattiello (Pd), componente dell'Antimafia e relatore di maggioranza alla Camera sul provvedimento, sottolinea invece che "il legislatore riformulando il 416 ter, e ampliandone significativamente il perimetro di applicazione, ha inteso coerentemente ribadire il principio insito fin dalla prima stesura: se vogliamo colpire lo scambio tra il politico e il mafioso, bisognerà provare che il politico abbia avuto consapevolezza di rivolgersi all'organizzazione mafiosa". E ricorda che le polemiche sul 416 ter riformato "si scatenarono non su questo punto, ma sulla misura delle pene, fissate a 4-10 anni e giudicate troppo basse". Per il vicepresidente della Commissione Antimafia, Claudio Fava, il testo finale è anche il frutto delle indicazioni che ci sono arrivate da quasi tutte le Procure della Repubblica impegnate su questo terreno e dalle associazioni, "a partire da don Luigi Ciotti e dall'ex procuratore Caselli". Ad avviso del senatore dell'Ncd Carlo Giovanardi, il principio sancito dalla modifica del 416 ter sul voto di scambio "contiene un banale ed elementare principio di civiltà giuridica: non trovo dove sia lo scandalo. Purtroppo - aggiunge - nell'ottica dei grillini l'imputato deve essere colpevole per principio, basta l'accusa. C'è da avere paura".
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TITOLO: Scuola, l'avvio delle lezioni regione per regione
DATA: 2014-08-29
OCCHIELLO: In attesa della: 'rivoluzione' annunciata dal premier Renzi, è già in moto la macchina per il ritorno sui banchi. I primi a rientrare in aula l'8 settembre. ..
TESTO:MENTRE il mondo della scuola resta in trepidante attesa della 'rivoluzione' annunciata dal premier Renzi, la macchina è già in moto per l'avvio dell'anno scolastico. Lunedì prossimo tutti i docenti italiani saranno chiamati a partecipare alla prima riunione dell'anno scolastico, quella dove in genere si programmano le attività dei mesi a venire: eventuale aggiustamento dell? inizio e della fine delle lezioni, suddivisione in trimestri o quadrimestri dell? anno scolastico, attività di recupero in itinere per gli alunni in difficoltà e tanto altro. Poi, inizieranno gli esami di riparazione che si concluderanno entro l? inizio delle lezioni, fissato dalle singole Regioni nei mesi scorsi. I primi a rimettere piede a scuola, l?8 settembre, saranno gli alunni della provincia autonoma di Bolzano. Due giorni più tardi, mercoledì 10 settembre, toccherà agli alunni della provincia autonoma trentina e di quelli molisani. Prima campanella spostata al?11 settembre per gli alunni di Abruzzo e Val d'Aosta. Mentre in 14 regioni? Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto? le lezioni riprenderanno lunedì 15 settembre. Gli ultimi ad entrare in classe saranno gli alunni siciliani e pugliesi, il 17 settembre. Quest'anno, alcuni assessori al Turismo delle regioni settentrionali hanno ipotizzato uno spostamento dell'inizio delle lezioni ad inizio ottobre per sfruttare qualche giorno di bel tempo, visto che quest'anno la stagione turistica al Nord è stata letteralmente funestata dai temporali. Ma il ministro Giannini ha risposto che non è possibile farlo. Fare slittare l? apertura delle scuole ad ottobre, con le attuali norme, è quasi impossibile nel nostro Paese. Perché occorre fare i conti con gli esami di maturità e con i 200 giorni (minimi) di attività didattiche da assicurare a tutti gli alunni. Nel 2015, la prima prova scritta degli esami di stato sarà mercoledì 17 giugno e le commissioni si riuniranno due giorni prima. Entro quella data tutti gli scrutini devono essere stati fatti. I primi a concludere le lezioni nel 2015 saranno, il 6 giugno, gli alunni di Emilia Romagna e Molise, seguiti a due giorni di distanza dai compagni di Lombardia e Lazio. Il 9 giugno termineranno le lezioni in Puglia e nella provincia autonoma di Trento. E il giorno dopo, mercoledì 10 giugno, sarà la volta di scolari e studenti di Campania, Liguria, Marche, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto. Ultima campanella l'11 giugno in altre sei regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia-Giulia, Piemonte e Valle d? Aosta. Ultima lezione sabato 13 giugno in Sicilia e martedì 16 in provincia di Bolzano. Le vacanze di Natale più lunghe? dal 22 dicembre al 6 gennaio? saranno in Calabria, Campania, Sicilia e Lombardia. Un giorno in meno di vacanze? dal 23 dicembre al 6 gennaio? per gli alunni di Abruzzo, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna e Umbria. Vacanze di natale piuttosto corte, appena 14 giorni, in tutte le altre regioni e province: Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Veneto e nelle due province autonome di Trento e Bolzano. Per quasi tutti gli otto milioni di alunni delle statali e paritarie italiane le vacanze di Pasqua inizieranno il 2 e si concluderanno il 7 aprile 2015. Solo in Liguria termineranno un giorno prima: il 6 aprile. Mentre in Abruzzo si concluderanno un giorno dopo: l?8 aprile. Le scuole dell? infanzia viaggiano con termini di apertura e chiusura diversificati: in genere si chiude a fine giugno, mentre in provincia di Trento si inizia il primo settembre e l?8 settembre in Lombardia. Poi, ci sono i ponti ufficializzati dalle stesse regioni, come quello del 2 maggio (in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Veneto e in Provincia di Trento), a cavallo tra la Festa dei lavoratori e la domenica successiva. E (nelle stesse regioni, tranne che in Veneto) quello del primo giugno, tra la domenica precedente e il 2 giugno.
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TITOLO: Padova, fulmine danneggia la facciata esterna della Cappella degli Scrovegni
DATA: 2014-08-28
OCCHIELLO: La notizia data da un'associazione culturale cittadina. Il fatto risalirebbe a un paio di settimane fa. Sembrano escluse conseguenze agli affreschi di Giotto. ... <br clear='all'/>
TESTO:PADOVA - Un fulmine, probabilmente caduto una quindicina di giorni fa, ha danneggiato la facciata esterna della trecentesca Cappella degli Scrovegni di Padova, contenente gli affreschi di Giotto. La saetta si è scaricata sul basamento di pietra a forma sferica sovrastante la facciata principale e ha danneggiato seriamente la croce, che è già stata rimossa. Ora dovranno essere accertati eventuali danni al tetto, mentre pare escluso che possa aver subito conseguenze il ciclo di affreschi - uno dei patrimoni mondiali dell'arte - dipinti da Giotto tra il 1303 e il 1305. La storico edificio era stato oggetto di un restauro completo, eseguito dall'Istituto centrale del restauro e conclusosi nel 2002. "Un fatto gravissimo", ha commentato il professor Giuliano Pisani, ex assessore comunale alla Cultura, esperto di Giotto, commentando la notizia data ieri sera da un'associazione culturale padovana, gli "Amissi del Piovego", nel totale silenzio delle autorità. "E' un fatto assolutamente scandaloso - ha aggiunto Pisani - che si sappia solamente attraverso un'associazione cittadina e non dal Comune. Tutto può succedere, ma qui stiamo parlando della Cappella di Giotto, un patrimonio dell'umanità. Come è possibile che l'amministrazione comunale non abbia detto nulla? ". Secondo Pisani, che non ha potuto ancora visionare di persona il monumento, è però improbabile che gli affreschi siano stati danneggiati. La Cappella è dotata di un impianto parafulmine, che evidentemente non è bastato. Un episodio simile accadde a Padova qualche anno fa, sempre con un fulmine che nel corso di un temporale colpì la croce della chiesa di San Francesco, facendola crollare. Pisani ha ricordato di aver chiesto recentemente che sullo stato di conservazione della Cappella giottesca venisse convocato un vertice dei massimi esperti dei beni culturali, "per affrontare problemi come quelli della cripta, che rimane frequentemente allagata, e degli interventi di consolidamento con cemento fatti negli anni '60, che hanno 'irrigidito' la flessibilità della struttura".
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TITOLO: Egitto, un video mostra quattro decapitati dai jihadisti: "Erano spie del Mossad"
DATA: 2014-08-28
OCCHIELLO: Online l'esecuzione shock di Ansar Bayt al-Maqdis, un gruppo qaedista probabilmente legato allo Stato Islamico: "Hanno fornito informazioni a Israele". I corpi. ..
TESTO:Le bandiere dell'Is. Le vittime erano stato rapite, a quanto pare, due giorni prima della loro esecuzione mentre viaggiavano in auto nei pressi di Sheikh Zuwaid, nel Sinai, a pochi chilometri dalla Striscia di Gaza. A ucciderli è stato Ansar Bayt al-Maqdis (in italiano "i partigiani di Gerusalemme"), il gruppo qaedista più pericoloso ed efferato in Egitto che però, almeno ufficialmente, non ha contatti con lo Stato Islamico che minaccia l'Iraq, la Siria e il mondo. Tuttavia, nel video ci sono bandiere dello Stato Islamico. Segno, dunque, che Ansar Bayt al-Maqdis avrebbe stretto un'alleanza con l'Is. SCHEDA - Che cos'è lo Stato Islamico, il gruppo jihadista che minaccia il mondo Il video agghiacciante. Il video, di propaganda e di oltre 29 minuti, si apre con una minaccia alle "spie": "La porta del pentimento è aperta. Il nostro obiettivo non è tagliare teste ma impedire i danni ai musulmani", recita una scritta. Poi, dopo una lunga parte dedicata ai "martiri" tra le file dei jihadisti la scena cambia. Nove jihadisti armati, con i pickup in bella mostra, a volto coperto. Uno inizia a sciorinare le accuse contro le presunte spie: "Dio ci ha consigliato di non essere amici di ebrei e cristiani e chiunque contraddice l'ordine divino sarà come loro (ebrei e cristiani, ndr). Gli ebrei devono capire che la nazione islamica si è risvegliata, tutti i loro piani e complotti sono noti. Per voi sarà l'inferno". Poi confessioni dei quattro (probabilmente estorte): due di loro affermano di essere stati assoldati dal Mossad. Alla fine del filmato, poi, le orripilanti decapitazioni, simili a quella di James Foley per mano dello Stato Islamico.
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TITOLO: Siria, 40 caschi blu catturati sul Golan. Is giustizia oltre 160 soldati di Damasco
DATA: 2014-08-28
OCCHIELLO: Ribelli qaedisti controllano il valico di frontiera di Quneitra al confine con Israele. Stato islamico pubblica immagini dei lealisti giustiziati. Hollande: ...
TESTO:Nei giorni scorsi sono iniziati i voli di ricognizione Usa per individuare le basi dell'Is in territorio siriano, un atto che potrebbe preludere a raid aerei contro le milizie sunnite. Nonostante l'apertura del dittatore siriano Bashar al-Assad ad un "coordinamento" nella lotta al terrorismo, gli Stati Uniti hanno rifiutato qualsiasi collaborazione col rais di Damasco. Concetto ribadito oggi dal presidente francese Francois Hollande, secondo il quale Assad "non è un partner nella lotta al terrorismo, ma è di fatto un alleato dei jihadisti". Scontri anche in Libano. Un soldato è morto, tre sono rimasti feriti e uno è disperso, forse fatto prigioniero, in nuovi scontri scoppiati oggi nel nord-est del Libano, vicino al confine con la Siria, tra l'esercito e miliziani dello Stato islamico (Isis) e del Fronte al Nusra. I combattimenti continuano, anche con l'impiego di artiglieria, intorno ad Arsal, già teatro tre settimane fa di violenze con un bilancio di 19 soldati morti, una novantina feriti e oltre 30 rapiti. L'area dell'attacco, nella valle di Bekaa, ospita migliaia di rifugiati siriani. Morto altro cittadino americano affiliato all'Isis. Dopo l'annuncio della morte dello statunitense Douglas McAuthur McCain, occidentale arruolato nelle fila delle milizie sunnite, oggi un secondo cittadino americano combattente dello Stato islamico sarebbe stato ucciso nei combattimenti del fine settimana contro altri gruppi ribelli in Siria. Si tratterebbe di Abdirahmaan Muhumed, 29 anni, di Minneapolis, ma al momento la sua morte non è stata confermata dal dipartimento di Stato Usa.
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TITOLO: Bilal Bosnic: "Ci sono italiani nell'Is, conquisteremo il Vaticano"
DATA: 2014-08-28
OCCHIELLO: Parla il reclutatore braccato dai carabinieri. La sua missione è ingaggiare miliziani, è stato nelle moschee di Roma e Bergamo: "Tornerò nel vostro Paese per. ..
TESTO:ROMA. LA SUA missione è chiamare i giovani alla jihad. Oggi lo fa dalla Bosnia ma fino a qualche mese fa era in giro per le moschee d'Italia a incontrare le comunità islamiche. Dicono le indagini delle polizie internazionali, e lo sospettano anche i carabinieri del Ros in Italia, che questo signore, Bilal Bosnic, è a suo modo un cacciatore di teste dell'Isis. Il suo nome compare nell'inchiesta della procura di Venezia sull'imbianchino bosniaco Ismar Mesinovic, con il quale ha avuto contatti. Cosa ha fatto durante i suoi viaggi in Italia? "Ho visitato i centri islamici, ho predicato, ho parlato alla nostra umma, alla comunità. Sono stato in Italia in più occasioni, fino a qualche mese fa. A Bergamo, a Cremona, ma anche a Roma. Per noi siete un Paese molto importante". Lei è accusato di aver svolto attività di reclutamento. È vero? "Io non ho commesso alcun reato. Ma è un dovere di ogni buon islamico essere coinvolto in qualche modo nella jihad". In che modo, esattamente? "Combattendo, aiutando, dando assistenza ognuno secondo le proprie possibilità. Finanziandoci anche". Dall'Italia arrivano finanziamenti ai gruppi che combattono in Siria? "Sì. Lo so per certo, ma non so da parte di chi". Ha avuto modo di parlare con giovani italiani? "Sì, sono molti gli italiani che hanno scelto l'Islam. Ma il mio ruolo non è quello di convertirli quanto di parlarci. Devo informarli di cosa sta accadendo nei nostri territori, al di là delle bugie dei media". In questo momento ci sono italiani che combattono con l'Isis? "Sì, tra i nostri soldati ci sono alcuni con la cittadinanza italiana. Non mi sorprende. Ripeto, è un dovere di un musulmano essere coinvolto nella jihad". Chi sono gli italiani che stanno combattendo con voi? "Cittadini comuni. Io non ne ho mai incontrati direttamente anche perché il mio compito è incontrare la nostra comunità per raccontare cosa ci stanno facendo. Come ho fatto a Bergamo". È vero che esistono campi di addestramento per la jihad in Europa? "Questo non lo so". Cosa dice durante i suoi incontri? "Parlo della situazione attuale dell'Islam, di cosa l'Islam sta subendo da troppi anni, delle tattiche che il mondo usa contro l'Islam. La propaganda, soprattutto per chi vive in Occidente e dunque anche in Italia, rende impossibile sapere come vanno realmente le cose. E soprattutto cosa è importante fare. Lo Stato islamico è necessario per i musulmani. È l'unico paese al mondo dove si può imporre la Sharia, l'unico che può promuovere il vero modo islamico di vivere". Ha visto la decapitazione di James Foley da parte dell'Is? Non è sconvolto? "Foley era una spia. Questo è ampiamente noto. Uccidere in alcuni casi è giustificato. Nell'Islam è accettabile uccidere un prigioniero se in qualche maniera questo può fare paura al nemico. Capisco che può sembrare atroce ma noi stiamo combattendo una guerra, è quella era una tattica di guerra". Sa niente di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due cooperanti italiane rapite in Siria ormai un mese fa? "No, ma posso intuire cosa può essere successo. Il loro era un lavoro di disturbo, di interferenza. Noi non interferiamo negli affari occidentali. Voi invece sì, praticando diversi tipi di tattiche contro l'Islam" A cosa fa riferimento? "Penso ai media occidentali. Raccontano soltanto bugie e tra l'altro sono anche molto bravi a farlo. Pur di attaccare i musulmani, l'Occidente ha corrotto il loro modo di vivere diventando persino alleati di loro nemici storici come l'Iran. Oggi l'Occidente e gli sciiti stanno lavorando insieme contro l'Islam. E per combattere non usano soltanto le armi ma anche e soprattutto le bugie, le menzogne. Per questo è importante il mio lavoro: bisogna diffondere la nostra verità, la nostra parola. Rischiano di tornare i tempi di Bin Laden". Che significa? "Che nessuno ha mai parlato del terrore americano contro i musulmani. Quello che ha fatto Bin Laden non è nulla rispetto a quello che l'America ha fatto al nostro popolo. Per caso Bin Laden ha mai lanciato una bomba atomica? Chi è davvero il terrorista? Una cosa deve essere chiara: il musulmano ha il dovere di difendere l'Islam, si chiama Jjhad. Io non posso giudicare Bin Laden come persona, soltanto Allah può farlo. Se era un buon musulmano, Allah lo saprà". Lei sostiene che giornalisti e cooperanti sono disturbatori per i vostri territori. E allora perché continuate con il massacro dei cristiani in Iraq? "Ecco, queste sono bugie. I cristiani non vengono massacrati. Il Califfo ha offerto loro o di convertirsi all'Islam, e questo lo hanno rifiutato, oppure di pagare tasse aggiuntive, e questo invece lo hanno accettato. Se avessero rifiutato entrambe le soluzioni, allora avremmo dovuto combattere contro di loro. Ma hanno accettato le tasse. Lo Stato Islamico non li tocca, saranno trattati bene finché pagheranno le tasse come promesso". Le polizie temono che la Guerra santa si possa spostare in Europa. È un pericolo reale secondo lei? "Noi musulmani crediamo che un giorno il mondo intero sarà uno Stato islamico. Il nostro obiettivo è fare in modo che anche il Vaticano sarà musulmano. Forse io non riuscirò a vederlo, ma quel momento arriverà, così è stato scritto. È questo che io spiego ai ragazzi". Che altro dice loro? "In realtà le mie parole servono a poco. È tutto scritto nel Corano. Se un uomo è abbastanza forte per accettare la verità diventerà un musulmano. Un vero musulmano. Pronto alla jihad". Usate le chat su Tor, considerate la più anonime e sicure del web per parlare? "Alle volte sì". Oggi in Bosnia che fa? "Incontro persone. Predico". Ha interrotto i contatti con l'estero? "No. E spero anche di tornare in Italia".  
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TITOLO: Ucraina, Nato: oltre 1000 soldati russi invadono l'est. Novoazovsk cade. Kiev a Ue: aiuto militare
DATA: 2014-08-28
OCCHIELLO: I separatisti, sostenuti da Mosca, sono entrati nella città sulla costa del mare di Azov  fino a ora non toccata dal conflitto: "Ci sono carri armati per le. ..
TESTO:KIEV - La città di Novoazovsk, dove è stato aperto un terzo fronte di guerra e che si trova sulla costa del mare di Azov a 100 chilometri a sud di Donetsk, è stata presa dalle truppe russe. Il presidente ucraino, Petro Porochenko, ha annullato la visita in Turchia per il "rapido deteriorarsi della situazione" nell'est del paese, ha riunito d'urgenza il consiglio nazionale di sicurezza e difesa e chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: "Il mondo deve dare una valutazione del serio aggravarsi della situazione in Ucraina". Il capo del governo ucraino ha aggiunto che incontri urgenti devono essere convocati anche al livello Osce e Ue. Proprio l'Osce ha organizzato un incontro speciale dedicato "agli ultimi sviluppi in Ucraina". L'ambasciatore ucraino presso l'Ue Kostiantyn Yelisieiev ha chiesto a Bruxelles "assistenza militare su larga scala" e "ulteriori, risolute e significative sanzioni per fermare l'aggressore" russo. "Siamo estremamente preoccupati dagli ultimi sviluppi" in Ucraina, "inclusi i resoconti su quanto sta accadendo sul terreno", ha riferito un portavoce dell'alto rappresentante Ue per la politica estera, Catherine Ashton. La comunità internazionale è tesa. Il presidente francese Francois Hollande ha dichiarato che, se confermata, la presenza di truppe russe sul territorio ucraino sarebbe "inaccettabile e intollerabile". Secondo la Nato oltre mille soldati russi sono entrati in Ucraina: i militari sono equipaggiati con "armi pesanti". Lo ha rivelato un alto funzionario dell'Alleanza Atlantica aggiungendo che la stima è da considerarsi in difetto. La Russia nega. Non ci sono nostri soldati in Ucraina, ha affermato oggi l'ambasciatore di Mosca presso l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in europa (Osce) Andrey Kelin.  Al contrario, Mosca si dice pronta a inviare "in un futuro molto prossimo" nuovi convogli di "aiuti umanitari" verso l'est Ucraina, ma attende la decisione della Croce Rossa di Kiev, dice il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov.
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TITOLO: Minniti: "Nel cuore dell'Europa migliaia di combattenti pronti a entrare in azione"
DATA: 2014-08-28
OCCHIELLO: Il sottosegretario alla Presidenza: "L'Is rappresenta una minaccia senza precedenti per almeno due motivi: è un vero esercito con armi tradizionali impegnato. ..
TESTO:ROMA. "Certo, gli jihadisti stranieri preoccupano anche la nostra intelligence. Non tanto quelli italiani che conosciamo e seguiamo quasi in tempo reale; preoccupano gli europei in generale che sono liberi di circolare nei paesi della Ue e di venire anche qui da noi". Il sottosegretario alla Presidenza Marco Minniti, con delega ai Servizi segreti da oltre un anno, segue attentamente lo scenario internazionale. Lo fa di raccordo con i colleghi delle altre agenzie. Sono tutti preoccupati. "Per la prima volta", osserva, "il mondo si trova a fronteggiare cinque grandi focolai di guerra". La preoccupa più l'Ucraina oppure il fronte jihadista? "Entrambi. Perché sono nel cuore dell'Europa o hanno comunque effetti diretti su di essa". Si è molto sottovalutato l'Is. Poi, davanti alla decapitazione di James Foley, c'è stata l'ondata di orrore. "L'Is rappresenta una minaccia senza precedenti per almeno due motivi: è un vero esercito con armi tradizionali impegnato in una guerra simmetrica. Ma è in grado anche di agire con azioni terroristiche, come si è visto, quindi in una guerra tipicamente asimmetrica, difficile da contrastare. Dovremo fare i conti con questi combattenti almeno per i prossimi dieci anni". Perché? "Perché l'Is ha dimostrato di poter costruire uno Stato, di conquistare e amministrare un territorio vastissimo. Perché controlla una quindicina di pozzi e di raffinerie petrolifere con i quali incassa ogni giorno due milioni di dollari. Quando hanno conquistato Mosul, i combattenti hanno svuotato i caveau delle banche e si sono trovati in mano 500 milioni di dollari in contanti". Si stima che siano meno di 50 i jihadisti italiani impegnati nella guerra in Siria e Iraq. Sappiamo chi sono? "Li conosciamo. Ma sono gli altri, quelli con passaporti europei, che ci preoccupano. Sono migliaia. Solo della metà sappiamo l'identità e i movimenti. Provengono dal nord Europa ma anche dai Balcani. Sono proprio questi che allarmano di più la nostra intelligence". L'estate scorsa si discuteva se bombardare o meno la Siria di Assad. Un anno dopo si prepara il terreno per colpire i nemici del rais di Damasco. "Lo scenario è cambiato così in fretta da capovolgere la strategia. Ma è anche il sintomo che l'Occidente e l'Europa, ancora una volta, non hanno capito cosa stava accadendo in quell'area". Molti paesi in Medio Oriente stanno reagendo. Eppure sono gli stessi che hanno sostenuto e fomentato il jihadismo. "La Turchia svolge un ruolo importante nell'area. Eppure fa parte della Nato. Al vertice di settembre chiederemo che prenda una posizione chiara e netta". Lo scontro è più militare o ideologico? "Militare sul terreno ma ideologico nel suo complesso. L'attrazione per la jihad nasce anche dal fallimento espresso dal modello europeo e occidentale. Di fronte a questa spaventosa crisi mondiale, l'Europa è stata capace di rinviare di un mese la formazione del nuovo governo. Appare stanca, con le sue radici inaridite. Ha bisogno di ripensare ai suoi valori, di rifondarli. Oggi rincorriamo i cessate- il-fuoco, le tregue. Abbiamo rinunciato alla parola pace".
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TITOLO: Riforme, a sorpresa non c'è la scuola Giustizia, Ncd attacca
DATA: 2014-08-28
OCCHIELLO: Il giorno tanto atteso sta per arrivare. Domani pomeriggio si riunisce il Consiglio dei ministri per varare la riforma della giustizia e varare lo: "sblocca. ..
TESTO:Il giorno tanto atteso sta per arrivare. Domani pomeriggio si riunisce il Consiglio dei ministri per varare la riforma della giustizia e varare lo "sblocca Italia". A sorpresa non c'è l'attesa riforma della scuola. "Per non ingolfare il consiglio dei ministri", sostiene il governo. La vigilia è riempita da riunione e vertici, scontri e polemiche. L'incontro più importante si è consumato al Quirinale dove Matteo Renzi ha illustrato al presidente della Repubblica i contenuti dei provvedimenti che si appresta a prendere. In mattinata, invece, il premier si era visto con Lupi, Padoan e altri ministri per discutere degli ultimi dettagli e delle coperture finanziarie. E alla fine il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha detto che per quanto riguarda lo "sblocca Italia" i soldi sono stati trovati. Problemi restano invece nella maggioranza sul progetto relativo alla giustizia. Il Nuovo centrodestra, infatti, insiste nel chiedere modifiche: "Vogliamo una riforma sul civile e sul penale, ma in questo secondo caso la si affronta tutta, dalla responsabilità civile alle intercettazioni", insiste Lupi. E gli alfaniani rilanciano sul lavoro e tornano a chiedere l'abolizione dell' articolo 18.
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TITOLO: Apple, evento iPhone (e iWatch? ) il 9 settembre
DATA: 2014-08-28
OCCHIELLO:
TESTO:Apple ha annunciato la data ufficiale del prossimo evento: si terrà al Flint Center di Cupertino, dove Steve Jobs presentò il primo Mac 30 anni fa. E con ogni probabilità sarà la data di presentazione di iPhone 6. Ma non solo: l'invito recita "Ci piacerebbe dire di più", Wish we could say more. Un riferimento al fatto che ci sarà sicuramente qualcosa in più, probabilmente due nuovi smartphone, e chissà forse l'atteso iWatch (o iTime, o iBand, il nome non è ancora noto, così come l'esistenza stessa del dispositivo), primo dispositivo indossabile della Mela. L'ombra della mela nell'invito può richiamare una meridiana, e quindi come in tutti gli inviti Apple, suggerire qualcosa in modo grafico. Certo è che la scelta del Flint come location è evocativa, come se l'azienda volesse indicare un nuovo punto di inizio. E quindi l'ipotesi di un prodotto completamente inedito si rafforza. Assieme a iPhone e iWatch potrebbe esserci anche un nuovo Macbook Air con display Retina da 12 pollici e forse una nuova generazione di iMac con display 4K. Ecco alcune immagini (mockup) del prossimo smartphone, ricostruzioni rintracciabili sul web.  
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TITOLO: È green quasi un quarto dell'elettricità globale
DATA: 2014-08-28
OCCHIELLO: Il rapporto dell'International Energy Agency testimonia una crescita continua: l'80% dei nuovi impianti nei paesi Ocse funziona con energia pulita. Ma il. ..
TESTO:ROMA - Nel 2007 viaggiavano a quota 18%. Nel 2011 erano salite al 21%. Nel 2013 sono arrivate a sfiorare il 22%. Le fonti rinnovabili continuano a crescere e, a livello globale, valgono più di un quinto della produzione elettrica: nella loro corsa hanno agganciato sul fronte elettrico il gas, che nel 2013 è rimasto sostanzialmente stabile, e si preparano a superarlo. Nei paesi Ocse l'80% della nuova produzione di energia elettrica avviene attraverso le rinnovabili. Sono i dati contenuti nel Medium-Term Renewable Energy Market Report dell'International Energy Agency. La crescita continuerà fino al 2020, quando solare, eolico, idroelettrico, biomasse e geotermia toccheranno il 26%. Un dato positivo - osserva l'agenzia - ma non sufficiente a scongiurare la minaccia del caos climatico legato all'uso dei combustibili fossili. "Le energie rinnovabili sono una parte necessaria della sicurezza energetica", afferma il direttore esecutivo dell'Iea Maria van der Hoeven. "Tuttavia, proprio quando stanno diventando competitive sul fronte del costo, in un crescente numero di casi l'incertezza delle regole aumenta in mercati chiave. I governi dovrebbero distinguere più chiaramente tra ciò che era conveniente prima, ciò che è conveniente adesso e ciò che sarà conveniente domani. Molte energie rinnovabili non hanno più bisogno di alti livelli di incentivazione ma di un contesto di mercato che assicuri un rendimento ragionevole e prevedibile per gli investitori". Secondo il rapporto, le incertezze politiche minacciano di frenare la crescita dell'energia pulita. In particolare nell'Unione europea il problema riguarda gli obiettivi al 2030 che devono ancora essere definiti. Inoltre l'incertezza sul sostegno politico per i biocarburanti è in aumento sia nell'Unione europea sia negli Stati Uniti, rallentando le aspettative di crescita della produzione e minacciando lo sviluppo del settore in un momento cruciale. Per la prima volta, la relazione annuale dell'Iea fornisce una prospettiva anche economica sugli investimenti: al 2020 si prevede che viaggeranno al livello di oltre 230 miliardi di dollari all'anno, un po' meno dei 250 miliardi di dollari del 2013. Una flessione che non comporta una diminuzione di capacità produttiva perché il tasso di efficienza cresce anno dopo anno e, a parità di investimento, la capacità produttiva aumenta sensibilmente rendendo le fonti rinnovabili più competitive. Ad esempio in Brasile il vento continua a battere il gas nelle aste per la costruzione di nuovi impianti. E nel nord del Cile gli alti prezzi dell'energia elettrica e la forte irradiazione hanno aperto un nuovo mercato al solare non sovvenzionato.
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TITOLO: Traghetti, caos ad Olbia dopo lo stop della nave della GoinSardinia. In migliaia attendono di tornare 
DATA: 2014-08-28
OCCHIELLO: Notte di attesa nella stazione marittima per oltre 1500 turisti con il biglietto del consorzio di imprenditori di Santa Teresa Gallura. Solo nella tarda. ..<br clear='all'/>
TESTO:E' caos al porto di Olbia Isola Bianca dopo il blocco del traghetto El Venizelos della Goinsardinia, consorzio di 200 imprenditori di Santa Teresa Gallura nato nel 2013 per offrire passaggi in nave low cost ai turisti diretti nel Nord Sardegna, che opera sulla tratta Olbia-Livorno e viceversa. La nave che ieri doveva riportare a casa i 1500 turisti in attesa nel porto sardo era stata fermata nel porto toscano fino alle 21 dall'armatore "Anek Lines" per presunte inadempienze nei pagamenti. Sono stati diversi gli episodi critici all'interno della stazione marittima, con turisti esasperati alla ricerca di informazioni su come rientrare a casa. In tanti hanno lamentato la mancanza di informazioni da parte della compagnia. Ma la situazione è incerta per i 20.000 passeggeri che hanno prenotato fino a metà settembre. Poi stamattina, a bordo della nave, sono salite 673 persone sulle circa 1.800 previste, molte delle quali hanno trovato soluzioni alternative dopo l'annuncio ai passeggeri, comparso ieri alla stazione marittima di Olbia, di provvedere all'acquisto di un nuovo biglietto e di inviare via mail alla compagnia una ricevuta per il rimborso. Intanto 1.600 passeggeri da questo pomeriggio stanno cercando di reimbarcarsi su una nave per rientrare nella penisola. "La situazione di emergenza durerà per tutto il fine settimana", ha detto l'ammiraglio Nunzio Martello della Capitaneria di Porto di Olbia che coordina il tavolo tecnico che sta monitorando la situazione. Al momento la GoinSardinia non ha comunicato, né alle autorità né ai passeggeri, se le tratte di domani verranno garantite. E così è corsa ad acquistare il biglietto con altre compagnie, ma sono pochissimi i posti ancora liberi. "Ci spiace, perché alla fine a piangerci sarà la Sardegna", hanno detto alcuni turisti del Nord Italia, pronti ad imbarcarsi in quello che potrebbe essere l'ultimo viaggio della GoInSardinia verso Livorno. Per i passeggeri, che lamentano "di esser stati abbandonati", è stato impossibile ricevere informazioni dirette dalla compagnia, che comunicava solo attraverso sms. "Uffici chiusi, call center muto", hanno detto. Da ieri si è assistito ad un rincorrersi di comunicazioni inviati sui cellulari dei passeggeri. Prima sono stati avvisati di recarsi entro le 20 al porto per cambiare il biglietto con quello Tirrenia, a loro spese, per poi essere rimborsati, poi in un secondo momento la compagnia ha comunicato che la nave sarebbe partita, ma solo questa mattina. Il comunicato ufficiale. Sul sito internet di "GoinSardinia" è apparso un comunicato ufficiale: "Non potendo assicurare la partenza per l'ora prevista", si legge nella nota, il consorzio invita ai passeggeri che da Olbia avrebbero dovuto imbarcarsi oggi per Livorno "a rivolgersi presso le biglietterie delle altre compagnie di navigazione", allegando un modulo per la richiesta del rimborso delle tratte sospese, mentre è impossibile raggiungere il call center del consorzio e la pagina per le prenotazioni risulta "in manutenzione".
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TITOLO: Anagnina, il padre di Pace: "100 mila euro per informazioni sui killer"
DATA: 2014-08-28
OCCHIELLO: Negli ultimi tempi il figlio vedeva la moglie di un uomo attualmente in carcere. L'ultima telefonata alla madre<br clear='all'/>
TESTO:in via Gasperina all'Anagnina. "Perché lo hanno ucciso con tutti quei colpi di pistola? Forse dietro all'omicidio c'è un movente passionale, magari questioni legate ad una donna". L'uomo racconta che il figlio, ormai separato dalla compagna, ultimamente frequentava una donna sposata, il cui marito, secondo lui, sarebbe in carcere. "Chi glielo dice alla bambina che non sentirà mai più il suo papà? " dice sconsolato Mario Pace. "I responsabili devono pagarla, devono fare i conti con me - continua l'uomo con gli occhi pieni di lacrime -  Sono pronto a mettere un premio di 100mila euro a chi fornisce informazioni utili alle indagini". E torna il movente passionale: "ietro era un bellissimo ragazzo e faceva 'colpo'. Era separato da tempo dalla compagna e ultimamente frequentava una donna sposata con un uomo finito in carcere per un pestaggio". I fatti risalirebbero a qualche anno fa quando il marito della donna sarebbe rimasto coinvolto in un'aggressione a un poliziotto avvenuta nella zona dei Castelli Romani. Gli investigatori avrebbero già ascoltato la donna ma le indagini puntano anche su altre piste. E una delle ultime telefonate di Pietro Pace un'ora prima di morire è stata alla madre.   ancora il padre sotto shock a raccontarlo: "Erano le 20,30 quando Pietro ha telefonato a mia moglie - ricorda l'uomo - come faceva tutti i giorni da quando eravamo in vacanza a Roseto degli Abruzzi. Era tranquillo e le ha detto che aveva appena finito di lavorare, e forse sarebbe passato a casa nostra ad innaffiare i miei 'amati' peperoncini". Il signor Pace spiega che il figlio non aveva mostrato di essere particolarmente preoccupato in quest'ultimo periodo: "Non ci ha mai detto di aver avuto qualche problema - racconta l'uomo - né di aver discusso con qualcuno o di aver subito minacce. Quando stamattina, intorno alle 7, mi sono affacciato al balcone e ho visto mia figlia arrivare, ho subito capito che era successo qualcosa di grave, ma non mi sarei mai aspettato di avere da lei una notizia del genere". Sotto choc anche la mamma di Pietro Pace, che - racconta il marito - continua a ripetere il nome del figlio.  
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TITOLO: Torre Angela, il giovane romeno morto nel furgone, accoltellato durante una lite
DATA: 2014-08-28
OCCHIELLO: Il ragazzo di 26 anni sarebbe stato ferito alla schiena durante una rissa in strada e per fuggire si sarebbe nascosto nel mezzo abbandonato in via dei. ..<br clear='all'/>
TESTO:E' un romeno di 26 anni l'uomo trovato morto stamattina nel cassone di un furgone parcheggiato in via dei Coribanti in zona Torre Angela, alla periferia di Roma. Secondo gli investigatori, il giovane sarebbe stato accoltellato durante una lite in strada e durante la fuga si sarebbe nascosto nel furgone abbandonato con il cassone aperto dov'è stato ritrovato. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Tor Bella Monaca e del Nucleo Investigativo di Frascati che conducono le indagini. Sulla schiena dell'uomo erano state rinvenute delle macchie di sangue che sono subito apparse riconducibili a due ferite. Inoltre una "pista" di gocce di sangue era stata individuata dal cancello di una palazzina in via di Torrenova 153 al camioncino verde in via dei Coribanti. A dare l'avviso, verso le 10 di stamattina, sarebbe stato un ragazzo residente nell'appartamento che affaccia sul parcheggio dove si trova il furgone. Una signora, affacciata dal balcone della palazzina adiacente, racconta: "Ieri quel furgoncino era già lì". E parla anche un'altra testimone, una signora che abita al primo piano della palazzina di via dei Coribanti: "Quando l'ho visto ho pensato: 'Ma che sta a dormì? ', stava seduto ed era piegato su se stesso. Poi invece ho visto che c'era tutto sangue, tanto sangue, che gli scendeva da dietro la schiena. Era stamattina, verso le 10.20, e poi ho chiamato la Polizia. Chissà da quanto stava là, quanta gente l'avrà visto. ..". E' stata lei ad avvisare i carabinieri che nel camioncino verde parcheggiato sotto casa sua c'era il cadavere di un ragazzo. "Avrà avuto 23-24 anni, era giovanissimo, biondino, con i capelli un po' lunghetti e gli occhi azzurri", prosegue la donna, appoggiata sulla ringhiera che affaccia proprio dov'è stata ritrovata la vittima. "Aveva dei calzoncini, una maglietta blu, e indossava una tracolla - ricorda - Vicino c'era un telefonino bianco, nuovo, nuovo, uno smartphone, ancora incartato con la pellicola, e poi un pacchetto di sigarette e una boccetta, di cosa non so, sembrava profumo". Sulla dinamica dei fatti abbozza solo ipotesi: "Saranno state le 4, le 5, boh. .. forse lui per scappare è salito sopra sul camioncino. ..". Comunque, spiega la donna, "non abbiamo visto né sentito niente stanotte. Siamo stati sul balcone fino a mezzanotte e mezza, avevamo degli amici a cena, poi siamo andati a dormire". Nemmeno il cane di famiglia, un pitbull, dalla sua cuccia sulla terrazza, sembra essersi accorto di nulla: "No, non ha abbaiato", interviene il figlio. Di sicuro, chiosa la madre, "non è stato un bel risveglio".
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TITOLO: Federica: "In viaggio di nozze con mia moglie? Sul lavoro nessun problema. Anzi, mi hanno aiutata"
DATA: 2014-08-28
OCCHIELLO: Donne in licenza col benestare della Coop: "Sono andata dalla responsabile e ho chiesto. Ci siamo messe d'accordo subito. Ora chiederò che il comune dove. ..
TESTO:POCHE settimane fa Federica Caraffini, 45 anni, dipendente di Coop Adriatica, ha sposato a New York la compagna Veronica. La donna che ama da dodici anni. Per farlo, ha ricevuto dall'azienda il congedo matrimoniale di quindici giorni: un diritto che il colosso dell'alimentazione, dall'anno scorso, concede a tutte le sue famiglie, sia etero che omosessuali, grazie al nuovo pacchetto welfare approvato assieme ai sindacati. "Sono felice - dice oggi Federica, che lavora in un punto vendita di Crespellano - ed è stato tutto molto semplice, l'azienda mi ha aiutata". La lotta per ottenere gli stessi diritti delle altre coppie, spiega, si fa ogni giorno: "Il nostro è un Gay Pride quotidiano: spero che questa storia sia d'esempio per i ragazzi e le ragazze che si nascondono ancora per paura dei giudizi degli altri". "Raccontiamo questa storia perché speriamo di essere d'esempio e d'aiuto per le persone che si nascondono a causa dei giudizi degli altri", racconta Federica Caraffini, 45 anni, dipendente di Coop Adriatica, che il 24 giugno ha sposato a New York la compagna Veronica, 41 anni, ottenendo quindici giorni di licenza matrimoniale dalla sua azienda. "Noi siamo felici, ci amiamo. Sono schifata dal fatto che in Italia non sia ancora possibile celebrare le nozze tra persone omosessuali. Bologna per me è sempre stata la bandiera dei movimenti Lgbt: fa bene il sindaco a registrare le coppie che hanno detto di sì all'estero. Chiederemo di farlo anche in Valsamoggia: noi il Gay Pride lo facciamo tutti i giorni". Federica, quando ha conosciuto sua moglie Veronica? "Dodici anni fa. Io sono di Parma, lei di Bologna. Lavoravo in un bar a Idice e una mattina venne a fare colazione. Ci colpimmo a vicenda, ci siamo fidanzate, siamo andate subito a convivere. Abbiamo capito subito che stava succedendo qualcosa di grande, così è stato. Abbiamo comprato casa quattro anni fa, in una zona collinare bellissima vicino a Monteveglio". Di cosa vi occupate? "Io sono un'addetta del punto vendita della Coop a Crespellano. Veronica lavora in uno studio odontoiatrico". È stato difficile ottenere il congedo matrimoniale visto che vi siete sposate all'estero? "No. Appena ho saputo che Coop Adriatica concedeva questa forma di welfare anche alle coppie gay ho chiamato la responsabile del servizio e ci siamo messe d'accordo. Tutto molto facile, molto semplice. È una delle prime volte che un'azienda privata di queste dimensioni garantisce questo diritto". Cosa pensa del fatto che per sposarvi siete dovute andare a New York? "Da un lato siamo contente di esserci andate. La mia speranza è che un ragazzo o una ragazza che legge la nostra storia esca dalla paura, la smetta di nascondersi dagli amici, dai familiari, dai giudizi negativi degli altri. Amore vuol dire fare stare bene anche gli altri, ed è un peccato non poterlo condividere. Il matrimonio è fatto anche per questo". Però? "Dall'altra, però, sono scandalizzata e schifata. Mi chiedo: com'è possibile che nel 2014 ci siano dei cittadini onesti che devono fare migliaia di chilometri per una cosa che si potrebbe fare benissimo qui in Italia? ". E che risposta si è data? "A Manhattan tutti ci trattavano come delle persone. Punto. Nessuno ci giudicava in base al nostro orientamento sessuale. Mi verrebbe da dire: "Siamo persone normali". Ma odio questa parola, "normali". Rispetto a cosa? In Italia bisogna superare i dubbi, l'ignoranza, le discriminazioni". Lei è mai stata discriminata sul lavoro? "Ricordo solo piccoli episodi, qualche battuta infelice. Ma per il resto sono davvero fortunata: a Crespellano, dove lavoro, sono ben voluta da tutti i miei colleghi. E anche in paese non abbiamo mai avuto problemi. Dal nostro canto abbiamo sempre fatto tutto alla luce del sole". Ha sentito che a Bologna presto sarà riconosciuto il registro delle nozze gay all'estero? "Certo, sono contenta. Per me Bologna è sempre stata la bandiera del movimento gay in Italia, da ragazzina la vedevo come il centro del mondo, dove tutti potevano andare mano nella mano per strada senza paura". Chiederete la registrazione anche nel vostro Comune? "Noi lavoriamo a Crespellano ma siamo residenti in Valsamoggia. Sì, vogliamo andare in Comune per informarci, per chiedere del registro". Desiderate avere dei figli? "No, non vogliamo avere bambini. Ma solo perché non è il nostro sogno, non abbiamo istinto materno. Abbiamo amiche che sono andate all'estero, in Spagna o in altri Paesi per averne. Diciamo che noi siamo delle zie, e questo ci soddisfa".  
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TITOLO: Barcone incagliato ad Agrigento, nessuno a bordo. Altri 225 migranti in arrivo a Palermo
DATA: 2014-08-28
OCCHIELLO: Scafo e serbatoio integri, ricerche in corso. Sulle fiancate indicazioni in lingua araba. L'operazione Mare nostrum nel Canale di Sicilia: sbarcate 262 persone. ..
TESTO:Sono in corso ricerche dopo il ritrovamento di un barcone di dodici metri incagliato tra gli scogli di Agrigento, in località Punta Bianca. Sul posto è intervenuta la Guardia costiera di Porto Empedocle, allertata dalla questura di Agrigento in riferimento a uno sbarco di immigrati. Il mezzo, scoperto a una ventina di metri dalla riva, di colore bianco con bande verdi, risulta privo di attrezzi e documenti di bordo, e riporta sulle fiancate indicazioni in lingua araba. Lo scafo e i serbatoi di carburante sono apparentemente integri. L'imbarcazione è stata sottoposta a sequestro da parte del personale della Guardia costiera che, in attesa delle decisioni della procura, ha proceduto alla rimozione. Sono 546 i migranti che sono stati soccorsi durante la notte nel Canale di Sicilia dalla Marina militare nell'ambito dell'operazione "Mare nostrum". Il pattugliatore Sirio ha salvato 221 migranti, tra cui 49 donne e 73 minori. La motonave Medea, invece, ha trasbordato 325 persone sulla nave Fenice: tra loro vi sono 70 donne e 122 minori. In serata il pattugliatore Borsini aveva terminato lo sbarco di 262 migranti nel porto di Messina. Arriveranno domani mattina nel porto di Palermo 225 siriani soccorsi nel canale di Sicilia da una nave della marina militare. I migranti saranno accolti dalla task force messa in campo dal prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo. L'azienda sanitaria, la Croce Rossa e il 118 organizzeranno il triage dove verranno visitati tutti i profughi prima di essere trasferiti nei centri convenzionati della Caritas.  
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TITOLO: Sulla nave carica di morte, le lacrime del marinaio per il bimbo solo
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: L’intervento della corvetta Fenice a poche miglia dall’Africa. Pieta per i sopravvissuti: i migranti arrivati vivi sono fatti sedere di spalle per non vedere le bare
TESTO:L? efficiente staff della Marina autorizza l? incontro solo con il comandante, il brindisino 43enne Carlo Francesco Saverio Scigliuzzo, marinaio per passione e tradizione, nel nome del papà ufficiale. Però, nello stesso tempo, qui in porto, si ascoltano anche le parole, poche, sofferte, concesse a colleghi di altre navi, del 46enne Corrado Alfonso, siciliano di Avola, il nostromo, marinaio per amore e speranza, nel senso che sarebbe motivo d? onore se uno dei due figli, magari, seguisse il fascino del mare. Gli farebbe volentieri da chioccia, forse per scusarsi di quelle volte, dalla comunione ai diciott? anni, che non era a casa ma nel Mediterraneo.
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TITOLO: Divorzi più facili, basta la: 'convenzione' con un avvocato
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: Lo prevede una delle bozze del decreto legge per accelerare lo smaltimento dei processi civili, che sarà all'esame del Consiglio dei ministri di venerdì. Il. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Diventa più facile ottenere la separazione o il divorzio, grazie alla 'convenzione di negoziazione' assistita da un avvocato. Lo prevede una delle bozze del decreto legge per accelerare lo smaltimento dei processi civili, che sarà all'esame del Cdm di venerdì. La convenzione, si legge nella bozza, potrà essere "conclusa tra coniugi, al fine di raggiungere una soluzione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio". Il nuovo strumento, però, non potrà essere utilizzato nei casi di figli minori e maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti. L'accordo raggiunto, si spiega nella bozza del decreto legge, "produce gli effetti e tiene luogo dei provvedimenti giudiziali che definiscono i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio". L'avvocato della parte è obbligato a trasmettere, entro il termine di 10 giorni, all'ufficiale dello stato civile del comuni in cui il matrimonio è stato trascritto, copia autenticata dell'accordo. All'avvocato che viola l'obbligo è applicata la sanzione amministrativa e pecuniaria da 5.000 euro a 50.000 euro. La separazione e il divorzio potrà essere conclusa dall'ufficiale dello stato civile, anche di un comune diverso da quello in cui è stato celebrato il matrimonio. L'ufficiale dello stato civile riceve da ciascuna delle parti personalmente la dichiarazione che esse vogliono separarsi, ovvero far cessare gli effetti civili del matrimonio o ottenere lo scioglimento secondo condizioni concordate. Si può inoltre procedere anche alla modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. L'accordo, si precisa, non potrà contenere patti di trasferimento patrimoniale. C'è poi la proposta di legge sul divorzio breve, attesa da ben 200mila coppie italiane, che ha passato l'esame della Camera e adesso è al vaglio al Senato: basteranno dai 6 ai 12 mesi contro i tre anni attuali (del tutto ipotetici, perché in media occorrono sei anni per arrivare al divorzio).
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TITOLO: Terrorismo, Jihad: cinque indagati in Veneto
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: L'inchiesta per terrorismo aperta dalla Procura distrettuale di Venezia e condotta dai Ros riguarda presunti reclutatori stranieri. Avevano l'obiettivo di. ..<br clear='all'/>
TESTO:VENEZIA - Cinque persone residenti in Veneto risultano indagate nell'ambito di un'inchiesta per terrorismo aperta dalla Procura distrettuale di Venezia e condotta dai Ros. Si tratterebbe - scrive oggi il 'Corriere del Veneto' - di elementi sospettati di essere vicini alle organizzazioni che si battono per la Jihad islamica. Il Ros e la Digos tengono sotto stretto controllo una trentina di sospetti. Uomini considerati troppo vicini al fondamentalismo islamico. In particolare l'indagine che sta impegnando la procura distrettuale di Venezia, competente per fatti di terrorismo, ipotizza il reato 270bis, l'articolo del codice penale che punisce le associazioni eversive. Le cinque persone iscritte nel registro degli indagati e finite nel mirino del Reparto operativo speciale (Ros) di Padova, sono stranieri, quasi tutti residenti in Veneto. Tra questi figurano alcuni presunti reclutatori, fanatici con l'obiettivo di scovare aspiranti jihadisti da arruolare e inviare nei teatri di guerra, a cominciare dalla Siria. E in almeno un caso ci sarebbero riusciti. Dopo una serie di tappe intermedie, che servono a far perdere le loro tracce, i futuri jihadisti finiscono nei campi di addestramento, ultimo approdo prima di imbracciare le armi e combattere per la costituzione di uno Stato islamico. Secondo i servizi segreti sono cinquanta gli italiani? in genere di origini arabe, ma anche slavi e africani? che avrebbero sposato la causa della jihad e che ora combatterebbero in Siria. Si contano sulle dita di una mano, invece, i veneti che sarebbero direttamente collegati alla Guerra Santa, per aver fatto parte di milizie o per aver dato la propria disponibilità a partire. Uno dei centri di reclutamento indicato dall'intelligence è Padova. Il Governatore del Veneto Luca Zaia rileva che in Veneto "abbiamo 600mila immigrati su 5 milioni di abitanti. Ed è inevitabile che nei grandi numeri possano esserci delle mele marce". "Sono figli di profughi, ma il cordone ombelicale si è mantenuto. In quelle famiglie, poche famiglie, non si sono voluti integrare e non hanno accettato l'Occidente". Per Zaia "la preoccupazione è alta", serve un controllo trasversale delle forze dell'ordine, delle frontiere e all'interno dei centri islamici". Dopo l'allerta terrorismo lanciata nei giorni scorsi dal Ministero dell'Interno, si era intensificata in Veneto l'attività di intelligence sui centri islamici e sui soggetti considerati pericolosamente vicini al fondamentalismo. Come aveva detto nei giorni scorsi il ministro degli Interni Angelino Alfano il rischio è concreto. Le forze dell'ordine italiane si muovono su due fronti: attentati interni e proselitismo.
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TITOLO: Rosano: "Io, supplente ferita dalla frase del ministro"
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: La 33enne precaria: "Prendo tre supplenze annuali per tre anni: in un istituto agrario a Carignano, un tecnico a Orbassano e alla fine, dopo due trasferte. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA. Daniela Rosano ha 33 anni, è nata a Palermo e da tre anni vive a Torino. Un'emigrata della scuola precaria. Ha letto che il ministro Giannini ha definito le supplenze un agente patogeno, un batterio, "e devo dire che quella frase infelice ha fatto crescere il mio scoramento". Che cosa voleva fare nella vita, Daniela? "Insegnare filosofia e storia in un liceo". E per riuscirci? "Ho studiato molto, mi sono laureata con 110 e lode all'Università di Palermo". Poi? "Ho iniziato il mio percorso abilitante, che otto anni fa erano due stagioni di Ssis, la scuola di specializzazione all'insegnamento secondario. Due anni di formazione vera, di lezioni frontali con i docenti dell'università. Mi è costata 6mila euro, 5mila li ho chiesti in prestito allo Stato, una legge del ministro Melandri. Nei successivi due anni ho ripagato il debito". Alla fine delle Ssis entra nelle graduatorie a esaurimento. E attende la chiamata. "A Palermo si prende una cattedra con 250 punti in graduatoria, a Torino ne bastano 150. Ho studiato le assunzioni provincia per provincia e ho scelto Forlì. Sbagliando. Il mio arrivo coincise con i tagli del governo Berlusconi, Forlì si saturò di candidati e io rimasi la prima dei non chiamati. Nelle graduatorie a esaurimento mi sono esaurita io per due anni. .. Dimenticavo. ..". Sì. "Ho fatto un altro corso di quattro mesi, necessario per diventare insegnante di sostegno". Come campa in questi anni? "Lezioni private, stage malpagati nelle biblioteche". Dopo due anni con supplenze zero che fa? "Scelgo la provincia di Torino, e vado a viverci, in affitto. Il sindacato Anief mi ha dato una mano". Da sola? "Con il mio compagno, un precarione della scuola come me". E a Torino va meglio? "Sì, prendo tre supplenze annuali per tre anni: in un istituto agrario a Carignano, un tecnico a Orbassano e alla fine, dopo due trasferte lontane, mi assegnano l'istituto superiore vicino a casa. Ci vado in bici". Insegna filosofia? "No, ho accettato le graduatorie per il sostegno. Se aspettavo filosofia era ancora a Palermo a fare lezioni private".
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TITOLO: "Fermate le nozze bollywoodiane", l'ombra dei marò sul matrimonio da favola della figlia del magnate indiano
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: Due elefanti, km di sete, quintali di petali di fiori e 1200 addetti a Fasano per gli 800 invitati milionari del re del ferro Agarwal. Riunione sulla sicurezza. ..<br clear='all'/>
TESTO:E se pure la sua mail da inizio settimana viene subissata di appelli - decine dei quali in copia conforme sono giunti dai militari dell'Accademia navale di Livorno  -  il sindaco resta convinto che questo matrimonio s'ha da fare e che i poteri che lo Stato gli conferisce nulla potrebbero per impedirlo. Del resto, anche se pure Di Bari non ha ancora ricevuto inviti ufficiali a una delle feste principesche che si svolgeranno tra Borgo Egnatia, San Domenico e Pettolecchia, non potrà certo esimersi dal portare il saluto della città che accoglie ospiti tanto illustri. Riservandosi di valutare l'idea di appuntare sulla giacca il yellow gibbo, un fiocco giallo per ricordare i Marò, come suggerito dall'ammiraglio Guglielmo Nardini, presidente del Gruppo nazionale Leone di San Marco, d'intesa con l'associazione marinai d'Italia di Fasano. Il generale di brigata dell'Esercito Fernando Termentini, invece, ha sollecitato l'amministratore a chiarire se per allestire l'evento saranno spesi soldi pubblici, ovvero se il Comune pagherà illuminazione, raccolta dei rifiuti, polizia municipale e quant'altro. Ipotesi peregrine, dice il sindaco, certo che "non un solo euro uscirà dalle casse dell'ente per una festa privata" e che "tutto sarà pagato dagli sposi tramite l'agenzia organizzatrice". Anche i planner, del resto, sono gente che conta: la Balich worldwide shows, che ha già curato l'organizzazione delle Olimpiadi di Londra e Sochi, e che ha portato a Fasano una macchina che è in funzione già da mesi. Le sarte sono infatti al lavoro per cucire i sari che 70 hostess rigorosamente pugliesi indosseranno per accogliere gli ospiti, cibi e bevande sono stati ordinati nei mercati locali e in decine di negozi all'ingrosso, nei resort che accoglieranno gli invitati sono al lavoro donne delle pulizie e giardinieri, mentre i cuochi hanno già appreso i rudimenti della cucina asiatica per affiancare l'esercito di chef che arriverà dall'India. Vicino agli alberghi sono stati allestiti due grandi capannoni, uno dei quali ospiterà le cucine e l'altro i fioristi per gli addobbi, mentre due elefanti pare che siano in viaggio verso Fasano, al fine di condurre la sposa nel luogo in cui pronuncerà il fatidico sì. I numeri sono imponenti e anche difficili da definire: almeno 1.000 persone sono state assoldate dall'agenzia, mentre altre 700 maestranze locali stanno lavorando indirettamente per il matrimonio, "con un vantaggio indubbio per l'economia del territorio, che non possiamo fare a meno di notare con piacere" continua il sindaco. Al quale piace soprattutto l'idea del ritorno pubblicitario di un evento di tale portata: "già in passato abbiamo constatato come, più che la pubblicità diretta, sia il tam tam tra gente di un certo livello la carta vincente per lanciare il nome dei nostri resort e della nostra terra all'estero, non vedo davvero per quale motivo, e soprattutto con quale motivazione, potremmo impedire un evento del genere".   "I Marò hanno tutta la mia solidarietà  -  ha aggiunto Di Bari  -  come la mia comunità ha dimostrato in più occasioni, ma io non posso diventare il capro espiatorio di una vicenda che può essere risolta solo dal Governo". Vicenda che comunque suscita sdegno e polemiche, tanto che persino su facebook è stata costituita la pagina "Nessun amministratore fasanese al matrimonio indiano", in cui è stato pubblicato al momento un unico post: "Non possiamo tollerare che amministratori o detentori di cariche istituzionali fasanesi disonorino l'Italia partecipando al matrimonio", e poi ancora: "Non possiamo tollerare che Fasano si genufletta ai plutocrati di una nazione che tiene ostaggi in spregio al diritto internazionale due nostri connazionali da oltre due anni". E se i "mi piace" a poche ore dalla sua nascita erano solo qualche decina, il numero è andato aumentando con il passare delle ore, dando il polso delle polemiche che ruotano intorno alle nozze bollywoodiane. "Polemiche strumentali", taglia corto Lello Di Bari. Ma che potrebbero comunque trasformarsi in manifestazioni di protesta nei pressi dei luoghi simbolo dell'evento. Proprio al fine di evitare vicende incresciose e di tenere sotto controllo la situazione, il matrimonio dell'anno sarà al centro di una riunione sulla sicurezza che si terrà giovedì nella Prefettura di Brindisi. Nessun commento da parte dei familiari dei fucilieri trattenuti in India. "Non mi sento di commentare", dice Paola Moschetti, compagna del tarantino Latorre, "quando ci saranno novità sulla vicenda, speriamo presto, allora commenteremo quelle. Ma ora non credo sia utile entrare in polemica per questo avvenimento". Per ora, aggiunge, sulla vicenda dei marò "siamo in stand by". E per quanto riguarda lo stato d'animo del suo compagno, sottolinea che "Massimiliano va avanti ogni giorno, come sempre. Sicuramente ci vuole tanta forza da parte di tutti noi in questa situazione: o sei forte o sei forte, non ci sono alternative". "Inulite polemizzare - aggiunge Alessandro Girone, fratello del marò Salvatore - con la vicenda dei fucilieri questo evento non c'entra nulla. Certo - dice - il fatto che in Italia vengano concessi questi spazi nonostante ci sia in ballo la vicenda dei fucilieri, può dare fastidio, ma credo non vada a condizionare e non influisca sul caso di Massimiliano e Salvatore". "A noi - sottolinea - interessa solo che possa risolversi presto questo caso e che i governi italiano e indiano trovino presto un accordo. Salvatore ora sta pensando seriamente, dopo essersi diplomato a distanza, di andare all'università. Per questo ogni giorno studia". "Le sue giornate - racconta - si svolgono tra allenamento, lavoro e studio: impegna così il tempo, tra virgolette libero, chiaramente pensando sempre al suo futuro e sperando, come noi tutti, possa presto tornare a casa". "Per ora - conclude Alessandro - nessunissima novità: aspettiamo e speriamo bene".
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TITOLO: In Sicilia sbarcati 800 migranti, altri seicento in arrivo. Ad Augusta i 24 morti dell'ultimo naufragio
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: I dispersi al largo della Libia sarebbero un centinaio. Tra i profughi approdati a Pozzallo c'era anche un gatto. Salvata una bimba di 14 mesi aggrappata a una. ..<br clear='all'/>
TESTO:Nel Canale di Sicilia intanto non si fermano i salvataggi di migranti provenienti dal Nordafrica. La nave Sirio della Marina Militare ha trasbordato 171 migranti, tra cui 26 donne e un minore, sulla nave Borsini che in precedenza aveva imbarcato 91 migranti, tra cui 14 donne e due minori. La nave Borsini con i 262 extracomunitari a bordo sta facendo rotta adesso verso il porto di Messina. In un altro intervento, invece, il mercantile Medea ha soccorso 320 migranti che si trovavano su due imbarcazioni in difficoltà.
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TITOLO: Scuola, oggi la protesta dei presidi senza incarico
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: Sit-in al Ponte della Maddalena davanti alla sede dell'ex Provveditorato<br clear='all'/>
TESTO:L'elenco delle adesioni, con tanto di nomi e cognomi, conta oltre 200 persone. "Ma saremo molti di più" precisa il Coordinamento dei docenti che hanno superato il concorso a preside. I dirigenti di domani, che hanno vinto il concorso ma non vengono immessi in ruolo perché la compilazione della graduatoria di merito si è arenata dopo un'inchiesta della Procura di Napoli, nello scorso febbraio, hanno indetto una manifestazione di protesta per questa mattina, alle ore 10, dinanzi agli uffici della Direzione scolastica regionale, in via Ponte della Maddalena. Circa 120 scuole, in Campania, inizieranno l'anno senza dirigente. I vecchi presidi sono andati (anzi, sono stati mandati) in pensione, i nuovi non vengono nominati. E non se ne parlerà fino a novembre, secondo le stime del nuovo direttore scolastico regionale Luisa Franzese, che ieri a "Repubblica" ha rivelato: "Per tante scuole l'anno inizierà senza neppure i presidi reggenti". I reggenti sono i presidi di altre scuole cui viene chiesto di occuparsi momentaneamente anche di un altro istituto che ad oggi è senza guida. Presidi a scartamento ridotto, dunque, nella loro scuola come in quella dove vanno a coprire il buco. Presidi che devono dividersi tra due istituti, spesso distanti l'uno dall'altro anche decine di chilometri. E gli aspiranti dirigenti, quelli che hanno vinto il concorso bandito nel 2011, pur disponibili torneranno invece ad insegnare. Ed oggi sono loro, appunto, a scendere in piazza. "C'è l'inchiesta della magistratura, certo, ma i verbali del concorso (almeno in fotocopia) sono stati restituiti alla commissione  afferma il Coordinamento degli idonei  e dunque si potrebbe procedere alla compilazione della graduatoria di merito. L'inchiesta è su 23 persone, non sull'intero concorso. Solo la malaburocrazia frena la conclusione della vicenda concorsuale". E se decine di istituti saranno senza timoniere, centinaia di cattedre saranno senza insegnanti: il ritardo nella pubblicazione delle graduatorie definitive  fino al pomeriggio di ieri non ce n'era traccia sui siti degli uffici scolastici provinciali e regionali  fa slittare non solo le immissioni in ruolo (che comunque vanno formalizzate entro il 31 agosto), ma anche le convocazioni per gli incarichi e le supplenze. Il calendario ancora non c'è. Le ambizioni lavorative dei precari restano sospese, in attesa, nell'incertezza delle loro posizioni in graduatoria, ma anche delle disponibilità nelle scuole. Scuole dove neppure gli insegnanti che hanno chiesto le cosiddette "utilizzazioni" giungeranno in tempo per il primo settembre. Si tratta delle decine di prof che, in ruolo in altre regioni, tentano di spostarsi nella loro provincia almeno per un anno, occupando i posti lasciati liberi, ad esempio, dai docenti collocati in pensione. Movimenti a catena dai quali dipendono le disponibilità effettive di cattedre e dunque le sorti lavorative dei precari. Movimenti che non hanno ancora preso il via e che continueranno, col solito balletto di prof e cattedre scoperte, almeno fino alla fine di ottobre. E resta l'incertezza sui prof della "quota 96", quelli che il governo non ha ancora deciso se mandare o meno in pensione.  
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TITOLO: Via alle immissioni in ruolo, esodo di prof siciliani al Nord
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: Pochissime le nomine di docenti nell'Isola. Graduatorie di istituto, in bilico 50 mila supplenti<br clear='all'/>
TESTO:LA TABELLA / Il calendario delle immissioni in ruolo Venerdì 29 agosto sarà la volta dei precari inseriti nelle graduatorie provinciali ad esaurimento. In totale, tra vincitori di concorso e precari, saranno 1.222 ad essere assunti, di cui 305 a Palermo. Ma il grosso dei posti i precari siciliani li andranno ad occupare al Nord, dove si sono trasferiti in migliaia qualche mese fa in occasione dell'aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento. Una mossa, che per molti significa un futuro e stipendio assicurato, ma che costa il sacrificio di allontanarsi spesso dalle persone amate. In questi giorni, in provincia di Milano, firmeranno il contratto della vita 118 maestre di scuola elementare siciliane su 245 in totale. Situazione che si ripete nella scuola primaria della provincia di Torino, con 67 immissioni in ruolo di siciliani su 129: il 52 per cento. E a Firenze, con 19 assunzioni su 52 che andranno a maestre di scuola dell'infanzia appena trasferite dalla Sicilia. Stesso discorso a Prato, Brescia e in tantissime province delle regioni settentrionali. E se una grossa fetta dei precari storici siciliani possono stappare lo spumante per la conquistata assunzione in via definitiva, i colleghi delle graduatorie d'istituto  -  circa 50mila  -  tremano al pensiero di vedersi cancellati dalla mappa del precariato scolastico. Il ministro Giannini, l'altro ieri, ha annunciato l'imminente passaggio dall'organico di diritto  -  una pianta organica di previsione  -  a quello funzionale per reti di scuole: un contingente di insegnanti da assegnare a gruppi di scuole dello stesso ordine per tutte le esigenze, non solo di insegnamento, ma anche di organizzazione e per le eventuali supplenze. Una operazione che resusciterebbe la continuità didattica ma che sacrificherebbe proprio i precari delle graduatorie d'istituto che non verrebbero più utilizzati.
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TITOLO: Mafia, così Riina parlò di Andreotti: "Ci incontrammo ma il bacio non ci fu"
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: Per la prima volta il boss racconta la sua verità sulla vicenda. "C'era anche la scorta". Il dialogo in cella depositato a Palermo<br clear='all'/>
TESTO:PALERMO - Per trent'anni è stato uno dei segreti meglio conservati della mafia siciliana, adesso è il padrino più autorevole dell'organizzazione a svelarlo per la prima volta. Racconta Salvatore Riina: "Balduccio Di Maggio dice che mi ha accompagnato lui e mi sono baciato con Andreotti. Pa. .. pa. .. pa". Il capo di Cosa scuote le mani mentre passeggia sorridente nel cortile del carcere milanese di Opera, come a far capire: tutte palle. Non ci fu alcun bacio, sostiene. Poi, cambia tono di voce e sussurra la sua verità: "Però con la scorta mi sono incontrato con lui". Lui, il sette volte presidente del Consiglio finito sotto processo per associazione mafiosa, ma poi assolto dall'accusa di aver incontrato Riina nel 1987: gli unici due incontri accertati dai giudici fra Giulio Andreotti e un altro capomafia, Stefano Bontate, risalgono al periodo 1979-1980, troppo in là nel tempo, e la prescrizione ha salvato l'imputato eccellente deceduto il 6 maggio 2013. Ad ascoltare Riina, c'è il fedele compagno d'ora d'aria, il boss della Sacra Corona Unita Alberto Lorusso: la telecamera della Dia che sta intercettando su ordine dei pm di Palermo lo riprende attentissimo a non perdere una sola parola dei racconti del vecchio padrino. Il mafioso pugliese sottolinea il ruolo di chi avrebbe custodito i segreti di Andreotti: i suoi uomini di scorta. "Si tenevano nascosti - dice - ed erano fidati, la scorta sua erano fidati". Anche Riina lo ribadisce: "Questi l'hanno salvato, questi, questi l'hanno salvato e si è salvato per questo. E si salvò". Il boss di Corleone in carcere da 21 anni ritiene che anche qualche altro "si salvò": Di Maggio, il suo ex autista che prima lo fece arrestare e poi raccontò la storia del bacio. "Balduccio dice che lui si è messo in una stanza ed io sono rimasto con Andreotti. Minchia. .. ma questo cornuto. .. minchia figlio di puttana. .. ce la spuntò, ce l'ha spuntata e se n'è andato assolto". A questo punto, Riina rivela: "Però con la scorta mi sono incontrato con lui". Se davvero fosse questa la verità, avevano visto giusto i pm del processo Andreotti, Roberto Scarpinato e Guido Lo Forte, che nella loro requisitoria stigmatizzarono i troppi "non so" e "non ricordo" della scorta di Andreotti. Ora Riina si offre di svelare il mistero e riapre il caso. La domanda è: se l'incontro non avvenne nel 1987, come aveva messo a verbale Di Maggio, quando si tenne? E soprattutto: perché Riina lancia la sua ennesima verità? Anche questo dialogo, risalente al 29 agosto dell'anno scorso, è stato depositato al processo per la trattativa Stato-mafia dai pm Di Matteo, Del Bene, Tartaglia e Teresi. E si va ad aggiungere al corposo dossier che raccoglie le trascrizioni di sette mesi di intercettazioni in carcere. Durante le passeggiate, Riina rivendicava continuamente il suo ruolo nelle bombe del 1992. Solo vanterie di un vecchio padrino? Oppure Riina voleva mandare l'ennesimo messaggio? Come dire: io di segreti ne ho ancora tanti da rivelare. Andreotti, secondo una sentenza ormai definitiva, volò a Palermo nel 1980 per un incontro con il capomafia Bontate: protestò per l'omicidio del presidente della Regione Mattarella, ma Bontate lo redarguì, così racconta il pentito Marino Mannoia, minacciando di revocare il sostegno elettorale di Cosa nostra. Qualche mese dopo, Bontate fu ucciso, e i corleonesi iniziarono il loro governo di sangue e nuove complicità. Andreotti e Riina si incontrarono per davvero? Il pentito Onorato ha raccontato al processo "trattativa" che nel 1992 Riina voleva uccidere Andreotti, "perché non aveva mantenuto i patti".
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TITOLO: Stati Uniti, incidente al poligono. Bambina di 9 anni uccide istruttore
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: La tragedia è accaduta in Arizona. L'uomo le stava mostrando come usare una mitraglietta
TESTO:ROMA - Una bimba di 9 anni ha sparato con una mitraglietta, uccidendo per sbaglio il suo istruttore di armi mentre le stava mostrando l'utilizzo dell'Uzi automatica. La tragica vicenda è accaduta lunedì nella località di Lake Havasu City, in Arizona. La vittima, Charles Vacca, 39 anni, era in piedi vicino alla bambina nel poligono di tiro a White Hills, quando la piccola ha premuto il grilletto e per il rinculo l'arma lo ha colpito alla testa. L'uomo è stato trasportato con l'eliambulanza a Las Vegas, ma è morto poco tempo dopo l'arrivo. La bambina, la cui identità non è stata rivelata, era al poligono di tiro con i suoi genitori.
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TITOLO: Hidalgo: "Ma la gauche risorge puntando sui diritti"
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: La prima donna sindaco di Parigi: "Per uscire da questa crisi la sinistra deve costruire ponti. Jospin ci era riuscito. È giusto governare con radicali. ..
TESTO:PARIGI. "LA GAUCHE è in crisi perché ha smarrito i suoi valori, rinnegando se stessa e la sua storia". Anne Hidalgo arriverà oggi a Venezia per discutere e presentare alla Biennale di Architettura i suoi progetti per Parigi, "città che difende il proprio passato ma si proietta nel futuro". Cinque mesi dopo la sua elezione, la prima donna sindaco della Ville Lumière è ancora popolare e incarna uno dei pochi successi politici della sinistra negli ultimi mesi. "Bisogna avere il coraggio di dire che il dogma dell'austerità sta uccidendo la ripresa. Lo sostengono anche illustri economisti e personalità come Christine Lagarde non sospettabile di essere a sinistra ". Hidalgo non è una "frondista", il suo ruolo non glielo consente, ma si accalora parlando della crisi politica in corso, mentre avrebbe voluto discutere dei tanti cantieri già avviati, dall'idea di pedonalizzare la rive droite della Senna, dalla grande festa per Capodanno alle misure per risolvere l'emergenza casa, fino all'eterna sfida con Londra sul turismo. "Con 29,3 milioni di visitatori nel 2013, siamo ancora noi in testa", puntualizza nell'immenso ufficio dell'Hotel de Ville, tra un'opera di street art, una caricatura del giornale di Cadice, sua città natale, che la ritrae come Napoleone, e la foto autografata del famoso "Baiser" di Robert Doisneau. Parigi non brucia, ma la sinistra francese potrebbe esplodere? "Sono sorpresa da quest'improvvisa drammatizzazione. È sempre esistito un confronto tra le diverse anime della sinistra. Per uscire da questa crisi bisognerebbe costruire ponti, non esasperare le divisioni. Lionel Jospin era riuscito a riconciliare le due sinistre, quella statalista e quella liberale, facendo una sintesi. Dobbiamo ricominciare da quell'esperienza". La maggioranza del nuovo governo è a rischio? "Non posso fare previsioni. Ma penso sia giusto governare attraverso alleanze, dando rappresentanza a centristi, verdi, radicali, comunisti. È quello che faccio a Parigi". Le posizioni dei ministri "ribelli" erano troppo distanti dalla linea di François Hollande? "Le differenze sono minime. A sinistra, quasi tutti sono d'accordo sul fatto che bisogna aiutare le imprese per rilanciare l'attività economica, sostenendo però anche le famiglie e il ceto medio. Il governo sta cercando un equilibrio". L'austerità aggrava la crisi, come sostiene Arnaud Montebourg? "Non m'interessa entrare in una polemica su chi ha torto o ha ragione. È necessario uscire dai personalismi. Di sicuro la politica di rigore portata all'eccesso non danneggia solo l'economia, ma aggrava la crisi democratica che stiamo vivendo, provocando un rigetto della politica e delle istituzioni". Bisogna abbandonare la riduzione dei deficit che chiede l'Europa? "Non è giusto vivere a credito sulle generazioni future. Il comune di Parigi farà un piano di risparmi pari a 180 milioni di euro, senza però diminuire i servizi pubblici e mantenendo un livello di investimento che sostiene anche il settore privato. Gli enti locali devono essere attori della ripresa. Non sono un problema, ma parte della soluzione". È preoccupata per quello che sta accadendo? "Stiamo sottovalutando quello che cova nella società. Lunedì sera, durante l'anniversario della Liberazione, ho citato il programma del Consiglio nazionale della Resistenza in cui erano stati aggiunti i diritti economici e sociali accanto a quelli civili fondamentali. Solo garantendo a tutti questi diritti si può impedire che si ripeta la storia, ovvero la crisi del 1929 che poi ha provocato l'ascesa del nazismo". Pensa che il suo appello al dialogo sarà ascoltato? "Anche se siamo in un regime presidenziale, oggi è necessario che il nuovo esecutivo discuta con il potere legislativo, e con enti locali, associazioni, sindacati, anche con i cittadini. I francesi adorano il dibattito delle idee". Capisce la delusione degli elettori di sinistra? "Nessuno di noi sogna più di rovesciare il capitalismo. Ma dobbiamo ricordarci che siamo una forza di progresso. Non bisogna aver paura di dire che la legge per il matrimonio tra omosessuali è una conquista o fare in modo che ognuno abbia il diritto di morire con dignità. Non possiamo essere conservatori sulle questioni sociali e liberali in economia. A meno di rinunciare alla nostra identità".
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TITOLO: Siria, Onu: Is recluta bambini di 10 anni. Accuse anche al governo, usate armi chimiche
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: Redatto sulla base di 480 interviste e prove raccolte, il rapporto della Commissione d'inchiesta sui diritti umani descrive esecuzioni pubbliche, amputazioni. ..
TESTO:Le armi chimiche di Damasco. Per quanto riguarda l'uso di armi chimiche, "testimoni hanno visto elicotteri lanciare 'barrel bombs' e hanno sentito un odore simile al cloro subito dopo l'impatto", si sottolinea nel rapporto. Le vittime "hanno sofferto di sintomi compatibili con l'esposizione ad agenti chimici, come vomito, irritazione agli occhi e sulla pelle, soffocamento e difficoltà respiratorie". "Vi sono fondati motivi di credere che nel giro di dieci giorni in otto occasioni ad aprile, agenti chimici siano stati usati su Kaif Zeita, Al-Tamanàa e Tel Minnis, probabilmente lanciati in barili bomba da elicotteri del governo", afferma la Commissione. Nel giugno scorso, anche l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw) aveva accusato Damasco di utilizzare cloro "in modo sistematico". L'intervento della comunità internazionale. Ora la richiesta della commissione è che la comunità internazionale imponga un embargo sulle armi in Siria e argini la proliferazione e la fornitura di armamenti nel Paese in conflitto. Le armi trasferite alle parti in conflitto in Siria, sia governativi sia ribelli, "sono utilizzate nella perpetrazione di crimini di guerra, crimini contro l'umanità e violazioni dei diritti umani", ammonisce la Commissione nel documento. Alcuni  Stati - denuncia il rapporto senza identificarli - continuano a fornire armi, artiglieria e aerei o assistenza logistica e strategica al governo siriano. Altri Stati, organizzazioni o individui sostengono i gruppi armati ribelli con armi e sostegno finanziario. Il documento della Commissione sarà presentato al Consiglio Onu sui diritti umani il prossimo 16 settembre nel corso della 27 sessione ordinaria. Usa lavorano a fronte ampio per assalto a Stato islamico. Prima na campagna diplomatica, per dare forza a quella successiva, militare. Gli Stati Uniti stanno cercando di allargare il fronte di alleati e Paesi della regione a sostegno dell'opposizione moderata al presidente Bashar al-Assad e, se necessario, di un'azione militare americana. A parlarne è il New York Times. La lista dei paesi a sostegno degli Stati Uniti comprende Australia, Regno Unito, Giordania, Qatar, Arabia Saudita, Turchia ed Emirati Arabi Uniti, secondo le fonti del Times, Londra e Canberra potrebbero unirsi a Washington per una campagna aerea. Importante sarebbe anche ottenere il pieno sostegno della Turchia, visto che le sue basi militari potrebbero essere usate per i raid in Siria. Alla Giordania, gli Usa chiedono un aiuto in termini di intelligence e sicurezza, dall'Arabia Saudita vogliono un sostegno finanziario. Per convincere gli altri paesi ad aiutare gli americani in una campagna militare in Siria, però, servirà molto lavoro diplomatico, secondo le fonti del Times. Per sconfiggere l'Is non basteranno i raid aerei: servirà l'aiuto dei vicini sunniti della Siria, Arabia Saudita e Qatar, che vivono sempre in bilico tra occidente e fanatismo.    
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TITOLO: Fmi, Lagarde indagata per negligenza: "Ma non mi dimetto"
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: L'inchiesta si riferisce al suo operato come ministro delle Finanze nell'arbitrato tra Bernard Tapie e una banca francese
TESTO:PARIGI - La direttrice generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, ha annunciato di essere indagata da ieri per "negligenza" nell'inchiesta sull'arbitrato fra l'uomo d'affari Bernard Tapie e la banca Credit Lyonnais, avvenuto quando era ministro dell'Economia Escluse le ipotesi di dimissioni. "No. Torno a lavorare a Washington da questo pomeriggio", ha risposto Lagarde all'agenzia France Presse che le chiedeva se intendesse lasciare il suo incarico a seguito del coinvolgimento nell'inchiesta. La vicenda giudiziaria, in mano alla Corte di giustizia della repubblica francese, riguarda l'arbitrato che nel 2008, quando la Lagarde era ministro dell'Economia, chiuse l'annoso contenzioso tra l'uomo d'affari Bernard Tapie e la banca Credit Lyonnais, per la consulenza nella cessione del marchio sportivo Adidas. La Lagarde è sospettata di essere andata al di là del proprio ruolo di ministro nel decidere di affidare la questione a un arbitrato, invece che alla giustizia ordinaria. L'arbitrato si chiuse con il riconoscimento a Tapie di un indennizzo da 400 milioni di euro per il comportamento scorretto della banca. Sotto osservazione c'è anche la decisione del ministero - parte in causa in quanto proprietario della società che raggruppò i debiti del Credit Lyonnais dopo la sua nazionalizzazione - di non fare ricorso contro l'onerosa sentenza. Nello stesso procedimento l'ex capo di gabinetto della Lagarde, Stephane Richard, che oggi è amministratore delegato del gruppo di telecomunicazioni Orange (ex France Telecom), è stato messo nei mesi scorsi sotto inchiesta per truffa e favoreggiamento.
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TITOLO: Gaza, la tregua permanente regge: "Stop a razzi e raid". Gli sfollati rientrano nelle case
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: Tiene l'intesa sul cessate il fuoco raggiunta dopo 50 giorni di combattimenti. Lo ha confermato un portavoce dello stato ebraico: "Da martedì sera non si sono. ..
TESTO:ROMA - La notte non ha portato brutte sorprese. L'accordo su un cessate il fuoco permanente raggiunto a Gaza tra israeliani e palestinesi, dopo cinquanta giorni di combattimenti, è stato rispettato. Lo ha indicato un portavoce militare dello stato ebraico. "Da martedì sera non c'è alcun lancio di razzi verso il territorio israeliano e nessun raid aereo dello stato ebraico verso la Striscia di Gaza", ha affermato il portavoce. La tregua iniziata ieri alle 18 ha posto fine a una guerra che ha provocato 2.143 morti palestinesi e 70 israeliani, oltre a devastare la Striscia di Gaza. "Saremmo felici di vedere le forze di Abu Mazen entrare a Gaza", ha poi detto il premier Benyamin Netanyahu in una conferenza stampa. E ha aggiunto: "Il presidente Abu Mazen deve decidere da che parte sta. Noi speriamo che continui a sostenere un accordo di pace con Israele", mentre Hamas, ha rilevato il premier israeliano, "vuole la nostra distruzione". Intanto per le strade di Gaza City è tornata la vita. Le vie sono intasate, mentre molte migliaia di persone hanno lasciato i rifugi dove erano riparate nelle settimane scorse per rientrare nelle abitazioni, anche se spesso danneggiate dai bombardamenti. Nelle strade della città si vedono file di automobili cariche di materassi e coperte dirette verso le località dove per due mesi sono infuriati combattimenti. E proprio a Gaza City, oggi, la prima apparizione pubblica dall'inizio del conflitto con Israele del leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh. Quasi senza preavviso Haniyeh - che da 50 giorni, cioè dall'inizio dell'offensiva, era nascosto in una località sconosciuta - è apparso in una piazza di Gaza City ed ha arringato la folla. Israele, intanto, ha riaperto il valico di Erez con la Striscia ai malati, ai commercianti e ai palestinesi di Gaza che hanno permessi speciali. Ridotta la 'zona di interdizione': agli agricoltori palestinesi viene consentito di avvicinarsi fino a 100 metri dal confine. Per i pescatori, la zona autorizzata torna a 6 miglia marine. Fra un mese passerà a 12.
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TITOLO: Ucraina, ancora tensione dopo incontro Poroshenko-Putin. Kiev: "100 tank russi sul nostro territorio"
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: Premier polacco conferma: "Unità russe hanno sconfinato". Esercito bombarda centro di Donetsk. Il premier Yatseniuk: "Putin ha piano per bloccare gas verso la. ..
TESTO:Ucraina chiede aiuto alla Nato. I vertici ucraini sanno bene che questa guerra non può essere vinta senza l'aiuto dell'Occidente. L'Ucraina ha bisogno del sostegno concreto della Nato e si aspetta "decisioni cruciali" dal prossimo vertice di settembre in Galles dell'Alleanza atlantica, come ha sottolineato oggi il premier Yatseniuk, che ha annunciato l'approvazione di un programma di cooperazione annuale Ucraina-Nato. E c'è l'allarme per la fornitura del gas: secondo Yatseniuk la Russia ha un piano per bloccare il transito del gas verso i paesi dell'Unione europea per il prossimo inverno. Accuse definite "sconcertanti" dal ministro dell'Energia russo Alexander Novak. Intanto Mosca smentisce le voci circolate in mattinata in base alle quali si sarebbero svolti su un'isola finlandese colloqui segreti tra Russia e Stati Uniti sulla crisi in Ucraina. "Sull'isola di Boisto, ha spiegato il ministero degli Esteri russo, verso la fine di giugno c'è stata in effetti una riunione di esperti" russi e americani, ma "non si è trattato di consultazioni tra rappresentanti ufficiali dei due Paesi ma di uno dei numerosi incontri tra enti non governativi e università russe e americane". Dopo la missione di Angela Merkel a Kiev di sabato scorso, oggi un nuovo colloquio telefonico è intercorso tra la cancelliera e il presidente ucraino Poroshenko. La Merkel si è detta d'accordo sul fatto che per arrivare ad un cessate il fuoco è necessario che la Russia interrompa il flusso di armamenti verso i separatisti filorussi. Ma dal fronte russo continuano ad arrivare strali contro l'occidente, che, secondo il capo della diplomazia russa Serghei Lavrov, "blocca la risoluzione dei conflitti". Anche se ricorda che la Russia "non ha interesse a che l'Ucraina vada in pezzi". Faccia a faccia Putin-Poroshenko a Minsk. Ieri si è svolto l'atteso incontro tra i due leader: colloqui "molto duri e complessi", li ha definiti il leader di Kiev, al termine dei quali i due si sono detti d'accordo sulla "necessità di un dialogo" e hanno annunciato un'intesa per la creazione di un "gruppo di contatto". "Faremo tutto il possibile per progressi di pace, dobbiamo intensificare il dialogo su molte questioni", ha assicurato il capo del Cremlino offrendo al contempo il "sostegno" della Russia per il raggiungimento di un accordo tra Kiev e i ribelli filorussi. Fermo restando, ha sottolineato con insistenza, che tale accordo è comunque una questione interna all'Ucraina: "Noi possiamo soltanto contribuire a creare condizioni di fiducia per un eventuale, e a mio giudizio necessario, processo negoziale", ha affermato. Un atteggiamento ambiguo quello di Putin, che secondo la stampa russa sarebbe diposto ad avviare vere trattative di pace solo con gli Stati Uniti. Dal canto suo, Poroshenko si è impegnato a lavorare per un cessate il fuoco: "Sarà preparata una roadmap volta a giungere al più presto a un regime di tregua che dovrà avere carattere assolutamente bilaterale". Rimane da vedere come reagiranno i separatisti filorussi e con che tempi si potrà giungere a una cessazione delle ostilità.   Intanto i due leader hanno trovato l'accordo sul secondo convoglio di aiuti umanitari di Mosca diretto alle popolazioni dell'est dell'Ucraina: il Cremlino ha annunciato che il convoglio sarà sotto l'egida della Croce rossa e con l'accordo delle autorità ucraine. "Non sarà l'ultimo" avverte il ministro degli Esteri Serghei Lavrov.
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TITOLO: Riforma giustizia, Orlando: "Maggioranza divisa". Renzi: "In mille giorni dimezzeremo arretrati della giustizia civile"
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: Pd e Ncd divisi sulla prescrizione nell'ultimo vertice di maggioranza prima dell'approdo in Cdm. Il ministro: "Riferirò in consiglio dei ministri". Forza. ..
TESTO:Responsabilità civile in disegno di legge. Prescrizione e intercettazioni i punti più controversi. Mentre arriva un primo punto fermo sulla nuova responsabilità civile delle toghe che - fanno sapere fonti di maggioranza - sarà all'esame del Cdm di venerdì, sotto forma di disegno di legge. Secondo le linee guida diffuse dal ministero dovrebbe essere indiretta e consentirà una rivalsa sul magistrato fino al 50% dello stipendio. La discussione in Cdm. "Dalla riunione della maggioranza - esordisce il ministro - è emersa una condivisione sui singoli punti dell'insieme delle cose che porteremo in Consiglio dei Ministri". C'è stato però un "confronto sulle diverse modalità per affrontare questi punti, un confronto che è stato utile e che ha migliorato alcune delle soluzioni". Il Guardasigilli ha poi spiegato che però tutto il lavoro svolto sarà portato al Consiglio dei Ministri: "Una parte riguarda il contrasto alla criminalità economica e il settore civile; l'aspetto ordinamentale del funzionamento della magistratura e una parte riguarda il processo penale. Su tutti questi punti andremo avanti - ha aggiunto - oggi anche con la condivisione che si è rafforzata sull'impianto generale della riforma e con sottolineature che credo debbano essere prese in considerazione e comunque apprezzate adeguatamente nella discussione al Consiglio dei Ministri". Prescrizione e intercettazioni. "Non c'è stato scontro, ma un clima di confronto costruttivo. Su prescrizione e intercettazioni ci sono opinioni e approcci diversi", ha spiegato ai cronisti  Walter Verini, componente della delegazione Pd. "Sulle intercettazioni - ha aggiunto - prima di entrare nel merito ci sarà il confronto che il premier ha annunciato. Sulla prescrizione, abbiamo fatto le nostre proposte, alcune sottolineature Ncd le ha fatte, sarà il Consiglio dei ministri a trovare la sintesi". Noi riteniamo - ha aggiunto Giuseppe Lumia - che la prescrizione debba fare dei provvedimenti" di riforma della giustizia presenti "nel pacchetto del Consiglio dei ministri di venerdì", mentre "sulle intercettazioni bisogna mantenere l'impegno, prima di intervenire, di ascoltare gli operatori dell'informazione. Per noi - ha sottolineato - intercettazioni e prescrizione vanno separate". Dall'altra parte le sottolineature del partito di Alfano. "Ci siamo riservati di approfondire alcuni temi - ha spiegato invece il senatore di Ncd Nicola D'Ascola - su alcuni temi c'è convergenza, altri meritano una riflessione ulteriore". Tra i punti da approfondire, ha sottolineato, "l'istituto della prescrizione e alcune limitazioni relative alle impugnazioni", mentre di intercettazioni "si è parlato in modo generico. Il tema non ha costituito oggetto specifico del dibattito. Solo dopo il coinvolgimento della stampa se ne parlerà più dettagliatamente". Ncd: riforma sia complessiva. "E' importante che la riforma della giustizia sia complessiva; cioè che a distanza di mesi non si torni su temi su cui i cittadini sentono parlare da vent'anni, senza concluderli mai", ha aggiunto il responsabile Giustizia di Ncd, Nico D'Ascola. "Ci siamo riservati di approfondire alcuni temi", ha aggiunto D'Ascola in riferimento alla riforma della prescrizione e alle limitazioni che si intendono introdurre in materia di impugnazione delle sentenze. La sintesi spetterà al ministro e al premier Matteo Renzi. "Valuteranno loro - anticipa Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, quali dei 12 punti portare dal Cdm e quali rimandare a quello successivo". Opposizione dura da Forza Italia. Toni molto critici da Forza Italia. La riforma della giustizia prospettata negli incontri di questi giorni e adombrata sui giornali "ha contenuti che ci vedranno all'opposizione in maniera dura". I patti segreti - si legge sul 'Mattinale' la nota politica del gruppo di Fi alla Camera - sono quelli con l'Associazione nazionale magistrati, che fa finta di essere scontenta ma gongola, per la soddisfazione dei manettari, "Repubblica" in primis, ma non scherza neanche il 'Corriere'". "Il Patto Ponzio. Ci sono elementi - si legge ancora, infatti - che fanno pensare a un 'me ne lavo le mani', decida il popolo manettaro con il suo sinedrio di magistrati, intanto rinviamo a una legge delega, dove ci si può scrivere di tutto, e fa tutto il governo esautorando il Parlamento o quasi". "Il Patto Erode - continua l'articolo -. Si allunga la tortura dei processi senza fine, con la dilatazione della prescrizione. Si lascia perdere sulle intercettazioni e la loro pubblicazione, che invece di informare deformano e tagliano la testa alla reputazione della gente, che non c'entra o è innocente fino a prova contraria".
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TITOLO: Migranti, a novembre parte Frontex Plus. Alfano: "Ora si può superare Mare Nostrum"
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: Annunciato a Bruxelles il lancio di una nuova operazione nel Mediterraneo
TESTO:BRUXELLES - La risposta alla strage di migranti nel Mediterraneo, così come denunciato ieri dall'Onu, si chiama Frontex Plus e partirà a novembre. Si tratta di una versione rafforzata della già esistente missione europea Frontex. E, nelle intenzioni del ministro dell'Interno Angelino Alfano, la nuova missione è destinata a sostituire Mare Nostrum, "nata per far fronte all'emergenza dopo la strage di Lampedusa". "Oggi abbiamo gettato la base per realizzare questa nuova operazione", ha detto Alfano in conferenza stampa a Bruxelles al termine dell'incontro con il commissario Ue per gli Affari interni Cecile Malmstrom, seguito al vertice sull'immigrazione di ieri a Roma degli esperti della Commissione europea. "Frontex plus è una soddisfazione e un premio per lo sforzo che l'Italia ha compiuto da un anno a questa parte", ha aggiunto Alfano. Il programma, ha assicurato il ministro degli Interni, "è pronto a partire, ci siamo dati pochi giorni per far fronte a navi ed elicotteri che chiederemo anche agli altri Stati membri". Da parte sua Malmstroem ha detto di aspettarsi il contributo di tutti gli Stati membri: "Personalmente farò tutto quello che è in mio potere per assicurare gli altri Paesi Ue possano dare assistenza a Frontex", ha proseguito la commissaria. "Spero che l'Italia, anche come presidenza dell'Ue, possa spingere per trovare più fondi per il bilancio della missione", ha aggiunto.  
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TITOLO: Emilia, primarie per il dopo-Errani: Richetti si candida, Bonaccini raccoglie la sfida
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: Sono i due nomi più popolari per la successione al governatore dimissionario, ma in campo ci sono già molti volti
TESTO:"Abbiamo deciso. Ci candidiamo a guidare la nostra Regione per i prossimi 5 anni - scrive Richetti su Facebook - sarà una scommessa con un filo conduttore: nessuna occasione deve andare perduta". Una mossa che getta scompiglio tra i democratici emiliani, impegnati a misurarsi tra dichiarazioni e mezzi passi avanti, in un quadro sempre più affollato. Oltre a Richetti, renziano della prima ora con un appoggio radicato nel territorio, tra i tre esponenti democratici che in direzione Pd non hanno votato l? adesione al Partito Socialista Europeo, ci sono già altre candidature in pista. Patrizio Bianchi, ex rettore dell? Università di Ferrara e assessore alla scuola dell? uscente giunta Errani, è sostenuto dai prodiani mentre Palma Costi, unica donna in corsa (per ora), da alcuni sindaci delle zone terremotate. Il primo cittadino di Forlì, Roberto Balzani, anche lui renziano? doc? , è in campo ormai da tempo e raccoglie una serie di adesioni trasversali e di protesta su alcuni temi caldi come l? ambiente. Per due discese in campo, un ritiro eccellente: quello di Daniele Manca, sindaco di Imola. Manca, renziano? convertito? , aveva dalla sua l? appoggio di Errani e di Pier Luigi Bersani. Nel? traccheggio? , stigmatizzato anche dal sindaco di Bologna Virginio Merola che ha dichiarato: "Bonaccini faccia il favore di decidersi, qui rischiamo di trasformare una cosa sacrosanta in una ridicolaggine", si è fatto avanti il candidato Richetti, che sembrava in smobilitazione. E adesso si rimette tutto in discussione. Anche se su di lui pende la? spada di Damocle dell? inchiesta sulle spese regionali, finite sotto la lente dei magistrati che in settembre dovrebbero chiudere le indagini preliminari e rendere noti gli eventuali avvisi di garanzia.  
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TITOLO: Scuola, svolta sui precari: subito l'assunzione per 100 mila insegnanti
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: Renzi pronto ad annunciare venerdì la decisione. Ancora incerti i numeri, servirà un miliardo e mezzo
TESTO:La sorpresa di Renzi sulla scuola è grande: centomila precari assunti subito. Vuol dire in cattedra il prossimo anno, primo settembre 2015. Centomila nuovi insegnanti a tempo indeterminato, alle elementari, medie, e superiori. Il ministro Giannini, anticipando le linee guida al Meeting di Cl, aveva raccontato solo la prima parte della verità. La verità più dolorosa: "Dobbiamo eliminare le supplenze, agente patogeno del sistema scolastico, batterio da estirpare". Ma non aveva aggiunto, spiegando meglio una frase ansiogena per seicentomila precari in attesa, come li avrebbe sostituiti: "Non voglio rovinare la sorpresa al premier", si era giustificata. La sorpresa, l'altra mezza verità che sarà annunciata venerdì in Consiglio dei ministri, è questa: con il miliardo e mezzo di euro fin qui trovato per la scuola (aggiornamento alle ore 22 di ieri) il ministero dell'Istruzione prenderà centomila tra precari delle Gae (le Graduatorie a esaurimento che oggi ospitano 155 mila aspiranti insegnanti) e vincitori dell'ultimo concorsone rimasti ancora fuori dall'insegnamento (altri novemila) e li porterà in cattedra, a ruolo, definitivamente. Centomila, fonti sindacali, sono stati i tagli di posti da docenti tra il 2009 e il 2011. Centomila (e forse qualcuno in più) saranno quelli che  -  superata l'emergenza spending review  -  il governo Renzi restituirà. Il premier, che ieri sera ha diretto una lunga riunione a Palazzo Chigi con la delegazione scuola del Pd (il sottosegretario all'Istruzione Roberto Reggi, il responsabile welfare Davide Faraone, i parlamentari delle commissioni Cultura di Camera e Senato, i due capigruppo), ha spiegato ai suoi che vorrebbe andare oltre, arrivare a centoventimila assunti iniziando così a prosciugare davvero quel bacino di precarietà e frustrazione (622 mila neolaureati, abilitati dalle Siss e dai Tfa, tutti aspiranti maestri e prof) che oggi mina alla base lo spirito della scuola e la sua continuità didattica. L'ufficio di gabinetto del Miur e il Dipartimento per l'istruzione lavorano a questo piano dall'inizio di marzo, con il governo appena insediato. I contabili di viale Trastevere hanno segnalato al ministro Giannini, al sottosegretario Reggi  -  e i dossier sono stati passati rapidamente al premier  -  che oggi pagare centomila supplenze l'anno da settembre a giugno costa quasi quanto pagare centomila "stabilizzati", ovvero assunti. La differenza sta nei due stipendi di luglio e agosto che i primi, licenziati ogni fine stagione (giugno), non prendono. Soltanto per le supplenze brevi, quelle che non preventivate si aprono nel corso di una stagione scolastica (riguardano trentamila docenti l'anno), il Miur nella scorsa stagione ha speso 680 milioni. Poi ci sono 46 mila supplenze fisse e 6 mila insegnanti di sostegno (si occupano degli studenti disabili) a loro volta supplenti. Imprevisti compresi, fanno centomila supplenti, "gli agenti patogeni", ogni anno su 690 mila insegnanti in organico. Ex agenti patogeni, dal primo settembre 2015. Il nocciolo della riforma che sarà annunciato venerdì prossimo, prima in Consiglio dei ministri, poi al paese, è questo. In queste ultime 48 ore si cercano le risorse per annunciare un piano organico di assunzioni che nei prossimi tre-quattro anni porti la scuola a una continuità perduta. Nel 2012 e nel 2013 la legge Fornero ha ridotto gli insegnanti pensionati a 12 mila l'anno, già quest'anno si tornerà a quota 15 mila per poi salire fortemente dal 2015 in avanti. Tra il 2017 e il 2022 il 40 per cento della classe docente andrà in pensione e dovrà essere sostituita: le nuove immissioni in ruolo torneranno a essere (dice il piano del governo, sperando di essere assistito dalla fuoriuscita definitiva dalla crisi economica) 40-50 mila l'anno. Già il prossimo concorsone 2015 prevederà questi posti a ruolo, il doppio di quello indetto con il ministro Profumo nel 2012. Con questi ritmi le graduatorie a esaurimento saranno svuotate in due anni, per quelle d'istituto (470 mila persone, divise in tre fasce) servirà almeno un quinquennio. Già nella prossima stagione scolastica gli insegnanti di sostegno saliranno da 67 mila a 90 mila per gestire le supplenze necessarie (ma decisamente più limitate) e partirà l'organico di rete funzionale: oggi si parla, invece, di un organico di fatto e uno di di- ritto che non coincidono mai. L'organico di rete farà gestire i docenti a una rete di scuole, dai tre agli otto istituti, che garantirà gli insegnanti in cattedra e le sostituzioni necessarie. A novembre, dopo un dibattito di un paio di mesi sulle linee guida del governo Renzi sulla scuola, potrà partire una nuova fase di rinnovo contrattuale e in quella sede il ministro Giannini dovrà indicare le risorse con cui intende coprire i premi ai docenti che accetteranno volontariamente un percorso di carriera (esperti, senior, coordinatori, specializzati in lingue e informatica). Sulle prime anticipazioni del ministro Giannini, quelle di lunedì a Rimini (contrazione degli scatti, premi a chi dà disponibilità oraria, finanziamenti dai privati, detassazione delle scuole paritarie, inglese e informatica dalle elementari, più storia dell'arte e musica) la maggioranza della scuola italiana si è schierata contro. La Cgil scuola ha parlato di "un vecchio progetto Aprea", alludendo al piano di Forza Italia, l'Unicobas ha già annunciato proteste per venerdì prossimo e sciopero il primo giorno di scuola (il 17 settembre). Anche gli studenti hanno promesso mobilitazione il 10 ottobre contro "queste idee vicine agli ultimi governi Berlusconi". Su tutto il dibattito e gli annunci pesa, comunque, lo spettro di una condanna (a ottobre) del governo italiano da parte della Corte di giustizia europea rispetto all'utilizzo dei docenti precari.
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TITOLO: "Così Facebook e Twitter ci rendono conformisti"
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: Quando l'utente avverte che in rete i suoi contatti su social la pensano come lui - rivela uno studio del Pew Research Center - è predisposto a condividere. ..
TESTO:SU FACEBOOK e Twitter vogliamo avere sempre ragione  -  o per dirla diversamente, siamo molto più reticenti a esprimere la nostra opinione quando percepiamo che la nostra cerchia di riferimento non la pensa come noi. Quello che il Pew Research Center ritrae nel suo dossier appena pubblicato, "I social media e la spirale del silenzio",   è un utente social che si conforma, in un mondo virtuale che pare mettere all'angolo il punto di vista della minoranza. Ma è davvero così? L'équipe di studiosi - Keith Hampton, Lee Rainie, Weixu Lu, Maria Dwyer, Inyoung Shin e Kristen Purcell  -  ha sondato il comportamento di 1801 americani prendendo come caso di studio le rivelazioni di Edward Snowden sulla sorveglianza di massa via mail e telefono. Una questione di rilevanza pubblica  -  così argomentano la scelta i ricercatori  -  e su cui l'America (a dirlo, sempre dati Pew) era spaccata in due come una mela: giustificare o meno il proprio governo? Cosa dicono i numeri. Hampton e la sua squadra hanno valutato che questo fosse il caso ideale per verificare la predisposizione al confronto su un tema di pubblico interesse  -  anche se, come vedremo, la scelta è già oggetto di discussione. Queste le tendenze del campione "testato" nell'autunno 2013: l'86% vuole parlare del programma di sorveglianza, ma solo il 42% di chi usa Facebook e Twitter intende farlo postando sui social. Questi media, osservano i ricercatori, non forniscono una piattaforma alternativa per quella minoranza (il 14%) che già dall'inizio non intendeva discuterne. Inoltre, online come fuori (ad esempio nell'ambiente di lavoro), la gente è più disponibile a condividere la propria opinione se sa di trovare consenso nell'audience di riferimento. I numeri sembrano parlare chiaro: quando avverte che in rete i suoi contatti su Facebook e Twitter la pensano come lui, il campione è predisposto a condividere il suo pensiero all'incirca il doppio rispetto a quando avverte disaccordo. Non è tutto: la tendenza ha conseguenze anche fuori dall'ambito virtuale, nelle relazioni faccia a faccia. Se i social ci "zittiscono". I sei studiosi tirano le fila: i dati suggeriscono che i social non aprono nuovi ambiti di discussione per chi altrimenti non avrebbe espresso la propria opinione. "Anzi, se si avverte che sui social il proprio pensiero non è condiviso, si è più reticenti a esprimerlo anche nei vecchi ambiti di relazione".   Insomma, nuovi strumenti, vecchia teoria: per il Pew sarebbe applicabile anche ai social la "teoria della spirale del silenzio", formulata negli anni Settanta dalla sociologa Elisabeth Noelle-Neumann per descrivere il potere conformante dei mass media.   Keith Hampton del Pew si spinge a osservazioni profonde: "Una società dove la gente non è nelle condizioni di condividere la sua opinione in modo aperto e di arricchirsi aprendosi al confronto con chi la pensa diversamente, è una società polarizzata". Ma la questione è ancora aperta, e il principale contributo della Hampton e dei suoi colleghi è senz'altro questo: sollecitare un dibattito, già stuzzicato in qualche modo dallo studio dello Pnas, che ha fatto scalpore in particolare per l'uso dei dati da parte di Facebook. Ma a loro modo,   Adam Kramer, Jamie Guillory e Jeffrey  Hancock, nel loro esperimento sul contagio emozionale su larga scala attraverso i social network, stavano parlando della stessa questione: di come i social ci condizionano e ci contagiano. E di quanto  -  come suggerirebbe il Pew  -  "riducono al silenzio" chi la pensa diversamente. Il fatto è che, come ogni studio abbastanza autorevole da suscitare un dibattito, anche quello del Pew Center può essere oggetto di discussione sia nel metodo che nel merito. Per capire meglio. Se il cuore della questione è "l'effetto silenziatore" dei social, allora la prima frecciata viene dagli stessi dati Pew. Perché nell'ottobre 2012, uno studio su "I social media e l'impegno politico" rilevava che ben il 66% di utenti di social in America (e quindi il 39% degli americani di allora) utilizzava quel tipo di media per coinvolgersi su temi politici e civili. Uno su tre li usava proprio per esprimere esplicitamente opinioni in ambito politico e sociale. I firmatari dello studio - Lee Rainie, Aaron Smith, Kay Lehman Schlozman, Henry Brady e Sidney Verba  -  mettevano a confronto i loro numeri con ulteriori dossier Pew sulla partecipazione di gruppo e sui social, per poi concludere che "impegnarsi attraverso i social è diventata una caratteristica della vita politica e civile per una porzione significativa di americani". Anzi, che chi li usa è pure più attivo pubblicamente rispetto a chi non è entrato in quella rete. Viene dallo stesso Pew, insomma, un primo segnale che, nonostante le tendenze in evoluzione, sulla predisposizione a discutere e i social bisogna stare attenti a non trarre conclusioni estreme. Anche perché, pur dando per assodato il potere conformante e "silenziatore" dei social, il contesto sarebbe comunque molto diverso da quello dei Settanta di Noelle Neumann. Un elemento su tutti: quando si parla di pubblica opinione, di maggioranze e di minoranze, a quale audience ci si riferisce? Sostenendo che "le minoranze sono spinte al silenzio", rispetto a quale maggioranza le si sta definendo? La nota forse più interessante è proprio questa: nel caso dei social, il pubblico di riferimento è quello chiuso che formiamo attraverso la nostra individuale rete di relazione. Paradossalmente, un'opinione di nicchia rispetto a quella generale potrebbe costituire una "maggioranza silenziatrice" rispetto ai suoi membri di riferimento. Un'opinione pubblica, sì, ma parcellizzata, un giardino ma chiuso, che rievoca i timori claustrofobici del padre del web: il "walled garden", così già nel 2010 sulla rivista Scientific American non a caso Tim Berners Lee definiva Facebook. "Se si continua così  -  ammoniva   -  il web potrebbe frantumarsi in tante isole". Non solo il web, ma anche l'opinione. La polemica sul Datagate. Intanto la ricerca Pew suscita già reazioni di metodo per la scelta del Datagate come caso di analisi. La testata che ha ospitato le rivelazioni di Snowden, il Guardian, fa notare che lo studio non dimostra, ma suggerisce, il motivo per cui le persone non si sentono a proprio agio nel discutere del caso. E mentre l'équipe ipotizza ad esempio il timore di ripercussioni sul lavoro, il Guardian solleva la spiegazione "più ovvia": la riluttanza può essere legata anzitutto alla scoperta di essere sorvegliati. "Vista la limitata estensione di informazioni rivelate da Snowden nei giorni dello studio (agosto-settembre 2013) non si ritiene che la volontà di discuterne online possa essere stata significativamente alterata da questo", dicono gli studiosi.   "Ma già  il 6 giugno il Guardian pubblicava rivelazioni su Facebook e Google", obietta il giornale. Ed è, almeno in teoria, già polemica. "Il caso preso come esempio è molto particolare, e il campione non è affatto ampio", notano a Tech Crunch, "perciò potremmo non essere di fronte a una prova sferzante degli effetti dei social. Ma certo, la materia per discuterne c'è". E su questo almeno, sarà difficile esprimere disaccordo.
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TITOLO: Oms: "Il caos climatico minaccia la salute umana"
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: Dopo l'ultimo rapporto Ipcc cresce l'allarme per un mutamento climatico: "severo e irreversibile". Ma le reazioni mancano: i consumi di combustibili fossili. ..
TESTO:GLI SCIENZIATI dell'Onu hanno sintetizzato l'ultimo affinamento del livello di allarme climatico in un rapporto di 127 pagine inviato ai governi. E tutte le agenzie delle Nazioni Unite in queste ore stanno rilanciando il messaggio fornendo un quadro completo del rischio sanitario, economico, sociale e ambientale. Le probabilità di un impatto del caos climatico "severo, pervasivo e irreversibile" vengono quotate in forte crescita dall'Ipcc. L'Organizzazione meteorologica mondiale ricorda che gli ultimi 13 anni sono nella lista dei 14 più caldi dalla fine dell'Ottocento. E l'Organizzazione mondiale per la salute, per bocca del suo direttore Margaret Chan, definisce schiaccianti le prove della minaccia: "Il cambiamento climatico mette in pericolo la salute umana. Le soluzioni esistono e dobbiamo agire con decisione per cambiare la traiettoria del mutamento in corso". Le soluzioni esistono ma non vengono messe in pratica. La vera notizia non viene dagli scienziati ma dai ministri dell'economia che continuano a rimandare la reazione a una minaccia che diventa di mese in mese più drammatica e più vicina. I climatologi dell'Ipcc hanno usato la parola "rischio" 351 volte in 127 pagine. Vuol dire che, per la complessità del sistema atmosferico, non si può tracciare una mappa esatta dei disastri in arrivo e in alcuni casi neppure definire il segno del disastro: il caos climatico moltiplica, secondo confini solo in parte prevedibili, i fenomeni estremi spargendo sul pianeta alluvioni devastanti e siccità che tolgono il fiato. Ma due elementi sono certi. Il primo è che la misura del rischio cresce con il crescere dei ritardi nella reazione. Mentre i proclami di buona volontà si ripetono, le emissioni serra globali continuano a salire e ormai l'obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura a fine secolo entro i 2 gradi rispetto all'era pre industriale (la soglia considerata dai governi necessaria a contenere il rischio entro limiti accettabili) appare irraggiungibile anche perché di un accordo globale si potrà parlare - forse - a Parigi a fine 2015 per entrare in vigore solo nel 2020. Tempi considerati folli dagli scienziati. Il secondo elemento certo è che la terapia per ridurre il rischio climatico (altissimo) è la stessa che serve a curare un'altra malattia (certa): lo smog. L'aria inquinata - avverte oggi l'Oms - causa sette milioni di morti all'anno. Per pulire il cielo dalle sostanze che avvelenano (rapidamente) i nostri polmoni e alterano (più lentamente) l'equilibrio climatico, la prima mossa è tagliare drasticamente il consumo dei combustibili fossili. E invece la spinta ad aumentare proprio questi consumi cresce a livello globale. Se i due momenti decisionali, quello energetico-infrastrutturale e quello sanitario-ambientale, cominciassero a incrociarsi invece di divergere si potrebbe trovare la strada per rendere operative le soluzioni possibili. E forse anche per aiutare, con la forza di un obiettivo trascinante, il rilancio dell'economia.
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TITOLO: Zucchero nel vino? Nel Nord Europa si può fare, ma l'etichetta non lo dice
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: Si avvicina la stagione della vendemmia, ma in alcuni Paesi europei è consentito usare il saccarosio per aumentare la gradazione alcolica. All'insaputa dei. ..
TESTO:Questo determina una situazione di 'difficoltà' da parte della Ue ogni qual volta si discutono gli accordi internazionali di libero scambio del vino così che l'Unione è costretta ad accettare le importazioni di vini extra-Ue che non rispettano sempre le pratiche enologiche europee (es. vino con aggiunta di acqua dalla California e sud Africa e vini prodotti utilizzando tecnologie di cantina invasive come lo 'spinning cone ', che consiste in processo fisico di destrutturazione del vino al fine di preservarne meglio la componente aromatica). "Questa problematica si continuerà a presentare - conclude Coldiretti - fintanto che non si troverà il modo di fare chiarezza con una norma obbligatoria di etichettatura. In situazioni come quella attuale, in cui in alcune realtà vitivinicole italiane, ma anche spagnole, vi sono state abbondanti produzioni e prezzi di vendita crollati che mettono in pericolo la coltivazione stessa della vite nelle aree comunque vocate, non è tollerabile continuare a consentire questo 'trucco' di cantina a danno dei consumatori e dei produttori". Questione di etichetta. La battaglia per introdurre l? obbligo in etichetta dell? eventuale aggiunta di saccarosio nei vini sarà una delle azioni prioritarie di FederMosti, l'associazione italiana dei produttori di mosti e succhi d? uva concentrati. A tutt? oggi l? Italia, attraverso il ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf), è pressoché sola in questa desolata lotta contro lo zucchero, in un mercato globale dove, d?altra parte, vengono praticate con l? assenso o il silenzio delle leggi, le più invasive pratiche enologiche (basti pensare all? osmosi inversa, altro metodo di arricchimento che consiste nel far evaporare l'acqua con una forte pressione atmosferica per aumentare la concentrazione di zucchero). Di recente anche Federconsumatori ha aderito alla causa. Per Rosario Trefiletti, presidente dell'associazione dei consumatori, "quello che preoccupa in particolare i cittadini è l'inammissibile mancanza di informazione e di trasparenza circa l'utilizzo di tali pratiche, che non vengono indicate in etichetta. A farne le spese, quindi, non è solo la qualità e la genuinità dei prodotti, nonché la tradizione della produzione vinicola vanto del nostro Paese, ma anche il diritto dei cittadini di scegliere liberamente e con piena consapevolezza quale vino bere, sulla base di informazioni certe e precise. Una situazione intollerabile, alla quale il nostro Governo deve dare risposte precise".   E un appoggio è arrivato anche dalla Francia: il ministro francese dell'agricoltura, Stephan Le Foll (rimasto al suo posto anche dopo il recente rimpasto di governo), ha dichiarato che "la richiesta di re-introduzione degli aiuti ai produttori di mostri concentrati è tra le priorità dell'amministrazione agricola francese". E anche i vertici dell'associazione dei vini Igp dei Pays d'Oc? ossia le regioni del Sud della Francia come Provenza, Languedoc-Roussillon, che possono ricorrere allo zuccheraggio solo su deroga prefettizia? si sono schierati con l'Italia e gli altri paesi dell'Europa mediterranea a favore della reintroduzione delle sovvenzioni europee per i mcr, come annunciato di recente dal presidente Jacques Gravegeal. In tal modo "il Mipaaf si sentirà meno isolato? ha sottolineato Marco Bertagni, ad di Bertagni Consulting, la società che gestisce in outsourcing le due associazioni europee di derivati dell'uva Widen e Must? in una battaglia sacrosanta, non solo per ripristinare le eque condizioni concorrenziali, ma anche per garantire una maggior trasparenza al consumatore. Stimiamo che tra i 15 e i 20 milioni di ettolitri di vino siano annualmente arricchiti in Europa con saccarosio e nessuno, a parte gli addetti ai lavori, ne è al corrente. Porterei avanti questa crociata anche come privato cittadino, perché è davvero inaudito e contraddittorio che la Commissione dichiari che il vino va fatto con l'uva e consenta poi l'aggiunta di sostanze esogene, come il saccarosio, senza che il consumatore ne sia consapevole. Il mantra dell'esecutivo Ue sulla trasparenza a tutti i costi dovrebbe trovare pratiche declinazioni, al di là di altisonanti enunciati".  
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TITOLO: Medico lavora 15 giorni in 9 anni, verifica all'Asp di Catania
DATA: 2014-08-27
OCCHIELLO: Il sanitario è in servizio all'ospedale Sant'Isidoro di Giarre. Avrebbe usufruito di permessi previsti dalla legge e borse di studio. "Sono perplesso ma non. ..
TESTO:Quindici giorni di lavoro in 9 anni di servizio: numeri da "Guinness dei primati" quelli di un medico del pronto soccorso dell'ospedale Sant'Isidoro di Giarre (Catania) che, assunto nel 2005, sarebbe stato in corsia solo due settimane. L'episodio è al centro di una serie di accertamenti interni avviati dall'Asp di Catania dopo alcune segnalazioni. La vicenda ha trovato conferme ai vertici dell'Azienda sanitaria provinciale, che sta 'monitorando' altri casi analoghi. Il medico è originario di Messina, città dove vive, e avrebbe usufruito di una borsa di studio dal primo giugno del 2005 al 31 ottobre del 2008. Il giorno del rientro chiede un congedo parentale fino al 31 maggio. Dal 4 al 21 maggio presta servizio al pronto soccorso del Sant'Isidoro di Giarre. Poi dal 22 maggio al 22 luglio è assente per malattia. Successivamente ottiene un permesso fino al 30 giugno scorso per una borsa studio e attualmente è in aspettativa per un dottorato di ricerca che scadrà il 31 dicembre del 2016. L'Asp ha inoltre avviato accertamenti sul sito web personale del medico, che svolgerebbe un'attività privata libero professionale nonostante anche on-line farebbe sapere di essere un ospedaliero a tempo indeterminato con l'Asp di Catania. "Sono perplesso, ma non preoccupato: ho usufruito di permessi non retribuiti previsti dal contratto nazionale di lavoro per frequentare dei corsi di specializzazione", dice il medico all'Ansa. "Intanto i 15 giorni di lavoro - osserva - sono un dato inesistente perchè ci sono delle pause 'minime' previste per legge. E' invece vero che quando è nato mio figlio ho usufruito di cinque mesi di permesso parentale. Tutto secondo la legge". L'assenza prolungata dall'ospedale, secondo il medico, "non ha procurato alcun danno all'Asp3 e neppure al pronto soccorso dell'ospedale di Giarre". "I permessi di cui ho usufruito - spiega - erano non retribuiti: io mi sono mantenuto con le borse di studio, che sono inferiori allo stipendio, e ho dovuto pagare tasse e iscrizione di tasca mia. E durante le mie assenze sono stato sostituito da una collega". "Adesso sono fuori Messina - sottolinea il medico - ma sono sereno. In questi anni nessun dirigente dell'Asp avrebbe firmato delle aspettative senza che fossero previste per legge. Adesso sto usufruendo dell'ultima. Questi corsi sono un arricchimento dei medici che poi li riversano sull'ospedale. Dal quale non si può andare via per anni proprio perchè le nuove conoscenze ottenute con i permessi siano utilizzate per l'Azienda ospedaliera per cui si lavora. Quindi - conclude - qual è  il problema: avere rispettato la legge? "
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TITOLO: La laurea che vale doppio, fenomeno in crescita
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: Un unico corso di studi, in parte da noi e in parte all'estero, che si conclude con due diplomi. Sono ormai pochissimi gli atenei italiani che non hanno. ..
TESTO:Le doppie lauree sono tra noi, sempre più diffuse. Valgono in Italia e in Austria, in Italia e in Tunisia. Anche in Italia e a Cuba. Ti laurei contemporaneamente in un ateneo italiano e in uno, associato, nel resto del mondo. Serve un robusto percorso in lingue straniere (inglese o l'idioma parlato nell'ateneo bis, livello B1 o B2 certificato), alcune materie condivise, un accordo bilaterale tra senati accademici e si aprono nuove opportunità di lavoro. Da noi e nel secondo Paese. Sono davvero pochi gli atenei in Italia che oggi non prevedono la doppia laurea, ma è dal 1997 che l'Università di Trento - sempre in alto nelle classifiche nazionali e tra le italiane meglio piazzate nei ranking internazionali - ha sottoscritto accordi con atenei stranieri in tutto il mondo, coinvolgendo ogni suo dipartimento. La permanenza all'estero va da due a quattro semestri, le destinazioni sono in Germania e Francia, Spagna e Portogallo, Olanda e Repubblica Ceca, ma anche Stati Uniti e Cina. Ancora nel 2008-2009 la doppia laurea valeva in un ateneo su tre: in ventinove potevano offrire il "double degree" di primo o secondo livello. Oggi sono raddoppiati. E' importante avere un buon punteggio negli esami sostenuti. Metà del corso di laurea viene seguito nella propria università, gli ultimi due anni in media, con i relativi esami e l'eventuale formazione in azienda, si svolgono nei dipartimenti convenzionati all'estero. Al ritorno lo studente avrà finito un unico corso di studi con due diplomi di laurea. La convenzione del Processo di Bologna, che ha velocizzato e diffuso lo strumento "double", si proponeva di realizzare entro il 2010 uno Spazio europeo dell'istruzione superiore per offrire ai laureati la chance di proseguire gli studi o trovare un'occupazione in un altro Paese europeo (o asiatico, nord e sudamericano). Il Politecnico di Milano ha una fitta rete di accordi grazie all'iniziativa Time (Top industrial managers for Europe), che vede la partecipazione di 46 università tecniche prestigiose nel campo dell'ingegneria. Ci sono destinazioni in Canada, Brasile, Argentina e Colombia. Buone opportunità per chi sceglie ingegneria sono date anche dall'Università di Brescia che per il corso di primo livello in ingegneria dell'informazione e per otto corsi di secondo livello permette di conseguire il doppio titolo in Francia e negli Stati Uniti. Così la Cattolica di Piacenza. La Luiss di Roma ha attivato il "double degree" in International management con l'università di Shanghai in Cina. La Bocconi di Milano ha un corso interamente in inglese in management, che permette di conseguire un doppio titolo, in Italia e in India. La Bicocca si è consorziata con l'Università cubana. Roma Tre con la John Cabot (che, tra l'altro, ha sede a Roma nel quartiere di Trastevere).
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TITOLO: Apple lavora a maxi-iPad, esordio nel 2015
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: Secondo la stampa Usa, il colosso di Cupertino lavora a un tablet con uno schermo da 12,9 pollici. L'indiscrezione quando mancano pochi giorni alla. ..
TESTO:NEW YORK - Apple starebbe lavorando a un iPad grande, con uno schermo da 12,9 pollici. Lo riporta la stampa americana. Secondo Bloomberg, che cita fonti trinceratesi dietro l'anonimato, la produzione dovrebbe partire entro il primo trimestre del prossimo anno ed entro il 2015 del maxi-iPad potrebbe essere sul mercato. Le indiscrezioni arrivano in attesa dell'evento in programma il prossimo 9 settembre, quando Apple dovrebbe presentare il nuovo iPhone. E mentre il colosso di Cupertino fronteggia il calo delle vendite dei suoi tablet da 9,7 e 7,9 pollici, dovuto al fatto che gli utenti cambiano l'iPad meno frequentemente di quanto Apple si aspettasse, oltre che alla concorrenza di Samsung e di altre società. Sempre secondo Bloomberg, Apple sta lavorando da almeno un anno con i suoi fornitori per realizzare device con lo schermo più grande.    
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TITOLO: Un italiano su tre aggira le restrizioni a Internet sul lavoro
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: L'indagine ha coinvolto 4.500 persone in sette Paesi europei (Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Belgio e Olanda): i divieti ai social network, ...
TESTO:ROMA - Un italiano su tre (32%) aggira le restrizioni d'accesso a Internet (social network come Facebook, app e messaggistica) imposte dalla propria azienda sul luogo di lavoro, un numero che sale al 49% nella fascia d'età tra i 18 e i 34 anni. Il 26% tende a ignorare o ad aggirare le restrizioni usando i dispositivi personali per Twitter, il 29% per servizi di video streaming, il 34% per applicazioni d'archiviazione sul cloud, il 38% per app mobile. Il dati emergono dallo studio People-Inspired Security condotto da OnePoll per Samsung. L'indagine ha coinvolto 4.500 persone in sette Paesi europei (Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Belgio e Olanda). Nonostante in Europa l'accesso a Facebook sia limitato o addirittura vietato al 40% dei dipendenti, sono in molti a ignorare o aggirare le regole: il 34% in Germania, il 32% in Spagna, il 31% in Belgio e Olanda. I più indisciplinati sono gli inglesi (41%), mentre i francesi (20%) si distinguono per il rispetto delle norme aziendali. Il settore di mercato europeo in cui limiti e divieti sono più frequenti è l'alberghiero. Il 47% delle aziende ha delle regole in materia ma il 38% del personale le infrange, un dato inferiore solo al 46% degli indisciplinati che si trovano nel settore immobiliare. "Dal punto di vista della sicurezza, è comprensibile che i datori di lavoro vogliano controllare l'uso della tecnologia da parte dei propri dipendenti", commenta Dimitrios Tsivrikos, Consumer and Business Psychologist allo University College London. "Se però questo si traduce nell'ignorare le esigenze del professionista moderno, le aziende potrebbero andare incontro a un calo di produttività e di coinvolgimento".
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TITOLO: Facebook, lotta ai contenuti mangiaclic d'ora in poi in bacheca solo post interessanti
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: Il social network mette un freno ai titoli poco chiari e dà priorità ai link condivisi secondo il formato standard. Ecco le ultime mosse di Menlo Park per. ..
TESTO:ACCHIAPPACLIC. Sono quei post che intossicano i social network facendo leva più sull'efficacia del titolo che sulla sostanza dei contenuti. E che, soprattutto, spesso non chiariscono a dovere cosa troveremo una volta che ci avremo cliccato sopra. Le nostre bacheche di Facebook ne sono zeppe e i "click-baiting", così si chiamano questi link rilanciati il più delle volte per generare traffico su siti e portali di scarsa utilità se non del tutto malevoli, sono uno dei maggiori incubi della piattaforma di Mark Zuckerberg. Che almeno da un anno, con la rivoluzione dell'algoritmo che gestisce la newsfeed, sta tentando di darsi un tono alzando la qualità media e cercando addirittura di trasformarsi, per esempio col progetto Newswire, in fonte giornalistica accreditata. La strategia contro la gramigna che infesta le bacheche del suo quasi miliardo e mezzo di utenti entra ora nella seconda fase. In un post nella newsroom ufficiale il ricercatore Khalid El-Arini e il product specialist Joyce Tang hanno infatti annunciato un paio di fondamentali novità per tentare di limitare ancora di più contenuti poco interessanti se non del tutto inutili. Sono sostanzialmente meccanismi di priorità attraverso i quali Facebook non potrà cancellare certi post ma assegnerà loro meno evidenza, soffocandoli nel mare magnum dei continui aggiornamenti e dunque rendendoli, si spera, sostanzialmente inutili anche per chi li mette a punto. "Sono miglioramenti che aiuteranno le persone a scovare post e link più rilevanti e interessanti", hanno scritto i due esperti di Menlo Park, "e continueranno a marginalizzare storie che gli utenti ci dicono essere spam o comunque inadatte". A quanto pare, infatti, la nuova coppia di provvedimenti nasce proprio da una spinta dal basso.   Il primo asso nella manica punta proprio sui titoli dei contenuti mangiaclic. Sono più o meno headline che suonano tipo "Non crederai mai a quali star hanno avuto un flirt nella loro vacanza al mare. Clicca e scopri i nomi dei vip più caldi dell'estate". Ma anche più raffinate e spesso non del tutto moleste. Bene, gli utenti hanno iniziato da tempo a non fidarsi più. E quindi a cliccarci meno. Ciononostante, se li ritrovano sempre fra i piedi. Secondo un sondaggio interno, l'80% preferisce infatti titoli che aiutino a decidere se valga la pena approfondire un singolo articolo o una singola gallery. Senza buttarsi nel vuoto. Adesso Facebook starà più attento. Come? Valutando il tempo che trascorreremo ad approfondire un determinato contenuto (uscendo dunque dal social). Se clicchiamo su un pezzo e trascorriamo un po' di tempo a leggerlo, probabilmente si tratta di qualcosa d'interessante. O quantomeno non del tutto fine a sé stesso. Se invece ci si clicca e si torna immediatamente sulla piattaforma di Mark Zuckerberg, può esserci qualcosa che non va. Con l'aggiornamento della newsfeed il social comincerà dunque a classificare i contenuti che scorrono sulle nostre bacheche anche in base all'elemento cronologico. Non solo. I nuovi meccanismi valuteranno anche il rapporto fra clic e altre interazioni: se ad esempio in molti cliccano ma pochi apprezzano, commentano e condividono, è segno che un certo contenuto sfoggia un alto tasso di Dna acchiappaclic. Vade retro.
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TITOLO: Un motore di ricerca per l'Nsa. Si chiama Icreach
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: I dipendenti dell'agenzia per la sicurezza nazionale americana  avrebbero accesso ai dati di 850mila registri
TESTO:BASTA DIGITARE L'INDIRIZZO email e il numero di telefono di una persona per ottenere informazioni sulle chiamate effettuate e ricevute, sms e altro. Tutto questo attraverso un particolare motore di ricerca online della National Security Agency americana. Sarebbe simile a Google e consentirebbe ai dipendenti dei diversi servizi di cercare nelle immense banche dati dell'Nsa. È quanto sostiene il sito "The Intercept" sulla base di documenti trapelati da Edward Snowden, precisando che con il motore di ricerca gli analisti sono in grado di monitorare 850mila registri, tra cui ci sarebbero anche informazioni su email e sms, raccolti dall'Nsa. Il nome del motore di ricerca sarebbe "Icreach" e offrirebbe all'utente una schermata semplice, simile a quella di Google. Su Icreach gli agenti, si legge ancora, possono inserire l'email e il numero di telefono di un sospettato e ottenere ad esempio una lista di telefonate che sono state effettuate proprio da quel numero. I dati, aggiunge "The Intercept", arriverebbero soprattutto da programmi di vigilanza stranieri dell'Nsa, anche se potrebbero contenere informazioni di cittadini statunitensi. Da parte sua, un portavoce dei servizi segreti ha spiegato che con il motore di ricerca si punta a migliorare lo scambio di informazioni tra le autorità.
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TITOLO: WhatsApp da record: ha 600 milioni di utenti attivi al mese
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: La popolare chat acquistata da Facebook nel febbraio scorso aveva toccato quota 500 milioni ad aprile
TESTO:IL DOPPIO della popolazione degli Stati Uniti, ovvero 600 milioni di persone, utilizzano ogni mese WhatsApp. Lo ha reso noto su Twitter Jan Koum, uno degli ideatori della popolare chat acquistata da Facebook per 19 miliardi di dollari lo scorso febbraio. E pensare che il precedente record dell'applicazione era stato segnato solo ad aprile quando il contatore aveva registrato 500 milioni di utenti attivi. Secondo le stime di GlobalWebIndex risalenti a fine maggio, sulla piattaforma si scambia messaggi circa il 19% della popolazione "connessa" globale. Al top i Paesi asiatici e il Sudafrica. Unico mercato europeo fra i primi dieci la Spagna, al sesto posto. WhatsApp, che dovrebbe introdurre accanto ai messaggi anche la possibilità di effettuare telefonate via internet, ha il maggior tasso di penetrazione sulla popolazione online a Hong Kong (53%). A seguire in Sudafrica (52%), Malesia (50%), Singapore (50%), Messico (47%) e Spagna (45%). La società è stata fondata nel febbraio 2009 da Jan Koum e Brian Acton ed è stata acquistata da Mark Zuckeberg i primi di febbraio scorso.
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TITOLO: Legge: "cancella supplenti", in Piemonte 5000 sperano: ma è buio su altri 50mila
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: La riforma annunciata dal ministro Giannini potrebbe significare contratti a tempo indeterminato per migliaia di docenti: ma sono dieci volte tanto quelli che, ... <br clear='all'/>
TESTO:A Rimini il ministro Giannini ha detto «non saranno eliminati fisicamente», ma più di qualcuno, anche in Piemonte, rischia di non entrare più in una scuola, almeno come docente. Potrebbero essere 50mila in tutta la regione e tra i 15 e i 20mila nella sola provincia di Torino gli aspiranti insegnanti a essere messi fuori gioco dalla riforma? cancella supplenti? del governo. Ieri, intanto, nell? aula magna del D? Azeglio sono state siglate trecento assunzioni di docenti per tutto il Piemonte, dopo il concorso del 2012 atteso per 14 anni. Dall? Ufficio scolastico regionale non si sbilanciano: «Senza provvedimenti scritti è difficile capire di cosa stiamo parlando». Ma i conti sono fatti: ogni anno il corpo docente piemontese è composto da 40mila di ruolo, più altri 5mila che, tra contratti annuali e altri, completano l? organico. Questo, con qualche aggiunta, dovrebbe essere quello che la riforma chiama? organico funzionale? , cioè il corpo docente compresi gli assunti per coprire eventuali malattie e maternità, attinti da quelle graduatorie ad esaurimento che ospitano vincitori di concorso e abilitati: «Se i numeri fossero questi ci sarebbe già da esultare, ma siamo in attesa che Renzi scopra le carte. Valutare sui tweet è impossibile» dice Maria Grazia Penna, segretario generale della Cisl scuola Piemonte. In tutta la regione, però, il mondo dell? insegnamento è molto più vasto di questi 45mila fortunati: ogni anno infatti i provveditorati e i singoli istituti stilano elenchi in cui si trovano almeno altre 50mila persone. Non tutte insegnano, molte sono in attesa di essere chiamate per la prima volta, ma tante altre da anni tengono in piedi il sistema, chi con supplenze di pochi giorni, chi con incarichi fino al 30 giugno: «Che fine faranno non è chiaro? conferma Penna? Forse rientreranno attraverso concorsi futuri, se verrà premiato il merito come dice il premier: ma vorremmo capire cosa intenda». Anche da Cgil e Uil arrivano giudizi quantomeno tiepidi su questa ipotesi. Diego Meli, segretario regionale Uil Scuola, è scettico: «Da un lato si parla di assunzioni, dall? altro si dice che verranno aumentate le ore di lavoro e ridotti gli anni di scuola. Come siano compatibili queste cose non è chiaro». Sulla stessa lunghezza d? onda anche la Flc Cgil di Torino; al segretario Igor Piotto l? apertura ai privati non piace, come anche la competizione tra lavoratori con la? scusa? del merito: «L? organico funzionale lo proponiamo da anni, ma per farlo servono investimenti e su questo il governo è ambiguo. Non mi sembra poi che ci sia stato confronto. Siamo comunque pronti a fare controproposte, non ci metteremo solo di traverso». Da tutti e tre i sindacati arriva insomma la disponibilità al confronto, «ma va aperta una contrattazione. Renzi non può fare tutto da solo».  
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TITOLO: Chiò: "Sla, così vediamo il male nascere. Cure adeguate fin da subito"
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: La sperimentazione delle Molinette è stata condotta su 195 pazienti confrontati con 40 persone non malate<br clear='all'/>
TESTO:"L'ACCELERAZIONE e la maggior accuratezza della diagnosi di Sla sono fondamentali: sia per lo sviluppo di nuove terapie, sia per l'accesso dei pazienti alle cure sperimentali". Il professor Adriano Chiò è direttore del Centro esperto sclerosi laterale amiotrofica delle Molinette e del dipartimento di Neuroscienze dell'Università. Cosa comporta questa scoperta? "È un passo avanti importante. Finora la Sla poteva essere accertata solo con l'indagine clinica e il supporto di metodiche neurofisiologiche: richiedeva un lungo periodo di osservazione che poteva arrivare a un anno". Con quest'ultimo studio invece si accorciano i tempi? "Sì. Questa tecnica permette non solo di raggiungere un'accuratezza diagnostica del 95 per cento, e che prima era appena del 60, ma di anticipare la diagnosi di alcuni mesi iniziando subito la terapia più adatta". Come funziona in concreto questo esame? "È una Pet, una tomografia a emissione di positroni con un tracciante simile al glucosio, che viene utilizzato normal- mente nei centri di medicina nucleare. Quella che viene definita Fdg-Pet è di fatto una tecnica di diagnosi che si basa sulla somministrazione nel paziente di un mezzo di contrasto radioattivo. Questa sostanza permette poi di valutare il metabolismo di una certa regione confrontandolo con lo stato di normalità". Ci sono altri casi in cui viene usata questa tecnica? "Nella pratica clinica viene utilizzata nei tumori, nei quali la ricezione delle regioni colpite è aumentata, e nelle malattie neurodegenerative, dove invece è diminuita. Nel caso della Sla le immagini vengono anche elaborate grazie a un particolare algoritmo". Ovvero? "Con un algoritmo matematico identifichiamo le aree cerebrali che, nei pazienti Sla, presentano l'alterazione funzionale caratteristica della malattia. Queste regioni corticali e sottocorticali mostrano sia un basso sia un forte assorbimento e quest'ultimo, nei fasci nervosi che intercorrono tra le aree motorie e il midollo spinale, è assolutamente specifico della Sla". Ci sono controindicazioni? "Assolutamente no. Anche i pazienti che soffrono di claustrofobia possono farlo, in quanto, a differenza delle risonanze, non avviene in uno spazio ristretto. Il liquido di contrasto è simile al glucosio, uno zucchero marcato, che in linea di massima non provoca allergia. E la sostanza radioattiva non ha effetti collaterali: il corpo umano la elimina in mezz'ora". Quali sono i primi sintomi della malattia? "La perdita di forze, in particolare del gruppo muscolare. Un impaccio motorio di solito non accompagnato da dolore. Purtroppo alcuni di questi segnali vengono spesso ignorati dai pazienti, che solo in seguito si presentano dal medico e ancora dopo dal neurologo". Quanti sono i casi di Sla in Piemonte? "Attualmente circa 400. L'età media è tra i 60 e i 70 anni. Nello studio sono stati coinvolti 195 pazienti del centro Sla delle Molinette, confrontati con 40 persone che non avevano malattie del sistema nervoso centrale. La serie di soggetti osservati è di gran lunga la più numerosa di qualunque altro studio di neuroimmagini effettuato finora nella Sla. Un aspetto che rafforza l'affidabilità statistica e clinica del nostro lavoro".
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TITOLO: Omicidio dell'Eur, il rabbino capo di Roma: "Mai incontrato il killer Leonelli"
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: Riccardo Di Segni replica al racconto di Giovanni Cialella, proprietario della villa nella quale si è consumato il delitto, e amico dell'omicida che gli. ..<br clear='all'/>
TESTO:"Mai sentito nominare Leonelli". Il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni smentisce categoricamente di aver conosciuto e incontrato Federico Leonelli, l'uomo che due giorni fa ha ucciso e decapitato una colf ucraina a Roma e poi è stato ucciso dalla polizia. Le parole di Di Segni, rilasciate a moked, portale dell'ebraismo italiano, arrivano dopo che nel corso di un'intervista, il proprietario della villa in cui è avvenuto l'omicidio, Giovanni Ciallella, amico di Federico Leonelli, ha raccontato che il 35enne gli aveva detto di aver incontrato una volta il rabbino, poiché aveva scoperto presunte origini ebraiche in base alle quali aveva deciso di arruolarsi in Israele contro Hamas. Leonelli per questo si sarebbe avvicinato ai testi della tradizione ebraica, secondo le parole di Ciallella. "In ufficio abbiamo un intero faldone di gente fuori di testa che mi scrive: ci sono persone di tutti i tipi, ma francamente questo delirio non me lo ricordo" ha proseguito Di Segni. "Mi capita di incontrare e parlare con molta gente, anche per strada - ha aggiunto il rabbino -. Forse un giorno gli avrò pure stretto la mano e un mitomane come Leonelli avrà creduto chissà cosa. Sono dell'idea che la sua vicenda debba essere oggetto di investigazioni psichiatriche, non penso servano altre valutazioni da parte mia".
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TITOLO: I poliziotti: "Il killer faceva paura, si è lanciato contro di noi e abbiamo fatto fuoco"
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: Parlano i due che hanno ucciso l'assassino della colf: "Non avevamo mai sparato prima, se non al poligono"<br clear='all'/>
TESTO:ROMA. "Era in piedi, nel buio, e rantolava. La donna era già morta ma lui imitava i suoi gemiti. Aveva un coltellaccio in mano, i capelli lunghi, un paio di occhiali protettivi sul viso. Faceva paura, alto quasi due metri, robusto, lordo di sangue. Il nostro primo pensiero è stato per il pompiere che, in quel momento, stava forzando la porta. Era chiarissimo che Leonelli si preparava a uccidere chiunque fosse entrato in quella stanza". Parlano con lentezza, uno sforzo enorme per nascondere l'emozione, il dolore, lo strazio interiore di chi ha ucciso. Danilo V. , 42 anni e Michele D. , di 32, sono i due agenti che hanno sparato a Federico Leonelli, la mattina d'orrore e di sangue di domenica scorsa. Due colpi a testa, con le loro "Beretta 92" d'ordinanza. "Nessuno di noi due aveva mai fatto fuoco prima d'ora, se non al poligono in allenamento. Michele è anche tiratore sportivo e chiedergli perché mai non abbia mirato alle gambe è superfluo: a due metri di distanza, con la paura di essere uccisi e l'adrenalina a mille non si mira: si spara al bersaglio grosso e basta. Per salvarsi o per salvare altre vite. Come è andata? Cominciamo dall'inizio. "La sala operativa ha ricevuto la segnalazione di un vicino: aveva sentito grida di aiuto nella villa di via Birmania. Noi eravamo su due diverse auto, assieme agli autisti, più giovani e meno esperti. Siamo arrivati sul posto: nessun rumore. Entrare nel giardino era difficile: abbiamo chiamato i vigili del fuoco ma, nel frattempo, il vicino ha trovato due scale con cui abbiamo scavalcato. Sui gradini della villa c'erano una pantofola e un indumento insanguinati e altre tracce di sangue". E poi? "Abbiamo seguito le tracce che portavano all'ingresso di uno dei due seminterrati. Dentro era tutto buio ma c'era un lucernario da cui abbiamo cercato di vedere qualcosa con le torce elettriche. Nel frattempo i vigili stavano forzando la porta. Dall'interno, sentivamo i rantoli ma la donna era già morta. Era l'uomo che gemeva, come se stesse soffrendo al posto suo". Cosa avete visto dal lucernario? "All'inizio solo il corpo della ragazza e credevamo fosse ancora viva. La testa non si vedeva. Poi abbiamo illuminato Leonelli: alto, grosso, il viso seminascosto dagli occhiali, un lungo coltello con la lama seghettata in pugno. Pochi istanti dopo la porta si è aperta e abbiamo urlato al pompiere: via, via, scappa". Cos'è successo dopo? "L'uomo si è avventato contro il pompiere e ha cercato di pugnalarlo. Poi, fulmineamente, è uscito in giardino. C'erano altri vigili, medici, barellieri. Abbiamo gridato a tutti di allontanarsi. Lui si è messo di spalle a un'auto parcheggiata poco distante, una Chevrolet grigia". Parlava, gridava? "Si, urlava: andate via, lasciatemi andare. Siamo avanzati con le armi in pugno fino a quando non c'era nessuno sulla linea di tiro. Abbiamo gridato: butta il coltello, butta il coltello. Un nostro collega si è avvicinato di lato e l'ha colpito col manganello, tentando di disarmarlo. Lui non ha neanche avvertito i colpi". Quando avete sparato? "Quando si è lanciato contro di noi, col coltello in pugno. Ci voleva un attimo a raggiungerci. L'abbiamo colpito ma non è caduto. È tornato alla macchina e, a coltellate, ha mandato in frantumi il deflettore posteriore. Voleva entrare nell'auto ma è crollato prima. I medici lo hanno subito soccorso e intubato". E voi? "Siamo stati interrogati fino a notte fonda. Poi, stamattina, siamo stati ricevuti in questura. Abbiamo detto le stesse cose che stiamo dicendo a lei. La verità".
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TITOLO: Romanini: "Sono per la circolazione delle opere d'arte patrimonio dell'umanità"
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: Il curatore di mostre e docente: "Ogni volta che noi esportiamo la bellezza, la bellezza diventa virale e di questo ne beneficiano in molti"<br clear='all'/>
TESTO:SONO per la circolazione delle opere d'arte, sia pure con tutte le garanzie di sicurezza che sono necessaride". E' favorevole al prestito della Venere da Firenze a Torino in occasione dell'Expo, Alessandro Romanini, curatore di numerose mostre di arte contemporanea, docente all'Accademia di Carrara e al master del Centro visivo di Pietrasanta dove insegna Restauro e Arte Contemporanea. NON ritiene che prestare sia pure per pochi mesi un'opera importante sia toccare il dna di un museo? "Penso che le opere d'arte siano patrimonio dell'umanità e questa volta devo dare ragione a Vittorio Sgarbi. Farle circolare, farle conoscere in un'occasione straordinaria come può essere l'Expo è davvero importante per il nostro Paese e per la cultura in generale". Quindi lei è favorevole anche al prestito chiesto da Vittorio Sgarbi dei Bronzi di Riace? "Certamente sì. Ripeto, servono le garanzie che oggi ci possono essere per quanto riguarda il trasporto e la sicurezza di un'opera d'arte di grande valore che fa parte della storia e anche della memoria. E poi per quanto riguarda i Bronzi di Riace vorrei aggiungere che il trasferimento di opere in bronzo è anche meno complicato rispetto a un dipinto". Torniamo alla Nascita di Venere. .. "Guardi io penso che ogni volta che noi esportiamo la bellezza, la bellezza diventa virale e di questo ne beneficiano in molti. Mostrare un capolavoro come la Nascita di Venere di Botticelli, anche se l'Expo è visto da alcuni come un'occasione glamour, è un modo per farla ulteriormente conoscere al mondo, certo va contestualizzata, bisogna spiegare a chi la va a vedere cosa rappresenta in quale contesto. .. Ma i capolavori dell'arte devono circolare perché creano cultura, generano interesse".  
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TITOLO: Montanari: "Esibire i gioielli di famiglia in contesti così estranei è un'operazione discutibile"
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: Lo storico boccia senza appello la proposta del critico Sgarbi di spostare il capolavoro di Botticelli per Expo 2015: "La manifestazione dovrebbe parlare di. ..<br clear='all'/>
TESTO:Venere a Venaria Reale? "Non so se definirlo una sceneggiata estiva o un colpo di sole. Oppure uno sviluppo perfettamente coerente dell'affaire Bronzi di Riace. A questo punto sono curioso di scoprire la prossima mossa di Sgarbi: spostare il Colosseo? Trasferire Pompei? ". Lo storico Tomaso Montanari boccia senza appello la proposta del critico di spostare il capolavoro di Botticelli per Expo 2015. Un'operazione troppo rischiosa? "LA questione è di politica culturale e, solo in un secondo momento, tecnica. Il problema è perché mandare la Venere all'Expo, una manifestazione che dovrebbe parlare di alimentazione. Non si capisce perché in Italia, qualunque sia l'occasione, ci si debba rivolgere a questo enorme giacimento di petrolio che è la cultura, esibire i gioielli di famiglia anche quando non c'entrano niente col contesto. Ma la colpa non è solo di Sgarbi". In che senso? "Proprio a Firenze Antonio Paolucci si autodefinì il "movimentatore massimo" di opere d'arte e oggi il Polo museale manda in giro qualunque cosa: basti pensare all'Annunciazio-ne di Botticelli, più delicata della Ve-nere, che è volata a Gerusalemme un anno fa". Eppure proprio agli Uffizi esiste una lista di opere "incedibili". "Un elenco del genere è ancora più paradossale perché significa implicitamente che le opere non incluse possono essere date via liberamente. Io credo si debba valutare caso per caso in base al valore dell'operazione culturale: se, per esempio, il Metropolitan di New York organizzasse una mostra straordinaria con tutto Botticelli curata da specialisti, allora perché no. I rischi di questi spostamenti sono sempre due: uno fisico, mai del tutto eliminabile, e uno morale, legato all'estrarre l'opera dal suo contesto senza creare un reale aumento di conoscenza".
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TITOLO: Federalberghi contro TripAdvisor: "Recensito hotel chiuso". Poi il sito cancella il commento
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: L'associazione degli albergatori denuncia l'inaffidabilità del servizio e si rivolge all'Antitrust. L'operatore web si difende: "Commenti fittizi solo in una. ..<br clear='all'/>
TESTO:L'associazione ricorda anche che la scorsa primavera l'Antitrust ha aperto un'istruttoria sia sulla questione delle recensioni fasulle di TripAdvisor, che contro Expedia e Booking per "un'altra pratica lesiva della concorrenza, ossia la cosiddetta clausola del 'parity rate', che vieta agli hotel di pubblicizzare prezzi inferiori a quelli esposti sui grandi portali di prenotazione". I tempi del Garante sono piuttosto lunghi, la risposta arriverà solo a luglio 2015: "Ma noi abbiamo pazienza e aspettiamo, il nostro interesse prioritario è tutelare i consumatori", concludono da Federalberghi. Quello dell'hotel romano non è caso unico di recensione impossibile. L'associazione denuncia infatti la presenza di altri giudizi quantomeno strani. "Un altro cliente, che dichiara di aver soggiornato al Regency nel marzo 2013, commenta le caratteristiche dell'ascensore, dell'impianto wi-fi, del personale, ed appioppa il relativo giudizio. Peccato che l'albergo fosse chiuso da quasi sei anni! ". Per TripAdvisor le recensioni fasulle riguarderebbero solo una minoranza dei casi, ma Federalberghi precisa che secondo i ricercatori di Gartner (un famoso centro di ricerca americano) la percentuale oscillerebbe tra il 10% ed il 14%. La società americana controbatte: "Combattiamo le frodi con ogni forza e adottiamo sistemi sofisticati e un team dedicato per individuare i truffatori verso i quali adottiamo delle sanzioni volte a dissuaderli - si difende TripAdvisor -  Le tecniche di individuazione e le conseguenti sanzioni rappresentano un notevole deterrente contro l? invio di recensioni fraudolente". "I numeri del nostro sito - continua TripAdvisor - sono garanzia di onestà. Con 170 milioni di recensioni e opinioni e 100 contributi al minuto la community rappresenta di per sé una forza autoregolamentata. La ricerca di Gartner risale a due anni fa e non include nessun dato ufficiale o interno di TripAdvisor". E, in merito alla cancellazione del commento 'incriminato', il sito aggiunge: "Abbiamo investigato lo stato di questo hotel ed essendo stato confermato che la struttura è stata chiusa definitivamente l? abbiamo rimossa dal nostro sito. Aggiorniamo regolarmente e incrementiamo le strutture sul nostro sito e invitiamo la nostra community di viaggiatori e i proprietari a segnalarci qualunque dettaglio non corretto", conclude. Ma l'associazione degli albergatori contrattacca: "Se TripAdvisor pubblica più di cento milioni di recensioni, quasi quindici milioni sono truccate. In ogni caso - ribadisce Federalberghi - anche un singolo episodio, che al sito americano può sembrare poca cosa, assume una dimensione rilevante per il cliente o per l'impresa che vede compromessa la propria reputazione". Per questo motivo Federalberghi si è rivolta all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per chiedere che TripAdvisor adotti con urgenza misure idonee a prevenire gli abusi a danno dei consumatori. E proprio nei prossimi giorni Federalberghi ha annunciato che concluderà la raccolta delle prove da portare all'ulteriore esame dell'Antitrust, invitando consumatori e imprenditori a segnalare i disservizi in cui si è incappati.  
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TITOLO: Uccide il marito con 40 coltellate e tenta il suicidio a Siracusa
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: E' stata soccorsa dai carabinieri chiamati dai vicini di casa dei coniugi, allarmati dalle urla<br clear='all'/>
TESTO:CARLENTINI -  Quaranta coltellate inferte al marito con un coltello da cucina e poi quella stessa lama rivolta verso sé stessa, per togliersi la vita. E' successo alle cinque di questa mattina, a Carlentini, in provincia di Siracusa. Alfio Vinci, 72 anni, era nel suo letto che dormiva beato, quando ha aperto gli occhi e ha visto la moglie, Sebastiana Ippolito, 60 anni, sopra di lui con un coltello tra le mani. La donna lo ha colpito ripetutamente, fino a lasciarlo agonizzante in una pozza di sangue. L'uomo ha lottato tra la vita e la morte per qualche minuto, poi non ce l'ha fatta, è morto poco dopo il raptus di follia della coniuge. Le urla, le grida di dolore hanno svegliato i residenti di via del Mare, dove vivevano marito e moglie, che hanno chiamato immediatamente i Carabinieri. Sono stati proprio gli uomini della compagnia di Augusta a fermare la donna, intenta a ferirsi con lo stesso coltello con il quale poco prima aveva ucciso il marito. La donna è stata immediatamente portata nell'ospedale di Lentini dove è stata medicata per ferite da taglio. I vicini di casa parlano di una forte depressione che ha colpito la donna sei anni fa, per la morte, legata ad un male incurabile, di una delle sue figlie. "Da quella tragedia non si è più ripresa  -  dice una delle vicine  -  e nel periodo in cui, come questo, ricorreva l'anniversario della morte della figlia, le sue condizioni peggioravano". La donna è stata sottoposta a fermo giudiziario per omicidio.  
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TITOLO: Sbarchi, si aggrava bilancio dell'ultimo naufragio: 24 i morti. Salvate altre 171 persone su due gommoni
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: Lo rende noto la Marina militare che ha concluso le ricerche del peschereccio che si è capovolto domenica sera. Dimesso tra qualche giorno un immigrato. ..<br clear='all'/>
TESTO:Si aggrava il bilancio dell'ultimo naufragio di immigrati nel Canale di Sicilia. Sono 24 i corpi recuperati dalla Marina militare, che rende noto il numero definitivo a conclusione delle ricerche dei dispersi del peschereccio capovoltosi domenica sera. Inizialmente erano stati ripescati i corpi di sei persone. Con il ritrovamento di altri 18 cadaveri si sono concluse le ricerche condotte dal pattugliatore "Foscari" e della corvetta "Fenice" nel tratto di mare dov'è avvenuta la sciagura. I superstiti sono 364, tratti in salvo dalle navi della Marina e dalla motovedetta "Fiorillo" della Guardia costiera. Tutte le imbarcazioni con i sopravvissuti e le salme sono dirette ad Augusta (Sirtacusa), dove arriveranno in giornata. Ieri sera, intanto, nel porto di Crotone la nave anfibia "San Giusto" ha ultimato lo sbarco di 1375 migranti e un cadavere. Una nave mercantile ha imbarcato nel Canale di Sicilia 480 immigrati. Il cargo "Aquila", di bandiera britannica, si sta dirigendo verso il porto di Pozzallo (Ragusa). L'intervento di soccorso è avvenuto nell'ambito dell'operazione "Mare nostrum" della Marina militare, che ne ha dato notizia su Twitter.   La nave Sirio della Marina militare ha inoltre completato le operazioni di soccorso ai due gommoni in difficoltà nel canale di Sicilia. Sono 171 i migranti trasferiti a bordo. Sta bene e sarà dimesso nei prossimi giorni dall'Ismett di Palermo, l'immigrato di 22 anni che lo scorso 19 luglio si trovava nella stiva del barcone in avaria al largo di Lampedusa. Proveniente dal Mali, il giovane si era imbarcato in Libia su un barcone ed era tra quelli che avevano trovato posto nella stiva dell'imbarcazione, dove 29 suoi compagni di viaggio hanno perso la vita per l'inalazione di monossido di carbonio e di altri fumi tossici. Le sue condizioni di salute erano apparse estremamente gravi fin dal suo ricovero presso la seconda rianimazione dell'Ospedale civico di Palermo, da dove i sanitari avevano richiesto l'intervento di un'èquipe dell'Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione (Ismett) per sottoporre il paziente a respirazione con un polmone artificiale grazie ad un sistema di circolazione extra-corporea (Ecmo). Dopo l'impianto è stato trasferito alla terapia intensiva dell'Ismett  
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TITOLO: Omicidio all'Eur, nelle telecamere il video dell'orrore
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: Gli inquirenti analizzano i filmati di 9 macchine da presa. Parla il padrone di casa: "Leonelli ossessionato dai coltelli e voleva andare in Israele a. ..<br clear='all'/>
TESTO:Sedici telecamere. Nove funzionanti e almeno una puntata sul cortiletto ancora sporco di sangue. Per ricostruire cosa sia realmente accaduto oltre il cancello di via Birmania 86, gli agenti della scientifica tra domenica e ieri mattina hanno smontato e sequestrato il sistema di videosorveglianza della villa dell'orrore. Le registrazioni sono già state consegnate agli investigatori della squadra mobile: ora spetta ai poliziotti coordinati da Renato Cortese ricomporre i pezzi del folle piano di Federico Leonelli, il 35enne che domenica mattina ha decapitato la colf di casa, l'ucraina Oksana Martseniuk, per poi morire sotto i colpi esplosi dalle Beretta di ordinanza degli agenti arrivati sul posto dopo la chiamata al 113 dei vicini di casa. Parla il proprietario della villa: "Voleva andare in Israele" La prima missione del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e del sostituto Luigi Fede, infatti, è fare luce su tutti i punti ancora oscuri nell'aggressione che è costata la vita alla 38enne dell'est. Determinante in tal senso sarà il risultato dell'autopsia sul corpo della donna di servizio: i medici legali del policlinico Tor Vergata oggi dovranno chiarire se la 38enne sia stata violentata e se sia morta prima di essere decapitata o proprio per i colpi al collo inferti da Leonelli. Anche il cadavere dell'assassino sarà sottoposto a tutti gli esami del caso: si punta a capire quanti proiettili abbiano raggiunto l'uomo e quale sia stato il colpo fatale. In ogni caso, per i poliziotti che hanno fatto fuoco contro il 35enne (e che sono stati ascoltati in questura assieme ai vigili del fuoco e ai carabinieri intervenuti sul posto) gli inquirenti propendono per la legittima difesa. Secondo i pm, insomma, gli agenti delle volanti sarebbero stati costretti a sparare per salvarsi la vita ed evitare la furia assassina di Leonelli, che nel frattempo è stato iscritto sul registro degli indagati. Un atto dovuto per permettere alla squadra mobile di concludere tutti gli accertamenti già disposti dalla procura prima di chiudere il fascicolo. Nel frattempo, sembra attenuarsi la possibilità che a far scoppiare l'ira del killer sia stata l'attrazione per Oksana. Più probabile, invece, che la colf abbia pizzicato il 35enne ad allenarsi con i coltelli. Una cosa che non avrebbe dovuto vedere. Per scavare nel recente passato di Leonelli, gli investigatori hanno a disposizione i tabulati del cellulare dell'assassino e il suo computer. I poliziotti nelle prossime ore continueranno a controllare che tra le centinaia di file non si nasconda anche una sorta di diario, una confessione digitata dall'uomo prima di commettere il più sanguinolento degli omicidi.
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TITOLO: Parla il padrone della villa: "Era ossessionato dai coltelli, voleva arruolarsi in Israele, ho avuto paura per i miei figli"
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: Intervista con Giovanni Ciallella, che ha avuto in casa Federico Leonelli: "Nel periodo in cui è stato mio ospite, a partire dal 26 giugno, non è mai uscito. ..<br clear='all'/>
TESTO:"Voleva andare in Israele e fare la guerra ai palestinesi". Nel racconto di Giovanni Ciallella, il proprietario della villa dell'Eur che da fine giugno ospitava Federico Leonelli, si legge il profilo di un uomo disturbato, un ragazzo fortemente provato dalla perdita della fidanzata e con una serie di inclinazioni quantomeno bizzarre. "Un giorno l'ho visto allenarsi in giardino - ricorda Ciallella - e faceva delle strane piroette, una sorta di ginnastica acrobatica. Si issava sulle braccia e poi ricadeva sui piedi. E in mano aveva un coltello. Quando ha capito che lo stavo osservando, si è nascosto come se fosse un ladro. E poi c'era quella strana deriva religiosa. ..". Cosa intende? "Nel periodo in cui è stato mio ospite, a partire dal 26 giugno, non è mai uscito da casa. Passava 23 ore su 24 chiuso nella sua stanza, una dependance nel seminterrato accanto alla lavanderia". In quelle giornate passate in solitaria cosa faceva? "Si dedicava alla religione. Dieci anni fa, quando l'ho conosciuto a lavoro, non credeva in niente. Era totalmente ateo. Ma negli ultimi mesi diceva di aver scoperto presunte origini ebraiche. Aveva iniziato a studiare la Torah, il Talmud e una volta si è fermato anche a parlare del vecchio testamento con me. Poi tornava a navigare su internet e a vedere decine su decine di filmati. Di notte guardava i video dei rabbini a tutto volume e si informava su quanto sta accadendo nella striscia di Gaza". Che idea si è fatto? "Nessuna idea, le spiego quello che diceva lui. Mi raccontava di aver incontrato il rabbino di Roma e di essere pronto a unirsi all'esercito israeliano contro Hamas e i terroristi armati di missili. Dalle parole era passato ai fatti, ma due volte gli era stato negato il visto. Mi ha mostrato il passaporto con i bolli di diniego. Era andato anche a parlare con il consolato israeliano. Voleva arruolarsi a tutti i costi". E Federico era sempre stato così? "No, dopo la morte della ragazza ha avuto un tracollo enorme. Prima ha abbandonato la sua casa in Portogallo, a Madeira, ed è tornato a Roma dalla madre che nel frattempo aveva avuto un ictus e stava affrontando un lungo coma. Poi mi ha raccontato che la sua famiglia lo aveva praticamente ripudiato. Ha detto che la sorella si era impossessata della casa di via Pigafetta, che lui era stato costretto a trasferirsi prima dal padre e poi ad affittare una stanza in un appartamento di studenti a piazza Bologna. Poi il padre si sarebbe rifiutato di continuare a versargli soldi nel conto corrente". A quel punto ha deciso di chiedere il suo aiuto. "Sì. Lo conoscevo da 10 anni, da quando avevamo lavorato insieme su un progetto internet. Dopodiché l'ho perso di vista. Poi è ricomparso con tutta questa storia e mi ha chiesto di ospitarlo. Ha detto che sarebbe stata una cosa temporanea. Al massimo fino all'inizio di settembre. Poi si sarebbe trasferito". Le pagava un affitto? "No, l'unico lavoretto che ha fatto in quasi due mesi è stato tagliarmi il prato. Lo ha fatto a Ferragosto. Poi si è richiuso di nuovo in stanza, in quei 30 metri quadrati, circondato dai suoi energy drink. Un appartamento completamente indipendente dal resto della casa. Gli avevo proposto anche di andare in un'altra mia casa, in campagna vicino a Frosinone. Oksana, invece, aveva una camera in casa e stava con noi da novembre". Si conoscevano? Forse Federico provava qualcosa per la vostra colf. "No, lui non entrava quasi mai in casa. E se penso che le poche volte che lo ha fatto c'erano anche i miei figli, rabbrividisco. Ma la pista passionale è esclusa. Lui era preso da Israele, dai torti che diceva di aver subito da parte della famiglia, dal padre che lo aveva ridotto in miseria. Lei deve aver visto qualcosa di strano, forse il suo modo di vestire, i suoi anfibi. Oppure potrebbe averlo visto allenarsi. Lui era fissato con tutto quello che riguardava il mondo militare, forse per via del padre. A quel punto lui avrebbe reagito in quel modo". Oksana le aveva mai detto niente a proposito di Federico? "Mi ha scritto un sms sabato sera alle 21.30: "Ho paura di Federico". Ma io l'ho letto solo la mattina dopo. Qualche ora dopo sono iniziate le chiamate degli amici. Pensavo a uno scherzo. Poi ho letto su internet, un mio conoscente mi ha assicurato che si trattava di casa mia e ho avuto uno shock. La polizia mi ha chiamato e detto che la vittima aveva i capelli neri. Ho pensato che si trattasse della sorella, visto il rancore che provava nei suoi confronti. Ma si trattava di Oksana. Era bionda, poverina, ma i suoi capelli erano intrisi di sangue". La sua villa ora è sotto sequestro. Lei è riuscito a tornare in casa? Cosa ha visto? "Non potrò rientrare prima di una settimana, dieci giorni. Sono andato solo nella mia stanza per prendere dei vestiti accompagnato da un poliziotto. Non c'era nessun tipo di traccia in casa. Deve essere successo tutto fuori, perché ho visto il sangue sugli scalini in giardino. Dentro niente. Non è entrato".
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TITOLO: Francia, nasce il nuovo governo Valls: Macron all'Economia
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: Varato il nuovo esecutivo. Un fedelissimo di Hollande sostituisce Arnaud Montebourg le cui posizioni anti rigore avevano causato la crisi
TESTO:ROMA - La casella più delicata va a Emmanuel Macron. E' lui il ministro dell'Economia, dell'Industria e del digitale del governo Valls 2. Dovrà sostituire Arnaud Montebourg - le cui posizioni anti-austerity hanno dato il via alla crisi del governo francese. Ex-banchiere, Macron, 36 anni, è un fedelissimo del presidente Hollande, di cui è diventato consigliere per la politica economica dal 2012. Incarico da cui era dimesso formalmente a giugno. L'ex sottosegretario al Commercio estero francese Fleur Pellerin, prenderà, invece, il posto di un'altra dissidente Aurelie Filippetti alla guida del ministero della Cultura. Mentre Najat Vallaud -Belkacem sostituisce Benoît Hamon al ministero dell'Istruzione e della Ricerca. Tra le altre nomine, Laurent Fabius è stato confermato agli Esteri, Michel Sapin alle Finanze, Segolene Royal all'Ecologia ed Energia. E' un governo all'insegna delle pari opportunità. Ci sono otto donne e otto uomini in quella che è la seconda compagine governativa per Valls.
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TITOLO: Gaza, c'è l'accordo per una nuova tregua. Hamas festeggia: "la vittoria della resistenza"
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: Egitto conferma il raggiungimento dell'intesa. Saranno aperti i valichi della Striscia per far entrare gli aiuti. Oltre 100 razzi lanciati verso Israele oggi: ...
TESTO:GAZA - Questa volta sembra essere quella buona. E' stata raggiunta un'intesa tra israeliani e palestinesi per una tregua duratura nella Striscia di Gaza per porre fine alle sette settimane di combattimenti.   L'annuncio, dato da Hamas, è stato confermato dall'Egitto. La tregua è iniziata alle ore 18, nonostante siano stati ancora lanciati razzi verso Israele, dove sono risuonate le sirene. Si tratta di un copione già visto: anche nelle settimane precedenti ogni volta che si raggiungeva l'accordo per un cessate il fuoco, colpi partivano in direzione dello Stato ebraico. "E' una vittoria per la resistenza", ha gioito il movimento islamico che controlla l'enclave palestinese. L'annuncio è stato accompagnato nella Striscia da spari di giubilo in aria dei suoi sostenitori, mentre dai minareti vengono diffusi versetti coranici di ringraziamento. Il gruppo fondamentalista ha annunciato che non appena il cessate il fuoco entrerà in vigore sarà riaperto il valico di Rafah con l'Egitto. I termini dell'accordo sarebbero simili a quelli che posero fine ai combattimenti nel 2012. Per la prima volta dall'inizio dei combattimenti i leader di Hamas e quelli dalla jihad islamica, la seconda forza politica nel territorio palestinese, sono apparsi insieme davanti alla folla. L'intesa prevede l'apertura dei valichi della Striscia per consentire l'accesso degli aiuti e dei materiali per la ricostruzione, mentre altre questioni verranno discusse in altri negoziati entro un mese. A Ramallah, in Cisgiordania, il presidente dell'Anp Abu Mazen in un discorso televisivo: "Annunciamo che la leadership palestinese ha dato il suo accordo alla proposta egiziana per una tregua duratura e totale".   L'entrata in vigore della tregua nella Striscia di Gaza deve essere accompagnata dall'invio di "medicinali e cibo" agli abitanti dell'enclave palestinese e dall'inizio della "ricostruzione di tutto ciò che è stato distrutto negli attacchi" israeliani, ha continuato. Nonostante l'annuncio nel pomeriggio è proseguito il lancio di razzi verso Israele. Sotto il fuoco di Hamas i villaggi nel deserto  del Neghev occidentale. I kibbutz e i villaggi vicini alla linea di demarcazione sono sottoposti a nutriti lanci di mortai e di razzi palestinesi: il bilancio è di una vittima e diversi feriti. Da stamane Hamas ha sparato verso Israele un centinaio di razzi. Dall'inizio dell'operazione "Margine protettivo" i raid aerei hanno danneggiato oltre 17mila case di Gaza, secondo una stima dell'Onu, lasciando 100mila persone senza casa. Pesante il bilancio delle vittime: 2138 i palestinesi che hanno perso la vita, e oltre 11mila feriti nella Striscia. Mentre 68 sono le vittime israeliane, 4 delle quali civili.
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TITOLO: Austria, spariti 400 gnomi del Partito Social Democratico: "Rapiti dai conservatori"
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: Utilizzati al posto dei manifesti nella campagna elettorale per le provinciali nel Vorarlberg, i: 'coolmen' erano dispiegati sotto i lampioni delle città di. ..
TESTO:Di diverse forme, col pugno alzato o con gli occhiali da sole, il piglio severo, l'immancabile barba bianca, il cappello rosso, e le maniche tirate su avambracci da minatori tozzi, i 400 gnomi dispersi erano anarchicamente dispiegati in vari punti nelle città di Rankweil e Bregenz, quasi tutti fissati ai lampioni a tre metri dal suolo. Ma nella notte di sabato sono scomparsi. Einwallner è preoccupato, il danno economico per il partito ammonta a circa tremila euro. Sarebbe "un grosso scandalo" se fossero stati rubati dal partito avversario, ha detto in una dichiarazione. Il Partito Popolare continua però a negare qualsiasi coinvolgimento. Non hanno toccato i nani, ripetono. Ma il sospetto resta su di loro, anche perché "i manifesti elettorali del ÖVP sono ora appesi alla stessa altezza proprio su quei lampioni", ha spiegato Einwallner, "e questo non è un particolare di poco conto".
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TITOLO: Siria, ucciso jihadista americano. Obama: "Né facile né veloce estirpare l'Is"
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: Una cooperante americana di 25 anni ostaggio dei jihadisti. Usa: "Nessun coordinamento con Assad". Iniziati voli di ricognizione. L'iniziativa potrebbe. ..
TESTO:ROMA - Douglas McAuthur McCain, un afroamericano di 33 anni, è morto in Siria mentre combatteva tra le file dei jihadisti sunniti dello Stato Islamico (Is). L'uomo era originario di San Diego in California ed è stato ucciso lo scorso fine settimana. Una foto del cadavere, con un tatuaggio sul collo, e il passaporto del giovane sono stati visti da un reporter della tv americana Nbc. McCain aveva su Facebook un profilo con il nome "duale thaslaveofallah", con una biografia dove aveva scritto: "Prima di tutto c'è l'Islam". Tre mesi fa era in Turchia, via spesso usata da chi si reca in Siria a combattere, e annunciava che si sarebbe unito all'Is. Poco dopo scriveva: "Sono con i fratelli ora". Sempre oggi, è emerso che i miliziani tengono in ostaggio una cooperante statunitense di 26 anni. La donna, la cui identità non è stata resa nota, è stata sequestrata l'anno scorso mentre lavorava in Siria. degli Stati Uniti è nelle mani dello Stato islamico in Siria. Per il suo rilascio lo Stato islamico chiede un riscatto di 6,6 milioni di dollari e la scarcerazione di Aafia Siddiqui, neuroscienziata pachistana conosciuta come "lady al-Qaeda" condannata a 86 anni di detenzione per il tentato omicidio nel 2008 di agenti dell'Fbi e di ufficiali dell'esercito Usa. Oltre alla volontaria, gli islamisti sunniti tengono prigioniero un altro cittadino americano, il giornalista Steven Sotloff, che è stato mostrato nel video dell'esecuzione di James Foley. Altri statunitensi sono nelle mani di gruppi diversi: fra questi c'era anche il giornalista Theo Curtis, rilasciato dal Fronte Nusra e oggi rientrato in patria. Le parole di Obama. L'amministrazione Usa ha ribadito la preoccupazione legata ai cittadini americani che combattono con i miliziani islamisti, per il rischio che si radicalizzino e tornino in patria con le competenze per compiere attacchi terroristici. "Estirpare la minaccia rappresentata dal 'cancro' dei jihadisti richiederà comunque tempo e non sarà facile", ha detto il presidente Barack Obama assicurando che comunque "in Iraq non torneranno truppe americane. .. perché alla fine spetta agli iracheni superare le loro divergenze". Quanto all'esecuzione di James Foley, il capo della Casa Bianca ha ribadito che "l'America non dimentica", bisogna avere pazienza e "giustizia sarà fatta". Sul piano diplomatico, gli Usa hanno preso sul serio l'apertura del presidente siriano Bashar al-Assad per una collaborazione nella lotta al terrorismo. L'emittente panaraba al-Jazeera ha diffuso oggi la notizia dei sorvoli di ricognizione sulle regioni della Siria controllate dai ribelli, autorizzati ieri da Obama e dallo stesso leader siriano, che potrebbero costituire un primo passo verso raid aerei contro il versante siriano dell'Is. Ma Washington non ha alcuna intenzione di collaborare con il governo di Damasco. Per gli Usa "non c'è alcun progetto di coordinamento con il regime di Assad" contro lo Stato Islamico, ha chiarito il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest. In precedenza fonti siriane avevano sostenuto che Washington avrebbe iniziato a fornire informazioni a Damasco sulle posizioni dei combattenti dell'Is. Le comunicazioni non starebbero avvenendo direttamente ma per il tramite dell'Iraq e della Russia. Ieri Damasco aveva fatto sapere di poter accettare anche operazioni militari americane e britanniche entro i suoi confini per fermare i miliziani, anche se solo con il "pieno coordinamento con il governo siriano". E a quanto si apprende il regime di Assad sarebbe passato all'azione diretta. L'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) ha riferito di numerosi raid compiuti oggi dall'aviazione di Damasco sulle postazioni dello Stato islamico nella provincia nord-orientale di Deyr az Zor. Si tratta delle prime incursioni su grande scala dell'aviazione siriana da quando le milizie hanno assunto il controllo della maggior parte della provincia: in particolare è stato colpito uno dei campi di addestramento a Shmeitiyeh. Ignoto il bilancio delle vittime. SCHEDA/IS, MINACCIA GLOBALE In Siria i jihadisti sono galvanizzati dall'ultimo successo ottenuto ieri con la conquista della base di Al Tabqa, l'ultima roccaforte lealista nella provincia settentrionale di Raqqa. Una situazione che ha indotto il vescovo caldeo di Aleppo e presidente di Caritas Siria, monsignor Antoine Audo, a invocare l'intervento di "una forza internazionale di pace", come avevano fatto altri pastori della Chiesa in Iraq nelle scorse settimane.
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TITOLO: Ucraina, "Riprendiamo dialogo". Due ore di faccia a faccia Poroshenko-Putin a Minsk
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: Concluso l'incontro tra i due presidenti in Bielorussia. Elezioni anticipate in Ucraina il 26 ottobre
TESTO:KIEV - Il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Petro Poroshenko si sono detti d'accordo sulla "necessità di un dialogo" tra i due paesi dopo un faccia a faccia a Minsk durato due ore. Sono stati colloqui "molto duri e complessi". Questo il primo commento di  Petro Poroshenko al termine dell'incontro con Putin in Bielorussia. Il presidente ucraino ha annunciato che sarà preparato un piano per raggiungere un cessate il fuoco nelle regioni orientali e separatiste il prima possibile. "Faremo tutto il possibile per progressi di pace, dobbiamo intensificare il dialogo su molte questioni", ha detto Putin che ha confermato la ripresa dei negoziati sulla vendita di gas russo all'Ucraina. I due presidenti hanno parlato anche della possibilità di un altro incontro. I due presidenti sono a Minsk per il vertice fra l'Unione doganale eurasiatica (che comprende Russia, Bielorussia e Kazakistan), Ucraina e Unione europea. Nella capitale bielorussa si è svolto il secondo incontro tra il leader russo e quello ucraino. Il primo risaliva a più di due mesi fa, il 6 giugno, in Francia come parte delle celebrazioni del 70 ° anniversario dello sbarco in Normandia, subito dopo l'elezione del presidente ucraino. Putin nel corso del vertice ha subito precisato: "La Russia ha sempre rispettato e rispetta la scelta fatta da altri Paesi ma non a danno e a spese degli interessi di altri Paesi". E ha messo in dubbio una futura collaborazione con Kiev, se l'intenzione dell'Ucraina resta quella di associarsi all'Ue. Per Putin la Russia dovrà rispondere adeguatamente all'attuazione dell'accordo di Kiev con l'Unione europea, che dovrebbe essere ratificato a settembre. Secondo lui, i paesi dell'Unione doganale saranno costretti a cancellare le preferenze alle importazioni dall'Ucraina, in piena conformità con l'accordo della zona di libero scambio Cis e le norme del Wto. E ha messo sull'avviso Kiev: "L'adeguamento agli standard dell'Ue costerà Ucraina miliardi di euro". Quanto alla crisi militare, per Putin  "non può essere risolta da un'ulteriore escalation militare, senza considerare gli interessi del sud-est e il dialogo pacifico con i suoi rappresentanti". Le nuove elezioni in Ucraina. Il presidente Petro Poroshenko ha decretato lo scioglimento del parlamento (la Rada) e annunciato le elezioni anticipate, che si terranno il 26 ottobre, aggiungendo un altro tassello al caotico mosaico ucraino. Tra il governo del premier Arseni Yatseniuk senza maggioranza e la Rada ancora bloccata sugli schemi dell'era di Victor Yanukovich, la decisione del capo dello stato era stata ampiamente prevista. Fin dal suo insediamento alla Bankova, Poroshenko ha sempre sostenuto che il parlamento avrebbe dovuto essere rinnovato al più presto. Lo ha ripetuto anche ieri nel suo messaggio agli ucraini, sottolineando come l'80% di loro era in attesa della decisione. Il capo di stato ha anche affermato che "le elezioni sono la migliore forma di lustrazione" e la "purificazione deve cominciare dal corpo legislativo", facendo riferimento all'alto numero di deputati legati ancora al vecchio regime presenti alla Rada. Indipendentemente però dalle resistenze dei vecchi blocchi di governo ora all'opposizione, in questi mesi la maggioranza di Yatseniuk ha fatto ben poco, incapace di realizzare le riforme promesse dopo la rivoluzione di febbraio, dalle modifiche costituzionali al decentramento, e impotente di fronte alle pressioni esterne e interne, tra la Russia, il Donbass e lo spettro ultranazionalista di Maidan. Poroshenko ha compiuto così il passo annunciato. Necessario, ma rischioso, visto che la guerra nel sudest pende come una spada di Damocle sul futuro, suo e del paese. Una de-escalation nelle prossime settimane, prima della tornata elettorale di fine ottobre, servirebbe a stabilizzare la situazione politica interna, andando a consolidare poi anche in Parlamento il potere del presidente, che beneficerebbe del consenso sull'onda della pacificazione nel donbass. Poroshenko per questo non può fare a meno però della collaborazione della Russia e di Vladimir Putin. I prossimi due mesi, con la campagna elettorale di fatto già cominciata, si presentano dunque decisivi per il futuro dell'Ucraina che si gioca su più fronti, dal Donbass a Kiev. Al di là di quello che succederà nel sudest del Paese, i giochi nella capitale sono in realtà ancora tutti da fare, a partire dal fatto che non si sa ancora con quale sistema si voterà, quello misto attuale o quello proporzionale al quale il parlamento sta ancora lavorando e che potrebbe essere approvato in extremis nei prossimi giorni. Non è dunque ancora chiaro se i partiti si potranno presentare in coalizione per poter sorpassare l'eventuale soglia di sbarramento e le alleanze tra poteri forti sono ancora in fase embrionale. Secondo i sondaggi realizzati all'inizio di luglio dall'istituto Rating nella nuova Rada il partito del presidente, Solidarietà, sarebbe in pole position per avere la maggioranza relativa, coagulando il 23% dei consensi. Secondo a distanza ragguardevole, con il 13%, c'è il Partito radicale di Oleg Liashko, nazionalista antirusso arrivato terzo alle presidenziali del 25 maggio, che si piazza davanti anche a Patria di Yulia Tymoshenko, all'11%. Più lontani Udar di Vitaly Klischko con il 7%, Svoboda di Oleg Tiahnybok, i Comunisti di Petro Symonenko, entrambi al 4%, il Partito delle Regioni orfano di Yanukovich, il Fronte del Cambiamento di Yatseniuk e Ucraina Forte di Sergei Tigipko al 3%. Solo l'1% voterebbe invece per gli Ultranazionalisti di Pravi Sektor (settore di destra). Ma le prossime settimane potrebbero mutare il quadro a seconda di come e se si concluderà il conflitto nel Donbass e soprattutto di come decideranno di posizionarsi i gruppi oligarchici dei soliti noti, da Igor Kolomoisky a Rinat Akhmetov. Accanto ai patti già consolidati tra Poroshenko e Klitschko, si potrebbe assistere alla creazione di nuovi blocchi e al rimescolamento di vecchie carte, con il rientro in grande stile o la definitiva caduta di stelle come lo stesso Yatseniuk, che potrebbe correre da solo o finire sul carro del presidente, dove cercano ora di salire in molti, o di Yulia T&ymoshenko, messa in ombra negli ultimi mesi, ma con un network sempre solido e attivo per giocare un ruolo non secondario nella nuova Rada e anche nel prossimo governo.  
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TITOLO: Iraq, tv locale: "Is ha ripreso la diga di Mosul". Ma i curdi smentiscono
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO: Autobomba esplode in un quartiere sciita di Bagdad provocando più di dieci morti. Rappresentante Unicef: "E' necessario un "D-Day umanitario". A luglio scorso. ..
TESTO:Barzani ha aggiunto che l'Iran ha fornito armi e munizioni alle forze curdo-irachene per fronteggiare la minaccia dei jihadisti dello Stato islamico. "Abbiamo chiesto armi - ha detto - e l'Iran è stato il primo paese a fornircele". In mattinata il sito di Press Tv citava il ministro iraniano degli Interni, Abdolreza Rahmani Fazli, il quale ha annunciato che il suo paese ha recentemente aiutato i curdi iracheni a combattere contro lo Stato islamico. Fazli ha spiegato che funzionari del governo regionale del Kurdistan iracheno hanno richiesto l'assistenza di Teheran, parlando in particolare di consulenza e organizzazione delle forze armate curde (peshmerga). Secondo il ministro, il contributo iraniano ha consentito il ritiro dei jihadisti da alcune province dell'Iraq dove si confrontano con i peshmerga. "L'arrivo di armi ha fatto la differenza per la capacità di combattimento delle forze curde", ha detto Barzani, riferendosi non solo alle armi iraniane, ma anche a quelle arrivate da altre potenze internazionali. Nella conferenza stampa di Erbil, il ministro iraniano Zarif ha precisato che l'Iran non ha inviato truppe in Iraq, ma sta assistendo Bagdad e la regione del Kurdistan "attraverso altri mezzi". Attentati nella capitale. Un'autobomba è stata fatta esplodere nel quartiere di Jadida di Bagdad est, a maggioranza sciita, uccidendo almeno 11 persone e ferendone una trentina. Secondo la polizia la macchina carica di esplosivo si è diretta nella principale zona commerciale del quartiere questa mattina all'ora di punta. L'auto si è fermata vicino al mercato all'aperto di frutta e verdura e a un ufficio della polizia stradale. Poi è esplosa. Ieri un'altra autobomba ha ucciso 11 persone nei pressi di un luogo di culto sciita. La strage turcomanna. A luglio circa 700 civili appartenenti alla minoranza turcomanna sciita, tra cui "bambini, donne e vecchi", sono stati massacrati dai jihadisti dello Stato islamico nel villaggio di Beshir, nel nord dell'Iraq. Lo ha detto il rappresentante dell'Unicef in Iraq, Marzio Babille, precisando che la strage è avvenuta tra l'11 e il 12 luglio. E' necessario un "D-Day umanitario", ha detto Babille, per i 700 mila profughi in fuga dalle violenze dell'Isis nel nord dell'Iraq e anche che la comunità internazionale istituisca una zona protetta come quelle realizzate in Bosnia, con truppe sul terreno. Bild: minaccia Isis per 20 anni. La minaccia terroristica dell'Isis durerà per i prossimi vent'anni, anche per l'Ue: "Dobbiamo contare sul fatto che almeno una minoranza di questi prima o poi sarà attiva anche in Europa". E' quanto ha detto il rinomato esperto di terrorismo internazionale, il professor Peter Neumann del Kings College di Londra, intervistato dal tabloid tedesco Bild. Per Neumann sta crescendo una "nuova, giovane al-Qaeda", una generazione di terroristi non formata con l'attentato dell'11 settembre negli Usa, ma dalle lotte in Siria e in Iraq, ha aggiunto. "Un attentato a Berlino non ci sarà forse oggi o domani, ma saremo a rischio per almeno due decenni, per un'intera generazione", ha spiegato l'esperto, secondo cui sono circa 2400 i combattenti occidentali dell'Isis, tra cui 2 mila dall'Europa. Proprio costoro "commettono i crimini più brutali, perché sono particolarmente motivati dal punto di vista ideologico".  
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TITOLO: Lucescu: "Che pena per Donetsk in mano ai banditi"
DATA: 2014-08-26
OCCHIELLO:
TESTO:"COME diceva Hemingway? Per chi suona la campana. .. Questa guerra ci riguarda tutti, sappiatelo. Noi, che siamo fuggiti a Kiev e siamo in pena per chi è rimasto a Donetsk e a Lugansk. Ma anche voi, nel resto d'Europa: ormai le distanze si sono accorciate, nessuno è più isolato, non si può più dire che si è lontani e che dunque certe cose non ci interessano, no. Quando un uomo muore fa morire un pezzo di tutti noi, scriveva Hemingway. Anche se la frase sulla campana l'aveva presa da John Donne, vero? ". Verissimo, Mircea Lucescu. Lei, rumeno, allena dal 2004 lo Shakhtar Donetsk, che da maggio si è trasferito a Kiev e gioca a Leopoli. Com'è la situazione nel paese? "A Kiev è tutto tranquillo: domenica hanno festeggiato l'Indipendenza, è venuta la Merkel, nessun problema. Come a Leopoli e in tante città. Ma a oriente accade di tutto e ci arrivano notizie strane. È una guerra strana. L'esercito è uscito da Donetsk, ma la città ora è in balia di gente armata che distrugge quello che capita. Perché non finisce tutto, se l'esercito non c'è più? Perché saccheggiano le case? Perché compiono atti vandalici? Per Donetsk girano mercenari, banditi, gente che non saprei neppure qualificare. Mi ricorda la rivoluzione in Romania, che vissi personalmente: dopo la caduta di Ceausescu, non si sa come né perché, il paese finì in mano a gente armata che dettò legge, seminando il terrore, e almeno mille persone vennero uccise. Fu il caos". Sabato hanno anche colpito il vostro stadio, la Donbass Arena. "Ma io dico: cosa c'entrava la nostra bellissima casa? È il simbolo e l'orgoglio dell'intera regione, ci ha fatto conoscere nel mondo. E tempo fa hanno gettato una molotov anche dove gioca la squadra di hockey, che è fortissima, ai livelli delle russe. Hanno bombardato centri culturali. Come se volessero colpire cose che in futuro serviranno a risollevare il morale della popolazione. Sarà difficilissimo ripartire". E in qualche modo li state aiutando, vero? "Io e i giocatori, di tasca nostra. Mandiamo aiuti, medicinali. Ora abbiamo inviato il necessario per studiare a 900 bambini nel campo di Burdyansk, e oltre ai quaderni e ai libri anche maglie e indumenti per fare sport, per muoversi un po', povere anime. Lei non sa che sofferenza c'è laggiù. Si vive nel panico e nella paura". A Leopoli voi ospiterete anche le partite di Champions League: se venisse a giocarci un'italiana, la sicurezza è garantita? "Ma certo, è tutto tranquillo e c'è un bellissimo stadio. Lo abbiamo riqualificato noi, perché dopo gli Europei del 2012 non ci aveva giocato più nessuno: la squadra di casa, dato che ci aveva perso due partite, aveva deciso che portava sfortuna. Ma ora tornerà". Lucescu, lei ha 69 anni, vive nel calcio e gira il mondo da una vita. .. "Ne ho passate tante, volevo finire la carriera in modo diverso. Sono sorpreso, amareggiato e deluso da questo mondo. Rinuncio a capire la follia della guerra. E lo ammetto: è un periodo che sto pensando davvero di chiuderla qui".
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TITOLO: Contro la crudeltà digitale l'arma migliore è l'ironia
DATA: 2014-08-25
OCCHIELLO: Il caso di Zelda Williams ha riportato l'attenzione su un fenomeno sempre più diffuso. I consigli degli esperti per fronteggiare gli insulti e le aggressioni. ..
TESTO:NEW YORK - L'ultima vittima è Zelda Williams, la figlia dell'attore Robin Williams. Alla notizia del suicidio di suo padre, Zelda ha cominciato a ricevere via Twitter dei messaggi macabri: "photoshop" con immagini false o truccate del cadavere, con l'aggiunta di segni di strangolamento al collo, più commenti ingiuriosi e osceni. Zelda ha deciso di chiudere il proprio indirizzo Twitter, nonostante i vertici della società abbiano (tardivamente) rimosso e bloccato quelle immagini. Il suo caso suscita nuovamente attenzione su quella che il New York Times definisce "la crudeltà digitale". Sono ormai decine le celebrità che in America hanno deciso di chiamarsi fuori dai social media, cessare il dialogo digitale, pur di non subire più l'assalto continuo di aggressori, personalità malate o devianti, o semplicemente fan in cerca di un nanosecondo di notorietà attraverso l'insulto, la minaccia. Le donne sono mediamente più esposte degli uomini: contro di loro la crudeltà digitale assume anche un segno maschilista, con insulti a sfondo sessuale, esplicite minacce di stupro. Jennifer Pozner, direttrice di Women in the Media and News, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione contro queste nuove forme di aggressione alle donne. Il New York Times aggiunge il caso di una scrittrice, Ann Rice, che ha lanciato una petizione perché Amazon blocchi le recensioni anonime: dietro la copertura dell'anonimato infatti arrivano valanghe di insulti, offese, calunnie agli autori dei libri. Per chi non voglia scegliere l'opt-out, cioè la "via d'uscita" che consiste nel cancellarsi da Twitter o Facebook o nel filtrare l'accesso al proprio blog, esiste una strategia per difendersi contro la crudeltà digitale? Il New York Times ha raccolto i consigli di tre esperti: John Suller docente di cyber-psicologia alla Rider University, James Pawelski che dirige il Positive Psychology Center alla University of Pennsylvania, e Bob Pozen della Harvard Business School. Si comincia con i consigli di semplice buonsenso e prudenza. "Chi va su Twitter o crea un blog - dice Suler - deve avere la pelle dura, prepararsi a tutto". Secondo un'indagine del Pew Research Center il 69% degli americani ha avuto un'esperienza personale con commenti crudeli e offensivi diretti ad personam online. Un altro consiglio pratico per non essere troppo vulnerabili: non leggere mai i commenti altrui su Twitter o altri social media in momenti di depressione, stanchezza, calo di autostima, solitudine. Il consiglio più audace, o più faticoso da seguire: cercare di trovare qualcosa di positivo anche nelle aggressioni, un briciolo di verità, un elemento di critica che valga la pena di essere preso in considerazione. Infine la via maestra: l'umorismo. E' una terapia talmente efficace che è diventata una forma di spettacolo. L'animatore di talkshow televisivi Jimmy Kimmel ha avuto l'idea di invitare delle star del cinema - da Robert De Niro a Julia Roberts - a esibirsi in un esercizio di alta ironia: leggono ad alta voce alcuni insulti che ricevono su Twitter o altri social media, spesso distorcendo la propria voce, con un accento nasale o un'altra intonazione comica. L'effetto è devastante. .. verso l'aggressore. E non c'è bisogno di essere Julia Roberts o De Niro, il gioco si può fare la sera a cena con gli amici. Psicopatici digitali, una risata vi seppellirà?
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TITOLO: La Reggia Venaria: "Pienamente disponibili ad accogliere la Venere"
DATA: 2014-08-25
OCCHIELLO: Il capolavoro degli Uffizi richiesta per l'Expo 2015 secondo un progetto portato avanti da Vittorio Sgarbi<br clear='all'/>
TESTO:La Reggia della Venaria è "pienamente disponibile" ad accogliere la Venere del Botticelli nel periodo di Expo 2015. Così dice il presidente del consorzio torinese, Fabrizio Del Noce, ringraziando Vittorio Sgarbi per la sua proposta. "La Reggia di Venaria, con Torino, sarà uno dei principali centri dell'Expo del 2015 - ha dichiarato Del Noce -, una prestigiosa vetrina di eventi ed iniziative culturali di rilevanza internazionale. Ringrazio l'amico Vittorio Sgarbi per l'idea di esporre da noi la Venere del Botticelli in tale occasione. Noi - ha aggiunto - ci proponiamo come la 'Reggia della bellezza dell'arte italianà e l'opera del Botticelli ne è il simbolo". A sentire Del Noce, l'operazione "rientrerebbe perfettamente nel programma voluto dal ministro Franceschini per la valorizzazione dei nostri capolavori nazionali attraverso anche operazioni di prestito". Del Noce peraltro ha riconosciuto che "spettano comunque al ministro le valutazioni decisive sull'opportunità e fattibilità del progetto rispetto al quale, da parte mia, non posso che confermare la piena disponibilità". "Ma quale Arcimboldo, se lo tengano a Cremona quel quadretto, io sto lavorando per portare all'Expo la Venere di Botticelli. ..". Prima i Bronzi di Riace, ora anche la Venere. Punta in alto Vittorio Sgarbi, il critico d'arte, ex ministro, ora ambasciatore della Cultura della Regione Lombardia per l'Expo 2015. Le sue parole prendono tutti in contropiede, almeno a Firenze. Silenzio alla Galleria degli Uffizi. Il direttore Antonio Natali si limita a dire: "Mah, con me non ha parlato" e si congeda. In serata però proprio il critico spiega: "Sì tempo fa chiesi a Natali della Venere e lui mi disse di no, come del resto mi aspettavo. Ma siccome la Reggia Venaria vicino a Torino mette a disposizione una cifra di 7-800mila euro per l'affitto, magari la soprintendente o il ministro possono concedere quell'opera". E' un azzardo questo progetto? "Bisogna riflettere su una cosa - prosegue Sgarbi - che l'Expo vede l'Italia al centro del mondo, quindi portare nell'area allargata della manifestazione i grandi capolavori artistici significa farli conoscere a quelli che arrivano". Tuttavia la strada per l'ambasciatore culturale dell'Expo nominato da Roberto Maroni sembra in salita. Proprio Natali aveva stilato qualche anno fa una lista di capolavori "incedibili", opere d'arte che per la legge del 27 gennaio 2004 non potrebbero andare all'estero.  
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TITOLO: Femminicidio, quando l'uomo di casa diventa assassino
DATA: 2014-08-25
OCCHIELLO: Sono 154, da agosto 2013, le donne vittime della violenza di mariti, padri e fidanzati. Delitti che spesso hanno in comune il luogo, le mura domestiche, e la. ..<br clear='all'/>
TESTO:Ed è di pochi giorni fa la svolta nelle indagini sulla morte di Daniela Puddu, la 37enne di origine sarda morta cadendo dalla finestra la sera del 14 giugno a Fiorenzuola d'Arda, in provincia di Piacenza. Gli investigatori hanno accertato che la donna venne gettata dal terzo piano per un raptus di gelosia dal suo compagno, Dario Rizzotto, pluripregiudicato e disoccupato, con il quale aveva una relazione da un paio di mesi. L'uomo non sopportava che lei avesse ancora dei contatti con l' ex fidanzato. La sera del del delitto, quando ha scoperto che la donna stava chattando su Facebook con il suo ex, ne è nata una violenta lite: Rizzoto l'ha aggredita e infine l'ha gettata dalla finestra, uccidendola. Oliena (Nuoro). Ha ucciso la moglie con tre colpi di pistola a un fianco e poi si è puntato l'arma alla tempia, una calibro 9 regolarmente detenuta, e si è tolto la vita. Sono morti così Alessandro Mula, 40 anni e Sara Coinu, di 36. Ormai non ci sono più dubbi sulla morte dei coniugi di Oliena: si tratta di omicidio-suicidio. Un dramma per il quale  il paese,
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TITOLO: Sla, non solo secchiate: scoperta a Torino la diagnosi precoce
DATA: 2014-08-25
OCCHIELLO: La sperimentazione alle Molinette pubblicata sulla rivista Usa: "Neurology": la Pet, condotta con un tracciante al glucosio, permette di scoprire in anticipo la. ..<br clear='all'/>
TESTO:Un particolare tipo di tomografia Pet permette di diagnosticare in anticipo la Sla, la terribile sclerosi laterale amiotrofica che in questi giorni è protagonista dei media per le secchiate ghiacciate cui si sottopongono politici e vip in favore della ricerca. La notizia arriva dalla Città della Salute di Torino, ospedale Molinette, dove da tempo lavora Armando Chiò, protagonista in Italia nella ricerca sulla Sla.   È stato infatti appena pubblicato sulla rivista internazionale americana Neurology uno studio interamente italiano nel quale si dimostra, per la prima volta, la possibilità di diagnosticare con alcuni mesi di anticipo la Sla mediante un semplice esame di tomografia ad emissione di positroni (la Pet, appunto) con un tracciante analogo al glucosio (18F-Fdg), di norma utilizzato nella pratica clinica dai centri di medicina nucleare. La tecnica permette di raggiungere un? accuratezza diagnostica del 95 per cento. E' un passo che rappresenta un importante sviluppo nella diagnosi precoce della malattia. Finora la Sla poteva essere individuata solo attraverso l? indagine clinica e con il supporto di metodiche neurofisiologiche e richiedeva un lungo periodo di osservazione, che poteva arrivare ad un anno. "L? accelerazione e la maggiore accuratezza sono fondamentali sia per lo sviluppo di nuove terapie sia per l? accesso dei pazienti alle cure sperimentali" spiega Chiò. Lo studio è frutto della collaborazione fra Marco Pagani, ricercatore dall? Istituto di Scienze e tecnologie della cognizione del Cnr di Roma, Adriano Chiò, direttore del Centro Sla dell'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino e Dipartimento di Neuroscienze dell? Università di Torino, e Angelina Cistaro, ricercatrice del Centro torinese Pet Irmet. Nello studio sono stati coinvolti 195 pazienti  in cura al Centro Sla delle Molinette, confrontati con 40 soggetti con assenza di patologie del sistema nervoso centrale. La serie di pazienti osservati è di gran lunga la più numerosa di qualunque altro studio di neuroimmagini effettuato finora nella Sla: questo rafforza l? affidabilità statistica e clinica dello studio.  
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TITOLO: Sarzana, Festival della Mente: è già caccia al biglietto
DATA: 2014-08-24
OCCHIELLO: Giovani, creatività e conflitti generazionali nella rassegna: oltre 60 eventi per adulti e bambini, da venerdì 29 a domenica 31
TESTO:Qual è la formula dell'immaginazione? E quella per diventare grandi? Un giorno questa creatività sarà utile, suggerisce lo scrittore Peter Cameron, che sabato 30 parteciperà al Festival della Mente di Sarzana, edizione numero undici. Per scoprire quale magia si nasconda dietro un'idea. E concentrarsi sull'incontro-scontro tra generazioni, nell'era degli adolescenti "sdraiati" e degli Harry Potter. Trentanove incontri in tre giorni, e oltre sessanta relatori: da venerdì 29 a domenica 31 agosto Sarzana sarà un grande laboratorio per analizzare il mistero più affascinante, e umano, di sempre: il genio. E geniale è dunque la rassegna che in tempi di crisi attrae chi cerca risposte e magari ha anche qualche domanda in sospeso, tanto che è stato acquistato già l'82% dei biglietti. Per far fronte alla grande richiesta, gli organizzatori hanno spostato quattro appuntamenti "tutto esaurito". L'incontro di Daniele Novara Litigare fa bene, e quello di Elena Riva, Il mito della perfezione nella femminilità contemporanea, siterrannoal liceo Parentucelli invece che nella Sala delle Capriate. Silvia Vigetti Finzi terrà la sua conferenza su nonni e nipoti nel tendone di piazza Matteotti, anziché al Chiostro di San Francesco. E stanno registrando il tutto esaurito anche quasi tutti i laboratori per i bambini; l'incontro spettacolo Avventura Stratopica con Geronimo Stilton e l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza è stato spostato al cinema Moderno. Sarà il direttore de La Stampa Mario Calabresi ad aprire il Festival, venerdì 29 alle 17.45 in piazza Matteotti. E metterà in guardia il pubblico sul sensazionalismo e l'irrazionalità dell'informazione. Ma è alle nuove generazioni che si rivolge, quest'anno, il Festival diretto da Gustavo Pietropolli Charmet. A spiegare il perché del suo monito "Ragazzi, non siete speciali! ", lanciato in occasione della cerimonia di consegna dei diplomi in un'università americana  -  che ha ottenuto più di 2 milioni di visualizzazioni su YouTube  -  cercando di capire quali prospettive avranno i giovani (e i loro genitori). Una kermnesse intensa, tutto in tre giorni tra dibattiti, conferenze, lezioni, laboratori, e spettacolo: il Festival della Mente si riconferma un palcoscenico di anteprime teatrali: tre quelle in programma quest'anno. L'attrice Emanuela Grimalda porta in scena Le difettose, tratto dall'omonimo romanzo di Eleonora Mazzoni, sul tema della sterilità e della fecondazione assistita, mentre l'attore Paolo Rossi condividerà il palcoscenico con il cantautore Gianmaria Testa, per citare un paio di esempi. Così filosofi, antropologi, politici, psicologi e medici, giornalisti e scienziati, divulgatori e via pensando potranno anche raccontare il mondo sconosciuto degli adolescenti di oggi. Quelli, a qualsiasi età, che dovranno crescere.  
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TITOLO: Windows 9 arriva il 30 settembre
DATA: 2014-08-24
OCCHIELLO: Torna il tasto Start, integrazione dell'assistente vocale Cortana
TESTO:MICROSOFT accelera. L'ultimo aggiornamento di Windows, la versione 8.1, risale ad appena qualche mese fa. Ma il 30 settembre dovrebbe essere svelato già Windows 9, la nuova versione del software di punta di Microsoft. Per l'effettiva disponibilità bisognerà attendere molto probabilmente la metà del 2015.   La nuova versione del sistema operativo per pc, nome in codice "Threshold", dovrebbe "riesumare" l'intero menu Start - per la scomparsa avevano protestato molti utenti - e comprendere anche l'integrazione di Cortana, un assistente vocale introdotto all'inizio di aprile da Microsoft sugli smartphone per competere con il sistema Siri di Apple. Windows 9 potrebbe essere l'inizio di una piattaforma globale, in cui far convergere anche Windows Phone (il sistema operativo mobile) e Windows RT (per i tablet). La precedente versione del sistema operativo per pc Windows 8, che ha segnato un cambiamento radicale del popolare software, è stata lanciata fine ottobre 2012, l'aggiornamento Windows 8.1 questa primavera.
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TITOLO: Chi è morto in quella casa? Ecco il sito che te lo dice
DATA: 2014-08-24
OCCHIELLO: Un portale lanciato un anno fa negli Usa fornisce informazioni per chi vuole comprare o affittare un'abitazione, ricercando notizie sulla morte dei precedenti. ..
TESTO:"Non mi interessa come si sentono le persone. Ma soltanto che abbiano tutte le informazioni sulla proprietà che gli interessa". Senza dimenticare, poi, i risvolti economici. Anche per quelli che non hanno paura dei fantasmi o delle persone morte, infatti, bisogna considerare - secondo il creatore di "Diedinhouse. com" - un effetto di deprezzamento sul valore dell'immobile. "Può arrivare fino al 25%, o richiedere un tempo molto più lungo per la vendita", sottolinea Condrey. Ma nel dettaglio come funziona il sito? Gli utenti hanno accesso a una serie di report, che elencano i nomi delle persone associate alla prioprietà, il loro status, e, in caso di morte, i dettagli su come è avvenuta. La maggior parte delle registrazioni risalgono agli anni Ottanta, ma alcune vanno indietro addirittura fino all'Ottocento.   "Il sito continua a crescere" - racconta il suo creatore che lo ha lanciato soltanto un anno fa, partendo proprio dal timore che la sua casa fosse infestata dai fantasmi. Ad alimentarlo gli utenti che sono invitati a inviare informazioni come certificati di morte e articoli di giornali. "E sono in tanti a farlo", rivela Condrey. Anche se, va precisato, il servizio non è gratuito: il costo di una singola ricerca è, infatti, di 11 dollari.  
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TITOLO: Sgarbi: "Lavoro per portare la Venere di Botticelli a Expo"
DATA: 2014-08-24
OCCHIELLO: "In cambio gli Uffizi potrebbero avere 800.000 euro, la trattativa è agli inizi" annuncia il critico d'arte
TESTO:"Sto lavorando per portare all'Expo dagli uffizi di Firenze la 'Venere' di Botticelli, oltre che i Bronzi di Riace. .". Così all'Ansa il critico d'arte Vittorio Sgarbi, ambasciatore della Cultura della Regione Lombardia per l'Expo 2015, dopo le ultime polemiche per il rifiuto del comune di Cremona di concedere, l'opera 'L'ortolanò di Arcimboldo, che ha ispirato anche la mascotte dell'esposizione universale. "Ma quale Arimboldo? Io penso alla Venere di Botticelli" dice Sgarbi. Il critico d'arte ha spiegato che il progetto è solo all'inizio ma che spera di convincere gli Uffizi a concedere l'opera. "Certo Firenze non ha bisogno della visibilità di Expo come Reggio Calabria o Cremona - ha aggiunto - ma credo che un sostegno economico potrebbe fare comodo anche agli Uffizi". Sgarbi ha accennato ad una cifra tra 600.0000 e gli 800.000 euro. "Pensare che Expo sia un Bengodi da cui tutti dovranno trarre vantaggio è da mentalità malata - ha aggiunto Sgarbi riferendosi agli amministratori cremonesi e calabresi - Credere che uno giunga dall'Australia per Expo e poi sia disposto ad arrivare fino a Cremona o Reggio Calabria per vedere una singola opera è da pazzi: secondo me le città che trarranno beneficio dall'evento, oltre Roma e Milano, sono Venezia, Firenze e Torino". Proprio alla Reggia di Venaria Reale, vicino a Torino, Sgarbi, sta pensando di portare la Venere di Botticelli, durante l'Expo. Il critico d'arte si è scagliato ancora contro 'l'ottusita" di certi amministratori. "A Milano avrebbero quei milioni di visitatori che adesso si sognano - ha detto - senza escludere il ricavo economico che per la Calabria potrebbe aggirarsi attorno ai 5 milioni di euro". "Ma se per i Bronzi posso garantire 5 milioni di euro e per la Venere 8000.000, cosa dovrei dare a Cremona per il suo dipinto? 50 euro, 250? - ha continuato il critico - Come ho già detto ieri che se lo tengano. ..". "C'è una specie di incubo attorno a questo Expo che impedisce di lavorare serenamente - ha concluso - ma tanto è tutta la vita che devo combattere contro i pazzi".
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