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LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA SU: cronaca




TITOLO: I complimenti di Renzi per l’iniziativa «Crescere tra le righe»
DATA: 2015-05-29
OCCHIELLO: La nona edizione del convegno «Crescere fra le righe» sul futuro dell’editoria si è svolto, la scorsa settimana, nel Senese. All’evento sono intervenuti i big dell’editoria
TESTO:Il premier Matteo Renzi, in un? intervista all? emittente toscana Rtv38, ha sottolineato l? importanza della nona edizione del convegno «Crescere fra le righe» sul futuro dell? editoria che si è svolto la scorsa settimana nel Senese. Un evento al quale sono intervenuti i big dell? editoria. «Operatori globali si sono riuniti anche recentemente con Andrea Ceccherini alla Bagnaia - ha detto Renzi - in una bella iniziativa come quelle che fa l? Osservatorio permanente Giovani-Editori». Il premier aveva in passato partecipato due volte al convegno. «Questa edizione di? Crescere tra le Righe? - dicono dall? Osservatorio - si è caratterizzata anche per un? assoluta chiusura verso qualunque esponente politico, assumendo una connotazione marcatamente internazionale».
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TITOLO: Due minorenni pestati a sangue per pochi euro: arrestati tre coetanei
DATA: 2015-05-29
OCCHIELLO: A Torino. I fermati, 16 e 17 anni, sono accusati di rapina aggravata e tentato omicidio. La banda era ricercata da tempo per analoghe aggressioni
TESTO:Non sanno spiegare ai poliziotti che li fermano il motivo della loro violenza. Con i soldi dell? ultima rapina, una ventina di euro, spiegano, si sono comprati dei kebab. Ora saranno processati per tentato omicidio, rapina aggravata e lesioni aggravate. I poliziotti del commissariato Borgo Po contestano alla banda due rapine commesse nella stessa notte, ma sospettano di almeno altri due colpi. Il più violento dei tre, esperto di arti marziali, era già stato arrestato alcune settimane fa per una rapina commessa, sempre nelle prime ore del mattino, nei confronti di una domestica che stava andando al lavoro in una casa della precollina torinese. Durante le perquisizioni avvenute nelle case dei tre arrestati, sono stati sequestrati, oltre a vari pc e telefonini, anche due coltelli. Gli agenti del commissariato Borgo Po sperano che altri minorenni che potrebbero avere subito aggressioni analoghe adesso trovino il coraggio di denunciare.
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TITOLO: Monsignor Enrico Feroci: "Chi ha sbagliato deve pagare ma speculare è da sciacalli"
DATA: 2015-05-29
OCCHIELLO: Il direttore della Caritas romana è appena tornato dal campo rom sull'Aurelia dove incontrato la mamma della 17enne arrestata con l'accusa di concorso in. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - "Chi ha sbagliato deve pagare, ma fare campagna elettorale su questa tragedia è da sciacalli". Monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas romana, è appena tornato dal campo sull'Aurelia: qui ha incontrato la mamma della 17enne arrestata con l'accusa di concorso in omicidio. "È una famiglia che conosco da molti anni  -  racconta  -  i genitori della ragazza hanno pure comprato una casa in muratura per cercare una vita normale. La verità? I campi rom vanno chiusi". La pensa come Matteo Salvini, allora? "Non scherziamo. Io dico solo che i campi nomadi, soprattutto quelli abbandonati dalle istituzioni, rischiano di essere scuole di malaffare, covi dove comandano mafiosi, prepotenti, delinquenti e violenti. Sono ghetti che vanno chiusi, non per punire i rom, ma per integrarli. È facile dire "cacciamoli tutti". Al contrario, dovremmo affiancarli nell'educazione e nel lavoro. Ci vuole una politica intelligente e di ampio raggio. Non si può dire "prima gli italiani", perché tra loro c'è gente che abita qui da 45 anni. A Roma, per esempio, abbiamo 7-8 mila rom. La domanda che faccio è: perché non si mette in campo un programma efficace per aiutare queste persone a difendere la propria dignità? ". Non rischia così di giustificare quanto accaduto? "Non voglio certo assolvere chi ha ucciso una donna. Chi delinque va giudicato con severità. Io non sono per un buonismo a tutti i costi, che spesso è solo di facciata. Sono addolorato da questo episodio: il mio primo pensiero va alle vittime, alla donna che è morta e all'altra che versa in gravi condizioni. Entrambe colf ed entrambe, ricordiamolo, immigrate. Ma il fatto che questa tragedia sia avvenuta per colpa di alcuni rom non cambia nulla". In che senso? "Non perché un rom ha sbagliato, tutti i rom devono essere bruciati e tutti i campi cancellati. Qualche giorno fa, una tassista è stata violentata da un romano: allora, tutti i romani sono forse violentatori di tassiste? Che facciamo, li bruciamo tutti? Si dice che i rom rubano. E i vertici mondiali del calcio non hanno forse rubato molto di più in tutti questi anni, nonostante i loro vestiti eleganti e i fiori all'occhiello? Che facciamo bruciamo anche loro? Bisogna stare molto attenti. Altrimenti, se dovessimo generalizzare, dovremo dire "visto che alcuni politici hanno mangiato, distruggiamo tutti i politici"". Però la Lega nord è tornata a manifestare e Salvini ha promesso di "radere al suolo i maledetti campi rom". "È uno sciacallaggio politico strumentalizzare questo episodio per lucrare qualche voto in più".
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TITOLO: La lettera dell'infermiera di Lugo: "Sono innocente"
DATA: 2015-05-29
OCCHIELLO: E' accusata dell'omicidio di una paziente in corsia e sospettata per decine di casi analoghi. Agli atti pure i: "selfie" con persone decedute: "Non merito tutto. ..<br clear='all'/>
TESTO:RAVENNA - In una lettera manoscritta di due facciate inviata all'Ansa, la 43enne ormai ex infermiera Daniela Poggiali dell'ospedale Umberto I di Lugo, nel Ravennate, accusata di avere ucciso una paziente con una iniezione letale di potassio ma sospettata di decine di casi analoghi di morte in corsia, ha sostenuto la propria innocenza dicendo "di non meritare tutto questo". È la prima volta che la donna parla direttamente della propria vicenda, ma si dice "comunque fiduciosa nella giustizia". La Poggiali è in carcere a Forlì dall'ottobre scorso, accusata dalla procura di Ravenna in un' inchiesta aperta nell'aprile 2014 per omicidio pluriaggravato e poi divisa in più filoni. "Se mi fossi mai chiesta come ci si sente in carcere - esordisce nella lettera - ora ho la risposta". E ancora: "Ci si sente da schifo. Se non fosse un dramma vissuto in prima persona (. ..) potrebbe risultare quasi 'divertente'. .. quasi una novella di Boccaccio". La donna fa riferimento pure all'inchiesta dei carabinieri: "La vita di una persona normale viene stravolta all'improvviso da un'indagine giudiziaria fatta di perquisizione in casa; sequestro di effetti personali fino ad arrivare dopo qualche mese all'esito finale e più crudele: la carcerazione". Descrive poi come i giornalisti hanno seguito il suo caso: "Il tutto condito da un eccessivo interesse mediatico che porta a distruggere rapidamente la propria immagine e reputazione". Sempre ai giornalisti si rivolge quando scrive di sé: "Sei stata già etichettata (. ..) come 'l'infermiera killer' dallo sguardo gelido e il sorriso beffardo. Tutti si sono meravigliati perché il giorno della conferma del mio arresto avessi quel sorriso all'uscita dall'aula. .. nessuno però in televisione ha fatto vedere che quel sorriso era rivolto al mio compagno (. ..). Nessuno ha capito che dietro quel sorriso non c'è altro che disagio e sofferenza". Il fidanzato torna più volte nella lettera come colui che più la sostiene assieme ai familiari, alle altre detenute e a "quei pochi amici rimasti tra i tanti che spariscono". Un riferimento pure ai due celebri scatti che la ritraggono sorridente assieme a una paziente appena deceduta, "due immagini che agli occhi dell'opinione pubblica mi hanno fatta diventare un 'mostro senza pietà'". La lettera si chiude con una speranza: "Rimango comunque fiduciosa nella giustizia. .. in attesa di potermi difendere nella sede opportuna che rimane sempre quella di un'aula di un tribunale". L'apertura del processo davanti alla Corte d'Assise è per il 16 ottobre.
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TITOLO: Bimbo ucciso da un pirata della strada: nessun risarcimento alla famiglia
DATA: 2015-05-29
OCCHIELLO: Ravenna, il piccolo Gionatan aveva tre anni, l'investitore era ubriaco. Ma l'assicurazione: "ha omesso di risarcire senza alcuna giustificazione"<br clear='all'/>
TESTO:BOLOGNA - Finora non è stato loro riconosciuto nessun risarcimento, nemmeno quello per il funerale del piccolo. E così i familiari di Gionatan Lasorsa, il bimbo di nemmeno tre anni travolto e ucciso il 22 giugno scorso alle porte di Ravenna da un pirata della strada ubriaco, hanno chiamato in causa sia l'ufficio delegato in caso di sinistri di auto straniere, l'Uci di Milano, che l'investitore, il 38enne autotrasportatore bulgaro Dimitrov Krasimir Denchev, per oltre quattro milioni di euro di danni. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, nella citazione, a firma dell'avvocato Manuela Mengucci, si dà atto del fatto che la compagnia italiana delegata a coprire quella bulgara che assicurava la Mercedes Clk nera del 38enne, ha "omesso di risarcire senza alcuna giustificazione" in un "totale silenzio". Un "inadempimento che ha lasciato basito anche il legale" che "confidava di poter evitare ai familiari, oltre allo strazio per la scomparsa del piccolo, anche il calvario di un giudizio civile". La causa partirà a metà gennaio davanti al giudice civile del Tribunale di Ravenna. Gionatan fu travolto alle 20.40 sotto casa a Ponte Nuovo in prossimità delle strisce pedonali davanti ai genitori e al fratellino. E fu trascinato per quasi 120 metri prima che il suo corpicino si staccasse dalla scocca: morì alle 22 in ospedale. La Mercedes invece sparì: le indagini della polizia, che poi arrestò il 38enne, hanno stabilito che il bulgaro quella notte doveva poi incontrare una prostituta. Per l'accaduto il 38enne ha già patteggiato in totale due anni nove mesi e 10 giorni di carcere e 400 euro di ammenda per omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza. Il Gip gli ha anche inflitto sette anni e mezzo di sospensione patente.
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TITOLO: Maxiblitz anticamorra, le mani del clan sul Comune di Battipaglia
DATA: 2015-05-29
OCCHIELLO: Le organizzazioni criminali controllavano il voto. Arrestate 87 persone<br clear='all'/>
TESTO:Nell'ambito dell'operazione della polizia di Stato, sfociata nell'arresto di 87 persone nel salernitano, è emersa l'influenza che l'organizzazione criminale avrebbe avuto sull'esito del voto del Comune di Battipaglia. Le indagini, svolte dalla Squadra mobile di Salerno e dagli uomini del Commissariato di Battipaglia, hanno permesso di riscontrare come l'organizzazione fosse entrata in crisi in seguito ai sequestri operati fino al mese di luglio del 2012 da parte della Squadra Mobile costringendo i vertici a restituire la somma di 400 mila euro ai fornitori napoletani per il debito contratto per l'acquisito di cocaina, hashish e marijuana. Questo ultimi avrebbero iniziato a minacciare ripetutamente di morte gli esponenti del gruppo ed i loro familiari. Gli investigatori hanno fatto luce sui diversi interessi dell'associazione, riscontrando una anomala gestione degli interessi pubblici nel comune di Battipaglia (coartazione della volontà elettorale, gestione di stand pubblici per la distribuzione di fuochi di artificio) che conferivano al gruppo una ulteriore connotazione riconducibile al fenomeno dell'associazione mafiosa. Fondamentale nella ricostruzione di tutte le vicende delittuose è stato il contributo offerto dalle dichiarazioni di alcuni affiliati, anche di livello apicale, dell'organizzazione che, proprio a seguito delle incessanti indagini svolte dalla Procura si sono determinati alla collaborazione con la giustizia. Grazie a tale collaborazione è stato accertato che l'organizzazione avrebbe avuto tra i propri obiettivi il condizionamento del voto in sede locale, con azioni intimidatorie tese a canalizzare il voto verso Orlando Pastina, candidato ed eletto consigliere comunale di Battipaglia nelle consultazioni amministrative del 2009, ma anche il condizionamento dell'attività amministrativa e di governo della città di Battipaglia. Ma non solo. Uno dei principali scopi dell'organizzazione sarebbe stato quello del conseguimento e del mantenimento del controllo egemonico del territorio, realizzato attraverso la consumazione di atti intimidatori espliciti e, comunque, agendo anche simbolicamente, aventi l'obiettivo di assoggettare i destinatari, sia titolari di attività produttive di reddito lecito, sia soggetti dediti ad attività delittuose, azioni poste in essere evocando legami (effettivi) con altre affermate e pericolose organizzazioni criminali che già avevano operato sul territorio, i cui capi, benchè detenuti, erano ancora influenti nella medesima area territoriale (clan Giffoni-Noschese capeggiato da Biagio Giffoni e Bruno Noschese); nonchè consumando azioni di allarmante violenza fisica  e di danneggiamento a mezzi e cose. E poi la ricettazione, la detenzione ed il porto di armi da sparo finalizzata a realizzare gli scopi delle attività delittuose di cui sopra, nonchè al reperimento di altre armi per potenziare la forza d'intimidazione dell'organizzazione; il controllo e la gestione del gioco d'azzardo in genere  e delle slot machine; il traffico di stupefacenti in forma diffusa e capillare ed il controllo sistematico di tale attività illecita sul territorio; il reinvestimento dei profitti illeciti in attività formalmente lecite.  
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TITOLO: Vita agra di mamma Cory, dieci ore di fatica al giorno: "Viveva per le sue bambine"
DATA: 2015-05-29
OCCHIELLO: Il dolore dei familiari e dei datori di lavoro della vittima dell'incidente. Stasera la comunità filippina in Campidoglio: "Era una donna gentile"<br clear='all'/>
TESTO:La foto di Corazon Abordo cinta da un rosario bianco e le candele accese attorno a una grossa croce. Poco più sopra, gli scatti delle sue due figlie da piccole: sorridono, in tutù, durante un saggio di danza. Ora, però, nella casa della colf filippina di 44 anni rimasta uccisa mercoledì sera nell'assurdo inseguimento di via Mattia Battistini c'è spazio solo per il dolore. Da una parte le urla della sorella della domestica, dall'altra la silenziosa processione davanti al piccolo santuario arrangiato subito dietro il portone del suo appartamento in zona Torrevecchia. Il pellegrinaggio nella palazzina di via Andrea Barbazza è senza fine. C'è chi attende il proprio turno sul divano rosso all'ingresso, i bambini spiluccano i pasticcini nel salone dalle pareti bianche e lilla: "Siamo una famiglia molto numerosa - racconta Annalisa, una delle cugine della vittima - e tutti hanno voluto partecipare. Abbiamo parlato con il Comune e ora attendiamo solo che la polizia faccia il proprio lavoro. Lo devono fare per le due bambine che non hanno più una mamma". Ad accompagnarle nel momento più difficile adesso c'è il padre. Per ora, però, è chiuso nel silenzio. "Lui e Cory - continua un'altra cugina - si erano lasciati. Ma lui non ha mai fatto mancare il suo affetto alle figlie". Come lo zio, tra i primi a rincasare dopo la nottata in questura: "Mia sorella non se lo meritava, era brava. Solo questo. Era arrivata in Italia 27 anni. Faceva sacrifici dalla mattina alla sera e aveva ottenuto anche la cittadinanza. Viveva per le sue piccole".
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TITOLO: Impresentabili, Renzi a Bindi: "Usi Antimafia per regolare conti in Pd". E lei: "Giudicheranno gli italiani"
DATA: 2015-05-29
OCCHIELLO: I dem accusano la presidente: "In commissione ha fatto tutto lei. De Luca: "La denuncio la presidente della Commissione e la sfido in un dibattito".
TESTO:M5s: nessuno di noi nella lista. Il Movimento Cinque Stelle, invece, sottolinea il fatto che nell'elenco non compare alcun parlamentare stellato: "Nessuna sorpresa per l'assenza di qualunque candidato del M5s nella lista degli 'impresentabili' redatta dalla Commissione antimafia - affermano in una nota i componenti pentastellati della stessa Commissione -  Lo stesso non possiamo dire delle altre forze politiche. Forza Italia, Ncd, Fratelli d'Italia, oltre le liste a loro collegate, sono ben presenti nell'elenco. A partire da De Luca". E anche Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza parlamentare della Rai, chiede all'ex sindaco di Salerno di ritirare la sua candidatura: "Chiediamo per il bene di tutta la Campania che De Luca faccia un passo indietro e non si presenti più come candidato presidente della Regione. Chiediamo un atto di responsabilità al presidente del Consiglio e a tutto il Pd". Mentre Beppe Grillo dedica al caso un post sul suo blog, criticando il Pd che "non accetta lezioni di moralità, eppure candida impresentabili". La lega. Salvini è soddisfatto: "Io sono orgoglioso e felice che non ci sia nessuno della Lega" nelle liste degli impresentabili, commenta il leader della Lega Nord Matteo Salvini, "il problema è degli altri", "io delle liste della lega sono strafelice". Mentre Roberto Calderoli invoca le dimissioni di Renzi: "Ha mentito, se ne vada". Forza Italia. Il governatore uscente della Campania nuovamente in corsa Stefano Caldoro commenta: "De Luca è ineleggibile. La sua è una candidatura contro la legge, oltre la legge". E Paolo Romani, capogruppo dei senatori di Forza Italia afferma: "È disarmante lo scontro in atto all'interno del Pd sull'iniziativa della Commissione antimafia ed è stupefacente sentir parlare autorevoli esponenti del partito di Renzi di 'processi in piazza': è evidente che il giustizialismo applicato ai propri compagni di partito, o di corrente nel caso del Pd, non piace quanto quello applicato ai propri avversari politici". La Commissione prende le distanze. All'interno della Commissione Antimafia alcuni membri cominciano a smarcarsi dalla presidente. È il caso del segretario Marco Di Lello, presidente dei deputati socialisti, il quale sottolinea come la Bindi abbia fatto tutto da sola senza consultarsi con gli altri membri della Bicamerale: "A differenza di quanto riferito in conferenza stampa è giusto sottolineare come né all? ufficio di Presidenza, né alla Commissione plenaria sia stato consentito di fare alcun tipo di valutazione sulla lista dei nomi resi noti oggi dalla Presidente Bindi. Due settimane fa ho condiviso la scelta di rendere note le risultanze delle indagini, ma sui criteri adottati ho fatto verbalizzare che l? inclusione di imputati che in primo grado sono stati assolti nel merito o per prescrizione va oltre il tenore del codice di autoregolamentazione, approvato dalla Commissione Antimafia, sfociando così nell? arbitrio. È bene dunque chiarire che nessuna condivisione è stata voluta dalla Bindi e che nessuna responsabilità, anche in ordine agli inaccettabili ritardi con cui si è arrivati a rendere nota la lista, è addebitabile ai Commissari o all? Ufficio di Presidenza. La Presidente Bindi se ne assuma dunque in pieno la responsabilità. Io non sono un Commissario a sua disposizione? . In seguito arriva una precisazione dall'Ufficio di Presidenza: "Si ribadisce che l'ufficio di Presidenza, allargato ai capigruppo, ha sempre condiviso tutte le procedure nelle diverse fasi del percorso di verifica, dando pieno mandato alla presidente di concludere il lavoro. Nessuna iniziativa è  stata presa in modo autonomo dalla presidente Bindi".
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TITOLO: Regionali, i leader in piazza. Salvini: "Chiuderemo i campi rom". Grillo: "Io impresentabile, infatti non mi candido". Renzi: "Tolta polvere al paese"
DATA: 2015-05-29
OCCHIELLO: I comizi di chiusura nelle regioni che andranno al voto domenica. Da leghisti fischi e insulti contro Kyenge e Fornero. In mattinata battibecco fra Berlusconi. ..
TESTO:Matteo Renzi ha deciso di concludere la campagna elettorale del Pd nella sua Firenze con il candidato Enrico Rossi e i big toscani del partito. "Siamo in un momento in cui facciamo una cosa grande. Finalmente abbiamo tolto di dosso al Paese un pò di polvere". E ancora: "Ve lo dico in queste ore di difficoltà. Il Pd non è un'accozzaglia di gente. E' una comunità pronta a sfidare un partito repubblicano, speriamo in salute ma non troppo forte, dove non si insulta e dove non si aspetta tutte le volte che accada una disgrazia per metterci sopra il carico di odio, come fanno Salvini a Grillo. Per questo abbiamo scelto la canzone di Ligabue 'siamo chi siamo', siamo i soliti bischeri. Persone che vengono da una esperienza di normalità. Siamo arrivati qui come eravamo. La politica non ti può montare la testa e farti diventare un altro. Sei tu che devi cambiare la politica". "Credo che si debba fare un supplemento in queste ore - continua Renzi - uno sforzo su tutte le partite: la paura e l'odio sono monete che pagano bene. Sono certo, straconvinto che l'Italia abbia tutte le caratteristiche perché possa essere nei prossimi dieci anni la locomotiva di un Europa che cambia". Il premier rilancia anche il ruolo del Pse: "Il Partito socialista europeo deve aprire una discussione su quale modello economico dobbiamo avere in Europa". Una risposta a chi - all'interno del centrosinistra - secondo il segretario rema contro: "A chi cerca il pelo nell'uovo per cercare di bloccare il percorso di cambiamento dico che non si gioca sulla pelle del segretario del Pd. Ci penseranno gli iscritti del Pd al congresso del 2017. Non c'è bisogno di perdere una regione per cambiare un segretario di partito. Chi ha tentato in Liguria di distruggere il Pd, sappia che non ce la farà. E' un messaggio che vale per tutto il paese".   E poi: "Quello che è avvenuto in Liguria, dove c'è stata una caccia all'uomo, anzi alla donna, è inaccettabile". Scontro Berlusconi-Salvini sui migranti. A destra, però, ad accendere gli animi è stato in mattinata soprattutto il tema dell'immigrazione con uno scontro tra il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e il segretario della Lega Nord Matteo Salvini. L'ex Cav va all'attacco: "Salvini fa benissimo campagna elettorale ma con i suoi toni esasperati non risolve il problema, così come peggiora solo la situazione il buonismo della sinistra. Sono metodi buoni solo per prendere voti ma non per trovare una soluzione". Alle parole dell'ex premier ha replicato il segretario del Carroccio:   "Mi dispiace, Berlusconi si faccia due passi a Padova o a Verona: dove la Lega ha governato e governa questi problemi non ci sono". Poi ha aggiunto: "Il nostro obiettivo è risolvere il problema, dove non ci siamo denunciamo". Berlusconi, dai microfoni non ha poi risparmiato critiche al premier, dopo il duello a distanza andato in onda ieri sera nella trasmissione Virus: ieri il presidente del Consiglio aveva definito l'ex Cav "un biglietto scaduto", oggi Berlusconi replica definendo Renzi "un portoghese" perchè "è al governo senza neanche aver pagato il biglietto, senza passare per libere elezioni". E ha spiegato: "Renzi  aveva criticato D'Alema che arrivò a Palazzo Chigi con una manovra di palazzo, disse che non avrebbe mai fatto la stessa cosa e poi si è contraddetto. E' alla guida di un governo senza esser stato votato dagli elettori, un governo che si appoggia su 130 deputati alla Camera incostituzionali secondo la Consulta e su 32 senatori che hanno tradito il mandato degli elettori di centrodestra e si sono fatti stampella di questo governo di sinistra. E sarei io il biglietto scaduto? lui è molto peggio, un abusivo". Poi l'ex Cavaliere ha tirato fuori la carta calcistica: quella di Carlo Ancelotti sulla panchina del Milan. "Alternative? Siccome Carlo verrà - ha detto a Sport Mediaset - non faremo questi discorsi" Matteo Renzi  ha trascorso le ultime ore di campagna elettorale a occupandosi soprattutto della polemica con il numero uno dell'Antimafia. Ha accusato Rosy Bindi di aver usato l'istituzione per motivi di battaglia politica personale. Per il resto ha ricordato che "domenica non si vota per il governo nazionale e nemmeno per il congresso del Pd. Si vota per decidere il futuro delle regioni e di alcuni comuni, per i prossimi cinque anni". Poi ha avuto parole di elogio per la candidata Pd in Veneto, Alessandra Moretti ("Si è dimessa dal Parlamento Ue, altri no") e ha difeso Sergio Marchionne: "E' un manager che ha dato un futuro alla Fiat. Qualcuno ha cercato di costruire una carriera politica attaccando Marchionne. E qualcuno sta cercando di creare posti di lavoro con il Jobs Act e difendendo chi ci prova. La differenza è tutta qui". Infine ha assicurato l'impegno per concludere l'iter della riforma della Costituzione e ha annunciato tre riforme nei prossimi mesi: Pa, fisco, giustizia civile. In serata la chiusura nella sua Firenze a sostegno del candidato governatore Enrico Rossi. Nel dibattito entra anche il leader di Ncd Angelino Alfano, in Liguria per sostenere il candidato di centrodestra Giovanni Toti, che rivendica i meriti dell'azione politica del suo partito: "Abbiamo un merito in Liguria: aver concorso alla deflagrazione del Partito Democratico facendo dividere in due il Pd, da una parte i riformatori, dall'altra un po' di residuo di quei comunisti che Renzi ha mandato a casa". E ha aggiunto: "La realtà è che ha mandato a casa più comunisti Renzi in venti mesi che Berlusconi in venti anni. Oggi noi partecipiamo a una gara tra una sinistra riformatrice e un centrodestra che non è a guida leghista". Fin qui le schermaglie di giornata. Dalla mezzanotte sarà silenzio elettorale.
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TITOLO: Campidoglio, lancio di sedie e insulti: rissa tra i consiglieri Peciola e Onorato
DATA: 2015-05-29
OCCHIELLO: Lite tra esponenti di Sel e Lista Marchini con quest'ultimo che è finito in ospedale con un dito fratturato, dopo la protesta dei dipendenti della Roma. ..
TESTO:Insulti e sedie che volano durante la riunione della conferenza dei capigruppo nella Sala delle Bandiere in Campidoglio tra i consiglieri Alessandro Onorato (Lista Marchini) e Gianluca Peciola (Sel), con il primo finito al pronto soccorso. "Peciola mi ha buttato una sedia addosso, rompendomi un dito e procurandomi delle escoriazioni su gambe e braccia. Purtroppo il referto e i 30 giorni di prognosi parlano chiaro. Così come l'operazione che dovrò fare per raddrizzare il mignolo. Lo denuncerò per aggressione e minacce", dice Onorato. Peciola replica "lui ha tentato di aggredirmi. La riunione di capigruppo era terminata, Onorato ha insultato vergognosamente la consigliera Azuni e poi ha tentato di aggredirmi facendo il giro del tavolo e venendo verso di me che ero seduto. Penso che sia grave quanto accaduto perché alla vergogna dell'insulto si è unita la vergogna dell'aggressione da parte di Onorato", si è difeso Peciola. Poi Peciola ha dichiarato: "E' increscioso e sono addolorato per quanto accaduto oggi in Campidoglio con il consigliere Onorato". "Mi spiace veramente - ribadisce Peciola - mi spiace per le ferite riportate da Onorato e spero che si rimetta presto. Queste sono cose che non devono accadere. Mai più". La violenta lite in conferenza dei capigruppo ha appesantito il clima già infuocato in Assemblea capitolina dopo la rabbia in Aula Giulio Cesare dei dipendenti della Roma Multiservizi. A quanto si apprende da fonti di entrambi gli schieramenti, nella riunione dei presidenti convocata al termine della seduta e della energica protesta dei lavoratori della Roma Multiservizi, tra i consiglieri Gianluca Peciola (Sel) e Alessandro Onorato (Lista Marchini) sono volate parole grosse e addirittura una sedia - una di quelle robuste che arredano la sala delle Bandiere del Campidoglio - che il vendoliano avrebbe lanciato al collega, reo a suo avviso - racconta qualche 'testimone' - di aver fomentato la protesta dei lavoratori della municipalizzata strumentalizzandoli. "Sono stato aggredito - spiega Onorato che su Facebook ha postato le foto della mano ferita - dopo avergli detto di vergognarsi, sicuramente con toni molto accesi, visto che da tre giorni ci sono dei lavoratori della Roma Multiservizi che per protesta dormono in Campidoglio. Lavoratori a cui non è stato permesso neanche di ricevere cibo e acqua. Volevo sapere semplicemente chi avesse dato l'ordine di predisporre una misura così vergognosa".
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TITOLO: Esplode il caso De Luca, renziani contro la Bindi
DATA: 2015-05-29
OCCHIELLO: Vincenzo De Luca che finisce nella black list degli impresentabili è una bomba politica dagli esiti imprevedibili. I renziani accusano la Bindi di avere agito. ..
TESTO:Vincenzo De Luca che finisce nella black list degli impresentabili è una bomba politica dagli esiti imprevedibili. I renziani accusano la Bindi di avere agito per vendetta: non estammente il miglior viatico in vista del voto di domenica in Campania. La domanda che domina questa vigilia elettorale è: quanto peserà sul voto l'elenco degli "impresentabili" che è ormai di dominio pubblico e raggiunge un numero di aspiranti consiglieri piuttosto considerevole? In un periodo in cui l'opinione pubblica è molto reattiva sulle varie questioni morali della politica, è certamente un argomento che sposta un po' di voti. E naturalmente tutti verso Salvini e Grillo, cioè verso quelle forze populiste anti partiti e anti sistema che tendono a mettere tutti gli altri in un unico mazzo con l'etichetta "ladri". Una analisi primitiva e prepolitica che però in tempi di crisi e in campagna elettorale funziona. Quanto rischia Renzi? Qualcosa rischia, è certo che nella minoranza del Pd un insuccesso del segretario sarebbe salutato con malcelato entusiasmo, come prova del fallimento della politica renziana. La chiave è la Liguria, come si è capito da settimane. Lì si misura quanto sia forte il "partito di Civati" che scende direttamente in campo con un suo candidato (e di Cofferati) contro la candidata di Renzi. Pastorino non ha alcuna possibilità di diventare presidente della Regione Liguria, ma il suo tentativo è quello di far perdere le elezioni a Raffaella Paita. Non importa se in quel caso vincerebbe il centrodestra-leghista di Toti. L'importante è infliggere a Renzi una sconfitta dolorosa e dimostrare che la minoranza del Pd ha un peso da cui non si può prescindere. Viceversa, se Renzi dovesse vincere ugualmente, per la sinistra Pd sarebbe l'inizio della ennesima resa dei conti interna. Anche in chiave elettorale Renzi è tornato più volte in questi giorni sui temi del lavoro: lo ha fatto a Melfi e lo ha ripetuto in tv. I dati lo sostengono: l'Italia è ufficialmente fuori dalla recessione e anche dalla deflazione. Ma le percentuali sono ancora così anemiche rispetto a Germania e Francia, che tutte le autorità monetarie, italiane ed europee, non smettono di raccomandare al governo italiano di proseguire nel programma delle riforme.
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TITOLO: 3 km, 200.000 piante: a Parma il labirinto più grande del mondo (promesso a Borges) - Guarda
DATA: 2015-05-29
OCCHIELLO: A Fontanellato, su 8 ettari di superficie, l’editore e bibliofilo Franco Maria Ricci ha realizzato il progetto che aveva promesso allo scrittore argentino nel 1977
TESTO:Il labirinto è infatti un atelier aperto: ospita, oltre alla sede della casa editrice Franco Maria Ricci, 500 opere fra pitture, sculture e oggetti d? arte che spaziano dal ?500 al ?900 passando dal Bernini al Ligabue sino a Carracci e ad oggetti unici di design come una Jaguar degli anni ?60. Nella ricca biblioteca saranno poi custoditi ben 15.000 volumi di storia dell? arte e troverà posto l? intera collezione di volumi stampati da Bodoni: oltre 1.200 libri con preziosissime legature, raccolti negli anni da Ricci. Inoltre, nel Labirinto saranno esposte tutte le edizioni dell? editore parmigiano e quelle di un altro importante esponente della bibliofilia italiana, Alberto Tallone.
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TITOLO: Venezia, l’ignaro ciclista straniero “sfida” il divieto di bici in centro Video
DATA: 2015-05-29
OCCHIELLO: Il turista pedala tranquillamente tra piazza San Marco e la basilica
TESTO:IL «CASO» Venezia, spunta un ciclista E il video diventa virale Il turista pedala tra piazza San Marco e la basilica, sebbene in città le due ruote siano vietatissime. Boom di commenti sul web: «Sarà uno del Giro d? Italia che si è perso» VENEZIA Maglia bianca a maniche lunghe, pantaloncini neri, caschetto e bagagli fissati sulla parte posteriore della bici. Pedala in piena piazza San Marco di mattina presto, passa davanti alla Basilica in sella alla sua mountain bike, noncurante del regolamento di polizia urbana del Comune che vieta l? uso delle bici in tutta la citta? , tra calli e campielli. Il divieto vale per tutta Venezia. Si può circolare in bici solo al Lido e a Mestre. Dalla bandiera si capisce che è un turista, russo oppure sloveno a giudicare dalle strisce rossa blu e bianca. Attraversa la piazzetta dei leoncini ma viene immortalato dal video girato con il telefonino da un veneziano che finisce immediatamente su Facebook e diventa virale. I video per la verità sono due, il secondo mostra i tempi supplementari: dopo aver attraversato il Ponte della Paglia, il turista si aggira tra i banchetti di souvenir di San Zaccaria che a quell? ora devono ancora aprire. Poi ecco che nell? inquadratura compare un carabiniere che va di fretta, intento a parlare al telefonino, che ignora la scena. Il turista infine issa la bici in cima al ponte del Danieli, smonta dalla sella rimonta per affrontare la discesa, proseguendo in direzione della Pietà. Sui social si scatenano i commenti: «E? uno del Giro d? Italia che si è perso», commenta un utente. «Non mi sembra così grave», dice un altro. Un terzo aggiunge che qualche sera fa alle 19.30 tre bici sfrecciavano alle 19.30 davanti la stazione ferroviaria.
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TITOLO: Ancora una tragedia nel Canale Sicilia Soccorso barcone: trovati 17 cadaveri
DATA: 2015-05-29
OCCHIELLO: A bordo dei natanti in difficoltà c’erano molte persone prive di vita. Intervento anche della marina belga. Soltanto venerdì 17 allarmi: salvati almeno 3300 profughi
TESTO:Sono 17 le operazioni di soccorso portate a termine finora, nella giornata di venerdì, al largo delle coste libiche, sotto il coordinamento del Centro Nazionale di Soccorso della Guardia Costiera a Roma. Un? attività intensa che al momento, mentre altri interventi sono ancora in fase di conclusione, ha portato al salvataggio di oltre 3300 migranti. Le richieste di aiuto, effettuate da telefoni satellitari, sono arrivate già nel corso della notte. Molte le unità impegnate nello scenario dei soccorsi: unità navali della Guardia Costiera, della Marina Militare italiana, della Guardia di Finanza, delle Marine Militari irlandese e tedesca, oltre alle unità inquadrate nel dispositivo Triton e ad alcuni mercantili dirottati dal Centro Nazionale di Soccorso.
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TITOLO: 35 anni fa moriva Walter Tobagi. Il figlio Luca: «Quell’Italia così simile a quella dei nostri giorni»
DATA: 2015-05-28
OCCHIELLO: Il delitto Tobagi e la speranza negli occhi dei ragazzi
TESTO:Insomma, una prima pagina che, eccezion fatta per l? articolo su mio padre, avrebbe potuto essere presa da un quotidiano di oggi. È stato allora che ho colto negli occhi dei tanti studenti che affollavano la sala il guizzo di chi è riuscito a capire il messaggio che avevo mandato. Che, cioè, quando si parla della vicenda di mio padre o di altre persone che, come lui, hanno saputo assumersi le responsabilità di scelte molto costose, dal punto di vista personale, perché riconoscevano il valore di fare il meglio possibile il proprio dovere, il proprio lavoro, di utilizzare il proprio talento in un modo utile a migliorare la società per tutti, bisogna guardare alle vite, non alla loro brusca interruzione. Alle vite vissute intensamente e con pienezza in un contesto che, bello o brutto, rappresentava la «normalità». Oggi come ieri, sono le sfide di quella normalità che dobbiamo affrontare, anche se talvolta è pesante o addirittura rischioso.
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TITOLO: Don Vincenzo incredulo: era una buona azione, confido nella giustizia terrena
DATA: 2015-05-28
OCCHIELLO: La difesa: «Me l’avevano presentato come un intervento per portare benefici al territorio»
TESTO:CITTÀ DEL VATICANO «Ovviamente, resto a disposizione dell? autorità inquirente e confido totalmente nella giustizia terrena». A metà pomeriggio di una giornata scandita dalle telefonate con l? avvocato, monsignor Vincenzo Paglia mette nero su bianco e lima e fa trasmettere alle agenzie di stampa poche righe sorvegliate che fanno trapelare solo una parte del suo sconcerto. Chi gli è vicino fa notare che un vescovo in una diocesi ha dei collaboratori e non controlla di persona i movimenti dei conti, che vede e parla con un sacco di persone e non ha idea se una chiacchierata al telefono col sindaco costituisca una «fattispecie delittuosa» che ti può mettere nei guai, che quel progetto gli era stato presentato come una «buona azione, addirittura meritoria»: il «castello-convento» che va in rovina e nessuno vuole, una possibilità di «crescita del patrimonio immobiliare» della diocesi per farne un «uso ecclesiastico» o magari «un centro di ospitalità e di cultura», il tutto «portando beneficio al territorio».
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TITOLO: Piazza della Loggia, 41 anni fa la strage. Il presidente Mattarella: "Sconfortante gli autori ignoti"
DATA: 2015-05-28
OCCHIELLO: Il messaggio del presidente della Repubblica ai familiari delle vittime. I cittadini in piazza per l'anniversario. Il sindaco Emilio Del Bono: "Una ferita che. ..<br clear='all'/>
TESTO:Di quei fatti e di quel dolore, continua ancora il presidente della Repubblica, "dobbiamo continuare a fare memoria per tenere alta la guardia contro ogni forma di violenza, di fanatismo, di terrorismo. Per trasmettere alle giovani generazioni quei valori di partecipazione, di pace, di confronto nella libertà che sono le fondamenta vive della Costituzione repubblicana. Per guardare alla nostra storia con spirito di verità, cercando di squarciare il velo opaco delle omissioni, delle reticenze, delle complicità". Mattarella parla anche degli esiti processuali. E commenta: "E' sconfortante che, ancora oggi, dopo 41 anni, non siano stati individuati e puniti i responsabili di tanta barbarie. La giustizia va perseguita sino in fondo e con ogni scrupolo. Carte processuali e inchieste parlamentari hanno messo in luce la  matrice neo-fascista e le difficoltà frapposte alla ricerca della verità anche da settori degli apparati dello Stato".
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TITOLO: Salvini torna all'attacco dei rom: "Raderemo al suolo i campi". Sel: "Fermiamo sciacalli"
DATA: 2015-05-28
OCCHIELLO: Toni minacciosi del leader della Lega dopo l'incidente di Roma; "Una preghiera. Per il resto. .. ruspa! !!! !". Giorgia Meloni: "Di fronte a delinquenti senza. ..<br clear='all'/>
TESTO:La replica al leader della Lega arriva anche da Davide Casadio, presidente dell'associazione Sinti Italia, intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus, l'emittente dell'università degli studi Niccolò Cusano, nel corso del format 'Ecg Regione': "L'incidente di Roma a Primavalle - ha detto - poteva capitare a chiunque e adesso in tanti lo stanno strumentalizzando perché quella macchina era guidata da un rom. Sappiamo benissimo che rom e sinti vengono bersagliati, anche se noi non siamo tolleranti nei confronti di chi crea queste cose. E' un fatto grave per le comunità, quanto accaduto ieri è incivile, ma può succedere a chiunque. Non tutti sono uguali, noi ci dissociamo da chi viola la legge". Poi Casadio prosegue: "Il fatto che di questo incidente siano stati protagonisti i rom diventa uno strumento di campagna elettorale e noi diventiamo uno strumento di politica. Non si fa di tutta l'erba un fascio, questo significa impedire l'integrazione". Durissimo, poi, su Salvini: "Hitler è morto, in Italia vogliono resuscitarlo. Salvini ha resuscitato lo spirito di Hitler in Italia. Bisogna ricordare che in Europa sono morti oltre un milione di sinti e di rom nei campi di concentramento. Perché per ogni cosa noi dobbiamo essere capri espiatori? ". GUARDA La testimonianza / LEGGI Più vigilanza nei campi nomadi Appoggia Salvini Adriano Celentano che sul blog scrive: "Sto cominciando a pensare a Salvini". "Ciao Grillo Renzi! Mentre voi ve la battete sul tavolo dei 'voti', nel frattempo- esordisce Celentano- a Roma c'è un' auto che sfreccia a 180 km all'ora e, con noncuranza travolge 9 passanti". E ancora: "Ma voi, così concentrati nella lotta a chi arriva primo, vi dimenticate di parlare del problema 'non piu' importante e vitale che è la certezza della pena. Perchè la gente dovrebbe consumare di più se ha paura anche a uscire di casa?
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TITOLO: Impresentabili, il vice presidente dell'Antimafia: "Lista non insignificante"
DATA: 2015-05-28
OCCHIELLO: Domani i nomi dei candidati sotto osservazione. Nella penultima giornata di campagna elettorale, Berlusconi all'attacco: "Renzi cambia la Severino per De Luca. ..
TESTO:ROMA - Penultima giornata di campagna elettorale. E l'offensiva mediatica parte all'insegna degli impresentabili. E' attesa per domani, infatti, l'ufficializzazione della lista stilata dalla commissione parlamentare Antimafia presieduta da Rosy Bindi. Una lista che, secondo il vice presidente Claudio Fava, "sarà un pacchetto non insignificante". E mentre la Commissione continua lo screening sui 4mila candidati il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone esprime le sue perplessità: "Un bollino blu  per quanto emesso da un organismo autorevolissimo e presieduto da una persona al di sopra di ogni sospetto, resta sempre un dato politico". Poi ha aggiunto: "La politica faccia valutazioni su chi sia presentabile e chi impresentabile, la scelta spetta ai cittadini". Il dibattito, intanto, ruota tutto attorno alla legge Severino dopo le dichiarazioni del candidato governatore della Campania, Vincenzo De Luca: "Per il premier - aveva detto ieri l'ex sindaco di Salerno condannato in primo grado per abuso di ufficio - è un problema superabile". La Campania, infatti, è a rischio caos dopo la decisione della Consulta che ha stabilito che la competenza sull'applicazione della legge sia attribuita al giudice ordinario e non al Tar. La giustizia ordinaria potrebbe essere infatti meno 'larga' rispetto a quella amministrativa nell'applicazione della sospensione per le condanne dei politici e dunque, ove eletto, De Luca potrebbe essere sospeso per 18 mesi. Il sindaco di Salerno si dice comunque certo che non verrà sospeso in quanto eletto per la prima volta. LA SENTENZA Legge Severino, ecco cosa dice la Cassazione Sulla questione De Luca oggi ha cercato di metter eun punto il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi oggi a Napoli per la campagna elettorale: "La sentenza della Cassazione sulla legge Severino non cambia nulla", ha sottolineato, precisando: "In caso di vittoria di Vincenzo De Luca 'rispetteremo ovviamente la legge come abbiamo sempre fatto''.   "La sentenza  - ha aggiunto - dice semplicemente che è il giudice ordinario e non quello amministrativo a scegliere ma nun cambia nulla sull'applicazione della legge Severino". Per Boschi dunque De Luca "è candidabile ed eleggibile, è stato scelto dai campani con le primarie e i campani lo sceglieranno anche come presidente della Regione". Ad aprire le danze stamani è Silvio Berlusconi, a Radio anch'io. "Matteo Renzi può modificare la norma per De Luca ma non lo ha fatto per me", ha detto l'ex Cavaliere facendo sempre riferimento alle parole pronunciate ieri dall'ex sindaco di Salerno. Quanto all'ipotesi di un faccia a faccia in tv col premier - nella trasmissione di Nicola Porro 'Virus' - sostiene: "Io non ho fatto saltare alcun confronto tv. A me è stata proposta un'intervista, poi è venuto fuori che anche Renzi sarebbe stato presente alla medesima trasmissione. Io non credo che i confronti possano farsi prima di elezioni regionali senza che ci sia un minimo di preparazione, di regole prestabilite per un confronto alla pari". Nel merito delle elezioni, l'ex premier prosegue: "Il voto dato alla sinistra è un voto a questo governo. Che ci vuole di più per dare un giudizio negativo sull'operato di governo? Il pronostico è che ci possano essere delle sorprese e credo che ci saranno. Se tutti i moderati votassero, noi vinceremmo 7 a 0, perché siamo maggioranza reale nel Paese". Sulla Severino interviene anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che commenta così  le motivazioni della sentenza con la quale la Corte di Cassazione ha riconosciuto la competenza del giudice ordinario sulla medesima legge: "Sono assolutamente persuaso che la magistratura ordinaria mi possa consentire di esercitare le mie funzioni fino alla fine del mandato". Molto critico sulla lista degli 'impresentabili' Raffaele Fitto, leader di Conservatori e Riformisti, dopo che due candidati a sostegno di Francesco Schittulli sono finiti nella lista della Commissione antimafia: "Abbiamo letto nei giorni scorsi dei nomi che poi sono scomparsi. Nel frattempo abbiamo mandato al massacro mediatico persone che non avevano nessun motivo di essere coinvolte", ha detto Fitto, che ha aggiunto: "Per la nostra lista, la lista "Oltre con Fitto", stiamo parlando di una persona (Massimiliano Oggiano, candidato nella circoscrizione di Brindisi) che, assolta perchè il fatto non sussiste in primo grado, sarebbe impresentabile perchè la procura ha presentato appello. Siamo veramente a una inversione non della logica di un garantismo normale ma siamo all'inversione della logica vera e propria".
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TITOLO: Immigrazione, Mattarella: "Ormai è urgenza epocale Ue"
DATA: 2015-05-28
OCCHIELLO: Il capo dello Stato, alla London School of Economics a Londra, lamenta il ritardo con cui si è affrontato il problema: "Troppi morti sono serviti per. ..
TESTO:LONDRA -  La crisi delle migrazioni rappresenta "un'urgenza epocale per le dimensioni del fenomeno e per la sua drammaticità su cui l'Europa sta solo adesso iniziando a sviluppare una politica comune". L'allarme arriva dal presidente Sergio Mattarella, che ha parlato alla London School of Economics a Londra. "Non possiamo pensare che la stabilizzazione di interi Paesi, come la Libia, o il contributo che dobbiamo apportare per la pacificazione di Iraq e Siria, possa avvenire con successo, se non attraverso un'azione europea comune, univoca e credibile", ha insistito, lodando quanto è stato fatto da alcuni Paesi che si sono mossi per fare fronte al fenomeno sempre più preoccupante. È necessaria, però, un'azione comune e soprattutto a lungo raggio: "Alcuni passi sono stati compiuti in queste ultime settimane nella giusta direzione. Ci aspettiamo ora che queste decisioni si trasformino in normative concrete, sperabilmente incisive, che diano alle politiche europee di accoglienza la necessaria prospettiva di lungo periodo". Morti e ritardi. Il capo dello Stato non ha risparmiato critiche all'eccessivo ritardo con cui l'Europa si è mossa per fare fronte all'emergenza: "Il nostro grande rammarico, in questo ambito, è legato al ritardo con cui la macchina europea si è messa in moto. Troppi morti, purtroppo, sono stati necessari per risvegliare la nostra coscienza collettiva! ", ha detto Mattarella, che ha anche rimproverato "l'insostenibilità finanziaria di Mare Nostrum e le critiche - davvero del tutto infondate - avanzate da numerosi partners europei" che hanno portato "alla sua chiusura". Quanto a Triton, "solo dopo un grande aumento del flusso di migranti e dopo ulteriori  tragedie, e molte centinaia di morti, potrà godere di risorse più adeguate". Triton "è la prova tangibile che le risposte emergenziali non bastano", ha proseguito l'inquilino del Quirinale. Valori in gioco. Nel suo intervento, il presidente ha puntato l'attenzione sull'importanza dei valori che sono il fondamento della 'politica dell'accoglienza': con il tema dell'immigrazione, ha detto, "sono in gioco innanzitutto i nostri valori, quelli che ci hanno consentito, per la prima volta da secoli, di vivere per quasi 60 anni in un orizzonte di pace, libertà, democrazia e sviluppo sociale ed economico. Valori dei quali molti migranti che bussano alle nostre porte, non hanno mai potuto godere. La politica dell'accoglienza diventa così una sorta di specchio nel quale troviamo riflessa proprio la luce di tali valori, se essi, come io fortemente credo, costituiscono ancora la pietra d'angolo della nostra società". Una sola voce in Europa.   Per il presidente, "dall'area mediterranea giungono le minacce più pericolose per la nostra stabilità, minacce che necessitano di un'Europa forte e coesa in grado di parlare e agire con una sola voce", ha ribadito. Per risolvere i problemi europei "le visioni di breve periodo non sono sufficienti: serve una progressiva integrazione; da qualsiasi punto si parta, dal mio punto di vista, l'approdo è sempre lo stesso: serve più Europa", ha insistito Mattarella. "Occorre però evitare una tendenza che troppo spesso riecheggia nel dibattito attualmente in corso sul futuro dell'Unione, ovvero quella di guardare a possibili evoluzioni solo dal punto di vista dei 'ritorni', dei benefici a livello nazionale. Si tratta di una visione angusta per almeno due motivi: in primo luogo perchè trasforma i negoziati in un gioco a somma zero, impedendo così qualsivoglia accordo, in secondo luogo in quanto ciò che è conveniente oggi potrebbe non esserlo più domani, alla luce di condizioni politiche ed economiche diverse. La contrapposizione tradizionale tra le politiche intergovernative e la spinta comunitaria mostra tutta la sua sterilità". Il capo dello Stato ha colto l'occasione per ricordare anche che lo "spirito e il sentimento europeista" dell'Italia "da più di 60 anni continua a rimanere al centro del dibattito politico e dell'azione internazionale del Paese" e "non si è affievolito in questi anni travagliati che hanno visto l'Europa afflitta da problemi assillanti, tra cui una crisi economica che soltanto adesso, seppur lentamente, sembra in corso di superamento". Il presidente ha anche lodato  "la capacità di includere" dell'Unione Europea, che "costituisce un modello sicuramente più efficace per affermare il valore della democrazia di quanto non lo siano velleitarie, ricorrenti, tentazioni di esportarla con interventi militari". E ancora: la Ue deve arrivare a un "progressivo abbandono del vecchio paradigma di politiche di difesa e degli armamenti solo nazionali, così da avviare un graduale ma irreversibile processo di coordinamento dei bilanci per la Difesa e sviluppo di capacità comuni". Sfiducia e delusione. Un 'cantiere in costruzione': questa è, per Mattarella, l'immagine che la gente ha dell'Unione europea, le cui istituzioni appaiono ingabbiate in "liturgie burocratiche incomprensibili ai più". Quello dell'Unione europea, ha detto il capo dello Stato, è "un progetto che non può tuttavia ancora considerarsi pienamente realizzato", un cantiere aperto al quale si affacciano nuove sfide: "Oggi siamo quindi di fronte a cimenti rinnovati, ai quali apparirebbe inadeguato e quasi puerile far fronte con la fuga, tornando sui propri passi".  
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TITOLO: Campidoglio, lancio di sedie e insulti: rissa tra i consiglieri Peciola e Onorato
DATA: 2015-05-28
OCCHIELLO: Lite tra esponenti di Sel e Lista Marchini con quest'ultimo che è finito in ospedale con un dito fratturato, dopo la protesta dei dipendenti della Roma. ..
TESTO:Insulti e sedie che volano durante la riunione della conferenza dei capigruppo nella Sala delle Bandiere in Campidoglio tra i consiglieri Alessandro Onorato (Lista Marchini) e Gianluca Peciola (Sel), con il primo finito al pronto soccorso. "Peciola mi ha buttato una sedia addosso, rompendomi un dito e procurandomi delle escoriazioni su gambe e braccia. Purtroppo il referto e i 30 giorni di prognosi parlano chiaro. Così come l'operazione che dovrò fare per raddrizzare il mignolo. Lo denuncerò per aggressione e minacce", dice Onorato. Peciola replica "lui ha tentato di aggredirmi. La riunione di capigruppo era terminata, Onorato ha insultato vergognosamente la consigliera Azuni e poi ha tentato di aggredirmi facendo il giro del tavolo e venendo verso di me che ero seduto. Penso che sia grave quanto accaduto perché alla vergogna dell'insulto si è unita la vergogna dell'aggressione da parte di Onorato", si è difeso Peciola. La violenta lite in conferenza dei capigruppo ha appesantito il clima già infuocato in Assemblea capitolina dopo la rabbia in Aula Giulio Cesare dei dipendenti della Roma Multiservizi. A quanto si apprende da fonti di entrambi gli schieramenti, nella riunione dei presidenti convocata al termine della seduta e della energica protesta dei lavoratori della Roma Multiservizi, tra i consiglieri Gianluca Peciola (Sel) e Alessandro Onorato (Lista Marchini) sono volate parole grosse e addirittura una sedia - una di quelle robuste che arredano la sala delle Bandiere del Campidoglio - che il vendoliano avrebbe lanciato al collega, reo a suo avviso - racconta qualche 'testimone' - di aver fomentato la protesta dei lavoratori della municipalizzata strumentalizzandoli. "Sono stato aggredito - spiega Onorato che su Facebook ha postato le foto della mano ferita - dopo avergli detto di vergognarsi, sicuramente con toni molto accesi, visto che da tre giorni ci sono dei lavoratori della Roma Multiservizi che per protesta dormono in Campidoglio. Lavoratori a cui non è stato permesso neanche di ricevere cibo e acqua. Volevo sapere semplicemente chi avesse dato l'ordine di predisporre una misura così vergognosa".
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TITOLO: Renzi va a Melfi e attacca i sindacati. Alta tensione su De Luca
DATA: 2015-05-28
OCCHIELLO: Il lavoro non si crea andando nei talk show, ma nella realtà concreta delle fabbriche. Detto, fatto. Con questa stoccata ai ciarlieri esponenti sindacali e. ..
TESTO:Il lavoro non si crea andando nei talk show, ma nella realtà concreta delle fabbriche. Detto, fatto. Con questa stoccata ai ciarlieri esponenti sindacali e politici anche del suo partito che dalla mattina alla sera si esibiscono in tutti i canali tv, Matteo Renzi sceglie di andare alla Fca di Melfi invece che all'Assemblea generale della Confindustria. Lo accolgono Elkann e Marchionne, con cui il premier ha da tempo instaurato un rapporto di reciproca stima. Una scelta dal fortissimo contenuto simbolico, ribadito dallo stesso Renzi che ha sottolineato di aver voluto guardare in faccia gli operai. Quelli che dovrebbero essere i più arrabbiati con lui per aver introdotto in Italia il jobs act che smantella le tutele sindacali previste negli ultimi decenni. O almeno così dicono Landini e Camusso. Ma contestazioni non ce ne sono state o forse sono state impedite da una abile regia, fatto sta che il premier ha messo a segno una mossa efficace a pochi giorni dal voto regionale. Certo ci sono quei dati disastrosi dell'Ocse sulla disoccupazione giovanile, aggravati da quella speciale classifica che ci vede assieme a greci e turchi tra i Paesi con la più bassa preparazione culturale e lavorativa dei giovani. Ma i primi risultati della decontribuzione per i nuovi assunti fanno ben sperare in una ripresa del mercato del lavoro. Lo slogan comunque è efficace: i posti di lavoro non si creano nei talk show. Gli spin doctor del premier hanno fatto un buon lavoro. Ma c'è un problema grosso come una casa: gli impresentabili. In queste elezioni che coinvolgono sette regioni e in cui si misura la reale consistenza del governo Renzi, si parla solo degli impresentabili. E non può essere che così, un po' perché una dozzina di rinviati a giudizio o condannati nelle liste campane e pugliesi è una pessima conferma dei rapporti tra politica e malaffare. Un po' perché c'è il caso De Luca che incappa nella Severino ma non vuole rinunciare. Un po' perché i nomi saranno resi pubblici solo domani, cioè alla vigilia del voto. Insomma, per Renzi è un bel problema, da cui non se la può cavare dicendo solo che nelle liste Pd non ci sono impresentabili. In quelle Pd no, ma in quelle di appoggio sì. I controlli, a partire dalle primarie, vanno fatti prima, non dopo.
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TITOLO: Presunti abusi sui bimbi dell’asilo: papà va in classe e picchia la maestra
DATA: 2015-05-28
OCCHIELLO: La donna è finita in ospedale. Da tempo giravano voci su abusi sessuali nella materna. Giallo sulle denunce. Un gruppo di insegnanti: «Tutto falso»
TESTO:TREVISO Presunti abusi sui bimbi dell? asilo Papà va in classe e picchia la maestra Denunce ai carabinieri, ma un gruppo di genitori difende gli insegnanti: «Si sono inventati tutto» TREVISO Lascia la piccola a casa, va alla scuola materna e aggredisce la maestra sessantenne che finisce all? ospedale con una contusione all? arcata orbitale. E? successo alle due di oggi pomeriggio, giovedì, in un asilo di Treviso. Dietro l? aggressione del genitore ci sarebbero motivazioni molto pesanti: presunti abusi sessuali di alcuni insegnanti nei confronti di alunni di tre, quattro e cinque anni. Sono però pochi gli elementi di un caso, che vive soprattutto sui «si dice» e delle chiacchiere fuori dai cancelli di una scuola materna in un? area popolare a forte concentrazione di immigrati e rom. Sta di fatto che giovedì nell? istituto è scoppiato il caos con una vera e propria «guerra» tra genitori: da una parte quelli solidali con il papà della bambina, un trevigiano di 26 anni, dall? altra quelli che invece difendono le maestre e accusano i «colpevolisti» di essersi inventati tutto. Le voci sui presunti abusi sessuali infatti all? interno della scuola materna girano da un po? di tempo. Ci sarebbero anche cinque o sei denunce ai carabinieri (e 4 contro denunce da parte delle maestre per calunnie) e qualcuno, in attesa di chiarezza, avrebbe lasciato a casa da giorni i propri figli. I piccini, sollecitati dai genitori, avrebbero raccontato di essere stati toccati mentre erano al bagno. Ma gli accertamenti medici non hanno rilevato nulla. Nel primo pomeriggio di giovedì la situazione è precipitata, con l? aggressione fisica del papà a una delle maestre. In serata si è tenuto un acceso confronto tra genitori all? interno dell? istituto a cui ha preso parte nel finale anche il sindaco di Treviso Giovanni Manildo: «Pensiamo al benessere dei bambini - ha spiegato il primo cittadino -. Ho avuto la più ampia rassicurazione dal dirigente scolastico che sarà riservata la massima attenzione alla vicenda». Cauti anche i carabinieri: «Ci stiamo attivando quanto più possibile - fa sapere un ufficiale - per chiarire i termini della questione. Servono tutte le cautele del caso». I genitori «colpevolisti» intanto hanno annunciato per domani, venerdì, un sit-in davanti all? asilo.
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TITOLO: Voti in cambio di incarichi e posti di lavoro. Ai domiciliari i deputati Dina e Clemente
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: "Corruzione elettorale durante la campagna elettorale per le Regionali 2012". Blitz della polizia valutaria, coinvolto anche Franco Mineo, non eletto al. ..<br clear='all'/>
TESTO:L'ultima campagna elettorale per l'Assemblea regionale siciliana è stata un grande mercato dei voti. I finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria hanno intercettato candidati che promettevano incarichi e posti di lavoro, ma anche soldi e finanziamenti. Dopo una lunga indagine, questa mattina, due deputati regionali e un candidato non eletto sono finiti agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione elettorale. I provvedimenti riguardano: Nino Dina, eletto nelle file dell'Udc, oggi presidente della commissione Bilancio del parlamento siciliano; Roberto Clemente, eletto alla Regione con Pid-Cantiere popolare, è anche consigliere comunale; Franco Mineo, già deputato regionale, che nel 2012 si candidò con Grande Sud ma non raggiunse il numero necessario di voti per Sala d'Ercole. Ai domiciliari è finito anche Giuseppe Bevilacqua, un altro esponente politico di Pid-Cantiere popolare, che alle elezioni comunali 2012 risultò il primo dei non eletti. Il quinto provvedimento è stato notificato a un militare della Guardia di finanza che avrebbe fatto dei favori a Bevilacqua, è accusato di corruzione. Quei campioni del voto fra Cuffaro e Miccichè Ecco, l'ultima inchiesta della procura distrettuale antimafia diretta da Francesco Lo Voi. Le indagini hanno fatto emergere un quadro inquietante di rapporti fra Bevilacqua, ufficialmente solo un dipendente dell'azienda trasporti di Palermo, con diversi esponenti mafiosi. Era Bevilacqua il ras dei voti, che avrebbe messo offerto il suo pacchetto di preferenze ad alcuni politici amici. In cambio di sostanziose promesse, tutte finite nelle intercettazioni della polizia valutaria di Palermo, diretta dal tenente colonnello Calogero Scibetta. L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dai sostituti Amelia Luise, Francesco Del Bene, Annamaria Picozzi e Dario Scaletta, aveva già fatto scattare un avviso di garanzia per Bevilacqua nell'ottobre 2013, per malversazione, appropriazione indebita ed usura. Secondo la procura, Bevilacqua avrebbe utilizzato per la sua campagna elettorale per le comunali 2012 anche i generi alimentari del "Banco opere di carità" destinate alle famiglie povere di Palermo. Naturalmente all'insaputa dei volontari. Bevilacqua regalava pacchi di pasta, oppure li vendeva a prezzi stracciati. Quei generi alimentari sarebbero diventati un vero e proprio business per il candidato al consiglio comunale, che gestisce una serie di associazioni. Due anni fa, i finanzieri sequestrarono merce per 60 chili: 48 pacchi di pasta, 10 pacchi di fette biscottate, 170 confezioni di marmellata, 50 pacchi di formaggi, 18 barattoli di legumi. Tutta merce con marchio "Aiuti Ue - prodotto non commercializzabile". Merce che poi su disposizione della procura venne data in beneficenza alla Missione "Speranza e carità" di Biagio Conte. Ora, l'inchiesta coinvolge anche due deputati regionali in carica. Nino Dina ha alle spalle un'archiviazione per concorso esterno in associazione mafiosa, per alcune frequentazioni non proprio cristalline. Clemente, invece, era stato sorpreso alcuni mesi fa ad un incontro con il capomafia Filippo Bisconti, pedinato dai carabinieri nell'ambito di un'indagine sulla cosca del paese di Misilmeri. Adesso, le indagini della polizia valutaria sono una nuova bufera sull'assemblea regionale siciliana.
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TITOLO: Bologna, così studiavano padri della patria, poeti e scrittori
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: In vista della: "Reunion" di giugno l'Alma Mater rispolvera diplomi e libretti universitari dei suoi laureati più illustri<br clear='all'/>
TESTO:Le passioni di Pasolini. Pasolini si iscrive a Lettere a 17 anni scoprendo la passione per l'estetica delle arti figurative insegnata da Roberto Longhi. A Bologna, dove frequenta il cineclub e vede tutto René Clair, scopre il grande amore per il cinema; è capitano della quadra di calcio della facoltà di Lettere, frequenta i campeggi estivi organizzati dall'università. Del suo maestro dirà: "Longhi era sguainato come una spada. Parlava come nessuno parlava, la sua ironia non aveva precedenti, la sua curiosità non aveva modelli. Per un ragazzo oppresso, umiliato dalla cultura scolastica, dal conformismo della società fascista, questa era la rivoluzione". Dossetti: matricola 4.418. Tre anni prima della laurea di Pasolini, Roberto Roversi, compagno di liceo, sostiene il suo primo esame universitario. Di quegli anni (1941-43) scriverà: "Si ascoltavano lezioni da professori severi (nelle attitudini comportamentali) elargite a noi seduti intanto sul prato minato di un mondo prossimo a diventare macerie e poi diventato (trasformato) effettivamente in macerie". Roversi descrive l'Università "come una casa grande. Tenera e severa". Nel materiale d'archivio compare la lettera che Giuseppe Dossetti scrive, il 30 ottobre del 1930, al rettore Alessandro Ghigi per "essere iscritto al primo corso della facoltà di Giurisprudenza". Dossetti risulterà iscritto, come testimonia il suo libretto: matricola numero 4.418.
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TITOLO: Prefetto a tavola con la cagnolina Allontana dalla cena ufficiale
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: È accaduto in un ristorante del Veneto
TESTO:IL CASO Prefetto a tavola con la cagnolina Ristoratore la allontana da cena ufficiale Marrosu: «Mi ha detto che non eravamo in un canile» TREVISO Olga ha cinque anni, un? indole mansueta e la taglia mini di una cagnolina `arlecchino´, a metà strada tra un bassotto e un pincher. È il cane del prefetto di Treviso, Maria Augusta Marrosu, che per `colpa´ di Olga è stata allontanata durante una cena ufficiale da un ristoratore di Cimadolmo. È lo stesso prefetto a raccontare l? episodio. «Stavo presenziando ad una cena ufficiale come ospite e Olga si trovava buona e tranquilla nella sua borsa. Finché si è trattato dell? aperitivo all? aperto tutto - spiega - è andato bene ma quando il prefetto ha varcato la sala del ristorante e si è accomodata, appoggiando Olga a terra tra lei e il marito, la situazione è precipitata». «Questo è un ristorante - ha detto il ristoratore alla signora Marrosu - non un canile». A nulla solo valse le obiezioni del prefetto, come riportano i giornali locali, sul fatto che nessuna vetrofania avvertisse che gli animali non erano ben accettati nel locale. «Non è neppure servito che obiettasi che c? è una legge che consente di tenere con sé un cagnolino se non disturba - racconta ancora -. Ho manifestato tutta la mia irritazione e me ne sono andata, senza minacciare nessuno perché sono l? opposto di una rappresentante istituzionale arrogante». Di sicuro il prefetto ha promesso che il ristorante in questione sarà bandito dalle sue frequentazioni. «Ho ricevuto un fascio di rose bianche dagli organizzatori della serata - conclude - che si sono scusati con me per l? accaduto. Dal ristoratore, invece, nessuna parola».
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TITOLO: Milano, i genitori della 13enne disabile presa a sassate: "Vigliacchi, abbiamo denunciato quei bulli"
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: Non hanno ancora un nome, gli investigatori indagano per trovare i responsabili dell'aggressione al parco di via Gonin. La mamma: "Devono capire che i più. ..<br clear='all'/>
TESTO:Dopo le sassate al parco, a scuola i compagni di classe della prima media l'hanno festeggiata: "Sei famosa, ti abbiamo vista in televisione ai telegiornali". Lei sorrideva e scherzava: "Non è vero, non sono famosa". La ragazzina di 13 anni medicata al San Paolo per le ecchimosi causate dai sassi che alcuni ragazzini le hanno lanciato addosso domenica pomeriggio al parco comunale di via Gonin 25, all'uscita è corsa incontro al papà Giuseppe, arrivato a prenderla in macchina: "Papà, papà ". "Fa il poliziotto", dicono i compagni di classe. "Ma no spiega lui - vedono una divisa e per loro sono tutte uguali. Sono una guardia giurata". Giuseppe, originario di Gallipoli, occhiali scuri, abbraccia sua figlia che piena di allegria sorride sotto il sole, saltella, corre, entra in macchina e poi ne esce per fare una lunga corsa nella via che costeggia il muro della scuola. Quasi sparisce all'orizzonte. Alcuni compagni le corrono dietro, e poi lei torna. "Basta che qualcuno le faccia un sorriso e crede che sia un suo amico", dice il padre. "Lei è buona. Non sa distinguere il bene dal male. Se scopro chi è stato a tirarle i sassi. .. Perché questo è solo l'ultimo episodio di bullismo di cui è rimasta vittima, ed è il più brutto ". Il papà ha voglia di parlare: "Alcuni ragazzi la deridono, la scherniscono e la spintonano appena non sono visti dai professori. La prendono di mira. È bullismo: prendersela in branco con i più deboli è da vigliacchi, con i più piccoli è da ignoranti ". Lui e la moglie, Maria Grazia, hanno fatto denuncia in questura. La ricostruzione dei fatti è questa: "La bambina, domenica, era al parchetto dalle 16, assieme a delle sue amichette e alla mamma di una di loro. Gioca col pallone, va sulle altalene. Verso le 19 è arrivata mia moglie, che già aveva telefonato alla bambina per dirle che stava arrivando, e l'ha vista seduta per terra che si copriva il volto con le mani e piangeva. Una signora ha detto che una decina di ragazzi l'avevano infastidita e offesa, poi avevano iniziato a lanciarle delle pietre. Appena hanno capito che stava arrivando mia moglie sono scappati tutti, dileguati. I segni che mia figlia ha sul corpo spariranno presto, e speriamo anche quelli psicologici". Aggiunge la mamma: "Già quando le avevo telefonato, alle sei e un quarto, la bambina mi aveva detto che mi doveva parlare. Si vede che avevano già iniziato a darle fastidio. Lei non li conosce, non sono compagni di classe sicuramente, ma le indagini spettano alla polizia. A me interessa che non succeda più a nessun bambino, e che chi ha tirato i sassi capisca che sono cose che non si fanno, che i più deboli e i più piccoli non si toccano".
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TITOLO: Rogo Fiumicino, indagato ad di Adr. Lo Presti. Procura: "Richiuso molo D". Sciopero a oltranza Usb e Cub
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: Il reato ipotizzato contro l'alto funzionario è violazione della normativa sulla sicurezza. Il sequestro dell'area all'interno del Terminal 3 che andò a fuoco. ..<br clear='all'/>
TESTO:C'è anche l'ad di Aeroporti di Roma, Lorenzo Lo Presti, tra gli indagati della procura di Civitavecchia nell'ambito dell'inchiesta sul rogo nel Terminal 3 dell'aeroporto di Fiumicino. Violazione della normativa sulla sicurezza dei lavoratori il reato ipotizzato nei confronti del manager. A quanto si apprende il procuratore Gianfranco Amendola e il pm Valentina Zavatto ritengono che l'alto funzionario, nella sua veste di datore di lavoro, abbia fatto lavorare i dipendenti in condizioni di non adeguata sicurezza nei giorni successivi all'incendio che ha devastato in pochissimo tempo mille metri quadrati del terminal quando almeno 150 persone si sono rivolte ai medici per aver lamentato disturbi alla pelle e problemi di natura respiratoria. Si allunga dunque la lista degli iscritti nel registro degli indagati: sotto inchiesta ci sono già quattro operai della ditta che aveva in appalto la manutenzione e la gestione dell'impianto di condizionamento dello scalo romano, un dirigente della Asl RomD, un alto funzionario di Adr e un dirigente sempre di Aeroporti di Roma. Intanto è stato nuovamente disposto il sequestro preventivo del molo D del Terminal 3 distrutto dall'incendio per la "persistente inosservanza da parte dei datori di lavoro delle disposizioni previste dalla legge a tutela della salute dei lavoratori, culminata, nonostante apposite prescrizioni e diffide della Asl Rmd, nella riapertura, in data 17 maggio, della zona interdetta del molo D", precisa il procuratore Amendola. Che sulla presenza di diossina ha precisato che "così come quella di altri inquinanti, è stata riscontrata da alcune rilevazioni dell'Arpa del Lazio, ma è tuttora oggetto di valutazione sanitaria da parte delle autorità competenti e non rientra nelle motivazioni del decreto di sequestro". Il procuratore di Civitavecchia ha infine annunciato che il suo ufficio "provvederà a revocare il decreto di sequestro del molo D se e quando si accerterà il rispetto delle disposizioni di legge e delle prescrizioni dell'autorità a tutela della salute dei lavoratori". L'aria al Terminal 3 è ancora irrespirabile con gli assistenti di terra preoccupati mentre la manutenzione prosegue con i lavori di ristrutturazione. Per questo il Cub e l'Usb hanno indetto "uno sciopero di tutti i lavoratori in servizio al terminal 3 dalle 18 di oggi ad oltranza". "Abbiamo deciso di indire questa iniziativa - spiega Antonio Amoroso - senza preavviso e senza la fascia di definizione di durata ai sensi dell'art. 2 comma 7 della 146/90 perché riteniamo che non ci siano più le condizioni di tutela della salute dei lavoratori. Oggi abbiamo notizia di oltre dieci persone che si sono sentite male, anche ieri sera: non si può più proseguire in silenzio. Siamo in attesa di un comunicato da parte dell'Istituto Superiore di Sanità, che definisca la situazione. Questi ritardi sono insostenibili e inaccettabili". Dopo l'incendio dello scorso 7 maggio il molo D era stato chiuso e successivamente riaperto, dopo 10 giorni. Il via libera alla riapertura era stato dato "non riscontrando alcun rischio per la salute di lavoratori e passeggeri" al termine di una riunione svolta presso la sede della direzione Sistema Aeroporti Lazio dell'Enac che aveva coinvolto tutti i responsabili aeroportuali e un rappresentante dell'Asl RmD. Ma ora i giudici vogliono verificare la presenza di diossina o altre sostanze che potrebbero essere tossiche per passeggeri e lavoratori. Aeroporti di Roma comunica "di aver eseguito le disposizioni previste dal provvedimento emesso ieri in tarda serata dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia in merito al sequestro del molo D del Terminal 3 e più specificamente quelle riguardanti la sicurezza sul lavoro; la società precisa inoltre che l'unico elemento inquinante, peraltro non derivante da combustione, citato nel dispositivo e' il Toluene, un comune solvente che è stato usato dalla società Belfor*, leader mondiale nel disaster recovery, durante le operazioni di bonifica (tinteggiatura e tamponatura) ". La presenza di questo elemento "è stata sempre monitorata, all'interno della famiglia delle sostanze organiche volatili, dalla Hsi consulting, a partire dal giorno 8 maggio e continua tuttora- spiega Adr- I valori riscontrati sono risultati sistematicamente e nettamente al di sotto della normativa nazionale ed internazionale per i luoghi di lavoro, eccezion fatta per il giorno 16 maggio quando si sono alzati, pur restando inferiori ai livelli di guardia, proprio in coincidenza con le operazioni di ripristino messe in atto dalla Belfor". Per quanto riguarda il tema diossina, Aeroporti di Roma, "prende atto anche di quanto affermato dalla stessa procura e cioè che tale fattore non è oggetto del provvedimento; Adr esprime comunque, di nuovo, la propria fiducia nell'operato della magistratura e attende che finalmente le autorità sanitarie competenti si esprimano". Con l'avvenuto sequestro di ieri sera del molo "D" su disposizione della Procura di Civitavecchia, all'aeroporto di Fiumicino le operazioni preliminari all'imbarco si svolgono da oggi come avveniva dal giorno dopo l'incendio. Chiusi nuovamente, dalla scorsa notte, anche i varchi dei controlli di sicurezza del Terminal 3 per accedere alle aree Schengen ed extra Schengen, i passeggeri per tali controlli sono dirottati nuovamente al terminal 1 e 2 o 5 per i voli Intercontinentali. Per le pratiche di accettazione sui voli, i passeggeri ritirano le carte di imbarco nel Terminal 3, per dirigersi poi negli altri Terminal operativi (1,2 e 5) dai quali potersi imbarcare sugli aerei. Secondo quanto si è appreso da fonti della polizia di frontiera, che questa mattina ha disposto i sigilli del molo "D", non saranno coinvolte dal sequestro la sala operativa della polizia di frontiera e la Control Room, il settore da cui viene monitorato l'imbarco e il controllo di tutti i bagagli da stiva, nonostante le due sale siano ubicate al piano superiore dello stesso molo. Anche se non si registrano particolari disagi è stata ulteriormente rafforzata la presenza di addetti di Aeroporti di Roma, tra questi anche quadri e dirigenti dell'azienda, con il personale che indossa una pettorina gialla di riconoscimento, che garantisce assistenza e informazioni ai passeggeri, anche per agevolare lo spostamento tra i vari terminal, per le operazioni di check-in, l'accesso ai varchi di sicurezza, l'imbarco e ove necessario, eventualmente, per l'avvio ai bus che conducono al terminal 5. I passeggeri in partenza, quindi, possono effettuare nel terminal 3 le operazioni di check in e i controlli di sicurezza attraverso un solo varco.
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TITOLO: Truffa, tre anni al presidente dell'Ance Ferlito
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: Si è concluso con una condanna il processo per l'appalto della strada provinciale 102/II da 4 milioni e mezzo. Cade l'aggravante mafiosa chiesta dal pm. ..<br clear='all'/>
TESTO:Catania? Si conclude con una condanna il processo per l'appalto della strada provinciale 102/II assegnato per 4 milioni e mezzo nell'aprile del 2011. Il gup Alba Sammartino ha condannato a tre anni, col rito abbreviato, il presidente siciliano dell'Ance Salvatore Ferlito; due anni, invece, per sua moglie Sebastiana Coniglio che gestiste la società Comer assieme al marito. Sono tutti e due accusati di avere truffato un'azienda confiscata alla mafia. Ad occuparsi del caso è stato il pm Antonino Fanara che per anni si è occupato della gestione patrimoniale delle aziende che sono finite sotto sequestro per mafia, nel caso specifico si tratta dei beni confiscati ai Basilotta, i cosiddetti 'signori del movimento terra'. Il gup non ha invece riconosciuto l'aggravante mafiosa prevista dall'articolo 7, che era stata chiesta dal pm La procura? al termine di un'indagine affidata alla Dia di Catania - avrebbe accertato di un accordo tra Salvatore Basilotta, figlio di Vincenzo (morto recentemente) e i titolari della Comer Costruzioni Meridionali (Salvatore Ferlito e sua moglie Sebastiana Coniglio), per fare eseguire alla Incoter, impresa dei Basilotta confiscata, i lavori appaltati all'impresa di Ferlito. Comer ed Incoter avevano stipulato un contratto si 'nolo a freddo' per il noleggio dei mezzi pesanti utilizzati per lo sbancamento nei lavori di ripristino della viabilità a seguito di una frana lungo la strada per Castel di Judica, costo dell'appalto 4 milioni e mezzo di euro. Ed un secondo contratto per la fornitura di 'conglomerato bituminoso' (asfalto). Da 'a freddo' il nolo operò sarebbe diventato 'a caldo': la Incoter dei Basilotta avrebbe fornito anche la manodopera sostenendo i costi del personale mentre l'azienda di Ferlito incassava gli stati di avanzamento dei lavori, producendo così un danno erariale, provocato ad un'azienda confiscata. Il pm Antonino Fanara nella richiesta di rinvio a giudizio aveva ipotizzato anche la contestazione dell'articolo sette, l'aggravante della mafia. Il costruttore avrebbe dichiarato: "Ma io non mi dimetto".
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TITOLO: Arresti per voto di scambio a Palermo, un galoppino gestiva i pacchetti di voti
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: Chi è Giuseppe Bevilacqua, consigliere non eletto del Pid, che forniva ai politici in corsa i voti a pagamento. I sacchi di derrate per i poveri usati come. ..<br clear='all'/>
TESTO:Per ottenere voti, acquisire consenso e guadagnare, Bevilacqua tra l'altro approfittava anche del suo ruolo nella fondazione Banco Opere di Carità. Dall'indagine, che ha dimostrato che Bevilacqua chiedeva voti alla mafia in cambio di posti di lavoro e metteva a disposizione i suoi consensi, in cambio di incarichi per sè e i familiari, è emerso che l'indagato, dipendente Amat, vendeva i generi alimentari che avrebbe dovuto dare agli indigenti. Inoltre alcuni alimenti particolarmente costosi, come il parmigiano, era solito usarsi a fini personali o rivenderli ai ristoratori. L'inchiesta ha fatto emergere che Bevilacqua avrebbe messo a disposizione il proprio pacchetto di voti anche a più soggetti concorrenti tra loro.
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TITOLO: Il tassista Villa: "Non pagano tasse né contributi, è questo il futuro? "
DATA: 2015-05-27
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TESTO:MILANO - Nereo Villa, lei fa il tassista dal 1973 ed è il segretario generale del Satam Cna, il sindacato più rappresentativo a Milano. Che cosa rappresenta per voi questa ordinanza? "È la dimostrazione che un po' di giustizia in questo Paese c'è ancora". Uber Pop è davvero il nemico numero uno? "È una piattaforma che non rispetta le regole. Fa concorrenza sleale, non paga imposte e contributi, porta via economia". Quanto influisce la crisi sulla vostra battaglia? "Il lavoro è diminuito e un'incidenza c'è. A Milano abbiamo 4.885 taxi, una presenza superiore alla domanda: l'occupazione delle macchine va dal 40 al 50 per cento. Ma lo facciamo anche per salvaguardare il rapporto di fiducia instaurato negli ultimi 50 anni con i clienti". Clienti che, però, prendono anche Uber. "Io non lo prenderei mai. E dico: fate attenzione. Se pagate meno, è perché non rispettano le norme. E poi non ci sono le garanzie di trasporto che può dare un servizio pubblico. Si sale sempre su un'auto con quattro ruote ma che non so come sta insieme, guidata da un autista che non so chi sia". La vicenda è finita qui? "No, questo è il primo round. Anche in Spagna, Germania e Francia Uber ha avuto provvedimenti simili e credo che non mollerà mai. Noi? Andremo avanti finché la nostra volontà ci sosterrà".
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TITOLO: Denis Nonanta: "Ho la pensione e con Uber arrotondo, che male c'è? "
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: Dal tribunale di Milano lo stop alla app dei passaggi a pagamento che prepara il ricorso, mentre i tassisti esultano per l'ordinanza<br clear='all'/>
TESTO:Denis Nonanta ha 68 anni, vive in Brianza ed è uno dei driver di Uber Pop. Come ha iniziato? "Facevo il falegname, sono in pensione e ho molto tempo libero. Uber mi è sembrato l'uovo di Colombo, una bella idea. Ho fatto richiesta e ho iniziato". Cosa l'ha spinta? "È un servizio semplice e utile, aiuta a pagare le spese dell'auto e mi fa stare in contatto con la gente". Da Uber l'avevano avvisata sui rischi che correva? "Ci avevano detto che c'erano alcuni problemi legali. Ma non mi sembrava così pericoloso. Ancora oggi mi sembra ridicolo che sia illegale ricevere una telefonata e dare un passaggio a una persona per poco più di un rimborso spese". I vigili l'hanno mai fermata? "Sì, mi hanno anche sequestrato l'auto, rischio la confisca. Da Uber mi avevano detto che sarebbe potuto capitare, ma al momento non mi era parso così pericoloso. Con tutto quello che succede in giro, mi sembra una pena spropositata". E come fa ora senza l'auto? "Uber me ne ha data una a noleggio, finché il Giudice di pace non si esprime". Se le ridaranno l'auto tornerà in strada? "Non credo, almeno fino a quando Uber Pop, come spero, diventerà legale, se no così il gioco non vale la candela". Quanto ha guadagnato finora? "Guido dalle 19 alle 22 e ogni tanto al sabato, circa 300 euro al mese, ai quali va tolto il costo del Gpl. Ma lo faccio più per comprare qualche regalo ai miei cinque nipotini, e perché sono un chiacchierone ".
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TITOLO: Omicidio Rea, ridotta a 20 anni la pena per Parolisi. "Melania ha avuto giustizia"
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: La Corte d'Assise d'Appello di Perugia rimodula la condanna dell'ex caporal maggiore dopo l'esclusione in Cassazione dell'aggravante crudeltà. Accolta la. ..<br clear='all'/>
TESTO:L'ex caporal maggiore, unico imputato per l'omicidio della moglie, fu condannato in primo grado all'ergastolo, con isolamento diurno, il 26 ottobre 2012. Nelle motivazioni, il giudice scrisse di "un rapporto sessuale negato" come motivo scatenante della furia omicida di Parolisi. Il 30 settembre 2013 la sentenza di secondo grado: dal massimo della pena si passa ai 30 anni inflitti dalla Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila, che nelle motivazioni riportò gli "indizi attendendibili e convincenti" che inchiodavano Parolisi quale autore di un delitto "d'impeto". Quindi, il ricorso presentato dei legali Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, insieme al penalista Titta Madia, e il nuovo verdetto della Corte di Cassazione del febbraio scorso, che porta all'esclusione dell'aggravante della crudeltà e alla conseguente necessità di un ricalcolo della pena. Nelle oltre 100 pagine di motivazioni della sentenza, la prima sezione penale della Cassazione aveva riconosciuto Parolisi come unico responsabile del delitto, maturato in una "esplosione di ira ricollegabile a un litigio tra i due coniugi". Le ragioni fondanti del litigio, aggiungeva la Suprema Corte nelle motivazioni, "si apprezzano nella conclamata infedeltà coniugale" di Parolisi. Il "fatto delittuoso", sottolineavano i supremi giudici, "si inserisce nel contesto di una giornata 'apparentemente normale', i due coniugi erano attesi di lì a poco a casa di amici", la figlia "era con loro" e "non è risultato alcun particolare contatto, nella fascia oraria immediatamente precedente, con ulteriori soggetti o terzi tale da far ipotizzare ulteriori e anomali appuntamenti". La ricostruzione operata dagli inquirenti "colloca" Parolisi "sul luogo del delitto" e "costruisce il delitto stesso in termini di 'occasionalità" ossia legato al "dolo d'impeto" e non alla "premeditazione". Quanto all'annullamento della crudeltà, pur davanti a un delitto particolarmente efferato, per i giudici "la mera reiterazione dei colpi", anche se "consistente", non può essere ritenuta "fonte di aggravamento di pena".
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TITOLO: Compravendita castello di Narni: indagato monsignor Paglia
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: Il presidente del Pontificio consiglio per la famiglia rischia di finire sotto processo in un'inchiesta per associazione a delinquere. Nel mirino della. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA? Rischia di finire sotto processo il presidente del Pontificio consiglio per la famiglia. La procura di Terni ha inserito infatti il nome di monsignor Vincenzo Paglia, già vescovo di Terni, nell? avviso di conclusioni indagini che sarà notificato a breve per la vicenda legata alla vendita del castello di Narni. Insieme al presule, figurano nelle carte dell? inchiesta altre nove persone. Tra gli altri, ci sono il vicario episcopale Francesco De Santis e il presidente dell'Istituto diocesano per il sostentamento del clero Giampaolo Cianchetta, oltre all? ex direttore tecnico della curia Luca Galletti e all? ex economo Paolo Zappelli, entrambi finiti già in manette nel 2013 insieme ad Antonio Zitti, dirigente dell'ufficio urbanistica del comune di Narni. Per tutti c? è l? accusa di aver fatto parte di un? associazione a delinquere che sarebbe responsabile di truffa ai danni del comune di Narni, falso ideologico, turbativa d'asta, abusivo esercizio del credito e appropriazione indebita. Il castello, pagato al Comune poco meno di due milioni di euro, secondo le ricostruzioni del sostituto procuratore Elisabetta Massini aveva invece un valore di oltre cinque milioni e l? acquisto sarebbe stato condotto in modo irregolare rispetto a ciò che prevedeva il bando. Entro venti giorni i legali degli indagati potranno presentare le loro memorie difensive. Già nel 2013, intervistato dall? Espresso, monsignor Paglia aveva offerto la propria versione dei fatti, che oggi riconferma: ?Era fine 2009. L'allora sindaco di Narni mi chiese se la diocesi fosse interessata all'acquisto del castello, che in realtà è un convento con una chiesa ancora officiata. Inizialmente dicemmo che eravamo interessati. Ma, visto i problemi economici che avevamo, declinammo subito l'invito. Come diocesi uscimmo dall'operazione, e da allora la diocesi è stata totalmente estranea? . I problemi economici ai quali fa riferimento il presule sono legati ad un buco nei conti valutato in oltre venti milioni di euro e per il quale papa Francesco ha mobilitato lo Ior come garante di un piano di rientro affidato al successore di Paglia, il francescano Giuseppe Piemontese, ex custode del sacro convento di Assisi. Lo scompenso nelle casse, sottolinea però Paglia, non è collegato alla vicenda del castello sul quale ha indagato la procura. Il vescovo frusinate, che è anche assistente spirituale della Comunità di Sant? Egidio ed è molto conosciuto per il suo impegno sui temi della pace dell? ecumenismo e del dialogo interreligioso, ha lasciato la guida della diocesi di Terni nel 2012, quando Benedetto XVI lo ha chiamato in Vaticano a presiedere il Pontificio consiglio per la Famiglia. Un ruolo nel quale monsignor Paglia è stato protagonista di primo piano nel dibattito legato alla stagione sinodale voluta da Francesco sui temi della famiglia, avviata con l? assemblea straordinaria dell? anno scorso e proiettata verso l? appuntamento di ottobre dal quale, in un? intervista a Repubblica, il presule ha dichiarato di attendersi una soluzione alle questioni più dibattute su unioni gay e comunione ai risposati che? non sia sganciata dai problemi delle persone? .  
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TITOLO: Antonio Marchesi: "Numeri insufficienti, bisogna trovare posto a oltre 100mila profughi"
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: Il presidente di Amnesty International Italia vede molti limiti nel nuovo piano Ue per affrontare le decine di migliaia di migranti che continuano ad arrivare. ..<br clear='all'/>
TESTO:"È un gran bene avere finalmente un approccio europeo, ma attendiamo i fatti. Mentre i numeri che circolano sono del tutto inadeguati". Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, vede molti limiti nel nuovo piano Ue per affrontare le decine di migliaia di migranti che continuano ad arrivare soprattutto in Italia e Grecia. Presidente, cosa manca nell'approccio Ue al problema? "Le cifre giuste. L'Unhcr ha da poco stimato che nel mondo ci saranno 380mila rifugiati siriani ad alta vulnerabilità entro il 2016. Ma se l'Unione europea accoglierà 40mila migranti in due anni, o 24mila, a seconda delle varie versioni del piano, si tratta in entrambi i casi di pochissimi. Amnesty all'Europa ha chiesto 100mila posti per richiedenti asilo e profughi. In più, c'è il limite delle nazionalità. Se si tratterà solo di siriani ed eritrei, come sembra, questo è del tutto inaccettabile". Per quale motivo? "Per due motivi. Il diritto di asilo è individuale, come tale riconosciuto, ce lo insegna la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Ed è difficile concepire un limite numerico, statistico, di nazionalità. Se una persona fa domanda, va esaminata su un piano appunto individuale. In secondo luogo, c'è il problema Libia. Come abbiamo da poco denunciato, lì la situazione per i migranti è ormai drammatica. Anche le comunità straniere che vivevano lì da anni cercano di fuggire. Ogni immigrato è a rischio e sequestri, stupri, maltrattamenti, torture, colpiscono prima di tutto i migranti in transito. E tutto ciò non riguarda solo eritrei e siriani. Né siamo d'accordo con l'ipotesi di bloccare gli arrivi con operazioni militari ancora non chiare. La Libia non può diventare una trappola definitiva". Cosa proponete? "Aiutare chi ne ha bisogno ad arrivare per vie più normali. Per esempio andando in Libano, dove ci sono 800mila siriani, a offrire i permessi d'ingresso e soggiorno direttamente lì, partendo dai più vulnerabili, ovviamente".
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TITOLO: Voti in cambio di incarichi e posti di lavoro. Ai domiciliari i deputati Dina e Clemente
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: "Corruzione elettorale durante la campagna elettorale per le Regionali 2012". Blitz della polizia valutaria, coinvolto anche Franco Mineo, non eletto al. ..<br clear='all'/>
TESTO:L'ultima campagna elettorale per l'Assemblea regionale siciliana è stata un grande mercato dei voti. I finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria hanno intercettato candidati che promettevano incarichi e posti di lavoro, ma anche soldi e finanziamenti. Dopo una lunga indagine, questa mattina, due deputati regionali e un candidato non eletto sono finiti agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione elettorale. I provvedimenti riguardano: Nino Dina, eletto nelle file dell'Udc, oggi presidente della commissione Bilancio del parlamento siciliano; Roberto Clemente, eletto alla Regione con Pid-Cantiere popolare, è anche consigliere comunale; Franco Mineo, già deputato regionale, che nel 2012 si candidò con Grande Sud ma non raggiunse il numero necessario di voti per Sala d'Ercole. Ai domiciliari è finito anche Giuseppe Bevilacqua, un altro esponente politico di Pid-Cantiere popolare, che alle elezioni comunali 2012 risultò il primo dei non eletti. Il quinto provvedimento è stato notificato a un ispettore della Guardia di finanza, Leonardo Gambino, che avrebbe fatto dei favori a Bevilacqua: è accusato di corruzione. Questa mattina, i finanzieri hanno perquisito anche gli uffici dei deputati all'Ars. Quei campioni del voto fra Cuffaro e Miccichè Ecco, l'ultima inchiesta della procura distrettuale antimafia diretta da Francesco Lo Voi. Le indagini hanno fatto emergere un quadro inquietante di rapporti fra Bevilacqua, ufficialmente solo un dipendente dell'azienda trasporti di Palermo, con diversi esponenti mafiosi (Calogero Di Stefano, capomafia di Tommaso Natale, e Giuseppe Enea, esponente dello stesso clan). Era Bevilacqua il ras dei voti, che avrebbe messo offerto il suo pacchetto di preferenze ad alcuni politici amici. In cambio di sostanziose promesse, tutte finite nelle intercettazioni della polizia valutaria di Palermo, diretta dal tenente colonnello Calogero Scibetta.
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TITOLO: Lecce, due ragazze si baciano al parco e la polizia le fa allontanare: "Ci sono i bambini"
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: La vicenda denunciata online. Gli agenti, secondo la ricostruzione, sarebbero intervenuti su richiesta di una mamma. Pochi giorni prima a Lecce l'episodio del. ..<br clear='all'/>
TESTO:Poi però avrebbero aggiunto che il loro comportamento non è appropriato per un posto frequentato da bambini. A chiedere l'intervento della polizia sarebbe stata una mamma che, come racconta una delle due ragazze al sito web, "ci fissava con sguardo inquisitore da diverso tempo. Non riesco a capire cosa posso aver fatto di male, tanto da spingere una donna a chiamare due agenti per farci allontanare. Non riesco a capire perché nel 2015, il giorno in cui perfino un Paese come l? Irlanda approva i matrimoni omosessuali in Italia, nella mia città non mi è consentito abbracciare la mia ragazza o darle un bacio, ma devono farmi sentire in colpa per questo. Sporca. Una criminale". Si tratta dell'ennesimo episodio omofobo, registrato a Lecce nelle ultime settimane, dopo l'esposizione nella vetrina di un negozio del cartello: 'Genitori tenete lontani i vostri figli dai gay'. Sull'ultimo caso interviene il presidente dell'associazione Lgbt leccese LeA, Gaia Barletta: "Sul cartello esposto all? entrata del parco non c? è nessun divieto di bivacco? dice - quindi la polizia non era tenuta a mandare via le ragazze. Invitiamo la ragazza a farsi avanti, anche anonimamente. C?è ancora tanto lavoro da fare. E come associazione ci teniamo a rimarcare l? importanza delle iniziative di sensibilizzazione che si realizzano in città, affinché nel 2015 nessun vigile cacci più da un parco cittadino una coppia di ragazze soltanto perché lesbiche".
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TITOLO: Michi, 15 anni, per 43 minuti sott'acqua: il risveglio al San Raffaele, miracolo della scienza
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: Portato in ospedale in condizioni disperate è stato salvato da un'intuizione dei medici: l'acqua fredda lo aveva come: 'ibernato'. Poi un: "super bypass" lo ha. ..<br clear='all'/>
TESTO:I soccorritori prima, i medici del San Raffaele poi, non si sono però arresi: il 118 ha fatto ripartire il battito e trasportato il paziente con l'elisoccorso in ospedale. Dove l'equipe di Rianimazione cardio-toraco-vascolare, guidata da Alberto Zangrillo, ha avuto l'intuizione: puntare sulla bassa temperatura dell'acqua e sulla possibilità che, quasi "ibernandolo", avesse protetto gli organi. Di qui, la decisione di attaccare Michi a un macchinario all'avanguardia, l'Ecmo: un "super bypass" che drena il sangue del paziente, lo riscalda, ossigena e rimette in circolo. Una scelta vincente. "Abbiamo considerato - spiega Zangrillo, noto tra le altre cose, per essere il medico di Silvio Berlusconi - la giovane età del paziente, e la possibilità che l'acqua fredda avesse preservato gli organi. Anche se in letteratura scientifica i parametri a cui si fa riferimento in questi casi sono diversi: per permettere la ripresa di pazienti "sommersi" l'acqua deve essere sotto i 5 gradi, e il periodo sott'acqua non deve superare i 20-25 minuti". Nel caso di Michi, l'acqua era tre volte più calda, il tempo trascorso sul fondo del Naviglio doppio rispetto a quello di riferimento: "Abbiamo voluto tentare comunque, ed è andata bene. Per questo è un caso straordinario", dice Zangrillo. Michi tra qualche giorno sarà dimesso da via Olgettina e ricoverato in una struttura di riabilitazione. Sedato per le prime settimane, è stato risvegliato gradualmente fino a quando una decina di giorni fa è tornato in sé. Ha perso la gamba destra, amputata sotto il ginocchio, ma è vigile e cosciente, dialoga con i genitori e scherza con i medici: "Ieri aveva sete, ci ha chiesto un Mohito", sorride Zangrillo.
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TITOLO: De Luca: "Per Renzi Severino superabile". Regionali, il premier: "Il Pd è legalità"
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: Il presidente del Consiglio a Perugia difende il partito e lancia le: "tre L". Grillo a Bindi: "Fuori i nomi". Ap: "Inopportuno aspettare fino a venerdì"
TESTO:ROMA - Dopo la fuga di notizie che ha reso noti i primi quattro nomi della lista nera degli impresentabili (tutti candidati della Puglia), e in attesa che venerdì la Commissione Antimafia renda pubblici gli altri 13 aspiranti consiglieri, tutti campani, il Movimento Cinque Stelle ha attaccato il Pd. Mentre il premier-segretario Matteo Renzi, da Perugia, in un comizio in sostegno della candidata presidente Catiuscia Marini, ha difeso il partito: "Sento parlare di impresentabili, ma sulla legalità non prendiamo lezioni da nessuno. Questo è il Pd, è legalità. C'è chi la combatte a parole, chi con i fatti". In tutto questo, il candidato governatore della Campania Vincenzo De Luca, che corre con il centrosinistra ma è a rischio decadenza per via della legge Severino, ha affermato in una nota: "Renzi ha chiaramente definito la Severino un problema superabile, confermando che chi viene scelto dai cittadini, con un voto democratico, potrà tranquillamente governare. Rimaniamo sui problemi dei cittadini. Prepariamoci a far rinascere la Regione dell'immobilismo e dei 400 consulenti inutili". Renzi e le tre L. "Il Pd è il partito che ha fatto la legge anticorruzione con pene per chi ruba molto più dure - ha detto Renzi - una legge per cui chi vuole patteggiare deve restituire ciò che ha rubato, il Pd ha rimesso il falso in bilancio che altri avevano tolto, abbiamo fatto l'autoriciclaggio, gli accordi con la Svizzera e il Vaticano, la legge sui reati ambientali e su questo sono pronto al confronto con tutti". Il premier ha poi lanciato lo slogan delle "tre L":   Per "far ripartire l'Umbria e l'Italia" servono tre "L: legalità, lavoro, e leggerezza". Lo afferma il premier Matteo Renzi intervenendo a un comizio elettorale a Perugia che, sul tema del lavoro sottolinea come "questo si costruisca non solo semplificando le regole, ma con uno Stato più semplice". Quindi ricorda il Jobs Act, "la cosa più di sinistra fatta negli ultimi anni".
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TITOLO: Renzi offre a Berlusconi confronto tv. Poi decisa la staffetta
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: Il no è arrivato da Forza Italia. Porro: "Mi candido a farlo nel futuro"
TESTO:ROMA - Sarà una chiusura di campagna elettorale con tutti i leader in campo:   venerdì Renzi parlerà a Firenze, Grillo a Genova e Salvini a Verona. Fallite le trattative per un confronto televisivo fra Renzi e Berlusconi, nella trasmissione "Virus" di Nicola Porro, in programma domani sera alle 21.10. Prevista la presenza dei due esponenti politici, ma non in contemporanea. Il presidente del Consiglio si era dichiarato disponibile a un confronto, ma da Forza Italia hanno risposto di no. "Sia il presidente del Consiglio Renzi sia l'ex premier Berlusconi ci saranno domani - ha detto Porro - ma non ci sarà il faccia faccia tra i due. Tuttavia, visto che conoscono la strada, mi candido nel futuro a moderarlo". Più tardi, a "Un giorno da pecora", il conduttore tv ed editorialista del Giornale, ha precisato: "Uno voleva farlo, l'altro ha rifiutato".
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TITOLO: Merano, volontaria dell’Esercito precipita e muore: aveva 26 anni
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: Si era spostata per far passare un gruppo di turisti su un sentiero stretto di montagna
TESTO:Si era spostata per fare passare su uno stretto sentiero una comitiva di turisti che lo stava percorrendo in direzione opposta ed è improvvisamente precipitata per una cinquantina di metri: è morta così il caporal maggiore Alessia Chiaro, 26 anni, di Rieti. L?incidente è avvenuto verso le ore 10.30, durante un? attività di addestramento al movimento in montagna con altri commilitoni, lungo il sentiero numero 18 che collega la località Piffing con Malga Monte Ivigna, sopra Scena nel Meranese. In gravissime condizioni la giovane alpina è stata trasportata dall? elisoccorso del 118 altoatesino all? ospedale di Bolzano, dove è morta poco dopo l? arrivo, alle ore 12.30.
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TITOLO: Cherubino Di Lorenzo: "Ma i pazienti usano già droghe per combattere i dolori peggiori"
DATA: 2015-05-27
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TESTO:I PAZIENTI, disperati, ne fanno uso. E lo confessano". Cherubino Di Lorenzo, neurologo della Sapienza di Roma, ha coordinato una ricerca su 54 italiani malati di "cefalea a grappolo" che trovano sollievo nelle sostanze illegali, pubblicata ad aprile su Cephalalgia. "Ma che fatica far accettare il nostro studio", dice. Cosa usano questi pazienti? "Dopo aver provato senza grandi benefici i farmaci tradizionali, in 34 hanno cercato sollievo usando cannabis, in 13 cocaina, in 8 eroina, in 18 psilocibina, in 4 Lsd e in 12 Lsa, la sua versione naturale". Sono persone che già conoscevano le droghe? "No. Chi aveva già usato droghe per uso ricreativo è stato escluso dal nostro studio. Sono persone che lavorano, hanno famiglia: mai avrebbero pensato di usare sostanze illegali". Perché rimedi tanto drastici? "Perché la "cefalea a grappolo" è una malattia tanto terribile quanto trascurata. Nelle fasi acute, gli attacchi rappresentano la forma di dolore più grave che esista. Sono stati paragonati all'amputazione di un arto senza anestesia". E le droghe funzionano? "I pazienti trovano più efficaci Lsd e Lsa, anche in dosi che non provocano allucinazioni, rispetto a cannabis e oppiacei in dosi ricreazionali". Come trovano le sostanze i pazienti? "Via internet, scambiandosi informazioni su come produrre Lsa partendo da una pianta, su come coltivare funghi, su quali centri all'estero accettano di curarli con allucinogeni. Nel mondo una parte della comunità medica è molto favorevole alla sperimentazione di queste sostanze".
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TITOLO: Vincenzo Russo: "Il guasto segnalato più volte, nessuno ci ha risposto"
DATA: 2015-05-27
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TESTO:LODI - "Giardiello? Certo che ci ho pensato ". Fa una smorfia, mentre affonda nella sua poltrona, il procuratore capo Vincenzo Russo. Il suo ufficio, dieci metri oltre quello del pm Alessia Menegazzo, è presidiato dagli agenti di scorta. Vi sentite insicuri, signor procuratore? "Inascoltati. C'è un carteggio, glielo mostro, tra me, il presidente del Tribunale, il prefetto. Segnaliamo da settembre dello scanner, e non solo. Tre telecamere rotte, neon che non funzionano, l'ascensore la scorsa settimana è rimasto bloccato con una persona dentro. Abbiamo fatto richieste reiterate, tutto scritto. Tranne le risposte, che non sono mai arrivate". Il sindaco sostiene di avanzare oltre sei milioni dal Ministero. "Come si dice a Roma? Non me ne può fregare di meno. La manutenzione la devono fare per legge. Se vogliono, pignorassero le scrivanie a Roma. Io continuo a scrivere le mie doglianze, ho messo per iscritto la mia insoddisfazione anche dopo l'ultimo Comitato per la sicurezza". Quando? "Il 30 aprile, sollecitavo un intervento urgente. L'unica risposta l'ho avuta dal prefetto: vigilanza generica all'esterno, che già abbiamo. Otto giorni fa mi scrive il Ministero, vuole i preventivi, dicono che ci pensano loro. Ho chiesto al sindaco ditte idonee e preventivi. Se non mi arriva una risposta entro domani (oggi, ndr), pagheremo le riparazioni di tasca nostra". Il sindaco Uggetti ha fatto sapere di aver fatto la determina il 5 maggio: spesa di 13.182 euro, pubblicata sull'albo pretorio. "A me non ha detto nulla nessuno. La verità è che siamo in balia delle onde, abbandonati a noi stessi. Io scrivo e non ottengo risposta. Ma lo sa che ci mancano anche due ufficiali di pg, ne abbiamo solo dodici per sette magistrati". Dal Comune dicono che le procedure, col metal detector, non sono state rispettate. Che il coltello è entrato per questo motivo. "Alcuni materiali potrebbero non essere rilevati dal macchinario. La forma di un coltello invece si vede allo scanner. Ma dal Comune, a parte le comunicazioni sui preventivi, non abbiamo ricevuto nemmeno una telefonata, e potevano morire delle persone. Non ho mai visto così poca sensibilità istituzionale". Resta la gravità di una persona armata nei vostri uffici. "C'è esasperazione nei nostri confronti. La gente denuncia e in dieci giorni vuole risposte. Se no urlano, fanno esposti. E ci aggrediscono".
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TITOLO: Forlì, uccide la moglie con due coltellate alla gola: "Mi tradiva"
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: La vittima, Monica Moldovan, aveva 42 anni. E' stato il marito a chiamare i carabinieri dopo l'accaduto per confessare. La coppia si stava per separare<br clear='all'/>
TESTO:FORLI' - Uccisa con due fendenti alla gola. Questa la tragica fine della romena Monica Moldovan, 42 anni, badante di un anziano in un villetta di Bussecchio, quartiere periferico di Forlì. Ad ucciderla nel pomeriggio il marito Ionel Moldovan, 46 anni. La coppia era in via di separazione. Lei viveva nell'appartamento di proprietà della famiglia dell'anziano, non autosufficiente, che accudiva, lui era rimasto nella casa di Forlì dove i due, prima dividersi, risiedevano. Nel pomeriggio l'uomo ha raggiunto la casa dove si trovava la moglie. Ha suonato al campanello e lei ha aperto. I due si sono affrontati appena fuori dalla porta d'ingresso. Non è chiaro se abbiano iniziato a litigare, resta il fatto che l'uomo ha improvvisamente estratto un coltello e si è scagliato sulla donna e colpendola ripetutamente. Due i colpi mortali, entrambi alla gola. Lo stesso Moldovan, dopo pochi secondi ha preso il cellulare e ha chiamato il 112 raccontando l'accaduto. Il carabiniere, dato l'allarme, lo ha trattenuto al telefono, dando modo ad una pattuglia di raggiungere il luogo dell'omicidio, dove il romeno si è consegnato ai militari senza opporre resistenza. "Lei mi tradiva e io l'ho uccisa - avrebbe detto ai carabinieri che lo portavano via - adesso ammazzate anche me". La coppia ha due figli adulti e un paio di nipoti.
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TITOLO: Truffa, tre anni al presidente dell'Ance Ferlito
DATA: 2015-05-27
OCCHIELLO: Si è concluso con una condanna il processo per l'appalto della strada provinciale 102/II da 4 milioni e mezzo. Cade l'aggravante mafiosa chiesta dal pm. ..<br clear='all'/>
TESTO:Catania? Si conclude con una condanna il processo per l'appalto della strada provinciale 102/II assegnato per 4 milioni e mezzo nell'aprile del 2011. Il gup Alba Sammartino ha condannato a tre anni, col rito abbreviato, il presidente siciliano dell'Ance Salvatore Ferlito; due anni, invece, per sua moglie Sebastiana Coniglio che gestiste la società Comer assieme al marito. Sono tutti e due accusati di avere truffato un'azienda confiscata alla mafia. Ad occuparsi del caso è stato il pm Antonino Fanara che per anni si è occupato della gestione patrimoniale delle aziende che sono finite sotto sequestro per mafia, nel caso specifico si tratta dei beni confiscati ai Basilotta, i cosiddetti 'signori del movimento terra'. Il gup non ha invece riconosciuto l'aggravante mafiosa prevista dall'articolo 7, che era stata chiesta dal pm.
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TITOLO: Migranti, un colpo all’Italia «Trasferibili solo eritrei e siriani»
DATA: 2015-05-26
OCCHIELLO: Il piano è valido per i nuovi sbarchi, sparisce anche il termine «quote»
TESTO:ROMA La distribuzione di migranti in Europa riguarderà i nuovi arrivi. Nessuno fra gli stranieri già presenti in Italia potrà essere trasferito in un altro Stato. Alla vigilia della riunione prevista per domani, la Commissione europea mette a punto il nuovo piano di accoglienza. E gela le aspettative di chi, nel nostro Paese, pensava che la partita potesse considerarsi chiusa. L?opposizione di Francia e Spagna - oltre a Ungheria e numerosi altri membri - evidentemente pesa sulle scelte del presidente Jean-Claude Juncker e porta a rivedere anche alcuni punti che sembravano decisi. Perché è vero che rimane fissata la quota di 24 mila persone da mandare altrove, però questa cifra dovrà essere spalmata su due anni. E comunque non potrà comprendere tutte le nazionalità. Nuove trattative sono in corso, ma al momento la proposta appare ben lontana da quanto era stato promesso dopo il naufragio di fine aprile nel Mediterraneo che aveva provocato almeno 700 vittime. Anche tenendo conto delle clausole da rispettare per ottenere poi l? alleggerimento delle presenze.
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TITOLO: Il cibo del futuro? All'Expo c'è: un panino alle alghe
DATA: 2015-05-26
OCCHIELLO: L'Olanda punta sulla sostenibilità alimentare con un burger veg a base di kombu
TESTO:Se in tema di sostenibilità alimentare diversi padiglioni Expo sembrano non aver centrato del tutto il punto, preferendo puntare su una promozione attira-turisti piuttosto che su una reale riflessione sul futuro, l’Olanda ha invece fatto bene i compiti. E accanto alla mini ruota panoramica che simboleggia la circolarità dell’economia e allo street food tipico del Paese, propone un’idea innovativa per nutrire la crescente popolazione del pianeta: le alghe. In una gustosissima versione burger: una “polpetta” a base alga kombu e granulare di soia, un panino arricchito con alga clorella e una salsa fatta in casa contenente lattuga di mare. «Sa di pollo con un tocco di oceano» spiega Mark Kulsdom, cofondatore (insieme con Lisette Kreischer) di Dutch Weed Burger, azienda olandese che sta sperimentando questo nuovo tipo di agricoltura marina. «Mangiamo gli animali per le loro proteine che possono essere facilmente assimilate dal nostro corpo. Di tutte le piante, le alghe sono quelle che più si avvicinano alla come combinazione ideale di nutrienti». Un po’ come gli insetti, che secondo gli esperti sono destinati a entrare stabilmente nella nostra dieta nei prossimi decenni, ma decisamente più appetibili. E oltre a essere sostanziose e a contenere vitamine, minerali e Omega-3-6-9 hanno anche il vantaggio di non consumare acqua preziosa e sottrarre spazio ad altre coltivazioni: le alghe crescono nell’acqua salata a pochi metri di profondità e dopo il raccolto (a mano) ricrescono naturalmente senza alcun bisogno di essere ripiantate. Secondo una ricerca dell’Università di Wageningen, sempre nei Paesi Bassi (che per la loro conformazione fisica sono il luogo ideale per le colture in mare), basterebbe una gigantesca azienda agricola di 180 mila chilometri quadrati (poco più di metà della superficie dell’Italia) per produrre abbastanza proteine per nutrire l’intera popolazione mondiale. Inoltre la lattuga di mare, che già appartiene alla nostra tradizione culinaria (mai provato le zeppolelle di mare? ), contribuisce ad abbassare l’acidità del mare, la stessa che causa per esempio la morte dei coralli. La maxi coltivazione proposta dagli studiosi olandesi sarebbe in grado di alzare di un decimo il livello del Ph del Mediterraneo. E aiuterebbe a smaltire gli scarti prodotti dai pesci degli allevamenti, visto che questi funzionerebbero quasi come un concime per le alghe. Non si tratta semplicemente di trovare un’alternativa alla carne, ma di ripensare le nostre abitudini alimentari partendo da una risorsa in fondo alla catena. Una risorsa storicamente preziosa che si trova sulle tavole delle popolazioni costiere asiatiche (ma non solo) da secoli ma che in epoca moderna è sempre stato più accantonata perché considerato un cibo povero. Invece è proprio il contrario: secondo i ricercatori dell’università inglese di Sheffield Hallam alghe in granuli potrebbero addirittura sostituire il sale in molti alimenti. E cosa c’è di meglio per abbattere la barriera culturale che trasformare questo cibo poco allettante in uno dei confort food per eccellenza? Non vi resta che andare al padiglione dell’Olanda all’Expo di Milano e dare un morso al futuro.
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TITOLO: Pasolini, archiviata l'inchiesta sulla morte dello scrittore
DATA: 2015-05-26
OCCHIELLO: Il gip ha accolto la richiesta della procura. Il legale del cugino: "C'è amarezza. Persa occasione per indagare su vero movente"<br clear='all'/>
TESTO:Il gip di Roma ha archiviato l'inchiesta sull'omicidio di Pier Paolo Pasolini, morto all'Idroscalo di Ostia il 2 novembre 1975. Il giudice delle indagini preliminari, Maria Agrimi, ha così accolto la richiesta sollecitata dalla Procura nel febbraio scorso. "Non nascondiamo - dice Stefano Maccioni, legale di Guido Mazzon, cugino di Pasolini ed unica persona offesa nel procedimento - una certa amarezza in relazione alle motivazioni addotte dal giudice a sostegno dell'ordinanza di archiviazione. Ancora una volta si è persa l'occasione per indagare sul vero movente di questo omicidio". "La novità rispetto al passato è quella di aver riconosciuto la presenza di altre persone, oltre a quella di Pino Pelosi, sulla scena del crimine" ha aggiunto l'avvocato. La Procura, infatti, ha disposto una serie di accertamenti scientifici sui reperti grazie ai quali è stato possibile identificare cinque profili genetici però non attribuibili. "E' assolutamente scandaloso che oggi, dopo 40 anni dalla morte di Pasolini, il processo si concluda con un nulla di fatto, senza colpevoli e con una archiviazione. Come ucciderlo due volte" afferma, in una nota, la deputata di Sel Serena Pellegrino commentando l'archiviazione dell'ultimo processo sulla morte di Pasolini. "Sel presenterà nei prossimi giorni una proposta di commissione d'inchiesta parlamentare per accertare definitivamente, e in modo chiaro, la verità su quella notte del 1975. Lo dobbiamo a Pasolini" conclude Pellegrino.
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TITOLO: Muore in casa nel 2008, oggi scoperto il cadavere
DATA: 2015-05-26
OCCHIELLO: A Sampierdarena. L'amministratore lo credeva moroso<br clear='all'/>
TESTO:Del pensionato che ritenevano moroso, per non aver mai pagato l'amministrazione del condominio dove viveva a Sampierdarena, hanno trovato solo la mummia. L'uomo infatti è morto sette anni fa o forse più e nessuno l'ha mai cercato. E' morto in casa, Flavio Vargiu, il sardo residente a Genova che oggi avrebbe 83 anni. A trovarlo, mummificato negli abiti che portava per casa, sdraiato sul pavimento della cucina e con un calendarietto fermo al febbraio 2008 sono stati gli ufficiali giudiziari che volevano pignorargli i mobili. Tutto è successo in una manciata di minuti: gli ufficiali giudiziari con il decreto di pignoramento in mano sono arrivati alla porta dell'appartamento del condominio di Sampierdarena e hanno suonato: una volta, due, tre. Poi hanno bussato. E così, come dice la legge, hanno chiamato i carabinieri. I militari hanno provato a parlare con l'inquilino attraverso la porta poi hanno dovuto forzare per poter entrare nell'appartamento che sembrava vuoto. Una volta in cucina hanno visto la mummia, sdraiata a terra, contenuta in abiti da casa. E ci hanno messo poco a capire che era Vargiu, il residente moroso. Il medico legale ha effettuato una prima ricognizione esterna non trovando sul cadavere alcun segno di violenza. Sarà l'autopsia, sempre che il pm Patrizia Petrozziello la disponga, a dire di cosa è morto il pensionato. Dallo stato della mummia, perfettamente conservata, e soprattutto da quel piccolo calendario che gli è caduto accanto probabilmente quando si è sentito male, il medico legale ha detto che l'uomo era morto da sette anni. In questo lunghissimo periodo, la nipote di Vargiu - contattata dai carabinieri - l'ha cercato un paio di volte e così dice di aver fatto la sorella: "Sono anche andata a suonare alla porta - ha detto ai carabinieri ma non mi ha mai risposto". "Era un tipo molto introverso - hanno detto oggi i vicini sentiti dai carabinieri -, era un solitario e non parlava mai". Anzi, una volta aveva accennato "al fatto che doveva ricoverarsi in una casa di riposo" e quindi i vicini hanno considerato il suo lungo silenzio come una partenza. Nell'appartamento i carabinieri hanno trovato gioielli e denaro e la porta, chiusa dall'interno, era stata isolata con cellophane. Questo forse ha consentito la perfetta mummificazione della salma oltre a aver consentito a Vargiu il completo isolamento dall'esterno. Se n'è andato sette anni fa in silenzio, da solo, esattamente come aveva vissuto. E da solo è morto un uomo di 65 anni trovato stasera in una casa isolata a Vobarno, in provincia di Brescia. Il cadavere era in avanzato stato di decomposizione. Il decesso risale probabilmente a diverse settimane fa.
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TITOLO: Incidente a un pulmino sulla Napoli-Bari, 4 morti e 4 feriti gravi
DATA: 2015-05-26
OCCHIELLO: Un gruppo di operai napoletani a bordo, il veicolo si schianta contro lo svincolo<br clear='all'/>
TESTO:Si tratta dello stessa autostrada che fu teatro, nel luglio 2013, di un altro spaventoso incidente: un pullman di pellegrini diretto a San Giovanni Rotondo volò da un viadotto, i morti furono 39. Tra i morti un 54enne di Acerra, un 44enne di San Felice a Cancello ed un 39enne di Melito di Napoli. Particolarmente complicate le operazioni per identificare le vittime, concluse solo a tarda notte. E' toccato agli agenti di polizia dei paesi del Vesuviano avvertire i familiari. Si trova in sala operatoria, nell'ospedale "Cardarelli" di Napoli, dove è giunto in eliambulanza, il ferito più grave, dato erroneamente per deceduto da chi operava sul posto. Le sue condizioni sono giudicate gravissime e nell'impatto ha perso conoscenza. Gli altri tre feriti si trovano nell'ospedale di Nola, dove una pattuglia della polstrada di Avellino attende che vengano compiuti tutti gli accertamenti medici per interrogarli. Tra questi anche il conducente del mezzo, che sarà sottoposto alle pove alcolemiche di rito. Sull'asfalto, in perfette condizioni, gli agenti della polstrada non hanno trovato tracce di frenata.
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TITOLO: Podemos, Salvini esulta. Renzi: "Europa deve cambiare"
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: Il premier analizza il risultato elettorale spagnolo: "Italia porterà forte la voce del cambiamento". Il leader del Carroccio definisce una: "mazzata per i. ..
TESTO:PODEMOS trionfa alle amministrative spagnole conquistando Barcellona e sfiorando la vittoria nella capitale Madrid. Un risultato elettorale che, a una settimana dalle elezioni regionali in Italia, provoca reazioni di segno diverso nel panorama politico italiano. "Il vento della Grecia, il vento della Spagna, il vento della Polonia non soffiano nella stessa direzione, soffiano in direzione opposta, ma tutti questi venti dicono che l'Europa deve cambiare e io spero che l'Italia potrà portare forte la voce per il cambiamento dell'Europa nelle prossime settimane e nei prossimi mesi", ha detto il premier Matteo Renzi in un'intervista rilasciata all'emittente toscana Rtv38. Il risultato elettorale spagnolo fa esultare il fronte euroscettico. Il primo a sottolineare la vittoria degli eredi degli 'indignados' spagnoli è stato il segretario della Lega Nord Matteo Salvini: ''Il risultato elettorale della Spagna e anche il voto in Polonia sono una bella mazzata per i difensori dell'Europa della banche e per i servi di Bruxelles'', ha affermato a Radio Padania. Poi ha aggiunto: ''Abbiamo tante differenze da Podemos  ma questa è una boccata d'ossigeno per l'Europa dei popoli''. Il leader leghista collega la vittoria di Podemos a quella del nuovo presidente polacco Andrzej Duda del Partito diritto e giustizia, una formazione nota per le sue posizioni euroscettiche. Salvini ha sottolineato le differenze di ricette politiche (in particolare in tema di immigrazione) tra la Lega e Podemos ma ha sottolineato che "la gente, in Europa, sta rialzando la testa: vuol controllare i confini, le fabbriche e il lavoro". Il risultato di Podemos viene valutato positivamente anche da Sel. Il capogruppo del partito di Vendola a Montecitorio, Arturo Scotto, sottolinea come per la prima volta ci sia "una ribellione dei popoli del sud Europa per cambiare verso all'Ue e contro le politiche di austerità che hanno devastato lo stato sociale nel nostro continente" e aggiunge: il successo di Podemos "ci dice che l'Europa così com'è non va e che da questa crisi si può uscire da sinistra". Il successo elettorale di Podemos entra dunque a pieno titolo nella campagna elettorale per le regionali a meno di una settimana dall'apertura delle urne. Luca Pastorino, ex Pd e candidato della sinistra radicale alla presidenza della Regione Liguria, non si fa sfuggira l'occasione e affida a twitter un auspicio: "Genova come Barcellona".
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TITOLO: L’ascensore sociale funziona al contrario: ora il ceto medio si sente classe operaia
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: Mappe: la percezione della crisi è ancora molto forte, gli italiani non si fidano più del futuro. Dati rovesciati rispetto al 2008. Oltre la metà della. ..
TESTO:LA SOCIETA' italiana scivola verso il basso. Spinta dalla crisi, che dal 2008 ha investito l'economia globale  -  e nazionale. Non è tanto e solo l'andamento dei redditi e del mercato del lavoro, a rivelarlo. Anche se, nell'ultimo anno, in metà delle famiglie qualcuno ha perduto il lavoro oppure l'ha cercato senza esito (indagine Demos-Coop, aprile 2015). Il problema è che, al di là della "condizione", misurata dalle statistiche socioeconomiche, il declino ha colpito, in modo sensibile, anche la "percezione". Ha, cioè, modificato sensibilmente il modo di guardare la realtà intorno a noi e di rappresentare, anzitutto, noi stessi. Come si è detto in altre occasioni, l'ascensore sociale, in Italia, si è bloccato. E gran parte degli italiani ha smesso di attendere che riparta. E oggi è, invece, impegnata a frenare, se non a bloccare, la marcia del "discensore sociale". Dal quale sono in molti, la maggioranza, a sentirsi trasportati, meglio: trascinati. Verso il basso. Ma la percezione delle cose e di noi stessi è difficile da modificare. Molto più della realtà stessa. Perché ci vuole tempo prima di "credere" che il lavoro e il reddito abbiano ripreso a crescere. E che, di conseguenza, si possa guardare di nuovo il futuro con minore pessimismo del passato. Malgrado l'Istat e l'Ocse, oltre al nostro governo, segnalino una ripresa della nostra economia, i consumi, continuano, infatti, a stagnare. Perché gli italiani non si fidano. Del futuro. Del "proprio" futuro. E preferiscono risparmiare, piuttosto che consumare. Per prudenza. TABELLE Di certo, è finita l'epoca della "cetomedizzazione". Termine ostico, ma sicuramente efficace, con il quale Giuseppe De Rita, negli anni Novanta, ha definito la tendenza della società italiana a ridimensionare il peso delle èlite, ma soprattutto degli strati più bassi. E, dunque, ad allargare i confini della "società di mezzo". Oggi, invece, la società italiana si è "operaizzata". Oltre la metà degli italiani, per la precisione: il 52%, si colloca nei "ceti popolari" o nella "classe operaia". Mentre il 42% si sente "ceto medio". Nel 2006, dunque: poco meno di dieci anni fa, il rapporto fra queste posizioni  -  e visioni  -  risultava rovesciato. Il 53% degli italiani si definiva "ceto medio" e il 40% classe operaia (o "popolare"). Nel 2008, mentre la crisi incombeva, peraltro, le posizioni apparivano più vicine. Ma il ceto medio, in Italia, prevaleva ancora, seppur di poco, sulla classe operaia: 48 a 45%. Questa tendenza ha investito un po' tutte le professioni e tutte le categorie. Non solo quelle che erano già, di fatto, "classe operaia". I lavoratori dipendenti. Ma ha coinvolto anche altre figure, catalogate, tradizionalmente, nella "piccola borghesia" (come ha fatto Paolo Sylos Labini, nel suo classico "Saggio sulle classi sociali", pubblicato nel 1988 e di prossima ri-edizione, sempre per i tipi di Laterza). In particolare, i lavoratori autonomi e i piccoli imprenditori. Ancora nel 2008, il 60% di essi si sentiva "ceto medio", il 34%, poco più di metà, classe operaia. Oggi, però, questa distanza si è sensibilmente ridotta. Perché il 40% dei lavoratori autonomi e in-dipendenti si sente "classe operaia". Il 54% ceto medio. Anche il ceto medio impiegatizio si è operaizzato. Mentre i liberi professionisti continuano a proporre un'auto-rappresentazione più resistente alla crisi. All'opposto, com'è prevedibile, dei disoccupati. Gli "esclusi" dal mercato del lavoro. Sorprende, semmai, la marcata tendenza "operaia" delle casalinghe sul piano dell'auto-immagine. Più dei due terzi di esse, infatti, oggi si posiziona fra i ceti popolari. Nel 2008, all'inizio della crisi, questa opinione veniva espressa da una quota molto minore: il 50% circa. Le "casalinghe", d'altronde, più delle altre componenti, riflettono le diverse tensioni in atto. Anzitutto, in quanto donne, costituiscono figure deboli e vulnerabili del mercato del lavoro. In secondo luogo, su di loro si scaricano i problemi che investono la famiglia. Perché sono uno specchio e, al tempo stesso, un moltiplicatore delle conseguenze della crisi a livello sociale e micro sociale. Le "donne", non per caso, si sono notevolmente operaizzate. Oggi il 55% di esse si riconosce e si inserisce nelle "classi popolari". Assai più degli uomini (49%), che si sentono, invece, molto più "cetomedizzati" e "borghesi" delle donne. La "discesa sociale" degli italiani negli ultimi dieci anni, quindi, appare evidente nella percezione sociale. Ancor più che negli indici economici e di reddito. Investe le figure deboli, ma anche quelle che avevano conquistato un certo benessere ed erano convinte di essere al sicuro. Saldamente insediate al "centro" della società. Nei piani  -  e nei ceti  -  medi della gerarchia sociale. Così si spiegano le paure e l'incertezza che inquietano queste componenti della popolazione. (Tendenze ben sottolineate, di recente, dal Rapporto sulla sicurezza 2015, curato da Demos, insieme all'Osservatorio di Pavia e alla Fondazione Unipolis). Così si possono comprendere anche il senso di frustrazione e il ri-sentimento politico dei ceti popolari e operai, che si traducono in una spiccata preferenza per il M5s. Soprattutto fra coloro che vedono il futuro con sfiducia. Anche perché nel passato hanno perduto prestigio e, anzitutto, potere. Sul piano del reddito e dei consumi, oltre che della posizione sociale. Così, in Italia avanza una società "operaia". Che vive con una certa preoccupazione e un certo risentimento questa condizione. Perché aveva creduto alla promessa berlusconiana di un futuro da "imprenditori" per tutti. Attraverso il passaggio "intermedio" del "ceto-medio". Ma oggi, che la crisi ha dissolto il sogno-ceto-medio, per molti è faticoso rassegnarsi al risveglio-operaio.
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TITOLO: Lamborghini, l’accordo per il Suv A Bologna 500 nuovi posti lavoro
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: Battuta la concorrenza di Bratislava dove il gruppo Volkswagen Audi voleva produrre il nuovo modello. Mercoledì l’annuncio del premier Renzi
TESTO:BOLOGNA - C? è l? accordo per portare a Sant? Agata la produzione del nuovo Suv Lamborghini. L?intesa dovrebbe essere sottoscritta mercoledì e a presentarla dovrebbe essere il premier Matteo Renzi. Il governo italiano (con i suoi circa cento milioni di investimenti) avrebbe dunque convinto il gruppo Volkswagen Audi a produrre il nuovo modello della casa nello stabilimento bolognese e non a Bratislava dove sono assemblati i Suv Audi e Porsche Cayenne. La nuova produzione (nello stabilimento bolognese arriverebbero assemblaggio e verniciatura) dovrebbe portare 500 posti di lavoro. La conferma indiretta della decisione tedesca di premiare il quartier generale di Lamborghini è arrivata da Luca De Meo, membro del board del gruppo tedesco e numero uno del marketing Audi. «Ci sono ottime possibilità che il processo venga chiuso entro l? estate. D?altra parte la macchina piace e c? è grande interesse», ha detto il manager a Quattroruote. Per battere la concorrenza slovacca il governo ha messo in campo circa 100 milioni attraverso il coinvolgimento di Invitalia, l?agenzia per l? attrazione degli investimenti, facilitazioni con il credito d? imposta, l?Ace (l? aiuto alla crescita economica) e la patent box che detassa i proventi derivanti da marchi e brevetti. La Regione, invece, si occuperà dei fondi dedicati alla formazione. Proprio in vista dell? arrivo del nuovo modello nei giorni scorsi i sindacati (Fiom in testa) hanno firmato un accordo con Lamborghini per migliorare la produttiva aziendale mutuando anche il sistema di prepensionamento in vigore nel gruppo Audi/Volkswagen per favorire l? assunzione dei giovani. Il nuovo Suv Lamborghini dovrebbe arrivare sul mercato nel 2019.
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TITOLO: Minori scomparsi: 610 casi in 10 anni «Il numero 116000 rischia chiusura»
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: Spariscono nel nulla senza lasciare traccia. Oltre cento bambini all’anno in Italia
TESTO:Secondo i dati diffusi da Vittorio Piscitelli, commissario straordinario del Governo per le persone scomparse del Ministero dell? Interno, sono 15.117 i minori scomparsi in Italia e mai rintracciati dal 1974 al 2014. 13.489 sono stranieri, 1.628 italiani. In generale, tra tutte le persone di cui si è registrata la sparizione il 51,7% ha meno di 18 anni. Nel 2014 in Europa la linea 116000 ha gestito 6.119 casi di bambini scomparsi. Telefono Azzurro, in collaborazione con la federazione Missing Children Europe, ha lanciato la campagna #Salvail116.000, salva un bambino per poter continuare a garantire un servizio essenziale che rischia di chiudere dopo il taglio dei fondi da parte della Commissione Europea. L?associazione invita tutti a partecipare all? appello per salvare il 116000 attraverso i social network (Facebook, Twitter e Tumblr) cliccando al seguente link e seguendo le istruzioni. Il 25 maggio alle 17.30 tutti i messaggi raccolti partiranno simultaneamente come un? unica voce. L?anno nero è stato il 2013 con 119 piccoli inghiottiti nel nulla.  L? analisi è stata fatta sulla base delle segnalazioni giunte al 116000, il numero unico europeo per i minori scomparsi, affidato in Italia a Telefono Azzurro. Tra i 610 nuovi casi di scomparsa (le tipologie contemplate sono: sottrazione parentale nazionale e internazionale, rapimento, fuga da casa/istituto, minori stranieri non accompagnati e altro motivo), il maggior numero (44,9%) riguardano casi di sottrazione parentale. Il buco nero degli scomparsi italiani in sei anni e quattro mesi riguarda soprattutto i bambini fino a dieci anni (45,7%), mentre è piuttosto bilanciato il genere: il 50,2% sono maschi.  Da un punto di vista geografico delle attivazioni alle Forze dell? Ordine, si evince che il 23,5% delle segnalazioni arrivate al 116.000 è stato inoltrato alla Lombardia, il 21,8% al Lazio. Mentre il paese europeo con cui si è instaurata maggiore collaborazione è la Romania (23,7%). Sono stati 229 i ritrovamenti. ll 116000 ha accolto dal 2009 al mese scorso 1254 nuove segnalazioni di scomparsa, ritrovamenti, avvistamenti e aggiornamenti su casi di minorenni scomparsi. Si stima che siano circa 8 milioni i bambini scomparsi ogni anno nel mondo, 250.000 in Europa (addirittura un caso circa ogni due minuti).
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TITOLO: Strage piazza della Loggia, l'ultimo irriducibile: "C'è una confessione firmata dagli autori"
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: Il neofascista Vinciguerra, condannato all'ergastolo per la strage di Peteano, parla dal carcere. Mentre sta per cominciare a Milano il processo d'appello bis. ..<br clear='all'/>
TESTO:Conferma quindi la tesi  che la strategia della tensione sia stata il frutto di una collaborazione tra ambienti neri ed alcuni apparati dello Stato? Avrebbero collaborato anche gli ex Nar Fioravanti, Cavallini e Mambro? "I Nar non sono mai esistiti. La sigla è mutuata dalla cellula di base dei Fasci di azione rivoluzionaria (Far), operanti negli anni dell'immediato dopoguerra sotto la direzione di Pino Romualdi, e legati ai servizi segreti americani ed israeliani. Lo spontaneismo dei Nar è un'invenzione giornalistica. I giudici di Bologna hanno definito Fioravanti e soci spontaneisti solo a parole. Tesi che sottoscrivo senza riserve. Chi erano i capi ed i referenti di questo gruppo? I fratelli Fabio e Alfredo De Felice, Massimiliano Fachini, Paolo Signorelli, Aldo Semerari, fra gli altri". La procura di Bologna ha di recente archiviato la pista palestinese per la strage del 2 agosto 1980. Lei crede che ci sia altro e altre responsabilità dietro a quei morti? "La strage un risultato l'ha avuto: ha fatto relegare in secondo piano la strage di Ustica, compiuta nel corso di una operazione militare segreta di cui i vertici politici e militari italiani erano preventivamente informati. Il Partito comunista, in quell'anno, poteva contare ancora sul 30 per cento dei voti. Di certo qualcosa sarebbe cambiato se fosse venuto alla luce che un aereo civile, con 81 persone a bordo, era stato abbattuto da un aereo dell'Alleanza atlantica nel corso di un'azione di guerra. I palestinesi? La valigia contenente esplosivo che detona per errore, per difetto, per il calore? L'esplosivo esplode solo se innescato. Diciamo che la pista palestinese doveva consentire alla famiglia Fioravanti di tornare in libertà, come "atto dovuto" perché "innocenti", dimenticando gli altri dieci morti a loro carico". Lei è l'unico dei condannati per strage ancora in carcere. Sono tutti fuori, anche  Fioravanti,   Mambro e Ciavardini. .. "Non è possibile un confronto fra me e quella che io definisco la "famiglia Adams", Jerry e Morticia Fioravanti. A Peteano di Sagrado è stato colpito un obiettivo militare con la perentoria esclusione del coinvolgimento, anche involontario, di civili, donne e bambini. A Bologna è stato compiuto un massacro contro la popolazione civile. I due episodi non sono comparabili. ..  In via Fani, il 16 marzo 1978, sono stati uccisi i cinque agenti della scorta di Aldo Moro; un anno dopo, sempre a Roma, in piazza Nicosia,   sono stati uccisi in una sparatoria fra la folla due poliziotti; a Salerno, nel 1982, nel corso di un attacco ad un autocolonna militare ne sono stati uccisi altri due. Insomma, la strage si configura giuridicamente quando il numero dei morti può essere indeterminato, ma è stata una scelta politica quella di non contestarla ai brigatisti rossi e ai militanti di sinistra, anche quando, come a Primavalle nel 1973, hanno tentato di sterminare una famiglia con il fuoco. In Italia c'è stata una guerra civile. Io ho ucciso soldati di uno Stato che ancora oggi considero nemico, ma mai ho ucciso civili. Mai donne o bambini. In una logica militare e di guerra non ho nulla da rimproverarmi, questo sia ben chiaro. Non altrettanto possono dire quanti hanno piazzato bombe nelle banche, nelle piazze, nei treni e nelle stazioni ferroviarie per colpire la popolazione civile mettendo in preventivo la morte di innocenti. Ribadisco: Peteano  è stato un atto di guerra". Che ha provocato tre morti. Perché ha rinunciato all'appello? "Mi sono costituito, mi sono assunto la responsabilità, in dibattimento ho fatto arrivare come testimone Stefano Delle Chiaie per confermarla (cosa che ha fatto), non ho avanzato richieste alla Corte di assise, obbligandola ad emettere una sentenza di condanna all'ergastolo. Avrei dovuto fare appello contro me stesso? E, poi, io non credo nella giustizia italiana e mai ho fatto appello contro le sentenze anche sbagliatissime, per altri fatti, emesse nei miei confronti. A differenza di tutti gli altri, compresi i brigatisti rossi, che sono giunti in Cassazione, io sono coerente". In passato lei ha dichiarato che le chiesero di uccidere un uomo politico molto importante, Mariano Rumor, già presiedente del consiglio. Chi le chiese di farlo? "Furono Carlo Maria Maggi e Delfo Zorzi  a chiedermi di uccidere Mariano Rumor, per la semplice ragione  -  ma questo lo compresi dopo  -  che aveva tradito i congiurati del dicembre 1969 vietando la manifestazione indetta dal Msi per il 14 dicembre, che doveva condurre alla proclamazione dello stato di emergenza". In carcere ha mai saputo o parlato con altri dell'omicidio di Piersanti Mattarella? "Si parla di tante cose. .. Non ho notizie dirette sull'omicidio Mattarella, avvenuto quando io ero già in carcere. Mi sembra comunque singolare che sia stato disatteso il riconoscimento di Valerio Fioravanti da parte della moglie di Piersanti Mattarella.   Direi che Valerio Fioravanti sia stato escluso a priori dal sospetto che avesse ucciso il presidente della regione siciliana, tant'è che sono state ignorate anche le accuse arrivate dal fratello Cristiano. Non credo che la mafia palermitana avesse interesse ad uccidere Piersanti Mattarella. Probabilmente la sua morte è stata decisa a Roma e non a Palermo. Ma questa è una mia opinione". Perché Cristiano Fioravanti accusò il fratello? Che rapporti c'erano fra i due? "Cristiano Fioravanti era un "collaboratore di giustizia", quindi obbligato a dire tutto quello che sapeva, anche sul conto del fratello Valerio che può essere considerato un pentito "ufficioso".   I loro rapporti erano ottimi: dopo il suo arresto a Padova l'unico nome che Valerio Fioravanti non fece, fra quanti erano presenti e partecipanti all'omicidio di due carabinieri, fu proprio quello del fratello Cristiano. Tutti gli altri, compresa Francesca Mambro, li candidò all'ergastolo". Eppure oggi a scontare l'ergastolo c'è solo lei. Sono fuori anche gli assassini di Aldo Moro "Di certo non perché abbiano scontato la loro condanna. .. Le stragi sono state un mezzo per favorire il potere, e quest'ultimo non può che garantire impunità a chi le ha compiute per assicurarsi che la verità non possa emergere".  
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TITOLO: Bambini scomparsi, in Italia più di 15mila in 40 anni
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: Di questi, oltre 13mila sono stranieri. Allarme di Telefono Azzurro:  "In Europa 270mila scomparsi l'anno". La crisi, poi, penalizza anche chi cerca di fare. ..<br clear='all'/>
TESTO:Tanti stranieri. Facile pensare che la schiacciante maggioranza dei minori stranieri mai più rintracciati rispetto agli italiani, 13.489 contro 1.628, sia dovuto al fatto che questi ragazzini, che quando arrivano in Italia magari sui barconi vengono poi spediti nelle case di accoglienza, da queste strutture, come è noto, fuggono molto presto. Infatti il Commissario Piscitelli spiega che "i minori stranieri non accompagnati sono il problema dei problemi. Si tende a non considerarli come persone scomparse, perché una volta giunti nel nostro Paese non vogliono farsi identificare per non rischiare di dover rimanere in Italia. Ma i loro diritti vanno tutelati e non ci si può lavare le mani". Povertà e guerra le cause più frequenti. In generale, comunque, la causa della scomparsa "è sempre il disagio, la povertà o la guerra" e nel "64-65% dei casi il ritrovamento avviene nelle prime ore dopo la scomparsa, soprattutto nel caso dei minori, i quali non hanno risorse e che quindi sono spinti a chiedere aiuto". Piscitelli ha intenzione di proporre al Governo di utilizzare anche Facebook per dare notizia in caso di minore scomparso e facilitare le ricerche. Di fronte a queste cifre la mobilitazione dovrebbe essere massima, e invece la crisi economica colpisce anche qui: il 116.000, numero telefonico europeo per i bambini scomparsi, rischia di chiudere a causa dei tagli della Commissione Europea. Telefono Azzurro: "In Europa 270mila scomparsi l'anno". L'allarme è stato lanciato oggi dal presidente di Telefono azzurro, Ernesto Caffo: "Ogni anno nel mondo spariscono 8 milioni di bambini; in Europa 270 mila, cioè uno ogni due minuti. In Italia dal maggio 2009 ad aprile 2015 il numero 116.000 ha gestito 610 casi di bambini spariti. Nel 38% dei casi si trattava di fughe da casa, nel 31% di fughe da istituti, nel 10% di sottrazioni internazionali, nel 6% di minori stranieri non accompagnati". Nel 2014 in Europa la linea 116.000 ha gestito 6.119 casi di bambini scomparsi. Telefono Azzurro, in collaborazione con la federazione Missing Children Europe, ha lanciato oggi la campagna "#Salvail116.000, salva un bambino", "per poter continuare a garantire un servizio essenziale". Ricerche più tempestive. Per cercare di arginare il fenomeno, bisogna essere più tempestivi nelle ricerche, ha detto Mariacarla Bocchino, dirigente del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato. "Una ricerca fatta nell'immediato - sottolinea Bocchino - ha una percentuale di successo di almeno l'85%, una ricerca ritardata di qualche ora potrebbe non avere mai percentuale di successo". Solo la Caritas ha accolto nell'ultimo anno oltre 400 minori non accompagnati. "Dal 2011 sono aumentati in maniera esponenziale il numero dei minori non accompagnati accolti - spiega a margine Maria Francesca Posa, responsabile dell'area minori della Caritas di Roma- Nell'ultimo anno abbiamo accolto oltre 400 ragazzi, sfuggiti dai paesi devastati dalla guerre o dalla crisi economica. Arrivano qui in Italia con una speranza di futuro: si tratta maggiormente di ragazzi maschi con un età media di 16 anni e con un livello di scolarità di 9". Monsignor Marcelo Sanchez Sorondo: "Basta sfruttare i più piccoli". A smuovere le coscienze ha pensato il Cancelliere delle Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze sociali, monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, che ha denunciato i molti modi con i quali "con la globalizzazione dell'indifferenza, mossa dal solo profitto" i bambini vengono "vittimizzati": "Vendita di organi, avviamento alla prostituzione e alla pornografia, narcotraffico, elemosina forzata, adozioni transfrontaliere irregolari, matrimoni forzati, reclutamento di bambini soldato, schiavitù da parte di gruppi terroristici e lavoro forzato". Per far fronte a questo dramma, ha detto, occorre "una buona politica economica e ambientale e un'istruzione di qualità e universale".
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TITOLO: Dramma a Pordenone, muore bimba azzannata da un cane
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: La piccola è morta poco dopo in ospedale per le ferite riportate. La bimba si trovava nel cortile della casa di una parente, a San Martino del Tagliamento<br clear='all'/>
TESTO:PORDENONE - Nelle fauci del pastore tedesco della zia: azzannata, ferita, terrorizzata. Una bambina di due anni e mezzo è morta così, oggi, a Pordenone. E' stata aggredita da un cane che forse conosceva già, nel cortile dell'abitazione di una parente della madre, a San Martino al Tagliamento. E' morta in ospedale, poco dopo. La piccola era andata con la mamma a trovare una zia, la proprietaria dell'animale. E' bastato un attimo, forse una svista, una distrazione. Qualcosa ha fatto scattare l'animale che ha aggredito la bambina, prendendola a morsi con ferocia. Forse la piccola stava giocando con il pastore tedesco e ha compiuto qualche gesto avventato che ha scatenato la furia del cane, di cui è rimasta vittima. E' arrivata al pronto soccorso di Pordenone in condizioni disperate. Già durante il trasporto in ambulanza aveva rischiato di morire: i medici erano riusciti ad evitare un arresto cardiaco, ma non c'è stato nulla da fare e la bimba è deceduta poco dopo l'arrivo in ospedale. Il cane è stato posto sotto sequestro e affidato alla proprietaria. Sono da verificare le ipotesi di sussistenza del reato di omicidio colposo. Forse il cane andava custodito in modo diverso, forse era troppo pericoloso lasciarlo libero con una bambina così piccola intorno. Ancora non si sa che cosa sia accaduto oggi pomeriggio, in quel cortile di San Martino al Tagliamento dove un cane si è portato via la vita di una bambina indifesa.
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TITOLO: Incendio a Fiumicino: presenza di diossina, due nuovi indagati. Adr: "Nessuna conferma"
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: Si tratta di un dirigente della Asl RmD per abuso di ufficio e di un alto funzionario di Aeroporti di Roma per violazione della normativa in materia di. ..<br clear='all'/>
TESTO:Ci sono nuovi indagati nell'inchiesta della procura di Civitavecchia sul rogo che la notte tra il 7 e l'8 maggio scorso ha devastato il terminal 3 dell'aeroporto di Fiumicino. Il procuratore Gianfranco Amendola e il pm Valentina Zavatto hanno iscritto nel registro degli indagati un dirigente dell'Asl Rmd per abuso d'ufficio e un alto funzionario di Aeroporti di Roma per violazione della normativa in materia di sicurezza dei lavoratori: il primo è sospettato di non aver operato adeguatamente, come avrebbe dovuto, nel rispetto dello statuto dei lavoratori, il secondo di aver fatto lavorare il personale dipendente in condizioni non idonee per la sicurezza nei giorni successivi al rogo. L'Arpa Lazio, infatti, avrebbe rilevato nell'aria presenza rilevante di elementi tossici e altamente cancerogeni (come diossina, pcb e furani). In una nota però Adr informa "di non avere a tuttora alcuna segnalazione da parte di Arpa o dell'Asl Roma D o di altro Ente competente in materia, che confermi la presenza di tale elemento chimico". "Adr, inoltre, conferma che le analisi di rilevazione della qualità dell'aria condotte da HSI Consulting srl e Biochemie Lab srl su almeno 100 postazioni di lavoro e ambienti in aree limitrofe a quelle colpite dall'incendio, ricercando circa 6000 analiti, non hanno evidenziato alcun parametro sopra la norma - prosegue il comunicato -. Adr, insieme ad Enac e agli altri Enti e Operatori aeroportuali si è adoperata sin dai primissimi momenti dell'evento a porre in essere azioni mirate alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri, tutelando nel contempo, nel rispetto delle regole e dei principi di precauzione, la continuità dell'erogazione dei servizi essenziali alla popolazione". A quanto si apprende la nuova inchiesta della procura vorrebbe far luce proprio sulle condizioni di salute dei dipendenti di Adr. Ben 150 schede dei lavoratori che in queste settimane si sono rivolti al medico per aver lamentato una serie di disturbi sulla pelle e di natura respiratoria sono state acquisite dai magistrati. Gli inquirenti hanno scoperto, tra l'altro, che una società privata, cui Adr aveva dato l'incarico di fare prelievi nell'aria, aveva escluso la presenza di tossicità. Un elemento che ha giustificato l'apertura del molo D, adiacente al terminal 3, con il parere favorevole dell'Asl competente di zona. Nel contempo, però, un altro dipartimento della stessa azienda sanitaria, oltre a mandare una diffida ad Adr affinché continuasse nel monitoraggio dell'aria, ha sollecitato l'intervento dell'Arpa che avrebbe registrato, secondo quanto si apprende anche se i risultati sono ancora provvisori, valori di diossina, pcb e furani 10 volti superiori rispetto a casi analoghi di roghi. I due indagati si aggiungono così ai cinque operai della ditta che aveva in appalto la manutenzione e la gestione degli impianti di condizionamento e di riscaldamento dell'aeroporto già finiti sotto inchiesta. E di un dirigente di Adr, coordinatore degli impianti tecnici. Quest'ultimo, convocato in procura, si è avvalso della facoltà di non rispondere. I pm vogliono vederci chiaro anche sugli appalti e i materiali utilizzati nei lavori eseguiti negli ultimi tempi nel Terminal 3, tenuto conto che nell'area di mille metri quadrati andata distrutta si contavano solo alcuni idranti e rivelatori di fumo. Del tutto assenti le porte tagliafuoco ed i sistemi automatici a pioggia. Per questo hanno acquisito 18 faldoni di carte presso Adr e società che hanno effettuato i lavori. Secondo quanto accertato dagli esperti, il rogo si sarebbe sviluppato da una sala di servizio. Dal 27 aprile scorso, per ovviare al surriscaldamento di un quadro elettrico, gli addetti alla manutenzione, e si vede dai filmati delle telecamere, hanno utilizzato un condizionatore portatile, ma l'apparecchio che raffredda, dal 3 maggio successivo, non ha più funzionato bene. Intanto l'Enac fa sapere che "da oggi il Leonardo torna ad essere pienamente operativo: sono stati riaperti i varchi per accedere alle aree Schengen ed extra Schengen del Terminal 3, da dove sarà di nuovo possibile raggiungere i moli C e D. Anche tutti i banchi check in sono tornati completamente operativi nella loro configurazione originaria. Da questa notte, inoltre, verrà cancellato il Notam (avviso ai naviganti) con cui l'Enac aveva precedentemente disposto una riduzione della capacità".  
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TITOLO: Il 19enne morto in hotel, Domenico ha inviato l'ultimo messaggio alle 5.30 del mattino
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: E' quello che emerge dalle analisi del cellulare dello studente morto a Milano. I poliziotti di Padova convocano in questura gli studenti della quinta F, ... <br clear='all'/>
TESTO:Mentre gli investigatori continuano con la ricostruzione di quell'ora e mezza di buio, l'avvocato che rappresenta i genitori del 19enne, Eraldo Stefani di Firenze, lancia un appello agli studenti del liceo di Padova: "Richiamo questi ragazzi al loro senso civico e a un sentimento di amicizia che li legava a Domenico, e soprattutto, alla cultura delle legalità che non può mancare in giovani ormai prossimi alla maturità in un liceo scientifico: devono dire quanto sanno e cosa è successo in quella notte in cui Domenico è morto". E mentre gli investigatori di Milano verificano le testimonianze dei ragazzi della 5 E, quella frequentata da Maurantonio, i colleghi della mobile di Padova sentiranno i ragazzi della 5 F, l'altra classe in gita a Milano. La classe sarà convocata a partire da oggi in questura. La convinzione degli investigatori è che qualcuno di loro deve per forza aver sentito o visto quanto successo in quella tragica notte. In questo contesto, per una ulteriore conferma di quanto raccontato, la Procura ha sequestrato i cellulari dei ragazzi. Intanto, è atteso nelle prossime ore il deposito degli esami tossicologici e genetici eseguiti dai consulenti nominati dalla Procura. Al momento, i punti certi dell'inchiesta sembrano essere pochi: la caduta di Maurantonio non è stata accidentale; il giovane è precipitato da una finestra nel corridoio dell'hotel; accanto al suo corpo sono stati trovati i suoi pantaloncini e le sue mutande; sul braccio presentava delle ecchimosi, la cui natura è ancora da chiarire. Inoltre dai primi risultati delle analisi sul corpo del giovane, risulta che non fosse ubriaco e che non avesse assunto lassativi come si era ipotizzato in un primo momento.
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TITOLO: Ferrara, i 5 Stelle: "Facciamo pagare le tasse solo agli iscritti del Pd"
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: Incredibile risoluzione proposta dagli eletti grillini in Comune: "Il deficit sia pagato dai democratici"<br clear='all'/>
TESTO:FERRARA - Le tasse? Le paghino solo gli iscritti al Pd. la "provocazione" viene dal Movimento 5 Stelle di Ferrara, che ha presentato la risoluzione in questo senso durante una manifestazione anti-fisco. L'atto, visibile sul profilo Facebook dalla capogruppo in Comune Ilaria Morghen, prevede che "il deficit di risorse paventato da questa amministrazione", cioè dal Comune di Ferrara, "che richiede una nuova imposizione fiscale, venga compensato da una tassazione ad esclusivo ad esclusivo carico dei cittadini iscritti al Partito Democratico". Naturalmente la sparata, sottoscritta da tutti i consiglieri grillini, ha fatto il giro del web, suscitando prevedibili polemiche e reazioni in casa democratica. "Il M5s propone in una risoluzione (vera) che le tasse le paghino solo gli iscritti al Pd. .. poi dici che la gente non si tessera. ..", chiosa sul suo profilo la deputata Dem Giuditta Pini, probabilissima prossima vicesegretaria regionale del partito. Polemiche anche sui profili del Movimento. "Evidentemente voleva essere una provocazione e che quindi non è stata ovviamente fatta protocollare", ribatte un altro consigliere a 5 stelle, Alessandro Bazzocchi. "In ogni caso abbiamo visto che ha avuto successo ed è servita allo scopo, per cui ringraziamo tutti per i commenti e per averla fatta girare. Paura eh? ... ".
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TITOLO: Milano, 13enne disabile presa a sassate da un gruppo di coetanei: salvata dalla madre
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: Si trovava in un giardino pubblico quando è diventata bersaglio di 5 o 6 adolescenti. E' riuscita a telefonare alla mamma che l'ha soccorsa. Gli aggressori sono. ..<br clear='all'/>
TESTO:Presa a sassate al parco da cinque o sei coetanei, messi in fuga solo dall'intervento della mamma. Vittima dell'aggressione è una ragazzina italiana di 13 anni con ritardo mentale che alle 19.50 si trovava in un giardino pubblico dalle parti di via Gonin a Milano, tra via Inganni e via Giambellino. Secondo quanto riferito dalla polizia, la ragazzina - che va a scuola ed è abitualmente seguita da una casa di cura - era da sola quando è stata avvicinata dal gruppo che prima l'ha presa in giro, poi a sassate sulla schiena. In lacrime per dolore e per l'umiliazione, la tredicenne è riuscita a telefonare alla madre che è arrivata in pochi minuti mettendo in fuga i ragazzi e avvertendo contemporaneamente la polizia. L'adolescente aveva delle escoriazioni sulla schiena ed è stata portata al pronto soccorso del San Paolo in ambulanza, dove le sono state riscontrate piccole lesioni, lividi e graffi a una spalla. E' stata medicata e dimessa con una prognosi di quattro giorni.
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TITOLO: Scandalo Achille, Beppe Grillo all'assemblea Ferrovie Nord: "Chi ha sbagliato se ne vada"
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: E chiede: "un'azione di responsabilità verso il management". La richiesta è stata bocciata. Il vicepresidente: "Noi siamo parte offesa". Eletto Gibelli nuovo. ..<br clear='all'/>
TESTO:Rispondendo a una domanda su Gibelli, Grillo ha detto: "Chi è indagato si autosospenda e si faccia prima processare, è una cosa che noi diciamo da anni". Gibelli è indagato nella vicenda delle consulenze legate a Expo in cui è coinvolto anche il presidente della Regione, Roberto Maroni. "Questa è una società sana ma ci portiamo queste palle al piede da 17 anni" ha detto Grillo abbandonando la sede di piazza Cadorna ad assemblea ancora in corso. Quanto al presidente dimissionario Achille, ha commentato "non lo conosco è una persona come tante altre, messe lì da 17 anni". Ricordando le sue spese personali, ha sottolineato che "deve andarsene restituendo quello che ha preso".
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TITOLO: Tassista violentata, Borgese a Riesame: "Sono pentito di tutto"
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: L'uomo, rinchiuso a Regina Coeli, ha nuovamente ammesso le sue responsabilità e per la prima volta ha mostrato rimorso. Nei prossimi giorni la decisione sui. ..<br clear='all'/>
TESTO:"Mi pento di tutto quello che ho fatto", ha ripetuto Simone Borgese, il trentenne romano reo confesso dello stupro di una tassista, durante l'udienza del tribunale del Riesame che deve decidere sulla istanza di scarcerazione presentata dal suo difensore. Detenuto a Regina Coeli, ha ammesso nuovamente le sue responsabilità ma per la prima volta ha mostrato pentimento per quanto accaduto in una strada sterrata non lontano da Ponte Galeria, periferia sud della Capitale. Il pm Eugenio Albamonte ha espresso parere negativo alla scarcerazione, affermando, inoltre, che nei confronti di Borgese è arrivata la denuncia, sempre per violenza sessuale, di una minorenne che verrà sentita in incidente probatorio. La difesa del'uomo, dal canto suo, ha chiesto la concessione degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico presso la casa della madre. Il tribunale del Riesame si è riservato di decidere nei prossimi giorni. Intanto il Campidoglio sta pensando a un nuovo sistema per la gestione degli allarmi antirapina a bordo delle auto bianche: si chiama taxi security. Questa mattina le conducenti della capitale sono state audite in commissione congiunta Mobilità e Elette di Roma Capitale. La richiesta principale è quella di una maggiore sicurezza. Così, Fabrizio Di Staso del Dipartimento mobilità ha illustrato la soluzione a cui pensa la Commissione consultiva all'interno della quale siedono i rappresentanti della categoria e il Comune. In pratica, si tratta di un bottone che si installa accanto ai pedali e che, in caso di pericolo, viene schiacciato e avvisa una sala operativa. Il costo si aggira intorno ai 20 euro mensili a taxi, quindi, circa un milione l'anno. Il dispositivo è corredato da una serie di optional che si può scegliere di installare o meno: un sistema di ascolto audio silente e una o più telecamere per consentire agli operatori di comprendere di che tipo di allarme si tratta. Sarà la sala operativa a collegarsi con le forze dell'ordine con un modulo software specifico. In sede di Commissione la consigliera del gruppo misto Sveva Belviso ha chiesto di "cercare una serie di misure per prevenire situazioni di pericolo". "Noi subiamo violenza tutti i giorni - ha affermato una tassista - anche da utenti della strada che commettono infrazioni. Però, vorremmo essere più tutelate dalle forze dell'ordine"
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TITOLO: "Io presa a pugni e calci da Ricucci", l'accusa dell'ex fidanzata
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: La modella Patrizia Bonetti portata in ambulanza al pronto soccorso del policlinico Umberto I. Prima era stata a cena con il figlio dell'imprenditore. Stefano. ..<br clear='all'/>
TESTO:Picchiata da Stefano Ricucci in casa di amici. Vittima della violenza è l'ultima fiamma dell'imprenditore romano, la modella bolognese Patrizia Bonetti. La richiesta di aiuto è arrivata alla sala operativa della questura all'alba di domenica mattina. Passate da pochi minuti le cinque del mattino, la 20enne ha composto il 113 sul suo cellulare: "Non so dove mi trovo, il mio ex mi ha picchiato". Quando gli agenti sono arrivati in via Nerva, zona Castro Pretorio, hanno trovato la ragazza in strada, con il labbro spaccato e sanguinante. "Mi ha preso a pugni e calci", ha raccontato ai poliziotti prima di essere portata in ambulanza al pronto soccorso del policlinico Umberto I. Sul posto, però, gli agenti delle volanti non hanno trovato nessuno. Ma Ricucci a Tgcom24.it respinge le accuse e si difende: "E' tutto falso. Mio figlio l'ha soccorsa, dovrebbe ringraziarci. Sono stupefatto. Usa il mio nome per finire sui giornali. La denuncio per calunnia". Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, a far scattare la violenza potrebbe essere stata la gelosia di Ricucci per il figlio Edoardo. Il 22enne, infatti, aveva passato la notte con l'ex fidanzata dell'imprenditore che tentò la scalata a Rcs. Prima l'aperitivo all'Hotel de Russie, poi la cena da Assunta Madre. E, infine, per chiudere la serata, l'appuntamento a casa di amici. Lì dove, alle prime luci dell'alba, avrebbe fatto irruzione Stefano Ricucci, picchiando la modella con cui avrebbe rotto da qualche settimana e portando via il figlio. Dopo la chiamata della 20enne, gli agenti hanno denunciato l'ex odontotecnico con il pallino della finanza per omissione di soccorso. Per il reato di lesioni, invece, tutto dipende dalla ragazza. Tenuta in osservazione fino a tarda sera, è stata riportata a Bologna dai genitori. Ora dovrà decidere se presentare o meno querela: il referto rilasciato dall'ospedale specifica che i giorni di prognosi sono 20, non sufficienti a far scattare una denuncia d'ufficio.
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TITOLO: Livorno, getta acido sul volto di una donna. Arrestato un trentenne
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: L'uomo riteneva che la vittima ostacolasse il suo tentativo di avviare una relazione con una sua amica. L'aggressione ieri sera nella sala scommesse dove la. ..<br clear='all'/>
TESTO:Sembra che l'aggressore si fosse rivolto alla donna circa un anno fa, chiedendole di aiutarlo a convincere l'amica di quest'ultima, una 38enne di Castellina Marittima, a iniziare una relazione sentimentale, mai, tuttavia, corrisposta. Da qui la rabbia dell'uomo che avrebbe cominciato a minacciare e perseguitare le due donne e, in particolare, la 55enne colpevole, a suo parere, di osteggiare questa relazione. Il comportamento dell'uomo è stato oggetto anche di numerose denunce presentate dalle due amiche alle forze dell'ordine. L'epilogo ieri sera, intorno alle 22, nei pressi di piazza Attias. Il trentenne è entrato nel centro scommesse dove la vittima lavora come dipendente e l'ha trovata in compagnia dell'amica 38enne, la stessa con cui avrebbe voluto intraprendere una relazione.  Pochi istanti dopo l'aspirante fidanzato non corrisposto si è scagliato contro la 55enne lanciandole contro dell'acido muriatico che ha investito la donna in pieno volto. A quel punto D. V. si è dato alla fuga a piedi mentre la vittima è stata immediatamente soccorsa e trasportata in ospedale. I carabinieri, informati dall'amica della vittima, si sono messi sulle tracce dell'uomo rintracciandolo e bloccandolo pochi minuti dopo a casa sua. Una volta in caserma, D.V è stato arrestato con l'accusa di lesioni personali aggravate e, su disposizione del magistrato, messo agli arresti domiciliari. La vittima, sottoposta alle cure del caso presso il pronto soccorso, ha riportato "erosione corneale bilaterale e ustioni di primo grado al volto", come si legge nel referto, con una prognosi di 25 giorni.  
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TITOLO: Pesaro: uova e pomodori contro Salvini
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: Un centinaio di attivisti contesta il leader della Lega: "Li manderei a fare il servizio civile"<br clear='all'/>
TESTO:Polizia e carabinieri hanno contenuto senza fatica i contestatori, che dopo il breve comizio di Salvini hanno urlato slogan restando in piazza fino alla partenza del leader leghista, atteso in altre piazze delle Marche. A chi gli chiedeva se si sente un provocatore, Matteo Salvini ha risposto che "qualunque essere umano va in piazza a dire quello che pensa, senza i cretini che gli lanciano addosso oggetti". "Quindi - ha aggiunto facendo riferimento a chi lo ha contestato anche a Pesaro -, il problema sono loro, non le brave persone che sono venute a sentirmi e che si sono prese tre uova in testa".
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TITOLO: Pier Paolo Di Fiore: "Da anni analizziamo i messaggi delle cellule che scorrono nelle vene"
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: Il direttore della Medicina Molecolare dell'Istituto Europeo di Oncologia spiega come, dopo decenni di studi, presto le biopsie potranno essere sostituite da. ..<br clear='all'/>
TESTO:LE biopsie liquide sono la direzione più promettente: indagini facili che non creano problemi ai pazienti. Per un programma di screening, questo è importante", dice Pier Paolo Di Fiore. Il direttore della Medicina Molecolare dell'Istituto Europeo di Oncologia trasmette passione a ogni parola. Il suo gruppo ha appena portato a termine la sperimentazione di un test del sangue per la diagnosi precoce del tumore al polmone. Il trial ha marciato in parallelo a una ricerca simile, sui forti fumatori, dell'Istituto Nazionale Tumori. Perché nel sangue ci sono le tracce di un tumore? "Perché le cellule muoiono e rilasciano alcune componenti nel sistema circolatorio. Perché le cellule comunicano, e affidano al sangue alcuni dei loro messaggi. Se queste cellule non sono normali, ma tumorali, le loro impronte hanno delle peculiarità. E noi possiamo riconoscerle. Alcune tracce di un cancro provengono poi dall'infiammazione che la malattia provoca nel tessuto colpito. Noi abbiamo studiato una categoria ben precisa che si chiama microRna". Cosa sono i microRna? "Molecole che le cellule usano per scambiarsi messaggi. Ne osserviamo un migliaio di tipi diversi. Facendo il confronto tra i microRna delle persone sane e delle persone con un tumore abbiamo individuato alcune impronte tipiche della malattia. Ora possiamo usarle per fare le diagnosi". In che modo? "Usiamo degli algoritmi, dei sistemi statistici che "pesano" l'importanza di ciascun microRna individuato nel sangue e danno una cifra finale, che rappresenta l'indice di rischio di una persona. Se questo indice supera una certa soglia, consigliamo di effettuare una Tac spirale per controllare se il tumore del polmone è presente davvero". Non esiste un test valido per tutti i tumori? "Ancora no, ma ci arriveremo in pochi anni. Per il momento sappiamo che determinati microRna sono associati ad alcuni tipi di tumore, ma si tratta di conoscenze che devono essere approfondite. Ci riusciremo, grazie alla conoscenza del genoma e alle tecnologie che si sono sviluppate in questo millennio. L'esistenza dei microRna è una scoperta molto recente, risale solo a una decina di anni fa". Cosa faremo poi con i risultati di questi test? "Sicuramente diagnosi precoce. Poi li useremo per orientare le terapie. Negli Stati Uniti sono in corso dei grandi trial di fase tre, che è la fase finale di una sperimentazione sull'uomo e coinvolge migliaia di pazienti". Il vostro esame per la diagnosi precoce del tumore del polmone sarà disponibile presto? "Sta partendo una nuova fase di sperimentazione. Questa volta non parteciperà soltanto il nostro centro, ma sei ospedali italiani e uno americano. È importante capire se l'esame del sangue può essere effettuato in maniera standard in tutti gli ospedali o se ci sono differenze genetiche fra pazienti di luoghi diversi. A metà del 2016 il test sarà pronto per essere usato come screening di prima linea contro il cancro del polmone".
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TITOLO: Agguato in provincia di Crotone, ucciso a colpi di pistola davanti casa
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: E' successo a Cirò Marina. A sparare uomo con volto coperto poi fuggito su scooter. La vittima aveva 43 anni  <br clear='all'/>
TESTO:CROTONE - Un uomo  è stato assassinato la notte scorsa a Cirò Marina, davanti al garage in cui temporaneamente viveva. Ad uccidere Nicodemo Aloe, 43 anni, un uomo col volto coperto che dopo avere sparato alcuni colpi di pistola è fuggito su uno scooter. A dare l'allarme è stato il fratello che gestisce un bar nelle vicinanze. Aloe era già conosciuto dalle forze dell'ordine per reati non legati alla criminalità organizzata. L'ultima denuncia risaliva al 2012 per maltrattamenti in famiglia. L'uomo, separato dalla moglie, viveva nel garage posto sotto l'abitazione della donna. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri stava probabilmente guardando la televisione quando qualcuno lo ha chiamato. Appena uscito l'assassino gli ha sparato, fuggendo subito dopo. I colpi d'arma da fuoco sono stati uditi dal fratello della vittima che gestisce un bar ad una trentina di metri dal luogo del delitto. E' corso subito a vedere cosa era successo ed ha trovato il corpo senza vita di Aloe. A quel punto ha chiamato i carabinieri. Gli investigatori escludono che si tratti di un delitto legato alla criminalità organizzata. Per questo stanno sentendo familiari ed amici per accertare se Aloe, negli ultimi tempi, abbia avuto contrasti con qualcuno.  
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TITOLO: Ddl scuola, sindacati-Giannini nulla di fatto: "Scrutini, avanti con mobilitazione"
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: Flc-Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals: "Nessuna apertura sul precariato e sui presidi. L'unico spiraglio su valutazione dei docenti". Confermate le iniziative di. ..
TESTO:Il confronto era stato sollecitato dai sindacati a parere dei quali il provvedimento lascia irrisolte molte criticità. Gli obiettivi a cui puntano Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Gilda e Snals sono "un piano di assunzioni che non può limitarsi soltanto a quanti sono inseriti nelle Gae, escludendo decine di migliaia di docenti e Ata oggi in servizio con contratto a tempo determinato; no al potere dei dirigenti di conferire incarichi ai docenti attraverso la chiamata diretta dagli albi territoriali; no alla valutazione dei docenti con criteri arbitrari e la costituzione di commissioni prive delle necessarie competenze; regolazione per contratto di tutte le materie che hanno ricadute su aspetti normativi e retributivi a del rapporto di lavoro; impegni precisi per il rinnovo del contratto nazionale". A sostegno delle proprie rivendicazioni i sindacati, oltre a iniziative sul territorio e a una fiaccolata il 5 giugno, hanno indetto lo sciopero di un'ora nelle prime due giornate degli scrutini programmati nelle classi intermedie.
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TITOLO: Podemos, Salvini esulta. Renzi: "Europa deve cambiare"
DATA: 2015-05-25
OCCHIELLO: Il premier analizza il risultato elettorale spagnolo: "Italia porterà forte la voce del cambiamento". Il leader del Carroccio definisce una: "mazzata per i. ..
TESTO:PODEMOS trionfa alle amministrative spagnole conquistando Barcellona e sfiorando la vittoria nella capitale Madrid. Un risultato elettorale che, a una settimana dalle elezioni regionali in Italia, provoca reazioni di segno diverso nel panorama politico italiano. "Il vento della Grecia, il vento della Spagna, il vento della Polonia non soffiano nella stessa direzione, soffiano in direzione opposta, ma tutti questi venti dicono che l'Europa deve cambiare e io spero che l'Italia potrà portare forte la voce per il cambiamento dell'Europa nelle prossime settimane e nei prossimi mesi", ha detto il premier Matteo Renzi in un'intervista rilasciata all'emittente toscana Rtv38. Il risultato elettorale spagnolo fa esultare il fronte euroscettico. Il primo a sottolineare la vittoria degli eredi degli 'indignados' spagnoli è stato il segretario della Lega Nord Matteo Salvini: ''Il risultato elettorale della Spagna e anche il voto in Polonia sono una bella mazzata per i difensori dell'Europa della banche e per i servi di Bruxelles'', ha affermato a Radio Padania. Poi ha aggiunto: ''Abbiamo tante differenze da Podemos  ma questa è una boccata d'ossigeno per l'Europa dei popoli''. Il leader leghista collega la vittoria di Podemos a quella del nuovo presidente polacco Andrzej Duda del Partito diritto e giustizia, una formazione nota per le sue posizioni euroscettiche. Salvini non ha nascosto le differenze politiche (in particolare in tema di immigrazione) tra la Lega e Podemos ma ha sottolineato che "la gente, in Europa, sta rialzando la testa: vuol controllare i confini, le fabbriche e il lavoro". Al leader leghista ha replicato il vicepresidente del Parlamento europeo Antonio Tajani (Forza Italia) che sottolinea l'incoerenza di Salvini: "Mi domando come Salvini possa contemporaneamente sostenere le scelte della Le Pen e dall'altra parte essere contento se vince Podemos, non si può stare col diavolo e con l'acqua santa. Io credo che, invece, bisogna puntare su una linea certa: garantire una linea forte del centrodestra per presentarsi dopo questa campagna elettorale, per le elezioni Politiche nel 2018, con uno schieramento ampio". Il risultato di Podemos viene valutato positivamente da Sel. "Con la vittoria di Podemos viene sconfitta sia l'Europa liberista di Renzi sia l'Europa fascista di Salvini. Patetici i due Mattei che si intestano una vittoria, che è contro le loro politiche", scrive su Twitter Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà.
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TITOLO: E in mano al «Boga» il calcio italiano è diventato cinese
DATA: 2015-05-24
OCCHIELLO: Marco Bogarelli è il vero padrone del calcio italiano. E l’Antitrust ci butta un occhio. La Infront Sports & Media che gestisce molte attività calcistiche rilevata dai cinesi
TESTO:È advisor e venditore unico dei diritti media nazionali e internazionali di Serie A, Serie B e Coppa Italia. Gestisce i diritti marketing e advertising della maggioranza delle società di Serie A e della stessa Federcalcio. Produce le immagini tv girate negli stadi (tranne Juve e Napoli). Procura gli sponsor ed è concessionario della commercializzazione dei diritti d? archivio di quasi tutti i club. E altro ancora, tra cui la web tv della Lega. Da monopolista. Tanto che l? Antitrust ha deciso di buttarci un occhio. La Infront è stata da poco rilevata da Dalian Wanda, una multinazionale cinese che opera nell? edilizia, nel turismo e nell? intrattenimento. Come ha scritto il nostro Massimo Sideri, «la matassa è così ingarbugliata che c? è da domandarsi come faranno a spiegarla ai cinesi di Wanda». Nel frattempo, a sua insaputa, il calcio italiano ha già gli occhi a mandorla.
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TITOLO: "L'emergenza casa? Gli alloggi ci sono, bussate in Curia"
DATA: 2015-05-24
OCCHIELLO: Parla Valerio Monteventi, ex consigliere dell'Altra sinistra e anima del movimento: "Il Comune non ha fatto niente"<br clear='all'/>
TESTO:"Il problema delle occupazioni è ricorrente, ma il Comune cos'ha fatto finora per risolverlo? Non si può fronteggiare solo l'emergenza. Cos'ha fatto per gli affitti calmierati, in una città che ha tra i 50 e i 60mila fuori sede? Ci sono edifici pubblici vuoti, delle poste, delle Asl, persino della Curia. Cosa s'è fatto per usare questi spazi? Ho sentito molte chiacchiere, pochi fatti". Non usa giri di parole Valerio Monteventi - anima e storia del movimento - ex consigliere dell'Altrasinistra che nell'era delle ruspe di Cofferati di occupazioni ne vide e ne seguì molte, e che ora osserva da lontano, fuori dalla politica, la nuova emergenza casa. Come vede questa nuova ondata di occupazioni? Ce n'è una al giorno. "Non c'è nuova o vecchia stagione delle occupazioni. È un tema che si ripropone, sin dalla prima occupazione, nel 1971 al Pilastro. Le reazioni sono le stesse di allora: la politica non è in grado di dare una risposta adeguata. Non ci si accorge che l'Erp già da tempo non è in grado di gestire la situazione, poi ci si dimentica del problema per un po', e si torna a notarlo alla nuova emergenza". Intanto le occupazioni riprendono. Ma non c'è il rischio che collettivi e centri sociali strumentalizzino chi davvero è in una situazione di disagio e senza casa per la loro protesta politica? "No, secondo me i collettivi stanno aiutando quelle persone. Non dimentichiamo che una occupazione, soprattutto con dei bambini, non si fa a cuor leggero. Se ci sono famiglie che occupano è perchè bene non stanno". Merola ha detto che le occupazioni sono illegali, ma ha anche sottolineato il problema di donne e bambini che rischiano finire in strada. Un approccio morbido secondo il Pd, che ha sottolineato la necessità del rispetto delle regole. "Sfido chiunque a dire, oggi, che il Pd è un partito di sinistra. .. Io non ho trovato Merola molto "morbido" in realtà sul tema occupazioni. La prima cosa che ha detto è che gli sgomberi vanno fatti al più presto". E quindi secondo lei come si risolve il problema? Villa Salus, ai tempi di Cofferati, non fu un successo. "Villa Salus fu acquistata da Comune con una permuta per alloggiare i residenti di via Casarini, ma era una struttura troppo grande per essere controllata. E quando l'emergenza finì non si raggiunse un accordo per farne un polo sanitario, come si era inizialmente pensato. Risultato: ce ne siano dimenticati tutti, fino alla nuova emergenza. Ma il problema è proprio questo: gestire l'emergenza e non la situazione nella sua continuità". Quindi il Comune non ha fatto abbastanza finora e adesso si trova solo e in difficoltà? "Mi pare così. Tra l'altro, si parla molto degli alloggi sfitti, ma perchè invece di pensare ai privati non si va a bussare dagli enti pubblici e magari dalla Curia? Ci sono palazzine in via Agucchi. Le poste hanno appartamenti in via Zanardi. Per non parlare di tutte le strutture vuote della Chiesa". Tipo? "Pensiamo solo all'Eremo di Ronzano. Lì ci sono tre frati che occupano uno stabile che potrebbe accogliere trecento persone. Ma queste sono soluzioni cui lavorare nel tempo, non da improvvisare quando c'è l'emergenza e si accendono i riflettori della stampa".
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TITOLO: Abdel e le nuove accuse: “Nessun volo per Tunisi, lì non ci sono mai stato”
DATA: 2015-05-24
OCCHIELLO: Milano, il giovane marocchino arrestato per la strage del Bardo davanti ai giudici smentisce la versione dell’intelligence tunisina<br clear='all'/>
TESTO: MILANO. "No, signor giudice, io non sono mai stato in Tunisia". Questa, secondo indiscrezioni, la frase fondamentale contenuta nel verbale d'udienza di venerdì. La frase è stata registrata nel carcere di San Vittore. Quando, finalmente con un'interprete a fianco, Abdel Majid Touil, 22 anni, marocchino, arrestato su mandato internazionale, accusato di uno dei più feroci crimini terroristici non in zona di guerra (attacco al museo del Bardo, 18 marzo 2015), ha potuto rispondere alle domande di un magistrato italiano. C'è da fare un'importante premessa geopolitica che esula da Touil. Da tempo la Tunisia fa parte del circuito di Stati ritenuti "virtuosi " sulla giustizia, e che cioè hanno buoni standard di affidabilità. Quindi, le indagini tunisine  -  non solo su Touil  -  sono mediamente tenute in grande considerazione dai detective europei. In Italia per ora  -  il dato non è trascurabile  -  non è arrivata una carta ufficiale che riguardi Touil, a parte la foto e il numero del passaporto. Solo le informazioni raccolte a Tunisi da Repubblica parlano di "testimonianze che inguaiano Touil, accusato di aver fornito le armi" (fonte ministero degli Interni tunisino, che esclude l'errore). Nel complesso mondo delle ambasciate si sa però che l'attentato al Museo del Bardo ha sconvolto (com'è naturale e comprensibile) gli apparati tunisini: i quali sin dall'inizio hanno puntato (e puntano) sulla "pista esterna" al loro Stato come matrice dell'attacco. Viceversa, nel mondo globale delle investigazioni, molti 007 occidentali sono convinti dell'estrema pericolosità dei terroristi internazionali tunisini. C'è un punto di svolta: quando nel 2013 è stato ucciso a pistolettate Chokri Belaid, avvocato, laico, moderno, futuro candidato alle elezioni, è tornata in auge una "cellula italiana", quella del salafita Sami Essid Ben Khemais, arrestato con 4 complici dalla Digos e dal sostituto Stefano Dambruoso nell'aprile 2001. Detenuti prima in Italia, poi in Tunisia, liberati nel 2011, sotto la "primavera araba", gli "italiani" sono tornati nelle strade e proprio Ben Khemais è stato inquadrato insieme con un imam latitante, che inneggiava all'omicidio politico di Chokri Belaid. Mentre uno dei suoi, Aoudi Mohammed Ben Belgacem, secondo fonti di intelligence, era connesso all'agguato. Tutti tunisini. Torniamo all'oggi. Venerdì, assistito dall'avvocato Silvia Fiorentino, il marocchino Touil, ha ripercorso davanti al giudice Pietro Caccialanza della quinta corte d'appello, competente per le estradizioni, la lunga strada che l'ha portato da dove abitava con il padre malato, e cioè dalla zona di Beni Mellal (detto per inciso, la stessa dove è nata Ruby Rubacuori, al secolo Karima Eh Mahroug) alla Libia. "Ora vi dico come sono arrivato in Italia, non ho preso il volo per Tunisi, là non ci sono stato", ha spiegato il giovane, che non conosce l'italiano, e che provava studiarlo nella scuola di Trezzano sul Naviglio dov'era certamente il 16 e il 19 marzo, stessi giorni dell'attacco islamista. La sua è una smentita secca alle ricostruzioni dell'intelligence tunisina. Ed è una difesa a tutto campo di chi sembra  -  il suo alibi sarà ovviamente controllato al microscopio e lui lo sa  -  non avere niente da nascondere su come sia riuscito a salire sul barcone di 15 metri con oltre 600 migranti, restando nel Mediterraneo agitato sino al 17 febbraio, quando  -  dopo i soccorsi della nave "Orione"  -  ha messo piede sul suolo italiano. Da qui, a meno di clamorosi colpi di scena, sembra ormai assodato che non si sia più mosso, restando immancabilmente tra la casa rossa di via Pitagora a Gaggiano, Trezzano e Milano: "Sempre senza un euro, nemmeno per le sigarette", come ricordano le compagne della scuola di alfabetizzazione. I dettagli del suo viaggio restano ovviamente segreti, anche per non inquinare le eventuali prove (a carico o a discarico): Touil, chiuso ora in una cella di alta sicurezza nel carcere di Opera, lo stesso di Totò Riina, continua a proclamarsi innocente.
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TITOLO: Agrigento, la beffa dell’acqua pazza: “Bollette da capogiro ma rubinetti a secco”
DATA: 2015-05-24
OCCHIELLO: È la più cara d’Italia, gestita da una società privata che era l’unica partecipante alla gara d’appalto. Un’azienda sotto tiro: gli abitanti la odiano, gli. ..<br clear='all'/>
TESTO: AGRIGENTO. Il signor Cimino l'abbiamo conosciuto quindici anni fa che vendeva acqua ad Agrigento e l'abbiamo ritrovato quindici anni dopo che vende ancora acqua ad Agrigento. Tutto passa ma il signor Cimino resta. Fa parte del paesaggio urbano come i palazzoni in bilico sull'argilla, sembra eterno come i templi greci sulla rupe. La fortuna di Domenico Cimino è un pozzo ereditato dal padre Gioacchino e che andrà in lascito al figlio Gioacchino, commercianti d'acqua di contrabbando da tre generazioni sono in moto perpetuo con le loro "bonze "  -  così chiamano le cisterne  -  per svuotarle di qua e di là assicurandosi sostentamento e guadagnandosi la riconoscenza di una popolazione assetata per destino infame. Da una vita qui parlano con molto sapere di tubi, di fontane e fontanieri, di vasche, bidoni, allacci, di litri al secondo di un'acqua che c'è e non c'è, che appare e scompare, di un'acqua che può portare alla felicità o alla disperazione più profonda. È l'acqua pazza di Agrigento che scatena guerre che non finiscono mai. Si scannano anche sui numeri, citando fonti e report. È l'acqua più cara d'Italia (Osservatorio di Cittadinanzattiva), tariffa media annuale 419 euro per una famiglia di tre persone, quattro volte più che a Milano. È al 29° posto (Centro Ricerche di Federconsumatori), prezzi di poco superiori alla media nazionale. Euro veri e acqua sempre virtuale. Dai rubinetti ne esce poca, a volte anche niente. In una Sicilia spaccata in due per i ponti che crollano, che mortifica se stessa mostrandosi lercia sul palcoscenico internazionale dell'Expo, che affoga nei debiti e nella molesta retorica del suo governatore Crocetta, c'è ancora una città (e una provincia) che ogni due o tre giorni aspetta con il fiato sospeso un rumore lontano, pressione e bolle d'aria, l'annuncio che sta arrivando. Il mercoledì e il sabato, il giovedì o il venerdì, un paio d'ore nel centro storico e appena qualche minuto in più in contrade meno sventurate. Maledizione di Agrigento. Con una trentina di sindaci in rivolta contro il signorotto che si è garantito dal 2007 la gestione privata del servizio idrico  -  un'altra quindicina si sono rifiutati di consegnare a lui le reti comunali  -  è battaglia legale e rissa ripetuta. Con forti sospetti di mafiosità, bollette da capogiro, contatori staccati per morosità, 007 a caccia di ladri d'acqua, proteste di piazza, aggressioni, infarti, inseguimenti. E sete, sempre sete. L'ARTICOLO INTEGRALE SU REPUBBLICA IN EDICOLA E SU REPUBBLICA +
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TITOLO: La: "mamma" degli asili nido lascia il Pd: "Non è più il mio partito"
DATA: 2015-05-24
OCCHIELLO: Adriana Lodi, 82 anni, da assessore di Bologna andò in Svezia a studiare quel modello welfare e portarlo in Italia. Poi vent'anni in Parlamento. Oggi critica. ..
TESTO:BOLOGNA - "Quest'anno non ho rinnovato la tessera del Pd, e tutto mi fa dubitare che lo farò in futuro. Io non mi ci ritrovo più, non è più il mio partito. Ma dopo aver lavorato per 60 anni come una matta, faccio molta fatica a non essere iscritta a nessun partito, lo sono da quando avevo 15 anni. Per questo mi trovo a disagio a dire: non mi iscrivo più. Non l? ho ancora detto del tutto, diciamo che ci sto pensando ma è l? ultimo dei miei pensieri". L?addio di Adriana Lodi è di quelli ad alto valore simbolico. Assessore al Comune di Bologna dal 1964 col sindaco Giuseppe Dozza, Lodi aprì i primi asili nido a Bologna nella giunta di Guido Fanti. In Italia strutture simili ancora non esistevano, ma lei andò in Svezia a studiare quel modello di welfare, insieme a un rappresentante della minoranza. Così nel 1969 si apre sotto le Due Torri il primo nido, il Patini, alla Bolognina. In città tutti la ricordano per quell? esperienza, ma la sua carriera non si è fermata lì: entrata in parlamento nel 1969 ci è rimasta per 23 anni. La prima tessera al Pci la fece nel 1948. Di Adriana Lodi passò alla storia la fotografia in Comune insieme alla prima cosmonauta, e la sua militanza in quella "stagione del fare" rimasta nei ricordi di tanti bolognesi, oltre che sui libri di storia. Ma dopo tante battaglie, a 82 anni, Adriana lascia il partito che ha sempre seguito, attraverso tutte le trasformazioni. "Seguo i lavori parlamentari e mi viene la rabbia - racconta dalla sua casa, casualmente proprio in via Dozza - non mi trovo d? accordo quasi con niente e mi sembra strano perché la mia vita è stata tutta dedicata al? impegno e alla politica. Io ci ho messo la vita, ho sacrificato tutto quello che potevo, ora basta". La decisione della? mamma? degli asili nido è il frutto di tante delusioni, anche quelle nate dall? ultimo dibattito sulla scuola, ma parte dalla politica locale. "Parto proprio dal livello locale, perché credo che non siamo mai caduti così in basso- dice l? ex assessore - ma anche nella riforma della scuola io faccio fatica in generale a capire certe prese di posizione, sinceramente sarei stata anche più ardita". Ma il "cambiamento necessario" non può prescindere dal? caposaldo? che Lodi rivendica: "La difesa senza se e senza ma della scuola pubblica". "Se vogliamo avere un Paese moderno non possiamo avere una scuola divisa per classi - spiega - non mi convincono con il sostegno alle scuole private. Anche Francesca Puglisi, che è bolognese, per me fa discorsi insostenibili. La scuola pubblica, statale e comunale, è quella di tutti. La più importante e la più democratica".
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TITOLO: Abruzzo: un orsetto si è perso, ora si teme per la sua mamma
DATA: 2015-05-24
OCCHIELLO: Ritrovato un esemplare di soli tre mesi che vagava da solo nel parco nazionale d'Abruzzo<br clear='all'/>
TESTO:L'AQUILA - Ha tre mesi, pesa meno di tre chilogrammi e non trova più la sua mamma. E' un piccolo esemplare di orso che si è perso dentro la zona di protezione esterna del Parco Nazionale d'Abruzzo. Vagava tra Prati d'Angro e Villavallelonga. L'orsetto è stato avvistato ieri sera da alcuni cittadini che hanno contattato il personale del Corpo forestale e le guardie del Parco: loro hanno isolato quella parte del parco e monitorato a distanza tutti gli spostamenti dell'esemplare per capire se fosse possibile aiutarlo a ricongiungersi con la mamma. Magari si era solo allontanato e avrebbe saputo ritrovarla da solo. Quando sono intervenuti i veterinari del parco, però, si sono accorti che il piccolo cucciolo era disidratato e molto affaticato, per questo hanno deciso di catturarlo per proteggerlo e non rischiare che si mettesse ulteriormente in pericolo.   L'orsetto è stato trasferito nel centro di recupero fauna di Pescasseroli (L'Aquila) dove riceverà tutte le cure necessarie. Nel frattempo gli uomini della forestale hanno concentrato le ricerche nell'area di ritrovamento: della mamma orsa nessuna traccia, ma è stata scoperta la carcassa di un lupo morto, anche se ancora non se ne conosce la causa. In quella stessa zona, a marzo, sono state trovate dieci volpi avvelenate. La forestale teme che anche l'orsa possa aver subito la stesso destino.  
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TITOLO: Palermo chiama Italia per ricordare Falcone e Borsellino
DATA: 2015-05-24
OCCHIELLO: Ci sarà anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella domani,  23 maggio, nell'aula bunker: 40mila studenti per la cerimonia in onore dei due. ..<br clear='all'/>
TESTO:Le idee camminano in corteo. A Palermo ci saranno iniziative in diversi luoghi della città. Tutti sono invitati a partecipare ai due cortei: il primo partirà alle 15:30 da Via D'Amelio, il secondo si muoverà alle 16 dall'aula bunker. Si incontreranno all'albero Falcone in Via Notarbartolo. Alle 17.58 ci sarà un minuto di silenzio nel ricordo del giudice e poi ancora voci, incontri e spettacoli, uno al Teatro Massimo con la regia di Emanuela Giordano. In ognuna delle altre sei città si succederanno eventi con i familiari delle vittime di attentati mafiosi, tra i quali ci saranno il figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, Nando, e quello di Pio La Torre, Franco. Anche il Presidente della Repubblica è uno di loro: il fratello Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia, fu ucciso dalla mafia a Palermo nel 1980. Grazie agli insegnanti. "Le piazze che si uniranno in un solo coro per la legalità il prossimo 23 maggio sono un segnale importante, sono la fotografia di un Paese che dice con chiarezza da che parte vuole stare e di una scuola che sa di avere un ruolo chiave nell'educazione alla legalità e lo esercita con passione e grande impegno. Un impegno di cui ringrazio profondamente i nostri insegnanti", sottolinea il ministro Stefania Giannini. Rete. L'obiettivo di fare 'rete', di portare testimonianza di una cittadinanza attiva e unita contro il sopruso e l'illegalità in tutta le piazze d'Italia - dice Maria Falcone, Presidente della Fondazione 'Giovanni e Francesca Falcone' -. Abbiamo cominciato con sei città, ma non ci fermeremo. Sono tali e tante le richieste da parte delle scuole italiane di partecipare ai nostri protocolli di educazione alla legalità da farci ormai considerare il 23 maggio una giornata nazionale, un manifesto trasversale che unisce l'Italia nella lotta civile e culturale per la legalità. I tempi sono maturi", ha concluso la sorella del giudice Falcone.  
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TITOLO: Ferrara, foto con cadavere Mussolini davanti a sede della Lega Nord
DATA: 2015-05-24
OCCHIELLO: "Terapia antifascista". Il Carroccio: "Diamo fastidio"<br clear='all'/>
TESTO:FERRARA - Un volantino con le immagini di Mussolini vivo e morto, appeso a testa in giù, è stato incollato nella notte nella saracinesca della sede della Lega Nord in via Ripagrande a Ferrara con la scritta "Terapia antifascista: prima - dopo" (foto La Nuova Ferrara). L'episodio non è sfuggito alla Digos che ha informato i dirigenti del Carroccio. "Si tratta di una provocazione - ha commentato l'esponente leghista Aldo Manfredini - in questo momento stiamo dando fastidio a molti perché siamo in crescita di consensi".
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TITOLO: Renzi: ”Approviamo subito le unioni civili”
DATA: 2015-05-24
OCCHIELLO: Dopo il referendum irlandese pressing del premier e del centrosinistra per il sì entro l’estate al testo in esame al Senato. Vendola: “Da Dublino una lezione. ..
TESTO: ROMA. La campana irlandese ora suona anche per l'Italia. Non si parla di matrimonio, ma il testo base adottato in commissione giustizia del Senato prevede comunque unioni civili per persone dello stesso sesso, con gli stessi diritti e doveri delle coppie etero sposate. Un compromesso, certo, rispetto a chi sogna Dublino. Ma per il premier si tratta di una legge da approvare al più presto per restare al passo con gli altri paesi europei: "Nel mio partito su questo tema  -  confida in privato  -  c'è chi vorrebbe di più. Ma le unioni civili non sono più rinviabili". Raccontano che Renzi sia stato molto influenzato dalle discussioni avute sull'argomento con Cristiana Alicata, ingegnere dem promossa giorni fa dal governo nel cda di Anas, ma soprattutto attivista per i diritti lgbt. Eppure anche sul testo preparato dalla senatrice Monica Cirinnà lo scontro si prevede acceso. E lo dimostrano gli oltre 4 mila emendamenti che dieci giorni fa gli sono stati rovesciati addosso, 3 mila solo da Area popolare. Il governo e il Pd sono intenzionati a portare a casa il risultato, nonostante la spaccatura nella maggioranza. "È una battaglia di civiltà e c'è la volontà  -  annuncia il ministro Boschi  - di arrivare fino in fondo". E Andrea Marcucci, renzianissimo e primo firmatario del disegno di legge, è sicuro che ci sia in Parlamento "un'ampia maggioranza su questo tema", in modo da arrivare "all'approvazione finale in prima lettura entro l'estate ". Già, ma con quali voti? Il sottosegretario Benedetto Della Vedova parla di una "accelerazione potente" dopo il sì irlandese al matrimonio gay: "Sarebbe sbagliato e politicamente inaccettabile se qualcuno pensasse di porre, su questi temi, dei vincoli di maggioranza". L'attenzione è quindi tutta rivolta all'atteggiamento del partito di Alfano. "Non abbiamo nessun problema  -  spiega il coordinatore Ncd Gaetano Quagliariello  -  sul riconoscimento dei diritti alle persone, ma siamo contrarissimi a soluzioni che portino all'adozione di figli in coppie dello stesso sesso, alla pensione di reversibilità o all'equiparazione al matrimonio". In Italia, ricorda Maurizio Sacconi, "nemmeno un referendum potrebbe estendere l'istituto del matrimonio alle coppie omosessuali perché la Costituzione lo riserva alla famiglia naturale". E tuttavia Area popolare non intende fare delle unioni civili una questione di governo. A taccuini chiusi lo chiariscono senza ombra di dubbi: "Se il Pd si trova altri voti, magari quelli del M5s, a noi non importa nulla. Noi comunque voteremo contro ma non usciremo dalla maggioranza". Probabile dunque che si arrivi a una maggioranza diversa da quella di governo. Magari anche con qualche voto in arrivo da Forza Italia, dove l'ala liberal del capogruppo Romani potrebbe anche convergere sul ddl. Tanto che qualcuno già ipotizza un "mini-Nazareno" dei diritti. Esulta per il voto di ieri la presidente della Camera, Laura Boldrini: "Dall'Irlanda  -  scrive su Twitter  -  una spinta in più. E' tempo che anche l'Italia abbia una legge sulle unioni civili". Nichi Vendola parla di "una lezione di civiltà" e aggiunge: "Svegliati Italia! ". Salvini, "contrario al matrimonio gay", apre sul ddl: "Chiamiamole unioni civili, o qualcosa del genere, ma scopiazzare il matrimonio non è giusto".
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TITOLO: Renzi prudente sull'esito delle Regionali. Salvini pronto a sfidarlo
DATA: 2015-05-24
OCCHIELLO: “Fosse anche un 4-3 sarebbe comunque una vittoria per il Pd. Ma credo che andrà meglio”. Matteo Renzi, ad una settimana dal voto per le elezioni regionali, ...
TESTO:?Fosse anche un 4-3 sarebbe comunque una vittoria per il Pd. Ma credo che andrà meglio? . Matteo Renzi, ad una settimana dal voto per le elezioni regionali, Matteo Renzi, dopo avere paventato una vittoria tennistica per il suo partito, il famoso 6 a 1, sceglie la via della prudenza. Perché Campania e Liguria sembrano in bilico fra centrodestra e centrosinistra e allora è meglio non fare proclami. Anche per questo domani il premier sarà in Liguria in appoggio alla candidata Paita assediata da destra e sinistra. Comunque vada come vada, òa ministra Maria Elena Boschi assicura che l? esito dle voto? non influenzerà il futuro dell'esecutivo? . Nel frattempo Matteo Salvini conta su un buon risultato elettorale e si candida a sfidare Renzi per la guida del governo. ?Saremo il primo partito alternativo a Renzi? dice il leader leghista e in questo caso? io ci sono  non mi tiro indietro? . Ipotesi che non piace ai forzisti. ?Salvini rappresenta la protesta, non le soluzioni? , dice infatti  il capogruppo al Senato Paolo Romani.  
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TITOLO: 100 anni fa la Grande Guerra Conflitto da 15 milioni di morti
DATA: 2015-05-24
OCCHIELLO: Il 24 maggio del 1915 l’Italia entra in battaglia contro l’Austria-Ungheria
TESTO:Sul piano tattico, Cadorna condensa il suo pensiero nella circolare numero 191 del 25 febbraio 1915 (quindi pubblicata circa 7 mesi dopo lo scoppio della guerra in Francia, Belgio e Russia), che diventerà poi un libro dal titolo? Attacco frontale e ammaestramento tattico? . Un volumetto di 62 pagine che, un bel po? di anni prima che qualcuno avesse mai sentito parlare di Mao Ze Dong (anzi che qualcuno potesse perfino concepire l? esistenza di un Mao Ze Dong), diviene famoso come? libretto rosso? dal colore della sua copertina. Il succo di questa dottrina è che solo l? offensiva a oltranza porta alla vittoria. Di difensiva praticamente non si parla in alcuna delle 62 pagine, se non come ostacolo, genericamente da superare grazie alla volontà indomita dell? attaccante sostenuto da una potenza di fuoco possibilmente enorme, soverchiante. A questo punto sorge spontanea una domanda. Cadorna non sapeva quello che era già successo sui campi di battaglia di Francia? Non gli aveva detto nulla la Battaglia delle frontiere, quando i campi alsaziani e lorenesi inondati dal sole di agosto si erano coperti di migliaia di cadaveri rossi e blu dei fantaccini francesi lanciati all? attacco indiscriminato contro le mitragliatrici tedesche? E la battaglia della Marna e poi la? corsa al mare? , quando gli anglo-francesi e i tedeschi avevano cercato di aggirarsi a vicenda senza riuscirci fino a impantanarsi in una lunghissima linea di trincee dalla Svizzera al Mare del Nord? Non aveva sentito parlare della KinderMord bei Ypern, l?assassinio dei bambini di Ypres dell? ottobre 1914, quando migliaia di tedeschi giovanissimi, fino a pochi mesi prima seduti sui banchi di scuola, erano stati lanciati contro le trincee inglesi morendo o rimanendo feriti e mutilati con una proporzione, in alcune unità, del 70%? Certo che lo sapeva ma lo considerava un incidente di percorso, il frutto di un errore, una conseguenza del cattivo impiego delle forze. Il metodo dell? attacco frontale in sé era giusto, bastava applicarlo come si deve, con più cannoni, più proiettili, più uomini, più fede e volontà di vittoria. Cadorna lo scrive, anche, nel suo libretto rosso: ?Le armi moderne hanno procurato all? offensiva (oltre a quelli essenzialmente di ordine morale che in ogni tempo la fecero prevalere sulla difensiva) molti vantaggi? e ? presenta oggi più favorevoli condizioni di buona riuscita che in passato. Questo fatto non è che apparentemente contraddetto da quanto va verificandosi nell? attuale conflitto armato? Anche per rapporto a posizioni fortissime e solidamente organizzate a difesa, persistono per l? offensiva i vantaggi che le sono propri? ?. In un altro punto, quando parla della cavalleria, sottolinea che non si può imporle uno schema operativo rigido, poiché la sua azione si associa con quella delle altre armi? sol quando approfitta del panico e della disorganizzazione da esse prodotta, per caricare? . Caricare? Ma già nella Guerra civile americana, dal 1861 al 1865, la cavalleria aveva smesso di caricare con la sciabola e la lancia di fronte alle abbattute di alberi che la imbrigliavano e ai fucili rigati della fanteria che la massacravano: l?arma montata aveva abbandonato, nelle vaste pianure degli Stati Uniti, ogni velleità napoleonica ed era diventata essenzialmente una fanteria che si muoveva con maggiore rapidità, da impiegare nelle ricognizioni e nelle incursioni nelle retrovie nemiche. Allora Cadorna era un pazzo, un incompetente, un criminale? No, era semplicemente un generale figlio del suo tempo, come il francese Joffre, gli inglesi French e Haig, i tedeschi Moltke, Falkenhayn e Ludendorff. Ufficiali nati e cresciuti nell?800, che non avevano capito fino in fondo quanto la potenza di fuoco delle armi moderne avesse cambiato il volto stesso della guerra: catapultati alla guida di milioni di soldati, con risorse umane e materiali che sembravano inesauribili, se erano costretti ad attaccare non trovavano di meglio che applicare sempre la stessa ricetta con una quantità di ingredienti sempre maggiore ma sempre uguale nella qualità, sperando di logorare il nemico prima di logorare se stessi. Per quasi tutta la guerra i generali dell? Intesa, francesi, italiani, inglesi e poi americani furono costretti ad attaccare visto che tedeschi e austriaci avevano scelto di difendersi a ovest e di picchiare sui russi a est, dove i grandi spazi e la mancanza di ostacoli naturali rendevano possibili la guerra di movimento e la manovra. E dove il rullo compressore zarista, se avesse avuto successo, avrebbe minacciato direttamente l? Heimat, la patria, il focolare, l?anima delle due nazioni germanica e magiara.
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TITOLO: Nozze gay, Boldrini: "E' tempo che l'Italia abbia una legge". Il Pd accelera
DATA: 2015-05-23
OCCHIELLO: Le reazioni al referendum irlandese. Pd: unioni civili a luglio. Ma resta frattura con Ap. Vendola: "Lezione di civiltà"  
TESTO:Le intenzioni sarebbero insomma quelle di concentrarsi sulle unioni civili sicuramente dopo la riforma della scuola, incastrando il dossier con quello, altrettanto delicato, delle riforme e giungendo al sì di Palazzo Madama entro l'estate. "Pd e governo sono impegnati a fare presto e bene", sottolinea la responsabile Welfare, terzo settore, immigrazione e diritti civili dei Dem Micaela Campana. Ma, se da un lato il Pd punta sull'acceleratore, con l'ipotesi 'canguro' in commissione - visti gli oltre 4mila emendamenti depositati, 3mila solo dai centristi - dall'altro si continua a perseguire la via di una mediazione con Area popolare su alcuni punti, a cominciare dalla pressoché totale eliminazione, dal testo base Cirinnà, di qualsiasi riferimento al matrimonio o all'art. 29 della Costituzione. Il nodo delle adozioni. Sul Titolo I del ddl, che istituisce le unioni civili, e sulla stepchild adoption (l'adozione del bambino che è figlio biologico di uno solo tra i due componenti della coppia), le aperture dal Pd sembrano però minime, benché in commissione al Senato siano arrivati anche emendamenti Dem che prevedono l'affidamento al posto dell'adozione. "Il Pd non si tira indietro rispetto a questa battaglia di civiltà. Lo faremo subito dopo le elezioni. C'è la volontà di arrivare fino in fondo", sottolinea il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi non sbilanciandosi, al tempo stesso, sul sì irlandese ad un passo decisamente diverso dal modello tedesco al quale guardano Pd e governo: "Rispettiamo la scelta del popolo d'Irlanda". E se Beppe Fioroni reputa "molto interessante" la strada di un referendum su questi temi che, tuttavia, essendo propositivo non è previsto dalla Carta, Franco Grillini, presidente di Gaynet Italia parla di "schiaffone" irlandese, l'Arci di "svolta storica" e Equality di "lezione" per l'Italia. Plaudono anche Roberto Speranza e Sel, a testimonianza del fatto che, al Senato, il Pd potrà contare sulla minoranza Dem e su un'asse con M5S e Sel anche in commissione. Il presidente di Sel, Nichi Vendola, parla di una "lezione di civiltà, dalla cattolicissima Irlanda. Per Vendola "è la vittoria della cultura dei diritti contro il filo spinato del pregiudizio, dell'intolleranza, dell'ignoranza, della paura ed è un voto popolare, con una partecipazione straordinaria, soprattutto dei giovani, che hanno fatto dell'Irlanda oggi un Paese pioniere, dal punto di vista della conquista dei diritti civili". "Questo - ha aggiunto - rende ancora più triste la scena politica italiana, dominata da troppo tempo da élite che coltivano la virtù dell'ipocrisia". Mentre Maurizio Sacconi ribadisce la contrarietà di Area popolare (Ap) su adozioni e pensioni di reversibilità nelle stesse ore in cui, in tutta Italia, si moltiplicano i presidi delle 'Sentinelle in piedi', a favore della "famiglia tradizionale": nonostante la spinta irlandese la battaglia, dentro e fuori il Parlamento, non sarà facile. "In Italia anche un referendum non potrebbe estendere l'istituto del matrimonio alle coppie omosessuali perché la Costituzione lo riserva alla famiglia naturale in quanto aperta alla procreazione", dice Sacconi. Gli fa eco anche la sua compagna partito Eugenia Roccella, deputata di Ap che critica il risultato del referendum e dice che "nessun partito in Irlanda ha sostenuto il fronte del 'No' al matrimonio gay e la stessa chiesa cattolica irlandese, intimidita dallo scandalo pedofili, non è intervenuta attivamente". E aggiunge: "E' amaro constatare come ai dati attuali quasi il 40 per cento degli irlandesi non ha rappresentanza politica su un tema delicatissimo come questo". Dello stesso parere anche Matteo Salvini, segretario federale della Lega nord che dice: "Non sono d'accordo a chiamare le nozze gay come matrimonio. Rispetto le scelte di vita di chiunque, perché ognuno nella vita deve poter fare quello che vuole, senza che lo stato entri in camera da letto, il matrimonio però, quello che tende a far nascere dei figli, prevede la presenza di un uomo e di una donna". E aggiunge: "Per le coppie gay sono disponibile a ragionare di diritti, sotto qualunque punto di vista, però il matrimonio prevede l'uomo e la donna, e il bambino dal mio punto di vista deve essere adottato da una mamma e da un papà. Decisamente contrario alle nozze gay il settimanale cattolico Famiglia cristiana. "Per il fronte del No è una sconfitta nettissima ma non imprevista", a causa soprattutto delle sue "divisioni", commenta sul suo sito del giornale. "Il fronte del no si è diviso in campagna elettorale con alcuni settori conservatori del cattolicesimo irlandese che hanno attaccato apertamente le gerarchie ecclesiastiche, accusate di non essersi impegnate a sufficienza a favore del no. Mentre molte voci del mondo cattolico, da singoli preti ad associazioni come 'Noi siamo la Chiesa', erano addirittura favorevoli sostenendo che il sì non avrebbe indebolito l'istituzione familiare".
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TITOLO: Cgil e Uil a Renzi: "Sindacato unico? Nei regimi totalitari"
DATA: 2015-05-23
OCCHIELLO: Dura risposta dei confederali all'auspicio del premier. Furlan (Cisl): "Servono organizzazioni dei lavoratori responsabili"
TESTO:ROMA - Con toni diversi ma uniti Cgil, Cisl e Uil respingono con forza al mittente, Matteo Renzi, l'idea del sindacato unico. Il premier aveva auspicato proprio un "sindacato unico" ma i confederali non ci stanno. Susanna Camusso per la Cgil è dura: "Penso che il tema del sindacato sia quello del sindacato unitario. Il sindacato unico è invece una concezione che esiste solo nei regimi totalitari".   "Una concezione - aggiunge la leader del sindacato che è concettualmente sbagliata perché presuppone che la totalità di orientamenti e la rappresentanza di tutti i soggetti, anche diversi, che vi sono nel mondo del lavoro, vengano inclusi in un pensiero unico che non fa parte della modernità". ". Sulla stessa linea il segretario della Uil Carmelo Barbagallo che dice: "Come ce l'ha Putin". "Dove c'è un sindacato unico - ha detto spiegato - o ci sono governi totalitari o ci sono lavoratori che stanno peggio. Si deve rassegnare a un sindacato riformista. Vorrei capire poi cosa pensa della rappresentanza degli imprenditori nel ruolo di parte sociale. Pensa pure lì a un sindacato imprenditoriale unico? ". Secondo Barbagallo, l'idea di Renzi è "sempre quella dell'uomo solo al comando. Ha quella impostazione. Mi dispiace, ma non è possibile". Più tiepida, ma comunque contraria, la leader della Cisl Annamaria Furlan. "L'ltalia - dice - non ha bisogno di un sindacato unico ma di sindacati responsabili e riformatori, capaci come ha fatto sempre la cisl nella sua storia di guidare le trasformazioni del paese con una linea partecipativa e non antagonistica, assumendosi le responsabilità con la politica di concertazione e con accordi sindacali innovativi a livello nazionale, territoriale ed aziendale. Questo è quello di cui ha bisogno il nostro paese".
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TITOLO: 24 maggio, un minuto di silenzio per i caduti della Grande Guerra
DATA: 2015-05-23
OCCHIELLO: Per il centenario dell'entrata dell'Italia nel conflitto alle 15 istituzioni, società civile e mondo dello sport, a cominciare dai campi di Serie A, ...
TESTO:ROMA - Stelle alpine fatte di carta, colpi a salve in 24 città alla stessa ora, con le tv sintonizzate sul ricordo, in un minuto che racchiude un secolo. Il governo invita il Paese a ricordare in modo corale il 24 maggio, data che 100 anni fa segnò l'ingresso dell'Italia nella Prima guerra mondiale e che costò il sacrificio di 650 mila caduti militari e circa 600 mila vittime civili. In loro memoria il Paese si ferma con un minuto di raccoglimento osservato alle ore 15 dalle istituzioni, dalla società civile e dal mondo dello sport. Un silenzio che sarà scandito con una salva d'onore sparata da una squadra di militari in armi presso i monumenti ai caduti di 24 città, in tutte le Regioni, mentre a Roma il colpo partirà dal cannone del Gianicolo. Ai piedi di questi come di altri mausolei sparsi sul territorio nazionale - su proposta del ministero della Difesa e del ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - gli studenti delle scuole primarie porteranno come omaggio alle vittime una stella alpina realizzata con la carta, simbolo della Grande Guerra combattuta tra le montagne. Raccoglimento anche negli stadi prima di ogni competizione. Calciatori e arbitri della Serie A scenderanno in campo indossando una maglia con la scritta "RICORDA", composta dai versi delle poesie di Giuseppe Ungaretti. Stesso messaggio al braccio dei 600 podisti militari della staffetta "L'Esercito marciava. ..", partita da Trapani il 10 maggio scorso e che, attraversando vie, borghi, sacrari in 42 città, giungerà a Trieste la sera del 24. Quel "RICORDA" tornerà sulle divise dei corridori dell'ultima tappa della maratona, tra i quali il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. E' un invito alla memoria che si ripete e si rivolge principalmente alle giovani generazioni, ma è anche il tema chiave della campagna di comunicazione istituzionale dal titolo "I versi della memoria", articolata in due spot in onda sulle reti televisive nazionali digitali e satellitari (Rai, Mediaset, Sky, La7, MTV, Discovery Italia, Tv2000, Cielo e Gazzetta TV), realizzati dalla agenzia pubblicitaria Leo Burnett. Entrambi i video sono costruiti intorno alle poesie di Ungaretti scritte sul fronte del primo conflitto mondiale, i cui versi scorrono sullo schermo fino a comporre la parole "RICORDA". Il primo, sulle note de La leggenda del Piave eseguita dalla Banda dei Carabinieri, programmato nella settimana precedente l'anniversario. Il secondo, di 60 secondi, ha come colonna sonora il Silenzio suonato dal trombettista Paolo Fresu e sarà diffuso su tutte le reti alle ore 15.00 del 24 maggio, in concomitanza con il minuto di raccoglimento. Domani Rai Uno trasmetterà in prima serata il film Fango e Gloria e in seconda uno speciale del Tg1 sulla Grande Guerra. I palinsesti delle reti Rai, History Channel e National Geographic si arricchiranno di appuntamenti, rubriche e approfondimenti per tutto il mese di maggio e fino alla fine dell'anno. Sono tanti e diversi gli eventi inseriti dal governo nel programma di commemorazione di questo centenario e ancora una volta gli studenti saranno i protagonisti di numerose attività didattico-formative. Ne è un esempio il concorso letterario "La storia della Grande Guerra riletta dai giovani di oggi - Mai più trincee", promosso dal Miur in collaborazione con il ministero della Difesa. L'iniziativa, rivolta a tutti gli istituti di ogni ordine e grado, si è conclusa con la cerimonia di premiazione dei vincitori al Salone internazionale del Libro di Torino. Ci sono poi i quattro francobolli celebrativi emessi dal ministero dello Sviluppo Economico, che riproducono personaggi e scene del primo conflitto mondiale. I Musei militari e i luoghi della memoria saranno aperti al pubblico a ingresso gratuito fino alla festa del 2 giugno. Grazie ai 32,5 milioni di euro stanziati, sono previsti interventi permanenti di restauro e valorizzazione dei luoghi più significativi degli eventi bellici, nonché mostre, spettacoli, archivi digitali e progetti multimediali, anche a seguito del bando pubblico per la selezione di iniziative culturali. Il caso Trentino-Alto Adige. Centenario senza tricolore sugli edifici pubblici del Trentino-Alto Adige. "L'inizio di una guerra che ha causato morti e sofferenze non è un evento da festeggiare e mi sembra inappropriato esporre la bandiera. Accoglierò invece l'invito ad osservare un minuto di silenzio in memoria di tutte le vittime, per non dimenticare e per impegnarsi affinché simili eventi non si ripetano", ha spiegato il presidente della provincia di Bolzano Arno Kompatscher. Sulla stessa linea il presidente della provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi: "Le esporremo, ma a mezz'asta perché l'inizio di quella guerra, come pure di tutte le guerre, è già di per sé una sconfitta per l'umanità e per chi crede come noi nell'ideale della convivenza pacifica. In nome di questi principi, faremo nostro l'invito ad osservare un minuto di silenzio in memoria dei caduti di ogni conflitto".
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TITOLO: Puglia, campagna elettorale al veleno: carro funebre a casa dell'eurodeputata pd Elena Gentile
DATA: 2015-05-23
OCCHIELLO: L'ex assessore alla Sanità della giunta Vendola ha denunciato l'episodio a Cerignola, nel Foggiano, dove si voterà anche per il rinnovo del consiglio comunale. ...
TESTO:"Alle 6 del mattino è suonato il citofono di casa mia. Erano le onoranze funebri, mi hanno detto che erano venuti a prendere la dottoressa Elena Gentile". Comincia così il racconto dell'europarlamentare del Partito democratico che ha avuto questa brutta sorpresa a casa sua, a Cerignola, nel Foggiano. "Qualcuno ha pensato bene di fare chiamare una telefonata anonima a chi gestisce il servizio dicendo che io fossi morta: non penso ci sia niente di goliardico, lo trovo molto di cattivo gusto. Ma se qualcuno pensa in qualche maniera di impensierirmi o addirittura di farmi paura, non mi conosce: qualche ora dopo ero a parlare alla Giornata delle donne, dove ho raccontato tutto". Sul caso sta già indagando la Digos di Foggia. Anche perché l'episodio va letto nel quadro delle elezioni comunali di Cerignola, più che ancora che in quelle regionali, dove non stanno mancando tensioni e colpi bassi. Cerignola è una delle città più a rischio della Puglia da un punto di vista criminale, una delle basi operative principali dei clan del Foggiano, una delle mafie più sanguinarie e pericolose oggi in Italia. Per dire, i poliziotti del Servizio centrale operativo hanno da tempo proprio su Cerignola un'indagine delicata perché base italiana dei furti ai blindati in tutta Italia. "Ripeto - continua l'eurodeputata del Pd, già assessore alla Sanità in Puglia nella giunta di Nichi Vendola - è inutile nemmeno pensare che io mi possa intimorire. Ma trovo questo gesto volgare, indecente soprattutto perché può avere l'effetto di scoraggiare le giovani donne a fare politica. Perché qualcuna dovrebbe decidere di mettersi in discussione, di dire quello che pensa, se poi rischia di trovarsi un carro funebre sotto casa che ti cerca? ".
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TITOLO: Unioni civili, il voto irlandese apre la strada alla riforma
DATA: 2015-05-23
OCCHIELLO: Dovevano essere il prossimo tema dell’agenda di Matteo Renzi, le unioni civili. Un modo per far virare a sinistra l’azione di governo, dopo le accuse piovute. ..
TESTO:Dovevano essere il prossimo tema dell? agenda di Matteo Renzi, le unioni civili. Un modo per far virare a sinistra l? azione di governo, dopo le accuse piovute su Italicum e riforma della scuola. E il referendum irlandese - con la sua valanga di sì alle nozze gay - in questo senso non può che aiutare. Tra i primi a commentare c? è uno dei leader della minoranza interna pd, Roberto Speranza, che su Twitter posta un? che gioia! ? aggiungendo: ?Adesso tocca all? Italia? . Seguono i plausi del leader di Sel Nichi Vendola (? una lezione di civiltà? ), di Benedetto Della Vedova (? Italia giurassica? ), della presidente della Camera Laura Boldrini: ?È tempo che anche l? Italia abbia una legge sulle unioni civili. Essere europei significa riconoscere i diritti? . Ma arrivano subito anche i distinguo: Fabrizio Cicchitto, che pure fa parte dell? area liberale dell? alleato di governo Ncd, ammette che? serve un percorso? , ma che non può essere? un doppione del matrimonio? .  Maurizio Sacconi dice invece che in Italia? anche un referendum non potrebbe estendere l? istituto del matrimonio alle coppie omosessuali perché la Costituzione lo riserva alla famiglia naturale in quanto aperta alla procreazione? . Un? interpretazione destinata a creare problemi, quando finalmente ci si metterà mano. Ma in un Paese in cui è stato affossata anche un? istituzione debole come i Dico, ai tempi del governo Prodi, non sarà facile ottenere una rivoluzione alla irlandese. Adesso, però, l?attenzione è focalizzata sulle elezioni del prossimo week end. Dalla Toscana il ministro Maria Elena Bosschi fa un appello a? non rimanere a casa e non andare al mare? perché? chi rinuncia al voto rinuncia a un pezzetto del futuro? . Mentre Silvio Berlusconi - parlando con un? emittente campana - lancia l? idea di un successore donna alla guida dei moderati. ?Mi piacerebbe molto, in famiglia ne abbiamo diverse, ma non le nomino per non bruciarle? . Sull? unico nome papabile, però, quello di Marina, dice? no, lei la escludo categoricamente? . 
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TITOLO: Muore cadendo dal 5° piano durante una perquisizione
DATA: 2015-05-23
OCCHIELLO: La vittima è un algerino di 47 anni. Nel suo appartamento di Bologna era in corso un controllo della Polizia
TESTO:LA DINAMICA - L? uomo si sarebbe buttato davanti a due poliziotti e all? esito del sopralluogo, la dinamica pare confermata dagli inquirenti. Le indagini sono della squadra mobile, coordinate dal Pm Luca Tampieri. Secondo quanto ricostruito l? indagine era partita da un accertamento su una ragazza con precedenti che aveva indicato in una persona che vive nell? appartamento di via Casoni chi le aveva fornito cocaina. Le volanti sono quindi andate per una perquisizione. Il 47enne, anche lui conosciuto dalle forze dell? ordine, avrebbe aperto la porta sentendo suonare, poi quando ha visto che era la Polizia ha fatto per chiudere ma con una leggera spinta gli agenti sono entrati. Due poliziotti sono rimasti fuori dal palazzo, in appoggio ai due dentro e poco dopo quelli fuori hanno trovato nel cortile 45 involucri di cocaina, presumibilmente lanciati dall? interno dell? appartamento, dalla finestra della camera dell? uomo. Il 47enne, che era in mutande, sarebbe quindi stato invitato dai poliziotti a vestirsi per seguirli in questura. Oltre all? algerino, in un? altra stanza, c?erano altri due uomini, che attualmente la squadra mobile sta sentendo in Questura. L?algerino avrebbe quindi aperto un cassetto, un poliziotto ha visto che dentro c? era un coltello e gli ha detto di richiuderlo, quindi lo straniero avrebbe risposto che stava cercando da vestirsi. Avrebbe quindi aperto un altro cassetto, poi improvvisamente si è buttato dalla finestra aperta già in precedenza, davanti ai due poliziotti, che hanno subito avvisato, gridando, i colleghi all? esterno. L?uomo è finito su una macchina ed è morto. All? esito del sopralluogo di squadra mobile e Scientifica, la Procura di Bologna conferma la dinamica descritta. Sul posto anche il procuratore aggiunto, Valter Giovannini.
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TITOLO: Rapirono la figlia in Brasile Arrestata coppia di vicentini
DATA: 2015-05-23
OCCHIELLO: Nel maggio 2013 portarono via la bimba dalla famiglia affidataria
TESTO:IL CASO «Rapirono» la figlia in Brasile arrestata coppia di vicentini In manette l? imprenditore Ceccato e la moglie dominicana ROMANO D? EZZELINO Sono stati arrestati su provvedimento internazionale, per aver rapito la loro figlia di dieci anni alla famiglia brasiliana a cui era stata affidata Paolo Ceccato, 45 anni, imprenditore di Romano d? Ezzelino con un? azienda ad Onigo di Pederobba, e sua moglie Isabel Elida Felis, 38, di Santo Domingo. Venerdì sera i carabinieri hanno notificato loro il provvedimento di cattura internazionale, per sottrazione di minore e sequestro di persona, portando la donna in carcere a Montorio Veronese, e lui a Vicenza. Entrambi, con altre persone al momento sconosciute, il 23 maggio 2013 avevano portato via la figlia Veronica Feliz ai genitori brasiliani affidatari e due giorni dopo il tribunale di Cuiaba? aveva emesso il provvedimento. Che e? stato eseguito ieri. Della vicenda del rapimento si era già parlato a lungo: un caso internazionale rimbalzato dalle pagine dei quotidiani carioca a quelli italiani e locali.
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TITOLO: Maria Falcone 23 anni dopo Capaci «L’Europa ha dimenticato Giovanni»
DATA: 2015-05-23
OCCHIELLO: Resta lontana «l’Europa delle cancellerie, di molti parlamenti europei dove si pensa a che la mafia sia un affare italiano. Lo stesso errore consumato per i migranti»
TESTO:PALERMO? L?hanno intitolata «Palermo chiama Italia» la ventitreesima commemorazione di Giovanni Falcone e delle vittime di Capaci. Perché una miriade di scuole e associazioni antimafia si collegano con l? aula bunker dell? Ucciardone, presente il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, per la prima volta in modo ufficiale nella sua Palermo. Motivo di soddisfazione per Maria Falcone, alla guida della Fondazione intitolata anche alla cognata, Francesca Morvillo. Lei che aveva inventato le cosiddette «navi della legalità», ha cambiato rotta, privilegiando le piazze: «Per avere anche i genitori accanto ai giovani. Per raggiungere 40 mila studenti. Per riaccendere davvero l? attenzione sull? antimafia».
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