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LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA SU: cronaca




TITOLO: Scagionati dopo 5 anni di carcere, tornano dall’India due italiani
DATA: 2015-02-01
OCCHIELLO: Atterrati a Malpensa sabato notte Tomaso ed Elisabetta, accusati di aver ucciso un amico e scagionati dieci giorni fa dopo cinque anni nel carcere indiano di Varanasi
TESTO:Sono atterrati sabato notte all? aeroporto di Milano Malpensa con l? aereo della Air India che li ha riportati in Italia Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni, i due italiani detenuti per quasi cinque anni nel carcere indiano di Varanasi accusati di aver ucciso Francesco Montise poi scagionati dalla Supreme Court di Nuova Delhi dieci giorni fa. Allo scalo di milanese, nonostante il forte ritardo del volo di quasi cinque ore, ad attenderli c? erano parenti e amici dei due ragazzi. Con loro anche i genitori di Tomaso, Marina Maurizio e il padre Luigi Euro Bruno con la sorella Camilla, arrivati da Albenga con almeno una ventina di amici. I genitori di Elisabetta Boncompagni non potevano essere presenti, come ha spiegato il padre di Tomaso. «Mi sento sollevato - ha detto Luigi Euro Bruno - anche se io e mia moglie non abbiamo mai perso la speranza in questi cinque anni difficili. Soprattutto ho sempre saputo che mio figlio era innocente».
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TITOLO: Assegni scoperti e riciclaggio, il casinò di Campione rischia il crac
DATA: 2015-02-01
OCCHIELLO: Debiti per 110 milioni di euro. L’indagine su un sistema di «pulizia» di denaro illegale
TESTO:La nazionalità emergente è la Cina. Non i cinesi che arrivano da Milano sui pullman per svenarsi ma i cinesi che nelle ultime settimane han visionato appartamenti di lusso, terrazze vista lago e sicurezza da caveau. In paese la sicurezza è un? ossessione: i vigili sono 21, uno ogni 100 abitanti (Milano ne ha uno ogni 400). Il comandante si chiama Maurizio Tumbiolo. Stipendio fra i più alti di Campione (non meno di 12 mila franchi svizzeri), figlio di un membro dell? ex comitato regionale di controllo sugli enti locali, Tumbiolo è famoso per gli intoppi con il rinnovo del porto d? armi fuori servizio e per i litigi con gli abitanti russi sul tema delle residenze, peraltro uno dei temi centrali di Campione. Essere dipendente statale e avere la residenza dà diritto a «premi di confine» che raddoppiano lo stipendio. Tanti, e succede all? interno del Comune e perfino nell? ufficio Anagrafe, abitano fuori. Magari a Como. Hanno un alloggio a Campione e lasciano accese le luci di notte per ingannare eventuali controllori. Controllare? A Campione è quasi impossibile intercettare: i cellulari si agganciano alla rete svizzera e bisogna procedere per rogatoria. .. Controllare? Gli incassi del casinò, scesi di fatturato da 140 milioni di euro a 90, vanno nella misura del 60% nelle casse comunali e nella restante parte allo Stato. Voci insistenti e non confermate sostengono che il denaro per Roma si trasformi in fondi neri per i Servizi; le medesime voci ricordano le sortite di ministri dell? Interno degli anni 80 e 90 che uscivano dal casinò con valigie di soldi.
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TITOLO: Maltempo, allerta per forti piogge e neve a bassa quota al Centro Sud
DATA: 2015-01-31
OCCHIELLO: Esondazioni di fiumi al sud, mare mosso e piogge intense. In Toscana ancora neve a quote collinari
TESTO:Il Sele è esondato e una decina di persone sono state evacuate in provincia di Salerno. Il fiume, che attraversa l? omonima piana, è tracimato in più punti. Scuole chiuse e strade allagate in numerosi comuni del Vallo di Diano e del Golfo di Policastro, a sud di Salerno, a causa delle abbondati precipitazioni piovose delle ultime dodici ore. Paura in serata a Ischia Ponte (Napoli), dove un? auto è stata inghiottita dalle onde che avevano invaso il piazzale Aragonese: gli occupanti, tre persone, padre madre e la figlia di 12 anni hanno abbandonato l? auto e la piccola si è leggermente ferita. I collegamenti marittimi sono a singhiozzo nel golfo di Napoli a causa di un forte vento ed un mare molto agitato forza 6-7. Al momento solo alcuni traghetti effettuano le corse. I mezzi veloci (aliscafi, catamarani e jet) sono fermi in banchina. In Basilicata scuole chiuse a Lauria e Latronico. Per le abbondanti piogge c? è massima attenzione ai fiumi, soprattutto sui versanti occidentali ed appenninici dove i corsi d? acqua risultano già in piena per le intense precipitazioni. Al momento si segnalano superamenti dei livelli di soglia di allerta anche sul Noce, sull? Ofanto, sul Basento.
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TITOLO: Maltempo, allerta Protezione Civile a centro-sud, bufere di neve e stop collegamenti con isole
DATA: 2015-01-31
OCCHIELLO: Due feriti a Roma e ritardi a Fiumicino. Interrotta per oltre un'ora A1 all'altezza di Arezzo. Rischio neve nella capitale
TESTO:Molte le situazioni critiche in tutta Italia. Una frana, in provincia di Pescara, ha interessato le abitazioni di 9 famiglie. Bufera e temperature in calo in Piemonte. Collegamenti a singhiozzo con l'Elba. La neve al centro ha colpito Toscana e Umbria e sull'A1 Milano-Napoli, all'altezza di Arezzo, si è verificata una bufera di neve del tutto inattesa e di eccezionale intensità. Il tratto autostradale è stato chiuso per circa un'ora e mezza nel tratto compreso tra Valdarno e Valdichiana in entrambe le direzioni. Alberi e rami divelti dalla furia del vento in numerose zone di Capri; il fiume Sarno è esondato in più punti. Protagonista di seri disagi soprattutto il forte vento che ha spazzato il centro-sud. Alberi sradicati a Capri, golfo di Napoli impraticabile per i traghetti: interrotti i collegamenti marittimi tra Napoli e le isole del golfo. Difficili i collegamenti tra la costa Toscana e l'Elba. Le raffiche hanno abbattuto un palo della luce a Corigliano Calabro in provincia di Cosenza ferendo un Carabiniere di 75 anni in pensione.
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TITOLO: Maltempo: crolla una palazzina nel Crotonese, nessun ferito
DATA: 2015-01-31
OCCHIELLO: Il sindaco di Petilia Policastro: "Lo Stato mi aiuti. Non voglio trovarmi nelle condizioni di dover piangere i morti". Esonda il fiume Sele, decine di. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Il maltempo flagella diverse regioni italiane e non darà tregua fino al 10 febbraio. Per le forti piogge, una palazzina è crollata e altre tre abitazioni hanno subito ingenti danni a causa di una frana nella frazione "Foresta" di Petilia Policastro, in provincia di Crotone, in Calabria. Nel momento del crollo della palazzina i proprietari non erano in casa e non ci sono feriti. Due edifici sono stati sgombrati, in via precauzionale, e 4 famiglie hanno dovuto lasciare le loro abitazioni. "Lo Stato mi aiuti a gestire la situazione di questa frana oppure mi dimetto - ha detto il sindaco di Petilia Policastro, Amedeo Nicolazzi -. Non voglio trovarmi nelle condizioni di dover piangere i morti. Sto lanciando un grido d'allarme per questa situazione, che ritengo molto grave e che interessa decine di famiglie. L'intera frazione è a rischio e stamane siamo stati fortunati che non ci sono stati vittime. E francamente io non me la sento di rischiare". Disagi in Calabria sono segnalati anche a causa delle mareggiate. Le onde alte hanno creato qualche problema nei punti più vicini alle strade, soprattutto lungo la statale 18. Nello specifico, sono stati ingenti i danni causati dalle forti mareggiate tra Belvedere e Diamante. In provincia di Salerno è esondato il fiume Sele e sono state evacuate decine di famiglie. Il fiume, che attraversa l'omonima piana, è tracimato in più punti nelle località "Brecciale", "Trentalone" e Via della Riforma", nel Comune di Capaccio Paestum, allagando numerose abitazioni e alcune aziende bufaline. Già nella tarda serata di ieri sono state evacuate una decina di famiglie, mentre numerose altre hanno deciso di lasciare le case  preoccupate per l'innalzamento del livello del fiume. "Siamo stati lasciati soli - ha detto Italo Voza, sindaco di Capaccio Paestum -. Solo alle 22 di ieri sera abbiamo avuto l'intervento di supporto di un nucleo di Vigili del Fuoco. E' vergognoso che le autorità ed gli organi competenti facciano poco o meglio niente per risolvere i problemi degli argini e dell'alveo del fiume".   L'area interessata dall'esondazione era già finita sott'acqua nel 2010 e lo scorso anno. Il maltempo ha colpito anche altre aree della Campania. Collegamenti marittimi a singhiozzo questa mattina nel golfo di Napoli a causa di un forte vento ed un mare molto agitato forza 6-7. IL METEO
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TITOLO: Unioni civili, Marino al Muccassassina. Campidoglio: "Prossimo passo riconoscere i figli di coppie omosessuali"
DATA: 2015-01-31
OCCHIELLO: Festa per i 25 anni del party del Mario Mieli con il sindaco, le attrici Gerini, Cucinotta e Golino e i cantanti Sarcina e Zampaglione<br clear='all'/>
TESTO:"E ora vi aspettiamo tutti in Campidoglio per registrare il vostro amore". A pochi giorni dall'approvazione del registro delle unioni civili, l'invito alla comunità omosessuale arriva direttamente dal sindaco Marino, dal palco del Muccassassina, lo storico party della movida gay romana che la notte scorsa ha festeggiato il 25esimo compleanno con un parterre d'eccezione, tra personaggi del mondo dello spettacolo e della politica. Dal vicesindaco Luigi Nieri ("È stato un anno in cui abbiamo portato a casa risultati importanti sul tema dei diritti"), alla consigliera comunale Imma Battaglia, prima firmataria della delibera del registro ("Abbiamo vinto una battaglia durata 18 anni, ora l'obiettivo è fare pressione sul governo Renzi per una legge nazionale"), fino a Daniele Frongia, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle. Mentre l'assessore alle Pari Opportunità, Alessandra Cattoi, dal Muccassassina rilancia il proprio impegno sui diritti civili: "Il nostro prossimo passo sarà approvare il riconoscimento dei figli delle coppie omosessuali, permettendo loro di registrarli all'anagrafe". Ma i 25 anni del party organizzato dal Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli sono stati affollati anche da decine di personaggi del mondo dello spettacolo. Se le attrici Claudia Gerini e Maria Grazia Cucinotta sono state le madrine della serata, nei privée delle piste da ballo del Qube sono stati avvistati vip come Valeria Golino, Francesco Sarcina, frontman de Le Vibrazioni  e il leader dei Tiromancino, Federico Zampaglione. Mentre un video tributo proiettato durante la serata ha messo insieme gli auguri al Mucca del mondo dello spettacolo italiano, dalla D'Urso alla Clerici fino ad Ambra Angiolini. "In 25 anni d'amore, di diritti e di politica abbiamo dimostrato che una città d'amore è davvero possibile", spiega il presidente del Mieli, Andrea Maccarrone, ricordando la nascita della festa del circolo Mario Mieli, in anni in cui si iniziava a fare informazione e raccolta fondi contro l'Aids. E lo storico attivista gay Vanni Piccolo, racconta cosa negli anni ha significato il Muccassassina per la città: "Ancora oggi rappresenta un luogo d'incontro sicuro al riparo dall'ignoranza, ma è stato anche il posto dove gli eterosessuali hanno imparato a rapportarsi con il mondo gay". Così tra coloratissime drag queen, musica fino all'alba ed effusioni in pista, in un'unica serata Roma festeggia il party simbolo della movida gay e il registro delle unioni civili. In "una città dove finalmente l'amore conta", stando alle parole del sindaco Marino.
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TITOLO: Fiumicino, atterraggio di emergenza per il volo Catania-Verona
DATA: 2015-01-31
OCCHIELLO: Un boeing 717 della compagnia low cost Volotea costretta a interrompere la crociera per un guasto. Nessun problema per i passeggeri<br clear='all'/>
TESTO:Per un problema tecnico, un Boeing 717 della Volotea, compagnia aerea low cost specializzata nei collegamenti tra le piccole e medie città europee, in volo da Catania a Verona con 117 passeggeri a bordo, è stato costretto oggi ad interrompere la crociera e ad atterrare a Fiumicino per effettuare le necessarie verifiche. L'atterraggio, seguito da vigili del fuoco, polizia  e mezzi di soccorso Adr, così come richiede la procedura in casi simili, si è svolto regolarmente senza, quindi, alcuna conseguenza né per i passeggeri né per l'aereo. Una volta a terra, i passeggeri, dopo essere stati accompagnati in aerostazione, hanno quindi ripreso il viaggio verso il capoluogo veneto a bordo di 3 pullman Gran Turismo. Sottoposto, invece, a controlli tecnici il Boeing.
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TITOLO: Milano, fuori strada dopo un tentato furto: 2 morti e 3 feriti nell'auto in fuga dai carabinieri
DATA: 2015-01-31
OCCHIELLO: Avevano tentato di far saltare un bancomat con una bomboletta di gas. Poi la fuga a bordo di un'Audi rubata e con targa contraffatta che è uscita fuori strada. ..<br clear='all'/>
TESTO:E' costato due vite e il ferimento di tre persone un tentativo di furto e la folle fuga di un gruppo di nomadi che hanno terminato la loro corsa fuori strada. E' accaduto a Milano quando, dopo un assalto in una banca nell'hinterland, il conducente della macchina dei banditi in fuga, inseguito dai carabinieri, ha perso il controllo della vettura ribaltandosi più volte. Due degli occupanti sono morti e tre sono rimasti feriti. I due deceduti avevano 42 e 24 anni. I tre feriti, che al momento si trovano piantonati in ospedale hanno 23, 37 e 40 anni e si trovano ricoverati, rispettivamente, al San Raffaele, al Niguarda di Milano, e alla clinica Humanitas di Rozzano (Milano). Morti e feriti sono tutti nomadi milanesi, come hanno confermato i carabinieri che procedono agli accertamenti, e apparterebbero tutti allo stesso nucleo famigliare allargato, con amici e parenti in un campo della zona sud del capoluogo lombardo. Secondo una prima ricostruzione della dinamica, i cinque, intorno alle due e mezza di notte, hanno tentato di far saltare il Bancomat di un'agenzia della Banca popolare dell'Emilia Romagna, a Peschiera Borromeo (Milano). Il tentativo è però fallito, mentre l'esplosione della bomboletta di gas usata per tentare di sradicare lo sportello, ha creato allarme tra i residenti. Molte le chiamate al 112, che ha fatto convergere sul posto cinque pattuglie. Tutto si è poi svolto in pochi minuti, anche per via dell'alta velocità con cui la vettura percorreva le strade semivuote data la giornata non lavorativa. Una 'gazzella' dei carabinieri li ha intercettati e, proprio per non mettere a rischio l'incolumità di altri automobilisti, si è limitata a inseguirli senza perderli, e contemporaneamente predisponendo il loro blocco grazie al coordinamento con le altre pattuglie in zona. Prima che questo potesse accadere, però, la vettura, un'Audi S6 rubata e con targa contraffatta, appena dopo essersi immessa dalla Tangenziale Est sulla strada Paullese, è uscita di strada ribaltandosi più volte. Il 118 è accorso poco prima delle 3, constatando la morte di due degli occupanti e il ferimento degli altri tre, che ora sono piantonati dai carabinieri in ospedale, e che hanno confermato l'accaduto.
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TITOLO: Elena Ceste, il marito Michele diceva ai figli: «Io l’avevo raddrizzata»
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Il giudice: era mosso dall’odio, pensava che lei lo mortificasse. Le sue minacce ai bimbi: «Non dite che litigavo con la mamma»
TESTO:Un clamoroso tentativo di depistaggio Michele l? ha fatto quando ha dichiarato: «Come Vigile del fuoco mi sento di dire che nella provincia di Asti censiscono i pozzi, nei pressi di Cuneo no», come a dire: guardate lì. E poi avrebbe tentato di allontanare le ricerche dalla campagna. «Non c? è mai andata in quelle strade», ha detto un giorno l? indagato e secondo il giudice l? intento era evidente: evitare rischiose esplorazioni nel luogo del ritrovamento. «Asfissia per soffocamento», ha concluso il medico legale che ha fatto l? autopsia su quel che rimaneva di Elena Ceste. E il suicidio? E l? incidente? Non potrebbe essere scivolata e annegata in quel fosso dove l? hanno ritrovata dieci mesi dopo? «Era nuda, senza occhiali, non era depressa, anzi, allegra. Il suicidio e l? incidente sono esclusi». L?avvocato Chiara Girola, difensore di Buoninconti, dirà che non si può arrestare un uomo su queste basi, soltanto perché non ci sono alternative. Ma per gli inquirenti tutto torna. Anche le ragioni del delitto. Nell? agosto scorso Michele si sarebbe tradito con i figli: «Ero riuscito a far diventare mamma una donna, 18 anni della mia vita per recuperarla, 18 anni per raddrizzare mamma. Vai a capire che cosa ha visto». Il magistrato traduce: «Si era convinto che Elena Ceste fosse una moglie e una madre inadeguata a svolgere i propri compiti. .. una donna che si affacciava a incontri segreti, a scambi di messaggi, telefonate e amicizie via chat. Era diventata per lui ingestibile e pericolosa, dannosa e doveva essere eliminata». Nel suo delirio voleva raddrizzarla e l? ha spezzata.
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TITOLO: In Siria con figlio, l’uomo muore ma la moglie deve pagare tasse Foto
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Il Comune non riconosce la scomparsa del combattente Isis. La donna cerca il bimbo di 3 anni, sparito nel nulla
TESTO:LONGARONE (Belluno) E? morto un anno fa ad Aleppo, combattendo quella guerra santa che lo ha convinto a lasciare la sua nuova vita in Italia per arruolarsi nell? esercito del Califfato in Siria. E? morto per i suoi familiari, per l? intelligence internazionale e per il ministero dell? Interno, che nella lista dei «foreign fighters» («combattenti stranieri», figli di musulmani di terza e quarta generazione che combattono con in milizie terroriste) lo ha classificato come deceduto. Ma Ismar Mesinovic non è morto per il Comune di Longarone e perciò la moglie Lidia Solano Herrera potrebbe dover pagare le spese per gli adempimenti fiscali della sua partita Iva da artigiano, ai quali l? uomo non ha ottemperato. La Herrera vive una vicenda kafkiana, stretta tra due mondi paralleli, quello della burocrazia ottusa e quello reale fatto di disperazione e dolore. Perché quel viaggio senza ritorno verso la Siria Ismar lo ha fatto con il figlioletto Ismail, di poco più di 3 anni, da allora sparito nel nulla. «Vivo dilaniata dal dolore di non sapere dov? è mio figlio? spiega la donna in lacrime? e con il terrore che ne facciano un soldato bambino, di non vederlo mai più. E ora devo affrontare anche questa situazione assurda. Sono stremata, vi prego aiutatemi». La sua è una vita sospesa, nella speranza che dalle indagini su Ismail arrivino sviluppi. Ma intanto, Lidia deve continuare a vivere da moglie, e non da vedova, di Ismar. L?uomo, che nel Bellunese faceva l? imbianchino, aveva una partita Iva che Lidia vorrebbe chiudere, perché implica scadenze cui Ismar non può più ottemperare e che costringerebbero la consorte a pagare tasse e sanzioni che potrebbe evitare. Ma non può, il Comune si rifiuta di rilasciarle il certificato di morte per il marito, come spiega l? avvocato della donna Aloma Piazza: «L? ufficio Anagrafe ne sta facendo una questione strettamente formale e burocratica: poiché Ismar non è morto a Longarone e non c? è il suo cadavere, non intende rilasciare il certificato di morte. Essendo l? uomo nato e deceduto all? estero, il Comune non vuole neppure trascrivere eventuali certificati di morte che dovessero arrivare dalla Bosnia o dalla Siria». Tutto questo nonostante le prove raccolte dalle forze di polizia e il riconoscimento fotografico da parte della moglie del cadavere dell? uomo siano stati sufficienti al Viminale per classificare Mesinovic come «foreign fighters deceduto». La moglie non può fare altro che ricorso al tribunale di Belluno, ma rischia di dover avviare un procedimento per il riconoscimento della morte presunta. «Iter che richiede 10 anni? conclude il legale? ed è sbagliato. Non stiamo parlando di una persona scomparsa ma di un uomo senza dubbio morto. Vorremmo che il Comune, che può farlo, agisse in autotutela certificandone il decesso, dimostrando comprensione per la moglie e il suo dolore. Perché l? unica persona scomparsa in questa triste vicenda è purtroppo il piccolo Ismail».
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TITOLO: Padova, blitz anti-camorra Video Sequestrati beni per 130 milioni
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Quattrocento carabinieri in azione in otto regioni. Al centro dell’inchiesta un uomo campano vicino a un clan conosciuto. L’accusa: riciclaggio
TESTO:MALAVITA Camorra, sequestrati 130 milioni di euro L? operazione, condotta dal Nucleo investigativo di Padova, coinvolge 400 uomini. Sotto provvedimento: metà palazzo Belvedere, il palazzo «Onda», un centro direzionale e un Castello a Ponte nelle Alpi PADOVA Beni per 130 milioni di euro sono stati sequestrati in otto regioni dai Carabinieri del Nucleo investigativo di Padova, alle prime ore di venerdì, a un campano, Francesco Manzo, nato nel 1944 a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, ma residente a Padova, pregiudicato, legato a un noto clan della camorra, sospettato di riciclaggio di ingenti somme di denaro. I militari dell? Arma hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo d? urgenza, emesso dal Tribunale di Padova, su proposta della Direzione distrettuale antimafia di Venezia. Tra i beni sequestrati spiccano: il palazzo «Onda» davanti alla Città della Speranza a Padova, metà del palazzo Belvedere di fronte alla Stazione, sempre di Padova, un centro direzionale in via Cile e un Castello a Ponte nelle Alpi, nel Bellunese. L?operazione vede impegnati circa 400 carabinieri, che stanno operando, con il supporto dei comandi provinciali interessati, nelle province di Padova, Vicenza, Treviso, Belluno, Ferrara, Bologna, Siena, Roma, Napoli, Salerno, Taranto, Matera, Cosenza e Varese. I dettagli dell? operazione sono stati illustrari in una conferenza stampa tenuta nel Comando provinciale Carabinieri di Venezia. Presente tra gli altri il procuratore distrettuale antimafia Luigi Delpino, il procuratore aggiunto Adelchi D? Ippolito e il comandante della Legione Veneto dei Carabinieri, generale Maurizio Mezzavilla. Il sequestro riguarda l? intero patrimonio riconducibile a Manzo, balzato agli occhi per l? evidente sproporzione tra quanto risultava all? erario per lui e i suoi famigliari e quanto invece era nelle sue disponibilità. A Manzo sono stati sequestrati: beni mobili e immobili per 130 milioni. Di cui: 350 unità immobiliari, 15 terreni, 1 fabbricato rurale, 52 società con capitale sociale di 1.450.000 euro, 224 rapporti bancari e 52 autovetture. Proprio la palese sproporzione tra lo stile di vita di Manzo e quanto dichiarato, unito ai suoi precedenti penali hanno fatto scattare le indagini e i provvedimenti. Sono inoltre in corso altre 42 perquisizioni.
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TITOLO: Elena Ceste, quel tentativo di cancellare il ricordo di chi era stata
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO:
TESTO:Ma c? è un crimine ben peggiore dell? omicidio, di cui purtroppo siamo complici. L?occultamento di cadavere. Secondo gli inquirenti, Michele non ha semplicemente gettato il corpo della moglie in un canale di scolo. Ha fatto di più, e di peggio. Ha occultato Elena nella bugia degli abiti ritrovati in giardino, nell? infamia di una donna capace di uscire nuda di casa e di dimenticare le buone maniere di una madre e di una moglie. L?ha occultata nel tono vagamente risentito con cui ha rilasciato interviste ai media, come se fosse lui la vera vittima di questo bailamme. L?ha occultata dando via in modo sbrigativo il cane a cui Elena era tanto affezionata, forse per evitare che l? animale fiutasse il cadavere della padrona a pochi metri da casa e guidasse gli investigatori. L?ha occultata nei discorsi che faceva ai figli registrati dalle microspie. Sermoni per istruirli sulla versione da raccontare agli altri e, contemporaneamente, per metterli in guardia dalle possibili conseguenze di una diversa verità. Quest? opera di occultamento è andata avanti per mesi davanti ai nostri occhi di spettatori curiosi. Così, mentre il cadavere di Elena veniva scarnificato dalle parole e dai gesti del suo presunto assassino, noi ne prendevamo ciascuno un boccone.
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TITOLO: Padova, maxi operazione anticamorra: sequestrati beni per 130 mln a uomo vicino ai clan
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Quattrocento carabinieri impiegati in 15 province<br clear='all'/>
TESTO:PADOVA, 30 GEN - Beni per 130 milioni di euro sono stati sequestrati in otto regioni dai Carabinieri del Nucleo investigativo di Padova, alle prime ore di oggi, ad un campano, legato ad un noto clan della camorra, sospettato di riciclaggio di ingenti somme di denaro. I militari dell'Arma hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo d'urgenza, emesso dal Tribunale di Padova, su proposta della Direzione distrettuale antimafia di Venezia. L'operazione vede impegnati circa 400 carabinieri, che stanno operando, con il supporto dei comandi provinciali interessati, nelle province di Padova, Vicenza, Treviso, Belluno, Ferrara, Bologna, Siena, Roma, Napoli, Salerno, Taranto, Matera, Cosenza e Varese.
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TITOLO: Terremoto in provincia di Udine, scossa di magnitudo 4.1
DATA: 2015-01-30
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TESTO:ROMA - Paura in provincia di Udine questa mattina per una scossa di terremoto di 4.1 gradi della scala Richter a qualche chilometro da Moggio Udinese e Venzone in Friuli, che fu epicentro del tragico terremoto che distrusse il Friuli nel 1976. E' stata chiaramente avvertita dagli abitanti della zona (Forgaria, Tarcento, Moggio, Resiutta, Amaro, Gemona) tanto che i centralini della Protezione Civile di Palmanova e dei Vigili del Fuoco hanno squillato più volte per informazioni. Non risultano danni né alle persone, né alle cose. Secondo i sismologi non sono escluse altre scosse, ma di minore intensità. Potrebbe succedere anche nei prossimi giorni per alcune scosse di assestamento. La stessa Protezione Civile ha comunque avviato una serie di verifiche statiche nei luoghi dove la scossa è stata maggiormente avvertita. Una scossa più leggera, di 2.1 sulla scala Richter è stata registrata stamattina alle 6.08 sulla costa tirrenica della provincia di Messina, con epicentro tra i Comuni di Basicò, Falcone, Furnari, Mazzarrà Sant'Andrea, Oliveri, Rodì Milici, Tripi e Terme Vigliatore. Il sisma si è prodotto in superficie, a soli 7,7 chilometri di profondità e non ha prodotto danni nè allarme tra la popolazione.  
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TITOLO: Colle: Forza Italia pronta a non partecipare a quarto voto, Ncd orientato a votare Mattarella
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Il giorno dopo lo strappo sul patto del Nazareno, le tensioni nel centrodestra si acuiscono. Fervono i contatti con Ncd nel tentativo di trovare una linea. ..
TESTO:A dire il vero, in queste ore dentro Forza Italia non si esclude nulla, nemmeno che alla fine Berlusconi possa fare una delle sue giravolte e convergere sul nome dell'ex ministro della Difesa. Ma a guardarla così come appare, l'immagine è quella di un partito dilaniato. La novità di non partecipare al voto, dunque, sarebbe emersa al termine dell'ufficio di presidenza azzurro riunitosi a Montecitorio (con il leader collegato telefonicamente). I parlamentari di Fi  - che tornano a vedersi alla fine del terzo scrutinio assieme ai moderati di Area popolare - domani non risponderanno alla chiamata e non esprimeranno un voto. I contatti con Area popolare, tuttavia, proseguiranno nel tentativo di trovare una linea comune, alla luce della contrarietà espressa dai vertici di Ncd e Udc a non partecipare al voto. Gli alfaniani, che stanno formalmente al governo col Pd di Renzi, preferirebbero una linea più morbida. Non a caso, l'asse con gli ex compagni di partito (fino a quasi 15 mesi fa si chiamava Pdl) sembra vacillare perché forte sta emergendo una spinta a convergere sul giudice costituzionale. In questo contesto, prima che inizi lo spoglio della terza chiamata, Renzi incontra il 'suo' ministro dell'Interno con l'intento di trovare il più ampio avvicinamento: Ncd potrebbe convergere su Mattarella domani alla quarta chiamata. Sempre stamani, anche la riunione organizzata dalla fronda interna ai berlusconiani, quella guidata da Raffaele Fitto. All'incontro con l'eurodeputato erano presenti 38 grandi elettori azzurri.
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TITOLO: Pd unito su Mattarella. Il dilemma di Berlusconi
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Con la terza votazione a vuoto si consuma il rituale degli scrutini con un quorum troppo alto per essere raggiunto da qualsiasi candidato. Domani mattina si. ..
TESTO:Con la terza votazione a vuoto si consuma il rituale degli scrutini con un quorum troppo alto per essere raggiunto da qualsiasi candidato. Domani mattina si farà sul serio e il giudice costituzionale Sergio Mattarella - cattolico, ex democristiano, ultimo dei morotei - sarà il presidente della Repubblica, se le previsioni saranno rispettate e non smentite da un impazzimento notturno della dissidenza del Pd. Ma non dovrebbe accadere: attorno al nome di Mattarella, Renzi ha trovato per la prima volta la compattezza del suo partito: per una volta la sinistra non lo ha vissuto come un corpo estraneo, un alieno, un nemico come era avvenuto invece sull'Italicum, le riforme costituzionali, il jobs act e il patto del Nazareno. Mattaralla è un candidato scelto fuori dal patto con Berlusconi e questo lo ha messo immediatamente in una posizione di gradimento da parte della sinistra. Per ottenere questo risultato, Renzi ha scelto di rompere o almeno di mettere da parte l'accordo con Berlusconi che infatti sta vivendo un autentico dramma politico, e non solo politico. L'ex Cavaliere è stato sconfitto da un politico più abile e spregiudicato di lui. Che ha avuto bisogno del leader del centrodestra per tenere a bada la sinistra di Civati e Fassina sulle riforme e sull'Italicum. E che lo ha mollato una volta raggiunto lo scopo, ritrovando l'unità del partito. Machiavelli applaudirebbe. Berlusconi ora si trova a un bivio: aggiungersi alla folla che voterà Mattarella, ma senza potersi intestare alcun ruolo di king maker. Oppure andare decisamente all'opposizione. Addirittura la tentazione sarebbe quella di non partecipare al voto. Ma i fittiani invece vogliono votare (dicono scheda bianca ma in realtà molti di loro hanno già pronta la matita per scrivere Mattarella). Nel caso scegliesse l'opposizione, Berlusconi ci starebbe in un ruolo subordinato a quello della Lega che lo ha scavalcato in termini di consenso e che adesso imporrebbe le proprie condizioni in una eventuale trattativa a destra. Anche Alfano è a un bivio: annuncia che voterà scheda bianca ma i suoi colleghi ex democristiani vorrebbero votare Mattarella. E poi, come ministro dell'Interno, come farà a votare contro il presidente della Repubblica? Sarebbe uno strappo istituzionale senza precedenti.
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TITOLO: Costa Crociere, 161 trasferimenti: 4 ore di sciopero
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: La protesta decisa dopo il piano dell'ad Thamm che prevede 161 trasferimenti in Germania. Dal primo febbraio nuovo dg<br clear='all'/>
TESTO:Sciopero di 4 ore, lunedì prossimo, per i dipendenti di Costa Crociera. Lo hanno annunciato i sindacati, al termine dell'assemblea che si è svolta nella sede di Piazza Piccapietra, dopo il piano presentato dal ceo di Costa Crociere, Michael Thamm, che prevede il trasferimento in Germania, ad Amburgo, di 161 dipendenti. Secondo i piano aziendale, quattro reparti confluiranno nella neonata "Carnival Maritime", un centro d'eccellenza di servizi legati al mondo delle crociere. "All'assemblea in piazza Piccapietra - ha spiegato Mauro Scognamillo - hanno partecipato circa 500 dipendenti, più o meno la metà dell'intero staff impiegato a Genova. Abbiamo chiesto l'apertura immediata di un tavolo di trattativa con l'azienda e abbiamo proclamato quattro ore di sciopero per lunedì prossimo. Il trasferimento in Germania significa un impoverimento del tessuto produttivo. Abbiamo chiesto che il piano venga rivisto ma ci è stato risposto che la decisione dell'azienda è definitiva. A trasferirsi saranno i reparti "Marine Operation", "Medical Operation", "Hotel Maintenance" e "Procurement and supply chain". "L'azienda ci ha confermato che la sede non si tocca e che continuerà quindi a essere a Genova  -  chiude Santoro  -  Stesso discorso per la bandiera, continuerà a essere italiana per tutte e ventisette le navi del gruppo. Questo è un fatto positivo, ma che certamente non ci distoglie dalla nostra preoccupazione. Per questo motivo vogliamo coinvolgere tutte le istituzioni cittadine e regionali e invitarle ad approfondire con noi questa situazione. Intanto, Michael Thamm, ad del gruppo Costa Crociere, ha annunciato che, dal 1 febbraio, Neil Palomba, attuale Senior Vice President Hotel Operations & Product Development, diventerà direttore generale di Costa Crociere, a Genova. Avrà la responsabilità di guidare il marchio Costa, compresi la progettazione e sviluppo dei prodotti, le vendite e il customer care della prima compagnia in Europa. Sempre da febbraio, Buhdy Sin Bok, attuale Senior Vice President Pacific Asia and China, sarà nominato direttore generale di Costa Asia, a Shanghai.
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TITOLO: Camorra, carcere duro per il boss romano Michele Senese
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: La decisione del Dap. Il capo clan è stato condannato all'ergastolo come mandante dell'omicidio di Carlino, boss della Marranella
TESTO:Il boss di camorra Michele Senese, 58 anni, recentemente condannato all'ergastolo a Roma come mandante dell'omicidio del capo della Banda della Marranella Giuseppe Carlino, nel 2001, è stato posto al regime del carcere duro (41 bis) nel penitenziario di Opera, a Milano. Lo ha deciso il Dipartimento amministrazione penitenziaria (Dap) su richiesta della procura di Roma. Senese, secondo i pm, in regime di detenzione ordinario riesce a mantenere i contatti con la sua organizzazione. Per l'omicidio di Carlino, freddato con quattro colpi di pistola il 10 settembre 2001 sul litorale di Torvaianica, a sud di Roma, Senese è stato ritenuto il mandante. L'esecutore materiale, il pregiudicato Domenico Pagnozzi, è stato a sua volta condannato all'ergastolo, mentre ad altri tre complici, Raffaele Carlo Pisanelli, Giovanni De Salvio e Fiore Clemente, sono stati inflitti 30 anni di reclusione. Un delitto, secondo quanto accertato dal pm Luca Tescaroli, eseguito per rispondere con altro sangue all'uccisione, avvenuta nel quartiere di Centocelle, di Gennaro Senese (1997), fratello 'mai dimenticato' di Michele, e per riaffermare il prestigio dell'organizzazione criminale gestita da quest'ultimo. Nella richiesta di applicazione del 41 bis, la procura di Roma sottolinea come Senese "sia stato riconosciuto colpevole di aver commissionato un delitto di mafia mentre si trovava ristretto" in carcere. Non solo: per gli inquirenti il boss "ha propositi omicidiari e mantiene contatti con i sodali" e quindi "il regime ordinario di detenzione non consente il suo isolamento dai componenti del gruppo capeggiato". In sostanza, per la procura "Senese risulta pericoloso per l'ordine e la sicurezza pubblica". Da qui la richiesta di applicazione del 41 bis. Secondo quanto emerso nel processo Michele Senese diede l'incarico di eseguire l'agguato a Pagnozzi, con il quale aveva un'alleanza criminale risalente ai tempi della guerra di camorra degli anni '80 per la comune militanza nella Nuova Famiglia di Carmine Alfieri, in contrapposizione alla Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo. Senese si trasferì a Roma intorno alla metà degli anni Ottanta.
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TITOLO: Condannato per il G8, consulente a Finmeccanica
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Era il capo del Servizio centrale operativo della polizia nei giorni dell'irruzione alla Diaz. Sentenza a 3 anni e 8 mesi ma l'azienda di Stato l'ha chiamato a. ..
TESTO:Finmeccanica affida una consulenza ad uno dei migliori amici ed ex colleghi del suo presidente. E fin qui potrebbe essere solo questione di stile. Che, l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro, il presidente della più potente e strategica azienda di stato, dia un lavoro al suo compagno d'armi di un tempo, l'ex capo dello Sco (Servizio centrale operativo) della polizia Gilberto Caldarozzi, appartiene al sistema Italia, quello in cui gli amici non si scordano. Ma che lo Stato affidi una consulenza ad un pregiudicato, condannato a tre anni e 8 mesi di carcere (scontati zero) per falso (ovvero uno dei reati più odiosi se commessi da un pubblico ufficiale) sembra interessare solo a pochi. Caldarozzi infatti è uno dei funzionari di polizia condannato per la brutale e fallimentare operazione della scuola Diaz al G8 genovese del 2001. Se ne sono ricordati solo i parlamentari di Sel. "E' sbagliata la consulenza nel settore sicurezza del Gruppo Finmeccanica a Gilberto Caldarozzi, ex capo del Servizio centrale operativo, condannato e interdetto per cinque anni dai pubblici uffici dopo il processo sull'irruzione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001". Sinistra Ecologia Libertà ha presentato un'interrogazione parlamentare (prima firmataria Donatella Duranti) per chiedere al governo di attivarsi affinché Finmeccanica annulli il contratto. "Non si può affidare un incarico in un settore così delicato come quello della sicurezza in Finmeccanica, a chi si è reso responsabile di una delle pagine più buie della storia della Repubblica: il G8 di Genova". Lo dichiarano il deputato di Sel Ciccio Ferrara, componente del Copasir, e la capogruppo di Sel in commissione Difesa, Donatella Duranti. Importante la denuncia di Sel anche se lo stesso partito è in attesa da due anni della risposta del ministro dell'Interno Angelino Alfano ad un'altra interrogazione riguardante cosa ha fatto il ministero dell'Interno in tema di sanzioni disciplinari nei confronti dei poliziotti condannati per la scuola Diaz. Difficile attendersi una levata di scudi da parte del Pd sulla questione Caldarozzi visto che lo stesso premier Matteo Renzi, in un'altra occasione, aveva liquidato le condanne della scuola Diaz in questo modo minimalista: "A distanza di anni devo prendere atto che funzionari che semplicemente firmarono verbali sono stati condannati alla interdizione dai pubblici uffici e si sono dovuto trovare altri lavori, mentre i loro capi no".
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TITOLO: Le contraddizioni di Michele: "Elena è cambiata quando ho trovato quegli sms"
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Così parlava il marito tra interviste e interrogatori. Ma era lui a usare il telefono della moglie e a controllarne anche il profilo Facebook
TESTO:?Mia moglie è cambiata dopo che ho trovato quei messaggi sul suo telefonino? . Michele Buoninconti, vigile del fuoco di 44 anni in servizio ad Alba, parlava così di Elena Ceste, 37 anni, casalinga e madre di quattro figli. Il corpo della donna è stato ritrovato a 800 metri da casa, in mezzo al fango. Gli accertamenti compiuti finora sembrano escludere l? ipotesi di un suicidio, ma si attendono ancora gli ultimi esami. Fin dal giorno della scomparsa della donna, quel fatidico 24 gennaio, il marito? al momento l? unico indagato per omicidio e occultamento di cadavere - ha ripetuto a grandi linee lo stesso antefatto. Quei messaggi li ho trovati io? Un delirio: la moglie che piangeva tra frasi senza senso e si colpiva la testa dicendo di non essere una brava mamma. L?incipit? Lei che mostrava al marito quella sfilza di messaggi. Il mittente: il papà di un compagno di classe del figlio. ?Ti voglio tanto tanto bene? , ? Ci vediamo al solito posto? , ? Perché non mi rispondi? Se mi hai cercato è perché ti senti sola? ?. Michele Buoninconti ha sempre sostenuto che fosse stata la moglie a fargli leggere quegli sms. Una sola volta è entrato in contraddizione: ?Dopo che io ho trovato quei messaggi? ?. Usava il telefono della moglie Per sua stessa ammissione il marito utilizzava il cellulare di Elena. Qualche giorno prima della scomparsa, proprio dal telefonino di lei sarebbero partite delle chiamate dirette ad alcuni parenti di Michele Buoninconti. Quasi contemporaneamente alcuni amici della donna le avrebbero inviato dei messaggi? compromettenti? . Difficile pensare che il marito non li abbia letti. La gelosia e Facebook Nell? ultimo anno, grazie a Fb, Elena aveva riallacciato i contatti con alcuni suoi ex compagni di scuola. Ma aveva paura di essere scoperta. ?Se stacco è perché c? è mio marito? ?.? Sei controllato anche tu? ?. In effetti un parente di Michele Buoninconti ha raccontato di aver ricevuto l? incarico di monitorare il profilo Fb di Elena. Chi ha la password? Negli ultimi mesi qualcuno ha modificato la privacy della sua pagina. Ma chi possiede la password? ?Credo che il marito ce l? abbia? - ha ipotizzato il cugino di Elena. C?è poi un altro aspetto strano, che emerge da una telefonata con un suo ex compagno di scuola. ?Piangeva.
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TITOLO: Raffiche di vento e alberi abbattuti, paura in strada
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Il libeccio soffia oltre i 50 chilometri orari, Villa Giulia e Giardino Inglese chiusi per precauzione. Tre auto distrutte da albero abbattuto. Decine di. ..
TESTO:Sempre in città una squadra dei Vigili del fuoco è intervenuta in via Dante per un cartellone pubblicitario abbattuto, un'altra ancora in via Demetrio Camarda ed in piazza Indipendenza. Il tronco di un albero si è spezzato in piazza Politeama, nei pressi della facciata del teatro. Interventi per lamiere pericolanti nel quartiere di Brancaccio. Tragedia sfiorata in via Massimiliano Kolbe ad Acqua dei Corsari.   Ancora una volta si spezza un ramo per il forte vento cadendo su un' auto posteggiata. Una coppia stamattina stava andando a prendere i figli alla scuola Renato Guttuso e si è ritrovata con un ramo caduto a pochi centimetri dal retro della propria auto. Hanno denunciato l'accaduto al consigliere della seconda circoscrizione Giuseppe Guaresi. "Dal giugno del 2013, ho denunciato con una mozione la pericolosità di questi alberi  che sono cresciuti a dismisura - denuncia il consigliere -  sono ricoperti da un carico eccessivo di foglie e spesso arrivano a sfiorare i balconi delle abitazioni. Quando il vento soffia forte come oggi, gli alberi si abbattono sulle vetture ferme. Nella zona, ci sono quattro scuole, due asili,    una scuola elementare e una media.   Ho chiesto al settore Verde del Comune di Palermo di intervenire da mesi con una potatura straordinaria di tutti gli arbusti cresciuti a dismisura ma gli interventi sono stati sporadici e solo nei casi di estrema urgenza". Al cimitero dei Rotoli un albero si è abbattuto distruggendo due tombe. Disagi e danni anche in provincia. Un albero è finito sulla sede stradale in contrada Ferla, in territorio di Cefalù. Scoperchiato dal forte vento il tetto del palasport "Tricoli", sempre nella cittadina normanna. Le raffiche hanno sollevato su due punti la copertura dell'impianto. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza la struttura. Il sindaco Rosario Lapunzina, accorso con alcuni tecnici del Comune, ha chiesto al commissario straordinario della Provincia, proprietaria dell'impianto, di compiere interventi di somma urgenza anche per evitare, ha detto, che l'acqua e il maltempo possano provocare altri gravi danni alla struttura. Le condizioni meteo delle prossime ore non lasciano ben sperare.   È previsto un peggioramento tra il tardo pomeriggio e la sera, con pioggia e vento.  
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TITOLO: Maltempo, esonda il Sarno. Allagamenti a Castellammare e Scafati
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Fermi tutti i traghetti e aliscafi con Capri, Ischia e Procida a causa delle  forti raffiche di vento. Nubifragio in Irpinia. Prorogato allarme meteo fino alle. ..
TESTO:In ginocchio per il maltempo, la Campania si scopre fragile e impaurita. Occhi aperti e vigili, disagi e criticità diffusi sul territorio: la perturbazione che avvolge la regione in queste ore non risparmia nessuna delle province. Paura per il fiume Sarno, esondato in più punti, in particolare alla foce: a Castellammare di Stabia, è stata chiusa via Ripuaria. A Scafati, sono state evacuate alcune famiglie. Al lavoro, il Genio civile di Salerno, che sta ripristinando gli argini crollati in più punti, in particolare in località Terze, a San Pietro. La Protezione civile della Regione Campania, per la quale sono ore di intenso lavoro, ha prorogato la criticità idrogeologica fino alle 22 di domani, sabato. Allertati tutti i Comuni attraversati dal Sele e dal Tanagro: preoccupazione per le possibili piene per i comuni di Padula, Polla, Sicignano degli Alburni, Eboli, Sassano, Campagna, Sala Consilina, Petina, Contursi. Uno stato d'allerta generale che non risparmia le coste (a Sapri, completamente allagato il lungomare, volontari regionali sul posto per prestare soccorso alle persone in difficoltà) e l'entroterra (allagamenti anche in Irpinia, come a Grottolella e Altavilla). Tracimato in più punti anche il Tanagro: a Sassano, in località Cappuccini, sono all'opera tecnici del Genio civili e del Consorzio di bonifica. Occhi aperti in costiera amalfitana e a Ischia, Procida e Capri, a lungo isolate a causa delle condizioni proibitive del mare. Fermi tutti i collegamenti veloci, solo qualche traghetto ha affrontato il mare. Per tutto il giorno hanno imperversato raffiche fortissime di vento da sud-ovest e onde fino a cinque metri, come conferma il comandante del Circomare Ischia Raffaele Muscariello, rendono proibitiva la navigazione. Solo la compagnia Medmar ha assicurato con costanza i collegamenti da Casamicciola Terme a Pozzuoli, accumulando un consistente ritardo sulle partenze programmate. La burrasca, con ponente e libeccio che hanno flagellato le isole anche durante la lunga notte, ha creato non pochi disagi e criticità anche lungo le strade: a Ischia il mare ha invaso il piazzale del borgo di Ischia Ponte, obbligando i commercianti a tenere le saracinesche abbassate. Nella mattinata, paura per il crollo di un solaio in calcestruzzo di un immobile nella frazione di Campagnano, con il tetto in lamiera portato via dal vento. Non ci sono feriti. Sul posto, i vigili del fuoco, impossibilitati al cambio di guardia programmato: la squadra che avrebbe dovuto assicurarlo non è riuscita a imbarcarsi dalla terraferma. Numerosi gli interventi per rimuovere potenziali pericoli legati a tabelloni pubblicitari e insegne pericolosamente trascinate dal vento lungo le strade. Non è andata meglio a Capri, dove il vento ha divelto alberi e rami e per vigili del fuoco e polizia municipale è stata una mattinata intensa: in via Roma, a pochi passi dalla scuola media Ippolito Nievo, il vento ha sradicato due pini all'interno di una proprietà privata: i rami hanno invaso la strada, obbligando alla chiusura temporanea di un suo tratto, in attesa della messa in sicurezza dell'area. Per un sensibile miglioramento delle condizioni meteomarine, bisognerà attendere almeno altre 24 ore. Intanto, dalla protezione civile l'avviso di criticità moderata si estende a Monti di Sarno, Monti Picentini, Tusciano e Alto Sele, Piana del Sele e Alto Cilento. A Ischia, in serata, un'auto - nonostante l'allagamento del piazzale aragonese - ha attraversato la piazza che col forte mare di ponente è stata completamente invasa dalle onde. Il motore si è spento e gli occupanti, tre persone, padre madre e la figlia di 12 anni hanno provato ad abbandonare l'automobile. Complice il panico e le altre onde che hanno sopraffatto la vettura, scendendo la bambina si è ferita ad una gamba. Sul posto sono accorsi i carabinieri del nucleo radiomobile di Ischia, i vigili del fuoco e il 118 che ha prelevato la ragazza e l'ha soccorsa portandola in ospedale. Nonostante le molteplici difficoltà anche l'auto è stata recuperata e messa in sicurezza.    
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TITOLO: 'Ndrangheta, false fatturazioni per milioni: il sistema delle società tecnologiche
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Non c'era solo l'edilizia negli interessi delle cosche. Tra il Parmense e il Reggiano erano attive aziende di commercio di prodotti tecnologiche che. ..
TESTO:Non solo edilizia. La cosca cutrese sgominata dall'operazione Aemilia aveva organizzato nel parmense una rete di imprese che nominalmente si dedicavano al commercio di prodotti tecnologici, ma di fatto erano asservite agli scopi di riciclaggio e frode fiscale tramite false fatturazioni dell'organizzazione malavitosa. Gli inquirenti negli atti di inchiesta annotano che nel 2010 la Core Technology Srl  di Parma avrebbe utilizzato fatture per operazioni inesistenti emesse da altre sei società compiacenti, per un importo totale di 3 milioni 482mila euro. Allo stesso modo le Core Technology avrebbe emesso essa stessa fatture fittizie per oltre due milioni di euro per l'anno 2010. Lo stesso anno un'altra società, la C. D. I. Technology con sede a Gualtieri, avrebbe fatturato oltre 5 milioni e mezzo per operazioni inesistenti, mentre la M. B. Trading 1998 Srl avrebbe emesso nei confronti della C. D. I. ben 6 milioni e mezzo di fatture fittizie. Numerosi altri casi coinvolgono aziende con sede tra i parmense e il reggiano.   Aziende intestate, secondo le accuse, a persone che eseguivano gli ordini dei correi dell? organizzazione tra cui Domenico Curcio, Omar Costi, Giglio Giuseppe, Paolo Pelaggi, Francesco Pelaggi, Riillo Pasquae, Salwach Michel Stanley e Mario Vucano finiti in carcere mercoledì scorso.   Gli indagati, annotano gli inquirenti, avevano organizzato un sistema di false fatturazioni che prevedeva una serie di passaggi documentali suffragati da contestuale accrediti bancari per ostacolare l? inesistenza del rapporto sottostante le fatture. Un meccanismo che consentiva di evadere le tasse e fare profitti illeciti, previo compenso. Vengono citati come esempio numerose vendite di stock di pen-drive Usb a costi che di oltre 90 euro cadauna o schede memoria per le macchine fotografiche digitali a circa 200 euro. Viene contestata anche la vendita di prodotti tecnologici con marchio contraffatto. (m. c.p. )
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TITOLO: La lingua delle cosche: ecco il vocabolario della malavita
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Grazie ad alcuni collaboratori di giustizia gli inquirenti hanno potuto decifrare il gergo usato dall'ndrangheta
TESTO:Un aspetto non di secondo piano nelle indagini che hanno condotto alla grande operazione battezzata "Aemila" è stata la comprensione, se non la vera e propria traduzione, della lingua parlata tra gli affiliati della malavita Un piccolo vocabolario delle cosche, ricostruito da magistrati e investigatori grazie alle preziose informazioni e indicazioni fornite da i collaboratori di giustizia, nella veste di "mediatori linguistici". Parole, espressioni che vanno a comporre una sorta di linguaggio in codice, dietro cui si nascondano ruoli, pratiche, riti, attività illecite. "FARE IL FIORE". Prendiamo per esempio "fare il fiore". Secondo la spiegazione data da un pentito ha una doppia valenza: può indicare il pagamento della percentuale sui profitti effettuati dall'imprenditore, cioè un'estorsione. Ma pure, se riferito a una persona, l'affiliazione che viene concessa, come quella di un "contrasto onorato", considerato un individuo meritevole. Dalle parole del collaboratore di giustizia si evince che l'espressione è particolarmente ricorrente tra i cutresi LA MAMMA - E' il capo società. Nel caso dei cutresi così si identifica per esempio Nicolino Grande Aracri, "quello che accoglie tutti, appacifica, è quello che decide su tutto, cioè l'ultima parola spetta a lui". L'espressione "amico nostro" indica invece un affiliato. BACINELLA - In poche parole la cassa comune, dalla quale sono tratti i capitali per condurre gli affari dell'organizzazione 'ndranghetista. Il business, secondo i pentiti, e come si evince anche dalle attività condotte tra Parma e provincia, è spesso affidato a soggetti ritenuti "puliti, non affiliati, che gestiscono i soldi della bacinella. Questi colletti bianchi devono poi rendicontare i risultati della loro attività. FARE IL DOVERE - L'espressione sta a indicare la persona che spontaneamente, senza minacce o ricatti, consegna all'organizzazione il denaro. Per trasmettere le novità o comunicare invece le notizie si fa "l'imbasciata" (o 'mbasciata"). GUARDIANIA - Una pratica antica, ma ancora oggi largamente utilizzata, con la quale si incarica un "guardiano" di controllare un cantiere o un centro commerciale, garantendo gli introiti alla cosca e nello stesso tempo protezione mafiosa all'imprenditore "amico", cioè affiliato. (raffaele castagno)
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TITOLO: Reggio Calabria, una casa d'accoglienza per profughi bambini
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Aprirà domani per iniziativa della Comunità Papa Giovanni XXIII per una quindicina di ragazzini in fuga dai propri Paesi
TESTO:ROMA. Ogni anno arrivano a centinaia sulle coste italiane. Sono profughi bambini, scampati a situazioni di disagio e violenze e in cerca di un futuro. Da domani una Casa Famiglia aprirà a Reggio Calabria i battenti solo per loro, perché questo futuro assuma contorni concreti. L'iniziativa è della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata anni fa da don Oreste Benzi (da pochi mesi è iniziata la causa di beatificazione) e presente nel reggino dal 1993: vi sono già tre Case Famiglia, guidate da coppie di sposi, che accolgono complessivamente circa 30 persone tra ragazzi, adulti e disabili; una Cooperativa sociale, un centro di aggregazione per minori. Numerosi sono gli accolti di cittadinanza straniera. E da oggi anche i minori avranno una famiglia in cui vivere, nell'attesa di un futuro tutto da costruire. "È questo che ci distingue, la presenza di figure genitoriali di riferimento, nelle nostre accoglienze. In particolare a Reggio Calabria una quindicina di ragazzini, in fuga dal proprio paese, costituiranno una famiglia allargata di circa una ventina di persone", spiega Giovanni Fortugno, animatore generale del servizio immigrazioni della Comunità Papa Giovanni XXIII. In un contesto di tipo familiare questi ragazzini verranno aiutati ad integrarsi nelle scuole, e troveranno proposte di formazione professionale. Giovanni Paolo Ramonda, Responsabile Generale della Comunità spiega che "un'accoglienza di tipo familiare garantisce ai minori accolti possibilità di maturazione grazie alla formazione di relazioni stabili, affettivamente significative, uniche e personalizzate. Le nostre case sono caratterizzate da modalità di condivisione adeguate alle esigenze delle diverse età e del livello di maturazione di ciascun soggetto". In tutta Italia 750 cittadini stranieri sono stati accolti nelle pronte accoglienze della Comunità nell'ultimo anno; 558 sono stati gli ospiti di unità residenziali. In questo momento a questi numeri si aggiungono circa un centinaio di richiedenti asilo. La Comunità Giovanni XXIII aprì la sua prima Casa Famiglia nel 1973 a Coriano, vicino a Rimini. La validità, la profezia e la semplicità dell'intuizione iniziale hanno permesso una notevole diffusione delle Case Famiglia in tutto il territorio. Per meglio rispondere alle esigenze dei più poveri, specialmente di coloro che pur essendo nel disagio non sono soliti chiedere aiuto, la Comunità si è sempre interrogata riguardo a nuove possibili forme di condivisione diretta. Per questo motivo in questi numerosi anni sono state ideate e realizzate altre strutture di tipologia diversa rispetto alla Casa Famiglia, tra cui: case di pronta accoglienza per adulti o per minori, "Capanne di Betlemme" per i senza fissa dimora, comunità terapeutiche per persone dipendenti da droghe e da alcool, centri diurni.
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TITOLO: Ponte Chiasso, sacerdote sorpreso alla frontiera con 51mila euro nascosti in valigia
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Il religioso, un bosniaco di 72 anni, stava entrando in Italia a bordo di una Volkswagen Passat: ai controlli aveva detto di avere con sé poco meno di 10mila. ..
TESTO:Un sacerdote è stato bloccato alla frontiera con la Svizzera mentre tentava di passare con 51mila euro in contanti. I militari della guardia di finanza di Ponte Chiasso, in collaborazione con i funzionari doganali, nel corso dei controlli per contrastare al valico turistico di Como-Brogeda, hanno scoperto e sanzionato il religioso 72enne, di nazionalità bosniaca, che a bordo di una Volkswagen Passat tentava di entrare nel territorio italiano assicurando ai finanzieri di trasportare poco meno di 10mila franchi  svizzeri. Le Fiamme gialle hanno poi effettuato un più accurato controllo che ha consentito di scoprire all'interno della valigia, occultate tra i vestiti, due buste contenenti 50mila franchi svizzeri suddivisi in banconote di vario taglio e altri 2mila 700 euro, per complessivi 51mila euro non dichiarati. Il 50 per cento del denaro trasportato illecitamente (ovvero quello eccedente i 9mila 999 euro) è stato sequestrato immediatamente, per un importo di 20mila 502 euro.
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TITOLO: Masini: "Io, nel mirino delle cosche, sono rimasta isolata anche nel Pd"
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Parla l'ex sindaco ed ex presidente della Provincia di Reggio Emilia: "Quando ho revocato un appalto già assegnato ho dovuto combattere dentro al Pd"
TESTO:BOLOGNA. "Io l'ho detto davanti a tutti, alla direzione del Pd dell'Emilia Romagna: se adesso mi emarginate, lanciate un segnale alla 'ndrangheta che io cerco di contrastare. Ma mi hanno lasciato sola e adesso che ci sono gli atti della magistratura, scriverò a Matteo Renzi e gli racconterò tutto". Sonia Masini, ex sindaco ed ex presidente della Provincia di Reggio Emilia, era nel "mirino": il consigliere del Pdl Giuseppe Pagliani, arrestato nella maxi inchiesta sulle infiltrazioni mafiose in Emilia con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, di lei diceva al telefono: "Alla Masini adesso le facciamo una "curetta" come Dio comanda". Eppure Masini dice: "Il mio allarme cadde nel silenzio totale, nel Pd mi trattarono con sufficienza" Quando lei ha sollevato il problema, quali sono state le reazioni? "Sono rimasti tutti allibiti, il segretario Stefano Bonaccini, ora presidente della Regione, era infastidito dal mio intervento e ha cercato di interrompermi. Ma io sono andata avanti: voi non mi avete candidato alle europee, e non mi candidate alle regionali. Fate fuori una persona che ha contrastato la 'ndrangheta e questo è un messaggio. Le persone oggetto di pressioni di questo tipo non vanno lasciate sole perché significa metterle in pericolo". Perché il suo discorso cadde nel vuoto? "Penso che non fossero "sul pezzo", e che abbiano prevalso i personalismi e la competizione forsennata che si è creata nel partito. Mi hanno trattato come una persona attaccata alla poltrona. Adesso non mi invitano quasi alle riunioni, nessuno in questi giorni ha alzato il telefono per dirmi: forse avevi ragione tu". Il problema delle infiltrazioni mafiose in Emilia è stato sottovalutato? "L'abbiamo sottovalutato tutti nei primi tempi. Dal 2010 però abbiamo visto cose che prima non avvenivano, come i roghi notturni delle auto. E le risposte degli organi dello Stato sono state pronte. Adesso però le informazioni le abbiamo, ci sono i nomi, le condanne, non c'è più giustificazione. Anche per me guardare in faccia queste cose è stato un dolore continuo, perché io amo la mia terra, i nostri servizi, il nostro modello. Però bisogna tenere sempre la guardia alta". Cosa si aspettava dal suo partito? "Io mi sono mossa in questi anni, e non tutti si sono mossi allo stesso modo. Ma attorno a me ho visto freddezza e incertezza. Quando ho revocato un appalto già assegnato ho dovuto combattere dentro al Pd. Difendevo non solo me stessa, ma l'istituzione. L'ho pagato sulla mia pelle e sono stata messa in difficoltà. Ora però Renzi deve essere informato, perché della delicatezza della situazione si doveva tenere conto". "  
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TITOLO: Terremoto in provincia di Udine, scossa di magnitudo 4.1
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Sciame sismico di movimenti però impercettibili a qualche chilometro da Moggio Udinese e Venzone in Friuli
TESTO:ROMA - Paura in provincia di Udine, poco prima delle due di notte, per una scossa di terremoto di 4.1 gradi della scala Richter a qualche chilometro da Moggio Udinese e Venzone in Friuli, che fu epicentro del tragico terremoto che distrusse il Friuli nel 1976. E' stata chiaramente avvertita dagli abitanti della zona (Forgaria, Tarcento, Moggio, Resiutta, Amaro, Gemona) tanto che i centralini della Protezione Civile di Palmanova e dei Vigili del Fuoco hanno squillato più volte per informazioni. Non risultano danni né alle persone, né alle cose. In mattinata sono state localizzate quattro repliche, di magnitudo inferiore a 2, nella zona interessata.   Secondo i sismologi non sono escluse altre scosse, ma di minore intensità. Potrebbe succedere anche nei prossimi giorni per alcune scosse di assestamento. La stessa Protezione Civile ha comunque avviato una serie di verifiche statiche nei luoghi dove la scossa è stata maggiormente avvertita. Una scossa più leggera, di 2.1 sulla scala Richter è stata registrata stamattina alle 6.08 sulla costa tirrenica della provincia di Messina, con epicentro tra i Comuni di Basicò, Falcone, Furnari, Mazzarrà Sant'Andrea, Oliveri, Rodì Milici, Tripi e Terme Vigliatore. Il sisma si è prodotto in superficie, a soli 7,7 chilometri di profondità e non ha prodotto danni nè allarme tra la popolazione.  
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TITOLO: Ospedale Valdese a Torino, il Tar decide la chiusura
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: Respinto il ricorso di un gruppo di ex pazienti contro lo stop voluto dalla giunta Cota, rischia così di sparire per sempre il presidio sanitario nato nel 1871.. .
TESTO:Il comitato di ex pazienti che aveva presentato il ricorso, assieme a operatori e alla Tavola valdese, però non si rassegna: "Ora inizia la battaglia vera", promette la presidente del comitato "Mettiamoci le tette" Carla Diamanti. Leggi: Una raccolta fondi per far rinascere il Valdese "Aspettavamo questa sentenza? prosegue? perché ora la palla è nel campo della nuova amministrazione regionale: ci dimostrino che sono diversi da chi li ha preceduti" e rilancia l'idea dell'azionariato popolare, ovvero "dateci i muri e noi lo gestiamo con le cooperative". L'ospedale Valdese è un'eccellenza nella cura dei tumori al seno, ed è chiuso ormai da un anno per decisione dell'ex giunta regionale guidata dal leghista Roberto Cota, nonostante le proteste dei pazienti e dei cittadini che hanno organizzato in questi mesi, oltre ai ricorsi legali, anche manifestazioni, fiaccolate per difendere il presidio. La sua chiusura faceva infatti parte dell'accordo con il ministero della Salute per il piano di rientro a cui è sottoposta la Regione. La nuova giunta sta valutando un suo uso all'interno della rete di assistenza territoriale. "La questione della senologia mi sta molto a cuore? spiega l'assessore Saitta? e ammiro la passione con cui le donne in questi anni si sono battute a difesa di questo servizio. A febbraio? ricorda però Saitta? sarà inaugurata la breast unit di Città della salute che darà risposte adeguate alle necessità delle pazienti e ho chiesto che possa includere le professionalità che lavoravano al Valdese".
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TITOLO: Appello di Renzi Alfano pronto a votare Mattarella
DATA: 2015-01-30
OCCHIELLO: L'appello di Renzi ai partiti è rivolto soprattutto al piccolo partito di Alfano che fa parte della maggioranza ma - irritato per non essere stato coinvolto. ..
TESTO:L'appello di Renzi ai partiti è rivolto soprattutto al piccolo partito di Alfano che fa parte della maggioranza ma - irritato per non essere stato coinvolto nella scelta del candidato - minaccia di votare scheda bianca. Per tutto il giorno Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme, e gli altri "ambasciatori" renziani hanno cercato di far sbollire la rabbia dell'Ncd. Tra l'altro Alfano è il ministro dell'Interno e sarebbe uno strappo istituzionale senza precedenti un responsabile del Viminale - il ministero più istituzionale che c'è - che non vota per il capo dello Stato. Senza contare (e non si tratta di colore) che Mattarella e Alfano sono cattolici, ex democristiani e siciliani. Infatti - pressato dal Pd ma probabilmente anche dai suoi stessi colleghi di partito - Alfano alla fine sembra orientato a votare per il candidato Mattarella al quarto scrutinio. Berlusconi invece ha detto che voterà scheda bianca. Già un cambiamento rispetto alla decisione annunciata in un primo tempo di non partecipare al voto. L'appello di Renzi a tutti i partiti è rivolto anche a lui e, alla fine è possibile che con una capriola Berlusconi arrivi a scrivere il nome di Mattarella sulla scheda. Ma non è detto. L'ex Cavaliere è a un bivio. La scelta di Renzi lo ha messo in grave difficoltà, al punto da dichiarare finito il patto del Nazareno. Fitto e i dissidenti di Forza Italia gli stanno presentando il conto di una strategia politica fallita, quella dell'accordo con Renzi da preservare a tutti i costi. Da ieri a Montecitorio si dice che i fittiani avrebbero comunque votato al quarto scrutinio per Mattarella, proprio in opposizione al Capo sconfitto. Per non rimanere del tutto isolato a Berlusconi non resta che accodarsi. Tanto un accordo con la Lega può riuscire a strapparlo solo alle condizioni di Salvini. I Cinquestelle non sanno che fare. Ufficialmente continueranno a votare Imposimato e Grillo sta cercando affannosamente di trovare qualche inesistente falla nella carriera politica inattaccabile di Mattarella. Ma i parlamentari sono in fibrillazione e vogliono consultarsi per eventualmente convergere. Gli ex M5S diranno poco prima del quarto scrutinio per chi voteranno.
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TITOLO: Renzi: "Mattarella unico nome". Sì unanime dei grandi elettori Pd. Berlusconi: "Devo pensare". Ma Romani: "Fi non lo voterà"
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: Il premier punta a costruire intorno al nome del giudice costituzionale la più ampia convergenza. Bersani: "Ce la facciamo". Prodi: "Non voglio dividere"
TESTO:ROMA -"Ora tocca a noi. Oggi è l'occasione per cancellare lo smacco del 2013". Esordisce con un appello all'unità Matteo Renzi nell'aprire l'assemblea dei grandi elettori del Pd in un centro congressi della Capitale. Il nome che il Partito democratico dovrà votare compatto è quello di Sergio Mattarella. Un candidato non gradito a Silvio Berlusconi, che in mattinata ha tenuto un vertice con i fedelissimi a Palazzo Grazioli. Fonti del Pd avevano parlato di una "convergenza" dell'ex cavaliere sul giurista costituzionale e della possibilità che venga eletto al primo colpo questa sera. Ma poi ambienti vicini al leader di Forza Italia hanno smentito: Berlusconi non ha ancora deciso e vedrà i suoi alle 16. Più tardi il capogruppo dei senatori azzurri Paolo Romani ha negato in maniera drastica: "Per Fi nessun margine su Mattarella. E' la rottura di un metodo, una forzatura". L'indicazione data ai grandi elettori di Forza Italia, infatti, è di votare scheda bianca. "Serve un candidato dalla schiena dritta e che sappia dire di no", ha continuato Renzi in assemblea e ha chiarito: "Fatta la scelta non ci divertiamo però a bruciare i nomi. Perché poi non ci sarà nessun altro candidato Pd". Subito dopo ha ufficializzato formalmente la candidatura di Mattarella. La proposta è stata approvata dall'assemblea all'unanimità: tutti i 460 grandi elettori dem hanno detto sì.
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TITOLO: Quirinarie M5s: il candidato è Imposimato, seguono Prodi e Di Matteo
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: All'ex magistrato il 32% delle preferenze. L'ex premier al secondo posto col 20% di sì, terzo si piazza il pm palermitano protagonista della trattativa. ..
TESTO:ROMA - Il primo è risultato Ferdinando Imposimato con il 32% (16.653 voti), secondo Romano Prodi con il 20% (10.288 sì), terzo Nino Di Matteo con il 13% (6.693 placet). Le votazioni online per il candidato presidente della Repubblica del M5s si sono concluse alle 14. Hanno partecipato alla votazione 51.677 iscritti certificati. Sono iniziate stamani alle 9  le Quirinarie del M5s: fino alle 14 (vale a dire un'ora prima dell'apertura della seduta comune del parlamento) si è votato per il nome che i grandi elettori pentastellati indicheranno nelle prime tre votazioni per l'elezione del presidente della Repubblica. Dal quarto scrutinio in poi, se i giochi si apriranno su un nome 'condiviso' tra più forze politiche, la scelta - spiega il post che ha avviato le votazioni - sarà affidata ad una 'consultazione lampo' sul blog di Beppe Grillo. "Oggi - si leggeva stamani sul blog - si vota online per il candidato alla presidenza della Repubblica del Movimento 5 Stelle dalle 9 alle 14 (per finire prima dell'inizio della votazione in parlamento). Dall'assemblea del gruppo parlamentare è uscita una rosa di nomi che è in votazione oggi. A questa rosa è stato aggiunto Romano Prodi perché riteniamo di dover onorare l'impegno preso con i parlamentari del Pd attraverso l'email inviatagli. Dopo che Lorenza Carlassare ha declinato la candidatura la rosa completa di nove nomi è la seguente: Pierluigi Bersani, Raffaele Cantone, Nino Di Matteo, Ferdinando Imposimato, Elio Lannutti, Paolo Maddalena, Romano Prodi, Salvatore Settis, Gustavo Zagrebelsky".
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TITOLO: Mattarella, nome senza alternative addio Patto del Nazareno
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: Renzi ha proposto il nome di Mattarella senza alternative. Il Pd gli ha risposto sì all'unanimità. Berlusconi non ha ancora deciso e forse continuerà a dire. ..
TESTO:Renzi ha proposto il nome di Mattarella senza alternative. Il Pd gli ha risposto sì all'unanimità. Berlusconi non ha ancora deciso e forse continuerà a dire no. Il patto del Nazareno è finito. La svolta decisiva è avvenuta ieri sera quando il segretario-premier ha deciso che non era più il caso di tergiversare su una girandola di nomi che avrebbero potuto far degenerare la situazione tra veti incrociati e vendette da consumare. Mattarella, dunque, senza altre candidature. E oggi Renzi lo ha proposto all'assemblea dei grandi elettori del Pd: sabato alla quarta votazione sarà il nome da mandare al Quirinale. Berlusconi si è preso una pausa di riflessione ma uno dei suoi fedelissimi, Romani, ha commentato che Forza Italia non lo voterà e che quella su Mattarella è una decisione unilaterale di Renzi. Insomma, fine del patto del Nazareno. A questo punto, anche se Berlusconi dovesse decidere in extremis di votare per Mattarella, sarebbero voti aggiuntivi e non determinanti. Un nome subìto e non imposto o concordato come sarebbe stato quello di Amato. Anche in questo caso il patto del Nazareno sarebbe finito perché Amato avrebbe rappresentato la strana convergenza di interessi opposti tra Berlusconi e i "nemici" di Renzi, cioè D'Alema e Bersani. Una sconfitta per il premier che a quel punto avrebbe giocato una partita completamente nuova e di grande rottura nel suo partito. Invece con la candidatura di Mattarella, Renzi tiene unito il partito democratico e raccoglie consensi anche fuori. Con un candidato che non è un nome del Nazareno e non è neanche un renziano, al punto che il premier lo conosce appena e non lo ha mai frequentato. Se la candidatura avrà successo e non si ripeterà il gioco al massacro di due anni fa (Renzi ha avvertito i Grandi elettori di non fare scherzi) sarà una vittoria del presidente del consiglio che può anche festeggiare le notizie che arrivano dal fronte economico: la fiducia delle imprese e dei consumatori è in crescita e per la prima volta si vedono segnali concreti di uscita dalla recessione.  
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TITOLO: Il boss, gli amici, i politici arruolati «Questi voti ti porteranno in cielo»
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: I pm «Qui i mafiosi non fanno mai la fila: c’è sempre chi li aiuta, anche in Questura»
TESTO:Il boss e l? intermediario chiamarono il politico un giorno di tre anni fa, il 21 febbraio 2012. Seduto accanto a Nicolino Sarcone - considerato il capo del gruppo di? ndrangheta al centro dell? indagine dei carabinieri, all? epoca già sotto processo per mafia - Alfonso Paolini, cutrese trapiantato in Emilia, telefonò a Giuseppe Pagliani, reggiano e capogruppo del Pdl nel consiglio provinciale. «Io ho una cosa per te e per noi. .. ci dobbiamo vedere urgentemente - disse Paolini -. .. Se no qua troviamo un altro cavallo. ..». Ma Pagliani era la prima scelta: «Vogliamo te». L?invito fu subito accettato e Paolini promise: «I voti ti porteranno in cielo. .. guarda. .. però devi essere tu a consigliare e dire quello che bisogna fare». Poi ci fu una riunione nell? ufficio di Sarcone, dove Pagliani andò «senza farsi scrupolo» di incontrare un imputato di? ndrangheta; finché il 21 marzo non fu organizzata una cena allargata con Sarcone, altri imprenditori ora accusati di essere «esponenti di vertice del sodalizio criminoso», Pagliani e altri politici locali. È in quell? occasione, dice adesso il procuratore di Bologna Roberto Alfonso, che «si consacrò e definì l? accordo tra la politica e l? organizzazione mafiosa».
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TITOLO: Sassari, il sindaco di Bultei ritira dimissioni: "Gli attentati sull'isola non ci fermeranno"
DATA: 2015-01-29
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TESTO:BULTEI (Sassari) - "Non mi dimetto, ci ho riflettuto e ho deciso di restare": il sindaco di Bultei Francesco Fois, nel giorno dell'affollata assemblea con 300 sindaci sardi convocati dall'Anci nel suo paese, è più che mai deciso a non gettare la spugna, dopo il pesante attentato che ha devastato parzialmente la sua casa. Oltre alla solidarietà al primo cittadino, la straordinanza adunanza di questo pomeriggio a Bultei - una mobilitazione mai vista nell'Isola - ha voluto lanciare un segnale forte alle istituzioni nazionali e regionali affinché i sindaci non siano lasciati soli. Per questo è stata rilanciata la richiesta di un vertice urgente in Sardegna tra il ministro Angelino Alfano, i rappresentanti della Regione e gli amministratori locali. "Dobbiamo rialzarci - ha ribadito Francesco Fois a cui l'assemblea ha dedicato l'applauso più lungo - e continuare la nostra strada. Non chiediamo la scorta, siamo sindaci non sceriffi, vogliamo essere ascoltati: questo territorio vastissimo per esempio, è stato lasciato senza un presidio dei Carabinieri, più tardi abbiamo avuto la chiusura di tante scuole, infine sono stati attaccati i presidi sanitari. Si devono riequilibrare i territori a seconda delle necessità, così non si può andare avanti". Sono oltre 100, secondo i dati dell'Anci, gli attentati e le intimidazione agli amministratori sardi dal 2010 a oggi, molti dei quali presenti a Bultei, in testa il sindaco di Ottana Giampaolo Marras, tra i più agguerriti nel chiedere allo Stato gli strumenti per governare bene i propri comuni. "L'isola - ha sottolineato l'assessore regionale agli Enti Locali Cristiano Erriu - ha il triste record del maggior numero di attentati agli amministratori in Italia. Per questo dobbiamo unirci e chiedere risorse, ma anche prevenzione". Discorsi condivisi quasi all'unanimità dai 300 sindaci presenti. Solo una voce fuori dal coro, quella di Francesco Manconi, sindaco di Bolotana, che domani ufficializzerà le dimissioni "per l'impossibilità di dare risposte ai cittadini sul caro Tari". "Siamo diventati gabellieri e non possiamo più programmare", ha spiegato. Tanti gli amministratori che hanno denunciato l'assalto ai Municipi contro il caro Tari, a cominciare dal primo cittadino di Nuoro Alessandro Bianchi, che ha ricordato l'aggressione fisica da lui stesso subita dalla folla. "E' chiaro - ha concluso il presidente dell'Anci Sardegna Piersandro Scano - che bisogna avere risposte altrimenti ci costringeranno a gettare la spugna. Chiedo alla Regione come primo atto di rinviare i conguagli Abbanoa al 2016 e di intervenire sulla Tari incidendo sui costi di conferimento. I cittadini sardi non ce la fanno più".
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TITOLO: Varese, identificati i due vandali del treno: un disoccupato di 22 anni e uno studente di 18
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: I carabinieri di Gavirate e la polizia ferroviaria hanno impiegato meno di 48 ore per scoprire e denunciare gli autori del blitz sul convoglio Milano-Laveno di. ..<br clear='all'/>
TESTO:Erano riusciti a scappare tirando il freno d? emergenza e scendendo dal treno prima dell? arrivo del personale di Trenord, allertato da altri passeggeri, ma le forze dell? ordine sono riuscite a  risalire alla loro identità grazie alla testimonianza di una ragazza che viaggiava con loro al momento dell? accaduto e che è stata identificata per prima. Alla banda apparteneva anche un quarto giovane, ma né lui né la ragazza sono stati denunciati. I quattro minuti di follia intorno alle 18 di martedì 27 gennaio tra Varese e Laveno hanno provocato danni per alcune migliaia di euro, secondo le prime stime effettuate da Trenord. "Siamo estremamente soddisfatti per la riuscita di questa indagine - fanno sapere dall'azienda dei trasporti lombardi - e desideriamo congratularci per la rapidità con i carabinieri, supportati ininterrottamente dalla nostra Security, hanno individuato i responsabili dell'atto vandalico compiuto a bordo di un nostro treno. Lo dobbiamo alla tranquillità dei nostri clienti e alla serenità dei nostri colleghi che trascorrono una parte significativa della loro vita in treno. Ora auspichiamo una pena esemplare, a cui affiancheremo una congrua richiesta di risarcimento danni".
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TITOLO: Varese, il vicino ha ucciso Martino e ha preso un caffè con la moglie prima di ammazzarla
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: Alessandro Lorena, il 28enne fermato dai carabinieri per l'omicidio dei coniugidi Venegono Inferiore, ha massacrato la coppia per rubare 100 euro. Lo ha. ..<br clear='all'/>
TESTO:Un "disperato" alla ricerca di denaro, che ha massacrato due anziani nella loro villetta per portare via 100 euro, strangolando una delle vittime dopo aver bevuto un caffè assieme a lei. E' questo il ritratto di Alessandro Lorena, il 28enne fermato dai carabinieri per l'omicidio dei coniugi Martino Ferro e Graziella Campiello, di 80 e 74 anni, uccisi lunedì scorso nella loro villetta a Venegono Inferiore, in provincia di Varese. "Mi dispiace, non so perché l'ho fatto", ha detto l'uomo, accusato di duplice omicidio volontario aggravato, durante la confessione resa in caserma. Figlio di vicini di casa, disoccupato dallo scorso novembre, Lorena conosceva bene la coppia, che lo aveva visto crescere e "si fidava ciecamente di lui". Negli ultimi tempi i problemi economici si sarebbero fatti sempre più pressanti, tanto che aveva difficoltà a pagare gli alimenti alla ex moglie, con cui aveva avuto un bambino. Anche per questo avrebbe deciso di tentare una rapina nella casa dei due coniugi. L'uomo, che viveva a Castiglione Olona, un paese vicino a Venegono Inferiore, lunedì pomeriggio secondo le ricostruzioni dei carabinieri è andato a trovare Martino Ferro, che gli ha regalato alcuni limoni coltivati nel suo orto. Poi è rincasato e attorno alle 15 è tornato nella villetta armato di una mazzetta da muratore, portando con sé un paio di guanti per non lasciare impronte. Particolari che hanno portato il pm varesino Massimo Politi a contestare l'aggravante della premeditazione. Ha aggredito quindi il pensionato nel garage adiacente alla casa, colpendolo diverse volte alla testa, senza lasciargli il tempo di chiamare aiuto. Subito dopo è salito al secondo piano della villetta e ha incontrato Graziella Campiello, che gli ha offerto un caffè senza sospettare che poco prima l'uomo aveva ucciso il marito. Dopo aver bevuto il caffè, Lorena all'improvviso si sarebbe scagliato anche contro la donna, sorprendendola alle spalle e strangolandola con un filo elettrico strappato da una lampada che si trovava in casa. Una volta uccisi i coniugi ha frugato nei cassetti, in cerca di denaro, e attorno alle 16 è fuggito portando via i 100 euro che ha trovato nel portafogli del pensionato. Si sarebbe trattenuto nella casa, in tutto, per circa un'ora. Il figlio ha scoperto i cadaveri dei genitori 24 ore dopo il delitto, attorno alle 17,30 di martedì. Dopo aver massacrato i pensionati Lorena si è liberato dei guanti, della tazzina e del cucchiaino da caffè, su cui aveva lasciato le impronte, gettandoli in un cestino dei rifiuti. Poi ha nascosto la mazzetta in un campo ed è tornato a casa. Ha dimenticato però di portare via dalla villetta il piattino, che ha lasciato in cucina ancora sporco di caffè. Particolare che ha consentito ai carabinieri di Saronno e Varese di incastrarlo, insieme con il racconto di un testimone che lo ha visto passare, lunedì, davanti alla villetta a Venegono Inferiore. Ascoltato come persona informata sui fatti, assieme ad altri conoscenti delle vittime, il 28enne ha raccontato agli investigatori di aver incontrato i due coniugi e di aver bevuto un caffè nella loro casa. I carabinieri si sono però insospettiti per la scomparsa della tazzina col cucchiaino e per la presenza di tracce di caffè sul lato sinistro del piattino: Lorena è mancino. Interrogato in caserma, l'uomo ha confessato. "Ringrazio le forze dell'ordine, che hanno lavorato con grande professionalità - ha spiegato Dario Ferro, il figlio delle vittime - Credevo nella giustizia e oggi ci credo ancora di più".
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TITOLO: Arrestato per omicidio il marito di Elena Ceste. Il gip: "Colpevolezza emerge in modo dirompente"
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: Michele Buoninconti è accusato anche di occultamento di cadavere. Fondamentali i risultati dell'autopsia: la sua morte sarebbe stata violenta, probabilmente. ..<br clear='all'/>
TESTO:Il movente, per il gip Marson, "va ricercato nell'odio maturato nel tempo": Buoninconti, scrive il giudice, riteneva che Elena "fosse una moglie e una madre inadeguata", nonché "una donna infedele e inaffidabile dedita a coltivare rapporti virtuali con il computer e, quindi, 'da raddrizzare'". A questo proposito, Il giudice cita il frammento di una conversazione, intercettata il 17 agosto, fra Buoninconti e i figli su un'auto di famiglia. "Con mamma - dice l'uomo - c'ero riuscito a farla diventare donna. Solo, vai a capire cosa ha visto! Diciotto anni della mia vita per recuperarla, diciotto anni per raddrizzare mamma! ". Il gip descrive Buoninconti come "un soggetto al quale nulla deve sfuggire, interessato ad avere tutto sotto controllo, a gestire e organizzare la vita del suo nucleo familiare secondo regole non sindacabili". "In questo contesto - osserva - si inserisce un elemento di rottura dirompente: la scoperta del tradimento della moglie, preceduta da una forte crisi matrimoniale manifestatasi almeno dal mese di ottobre 2013. Una moglie che come nel lontano passato del loro fidanzamento - conclude il giudice - si affacciava di nuovo a relazioni extraconiugali, a incontri segreti, a scambio di messaggi, telefonate e amicizie in chat, era diventata per l'indagato ingestibile, pericolosa, dannosa. E per questo doveva essere eliminata". Conferma l'ipotesi di una morte violenta l'esame autoptico depositato ieri in procura ad Asti sul cadavere di Elena Ceste, eseguito dal medico legale Francesco Romanazzi, medico legale consulente del pm astigiano Laura Deodato. La relazione conferma quanto era emerso dal lavoro eseguito dal medico legale dei familiari della Ceste, Roberto Testi. Ovvero che la donna non morì né per suicidio né per morte naturale o accidentale. Escluse queste due ipotesi, resta plausibile soltanto la tesi della morte violenta. Dall'analisi dei resti del cadavere trovati nel piccolo canale a poche centinaia di metri di distanza dalla villetta di Costigliole, si ipotizza - considerato anche l'elemento che le ossa trovate sono intatte - che Elena Ceste possa essere morta per asfissia. Ma è soltanto un'ipotesi. Sono stati fondamentali nell'indagine che ha portato all'arresto di Buoninconti le analisi dei tabulati telefonici del cellulare dell'uomo, che hanno fatto emergere contraddizioni dette dall'indagato e che soprattutto hanno fatto luce su dove si trovava l'uomo la mattina della scomparsa della donna, che coinciderebbe con il giorno del delitto. I tabulati hanno fatto emergere come Buoninconti durante la mattinata del 24 gennaio del 2014 si trovasse in un primo momento in casa a Costigliole e in un secondo momento nei pressi del luogo dove il cadavere della donna venne abbandonato. Anche se non si tratta di due località molto distanti, visto che il corpo era stato trovato in un piccolo canale distante poche centinaia di metri da casa, le celle telefoniche sarebbero diverse. E il fatto che l'indagato si trovasse in due posizioni compatibili come orari con l'uccisione della donna - che sarebbe avvenuta in casa - e con l'occultamento del cadavere, buttato nei campi in un piccolo fosso, ha contribuito alla svolta nelle indagini dei carabinieri. Il marito di Elena Ceste avrebbe provato a depistare fin da subito le indagini. Dopo aver ucciso - secondo gli inquirenti - la consorte, Buoninconti aveva bussato alla porta di una vicina di casa segnalando la scomparsa della moglie e chiedendole aiuto. I due avevano iniziato a cercare la donna quindi nei dintorni della villetta e all'interno della casa. La vicina aveva confidato - alcuni mesi dopo - che le era sembrato strano il fatto che Buoninconti, durante l'affannata ricerca della Ceste, quella mattina, le avesse mostrato il bagagliaio dell'auto, cercando anche lì dentro. La vicenda I carabinieri hanno precisato che Buoninconti è stato arrestato per omicidio volontario premeditato su ordine del gip di Asti Giacomo Marson, che ha accolto la richiesta del pm Laura Deodato. Ieri era stata depositata in Procura la perizia autoptica eseguita sul corpo della donna. Nello stesso tempo era stato effettuato, su iniziativa dei legali, un sopralluogo sul luogo in cui venne ritrovato il corpo della donna. Elena Ceste, 37 anni, scomparve da casa nel gennaio del 2014. Il suo corpo venne ritrovato 9 mesi dopo, il 18 ottobre scorso, in avanzato stato di decomposizione in un canale di scolo poco distante dalla sua abitazione. Il mistero del cane che era scomparso a marzo Ieri sono stati depositati in procura i risultati degli esami autoptici sui resti della donna. Mentre i legali di Buoninconti sempre ieri hanno eseguito un nuovo sopralluogo nella zona del ritrovamento del cadavere della donna. I quattro figli sono stati nel frattempo affidati ai nonni, i genitori della nonna.  
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TITOLO: E Firenze salva il Battistero facendo spesa al supermercato
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: Per restaurare l'opera primo crowdfunding di massa targato Unicoop<br clear='all'/>
TESTO:Oggi parte a Firenze la prima operazione di crowdfunding di massa per il patrimonio culturale mai tentata in Italia. Come sempre succede per le cose migliori di questo Paese, la svolta nasce da un apparente vicolo cieco. L?Opera del Duomo stava cercando un classico sponsor che finanziasse il restauro del Battistero: ma quando il sindaco Dario Nardella ha (finalmente) proibito di coprire il monumento con grandi cartelloni pubblicitari, i potenziali investitori sono scomparsi come nebbia al sole. A questo punto si è fatta avanti Unicoop Firenze, proponendo di organizzare una raccolta di fondi nei suoi popolarissimi supermercati e punti vendita. E l? Opera ha detto sì. Saranno accettate donazioni dai cinque euro in su, e chi ne darà più di dieci vedrà il proprio nome iscritto nei registri ufficiali dei benefattori dell? Opera. Con altri dieci euro si potrà partecipare a una visita guidata del Battistero: che solitamente ne costa (scandalosamente) trenta.   La campagna? Abbraccia il Battistero? è innovativa e importante in sé. E non tanto perché le coop? rosse? vanno in soccorso di un ente di fatto legatissimo alla Curia: quanto perché essa riannoda i fili tra i non-luoghi dei centri commerciali e la città storica, e cerca di riportare i cittadini fiorentini (e soprattutto quelli delle periferie) nel monumento per eccellenza civico (e non solo religioso) della città. Unicoop si è impegnata a integrare i fondi che saranno raccolti: ma il punto non è solo il restauro materiale, quanto invece il restauro dei nessi morali, sociali, costituzionali che legano il popolo alle pietre di Firenze.
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TITOLO: Vado, l'istituto superiore di Sanità "smonta" la perizia sulla Centrale
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: "Parziale e carente, non inquina solo Tirreno Power". "Consulenza autoreferenziale, sbagliato il conteggio dei ricoveri"<br clear='all'/>
TESTO:DIECI capitoli, firmati dall'Istituto Superiore di Sanità, per smontare la perizia su Tirreno Power, degli esperti della procura di Savona. Con una conclusione velenosa - autoreferenziale -, che ne mette in dubbio la validità scientifica. La "valutazione" è siglata da Stefania Salmaso, direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute, e Loredana Musmeci, Dipartimento ambiente e prevenzione primaria. Le dirigenti, il 28 gennaio 2014, esprimono "apprezzamento per il lavoro svolto, il tema è di sicura rilevanza in termini di sanità pubblica, in particolare per quanto attiene la prevenzione delle malattie in età pediatrica" nelle prime due righe, ma già alla quarta annunciano osservazioni di fronte ad una "metodologia inusuale". Il documento inviato all'Iss "non è redatto in modo chiaro ed esauriente. .. il che non consente un giudizio conclusivo circa la qualità dei risultati". Quanto all'esposizione inalatoria della popolazione, dipende dalla qualità dell'aria, e alla stessa "contribuiscono diverse fonti di pressione: emissioni dell'industria, attività produttive, riscaldamento, traffico veicolare. ... sebbene sul territorio insistano diverse attività dal rilevante impatto ambientale, quali ad esempio le installazioni portuali (Vado Ligure e Savona, ndr) che nel 2012 hanno fatto registrare un traffico merci e passeggeri di 13 milioni di tonnellate e un milione e 200 mila viaggiatori. .. la documentazione trasmessa non identifica le fonti di pressione ambientale presenti nell'area né stima i loro contributi. ... senza fornire elementi che consentano di valutare la modellistica di simulazione utilizzata. ... Il documento non fornisce alcuna informazione sui dati meteorologici utilizzati nel modello". Uno dei temi più criticati è la raccolta dei dati circa i ricoveri e i decessi. Le prime critiche vengono avanzate sui parametri, con i quali è stata individuata la base di studio della popolazione residente nei 23 comuni nell'area di ricaduta dei fumi. La "stima di esposizione" scrivono i dirigenti Iss "non dipende solo dalla residenza degli individui" ma anche "da stili di vita, natura e proprietà del contaminante". E ancora, "essendo noto che una centrale termica alimentata a carbone produce inquinamenti. .. sarebbe utile conoscere le vie di esposizione considerate, le concentrazioni dei diversi inquinanti e infine le patologie loro attribuibili". Contestata una delle peculiarità della perizia sull'impianto a carbone di Vado Ligure "anche relativamente all'uso dei licheni come indicatori di esposizione la documentazione trasmessa appare particolarmente carente ". Le due responsabili dell'Iss accusano di aver gonfiato i numeri. "Sono stati conteggiati i ricoveri anche se più di un ricovero poteva essere riferito ad un medesimo soggetto. Quindi alcuni soggetti possono essere contati più di una volta tra i casi ". Nella perizia i "casi" definiscono i ricoveri mentre i "controlli" sono individui. Scrive l'Istituto Superiore di Sanità: "La stima del rischio è effettuata su due entità non omogenee. .. non si comprende perché non siano stati accorpati i ricoveri di uno stesso soggetto avendo a disposizione tutte le informazioni individuali. Il numero dei ricoveri identificati è pari a 34.569 per gli adulti e il numero dei controlli, che dovrebbero essere il doppio, è invece di 44.227". Altra criticità, secondo l'Iss, è la diversa composizione di età e genere nelle diverse aree "il confronto. .. può essere distorto perché ad esempio una popolazione anziana avrà un maggior numero di ricoveri e quindi di casi". L'ultimo capitolo inizia con una severa reprimenda: "L'analisi sui decessi presenta carenze informative analoghe a quella dei ricoveri". Le due dirigenti precisano: "È possibile che per alcuni dei punti qui menzionati gli Autori abbiano ottimi elementi a supporto delle scelte effettuate e sia forse solo mancata una chiara esplicitazione. .. ". Ma non basta. "Per alcune questioni tuttavia sarebbe opportuna una discussione più adeguata: come poter considerare i dati di ospedalizzazione come dati d'incidenza, come confrontare ricoveri con soggetti. .. andrebbe capito meglio come sia stato utilizzato l'indicatore di deprivazione socioeconomica. .. se i dati di mortalità e ospedalizzazione forniscano informazioni coincidenti o meno su una data patologia, e come valutare i casi numerosi in cui il rischio più elevato corrisponde alla categoria intermedia di esposizione". Il finale getta un'altra ombra pesante sul lavoro dei consulenti della procura di Savona. "Dall'ampia bibliografia - scrivono le dottoresse Salmaso e Musmeci - non si evince se l'approccio proposto dagli Autori sia stato in precedenza validato dalla comunità scientifica attraverso pubblicazioni su riviste". E poi la bacchettata: "Questo punto è cruciale in quanto l'accreditamento di una procedura è sinonimo di non autoreferenzialità Quattro pagine per una bocciatura senza possibilità di equivoco. Ma nell'inchiesta su Tirreno Power è già capitato, per il Ministero dell'Ambiente e per l'Ist di Genova, che pareri critici sulla perizia siano stati modificati e ribaltati dai funzionari pubblici a seguito di interrogatori al termine dei quali alcuni di loro, da testimoni, si sono ritrovati indagati. Sarà interessante capire se i dirigenti dell'Iss si rimangeranno la stroncatura, e se sì sulla base di quali elementi, o invece la confermeranno. La differenza tra le diverse posizioni potrebbe passare non tanto attraverso dati scientifici, ma provenire da alcune delle migliaia di intercettazioni telefoniche con le quali la procura di Savona intende dimostrare che politici e funzionari si sono piegati al volere dell'impresa per taroccare i controlli e "adattare" le procedure di abbattimento dei fumi.  
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TITOLO: Maltempo, freddo e neve al Sud: scuole chiuse a Cosenza, tempesta sull'Etna
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: Le abbondanti precipitazioni di ieri hanno spinto il sindaco calabrese a lasciare a casa gli alunni. In arrivo un fronte polare che porterà temporali, ... <br clear='all'/>
TESTO:LE PREVISIONI In Calabria la neve è caduta anche a quote basse. Dopo le  abbondanti precipitazioni di ieri, il sindaco Mario Occhiuto ha disposto la chiusura delle scuole, per oggi, a Cosenza. Innevate anche le montagne intorno a Catanzaro e le colline che si affacciano sulla costa tirrenica cosentina. La viabilità, dopo i disagi causati ieri sulla strada statale 107 Paola-Cosenza, dove un automezzo pesante ha bloccato la circolazione per circa un'ora a causa del manto stradale ghiacciato, non sembra subire stamani conseguenze particolari. La polizia stradale raccomanda prudenza sulla stessa 107, dove è obbligatorio transitarie con le catene a bordo nel tratto Cosenza-Crotone che attraversa la Sila, e sull'A3, nel tratto compreso tra Frascineto e Padula-Buonabitacolo, sempre nel Cosentino. In Sicilia, la circolazione è tornata alla normalità sulla A19 Palermo-Catania nel tratto tra Enna e Caltanissetta, dove per le nevicate nel pomeriggio di ieri si erano registrati rallentamenti. Stessa situazione anche sulle strade statali dei Nebrodi 117 Nicosia (Enna) -Mistretta (Messina), e 120 Nicosia (Enna) - Cesarò (Messina) dove per tutta la nottata il transito era possibile con difficoltà e solo con catene montate. Nel Messinese si transita sulla statali 116 tra Santa Domenica Vittoria e Floresta, nel Messinese, dove all'alba c'erano oltre 15 centimetri di neve. Tormenta di neve nella notte sull'Etna accompagnata da fortissime raffiche di vento che sul lato Sud hanno spazzato via il manto nevoso facendo riaffiorare le pietre. Sul lato Nord invece, gli impianti sono al momento in funzione. Le strade che portano in quota dove nella notte sul versante di Nicolosi alcuni mezzi sono rimasti bloccati, sono adesso tutte transitabili. Spazzaneve e spargisale ancora al lavoro sulla Sp 54 che dalle Petralie (Palermo) porta alla stazione sciistica di Piano Battaglia dove in quota si sono formati molti cumuli di neve. Nell'Ennese, dove nei comuni al di sopra degli 800 metri ieri sera si registravano disagi nei quartieri più antichi, la pioggia caduta partire dalla tarda serata ha sciolto gran parte della neve. Allerta vento nelle Marche fino a domani: la Protezione civile comunica infatti che sono previste raffiche forti da sud ovest. Nel corso del giorno potranno raggiungere anche i 90 chilometri all'ora, specie nella parte interna e meridionale della regione. Pertrurbazione in arrivo nell'Aquilano. È in arrivo una perturbazione che risulterà più attiva sulla Marsica e nell'Aquilano dove, tra la tarda mattinata e il tardo pomeriggio, saranno possibili nevicate; in serata, inoltre, è atteso un deciso rinforzo dei venti occidentali che, se nell'Aquilano e sulla Marsica favoriranno un innalzamento della quota neve, sul settore centro-orientale darà luogo a violente raffiche sulle zone montuose, pedemontane e nelle valli. Le temperature sono in diminuzione. Venti da sud-ovest in deciso rinforzo fino a 60-70 chilometri all'ora. Si prevedono mareggiate intense sulle coste del centro e ponente e a levante a partire dal tardo pomeriggio. Arpal ha emesso un avviso per mareggiata intensa per oggi e domani e un livello di attenzione per venti di burrasca sempre per oggi e domani. Il centro maree del comune di Venezia prevede, per domani e sabato, una marea sostenuta in laguna. Secondo le stime, infatti, se oggi il picco sarà di 75 centimetri sullo zero mareografico di Venezia Punta Salute, per i prossimi giorni si dovrebbero toccare i 110 centimetri, nella fascia alta del livello 'giallo' della scala del centro maree. La perturbazione che ha iniziato a interessare il Veneto potrebbe portare nevicate anche a quote basse. Per questo motivo, il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Regione ha emesso poco fa lo stato di attenzione per nevicate su tutto il territorio regionale, a partire dalle ore 20 di oggi fino alle ore 20 di domani, venerdì 30 gennaio. Il bollettino segnala che il clima particolarmente rigido, anche dopo l'eventuale evento nevoso, favorirà la formazione e la persistenza di ghiaccio. Viene perciò raccomandato agli enti gestori delle infrastrutture stradali e ferroviarie di assumere ogni iniziativa atta a garantire la funzionalità e la sicurezza della viabilità. Persiste il maltempo in larga parte della Toscana. La sala operativa della protezione civile regionale ha emesso oggi un nuovo bollettino di criticità con un'allerta meteo per neve dalle 8 fino alle 18 di domani, venerdì 30 gennaio. Prolungata, inoltre, l'allerta per mareggiate fino alle 18 di sabato 31 gennaio e per vento forte fino alle 23 di venerdì 30. Variamente interessate ai fenomeni tutte le dieci province toscane. Il mare sarà oggi agitato sulla costa centro settentrionale, fino a molto agitato a largo a nord dell'Elba (Gorgona e Capraia). Dalle 13.30 di oggi sono sospesi i collegamenti della Toremar con Capraia. Da domani, venerdì, sino alle 18 di sabato, mare agitato su tutta la costa, fino a molto agitato a largo. Allarme Coldiretti per gelo nei campi. Dopo che il mese di gennaio ha fatto registrare una temperatura massima superiore di circa 3 gradi a quella media del periodo, è allarme gelo per verdure e ortaggi. Il trend è dovuto al brusco abbassamento della temperatura nei cosiddetti giorni della merla di fine mese, che la tradizione popolare considera i più freddi dell'anno. L'allarme arriva dalla Coldiretti in riferimento al nucleo di aria gelida che porta freddo e neve su molte zone, sulla base dei dati Ucea. "A rischio gelate - sottolinea la Coldiretti - ci sono le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio e broccoli mentre nessun pericolo invece per i prodotti già raccolti da tempo come mele, pere e kiwi che sono peraltro un ottimo alleato per affrontare il grande freddo".
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TITOLO: Concordia, il Giglio chiede 200 milioni di euro di danni
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: La richiesta dei legali del Comune: "Una provvisionale immediatamente esecutiva non inferiore a 20 milioni". Parti civili: "Inchini erano prassi"<br clear='all'/>
TESTO:Al processo per il naufragio della Costa Concordia è il giorno delle richieste del Comune dell'Isola del Giglio, dove la notte del 13 gennaio 2012 naufragò la nave dell'ex comandante Francesco Schettino. E i legali dell'isola hanno chiesto una provvisionale immediatamente esecutiva non inferiore a 20 milioni di euro a fronte di danni complessivi per circa 200 milioni di euro. In aula tensione tra avvocati Nell'udienza sono stati illustrati i danni subiti dal Giglio, tra cui quello all'immagine e la flessione turistica, oltre al ritardo nelle opere pubbliche, il blocco dell'attività amministrativa e il "turbamento alla popolazione". "Parzialità delle fonti, soggettività dei criteri di valutazione, presenza di macro-errori con valutazioni assenti o valutazioni sbagliate, fallacia delle conclusioni - hanno spiegato i legali del Giglio - Le consulenze che Costa Crociere ha fatto nel corso del processo, a dimostrazione dell'assenza del danno patrimoniale e non patrimoniale, sono state completamente smontate e adesso non rimane più nulla". Nella discussione i legali del Comune di Isola del Giglio hanno illustrato le voci per arrivare a quantificare la provvisionale da 20 milioni di euro. Tra i criteri principali, le somme anticipate dal Comune per conto dello Stato o di altre amministrazioni a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza non ancora rimborsate per 340.305,05 euro, il costo del personale distolto all'ordinaria attività a favore della gestione dell'emergenza per 1.017.201,00 euro, il costo sostenuto dal Comune per la mancata realizzazione del Piano stesso per 1.265.607,50 euro. Infine, il danno all'immagine per lesione all'identità, nome e reputazione nonché per il mancato svolgimento di eventi, trasformazione dell'isola in un cantiere, turbamento della popolazione, per diminuita percezione sia da parte dei cittadini che sul piano internazionale commisurato, per gli anni 2012, 2013 e 2014 nella flessione del turismo per un totale di 4.840.000 euro e l'ulteriore danno all'immagine anche per la persistente associazione del nome dell'isola al tragico naufragio in ulteriori 10.000.000 di euro. "Se l'indagine dei periti di Costa Crociere aveva anche una minima pretesa di scientificità, - hanno concluso i legali gigliesi - si schianta e si disintegra di fronte alla rigidità dei criteri in tema di valutazione di prova". In aula anche le parti civili:   "Non vogliamo una condanna generica ma il contestuale calcolo del danno con la provvisionale" e "chiediamo il danno punitivo nei confronti della compagnia di navigazione, Costa Crociere, se vogliamo fare giustizia in senso alto" hanno detto stamani, l'avvocato Alessandra Guarini, per la quale "procura e gip si sono dimenticati delle vittime in questo processo". "La condotta di Schettino è eccezionalmente grave - ha aggiunto il legale - e questo basta a motivare una richiesta di danni punitivi. Affondando le mani nel fascicolo della procura, queste restano colme di pezzi probatori preziosi come l'ambrosia, che travolgono di responsabilità anche la compagnia. Di una formazione e preparazione sulle procedure di sicurezza che è mancata". "Condannate Schettino a 26 anni" L'avvocato ha aggiunto che "tutte le scellerate decisioni dopo l'impatto prese da Schettino, sono state prese mentre il comandante era al telefono con Ferrarini. Il metodo Ferrarini è una prassi della compagnia che viene riportata in alcuni verbali dei carabinieri. Era un modo per lavare i panni sporchi. Il pm ci ha messo a disposizione tutta la vicenda della Costa Fortuna. La pratica degli inchini, si sa, era prassi, tradizione in Costa". Al termine della discussione, l'avvocato Guarini ha chiesto, oltre alle condanne, anche il rinvio di atti alla procura in riferimento per l'ex presidente di Costa, Pierluigi Foschi, per delitto colposo di pericolo e per il manager Paolo Parodi, per falsa testimonianza. Assente dall'aula anche oggi l'imputato Francesco Schettino, così come i suoi legali, Domenico Pepe e Donato Laino. La difesa è rappresentata da un giovane avvocato collaboratore.  
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TITOLO: Rapina con pistola giocattolo: ucciso un bandito, ferito complice quindicenne
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: Assalto a un distributore di benzina sulla tangenziale di Catania. E' intervenuto un poliziotto del nucleo scorte. Nell'area di servizio trovate due armi<br clear='all'/>
TESTO:Tragica rapina la notte scorsa, poco prima dell'una, lungo la tangenziale di Catania. Conflitto a fuoco tra la polizia e tre giovanissimi rapinatori che armati di pistola - risultata poi giocattolo ma priva del tappo rosso - hanno tentato di rapinare la cassa del bar del distributore Agip. Nella sparatoria due dei banditi sono rimasti feriti, uno è morto mentre in ambulanza stava per essere trasportato in ospedale. Il ferito è un quindicenne. Il terzo rapinatore è fuggito via assieme ad un quarto complice che stava attendendo il terzetto fuori dalla stazione di rifornimento di carburanti. La polizia durante un sopralluogo nell'area di servizio della tangenziale di Catania ha ritrovato due pistole. Le armi sono state sequestrate e saranno analizzate dagli esperti della polizia scientifica per rilevare eventuali impronte digitali. Poco distante dall'area di servizio è stata anche ritrovata l'Opel Corsa con la quale il quarto rapinatore si è allontanato dal luogo della rapina. E' stato invece catturato il terzo componente il commando entrato in azione 40 minuti dopo mezzanotte. Da quanto emerge dalle investigazioni il bandito colpito alle gambe, un maggiorenne, è morto dissanguato, il proiettile che lo ha centrato ha reciso un'arteria. E' stato invece sottoposto al Policlinico a intervento chirurgico per una ferita alla testa il quindicenne. A operarlo una equipe di neurochirurghi. Il commando di quattro persone entrate in azione dopo la mezzanotte nell'area di servizio Agip sulla tangenziale di Catania aveva commesso poco prima un'altra rapina. La notizia emerge in ambienti investigativi della questura. I tre malviventi entrati nella tabaccheria del distributore, il quarto era in auto, si sono scontrati con una pattuglia della polizia di Stato intervenuta sul posto. Ne è nato un violento scontro a fuoco durante il quale due rapinatori sono rimasti feriti in modo grave: il primo, Francesco D'Arrigo, è deceduto poco dopo il ricovero nell'ospedale Vittorio Emanuele, mentre il secondo - un minorenne di 15 anni - è ricoverato nel Policlinico Universitario per una ferita alla testa. Il terzo rapinatore è stato bloccato e arrestato: è Samuele Consoli, di 21 anni, che avrebbe dovuto trovarsi nella propria abitazione perché sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio. Secondo la polizia di Stato il gruppo di rapinatori non era certamente nuovo a simili imprese, anzi, il sospetto è che si fossero resi responsabili di un'altra rapina perpetrata poco prima dell'incursione nel distributore. Continuano le indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Catania, per identificare eventuali ulteriori responsabili dell'assalto. "Le due pistole ritrovate nell'area di servizio Agip dove è avvenuta la sparatoria sono due armi riproducenti quelle in dotazione alle forze dell'ordine (Beretta calibro 9)". Lo ha detto il procuratore della Repubblica Giovanni Salvi. "La reazione degli agenti di scorta - ha aggiunto Salvi - è legittima alla minaccia delle armi. La polizia è parte lesa come testimonia la documentazione video presente nel distributore già dettagliatamente analizzata e parte dell'inchiesta".  
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TITOLO: Delitto Musy, Furchì condannato all'ergastolo
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: La sentenza della Corte d'assise accoglie le richieste del pm Furlan. Per i giudici è stato lui a sparare al consigliere comunale torinese. "Non è giusto, sono. ..<br clear='all'/>
TESTO:"Finalmente so che cosa dire alle mie bambine quando torno a casa". Così ha commentato a caldo Angelica Musy, che ha aggiunto: "Mi aspettavo un verdetto del genere, per tutti noi è una liberazione, ora possiamo tornare a vivere. Ringrazio la Squadra Mobile della polizia per il grande lavoro fatto. Dopo l'agguato non sapevamo proprio chi potesse essere, abbiamo considerato tutte le possibili ipotesi senza capire chi potesse avercela con Alberto". La vedova aveva annunciato che i risarcimenti che otterrà verranno destinati al fondo benefico a sostegno di famiglie in difficoltà, fondato dai familiari di Musy e dedicato all'avvocato ucciso.
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TITOLO: Roma, la moglie dell'ex senatore Pci Macaluso legata al letto e rapinata
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: La donna di 77 anni è stata aggredita nella notte: due uomini con il volto coperto sono entrati nella sua casa a San Basilio, si sono fatti consegnare i. ..<br clear='all'/>
TESTO:Rapina nella notte a Roma nell'appartamento della moglie del giornalista ed ex senatore del Pci, Emanuele Macaluso. Vincenza Maria D'Amelio, 77 anni, è stata aggredita e rapinata nella sua abitazione, la scorsa notte intorno alle quattro, in via Emanuele Ciaceri, nel quartiere San Basilio. La coppia è sposata da più di dieci anni ma vive in case separate. Due uomini con il volto coperto sono entrati forse da una finestra nell'abitazione della donna. L'avrebbero quindi legata al letto e imbavagliata dopo averla costretta ad aprire la cassaforte da cui sarebbero stati prelevati gioielli. Il bottino è in corso di quantificazione. Sono intervenuti gli agenti del commissariato San Basilio allertati dalla figlia della donna che abita al piano superiore e che aveva sentito degli strani rumori provenire dalla casa dell'anziana madre, trasferita poi dal 118 al Sandro Pertini per un lieve malore. "Sono andato a trovarla in ospedale, è ancora scioccata ma fortunatamente sta meglio", ha detto Emanuele Macaluso. La polizia scientifica è impegnata nell'appartamento. Gli agenti del commissariato San Basilio sono al lavoro anche sulle telecamere della zona alla ricerca di elementi utili per risalire ai rapinatori. Al momento non risultano testimoni che possano fornire elementi utili agli investigatori. Chi indaga attende di poter sentire la signora Vincenza, ancora sotto controllo in ospedale per lo shock subito, ma che comunque non avrebbe ferite o lesioni. I banditi si sarebbero introdotti prima in un altro appartamento nello stesso stabile adibito a studio medico e poi attraverso i balconi sarebbero entrati nella casa della moglie dell'ex senatore Pci.
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TITOLO: Avellino, trovato il corpo della giovane scomparsa
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: Di Giuditta Perna, 26enne di Calitri, non si avevano notizie da sette giorni<br clear='all'/>
TESTO:E' stata ritrovata cadavere Giuditta Perna la studentessa universitaria di 26 anni originaria di Calitri e residente a Ruvo del Monte in provincia di Potenza, della quale si erano perse le tracce da mercoledì scorso. Sono stati i carabinieri, impegnati da una settimana nelle operazioni di ricerca insieme a vigili del fuoco e volontari, a scoprire il corpo senza vita della ragazza sul greto del fiume Ofanto, nel territorio del comune di Aquilonia in Alta Irpinia. Giuditta, studentessa di economia aziendale all'università di Perugia, prima di sparire aveva detto alla madre che sarebbe andata dal medico di famiglia a Calitri perché accusava i sintomi dell'influenza. Invece con l'auto si è diretta lungo la statale per Monteverde. Un epilogo tragico di un caso sul quale sembravano riaprirsi nuove speranze dopo gli appelli lanciati dai familiari sulle tv nazionali e le segnalazioni di presunti avvistamenti della studentessa arrivate nelle ultime ore da Napoli e Salerno. Nella serata di mercoledì a Calitri quasi mille persone avevano partecipato a una fiaccolata di speranza. Il ritrovamento del cadavere è avvenuto proprio nel momento in cui gli inquirenti stavano per sospendere di nuovo le ricerche nella convinzione che ormai non ci sarebbero state possibilità di ritrovare Giuditta nella zona. E invece intorno alle 11 la svolta: il corpo senza vita della ragazza era in un burrone, a pochi metri dal corso d'acqua dell'Ofanto, a circa un chilometro di distanza dal luogo in cui era stata ritrovata l'auto con le chiavi inserite nel cruscotto e la borsa con i documenti sul sedile del passeggero. Il cadavere è stato recuperato grazie all'intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Bisaccia e trasferito a disposizione della Procura presso la sala mortuaria dell'ospedale Criscuoli di Sant'Angelo dei Lombardi. Da un primo esame esterno non è stato ancora possibile stabilire se Giuditta sia stata vittima di una morte violenta ma saranno necessari ulteriori accertamenti medico legali. L'ipotesi più probabile resta quella formulata all'inizio dagli investigatori, ossia di un suicidio, anche se dalle testimonianze di amici e familiari non erano emersi elementi che avrebbero potuto spingere Giuditta, descritta come una ragazza "tranquilla e solare", a un gesto disperato.    
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TITOLO: Voti da mafiosi per la campagna elettorale di Vignali, Bernini indagato
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: La Procura aveva chiesto l'arresto del politico parmigiano, ma il gip non l'ha concesso. L'accusa è concorso esterno in associazione mafiosa. I guai giudiziari. ..<br clear='all'/>
TESTO:E' stato confermato il coinvolgimento nella maxi-indagine dei carabinieri contro la 'ndrangheta di un politico locale, Giovanni Paolo Bernini, ex assessore di Forza Italia sotto la giunta Vignali. Bernini ha ricevuto in mattinata un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa. Contattato da Repubblica Parma, ha spiegato che la contestazione riguarderebbe voti presi durante la campagna elettorale per le Amministrative a Parma nel 2007 da parte di persone residenti a Parma e considerate vicine alla 'ndrangheta. Per lui la procura aveva chiesto l'arresto, ma il Gip non l'ha concesso. L'accusa a suo carico è di "aver contribuito pur senza farne parte al rafforzamento e alla realizzazione degli scopi dell'associazione mafiosa", perché "richiedeva e otteneva dagli associati voti a suo favore in relazione alla campagna elettorale 2007 per l'elezione del sindaco e del consiglio comunale di Parma". Bernini si è dichiarato estraneo dalle accuse: "Non so di cosa stiamo parlando. Il mio avvocato da Roma sta andando a Bologna per saperne di più". Per lui la Procura aveva chiesto l'arresto, ma il Gip non l'ha concesso. L'accusa presenterà appello. La contestazione a suo carico è di "aver contribuito pur senza farne parte al rafforzamento e alla realizzazione degli scopi dell'associazione mafiosa", perché "richiedeva e otteneva dagli associati voti a suo favore in relazione alla campagna elettorale 2007 per l'elezione del sindaco e del consiglio comunale di Parma". Gli sarebbero arrivati 200-300 voti grazie a promesse di agevolazioni in materia di appalti e pratiche amministrative: "In cambio si impegnava a fornire un corrispettivo in denaro - si legge nel comunicato della Dda - e la promessa, una volta eletto, di darsi da fare per aiutarè il consorzio criminale relativamente ad appalti o alla velocizzazione ed attenzione particolare nella trattazione delle pratiche amministrative del gruppo". Giovanni Paolo Bernini ha ricoperto l'incarico di presidente del Consiglio comunale, di assessore al Personale e in seguito ai Servizi per l'Infanzia per la giunta Vignali dal 2007 fino al settembre 2011, quando venne arrestato dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'indagine Easy Money della Procura di Parma. Le accuse a carico del politico erano di corruzione e tentata concussione sugli appalti delle mense scolastiche (veniva contestata una tangente di 8mila euro pagata da un dirigente della Copra di Piacenza e una richiesta in denaro a un amministratore della Camst). In seguito a Bernini è stata contestata anche l'appropriazione indebita di 16mila euro prelevati da un conto corrente benefico per i bambini di Haiti. Il politico ha sempre respinto le accuse. Assistito dalla nota avvocatessa romana Tiziana Parenti, non ha chiesto riti alternativo come patteggiamento o abbreviato e lo scorso novembre è stato rinviato a giudizio. Il processo dibattimentale prenderà il via a fine febbraio. Giovanni Paolo Bernini finì sulle cronache nazionali quando, astro nascente di Forza Italia, finì nelle carte di un'indagine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli per un incontro avuto nel 2003 con il boss dei Casalesi Pasquale Zagaria. Bernini, considerato vicino all'allora ministro alle Infrastrutture Pietro Lunardi, incontrò il capo camorrista in un lussuoso albergo di Roma. Al tavolo sedevano anche il costruttore parmense Aldo Bazzini (prestanome dei Casalesi, fu arrestato per associazione mafiosa e nel 2012 gli sono stati confiscati i beni) e un agente immobiliare, Alfredo Stocchi, ex assessore socialista indagati per concorso in riciclaggio. Bernini non fu indagato per quella vicenda. Interrogato dai carabinieri ammise l'incontro, dicendo di non avere avuto idea di trovarsi davanti a un boss camorrista. Zagaria, ha dichiarato, gli era stato rasentato come un normale imprenditore. Pizzarotti: Bernini ex assessore della passata Giunta, quella che? #Parma? ha cacciato a pedate nel sedere - "Oggi nella mia regione e nella mia terra ci sono stati arresti-blitz contro la 'Ndrangheta. Dai giornali leggo che ci sarebbe stato un avviso di garanzia anche per un ex assessore della passata Giunta, quella che? #? Parma? ha cacciato a pedate nel sedere. Noi siamo Parmigiani, siamo uomini liberi, gente fiera della propria città, cittadini orgogliosi e innamorati della propria terra. Per primi dobbiamo essere noi, in quanto donne e uomini liberi, a dire che le mafie fanno schifo, a dire che qui per loro non c'è posto. Siamo noi, in quanto parmigiani e in quanto istituzioni, a difendere la nostra città e le nostre famiglie dalla criminalità organizzata. Siamo noi i primi anticorpi contro l'illegalità. Calamandrei diceva: "La libertà è condizione ineliminabile della legalità; dove non vi è libertà non può esservi legalità". Parma la vogliamo libera, sempre splendida e libera.
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TITOLO: 'Ndrangheta, l'ex senatore Grillo (Forza Italia) indagato a Brescia per corruzione
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: L'ex parlamentare era stato scarcerato un mese fa dopo essere stato coinvolto nell'inchiesta sulle tangenti all'Expo di Milano. Perquisita a Monterosso (La. ..<br clear='all'/>
TESTO:Luigi Grillo, ex senatore di Forza Italia, è indagato per corruzione nell'ambito dell'operazione Pesci condotta dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) di Brescia sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Lombardia. La conferma arriva da indiscrezioni raccolte a Mantova, dato che la Procura di Brescia su tutta l'operazione continua a mantenere il più stretto riserbo. L'inchiesta bresciana ha portato alla luce l'infiltrazione della 'ndrangheta nel tessuto economico di Mantova e Cremona e negli apparati istituzionali del Comune di Mantova. I carabinieri del nucleo investigativo di Mantova, braccio operativo della Procura di Brescia nell'inchiesta, hanno perquisito a Monterosso, nello Spezzino, la casa di una delle figlie dell'ex senatore, scarcerato appena un mese fa dopo essere stato coinvolto nell'inchiesta sulle tangenti all'Expo di Milano. A Grillo, che al momento della perquisizione non era in casa, è stato notificato un decreto di perquisizione che vale come informazione di garanzia e sono stati sequestrati alcuni documenti. L'inchiesta aveva già portato a nove provvedimenti di fermo e un numero imprecisato di indagati, tra cui il sindaco di Mantova, Nicola Sodano, anch'egli di Forza Italia. I reati contestati sono associazione mafiosa, estorsione e corruzione, anche in atti giudiziari, posti in essere da soggetti residenti in varie zone della penisola. L'operazione  è collegata a quella delle Procure di Bologna e Catanzaro denominata Aemilia. Era stato soprattutto il coinvolgimento del sindaco di Mantova, crotonese di nascita ma da quarant'anni nella città lombarda, a provocare sorpresa. I carabinieri hanno notificato a Sodano un decreto di perquisizione che vale come informazione di garanzia e hanno perquisito il suo ufficio in municipio, rimanendovi per otto ore. Alla fine se ne sono andati con un'ampia documentazione relativa alla lottizzazione Lagocatello, in riva al lago Inferiore, proposta dall'imprenditore Antonio Muto nel 2004 e mai realizzata (si prevedevano un albergo e 200 villette) a Mantova per l'opposizione della giunta precedente, quella di centrosinistra guidata da Fiorenza Brioni (ad autorizzarla era stata nel 2004 la precedente giunta, sempre di centrosinistra). La vicenda è stata poi ereditata dalla giunta di centrodestra solo per quanto riguarda i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, tutti persi, inoltrati da Muto contro la decisione del Comune di non far costruire su quell'area vincolata dal ministero dei Beni culturali.
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TITOLO: Angelica Corporandi d'Auvare: "Pronta a perdonare chi ha ucciso mio marito ma prima dovrebbe pentirsi e chiedermelo"
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: Parla la vedova del professor Musy: "Finalmente ora so cosa dire alle mie figlie. Per noi è una liberazione, ora possiamo tornare a vivere"<br clear='all'/>
TESTO:TORINO. "Devo correre a casa. Ci sono le mie figlie che stanno aspettando. Ad Isabella, la più grande, ho raccontato tutto. Le altre tre sono ancora piccole per conoscere interamente la tragica realtà della morte del loro papà. Sono sollevata di poter tornare a casa e poter dare una risposta definitiva alle loro domande. Se ci fosse stata una sentenza di assoluzione non avrei saputo proprio cosa dirgli. Per noi questa condanna è una liberazione, ora possiamo tornare a vivere. .." dice Angelica Corporandi d'Auvare, la vedova del professor Alberto Musy, lasciando l'aula del tribunale. Lei ha seguito tutto il processo. Ha saltato una sola udienza. Quella dedicata alle arringhe degli avvocati della difesa. Come mai? "Lo aveva promesso ad Alberto che sarei stata presente a tutte le udienze e l'ho fatto anche se non è stato facile. È stato terribile ripercorrere la tragedia che ha colpito la mia famiglia, rivedere camminare quell'uomo con il casco mentre si avvicina a casa nostra per uccidere Alberto. Ho saltato l'udienza dei difensori dell'imputato perché non me la sono proprio sentita di ascoltare le loro parole". Lei conosceva Francesco Furchì, sapeva che aveva collaborato alla campagna elettorale di suo marito? "Non l'avevo mai incontrato prima. L'ho visto per la prima volta in aula. Non avevo idea di chi fosse. Non pensavo che potesse nutrire tanta rabbia nei confronti di mio marito. Anzi per dire la verità non pensavo che al mondo ci fosse qualcuno che potesse avercela tanto con lui da volerlo morto. Ricordo quando gli investigatori della squadra mobile che hanno passato giorni con me e sono stati straordinari mi chiedevano se avessi qualche idea, se conoscessi qualcuno che volesse fare del male ad Alberto. Penso di aver addirittura intralciato l'indagine perché non sapevo aiutarli, in testa aveva solo una grande confusione, non riuscivo a capire che cosa fosse successo perché non credevo che ci fosse chi poteva desiderare la morte di un uomo tanto dolce e buono come mio marito". Durante tutte queste udienze lei ha visto l'uomo che ora è stato condannato per la morte di suo marito. Ha provato rancore nel vederlo? "No, rancore no, mai. L'ho detto anche in aula: non ho mai cercato un assassino qualsiasi ma l'assassino, colui che ha ucciso il padre delle mie figlie. No, non nutro rancore nei suoi confronti, anzi poverino, ora dovrà restare in carcere per tutta la vita e avrà modo di riflettere sul male che ha fatto". Lei come suo marito è molto credente. Pensa di poter perdonare l'assassino di suo marito? "Perdonare? Beh sì, posso anche perdonarlo anche se è difficile perdonare chi il perdono non lo chiede". Che cosa ricorda di quella mattina del 21 marzo di tre anni fa? "Tutto e non lo dimenticherò mai. Mi ero appena alzata e mi era accorta che Alberto era uscito per accompagnare le bimbe a scuola. Stavo leggendo il giornale, la storia di una sparatoria avvenuta al Sud, quando ho sentito gli spari. In un primo momento ho pensato di essere stata suggestionata dalla lettura, poi ho sentito qualcuno che gridava in cortile di avvertire la polizia. Mi sono affacciata: era mio marito che si teneva la testa e che sanguinava ".  
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TITOLO: Vigevano, ricatti a luci rosse al parroco del Duomo: nei guai un sacrestano di 35 anni
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: Il sacerdote 73enne è parte offesa in un'inchiesta su ricatti a sfondo sessuale. L'indagato è un sacrestano di un altro sacerdote e già indagato per tentata. ..<br clear='all'/>
TESTO:Il parroco del Duomo di Vigevano è parte offesa in un'inchiesta su ricatti a sfondo sessuale condotta dai carabinieri. La notizia è stata rivelata dal settimanale locale L'informatore all'indomani dell'apertura davanti al tribunale di Pavia del processo (subito rinviato) per i ricatti a luci rosse al santuario della Madonna della Bozzola di Garlasco, alla quale anche questo nuovo filone d'indagine sarebbe in parte collegato. Il canonico, 73 anni, avrebbe ricevuto una richiesta estorsiva per 1.000 euro da un egiziano di 35 anni, Mohamed Ibrahim Mansur, sacrestano di un altro sacerdote e già indagato di recente per tentata estorsione ai danni di un terzo prete di Mortara. L'uomo sosteneva di essere al corrente dell'esistenza di registrazioni di telefonate compromettenti fra il parroco del Duomo e alcuni romeni legati ai due che sono accusati di aver ricattato per anni (e centinaia di migliaia di euro) l'allora rettore del santuario lomellino e un suo collaboratore. La richiesta di denaro a don Padova era finalizzata a far sparire il computer in cui sarebbero custoditi i file. Le indagini avrebbero appurato che in realtà le registrazioni non esistono, ma l'egiziano avrebbe cercato di speculare su conversazioni hard veramente avvenute e di cui era a conoscenza.
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TITOLO: Caos centrodestra, Berlusconi: "Patto Nazareno non c'è più". Alfano: "Ma governo tiene"
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: Dopo il nome di Mattarella lanciato da Renzi, altolà del presidente Fi: "E' stato Matteo a non rispettare gli accordi, mica noi. Scheda bianca anche dopo la. ..
TESTO:Vero è che il disappunto, la rabbia e anche l'amarezza per quello che da alcuni viene definito "il doppio gioco" di Renzi, accomuna tutto il partito. E' tuttavia sulla linea da tenere d'ora in avanti che gli alfaniani si dividono, con una parte più 'oltranzista', pronta a sposare la battaglia annunciata sulle riforme da Berlusconi (per dire: l'Italicum è stato approvato al Senato, ma ora dovrà tornare alla Camera), e una parte che invita invece alla prudenza: non si può buttare tutto all'aria adesso. I timori ruotano attorno al fatto che se si dovesse sposare una linea troppo dura nei confronti di Renzi, si rischierebbe il 'peso' che ora il partito ha nell'esecutivo. All'orizzonte, infatti, ci potrebbe essere un rimpasto - soprattutto dopo che il ministro Maria Carmela Lanzetta ha lasciato - e c'è chi sottolinea che i tre ministeri in quota Ncd potrebbero essere rimessi in discussione dal premier. Per certo, Ncd non sosterrà il "nome unico" lanciato dal presidente del Consiglio e nell'immediato tenta di uscirne così: "I due piani - sottolinea il deputato Fabrizio Cicchitto -, cioè quello del confronto sull'elezione del presidente della Repubblica e quello che riguarda il governo, rimangono distinti". Perché "sull'elezione del capo dello Stato il presidente Renzi ha rovesciato la linea politica seguita nella formazione del governo, nello stesso patto per le riforme che coinvolgeva oltre Ncd anche Forza Italia e ha privilegiato invece l'unità del Pd e la piena conquista di ogni carica di livello istituzionale e politico da parte delle varie componenti di questo partito. Per queste ragioni - prosegue Cicchitto - noi dell'Ncd non essendo alleati subalterni, non possiamo condividere questa scelta indipendentemente dalle valutazioni e dal rispetto per l'onorevole Mattarella". Un rispetto in merito al quale Berlusconi rivela (sempre ai suoi) di aver sentito al telefono Mattarella e che il padre del Mattarellum gli avrebbe detto di considerare la scheda bianca un segno di rispetto nei suoi confronti. A sentirsi al telefono con l'ex ministro della Difesa anche Alfano. Sempre in casa Ncd, però, è la capogruppo a Montecitorio, Nunzia De Girolamo, a usare parole più dure: "Dalla quarta votazione - dichiara - avremo una posizione congiunta" con Forza Italia "perché è vero che abbiamo un patto di maggioranza con Renzi, ma non prevedeva un patto sul Colle. Mentre avevamo un accordo sul Colle con Fi e Berlusconi. Credo che le conseguenze ci saranno sulla maggioranza istituzionale. Quella sulle riforme, perché Renzi straccia il patto del Nazareno che ha tenuto in piedi il percorso dall'Italicum alla riforma del Senato". Ma se il patto del Nazareno va in crisi, a esultare è la Lega Nord. Il leader del Carroccio, Matteo Salvini, dopo aver ribadito il no secco a Mattarella e la propria indicazione a favore di Vittorio Feltri, si rivolge direttamente a Berlusconi avvertendolo che d'ora in poi saranno le camice verdi a dettare la linea. La vittoria di Renzi, dice un altro big della Lega come Roberto Calderoli, "va bene anche per noi: ora per trovare un elettore di Forza Italia bisognerà andare in giro con il lanternino". I leghisti rivendicano di aver pronostico il fallimento dell'intesa tra il premier e l'ex Cav: "Lo dicevamo che Renzi lo avrebbe usato e poi scaricato. Alla fine - osserva Salvini - è successo". E ora, di fronte alla certificazione del fallimento, Forza Italia, dice la Lega, perde il diritto di indicare le priorità: "Chi vuole dialogare con noi - fa sapere Salvini - adesso lo fa sui nostri temi, sui nostri progetti, sui nostri uomini. Altrimenti andiamo avanti da soli".  
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TITOLO: Giustizia, il cdm approva il riordino della difesa d'ufficio
DATA: 2015-01-29
OCCHIELLO: Unificato l'albo dei difensori, che diventa nazionale
TESTO:ROMA - Il Consiglio dei ministri si è riunito in serata, dopo il primo scrutinio per l'elezione del presidente, e ha dato il via libera definitivo al riordino della difesa d'ufficio, approvando il relativo decreto legislativo. Un ulteriore tassello per il completamento della "nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense", si legge nel comunicato finale del cdm. E' prevista l'unificazione dell'elenco dei difensori d'ufficio (ora tenuto presso ciascun consiglio dell'ordine circondariale) su base nazionale, attribuendo al Consiglio nazionale forense la competenza sulle iscrizioni e sul periodico aggiornamento. Per assicurare la qualificazione professionale, sono poi previsti criteri più rigorosi per l'iscrizione, richiedendo che i corsi di aggiornamento abbiano un'adeguata durata e un esame finale. Inoltre - tra l'altro - è elevata a cinque anni la pregressa esperienza professionale in materia penale richiesta per l'iscrizione ed è stabilito, quale ulteriore alternativa, il titolo di specialista in diritto penale, la cui regolamentazione è in via di completamento. In via transitoria si prevede che i professionisti attualmente iscritti agli elenchi tenuti dai consigli dell'ordine siano iscritti automaticamente all'elenco nazionale con l'onere di dimostrare, alla scadenza del periodo di un anno dalla data di entrata in vigore del decreto, la presenza dei requisiti richiesti dalla nuova disciplina per il mantenimento dell'iscrizione. Il testo è tornato all'esame del Consiglio dei Ministri dopo aver acquisito i pareri delle competenti commissioni parlamentari (Giustizia e Bilancio) di Camera e Senato e averne recepito le condizioni.
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TITOLO: Quirinale, Renzi ai suoi: "Possibile candidato fuori dal Nazareno". Poi vede Berlusconi
DATA: 2015-01-28
OCCHIELLO: Faccia a faccia di due ore tra premier e leader di Fi. Il segretario all'assemblea Pd: "Il profilo è quello di un garante della Costituzione, con competenze. ..
TESTO:Il Pd deve avere "un ruolo massimo e centrale" nell'elezione del presidente della Repubblica. Apre così Matteo Renzi l'intervento davanti ai parlamentari dem, in una giornata che potrebbe essere decisiva per le trattative sul successore di Napolitano. E subito lancia un affondo nei confronti di Silvio Berlusconi, che ieri non si è presentato all'incontro con la delegazione di Forza Italia: "Sono un contraente del patto del Nazareno e lo rivendico. Il capo dello Stato lo abbiamo sempre fatto con Forza Italia. Ma questo non significa che prendiamo il loro nome. Con Fi abbiamo avuto un incontro civile, non vogliono qualcuno con una storia militante nel nostro partito. Non possiamo accettare veti. Non facciamo e non accettiamo diktat". Alle 9 il discorso davanti all'assemblea dei deputati del Pd, nella sala Regina di Montecitorio, alle 10 il premier va al Senato per lanciare ai "suoi" lo stesso messaggio. A mezzogiorno a Palazzo Chigi vede Pier Luigi Bersani in un faccia a faccia che dura circa mezz'ora. "Abbiamo cominciato a ragionare e abbiamo ragionato bene. Ma la strada è ancora lunga. Sì, certo che abbiamo parlato di nomi", così l'ex segretario dem all'uscita da Palazzo Chigi, prima di vedere Gianni Cuperlo e Roberto Speranza.   All'ora di pranzo, infine, è cominciato l'incontro con Berlusconi (accompagnato da Gianni Letta e Denis Verdini) che si è concluso dopo circa due ore di confronto. A seguire, il premier ha ricevuto a Palazzo Chigi la delegazione Pd che ha svolto le consultazioni con gli altri partiti. "Il profilo del capo dello Stato uscito dagli incontri di ieri è quello di un garante della Costituzione, con qualità politico-economiche-parlamentari internazionali", ha detto Renzi nell'assemblea dem. Aggiungendo: "Il nome del candidato al Colle ancora non c'e'" ma "il metodo non è  "the winner is", piuttosto è quello dell'ascolto, massimo coinvolgimento e massima collaborazione". In realtà da ambienti dem filtra un'indiscrezione. Il partito sta ragionando su due possibili candidati: Giuliano Amato o Sergio Mattarella. "Dobbiamo chiudere la partita entro la fine della settimana", ha ribadito Renzi all'assemblea Pd, "questo significa contemplare anche la giornata di domenica, ma spero che non ce ne sia bisogno". "Non possiamo andare oltre il weekend" sottolinea, "perché significherebbe dare l'idea di un Paese che non sa uscire dalla palude". Poi il premier-segretario spiega: "Finora, nelle consultazioni, è emerso un riferimento forte a una figura politica" dice, lasciando intendere che sul "no a un tecnico" c'è ampia condivisione. Quanto all'idea che il Pd voti scheda bianca alle prime tre votazioni, linea che sembrava stabilita da giorni, Renzi oggi si prende più tempo: "Decideremo domani, per me resta proposta migliore ma lo vedremo insieme". Nelle stesse ore il leader della Lega Matteo Salvini e Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, in una conferenza stampa alla Camera ribadiscono il nome di Vittorio Feltri per il Quirinale, "visto che di là si naviga al buio". E impallinano le Quirinarie grilline: "Ridicole", "Gli M5S passano dalla rivoluzione a Prodi e Bersani". Sì, perchè sul blog di Grillo è spuntato ufficialmente il nome di Romano Prodi. Senatori e deputati M5s sono riuniti da stamani e dalla loro assemblea in diretta è arrivata la 'rosa' dei 10 candidati del Movimento da far votare alla Rete domani. Oltre a Prodi c'è anche Bersani. Ecco l'elenco pubblicato in ordine alfabetico: Pierluigi Bersani, Raffaele Cantone, Lorenza Carlassare, Nino Di Matteo, Ferdinando Imposimato, Elio Lannutti, Paolo Maddalena, Romano Prodi, Salvatore Settis, Gustavo Zagrebelsky. Il candidato con più preferenze sarà votato dal gruppo parlamentare sin dal primo scrutinio e, in ogni caso, se dal quarto scrutinio dovesse apparire un altro nome condiviso tra più forze politiche in parlamento "decideremo con una consultazione sul blog". Dunque, con tutte le intenzioni per trattare e contare. Renzi negli stessi momenti si rivolge direttamente ai grillini ma su un tema che non è il totonomi: "Aggredire un deputato per le sue idee è la cosa più squallida che esista. Non ci abituiamo a quello che è successo ieri sera, è inaccettabile", ha detto il premier riferendosi all'aggressione subita ieri con urla e sputi dall'ex grillino Walter Rizzetto da parte di militanti M5s riuniti sotto il Nazareno.    
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TITOLO: M5s sceglie rosa di 10 nomi per quirinarie sul blog: anche Prodi, Bersani e Zagrebelsky
DATA: 2015-01-28
OCCHIELLO: Il Movimento di Beppe Grillo annuncia la votazione sul web. Di Maio: "Votazione lampo sul blog per chiedere se potremo dire sì a un nome in grado di mettere. ..
TESTO:Identica la posizione di Silvia Giordano: "Quando sento il nome di Prodi mi parte l'embolo. .. Lui è nato nella Dc, era amico di Andreotti, ha fatto ministro Mastella. Se lo devo vedere come garante, allora è garante di un compromesso. E io dico no a questo". Ma no anche a i nomi di Bersani e Cofferati. Il deputato Claudio Cominardi è deciso: "Credo sia da dissociati mentali votare Prodi, ma sono sicuro che la Rete sarà saggia. E detto ciò lo penso anche per Bersani" ha precisato. Contro il nome del Professore anche Mirella Liuzzi: "assolutamente non si può votare per un nome - ha detto - che va contro i valori del Movimento o il nome di chi ci ha portato nell'euro. Ecco, io sono assolutamente contraria a Prodi". Sulla stessa linea anche il deputato Vincenzo Caso che si è detto contrario sia al nome di Prodi sia a quello di Bersani e poi ha lanciato un appello ai colleghi: "In questo momento è ancora più necessario evitare tatticismi e strategie sul presidente della Repubblica perchè vuol dire già dare un segno di sconfitta". Allineati a loro anche Alberto Airola e Daniele Pesco. Il primo ha spiegato: "Pensare di mettere in crisi e in difficoltà il sistema votando Prodi o Bersani è pura follia. L'angoscia di qualcuno che pensa che facendo il nome di Prodi si possa spezzare un patto d'acciaio, è follia e non è neanche da Movimento 5 stelle. Riuscire a vedere che 300 persone voteranno Prodi o Bersani e poi magari passano Finocchiaro o questi personaggi qua. .. Mi sembra inutile". Anche Pesco è della stessa opinione: "Sono indignato dal nome di Prodi, colui che ci ha portato in Europa e in questa situazione qua. Spero che il voto sul blog sia palese perché come noi adesso anche chi lo vota ci deve mettere la faccia. Noi dobbiamo essere abbastanza forti e coraggiosi da proporre un nome nome: io propongo Elio Lannutti". Contrario anche il senatore Marco Scibona: "I nomi degli altri se li votino gli altri. .. altrimenti ce ne stavamo a casa". Parola d'ordine: trasparenza. E, mentre i grillini discutevano sulle quirinarie, il leader del Movimento ha postato su Twitter un messaggio per il premier: "#presidenteM5S. Matteo Renzi! Guarda e impara cos'è trasparenza e partecipazione", scrive Beppe Grillo, che posta anche una foto dell'assemblea 5 stelle.
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TITOLO: Calabria, Lanzetta non entra nella giunta regionale: dubbi sull'assessore De Gaetano
DATA: 2015-01-28
OCCHIELLO: A due mesi dalle elezioni, scoppia un caso che coinvolge il governo. Il ministro degli Affari Regionali conferma le dimissioni dall'esecutivo ma fa dietrofront. ..
TESTO:CATANZARO - E' iniziata con una telefonata tra la direzione nazionale del Pd e il governatore. E' finita con le parole dure della Lanzetta, condìte da un certo sconcerto per il comportamento del governo. Mario Oliverio dice che l'idea di chiamare la ministra Maria Carmela Lanzetta in Calabria è stata una sua iniziativa e che è stato lui a proporlo a Matteo Renzi. In tanti invece sono convinti che sia accaduto il contrario e che il premier una decina di giorni addietro, attraverso il sottosegretario Graziano Delrio e il numero due del Pd Lorenzo Guerini, abbia colto l'occasione per liberare la casella del dicastero degli Affari Regionali da una presenza "non apprezzata". Il tutto, naturalmente all'insaputa della diretta interessata che fino a venerdì pomeriggio giurava "di non sapere nulla del suo impegno come assessore regionale della Calabria" e assicurava che anche i vertici del partito e del governo le avevano fatto intendere di cadere dalle nuvole. Poi sabato la svolta con la telefonata di Oliverio alla Lanzetta che si era presa del tempo per decidere, senza tuttavia nascondere un certo disappunto per come l'intera partita era stata gestita, in assenza di un suo coinvolgimento diretto e di confronto nel governo e nel Pd. In serata l'ok di Lanzetta al presidente della Calabria. Quindi l'annuncio delle dimissioni dal dicastero. Domenica sera l'accelerazione. Oliverio affida alle agenzie una nota nella quale annuncia di aver presentato la sua mini giunta, composta da soli quattro assessori, da completare nel giro di alcuni mesi. Il caso scoppia quando i giornali di lunedì ricordano al governatore che uno degli assessori nominati, Nino De Gaetano, è stato sfiorato da un'inchiesta per voto di scambio politico-mafioso. Ieri la replica a muso duro di Oliverio che, in conferenza stampa, seduto accanto ai suoi assessori (ad esclusione della Lanzetta) ha affermato: "Sul fronte della legalità e della trasparenza non vi saranno tentennamenti". Un'autocertificazione che evidentemente non è bastata a Graziano Delrio, il quale si sarebbe fatto sentire per chiedere chiarimenti al presidente della Calabria sulla composizione della giunta e, in particolare, sulla vicenda di De Gaetano "non sufficientemente chiarita". Apriti cielo. Poche ore dopo interviene anche Lanzetta che in una nota annuncia l'intenzione di non entrare in giunta, sia pure confermando la volontà di dimettersi dal dicastero degli Affari Regionali. Per lei, con una storia di ex sindaco di Monasterace (Rc) finita sotto scorta, non è possibile che vi siano dubbi sul fronte della legalità.
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TITOLO: Accordo nel Pd su Mattarella l'incognita Forza Italia
DATA: 2015-01-28
OCCHIELLO: Per il Quirinale si comincia a fare sul serio ma, come dice Bersani al termine dell'incontro con Renzi, "la strada è ancora lunga". Il premier ha visto anche. ..
TESTO:Per il Quirinale si comincia a fare sul serio ma, come dice Bersani al termine dell'incontro con Renzi, "la strada è ancora lunga". Il premier ha visto anche Berlusconi e quindi oggi è la prima giornata veramente importante per capire chi salirà al Colle. E mentre i Cinquestelle propongono alla rete un elenco di dieci nomi tra cui scegliere il candidato, Renzi prova a sottoporre a Berlusconi il nome di Mattarella. Compito difficile perché l'ex Cavaliere dice di no: ha paura che il severo e silenzioso giudice palermitano della Corte costituzionale si possa trasformare rapidamente in un secondo Oscar Luigi Scalfaro. Praticamente un incubo per Berlusconi. Se poi si aggiunge il ricordo delle dimissioni di Mattarella dal governo negli anni Novanta per protesta contro la legge Mammì che favoriva l'avvento della tv del Biscione, il quadro è completo. C'è da aggiungere che da quando i voti di Forza Italia sono stati determinanti nell'approvazione dell'Italicum al Senato, Berlusconi si sente di nuovo un "king maker" e quindi cerca di dettare le sue condizioni, che prevedono un uomo o una donna non ostili e che possibilmente non venga dalla storia del Pd. Berlusconi vorrebbe Amato che di tutti i candidati è probabilmente quello che ha la maggiore conoscenza dei meccanismi istituzionali della Repubblica. Ma in un gioco coperto, che è consuetudine nelle elezioni presidenziali, Amato potrebbe non essere solo il candidato di Berlusconi, ma potrebbe piacere molto anche a D'Alema e a Bersani (oltre che all'ex presidente Napolitano). Per queste ragioni non va bene a Renzi e dal gioco dei veti incrociati potrebbe venire fuori un terzo nome. Mentre - fra i nomi gettati nella mischia come cortina fumogena dai Cinquestelle - c'è al primo posto quello di Bersani. Un disturbo per Renzi che si potrebbe trovare questa candidatura alle prime votazioni, quando il Pd dovrebbe votare scheda bianca. Domani si comincia con le schede. L'obiettivo è quello di arrivare all'elezione sabato mattina. Se si va oltre lunedì diventa concreto il rischio caos.
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TITOLO: Piogge al centro-sud e neve al nord, il freddo promesso è in arrivo
DATA: 2015-01-28
OCCHIELLO: Le previsioni rispettate: e anche la prossima settimana il tempo sarà instabile
TESTO:Arrivano i `Giorni della Merla´ e quest? anno rispetteranno in pieno la tradizione: questo periodo -29,30 e 31 gennaio- è considerato da sempre il periodo più freddo dell? anno e coinciderà con l? arrivo sull? Italia di forti venti occidentali e perturbazioni che porteranno piogge al centro-sud e nevicate al nord. Secondo la leggenda, i `Giorni´ di fine gennaio prendono il nome da una merla bianca che si rifugiò dentro un camino per sfuggire al gelo. Dopo tre giorni uscì dal comignolo, completamente nera. Da allora tutti i merli sono neri. La tradizione attribuisce alla `Merla´ anche la capacità di prevedere l? andamento delle stagioni successive: se i prossimi giorni saranno freddi, come previsto dai meteorologi, la primavera sarà calda e soleggiata. In caso contrario, la primavera tarderà a manifestarsi.
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TITOLO: La ministra Lanzetta non andrà nella giunta regionale della Calabria
DATA: 2015-01-28
OCCHIELLO: «Non ci sono condizioni di chiarezza sulla posizione dell’assessore Nino De Gaetano»
TESTO:Maria Carmela Lanzetta non farà parte della Giunta regionale della Calabria presieduta da Mario Oliverio del Pd, come aveva annunciato nel confermare le sue dimissioni da ministro. Ad annunciarlo martedì sera è stato lo stesso ex ministro degli Affari regionali. Lanzetta spiega la sua decisione con il fatto che «non ci sono le condizioni di chiarezza sulla posizione dell? assessore Nino De Gaetano». Proprio su De Gaetano stasera il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, aveva rivolto un messaggio al presidente Oliverio sostenendo che le vicende di voto di scambio di cui al centro lo stesso De Gaetano, anche se quest? ultimo non è indagato, non sono sufficientemente chiarite.
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TITOLO: Piazza Fontana, Napolitano nomina commendatori le vedove Calabresi e Pinelli
DATA: 2015-01-28
OCCHIELLO: La scelta dell'ex presidente prima di dimettersi chiude una vicenda di pacificazione che al Quirinale, nel 2009, fece incontrare per le prima volta la. ..<br clear='all'/>
TESTO:LO SPECIALE: 1969, L'AUTUNNO CALDO DI MILANO E' il 9 maggio 2009, giorno della memoria per le vittime del terrorismo e delle stragi, e il capo dello Stato entra nel salone dei Corazzieri in compagnia delle vedove di Pinelli e Calabresi. Si tratta di una immagine storica: la più alta istituzione dello Stato per la prima volta ha invitato la vedova dell'anarchico. "Lo Stato democratico - disse in quell'occasione Napolitano - deve sempre e con costanza restare vicino alle famiglie ferite". E subito aggiunse: "Ricordare la strage di piazza Fontana, e con essa l'avvio di una oscura strategia della tensione, significa ricordare una lunga e tormentatissima vicenda di indagini e di processi". L'ex presidente della Repubblica rimarcò con chiarezza che anche a Giuseppe Pinelli si deve "rispetto e omaggio" essendo stato "vittima due volte: prima di pesantissimi infondati sospetti e poi di un'improvvisa, assurda fine". La signora Gemma e la signora Licia si guardano e alla fine si stringono la mano davanti ai fotografi. Non si erano mai parlate. "Finalmente, dopo quarant'anni, possiamo stringerci la mano e guardarci negli occhi. Finalmente due famiglie si ritrovano", osserva la vedova Calabresi. "Fingiamo che non siano passati tutti questi anni", le risponde Licia Pinelli. Giorgio Napolitano a sua volta rimarcò la portata di quella stretta di mano: "Qui si compie un gesto politico e istituzionale, si rompe il silenzio su una ferita non separabile da quella dei 17 che persero la vita a piazza Fontana".
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TITOLO: Varese, blitz dei vandali sul treno Milano-Laveno: il video su YouTube, danni ingenti
DATA: 2015-01-28
OCCHIELLO: Un gruppo di giovani ha colpito nella tratta fra Varese e il capolinea urlando: "spacchiamo giù tutto". Nel 2014, fanno sapere da Trenord, i danni sono costati. ..<br clear='all'/>
TESTO:Le indagini per individuare i responsabili dell? atto vandalico sono in corso. Dalla compagnia ferroviaria fanno sapere che i danni provocati ammontano a diverse migliaia di euro, senza contare il disagio arrecato agli utenti a causa degli oltre 20 minuti di ritardo accumulati dal convoglio per consentire i primi accertamenti immediatamente dopo l? accaduto. L?autore del filmato postato su YouTube con il sintetico titolo Tamarri spaccano treno fa sapere di non conoscere i vandali, ma risulta difficile crederlo, dato che durante il video lo si sente rivolgersi a loro più di una volta e una ragazza gli chiede esplicitamente di non essere inquadrata, venendo accontentata. Questo, per quanto eclatante, è solo dei tantissimi episodi di vandalismo che si verificano sui treni lombardi: i dati di Trenord, diffusi all? inizio del 2014, parlano di due atti vandalici al giorno, con punte di cinque o sei nel weekend, che costringono a bloccare quotidianamente almeno un treno. I costi per la compagnia ferroviaria di atti violenti e ingiustificabili come quello documentato nel video ammontano a circa otto milioni di euro l? anno. "Il video racconta tragicamente, più di tante parole, la violenza, tanto inutile quanto grave, che quotidianamente dà l'assalto al patrimonio del trasporto pubblico locale", ha commentato l'assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità, Alessandro Sorte.
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TITOLO: Rovigo, anziano trovato morto in casa. Ipotesi di omicidio per rapina finita male
DATA: 2015-01-28
OCCHIELLO: L'uomo è stato trovato con un sacchetto di plastica intorno al collo. A dare l'allarme il figlio che era andato a trovarlo<br clear='all'/>
TESTO:ROVIGO - E' stato il figlio a trovarlo morto. Era andato a trovarlo nella sua abitazione a san Pietro di Polesine, dove Sereno Breveglieri, 80 anni, viveva da solo, ma quando è entrato l'ha trovato già senza vita con un sacchetto di plastica stretto al collo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che, secondo i primi accertamenti, non escludono l'ipotesi di una rapina finita male. Dall'abitazione dell'anziano, secondo i primi accertamenti compiuti dai carabinieri, risultano scomparsi una televisione e l'auto, una Peugeot 106. L'allarme è scattato nel primo pomeriggio quando è arrivata una telefonata al 112. Una volta arrivati sul posto, i soccorritori non hanno potuto che constare la morte di Breviglieri. La morte potrebbe risalire a domenica scorsa. Secondo quanto si è appreso, il figlio, assieme alla moglie, si era recato oggi a casa del padre insospettito dal fatto che non lo sentiva da alcuni giorni. Poco lontano dalla casa, piuttosto isolata, è stata trovata una bicicletta che non si esclude possa essere stata usata dall'aggressore per arrivare, mentre per allontanarsi avrebbe usato l'auto dell'anziano, di cui al momento non c'è traccia.
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TITOLO: Unioni civili, via libera dal Campidoglio. In Aula anche Marino, Vendola e Luxuria
DATA: 2015-01-28
OCCHIELLO: In Campidoglio approvato il registro unco. Gli attivisti pro-delibera cantano: "Bella Ciao", esposto striscione arcobaleno, In piazza flash mob del. ..<br clear='all'/>
TESTO:unioni civili. In aula Giulio Cesare la sessione decisiva per approvare il provvedimento con la discussione degli emendamenti e le dichiarazioni di voto si era aperta in mattinata. Poi con 32 voti favorevoli, 10 contrari e 1 astenuto, l'Assemblea capitolina ha approvato la proposta di delibera 96/2013 che prevede il "riconoscimento delle unioni civili, l'istituzione di un registro delle unioni civili e l'approvazione del regolamento". A dare l'ok al provvedimento, voluto dal sindaco Ignazio Marino e preceduto da mesi di polemiche, la maggioranza di centrosinistra e il Movimento 5 stelle, che ne erano promotori. Hanno votato contro Ncd, Fi e Fdi. Si è astenuta la Lista Marchini. Il canto di "Bella ciao" degli attivisti pro-delibera ha accolto l'ok dell'Aula. E uno striscione arcobaleno con scritto "Roma delibera l'amore" è stato esposto sugli scranni dei consiglieri. Al registro unico per tutti i Municipi di Roma Capitale potranno iscriversi "le coppie formate da persone maggiorenni e conviventi di qualsiasi sesso, italiane o straniere, e che non siano legate tra loro da vincoli giuridici, che non facciano parte di un'altra unione civile e che non siano sposate, vincolo quest'ultimo che cade al momento dell'annotazione della separazione, senza quindi dover aspettare il divorzio". L'iscrizione potrà essere accompagnata da una cerimonia - nei locali comunali solitamente adibiti alla celebrazione dei matrimoni civili, come la Sala Rossa - che sancirà il rilascio dell'attestato di unione civile. C'è già una coppia Daniele Sorrentino e Christian Mottola, volontari del Gay Center, insieme da 7 anni, pronta "a registrare il nostro amore. Siamo felici dell'approvazione del registro a Roma e pronti già da domani a vedere riconosciuto il nostro rapporto di coppia nel registro - proseguono - Per questo chiediamo al sindaco di registrarci. Questo sarà il primo passo in attesa di salire in Campidoglio per il matrimonio". Dopo le polemiche dei mesi scorsi e il braccio di ferro tra Campidoglio e prefettura, tra gli emendamenti approvati anche uno che consentirà di inserire automaticamente i matrimoni gay contratti all'estero nel registro delle unioni civili di Roma (a firma Pd-Sel); la dimostrazione di essere conviventi da almeno un anno per accedere ai servizi ma non all'iscrizione (a firma Tiburzi, Pd), il permesso di soggiorno in regola se almeno uno dei due contraenti è straniero (a firma De Palo, Cxr), il pagamento della marca da bollo da 12 euro come per i matrimoni civili (ancora De Palo) e l'equiparazione a 'parente prossimo' dei due componenti della coppia ai fini della possibilità di assistenza sanitaria (a firma Magi, Lista Marino). Su questo ultimo punto, il consigliere capitolino dei Radicali eletto nella Lista civica Marino, Riccardo Magi, ha spiegato: "Questo emendamento aggiunge un aspetto che nel testo originario non c'era e viene incontro all'esigenza delle coppie di fatto di vedere garantita la possibilità di accedere alle informazioni sullo stato di salute del partner". Non è stato approvato invece il secondo emendamento proposto dalla consigliera Pd, Daniela Tiburzi, che chiedeva il cambio del nome del registro in 'registro delle convivenze'. In Consiglio anche il sindaco Ignazio Marino che ha voluto essere presente per il voto finale, Nichi Vendola, leader di Sel, accolto a braccia aperte dal vicesindaco di Roma Luigi Nieri e dall'ex parlamentare e storica attivista lgbt Vladimir Luxuria. "La Capitale dà il segnale che, in questa città, l'amore è uguale per tutti", ha commentato il primo cittadino. "Oggi è un giorno importante - ha aggiunto Luxuria - Roma vuole essere una città aperta, democratica e ribadire al Parlamento che è ora di dotarsi di una legge per riconoscere i diritti di chi si ama. Oggi è una vittoria civile, di una Capitale di uno Stato laico che chiede a gran voce di riconoscere le unioni affettive tra persone". "Un momento storico" lo definiscono le associazioni gay. "Il punto di svolta dopo la stagione cavernicola di Alemanno per l'immagine, di una Roma caput mundi che fa dell'accoglienza, dei diritti civili la propria regola" per Vendola. Soddisfatta anche la consigliera capitolina Imma Battaglia (Sel): "Io sono omosessuale e oggi guardo negli occhi l'opposizione e le persone in questo Consiglio che negli ultimi giorni mi hanno offeso e mi hanno ricordato cosa vuol dire essere diversi: se si tratta di una coppia omosessuale si chiede la convivenza di un anno, il permesso di soggiorno e controlli mai chiesti a coppie eterosessuali. Ieri poi - ha ricordato Battaglia - abbiamo dovuto vedere quello striscione 'Maschio e femmina li creò': io sono nata da una madre e un padre che mi hanno insegnato valori che voi vi segnate. Noi qui - chiosa - stiamo facendo la storia, siamo la politica che rispetta i suoi programmi e i diritti dei cittadini".
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TITOLO: Fabrizio Corona, la Cassazione boccia lo sconto di pena: "Condanna da ricalcolare"
DATA: 2015-01-28
OCCHIELLO: Un anno fa il gip di Milano aveva abbassato il cumulo della pena da 13 a 9 anni. Ma la Suprema corte accoglie il ricorso del pm. L'ex re dei paparazzi aveva. ..<br clear='all'/>
TESTO:Nessuno sconto di pena per Fabrizio Corona. Che ora, dopo che il suo cumulo di condanne definitive era sceso a nove anni, si ritrova a dover affrontare, dopo due anni già passati in carcere e altri mesi di carcerazione preventiva già scontati, quasi 11 anni di reclusione. Lo ha deciso la Cassazion, che ha accolto il ricorso della Procura di Milano annullando la riduzione che era stata concessa dal gip all'ex 're dei paparazzi'. Ora la palla tornerà a un gip del tribunale milanese che sulla base del provvedimento della Cassazione dovrà ricalcolare esattamente il cumulo delle pene. Che stando a quanto riferito dal legale di Corona, l'avvocato Ivano Chiesa, dovrebbe attestarsi attorno ai "13 anni". "Siamo in una situazione molto grave - ha spiegato il difensore - Non ho altre parole per descrivere i 13 anni di galera per Fabrizio". E sulla vicenda interviene anche l'ex compagna di Corona, Belen Rodriguez: "Trovo che parlare di questo argomento a lui faccia davvero male. Se fossero stati tutti zitti, qualche sconto di pena forse l'avrebbe avuto". Quasi un anno fa il gip di Milano aveva portato il cumulo di condanne definitive a carico del 'fotografo dei vip', per una lunga serie di vicende giudiziarie in cui è stato coinvolto negli anni passati, da 13 anni e due mesi a nove anni. Tenuto conto dei due anni circa già trascorsi a Opera e della carcerazione preventiva all'epoca dell'inchiesta Vallettopoli, come aveva spiegato il suo avvocato nei giorni scorsi, all'ex agente fotografico rimanevano da scontare circa sei anni e otto mesi.
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TITOLO: Le mani della: 'Ndrangheta sull'Emilia, 117 arresti. Indagati ridevano dopo sisma del 2012
DATA: 2015-01-28
OCCHIELLO: Altri 46 provvedimenti sono stati emessi dalle procure di Catanzaro e Brescia. Ramificazioni all'estero. In manette anche consigliere comunale forzista di. ..<br clear='all'/>
TESTO:I tentacoli della 'Ndrangheta sono arrivati fino in Emilia. Una maxi operazione dei Carabinieri, denominata "Aemilia", condotta dalla Dda di Bologna ha portato a 117 richieste di custodia cautelare (110 portate a termine, 7 persone risultano irreperibili) e ad oltre 200 indagati, per la maggior parte in Emilia. Altri 46 provvedimenti sono stati emessi dalle procure di Catanzaro e Brescia. Sul campo sono stati impiegati un migliaio di militari con il supporto anche di elicotteri. I provvedimenti di custodia riguardano soggetti ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegali di armi da fuoco, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, emissione di fatture false. Il clan al centro dell'inchiesta è quello dei Grande Aracri di Cutro (Crotone), di cui è documentata da tempo l'infiltrazione nel territorio emiliano, soprattutto nella zona di Brescello dove vivono esponenti di spicco della cosca calabrese. Alcuni dei reati hanno carattere transnazionale, interessano Austria, Germania, San Marino. Chiesto il sequestro di beni per 100 milioni di euro. Una parte consistente dell'inchiesta riguarda gli appalti della ricostruzione post terremoto e alcuni imprenditori emiliani. In particolare la "Bianchini costruzioni Srl" di Modena è riuscita ad ottenere "numerosissimi appalti" del Comune di Finale Emilia in relazione - si legge nell'ordinanza - ai lavori conseguenti il sisma del maggio 2012 e altri in materia edile e di smaltimento rifiuti. Per questo Augusto Bianchini è finito in carcere, Alessandro Bianchini è invece ai domiciliari. Tra gli arrestati anche l'imprenditore Giuseppe Iaquinta, padre dell'ex calciatore della Juventus e campione del mondo Vincenzo Iaquinta. E ancora una volta alcuni alcuni indagati, si legge nell'ordinanza del Gip, ridono dopo il terremoto che ha colpito l'Emilia nel 2012 proprio come era accaduto nel 2009 all'Aquila. Le risate sono in un dialogo citato nell'ordinanza del Gip tra due indagati, Gaetano Blasco e Antonio Valerio: "E' caduto un capannone a Mirandola", dice il primo. "Valerio ridendo risponde: eh, allora lavoriamo là. . Blasco: 'ah sì, cominciamo facciamo il giro. ..'", si legge. "Un intervento che non esito a definire storico, senza precedenti. Imponente e decisivo per il contrasto giudiziario alla mafia al nord", ha commentato il Procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti in conferenza stampa. Poi ha aggiunto: "Non ricordo a memoria un intervento di questo tipo per il contrasto a un'organizzazione criminale forte e monolitica e profondamente infiltrata". L'inchiesta, in corso da diversi anni, aveva portato gli inquirenti a sentire come persona informata dei fatti anche l'ex sindaco di Reggio Emilia e attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio e altri politici locali. Lo stesso Delrio, in un tweet, ha manifestato il suo plauso per l'inchiesta bolognese: "Inchieste Dda Bologna fondamentali per rendere più forti e libere le nostre comunità #Aemilia".
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TITOLO: Brescia, arrestato a 16 anni per bullismo: potrà uscire soltanto per andare a scuola
DATA: 2015-01-28
OCCHIELLO: Da oltre un anno il giovane aggrediva, minacciava, picchiava e rapinava un compagno di classe. La vittima ha denunciato il suo aggressore e gli investigatori. ..<br clear='all'/>
TESTO:I carabinieri di Salò, nelc Bresciano, hanno arrestato un 16enne per atti di bullismo nei confronti di un compagno di classe. Il tribunale dei minori ha già convalidato l'arresto disponendo l'obbligo di dimora, ma lo studente potrà uscire da casa per andare a scuola. Secondo quanto riferito dai carabinieri, da oltre un anno il giovane aggrediva, minacciava, picchiava e rapinava il coetaneo. La vittima ha denunciato il suo aggressore e gli investigatori, verificato quel che accadeva, hanno arrestato il 16enne.
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TITOLO: Maria: "Abbiamo violato la legge per amore, rivolevamo nostro figlio, non i soldi"
DATA: 2015-01-28
OCCHIELLO: Il verdetto ha condannato l'Italia a pagare 20mila euro di danni morali per aver allontanato da loro il bambino quando si è scoperto che era stato. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA. "Che te ne fai dei soldi quando ti tolgono un figlio, quando ti strappano il bambino che hai cresciuto giorno e notte per otto mesi? Niente. Il risarcimento che vogliono darci non ci riporta Filippo, i suoi sorrisi, i suoi abbracci. Anzi, da oggi abbiamo la certezza che non lo rivedremo mai più". Parla di lei Maria e di suo marito Fabio, la sentenza della corte di Strasburgo. Il verdetto che ha condannato l'Italia a pagare 20mila euro di danni morali per aver allontanato da loro il bambino quando si è scoperto che era stato partorito grazie all'utero in affitto, legale in Russia ma vietato nel nostro paese, ma soprattutto che non aveva nulla di genetico della coppia. Hanno condannato l'Italia. "Sì, dicono che è stato leso il diritto alla famiglia, ma poco importa, la realtà è che non rivedremo più il piccolo, i giudici hanno anche deciso che nel suo interesse è bene che resti con la famiglia a cui l'hanno affidato solo un anno fa. Dopo averlo tenuto per mesi in un orfanatrofio dal quel pomeriggio in cui vennero a portarcelo via da casa". Non era figlio vostro "Geneticamente no, ma noi non lo sapevamo. Hanno sbagliato con le provette in Russia, noi eravamo in buona fede". Ma l'utero in affitto è vietato "Lo so, e anche l'eterologa lo era fino a qualche mese fa, ma lei ha presente la disperazione di chi tenta di diventare genitore da 15 anni? In Italia, è vero, non si può, ma in Internet dicevano che in Russia era tutto legale e io ho chiamato. Mi hanno risposto che andava tutto bene, gli ho dato 50mila euro per la donatrice di ovuli, per chi avrebbe cresciuto in grembo il bambino". C'è chi vi accusa di aver comprato un bebé "No, avrebbe dovuto essere nostro figlio, come un'eterologa, avrebbe dovuto avere il patrimonio genetico di mio marito. Io sono partita con i suoi gameti, non so cosa sia accaduto, ma questa è una storia lunga e complicata di dolore e sofferenze". Una lunga storia d'amore? "Io ho 46 anni mio marito 54, stiamo insieme da più di venti e per anni abbiamo cercato di avere figli. Niente fa fare, gli esami erano buoni ma io restavo incinta e poi li perdevo. Così ho cominciato a fare fecondazioni assistite. Niente, ancora illusioni, fallimenti, lacrime". Poi ha provato l'eterologa "Sì, in Italia era vietata ma come tante ho deciso di rischiare, sono andata in Spagna, ho fatto cinque tentativi, 10mila euro l'uno. Tutto inutile, li perdevo nelle prime settimane" A questo punto? "Sono medico, ho pensato che non solo erano i miei ovuli a non andare bene ma che era proprio il mio corpo ad essere in qualche modo sbagliato ma non volevo arrendermi. Allora ho studiato in rete, ho pensato all'utero in affitto, ho visto che in Russia era legale, che si poteva trovare una donatrice e un'altra signora che avrebbe ospitato l'embrione nella sua pancia. E ci siamo organizzati". Con quali soldi? "I risparmi di una vita, di anni senza vacanze, cinema o pizza sognando quel bambino". E quando è nato? "Eravamo a Mosca, siamo andati a comunicarlo in ambasciata, ci hanno detto che era tutto regolare e siamo tornati in Italia. Mesi dopo il tribunale ha chiesto l'esame del Dna e sono venuti a bussare alla nostra porta per portarcelo via. Parlavano di false attestazioni di identità, ipotizzavano compravendita di bambini. E noi ci siamo sentiti morire". Nulla di vero? "No, se non fossimo stati in buona fede mica avremmo dato al tribunale gli esami del dna e dello sperma, il contratto per la maternità surrogata". E ora? "Ci aspetta un processo penale in Italia a marzo per false attestazioni, c'è anche l'ipotesi di compravendita di minore. ... Ma appena mi guarderanno capiranno che non è proprio possibile". Cosa vedranno? "La mia pancia, sono incinta ormai di quattro mesi. È figlio nostro, fatto senza fecondazione assistita o eterologa". Incinta dopo 20 anni senza aiuti? "Lo chiami miracolo, pensi quello che vuole. .. Questa è la nostra realtà, il nostro futuro, ma non toglie il dolore per la perdita di Filippo. Lui ci manca tutti i giorni. Come fanno a dire che a otto mesi non hanno memoria, ma se già balbettava papà piangendo quando ce lo hanno portato via".
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TITOLO: Esposito: "Adesso è chiaro: erano teppisti, spero che la valle ne prenda atto e rispedisca a casa i violenti"
DATA: 2015-01-28
OCCHIELLO: Il senatore Pd è da sempre uno dei più convinti sostenitori della Torino-Lione<br clear='all'/>
TESTO:TORINO. Il senatore Pd, Stefano Esposito, è da sempre uno dei più convinti sostenitori della Torino-Lione. Per le sue posizioni critiche nei confronti della deriva violenta del Movimento No Tav ha ricevuto anche minacce di morte e intimidazioni. Ormai da anni vive sotto scorta. Senatore cosa pensa della sentenza No Tav pronunciata ieri dal Tribunale di Torino? "Non sono un tifoso della galera e non festeggio se le persone vengono condannate. Credo però che il Tribunale di Torino abbia finalmente certificato le violenze dell'estate 2011, che sono state negate per anni da tutto quel circo mediatico e intellettuale che si è stretto intorno alla parte violenta del movimento contro l'Alta velocità in Valsusa, a cominciare da Erri De Luca e da chi ha parlato di processo politico, per spostare l'attenzione e buttarla sull'ideologia. Questo è solo teppismo". Secondo lei il fronte Sì Tav ora è più forte? "Non c'entra nulla: qui non si tratta di un processo alle idee e all'Alta velocità, ma solo di violenza. E se questa sentenza ha un merito è certamente quello di restituire dignità a quegli uomini delle forze dell'ordine che hanno fatto da bersaglio per i violenti e agli operai che lavorano nel cantiere di Chiomonte, vittime degli insulti, delle aggressioni e delle minacce dei No Tav". Quasi 150 anni di carcere: crede che cambierà qualcosa nel movimento? "Assisteremo alla frattura definitiva, che in gran parte si è già consumata, tra coloro che hanno una legittima opinione contraria alla nuova ferrovia e l'area antagonista, anarchica e violenta che si è impossessata della bandiera No Tav. Mi auguro che chi ha accolto i violenti, adesso li rispedisca a casa. Per la Valsusa sarebbe un bene".  
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TITOLO: Perino: "142 anni per l'assalto al cantiere? Decisione abnorme ed arrogante"
DATA: 2015-01-28
OCCHIELLO: Il leader storico del movimento No Tav in Valsusa non ha dubbi: "Vogliono affossare il movimento ma non riusciranno a farci tacere"<br clear='all'/>
TESTO:TORINO. Alberto Perino è il leader storico del movimento No Tav in Valsusa e non ha dubbi: "È una vendetta di stato, il fallimento della politica". I giudici sono stati troppo duri? "È stata una sentenza politica, arrogante, fatta solo per colpire il movimento. Sa più di vendetta che di giustizia. E il risarcimento chiesto è abnorme, un'esagerazione. Abbiamo visto tutti i filmati: la polizia diceva di spararci addosso. Perché la politica fa queste cose? Per garantire le forze dell'ordine. È l'estremo tentativo di farci fuori, ma non ci riusciranno". Si direbbe il contrario, oggi. A protestare ora siete duecento, anni fa eravate decine di migliaia. "Questa protesta è improvvisata, è sera, fa freddo. A Venaus nel 2005 non eravamo tanti di più. Diverso è quando organizziamo manifestazioni di pomeriggio per la gente: in quei casi siamo tantissimi. Non fatevi dei film: è una batosta, ma i No Tav sono forti e compatti". Quale sarà la reazione del movimento? "Domani sera (oggi per chi legge, ndr) faremo la nostra assemblea a Bussoleno per decidere le prossime mosse, ma è chiaro che questa sentenza è un autogol, ci rende più forti. Quando tu dai tre anni a Mario, il barbiere di Bussoleno, accusato di aver tirato una pietra da cinquanta metri e colpito otto poliziotti, non sei credibile. La gente poi si arrabbia". Un mese fa c'è stata la sentenza sul terrorismo, oggi 47 condanne: è cambiato qualcosa? "È successo che oggi è arrivata la risposta di certa magistratura all'assoluzione dall'accusa di terrorismo. Ma queste cose ci rafforzano da matti".  
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TITOLO: Mafia ed estorsioni, ucciso da una pioggia di colpi il boss del Gargano: era il terrore degli operatori turistici
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: L'omicidio di Angelo Notarangelo lungo la provinciale Mattinata-Vieste, il corpo trovato in auto. Era stato scarcerato a fine luglio. Forse quattro i sicari, ... <br clear='all'/>
TESTO:LEGGI "Io e la mia famiglia le persone le ammazziamo", così parlava il boss Notarangelo di G. CAPORALE Almeno quattro i sicari in azione, ipotizzano gli inquirenti, così come almeno quattro sono le armi che hanno fatto fuoco. Sul luogo dell'agguato i carabinieri del Comando provinciale di Foggia hanno recuperato bossoli di una pistola calibro 9x21, di una calibro 3,80, di un fucile calibro 12 e uno di un AK47 Kalashnikov cal.7,62. Il corpo dell'uomo, ormai senza vita, è stato trovato tra le 7,30 e le 8 di questa mattina, in località "Gattarella", a 6 km da Vieste. Sono stati alcuni automobilisti in transito sulla provinciale garganica a notare l'auto crivellata di colpi ferma sul ciglio della strada e poi il cadavere, lanciando l'allarme ai carabinieri. Secondo quanto ricostruito dagli uomini dell'Arma, Notarangelo è stato sorpreso da una pioggia di colpi di arma da fuoco all'esito di un tornante, prima del rettilineo per "Porto Nuovo". Inutile il tentativo dell'uomo di sottrarsi alla morte: Notarangelo, infatti, avrebbe tentato di mettersi al riparo uscendo dal mezzo dallo sportello lato passeggero, ma due colpi - uno alla testa e uno al torace - gli sono stati fatali. Inutile anche il tentativo di rianimare l'uomo da parte di una operatrice del 118 che, transitando sulla provinciale, ha soccorso in prima battuta l'allevatore garganico estraendolo dall'abitacolo del Suv; sul posto sono giunti anche i sanitari del 118, ma per l'uomo non c'era più nulla da fare. Sul posto, i carabinieri del comando provinciale di Foggia e della tenenza di Vieste che stanno avviando le indagini del caso. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Bari, Giuseppe Gatti. La provinciale che conduce a Vieste è stata chiusa in entrambi i sensi di marcia per tutta la mattinata. Pare che la vittima avesse appena lasciato la masseria di famiglia, dove ha un piccolo maneggio e accudisce cavalli, e stava rientrando a Vieste. Notarangelo era stato coinvolto nel blitz eccellente? Medioevo? e il suo nome compare anche in quello denominato? Tre Moschettieri? , entrambi coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari; nei relativi processi, l'Associazione Antiracket viestana e lo stesso comune si costituirono parte civile al fianco degli operatori turistici piegati dal racket delle estorsioni sul Gargano. Angelo Notarangelo era stato condannato a 11 anni, in primo grado, per estorsione ai danni di numerosi imprenditori turistici di Vieste. Era tornato in libertà lo scorso 31 luglio  -  proprio il giorno della visita a Foggia della commissione parlamentare antimafia  -  dopo che Tribunale aveva accolto la richiesta di scarcerazione avanzata dalla difesa, disponendo l'obbligo di firma in caserma dai carabinieri. Per il processo "Medioevo" non venne riconosciuta la modalità mafiosa.
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TITOLO: Coltello e passamontagna, donna settantenne rapina l'edicola: "Ho solo la pensione minima"
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: E' successo nell'Astigiano: è stato il figlio della giornalaia a riconoscerla e a disarmarla. Fuggita, è stata denunciata a piede libero. Ai carabinieri la. ..<br clear='all'/>
TESTO:A 68 anni ha indossato un passamontagna e, armata di coltello, ha tentato di rapinare l'edicola sotto casa. È accaduto ad Agliano Terme, un paesino di 700 persone nell'Astigiano. I carabinieri di Asti l'hanno identificata e denunciata nel giro di poche ore. Merito delle indicazioni fornite dalle stesse vittime. Nonostante la donna avesse il volto coperto, l'hanno infatti immediatamente riconosciuta dal timbro della voce e dalla corporatura. Per convincere l'edicolante a consegnarle  l'incasso, è entrata brandendo un coltello. "Dammi i soldi che hai" avrebbe detto l'aspirante rapinatrice, chiaramente non tanto pratica del mestiere. Il figlio della titolare infatti è riuscito subito a disarmarla, mettendola in fuga. La donna, scappata a piedi per le vie di Agliano. Ma in paese si conoscono davvero tutti. I carabinieri che l'hanno denunciata a piede libero per tentata rapina. Ancora mistero sul "movente" che ha armato la sua mano. Di certo la donna non naviga nell'oro: come ha spiegato ai carabinieri, percepisce solo la pensione minima di circa 500 euro.  
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TITOLO: Ostia, donna massacrata di botte e in fin di vita: arrestato un maresciallo dell'aeronautica
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Una 45enne è stata presa a picchiata per gelosia dal suo ex amante, 43 anni. La vittima è stata pestata e abbandonata agonizzante fra i canneti alla foce del. ..<br clear='all'/>
TESTO:Le aveva chiesto un appuntamento per un chiarimento. Poi l'ha massacrata di botte, fino a lasciarla agonizzante. E' in fin di vita una donna di 45 anni, ritrovata in via delle Orcadi, una stradina sterrata fra i canneti e i cantieri nautici di Ostia, alla foce del Tevere, da un passante che ha sentito le sue richieste di aiuto. A ridurla in condizioni disperate è stato il suo ex amante, Andrea Marchese, 43 anni, maresciallo dell'aeronautica militare, sposato e padre di un figlio con cui lei aveva una relazione clandestina che andava avanti da tempo ma che da mesi aveva deciso di troncare. L'uomo infatti era molto geloso e, malgrado lei fosse single, erano continue le scenate di gelosia, anche sul posto di lavoro (i due erano colleghi) ogni volta che lei usciva per una pizza, magari anche solo con un'amica. Da qui l'allontanamento della donna che però lo scorso sabato ha accettato di vedere. Ma le promesse di cambiamento si sono trasformate in rabbia di fronte alla fermezza della donna: il maresciallo, come una furia l'ha picchiata, con calci e pugni, fin quasi ad ucciderla. Gli agenti del commissariato di Ostia sono risaliti immediatamente all'identità dell'aggressore: con un filo di voce, una volta portata in ospedale, la donna ha sussurrato  un agente il nome del suo aggressore. Gli investigatori diretti da Antonio Franco lo hanno arrestato per tentato omicidio, nel suo appartamento, malgrado lui neghi ogni responsabilità e sostenga di avere un alibi di ferro.   In attesa della convalida del fermo, in mano al pm D'Ovidio, il maresciallo si trova già in carcere.   Un fiume di reazione si sono scatenate per l'ennesima violenza accaduta in un territorio, il X Municipio, per troppe volte palcoscenico di maltrattamenti sulle donne. "Nuovamente, una donna è rimasta vittima della follia di un amante non ricambiato e oggi versa in condizioni critiche in un letto dell'ospedale Grassi di Ostia - ha scritto l'assessore al welfare e alla salute del X Municipio di Roma Capitale, Emanuela Droghei, nella lettera inviata al sindaco di Roma Ignazio Marino e al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti - Solo un giorno prima un uomo di quasi cinquant'anni, già conosciuto alle forze dell'ordine per stalking e lesioni personali, aveva picchiato sua moglie e ora i figli della coppia sono stati affidati a una casa famiglia. Negli ultimi due anni, tra Ostia e il suo entroterra, si sono registrati circa dieci casi gravi, con due omicidi e pestaggi violenti. In qualità di amministratori locali - prosegue - stiamo seguendo il percorso dello sportello Codice Rosa dell'ospedale Grassi, che in un anno ha accolto centinaia di donne. Per ora il progetto è stato prorogato di quattro mesi ma ovviamente non è abbastanza. E' necessario dare alle nostre concittadine servizi stabili e duraturi che passano dalla prima accoglienza in pronto soccorso ad un accompagnamento e presa in carico da parte dei Servizi sociali. Per questa ragione, Ostia e il suo entroterra non possono più fare a meno di una casa rifugio, che amplierebbe la capacità di accoglienza di tutta Roma Capitale e darebbe al contempo una possibilità immediata di sostegno". Marta Bonafoni, vice capogruppo di Per il Lazio al Consiglio regionale, sostiene che "questi numeri parlano chiaro e raccontano, più che di un'emergenza, di un problema strutturale che attraversa trasversalmente tutta la società. Sicuramente - aggiunge - il X Municipio è un territorio che necessita di tutta l'attenzione necessaria per arginare questi fenomeni. Attenzione che deve tradursi in prevenzione, implementazione dei servizi, iniziative di sensibilizzazione e formazione di tutti gli operatori coinvolti del percorso di uscita dalla violenza". Infine  i consiglieri capitolini del Pd, Francesco D'Ausilio e Marco Palumbo, chiedono un intervento immediato: "I fatti degli ultimi giorni ci mettono di fronte all'urgenza, non più rinviabile, di un intervento mirato per contrastare in maniera efficace la violenza sulle donne. E' necessario che il sindaco Marino e l'assessore Cattoi raccolgano l'allarme che arriva dal X Municipio e inseriscano Ostia tra le priorità nel piano di prevenzione che il Comune sta redigendo. Non si può più prendere sottogamba questo fenomeno - aggiungono - è necessario dotare Ostia di una casa rifugio per le vittime degli abusi e rendere permanente l'esperienza dello sportello Codice rosa all'ospedale Grassi".  
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TITOLO: Concordia, per Schettino chiesti 26 anni di reclusione. Il pm: "Dio abbia pietà, noi no"
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: La procura: "Pericolo di fuga".   La difesa: "Quasi l'ergastolo, manco Pacciani". Il fratello di Russel Rebello: "Manderò un sms". Il comnadante assente: "Io non. ..<br clear='all'/>
TESTO:Grosseto - Non era in aula, ma ha saputo subito dai suoi avvocati da quale richiesta si dovrà difendere. Ventisei anni e 3 mesi di reclusione, è la condanna formulata dalla procura di Grosseto per l'ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, unico imputato per il naufragio al largo dell'Isola del Giglio che causò la morte di 32 persone nella notte del 13 gennaio 2012. Il pm Maria Navarro ha avanzato la richiesta cumulando i 14 anni per i reati di omicidio e lesioni colposi  (il reato più grave la morte della bambina Dayana Arlotti), di naufragio colposo (9 anni), abbandono di incapaci e della nave (3 anni). Il procuratore ha richiesto anche tre mesi di arresto come custodia cautelare per pericolo di fuga.   "Non scappo. Sono a disposizione dell'autorità giudiziaria, mi si dica quello che devo fare", è stato il commento di Francesco Schettino diffuso tramite i suoi legali. Oggi il comandante non si è presentato a Grosseto: "C'era fino alla scorsa settimana, poi i tempi della requisitoria sono slittati. .." ha detto Donato Laino, uno dei suoi difensori. La richiesta di arresto, su cui la procura invita il tribunale a decidere, è relativa alle contravvenzioni di omesse e false dichiarazioni all'autorità marittima. I giudici si pronunceranno dopo che avrà parlato la difesa, nell'udienza del prossimo 5 febbraio.   Tra le pene accessorie, anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e quella dalla professione per 5 anni e 6 mesi. Francesco Schettino, ha detto il pm,   "non merita il riconoscimento delle attenuanti generiche" e la condanna per i reati di omicidio, lesioni e naufragio colposi, vista la gravità, deve prevedere "un quantum prossimo ai massimi edittali previsti dalla legge", per gli altri reati (omessa comunicazione all'autorità e abbandono di nave) la pena deve essere quanto meno "su valori medi" edittali.   "Quasi l'ergastolo, manco Pacciani - ha commentato la difesa di Schettino - siamo rimasti tutti quanti sorpresi", anche se "sulla pena avevamo delle avvisaglie. Ma il fatto che a distanza di tre anni si vada a chiedere l'arresto dopo che nel 2012 la Cassazione ha respinto" nel 2012 "la stessa richiesta degli stessi pm è la ciliegina sulla torta", ha detto l'avvocato difensore Donato Laino. "Il pericolo di fuga è inesistente".   "Che Dio abbia pietà di Schettino perché noi non possiamo averne alcuna", aveva detto concludendo la sua requisitoria il sostituto procuratore Stefano Pizza.  
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TITOLO: Giallo a Novate, cadavere carbonizzato in un campo: forse è stato incaprettato
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: E' irriconoscibile, impossibile stabilire persino se si tratti di uomo o di donna. I resti scoperti da alcuni passanti incuriositi dalla vegetazione bruciata. ... <br clear='all'/>
TESTO:MILANO - I resti di un corpo carbonizzato sono stati trovati poco dopo le 18.30 in un campo di Novate Milanese, un paese di 4mila abitanti che confina con i quartieri milanesi di Quarto Oggiaro e della Comasina. Alcune persone che stavano facendo una passeggiata lungo via Trento Trieste hanno notato i resti di un corpo umano - una mano e un avambraccio - fra la vegetazione che all'improvviso appariva bruciata e hanno lanciato l'allarme. Brandelli dei vestiti che la persona aveva addosso erano ancora distinguibili, ma secondo le prime testimonianze non è stato possibile stabilire con certezza se si tratti del corpo di un uomo o di una donna. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Rho e personale specializzato del nucleo investigativo di Monza. Nell'ipotesi di un omicidi, è stata disposta l'autopsia sui resti del corpo. I carabinieri hanno parlato di un cadavere "in uno stato totale di contrazione muscolare, dovuto al fuoco che l'ha bruciato", tanto che inizialmente, per la posizione in cui era, sembrava potesse essere stato legato e incaprettato. Una circostanza però che al momento non è stato possibile confermare. Il corpo potrebbe essere stato bruciato uno, massimo due giorni fa.
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TITOLO: Schettino: "Trattato da Pacciani ma io non scappo se mi vogliono in cella vado a consegnarmi"
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Non mi aspettavo niente di meglio da questa gente, hanno costruito il processo solo su di me<br clear='all'/>
TESTO:Un'imprecazione. In dialetto. "Tanto lo sapevo che si preparava la botta. Che mi devo aspettare da questa gente che mi ha sempre insultato? Sono l'unico che va crocifisso. L'unico che ha dà pava'", da pagare. Francesco Schettino, accasciato su un divano, si chiude nell'alloggio da single con vista sulla costiera sorrentina, riceve telefonate, risponde ai messaggi, gli scrive sua figlia. Prima regge l'onda dello sgomento, poi non riesce a frenare la rabbia. Che sale insieme al primo forse vero segnale d'impotenza, tre anni e quattordici giorni dopo quell'inchino che diventò strage, su quella nave che si fece tomba per trentadue passeggeri, a ridosso dell'isola del Giglio. "Ma a chi mi devo consegnare? A quale carcere devo bussare? Vogliono darmi l'ergastolo, la pena di morte? ", chiede lui. "Sono peggio di Pacciani, mo', sono io l'unico mostro? Ma io non scappo, il mostro non fugge, lo potete dire". Da Meta di Sorrento, dove tornano a fare capannello telecamere e cronisti, lui gira al largo o se ne sta lassù asserragliato, passi ansiosi nella nuova casa di uomo separato, comandante senza più stellette, imputato numero uno della tragedia della Concordia, e forse guarda il mare, inizio e fine di tutto, mentre dal difensore riceve la notizia di quella durissima requisitoria: 26 anni che diventano l'altro incubo calato sulle sue notti, il pm Stefano Pizza che lo dipinge "incauto idiota". Dall'altro lato, da Grosseto, il suo avvocato napoletano, Donato Laino, non riesce a frenare sorpresa e "sgomento". Prima di fare le valigie e raggiungerlo in tarda serata. "Per un'imprevista sfasatura dei tempi, Schettino non era con me in aula  -  spiega Laino  -  E quando ci siamo sentiti, all'inizio sembrava lui il più preparato. Io da 30 anni mi occupo di penale e nel distretto di Napoli pensavo di averne viste, di cose. Ma questa giornata resta indelebile e non è esaltante per il ruolo di pubblico ministero. Su Schettino, e su una vicenda italiana che resta grave e costellata di lutti e dolore, di una sola cosa non si sentiva la mancanza: l'amministrazione demagogica della giustizia". Più plasticamente, l'ex comandante traduce così: "Con me ce l'avevano. E a me mi devono ficcare sul palo". È un uomo anni luce lontano dal doppiopetto d'ordinanza, strato di gel e sorriso da latinlover, questo Schettino che si sfoga a un cellulare, alla vigilia del suo possibile, definitivo naufragio. "Ma la Procura non ci aveva già provato a chiedere il mio arresto e anche la Cassazione gli ha dato torto? ". L'avvocato annuisce. "Ora ci riprovano. Di nuovo? Devo marcire in cella? Ma non fuggo. Non mi hanno visto che sono stato sempre lì, su e giù per l'Italia, per essere presente, per sentire con le mie orecchie se ero io l'unico a pagare? Così mi pare. Così la vedo io. Qualcuno che stava con me ha preso un anno, al massimo due. Ma a Schettino no, il mostro deve prenderne. .. quanti? 26, 30, 35?". Il riferimento è ai cinque co-imputati che sono ormai usciti dal processo di primo grado, anche se né l'avvocato Laino, né Schettino citano quei nomi. Sono i suoi ex collaboratori, una vita fa: 1 anno e 8 mesi per il timoniere Jacob Rusli Bin, 1 anno e 6 mesi per l'altro ufficiale Silvia Coronica, 1 anno e 8 mesi per l'altro comandante in plancia Ciro Ambrosio, e 2 anni a 6 mesi per l'hotel director della Concordia, Manrico Giampedroni, e infine 2 anni e 10 mesi per il capo dell'Unità di crisi di Costa Crociere, Roberto Ferrarini. "Che faccio? Io ora aspetto e continuo a sperare. Anche nella giustizia, sperando che esista", scuote la testa Schettino. Come se il peso, il fardello che non gli aveva impedito solo la scorsa estate di partecipare come relatore a un improvvido master organizzato da un docente de La Sapienza addirittura sulla "gestione del panico", gli avesse mozzato di colpo la vista. Restituendogli l'immagine dell'"incauto idiota" che rischia quasi un ergastolo. Il suo avvocato chiosa: "Un conto sono le accuse, e le condanne che la giustizia deve infliggere, un altro gli insulti e il dileggio che un magistrato irroga come pena anticipata e accessoria".
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TITOLO: 'Ndrangheta, minacce di morte a Gratteri e Lombardo. I pm: "Individuato l'autore"
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Gli investigatori hanno ripreso l'uomo mentre fa le telefonate. Le indagini continuano e si allargano a soggetti della malavita organizzata   
TESTO:REGGIO CALABRIA - Lo hanno ripreso mentre da una cabina pubblica faceva una delle telefonate. Ed ora gli investigatori del Gico della Guardia di Finanza di Reggio Calabria sono certi: il telefonista autore di nove telefonate di minacce indirizzate al Pm della Dda Giuseppe Lombardo e di una al Procuratore aggiunto Nicola Gratteri è sicuramente Francesco Gennaro Triolo, 46 anni, di Reggio Calabria. Triolo, denunciato in stato di libertà, è accusato di minacce aggravate e ieri mattina la sua casa è stata perquisita dagli uomini delle Fiamme Gialle. La sua voce è impressa nelle telefonate fatte al 117 della Finanza e al 112 dei Carabinieri tra il novembre e il gennaio scorso. Chiamate nelle quali annunciava: "Siamo pronti a uccidere Lombardo" e ancora, con riferimento alla zona dove il pm vive con la famiglia, "C'è una bomba al Parco Caserta per il giudice Lombardo". Quindi la telefonate a Gratteri: "Siamo pronti ad ammazzarlo". Gli investigatori lo hanno prima individuato genericamente grazie ad alcune immagini di attività commerciali della zona, poi lo hanno identificato in maniera precisa facendolo pedinare dal personale in borghese. Infine, la prova principe, con l'uomo ripreso mentre fa una delle telefonate. Triolo è considerato un personaggio particolare. E' il fratello di Giuseppe Triolo indagato, e poi prosciolto per non aver commesso il fatto, per una telefonata di minacce nel 2010 fatta al Procuratore generale di Reggio Calabria Salvatore Di Landro. A detta dei familiari, che oggi hanno scritto una lettera ai giornali per chiedere scusa ai magistrati, è una persona "con problemi mentali". Un dato che non convince fino in fondo la Procura di Catanzaro che conduce l'inchiesta. In questo senso Triolo, durante le telefonate, dimostra di conoscere gli spostamenti dei magistrati ed una delle telefonate è stata fatta a casa della madre di Lombardo che, se da una parte è intestataria di un numero pubblico che è possibile trovare in elenco, dall'altra  -  fanno sapere gli inquirenti  -  ha un'utenza registrata con il proprio nome da nubile. Circostanza che tutti possono sapere. Da qui l'esigenza di fare anche una serie di perquisizioni a soggetti che con i Triolo hanno tutta una serie di relazioni e vicini ad ambienti della 'ndrangheta. Tra questi anche alcuni personaggi che in passato sono stati oggetto delle indagini di Lombardo.  
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TITOLO: Aggredito con l'acido a Milano, bocconiana smentita dai testi: "Hanno agito in coppia"
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Martina Levato e Alexander Boettcher tornano in aula. Il pm: "Prove granitiche di colpevolezza, che chiariscono la responsabilità di entrambi gli imputati". ...
TESTO:La prima prova a cui fa riferimento Musso arriva dalle deposizioni di due testimoni - marito e moglie - che avrebbero assistito all'intera scena dell'aggressione, avvenuta in via Carcano, e che confermerebbero nei dettagli il racconto del padre di Barbini, presente quel giorno. È stato proprio il padre della vittima a impedire che Boettcher colpisse con un martello il giovane, dopo che la Levato gli aveva lanciato in volto l'acido. Martina Levato al momento della convalida dell'arresto aveva reso una piena confessione, tentando invece di scagionare l'amante: "Ho fatto tutto da sola, Alexander non c'entra. Passava lì per caso", disse la donna. Le nuove testimonianze (compresa quella della stessa vittima, acquisita ora al fascicolo del processo) smentirebbero questa tesi, chiarendo il ruolo attivo di Boettcher nell'aggressione. Le ulteriori "prove granitiche" a cui fa riferimento il pm deriverebbero da analisi scientifiche effettuate dalla polizia sul luogo dell'aggressione che chiarirebbero "oltre ogni ragionevole dubbio" - diche il pm - il coinvolgimento del broker trentenne. I giudici della nona sezione penale del tribunale hanno accettato le richieste di rito abbreviato presentate da entrambi gli imputati, i quali potranno così eventualmente beneficiare della riduzione di un terzo della pena. Per il prossimo 10 febbraio è stata fissata l'udienza per il conferimento degli incarichi, nel corso di cui sarà comunicato se il processo si terrà a porte chiuse (come accaduto fino a ora) o se al contrario le udienze saranno pubbliche. Per Levato e Boettcher il tribunale ha ammesso la possibilità di chiedere perizie psichiatriche, una condizione posta dalle difese al momento della richiesta del rito alternativo. Sarà ammessa anche una perizia medico-legale sulle condizioni della vittima in seguito all'aggressione subita.
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TITOLO: Vicenza, sventato sequestro del figlio in un imprenditore
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO:
TESTO:THIENE - Sventato dai Ros dei carabinieri il sequestro del figlio di un imprenditore vicentino nel thienese. Tre al momento le persone arrestate. L'operazione è scattata alle prime ore di oggi ed è ancora in corso. Ci sono state perquisizioni. I particolari saranno resi noti in una conferenza stampa alle 13.30 a Venezia a cui parteciperanno il procuratore distrettuale antimafia Adelchi D'Ippolito, il comandante del Ros del Veneto colonnello Paolo Storoni e il comandante provinciale dell'arma di Vicenza Giuseppe Zirone.  
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TITOLO: Addio a Filippo Azimonti, memoria storica della Milano che amava e raccontava
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Per anni a Repubblica, voce della rassegna stampa di Radio Popolare, anche in pensione continuava a scrivere per noi i suoi commenti sulla città in cui era. ..
TESTO:È morto questa mattina Filippo Azimonti, che oltre a essere un bravo giornalista era - nel profondo - uno di noi, uno della redazione milanese di Repubblica. Aveva 62 anni, da quattro era in pensione e continuava a scrivere i suoi commenti sulla città, dove era nato e a cui era attaccato nel profondo, di cui conosceva tutto, storia, vita e morte di tutti i suoi protagonisti. Una memoria grande di Milano su cui ora non possiamo più contare, con dispiacere profondo lo diciamo a tutti quelli che lo hanno conosciuto. Non possiamo più contare neanche più sulla sua simpatia e umanità, perché era veramente difficile scontrarsi con lui, nemmeno nelle discussioni più accese. E nemmeno sul suo sense of humour, dote difficile da trovare nei più, e da applicare ogni giorno in un lavoro come quello che si fa nei giornali, stressante, bellissimo, molto duro. Filippo è morto questa mattina al Policlinico, era molto malato da tempo, e praticamente nessuno lo sapeva perché l'uomo era riservato e schivo, poche parole per dire pochissimo della sua vita privata, che contava la mamma Frida, sveglissima signora di 94 anni, e un pugno di amici, e molti colleghi. L'ultima sua mail diceva "Ho la broncopolmonite" e stop. C'era un male peggiore dentro di lui, lo abbiamo saputo alla fine. Ora, ricordare tutto quello che ha fatto è molto difficile, e mentre gli amici più stretti - quelli che hanno lavorato con lui, che sono andati in vacanza con lui per anni al mitico Villaggio degli Svedesi, gli amici delle cene in Canavese - vanno a trovarlo all'obitorio del Policlinico, viene davvero difficile ricordare la massa di cose che ha fatto nella sua vita. Da giovane lavorava in un'azienda che produceva macchine per la stampa, e lì deve essere nata la passione grande per il giornalismo. Una passione che è durata fino a ieri, praticamente, un vero matrimonio iniziato a Reporter, poi a Italia Oggi, poi l'arrivo a Repubblica, a Milano, alla fine degli anni Ottanta. Qui ha cominciato agli spettacoli, poi TuttoMilano, poi capocronista, poi caporedattore e all'ufficio centrale milanese. Una carriera di desk, giornalista di quelli che in gergo nei giornali si chiamavano 'culi di pietra', ovvero organizzazione dei cronisti, decidere cosa mettere sul giornale giorno dopo giorno, fare il giornale, ecco. Passione totale per il lavoro, non si può dire di molti. I giornali li leggeva tutti, meticolosamente, e visto che non gli bastava l'oggi andava a pescare notizie anche su quelli di ieri, e di molti anni fa, in un pazzesco lavoro di ricerca che faceva alla Biblioteca Sormani, cercava e fotocopiava il passato, poi per lo più lo usava nella sua rubrichetta '50 anni fa', piccola e intelligente, una rassegna stampa all'incontrario, di fatto. La rassegna stampa sull'oggi invece la faceva a Radio Popolare, dove da anni gli ascoltatori lo seguivano sulle notizie di politica, soprattutto, e sulla cronaca. Anche qui un lavoro sempre serio, ultra preciso, anche qui Filippo non si risparmiava. Nel mentre ha anche messo su il sito web di Milano, a cui collaborava tuttora con il suo blog 'Ipse dixit', e a cui ha lasciato un grande lavoro di archivio fatto nel 2009: '1969, l'autunno caldo', uno speciale sugli anni di piombo, meticoloso, praticamente perfetto. Era uno che sapeva il fatto suo, da cui si potevano imparare alcune cose fondamentali di questo mestiere. L'onestà. La precisione. La passione non stiamo neanche a dirla. Nel suo stile, la cerimonia di cremazione sarà privata. Poi, speriamo tutti, ci sarà un momento in cui lo ricorderemo insieme.  
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TITOLO: Utero in affitto, Strasburgo: "Diritto al figlio anche senza legame biologico"
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Corte dei diritti umani ha condannato l'Italia per aver tolto bambino a una coppia che lo aveva avuto da madre surrogata in Russia. Otterranno un risarcimento. ..
TESTO:STRASBURGO - L'Italia ha violato il diritto di una coppia sposata di poter riconoscere come proprio figlio un bambino che non ha nessun legame biologico con loro e che è nato in Russia da madre surrogata. Lo stabilisce la Corte dei diritti umani di Strasburgo, che condanna l'Italia a risarcire i coniugi, perché non ha dimostrato che l'allontanamento del bambino dalla coppia era necessario. Il caso. La decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo riguarda il ricorso presentato a Strasburgo nel 2012 da una coppia di Colletorto, in provincia di Campobasso. Dopo aver tentato la fertilizzazione in vitro con i propri gameti in Italia, aveva deciso di andare in Russia per ricorrere alla maternità sostitutiva, dove la pratica è legale. Nel marzo 2011 è nato un bimbo riconosciuto dalle autorità russe e iscritto all'anagrafe di Mosca come figlio legittimo della coppia. Ma una volta tornati a casa i due si sono visti negare la trascrizione dell'atto di nascita nell'anagrafe italiana. Il bimbo dato in adozione. Le autorità ritenevano che il certificato di nascita russo contenesse informazioni false sulla vera identità dei genitori del piccolo. In seguito con varie decisioni i tribunali italiani, avendo anche eseguito un test del Dna da cui non risulta alcun legame biologico tra padre e figlio, dichiararono che il piccolo era in stato d'abbandono e lo affidarono ad una famiglia d'accoglienza. Fu stabilito inoltre che la coppia di Colletorto non doveva avere contatti con il bambino e che non poteva adottarlo. Oggi la Corte di Strasburgo ha dichiarato che c'è stata una violazione del diritto al rispetto della vita familiare e privata, e che la sentenza sulla coppia non riguarda la questione delle madri surrogate, ma la decisione dei tribunali italiani di allontanare il bambino e affidarlo ai servizi sociali. La Corte ha però aggiunto che la violazione subita dai coniugi "non deve essere intesa come un obbligo dello Stato italiano a restituire il bambino alla coppia", perché "il piccolo ha indubbiamente sviluppato dei legami emotivi con la famiglia d'accoglienza con cui vive dal 2013". L'unico obbligo per l'Italia è di pagare ai coniugi 20mila euro per danni morali (loro ne avevano richiesti 100mila) e 10mila euro per le spese processuali sostenute. L'altro caso. La questione della maternità surrogata è spesso oggetto di sentenze. A novembre scorso la Corte di Cassazione aveva respinto il ricorso di una coppia di Brescia che aveva avuto un figlio ricorrendo a una madre surrogata in Ucraina, e se l'era visto togliere da un tribunale italiano. I giudici della Cassazione avevano deciso di fermare la pratica di ricorrere all'utero in affitto all'estero.
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TITOLO: Pavia, falsi incidenti con procurati aborti per incassare la polizza: dieci indagati
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Gli incidenti sospetti segnalati dalla polizia stradale a Pavia, Chignolo Po, Miradolo Terme, Binasco e Codogno. Le persone sotto inchiesta sono romene e. ..
TESTO:Dieci persone, la maggior parte di nazionalità romena, sono indagate dalla Procura di Pavia con l'accusa di aver simulato falsi incidenti per frodare le assicurazioni e incassare i soldi delle polizze. Due donne, secondo quanto è emerso dalle indagini, si sarebbero anche procurate (in maniera volontaria e clandestinamente) un aborto con lo scopo dichiarato di aumentare l'indennizzo. A dare notizia dell'inchiesta è il quotidiano La Provincia pavese. Le vicende finite al centro dell'attenzione degli inquirenti si sarebbero verificate nel Pavese (in particolare a Pavia, Chignolo Po e Miradolo Terme), ma anche a Binasco (Milano) e a Codogno (Lodi). Ad avviare i primi accertamenti, nel 2012, è stata la polizia stradale di Stradella (Pavia). L'indagine coordinata dal procuratore Gustavo Cioppa, partita inizialmente da un caso isolato, si è poi allargata coinvolgendo anche altri incidenti sospetti. Le persone indagate risiedono nelle province di Pavia e Lodi.
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TITOLO: Assalto al caveau, raffiche di kalashnikov contro i carabinieri
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: L'episodio a Quinto Vercellese. I banditi con una ruspa hanno preso di mira il deposito di un istituto di vigilanza. Diverse strade ancora bloccate. I.. .
TESTO:Un vero assalto armato in stile paramilitare. È stato definita così dalle forze dell'ordine la tentata rapina che questa notte ha trasformato Caresanablot, piccolo paese alle porte di Vercelli, in un vero e proprio campo di battaglia. Con tanto di conflitto a fuoco. Un colpo, quello alla sede della Fidelitas, sulla strada che da Caresanablot porta a Quinto Vercellese, studiato nei minimi dettagli dal commando di dieci persone che, armati di pistole e kalashnikov, hanno esploso almeno una cinquantina di colpi all'indirizzo dei carabinieri, con 27 bossoli ritrovati in strada. "Sembrava il set di un film americano", raccontano alcuni cittadini svegliati dalla raffica di colpi esplosi dai banditi in fuga. ''Siamo scesi in strada per capire cosa fosse successo. Abbiamo avuto molta paura''. Tutto è iniziato intorno alle 2,30 di notte quando i banditi alla guida di auto, furgoni e di una ruspa, tutti mezzi rubati, hanno raggiunto da direzioni diverse l'edificio della società di vigilanza. Prima però, per poter assaltare l'agenzia in tutta sicurezza, i banditi hanno bloccato le strade di accesso alla zona dando fuoco ad alcune vetture rubate: dalla strada per Olcenengo a quella del ponte sull'Elvo, a Collobiano, fino alla provinciale per Vercelli. Almeno 11 le auto date alle fiamme e usate come diversivo dai malviventi. Poi, arrivati davanti al cancello della ditta hanno messo in moto la ruspa e l'hanno lanciata contro il muro della Fidelitas, più precisamente contro la "sala della conta", ossia il caveau, dove è custodito il denaro che la ditta ha il compito di custodire per conto di terzi.   Sono bastati pochi secondi perché il personale di turno della vigilanza si vedesse crollare il muro addosso e sentisse scattare l'allarme. Poi il far west in strada: i carabineri e i banditi aprono il fuoco. A quel punto il commando capisce che la rapina è fallita, risale sui mezzi rubati e riparte in direzione di Villarboit. A conferma ci sono le immagini delle telecamere di videosorveglianza che si trovano in zona. Una fuga fino a Greggio e Balocco dove vengono ritrovate altre auto incendiate, forse per cancellare le impronte e ogni indizio. È probabile che i banditi abbiano percorso a piedi la stradina che porta al piazzale dell'Autogrill situato sull'autostrada Torino-Milano dove, probabilmente, ad attenderli c'erano delle auto 'pulitè per la fuga finale. Non ci sono dubbi che si tratti di una banda di professionisti che arriva da fuori, probabilmente anche collegata all'assalto avvenuto a Lodi il 28 novembre scorso quando una decina di malviventi dopo aver cosparso l'asfalto di chiodi e bloccato la circolazione con auto e furgoni messi in mezzo alla strada e dati alle fiamme, aveva tentato un assalto un furgone portavalori.
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TITOLO: Sergio Del Prete: "Così gli accumulatori finiscono in televisione"
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Il programming director di Discovery Italia che vanta un portfolio di 14 canali tra i quali Real Time, ha avuto l'intuizione di portare in Italia Hoarding: ...
TESTO:ROMA. "È IL boom in America ad averci convinto a puntare anche in Italia sulla serie che racconta il fenomeno degli accumulatori seriali. Da subito siamo stati sicuri del successo". Sergio Del Prete, programming director di Discovery Italia che vanta un portfolio di 14 canali tra i quali Real Time, ha avuto l'intuizione di portare in Italia Hoarding: Buried Alive, la serie americana da un milione di telespettatori. Nasce così la stagione di Sepolti in casa che, in onda dal 2012, fa subito il 2% di share in prima serata. Perché tra i tanti format televisivi internazionali ha scelto proprio quello sugli accumulatori patologici di oggetti? "Negli States la serie si è presto attestata tra le prime cinque più viste, è riuscita a inchiodare davanti agli schermi un milione di telespettatori raccontando storie vere di sofferenza, mai sentite prima". E in Italia? "In Italia abbiamo già trasmesso tutte le quattro serie, facendo il 2% di share in prima serata che è una media altissima. A marzo andrà in onda anche la quinta stagione americana perché continuiamo ad avere un grande riscontro". Questo l'ha spinta a girare il docu-reality "Vite Sommerse" sui casi italiani affetti da questa patologia? "Dopo che anche gli inglesi hanno deciso di produrre una serie, abbiamo pensato potesse essere un tema importante in Italia. La Asl di Milano solo nel 2010 ha registrato 350 casi di persone con questa patologia mentale, così abbiamo provato a far emergere la loro vita tormentata da solitudine e disagio psichico".  
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TITOLO: La mamma: "Denunciarlo era il solo modo per liberare le mie bambine"
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: La donna con la sua segnalazione ha dato origine a una sentenza, pronunciata ieri dal tribunale di Torino, che potrà far discutere: "La paura più grande. ..
TESTO:TORINO. "Abbiamo impiegato anni a ricostruirci una vita, a farci forza. E giornate come queste ci fanno vacillare, sono dolorose da affrontare". A parlare è la donna che con la sua segnalazione ha dato origine a una sentenza, pronunciata ieri dal tribunale di Torino, che potrà far discutere, ma che scioglie l'equivoco che spesso esiste tra educazione severa e violenza psicologica. Credevate che la sentenza vi avrebbe dato ragione? "La nostra paura era di non essere credute. Quando si è succubi di una persona si pensa che gli altri daranno comunque ragione a lui. Sa cosa significa andare dal proprio avvocato e avere il timore che neanche lui creda fino in fondo alle cose che sente? Vorrei che questo si sapesse, vorrei dirlo a tutte le persone che si trovano in una situazione come la nostra: non è facile, ma la verità alla fine viene a galla". Quali difficoltà avete trovato? "Non è facile dimostrare di essere state vittime di violenza psicologica perché di per sé certi episodi possono sembrare insignificanti, ma quello che non si percepisce è che c'è stata tanta sofferenza nelle nostre vite. Una sofferenza durata anni". Che impressione vi ha fatto vedere la propria storia finire sul giornale? "Dagli articoli pubblicati sembra che il mio ex marito sia stato condannato per accuse inconsistenti, quasi ridicole direi. Si parla di diete e di sport ma non si può immaginare che venga inflitta una pena di questo tipo per qualche episodio sporadico. Dietro c'era molto altro ed evidentemente il giudice ha capito il tormento che era stata patita". È vero che il padre diceva alle vostre figlie che erano grasse? "Lo diceva, ma non era vero. Forse ora hanno addosso un paio di chili in più, ma non più di un paio. E soprattutto è evidente che se prima facevano sport agonistico quattro volte alla settiche mana per forza dovevano essere in forma e nel momento in cui hanno smesso per forza sono ingrassate". Ma lei lo ha accusato anche di altre umiliazioni. "Non voglio parlare di singoli episodi, non voglio essere io a tirarli fuori in questo momento. Voglio dire che quello che è emerso in tribunale non è frutto di una lite al momento della separazione. Noi eravamo succubi di quell'uomo, ma la violenza psicologica è soggettiva ed è molto difficile da dimostrare. Non so nemmeno se lui si sia mai reso conto fino in fondo del dolore che ci ha inflitto". Nella causa è emerso anche il suo ex marito nelle sue umiliazioni faceva leva anche sulla sua ricchezza. "Diciamo che dal punto di vista economico non ci è mai mancato nulla. Ma è mancato l'amore. Per questo ho deciso di andarmene con le ragazze. Anche se erano abbastanza piccole hanno capito". Che effetto le ha fatto vedere la propria vita scandagliata in tribunale? "A costo di sembrare ingenua, non me l'aspettavo. Non pensavo che sarebbero state chiamate a testimoniare al processo tante persone che per varie ragioni frequentavamo, persone che così sono venute a conoscenza di molti aspetti della nostra vita che avrei voluto che rimanessero privati". Perché allora ha sporto denuncia? "Ho fatto una dichiarazione ai carabinieri perché volevo difendere le mie figlie: loro non volevano più vedere il padre ma il tribunale aveva disposto che passassero del tempo con lui. Quindi l'unico modo per non farle andare era segnalarlo. Sarà stato un ragionamento egoistico, ma era l'unica strada che vedevo davanti". E si è pentita? "No, rifarei quello che ho fatto".  
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TITOLO: Colle, accordo Renzi-Fi: il nuovo presidente sabato, alla quarta votazione
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Berlusconi non è andato al Nazareno ma ha inviato i suoi capigruppo. L'indicazione (condivisa col premier e con Alfano): "Un politico, non un tecnico". Il M5s. ..
TESTO:ROMA - Silvio Berlusconi non ci sarà questa sera al Nazareno alle consultazioni avviate da Matteo Renzi sul nome del futuro inquilino del Colle, ma tra Renzi e Forza Italia l'accordo sul metodo è presto stretto: sì al nuovo presidente già alla quarta votazione. Il leader di Forza Italia ha deciso di inviare nella sede del Pd solo i suoi capigruppo di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani. L'obiettivo, infatti, è incontrare il premier da solo, domani, in un faccia a faccia decisivo. Di certo per ora si sa che il successore di Giorgio Napolitano non sarà un tecnico, ma un politico, come hanno convenuto insieme il presidente del Consiglio e Angelino Alfano, a capo della delegazione Ncd incontrata in mattinata. Nel corso delle riunioni odierne Renzi avrebbe ripetuto più volte il termine "solido": il requisito che, secondo il premier, dovrebbe avere il prossimo inquilino del Quirinale. Che il capo di governo vuole con decisione avere sabato mattina. TOTOPRESIDENTE CHI SALE E CHI SCENDE Di certo, infatti, il premier punterà su un nome solo, annunciato probabilmente giovedì, ma da votare solo alla quarta votazione. Un nome che possa convogliare su di sé i 505 voti necessari ma che - teme Renzi -non avrebbe la maggioranza di due terzi (672 sì) richiesta dai primi tre voti. Per questo l'ordine di scuderia è quello di votare scheda bianca ai primi tre scrutini, input dato anche da Forza Italia ai suoi delegati. Due sono i rischi che Renzi non vuole assolutamente correre in questa partita: superare il quinto scrutinio per mandare in porta la palla e trovarsi a gestire il caos di un candidato 'contro', come Romano Prodi, sostenuto da M5S, Sel e civatiani. Per questo l'intesa dentro il Pd e con Fi è per il leader dem fondamentale. Così come cercare un nome che incastri i desiderata di Berlusconi e della gran parte dei dem. FOTOSTORIA 70 ANNI DI PRESIDENTI Consultazioni, quelle per l'elezione del presidente della Repubblica dell'era Renzi, che paiono all'inverso: solitamente i gruppi parlamentari vanno dal capo dello Stato per 'indicare' il profilo del premier. Stavolta, invece, le delegazioni sono andate dal titolare di Palazzo Chigi, in veste di segretario Pd, per trovare un accordo, nella partita chiave di questo inizio 2015, che si intreccia con le riforme istituzionali (in discussione alla Camera) e la nuova legge elettorale (approvata oggi al Senato). Proprio a Montecitorio, peraltro, pare a rischio la possibilità, concordata dai capigruppo, di ultimare l'esame degli emendamenti al ddl riforme entro domani, prima che si aprano i giochi per il Quirinale. Restano ancora da esaminare circa 700 emendamenti relativi ad oltre 20 articoli. Stasera e domani sono previsti voti fino a sera, ma anche riunioni di gruppo sul voto per il Colle. Unico assente oggi al Nazareno è stato il M5s, che ha respinto al mittente l'invito, mentre Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog le risposte di alcuni parlamentari Pd sul nome da proporre al Colle. E questa mattina altri 10 grillini, 'dissidenti storici' del Movimento, hanno ufficializzato il loro addio. Fulmini dagli ortodossi, che li accusano di essere "venduti a Renzi". Ex M5s: urla e sputi contro Rizzetto. Presenti anche gli ex parlamentari del Movimento 5 Stelle. La loro posizione è stata spiegata dal coordinatore Fabrizio Bocchino: "Diciamo no a un fan del patto del Nazareno - ha spiegato Bocchino - vogliamo puntare alla più ampia convergenza possibile in discontinuità con il passato". All'incontro prenderanno parte anche i dieci nuovi fuoriusciti, invitati dal premier attraverso il presidente del Pd Matteo Orfini, che chiedono la diretta streaming. Ma in serata un gruppo di grillini ha protestato vivamente contro l'ex M5s Walter Rizzetto. Al suo arrivo al Nazareno, lo hanno praticante accerchiato ed hanno iniziato ad urlare 'venduto, venduto'. Contro il deputato sputa e urla. Rizzetto è stato circondato dalla polizia che lo ha scortato lontano dalla sede Pd mentre i contestatori ancora inveivano contro di lui che poi ha commentato: "Posso capire la rabbia e gli insulti, visto che oggi abbiamo fatto qualcosa di forte ma non accetto l'imposizione fisica. E' un attacco squadrista e violento".
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TITOLO: M5s, fuoriusciti 10 parlamentari. "Chiamateci Alternativa Libera". Da Pd invito al Nazareno
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Sono nove deputati, cui si aggiungerà il senatore Molinari dopo l'elezione del capo dello Stato. "Negato dibattito e pluralismo". Si uniranno ai colleghi. ..
TESTO:I nuovi transfughi si uniranno a quelli già fuoriusciti dal Movimento in una componente del gruppo Misto, non avendo i numeri necessari (20 deputati) per costituire un gruppo autonomo. Anche gli ex parlamentari del Movimento 5 Stelle parteciperanno alle consultazioni al Nazareno per l'elezione del presidente della Repubblica. Lo annuncia il vice segretario Dem, Lorenzo Guerini, arrivando nella sede del partito, spiegando che l'appuntamento è fissato per questa sera alle 21.00. "Noi diciamo no a un direttorio nominato dall'alto e che sceglie per tutti", interviene in conferenza stampa Gessica Rostellato, "nel movimento si sono negati il dibattito e il pluralismo, il blog ha ratificato decisioni già prese". Rostellato ribadisce: "Tra non capire e rimanere in silenzio abbiamo scelto di ribellarci ancora una volta. C'erano due strade da percorrere: quella comoda e sicura dell'indifferenza e quella che abbiamo scelto, difficile, complicata ma giusta, difendere i valori nei quali crediamo, una strada complicata per dire basta. Non si può tenere congelato il 25% dei voti per interessi personali. Siamo cittadini che hanno creduto in 'uno vale uno' senza gerarchie verticali. E a un certo punto non abbiamo più creduto a certi slogan: 'siete circondati', 'apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno'". Interessi personali e slogan, che richiamano immediatamente il "megafono" del M5s. "Non ho nulla da contestare a Beppe Grillo - precisa Walter Rizzetto -. Il problema è il corollario che gli ruota intorno". Samuele Segoni: "Io personalmente sono stato da Beppe Grillo, ma non c'è stata possibilità di confronto. Il movimento doveva essere un mezzo, non un fine. Noi vogliamo rispondere al mandato che i cittadini ci hanno dato, vogliamo evitare che un despota per difendere i suoi interessi possa ricattare deputati liberi. Non abbiamo alcuna paura e resteremo qua". Ancora Mara Mucci: "Noi aspiravano alla bellezza e non alla rabbia e alla violenza verbale in un clima cupo, fatto di sospetti e intrighi". Rizzetto conferma: "Ci sposteremo nel gruppo misto e formeremo una componente". Mucci: "Vogliamo essere chiamati Alternativa libera, perché siamo un cantiere aperto. Il nostro gruppo sarà aperto, inclusivo e orizzontale, un cantiere aperto per un progetto di cambiamento che possa offrire un'alternativa libera". Come detto, Renzi ha convocato gli ex M5s alle 21 al Nazareno. "Renzi non ci ha invitato alle consultazioni, ma se ci chiamano molto probabilmente ci andremo" spiegano i nuovi trasfughi pentastellati, dicendosi "disponibili ad appoggiare un nome che sia di garanzia per i prossimi sette anni". "Ma non scenderemo a compromessi con nessuno - tiene a sottolineare Rizzetto - perché l'elezione del Presidente della Repubblica è la più importante dei prossimi sette anni. Il nome che eventualmente uscirà da queste cosiddette 'consultazioni' deve essere di specchiata moralità e deve essere garante, non un nome di questi che circola nelle ultime ore. Meno giochetti possibili e meno tatticismi". Mucci: "Vogliamo contribuire all'elezione del presidente della Repubblica senza inciuci e arroccamenti, dicendo la nostra per eleggere una figura che sia vicina ai cittadini e che rappresenti le istanze di cambiamento e trasparenza che consideriamo essenziali".   Proprio il metodo per l'elezione del capo dello Stato, sottolineano ancora gli ex M5s, ha fatto da detonatore alle nuove uscite: "L'assemblea parlamentare è stata esautorata. Per l'elezione del presidente non c'è stato confronto, non ci è stato neppure detto nulla se non 'state buoni e zitti'. Poi, il giorno dopo abbiamo saputo cosa fare dal blog. Questa è la cosa più grave". Quando gli chiedono se sono stati contattati dal Pd per un eventuale "cambio di casacca", Rizzetto scandisce: "Non abbiamo ricevuto nessuna telefonata da Renzi, non c'è nessuna trattativa".   "I vertici abusivi del Movimento dovrebbero dimettersi perché hanno tradito i principi per cui il Movimento è nato" conclude la deputata Mara Mucci. Di Maio: "O c'è chi compra o chi si vende per poco". E dai "vertici abusivi" denunciati dagli ex M5s, giunge il corrosivo commento di Luigi Di Maio,  componente del 'direttorio' M5S e vicepresidente della Camera, a Radio24 a proposito dell'annuncio di 10 parlamentari pentastellati di fuoriuscita dal Movimento. "Ormai in questo momento, legata alla Presidenza della Repubblica, c'è in corso una campagna acquisti. Evidentemente o c'è qualcuno che sa comprare bene o qualcuno che si vende per poco. Dal mio punto di vista, io credo che il M5s possa fare a meno di persone che preferiscono tradire il mandato elettorale piuttosto che portare avanti una battaglia di coerenza e onestà come quella che stiamo portando avanti da due anni ormai". Fico: "Panta rei". Su Facebook, gli "auguri" di Roberto Fico, presidente pentastellato della Commissione di vigilanza Rai. "Auguri ai miei colleghi che, a 48 ore dal primo scrutinio per l'elezione del capo dello stato, hanno deciso di lasciare il gruppo del movimento 5 stelle alla Camera, senza pensare, neanche per un secondo, di dimettersi dalla carica di parlamentare. Noi continueremo ovviamente a lavorare come abbiamo sempre fatto nel solo interesse dei cittadini, rimanendo ben saldi ai principi e ai valori di un movimento in cui, com'è nella sua natura, tutto scorre e fluisce. Una caratteristica che personalmente continuo ad apprezzare molto. Panta rei". Cecconi: "Elettori M5s non vorrebbero incontri segreti al Nazareno". "Chi in questo momento lascia il M5s lo fa piegandosi alla vecchia politica, pronto a infoltire le truppe cammellate di Renzi". Così il capogruppo alla Camera, Andrea Cecconi, che spinge sulla contraddizione. "Mentre il M5s lotta, anche aprendosi a tutto il Partito democratico, per far sì che il presidente della Repubblica sia eletto in modo condiviso, qualcuno lo abbandona contestando la poca propensione al dialogo. Solo un pretesto". "Sicuramente - conclude - chi ha votato il Movimento 5 Stelle non avrebbe voluto incontri segreti al Nazareno. Così facendo si tradisce il mandato degli elettori. Coerenza vorrebbe le loro dimissioni da parlamentari e non un approdo al gruppo Misto". Bechis: "Via per soldi? Continueremo a rendicontare". La replica alle accuse giunge da una nota via Facebook di Eleonora Bechis, una dei 10 nuovi transfughi.   "Diranno che lo abbiamo fatto per i soldi o perché lusingati da offerte di altri partiti. Basterà continuare a consultare le rendicontazioni e le restituzioni che continueremo a fare. Lo faremo senza tattiche e strategie, senza calcoli, ma solo impegnandoci a realizzare quello per cui siamo stati eletti. Senza chiudere la porta a nessuno, e sperando che il nostro gesto possa contribuire ad alimentare il confronto e anche l'autocritica tra coloro che decideranno di proseguire lungo quella strada: saremo i primi ad esserne felici e pronti ad ascoltare".
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TITOLO: Intercettazioni, spunta il bavaglio nella riforma della diffamazione
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Emendamento di Ncd alla legge in discussione in commissione Giustizia. Si vuole limitare l'uso sia per pm che giornalisti
TESTO:ROMA - Migliora un po' la legge sulla diffamazione, anche se dentro potrebbero finirci, perché tentano di infilarcele Ncd e M5S, una stretta sulle intercettazioni, una norma anti-D'Addario e filo De Girolamo, e perfino una filo Grillo. Molte sorprese in un corposo fascicolo di emendamenti, scaduti ieri in commissione Giustizia a Montecitorio, che conta quasi cento pagine. Il Pd si dà da fare per togliere il peggio quanto a rettifiche (più tempo e spazio ad hoc), multe (calano), diritto all'oblio (viene cancellato), ma l'occasione è troppo ghiotta per non tentare qualche colpo di mano. La campagna contro la legge sulla diffamazione Ecco le tre sorprese. Ncd rilancia il leit motiv caro ad Alfano, ma anche a Berlusconi, sulle intercettazioni. Per "garantire la riservatezza" delle telefonate registrate bisogna agire "sulle modalità di utilizzazione cautelare" e va data "una precisa scansione procedimentale all'udienza di selezione ". Presa di peso dal ddl Orlando sulla riforma del codice penale, la contorta espressione significa che pm e giornalisti non saranno più liberi di usare gli ascolti. Proposta di Alessandro Pagano, di certo condiviso dal sottosegretario alla Giustizia Enrico Costa. Seconda sorpresa. Ancora Pagano. Pure stavolta un repechage. Ai tempi dell'ex premier la norma fu proposta per bloccare le registrazioni a palazzo Grazioli di Patrizia D'Addario, ora potrebbe servire alla capogruppo Ncd Nunzia De Girolamo per via dell'inchiesta sulla Asl di Benevento. Prevede il carcere da 6 mesi a 4 anni per chi "fraudolentemente effettua riprese o registrazioni di comunicazioni a cui partecipa o svolte in sua presenza". Terza sorpresa, firmata dall'M5S Andrea Colletti: "L'articolo 278 del codice penale è abrogato". Che dice il 278? "Chiunque offende l'onore o il prestigio del presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a 5 anni". Maxi sanatoria quindi per tutte le volte che Grillo se l'è presa con Napolitano. Come norma più favorevole si applicherebbe anche la passato. M5S insiste anche per "la pubblicazione integrale degli atti non più segreti ". È da vedere se questi tre emendamenti supereranno le rigide maglie dell'ammissibilità, visto che poco c'entrano con una legge sulla diffamazione che, come primo obiettivo, si pone quello di abolire il carcere per i giornalisti. Fino a ieri il prezzo che la categoria  -  tutta, indistintamente, su qualsiasi mezzo d'informazione cartaceo, televisivo o via web  -  rischiava di pagare era molto alto. Adesso il danno potrebbe attenuarsi. Le modifiche ci sono, del Pd, di Sel, di M5S, ma è ancora presto per dire quali passeranno. Vediamo le principali. A cominciare dalla proposta di abrogare il cosiddetto diritto all'oblio (emendamenti simili di Pd, Sel, M5S) che avrebbe imposto la cancellazione di migliaia di notizie sulle testate web. Il commento: Renzi non puo' firmare una legge che fa male alla stampa Ma c'è molto altro. Per esempio sull'entità delle multe e sulle rettifiche. Molte modifiche sono firmate dal responsabile Giustizia del Pd, il renziano David Ermini, e questo le fa pesare più di altre. La multa fino a 10mila euro per la diffamazione semplice si dimezza. Quella per la diffamazione consapevolmente falsa arretra da 50mila a 30mila euro. Lo stesso Pd (Marzano) e Sel (Farina) propongono anche una multa dimensionata "in base al reddito e al patrimonio". Le rettifiche, previste "senza commento, senza risposta, senza titolo" dal Senato, cambieranno. Il Pd (Ermini e Vazio) propone rettifiche "senza inserire nel testo commenti o risposte", il che significa che la rettifica non deve essere manipolata al suo interno, ma può essere seguita da una chiosa. In più, gli stessi autori, lanciano l'idea di uno spazio ad hoc solo per le rettifiche. Per "la stampa non periodica" propongono un tempo maggiore, 15 giorni, per pubblicare la smentita su un quotidiano anche online. Il direttore risponderà solo in caso di culpa in vigilando.
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TITOLO: Rimini, arrestato fioraio: ha evaso 2,6 milioni di euro
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: All'uomo, 36 anni, sequestrati conti correnti e auto per 266 mila euro
TESTO:A RIMINI Il fioraio sconosciuto al Fisco che ha evaso 2,6 milioni La Finanza ha eseguito il sequestro di conti correnti ed automezzi per un valore complessivo di 266.428,85 euro BOLOGNA - Un? evasione fiscale di oltre due milioni e 600 mila euro è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Rimini durante una verifica a carico di un fioraio di Novafeltria. L?uomo risulta, per il Fisco, un evasore totale per gli anni 2009 e 2010. Secondo le Fiamme Gialle, il fioraio avrebbe sottratto alle casse dello Stato oltre 2.660.000 euro di ricavi e 266.000 euro di Iva: la Guardia di Finanza ha eseguito il sequestro di conti correnti ed automezzi per un valore complessivo di 266.428,85 euro. LA BIOGRAFIA - Il fioraio - A. A. le iniziali, nato a Napoli, ancora residente a San Cipriano d? Aversa, 36 anni - quattro anni fa ha aperto un esercizio commerciale a Novafeltria, in Valmarecchia, dopo aver svolto l? attività come ambulante per 10 anni, vendendo fiori e piante utilizzando un? Ape Piaggio tra Rimini e la provincia di Forlì-Cesena. Nel 2011 ha deciso di aprire il negozio a Novafeltria, pur avendo mantenuto formalmente la sede legale nel comune del Casertano. Inoltre l? uomo è risultato già indagato, insieme ad altre 40 persone, per traffico internazionale di stupefacenti dalla Procura di Napoli. LE VERIFICHE - I finanziari riminesi da tempo tenevano sotto controllo il commerciante, più volte multato per mancata emissione di scontrini fiscali. È anche emerso che per gli anni d? imposta 2009 e 2010 non aveva presentato le dichiarazioni dei redditi, risultando pertanto evasore «totale». Dalla verifica fiscale della Gdf, durata oltre un anno, è venuto alla luce come per gli anni in cui il commerciante non faceva alcuna dichiarazione dei redditi (2009-2010) avesse in realtà acquistato in Portogallo e Olanda l? astronomica cifra di un milione e 700mila euro di fiori, regolarmente pagati e con fattura emessa dalle ditte straniere. Il fioraio si trova ora ai domiciliari a Novafeltria su ordine del Gip del Tribunale di Napoli, perché coinvolto in un? indagine del Goa del Nucleo di Polizia Tributaria della Gdf di Napoli in materia di stupefacenti
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TITOLO: Processo rating, chiamati a testimoniare Draghi e Padoan
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Il governatore della Bce e il ministro dell'economia sono alcuni dei testimoni eccellenti citati dalla Procura al processo per manipolazione del mercato alle agenzie di rating S& P e Fitch che inizierà il 4 febbraio
TESTO:Oltre agli ex premier Prodi e Monti, all? attuale ministro dell? Economia Padoan e all? ex Tremonti, al governatore della Bce Draghi, figura anche il nome di Giuseppe Vegas, presidente della Consob, e Maria Cannata, dirigente generale del dipartimento del Tesoro. E ancora Maria Pierdicchi, manager per l? Italia dell? agenzia e già indagata a Trani; ma il relativo procedimento è stato stralciato e archiviato a Milano. E poi l? ex senatore Idv, Elio Lannutti, presidente di Adsubef, e Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, ovvero coloro che hanno presentato le denunce alla Procura di Trani sulle manipolazioni di mercato commesse dalle agenzie di rating. E? composta di 11 testi invece la lista per il processo a Fitch, l?altra agenzia di rating per quale sono alla sbarra David Michael Wullmoth-Riley e Pitman Trevor, quest? ultimo in qualità di legale rappresentante. Tra i testimoni, cisono Cannata, Vegas, Trefiletti e Lannutti.
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TITOLO: Scomparso nove mesi fa in Canada. Lo ritrovano i carabinieri di Porretta
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Era scomparso in aprile senza dare notizie: è stato ritrovato in buono stato di salute dai carabinieri di Porretta Terme, sull’Appennino bolognese
TESTO:Anzola dell'Emilia Argelato Baricella Bazzano Bentivoglio Bologna Borgo Tossignano Budrio Calderara di Reno Camugnano Casalecchio di Reno Casalfiumanese Castel Guelfo di Bologna Castel Maggiore Castel San Pietro Terme Castel d'Aiano Castel del Rio Castel di Casio Castello d'Argile Castello di Serravalle Castenaso Castiglione dei Pepoli Crespellano Crevalcore Dozza Fontanelice Gaggio Montano Galliera Granaglione Granarolo dell'Emilia Grizzana Morandi Imola Lizzano in Belvedere Loiano Malalbergo Marzabotto Medicina Minerbio Molinella Monghidoro Monte San Pietro Monterenzio Monteveglio Monzuno Mordano Ozzano dell'Emilia Pianoro Pieve di Cento Porretta Terme Sala Bolognese San Benedetto Val di Sambro San Giorgio di Piano San Giovanni in Persiceto San Lazzaro di Savena San Pietro in Casale Sant'Agata Bolognese Sasso Marconi Savigno Vergato Zola Predosa
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TITOLO:
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Quattro arresti nel paese di Riina
TESTO:Le indagini, sviluppate attraverso attività tecniche e servizi di osservazione e pedinamento, ma anche grazie alla collaborazione delle vittime delle estorsioni, hanno permesso di ricostruire l? intero assetto delle famiglie mafiose di Palazzo Adriano e Corleone e i rapporti del mandamento con quelli limitrofi, in particolare con la famiglia mafiosa di Villafrati. Nel corso delle indagini, sono stati ricostruiti 4 nuovi casi di estorsione, ai danni di imprenditori impegnati nel settore dell? edilizia e del commercio, sia nelle fasi dell? apertura che della gestione degli esercizi commerciali. Per la prima volta, sottolineano gli investigatori, è stata constatata la preziosa collaborazione delle vittime che hanno offerto il loro contributo, abbandonando l? atteggiamento di reticenza che finora ha caratterizzato gli imprenditori e i commercianti che operano nel territorio di Corleone.
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TITOLO: Erri De Luca: «Io, a processo per aver detto che la Tav va sabotata»
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Lo scrittore in tribunale a Torino: «Ci vado per conoscere chi avrei istigato»
TESTO:Non può esserci mai un nesso di causa ed effetto tra parole e azione? «Vado a processo per questo. Per conoscere e vedere le persone che avrei istigato. Ma nella lista dei testimoni non ne compare neppure una». Lo scrittore è sempre libero di dire quel che vuole? «Non mi disturba una condanna. Come scrittore ed essere umano misuro la libertà con me stesso, nel rapporto tra quello che dico e faccio». Non è autoindulgenza? «Piuttosto una assunzione di responsabilità. Le mie parole sono quel che faccio. Se avessi voluto sabotare in senso materiale il cantiere della Tav sarei andato di persona, non ne dubiti. L?ho già fatto». Quando lavorava in Fiat? «Esatto. I 35 giorni dell? occupazione di Mirafiori, nel 1980. Sabotare significa impedire una funzione, e noi bloccammo la produzione. Lo rivendico, così come rivendico le mie parole sulla Tav». Ma quello era l? Erri De Luca operaio, non lo scrittore letto da tanta gente. «Oggi la mia libertà consiste nel dire cose di cui sono convinto e rispondere solo di quelle. Subisco un abuso di potere da parte di una accusa che vuole invece sabotare il mio diritto di parola, per altro sancito dalla Costituzione sulla quale giurano quegli stessi giudici». Lei è convinto che esista solo la sua verità sulla Tav? «Sono dieci anni che sto con queste persone. Conosco la loro commovente fermezza civile contro un? opera micidiale. Sono come i pescatori di Lampedusa, rei confessi del sabotaggio della norma che impedisce di salvare la gente in mare». La libertà di espressione non è soggetta a un principio di responsabilità? «Altroché. Io lo esercito difendendo e onorando lo strumento che usiamo in questo momento, la parola». Se il limite non esiste quindi può passare anche l? invito a usare i bastoni dei 99 Posse? «Quella frase è una evidente reazione a una aggressione fascista che ha ridotto in fin di vita un ragazzo di Cremona. Di questo si dovrebbe parlare». Non è anche istigazione a delinquere? «Decidono i giudici». Si tira indietro? «Credo invece che si debba ragionare caso per caso, non esiste una normativa interna all? espressione di pensiero. Comunque quelle parole rientrano in un episodio circoscritto. La Polizia ha permesso che un giovane fosse pestato a sangue dai fascisti. Anche l? ordine pubblico dovrebbe essere citato in giudizio». La rabbia per quel che è successo autorizza sempre la reazione uguale e contraria? «Anche la Marsigliese incita i cittadini a prendere le armi. Eppure non mi risulta che qualcuno si scandalizzi per l? inno nazionale francese». «Aux armes citoyens e ai bastoni i cremonesi? «Se dicessi che condivido la frase dei 99 Posse dovrei stare lì, come sto in Val di Susa, e magari avrei potuto andarci. Comprendo la loro rabbia e tornando al nostro discorso escludo anche che si tratti di una forma di istigazione». La violenza può ancora essere uno strumento politico? «Sempre. Da una parte e dall? altra. Spaccare la testa di un militante è violenza criminale e politica, come l? assalto alla Polizia che non lo ha impedito, come la militarizzazione della Val di Susa. Esiste una violenza pubblica che scatena reazioni inevitabili». Non le sembra un concetto da anni Settanta? «Certe cose cambiano solo di nome. Ma non mi faccia tornare indietro. Domani in aula non va il mio passato. Se fossi accusato di resistenza a pubblico ufficiale allora qualcuno potrebbe vedere una continuità con la militanza politica di un tempo. Invece gli eventuali precedenti di istigazione vanno cercati solo in quel che dico e scrivo. Non rispondo in tribunale della mia vita, ma della mia parola contraria». Lei dovrebbe pagare da bere, ai magistrati di Torino. .. «Se la mia opinione è un reato, continuerò a commetterlo, come scrittore e come cittadino. I magistrati devono anche dimostrare la connessione tra le mie parole e l? azione di qualcuno. Auguri. Ma se davvero lo trovano, questo qualcuno, sarei curioso di conoscerlo. Come scrittore e come cittadino, ovviamente».
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TITOLO: Vicenza, sventato sequestro del figlio in due imprenditori
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Blitz dei carabinieri davanti alla casa della famiglia del ragazzo: in manette tre uomini che volevano chiedere un riscatto di due milioni per pagare i loro. ..<br clear='all'/>
TESTO:THIENE (Vicenza) - Volevano sequestrare il figlio tredicenne di una coppia di imprenditori di Thiene (Vicenza) per chiedere un riscatto di un paio di milioni con cui pagare una montagna di debiti, ma tutto è sfumato alle 7 di stamani grazie all'intervento dei carabinieri dei Ros con un blitz davanti all'abitazione della famiglia cui volevano estorcere il denaro. Un piano "sciagurato" che, per l'accusa, sarebbe stato architettato da Massimo Silvestrin, 41 anni, ristoratore nella zona di Este (Padova) e conoscente delle sue "vittime". Un progetto messo in piedi assieme a due rodigini, Gianfranco Galani, 68 anni, autotrasportatore, e il figlio Antonio, 43. I tre sono stati bloccati mentre erano a bordo di un'auto parcheggiata a pochi metri dalla casa. Il terzetto, secondo la ricostruzione dei Ros, sarebbe entrato in azione nel momento in cui la madre del ragazzo, Mara Bassan, socia e figlia del fondatore di una ditta di commercializzazione di bevande, sarebbe uscita in auto per accompagnare il figlio a scuola. Nella vettura dei tre arrestati per tentato sequestro a scopo di estorsione sono state trovate corde e coperte. Niente armi. Sui sedili una piantina della zona con la descrizione della casa e il percorso fino alla scuola del minore. Le intenzioni, a detta degli investigatori, sarebbero state quelle di simulare una rapina per poi rapire il ragazzino, portarlo in un casolare abbandonato nel Rodigino e chiedere un riscatto milionario. Le ragioni del progetto di rapimento, secondo quanto emerso dalle indagini, sono legate alla ricerca di denaro per saldare debiti. Silvestrin "non navigava in buone acque", era vicino al fallimento. Il sequestro sarebbe stato programmato per questa mattina ma "lo Stato - ha detto con soddisfazione il procuratore aggiunto della distrettuale di Venezia Adelchi D'Ippolito - è arrivato prima. Non è stato esploso un solo colpo. E' stata un'operazione condotta con il massimo di intelligenza e abilità". La banda di "cialtroni" - come è stata definita - avrebbe messo in cantiere il sequestro a inizio gennaio, cercando appoggi in altre persone. E' stata una notizia confidenziale giunta ai carabinieri di Rovigo su un "contatto" dei tre con una rodigina (indagata) per cercare di coinvolgerla nel sequestro a dare l'avvio alle indagini. Poi sono intervenuti i Ros in stretto coordinamento con la procura distrettuale lagunare. Sono scattate le intercettazioni telefoniche, i pedinamenti. Gli investigatori sono rimasti sorpresi da come i "balordi" parlavano tra loro, in modo "dilettantesco", del progetto. Le maglie delle indagini si sono strette ed è scattato il blitz, con l'aiuto dei carabinieri di Vicenza. I genitori del ragazzo in queste settimane non sono mai stati avvertiti, ma attorno a loro i carabinieri hanno messo in atto fin dalle prime fasi dell'inchiesta una rete di sicurezza ferrea. La mamma del ragazzo ha detto ai carabinieri che le sembrava di essere in un film. "Ditemi che non è vero", ha aggiunto. Da parte sua, il padre ha sottolineato che non si erano accorti di nulla e che non capisce perché proprio loro sono stati presi di mira. Il ragazzino a casa non ha trattenuto una lacrima. Il comandante dei Ros di Padova, Paolo Storoni, ha evidenziato il dato inquietante e pericoloso per la possibile vittima di un progetto di sequestro da parte "cialtroni disorganizzati". Nei mesi scorsi, un piano simile ordito da altre persone che avevano come obiettivo un adulto sarebbe naufragato in fase organizzativa.
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TITOLO: Unioni civili, blitz del centrodestra e bagarre in Aula. Slitta la votazione del registro
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Tensione e urla tra militanti di centrodestra e associazioni lgbt durante la discussione in Assemblea capitolina. Costretti a intervenire i vigili. La destra. ..<br clear='all'/>
TESTO:unioni civili a Roma, al momento del via libera da parte dell'Aula alla proroga dei lavori fino al voto finale sulla delibera. Urla e tensioni quando un gruppo di una decina di militanti di Fratelli d'Italia e Nuovo Centrodestra ha scavalcato il recinto che separa la platea dagli scranni dell'Assemblea per esporre striscioni e cartelli come 'Difendi la famiglia'. Costretti a intervenire gli agenti della Polizia locale.   Nel parapiglia, i manifestanti, appoggiati dai consiglieri di centrodestra Lavinia Mennuni (Ncd), Fabrizio Ghera (Fdi) e Dario Rossin (Fi), hanno esposto lo striscione 'Maschio e femmina li creò', citazione dal libro biblico della Genesi. Poi sono tornati tra il pubblico scatenando la reazione furiosa dei rappresentanti delle associazioni lgbt presenti, tra spintoni e grida: "Fascisti, vergogna, andatevene a casa".
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TITOLO: Milano, il giovane colpito con l'acido: "Ho steso il mio aggressore con una mossa di judo"
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Naegli atti del processo a carico di Martina Levato e Alexander Boettcher, accusati di lesioni gravissime, la testimonianza della vittima. E spunta una quarta. ..<br clear='all'/>
TESTO:Dopo essere stato colpito al volto dal getto di acido, è riuscito a disarmare e atterrare l'uomo che lo rincorreva facendo una mossa di judo. A raccontarlo alla polizia è il giovane aggredito in via Carcano, a Milano, lo scorso 28 dicembre. La sua deposizione è ora agli atti del processo in cui sono imputati per lesioni gravissime i due amanti Martina Levato e Alexander Boettcher. Nel racconto reso agli inquirenti, il cui verbale è ora a disposizione delle parti, il 22enne vittima dell'agguato ricostruisce di come i suoi aggressori lo abbiano convinto con l'inganno a presentarsi all'appuntamento in via Carcano. Il 26 dicembre il giovane - da poco tornato a Milano da Boston, dove studia e vive - ricevette una telefonata di una persona con accento francese, che gli annunciava la consegna di un pacco a casa. Il giovane, insospettito, decise però di spostare l'appuntamento altrove. E suo padre decise di accompagnarlo, immaginando che il figlio si stesse mettendo in una situazione di potenziale pericolo. Una volta giunto al luogo dell'appuntamento in auto, in via Carcano, il giovane racconta di essere stato avvicinato da una donna con indosso un piumino bianco, che subito gli lanciò in volto del liquido. Lui dice di avere cercato di ripararsi con una mano, che infatti è stata pesantemente ustionata. A quel punto, il giovane racconta di essersi messo a correre. Accortosi di essere inseguito da un uomo, decise però di voltarsi per affrontarlo. E qui lo avrebbe disarmato e atterrato con una mossa di judo. La vittima racconta anche di essere stata aiutata dal padre - che subito bloccò l'aggressore, recuperando il martello con cui aveva tentato di colpirlo - e da un altro uomo, intervenuto per caso e di cui mai si era parlato fino a ora. Sarebbe questa quarta persona in scena - avrebbe raccontato di essere appena uscita di prigione e di non avere, dunque niente da perdere - a minacciare Boettcher dicendogli di non muoversi fino all'arrivo della polizia, altrimenti gli avrebbe spezzato le gambe. Nel resoconto reso agli investigatori, la vittima racconta anche di avere avuto un breve flirt con Martina Levato ai tempi delle scuole superiori. E di avere avuto un isolato incontro con lei nel 2013, durante una sua visita a Milano, di ritorno dagli Stati Uniti. E sarebbe proprio da quell'incontro che la coppia Betccher-Levato avrebbe cominciato a scrivergli messaggi che lui stesso aveva ritenuto inquietanti. .
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TITOLO: Tangenti, il Comune di Milano cerca informatori (anonimi) fra i suoi dipendenti: denunce online
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Il: 'whistleblowing' offre la possibilità di denunciare irregolarità che danneggiano la pubblica amministrazione. La piattaforma online è riservata ai. ..<br clear='all'/>
TESTO:La segnalazione, deve essere effettuata in buona fede, essere circostanziata (pena la decadenza della segnalazione stessa) e deve riguardare comportamenti che possano arrecare un pregiudizio patrimoniale e un danno di immagine all'ente che eroga servizi alla città e ai cittadini. Attraverso la piattaforma online, la segnalazione viene indirizzata a un organismo di garanzia che la verifica e dà avvio alle attività istruttorie. Questo organismo, nominato dal sindaco il 24 settembre 2014, è composto da soggetti autorevoli ed esperti: i presidenti di due associazioni impegnate da anni nella formazione civile e nella lotta alle mafie, come Transparency International con Virginio Carnevali e Avviso pubblico con Roberto Montà e Mariangela Zaccaria, vicesegretario generale vicario del Comune di Milano, tutti con incarico triennale non rinnovabile. L?accesso alla piattaforma rende criptati tutti i dati inseriti dal dipendente pubblico che invia la segnalazione: questo sistema garantisce la riservatezza e dà la garanzia dell? anonimato a chi denuncia l'illecito. Va in questa direzione anche il fatto che la mail del segnalante è criptata e nascosta agli amministratori del sistema.
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TITOLO: Aggredito con l'acido a Milano, bocconiana smentita dai testi: "Hanno agito in coppia"
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: Martina Levato e Alexander Boettcher tornano in aula. Il pm: "Prove granitiche di colpevolezza, che chiariscono la responsabilità di entrambi gli imputati". ... <br clear='all'/>
TESTO:Dalla gabbia Alexander, completo grigio e camicia bianca, ha guardato a lungo Martina, vestita con un maglione e con il rossetto, seduta dalla parte opposta dell'aula. Il broker ha sorriso e sussurrato anche qualche parola all'indirizzo dell'amante e si è portato la mano destra al cuore come gesto d'affetto. La ragazza gli ha risposto con un sorriso. "Credo nella giustizia, credo in mio figlio - dice la madre di Boettcher - Lo ho incontrato in carcere giovedì scorso e l'ho visto provato, come lo sarebbe qualsiasi persona nella sua situazione. Ora mi rimane solo un colloquio, perché abbiamo la possibilità di farne solo sei al mese". Il difensore di Boettcher, l'avvocato Ermanno Gorpia, chiederà comunque al tribunale la scarcerazione del trentenne. La richiesta potrebbe basarsi anche su elementi come il filmato della telecamera di videosorveglianza installata davanti alla casa, al numero civico 19 di via Giulio Carcano, di fronte al luogo dove è avvenuta l'aggressione, al civico 14. Nella ripresa, acquisita dall'avvocato nell'ambito delle indagini difensive, si vedrebbe un uomo con una giacca gialla che "potrebbe essere arrivato in auto insieme con Martina Levato e potrebbe essersi allontanato insieme a lei dopo l'aggressione". La studentessa bocconiana avrebbe gettato quindi l'acido sul viso della vittima e in seguito, secondo il difensore di Alexander, l'uomo l'avrebbe aiutata a raccogliere i contenitori nei quali era stato travasato l'acido muriatico dalle bottiglie.
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TITOLO: Il Senato approva l'Italicum, Renzi: "Il coraggio paga, andiamo avanti"
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: L'aula ha dato il via libera al disegno di legge di riforma elettorale con 184 sì, 66 contrari e 2 astenuti. Lo strappo nella minoranza dem: in 23 non hanno. ..
TESTO:ROMA - Lo scoglio di Palazzo Madama è stato superato. L'aula del Senato ha dato il via libera al disegno di legge di riforma elettorale che a questo punto dovrà tornare a Montecitorio per l'approvazione definitiva. L'Italicum 2.0 è stato approvato con 184 voti favorevoli, 66 contrari e 2 astenuti. Ma le polemiche e le mosse a sorpresa non sono mancate. Diversi senatori appartenenti alle minoranze di Pd e Forza Italia non hanno partecipato al voto, lasciando l'aula per dissenso: tra i dissidenti dem sarebbero stati in 23 a boicottare - motivatamente e dopo averlo annunciato - lo scrutinio. Sel ha puntato il dito contro governo e maggioranza parlando di "metodo indegno" raggiunto "a colpi di imbrogli e trucchi". Se al Senato il calendario stilato dal governo è stato rispettato, alla Camera la maggioranza non ha centrato l'obiettivo di chiudere almeno l'esame di tutti gli emendamenti alla riforma costituzionale prima della votazione per eleggere il nuovo capo dello Stato. Restano ancora da votare almeno 600 emendamenti, e domani non ci sarà seduta. Tutto slitta, dunque, a dopo il giuramento del successore di Giorgio Napolitano. In base alle modifiche apportate dall'assemblea, la riforma elettorale stabilisce che per essere eletti alla Camera occorre superare una soglia di sbarramento del 3% mentre il premio di maggioranza di 340 seggi su 630 scatta per la lista (non più per la coalizione) che ottiene il 40% dei consensi (con il ballottaggio tra i primi due se al primo turno nessuno coglie tale risultato). La scheda elettorale conterrà capilista bloccati e consentirà all'elettore di indicare due preferenze divise per genere. La riforma entrerà in vigore da luglio 2016, come stabilisce la clausola di salvaguardia. Subito, il premier Matteo Renzi trasferisce su Twitter la propria soddisfazione.
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TITOLO: M5s, altri 10 se ne vanno: "Noi no pedine in mano a burattinai". Poi urla e sputi contro uno di loro
DATA: 2015-01-27
OCCHIELLO: I fuoriusciti sono nove deputati, cui si aggiungerà il senatore Molinari dopo l'elezione del capo dello Stato. L'accusa al Movimento: "Basta opposizione. ..
TESTO:Rizzetto conferma: "Ci sposteremo nel gruppo misto e formeremo una componente". Mucci: "Vogliamo essere chiamati Alternativa libera, perché siamo un cantiere aperto. Il nostro gruppo sarà aperto, inclusivo e orizzontale, un cantiere aperto per un progetto di cambiamento che possa offrire un'alternativa libera". Come detto, Renzi ha convocato gli ex M5s alle 21 al Nazareno. "Renzi non ci ha invitato alle consultazioni, ma se ci chiamano molto probabilmente ci andremo" spiegano i nuovi trasfughi pentastellati, dicendosi "disponibili ad appoggiare un nome che sia di garanzia per i prossimi sette anni". "Ma non scenderemo a compromessi con nessuno - tiene a sottolineare Rizzetto - perché l'elezione del Presidente della Repubblica è la più importante dei prossimi sette anni. Il nome che eventualmente uscirà da queste cosiddette 'consultazioni' deve essere di specchiata moralità e deve essere garante, non un nome di questi che circola nelle ultime ore. Meno giochetti possibili e meno tatticismi". Mucci: "Vogliamo contribuire all'elezione del presidente della Repubblica senza inciuci e arroccamenti, dicendo la nostra per eleggere una figura che sia vicina ai cittadini e che rappresenti le istanze di cambiamento e trasparenza che consideriamo essenziali".   Proprio il metodo per l'elezione del capo dello Stato, sottolineano ancora gli ex M5s, ha fatto da detonatore alle nuove uscite: "L'assemblea parlamentare è stata esautorata. Per l'elezione del presidente non c'è stato confronto, non ci è stato neppure detto nulla se non 'state buoni e zitti'. Poi, il giorno dopo abbiamo saputo cosa fare dal blog. Questa è la cosa più grave". Quando gli chiedono se sono stati contattati dal Pd per un eventuale "cambio di casacca", Rizzetto scandisce: "Non abbiamo ricevuto nessuna telefonata da Renzi, non c'è nessuna trattativa".   "I vertici abusivi del Movimento dovrebbero dimettersi perché hanno tradito i principi per cui il Movimento è nato" conclude la deputata Mara Mucci. Di Maio: "O c'è chi compra o chi si vende per poco". E dai "vertici abusivi" denunciati dagli ex M5s, giunge il corrosivo commento di Luigi Di Maio,  componente del 'direttorio' M5S e vicepresidente della Camera, a Radio24 a proposito dell'annuncio di 10 parlamentari pentastellati di fuoriuscita dal Movimento. "Ormai in questo momento, legata alla Presidenza della Repubblica, c'è in corso una campagna acquisti. Evidentemente o c'è qualcuno che sa comprare bene o qualcuno che si vende per poco. Dal mio punto di vista, io credo che il M5s possa fare a meno di persone che preferiscono tradire il mandato elettorale piuttosto che portare avanti una battaglia di coerenza e onestà come quella che stiamo portando avanti da due anni ormai". Fico: "Panta rei". Su Facebook, gli "auguri" di Roberto Fico, presidente pentastellato della Commissione di vigilanza Rai. "Auguri ai miei colleghi che, a 48 ore dal primo scrutinio per l'elezione del capo dello stato, hanno deciso di lasciare il gruppo del movimento 5 stelle alla Camera, senza pensare, neanche per un secondo, di dimettersi dalla carica di parlamentare. Noi continueremo ovviamente a lavorare come abbiamo sempre fatto nel solo interesse dei cittadini, rimanendo ben saldi ai principi e ai valori di un movimento in cui, com'è nella sua natura, tutto scorre e fluisce. Una caratteristica che personalmente continuo ad apprezzare molto. Panta rei". Cecconi: "Elettori M5s non vorrebbero incontri segreti al Nazareno". "Chi in questo momento lascia il M5s lo fa piegandosi alla vecchia politica, pronto a infoltire le truppe cammellate di Renzi". Così il capogruppo alla Camera, Andrea Cecconi, che spinge sulla contraddizione. "Mentre il M5s lotta, anche aprendosi a tutto il Partito democratico, per far sì che il presidente della Repubblica sia eletto in modo condiviso, qualcuno lo abbandona contestando la poca propensione al dialogo. Solo un pretesto". "Sicuramente - conclude - chi ha votato il Movimento 5 Stelle non avrebbe voluto incontri segreti al Nazareno. Così facendo si tradisce il mandato degli elettori. Coerenza vorrebbe le loro dimissioni da parlamentari e non un approdo al gruppo Misto". Bechis: "Via per soldi? Continueremo a rendicontare". La replica alle accuse giunge da una nota via Facebook di Eleonora Bechis, una dei 10 nuovi transfughi.   "Diranno che lo abbiamo fatto per i soldi o perché lusingati da offerte di altri partiti. Basterà continuare a consultare le rendicontazioni e le restituzioni che continueremo a fare. Lo faremo senza tattiche e strategie, senza calcoli, ma solo impegnandoci a realizzare quello per cui siamo stati eletti. Senza chiudere la porta a nessuno, e sperando che il nostro gesto possa contribuire ad alimentare il confronto e anche l'autocritica tra coloro che decideranno di proseguire lungo quella strada: saremo i primi ad esserne felici e pronti ad ascoltare". Urla e sputi contro Rizzetto. Ma in serata un gruppo di grillini ha protestato vivamente contro l'ex M5s Walter Rizzetto. Al suo arrivo al Nazareno, lo hanno praticante accerchiato ed hanno iniziato ad urlare "venduto, venduto". Contro il deputato sputa e urla. Rizzetto è stato circondato dalla polizia che lo ha scortato lontano dalla sede Pd mentre i contestatori ancora inveivano contro di lui che poi ha commentato: "Posso capire la rabbia e gli insulti, visto che oggi abbiamo fatto qualcosa di forte ma non accetto l'imposizione fisica. E' un attacco squadrista e violento".
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TITOLO: Consigliere comunali false lucciole «Tremendo, ti senti come una merce»
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: L’iniziativa provocatoria a Castel Volturno: il sindaco ferma i clienti e i vigili li multano
TESTO:Coinvolte dal sindaco Dimitri Russo, le consigliere Anastasia Petrella e Stefania Sangermano, entrambe ben al di sotto dei trent? anni, hanno accettato di partecipare all? esperimento messo in piedi dallo stesso primo cittadino (peraltro non condiviso da alcuni suoi colleghi del Casertano, come Renato Natale, di Casal di Principe) non solo per denunciare il problema dello sfruttamento della prostituzione che nei paesi della Domiziana, e in particolare a Castel Volturno, non è mai stato davvero affrontato, ma anche per cercare di scuotere le coscienze di chi del mercato del sesso fa uso abitualmente. Infatti chi ha provato ad abbordare Anastasia e Stefania, si è immediatamente visto comparire davanti il sindaco Russo e subito dopo anche una pattuglia della polizia municipale con relativo verbale di contravvenzione. Ma per quanto protettissime (intorno a loro c? erano anche numerosi volontari, qualcuno impegnato a filmare e fotografare, altri pronti a intervenire a protezione delle ragazze), le due consigliere non hanno potuto non provare, anche se solo in parte, le sensazioni che prova chi è costretto a vendere il proprio corpo per strada. «Quando il sindaco ci ha proposto questa iniziativa abbiamo accettato subito, senza tentennamenti, ma devo ammettere che poi è stata veramente dura, anche più di quanto mi aspettassi», racconta Stefania Sangermano. «Sapere come funzionano certe cose non è la stessa cosa che viverle. Perché per quanto fosse tutto finto, gli approcci erano veri, le offerte anche. E mi sento come se quelle parole, quegli sguardi mi avessero lasciato un segno. Ora so anche che fino a oggi non avevo capito del tutto che cosa può provare una donna che è costretta a prostituirsi, perché non dimentichiamolo mai: chi è sbattuto per strada sono quasi sempre ragazzine prima ingannate e poi obbligate con la forza e il ricatto. Adesso capisco meglio il loro dolore, e mi sembra ancora di più una cosa insostenibile».
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TITOLO: Un giovane morto e una donna grave Giallo su una coppia nel palermitano
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: Lui 22 anni e lei 46, trovati a letto: la stufa non era accesa, sospetto avvelenamento. Il marito della donna: noi avevamo cenato insieme. Sequestrati cibo e abiti
TESTO:La Cova e la donna erano nell? appartamento in campagna dei nonni del giovane. Sono stati ritrovati nel letto da un cugino che si era messo in allarme dato che le vetture dei due erano ancora parcheggiate davanti al palazzo. Entrambi sono stati trovati con la bava alla bocca, come se fossero stati vittime di avvelenamento. Sulle prime gli inquirenti hanno pensato alle esalazioni di monossido di carbonio, ma la stufa non era in funzione. I carabinieri, coordinati dalla procura di Termini Imerese, sembrano propendere al momento per l? ipotesi dell? avvelenamento, e per questo hanno sequestrato resti di panini e bottiglie trovati in casa, oltre agli indumenti. Non si escludono però altre piste.
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TITOLO: «La busta con l’orecchio di Giorgio» Lasciati soli, pagammo noi riscatto
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: La figlia di Anna Bulgari: «I negoziati li feci io. Da Craxi e Scalfaro neanche una telefonata. Rabbia, quando sento di come l’Italia ha trattato per Greta e Vanessa»
TESTO:«E negoziai in totale solitudine. Non ricevetti alcuna telefonata né dal presidente del Consiglio, Bettino Craxi, né dal ministro dell? Interno, che era Oscar Luigi Scalfaro. Solo i carabinieri si dimostrarono molto competenti e anche dotati di grande umanità. Quando sento che per la liberazione di quelle due ragazze, Greta e Vanessa, a trattare sono stati i nostri servizi segreti e a pagare sarebbe stato addirittura lo Stato, sono assalita da rabbia mista a disgusto. Noi fummo lasciati soli. E da subito». «Quel 19 novembre era un sabato. Pochi minuti prima delle 19, mia madre Anna e mio padre Franco rientrano nella nostra tenuta di Aprilia, vicino a Latina. Scendono dalla Fiat 132 con le buste della spesa e si ritrovano davanti tre uomini. Hanno passamontagna e fucili. Mio zio Gianni, Gianni Bulgari, era stato rapito otto anni prima: mio padre pensa che sia impossibile un altro rapimento, pensa sia uno scherzo di qualche nostro contadino. Prova a dire con aria scherzosa: ?Smettiamola, eh. ..? . Ma viene colpito in bocca con il calcio di un fucile. I banditi, che erano entrati nella tenuta fingendosi cacciatori di passaggio, rinchiudono i miei genitori e i camerieri in cucina. Mio fratello Giorgio è in un? altra parte della casa. Non si è accorto di niente. Poco dopo, in un corridoio, catturano anche lui. I banditi rubano quello che c? è da rubare: poi caricano mia madre nel bagagliaio della Fiat 132, mentre mio fratello viene fatto sedere sul sedile posteriore in mezzo a due di loro. Fuggono nella notte».
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TITOLO: Coppia trovata morta in casa nel Veronese
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: I vicini raccontano che Daniele Berardo e Antonietta Cristofori litigavano spesso. Secondo i carabinieri la tragedia si sarebbe consumata al termine. ..<br clear='all'/>
TESTO:VERONA - Marito e moglie sono stati trovati morti ieri pomeriggio all'interno dell'abitazione popolare dell'Ater del popoloso quartiere di Casette, a Legnago, nella bassa veronese. Daniele Berardo, 60 anni, e Antonietta Cristofori, 56, erano deceduti da almeno tre giorni. A scoprire i corpi sono stati i vigili urbani allertati da alcuni vicini che non avevano più notizie della coppia. Gli investigatori non hanno notato sui corpi segni evidenti di violenza. Sarà l'autopsia dunque a chiarire le cause del duplice decesso. L'appartamento appariva in ordine e non sarebbero state rinvenute tracce di lotta. Da qualche giorno le luci della casa erano sempre accese e la nuova macchina della coppia era ferma in garage. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, la tragedia sarebbe stata l'epilogo di una violenta lite, l'ultima di una serie che ormai caratterizzava l'esistenza dei coniugi, come testimoniato dai vicini. Il quotidiano locale L'Arena riferisce che l'uomo è stato trovato sul pavimento della camera mentre la moglie era riversa su un divano. I due erano pensionati e senza figli. Per le loro disagiate condizioni economiche erano seguiti dai servizi sociali.
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TITOLO: 99 Posse: "Nessun inno alla violenza, i fascisti usano le spranghe e l'autodifesa è un diritto"
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: La band: "La verità è che tutti chiudono un occhio sugli squadristi di CasaPound e le loro aggressioni"<br clear='all'/>
TESTO:LUCA 'O Zulù, il cantante-rapper dei 99 Posse, e Marco Pezzotto, il motore elettronico della band napoletana, difendono la loro scelta. Avete usato quella frase: più bastoni, meno tastiere. Un incitamento alla violenza. "Noi non siamo per la violenza, siamo per il diritto alla difesa nei cortei, per l'autodifesa dalle violenze arbitrarie della polizia. Sul nostro profilo facebook c'era la foto del corteo di Cremona organizzato in seguito ad un attacco squadrista di 60 fascisti al centro sociale "Dordoni", dove un compagno è stato massacrato e ha quasi sicuramente perso l'uso di un occhio: quattro dei suoi aggressori di Casa Pound sono perseguiti solo per rissa e non, come polizia e magistratura dovrebbero fare, per aggressione". La manifestazione ha messo a ferro e fuoco molte vie della città. "A Cremona non è stata sfasciata una città, sono state rotte due vetrine di banche: dopo dieci anni di aggressioni fasciste è stata fatta una manifestazione di autodifesa contro le cose, non contro le persone. Ma la verità è che tutto questo non sarebbe successo se fossero stati seguiti i dettami della Costituzione italiana che vietano il riformarsi di un'organizzazione fascista, mentre tutti hanno sempre chiuso un occhio e hanno fatto proliferare chi come Casa Pound accoltella e spranga il diverso, il nero, il gay, il comunista". I manifestanti sono accusati di aver attaccato il comando dei vigili urbani. "Nel momento in cui sei in corteo e dal Comando dei vigili ti caricano sparandoti in testa i lacrimogeni dal secondo piano è normale che la situazione possa sfuggire di mano. A Cremona l'obiettivo era assaltare la sede di Casa Pound, che andrebbe chiusa perché lo dice la Costituzione, non perché lo chiedono i 99 Posse". Una manifestazione pacifica non sarebbe la risposta più forte? "C'è la necessità di mandare dei segnali di difesa all'estrema destra che si riorganizza e aggredisce impunemente. Se questi segnali non vengono dati dalla polizia e dalla magistratura, allora li deve dare la società civile. In dieci anni Casa Pound ha fatto centinaia di aggressioni con accoltellamenti, due ragazzi dei Centri sociali sono stati uccisi: Davide "Dax" Cesare a Milano e Renato Biagetti a Roma. Dopo quei fatti ci sono state manifestazioni non-violente ma non ne ha parlato nessuno e i fascisti sono ancora là a picchiare e aggredire chi vedono diverso. Se il problema sono le due vetrine rotte, il Comune di Roma mettesse in vendita la palazzina da milioni di euro che ha concesso a Casa Pound e la desse alle banche per risarcirle". Casa Pound nega di essere un'organizzazione fascista. "Si definiscono fascisti del terzo millennio. Se in Germania qualcuno si definisse nazista del terzo millennio gli chiuderebbero le sedi e i capi finirebbero in galera. Noi seguiamo le parole di Sandro Pertini che diceva che il fascismo va combattuto con tutti i mezzi senza porsi il problema di ciò che è legale o illegale".
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TITOLO: Colle, Renzi al Pd: "Scheda bianca alle prime tre votazioni, sabato eleggiamo il presidente"
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: Il leader dem prova a compattare i suoi: "Questo non è referendum su di me, ora occasione di riscatto dopo la figuraccia del 2013. Faremo nome secco e chi non. ..
TESTO:Con oggi, la politica è entrata nel vivo della corsa al Colle. Da domani Renzi, accompagnato da una delegazione dem, incontrerà le 'rappresentanze' degli altri partiti. Di fatto, il leader del Pd prova a compattare i suoi lanciando un appello all'unità. Il tentativo di Renzi, determinato a giungere alla definizione di una candidatura condivisa del Pd, si scontra però con le accese contrapposizioni esplose nel partito, anche se sulla partita per il Quirinale i leader della minoranza si muovono con cautela e condividono per il momento il proposito di trovare un candidato che unisca il Nazareno. REPTV NEWS Come Syriza influenza la corsa al Colle di S. FOLLI Per Stefano Fassina, ad esempio, è importante che "il Pd riesca a superare unito la prova del Quirinale ed è sbagliata l'impostazione di cercare un candidato 'contro'. Va cercata la massima condivisione e in questo caso dobbiamo cercare l'interlocuzione con Fi". A intervenire all'assemblea, anche il deputato della minoranza Davide Zoggia secondo il quale la scelta del nome per il Quirinale "deve essere del Pd per evitare che venga associata al patto del Nazareno". Zoggia boccia però l'indicazione data da Renzi - la scheda bianca alle prime tre votazioni - e chiosa: "E' un errore rinunciare a trovare una larga unità" per eleggere il capo dello Stato solo alla quarta votazione anche perché "arrivati a sabato ci potrebbero essere fibrillazioni in tutti i partiti". Ma se l'inizio della settimana è consacrato alle liturgie Pd, domani al Nazareno Renzi incontrerà tutte le forze politiche, a partire da Forza Italia. Renzi e il Pd non potranno ignorare le indicazioni del "blocco dei moderati", assicura il capogruppo di Fi al Senato, Paolo Romani. Anche Forza Italia sembra orientata a votare scheda bianca, come proposto dal Pd e da Area Popolare, come lascia intendere il consigliere politico Giovanni Toti: "Visto che il Pd ha proposto la bianca per i primi tre giri, immagino che anche noi faremo la stessa cosa". Ma anche in Fi il clima non è dei migliori, con l'ennesimo strappo di Raffaele Fitto, che mette in guardia Silvio Berlusconi dal mostrare per l'ennesima volta "un'obbedienza cieca" a Renzi e invoca per il Quirinale  "personalità autonoma e di rilievo internazionale". Anche perché, avvertono i fittiani, come si può escludere che il Pd possa sfilarsi, eleggendo il successore di Giorgio Napolitano con la minoranza Dem e con chi ci sta. E' probabile che nell'incontro con Renzi di domani, a cui Berlusconi si presenterà spalleggiato dai capigruppo Brunetta e Romani, il leader azzurro chiederà rassicurazioni sulla tenuta del patto anche alla prova della partita del Quirinale. D'altronde, rileva Toti, che forse farà parte della stessa delegazione, "che interesse avrebbe Renzi a far saltare il Nazareno? Nessuno. Gli conviene avvelenare il clima delle riforme, fare un altro giro sulla legge elettorale, terremotare tutto? ". Però, aggiunge Toti, sottolineando la consapevolezza del rischio, lo stesso Renzi "può fidarsi della minoranza e di qualche grillino? ". Tra mercoledì e giovedì mattina si terrà infine la riunione dei grandi elettori Pd e giovedì alle 15 comincerà la prima votazione per il Quirinale. Intanto, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio scrivono a tutti i parlamentari del Partito democratico per ribadire la richiesta del Movimento 5 Stelle: "Dopo averlo chiesto a Renzi, chiediamo a voi di darci i vostri candidati per il Quirinale, saranno votati dagli iscritti al m5s online nei prossimi giorni". Grillo e Casaleggio, sottolineando che "il presidente della Repubblica deve essere espressione del Parlamento e non di trattative tra poche persone", criticano implicitamente la strategia della scheda bianca su cui Pd e Fi avrebbero trovato l'intesa, per arrivare all'elezione al quarto scrutinio. "Una elezione nei primi tre turni - spiegano - con la partecipazione delle forze di opposizione e alla luce del sole sia un modo per dare autorevolezza al prossimo presidente della Repubblica" senza "confinarlo alla qualifica di 'nominato'". E Renzi, incontrando i deputati 5S alla buvette di Montecitorio ci scherza su: "Ma perché non venite al Nazareno? ci Saranno tutti, voi siete gli unici a non venire". Giulia sarti ribatte: "Ma tanto è già tutto deciso, dai, cosa dici? c'è il patto del Nazareno, di cosa dovremmo parlare? ". Intanto, secondo rumors di Montecitorio una decina fra deputati e senatori 5Stelle sono pronti a lasciar il movimento proprio perché in dissenso con la gestione dei vertici della partita per il Quirinale. Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana: "Il Parlamento, nel rispetto dei dovuti passaggi, riesca, in tempi brevi, a esprimere la persona che possa rappresentare con dignità riconosciuta e operosità provata il popolo e la nazione". Nella prolusione al Consiglio episcopale permanente, il capo dei vescovi italiani definisce "un passaggio decisivo" l'elezione del nuovo capo dello Stato, ed esprime al presidente Giorgio Napolitano "sincera gratitudine e il più cordiale augurio di bene".
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TITOLO: Quirinale, prova di equilibrismo per il premier
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: Ce la faranno entro la settimana a eleggere il nuovo presidente della Repubblica? C'è un ministro che dice di sì, altri sono molto meno convinti. Renzi mette. ..
TESTO:Ce la faranno entro la settimana a eleggere il nuovo presidente della Repubblica? C'è un ministro che dice di sì, altri sono molto meno convinti. Renzi mette un punto fermo, almeno per cominciare. Alle prima tre votazioni - quando ci vuole una maggioranza monstre che nessuno è in grado di raggiungere - il Pd voterà scheda bianca. Dalla quarta si fa sul serio. E - aggiunge il premier - su un nome solo. Niente rosa di nomi. Il motivo è semplice: se il Pd presentasse una terna sarebbero gli altri a scegliere e invece deve essere il Pd a proporre e gli altri eventualmente ad accettare. L'individuazione del nome è ancora in alto mare. Di ora in ora rinascono e tramontano i soliti noti del toto Quirinale. Con Berlusconi che gioca a sfasciare ipotetici candidati prima che la corsa abbia inizio. Ma come avverte Renzi, non è Berlusconi il king maker della presidenza. Ovviamente però il premier ha bisogno di preservare il patto del Nazareno, così come lo stesso ex Cavaliere ha bisogno di Renzi per rimanere aggrappato a quel poco di tavolo politico che gli resta. Quindi il nome del futuro capo dello Stato non dovrà essere "a dispetto" di Berlusconi. Ma dovrà anche soddisfare la sinistra del Pd o almeno quella parte della minoranza che non vuole del tutto rompere con il partito democratico. Quello che attende il segretario Renzi è un esercizio di equilibrismo, leadership e abilità diplomatica di non comune difficoltà. Accentuata dalla vittoria di Tsipras in Grecia che - a parte le conseguenze che avrà in Europa - ha messo in grande fibrillazione la parte più radicale della sinistra Pd che sogna e progetta già assi con Vendola e chissà chi altri per sabotare qualsiasi "candidato del Nazareno" e spingere il nome di Prodi, il quale rischia di trovarsi ancora una volta stritolato in una battaglia che - ancora una vola come due anni fa - non ha né chiesto né voluto lui.
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TITOLO:
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: Poliziotta e attivista del Pci
TESTO:ROMA Addio a Dacia Valent, fu la prima europarlamentare di colore L? ex poliziotta e politica friulana figlia di una principessa somala aveva 51 anni. Il fratello fu ucciso dai compagni di classe perché di colore. Nel 1989 fu eletta con il Pci di Occhetto Un attacco cardiaco ha stroncato Dacia Valent, la prima europarlamentare di colore. L?infarto l? ha colta mentre era ricoverata in ospedale a Roma, dove viveva, per altri problemi di salute. Aveva 51 anni. Era nata a Mogadiscio, dove il padre, Lucio Gregorio Valent, diplomatico friulano, aveva sposato una principessa somala. Aveva vissuto in numerosi Paesi la famiglia seguendo gli spostamenti del padre ambasciatore, fino a stabilirsi in Italia, a Udine nel 1980. È nella città friulana che si consumò l? episodio che segnò per sempre la sua carriera, la morte del fratello Giacomo, ucciso con 63 coltellate durante una rissa in un sottoscala con due compagni di classe che lo avevano insultato perché di colore. La madre morì di dolore l? anno successivo. Come risposta all? assassinio del fratello, prima si arruolò in polizia e poi, dopo aver denunciato il mancato intervento di due colleghi poliziotti in una aggressione a sfondo razziale, decise di impegnarsi in politica. Nel 1989, a soli 26 anni, fu eletta all? Europarlamento nelle liste del Pci di Achille Ochetto, raccogliendo nella circoscrizione Nordest 76mila preferenze. Rimase in Europa per un solo mandato, continuando la sua battaglia per i diritti civili e quelli degli immigrati. Dopo la svolta della Bolognina, aderì al partito della Rifondazione comunista con Cossutta e Garavini ma nel 1995 si presentò al congresso di fondazione di Alleanza Nazionale proclamandosi simpatizzante della destra e per questo fu espulsa dal partito con la falce e martello. Nel 2003 si convertì all? Islam e fece ancora parlare di sé quando esultò per la morte della scrittrice Oriana Fallaci. Nel 2006 fu rinviata a giudizio per concorso in rapina ai danni di un? immigrata polacca e un anno più tardi fu condannata a un anno di carcere e 15 mila euro di multa per diffamazione e minacce nei confronti dell? ex direttore di Telepadania. Sette anni fa, una delle sue più pesanti invettive sul suo blog personale, intitolato «Italiani bastardi, Italiani di merda». Sarà sepolta a Udine, vicino alla tomba dei genitori e del fratello. Aveva un secondo fratello, Roberto, funzionario dell? Onu, e due sorelle. Lascia due figli di 33 e 27 anni.
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TITOLO: Aiuto, nessuno mangia più il Parmigiano Prezzi a picco, molti produttori a rischio
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: Nessuno accetta di tagliare sulla qualità: «Perché noi siamo quelli del parmigiano e continueremo a fare il parmigiano»
TESTO:Il 2014 doveva essere per tutti i produttori del Parmigiano reggiano l? anno della rinascita. È stato invece quello della più pesante crisi del settore. Il simbolo della Food Valley emiliana non ha mai sofferto così tanto. Ha resistito al sisma del 2012, ma questa volta fatica a risalire la china. Le immagini delle forme scaraventate per terra dalle scosse fecero il giro del mondo. La solidarietà via web alleviò il dramma dei produttori, che si misero subito al lavoro per tornare alla normalità. Oggi, visitando i caseifici più colpiti, il colpo d? occhio è notevole: tutto è stato ricostruito a prova di terremoto. Eppure da queste parti da molto tempo non si sorride più. «Il Parmigiano reggiano oggi è venduto a poco più di 7 euro al chilo invece che a 9 euro - calcola Bigliardi -. Così è impossibile coprire i costi di produzione. C?è chi è attrezzato e tiene botta. I più piccoli soffrono» L? azienda di Oriano Caretti di San Giovanni in Persiceto è una di queste. Produce 15 mila forme all? anno contro le 34 mila di Albalat. Più di altre si ritrova esposta a una crisi originata da un calo di consumi tutto italiano. Anche il prezzo del latte è sceso vertiginosamente. E poi, come se non bastasse, incide e parecchio l? embargo dell? Unione Europea nei confronti della Russia, paese che si è rivelato un ghiotto amante del più prestigioso formaggio made in Italy. «È come tornare indietro di 20 anni», scuote la testa Bigliardi. Le aziende che fanno capo al consorzio del Parmigiano non sanno più che pesci pigliare. L?idea di diminuire la produzione del 5% è sfumata. Tanti hanno detto di no pur di tenersi le mani libere. Albalat, ad esempio, ha scelto di aumentarla, la produzione. L?obiettivo è rubare quote di mercato ai concorrenti. «Questa è una selezione naturale», ammette Bigliardi. I più piccoli, per sopravvivere, possono solo associarsi con i più grandi. Chi non ci sta, rischia di scomparire. «Se continua così, però, non si salva nessuno. Di crisi cicliche il nostro settore ne ha viste tante, ma questa è devastante», prevede Caretti. La sua è stata una delle aziende simbolo, una delle più martoriate dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012. «Abbiamo perso 5 milioni di euro. Aspettiamo i contributi dallo Stato che non abbiamo ancora visto ». Dopo un anno dal sisma, però, gli affari sono ricominciati a girare. «Vendevamo a 9, anche 11 euro al chilo, non come adesso. Dopo la tempesta, il sole era tornato a splendere». Un solo anno di luce, in realtà, perché nel 2014 i produttori sono entrati dentro a un nuovo tunnel. «Con questa crisi economica alcune classi sociali hanno rinunciato a prodotti di pregio come il nostro. In questo modo non c? è spazio per nessuno? alza le mani Caretti? . Le grandi aziende proveranno a produrre di più e accaparrarsi quote di mercato, ma questo è cannibalismo». L?unica soluzione, nell? attesa che in Italia i consumi riprendano a girare, è aumentare l? export. «Oggi su tre forme, una viene venduta all? estero. Non basta, dobbiamo fare di più, bisogna mirare a nuovi mercati prima che lì arrivino altri». La Cappelletta è un? altra cooperativa che non ha avuto il tempo di asciugarsi le lacrime dal sisma. «Ieri il nostro parmigiano era buono, ma il terremoto ce l? ha distrutto. Anche oggi è buono, ma la gente non ha soldi da spendere» si dispera il responsabile Luciano Dotti. Pure la sua azienda sta soffrendo molto questa fase. Eppure non gli passa dalla testa di produrre un formaggio più economico: «Perché noi siamo quelli del parmigiano e continueremo a fare il parmigiano». Fatto con latte buono e tanto orgoglio.
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TITOLO: Ostia, donna massacrata di botte e in fin di vita: arrestato un maresciallo dell'aeronautica
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: Una 45enne è stata presa a picchiata per gelosia dal suo ex amante, 43 anni. La vittima è stata pestata e abbandonata agonizzante fra i canneti alla foce del. ..<br clear='all'/>
TESTO:Le aveva chiesto un appuntamento per un chiarimento. Poi l'ha massacrata di botte, fino a lasciarla agonizzante. E' in fin di vita una donna di 45 anni, ritrovata in via delle Orcadi, una stradina sterrata fra i canneti e i cantieri nautici di Ostia, alla foce del Tevere, da un passante che ha sentito le sue richieste di aiuto. A ridurla in condizioni disperate è stato il suo ex amante, Andrea Marchese, 43 anni, maresciallo dell'aeronautica militare, sposato e padre di un figlio con cui lei aveva una relazione clandestina che andava avanti da tempo ma che da mesi aveva deciso di troncare. L'uomo infatti era molto geloso e, malgrado lei fosse single, erano continue le scenate di gelosia, anche sul posto di lavoro (i due erano colleghi) ogni volta che lei usciva per una pizza, magari anche solo con un'amica. Da qui l'allontanamento della donna che però lo scorso sabato ha accettato di vedere. Ma le promesse di cambiamento si sono trasformate in rabbia di fronte alla fermezza della donna: il maresciallo, come una furia l'ha picchiata, con calci e pugni, fin quasi ad ucciderla. Gli agenti del commissariato di Ostia sono risaliti immediatamente all'identità dell'aggressore: con un filo di voce, una volta portata in ospedale, la donna ha sussurrato  un agente il nome del suo aggressore. Gli investigatori diretti da Antonio Franco lo hanno arrestato per tentato omicidio, nel suo appartamento, malgrado lui neghi ogni responsabilità e sostenga di avere un alibi di ferro.   In attesa della convalida del fermo, in mano al pm D'Ovidio, il maresciallo si trova già in carcere.   Un fiume di reazione si sono scatenate per l'ennesima violenza accaduta in un territorio, il X Municipio, per troppe volte palcoscenico di maltrattamenti sulle donne. "Nuovamente, una donna è rimasta vittima della follia di un amante non ricambiato e oggi versa in condizioni critiche in un letto dell'ospedale Grassi di Ostia - ha scritto l'assessore al welfare e alla salute del X Municipio di Roma Capitale, Emanuela Droghei, nella lettera inviata al sindaco di Roma Ignazio Marino e al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti - Solo un giorno prima un uomo di quasi cinquant'anni, già conosciuto alle forze dell'ordine per stalking e lesioni personali, aveva picchiato sua moglie e ora i figli della coppia sono stati affidati a una casa famiglia. Negli ultimi due anni, tra Ostia e il suo entroterra, si sono registrati circa dieci casi gravi, con due omicidi e pestaggi violenti. In qualità di amministratori locali - prosegue - stiamo seguendo il percorso dello sportello Codice Rosa dell'ospedale Grassi, che in un anno ha accolto centinaia di donne. Per ora il progetto è stato prorogato di quattro mesi ma ovviamente non è abbastanza. E' necessario dare alle nostre concittadine servizi stabili e duraturi che passano dalla prima accoglienza in pronto soccorso ad un accompagnamento e presa in carico da parte dei Servizi sociali. Per questa ragione, Ostia e il suo entroterra non possono più fare a meno di una casa rifugio, che amplierebbe la capacità di accoglienza di tutta Roma Capitale e darebbe al contempo una possibilità immediata di sostegno". Marta Bonafoni, vice capogruppo di Per il Lazio al Consiglio regionale, sostiene che "questi numeri parlano chiaro e raccontano, più che di un'emergenza, di un problema strutturale che attraversa trasversalmente tutta la società. Sicuramente - aggiunge - il X Municipio è un territorio che necessita di tutta l'attenzione necessaria per arginare questi fenomeni. Attenzione che deve tradursi in prevenzione, implementazione dei servizi, iniziative di sensibilizzazione e formazione di tutti gli operatori coinvolti del percorso di uscita dalla violenza". Infine  i consiglieri capitolini del Pd, Francesco D'Ausilio e Marco Palumbo, chiedono un intervento immediato: "I fatti degli ultimi giorni ci mettono di fronte all'urgenza, non più rinviabile, di un intervento mirato per contrastare in maniera efficace la violenza sulle donne. E' necessario che il sindaco Marino e l'assessore Cattoi raccolgano l'allarme che arriva dal X Municipio e inseriscano Ostia tra le priorità nel piano di prevenzione che il Comune sta redigendo. Non si può più prendere sottogamba questo fenomeno - aggiungono - è necessario dotare Ostia di una casa rifugio per le vittime degli abusi e rendere permanente l'esperienza dello sportello Codice rosa all'ospedali Grassi".  
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TITOLO: Perù, incidente su fiume: nove morti di cui tre italiani, 11 dispersi
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: Marco Magnani, 39 anni, la compagna di origine peruviana e il figlio erano residenti a Lazise, sul Lago di Garda. La barca si è rovesciata sul rio Maranon<br clear='all'/>
TESTO:VERONA - Un imprenditore veronese, la compagna peruviana e il figlio di 5 anni, sono morti in un incidente lungo il rio Maranon in Perù. I tre erano a bordo di un'imbarcazione che si è rovesciata. Con loro viaggiavano un'altra ventina di persone, scomparse nelle acque del fiume. La notizia dell'incidente è arrivata ai carabinieri di Lazise (Verona) da un familiare dell'uomo. I corpi non sono ancora stati recuperati. I dispersi in totale sono 11. Le vittime sono: Marco Magnani, 39 anni, la compagna di origine peruviana, Jannette Cristina Akintui Ruiz, 25, e il loro figlio Gabriel, 5. Erano residenti a Lazise, sul Lago di Garda. Magnani, imprenditore, sempre secondo le prime informazioni, era in vacanza nei luoghi d'origine della donna. Magnani era socio, con il fratello, dell'hotel Smeraldo di Lazise. La barca stava navigando sul fiume Maranon - affluente dell'alto corso del Rio delle Amazzoni, sul versante atlantico - a circa 20 chilometri da Imaza, nel nord del Perù. Si è rovesciata, dopo essere finita in un vortice, forse a causa delle forti piogge che avevano flagellato la zona. Secondo la stampa locale, oltre ai tre italiani, si trovavano a bordo anche il sindaco di Imaza, Otoniel Danducho Akintui, che è stato tratto in salvo dalle acque del fiume: i passeggeri stavano tornando da una visita a una comunità indigena. L'uomo ha raccontato che il motore della barca, quando questa è finita nel vortice si è spento, lasciando lo scafo in balia della corrente, che l'ha fatto affondare. Danducho ha spiegato che solo le persone riuscite ad aggrapparsi ad bidoni vuoti di plastica che si trovavano a bordo sono riuscite a mantenersi a galla e quindi a salvarsi. Marco Magnani era un albergatore molto conosciuto a Lazise, anche per l'attività nel sociale e l'impegno politico. Pare che assieme alla consorte avesse deciso di andare in Perù per riaccompagnare il suocero, che nelle scorse settimane era giunto a trovarli nel paese sul lago di Garda. Così avevano colto l'occasione per una vacanza nell'area amazzonica. "Sono profondamente scosso dalla notizia - ha detto il sindaco di Lazise, Luca Sebastiano - Magnani era persona molto impegnata nel territorio oltre ad essere stato candidato nella mia lista quando vincemmo le elezioni per pochissimi voti. Era, infatti, nel direttivo dell'associazione degli albergatori locali". Sebastiano ha confermato che Magnani si era sposato con Cristina Ruiz Vanette, madre del piccolo Gabriel. "Pochi giorni fa - ricorda - il padre di Cristina era venuto a trovarli a Lazise ed era stato ospite della famiglia Magnani, e di quel ragazzo che pensava tanto al lavoro e che amava divertirsi". Il Rio Maranon è un fiume che scorre interamente in Perù. E' lungo circa 1.600 km ed è uno dei più importanti affluenti dell'alto corso del Rio delle Amazzoni. Le sue caratteristiche di fiume selvaggio, che nasce in alta quota e per canyon e cascate scende in pianura, lo rendono suggestivo e una forte attrazione turistica, anche perché nella foresta lungo il suo corso vivono tribù di nativi.  
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TITOLO: Corona, il tribunale dispone la perizia psichiatrica. Gli avvocati: ha attacchi di panico
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: La decisione dei giudici di sorveglianza a Milano dopo che gli avvocati avevano spiegato che l'ex: 're dei paparazzi' soffre di depressione, ansia, attacchi di. ..<br clear='all'/>
TESTO:E' necessaria una perizia psichiatrica per valutare le condizioni di salute di Fabrizio Corona, l'ex 're dei paparazzi' in carcere da circa due anni e che, come viene spiegato in una consulenza tecnica depositata dai suoi difensori, soffre di stati d'ansia, psicosi, depressione e attacchi di panico. Lo ha stabilito il tribunale di sorveglianza di Milano, che ha tenuto conto proprio di quella relazione firmata da uno psichiatra e allegata all'istanza di detenzione domiciliare presentata dagli avvocati Ivano Chiesa e Antonella Calcaterra. "Questa decisione è una buona notizia - ha spiegato l'avvocato Chiesa - perché vuol dire che i giudici hanno valutato la nostra consulenza tecnica e vogliono approfondire la questione, verificando quali siano le condizioni di Fabrizio". I magistrati della sorveglianza (presidente Marina Corti, relatore Beatrice Crosti) hanno ordinato che venga effettuata una "perizia psichiatrica" sull'ex agente fotografico, dopo che "in particolare", come si legge nel provvedimento, i difensori di Corona hanno depositato una consulenza, redatta dallo psichiatra Riccardo Pettorossi, nella quale si parla delle sue condizioni di "sofferenza" psichica. Consulenza su cui è basata l'istanza di detenzione domiciliare: i legali chiedono che l'ex 'fotografo dei vip' possa uscire dal carcere di Opera e andare in regime detentivo in una comunità (la Fondazione Exodus di Don Mazzi ha già dato la sua disponibilità).
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TITOLO: Pavia, trovati dopo 6 anni i resti dell'imprenditore Cerri: ucciso su ordine del rivale in amore
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: Decisiva la confessione di uno degli autori materiali del delitto. A trovare il cadavere, ridotto a uno scheletro ma con resti di nastro isolante sul capo e. ..<br clear='all'/>
TESTO:Stefano Savasta, imprenditore grafico di Assago (Milano), l'anima nera del brutale omicidio del suo rivale in amore, Stefano Cerri, non può più parlare per spiegare come andarono realmente le cose perché è morto. Le persone vicine a Cerri, anch'egli imprenditore nel settore grafico a Gratosoglio, quartiere di Milano, dopo sei anni dalla sua uccisione, nel dicembre del 2008, avranno però la consolazione di una tomba sulla quale piangerlo. Gli agenti della squadra mobile di Milano, coordinati da Alessandro Giuliano, hanno trovato i resti della vittima inun bosco fra Garlasco e Tromello, nel Pavese. Li ha portati lì uno dei quattro (Savasta compreso) ormai condannati in Cassazione all'ergastolo per l'omicidio: il dominicano Marthy Hernandez Rodriguez. "E' stata confermata l'ipotesi accusatoria ed è stata brutalmente smentita la tesi di chi sosteneva che era stato costruito un teorema su questa vicenda", ha commentato l'ex pm milanese Antonio Sangermano, titolare dell'inchiesta che ha portato alle condanne all'ergastolo di Savasta e di altre tre persone tra cui Rodriguez, che nel dicembre scorso ha cominciato a collaborare con gli investigatori. Non aveva mai voluto farlo con Savasta in vita perché era "terrorizzato", ma quando l'ergastolano, nel novembre scorso, è stato trovato morto a bordo di un treno alla stazione di Verona, stroncato da un infarto poco dopo essere evaso dai domiciliari a Sirmione (Brescia), si è risolto a raccontare la sua versione e aveva scritto una lettera alla Procura.
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TITOLO: Cremona, via libera al concerto dei 99 Posse dopo la guerriglia. Ma il sindaco aveva detto no
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: La band, che aveva commentato con: "più bastioni, meno tastiere" la guerriglia di sabato, si esibirà giovedì 29 per raccogliere fondi da destinare. ..<br clear='all'/>
TESTO:Il concerto dei 99 Posse si farà. Questura e prefettura di Cremona hanno annunciato che sarà autorizzato nonostante il parere contrario del sindaco Gianluca Galimberti. La richiesta presentata dal Centro sociale Dordoni sarà accolta, dunque, perché la manifestazione si terrà in uno spazio privato e non sussistono motivi per impedirne lo svolgimento. "Veniamo giovedì, siamo certi di trovare una città rasa al suolo», aveva scritto sul suo profilo Facebook il gruppo napoletano, invitato a tenere lo spettacolo la sera del 29 gennaio per solidarietà nei confronti di Emilio Visigalli, il militante cinquantenne ridotto in fin di vita durante gli scontri avvenuti domenica scorsa con attivisti cremonesi di Casa Pound. Il primo cittadino, Gianluca Galimberti, aveva invece dichiarato il contrario. "Onore a chi lotta. Più  bastoni, meno tastiere", aveva anche scritto la band sul social network, commentando gli scontri avvenuti in città sabato scorso, durante il corteo antifascista che ha richiamato in città circa 2.600 persone. La manifestazione è degenerata quando circa 200 black-bloc hanno lanciato fumogeni, bombe carta e bottiglie contro le forze dell'ordine che hanno reagito con i lacrimogeni. Prima di lasciare la città, i manifestanti hanno infranto vetrine e insegne di banche, assicurazioni, agenzie immobiliari, di un negozio Wind e della sede della polizia locale causando danni per circa 500mila euro.
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TITOLO: Roma, uccise con un pugno l'infermiera Maricica: già scarcerato
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: Alessio Burtone l'8 ottobre 2010 sferrò un colpo mortale contro Maricica Haiahanu nella stazione della metro Anagnina. Per l'omicidio fu condannato a 8 anni, ... <br clear='all'/>
TESTO:Nell'ottobre 2010 uccise con un pugno, nella stazione Anagnina della metro di Roma, l'infermiera romena Maricica Hahaianu. Ma Alessio Burtone, condannato in appello nel 2012 a 8 anni per l'omicidio, ha chiuso con quattro anni di anticipo il suo conto con la giustizia. Burtone dopo quattro anni trascorsi tra gli arresti domiciliari e il carcere romano di Regina Coeli, due giorni fa è stato scarcerato e affidato ai servizi sociali. Il giovane romano, secondo quanto stabilito dai giudici, potrà dunque uscire di casa per andare al lavoro e in palestra, purchè rientri nella sua abitazione entro le otto di sera.
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TITOLO: Linate, voli fermi per due ore: aereo privato con il carrello guasto, atterraggio d'emergenza
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: Intorno a mezzogiorno il pilota del volo privato P46T ha effettuato la manovra: illesi i quattro passeggeri. La pista chiusa per verificare le condizioni. ..<br clear='all'/>
TESTO:Aeroporto bloccato per poco meno di due ore, ritardi e cancellazioni, una buona dose di paura e addirittura slittamento del voto in Senato per la nuova legge elettorale: è quanto ha provocato l'atterraggio di emergenza allo scalo milanese di Linate di un piccolo aereo privato che ha avuto un guasto al carrello. Nessun problema per le quattro persone a bordo - il pilota e tre uomini d'affari - provenienti da Stoccarda a bordo di un Piper P46T, piccolo monomotore turbopropulsore con la scritta Black Jet sulla fiancata, compagnia americana che effettua servizio charter in tutto il mondo, che è stato costretto a toccare la pista sulla pancia senza ruote. Subito è stato convocato il Comitato di risposta crisi con rappresentanti di Enac, Enav, enti aeroportuali e compagnie aeree. Ma pesanti sono state le ripercussioni sullo scalo milanese, che dalle 12 è rimasto completamente bloccato. E il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, ha fatto slittare di due ore, dalle 15 alle 17, l'inizio della seduta nella quale sono stati votati gli emendamenti alla riforma elettorale, proprio per la richiesta di numerosi parlamentari rimasti bloccati dalla chiusura dell'aeroporto.
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TITOLO: Tangenti, il Comune di Milano cerca informatori (anonimi) fra i suoi dipendenti: denunce online
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: Il: 'whistleblowing' offre la possibilità di denunciare irregolarità che danneggiano la pubblica amministrazione. La piattaforma online è riservata ai. ..<br clear='all'/>
TESTO:Il Comune di Milano ha attivato la piattaforma informatica dedicata al 'whistleblowing' ossia alla possibilità per i dipendenti comunali di segnalare online, con garanzia di anonimato, un illecito, un'illegalità o un'irregolarità che danneggiano l'interesse pubblico. L'attivazione della piattaforma 'whistleblowing' in una sezione dell'Intranet comunale è un ulteriore tassello del Piano triennale di prevenzione della corruzione del Comune di Milano, approvato dalla giunta il 31 gennaio 2014. La segnalazione, deve essere effettuata in buona fede, essere circostanziata (pena la decadenza della segnalazione stessa) e deve riguardare comportamenti che possano arrecare un pregiudizio patrimoniale e un danno di immagine all'ente che eroga servizi alla città e ai cittadini. Attraverso la piattaforma online, la segnalazione viene indirizzata a un organismo di garanzia che la verifica e dà avvio alle attività istruttorie. Questo organismo, nominato dal sindaco il 24 settembre 2014, è composto da soggetti autorevoli ed esperti: i presidenti di due associazioni impegnate da anni nella formazione civile e nella lotta alle mafie, come Transparency International con Virginio Carnevali e Avviso pubblico con Roberto Montà e Mariangela Zaccaria, vicesegretario generale vicario del Comune di Milano, tutti con incarico triennale non rinnovabile. L?accesso alla piattaforma rende criptati tutti i dati inseriti dal dipendente pubblico che invia la segnalazione: questo sistema garantisce la riservatezza e dà la garanzia dell? anonimato a chi denuncia l'illecito. Va in questa direzione anche il fatto che la mail del segnalante è criptata e nascosta agli amministratori del sistema.
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TITOLO: Tar accoglie il ricorso, De Luca torna sindaco
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: Sollevata una eccezione di incostituzionalità della legge Severino<br clear='all'/>
TESTO:Tar di Salerno ha accolto il ricorso del sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, sospeso per effetto della legge Severino, pronunciandosi sull'istanza di sospensiva del provvedimento, ed emettendo un decreto monocratico. De Luca ha chiesto anche di sollevare la questione di costituzionalità della legge Severino. De Luca torna quindi al suo posto. Il provvedimento è stato preso in via d'urgenza. Solo stamani era stato protocollato dall'avvocato Antonio Brancaccio il ricorso al Tar contro il provvedimento di sospensione firmato dal vice prefetto vicario di Salerno, Giovanni Cirillo, 48 ore dopo la condanna di De Luca per abuso d'ufficio a un a un anno di reclusione pena sospesa, ma con l'interdizione dai pubblici uffici sempre per un anno. Nel ricorso è stata sollevata una eccezione di incostituzionalità della legge Severino, così come già fatto dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris. "E' importante questa interpretazione dei giudici amministrativi" e dimostra che "sarebbe cosa buona e giusta una modifica della legge". De Magistris, commenta così la decisione del Tar di Salerno di accogliere il ricorso di Vincenzo De Luca. "Una sentenza lampo", fa notare il primo cittadino partenopeo, e "quando la giustizia è rapida e anche giusta è un fatto positivo". La sua sospensione è durata invece un mese, e seppure si tratta di "due situazioni diverse", de Magistris ricorda la sua esperienza. "Ho già vissuto questo incubo - dice - per me è stato pesante, anche se entusiasmante, fare per un mese il 'sindaco di strada'. Un'ingiustizia enorme, ma come sempre nella mia vita non mi sono fatto piegare da un'illegalità diventata legalità formale, mi sono messo in discussione tra la gente e oggi mi sento più motivato di prima".  
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TITOLO: Italicum in porto al Senato Renzi può respirare
DATA: 2015-01-26
OCCHIELLO: Domani pomeriggio la legge elettorale sarà approvata definitivamente al Senato. E' un gran passo avanti per il premier Renzi che si libera di un ostacolo e di. ..
TESTO:Domani pomeriggio la legge elettorale sarà approvata definitivamente al Senato. E' un gran passo avanti per il premier Renzi che si libera di un ostacolo e di una mina vagante che ha messo a dura prova la tenuta del Pd. Nel pomeriggio sono stati approvati i due emendamenti della capogruppo Anna Finocchiaro che rappresenta il nucleo della riforma elettorale: soglia di sbarramento al 3 per cento e premio di maggioranza alla lista invece che alla coalizione come era previsto nella prima stesura della riforma. Ed è per questo che l'Italicum dovrà tornare in terza lettura alla Camera per essere definitivamente approvato. Se ne parlerà all'inizio della primavera. Una ventina di senatori della minoranza Pd non hanno partecipato al voto. Alla Camera intanto - come in un gioco di destini incrociati - proseguono le votazioni sull'abolizione del bicameralismo perfetto (cioè il drastico ridimensionamento del Senato che non avrà più il potere di votare la fiducia al governo) e sulla riforma del Titolo V della Costituzione. Giovedì la discussione sarà sospesa per essere ripresa dopo l'elezione del capo dello Stato. Questo è lo scoglio che si presenta davanti a Renzi nei prossimi giorni (e oggi il premier è stato a lungo a Montecitorio nello studio riservato al presidente del consiglio). Il premier ha annunciato che il Pd metterà nell'urna la scheda bianca nelle prime tre votazioni. Poi dalla quarta si fa sul serio. Il Pd - è sempre Renzi a dirlo - indicherà un solo nome. Non una rosa da sottoporre agli altri partiti. Il perché è logico: Renzi non vuole che sia Berlusconi ad attribuirsi il ruolo di "king maker" scegliendo in una rosa di nomi. Sarà il Pd a farlo prima della quarta votazione. Nemmeno le sollecitazioni dei Cinquestelle hanno fatto breccia: Grillo e Casaleggio hanno chiesto ai parlamentari democratici di fornire un elenco di candidati da sottoporre al giudizio della rete. Gioco scoperto: mettere così in difficoltà Renzi. Sarà interessante anche osservare se nel Pd ci sarà l'effetto Tsipras. Cioè la tentazione di scatenare nel partito la rivolta anti Nazareno con Sel.
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TITOLO: Renzi replica ai magistrati: "Italia patria del diritto, non delle ferie". Anm: problema non siamo noi ma promesse mancate
DATA: 2015-01-25
OCCHIELLO: Su Facebook parole dure del premier dopo le inaugurazioni (e le polemiche) dell'anno giudiziario. Risposta a Maddalena: sulle vacanze critiche ridicole, ...
TESTO:ROMA - L'Italia "che è la patria del diritto prima che la patria delle ferie, merita un sistema migliore. La memoria dei magistrati che sono morti uccisi dal terrorismo o dalla mafia ci impone di essere seri e rigorosi. Non vogliamo far 'crepare di lavoro' nessuno, ma vogliamo un sistema della giustizia più veloce e più semplice. E, polemiche o non polemiche, passo dopo passo, ci arriveremo". E' dura la replica di Matteo Renzi alle polemiche sollevate ieri durante le inaugurazioni dell'anno giudiziario. In particolare in risposta alle parole del procuratore generale di Torino Maddalena. Sono "ridicole" le "contestazioni" di alcuni magistrati contro il taglio delle ferie, dice Renzi su Facebook. Che poi lancia un altro affondo:   "Bisogna anche valorizzare i giudici bravi, dicendo basta allo strapotere delle correnti che oggi sono più forti in magistratura che non nei partiti". "Oggi di nuovo le contestazioni di alcuni magistrati che sfruttano iniziative istituzionali (anno giudiziario) per polemizzare contro il Governo. E mi dispiace molto perchè penso che la grande maggioranza dei giudici italiani siano persone per bene, che dedicano la vita a un grande ideale e lo fanno con passione. Ma trovo ridicolo, e lo dico, senza giri di parole, che se hai un mese e mezzo di ferie e ti viene chiesto di rinunciare a qualche giorno, la reazione sia 'il premier ci vuol far crepare di lavoro'". "Noi - chiarisce Renzi - vogliamo solo sentenze rapide, giuste. Un Paese civile deve avere una sistema veloce, giusto, imparziale. Per arrivare rapidamente a sentenza, bisogna semplificare, accelerare, eliminare inutili passaggi burocratici, andare come stiamo facendo noi sul processo telematico, così nessuno perde più i faldoni del procedimento come accaduto anche la settimana scorsa". "Bisogna anche valorizzare i giudici bravi, dicendo basta - torna a dire - allo strapotere delle correnti che oggi - accusa - sono più forti in magistratura che non nei partiti". "A chi mi dice 'ma sei matto a dire questa cose? non hai paura delle vendette? ' rispondo dicendo che in Italia nessun cittadino onesto deve avere paura dei magistrati. E i nostri giudici devono sapere che il overno, nel rispetto dell'indipendenza della magistratura, è pronto a dare una mano. Noi ci siamo. L'Italia che è la patria del diritto prima che - rimarca - la patria delle ferie, merita un sistema migliore. La memoria dei magistrati che sono morti uccisi dal terrorismo o dalla mafia ci impone di essere seri e rigorosi. Non vogliamo far 'crepare di lavoro' nessuno, ma - puntualizza Renzi - vogliamo un sistema della giustizia più veloce e più semplice. E, polemiche o non polemiche, passo dopo passo, ci arriveremo". Botta e risposta con l'Anm. "Il problema non sono i magistrati, ma le promesse mancate, la timidezza in materia di prescrizione e corruzione, la proposta, alla vigilia di Natale, di depenalizzare l'evasione fiscale fino al 3%". Arriva anche in questo caso da Facebook la risposta dell'Associazione nazionale dei magistrati. "Le critiche che vengono dai magistrati sono dettate dalla delusione: noi riponevamo e vorremmo riporre fiducia nella volontà di fare le buone riforme, ma chiediamo coerenza tra parole e fatti. Renzi vuole un sistema più veloce e più semplice? Blocchi la prescrizione almeno dopo la sentenza di primo grado, introduca sconti di pena ai corrotti che collaborano con la giustizia, estenda alla corruzione gli strumenti della lotta alla mafia: i casi di corruzione clamorosi più recenti e più noti non sono indiscrezioni". E ancora: "Non si può non trovare di cattivo gusto il richiamo ai magistrati uccisi. Noi stessi siamo molto cauti nel richiamarci al ricordo dei colleghi caduti per il loro servizio: lo facciamo solo per onorare la loro memoria e il loro sacrificio, non per accreditare la nostra serietà".  
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TITOLO: Colle, il fronte anti-Nazareno punta su Prodi
DATA: 2015-01-25
OCCHIELLO: A quattro giorni dall'inizio del voto sulla presidenza della Repubblica, le carte di Matteo Renzi sono tutte sul tavolo. Il premier oggi ha parlato d'altro, ...
TESTO:A quattro giorni dall'inizio del voto sulla presidenza della Repubblica, le carte di Matteo Renzi sono tutte sul tavolo. Il premier oggi ha parlato d'altro, attaccando i magistrati sulla vicenda delle ferie, ma le ultime ore sono tutte dedicate a elaborare una strategia vincente sul Quirinale. Trovare un nome che - possibilmente - tenga unito il partito e ottenga la maggioranza di 505 voti alla quarta votazione. Non sarà facile. Oggi i deputati della minoranza Stefano Fassina e Pippo Civati erano a Human Factor, la conferenza programmatica di Sel a Milano. Lì, Nichi Vendola ha lanciato un "coordinamento delle sinistre". Fassina ha proposto di "remare insieme" per il Quirinale e Civati è tornato a ventilare la scissione. Il nome cui pensa il fronte anti-Nazareno è quello di Romano Prodi: "Non so perché questa proposta sia vissuta male - chiede Civati - diciamo di voler chiudere la guerra civile con Berlusconi, con cui il Pd collabora, forse dovrebbe chiuderla anche lui. Non è mica #prodemos, non è un radicale, è soltanto l'italiano più autorevole in Europa e nel mondo". Un asse che potrebbe addirittura diventare il piano B dei 5 stelle. Sul blog, ieri notte, è apparso un post in cui si propone: "Se Renzi non ci fa i nomi, lo faccia il Pd. Batta un colpo di democrazia". Potrebbe essere una risposta all'appello di Vendola. Potrebbe essere un fronte che si allarga. Quanto al centrodestra, in Forza Italia i problemi non sono meno gravi, con Fitto che annuncia: "Sul Quirinale non obbedirò a un sms, Forza Italia rischia di diventare lo strumento di Renzi".
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