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LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA SU: cronaca




TITOLO: Perugia, sisma nella notte del 2,7. Trema la terra in provincia di Cosenza: scossa del 3,3
DATA: 2015-07-03
OCCHIELLO: Sia in Umbria che in Calabria al momento non si segnalano danni alle persone o alle cose
TESTO:ROMA - Una scossa di terremoto di magnitudo provvisoria 2,7 ha colpito all'una e 17 minuti la zona di Perugia. L'epicentro e' stato localizzato a 2 km da Pietralunga e a 13 da Gubbio e a 37 a nord di Perugia. Molto basso l'ipocentro (la profondita' a cui si e' generato il movimento sismico) individuato a soli 9 km. Lo riferisce l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. (Ingv). Non si registrano danni a persone o cose. Una scossa di magnitudo 2.3 era stata registrata nella stessa zona nella tarda serata del 30 maggio scorso. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata invece registrata alle 3:07 nel nordest della provincia di Cosenza. Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 24 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Albidona, Trebisacce, Amendolara, Plataci e Castroregio. Anche qui non si segnalano al momento danni a persone o cose.
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TITOLO: Terrorismo internazionale, arresti e perquisizioni in Lombardia e Toscana
DATA: 2015-07-01
OCCHIELLO: Condotta dalla polizia, l'operazione: "Martese" è scattata all'alba in tre province italiane e in una città dell'Albania. L'anticipazione dell'Espresso: ...
TESTO:MILANO - E' in corso dalle prime ore di stamattina una vasta operazione della polizia contro il terrorismo internazionale. L'operazione, denominata "Martese", sta conducendo a numerosi arresti e perquisizioni nelle province di Milano, Bergamo, Grosseto e in una città dell'Albania. Secondo le anticipazioni dell'Espresso, tra gli arrestati ci sono i genitori di Maria Giulia Sergio, la jihadista italiana partita per la Siria nel 2014. Nel complesso sono coinvolte dieci persone appartenenti a due gruppi familiari e ritenute pronte a partire per combattere in Siria.
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TITOLO: Medjugorje, i dubbi del Sant'Uffizio: "Non c'è nulla di soprannaturale"
DATA: 2015-07-01
OCCHIELLO: Il dossier in Vaticano: il rapporto tra i fedeli e il santuario non è in discussione ma secondo la Congregazione per la Dottrina della Fede le apparizioni non. ..
TESTO:CITTÀ DEL VATICANO - Le apparizioni di Medjugorje non avrebbero nulla di soprannaturale. Divieto ai sei veggenti di partecipare ai raduni. Imposizione ai vescovi di non farli invitare né di accoglierli. Sono questi gli orientamenti più importanti emersi nella riunione di mercoledì scorso alla Congregazione per la Dottrina della Fede, presieduta dal cardinale Gerhard Ludwig Mueller, in Vaticano. Un incontro molto atteso, soprattutto dopo la consegna da parte della Commissione di inchiesta presieduta dal cardinale Camillo Ruini, della documentazione raccolta e messa a disposizione del Papa. Un anniversario amaro (il 34°) per le apparizioni al santuario nell'Erzegovina, visitato ogni anno da milioni di pellegrini. Nella riunione il luogo sacro non è stato messo in discussione, né tanto meno il rapporto tra i fedeli e il santuario. Il caso controverso riguarda semmai le visioni e i tour periodicamente compiuti dai sei veggenti. Dopo le parole critiche pronunciate da Papa Francesco sulla genuinità delle apparizioni il 6 giugno scorso sul volo da Sarajevo, l'altro ieri è stata la volta della plenaria all'ex Sant'Uffizio. Diversi i punti toccati. Secondo gli orientamenti emersi le apparizioni di Medjugorje non avrebbero nulla di soprannaturale e il loro messaggio verrebbe considerato addirittura come inconsistente sotto il profilo teologico. I sei veggenti hanno ora l'espresso divieto di partecipare a raduni e di divulgare messaggi che essi sostengono provenire dalla Madonna. Inoltre i vescovi sono invitati a non accoglierli per assemblee dei fedeli. Ma quel che soprattutto ha colpito i membri della Congregazione è uno degli elementi forti dell'inchiesta guidata da Ruini. E cioè il consistente giro di denaro attorno al fenomeno Medjugorje. Il sospetto è che ci possano essere operazioni di lucro sui pellegrini che si riuniscono in grande numero nei raduni dei veggenti all'estero, ma anche forti interessi economici locali in gioco per hotel e agenzie di viaggio. Un dato che, arrivato alle orecchie di un Pontefice che predica la sobrietà come Jorge Bergoglio, non è sfuggito al nuovo corso in Vaticano. FOCUS: Lo scetticismo di Bergoglio, la curiosità di Wojtyla Alcune fonti vicine a Medjugorje parlano ora di "cordone sanitario eretto intorno ai veggenti", ma invitano a distinguere la sacralità del luogo mariano dalle presunte apparizioni. Quella di mercoledì scorso non sarà comunque l'ultima riunione dedicata al caso. Ce ne sarà infatti un'altra, probabilmente dopo l'estate. Dopodiché arriverà il pronunciamento del Papa. Ma il suo pensiero sul caso è già molto preciso.
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TITOLO: Quanto vale il bonus mamma
DATA: 2015-06-29
OCCHIELLO: Più prestigio e potere sociale. Non solo diritti ma il riconoscimento di un ruolo: fare figli non conta meno che governare un? azienda. L?importanza della. ..
TESTO:Dare prestigio alla maternità. Non solo tutele, non solo diritti, ma un salto culturale (e politico) che la renda "più prestigiosa della carica di amministratore delegato di un'azienda, più prestigiosa di prestigiosi incarichi politici". Il sasso nello stagno lo ha lanciato, con una lettera a Repubblica, Eleonora Porcu, docente di ginecologia all'Università di Bologna. Suscitando decine di risposte sulla pagina Facebook del giornale, molte entusiaste e altrettante apertamente critiche, ma soprattutto riaprendo un dibattito che non si è mai chiuso in Italia. Giustificato anche dai dati più recenti dell'Istat. Nel 2014, la popolazione è diminuita di oltre 95mila unità: mortalità stazionaria, ma calo delle nascite del 2,3 per cento rispetto al 2013, qualcosa che non accadeva nel Paese dal 1917. LA LETTERA Ovviamente, la dottoressa Porcu non indica nei figli la ragione unica, o ultima, di ogni vita femminile. Ma propone che l'atto di fare figli diventi qualcosa in più di una scelta individuale: "Costituisce un servizio sociale di valore incommesurabile, un oggettivo investimento sul futuro che un paese deve valorizzare". La centralità e la priorità della scelta devono diventare un nucleo dell'organizzazione sociale. Il cambiamento suggerito, però, non è fatto solo dalle misure che già da anni gli esperti indicano per risollevare la natalità italiana, riaccostandola, per esempio, a quella francese: dall'1,42 per ogni donna verso un 2 per cento che, al di là delle Alpi, dura quasi invariato dagli anni Settanta. E cioè più asili, più congedi, più smart working (cosa ben diversa dall'emarginato e emarginante telelavoro). Tutte queste cose servono, così come misure fiscali diverse, con detrazioni per la scuola materna e per l'affitto, raddoppio delle detrazioni per i figli a carico. L'idea nuova, invece, è quella di una diversa presa del potere, di un "tormentone" rivolto alla politica, alle aziende, agli uomini per riportare al centro la declinazione procreativa delle donne. "L'eclisse del matriarcato  -  dice Daniela Del Boca, docente di economia e direttore di Child, tra le più importanti studiose delle politiche rivolte a donne e famiglie  -  è un fatto storico ineludibile. Non c'è più il potere sociale di una donna con molti figli, meglio se maschi, e nel frattempo non si è venuti incontro alle esigenze della madri che lavorano. Ora, la crisi ha portato a un'ulteriore riduzione dell'investimento sulla fascia 0-6 anni, che era già molto basso in Italia, e molte famiglie preferiscono risparmiare tenendo i figli a casa. Anche la genitorialità, estesa ai maschi, non è un valore riconosciuto". Che fare? Insistere sulle politiche family friendly, e prendere esempio da regole positive che arrivano dai sistemi pubblici, come il conto degli anni investiti nella maternità che vada ad aggiungersi all'età massima per affrontare un concorso. In molte grandi compagnie si è cominciato a insistere in questa direzione. A Vodafone, per esempio, l'occupazione femminile è al 55 per cento e al 40 tra i ruoli manageriali. Come? "È la cultura meritocratica a far salire l'eccellenza femminile nelle scelte manageriali  -  dice Elisabetta Caldera, direttore delle risorse umane e dell'organizzazione nella compagnia  -  Noi garantiamo sempre la presenza di almeno una donna in tutte le rose di candidati per una promozione o un'assunzione, e paghiamo la maternità a stipendio pieno per nove mesi e mezzo". Su 3.700 donne in Vodafone, 2.100 hanno figli e 550 sone le mamme che hanno partorito negli ultimi tre anni. Ma il punto-chiave, per Caldera, è una cultura del lavoro orientata sul risultato e non sulla presenza, adottando per tutti uno smart working che consenta di connettersi da remoto, senza con questo costringere nessuno a non venire in ufficio e restare tagliata fuori dalle relazioni professionali. "Attraverso tutte queste politiche  -  dice la manager  -  si consente alle donne di rientrare più serene e non si perdono competenze. Il business aziendale migliora". "Essere madri quando lo si desidera, ascoltando se stesse rispetto ai propri richiami biologici è fondamentale  -  dice Simona Cuomo, docente di organizzazione e persionale alla Bocconi  -  Ma bisogna poterlo fare senza che l'organizzazione intervenga sugli aspetti del femminile, per esempio offrendo il congelamento degli ovuli. Per questo credo che sia il momento di insistere sull'idea di genitorialità: fare figli è un'esigenza sociale, che ovviamente dipende dalle donne ma non è limitata soltanto a loro. La flessibilità nelle aziende, che è importantissima ed è molto più diffusa nel nord rispetto al sud Europa, dovrebbe aiutare tutti a prendersi cura della famiglia, ed è solo in questo modo che si supererà l'asimmetria e lo stigma che condiziona le carriere femminili". Ma solo il 21% delle aziende italiane ha introdotto processi di diversity management, e molte non hanno nominato nessuno a dirigere il settore. E se il 100 per 100 del campione esaminato dalla Bocconi per studiare le migliori prassi di gestione della diversità (e dunque dell'equilibrio tra vita privata e lavoro) ha adottato i permessi di maternità, solo il 67 per cento utilizza anche quelli di paternità, mentre gli interventi per aiutare la gestione del tempo familiare per entrambi i generi esistono solo nel 9 per cento delle società. In un'altra inchiesta, commissionata da Prénatal all'Ispo, i congedi parentali nei primi 36 mesi di vita del figlio sono stati adottati dal 50 per cento delle lavoratrici madri, e rappresentano lo strumento più usato, mentre solo il 20 per cento ha potuto godere di una flessibilità oraria. E sette donne su dieci dicono che i problemi migliorerebbero se il capo fosse una donna, ma a non crederci sono soprattutto quelle che ci hanno già provato, come le dipendenti pubbliche e chi ha tra i 45 e i 54 anni. Il punto, sostiene Daniela Del Boca, "è che i cambiamenti tecnologici e sociali non si sono accompagnati alla priorità genitoriale, anzi, spesso hanno portato con sé una mascolinizzazione dei processi di lavoro. Datori di lavoro e mariti non sono andati incontro alle donne, e la maternità è stata esclusa dai diritti prioritari che un Paese dovrebbe garantire". Tra i risultati del processo mancato, c'è anche l'idea che i progressi nella cura della fertilità consentano a tutte di avere figli anche quando il tempo biologico è scaduto. "Dopo esserci affrancate dalla maternità obbligatoria del passato  -  dice Eleonora Porcu  -  potremo diventare protagoniste di una maternità davvero libera perché prestigiosa. E capace anche di rispettare i limiti della fertilità, che dopo i 35 anni cala inesorabilmente". Vuol dire incoraggiare chi decide, al governo e nelle aziende, di offrire a tutti i lavoratori la possibilità di scegliere anche da giovani, anche durante la gavetta che li porterà a diventare un quadro, un capo ufficio, un socio dello studio, un primario o un professore di ruolo. Così, il Pil potrebbe tornare a salire (fino al 13 per cento, in Europa, secondo una ricerca di Goldman Sachs se le donne lavoratrici raggiungessero i maschi), creare posti di lavoro (15 in più ogni 100 donne nei servizi). E crescerebbe anche la felicità di chi lavora.
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TITOLO: Migranti, 2900 tratti in salvo nel Mediterraneo: 21 operazioni di soccorso
DATA: 2015-06-29
OCCHIELLO: Gli interventi coordinati dalla Guardia Costiera: impegnate diverse navi militari e motovedette
TESTO:Quasi mille immigrati sono stati tratti in salvo sempre nel Canale di Sicilia da due navi straniere: 320 erano su tre barconi soccorsi dall'unità navale della Marina britannica "Bulwark", mentre 607 sono stati presi a bordo dal pattugliatore irlandese "Eithne". Intanto, su indicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la  Marina Militare ha comunicato che sono iniziate nello Stretto di Sicilia le operazioni di recupero dei corpi dal peschereccio inabissatosi il 18 aprile 2015 con circa 700 persone a bordo. Le operazioni di recupero dei corpi adagiati sul fondo, a circa 370 metri, nelle vicinanze del peschereccio sono affidate alla Marina Militare che opererà con il cacciamine Gaeta, una unità navale da ricerca costiera - nave Leonardo, e nave Gorgona come unità di supporto oltre ad un team del Gruppo Operativo Subacquei (G. O.S. ) di Comsubin. Il recupero sarà effettuato con l'utilizzo dei veicoli a comando remoto in dotazione al Gruppo Operativo Subacquei in grado di intervenire a quote profonde.
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TITOLO: Fiamme nella coop sequestrata per Mafia Capitale: distrutti documenti
DATA: 2015-06-27
OCCHIELLO: A San Giovanni,  tra via Castrense e via Altamura, gli stessi uffici un paio di settimane fa sarebbero stati colpiti da un altro incendio. Probabile rogo. ..
TESTO:Erano sotto sequestro nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale gli uffici andati in fiamme questa mattina intorno alle 10.30 tra via Castrense 51 e via Altamura 2 in zona San Giovanni. A quanto si è appreso nei locali si troverebbe il centro di accoglienza "Il Ponte" con uffici, in un appartamento, riconducibili alla Cooperativa Atlante. Si fa sempre più strada l'ipotesi dolosa: all'esito dei preliminari accertamenti, infatti, chi indaga sarebbe convinto che le fiamme siano riconducibile ad un probabile gesto compiuto con dolo da parte di ignoti. Sulla questione sarà elaborata un'informativa. L'incendio ha bruciato documenti che si trovavano all'interno. Gli stessi uffici un paio di settimane fa sarebbero stati colpiti da altro rogo. La sede in via Pietro Bonfante, in zona Don Bosco, della cooperativa sociale Atlante era nell'elenco dei soggetti perquisiti, ma non indagati, nella seconda tranche dell'inchiesta Mafia Capitale. Sul posto al lavoro gli agenti della polizia e la scientifica per i rilievi del caso. In serata, il M5S ha dato appuntamento a Ostia per la "Fiaccolata dell'onestà", dal Porto Turistico di Roma a piazza dei Ravennati. Sul palco, poi, è previsto anche l'intervento di Beppe Grillo, dei parlamentari, dei consiglieri capitolini e del municipio di Ostia del MoVimento 5 Stelle.
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