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LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA SU: cronaca




TITOLO: Milano, colpo grosso nel Quadrilatero della moda: rubati due anelli da 350mila euro
DATA: 2014-09-20
OCCHIELLO: Erano esposti nella vetrina della gioielleria dell'hotel Four Seasons, in via Gesù. I sospetti si concentrano su una coppia di stranieri che aveva mostrato. ..<br clear='all'/>
TESTO:Un anello con diamante del valore di 250mila euro e una fede in oro con 15 diamanti del valore di 100mila euro sono stati rubati in un hotel di lusso a Milano, vicino via Montenapoleone nella zona del Quadrilatero della moda. Una commessa della gioielleria che si trova all'interno dell'hotel Four Seasons di via Gesù si è accorta, infatti, mentre stava svuotando le teche per mettere al sicuro dopo la chiusura i gioielli esposti, che mancavano la fede e l'anello. Ha subito avvisato la titolare che poi ha contattato la polizia. I responsabili del negozio sospettano che a commettere il furto con un bottino da 350mila euro possa essere stata una coppia che durante il giorno era entrata nella gioielleria dell'hotel e si era fatta mostrare una serie di gioielli, senza poi comprare nulla. Questa, comunque, al momento resta solo un'ipotesi e ora la polizia dovrà visionare le immagini delle telecamere interne della gioielleria per cercare di dare un volto al ladro o ai ladri.
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TITOLO: Torino: litiga con la compagna e la accoltella: lei è gravissima
DATA: 2014-09-20
OCCHIELLO: In via. Le Chiuse nel quartiere San Donato: lui è albanese e lei romeno. L'uomo si è presentato spontaneamente alla polizia che lo sta interrogando<br clear='all'/>
TESTO:Un altro episodio di violenza sulle donne a Torino. Un uomo ha accoltellato la compagna al culmine di una lite. E' successo in un appartamento in via Le Chiuse, nel quartiere San Donato. La donna, colpita con diversi fendenti all'addome e al torace, è stata portata con un codice rosso all'ospedale Maria Vittoria. E' gravissima. I medici l'hanno sottoposta a un intervento. Sembra che i due, entrambi stranieri, lui albanese, 48 anni, e lei romena, stessero litigando da tempo quando l'uomo ha colpito la donna. L'uomo subito è fuggito, poi si è presentato spontaneamente al commissariato San Donato raccontando i fatti, la polizia lo sta interrogando per ricostruire la dinamica.  
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TITOLO: Agnese Landini, una fist lady in fila tra i docenti precari: "Spero in una cattedra annuale"
DATA: 2014-09-20
OCCHIELLO: La moglie del premier: "La riforma della scuola? Io e mio marito Matteo ci siamo confrontati"<br clear='all'/>
TESTO:FIRENZE  - "Io l'ispiratrice della riforma sulla scuola? Beh, è normale che fra marito e moglie ci si parli. Sono un'insegnante precaria da otto anni e Matteo ha sempre conosciuto bene la realtà della scuola italiana, l'ha vissuta con me". Aula magna strapiena di giovani docenti e senza aria condizionata. È arrivata di mattina presto Agnese Landini, 37 anni, la first lady. Al liceo Russell Newton di Scandicci assegnano le supplenze annuali per le medie e superiori. In fila, a caccia di una cattedra che a fine giornata non arriverà, c'è anche la moglie del premier Renzi. Hanno tutti gli occhi su di lei. E lei sorride, ogni tanto dà uno sguardo all'iPad e conversa con le amiche. "Come una comune mortale, certo. Perché non dovrei? ". Ma non si era messa in aspettativa per stare al fianco di suo marito? "Era un momento particolare, bisognava organizzare la vita familiare. Io amo tantissimo il mio lavoro, non voglio abbandonarlo. Matteo lo sa, ne abbiamo parlato. E comunque l'aspettativa durava fino a giugno, io sono una precaria, finora ho avuto solo incarichi annuali". Quindi rimarrà a Pontassieve, non si trasferirà a Roma? "Non lo so, vediamo" Dove insegnerà? "Non so nemmeno se riuscirò ad ottenere una cattedra. Insegno italiano e latino nei licei, e quest'anno per la mia materia ci sono 25 incarichi a tempo pieno e qualche part time. Io sono trentacinquesima in graduatoria, non ci spero molto, ma chissà, magari qualcuno rinuncia". Quindi anche lei si mette in coda? "Certo, perché non dovrei? Ma non ascoltate solo la mia storia. Raccontate il terno al lotto delle nomine. Queste sono giornate campali e penose per tutti i precari che cercano un posto. Io lo sono da otto anni, ma in questa sala ci sono atipici della scuola da dieci e anche da quindici anni. E ogni anno, a settembre, devono venire qui ed attendere ore senza sapere se riusciranno a veder ripagati i loro sacrifici". Ma allora le 150 mila assunzioni che dovrebbero azzerare le graduatorie dei precari le ha suggerite lei al premier, è lei l'ispiratrice della riforma? "Beh sì, come in tutte le coppie, ci confrontiamo. Matteo conosce la realtà della scuola italiana. Sa quali sono i punti di forza e di debolezza del mondo dell'istruzione anche attraverso la mia esperienza". Senta, ma da precaria, che ne pensa dell'idea di rivedere l'articolo 18? "No, guardi, parlo solo di scuola". Che professoressa è Agnese Landini, cosa ama insegnare di più? "I poemi Omerici e la poesia del Novecento. Ora però mi scusi, hanno chiamato, cominciano le nomine". Si alza e corre dai funzionari del provveditorato. Si siede, scorre le liste. Come è andata? "Niente, solo part time, per il momento sono senza cattedra. Aspetto le graduatorie di istituto. Capita spesso che si liberino posti dopo questa prima ondata. Spero in una chiamata nei prossimi giorni".
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TITOLO: Varese, polpette al topicida per i cani del vicino. Denunciata 50enne: "Abbaiano troppo"
DATA: 2014-09-20
OCCHIELLO: Il proprietario dell'animale ha trovato il pastore tedesco moribondo e lì vicino del cibo sospetto. Le indagini dei carabinieri incastrano la donna. Il cane, ...
TESTO:Ha cercato di avvelenare i cani del vicino, perché il loro continuo abbaiare le impediva di dormire. Una cinquantenne di Varese è accusata di aver dato da mangiare a uno degli animali delle polpette al veleno. Questo è ciò di cui l'accusano i carabinieri dopo aver montato una telecamera nel giardino condominiale. La vicenda inizia qualche giorno fa, quando, dopo essersi alzato, presto come ogni mattina per andare a lavorare, il proprietario trova uno dei suoi cani, un pastore tedesco, sdraiato a terra, moribondo. Il veterinario, immediatamente interpellato, ha constatato, senza ombra di dubbio, che la causa del forte malessere è l'ingestione di veleno topicida. A ulteriore riscontro, il padrone di casa trova delle polpette sospette. Allora si rivolge ai carabinieri che danno l'avvio a una serie di indagini, mentre il cane - ricoverato in una clinica veterinaria - riesce a salvarsi. La notte seguente, nello stesso cortile, vengono posizionate delle telecamere nascoste. Così i militari vedono una donna che lancia qualcosa al di là della recinzione dove il cane nel frattempo era tornato. Le polpette vengono analizzate e il riscontro è quasi immediato: topicida. Non resta che individuare l'autrice del gesto attraverso i fotogrammi: una distinta donna di 50 anni che abita nello stesso condominio. Nel corso della perquisizione domiciliare sono stati trovati il veleno e gli abiti che indossava la notte prima. La donna, denunciata per tentata uccisione di animali, si è giustificata dicendo che non voleva ucciderli, ma solo metterli a tacere per qualche ora e poter riposare.
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TITOLO: Depardieu, un alieno nel Canavese
DATA: 2014-09-20
OCCHIELLO: L'attore francese a fine mese sarà in Piemonte per girare la saga fantasy: "Creators" di GUIDO ANDRUETTO
TESTO:Da Los Angeles a Torino via Parigi. E' questo il programma di viaggio che si prospetta per la fine del mese per Gérard Depardieu. La star del cinema francese, che in questi giorni è impegnato a Los Angeles sul set del nuovo film di Guillaume Nicloux, "Valley of Love", con Isabelle Huppert, dovrebbe atterrare nel capoluogo piemontese il 30 settembre per una sua partecipazione speciale alle riprese della prima saga fantasy interamente prodotta in Italia e per l'esattezza nel Canavese, dove la casa di produzione Artuniverse ha una delle sue sedi piemontesi. Diretto dal regista Beppe Zaia, il film "Creators" è concepito come una trilogia suddivisa in "The past", The present" e "The future", un'avventura epica e onirica movimentata da un gruppo di alieni che governano il mondo, dove Depardieu impersonerà un grande uomo temerario che si prefigge di difendere il pianeta Terra ed il suo popolo. Se la sua presenza nel cast ha immediatamente fatto accendere i riflettori su questa produzione altamente tecnologica le cui riprese in esterno si svolgeranno a Biella, Ivrea, nel Canavese e nei primi tre giorni di ottobre in Valle d'Aosta, in alcuni suggestivi castelli, Depardieu confessato, poco prima del suo arrivo a Los Angeles, che "sarà bello arrivare sul set e calarmi nella storia seguendo il mio istinto, senza troppa preparazione".
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TITOLO: Pensioni di invalidità, case popolari e cure gratis: la Dolce vita dei boss di Bari
DATA: 2014-09-20
OCCHIELLO: Ai fratelli del capoclan Savinuccio Parisi riconosciuta l'indennità d'accompagnamento, entrate mensili dai 400 ai mille euro, alloggi ed esenzioni varie. Nel. ..
TESTO:Falsi invalidi che vivono in case popolari, ma girano in auto di lusso e guardano allo stadio l'amichevole Italia-Olanda seduti in tribuna d'onore. Vip sconosciuti al fisco, ma ben noti alla giustizia pugliese. Sono i componenti della famiglia Parisi di Bari, gli storici "comandanti" del quartiere Japigia, che da decenni, come testimoniano gli atti giudiziari, trafficano in droga ed estorsioni. Per otto di loro, proprio ieri, il pm antimafia di Bari, Patrizia Rautiis, ha chiesto altrettante condanne, proprio per usura ed estorsione. Nel processo, l'ennesimo, era coinvolto anche il capoclan, Savino Parisi, che con la formula del rito abbreviato è stato condannato a due anni e due mesi, per violenza privata. Il processo testimonia come il gruppo criminale, dagli anni Duemila, avrebbe deciso di reinvestire i soldi del traffico di droga nei prestiti ad usura, trascinando numerosi imprenditori edili nel vortice delle estorsioni. E intanto, mentre la giustizia fa il suo corso, usufruiscono di vantaggi economici attingendo dalle casse pubbliche.   Per il fisco non esistono, per le casse pubbliche sono invalidi, spesso beneficiari di indennità di accompagnamento, oltre che di case popolari ed esenzioni varie. I familiari di Savino Parisi godono di privilegi speciali. Sul caso la procura ha aperto una inchiesta. Grazie a connivenze con dipendenti Inps, sulle quali ora indagano le forze dell'ordine, fruiscono di una "pensione" mensile che va dai 400 ai mille euro. Invalidi ma abili a picchiare, minacciare, trafficare. A guadagnare illecitamente soldi sporchi che mai e poi mai avranno dignità di "fonte di reddito". Sono disabili al 100 per cento o almeno in misura superiore al 74 per cento, spesso beneficiari dei sussidi pubblici per i non autosufficienti. I familiari di Savino Parisi, il boss del quartiere Japigia che ha fatto la storia dei traffici illeciti a Bari, godono di privilegi e coperture. Grazie a complicità sulle quali ora si cerca di far luce, fruiscono di entrate mensili, a seconda che l'invalidità sia parziale o totale e che si riconosca il diritto all'indennità. Il tutto nel buio più assoluto dei controlli da parte dell'Inps, l'ente previdenziale. Una circostanza sulla quale, più volte in passato, le diverse forze di polizia hanno avviato indagini ma che, a quanto pare, sembra non essersi risolta. Esempio emblematico, emerso negli anni scorsi, è quello di Biagio Cassano, pregiudicato vicino a Savino Parisi e considerato prestanome di beni del clan. A lui, titolare di una pensione come invalido civile da 700 euro al mese, erano intestate attività commerciali tra le quali le note gelaterie Gasperini (poi confiscate), appartamenti, quote societarie e auto per un valore complessivo di 10 milioni di euro. Beni che sarebbero frutto, ritiene la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Bari, del reinvestimento di capitali sporchi. Da qui la confisca e il riutilizzo, sotto amministrazione giudiziaria, dei famosi bar baresi dove ora si produce il gelato della legalità. Ma c'è di più: dalle indagini, emerge anche la puntuale attribuzione a tutti i componenti del clan Parisi di case popolari, per ottenere le quali è necessario avere una precisa documentazione. La ripartizione Patrimonio del Comune di Bari, infatti, esamina i documenti prodotti dai cittadini, rispettando la graduatoria degli aventi diritto e provvede poi all'assegnazione degli alloggi popolari. Requisiti richiesti dai bandi pubblici sono innanzitutto il mancato possesso di beni immobili, e poi un basso reddito dell'intero nucleo familiare, la cui composizione va elencata nella richiesta. Difficile, a questo punto, immaginare che l'intero clan abbia presentato regolare richiesta al Comune di Bari e, inoltre, che tutti gli eventuali documenti presentati fossero in ordine. Dalle indagini, inoltre, emerge che ogni qualvolta se ne presenti la necessità, in occasione di matrimoni o di nascite a esempio, il clan è pronto ad occupare altri alloggi Iacp, sfrattando chi in quel momento vi risiedeva o approfittando di momentanee assenze degli assegnatari. Non è raro, infatti, che i vigili urbani debbano intervenire per dirimere liti fra occupanti, e non sempre riescono a fare uscire gli abusivi. E poi c'è lui, Giuseppe Parisi, il fratello del boss, che nonostante le lettere di Savinuccio dal carcere e gli avvertimenti ("Non fare lo stupido"), secondo gli inquirenti, negli anni Duemila, in assenza del capo, avrebbe preso le redini del clan. Munito di regolare pass riservato alle autorità, seduto in tribuna d'onore e, poi, ospite del buffet imbandito durante l'intervallo ha comodamente assistito alla partita amichevole Italia-Olanda, disputata allo stadio di Bari il 4 settembre scorso. Occhiali da vista con elegante montatura, mise adeguata all? occasione, Giuseppe Parisi, soprannominato "Mames", è un ex sorvegliato speciale, anche se attualmente libero: nel maggio 2006 era stato arrestato dai carabinieri in esecuzione di una condanna definitiva a nove anni per traffico di sostanze stupefacenti. Negli anni è stato coinvolto in diversi procedimenti, da "Blue Moon" a "Reset 1", nel quale sarebbe stato a capo di sei squadre di spacciatori che incassavano fino a seimila euro al giorno. Mames, secondo i magistrati, è sempre stato l'esperto di famiglia in droga e contrabbando.
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TITOLO: Ristoranti targati mafia in Spagna, il Touring club li cancella dalla guida
DATA: 2014-09-20
OCCHIELLO: Via dalla guida di Valencia del 2015 il locale: "La Mafia se sienta a la mesa". Il Touring Club d'Italia ha risposto in questo modo a una interrogazione. ..
TESTO:La guida 2015 di Valencia del Touring Club d'Italia vedrà scomparire il nome della catena di ristoranti italiani in Spagna "La Mafia se sienta a la mesa", vale a dire "La mafia si siede a tavola". Il Touring Club d'Italia ha risposto in questo modo, ammettendo l'errore per averla inclusa nelle precedenti edizioni, a una interrogazione parlamentare che la senatrice del Partito Democratico, Venera Padua, assieme ad altre colleghe, aveva indirizzato al ministro dell'Interno, Angelino Alfano. "Non ci dà tregua - dice Padua - la squallida riproposizione dello stereotipo mafia-pizza-pasta che continua ad affliggere la fama del nostro Paese all'estero. Ma sembrava appunto paradossale che proprio un ente italiano di promozione culturale, come il Touring Club, raccomandasse un ristorante con simili connotati. Ecco perché siamo intervenuti con un atto parlamentare chiedendo conto e ragione al ministro Alfano". "Il Touring - aggiunge - ha subito inviato una lettera di scuse e promesso di cancellare dalla prossima edizione della guida il riferimento al ristorante dal nome infelice e di pessimo giusto. Il Touring Club ha però precisato che si tratta di un ristorante che sul noto sito web Tripadvisor ha ottime recensioni e che la loro era solo una segnalazione e non una pubblicità. Per questo motivo, con le altre colleghe ritireremo l'atto sul Touring Club Italiano e ci occuperemo prontamente di Tripadvisor" conclude la senatrice del Pd.  
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TITOLO: Sacro web, internet è un luogo di culto: santi e patroni diventano social
DATA: 2014-09-20
OCCHIELLO: Dirette streaming, app dedicate e webcam al servizio della fede. Per raggiungere i devoti in ogni angolo del pianeta, i grandi santuari e le piccole diocesi. ..
TESTO:San Francesco di Paola. È così quindi che nel maggio dell'anno scorso per i festeggiamenti di San Francesco di Paola in Calabria (video), il santuario famoso nel mondo, ha dato la possibilità a migliaia di devoti di seguire in diretta sul proprio sito i festeggiamenti per la celebrazione del santo patrono. Collegati da tutto il pianeta, soprattutto dal Sud America e dalla Germania, i fedeli hanno potuto chattare tra loro e rivolgere le proprie preghiere al Santo mentre veniva portato in processione per le strade del paese. Assisi. "Invia la tua preghiera sulla tomba di San Francesco all'indirizzo mail latuapreghiera@sanfrancesco. org: i frati del Sacro Convento la affideranno al Santo Patrono d'Italia" si legge invece sul sito sanfrancescopatronoditalia. it mentre sullo schermo dei nostri computer centinaia di persone camminano sotto le volte di pietra grigia e scompaiono dietro l'altare. Nella Basilica Inferiore di Assisi, infatti, è stata posizionata una webcam per poter accedere alla tomba del Santo senza muoversi da casa: "In questo momento sei nel cuore del francescanesimo, sulla tomba di San Francesco", indica il sito. L'idea è stata di Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi. Un'iniziativa che ha permesso a 18 milioni di persone di recarsi in pellegrinaggio virtuale nel luogo sacro: "Il mondo digitale non è un modo per uscire dalla realtà, ma una vera e propria continuazione di quest'ultima", ha detto Padre Fortunato a Repubblica. it. "La rete significa informazione, circolarità, incontro con il prossimo e con Dio. È uno spazio di esperienza che è già diventato parte integrante della vita quotidiana. Internet ci ha dato la possibilità di una cultura circolare e non piramidale. È la rivoluzione operata da San Francesco quando ha iniziato a chiamare l'altro fratello".
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TITOLO: Consulta, Toti: "Forza Italia conferma Bruno". Salvini: "Se va avanti inciucio Pd-FI non voto"
DATA: 2014-09-20
OCCHIELLO: Il consigliere politico di FI difende il candidato indagato a Isernia: "Non c'entra nulla".   Il segretario della Lega: "Consulta e Csm non sono priorità per gli. ..
TESTO:ROMA - "Per me La Corte Costituzionale potrebbe scomparire senza che nessuno ne abbia danno. Non voterei nessuno perché è un organismo vecchio come la Costituzione". E' il pensiero del Segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, espresso durante un'intervista rilasciata a Sky Tg24 a proposito delle votazioni per l'elezione dei componenti mancanti della Consulta e del Csm. "Pd e Forza Italia hanno provato a inciuciare per una settimana ha detto Salvini -  e la domenica si sono accorti che c'è anche la Lega. Incontro Berlusconi e Renzi per parlare di lavoro, immigrazione e di tasse, di Corte Costituzionale - ha aggiunto - mi interessa poco e niente e se va avanti questo inciucio non voto niente, perché dovrei dare il mio consenso a un Parlamento che sta passando settimane sul nulla? Le emergenze degli italiani - ha sottolineato - non sono nè il Csm nè la Corte Costituzionale. Lascio che se la giochino loro, ma se ci chiedono cosa ne pensiamo non ci farà schifo, altrimenti vadano avanti per conto loro, non sarà un problema". Nei giorni scorsi si era parlato di un possibile incontro tra Salvini e Berluscono stasera allo stadio Mezza, in occasione di Milan - Juventus, ma al momento è solo un'ipotesi con confermata. Di sicuro così il leader leghista gela, almeno per il momento, le speranze di Pd e Forza Italia che speravano nel soccorso del Carroccio per sbloccare l'impasse delle votazioni su Consulta e Csm. Intanto Forza Italia non arretra: al posto di giudice costituzionale confermerà Donato Bruno. Lo ha annunciato Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia, a margine dell'incontro ad Atreju 14: "Noi confermeremo Bruno, per il momento non risulta niente. Lui sostiene che non c'entra nulla in quelle inchieste e noi gli crediamo", ha detto Toti, in riferimento alla conferma arrivata dalla Procura di Isernia sull'indagine a carico del candidato Fi per truffa aggravata e concorso in interesse privato col curatore del fallimento Ittiere. Anche dal Pd nessuna retromarcia: al momento, i democratici confermano  il ticket Violante - Bruno. Le votazioni per Consulta e Csm riprenderanno solo martedì, dopo ben quattro giorni di interruzione. Fino a quel momento continuerà il lavoro dei partiti nelle retrovie per cercare di sbloccare la situazione.  
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TITOLO: Salento, Grillo alla marcia contro il gasdotto: "E' inutile, solo fantascienza"
DATA: 2014-09-20
OCCHIELLO: La manifestazione contro l'infrastruttura della Tap. Il leader dei Cinquestelle dal palco attacca l'ok del Governo all'opera contestata dal territorio
TESTO:"Renzi non vi rappresenta perché per rappresentare il popolo devi essere votato. La più grande forma di politica è dire no a queste cazzate. Questa è un'opera di fantascienza - ha spiegato - ma è fatta a posta per essere un'opera di fantascienza.   "Voi - ha aggiunto - avete una regione in cui il vostro presidente ha sempre fatto finta di niente. Non non siamo l'alternativa, stiamo solo difendendo la gente. L'energia è civilità, voi ci avete messo il vento e il sole e non vi è arrivato un cazzo in cambio. Tap non è solo un tubo, non abbiamo bisogno di più energia. Non è per noi questo gas". "L'Italia non ha bisogno di altro gas e non ha bisogno del gasdotto Tap - ha sottolineato - ci metteranno venti anni a costruire gasdotto quello è il metodo del Governo, la tireranno finché ci saranno finanziamenti. Intanto sarà instaurato un monopolio del gas, che con il contratto che hanno fatto il prezzo del gas è bloccato per venti anni, mente in Italia il consumo di gas sta diminuendo", ha poi concluso Grillo dal palco. E ancora, tra i manifestanti: "La Regione Puglia deve prendere decisioni forti e deve dire no al gasdotto, come ha fatto pochi giorni fa la Regione Sardegna unendosi ai Comuni nella battaglia contro I pozzi di petrolio". Grillo ha attaccato il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ricordando "il silenzio-assenso tenuto dalla Regione nel 2010, che ha consentito di inserire la. Puglia nella rete nazionale dei gasdotti". "In Puglia sono state realizzate centrali eoliche e fotovoltaiche, da multinazionali che hanno preso i soldi italiani ma in questa terra non torna neanche un centesimo - ha proseguito il leader del M5S - e il presidente Vendola non ha fatto niente per impedirlo". "L'Italia - ha detto ancora Grillo - non ha bisogno di centrali a carbone né di gasdotti, ma di aziende ad alta efficienza energetica, di produrre elettrodomestici che diminuiscano il consumo di energia, pee far sì che si possa diminuire ulteriormente il consumo nazionale". La manifestazione - alla quale hanno partecipato diverse centinaia di persone - è stata organizzata dal Coordinamento interprovinciale "No Tap no fossili", gruppo di lavoro dei Metup del Movimento cinquestelle. Proprio la vicinanza a una parte politica ben definita ha indotto il Comitato No Tap a non aderire ufficialmente alla marcia, alla quale alcuni esponenti parteciperanno a titolo personale. Nei giorni scorsi, del resto, i No Tap hanno sottolineato con forza la loro distanza da qualsiasi partito e movimento politico, ribadendo che quella contro la Tap è una battaglia in difesa del Salento. Gli striscioni "No Tao", "No fossili" e " Giù le mani dal nostro mare".
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TITOLO: Lo strano caso del papà del premier soffocato da troppo affetto
DATA: 2014-09-20
OCCHIELLO:
TESTO:Lo sognano ai servizi sociali, Belpietro&Travaglio, per costruire meglio l'asse ereditario Berlusconi&Renzi. Si leccano i baffi sia la destra sofisticata del Foglio perché "sono sei mesi che diciamo che doveva succedere", e sia la destra mascherata del Fatto. Perché "il partito Renzusconi avanza". Insomma entrambe queste destre pregustano, nella bancarotta fraudolenta imputata a Tiziano Renzi, l'inizio del Terzo Ventennio italiano, con un nuovo "amor nostro" la prima, con un più giovane "caimano" la seconda. Povero papà Tiziano, dunque, che piace ai ceffi e piace agli sbirri e fa subire al figlio Matteo, molto più dell'avviso di garanzia, il doppio abuso sentimentale dell'amore e dell'odio che, nella politica italiana come nei versi di Catullo, si confondono e si perdono l'uno nell'altro. Da un lato c'è infatti l'appassionata difesa dei berlusconiani che soffocano i Renzi d'abbracci e li ammazzano di bene. "Non la lasceremo solo, presidente" minaccia Alessandro Sallusti sul Giornale sotto il titolone a tutta pagina "Preso in ostaggio il papà di Renzi" che potrebbe essere stato rubato agli anni Settanta, quelli dei commando e del sequestro Moro, o forse alla Secchia Rapita che "fu subito serrata /ne la torre maggior dove ancor stassi / in alto per trofeo posta e legata /con una gran catena ai curvi sassi". Dall'altro lato a tirare la catena di Tiziano ci sono i prosatori tenebrosi che raccontano le origini di quella società di strillonaggio di giornali (questo era) come fosse l'affare Badalamenti-Dell'Utri che segnò per sempre la mitica Immobiliare San Martino, e poi la Edilnord, la Fininvest, sino a Publitalia, a Forza Italia e infine alla prigione. E infatti la società di strillonaggio dei Renzi si chiamava Chil post "e Tiziano lo sa, Chil vuole dire avvoltoio" nota Il Fatto quotidiano. Sulle ipotesi di reato indagano i magistrati, e dunque vedremo. Ma il retroterra economico che si intuisce è sicuramente quello delle furbizie familiari di paese. C'è infatti la cessione per due soldi della parte buona della società alla moglie, e c'è pure la vendita del fallimento a un amico forse da fregare o forse da aiutare, un venditore ambulante che si chiama Massone (ecco un'altra malizia dei nomi). E c'è anche la protezione dei contributi e del Tfr di Matteo, il cui piccolo destino era a quei tempi ancora immaginato dentro l'aia del commercio umile: l'omino di burro tra i monelli di Collodi. È dunque comicità inconsapevole definire berlusconianamente quello strillonaggio "il ramo d'azienda". E quei "48 milioni che nel 1994 a 19 anni" Matteo donò all'impresa di papà e mamma somigliano di più agli zecchini del Gatto e della Volpe che ai denari di Berlusconi. È perciò grottesco notare che Matteo li vinse "alla Ruota della Fortuna due giorni prima - nientemeno, ndr - del celebre discorso di Mike Bongiorno a favore della discesa in campo di Berlusconi". Sembra poi di seguire la trattativa Stato-Mafia nella mappatura degli spostamenti di quel "furgoncino Pavesi simbolo della campagna elettorale del 2009". E, attenzione, "c'erano troppi strilloni extracomunitari e, tra questi, il celebre Manuel, un peruviano con 27 cugini (non sono i Salvo, ndr) tutti senza permesso di soggiorno. Prendeva i giornali, li portava alla stazione di Firenze, girava l'angolo e li dava a un extracomunitario irregolare a cui consegnava la casacchina". Non fatevi ingannare: l'offesa pesante è amorosa, perché il papà di Renzi diventa così un toscanaccio gaglioffo sapiente di vita, una specie di lupo di Wall Street in versione Valdarno, un Madoff che ha le chiavi della banca di Pontassieve, un Berlusconi allo specchio. La verità è che riemerge dal sottosuolo del Ventennio che stiamo faticosamente archiviando la gioia disperata di ritrovare, per sopravvivere, il nemico-compare, quello che forse un giorno andrà anche lui a spolverare le sedie di Santoro. Ma se l'oltraggio celebra e santifica il diavolone, la difesa è molto più contundente dell'attacco. E cito per tutti Melania Rizzoli: "C'è una similitudine preoccupante con ciò che è accaduto al nostro presidente Berlusconi. Più le personalità politiche emergono e si espongono più le persone attorno a loro vengono colpite. Una ad una sino ad arrivare alla sfera più intima che è quella familiare. Insomma, come dice il titolone di Libero: "Babbo avvisato / Matteo sistemato". Ecco, manca solo la telefonata di solidarietà di Previti per stracucinare Renzi.  Certo, fa ridere l'idea che la magistratura italiana di complottardi e sanculotti abbia organizzato la congiura contro papà Tiziano per difendere. .. le ferie. "Quelle - attacca l'editoriale della Nazione - proprio non doveva toccargliele. Perché sino a quando si parlava di separazione delle carriere, si buttava lì qualche ragionamento sulla riforma della giustizia, si invocava lo smaltimento dell'arretrato dei procedimenti civili, via, passi. Ma le ferie no, sono sacre".  E tuttavia, al di là di queste sapide lepidezze involontarie, la tesi della "giustizia ad orologeria" è alla fine una trappola politica molto insidiosa nella quale per la verità Renzi non è (ancora) caduto. Tentano infatti di assimilarlo per solidarietà pelosa, lo blindano politicamente perché, in un gioco di specchi deformanti, riflettono Berlusconi in lui, difendono questo per ripulire quello, imbrattano l'uno per tutelare l'altro. Sognano davvero che Renzi e Berlusconi diventino "i nazareni" come ha scritto Giuliano Ferrara in un editoriale-manifesto che esprime in italiano sontuoso la stessa identica tesi che il Fatto urla con slogan fantasiosi. Secondo loro Renzi e Berlusconi si abbracciano in segreto, si amano, sono padre e figlio, "sono dolce e gabbano", due uomini e un solo partito, e la magistratura - che per gli uni perseguita e per gli altri smaschera - finalmente e per sempre li ha sposati. Povero Renzi, rischia di restare prigioniero degli auguri che gli porgono il Foglio a nome dei detenuti, e il Fatto a nome di secondini.  
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TITOLO: "Assumete solo le belle", sospesa dal capo
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: Padova, la bancaria si era sfogata su Facebook: "Colloqui unicamente a diciannovenni con il fisico da modella". Boom di commenti, ma il manager legge il post e. ..<br clear='all'/>
TESTO:PADOVA - Meglio belle che brave, anzi: quando le assunzioni sono affidate agli uomini, la carta vincente di una candidata coincide con il look, meglio se esibito in modo esplicito, e la professionalità diventa un optional trascurabile. È il j'accuse di una bancaria trevigiana di 33 anni che lavora in un istituto di credito a Padova. O meglio, lavorava; perché lo sfogo-denuncia via Facebook le è costato caro: prima una lettera di contestazione disciplinare, poi la sospensione dall'ufficio per cinque giorni, infine - dopo un colloquio tempestoso con il responsabile del personale, che l'ha accusata di diffamazione - la transazione e le dimissioni dalla banca. Una vicenda per molti versi emblematica, rivelata dal "Mattino di Padova" e iniziata qualche settimana fa quando G. R., una donna dinamica, impegnata anche nella commissione per le pari opportunità e iscritta alla Fondazione Belisario, pubblica su Fb una riflessione polemica: "Ha un nome la patologia di certi uomini, responsabili della selezione del personale, che fanno colloqui solo a ragazzine di diciannove anni con il fisico da modella e gli occhioni da cerbiatta? ". Apriti cielo. In tempi di ministre corteggiate dalla cronaca rosa, l'eco sui social è immediato e la trentenne rincara la dose: "Gli uomini sono fatti così: se sei bella per loro sei bravissima, hai valore e sei piena di meriti. Punto. E poi stiamo qui a parlare di donne e meritocrazia. Ma dai! !! Le donne dovrebbero mandare a f. .. il mondo maschile e il politically correct e prendersi quello che spetta loro. Altro che storie. Se le donne oggi fossero al mio posto a vedere e sentire quello che vedo/sento io forse aprirebbero gli occhi. ..". Fuoco alle polveri e valanga di post, anche contrapposti. Chi cita Rosy Bindi, chi il berlusconismo, qualche maschietto minimizza e parla di "sessismo alla rovescia" e "veterofemminismo vittimista", altre condividono la polemica di G. R. Come Chiara, che ripercorre le proprie esperienze professionali e conclude: "La metà dei datori di lavoro che ho avuto erano orientati solo ad assumere bellone senza cervello. Il fatto di essere una in gamba mi ha sempre penalizzato e non credo proprio che le cose cambieranno". Ma la querelle non è destinata a concludersi sul web. Qualcuno ha avvertito i vertici dell'istituto bancario e il capo dell'ufficio personale si sente preso mira dalla battagliera dipendente, forse in relazione al colloquio avvenuto in precedenza con una giovanissima candidata. Tant'è. La procedura disciplinare scatta con severità sorprendente ed è vana la spiegazione fornita dalla donna e riaffermata dal suo avvocato di fiducia, Daniele Panico: "I destinatari dei post sono gli appartenenti alla categoria di persone che pensa ed agisce in modo maschilista, non un singolo individuo. La polemica, perciò, non investe un determinato atto ma una condotta generale ritenuta inaccettabile". Nulla da fare. A fronte dell'atteggiamento dei vertici, decisi a metterla alla porta, a G. R. non rimane che negoziare la rinuncia al posto di lavoro. Ora è alla ricerca di impiego nella speranza che il prossimo capo del personale esamini il suo curriculum prima di rivolgere lo sguardo altrove.
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TITOLO: Francesca Vecchioni: "Io, mamma gay offesa da Lorenzin, definisce le mie figlie un problema"
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: Il giorno dopo il dibattito a Porta a Porta sulle adozioni gay, la donna fatica a contenere la rabbia: "Se un ministro parla in un programma tv così seguito. ..
TESTO:MILANO. La frase che l'ha offesa di più è quella che il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin ha pronunciato guardandola negli occhi: "Vogliamo uno Stato liberale poi, quando facciamo scelte non codificate dallo Stato, ci aspettiamo che questo ci risolva i problemi". Francesca Vecchioni, il giorno dopo il dibattito a Porta a Porta sulle adozioni gay, fatica a contenere la rabbia: "Per un ministro della Repubblica le mie bambine, figlie mie e della mia ex compagna Alessandra, sono "problemi"". Il ministro Lorenzin è contraria alle adozioni gay. Sostiene che "la letteratura psichiatrica, da Freud in poi, riconosce l'importanza di avere un papà e una mamma per la formazione della personalità del bambino". "Se un ministro parla in un programma tv così seguito deve ricordarsi che ad ascoltarla sono anche vittime e autori di discriminazioni omofobiche: non è ammissibile che i bulli si sentano sostenuti da opinioni "autorevoli". E dice una falsità: per Vittorio Lingiardi, ordinario di Psicologia dinamica alla Sapienza di Roma e Roberto Cubelli, presidente dell'Associazione italiana di psicologia, le sue parole sono "infondate e foriere di pregiudizi, perché disconoscono quanto appurato dalla ricerca scientifica internazionale degli ultimi quarant'anni: i bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso si sviluppano come quelli cresciuti da genitori eterosessuali". Un ministro non può fare disinformazione ". Non pensa mai: le mie figlie pagano una mia scelta sbagliata? "Non posso far cambiare idea a chi pensa che noi genitori gay siamo nel torto, ma non per questo lo Stato può permettersi di non tutelare i nostri figli. Se a me dovesse accadere qualcosa, Nina e Cloe non potrebbero stare con Alessandra, che è loro mamma quanto lo sono io. Il ministro Lorenzin dovrebbe sapere che avere la capacità biologica di fare figli ed essere genitori non è la stessa cosa: i genitori adottivi e affidatari o le coppie eterosessuali che fanno i figli con l'eterologa cosa sono? In tempi di guerra le donne crescono i figli da sole: non credo siano tutti gay. La nostra genitorialità "è diversa, ma parimenti sana e meritevole di essere riconosciuta", ha stabilito il tribunale di Roma". Ha speranza che si arrivi ad una legge sulle unioni civili? "In Italia si fanno le leggi ad personam ma non per tutelare i figli delle coppie gay, che sono tantissimi e continueranno ad esserci, con o senza leggi. Ma il diritto, e questo lo ha detto su questo giornale anche Stefano Rodotà, non può restare statico, ma deve accompagnare la società nelle sue trasformazioni".
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TITOLO: Perugia, si suicida il prete che aveva denunciato ricatto a luci rosse
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: Il sacerdote aveva raccontato ai carabinieri di essere vittima di estorsione. Martedi arrestato un ragazzo di ventidue anni: "Nessun rapporto sessuale con. ..
TESTO:PERUGIA - Una storia di sesso e ricatti, sfociata nel suicidio. Don Franco Bucarini, parroco di 73 anni della parrocchia di Capocavallo, nel perugino, è stato trovato morto questa mattina. Il prete nei giorni scorsi aveva denunciato di essere stato vittima di una estorsione a luci rosse da parte di un romeno di 22 anni. Potrebbe non aver retto alla pressione e all'umiliazione degli ultimi giorni. Secondo quanto denunciato dall? anziano sacerdote ai carabinieri, il ragazzo gli avrebbe chiesto quattro mila euro per non rendere pubblico il loro rapporto. Il giovane avrebbe avuto tra le mani anche una foto. Il ventiduenne era stato ospitato del prete perchè bisognoso, ma ben presto i rapporti sarebbero diventati intimi. Per il ragazzo non ci sarebbe stato nessun rapporto sessuale con il parroco, ma anzi avrebbe declinato delle avances del sacerdote. Difficilmente potrà smentire l'estorsione: martedì i carabinieri lo hanno fermato prima che si concretizzasse lo scambio. In più, alcune intercettazioni lo inchioderebbero.   Proprio stamattina il ventiduenne è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale, Luca Semeraro. La notizia della morte del prete è arrivata mentre era in corso l'udienza di convalida del fermo.   "Il mio assistito non si è probabilmente nemmeno reso conto di quanto stava accadendo" ha detto il difensore del giovane, l'avvocato Giacomo Manduca. "E' finito in una storia più grande di sè", ha aggiunto il legale. Il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, con le lacrime agli occhi, ha dato la  notizia ai suoi collaboratori e al Consiglio episcopale diocesano convocato in Curia per discutere dei programmi pastorali. Il cardinale ha sospeso immediatamente i lavori e si è recato presso la canonica della Parrocchia di Capocavallo. Secondo la diocesi "il gesto disperato di don Franco è forse provocato anche da talune recenti indiscrezioni apparse su alcuni media locali".
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TITOLO: Inchiesta G8: confiscati beni a Balducci e famiglia per 13 mln
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: È uno dei primi casi di provvedimento applicato a un soggetto che non appartiene al crimine organizzato, ma la cui pericolosità è legata al coinvolgimento. ..
TESTO:ROMA - I finanzieri del comando provinciale di Roma hanno confiscato numerosi beni immobili, autoveicoli, quote societarie e conti bancari dell'ex provveditore alle Opere Pubbliche di Roma nonché presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci e dei componenti del suo nucleo familiare, per un valore stimato in circa 13 milioni di euro. La confisca è stata disposta dal tribunale di Roma - sezione misure di prevenzione e riguarda l'intero patrimonio accumulato nell'ultimo decennio dalla famiglia Balducci, puntualmente ricostruito grazie alle mirate analisi economico-finanziarie condotte dagli investigatori del nucleo di polizia tributaria di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica della Capitale. Balducci, con altri funzionari pubblici ed imprenditori, è stato al centro delle indagini condotte dalle procure di Roma, Firenze e Perugia sulla cosiddetta "cricca" degli appalti: un'organizzazione, definita da alcuni dei soggetti intercettati come "sistema gelatinoso" che, dal 1999, servendosi sistematicamente della corruzione e di articolati illeciti tributari diretti a camuffare l'erogazione di tangenti, ha consentito la metodica assegnazione a un numero ristretto di imprese favorite, in primis quelle di Diego Anemone, di rilevantissimi appalti pubblici, tra cui anche quelli relativi ai cosiddetti "Grandi eventi" (Mondiali di Nuoto 2009, Vertice G8 all'Isola de La Maddalena, Celebrazioni del 150mo Anniversario dell'Unità d'Italia). Secondo gli accertamenti svolti dalle fiamme gialle di Roma, l'ex provveditore alle opere pubbliche ha tratto notevolissimi benefici economici da quel vasto sistema corruttivo, accumulando un ingente patrimonio personale che, già sottoposto alla misura di prevenzione patrimoniale del sequestro nel giugno dello scorso anno, viene oggi definitivamente confiscato. Tra i beni interessati dalla confisca vi sono immobili di lusso, come l'abitazione romana dei Balducci, appartamenti sulle Dolomiti e in provincia di Pesaro, nonché un lussuoso casale con piscina e relativi terreni a Montepulciano, in provincia di Siena, la cui edificazione e ristrutturazione è stata curata proprio dall'impresa Anemone. Confiscati anche conti bancari ed automobili di Angelo Balducci e dei suoi familiari nonché quote del capitale della società di produzione cinematografica Edelweiss production s. r.l. , che è risultata aver beneficiato di ingentissimi finanziamenti operati da Anemone ed altri imprenditori aggiudicatari di appalti pubblici per la realizzazione di film interpretati da Lorenzo Balducci, figlio dell'ex provveditore alle opere pubbliche. Insieme alla confisca, il Tribunale di Roma ha applicato ad Angelo Balducci la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di tre anni, con obbligo di soggiorno nel Comune di Roma per lo stesso periodo. La decisione è legata al fatto che il Tribunale ha riconosciuto la pericolosità sociale dell'ex funzionario, dedito a traffici delittuosi e abituato a vivere abitualmente con i proventi di attività illecite. L'operazione di oggi è uno dei primissimi casi di confisca di beni riconducibili a un soggetto la cui pericolosità deriva non dall'appartenenza al crimine organizzato, ma dal ripetuto coinvolgimento nei cosiddetti reati dei "colletti bianchi". La confisca arriva a distanza di poco tempo dal maxi-sequestro del centro sportivo "Salaria Sport Village", del valore di circa 200 milioni di euro, operato dalla Guardia di finanza di Roma nei confronti dell'imprenditore Diego Anemone.
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TITOLO: Mediaset, Corte europea esaminerà uno dei ricorsi di Berlusconi
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: Il primo agosto dell'anno scorso l'ex premier fu condannato per frode fiscale. L'avvocato Longo: "Si verificherà se c'è stata una violazione del giusto. ..
TESTO:STRASBURGO - La Corte europea dei diritti dell'uomo ha deciso che esaminerà almeno uno dei ricorsi presentati dai legali di Silvio Berlusconi in merito alla sentenza definitiva del processo Mediaset, che ha visto l'ex premier condannato per frode fiscale il primo agosto 2013. Lo ha detto Piero Longo, uno degli avvocati di Berlusconi, spiegando che non è stata ancora stabilita una data per la discussione e che la Corte esaminerà il ricorso per "violazione delle regole del giusto processo". Nei mesi scorsi, altri ricorsi presentati dalla difesa del leader di Forza Italia alla Cedu erano stati bocciati. LA SENTENZA Dopo la condanna in Cassazione per il processo Mediaset a quattro anni di carcere - di cui tre condonati da indulto - Berlusconi da inizio maggio sta scontando la pena in affidamento ai servizi sociali presso una struttura a Cesano Boscone per un periodo che, se non violerà le prescrizioni o la legge, durerà complessivamente poco più di 10 mesi.
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TITOLO: M5s: Giulia Gibertoni candidato presidente dell'Emilia Romagna con 266 voti
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: In Calabria correrà Cono Cantelmi
TESTO:Parma: Rossi Francesco, D'alessandro Andrea, Minari Renzo, Chiara Maffucci, Patrizia Adorni Reggio nell'Emilia: Sassi Gianluca, Cardelli Paola, Di monda Rosa, Todaro Fabrizio, Bohne Gina Lucia, Grizi Andrea. Modena: Gibertoni Giulia, Giovanardi Simone, Rebecchi Pier giorgio, Valmori Carlo, Ferrari Stefano, Natali Sabrina, Barbieri Federica. Bologna: Piccinini Silvia, Gamberini Raffaella, Zanarini Carla, Cristofori Giulio, Pattacini Dalio, Paolucci Nauel, Brugi Francesca, Fiorini Tania, Mazzoli Federico, Ancora Rosario, Diana Nunzio. Ferrara: Ventura Gabriella, Batistini Paola, Boggian Massimo, Cantale Silvio alessandro. Ravenna: Orani Ilsa, Versari Simona, Piazza Daniele, Baldi Eugenio. Forlì: Rossi Anna, Mirto Damiana, Amadei Imerio, Bertani Andrea, Martini Davide. Rimini: Battistel Fausto, Sensoli Raffaella, Monti Stefano, Cipolletta Elena. In Calabria correrà Cono Cantelmi. Per lui il successo è stato più contenuto, rispetto alla Gibertoni: 183 preferenze contro le 131 di Fabio Gambino. Il candidato calabrese, 41 anni, esercita la professione forense. È tra i fondatori dell'Hacklab Catanzaro, un centro per la ricerca e la diffusione della cultura open source e tra i redattori della proposta di legge regionale sul pluralismo informatico.
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TITOLO: Articolo 18 Guerra aperta Renzi-Cgil
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: Il temporale era nell’aria. Ma quando è scoppiato è diventato immediatamente una tempesta violenta. Tra Renzi e il sindacato non c’è mai stato amore, ma. ..
TESTO:Il temporale era nell? aria. Ma quando è scoppiato è diventato immediatamente una tempesta violenta. Tra Renzi e il sindacato non c? è mai stato amore, ma questa volta è guerra aperta. All? attacco di Susanna Camusso che paragonava Renzi alla Thatcher per la sua riforma del lavoro, il premier ha risposto a muso duro con un video che accusa la Cgil di non aver pensato ai precari ma solo i garantiti e di aver difeso le ideologie e non i lavoratori. E? vero che da tanti anni non esiste più il collateralismo tra il sindacato e il maggiore partito della sinistra. Già D? Alema presidente del consiglio si era dovuto confrontare duramente con la Cgil. Ma è certo che una dichiarazione di guerra di questa portata non si era ancora mai vista da parte di un segretario del Pd. Sullo sfondo di questa guerra c? è la riforma del mercato del lavoro e l? abolizione dell? articolo 18 che il presidente del consiglio ha intenzione di portare fino in fondo. E anche in fretta. Il Pd in commissione ha votato compatto per i contratti a tutela crescente, ma le lacerazioni sono solo rimandate a quando la riforma andrà in aula. Cosa che dovrebbe avvenire quanto prima perché Renzi ha una scadenza molto precisa. L?8 ottobre si svolgerà a Milano - dopo una serie di smentite e conferme - il vertice sul lavoro e la crescita. Renzi vuole presentarsi con la riforma già in Parlamento e quindi deve andare avanti senza incertezze. La riforma del lavoro è il fronte più caldo per il presidente del consiglio, soprattutto perché è quello che lo contrappone più duramente alla minoranza del suo partito. Ma c? è anche l? elezione dei due giudici costituzionali di nomina parlamentare a tenere caldo il clima. Martedì prossimo ci sarà la quattordicesima votazione. Violante e Bruno sono sempre i due candidati di Pd e Forza Italia, ma senza un accordo con Sel e Lega difficilmente le "fronde" dei due partiti voteranno a favore. Ma il premier non sarà a Roma quel giorno perché sta per volare negli Usa per una lunga trasferta che comincia con la visita alla sede del suo amatissimo Twitter a San Francisco, passando per Detroit con Marchionne (cosa dirà sul lavoro e il sindacato? ) per finire a New York per l? Assemblea dell? Onu.
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TITOLO: I tablet a scuola aiutano studenti stranieri e disabili
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: Studio dell'università Cattolica di Milano in collaborazione con Samsung: "Per i docenti, sono utili nel 60% dei casi per integrare studenti di altri paesi e. ..
TESTO:Le scuole coinvolte sono le 25 (primarie e secondarie di primo grado in Italia) del progetto Smart future di Samsung. Il produttore sta donando tablet e lavagne elettroniche a un numero selezionato di scuole italiane, infatti, anche per l? anno scolastico 2014-2015. "Abbiamo istituito l? Osservatorio per valorizzare al meglio l? intervento della tecnologia a scuola, obiettivo del progetto Smart future", spiega Pier Cesare Rivoltella, ordinario di Didattica generale e direttore del Cremit. "Il rischio che si corre in questi casi è infatti quello di lasciare intatte pratiche didattiche tradizionali o, peggio, di risolvere quello che dovrebbe essere un? operazione didattica su un piano esclusivamente tecnologico". Invece, il campione della ricerca ha dichiarato di aver compreso che la tecnologia non serve a sostituire la didattica ma vi si aggiunge. Il 35,49% degli insegnanti le attribuiscono il ruolo di aggregante per l? inclusione di studenti stranieri (60%) e diversamente abili (80%). Pensano inoltre che la tecnologia renda gli studenti maggiormente responsabili (46%) e possa incidere anche sul rendimento (46%) e l? aggregazione (58%). Per i genitori, il tablet serve soprattutto? a fare squadra? in classe (53,68% del campione), mentre sono meno quelli (23,44%) secondo cui la tecnologia aiuterà i figli ad acquisire competenze diverse o a beneficiare (23,25) di una didattica innovativa. I dati fuori da questo campione selezionato raccontano però una realtà molto diversa: ci sono soltanto 14mila tablet nelle scuole italiane (meno di uno per istituto, in media), secondo un sondaggio di Skuola. net. Non è chiaro se il nuovo Governo vorrà migliorare la situazione: i tablet non sono citati nel nuovo programma per la Scuola (leggi in pdf), il quale in compenso segue il principio? meno hardware, più banda larga e più formazione ai docenti? . Samsung però crede che le scuole possano essere una grande prateria tutta da conquistare, con i propri prodotti, e così si spiega l? iniziativa Smart Future. "Nelle poche scuole che hanno tablet, l?80 per cento usa modelli Android e il 20 per cento l? iPad di Apple", spiega Paolo Ferri, docente dell? università Bicocca di Milano e tra i massimi esperti di questi temi. "Ma risulta una certa polarizzazione: gli iPad ci sono soltanto nelle scuole private e paritarie, perché quelle pubbliche non possono permettersene il costo e preferiscono modelli low cost Android, di Samsung o di marche minori", dice.
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TITOLO: "Al 2030 con veicoli elettrici 1 spostamento urbano su 3"
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: È una delle proposte che verranno presentate al summit Onu di New York martedì. Secondo un rapporto dell'International Energy Agency, anticipato da. ..
TESTO:ROMA - Nella battaglia per la difesa del clima per la prima volta entra in pista con decisione anche il trasporto. È un settore che vale quasi un quarto delle emissioni globali di Co2 (23%) e finora era andato avanti come se nulla fosse, con qualche miglioria ingegneristica che non ha smosso il trend di crescita dell'inquinamento. Al summit delle Nazioni Unite di martedì prossimo a New York un rapporto dell'International Energy Agency (Iea) e dell'International Union of Railways propone di invertire la rotta puntando con decisione, oltre che sui veicoli elettrici e ibridi, sulla cura del ferro e sulla crescita del trasporto pubblico. I numeri non lasciano spazio a equivoci. Ogni euro speso per una nuova strada costa 80 grammi di Co2, mentre per un euro investito in trasporto su ferro ci si ferma a 27 grammi di anidride carbonica: un rapporto di 3 a 1. Ma dal 2000 al 2011 i chilometri di linea ferrata, nel mondo, sono diminuiti del 3%, mentre i chilometri d'asfalto sono aumentati del 32% (in Cina sono triplicati). In altre parole sono stati premiati i mezzi di trasporto che più minacciano la stabilità climatica. Oggi la gomma pesa per il 73%  sul totale delle emissioni di Co2 da trasporto, la navigazione per l'11%, l'aviazione (in crescita sotto la spinta delle compagnie low cost) per il 10%, la ferrovia per il 3%. Un errore di sviluppo che rischia di moltiplicare i danni sotto la spinta di una domanda globale di trasporto (passeggeri e merci) che secondo la Iea raddoppierà fra il 2010 e il 2050, con una crescita annua dei volumi di trasporto del 2,5% trainata soprattutto da Cina, India, Brasile, Russia. Secondo l'Ocse l'aumento dei trasporti sarà ancora maggiore, a tassi annuali del 5%. "Le città sono responsabili del 70% delle emissioni serra: se non si interviene sulle aree urbane è impossibile fermare la minaccia climatica. E intervenire sulle aree urbane vuol dire anche ridare logica funzionale e ambientale al sistema della mobilità", spiega Raimondo Orsini, direttore della Fondazione per lo sviluppo sostenibile che ha dato il supporto tecnico al rapporto. "Del resto questa è una delle priorità indicate anche da tre iniziative che saranno presentate a New York martedì". La prima verrà avanzata da un cartello formato da banche di sviluppo multilaterale, governi locali e industrie del settore: punta ad arrivare al 2030 con uno spostamento su tre effettuato nelle aree urbane su un mezzo elettrico. La seconda è dell'Unione internazionale delle ferrovie e propone di ridurre le emissioni di Co2 per passeggero del 50% al 2030 utilizzando più efficienza e più fonti rinnovabili per l'alimentazione elettrica. La terza iniziativa, dell'Unione del trasporto pubblico, mira a raddoppiare la quota del trasporto pubblico urbano entro il 2025. Anche perché, oltre ai danni climatici, l'elefantiasi del trasporto su gomma minaccia direttamente la nostra salute. Secondo l'Organizzazione mondiale di sanità solo all'Europa l'inquinamento atmosferico costa mille morti al giorno.
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TITOLO: Orso ucciso in Abruzzo con una fucilata, indagato confessa: "Sono stato io"
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: Antonio Centofanti, operaio di 57 anni, la settimana scorsa era rimasto ferito dopo un incontro ravvicinato con un orso. Wwf lancia allarme: "13 animali morti. ..
TESTO:Oltre alle armi, il Corpo forestale ha prelevato anche alcune piume appartenenti alle galline che un orso aveva ucciso durante una precedente incursione notturna. Prelevati anche campioni di mangime che l'allevatore dava da mangiare alle galline. L'intento è di scoprire se si tratti dello stesso mangime trovato nel corso dell'ispezione necroscopica eseguita dai veterinari dell'istituto zooprofilattico di Grosseto, all'interno dello stomaco dell'orso ucciso a fucilate. Secondo i primi risultati l'orso sarebbe morto subito dopo aver mangiato i resti di alcune galline. I due pallettoni trovati durante la necroscopia sull'orso ucciso sono stati immediatamente trasmessi come corpo di reato alla procura di Sulmona per essere sottoposti ad esame balistico insieme ai sei fucili e alle cartucce sequestrate. L'obiettivo è accertare se i colpi siano compatibili con i pallettoni contenuti nelle cartucce sequestrate. Ministro Galletti chiede chiarezza. Dopo le numerose polemiche esplose sia per questo caso che per la morte dell'orsa Daniza, in Trentino, il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, con un tweet, aveva insistito sulla necessità di individuare il responsabile. "Ho chiesto alla Forestale precise informazioni sull'orso ucciso a fucilate e continui aggiornamenti sull'indagine per individuare il colpevole".
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TITOLO: Ponte sullo Stretto, l'ad Salini: "Ho parlato con Renzi, spero riapra il dossier"
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: Il numero uno dell'Impregilo: "Se il governo dà l'ok per far ripartire i lavori, rinunceremo alla penale"<br clear='all'/>
TESTO:"Spero, mi auguro, che il governo riapra il dossier sul Ponte di Messina". Lo afferma Pietro Salini, amministratore delegato di Salini-Impregilo, a margine dell'assemblea della società tenutasi oggi a Milano. "Siamo disponibilissimi a rinunciare alla penale, se il progetto ripartisse", aggiunge, sottolineando di non aver ricevuto, in questo senso, alcuna richiesta dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, ma di averne parlato con lui di recente". "E' un'opera importantissima come vetrina per l'industria del Paese, non è solo realizzare il ponte, ma anche dare visibilità a tutta una filiera tecnologica importante e poterci presentare nel mondo, facendo vedere di cosa siamo capaci di fare", spiega ancora Salini, ricordando che l'investimento pubblico era modesto, circa 1,5 miliardi, mentre "da una stima che abbiamo fatto, tra Irpef, Inps, penali, contributi di disoccupazione durante gli anni in cui il ponte non si fa, paghiamo 4,5 miliardi" "Il nostro Paese ha tante emergenze, ma questi sono fatti importanti", aggiunge il primo azionista del gruppo, che oggi ha approvato un piano di buy-back azionario in assemblea. "Quando si pensa a progetti come il ponte di Messina ci si deve rendere conto che ci sono dietro 40 mila persone che ci lavorano, tra 15 mila addetti diretti e l'indotto".  
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TITOLO: Stamina, i politici al processo per truffa: "Era un progetto affascinante". E le infusioni restano sotto sequestro
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: In tribunale, a Torino, l'udienza per il tentativo da parte di Davide Vannoni di ottenere dalla Regione Piemonte un finanziamento da 500mila euro: sentiti come. ..<br clear='all'/>
TESTO:Andrea Bairati, ex assessore alla Ricerca, Eleonora Artesio, ex assessore alla Sanità, e ancora Mario Lombardo, uno dei più noti dirigenti della sanità piemontese e Vittorio Demicheli, ex direttore generale della Sanità regionale. "Mi sento di escludere - ha aggiunto Peveraro - di avere avuto pressioni nel periodo di discussione della legge finanziaria da parte di Vannoni. Ci fu la discussione del bilancio di previsione per il 2007 e in consiglio regionale furono presentati vari emendamenti da vari gruppi. Ne parlava anche il consigliere Burzi, capogruppo di Forza Italia. Dicevano di iniziare a fare una valutazione e se poi ci fossero state le condizioni di erogazione del finanziamento si sarebbe proceduto. Non sono mai entrato però - ha precisato - nel merito specifico della materia. Mi ha sempre molto incuriosito per vicende personali. Dopo l'incontro con Vannoni nel suo studio, cioè ufficio, lui venne nel mio ufficio in piazza Castello accompagnato da Rossetto della Uil e io chiesi a Mario Lombardo, allora in Aress, se poteva essere con me per farmi capire di cosa si trattava. E così fu". La Regione Piemonte nel 2007, ai tempi in cui Vannoni godeva di grande credito in molti salotti torinesi che contano, deliberò di finanziare con 500mila euro il progetto di Vannoni ma alcuni mesi dopo ritirò lo stanziamento. "Questo accadde - ha spiegato Peveraro - perchè poi la legge sulla ricerca sembrava alla presidenza e all'assessore alla ricerca più coerente rispetto al progetto che si immaginava di dovere finanziare. Per me il progetto di Vannoni era affascinante, ero impressionato dai risultati che mi erano stati mostrati".
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TITOLO: Omicidio a Catania, killer si costituiscono per sfuggire alla vendetta
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: Tre fratelli e il loro nipote minorenne si sono recati ieri alla caserma dei carabinieri per auto-denunciarsi dell'agguato contro il pregiudicato Massimiliano. ..<br clear='all'/>
TESTO:Avrebbero scelto il male minore i sicari fermati per la morte di Massimiliano Di Pietro, crivellato di colpi mercoledì, nel quartiere catanese di Librino: temendo per la loro vita hanno deciso di costituirsi. Sotto assedio e temendo una vendetta senza scampo, i quattro killer, tre fratelli e un nipote, si sono consegnati ai carabinieri. Ieri, esattamente ventiquattro ore dopo il delitto, si sono presentati nella caserma della compagnia di Fontanarossa due fratelli, poi è stata la volta di un loro nipote, in nottata invece è toccato a un terzo fratello. Sono Antonino, Michele e Davide Celso rispettivamente di 41, 38 e 23 anni. Il minore ha 17 anni ed è un loro nipote, figlio di una sorella. Braccati per il delitto sono entrati in una pericolosa caccia all'uomo da parte di avversari che in breve tempo hanno compiuto nei loro confronti atti intimidatori molto gravi: in poche ore una panineria riconducibile a uno dei fratelli Celso è stata bruciata, così come il fuoco è stato appiccato in una bottega, a un'auto e a due motorini. I Celso hanno così deciso di mettersi nelle mani più sicure dello Stato temendo per la loro incolumità. E lo Stato ha subito predisposto un piano per proteggere i loro familiari: mogli, figli e tutti i parenti prossimi sono stati trasferiti lontano dal quartiere Librino. Dinanzi al sostituto procuratore Marisa Scavo, Davide Celso, il più giovane dei tre fratelli, il primo ad avere varcato la porta della caserma dei carabinieri, ha raccontato di un dissidio dopo la sua scarcerazione di alcuni mesi fa, avuto con Massimiliano Di Pietro per questioni non meglio definite, ma da ricondurre certamente al mondo della droga (forse un debito insoluto), di essersi armato, mercoledì pomeriggio e di avere affrontato la vittima da solo. Ha anche detto di avere alternato due pistole per compiere l'omicidio. La responsabilità insomma sarebbe stata solo sua, secondo il suo racconto. Antonino Celso ha raccontato ai carabinieri di essere arrivato in viale Bummacaro subito dopo il delitto e di avere intuito la gravità della questione, non nascondendo grande preoccupazione per le sorti della sua famiglia.
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TITOLO: Perugia, si suicida il prete che aveva denunciato ricatto a luci rosse
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: Il sacerdote aveva raccontato ai carabinieri di essere vittima di estorsione. Martedi arrestato un ragazzo di ventidue anni: "Nessun rapporto sessuale con. ..<br clear='all'/>
TESTO:PERUGIA - Una storia di sesso e ricatti, sfociata nel suicidio. Don Franco Bucarini, parroco di 73 anni della parrocchia di Capocavallo, nel perugino, è stato trovato morto questa mattina. Il prete nei giorni scorsi aveva denunciato di essere stato vittima di una estorsione a luci rosse da parte di un romeno di 22 anni. Potrebbe non aver retto alla pressione e all'umiliazione degli ultimi giorni. Secondo quanto denunciato dall? anziano sacerdote ai carabinieri, il ragazzo gli avrebbe chiesto quattromila euro per non rendere pubblico il loro rapporto. Il giovane avrebbe avuto tra le mani anche una foto. Il ventiduenne era stato ospitato del prete perchè bisognoso, ma ben presto i rapporti sarebbero diventati intimi. Per il ragazzo non ci sarebbe stato nessun rapporto sessuale con il parroco, ma anzi avrebbe declinato delle avances del sacerdote. Difficilmente potrà smentire l'estorsione: martedì i carabinieri lo hanno fermato prima che si concretizzasse lo scambio. In più, alcune intercettazioni lo inchioderebbero.   Proprio stamattina il ventiduenne è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale, Luca Semeraro. Il gip non ha convalidato il fermo, ma contemporaneamente ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La notizia della morte del prete è arrivata mentre era in corso l'udienza.   "Il mio assistito non si è probabilmente nemmeno reso conto di quanto stava accadendo" ha detto il difensore del giovane, l'avvocato Giacomo Manduca. "E' finito in una storia più grande di sé", ha aggiunto il legale. Il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, con le lacrime agli occhi, ha dato la  notizia ai suoi collaboratori e al Consiglio episcopale diocesano convocato in Curia per discutere dei programmi pastorali. Il cardinale ha sospeso immediatamente i lavori e si è recato presso la canonica della Parrocchia di Capocavallo. Secondo la diocesi "il gesto disperato di don Franco è forse provocato anche da talune recenti indiscrezioni apparse su alcuni media locali".
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TITOLO: Bergamo, contromano sulla A4 si schianta: guidava nudo e senza scarpe, non è grave
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: L'incidente al confine con la provincia di Brescia: l'uomo, un novarese di 31 anni, era al volante di una Opel Corsa segnalata da diversi automobilisti. Al suo. ..<br clear='all'/>
TESTO:Ha percorso contromano un tratto dell'autostrada A4 al confine tra le province di Brescia e Bergamo e poco dopo la mezzanotte si è schiantato contro il newjersey nello schivare le auto che venivano verso di lui. Quando la polizia stradale di Seriate lo ha raggiunto, pochi attimi dopo l'incidente, visto che l'Opel Corsa nera contromano era già stata segnalata da diversi automobilisti, gli agenti hanno scoperto che l'automobilista, ferito ma non grave, era al volante completamente nudo: non indossava nulla, nemmeno le scarpe o i calzini. Si tratta di un uomo di 31 anni di Novara. E' stato multato per guida contromano e la patente gli è stata ritirata. Soccorso dal 118 è stato trasferito all'ospedale Papa Giovanni XXIII, dove gli hanno prestato un pigiama. Dagli accertamenti della polizia stradale di Seriate è emerso che l'auto era entrata in A4 alla barriera di Milano Est alle 23,09 e che l'uomo ha proseguito - evidentemente già nudo, visto che sull'auto non c'erano vestiti - in direzione di Brescia per una settantina di chilometri. Giunto all'altezza di Palazzolo Sull'Oglio (Brescia) deve essersi accorto di aver sbagliato strada, essendo residente a Novara: motivo per cui ha effettuato un'inversione a U per tornare, sulla corsia sbagliata, verso Milano. Dopo cinque o sei chilometri, a mezzanotte e 12 minuti, lo schianto. "Ero dalla mia fidanzata a Milano - ha detto ai poliziotti mentre veniva soccorso dal 118 - e stavo tornando a casa". Nessun accenno all'assenza completa di abiti.
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TITOLO: Roma, pakistano ucciso a calci e pugni durante una lite, fermato un 17enne: "Mi aveva sputato"
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: L'aggressione la notte scorsa in via Lodovico Pavoni a Torpignattara. Il minorenne si è difeso: "Gli ho dato un solo colpo" ma, dai primi accertamenti del. ..<br clear='all'/>
TESTO:Omicidio questa notte a Roma, in via Lodovico Pavoni, nel quartiere di Tor Pignattara: un 17enne italiano ha massacrato di botte un 28enne pakistano. Il minorenne è stato fermato dai carabinieri con l'accusa di omicidio preterintenzionale. Sulla vicenda indagano i militari della stazione di Torpignattara e del nucleo operativo della compagnia Casilina. Intorno a mezzanotte, il 112 è stato allertato da alcune chiamate che segnalavano, in via Lodovico Pavoni, una persona ubriaca e che urlava, pregava e molestava i passanti. Tra questi anche il 17enne che, incrociato Khan Mohamed Shandaz, si è visto sputare in faccia. A quel punto è scattata la furia del giovane, che ha aggredito il pakistano a calci e pugni, fino ad ucciderlo. Quando i militari sono arrivati sul posto hanno trovato un capannello di gente intorno alla vittima. Era presente anche il 17enne, che ha subito ammesso di essere stato il responsabile, ma ha aggiunto di aver colpito il pakistano con un solo colpo. Dai primi accertamenti, svolti nella notte da parte del medico legale, però, è emerso che il 28enne è stato raggiunto da più colpi sferrati con violenza e a mani nude. Saranno gli esiti dell'autopsia a chiarire con certezza le cause della morte. Al momento, è escluso il movente razziale. L'omicidio della scorsa notte è avvenuto a poche centinaia di metri dal parco dove domenica scorsa è stato ucciso a coltellate un romeno di 52 anni. Anche in quel caso tutto era partito da una lite e il delitto si era consumato in un parco, Villa De Sanctis, affollato di famiglie con bambini. Il delitto scatenò l'ira dei residenti della zona, periferia est della capitale, esasperati dal degrado e dalla poca sicurezza. "Questa villa e queste strade sono poco sicure: avvengono rapine e molti vengono a drogarsi", avevano detto alcuni residenti.
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TITOLO: Bomba d'acqua e grandinata su Firenze, scuole evacuate e circa 50 feriti
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: Dehors crollati in piazza Signoria, alberi caduti. Acqua anche nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, finestre e vetri rotti agli Uffizi e nel. ..<br clear='all'/>
TESTO:IN REGIONE In provincia di Lucca, nel comune di Massarosa, si registrano una decina di abitazioni allagate, mentre a Viareggio ci sono stati notevoli problemi di assorbimento dell'acqua da parte della rete fognaria nonchè alberi abbattuti. Chiuso il Viale dei Tigli, così come la strada che da Massarosa porta a Massaciuccoli. In provincia di Lucca i vigili del fuoco stanno intervenendo nella zona industriale di Guamo, nel comune di Capannori, per allagamenti che hanno interessato il piano terra di diversi stabilimenti.   Nel pisano i vigili del fuoco  stanno effettuando decine di interventi per far fronte ai danni provocati dall'ondata di maltempo, probabilmente accompagnata da una violenta tromba d'aria, che nella tarda mattinata si è abbattuta in città e nella zona tra San Giuliano Terme e Vecchiano, a nord del capoluogo. I pompieri sono stati subissate da decine di richieste di soccorso per la caduta di alberi su strada, pali della luce danneggiati, tetti scoperchiati e allagamenti. Per circa un'ora Pisa e i comuni limitrofi sono stati colpiti da un'autentica bomba d'acqua: nel capoluogo sono caduti 18 millimetri di pioggia in pochi minuti e il vento ha superato i 28 nodi, circa 50 chilometri orari, spezzando rami di alberi che sono finiti sulle strade e, nell'area industriale di Migliarino pisano, danneggiando le coperture dei capannoni di alcune aziende. Sul viale delle Piagge, a Pisa, è caduto un tiglio, senza provocare feriti. STATO DI CALAMITA' "Nella prossima seduta di giunta, martedì, approveremo la richiesta dello stato di calamità, per chiedere al governo un aiuto per i comuni colpiti dal maltempo". Lo annuncia il presidente della Regione Enrico Rossi, che aggiunge: "La Regione farà la sua parte, ma ci auguriamo che anche lo Stato vorrà intervenire in favore delle popolazioni così duramente colpite. Quello di oggi è stato un fenomeno mai visto, di una intensità devastante, che ha provocato danni seri in città e paesi: alberi caduti, tetti scoperchiati, danni all'agricoltura, la vendemmia compromessa". "Ieri avevamo diramato un allerta meteo con validità dalle 7 di stamani, venerdì, fino alle 13 di sabato, che prevedeva forti temporali - ha ricordato Rossi - Come ha detto il meteorologo Giampiero Maracchi in un'intervista di fine agosto, in generale le bombe d'acqua, i cosiddetti flash flood, non sono prevedibili, come invece lo sono le perturbazioni di più lunga durata. E' l'effetto dei cambiamenti climatici, con i quali dovremo imparare a fare i conti".  
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TITOLO: Lavoro, scontro frontale Renzi-Cgil. Camusso: "Hai in mente la Thatcher". Il premier: "Avete difeso ideologie, non persone"
DATA: 2014-09-19
OCCHIELLO: Il leader della Cgil: "Sciopero generale? E' un'opzione". La Fiom anticipa manifestazione al 18 ottobre. Bersani: "Sarà battaglia". Damiano: "Tutele anche per. ..
TESTO:"Sono i diritti di chi non ha diritti quello che ci interessano - continua il premier - e noi li difenderemo in modo concreto e serio. Non siamo impegnati in uno scontro del passato, ideologico, non vogliamo il mercato del lavoro di Margareth Thatcher - replica alla Cgil - ma un mercato del lavoro giusto, con cittadini tutti uguali. Noi ci preoccupiamo per tutti, voi solo di alcuni". Non si placano dunque le polemiche sul Jobs Act dopo l'accelerazione data da Renzi. Ieri la Commissione Lavoro del Senato ha dato il primo via libera alla delega. Ma la sinistra del Pd è tornata alla carica e ha annunciato battaglia. Da un lato Filippo Taddei, responsabile economico del Pd, ha ribadito che il governo non punta a un decreto, ma a far approvare la delega in Senato entro l'8 ottobre. Dall'altro l'ex segretario del Pd Pierluigi Bersani e il collega di partito Cesare Damiano, presidente Pd della Commissione Lavoro della Camera e nemico giurato del Jobs Act renziano, sono andati all'attacco e, in pieno accordo con i sindacati Cgil e Fiom, hanno criticato il progetto di riforma del premier. Al punto da provocare la reazione di Graziano Delrio che ha difeso l'operato del governo: "Le discussioni aiutano a migliorarsi - ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - l'importante è che non ci siano ultimatum o posizioni ideologiche. Abbiamo tutti l'ambizione di non ridurre i diritti e creare posti di lavoro". Mentre il presidente del Senato, Piero Grasso, assicura: "Mi pare che il problema dell'articolo 18 sia risolto nel senso che è stato per ora accantonato. In ogni caso il Parlamento è sovrano: la prossima settimana la legge delega sarà in aula al Senato e credo che in quella fase si cercheranno di risolvere tutti i problemi". La voce del governo. Questa mattina Taddei ha spiegato alla Telefonata di Belpietro su Canale 5: "Il governo non punta ad un decreto con le nuove norme sul mercato del lavoro entro l'8 ottobre, bensì all'approvazione della legge delega da parte del Senato entro quella data, cosa che rappresenterebbe un segnale all'Ue". La risposta dei sindacati. A stretto giro è arrivata la risposta della Cgil. Il segretario generale Susanna Camusso non ha escluso il rischio di uno sciopero generale sui temi della riforma del lavoro e ha contestato anche la parola stessa "rischio". "Non capisco perché uno sciopero generale sarebbe un rischio. È una delle forme di mobilitazione possibili del sindacato", ha affermato a margine dell'inaugurazione ufficiale della nuova sede della Cgil-lombardia a Milano. Alla domanda se ci sia in agenda un appuntamento tra sindacato e governo, Camusso ha risposto sarcastica: "Non mi pare". E ha aggiunto: "Mi sembra che il presidente del Consiglio abbia un pò troppo in mente il modello della Thatcher".   La conseguenza di quel modello negli ultimi venti anni "è precariato e non competitività. Un modello fatto di divisioni". Concludendo: "Non stiamo difendendo noi stessi: chi vorrebbe cancellare l'articolo 18 sta cancellando la libertà dei lavoratori".
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TITOLO: Cassazione: da rifare il processo a padre Fedele
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Annullata con rinvio la condanna a nove anni e tre mesi inflitta dalla Corte d'appello di Catanzaro. Il frate fu sospeso a divinis nel 2008 dopo le accuse di. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - E' da rifare il processo d'appello a carico di Francesco Bisceglia, noto come padre Fedele, il frate cappuccino sospeso a divinis nel 2008 per le accuse di violenza sessuale su una suora. Dopo una lunga camera di consiglio, la III sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio la condanna a nove anni e tre mesi di reclusione, inflittagli dalla Corte d'appello di Catanzaro il 17 dicembre 2012. La Suprema corte ha inoltre annullato solo parzialmente la condanna a sei anni e tre mesi di reclusione inflitti in appello ad Antonio Gaudio, segretario di padre Fedele. La pena, per lui, sarà rideterminata da un'altra sezione della Corte d'appello di Catanzaro. Ma una parte del suo ricorso è stata respinta e dunque passa in giudicato una parte della condanna. Molto più breve e meno complesso il dispositivo che riguarda padre Fedele: "Si annulla l'impugnata sentenza limitatamente ai reati ascritti al Bisceglia e si rinvia ad altra sezione della Corte d'appello di Catanzaro". "Siamo ampliamente soddisfatti da questo verdetto e riprende la nostra fiducia nella giustizia, che in questa vicenda era andata perduta - ha commentato l'avvocato Eugenio Bisceglia, lontano parente e difensore di padre Fedele - Finalmente la Cassazione ha applicato le norme del diritto che in questo processo non sono mai state rispettate".
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TITOLO: Referendum Scozia, è duello all'ultimo voto. "Determinanti i giovani"
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Oggi alle urne. Gli ultimi sondaggi: 52-48 per il: "no". Lettera aperta di Salmond agli elettori: "Riprendiamoci il Paese". Appello di Gordon Brown: "Attenti, ...
TESTO:EDIMBURGO - Di giorno passeggio tra negozi, uffici e centri commerciali sulle cui vetrine campeggiano i poster per il "no" all'indipendenza: consumatore avvertito mezzo salvato, saliranno i prezzi e scompariranno posti di lavoro, se la Scozia esce dalla Gran Bretagna. Ma la sera seguo bande di ragazzi e ragazze che invadono silenziosamente le strade della città a piedi e in bicicletta, come un esercito guerrigliero, stringendo in pugno gessetti con cui scrivono "yes" su ogni marciapiede. Avranno 16 anni o poco più: l'età minima per votare, abbassata apposta dal governo autonomo del premier indipendentista Alex Salmond, fiducioso che saranno i giovani a fargli vincere questa battaglia. Tanto da assegnare loro pure una specie di "missione in famiglia", secondo lo Scotsman, quotidiano locale: convincere genitori e nonni, mediamente più prudenti, a votare "sì" fidandosi del giudizio di figli e nipoti. Sono i due volti di Edimburgo alla vigilia di un voto che tiene non solo il Regno Unito ma tutta Europa con il fiato sospeso per le conseguenze che può avere: spaccare la Gran Bretagna, far crollare la sterlina, far tremare borse e mercati, innescare un'ondata di referendum secessionisti. Ma anche esaudire le aspirazioni dei discendenti di Braveheart. Gli ultimi sondaggi forniscono lo stesso risultato: 52 per cento ai "no", 48 ai "sì". C'è tuttavia un margine di errore del 3 per cento, gli esperti ammoniscono che le urne potrebbero produrre un risultato capovolto (su Facebook, ad esempio, ci sono più post per il "sì") o viceversa più netto in favore dell'unità nazionale. E un quarto sondaggio assegna la vittoria ai "no" appena 51-49 per cento. "Facciamola! ", esorta il primo ministro Salmond in una lettera aperta agli scozzesi, sottinteso l'indipendenza: "Lo spazio per le parole è quasi esaurito", scrive. "Restiamo noi, la gente che vive e lavora qui, gli unici che votano, coloro che contano. Il futuro della Scozia, il nostro paese, è nelle nostre mani". Non fatelo, scongiura nel campo avverso l'ex premier laburista e scozzese doc Gordon Brown, tornato in pista per il suo ultimo hurrà: "L'indipendenza è una trappola economica da cui non potrete più scappare, i problemi già noti sono meglio delle possibilità dell'ignoto, restando in Gran Bretagna avrete il meglio di due mondi, grande autonomia e sicurezza". Conclude citando Shakespeare, "quel che è fatto, è fatto", come lady Macbeth dice al marito dopo che ha ucciso re Duncan: se la Scozia se ne va, intende Brown, avrà commesso un abominio senza ritorno. C'è anche chi fa il Ponzio Pilato o il furbo di turno, come Rupert Murdoch, il grande magnate dell'editoria, i cui nonni emigrarono da qui verso l'Australia (senza un soldo: lui poi ha fatto i miliardi). Lo Scottish Sun, suo tabloid scozzese, alla fine decide di non appoggiare né i "sì" né i "no", con un editoriale che afferma: "Siamo sicuri che gli elettori faranno la scelta giusta". Qualunque sarà, andrà bene al tycoon: anche questo un segnale dell'incertezza della sfida. Murdoch si schiera sempre con l'uomo o il partito che ritiene vincenti e quasi sempre ci prende, stavolta sembrava a un passo dal sostenere Salmond, con cui ha ottimi rapporti, ma all'ultimo non se l'è sentita: nemmeno lui scommette su come andrà a finire.
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TITOLO: Svelati i volti dietro i cappucci: ecco i prigionieri di Abu Ghraib
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Dieci anni dopo lo scandalo, vengono esposti a New York i ritratti dei detenuti torturati nel carcere Usa in Iraq: una ferita aperta nella memoria degli. ..
TESTO:Nel momento in cui guardate le facce, così inconfondibilmente diverse - del resto bisogna esser bravi, a fare i fotografi di moda - è inevitabile che le sovrapponiate, capovolte, alle immagini delle decapitazioni che fanno da manifesto alla sagra del Califfato. Là i condannati devono recitare la parte dei detenuti di Guantanamo e di Abu Ghraib, e ne indossano la divisa, ma hanno il viso scoperto: incappucciato è il boia. Il raffronto rende più netta e dolorosa la sensazione, difficile da esplorare a fondo, che veniva dalle immagini delle decapitazioni. Lì a turbare fino all'angoscia e alla rimozione sono i visi risoluti, intensi, che sembrano aver deciso ciascuno a suo modo, quali che siano le parole ultime che accettano di pronunciare, di padroneggiare la propria orribile morte. La forza di quei video presso di noi non sta tanto nella barbarie della macelleria: erano state messe in rete dai vanitosi fanatici dello Stato Islamico vaste vedute di teste di militari di Assad e altri nemici decollate e impalate nei giardinetti pubblici. Sta nella domanda che affiora, e che preferiamo non seguire, sull'eventualità che tocchi a noi, e come riusciremmo a tener alta la faccia, e che cosa diventerebbe la nostra faccia una volta spiccata. Non è solo perché siamo "occidentali" che, guardando le oscene immagini di Abu Ghraib, ci interrogavamo piuttosto sull'eventualità di trovarci nei panni delle soldatesse e dei soldati torturatori che non nei corpi nudi e sfacciati dei prigionieri, e guardando i video dello Stato Islamico ci figuriamo nei giornalisti e nei cooperanti vittime del coltello, e non nel pupazzo nero che le maneggia.  
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TITOLO: Referendum Scozia, Bruxelles teme il contagio. I governi blindano l'ingresso nella Ue
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: La Spagna, ma anche Grecia, Cipro, Belgio e Romania sono pronte a bloccare Edimburgo. Troppo forte il rischio che anche altre regioni possano subito rivendicare. ..
TESTO:BRUXELLES - L'Europa teme il contagio scozzese. Soprattutto, per la verità, lo temono i governi dei grandi Stati nazionali, che potrebbero perdere pezzi importanti del proprio territorio se autonomisti e secessionisti ricevessero una legittimazione dal voto della Scozia. Tra tutti, la Spagna è sicuramente la più preoccupata. Il 9 novembre, i catalani sono chiamati ad un referendum per decidere la secessione, che però il governo di Madrid, a differenza di quello di Londra, considera incostituzionale e illegale. E dietro la Catalogna ci sono i Paesi baschi, dove le aspirazioni indipendentiste si sono a lungo macchiate del sangue sparso dall'Eta. Ieri il premier Mariano Rajoy ha tenuto un discorso molto duro, accusando i movimenti secessionisti di "silurare" il progetto europeo e annunciando che i governi daranno "ben poche agevolazioni" ad un reintegro dei nuovi Paesi indipendenti nell'Unione europea. Proprio questo è il nodo essenziale del problema. Già in passato, la Commissione guidata dal portoghese Barroso ha fatto sapere che qualsiasi regione europea che si proclamasse Stato sovrano dovrebbe ricominciare da capo l'iter di adesione all'Ue. Si tratta di una interpretazione giuridica che non trova d'accordo tutti gli esperti di diritto internazionale e comunitario, e in particolare non convince gli indipendentisti scozzesi. Ma è la posizione della Commissione che, essendo guardiana dei Trattati, ha in questa materia la parola definitiva. Il fatto è che, secondo la normativa vigente, qualsiasi Paese che voglia entrare nella Ue deve raccogliere l'unanimità dei consensi degli Stati membri. Ne sa qualcosa Cipro Nord, sotto controllo turco, le cui aspirazioni all'adesione sono da sempre bloccate dal veto della Grecia e di Nicosia. Ora, se la Scozia votasse per l'indipendenza, la sua adesione all'Unione europea non porrebbe problemi di armonizzazione legislativa, in quanto fa già parte di uno Stato membro, ma potrebbe essere bloccata dal veto di un singolo Paese. La Gran Bretagna, che ha accettato la legittimità del referendum, potrebbe anche non opporsi. Ma sicuramente lo farebbe la Spagna, o quei Paesi come Cipro, il Belgio, la Grecia o la Romania, che sono particolarmente minacciati da movimenti separatisti in casa propria e cercano con ogni mezzo di dissuaderli. Non è un caso che Madrid non abbia riconosciuto neppure l'indipendenza del Kosovo dalla Serbia. In realtà, nelle intenzioni originarie di molti dei Padri fondatori dell'Europa, era ben presente l'idea del superamento degli Stati nazionali con realtà regionali più piccole e federate in una Unione europea. Ma la storia si è evoluta in una direzione diversa. E oggi l'Europa è il frutto di Trattati firmati e ratificati degli Stati nazionali. Nell'eventualità di una secessione scozzese, si porrebbe poi un altro problema: quello della moneta. Gli indipendentisti, infatti, vogliono fortemente una adesione della Scozia all'Ue. Ma nei loro programmi non è prevista l'adozione dell'euro. La Scozia sovrana continuerebbe ad utilizzare la sterlina. Questa possibilità, tuttavia, non è contemplata nei Trattati europei, che prevedono solo due eccezioni all'ingresso nella moneta unica: per la Gran Bretagna e per la Danimarca. Tutti gli altri Paesi, una volta raggiunti i parametri di debito, deficit e inflazione previsti dalle norme europee, sono obbligati ad adottare l'euro come moneta. La Scozia potrebbe aspirare ad essere esentata solo se la sua appartenenza all'Unione europea fosse considerata automatica in qualità di ex regione del Regno Unito. Ma Bruxelles, per far piacere alla Spagna e agli altri Stati minacciati dai secessionisti, ha già escluso questa ipotesi.  
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TITOLO: Padre Fedele: il processo è da rifare. Lo ha deciso la Cassazione
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Il frate era stato sospeso a divinis nel 2008 dopo le accuse di violenza sessuale su una suora. Nel 2012 la condanna a 9 anni e 3 mesi di reclusione
TESTO:È da rifare il processo d? appello a carico di Francesco Bisceglia, conosciuto come «padre Fedele». Il frate cappuccino era stato sospeso a divinis nel 2008 in seguito alle accuse di violenza sessuale su una suora. Ora la Cassazione ha annullato con rinvio la condanna a 9 anni e 3 mesi di reclusione, inflittagli dalla Corte d? Appello di Catanzaro il 17 dicembre 2012. Il verdetto è stato emesso nella tarda serata di mercoledì dalla III sezione penale della Cassazione. La Suprema corte ha inoltre annullato solo parzialmente la condanna a 6 anni e 3 mesi di reclusione inflitti in appello ad Antonio Gaudio, segretario di padre Fedele. La pena, per lui, sarà rideterminata da un? altra sezione della Corte d? appello di Catanzaro. Il verdetto della Cassazione è stato emesso dopo una lunga camera di consiglio e nel dispositivo che riguarda padre Fedele si legge: «Si annulla l? impugnata sentenza limitatamente ai reati ascritti al Bisceglia e si rinvia ad altra sezione della Corte d? appello di Catanzaro».
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TITOLO: «Europe needs a dream»
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: The 28 Ambassadors of member states to the European Union met on Thursday, for a lively discussion about the strength of the European identity and the resurgence of nationalism
TESTO:«Interdependence among European states is constantly rising», said Domingos Teixeira de Abreu Fezas, Permanent Representative of Portugal, «and yet we face signs of more fragmentation in Europe. It is not easy for European people to accept a deeper interdependence». Mark Rogers, the British Permanent Representative, touched the same topic, and dug deeper in the consequences of this interdependence. «Over a decade, the UK gained lots of advantages from migration? on the macroeconomic level. Yet this does not mean that there were no problems on the microeconomic level», he said. «Part of our citizens feels they are losers? that globalization, or a common market took away something from them. And this makes them feel alienated both from the EU project and from the National politics». Mr. Rogers also said that the only politicians currently felt as anti-establishment are the UKIP leader Nigel Farage, the mayor of London Boris Johnson and Alex Salmond, first minister of Scotland.
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TITOLO: Dal vino al succo di frutta taroccato: sequestri per 32 milioni. Martina: "Controlli avanzati"
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Nel 2014 sono già state effettuate 60mila verifiche. Sono state emesse anche più di 6mila sanzioni e mille persone sono state segnalate all'Autorità giudiziaria
TESTO:ROMA - Del Chianti aveva soltanto l'etichetta. Ad agosto il nucleo antifrodi dei Carabinieri di Parma ha scoperto una banda che smerciava in tutto il mondo mosto concentrato spacciandolo per i migliori vini italiani. Producevano e commercializzavano un "Wine kit", con etichette evocanti 24 rossi tra i più famosi al mondo: dal Barolo all'Amarone. Dal vino all'olio contraffatto, difendere il made in Italy è una battaglia quotidiana: nel 2014 sono già stati effettuati 60mila controlli, con oltre 32 milioni di euro di sequestri. L'anno scorso sono state fatte più di 116mila verifiche, con più di 59 milioni di sequestri. Da gennaio a settembre, grazie ai controlli effettuati da Icqrf, Nac, Corpo forestale e Guardia Costiera sono state emesse anche più di 6 mila sanzioni e quasi mille persone segnalate all'Autorità giudiziaria. Per il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, l'Italia ha gli anticorpi per arginare i taroccatori. "Abbiamo un sistema di controlli tra i più avanzati d'Europa e del mondo - ha spiegato -. Non siamo noi a dirlo, ma un approfondito audit della Commissione europea che verrà inviato a breve al Parlamento e alla Corte dei conti Ue. Nelle conclusioni finali viene evidenziato che le nostre strutture di controllo mettono in campo misure che vanno oltre i requisiti chiesti dall'Europa". Tra gli obiettivi dei taroccatori ci sono i migliori prodotti italiani. Nella Piana di Gioia Tauro, il corpo Forestale ha sequestrato 510 tonnellate di succhi di frutta in un'azienda locale. Tra la Puglia e la Calabria gli inquirenti hanno scoperto 400 tonnellate di olio contraffatto, prodotto da diverse aziende. E sono tantissimi i casi individuati. "Non ci fermiamo  - dice Martina -. Proprio per questo lavoriamo a una grande operazione di rilancio sul tema della lotta alla contraffazione a livello europeo e internazionale, tirando le fila del lavoro fatto su questo fronte durante il semestre italiano di Presidenza dell'Ue. L'Italia si candida a promuovere un Forum internazionale a Milano, nel marzo 2015 anche in vista di Expo, dove riuniremo tutte le strutture di controllo europee per un confronto aggiornato sugli strumenti di contrasto alle frodi".  
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TITOLO: Yara, picchiata la gemella di Bossetti: insulti al fratello in carcere. "Adesso ho paura"
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: La donna ha perso i sensi ed è stata portata in ospedale in ambulanza. Il suo avvocato: è il terzo episodio da quando il fratello è stato arrestato con. ..
TESTO:BERGAMO - Calci e pugni sul corpo e in pancia, tanto da farla svenire e rendere necessario un ricovero in ospedale. Era già stata aggredita altre due volte, ma mai in modo così violento, la sorella gemella di Massimo Bossetti, il muratore bergamasco in carcere con l'accusa di aver assassinato Yara Gambirasio in un campo a Chignolo d'Isola. Letizia Laura Bossetti non c'entra proprio nulla con il caso di Yara. Ma questo non deve essere importato granché ai tre uomini, per ora sconosciuti, che le hanno teso un agguato nel garage a casa dei genitori a Terno d'Isola. Poi le botte e gli insulti rivolti al fratello, fino a quando qualcuno ha chiamato un'ambulanza che l'ha trasportata al pronto soccorso di Ponte San Pietro. Sul posto sono arrivati anche gli uomini della polizia locale e i carabinieri. Proprio al pronto soccorso l'ha incontrata l'avvocato della famiglia, Benedetto Bonomo: "Era distesa su una barella, comprensibilmente spaventata -  spiega - Questa è la terza volta che viene aggredita, anche se non in modo così grave. Stasera la incontrerò di nuovo e presenteremo una nuova denuncia. Vorremmo però che tutti capissero che le parole di sostegno che Letizia Laura, insieme col resto della famiglia, ha speso nei confronti del fratello sono dettate dall'affetto che li lega, non certo da qualche tipo di complicità in un eventuale delitto. Non può pagare per questo". Letiza Laura ha paura, ma non può rimanere chiusa in casa, aggiunge l'avvocato: il padre è malato terminale e lei deve assisterlo quotidianamente. Nei giorni scorsi il gip bergamasco Ezia Maccora aveva rigettato l'istanza di scarcerazione che i difensori avevano presentato perché, secondo il giudice per le indagini preliminari, a carico di Bossetti sussistono gravi indizi di colpevolezza e ci sarebbe anche il pericolo di reiterazione del reato.
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TITOLO: Italicum, si ricomincia. Verso intesa su soglie più basse
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Lo stallo sulla Consulta dà il via alle grandi manovre sulla legge elettorale. Sel e Lega disposte a collaborare in cambio di un accordo sui giudici della Corte. ..
TESTO:ROMA - L'Italicum torna a fare irruzione nell'arena dello scontro politico (dove da marzo era entrato in sonno) proprio mentre la maggioranza del Nazareno sta vivendo lo stallo della Consulta. E a tirarlo in pista è Matteo Renzi che, dopo il nuovo incontro di ieri a Palazzo Chigi con Silvio Berlusconi, stamattina ha chiarito di attendersi una calendarizzazione per la prossima settimana. Proprio quando dovrebbe finalmente sbloccarsi l'empasse sui giudici. Nei contatti di queste ore (il Pd con Sel e Forza Italia con la Lega) si è parlato dunque di legge elettorale, viatico ideale per la soluzione del rebus consulta. Sel, a quanto si apprende da fonti del partito, ha chiesto e ottenuto dai democratici di aprire a un principio di cooperazione: sulle riforme e sulla legge elettorale la maggioranza del Nazareno non può fare da sola. Il Carroccio con Berlusconi sarebbe andato più in là, mettendo sul tavolo le soglie di sbarramento, sia quella interna alla coalizione e sia quella per i partiti non coalizzati. Nell'ipotesi su cui si lavora, la soglia extra-coalizione scenderebbe dall'8 al 5%, mentre il limite interno passerebbe dal 4,5 al 4%. Quanto alle "modifiche concordate", al momento di certo c'è l'innalzamento dal 37 al 40% della soglia per avere il premio di maggioranza senza passare per il secondo turno. La mediazione sulle preferenze, e cioè capolista bloccato e preferenze per gli altri candidati, avrebbe convinto Denis Verdini ma non ancora del tutto Berlusconi. Verdini ha fatto notare a Berlusconi che Forza Italia eleggerà un solo candidato nella maggioranza dei collegi e quindi la soluzione sarebbe soddisfacente. Questa andrebbe bene anche a Ncd visto che si parla anche di multicandidature: in questo modo i leader si candiderebbero in più collegi ma naturalmente opterebbero solo per uno, consentendo così la corsa con le preferenze agli altri candidati. Manca dunque il via libera di Forza Italia, che dovrebbe arrivare lunedì dopo un nuovo incontro con la Lega. Da martedì si rivota per la Consulta.  
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TITOLO: Il padre di Renzi indagato a Genova per bancarotta fraudolenta
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Nel mirino il fallimento della Chil Post, la società di distribuzione di giornali. Lui: "Non sono preoccupato, ringrazio la magistratura"
TESTO:GENOVA - Tiziano Renzi, padre del premier Matteo, è indagato per bancarotta fraudolenta dal Tribunale di Genova. La vicenda è relativa al fallimento della società di distribuzione di giornali e campagne pubblicitarie Chil Post, nel maggio 2013. Il curatore avrebbe rilevato passaggi sospetti dei rami d'impresa, e comunque delle uscite di denaro ingiustificate. L'inchiesta, iniziata sei mesi fa, è del pm Marco Airoldi e seguita in prima persona dal procuratore aggiunto Nicola Piacente. La bancarotta viene contestata ad altre due persone, ex amministratori della società, e cioè Gianfranco Massone e Antonello Gabelli, subentrati nel 2010 a Tiziano Renzi nella titolarità della società, poi fallita nel 2013. L'avviso di garanzia è stato notificato a Tiziano Renzi tre giorni fa, e coincide con la richiesta di proroga di indagini al Gip. Renzi padre non è "preoccupato e ringrazia la magistratura". Raggiunto telefonicamente dall'Asca, non vuol commentare nel dettaglio il provvedimento: "Ne prendo atto, ringrazio la magistratura, è un atto a mia tutela, ma essendo io indagato non posso dire niente. Appena avrò tempo, a dimostrazione di quanto sono preoccupato, farò un comunicato stampa". La società per il cui fallimento si sta indagando su Tiziano Renzi era stata ceduta ad un imprenditore genovese. Ma in passato c'erano stati altri passaggi azionari e di gestione: e lo stesso Matteo Renzi, insieme alle sorelle, ne era stato amministratore. Tempi molto lontani: dal 1999 al 2004, quando per un breve periodo - l'attuale premier aveva 22 anni- risultava anche dipendente della Chil Spa. La vicenda aveva sollevato delle polemiche da parte dei consiglieri di centrodestra quando Renzi era stato eletto presidente della Provincia di Firenze, perché aveva avuto il distacco dall'azienda dopo averne ceduto il 40% di quote, una scelta che garantisce la possibilità di ottenere contributi per nove anni. Ma tutte le polemiche erano state smorzate con i documenti che attestavano la regolarità della vicenda.     La società, con sede a Rignano sull'Arno, aveva aperto la filiale genovese una decina di anni fa. Nel 2005 lascia gli uffici, ma si apre un contenzioso con il proprietario per le condizioni in cui sono stati lasciati i locali e perchè non sono stati pagati gli ultimi tre mesi, per un totale di 8000 euro. Un decreto ingiuntivo chiederà poi il pagamento di una somma superiore (11 mila euro).  Nel dicembre del 2010 Tiziano Renzi cede un ramo dell'azienda ad un'altra realtà, la Eventi 6 srl, mentre la Chil Post viene ceduta a Gian Franco Massone, vicepresidente di un'altra società di consegne, la Delivery Service Italia. Ma la società non decollò e venne dichiarata fallita. Tra i creditori del fallimento della Chil Post compare anche la Banca di Credito Cooperativo di Pontassieve, cioè la banca della città in cui il premier abita assieme alla famiglia. Il debito complessivo  nei confronti dell'istituto di credito stimato dal curatore fallimentare Maurizio Civardi, è di 496mila euro. Lo scorso agosto la società di Tiziano Renzi perse una causa di lavoro nei confronti di un dipendente della sua società che aveva, secondo il giudice del lavoro, lavorato in nero. La società era stata condannata a risarcire il dipendente con 90 mila euro: il giudice aveva riconosciuto lo status di dipendente dal 2006 al 2012. Il lavoratore si occupava di distribuzione dei giornali porta a porta, lavorando tutti i giorni da mezzanotte in poi.
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TITOLO: Regione siciliana, elezioni in replay: la farsa di Siracusa con i partiti estinti
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Un ricorso e pacchi di schede sparite: così un giudice riconvoca novemila elettori. Compresi quelli morti. Fra i simboli sulla scheda c'è il Pdl di Berlusconi. ...
TESTO:PALERMO -  E con i morti che si fa? "Chiamiamo al voto anche loro. Poi, certo, mica possiamo resuscitarli. ..", taglia corto il funzionario del servizio elettorale della Regione siciliana. Pure i cari estinti sono invitati alle urne, il 5 ottobre, per le consultazioni più pazze del mondo. Suppletive, si chiamano. Nell'Isola non c'erano mai state. Stavolta, salvo sorprese (ancora possibili) legate a una pronuncia in extremis del consiglio di giustizia amministrativa, si svolgeranno in due paesi in provincia di Siracusa: il replay delle elezioni regionali del 2012, ma soltanto in nove sezioni di Pachino e Rosolini. Novemila votanti, defunti compresi. Perché tutto dev'essere esattamente come due anni fa: così ha stabilito il giudice e allora anche il corpo elettorale non cambia. Pazienza se qualcuno nel frattempo ha compiuto 18 anni o, appunto, è passato a miglior vita: si asterrà, per causa di forza maggiore. È una macchina del tempo, questo turno elettorale nell'angolo sud-orientale dell'Isola. Sulle schede i votanti troveranno simboli di partiti che non esistono più: come il Popolo della libertà di Berlusconi oppure Futuro e libertà di Fini. Il capolista dell'allora Pdl, oggi transitato nel Nuovo centrodestra, si chiama Vincenzo Vinciullo. È appena uscito dalla tipografia e non si dà pace: "Sto facendo stampare i fac-simile con un obbligato riferimento al partito di Berlusconi. Ma io oggi sto da un'altra parte. ..". Quasi tutti i capilista, rispetto al 2012, hanno cambiato casacca. L'ex parlamentare Pippo Gianni dovrà correre di nuovo per un partito (Cantiere popolare) schierato con il candidato presidente del centrodestra Nello Musumeci, malgrado lui sia diventato un fiero sostenitore del governatore Rosario Crocetta. Il primo dei candidati dell'Udc di Casini, Edoardo Bandiera, è in realtà con Forza Italia: al contrario di Gianni, si travestirà da fan di Crocetta anche se è passato all'opposizione. L'ex vicepresidente della Regione Giambattista Bufardeci figura di nuovo in cima alla lista del candidato governatore Gianfranco Micciché, malgrado sia entrato nella corte del governatore che viene dal Pci. Fino a colui che ha scatenato queste elezioni-farsa: Giuseppe Gennuso, ex colonnello di Raffaele Lombardo, di nuovo gloriosamente in lizza per l'Mpa nonostante militi in Forza Italia. È questo candidato autonomista, beffato due anni fa per poche centinaia di voti, ad aver innescato la lunga azione giudiziaria che ha portato alla ripetizione delle consultazioni. Gennuso ha chiesto al tribunale amministrativo il riconteggio dei voti, operazione resa impossibile dal fatto che le schede erano sparite. Sì, sparite. Portate al macero, distrutte in seguito all'allagamento di una stanza del tribunale di Siracusa, conservate a insaputa di tutti in un altro palazzo di giustizia, ad Avola: diverse le versioni che si sono succedute. Ora sarebbero stati recuperati solo otto dei nove plichi. Non abbastanza per un nuovo scrutinio. "Si rivoti", ha stabilito il Cga. "Si rivoti", ha eseguito il governatore Crocetta. Ben 104 candidati di nuovo in corsa, a briglie sciolte, anche se i destini di questa competizione riguardano solo otto o nove concorrenti: i sei eletti del 2012, che adesso rischiano lo scranno all'Ars, e gli avversari che li tallonavano e che, grazie a questo pacchetto di voti rimesso in palio, possono prendere il loro posto. Il tutto potrebbe ancora essere rubricato a mero folklore se martedì lo stesso Crocetta non fosse entrato a gamba tesa nella competizione elettorale, nominando nel ruolo di assessore regionale all'Ambiente un giovane e sconosciuto consigliere comunale. Indovinate di dove? Proprio di Rosolini, uno dei due paesi coinvolti dalle elezioni. Il prescelto, grazie anche al nuovo pesante incarico, avrebbe la capacità di ribaltare l'esito del voto del 2012, facendo eleggere un renziano a scapito di un deputato dell'area cuperliana che in Sicilia fa la guerra a Crocetta. Il finale è degno di questa commedia: ieri Bruno Marziano, il deputato del Pd che rischia il seggio, ha denunciato per voto di scambio il governatore. Che, incidentalmente, è un esponente del suo stesso partito. Ma questo, ormai, è solo un dettaglio.
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TITOLO: Il Fmi applaude la riforma Lavoro ma il Pd è diviso
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Il Fondo monetario promuove a pieni voti la riforma del lavoro di Renzi che sta lacerando il Pd. Il Fmi ha anche lanciato un allarme sui conti pubblici. ..
TESTO:Il Fondo monetario promuove a pieni voti la riforma del lavoro di Renzi che sta lacerando il Pd. Il Fmi ha anche lanciato un allarme sui conti pubblici italiani sostenendo che non ci sarà vera spending review senza toccare le pensioni. Quello del lavoro è il nuovo fronte, prevedibilissimo, che impegnerà il segretario-premier nelle prossime settimane. La legge ha ottenuto l'ok della commissione con l'astensione di Forza Italia e adesso andrà in aula. Contro l'intenzione di abolire l'articolo 18 (la tutela dai licenziamenti senza giusta causa) scende però in campo in prima persona l'ex segretario Bersani, oltre naturalmente a tutta la minoranza di sinistra. E anche la cena organizzata da D'Alema con molti parlamentari è un segnale di forte malcontento nel partito nei confronti di Renzi. Ma un po' su tutti i fronti caldi il premier deve fare i conti con gli attacchi della minoranza. Anche l'intenzione di andare al più presto alla conclusione della riforma elettorale viene bocciata dalla minoranza bersaniana. Eppure sia sulla riforma del mercato del lavoro che sulla legge elettorale Renzi ha deciso di andare avanti senza cedimenti e senza ritardi. La stessa presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Anna Finocchiaro ha annunciato che l'Italicum sarà "incardinato" al Senato la prossima settimana, quindi entro novembre dovrebbe diventare il nuovo sistema elettorale. Su questo c'è anche l'accordo con Berlusconi, siglato ieri con il premier nell'incontro di tre ore a Palazzo Chigi. Situazione sempre bloccata sull'elezione dei due membri laici della Corte costituzionale. Violante e Bruno non ce l'hanno fatta nemmeno nella tredicesima votazione, nonostante il severo richiamo del presidente della Repubblica. Pd e Forza Italia hanno tempo fino a martedì prossimo per convincere rispettivamente Sel e la Lega a votare i due candidati. Se Renzi e Berlusconi non riusciranno a convincere i loro interlocutori riluttanti, dovranno cercare altri due nomi.
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TITOLO: Sapienza, ultimo appello al voto dei sei candidati a rettore: obiettivo rinascita
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Urne aperte il 23 settembre per i novemila elettori di uno degli atenei più grandi d'Europa con 110 mila studenti, 4 mila docenti e un bilancio di circa 4.. .
TESTO:"Non è possibile che La Sapienza sia dietro il 150° posto nelle graduatorie internazionali degli atenei. Ed è inconcepibile che perderemo 10-15 milioni di euro di premio nel prossimo fondo di finanziamento ordinario  -  ha detto Andrea Lenzi, ordinario di Endocrinologia  -  Dobbiamo risalire le classifiche internazionali e avere di nuovo credibilità nel nostro Paese e all'estero. Il nostro ateneo ha troppi delusi, dimenticati, indecisi, ai quali faccio appello. Ci serve credibilità, basta col gossip. Sono l'unico fra tutti i candidati a non avere ricoperto alcun ruolo di gestione dell'ateneo negli ultimi 6 anni. Ho preferito incarichi gestionali fuori, a partire dalla presidenza del Consiglio universitario nazionale dove le parole d'ordine sono credibilità, efficacia e trasparenza". "Dobbiamo voltare pagina, e sono convinto che tutti noi lo vogliamo", ha detto anche Giancarlo Ruocco, docente di Struttura della materia e pro-rettore per le Politiche della ricerca. ''Bisogna avere il coraggio di voltare pagina e di rischiare. Il 2015 dovrà essere ricordato come l'anno in cui la Sapienza si è rifondata'' ha detto Ruocco, ''La Sapienza ha una grande ricchezza umana da cui si deve ripartire. Bisogna costruire un'università in cui tra 5 anni gli studenti siano orgogliosi di iscriversi. Sarà difficile, servirà un progetto di lungo termine''. ''A chi chiede se ci saranno accordi dopo il primo turno di votazioni  -  ha sottolineato Ruocco -  rispondo che gli accordi si fanno non tra candidati, ma con la coscienza degli elettori''. Sulla stessa rotta Roberto Nicolai, preside della facoltà di Lettere e Filosofia che ribadisce "Dobbiamo recuperare il dialogo con le altre università  e cambiare strada, nei metodi e nello stile". "L'ateneo deve recuperare il dialogo con le altre università -ha proseguito Nicolai- c'è stata di recente troppa tattica e poca strategia, l'immagine del polo va risollevata tramite scelte precise. La situazione delle aziende ospedaliere universitarie ne è l'emblema''. ''Al centro va posto il ruolo educativo -ha concluso Nicolai- con la tutela di tutti i saperi senza distinzioni. Gli studenti devono inoltre partecipare maggiormente ai meccanismi di rappresentanza''. "Dobbiamo riconquistare la nostra reputazione con i fatti", è invece l'invito di Tiziana Catarci, prorettore dimissionario, tutt'ora  direttore del centro InfoSapienza e membro del consiglio di amministrazione del Cineca, che si è appellata al gran numero di laureati illustri in Sapienza da Enrico Fermi all'economista Franco Modigliani, dal fisico Daniel Pierre Boveta Stefano Rodotà e Mario Draghi. "I nostri studenti saranno il futuro dell'università e del Paese. Dobbiamo valorizzare il capitale umano e dare dignità a tutte le componenti dell'accademia. E' prioritario recuperare le didattica e il dialogo nella società", ha concluso Catarci. Renato Masiani, preside della facoltà di Architettura, ha sottolineato il ruolo dell'"università come comunità", sottolineando i problemi che la Sapienza si trova ad affrontare ogni giorno, dal taglio dei finanziamenti all'"istituzionalizzazione del precariato", come la chiama lui stesso. "L'ateneo è migliore di come appare fuori  -  ha precisato Masiani  -  Ma è necessario invertire la tendenza, specie sulla ricerca. La legge Gelmini presto ci priverà di ricercatori. Servirà sinergia con gli altri atenei, senza farsi la guerra. Il rettore dovrà rappresentare tutte le aree con libertà e pari dignità, secondo regole trasparenti e semplici". Il preside della Facoltà di Medicina, Eugenio Gaudio, ha dichiarato che "Sapienza deve tornare ad essere un ateneo europeo per formare i cittadini di domani. Il mio sogno è una comunità accademica solidale con un programma condiviso". ''La ricerca deve avere un ruolo centrale, senza ricerca non parliamo di università ma di licei - ha proseguito Gaudio - Serve una programmazione di lungo termine, in un'ottica funzionale e non di potere. I punti cardine saranno la valorizzazione della didattica e della formazione continua del personale e i rapporti con la società'. Dobbiamo creare un clima di serenità dove ognuno possa lavorare al meglio, tralasciando beghe che vanno al di fuori della cultura di un'università". Il primo turno di votazioni, al quale sono chiamati quasi 9.000 elettori, comincerà il 23 settembre e si concluderà venerdì 26 con il primo scrutinio. Con ogni probabilità, però, bisognerà attendere le due successive votazioni e l'eventuale ballottaggio (14-17 ottobre) per conoscere chi sarà il nuovo rettore della Sapienza.  
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TITOLO: Germania, torre record in Brasile per salvare la foresta amazzonica
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Collaborazione scientifica tra i due paesi per un'installazione di 325 metri che consentirà di studiare i cambiamenti climatici. Rivive la leggenda di. ..
TESTO:BERLINO? Rivive la leggenda di Fitzcarraldo, in nome della difesa dell? ambiente. Ed è anche questa un? avventura-progetto made in Germany che si svolge in Brasile, insieme ai brasiliani. Il Max-Planck-Institut, una delle massime istituzioni d? eccellenza federali per la ricerca scientifica, ha deciso insieme ai colleghi brasiliani dell? Inpa, l?Istituto di ricerche sull? Amazzonia, di costruire un? altissima torre di 325 metri per osservare e tenere sotto controllo i cambiamenti climatici e aiutare il mondo a salvare la più grande foresta tropicale del mondo. Amazonian tall tower observation, in sigla-acronimo Atto, si chiamerà la grande costruzione, le cui fondamenta sono state appena poste da brasiliani e tedeschi insieme. Fitzcarraldo, i cinéphiles tra voi lettori lo ricorderanno, è un bellissimo film del 1982 del grande regista tedesco Werner Herzog. In cui si narra di un ingegnere-intellettuale eccentrico, impersonato da Klaus Kinski, (e Molly, interpretata da una splendida Claudia Cardinale, è la sua amica e complice) che costruisce una sua nave e un percorso tra colline e montagne amazzoniche, per collegare le città al luogo del suo sogno, un teatro dell? Opera che egli poi vuole far edificare nel mezzo della giungla, con l? assenso degli indios. La trama di Herzog era liberamente tratta da una storia vera. Fitzcarraldo non riuscì mai a completare il suo progetto, ma l? idea fu realizzata in un altro modo: la bella Manaus, capitale dello Stato d? Amazzonia negli Estados Unidos do Brasil, si regalò un teatro dell? Opera in pieno centro, che evoca le Opere di Vienna, Budapest o Parigi. Adesso tedeschi e brasiliani insieme fanno sul serio. Quando la supertorre Atto? 325 metri, un po? più della Tour Eiffel? sarà completata, i ricercatori dei due paesi con tutte le sofisticate apparecchiature made in Germany o made in Brasil installate nel megaedificio potranno controllare in tempo reale venti, effetto serra, particelle degli aerosol, nubi, ogni dettaglio dell? atmosfera. ?Sarà lo strumento ideale per capire meglio, tutti, quanto è importante la foresta per l? umanità? , spiega Juergeen Kesselmeier, del Max-Planck-Institut, alla Sueddeutsche Zeitung. Aggiunge Paulo Artaxo, docente all? Università di Sao Paulo: ?La torre ci aiuterà a capire meglio il cambiamento del clima e i suoi effetti. Pensate, attualmente la foresta amazzonica conta ancora circa 390 miliardi di alberi, nessuno alto come la futura torre ovviamente? . Ma aziende che disboscano anche abusivamente per vendere il legno o far spazio a strade e cantieri, piantagioni di soia o campi di canna da zucchero, e poi gli incendi naturali o dolosi, minacciano il polmone del pianeta. Dalla supertorre, brasiliani e tedeschi vigileranno. E se necessario chiameranno anche in aiuto gli agenti dell? autorità ecologica amazzonica, o le forze armate brasiliane. Scienziati dei due paesi già lavorano insieme per controllare la foresta, dispongono di due torri di 80 metri d? altezza ciascuna, ma ben altre saranno le loro capacità quando Atto sarà pronta. Il progetto costa oltre otto milioni di euro, di cui la Germania fornisce 4,5 milioni dal bilancio del suo ministero federale per l? istruzione e la ricerca. Il resto, i brasiliani. E tanto per ricordare che le iniziative per l? ambiente fanno bene anche all? economia e all? occupazione, i due governi sottolineano che l? acciaio e gli altri materiali per la costruzione della supertorre verranno prodotti dall? industria brasiliana, e trasportati per 4000 km dalla costa industrializzata fin là in mezzo alla foresta di Fitzcarraldo, a 150 chilometri dalla bella Manaus dove nel 1896 il teatro dell? Opera fu costruito solo con materiali e tecnica venute dall? Europa. L?obiettivo di salvare il clima val bene la spesa, dicono a Berlino e a Brasilia, provate a dar loro torto. E chi sa se un giorno qualche grande regista dedicherà un bel film agli scienziati della supertorre, i Fitzcarraldo del futuro, e alle loro girlfriends.
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TITOLO: Preso il latitante Arturo Equabile, stava andando a casa della fidanzata
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Per i carabinieri era assieme a Davide Bifolco nella notte dell'inseguimento<br clear='all'/>
TESTO:La notizia arriva dopo le 23: è stato arrestato Arturo Equabile, il giovane latitante che i carabinieri cercarono di bloccare la sera in cui - al termine di un inseguimento nel Rione Traiano di Napoli - un colpo sparato da un militare dell'Arma uccise il diciassettenne Davide Bifolco. Equabile, 24 anni, stava andando a casa della fidanzata. Lo hanno catturato davanti a un bar di Casoria, in provincia di Napoli. Non ha opposto resistenza. Con lui c'era un giovane dello stesso quartiere, denunciato a piede libero per favoreggiamento. Equabile era latitante dal febbraio scorso dopo essere evaso dai domiciliari dove era in attesa di essere giudicato per furto. Da allora si era reso irreperibile. Dovrà rispondere anche dell'accusa di resistenza a pubblico ufficiale per i fatti di Rione Traiano: per gli investigatori, infatti, c'era lui in sella allo scooter sul quale si trovava Davide Bifolco, la notte tra il 4 e il 5 settembre. E secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine fu lui, per cercare di sfuggire alla cattura, a dar vita a uno spericolato inseguimento conclusosi con la morte di Bifolco. Equabile è stato portato nel carcere napoletano di Poggioreale, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Nei prossimi giorni sarà interrogato dai magistrati. Nei giorni successivi alla morte del suo amico Davide aveva sostenuto in un'intervista di non essere lui la persona in sella allo scooter e di essere pronto a costituirsi. Fonti del comando provinciale dei carabinieri precisano che non è da considerarsi un esponente di spicco della malavita organizzata dell'area occidentale di Napoli e non ha a suo carico precedenti per reati contro la persona.
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TITOLO: Milano, sparatoria in strada all'ora di cena: due morti e un ferito, preso presunto omicida
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Il blitz in piazza Giustino Fortunato a Bruzzano, nella zona nord della città. Un albanese di 41 anni è morto immediatamente con due colpi alla schiena e uno. ..<br clear='all'/>
TESTO:MILANO - Due persone uccise a colpi di arma da fuoco e un'altra ferita. E' il bilancio di una sparatoria avvenuta poco dopo le 21 nel quartiere di Bruzzano, alla periferia nord di Milano, probabilmente un regolamento di conti nel mondo dello spaccio. Poco meno di tre ore dopo un uomo, di nazionalità albanese, è stato fermato perché sospettato di essere il responsabile degli omicidi. Fuggito in auto, è stato inseguito e bloccato: in macchina è stata trovata la pistola. Avrebbe sparato dodici colpi in totale, ma resta da chiarire se abbia agito da solo o con qualcun altro. Una delle vittime, un albanese di 41 anni trovato dal 118 davanti ai portici dell? edificio all? angolo tra piazza Giustino Fortunato e via Casarsa, proprio di fronte all? ingresso dell'ospedale Galeazzi, è stata uccisa con due colpi alla schiena e uno alla testa. L?allarme è stato lanciato dagli avventori di una pizzeria, che raccontano: "Stavamo vedendo la partita e abbiamo sentito diversi colpi, siamo usciti e abbiamo visto il corpo a terra". Sul posto è arrivato in lacrime il nipote della vittima: "Era mio zio, non so cosa sia successo, mi hanno chiamato i carabinieri e sono corso qui". La seconda vittima è stata trovata nella adiacente via Marna. E' un egiziano di 37 anni. Era scappato a piedi, inseguito e poi ferito gravemente. I medici hanno cercato di rianimarlo sul posto, senza riuscirci. In molti hanno assistito alla fuga, quindi ci sono molti testimoni sentiti dai carabinieri. Il ferito, un altro albanese, è stato trovato in via Angeloni, poco distante, sempre nella stessa zona: era stato colpito all? addome, è stato stabilizzato e quindi inviato all? ospedale Fatebenefratelli. Non dovrebbe essere in pericolo di vita. E' stato operato e i carabinieri sperano di poterlo interrogare per ricostruire l? accaduto. Tutto è iniziato in piazza Fortunato: i tre, che si conoscevano, sembra avessero appuntamento con una o due persone. Qui è avvenuto il primo agguato, poi le altre due persone sono scappate in direzioni diverse ma sono state raggiunte e colpite.  
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TITOLO: Immigrazione, migliaia di migranti: 'respinti' dall'Austria al Brennero
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Secondo il sindacato di polizia Coisp è emergenza al commissariato di frontiera dove si sta verificando un: "un flusso migratorio di proporzioni mai viste". ... <br clear='all'/>
TESTO:ignorare le leggi sui rifugiati per non farsene carico e "permettere loro di chiedere asilo in un altro Paese". Malta 'respinge' nave, sospetto caso di Ebola a bordo. "Ho preso questa decisione per proteggere il Paese". Questa la motivazione che ha spinto il premier maltese Joseph Muscat a vietare l'ingresso nell'isola ad un mercantile proveniente dalla Guinea e diretto in Ucraina che aveva chiesto aiuti alla Valletta per un caso sospetto di Ebola a bordo. Sulla nave vi sarebbero 21 persone a bordo. La nave ha virato questa mattina in direzione della Sicilia, ha navigato qualche ora vicino alle sue coste per poi fare retromarcia e dirigersi verso est. Le autorità maltesi riferiscono che il membro dell'equipaggio, sospettato di avere contratto l'Ebola, è un filippino che manifesta sintomi analoghi a quello di chi è stato contagiato dal virus. E si sospetta che a bordo possa esserci almeno un altro caso. Secondo un medico italiano in contatto via radio con l'imbarcazione il passeggero filippino sarebbe in realtà affetto da epatite. Pochi giorni fa in acque internazionali, ma non lontano dall'isola di Malta, era naufragata un'imbarcazione con oltre 400 immigrati a bordo.  
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TITOLO: Single adotta figlio all'estero, il Tribunale di Bologna: "Adozione in piena regola, non può essere revocata"
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: La sentenza inedita è del 21 marzo 2013: l'atto da parte di una persona singola non è contrario all’ordine pubblico qualora produca effetti legittimanti<br clear='all'/>
TESTO:BOLOGNA - Mentre da giorni tiene banco la questione della registrazione in Comune delle nozze gay celebrate all? estero, una sentenza del Tribunale dei Minori di Bologna apre un nuovo spiraglio sul tema delle adozioni. I giuristi che si occupano della materia, sul sito dedicato? articolo 29?, sottolineano una sentenza del 21 marzo 2013, finora rimasta inedita, che ha consentito a una donna single, che ha adottato un bambino nel Stati Uniti quando era residente là, di vedere riconosciuta questa adozione anche nel nostro Paese. Non si tratta di una cosiddetta? adozione per casi particolari? che può essere riconosciuta anche a una persona single quando questa abbia un rapporto particolare con il minore (ad esempio una nonna che rimane sola ad occuparsi del nipote dopo la scomparsa dei genitori), ma di una vera e propria adozione. Nel gergo degli addetti ai lavori, una adozione? legittimante? , cioè in piena regola, che non può essere revocata. Nel prendere questa decisione, il Tribunale dei Minori ha tenuto conto dell? interesse del minore. "Tale conclusione rappresenta un indubbio vantaggio nell? interesse della minore - si legge nella sentenza - tenuto conto della maggiore stabilità (perché mai revocabile) e pregnanza che l? adozione legittimante viene ad avere rispetto a quella non legittimante". Nel motivare la sentenza, i giudici sottolineano un passaggio molto significativo per tante persone che si trovano in casi non riconosciuti dal nostro attuale ordinamento. "Non sembra proprio si possa affermare che l? adozione da parte di una sola persona - continua il documento che illustra il verdetto - risulti contraria all? ordine pubblico qualora produca effetti legittimanti. Si può certo affermare che l? adozione da parte di una sola persona non è preferita dalla legge, ma non è certo esclusa e non è escluso che possa avere in casi speciali effetti legittimanti. Soprattutto non si può in alcun modo sostenere che il riconoscimento di effetti legittimanti appaia sconvolgente rispetto al sistema nel suo complesso (che tra l? altro ammette, come noto, anche la legittimazione da parte di singolo genitore che non possa sposarsi con l? altro) ". Una lettura che ha aperto la porta del riconoscimento per una mamma single con suo figlio, e che può rappresentare una speranza anche per tanti aspiranti genitori, in una società sempre più? plurale? .
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TITOLO: Expo, Acerbo si dimette dopo la bufera sulle Vie d'acqua ma resta a Padiglione Italia
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Il commissario unico Sala ha parlato di una decisione: "più di convenienza che d'obbligo". L'annuncio al termine di un faccia a faccia con Cantone, presidente. ..<br clear='all'/>
TESTO:Ad Acerbo i pm milanesi contestato i reati di corruzione e turbativa d'asta in quanto - è questa l'ipotesi dei pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio - avrebbe ricevuto dall'imprenditore Enrico Maltauro utilità economiche per pilotare la gara 'Progetto via delle acque'. Maltauro è l'imprenditore già coinvolto in un altro filone d'inchiesta, quello sulla cosiddetta 'cupola degli appalti' - vicenda ormai vicina al giudizio - che oltre al capo dell'azienda vicentina ha portato in carcere anche l'ex parlamentare dc Gianstefano Frigerio, l'ex funzionario pci Primo Greganti, l'ex senatore pdl Luigi Grillo, l'ex esponente ligure udc-ndc Sergio Cattozzo e Angelo Paris, ormai ex manager di Expo. "Se Acerbo fosse stato oggetto di un provvedimento della magistratura - ha chiarito Sala - mia fiducia o meno, avremmo agito diversamente". In ogni caso la fiducia di Sala in Acerbo "non scema da un giorno all'altro". Il parziale allontanamento serve però per evitare che Acerbo possa ancora inciampare nell'ostacolo che lo ha fatto cadere già una volta: "Un avviso di garanzia non è sufficiente a obbligarmi a far fare un passo indietro - ha detto Sala - Ho fatto una valutazione di buonsenso per far sì che la sua attività non venga più a toccare neanche marginalmente le Vie d'acqua". Una decisione che Cantone ha definito, senza celare un certo distacco, come una "valutazione di opportunità discrezionale basata solo su quell'attività" e una "scelta provvisoria. Il fatto poi che Acerbo resti manager per il Padiglione Italia non imbarazza Cantone, il quale ha messo in chiaro che ha solo due "interlocutori istituzionali": Bracco e Sala. Del resto Cantone non ha né il ruolo né l'intenzione di entrare nel merito di "scelte su valutazioni tecniche" che a suo dire "non debbono spettare all'Autorità nazionale anticorruzione", che si occupa invece di "questioni di legittimità che allo stato attuale non individuo". Cantone esclude anche che Acerbo, conservando il proprio incarico, possa inciampare ancora: "Gli appalti per il Padiglione Italia sono già chiusi - ha osservato - e non ce ne sono altri da affidare". Ma il consiglio di amministrazione di Expo 2015 non ha affrontato solo il caso-Acerbo. Sul tavolo c'è la questione dell'Albero della vita, oggetto di una richiesta di chiarimenti a Bracco da parte di Cantone. "Non vogliamo mettere alcun ostacolo - ha detto il presidente dell'Anticorruzione - Le richieste di chiarimenti hanno a che vedere con l'avvio delle procedure, che deve avvenire attraverso bandi di gara" e non tramite affidamento diretto. "Ci diamo subito da fare - ha replicato Bracco, che prevede una decisione definitiva "la prossima settimana". Nel frattempo Bracco ha rimarcato come "su idea di Acerbo" è stato coinvolto anche il Politecnico di Milano. Sul fronte giudiziario, dopo i sequestri e le acquisizioni a Milano e Vicenza inquirenti e investigatori cercheranno di ricostruire le presunte "utilità economiche" con cui l'imprenditore Enrico Maltauro avrebbe corrotto Acerbo. Molto è il materiale, soprattutto informatico, raccolto dalla squadra di polizia giudiziaria della guardia di finanza. Ed è attraverso l'analisi di questo materiale che i pm Gittardi e D'Alessio cercheranno i riscontri di quanto messo a verbale dall'imprenditore vicentino. Il quale, pur sostenendo che l'aggiudicazione dell'appalto era avvenuta in modo corretto, ha poi fatto dichiarazioni "incongruenti" e che hanno portato ad aprire il nuovo filone dell'inchiesta. A dare il via alla nuova tranche dell'indagine sono stati gli interrogatori di Maltauro e alcune intercettazioni da cui è emerso che anche la gara - di cui ora si stanno analizzando tutti i passaggi - per costruire il sistema di canali per collegare il sito espositivo con la Darsena potrebbe essere stata pilotata. Questa volta però da Acerbo, allora responsabile unico del progetto e presidente della commissione, che avrebbe favorito l'imprenditore veneto amico di lunga data in cambio, questa è l'ipotesi, di una serie di "utilità economiche". Fra queste c'è un incarico di consulenza da 30mila euro affidato dalla Maltauro allo studio di ingegneria del figlio di Acerbo, Ilvio (ora indagato per riciclaggio), per un progetto di riqualificazione urbanistica dell'area 'ex scuderie De Montel' di proprietà del Comune a San Siro. Consulenza ritenuta compatibile per quanto riguarda i tempi, in quanto risale al periodo in cui Acerbo era direttore generale uscente di Palazzo Marino (con la giunta guidata da Moratti) e stava per diventare manager di Expo.   Inquirenti e investigatori sospettano però che ci siano altri versamenti, sempre sotto forma di "utilità economiche", che ora stanno cercando di rintracciare nella mole di carte e documenti informatici sequestrati o acquisti.
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TITOLO: Champions, scontri all'Olimpico: quindici tifosi arrestati. Feriti due supporter russi
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Il giudice, dopo aver convalidato l'arresto, ha disposto la scarcerazione di un giovane giallorosso e dei sostenitori del Cska Mosca fermati durante i. ..<br clear='all'/>
TESTO:di Champions tra il club gialloroso e il Cska Mosca. Durante questi incidenti un tifoso russo è stato accoltellato e, soccorso dal 118, è stato trasportato al policlinico Gemelli con ferite da taglio al torace e all'addome. Non è grave. Sempre nella stessa zona, un altro russo stato ferito alla testa, forse da una bottigliata. Otto i provvedimenti di Daspo. All'interno dello stadio sono rimasti feriti 13 steward e 4 agenti. Tra gli arrestati per aver preso parte ai disordini a Ponte Duca D'Aosta, dove il supporter russo è stato accoltellato, un tifoso della Roma che è stato identificato grazie all'ausilio delle immagini videoregistrate: M. M. , 35enne, già sottoposto a Daspo nel 2010 per due anni, è stato poi rintracciato all'uscita dallo stadio dalla polizia. Due russi sono stati arrestati nel corso delle operazioni di prefiltraggio perché trovati in possesso di fumogeni e di 3 coltelli, due a serramanico ed uno da cucina. Per loro è scattato l'arresto. Sia per i due supporter russi che per il romanista il giudice monocratico stamani ha convalidato l'arresto ma ha disposto la scarcerazione. Un contatto è avvenuto tra i tifosi delle due squadre intorno alle ore 20, durante l'afflusso verso lo stadio Olimpico, nella zona compresa tra Ponte Duca d'Aosta e Lungotevere Maresciallo Diaz, a causa del mancato rispetto delle indicazioni fornite circa i punti di concentramento da parte della tifoseria russa, non assistita in modo adeguato da  esponenti della società di calcio di Mosca né accompagnati da forze dell'ordine di quel Paese, come invece dovrebbe avvenire negli eventi calcistici internazionali. "Questo gruppo, autonomamente, si è spinto in quell'area. Una volta avvistati, sono intervenuti i nostri, ed hanno fatto cessare gli scontri", ha detto il questore Massimo Maria Mazza. Poi, all'interno dello stadio, nel corso dello svolgimento dell'incontro, alcuni tifosi della squadra russa hanno iniziato "dapprima un fitto lancio di fumogeni all'indirizzo dei tifosi romanisti, cercando poi di entrare in contatto con loro - ha fatto sapere la polizia - Si è reso necessario pertanto arginare l'azione dei tifosi della squadra moscovita  con l'intervento degli steward, addetti alla sicurezza all'interno dello stadio. In loro sostegno sono subito intervenute le forze dell'ordine, consentendo così di riportare la calma sugli spalti". In queste fasi sono rimasti feriti 13 steward e 4 agenti, di cui uno ricoverato con una prognosi di 30 giorni per la frattura della mandibola. Cinque tifosi russi, individuati attraverso le telecamere a circuito chiuso dell'impianto sportivo e le immagini riprese dalla polizia scientifica, sono stati bloccati al termine della partita ed arrestati con le accuse di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. "Non c'era un'attenzione particolare per l'evento di ieri - han aggiunto il questore Mazza - le segnalazioni che ci sono giunte dalle autorità russe parlavano di pochissimi tifosi pericolosi. La stessa tifoseria recentemente ha condannato l'utilizzo delle lame. E' stato un gesto sicuramente apprezzabile, ma che purtroppo ieri non ha avuto seguito. Rimandiamo a quel comunicato, perché questo gesto venga finalmente a cessare. Le zone di contatto al di fuori del perimetro dello stadio sono moltissime. Sono disposti dei servizi mobili di appostamento e avvistamento, al fine di segnalare il raggrupparsi di tifosi. E' avvenuto anche ieri, se non ci fosse stata l'immediata segnalazione, le conseguenze sarebbero state più gravi. E' fondamentale la collaborazione - ha concluso il questore - Le informazioni ricevute dall'estero non corrispondevano alla realtà che abbiamo fronteggiato ieri sera".
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TITOLO: Casa, i movimenti: "Sfratto a Centocelle con lacrimogeni". La questura: "Feriti due poliziotti"
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: La denuncia dei Blocchi precari metropolitani: "In via degli Ontani anche cariche delle forze dell'ordine". Replica della polizia. Picchetto antisgombero in via. ..<br clear='all'/>
TESTO:Questa mattina a Roma, poco dopo le 6, "la polizia ha eseguito uno sfratto in via degli Ontani, a Centocelle, caricando il picchetto e lanciando lacrimogeni fin dentro le scale della palazzina". Lo raccontano, in una nota, i Blocchi precari metropolitani. "Farook, la moglie e i due figli si sono recati presso il Municipio V, in via Torre Annunziata 1, per incontrare il presidente Giammarco Palmieri e chiedere una soluzione degna". Lo sfratto è avvenuto in un appartamento in via degli Ontani dove abitava una famiglia. Sul posto è intervenuta la polizia che ha eseguito un'ordinanza di sfratto per morosità emessa dal Tribunale di Roma. GUARDA IL VIDEO DEL LANCIO DI LACRIMOGENI A confermare il lancio di lacrimogeni è la quesura stessa, che in una nota precisa che "due poliziotti sono rimasti feriti questa mattina durante l'esecuzione dello sfratto in via degli Ontani. I manifestanti si sono barricati all'interno del cortile e hanno lanciato fumogeni e torce di segnalazione nei confronti degli agenti, due dei quali, un funzionario e un sostituto commissario, sono rimasti leggermente feriti". "A quel punto - spiega la questura - per vincere la resistenza ed evitare che altri agenti venissero raggiunti dalle torce, si è resa necessaria un'azione decisa da parte delle forze dell'ordine che hanno lanciato a mano due lacrimogeni". Sul posto, riferisce la questura di Roma, erano presenti circa 50 manifestanti appartenenti ai Blocchi precari metropolitani che, con striscioni e caschi in testa, hanno sbarrato l'incrocio tra via dei Platani e via degli Ontani impedendo di fatto l'accesso ai mezzi blindati. Gli agenti hanno cercato quindi di raggiungere un accordo al fine di rimuovere il blocco e permettere l'esecuzione dello sfratto. Dopo qualche ora l'assessore capitolino alla Casa, Daniele Ozzimo, ha precisato che "quanto accaduto questa mattina a Centocelle ha riportato con drammatica evidenza sotto gli occhi di tutti una delle realtà più difficili che, come amministrazione, siamo chiamati ad affrontare tutti i giorni. La storia di Farook è, purtroppo, simile a quelle delle tante famiglie che ogni giorno incontriamo nei nostri uffici e che richiedono interventi urgenti e puntuali. Questa mattina gli uffici del dipartimento Politiche abitative sono stati immediatamente allertati e, in queste ore, siamo riusciti a trovare una soluzione alternativa. Sulla morosità incolpevole stiamo lavorando da mesi, anche attraverso un dialogo serrato con le organizzazioni sindacali, per essere pronti una volta che i fondi verranno trasferiti a Roma Capitale. In questi giorni, al fine di accelerare i tempi, l'assessore regionale Fabio Refrigeri sta verificando anche la possibilità di anticipare le risorse, in attesa dello stanziamento previsto dal governo". Nel frattempo, circa 100 persone hanno organizzato un picchetto antisgombero a via Gattamelata, a Roma, al Prenestino, dove sono a rischio una decina di nuclei familiari che da circa due anni stanno occupando un ex clinica ormai senza più la convenzione. 'Casa sfrattata, Casa occupata' recita uno striscione, mentre dietro il muro di cinta ci sono persone barricate. Si temeva per oggi un intervento delle forze dell'ordine, e per questo è scattata la mobilitazione a cui sta prendendo parte anche il capogruppo capitolino di Sel, Gianluca Peciola. Che ha detto: "Questa mattina sono esplosi a Roma due episodi drammatici legati all'emergenza casa, gestiti con mezzi repressivi straordinari. L'uso di lacrimogeni per uno sfratto testimonia la degenerazione della gestione del dramma della casa. Amministrazione e governo devono intervenire con la massima urgenza perché il rischio è che la resistenza agli sgomberi diventi l'unica soluzione per dare un tetto alle famiglie. Ormai la situazione dell'emergenza abitativa sta esplodendo - ha continuato Peciola - Questa mattina sono stati lanciati lacrimogeni per uno sfratto in via degli Ontani a Centocelle". Intanto, i movimenti hanno comunicato che domani, venerdì 19 settembre, andranno a una manifestazione sotto l'assessorato alla Casa della Regione Lazio, verso la settimana di mobilitazione europea che si terrà dal 10-18 ottobre con azioni in città. E venerdì nuovo picchetto anti sfratto in zona Magliana.  
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TITOLO: Assistente di una casa di cura arrestata: "Schiaffi e insulti agli anziani"
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: La donna, ora ai domiciliari, lavorava in una struttura sanitaria nell'Appennino<br clear='all'/>
TESTO:BOLOGNA - Ha strattonato, schiaffeggiato e tirato i capelli ad una 84enne malata di Alzheimer, per far sì che si svegliasse in fretta e si facesse accompagnare in bagno. Il mattino dopo, con una collega, vedendo che la paziente nulla ricordava dell'accaduto le ha detto: "Vedi, è come se non fosse successo niente". Poi insulti e umiliazioni, come nei confronti di un'anziana che doveva essere cambiata a letto: "Vecchia schifosa, devi morire" e "speriamo che quando rientro dalla maternità tu sia schiattata". In altri casi, ancora, è stata vista prendere le dita delle mani degli anziani, alcuni nel frattempo deceduti, e storcerle. Sono gli episodi contestati a una operatrice sanitaria, 33 anni, di una casa di cura per anziani, in provincia di Bologna, finita agli arresti domiciliari per maltrattamenti. L'indagine è scaturita da un'ispezione svolta dal Nas di Bologna nella casa di riposo, dopo la segnalazione che c'era qualcosa che non andava nell'assistenza prestata dalla donna. Le successive indagini e le testimonianze raccolte hanno permesso ai carabinieri di accertare che si erano verificati vari e ripetuti episodi di maltrattamento commessi dall'operatrice nei confronti di anziani ricoverati, non autosufficienti e affetti da patologie invalidanti come l'Alzheimer. Raggiunta dall'ordinanza, che il Gip Francesca Zavaglia ha firmato il 15 settembre, la donna è scoppiata a piangere. I carabinieri del Nas "hanno agito velocemente e con professionalità", ha detto il procuratore aggiunto Valter Giovannini. La richiesta di custodia cautelare ai domiciliari era stata fatta dal Pm Beatrice Ronchi. I maltrattamenti agli anziani non autosufficienti che le erano affidati, cinque uomini e donne il più giovane dei quali ha 80 anni, non sono episodi sporadici, ma "espressione di una condotta di sopraffazione e vessazione sistematica, generata dall'indole violenta della donna e dalla carenza in lei degli elementari requisiti di idoneità allo svolgimento di quel delicato lavoro di assistenza e ausilio delle persone anziane e disabili che la stessa ha - loro malgrado - scelto di condurre", scrive il Gip nell'ordinanza. L'indagata aveva avuto in precedenza giornate di sospensione come sanzioni disciplinari dalla struttura in cui lavorava, di cui hanno tenuto conto le indagini del Nas. Per il Gip, inoltre, le esigenze cautelari sussistono perchè "è altamente probabile" che la donna "ponga in essere condotte di intimidazione nei confronti delle colleghe che hanno già esternato accuse nei suoi riguardi" ed essendo emerso "che la donna ha già compiuto atti di natura vendicativa". La sua è "una personalità incapace di contenersi e di reprimere i propri impulsi aggressivi e vessatori".
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TITOLO: Dagli usurai della Scu per la campagna elettorale, ex consigliere regionale denuncia: 16 arresti
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: In Puglia arrestati boss, imprenditori e un ex consigliere comunale. Il politico non riuscì né a pagare i debiti né ad essere rieletto<br clear='all'/>
TESTO:MESAGNE - Le ambizioni politiche dell? ex consigliere regionale azzurro Danilo Crastolla e la lunga mano della Scu. Sedici persone in manette. Alcune con l'accusa di appartenere alla Sacra corona unita. Sono cominciate dopo la denuncia presentata da un ex consigliere della Regione Puglia che si era rivolto agli usurai della Sacra corona unita per ottenere i soldi necessari alla campagna elettorale le indagini che oggi hanno portato agli arresti della Dia di Lecce  nelle provincie di Brindisi, Bari e Pavia. Tra gli arrestati figurano un boss e due affiliati alla Sacra corona unita, quattro imprenditori e un ex consigliere comunale della stessa città. Sono tutti indagati a vario titolo per associazione di stampo mafioso, usura, estorsione e riciclaggio (questi ultimi reati aggravati dalle modalità mafiose). L'operazione è stata denominata 'Fenus Unciarum', e coordinata dal pm Alessio Coccioli della Dda di Lecce, l?ordinanza porta la firma del gip Annalisa De Benedictis. Un milione di euro il valore dei beni sequestrati. All'operazione hanno partecipato oltre cento uomini della Direzione investigativa antimafia di Lecce, Bari, Napoli, Catanzaro e Salerno. L'INCHIESTA - Era ai boss della quarta mafia salentina che il giovane rampollo del centrodestra mesagnese si era rivolto per sostenere due onerose campagne elettorali, una delle quali terminata in una debacle a favore del candidato di centrosinistra, ma soprattutto nelle tenaglie degli usurai al servizio del clan. Fino a quando non ha deciso di denunciare. Le dichiarazioni di Crastolla sono la pietra angolare del blitz firmato dalla Direzione investigativa antimafia di Lecce che ha fatto finire in manette anche con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso anche l? imprenditore Luigi Devicienti, nel mirino degli inquirenti da anni. Tra gli arrestati figurano il boss Francesco Campana, l?ex consigliere comunale Rino Tagliente, altri tre imprenditori: Sandro Bruno, attivo nel settore dei trasporti, e i fratelli Carmine e Pierpaolo Palermo, titolari di attività alberghiere a Mesagne e Canosa. DA FITTO A BRAMBILLA, LE AMBIZIONI DI CRASTOLLA - Il primo a puntare il dito contro Devicienti, descrivendolo come usuraio, è stato l'ex boss della Scu Ercole Penna convertito alle cause della giustizia nel 2008, ma è solo oggi e con le rivelazioni di Crastolla che gli inquirenti sono riusciti a far quadra il cerchio. Avvocato 38enne, figlio della Mesagne bene, rampante e soprattutto ambizioso, con i piedi nella politica il giovane legale ci è nato, abbracciando fra alterne fortune le tante cause del centrodestra, dagli azzurri devoti all'ex presidente regionale Raffaele Fitto ai Circoli della Libertà di Michela Vittoria Brambilla, di cui nel 2007 divenne promotore su investitura dell'onorevole Marcello Vernola. E' stato consigliere comunale a Mesagne e consigliere regionale azzurro dal 2000 al 2005. Secondo le ricostruzioni del pm Alessio Coccioli, che ha chiesto e ottenuto l'arresto di Devicienti & Co dal gip Annalisa De Benedictis, il consigliere regionale, ricandidatosi senza successo alle elezioni regionali del 2005, spese per la sua campagna elettorale circa 280mila euro, contraendo debiti con banche e società finanziarie e non riuscendo poi a ripianare la sua esposizione debitoria con gli istituti di credito. Così nel 2009, l'uomo fece ricorso all'intermediazione di Devicienti che, a sua volta, lo avrebbe messo in contatto con alcuni personaggi di Mesagne legati alla Sacra Corona Unita per ottenere dei prestiti a tassi usurari. I debiti si sono aggravati ulteriormente nel 2010, quando, ricandidatosi senza successo alle consultazioni regionali, l'ex consigliere ha assunto impegni di spesa per la campagna elettorale per altri 150mila euro. I tassi di interesse praticati andavano dal 600 al 1000% su base annua. L'IMPRENDITORE A SERVIZIO DELLA SCU - Non che gli investigatori non sospettassero, ma le prime conferme della doppia vita di Devicienti, vittima a sua volta di una serie di attentati incendiari che hanno colpito prima i beni aziendali poi il portone di casa, sono arrivate nel 2008 con i verbali di conversione alle cause della giustizia dell'ultimo pentito d'oro della Scu Ercole Penna. Il boss di prima linea nel clan dei Mesagnesi aveva sentenziato: "Luigi Devicienti svolge anche attività di usura ai cui utili partecipiamo con il solito sistema di rivolgerci per avere denaro contante quando necessario". Il  12 gennaio dello scorso anno, smentendo le affermazioni del pentito già emerse da una serie di ordinanze a carico di altri affiliati, Devicienti si proclama vittima, dichiarando di avere subito a sua volta una richiesta estorsiva di 20mila euro dalla Scu. Secondo la Dia le cose stanno altrimenti, e il ruolo dell'imprenditore nella cosca è quello descritto da Penna. Scrive il gip Alcide Maritati: "In particolare emerge dagli atti che il Penna ha riferito con riguardo alla persona di Devicienti Luigi che tale imprenditore era stato sempre vicino a lui e al suo gruppo, consegnando denaro ("il pensiero") tutte le volte che ve ne fosse stata la necessità (come nel caso della consegna di parte del denaro, circa 7-8mila euro, necessario per il pagamento della parcella dell'avvocato Massimo Ghedini incaricato di seguire un ricorso in Cassazione nell'interesse del boss mesagnese Massimo Pasimeni) ". Insomma, l'ultimo blitz e le dichiarazioni dell'ex consigliere sembrerebbero dimostrare che Penna non mentiva, a meno che il prosieguo delle indagini non stabilisca altrimenti. Nel frattempo Crastolla ha abbandonato Mesagne già da un pezzo, vive a Roma dove cura gli interessi di uno studio legale che porta il suo nome e la politica, almeno per ora, è solo un sogno nel cassetto.
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TITOLO: Consulta, il parlamento ci prova di nuovo ma non ce la fa. Si rinvia a martedì
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Dopo le fumate nere e l'ira del Colle, il Pd tratta con Sel (ma il soccorso non è bastato) mentre Fi tenta accordi con la Lega: nessun risultato. Ora. ..
TESTO:ROMA - Niente di fatto. Dopo le fumate nere, le ire, i moniti e le polemiche dei giorni scorsi, oggi il parlamento ci ha provato di nuovo. E si è riunito per il tredicesimo scrutinio. Ma la seduta si è conclusa senza alcun risultato. Da eleggere ci sono ancora due giudici costituzionali e altrettanti componenti laici al Csm. Ma la votazione (che è segreta) non è riuscita a trovare una sintesi neanche stavolta, e l'accordo politico stretto tra Pd e Forza Italia sui nomi di Luciano Violante (per i primi) e Donato Bruno (per i secondi) incassa batoste di seduta in seduta, tra franchi tiratori e assenze ingiustificate. Oggi a Violante sono state accordate 542 preferenze, mentre Bruno ne ha prese 527. Quel che è certo è che, per sfondare il muro dei 570 voti necessari al via libera definitivo, democratici e berlusconiani hanno tentato di 'trattare' - rispettivamente - con Vendola e con la Lega. Ma il 'soccorso rosso' di Sel, che pure in parte ci sarebbe stato (l'ex presidente della Camera è salito rispetto ai 518 sì di ieri sera), non si è rivelato sufficiente. Quanto al Carroccio, secondo indiscrezioni, i leghisti potrebbero chiedere una contropartita (oltre a Bruno, infatti, Forza Italia candida anche Pierantonio Zanettin al Csm). Oggi a Roma il leader di Fi, Silvio Berlusconi, incontrerà i rappresentanti della Lega per lavorare a un'intesa. Il clima è incandescente, e il voto è rinviato a martedì prossimo alle 12. Da qui ad allora sarà necessario trovare soluzioni per evitare il perdurare di uno stallo che ormai è imbarazzante.   Nonostante la débacle, tuttavia, il capogruppo Pd alla Camera, Roberto Speranza, ha escluso la possibilità di rinunciare al ticket: "Andiamo avanti sicuramente su Violante e Bruno". Prima dell'esito, invece, era arrivato l'affondo di Pier Luigi Bersani, ex segretario Pd, ai microfoni di SkyTg24:  "C'è qualcuno che non sta a quello che si dice, sono quei soliti 20-30.. . non sono 800. Io l'ho già vissuta 'sta roba qui, ci sono già passato". Intanto, il premier Matteo Renzi ha risposto così a chi lo ha interpellato sullo stallo delle Camere, prima di entrare stamani al Nazareno dove si è riunita la nuova segreteria 'plurale' di partito: "Il presidente della Repubblica ha totalmente ragione nel merito e nel metodo: si deve andare veloci" in parlamento per l'elezione dei membri di Consulta e Csm. Credo che il parlamento oggi o nei prossimi giorni troverà una soluzione di alto livello". Il premier non ha fornito dettagli sui nomi, ma ha sottolineato la condivisione delle parole di Giorgio Napolitano. "Vediamo se nelle prossime ore o nei prossimi giorni si chiuderà la partita sia della Corte Costituzionale sia del Csm". Poi il premier ha parlato anche dell'Italicum: "La legge elettorale è una priorità, spero che possa essere calendarizzata la prossima settimana". Di sicuro c'è che ieri dopo la frustata di Napolitano alle Camere, Renzi e Berlusconi si sono incontrati (
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TITOLO: Preso il latitante Arturo Equabile, era davanti a un bar di Casoria
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Per i carabinieri il ragazzo era assieme a Davide Bifolco la notte in cui venne inseguito e ucciso da un carabiniere. Ma la famiglia della vittima e il giovane. ..
TESTO:La notizia arriva dopo le 23: è stato arrestato Arturo Equabile, il giovane latitante che i carabinieri cercarono di bloccare la sera in cui - al termine di un inseguimento nel Rione Traiano di Napoli - un colpo sparato da un militare dell'Arma uccise il diciassettenne Davide Bifolco. Equabile, 24 anni, è stato catturato davanti a un bar di Casoria, in provincia di Napoli, dove aveva appuntamento con la fidanzata. Non ha opposto resistenza. Con lui c'era un giovane dello stesso quartiere, denunciato a piede libero per favoreggiamento. Anna, questo il nome della ragazza, ha voluto salutare un'ultima volta il fidanzato prima che i carabinieri lo accompagnassero in carcere. La ragazza la notte scorsa si è presentata alla caserma "Pastrengo", sede del comando provinciale e ha chiesto ai militari di parlare brevemente con Arturo Equabile. I due avevano appuntamento davanti al locale di via Pio XII a Casoria, a breve distanza dall'abitazione della giovane. Ma al suo arrivo ha trovato diverse pattuglie di carabinieri. Equabile era latitante dal febbraio scorso dopo essere evaso dai domiciliari dove era in attesa di essere giudicato per furto. Da allora si era reso irreperibile. Dovrà rispondere anche dell'accusa di resistenza a pubblico ufficiale per i fatti di Rione Traiano: per gli investigatori, infatti, c'era lui in sella allo scooter sul quale si trovava Davide Bifolco, la notte tra il 4 e il 5 settembre. E secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine fu lui, per cercare di sfuggire alla cattura, a dar vita a uno spericolato inseguimento conclusosi con la morte di Bifolco. Il ragazzo è stato portato nel carcere napoletano di Poggioreale, a disposizione dell'autorità giudiziaria, dovrà rispondere di resistenza a pubblico ufficiale. Nei prossimi giorni sarà interrogato dai magistrati. Dopo la morte del suo amico Davide aveva sostenuto in un'intervista di non essere lui la persona in sella allo scooter e di essere pronto a costituirsi. Fonti del comando provinciale dei carabinieri precisano che non è da considerarsi un esponente di spicco della malavita organizzata dell'area occidentale di Napoli e non ha a suo carico precedenti per reati contro la persona. Le indagini sulla morte di Davide. Anche la famiglia Bifolco vuole dimostrare che il ragazzo non era in scooter con un latitante. Per questo motivo il loro avvocato, Fabio Anselmo, ha depositato al pm di Napoli Manuela Persico, una richiesta di acquisizione dei tabulati telefonici di quattro persone. Oltre a quelli di Davide anche quelli di Arturo Equabile, di Salvatore Triunfo, il 18enne che era con Davide, e di Vincenzo Ambrosio, ragazzo che ha dichiarato di essere lui il terzo componente del gruppo in sella al mezzo. Inoltre la famiglia di Davide ha chiesto che sullo scooter siano rilevate le impronte digitali.
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TITOLO: Milano, sparatoria in strada all'ora di cena: due morti e un ferito, preso il presunto killer
DATA: 2014-09-18
OCCHIELLO: Il blitz in piazza Giustino Fortunato a Bruzzano, nella zona nord della città. Un albanese di 41 anni è morto immediatamente con due colpi alla schiena e uno. ..
TESTO:Un uomo, un 37enne di origine africana, si accascia in via Marna. Quando i soccorritori del 118 lo ritrovano è ancora vivo, ma l'agonia dura poco minuti. Muore prima di essere caricato sull'ambulanza. Risulta invece ferito, e non è in pericolo di vita, un altro albanese, colpito da un proiettile all'addome. Recuperato dai soccorritori in via Angeloni, l'uomo viene trasferito all' ospedale Fatebenefratelli e operato d'urgenza. La sua testimonianza sarà fondamentale per ricostruire il blitz di sangue costato la vita a due persone. I carabinieri bloccano molte delle strade di accesso a piazza Giustino Fortunato e danno il via a una caccia all'uomo. Il presunto omicida viene rintracciato, fermato poco prima delle 23.30 e portato in caserma. Nel corso delle indagini bisognerà capire se abbia agito da solo o con almeno un complice.
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TITOLO: Referendum Scozia, sondaggi danno il: "no" in vantaggio
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: Le rilevazioni alla vigilia del voto assegnano al fronte contrario all'indipendenza un margine di quattro punti percentuali. I leader dei principali partiti. ..
TESTO:EDIMBURGO - Alla vigilia del referendum sull'indipendenza della Scozia dal Regno Unito, nuovi sondaggi danno i "no" in vantaggio di circa quattro punti percentuali. Secondo quello dell'istituto Icm per Scotsman gli unionisti sarebbero il 45% e i secessionisti il 41%.   La rilevazione di Opinium per il Daily Telegraph vede i "no" al 49% e i "sì" al 45%. Stessa distanza in quella di Survation per il Daily Mail: 48% a 44%. Nel caso del primo sondaggio il dato fondamentale è quello relativo agli indecisi, ben il 14%. Dato che scende al 6% nella seconda indagine e all'8% nella terza. A questa fetta di elettorato si rivolgono i leader scozzesi dell'uno e dell'altro campo, ma anche quelli britannici. Per convincere gli indecisi a votare contro l'indipendenza, i leader dei principali partiti fanno fronte comune e mettono nero su bianco l'impegno a concedere maggiori poteri alla Scozia se venerdì mattina sarà ancora parte del Regno Unito. La promessa, con tanto di firme in calce del conservatore David Cameron, del laburista Ed Miliband e del liberaldemocratico Nick Clegg, è stata pubblicata in prima pagina sul quotidiano scozzese Daily Record. Tre i punti principali del documento: "vasti poteri" per il Parlamento scozzese "secondo la tabella di marcia stabilita" dai partiti e illustrata dall'ex premier Gordon Brown nei giorni scorsi, garanzia di "condivisione delle risorse in maniera equa", impegno "categorico" nel riconoscere al governo scozzese la decisione sul finanziamento dell'Nhs, il servizio sanitario nazionale che costituisce una delle maggiori incognite in caso di indipendenza secondo parte dell'elettorato. La "promessa" non smuove minimamente il premier scozzese, il leader indipendentista Alex Salmond, che la bolla come una concessione fuori tempo massimo: "E' una disperata offerta last minute e sul nulla. Non riuscirà a dissuadere gli scozzesi dalla grande opportunità di affidare il futuro della Scozia nelle mani della Scozia". La sua vice, Nicola Sturgeon, va oltre: "Se le intenzioni erano serie allora perché solo adesso? ". E accusa: "Stanno trattando gli elettori scozzesi con condiscendenza". A mano a mano che il voto si avvicina il dibattito si fa più vivace che mai, con botta e risposta a ritmo serrato. Secondo il Times, gli indipendentisti hanno programmato un 'blitz' pubblicitario senza precedenti: nelle ultime ore prima del voto distribuiranno 2,6 milioni di volantini e tappezzeranno tutta la Scozia con 300 cartelloni e un unico messaggio: "Yes". La macchina unionista appare meno massiccia: i volantini sarebbero 1,5 milioni e i cartelloni 200. Che il clima del dibattito con l'approssimarsi del voto si vada surriscaldando lo dimostra poi la prima vittima di contestazioni: sopraffatto da urla e insulti nel pomeriggio Ed Miliband - che giocherebbe anche "in casa" nella Scozia tradizionalmente importante bacino elettorale laburista - ha dovuto interrompere un incontro con gli elettori in un centro commerciale nel centro di Edimburgo.
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TITOLO: Ranking università, migliorano gli atenei italiani
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO:
TESTO:Quello pubblicato da Qs, il primo (per anzianità di servizio) ranking universitario internazionale, ci offre la migliore classifica italiana da quando il network inglese per l'alta educazione esiste, cioè dal 2004. Qs "stagione 2014-2015" ci dice che i nostri atenei migliorano - seguendo i parametri offerti dal media - e migliorano da sei stagioni a questa parte. Certo, e questo è il punto di partenza, restiamo lontani da quelli americani (undici nei primi venti, è interessante notare come Qs ritenga il Mit di Boston con 100 punti superiore ad Harvard, premiata da tutti gli altri ranking). Restiamo lontani dagli inglesi (Cambridge è seconda, Oxford quinta e superata dall'Imperial college), dagli svizzeri e dai canadesi. Restiamo ancora lontani dai punteggi assegnati alle università dell'Asia orientale, alle "ecoles supérieures" francesi, agli atenei tedeschi e nordeuropei. Però, cresciamo. E che questa crescita duri da sei stagioni - sei stagioni in cui l'università italiana è stata pesantemente definanziata - rende il risultato significativo. Molti rappresentanti delle élite universitarie italiane considerano i ranking mondiali affermati (sono cinque, e Qs è sicuramente un riferimento) inutili, arbitrari, "pro domo anglo-saxons". Per i docenti e i rettori che li leggono, cercando di trarne ispirazione per migliorarsi e per risultare più attraenti per il vasto popolo dei 18-24 enni del mondo, le notizie e le conclusioni sono queste. L'Alma Mater di Bologna resta per il settimo anno consecutivo la prima università italiana. Il suo 182° posto con uno score di 55,8 punti (su cento), lo stesso dell'Università di Stoccolma, è il miglior risultato italiano quest'anno ed è il secondo di sempre per un'italiana (solo nel 2009 Bologna fece meglio, 174ª). L'Alma Mater, unica del Paese tra le top 200, ha migliorato sei posizioni rispetto all'anno scorso e dodici rispetto a due anni fa. "La qualità dei suoi laureati", si legge, "i suoi docenti riconosciuti internazionalmente e il livello della sua ricerca le danno un vantaggio competitivo, specialmente sul mercato del lavoro". Il punto è proprio quello segnalato dalla performance di Bologna Alma Mater: il miglioramento. Il concetto è applicabile alle migliori università italiane (sono ventisei secondo gli inglesi). Se si considerano le top 500 nel mondo, l'Italia riesce a portare dentro 15 università. L'anno scorso erano sedici, una in più. Sono scivolate fuori classifica Milano Bicocca e Genova, è entrata Siena (con i suoi vertici, entusiasti del risultato, che segnalano come sia la prima università nazionale nell'indice per citazioni). Ma rispetto all'anno scorso tredici atenei italiani hanno migliorato score e posizione e soltanto due (la Sapienza del declinante Frati, comunque seconda, e la Statale di Milano, comunque quarta) hanno perso posizioni. È un avanzamento di massa, che fa pensare a un miglioramento del sistema, viste le proporzioni. Pavia ha scalato 40 posizioni, Firenze 42, la Federico II di Napoli 52. L'Università Cattolica del Sacro Cuore, "la più grande privata in Europa con 41 mila studenti", addirittura 74. A questo giro, dieci atenei (sui 19 entrati in sei anni nella top 500) prendono il loro miglior risultato decennale. Ed è interessante che questo accada sul medio periodo: dal 2009 a oggi nelle 500 migliori sono entrate sei università italiane in più. Va ricordato poi che altri undici atenei, in questo 2014, si trovano tra i primi 800 e che dell'intero Sud c'è solo la Federico II tra le prime 500, Catania e Bari tra le prime 800. Le contestazioni ai ranking possono emergere con una qualche ragione. Colpisce la brutta classifica di un ateneo italiano, Cà Foscari, sempre tra i primi tre nelle classifiche nazionali e ministeriali. Colpisce come la Bocconi, la migliore delle italiane in Europa secondo il Financial Times, sia fuori dalla classifica Qs. Vediamo, allora, quali sono i criteri con i quali da dieci anni i londinesi di Qs scelgono i migliori e lo fanno, secondo statuto, per consentire agli studenti nel mondo di orientarsi nella maniera più oggettiva possibile. Il World University Rankings analizza 3.000 università e alla fine ne compara 863. Sono quattro le grandi aree di valutazione offerte a studenti e ricercatori: ricerca, insegnamento, possibilità di lavoro, profilo internazionale. Queste quattro aree sono valutate usando sei indicatori: la reputazione accademica (pesa il 40%), la reputazione dei suoi dirigenti (10%), la proporzione tra studenti e docenti (20%), le citazioni di ogni facoltà (20%), il profilo internazionale dei suoi studenti (5%) e il profilo internazionale del management (5%). Si può contestare, ma è tutto molto chiaro e comprensibile. L'indicatore dove si sono visti i miglioramenti più significativi per gli atenei d'Italia è la "reputazione accademica". E così è cresciuto l'indicatore che misura l'impatto della ricerca prodotta nei cinque anni precedenti: 19 università sulle 26 totali sono cresciute rispetto al 2013. Molti atenei hanno perso posizioni per la reputazione presso i recruiters internazionali e per il rapporto numerico tra studenti e docenti: l'effetto dei tagli, la recessione. Negli indicatori più legati alla internazionalizzazione l'Italia è poco competitiva, in un sistema mondiale dominato nella formazione e nella ricerca dall'inglese.
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TITOLO: Voti alti in cambio di sesso Arrestato prof a Cagliari
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: L’insegnante di matematica, 47 anni, è anche accusato di aver violentato una allieva in aula davanti a una compagna. Perquisizioni e sequestri di materiale informatico
TESTO:Il professore è accusato di aver ricattato, minacciato e vessato alcune studentesse, fra i 15 ed i 18 anni, promettendo loro un bel voto se avessero fatto sesso con lui. La vicenda risale almeno al 2011, ma i fatti sarebbero iniziati nel 2005 - scrive il quotidiano L? Unione Sarda - e sarebbe continuata con avance del professore che inviava anche sms espliciti alle alunne del Liceo socio-pedagogico Eleonora D? Arborea, che si trova proprio davanti alla Questura cagliaritana e al Palazzo di Giustizia. La prima denuncia tre anni fa, da parte di alcuni professori allertati da un? alunna, mentre il docente ha insegnato nella scuola sino allo scorso anno. Nell? ordinanza di custodia cautelare si fa riferimento alle minacce e ad uno stupro di una minorenne in lacrime avvenuto in classe mentre un? allieva controllava la porta perché non entrasse nessuno. Varie le testimonianze raccolte negli anni, come quella della violenza ad una studentessa ricattata, per poter avere rapporti intimi con lei, perché altrimenti avrebbe detto ai genitori della sua omosessualità che la ragazza aveva confidato proprio al docente. Il magistrato ha anche sottolineato che «nel momento in cui furono formulate le accuse nessuna delle ragazze era più alunna del professore né frequentava più la scuola per cui non si può sostenere che avessero ragioni di contrasto con Melis».
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TITOLO: Rione Traiano, una cappella abusiva per Davide Bifolco
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: Un casotto di cemento tirato su in 24 ore per il ragazzo ucciso. "Ma questore e prefetto che dicono? "<br clear='all'/>
TESTO:"Quel tipo di cappelle ovviamente non dipendono dalla parrocchia  -  dice seccamente don Lorenzo Manca, il parroco del Rione che celebrò i funerali di Davide  -  se il Comune l'ha autorizzata, va bene". Il Comune però ne è all'oscuro. A Palazzo San Giacomo non risulta nulla, e gli uffici notano che la tipologia di intervento sarebbe di competenza della Municipalità. "Non mi risulta sia pervenuta nessuna domanda  -  rimpalla il presidente di Municipalità Maurizio Lezzi  -  peraltro non ho mai saputo che sia compito della Municipalità rilasciare concessioni edilizie". D'altro canto Lezzi non esita a concludere che "se qualcuno ha fatto una simile costruzione, è chiaro che con tutta probabilità è abusiva. A me però non risulta nulla. Neanche i vigili mi hanno riferito nulla di rilevante, se non una parete, una specie di "murales" con una foto del ragazzo, nessuna cappella". Risultato: l'autorità è ormai definitivamente espulsa da Rione Traiano. Costretta a chinare il cappello, poi a rinunciare alla divisa, infine a constatare che il governo del territorio da quelle parti risiede in altri uffici. "Se nessuno ha autorizzato quest'opera  -  nota Manganiello  -  e chi di dovere decide di non intervenire, allora davvero dobbiamo constatare con dolore che a Rione Traiano lo Stato e anche il minimo rispetto di qualsiasi forma di legalità sono definitivamente scomparsi. Oppure il questore e il prefetto per questa vicenda hanno deciso di dare un lasciapassare straordinario per cui tutto è consentito? ". Polemica avvelenata. Alla quale si aggiunge la notazione del dirigente Verde Francesco Borrelli: "Gran parte di quelle lapidi contengono ritratti di morti ammazzati, di vittime di raid e di conflitti a fuoco compiuti durante le varie guerre di camorra a Napoli. Sono in prevalenza gestite e realizzate dalla camorra per presidiare e circoscrivere il territorio. Sono costruite abusivamente, ma nessuno ha il coraggio di abbatterle. Anche in questo modo la criminalità mostra la sua forza e il controllo di pezzi importanti della città". Un modo insomma per impossessarsi della vecchia tradizione delle edicole votive dedicate a santi o immagini sacre, oggi sostituite dagli "eroi" delle guerra di malavita.  
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TITOLO: Body building e farmaci, sequestrate 4mila pastiglie
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: Perquisizioni e arresti in otto province. In carcere una pèersone e tre indagati  per traffico anabolizzanti<br clear='all'/>
TESTO:I carabinieri del Nas di Perugia, Roma, Firenze, Ancona, Genova, Milano, Bologna, Latina, Livorno, Parma, Pescara e Viterbo, con i colleghi dell'arma territoriale, hanno eseguito questa mattina in diverse province italiane 34 decreti di perquisizione emessi dalla Procura di Perugia nei confronti di quattro noti body-builder di fama internazionale indagati per traffico illegale di farmaci anabolizzanti e stupefacenti. Un arresto - un body builder di Spoleto  di 34anni -e 4 indagati Ai cinque indagati, lo spoletino arrestato stamattina, un famoso body builder di Perugia, la fidanzata, un preparatore atletico di Massa Carrara, e un uomo che vendeva illecitamente farmaci, sempre di Massa Carrara, il pubblico ministero Paolo Abbritti contesta la ricettazione, il falso, l'esercizio abusivo della professione medica, e la cessione di stupefacenti. In particolare, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i quattro erano molto attivi e avevano un giro di vendita di farmaci che coinvolgeva oltre 60 persone. In pratica i farmaci li reperivano in parte in Inghilterra, i Nas hanno sequestrato 16 pacchi di medicinali provenienti dal Regno Unito, e in parte nelle farmacie di Perugia e di Massa Carrara con delle ricette false che si auto compilavano. I militari stanno anche vagliando la posizione di alcuni farmacisti: in alcuni casi infatti sulle ricette è stato messo il nome di un noto medico perugino morto da 20 anni. Impossibile che un farmacista non lo sapesse. Il capitano dei Nas di Perugia  Vetrulli, ha stimato che il valori dei soli farmaci sequestrati oggi si aggira intorno ai 200mila euro. L'indagine è nata in seguito alle "strane" e frequenti vittorie del body builder perugino, che negli ultimi due anni, arrivava sempre nella rosa dei primi dieci in gare internazionali, arrivando ad essere primo più di una volta. Al momento, le 30 persone perquisite stamattina non sono iscritte nel registro degli indagati, ma la loro posizione è al vaglio delgli inquirenti. L'operazione, denominata Big bull, ha portato al sequestro di oltre 4 mila pasticche, di mille fiale e di migliaia di medicinali ad azione anabolizzante.  
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TITOLO: "Video osceno", carabinieri al Macro
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: Per la prima del film: "Vinodentro", proiettata un'opera scandalo sul palazzo davanti al museo. E' "Happy Moms" del videoartista Puppi: immagini di sessi. ..<br clear='all'/>
TESTO:Era la sera dell'11 settembre e sulla terrazza del Macro, il museo dell'arte contemporanea di Roma, in via Reggio Emilia, una festa con trecento invitati brindava alla prima nazionale del film "Vinodentro" del regista Ferdinando Vicentini Orgnani, un noir con venature di commedia e fantasy con Sermonti e la Mezzogiorno. Ma gli occhi di tutti erano puntati sulle immagini in versione gigante di "Happy moms", una video installazione dell'artista Daniele Puppi, proiettata sul palazzo davanti alla terrazza. Ma dopo che le fotografie di sessi femminili ripresi a distanza ravvicinata hanno cominciato a roteare sulla parete dell'edificio, alla festa hanno bussato i carabinieri, chiamati probabilmente da un condomino del palazzo trasformato in schermo di un video hard. E i militari, dopo la telefonata dell'abitante scandalizzato al 112 in cui parlava di una proiezione "oscena e pornografica", sono arrivati quando la proiezione era già finita e hanno compilato un verbale sull'accaduto, prendendo le generalità dell'artista e del gestore del ristorante. Ma come era nata l'idea di proiettare in quel modo la grande installazione video realizzata per il museo Maxxi di Roma nel 2013? Era stato proprio il regista a volerla, anche perché nel film "Vinodentro" sono citati artisti come Accardi, Kounellis, Ontani, Pistoletto e lo stesso Daniele Puppi. "È una chiara indicazione dell'atteggiamento comune nei confronti di forme d'arte non omologate" afferma Vicentini Orgnani "che, senza nemmeno il beneficio del dubbio, vengono considerate disturbanti. L'effetto era spettacolare, un'opera molto originale e di grande valore, già proposta da un grande museo come il Maxxi di via Guido Reni". Protesta anche l'artista Daniele Puppi: "Parlano di pornografia e oscenità quando la mia opera è l'esatto contrario, una sublimazione. I carabinieri sono stati comunque gentili, facevano il loro lavoro. Ma in fondo va bene così. Mi dispiace per la censura, ma il mio lavoro ha anche lo scopo di creare una dinamica e in questo caso ha colpito nel segno". "Noi  -  spiega la direttrice del Macro, Alberta Campitelli  -  abbiamo avvertito i condomini della proiezione, ma non ne conoscevamo esattamente i contenuti, altrimenti avremmo aggiunto anche questa informazione. In ogni caso, non è stato spento nessun proiettore perché la video installazione di Puppi era stata già proiettata e al museo non è stato contestato assolutamente nulla".  
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TITOLO: Padova, record di stranieri iscritti in una materna: su 66 bambini solo uno è italiano
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: La mamma della bambina scrive al sindaco: scelta educativa: "sbagliata". Gli insegnati lamentano l'assenza di mediatori linguistici e culturali
TESTO:PADOVA - Ormai nelle scuole italiane sono sempre di più i bambini stranieri iscritti, anche secondo gli ultimi dati previsionali di viale Trastevere che parlano di 740 mila nuovi iscritti stranieri nelle scuole italiane per il nuovo anno scolastico. Ma nella scuola materna statale "Quadrifoglio" di Arcella, quartiere di Padova, si è raggiunto un vero record: su un totale di 66 ragazzi solo una bambina è italiana. Una scelta contestata dalla madre della bambina che non ha esitato a denunciare la sproporzione e a criticare la scelta educativa e ditattica dell'istituto. La signora Eleonora Baccaro, come riportato da Il Mattino di Padova, ha scritto al sindaco Massimo Bitonci e in attesa di una risposta precisa che la sua protesta non è legata a motivi razziali ma alla preoccupazione che la bambina non possa essere indirizzata verso un cultura cristiana. Una preoccupazione condivisa dalle sei insegnanti che lamentano l'assenza di mediatori linguistici e culturali edenunciano le difficoltà di rapportarsi con genitori che spesso non parlano neanche l'italiano. La protesta, specifica la signora, "non ha per niente una base di razzismo o d? intolleranza nei confronti di chi arriva da lontano". La preoccupazione è di natura culturale e pedagogica. Per la mamma si tratta di "un'integrazione al contrario", con la sua bambina costretta, in qualche modo, ad adattarsi alle altre culture e a rinunciare, ad esempio, alle recite tipiche del periodo natalizio. "Non ha nessun tipo di fondamento scientifico aver messo in piedi una scuola dove c? è un solo bambino italiano", sottolinea la signora Baccaro.    
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TITOLO: "Salvate le Scuderie di Augusto", appello per gli scavi di via Giulia
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: Mentre proseguono i lavori per il parcheggio, urbanisti, archeologi e studiosi scrivono al ministro Franceschini: "Non interrate tutto"
TESTO:Finiranno sotto tonnellate di pozzolana. I magnifici resti delle stalle dell'antica Roma in via Giulia, per mancanza di fondi, tornano di nuovo nell'ombra dalla quale sono emerse per gli scavi di un parcheggio che invece vedrà presto la luce. Indignazione e rabbia per una decisione che precluderà la possibilità di ridare a via Giulia la prestigiosa integrità delle sue origini. Così archeologi, urbanisti, registi e studiosi hanno scritto una letteraappello al ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, affinché intervenga per salvare l'area. "Onorevole Franceschini, il suo ruolo di difensore ufficiale dell'integrità e della salvaguardia del patrimonio storico, artistico e naturale inizia purtroppo in un periodo molto difficile. Per la cultura, la scuola e la ricerca infatti non c'è più un euro. I restauri li fanno i privati, i musei non riescono ad andare avanti, gli organi di tutela diminuiscono progressivamente  -  scrivono tra gli altri l'archeologo Adriano La Regina, la fondatrice di Italia Nostra, Desideria Pasolini dall'Onda, il vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, Paolo Maddalena, gli urbanisti Paolo Berdini e Vezio De Lucia, il regista Giuseppe Tornatore, lo storico Piero Bevilacqua  -  Ci rivolgiamo tuttavia a lei per chiedere un intervento sulla delicatissima questione del parcheggio interrato che dovrebbe essere realizzato tra via Giulia e lungotevere Sangallo proprio in corrispondenza della "ferita" inferta a quell'area delicata e preziosissima dallo sventramento fascista del '39". Il caso via Giulia scoppia nel 2008 quando il Comune accetta la proposta di una ditta privata di realizzare lì sotto un parcheggio, "invece di risolvere l'annoso problema del vuoto prodotto dallo sventramento". Numerose le rivolte dei cittadini. Niente da fare. Il piano si sviluppa diventando un project financing con tanto di albergo, case, ristorante oltre che posteggi sotterranei. Ecco che gli scavi portano alla luce le scuderie di Augusto. Questo "aveva fatto sperare che la Soprintendenza vincolasse l'intero sito e dichiarasse irrealizzabile il parcheggio, ma così non è stato", scrivono gli intellettuali. La società a fronte della realizzazione di case e alberghi, avrebbe costruito un parkingmuseo. "Davanti a questo sfregio a via Giulia l'opposizione fu fortissima e anche il Mibac si pronunciò negativamente  -  spiegano al ministro  -. Ma il nuovo progetto di parcheggio, approvato dalla giunta capitolina il 3 luglio scorso, è ancora peggiore dei precedenti. La prescrizione a ridurre le dimensioni per non invadere troppo l'area archeologica ha indotto i costruttori a scendere in profondità e a realizzare un piano in più che risulta solo parzialmente interrato e quindi visibile sia da via Giulia sia dal Lungotevere".
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TITOLO: Lavoro, Camusso: "Articolo 18 è scalpo per i falchi Ue". E Landini: se necessario, pronti a sciopero
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: Confronto con Cisl e Uil per mobilitazione. Critiche della Cgil alla riforma: "Sullo Statuto valutiamo una nostra proposta". Fiom attacca: "Una presa in giro. ..
TESTO:ROMA - Una forte critica alla politica economica del governo, con tanto di braccia incrociate all'orizzonte. Il direttivo della Cgil ha dato mandato alla propria segreteria, come richiesto dal segretario generale, Susanna Camusso, "di realizzare un confronto con le segreterie di Cisl e Uil, per verificare le disponibilità allo sviluppo di una mobilitazione unitaria su una piattaforma condivisa". Nella relazione introduttiva la Camusso era stata molto critica nei confronti del governo. Si continua, spiega Camusso, a spostare l'attenzione su temi usati solo come scalpo da portare ai falchi delle politiche liberiste in Ue. E il riferimento va all'articolo 18. Una questione su cui il numero uno della Fiom, Maurizio Landini, è insorto: "Non si può usare il contratto a tutele crescenti per cancellare l'articolo 18, altrimenti si tratta di una presa in giro". E dinanzi all'ipotesi sciopero, ha replicato: "Se necessario" metteremo in campo "anche questo, non escludo alcuna forma di mobilitazione". Qualche ora dopo, anche la Camusso ha ribadito che lo sciopero "è tra le iniziative possibili. Prima bisognerà discutere quali sono le ipotesi" con Cisl e Uil. Critiche crescenti anche dalla sinistra Pd, che contesta la scelta di modificare l'articolo 18. Dopo le dure prese di posizione di Stefano Fassina, arriva la presa di posizione dell'eurodeputato Sergio Cofferati, ex segretario della Cgil, per il quale si tratta di "un grave errore politico".
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TITOLO: Lavoro, il governo punta sul contratto a tutele crescenti per tutti i neoassunti
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: Presentato emendamento al Jobs act in discussione al Senato. Sacconi: "Per i neo assunti non ci sarà il reintegro" attualmente previsto dall'articolo 18. Art. ...
TESTO:ROMA - "Per le nuove assunzioni" viene previsto "il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all'anzianità di servizio". E' l'emendamento presentato dal governo al Jobs act e in particolare all'articolo 4 della delega sul mercato del lavoro presentato stamani in commissione al Senato, che apre di fatto la strada al superamento dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che disciplina i licenziamenti senza giusta causa. Nel testo riformulato c'è la "previsione, per le nuove assunzioni, del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all'anzianità di servizio", si legge nell'emendamento. Le reazioni. Il dibattito si annuncia ancora lungo e aspro, ma intanto il relatore del provvedimento, Maurizio Sacconi, spiega che con la delega c'è "la revisione delle tutele nel contratto a tempo indeterminato (l'articolo 18, ndr): la mediazione" tra relatore e governo è l'applicazione del contratto "a tempo indeterminato" a tutele crescenti "alle nuove assunzioni". Ci dovrebbe essere dunque "indennizzo proporzionato all'anzianità, ma non il reintegro" previsto dall'attuale Statuto dei Lavoratori. "Esprimo piena soddisfazione", ha dichiarato ancora Sacconi sul lavoro fatto. Nel Pd serpeggia qualche mal di pancia, con una riunione dei senatori programmata per domani, ma il ministro del Lavoro, Giuilano Poletti dice: "C'è un legame tra l'introduzione del contratto a tutele crescenti e l'articolo 18". I sindacati, invece, si preparano alla mobilitazione. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha chiesto al Direttivo di dare mandato alla segreteria per valutare iniziative di protesta e per aprire una discussione con Cisl e Uil per possibili forme di mobilitazione unitaria, con al centro il lavoro. Il leader della Fiom, Maurizio Landini, ha sostenuto nel Direttivo di Corso d'Italia che non ci sono elementi nuovi per annullare le mobilitazioni già previste dalla sua sigla per fine ottobre. "Se ci sarà un intervento sull'articolo 18 dello statuto dei lavoratori la Uil reagirà, mettendo in campo tutte le opzioni sul tavolo: dallo sciopero fino al referendum abrogativo", ha incalzato il segretario generale Luigi Angeletti a margine del congresso dei metalmeccanici della Uilm. Come cambia. L'esecutivo scopre dunque le sue carte: l'obiettivo è sfoltire la giugla dei contratti di lavoro e far diventare quello a tutele crescenti la forma principale di inserimento del mondo del lavoro per il tempo indeterminato. Il testo dell'emendamento sarà votato domani dopo il parere della commissione Bilancio. Da questo punto di vista, però, non ci dovrebbero essere problemi: si tratta, infatti, di una delle riforme a costo zero che ha come obiettivo la  riduzione della giungla dei contratti di lavoro: oggi ne esistono almeno 40. In sostanza chi avrà un contratto a tempo indeterminato, sia giovane sia riassunto, non avrà da subito le stesse tutele garantite dagli attuali contratti stabili, ma le otterrà gradualmente. I termini della gradualità, al centro dello scontro da minoranza Pd e centristi che sostengono il governo, saranno indicati nei decreti delegati che arriveranno da parte dell'esecutivo dopo l'ok del Parlamento alla delega, ha spiegato il sottosegretario Pd Teresa Bellanova, che segue l'iter del provvedimento. Il periodo di transito potrebbe durare 3 anni: in cambio, però, il lavoratore avrebbe immediatamente accesso alla Naspi, il sussidio di disoccupazione che il governo introdurrà con la riforma del mercato del lavoro.   Nei piani dell'esecutivo dovrebbe durare la metà dei mesi lavorati negli ultimi 4 anni per un massimo di due anni. L'entità del sussidio sarà per tutti nell'ordine dei 1.100-1.200 euro mensili all'inizio del periodo di copertura per poi calare fino a 700 euro. Le coperture sarebbero garantite dalla riforma di tutti gli ammortizzatori sociali. FOCUS / Quell'articolo 18 già riformato dalla Fornero Modifiche all'articolo 4 e 13. L'emendamento introduce una revisione di altri due articoli dello Statuto dei lavoratori: l'articolo 4, laddove prevede il superamento del divieto delle tecniche di controllo a distanza, e l'articolo 13 introducendo di fatto la possibilità del demansionamento del lavoratore in caso di necessità dell'azienda. La precedente versione, indicava il contratto a tutele crescenti solo come una delle opzioni. "E' stato ripulito il testo per superare l'opzionalità del contratto a tutele crescenti", ha spiegato il ministro del Welfare, Giuliano Poletti, al termine della riunione mattutina con i partiti della maggioranza per trovare un accordo sul testo. I termini della gradualità saranno indicati nei decreti delegati che arriveranno da parte dell'esecutivo entro sei mesi dal via libera del Parlamento alla delega, atteso per fine anno, ha spiegato il sottosegretario Pd Teresa Bellanova, che segue l'iter del provvedimento. Salario minimo esteso a co. co. co. L'introduzione, "eventualmente anche in via sperimentale, del compenso orario minimo" applicabile ai lavoratori subordinati viene estesa ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa. "L'introduzione, eventualmente anche in via sperimentale, del compenso orario minimo, applicabile ai rapporti aventi ad oggetto una prestazione di lavoro subordinato, nonchè nei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, nei settori non regolati da contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale, previa consultazione delle parti sociali comparativamente più rappresentative sul piano sociale", si legge nel testo dell'emendamento. Domani il voto. L'emendamento sarà votato domani dopo il parere della commissione Bilancio, l'approdo in aula è previsto il 23 settembre per il via libera i primi di ottobre. Secondo Bellanova, che ha parlato a margine dei lavori della commissione, l'accordo di oggi allontana lo spauracchio, sventolato ieri dal premier Matteo Renzi, di un intervento di urgenza da parte del governo qualora il Parlamento non avesse celermente approvato la delega, seconda gamba di quel Jobs Act considerato anche da parte europea il fulcro delle riforme che l'Italia deve mettere in campo per superare le pastoie del mercato del lavoro. I tempi di Renzi. "Dobbiamo ridurre il costo del lavoro, lo stiamo già facendo, diminuire il peso della burocrazia e a chi crea posti di lavoro vogliamo lanciare un messaggio forte e chiaro, l'Italia ha tanta voglia di investire sul domani", ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi parlando a Settimo Torinese.  "L'Italia ha un futuro più grande del proprio passato. Sfido le grandi multinazionale a visitare, investire, innovare nel nostro Paese. Sono le benvenute: stiamo riducendo il costo del lavoro. Agli imprenditori italiani dico: questo clima di rassegnazione, stanchezza, di litania del 'non ce la facciamo' deve finire. Non voglio raccontarvi che va tutto bene, ma che anzi la strada è in salita, ma noi siamo qui oggi per dire: un impianto sostenibile ad impatto zero come quello dell'Oreal dimostra che l'Italia non è soltanto un museo". Ieri il premier, intervenendo in Parlamento sul programma di governo, aveva affrontato il nodo Lavoro con queste parole:
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TITOLO: Pizzarotti: "Non mi candido in Provincia". E attacca il Pd di Parma
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: Il primo cittadino fa retromarcia: "Riflessione ponderata e doverosa". Critiche alla scelta erano arrivate sui social e nel gruppo consiliare 5 stelle. Duro. ..
TESTO:Nel pieno delle reazioni alla nascita del listone Pd-M5s-Fi in Provincia, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti torna a parlare e innesta la retromarcia: "Non mi candido per le Provinciali. E' stata una riflessione ponderata e doverosa. Preziosi sono stati anche i contributi arrivati dalla rete. Ciò che è stato e che è tuttora un dialogo tra 46 sindaci che rappresentano 400 mila abitanti e una Provincia in emergenza, per i giornali si è trasformato in giochi di alleanze o quant'altro". Nel gruppo consiliare del M5s e sui social numerose erano stati i commenti negativi alla scelta del listone unico. Adesso resta da capire cosa avverrà nel Pd che in parte - con alcuni sindaci del Parmense, spinti dalla segreteria provinciale - era pronto alla grande alleanza mentre i democratici di Parma si apprestano a presentare lista propria in contrasto al listone. Il primo cittadino pentastellato rimarca che la Provincia, "a differenza del passato, non dovrebbe più essere un campo di battaglia tra partiti e movimenti. Nessuno, partito o movimento, dovrà mettere il proprio cappello sul nostro territorio, amato ma sofferente, anche a causa di un disastro ambientale che ha lasciato ferite ancora evidenti. La Provincia non dovrà essere rappresentata da nessun partito, ma dalle sue istituzioni, considerando giusto che a farlo siano i soli sindaci della Provincia. Questo ho chiesto alla luce del sole. Su questo si è basato il dialogo". Infine ringrazia "i sindaci perché hanno capito, come me, che i problemi non rimangono in eterno, ma possono essere risolti se davvero è nostra intenzione affrontarli" e lancia un duro affondo: "Non ho stima per alcuni consiglieri e rappresentanti del Pd, che ancora una volta, l'ennesima, hanno dimostrato il proprio menefreghismo, anteponendo il proprio interesse a quello dei nostri concittadini, scegliendo di correre per sé, fregandosene espressamente del concetto di territorialità e conformità del territorio". In serata a TV Parma: "L'idea di una unica lista istituzionale era e resta una bella idea", ma "le scollature all'interno del Pd hanno fatto propendere per non andare avanti. Io penso che questa fronda abbia danneggiato il nostro territorio perchè potevamo essere davvero un faro per tutta Italia". "Sulla mia decisione - ha aggiunto Pizzarotti - ha anche influito il confronto con la nostra base e su internet ma, come detto, gli strattoni interni agli altri partiti hanno pesato". "Beppe Grillo? Gli ho comunicato di non prestare fede alle notizie di agenzia e di attendere la mia decisione che ancora non era stata formalizzata". Sulla lista Provincia Democratica presentata oggi il giudizio di Pizzarotti è netto: "Sono tutti i volti della vecchia partitocrazia sconfitta alle elezioni. Hanno pensato solo al proprio interesse rispetto a quello dei cittadini e del territorio". Per il sindaco di Parma, "la lista unica istituzionale era l'idea migliore perchè permetteva a tutti di fare squadra e il confronto continuerà all'interno dell'assemblea dei sindaci. Qui va detto non c'era da spartirsi delle poltrone ma solo dei debiti, di cui purtroppo siamo esperti". Ed "era da tanto tempo che seguivamo questo percorso che ci ha permesso di conoscerci meglio fra noi sindaci della provincia di Parma ed eravamo pronti a condividere le problematiche del nostro territorio e cercare di dare risposte alle esigenze dei cittadini". Contro il Pd anche il presidente del Consiglio comunale Marco Vagnozzi: L'idea di un tavolo istituzionale di confronto è bella ma troppo avanti per alcuni politici locali. Come al solito qualcuno pensa più all'orticello di partito che al bene comune e ostacolano il fare rete". "Alla luce del fatto che non ci candideremo alla Provinciali per qualcuno la vicenda è chiusa, perché come abbiamo sempre sostenuto siamo contro le Province. Invece non lo è per noi, perché le Province rimangono, così come i suoi problemi" aggiunge il capogruppo Marco Bosi dopo l'annuncio di Pizzarotti di non volersi candidare. Tra i sindaci impegnati nella realizzazione del listone c'è Andrea Massari di Fidenza che all'agenzia Agi dichiara: "Non so se riusciremo perché c'è una discussione aperta: se riusciamo è una cosa molto semplice e banale, dettata dal buon senso. I sindaci stanno cercando di fare un ragionamento che non ha caratterizzazione politica ma di governo, istituzionale, dove gli amministratori del territorio ragionano di come fare insieme il governo di quell'ente che si chiamerà Provincia, che non ha più le risorse che avevano una volta le province, ma tutti gli stessi problemi di prima". Il listone istituzionale la segreteria provinciale Pd intenderebbe comunque presentarlo, con le opportune modifiche dopo l'uscita di scena di Pizzarotti. Tra i 12 nomi, sarebbero confermati i sei del Pd a partire dai sindaci di Salsomaggiore (Fritelli) e Fidenza (Massari); confermati anche i tre sindaci civici di Noceto (Fecci), Fornovo (Grenti) e Soragna (Iaconi Farina). Nei tre posti da assegnare, quello che era riservato a Pizzarotti e, per questioni personali, i due del centrodestra. (frana)
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TITOLO: Disastri naturali, nel 2013 hanno causato 22 milioni di profughi
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: Del totale, 19 milioni solo in Asia. L'anno scorso si sono contate circa 600 catastrofi naturali
TESTO:TRE VOLTE il numero di profughi causati dalle guerre: nel 2013 nel mondo ci sono stati 22 milioni di sfollati a causa dei disastri naturali. Lo afferma il rapporto annuale del centro studi norvegese International Displacement Monitoring Centre, secondo cui la quasi totalità, 19 milioni, è nella sola Asia. La cifra, spiega il documento, è leggermente al di sotto dei 27 milioni di media annua che si sono avuti tra il 2008 e il 2013. Nell'anno passato ci sono stati circa 600 eventi naturali disastrosi, dai tifoni ai terremoti, di cui 37 hanno provocato più di 100mila profughi, mentre quello più catastrofico è stato il tifone Hayan che nelle Filippine ha costretto ad allontanarsi dalla propria casa 4,1 milioni di persone. Anche se in misura ridotta, i disastri naturali non hanno risparmiato i paesi industrializzati. "Il tifone Man nella regione giapponese di Chubu ha fatto 260mila profughi", si legge nel rapporto, "mentre i tornado in Oklahoma oltre 218mila. Le gravi inondazioni in Europa, soprattutto in Germania, Repubblica Ceca e Gran Bretagna hanno fatto spostare in totale 149mila persone". Secondo il rapporto, inoltre, sembra esserci una corrispondenza tra profughi causati dalla natura e quelli dovuti alla guerra. "In 33 dei 36 paesi in cui ci sono stati conflitti armati tra il 2008 e il 2012", spiegano gli esperti norvegesi, "si sono avuti anche disastri naturali".
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TITOLO: Gedi: dalla Nasa il dispositivo che spia le foreste
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: Lo strumento sarà in grado di riprodurre immagini tridimensionali delle aree e misurarne ampieza e profondità
TESTO:UNO degli ambienti maggiormente influenzati dal cambiamento climatico è rappresentato dalle foreste. Da qui l'esigenza di portare avanti numerosi studi che valutino le condizioni di salute di questi habitat, per capire in che modo salvaguardarne le specificità e lo stato di salute. Danneggiate dall'innalzamento globale della temperatura, le foreste e i boschi sono infatti ecosistemi preziosi dai delicati equilibri che, una volta sconvolti, con difficoltà tornano alle origini e spesso accusano modifiche irreversibili che ne compromettono la funzionalità coinvolgendo flora e fauna. Per cercare di avere una visione completa delle condizioni delle foreste, la Nasa ha presentato un nuovo strumento che sarà di grande aiuto al settore. Gedi 3D, questo il nome del dispositivo, sarà infatti in grado di valutare e riprodurre in immagini tridimensionali le reali dimensioni delle foreste misurandone ampiezza e profondità direttamente dalla Stazione Spaziale Internazionale. Il progetto, denominato Global Ecosystem Dynamics Investigation (Gedi), verrà utilizzato per supportare la stesura del documento contenente le specifiche relative al ruolo delle foreste all'interno del ciclo del carbonio, con la particolarità di rappresentare il primo dispositivo in grado di indagare sistematicamente la profondità delle aree verdi dallo spazio. Piers Sellers, Vice Direttore del comparto Scienze ed Esplorazione della Nasa presso il Goddard Space Flight Center, ha sottolineato l'importanza di Gedi come nuova risorsa preziosa per lo studio della vegetazione sottolineando l'importanza di ottenere dati che daranno la possibilità di conoscere globalmente la quantità di carbonio immagazzinata dalla biomassa forestale. (*) della redazione di Rinnovabili. it
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TITOLO: Yara, gli avvocati di Bossetti attaccano la Procura: "Hanno nascosto gli atti a suo favore"
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: L'accusa è contenuta nell'istanza di scarcerazione che il gip di Bergamo ha respinto perché, a suo avviso, esisterebbero gravi indizi di colpevolezza e ci. ..<br clear='all'/>
TESTO:Nella richiesta di custodia cautelare nei confronti di Massimo Bossetti non sarebbero stati presi in considerazione gli elementi che avrebbero potuto favorire la scarcerazione del muratore di Mapello, ma solo quelli a favore della sua custodia in carcere. Partendo da questo presupposto gli avvocati dell'uomo, in carcere dallo scorso 16 giugno con l'accusa di aver sequestrato e ucciso Yara Gambirasio, hanno incalzato la Procura. "Lungi da noi attaccare la Procura di Bergamo", hanno poi precisato gli avvocati Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni. "Nell'istanza abbiamo però rilevato come l'accusa abbia evidenziato solo gli elementi sfavorevoli a Bossetti e non quelli a favore, pur contenuti negli atti". Nei giorni scorsi il gip bergamasco Ezia Maccora aveva rigettato l'istanza di scarcerazione che i difensori avevano presentato perché, secondo il giudice per le indagini preliminari, a carico di Bossetti sussistono gravi indizi di colpevolezza e ci sarebbe anche il pericolo di reiterazione del reato. Per il giudice, da Bossetti erano venute "ricostruzioni diverse e confuse che non possono considerarsi spontanee" su come trascorse il 26 novembre del 2010. Ovvero il giorno in cui Yara sparì. Durante l'udienza di convalida del fermo raccontò di essere stato al lavoro e nei successivi interrogatori spiegò di essere andato dal commercialista, da un meccanico e da sua fratello Fabio. Per il gip si tratta però di ricostruzioni "effettuate da Bossetti solo dopo aver letto l'ordinanza di applicazione della misura cautelare e dopo che le contestazioni specifiche degli inquirenti lo hanno posto di fronte all'evidenza che ciò che aveva dichiarato in sede di udienza di convalida non era stato riscontrato dai successivi e specifici accertamenti investigativi". C'è poi la questione della traccia di dna ("di ottima qualità, spiega il giudice) trovato sul corpo della ragazza nel campo di Chignolo d'Isola. "Bossetti ha negato qualsiasi conoscenza o contatto con la vittima e quindi non vi sono elementi che giustificano la presenza di tale traccia del dna dell'uomo sul corpo della ragazza, se non il contatto tra i sue soggetti avvenuto al momento dell'aggressione subita da Yara Gambirasio", annota il giudice. Nelle 40 pagine dell'istanza presentata dai due avvocati, in un capoverso si legge testualmente: "Convincimento degli scriventi che le determinazioni maturate dal gip siano, in significativa parte, conseguenza della mancata rappresentazione, come in premessa anticipato, nella richiesta di applicazione del fermo/custodia avanzata dal pubblico ministero, di importanti (e oggettivi) elementi la cui valutazione avrebbe condotto il giudicante a differenti conclusioni". Come dire, senza nemmeno troppi giri di parole, che sarebbero stati presi in considerazione soltanto elementi a favore della carcerazione di Bossetti e non, invece, elementi che avrebbero potuto mettere in discussione la sua custodia in carcere.
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TITOLO: La lettera shock di Pietro. "Io ho già perso l'anima. Voglio che lei provi terrore prima di dire addio a tutto"
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: Lo scritto del ventenne che a Milano si è lanciato nel vuoto con la ex fidanzatadi 19 anni<br clear='all'/>
TESTO:MILANO -"Scrivo queste parole non per essere ricordato, soprattutto perché dopo questa sera i ricordi sarebbero tutti negativi credo". Lettere del genere non finiscono mai sui quotidiani. Perché preannunciano gesti estremi e il suicidio per motivi personali di un ragazzo di vent'anni - è la vecchia regola - resta fuori dalle cronache. Solo che in queste tre pagine scritte in stampatello con grafia quasi femminile, intitolato "Lettera ai cari", c'è un piano criminale lucido e affilato, una confessione preventiva che l'autore vuole postuma. La scrive, con ogni probabilità, nel pomeriggio di lunedì, e solo una volta si tradisce nella febbre di quello che sta per diventare inevitabile: "Quello che scriverò da qui in poi non ha nulla a che fare con i miei ultimi saluti ma invece servirà a spiegare (non accettare eh) quello che sto x". Le ultime due parole le cancella. "Ho fatto". Poche ore dopo Pietro Maxymilian Di Paola, 20 anni, si lancerà dal settimo piano di un palazzo trascinando con sé l'ex fidanzata, la diciannovenne Alessandra Pelizzi, che lo aveva lasciato tre settimane fa. E dunque ecco, nella sua crudezza, il movente. Pagina tre. "Un odio così forte da essere felice di sacrificare la propria vita per far provare all'altro la vera tristezza". L'abbandono, la fine della storia, nella mente di Pietro Di Paola è l'innesco per la vendetta. Spietata. Di più: tortura. "Non mi sono lanciato con lei subito ma anzi le ho prima fatto provare il terrore di perdere tutto amici, famiglia e futuro". Nella mente dell'omicida-suicida siamo già lì, sul terrazzo all'ottavo piano: "Per questo, e qui mi ripeto, ho perso l'anima tempo fa e quando sono salito sul terrazzo ero solo un corpo ed un ammasso di rabbia, incredulità e puro spirito sadico. Ho sfogato 7 anni di dolore in 45 minuti di terrorismo psicologico". Prima l'annuncio di quello che sarebbe successo, con gli amici e i parenti convocati ad assistere all'orrore. Anche se il piano, recita lo scritto, era leggermente diverso e prevedeva una lama: "Perché pugnalarla? Per essere sicuro di non essere l'unico a rimanerci secco". Vent'anni. Lei, diciannove. Prova pure a spiegarla, come se fosse possibile, quella discesa agli inferi, abbozzando l'alibi classico dei manuali di criminologia, alla voce femminicidio: l'incapacità di accettare l'abbandono, l'accusa all'ex di indifferenza, il distacco come pretesto per la rivalsa. "Purtroppo con l'Alessandra ho finito a coinvolgere tutto me stesso: anima, cuore e corpo, ho specificato anima perché se si arrivano a fare certe cose, vuol dire che non la si ha più. L'amore totale e disarmante che provavo si è trasformato in affetto quando ci siamo lasciati per poi diventare risentimento nell'ultima settimana. Un odio così forte da essere felice di sacrificare la propria vita per far provare all'altro la vera tristezza". E la convinzione di essere andato a pari: con Alessandra, con la vita, col proprio dolore. Se la reincontrassi dall'altra parte la odierei ancora? No, il mio sfogo è finito nel momento in cui ho saltato". Il prima, le altre due pagine con cui il ventenne arrivato bimbo dal Brasile, sono i saluti alle persone care, le scuse per non aver saputo sopportare il grumo di dolore e rancora che Di Paola si portava appresso. Parole vergate prima del crescendo di odio, sfumate nel fatalismo, anche confuse: "Purtroppo quel momento è giunto, come il sonno, lentamente e poi sempre più profondamente. Mi stupisce che dopo un po' ci si abitua a tutto, a tutto tranne il dolore, che merita di essere vissuto, ma quando arriva a mangiarti vivo, tanto da rendere decisamente insapore qualsiasi esperienza. Tornando al motivo del perché scrivo, credo che sia una forma "atto di giustizia" verso chi magari dopo penserà al perché del mio gesto". Ci sono i saluti compassionevoli alla madre ("Spero non seguirai il mio esempio e continuerai la tua vita, non serve trovarsi per forza un uomo, anche perché come dici tu facciamo tutti un po' schifo"). Alla sorella ("A te auguro tutta la fortuna del mondo, sposa un brav'uomo e prenditi cura di Maya e di Leo come io non ho mai fatto"). Al padre che se ne era andato da tempo e quella partenza lo aveva scavato ("Sappi comunque che non voglio addossarti la colpa di questo, se fossi rimasto qui con noi sarebbe successo lo stesso? Non lo so"). Alla nonna ("Spero ti consoli sapere che ho fatto questa scelta per la mia felicità o più esattamente per smetterla con tutta questa "non felicità""). Saluta gli amici e qui si torna all'ultimo periodo, quello in cui il germe dell'olocausto di sé e di Alessandra diventava malattia incurabile: "Penso che se un mese fa mi avessero detto che sari finito a scrivere una lettera come questa sarei scoppiato a ridere e li avrei mandato tutti a quel paese". Poi la rottura, e il conforto che non arriva nonostante gli sforzi altrui "In queste settimane si sono comportati in modo magnifico. Purtroppo ciò mi ha fatto anche desiderare una vita perfetta a cui prima non avevo mai aspirato, perciò posso dire che nel mio caso, sia stata la speranza a fregarmi". Ci mette uno smile, il sorriso dei messaggini. E la lettura torna alle ultime righe di Pietro Di Paola, epitaffio che lascia senza fiato, qui riportato con l'ortografia originale: "Lascio un piccolo consiglio finale, si lo so che fa impressione, ma pensò sara utile sia alle future vittime che ai forse futuri carnefici, dubitate di quelli che ridono sempre a volte non possono semplicemente fare altrimenti e nel frattempo, perderanno l'anima".
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TITOLO: Is, Obama: "Distruggeremo i terroristi, quaranta Paesi sono con noi"
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: "Gli Usa non invieranno truppe di terra", ha ribadito il presidente Usa, in visita in Florida al quartier generale CentCom da dove si comandano le operazioni. ..
TESTO:L'incontro tra i generali Usa e Obama. Prima del discorso davanti ai soldati, Obama ha incontrato i generali americani per discutere la strategia contro i terroristi dello Stato islamico. Al summit erano presenti anche il consigliere per la sicurezza nazionale Susan Rice e il segretario alla Difesa, Chuck Hagel. Obama si è confrontato con il generale Lloyd Austin, capo del Comando Centrale Usa per valutare come l'esercito stia mettendo in atto la strategia annunciata la scorse settimana. I caccia americani hanno già cominciato le incursioni vicino Bagdad, allargando l'area del mandato militare, proprio come Obama aveva annunciato nel discorso alla nazione mercoledì scorso. Il presidente tra l'altro proprio nelle ultime ore ha ricevuto il significativo (e inusuale) avallo repubblicano, con l'endorsement dei leader della Camera dei Rappresentanti e del Senato. Lo speaker repubblicano alla Camera, John Boehner, ha parlato di scelta opportuna: "Non c'è motivo - ha aggiunto - di non fare quel che il presidente ci chiede". LEGGI/ LO STATO ISLAMICO E LA STRATEGIA DELL'INFORMAZIONE: LA PROPAGANDA ONLINE DI DABIQ L'appoggio dei repubblicani ci sarà per l'autorizzazione ad armare e addestrare i ribelli siriani moderati, oltre che per contrastare gli estremisti dell'Is. Il voto in aula, previsto per oggi, non dovrebbe riservare sorprese, anche se non mancano le critiche. Secondo molti repubblicani, il piano di Obama non è efficace "ma voteranno il suo piano perché considerano l'Is una grande minaccia", ha detto il repubblicano Blake Farenthold. Il piano di Obama, però, non riceverà il voto di numerosi democratici liberali. Alla base MacDill, dove Centcom ha il suo quartier generale, Obama ha incontrato anche alcuni rappresentanti delle nazioni che fanno parte del teatro delle operazioni del Comando Centrale (Asia meridionale e centrale, Medio Oriente), e alcuni di questi Paesi avranno un ruolo importante della coalizione anti-Is. Sul tema della lotta al jihadismo, il presidente la prossima settimana avrà un'intensa tornata di colloqui a New York a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu.
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TITOLO: Consulta, nuova fumata nera. Ira di Napolitano: "Gravi interrogativi". Renzi vede Berlusconi
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: Nulla di fatto anche al dodicesimo scrutinio. Il capo dello Stato avverte: "Il meccanismo dei quorum qualificati si paralizza senza convergenze sulle. ..
TESTO:ROMA - Si è conclusa con un nuovo nulla di fatto la dodicesima votazione per l'elezione alla Consulta di due giudici costituzionali e al Csm di altrettanti componenti laici. Iniziata alle 16,30, preceduta da un duro monito del presidente Napolitano contro o stallo e in concomitanza con un incontro Renzi-Berlusconi a Palazzo Chigi, si è conclusa poco prima delle 20. Luciano Violante torna a superare Donato Bruno nella votazione per la Corte costituzionale, ma i consensi dei due scendono rispetto a ieri sera. L'ex presidente della Camera (Pd) ha incassato 518 voti, a fronte dei 526 di ieri, l'esponente di Forza Italia 511 voti, quando ieri erano stati 544. Entrambi, comunque, sono sotto il quorum dei 3/5 dell'Assemblea, pari a 570 voti. Il Parlamento in seduta comune sarà convocato ancora una volta domani mattina alle 9.30 per una nuova votazione. Pd e Forza Italia hanno sostenuto ancora Bruno e Violante alla Corte Costituzionale (e fonti dei due partiti confermano che anche domani saranno votati gli stessi nomi), mentre al Csm il ritiro di Luigi Vitali ha aperto la strada a una nuova intesa sul nome del senatore forzista Pierantonio Zanettin, che però si è fermato a 448 voti, contro i 514 richiesti. Ncd si è allineata. Ma il semplice fatto che Renzi e Berlusconi abbiano deciso di incontrarsi a voto in corso per trovare il modo di sciogliere il nodo dello stallo è indicativo di quanto fosse concreto il rischio di una ulteriore fumata nera. Da Sel è arrivata scheda bianca su Consulta e Csm. Dopo l'intervento di Napolitano, anche il M5s ha votato scheda bianca. Nel frattempo, dopo circa due ore di confronto con Renzi, Berlusconi aveva lasciato Palazzo Chigi. E fonti di Forza Italia avevano preannunciato la fine della corsa per Bruno e Violante (che a loro dire sarebbe stata decisa durante l'incontro) per formulare due nuove candidature per la Corte Costituzionale. A stretto giro è però arrivata la smentita del Pd, attraverso il vicesegretario Lorenzo Guerini: a Palazzo Chigi "non si è parlato di Consulta e di Csm, se non per condividere l'appello del Capo dello Stato. I gruppi si sono già pronunciati e andiamo avanti con quei nomi". Per il Pd, dunque, il patto con Forza Italia per portare alla Corte Costituzionale Luciano Violante e Donato Bruno tiene. Guerini ha aggiunto che "è stato un incontro positivo, in cui abbiamo fatto il punto sulla legge elettorale e le riforme costituzionali. Abbiamo convenuto sulla necessità di accelerare sulla riforma della legge elettorale e abbiamo confermato il percorso sulle riforme". E ha precisato: "Non si è assolutamente parlato di elezioni anticipate. L'orizzonte è quello della legislatura". Il monito di Napolitano. Prima dell'ennesimo giro a vuoto il presidente della Repubblica aveva ammonito con parole durissime: "Il succedersi senza risultati conclusivi solleva gravi interrogativi. Che si siano verificati nel passato analoghi infelici precedenti, nulla toglie a tale gravità". "Non so - richiama Napolitano - se tutti i partecipanti alle votazioni in corso abbiano chiara in modo particolare una importante questione su cui desidero richiamare la loro attenzione. Di recente - e specialmente nella discussione in Senato sul superamento del bicameralismo paritario - si è sollevato da varie parti politiche il tema di un elevamento dei quorum previsti dalla Costituzione del 1948 per l'elezione da parte dei parlamentari a determinati incarichi di rilevanza costituzionale. Si ritenne necessario l'elevamento di tali quorum dopo l'adozione - nel 1993 e nel 2005 - di leggi elettorali maggioritarie e in vista dell'adozione di una nuova (per il momento approvata solo in prima lettura dal Senato) anch'essa maggioritaria". "Ma quorum elevati per tali operazioni elettorali in Parlamento - osserva il Capo dello Stato - implicano tassativamente convergenze sulle candidature e piena condivisione nell'espressione dei voti tra forze politiche diverse, di maggioranza e di minoranza. Ove vengano da parte di qualunque forza politica, o di singoli suoi rappresentanti in Parlamento, e finiscano per prevalere immotivate preclusioni nei confronti di candidature di altre forze politiche o la settaria pretesa di considerare idonei solo i candidati delle propria parte, il meccanismo si paralizza e lo stesso istituto di garanzia rappresentato dal sistema dei quorum qualificati si logora e può essere messo in discussione in senso opposto all'orientamento che ho prima richiamato". La nota del presidente si conclude, dunque, con un monito: "Si rifletta dunque bene anche su questo aspetto non secondario delle conseguenze del protrarsi di un complessivo nulla di fatto nelle votazioni in corso, che innanzitutto impedisce l'insediamento nel nuovo Csm".
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TITOLO: L'Oréal al premier Renzi: "Benvenuto a Settimo nella nostra fabbrica leader"
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: E' il primo dei 45 stabilimenti della multinazionale della cosmesi nel mondo: tutto merito di impianti che puntano forte sull'automazione
TESTO:Che ci fa un presidente del Consiglio in una fabbrica di cosmetici? Probabilmente sarà lo stesso Matteo Renzi a elencare i motivi che lo hanno spinto a visitare stamani il sito produttivo della L'Oréal alle porte di Torino. La spiegazione più logica, però, arriva dalla stessa multinazionale francese: "Lo stabilimento di Settimo è il primo al mondo per unità prodotte tra i 45 del nostro gruppo". Insomma, uno dei giganti della cosmesi globale (quasi 23 miliardi di fatturato nel 2013) non solo crede nell'Italia, ma ha fatto in modo che negli anni la fabbrica diventasse il suo "fiore all'occhiello ". Il sito di Settimo è stato costruito nel 1959 e oggi ha tre linee di produzione su cui lavorano 400 addetti. Crea gli shampoo (a marchio Fructis- Garnier e Franck Provost), le polveri cosmetiche e i mascara (per L'Oréal Paris e Maybelline New York). Totale: 320 milioni di pezzi (erano 175 milioni fino a dieci anni fa) che vengono realizzati in Piemonte e poi finiscono in 38 Paesi. L'Oréal di Settimo riesce a compensare il costo del lavoro più elevato di altre aree e a primeggiare rispetto alle fabbriche della multinazionale sparse in Brasile, India, Indonesia o nel resto d'Europa grazie a processi assai ingegnerizzati e a impianti che puntano forte sull'automazione. "Il polo di Settimo oggi è espressione piena dei valori e dei principi industriali, sociali e ambientali del gruppo: la qualità, frutto di innovazione e controllo della produzione, l'impegno a garantire la sicurezza degli ambienti di lavoro, la sostenibilità ambientale dell'impresa", spiega Cristina Scocchia, amministratore delegato di L'Oréal Italia, che accompagnerà il premier Renzi assieme al direttore di stabilimento Alberto Meloni, a Sergio Chiamparino, a Piero Fassino e a Fabrizio Puppo, sindaco di Settimo. Il rispetto per l'ambiente è l'altro grande motivo d'orgoglio per la fabbrica torinese. Entro il primo semestre dell'anno prossimo L'Oréal completerà un progetto che renderà il sito a "emissioni zero" grazie a un sistema di teleriscaldamento, a un impianto fotovoltaico, a una centrale a biomassa e all'utilizzo di biogas per generare il vapore necessario ai processi produttivi. In tutto si parla di evitare l'emissione di 9 mila tonnellate di anidride carbonica all'anno e di rendere lo stabilimento "green" sia dal punto di vista elettrico che termico. Obiettivi che si sommano ad altre missioni già compiute, come il taglio del consumo di acqua del 16,7 per cento negli ultimi otto anni (ma l'idea è di dimezzarlo), la valorizzazione del 93,2 per cento dei rifiuti, la diminuzione del 19 per cento dell'energia elettrica utilizzata per ogni singolo prodotto. Anche il Comune di Settimo ha collaborato con l'Oréal nella battaglia contro lo spreco di energia: "Nella nostra città  -  sottolinea il sindaco Puppo  -  si è avviato in questi anni un processo di reindustrializzazione in chiave moderna che mette insieme impresa, ricerca e sostenibilità. Queste operazioni sono possibili quando si riesce a fare rete, creando una stretta collaborazione tra pubblico e privato. La visita del presidente Renzi è la miglior testimonianza della bontà del lavoro svolto".
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TITOLO: Giustizia, governo incassa la fiducia al Senato sulla responsabilità civile delle toghe
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: L'emendamento al ddl Ue riproposto dalla Lega dopo un primo via libera alla Camera a giugno e la successiva bocciatura a Palazzo Madama dieci giorni fa. Il. ..
TESTO:soppresso prevedeva che "chi ha subìto un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue funzioni, ovvero per diniego di giustizia, può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale". Sulla riforma della giustizia, tuttavia, il governo ha un fronte aperto con il Consiglio superiore della magistratura. E proprio oggi il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, a margine del plenum, ha risposto così a chi gli ha chiesto dello scontro con il premier Matteo Renzi: "Io - ha detto - sono contro le semplificazioni. Ogni cosa è garantista o giustizialista, filomagistrati o antimagistrati: proviamo a dare una lettura delle cose un po' meno manichea".   E sulle polemiche aperte a proposito delle ferie dei magistrati, aggiunge: "Si sono spese sin troppe parole. Mi auguro che il confronto che ci deve essere sia sul merito delle proposte e non sulle ferie".  
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TITOLO: Pizzarotti: "Non mi candido in Provincia". E attacca il Pd di Parma
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: Il primo cittadino fa retromarcia: "Riflessione ponderata e doverosa. No ai dogmi". Critiche alla scelta erano arrivate sui social e nel gruppo consiliare 5.. .
TESTO:Nel pieno delle reazioni alla nascita del listone Pd-M5s-Fi in Provincia, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti torna a parlare e innesta la retromarcia: "Non mi candido per le Provinciali. E' stata una riflessione ponderata e doverosa. Preziosi sono stati anche i contributi arrivati dalla rete. Ciò che è stato e che è tuttora un dialogo tra 46 sindaci che rappresentano 400 mila abitanti e una Provincia in emergenza, per i giornali si è trasformato in giochi di alleanze o quant'altro". Nel gruppo consiliare del M5s e sui social numerose erano stati i commenti negativi alla scelta del listone trasversale. Adesso resta da capire cosa avverrà nel Pd che in parte - con alcuni sindaci del Parmense, spinti dalla segreteria provinciale - era pronto alla grande alleanza mentre in alternativa è sorto il raggruppamento Provincia Democratica. Il primo cittadino pentastellato rimarca che la Provincia (dove a ottobre si terranno elezioni di secondo livello, si vota tra sindaci e consiglieri) "a differenza del passato, non dovrebbe più essere un campo di battaglia tra partiti e movimenti. Nessuno, partito o movimento, dovrà mettere il proprio cappello sul nostro territorio, amato ma sofferente, anche a causa di un disastro ambientale che ha lasciato ferite ancora evidenti. La Provincia non dovrà essere rappresentata da nessun partito, ma dalle sue istituzioni, considerando giusto che a farlo siano i soli sindaci della Provincia. Questo ho chiesto alla luce del sole. Su questo si è basato il dialogo". Serve "la consapevolezza che il più alto progresso di una comunità lo si raggiunge col confronto e non con i dogmi" dice rivolto anche ai vertici del M5s. Infine ringrazia "i sindaci perché hanno capito, come me, che i problemi non rimangono in eterno, ma possono essere risolti se davvero è nostra intenzione affrontarli" e lancia un duro affondo: "Non ho stima per alcuni consiglieri e rappresentanti del Pd, che ancora una volta, l'ennesima, hanno dimostrato il proprio menefreghismo, anteponendo il proprio interesse a quello dei nostri concittadini, scegliendo di correre per sé, fregandosene espressamente del concetto di territorialità e conformità del territorio". In serata a TV Parma: "L'idea di una unica lista istituzionale era e resta una bella idea", ma "le scollature all'interno del Pd hanno fatto propendere per non andare avanti. Io penso che questa fronda abbia danneggiato il nostro territorio perchè potevamo essere davvero un faro per tutta Italia". "Sulla mia decisione - ha aggiunto Pizzarotti - ha anche influito il confronto con la nostra base e su internet ma, come detto, gli strattoni interni agli altri partiti hanno pesato". "Beppe Grillo? Gli ho comunicato di non prestare fede alle notizie di agenzia e di attendere la mia decisione che ancora non era stata formalizzata". Sulla lista Provincia Democratica presentata oggi il giudizio di Pizzarotti è netto: "Sono tutti i volti della vecchia partitocrazia sconfitta alle elezioni. Hanno pensato solo al proprio interesse rispetto a quello dei cittadini e del territorio". Per il sindaco di Parma, "la lista unica istituzionale era l'idea migliore perchè permetteva a tutti di fare squadra e il confronto continuerà all'interno dell'assemblea dei sindaci. Qui va detto non c'era da spartirsi delle poltrone ma solo dei debiti, di cui purtroppo siamo esperti". Ed "era da tanto tempo che seguivamo questo percorso che ci ha permesso di conoscerci meglio fra noi sindaci della provincia di Parma ed eravamo pronti a condividere le problematiche del nostro territorio e cercare di dare risposte alle esigenze dei cittadini". Contro il Pd anche il presidente del Consiglio comunale Marco Vagnozzi: L'idea di un tavolo istituzionale di confronto è bella ma troppo avanti per alcuni politici locali. Come al solito qualcuno pensa più all'orticello di partito che al bene comune e ostacolano il fare rete". "Alla luce del fatto che non ci candideremo alla Provinciali per qualcuno la vicenda è chiusa, perché come abbiamo sempre sostenuto siamo contro le Province. Invece non lo è per noi, perché le Province rimangono, così come i suoi problemi" aggiunge il capogruppo Marco Bosi dopo l'annuncio di Pizzarotti di non volersi candidare. Tra i sindaci impegnati nella realizzazione del listone c'è Andrea Massari di Fidenza che all'agenzia Agi dichiara: "Non so se riusciremo perché c'è una discussione aperta: se riusciamo è una cosa molto semplice e banale, dettata dal buon senso. I sindaci stanno cercando di fare un ragionamento che non ha caratterizzazione politica ma di governo, istituzionale, dove gli amministratori del territorio ragionano di come fare insieme il governo di quell'ente che si chiamerà Provincia, che non ha più le risorse che avevano una volta le province, ma tutti gli stessi problemi di prima". Il listone istituzionale la segreteria provinciale Pd intenderebbe comunque presentarlo, con le opportune modifiche dopo l'uscita di scena di Pizzarotti. Tra i 12 nomi, sarebbero confermati i sei del Pd a partire dai sindaci di Salsomaggiore (Fritelli) e Fidenza (Massari); confermati anche i tre sindaci civici di Noceto (Fecci), Fornovo (Grenti) e Soragna (Iaconi Farina). Nei tre posti da assegnare, quello che era riservato a Pizzarotti e, per questioni personali, i due del centrodestra.
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TITOLO: Scuola, nuovo pasticcio: illegittimi i licei: 'brevi'. Ma sperimentazione già iniziata
DATA: 2014-09-17
OCCHIELLO: Il Tar del Lazio accoglie il ricorso della Flc Cgil contro l'iniziativa lanciata dall'ex ministro Carrozza
TESTO:I licei? brevi? lanciati dall? ex ministro Maria Chiara Carrozza sono illegittimi. Lo ha stabilito la terza sezione bis del Tar Lazio che lo scorso 16 settembre si è pronunciata su un ricorso presentato dalla Flc Cgil nei mesi scorsi. Nel 2013, il ministro Carrozza autorizza quattro scuole statali? il Liceo ginnasio statale Quinto Orazio Flacco di Bari, l?istituto superiore Ettore Maiorana di Brindisi, l?istituto tecnico economico Enrico Tosi di Busto Arsizio e l? istituto superiore Carlo Anti di Verona? a sperimentare l? abbreviazione il percorso scolastico da cinque a quattro anni. In precedenza, altri tre istituti paritari avevano ottenuto l? ok dal ministero per abbreviare il liceo: il collegio San Carlo di Milano, il Guido Carli di Brescia e l? istituto Olga Fiorini di Busto Arsizio. La sperimentazione nelle scuole statali è partita a settembre, ma adesso arriva il parere dei giudici amministrativi che annullano i decreti? 902 e 904 relativi alle sole scuole statali? con i quali viale Trastevere ha accolto le richieste dell? innovazione didattica che intenderebbe avvicinare l? Italia a quei paesi europei in cui la scuola superiore dura 4 anni. Il collegio presieduto da Pierina Biancofiore accoglie i rilievi opposti dalla Flc Cgil. Sono tre, secondo il sindacato di via Leopoldo Serra, i rilievi del Tar: ?è stato riconosciuta la illegittimità formale dei provvedimenti adottati, in assenza del prescritto parere del Cnpi? , ? tale assenza ha fatto sì che i decreti non fossero motivati sotto il profilo della necessità della riduzione di un anno della durata dell? anno legale di studi, anche con riferimento al DPR 275/99 sull? autonomia scolastica? ed? è stato ritenuto fondato il timore rappresentato dalla Flc di una evidente disparità di trattamento con coloro che effettuano il corso di studi quinquennale, come si è verificato in occasione di altre sperimentazioni? . Il Cnpi (il Consiglio nazionale della pubblica istruzione) venne abolito a partire dal primo gennaio 2013. Ma, secondo il Testo unico sulla scuola, per avviare una sperimentazione come quella di ridurre di un anno il percorso della secondaria di secondo grado occorre richiedere il parere al Cnpi. Un vuoto normativo che il governo Renzi avrebbe voluto sanare con un emendamento al decreto-legge sulla Pubblica amministrazione che abolisce il Cnpi, facendo salvi tutti i provvedimenti emanati anche in assenza del prescritto parere. Provvedimento che al posto del più importante organo collegiale della scuola italiana introduce il Cspi? il Consiglio superiore della pubblica istruzione? che deve essere elettro entro il 31 dicembre 2014. Ma i giudici del Tar non hanno voluto sentire ragioni condannando ugualmente il ministero e annullando i decreti sui quattro licei brevi statali. Il Miur ha annunciato che farà ricorso al Consiglio di Stato. "Il decreto legge 90 del 2014 spiega che il parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione non è dovuto", dicono al ministero dell'Istruzione, "dal 1999 le scuole possono attivare progetti innovativi che incidono sulla durata degli ordinamenti. Nessuna disparità di trattamento, i percorsi sperimentali vanno avanti".  
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TITOLO: Iraq, raid Usa contro l'Is a sud-ovest di Bagdad
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: E' la prima volta che aerei americani intervengono a sostegno delle forze regolari impegnate in combattimenti con i miliziani dello Stato islamico
TESTO:ROMA - Primi raid Usa in Iraq nell'ambito della più ampia operazione militare contro lo Stato islamico. Gli aerei americani sono entrati in azione a sud-ovest di Bagdad a sostegno delle forze irachene che avevano chiesto assistenza.   Colpita una postazione dei miliziani islamisti. Finora gli attacchi statunitensi avevano avuto lo scopo di proteggere gli interessi e il personale Usa, di aiutare gli sfollati e di garantire la sicurezza delle infrastrutture. E' la prima volta che gli aerei americani intervengono direttamente per appoggiare le truppe di Bagdad, in attuazione della nuova strategia autorizzata la settimana scorsa dal presidente Barack Obama, che prevede l'intensificarsi delle azioni e anche raid in Siria. Ed è la prima volta che intervengono così vicino alla capitale irachena. Novità che giungono poche ore dopo la conferenza di Parigi che ha sancito un patto tra Occidente e diversi Paesi arabi nella lotta allo Stato islamico. Il comando americano ha reso noto che un altro raid ha avuto luogo vicino a Sinjar e che sono stati distrutti sei veicoli dell'Is e una postazione da cui i miliziani sparavano sui militari iracheni. Dall'8 agosto scorso le forze statunitensi hanno effettuato più di 160 raid contro l'Is nel nord e nell'ovest dell'Iraq.
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TITOLO: Potenza, dirigente Digos morta in questura. Non fu suicidio, ma omicidio
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: Il caso di Anna Esposito. Indagava, tra le altre cose, sul caso Claps. La procura ora ipotizza il delitto e ha iscritto una persona nel registro degli. ..<br clear='all'/>
TESTO:POTENZA - Nelle indagini sulla morte di Anna Esposito, dirigente della Digos della questura di Potenza - riaperte circa un anno fa - la Procura della Repubblica di Potenza sta approfondendo l'ipotesi che la donna sia stata uccisa - e non si sia suicidata, come apparve in un primo momento - e ha iscritto una persona nel registro degli indagati con tale accusa. La notizia è stata confermata a Potenza, ma non si è appreso il nome della persona indagata. Il cadavere di Anna Esposito fu trovato il 12 marzo 2001 nell'appartamento di servizio che la donna occupava, nella caserma "Zaccagnino" della Polizia di Stato, a Potenza. La prima ipotesi fu quella che Esposito si fosse suicidata, impiccandosi con una cintura alla maniglia di una porta. Non si trovarono motivi che avrebbero potuto spingere Esposito a togliersi la vita, nè messaggi per spiegare il gesto. Il pubblico ministero ipotizzò l'istigazione al suicidio: successivamente, l'inchiesta fu archiviata, senza indagati. Dall'autopsia non emersero tracce di sostanze tossiche nel sangue della funzionaria della Polizia. Lo scorso anno - si saputo stamani - il fascicolo è stato riaperto con l'ipotesi di omicidio. Due le ipotesi sulle quali lavorano gli investigatori: la prima mette in relazione il delitto di Esposito con la scoperta, da parte della donna, di particolari relativi all'assassinio di Elisa Claps, la ragazza potentina scomparsa nel 1993, il cadavere della quale è stato trovato nel 2010 nel sottotetto di una chiesa, sempre a Potenza. La seconda ipotesi fa riferimento ad una possibile pista passionale.
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TITOLO: Strage di Erba, è morto Frigerio: sfuggì alla morte e incastrò con le sue accuse Olindo e Rosa
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: L'uomo, 73 anni, fu decisivo nell'inchiesta che portò in carcere la coppia: anche la moglie perse la vita con Raffaella Castagna, il figlio Youssef e Paola. ..<br clear='all'/>
TESTO:COMO - "Lo ripeterò finché campo: è stato Olindo, non dimenticherò mai quegli occhi'. E' morto dopo una lunga malattia, nel centro di cura in cui era ospitato da alcuni mesi, Mario Frigerio, 73 anni, il supertestimone della strage di Erba, unico sopravvissuto alla mattanza in cui rimasero uccise quattro persone fra cui la moglie Valeria Cherubini. Era la sera dell'11 dicembre del 2006 quando i coniugi Frigerio, attirati dalle grida e dal fumo provenienti dall'appartamento al piano di superiore della palazzina in via Diaz, uscirono sulle scale. Così furono travolti dalla furia omicida dei vicini di casa, Olindo Romano e Rosa Bazzi, 48 e 47 anni, marito e moglie, lui netturbino e lei donna delle pulizie, poi a titolo definitivo per i delitti e il tentato omicidio di Frigerio. Dopo aver massacrato Raffaella Castagna, trent'anni, il figlio Youssef Marzouk, due anni, e Paola Galli, 60, madre e nonna dei primi due, i Romano aggredirono mortalmente la moglie 55enne di Frigerio e lasciarono l'uomo in un lago di sangue ma miracolosamente vivo. Frigerio sopravvisse grazie a una malformazione congenita. Il colpo di lama infertogli al collo non fu letale: come poi accertato, la carotide si trovava in una posizione diversa rispetto alla normale fisiologia del corpo. Dopo settimane di cure, al risveglio in ospedale, Frigerio con un filo di voce accusò immediatamente la coppia. "E' stato l'Olindo", disse portando le indagini a una svolta decisiva. Su tutta la vicenda pende però da due anni un ricorso alla Corte di Strasburgo e, a breve, una richiesta di revisione a Brescia, come ha ricordato Carlo Verdelli ricostruendo su Repubblica l'intero accaduto. I due furono arrestati il 9 gennaio del 2007. Parole confermate nella drammatica testimonianza rilasciata durante il processo. Voce ferma e sguardo puntato verso la gabbia con i Romano, Frigerio non lasciò spazio al dubbio: "Fuori dalla porta è apparso Olindo, mi fissava con occhi da assassino, non dimenticherò quello sguardo per tutta la vita". Fino a pochi giorni prima del processo il sopravvissuto veniva descritto dai figli Elena e Andrea come un uomo distrutto, senza più desiderio di stare al mondo. Ma durante il dibattimento trovò forza e fu lapidario sia nella ricostruzione dei fatti sia nel controesame. Quando la difesa dei Romano tentò di incalzarlo rispose sdegnato: "Dovreste vergognarvi". La sera della strage doveva essere una serata come tante per i Frigerio. Prima la spesa, poi la cena alle 19 e il marito che si siede davanti alla tv mentre la moglie porta fuori il cane. E' un attimo, sentono un urlo: "Un grido di sofferenza - spiegherà l'uomo -  he non avevo mai udito". Poi il silenzio, per un quarto d'ora, fino all'odore di fumo che permea le scale. Dopo la strage, i Romano hanno cercato di appiccare il fuoco per simulare un incendio. Frigerio e la moglie escono sulle scale e incontrano Olindo - "una belva", dice l'uomo - che si avventa su di loro: "Mi schiacciava con il suo peso, era a cavalcioni su di me. Ha estratto il coltello mentre mia moglie invocava aiuto. Poi mi ha tagliato la gola, non ho sentito più nulla, solo il sangue che usciva e il fuoco che divampava. Ho pensato: se non muoio per la ferita, muoio tra le fiamme".
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TITOLO: Clan. Lo Russo, 34 arresti. Alfano: "Lo Stato c'è"
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: Controllavano le piazze di spaccio nei quartieri Miano e Sanità. I gestori erano costretti a pagare una: "tassa di concessione" ai boss<br clear='all'/>
TESTO:Sono 34 le persone arrestate a Napoli nel corso del blitz anticamorra contro esponenti del clan Lo Russo. Le accuse contestate agli indagati sono, a vario titolo, associazione di tipo mafioso e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti per aver gestito diverse piazze di spaccio e venduto droga nell'area controllata dall'organizzazione criminale: Miano e zone limitrofe e il rione Sanità. L'indagine condotta dai carabinieri del comando provinciale è stata coordinata dai pm Henry John Woodcock ed Enrica Parascandolo con il procuratore aggiunto Filippo Beatrice Il provvedimento cautelare, eseguito dai carabinieri su richiesta della Dda partenopea, si fonda sui racconti di recenti collaboratori di giustizia - soprattutto il capoclan Salvatore Lo Russo, ma anche personaggi legati a clan alleati - che hanno consentito di individuare ulteriori appartenenti al gruppo camorristico. Tra questi c'era chi aveva compiti di scorta armata, chi era coinvolto nella gestione delle estorsioni, oltre ai componenti dei gruppi di fuoco e a quelli dediti al controllo delle piazze di spaccio del territorio. E' stato anche ricostruito il nuovo organigramma del clan e i mutamenti registrati dopo la decisione di collaborare con la giustizia di Salvatore Lo Russo nonché le ripercussioni sulla leadership del figlio Antonio, arrestato lo scorso mese di aprile in Costa azzurra dopo quattro anni di latitanza.
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TITOLO: 'Ndrangheta: nessuno demolisce la casa del boss, accetta solo l'imprenditore sotto scorta
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: Duecentocinquanta metri su un piano, realizzata a metà degli anni '80 in piena zona archeologica, la villa era disabitata dal 2011 ma per anni nessuna impresa. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROSARNO (REGGIO CALABRIA) - Restava in piedi, arrogante, costruita su un sito di valore archeologico e nessuno la voleva demolire, nonostante gli atti fossero stati istruiti già dai primi anni del 2000. La casa del boss era disabitata da tre anni, da quando a giugno del 2011 le forze dell'ordine avevano dato l'ordine di sgombero. Oggi la villa abusiva della famiglia Pesce di Rosarno inizierà ad essereà demolita grazie al coraggio di Gaetano Saffioti, un imprenditore edile sotto scorta da 17 anni per avere denunciato boss e gregari della 'ndrangheta della Piana di Gioia Tauro. E' stato lui il solo ad accettare l'avvio dei lavori per la demolizione rispondendo sì al Prefetto di Reggio Calabria Claudio Sammartino. Per anni nessuna impresa del luogo aveva mai risposto ai bandi e alle richieste del Comune. Dopo un primo sopralluogo effettuato ieri, i mezzi del testimone di giustizia - come scrive il 'Quotidiano del sud' - entreranno in azione per avviare la demolizione che durerà alcuni giorni. L'immobile era di proprietà di Giuseppa Bonarrigo, di 78 anni, madre di Antonino, Vincenzo, Rocco, Savino e Giuseppe Pesce, quest'ultimo detenuto. Della casa e degli incontri tra boss che si svolgevano ha parlato anche Giuseppina Pesce, la figlia del boss Salvatore divenuta collaboratrice di giustizia. Duecentocinquanta metri su un solo piano, realizzata a metà degli anni '80 in piena zona archeologica, la casa era stata acquisita al patrimonio del Comune di Rosarno nel 2003 dal sindaco dell'epoca Giuseppe Lavorato. Il sindaco della primavera rosarnese l'acquisì al patrimonio comunale per la demolizione. Un atto coraggioso che portò poche settimane dopo all'esplosione di decine di colpi di kalashnikov sulla facciata del nuovo palazzo comunale. Ma Lavorato non si piegò e istruì tutti gli atti necessari per la demolizione. Da allora si sono susseguiti una serie di bandi pubblici andati regolarmente deserti. L'ultimo dell'attuale sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi lo scorso anno. Dopo l'insediamento del Prefetto Sammartino, però qualcosa è cambiato. In sinergia con il Comando provinciale dei carabinieri, interessato dalla Tripodi, Sammartino ha accelerato l'iter e ha contattato l'impresa di Saffioti, il quale ha detto subito sì e da oggi è al lavoro con i suoi mezzi. Si è recato personalemente sul posto con i suoi operai. I Pesce sono una delle più potenti cosche della 'ndrangheta, con un esercito di affiliati inquadrati in 30 'locali' e in una miriade di 'ndrine, con interessi che si estendono da Reggio Calabria a Milano. Ha la propria base operativa nella Piana di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria. Il clan gestisce tutti i traffici dell'area di Gioia Tauro. Dal porto alla droga, dalle estorsioni al controllo dei mercati agricoli.
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TITOLO: Raid nella stanza di Scarpinato. Scatta l'allarme in tribunale
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: La notte fra il 2 e il 3 settembre qualcuno è entrato nell'ufficio del procuratore generale di Palermo, al primo piano dell'edificio, e ha lasciato sulla. ..<br clear='all'/>
TESTO:Un nuovo spettro aleggia sul palazzo di giustizia di Palermo. La notte fra il 2 e il 3 settembre, qualcuno è entrato nella stanza del procuratore generale Roberto Scarpinato, al primo piano dell'edificio, e ha lasciato sulla scrivania un'inquietante lettera di minacce. L'anonimo invita il magistrato a fermare le sue indagini, "possiamo raggiungerti ovunque" scrive. E poi fa diversi riferimenti ai luoghi più frequentati dal procuratore generale. La tensione è tornata alta al "palazzaccio", adesso c'è un'indagine riservatissima sulla misteriosa incursione nell'ufficio di Scarpinato: a condurla è la procura di Caltanissetta, che ha già disposto numerosi accertamenti, delegati dagli investigatori della squadra mobile nissena. Sono state visionate le riprese delle telecamere a circuito chiuso del palazzo, la Scientifica è andata a caccia di tracce. L'indagine è in pieno svolgimento. Ed è l'ennesima di questo tipo negli ultimi mesi, scanditi da lettere anonime e minacce nei confronti deimagistrati di Palermo: prima Nino Di Matteo e i pm del pool trattativa; poi Teresa Principato, il procuratore aggiunto che coordina le indagini per la cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro. Dell'ultima incursione al palazzo di giustizia si è occupato nei giorni scorsi anche il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto Francesca Cannizzo. Non sono state varate nuove misure di sicurezza per il procuratore generale, è stata però raccomandata massima vigilanza al suo dispositivo di vigilanza e scorta. Resta il tema dell'accesso alla procura generale: solo l'ingresso principale è vigilato, l'altro è del tutto incustodito. Perché adesso queste minacce a Roberto Scarpinato, memoria storica dell'antimafia palermitana? Quali indagini sta conducendo il procuratore generale? Quali approfondimenti hanno messo in agitazione l'anonimo estensore della lettera e del raid? (Sempre che sia uno solo). Non è un mistero che in questi ultimi mesi il magistrato è soprattutto alle prese con la preparazione del processo d'appello per il generale Mario Mori e per il colonnello Mauro Obinu, assolti in primo grado dall'accusa di aver favorito la latitanza di Bernardo Provenzano. Dopo l'arrivo di nuovi atti dalla procura della Repubblica, il procuratore generale Scarpinato e il sostituto Luigi Patronaggio stanno adesso cercando di scandagliare nei misteri dei servizi segreti deviati. E all'udienza del 26 settembre chiederanno la riapertura dell'istruttoria dibattimentale. La posta in gioco è alta per le tesi dell'accusa, e le refluenze sono evidenti anche per il processo "trattativa mafia-Stato", in cui Mori è pure imputato. Nessuno conferma, nessuno commenta l'ultimo mistero del palazzo di giustizia. Ma, intanto, si fa anche strada l'ipotesi che l'incursione sia stata fatta non solo per minacciare, ma soprattutto per spiare le ultime indagini di Scarpinato e Patronaggio. Quelle sui servizi deviati? O altre? All'improvviso, sembra tornata la stagione delle talpe.
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TITOLO: Fermati 7 scafisti, 1.613 migranti sbarcano sulle coste italiane
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: In centina a Catania, a Porto Empedocle, Vibo Valentia e Salerno<br clear='all'/>
TESTO:PALERMO - In poche ore 1.613 migranti sono sbarcati questa mattina sulle coste italiane. Si tratta di migranti soccorsi tra ieri e domenica e che oggi sono stati portati a Catania, a Porto Empedocle, a Vibo Valentia e a Salerno. Poco dopo lo sbarco nel porto di Salerno, la polizia ha fermato due presunti scafisti. Mentre a Brindisi sono stati identificati e sottoposti a fermo 5 scafisti che si trovavano ieri a bordo della nave Diciotti da cui sono sbarcati 594 migranti salvati in tre distinte operazioni al largo della Libia. I sei rispondono di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e sono stati trasferiti nel carcere di Brindisi su disposizione del pm di turno, Giuseppe De Nozza. La nave d'altura "Fiorillo" della Guardia costiera con a bordo 169 migranti è arrivata in mattinata nel porto di Catania, mentre nelle stesse ore sono sbarcate103 persone a Porto Empedocle a bordo della motovedetta CP267 della Guardia Costiera. Gli immigrati delle due imbarcazioni sono stati tutti  recuperati ieri nel Canale di Sicilia ieri.
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TITOLO: Due diciassettenni fermati a Taranto per violenza sessuale su una coetanea
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: La ragazza ha denunciato l'aggressione al pronto soccorso dell'ospedale Santissima Annunziata
TESTO:Due  diciassettenni sono stati sottoposti a fermo dalla polizia a Taranto, con l'accusa di violenza sessuale a una coetanea. Gli agenti sono intervenuti al Pronto Soccorso dell'ospedale Santissima Annunziata, allertati dal medico di turno dopo l'arrivo di una ragazza che aveva denunciato di aver subito violenza. Ricevute le cure del caso, la minore, accompagnata dai genitori negli uffici della Questura, ha denunciato agli investigatori che l'altra sera, appena scesa di casa per raggiungere poco lontano i suoi amici di comitiva, era stata avvicinata da due ragazzi che dopo averle strappato dalle mani il cellulare, l'hanno costretta a salire a bordo di uno scooter e poi, raggiunta una zona isolata, violentata e abbandonata in lacrime. Solo ieri la giovane si è confidata con la madre che l'ha così accompagnarla al pronto soccorso. Gli investigatori, grazie alla denuncia della ragazza, hanno rintracciato e fermato i due malfattori.
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TITOLO: Carlotta Sami: "Subito i visti umanitari, tre milioni di profughi in fuga verso l'Europa"
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: La portavoce in Italia dell'Unhcr, l'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu, a proposito della strage continua e prolungata di migranti: "Fuggono dai. ..
TESTO:"NON riesco neanche a immaginare quanti possano essere", ripete Carlotta Sami, portavoce in Italia dell'Unhcr, l'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu, a proposito di questa strage continua e prolungata di migranti. "Fuggono verso l'Europa dai luoghi dove si combatte e si muore: dall'Ucraina, da Gaza, dalla Libia, dalla Siria, dall'Iraq. Un numero enorme di persone. Hanno diritto di essere accolti tutti, bisogna trovare il modo di farli arrivare in modo legale e sicuro. Perché fuggono dalla guerra e da violenze inaudite". Qual è l'entità di questa crisi? "È davvero difficile fare stime, soltanto i rifugiati siriani sono tre milioni. La maggior parte di loro si trova in Libano, Iraq, Giordania e Turchia. E dall'inizio dell'anno in Europa sono arrivate 130 mila persone, il doppio dell'anno scorso". Cosa dovrebbe fare l'Europa? "Intanto, tutti dovrebbero comprendere che dietro quei numeri allarmanti ci sono volti, storie di uomini e di donne, giovani e bambini. A loro bisognerebbe offrire opportunità concrete per raggiungere l'Europa: per esempio, attraverso visti umanitari. Oppure, attraverso sponsorizzazioni che consentano ai più giovani di studiare nelle nostre scuole, nelle nostre università. Si potrebbero attivare anche progetti di reinserimento, o visti specifici per il lavoro". Quanti sono i rifugiati che attraversano il Mediterraneo per raggiungere l'Europa? "Rappresentano almeno il 50 per cento di quelli che salgono sui barconi della speranza, ecco perché bisogna attivarsi al più presto per evitare altre stragi del mare. L'Europa deve trovare una strategia politica di intervento". Che ruolo può avere l'Italia in questa nuova sfida per l'accoglienza dei rifugiati? "L'Italia sta già facendo molto per il salvataggio in mare e per l'accoglienza dei migranti. L'esperienza maturata sarà di certo importante, soprattutto per vincere quell'indifferenza al problema che spesso diventa il principale ostacolo alla risoluzione dell'emergenza dei rifugiati. Perché i numeri e le statistiche continuano a prevalere sulle storie dei profughi. Per noi è una battaglia quotidiana, per cercare di accendere i riflettori sulle cause che portano così tante persone a fuggire dalla propria terra, in ogni modo, anche rischiando la vita in mare".
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TITOLO: Omicidio-suicidio a Milano, muoiono in due precipitando dal 7° piano: lui vent'anni, lei 19
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: La tragedia nell'appartamento del ragazzo in via Novaro (zona Affori). La polizia parla di omicidio-suicidio, ma non esclude alcuna ipotesi. I testimoni: "Lui. ..
TESTO:Una ragazza di 19 anni, A.P. , e un ragazzo di 20, P. M.D. , sono precipitati lunedì notte a Milano, in zona Affori, dal settimo piano di un palazzo in via Novaro. I corpi sono finiti in un seminterrato nella zona dei box dopo un volo di una ventina di metri. La ragazza è mora sul colpo, il ragazzo il ventenne qualche ora più tardi all'ospedale San Gerardo di Monza. Si ritiene che tra i due ci fosse un legame, qualcosa che andava oltre l'amicizia. Le prime indicazioni della dinamica arrivano dai testimoni. "Lui l'ha trascinata giù", ha raccontato in un bar una modella inglese che abita di fronte all'appartamento. Un'altra condomina racconta: "Ho sentito delle urla, la voce di una ragazza che gridava". E aggiunge: "Lei gridava 'aiuto, aiuto! '. Abbiamo chiamato la polizia, poco dopo abbiamo sentito un rumore terribile. Un tonfo incredibile, agghiacciante". La polizia propende per l'omicidio-suicidio, ma non esclude alcuna ipotesi. L'attendibilità dei testimoni, aggiungono in questura, deve ancora essere vagliata. Di certo c'è che il ragazzo aveva già tentato di togliersi la vita.
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TITOLO: "Gli scafisti hanno affondato il barcone, poi sono rimasti a guardarci affogare"
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: Il racconto dei migranti sopravvissuti a una delle tragedie di questi giorni. "Volevano costringerci a salire su un'altra imbarcazione ma al nostro rifiuto. ..
TESTO:POZZALLO - "Li hanno ammazzati, ci hanno affondato perché volevano trasferirci su un'altra barca più piccola. Eravamo oltre 500, uno sopra l'altro, e quando ci hanno detto che dovevamo andare su quell'altra barca ci siamo rifiutati perché saremmo sicuramente finiti in fondo al mare. A quel punto gli scafisti, quelli che ci avevano caricato nel porto di Damietta in Egitto, ci hanno speronato fracassando la prua e siamo finiti tutti in mare. Noi ci siamo salvati, ma gli altri, centinaia di persone, sono tutte annegate". Quante? Hamed, 16 anni appena, palestinese e dimesso dall'ospedale di Pozzallo l'altro ieri adesso si trova con altre decine di coetanei nel reparto riservato ai minori del centro d'accoglienza di Pozzallo, ancora frastornato e parla con un altro suo connazionale, anche lui sopravvissuto alla carneficina di venerdì scorso nelle acque tra la costa maltese e quella ragusana. "Quelli come me che sono stati salvati dalla nave (il mercantile "Pegasus", battende bandiera panamense, ndr) siamo stati in 9 o dieci. Tutti gli altri, centinaia di persone, intere famiglie con bambini sono morti, finiti in fondo al mare". I responsabili di quell'omicidio di massa sulla quale ora sta indagando la Procura di Catania per il reato di "strage", sono  fuggiti con quel barcone che era la "cabina di regia della morte" e sono già probabilmente rientrati in Egitto pronti ad organizzare altre traversate. "Erano in tre o quattro - racconta il ragazzo palestinese sopravvissuto alla tragedia - gli stessi che ci avevano prelevato il 6 settembre scorso dal capannone vicino a una spiaggia, in Egitto. Perché eravamo lì, in attesa di partire da alcune settimane. In 500, molti palestinesi, tanti siriani e sudanesi: tutti prigionieri in quel capannone vicino a Damietta. Quando siamo partiti il mare era per fortuna molto buono, ma su quel barcone eravamo tantissimi e avevamo paura di affondare. Durante la navigazione che è durata due o tre giorni, non ricordo bene, ci avevano fatti spostare da un barcone all'altro. Abbiamo cambiato barca almeno tre volte, poi i trafficanti dalla loro imbarcazione ci avevano ordinato di trasferirci su un'altra barca ancora, molto più piccola di quella sulla quale stavamo navigando a pelo d'acqua, rischiando di rovesciarci da un momento all'altro. Molti di noi si sono rifiutati perché saremmo sicuramente affondati. "Non possiamo andare su quella barca, come facciamo a entrarci tutti? ", chiedevamo agli scafisti. A  certo punto, dopo molti minuti gli scafisti si sono arrabbiati e ci hanno speronato facendoci cadere tutti in mare". Molti sono annegati subito, altri hanno tentato di aggrapparsi a qualunque cosa galleggiasse. "Chiedevamo aiuto mentre stavamo per annegare e "loro" (gli scafisti, ndr) ci guardavano come se fossero al cinema. Scomparivano uno dopo l'altro, il mare ci inghiottiva velocemente, molti di noi, compreso me, non sapevamo nuotare, io prima di allora non l'avevo mai visto il mare. In sette oppure otto ci siamo aggrappati a un salvagente ma con il passare delle ore molti non ce l'hanno fatta e siamo rimasti solo in due, io e un altro ragazzo, mio connazionale che indossava un giubbotto salvagente. Poi è sparito anche lui. Altri stavano aggrappati a dei piccoli pezzi di legno e la corrente se li portava via. Per molte ore, non so quante, siamo rimasti in acqua in quelle condizioni". Hamed e gli altri otto sopravvissuti sono stati salvati dal mercantile Pegasus che a bordo aveva già oltre 300 naufraghi raccolti in mare durante la navigazione. "Quando ho visto quella grande nave che avanzava lentamente ho alzato una mano per chiedere aiuto, non avevo più voce né forza. Ho avuto paura perché pensavo che non mi vedessero. Invece, per fortuna, non è stato così. Hanno calato una piccola barca in mare e mi hanno salvato". Hamed adesso spera di lasciare Pozzallo per raggiungere alcuni parenti che si trovano in nord Europa. "Lì, in Norvegia, ho alcuni cugini che molti anni fa sono riusciti a partire dalla Palestina e vivono tranquilli e felici. Lavorano e mandano soldi a casa ed è quello che ho promesso di fare anch'io a mio padre e mia madre quando sono partito per raggiungere l'Europa. Spero di riuscirci".  
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TITOLO: Francia, droga nell'auto del corpo diplomatico vaticano. Fermati due italiani. Padre Lombardi: "Non c'entrano con la Santa Sede"
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: Qualcosa ha insospettito i doganieri del casello di Chambery. E dalla perquisizione sono saltati fuori dai bagagli quattro chili di cocaina e due etti di. ..
TESTO:Operazione San Gennaro, quando, dopo essersi riappropriati del tesoro del Santo all'aeroporto di Capodichino, sfuggono alla sicurezza della struttura infilandosi nell'auto con autista di un cardinale, autentico, credendo si tratti di un complice travestito. Stavolta l'epilogo non è stato favorevole ai trafficanti. Contro le loro previsioni, qualcosa deve avere insospettito i doganieri al casello autostradale di Chambery, in Francia, non distante dal confine con l'Italia. Scattata la perquisizione, ecco saltar fuori il "tesoro", nascosto in valigie e borse: quattro chili di cocaina e due etti di cannabis. Così  due italiani, di 30 e 41 anni e di cui non sono state rese note le generalità, sono stati posti in stato di fermo per 48 ore, già prorogato a 96. Dovranno comparire davanti a un magistrato con l'accusa di traffico di stupefacenti. L'episodio è accaduto domenica scorsa, ed è stato rivelato dall'emittente RTL solo oggi. Fonti della polizia francese chiariscono che i due italiani fermati non dispongono di passaporto diplomatico. Dettaglio importante, perché escluderebbe, al momento, il personale della Santa Sede da eventuali responsabilità nel traffico di droga. Come i due fermati siano venuti in possesso dell'auto è presto detto. Riporta Rtl che è stato il segretario particolare del cardinale Mejia a metter loro in mano le chiavi della vettura, con il compito di farla revisionare. Di lì, il presunto colpo di genio dei due: approfittare della disponibilità dell'auto per fare un viaggio in Spagna e comprare la droga, certi che con targa diplomatica nessuno li avrebbe fermati. Dal Vaticano, il portavoce padre Federico Lombardi non smentisce la ricostruzione, diffusa dai media francesi, e conferma che "la macchina del cardinale Mejia è stata fermata in Francia. Non sono in grado di dire quante persone ci fossero a bordo, ma posso affermare che non sono coinvolte persone della Santa Sede, né ovviamente il cardinale, che è anziano e malato. Toccherà alle autorità di polizia proseguire le indagini".
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TITOLO: Ucraina sfida i separatisti: status speciale alle regioni del sud-est
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: Il parlamento di Kiev ha anche fissato elezioni locali anticipate per il 7 dicembre e un'amnistia. I filorussi: "Siamo già indipendenti". Ratificato l'accordo. ..
TESTO:Queste leggi erano previste dal piano di pace delineato il 5 settembre nel protocollo che sancisce la tregua bilaterale, firmato a Minsk dal delegato della presidenza ucraina, Leonid Kutchma, dai rappresentanti dei separatisti, dall'Osce e dall'ambasciatore russo a Kiev. Ma il punto centrale, quello dello statuto autonomo per le regioni coinvolte nel conflitto, è stato subito dopo oggetto di un duello a distanza tra governo ucraino e ribelli, che non intendono accettare né la differenziazione tra distretti né l'autonomia come meta del processo di pace. La tregua firmata il 5 settembre ufficialmente continua, ma le crepe sono sempre più evidenti. Gli scontri sono meno sporadici: almeno 10 i morti tra la popolazione solo da domenica scorsa. Nelle ultime 24 ore sono almeno tre le vittime tra i civili. Questa mattina un proiettile di mortaio ha colpito un autobus di linea a Donetsk uccidendo una donna e ferendo un altro passeggero. Al momento dell'esplosione, a bordo dell'autobus, c'erano una decina di persone. Europa. Il parlamento di Kiev e quello europeo hanno ratificato l'accordo di associazione con l'Ue. Ma l'attuazione della creazione di una zona di libero scambio è stata tuttavia rimandata a dopo il 2015, per consentire alla Russia di fare fronte alle conseguenze dell'intesa sul fronte commerciale. "Centinaia sono morti perchè l'Ucraina possa trovare posto in Europa", ha detto Poroshenko che ha ricordato che "nessun paese dopo la seconda guerra mondiale ha dovuto pagare un prezzo così alto per far parte di questa comunità. Le forze che volevano fermare il processo sono state sconfitte". Il presidente dell'europarlamento, Martin Schulz, invita a non dimenticare quanto successo: "Un anno fa nessuno poteva immaginare che si potessero ridisegnare le frontiere con la forza", invece ora "è tornata la paura della guerra in Europa" e "quando è accaduto in Ucraina riguarda tutti noi".   Gas. Si terrà "certamente la settimana prossima", ma la data precisa deve essere ancora fissata, il nuovo incontro tra Russia, Ucraina ed Ue sulla delle forniture di gas russo a Kiev. Lo ha annunciato il ministro russo dell'Energia, Aleksandr Novak, che ieri aveva respinto la proposta europea di riprendere i colloqui trilaterali il 20 settembre. "Pensiamo che a breve sarà presa una decisione dettagliata sull'incontro, ma certo ci sarà la settimana prossima", ha detto Novak. L'Ue preme affinchè sia trovata una soluzione della disputa tra Mosca e Kiev, che vede interrotte le forniture russe all'Ucraina dal mese di giugno. E che, se non si arriverà presto a un accordo, potrebbe comportare serie complicazioni anche per l'Europa durante la stagione invernale. Crimea. Intanto, il ministro della Difesa russo, Sergey Shoigu, ha annunciato che Mosca rafforzerà la presenza militare in Crimea. "La situazione nel teatro operativo sud-occidentale è drasticamente cambiata dall'inizio dell'anno", ha detto Shoigu, durante un incontro al suo ministero. "Una delle priorità chiave per il distretto militare meridionale è diventata il dispiegamento di un vero e proprio contingente militare, che sia di massima efficienza in modo autonomo", ha aggiunto.  
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TITOLO: Afghanistan, attentato kamikaze nel centro di Kabul: 3 militari morti
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: L'esplosione nei pressi dell'ambasciata Usa, obiettivo un convoglio del contingente internazionale. Diversi feriti anche tra i civili
TESTO:KABUL - Un kamikaze a bordo di un'autobomba, che aveva come bersaglio un convoglio militare straniero, si è fatto esplodere nel centro di Kabul, primo grande attacco nella capitale afgana da settimane, provocando tre morti e diversi feriti. Le vittime sono tutti militari del contingente internazionale. La mega esplosione è avvenuta nei pressi dell'entrata principale dell'ambasciata americana verso le 8 locali (le 5.30 In italia) durante l'ora di maggiore traffico, provocando diversi feriti. "Un kamikaze al volante di un'autobomba ha colpito un convoglio di forze straniere dirette all'aeroporto", ha dichiarato un responsabile della sicurezza locale.
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TITOLO: I 2 operai uccisi «Il costruttore li chiamò a casa»
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: il fratello di uno dei due operai kosovari uccisi: «Era stato il costruttore a convocarli. “Lasciamo stare gli avvocati, accordiamoci”. L’autopsia in settimana
TESTO:«Era stato Ciferri a chiamare mio fratello Mustafà e Avdyli ieri mattina: aveva detto? venite qua, lasciamo stare gli avvocati, ci mettiamo d? accordo e vi do i soldi, ce l? ho a casa? . E invece. ..». Zeko Nexhmedin è il fratello di uno dei due carpentieri kosovari ammazzati a colpi di pistola lunedì a Fermo dall? ex datore di lavoro Gianluca Ciferri, dal quale aspettavano da mesi gli stipendi arretrati: «circa 11.800 euro Mustafa? e oltre 4.400 euro Avdyli Valdet». Dichiarazioni al vaglio dai carabinieri della compagnia di Fermo diretta da Pasquale Zacheo che martedì hanno interrogato numerose persone. Parenti, conoscenti, colleghi di lavoro sia di Ciferri che dei due uccisi. Uno degli obiettivi dell? indagine è quello di chiarire se i tre avessero effettivamente un appuntamento, come raccontato dal fratello di Nexhmedin, o se invece si sia trattato di un agguato, come detto dal costruttore. Altri elementi importanti arriveranno dall? autopsia, prevista non prima di mercoledì. I colpi che hanno centrato i lavoranti kosovari sono più di due. Quando alla piccozza, sembra che appartenesse allo stesso Ciferri. Gli investigatori stanno cercando di chiarire se sia stata prelevata a casa del costruttore o se i due lavoranti l? avessero portata con sé. Importante sarà l? analisi delle impronte digitali.
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TITOLO: Il senatore omosex Sergio. Lo Giudice: "Che errore opporsi al matrimonio gay ma serve una legge"
DATA: 2014-09-16
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TESTO:BOLOGNA - Si è sposato a Oslo, è riuscito a fare concepire un figlio in America con la maternità surrogata e ieri finalmente ha potuto trascrivere il suo matrimonio anche a Bologna, la sua città. Il senatore del Pd Sergio Lo Giudice ieri mattina ha depositato gli atti all'ufficio protocollo con Michele Giarratano, suo marito. Con loro c'era il piccolo Luca, loro figlio. "La trascrizione è la presa d'atto che questi matrimoni sono accaduti, che noi esistiamo. E poi sono orgoglioso che la battaglia cominci qui, sotto le Due Torri. Questa è la città del Liber Paradisus, che per prima ha liberato gli schiavi". Il prefetto non è d'accordo. "Il prefetto ha detto con parole imprecise quello che è chiaro a tutti: questi atti non hanno effetti giuridici. Sbaglia quando dice che il sindaco non può trascrivere l'atto, ma la sua lettera rimarca anche un dato di realtà: è necessaria una legge". La strada è ancora molto lunga? "Ogni giorno vengo insultato dagli integralisti cattolici sui social network. La scelta di piena visibilità, che abbiamo fatto io e Michele, è la prima strada per combattere l'omofobia. Poi in Commissione giustizia è in discussione un testo sulle unioni civili sul modello tedesco: non è un matrimonio, ma sarebbe un bel passo in avanti".
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TITOLO: Due diciassettenni fermati a Taranto per violenza sessuale su una coetanea
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: La ragazza ha denunciato l'aggressione al pronto soccorso dell'ospedale Santissima Annunziata<br clear='all'/>
TESTO:Due  diciassettenni sono stati sottoposti a fermo dalla polizia a Taranto, con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una ragazza di 14 anni. Gli agenti sono intervenuti al Pronto Soccorso dell'ospedale Santissima Annunziata, allertati dal medico di turno dopo l'arrivo di una ragazza che aveva denunciato di aver subito violenza. Ricevute le cure del caso, la minore, accompagnata dai genitori negli uffici della Questura, ha denunciato agli investigatori che l'altra sera, appena scesa di casa per raggiungere poco lontano i suoi amici di comitiva, era stata avvicinata da due ragazzi che dopo averle strappato dalle mani il cellulare, l'hanno costretta a salire a bordo di uno scooter e poi, raggiunta una zona isolata, violentata e abbandonata in lacrime. Solo ieri la giovane si è confidata con la madre che l'ha così accompagnarla al pronto soccorso. Gli investigatori, grazie alla denuncia della ragazza, hanno rintracciato e fermato i due malfattori.
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TITOLO: Strage di Erba, è morto Frigerio: sfuggì alla morte e incastrò con le sue accuse Olindo e Rosa
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: L'uomo, 73 anni, fu decisivo nell'inchiesta che portò in carcere la coppia: anche la moglie perse la vita con Raffaella Castagna, il figlio Youssef e Paola. ..<br clear='all'/>
TESTO:COMO - "Lo ripeterò finché campo: è stato Olindo, non dimenticherò mai quegli occhi'. E' morto dopo una lunga malattia, nel centro di cura in cui era ospitato da alcuni mesi, Mario Frigerio, 73 anni, il supertestimone della strage di Erba, unico sopravvissuto alla mattanza in cui rimasero uccise quattro persone fra cui la moglie Valeria Cherubini. Era la sera dell'11 dicembre del 2006 quando i coniugi Frigerio, attirati dalle grida e dal fumo provenienti dall'appartamento al piano di superiore della palazzina in via Diaz, uscirono sulle scale. Così furono travolti dalla furia omicida dei vicini di casa, Olindo Romano e Rosa Bazzi, 48 e 47 anni, marito e moglie, lui netturbino e lei donna delle pulizie, poi a titolo definitivo per i delitti e il tentato omicidio di Frigerio. Su tutta la vicenda pende però da due anni un ricorso alla Corte di Strasburgo e, a breve, una richiesta di revisione a Brescia, come ha ricordato Carlo Verdelli ricostruendo su Repubblica l'iter investigativo e processuale. Dopo aver massacrato Raffaella Castagna, trent'anni, il figlio Youssef Marzouk, due anni, e Paola Galli, 60, madre e nonna dei primi due, i Romano aggredirono mortalmente la moglie 55enne di Frigerio e lasciarono l'uomo in un lago di sangue ma miracolosamente vivo. Frigerio sopravvisse grazie a una malformazione congenita. Il colpo di lama infertogli al collo non fu letale: come poi accertato, la carotide si trovava in una posizione diversa rispetto alla normale fisiologia del corpo. Dopo settimane di cure, al risveglio in ospedale, Frigerio con un filo di voce accusò immediatamente la coppia. "E' stato l'Olindo", disse portando le indagini a una svolta decisiva. I due furono arrestati il 9 gennaio del 2007. Parole confermate nella drammatica testimonianza rilasciata durante il processo. Voce ferma e sguardo puntato verso la gabbia con i Romano, Frigerio non lasciò spazio al dubbio: "Fuori dalla porta è apparso Olindo, mi fissava con occhi da assassino, non dimenticherò quello sguardo per tutta la vita". Fino a pochi giorni prima del processo il sopravvissuto veniva descritto dai figli Elena e Andrea come un uomo distrutto, senza più desiderio di stare al mondo. Ma durante il dibattimento trovò forza e fu lapidario sia nella ricostruzione dei fatti sia nel controesame. Quando la difesa dei Romano tentò di incalzarlo rispose sdegnato: "Dovreste vergognarvi". La sera della strage doveva essere una serata come tante per i Frigerio. Prima la spesa, poi la cena alle 19 e il marito che si siede davanti alla tv mentre la moglie porta fuori il cane. E' un attimo, sentono un urlo: "Un grido di sofferenza - spiegherà l'uomo -  he non avevo mai udito". Poi il silenzio, per un quarto d'ora, fino all'odore di fumo che permea le scale. Dopo la strage, i Romano hanno cercato di appiccare il fuoco per simulare un incendio. Frigerio e la moglie escono sulle scale e incontrano Olindo - "una belva", dice l'uomo - che si avventa su di loro: "Mi schiacciava con il suo peso, era a cavalcioni su di me. Ha estratto il coltello mentre mia moglie invocava aiuto. Poi mi ha tagliato la gola, non ho sentito più nulla, solo il sangue che usciva e il fuoco che divampava. Ho pensato: se non muoio per la ferita, muoio tra le fiamme". Verdelli fa notare però che l'avvocato Fabio Schembri, legale di Olindo e Rosa, "ha immaginato una scena diversa, che non è andata in aula. Qualcuno toglie la luce alla casa di Raffaella verso le 18. Una coppia di siriani che abita sotto di lei, sente dei passi leggeri dalle 18.30 alle 20. Se così fosse, essendo la serratura intatta, vuol dire che chi è entrato dalla signora Castagna aveva le chiavi, ha frugato per cercare qualcosa e poi nel buio ha aspettato il suo rientro. Intorno alle 20 i siriani avvertono un altro sonoro: mobili spostati, urla, lamenti. Sei-sette minuti e di nuovo tace tutto. Poi il fumo dell'incendio, il chiasso sul pianerottolo, che coincide con l'assalto ai Frigerio. Intanto, dall'esterno, l'abitante di un palazzo di via Diaz affacciato alla finestra e un algerino che sta in piazza Mercato notano la stessa cosa: due extracomunitari fermi tra la via e la piazza, raggiunti a incendio in corso da un uomo con il cappotto lungo fino alle ginocchia e una berretta scura. All'algerino sembra di riconoscerlo, forse è italiano, certo non l'Olindo, ma al momento del processo non si presenta a dirlo. Era in carcere per droga a Modena, ma nessuno l'ha cercato e quindi è risultato irreperibile. E poi, francamente, la credibilità di uno spacciatore non è altissima".
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TITOLO: 'Ndrangheta: nessuno demolisce la casa del boss, accetta solo l'imprenditore sotto scorta
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: 250 metri mq su un piano, realizzata a metà degli anni '80 in piena zona archeologica, la villa era disabitata dal 2011 ma per anni nessuna impresa aveva. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROSARNO (REGGIO CALABRIA) - Della casa dei boss non resta che un cumulo di macerie. E tra poche ore anche quelle saranno portate in discarica. Del quartier generale del clan Pesce non ci sarà più traccia. Cancellato, ma ci sono voluti 11 lunghi anni. E il coraggio di persone come Gaetano Saffioti, imprenditore di Palmi, che ha eseguito gratuitamente il lavoro che nessun altro aveva voluto fare manco pagato. I Pesce di Rosarno fanno ancora paura. Nonostante gli arresti e le condanne di padrini e affiliati della cosca, quel nome lo pronunciano ancora in pochi tra gli agrumeti della Piana di Gioia Tauro. E' una storia lunga quella della "villa" intestata a Giuseppina Bonarrigo, madre di Antonino, Vincenzo, Rocco, Savino e Giuseppe Pesce. Una storia iniziata a metà degli anni '80, quando la famiglia alzò pilastri e mura, coprendo 250 metri quadrati di terreno in piena zona archeologica. Un pezzo di terra  pregiata che i padrini si erano presa a ridosso dell'area di Medma, antica polis magno greca del IV secolo a. c.. La vicenda della casa abusiva dei Pesce la tirò poi fuori nel 2003, il sindaco comunista Peppino Lavorato. Un simbolo della stagione degli amministratori antimafia. Lavorato acquisì al patrimonio pubblico il fabbricato e iniziò ad istruire le pratiche per la demolizione al prezzo di sventagliate di kalashnikov contro il suo municipio. Nuove elezioni fecero calare il silenzio, mentre i Pesce in quella casa stavano e in quella casa continuavano a stare. Ci vorrà un altro sindaco coraggioso prima di riparlarne. Tra i primi atti di Elisabetta Tripodi c'è infatti l'abbattimento della cappella che i Pesce avevano costruito abusivamente all'interno del cimitero comunale, e subito dopo lo sgombero della casa nel parco archeologico. A giugno 2011 alla porta dei boss bussarono carabinieri, polizia e vigili urbani. Donna Bonarrigo e un pezzo della famiglia lasciarono l'abitazione sfilando tra le divise a testa bassa.   Puntuali arrivano ancora le minacce che costrinsero la Prefettura a mettere la Tripodi sotto scorta. Lei proseguì comunque. Un primo bando per affidare i lavori di demolizione e smaltimento delle macerie andò deserto. Stessa sorte per la seconda gara d'appalto. Non c'erano imprenditori disponibili, troppa paura. Il sindaco, di recente si è quindi rivolto al Genio Militare, ma i tempi burocratici si sono dimostrati lunghissimi. Fin quando non è stato il Prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, a trovare la soluzione. E' stata sua l'idea di chiamare direttamente Saffiotti. Che non ha esitato un istante: "Lo faccio io e lo faccio gratis". Saffioti degli 'ndranghetisti ha paura, ma allo stesso tempo è uno di quelli che dice: "La lotta a favore della legalità si fa con i fatti, non con le parole". Anche lui vive sotto scorta, da 17 anni. Testimone di giustizia capace di far condannare decine e decine di mafiosi della provincia di Reggio Calabria. Così lunedì mattina è salito sull'escavatore che ha dato i primi colpi ai pilastri e alle mura dei mammasantissima, poi ha lasciato fare il resto ai suoi operai. Il "santuario" della cosca è venuto giù pezzo dopo pezzo. Un colpo durissimo soprattutto dal punto di vista simbolico. Quella casa non osava toccarla nessuno. L'importanza della "villa" l'aveva raccontata Giuseppina Pesce, nipote di nonna Bonarrigo che da alcuni anni collabora con la giustizia. E' lei che ha spiegato come vicino alla casa, sotto un capanno, era stato costruito un bunker che assicurava la latitanza di alcuni ricercati della famiglia. E sempre lei aveva poi aggiunto che dalla nonna si riunivano gli uomini del clan. Attorno alla tavola imbandita della Bonarrigo decidevano strategie e affari, il bello e il cattivo tempo. Nella stessa casa, quando avevano arrestato suo marito, Giuseppina era stata spesso ospite. E sempre tra quelle mura aveva avuto modo di ascoltare quanto ha poi raccontato al pm della Dda Alessandra Cerreti. Verbali su verbali che hanno  portato ai processi e a condanne per decine e decine di anni.
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TITOLO: Omicidio-suicidio a Milano, muoiono in due precipitando dal 7° piano: lui vent'anni, lei 19
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: La tragedia nell'appartamento del ragazzo in via Novaro (zona Affori): lui aveva manifestato l'intenzione di farla finita. I testimoni: "Lui l'ha trascinata. ..<br clear='all'/>
TESTO:"Non dimenticherò mai le urla di quella ragazza: è stato straziante guardarla andare giù senza poter intervenire". Samantha D. L. ha visto tutto dalla finestra del proprio appartamento in via Novaro, a Milano, a solo due civici dal condominio al numero 16 dove la scorsa notte due ventenni hanno perso la vita precipitando dall'ottavo piano. A.P. , di 19 anni, e P. D.P. , vent' anni appena compiuti, molti dei quali trascorsi in quell'appartamento in zona Affori dove si è trasferito da bambino dopo essere stato adottato dal Brasile. La pista dell'omicidio-suicidio è ritenuta più verosimile rispetto all'eventualità che la ragazza sia stata trascinata involontariamente nel tentativo di salvare la vita all'ex fidanzato che già un anno fa aveva tentato di togliersi la vita allo stesso modo. Per circa un'ora, lo scorso anno, era rimasto in equilibrio sul tetto del palazzo sporgendosi per guardare giù, come se stesse decidendo il punto dell'impatto. "Aveva una felpa bianca e nera, lo ricordo come fosse ieri, era pieno giorno - racconta un suo coetaneo che quel giorno immortalò la scena con la macchina fotografica - Lo ha salvato un vigile del fuoco dopo che un collega lo ha distratto. Lo ha afferrato al volo e trascinato in salvo. Stavolta è riuscito nel suo intento, però, e purtroppo si è portato dietro lei".
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TITOLO: Is e propaganda, una rivista la: 'nuova arma' dei jihadisti
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: Diffuso in rete il primo numero della rivista dello Stato Islamico. Dove si racconta di un mondo diviso in due e si esortano i fedeli dell'Islam, soprattutto. ..
TESTO:ROMA - La grafica curata, da rivista patinata, se anziché in forma di file pdf fosse cartacea, stride con l'oscura brutalità delle decapitazioni. Ma, a ben vedere, è in perfetta sintonia con la pulizia delle immagini delle esecuzioni, con la regia e la cura del montaggio, lo scientifico passaggio dal primo piano del condannato, umiliato e in ginocchio, a quello del carnefice, fiero e minaccioso. Ecco perché Dabiq, il periodico diffuso sul web dall'Is, racconta una volta di più come il jihad oggi si alimenti non solo con il sangue degli infedeli, ma anche con una attentissima strategia dell'informazione. Destinata, come appare evidente dalla lettura del primo numero e dalla pluralità di lingue in cui è reso disponibile, ai musulmani nel mondo. Potenzialmente, l'arma più potente nelle mani dell'Is, quella che spaventa l'Occidente e tiene sulla corda i suoi servizi segreti. Non a caso, il titolo di copertina del primo numero di Dabiq è "Il ritorno del Califfato". Nel servizio portante, citando il discorso del leader dell'Is Abu Bakr al-Husayni al-Qurashi al-Baghdadi e le parole del portavoce Abu Muhammad al-'Adnani ash-Shami, si annuncia ai musulmani che adesso hanno "uno Stato e un Califfato, che vi ridaranno dignità, opportunità, diritti e leadership. Uno Stato dove arabi e non arabi, bianchi e neri, orientali e occidentali sono tutti fratelli". "E' arrivato il tempo, per intere generazioni annegate in oceani di disgrazia, cresciute con il latte dell'umiliazione, governate dalle più vili tra le genti, di sollevarsi (. ..). Il sole del Jihad è sorto. Il segno della vittoria è apparso". LEGGI ANCHE Is è il gruppo terroristico più ricco della storia A seguire, la visione del mondo secondo al-Baghdadi. "Il mondo è diviso in due. Il campo dell'Islam e della fede, il campo dei miscredenti e dell'ipocrisia", in cui finiscono ebrei, i "crociati", i loro alleati e tutte "le nazioni e le religioni miscredenti, guidate da America e Russia e mobilitate dagli ebrei". E qui, di fronte allo scontro frontale tra l'Islam e il mondo, il leader dell'Is invita tutti i musulmani "ad accorrere nel vostro Stato. Perché la Siria non è dei siriani e l'Iraq non è degli iracheni. La terra è di Allah". "Musulmani in ogni dove, emigrate nello Stato Islamico" esorta al-Baghdadi, ricordando che "l'emigrazione nella terra dell'Islam è un obbligo". Invito rivolto alla gioventù, agli studenti, ma soprattutto agli esperti di giurisprudenza islamica e a quanti abbiano maturato esperienza in campo militare, amministrativo, nei servizi, ai medici e agli ingegneri di qualsiasi specializzazione. Un altro passaggio emblematico è un servizio chiaramente didattico dedicato alla spiegazione del concetto di Imamah (leadership), spiegato con i versi del "Cammino di Ibrahim". Dove si ricorda che il Profeta disse che la fede "va alimentata, rinnovata e viene messa alla prova da Allah". Il grande "cammino" mira esattamente a scoprire e rafforzare la fede. E riverbera oggi "tra i giovani musulmani in ogni angolo del mondo, incluse le nazioni europee. Molti di quei giovani hanno preso a indirizzare anche gli altri su di esso spiegandolo nei centri, nei raduni (. ..). Il cammino ha restaurato nell'anima di quei giovani la fiducia nella loro religione. Soprattutto in merito al tema dell'aperta dissociazione di se stessi dalle altre religioni. In contrasto con quanti, per tanto tempo, si sono prostrati davanti ai miscredenti e impedito agli altri di mostrarsi apertamente con la loro religione in mezzo a quanti vi si oppongono, affermando falsamente che questo è nel bene della pace globale invocata dalle Nazioni Unite e dalle 'fedi divinamente rivelate'". Il primo numero di Dabiq prosegue esaltando l'autentica leadership dello Stato Islamico e il suo ruolo di inevitabile, seducente polo di attrazione. Ne descrive la storia che lo ha preceduto, esaltando la figura al-Zarqawi, leader di Al Qaeda nella regione fino alla morte, il 7 giugno 2006, a seguito di un attacco aereo compiuto da forze statunitensi e giordane a Baquba. Uno dei più importanti "ponti", al-Zarqawi, tra le diverse anime del Jihad, fondamentale nella prospettiva di arrivare un giorno alla sintesi del Califfato. Dabiq narra delle battaglie vittoriose dell'Is e dei suoi martiri, ma documenta anche gli incontri con i capi delle tribù irachene, trasformati in convinti sostenitori e fiancheggiatori della sfida dello Stato Islamico al mondo. E dedica un capitolo a come l'Is viene raccontato dagli ipocriti occidentali.
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TITOLO: Ucraina sfida i separatisti: status speciale alle regioni del sud-est
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: Il parlamento di Kiev ha anche fissato elezioni locali anticipate per il 7 dicembre e un'amnistia. I filorussi: "Siamo già indipendenti". Ratificato l'accordo. ..
TESTO:Queste leggi erano previste dal piano di pace delineato il 5 settembre nel protocollo che sancisce la tregua bilaterale, firmato a Minsk dal delegato della presidenza ucraina, Leonid Kutchma, dai rappresentanti dei separatisti, dall'Osce e dall'ambasciatore russo a Kiev. Ma il punto centrale, quello dello statuto autonomo per le regioni coinvolte nel conflitto, è stato subito dopo oggetto di un duello a distanza tra governo ucraino e ribelli, che non intendono accettare né la differenziazione tra distretti né l'autonomia come meta del processo di pace. La tregua firmata il 5 settembre ufficialmente continua, ma le crepe sono sempre più evidenti. Gli scontri sono meno sporadici: almeno 10 i morti tra la popolazione solo da domenica scorsa. Nelle ultime 24 ore sono almeno tre le vittime tra i civili. Questa mattina un proiettile di mortaio ha colpito un autobus di linea a Donetsk uccidendo una donna e ferendo un altro passeggero. Al momento dell'esplosione, a bordo dell'autobus, c'erano una decina di persone. Europa. Il Parlamento di Kiev e quello europeo hanno ratificato l'accordo di associazione con l'Ue. Ma l'attuazione della creazione di una zona di libero scambio è stata tuttavia rimandata a dopo il 2015, per consentire alla Russia di far fronte alle conseguenze dell'intesa sul fronte commerciale. "Centinaia sono morti perché l'Ucraina possa trovare posto in Europa", ha detto Poroshenko che ha ricordato che "nessun Paese dopo la seconda guerra mondiale ha dovuto pagare un prezzo così alto per far parte di questa comunità. Le forze che volevano fermare il processo sono state sconfitte". Il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz, invita a non dimenticare l'accaduto: "Un anno fa nessuno poteva immaginare che si potessero ridisegnare le frontiere con la forza", invece ora "è tornata la paura della guerra in Europa" e "quando è successo in Ucraina riguarda tutti noi".   Gas. Si terrà "certamente la settimana prossima", ma la data precisa deve essere ancora fissata, il nuovo incontro tra Russia, Ucraina e Ue sulle forniture di gas russo a Kiev. Lo ha annunciato il ministro russo dell'Energia, Aleksandr Novak, che ieri aveva respinto la proposta europea di riprendere i colloqui trilaterali il 20 settembre. "Pensiamo che a breve sarà presa una decisione dettagliata sull'incontro, ma certo ci sarà la settimana prossima", ha detto Novak. L'Ue preme affinché sia trovata una soluzione della disputa tra Mosca e Kiev, che vede interrotte le forniture russe all'Ucraina dal mese di giugno. E che, se non si arriverà presto a un accordo, potrebbe comportare serie complicazioni anche per l'Europa durante la stagione invernale. Crimea. Intanto, il ministro della Difesa russo, Sergey Shoigu, ha annunciato che Mosca rafforzerà la sua presenza militare in Crimea. "La situazione nel teatro operativo sud-occidentale è drasticamente cambiata dall'inizio dell'anno", ha detto durante un incontro al suo ministero. "Una delle priorità chiave per il distretto militare meridionale è diventata il dispiegamento di un vero e proprio contingente militare, che sia di massima efficienza in modo autonomo", ha aggiunto.
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TITOLO: Iraq, raid Usa contro l'Is a sud-ovest di Bagdad. Pentagono: colpiremo anche in Siria
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: Dempsey: in casi particolari non escludiamo di chiedere a Obama di autorizzare l'impiego di truppe di terra. Ma Casa Bianca lo smentisce: "Presidente è stato. ..
TESTO:BAGDAD - Si alza di livello il conflitto con lo Stato islamico in Medio Oriente, sia in Siria che in Iraq. Nella notte gli aerei statunitensi sono entrati in azione a sud-ovest di Bagdad e a Sinjar, a sostegno delle forze irachene che avevano chiesto assistenza. Colpita una postazione dei miliziani islamisti. Finora gli attacchi statunitensi avevano avuto lo scopo di proteggere gli interessi e il personale Usa, di aiutare gli sfollati e di garantire la sicurezza delle infrastrutture. Il Pentagono ribadisce: colpiremo l'Is anche in Siria. E il capo delle forze armate americane non esclude un maggior coinvolgimento dei "consiglieri militari" inviati in Iraq sul campo. Is abbatte aereo militare di Damasco. E' la prima volta che gli aerei americani intervengono direttamente per appoggiare le truppe di Bagdad, in attuazione della nuova strategia autorizzata la settimana scorsa dal presidente Barack Obama, che prevede l'intensificarsi delle azioni e anche raid in Siria. Ed è la prima volta che intervengono così vicino alla capitale irachena. La novità giunge poche ore dopo la conferenza di Parigi che ha sancito un patto tra Occidente e diversi Paesi arabi nella lotta allo Stato islamico. Sul fronte siriano invece i miliziani jihadisti hanno segnato un punto a loro favore e hanno abbattuto un caccia-bombardiere del regime di Damasco sui cieli di Raqqa, loro roccaforte in Siria. La notizia è stata riportata dall'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani. Si tratta del primo aereo da guerra abbattuto da quando il regime ha iniziato i raid aerei contro l'Is a luglio, dopo la proclamazione del Califfato, lo scorso 29 giugno. L'aereo è caduto su una casa provocando la morte di diversi membri di una famiglia. La città di Raqqa, nella valle dell'Eufrate, è la sola regione siriana completamente non controllata da Damasco. E sarebbe proprio Raqqa il luogo dove si rifugia il "Califfo" Abu Bakr al-Baghdadi, secondo quanto riferito dal quotidiano in arabo stampato a Londra al Sharq al Awsat. Gli sforzi dello Stato islamico per raggiungere un tregua con le altre milizie dell'opposizione siriana sarebbero mirati a proteggere al-Baghdadi, in vista dei possibili raid Usa in Siria. Il capo del Penatagono, Chuck Hagel, in audizione al Senato americano, ha chiarito che finora i raid Usa sulle postazioni Isis in Iraq sono stati già più di 160 e ha spiegato come i bombardamenti siano serviti a indebolire le forze degli estremisti e a dare più tempo al governo di Bagdad per costruire una coalizione più ampia. Inoltre ha ribadito quanto affermato da Obama nei giorni scorsi: raid aerei sui "santuari" dell'Isis saranno effettuati anche in Siria, senza alcuna collaborazione con il regime di Damasco. "Non escludiamo intervento di terra". Il generale Martin Dempsey, capo dello stato maggiore delle forze armate americane, durante l'audizione al Senato insieme al segretario alla Difesa: "Se vi fosse una minaccia diretta per gli Stati Uniti" o "se ad una certo punto ritenessi necessario affiancare con i nostri soldati le truppe irachene per colpire specifici bersagli Isil (Stato Islamico dell'Iraq e del Levante), andrei dal presidente per raccomandargli il ricorso anche a truppe da combattimento a terra", ha detto incalzato dai senatori. Ma la Casa Bianca lo smentisce. "E' responsabilità del comandante in capo definire una chiara politica e il presidente è stato chiaro in che cosa consiste" e cioè non ci saranno truppe di terra in Iraq. Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca, risponde così al generale Dempsey. Al Qaeda si spacca, una parte appoggia l'Is. L'Is continua a fare proseliti in tutta la galassia fondamentalista islamica: oggi al Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi) e quella nella Penisola Arabica (Aqap) hanno annunciato di unirsi agli jiahdisti sunniti dell'Is contro la minaccia comune della coalizione a guida Usa. In una dichiarazione congiunta senza precedenti Aqap e Aqmi hanno esortato i loro "fratelli" in Iraq e Siria "a smetterla di uccidersi tra di loro e ad unire le forze contro la campagna americana e la sua maligna coalizione". Si tratta di un'inversione di tendenza significativa, dato che finora l'erede di Osama Bin Laden, Ayman al Zawahiri, è sempre stato ostile allo Stato islamico. L'Onu detta le regole per i raid: "Attenzione ai civili". I nuovi raid americani dovranno rispettare le leggi internazionali sulla guerra. A lanciare il monito sono gli investigatori della Commissione di inchiesta dell'Onu sui crimini di guerra che sottolineano come i bombardamenti dovranno evitare vittime civili e essere proporzionali nella forza. Turchia pronta a 'stringere' sulle frontiere. Le forze armate turche stanno lavorando ad un piano per l'imposizione di una zona cuscinetto ai confini con la Siria e l'Iraq per sigillare le frontiere alla minaccia rappresentata dagli jiahdisti sunniti dello Stato Islamico (Isis). Lo ha annunciato il presidente Recep Tayyip Erdogan. Erdogan ha chiarito che si tratta di essere pronti "quando deciderò che sarà necessario" adottare la misura, per rispondere alle critiche di quanti accusano Ankara di aver lasciato aperte le frontiere alle migliaia di combattenti che dall'estero sono entrati prima in Siria e poi In iraq per unirsi a Isis. VIDEO / La prima ricognizione dei caccia francesi sull'Iraq
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TITOLO: Renzi alle Camere: "Mille giorni ultima chance. Voto anticipato se il Parlamento non fa le riforme". Poi frena sulle elezioni
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: Il premier a Montecitorio e poi al Senato per fare il punto sul programma. Mercato del lavoro: "Pronto a decreto". E Padoan: "Articolo 18 è un non problema". ...
TESTO:Lavoro. Quanto al lavoro, Renzi afferma che "al termine dei mille giorni il diritto del lavoro non sarà quello di oggi. Io ritengo che non ci sia cosa più iniqua in Italia di un diritto del lavoro che divide i cittadini in cittadini di serie A e di serie B. Se sei un partita iva non conti niente. Se sei un lavoratore di un'azienda sotto i 15 dipendenti, non hai alcune garanzie. Se stai sopra sì. Questo è un mondo del lavoro basato sull'apartheid. Le regole sul lavoro vanno ridotte, ma devono essere chiare". E se necessario si farà ricorso a un decreto legge: "Se saremo nelle convinzioni di avere tempi serrati" per l'esame della delega sul lavoro, "rispetteremo il lavoro del Parlamento", spiega il premier, "altrimenti siamo pronti anche a intervenire con misure di urgenza, perchè sul lavoro non possiamo perdere anche un secondo in più". In serata, a Porta a Porta, sarà il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, a dire che la riforma del lavoro è "una priorità". L'obiettivo deve essere quello di "semplificare" il mercato del lavoro e così "l'articolo 18 diventa un non problema".
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TITOLO: Opposizioni bocciano Renzi: "Inutile perdita di tempo". Fassina attacca: "Vuole lavoratori di serie C"
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: Sinistra Pd all'attacco del premier sull'articolo 18. L'ex viceministro dell'Economia: "Il premier è come Monti e la destra". Critici anche Uil e Fiom. Lega. ..
TESTO:Dure reazioni anche da parte dei sindacati. A replicare alle parole di Renzi è il leader Uil Luigi Angeletti che boccia la modifica dell'articolo 18 annunciata dal premier. "E' inutile in termini di creazione di posti di lavoro". L'esecutivo "soffre di annuncite" e il "credito che il governo Renzi ha ancora non durerà più di due mesi", rincara la dose Angeletti. Anche per Maurizio Landini, segretario Fiom, intervenire con decreto sul tema del lavoro sarebbe "un grave errore", uno strappo inaccetabile e "un atto contro le parti sociali ma soprattutto il Parlamento". Il leader sindacale ha reso noto che il direttivo Cgil di domani valuterà anche il tema dello sciopero generale. La revisione dell'articolo 18 è invece caldeggiata dal Direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci. Per chiarire la posizione dell'esecutivo è dovuto intervenire il sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova: "Non c'è da parte del governo in questo momento l'idea di cancellare l'articolo 18. C'è l'idea di lavorare per riscrivere parti dello Statuto dei lavoratori". E' lo stesso Renzi nel passaggio al Senato a spiegare il senso delle sue parole: "Bisogna cambiare gli ammortizzatori rendendoli più semplici, semplificare le regole e garantire forme di tutela univoche e identiche" ha detto, ribadendo che "questo sistema è a mio giudizio quanto di più ingiusto e iniquo ci sia in Italia" e che non servono "derby ideologici". Sostegno a Renzi è arrivato dal Nuovo Centrodestra: il capogruppo al Senato Maurizio Sacconi ha garantito l'appoggio di Ncd ad un decreto legge qualora "permangano resistenze". Anm replica a Renzi sull'indagine Eni e sulla riforma della giustizia. Polemiche anche per le parole del premier relative all'inchiesta che riguarda i vertici dell'Eni accusati di corruzione internazionale. Il premier in Aula, pur ribadendo il rispetto per le indagini e le sentenze, ha sottolineato che "un avviso di garanzia non può cambiare la politica aziendale di questo Paese", e ha ribadito l'importanza della riforma della giustizia per "cancellare lo scontro ideologico del passato", confermando il provvedimento sulla riduzione delle ferie dei magistrati. Un passaggio che non è passato inosservato all'Anm: il presidente Rodolfo Sabelli ha sottolineato come sia "da escludere con estrema fermezza la sola idea che la magistratura intenda in alcun modo interferire sulle politiche economiche di un'azienda", chiarendo: "Nessuno mette in dubbio che questo tipo di scelte spettino ai dirigenti dell'azienda stessa". Sabelli resta critico sulla riduzione delle ferie dei magistrati:   "La questione vera" - chiarisce Sabelli -  "sono le riforme vere, che devono essere efficaci. E purtroppo quello che abbiamo visto sinora è molto deludente". Lega Nord protesta in Aula per indipendenza del Veneto. La disapprovazione della Lega Nord appare evidente alla fine dell'informativa alla Camera, quando i deputati del Carroccio hanno innalzato le bandiere del Veneto e cartelli con la scritta "Il futuro del Veneto nelle mani dei veneti". Immediata la reazione della presidente Laura Boldrini che ne ha ordinato la rimozione da parte dei commessi. I deputati veneti della Lega nord contestano la scelta del governo di impugnare la legge regionale del Veneto che indice un referendum consultivo sull'autodeterminazione della regione.
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TITOLO: Nozze, gay, la Curia contro il sindaco: "Ha fatto un colpo di mano"
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: Dopo lo stop del prefetto, l'anatema della Chiesa di Bologna contro le registrazioni dei matrimoni all'estero in Comune. Forza Italia scende in piazza, Sel e. ..
TESTO:sui registri dello stato civile dei matrimoni di persone dello stesso sesso, contratti all'estero, si fa sempre più acceso. Il berlusconiano a Palazzo d'Accursio, Michele Facci chiama i bolognesi alla mobilitazione sabato prossimo, 20 settembre, in piazza Santo Stefano (dalle 17 alle 19) "per dire no al registro delle coppie di fatto". Carlo Giovanardi, capo gruppo di Ncd in commissione Giustizia al Senato, attacca le "forzature contra legem del sindaco Virginio Merola". E aggiunge: "Battaglia di civiltà è riconoscere il diritto di un bambino nato con l'utero in affitto di conoscere la madre biologica e non trovarsi con due uomini sposati all'estero che vogliono usurpare il ruolo paterno e materno". Sul fronte opposto, il leader di Sel, Nichi Vendola, chiede la rimozione del prefetto di Bologna "e anche del ministro Alfano". Sel chiama in causa il premier. "Renzi, sul tema dei diritti civili a bologna noi stiamo con il sindaco Merola. Lei da che parte sta? ", è la domanda che il capogruppo Arturo Scotto durante il dibattito che è seguito al discorso del presidente del consiglio sulle riforme dei mille giorni. Il capogruppo in Comune del M5s Massimo Bugani è favorevole alla scelta del sindaco: "Renzi si svegli anche su questo e risolva il problema da Roma. Due persone che si amano devono avere il diritto di sposarsi. Tutto il resto è noia"  
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TITOLO: Tangenti per accreditare laboratorio, arrestato dirigente Asl
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: Michele Picciarello preso mentre intascava la prima rata del pizzo: 10mila euro<br clear='all'/>
TESTO:Il dirigente medico, secondo l'accusa, avrebbe chiesto 50mila euro al proprietario di un laboratorio di analisi, accreditato nella branca "Patologia clinica" ed oggetto di visita ispettiva, asserendo l'esistenza di presunte irregolarità. Il pagamento in più tranche della somma di denaro avrebbe permesso però all'imprenditore di sanare la propria posizione. O almeno questo è quello che ha assicurato Picciariello alla vittima che ha deciso di denunciare l'accaduto ai militari. Così è scattata l'indagine: Picciariello è stato fotografato a Molfetta mentre si faceva consegnare 10mila euro dall'imprenditore ed è stato arrestato in flagranza. Agli atti del fascicolo anche intercettazioni telefoniche ed ambientali.  
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TITOLO: Is e propaganda, una rivista la: 'nuova arma' dei jihadisti
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: Diffuso in rete il primo numero della rivista dello Stato Islamico. Dove si racconta di un mondo diviso in due e si esortano i fedeli dell'Islam, soprattutto. ..
TESTO:ROMA - La grafica curata, da rivista patinata piuttosto che file pdf, stride con la grezza e oscura brutalità delle decapitazioni. Ma, a ben vedere, è in perfetta sintonia con la pulizia delle immagini delle esecuzioni, con la regia e la cura del montaggio, lo scientifico passaggio dal primo piano del condannato, umiliato e in ginocchio, a quello del carnefice, fiero e minaccioso. Ecco perché Dabiq, il periodico diffuso sul web dall'Is, racconta una volta di più come il jihad oggi si alimenti non solo con il sangue degli infedeli, ma anche con una attentissima strategia dell'informazione. Destinata, come appare evidente dalla lettura del primo numero e dalla pluralità di lingue in cui è reso disponibile, ai musulmani nel mondo. Potenzialmente, l'arma più pericolosa nelle mani dell'Is, quella del "nemico in casa" che spaventa l'Occidente e tiene sulla corda i suoi servizi segreti. Non a caso, il titolo di copertina del primo numero di Dabiq è "Il ritorno del Califfato". Nel servizio portante, citando il discorso del leader dell'Is Abu Bakr al-Husayni al-Qurashi al-Baghdadi e le parole del portavoce Abu Muhammad al-'Adnani ash-Shami, si annuncia ai musulmani che adesso hanno "uno Stato e un Califfato, che vi ridaranno dignità, opportunità, diritti e leadership. Uno Stato dove arabi e non arabi, bianchi e neri, orientali e occidentali sono tutti fratelli". "E' arrivato il tempo, per intere generazioni annegate in oceani di disgrazia, cresciute con il latte dell'umiliazione, governate dalle più vili tra le genti, di sollevarsi (. ..). Il sole del Jihad è sorto. Il segno della vittoria è apparso". LEGGI ANCHE Is è il gruppo terroristico più ricco della storia A seguire, la visione del mondo secondo al-Baghdadi. "Il mondo è diviso in due. Il campo dell'Islam e della fede, il campo dei miscredenti e dell'ipocrisia", in cui finiscono ebrei, i "crociati", i loro alleati e tutte "le nazioni e le religioni miscredenti, guidate da America e Russia e mobilitate dagli ebrei". E qui, di fronte allo scontro tra l'Islam e il mondo, il leader dell'Is invita tutti i musulmani "ad accorrere nel vostro Stato. Perché la Siria non è dei siriani e l'Iraq non è degli iracheni. La terra è di Allah". "Musulmani in ogni dove, emigrate nello Stato Islamico" esorta al-Baghdadi, ricordando che "l'emigrazione nella terra dell'Islam è un obbligo". Invito rivolto alla gioventù, agli studenti, ma soprattutto agli esperti di giurisprudenza islamica e a quanti abbiano maturato esperienza in campo militare, amministrativo, nei servizi, ai medici e agli ingegneri di qualsiasi specializzazione. Un altro passaggio emblematico è un servizio chiaramente didattico dedicato alla spiegazione del concetto di Imamah (leadership), spiegato con i versi del "Cammino di Ibrahim". Dove si ricorda che il Profeta disse che la fede "va alimentata, rinnovata e viene messa alla prova da Allah". Il grande "cammino" mira esattamente a scoprire e rafforzare la fede. E riverbera oggi "tra i giovani musulmani in ogni angolo del mondo, incluse le nazioni europee. Molti di quei giovani hanno preso a indirizzare anche gli altri su di esso spiegandolo nei centri, nei raduni (. ..). Il cammino ha restaurato nell'anima di quei giovani la fiducia nella loro religione. Soprattutto in merito al tema dell'aperta dissociazione di se stessi dalle altre religioni. In contrasto con quanti, per tanto tempo, si sono prostrati davanti ai miscredenti e impedito agli altri di mostrarsi apertamente con la loro religione in mezzo a quanti vi si oppongono, affermando falsamente che questo è nel bene della pace globale invocata dalle Nazioni Unite e dalle 'fedi divinamente rivelate'". Il primo numero di Dabiq prosegue esaltando l'autentica leadership dello Stato Islamico e il suo ruolo di inevitabile, seducente polo di attrazione. Ne descrive la storia che lo ha preceduto, esaltando la figura al-Zarqawi, leader di Al Qaeda nella regione fino alla morte, il 7 giugno 2006, a seguito di un attacco aereo compiuto da forze statunitensi e giordane a Baquba. Uno dei più importanti "ponti", al-Zarqawi, tra le diverse anime del Jihad, fondamentale nella prospettiva di arrivare un giorno alla sintesi del Califfato. Dabiq narra delle battaglie vittoriose dell'Is e dei suoi martiri, ma documenta anche gli incontri con i capi delle tribù irachene, trasformati in convinti sostenitori e fiancheggiatori della sfida dello Stato Islamico al mondo. E dedica un capitolo a come l'Is viene raccontato dagli ipocriti occidentali.
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TITOLO: Renzi nomina la nuova: 'segreteria unitaria' del Pd: 8 donne e 7 uomini. Minoranza dentro
DATA: 2014-09-16
OCCHIELLO: Nella squadra: 'dei 15', entrano il dalemiano Amendola e la bersaniana Campana. Fuori la componente Civati. Guerini e Serracchiani vice: "come Al Bano e Romina". ...
TESTO:ROMA - Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani rimarranno entrambi vicesegretari dem e continueranno a fare gli "Al Bano e Romina" del Nazareno, scherza il leader del partito rievocando le parole scritte in chat da uno Stefano Bonaccini al quale - dice - "vanno il nostro sostegno e il nostro rispetto" in vista delle primarie in Emilia. Ma nella nuova segreteria "unitaria" (o "plurale", per dirla con le parole usate oggi da Gianni Cuperlo) gli innesti vitali sono più di uno. Intanto, il numero dei componenti sale a 15 (il massimo consentito dallo statuto del partito) con 8 donne e 7 uomini a garantire le quote di genere. I nomi: Filippo Taddei, Enzo Amendola, Andrea De Maria, Emanuele Fiano, Davide Ermini, Ernesto Carbone per gli uomini. Stefania Covello, Chiara Braga, Micaela Campana, Valentina Paris, Alessia Rotta, Lorenza Bonaccorsi, Sabrina Capozzolo e Francesca Puglisi per le donne. Le deleghe saranno assegnate giovedì prossimo: "Ci riuniremo agli stessi orari antelucani della segreteria precedente", è la promessa. Vero è che i ruoli chiave rimarranno tutti in mano ai 'fedelissimi'. Amendola (dalemiano) e la Campana (bersaniana) entrano in quota area riformista di Roberto Speranza, De Maria per l'area Cuperlo, mentre Fiano, la Puglisi e la Braga (riconfermata) garantiscono per l'Areadem di Dario Franceschini. Dentro anche la Bonaccorsi, deputata renziana (e i renziani sono i più numerosi, da Ermini a Carbone a Tonini alla Capozzolo passando per la Rotta: in tutto 8 su 15), che lo scorso anno rifiutò la guida dell'assessorato al Turismo nella giunta Marino a Roma. Per i Giovani turchi, invece, c'è la Paris. Tuttavia, nella mappa delle new entry resta fuori la componente legata a Pippo Civati. Dopo il passaggio alle Camere, il premier e segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, ha dato il triplice fischio alla partita sulla segreteria "rivista e corretta" (in seduta comune, nel frattempo, il parlamento si riunisce ancora una volta nel tentativo di eleggere due giudici alla Consulta). Tra le ultime limature al discorso per i Mille Giorni e un viaggio a Palermo per inaugurare l'anno scolastico nel quartiere di Don Pino Puglisi, ieri il segretario si è concentrato sulla messa a punto della nuova macchina organizzativa. E sul discorso da pronunciare al Nazareno, riforma del lavoro in primis (la tensione sull'articolo 18 sale e i mal di pancia anche all'interno del Pd non mancano, mentre lo 'strappo' con il sindacato si allarga). Il richiamo al 'parlamentino' dem è improntato alla coesione per non mancare "quel salto di qualità" necessario all'azione di governo.
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TITOLO: Stato islamico, l'Iraq chiede: "intervento aereo rapido". A Parigi conferenza internazionale
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO:
TESTO:PARIGI - La comunità internazionale si mobilità per trovare una risposta comune alla situazione in Iraq e Siria, dove l'avanzata degli jihadisti dello Stato Islamico (Is) sembra inarrestabile. A Parigi oggi è in programma una conferenza internazionale, alla vigilia della quale il presidente iracheno, Fuas Massum, ha chiesto "un intervento aereo in tempi rapidi" contro le milizie jihadiste dell'Is. E proprio oggi partirà la missione francese con aerei di ricognizione sull'Iraq. Lo ha detto il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian, parlando negli Emirati Arabi Uniti e sottolineando che le autorità locali e degli Emirati hanno dato il loro assenso. Il presidente Francois Hollande presiederà, insieme al presidente iracheno Fouad Mossoum, il vertice di Parigi al quale parteciperanno rappresentanti di 20 paesi.  
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TITOLO: Referendum Scozia, Salmond: "Con l'indipendenza saremo più ricchi"
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: Intervista al primo ministro del governo autonomo: "Il bullismo di Londra non ci spaventa. Il mio paese ha un'opportunità storica. La politica britannica. ..
TESTO:LONDRA - Ha tutti contro: i tre partiti di Westminster, la City, le banche, l'industria del petrolio, il big business, il Financial Times e l'Economist, ora anche la regina. Ma Alex Salmond, 59enne primo ministro del governo autonomo scozzese e leader del partito indipendentista, come un novello Braveheart non sembra affatto intimorito. Al contrario appare fiducioso di vincere lui la grande sfida di giovedì: "Le intimidazioni e il bullismo di Londra non serviranno a niente", assicura in un incontro con la stampa straniera. "La Scozia ha davanti a sé un'opportunità storica e non se la farà sfuggire". Non condivide i rischi per l'economia della Scozia in caso di indipendenza? "La campagna per il no è in un declino terminale, perciò ricorre alla carota e al bastone, da un lato a promesse dell'ultima ora di grande autonomia e dall'altro a minacce di ritorsioni e disastri economici. Ma gli scozzesi capiscono bene che il referendum è un'opportunità storica di costruire un paese più prospero. Abbiamo un pil pro capite più alto di Francia, Giappone e Gran Bretagna. E nessuno può governare la Scozia meglio degli scozzesi". Non ha paura di ritrovarsi senza la sterlina e di dover stampare una nuova moneta? "Gli scozzesi vogliono un'unione monetaria con l'Inghilterra. Sentono che Londra bleffa quando dice che ciò non è possibile. Dopo il referendum ogni contenzioso verrà risolto attraverso un civile negoziato fra le due parti. Per spaventarci Downing Street ha perfino fornito informazioni riservate alla Bbc su piani della Royal Bank of Scotland di lasciare la Scozia. Sono tutti d'accordo nel cercare di metterci paura. Ma otterranno il risultato opposto". Tuttavia lei come reagirebbe se le banche scozzesi si trasferissero davvero a Londra? "Le tasse sulle corporation non dipendono da dove ha la sede il quartier generale. Non ci sarebbero conseguenze per il nostro erario e neppure per i posti di lavoro". C'è il rischio che la Scozia venga esclusa dall'Unione Europea? "Non credo proprio, perché la Scozia, pur avendo appena l'1 per cento della popolazione europea, ha il 60 per cento delle riserve di petrolio e di gas d'Europa. Dubito che la Ue vorrebbe fare a meno di noi". Ma la Spagna potrebbe mettere il veto al vostro ingresso nella Ue per scoraggiare la Catalogna dal seguire l'esempio scozzese. "C'è differenza tra un referendum riconosciuto dal governo centrale, come è il nostro, e uno che non lo è (come quello in programma in Catalogna, ndr) ". Le piacerebbe avere ricevuto maggiore sostegno all'indipendenza dai leader e governi stranieri? "Sappiamo che Downing Street ha chiesto a praticamente tutti i governi della terra di schierarsi per il no all'indipendenza. Ma ben pochi lo hanno fatto. Per me questo è già un segnale positivo verso le legittime aspirazioni di noi scozzesi". I giornali parlano di una fuga di capitali e investimenti dalla Scozia: non significa che l'indipendenza è un pericolo? "Vorrei ricordare che da tre anni Londra afferma che ci sarà un calo di investimenti in Scozia a causa delle ansie sulla nostra possibile indipendenza. E invece abbiamo avuto tre anni di investimenti a livello record". Una Scozia indipendente appoggerebbe la campagna di Obama contro lo Stato Islamico? "Gli scozzesi non sono più pacifici degli inglesi. La differenza è che noi rispettiamo le leggi internazionali, diversamente da quanto è avvenuto quando il parlamento di Westminster ha sostenuto la guerra illegale in Iraq". Ci sarebbero frontiere, controlli e restrizioni fra una Scozia indipendente e il resto del Regno Unito? "Penso che formeremo una zona di libero traffico fra i due paesi". Perderà la faccia se alla fine vincono i no all'indipendenza? "Sarà Downing Street a perdere la faccia. A Londra si dice già che questo referendum ricorda quando re Giorgio III perse l'America. Ma la Scozia non è una lontana colonia. E' un'orgogliosa nazione che crede al proprio destino". Ma ci sono davvero così tante differenze tra scozzesi e inglesi? "Questo referendum non è una questione di identità etnica, bensì di democrazia. Come diceva Adam Smith, nessuna nazione può essere contenta se una parte considerevole della sua gente vive in stato di penuria e questa è la condizione in cui vivono molti scozzesi a causa di una politica britannica che privilegia i ricchi e tassa i poveri. Sono 300 anni che la Scozia aspetta di ridiventare uno stato sovrano. E ci riuscirà".
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TITOLO: Raid contro l'Is, sì dei paesi arabi. A Obama l'appoggio degli: "alleati riluttanti"
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: Oggi a Parigi il vertice sulla sicurezza in Iraq. Una decina di nazioni disposte a combattere lo Stato islamico. Ma molti governi temono che un'alleanza con. ..
TESTO:Il messaggio è chiaro, sinistro, non si presta a equivoci. Barack Obama "dichiara la guerra" allo Stato Islamico e lo Stato islamico risponde con un'altra decapitazione. Il califfo Al-Baghdadi fa sapere che lui non si lascia intimidire. Le esecuzioni dei due giornalisti americani, James Foley e Steven J. Sotloff, equivalevano a una sfida, erano provocazioni: l'esecuzione del cittadino britannico David Haines, un operatore umanitario, è un avvertimento a Londra, ma il monito brutale è destinato anche a tutte le altre capitali, occidentali e orientali, pronte a partecipare alla grande alleanza anti-jihadista, di cui si discuterà oggi a Parigi. Il boia ha avvertito che ha un'altra vittima di riserva, il britannico Alan Henning. La morte di David Haines, colpevole di aver voluto aiutare la popolazione siriana in preda alla guerra civile, arriva come una staffilata sull'ampio e confuso schieramento anti-jihadista atteso sulle rive della Senna. Dovrebbe essere uno stimolo ad affrettare i tempi di un intervento che si annuncia complesso. Sono in molti a condividerne la necessità e l'urgenza, ma non pochi esitano a impegnarsi militarmente in attacchi aerei e ancor più a terra. Durante il periplo mediorientale il segretario di Stato, John Kerry, ha raccolto l'aperta adesione di dieci paesi arabi favorevoli all'operazione tesa a "distruggere" lo Stato islamico. Questo non significa che siano tutti pronti a mandare la propria fanteria o a bombardare le province siriane e irachene controllate dai jihadisti del califfato autoproclamato da Al-Baghdadi. Il contributo a una campagna militare può limitarsi a fornire addestratori, armi, aiuti economici, aerei di ricognizione, agenti di intelligence, tende per la Croce rossa, medicinali. Visitando la Giordania, la Turchia, l'Egitto, gli emirati del Golfo e soprattutto l'Arabia Saudita, il segretario di Stato ha trovato un'ampia disponibilità politica ma una scarsa voglia di essere implicati direttamente sul piano militare. Alla conferenza di Parigi, il cui tema è "la pace e la sicurezza in Iraq", il presidente francese François Hollande e il presidente iracheno Fuad Massun riceveranno un numero ancora imprecisato di ministri degli Esteri. Sembra poco meno di quaranta. Dei quali dovrà essere misurata la disponibilità dei rispettivi paesi a condividere i rischi del conflitto contro lo Stato islamico. Rischi che non sono soltanto di natura militare. Sul piano religioso o semplicemente emotivo l'alleanza con l'Occidente contro il califfato, sia pur poco credibile secondo le grandi istituzioni islamiche, può urtare la sensibilità di parte della popolazione araba. In quanto ai dubbi la stessa Francia, nonostante l'esemplare attivismo (che ha portato nelle ultime ore lo stesso capo dello Stato in visita a Bagdad) sarebbe incerta sulla possibilità di estendere le incursioni aeree sulla Siria. Come per altri paesi europei esiste il problema della legalità internazionale. La quale suscita perplessità in molte capitali. Berlino esclude ogni partecipazione. Più prudenti altri europei studiano partecipazioni non troppo compromettenti. Non è esclusa la possibilità che la Russia, di cui si annuncia la presenza a Parigi, possa porre un veto al Consiglio di Sicurezza sull'estensione del conflitto alla Siria. Mosca è alleato del regime siriano di Bashar Al Assad e quindi si oppone allo Stato islamico suo nemico, non esitando a offrire aiuti al governo di Bagdad. Il presidente russo vorrebbe che Assad venisse riconosciuto come un membro possibile della grande coalizione anti-jihadista. La stessa richiesta è avanzata dall'Iran. Un altro enigma. Teheran arma e guida le milizie sciite contro lo Stato islamico sunnita, per sostenere, come gli americani, il governo di Bagdad, ma è al tempo stesso alleato del regime di Damasco, con il quale gli americani non vogliono intese. Per non parlare dei sauditi che in quanto sunniti considerano l'Iran il cuore e l'animatore degli avversari sciiti. Quindi il principale nemico di cui non si può accettare la presenza a Parigi. Paesi incerti sulla natura di un eventuale impegno sono in particolare il Qatar, che ha aiutato non pochi movimenti islamisti, e la Turchia che ha fatto altrettanto, ma che teme soprattutto le conseguenze essendo troppo vicina alle province roventi dello Stato Islamico. In questo groviglio di interessi, di alleanze mutevoli secondo le situazioni, un punto positivo è la formazione a Bagdad di un governo, guidato dal pragmatico Haidar al Abadi. Il quale tenta di conciliare la maggioranza sciita con le minoranze sunnite. Il governo di al Abadi legittima l'intervento della grande coalizione in Iraq. Ed è proprio quel che invece manca in Siria, dove non si vuole trattare con Bashar Al Assad. E lui per ripicca respinge ogni intervento straniero, anche se rivolto contro i suoi avversari. Mosca rafforza la sua posizione. Nel fronte opposto si annuncia la formazione di un'altra coalizione. Secondo il Syrian Observatory for Human Rights i gruppi jihadisti a lungo concorrenti avrebbero firmato alla periferia di Damasco un patto di non aggressione. Al Nusra, gruppo legato ad al Qaeda, fino a poco tempo fa in aperta ostilità con lo Stato islamico, ha sottoscritto una tregua destinata durare fino alla distruzione del regime "Nussary", espressione spregiativa per indicare gli alawiti, nucleo centrale del regime di Damasco. Questo rende più complicata la tattica americana che non esclude di rafforzare i gruppi islamisti contrari allo Stato islamico.  
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TITOLO: Il governo sui banchi di scuola. Renzi: "E' un obbligo assumere 149mila persone"
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: Campanella d'inizio in quasi tutte le regioni. Il premier e i ministri Giannini e Delrio inaugurano il nuovo anno scolastico in diversi istituti italiani. E.. .
TESTO:Ma Renzi è fiducioso nella concreta possibilità di migliorare il sistema scolastico italiano: "Presentiamo il documento per la buona scuola che abbiamo preparato durante gli ultimi due mesi. Prima ogni ministro presentava la sua piccola riforma che riformava la riformite e nessuno ci capiva più niente. Adesso si fa sul serio". Agli insegnanti, ha continuato il premier,   "chiediamo di cambiare le regole del gioco e diciamo anche guardate noi siamo disponibili a portarvi dentro la scuola in modo definitivo e finire con la supplentite che è stata una delle malattie della scuola, ma voi aiutateci a valorizzare il merito. Non è una parolaccia il merito nella scuola. Non è una parolaccia per il ragazzo che prende 9 e per quello che prende 6. Allo stesso modo non possiamo dire agli insegnanti che sono tutti uguali qualsiasi cosa facciano". Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, è rimasta invece nella capitale e ha visitato una scuola della periferia romana, l'Istituto Tecnico Agrario "Emilio Sereni", particolarmente attivo nell'innovazione didattica e nell'alternanza scuola-lavoro: il ministro ha inaugurato un birrificio artigianale allestito all'interno dell'istituto. E sempre da lì, Giannini ha cominciato il tour per parlare della campagna sulla "buona scuola", che toccherà anche il suo liceo di Lucca, puntando l'accento sull'assuzione dei precari, come ha chiarito anche in un tweet:
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TITOLO: Firenze, un uomo precipita e muore durante un controllo della polizia
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: L’uomo ha cercato di allontanasi per evitare le forze dell’ordine salendo al piano superiore del palazzo ed è precipitato da una porta-finestra nel cortile interno
TESTO:Gli agenti sono intervenuti in un palazzo nella zona di Novoli, alla periferia nord di Firenze, chiamati da alcuni residenti irritati dagli schiamazzi che provenivano da un appartamento. Quando i poliziotti si sono presentati per verificare cosa stava accadendo, si sono trovati di fronte ad una quarantina di cittadini nigeriani che partecipavano ad una festa nell? appartamento. All? arrivo della polizia, alcuni di loro hanno cercato di uscire mentre gli agenti stavano identificando i presenti: alcuni sono riusciti a scendere al piano terreno, mentre almeno uno di loro è salito al piano superiore. Mentre era ancora in corso il controllo, gli agenti hanno udito uno schianto e hanno visto che c? era il corpo caduto dal piano superiore nel cortile, dove si trovavano alcuni nigeriani che avevano evitato di farsi identificare. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma hanno potuto soltanto constatare il decesso dell? uomo. Sono dovuti intervenire anche altri agenti di polizia per placare gli animi dei connazionali della vittima.
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TITOLO: La chiesa della Regione concessa per le nozze tra i nipoti dei capimafia
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: La Curia: «Non sapevamo». Lo zio di lei è il boss Matteo Messina Denaro. Renzi oggi nel capoluogo siciliano per l’inaugurazione della scuola intitolata a padre Pino Puglisi
TESTO:PALERMO - Coincidenza vuole che Renzi arrivi oggi a Palermo per l? avvio dell? anno scolastico nella scuola intitolata a padre Pino Puglisi, proprio nel giorno dell? anniversario di questo martire e mentre sulla Curia esplode il boato di un matrimonio tra figli di mafiosi celebrato all? interno della Cappella Palatina, il gioiello incastonato fra le meraviglie e le vergogne di Palazzo dei Normanni. Uno scenario dorato nel quale, con le nozze adesso considerate uno scandalo, varcando il portone della reggia popolata dai 90 deputati dell? Assemblea regionale, forse hanno provato ad ostentare potere nientedimenoché le famiglie di Matteo Messina Denaro, l?imprendibile super latitante, e di Filippo Guttadauro, il gran capo di Brancaccio, dei Graviano, dei mandanti che decisero il delitto di padre Puglisi, adesso al «carcere duro» e per questo nell? impossibilità di accompagnare la figlia all? altare, sotto i mosaici dorati del Cristo Pantocratore.
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TITOLO: Marche, arrestato l'imprenditore che ha ucciso due operai. Lo avevano affrontato con una piccozza
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: Per Gianluca Ciferri, ex datore di lavoro delle vittime, è stata la risposta a un'aggressione: Mustafa Neomedim e Avdyli Valdet, operai edili kosovari, lo. ..<br clear='all'/>
TESTO:ASCOLI PICENO - E' stato arrestato per duplice omicidio e trasferito in carcere Gianluca Ciferri, 48 anni, l'imprenditore edile fermano che in mattinata ha ucciso due suoi ex operai a colpi di pistola, al culmine di una colluttazione per motivi di denaro. E' accaduto nel Fermano, in località Molino Girola, area residenziale a ridosso di alcuni capannoni delle imprese calzaturiere del comprensorio. Intorno alle 11 di questa mattina, due ex dipendenti di Ciferri, Mustafa Neomedim, 38 anni, e Avdyli Valdet, 26 anni, entrambi kosovari, si sono presentati presso la villa dell'imprenditore a Monte Pacini. Sembra rivendicassero una somma di denaro non corrisposta, ma i carabinieri non escludono neppure un tentativo di estorsione. Neomedin e Valdet erano entrambi incensurati e con un regolare permesso di soggiorno a Fermo. Dopo il licenziamento, avvenuto questa estate, Neomedin e Valdet si erano rivolti a un giudice. Gli ex dipendenti avrebbero affrontato Ciferri armati di piccozza e l'uomo ha detto ai carabinieri di aver reagito per difendersi da un'aggressione. Al momento dell'agguato Ciferri era solo in casa, stava facendo dei lavori all'esterno della villetta di famiglia e sarebbe stato sorpreso alle spalle dai due ex operai. L'imprenditore avrebbe raccontato ai Cc di aver tentato una reazione, di essersi poi diretto in garage, dove aveva una pistola regolarmente detenuta. Attimi di terribile concitazione, seguiti dalla raffica di colpi, cinque o sei, che non ha lasciato scampo ai due lavoratori. Uno degli operai è morto sul colpo, l'altro ha cercato riparo ma è stramazzato a terra. I soccorritori l'hanno trovato agonizzante in un campo di girasoli: il decesso poco dopo il ricovero in ospedale a Fermo. Sarebbe stato lo stesso Ciferri, dopo aver sparato, a chiamare i soccorsi e i carabinieri. Quando i militari sono arrivati sul posto, l'uomo non ha opposto alcuna resistenza. Ciferri è stato portato nella caserma dell'Arma a Fermo, per l'interrogatorio, poi è scattato l'arresto. Il medico legale ha già fatto una prima ricognizione esterna dei corpi delle vittime, ma saranno l'autopsia e la probabile perizia balistica che la procura di Fermo dovrà disporre a chiarire la dinamica della sparatoria.
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TITOLO: Libia, Unhcr: "600 morti in tre giorni"
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: Il portavoce Sami: "È un bollettino di guerra". Oim: "Centinaia di vittime a largo di Malta". Ieri un barcone con 250 persone è affondato a poche miglia da. ..<br clear='all'/>
TESTO:Un'altra tragica notizia arriva dall'Organizzazione internazionale per le Migrazioni (Oim): sarebbero circa 500 i dispersi del naufragio avvenuto mercoledì scorso a 300 miglia al largo di Malta, e a causare l'incidente sarebbero stati gli stessi trafficanti, che, da una seconda imbarcazione, avrebbero di proposito  fatto colare a picco il barcone con a bordo i migranti, con i quali era nato un violento scontro. "La maggior parte delle persone sono cadute in mare e affogate - ha riferito l'Oim - altre sono riuscite a restare a galla aggrappandosi a mezzi di fortuna". Gli operatori dell'organizzazione in Sicilia hanno raccolto la testimonianza di due sopravvissuti, di nazionalità palestinese: due ragazzi fuggiti da Gaza e andati in Egitto a inizio settembre, soccorsi in alto mare dal mercantile panamense "Pegasus" e portati a Pozzallo sabato. Se questa storia, su cui è stata avviata un'indagine, fosse confermata, si tratterebbe del naufragio più grave degli ultimi anni, ha precisato l'organizzazione. "Altri nove superstiti sono stati tratti in salvo da delle navi greche o malesi ma sembra che gli altri siano tutti morti", ha dichiarato Flavio Di Giacomo, portavoce dell'Oim in italia. Quella di ieri è l'ennesima tragedia dell'immigrazione dal Nord Africa all'Europa. Solo quest'anno - secondo i dati dell'Unhcr - più di 2.500 persone sono annegate o scomparse tentando la traversata, di cui oltre 2.200 dall'inizio di giugno. Sono 130.000 le persone arrivate via mare in Europa dall'inizio dell'anno, più del doppio dei 60.000 registrati nel 2013. L'Italia ha ricevuto oltre 118.000 arrivi, la maggior parte dei quali soccorsi in mare dall'Italia nel contesto dell'operazione navale Mare Nostrum. "È una crisi umanitaria senza precedenti? , ha commentato la Sami. Ieri, Angelina Jolie, inviata speciale dell'Unhcr, ha visitato il quarter generale del soccorso navale a Malta, assieme all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, António Guterres. "La portata di questa crisi impone a tutti noi di svegliarci - ha detto l'attrice - c'è un legame diretto tra i conflitti in corso in Siria e altrove, e l'aumento delle morti in mare nel Mediterraneo. A meno che non si affrontino le cause profonde di questi conflitti, il numero di rifugiati destinati a morire o a non trovare protezione continuerà ad aumentare". DOSSIER IMMIGRAZIONE Nello Stretto di Sicilia è stato un fine settimana intenso per le navi della Marina militare e le motovedette delle Capitanerie di porto: sono 2372 i migranti soccorsi in più interventi. Il pattugliatore Borsini ha sbarcato ieri ad Augusta 493 migranti, tra loro 107 donne e 95 minori. La fregata Virginio Fasan che ha bordo 837 persone (di cui 95 donne e 149 minori) arriverà nella giornata di domani a Salerno. La nave Diciotti, invece, si dirige a Brindisi, dove è previsto l'arrivo per oggi pomeriggio, con a bordo 592 migranti (78 sono le donne, 102 i minori). Il pattugliatore Orione, in tre interventi, ha recuperato 281 migranti (21 donne e 5 minori). La nave è in trasferimento verso le coste italiane, a bordo anche il corpo senza vita di un uomo recuperato durante l'ultimo intervento. Mare Nostrum. "Si tratta dell'ennesima strage quotidiana, una tragedia che non conosce fine" è la riflessione del viceministro degli Esteri, Lapo Pistelli, dopo l'affondamento del barcone al largo delle coste libiche. "Proprio stanotte - ha aggiunto - sono stato in contatto con diversi ambasciatori dei paesi del nord Africa. Accanto ai barconi che affondano dobbiamo anche calcolare le tantissime imbarcazioni che vengono soccorse dalla nostra Marina. Ormai è chiaro che dopo Mare Nostrum bisogna lavorare subito a Frontex Plus. Un punto che è una priorità della nostra agenda". Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ribadisce che "non è con un'operazione navale che si risolve un problema come l'immigrazione. Solo chi è imbecille o in malafede può pensarla in questo modo".   Per il titolare del Viminale, "Frontex Plus sarà diversa da Mare Nostrum, sarà più vicina alle coste italiane, nello spazio Schengen, ed affermerà il principio che quella è la frontiera europea".  
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TITOLO: Bergamo, si lancia dal quarto piano della scuola: gravissimo uno studente di 17 anni
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: L'adolescente è stato trovato dai suoi compagni nel cortile del liceo scientifico Lussana. Il questore: "Un atto volontario, voleva suicidarsi". E' ricoverato. ..<br clear='all'/>
TESTO:Le indagini sono ancora in corso, ma è ormai fondato il sospetto che dietro alla caduta dal quarto piano di uno studente di 17 anni, ritrovato dai compagni con ferite gravissime sul marciapiede davanti al liceo scientifico Lussana a Bergamo, ci sia un tentativo di suicidio. Lo ha confermato il questore di Bergamo, Fortunato Finolli, il quale ha parlato di "atto volontario", escludendo però che tra le motivazioni del gesto ci possano essere episodi di bullismo o un cattivo rapporto con i compagni. Il ragazzo, che frequenta il terzo anno, è entrato in classe insieme con i compagni per il primo giorno di scuola. Poco prima del suono della campanella sarebbe uscito dall'aula, però, e attraverso la scala antincendio esterna all'edificio avrebbe raggiunto il quarto piano e si sarebbe lanciato nel vuoto. A trovarlo, riverso sul marciapiede, sono stati altri ragazzi che stavano entrando a scuola mentre i suoi compagni di classe, preoccupati di non vederlo rientrare in tempo per la lezione, stavano cercando di contattarlo tramite cellulare.
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TITOLO: Ragazzo nigeriano precipita da palazzo e muore per fuggire a un controllo di polizia
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: Il dramma di Raphael nella notte nel quartiere di Novoli alla periferia di Firenze. Gli agenti erano stati chiamati dai condomini perchè in un appartamento. ..<br clear='all'/>
TESTO:FIRENZE - Era solo un ragazzo di diciotto anni Raphael Godwin, era nigeriano. E' morto per la paura di un controllo della polizia. Ha provato a scappare da una casa a Novoli, quartiere della periferia fiorentina, calandosi dal quinto piano l'altra notte, con le mani attaccate a una grondaia, ma è scivolato. In fondo al cortile è rimasta una delle sue sneacker rosse. C'era una festa, ieri sera, in un appartamento a Novoli abitato da alcuni immigrati africani. I vicini non riuscivano a dormire e uno è andato a segnalare la cosa a una pattuglia della polizia ferma nei pressi di un chiosco che vendeva dei panini. Gli agenti lo hanno seguito per controllare e, dalla strada, hanno puntato una torcia alla finestra da cui venivano i rumori. C'è stato un fuggi fuggi. Gli agenti sono saliti al terzo piano dell'immobile: l'appartamento è di una donna del Togo.   Hanno chiesto i documenti e cominciato a fare i controlli, uno è scappato per le scale. Secondo quanto è stato ricostruito fino a questo momento, non c'è stato nessun inseguimento. Un agente ha soltanto gridato: "Dove vai, torna qui". Il ragazzo in preda alla paura è salito due piano più sopra ed è uscito da una porta finestra cercando di calarsi di sotto tramite una grondaia. La polizia spiega che proprio mentre erano in corso i controlli "si è sentito un tonfo". Sono corsi tutti nel cortile interno e hanno visto un corpo sul cemento. Era quello di Raphael. Forse è stato tradito dall'umidità che ha reso scivolosa la grondaia, forse è stato tradito dalla stanchezza o dal panico. E' precipitato al suolo da un'altezza di diversi metri e sono stati inutili i tentativi del medico del 118 di rianimarlo. Lacrime e abbracci, scene di disperazione fra i presenti. Il ragazzo non aveva con sè i documenti, ma la polizia è riuscita comunque più tardi a identificarlo attraverso un certificato di espulsione. Era quello il suo incubo probabilmente, la cosa da cui scappava: la paura di essere mandato via dall'Italia. Sul posto ieri notte è arrivato anche il magistrato, Paolo Barlucchi. La procura ha aperto un'inchiesta. Sembra che il ragazzo avesse chiesto asilo politico, ma che la sua domanda fosse già stata respinta.  
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TITOLO: Yara, Bossetti resta in carcere: il gip di Bergamo ha respinto la richiesta di scarcerazione
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: Dopo la prima istanza, che non era stata accolta per un vizio di forma, la seconda è stata rispedita perché a carico dell'uomo peserebbero i gravi indizi di. ..
TESTO:Rimane in carcere Massimo Bossetti, arrestato il 16 giugno scorso per l'omicidio di Yara Gambirasio. Lo ha deciso il gip bergamasco Ezia Maccora respingendo la richiesta di scarcerazione presentata dai suoi avvocati. La decisione è stata presa dal giudice dopo avere analizzato il documento presentato la scorsa settimana (due volte, dopo il vizio di forma della prima) dai legali Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni. A pesare sono i gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di reiterazione del reato.
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TITOLO: Lui, lei e il figlio avuto da un altro: "Non ci aspettavamo che il Papa scegliesse noi"
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: Alessandra e il suo sposo Francesco erano tra le 20 coppie scelte per il primo rito nuziale presieduto dal pontefice argentino. Quando si sono conosciuti, un. ..
TESTO:ROMA - Filippo, 8 anni, era vicino a sua mamma, mentre lei e il compagno pronunciavano il loro "sì" davanti al Papa nella basilica di San Pietro. "Un segno che ci ha fatto sentire accolti nella Chiesa di Bergoglio", confidano Alessandra e il suo sposo Francesco, chiamato Chicco da familiari e amici. Ieri mattina erano tra le venti coppie scelte per il primo rito nuziale presieduto dal pontefice argentino. Quando Chicco e Alessandra si sono conosciuti, un anno e mezzo fa, lei viveva insieme al bimbo avuto da una precedente relazione. A maggio hanno bussato alla porta della basilica di Sant'Andrea delle Fratte, chiedendo a un frate di celebrare il loro matrimonio: non avrebbero immaginato che a sposarli sarebbe stato invece papa Francesco in Vaticano. "Chicco è calabrese  -  spiega Alessandra  -  e voleva sposarsi nella chiesa affidata ai religiosi di san Francesco di Paola, il patrono della sua regione. È stato il parroco a segnalare il nostro nome per le nozze con il Papa, rispondendo a una richiesta arrivata dal vicariato di Roma". Una coppia convivente e con un figlio frutto di una precedente relazione: vi ha sorpreso che vi abbiano scelto? "Eravamo increduli  -  ammette la sposa  -  ci sembrava di trovarci in uno scenario inimmaginabile fino a poco prima. Ma nessuno ci ha fatto pesare il passato". Anche quando si è trattato di organizzare il rito? "Sì. Non solo sono state aperte le porte del Vaticano a una donna che ha avuto un figlio da una precedente relazione, ma l'organizzazione ha persino preparato per Filippo una sedia vicino agli sposi, gli hanno fatto portare le fedi ", racconta Alessandra. E Chicco aggiunge: "Del resto è giusto così, perché lui è parte organica del nostro progetto ". Vi considerate una coppia praticante? "Da quando stiamo insieme, ci siamo riavvicinati molto alla fede  -  afferma lo sposo  -  E il frate che abbiamo incontrato a Santa Maria delle Fratte ci ha aiutato a preparare questo matrimonio così particolare. Poi c'è il messaggio di papa Francesco, che è un grande e riesce ad attirare anche chi si sente lontano. Credo che, ascoltando lui, molti possano sentirsi incoraggiati ad affrontare le nozze". Nella sua omelia, però, Bergoglio ha ricordato che la vita nuziale non è una fiction e ha messo in guardia dalla "tentazione di tornare indietro ". "Anche quando ci ha incontrati alla fine della messa  -  confida Alessandra  -  ci ha detto che abbiamo coraggio e che prima o poi voleranno i piatti, in casa. Ma ci ha raccomandato di ricordare che i piatti poi si ricomprano e che l'importante è che si sappia fare la pace". Qual è l'immagine più significativa di questa giornata? "Ce ne sono tante  -  risponde la sposa  -  ma quella benedizione finale che il Papa ci ha rivolto in sacrestia mi ha lasciato senza fiato. Chicco piangeva dalla commozione". Siete riusciti a restare concentrati sul matrimonio anche se vi trovavate in mondovisione? "Il fatto che la cerimonia sia durata due ore ci ha aiutato a tornare con i piedi per terra, ma la prima mezz'ora eravamo disorientati  -  confida Chicco  -  Mi voltavo e vedevo gli sguardi emozionati dei miei familiari, di mia nonna che a 84 anni è arrivata dalla Calabria. E poi c'era Filippo che si affacciava a sbirciare".
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TITOLO: Il governo sui banchi di scuola. Renzi: "E' un obbligo assumere 149mila persone"
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: Campanella d'inizio in quasi tutte le regioni. Il premier e i ministri Giannini e Delrio inaugurano il nuovo anno scolastico in diversi istituti italiani. E.. .
TESTO:"Cercheremo il prossimo anno - ha continuato - di mettere chiarezza nella situazione degli insegnanti che sono precari da anni. Dovremo sostituire chi va in pensione, affronteremo anche le nuove esigenze perché sappiamo che sarà necessario avere più insegnanti per far fronte - ha aggiunto Boschi- alle esigenze degli studenti". "Sono qui per consegnarvi il programma del governo per farvi vedere come sarà la scuola nei prossimi anni - ha poi detto il ministro rivolta ai bambini- Tra due mesi come in tutte le altre scuole d'Italia torneremo per decidere quali sono le vostre idee per la scuola e voi mi direte che cosa vi piacerebbe studiare e cosa vorreste fare. Ci diamo appuntamento tra due mesi". E ha concluso scherzosamente: "Dovete essere un pochino rompiscatole Con i vostri insegnanti, fare un sacco di domande e essere curiosi". Sms contro droga e bullismo. E oggi, in occasione dell'inizio della scuola, il governo ha annunciato anche un'altra iniziativa: un numero telefonico, che sarà attivato nei prossimi giorni (al momento la Telecom non ha ancora fornito la linea) al quale inviare sms per denunciare spacciatori e bulli presenti vicino alle scuole. A presentarlo, questa mattina, il ministro dell'Interno Angelino Alfano, in una conferenza stampa al Polo interforze di Anagnina. L'iniziativa, che rientra nel progetto "Un sms per dire no a droga e bulli'", è stata avviata dal ministro con la firma di una direttiva inviata a tutti i prefetti che, a partire da oggi, avranno trenta giorni di tempo per adeguare gli strumenti tecnici e divulgare il numero telefonico a tutti gli istituti scolastici. "E' il nostro modo - ha spiegato Alfano - di augurare un buon avvio dell'anno scolastico, dicendo no alla droga e al bullismo. Non dimentichiamo che negli ultimi quattro anni dodici studenti sono morti per droga e ci sono stati due suicidi attribuiti al bullismo". Il piano, presentato dal ministro, prevede l'attivazione di un servizio sms (un numero con cinque cifre preceduto dal prefisso delle singole città) che consentirà a genitori, studenti ed operatori scolastici di segnalare la presenza di spacciatori fuori le scuole e casi di bullismo. Tutti potranno chiamare anche rimanendo nell'anonimato. Il ministero dell'Interno amplia, così, sull'intero territorio nazionale quanto già sperimentato a Roma alla fine dello scorso anno scolastico. Nella circostanza, fu testato un servizio analogo, con un sms dedicato a questo tipo di segnalazioni, che aveva portato anche ai primi arresti per spaccio di droga davanti alle scuole. "La segnalazione - ha concluso il responsabile del Viminale - arriverà direttamente agli operatori della Questura. Chi segnalerà episodi di spaccio sarà protetto dalla massima riservatezza. Faremo ogni sforzo per proteggere chi denuncia, soprattutto se è minore".  
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TITOLO: Marche, arrestato l'imprenditore che ha ucciso due operai. Lo avevano affrontato con una piccozza
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: Per Gianluca Ciferri, ex datore di lavoro delle vittime, è stata la risposta a un'aggressione: Mustafa Neomedim e Avdyli Valdet, operai edili kosovari, lo. ..<br clear='all'/>
TESTO:ASCOLI PICENO - E' stato arrestato per duplice omicidio e trasferito in carcere Gianluca Ciferri, 48 anni, l'imprenditore edile fermano che in mattinata ha ucciso due suoi ex operai a colpi di pistola, al culmine di una colluttazione per motivi di denaro. E' accaduto nel Fermano, in località Molino Girola, area residenziale a ridosso di alcuni capannoni delle imprese calzaturiere del comprensorio. L'omicida, sposato e padre di tre figli, gestisce una piccolissima impresa edile, la 'Gianluca Ciferri Movimento Terra', con sede legale presso la sua villa di via Monte Pacini a Molino Girola. Intorno alle 11 di questa mattina, due ex dipendenti di Ciferri, Mustafa Neomedim, 38 anni, e Avdyli Valdet, 26 anni, entrambi kosovari, si sono presentati presso l'abitazione. Sembra rivendicassero una somma di denaro non corrisposta, ma i carabinieri non escludono neppure un tentativo di estorsione. Neomedin e Valdet, entrambi incensurati e con un regolare permesso di soggiorno a Fermo, dopo il licenziamento, avvenuto questa estate, si erano rivolti a un giudice. Gli ex dipendenti avrebbero affrontato Ciferri armati di piccozza e l'uomo ha detto ai carabinieri di aver reagito per difendersi da un'aggressione. Al momento dell'agguato Ciferri era solo in casa, stava facendo dei lavori all'esterno della villetta di famiglia e sarebbe stato sorpreso alle spalle dai due ex operai. L'imprenditore avrebbe raccontato di aver tentato una reazione, di essersi poi diretto in garage, dove aveva una pistola regolarmente detenuta. Attimi di terribile concitazione, seguiti dalla raffica di colpi, cinque o sei, che non ha lasciato scampo ai due lavoratori. Uno degli operai è morto sul colpo, l'altro ha cercato riparo ma è stramazzato a terra. I soccorritori l'hanno trovato agonizzante in un campo di girasoli: il decesso poco dopo il ricovero in ospedale a Fermo. Sarebbe stato lo stesso Ciferri, dopo aver sparato, a chiamare i soccorsi e i carabinieri. Quando i militari sono arrivati sul posto, l'uomo non ha opposto alcuna resistenza. Ciferri è stato portato nella caserma dell'Arma a Fermo, per l'interrogatorio, poi è scattato l'arresto. Oltre al revolver, sembra una calibro 38, Ciferri aveva altre armi in casa, tutte regolarmente detenute e sequestrate dagli investigatori. Fra queste anche un fucile. Il medico legale ha già fatto una prima ricognizione esterna dei corpi delle vittime, ma saranno l'autopsia e la probabile perizia balistica che la procura di Fermo dovrà disporre a chiarire la dinamica della sparatoria.
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TITOLO: Immigrazione, dramma sulle coste libiche. Unhcr: "600 morti in tre giorni"
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: La portavoce Sami: "È un bollettino di guerra". Oim: "500 vittime a largo di Malta la settimana scorsa". Ieri un barcone con 250 persone è affondato a poche. ..<br clear='all'/>
TESTO:Un'altra tragica notizia arriva dall'Organizzazione internazionale per le Migrazioni (Oim): sarebbero circa 500 i dispersi del naufragio avvenuto mercoledì scorso a 300 miglia al largo di Malta, e a causare l'incidente sarebbero stati gli stessi trafficanti, che, da una seconda imbarcazione, avrebbero di proposito  fatto colare a picco il barcone con a bordo i migranti, con i quali era nato un violento scontro. "La maggior parte delle persone sono cadute in mare e affogate - ha riferito l'Oim - altre sono riuscite a restare a galla aggrappandosi a mezzi di fortuna". Gli operatori dell'organizzazione in Sicilia hanno raccolto la testimonianza di due sopravvissuti, di nazionalità palestinese: due ragazzi fuggiti da Gaza e andati in Egitto a inizio settembre, soccorsi in alto mare dal mercantile panamense "Pegasus" e portati a Pozzallo sabato. Se questa storia, su cui è stata avviata un'indagine, fosse confermata, si tratterebbe del naufragio più grave degli ultimi anni, ha precisato l'organizzazione. "Altri nove superstiti sono stati tratti in salvo da navi greche o malesi ma sembra che gli altri siano tutti morti", ha dichiarato Flavio Di Giacomo, portavoce dell'Oim in Italia. DOSSIER IMMIGRAZIONE Quella di ieri è l'ennesima tragedia dell'immigrazione dal Nord Africa all'Europa. Solo quest'anno - secondo i dati dell'Unhcr - più di 2.500 persone sono annegate o scomparse tentando la traversata, di cui oltre 2.200 dall'inizio di giugno. Sono 130.000 le persone arrivate via mare in Europa dall'inizio dell'anno, più del doppio dei 60.000 registrati nel 2013. In Italia ne sono giunte oltre 118.000, la maggior parte delle quali soccorse in mare nel contesto dell'operazione navale Mare Nostrum. "È una crisi umanitaria senza precedenti? , ha commentato la Sami. Ieri Angelina Jolie, inviata speciale dell'Unhcr, ha visitato il quarter generale del soccorso navale a Malta, assieme all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, António Guterres. "La portata di questa crisi impone a tutti noi di svegliarci - ha detto l'attrice - c'è un legame diretto tra i conflitti in corso in Siria e altrove, e l'aumento delle morti in mare nel Mediterraneo. A meno che non si affrontino le cause profonde di questi conflitti, il numero di rifugiati destinati a morire o a non trovare protezione continuerà ad aumentare".
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TITOLO: Cameron agli scozzesi: "Divorzio doloroso e per sempre". Ironia Salmond: "Tornerà dopo il 'Sì'"
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: Il premier britannico ad Aberdeen: "In caso di indipendenza, la Scozia dovrà rinunciare alla sterlina, probabilmente essere divisa da confini con. ..
TESTO:IL LIVEBLOG Il primo ministro ha anche sottolineato un pensiero che molti analisti hanno già sottoscritto: le rivendicazioni autonomiste degli scozzesi sono già state soddisfatte, ancor prima del verdetto dell'urna. Se vincesse il "no" all'indipendenza, "alla Scozia sarebbe comunque garantito un programma di devolution senza precedenti, con nuovi poteri per il Parlamento scozzese in materia di tasse, spesa pubblica e welfare". "La Gran Bretagna - ha ammesso Cameron - è diventata tale grazie alla grandezza della Scozia. Grazie ai pensatori, scrittori, artisti, leader, soldati, inventori, che hanno reso grande questo Paese. E grazie ai milioni di persone che hanno svolto il loro ruolo in questa storia di straordinario successo". In ballo "è il futuro del nostro Paese" ha aggiunto il premier, nel suo ultimo appuntamento pubblico in vista del referendum di giovedì. Al momento di votare, gli scozzesi dovranno pensare "al futuro dei loro figli e dei loro nipoti". Mostrando sullo scranno la grande scritta, "Let's stick together" (stiamo assieme), Cameron ha anche detto che "dobbiamo difendere i valori britannici come la giustizia e la libertà". Il primo ministro Tory ha puntato il dito contro il "nazionalismo" che rischia di spezzare "quanto di buono fatto finora". "E - ha aggiunto - non vi lasciate trascinare da quanti voteranno per l'indipendenza perché contrari a me e al mio governo". Rivolgendosi soprattutto agli indecisi, che stando all'incertezza dipinta dai sondaggi risulteranno decisivi, Cameron ha rivolto il suo appello finale: "Votate per stare assieme. Non fatevi dire da nessuno che non potete essere scozzesi e britannici allo stesso tempo". Ironico il commento del leader indipendentista scozzese Alex Salmond: "La prossima volta che David Cameron verrà in Scozia sarà per discutere il futuro dopo la vittoria del 'Si". Incontrando ad Edimburgo esponenti del mondo degli affari scozzese, Salmond ha insistito sul loro sostegno  - che ha definito crescente - per l'indipendenza, in quanto "unico modo per ottenere i poteri che vogliamo". Ed è tornato a parlare di una società più giusta in una Scozia indipendente, questa volta citando il filosofo ed economista scozzese Adam Smith: "Fu lui a sostenere che nessuna società può crescere florida e felice se troppa della sua gente non beneficia della sua ricchezza. Dobbiamo ascoltare quelle parole. E il messaggio da chi in Scozia crea lavoro e ricchezza è che la terra di Adam Smith crescerà florida come Paese indipendente". Ricollegandosi alla "devolution" evocata da Cameron, l'ex premier laburista e scozzese doc Gordon Brown, uno dei leader della campagna per il "no" all'indipendenza, ha chiesto tre garanzie per la Scozia in caso di sconfitta del "Sì". La prima, riporta la Bbc, riguarda il coinvolgimento permamente della Scozia nell'evoluzione costituzionale del Regno Unito, per impedire che un'eventuale maggiore attribuzione di poteri all'Inghilterra venga decisa senza consultare Edimburgo. Brown vuole anche una garanzia di "equità" tra tutte le componenti del Regno Unito. L'ex premier chiede che tutti i partiti unionisti dichiarino ufficialmente che lo scopo di una "unione moderna" sia quello di garantire "sicurezza e opportunità per tutti" attraverso "l'equa condivisione delle risorse delle nazioni e delle regioni" che la compongono. Infine, l'ex premier vuole che l'attuale meccanismo utilizzato dal Tesoro britannico per allocare e compensare la spesa pubblica nelle varie componenti del Regno Unito, la cosiddetta "Formula Barnett", venga mantenuto e che alla Scozia sia consentito, se necessario, di aumentare le tasse per proteggere il livello di spesa pubblica destinato al Servizio sanitario. Dagli Stati Uniti, il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest, ha dichiarato: "Abbiamo interesse che la Gran Bretagna resti forte e unita". Earnest ha ricordato il diritto della Scozia a decidere autonomamente del proprio futuro, ma ha ribadito l'interesse Usa di avere un parter forte e coeso nel suo interno, facendo riferimento al Regno Unito. In Europa, da Bruxelles si fa notare che in caso di vittoria degli indipendentisti la Scozia si troverebbe automaticamente fuori dall'Unione. E per gli scozzesi il processo di rientro potrebbe essere lungo e difficile, data la posizione di alcuni Paesi membri assolutamente contrari a lasciare che gli scozzesi conservino i privilegi assegnati al Regno Unito. Altro problema viene evidenziato dal segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen: "Una Scozia indipendente dovrebbe passare per un processo di adesione all'Alleanza prima di diventarne membro. Se un nuovo stato indipendente vuole diventare membro della Nato deve presentare una regolare candidatura. Che sarebbe trattata esattamente come tutte le altre, con l'unanimità in seno all'Alleanza perché sia accettata".
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TITOLO: Jenkins: "Con Francesco il volto del papato è cambiato per sempre"
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: Parla il più noto sociologo delle religioni: "Il futuro della Chiesa è il Sud del mondo. Nel Ventunesimo secolo avremo pontefici africani e asiatici", dice. ...
TESTO:"Il futuro del papato, non soltanto della Chiesa, è il Sud del mondo. E di comunità in minoranza, non più identitarie ma disposte a crescere per attrazione e non per proselitismo. In tutto il ventunesimo secolo la voce della Chiesa cattolica sarà quella dell'America Latina, dell'Asia e dell'Africa. La svolta, con Francesco, è ormai definitiva". Ne è convinto Philip Jenkins, il più noto sociologo delle religioni contemporanee, lo studioso più qualificato al mondo nel rilevare gli andamenti demografici, geo-politici e spirituali delle religioni del nostro tempo. Dopo aver insegnato a lungo alla Penn State University in Pennsylvania, oggi Jenkins, di confessione episcopaliana, è docente di storia alla Baylor University (Texas) e fresco autore, per Editrice Missionaria Italiana, di "Chiesa globale. La nuova mappa". Da un anno e mezzo è vescovo di Roma Jorge Mario Bergoglio. È un'eccezione o pensa che in futuro ci saranno altri Papi dal Sud del mondo? "Parlo del Sud globale, piuttosto che dell'emisfero Sud. Entro il 2050 circa l'80 per cento di tutti i cattolici verranno dall'America Latina, dall'Africa e dall'Asia. Molti di questi, fra l'altro, già vivono in Europa e nel Nord America. Senza tenere conto che i paesi con più cattolici sono già oggi Brasile, Messico e Filippine. Entro il 2030 ci saranno più cattolici in Africa che in Europa. È quindi molto probabile che i futuri vescovi di Roma verranno da questi posti. Nel ventunesimo secolo credo vedremo diversi Papi africani e asiatici". Nel 1920 lo scrittore cattolico anglo-francese Hilaire Belloc dichiarava con orgoglio che "l'Europa è la Fede, e la Fede è l'Europa". Sbagliava? "In termini di numeri era nel giusto. Nel 1920, oltre l'80 per cento dei cattolici, ancora viveva in Europa o nel Nord America. Ma si sbagliava in termini culturali, perché ignorava le diverse eredità culturali degli stesi cristiani. Il cristianesimo è sempre stata una religione di tutti i popoli". Parte della Chiesa europea sembra faticare a comprendere fino in fondo la svolta di Bergoglio, una Chiesa che si mette in ascolto del popolo, sempre in uscita. .. Perché? "Non so dire con esattezza se sia per il suo background argentino o per il suo particolare carattere che lo porta a rifiutare tutti i titoli dignitari che noi solitamente associamo alla Chiesa e ai suoi alti uffici. Certamente i sacerdoti latino americani negli ultimi anni hanno mostrato un'opzione decisa per i poveri, una vicinanza e simpatia anzitutto per loro. E il Papa riflette in pieno questa tendenza". L'8 ottobre Papa Francesco ha convocato il Sinodo dei vescovi sulla famiglia. Il Sinodo è stato preceduto da un questionario inviato a tutti i fedeli. È a suo avviso una prima tappa verso una Chiesa governata in modo più sinodale? "La centralizzazione della Chiesa la si è avuta soltanto dal diciannovesimo secolo in poi. Prima le difficoltà di comunicazione non permettevano questa centralizzazione anche se i Papi faticavano a concepirsi fuori dai confini italiani. Ora mi sembra che vi sia un ritorno a schemi precedenti, la sinodalità infatti rimanda alla natura apostolica propria della Chiesa". Oggi i cristiani soffrono persecuzioni in diversi paesi. C'è chi parla, nei paesi islamici, di una nuova guerra di religione, di conflitti insomma motivati dalla fede. È così? "Cristiani e musulmani hanno vissuto fianco a fianco per secoli. Sebbene nei tempi recenti entrambe le religioni siano state cambiate dalle correnti della nuova globalizzazione. Nel caso dell'islam ci troviamo di fronte a nuove forme di estremismo radicale. Queste forme stanno divenendo popolari a causa del fatto che la stessa religione islamica ha in più parti fallito il suo tentativo di confrontarsi con la modernità. Soltanto il mondo islamico è rimasto indietro su questa strada. Le società cristiane, ebraiche, ma anche quelle legate all'induismo e al confucianesimo, sono fiorenti. Molti giovani musulmani sono così spinti a leggere questo fallimento in termini di una perdita del favore di Dio, e tentano di tornare all'immagine di un islam antico e puro. Le loro idee sono gioco forza religiose come anche politiche". Papa Francesco sta impostando ovunque un dialogo basato sull'amicizia e sulla non ingerenza. In Corea ha detto che la Chiesa non cresce per proselitismo ma per attrazione. "Credo che le linee guida possano essere differenti a seconda dei differenti paesi. Nella maggioranza delle regioni asiatiche i cristiani sono una minoranza, tra il 5 e il 10 per cento della popolazione (anche se in Corea sono di più) ed è dunque molto importante che non provochino scontri con la maggioranza delle fedi e delle ideologie. Devono vivere senza provocare. Possono vivere la propria fede soltanto con l'esempio della propria vita piuttosto che predicando la propria fede direttamente agli altri".
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TITOLO: Egitto, libero il blogger Alaa: aveva manifestato contro i militari in piazza
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: Icona della Primavera araba e: 'volto' della rivolta, era stato arrestato e condannato a 15 anni con l'accusa di aver violato la legge sulle manifestazioni. Ora. ..
TESTO:tra i fondatori del Movimento del 6 aprile, che per primo si oppose all'allora presidente, tra gli animatori di Tahrir prima e delle proteste contro i militari dopo, Alaa rappresenta la voce del dissenso 'laico' egiziano. Non a caso, delle prigioni del suo Paese è stato una sorta di frequentatore abituale: arrestato sotto Mubarak prima, dai militari del governo provvisorio poi - rimase in prigione per due mesi, perdendosi la nascita del figlio, Khalid - l'ultima volta (novembre scorso) era finito in carcere per ordine del governo con l'accusa di incitamento alla rivolta contro la nuova legge sulle dimostrazioni di piazza e contro i tribunali militari. Ma la manifestazione cui aveva partecipato, come avevano sottolineato giornalisti indipendenti, era totalmente pacifica.
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TITOLO: Stato islamico, accordo alla conferenza di Parigi: via libera ad aiuti militari all'Iraq
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: Al vertice deciso un coordinamento dei servizi di sicurezza e il rafforzamento della sorveglianza delle frontiere. Venticinque i Paesi presenti. Mogherini: ...
TESTO:Hollande, aprendo la conferenza, ha detto che "la minaccia dallo Stato islamico è globale e la risposta deve essere globale". Il presidente francese sprona la comunità internazionale a schierarsi "chiaramente, lealmente e fortemente al fianco delle autorità irachene" e a sostenere "con tutti i mezzi" le forze dell'opposizione democratica in Siria. "La lotta degli iracheni contro il terrorismo è anche la nostra lotta - ha detto Hollande - dobbiamo impegnarci in modo chiaro, lealmente e con forza al fianco delle autorità irachene. Non c'è tempo da perdere". L'obiettivo del vertice è quello di fornire sostegno politico al governo iracheno, coordinare gli aiuti umanitari e combattere contro i militanti dell'Is. L'agenda della riunione si concentra deliberatamente sull'Iraq lasciando da parte la Siria, dove pure è attivo lo Stato islamico, per il timore che una discussione sulla Siria potesse distrarre dagli sforzi per la costruzione di una coalizione anti Is. Lo stesso Hollande non sarebbe convinto di procedere a raid aerei in Siria senza il coinvolgimento del dittatore siriano Bashar al-Assad, come invece sembra intenzionato a fare Barack Obama. Intanto dalla Siria arrivano ancora notizie drammatiche: un massacro di 42 civili, tra cui donne, bambini e anziani, compiuto da milizie curdo-siriane nel nord-est della Siria è stato denunciato nelle ultime ore da fonti locali e attivisti della regione di Qamishli a ridosso della linea del fronte tra curdi e jihadisti dello Stato islamico. Le postazioni dei jihadisti sono da giorni e anche ieri sotto il fuoco dei raid aerei del regime di Damasco, che di fatto fornisce copertura aerea alle milizie curde. Anche la Russia era presente al vertice: il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha affermato che Mosca è "pronta a partecipare all'elaborazione di misure supplementari per la lotta contro il terrorismo". Nei giorni scorsi il Cremlino aveva tuonato contro possibili raid aerei americani in Siria senza l'assenso di Assad, alleato di Mosca. Oggi Lavrov ha ribadito che sul terrorismo servirebbe una discussione più ampia al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per concertare una risposta globale sotto l'egida delle Nazioni Unite. ANALISI / La coalizione di "alleati riluttanti" di BERNARDO VALLI Alla conferenza presenti le delegazioni di 25 Stati. Al vertice di Parigi hanno partecipano rappresentanti di 25 paesi più i vertici iracheni. Per l'Europa, oltre alla Francia, erano presenti alla conferenza Germania, Belgio, Danimarca, Spagna, Italia, Norvegia, Olanda, Gran Bretagna e Repubblica Ceca. Numerosi anche i rappresentanti dei paesi arabi: Iraq, Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar. Presenti anche Russia, Giappone, Cina, Canada, Turchia e Stati Uniti. Al vertice anche Lega araba, Onu e Unione europea. Alla conferenza non è stato invitato l'Iran per espressa volontà di Washington. Teheran, secondo quanto dichiarato dall'ayatollah Ali Khamenei, avrebbe rifiutato un'offerta di cooperazione degli Stati Uniti per combattere i terroristi dello Stato islamico. "Ho rifiutato perchè hanno le mani sporche", ha spiegato la massima guida religiosa iraniana. L'Iran sostiene la necessità di rafforzare il governo iracheno e quello di Damasco, storico alleato di Teheran nella regione. Una prospettiva lontana da quella di Europa e Stati Uniti che rifiutano qualsiasi collaborazione con il regime siriano. Tuttavia il Dipartimento di Stato americano non ha escluso l'avvio di "una discussione diplomatica" con l'Iran sull'argomento. SCHEDA / L'Is guadagna 3 mln di dollari al giorno "I jihadisti dello Stato islamico stanno compiendo un vero e proprio 'genocidio' in Iraq", ha denunciato il presidente iracheno Massoum, che ha aggiunto: "Lo Stato islamico sta facendo il lavaggio del cervello ai giovani e li sta addestrando come attentatori suicidi", ha proseguito Massoum, che avverte l'occidente: i jihadisti "raggiungeranno altri Paesi nella regione e nel mondo". Nei giorni scorsi il segretario di Stato americano John Kerry aveva raccolto l'adesione di dieci Paesi arabi favorevoli ad un'operazione tesa a "distruggere" lo Stato islamico. Oggi il presidente iracheno Massoum ha specificato che "non è necessario" che Egitto, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita si uniscano agli attacchi aerei contro lo Stato islamico in Iraq, mentre "quello che è importante è che partecipino alle decisioni di questa conferenza". La conferenza di Parigi arriva a meno di 48 ore dalla decapitazione del britannico David Haines da parte dei miliziani, la terza in meno di un mese. Il boia, l'inglese John (probabilmente si tratta del rapper Adbel Majed Abdel Bary), nel video minaccia un quarto ostaggio, il cooperante britannico Alan Hennings. Padre Lombardi: "Nessuna minaccia specifica al Papa". Il prossimo 21 settembre Papa Francesco sarà a Tirana, in Albania, per omaggiare i martiri della della fede sotto il passato regime comunista e ricordare Madre Teresa di Calcutta. Oggi il portavoce della sala stampa vaticana, Padre Lombardi, ha sottolineato che le le notizie riguardanti l'Is sono "preoccupanti", ma non ci sono minacce specifiche nei confronti del Pontefice. "Non ci sono rischi e minacce per cui modificare programmi" o "per cui cambiare il modo in cui il Papa si muove" ha chiarito Lombardi. A Tirana, dunque, ci sarà la jeep scoperta che utilizza di solito in piazza San Pietro. "Papa Francesco vuole essere in mezzo alla gente" ha ricordato Lombardi.
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TITOLO: "Stamina non è una cura ma dà benefici"
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: Genitori in tribunale per l'dienza dei giudici del riesame: i familiari dei pazienti contestano il provvedimento dei giudici di fine agosto: "Sequestro. ..<br clear='all'/>
TESTO:"Siamo fiduciosi, ci aspettiamo che la giustizia questa volta faccia il suo corso": Eros, di Trento, padre di Desireè, una bambina colpita da una malattia degenerativa in lista di attesa per sottoporsi al metodo Stamina, ha atteso fuori dall'aula, questa mattina, l'udienza del riesame di Torino che dovrà pronunciarsi sul sequestro delle cellule staminali, trattate con il metodo Stamina, il 23 agosto scorso. La bambina si è sottoposta a quattro infusioni, sempre agli Spedali Civili di Brescia, era in attesa della quinta quando sono arrivati i Nas in laboratorio. Il Riesame deciderà venerdì 19 se accogliere o rigettare i tredici ricorsi presentati da genitori di piccoli pazienti che vorrebbero il dissequestro delle cellule staminali degli Spedali civili di Brescia. "Il sequestro è illegittimo - ha detto il papà di Desireè - quelle cellule appartengono al paziente e al genitore. Siamo consapevoli che questa non è una cura ma sappiamo che dà dei benefici e chiediamo di poter proseguire". L'udienza davanti ai giudici del Riesame di questa mattina è durata circa due ore e mezza  e alla fine la scelta di pronunciarsi venerdì 19 settembre sul ricorso. Nel corso dell'udienza gli avvocati delle famiglie hanno sollevato la questione dell'incompetenza funzionale del gip che ha emanato il provvedimento di sequestro preventivo. A rigore di procedura il sequestro avrebbe dovuto essere disposto dal giudice per l'udienza preliminare che è gia stato nominato ed è Potito Giorgio e non dal giudice per le indagini prelimiari, Francesca Christillin. Per questa ragione i pazienti chiedono la nullità del provvedimento e quindi il dissequestro. Che ci sia stato un vizio di procedura lo ha ammesso anche il procuratore Raffaele Guariniello che aveva chiesto il sequestro proponendo però una soluzione che consenta di mantenere il sequestro dei materiali.
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TITOLO: Bambini maltrattati a Taranto, sospese due maestre
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: L'indagine dopo le segnalazioni di alcuni genitori di un asilo con bimbi dai tre ai cinque anni: una delle due insegnanti era di sostegno a un piccolo. ..<br clear='all'/>
TESTO:I bambini erano terrorizzati. Non volevano più andare a scuola. Molti erano diventati inappetenti, taciturni, altri violenti, irascibili. Antonio (i nomi sono di fantasia) non riusciva più a controllarsi e si faceva la pipì addosso. Salvatore vomitava sui fogli da disegno. Massimo non voleva più andare a scuola. Sono state le mamme ad accorgersi dei repentini cambiamenti d'umore dei piccoli di una scuola materna di Taranto ed insospettirsi. I bimbi sono stati visitati dai pediatri, poi hanno preso coraggio ed iniziato a raccontare il terrore dell'aula. Pugni, schiaffi, pizzichi, tirate di orecchie ed insulti. Bimbi costretti a stare seduti per cinque ore di fila, spinti sulla sedia se provavano ad alzarsi. Hanno raccontato ai genitori che quando disubbidivano, la maestra e l'insegnante di sostegno, entrambe tarantine di 46 e 45 anni, diventavano violente e li colpivano.   Gomitate in faccia anche ad un bimbo disabile, in un'occasione letteralmente trascinato sul pavimento. Più di dieci i bambini di età compresa fra i tre ed i cinque anni che hanno confermato gli episodi. A fine maggio scattano le indagini della polizia. Una telecamera nascosta in classe ha ripreso per dieci giorni episodi di inaudita violenza. "Fai schifo, non sai fare niente" grida la maestra ad un bimbo in lacrime. Decine i comportamento intimidatori e violenti ripreso dall'occhio elettronico della polizia. Un bimbo riceve uno schiaffo, "ti devi andare a sedere, non ti voglio più vedere in giro" grida la maestra, chiamando poi "cretini" tutti i bimbi. Un altro viene umiliato e costretto in lacrime "nessuno verrà alla tua festa", solo perché a tre anni s'è fatto la cacca addosso. Episodi che hanno creato un clima di terrore. Quando un bimbo viene colpito e piange, gli altri restano immobili terrorizzati. In molte immagini i bimbi sono ripresi nel gesto di proteggersi in viso con le braccia mentre le maestre alzano le mani. In classe c'è anche un bimbo disabile. Il 30 maggio scorso viene ripreso mentre fugge dalla maestra che dovrebbe dedicarsi solo a lui. Si copre la faccia con le braccia per non essere colpito. Poi viene spinto in un angolo contro un mobile e colpito con una gomitata in faccia. La polizia descrive l'episodio in una informativa ai giudici: subito dopo l'insegnante si allontana per parlare al telefono lasciando il bimbo con un compagno di classe, ma poi torna e gli tira le orecchie. In altro episodio sempre lo stesso bimbo disabile è vittima di un altro comportamento violento: la maestra gli piega il gomito all'indietro e lui spaventato si rifugia sotto la scrivania della bidella. Le due insegnanti hanno rischiato l'arresto a giugno, ma ormai la scuola era finita. Per impedire che agissero nuovamente in modo violento il gip Vilma Gilli ha firmato un'ordinanza di custodia cautelare di interdizione dalla professione per due mesi. I bambini intanto sono stati trasferiti dai loro genitori in un'altra scuola materna.
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TITOLO: Don Puglisi, ritrovato un appello denuncia per Brancaccio. "Il testimone deve rischiare, io sto rischiando grosso"
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: Esclusiva / Il nipote recupera un nastro con un inedito del parroco beato. Oggi il ventunesimo anniversario dell'assassinio, il presidente del Consiglio Renzi a. ..<br clear='all'/>
TESTO:Il tono della voce è quello di sempre. Dolce, pacato. Ma le parole sono devastanti: "Il testimone certe volte deve anche rischiare. .. io sto rischiando un po' grosso forse, non lo so, però credo nell'amicizia". Don Pino Puglisi sapeva di essere finito nel mirino dei boss, sapeva che la sua opera di riscatto di Brancaccio l'aveva esposto più del dovuto. Ma non andò mai via, per questo il 15 settembre 1993 fu assassinato da un commando inviato dai fratelli Graviano. Adesso, possiamo sentire la voce di don Pino che quasi prevede il suo martirio: "Sto rischiando un po' grosso, ma credo nell'amicizia". È una voce che arriva da una vecchia audiocassetta che il nipote ha ritrovato a casa sua, dentro una scatola di appunti e ricordi appartenuta a don Pino. Nei giorni scorsi, questo nastro è ritornato nell'abitazione di piazza Anita Garibaldi, dove ha vissuto il sacerdote ucciso dai boss: l'appartamento è stato acquistato dal centro Padre nostro e riaperto alla città. In quella casa stanno tornando tante cose appartenute a don Puglisi, che in questi vent'anni i fratelli hanno conservato come delle reliquie. L'audiocassetta ritrovata contiene un lungo discorso del parroco di San Gaetano su Brancaccio. Un discorso denuncia, tenuto probabilmente nel corso di un campo scuola o di un convegno. "L'ambiente di Brancaccio è molto disomogeneo  -  dice Puglisi  -  ambiente di mafia, però quello è forse il male minore, c'è tanta povertà, c'è tanta indifferenza. Ci sono tanti bambini che vivono in mezzo alla strada e dalla strada imparano tanto male, delinquenza, scippi, furti. .. un bambino dovrebbe fare la prima comunione a ottobre e dice alla catechista: non la posso fare, altrimenti come ci torno a casa. E perché? chiede la catechiesta. Perché uno che fa la prima comunione può rubare più? E se io non porto niente a casa, mia madre mi picchia e mi manda fuori di nuovo". Puglisi parla di "bambini costretti a lavorare, di bambini costretti a rubare, e di bambine costrette a fare qualcosaltro, abbiamo avuto anche qualche caso di prostituzione minorile". Il parroco di Brancaccio si chiede: "Come rispondere a tutto questo? ". E spiega la sua strategia, che passa dall'impegno nel territorio, attraverso la creazione di un centro sociale. A questo punto, il sacerdote accenna ai rischi e alla sua sovraesposizione. "Queste parole devono far riflettere tutti, anche e soprattutto gli uomini delle istituzioni - dice Maurizio Artale, presidente del centro Padre nostro  -  l'impegno per le periferie deve proseguire, anche rischiando. Puglisi non si è tirato indietro, per questo è stato ucciso". Oggi, Palermo ricorda il 21 anniversario dell'uccisione del parroco che la Chiesa ha fatto beato, proprio in ragione del suo martirio. Questa mattina, il presidente del Consiglio gli renderà omaggio nella scuola media per cui il parroco si era battuto tanto: fu realizzata solo dopo la sua morte.   Matteo Renzi incontrerà anche i familiari di don Pino. Alle 10,30, al giardino della memoria di Ciaculli, il gruppo siciliano dell'Unione Cronisti e la sezione distrettuale dell'Associazione nazionale magistrati promuoveranno la piantumazione di un albero in ricordo del beato Puglisi. Alle 18, è prevista la celebrazione di una messa da parte del cardinale Paolo Romeo.  
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TITOLO: "Ci sono microplastiche in molte birre tedesche"
DATA: 2014-09-15
OCCHIELLO: I ricercatori hanno analizzato 24 marchi, 10 dei quali tra più popolari. Ma la quantità rilevata non sarebbe pericolosa per la salute dell'uomo. Intanto i. ..
TESTO:ROMA - Acqua, orzo, luppolo e. .. plastica. Un recente studio condotto dai ricercatori del Marine and Environmental Chemistry di Varel in Germania, ha scoperto la presenza di microplastiche in molti marchi di birra tedesca, anche tra i più popolari. L'analisi, pubblicata su "Food Additives and Contaminants", ha analizzato 24 marche di birra commerciali - 12 delle quali Pilsener, cinque di frumento e sette Pilsener senza alcool -, filtrandole per rilevarne la presenza di contaminanti. In tutti i casi, scrivono i ricercatori, sono state trovate microplastiche, definite come "fibre di polimeri sintetici, frammenti o particelle granulari inferiori ai cinque millimetri di dimensioni". Nella maggior parte dei casi si tratta di "particelle individuali e frammenti". Anche se la quantità scoperta nella fresca bevanda non è considerata pericolosa per la salute umana, secondo l'equipe di ricerca è la dimostrazione della misura in cui le microplastiche abbiano "infiltrato il mondo intero". "La loro presenza in una bevanda comune come la birra, indica che l'ambiente umano è contaminato da polimeri sintetici di micro dimensioni in misura di ampia portata". In alcuni dei campioni analizzati sono stati inoltre scoperti resti di insetti e di vetro, entrambi riconducibili secondo i ricercatori ad un "errato trattamento del prodotto o del sistema di stoccaggio" e di sabbia dovuta probabilmente all'utilizzo di acqua di sorgente. L'Associazione dei produttori di birra tedeschi ha risposto così a quelle che definisce "speculazioni": "Negli studi compiuti su richiesta della fabbrica di birra da rinomate università, come quella di Monaco, non sono state rilevate tracce di microplastiche. Le accuse mosse dalla rete televisiva sono basate su una indagine scientifica di cui non si conosce la metodologia, nonostante le nostre richieste di renderla nota. Questo tipo di analisi deve essere svolto in ambienti sterili e controllati e, se questo non è avvenuto, i risultati sono da considerarsi inaffidabili".
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TITOLO: I lupi: "riconquistano" le Alpi. Esperti sulle tracce dei branchi
DATA: 2014-09-14
OCCHIELLO:
TESTO:I LUPI hanno 'riconquistato' tutte le Alpi - se ne contano 35 branchi nel solo Piemonte, altri stanno 'colonizzando' il centro-est dell'arco montuoso - ed è tempo di trovare un compromesso. Una coesistenza finora difficile, spesso, anzi, si generano conflitti tra gli allevatori e gli animalisti, che si cercherà di comporre, attraverso un programma europeo, 'Life Wolfalps', appena avviato e di cui è capofila il Parco delle Alpi Marittime (Cuneo). Il progetto, che si concluderà nel maggio 2018, è stato illustrato a Torino. A partire dal prossimo inverno uno staff di esperti farà un completo monitoraggio sulla presenza dei lupi nelle sei 'aree chiave' italiane; entreranno in campo squadre cinofile anti-veleno e verranno contattati gli allevatori per costruire un dossier dei danni sulle predazioni subite. Spesso i lupi sono finiti nel mirino dei bracconieri, uccisi, sugli Appennini, dove sono presenti da sempre, anche con bocconi avvelenati, ma la protesta resta forte anche in Piemonte, dove i lupi sono presenza tornata abituale da 20 anni. Per protestare, gli allevatori aderenti all'Associazione Alte Terre hanno distribuito un comunicato fuori dalla sede del convegno: "Si dedicano milioni (6, per tutti i 5 anni ed i 12 partner coinvolti) al lupo mentre i servizi in montagna sono sempre più carenti - è l'accusa di Mario, un allevatore della Valle Maira (Cuneo) - così a rischio di estinzione sono ormai i bambini. Non chiediamo la sterminio dei lupi, ma almeno che ci diano la possibilità di difenderci, lasciandoci usare i fucili, quanto meno per spaventare i predatori". Il lupo - ha sottolineato Luigi Boitani, presidente del 'Large Carnivore Initiative for Europe' - è un animale che si sposta su grandissime distanze, fino a migliaia di chilometri, serve un progetto comune che riguardi tutta l'area alpina, tenendo presente allo stesso tempo che i conflitti vanno risolti su scala locale. L'obiettivo di 'Life Wolfalps' è proprio questo: fare coesistere i lupi con le attività umane".
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TITOLO: Affonda barcone a largo della Libia, 250 a bordo. "Ne abbiamo salvati 26"
DATA: 2014-09-14
OCCHIELLO: La notizia data dalla marina militare di Tripoli. Le vittime in maggioranza africane. Tra loro molte donne<br clear='all'/>
TESTO:TRIPOLI - Un barcone con 250 persone a bordo è affondato al largo delle coste libiche: si teme che ci siano decine di morti. Lo ha reso noto la marina militare di Tripoli. "Al momento abbiamo salvato solo 26 persone, ci sono molti cadaveri in mare" ha detto il portavoce precisando che la maggior parte delle vittime erano africani e che tra loro c'erano molte donne. Il naufragio è avvenuto a Tajoura, a est della capitale libica. I soccorsi e le ricerche sono stati resi difficili dagli scarsi mezzi a disposizione della guardia costiera. La maggioranza delle navi sono battelli da pesca e rimorchiatori presi in prestito dal ministero del Petrolio. Uno degli effetti del caos politico che insieme alla mancanza di sicurezza caratterizza la Libia dopo la caduta e l'uccisione di Moammar Gheddafi nel 2011. Lo stesso caos politico di cui approfittano i trafficanti di esseri umani. Quella di oggi è l'ennesima tragedia dell'immigrazione dal Nord Africa all'Europa. Dall'inizio dell'anno più di centomila persone hanno raggiunto le coste italiane, ma centinaia e centinaia hanno perso la vita durante la traversata su vere e proprie carrette del mare. Secondo l'agenzia Habeshia, che raccoglie e diffonde segnalazioni sul fenomeno, le persone scomparse in mare potrebbero essere 2.000. Un dato aggiornato al 24 agosto, dopo un naufragio molto simile a quello di oggi, sempre al largo delle coste libiche, in cui erano scomparsi 170 profughi e migranti, in maggioranza somali ed eritrei. La tragedia probabilmente più grave è quella avvenuta nell'ottobre scorso nel Canale di Sicilia: 366 morti, tra i quali molte donne e molti bambini, e 155 superstiti. Lo shock provocato da quell'ecatombe portò all'inizio dell'operazione "Mare Nostrum" che in questi mesi ha tratto in salvo migliaia di disperati. E qualche giorno dopo il naufragio del 24 agosto, l'Ue ha finalmente aperto alle richieste italiane annunciando per fine novembre l'avvio di una nuova missione di Frontex (l'agenzia dell'Unione per il controllo delle frontiere), Frontex Plus, che dovrà "completare" l'attività svolta dal nostro Paese nel Mediterraneo. Finora l'anno con il bilancio più pesante era stato il 2011 con almeno 1.800 persone scomparse, tra morti e dispersi. Dal 1988, secondo Fortress Europe - il blog che tiene il triste conto - più di 20.200 migranti hanno perso la vita nel Mediterraneo.  
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TITOLO: Affonda barcone a largo della Libia, 250 a bordo. "Ne abbiamo salvati 26"
DATA: 2014-09-14
OCCHIELLO: La notizia data dalla marina militare di Tripoli. Le vittime in maggioranza africane. Tra loro molte donne. La marina libica: "Ci sono tanti morti che. ..
TESTO:TRIPOLI - Un barcone con 250 persone a bordo è affondato al largo delle coste libiche: si teme che ci siano decine di morti. Lo ha reso noto la marina militare di Tripoli. "Al momento abbiamo salvato solo 26 persone, ci sono molti cadaveri in mare" ha detto il portavoce Ayub Qassem precisando che la maggior parte delle vittime erano africani e che tra loro c'erano molte donne. Il naufragio è avvenuto a Tajoura, a est della capitale libica. "Ci sono tanti morti che galleggiano", ha aggiunto Qassem. I soccorsi e le ricerche sono stati resi difficili dagli scarsi mezzi a disposizione della guardia costiera. La maggioranza delle navi sono battelli da pesca e rimorchiatori presi in prestito dal ministero del Petrolio. Uno degli effetti del caos politico che insieme alla mancanza di sicurezza caratterizza la Libia dopo la caduta e l'uccisione di Moammar Gheddafi nel 2011. Lo stesso caos politico di cui approfittano i trafficanti di esseri umani. Quella di oggi è l'ennesima tragedia dell'immigrazione dal Nord Africa all'Europa. Dall'inizio dell'anno più di centomila persone hanno raggiunto le coste italiane, ma centinaia e centinaia hanno perso la vita durante la traversata su vere e proprie carrette del mare. Secondo l'agenzia Habeshia, che raccoglie e diffonde segnalazioni sul fenomeno, le persone scomparse in mare potrebbero essere 2.000. Un dato aggiornato al 24 agosto, dopo un naufragio molto simile a quello di oggi, sempre al largo delle coste libiche, in cui erano scomparsi 170 profughi e migranti, in maggioranza somali ed eritrei. La tragedia probabilmente più grave è quella avvenuta nell'ottobre scorso nel Canale di Sicilia: 366 morti, tra i quali molte donne e molti bambini, e 155 superstiti. Lo shock provocato da quell'ecatombe portò all'inizio dell'operazione "Mare Nostrum" che in questi mesi ha tratto in salvo migliaia di disperati. E qualche giorno dopo il naufragio del 24 agosto, l'Ue ha finalmente aperto alle richieste italiane annunciando per fine novembre l'avvio di una nuova missione di Frontex (l'agenzia dell'Unione per il controllo delle frontiere), Frontex Plus, che dovrà "completare" l'attività svolta dal nostro Paese nel Mediterraneo. Finora l'anno con il bilancio più pesante era stato il 2011 con almeno 1.800 persone scomparse, tra morti e dispersi. Dal 1988, secondo Fortress Europe - il blog che tiene il triste conto - più di 20.200 migranti hanno perso la vita nel Mediterraneo.  
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TITOLO: Haines, l'ira di Obama: "Distruggeremo l'Is". Caso Italia sugli ostaggi. Libia accusa Qatar
DATA: 2014-09-14
OCCHIELLO: Il presidente Usa condanna la decapitazione del cooperante scozzese: "Atto barbaro". Cameron convoca il comitato di emergenza: "Cattureremo gli assassini". ...
TESTO:WASHINGTON - "Gli Stati Uniti condananno con forza il barbaro assassinio del cittadino britannico David Haines da parte dei terroristi dell'Is". Con queste parole il presidente Usa Barack Obama commenta l'uccisione del cooperante britannico, decapitato in un video diffuso ieri dai jihadisti dello stato islamico. Nella sua dichiarazione Obama esprime solidarietà alla famiglia di Haines e al Regno Unito, rinnovando l'impegno per la creazione di una "vasta coalizione di nazioni" per assicurare alla giustizia "gli esecutori di questo atto oltraggioso" e per "degradare e distruggere" l'Is. L'ANALISI / Is è il gruppo terroristico più ricco della storia   Il premier David Cameron ha convocato una riunione del comitato di emergenza 'Cobra'. Alla riunione, riportano i media britannici, partecipano i vertici militari e della sicurezza. Il premier britannico ha definito l'uccisione di Haines "spregevole e sconvolgente". Si è trattato, ha detto, di "un atto di pura barbarie", contro un "eroe nazionale". Il premier ha promesso di "fare tutto quanto è in nostro potere per catturare gli assassini e assicurarli alla giustizia", "non importa quanto tempo ci vorrà". E poi ha dichiarato: "Quelli dello Stato islamico non sono musulmani, ma mostri". Sotto osservazione il ruolo del Qatar, accusato da più parti di fiancheggiare l'Is e altri gruppi estremisti o comunque di avere un atteggiamento ambiguo. Il premier libico Abdullah al-Thani ha accusato lo stato del Golfo di aver inviato 3 aeroplani carichi di armi e munizioni all'aeroporto di Tripoli controllato dalla milizia islamista all'opposizione di Misurata. "Sfortunatamente (gli aerei) hanno raggiunto l'aeroporto di Mitiga (nella capitale)... Valuteremo la rottura delle relazioni (con Doha) se queste interferenze negli affari interni libici continueranno", ha minacciato al Thani ai microfoni della rete Sky News in arabo, rivale della qatariota al Jazeera. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha scritto a Cameron per porgergli il cordoglio italiano, invocando "l'unità" della comunità internazionale. "Contro la ferocia del terrore - scrive Renzi - è determinante che sia unita la risposta della comunità internazionale, dell'Europa, impegnata in prima linea nella lotta contro questa odiosa, folle minaccia". Però il sottosegretario agli Esteri Mario Giro fa capire che l'Italia continuerà a trattare per liberare gli ostaggi italiani in mano ai terroristi. "La politica dell'Italia - ha detto Giro - è di riportare a casa tutti gli ostaggi, non importa come. Ogni paese è sovrano per quanto riguarda la scelta se trattare o meno" con i rapitori, ha aggiunto. Una posizione che sarebbe stata assai controversa, e infatti la correzione di tiro arriva poco dopo: "La politica dell'Italia è di non abbandonare nessuno" ma utilizzando "mezzi leciti e possibili" nell'ambito del "massimo riserbo". Giro precisa di non aver mai detto "non importa come" né di aver parlato di "trattative" per liberarli
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TITOLO: Referendum in Scozia: per cosa si vota?
DATA: 2014-09-14
OCCHIELLO: Quasi cinque milioni di scozzesi alle urne il 18 settembre: sì o no al quesito se la regione debba diventare un paese indipendente. Un passaggio storico per il. ..
TESTO:"Should Scotland be an independent country? " A questa semplice domanda  -  la Scozia dovrebbe essere un paese indipendente  -  sono chiamati a rispondere giovedì 18 settembre quasi 5 milioni di scozzesi dai16 anni in su (l'età legale per votare è stata abbassata per l'occasione), o meglio 5 milioni di residenti in Scozia, quale che sia la loro identità etnica, scozzesi, inglesi o quant'altro. Il referendum è il risultato della devolution lanciata da Tony Blair negli anni '90, con cui la Scozia ha ottenuto un parlamento e un governo autonomi. Ma è stato il primo ministro conservatore David Cameron a concordare la data e il quesito della consultazione insieme al premier scozzese Alex Salmond, leader dello Scottish National Party, il partito nazionalista che si batte per l'indipendenza. Facendo un passo più indietro nel tempo si può dire che l'appuntamento del 18 settembre ha le sue radici nell'indipendenza persa dalla Scozia 300 anni fa, quando fu annessa dall'Inghilterra formando così il Regno Unito di Gran Bretagna, e ancora più indietro nella battaglia con cui 700 anni or sono la Scozia aveva invece conquistato la propria indipendenza, sconfiggendo gli inglesi e diventando un paese sovrano per i quattro secoli seguenti. Non a caso il premier Salmond ha voluto che il referendum si svolgesse proprio nel settecentesimo anniversario di quella epica vittoria militare. Fino a un paio di mesi fa sembrava che i "no" all'indipendenza avrebbero facilmente avuto la meglio, nei sondaggi hanno sempre mantenuto un vantaggio oscillante fra i 20 e i 10 punti percentuali. Dopo due dibattiti televisivi e quando la campagna referendaria è entrata nelle sue battute finali, tuttavia, i "sì" si sono avvicinati, a dieci giorni dal voto hanno momentaneamente perfino sorpassato i "no" in un sondaggio e ora i due schieramenti appaiono così vicini che, come scrive il quotidiano Guardian di Londra, è impossibile prevedere chi vincerà. Gli indipendentisti citano ragioni del cuore, "la Scozia si è sempre sentita una nazione", e del portafoglio, sostenendo di volere utilizzare meglio le risorse della regione, a cominciare dal petrolio, per costruire una società più ricca e più giusta, sul modello scandinavo per cui sentono maggiori affinità anche storiche. Inoltre la Scozia esprime da sempre posizioni più di sinistra (e più europeiste) del resto della Gran Bretagna, e non ama sentirsi governata dall'establishment conservatore di Londra. Sul fronte opposto, tutti i partiti politici britannici, conservatori, liberaldemocratici, laburisti, sono uniti nel chiedere alla Scozia di restare parte del Regno Unito, da un lato paventando gravi conseguenze economiche se non lo farà, come la fuga di banche, capitali, investimenti, business che in parte pare già cominciata, dall'altro promettendo in cambio un'autonomia e dei poteri ancora maggiori al governo di Edimburgo. E' una sfida che non riguarda solo Scozia e Inghilterra: se vinceranno gli indipendentisti è probabile che l'Europa sarà travolta da un'ondata di richieste di referendum analoghi, che si manifesta già con il referendum indetto dalla Catalogna (ma non riconosciuto dal governo spagnolo) e che potrebbe estendersi all'Irlanda del Nord, ai Paesi Baschi, alle Fiandre, anche all'Italia, dove Lega Nord e separatisti sardi seguono con attenzione gli sviluppi del duello scozzese. Prevarrà lo spirito indomito e romantico di Braveheart oppure la ragione, la cautela, la logica?
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TITOLO: Svezia, sinistra vince le elezioni ma cresce l'ultradestra
DATA: 2014-09-14
OCCHIELLO: Socialdemocratici poco sotto il 44%. Le femministe non superano la soglia di sbarramento. Cresce, al 13%, la destra xenofoba. Sconfitto il centrodestra del. ..
TESTO:BERLINO - La sinistra ha vinto in Svezia, paese-guida del Grande Nord e potenza tecnologica-industriale e militare di primo piano nella Ue, ma non raggiunge la maggioranza assoluta e potrebbe dover formare un governo di minoranza. La destra radicale xenofoba e antieuropea raddoppia dal 5,7 al 12,9 per cento dei consensi e può complicare la formazione d'ogni maggioranza. Il centrodestra del premier conservatore moderato uscente Fredrik Reinfeldt, schierato con i popolari di Angela Merkel e con la sua linea del rigore, incassa comunque una cocente disfatta, e annuncia le dimissioni. Vediamo la forza degli schieramenti: i tre partiti di sinistra (socialdemocratici, verdi, postcomunisti) sommati ottengono il 43,7 per cento dei voti. Delusione per le femministe (FI, iniziativa femminista), che non hanno superato la soglia di rappresentanza del 4 per cento, attestandosi sul 3,1 per cento. Si attesta sul 39,3 per cento la coalizione "borghese" - cioè di centrodestra - di Reinfeldt. Gli Sveriges Demokraterna, cioè i populisti xenofobi dell'abile, giovane Jimmy Akesson, affiliati all'Ukip britannico nell'Europarlamento ma che usa spesso un linguaggio degno degli ultrà del Front National francese o della Lega, arriva al 12,9 per cento. E subito si definisce "l'ago della bilancia" del nuovo parlamento. Alla sinistra andrebbero 158 seggi (ne servono 175 per la maggioranza), alla destra 142 e agli xenofobi ben 49. Di fronte a questi risultati il leader socialdemocratico Stefan Lofven si dice pronto ad avviare le consultazioni per formare un nuovo governo e cita in primo luogo i verdi, ma tende la mano anche ad altre forze politiche escludendo a priori soltanto la formazione di Akesson. Dopo otto anni di governo del centrodestra, con un alto tasso di disoccupazione e diversi indicatori sociali in ribasso, il compito di Lofven non è facile. "Siamo in una situazione seria - dice ai suoi sostenitori che festeggiano la vittoria - Abbiamo migliaia di disoccupati. Abbiamo i dati delle scuole in discesa più che in qualsiasi altro paese dell'Ocse. In Svezia c'è qualcosa che si sta rompendo. Ora gli svedesi hanno attestato che abbiamo bisogno di un cambiamento. Bisogna cambiare direzione". Il voto il Svezia è di prima importanza per l'intera Unione europea. Primo, per il peso economico, geopolitico e militare della potenza egemone del grande nord, modernissimo e ricchissimo paese industriale ed esportatore di eccellenze tecnologiche, strutturalmente creato nel dopoguerra dai socialdemocratici. Secondo perché la vittoria delle sinistre rappresenta uno schiaffo ad Angela Merkel e al suo rigore a ogni costo e una vittoria dei socialisti europei di Renzi e di Schulz. Terzo perché la misura del successo degli Sveriges Demokraterna, la destra radicale appunto, dà la misura di quanto xenofobi ed euroscettici (primo partito nella Francia potenza atomica, dove se si votasse oggi Marine Le Pen diverrebbe presidente e avrebbe il comando delle 300 testate nucleari della Force de frappe strategica) siano pericolosi al nord e ovunque nell'Unione europea stretta tra rigore, recessione, disincanto dei ceti popolari e disoccupazione, specie giovanile, in crescita.
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TITOLO: Petrolio, tratta, rapimenti: Is è il gruppo terroristico più ricco della storia
DATA: 2014-09-14
OCCHIELLO: Gli esperti valutano che lo Stato islamico guadagni più di tre milioni di dollari al giorno e che sia diventato un colosso finanziario autosufficiente
TESTO:WASHINGTON - Guadagnano più di 3 milioni di dollari al giorno con il contrabbando di petrolio, il traffico di esseri umani, furti e estorsioni. I militanti dello Stato islamico, che fino a qualche tempo fa si servivano di ricchi donatori del Golfo Persico per finanziare le loro attività, secondo i funzionari dell'intelligence Usa e alcuni esperti sono diventati un autosufficiente colosso finanziario. Le risorse dell'Is, sostiene un funzionario dell'intelligence degli Stati Uniti non ha voluto rendere noto il suo nome, superano "quelle di qualsiasi altro gruppo terroristico della storia". E queste ricchezze sono una delle maggiori preoccupazioni dei funzionari americani che, pur non avendo prove, temono che il gruppo terroristico stia tramando attacchi contro gli Stati Uniti. L'Is controlla gran parte della Siria e dell'Iraq, controllando 11 campi petroliferi in entrambi i Paesi. Il petrolio e altre merci sono vendute di contrabbando sotto il naso degli stessi governi che combattono: curdo al nord dell'Iraq, Turchia e Giordania. L'intelligence statunitense non pensa che i governi siano complici nel contrabbando, ma l'amministrazione Obama insiste perché facciano di più per reprimere le attività dei terroristi. Il prezzo che lo Stato islamico ottiene per il combustibile di contrabbando è scontato - dai 25 ai 60 dollari per un barile di petrolio che vende normalmente per più di 100 dollari - ma i profitti totali dal combustibile superano 3 milioni di dollari al giorno, ha detto Luay al-Khatteeb, della Brookings Institution in Qatar.            Fuori dall'Iraq, il gruppo terroristico ha guadagnato centinaia di milioni di dollari dal contrabbando di antichità: gli oggetti sono venduti in Turchia, sostiene al-Khatteeb. Altri milioni arrivano dal traffico di esseri umani con la vendita di donne e bambini come schiavi del sesso. Altre entrate arrivano da estorsioni, riscatti di ostaggi rapiti e furti di materiali provenienti dai Paesi dell'Is, beni che gli estremisti hanno sequestrato.                    "Le attività di raccolta di denaro assomigliano a quelli di un'organizzazione mafiosa", ha detto un altro funzionario dell'intelligence statunitense. "Sono ben organizzati, sistematici e ottengono attraverso l'intimidazione e la violenza". Anche prima di conquistare Mosul nel mese di giugno, per esempio, il gruppo ha cominciato a imporre "tasse" su quasi ogni aspetto dell'attività economica, minacciando di morte chi non volesse pagare. Secondo le stime del Council on Foreign Relations, il gruppo sta raccogliendo 8 milioni di dollari al mese dalle estorsioni a Mosul. Nella scorsa primavera, quattro francesi e due giornalisti spagnoli, tenuti in ostaggio dagli estremisti islamici, sono stati liberati dopo che i loro governi hanno pagato riscatti di milioni di dollari. L'Is, sostengono gli esperti, è riuscito a trasformare il territorio conquistato in Siria e Iraq in fonte di reddito. Gli analisti ritengono che il gruppo fa affidamento sul fatto che la zona lungo il confine tra Iraq e Turchia è stata a lungo rifugio di contrabbandieri, e lo è ancora di più dalla caduta del leader iracheno Saddam Hussein nel 2003. Generazioni di famiglie hanno illecitamente trasportato merci attraverso questa regione. Secondo gli esperti sarebbe facile interrompere il flusso di denaro che arriva dal contrabbando di petrolio con attacchi aerei americani. Ma finora nessuna decisione è stata presa di colpire infrastrutture siriane e irachene dove lavorano civili che potrebbero essere stati costretti.  
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TITOLO: Affonda barcone a largo della Libia, 250 a bordo. "Ne abbiamo salvati 36"
DATA: 2014-09-14
OCCHIELLO: La notizia data dalla marina militare di Tripoli. Le vittime in maggioranza africane. Tra loro molte donne. La marina libica: "Ci sono tanti morti che. ..<br clear='all'/>
TESTO:TRIPOLI - Un barcone con 250 persone a bordo è affondato al largo delle coste libiche: si teme che ci siano decine di morti. Lo ha reso noto la marina militare di Tripoli. "Al momento abbiamo salvato solo 36 persone, ci sono molti cadaveri in mare" ha detto il portavoce Ayub Qassem precisando che la maggior parte delle vittime erano africani e che tra loro c'erano molte donne. Il naufragio è avvenuto a Tajoura, a est della capitale libica. "Ci sono tanti morti che galleggiano", ha aggiunto Qassem. I soccorsi e le ricerche sono stati resi difficili dagli scarsi mezzi a disposizione della guardia costiera. La maggioranza delle navi sono battelli da pesca e rimorchiatori presi in prestito dal ministero del Petrolio. Uno degli effetti del caos politico che insieme alla mancanza di sicurezza caratterizza la Libia dopo la caduta e l'uccisione di Moammar Gheddafi nel 2011. Lo stesso caos politico di cui approfittano i trafficanti di esseri umani. Quella di oggi è l'ennesima tragedia dell'immigrazione dal Nord Africa all'Europa. Dall'inizio dell'anno più di centomila persone hanno raggiunto le coste italiane, ma centinaia e centinaia hanno perso la vita durante la traversata su vere e proprie carrette del mare. Secondo l'agenzia Habeshia, che raccoglie e diffonde segnalazioni sul fenomeno, le persone scomparse in mare potrebbero essere 2.000. Un dato aggiornato al 24 agosto, dopo un naufragio molto simile a quello di oggi, sempre al largo delle coste libiche, in cui erano scomparsi 170 profughi e migranti, in maggioranza somali ed eritrei. La tragedia probabilmente più grave è quella avvenuta nell'ottobre scorso nel Canale di Sicilia: 366 morti, tra i quali molte donne e molti bambini, e 155 superstiti. Lo shock provocato da quell'ecatombe portò all'inizio dell'operazione "Mare Nostrum" che in questi mesi ha tratto in salvo migliaia di disperati. E qualche giorno dopo il naufragio del 24 agosto, l'Ue ha finalmente aperto alle richieste italiane annunciando per fine novembre l'avvio di una nuova missione di Frontex (l'agenzia dell'Unione per il controllo delle frontiere), Frontex Plus, che dovrà "completare" l'attività svolta dal nostro Paese nel Mediterraneo. Finora l'anno con il bilancio più pesante era stato il 2011 con almeno 1.800 persone scomparse, tra morti e dispersi. Dal 1988, secondo Fortress Europe - il blog che tiene il triste conto - più di 20.200 migranti hanno perso la vita nel Mediterraneo.  
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TITOLO: Raffaele Cantone: "Non è colpa dei controlli se l'Expo è in ritardo. Sugli appalti ci sarà il bollino blu dell'Ocse"
DATA: 2014-09-14
OCCHIELLO: Il commissario Anti-corruzione avverte: "Il gioco del cerino è molto in voga in Italia, ma noi stiamo rispettando i tempi strettissimi per la vigilanza sulle. ..<br clear='all'/>
TESTO:MILANO - Dopo gli scandali, il governo lo ha chiamato a vigilare sugli appalti di Expo. E, adesso, il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone lancia un messaggio: "Nessuno pensi di voler addebitare all'Anac ritardi le cui cause sono sotto gli occhi di tutti", dice. A cominciare dal caso che sta dividendo Milano: l'Albero della vita. Sull'opera simbolo del Padiglione italiano ci sono stati dubbi su compensi e procedure. Alla fine, si farà? "Noi non entriamo nel merito dell'opportunità di fare le opere. Non so se l'Albero si farà e come, ma nessuno può o deve dire che se non è ancora partito la colpa è dell'Anac. A oggi non abbiamo neanche mai visto una proposta di bando, e su questa vicenda abbiamo fatto riunioni anche in pieno agosto. Il gioco del cerino è molto in voga in Italia ed è pericoloso, ma stiamo rispettando tempi strettissimi per i controlli che comunque non potranno mai essere subordinati all'esigenza di fare in fretta". Crede che in passato per Expo siano state concesse troppe deroghe? "Secondo me sono state tante. Stanno servendo oggi perché si è arrivati a una situazione di emergenza, ma anche questa è la dimostrazione che se le cose si fossero fatte nei tempi giusti, molte non sarebbero state necessarie. Il tema di carattere più generale è l'inadeguatezza di un Codice degli appalti che viene derogato sistematicamente ". Il Padiglione italiano sembra un fronte particolarmente problematico: è solo un'impressione? "Non si sbaglia. Abbiamo accolto con molte perplessità anche la soluzione in deroga trovata per le strutture del cosiddetto "cardo". Con il commissario Diana Bracco abbiamo un rapporto di massima correttezza e collaborazione, ma qualcuno dei suoi collaboratori ha avuto da ridire sui controlli. La nostra attività non è un divertimento, è prevista dalla legge". Appena ricevuto l'incarico, disse c'erano stati appalti poco chiari. Adesso qual è il suo giudizio? "Si è strutturato un meccanismo di gestione degli appalti più forte. Probabilmente, nell'impostazione iniziale la struttura di Expo avrebbe dovuto solo in parte occuparsi di appalti, perché molto lavoro avrebbe dovuto riguardare Infrastrutture Lombarde. Le inchieste e l'uscita di scena della società di Regione Lombardia hanno imposto un cambiamento. La nostra presenza ne ha imposto un altro. Adesso la macchina si è messa a regime e c'è attenzione agli aspetti formali e sostanziali". C'è il rischio che si arrivi ad affidamenti diretti? "Il rischio c'è. Abbiamo espresso notevoli perplessità sull'affidamento diretto di commesse rilevanti e chiesto a Expo di verificare strade alternative". Su Expo ci sono inchieste aperte: che rapporti ha con la procura? "Ottimi: il procuratore Bruti Liberati è stata la prima persona che ho incontrato, la prima a cui ho annunciato il commissariamento della Maltauro. Nei prossimi giorni avrò altri colloqui perché sulle vicende che possono toccare le indagini già fatte voglio informare il procuratore e i colleghi ". Finora avete fatto segnalazioni alla procura? "Su questo argomento non posso risponderle ". Che cosa si può fare ancora? "Il 3 ottobre firmeremo una convenzione con l'Ocse, che metterà una sorta di bollino blu sui nostri controlli anticorruzione e ci darà altre indicazioni. È la prima volta che accade e per me è la soddisfazione più grande". La Prefettura ha appena escluso altre tre aziende in odore di mafia dai lavori. Expo, adesso, è protetta? "È la domanda che mi pongo tutti i giorni: quello che stiamo facendo, anche in termini di sacrifici e stress, davvero sta servendo? Da molte parti, ricevo segnali che sia così. Non esistono mezzi che possano impedire al cento per cento la corruzione, ma stiamo lavorando per renderla difficilissima ". Sulle primarie in Emilia, alludendo ai pm di Bologna, Renzi dice che la scelta dei candidati non può spettare a "soggetti esterni". "Condivido l'idea che la politica non dipenda dalle scelte della magistratura, ma mi aspetterei anche che la politica fosse in grado di scegliere soggetti specchiati, onesti, prima e indipendentemente dalle indagini della magistratura". Anche sulla riforma della Giustizia, però, l'Anm protesta: si sta alzando il livello di tensione tra Renzi e i magistrati? "È giusto che la politica faccia le proprie scelte. Allo stesso tempo, trovo giusto che l'Anm rappresenti quello che i magistrati hanno da dire, anche perché molte questioni sollevate non riguardano interessi corporativi ma generali".
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TITOLO: Ivo De Santis: "Daniele aggredito mentre scappava, mio figlio è innocente, ora voglio la verità"
DATA: 2014-09-14
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TESTO:ROMA. "Questo le sembra un covo di estremisti di destra? Io e mia moglie siamo di sinistra ". Ivo, il padre 73enne di Daniele De Santis, è seduto ai tavolini del circolo Boreale. "Devo badare ai cani di mio figlio, altrimenti in questo posto maledetto non ci tornerei più". Gli occhi si fanno subito lucidi: "Siamo distrutti. Ogni giorno la situazione cambia e non sappiamo più cosa aspettarci ". Accanto a Ivo siede Franca, la madre dell'ultrà romanista. Negli sguardi che si lancia la coppia si legge tutto lo stress accumulato in 4 mesi di inchiesta a carico del figlio, indagato per omicidio volontario e accusato di aver ucciso Ciro Esposito, il tifoso del Napoli ferito a morte da un proiettile sparato in viale Tor di Quinto prima dell'ultima finale di Coppa Italia. A riaprire la partita, però, è arrivata la perizia del Ris. Un documento che potrebbe spingere i magistrati a rivedere la ricostruzione dei fatti del 3 maggio. Per la prima volta si ipotizza una dinamica diversa sul ruolo di suo figlio negli scontri. "E noi per la prima volta abbiamo visto la luce. In questi mesi abbiamo letto di tutto. Daniele è stato dipinto come un mostro. Ma quelle descrizioni non corrispondono a nostro figlio. Lo conosciamo, non poteva essere vero. Gli avvocati cercavano di tranquillizzarci, ci dicevano che nelle carte c'erano scritte altre cose. Siamo andati avanti così, sperando nel lavoro dei magistrati". Chi è, allora, Daniele De Santis? "Un ragazzo forse esuberante, ma buono e generoso. Ha avuto qualche problema in passato, ma non è mai andato oltre la scazzottata. E non chiamatelo "Gastone", lui per noi è "Danielino"". E la pistola? "Non l'abbiamo mai visto maneggiare armi. Poi c'è la ferita che ha in fronte. Gliel'hanno fatta con il calcio di una pistola. Vogliamo sapere cos'è successo veramente". Contro Daniele ci sono molte testimonianze inequivocabili. "Ma uno dei testimoni ha già detto che furono i napoletani ad aggredirlo. E spero che ce ne siano altri. Ripeto, Daniele non è un orco e ci addolora che si sia detto che voleva aggredire donne e bambini. Impossibile. E poi che razza di agguato sarebbe? Era a casa sua e i testimoni dicono che è uscito da solo, che cinque minuti prima stava mangiando un panino e che era a volto scoperto". E gli altri quattro tifosi della Roma individuati dalla Digos? "Non ne sappiamo nulla. Ma mi lasci finire. Sa cosa dice il suo vicino? Che ha parlato con Daniele un'ora prima che si scatenasse l'inferno e che si erano messi d'accordo per la cena. Gli aveva chiesto anche di comprare il cibo per i cani. Ci sono le telefonate, controllate ". Torniamo agli spari e al pestaggio. "Uno che pensa a un agguato non si comporta così, per di più accanto ai carabinieri (la caserma Salvo D'Acquisto è a meno di un chilometro, ndr). E poi, se avesse voluto sparare a qualcuno, perché non avrebbe dovuto farlo subito? Daniele invece è scappato, cercando di chiudersi il cancello del centro sportivo alle spalle. Poi lo hanno massacrato". Da quel 3 maggio, com'è cambiata la vostra vita? "Se solo potessimo cancellare quel giorno. .. La nostra vita è stata stravolta da una tragedia enorme. Un ragazzo è morto e nostro figlio è stato ridotto in fin di vita. Ancora rischia di perdere una gamba". Avete visitato vostro figlio da quando è stato trasferito all'ospedale di Viterbo? "Ci fidiamo dei medici, ma Daniele sta male. L'ultima volta che lo abbiamo visto era ricoperto di bubboni. Ora è di nuovo sotto antibiotici e sarà rioperato. Speriamo in buone notizie". Siete riusciti a parlargli? "Macché. .. è impossibile. Se gli chiediamo qualcosa, si ripete, poi piange o si chiude nel mutismo. Non è nemmeno riuscito a realizzare cosa gli sia successo. È svenuto due o tre volte mentre lo picchiavano". Avete mai provato a contattare la famiglia di Ciro Esposito? "No, rispettiamo il loro dolore. Abbiamo avuto paura che qualcuno pensasse a un gesto strumentale. Abbiamo pianto tanto anche noi. Siamo genitori e capiamo cosa si prova a perdere un figlio".
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TITOLO: Il jihadista senza pietà Ahmed Hussein: "Le vostre bombe non ci fermeranno"
DATA: 2014-09-14
OCCHIELLO:
TESTO:KALAK (KURDISTAN IRAKENO) - AHMED Hussein si dichiara con orgoglio un combattente dello Stato islamico, sia pure senza il potere del comando, essendosi arruolato soltanto tre mesi fa. Iracheno di Tikrit, 29 anni, capelli corti e fisico atletico, l'islamista è stato appena catturato sul monte Zartik, durante la controffensiva dei peshmerga verso Mosul, ed è ancora detenuto in un fortino delle retrovie, che consiste in pochi prefabbricati tra le colline riarse dal sole iracheno. Hussein è un uomo istruito, ma non ci dice che cosa facesse prima di schierarsi con i jihadisti. Lo incontriamo nella sua provvisoria prigione, che è una stanzetta senza finestre. Quando parla il suo sguardo rimane come incagliato al soffitto, e muove spesso le mani. Mani che, come lui stesso confessa, hanno pugnalato nemici e imbottito automobili di tritolo per farle esplodere nei mercati o davanti alle scuole. Quale era il suo ruolo nelle brigate dello Stato Islamico? "Sono un combattente e non mi vergogno di dire che ho già ucciso, con il coltello e con l'esplosivo. Le nostre brigate non decapitano solo giornalisti stranieri, ma anche poliziotti locali, burocrati, spie e tutti coloro che lottano contro di noi. Ma ho sempre eseguito gli ordini dei miei capi, senza mai prendere io stesso iniziative". E sono molti gli oppositori contro cui vi accanite? "No, ma in ogni villaggio o in ogni città che conquistiamo la prima cosa che dobbiamo fare è separare i buoni dai cattivi, perché chi non sta con lo Stato islamico sta contro di esso ". Come spiega tanta crudeltà e tanta macelleria nella vostra guerra? "Dobbiamo vendicare i fratelli sunniti e difenderli dallo strapotere sciita. Credo che in guerra sia tutto permesso, compresa la crudeltà. Come, del resto, dimostrano gli americani e l'esercito sciita di Badgad quando compiono i loro massacri sulle popolazioni sunnite. È per questo che la gente sta dalla nostra parte: i sunniti iracheni hanno accolto a braccia aperte i combattenti del Califfato". Ma non è stato il caso né degli yazidi né dei cristiani della Piana di Ninive. Nell'ultimo mese sono fuggite 700mila persone, che adesso vivono nei campi profughi del Kurdistan. "Sarebbero potuti restare. Bastava che si convertissero all'Islam". Per poi vivere nel terrore? "Ma quale terrore. Lo Stato islamico offre cure mediche gratuite, cibo ai più bisognosi, posti di lavoro ai disoccupati. Siamo un grande Stato, a tutti gli effetti. Abbiamo perfino aperto due fabbriche di armi vicino Mosul". Ma tutti sono al corrente dei vostri crimini, che condannano sia il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sia gli imam di molti Paesi arabi. "Si tratta per lo più di miscredenti o di uomini con troppi pregiudizi. Non ci spaventano le loro critiche. Gli occidentali ragionano sempre in quanto individui, noi invece in quanto popolo. Poco importa se io muoio, perché i miei compagni continueranno a combattere. E le assicuro che non basteranno tutte le bombe atomiche del mondo a fermarci". E' vero che prima delle battaglie assumete allucinogeni? "A molti di noi basta fumare un po' di erba". Ed è vero che da quando i caccia americani hanno cominciato a bombardarvi, i vostri leader sono fuggiti verso la Siria? "No, non sono scappati. Se alcuni comandanti sono tornati verso Raqqa è perché stiamo combattendo una guerra anche in Siria, e c'è più bisogno di loro lì che qui. Da quando sono cominciati i raid, stiamo stati costretti a cambiare la nostra strategia e abbiamo spostato il luogo di alcune nostre basi di Mosul per evitare che fossero centrate dai missili". Alla presa di Mosul hanno partecipato anche jihadisti stranieri? "Sì, e adesso combattono al nostro fianco per difendere la città. Sono inglesi, tedeschi, tunisini, libici, afgani, ceceni. Il nostro è un meraviglioso esercito internazionale". La sorte riservata alle yazide che avete rapito è spaventosa. Più che soldati di Allah non sembrate belve affamate di sesso? "Può darsi, ma per combattere molti di noi sono costretti a vivere lontani da casa e dalle loro mogli per mesi. E comunque alle yazide offriamo l'opportunità di convertirsi e diventare brave musulmane. Molte hanno già sposato un combattente e si sono trasferite in Siria". Ha mai incontrato il suo califfo, Abu Bakr al Baghdadi? "No, ma l'ho visto a Mosul quando ha fatto il suo sermone alla grande moschea. E' un uomo molto ricco e molto generoso. Grazie a lui, come ogni altro soldato ricevo ogni mese l'equivalente di 400 dollari. E mi danno anche la benzina e le bombole di gas gratis". Che cosa potrebbe capitarle adesso? "Tutto ciò che mi accadrà lo accetterò con gioia, perché sarà il mio martirio. Ma nel corso dell'ultimo mese abbiamo catturato molti peshmerga. Io potrei rientrare in uno scambio di prigionieri".
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