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LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA SU: cronaca




TITOLO: Pietro Pacciani, 20 anni dalla condanna del mostro di Firenze
DATA: 2014-10-31
OCCHIELLO: Il contadino di Mercatale, morto nel 1998, è ritenuto il responsabile di alcuni dei duplici omicidi commessi tra il 1968 e il 1985
TESTO:Tra il 1968 e il 1985 otto duplici omicidi avvenuti nei dintorni di Firenze sconvolgono l? Italia. I crimini ripetevano quasi tutti lo stesso rituale: coppie di amanti sorprese nell? intimità in luoghi isolati, uccise a colpi di pistola, poi l? assassino infieriva sul corpo della donna colpendolo con un coltello e mutilandolo. Molte le ipotesi avanzate: riti satanici, omicidi su commissione di natura esoterica, un gruppo di maniaci assassini, un serial killer mosso da delirio religioso. L?inchiesta della Procura di Firenze ha portato alla condanna nel 1994 del maggiore indiziato Pietro Pacciani e nel 1998 dei suoi? compagni di merende? Mario Vanni e Giancarlo Lotti. L?arma utilizzata in tutti i delitti, una Beretta calibro 22, non è mai stata ritrovata. Nella foto Pietro Pacciani agli arresti. (Archivio RCS)
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TITOLO: Parrucchiere multato non ha soldi: paga con 55 tinture
DATA: 2014-10-31
OCCHIELLO: Dino Diserò, 61 anni, per saldare la sanzione da 1.750 euro ha portato direttamente in Comune i prodotti del suo negozio
TESTO:VALDOBBIADENE (Treviso) Da sei anni quel poster era appeso sulla vetrina del suo negozio di parrucchiere, in pieno centro a Valdobbiadene, piccolo comune trevigiano sui colli del Prosecco. L?altro giorno il comandante della polizia municipale Gianpiero Farinelli ha multato Dino Diserò per quella pubblicità abusiva: 293 euro se pagava subito, 479 se avesse fatto passare cinque giorni. Lui, mutuando la protesta di Cesare De Stefani, l?ideatore della celebre Osteria senz? oste, mercoledì mattina si è presentato in Comune e ha pagato coi beni del suo lavoro: 55 tinte, un diffusore, e tre contenitori di acqua ossigenata (valore di mercato: 300 euro). Dopo ore convulse, alternate tra la segreteria del sindaco, la banca dove è radicato il conto corrente dell? amministrazione e ancora il Municipio, salomonicamente è stato emesso un certificato di «deposito» dello scatolone presso gli uffici pubblici. «Vedremo cosa succederà adesso», riflette Diserò. «Ritengo sia una sanzione ingiusta, mi accusano di aver violato la normativa sulle affissioni perché il mio negozio è a quindici metri dalla strada e quel poster sarebbe un? affissione promozionale. Io pago già per le insegne, peraltro. Perché non mi hanno avvisato prima? ». Parte così dal Veneto una nuova forma di ribellione fiscale in epoca di crisi: le multe adesso si pagano «in natura», non più «cash». «De Stefani ha consegnato due mucche allo Spisal per una violazione della normativa sul lavoro, io ho portato tinture, shampoo e diffusori», dice Diserò, che è stato sommerso di clienti e curiosi dopo che la sua protesta è stata resa pubblica. È la terza multa che subisce in sei anni, la penultima è stata per 3.700 euro (poi annullata dal tribunale) per abuso edilizio: abitando a Belluno e non potendo rientrare a mezzogiorno, l?uomo mangiava un panino e si riposava nel magazzino del retrobottega e perciò era stato accusato di aver costruito un appartamentino. La vicenda si inserisce in una polemica, tutta cittadina, contro il comandante della polizia locale Farinelli. La sanzione infatti è arrivata nel pieno di una raccolta di firme per far trasferire il comandante, accusato di aver instaurato un clima da «dittatura». Nella lettera, inviata al sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese, e a quello di Alghero (comune della Sardegna da dove proviene del comandante), Mario Bruno, i cittadini firmatari denunciano lo «stato di polizia territoriale» e auspicano che il sindaco rimandi «a casa» il comandante, che così «potrà dar sfogo al suo ruolo di giustizialista e rigido applicatore delle leggi».
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TITOLO:
DATA: 2014-10-31
OCCHIELLO: Blitz dopo il video di alcuni cittadini
TESTO:chiaia, i cittadini si armano di telecamere e riprendono i parcheggiatori illegali Parcheggiatori abusivi stracciano le multe e staccano ganasce, videoblitz a Chiaia Il presidente di quartiere: «Gettano i verbali nell? immondizia, intere strade sono nelle loro mani, faremo sempre più riprese video da inviare alla Procura» NAPOLI - Intere strade «sono in mano a delinquenti, inizieremo attività di riprese con telecamere su larga scala», annunciano comitati dei cittadini di Chiaia assieme al presidente municipale, l?avvocato Fabio Chiosi. LEVANO LE GANASCE - «Alcune intere strade - denuncia il presidente Chiosi - sono in mano ad autentici delinquenti che gestiscono il parcheggio abusivo. Nella zona di Santa Lucia, sotto il Monte Echia, addirittura questi soggetti sono attrezzati per togliere e gettar via le ganasce che ogni tanto il Comune applica alle auto in sosta vietata. In altre zone strappano i verbali apposti sui parabrezza delle auto». BUTTANO LE MULTE - «Emblematico - continua Chiosi - il caso di via Torelli, strada di Chiaia che ogni pomeriggio viene di fatto sequestrata dal parcheggiatore abusivo che gestisce la sosta nonostante la presenza delle strisce blu. Abbiamo filmato il parcheggiatore che toglieva i verbali elevati dagli ausiliari del traffico» e li gettava nella spazzatura. «La situazione è insostenibile - continua-. Gli interventi sporadici delle forze dell? ordine non sortiscono alcun effetto. I verbali elevati a carico dei parcheggiatori abusivi diventano carta straccia perché il più delle volte questi soggetti risultano nullatenenti». 5 EURO «A PIACERE» - E intanto le loro? tariffe? lievitano nei giorni festivi «anche a 5 euro a vettura. E? necessario - conclude Chiosi - che il presidio del territorio sia costante, che squadre di polizia in borghese si fingano? clienti? per poi denunciare i soggetti per estorsione, che vi sia un? attività stringente da parte delle forze dell? ordine. Noi continueremo a raccogliere i filmati delle attività illecite e presenteremo il tutto alle forze dell? ordine ed alla Procura della Repubblica». (lmr)
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TITOLO: Cucchi, attesa per la sentenza di appello. Pg chiede condanna per tutti
DATA: 2014-10-31
OCCHIELLO: In primo grado pena solo per medici, assolti infermieri e agenti. Roma dedicherà una via o una piazza al ragazzo<br clear='all'/>
TESTO:E' attesa in giornata la sentenza del processo d'appello per la morte di Stefano Cucchi, il geometra romano arrestato il 15 ottobre 2009 per droga e deceduto una settimana dopo nell'ospedale Sandro Pertini di Roma. La Corte entrerà in camera di consiglio per scrivere la sua verità processuale sui sei medici, tre infermieri e tre agenti della penitenziaria imputati. Le strade sono molteplici: confermare la sentenza di primo grado che vide condannati soltanto i medici per omicidio colposo (tranne una, solo per falso); accogliere le richieste del pg di ribaltamento della sentenza, con la condanna di tutti gli imputati; accogliere le tesi difensive con le quali è stata sollecitata l'assoluzione di tutti gli imputati. Intanto, nella giornata di giovedì in Consiglio comunale è passata la mozione per dedicare una piazza o una via al ragazzo.   Un processo difficile quello che si sta celebrando davanti alla I Corte d'assise d'appello, un fascicolo enorme, contenente decine di consulenze, una maxi-perizia e le dichiarazioni di quasi 150 testimoni. Per la morte di Cucchi, restano alla sbarra 12 persone, a vario titolo e a seconda delle posizioni, accusati di abbandono di incapace, abuso d'ufficio, favoreggiamento, falsità ideologica, lesioni ed abuso di autorità. Accuse gravi che corrispondono a una tesi accusatoria terribile: per i pm di primo grado, infatti, Stefano Cucchi fu "pestato" nelle camere di sicurezza del tribunale capitolino, dove si trovava in attesa dell'udienza di convalida del suo arresto per droga. E in ospedale furono ignorate le sue richieste di avere farmaci e fu abbandonato e lasciato morire di fame e sete. In primo grado, i giudici arrivarono a una conclusione diversa da quella prospettata dalla pubblica accusa. Per la III Corte d'assise, infatti, in sostanza Cucchi non fu picchiato nelle celle di sicurezza del tribunale, ma morì in ospedale per malnutrizione e l'attività dei medici fu segnata da trascuratezza e sciatteria. Ecco perchè decisero che gli unici colpevoli fossero i medici e mandarono assolti infermieri e agenti penitenziari. Di qui, condanna dei primi per omicidio colposo. Subito dopo, si è registrato il maxi-risarcimento alla famiglia da parte dell'ospedale; e, a fine settembre l'inizio di un processo d'appello che domani giungerà alla sua conclusione. E in questo secondo grado di giudizio, le novità non sono mancate. Una fra tutte: per il Pg il "pestaggio" ci fu, ma avvenne dopo e non prima l'udienza di convalida del suo arresto; e poi, tutti hanno avuto una responsabilità nella storia, e vanno condannati, anche coloro che sono stati assolti. E la difesa? Tutti a sollecitare l'assoluzione dei propri assistiti, con un di più: la richiesta di nullità della sentenza di primo grado che ha cambiato l'imputazione con la restituzione degli atti al pm per riformularla.
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TITOLO: Gasolio abusivo importato dall'est Europa: la Gdf sequestra 42mila litri
DATA: 2014-10-31
OCCHIELLO: Operazione tra Friuli e Lazio. Il carburante veniva distribuito a Tivoli
TESTO:SEI PERSONE denunciate. Avevano adottato ogni accorgimento per tentare di eludere i possibili controlli su strada della Guardia di finanza: classificazione del gasolio trasportato come "liquido anticorrosivo", destinazione di fantasia "Salonicco (Grecia) ", assenza di ogni tipo di indicazione all'esterno dell'autoarticolato, predisposizione di un falso certificato di analisi. Ma le Fiamme gialle di Gorizia, fermato il veicolo al casello autostradale di Villesse (Gorizia), hanno capito che il carico trasportato era gasolio, 32.000 litri, in violazione alle norme sul pagamento delle accise sugli oli minerali. Il gasolio proveniva dalla Slovenia e sarebbe stato stoccato temporaneamente in un deposito illegale di Guidonia (Roma) e, successivamente, immesso sul mercato da un distributore di carburante, anch'esso abusivo, di Tivoli (Roma). I finanzieri hanno denunciato in stato di libertà l'autista, sloveno, il legale rappresentante della società di trasporto, con sede in Slovenia, i gestori dei depositi di Guidonia e Tivoli (realizzati in violazione delle norme sulla sicurezza, come accertato dai Vigili del Fuoco di Roma). Le indagini sono state condotte in collaborazione con i finanzieri della Compagnia di Tivoli. Sono stati posti sotto sequestro probatorio, tra Gorizia e la provincia di Roma, 42.000 litri di gasolio (di cui 10.000 rinvenuti nei depositi abusivi), un autoarticolato, un'area di circa 100 mq destinata allo stoccaggio del prodotto, una pompa idraulica, un capannone di 200 mq adibito a distributore clandestino di carburante, altro materiale per l'attività di stoccaggio, documenti contabili e bancari. I reati per cui si procede sono quelli previsti dagli articoli 40 (Sottrazione all'accertamento o al pagamento dell'accisa sugli oli minerali) e 49 (Irregolarità nella circolazione) del D. Lgs 504/1995 (Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative).
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TITOLO: Farnesina, Gentiloni nuovo ministro degli Esteri
DATA: 2014-10-31
OCCHIELLO: La nomina è arrivata a sorpresa, dopo il nulla di fatto nella riunione di giovedì al Quirinale tra il Capo dello Stato e Renzi. Alle 18 il giuramento davanti a. ..
TESTO:La sua nomina è arrivata a sorpresa, dopo il nulla di fatto nella riunione di giovedì al Quirinale tra il Capo dello Stato e il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. La decisione è "maturata nelle ultimissime ore", dicono amici e collaboratori di Gentiloni, "ancora ieri sera non ne sapeva nulla", riferiscono.   Gentiloni, 60 anni il 22 novembre, è il quarto ministro degli Esteri negli ultimi 18 mesi. Membro della commissione Esteri, ha un curriculum dal profilo non spiccatamente internazionale ma grande esperienza politica e uno stretto legame con Renzi. Deputato del Pd, fa parte della Commissione Esteri. Giornalista professionista, ha lavorato al Comune di Roma come portavoce del Sindaco e assessore al Turismo e al Giubileo negli anni '90. Eletto in Parlamento dal 2001, è stato presidente della commissione di vigilanza Rai e ministro delle Comunicazioni nel biennio 2006-2008. Eletto a Roma, è presidente della sezione Italia-Stati Uniti dell'Unione Interparlamentare, oltre che componente della Direzione Nazionale del Partito Democratico. Laureato in Scienze Politiche ed esperto in comunicazione, è stato coordinatore della campagna dell'Ulivo per le elezioni politiche del 2001, tra i fondatori della Margherita nel 2002 e ha fatto parte del Comitato dei 45 fondatori del Pd nel 2007.
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TITOLO: Stato-mafia, ecco la deposizione di Napolitano: "Con attentati volevano destabilizzare sistema"
DATA: 2014-10-31
OCCHIELLO: E' stata depositata la trascrizione della testimonianza resa dal presidente della Repubblica nel processo per la trattativa Stato-mafia. Se hai difficoltà a. ..
TESTO:testimonianza resa dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel processo per la trattativa Stato-mafia. Il capo dello Stato aveva risposto per tre ore alle domande dei pubblici ministeri e dell'avvocato di Totò Riina, senza mai avvelersi delle sue prerogative di riservatezza. Terminata l'audizione, il Quirinale in una nota aveva auspicato una celere trascrizione integrale di quanto detto da Napolitano, perchè l'opinione pubblica fosse tempestivamente e ampiamente informata. La trascrizione, in tutto 86 pagine, è stata depositata nella cancelleria della Corte di Assise, a disposizione delle parti. Per il presidente della Repubblica, il suo ex consigliere giuridico Loris D'Ambrosio era "animato da spirito di verita'". Lo dice nella prima parte della deposizione. Con D'Ambrosio "eravamo una squadra di lavoro", ha aggiunto Napolitano. Quanto agli attentati dei primi Anni '90 il presidente dice chiaramente: "Con gli attentati la mafia voleva destabilizzare il sistema".   La lettera di D'Ambrosio Le prime domande dei pubblici ministeri di Palermo sono state sulla lettera del consigliere giuridico Loris D'Ambrosio. "Non mi preannunciò né la lettera, né le dimissioni. Era preso da questa vicenda, era anche un pò assillato da queste telefonate, punto e basta". Napolitano descrive un D'Ambrosio "insofferente" dopo "la pubblicazione delle sue telefonate con Mancino", intercettato nell'ambito del processo trattativa. Il presidente spiega di non avere avuto confidenze particolari dal suo consigliere sulla lettera inviatagli dopo le polemica, la lettera che parlava del sospetto di "indicibili accordi" fra il 1989 e il 1992, stagione in cui D'Ambrosio era stato all'alto commissariato per la lotta alla mafia e al ministero della Giustizia. Napolitano spiega che fra lui e Loris D'Ambrosio c'era un "rapporto di affetto e di stima sì, un rapporto di carattere personale in senso più ampio o più specifico no. Francamente io ho seguito una mia regola, che è quella di avere un rapporto schietto ma sempre inteso in termini di rapporto di lavoro da tenere su un binario di lealtà e anche severità. Insomma, non avevo né con il dottor D'Ambrosio, né con altri conversazioni a ruota libera o ricostruzioni delle nostre esperienze passate". "Eravamo, questo ogni tanto è difficile farlo intendere, una squadra di lavoro. In Italia c'è una Repubblica, peraltro non presidenziale, non c'è una monarchia, non c'è una Corte, c'è attorno al Presidente della Repubblica come istituzione monocratica una squadra di lavoro e solo di lavoro quotidiano, corrente, discorrevamo tra di noi, non su che cosa avesse fatto il mio Consigliere Militare da Capo di Stato Maggiore della Difesa o da Generale Comandante della Guardia di Finanza, né con il mio Consigliere per gli Affari Giuridico-Costituzionali, quali fossero state le sue esperienze quando aveva funzioni elevate nell'Amministrazione del Senato. Stavamo ogni giorno sulla palla, su quello che si può considerare - aggiunge Napolitano - il nucleo vivo dell'attività che si sviluppava nel Parlamento, che si sviluppava da parte del Governo, e su cui io avevo in certi limiti e in certi precisi modi una voce da far sentire". La strage di via D'Amelio "Sono convinto che quella tragedia di Via D'Amelio rappresentò un colpo di acceleratore decisivo, perchè come diceva prima il dottor Teresi si era arrivati quasi al limite dei sessanta giorni per la conversione in Legge del Decreto e anche se è vero che in quell'epoca esisteva la possibilità poi, molti anni dopo negata dalla Corte Costituzionale, di reiterazione del Decreto, nè credo che nessuno allora pensò che in una situazione così drammatica si potesse lasciar decadere il decreto alla scadenza dei sessanta giorni per poi rinnovarlo. Ci fu la convinzione che si dovesse assolutamente dare questo segno all'avversario, al nemico mafioso". Così Giorgio Napolitano torna sull'impatto della strage di via D'Amelio a proposito dell'approvazione del decreto sul carcere duro per i mafiosi. Gli attentati del 1993 Un "ricatto o addirittura una pressione a scopo destabilizzante di tutto il sistema". Cosi' il presidente risponde al pm antonino Di Matteo, che gli chiede quali furono "le valutazioni" ai più alti livelli istituzionali dopo gli attentati di mafia "a via Fauro a roma, in via dei Georgofili a firenze e, nella notte tra il 27 e il 28 luglio del 1993, contestualmente in via Palestro a Milano e a San Giovanni Laterano e San Giorgio al Velabro a Roma". Risponde Napolitano: "La valutazione comune alle autorità istituzionali in generale e di governo in particolare fu che si trattava di nuovi sussulti di una strategia stragista dell'ala più aggressiva della mafia, si parlava allora in modo particolare dei corleonesi, e in realtà quegli attentati, che poi colpirono edifici di particolare valore religioso, artistico e così via, si susseguirono secondo una logica che apparve unica e incalzante, per mettere i pubblici poteri di fronte a degli aut - aut, perchè questi aut - aut potessero avere per sbocco una richiesta di alleggerimento delle misure soprattutto di custodia in carcere dei mafiosi o potessero avere per sbocco la destabilizzazione politico - istituzionale del paese e naturalmente era ed è materia opinabile. Comunque non ci fu assolutamente sottovalutazione". Chiede ancora Di Matteo: perchè il presidente Ciampi parlava di colpo di Stato? "Io penso che c'erano elementi per formulare l'ipotesi o per usare l'espressione colpo di Stato". Gli elementi che avvalorano questa tesi? "Naturalmente - sottolinea il Capo dello Stato - in questa materia si sono scritti libri importanti, c'è perfino un libro di tantissimi anni fa di un grande scrittore italiano intitolato: "Technique du coup d'etat", le tecniche del Colpo di Stato di solito comprendono la interruzione delle comunicazioni, l'isolamento del vertice del potere dal resto degli apparati del potereun ingrediente classico di colpo di Stato. In questo senso quello che stava accadendo poteva indurre a parlare di tentativo o di rischio di Colpo di Stato, altro non ho da dire", dice Napolitano.   La minaccia di attentato "Io fui informato, senza vedere carte, senza sapere di note del Sismi o di chicchessia, fui informato che c'erano voci, erano state raccolte da confidenti notizie circa un possibile attentato alla mia persona o a quella del Senatore Spadolini". Nella sua deposizione Napolitano rievoca anche le notizie su un possibile attentato contro di lui, lanciato dai servizi segreti nel 1993. "Poi si chiarì che la sequenza avrebbe dovuto essere, secondo queste anticipazioni, di una fonte poi ad un dato momento chiamata sotto fonte, ma non sono uno specialista del linguaggio dei Servizi, suppongo che più o meno sia la stessa cosa, che avrebbe dovuto esserci prima un attentato stragista con il maggior numero possibile di vittime e a seguire si sarebbe dovuto colpire un rappresentante delle istituzioni politiche. Ne fui informato, adesso spiego un pò meglio, perché in quell'estate del 1993 io feci una brevissima vacanza, come da molti anni, nell'isola di Stromboli". "Naturalmente ne era informata la polizia che predisponeva delle misure di protezione, io posso solo ricordare, ho una testimonianza di chi era allora Capo della mia Segreteria alla Camera dei Deputati, che io formalmente rifiutai un rafforzamento della scorta o comunque delle protezioni per questa mia breve tradizionale vacanza con la famiglia a Stromboli. Però avevo anche messo in programma una visita che in parte aveva un obiettivo politico, e dirò subito quale, in parte era anche una visita puramente culturale per qualche giorno a Parigi, nella seconda metà di agosto. E io in effetti partii, qualche cosa diciamo nella mia benché, come dire, efficacemente artigianale di conservazione di qualche riferimento della mia attività ho trovato che partii con mia moglie il 24 agosto 1993 con volo di linea per Parigi e che a Parigi, il 27 agosto, e se ne diede notizia pubblica, esiste una notizia di agenzia, incontrai il Presidente dell'Assemblea Nazionale Francese Philippe Seguin che era venuto in visita a Roma e con il quale avevamo avuto uno scambio molto cordiale, e quindi io fui ricevuto da Seguin e quello fu però l'unico momento schiettamente politico e istituzionale della mia visita a Parigi, il resto era cultura". (Ter/AdnKronos) 31-OTT-14 14:57 MAFIA: NAPOLITANO, NEL '93 SI PARLO' DI ATTENTATO CONTRO DI ME (2) = (AdnKronos) - "Il giorno prima della mia partenza, che avvenne appunto il 24 di agosto, io fui richiesto di un colloquio dal Capo della Polizia, Prefetto Parisi, il quale molto gentilmente mi informò che c'era questa notizia, che i Servizi la consideravano una notizia da prendere naturalmente con molta cautela, ma non palesemente incredibile - racconta ancora Napolitano - E mi disse però 'il carattere di consistenza o gravità di questa fonte è tale che io non le chiedo di annullare il viaggio a Parigi, io le chiedo soltanto di predisporsi all'avere una particolare vigilanza perché l'accompagneranno a Parigì. .. L'accompagneranno, cioè, che si troveranno negli stessi giorni a Parigi, in albergo diverso dal suo, alcuni Nocs, gli agenti, come voi sapete, il Nucleo degli Agenti Speciali di Pronto Intervento della Polizia di Stato, che molto discretamente però le copriranno le spalle. E quindi ebbi in questo senso precisamente questa notizia".  
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TITOLO: Farnesina la sorpresa del premier
DATA: 2014-10-31
OCCHIELLO: Con un colpo a sorpresa il premier Renzi ha risolto il rebus della Farnesina. Con la nomina di Paolo Gentiloni a ministro degli Esteri il presidente del. ..
TESTO:Con un colpo a sorpresa il premier Renzi ha risolto il rebus della Farnesina. Con la nomina di Paolo Gentiloni a ministro degli Esteri il presidente del consiglio ottiene due risultati che dal suo punto di vista valgono molto. Non dà l'impressione di essersi fatto dettare dal Quirinale il nome del responsabile della politica estera italiana e manda alla Farnesina un suo fedelissimo che certamente non gli farà ombra in consiglio dei ministri e non assumerà posizioni troppo indipendenti. Renzi avrebbe voluto una donna a capo della diplomazia e possibilmente giovane, ma si deve accontentare visto lo stop di Napolitano sulla troppo giovane Quartapelle e sulle altre due candidate Belloni e Sereni. Neanche Gentiloni ha esperienza internazionale ma è un politico di lungo corso, affidabile. Che oltretutto - e questo è fondamentale nell'ottica renziana - non fa parte della "ditta", la vecchia guardia del Pd. Se vogliamo, per Renzi è un risultato a metà perché - come ha messo in evidenza l'intervista dell'altro giorno di Sebastiano Messina a Massimo Cacciari - nelle operazioni di Renzi che hanno un valore di marketing politico tutto deve apparire nuovo. In questa ottica la giovane Quartapelle, sconosciuta ai più, sarebbe stata il massimo. Ma Gentiloni in fondo non è un politico logorato come immagine, anzi può apparire una novità, e quindi la scelta è caduta su di lui invece che sul molto più esperto Lapo Pistelli con cui evidentemente i dissensi (dopo una lunga amicizia) non sono stati sanati. Con la velocità e la decisione che gli sono abituali Renzi ha chiuso velocemente un fronte che poteva risultare pericoloso, e che appariva senza una soluzione a portata di mano. Piuttosto, quello che sorprende è che un politico di razza come Renzi si sia fatto sorprendere da una situazione così delicata senza aver predisposto prima una soluzione e senza mettere in conto le obiezioni del capo dello Stato.
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TITOLO: Come si formano le galassie? Guardate nel caffellatte
DATA: 2014-10-31
OCCHIELLO: Quando le stelle sono figlie del caos. I fenomeni turbolenti sono presenti ovunque nella nostra vita quotidiana. Ma nelle galassie più lontane, la turbolenza. ..
TESTO:Un cosmo caotico. I fenomeni turbolenti sono comuni nella vita di tutti i giorni, non solo quando mischiamo due liquidi come il caffè e il latte. Pensiamo alle fiamme nel caminetto, o alla schiuma delle onde che si infrangono sugli scogli. O al complesso e intricato profilo di una nuvola. Questi fenomeni così complessi e "disordinati", da secoli affascinano gli scienziati. Già Leonardo Da Vinci nel sedicesimo secolo cercava di rappresentare la turbolenza creata da  un getto d'acqua in una piscina. Anche nel cosmo non mancano esempi di moti turbolenti, a partire dall'atmosfera terrestre fino ai pianeti e alle stelle più lontane. Se guardiamo ad esempio le immagini della grande Macchia Rossa su Giove, possiamo notare una complessa serie di strutture turbolente nell'atmosfera del pianeta. Ma come hanno mostrato i ricercatori con questo nuovo studio, la turbolenza ha un ruolo chiave anche su scale ancora maggiori, nel regno degli ammassi di galassie. Nel cuore dei giganti. Gli ammassi di galassie sono le strutture più grandi del cosmo, e possono contenere centinaia di migliaia di galassie immerse in un gas a temperature di milioni di gradi. A temperature così alte, le nubi di gas arrivano addirittura a emettere raggi X, che possono facilmente essere osservati da telescopi spaziali come "Chandra". Con il tempo le nubi di gas tendono a raffreddarsi e, a temperature sufficientemente basse, iniziano a collassare sotto l'azione della gravità, iniziando a condensare in "grumi" protostellari da cui nasceranno le future stelle. Il problema è che in molte galassie questo processo di formazione non avviene, perché il gas non si raffredda mai abbastanza. "Sapevamo che in qualche modo il gas negli ammassi è riscaldato in modo da evitare il raffreddamento e la formazione di stelle. La domanda era esattamente in quale modo" sottolinea Irina Zhuravleva dell'Istituto KIPAC dell'Università di Stanford, che ha coordinato lo studio. Per rispondere alla domanda, i ricercatori hanno osservato nei raggi X l'ammasso di galassie del Perseo e della Vergine, due gigantesche strutture rispettivamente a 250 e 55 milioni di anni luce da noi. Grazie a opportuni processi di analisi e filtraggio delle immagini, il team è riuscito a evidenziare i moti turbolenti nel gas intergalattico. Gli stessi moti turbolenti che, secondo gli autori, sarebbero responsabili del "sistema di riscaldamento" del gas. "Pensiamo di poter aver trovato l'evidenza che il calore è veicolato  dai moti turbolenti, che identifichiamo da alcune tracce registrate nelle immagini a raggi X", conclude Zhuravleva. Tutta colpa dei buchi neri. Resta però da capire come nascano queste turbolenze. Secondo i modelli, i veri responsabili sarebbero i buchi neri super massicci che si annidano al centro di molte galassie. L'attività di questi veri e propri mostri celesti è infatti associata alla presenza di enormi getti di materia e luce, che "scaverebbero" delle cavità nel gas circostante. La turbolenza nascerebbe quindi dall'interazione fra queste cavità e l'ambiente esterno. Nel corso del tempo, le cavità infatti tenderebbero a cedere energia al gas circostante, mantenendolo caldo. Un modello confermato proprio da queste ultime osservazioni degli ammassi di Perseo e della Vergine, da cui i ricercatori hanno determinato la quantità di turbolenza presente nel gas.   Su scale galattiche, il destino delle future generazioni stellari dipenderebbe da un delicato equilibrio fra gravità, temperatura, e flussi turbolenti. Tutto sommato, non molto diverso da quel che vediamo ogni mattina a colazione.
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TITOLO: Sfrattati si fanno murare in casa: «Da qui non andiamo via» Foto
DATA: 2014-10-31
OCCHIELLO: La scelta di Pina e Paolo Iacono, coppia di Comiso: la loro abitazione finita all’asta è stata venduta per 30mila euro
TESTO:ENTRA DALLA FINESTRA - Alle 11 di stamane l? ufficiale giudiziario è arrivato nella casa di via Arno 42 per assegnare la casa dei coniugi Iacono alla nuova proprietaria. L?appartamento si trova al piano terra, e per l? ufficiale giudiziario non è stato difficile entrare dalla finestra, a dimostrazione del fatto che quello messo in atto dalla coppia era un gesto simbolico. I RITARDI NEI PAGAMENTI - Paolo Iacono, 61 anni, ha la barba incolta. Il suo volto è provato da anni di tribolazioni economiche. Racconta a fatica la sua storia di imprenditore che ha subito la vendita all? asta della propria casa. La sua impresa, specializzata nel movimento terra, ebbe i primi problemi nel 1993, quando il comune di Chiaramonte Gulfi (Ragusa) per la realizzazione di una strada interpoderale (importo di 95 milioni di lire) lo pagò sette anni dopo. Da qui esposizioni in banca, interessi che, insieme a crediti, non riscossi da alcuni privati, hanno portato Iacono a chiudere la sua impresa e a diventare produttore agricolo, coltivando zucchine in una piccola serra. IL PREZZO DELLE ZUCCHINE - Ma le cose cominciano ad andare male quando il prezzo delle zucchine crolla, oscillando dai 10 ai 55 centesimi al chilo. L?imprenditore non riesce nemmeno a coprire le spese di produzione. «Non posso perdere la casa - spiega Iacono - l? ho costruita con tanti sacrifici e non uscirò da qui. Sono pronto a ridare alla signora che l? ha acquistata all? asta i 30 mila euro spesi e il denaro per le spese legali, perché molti hanno preso a cuore la mia vicenda e mi hanno aiutato. Dopo anni di lavoro, restare senza un tetto è impensabile, la prima casa non si tocca». Oltre al su appartamento di via Arno, Iacono ha all? asta anche la sua piccola azienda agricola, che rischia di essere venduta per 8.600 euro.
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TITOLO: Va a funghi e si incastra nel pioppo per 7 ore
DATA: 2014-10-31
OCCHIELLO: Disavventura per un 75enne nelle campagne del Vicentino Nella campagne del Vicentino
TESTO:MAROSTICA (Vicenza) Si è arrampicato su un albero di pioppo per raccogliere funghi ed è scivolato all? interno del tronco, completamente cavo. E lì vi è rimasto per oltre sette ore, fino a quando i cinofili della protezione civile Anc dell´Unione del Marosticense lo hanno trovato, a tarda sera. E allora sono intervenuti i vigili del fuoco per recuperarlo. Si è conclusa nel migliore dei modi la disavventura di una cercatore di funghi, un 75enne di Marostica. L?incidente si è registrato attorno alle 15 di giovedì ma l? allarme della scomparsa è stato dato solo nella serata dai familiari, preoccupati perché non lo avevano visto tornare a casa. Perlustrando la campagna circostante, i cinofili da soccorso dell´Associazione nazionale carabinieri Veneto sono riusciti ad individuarlo intorno alle 22, in località Palazzon. I vigili del fuoco sono quindi interventi con due squadre tra cui diversi operatori SAF (speleo alpini fluviali). Dopo una prima valutazione delle condizioni dell? anziano, che risultava cosciente, ma impaurito e infreddolito, hanno ampliato il varco della cavità dell? albero e approntato le attrezzature tecniche per il recupero della persona. L?uomo dopo essere stato imbragato è stato sollevato, e così liberato dalla sua prigionia durata oltre sette ore.
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TITOLO: "Buona scuola", decine di migliaia di risposte. Ecco idee e proposte dei cittadini
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: Ancora 15 giorni per il confronto chiesto da Renzi sul sito e nelle iniziative pubbliche. Poi per il governo la prova delle leggi di riforma
TESTO:OLTRE 53mila questionari compilati e inviati al ministero dell? Istruzione e poco meno di mille e 200 proposte per "costruire insieme la Buona scuola". La raccolta online di pareri dei cittadini sulle proposte contenute nelle 126 pagine presentate dal presidente del Consiglio un mese e mezzo fa si chiuderà il prossimo 15 novembre e a due settimane dal the end è possibile fare un primo bilancio. Da viale Trastevere si snocciolano i numeri di una consultazione che probabilmente si pensava più partecipata. Il sito creato appositamente per raccogliere gli umori sia degli addetti ai lavori sia di coloro che hanno semplicemente interesse ad esprimere la propria opinione ha registrato 700mila contatti per circa 5 milioni di pagine visitate. Molte o poche? E dal ministero ci tengono a precisare che "la consultazione è sia online che offline, dunque non si limita ai soli questionari o agli accessi al sito". "E? una consultazione? spiegano da Palazzo della Minerva? che prevede la partecipazione attiva da parte dei cittadini che sta avvenendo attraverso i dibattiti organizzati sul territorio e la partecipazione agli eventi del tour del ministero (più di 40). In generale? secondo gli organizzatori? la scuola sta apprezzando molto la parte offline con partecipazione attiva agli eventi Miur e organizzazione di eventi in proprio". E sul sito cominciano anche ad arrivare le conclusioni degli 877 dibattiti organizzati? fino alle 18 di ieri sera? in tutte le regioni italiane. Tra le 1.179 proposte avanzate da insegnanti, dirigenti, enti no profit e organizzazioni c? è di tutto. Le più gettonate, sono all? interno di quella che al Miur chiamano "stanza dello Sblocca scuola", con 524 proposte e 11mila like. La più popolare in assoluto è quella che chiede la "presenza all'interno di ogni scuola di ogni ordine e grado di un Pedagogista ed un Educatore che costituiscano l'Unità di Educativa Scolastica  che ricoprano le Funzioni Strumentali attualmente svolte dai docenti svolgendo anche un ruolo di coordinamento e di supporto ai docenti, di consulenza pedagogica alle famiglie e di sostegno agli studenti", che con oltre mille e 500 gradimenti (like) è in testa alle proposte sullo Sblocca scuola. Ma gli italiani chiedono anche classi meno affollate per "sbloccare davvero la scuola". Tra le "stanze" più affollate troviamo anche quella in cui ci si confronta sulle proposte per "ridurre i costi delle famiglie connessi alla scuola". Tra le proposte più apprezzate troviamo la richiesta di "detraibilità delle spese scolastiche", quella che porta avanti "la libertà di scelta della famiglia, nel pluralismo di scuole statali e paritarie, finanziate tutte con il "costo standard per alunno" in modo che i genitori non debbano pagare rette aggiuntive" e l? idea di inserire i genitori come "membri effettivi nei nuclei di valutazione d'istituto in quanto primi responsabili dell'educazione dei figli (ecco la loro presenza nel Consiglio d'Istituto) e di controllo, in quanto cittadini". Ma anche "libri di testo disponibili online con licenza libera, i quali possono essere personalizzati dai docenti, divisi in fascicoli secondo i criteri per ciascuno più opportuni, e stampati a basso costo dalle famiglie". Fantascienza o strade davvero percorribili? Anche sulla possibilità di aprire le scuole nei pomeriggi e la sera, gli italiani si sono sbizzarriti. La stanza in questione è quella sul Manuale delle scuole aperte: "una guida su procedure, metodi e suggerimenti per aprire le scuole ad attività esterne in orario extra-scolastico e nei periodi di vacanza". A spuntarla su tutte le altre proposte, finora, è quella sul "Project Management". "L? insegnamento del "PM", con l'ideazione ed il compimento di Progetti sponsorizzati da diverse fonti quali, fondi europei, tessuto lavorativo ed enti locali, potrà contribuire a colmare quel "gap" di formazione in termini di, acquisizione di un linguaggio del mondo lavorativo, di migliorare i comportamenti, di sviluppare un approccio alla progettualità ed all? imprenditorialità a prescindere dalla specificità del settore e quindi a sviluppare quelle le conoscenze, competenze ed abilità tipiche della disciplina della gestione progetti". Ma ci sono anche coloro che contestano l? idea di scuole sempre aperte, anche di sera. Perché "la scuola non può essere considerata una specie di parcheggio dove lasciare i propri figli perché non vi sono alternative o perché sono troppo costose". C?è poi l? immancabile discussione sul potenziamento dei laboratori scolastici e sul modo di "rafforzare le competenze digitali". Ma che fine faranno le proposte avanzate dagli italiani in tema di scuola? "Tutti i contributi saranno analizzati", spiegano da ministero. "Da quelli più semplici da analizzare? chiariscono? (come i risultati del questionario o delle stanze pubbliche), a quelli più complessi (come le numerose mail ricevute). Stiamo in realtà già analizzando e organizzando i contributi in itinere, proprio per velocizzare la restituzione di tutti i risultati nelle due settimane successive alla chiusura della consultazione". Poi, stando alle prime conclusioni dei dibattiti, si passerà ai provvedimenti legislativi per dare sostanza alle proposte avanzate dal governo. La più attesa è l? assunzione di 148mila precari che andranno a formare l? organico funzionale. Anche la valutazione di scuole e insegnanti sembra una misura molto "temuta" dagli interessati e auspicata dai genitori. Ma quello che contestano in tantissimi è la penuria di risorse economiche? fatte salve quelle per assumere i 148mila precari? per dare vita a quella rivoluzione epocale che dovrebbe consentire al nostro paese di avere un sistema educativo di livello europeo, di rilanciare il lavoro giovanile, che latita letteralmente a tutte le latitudini, e che dovrebbe traghettare la scuola italiana nel terzo millennio. Su questo aspetto sembrano tutti d? accordo: genitori, presidi, studenti e insegnanti. Fin qui, tutto quello contenuto nel sito istituzionale del ministero dell? Istruzione. Ma i documenti dei collegi dei docenti sembrano più drastici. Dal liceo Pasteur di Roma arriva una sonora bocciatura. Tra le critiche la penuria di risorse economiche per l? attuazione del Piano, "l'abolizione degli scatti di anzianità e l'accesso alle progressioni per il solo 66 per cento del personale" considerata penalizzante e mortificante per la totalità dei docenti" e il pericolo che la soluzione prospettata? gli "scatti di competenza"? possano minare "la cooperazione e la collaborazione" tra docenti, fattori "fondamentali per stimolare la didattica e la creazione di un ambiente di lavoro coeso e positivo". Anche dal circolo didattico F. Parri di Torino piovono critiche. E si chiede "l? impegno del governo per un serio ed urgente piano di investimenti nella scuola statale" e il "reintegro dei fondi sottratti per l? offerta formativa (ancora meno del 50 per cento) ".  
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TITOLO: Il pianista e la ballerina, caso riaperto Ora un uomo è accusato di omicidio
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: Nel 2007 i due furono trovati morti. «Omicidio-suicidio» per la Procura, ma ora il Gip ha deciso che un amico del musicista leghista deve essere processato per omicidio
TESTO:Sette anni di indagini, soprattutto degli avvocati delle due famiglie. Giovanni Di Lullo (per la madre del pianista) e Luciano Sanpietro (per la famiglia della ballerina) hanno resistito per ben quattro volte all? ipotesi di archiviare tutto e il giudice delle indagini preliminari Raffaele Morvay ha sempre accolto le loro obiezioni chiedendo approfondimenti d? inchiesta. Finché, al quarto tentativo, non ha più rispedito indietro il fascicolo per approfondire qualcosa: lo ha fatto per chiedere l? imputazione per omicidio verso Massimiliano Campisi, amico del pianista e personaggio comparso nelle carte delle indagini ma mai con sospetti sufficienti a giustificare l? accusa. Adesso, alla luce delle ultime integrazioni di indagine, evidentemente la lettura degli indizi è bastata e il giudice che ha firmato, appunto, l?ordinanza di imputazione coatta.
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TITOLO: Bastioli: "Innovare e dare occupazione, ecco la sfida della chimica verde"
DATA: 2014-10-30
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TESTO:ROMA - "Il futuro, anche dal punto di vista dell'occupazione, è nel collegamento tra le imprese e i territori, tra l'industria e l'agricoltura. Il settore della bioeconomia in Europa vale 2 mila miliardi di euro e dà lavoro a oltre 22 milioni di persone". Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont e presidente di Terna, guarda al futuro dei giovani con l'occhio rivolto alla capacità d'innovazione della chimica verde: secondo le stime della Commissione, per ogni euro investito in ricerca si possono ottenere 10 euro di fatturato entro il 2025. Cosa si può fare in Italia? "L'Italia occupa una posizione di tutto rilievo in questo settore. Con l'inaugurazione della bioraffineria di Matrica a Porto Torres, ha dimostrato di saper passare dalla teoria alla pratica, guadagnando mercato mentre la crisi fa arretrare tanti settori della old economy ". Quanto lavoro si può creare? "L'occupazione è un elemento di forza della strategia basata sulla chimica verde. Ogni 1.000 tonnellate di bioplastiche si possono creare 60 posti di lavoro". Quali sono le bioplastiche già in circolazione? Potrebbero crescere in tempi rapidi? "I bioshopper, quelli compostabili, rispondono a entrambe le domande: esistono già ma la piena attuazione della normativa potrebbe contribuire a una crescita occupazionale del comparto di più 6 mila persone. È una sfida importante per il mondo, visto che l'impatto ambientale delle attività estrattive cresce continuamente. Doppiamente importante per l'Europa, che ha scommesso sulla bioeconomia. E ancora più importante per l'Italia, che ha poche materie prime ma buona capacità di ricerca".
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TITOLO: Milano, il Tar dà torto al Comune e riapre le sale slot 24 ore su 24: "Non penalizzatele"
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: E' durata meno di due settimane la limitazione di tutti i videopoker dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23. Per il tribunale lo stop provocherebbe un danno alle. ..
TESTO:Bocciati i limiti orari imposti dal Comune di Milano alle sale slot. Con un decreto monocratico, il presidente della prima sezione del Tar lombardo accoglie il ricorso presentato dalla Azzurro Gaming contro l? ordinanza del Comune del 15 ottobre scorso, che restringeva l? apertura delle sale scommesse e il funzionamento delle macchinette anche nei bar a due sole fasce, dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23. Con un possibile danno alle imprese, ammonisce il giudice. Liberi tutti, dunque: le agenzie possono aprire e chiudere quando desiderano e il gioco d? azzardo può essere praticato senza limiti. E senza il rischio di incappare in 450 euro di sanzione. Continua così la battaglia legale fra l? amministrazione Pisapia, che già annuncia ricorso al Consiglio di Stato, e le sale giochi che di divieti non ne vogliono sapere. Ma si accentua anche la schizofrenia dei giudici amministrativi, che in questa controversia talvolta danno ragione al pubblico talvolta al privato. Il nuovo capitolo è stato notificato e la Camera di consiglio fissata il 19 novembre. Su ricorso di un? agenzia scommesse del circuito Sisal, il Tar sospende le regole stabilite dal sindaco Giuliano Pisapia due settimane fa, dopo che la giunta aveva imposto che le sale non potevano più restare aperte 24 ore su 24 ma solo otto ore. Un divieto esteso anche al funzionamento delle macchinette installate nelle tabaccherie, nelle ricevitorie del Lotto, nei bar, nei ristoranti e negli alberghi.
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TITOLO: Milano, feto di 24 settimane e madre clinicamente morta: la corsa per ritardare il parto
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: Sono necessarie ancora quattro settimane prima che il bimbo abbia qualche possibilità di sopravvivere. L'équipe del San Raffaele cerca di tenere in vita la. ..
TESTO:La mamma è clinicamente morta. E il bimbo che porta in grembo, da 24 settimane, lotta per vivere. E' la storia, drammatica, che sta vivendo la famiglia di una milanese di 36 anni colpita da un'emorragia cerebrale fulminante mentre era a casa. La donna è ricoverata all'ospedale San Raffaele e qui un'équipe sta tentando di tenere in vita la 36enne che ormai ha l'encefalogramma piatto, dunque è cerebralmente morta. Una lotta per la sopravvivenza del feto - si legge sul Corriere della Sera - che ha pochi precedenti al mondo. Una sonda nell'intestino materno permette al feto di essere alimentato, la ventilazione artificiale fa arrivare l'ossigeno nel sangue della donna e quindi al feto. Il cuore continua a battere e finché c'è quel battito il bimbo viene tenuto in vita. In un certo senso, il corpo della mamma si è trasformato in un'incubatrice per proteggere il figlio. Ci vorrà circa un mese per poter arrivare a un parto cesareo e tentare quindi di salvare il feto. La donna è seguita dal professor Massimo Candiani, primario della ginecologia del San Raffaele, e dal professor Luigi Beretta, direttore dell'anestesia e neurorianimazione. Per dare al feto qualche chance, spiegano dall'ospedale, è necessario tentare di arrivare il più possibile vicini alla ventottesima settimana: al momento, quindi, si sta lavorando per tenere la donna il più possibile stabile, perchè il feto non subisca conseguenze. L'ospedale e gli esperti, comunque, proteggono la famiglia della donna dietro uno stretto riserbo. Non è noto quali siano le cause che hanno scatenato l'emorragia cerebrale: fra le ipotesi c'è quella di un aneurisma.
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TITOLO: Caso Yara, Bossetti lascia l'isolamento: andrà in cella con stupratori e pedofili
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: La decisione del pm Ruggeri diventa effettiva il giorno in cui il muratore di Mapello, accusato dell'omicidio della tredicenne, compie 44 anni. Il regime di. ..
TESTO:Nel giorno del suo 44esimo compleanno, per il quale ha ricevuto in carcere la visita di moglie e figli, Massimo Bosetti, l'uomo accussato dell'omicidio della tredicenne Yara Gambirasio, ha ricevuto la revoca del regime di isolamento in cui si trovava dal giorno del suo arresto, quattro mesi fa. Situazione in cui si trovava non come misura punitiva ma come forma di protezione, viste le conseguenze che il codice dei carcerati prevede per chi viene arrestato per reati legati ai bambini. Anche per questo non sarà facile per la direzione della casa circondariale in via Gleno, a Bergamo, trovare una nuova collocazione. Ma, con ogni probabilità, Bossetti sarà ospitato nel reparto 'protetti', cioé i detenuti accusati di reati sessuali di vario tipo (dalla pedofilia allo stupro) o di crimini che potrebbero esporli a ritorsioni da parte dei compagni di cella. La decisione di revocare l'isolamento è stata presa, di iniziativa propria, dal sostituto procuratore Letizia Ruggeri. Intanto i difensori di Bossetti confermano la decisione di presentare ricorso in Cassazione contro l'ordinanza con cui il tribunale della libertà ha confermato la custodia cautelare in carcere, dopo il no del gip di Bergamo.
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TITOLO: Scontri, Camusso a Renzi: "Abbassi i manganelli". Alfano alle Camere: "Brutto giorno per tutti"
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: Il ministro dell'Interno è chiamato a riferire sugli incidenti, mentre Sel raccoglie firme per mozione di sfiducia individuale. Incontro a Palazzo Chigi su. ..
TESTO:Sel promuove mozione di sfiducia individuale. Intanto il caso degli scontri avrà un immediato riflesso politico. È in corso a Montecitorio una raccolta di firme su una mozione di sfiducia individuale al ministro Alfano. Per la presentazione della mozione alla Camera dei deputati, a norma di regolamento, serve la sottoscrizione del 10% dei parlamentari, 63 firme. La mozione, promossa da Sel, è in questo momento all'attenzione dei gruppi di opposizione al governo Renzi. Sel conta a Montecitorio 26 deputati che hanno già sottoscritto la mozione. Per la presentazione della mozione sarebbe sufficiente la firma di una piccola parte del Movimento Cinque stelle, che alla Camera ha 104 deputati. Per Alfano si tratterebbe del secondo voto di 'sfiducia' individuale in Parlamento, dopo il caso Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Abliazov, espulsa dall'Italia in circostanze controverse la scorsa primavera. "Il governo, mentre la ThyssenKrupp licenzia 550 lavoratori, regala 7 milioni di euro in termini di defiscalizzazione a questa grande multinazionale tedesca  e regala agli operai di Terni la carica della polizia. Tutto questo è semplicemente indecente", ha detto il leader Sel, Nichi Vendola. Premier prova ad abbassare i toni. L'obiettivo del leader Pd intanto è ora quello di abbassare i toni. Anche perché il sospetto di Renzi, in queste ore, è che qualcuno - nella Cgil e nell'opposizione interna - possa approfittare della crisi per dare una spallata al governo. Per cercare di placare le acque, il governo potrebbe pensare a fare un paio di concessioni: precisare nella delega le fattispecie dei licenziamenti disciplinari e, all'interno della Legge di Stabilità, aumentare la dotazione per i nuovi ammortizzatori sociali. Ast disponibile a trattare con sindacati. L'Ast ha accolto le sollecitazioni del ministro dello Sviluppo Economico, che ha incontrato i vertici delle Acciaierie di Terni chiedendo di ripensare il piano di ristrutturazione: "Siamo disponibili - afferma l'azienda in una nota uscita in tarda serata - a intesificare le trattative con i sindacati".  
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TITOLO: Pd, Bersani: "Non mi piace partito della Nazione"
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: L'ex segretario nega la scissione e pensa a: "un'opposizione più esplicita dentro il Pd". Cuperlo: "Se cambia nome lascio il campo ad altri"
TESTO:ROMA - Gli scontri di ieri non potevano che alimentare l'insofferenza della minoranza del Pd. Ma al centro della discussione c'è soprattutto il futuro del partito stesso. Sotto accusa il partito della Nazione, teorizzato da Matteo Renzi. Pier Luigi Bersani è chiaro: "Non mi piace", dice ad Agorà. Per l'ex segretario l'idea del premier è illogica: "Sembra quasi che si voglia fare il partito pigliatutto, ma il partito non piglia tutto, il partito è una parte". Ma nonostante i malumori, Bersani nega l'ipotesi scissione: "Io penso che nasca un'opposizione più chiara, più esplicita dentro il Pd, di chi intende tenere ferma l'ispirazione originale del Pd e dell'Ulivo, culture e anche storie diverse che si fondono per un progetto utile al paese".   Sugli scontri di ieri invita a "darsi una regolata": "Non mi piace il Pd che usa questi toni con i sindacati, ma il Pd è casa mia". Utilizza toni più forti Gianni Cuperlo e non esclude la possibilità di una fuoriuscita dai democratici. "Se domani il Pd cambiasse nome e si chiamasse partito della Nazione lascerei il campo ad altri, volentieri. Altra cosa e' un partito che miri a svolgere un ruolo nazionale. Io penso che questo partito ha un senso se rimane radicato nella cultura, nei valori e nella storia della sinistra". Il segretario della Bolognina, Achille Occhetto, "rabbrividisce" all'idea "che gente che è passata, anche per tre giorni, nella storia della sinistra italiana, possa avere inventato una cosa del genere". E poi si spinge oltre: "E' una cosa autoritaria".
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TITOLO: De Magistris torna a fare il sindaco, il Tar accoglie il suo ricorso e manda gli atti alla Corte Costituzionale
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO:
TESTO:"Torno, con ancora più energia e passione, ad essere il sindaco, a tutti gli effetti, della mia amata Napoli", così a caldo le prime parole ufficiali del sindaco, affidate al suo profilo Facebook. Alle tredici il sindaco parla di getto ai numerosi giornalisti presenti a Palazzo San Giacomo: "Sono molto emozionato, perchè dalle istituzioni mi viene riconosciuto il diritto costituzionale a fare il sindaco e sarò ancor di più sindaco di strada". Poi incontra il vicesindaco Sodano, che lo ha sostituito durante la sospensione, abbracci e strette di mano. "Un primo segno importante di giustizia che viene sancito, questo - dice Sodano - l'augurio è che anche in sede giudiziaria riesca ad avere il pieno riconoscimento. Io torno a fare il mio lavoro (di vicesindaco e assessore all'Ambiente ndr), c'è solo soddisfazione". Il reintegro del sindaco è anche "un segnale che ricompatta la maggioranza in Consiglio comunale, quella della prima ora che ha appoggiato de Magistris fin dalla sua candidatura". Un primo passo era stato il voto favorevole al bilancio di Sel, a cui si aggiunge "l'appello dei giorni scorsi di de Magistris a recuperare quei consiglieri e personalità che avevano sostenuto la sua candidatura". "Ora con il sindaco ritornato al suo posto - conclude - credo che si possa arrivare rapidamente anche a una maggiore stabilità in Consiglio comunale. Credo che ci siano le condizioni, i numeri e la voglia di andare avanti".  
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TITOLO: Bonus bebè a figli di immigrati: Lega e M5s votano contro. Pd all'attacco
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: Bocciato al Senato emendamento di Calderoli al Def che chiedeva di riservare gli 80 euro ai cittadini italiani o di uno Stato Ue. I grillini si schierano col. ..
TESTO:La replica del M5s. "Il Pd non perde occasione per strumentalizzare ogni singolo voto del M5s e veicolare messaggi falsi. Abbiamo votato sì all'emendamento della Lega esclusivamente per fare in modo che il bonus bebè, che il governo ha previsto solo per i nati nel 2015, fosse esteso anche ai nati fino al 2017. Siamo assolutamente favorevoli all'erogazione del bonus a tutti i cittadini regolarmente residenti sul territorio italiano, senza distinzione di nazionalità". Lo scrivono i senatori del M5s in una nota che prosegue così: "Abbiamo votato nella consapevolezza che l'emendamento della Lega fa riferimento all'articolo 31 della Costituzione, che garantisce pari sostegno ai cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari in possesso di carta di soggiorno. Dunque, sapevamo già che la discriminazione inserita nel testo della Lega sarebbe decaduta perché incostituzionale, mentre sarebbe rimasta esclusivamente l'estensione del bonus a tutti i bimbi nati nel prossimo triennio. Abbiamo votato nell'interesse di tutte le famiglie, affinché il bonus fosse esteso a tutto il prossimo triennio invece che solo per un anno, come prevede il governo e come vorrebbe la maggioranza. La nostra battaglia è rendere strutturale per tutti il bonus bebè, come dimostreranno le nostre proposte emendative alla legge di Stabilità". All'agenzia Il Velino, inoltre, il senatore pentastellato Gianluca Castaldi ha dichiarato: "Abbiamo votato l'emendamento della Lega" solo "per estenderlo a tre anni" dal 2015 al 2017 e perché "c'era la possibilità di far andare sotto il governo: poteva esserci qualcuno di Ncd" che lo avrebbe sostenuto. La Lega si difende. Intanto, Calderoli protegge il valore della propria proposta di modifica al Def. L'esponente del Carroccio, a seduta sospesa, inveisce contro il governo accusandolo di non occuparsi dei reali problemi della gente ("Ancora una volta l'ennesimo slogan") e di preoccuparsi di più degli stranieri che degli italiani. "La maggioranza - ha detto - ha votato contro l'impegno da parte del governo, chiesto dalla Lega Nord, di dare seguito al fondo famiglia e al bonus bebé. Ancora una volta l'ennesimo slogan di Renzi usato esclusivamente per prendere in giro gli italiani. È la dimostrazione che la maggioranza se ne frega della famiglia e dei bambini e stanzia  risorse solo per gli immigrati. Dal governo e da questa maggioranza di traditori degli italiani non arriverà nessun aiuto alle famiglie e ai neonati ma solo più tasse da usare per mantenere i clandestini".  
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TITOLO: Il prefetto a Marino: "Via l'auto dal Senato"
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: Non sussistono più le ragioni di sicurezza adottate lo scorso anno subito dopo le elezioni. Altra grana: dal 23 giugno al 21 agosto il sindaco avrebbe girato. ..
TESTO:Stavolta dovrà davvero spostarla, il sindaco Marino, la sua Panda rossa. Parcheggiata da più di un anno nell'area riservata ai senatori a ridosso di palazzo Madama, nello slargo vicino casa protetto da sbarre semoventi e carabinieri in garitta h24, dovrà ora essere sistemata altrove. A deciderlo è stata la prefettura che, rispondendo a un'interrogazione di Andrea Augello (Ncd) al ministro dell'Interno, ha ritenuto non più sussistenti le ragioni di sicurezza che subito dopo le elezioni avevano consigliato di tutelare l'utilitaria del neosindaco. Una decisone allora adottata su istanza esplicita del chirurgo dem: dopo aver subito alcuni graffi alla sua macchina  -  riepiloga infatti la nota inviata da Palazzo Valentini al Viminale  -  fu proprio Marino, sentendosi minacciato, a chiedere al prefetto di poter usufruire di un parcheggio sorvegliato. E Pecoraro si rivolse a sua volta al presidente del Senato per verificare la disponibilità ad accoglierla. "Un privilegio che non ha precedenti", tuona Augello: "Ci sono voluti tre flash mob, una lettera di protesta di 30 senatori e un'interrogazione del sottoscritto per costringere il sindaco di Roma a convincersi che anche lui, come tutti i comuni mortali, deve parcheggiare la sua automobile in un garage a pagamento e non in quello del Senato, a cento metri dalla sua abitazione". Tanto più che mentre lui con una mano otteneva "14 mesi di sosta gratuita", con l'altra provvedeva "ad abolire le agevolazioni per le strisce blu dei cittadini romani", conclude Augello, augurandosi che la macchina venga spostata in giornata "mettendo fine ad una storia ridicola ed impresentabile". Resta spiazzato, Marino. Interdetto, anche.
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TITOLO: Immigrazione: almeno 20 dispersi nel Canale di Sicilia
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: La Guardia costiera soccorre un gommone con 93 persone a bordo. I migranti hanno riferito di essere partiti in 113. Salvati a bordo di altre carrette, a.. .<br clear='all'/>
TESTO:Almeno 20 migranti risultano dispersi nel Canale di Sicilia, a largo della Libia, per il naufragio di un gommone diretto verso l'Italia. A dare l'allarme altri 93 migranti che sono stati tratti in salvo dalla Guardia Costiera, i quali hanno riferito che sul gommone erano in 113. L'equipaggio della nave Fiorillo, della Guardia Costiera, è impegnata nelle ricerche dei dispersi. Le ricerche dei dispersi sono coordinate dal Comando Generale di Roma delle Capitanerie di Porto: sono andate avanti per tutta la scorsa notte e proseguono tuttora. Il gommone era stato segnalato dall'elicottero della nave San Giorgio della Marina Militare. Sul posto è intervenuta la nave Fiorillo, della Guardia Costiera, che ha salvato 93 migranti. Questi, una volta sulla nave, hanno dichiarato al comando di bordo di essere partiti in 113. Un'altra nave della Guardia Costiera - la Diciotti - ha prestato soccorso nel Canale di Sicilia ad altri 78 migranti diretti verso l'Italia a bordo di un gommone in precarie condizioni di galleggiabilità. E intanto sono giunti a Messina 228 migranti, tra cui 17 donne e 20 bambini, per la maggior parte siriani, che erano stati recuperati su un natante, a 40 km a sud dell'isola di Malta, dal mercantile Ocean Destiny battente bandiera di Singapore. I profughi sono stati trasferiti nella tendopoli del PalaNebiolo nel rione Annunziata e da lì, in seguito verranno smistati nelle varie strutture di accoglienza. Altri duecentocinquanta migranti, a bordo di un barcone, sono stati soccorsi nel Canale di Sicilia dalla Marina e la loro imbarcazione è stata affiancata dalla nave "Sfinge" che si sta dirigendo verso il porto di Reggio Calabria. Nel gruppo ci sono 42 donne e 51 minori. Ma intanto non si è trovata ancora una soluzione per i 96 minori stranieri non accompagnati che da settimane sono stati collocati all'interno delle tendopoli in attesa che i servizi sociali del comune di Messina diano delle direttive e trovino per loro una sistemazione.  
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TITOLO: A Livorno lo sciopero degli spazzini: cestini rovesciati e città invasa dai rifiuti
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: Ottanta netturbini della Cooplat manifestano davanti alla sede del Comune rallentando il traffico. Lo striscione contro il sindaco Cinquestelle: "Nogarin sei. ..<br clear='all'/>
TESTO:Sempre a Livorno, invece, in ballo anche i posti di lavori dei dipendenti dello stabilimento Trw che, nelle scorse settimane, avevano occupato la sede di Confindustria mentre era in corso una riunione tra dirigenti dell'azienda, che avevano annunciato la chiusura, e sindacati. Ieri al Mise una riunione con i vertici del Gruppo che opera nel settore dei sistemi di sicurezza per l'automotive.   La riunione, "a tratti tesa"  è stata presieduta dal viceministro Claudio De Vincenti e vi hanno preso parte il vicepresidente Steering Europe di Trw Maciej Gwozdt, l'assessore regionale alle Attività produttive della Regione Toscana Gianfranco Simoncini, il presidente della Provincia di Livorno Alessandro Franchi, il sindaco Filippo Nogarin, le organizzazioni sindacali di categoria nazionali e territoriali e le Rsu. "A fronte di una situazione oggettivamente difficile - ha detto De Vincenti - l'azienda non ha facilitato il confronto, presentandosi con una posizione contraddittoria. E' per questa ragione che riteniamo indispensabile un chiarimento sulle reali intenzioni di Trw, chiarimento non può che avvenire con i vertici della multinazionale. Al tempo stesso invitiamo sindacati e lavoratori al massimo senso di responsabilità".  
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TITOLO: Milano, Salvini vuole l'Esercito per le case popolari occupate: "Fate i controlli porta a porta"
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: Il leader della Lega a Telelombardia: "I quattro o cinque vigili che il Comune manda non servono proprio a niente". Qualche giorno fa su Repubblica la storia. ..<br clear='all'/>
TESTO:Per cacciare gli occupanti abusivi delle case popolari «occorre inviare l? Esercito». A Telelombardia il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, propone di organizzare «centinaia di militari che facciano un lavoro porta a porta per controllare tutti gli abitanti delle case popolari». Una provocazione, o forse no, perché l? assessore regionale alla Casa, Paola Bulbarelli, non la vede poi così diversamente, non fosse che «la gente mica possiamo mandarla a vivere sotto i ponti. Ma ci stiamo attrezzando per stringere accordi con delle associazioni che accolgano le famiglie sgomberate». Insomma, il Pirellone (che ha in mano Aler) promette di passare alla linea dura, in contrapposizione «con il lassismo del Comune», spiega Bulbarelli: «Presto via agli sgomberi su larga scala e riassegnazione dell? alloggio nel giro di 48 ore». Da Palazzo Marino risponde l? assessore alla Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino: «Salvini fa propaganda per coprire la gestione fallimentare di Aler. Bastano le forze dell? ordine per gli sgomberi». E secondo Umberto Ambrosoli (Patto civico) «l? abusivismo è arrivato ai livelli di oggi perché si è lasciato andare troppo avanti il degrado. Meglio sarebbe impiegare risorse e uomini per il risanamento e la riqualificazione di quei quartieri così a lungo abbandonati».
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TITOLO: Elena Ceste, un telo agricolo accanto ai resti: i carabinieri ispezionano la serra del marito
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: Colpo di scena nelle indagini sulla donna. Gli investigatori non hanno più dubbi: qualcuno l'ha uccisa altrove e poi sotto i rovi in un canale dell'Astigiano. ..<br clear='all'/>
TESTO:I carabinieri nel frattempo continuano a riascoltare le testimonianze degli abitanti della zona per cercare di capire che cosa è davvero accaduto la mattina del 24 gennaio scorso nella villetta della frazione Motta. Intanto gli avvocati della famiglia Ceste, Debora Abbate Zaro e Carlo Tabbia, ieri hanno convocato una conferenza stampa per chiedere di allentare la pressione mediatica sui genitori e sulla sorella della madre di Costigliole d'Asti. "Soprattutto perché nella vicenda  -  hanno spiegato i legali  -  sono coinvolti anche i quattro figli minorenni di Elena". Per quanto riguarda l'atteggiamento della famiglia Ceste nei confronti di Michele Buoninconti, il marito della donna indagato per omicidio, gli avvocati giurano che è rimasto lo stesso: "Hanno ancora fiducia in lui perché la situazione non è mutata". Non rendendosi conto della contraddizione quando aggiungono: "I nostri assistiti hanno comunque grande fiducia nell'opera della magistratura". Magistratura che in Michele Buoninconti ipotizza l'assassino di Elena Ceste.
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TITOLO: Per Setola un altro passo verso lo status di pentito: trasferito in località protetta
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: Lo stragista dei Casalesi lo ha comunicato durante l'udienza del processo per l'omicidio Noviello. Milita: "Ha reso dichiarazioni attendibili"<br clear='all'/>
TESTO:Il capo dell'ala stragista dei Casalesi, Giuseppe Setola, è stato trasferito in località protetta. A confermarlo è stato lui stesso durante il processo per l'omicidio Noviello in corso a Santa Maria Capua Vetere: "Sono stato trasferito in località protetta e confermo la nomina come mio difensore di Rachele Merola". "Setola ha reso dichiarazioni attendibili perchè ha chiamato in causa anche i complici del delitto Noviello, a differenza di numerosi camorristi, che ammettono le proprie personali responsabilità solo in appello, ottenendo peraltro sconti di pena (solitamente dall'ergastolo ai 30 anni, ndr). Lì si tratta di una dissociazione mascherata". E' quanto ha dichiarato il pm della Dda Milita durante la requisitoria del processo Noviello. Riferendosi inoltre a Giovanni Letizia, altro killer dei Casalesi, definito "un irriducibile del clan", Milita spiega che "nell'udienza del 16 ottobre scorso, quando si tenne il primo esame da aspirante collaboratore di Setola, Letizia disse subito che non si sarebbe pentito mandando un messaggio all'esterno. Disse che si sarebbe fatto i suoi ergastoli dignitosamente tanto prima o poi sperava che questa pena detentiva l'avrebbero eliminata. Queste parole mi fanno pensare al 'papello' di Riina e al tentativo da parte delle organizzazione mafiose di condizionare le scelte legislative". Parlando infine della strage degli africani compiuta a Castel Volturno il 18 settembre 2008 da Setola e dal suo gruppo, Milita dice che "subito dopo l'episodio fu fatto passare il messaggio che quell'efferato delitto fosse frutto di una guerra tra bande, ma non era affatto vero. Quel messaggio non fu diffuso solo dalla camorra ma anche da qualcuno dello Stato". Si tratta della seconda requisitoria dopo quella del 7 luglio scorso, quando il killer dei Casalesi non aveva ancora iniziato la collaborazione; in quella circostanza Milita chiese per Setola anche l'isolamento diurno per due anni, richiesta che oggi non è stata confermata. Per gli altri sette imputati, tutti facenti parte del gruppo di fuoco dei Casalesi, il magistrato ha ribadito la richiesta di ergastolo. "Setola - prosegue - è stato dipinto come un pazzo sanguinario ma è stato un strumento del clan; il sistema camorra ha investito tanti soldi su di lui, proprio perchè conosceva la sua capacità aggregativa, prima per farlo andare ai domiciliari con la scusa della falsa malattia e poi per farlo evadere dalla clinica di Pavia, grazie all'aiuto di tanti colletti bianchi; pensò al suo avvocato che ha preso 15 anni (Girolamo Casella, condannato in primo grado, ndr) o ai medici. Tutti saranno arrestati".
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TITOLO: Milano, feto di 24 settimane e madre clinicamente morta: la corsa per ritardare il parto
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: Sono necessarie 4 settimane per garantire al bimbo la possibilità di sopravvivere. L'équipe del San Raffaele cerca di tenere in vita la 36enne colpita da. ..<br clear='all'/>
TESTO:Una donna milanese di 36 anni, incinta di 24 settimane, è stata dichiarata clinicamente morta in seguito a una grave emorragia cerebrale. E' stata portata all'ospedale San Raffaele di Milano e ora i medici stanno tentando il tutto per tutto per far sopravvivere almeno il feto. L'obiettivo è attendere almeno un mese, per aumentare il più possibile le sue chance di sopravvivere. Si tratta di un caso che ha pochissimi precedenti al mondo. La donna è arrivata in ospedale una settimana fa, in ambulanza, ma della vicenda si è appreso soltanto ora. E' seguita dal professor Massimo Candiani, primario della ginecologia del San Raffaele, e dal professor Luigi Beretta, direttore dell'anestesia e neurorianimazione. I medici stanno assistendo in tutti i modi la donna per evitare problemi al feto (che al momento attuale dovrebbe pesare all'incirca 500 grammi) e per prolungare il più possibile la gestazione in utero. La donna respira grazie a una macchina: una sonda inserita nel suo intestino garantisce che il nutrimento arrivi costantemente al feto. L'obiettivo dei clinici, ora, è avvicinarsi il più possibile alla ventottesima settimana, in modo da aumentare le possibilità che il piccolo sopravviva minimizzando le conseguenze di una nascita prematura. La donna è tenuta costantemente sotto controllo in una stanza della terapia intensiva neurochirurgica: se il suo cuore  dovesse smettere improvvisamente di battere sarebbe necessario procedere a un cesareo d'urgenza. In ogni caso, più lontano sarà il giorno del parto e meno conseguenze ci saranno sul piccolo. L'ospedale e gli esperti proteggono la famiglia della donna dietro uno stretto riserbo. La morte cerebrale è la conseguenza di una improvvisa emorragia, avvenuta mentre la donna era nella propria abitazione. In casi come questo, di norma, si procede dove possibile al prelievo degli organi per la donazione. Lo stato di gravidanza ha cambiato tutto, però, e ha reso necessario affrontare una situazione rarissima. Non è noto quali siano le cause che hanno scatenato l'emorragia cerebrale della donna, ma tra le ipotesi c'è quella di un aneurisma. Un caso analogo si era verificato otto anni fa, sempre a Milano, unico altro caso italiano (sugli 11 registrati nella letteratura scientifica mondiale). All'ospedale Niguarda era stata ricoverata una donna incinta alla 17esima settimana, dichiarata clinicamente morta a causa della rottura di un aneurisma. La gravidanza fu prolungata artificialmente per altre 11 settimane e questo permise la nascita di una bambina, che fu poi dimessa dall'ospedale in buone condizioni dopo circa due mesi di terapia intensiva.
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TITOLO: Lazio, arrestato per abuso d'ufficio il direttore regionale dell'Agenzia del Demanio
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: Ai domiciliari Renzo Pini, insieme ad altre otto dirigenti di banca e imprenditori, tra cui Pulcini condannato per lesioni, ingiurie e minacce nei confronti. ..<br clear='all'/>
TESTO:A fronte di una 'mazzetta' di oltre 100milaeuro, Marcello Visca, già in servizio presso l'Agenzia del Territorio di Roma, ha influenzato la Direzione regionale dell'Agenzia del Demanio affinché confezionasse ad arte il bando per l'aggiudicazione della gara pubblica, avvantaggiando un'azienda appositamente costituita dalla cordata dei quattro imprenditori romani e determinando l'implicita esclusione degli altri offerenti. Le indagini hanno dimostrato come la struttura del bando sia stata elaborata 'a tavolino', con previsioni e clausole perfettamente calzanti con le aspettative e i requisiti della società riconducibile agli indagati i quali, peraltro, venivano informati in anteprima sull'andamento della gara. L'impresa "Flora Energy", risultata poi vincitrice, ha potuto contare anche sull'appoggio di alcuni dirigenti di banca, grazie ai quali è stato possibile ottenere false attestazioni circa il possesso dei requisiti di solidità patrimoniale necessari a partecipare alla gara pubblica. Eseguito nei confronti degli indagati anche il sequestro di una somma pari alla 'mazzetta' pagata. "In 44 anni non ho avuto un avviso di garanzia", dice Marcello Visca in un video girato con un tablet dall'imprenditore Daniele Pulcini durante la consegna del danaro per l'intermediazione svolta a vantaggio della "Flora Energy". Quel video, girato per scherzo mentre avveniva la consegna di 120mila euro a fronte dei 150mila pattuiti, è stato sequestrato dai finanzieri del nucleo di polizia valutaria e ora costituisce una delle più importanti fonti di prova. Nel video si nota Visca che prende le mazzette in un clima di ilarità e di goliardia. Poi avviene il pagamento degli altri 30mila euro. Daniele Pulcini non è nuovo a problemi con la giustizia: il 7 ottobre scorso è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione per lesioni, ingiurie e minacce nei confronti della show-girl ed ex moglie Claudia Montanarini. Gli imprenditori Antonio e Daniele Pulcini, padre e figlio, sono il motore della questione che arriva a coinvolgere il direttore regionale dell'Agenzia del Demanio del Lazio, Renzo Pini, e tre dirigenti delle banche Monti dei paschi di Siena e Popolare di Sondrio. Pulcini, infatti, sono tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare per le irregolarità, compreso un compenso di 150 mila euro per l'intermediazione di Marcello Visca, legate all'aggiudicazione di un'area a piazzale Clodio, a due passi dal tribunale, da destinare a parcheggio. Non solo. Daniele Pulcini non ha avuto alcuna remora "nel consegnare personalmente a Marcello Visca il denaro prezzo della sua mediazione, a seguito dell'intervenuta sottoscrizione, in epoca successiva alla scadenza prevista, dell'atto di concessione avendo con ciò realizzato il risultato perseguito". La "disinvoltura e la spregiudicatezza" di Pulcini jr - secondo il gip del tribunale di Roma, Maria Paola Tomaselli, - nel gestire l'intera operazione, con la "corresponsione di ulteriori somme di danaro per perseguimento di obiettivi vantaggiosi per lui o per le sue società, tramite l'attività di influenza da quest'ultimo spiegata nei confronti di Renzo Pini o di altri pubblici ufficiali". Gli altri arrestati, oltre al direttore dell'Agenzia Demanio del Lazio Renzo Pini ed a Visca, quest'ultimo già capo della segreteria dell'ex sottosegretario al ministero dell'Economia Maria Teresa Armosino (governo Berlusconi), sono gli imprenditori e i dipendenti di banca Fausto Mecatti, Pasquina D'Onofrio e Giuseppe Avenia. Secondo l'accusa, il bando sarebbe stato "confezionato" su misura per favorire la "Flora Energy", riconducibile ai quattro imprenditori. La fissazione di garanzie bancarie particolarmente rigide e tali da escludere dalla gara la quasi totalità dei 14 concorrenti, ad esempio, era stata superata dalla "Flora" con una fidejussione da 1,5 milioni di euro ottenuta in modo fittizio. Da qui il coinvolgimento dei tre dipendenti di banca che rispondono, insieme con gli imprenditori, di turbativa d'asta. Attraverso l'intermediazione di Visca, previo via libera di Pini, la "Flora Energy" avrebbe inoltre ottenuto di rientrare in gara malgrado la presentazione della documentazione fuori dai termini previsti e un'anomala durata della concessione, 19 anni contro i 6-10 anni di prassi. Pini è accusato dai pm Corrado Fasanelli e Maria Cristina Palaia di abuso d'ufficio, mentre per Visca è stato configurato il reato di traffico di influenza illecita. Quest'ultimo, previsto dall'articolo 346 bis del codice penale, è stato preso in esame per la prima volta dalla procura di Roma. Introdotto nel 2012 dalla legge Severino sulla corruzione, punisce chiunque "sfruttando relazioni esistenti con un pubblico ufficiale o con un incaricato di un pubblico servizio, indebitamente fa dare o promettere, a sè o ad altri, denaro o altro vantaggio patrimoniale, come prezzo della propria mediazione illecita verso il pubblico ufficiale in relazione al compimento di un atto contrario ai doveri di ufficio". L'Agenzia del demanio ha condannato "qualsiasi comportamento disonesto, a difesa e tutela dell'onorabilità di tutti i dipendenti che operano quotidianamente al servizio dello Stato e dei cittadini. Auspica che l'Autorità giudiziaria possa velocemente fare piena luce sulla vicenda dell'arresto del direttore della sede regionale del Lazio, Renzo Pini - scrive l'Agenzia del demanio in una nota - L'Agenzia del demanio, consapevole della grande responsabilità che un funzionario dello Stato si assume nell'esercitare il delicato ruolo della gestione dell'amministrazione pubblica, offre la massima collaborazione e supporto all'Autorità giudiziaria. Inoltre - conclude la nota - l'Agenzia sottolinea che sta assumendo tutti i provvedimenti contemplati dalla disciplina legale e contrattuale".
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TITOLO: Roma, paura da Eataly: dipendente accoltella due persone
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: Poco dopo le 16 nello store del cibo nel quartiere Ostiense. L'aggressore, un afgano che lavorava come sottocuoco di una rosticceria della struttura ma si era. ..
TESTO:Momenti di terrore da Eataly, a Roma. Poco dopo le 16 un dipendente del megastore del cibo all'Ostiense, in piazzale XXII ottobre 1942, ha accoltellato lo chef di uno dei ristoranti del primo piano, Fabio Nitti, e un addetto alla sicurezza. Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo, Hosseini Sharif, 25enne di origini afgane, lavorava da dicembre 2013 come sottocuoco di una rosticceria di Eataly e il contratto di lavoro sarebbe scaduto il prossimo 14 dicembre. L'uomo, secondo quanto raccontano i colleghi, si è pero dimesso il 24 ottobre scorso, dicendo di aver trovato un nuovo impiego. Fino al 2 novembre avrebbe dovuto continuare a lavorare nella struttura. Si indaga sulle cause della violenta lite, ma sembrerebe essere scaturita per motivi di lavoro. Dalle prime ricostruzioni sembra infatti che Hosseini sarebbe arrivato al ristorante con un'ora di anticipo e avrebbe chiesto di vedere il suo capo, lo chef Nitti. Poi le urla e l'aggressione con il coltello.
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TITOLO: Manuel Feliziani: "Volevo solo spiegare, ora ho quattro punti di sutura"
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: L'operaio, 35 anni, dipendente di Terni della ThyssenKrup, mostra un cerotto sulla testa fuori dal Policlinico Umberto. I di Roma: è rimasto ferito durante. ..
TESTO:ROMA - "Sono stato colpito alla testa, due volte, con un manganello. Ed ero a manifestare per il mio posto di lavoro. Ero disarmato e volevo solo spiegare alla polizia cosa avevamo intenzione di fare. .. e invece questo, purtroppo, è il risultato". Manuel Feliziani, 35 anni, dipendente di Terni della ThyssenKrup mostra un cerotto sulla testa, fuori dal Policlinico Umberto I di Roma. Sono le 17 e lo hanno appena dimesso con quattro punti di sutura e una prognosi di sette giorni. Il colletto bianco della camicia e il pullover a v grigio è completamente sporco di sangue. Ci racconta cosa è accaduto questa mattina? "Eravamo fuori dall'ambasciata tedesca a manifestare in maniera assolutamente pacifica. Saremo stati in cinquecento e, in piazza Indipendenza, attendevamo che la delegazione sindacale che era stata ricevuta dagli ambasciatori uscisse dalla riunione". E invece? "Invece al termine dell'incontro ci è stato letto un comunicato scarno dell'azienda senza alcuna garanzia per noi". Avete quindi deciso di andare a manifestare dove non potevate? "Ci siamo avviati verso il ministero dello Sviluppo Economico, ma c'era un cordone di poliziotti che hanno iniziato a picchiare alcuni di noi, tra cui me". Nel video della polizia si vedono manifestanti lanciare oggetti contro la polizia, lei era tra questi? "Ma scherza? Io sono un papà, ho un figlio di 4 anni e sono contrario a qualsiasi forma di violenza. Quando ho visto che gli animi si iniziavano a scaldare ho cercato di parlare con qualche poliziotto. Non ho fatto in tempo. ..". Perché? "Sono stato colpito da una prima manganellata alla testa. Mi sono subito portato le braccia alla testa per ripararmi, ma lo stesso poliziotto mi ha colpito una seconda volta, più forte e ho cominciato a sentire un bruciore. Poi ho visto il sangue che mi colava addosso e la testa ha iniziato a girarmi". In ambulanza, è quindi arrivato in ospedale. "Sì, mi hanno sottoposto a una tac alla testa e mi hanno dato quattro punti. Sono sconvolto per quanto è successo. Siamo dei lavoratori che stanno perdendo tutto e siamo venuti a Roma a manifestare per un nostro diritto. Lo abbiamo fatto con estremo senso civico e non siamo certo venuti con intenzioni bellicose o per creare disordini. Ora so che i dirigenti della Fiom avranno un incontro col capo della Polizia per i fatti accaduti oggi".
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TITOLO: De Magistris torna a fare il sindaco, il Tar accoglie il suo ricorso
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: "Atti sospesi" e i giudici li inviano alla Corte Costituzionale. L'ordinanza, emessa dopo mezzogiorno, di fatto, fa cessare la sospensione scattata dopo la. ..
TESTO:Atti sospesi e rinviati ad altra giurisdizione: è la formula giuridica che consente a Luigi de Magistris di tornare a fare il sindaco. L'ordinanza, emessa dopo mezzogiorno dal Tar, di fatto, fa cessare la sospensione scattata dopo la condanna in primo grado nel caso Why Not. In Comune applausi e festeggiamenti dello staff, della giunta dopo l'esito del provvedimento del Tribunale amministrativo regionale. De Magistris è in ufficio e i suoi assessori si congratulano con lui. Dalla sua stanza esce il capogabinetto Attilio Auricchio, alza i pugni in segno di vittoria. Urla di giubilo a Palazzo San Giacomo.
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TITOLO: Sciopero generale la Cgil sfida Renzi Ministro degli Esteri resta il rebus
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: Sciopero dei metalmeccanici a novembre, sciopero generale della Cgil a dicembre. Questa è la risposta del sindacato al Jobs act di Renzi, annunciata dal leder. ..
TESTO:Sciopero dei metalmeccanici a novembre, sciopero generale della Cgil a dicembre. Questa è la risposta del sindacato al Jobs act di Renzi, annunciata dal leder dei metalmeccanici Landini mentre il ministro dell'Interno Alfano dava in Parlamento la sua versione degli scontri di ieri tra la polizia e gli operai della Ast di Terni. Il governo si è accorto che l'incidente di piazza Indipendenza poteva costare caro, nel clima arroventato dello scontro fra Cgil e minoranza Pd da una parte e Renzi dall'altra. Sarà un novembre molto difficile non solo perché la riforma del mercato del lavoro con l'abolizione dell'articolo 18, lo Sblocca Italia e la legge di stabilità saranno in Parlamento (e la sinistra democrat annuncia battaglia), ma anche perché il numero di aziende in crisi è impressionante: oltre 150 e questo significa un problema sociale drammatico. Per questo Renzi si è affrettato a invitare Landini e gli operai di Terni a Palazzo Chigi e il ministro Alfano è stato molto cauto sugli incidenti di ieri e ha ripetuto in Parlamento che il governo non ha nessuna intenzione di manganellare gli operai. Ovvio, ma è una precisazione rivolta soprattutto a quegli esponenti del sindacato e della sinistra Pd che invece avevano collegato lo scontro di Roma alle posizioni del premier e del suo entourage sui sindacati, la riforma del lavoro e il diritto di sciopero. Una nuova complicazione, per Renzi, nasce sul fronte inaspettato della Farnesina. Si deve sostituire Mrs. Pesc Federica Mogherini e il premier pensava di proseguire nel suo stile assegnando il posto di ministro degli Esteri a una donna, giovane. Ma le intenzioni del premier si sono scontrate con le perplessità del presidente della Repubblica e degli ambienti diplomatici che vorrebbero un ministro, non importa il sesso, ma dotato di esperienza politica, conosciuto all'estero e ferrato nella materia internazionale. Entro qualche ora il rebus dovrà essere risolto. Buone notizie invece per il premier vengono dal rapporto con Berlusconi. L'ex Cavaliere ha confermato che il Patto del Nazareno non corre pericoli, mentre abbracciava platealmente Verdini che di quell'accordo è il custode. Renzi e Berlusconi si sono sentiti al telefono.
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TITOLO: Trapianti, la app trova l'organo disponibile e un jet ti porta sul posto
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: Il servizio a pagamento si chiama: "OrganJet" ed è operativo negli Stati Uniti. Ora il suo ideatore ha aperto una fondazione per dare una possibilità ai. ..
TESTO:L'ATTESA di un paziente per un organo disponibile per un trapianto può durare mesi o anni. Ma esiste una società Usa, la OrganJet, in grado di trasportate il paziente da un punto all'altro del Paese dove c'è un rene o un fegato disponibile. È il sogno di ogni malato in lista d'attesa ma non tutti hanno le risorse economiche necessarie per usufruire di questo tipo di servizio. Proprio per dare la possibilità a tutti di poter accedere a OrganJet, il suo fondatore, Sridhar Tayur, ha deciso di creare oltre a una app e a un sito Internet, anche la Fondazione GuardianWings che usa i profitti della società per dare una possibilità anche ai pazienti che non potrebbero permetterselo. La rete di centri per la donazione Usa è divisa in 58 gruppi, Donor Service Areas, che coprono 11 diverse regioni del Paese. Quando un organo è disponibile il paziente che è in cima alla lista d'attesa dell'area corrispondente alla sua residenza viene contattato. Una criticità di questo sistema è che la divisione in aree è ormai vecchia e "oggi ci sono molte più richieste di organi in determinate zone del Paese, spesso distanti, rispetto ad altre", spiega Sridhar Tayur, "quindi può accadere che ci siano disparità di accesso e tempi più lunghi, un fattore determinante per la sopravvivenza del paziente". Il sistema sanitario permette anche di iscriversi in più liste d'attesa in diverse zone degli Usa, "come ha fatto ad esempio Steve Jobs quando lottava contro un tumore al fegato e viaggiava da un parte all'altra del Paese", chiosa Tayur. Sono tre anni che OrganJet è in funzione ma ancora non riesce a imporsi anche per i costi non proprio "economici". Ma la sfida del suo fondatore è stimolare le assicurazioni a credere nelle potenzialità di questo sistema, un obiettivo che vede i chirurghi schierati dalla parte di Tayur. Ora però è necessario convincere anche chi ha in mano le decisioni politiche.
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TITOLO: Cadavere mummificato trovato in ospedale: era lì da due anni
DATA: 2014-10-30
OCCHIELLO: Individuato in un condotto vicino alla zona delle camere ardenti. Il corpo forse appartiene ad un paziente di 65 anni ricoverato nel 2011 e poi scomparso
TESTO:LO SCOMPARSO - L? uomo scomparso è Primo Zanoli, allontanatosi nella notte fra il 30 e il 31 dicembre 2011, alle 2 circa. Del caso si è occupato anche il programma «Chi l? ha visto? ». L? uomo, ricoverato a Baggiovara dal 19 dicembre, quella sera aveva cenato con la moglie. La sua stanza, al terzo piano, era in prossimità di una porta d? emergenza con apertura anti-panico, che dà su una rampa di scale esterna. Polizia, Carabinieri, Vigili del fuoco e Protezione civile lo avevano cercato per giorni, sia nell? ospedale sia nella campagna dei dintorni, con le unità cinofile e un elicottero. L?AUSL - La direzione dell? Ospedale di Baggiovara di Modena precisa in una nota che «al momento non è possibile stabilire se sia effettivamente riconducibile al paziente scomparso a fine del 2011. Per averne la certezza si dovrà attendere l? esito di ulteriori esami che sta svolgendo la Procura». L?Ausl aggiunge che il cadavere recuperato era «all? interno di uno stretto cunicolo, tecnicamente definito cavedio, che ha la funzione di fornire luce ed aria a locali secondari» nel corpo otto dell? Ospedale. La stessa Ausl di Modena aveva dato mandato di ricerca a un? azienda specializzata in investigazioni, in accordo con la famiglia di Zanoli. «Il ritrovamento di oggi - si legge nella nota - è avvenuto dopo un? ulteriore ricerca svolta dall? azienda incaricata. La direzione dell? Ausl d? intesa con i familiari a maggio aveva deciso di riprendere le ricerche che subito dopo l? allontanamento erano proseguite per diversi giorni, sia all? interno che all? esterno dell? ospedale».
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TITOLO: Droga nascosta in serbatoio tir: 40 arresti e maxi sequestro
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: Operazione contro il narcotraffico. Sequestrati beni per 30 milioni di euro e 600 kg di stupefacenti tra cocaina e hashish
TESTO:Acerra Afragola Agerola Anacapri Arzano Bacoli Barano d'Ischia Boscoreale Boscotrecase Brusciano Caivano Calvizzano Camposano Capri Carbonara di Nola Cardito Casalnuovo di Napoli Casamarciano Casamicciola Terme Casandrino Casavatore Casola di Napoli Casoria Castellammare di Stabia Castello di Cisterna Cercola Cicciano Cimitile Comiziano Crispano Ercolano Forio Frattamaggiore Frattaminore Giugliano in Campania Gragnano Grumo Nevano Ischia Lacco Ameno Lettere Liveri Marano di Napoli Mariglianella Marigliano Massa Lubrense Massa di Somma Melito di Napoli Meta Monte di Procida Mugnano di Napoli Napoli Nola Ottaviano Palma Campania Piano di Sorrento Pimonte Poggiomarino Pollena Trocchia Pomigliano d'Arco Pompei Portici Pozzuoli Procida Qualiano Quarto Roccarainola San Gennaro Vesuviano San Giorgio a Cremano San Giuseppe Vesuviano San Paolo Bel Sito San Sebastiano al Vesuvio San Vitaliano Sant'Agnello Sant'Anastasia Sant'Antimo Sant'Antonio Abate Santa Maria la Carità Saviano Scisciano Serrara Fontana Somma Vesuviana Sorrento Striano Terzigno Torre Annunziata Torre del Greco Trecase Tufino Vico Equense Villaricca Visciano Volla
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TITOLO: Tangenti sulla discarica di amianto, l'ex vicepresidente del Pirellone patteggia due anni
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: Franco Nicoli Cristiani, esponente del Pdl all'epoca dei fatti contestati dalla Procura di Milano, era accusato per la discarica a Cappella Cantone. Condannato. ..
TESTO:L'ex vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia, Franco Nicoli Cristiani, esponente del Pdl all'epoca dei fatti, ha patteggiato a Milano una pena di due anni di reclusione nel procedimento con al centro la presunta tangente da 110mila euro pagata dall'imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli per la costruzione della discarica di amianto a Cappella Cantone (Cremona). Il gup Vincenzo Tutinelli ha accolto l'istanza avanzata nelle scorse udienze da Nicoli e da un altro imputato: Giuseppe Rotondaro, ex dirigente dell'Arpa, che ha patteggiato un anno e otto mesi. Sono stati condannati inoltre a due anni di reclusione altri quattro imputati giudicati con rito abbreviato e accusati di corruzione: Locatelli, la moglie Orietta Rocca Pace e due ex soci dell'imprenditore, i fratelli Antonio e Giovanni Testa. Avrebbero versato la tangente a Nicoli Cristiani, all'epoca esponente del Pdl, e a Rotondaro per ottenere l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) necessaria al via libera al progetto della discarica. Il gup ha disposto inoltre la confisca di circa 200mila euro.
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TITOLO: Lombardia, la beffa della ricetta telematica: "I medici devono rilasciarla anche su carta"
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: Il progetto partito in Sicilia, Valle d’Aosta, Trentino, Basilicata e Veneto viene esteso a tutta la Lombardia. Ma i medici dovranno stampare la ricetta per. ..
TESTO:Parte in Lombardia la ricetta telematica: d?ora in poi i medici di famiglia potranno prescrivere i medicinali tramite il Siss, il Sistema informatico regionale. Il progetto, avviato a titolo sperimentale a Lecco e Bergamo, viene esteso a tutta la Lombardia. L?obiettivo era l'eliminazione della carta, riducendo così costi e inquinamento, ma i medici dovranno comunque stampare la ricetta su un foglio bianco, da consegnare in farmacia per farvi applicare la fustella (ovvero il bollino) del medicinale. «Ma così è una beffa», attaccano i medici. Il passaggio dalla ricetta cartacea a quella elettronica è stato deciso in ambito nazionale da un decreto legge del 2010. In questi anni è partito a macchia di leopardo: finora solo Sicilia, Valle d? Aosta, Trentino, Basilicata e Veneto sono entrate a regime. In Lombardia il progetto è decollato a Lecco e Bergamo in primavera: in questi mesi sono state fatte circa 100mila prescrizioni telematiche. Adesso arriva l? estensione a tutto il territorio regionale: «Il sistema è pronto? dicono da Lombardia Informatica, la società regionale che gestisce il Siss? Le Asl dovranno organizzare la formazione dei medici: entro fine mese il servizio dovrebbe essere a regime». Ma se i farmacisti sono pronti a partire? in 8mila hanno seguito i corsi di formazione che riguardano 2.800 farmacie? di tutt? altra idea sono i medici. Che non solo lamentano l? assenza (finora) dei corsi. Ma criticano anche l? organizzazione del progetto, in ambito sia nazionale sia regionale. «Non si può parlare di dematerializzazione perché andrà comunque stampato un promemoria? nota Fiorenzo Corti, segretario regionale della Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale? In più, in Lombardia rimarranno escluse dalla ricetta elettronica le prescrizioni di quei farmaci per i quali è in vigore un? esenzione che però è solo regionale». Come nel caso, per esempio, delle esenzioni per i lavoratori in cassa integrazione, che non pagano il ticket grazie a una disposizione del Pirellone. «La ricetta elettronica non sarà affatto elettronica? chiosa Roberto Carlo Rossi, presidente del sindacato Snami e guida dell? Ordine dei medici di Milano? Le prescrizioni continueranno a essere cartacee. Certo, in prospettiva la dematerializzazione sarà una cosa positiva che permetterà un risparmio. Ma nei fatti siamo ancora lontani».
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TITOLO: Terni, uccide la moglie a coltellate e si consegna agli agenti
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: L'uomo, 66 anni, si è presentato in carcere: arrestato per omicidio volontario. La vittima aveva 36 anni. I figli dormivano nella stanza accanto
TESTO:TERNI - Una donna di 36 anni, di Terni, è stata uccisa dal marito, 66 anni, la scorsa notte nella loro casa. L'uomo, dopo essersi allontanato dal luogo dell'omicidio, si è presentato in carcere confessando il delitto: è stato arrestato per omicidio volontario. L'omicidio è avvenuto in una abitazione di via Gramsci, nell'immediata periferia della città. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire i motivi dell'omicidio. L'ipotesi al momento sembra essere quella di motivi passionali: prima dell'omicidio infatti ci sarebbe stato un litigio per gelosia. Nell'abitazione c'erano anche i due figli della coppia che però in quel momento dormivano e non si sarebbero accorti di nulla. Il rapporto tra i due, secondo quanto si apprende, non era visto di buon occhio dalla famiglia di lei, data la forte differenza di età.
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TITOLO: Parroco si uccide a Trieste. Doveva incontrare il Vescovo per: "gravi fatti su una 13enne"
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: Il corpo rinvenuto in canonica. Secondo la Curia i fatti oggetto dell'incontro risalgono a molti anni fa
TESTO:IL PARROCO di Santa Croce, Max Suard, di 48 anni, si è suicidato a Trieste. Il sacerdote si è impiccato nella canonica. Don Max Suard, della comunità slovena della diocesi di Trieste, era solo quando ha messo in atto il tragico gesto. A trovarlo morto è stato l'arcivescovo di Trieste, monsignor Giampaolo Crepaldi, che aveva un appuntamento con lui. Quando è entrato nella parrocchia si è trovato di fronte al corpo senza vita. Immediatamente ha chiamato il 113. In tarda serata la curia di Trieste ha diffuso un comunicato nel quale precisa che "il vescovo dopo aver avvisato alle ore 16 don Maks del suo arrivo, giunto verso le 16.30 circa nel luogo, alle sue ripetute telefonate, in quanto la porta della canonica risultava essere chiusa, non riceveva alcuna risposta. Chiamato il sacrestano, che gli ha aperto la porta della canonica, con lo stesso rinveniva il corpo privo di vita del sacerdote". L'incontro, si legge nel comunicato, era stato fissato a seguito della contestazione al parroco "di fatti gravi successi molti anni fa che coinvolgevano una ragazzina di 13 anni" e sui quali il vescovo, sabato scorso, aveva "chiamato don Maks per le dovute comunicazioni". Il sacerdote, si legge ancora nella nota della curia, "con umiltà e serenità di spirito, aveva chiesto due giorni per preparare una lettera di dimissioni e una memoria scritta".
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TITOLO: Cariche Ast, Landini: "Vergogna, picchiati senza motivo". Il Viminale apre un'inchiesta
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: Senato e Camera: Alfano riferisca in Aula. Sel chiede le sue dimissioni. I sindacati: "Violenze inaccettabili contro i lavoratori". Vendola: "Angelino, non. ..
TESTO:Il ministro Guidi: "Verifiche entro stasera". Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio ha sentito al telefono, subito dopo i disordini. Ne dà notizia un comunicato di Palazzo Chigi. "Il Governo continua ad essere impegnato nell'affrontare la crisi di Ast Terni - dichiara il Sottosegretario Delrio -  ed effettuerà una puntuale verifica per quanto accaduto oggi con il ferimento di alcuni operai". Il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, ha aggiunto che l'esecutivo "prenderà le adeguate misure", come confermato da Landini: il governo "si è impegnato a chiarire i fatti di oggi". Il Pd con i lavoratori. "Grandissima preoccupazione e solidarietà ai lavoratori che difendono non solo il loro posto di lavoro ma un pezzo della manifattura italiana", ha commentato Stefano Fassina al videoforum di Repubblica, "ora il governo riferisca in aula". Mentre per il presidente del Pd, Matteo Orfini, e Gianni Cuperlo della sinistra del partito, "in casi così drammatici ci può essere tensione, ma i lavoratori dell'Ast vanno ascoltati non caricati". Anche altri esponenti del Pd, come l'ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, hanno espresso "solidarietà agli operai". Dopo gli scontri, una delegazione dell'acciaieria di Terni, guidata da Landini, ha ottenuto un incontro al ministero dello Sviluppo economico. I dirigenti hanno fatto il loro ingresso nello stabile di via Veneto presidiato da numerosi blindati delle forze dell'ordine. Nel frattempo diverse centinaia di manifestanti hanno mantenuto il loro presidio attorno al ministero. Superare lo stallo. Le polemiche e i disordini arrivano in un nuovo capitolo nella vertenza delle Acciaierie di Terni (Ast) del gruppo ThyssenKrupp, a due settimane di distanza circa dalla rottura ufficiale delle trattative. Due i fronti aperti: da una parte quello tra governo e azienda, con un incontro tra le parti. Dall'altra quello dei lavoratori, che portano simbolicamente la loro protesta sotto le finestre dell'ambasciata tedesca a Roma e annunciano di voler far sentire la loro voce anche ad Essen, dove la multinazionale tedesca ha la testa. Oltre 500 persone a rischio. Sul primo versante l'amministratore delegato di Ast, Lucia Morselli, è arrivata intorno alle dieci della mattinata al ministero dello Sviluppo economico (Mise), per incontrare la ministra Federica Guidi in un paio d'ore di vertice. All'incontro ha preso parte anche il sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova, che ha espresso "moderato ottimismo" al termine. Sul tavolo c'è la messa in mobilità per 550 persone, se non si troverà un accordo diverso. Per questi si profilerebbe un Natale amarissimo con la lettera di licenziamento che rischierebbe di portare al collasso il tessuto sociale di Terni, che vive dell'acciaieria stessa. SCHEDA - Il piano di tagli e licenziamenti di ThyssenKrupp Le richieste del governo. Nel corso dell'incontro, l'esecutivo ha chiesto alla Ast "di ridurre l'impatto sull'occupazione a circa la metà della cifra proposta" dall'azienda, pari "al massimo a 290 unità invece di 550, e da gestire in un periodo di 24 mesi utilizzando la mobilità incentivata, con incentivi che l'azienda è stata disponibile a valutare tra i 50mila e gli 80mila euro". Lo ha indicato il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, riferendo alla Camera sulla vertenza di Terni. Le richieste alla ThyssenKrupp. Usciti dall'incontro al Mise i sindacati hanno riferito che "il ministro Guidi sta facendo incontri con l'azienda per cambiare il piano industriale e che il Governo si è impegnato affinché l'azienda ricominci a pagare gli stipendi a condizione che i lavoratori lascino entrare le tre persone dell'amministrazione". I sindacati si sono detti disponibili e hanno aggiunto che la settimana prossima saranno riconvocati per capire se ci sono stati passi avanti. "L'unica mediazione possibile è che la ThyssenKrupp cambi il piano industriale, ritiri tutte le procedure unilaterali che ha avanzato finora, provveda immediatamente al pagamento degli stipendi; speriamo che il Governo lo dica forte e chiaro al management dell'azienda", dice Mario Ghini, segretario nazionale della Uilm. La posizione di Renzi. Negli ultimi giorni, anche il premier Matteo Renzi è stato chiamato in causa dagli stessi operai di Terni. Una delegazione di lavoratori si è presentata alla Leopolda nel fine settimana, dove ha ottenuto di parlare con il presidente del Consiglio. Quest'ultimo si è detto disposto a mediare, eventualmente anche chiamando Angela Merkel, telefonata che per il momento non si è realizzata. Sabato, anche il corteo della Fiom e della Cgil che ha animato Roma ha ospitato gli operai Ast, presenti sul palco di Piazza San Giovanni.
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TITOLO: Consulta, Violante rinuncia e accusa: "Deriva che offende istituzioni e persone"
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: La candidatura dell'ex presidente della Camera archiviata di fatto già dal premier, dopo 20 fumate nere. Tentativo di intesa con il Cinque Stelle
TESTO:ROMA - Dopo 20 votazioni finite con una fumata nera, e con un finale che ormai era annunciato, Luciano Violante ha deciso di rinunciare ufficialmente alla sua corsa alla Consulta. Lo ha fatto con una lettera aperta ai "Signore e Signori del Parlamento" pubblicata sul Corriere della Sera, in cui denuncia una "deriva che offende l'autorevolezza delle istituzioni e la dignità delle persone" e invita a "scegliere altra personalità ritenuta più idonea ad ottenere il consenso necessario". L'elezione di due giudici laici alla Corte Costituzionale è una vicenda che sta bloccando i lavori del parlamento da settimane, con 20 sedute del parlamento in seduta comune finite tutte con una fumata nera. Nessuno dei candidati ha raggiunto l'altissimo quorum richiesto, con scambi di accuse tra Partito Democratico e Forza Italia. Il Pd ha sempre sostenuto la candidatura di Violante, ma negli ultimi giorni il premier aveva aperto a un superamento del nome di Violante, tendendo la mano al Movimento 5 Stelle. Che ieri ha risposto accusando Renzi di volere una "trattativa segreta". Forza Italia, nelle 20 votazioni, ha bruciato tre diversi candidati: prima Antonio Catricalà, poi Donato Bruno, infine Ignazio Francesco Caramazza. Pd e Fi si sono accusati reciprocamente di non sostenere compattamente i candidati del ticket su cui doveva esserci accordo. Nella partita delle votazioni per la Consulta si inserisce anche l'elemento del Csm. Il parlamento doveva infatti eleggere anche i membri laici del Consiglio superiore della magistratura, riuscendoci salvo poi vedersi respinta dall'organismo la scelta di Teresa Bene per mancanza di titoli. IL RITRATTO / Teresa Bene, il professore associato che non entrò al Csm  
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TITOLO: Diffamazione, ecco il bavaglio per i giornali anche online: multe fino a 50 mila euro
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: Obbligo di rettifica anche per i siti. Sì del Senato, legge passa alla Camera. Nuovo stop per la Consulta, salta la prossima votazione
TESTO:ROMA - Lesti nel portare al voto una legge sulla diffamazione che metterà il bavaglio alla stampa e alle testate online. Lenti, anzi lentissimi, nel decidere chi mandare alla Corte costituzionale e al Csm. Doveva essere domani il giorno buono, così avevano garantito il Pd e Forza Italia, ma ecco all'improvviso un nuovo rinvio. Niente più seduta, se ne riparla chissà quando. Invece sulla diffamazione non si perde tempo. C'è voglia di regolare i conti con i giornalisti, anche con quelli che lavorano nelle testate online. Soprattutto quelli, tant'è che al Senato  -  che oggi ha votato il via libera al testo che ora torna alla Camera  -  viene accolto un emendamento dei pentastellati (Fucksia, Airola, Buccarella, Cappelletti, Giarrusso) per cui "anche le testate giornalistiche online", in caso di diffamazione, dovranno pagare una multa fino a 10mila euro. Se l'offesa "consiste nell'attribuzione di un fatto determinato falso" la multa va da 10mila a 50mila euro.   Certo, non c'è più il carcere, "e questo è indubbiamente un passo avanti", come dice il Pd Felice Casson. Anche se non viene accolta la sua proposta di depenalizzare tutto, di cancellare proprio la diffamazione come reato e prevedere al suo posto una sanzione civile. Invece non solo il delitto resta, ma si aggrava la sanzione economica e soprattutto si affermano due principi con cui, a questo punto, dovrà rifare i conti Montecitorio: un meccanismo di rettifica estremamente rigido, praticamente capestro per i mezzi di informazione di qualsiasi tipo, carta stampata, tv, testate online, che non potranno esimersi dal pubblicare le smentite "senza commento, senza risposta, senza titolo ", ma solo sotto l'indicazione "Rettifica" a caratteri cubitali. Entra pure il diritto all'oblio che, come dicono gli esperti delle leggi sull'informazione, come l'avvocato Katia Malavenda, "non c'entra giuridicamente nulla con la diffamazione". Invece eccolo lì, all'articolo 3: "L'interessato può chiedere l'eliminazione, dai siti internet e dai motori di ricerca, dei contenuti diffamatori o dei dati personali trattati in violazione di disposizioni di legge". In caso di "morte dell'interessato gli eredi possono esercitare lo stesso diritto". Unica nota positiva è che saranno punite le liti e le querele "temerarie ", quelle di chi chiede un importo pesante pur sapendo che la richiesta di diffamazione è debole. Casson presenta un emendamento che viene approvato. Sulla Consulta invece siamo sempre in alto mare. Solo grazie alla tempestiva nomina di Napolitano, la Corte non resta con soli 11 giudici. In aggiunta Grillo mette in crisi pure l'apertura di Renzi ("gli diamo il posto al Csm e in cambio loro votato i giudici della Corte"). Sul blog il leader di M5s ribalta il tavolo, chiede trattative "solo alla luce del sole", niente patti segreti, "Renzi faccia i suoi nomi pubblicamente, trasparenza è quello che chiediamo, non poltrone, altrimenti saranno altre fumate nere". Ma i nomi del Pd ancora non ci sono. Una donna si dice. Anche se il caso Violante non è ancora chiuso, c'è un pressing su di lui perché si faccia ufficialmente da parte, per evitare che chi lo sponsorizzava continui a farlo facendo fallire qualsiasi altro progetto. Un pasticcio, in cui Renzi incontra i capigruppo di Camera e Senato Speranza e Zanda, gli delega la questione, ma poi piglia su di sé l'ultima decisione sui nomi. A questo punto, di certo c'è solo che se parla tra una settimana.
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TITOLO: Tra Pd e Cgil volano gli stracci. La polizia carica gli operai di Terni
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: Lo scambio di accuse tra Camusso e Picierno dice che fra Cgil e Pd il livello dello scontro è arrivato a un punto da cui difficilmente si può tornare indietro. ...
TESTO:Lo scambio di accuse tra Camusso e Picierno dice che fra Cgil e Pd il livello dello scontro è arrivato a un punto da cui difficilmente si può tornare indietro. Quelle dell'esponente renziana non sono critiche politiche, ma accuse sanguinose, al limite dell'insulto. Ma Camusso in precedenza non aveva risparmiato all'indirizzo del premier insinuazioni pesantissime sostenendo che Renzi è stato messo a Palazzo Chigi dai "poteri forti", dimenticando di dire che il segretario del Pd è stato votato direttamente da tre milioni di cittadini alle primarie e il premier è stato consacrato da un 41 per cento alle europee che nessun leader di partito, meno che mai della sinistra, era riuscito a raggiungere. La frattura conseguente al Jobs act e all'abolizione dell'articolo 18, aggravata la scorsa settimana con la manifestazione di Piazza San Giovanni e la Leopolda, contrapposte e "nemiche", rischia di non poter essere più sanata. Ora che la riforma del mercato del lavoro, dopo essere stata approvata con la fiducia al Senato, arriva alla Camera, c'è da prevedere uno scontro ancora più aspro. Di scissione nessuno vuole parlare ma a questo punto - se non altro come scenario possibile - bisogna metterla in conto. Fassina al videoforum di Repubblica sostiene di voler rimanere nel Pd, e intanto sollecita il governo a riferire in Parlamento sulle cariche della polizia contro gli operai della Ast di Terni che volevano raggiungere il ministero dell'Economia. Sarà un autunno difficile per Renzi il quale, superato positivamente il primo verdetto di Bruxelles, deve mettere in pratica le riforme che ha annunciato. Prima fra tutte quella del mercato del lavoro con l'articolo 18. Il commissario (e fra tre giorni vicepresidente) Katainen ha avvertito Francia e Italia: il fatto che abbiano superato il primo test non significa che Bruxelles abbia dato il via libera definitivo alle rispettive manovre economiche. Ci potranno essere sanzioni fino alla fine di novembre. E il fatto che il quadro economico non sia migliorato, anzi sia peggiorato, non significa che si possano infrangere i patti sul deficit strutturale. L'Italia è avvertita.
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TITOLO: Google, nanoparticelle per la diagnosi precoce del cancro
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: Entreranno nel nostro organismo attraverso una pillola e potranno essere monitorate con un dispositivo indossabile
TESTO:NANOPARTICELLE come agenti di ronda che pattugliano il nostro organismo in cerca di cancro e altre malattie. È il nuovo progetto di Google illustrato da Andrew Conrad, capo del team Life Sciences del laboratorio di ricerca Google X, durante il suo intervento alla Digital Live Conference del Wsj. Le speciali nanoparticelle magnetiche, grandi meno di un millesimo di un globulo rosso, sarebbero in grado di cercare ed attaccarsi a cellule, proteine o altre molecole all'interno del corpo umano, e sarebbero monitorate con un dispositivo indossabile dotato di un magnete per attrarle e contarle. Il biologo molecolare Andrew Conrad ha spiegato che l'obiettivo è fornire un sistema di allerta precoce per le malattie in modo da intervenire con un trattamento più efficace, trasformando la medicina da reattiva a proattiva. Le nanoparticelle, su cui sono al lavoro oltre cento esperti in discipline che vanno dall'astrofisica alla chimica all'ingegneria elettrica, potrebbero essere somministrate per via orale attraverso una pillola. Una delle sfide è identificare dei rivestimenti che aiutino le particelle a legarsi a cellule specifiche, ad esempio quelle tumorali. Il progetto nanoparticelle è solo uno degli studi su cui è all'opera il team di Life Sciences. Tra gli altri progetti ci sono la mappatura del corpo umano per ottenere una "fotografia" più precisa e dettagliata possibile di come si presenta un organismo sano, e le lenti a contatto intelligenti per misurare il glucosio nelle lacrime dei pazienti diabetici.
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TITOLO: La lunga vertenza Ast: scioperi, cortei e presidi contro i 537 licenziamenti
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: Il piano di ridimensionamento, e di tagli al personale, è stato annunciato dalla ThyssenKrupp, proprietaria al 100% del gruppo Acciai speciali Terni, a metà luglio
TESTO:Intanto chi lavora (ancora) nelle acciaierie riceve con ritardo la busta paga. Il presidio fuori all? Ast continua. E per gli operai nella lista dei licenziamenti nulla è cambiato. Sono andati ovunque i lavoratori Ast: una folta delegazione ha partecipato allo sciopero nazionale indetto dalla Cgil a Roma. Un? altra delegazione di operai e dipendenti Aspasiel, società appartenente al gruppo delle acciaierie, ha fissato lo striscione, ormai simbolo della vertenza, in cima al monte della Croce: «Non ci stiamo! No allo smantellamento delle acciaierie di Terni». E una cinquantina di operai, accompagnati dalle istituzioni locali, sono stati alla Leopolda di Firenze dove sono riusciti ad incontrare il premier Matteo Renzi. Non solo: il 18 ottobre, prima della partita con il Livorno, i giocatori della Ternana sono arrivati in campo con il casco giallo degli operai in segno di solidarietà. L?iniziativa ha avuto anche il supporto della Lega di Serie B. Solidarietà ai lavoratori, impegnati in una difficile vertenza, anche dai sostenitori toscani in curva Ovest, che hanno esposto uno striscione con la scritta: «Noi con voi, un? unica squadra Ast nel cuore».
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TITOLO: Sardegna, al via il processo contro i veleni del poligono di Quirra
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: A Lanusei si tiene la prima udienza contro la base militare, da tempo al centro di polemiche per i danni sul territorio. In mattinata si è radunato un sit-in. ..<br clear='all'/>
TESTO:CAGLIARI - Prima udienza del processo per disastro ambientale legato ai veleni del poligono militare di Quirra. Chiamati in aula come imputati otto tra generali e colonnelli che hanno diretto la base nei sei anni tra il 2004 e il 2010, tutti accusati di omissione aggravata di cautele contro infortuni e disastri negli anni che si sono succeduti al comando. Situato nell'Ogliastra, Sardegna centro-orientale, il poligono è da tempo al centro di polemiche e proteste dei cittadini che vivono nei dintorni, a causa delle esercitazioni militari che vengono svolte all'interno dell'area e che, oltre a lasciare resti di missili sparsi su spiagge e campagne limitrofe, rilasciano veleni chimici e scorie nell'ambiente. Durante l'udienza la Regione Sardegna, le province di Cagliari e Ogliasta, alcune associazioni civili, come Wwf  e Coldiretti, e numerosi abitanti dei paesi intorno al poligono - malati di leucemia, tumori e malformazioni, che collegano il sorgere delle patologie all'esposizione ai veleni della base - in tutto una cinquantina di domande, hanno avanzato la richiesta di essere ammessi come parte civile nel processo. La prossima udienza è stato fissata per il 13 novembre prossimo, giorno in cui il giudice Nicola Caschili dovrà decidere se accettare o meno le richieste fatte oggi. Sul processo pesa già lo spettro della prescrizione, a dirlo è l'avvocato che rappresenta i cittadini malati, Gianfranco Sollai. La Regione mette in dubbio la costituzionalità del Testo Unico dell'Ambiente, chiamando in causa la corte costituzionale, il che significa mesi di tempo prima di avere la pronuncia della corte. "In questo processo il pericolo della prescrizione è dietro l'angolo - ha detto l'avvocato -  la celerità è un elemento fondamentale". Le indagini sono andate avanti per tre anni. All'apertura del fascicolo erano undici i capi di imputazione contestati dalla Procura, tra cui omicidio colposo, ma nel tempo il quadro accusatorio è stato ridimensionato: oggi viene contestato agli otto militari imputati solamente l'omissione di cautele. Secondo gli inquirenti chi doveva garantire la sicurezza della popolazione civile e del territorio non lo ha fatto: è mancata un'adeguata interdizione della zona, attraverso segnaletica appropriata, e recinzioni invalicabili attorno alle aree delle esercitazioni militari. Proprio la mancanza di queste precauzione avrebbe concesso alla popolazione e al bestiame di accedere all'area 'inquinata' in cui si svolgevano i test militari. Nonostante l'assottigliarsi delle accuse, per gli abitanti il processo è comunque carico di valore, perché mai prima d'ora l'esercito aveva riconosciuto i danni causati, o l'amministrazione dello Stato fatto nulla per porre rimedio alla situazione.   L'INCHIESTA / Salto di Quirra, la mattanza del Poligono
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TITOLO: Accuse e veleni tra Pd e Cgil, Picierno contro Camusso: "Tessere false e pullman pagati"
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: Roventi polemiche dopo l'intervista del leader sindacale a Repubblica: "Renzi al governo grazie a poteri forti". Il presidente dem Orfini: "Falso". Ma Mineo. ..
TESTO:ROMA - "Renzi è a Palazzo Chigi per volere dei poteri forti". Fa discutere l'intervista di oggi a Repubblica di Susanna Camusso. A convincerla, spiega, è una dichiarazione di Sergio Marchionne del 2 ottobre scorso, in cui l'amministratore delegato della Fiat parla del mercato del lavoro e della necessità di "togliere i rottami dai binari", precisando: "L'abbiamo messo là per quella quella ragione lì". "Vede quella dichiarazione - sostiene il segretario generale della Cgil - non è mai stata smentita. A me colpisce molto che un cittadino svizzero che ha spostato le sedi legale e fiscale della Fiat all'estero possa dire: l'abbiamo messo là, e che lo possa fare senza suscitare alcuna reazione". L'INTERVISTA - Camusso: "Renzi è a Palazzo Chigi per volere dei poteri forti, lo ha ammesso Marchionne" "Il governo copia Confindustria". Questo, continua Camusso nell'intervista, "spiega l'attenzione del governo nei confronti dei grandi soggetti portatori di interessi particolari". "Quelle parole di Marchionne - precisa - illustrano meglio di qualunque altro ragionamento perché questo governo non ha alcuna disponibilità a confrontarsi con chi, come i sindacati, rappresenta interessi generali non corporativi". "Il governo - aggiunge Camusso - copia le proposte delle grandi imprese di Confindustria". E ancora: "Constato che per come è la norma dell'Irap favorirà prevalentemente le grandi imprese riducendo i loro costi. Ma non avrà nessun effetto sull'occupazione". Picierno: "Parole che turbano". Subito sono arrivate repliche dal Partito Democratico. In primis, quella del presidente del Pd, Matteo Orfini, che su Twitter ha scritto: "Cara Susanna Camusso, Matteo Renzi a Palazzo Chigi lo ha messo il Pd, decidendolo in direzione. E non ricordo festeggiamenti dei 'poteri forti'". Mentre l'eurodeputata, di area renziana, Pina Picierno ha risposto (VIDEO) in maniera molto più dura, ad Agorà, su Rai3: "Sono rimasta molto turbata dalle parole di Camusso che dice oggi che Renzi è al governo per i poteri forti. Potrei ricordare che la Camusso è eletta con tessere false o che la piazza di sabato scorso (contro Jobs Act e abolizione dell'articolo 18, ndr) è stata riempita con pullman pagati, ma non lo farò".
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TITOLO: Tra governo e Cgil clima sempre più teso dopo gli scontri
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: L'"azione di contenimento" della polizia che ha mandato in ospedale quattro operai e sindacalisti della Ast di Terni si innesta in un clima arroventato dalle. ..
TESTO:L'"azione di contenimento" della polizia che ha mandato in ospedale quattro operai e sindacalisti della Ast di Terni si innesta in un clima arroventato dalle polemiche tra Renzi e la Cgil. Brutto clima, reso ancora più avvelenato dalla crisi economica che taglia ogni giorno posti di lavoro e in alcuni casi chiude intere fabbriche. Al ministero dello Sviluppo economico si sta cercando una soluzione per rendere meno pesante il numero di licenziamenti nell'acciaieria della Thyssen. Ma il bollettino dei posti di lavoro perduti è ogni giorno più drammatico. Conta relativamente poco sapere se gli operai volessero davvero occupare la stazione Termini come sostiene la Questura di Roma: quello che conta è l'esasperazione di chi sta perdendo o ha già perso il posto di lavoro in un Paese che non è l'America di Obama dove chi perde il lavoro ha molte possibilità di trovarne a breve termine un altro. E' proprio questo il punto che rende così drammatico il confronto fra Renzi e il suo Jobs act e la minoranza di sinistra del Pd che condivide in pieno la battaglia della Cgil contro l'abolizione dell'articolo 18. Uno scontro che ha raggiunto ormai i toni dell'insulto. Da una parte Susanna Camusso è arrivata a contestare il consenso attorno al premier dicendo che è stato messo a Palazzo Chigi dai "poteri forti". Dall'altro la renziana Picierno si è spinta fino ad accusare la leader della Cgil di essere arrivata alla segreteria con tessere false e pullman pagati. Colpi di mortaio pesante e non siamo ancora alla discussione della legge sul Jobs act alla Camera. Chissà cosa potrebbe succedere se Renzi, di fronte agli emendamenti che la sinistra presenterà per cambiare la riforma, chiederà il voto di fiducia come ha già fatto al Senato. Alcuni esponenti di primo piano della minoranza di sinistra hanno già annunciato che non la voterebbero. Renzi non ha intenzione di tornare indietro e anzi ha bisogno di votare la riforma al più presto. Il messaggio della commissione Ue è stato chiaro: l'Italia ha superato il primo verdetto, ma deve attuare le riforme se vuole avere il via libera definitivo alla legge di stabilità.
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TITOLO:
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: È successo a una ragazza di 19 anni che stava aprendo il portoneper rientrare a casa. Trauma cranico e 15 giorni di prognosi
TESTO:NAPOLI - Ha approfittato del momento in cui stava recuperando le chiavi dalla borsetta per infilarsi nel portone del palazzo di casa cogliendola di sorpresa, e subito una scarica di pugni e calci: la vittima è una giovane di 19 anni aggredita alle spalle e rapinata mentre apriva il portone di casa, poco prima delle 3.30 della notte scora. Il ragazzo - si è scoperto poi, un 25enne del Pallonetto - che l? ha massacrata ha aspettato che la ragazza aprisse il portone dell? abitazione in via Monte di Dio per poi spingerla all? interno dell? androne. L?ha picchiata, colpendola prima al volto e poi, una volta che la vittima si è accasciata, infierendo su tutto il corpo. Il rapinatore si è impossessato della borsetta che conteneva 15 euro e dell? iPhone, poi si è allontanato laciando la ragazza in terra sanguinante. Il tutto è accaduto in pochi istanti. I poliziotti della Questura di Napoli, ieri sera, hanno fermato il 25enne, probabilmente? incastrato? dalla videosorveglianza. SOCCORSA AL LORETO - La ragazza è stata ricoverata al Loreto Mare per ferite e contusioni multiple su tutto il corpo, trauma cranico ed anche numerose ferite al volto, come refertato dai sanitari con una prognosi di 15 giorni. C?ERANO LE TELECAMERE - Sul caso indagano i poliziotti del Commissariato San Ferdinando che hanno proceduto ai sopralluoghi e che potranno avvalersi delle immagini della videosorveglianza installata all? interno del palazzo, un dettaglio importante sfuggito al rapinatore che potrebbe accelerare le indagini della polizia e incastrare il malvivente. TROPPE RAPINE, ORA CONTROLLI - «Il nostro quartiere - dichiara il presidente della municipalità di Chiaia San Ferdinando Fabio Chiosi - durante le ore del giorno è abbastanza presidiato e controllato. Nonostante ciò negli ultimi giorni abbiamo registrato la rapina ad una nota farmacia di via Santa Lucia e ad un tabaccaio di vico Mondragone. E? evidente che la criminalità di strada sta alzando il tiro, magari con la presenza di bande specializzate proprio in furti e rapine. Il problema più grave però lo abbiamo negli orari notturni, quando la presenza delle pattuglie delle forze dell? ordine è molto limitata. E? necessario perciò che si faccia uno sforzo perché il nostro quartiere vive anche fino alle prime ore dell? alba grazie alla presenza di locali notturni e di una forte residenzialità».
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TITOLO: Compravendita senatori, De Gregorio: «Contro Prodi fu guerriglia urbana»
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: L’ex parlamentare spiega in aula la «strategia adottata contro l’Unione»: «Berlusconi invento’ l’operazione liberta’, dovevamo ribaltare maggioranza»
TESTO:L? UDIEnza «berlusconi invento? l?operazione liberta? , dovevamo ribaltare maggioranza» Compravendita senatori, De Gregorio: «Contro Prodi fu? guerriglia urbana? » L? ex parlamentare spiega in aula la «strategia adottata con Berlusconi contro la maggioranza»; «Lavitola? L?unico che si permetteva di alzare la voce col Cavaliere» NAPOLI - «Con Berlusconi avevamo adottato una strategia di guerriglia urbana per devastare la coalizione dell? Unione», ovvero la maggioranza che sosteneva il governo Prodi. Lo ha detto l? ex senatore Sergio De Gregorio, sentito come teste al processo per la presunta compravendita di senatori in cui sono imputati Silvio Berlusconi e Valter Lavitola. Il dibattimento si sta svolgendo davanti alla I sezione del Tribunale presieduta da Serena Corleto. OPERAZIONE LIBERTA? - De Gregorio ha ammesso di avere preso parte all? ?Operazione Libertà? , termine a suo dire coniato da Berlusconi stesso, il cui fine era ribaltare la maggioranza al Senato. De Gregorio ha affermato che, in un incontro a Palazzo Grazioli poco dopo la sua elezione, il Cavaliere espresse rammarico per la sua elezione nelle fila del centrosinistra e gli chiese di «tornare a casa». De Gregorio gli spiegò di essersi fortemente indebitato per fare campagne elettorali al termine delle quali non era stato candidato, e l? ex premier si offrì di ripianare i suoi debiti. All? incontro era presente Lavitola, «uno davanti al quale i parlamentari di forza Italia si mettevano sull? attenti. L?unico che entrava a Palazzo Grazioli senza appuntamento, uno dei pochi, se non l? unico, che si permetteva di alzare la voce con Berlusconi». De Gregorio ha affermato che Berlusconi accettò di dargli tre milioni in cambio del passaggio al centro destra: un milione come sovvenzione al movimento Italiani nel mondo e due milioni in contanti in varie tranche tramite Lavitola. LAVITOLA BANCOMAT - Valter Lavitola era un vero bancomat. Consegnò a Sergio De Gregorio 500.000 euro in contanti per fargli «cambiare idea politica» e 50 mila per una vacanza in Sardegna a un ex presidente di Panama e renderlo più disponibile su un appalto di Impregilo. I 500.000 euro portati da Lavitola in una valigetta nell? ufficio napoletano di De Gregorio sarebbero appunto una delle tranche in cui fu corrisposto il denaro. È il doppio fronte che si è aperto nell? ultima udienza del processo per la presunta compravendita di senatori in cui l? ex direttore dell? Avanti è imputato assieme a Silvio Berlusconi. LE CANDIDATURE - Già il commercialista Vetromile, che in un altro procedimento giudiziario è imputato in concorso con De Gregorio per false fatturazioni, rispondendo alle domande del pm Vincenzo Piscitelli aveva affermato che l? ex senatore, dopo avere militato in Forza Italia, accettò la candidatura nell? Idv di Di Pietro poiché alcuni esponenti del partito di Berlusconi, temendo che potesse oscurarli, avevano deciso di non candidarlo. Dopo la sua elezione a presidente della commissione Difesa del Senato, tuttavia, i rapporti tra De Gregorio e Forza Italia si intensificarono nuovamente, con Valter Lavitola a fare da trait-d? union. Il commercialista ha calcolato in due milioni e mezzo di euro la somma che De Gregorio ricevette da Berlusconi, in varie tranche, per il tramite di Lavitola: si trattava, a suo dire, di denaro «ufficioso e ufficiale», cioè versato in segreto direttamente all? ex senatore o elargito alla sua associazione, Italiani nel mondo, a titolo di sovvenzione.
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TITOLO: "Manganellate gratuite, ma non ce l'ho con le forze dell'ordine"
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: Cristiano Costanzi, segretario della Fillea Cgil di Terni, parla all'uscita dall'ospedale dove gli sono stati messi 20 punti di sutura. "Ci hanno colpiti. ..<br clear='all'/>
TESTO:Tre manganellate. Almeno, tre manganellate. "Perché poi mi hanno tirato fuori e non so se ne ho preso altre". Venti punti di sutura alla testa. Contusioni sulla parte superiore del labbro. Ferite al braccio. Cristiano Costanzi, segretario della Fillea Cgil di Terni era in piazza Indipendenza con i "suoi" operai. Come sempre. Lo raggiungiamo telefonicamente non appena esce dal Policlinico Umberto I°. "Non è mica la prima volta che manifestiamo: siamo sempre in piazza, per evitare che i lavoratori si facciano male. Facciamo da cuscinetto. E oggi la carica della Polizia è stata del tutto gratuita". Costanzi, innanzitutto come sta? "Abbastanza bene: sto in piedi rispetto agli altri compagni che se la sono vista più brutta". Ci racconta la dinamica della carica? "Tutto molto semplice. I manifestanti che stavano in piazza sotto l'Ambasciata Tedesca a un certo punto si sono spostati, sempre all'interno della piazza, e la Polizia ha fatto un cordone di sbarramento. Non è successo niente di rilevante. Fischi, slogan. Tutto ordinario. La prima manganellata l'ho presa senza neanche vederla arrivare. Così all'improvviso. L'ho percepita solo con la coda dell'occhio. Poi la seconda, la terza. Hanno cercato di medicarmi sul posto, ma visto che il sangue non si fermava mi hanno portato al Policlinico. Non ho neanche capito bene cosa è successo dopo. .."
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TITOLO: Frode da 250 milioni, arrestati un ex calciatore della Juve e l'ex vicepresidente del Genoa
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: Bruno Limido, un passato con Juventus e Varese, e Antonio Rosati sono finiti in carcere a Milano con altre sei persone. La truffa sarebbe stata messa a segno. ..<br clear='all'/>
TESTO:Dal 1978 fino ai primi anni Novanta ha militato in squadre di serie A e di serie B, passando dagli esordi nel Varese fino alle stagioni nell'Avellino, nella Juventus e nell'Atalanta. Ora l'ex calciatore Bruno Limido - centrocampista che ha raggiunto i suoi massimi livelli nella stagione 1984-1985, quando i bianconeri vinsero la Coppa dei campioni a Bruxelles nella finale funestata dalla strage dell'Heysel - è stato arrestato dalla guardia di finanza di Milano assieme  a un ex vicepresidente del Genoa, Antonio Rosati, e all'ex amministratore delegato del Varese calcio Enzo Montemurro, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dal pm Carlo Nocerino su una presunta frode fiscale da 63 milioni di euro attraverso una rete di cooperative nei settori della logistica, dei trasporti e del facchinaggio. Sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, emissione di fatture per operazioni inesistenti per circa 250 milioni di euro, mancato versamento dell'Iva e altri reati fiscali. Oltre a loro sono finite in carcere altre cinque persone, arrestate in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Franco Cantù Rajnoldi, mentre sono in tutto 34 gli indagati. I militari della guardia di finanzam che hanno condotto le indagini in collaborazione con i funzionari dell'Agenzia delle entrate, hanno sequestrato in tutto 63 milioni di euro fra appartamenti, beni e conti correnti. Antonio Rosati, imprenditore con trascorsi nella dirigenza del Varese e del Genoa, sarebbe il "promotore, organizzatore e capo dell'associazione per delinquere", si legge nell'ordinanza di custodia cautelare. Secondo le accuse, avrebbe svolto il ruolo di "amministratore di fatto" del consorzio Expo Job spa, con sede a Milano, a capo di una decina di cooperative che impiegavano circa tremila lavoratori e fornivano servizi, fra l'altro, anche all'area Cargo dell'aeroporto di Malpensa. Cooperative, intestate a prestanome, che secondo quanto è emerso dalle indagini dal 2009 non pagavano le imposte e i contributi ai lavoratori e che, dopo pochi mesi, chiudevano per poi riaprire con un'altra ragione sociale. In questo modo erano in grado di offrire maggiori ribassi nelle trattative fra privati, battendo la concorrenza. Le cooperative, secondo quanto è emerso da una conversazione telefonica tra Limido e Antonio Luongo, uno degli indagati, avevano anche la possibilità di reclutare lavoratori in Romania, con l'obiettivo di ridurre il costo della manodopera. "Io mi organizzo con la Ramona, trovo una trentina di persone, lì della ditta romena che abbiamo, e non ci sono problemi (. ..) ", ha detto Luongo parlando al telefono con l'ex calciatore. "Faccio trovare una quindicina di persone lì in Romania - ha affermato in un'altra conversazione - li portiamo qua e possiamo adattare la tariffa come vogliamo noi". Limido, 53 anni, avrebbe svolto il ruolo di mediatore non limitandosi "a reperire clienti committenti per Expo Job spa", secondo il gip, ma "ponendo in essere sinergiche condotte in favore della tenuta complessiva del descritto sistema illecito, di cui mostra di avere piena consapevolezza". Ruolo che emerge da alcune intercettazioni fra gli atti dell'inchiesta, nelle quali avrebbe "indottrinato i soci di alcune cooperative sulle false risposte da dare ai funzionari dell'Agenzia delle entrate". E anche Enzo Montemurro, secondo quanto è riportato nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, avrebbe ricoperto un "ruolo di primo piano". L'amministratore delegato del Varese era "legato da ventennale rapporto di conoscenza e amicizia con Antonio Rosati", ma recentemente "il rapporto era andato in crisi". Tanto che Rosati in una conversazione intercettata ha evidenziato le sue "modeste capacità" nel Consiglio della Lega di Serie B.
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TITOLO: Tangenti sulla discarica di amianto, l'ex vicepresidente del Pirellone patteggia due anni
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: Franco Nicoli Cristiani, esponente del Pdl all'epoca dei fatti contestati dalla Procura di Milano, era accusato per la discarica a Cappella Cantone. Condannato. ..<br clear='all'/>
TESTO:L'ex vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia, Franco Nicoli Cristiani, esponente del Pdl all'epoca dei fatti, ha patteggiato a Milano una pena di due anni di reclusione nel procedimento con al centro la presunta tangente da 110mila euro pagata dall'imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli per la costruzione della discarica di amianto a Cappella Cantone (Cremona). Il gup Vincenzo Tutinelli ha accolto l'istanza avanzata nelle scorse udienze da Nicoli e da un altro imputato: Giuseppe Rotondaro, ex dirigente dell'Arpa, che ha patteggiato un anno e otto mesi. Sono stati condannati inoltre a due anni di reclusione altri quattro imputati giudicati con rito abbreviato e accusati di corruzione: Locatelli, la moglie Orietta Rocca Pace e due ex soci dell'imprenditore, i fratelli Antonio e Giovanni Testa. Avrebbero versato la tangente a Nicoli Cristiani, all'epoca esponente del Pdl, e a Rotondaro per ottenere l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) necessaria al via libera al progetto della discarica. Il gup ha disposto inoltre la confisca di circa 200mila euro. Nella scorsa udienza il pm Paolo Filippini aveva chiesto la condanna a due anni e quattro mesi di reclusione per Locatelli, due anni e otto mesi per i fratelli Testa e un anno e due mesi per la moglie dell'imprenditore. Il gup, che depositerà le motivazioni della sentenza entro i prossimi 90 giorni, ha disposto quindi la confisca di 110mila euro a Nicoli Cristiani, pari al valore della presunta tangente incassata. Altri 100mila euro sono stati confiscati sul valore complessivo dell'area della discarica progettata da Locatelli, attualmente sotto sequestro in seguito alle indagini della magistratura. "Il ridimensionamento della condanna rispetto alla richiesta del pm è appropriato - ha spiegato il difensore di Locatelli, l'avvocato Roberto Bruni - ma presenteremo ricorso in appello dopo aver letto le motivazioni della sentenza". Nello stesso procedimento erano imputati, fra gli altri, l'ex presidente della Regione Lombardia e senatore del Nuovo centrodestra Roberto Formigoni e un ex assessore regionale all'Ambiente, Marcello Raimondi, prosciolti con la formula del "non luogo a procedere" assieme agli ex vertici della Compagnia delle opere bergamasca Rossano Breno e Luigi Brambilla. Il filone del procedimento con al centro le presunte tangenti per oltre un milione di euro versate da Locatelli alla Cdo, su input di Formigoni, per ottenere in cambio delibere favorevoli al progetto della discarica di Cappella Cantone, in cui sono indagati fra gli altri l'ex governatore lombardo e Raimondi, era stato trasferito invece dal tribunale di Milano a quello di Bergamo, dove sarebbero avvenuti gli illeciti contestati.
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TITOLO: Quei getti di gas che proteggono la: "culla" dei pianeti
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: Si tratta di un meccanismo osservato per la prima volta che potrebbe aiutare a scoprire nuovi mondi esterni al Sistema Solare
TESTO:UN SISTEMA formato da due stelle che ruotano una intorno all'altra. E, al suo interno, una "fabbrica di pianeti". Una scoperta recentissima che nasconde un segreto: a tenere in vita la "culla" dei pianeti, che da sola sarebbe facilmente scomparsa, sono potentissimi getti di gas. Un meccanismo finora mai osservato, che potrebbe aiutare a scoprire nuovi mondi esterni al Sistema Solare. Lo descrive sulla rivista Nature lo studio coordinato da Anne Dutrey, del Laboratorio di Astrofisica francese di Bordeau e del Consiglio Nazionale francese delle Ricerche (Cnrs). Utilizzando l'osservatorio Alma (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) in Cile, i ricercatori sono riusciti a rilevare un flusso di gas che va da un disco esterno massiccio verso le regioni più interne di un sistema di due stelle o binario. Una struttura mai vista prima che potrebbe essere, ipotizzano, un canale di rifornimento per la formazione di pianeti. Gli astrofisici hanno osservato la distribuzione della polvere e del gas in un sistema multiplo di stelle noto come GG Tau-A, che contiene un grande disco esterno che circonda l'intero sistema e un disco interno che circonda la stella principale al centro, e la cui presenza è stata un mistero per gli astronomi poiché il tasso di perdita di materia, che finisce sulla stella centrale, avrebbe dovuto esaurirlo già da tempo. I ricercatori ritengono che questi grumi di gas nella regione tra i due dischi si stia trasferendo dal disco esterno a quello interno, creando un canale di rifornimento tra le due strutture. "Rivelare questi grumi", spiega Dutrey, "indica che la materia si sta muovendo nello spazio tra i due dischi, permettendo all'uno di nutrire l'altro e questo ha delle conseguenze importanti per la potenziale formazione di pianeti".
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TITOLO: Staminali, creato un mini stomaco umano. Aiuterà a testare nuovi farmaci
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: Lo speciale: "organoide" sviluppato a Cincinnati sarà utile per capire l'evoluzione di molte malattie gastriche
TESTO:LA SUA creazione si deve a un gruppo di ricerca coordinato da James Wells dell'Ospedale pediatrico di Cincinnati. Si tratta di uno stomaco in miniatura "coltivato" in laboratorio, un frammento di tessuto in 3D ottenuto a partire dalle cellule staminali adulte. L'organoide,  "bozza" artificiale di veri organi umani, è stato descritto su Nature e apre la strada alla possibilità di studiare in "provetta" malattie come ulcere, tumori e sperimentare farmaci. Disturbi gastrici, come ulcere o tumori, colpiscono circa il 10% della popolazione mondiale e la loro causa è associata spesso a infezioni croniche di un batterio, l'Helicobacter pylori, capace di vivere all'interno dello stomaco. Purtroppo gli animali non sono buoni modelli per lo studio di queste patologie in quanto la loro anatomia interna è troppo diversa da quella umana. E quindi non possono essere usati per realizzare studi attendibili. Per superare questo ostacolo della ricerca, i ricercatori statunitensi hanno voluto ricreare in laboratorio del tessuto umano gastrico usando cellule staminali come materiale di partenza. Il risultato finale è una sorta di stomaco tridimensionale, un organoide, costituito dalle varie tipologie di cellule imitando così in modo realistico il "vero" organo. Lo stomaco artificiale prodotto offre così l'opportunità di avere a disposizione per la prima volta un modello realistico su cui poter sperimentare nuove tipologie di farmaci e capire l'evoluzione di mote malattie gastriche.
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TITOLO: Giallo nel Trapanese, padre e figlio uccisi nelle campagne
DATA: 2014-10-29
OCCHIELLO: Il corpo di un pastore ottantenne trovato nel pomeriggio dentro l'auto nei pressi di Santa Ninfa. In serata trovato morto anche il figlio di 41 anni. Si segue. ..<br clear='all'/>
TESTO:Il padre lo hanno trovato riverso sul sedile lato passeggero, ucciso da un solo colpo alla testa. Il figlio era nelle campagne vicine, colpito da una fucilata letale. Sono morti così Antonino Catalanotto, 81 anni, pastore di Salemi, sposato, e il figlio Francesco Paolo, 41 anni, coltivatore. L'anziano era a bordo della sua automobile, una Fiat Uno bianca, vecchio tipo. Catalanotto conosceva sicuramente l'assassino, che a sua volta doveva sapere le abitudini della vittima. Il luogo dell'omicidio è infatti una strada isolata in contrada Besi - Piano Buturro, tra Santa Ninfa e Castelvetrano che viene utilizzata soprattutto da agricoltori e allevatori. Nel pomeriggio era scattato l'allarme per il figlio di Catalanotto, Francesco Paolo, di cui non si avevano più notizie. L'uomo è stato trovato in serata, ucciso da una o più fucilate. Gli omicidi potrebbero essere avvenuti in mattinata, intorno alle 10,30. Ad allertare i carabinieri della compagnia di Castelvetrano una persona che si trovava a transitare nella zona in cui si trovava il cadavere del padre. Catalanotto percorreva quella strada per raggiungere il proprio gregge, dentro l'automobile ancora visibile il pane appena comprato, una busta con sei bottiglie d'acqua e poi gli occhiali, la coppola e il telefonino volati via al momento dello sparo. Il figlio è stato trovato nella campagna vicina, vicino al trattore: per l'intera giornata gli investigatori avevano provato a rintracciarlo senza successo, e quando sono trascorse diverse ore hanno compreso che poteva essere accaduto qualcosa di grave anche a lui. Francesco Paolo Catalanotto era infatti a terra, raggiunto da uno o più colpi di fucile. Sul movente, una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti potrebbe essere un duplice delitto nato per contrasti su problemi di pascolo. Forse vecchi rancori mai risolti. Al momento presso la compagnia dei Carabinieri di Castelvetrano vengono sentiti i familiari i parenti e alcuni conoscenti della vittima nell'intento di arrivare a scoprire mandante ed esecutore. Sul luogo del delitto è intervenuta anche la Scientifica.
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TITOLO: `Ndrangheta e appalti per Expo: 13 arresti tra Lombardia e Calabria
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: L’inchiesta: «Interessi delle cosche in speculazioni immobiliari e in subappalti di grandi opere connesse ad Expo 2015». «Avevano contatti con politici milanesi»
TESTO:I Carabinieri hanno eseguito martedì mattina in Lombardia e Calabria 13 arresti, su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Milano, nei confronti di altrettanti indagati per associazione di tipo mafioso. EXPO NEL MIRINO - L? indagine è diretta dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Milano, Como, Monza-Brianza, Vibo Valentia e Reggio Calabria. I 13 indagati sono accusati di associazione di tipo mafioso, detenzione e porto abusivo di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di denaro di provenienza illecita, abuso d? ufficio, favoreggiamento, minacce e danneggiamento mediante incendio. L?INDAGINE - Al centro delle indagini del Ros dei Carabinieri due gruppi della? ndrangheta radicati nel Comasco, con infiltrazioni nel tessuto economico lombardo. Accertati, secondo le indagini, gli interessi delle cosche in speculazioni immobiliari e in subappalti di grandi opere connesse ad Expo 2015. CONTATTI CON I POLITICI - Gli arrestati, secondo quanto si è saputo, avevano contatti con esponenti del mondo politico, istituzionale, imprenditoriale e bancario da cui ottenevano vantaggi, notizie riservate e finanziamenti. In particolare avevano rapporti con un agente di polizia penitenziaria, un funzionario dell? Agenzia delle Entrate, un imprenditore immobiliare, attivo anche nel mondo bancario e con dei consiglieri comunali di comuni nel Milanese.
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TITOLO: Il vento gelido dall’Europa dell’Est fa precipitare le temperature
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Il servizio meteorologico dell’Aeronautica militare: i venti gelidi arrivano dall’Europa dell’Est, attraverso i Balcani. Per il weekend previste condizioni di stabilità
TESTO:Per il weekend si prevede instabilità al Sud con qualche rovescio durante la prima parte della giornata di venerdì 31 ottobre sul settore ionico in attesa di un generale miglioramento dalla sera. Bel tempo sul resto della Penisola. Sabato il bel tempo persisterà su tutte le regioni, salvo un moderato aumento delle nubi sull? arco alpino e prealpino centro-occidentale. Domenica 2 e lunedì 3 nuvolosità in graduale aumento sull? arco alpino e prealpino e sul nord-ovest dove in nottata si presenteranno deboli piogge. Ampio soleggiamento e scarsa nuvolosità altrove. Nella giornata di lunedì nubi in rapida intensificazione al nord, su Toscana, Sardegna, Umbria ed Abruzzo con deboli piogge sparse sui rilievi di confine, sul versante occidentale e sull? isola; cielo sereno o poco nuvoloso sulle restanti zone.
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TITOLO: 'Ndrangheta, 13 arresti. Contatti con politici milanesi e imprese per gli affari dell'Expo
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Le manette sono scattate tra Lombardia e Calabria in un'inchiesta della Dda di Milano. Nel mirino due gruppi criminali del Comasco con interessi nelle. ..<br clear='all'/>
TESTO:MILANO - Erano stati i giovani del centro sociale La Fornace, durante un incontro intitolato 'Noir Expo: politica, crimine e appalti all? ombra della città vetrina' a puntare il dito su Luigi Addisi, 55 anni, consigliere comunale del Pd a Rho dopo essere passato nella Casa della libertà e nell? Udeur. Lui, sposato con la nipote di Pantaleone Mancuso, boss di Limbadi, si era dimesso la scorsa primavera ed è stato arrestato nell'operazione che ha portato in carcere anche altre 12 persone, fra uomini di 'ndrangheta e imprenditori, nelle province di Milano, Como, Monza-Brianza, Vibo Valentia e Reggio Calabria. Un'inchiesta che ancora una volta non si avvale di pentiti e soffiate, ma di pedinamenti e microspie piazzate dove i boss non se l? aspettano. Boccassini: "Non è cambiato nulla". E' amara la riflessione che il procuratore aggiunto Ilda Boccassini consegna ai giornalisti durante la conferenza stampa sull'operazione: dopo Infinito, la maxi-inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Lombardia, "nulla è cambiato. Evidentemente, come ha detto la Cassazione proprio in relazione al processo Infinito, dalla 'ndrangheta si può uscire solo in due modi: o con la morte o diventando collaboratori e dandosi allo Stato". Boccassini ha affermato che l'operazione "conferma quanto ormai sancito dalla Cassazione con la sentenza Infinito, cioè l'esistenza in Lombardia di 'locali' che hanno un capillare controllo del territorio". Il padrino intercettato. Nelle oltre 800 pagine di ordinanza firmate dal gip milanese Alfonsa Ferraro viene citato anche Emilio Pizzinga, ex consigliere comunale del Pdl a Cesano Maderno, con un figlio  condannato a 23 anni e sei mesi per traffico internazionale di stupefacenti. Pizzinga padre è stato intercettato mentre va a casa di Salvatore Moscatello, ottant'anni, un padrino già travolto da precedenti inchieste: talmente anziano da essere stato messo agli arresti domiciliari, ma che da casa continua a darsi da fare per l? organizzazione e a dare «consigli». Pizzinga tenta di aiutarlo per le pratiche Inps e l? anziano boss cerca, senza riuscirci, di procurare voti per un amico di Pizzinga, Marco Anzani, nelle elezioni dello scorso maggio. L'inchiesta Quadrifoglio. L?inchiesta dalla Procura antimafia milanese, coordinata da Ilda Boccassini, e condotta insieme con i carabinieri del Ros da Francesca Celle e Paolo Storari, colpisce ancora una volta in base all? articolo 416 bis, per associazione  di tipo mafioso denominata 'ndrangheta, e investe in pieno la famiglia Galati, radicata nel comune di Cabiate (Como). E ancora una volta è una speculazione edilizia a offrire uno spaccato di vita interna delle cosche. C?è un terreno di Rho, frazione di Lucernate, e i boss fanno arrivare al costruttore Franco Monzini, anche lui arrestato per concorso esterno, 300mila euro, «un mazzettino» in banconote da 500. E sia nel passaggio di denaro sia come copertura politica compare Luigi Addisi. Si spende in consiglio comunale per favorire la cooperativa Quadrifoglio: il terreno diventerà edificabile. Le mani sull'Expo. La cosca Galati subisce un pesantissimo colpo e, ancora una volta, sembra che chiunque della mala si avvicini a Expo rischia grosso: secondo l? indagine due aziende del settore edile, gestite da familiari, sono di Giuseppe Galati, e hanno preso alcuni subappalti per i cantieri della Tangenziale Est Esterna di Milano (Teem), una delle grandi opere connesse a Expo 2015. Armi e violenze. Varie intercettazioni parlano di armi, alcune sono già state sequestrate, e lo stile della cosca è evidente in alcune operazioni messe a segno. Come bruciare l'auto di un vigile che ha fatto un controllo in strada, pestare un benzinaio che non ha accettato il pagamento bancomat della figlia incinta di un boss, spedire alle direttrice del carcere di Monza una busta con tre proiettili (sequestrata all? ufficio postale dai carabinieri). Per la famiglia Galati un «patrimonio dell? organizzazione» erano un agente della polizia penitenziaria in servizio a San Vittore, un funzionario dell'Agenzia delle entrate, vari esponenti di banche e imprese. La direttrice minacciata. Tra le vittime della 'ndrangheta individuate dalla Procura c'è anche la direttrice del carcere di Monza, che ha ricevuto tre proiettili in una busta a mezzo posta e  minacce di morte da alcuni degli indagati. "Per fortuna le investigazioni in corso - ha spiegato il procuratore aggiunto Boccassini - ci hanno consentito di venire a conoscenza di questa circostanza e di tenere la situazione sotto controllo. Ora, la direttrice è stata sottoposta a tutela dopo la decisione del comitato di sicurezza pubblica. E' un episodio che denota la violenza inaudita con cui la 'ndrangheta puo' reagire".
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TITOLO: "I boss fanno stragi e noi gli togliamo il 41-bis": ecco i verbali segreti dei summit al Viminale
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Nelle riunioni del Comitato per la sicurezza nel '92-'93 lo scontro sulla revoca del carcere duro<br clear='all'/>
TESTO:PALERMO - In un archivio del ministero dell'Interno è conservata la storia segreta degli anni più drammatici d'Italia, gli anni delle bombe di mafia. È l'archivio che custodisce i verbali dei Comitati nazionali per l'ordine e la sicurezza, il massimo organismo deputato alla protezione della Repubblica e dei suoi cittadini. Nei giorni delle stragi del 1992-1993, si riuniva spesso il Comitato, presieduto dal ministro dell'Interno, dai vertici delle forze dell'ordine e dei servizi di sicurezza. E poi lanciava solenni comunicati stampa per ribadire la linea della fermezza del governo contro i boss. Ma i verbali rimasti per vent'anni in una cassaforte della "segreteria speciale" del gabinetto del Viminale raccontano tutta un'altra storia.   Raccontano che nel 1993 un pezzo dello Stato decise all'improvviso di revocare il carcere duro al gotha di Cosa nostra. Senza un'apparente ragione, mentre le bombe continuavano ad esplodere in giro per il paese. E qualcuno protestò con forza. Anche questo scontro ai vertici delle istituzioni raccontano i verbali. Uno scontro che fino ad oggi non era mai emerso. Anzi, l'allora ministro della Giustizia Giovanni Conso ha sempre ripetuto che la decisione di non prorogare 300 decreti di 41 bis fu una sua "scelta personalissima ". Ma adesso i file dei Viminale dicono diversamente. E oggi Repubblica è in grado di ripercorrere questa nuova storia dopo aver letto le 456 pagine che raccolgono la cronaca dettagliata di nove comitati nazionali per la sicurezza. Questi documenti, che risultano declassificati nel 2012, sono ora agli atti al processo per la trattativa Stato-mafia. L'allarme sul 41 bis. Bisogna iniziare dall'ultimo comitato desecretato per capire quale verità sia stata nascosta per vent'anni. È il comitato del 16 dicembre 1993. Il solerte funzionario del ministero incaricato di verbalizzare annota la presenza del ministro dell'Interno Nicola Mancino e prende nota degli interventi. Il capo della polizia Vincenzo Parisi solleva il problema dei blocchi stradali: "Dall'inizio dell'anno ce ne sono stati 192", spiega. Il comandante generale dell'Arma dei carabinieri Luigi Federici è preoccupato invece per i "centri potenziali di disordine legati al settore del lavoro". Sembra che l'emergenza delle bombe non sia più un problema. All'improvviso, prende la parola il procuratore nazionale antimafia Bruno Siclari e dice in modo schietto: "Preoccupa molto il pericolo degli attentati, ma preoccupa anche il regime carcerario, per il rallentamento del rigore nei confronti dei detenuti". È un allarme preciso. Il 41 bis è stato depotenziato. E Siclari è il primo a denunciarlo. "Oltre che sensibilizzare i magistrati di sorveglianza, sarebbe opportuno anche un segnale del governo per delineare una linea più dura". Un'altra denuncia. Così, oggi sappiamo che in quello scorcio di fine 1993 il governo, non solo il ministro Conso, aveva modificato la sua linea antimafia. Dopo Siclari, parla il capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Adalberto Capriotti. Se la prende con i magistrati che "non adottano la linea dura". Ma pure lui deve riconoscere che "questo è dovuto anche agli interventi politici motivati da esigenze di carattere generale". Interventi politici sul 41 bis? Di chi? Non ce n'è traccia nelle pubbliche dichiarazioni di quei giorni. Chiede di parlare il vice direttore del Dap, il magistrato Francesco Di Maggio, che non usa mezzi termini. "L'articolo 41 bis crea molte preoccupazioni  -  dice  -  perché su 1232 provvedimenti ben 567 sono per delega del ministro della Giustizia e di questi soltanto 8 sopravvivono, mentre gli altri vengono revocati. I rimanenti 66 provvedimenti, invece, che non sono provvedimenti delegati, sopravvivono in numero maggiore: soltanto 26 vengono revocati dal magistrato". Come dire, il vero problema non sono i giudici, ma il ministero della Giustizia. Nel comitato del 10 agosto, Di Maggio era andato oltre, chiamando in causa il governo. Le sue parole sono a pagina 357 dei file del Viminale: "È opportuno che il governo mantenga ferma la sua posizione sull'articolo 41 bis". L'anonimo verbalizzatore sottolinea la parola "governo". E il ministro Mancino che dice? Cambia argomento. Ammissione di sconfitta. Da quell'archivio del Viminale emerge soprattutto la debolezza dello stato in quei mesi terribili. Il 3 giugno, all'indomani della strage Falcone, il capo della polizia apre il suo intervento dicendo che mancano le auto blindate. Il 24 luglio, cinque giorni dopo l'attentato a Borsellino, ammette che "l'attività informativa non ha funzionato". E siccome il paese protesta, propone anche di fare attività di "controinformazione". Il capo della Dia, il generale Tavormina, suggerisce di trasferire i magistrati a rischio all'Asinara, perché in Sicilia nessuno riesce più a garantire sicurezza. Ma il capo del Dap, Nicolò Amato, avverte che i rischi sono anche sull'isola: "Non è stato rispettato l'impegno di inviare 50 poliziotti e 50 carabinieri ". Parisi risponde che sono già partiti. Amato ribatte che non sono mai arrivati. Il 30 luglio 1993, all'indomani dell'ennesimo attentato di mafia, Parisi dice: "Dobbiamo ammettere che il dispositivo di sicurezza non ha funzionato; esiste al riguardo una responsabilità collegiale". Mentre gli analisti del Viminale brancolano nel buio. E qualcuno si vanta che "tutte le manifestazioni di reato  -  dagli omicidi alle rapine  -  sono diminuite del 21,72 per cento".
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TITOLO: Svimez: nel 2013 più morti che nati al Sud, mai così pochi da dopo la Grande Guerra
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Secondo il rapporto sull'economia del Mezzogiorno le nascite sono state 177mila, il numero più basso dal 1861: "Nei prossimi anni si prevede da un. ..
TESTO:ROMA - Nel 2013 al Sud i decessi hanno superato le nascite, confermando il trend già in atto dall'anno precedente. E' quanto emerge dal rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno presentato stamattina al tempio di Adriano. Un fenomeno così grave si era verificato solo nel 1867 e nel 1918 cioè alla fine di due guerre, la terza guerra d'Indipendenza e la prima Guerra Mondiale: "Nel 2013 il numero dei nati ha toccato il suo minimo storico, 177mila, il valore più basso mai registrato dal 1861". "Il Sud - sottolinea lo Svimez - sarà interessato nei prossimi anni da un stravolgimento demografico, uno tsunami dalle conseguenze imprevedibili, destinato a perdere 4,2 milioni di abitanti nei prossimi 50 anni, arrivando così a pesare per il 27% sul totale nazionale a fronte dell'attuale 34,3%". Calabria la Regione più povera. La Calabria si conferma la Regione più povera d'Italia con un Pil pro capite che nel 2013 si è fermato a 15.989 euro, meno della metà delle Regioni più ricche come Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige e Lombardia. Nel Mezzogiorno la Regione con il Pil pro capite più elevato è stata l'Abruzzo (21.845 euro). Seguono il Molise (19.374 euro), la Sardegna (18.620), la Basilicata (17.006 euro), la Puglia (16.512 euro), la Campania (16.291 euro), la Sicilia (16.152 euro) e la Calabria (15.989 euro). In generale, in termini di Pil pro capite, il Mezzogiorno nel 2013 è sceso al 56,6% del valore del Centro Nord, tornando ai livelli del 2003, con un Pil pro capite pari a 16.888 euro. In valori assoluti, a livello nazionale, il Pil è stato di 25.457 euro, risultante dalla media tra i 29.837 euro del Centro-Nord e i 16.888 euro del Mezzogiorno. Lavora una giovane donna su cinque. Appena il 21,6% delle donne sotto i 34 anni è occupata contro il 43,0% del centro nord e una media nazionale del 34,7%. Il confronto con la media dell'unione europea è impietoso. Nell'europa a 27 le donne sotto il 34 anni che lavorano sono il 50,9%. Le donne che rientrano, o entrano per la prima volta, nel mercato del lavoro, vanno a ricoprire posizioni poco qualificate. Dal 2008 al 2013 le professioni qualificate femminili sono scese dell'11,7%, mentre sono aumentati del 15% i posti di lavoro nelle professioni poco qualificate. Pil a -0,4%, settimo anno di recessione. Il Pil si attesterà a -0,4% nel 2014, come "risultato tra la stazionarietà del Centro-Nord (0%) e la flessione del Sud (-1,5)". Per il Sud è il settimo anno di recessione. Forbice ancora divaricata nel 2015: il Pil nazionale, secondo le stime Svimez, è previsto a +0,8%, quale risultato tra il +1,3% del Centro-Nord e il -0,7% del Sud. Crollo degli investimenti. Nel 2013 il Pil è crollato nel Mezzogiorno del 3,5%, peggiorando la flessione dell'anno precedente (-3,2%), con un calo superiore di quasi due punti percentuali rispetto al Centro-Nord (-1,4%). Il peggior andamento del Pil meridionale nel 2013 è dovuto soprattutto a una più sfavorevole dinamica della domanda interna con i consumi in calo  del 2,4% e gli investimenti crollati del 5,2%. Da segnalare l'ulteriore perdita di posti di lavoro scesi sempre nel Mezzogiorno del 3,8%. In un panorama fortemente negativo, le esportazioni l'anno scorso hanno segnato -0,6% al Sud. Tra il 2008 e il 2013 i redditi al Sud sono crollati del 15% e i posti di lavoro sono diminuiti di circa 800mila persone. Le famiglie più povere, + 40%. Al Sud le famiglie assolutamente povere sono cresciute oltre due volte e mezzo, da 443mila (il 5,8% del totale) a 1 milione 14mila (il 12,5% del totale), cioè il 40% in più solo nell'ultimo anno. E' quanto emerge dal Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno 2014 presentato questa mattina al Tempio di Adriano. Secondo il rapporto, in Italia, dal 2008 al 2012, sono aumentate del 7% le famiglie in stato di 'deprivazione materiale severa', cioè che non riescono, ad esempio, a pagare l'affitto o il mutuo, fare una vacanza di una settimana una volta l'anno fuori casa, pagare il riscaldamento, fronteggiare spese inaspettate, e che magari non hanno l'automobile, la lavatrice, il telefono, la TV, e fanno fatica a fare un pasto di carne o pesce ogni due giorni. In Italia oltre due milioni di famiglie si trovavano nel 2013 al di sotto della soglia di povertà  assoluta, equamente divise tra Centro-Nord e Sud (1 milione e 14mila famiglie per ripartizione), con un aumento di 1 milione 150mila famiglie rispetto al 2007. 2008-2013, persi oltre mezzo milione di posti. Tra il 2008 e il 2013 delle 985mila persone che in Italia hanno perso il posto di lavoro, ben 583mila sono residenti nel Mezzogiorno. Nel Sud, pur essendo presente appena il 26% degli occupati italiani si concentra il 60% delle perdite determinate dalla crisi. Nel solo 2013 sono andati persi 478mila posti di lavoro in Italia, di cui 282mila al Sud. La nuova flessione riporta il numero degli occupati del Sud per la prima volta nella storia a 5,8 milioni, sotto la soglia psicologica dei 6 milioni; il livello più basso almeno dal 1977, anno da cui sono disponibili le serie storiche basi di dati. Nel primo trimestre 2014 il Sud ha perso 170mila posti di lavoro rispetto all'anno precedente, contro -41mila nel Centro-Nord. A fronte di una quota di occupati pari a circa un quarto dell'occupazione complessiva, tra il primo trimestre del 2013 e il primo trimestre del 2014 l'80% delle perdite di posti di lavoro in Italia si è concentrata al Sud.
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TITOLO: Migranti, Londra boccia Frontex: "I soccorsi favoriscono viaggi, non partecipiamo"
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Il ministro degli Esteri britannico annuncia che la Gran Bretagna non entrerà nell'operazione Triton della Ue, e critica anche l'Italia: "Incoraggiano i. ..
TESTO:PARIGI  - Il gran rifiuto della Gran Bretagna all'operazione Triton di Frontex. Londra ha annunciato che non parteciperà alle operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo dei migranti che cercano di raggiungere le coste dell'Europa per non incoraggiare i "viaggi della speranza". Le parole del ministero degli Esteri britannico, che contengono un'implicita critica all'Italia che si appresta a concludere l'operazione Mare Nostrum che ha soccorso 150mila persone in un anno, arrivano alla vigilia dell'operazione Triton, che inizierà il primo novembre. LEGGI / Associazioni umanitarie criticano fine Mare nostrum "Non non sosteniamo le operazioni di ricerca e salvataggio previste nel Mediterraneo", ha spiegato Joyce Anelay, dal momento che riteniamo che queste operazioni "creino un 'fattore d'attrazione' involontario, incoraggiando più migranti a tentare la traversata pericolosa del mare e conducano quindi a più morti tragiche e inutili". Da qui, la politica di Londra volta a concentrarsi "sui Paesi d'origine e di transito", lottando contro gli scafisti. A precisare la posizione britannica è stata una nota dal Foreign Office in relazione a un'interrogazione alla Camera dei Lord sul contributo aereo o navale di Londra ai salvataggi in mare di migranti. Il contenimento dell'immigrazione è una delle priorità nell'agenda del premier britannico, David Cameron, che deve fronteggiare la crescente popolarità degli anti-europeisti dell'Ukip, decisi sostenitori della linea dura contro migranti e clandestini. Dal 1 novembre, l'Ue lancerà nel Mediterraneo l'operazione 'Triton', per aiutare a pattugliare ma non a sostituire - ha sottolineato più volte Bruxelles - i "notevoli sforzi" messi in campo dalle autorità italiane. Da parte sua, Roma ha più volte fatto appello all'Unione europea per affrontare i crescenti flussi migratori.
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TITOLO: Giudici da Napolitano, Quirinale blindato. Ecco le domande chiave dei pm
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: In 40 da Palermo per la testimonianza del Presidente della Repubblica. Vietati cellulari e tablet
TESTO:ROMA - Quirinale "blindato" per la testimonianza del presidente Napolitano nel processo sulla trattativa fra mafia e Stato. Sotto gli arazzi del Salone del Bronzino, da quella porticina da cui solitamente escono i leader dei partiti dopo le consultazioni col capo dello Stato per presentarsi ai giornalisti, stamattina entrerà invece la Corte di assise di Palermo. Per raccogliere, dopo tensioni e polemiche infinite, per la prima volta una testimonianza di un presidente della Repubblica che apre le porte del Colle alla magistratura. Misure di sicurezza rigidissime. Arrivo per la quarantina di persone del dibattimento (il presidente Alfredo Montalto, con giudici a latere e otto giudici popolari, i cinque pm, l?avvocato dello Stato, i legali degli imputati, compreso quello di Riina) inderogabilmente fissato fra le 9.15 e le 9.40. Per il Quirinale potrebbe essere ammesso ad assistere all? udienza il segretario generale Donato Marra, e magari anche qualcuno dei più stretti collaboratori del capo dello Stato. Niente telefonini, tablet, registratori, qualsiasi apparecchiatura audio e video bandita. Giornalisti non ammessi. Alle dieci Giorgio Napolitano è chiamato a raccontare quel che gli disse Loris D? Ambrosio a proposito di «indicibili accordi», e a riferire anche ciò che sa su un attentato che la mafia avrebbe progettato contro di lui nel 1993, quando era presidente della Camera. Due capitoli che, secondo la procura di Palermo, potrebbero aiutare a chiarire se Cosa Nostra e pezzi delle istituzioni strinsero uno sciagurato patto negli anni terribili delle stragi. Sulle preoccupazioni di D? Ambrosio, Napolitano ha già spiegato di non aver nulla di specifico da riferire. Sul progetto di attentato del ?93, in questi giorni è andato a scavare nei suoi archivi, a rintracciare eventuali documenti dell? epoca, attraverso anche l? ufficio affari giuridici e l? ufficio affari della giustizia del Quirinale. Napolitano venne informato all? epoca di quel progetto mafioso, saltato fuori adesso da una velina del Sismi (che citava anche Spadolini), e quali furono le sue reazioni? Saranno le domande chiave dei pm palermitani che "inseguono" il teorema dell? accusa: le minacce delle cosche agli uomini dello Stato per costringerli a firmare patti con la Cupola. Ma se questa è la pista che li ha portati fino al Colle, secondo gli umori che circolano al Quirinale i pm sono del tutto fuori strada. O a caccia di obiettivi politici.
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TITOLO: Stato-mafia, Napolitano sentito per tre ore: "Mai saputo di accordi"
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: I membri della Corte d'Assise di Palermo a Roma per raccogliere la testimonianza del presidente della Repubblica. Il capo dello Stato chiamato a raccontare. ..
TESTO:"Da parte del capo dello Stato c'è stata una grande collaborazione - ha ribadito  il procuratore di Palermo Leonardo Agueci- Napolitano ha risposto a tutto in modo molto ampio. La deposizione ha confermato l'utilità della sua citazione". Solo spettatore. Per l'avvocato Luca Cianferoni, legale di Totò Riina, il presidente della Repubblica "ha tenuto sostanzialmente a dire che lui era uno spettatore di questa vicenda". Poi ha aggiunto che "la Corte non ha ammesso la domanda più importante", quella sul colloquio tra il presidente Napolitano e l'ex presidente Oscar Luigi Scalfaro quando pronunciò il famoso "non ci sto! ", ha detto il legale, spiegando che "questa domanda non ha trovato il diniego di Napolitano, ma quello della Corte che non l'ha ammessa". Il legale di Riina ha, poi, sottolineato che il presidente "ha consultato delle carte durante la deposizione: lui ha avuto modo di avere quelle carte che il 15 ottobre sono arrivate dai pm di Firenze e che a noi parti private hanno richiesto una certa attività. Questo un teste normale non può farlo". Giorgio Napolitano, ha detto ancora Cianferoni, "rispetto al 41 bis ha detto "ero uno spettatore di questa vicenda non sono un giurista'". Scalfaro. Per quanto riguarda la nomina di Oscar Luigi Scalfaro a capo dello Stato, i legali hanno riferito che - secondo Napolitano  - la strage di Capaci fu un fatto talmente forte da essere da stimolo a trovare un accordo politico sulla nomina del nuovo capo del Quirinale. Risposte a tutte le domande. Il capo dello Stato ha risposto a tutte le domande. Anzi, in un paio di occasioni ha chiesto al presidente della Corte di Assise, Alfredo Montalto, di poter rispondere anche a domande del legale di Riina che la Corte non aveva ritenuto ammissibili. ''Presidente, se lei permette voglio accontentare l'avvocato'', ha detto Napolitano, che ha ribadito di volere rispondere oggi su tutto ed evitare di ripetere nuovamente in altra occasione questo evento". Pico della Mirandola. Non sono mancati, nel corso dell'udienza, momenti di ironia: "Pensate che abbia la memoria di Pico della Mirandola? ", ha detto a un certo punto Napolitano, scherzando di fronte ad alcune domande dei pm, che, secondo il Presidente della Repubblica, si allontanavano dall'alveo originario della sua testimonianza. Napolitano 'disponibile'. La deposizione del capo dello Stato, che si è svolta soltanto grazie alla sua ''disponibilità'', come sottolineato ripetutamente dalla Corte, ha riguardato due temi probatori: la lettera scritta a Napolitano nel 2012 dal suo consigliere giuridico Loris D'Ambrosio dopo essere stato sentito dai pm di Palermo, e le informative riservate degli apparati di sicurezza su un progetto mafioso di attentare, tra il 1993 e il 1994, alla vita di Napolitano e di Giovanni Spadolini, che all'epoca erano, rispettivamente, presidenti della Camera e del Senato. D'Ambrosio, che nel 2012 è morto d'infarto, era stato interrogato sulle sue telefonate con Nicola Mancino, imputato di falsa testimonianza nel processo per la trattativa, che si lamentava di essere sottoposto a indagini da diversi uffici giudiziari piuttosto che in un'unica sede. Nella lettera a Napolitano, che è stata peraltro resa pubblica dal Quirinale, D'Ambrosio manifestava il suo timore di poter essere considerato ''utile scriba di indicibili accordi'' negli anni '90, quando come magistrato era in servizio prima all'antimafia e poi al Dap. Colle spera velocità trascrizione atti. Il Quirinale "auspica che la Cancelleria della Corte assicuri al più presto la trascrizione della registrazione per l'acquisizione agli atti del processo, affinché sia possibile dare tempestivamente notizia agli organi di informazione e all'opinione pubblica" dell'udienza, si legge in una nota del Quirinale, nella quale si sottolinea che il presidente della Repubblica, ha risposto a tutte le domande e "con la massima trasparenza e serenita'". Gli arrivi. Stamani il primo ad arrivare al Quirinale è stato il presidente della Corte d'Assise di Palermo Alfredo Montalto, poco dopo le nove. È entrato in auto, con la scorta, dalla porta secondaria del palazzo, la cosiddetta Porta dei Giardini, che si trova in via del Quirinale. Dallo stesso ingresso, quindici minuti dopo, è entrato il sostituto procuratore Nino Di Matteo, dentro un corteo di tre auto anticipato da due motociclisti dei carabinieri. Poi, dalla Porta dei Giardini sono entrati anche gli altri pubblici ministeri di Palermo, il procuratore reggente Leonardo Agueci, il procuratore aggiunto Vittorio Teresi e i sostituti Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia. Intanto, dall'ingresso principale del Palazzo entravano anche gli avvocati dei dieci imputati. Nessuna dichiarazione, passo veloce fra i cordoni di carabinieri e agenti della sicurezza che tengono a distanza giornalisti e curiosi. Il Quirinale è blindato per l'audizione del capo dello Stato al processo trattativa stato-mafia. L'udienza è iniziata alle dieci ed è terminata dopo le 13:30.
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TITOLO: M5s, blog Grillo apre consultazione unioni civili per gli omosessuali
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Il leader del movimento lancia una consultazione tra gli iscritti al movimento in merito alle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Si vota sul blog di. ..
TESTO:La precisazione del Movimento. "In merito alla consultazione on line sul blog Beppegrillo. It sul tema delle unioni civili, si precisa che il testo tra parentesi, che accompagnava il quesito su cui gli utenti sono chiamati a esprimersi, è stato sostituito con un link ad un post esplicativo del capogruppo al senato Alberto Airola. Nel post di Airola, che spiega in maniera ancora più dettagliata le implicazioni di questa votazione, compare anche il riferimento alle adozioni". Così l'ufficio stampa del Movimento 5 Stelle tenta di chiarire in una nota il cambiamento fatto a votazione in corso del quesito delle consultazioni. Precisazione che risponde in parte al rilievo fatto dal deputato Iannuzzi su Facebook. Le altre consultazioni. Le ultime due consultazioni fatte dal movimento, oltre a scatenare polemiche all'interno del popolo dei cinque stelle, hanno in entrambe le occasioni disatteso e contraddetto il leader: dimostrando che la base ragiona autonomamente dalla testa. Ultima consultazione a far parlare di sè quella sul reato di immigrzione clandestina, fatta a gennaio scorso. Nata per uno scontro tra Grillo e alcuni senatori cinquestelle, rei di aver presentato un emendamento, facendolo approvare, per l'abolizione del reato di clandestinità. Immediatamente dal suo blog Grillo sconfessa l'iniziativa dei senatori, dichiarando: "La loro posizione in Commissione è del tutto personale, non faceva parte del programma. Non siamo d'accordo sia nel metodo e nel merito". Quindi l'iniziativa di chiamare il popolo del web ad esprimersi. Ma le consultazioni, ahilui, sanciscono la lontananza di vedute tra base e vertice: 24.932 i votanti, 15.839 i sì all'abrogazione contro 9.093 contrari. Non passa neanche un mese e di nuovo si presenta uno scenario di divario nel movimento tra leader e onorevoli. Siamo all'indomani della caduta del governo Letta, Renzi, incaricato da Napolitano, fa un giro di consultazioni con le forze politiche in parlamento. Alcuni esponenti del M5s vogliono andare all'incontro, Grillo non vuole nemmeno sentirne parlare. Il leader si rivolge di nuovo alla base: il 18 febbraio chiama a raccolta i suoi accoliti digitali e gli chiede di decidere sul da farsi. "L'assemblea dei portavoce del MoVimento 5 Stelle in Parlamento  - si legge nel post di febbraio - sta discutendo se andare da Renzie per le consultazioni. Ci sono posizioni differenti. Noi crediamo che non sia opportuno andare per non partecipare a una farsa. Comunque ci sembra corretto che su questa decisione si pronuncino gli iscritti attraverso la Rete. " Di nuovo la base decide contrariamente al suo leader: la consultazione si conclude con 41.240 voti  - su 85.408 aventi diritto - i favorevoli all'incontro con Renzi sono stati 20.843, i contrari 20.397. Poco meno di 500 votanti obbligano Grillo ad incontrare il segretario Renzi. Il resto è storia nota.
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TITOLO: Jobs act, minoranza Pd in trincea. Renzi: "Sì occupazione, ma non delle fabbriche"
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Il premier: no elezioni anticipate, prossima primavera Paese ripartirà. Ma su riforma del lavoro i deputati più a sinistra mettono paletti. Civati: "Dirò no a. ..
TESTO:ROMA - Tra renziani e minoranza Pd le tensioni restane alte e gli umori appaiono pessimi. Le ripercussioni politiche di un fine settimana rovente - tra Leopolda numero 5 a Firenze e un milione di cittadini in piazza con la Cgil a Roma - acuiscono oggi la differenza di posizioni su jobs act e gestione del partito. Tra il premier e i sindacati ormai è guerra senza sosta. Il capo del governo chiude la porta in faccia alle organizzazioni dei lavoratori quando dice che non deve trattare le leggi con loro ("Li ascoltiamo - ha dichiarato - ma è il parlamento che decide"), mentre la leader Susanna Camusso bolla come "surreale e irrispettoso" il vertice di ieri con i ministri sulla legge di Stabilità. Un'ostilità reciproca a cui si affiancano i nervi tesi dentro al Partito democratico e su cui Nichi Vendola, leader di Sel, chiosa: "La chiusura di Renzi ai sindacati è un esercizio gratuito di esibizione muscolare, un po' di arroganza". In una intervista al settimanale Oggi, Matteo Renzi torna a smorzare le voci su possibili elezioni anticipate in primavera (ieri era stato il parlamentare Pd Stefano Fassina a ipotizzare che il premier in queste ore stesse cercando "l'incidente per giustificare il voto anticipato") ribadendo che gli italiani torneranno alle urne nel 2018. Renzi, poi, dice ancora che "non bastano sei mesi, ma certo già la prossima primavera vedremo il Paese ripartire, dopo troppo tempo di palude e di stagno". Poi, rivolgendosi proprio alla Cgil, rincara la dose: "Vogliamo tenere aperte le fabbriche e non occuparle, perché l'occupazione di cui hanno bisogno i nostri lavoratori non è quella che minaccia il sindacato".
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TITOLO: Mafia, archiviata l'indagine su Schifani
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Si chiude dopo quasi un decennio l'indagine sull'ex presidente del Senato per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo il gip, si trattò solo di. ..
TESTO:Si chiude dopo quasi un decennio l'indagine su Renato Schifani per concorso esterno in associazione mafiosa. Il gip di Palermo Vittorio Anania ha archiviato il fascicolo, accogliendo la concorde richiesta dei pm Nino Di Matteo e Paolo Guido e dei difensori dell'ex presidente del Senato, Franco Coppi e Francesco Bertorotta. Schifani, oggi dirigente di Ncd, anche in base alle dichiarazioni di alcuni pentiti, tra i quali Gaspare Spatuzza e Francesco Campanella, era stato indagato per i rapporti con soggetti legati a Cosa nostra, da lui intrattenuti negli anni '80, quando non era in politica ed esercitava a Palermo al professione di avvocato. Secondo il gip, si trattò solo di rapporti di natura professionale e Schifani era all'oscuro del fatto che i suoi interlocutori fossero mafiosi. Gli approfondimenti non hanno cambiato la sostanza dei fatti ed è per questo che il giudice Vittorio Anania accoglie la richiesta dei pm Paolo Guido e Nino Di Matteo. "Sono ed ero sereno, le accuse contro di me non reggevano, avevo e ho sempre avuto fiducia nella giustizia", dice l' ex esponente di Forza Italia, oggi tra i leader del Nuovo Centrodestra.
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TITOLO: Campidoglio, si dimette il capogruppo del Pd D'Ausilio: "Con Marino rapporto difficile"
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: La decisione dopo le polemiche sul sondaggioche boccia lil sindaco e l'amministrazione comunale
TESTO:"Stamattina ho comunicato le mie dimissioni irrevocabili, frutto di una scelta personale, e il gruppo e il segretario ne hanno preso atto". Così il capogruppo del Pd in Campidoglio Francesco D'Ausilio, a margine dell' assemblea capitolina, dopo le polemiche e i veleni seguiti alla pubblicazione su Repubblica di un sondaggio commissionato dal gruppo capitolino che bocciava l'amministrazione comunale, a partire dal sindaco Ignazio Marino, al centro di un vero e proprio crollo nei consensi. "Questo gesto ha lo scopo di mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità - spiega - e aprire una fase nuova: tanti romani sono insoddisfatti di questa Giunta e noi che ne siamo i principali azionisti abbiamo l'obbligo di lavorare affinchè ci sia la capacità dell'amministrazione di rispondere ai problemi della città. Il rapporto con il sindaco è molto difficoltoso, e spero che il mio addio possa rimettere in moto alcuni processi". Questa mattina c'è statp un nuovo incontro dei dem nella sede di via delle Sette Chiese. Alla riunione rano presenti il segretario e il vicesegretario Pd Roma, Lionello Cosentino e Luciano Nobili e numerosi consiglieri tra cui la vicecapogruppo Giulia Tempesta al momento alla guida del gruppo. Assente invece D'Ausilio. "Abbiamo iniziato una fase di consultazione per individuare il nuovo capogruppo - spiega Tempesta - visto che le dimissioni di D'Ausilio sono irrevocabili. Questa fase durerà poco".
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TITOLO: Migranti, Londra boccia Frontex: "I soccorsi favoriscono viaggi, non partecipiamo"
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Il ministro degli Esteri britannico annuncia che la Gran Bretagna non entrerà nell'operazione Triton della Ue, e critica anche l'Italia: "Incoraggiano i. ..
TESTO:PARIGI  - Il gran rifiuto della Gran Bretagna all'operazione Triton di Frontex. Londra ha annunciato che non parteciperà alle operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo dei migranti che cercano di raggiungere le coste dell'Europa per non incoraggiare i "viaggi della speranza". Le parole del ministero degli Esteri britannico, che contengono un'implicita critica all'Italia che si appresta a concludere l'operazione Mare Nostrum che ha soccorso 150mila persone in un anno, arrivano alla vigilia dell'operazione Triton, che inizierà il primo novembre. LEGGI / Associazioni umanitarie criticano fine Mare nostrum "Non non sosteniamo le operazioni di ricerca e salvataggio previste nel Mediterraneo", ha spiegato Joyce Anelay, dal momento che riteniamo che queste operazioni "creino un 'fattore d'attrazione' involontario, incoraggiando più migranti a tentare la traversata pericolosa del mare e conducano quindi a più morti tragiche e inutili". Da qui, la politica di Londra volta a concentrarsi "sui Paesi d'origine e di transito", lottando contro gli scafisti. A precisare la posizione britannica è stata una nota dal Foreign Office in relazione a un'interrogazione alla Camera dei Lord sul contributo aereo o navale di Londra ai salvataggi in mare di migranti. "La storia giudicherà imperdonabile questa decisione - ha detto Kate Allen, direttrice generale di Amnesty International - quando è giunto il momento di agire, il Regno Unito ha girato le spalle a persone disperate per lasciarle annegare". E' dura la presa di posizione dell'organizzazione internazionale che parla di "un giorno nero per la statura morale del Regno Unito"  e replica alle motivazione della Gran Bretagna: "La vaga prospettiva di essere salvati non è mai stata un incentivo. La guerra, la povertà e la persecuzione sono ciò che spinge le persone alla disperazione e a correre rischi terribili". Il contenimento dell'immigrazione è una delle priorità nell'agenda del premier britannico, David Cameron, che deve fronteggiare la crescente popolarità degli anti-europeisti dell'Ukip, decisi sostenitori della linea dura contro migranti e clandestini. Dal 1 novembre, l'Ue lancerà nel Mediterraneo l'operazione 'Triton', per aiutare a pattugliare ma non a sostituire - ha sottolineato più volte Bruxelles - i "notevoli sforzi" messi in campo dalle autorità italiane. Da parte sua, Roma ha più volte fatto appello all'Unione europea per affrontare i crescenti flussi migratori. Matteo Salvini ha accolto la posizione di Londra con soddisfazione: "Invidio chi ha la fortuna di essere governato da Londra; noi abbiamo Matteo Renzi, loro hanno David Cameron. E' esattamente quello che vado ripetendo da mesi, per fortuna non siamo soli. Già abbiamo avviato la settimana scorsa a Strasburgo un processo di collaborazione con diversi Paesi che ridono dell'Italia, di 'Mare nostrum' e del fatto che ospitiamo in albergo migliaia di immigrati. Quindi, questa posizione di Londra contiamo che non sarà sola", ha detto il segretario federale della Lega Nord all'Agi.
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TITOLO: Napolitano interrogatorio senza risultati
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Da quello che trapela dal Quirinale, la testimonianza del presidente Napolitano alla corte d'Assise di Palermo in trasferta al Colle non aggiunge nulla a ciò. ..
TESTO:Da quello che trapela dal Quirinale, la testimonianza del presidente Napolitano alla corte d'Assise di Palermo in trasferta al Colle non aggiunge nulla a ciò che era facile immaginare: Napolitano - che non ha mai usato la parola trattativa - non era al corrente di nessun presunto patto tra lo Stato e la mafia e non si sentiva minacciato da un possibile attentato. Era uno spettatore e non un attore di quanto accadeva. E allora perché questa pletorica delegazione di 40 persone tra giudici a avvocati che entrano al Quirinale, depositano tablet e cellulari e sottopongono per tre ore il presidente della Repubblica a domande che - da quello che appare - non avvicinano di un centimetro alla verità di quegli anni oscuri e paurosi, i primi anni Novanta e lo stragismo mafioso. L'unico risultato è aver dato soddisfazione a quei settori della politica antagonista e del giornalismo simpatizzante che perseguono lo scopo di delegittimare il Capo dello Stato e l'Istituzione suprema, il Quirinale. E meno male che è stata stoppata la richiesta dei due capi mafiosi Riina e Bagarella di essere presenti - anche se solo in videoconferenza - alla testimonianza. La vicenda si è conclusa, il processo ora torna nella sua sede naturale. Non si è affatto concluso, invece, il duro confronto nel Pd tra Renzi e la minoranza di sinistra. Il Jobs act ora andrà alla Camera dopo essere stato approvato con la fiducia al Senato. La sinistra Pd è sulle barricate e spera che il segretario e premier non chieda anche a Montecitorio il voto di fiducia. Se lo facesse la spaccatura sarebbe ancora più profonda e insanabile. Dall'alto dei suoi consensi personali Renzi potrebbe anche arrivare a una sfida così drammatica. Che succederebbe a quel punto? La scissione per ora è una parola usata solo come ipotesi e suggestione. Ma presto potrebbe diventare una eventualità più concreta. E c'è chi - a sinistra - scommette che Renzi addirittura la favorirebbe nel progetto di andare al voto in primavera cercando i voti in fuga da un centrodestra che non esiste più.
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TITOLO: Ecco la: 'cronoterapia': ogni farmaco all'ora esatta
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Mappati da un gruppo di ricercatori americani i meccanismi dell'orologio biologico, ci aiuterà a capire il momento migliore per assumere una medicina
TESTO:L'ANTIBIOTICO la mattina e la tachipirina a metà pomeriggio? Quando un farmaco risulta più efficace? Un gruppo di ricercatori coordinato da John Hogenesch dell'Università della Pennsylvania ha mappato per la prima volta gli orologi biologici che coordinano gli ingranaggi delle cellule e più in generale di tutto l'organismo. Così presto sapremo quali medicine faranno più effetto in quali orari. Una sorta di farmaci a orario, quindi. Il sistema che permetterà di capire il momento migliore per assumere un farmaco è stato battezzato "cronoterapia". Lo studio è stato stato pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas). Ecco come funziona. Ogni cellula è una complessa macchina perennemente attiva e composta da una grande varietà di molecole il cui lavoro può essere immaginato come una intricata catena di produzione in cui, a seconda dell'orario, si svolgono attività diverse. Fondamentale affinché tutto funzioni tutte le azioni devono essere perfettamente sincronizzate le une con le altre. Esiste infatti una sorta di "ora esatta" scandita dalle nostre abitudini e dall'alternarsi del giorno e della notte che dà il ritmo all'intero organismo. Analizzando nei topi l'attività di migliaia di geni presenti in una decina di tessuti diversi, i ricercatori sono ora riusciti a realizzare una descrizione completa degli "orari" di massima attività di ogni tipo di cellula e determinare anche le funzioni svolte in base agli orari. I meccanismi dell'orologio biologico. "Il genoma", ha spiegato Michael Hughes, uno dei responsabili dello studio, "è sotto il controllo di un gran numero di 'orologi', molti di più di quanto si ritenesse finora". Poche tipologie di cellule erano state analizzate finora e il nuovo lavoro permette per la prima vota di comprendere i meccanismi del cosiddetto orologio biologico quasi sull'intero organismo. Analizzando, nel corso della giornata, gli orari di attivazione dei diversi geni, i ricercatori hanno verificato che quasi la metà dei farmaci più venduti negli Usa si "inseriscono" nei processi cellulari che variano nel corso della giornata. Di conseguenza una somministrazione fatta negli orari giusti può potenziarne l'effetto mentre se fatta in quelli sbagliati può rivelarsi inutile, se non dannosa. "Adesso sappiamo", ha spiegato Hogenesch, "quali obbiettivi dei farmaci sono controllati dagli orologi biologici e quali sono i loro cicli nel corpo. Questo tipo di informazione apre così alla 'cronoterapia'". Il prossimo obiettivo, spiegano i ricercatori, sarà infatti quello di capire come i singoli farmaci possano cambiare effetto a seconda dell'orario in cui vengono assunti.
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TITOLO: Dna, migliaia di computer condivisi per scoprire i segreti dei microrganismi
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: L'obiettivo è confrontare il genoma di specie diverse per scoprire nuove applicazioni, dai nuovi medicinali ai materiali ecologici
TESTO:L'UINIONE fa la forza. Perché se un computer da solo impiegherebbe 40.000 anni ininterroti di calcoli per mappare quello che sappiamo e scopriremo sul dna delle specie viventi, grazie al crowdsourcing, alla possibilità di condividere il lavoro dei computer di migliaia di volontari in tutto il mondo, sarà possibile farlo in qualche mese. L'obiettivo è quello di confrontare il Dna di migliaia di specie diverse, soprattutto microrganismi, a caccia dei segreti utilizzabili per decine di applicazioni, dai nuovi medicinali ai materiali ecologici. Il progetto, chiamato Uncovering Genome Mysteries, utilizza il World Community Grid di Ibm, ed è coordinato da UNSW Australia e dall'Oswaldo Cruz Institute brasiliano. "Un'impresa titanica di questo genere", spiega infatti il comunicato Ibm, "richiederebbe di norma a un singolo computer di eseguire calcoli per 40.000 anni senza interruzioni, ma grazie alla potenza di calcolo del World Community Grid la durata si ridurrà a solo qualche mese". Anche se il progetto elaborerà le sequenze proteiche da varie forme di vita, dedicherà particolare attenzione ai microrganismi, per via della loro onnipresenza e della loro importanza. I microrganismi che vivono all'interno e sopra il corpo umano, ad esempio, sono dieci volte più numerosi delle cellule umane vere e proprie, e controllano un'enorme varietà di processi naturali importanti per la salute. "I leader del progetto", spiega Ibm, "sperano che ciò possa portare a identificare nuove funzioni geniche, a scoprire come gli organismi interagiscono tra loro e con l'ambiente e a comprendere meglio come i microrganismi si modificano a causa delle sollecitazioni ambientali, ad esempio i cambiamenti climatici".
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TITOLO: Riapre il locale del panettiere che si uccise dopo una multa Foto|Video
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Eddy De Falco si è tolto la vita otto mesi fa: non poteva pagare 2mila euro di sanzione. La moglie: «Politica ha fallito»
TESTO:CASALNUOVO Riapre il locale del pizzaiolo suicida La moglie: «Lo Stato aiuti gli esercenti» Il vicepresidente della Camera Di Maio tra la folla alla pizzeria di Eddy De Falco: «La politica ha fallito» NAPOLI - «Lo Stato venga un po? più incontro ai piccoli commercianti. Invece di? aiutarli? a chiudere, li aiuti a restare aperti»: è l? appello di Lucia, la moglie di Eddy De Falco, il pizzaiolo 43enne che lo scorso febbraio si è ucciso davanti alla sua abitazione a Pomigliano d? Arco dopo aver ricevuto una multa da duemila euro dall? Ispettorato del lavoro, per la presenza della consorte, senza regolare contratto, nell? esercizio commerciale di Casalnuovo. E stasera Lucia ha riaperto quella pizzetteria rimasta chiusa per otto mesi, alla presenza del vicepresidente alla Camera Luigi Di Maio, del sindaco di Casalnuovo Antonio Peluso, del presidente della Camera di Commercio Maurizio Maddaloni e di altre autorità civili e militari. Un giorno che dovrebbe essere di festa, ma che per Lucia significa riaprire la ferita della perdita del marito.
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TITOLO: «Ritocca» l’ecografia del feto Ginecologa indagata per falso
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Ai genitori aveva detto che andava tutto bene ma il bimbo è nato senza una mano e parte dell’avambraccio
TESTO:Agugliaro Albettone Alonte Altavilla Vicentina Altissimo Arcugnano Arsiero Arzignano Asiago Asigliano Veneto Barbarano Vicentino Bassano del Grappa Bolzano Vicentino Breganze Brendola Bressanvido Brogliano Caldogno Caltrano Calvene Camisano Vicentino Campiglia dei Berici Campolongo sul Brenta Carrè Cartigliano Cassola Castegnero Castelgomberto Chiampo Chiuppano Cismon del Grappa Cogollo del Cengio Conco Cornedo Vicentino Costabissara Creazzo Crespadoro Dueville Enego Fara Vicentino Foza Gallio Gambellara Gambugliano Grancona Grisignano di Zocco Grumolo delle Abbadesse Isola Vicentina Laghi Lastebasse Longare Lonigo Lugo di Vicenza Lusiana Malo Marano Vicentino Marostica Mason Vicentino Molvena Monte di Malo Montebello Vicentino Montecchio Maggiore Montecchio Precalcino Montegalda Montegaldella Monteviale Monticello Conte Otto Montorso Vicentino Mossano Mussolente Nanto Nogarole Vicentino Nove Noventa Vicentina Orgiano Pedemonte Pianezze Piovene Rocchette Pojana Maggiore Posina Pove del Grappa Pozzoleone Quinto Vicentino Recoaro Terme Roana Romano d'Ezzelino Rossano Veneto Rosà Rotzo Salcedo San Germano dei Berici San Nazario San Pietro Mussolino San Vito di Leguzzano Sandrigo Santorso Sarcedo Sarego Schiavon Schio Solagna Sossano Sovizzo Tezze sul Brenta Thiene Tonezza del Cimone Torrebelvicino Torri di Quartesolo Trissino Valdagno Valdastico Valli del Pasubio Valstagna Velo d'Astico Vicenza Villaga Villaverla Zanè Zermeghedo Zovencedo Zugliano
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DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Dopo un supplemento di indagini disposto dall’ex gip, il nuovo giudice ha accolto la richiesta dei pm, chiudendo il caso dell’ex presidente del Senato
TESTO:LA SENTENZA Mafia, archiviata inchiesta su Schifani Dopo un supplemento di indagini disposto dall? ex gip, il nuovo giudice ha accolto la richiesta dei pm, chiudendo il caso PALERMO - Il gip di Palermo ha archiviato l? inchiesta contro l? ex presidente del Senato, Renato Schifani finito sotto accusa, con l? ipotesi di concorso in associazione mafiosa, per due volte nel giro di quindici anni, oggetto di due richieste di archiviazione e di un ordine di svolgere un supplemento di indagini, emesso dall? ex gip Piergiorgio Morosini, oggi membro del Csm. «SEMPRE AVUTO FIDUCIA» - Gli approfondimenti, tutti effettuati puntigliosamente, non hanno cambiato la sostanza dei fatti: ed è per questo il giudice Vittorio Anania ha accolto la richiesta dei pm Paolo Guido e Nino Di Matteo, chiudendo il caso. «HO SOFFERTO IN SILENZIO»- «Ho pagato un grande prezzo in silenzio, ricompensato tuttavia dal trionfo della verità emerso attraverso il lavoro della magistratura nei cui confronti continuo a riporre massima fiducia», ha poi commentato Schifani. «Ho sofferto in silenzio, ma confortato dalla fiducia e stima di tutti coloro i quali conoscono la mia storia», ha detto, «un? indagine nei miei confronti che metteva in discussione quelli che erano stati i principi fondamentali della mia deontologia professionale, quali la trasparenza, l?onestà e la fiducia nella giustizia. Sofferenza acuita sia per la mia profonda consapevolezza della infondatezza delle accuse, sia per la delicatezza della mia immagine di uomo pubblico sfiorato, seppur ingiustamente, da gravi ombre di illegalità. Il mio senso delle Istituzioni ed il rispetto nei confronti della magistratura», ha continuato, «mi hanno portato ad un sentito e ripetuto silenzio rispettoso del lavoro degli inquirenti, e così anche nei momenti in cui vedevo dilatarsi i tempi di indagine o apprendevo dai mezzi di informazione notizie riguardanti la mia vicenda che avrebbero dovuto essere tutelate dal segreto. Ho pagato un grande prezzo in silenzio, ricompensato tuttavia dal trionfo della verità emerso attraverso il lavoro della magistratura nei cui confronti continuo a riporre massima fiducia»
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DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Ai domiciliari Gravante, patron delle Foreste Molisane
TESTO:ACCUSATO DI ESTORSIONE? L?ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata emessa dal gip dello stesso tribunale. Gravante risponde di vari reati tra cui estorsione e smaltimento illecito di rifiuti. L?imprenditore, 75 anni, secondo le indagini, avrebbe costretto sotto minaccia del licenziamento i propri dipendenti a sversare rifiuti zootecnici nel fiume Volturno e a sotterrare altro tipo di rifiuti nei terreni della propria azienda agricola. In particolare - stando all? ipotesi accusatoria - con la minaccia del licenziamento, costringeva alcuni suoi dipendenti dell? azienda agricola «Nat. Ali» che si trova in località «Fossolagno» del comune di Gioia Sannitica, a smaltire direttamente nel fiume Volturno tutto ciò che proveniva dall? allevamento di bestiame - in particolare gli escrementi di 3.500 capi di bestiame - e i reflui provenienti dalle sale di mungitura; avrebbe costretto allo sversamento, compiuto con le stesse modalità e sempre nel fiume, anche delle acque di lavaggio delle stalle e delle sale di mungitura, acque in cui finivano prodotti detergenti ed acidi di notevole pericolosità. Non solo: dalle denunce si ricava anche che «spesso - come è riportato nell? ordinanza - il reso delle bottiglie veniva nuovamente distribuito per la produzione in corso e mischiato al latte fresco». In pratica il latte invenduto e qualche volta scaduto rientrava nel ciclo di produzione. LE INDAGINI? Il lavoro degli investigatori è partito dalla denuncia di un ex dipendente di Gravante che «pentitosi» di aver partecipato per anni a tali attività in un esposto all? autorità giudiziaria raccontò alcuni retroscena dell? attività di smaltimento portata avanti nell? azienda. La denuncia ha trovato immediato riscontro investigativo con il rinvenimento nell? azienda, che si estende su oltre 500 ettari, di un? attività di smaltimento illecito di rifiuti speciali effettuata direttamente nel fiume Volturno, grazie a un sistema di pompe idrauliche nascoste e canalizzazioni approntate all? occorrenza. L?attività di smaltimento - consumatasi dal 1994 fino a qualche mese fa? veniva svolta con modalità tali da eludere i controlli: ad esempio, in orario serale e notturno, oppure in occasione di piogge e temporali, approfittando della circostanza che le acque del fiume fossero state rese limacciose dalle acque piovane. LATTE MATESE NON C? ENTRA? In mattinata, a margine dell? operazione del Corpo Forestale e della conferenza stampa in procura, è arrivata una precisazione riguardo le prime notizie diffuse dagli organi di stampa. «Il marchio `Matese´ è di proprietà di Newlat S. p.A da oltre trenta anni» ha rimarcato in una nota Angelo Mastrolia, il presidente della Newlat S. p.A, il quale ha sottolineato che «Giuseppe Gravante non ha alcuna relazione con il marchio Matese, tanto meno con la proprietà del marchio ovvero Newlat S. p.A». L?INTERRAMENTO DEGLI SCARTI? Nella grande azienda zootecnica di Giuseppe Gravante sarebbero stati interrati e bruciati su una superficie di 100 metri quadrati e ad una profondità di 3 metri tutti gli scarti dell? attività di imbottigliamento con il marchio Foreste Molisane (bottiglie in tetrapak o in pet ed etichette in carta e plastica), per un equivalente di 6,5 quintali al giorno. L?azienda valse a Gravante anche la cittadinanza onoraria nel 2007 da parte del Comune di Gioia Sannitica come «re del latte». L?attività di imbottigliamento non è però più esercitata da quasi un anno, in quanto la società proprietaria del noto marchio, l?Azienda Agricola il Torcino spa, facente parte del gruppo Gravante, è stata dichiarata fallita dall? autorità giudiziaria il 17 gennaio scorso perché, secondo la Procura di Santa Maria, sarebbe stata svuotata di beni e soldi con lo scopo di non pagare i fornitori e tutti gli asset sarebbero stati trasferiti verso altre compagini societarie del gruppo, tra cui l? «Azienda del Matese» e la «Nat. Ali», senza alcun ritorno economico per la prima. IL 21ESIMO REGGIMENTO AL LAVORO? «Da questa mattina - ha spiegato il comandante del Corpo Forestale di Caserta Michele Capasso - i mezzi del 21 Reggimento del Genio Guastatori dell? Esercito stanno scavando nell? azienda di Gioia Sannitica alla ricerca dei rifiuti interrati in base ad un decreto di ispezione dei luoghi». Tra i rifiuti già trovati anche carcasse di bufale. Dalle indagini sono inoltre emerse anche le pessime condizioni in cui venivano tenuti gli animali. Secondo un ex addetto, si legge nell? ordinanza di arresto, «la situazione era insostenibile, gli animali erano sommersi di liquami che tracimavano, e intanto il Gravante riceveva un sussidio pubblico di 70 euro per il benessere di ciascun animale».
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DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: L’episodio durante il notiziario delle 14 dell’emittente Studio 100
TESTO:ERa un? arma giocattolo. é intervenuta la polizia Armato di pistola interrompe il tg panico nell? emittente Studio 100 È accaduto durante il notiziario delle 14. L? uomo diceva «di essere il figlio di Dio». Trasmissioni subito interrotte TARANTO -Panico durante il Tg. Un uomo, armato di pistola, ha fatto irruzione in diretta durante l? edizione delle 14 del notiziario dell? emittente tarantina Studio 100 Tv. Ha prima minacciato la giornalista impegnata nella conduzione, Rosalba De Giorgi, e ha poi iniziato a leggere un comunicato di alcune pagine, nel quale affermava di essere figlio di Dio, di sentire presenze demoniache e che presto pubblicherà un libro nel quale descriverà tutto ciò che gli è accaduto e gli accade (compreso un? esperienza in carcere e l? uso di stupefacenti).
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TITOLO: ‘Ndrangheta e appalti: 13 arresti tra Lombardia e Calabria
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Interessi delle cosche in speculazioni immobiliari e in subappalti della Teem, tangenziale connessa ad Expo 2015. «Avevano contatti con politici milanesi»
TESTO:I Carabinieri hanno eseguito martedì mattina in Lombardia e Calabria 13 arresti, su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Milano, nei confronti di altrettanti indagati per associazione di tipo mafioso. L?indagine è diretta dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Milano, Como, Monza-Brianza, Vibo Valentia e Reggio Calabria. I 13 indagati sono accusati di associazione di tipo mafioso, detenzione e porto abusivo di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di denaro di provenienza illecita, abuso d? ufficio, favoreggiamento, minacce e danneggiamento mediante incendio. L?INDAGINE - Al centro delle indagini del Ros dei Carabinieri due gruppi della? ndrangheta radicati nel Comasco, con infiltrazioni nel tessuto economico lombardo. Accertati, secondo le indagini, gli interessi delle cosche in speculazioni immobiliari e in subappalti in alcuni cantieri della «Tangenziale Est Esterna di Milano» (Teem), che rientra tra le grandi opere connesse a Expo 2015. CONTATTI CON I POLITICI - Gli arrestati, secondo quanto si è saputo, avevano contatti con esponenti del mondo politico, istituzionale, imprenditoriale e bancario da cui ottenevano vantaggi, notizie riservate e finanziamenti. In particolare avevano rapporti con un agente di polizia penitenziaria, un funzionario dell? Agenzia delle Entrate, un imprenditore immobiliare, attivo anche nel mondo bancario e con dei consiglieri comunali di comuni nel Milanese.
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TITOLO: Marco Trombetti, ad di Translated: "Un bonus a chi abita vicino per rendere più felici i lavoratori"
DATA: 2014-10-28
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TESTO:"SE vuoi che il lavoro dei tuoi dipendenti sia il migliore possibile, devi dimostrare di prenderti cura di loro: metterli nella condizione di dare il massimo". Marco Trombetti, 38 anni, è l'amministratore delegato e cofondatore di Translated, un'agenzia di traduzioni online che fattura dieci milioni di dollari l'anno e che tra i suoi clienti ha Google e l'Unione europea. Nella sede di Roma, una villa nel verde del quartiere Eur, questa azienda dal cuore italiano ma con una filosofia da Silicon Valley impiega trentasei dipendenti. Quali sono i principali benefit che hanno a disposizione? "Una palestra, il personal trainer, corsi di spinning, massaggi due volte a settimana, un bel giardino per i break e per le riunioni. Poi una serie di incentivi economici: un aumento del 4 per cento in busta paga per chi abita nel raggio di tre chilometri oppure viene in bicicletta. Un bonus analogo a chi smette di fumare o a chi adotta un bambino, perché le adozioni costano tanto e i figli rendono la vita felice". Perché avete scelto questo approccio? "Il mondo del lavoro è cambiato: prima era per lo più fisico, ora è più intellettuale e quindi devi mettere la mente in condizione di far bene. Se risolvi i problemi di organizzazione della giornata, per esempio accorciando il tragitto casa-lavoro, liberi la testa dai pensieri, la sproni a essere creativa. Poi mens sana in corpore sano: incentivare l'attività fisica è fondamentale". Secondo i maligni è solo un modo per trasformare l'ufficio in una seconda casa e quindi trattenere i dipendenti al lavoro molto più a lungo. Che ne pensa? "Che è vero. Ma non è un obbligo, è una scelta che viene data al dipendente e se la usa vuol dire che ha la sua convenienza. Di certo l'azienda ci guadagna in produttività perché due colleghi che si allenano fianco a fianco sul tapis roulant, invece che in due palestre diverse, chiacchierano dei problemi di lavoro ". Quanto i servizi offerti hanno migliorato le performance? "Lo stile di lavoro ci ha aiutato a crescere ma abbiamo tante iniziative ed è difficile dire cosa va bene e cosa meno. Quella che sicuramente non ha funzionato è stata il corso di yoga: rilassava troppo, rasentava la meditazione. La produttività dei product manager era scesa del 30 per cento e alla fine abbiamo scelto di comune accordo di eliminarlo". Lo scorso agosto avete sperimentato la piscina in pausa pranzo e i bermuda in ufficio: che risultati hanno dato? "Dentro l'azienda sono andati benissimo, perché sentirsi a proprio agio aiuta il lavoro, fuori i pantaloni corti non hanno ancora convinto: per tanti l'abito fa il monaco e alcuni clienti potrebbero non essere pronti a sposare la nostra cultura di relax e risparmio energetico". Consiglierebbe ad altri imprenditori la stessa strategia? "Certo, soprattutto perché rafforza lo spirito di squadra. Se l'azienda si occupa di te, e tu lo senti, tendi a creare team molto motivati e concentrati sul raggiungimento degli obiettivi. Un concetto che funziona in tutti i campi, dall'industria alla gelateria".
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TITOLO: Pompei, trovati vasi di argilla cruda pronti per essere infornati
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Il vasaio bloccato dall'eruzione del Vesuvio. La scoperta nell'ambito di un programma di ricerca della Soprintendenza con il centro Jean Bérard<br clear='all'/>
TESTO:Decine di vasi in argilla cruda, pronti per essere infornati nella fornace della bottega di un vasaio e bloccati dall'eruzione del Vesuvio. Il ritrovamento negli scavi di Pompei, nel corso delle recenti indagini di studio condotte dalla Soprintendenza con la collaborazione del Centre Jean Bérard e dell'Ecole Française de Rome e dedicate all'"Artigianato e all'Economia a Pompei". Un vasto programma di ricerca, avviato da ormai 10 anni e che, negli ultimi tempi, ha interessato un'area nei pressi della necropoli Porta Ercolano, immediatamente fuori le mura della città, con studi specifici dedicati alla "Organizzazione, gestione e trasformazione di una zona suburbana: tra spazio funerario e spazio commerciale". Gli obiettivi di questa ricerca sono diretti a documentare l'attività artigianale dei ceramisti dell'epoca.
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TITOLO: Svimez: nel 2013 più morti che nati al Sud, mai così pochi dalla Grande Guerra
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Secondo il rapporto sull'economia del Mezzogiorno le nascite sono state 177mila, il numero più basso dal 1861: "Nei prossimi anni si prevede da un. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Un Sud a rischio desertificazione umana e industriale, dove si continua a emigrare (116mila abitanti nel solo 2013) e a non fare figli, infatti nel 2013 continuano a esserci più morti che nati. Un Sud dove la popolazione continua a impoverirsi, con un aumento del 40% di famiglie povere nell'ultimo anno, perché manca il lavoro, tanto che al Sud l'80% dei posti di lavoro nazionali è stato tra il primo trimestre del 2013 e del 2014. Sono alcuni dati che emergono dal Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno 2014 presentato oggi al Tempio di Adriano a Roma. Più morti che nati. Nel 2013 al Sud i decessi hanno superato le nascite, confermando il trend già in atto dall'anno precedente. Un fenomeno così grave si era verificato solo nel 1867 e nel 1918 cioè alla fine di due guerre, la terza guerra d'Indipendenza e la prima Guerra Mondiale: "Nel 2013 il numero dei nati ha toccato il suo minimo storico, 177mila, il valore più basso mai registrato dal 1861". "Il Sud - sottolinea lo Svimez - sarà interessato nei prossimi anni da un stravolgimento demografico, uno tsunami dalle conseguenze imprevedibili, destinato a perdere 4,2 milioni di abitanti nei prossimi 50 anni, arrivando così a pesare per il 27% sul totale nazionale a fronte dell'attuale 34,3%". Calabria la Regione più povera. La Calabria si conferma la Regione più povera d'Italia con un Pil pro capite che nel 2013 si è fermato a 15.989 euro, meno della metà delle Regioni più ricche come Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige e Lombardia. Nel Mezzogiorno la Regione con il Pil pro capite più elevato è stata l'Abruzzo (21.845 euro). Seguono il Molise (19.374 euro), la Sardegna (18.620), la Basilicata (17.006 euro), la Puglia (16.512 euro), la Campania (16.291 euro), la Sicilia (16.152 euro) e la Calabria (15.989 euro). In generale, in termini di Pil pro capite, il Mezzogiorno nel 2013 è sceso al 56,6% del valore del Centro Nord, tornando ai livelli del 2003, con un Pil pro capite pari a 16.888 euro. In valori assoluti, a livello nazionale, il Pil è stato di 25.457 euro, risultante dalla media tra i 29.837 euro del Centro-Nord e i 16.888 euro del Mezzogiorno. Lavora una giovane donna su cinque. Appena il 21,6% delle donne sotto i 34 anni è occupata contro il 43,0% del centro nord e una media nazionale del 34,7%. Il confronto con la media dell'unione europea è impietoso. Nell'europa a 27 le donne sotto il 34 anni che lavorano sono il 50,9%. Le donne che rientrano, o entrano per la prima volta, nel mercato del lavoro, vanno a ricoprire posizioni poco qualificate. Dal 2008 al 2013 le professioni qualificate femminili sono scese dell'11,7%, mentre sono aumentati del 15% i posti di lavoro nelle professioni poco qualificate. Pil a -0,4%, settimo anno di recessione. Il Pil si attesterà a -0,4% nel 2014, come "risultato tra la stazionarietà del Centro-Nord (0%) e la flessione del Sud (-1,5)". Per il Sud è il settimo anno di recessione. Forbice ancora divaricata nel 2015: il Pil nazionale, secondo le stime Svimez, è previsto a +0,8%, quale risultato tra il +1,3% del Centro-Nord e il -0,7% del Sud. Crollo degli investimenti. Nel 2013 il Pil è crollato nel Mezzogiorno del 3,5%, peggiorando la flessione dell'anno precedente (-3,2%), con un calo superiore di quasi due punti percentuali rispetto al Centro-Nord (-1,4%). Il peggior andamento del Pil meridionale nel 2013 è dovuto soprattutto a una più sfavorevole dinamica della domanda interna con i consumi in calo  del 2,4% e gli investimenti crollati del 5,2%. Da segnalare l'ulteriore perdita di posti di lavoro scesi sempre nel Mezzogiorno del 3,8%. In un panorama fortemente negativo, le esportazioni l'anno scorso hanno segnato -0,6% al Sud. Tra il 2008 e il 2013 i redditi al Sud sono crollati del 15% e i posti di lavoro sono diminuiti di circa 800mila persone. Le famiglie più povere, + 40%. Al Sud le famiglie assolutamente povere sono cresciute oltre due volte e mezzo, da 443mila (il 5,8% del totale) a 1 milione 14mila (il 12,5% del totale), cioè il 40% in più solo nell'ultimo anno. E' quanto emerge dal Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno 2014 presentato questa mattina al Tempio di Adriano. Secondo il rapporto, in Italia, dal 2008 al 2012, sono aumentate del 7% le famiglie in stato di 'deprivazione materiale severa', cioè che non riescono, ad esempio, a pagare l'affitto o il mutuo, fare una vacanza di una settimana una volta l'anno fuori casa, pagare il riscaldamento, fronteggiare spese inaspettate, e che magari non hanno l'automobile, la lavatrice, il telefono, la TV, e fanno fatica a fare un pasto di carne o pesce ogni due giorni. In Italia oltre due milioni di famiglie si trovavano nel 2013 al di sotto della soglia di povertà  assoluta, equamente divise tra Centro-Nord e Sud (1 milione e 14mila famiglie per ripartizione), con un aumento di 1 milione 150mila famiglie rispetto al 2007. 2008-2013, persi oltre mezzo milione di posti. Tra il 2008 e il 2013 delle 985mila persone che in Italia hanno perso il posto di lavoro, ben 583mila sono residenti nel Mezzogiorno. Nel Sud, pur essendo presente appena il 26% degli occupati italiani si concentra il 60% delle perdite determinate dalla crisi. Nel solo 2013 sono andati persi 478mila posti di lavoro in Italia, di cui 282mila al Sud. La nuova flessione riporta il numero degli occupati del Sud per la prima volta nella storia a 5,8 milioni, sotto la soglia psicologica dei 6 milioni; il livello più basso almeno dal 1977, anno da cui sono disponibili le serie storiche basi di dati. Nel primo trimestre 2014 il Sud ha perso 170mila posti di lavoro rispetto all'anno precedente, contro -41mila nel Centro-Nord. A fronte di una quota di occupati pari a circa un quarto dell'occupazione complessiva, tra il primo trimestre del 2013 e il primo trimestre del 2014 l'80% delle perdite di posti di lavoro in Italia si è concentrata al Sud.
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TITOLO: Omicidio-suicidio a San Giovanni, i pm: "Un delitto preordinato"
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: La donna era affetta probabilmente da una grave forma di depressione. Trasferita al Bambin Gesù dopo l'intervento chirurgico la bimba sopravvissuta: è ancora. ..<br clear='all'/>
TESTO:Giovanni, Roma. La donna era probabilmente affetta da una grave forma di depressione. Nulla fa ipotizzare una ricostruzione diversa: nessun segno di violenza, nessuna ferita da difesa è stata riscontrata sul corpo della donna. Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il sostituto Francesco Minisci hanno deciso di sottoporre comunque i corpi dei due piccoli, di nove e tre anni, e quello della mamma all'esame autoptico: domani affideranno l'incarico agli esperti dell'istituto di medicina legale della Sapienza. Intanto gli inquirenti attendono il via libera dei medici del San Giovanni per ascoltare Idris Jeddou, il marito della donna,   operato per la coltellata all'addome ricevuta dalla moglie, per cercare di fare chiarezza su dinamica e movente. "E' stato operato due notti fa all'addome - spiegano i medici - Resta ricoverato qui e dal punto di vista clinico non dovrebbe avere problemi".
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TITOLO: 'Ndrangheta, 13 arresti. Contatti con politici e imprese per i subappalti dell'Expo
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Le manette sono scattate tra Lombardia e Calabria in un'inchiesta della Dda di Milano. Nel mirino due gruppi criminali del Comasco con interessi nelle. ..<br clear='all'/>
TESTO:Gli investimenti dei boss. Le accuse vanno dall'associazione di tipo mafioso alla detenzione e porto abusivo di armi fino all'intestazione fittizia di beni. E ancora, dal reimpiego di denaro di provenienza illecita all'abuso d'ufficio fino al favoreggiamento, alle minacce e al danneggiamento mediante incendio. In particolare l'ex consigliere Addisi - transitato in Forza Italia, poi eletto con il Pd alle amministrative nel 2011 e dimessosi nei mesi scorsi quando il suo nome era già comparso in un'altra inchiesta di 'ndrangheta - avrebbe partecipato a un'illecita speculazione immobiliare: secondo l'accusa, avrebbe riciclato parte del denaro della cosca Galati "nell'operazione - come scrive il gip nelle 800 pagine di ordinanza - volta alla ristrutturazione di un complesso immobiliare situato in Lucernate di Rho, costituito in parte da uno stabile antico denominato Palazzo Gorani". E poi in consiglio comunale votò a favore del cambio di destinazione d'uso che ne avrebbe aumentato il valore. Le mani subappalto di Expo. Nell'inchiesta, oltre a una lunga serie di episodi di intimidazione, come l'auto bruciata a un vigile urbano e una busta con tre proiettili inviata alla direttrice del carcere di Monza, entrambi eseguiti su ordine impartito dal carcere da Fortunato Galati, spuntano il business dei negozi di 'compro oro' e anche quelli di sigarette elettroniche. E soprattutto i tentacoli allungati su Expo. Nelle carte si parla di "elementi indiziari riguardanti l'attività di Skavedil e, in particolare, l'acquisizione da parte di detta società di lavori nell'appalto per la costruzione della Tangenziale Est Milano" (Teem). In particolare due subappalti del valore di 450mila euro. E "le nuove emergenze probatorie trasmesse confermano la riferibilità a Giuseppe Galati (nipote di Antonio, ndr), classe 1971, della società ora formalmente detenuta dai cognati, Mangialavori Gaetano e Montele Domenica, sorella della moglie dell'indagato". Il boss col certificato antimafia. In pratica, come ha spiegato Boccassini, a causa anche di controlli insufficienti l'impresa riconducibile a Giuseppe Galati, mentre lui era in carcere per narcotraffico, è riuscita a ottenere la certificazione antimafia. Ed è bastato intestare le quote ai cognati per ottenere poi da una azienda di Modena, appaltante per l'opera, i due subappalti. A detta di Boccassini è difficile pensare che "si poteva non sapere a chi si davano quei subappalti". Il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati ha chiarito che la società riconducibile al presunto boss verrà segnalata alla prefettura di Milano. Nel frattempo, sempre dall'ordinanza emerge come l'infiltrazione della cosca Galati nel tessuto lombardo sia stata favorita dai "contatti con esponenti del mondo politico, istituzionale, imprenditoriale, bancario in modo da ottenerne favori, notizie riservate, erogazione di finanziamenti, rete di relazioni". La 'ndrangheta al Nord. I tentacoli della piovra calabrese, è assodato, sono saldamente stretti su regioni ricche come Lombardia, Piemonte e Liguria. I processi e le indagini più recenti attestano la capacità della 'ndrangheta di mettere radici e consolidarsi in modo strutturato in realtà territoriali anche lontanissime, che tuttavia realtà che mantengono il cordone ombelicale con la casa madre. In Lombardia, rileva l'ultima relazione della Direzione nazionale antimafia, l'insediamento della 'ndrangheta è organizzato in 15 'locali' (organizzazione che opera su base territoriale, composta da almeno 50 affiliati) per complessivi 500 affiliati circa.   "Dunque - osservano i magistrati - siamo a qualcosa di molto simile rispetto a quanto si riscontra in Calabria. I soggetti che hanno sviluppato le strutture in questione operano secondo tradizioni di 'ndrangheta: linguaggi, riti, doti, tipologia di reati sono tipici della criminalita' della terra d'origine e sono stati trapiantati in Lombardia dove la 'ndrangheta si e' trasferita con il proprio bagaglio di violenza". La Lombardia colonizzata. Nel territorio lombardo è avvenuta una vera e propria colonizzazione da parte della 'ndrangheta nel tessuto socio-politico-economico della regione. Non è semplicemente l'articolazione periferica della struttura criminale calabrese sorta e radicata nel territorio d'origine, ma è un'associazione dotata di una sua autonomia operativa, benché fortemente collegata al crimine reggino. Questa associazione è composta da soggetti ormai da almeno due generazioni presenti sul territorio lombardo, che commettono in Lombardia reati rientranti nel programma criminoso, che compiono delitti e atti intimidatori, il tutto nel contesto di un fenomeno criminale unitario.
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TITOLO: Stato-mafia, Napolitano sentito per tre ore: "Mai saputo di accordi"
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: I membri della Corte d'Assise di Palermo a Roma per raccogliere la testimonianza del presidente della Repubblica. Il capo dello Stato chiamato a raccontare. ..
TESTO:"Da parte del capo dello Stato c'è stata una grande collaborazione - ha ribadito  il procuratore di Palermo Leonardo Agueci- Napolitano ha risposto a tutto in modo molto ampio. La deposizione ha confermato l'utilità della sua citazione". Solo spettatore. Per l'avvocato Luca Cianferoni, legale di Totò Riina, il presidente della Repubblica "ha tenuto sostanzialmente a dire che lui era uno spettatore di questa vicenda". Poi ha aggiunto che "la Corte non ha ammesso la domanda più importante", quella sul colloquio tra il presidente Napolitano e l'ex presidente Oscar Luigi Scalfaro quando pronunciò il famoso "non ci sto! ", ha detto il legale, spiegando che "questa domanda non ha trovato il diniego di Napolitano, ma quello della Corte che non l'ha ammessa". Il legale di Riina ha, poi, sottolineato che il presidente "ha consultato delle carte durante la deposizione: lui ha avuto modo di avere quelle carte che il 15 ottobre sono arrivate dai pm di Firenze e che a noi parti private hanno richiesto una certa attività. Questo un teste normale non può farlo". Giorgio Napolitano, ha detto ancora Cianferoni, "rispetto al 41 bis ha detto "ero uno spettatore di questa vicenda non sono un giurista'". Scalfaro. Per quanto riguarda la nomina di Oscar Luigi Scalfaro a capo dello Stato, i legali hanno riferito che - secondo Napolitano  - la strage di Capaci fu un fatto talmente forte da essere da stimolo a trovare un accordo politico sulla nomina del nuovo capo del Quirinale. Risposte a tutte le domande. Il capo dello Stato ha risposto a tutte le domande. Anzi, in un paio di occasioni ha chiesto al presidente della Corte di Assise, Alfredo Montalto, di poter rispondere anche a domande del legale di Riina che la Corte non aveva ritenuto ammissibili. ''Presidente, se lei permette voglio accontentare l'avvocato'', ha detto Napolitano, che ha ribadito di volere rispondere oggi su tutto ed evitare di ripetere nuovamente in altra occasione questo evento". Pico della Mirandola. Non sono mancati, nel corso dell'udienza, momenti di ironia: "Pensate che abbia la memoria di Pico della Mirandola? ", ha detto a un certo punto Napolitano, scherzando di fronte ad alcune domande dei pm, che, secondo il Presidente della Repubblica, si allontanavano dall'alveo originario della sua testimonianza. Napolitano 'disponibile'. La deposizione del capo dello Stato, che si è svolta soltanto grazie alla sua ''disponibilità'', come sottolineato ripetutamente dalla Corte, ha riguardato due temi probatori: la lettera scritta a Napolitano nel 2012 dal suo consigliere giuridico Loris D'Ambrosio dopo essere stato sentito dai pm di Palermo, e le informative riservate degli apparati di sicurezza su un progetto mafioso di attentare, tra il 1993 e il 1994, alla vita di Napolitano e di Giovanni Spadolini, che all'epoca erano, rispettivamente, presidenti della Camera e del Senato. D'Ambrosio, che nel 2012 è morto d'infarto, era stato interrogato sulle sue telefonate con Nicola Mancino, imputato di falsa testimonianza nel processo per la trattativa, che si lamentava di essere sottoposto a indagini da diversi uffici giudiziari piuttosto che in un'unica sede. Nella lettera a Napolitano, che è stata peraltro resa pubblica dal Quirinale, D'Ambrosio manifestava il suo timore di poter essere considerato ''utile scriba di indicibili accordi'' negli anni '90, quando come magistrato era in servizio prima all'antimafia e poi al Dap. Ma resta senza risposta la domanda su cosa intendesse il consigliere giuridico del Quirinale per "indicibili accordi": il dubbio, secondo quanto raccontato da Napolitano, non fu mai chiarito, anche perché tra i due "non ci furono ulteriori interlocuzioni". Su questo passaggio il presidente della Repubblica è stato categorico: "Se D'Ambrosio avesse avuto altro da riferire, visto il suo spessore umano e professionale, lo avrebbe fatto". Colle spera velocità trascrizione atti. Il Quirinale "auspica che la Cancelleria della Corte assicuri al più presto la trascrizione della registrazione per l'acquisizione agli atti del processo, affinché sia possibile dare tempestivamente notizia agli organi di informazione e all'opinione pubblica" dell'udienza, si legge in una nota del Quirinale, nella quale si sottolinea che il presidente della Repubblica, ha risposto a tutte le domande e "con la massima trasparenza e serenità, senza opporre limiti di riservatezza connessi alle prerogative costituzionali neé obiezioni riguardo alla stretta pertinenza ai capitoli di prova ammessi dalla Corte stessa". Gli arrivi. Stamani il primo ad arrivare al Quirinale è stato il presidente della Corte d'Assise di Palermo Alfredo Montalto, poco dopo le nove. È entrato in auto, con la scorta, dalla porta secondaria del palazzo, la cosiddetta Porta dei Giardini, che si trova in via del Quirinale. Dallo stesso ingresso, quindici minuti dopo, è entrato il sostituto procuratore Nino Di Matteo, dentro un corteo di tre auto anticipato da due motociclisti dei carabinieri. Poi, dalla Porta dei Giardini sono entrati anche gli altri pubblici ministeri di Palermo, il procuratore reggente Leonardo Agueci, il procuratore aggiunto Vittorio Teresi e i sostituti Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia. Intanto, dall'ingresso principale del Palazzo entravano anche gli avvocati dei dieci imputati. Nessuna dichiarazione, passo veloce fra i cordoni di carabinieri e agenti della sicurezza che tengono a distanza giornalisti e curiosi. Il Quirinale è blindato per l'audizione del capo dello Stato al processo trattativa stato-mafia. L'udienza è iniziata alle dieci ed è terminata dopo le 13:30.
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TITOLO: M5s, gli attivisti dicono sì alle unioni gay
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Vince di gran lunga il Sì, gli iscritti al movimento cinque stelle, chiamati a decidere sulle unioni tra omosessuali, sancisono la linea dell'equirapazione dei. ..
TESTO:ROMA - Sì degli attivitsi cinque stelle alle unioni gay. Il blog di Beppe Grillo pubblica i risultati della consultazione sul quesito: "Sei favorevole all'introduzione nel nostro ordinamento giuridico delle unioni civili fra persone dello stesso sesso? ". Vince di misura il Sì. "Hanno partecipato alla votazione 25.268 iscritti certificati. 21.360 hanno votato sì. 3.908 hanno votato no. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato", si legge nella home page del blog. La base esprime un massiccio consenso all'introduzione nell'ordinamento italiano delle unioni gay, posizione caldeggiata in più occasioni anche dal leader del Movimento. La consultazione on-line, aperta stamani alle 10, ha chiamato a raccolta gli iscritti per pronunciarsi sulla posizione che i rappresentanti del Movimento dovranno assumere a breve: un progetto di legge si trova in commissione Giustizia per una prima lettura. Le altre consultazioni. Non tutte le consultazioni fatte dal movimento, a differenza di questa - che conferma la linea del leader e di alcuni rappresentanti in parlamento - avevano accontentato le volontà di Grillo. In due occasioni la base ha disatteso e contraddetto il leader, dimostrando di ragionare in autonomia dalla testa. Ultima consultazione a far parlare di sè quella sul reato di immigrzione clandestina, fatta a gennaio scorso. Nata per uno scontro tra Grillo e alcuni senatori cinquestelle, rei di aver presentato un emendamento, facendolo approvare, per l'abolizione del reato di clandestinità. Immediatamente dal suo blog Grillo sconfessa l'iniziativa dei senatori, dichiarando: "La loro posizione in Commissione è del tutto personale, non faceva parte del programma. Non siamo d'accordo sia nel metodo e nel merito". Quindi l'iniziativa di chiamare il popolo del web ad esprimersi. Ma le consultazioni, ahilui, sanciscono la lontananza di vedute tra base e vertice: 24.932 i votanti, 15.839 i sì all'abrogazione contro 9.093 contrari. Non passa neanche un mese e di nuovo si presenta uno scenario di divario nel movimento tra leader e onorevoli. Siamo all'indomani della caduta del governo Letta, Renzi, incaricato da Napolitano, fa un giro di consultazioni con le forze politiche in parlamento. Alcuni esponenti del M5s vogliono andare all'incontro, Grillo non vuole nemmeno sentirne parlare. Il leader si rivolge di nuovo alla base: il 18 febbraio chiama a raccolta i suoi accoliti digitali e gli chiede di decidere sul da farsi. "L'assemblea dei portavoce del MoVimento 5 Stelle in Parlamento  - si legge nel post di febbraio - sta discutendo se andare da Renzie per le consultazioni. Ci sono posizioni differenti. Noi crediamo che non sia opportuno andare per non partecipare a una farsa. Comunque ci sembra corretto che su questa decisione si pronuncino gli iscritti attraverso la Rete. " Di nuovo la base decide contrariamente al suo leader: la consultazione si conclude con 41.240 voti  - su 85.408 aventi diritto - i favorevoli all'incontro con Renzi sono stati 20.843, i contrari 20.397. Poco meno di 500 votanti obbligano Grillo ad incontrare il segretario Renzi. Il resto è storia nota. Polemiche interne al movimento: post dei rappresentati tendenziosi e quesito cambiato.   In giornata si erano registrati malumori nella base per il post del capogruppo al senato, Alberto Aiola, che chiariva sul termine 'unioni' e sul significato della consultazione, perché avrebbe propeso per il Sì: consigliando in sostanza di votare in quella direzione.
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TITOLO: Via libera della Ue alla Legge di Stabilità Renzi: l'Italia riparte
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: La legge di stabilità sta per avere il via libera della commissione europea con l'ok del falco Katainen che annuncia: nessuna bocciatura. Al prezzo di uno. ..
TESTO:La legge di stabilità sta per avere il via libera della commissione europea con l'ok del falco Katainen che annuncia: nessuna bocciatura. Al prezzo di uno svuotamento del fondo taglia tasse (ma non quelle sul lavoro) come prezzo da pagare per raggiungere lo 0,3 per cento come obiettivo di medio termine di riduzione del deficit invece dello 0,5 che chiedeva la Ue. Con questo risultato in tasca il premier Renzi getta un altro po' di ottimismo in pasto ai suoi sostenitori: in primavera l'Italia ripartirà. Dal 1 novembre molto dipenderà dalla nuova commissione europea che ha annunciato un programma di investimenti da 300 miliardi. L'Italia ha fatto la sua parte e adesso aspetta che l'Europa si muova nella direzione della crescita. Il premier è determinato a raggiungere i risultati che ha in mente senza alcun cedimento al compromesso e alla mediazione. Al punto da abbattere tutti i totem e i tabù della sinistra a cominciare dal rapporto con i sindacati. L'incontro di ieri del governo con i sindacati non ha fatto altro che aumentare l'irritazione della Cgil. Poletti, Padoan e Madia si sono limitati a raccogliere le istanze dei sindacati e a promettere che valuteranno. E Renzi è stato ancora più duro: i sindacati dicono la loro ma poi il governo e il Parlamento decidono in autonomia. Addio concertazione. Renzi va avanti come un panzer e la sinistra Pd è sotto shock. Consapevole di essere una minoranza senza prospettiva nel Pd, teme che Renzi voglia chiedere il voto di fiducia sul Jobs act anche alla Camera e questo sarebbe considerato un atto di guerra. Molti non la voterebbero e a quel punto il fantasma della scissione si farebbe sempre più realistico. Alcuni nella sinistra temono addirittura che Renzi voglia spingerli verso l'uscita e a questo proposito ipotizzano che Renzi voglia andare al voto in primavera. L'obiettivo del premier è un partito che va oltre i confini tradizionali della sinistra e guarda anche agli elettori in fuga da un centrodestra in via di dissoluzione. Il Partito della Nazione che è entrato ormai nel lessico politico da quando lo stesso Renzi lo ha evocato nell'ultima Direzione del Pd.
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TITOLO: Spazio, razzo diretto alla Iss esplode durante il lancio in Virginia
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: A bordo non c'era equipaggio, nessun ferito. Il vettore doveva trasportare viveri e materiali alla Stazione spaziale internazionale per conto della Nasa
TESTO:E' la prima volta che accade una cosa del genere da quando l'ente spaziale Usa, dopo aver "pensionato" gli shuttle, paga la Orbital Sciences Corp e la SpaceX per rifornire la Iss. Quello odierno era il quarto Antares diretto verso il laboratorio orbitante. Il primo era partito oltre un anno fa. Il razzo esploso non aveva mostrato alcun problema prima del lancio e anche il conto alla rovescia era stato perfetto. E' per questo che sia la Nasa sia Orbital Science hanno definito l'incidente una "anomalia catastrofica". L'ente spaziale ha informato immediatamente la Federal Administration Aviation (Faa) e ha preannunciato la creazione di una commissione d'indagine. La Nasa ha inoltre assicurato che nulla di ciò che era a bordo del cargo era essenziale per l'Iss, anche perché l'agenzia spaziale russa procederà con le proprie forniture mercoledì. Il personale dell'Iss è già stato informato dell'incidente. L'esplosione rischia di trasformarsi in boomerang per il presidente americano Barack Obama, che ha spinto per un programma di razzi commerciali per i rifornimenti. A pagare le immediate conseguenze dell'incidente è intanto Orbital Science, che crolla in Borsa nelle contrattazioni after hour, arrivando a perdere fino al 19%.
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TITOLO: Eduardo 30 anni dopo: una scala cancella il suo camerino Speciale
DATA: 2014-10-28
OCCHIELLO: Napoli ricorda De Filippo, immagini e testimonianze Testimonianze, foto e video sul grande De Filippo
TESTO:Eduardo, dal canto suo, ha sempre parlato dell'abnegazione con la quale ha affrontato il mestiere di teatrante, fin dalla più tenera età, per esempio ricopiando a mano le commedie del padre, per lunghe ore. Una volta cresciuto e diventato un attore e autore affermato, ripeteva ai giovani: lavorate, lavorate, lavorate. Da loro è stato sempre ascoltato, e nel tempo ricambiato con ammirazione e rispetto. Forse anche per questo all'Università Federico II di Napoli il 23 ottobre sono accorsi in centinaia all'apertura del convegno «Eduardo De Filippo e il teatro del mondo». Scattavano selfie con Luca, che ha aperto i lavori, e si facevano firmare autografi sulle copie delle Cantate, le raccolte di testi eduardiani che oggi si studiano e si rappresentano in tutto il mondo, dall'America alla Comédie-Française, sopravvissute a chi pensava che interpretate da un altro attore avrebbero fatto il loro tempo. «Perché Eduardo piace tanto ai giovani? Forse perché ha sempre detto le cose come stanno», ha chiosato Luca.
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TITOLO: Catania, donna uccisa a coltellate in auto
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: Si tratta di una 30enne di un'altra località. Il corpo è stato trovato  nella zona della stazione centrale<br clear='all'/>
TESTO:CATANIA - E' un giallo la morte di una trentenne uccisa nella tarda serata di ieri a Catania. La donna, originaria di un paese della provincia etnea e la cui identità è tenuta riservata dalla polizia che deve ancora informare della tragedia i genitori della vittima, era alla guida di una Peugeot 106 nera. A ucciderla, secondo una prima ricostruzione effettuate da testimonianze raccolte sul posto, sarebbe stato uno straniero che è fuggito a piedi, correndo tra le stradine del centro storico di Catania. Il corpo della donna è stato trovato accasciato sul volante della vettura posteggiata in via Tezzano, nella zona della stazione centrale della ferrovia. Sul posto è intervenuta la squadra mobile per effettuare rilievi e indagini. La polizia è stata avvertita da segnalazioni al 113 di una violenta lite dentro un'automobile tra una donna e uno straniero. La polizia ritiene probabile che il movente del delitto sia da ricondurre alla sfera personale della 30enne e per questo sta ricostruendo le sue ultime frequentazioni. Non viene ritenuta probabile una rapina. Sull'omicidio la Procura di Catania ha aperto un'inchiesta.  
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TITOLO: Dossier Cidi, il Sud si allontana
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO:
TESTO:L? enorme lavoro realizzato dal Cidi, gli insegnanti democratici, ovvero il secondo Rapporto sul sistema educativo italiano pensato per ispirare le politiche scolastiche dei governi, tra mille numeri (fonti Istat, Isfol, Miur) che rischiano di confondere nella loro quantità dice comunque una cosa inconfutabile: anche per la scuola il Sud non è solo indietro, è così indietro che rischia di essere perduto. Oggi (alle 15,30) il lavoro? Mille dati per venti Regioni, più di una ragione per cambiare? sarà presentato. Il Sud va indietro sul piano della demografia scolastica, quindi degli iscritti, dei bambini e dei ragazzi che vanno al banco. E questo è un disastro. In generale, nell? intero paese c? è una progressiva riduzione della popolazione residente, in particolare nelle prime fasce di età (dal 2002 al 2012 si assiste a una crescita dell?1,2 per cento in rallentamento, però, nelle ultime stagioni): al Centro-Nord si assiste, però, a una crescita, in particolare in alcune regioni, mentre al Centro-Sud c? è un crollo. In particolare, in quasi tutte le regioni meridionali è prevedibile per i prossimi anni una diminuzione significativa della popolazione interessata alla scuola secondaria, in modo più evidente alla scuola secondaria di secondo grado (le medie superiori). Dal confronto tra la fascia di età 6-10 (scuola primaria) con quella 14-18 (secondo ciclo), la fascia più giovane risulta leggermente meno numerosa di quella che sostituirà nel giro di otto anni, ma in tutte le regioni centro-meridionali si registrano riduzioni pesanti che vanno dal -6,9% dell? Abruzzo al -14,3% della Calabria mentre, eccetto Marche e Liguria, in tutto il resto del Centro e del Nord gli incrementi vanno dallo 0,2% del Lazio al 9,8% dell? Emilia-Romagna. Su un piano di geografia interna, c?è una divaricazione delle percentuali relative ai servizi per la prima infanzia: in Calabria sono il 2,5%, in Emilia Romagna il 26,5%. Per quanto riguarda la scuola primaria è interessante analizzare i dati sul tempo pieno: a fronte di una media nazionale del 31,6% si registra una oscillazione tra il minimo 7% in Campania e il massimo del 50% in Piemonte. Sul fronte dei Centri di formazione professionale, questi percorsi continuano ad essere assenti in Sardegna. Anche gli indicatori relativi ai consumi culturali e alle nuove tecnologie sembrano risentire delle diverse opportunità economiche e di accesso alla conoscenza dei diversi territori. Un 46% degli italiani risulta aver letto almeno un libro, ma il dato si dettaglia a livello regionale mettendo ancora una volta in evidenza la forbice esistente fra Nord e resto del paese, con tutte le regioni del Settentrione che superano il 50% di persone che hanno letto almeno un libro. A mano a mano che si scende lungo la penisola la percentuale diminuisce, con la Puglia che ha un dato di poco più del 31%. La spesa in percentuale sul Pil è più alta al Sud, ma solo perché il Pil nel Meridione è più basso. Così la dispersione scolastica e i livelli d? apprendimento (dove, insieme al Sud, va male il Lazio).
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TITOLO: Catania, donna uccisa a coltellate in auto dall'ex fidanzato
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: L'uomo è stato arrestato. La vittima è una 30enne di Belpasso. Il corpo è stato trovato  nella zona della stazione centrale. Prima di essere uccisa una lite. ..<br clear='all'/>
TESTO:CATANIA - L'ha uccisa al culmine di una lite perché si era rifiutata di ritornare con lui. Poi sotto choc ha vagato per tutta la notte sino a stamattina, quando la polizia lo ha fermato. Si chiama Gora Mbengue, 27 anni, senegalese, l'assassino di Veronica Valenti, 30 anni di Belpasso. I due da mesi avevano interrotto una relazione sentimentale: ieri sera si sono incontrati per un chiarimento, ne è nata una lite, al culmine della quale il giovane l'ha colpita ripetutamente al petto. Il delitto in auto, una Peugeot 106, in una zona buia, in via Tezzano, a due passi dalla stazione ferroviaria, dove i due si erano appartati. A scoprire il corpo privo di vita con la maglietta alzata sino al reggiseno è stata la polizia chiamata da alcuni abitanti di via Tezzano allarmati dalle grida della giovane proprio mentre il suo assassino la colpiva con violenza. L'omicida subito dopo avere ucciso la donna è fuggito via e per questo la polizia ieri sera ha iniziato la caccia all'uomo setacciando la zona del Passiatore, il lungomare che si affaccia sulla scogliera prima del porto. Bloccato dalla polizia ha ammesso le sue responsabilità: per il magistrato che sta indagando potrebbe trattarsi di omicidio premeditato in quanto il giovane si era portato con sé il coltello con cui ha colpito la donna. Una tesi avvalorata dalla confessione: "Sono sceso di casa con un coltello in mano e ho pensato: se mi dice no l'ammazzo". Queste le parole che ha detto l'uomo alla polizia. L'aggressione, secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile, era dunque prevista e per questo l'uomo è stato arrestato per omicidio volontario premeditato. Indagini sono in corso per accertare se il senegalese sia in possesso del permesso di soggiorno o sia un irregolare  
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TITOLO: Bici, moto, auto e case: Milano è la città della condivisione. "E per Expo 2015 sarà un boom"
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: Il Comune punta sulla sharing economy: dopo la mobilità, nuovi progetti per servizi e produzione. Un bollino garantirà credibilità e rispetto delle norme. Fra. ..
TESTO:È la città condivisa. Quella che già oggi lavora - in 40 spazi di coworking - o produce in comune, tra fab lab e indirizzi dedicati ai makers, gli artigiani digitali. Quella che sperimenta il crowdfunding e che, quando la prossima primavera alle 3.500 biciclette e alle 1.900 auto si aggiungeranno anche 1000-1500 scooter, potrà viaggia con qualsiasi mezzo 'di tutti'. E non solo. Perché la città dello sharing è anche quella che si prepara a Expo. Con i servizi che potrebbero aumentare ulteriormente in attesa dei 20 milioni di visitatori: dai gruppi che vorrebbero lanciare un'app per far vivere tour inconsueti di Milano agli alloggi in condivisione e alle case da scambiare; dai passaggi in auto all'assistenza a bambini, anziani e animali fino alle cene e ai corsi di cucina. Per questo Palazzo Marino è pronto ad approvare una delibera di giunta che possa sviluppare ancora di più la cosiddetta economia collaborativa. Una strategia complessiva che va dall'impegno a mettere a disposizione spazi e a trovare risorse fino alla creazione di speciali albi qualificati con cui il Comune metterà una sorta di bollino di garanzia su quei servizi che, come spiega l'assessore con delega alla 'Smart city' Cristina Tajani, "abbiano credibilità e rispettino le regole". Perché se questo settore va lanciato, è il concetto, va anche "organizzato" per non replicare proteste come quelle dei tassisti contro Uber. È partendo da Expo che il Comune ha deciso di premere ancora di più sull'acceleratore della sharing economy. Un studio del gruppo di lavoro Shar-Expo ha ipotizzato la possibile platea: durante i sei mesi, potrebbero essere 7mila al giorno le persone in cerca di alloggi alternativi, almeno 9mila i fruitori servizi in sharing, 4.500 pronti a guidare un'auto o una bici, 300 i coworker. Per i trasporti, l'offerta c'è già. "Ma tutti i sistemi sono in espansione e lo spazio di crescita nei prossimi cinque anni sarà notevole", dice l'assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran. Le auto, ad esempio, con la possibilità di toccare l'hinterland aumenteranno (i tre operatori privati hanno chiesto di poter salire di 200 a testa), così come le biciclette che, per Expo, saranno anche elettriche. E poi le moto - anche a tre ruote - con l'avviso pubblico che il Comune lancerà tra novembre e dicembre. Ma Palazzo Marino guarda a un orizzonte ancora più lontano e, soprattutto, su queste basi vuole costruire una politica di rilancio della città. "Pensiamo che nello sharing - spiega Tajani - ci siano molte possibilità di sviluppo e il fenomeno va guardato dai due punti di vista: quello dei servizi e dei consumatori, ma anche quello della produzione, della finanza e di chi, in questo modo, lavorerà ". È per questo che è nata la delibera quadro che unisce i due campi: a proporla è il settore di Tajani ma è stata condivisa - anche questa - dall'assessorato di Maran e da quello al Commercio di Franco D'Alfonso. Ancora prima che venga portata in giunta il prossimo mese, il Comune ha chiamato a raccolta, il 4 novembre, i principali attori per un confronto: dai coworker agli operatori del car sharing, da Airbnb a Bla bla car, da chi ha lanciato una piattaforma di crowdfunding a Gnammo, il primo servizio di social eating italiano. Con il documento l'amministrazione vuole indirizzare le scelte future. Tra gli obiettivi: trovare risorse anche con bandi statali ed europei, spazi, favorire la mappatura e la comunicazione delle iniziative e "contribuire all'elaborazione di nuovi strumenti di gestione e regolamentazione ". Questi servizi, infatti, rischiano anche di scatenare le proteste di categorie e commercianti. Ecco perché il Comune sta pensando di creare elenchi per "riconoscere e certificare le realtà virtuose che si muovono all'interno delle regole". E allo stesso tempo, rilancia Tajani, "si può lavorare con il governo per cambiare quelle che risultano obsolete".
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TITOLO: San Cipriano d'Aversa, nel Comune che fu sciolto per camorra il nuovo sindaco è il commercialista Caterino
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO:
TESTO:Il nuovo sindaco di San Cipriano di Aversa è il commercialista Vincenzo Caterino che con la lista  "San Cipriano che vorrei" ha ottenuto  il 35,63% (2.789 voti). Caterino ha battuto nell? ordine Margherita Iovine (San Cipriano Bene Comune) che ha ottenuto  il 28,47% (2229 voti), Salvatore Cioffo (Nuova Alba) con il 18,99% (1487 voti) e Gennaro Di Bonito (San Cipriano nel cuore) con 16,89%   (1322 voti). Elezioni comunali 2014 Si votava in un solo turno, essendo il Comune al di sotto dei quindicimila abitanti.   Alle 23 di ieri, domenica 26 ottobre, quando i seggi si sono chiusi,  avevano votato il 76% degli aventi diritto contro l'81% della scorsa competizione elettorale. San Cipriano è  l'unico comune casertano in cui si sono svolte le votazioni per eleggere il nuovo sindaco. Per 24 mesi il Comune è stato retto da una gestione commissariale, perché  per condizionamenti di camorra. Lo scioglimento è avvenuto in seguito all? arresto del sindaco, Enrico Martinelli, finito in carcere il 13 marzo 2012. Lo spoglio è cominciato poco prima della mezzanotte, ma i dati arrivavano nei comitati elettorali organizzati dai candidati sindaci con molte difficoltà. Fin dalle prime schede scrutinate,  nei tredici seggi allestiti presso le scuole di San Cipriano, si è delineato un testa a testa tra Vincenzo Caterino e Margherita Iovine, candidata sindaco della lista? San Cipriano Bene Comune? .  Ma man mano che si andava avanti con lo spoglio, la forbice tra i due si allargava a favore di Caterino. Lo spoglio è terminato nelle prime ore del mattino con i sostenitori di Caterino che hanno sparato fuochi d? artificio lungo il corso principale di San Cipriano di Aversa. Sedici i consiglieri comunali eletti. Caterino, che di professione fa il commercialista, porta in comune 11 consiglieri comunali. Due i seggi invece per la lista? San Cipriano bene comune? e ? nuova Alba? , uno per la lista? San Cipriano nel cuore? .
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TITOLO: Legge stabilità, i sindacati criticano l'incontro con il governo. Camusso: "Surreale"
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: Il leader Cgil: "Non abbiamo discusso. Dov'è il rispetto per le parti sociali? Senza risposte, sarà sciopero generale". Poletti: "Confronto, ma no trattativa". ...
TESTO:ROMA - Un incontro che si è trasformato in uno scontro. Il vertice governo-sindacati di oggi sulla Legge di Stabilità ha provocato la dura reazione delle organizzazioni dei lavoratori, perché secondo loro i ministri presenti "non erano nelle condizioni di rispondere". "Non avevano il mandato", ha commentato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, al termine dell'incontro, "le parti hanno illustrato le rispettive posizioni. Hanno detto che forse non ci perderemo di vista. L'unica cosa certa è che non trattano. Ho capito che non possono farlo". E la leader della Cgil, Susanna Camusso, ha aggiunto: "Il problema è che non avevano mandato a discutere. Questa è la sintesi del rispetto che si ha per le parti sociali", dice: "E' surreale". Poletti: "Confronto, ma nessuna trattativa". "Non c'è stato nulla di surreale, nulla", ha risposto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. "Non era prevista nessuna trattativa, ma un confronto: abbiamo illustrato la manovra e le parti hanno espresso le loro opinioni. C'è stata una dichiarazione di disponibilità del governo. Abbiamo ascoltato delle valutazioni, raccolto dei contributi, per quello che riguarda il Governo laddove ci sia l'opportunità di un approfondimento siamo pronti a discuterne", ma solo su "specifici problemi che risultassero meritevoli. Non pensiamo di fare più discussioni generali, l'abbiamo fatta oggi. Non ci saranno dibattiti che cambino la finanziaria del suo impianto". Camusso: "Il governo non vuole misurarsi". "Non abbiamo discusso, ma ascoltato la relazione del ministro Padoan", ha spiegato Camusso, "lo spirito si potrebbe riassume in 'mandateci una mail', il modo di comunicare di questo governo. L'esecutivo non intende, non dico condividere con le parti sociali, ma neanche provare a misurarsi. Questo non ci pare un governo innovatore. E' sembrato che gli incontri siano solo dei luoghi dove le parti dicono solo quello che pensano, senza reale confronto. Avevamo detto che in assenza di risposte saremmo andati avanti con lo sciopero generale. Mi pare che siamo in assenza di risposte". E infine: "Per la Pubblica amministrazione non c'è solo il non rinnovo del contratto e l'annuncio di un prolungamento del blocco, ma così come sono scritte le norme sulla spending c'è anche il rischio che si traducano in migliaia di posti in meno tra precari delle Province che non verranno confermati, personale Ata, ispettori del lavoro, vigili del fuoco e così via". La Cisl: "Correggere svarioni". "Non so se sia stato un incontro surreale o normale. Lo valuteremo", ha invece commentato, in modo più conciliante, la segretaria della Cisl, Anna Maria Furlan. "Il governo si è riservato di valutare le nostre proposte e abbiamo chiesto di correggere degli 'svarioni'. Mi auguro che gli approfondimenti siano positivi. Poco di nuovo e molto di vecchio, invece, sul fronte della spending review alle regioni con il rischio che si trasformi in più tasse e meno servizi, quindi la nostra attenzione sarà anche su questo. Il taglio del contributo ai patronati, per esempio", ha continuato Furlan, "significa stroncare l'attività dei servizi gratuiti per i cittadini. Ci saranno almeno ottomila posti di lavoro a rischio, senza considerare che le attività dei patronati garantiscono 650 milioni di risparmio per lo stato". SCHEDA - IL TESTO FINALE DELLA LEGGE DI STABILITA' Delrio: "Ascoltiamo, ma rispettare saldi della manovra". "Siamo aperti al contributo dei sindacati", ha subito risposto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, "ma nel rispetto dei saldi della manovra. I contributi delle associazioni di categoria saranno esaminati e approfonditi". Più o meno la stessa risposta era arrivata dal ministro del Lavoro, Poletti, durante l'incontro: "Ascolteremo le vostre valutazioni". Mentre per il ministro dell'economia Padoan il vertice è andato "benissimo". Il premier Renzi non c'era. L'atteso incontro tra governo e sindacati dedicato alla Legge di stabilità, dopo la grande manifestazione della Cgil sabato scorso a Roma, si è tenuto nel pomeriggio, presso il ministero del Lavoro a Roma. Presenti il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan, il ministro del lavoro Giuliano Poletti, il ministro della semplificazione e P. a., Marianna Madia, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio. Per i sindacati sono al tavolo il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, la leader della Cisl Annamaria Furlan e il segretario generale aggiunto della Uil Carmelo Barbagallo. Per l'Ugl il segretario confederale Ermenegildo Rossi. "Crescita e occupazione". Dopo una breve introduzione del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, è stato il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan a illustrare con un breve intervento la linea del Governo: le "parole chiave" sono "crescita e occupazione" avrebbe indicato, secondo quanto riferiscono presenti all'incontro. Le misure della Legge di stabilità per la crescita e l'occupazione, "che noi vogliamo raggiungere attraverso il taglio delle tasse per il lavoro e il sostegno ai redditi bassi, resteranno stabili e avranno un impatto positivo per l'economia". Padoan ha sottolineato, che "c'è inoltre un forte legame tra la legge di stabilità con le riforme del lavoro, della P. a. e della giustizia, nel rispetto dei vincoli europei".
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TITOLO: Pd a rischio scissione, Fassina: "Renzi cerca la rottura ma io non voglio uscire"
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: All'indomani della Leopolda 5, il deputato della minoranza dem che sabato era in piazza con la Cgil contro la delega lavoro del governo dice: "Il premier non. ..
TESTO:SU TWITTER #Postofisso e #Scissione: parole che agitano la sinistra Un attacco durissimo, quello del premier. Una sfida a cui oggi Fassina replica: "Basta con le chiacchiere sui gettoni che non entrano negli iPhone - dice l'ex viceministro dell'Economia riferendosi a uno dei passaggi più applauditi alla Leopolda -, è giunta l'ora di entrare nel merito delle questioni. Renzi spieghi dove sono finite le risorse aggiuntive da destinare agli ammortizzatori sociali, oppure spieghi perché una misura come il bonus degli 80 euro viene elargita a chi ha 90mila euro di reddito anziché destinarla alle fasce più deboli. Oppure ancora: perché il premier continua a parlare di contratto unico quando invece nella delega lavoro rimangono tutte le forme contrattuali che già conosciamo? ". In linea con un altro deputato della minoranza Pd - Gianni Cuperlo - Fassina ritiene evidente nella strada percorsa da Renzi un modo "per cercare la rottura, per cacciare" cioè "non tanto un pezzetto del gruppo parlamentare quanto piuttosto di allontanare una parte fondamentale del Pd per trasformare il partito in subalterno all'establishment". Di più: "Cerca un incidente per giustificare le elezioni anticipate". E dunque, "basta - insiste - con le caricature di posizioni importanti", alla Leopolda "Renzi non ha cercato di comprendere, ma ha fatto provocazioni. Tanti di noi oggi stanno chiedendo di entrare nel merito delle questioni in discussione" tra Camera e Senato. "Se ciò non avverrà, l'obiettivo del premier sarà chiaro. Io non voto la delega se viene sottoposta alla fiducia nella stessa formulazione uscita dal Senato, senza cambiamenti significativi su tanti punti, non solo sull'articolo 18". Tuttavia nel corso della giornata da Radio 24 farà sapere: "Non esco dal Pd, penso di restare perché il mio obiettivo è quello di cambiare alcuni provvedimenti del governo". Ma se Pippo Civati si dà tempo "un mese per decidere" se lasciare o no il partito (anche lui sabato era in piazza San Giovanni con studenti, lavoratori e parte di un elettorato Pd che sulla riforma del lavoro boccia le scelte dell'esecutivo), a definire "fantascienza" una eventuale separazione è Gennaro Migliore (su Qn), fuoriuscito da Sel ed entrato nel Pd quattro giorni fa. Esclude l'ipotesi anche il renziano Davide Faraone, che ad Agorà stamani ha dichiarato: "Non si può puntare al bipartitismo, come fa Renzi, e poi puntare alla scissione. Ci confrontiamo, ma poi riusciamo sempre a stare insieme nel partito, ognuno porta avanti le sue idee. Noi dobbiamo creare le condizioni perché si socializzino i rischi degli imprenditori e dei lavoratori. Questo è quello che deve fare un partito della Nazione, questo è l'obiettivo del Pd. Noi vogliamo dentro la piazza la Cgil e la Leopolda, dobbiamo tenere insieme le diverse anime, altrimenti sarebbe un fallimento. Il Pd è rimasto unito e lo resterà anche in futuro, se devo scegliere tra la sinistra Pd e Forza Italia, scelgo la sinistra Pd tutta la vita". Intanto da Napoli, dove è in corso una direzione regionale del partito legata alle candidature per le prossime regionali, è il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, a ricacciare indietro lo 'spettro': "La scissione non ha cittadinanza nel Pd. Il nostro è un partito che discute, toccando temi molto rilevanti in questo momento anche per l'identità della sinistra. La discussione può avere toni aspri, ma credo che ci debba essere da parte di tutti lo sforzo e l'impegno per far sì che questa discussione porti a trovare punti di incontro".  
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TITOLO: Comunali, Reggio Calabria torna al centrosinistra. Falcomatà stravince col 60,99% dei voti
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: L'esponente del centrosinistra reggino, giovane figlio dell'ex sindaco Italo, ha sbaragliato gli avversari al primo turno. Flop M5s. A San Cipriano D'Aversa. ..
TESTO:"Un'altra città che cambia verso dopo anni di mal governo del centrodestra - commenta il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini -Al giovanissimo sindaco e al Pd reggino e calabrese vanno i nostri complimenti. Il successo di Reggio Calabria rappresenta un buon viatico per le elezioni regionali di novembre". Al voto ieri anche San Cipriano d'Aversa, comune della provincia di Caserta, dopo due anni di gestione commissariale per lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Il nuovo sindaco è Vincenzo Caterino, commercialista di 49 anni sostenuto dalla lista civica "San Cipriano che vorrei". Caterino ha ottenuto il 35,63% dei consensi per un totale di 2789 voti, e ha preceduto Margherita Iovine, prima donna a presentarsi come candidato sindaco, appoggiata dalla civica "San Cipriano bene comune" e fermatasi al 28,47% (2229 voti).   I RISULTATI / LO SPOGLIO A SAN CIPRIANO D'AVERSA A Reggio Calabria l'affluenza è stata del 64,93% (dieci punti in meno del 2011), mentre a San Cipriano D'Aversa si è registrato un 76,76%, un calo di cinque punti rispetto all'81% delle ultime elezioni. Sia Reggio Calabria che San Cipriano D'Aversa sono andate ieri alle urne dopo due anni di giunta commissariale, visto che le amministrazioni elette rispettivamente nel 2011 e nel 2010 erano state sciolte per infiltrazioni mafiose. A ottobre del 2012 il ministero dell'Interno ha sciolto il comune sullo Stretto stabilendo che a Reggio non c'era solo il rischio di infiltrazioni mafiose, ma che la mafia era già nelle stanze del comune e che esisteva una "linea di contiguità" con la classe politica. Le inchieste hanno svelato il marcio nascosto dietro la patina del "Modello Reggio": consiglieri comunali arrestati, politici che parlavano con i boss, due società municipalizzate (la Leonia e la Multiservizi) infiltrate dalle cosche, altre aziende a capitale pubblico sommerse dai debiti come l'Atam (l'azienda di trasporto cittadino) e sull'orlo del fallimento, ma soprattutto i bilanci comunali truccati, falsi almeno quanto gli spot che pubblicizzavano una città che nella realtà non esisteva. Lo scioglimento per condizionamenti di camorra nel comune campano, limitrofo a Casal di Principe, è avvenuto in seguito all? arresto del sindaco Enrico Martinelli, finito in carcere il 13 marzo 2012. Per gli inquirenti il primo cittadino ebbe rapporti con il clan del boss omonimo, il cugino Enrico Martinelli, durante il suo mandato iniziato nel marzo 2010. Il nome del sindaco era comparso in un "pizzino" che il boss Martinelli inviò all? ex sindaco di Villa Literno, e consigliere regionale campano, Enrico Fabozzi, attraverso il quale gli intimava di assegnare un appalto pubblico a una ditta.
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TITOLO: Sentenza ribaltata in appello, Minzolini condannato a 2 anni e sei mesi
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: L'ex direttore del Tg1 ritenuto colpevole per aver utilizzato in modo improprio la carta di credito della Rai. Disposta anche l'interdizione dai pubblici. ..
TESTO:ROMA - In primo grado era stato assolto. La sentenza è stata invece ribaltata dalla terza sezione penale della Corte d'Appello di Roma che ha condannato l'ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini (oggi senatore di Forza Italia) a 2 anni e sei mesi per peculato continuato. L'accusa è quella di aver utilizzato in modo improprio la carta di credito della Rai. I giudici hanno anche disposto l'interdizione dai pubblici uffici per l'intera durata della pena. Il 14 febbraio 2013 i giudici della VI sezione del tribunale penale collegiale avevano disposto l'assoluzione del giornalista con la formula "perchè il fatto non costituisce reato". Nel capo di imputazione si contestava a Minzolini di aver sforato in 14 mesi il budget a sua disposizione per circa 65 mila euro. Somma che è stata restituita dall'ex direttore del Tg1 all'azienda di viale Mazzini. L'inchiesta, nata dopo un esposto presentato nel marzo 2011 dall'Italia dei Valori, era costata a Minzolini il posto da direttore del Tg1: ma a settembre 2013 i giudici del Tribunale del Lavoro di Roma avevano respinto la richiesta di reintegro presentata dai legali del senatore azzurro. "Sono allibito, senza parole, perplesso per usare un eufemismo. Quello che mi colpisce è la volubilità del nostro sistema giudiziario. In questo Paese non c'è certezza di diritto". Questa la reazione a caldo del parlamentare di Forza Italia colpito dalla sentenza di condanna. I legali di Minzolini, Fabrizio Siggia e Franco Coppi, non escludono di andare in Cassazione: "E' una sentenza che ci lascia interdetti. Alla lettura delle motivazioni valuteremo il ricorso in Cassazione". In aula i due penalisti avevano sostenuto che la carta di credito aziendale fosse "un mezzo di pagamento agevolato assegnato a Minzolini dalla direzione generale della Rai senza dover attendere il rimborso delle spese sostenute nel suo ruolo di direttore del telegiornale". Solidarietà a Minzolini è stata espressa da esponenti di diversi esponenti di Forza Italia, come Daniele Capezzone, e dal capogruppo del Nuovo Centrodestra al Senato, Maurizio Sacconi.  
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TITOLO: Infanzia, il garante Spadafora: "Politici spesso parlano senza conoscere la materia"
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: Bambini e separazioni difficili, in aumento i casi di disagio. Promosso con riserva il bonus bebè. Il presidente dell'Autority boccia la riforma della. ..
TESTO:NEL GOVERNO non c'è dialogo tra le varie strutture che si occupano di infanzia. E ancora non è stata proposta una valida alternativa ai Tribunali per i Minorenni, che la riforma della giustizia minorile prevede di fatto di abrogare. Il Garante per l'Infanzia Vincenzo Spadafora, in occasione di un convegno a Rimini sulla tutela dei minori figli di genitori separati promosso dal Cismai (Coordinamento dei servizi italiani contro il maltrattamento e l? abuso all? infanzia), non nasconde la sua insoddisfazione per come la politica stia affrontando il delicato problema della tutela dell'infanzia, un argomento affrontato troppo spesso dai politici "senza sapere di cosa stanno parlando". "Non possiamo parlare dei problemi dell? infanzia prescindendo da ciò che accade a livello economico e politico", ha affermato Spadafora, che promuove il bonus bebè contenuto nella legge di stabilità presentata dal governo Renzi ma sottolinea: "Se accanto a questo viene smantellato tutto il sistema di garanzie per il minore e la famiglia, me ne faccio poco? . INCHIESTA/L'INFANZIA CANCELLATA DALLA CRISI Il Garante ha ricordato che "il ruolo finale dell? Autority è quello di creare una rete di relazioni tra gli operatori, così da progettare per il minore un sistema tutelante di qualità, da fornire poi al governo" e ha sottolineato che, in tema di separazioni difficili, le segnalazioni di disagio sono in aumento: ?Ogni singolo caso richiede un approfondimento specifico. Dobbiamo cercare di analizzare le denunce per capire cosa si può fare a monte. Inutile dire che, in tutto questo, i media non aiutano affatto. Spesso strumentalizzano le questioni più delicate. Per questo è importante fare il punto in maniera approfondita e seria? . Il tema dei minori 'contesi' da genitori separati o in via di separazione appare quanto mai di attualità: spesso i figli vengono più o meno volutamente strumentalizzati da parte di genitori, una condizione di forte stress per i bambini che si trovano al centro di situazioni molto difficili. Ma il convegno è stata l'occasione anche per segnalare i malfunzionamenti e le difficoltà che il sistema posto a tutela dei minori sta affrontando: "All? interno della compagine governativa - ha ricordato Spadafora - non esiste dialogo tra le varie strutture sui temi dell? infanzia. E questo per chi lavora sul campo è un problema enorme, perché non permette di stabilire delle buone prassi". Per il Garante rappresenta un serio limite il fatto che ogni regione effettua le rilevazioni con il proprio sistema e fa i suoi esami in modo diverso. Critiche anche al progetto di riforma della giustizia minorile che prevede, di fatto, la cancellazione dei Tribunali per i Minorenni: ?Con tutte le sue difficoltà, il sistema giuridico italiano per la tutela dei minori reggeva. Il fatto che non sia stata proposta un? alternativa lascia senza parole. Se non troveremo disponibilità a ragionare su un sistema funzionante di tutela dei diritti dell? infanzia, che investa su scuola, giustizia minorile, etc, ogni volta saremo costretti a rincorrere la proposta di turno con realtà istituzionali che tra loro non dialogano? . Da Spadafora è arrivata anche un richiamo alla politica alla luce del caso che ha visto protagonista l'ex ministro di Forza Italia Maurizio Gasparri e una ragazzina obesa in un confronto a colpi di insulti su Twitter: "Cartina di tornasole di un sistema che poco o nulla si cura di questi temi - ammonisce il presidenti dell'Authority - sono casi come quello del tweet di Gasparri contro la ragazzina obesa: se questi sono i segnali che arrivano dall? alto, si impone una scelta e una presa di coscienza fortissima".  
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TITOLO: Renzi supera l'esame europeo ma resta l'ombra della scissione Pd
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: Il drammatico week end di scontro fra Renzi e la Cgil con la minoranza del Pd lascia una scia di rancore che rimarrà a lungo, mentre si manifesta il fantasma. ..
TESTO:Il drammatico week end di scontro fra Renzi e la Cgil con la minoranza del Pd lascia una scia di rancore che rimarrà a lungo, mentre si manifesta il fantasma della scissione. Nel giorno in cui a Piazza Affari crollano le due banche che non hanno superato lo stress test (ce ne sono anche altre ma in condizioni meno drammatiche di Mps e Carige), soffrono i titoli bancari e lo spread torna sopra quaota 170, il Jobs act di Renzi passa l'esame dei partner europei, ma non quello della minoranza del Pd che con Fassina torna a dire che non voterà il provvedimento in Parlamento. Alla Leopolda il segretario e premier ha celebrato la sua personale Bad Godesberg. E come nel 1959 l'ala più intransigente dei socialisti tedeschi si rifiutò di tagliare i ponti con il marxismo, così la vecchia guardia del Pd - che non era a Firenze ma a Roma con Camusso e Landini - sale sulle barricate per difendere l'articolo 18. Inutilmente Renzi ha ricordato ai suoi oppositori interni (i più irriducibili oppositori del premier) che il posto fisso non esiste più. Il risultato è un muro contro muro che scava un fossato sempre più largo. Quanto potrà durare? Nessuno può prevederlo, ma certo è che si sente sempre più spesso evocare lo spettro della scissione come una eventualità da non scartare. Ufficialmente nessuno se ne vuole assumere l'intenzione, ma già il fatto che Cuperlo indichi in Renzi l'eventuale colpevole se mai si dovesse arrivare a tanto, significa che ufficiosamente se ne parla. Del resto la minoranza ha capito da un pezzo che non tornerà mai nella stanza dei bottoni di Largo del Nazareno e le riflessioni su cosa fare in futuro sono all'ordine del giorno. Da Reggio Calabria arriva un altro segnale della capacità di attrazione del Pd di Renzi: il trionfo del nuovo sindaco Falcomatà con oltre il 60 per cento dei voti significa che un partito con le radici a sinistra è in grado di conquistare consensi anche oltre il suo perimetro abituale. Spicca nel risultato di Reggio il crollo del M5S passato dal 28 per cento delle politiche al 2,5 per cento.
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TITOLO: Aperta la: "scatola nera" del Dna, scoperti 262 geni: 'custodi' della vita
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: Osservati in 3D su cellule di lievito, controllano le funzioni legate alla crescita delle cellule
TESTO:SONO passati dieci anni dalla prima mappa del genoma umano e le "sorprese" non sono ancora finite. Le tecniche più recenti di analisi genetica, infatti, hanno permesso di "aprire la scatola nera del Dna", individuando e osservando in 3D ben 262 geni "custodi della vita", che controllano le funzioni legate alla crescita delle cellule. Pubblicata sulla rivista Developmental Cell e frutto di quasi cinque anni di ricerche, la mappa delle regioni finora sconosciute del genoma è liberamente accessibile ai ricercatori di tutto il mondo e fornisce anche la chiave per studiare i meccanismi che fanno impazzire le cellule, scatenando i tumori. Finanziata dal Consiglio Europeo delle Ricerche (Erc), la nuova mappa riguarda il Dna di un organismo molto semplice come il lievito ed è stata ottenuta nell'università britannica di Cambridge dal gruppo coordinato dal genetista Rafael Carazo Salas. Microscopio con focale in 3D e analisi computerizzata delle immagini hanno permesso di osservare con un dettaglio senza precedenti i processi che modellano le cellule, dando loro la forma che le rende riconoscibili. Hanno anche permesso di vederne l'organizzazione interna, con i microtubuli che costituiscono l'impalcatura interna delle cellule, e sono riusciti a ricostruire le fasi principali del ciclo cellulare. A queste funzioni importantissime sono legati i due terzi dei 262 geni appena individuati, mentre un terzo di essi svolge più di una funzione. "A più di dieci anni dalla pubblicazione della mappa del genoma umano, il cosiddetto 'Libro della vita', non abbiamo ancora un'evidenza diretta della funzione svolta dalla metà dei geni di tutte le specie il cui genoma è stato finora sequenziato", osserva Carazo Salas. "Finora", prosegue, "non esisteva alcun catalogo dei geni coinvolti nei processi cellulari né della loro funzione. Comprenderli meglio potrebbe aprire nuove strade nella ricerca di farmaci il cui obiettivo potrebbero essere proprio questi processi, come una nuova generazione di terapie anticancro".
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TITOLO: Transistor del futuro, a Pisa si studiano nuovi materiali
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: Università di Pisa, IIT, MIT di Boston e altri atenei stanno testando l'uso di una classe di materiali bidimensionali che potrebbero risultare utili per. ..
TESTO:NON c'è solo il grafene nella corsa alla realizzazione di chip elettronici sempre più avanzati, capaci di offrire prestazioni superiori a quelle delle attuali proposte basate sul silicio. Anzi, il grafene potrebbe non essere nemmeno la risposta migliore alle necessità dell'industria dell'elettronica: non è realmente un semiconduttore, ha un gap di energia nullo e perciò non permette ai transistor  -  che funzionano come un interruttore - di spegnersi totalmente. La risposta ai bisogni del settore potrebbe venire da una classe di materiali bidimensionali che mostra un gap di energia simile a quello del silicio, oltre ad altre proprietà molto interessanti. A studiare questi materiali i ricercatori dell'Università di Pisa, insieme ai colleghi dell'Istituto Italiano di Tecnologia, del Massachusetts Institute of Technology, dell'Università di Notre Dame, dell'Università di Dallas, della società di ricerca AMO e di Texas Instruments. Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista Nature Nanotechnology. Si tratta di "ricerca di frontiera", come l'ha definita Giuseppe Iannaccone, professore del dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Ateneo pisano a Tom's Hardware. Le premesse però sono buone: secondo il professore le simulazioni a livello atomistico hanno permesso di capire che questi materiali offrono prestazioni ottime fino a 5 nanometri, ma i limiti potrebbero essere ben altri. Anche nella produzione di chip al silicio - sebbene Iannacone abbia ricordato che gli attuali transistor sono formati in divere parti da altri materiali - si potrebbero toccare i 5-7 nanometri, ma la convenienza economica potrebbe non esserci. Per questo si va alla ricerca continua di nuovi materiali che abbinino alte prestazioni, capacità di scaling e soprattutto economicità, in un'ottica di produzione in volumi. "Negli ultimi anni la comunità scientifica ha mostrato un forte interesse per i materiali bidimensionali come sostituti del silicio in elettronica", ha affermato Gianluca Fiori del dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Università di Pisa. "Materiali dello spessore di un solo atomo come i calcogenuri dei metalli di transizione (TMD), il seleniuro di bismuto o il grafene, che per questo motivo sono promettenti per la realizzazione di transistor piccolissimi, fino a cinque nanometri, mentre quelli attuali sono circa 20 nanometri. Per rendersi conto delle dimensioni, un virus è circa 100 nanometri, un batterio è circa mille nanometri, e lo spessore di un capello è circa centomila nanometri". "Questo studio è il risultato di una serie di progetti finanziati dalla commissione europea e del progetto di collaborazione fra l'Università di Pisa e il MIT Boston", ha sottolineato Iannaccone. "La tecnologia di produzione e di lavorazione di questi materiali è ancora allo stato embrionale, per cui si tratta di ricerche di frontiera fortemente interdisciplinari, con un orizzonte temporale a medio e lungo termine. A oggi, oltre ai transistor, questi materiali sembrano particolarmente promettenti per la realizzazione di sistemi elettronici flessibili per sistemi indossabili o applicati su superfici curve". * della redazione di TOM'S HARDWARE
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TITOLO: Msc crociere, sequestrati beni per 33 milioni a presidente e a. d.
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: I reati ipotizzati dai magistrati: omessa dichiarazione dei redditinei confronti del primo e dichiarazione infedele per il secondo
TESTO:NAPOLI - Una delle più grandi compagnie di navigazione italiane dedicata al mercato delle crociere finisce nel mirino della magistratura. Due decreti di sequestro preventivo di beni per un valore di 33,3 milioni di euro sono stati eseguiti nei confronti di Pierfrancesco Vago, ad della Msc Crociere e Francesco Zuccarino, presidente del cda. Omessa dichiarazione dei redditi nei confronti del primo e dichiarazione infedele per il secondo i reati ipotizzati. I decreti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della sezione Criminalità economica della Procura, ed eseguiti dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza nei confronti di Pierfrancesco Vago, ad protempore della Msc Crociere S. A. di Ginevra di Francesco Zuccarino, presidente del cda della Msc crociere spa di Napoli. La cifra di 33,3 milioni copre fino al valore delle imposte ritenute evase. Il provvedimento colpisce partecipazioni societarie, beni immobili e disponibilità finanziarie. Il sequestro eseguito nei confronti dell? amministratore della società ginevrina consegue all? accertamento dell? esistenza, presso la sede della Msc crociere di Napoli - secondo quanto sottolinea il procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli - di una «stabile organizzazione occulta della citata Msc Crociere S. A. che non ha dichiarato redditi realizzati nel territorio nazionale per circa 38 milioni di euro cui corrispondono imposte dirette evase per oltre 10,7 milioni. Le investigazioni hanno consentito di accertare che nell? ottobre 2006 la Msc Crociere spa con sede a Napoli ha modificato il proprio oggetto sociale (da tour operator a intermediario dei trasporti)?trasferendo? l?attività di organizzazione e vendita di pacchetti di crociere alla società ginevrina Msc Crociere S. A., ma mantenendo le stesse funzioni sino ad allora svolte con riferimento all? organizzazione e vendita di crociere nel territorio italiano». Presso la sede napoletana della Msc Crociere spa - sottolinea Zuccarelli - «è rimasta invariata, nonostante la modifica dell? oggetto sociale, la struttura organizzativa esistente prima della ristrutturazione del 2006 e quindi la società ha continuato ad operare - in forza di appositi contratti stipulati con la Msc Crociere S. A. di Ginevra - con gli stessi precedenti compiti gestionali e amministrativi in modo tale da risultare una vera e propria? sede di direzione, ossia una stabile organizzazione occulta della società svizzera». Il sequestro, sottolinea la Procura di Napoli, «scaturisce dalla relativa verifica fiscale che ha consentito di accertare che la società, allo scopo di ridurre indebitamente i redditi da assoggettare a imposizione nel territorio italiano, ha sottofatturato le prestazioni di servizio rese nei confronti della società ginevrina Msc Crociere S. A., dalla quale è di fatto controllata in virtù di particolari vincoli contrattuali, benché il suo capitale sociale sia interamente detenuto dalla Marinvest srl, che a sua volta è controllata al 99,9% da due società dell? isola di Man». Secondo Zuccarelli «sulla base di tali fatti, in applicazione della specifica disciplina tributaria in materia di rapporti commerciali con società controllanti estere, gli imponibili delle prestazioni di servizio in esame sono stati rivalutati al? valore normale? , così constatando una maggiore base imponibile ammontante complessivamente, per gli anni dal 2007 al 2012, a oltre 75 milioni di euro». «A carico della medesima Msc Crociere spa - si sostiene nella nota della Procura - sono stati inoltre accertati costi indeducibili, perché non inerenti, per circa 2,6 milioni di euro, relativi a un? aliquota di personale stabilmente ed esclusivamente impiegata per curare la contabilità della società svizzera Msc Crociere S. A. Le imposte dirette complessivamente evase della Msc Crociere spa ammontano a oltre 22,6 milioni di euro». «Contestazioni del tutto infondate e in palese dispregio delle norme internazionali, relative in particolare al settore marittimo», così replica in una nota Msc Crociere, in relazione al sequestro preventivo di beni nei confronti dei vertici del gruppo per presunte violazioni delle norme fiscali. Il gruppo ribadisce «la correttezza del proprio operato e conferma di aver avviato con totale trasparenza e collaborazione le opportune interlocuzioni con le autorità fiscali competenti al fine di chiarire la propria posizione e ottenere il rispetto da parte delle suddette autorità competenti delle vigenti norme internazionali applicabili». In particolare, «la convenzione fiscale in vigore tra Italia e Svizzera per evitare le doppie imposizioni prevede espressamente che - contrariamente a quanto stabilito per una qualunque attività d? impresa - i redditi che una società svizzera consegue specificamente dal trasporto marittimo internazionale siano tassati esclusivamente nella Confederazione elvetica indipendentemente dall? esistenza o meno di una stabile organizzazione in Italia. Tale norma è conforme al modello di convenzione internazionale dell? Ocse applicato sistematicamente dagli Stati nei loro trattati bilaterali per evitare la doppia imposizione».
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TITOLO:
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: I ladri, in trasferta da Napoli, sono stati arrestati: avevano portato via 19mila euro
TESTO:a castel maggiore Bancomat svaligiato, tre arresti Il colpo con la fiamma ossidrica BOLOGNA - Avevano svaligiato il bancomat della filiale della Banca agricola Mantovana di Trebbo di Reno, frazione di Castel Maggiore, portando via 19 mila euro in contanti. Si tratta di una banda ben organizzata di «trasfertisti», arrivati da Napoli per mettere a segno il colpo: equipaggiati di tutto punto erano riusciti ad aprire la cassa automatica con una fiamma ossidrica. I carabinieri del Radiomobile e della compagnia di Borgo Panigale hanno arrestato tre malviventi che insieme ad altri due complici avevano messo a segno il furto: hanno tra i 62 e i 23 anni, due hanno una lunga lista di precedenti alle spalle. IL FURTO - Il gruppetto era entrato nella banca nella notte tra il 21 e il 22 ottobre: dopo aver forzato una porta hanno vuotato il bancomat, facendo scattare l? allarme. Sul posto si erano immediatamente fiondati i carabinieri, che hanno bloccato tre macchine con dentro i componenti della banca. Una quarta vettura è invece fuggita: a bordo probabilmente i due pali con il bottino del furto. Parte delle banconote, o tutte, sono state danneggiate dalla vernice rossa sparata dal dispositivo di sicurezza dell? apparecchio. Il gip Gianluca Petragnani Gelosi ha convalidato l? arresto per furto aggravato in concorso. Le indagini sono state coordinate dal pm Antonella Scandellari: due arrestati sono stati trasferiti alla Dozza, il terzo si trova agli arresti domiciliari.
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TITOLO: Rifiuta di tornare con l’ex: 30enne uccisa a coltellate in macchina
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: La vittima è Veronica Valenti
TESTO:IN CIABATTE -L? aggressore, che ora si trova in cercere, è stato bloccato alle prime luci dell? alba in via del Plebiscito e non ha opposto resistenza alla polizia. Per gli investigatori l? omicidio era premeditato: il senegalese, infatti, all? appuntamento con la giovane, aveva portato con sè un coltello e non appena la vittima gli ha detto che non voleva riallacciare la relazione con lui l? ha assassinata colpendola numerose volte nel lato sinistro dell? addome e nella schiena. Alla squadra mobile alcuni abitanti della zona avevano raccontato di una violenta lite e di un uomo, verosimilmente un africano, che si era allontanato dal luogo del delitto. Gli agenti avevano trovato il coltello e due ciabatte, una dentro l? auto ed una vicino la vettura, e la loro presenza lasciava ritenere che l? autore del delitto abitasse nelle immediate vicinanze. Le indagini della polizia hanno permesso di accertare che la vittima, che lavorava come impiegata in una ditta di mobili, aveva avuto una relazione con un senegalese che abitava proprio in via Tezzano, dove è stato commesso il delitto. Indagini sono in corso per accertare se il senegalese sia in possesso del permesso di soggiorno o sia un irregolare. IL PADRE: «LE AVEVO DETTO STAI ATTENTA» - «Ho sempre detto a Veronica di stare attenta, e adesso l? hanno uccisa senza pietà. Non sono razzista, ma hanno un? altra cultura e modi di vivere diversi», ha detto Giuseppe Valenti, il papà della trentenne uccisa a coltellate, che invita «il ministro dell? Interno, Angelino Alfano a «chiamarlo per potere parlare con lui», anche di Mare Nostrum. «Ho una figlia sposata con militare statunitense di colore che vive negli Usa, e quindi non sono razzista», aggiunge, «ma importiamo in Italia il 90 per cento di delinquenti su questi barconi. Adesso il ministro Alfano deve dire una parola a tutta l? Italia in nome di Veronica, che era una bravissima ragazza». «Mia figlia ieri sera», ricorda Valenti, «era uscita dal lavoro, mi ha mandato un messaggio e mi ha detto che tutto andava bene. In serata l? ho chiamata al cellulare, ma non mi rispondeva. E il mio cuore è impazzito. ..». «Si era lasciata con questo ragazzo», osserva, «poi l? ha incontrato nuovamente e lei adesso non c? è più. Spero che questi messaggi arrivino a tutti, al governo e al ministro Alfano: ci vogliono maggiori controlli. C?erano stati degli episodi che erano stati segnalati alle istituzioni, ma non ufficialmente. Non abbiamo denunciato e adesso è successo quello che è successo e dico ai papà e alle mamme: state attenti alle vostre figlie». «Sono contento che la polizia o abbia arrestato», conclude il papà di Veronica, «e sono grato agli investigatori. Adesso spero nella giustizia. Se me lo trovassi davanti? Non me lo faccia dire cosa farei. ..».
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TITOLO: Milano, il tribunale reintegra la ballerina licenziata dalla Scala per le sue accuse sull'anoressia
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: Mariafrancesca Garritano era stato allontanata dopo la pubblicazione di un volume sulla diffusione dei disturbi alimentari nel mondo della danza classica. Il. ..<br clear='all'/>
TESTO:"Ancora non ho avuto tempo di parlare con il mio avvocato, ma se è così non posso che essere contenta. Adesso però sto insegnando, quindi non posso stare al telefono". Mariafrancesca Garritano, in arte Mary Garret, la ballerina della Scala che qualche anno fa mise a soqquadro il mondo della danza sfatando il mito di un universo incontaminato, è serena. Parlò di competizioni, sacrifici e soprattutto di anoressia, che lei stessa aveva vissuto in prima persona e per questo la Scala, dove ballava da quando aveva 18 anni, la licenziò. Un licenziamento subito impugnato davanti al tribunale di Milano, che però le diede torto. Adesso invece la sezione Lavoro della Corte d'appello ha accolto il suo ricorso, annullato la sentenza di primo grado e disposto il reintegro di Mary Garret al suo posto di lavoro, ovvero il Teatro scaligero. "Siamo ovviamente molto soddisfatti - ha detto l'avvocato della ballerina, Alessandro Russo - Abbiamo sempre ritenuto di aver ragione. Non c'è mai stato alcun intento di danneggiare la Scala, si sono creati una serie di equivoci e questo finalmente è stato capito". "Ora Mariafrancesca potrà tornare in teatro, a fare il lavoro per cui studia e si impegna da quando era una bambina - ha detto ancora il legale - La sentenza di primo grado del tribunale di Milano era stata ingiusta, la sezione lavoro della Corte d'appello ha rimesso le cose a posto". Garritano, nata a Cosenza nel 1978, nel 2010 aveva pubblicato La verità vi prego sulla danza! . Nel libro smontava l'immagine un po' romantica e flautata delle ballerine di danza classica, descrivendo una realtà di tutti i giorni fatta in realtà di sacrifici e competizione personale. Aveva parlato della sue esperienze personali, di maestre di danza che la prendeva in giro perché cicciotella, dei suoi ricordi non proprio piacevoli. "Un libro rivolto a tutti coloro che, non essendo addetti ai lavori - spiegò allora - percepiscono il mondo dell'arte attraverso il proprio intimo sentire e che si stupiscono quando scoprono che non sempre le cose sono come sembra". Ma a provocare le furie della Scala furono alcune interviste che rilasciò successivamente, in particolare a media inglesi. Disse a chiare lettere che una danzatrice della Scala su cinque soffre di disturbi alimentari. "L'ho fatto perché credo che informare e informarsi sia un passo importante - disse  - Non ho cercato pubblicità né volevo danneggiare nessuno". Ma dal teatro scaligero, dove in quegli anni era una ballerina solista, partì nel 2012 il licenziamento per 'giusta causa'. Ora potrà tornare alla Scala, se vuole, anche se in realtà in questi anni Mary Garret non si è mai allontanata dal mondo della danza. E soprattutto ha continuato la sua battaglia contro l'anoressia.
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TITOLO: Dalle grandi mostre al Giro d'Italia, Milano porta l'Expo in città con settemila eventi
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: Oltre 200 progetti in calendario per i sei mesi dell'Esposizione universale. Il sindaco Pisapia: "E' una scommessa molto ambiziosa, ma Milano sarà centro del. ..<br clear='all'/>
TESTO:La prima Esposizione universale diffusa sul territorio: è l'obiettivo che si sono prefissati il Comune di Milano e la Camera di commercio Expo 2015, dando vita a 'Expo in città'. A poco più di 200 giorni dal via, il progetto comincia a prendere forma: oltre 200 progetti già in calendario per i sei mesi dell'anno prossimo, per un totale di 7mila appuntamenti. A Milano è stata presentata la prima versione del cartellone di eventi di quello che sarà il 'Fuori Expo'. Le iniziative approvate dal Comitato di coordinamento, in totale, daranno vita a circa 7mila appuntamenti fra mostre, concerti, spettacoli, convegni scientifici, eventi sportivi, festival, rassegne, manifestazioni sui temi agroalimentari e sociali, iniziative ed eventi pubblici e privati. Alcuni esempi: le mostre su Leonardo e Giotto a Palazzo Reale, i concerti di Piano City, l'arrivo del Giro d'Italia 2015, la settimana del commercio equo, i concerti in piazza Duomo, le visite guidate tra i gioielli architettonici della città, la Fashion Week, la rassegna MiTo e gli appuntamenti di 'Cascine aperte'. Gli eventi avranno una colonna sonora ufficiale composta da Giovanni Sollima ed eseguita dall'Orchestra dei Pomeriggi musicali diretta da Carlo Boccadoro.
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TITOLO: Agueci: "Ora basta insulti verso i pm di Palermo, D'Ambrosio era turbato, giusto scavare sulla trattativa"
DATA: 2014-10-27
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TESTO:PALERMO - "Chissà cosa aveva turbato tanto Loris D'Ambrosio da scrivere al presidente Napolitano: "Ho il timore di essere stato considerato solo un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi", tra il 1989 e il 1993, gli anni della trattativa". Il procuratore reggente Leonardo Agueci si prepara a guidare la delegazione di pm che domani sarà al Quirinale per l'audizione del capo dello Stato. Dice: "Quel passaggio della lettera scritta nel 2012 dal consigliere del presidente è di assoluta rilevanza. Noi continuiamo a cercare, vogliamo comprendere cosa sia accaduto in quegli anni difficili. Ma ci cadono addosso improperi, è un segno di inciviltà". Secondo lei quali erano le preoccupazioni del consigliere del Quirinale? "Io ho conosciuto bene Loris D'Ambrosio, abbiamo lavorato insieme alla procura di Roma. Era un vero servitore delle istituzioni, un profondo conoscitore di certi meccanismi dello stato. Per scrivere quelle cose, ci sarà stato qualcosa di serio, di rilevante, che l'avrà ferito nel suo rigore morale. Cercare di capire è anche un modo per onorarlo". La citazione del presidente della Repubblica, però, ha sollevato molte polemiche. Cosa risponde? "Non si poteva lasciar cadere nel vuoto quel riferimento che evoca scenari da scandagliare. E dato che D'Ambrosio è morto, era scontato chiamare chi ha ricevuto la sua lettera. Poi, non è detto che il presidente abbia ricevuto altre confidenze dal suo consigliere". La procura è tornata al centro delle polemiche per la scelta di dare parere favorevole alla videoconferenza dei boss col Quirinale. "Come sempre ci siamo mossi all'interno del processo, esprimendo un parere tecnico su questioni di diritto. E sono arrivati altri improperi. È stata una prova della poca civiltà con cui parte dell'opinione pubblica e della politica si approccia a certe tematiche. Chiediamo rispetto per il nostro ruolo di organo della giurisdizione". Qualche critica è arrivata anche dall'interno della procura. "Ci sono state discussioni, mai contestazioni. Volere rappresentare la procura di Palermo come un ufficio lacerato dalle divisioni è solo un tentativo di indebolirlo. Il processo trattativa è il processo di tutta la procura di Palermo".
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TITOLO: Viaggi a Venezia, estati al mare: la dolce vita del latitante Riina
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: Uno spaccato inedito in cui il capo dei capi irride tutti: da Provenzano ai poliziotti che gli davano la caccia spuntano i racconti del boss in carcere sui. ..<br clear='all'/>
TESTO:PALERMO - "A Montecassino io ci sono andato. Ci ho fatto il viaggio di nozze, ci ho portato a mia moglie. Una volta che ero libero, ho detto: ora ci vado. .. Poi sono salito verso Venezia. Io la vita l'ho presa così, mi sono sentito sempre libero". Ride Totò Riina passeggiando nel cortile del carcere di Opera insieme al suo compagno d'aria Alberto Lo Russo. Ride e, oltre a dire la sua su tutta la storia d'Italia dal Dopoguerra ad oggi, per la prima volta racconta anche la sua vita da latitante, quei 24 anni in cui il capo di Cosa nostra ha vissuto più o meno indisturbato non troppo lontano dalla sua Corleone, sposandosi, facendo tre figli, ordinando stragi e omicidi, stringendo patti con la politica e (forse) con gli apparati deviati delle istituzioni. Niente a che vedere con la latitanza "povera" di Bernardo Provenzano, sorpreso in un casolare con ricotta e cicoria. Il Riina latitante che si racconta a Lo Russo è un uomo che si vanta di aver sempre beffato lo Stato camminando "in mezzo alla gente", di aver sempre mandato i suoi figli a scuola, di aver vissuto in eleganti appartamenti blindati e ville con piscina e di avere anche viaggiato, "senza rinunciare neanche un'estate ad andare a mare". "Come un uomo libero - dice a Lo Russo - oggi a Montecassino, domani a Caserta, domani là vicino Napoli, ma giravo, camminavo a Venezia. Ora tutte queste cose è uno sfottimento allo Stato. .. Io non ho voluto fare patti con la legge, ventiquattro anni, sono arrivato a ventiquattro anni e sei mesi. E vedi che loro mi cercavano notte e giorno. Non si potevano raccapezzare dov'ero. .. in questi posti dice che non c'ero perché ci vanno i turisti". Il 16 aprile 1974 è il giorno delle nozze di Totò Riina. Lui è latitante già da cinque anni, lei è una bella ragazza ventenne di Corleone che avrebbe voluto fare la maestra. "Quando eravamo fidanzati seguivano a Ninetta pensando che quando si allontanava da Corleone veniva da me e invece ero io che andavo a casa sua". Ninetta, sorella di Leoluca Bagarella, decide di seguire Totò nella latitanza. I due vengono sposati da don Antonio Coppola in clandestinità in una villa tra Capaci e Carini, C'è Bernardo Provenzano e c'è anche Luciano Liggio che, nonostante sia latitante, non intende perdere l'occasione. "A un dato momento mi sono sposato - racconta Riina a Lo Russo - e me ne sono andato in un hotel a mare. A padre Coppola non gli hanno potuto fare niente perché uno non è tenuto a sapere se sposa un latitante ". "Quando ci siamo sposati logicamente abbiamo organizzato il viaggio di nozze, quindi siamo andati dalle parti di Napoli e siamo rimasti una settimana, siamo andati a Montecassino, poi siamo andati a Venezia e siamo rimasti tre, quattro giorni. Poi quando è trascorso circa un mese siamo tornati a Palermo. Già avevo la casa, mia madre mi aveva comprato un appartamento con sette stanze a Palermo, tutto ammobiliato. Poi mi sono dovuto allontanare perché lo sapevano parecchi". Ed eccoli i luoghi della latitanza di Totò Riina, tutti attorno al suo regno di Corleone. Prima a Mazara del Vallo, poi a Castelvetrano e a San Giuseppe Jato, sempre senza lesinarsi vacanze, ville, e affari: imprese, magazzini, cantine sui quali adesso la Procura di Palermo intende mettere le mani. "Poi me ne sono andato dalle parti di Mazara, sono rimasto molto tempo a Mazara, eravamo in estate, a Mazara avevo la villa, avevo tutte cose, un appartamento. .. io dappertutto avevo. .. a Castelvetrano, ad esempio, avevo un appartamento, un fabbricato di lusso, ognuno che arrivava diceva: minchia qua è un paradiso. A San Giuseppe Jato ci facevo la vita. Ho pure lavorato con Binnu, ho fatto uno stabilimento, ho fatto sopra una casa di lusso, tutta corazzata, sotto c'erano due cantine. Io in questa casa ci stavo solo quando si andava a fare la fermentazione, quando facevano la vendemmia me ne andavo là, prendevo soldini buoni, quaranta milioni l'anno guadagnavo da là. Poi mi sono messo in società con uno di là che mi vendeva il vino ". Il Riina latitante, negli anni in cui le strade di Palermo sono segnate dalla mattanza dell'ascesa dei Corleonesi, è uno che fa la bella vita a differenza di Provenzano. "Dire a Binnu, "ma perché non fai la bella vita"? Non gliel'ho mai detto perché mi pareva mortificante, umiliante". In latitanza Ninetta e Totò mettono al mondo quattro figli, Giovanni, Giuseppe, Concetta e Lucia. "Gira, gira, ventiquattro anni e mezzo e la stessa vita l'hanno fatta fare a mia moglie e ai miei figli, perché poi questi picciriddi dovevano studiare, io li mandavo a scuola, sempre a scuola li mandavo. Poi a scuola non ci sono potuti andare più e quindi abbiamo capito che la vita era questa e dovevamo affrontarla per quello che era". Quando andava a scuola, però, Maria Concetta era la più brava della classe. Per il resto i piccoli Riina vivevano mimetizzati tra la gente, come tutti i ragazzi della loro età. Dal padre ricevevano la paghetta per andare a mangiare la pizza o per il campo di calcetto. "Durante la latitanza si sono creati le loro amicizie". Una sola avvertenza, niente compagni nel bel residence di via Bernini, nella villa con piscina dove Totò e famiglia abitavano nel '93 quando Balduccio Di maggio indicò al Ros dove andare a prendere il capo di Cosa nostra. "Non se li dovevano portare dentro. Se ne andavano fuori a giocare, frequentavano il bar, prendevano il caffè, una vita normale. .. quasi come spavaldi, cose da non credere. Poi gli ho fatto la piscina là dentro, cento milioni, allora i soldi c'erano". Ma dove sono ora i soldi di Totò Riina? È nel suo lunghissimo sproloquio con Alberto Lo Russo nell'ora d'aria che i pm del pool misure patrimoniali della procura di Palermo cercheranno le tracce del suo tesoro nascosto. È lo stesso Riina a dire: "I miei figli li ho fatti ricchi".
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TITOLO: Grillo e la mafia, i Cinquestelle all'Ars: "Da noi fatti concreti contro i boss". Renzi: Grillo inqualificabile
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: Bufera sul leader Cinquestelle dopo le frasi su Cosa Nostra. Maria Falcone insorge: "Sono sdegnata". Crocetta: "Cerca i voti dei boss". Pioggia di reazioni. ..
TESTO:ha affermato che la mafia "aveva una sua condotta morale". "Invito il signor Grillo a fare un ripasso della storia, soprattutto da quanto scritto da Giovanni Falcone - dice Maria Falcone, di recente insignita dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano per il suo impegno contro la mafia - Non si parla di cose così importanti con superficialità. Grillo mostra di sconoscere il significato della mafia. Ha trattato con leggerezza un argomento che ha creato tanto dolore. Grillo disconosce il sacrificio di Giovanni Falcone o altre vittime di Cosa nostra". "Per Grillo - dice Crocetta - la politica non serve a trasformare la società e farla crescere ma deve inseguire solo i voti anche quelli razzisti, mafiosi e persino omofobi". E aggiunge: "Non temo la sfida di chi pensando di accaparrare consensi utilizza bassezze senza limiti". "Beppe Grillo dovrebbe stare un pò più attento con le parole, sapendo che fa opinione e che le sue parole hanno un peso specifico nell'opinione pubblica. Gli chiedo di documentarsi meglio prima di sparare giudizi come battute da un palco" dice Rita Borsellino, ex europarlamentare e sorella del giudice Paolo Borsellino. "Non mi piace essere classificata come categoria - dice all'Adnkronos - io non sono solo sorella di una vittima di mafia ma una cittadina, una palermitana che ha vissuto quei terribili anni delle stragi. La sua battuta è dovuta all'ignoranza, nel senso di ignorare, alcuni fatti accaduti nella nostra terra". "Grillo dovrebbe fare solo una cosa: chiedere scusa per le parole dette ieri a Palermo sulla mafia. Cosa nostra non può avere una moralità". Lo ha detto in serata Nando Dalla Chiesa. "Bisognerebbe spiegarlo ai familiari dei sindacalisti uccisi da Cosa nostra che la mafia aveva una sua moralità - dice Dalla Chiesa - Quello della mafia è un argomento sul quale sono necessarie competenza e sensibilità. Sulla mafia non si può scherzare". "E' disarmante la facilità con cui si parla di questi argomenti, bisognerebbe stare più attenti". "Mi chiedo cosa ho sbagliato, a che è valso sacrificarmi per trentuno anni? Mi sconcerta Grillo per quello che ha detto, mi sconcerta la Guzzanti che solidarizza con Riina e compagni, mi danno fastidio certi abbracci, ma mi preoccupano ancora di più i simpatizzanti o i seguaci di questi personaggi, che oltre a giustificarli hanno la faccia tosta di attaccare la stampa per avere riportato le frasi farneticanti e offensive di Grillo", dice Giovanni Paparcuri, l'unico sopravvissuto della strage in cui morirono il giudice Rocco Chinnici, la scorta e il portiere dello stabile. "Chi afferma che la mafia 'aveva una sua morale' non ha mai capito cosa è la mafia. Cosa nostra ha sempre ammazzato vittime innocenti. Ricordo a Grillo che tra le vittime dei boss ci sono stati, tanti anni fa, anche sindacalisti. Uno su tutti, Placido Rizzotto" dice il Procuratore aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi. "Sono affermazioni preve di ogni fondamento e di cultura del fenomeno. ... ". "Le parole mafia e moralità sono un ossimoro, sono due concetti in radicale contrasto che non possono essere accostate. Su questo c'è davvero poco da aggiungere. .." dice il Procuratore facente funzione di Palermo, Leonardo Agueci. Ma anche dal punto di vista politico piovono strali sul leader a 5 Stelle. "Beppe Grillo oggi è un barbaro politicante che cerca i voti della mafia per fini di potere, va a braccetto con Dell'Utri e Di Vincenzo, è xenofobo e razzista, insulta le persone anche per le proprie scelte individuali" ribatte il governatore Crocetta. "Affermazioni deliranti che si commentano da sole e che se dovessero essere prese sul serio suonerebbero come un modo antico di chiedere i voti a Cosa nostra", dice il presidente dell'Udc Gianpiero D'Alia su Facebook. "Le parole di Grillo sulla mafia sono indegne e deliranti. Dire, infatti, che aveva una sua morale e che andrebbe quotata in borsa, è ripugnante. Chieda scusa agli italiani. Siamo il Paese che paga ogni giorno, a carissimo prezzo, la presenza della criminalità organizzata in tutti i settori della società ed è inammissibile che un rappresentante politico si lasci andare a queste affermazioni. Grillo conosce solo gli insulti e le urla, fare qualcosa di buono per il Paese, non gli riesce", afferma il segretario nazionale di IdV Ignazio Messina. "Solo un uomo sull'orlo della disperazione può fare affermazioni incredibili come quelle di Grillo a Palermo. L'ex comico ha infatti capito che il suo m5s non va più da nessuna parte, dopo aver buttato nel wc (per usare un linguaggio a lui familiare) milioni di voti e la fiducia degli elettori", dice Davide Faraone, deputato del Partito democratico. "Bisogna davvero aver perso la lucidità - prosegue - per dire certe cose sulla mafia. Oltretutto smentendo sé stesso, visto che non più tardi di due anni fa il guru genovese aveva addirittura negato la sua esistenza. Stavolta invece riesce a offendere in un colpo solo le tantissime vittime e le istituzioni dello stato che esse rappresentavano e difendevano. Altro che 'condotta morale': per anni, e gli italiani lo ricordano bene, gli uomini di cosa nostra hanno lasciato dietro di sé una lunghissima scia di sangue. Pretendiamo rispetto per questo enorme sacrificio, non scherzi da irresponsabile". Anche il centrodestra insorge contro l'uscita del leader del M5s. "Grillo, i continui flop del tuo partito ti hanno dato alla testa. Siciliani onesti ti volteranno le spalle. Vergogna, la mafia non ha onore! ". Lo scrive su Twitter il sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vicari. Duro anche il capogruppo di Forza Italia all'Ars, Marco Falcone: "Sostenere che la mafia in passato abbia avuto una morale, significa rievocare e riabilitare un pericoloso sistema di antistato. Quelle pronunciate ieri a Palermo da Beppe Grillo sono parole del tutto inopportune, alle quali ogni siciliano per bene dovrebbe opporsi a gran voce". Non risparmia frecciate nemmeno il senatore siciliano di Ncd renato Schifani: "Ho l'impressione che la spinta propulsiva rivoluzionaria di Grillo si sia ridimensionata. D'altronde lo dicono le vicende interne al Parlamento. Nel suo movimento dominano ormai le spaccature, le critiche e le espulsioni".  
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TITOLO: Nel Pd lo spettro della scissione dietro il jobs act
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: La leader della Cgil Susanna Camusso ha definito: "surreale" l'incontro con il governo. In effetti è stato un dialogo tra sordi in cui - secondo i sindacati - i. ..
TESTO:La leader della Cgil Susanna Camusso ha definito "surreale" l'incontro con il governo. In effetti è stato un dialogo tra sordi in cui - secondo i sindacati - i ministri presenti non avevano la delega a confrontarsi. Alla fine il governo ha detto che valuterà le proposte dei sindacati a patto che i saldi della manovra economica rimangano inalterati. Non si fa troppa fatica a credere che il confronto sia stato un rituale senza sbocchi concreti, anche perché uno dei dogmi di Renzi dall'inizio è la fine della concertazione. Quindi il governo può al massimo ascoltare cosa hanno da dire i sindacati ma poi agisce senza chiedere il permesso. Del resto la Cgil ha portato in piazza un milione di persone sabato in quella che è stata finora la più grande manifestazione contro il governo. Ma Renzi non ha cambiato una virgola dall'impostazione del Jobs act e alla Leopolda ha risposto molto duramente sia alla Cgil che alla minoranza di sinistra che in questo momento rappresenta l'opposizione più intransigente al premier segretario del Pd. Dopo il week end di scontro feroce a sinistra si materializza il fantasma della scissione. Per ora è più una suggestione giornalistica che altro, ma se ne parla. Un partito a sinistra del Pd, attorno a Vendola, Landini, Fassina? In pochi ci credono e la rivolta della sinistra sembra più un tentativo disperato di salvaguardare il vecchio ceto politico del Pd dall'estinzione. Renzi non li caccerà, ma certamente non li farà mai più entrare nella stanza dei bottoni. Alla Leopolda, su questo, è stato molto chiaro. E il trionfo a Reggio Calabria del nuovo sindaco, eletto con oltre il 60 per cento dei voti, dimostra che la capacità di attrazione del Pd di Renzi, al di fuori del tradizionale perimetro della sinistra, è sempre più forte. La giornata nera delle banche dopo lo stress test si chiude con il crollo di Mps e Carige e la Borsa di Milano maglia nera in Europa. Domani sarà il giorno del tribunale di Palermo al Quirinale per la testimonianza del presidente Napolitano nel processo per la trattativa Stato-mafia.
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TITOLO: Dossier Cidi, il Sud si allontana
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO:
TESTO:L? enorme lavoro realizzato dal Cidi, gli insegnanti democratici, ovvero il secondo Rapporto sul sistema educativo italiano pensato per ispirare le politiche scolastiche dei governi, tra mille numeri (fonti Istat, Isfol, Miur) che rischiano di confondere nella loro quantità dice comunque una cosa inconfutabile: anche per la scuola il Sud non è solo indietro, è così indietro che rischia di essere perduto. Oggi (alle 15,30) il lavoro? Mille dati per venti Regioni, più di una ragione per cambiare? (costruito dal Cidi insieme all'Associazione italiana maestri cattolici, Legambiente, l'Associazione Proteo fare sapere e la collaborazione dell'Università Roma Tre) sarà presentato. Il Sud va indietro sul piano della demografia scolastica, quindi degli iscritti, dei bambini e dei ragazzi che vanno al banco. E questo è un disastro. In generale, nell? intero paese c? è una progressiva riduzione della popolazione residente, in particolare nelle prime fasce di età (dal 2002 al 2012 si assiste a una crescita dell?1,2 per cento in rallentamento, però, nelle ultime stagioni): al Centro-Nord si assiste, però, a una crescita, in particolare in alcune regioni, mentre al Centro-Sud c? è un crollo. In particolare, in quasi tutte le regioni meridionali è prevedibile per i prossimi anni una diminuzione significativa della popolazione interessata alla scuola secondaria, in modo più evidente alla scuola secondaria di secondo grado (le medie superiori). Dal confronto tra la fascia di età 6-10 (scuola primaria) con quella 14-18 (secondo ciclo), la fascia più giovane risulta leggermente meno numerosa di quella che sostituirà nel giro di otto anni, ma in tutte le regioni centro-meridionali si registrano riduzioni pesanti che vanno dal -6,9% dell? Abruzzo al -14,3% della Calabria mentre, eccetto Marche e Liguria, in tutto il resto del Centro e del Nord gli incrementi vanno dallo 0,2% del Lazio al 9,8% dell? Emilia-Romagna. Su un piano di geografia interna, c?è una divaricazione delle percentuali relative ai servizi per la prima infanzia: in Calabria sono il 2,5%, in Emilia Romagna il 26,5%. Per quanto riguarda la scuola primaria è interessante analizzare i dati sul tempo pieno: a fronte di una media nazionale del 31,6% si registra una oscillazione tra il minimo 7% in Campania e il massimo del 50% in Piemonte. Sul fronte dei Centri di formazione professionale, questi percorsi continuano ad essere assenti in Sardegna. Anche gli indicatori relativi ai consumi culturali e alle nuove tecnologie sembrano risentire delle diverse opportunità economiche e di accesso alla conoscenza dei diversi territori. Un 46% degli italiani risulta aver letto almeno un libro, ma il dato si dettaglia a livello regionale mettendo ancora una volta in evidenza la forbice esistente fra Nord e resto del paese, con tutte le regioni del Settentrione che superano il 50% di persone che hanno letto almeno un libro. A mano a mano che si scende lungo la penisola la percentuale diminuisce, con la Puglia che ha un dato di poco più del 31%. La spesa in percentuale sul Pil è più alta al Sud, ma solo perché il Pil nel Meridione è più basso. Così la dispersione scolastica e i livelli d? apprendimento (dove, insieme al Sud, va male il Lazio).
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TITOLO: Crescono gli studenti all'estero. Ma la disavventura è dietro l'angolo
DATA: 2014-10-27
OCCHIELLO: Negli ultimi tre anni c'è stato un boom del 55% di giovani degli istituti superiori che trascorrono mesi in un altro Paese. Sul web si moltiplicano i siti. ..
TESTO:ROMA - Via dalla pazza Italia. Ormai la fuga dal Bel Paese non riguarda più soltanto i "cervelli", ovvero coloro che, già laureati, cercano all'estero occasioni di lavoro che qui non trovano. Cominciano adesso a fuggire anche quelli che il "cervello" devono ancora formarselo, ovvero gli studenti della scuola secondaria, che sfruttano la normativa europea sugli scambi culturali e che sempre più spesso si orientano a trascorre l'intero quarto anno, o anche soltanto qualche mese, in un paese straniero. E poi, magari, ci aggiungono anche l'ultimo, in modo da essere già pronti per frequentare università all'estero, un obiettivo alla portata di poche famiglie ma sempre più in voga tra chi ha i mezzi sufficienti. Si tratta di un fenomeno crescente, basta entrare in un qualsiasi liceo per rendersene conto. Ma i dati ufficiali sono ancora scarni e frutto di indagini campionarie non di una raccolta sistematica di dati: le scuole non devono infatti indicare quanti studenti passano qualche mese o un anno all'estero e in ogni caso il ministero non raccoglie queste statistiche. Ci vengono in aiuto soltanto le indagini dell'"Osservatorio nazionale sull'internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca", creato dalla Fondazione Intercultura e dalla Fondazione Telecom. In Italia, secondo l'Osservatorio, negli ultimi tre anni c'è stata una crescita boom del 55 per cento. Gli studenti andati all'estero sono passati dai circa 5000 del 2011 ai circa 7.800 del 2014. Le mete preferite sono gli Stati Uniti (58 per cento), l'Australia e l'Inghilterra (entrambe con il 23 per cento del totale). Seguono il Sud America (18 per cento), la Germania, l'Europa del Nord e il Medio Oriente (con il 13 per cento). Intercultura, la onlus attiva nello scambio culturale per studenti della scuola secondaria, mette a disposizione per il 2015-2016 (le domande possono essere presentate fino al 10 novembre del 2014) oltre 300 posti tra Stati Uniti, Australia, Canada, Irlanda e Sud Africa, tra i paesi anglofoni. Non è invece presente da molti anni nella sua programmazione la Gran Bretagna, paese che ormai trae gran parte del suo prodotto interno lordo dall'industria della formazione, ovvero università, corsi d'inglese di vario tipo e di varia durata per stranieri e che mal di adatta a una concezione "no profit" qual è quella sposata da Intercultura. La famiglia ospitante, per Intercultura, deve infatti prestarsi a questa condizione senza chiedere nulla in cambio ma per il solo piacere di avere in casa per un periodo di qualche mese uno studente straniero. Ciò assicurerebbe, secondo l'organizzazione, il giusto approccio verso gli studenti stranieri da parte delle famiglie ospitanti. Intercultura, in questi ultimi anni, è stata di fatto presa di mira da un numero crescente di studenti, desiderosi di farsi un background culturale in inglese o in una lingua straniera e di allargare lo sguardo fuori dai ristretti confini dell'Italia. Lo scorso anno furono in circa 5.000 a presentare la domanda per soli 1.000 posti. La prevista difficoltà di trovare lavoro un domani, dopo gli studi, e quindi la necessità di conquistare precisi "skill" linguistici data la cronica insufficienza dello studio dell'inglese nelle scuole italiane, spingono molti più giovani  di prima a tentare un periodo di studio all'estero, che non sia il solito corso estivo di 15-30 giorni.   Di solito l'exchange period cade nel quarto anno del liceo, lontano dagli impegnativi esami di maturità. Ma Intercultura non riesce ormai a soddisfare tutte le necessità, nonostante il forte aumento di posti messi a disposizione. Restano fuori moltissime richieste. Vista la crescente domanda di periodi di studi all'estero, sono nate negli anni più recenti altre società, private e dunque tutte a fini di lucro, che fanno per mestiere quello di organizzare per gli studenti il periodo di studi secondari all'estero. Dentro c'è di tutto: apprezzabili professionisti, cresciuti nel corso degli anni fino a diventare onesti interlocutori delle famiglie, ma anche diversi avventurieri capaci di spillare dalle tasche dei genitori dei ragazzi mucchi di denari dando come corrispettivo un servizio appena abbozzato o praticamente inesistente. Basta aprire Google e digitare il gruppo di parole "anno all'estero" per veder apparire un'incredibile quantità di siti in cui è praticamente impossibile orientarsi: youabroad. it, ef-italia. it, mbscambi. it, annoallestero. it, wep-italia. org, interstudioviaggi. it, stitravels. com, afsai. it, esl. it, mondoinsieme. it, tanto per citarne alcuni. Di solito questi soggetti hanno la configurazione di agenzie di viaggio: organizzano infatti un "viaggio di studio", che consiste in un soggiorno presso famiglie o altre strutture ricettive mentre fanno da interlocutori delle scuole estere che mettono a disposizione dei posti per gli "exchange student". L'alchimia di questa operazione è tutta da verificare e a volte a molte famiglie e studenti italiani resta un amaro in bocca e molte recriminazioni che spesso sfociano in aperte contestazioni o in vere e proprie cause in Tribunale. Del resto non c'è da stupirsi di questo boom di studi secondari all'estero: è lo stesso ministero dell'Istruzione a incoraggiare questa pratica. Lo ha fatto varie volte nel corso del tempo, ma con la Nota n. 843 del 10 aprile 2013 è stato ancora più esplicito, invitando scuole e studenti a darsi da fare per mettere in piedi periodi di studi all'estero, riconoscendo a questa pratica un alto valore formativo.   Ma se le famiglie - spinte dalle difficoltà della situazione economica in Italia e consce dell'importanza per i loro figli di padroneggiare l'inglese in modo non scolastico - sembrano sempre più inclini, anche sostenendo grossi sacrifici economici, a far trascorrere da qualche mese a un anno all'estero ai propri figli, molto meno interessate sembrano le scuole, non di rado infastidite da quella che considerano un'inopportuna interruzione del normale ciclo di studi. Secondo i dati dell'Osservatorio, soltanto il 46 per cento delle scuole hanno studenti in uscita, le altre - la maggior parte - non le hanno proprio. Ancora meno istituti secondari, inoltre, hanno già inserito nel proprio Pof (Piano d'offerta formativa) un periodo di studi all'estero e tengono contatti con le scuole straniere per la migliore riuscita del periodo, rendendosi parti attive nella ricerca e selezione delle famiglie, un punto assai delicato perché un errore qui può rendere spiacevole al ragazzo  questa esperienza. Quando questo accade, lo studente non è più solo di fronte a questa esperienza e ha nella propria scuola un punto di riferimento per tutto ciò che potrebbe non funzionare. Mentre quando la scuola non s'interessa, e cioè nella maggior parte dei casi, l'unico interlocutore rimane l'organizzazione privata (quando non si riesce a farsi ammettere da Intercultura che almeno dà un minimo di garanzie), e nessuno garantisce per quest'ultima. Diverso sarebbe se lo Stato italiano obbligasse tutte le scuole secondarie a inserire nel Pof il periodo all'estero. Del resto, se lo Stato è davvero convinto della positività di questa esperienza all'estero (e come potrebbe non esserlo in un mondo sempre più globalizzato? ), non si comprende per quale motivo lasci invece la libertà di scelta di organizzazione alle singole scuole, che quindi diventano arbitre della situazione, spesso scoraggiando di fatto (anche se non possono impedirle) le esperienze all'estero, schiave di una malintesa autoctonia culturale. Del resto, quanti sono i professori che fanno analoghe esperienze di aggiornamento all'estero, pur incoraggiate dallo stesso ministero della Pubblica istruzione e inserite in un preciso programma europeo? Praticamente zero. Così la precoce esperienza all'estero di uno studente italiano nella scuola secondaria diventa perlopiù una scelta individuale, non di rado condotto con il parere contrario dello stesso istituto, con tutti i rischi che ciò comporta soprattutto quando le cose non vanno per il verso giusto. È incredibile che il ministero dell'Istruzione, che pur incita scuole e studenti a organizzare un'esperienza all'estero, non si faccia quantomeno promotore di creare un elenco delle agenzie che svolgono questa attività, così da poter predisporre un'utile funzione di controllo o anche soltanto di moral suasion. Tantopiù che diversi, fra gli studenti che vanno all'estero, sono ancora minorenni e meriterebbero dunque una speciale tutela. Ma, secondo lo Stato italiano, vale ancora la massima alla rovescio: "armiamoci e partite". Oltre al possibile danno durante i mesi di studio all'estero, al ritorno gli studenti possono trovarsi un'altra tegola in testa. Proprio le scuole che meno credono in questa esperienza, e dunque non l'hanno organizzata loro stesse, saranno quelle che pretenderanno di più dagli studenti, obbligandoli a estenuanti tour de force di interrogazioni al loro rientro, se il periodo non copre l'intero anno. È pur vero che la Circolare del ministero del 2013 ricorda alle scuole che gli studenti non possono essere interrogati su tutto il programma svolto in Italia mentre erano all'estero (dove evidentemente svolgevano altri programmi! ) ma è anche vero che resta indeterminata la quantità e la qualità della preparazione richiesta e anche la valutazione di ciò che il ragazzo ha fatto all'estero.
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TITOLO: Comunali, via il commissario antimafia: a Reggio Calabria si vota. Affluenza del 50% alle 19
DATA: 2014-10-26
OCCHIELLO: Gli elettori sono chiamati a darsi un nuovo consiglio comunale e a scegliere il sindaco dopo due anni in cui il governo della città è stato delegato a una. ..
TESTO:REGGIO CALABRIA - Seggi aperti a Reggio Calabria e a San Cipriano D'Aversa per eleggere il nuovo sindaco delle due città. A Reggio Calabria l'affluenza alle 19 è stata del 50%, si può votare fino alle 23 in 268 seggi e 7 sezioni speciali. A San Cipriano D'Aversa invece l'affluenza è stata intorno al 65,6%. Il prossimo monitoraggio ufficiale dell'affluenza è previsto a conclusione. DALLE 23 SEGUI LO SPOGLIO IN TEMPO REALE SU REPUBBLICA. IT Dopo poco più di due anni di commissariamento per presunte contiguità con la criminalità organizzata, oggi Reggio Calabria è chiamata a scegliere il primo cittadino e a darsi un nuovo consiglio comunale. E' durata 24 lunghi mesi, infatti, la parentesi di sospensione degli organi democratici elettivi con la città - prima e unica sinora tra i capoluoghi di provincia a scontare questo genere di provvedimento - governata da una terna commissariale di nomina prefettizia. Adesso è una sfida a nove quella che si profila per la poltrona di primo cittadino, mentre a contendersi l'elezione nell'assemblea sarà un piccolo esercito di 850 candidati distribuiti in 32 liste, in gran parte civiche. Un appuntamento importante, se non decisivo, dunque, quello per il futuro dell'agglomerato urbano più popoloso della Calabria, in procinto di diventare città metropolitana. E il confronto, a tratti anche aspro, non è mancato durante la campagna elettorale che, in buona parte, si è intrecciata, dopo il no del ministro dell'Interno Angelino Alfano alla possibilità di un election day, con il dibattito per le elezioni regionali anticipate, in calendario il 23 novembre prossimo. In lizza, per conquistare la poltrona più alta di Palazzo San Giorgio, oltre agli schieramenti di centrosinistra e centrodestra, ci sono tante liste civiche espressione di movimenti e gruppi della società civile reggina. Giuseppe Falcomatà, del Pd, figlio di Italo (il sindaco della 'primavera reggina', in carica dal 1993 al 2001 fino a quando non venne stroncato dalla leucemia), è il candidato sindaco del centrosinistra. Consigliere comunale nella precedente legislatura, il giovane Falcomatà ha vinto le primarie di coalizione svoltesi nel luglio scorso con la partecipazione di 18mila elettori ed è sostenuto da 11 liste. Il centrodestra, dal canto suo, si è ricompattato attorno a Lucio Dattola, presidente della Camera di commercio (recentemente riconfermato nella carica), che ha il sostegno di nove liste tra le quali quelle di Forza Italia, Nuovo Centrodestra e Fratelli d'Italia. Sulla scena reggina hanno poi fatto il loro ingresso i grillini che propongono come candidato sindaco Vincenzo Giordano, mentre la lista Tsipras sostiene Stefano Morabito. Il Partito comunista dei lavoratori, da parte sua, punta su Giuseppe Siclari come candidato a sindaco. Affollata la schiera di liste civiche, più o meno rappresentative delle realtà associative cittadine. Aurelio Chizzoniti, consigliere regionale uscente (in passato è stato anche assessore regionale e nell'ultima legislatura reggina presidente del consiglio comunale), è il candidato sindaco di 'Reggio nel Cuore' e schiera in lista Gaetano Caminiti, testimone di giustizia sotto scorta. Un altro ex consigliere comunale è Paolo Ferrara, sostenuto da cinque formazioni d'impronta civica. Nomi nuovi, invece, sono Giuseppe Musarella, candidato sindaco della coalizione reggina, che mette assieme due civiche, e Francesco Anoldo Scafaria alla testa della lista 'Reggini indignati'.
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TITOLO: Duello continuo Renzi-Cgil: "Nessuna paura della scissione"
DATA: 2014-10-26
OCCHIELLO: È ancora duello fra Matteo Renzi, la Cgil e la sinistra del Pd. Il premier, chiudendo la Leopolda è tornato ad attaccare dicendo che non ha nessuna intenzione. ..
TESTO:È ancora duello fra Matteo Renzi, la Cgil e la sinistra del Pd. Il premier, chiudendo la Leopolda è tornato ad attaccare dicendo che non ha nessuna intenzione di consegnare il partito ad una vecchia guardia che lo riporterebbe al 25 per cento. Renzi ha anche sfidato gli oppositori interni: "Non ho paura che si crei a sinistra qualcosa di diverso. Sarà bello vedere se è più di sinistra restare aggrappati alla nostalgia o prevedere il futuro" Il premier non ha risparmiato frecciate neanche al sindacato e ai manifestanti di Piazza San Giovanni. Attacchi soprattutto sull'articolo 18 e sulla necessità di modernizzare il mercato del lavoro. Dice che difendere l' articolo 18 "è come mettere il gettone nell'iphone". Al premier risponde però Susanna Camusso che dice: "Mi pare evidente che il presidente del Consiglio non abbia argomenti per contrastare le cose che abbiamo sostenuto ieri in termini di cambiamenti della delega del lavoro".
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TITOLO: La vita online aumenta il disagio sessuale
DATA: 2014-10-26
OCCHIELLO: Secondo il professor Peluso, sessuologo dell'Università di Tor Vergata, i social network abbattono l'autostima
TESTO:NASCONDERSI dietro un falso nome e una falsa immagine per intessere relazioni con altri utenti connessi allo stesso social network. È così che molti, giovani e non, affrontano il proprio disagio nel confrontarsi con gli altri. Ma questo tipo di comportamento non fa che alimentare le proprie insicurezze sociali e sessuali. A sostenerlo è il sessuologo Angelo Peluso, professore della Facoltà di medicina e chirurgia dell'Università Tor Vergata di Roma, durante un recente convegno: "I social network alimentano malessere e disagio nelle relazioni affettive e sessuali". "Le identità recitate", ha proseguito Peluso, tra i fondatori Società italiana di sessuologia clinica, "caratterizzano le relazioni online attraverso la mediazione di fake, ovvero di false identità, che interagiscono costruendo immagini mascherate del sé e degli altri, in un sistema di rapporti collusivi". Quindi "la vita online provoca effetti placebo non solo in soggetti depressi e solitari ma in chiunque abbia un'insicurezza o disagio rispetto alla percezione della propria immagine", e "anche coloro che non hanno problemi di autostima affidano al web e ai social l'occultamento dei propri difetti e l'esaltazione di pregi non sempre reali". "I legami tra false identità", ha concluso il sessuologo, "generano benessere precario destinato a sgretolarsi quando i soggetti si calano nella dimensione delle relazioni reali, dove barare è molto più difficile".
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TITOLO: Strage all’alba alle porte di Roma Scontro fra furgoni: sei morti
DATA: 2014-10-26
OCCHIELLO: Fra le vittime, tutte romene, anche una bimba di 15 mesi deceduta con i genitoriOtto feriti (quattro bambini marocchini). Interrogati gli autisti dei veicoli coinvolti
TESTO:Secondo i primi accertamenti della Polstrada non si esclude che sul Mercedes dei romeni ci fossero persone non parenti fra loro. Una sorta di taxi, come spesso capita, sul quale erano saliti passeggeri diretti in Romania. Per questo l? opera di identificazione delle vittime e di riconoscimento da parte dei familiari o di loro conoscenti appaiono abbastanza complicate. Non preoccupano invece le condizioni dei marocchini: nel cassone posteriore del furgone c? erano alcuni materassi che avrebbero attutito l? urto devastante dell? altro veicolo, avvenuto a velocità sostenuta. Sotto choc i bambini della coppia nordafricana, che tuttavia, secondo i medici, non avrebbero subìto conseguenze serie.
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TITOLO: Difendendo Beckham (e la figlia col ciuccio a 3 anni)
DATA: 2014-10-26
OCCHIELLO: In difesa dei genitori flessibili con i figli che hanno «meno fretta» di crescere
TESTO:Qualsiasi padre sa che se va in giro con un figlio maggiore di tre anni - e quest? ultimo ha l? orrenda abitudine di tenere un ciuccio tra le labbra - deve sopportare l? intervento di qualunque sconosciuto incontri: in ascensore, al supermercato o nella sala d? attesa del pediatra. Grandi e piccini, maschi e femmine, tutti si sentono in diritto di fare la loro battuta, di solito rivolgendosi direttamente al piccolo (un po? perché lui non può rispondere e un po? perché così rendono più difficile la protesta del genitore): «Ma come - chiedono con tono scandalizzato - così grande hai ancora il ciuccio? ». Se un papà poi è famoso e si chiama David Beckham gli tocca sorbirsi il dibattito pubblico sul «dummy» concesso alla piccola Harper e sentirsi accusare dall? esperta di bambini Clare Byam-Cook di mettere a rischio l? allineamento dei suoi denti. Il tutto riportato dal Daily Mail sotto il titolo: «È giusto che Harper usi il ciuccio a tre anni? ».
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TITOLO: Pioggia di lettere in carcere per l'infermiera di Lugo
DATA: 2014-10-26
OCCHIELLO: La donna è sospettata per decine di decessi sospetti avvenuti nell'Ospedale di Lugo di Romagna<br clear='all'/>
TESTO:L'hanno vista nei filmati dei Tg sorridere sicura e spavalda giusto pochi giorni dopo l'arresto. E poi ancora l'hanno vista nelle foto pubblicate alla spicciolata dai giornali dove lei, fisico allenato in palestra e corti capelli biondi sempre a posto, saluta sorridente da spiagge dei mari del sud. Tanto è bastato a diversi ammiratori per maturare un desiderio impossibile: conoscere l'infermiera dell'ospedale Umberto I di Lugo, nel ravennate, arrestata nell'ambito dell'indagine dei carabinieri sulle morti sospette in corsia. E così in poco tempo sono diverse le lettere arrivate in carcere alla donna, la 42enne Daniela Poggiali. Qualcuno tra i mittenti, per garantirsi più chance di risposta, ha addirittura allegato alle missive dei francobolli. L'infermiera, residente a Giovecca di Lugo, si trova nel carcere di Forlì dal 9 ottobre scorso, giorno in cui è stata raggiunta da un'ordinanza di custodia cautelare per la morte dell'8 aprile scorso di una paziente di 78 anni legata, secondo l'analisi medico legale, a una dose letale di potassio iniettatale in concomitanza con la somministrazione di un farmaco. Accertamenti sono in corso anche su altri 38 decessi verificatisi nei primi tre mesi dell'anno nello stesso reparto dell'ospedale lughese quando era in servizio la 42enne: di questi, almeno 10 - dalla lettura delle cartelle cliniche - presenterebbero lati oscuri.
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TITOLO: Contromafie, "il saccheggio di mafia e corruzione: è la globalizzazione dell'illecito"
DATA: 2014-10-26
OCCHIELLO: La denuncia di Libera al termine degli Stati generali dell'Antimafia a Roma<br clear='all'/>
TESTO:"Mafia e corruzione stanno saccheggiando la nostra società grazie ad una vera e propria globalizzazione dell'illecito". E' la denuncia di Libera al termine di 'Contromafie', gli Stati generali dell'Antimafia organizzato a Roma dalla stessa associazione di don Luigi Ciotti. Alla quattro giorni di lavori hanno partecipato 7 mila persone, 30 gruppi di lavoro con oltre 200 relatori con contributi di magistrati, esponenti del sindacato, del volontariato, del terzo settore, dell'università, giornalisti, scrittori, amministratori, uomini politici. Nel manifesto presentato, Libera propone di istituire il 21 marzo come giornata della memoria e dell'impegno contro le mafie. In totale sono dieci gli impegni sottoscritti nel documento finale per liberare l'Italia dalle mafie e dalla corruzione, con l'obiettivo di tre riforme, "necessarie al Paese: riformare la legalità, la solidarietà e l'etica". Tra gli altri punti programmatici, Libera nel manifesto chiede di restituire piena dignità a tutti, con l'introduzione del reddito di cittadinanza; valorizzare il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie e alla corruzione, come strumenti per la creazione di un nuovo welfare recuperando il prodotto economico di traffici come quello delle droghe e degli esseri umani; garantire la formazione continua del cittadino,   rilanciando la centralità della scuola e dell'università pubblica; difendere il ruolo dell'informazione come garante della democrazia, con il rilancio del servizio pubblico e la tutela dei giornalisti esposti a querele e minacce; rompere i legami tra mafia e politica, assicurare trasparenza ai procedimenti pubblici, con l'approvazione di una legge anticorruzione, che recepisca le direttive europee; aggiornare gli strumenti di contrasto alle mafie, estendendo i mezzi d'indagine già sperimentati ai reati di corruzione e alla più grave criminalità d'impresa. Ed è forte la denuncia dell'associazione: "Mafie e corruzione stanno saccheggiando la nostra società grazie a una vera e propria globalizzazione dell'illecito, che ha prodotto i suoi effetti disastrosi per la capacità dei criminali e dei loro complici di inquinare il tessuto sociale, economico e politico di Stati e comunità
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TITOLO: Milano, il supermarket dell'eroina: disperati in coda nel bosco per una dose a 10 euro
DATA: 2014-10-26
OCCHIELLO: A Rogoredo, al confine sud-est della città, la più grande piazza dell’eroina in Lombardia. Sorvegliata da vedette che possono rispedirti indietro, senza troppi. ..<br clear='all'/>
TESTO:Invisibile dalla strada, impenetrabile alle forze dell? ordine, custodisce le immagini di una Milano che sembrava scomparsa per sempre. Fotografie dagli anni Ottanta, quando l? eroina uccideva in pieno centro, tra le colonne di San Lorenzo e i portici di piazza Vetra, e riempiva di cadaveri ambulanti il parco delle Cave e le piazze di ogni periferia. Entri nel bosco di Rogoredo e torni indietro di trent? anni, tra visi scavati e dialoghi strascicati, braccia segnate dagli aghi e coperte di cerotti, sigarette fumate freneticamente da chi non può aspettare un altro secondo senza la roba. Ed è un popolo di tossici storici mischiato a sniffatori del weekend, a coppie di fidanzati e ragazzini in comitiva. A gente apparentemente normale. Le dosi al bosco dello spaccio sono economiche e abbondanti, e per questo attirano centinaia di clienti. Con dieci euro, i neri di Rogoredo aprono i loro sacchetti di polvere bianca e ti versano la droga a cucchiaiate nelle bustine. Prezzi stracciati per merce scadente, tagliata male, con un principio attivo bassissimo, al massimo del 10 per cento. Ma per chi arriva in questo angolo di Milano, non fa differenza: quasi tutti non possono permettersi altro. Provano a mettere insieme i dieci euro della dose lungo il tragitto in treno, con l? elemosina tra i vagoni dei pendolari, con le rapine in stazione, con gli scippi nelle strade del quartiere. Luoghi di microcriminalità e consumo, da piazza Mistral a via Boncompagni, dal parco Cassinis a via Fabio Massimo, dove le denunce alle forze dell? ordine, negli ultimi mesi, sono impennate. Nascosto all? ombra di un grande albero, Mohamed è il primo avamposto degli spacciatori. Rallentato dall? eroina, con la sigaretta in bocca che non toglie nemmeno quando parla, è un po? cliente e un po? vedetta. Incassa gratis le sue dosi per controllare l? ingresso, e mentre controlla scalda la polvere bianca sul cucchiaino, con la siringa che aspetta su un secchio di vernice capovolto. «Sto solo fumando qualcosa? dice in un italiano stentato quando ti avvicini? Se vuoi comprare devi camminare ancora, io non posso venderti niente». Per spiegarti la strada, ti dice di seguire il gruppo che s? intravede oltre la vegetazione. Cinque ragazzi e una ragazza vestiti di nero, le birre in mano e un cane al guinzaglio. Più avanzi, più incontri persone. Chi ti supera correndo come fossi invisibile, nel disperato bisogno di raggiungere la meta. Chi si ferma e ti chiede l? ennesima sigaretta. Chi discute con l? amico delle bustine da comprare per lo sballo della sera. Sono quasi tutti italiani i clienti dei marocchini. Originari di Beni Mellal, nell? entroterra del Marocco, hanno il totale controllo del business dell? eroina. Regolari, sposati con donne italiane, controllano tutta la filiera del traffico, dall? Africa a Milano. Vivono in case popolari occupate tra il quartiere Corvetto e Rogoredo, ma sfrecciano in fiammanti Mercedes e Bmw. Non risultano con reddito e lavoro, ma hanno costruito ville di lusso alla periferia di villaggi africani dove si vive ancora in case di fango. Da loro corrono, ogni giorno, i nuovi schiavi dell? eroina. Frenetici e impazienti, finché non si ritrovano con il loro tesoro di morte tra le mani. Qualcuno va via con la droga nascosta in tasca, altri cercano riparo nei bagni della stazione, controllati ora da polizia e personale delle ferrovie. Ma quasi tutti restano nel cuore del bosco, e cercano un posto al riparo dai loro simili per bucarsi le vene o sniffare le dosi. In una specie di rotonda sterrata, restano le tracce degli infiniti passaggi di corpi: siringhe gettate tra i rami, sangue sui fazzoletti di carta, fogli di cellophane arrotolati con ancora i residui di polvere sopra. Ora sono in due, seduti su grossi assi di pietra, a ripetere il rito. Lui ha un braccio teso e si tasta le vene. Lei, accanto, ha un foglio di carta stagnola sul palmo della mano, piega il capo e ci affonda il naso dentro.
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TITOLO: Grillo a Palermo per lo: "Sfiducia day" contro Crocetta: "Siete poveri, la mafia aveva una sua morale, adesso solo affaristi"
DATA: 2014-10-26
OCCHIELLO: Il leader dei 5 stelle chiude la kermesse in piazza Parlamento: "Questo governatore non so cosa sia, da ogni punto di vista". I sindaci di Bagheria e Ragusa: ...
TESTO:Arriva a Palermo per lanciare lo "Sfiducia day" contro il governatore Rosario Crocetta, paragonando i "mafiosi agli affaristi", sostenendo che "la mafia andrebbe quotata in borsa e che comunque anche Cosa nostra se n'è andata dalla Sicilia ormai troppo povera" e definendo il presidente della Regione "uno che ormai non si sa più cosa sia, da tutti i punti di vista". Così il leader dei 5 stelle Beppe Grillo davanti a Palazzo dei Normanni, luogo simbolo della politica siciliana perché sede dell'Assemblea regionale. Grillo sale sul palco, davanti a una piazza piena: "Sono arrivato in Sicilia cambiando due aerei tra l'altro di compagnie straniere - attacca - certo, l'Italia è il ventre molle dell'Europa e il nostro ministero dei Trasporti è in mano a Comunione e liberazione". Poi sulla Sicilia: "Qui ci sono i fichidindia e i morti ammazzati per mafia, qui c'era Majorana, il grande scienziato, adesso siete poveri. Avete l'autonomia, ma siete poveri. Avete i Comuni sciolti per mafia e tutti parlano di onestà. Qui c'è una grande disonestà culturale, simbolo di questo Paese. La mafia aveva una sua morale, non c'è più niente adesso. Oggi da chi è formata l'associazione a delinquere? Ve lo dico io: da affaristi. Nelle associazioni a delinquere non ci sono ormai più delinquenti, ma imprenditori, affaristi e magistrati". Per Grillo "Dalla Sicilia se n'è andata pure la mafia": "I mafiosi sono andati dove ci sono i soldi europei veri per gli appalti". Grillo chiede quindi di firmare "sia la mozione di sfiducia a Crocetta, uno che non si capisce che cosa è, sia il referendum per uscire dall'euro". Il governatore siciliano non ha mai fatto mistero della sua omosessualità. "In Sicilia siete sempre stati un bacino di voti da Andreotti a Lima fino ai 61 seggi a 0 in favore di Berlusconi - continua Grillo -  ma vi capisco maledetti: io lo metterei all'asta il voto anche per 92 euro da scaricare sulle tasse. Prima eravate interessanti perché c'era lo scambio del voto con il lavoro ma ormai il lavoro non c'è più. ..". Il leader dei  5 stelle attacca poi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che martedì sarà ascoltato dai magistrati palermitani che indagano sulla presunta trattativa tra Stato e mafia dopo le stragi del '92: "Hanno impedito a Riina e Bagarella di andare vicino a Napolitano, ma per difendere Riina e Bagarella da lui, perché dopo un 41 bis un Napolitano bis è troppo". Il raduno prima ha ospitato gli interventi dei due sindaci 5 stelle, Federico piccitto di Ragusa e Patrizio Cinque di Bagheria che hanno attaccato Crocetta  sui tagli ai Comuni: "Costretti a elimirare i servizi ai bambini e ai disabili", hanno detto. Sul palco anche Alessandro Di Battista: "Ogni volta che un grillino parla finisce in prima pagina - dice -  sono finito nella macchina del fango e scambiato per terrorista. Io Crocetta non lo conosco, sarà pure una brava persona, ma se si trova lì vuol dire che si sta sporcando le mani come nel caso delle trivellazioni in Sicilia. Dobbiamo smettere di pensare che Renzi e la Camusso siano persone diverse, sono della stessa pasta. La Sicilia poi è in grande difficoltà nonostante le sue potenzialità: è assurdo che in Baviera vi siano piu turisti che qui. La colpa di tutto questo è dei vecchi partiti". Interviene anche la senatrice Paola Taverna: "Una mamma mi ha detto che Crcoetta le ha consigliato di andare via visto che si lamentava - dice la Taverna - bene, io dico che è Crocetta che deve prendere i suoi stracci e lasciare la Sicilia" A spiegare comunque il vero obiettivo della kermesse dei 5 stelle è Cancelleri: "Qui ci giochiamo una partita fondamentale, siamo stati una delle prime regioni a riempire le piazze di persone vicine ai 5 stelle, adesso chiediamo un aiuto a tutto il movimento per ripartire proprio dalla Sicilia e avviare una grande azione di rinnovamento, a Palazzo d'Orleans, all'Assemblea e poi nel Paese", dice Giancarlo Cancelleri, uno dei principali esponenti dei grillini di Sicilia, candidato alla Presidenza nelle scorse regionali e dato tra i favoriti per un nuova investitura della base in caso di ritorno al voto. "In questi mesi ho girato molto l'Italia e visto molti amici del movimento, e da più parti mi è arrivata la sensazione che la Sicilia viene vista come al prima regione che può finalmente voltare pagina visto il quadro politico e il pessimo governo Crocetta - dice Cancelleri - grazie al nostro lavoro, e mi riferisco al lavoro di tutto il movimento, abbiamo migliorato delle piccole cose in Regione, penso al microcredito. Purtroppo siamo solo opposizione, ma abbiamo dimostrato che possiamo governare quest'Isola".  
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TITOLO: Milano, Brega Massone si appella al tribunale: "No alla fiction sulla clinica degli orrori"
DATA: 2014-10-26
OCCHIELLO: L'ex primario della clinica Santa Rita è stato condannato in primo grado all'ergastolo. I suoi avvocati: "La docu-fiction su cui lavora RaiTre potrebbe avere. ..<br clear='all'/>
TESTO:Pier Paolo Brega Massone, l'ex primario di chirurgia toracica della clinica Santa Rita di Milano condannato a 15 anni e mezzo per truffa e lesioni e all'ergastolo per quattro omicidi volontari di altrettanti anziani pazienti, si oppone "alla messa in onda di una docu-fiction" sulla sua vicenda giudiziaria. E attraverso i suoi avvocati ha presentato un ricorso al tribunale civile di Roma per chiedere un provvedimento d'urgenza per bloccare la trasmissione che, secondo quanto riferito dalla difesa, "è in programmazione da parte di RaiTre". L'udienza per discutere il ricorso presentato dai difensori dell'ex primario, gli avvocati Luigi Fornari e Vincenzo Vitale, come riportato dalla Provincia Pavese, è stata fissata per lunedì. L'avvocato Fornari ha chiarito che "a quanto ci risulta RaiTre, che ci ha contatto nei mesi scorsi, intende mettere in onda prossimamente una docu-fiction sul nostro assistito e noi abbiamo pensato di muoverci per bloccarla, perché in primo luogo, le responsabilità penali del nostro assistito non sono state ancora accertate con sentenze definitive".
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TITOLO: Incidente sull’A1: 6 morti e 4 feriti
DATA: 2014-10-25
OCCHIELLO: Scontro vicino a Colleferro, in direzione di Firenze, tra un autocarro e un furgone che portava nove persone: le vittime sono di nazionalità romena, tra loro una bambina
TESTO:L? incidente si è verificato alle 5.30. I soccorsi sono stati immediati: i vigili del fuoco e il 118 hanno inviato sul posto decine di mezzi. La Polstrada ha chiuso il traffico sulla diramazione. È stato riaperto solo nella tarda mattinata. Gli autisti dei due veicoli coinvolti sono stati ricoverati in ospedale. Non sono gravi e saranno presto interrogati dalla polizia stradale. Non è ancora chiaro perché il furgone dei marocchini fosse in mezzo alla strada, fermo o a velocità molto ridotta, sulla corsia di marcia normale quando è sopraggiunto l? altro mezzo che l? ha centrato in pieno. Fra le vittime anche due ragazzi di 25 e 27 anni, e un altro romeno di 40.
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TITOLO: Incidente sulla A1 vicino a Roma: sei morti, tra cui una bimba di 15 mesi, e otto feriti
DATA: 2014-10-25
OCCHIELLO: Tragedia tra Valmontone e la Diramazione Roma Sud. Scontro tra un Ducato e un minubus su cui viaggiavano le vittime, di nazionalità romena, tra cui una bambina. ..<br clear='all'/>
TESTO:L'urto è avvenuto sulla prima corsia di marcia ed è stato violentissimo tanto da causare la morte sul colpo di 5 adulti a bordo del minibus e poi, all'ospedale di Tivoli, di una bambina di circa 15 mesi, accompagnata in ambulanza in gravissime condizioni. I componenti della famiglia marocchina che viaggiavano sull'autocarro, invece, rimasti tutti feriti compresi i bambini che sono stati portati presso vari ospedali di Roma. In totale i feriti sono otto. Quattro sono i bambini marocchini che erano a bordo di un furgone Ducato con due adulti, a loro volta rimasti coinvolti, secondo la questura di Roma. Gli altri due feriti, romeni, erano a bordo del minibus Mercedes Sprinter che ha tamponato il furgone. L'incidente non ha provocato gravi conseguenze sul traffico veicolare ma la "bretella" Fiano San Cesareo è stata chiusa per permettere il soccorso delle vittime e i rilievi dell'incidente stradale. Si è provveduto ad incanalare tutto il traffico proveniente da sud verso Roma e verso il nord che è stato poi deviato verso il Gra. Non appena terminata l'attività di rilievo dell'incidente e di pulizia della strada verrà ripristinato il traffico. Autostrade per l'Italia consiglia agli utenti diretti a Nord di utilizzare l'uscita di San Cesareo, di percorrere tutta la D19 fino al Grande raccordo anulare per poi riprendere la A1 sia dalla A24 che dalla Diramazione Roma nord per Firenze. Sul posto sono intervenute le pattuglie della polizia stradale, i vigili del fuoco che hanno estratto le persone dalle lamiere, il personale della Direzione 5° Tronco di Fiano Romano, i soccorsi meccanici e sanitari.  
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TITOLO: Cianferoni: "Non rivelo cosa chiederò ma sono sicuro che lui darà il suo contributo"
DATA: 2014-10-25
OCCHIELLO: L'avvocato di Riina. "Quello che ci diciamo io e lui resta fra noi. Posso rappresentare solo le valutazioni che faccio come difensore"<br clear='all'/>
TESTO:PALERMO. "In quella terribile stagione del 1992-1993 Napolitano era tra i buoni, non certo tra i cattivi". Così ha scritto l'avvocato di Riina, Luca Cianferoni, alla corte di Palermo per sollecitare l'audizione del presidente della Repubblica. Cosa vorrebbe chiedere martedì al testimone Giorgio Napolitano? "Le domande non posso certo anticiparle. Però, credo che il presidente possa offrire un contributo importante per ricostruire quella stagione. Come capogruppo del Pci, nella fase di trapasso del compromesso storico; come presidente della Camera, ministro dell'Interno e presidente della Repubblica". Ma il capo dello Stato ha già scritto in una lettera alla corte di Palermo di non sapere nulla della trattativa Stato-mafia. "Reputo Napolitano una persona perbene. Resto convinto che dalla sua deposizione potranno emergere tanti materiali importanti per il processo". Ha concordato con il suo cliente le domande da porre al presidente? "Quello che ci diciamo io e il signor Riina resta fra noi. Posso rappresentarle le valutazioni che faccio come difensore: il mio cliente era in carcere da otto mesi quando il Sismi rilevava da una fonte confidenziale il progetto di attentato nei confronti di Napolitano. Dia retta a me: Riina non è stato soggetto, ma oggetto della trattativa, che l'ha portato in carcere. E oggi continua ad essere il parafulmine della storia d'Italia". Le sentenze di condanna, ormai definitive, dicono altro. Ovvero che Riina fu l'ideatore di una lunga stagione di morte. "Chiederemo la revisione del processo di Firenze, per gli attentati del 1993. I capi dei servizi segreti dell'epoca sono venuti a dirci in aula che non sapevano niente degli attentati di quel periodo. E ora, invece, scopriamo attraverso i documenti recuperati dalla procura che erano addirittura a conoscenza di un progetto di attentato nei confronti di Napolitano e Spadolini. Chi ha nascosto quei documenti? ". Secondo lei, chi? "Di certo non Riina e Cosa nostra, che potranno avere avuto un ruolo nella fase esecutiva delle stragi, ma non in quella ideativa. Penso piuttosto a un complesso sistema di potere". Martedì, i pm potrebbero anche non darle il consenso a fare subito l'esame. Insisterà per rivolgere le sue domande a Napolitano? "Non capisco perché la procura dovrebbe fermarmi. Sarebbe una gravissima anomalia rispetto a tutti gli altri processi".
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TITOLO: Nei bunker segreti dove Mussolini cercava rifugio dai bombardamenti
DATA: 2014-10-25
OCCHIELLO: Riaprono, dopo anni di restauro, i rifugi costruiti (dal 1940 al 1943) cinque metri sotto il parco di Villa Torlonia residenza privata del duce a Roma Un. ..
TESTO:Per anni, in quella cantina aveva respirato il vino cattivo del principe Torlonia, il famoso "fiele" dei cafoni di Silone, dentro le botti sistemate nelle celle laterali. Poi la cantina era stata abbandonata, deposito di cianfrusaglie e di roba vecchia, in disuso per chissà quanto tempo. Infine la blindarono (si fa per dire) nel 1940, con due porte di acciaio e un filtro antigas a manovella, per accontentare sbrigativamente il duce che aveva chiesto per la sua famiglia uno di quei rifugi "a prova di bomba" che impreziosivano l'Italia sottoterra dei gerarchi e dei patrizi, più status symbol che vera sicurezza. Ebbene, ancora oggi si capisce subito la fragilità di questa stanza quadrata che rimane patacca anche nel florido mercato del feticismo storico. Vi si entra dal giardino di fronte al teatro che il Duce aveva adibito a cinema, «l? arma più forte dello Stato», e percorrendo un camminamento in discesa di circa venti metri sotto il lago, che riproduce la forma frastagliata di quello prosciugato del Fucino, si arriva appunto al rifugio di quasi ottanta metri quadri che nessuno si sarebbe permesso di chiamare con il nome albionico di bunker. E siamo già sotto il campo dei Tornei dove in braghe e canottiera il duce, allenandosi con il grande calciatore Eraldo Monzeglio, si era convertito al tennis che da «gioco per signorine inglesi» era diventato «un gioco magnifico per le camice nere». Giù, l?ex cantina prendeva addirittura aria e luce da un pozzetto dentro al quale fu costruita, senza troppo senso, anche una scala a pioli di metallo. I vigili rivestirono il tutto con una piccola piramide di cemento armato che, fatta e rifatta, sta lì ancora adesso a testimoniare la bizzarria di questo rifugio-patacca nel quale, durante gli allarmi notturni, il duce e i suoi familiari neppure entravano. Aspettavano davanti all? ingresso il suono delle sirene che avvisava del cessato pericolo. E però Mussolini non poteva accontentarsi di una cantina travestita da rifugio. Come Hitler, cercava il suo nido, il mondo fuori dal mondo, che è il sogno di tutti i potenti, l?impermeabile delle loro ossessioni, come il famoso cassetto destro della scrivania nella Sala del Mappamondo di Palazzo Venezia dove teneva sotto chiave un fascio di biglietti di banca e una rivoltella carica. Dunque arrabbiatissimo, il Duce chiese un vero rifugio. E questa volta i vigili del fuoco dedicarono quattro mesi di lavoro agli scantinati sotto il salone centrale della casa padronale che solo i familiari di Mussolini chiamavano? la Palazzina? e tutti gli altri? il Palazzo? , anticipando senza saperlo Pasolini. Ieri pomeriggio vi siamo entrati. Non è un labirinto ma con tutti quei corridoi sembra una clinica o un ministero senza luce. E abbiamo finalmente sentito l? effetto bunker guardando il soffitto che fu rafforzato con centoventi centimetri di cemento armato. Avrebbe resistito, promisero al duce, anche a bombe di oltre una tonnellata. Già aperto al pubblico nel 2006, e subito richiuso chissà perché, è descritto in tutte le guide di Villa Torlonia ma oggi sarà di nuovo inaugurato insieme alla cantina-patacca dove la luce elettrica, che allora era a batteria, adesso arriva dall? edificio di fronte. L?effetto è di nuovo rarefatto. Non la luce accecante di un rifugio, ma quella sfumata dei presepi. È stata riaperta anche la seconda uscita che fu scavata dalla parte opposta. Con meticolosità filologica, la Società Sotterranei di Roma di Lorenzo Grassi, un ex giornalista dell? Adn Kronos che ha vinto l? appalto per il restauro, ha trovato pure un gabinetto, un telefono, e una brandina d? epoca. E davvero sembra una pulita scenografia da modesto teatrino di provincia, con le riproduzioni al posto degli originali. Con una speciale raffinatezza: qui siamo addirittura alla copia della copia visto che già l? originale era finto, un surrogato di bunker, come erano finti l? Impero e le parate militari, e com? era finta la serenità di quella famiglia-modello che nel pomeriggio si riuniva sotto la pianta di fico. Mussolini, macho fascista, metteva in scena il piccolo mondo antico di Villa Torlonia in mezzo alla campagna romana. Solo qui? il duce? diventata? il presidente? , e donna Rachele fingeva di essere mamma e sposa felice. Persino Eraldo Pistoni, il figlio del custode, nel bel libro oggi introvabile Villa Torlonia e Mussolini finse di non sapere che quel focolare domestico era stato un inferno di tradimenti. Da domani sarà possibile vistare tutti questi sotterranei fascisti di Villa Torlonia tranne quel budello che forse si apre? dicono? sotto la ghiaia e sbuca in via Nomentana, non per nascondersi ma per scappare, non per rifugiarsi ma per liberarsi. A chi ha visto la cupa perfezione della? Churchill War Room? , nel sottosuolo del Treasury Building di Londra, la sola suggestione storica che il falso bunker di Villa Torlonia risveglia è quella della povertà, senza neppure la dignità letteraria dell? intrigo, senza la grandezza del mistero dei Sotterranei del Vaticano. A Londra le stanze private del bunker di Churchill sono un vero Museo di guerra, funziona uno straordinario sistema multimediale e interattivo, ci sono ancora le mappe che disegnano le strategie, e persino gli odori sono gli stessi. Fuori da questi modesti cunicoli invece la sola segnaletica è la parola? RIFUGIO? , scritta a stampatello, forse per non smarrirsi in ottanta metri quadrati. Alla fine mi torna in mente quel libro dolce e amaro di Cesare Marchi, Quando eravamo povera gente. Sono gli acquarelli vivi dell? Italia in bianco e nero, del latte razionato, delle dosi di farina, della borsa nera, dei traffici a metà tra pietà e cinismo, delle patacche come risorsa appunto.
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TITOLO: La Cgil, un milione in piazza contro il Jobs Act. Camusso: "Avanti anche con sciopero generale"
DATA: 2014-10-25
OCCHIELLO: A Roma la manifestazione a San Giovanni. Il leader sindacale: "Patrimoniale per creare lavoro. L'articolo 18 non è totem ideologico ma tutela concreta". ...
TESTO:Al corteo, dietro lo striscione dei poligrafici dell'Unità, c'erano anche Stefano Fassina, Pippo Civati e Gianni Cuperlo, che ieri ha pubblicato un appello a partecipare sul sito di Sinistradem, la corrente della minoranza Pd. "Il lavoro è sotto attacco da tanti anni - ha detto Civati durante il corteo -  ma questa volta è sotto attacco da parte del Pd. Siamo in piazza contro politiche sbagliate, non contro il governo". E si è chiesto: "Renzi vuole fare le cose che voleva Berlusconi? ". Per Cuperlo "questa piazza va ascoltata. Mi auguro che in Parlamento ci siano le condizioni e la volontà per migliorare la delega sul lavoro". Mentre Fassina ha ribadito: "Qui c'è un pezzo importante del Pd. Questa manifestazione serve a riportare il partito sulla strada giusta". In un fuorionda, nella soddisfazione generale per la buona partecipazione popolare, Camusso ha confessato a Fassina, con grande sollievo: "Ora possiamo respirare bene". A sfilare c'erano anche il deputato Alfredo D'Attorre, Sergio Cofferati e Cesare Damiano - tessera numero 1 della Cgil nel 1970 - che hanno assicurato di non voler "picconare" il premier. E mentre oggi parte della minoranza dei democratici è scesa in piazza, a Firenze Renzi e mezzo governo hanno continuato i lavori della Leopolda. Kermesse definita "contromanifestazione imbarazzante" da Rosy Bindi, che ha partecipato al corteo e subito dopo ha litigato in diretta tv su Sky tg24 con Debora Serracchiani, in collegamento dalla stazione fiorentina. Da parte sua, il presidente del Consiglio ha affermato di non temere la piazza: "Rispetto il sindacato - ha detto ieri sera a La7- ma una manifestazione non ci fermerà". Non c'era, invece, Pierluigi Bersani. E anche altri bersaniani che, pur avendo firmato documenti di sostegno a quella piazza, hanno deciso di non partecipare alla protesta sindacale. Toccante l'esibizione dei coristi e di alcuni musicisti del Teatro dell'Opera di Roma, che saranno licenziati a gennaio 2015 e che hanno eseguito la celebre romanza "Nessun dorma" dalla Turandot di Giacomo Puccini.
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TITOLO: Leopolda, Renzi: "Ascolteremo la piazza, ma noi andremo avanti"
DATA: 2014-10-25
OCCHIELLO: Il premier: "Qui parla la gente che ha creato posti di lavoro" E poi: "resto al massimo fino al 2023, per due mandati" C'è Fabio Volo, Pif, Renzo Rosso e molti. ..
TESTO:A sera, in diretta con il tg3 il premier Matteo Renzi, dal rifugio fiorentino della Leopolda, non può più tacere e a proposito della piazza targata Cgil a Roma sostiene: "Quando ci sono manifestazioni come queste non c'è da dire nulla ma ascoltare una piazza bella, importante. Ci confronteremo, ma poi andremo avanti, non è pensabile che una piazza blocchi paese". Parole nette che arrivano alla fine di una giornata in cui le distanze sembrano essersi allungate fra la Leopolda e San Giovanni, fra Pd e Pd, fra una parte del Pd e una parte della Cgil. "Sono due anime diverse ma rispettabili - osserva Renzi - un grande partito ha il dovere di avere opinioni diverse. Io sono stata minoranza e non sono scappato e poi quando ho vinto il congresso le parti si sono invertite". Aggiunge: "Qua si accapigliano su questioni importanti come la riforma della scuola o il fisco e il lavoro, su come creare occasioni per i posti di lavori, che non si creano con le manifestazioni, ma con ambienti e imprese capaci di farlo".     Alla Leopolda la mattinata era cominciata con almeno duemila persone intorno ai tavoli della convention renziana, ma a sera gli organizzatori allargano i sorrisi: "Siamo già a 12mila presenze". Le magliette contro i "gufi" e i pessimisti sono esaurite, alle pareti le frasi sui Beatles, su Disney, Picasso e quelli che non li avevano capiti. "Quindici testimonianze di persone che hanno creato posti di lavoro e vogliono ragionare dell'Italia che non si arrende" comincia la mattinata Matteo Renzi dagli stanzoni della ex stazione Leopolda. Parole che sembrano fare da contraltare alle bandiere rosse della Cgil a Roma contro il Jobs act. "Rispettiamo la piazza - aggiunge poco dopo il ministro Maria Elena Boschi - sono contenta che stia andando molto bene anche la manifestazione a Roma". In mezzo alla convention Renzi trova anche il modo di promettere riferendosi alla guida del governo: "Farò al massimo due mandati, arrivo 2023". Ai tavoli si discute. Limitare  il diritto di sciopero dei lavoratori pubblici? "Esatto, sì", risponde Davide Serra, il proprietario del Fondo Albebris, a margine di un tavolo tematico in corso a Leopolda 5. "Dico che è un diritto, cerchiamo di capire che è un costo", ha aggiunto Serra che poi in diretta tv promuove il Job Act. La posizione di Serra scava un ulteriore distanza, tanto che poco dopo Del Rio e Serracchiani correggono il tiro: "Non è uno dei problemi del Paese" e il sottosegretario alla presidenza aggiunge: "Abbiamo bisogno di creare posti di lavoro" La Leopolda si apre con un minuto di silenzio per Rayhaneh, la donna impiccata in Iran perchè accusata di aver ucciso l'uomo che voleva violentarla. Renzi è sul palco: "Continueremo la battaglia contro la pena di morte. Mi unisco al ricordo e alle volontarie che combattono contro la pena di morte". La stazione è molto social, quasi tutto va online, umori, fotografie, storie. E' già al terzo posto nel trend twitter della giornata #Leopolda5.  
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TITOLO: Quel: "profumo" di cometa: "annusato" dalla sonda Rosetta
DATA: 2014-10-25
OCCHIELLO: Le sostanze rilevate su Churyumov-Gerasimenko producono un mix di odori forti: dalle uova marce al letame. Secondo l'esperta a capo del progetto, la miscela è. ..
TESTO:UNA cosa è certa: nessun maestro profumiere deciderà mai di creare un'essenza con note di Churyumov-Gerasimenko, la cometa sulla quale il 12 novembre è previsto l'atterraggio del lander Philae della sonda Rosetta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). La "fragranza", infatti, risulterebbe un mix di uova marce, alcol e stalla con zaffate pungenti e soffocanti di formaldeide e tocchi aromatici di aceto e mandorla amara. Questo "profumo" non molto attraente della cometa, infatti, è stato "annusato" dallo strumento Rosina (Orbiter Spectrometer for Ion and Neutral Analysis) a bordo della sonda.   I dati sono stati elaborati dal gruppo coordinato da Kathrin Altwegg dell'università svizzera di Berna. L'odore forte di questa cometa è dato dall'acido solfidrico (uova marce), ammonica (letame) dalla formaldeide, ma vi è anche acido cianidrico simile alla mandorla amara, biossido di zolfo (che ricorda l'aceto), il metanolo (alcol) e il profumo più dolce del solfuro di carbonio. ''Tutte queste sostanze", osserva Altwegg, "rendono la cometa una miscela scientificamente interessante per studiare l'origine del materiale del Sistema solare, la formazione della Terra e l'origine della vita''.   Le sostanze sono presenti nelle esalazioni di gas e polveri della cometa che si sta mostrando straordinariamente attiva nonostante sia ancora molto lontana dal Sole, a 450 milioni di chilometri. L'attività della cometa è diffusa su tutta la superficie, come mostra lo strumento italiano Osiris (Optical Spectroscopic and Infrared Remote Imaging System) sotto la responsabilità scientifica dell'Università di Padova e del Centro interdipartimentale di studi e attività spaziale (Cisas).   Secondo gli esperti il rilascio di gas e polveri diventerà più vivace a partire dai 300 milioni di chilometri di distanza dal Sole e il "profumo" della cometa sarà ancora più intenso. Alla distanza attuale le molecole sono ancora molto diluite nella chioma costituita prevalentemente da "acqua frizzante" (molecole di acqua e anidride carbonica), mescolata con monossido di carbonio.
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TITOLO: Tumori al cervello, studio Usa: "Staminali uccidono la malattia nei topi"
DATA: 2014-10-25
OCCHIELLO: Gli scienziati della Harvard Medical School hanno scoperto il modo di trasformare le cellule geneticamente modificate in macchine per sconfiggere il cancro: ...
TESTO:NEW YORK - Gli scienziati della Harvard Medical School hanno scoperto il modo di trasformare le staminali in macchine per uccidere le cellule del tumore al cervello, secondo quanto riferisce la Bbc. In un esperimento su topi, le cellule staminali sono state modificate geneticamente in modo da far loro produrre una tossina che uccide le cellule tumorali, ma non quelle sane. Lo studio, ad opera dei medici del Massachusetts General Hospital e dell'Harvard Stem Cell institute, è stato pubblicato sulla rivista Stem Cells ed è frutto di molti anni di ricerca, a caccia di una cura basata sulle cellule staminali, cha potesse uccidere i tumori, ma salvare i tessuti sani. Il prossimo passo, ora, sarà ora la sperimentazione negli umani.   Le cellule staminali geneticamente modificate sono state poste in un gel nel sito del tumore, rimosso chirugicamente. Le cellule cancerogene sono morte, incapaci di difendersi dalla tossina prodotta dalle staminali. Il professor Khalid Shah, uno degli autori della ricerca, ha parlato di risultati molto positivi. "Le tossine che uccidono il cancro sono state usate con grande successo per la lotta contro vari tumori del sangue, ma non funzionano bene contro i tumori solidi perchè il cancro non è ben accessibile e le tossine hanno vita breve". Ma con l'uso delle staminali il quadro cambia. "Ora abbiamo creato delle cellule staminali resistenti alle tossine che possono produrre e diffondere medicine anticancro". Chris Mason, professore all'University College di Londra, ha detto che questo studio "segna l'inizio di una nuova generazione di terapie. Mostra che si possono attaccare i tumori solidi inserendo nel corpo del paziente cellule che instillano la carica tossica direttamente nel tumore". Shah vuole ora testare la tecnica usando varie terapie sui topi ammalati di glioblastoma, il più comuni tumore al cervello tra gli adulti umani e spera che nel giro di cinque anno si possa passare alla sperimentazione clinica.
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TITOLO: Incidente sulla A1 vicino a Roma: sei morti, tra cui una bimba di 15 mesi, e otto feriti
DATA: 2014-10-25
OCCHIELLO: Tragedia tra Valmontone e la Diramazione Roma Sud. Scontro tra un Ducato e un minubus su cui viaggiavano le vittime, di nazionalità romena, tra cui una bambina. ..<br clear='all'/>
TESTO:L'urto è avvenuto sulla prima corsia di marcia ed è stato violentissimo tanto da causare la morte sul colpo di 5 adulti a bordo del minibus e poi, all'ospedale di Tivoli, di una bambina di circa 15 mesi, accompagnata in ambulanza in gravissime condizioni. I componenti della famiglia marocchina che viaggiavano sull'autocarro, invece, rimasti tutti feriti compresi i bambini che sono stati portati presso vari ospedali di Roma. In totale i feriti sono otto. Quattro sono i bambini marocchini che erano a bordo di un furgone Ducato con due adulti, a loro volta rimasti coinvolti, secondo la questura di Roma. Gli altri due feriti, romeni, erano a bordo del minibus Mercedes Sprinter che ha tamponato il furgone. I due conducenti dei veicoli, un cittadino marocchino e un romeno, sono ora indagati Sono indagati per omicidio colposo. L'incidente non ha provocato gravi conseguenze sul traffico veicolare ma la "bretella" Fiano San Cesareo è stata chiusa per permettere il soccorso delle vittime e i rilievi dell'incidente stradale. Si è provveduto ad incanalare tutto il traffico proveniente da sud verso Roma e verso il nord che è stato poi deviato verso il Gra. Non appena terminata l'attività di rilievo dell'incidente e di pulizia della strada verrà ripristinato il traffico. Autostrade per l'Italia consiglia agli utenti diretti a Nord di utilizzare l'uscita di San Cesareo, di percorrere tutta la D19 fino al Grande raccordo anulare per poi riprendere la A1 sia dalla A24 che dalla Diramazione Roma nord per Firenze. Sul posto sono intervenute le pattuglie della polizia stradale, i vigili del fuoco che hanno estratto le persone dalle lamiere, il personale della Direzione 5° Tronco di Fiano Romano, i soccorsi meccanici e sanitari.  
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TITOLO: Milano, il condominio Aler dove tutti sono abusivi. E i vicini insorgono: "Qui è un incubo"
DATA: 2014-10-25
OCCHIELLO: In via Comacchio, nel cuore del Corvetto, una trentina di famiglie peruviane occupano da un anno e mezzo il palazzo. Dall'interno delle abitazioni arrivano. ..<br clear='all'/>
TESTO:Non c? è il numero civico, né citofoni o portineria. Per capire che ci si trova in via Comacchio 4, a Milano, bisogna fidarsi di una scritta con lo spray nero sull? intonaco giallo, con le lettere appiccicate una sull? altra. Il fatto che gli abitanti di questo edificio sono al cento per cento abusivi, invece, lo sa chiunque nel quartiere (oltre ai dirigenti dell? Aler). È forse l? unico caso in tutta Milano di un palazzo in cui nessun inquilino è regolare. Una trentina di famiglie, tutte peruviane, occupano da un anno e mezzo le quattro scale di questo lungo condominio scrostato nel cuore del Corvetto. Il cortile con il cancello che dà sulla strada è l? unico accesso. Tre bambini giocano sull? asfalto di fianco a una Golf blu scuro, la mamma li osserva da lontano appoggiata con la schiena sul muro. Sopra di loro la facciata dall? intonaco perde pezzi e le persiane sbilenche sembrano dover cadere da un momento all? altro. Addentrandosi nelle scale si trovano cumuli di rifiuti, porte in legno distrutte, vecchie targhe arrugginite con i cognomi italiani. Dagli interni arrivano rumori, urla e balli di salsa a tutto volume. «Per noi che abitiamo qui vicino è diventato un incubo? racconta la signora Anna, affacciata da una delle finestre del palazzo di fronte? C?è caos a ogni ora del giorno e della notte, queste persone non rispettano niente e nessuno».
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TITOLO: Luca Parmitano: "Cattureremo un asteroide con un robot"
DATA: 2014-10-25
OCCHIELLO: Il primo astronatua del nostro paese ad aver passeggiato nello spazio progetta di tornare in orbita nel 2017 e annuncia una nuova impresa ambiziosa
TESTO:HA gironzolato là fuori, in assenza di gravità per diverse ore. Ed è stato il primo italiano a farlo. Ma Luca Parmitano non ne ha avuto abbastanza dell'universo e dice: "Forse tornerò in orbita nel 2017 perché in campo aerospaziale l'Italia è tra le prime al mondo, e non ha nulla da invidiare agli altri paesi. I nostri astronauti hanno il doppio delle possibilità, rispetto, ad esempio, a francesi e tedeschi, di essere convocati per le missioni spaziali". Ne è convinto l'astronauta e militare dell'Aeronautica che ha trascorso quasi sei mesi nello spazio a bordo della Stazione spaziale internazionale per la missione "Volare" dell'Asi (Agenzia spaziale italiana). Parmitano ha parlato a Bologna durante un incontro con alcuni studenti delle scuole superiori: "Il 40% del volume della Stazione spaziale in cui abbiamo lavorato è stato concepito e costruito nel nostro paese. Mi riferisco ai Nodi 2 e 3, alla Cupola di vetro che ci permetteva di ammirare la Terra da lassù, e alle navette Atv e Cygnus. La nostra avanguardia ci concede più chance, rispetto ad altri paesi, di essere chiamati a partecipare alle missioni". Parmitano ha anche annunciato una nuova impresa ambiziosa: "Con l'Azienda spaziale italiana stiamo aiutando la Nasa a lavorare a un progetto di cattura di un asteroide attraverso un veicolo robotico, per collocarlo all'interno dell'orbita lunare e studiarne così la composizione. Se tutto va bene, ce la faremo entro il 2025. All'interno di una parte della traiettoria lunare chiamata 'L2'", ha spiegato Parmitano, "l'asteroide dovrebbe rimanere 'parcheggiato', in modo da consentirci, per la prima volta nella storia dell'uomo, di studiarlo in maniera approfondita".
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TITOLO: Luca Parmitano: "Cattureremo un asteroide con un robot"
DATA: 2014-10-25
OCCHIELLO: Il primo astronauta italiano ad aver passeggiato nello spazio annuncia un nuovo ambizioso progetto
TESTO:HA gironzolato là fuori, in assenza di gravità per diverse ore. Ed è stato il primo italiano a farlo. Ma Luca Parmitano non ne ha avuto abbastanza dell'universo e dice: "L'Italia è tra le prime al mondo, e non ha nulla da invidiare agli altri paesi. I nostri astronauti hanno il doppio delle possibilità, rispetto, ad esempio, a francesi e tedeschi, di essere convocati per le missioni spaziali". Ne è convinto l'astronauta e militare dell'Aeronautica che ha trascorso quasi sei mesi nello spazio a bordo della Stazione spaziale internazionale per la missione "Volare" dell'Asi (Agenzia spaziale italiana). Parmitano ha parlato a Bologna durante un incontro con alcuni studenti delle scuole superiori: "Il 40% del volume della Stazione spaziale in cui abbiamo lavorato è stato concepito e costruito nel nostro paese. Mi riferisco ai Nodi 2 e 3, alla Cupola di vetro che ci permetteva di ammirare la Terra da lassù, e alle navette Atv e Cygnus. La nostra avanguardia ci concede più chance, rispetto ad altri paesi, di essere chiamati a partecipare alle missioni". Parmitano ha anche annunciato una nuova impresa ambiziosa: "Con l'Azienda spaziale italiana stiamo aiutando la Nasa a lavorare a un progetto di cattura di un asteroide attraverso un veicolo robotico, per collocarlo all'interno dell'orbita lunare e studiarne così la composizione. Se tutto va bene, ce la faremo entro il 2025. All'interno di una parte della traiettoria lunare chiamata 'L2'", ha spiegato Parmitano, "l'asteroide dovrebbe rimanere 'parcheggiato', in modo da consentirci, per la prima volta nella storia dell'uomo, di studiarlo in maniera approfondita".
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TITOLO: Incidente sulla Milano-Varese, un morto e otto feriti: coinvolte dieci auto, chiusa l'autostrada
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: L'allarme sulla A8, tra Milano Fiera e Milano Nord in direzione Varese, è scattato alle 11. Il tratto è stato chiuso anche in direzione sud per consentire ai. ..<br clear='all'/>
TESTO:Intorno alle 11.30 è stato chiuso il tratto fra il bivio A4 e il bivio Tangenziale ovest in direzione Varese (poi riaperto intorno alle 15) e tra il bivio Tangenziale ovest e Milano Fiera in direzione Milano. Il tratto è stato chiuso anche in direzione sud per consentire ai mezzi di soccorso di intervenire nel minor tempo possibile. Sul luogo dell'incidente sono intervenute le pattuglie della polizia stradale, i vigili del fuoco, il personale di Autostrade per l'Italia di Milano e i soccorsi meccanici, compreso un elicottero del 118 per i soccorsi ai feriti più gravi.
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TITOLO: Prostituzione minorile, Paolini rinviato a giudizio
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Il disturbatore tv è accusato di aver pagato per avere rapporti sessuali con minorenni. Il processo inizierà il 7 febbraio<br clear='all'/>
TESTO:Il disturbatore televisivo Gabriele Paolini è stato rinviato a giudizio a Roma per induzione e sfruttamento della prostituzione minorile. L'uomo è accusato di aver pagato somme di denaro per avere rapporti sessuali con cinque ragazzi minorenni, di possesso di materiale pedopornografico e di un episodio di tentata violenza sessuale. Durante l'udienza Paolini ha ribadito di non aver ''mai indotto alcun minore alla prostituzione'' e di avere a che fare ''con accuse che non stanno né in cielo né in terra'' ma la sua autodifesa non ha convinto il giudice Donatella Pavone che, al termine di una breve camera di consiglio, ha deciso di rinviarlo a giudizio. Il processo prenderà il via il 7 gennaio prossimo davanti ai giudici della quinta sezione del tribunale collegiale. ''Per mia natura sono un combattente - ha commentato
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TITOLO: I nomadi aggrediscono i passeggeri, il sindaco del Pd propone bus separati
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Il caso a Borgaro, alle porte di Torino. Dopo le proteste il primo cittadino d'accordo con l'assessore di Sel chiede che le linee siano sdoppiate: una per i. ..<br clear='all'/>
TESTO:I nomadi aggrediscono i passeggeri? Il sindaco di Borgaro del Pd Claudio Gambino, d'accordo con il suo assessore ai trasporti di Sel, Luigi Spinelli, chiede a Gtt di sdoppiare le linee del bus che dalla periferia di Torino porta nella cittadina vicina all'aeroporto. La proposta, lanciata dal primo cittadino nel corso dell'ennesima assemblea di protesta contro le prevaricazioni dei nomadi ai danni dei passeggeri del bus, viene accolta con entusiasmo e senza nessuna accusa di razzismo: per gli amministratori è l'unica soluzione per garantire la sicurezza dei borgaresi e porre fine alle lamentele che si protraggono ormai da troppo tempo. In pratica, secondo gli amministratori, all'attuale bus di linea numero 69 ne dovrebbe essere affiancato un altro che partendo sempre da Torino in piazza Stampalia faccia capolinea al campo rom di Borgaro cosicchè a bordo non ci sia più promiscuità. Insomma i buoni su un bus e i cattivi sull'altro. Gli episodi segnalati sarebbero decine: dalla ragazzina alla quale sono stati rasati i capelli a quell'altra cui hanno tentato di rubare lo zaino e il cellulare. Prima di arrivare all'apartheid dei trasporti sono già state battute altre strade: per un paio di settimane a bordo sono salite le pattuglie dei vigili, ma poi il servizio è cessato e le violenze sono tornate almeno con la stessa frequenza delle lamentele e delle proteste. Ora il sindaco Gambino ne parlerà con il questore di Torino, Antonino Cufalo e si vedrà se la strada del doppio bus è percorribile. La polemica è sicura: il primo ad accendere le polveri è il senatore leghista Roberto Calderoli, il quale su  Facebook scrive: "L'ipocrisia della sinistra non ha limiti: pensate se fosse stata la Lega a ipotizzare dei bus separati per i rom, quali e quante accuse di razzismo, xenofobia, nazismo e quant'altro ci sarebbero piovute addosso. .. Dove sono le anime belle? Altro che pensare alla cittadinanza per i figli degli immigrati: i problemi veri sono questi e complimenti agli amministratori di Borgaro che anche se di sinistra hanno ascoltato la loro gente". Nel pomeriggio il sindaco Gambino replica alle polemiche sollevate dalla sua provocazione: "Sono un sindaco del Pd e un uomo di sinistra e ho il dovere di tutelare i miei cittadini". Il sindaco di Borgaro Torinese, Claudio Gambino, spiega così la proposta di sdoppiare la linea urbana degli autobus che fermano nei pressi del campo nomadi di strada dell'Aeroporto, il più grande del capoluogo piemontese. "Io razzista? Niente affatto - dice all'Ansa replicando alle accuse che gli stanno piovendo addosso -. L'obbligo della solidarietà, e dell'inclusione, deve essere sempre accompagnato dal rispetto delle regole".  
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TITOLO: Caldoro nomina presidente della scuola di polizia locale un consigliere indagato per truffa
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Raffaele Sentiero ha ammesso di aver intascato rimborsi non dovuti per 31mila euro<br clear='all'/>
TESTO:Accusato di truffa aggravata per aver intascato rimborsi non dovuti per 31mila euro, ammette tutto in Procura e va verso il rinvio a giudizio. Risultato? La Regione guidata da Stefano Caldoro, ormai in piena campagna elettorale, addirittura lo "premia" con nuovo e prestigioso incarico. Così il consigliere regionale Raffaele Sentiero - inizialmente della lista "Noi Sud", ora entrato in Ncd - viene nominato presidente della scuola regionale della polizia locale. Sembra una boutade, ma è realtà. La scelta, attuata con decreto del governatore Caldoro, viene salutata con "personale e istituzionale soddisfazione" dall'assessore al Lavoro, Severino Nappi. Il cui entusiasmo sfiora l'involontaria comicità quando prevede - testuale - "il buon corso del suo incarico" in virtù "della sua esperienza di lungo corso", e auspica che il nuovo vertice porti la scuola "verso l'eccellenza campana". Sentiero, beninteso, non è l'unico indagato nel capitolo fondi regionali: anzi la quasi totalità dei consiglieri è stata travolta dall'inchiesta del pm della Procura di Napoli Giancarlo Novelli che si articola ormai in vari filoni. Ma analoga totale rimozione è attuata dal sottosegretario di Stato alla Difesa, Gioacchino Alfano, nella sua veste di coordinatore regionale di Ncd, che rivolge a Sentiero "auguri di buon lavoro per l'importante nomina, in una regione in cui la formazione delle future forze di polizia è particolarmente strategica per la lotta alla microcriminalità organizzata e alle mafie". In effetti, ci voleva un inquisito.
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TITOLO: Persone scomparse, 30mila in Italia. La metà sono minori
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Il ministro Alfano: "Fenomeno allarmante e doloroso". Oltre i casi legati all'immigrazione, spiccano i casi di vittime di reato, gli allontanamenti volontari o. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Minori e anziani, italiani e stranieri, uomini più che donne, di ogni classe sociale. E' un identikit molto generico quello della persona scomparsa, perché il "fenomeno drammatico", come lo ha definito il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, è diffuso in ogni fascia sociale e d'età e su tutto il territorio, dal Nord al Sud. L'ultimo numero che fotografa questa realtà è 29.763: tante sono le persone che risultano tuttora scomparse in Italia in una lista aperta nel 1974 ed alla quale solo nei primi mesi di quest'anno si sono aggiunti altri 558 nomi. Le loro foto sono affisse nelle pareti o sepolte nei cassetti delle questure di tutta Italia: assieme sono come una cittadina svanita nel nulla. Parlando al convegno internazionale "La scomparsa di persone: una sfida per i Paesi Ue", promosso presso la Scuola superiore dell'Amministrazione, Alfano lo ha definito un fenomeno che "desta allarme sociale", perché "dietro ognuno di quei numeri c'è una persona che non si trova e il pianto dei familiari disperati". Le principali cause, ha spiegato il ministro, "sono l'allontanamento volontario, disturbi psicologici, il diventare vittime di reato e poi ci sono altri due fenomeni: gli anziani affetti da Alzheimer e la crisi economica che fa aumentare disturbi e crisi depressive portando i soggetti ad allontanarsi dal proprio ambiente". Negli ultimi due anni sono state registrare oltre 23mila denunce di scomparsa. In realtà, se si guarda alle cifre, la prima ragione è collegata al problema dell'immigrazione di massa degli ultimi due decenni ed al sistema di accoglienza dei cosiddetti minori non accompagnati. Stranieri. Quasi 20mila, gli stranieri rappresentano il grosso degli scomparsi in Italia. Il numero è ancora più drammatico se si considera che quasi 13 mila di essi sono minorenni. "In grande maggioranza si tratta di ragazzi che si allontanano volontariamente dalle abitazioni o dalle comunità cui vengono affidati. Ma ci sono anche - ha spiegato Alfano - i minori sottratti da uno dei coniugi e quelli vittime di reato". Sul totale pesano altre incognite legate al fenomeno migratorio: di frequente i migranti fanno perdere le proprie tracce volontariamente per spostarsi in altri Paesi, ma sul destino dei minori in fuga molte associazioni hanno spesso lanciato l'allarme. Donne. Spaventa anche il dato femminile. Soltanto nel 2012 sono sparite due donne ogni giorno, in media, dal 1974 a oggi più di 200 ogni anno; un terzo del totale delle persone di cui non si hanno più notizie. Anche in questo caso, la maggior parte delle denunce riguarda cittadine straniere (5.720), mentre le italiane sulla lista sono 580. Gli uomini sono 20.463, di cui 14.227 stranieri. Gli italiani spariti all'estero, invece, sono 178 dei quali 131 maggiorenni, 21 over 65 e 26 minorenni. Crisi e femminicidi, la relazione del commissario - Sui casi femminili e sulla crisi, tra l'altro, insiste molto la relazione presentata dal commissario straordinario nominato dal governo sul fenomeno: "La crisi economica sta portando nel nostro Paese un aumento delle 'povertà sociali', materiali e immateriali - si legge nella relazione -. Prendiamo atto di operai in cassa integrazione, madri di famiglia che perdono il part time, ma anche manager, imprenditori, ricercatori che escono dal mondo del lavoro. Questa umanità ghermita dalla crisi - evidenzia ancora la Relazione - che qualche volta protesta e denuncia, spesso non traduce in processo sociale il proprio disagio e preferisce abbandonare tutto e tutti, anche la propria famiglia, forse a causa della indifferenza che accompagna il fenomeno. Si spiegano in tal modo i due terzi delle scomparse con motivazioni di 'allontanamento volontario'. Si spiega, inoltre, il fenomeno odioso della violenza di genere e del 'femminicidio' connesso alle numerose scomparse di donne". Dall'anno della sua costituzione, nel 2007, l'Ufficio del Commissario di governo per le persone scomparse, "ne ha censito oltre 2.500, di cui la metà minorenni. Una percentuale pari al 40% circa del totale, sono donne straniere e/o comunitarie". Il fenomeno sul territorio - Il Lazio è in testa nella triste classifica delle persone scomparse con 6.766 casi, seguito dalla Sicilia (3.900), dalla Lombardia (3.680), dalla Campania (3.146) e dalla Puglia (2.475). Ma per il ministro Alfano c'è una buona notizia, crescono i ritrovamenti: su 140 mila denunce di scomparsa dal 1994, sono state recuperate le tracce di 110 mila persone. Il commissario straordinario del governo per le persone sparite, il prefetto Vittorio Piscitelli, ha rilevato che "è un fenomeno non solo italiano, in altri Paesi le cifre sono ancora più allarmanti. Si registra un fortissimo aumento dei numeri negli ultimi due anni e occorre alzare il livello di guardia". Corpi senza volto. C'è un altro numero, nascosto dietro queste cifre: dal 30 giugno 2014 ci sono 1.283 corpi non ancora identificati nei vari obitori italiani, molti dei casi censiti sono rappresentati dai migranti annegati. Sono ancora 197 i corpi da identificare del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013. Suicidi per ragioni economiche in aumento - La relazione del commissario straordinario ha preso in esame anche i suicidi, rilevando che "nel 2013 sono state 149 le persone che si sono tolte la vita per motivazioni di ordine economico, rispetto agli 89 casi registrati nel 2012: un suicidio ogni due giorni e mezzo". Secondo la Relazione, che tiene conto di analisi del Censis e di Link Lab (Laboratorio di ricerca socio-economica dell'Università Link Campus University), "sale quindi a 238 il numero complessivo dei suicidi per motivi legati alla crisi economica, registrati in Italia nel biennio 2012-2013". Dunque, "nell'ultimo quadrimestre del 2013, i suicidi riconducibili a motivazioni economiche rappresentano circa il 40% del totale registrato nell'intero anno". Non solo: "Un suicida su due è imprenditore, ma in un anno - segnala la relaziona- è raddoppiato il numero dei disoccupati suicidi", mentre "è triplicato anche quello degli 'occupati', per un fenomeno che non conosce più differenze geografiche" e si registra al Sud come al Nord. Nel 2013, evidenzia infine la Relazione, anche "il numero più elevato dei tentativi di suicidio si registra ancora una volta tra coloro ai quali la crisi economica ha portato via il lavoro ma anche la speranza di proseguire o ricostruire altrove il proprio percorso professionale. Seguono gli imprenditori e i lavoratori dipendenti".
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TITOLO: Donna morta sotto i ferri: arrestati 3 medici per omicidio colposo
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: Elisa Presta, 71 anni, deceduta a  maggio dello scorso anno per un intervento andato male. La Procura arresta i medici presenti in sala operatoria: avrebbero. ..<br clear='all'/>
TESTO:il magistrato Luigi Spina, su richiesta della Procura della Repubblica. Secondo quanto emerso dalle indagini, sulla storia pesa un particolare raccapricciante: nel tentativo di evitare controlli e guai giudiziari, i tre medici, durante l'intervento, avrebbero continuato a operare il corpo della signora, nonostante ne avessero già constato la morte, scrivendo poi sulla cartella clinica: morta per "complicanze". Le indagini. La Squadra Mobile ha avviato le indagini cinque mesi dopo l'accaduto a seguito di un esposto anonimo. Nelle settimane successive ha interrogato medici e infermieri, che hanno partecipato all'intervento, i familiari della donna ed acquisito documenti.   Lo scorso 14 luglio, inoltre, è stata depositata la perizia medico-legale, dalla sono emerge la responsabilità dei dottori, come come scritto nella relazione dall'esperto: "Condotte colpose nell'operato dei medici che avevano espletato l'intervento". La Registrazione del chirurgo. Successivamente, la Procura ha acquisito la registrazione di una conversazione del dottor Michele Cavone - fatta a sua insaputa e diffuse inizialmente dalla rivista on line Basilicata 24 - da cui è esploso il caso mediatico, in cui lo si il chirurgo raccontare che a coprire l'errore sarebbe stato il primario stesso, Nicola Marraudino. In seguito, il direttore del sito ha consegnato agli investigatori altre due intercettazioni, che, insieme alla prima, "sono entrate a far parte - spiegano dalla Procura della Repubblica di Potenza - del quadro complessivo di elementi a carico degli indagati, a conferma di quanto già accertato". Nei giorni scorsi, per questa vicenda, si è dimesso il direttore generale dell'azienda ospedaliera regionale San Carlo, Gianpiero Maruggi. L'ipotesi su cui lavorano gli inquirenti, quindi, è che l'operazione, andata male, avrebbe causato la morte della donna e i chirurghi, nel tentativo di coprire i propri, errori avrebbero continuato ad operare. Governatore Pittella (Pd): "La notizia mi addolora, ma sono fiducioso".   Su tutta la vicenda, che getta un'ombra sull'operato dell'azienda ospedaliera, è  intervenuto il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (Pd), che, consapevole della gravità dell'accaduto, si dice fiducioso sulla rapida conclulsione della vicenda. "La notizia dell'arresto del primario del San Carlo e di due medici dello stesso reparto, mi addolora sul piano umano e mi preoccupa dal punto di vista istituzionale, per i possibili contraccolpi che l'intera struttura ospedaliera, da sempre votata ad una sanità di qualità, potrebbe subire. Sono al contempo fiducioso che grazie all'azione degli organi inquirenti sarà fatta quanto prima chiarezza rassicurando non solo chi lavora con dedizione e professionalità, quanto soprattutto i pazienti che devono continuare a guardare alla struttura come un centro di eccellenza, patrimonio prezioso della sanità di Basilicata e non solo". Nei prossimi giorni Pittella incontrerà l'assessore alle politiche della Salute, Flavia Franconi, ed il commissario Rocco Maglietta, per "valutare tutte le azioni utili in grado di rilanciare, nel pieno rispetto e nella massima fiducia dell'azione posta in essere dalla magistratura, l'immagine e il ruolo del San Carlo". Reparto commissariato. In seguito al provvedimento cautelare, il commissario dell'ospedale San Carlo, Rocco Maglietta, ha interrotto le attività del reparto di Cardiochirurgia, affidandolo al responsabile del dipartimento delle specialità del cuore, Francesco Sisto. Il professore ha spiegato di aver "chiesto al primario un gesto di responsabilità - sospensione dal lavoro - che non ha avuto la sensibilità di fare. Prendendo atto dei provvedimenti giudiziari non posso quindi che prendere provvedimenti in tempi rapidi, per una soluzione che garantisca ai cittadini un servizio essenziale efficiente e sicuro". Una decisione presa con rammarico ma dovuta, per salvaguardare sia il servizio che gli operatori: "Come sottolineato dal presidente Pittella - ha concluso - l'episodio non mette in discussione il ruolo del San Carlo nè la qualità generale del suo servizio e dei suoi uomini. Conosco le energie profonde, l'attaccamento all'azienda, lo spirito di dedizione di tutto il personale e quindi sono sicuro che l'intera comunità ospedaliera saprà reagire con la forza e la determinazione necessarie a ricostruire rapidamente il rapporto di fiducia con gli utenti".
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TITOLO: Giallo di Elena Ceste: avviso di garanzia al marito per omicidio
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: I carabinieri hanno notificato l'atto della procura a Buoninconti questa mattina: la procedura consente all'indagato di nominare un proprio consulente che. ..<br clear='all'/>
TESTO:Il corpo era stato ritrovato sabato scorso in avanzato stato di decomposizione a due chilometri dalla casa in cui Elena Ceste viveva. Il riconoscimento è stato possibile soltanto ieri mattina grazie ai risultati dell'esame del Dna. La sorella di Elena, Daniela, almeno fino a ieri non aveva dubbi sul conto del cognato: "Non sappiamo cosa sia successo a mia sorella - diceva a Repubblica - è assurdo che continuino a chiederci una valutazione su cosa possa essere accaduto: non lo sappiamo, aspettiamo risposte anche noi. Di una cosa però siamo certi: Michele con a morte di Elena non c'entra nulla, per qusto siamo tutti qui a fargli coraggio". La ricostruzione della vicenda Elena Ceste, 37enne, madre di 4 figli, era scomparsa di casa il 24 gennaio 2014. Di lei non si sa dalle 8 del mattino, quando cioè chiede al marito di accompagnarta i figli a scuola dicendo che lei non si sente bene. Quando il marito rientra, un? ora dopo, la donna non c'è più: in casa però Buoninconti trova il cellulare, gli occhiali da vista e la giacca della moglie. nel corso delle indagini si formulano le ipotesi più diverse: dal ricatto per amore al suicidio all'allontanamento volontario. Tanto che in una trasmissione tv si sostiene la tesi che Elena potesse essersi rifugiata in un convento di clausura non molto distante da casa, nel monastero della Beata Vergine della Spina. La svolta sabato scorso, quando in un canale a due chilometri dall'abitazione della donna, viene trovato un corpo in avanzato stato di decomposizione che come verrà accertato dall'esame del Dna è proprio quello della madre scomparsa. Le reazioni Morena Deidda, l'amica del cuore, scrive su Facebook: "Ora non è il momento di piangere. Ora dobbiamo far tremare chi ti ha fatto del male. Io sarò il suo incubo. .. il desiderio di giustizia è troppo forte. ..". Sui social network, intanto, continuano a comparire messaggi di internauti convinti che il marito debba spiegare tante cose.  
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TITOLO: Agguato a Roma, gambizzato un giovane pregiudicato in via di Bravetta
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: E' accaduto intorno alle 22 davanti ad un bar. Caccia a due uomini che a volto coperto a bordo di uno scooter hanno aperto il fuoco<br clear='all'/>
TESTO:Via di Bravetta, periferia di Roma, ore 22. Un ragazzo di 24 anni, pregiudicato e con diversi precedenti alle spalle, viene raggiunto da almeno due colpi di arma da fuoco alle gambe. A sparare contro il giovane, sull'uscio di un bar nel quartiere romano, sarebbe stati due uomini a volto coperto che si sono avvicinati a bordo di uno scooter, hanno aperto il fuoco e poi si sono subito dileguati. Il giovane gambizzato, le cui condizioni sono apparse gravi, è stato ricoverato al policlinico Gemelli e operato nella notte ma non è in pericolo di vita. Il nucleo investigativo dei carabinieri è giunto sul posto ieri sera per eseguire i rilievi, mentre sull'accaduto indagano i militari della stazione di Bravetta e di Trastevere che ora stanno dando la caccia ai responsabili dell'agguato.  
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TITOLO: Volo Ryanair per Lamezia: "dirottato" per maltempo a Brindisi. Passeggeri inferociti: "Abbandonati e senza assistenza"
DATA: 2014-10-24
OCCHIELLO: L'aereo partito da Roma Fiumicino era stato deviato nello scalo pugliese a causa delle cattive condizioni atmosferiche in Calabria. I viaggiatori lasciati per. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Oltre 150 passeggeri del volo Ryanair Roma Fiumicino-Lamezia Terme sono rimasti per ore, ieri sera, a Brindisi senza assistenza e in un aeroporto chiuso, dopo che l'aereo era stato dirottato nello scalo pugliese a causa del maltempo che imperversava sulla Calabria. La compagnia aerea, a quanto raccontano i passeggeri, non ha dato alcun tipo di assistenza e solo sul sito internet ha informato che sarebbe arrivato un pulmann per portare tutti a Lamezia Terme. La protesta dei passeggeri ha così raggiunto livelli di esasperazione: c'erano bambini piccoli senza possibilità di mangiare o bere perché lo scalo era chiuso e il direttore dell'aeroporto ha dichiarato che sarebbe già la seconda volta in meno di un mese che ciò accade.   Secondo le autorità aeroportuali, il velivolo doveva essere dirottato a Napoli, scalo più vicino e più attrezzato. La scelta di Brindisi, sempre secondo quanto hanno raccontato i passeggeri, sarebbe stata fatta dalla compagnia per motivi economici, in quanto le spese nell'aeroporto pugliese sarebbero state più basse. Tra i 159 passeggeri è serpeggiata l'ipotesi di una class action contro Ryanair e, addirittura dell'occupazione dell'aeroporto. Molti hanno riferito di essere stati tenuti sull'aereo fermo in pista per più di un'ora prima dell'annuncio che il velivolo non sarebbe più ripartito. A cercare di calmare gli animi e trovare una soluzione si sono impegnati il direttore dello scalo brindisino e ufficiali della Guardia di Finanza. Solo dopo l'intervento del responsabile dell'aeroporto e su sollecitazione dei passeggeri è arrivato un pulmann per portare tutti a Lamezia Terme. L'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac) ha avviato una verifica sulla mancata assistenza e mancata informativa nei confronti dei passeggeri. L'Ente - precisa la nota - intende verificare, ai fini di eventuali sanzioni, il rispetto, da parte della compagnia, del Regolamento che prevede, tra le varie forme di tutela, anche che i passeggeri siano tempestivamente informati sul proprio volo. "Un analogo accertamento - prosegue l'Enac - verrà condotto, nei confronti di Ryanair e del gestore aeroportuale, sulla chiusura dei punti ristoro e alla conseguente impossibilità per i passeggeri di ricevere beni di conforto e di prima necessità. L'assistenza da garantire ai passeggeri include, infatti, pasti e bevande in relazione alla durata dell'attesa e, in caso sia necessario il pernottamento, adeguata sistemazione in albergo".
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