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LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA SU: cronaca




TITOLO: Calabria, biposto precipita su un ristorante: un morto e un ferito
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: La vittima era un istruttore di volo, erano decollati da Sibari. Indagano i carabinieri. L’unica l’ipotesi realistica, al momento, è quella del guasto tecnico
TESTO:Alcuni testimoni hanno riferito ai carabinieri che l? aereo, improvvisamente, ha cominciato a perdere rapidamente quota. Primavera, quando ha intuito la difficoltà della situazione, ha provato a dirigere il biposto verso il mare, ma non c? è riuscito ed il velivolo è finito sul tetto di un ristorante che per fortuna era chiuso. I vigili del fuoco, quando sono giunti sul posto ed hanno estratto dalle lamiere Primavera e Rende, hanno intuito che le condizioni dei due feriti non lasciavano presagire nulla di buono. Primavera è morto poco dopo il ricovero nell? ospedale di Crotone, mentre le condizioni di Rende, ricoverato nel reparto di rianimazione, sono molto gravi. Il pm di Crotone Ivan Barlafante, che conduce l? inchiesta sotto le direttive del Procuratore della Repubblica, Raffaele Mazzotta, ha disposto gli accertamenti tecnici che serviranno a capire perché un biposto condotto da un pilota così esperto sia potuto precipitare. Barlafante, tra l? altro, potrà mettere a frutto l? esperienza che gli deriva dall? avere condotto l? inchiesta su un altro incidente aereo, quello avvenuto il 20 ottobre del 2013 in Sila, nella zona del lago Ampollino, che provocò, anche in quel caso, la morte di una persona.
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TITOLO: Deputato pd in Procura per l’omicidio dell’ex della sua compagna
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: Di Stefano convocato nell’indagine sulla scomparsa del suo collaboratore Guagnelli. La fidanzata Claudia aveva avuto un legame con l’uomo svanito nel nulla nel 2009
TESTO:Annotano i finanzieri nella relazione trasmessa ai pm: «Da alcune comunicazioni oggetto di intercettazione emerge l? esistenza fra i due indagati Di Stefano e Ariano di un legame sentimentale e di convivenza». Un rapporto che i due non hanno ritenuto di dover svelare all? epoca e che anzi - questa è l? accusa - potrebbero aver sfruttato proprio per agevolare i Pulcini. Il tassello ulteriore, emerso nel corso degli ultimi accertamenti, è che anche Guagnelli avesse avuto un rapporto sentimentale con Ariano. E questo aggiunge nuovi interrogativi sulla sua scomparsa. Di Stefano fu l? ultimo a vedere l? amico, la sera dell?8 ottobre 2009 sotto la sede della Regione. Suo figlio avrebbe dovuto cenare con Guagnelli e invece quest? ultimo sparì nel nulla.
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TITOLO: Tangenti Expo, condannati a Milano l'ex pci Greganti (3 anni) e l'ex pdl Grillo (2 anni e 8 mesi)
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: Il gip milanese Moccia ha accolto le richieste di patteggiamento presentate da sei imputati nell'inchiesta sulla: 'cupola degli appalti': 3 anni e 4 mesi all'ex. ..<br clear='all'/>
TESTO:Il gip milanese Ambrogio Moccia ha accolto le richieste di patteggiamento presentate da sei imputati nell'ambito dell'inchiesta sulla 'cupola degli appalti' che avrebbe pilotato le gare per Expo e Città della salute a Milano. Fra gli imputati che hanno patteggiato ci sono l'ex funzionario pci Primo Greganti (tre anni di reclusione e 10mila euro di risarcimento), l'ex parlamentare democristiano Gianstefano Frigerio (tre anni e quattro mesi) e l'ex senatore pdl Luigi Grillo (due anni e otto mesi e 50mila euro). Hanno patteggiato anche l'imprenditore Enrico Maltauro (due anni e dieci mesi); Sergio Catozzo, esponente dell'Udc in Liguria (tre anni e due mesi); l'ex direttore Pianificazione e acquisti di Expo 2015 Angelo Paris (due anni e sei mesi con il risarcimento di 100mila euro alla società Expo). L'inchiesta, condotta dai pm Antonio D'Alessio e Claudio Gittardi, ipotizzava a carico dei sei i reati, a vario titolo, di sono associazione per delinquere, corruzione e turbativa d'asta. Nei confronti dei sei, che erano stati arrestati nel maggio scorso, il 13 ottobre i magistrati titolari del fascicolo avevano fatto richiesta di processo con giudizio immediato, ovvero senza l'udienza preliminare: nel frattempo è stato trovato l'accordo sui patteggiamenti.
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TITOLO: Stefania Giannini: "Sul numero dei precari della scuola, l'Europa esagera, avranno tutti la loro cattedra"
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: Il ministro dell'Istruzione commenta la decisione della Corte di giustizia europea che obbliga l'Italia ad assumere coloro che lavorano negli istituti. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - "Devo dirle che mi annoio, una vita piatta, senza colpi di scena". Ride Stefania Giannini, ora al ministero dell'Istruzione. Ministro, un'altra emergenza: 250 mila docenti e bidelli precari da assumere. Lo dice l'Europa adesso. "A me sembra che l'Europa dica che questo governo è il primo che dopo vent'anni affronta una patologia tutta italiana: il precariato. Dice, secondo, che il procedimento di reclutamento italiano nel mondo della scuola aveva modalità inaccettabili: concorsi con tempi incerti, vuoti dei bandi lunghi tredici anni, un precariato storico che è cosa difficile anche solo da spiegare, intraducibili graduatorie". Beh, la sentenza non dà proprio giudizi politici: dice che l'Italia viola, ancora oggi, direttive europee. "Il concetto è implicito, la sentenza è di una chiarezza inoppugnabile. Nella nostra proposta di riforma, La buona scuola, c'è una visione organica che anticipa i temi ora posti dalla Corte dell'Aja, scusi, del Lussemburgo. .. La Buona scuola non solo prevede l'assunzione di 148 mila precari, ma a pagina 34 e 35 dice che fino ad oggi le assunzioni negli istituti statali italiani sono andati contro la normativa europea. Più di così. Nella legge di stabilità abbiamo messo un miliardo, tre miliardi a regime, ai primi di gennaio firmiamo il decreto, a settembre i precari saliranno in cattedra. Le supplenze, e non solo quelle per posti vacanti e disponibili, spariranno dalle nostre scuole. Abbiamo anticipato di gran lunga metodo e merito della Corte europea, politicamente il nostro risultato è molto positivo". Ministro, sono decisivi i numeri. Il sindacato Anief dice tra i 250 e i 270 mila precari da assumere. Centomila in più di quelli previsti dalla Buona scuola. "Stiamo dando i numeri del lotto. Dobbiamo contare i precari che sono andati a sostituire posti vacanti e disponibili, solo quelli. Sono 18 mila, quest'anno, e sono stati anche inferiori negli anni precedenti". Quindi, secondo lei, la sentenza riguarda solo alcune decine di migliaia di precari. "Decine di migliaia è una parola grossa". Il sindacato ha incrociato i vostri numeri con quelli dell'Inps e li ha calcolati su undici anni. "Guardi, gli aventi diritto alla cattedra per decisione della Corte del Lussemburgo saranno ampiamente riassorbiti dal decreto della Buona scuola. Risolviamo il problema alla radice". Il nuovo concorso quando parte? "Subito, 2015. E nel 2016 avremo altri quarantamila in cattedra. Se ci fossero stati bandi con cadenza biennale oggi le graduatorie dei precari sarebbero state esaurite". Da domani valanghe di iniziative giudiziarie. "La ricorsite è un'altra patologia italiana. Non c'è una sola procedura della nostra scuola che non abbia subito valanghe di ricorsi ". Il decreto di gennaio, dopo due mesi di consultazione, offrirà sorprese? "Abbiamo rafforzato il capitolo integrazione, l'insegnamento linguistico ai bambini stranieri. C'è stata una forte richiesta". È vero che cambierete gli scatti premiali? I sindacati, sempre loro, hanno calcolato che alla fine di una carriera peseranno meno degli attuali scatti d'anzianità. "Non c'è una revisione delle aliquote, però c'è un forte dibattito in corso". Quando incontrerà il ministro della Sanità? La Lorenzin è contraria al suo progetto di spostamento alla fine del primo anno della selezione degli studenti di Medicina. "Ci vedremo, ma l'approccio deve essere nuovo. Ognuno non può tirare la coperta dalla parte delle sue convenienze. Sull'accesso a Medicina non toccheremo il numero chiuso, non torniamo indietro di vent'anni. Sulla selezione il Miur sta facendo un'analisi tecnica profonda, l'ha già presentata al Pd". Quando sarà pronto il decreto sul finanziamento delle università, l'Ffo? La Corte dei conti l'ha bloccato. "Nessun blocco, solo meccanismi complessi di controllo. E nessuna mancanza di coperture di bilancio. Niente allarmi, sarà pronto a ore". Avete appena annunciato di una nuova riforma della Maturità, un'altra. Si parte il 17 giugno. "Abbiamo dato seguito alla legge Gelmini. Nella seconda prova ai licei musicali e coreutici debutteranno musica e danza, design all'artistico e scienze naturali allo scientifico. L'impianto dell'esame resta inalterato. Ogni anno sarà il ministro a scegliere, in un mazzo di materie, quella che i maturandi dovranno affrontare il secondo giorno".
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TITOLO: Lodi, terrore sulla A1: camion a fuoco, ma l'assalto al portavalori non va a segno
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: Il colpo alle 6.40: il furgone della ditta Battistolli è riuscito a fuggire. Secondo alcuni automobilisti, il commando avrebbe sparato usando anche armi. ..<br clear='all'/>
TESTO:Sull'Autostrada del Sole sono le 6.40 del mattino. Il traffico è molto sostenuto ed è fatto soprattutto di mezzi pesanti. La banda entra in azione: semina chiodi sulla carreggiata - siamo al chilometro 34 in direzione sud - dà fuoco a due autocarri e a un'auto e li mette di traverso per bloccare blindato, scorta e tutto il resto del traffico. Stessa scena sull'altra carreggiata - al chilometro 24 in direzione nord - dove vengono incendiati due camion. La rapina fallisce, però, perché solo il mezzo della scorta rimane bloccato dai chiodi: quello che custodisce i valori riesce a fuggire e ad arrivare in una delle basi del gruppo Battistolli intorno alle 9. Un blindato della stessa azienda aveva subito un altro assalto nel 2013 lungo l'autostrada A9: il colpo aveva fruttato 10 milioni di euro. I rapinatori sono scappati su alcune auto (ci sono testimoni che parlano di tre uomini su un'automobile nera) sfruttando un varco nella recinzione: gli investigatori della polizia stanno analizzando le immagini della società Autostrade. A Graffignana, sempre nel Lodigiano, hanno abbandonato le auto. E poco più avanti hanno fermato e rapinato dell? auto una donna facendo perdere le proprie tracce.
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TITOLO: "Comprendo il dolore della famiglia ma non ho ucciso Angelo Vassallo"
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: Dal carcere di Bogotà parla Bruno Humberto Damiani, indagato per l'omicidio del sindaco-pescatore<br clear='all'/>
TESTO:"Capisco il dolore del figlio del sindaco e della famiglia. Ma anche io voglio la verità. Di quell'omicidio non so nulla". Colombia, carcere di Bogotà, le dieci del mattino ora locale, le quattro del pomeriggio in Italia. Nella sala colloqui dell'istituto penitenziario, costruito proprio a ridosso di una grande favela popolata da diseredati, un detenuto parla al telefono con il suo legale. È Bruno Humberto Damiani detto il "brasiliano", salernitano nato a Belo Horizonte 31 anni fa, l'unico indagato per l'omicidio di Angelo Vassallo, il sindacopescatore di Pollica, assassinato nella sua Acciaroli, la sera del 5 settembre 2010, con nove colpi esplosi da una pistola calibro 9.21 baby Tanfoglio mai ritrovata. Dal 18 febbraio Damiani, che è in possesso di doppio passaporto italiano e brasiliano, è recluso a Bogotà in attesa di estradizione. Sul suo capo pende un mandato d'arresto internazionale relativo a due procedimenti istruiti in Italia per droga e tentata estorsione. Nell'inchiesta sul giallo di Acciaroli invece è a piede libero. La Procura di Salerno gli contesta l'omicidio premeditato aggravato dalla modalità mafiosa, in concorso con altre persone non identificate. Subito dopo il delitto, il "brasiliano" fu sottoposto all'esame dello stube che diede esito negativo. Due giorni più tardi, lasciò l'Italia. Nel 2012, poi, un pentito della camorra salernitana sostenne di aver appreso che l'uomo andava raccontando in giro di un suo coinvolgimento nell'assassinio del 5 settembre 2010. Oggi Damiani è rinchiuso in una cella del reparto di alta sicurezza che divide insieme ad altri tre detenuti sudamericani. Non ha più l'abbronzatura che si notava persino in qualche foto segnaletica pubblicata dai giornali. Il regolamento del carcere impone la sveglia alle 5 del mattino e la doccia con acqua gelata. Giovedì scorso, il pm di Salerno Rosa Volpe, che coordina le indagini con il procuratore Corrado Lembo, lo ha interrogato per rogatoria a Bogotà alla presenza del fiscal, il magistrato colombiano. Ma la trasferta degli inquirenti non sembra aver aggiunto elementi significativi all'inchiesta sul giallo del Cilento. In teleselezione con l'Italia, Damiani risponde alle domande di Repubblica attraverso il suo difensore, l'avvocato Michele Sarno. "Credo fermamente nell'innocenza del mio assistito  afferma il penalista  ma rispetto l'operato della magistratura, che si sta impegnando a fondo per ottenere l'estradizione di Damiani, e sono vicino anche ai familiari del sindaco Vassallo, nella speranza che si possano scoprire i veri responsabili dell'omicidio". Damiani, il suo nome è stato accostato all'omicidio Vassallo sin dalle prime ore successive al delitto. Ha ucciso lei il sindaco di Pollica? "Come ho sempre detto, e come ho ribadito nei giorni scorsi anche ai magistrati, non ho ucciso il sindaco di Pollica e non sono responsabile di questo delitto". Perché allora ha lasciato il Cilento e l'Italia due giorni dopo l'omicidio, quando già i carabinieri l'avevano sottoposta all'esame dello stube, peraltro risultato negativo? "La risposta è molto semplice: avevo già fissato per quel giorno la mia partenza. Il rientro era già stato prenotato qualche mese prima, al mio arrivo in Italia. Quella data è del tutto casuale". È vero che il sindaco Vassallo, qualche giorno prima di essere ammazzato, l'affrontò a muso duro accusandola di spacciare droga ad Acciaroli? "Non ho mai avuto discussioni di alcun tipo con il sindaco Vassallo. Non mi ha mai affrontato, per nessuna ragione. Anzi, voglio ribadire che non ho mai conosciuto personalmente il sindaco. Lo conoscevo solo di nome e in quanto uomo pubblico non ho mai avuto rapporti con lui". C'è anche un pentito di camorra che la chiama in causa. Il collaboratore di giustizia sostiene che un suo familiare sarebbe andato dicendo in giro che lei si vantava di aver ucciso il sindaco Vassallo "per questioni personali". Come replica? "Chi dice queste cose mente sapendo di mentire e riferisce cose non vere. Forse solo con l'intento di calunniarmi e depistare le indagini". Se non è stato lei ad uccidere Vassallo, cosa pensa sia accaduto quella sera di settembre ad Acciaroli? "Non ho idea di cosa sia accaduto. Credo e spero che, prima o poi, la verità possa emergere in modo da dimostrare la mia completa estraneità a questa assurda vicenda". È vero però che, durante l'estate 2010, Acciaroli fu invasa dallo spaccio di droga. Circostanza che, hanno riferito numerosi testimoni sentiti durante le indagini, preoccupava moltissimo il sindaco Vassallo, al punto da ossessionarlo? "Acciaroli è una località turistica. Come in tutti i luoghi di vacanza italiani, durante l'estate si registra un eccesso di droga, alcool e sesso". Lei ha chiesto ripetutamente di essere estradato prima possibile in Italia. Perché? "Ho chiesto e ho dato la mia disponibilità ad essere estradato immediatamente perché intendo chiarire le vicende processuali che mi riguardano cosi da poter poi tornare in libertà. Voglio lanciare un appello alle autorità italiane, affinché intervengano nei confronti di quelle colombiane in modo da accelerare il mio rientro in Italia". Quando ha saputo che lei era stato arrestato in Colombia, il figlio di Angelo Vassallo, Antonio, l'ha invitata a dire la verità. Davvero lei non sa niente dell'omicidio, Damiani? "Capisco il dolore del figlio del sindaco Vassallo e il suo legittimo desiderio di conoscere la verità sulla scomparsa del padre. Mi auguro che quanto prima il suo desiderio possa essere esaudito. Gli porgo le mie sentite condoglianze. Ma non sono in grado di riferire nulla sull'omicidio".
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TITOLO: Roma, omicidio al Trullo: pregiudicato ucciso con nove coltellate, preso il killer
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: E' accaduto mercoledì sera in un appartamento nel quartiere della capitale al culmine di una lite
TESTO:Omicidio a Roma. Un pregiudicato di 40 anni è stato ucciso con nove coltellate mercoledì sera intorno alle 23 in un appartamento in vicolo del Monte delle Capre al civico 19, nel quartiere del Trullo, a Roma. La vittima è morta poco dopo l'arrivo al San Camillo. Il killer, anche lui pregiudicato, dopo essere fuggito, è stato arrestato dopo qualche ora dalla sezioni Omicidi della squadra mobile. L'omicidio è avvenuto all'interno di un appartamento al culmine di una lite. ? A dare l'allarme è stato un vicino di casa che ha visto la vittima davanti all'abitazione dove si era trascinata in cerca di aiuto. Il killer, secondo i testimoni, era poi fuggito a bordo di un'auto. Sul posto per i rilievi anche la polizia scientifica e gli uomini del commissariato San Paolo.  
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TITOLO: Torre Annunziata, catturato il boss Valentino Gionta: si nascondeva in una botola
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: Nipote del capo clan storico dell'omonimo gruppo camorristico egemone nella cittadina vesuviana  
TESTO:I carabinieri del gruppo di Torre Annunziata hanno catturato stamattina Valentino Gionta, attuale reggente dell'omonimo potente clan attivo nella cittadina vesuviana. L'uomo era latitante dal giugno scorso, quando era sfuggito alla cattura durante l'esecuzione di una misura cautelare in carcere per associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, armi ed altro. I militari lo hanno trovato in un appartamento del rione Provolera. Era nascosto in una botola ricavata appositamente nelle pareti per fungere da nascondiglio. Circondato dai militari il latitante si è arreso senza opporre resistenza.
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TITOLO: Tangenti, 5 anni a ex consigliere pdl lombardo Guarischi: era l'uomo dei viaggi di Formigoni
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: Secondo i pm milanesi una sorta di: 'grimaldello' per sbloccare i finanziamenti a favore delle imprese del settore sanitario che versavano le mazzette. I pm. ..
TESTO:L'ex consigliere regionale pdl lombardo Massimo Gianluca Guarischi è stato condannato a cinque anni di carcere dal tribunale di Milano nell'ambito di un'indagine su presunte tangenti per forniture in campo sanitario. Per l'ex consigliere, che sarebbe stato una sorta di 'grimaldello' per sbloccare i finanziamenti regionali a favore delle imprese del settore sanitario che versavano le mazzette, i pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio avevano chiesto una condanna a tre anni e otto mesi di carcere. Guarischi, secondo l'accusa, avrebbe avuto anche un "rapporto privilegiato" con l'allora governatore lombardo (e attuale senatore di Ncd) Roberto Formigoni, per il quale avrebbe organizzato una "struttura di piacere" fatta di viaggi e vacanze. Formigoni, assieme all'ex assessore lombardo Luciano Bresciani (Sanità) e ad altre persone, tra cui lo stesso Guarischi, è indagato in una tranche dell'inchiesta ancora aperta con le accuse di corruzione e turbativa d'asta. Dall'inchiesta su Guarischi, fra l'altro, sono derivati altri filoni di indagini che hanno dato vita anche alle inchieste sugli appalti Expo. Il collegio presieduto dal giudice Oscar Magi ha riconosciuto all'ex consigliere l'aggravante della recidiva per una precedente condanna a cinque anni per corruzione e turbativa d'asta. Lo ha inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e di mantenimento in carcere; a risarcire i danni alla Regione da quantificare in sede civile, ma con la disposizione di una provvisionale di un milione di euro più altri 12mila per le spese di giudizio per la parte civile; e dichiarato interdetto dai pubblici uffici per cinque anni e incapace di contrattare con la pubblica amministrazione per due anni. I giudici hanno assolto invece da tutte le accuse il coimputato Luigi Gianola, ex direttore dell'Azienda ospedaliera di Sondrio. Gianola ha trascorso tre mesi in carcere e sei ai domiciliari per l'imputazione di corruzione, ma all'esito dell'istruttoria dibattimentale i pm nel suo caso avevano chiesto la condanna a un anno e sei mesi per turbativa d'asta e l'assoluzione per corruzione. "Non c'erano prove, mi aspettavo l'assoluzione", è stato il primo commento di Guarischi dopo la lettura del verdetto. Uno dei suoi legali, l'avvocato Michele Apicella, ha annunciato che appellerà la sentenza. "Siamo abbastanza stupiti - ha affermato - Non ci aspettavano una condanna e poi così pesante, con una pena superiore a quella chiesta dalla Procura. Leggeremo le motivazioni e presenteremo ricorso".
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TITOLO: Ebola, medico italiano contagiato: "In cura con plasma di un convalescente"
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: Il bollettino dell'Ospedale Spallanzani, dove è ricoverato. Trattamento iniziato da ieri pomeriggio. "Non presenta nuovi sintomi"
TESTO:FOTO Il medico contagiato nelle foto di Emergency "Non presenta nuovi sintomi". "Il plasma 'prezioso' è arrivato dalla Spagna grazie ad una catena di supporto e di solidarietà istituzionale, scientifica, delle società farmaceutiche,   delle società di trasporto. In serata il paziente ha presentato un rialzo febbrile ed un peggioramento delle condizioni cliniche e dei parametri ematologici. I parametri della funzionalità epatica e renale sono normali - fa sapere lo Spallanzani -. Nel corso della notte c'è stato tuttavia un progressivo miglioramento con riduzione marcata della temperatura. Al momento la pressione è normale,   il paziente è vigile e collaborante, è in grado di deambulare autonomamente nella stanza ed interagisce positivamente con il personale sanitario. Non presenta nuovi sintomi caratteristici della malattia, in particolare non ha manifestazioni emorragiche". LEGGI Primi risultati positivi per il vaccino made in Italy Sulla situazione del volontario di Emergency, contagiato in Sierra Leone, oggi è intervenuto anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. "Sta affrontando la malattia con grande carattere - ha detto Lorenzin -. Stiamo monitorando tutta l'attività medica e sanitaria e l'attuazione delle procedure di sicurezza che sono al massimo livello - ha sottolineato Lorenzin -. Siamo vicini al medico, che sta affrontando con grande carattere questa fase della malattia". IL VIDEOAPPELLO "Oltre 300 sanitari morti" I dati. Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Oms, il numero dei decessi causati dal virus della febbre emorragica Ebola è salito a 5.689 su un totale di 15.935 casi diagnosticati in Africa Occidentale. I paesi più colpiti restano la Liberia, con 3.016 decessi su 7.168 Casi; la Sierra Leone, con 1.398 decessi su 6.599 casi; la Guinea con 1.260 decessi su 2.134 casi. Nella penultima settimana di novembre in questi tre paesi  sono stati registrati 600 nuovi casi di infezione. La situazione è giudicata stabile in Guinea, stabile o in declino in Liberia, "senza dubbio in crescita" in Sierra Leone, con 385 nuovi casi confermati in una settimana.  
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TITOLO: L'insegnante: "Esclusa dal piano Renzi, io ormai non ci credo più"
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO:
TESTO:"LAVORO da tanti anni ma il Piano Renzi mi lascia a casa: sono delusa". C. F. , 46 anni, insegna come docente di sostegno presso una scuola elementare in provincia di Prato e non riesce a darsi pace di essere rimasta fuori dal mega-piano di assunzioni previsto dalla Buona scuola di Renzi. Ma pensa che neanche la sentenza della Corte di giustizia europea di ieri possa farle giustizia. Da quanti anni lavora nella scuola? "Dal 1998 nella scuola primaria, mi occupo del sostegno. Non sono riuscita mai ad inserirmi nelle graduatorie ad esaurimento perché non ho l'abilitazione all'insegnamento". Come mai? "Non ho partecipato al concorso a cattedre del 1999 perché avevo i figli piccoli e quando c'è stata la possibilità di partecipare all'abilitazione riservata mi mancavano pochi giorni ai 360 necessari per partecipare. Ma lavoro da sei anni con incarichi dei presidi perché ho il diploma magistrale e la specializzazione per il sostegno". Qual è stata la sua reazione quando il presidente del Consiglio ha illustrato la sua Buona scuola? "Ci ho sperato che Renzi potesse assumere me e le colleghe nelle mie stesse condizioni. Siamo in tante e per anni abbiamo tappato tanti buchi, quella di rimanere fuori dalle assunzioni del Piano Renzi mi sembra davvero una profonda ingiustizia. Anche perché nelle graduatorie ad esaurimento, che verrebbero svuotate, sono inclusi precari che non hanno neppure un giorno di supplenza all'attivo. Non sono più giovanissima, ho bisogno di lavorare e mi basterebbe farlo anche in questo modo se mi chiamassero ogni anno, ma l'assunzione mi darebbe la tranquillità che cerco". La sentenza della Corte di giustizia europea sostiene che lei deve essere assunta. "Sì, ma non mi fa stare tranquilla perché penso che troveranno qualche cavillo per non assumerci. Anche se io potrei rientrarci: lavoro continuativamente da sette anni. Per tre anni ho avuto l'incarico da settembre- ottobre fino al termine delle lezioni, poi un anno sono stata in maternità e negli ultimi tre anni sono stata nuovamente chiamata per tutto l'anno dal dirigente scolastico. Negli anni precedenti lavoravo per qualche giorno a settimana". Perché allora è così pessimista? "Non ci credo molto, se i trentasei mesi cui fa riferimento la sentenza della Corte di giustizia europea devono essere continuativi io non ce la faccio. Farò comunque ricorso attraverso l'Anief per ottenere l'immissione in ruolo e incrocerò le dita".
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TITOLO: "Cibo bio e rinnovabili contro la crisi": sull'ambiente gli italiani bocciano il governo
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: Dal sondaggio condotto da Lorien Consulting giudizio negativo sullo Sblocca Italia. Per il 63% degli intervistati il governo ha deluso le attese sulle grandi. ..
TESTO:ROMA - Gli italiani credono che il loro futuro economico sarebbe più protetto se si investisse sui cibi di alta qualità, sulla ricerca, sulle energie rinnovabili e sull'ecoturismo. E non ritengono che siano queste le priorità del governo Renzi che, sul tema ambientale, registra un 41% di giudizi positivi e un 53% di bocciature. Ancora più secco il parere sul decreto Sblocca Italia che piace solo al 37% degli intervistati, mentre il 51% lo considera uno Sblocca Trivelle. E il 63% ritiene che il governo deluda le attese sulle grandi scommesse ecologiche. Sono alcuni dei risultati della ricerca condotta da Lorien Consulting (su un campione rappresentativo di mille persone) per il Forum Qualenergia? organizzato da Legambiente e Kyoto Club. Un sondaggio non a senso unico. Ad esempio, confrontando i risultati delle analisi condotte tra il 2011 e il 2014 risulta che il tema inquinamento ambientale è sceso in classifica passando dal 45 al 27% di risposte, mentre quello climatico sale dal 9 al 13%, la disoccupazione resta in cima alle preoccupazioni e la denuncia della debolezza della classe politica sale dal 24 al 40%.
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TITOLO: Sorpresa, la nebbia si dimezza nella pianura padana
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: Episodi diminuiti del 47% negli ultimi dieci anni: i dati di uno studio condotto dall’Istituto di scienza dell’atmosfera e del clima del Cnr di Bologna
TESTO:La pianura padana, spiegano i ricercatori del Cnr, è una delle aree più inquinate d? Europa; l?orografia del territorio favorisce, durante la stagione invernale, la stagnazione dell? aria intrappolando gli inquinanti nei bassi strati dell? atmosfera. Con la nebbia, l?alta concentrazione di microscopiche goccioline di acqua riduce sensibilmente la visibilità, con pesanti ricadute su traffico e viabilità. ?Le stesse goccioline agiscono, inoltre, come veri e propri assorbitori e concentratori degli inquinanti presenti nell? aria, che in tal modo sono più facilmente trasportati nell? atmosfera, depositati sulla vegetazione e inalati nelle nostre vie respiratorie? , spiega Sandro Fuzzi, 63 anni, una vita spesa per la ricerca. Lo studio, in dettaglio, evidenzia una tendenza alla diminuzione della frequenza degli episodi di nebbia in Val Padana del 47%. "Negli ultimi decenni anche la concentrazione di inquinanti nelle goccioline di nebbia si è parallelamente ridotta, di circa l?80%, riflettendo una riduzione delle emissioni dei principali inquinanti: anidride solforosa, ossidi di azoto, ammoniaca, rispettivamente del 90%, 44% e 31%. Soprattutto sono diminuite le emissioni acidificanti portando l? acidità della nebbia in condizioni prossime alla neutralità - continua il ricercatore bolognese - Questo per effetto degli interventi che hnno ridotto le emissioni e quindi causato cambiamenti nella composizione della nebbia. Addio alle nebbie acide in Val Padana quindi, a beneficio della vegetazione e dei beni artistici esposti alle intemperie? "Sembrerebbe di si", conclude Fuzzi, "tuttavia, persiste la presenza di componenti dannosi per la salute dell? uomo, in particolare per la presenza di un? elevata concentrazione di particelle carboniose". Nelle goccioline d? acqua i ricercatori hanno infatti rilevato un contenuto medio di 1 mg per litro di particolato carbonioso originato da processi di combustione (riscaldamento domestico, combustione di legna e residui agricoli, produzione di energia, traffico). E l? Organizzazione mondiale della sanità ha da tempo dato l? allarme sui possibili effetti di questi composti che potrebbero essere responsabili delle affezioni respiratorie e cardiovascolari e, in alcuni casi, di insorgenza di tumori.
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TITOLO: Amazzonia, secondo il governo brasiliano la deforestazione rallenta. Ma la Ong non è d'accordo
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: Il ministero dell'Ambiente annuncia una riduzione del 18% ma i dati dell'organizzazione Imazon vanno nella direzione opposta 
TESTO:SAN PAOLO - La deforestazione dell'Amazzonia al centro di un botta e risposta tra ministero dell'Ambiente brasiliano e la Ong di Belem Imazon. Secondo i dati del governo, la deforestazione sarebbe diminuita del 18% rispetto allo scorso anno. In termini assoluti, sono andati distrutti 4.848 km quadrati di vegetazione. Nel 2013, la deforestazione aveva interessato 5.891 km quadrati, con un aumento del 28,8% rispetto al 2012. La settimana scorsa, l'Ong Imazon ha però presentato uno studio secondo cui la deforestazione sarebbe aumentata del 467% ad ottobre rispetto allo stesso mese del 2013. La ricerca indipendente ha individuato 244 km quadrati di deforestazione a ottobre. Un incremento impressionante rispetto allo stesso mese del 2013, quando vennero rilevati appena 43 km quadrati di area devastata. Un risultato ottenuto anche grazie all'ampliamento della regione monitorata, pari al 72% dell'Amazzonia brasiliana. Il ministro dell'Ambiente, Izabella Teixeira, ha detto che non è possibile comparare i dati della Ong con quelli del governo, perché sono raccolti con metodologie differenti. "Il governo non raccoglie le speculazioni, lavora con dati certi. Non si possono mischiare informazioni: una cosa sono i dati dell'Istituto di geografia e statistica e un'altra quelli raccolti da un singolo ricercatore", ha detto Teixeira. Sia i rilevamenti del governo sia quelli di Imazon si basano su dati trasmessi dai satelliti. Il sistema Prodes, utilizzato dal governo, fornisce i dati ufficiali su base annuale. Il governo utilizza anche il sistema Deter (Dati sul disboscamento in tempo reale). La Ong Imazon utilizza un terzo sistema, che si chiama SAD e non è riconosciuto dal governo brasiliano.
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TITOLO: «Morte sospetta» di manager Enel Cade da 4° piano, indagine polizia
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: Matteo Cassani, 41, anni, è apparentemente precipitato dal tetto dell’edificio di quattro piani della società. L’azienda italiana: «Disposti accertamenti interni»
TESTO:Giallo a Bucarest per la morte di un top manager italiano dell? Enel. Il direttore di due imprese controllate dall? azienda italiana in Romania è morto giovedì dopo essere apparentemente precipitato dal tetto dell? edificio di quattro piani (altre fonti d? agenzia parlano di un volo da una finestra) della società. L?uomo si chiamava Matteo Cassani, 41 anni, sposato, originario di Crema (dove vivono i genitori) ed era direttore di Enel Energie ed Enel Energie Mountenia. «Stiamo indagando su questa morte sospetta. Potrebbe essere caduto dal tetto. Qualcuno ci ha avvertiti che c? era un uomo morto sul marciapiedi vicino all? edificio di Enel», ha detto a Reuters per telefono un portavoce della polizia di Bucarest.
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TITOLO: L’evasione fiscale si eredita Sequestro da 70 milioni ai figli
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: Misura di prevenzione per i famigliari del defunto re delle bonifiche Giuseppe Grossi. Il gruppo ha appena vinto un appalto della Milano-Serravalle
TESTO:È un esperimento-pilota quello con cui ieri il pm milanese Alessandra Dolci ha ottenuto dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano il sequestro da 70 milioni, propedeutico alla confisca, di tre imprese del gruppo del «re delle bonifiche ambientali» Giuseppe Grossi, oggi controllate e amministrate dai suoi figli Andrea, Paola e Simona dopo la morte del padre tre anni fa. Con il sequestro delle Green 4 srl, Alfa Alfa srl e Plurifinance srl, il provvedimento giudiziario mette i lucchetti anche a 136 immobili, 140 terreni, 268 auto d? epoca o supercars, 160 moto, 5 motoscafi e 3 barche a vela. E stoppa l? impero degli eredi di Grossi proprio mentre, a dispetto già di non poche grane giudiziarie nel passato, con la società Ambienthesis spa si è appena aggiudicato (con un ribasso del 27% tra 11 concorrenti) la gara d? appalto da 3,8 milioni bandita dalla Milano Serravalle - Tangenziale Est per «interventi di capping » (cioè di impermeabilizzazione di una non segnalata discarica di macerie e scorie di acciaieria) «sull? area a sud della S. P. 103 Cassanese in località Lavanderie di Segrate».
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TITOLO: Milano, minacce a Pisapia nei bagni del Comune: sul muro la stella delle Brigate Rosse
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: La scritta, realizzata con un pennarello rosso, è stata scoperta in un bagno degli uffici comunali in via Bergognone all'indomani delle dichiarazioni del. ..<br clear='all'/>
TESTO:Neanche 24 ore dopo aver confessato il costante arrivo di minacce sulla sua scrivania - che però non l'avevano convinto ad accettare la scorta - il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, torna a essere obiettivo di un messaggio minatorio. Questa volta però la scritta porta una firma che rimanda al passato: quel 'Pisapia boia' tracciato in rosso nei bagni di una delle sedi comunali è accompagnata dalla firma 'W. Alasia', con tanto di stella a cinque punte e la sigla delle Brigate Rosse. "Questo episodio non cambierà in nessun modo il mio impegno per la città. Come ho detto ieri, le minacce non ci fanno paura: continuerò a girare per Milano tra i cittadini come faccio tutti i giorni", è la risposta del sindaco. "Rimarrà deluso chi crede così di frenare la mia e la nostra volontà di migliorare giorno dopo giorno la città". Al primo cittadino del capoluogo lombardo arriva immediata la solidarietà, fra gli altri, anche del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che esprime "vicinanza e solidarietà", oltre a una "condanna ferma delle intimidazioni che, richiamando sciagurati simboli del passato, tentano di intimidire le istituzioni democratiche. Nel caso di Giuliano Pisapia sono certo senza alcuna possibilità di successo". La presidente della Camera, Laura Boldrini, scrive su Facebook: "Ho telefonato al sindaco Pisapia per esprimergli la mia solidarietà dopo le minacce ricevute in questi giorni. Nonostante le tensioni, ho sentito Giuliano determinato a portare avanti l'azione di cambiamento e di risanamento dei quartieri popolari nel rispetto dei diritti delle persone e della legalità. Il mio messaggio di vicinanza si aggiunge a quello dei tanti che in queste ore lo stanno chiamando, a riprova del fatto che Giuliano non è solo". Il nome di Walter Alasia a Milano ricorda attentati, uccisioni, gambizzazioni. Brigatista rosso con il nome di battaglia di 'compagno Luca', dopo la sua morte in un conflitto a fuoco, ad Alasia fu intitolata la 'colonna' milanese dell'organizzazione terroristica. Quelle lettere, sotto il celebre simbolo delle Br, sono state scoperte in un bagno degli uffici di via Bergognone, sede degli uffici dell'assessorato al Personale. Sono state subito avvisate Digos e polizia locale, che sono intervenute per i rilievi.
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TITOLO: Tangenti, 5 anni a ex consigliere pdl lombardo Guarischi: era l'uomo dei viaggi di Formigoni
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: Secondo i pm milanesi una sorta di: 'grimaldello' per sbloccare i finanziamenti a favore delle imprese del settore sanitario che versavano le mazzette. I pm. ..<br clear='all'/>
TESTO:Era lui, secondo l'accusa, l'anello di congiunzione fra imprenditori del settore sanitario, disposti a versare mazzette per ottenere contratti di fornitura, e pubblici ufficiali della Regione Lombardia corrotti per far approvare delibere di giunta. Per questa attività di "intermediazione" nell'ambito di un presunto giro di tangenti nella sanità lombarda, un ex consigliere regionale di Forza Italia, Massimo Gianluca Guarischi, è stato condannato a cinque anni di carcere, a seguito di un'inchiesta che avrebbe accertato, a detta degli inquirenti, anche un "rapporto privilegiato" tra l'ex politico e l'allora governatore lombardo (e ora senatore ncd Roberto Formigoni) Formigoni è indagato per corruzione e turbativa d'asta, assieme allo stesso Guarischi e a Luciano Bresciani, ex assessore lombardo, alla Sanità in un'altra tranche ancora aperta del procedimento su presunte mazzette  nella sanità. Dalle indagini, coordinate dai pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, è emerso, fra le altre cose, che Guarischi - già condannato nel 2009 a cinque anni, quando era consigliere regionale, per una serie di irregolarità negli appalti per le opere di riassetto idrogeologico in Lombardia dopo le alluvioni del '96 e '97 - avrebbe pagato parte delle spese, fra il 2009 e il 2013, per una serie di viaggi e vacanze trascorse insieme con Formigoni in Croazia, in Sardegna e anche in Sudafrica. In particolare l'ex consigliere, che agiva, secondo i pm, come una "piccola segreteria occulta della presidenza della Regione", avrebbe sborsato circa 65mila euro per voli privati (jet e elicotteri) per raggiungere le mete di vacanza. L'ex governatore, che è già a processo per il caso Maugeri assieme a un altro presunto faccendiere-intermediario, Pierangelo Daccò, ha sempre ribadito la sua totale estraneità alle accuse. Il processo che si è chiuso oggi a carico di Guarischi e di un altro imputato riguardava, in particolare, le accuse che hanno portato in carcere l'ex politico nel marzo del 2013. I pm, che nella loro requisitoria avevano anche denunciato una Tangentopoli nella sanità lombarda "durata 15 anni", hanno spiegato che Guarischi riuscì a sbloccare come una sorta di "grimaldello" e in virtù dei suoi rapporti con i vertici del Pirellone, due delibere della Regione Lombardia, tra il 2011 e il 2012. Delibere che stanziarono finanziamenti per favorire la società Hermex degli imprenditori Lo Presti (che hanno reso ammissioni sulle presunte tangenti e hanno patteggiato) in relazione alla fornitura di un cosiddetto 'acceleratore lineare' usato per le malattie oncologiche. Guarischi oltre alla condanna a cinque anni (i pm avevano chiesto tre anni e otto mesi, ma i giudici hanno riconosciuto anche la recidiva per la precedente condanna), dovrà versare una provvisionale di risarcimento da un milione di euro a favore della Regione Lombardia, parte civile. In più il collegio della quarta sezione (presidente Oscar Magi) ha disposto anche la confisca di 447mila euro, presunto prezzo della corruzione. Il tribunale ha ordinato la trasmissione degli atti ai pm per indagare sulle presunte false testimonianze di due testi, tra cui Luana Cazzato, amica di Formigoni e presente nelle vacanze organizzate da Guarischi. L'ex consigliere, difeso dagli avvocati Michele Apicella, Angelo e Enrico Giarda, si aspettava "di essere assolto" perché "non c'era la prova. E invece è arrivata una condanna pesante". Assolto infine Luigi Gianola, ex direttore generale dell'ospedale di Sondrio, difeso dall'avvocato Guglielmo Gullotta. "Sono stato quasi tre mesi in carcere e sei mesi ai domiciliari, ora sono sollevato", ha detto l'ex manager.
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TITOLO: Tangenti Expo, condannati a Milano l'ex pci Greganti (3 anni) e l'ex pdl Grillo (2 anni e 8 mesi)
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: Il gip milanese Moccia ha accolto le richieste di patteggiamento presentate da sei imputati nell'inchiesta sulla: 'cupola degli appalti': 3 anni e 4 mesi all'ex. ..<br clear='all'/>
TESTO:Arrivano a Milano le prime condanne di politici, imprenditori e professionisti accusati di aver pilotato le gare per l'assegnazione dei lavori di Expo e in particolare di quelli che riguardano costruzione di strutture destinate a ospitare bar, ristoranti e negozi e che sono catalogate sotto il nome di 'Architetture di servizio'. Sei dei sette imputati nell'inchiesta con al centro la 'cupola degli appalti' hanno patteggiato pene dai tre anni e quattro mesi ai due anni e mezzo di reclusione. A distanza di poco più di sei mesi dai loro arresti, l'ex parlamentare dc Gianstefano Frigerio, l'ex funzionario pci Primo Greganti, l'ex senatore pdl Luigi Grillo e un ex esponente ligure dell'Udc-Ncd, Sergio Cattozzo, si sono visti accogliere dal gup Ambrogio Moccia l'istanza di patteggiamento rispettivamente a tre anni e quattro mesi di carcere, tre anni e 10mila euro di risarcimento, due anni e otto mesi e 50mila euro di risarcimento e tre anni e due mesi di reclusione. Il giudice, ravvisando che gli "elementi probatori" raccolti dai pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio "depongono consistentemente per la sussistenza" dei reati contestati, ha accolto anche le istanze di patteggiamento dell'imprenditore vicentino Enrico Maltauro (due anni e dieci mesi) e di Angelo Paris, ex manager di Expo (due anni, sei mesi e 20 giorni e 100mila euro di risarcimento alla sociatà Expo 2015). Per tutti le accuse sono associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d'asta. Il settimo indagato, Antonio Rognoni, l'ex direttore generale di Ilspa, invece del rito alternativo ha scelto di affrontare (da solo) il processo con rito immediato: per lui il dibattimento si aprirà davanti al tribunale il prossimo 2 dicembre. La vicenda per cui sono state patteggiate le prime condanne riguarda quel "sistema" fatto di appalti truccati in cambio di mazzette versate o promesse, agganci con la politica, e "protezioni" e avanzamenti di carriera assicurati in cambio di informazioni riservate. Un "sistema" collaudato da una cerchia ristretta di persone, alcune delle quali già salite alla ribalta delle vicende giudiziarie italiane all'epoca di Tangentopoli, e che pochi giorni prima di finire in cella o agli arresti domiciliari, è stato accertato, avrebbero continuato a fare affari gestendo o cercando di gestire gli appalti di Expo, Sogin e Città della salute. Affari ritenuti illeciti e portati avanti avendo come base operativa la sede del Centro culturale Tommaso Moro, non molto lontano dal palazzo della Regione Lombardia, e dei quali agli atti del procedimento esistono, oltre alle intercettazioni, fotografie e videoriprese degli incontri e dello scambio di denaro. E in più ci sono una serie di interrogatori con cui specialmente Maltauro, Paris e Cattozzo (al quale la guardia di finanza aveva addirittura sequestrato appunti con la contabilità delle tangenti) hanno fornito un contribuito all'inchiesta chiarendo anche alcuni aspetti della ricostruzione della Procura. Ora dell'indagine sulla cosiddetta 'cupola degli appalti' coordinata dai pm Gittardi e D'Alessio sono rimasti aperti due capitoli: il primo riguarda le gare nel mondo della sanità lombarda e il secondo i lavori per il progetto 'Vie d'acqua' targato Expo, un sistema di canali che avrebbe dovuto collegare il sito espositivo con la Darsena e per il quale è indagato, fra gli altri, un ex responsabile unico del Padiglione Italia, Antonio Acerbo. Il troncone relativo a Sogin è stato invece trasferito per competenza territoriale a Roma.
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TITOLO: Roma, omicidio al Trullo: pregiudicato ucciso con nove coltellate, preso il killer
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: E' accaduto mercoledì sera in un appartamento nel quartiere della capitale al culmine di una lite<br clear='all'/>
TESTO:Omicidio a Roma. Un pregiudicato di 42 anni, Amedeo Maramo, è stato ucciso con nove coltellate mercoledì sera intorno alle 23 in vicolo del Monte delle Capre al civico 19, nel quartiere del Trullo, a Roma. E' morto poco dopo l'arrivo al San Camillo. Il killer, arrestato dopo qualche ora dalla sezioni Omicidi della squadra mobile, è l'ex cognato della vittima. A dare l'allarme è stato un vicino di casa che ha visto la vittima davanti all'abitazione dove si era trascinato in cerca di aiuto. Maramo, infatti, è stato colpito davanti al suo palazzo, dove era appena arrivato a bordo del suo scooter. Le indagini immediatamente avviate dalla squadra mobile hanno da evidenziato gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell'ex cognato, che ha atteso il 42enne al portone di casa e gli ha inferto diversi colpi all'addome. Poi, secondo i testimoni, era fuggito a bordo di un'auto. L'omicida, che già aveva più volte minacciato Maramao, nutriva un forte rancore nei suoi confronti a causa della sua convivenza con una nuova compagna. In passato, infatti, era stato convivente e aveva avuto dei figli con la sorella, morta circa tre anni fa. L'autore del delitto, anche lui 42enne, da subito si era reso irreperibile, ma è stato rintracciato e arrestato mentre si nascondeva in un'abitazione nel quartiere di Tor Bella Monaca. Sul posto per i rilievi sono intervenuti anche la polizia scientifica e gli uomini del commissariato San Paolo.  
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TITOLO: Lodi, terrore sulla A1: tir a fuoco, fallito l'assalto da 5 milioni al portavalori
DATA: 2014-11-27
OCCHIELLO: Il colpo alle 6.40: il furgone della ditta Battistolli è riuscito a fuggire. Il commando ha sparato usando anche armi pesanti e ha disseminato il selciato di. ..<br clear='all'/>
TESTO:Marco Meletti, addetto alla comunicazione del gruppo Battistolli, ha poi dichiarato che "ancora una volta si è dimostrato quanto sono ben addestrati i nostri uomini". Anche il terzo blindato è stato costretto a fermarsi, ma era senza carico prezioso. Gli automobilisti bloccati a distanza hanno sentito i componenti del commando rivolgersi proprio a loro: "State indietro! . Parlavano in un perfetto italiano, secondo quanto hanno riferito. Da quel momento chi ha assistito alla scena ha iniziato a chiamare i centralini di 118 e forze dell'ordine. L'autostrada è stata chiusa nel tratto fra Lodi e l'allacciamento A1/A21 in entrambe le direzioni.
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TITOLO: In cattedra a 62 anni senza aver mai insegnato. Precari, i paradossi della: 'Buona scuola'
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: Il piano per le 148mila assunzioni apre un problema per il governo: l'assunzione anche di precari che non hanno mai messo piede in una scuola pur essendo nelle. ..
TESTO:LE 148mila assunzioni nella scuola previste dalla Buona scuola di Renzi potrebbero creare anche problemi per il governo. Porteranno in cattedra? precari? che non hanno mai insegnato lasciando fuori supplenti che hanno insegnato per anni. Dal 3 settembre scorso, cioè da quando il premier in persona ha illustrato le linee principali della sua riforma della scuola, i tecnici del settore hanno cominciato a fare le pulci al dossier confezionato da due fedelissimi del presidente del Consiglio. E adesso cominciano a venire fuori le prime crepe. Il Piano prevede che vengano assunti tutti i precari inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, più coloro che sono ancora inclusi? vincitori di concorso e semplici? idonei? all? ultima selezione del 2012 ? nelle graduatorie dei concorsi ancora valide. In totale, secondo i calcoli sciorinati nel documento, sarebbero 148mila e 100 i precari che si vedrebbero aperte le porta della cattedra fissa, coloro che servirebbero a formare il cosiddetto organico funzionale d? istituto. Un numero complessivo di insegnanti che dovrebbe servire a risolvere una serie di problemi atavici nella scuola? balletto di supplenti ad anno scolastico in corso, continuità didattica per le classi e i portatori di handicap e certezza delle risorse di personale su cui possono contare le scuole per programmare le proprie attività? oltre che ad incrementare l? offerta formativa con l? educazione motoria, l?educazione musicale e la storia dell? arte. Ma anche a sostituire gli eventuali esoneri dei vicari, sostenere gli alunni in difficoltà e potenziare le cosiddette eccellenze. Chi ha studiato a fondo la questione, però, si è accorto immediatamente di una incongruenza: a settembre, verrebbero assunti anche "supplenti" inseriti nelle graduatorie provinciali che di precario hanno davvero poco, visto non hanno mai insegnato. Basta fare qualche esempio per comprendere la questione. A. M. V. è inserita nella lista dei precari di Napoli per insegnare Italiano, ma all'età di 60 anni figura in graduatoria con soli 11 punti: quelli attribuiti all'abilitazione. E la docente è in buona compagnia perché E. A., che di anni ne ha addirittura 62, è inclusa nella stessa provincia per insegnare Inglese. Ma anche lei non ha mai insegnato. Il record spetta però a M. C. S. che fra qualche settimana spegnerà 65 candeline è, se il premier Renzi manterrà la promessa fatta, potrebbe coronare il sogno di entrare di ruolo per insegnare Disegno e Storia dell'Arte in provincia di Palermo, senza avere mai insegnato. Contemporaneamente, verrebbero lasciati fuori migliaia di precari inseriti nella seconda fascia delle graduatorie d'istituto, che hanno invece insegnato per mesi e, in alcuni casi, anche per anni. Come risolvere il problema dopo che il governo ha scritto nero su bianco che l'organico funzionale sarà formato da tutti, non uno di meno, gli inclusi nelle graduatorie? C'è già chi pensa a modificare il punto in questione e chi vorrebbe allargare le assunzioni anche ad una parte degli inclusi nelle graduatorie d'istituto. Ma per farlo occorre avere la copertura finanziaria. Fatto sta che tra pochi mesi alcuni fortunati che stazionano nelle parti basse delle graduatorie provinciali ad esaurimento si potrebbero vedere catapultati in cattedra senza nessuna esperienza. Per fare parte delle graduatorie provinciali bastava infatti avere superato le prove di un concorso pubblico. Anche quello del 1990, cioè di un quarto di secolo fa. Insomma, non c'è nessuna garanzia che gli inclusi nelle graduatorie siano effettivamente precari della scuola. I numeri possono darci qualche informazione in merito. Il documento governativo parla di 14mila incarichi per supplenze annuali conferiti ogni anno nella scuola. Si tratta di supplenti che occupano posti vacanti e vengono stipendiati per dodici mesi: anche nei mesi estivi, quindi. Ci sono poi circa 10mila precari, non inclusi nelle graduatorie ad esaurimento, inseriti nelle graduatorie degli ultimi concorsi. E ancora, un numero non ben determinato di supplenti che coprono i cosiddetti spezzoni di cattedra: 10, 12, 15 ore a settimana. Se fossero accorpati per formare cattedre complete darebbero luogo a 26mila posti. Si tratta con più probabilità di 30/35 mila supplenti che coprono i 26mila posti in questione. In totale si tratta di 55/60mila precari che lavorano ogni anno nella scuola. E i restanti 88mila inseriti nelle graduatorie? Alcuni riescono ad acciuffare una supplenza fino al termine delle attività didattiche per sostituire colleghi assenti per un anno: distacchi sindacali, aspettative per motivi di famiglia e di salute oppure i colleghi in part-time. Ma sono comunque tantissimi coloro che si ritroverebbero a scuola, magari non più giovanissimi senza un giorno di insegnamento alle spalle. Potrebbero essere un numero variabile tra 25mila e 40mila. Di contro, rimarrebbero fuori dalla mega-infornata prevista dal Piano-Renzi tutti i supplenti d'istituto che hanno lavorato anche per anni. Si tratta di precari, anche abilitati, che non sono più riusciti ad inserirsi nelle, liste provinciali perché nel 2006 l'allora ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, trasformò le graduatoria da permanenti ad esaurimento bloccando gli ingressi. E che vengono reclutati dalle graduatorie d'istituto, dov'è possibile ancora inserirsi ogni tre anni. Il loro numero non è definito. Per la buona scuola si tratta di un milione e 800mila contratti  -  stipulati anche per un solo giorno  -  a favore di 112mila diversi soggetti che in genere lavorano per meno di un mese all'anno. Ma le supplenze per maternità  -  che rientrano tra quelle "brevi" possono durare anche 6 mesi e più. Se il milione e 800mila contratti annuali per supplenze brevi venissero ridotti a contratti per cattedre complete, assommerebbero circa 20mila precari, che rimarrebbero fuori dal mega-piano di assunzioni previste dalla Buona scuola.
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TITOLO:
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: L’intervento in aula di un esponente di una lista civica di opposizione a Vicenza: «Vedere un campo pulito non gli va bene, preferiscono lo sporco»
TESTO:VICENZA «I nomadi? Vivono come maiali» Bufera sul consigliere: «Ora lasci» Cicero paragona i campi sinti ai letamai. Variati: inaccettabile VICENZA I nomadi? «Vivono nello sporco, come fanno i maiali che stanno nel luamàro, e non sono abituati a stare in un ambiente pulito». Il consigliere comunale d? opposizione a Vicenza, Claudio Cicero (lista Cicero a 360 gradi), non si fa problemi a paragonare gli stili di vita di una comunità di famiglie nomadi del capoluogo berico a quelli dei maiali. Ma lo fa in un? aula del Consiglio. E così quelle parole, pronunciate in una sede istituzionale scatenano una bufera in città. Dall? associazione Sinti italiani, secondo cui «sono frasi di stampo nazista», al sindaco, Achille Variati, che le definisce inaccettabili » e fino a esponenti di Sel (Sinistra ecologia e libertà) in Consiglio comunale: «Incompatibili con la carica di consigliere ». Insomma, i toni usati da Cicero creano un mare di critiche e accendono la polemica. Il tema è caldo: il Comune ha finanziato lavori per 230 mila euro al più grande campo nomadi della città, in via Cricoli e l? intervento, previsto dai fondi statali emanati nel 2009 dall? allora ministro dell? Interno Roberto Maroni, terminerà entro fine mese. Nel frattempo, da luglio scorso, 90 famiglie nomadi sono state trasferite in un? area provvisoria poco distante dal campo da dove, però, alcune famiglie non si vogliono più spostare («I lavori sono stati fatti male ed è il periodo più freddo dell? anno» hanno spiegato nei giorni scorsi). Parole che hanno suscitato la reazione del mondo politico cittadino e il dibattito è finito in Consiglio comunale. Qui, Cicero ha esposto la sua tesi: «Come si possono permettere minimamente di affermare che non gli piace il campo? Certo che non gli piace, avete mai provato a vedere dove stanno i maiali? Stanno bene in quello che i vicentini chiamano luamàro perché non stanno nel pulito ma nello sporco. E allora, a loro, vedere questo campo così pulito non gli va bene, perché sono abituati a stare in un altro ambiente ». Il consigliere, capogruppo della lista «Cicero a 360 gradi» e già candidato sindaco alle elezioni comunali del 2013, non è nuovo a uscite forti e atteggiamenti provocatori. Nel 2012, una foto che ritraeva un calendario del Duce esposto nel suo ufficio nei palazzi comunali lo fece uscire dalla maggioranza e perdere la delega di consigliere delegato alla Mobilità. Ora, la frase sui nomadi e i maiali, che suscita una bufera. «I nazisti usavano queste parole - afferma il presidente dell? associazione Sinti italiani, Davide Casadio -. Valuteremo eventuali azioni legali, ma Cicero non è degno di svolgere il ruolo in Consiglio». «Affermazioni inaccettabili rivolte a cittadini che vanno rispettati » dichiara Variati, mentre per la consigliera comunale di Sel, Valentina Dovigo, sono «parole immorali e incompatibili con la carica di consigliere ». Pure la maggioranza prende le distanze: per il presidente del Consiglio Federico Formisano «sono parole pesanti, serve più rispetto nell? aula del Consiglio», mentre per il consigliere Pd Giancarlo Pesce sono «toni superficiali e rozzi».
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TITOLO: Milano, minacce al sindaco Pisapia: "Ma io rifiuto la scorta per dare un segnale ai cittadini"
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: Il primo cittadino alla giornata: 'Legalità mi piace' organizzata da Confcommercio: "Ho detto no alla scorta perché credo che anche questo sia un segnale: stare. ..<br clear='all'/>
TESTO:Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, riceve ogni settimana lettere di "minacce anche pesanti", ma rifiuta la scorta per dare un segnale ai cittadini. Lo ha rimarcato durante il suo intervento alla giornata 'Legalità mi piace' organizzata da Confcommercio. "Ricevo 800 lettere a settimana: alcune di ringraziamento, molte altre di critica e anche di minacce. Chi è visibile perché ricopre un ruolo istituzionale è esposto, è un punto di riferimento per i criminali. Dividiamoci tra chi è onesto e disonesto. Ognuno ha una piccola-grande responsabilità. Ciascuno abbia la capacità, per quanto possibile, di farvi fronte: serve unità d'intenti", ha detto il sindaco. Si tratta di "minacce anche pesanti che sono all'esame degli organi competenti, ma io vado avanti e nonostante mi sia stata proposta e garantita la scorta io ne faccio a meno perché credo che anche questo sia un segnale: stare in mezzo alla città come tutti gli altri cittadini", ha detto ancora Pisapia.
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TITOLO: Milano, i genitori del bambino autistico per il vaccino: "Una vita fra rabbia e speranze"
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: Il tribunale ha condannato il ministero della Salute a versare al piccolo un assegno bimestrale per tutta la vita. "All'inizio non parlava, gli abbiamo. ..<br clear='all'/>
TESTO:Tommy ha nove anni e frequenta la terza elementare di una scuola pubblica milanese. Ogni giorno sta in classe fino alle 12.30, con una maestra di sostegno. E con la sua mamma, che lo accompagna ovunque. Senza di lei, senza la sua presenza costante, Tommy non riesce a relazionarsi con il mondo. "Mio figlio è un bambino intelligente come tutti gli altri. Ma è chiuso in una gabbia. E in questa gabbia ci sono anche io". Bianca e Giuseppe (i nomi sono di fantasia) nel 2013 si sono rivolti al tribunale di Milano per chiedere al ministero della Salute il riconoscimento di un vitalizio per il loro bambino, "che ha manifestato i primi sintomi dell'autismo dopo che aver fatto il vaccino esavalente". Il tribunale ha dato loro ragione, con una sentenza che ha scatenato le polemiche: ha stabilito che il medicinale è una "causa probabile" della patologia. "Il nostro obiettivo non è quello di abolire le vaccinazioni - spiegano i genitori - ma quello di sollecitare più cautela sul tema". "I primi sintomi si sono manifestati dopo che ha compiuto un anno: ha smesso di giocare e di guardare negli occhi. Quando lo chiamavamo per nome, spesso non rispondeva". Bianca e Giuseppe sono due professionisti quarantenni, che da sette anni - dalla prima diagnosi di autismo nel 2008 - vivono una sfida. Che è quella di aiutare il loro bambino a relazionarsi con il mondo che lo circonda. Per farlo Bianca, avvocato, ha rinunciato a esercitare: "Dopo una diagnosi di autismo, la vita di una famiglia è sconvolta a 360 gradi. Tutto inizia a ruotare intorno al bambino e a come aiutarlo. Non ci sono terapie che valgono per tutti: è come se si dovesse confezionare un vestito su misura". Nel caso di Tommy, il quale ha anche un fratellino più piccolo che oggi ha sette anni, le strade che la sua mamma si è inventata sono state diverse. Come il gioco 'Il milionario': "Quando aveva tre anni per aiutarlo ad associare gli oggetti con le parole ci siamo ispirati al quiz. Ho realizzato cartoncini con le parole e di volta in volta gli facevo vedere un oggetto e gli chiedevo di associarlo alla scheda. È così che ci siamo resi conto che riconosceva il mondo circostante. Non solo: Tommy è un iperattivo, non riesce a stare fermo. Quando facevamo 'Il milionario', però, riuscivamo a farlo stare seduto". La mamma è il centro del suo mondo: "È stata lei che gli ha insegnato a parlare - racconta il papà - Nostro figlio presentava una disprassia orale e verbale molto grave, che gli impediva di controllare i movimenti della bocca. Per aiutarlo, mia moglie ha iniziato a posizionare con le sue mani le labbra e la lingua di Tommy: così gli ha insegnato ad articolare le consonanti". Una sfida vinta: anche grazie all'aiuto di una logopedista che lo segue da cinque anni, oggi il bambino riesce a parlare, "anche se lentamente e a voce molto bassa - dice Bianca - Si esprime meglio con me o quando io sono nella stanza. Fatica, invece, se io non sono presente: la nostra speranza è che a poco a poco riesca a farlo anche se non ci sono io". Una quotidianità fatta di difficoltà, ma anche progressi: "È un bambino gioioso, ben inserito nel quartiere e a scuola - racconta il papà - Fa sport: gli ho insegnato ad andare in bici, quando è bel tempo andiamo al parco in mountain bike". E poi gioca a basket, con il papà, il fratellino e "il suo migliore amico, un compagno di scuola: certo, bisogna fare attenzione a non rubargli la palla, ma gli piace moltissimo. Ed è bravo a fare a canestro". Gli piace stare con gli altri bambini, ma non il rumore o la confusione: "Il momento più bello della sua giornata - sorride Bianca - è durante la ricreazione: la passa nell'aula di sostegno, con la maestra e con me, e con un paio di compagni con cui mangia la merenda". Il dubbio che il vaccino esavalente potesse essere legato all'insorgere della malattia si è fatto strada nel 2010: "Dopo la prima diagnosi abbiamo iniziato i controlli con specialisti sia italiani sia stranieri - dice il papà - Dagli esami è risultato che il bambino aveva nell'organismo un'alta percentuale di metalli pesanti, tanto che è stato sottoposto a un trattamento di chelazione. Di qui, l'ipotesi che l'esavalente, che all'epoca conteneva mercurio, potesse essere una concausa della patologia". La decisione di rivolgersi al giudice non è stata facile: "È stato un percorso lungo, durato oltre tre anni. Ora dovremo decidere se intentare anche una causa civile: è possibile, anche se la battaglia giudiziaria non è la nostra priorità. Non facciamo parte di associazioni o movimenti, non diciamo 'no ai vaccini' a priori. Noi chiediamo più cautela. Per noi l'ipotesi più probabile è che nostro figlio, dopo le tre dosi di esavalente, abbia subìto uno shock immunologico che ne ha destabilizzato l'organismo. Per questo vorremmo che si ampliassero gli screening neonatali: si potrebbero individuare i bimbi con deficit immunologici e ritardare le vaccinazioni. Non solo: perché non modificare il calendario e, per certi vaccini, aspettare i 36 mesi, quando i bambini sono più forti? ". Ogni settimana il bambino viene seguito da un'educatrice a casa e da una della Neuropsichiatria al San Paolo. Il futuro è incertezza, ma anche speranza: "Quello che ti dicono è: dall'autismo non si guarisce - conclude la mamma  -  Quello che rispondo è 'vedremo'. Perché mio figlio è combattivo. Il suo motto è: alzati e combatti".
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TITOLO: Ebola, medico italiano contagiato: "Sta bene, condizioni stabili"
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: Il bollettino dell'ospedale Spallanzani di Roma. "Psicologicamente è forte". Curato con 6 farmaci sperimentali<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Sta bene il medico italiano di Emergency contagiato da Ebola in Sierra Leone e ricoverato all'Ospedale Spallanzani di Roma. Lo conferma il bollettino medico, diffuso poco dopo mezzo giorno. Risulta avere 38 gradi e mezzo di febbre, la sua pressione è normale e non ci sono nuovi sintomi o segni emorragici. "Non sarà fornito per il momento il nome del farmaco sperimentale - aggiunge il medico che ha letto il bollettino -. Il paziente è autonomo, cammina, è una persona psicologicamente forte. L'istituto ha destinato una task force di personale, esperto, circa una trentina che si stanno avvicendando, esclusivamente dedicata all'assistenza del paziente". La cura. Il trattamento sperimentale "è stato ben tollerato". Il farmaco utilizzato "è stato ottenuto con una procedura speciale per l'importazione dei farmaci non registrati. La stessa procedura continuerà a garantire l'approvvigionamento del medicinale fino al completamento del ciclo terapeutico". Il paziente, fa sapere ancora lo Spallanzani, "è monitorato per la funzionalità cardiaca, epatica e renale per identificare precocemente l'eventuale comparsa di effetti avversi al trattamento". Inoltre, l'unità farmaci essenziali dell'Organizzazione mondiale della sanità, rilevano i sanitari, "ha fornito tutta l'assistenza possibile e ha condiviso le scelte effettuate". Il direttore scientifico dell'Istituto, Giuseppe Ippolito, ha tenuto a specificare che il personale medico-sanitario che lo cura non rappresenta "un rischio maggiore per la comunità" perché segue rigide procedure di sicurezza.
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TITOLO: Da Napoli il novanta per cento dei soldi falsi al mondo
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: Cinquantasei ordinanze. Non ci sono prove del coinvolgimento della camorra. "Inventata" persino una banconota da 300 euro spacciata  in Germania<br clear='all'/>
TESTO:L'ottanta o addirittura anche il novanta per cento delle banconote false distribuite in Europa, Nord Africa e in altri paesi del mondo viene prodotta a Napoli o in Campania. Prevalentemente euro, ma anche dollari. È il dato che emerge dalle indagini coordinate dalla Procura di Napoli e condotte dai carabinieri di Caserta e del nucleo antifalsificazioni che hanno portato all'emissione di 56 ordinanze di custodia cautelare, 29 delle quali in carcere. Un provvedimento di divieto di dimora è stato notificato a Domenica Guardato, la mamma di Fortuna Loffredo, la bimba morta in circostanze misteriose cadendo dal palazzo dove abitava con la famiglia al Parco a Verde di Caivano: dovrà dunque lasciare il luogo in cui si è consumata la tragedia. Ma la donna nega di essere coinvolta nella vicenda. Alla fase esecutiva dell'indagine hanno preso parte anche i carabinieri del comando provinciale di Napoli diretti dal colonnello Antonio De Vita. Nel mirino sono finiti i presunti appartenenti al cosiddetto "Napoli Group". Una holding composta da tecnici abilissimi, altamente specializzati, capaci di inventare e piazzare una banconota da 300 euro in Germania. Esperti in grado inoltre, di organizzare l'attività anche all'estero, persino in Colombia ma soprattutto nell'Europa dell'Est, principalmente in Romania, dove istruiscono la criminalità locale sulle tecniche di falsificazione.
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TITOLO: Gino Strada: "Qui i sopravvissuti all'ebola hanno donato il sangue per lui"
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: Il fondatore di Emergency: "Chi non ha paura è un cretino: la paura serve a prendere tutte le precauzioni necessarie"<br clear='all'/>
TESTO:IO lo rivoglio qui, rapidamente. È uno tosto, un medico molto rigoroso e preparato. Sono tanti, tra quelli che lui ha curato, ad avermi chiesto notizie in queste ore. Capaci di riconoscerlo nonostante tuta e scafandro, pronti ad aiutare. Concretamente, con il loro sangue". Gino Strada, fondatore di Emergency, passa da una riunione per il nuovo centro che verrà aperto a dicembre alle visite nella "zona rossa". Quella dei contagiati. Non si ferma un attimo, come la trentina di uomini e donne della ong che lavora con lui nel centro di Lakka, in Sierra Leone, insieme a un centinaio di altri sanitari e ausiliari. Malati che aiutano il medico? "Sì, quando abbiamo chiesto aiuto lunedì, in tanti, sopravvissuti al virus, sono venuti in ospedale a donare il loro sangue. È ricco di anticorpi. L'abbiamo spedito sullo stesso volo che ha riportato il nostro medico a Roma, servirà a curarlo". Gli ha parlato? "Certo, gli ho detto di non pensare neppure un momento di essere in vacanza. Gli spedirò il lavoro, i dati via computer, in reparto a Roma perché metta in ordine le statistiche. Gli ho detto di sbrigarsi a rimettersi in piedi, abbiamo bisogno di lui perché qui la situazione è drammatica ". Cento nuovi malati al giorno? "Abbiamo 26 letti, non riusciamo ad accogliere tutti quelli che chiedono aiuto e così stanno fuori dal centro in attesa. Ma a volte, quando si libera un letto perché qualcuno è guarito o purtroppo è morto, per loro è troppo tardi". Come si lavora con la paura di Ebola? "Chi non ha paura è un cretino. La paura serve a non fare stupidaggini, soprattutto in questo caso. In guerra sai da dove viene il pericolo, senti il rumore delle bombe, degli spari. Qui no: il nemico è silenzioso, invisibile e pericoloso, nonostante sia 5 volte meno contagioso del morbillo. Quello che mi fa più paura in realtà è che il timore scoraggi i medici dal venire qui ad aiutare. Sarebbe una tragedia per le migliaia di malati in un Paese sconvolto da anni di guerra civile e con poche decine di medici locali ". Come vi proteggete? "Tute, scafandri, guanti. Un sistema di protezione testato, ma anche una fatica: muoversi è un'impresa, ogni volta che alzi il braccio senti una secchiata di sudore. É un lavoro fisicamente stancante ma anche emotivamente duro considerato quante persone non riusciamo ancora a salvare". Come si è ammalato il vostro medico? "Prima che partisse ci siamo parlati lungamente, abbiamo ricostruito giorni, ore: non siamo riusciti a capire quando sia potuto succedere, anche se in una situazione così è possibile. Anzi, contando le 7 volte al giorno in cui ogni medico entra nella "zona rossa", e qui ci entrano 125 persone al giorno tra sanitari e non, un solo malato è già un buon risultato". Medici, ausiliari, cosa li spinge? "Non mi piace la retorica del missionario o dell'eroe. Credo che abbiano l'etica del medico: vado dove c'è bisogno. Oltre ad un forte senso di responsabilità. Io non mi sento altruista: semplicemente, come loro prendo sul serio il mio mestiere di medico, con l'idea che tutti abbiano diritto alla stessa qualità di sanità, in Africa o a Milano". Oggi è un buon giorno perché. ... "Ogni volta che un test diventa negativo è una vittoria. Mi ricordo un bambino di 3 anni, praticamente morto. Ogni sera ci dicevamo "non passerà la notte" e invece se n'è andato a casa. Guarito. Come Kamaro, 18 anni, quando è arrivato aveva 46.4 di febbre, credevamo fosse rotto il termometro ma era vero, anche lui ce l'ha fatta. ..". Contro Ebola c'è chi vuole bloccare l'immigrazione. "Impossibile e inutile: chi è malato muore prima di finire la traversata in mare e arrivare in Italia. L'unico modo serio per evitare il contagio in Europa è mandare aiuti in Africa in modo da chiudere l'epidemia. Subito".
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TITOLO: Notti d'inferno al Policlinico, il padiglione delle emergenze diventa dormitorio per cento clochard
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: Nessun controllo, di sera i reparti si trasformano: cartoni, materassi, coperte, vestiti adagiati sulle scale e un fetore da togliere il respir o. Così. ..<br clear='all'/>
TESTO:Nemmeno l'ombra di un vigilante. Entrare ad Asclepios senza essere osservati è di una facilità disarmante. La stessa che evidentemente ha spinto questi invisibili a sistemarsi senza essere notati. Cartoni, materassi, coperte, vestiti adagiati sulle scale e quel fetore da togliere il respiro. Perché ci sono le bottiglie piene di urina e qualche sacchetto che contiene feci umane. La disperazione appunto. Quella che si consuma in questo ossimoro sociale tutto italiano: sotto i malati fisici, sopra i malati dell'animo, quelli che hanno gettato la spugna decidendo di trovare riparo in un padiglione ospedaliero. Non potendo cercare di meglio perché l'inverno è alle porte, il freddo incalza e non è più il caso di passare la notte sotto le stelle. Succede a Neuropsichiatria infantile e in altre unità ospedaliera sistemate in quello che doveva essere un polo di efficienza sanitaria. Asclepios appunto. Anche a qualche piano più sopra rispetto al nuovo pronto soccorso ci sono gli alloggi di fortuna. "Cosa vi devo dire, qui la notte succede di tutto - confessa il portiere di un reparto - Proprio l'altra sera una pattuglia dei carabinieri era qui tra i viali a cercare due stranieri. Hanno fatto domande a un mio collega, ma poi più nulla. L'istituto di vigilanza del Policlinico passa alle 22 e 15. Ci chiede dal finestrino dell'auto se tutto va bene e poi va via. Non si vede più sino alle prime luci del giorno". Prima i dormitori erano le sale d'attesa della stazione, ora ci sono quelle dei padiglioni perché è facile notare una coppia sulla cinquantina che con passo svelto e con qualche busta della spesa si dirige verso Ginecologia per trascorrere lì la notte e per sistemarsi alla meglio sulle sedie. Anche questa è la nuova emergenza sociale se mancano alloggi di edilizia residenziale. "Qui siamo in tanti, davvero. Stasera ne arriveranno altri, ora sono tutti in giro per la città ad elemosinare qualche spicciolo o a cercare un pasto caldo" scommette una senzatetto barese, anche lei costretta a cercare un posto in questo bazar di scale e ascensori dove l'odore del disinfettante si mescola alla puzza di scarpe consumate e di sudore. Ma la serata scorre tranquillamente: nessun infermiere o nessun visitatore alza mai gli occhi verso i piani superiori dove si palesa questa nuova frontiera della disperazione della Bari senza case popolari o sufficienti strutture per l'accoglienza. L'indifferenza che serpeggia e che consente a una infermiera di portare sino al quinto piano la sua bicicletta, di legarla con la catena al corrimano e di portarla poi via spingendola fin giù per le scale. Scene di una disarmante ordinarietà. Il viaggio tra le porte e le scale di Aslepios continua: sempre coperte, giornali, vestiti e bottiglie di plastica trasformate in posacenere con cicche di sigaretta che galleggiano nell'acqua. Mesi fa, come ricorda qualcuno, persino i sottoscala erano occupati abusivamente dai senzatetto. Poi sono stati sgomberati. Qualcuno indica un'altra meta da visitare, il reparto Chini. Ma arrivati qui l'ultimo piano dell'edificio è delimitato dalle sbarre, da una cancellata che custodisce degli armadietti. Non ci sono altre storie di senza casa da raccontare mentre tra i viali iniziano a comparire le figure di un'altra categoria di disperazione: i mendicanti in stampella e accompagnati dai cani che girano per il nosocomio in cerca di qualche moneta o di un pasto caldo da consumare.
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TITOLO: Lorenzin: "Quella sentenza sul vaccino è un attentato alla salute pubblica"
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: Il ministro della Sanità: "Abbiamo impugnato la decisione del giudice entro i termini. Via alle campagne nelle scuole e tra i pediatri"<br clear='all'/>
TESTO:UNA sentenza pericolosa per la salute pubblica. Il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin commenta così la decisione del giudice del lavoro di Milano che ha riconosciuto il risarcimento per danno da vaccino esavalente ai genitori di un bambino autistico. Ministro, è vero che non avete fatto ricorso contro la sentenza? "No, abbiamo presentato l'appello il 31 ottobre scorso, entro i termini previsti dalla legge. Ora i tecnici del ministero mi dicono che in quella decisione mancano i presupposti scientifici. È un fatto grave. Come in altri casi, si tratta di una sentenza pericolosa per la salute pubblica. Basta vedere i dati dei morti per morbillo, basta vedere il caso dell'epidemia di questa malattia esplosa tempo fa in Inghilterra. E anche nel nostro paese assistiamo a un calo di vaccinazioni. Lieve ma importante ". Farete una battaglia giudiziaria, dunque? "Facciamo appello non per evitare di pagare il rimborso, ma per non far passare un precedente pericoloso. Per i vaccini, come per tutti i farmaci, possono esserci effetti avversi che non sempre si possono prevedere. Questo nessuno lo nega e, infatti, ci sono le leggi che riconoscono i risarcimenti. Ma da qui ad affermare una relazione tra l'autismo e il ricorso a un determinato vaccino senza alcuna base scientifica ce ne corre". Eppure l'accusa ai vaccini di provocare quella patologia ogni tanto torna. Perché? "È una sindrome dalle cause ancora poco conosciute. Ci sono nuove ricerche che ipotizzano anche fattori batterici. Questa volta si incolpa il vaccino esavalente, cioè un farmaco che è stato utilizzato milioni di volte in tutto il continente. Eventuali correlazioni con l'autismo sarebbero emerse prima". Crede che dietro il rifiuto dei vaccini ci sia la tendenza al complottismo? "Più che altro mi sembra che ci troviamo di fronte a delle mode. C'è come la necessità di cercare delle cause certe dove certezze non ce ne sono, cosa che avviene in questo caso. Ma noi non possiamo vacillare, ci sono migliaia di studi che ci rassicurano". Anche la vicenda dell'allarme infondato per l'aviaria ha contribuito a far nascere dubbi sui vaccini. "Quello è un altro discorso, in quel caso forse ci sono stati abusi e speculazioni. O comunque c'è stata una paura dettata da un eccesso di precauzione. Ma viviamo in un mondo in cui se non hai questo tipo di atteggiamento, e poi avviene un incidente, ti vengono a cercare". Oltre ad appellare la sentenza, cosa farete per promuovere la vaccinazione? "Inizieremo nuove campagne, anche all'interno delle università e anche tra i pediatri e i medici di medicina generale. Questo tema è nel programma europeo sulla "global health" in agenda per i prossimi cinque anni".
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TITOLO: Caso Di Stefano, per la scomparsa di Guagnelli c'è l'ipotesi di omicidio volontario
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: L'ex braccio destro del parlamentare Pd, indagato per corruzione e falso, è ritenuto destinatario di una tangente da 300 mila euro. Non si hanno più sue. ..
TESTO:Di Stefano, indagato per corruzione e falso nell'ambito di un'inchiesta su tangenti. Di Stefano sarà ascoltato nell'inchiesta sulla vicenda solo in veste di teste indagato per corruzione e falso in un procedimento connesso. Gli accertamenti saranno coordinati personalmente dal procuratore Giuseppe Pignatone. Il sospetto degli inquirenti è che Guagnelli, scomparso cinque anni fa, sia stato ucciso. Nell'inchiesta infatti sarebbero stati raccolti elementi non riconducibili ad un allontanamento volontario. Guagnelli è ritenuto destinatario di una tangente da 300 mila euro ricevuta dai costruttori Antonio e Daniele Pulcini, gli stessi ai quali sarebbe riconducibile la presunta mazzetta da 1,8 milioni di euro finita a Di Stefano. Di lui il deputato Pd aveva sempre detto: "E' un caro amico".  
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TITOLO: Milano, ancora incidenti a San Siro per uno sgombero. Alfano: "Saremo duri e inflessibili"
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: Un'altra giornata di tensione a Milano: i poliziotti hanno effettuato qualche carica. L'appartamento è stato rioccupato. Il ministro dell'Interno: "Siamo. ..
TESTO:Gli addetti dell'Aler si erano limitati a cambiare la serratura della porta di casa e la famiglia che occupava l'appartamento è potuta subito rientrare. Il nucleo familiare è composto dalla mamma incinta, due ragazzi e una bambina. I sanitari dell'appartamento sono stati spaccati dall'Aler e lo stesso è stato fatto con i mobili e il frigorifero. "Per rimettere a posto tutto abbiamo speso più di 1.000 euro - ha detto la signora occupante - E ora i soldi a noi chi li dà? ". Il camion che avrebbe dovuto portare via mobili e vestiti della famiglia occupante non è riuscito a entrare nel cortile della casa perché i manifestanti hanno bucato le gomme. Dopo aver aperto nuovamente la porta di casa, i manifestanti e gli antagonisti del centro sociale Cantiere hanno riportato i pacchi, allineati i cortile, all'interno dell'appartamento. In mattinata il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, aveva parlato dell'emergenza occupazioni ai microfoni di Rtl 102.5. "Siamo chiamati a far rispettare la legge che mette come titolo la lotta all'occupazione abusiva degli immobili: saremo duri e inflessibili per gli immobili abusivamente occupati, lo abbiamo fatto con alcuni centri sociali", ha detto Alfano.
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TITOLO: Smog, industria Italia ai primi posti in Ue per danni
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: Fino a 61 mld in 4 anni. Ilva Taranto tra grandi inquinatori
TESTO:ROMA - L'Italia, con oltre 1300 impianti produttivi, è fra i Paesi Ue con le industrie più inquinanti - a partire dall'Ilva di Taranto che si piazza al ventinovesimo posto nella 'top 30' europea - e le emissioni registrate fra il 2008 e il 2012 hanno provocato un danno economico al Paese oscillate fra 26 e 61 miliardi di euro (la cifra varia in base ai parametri utilizzati per calcolare il "valore" della vita). Questo il bilancio, in termini di impatto su salute e ambiente, che include morti premature, costi per la sanità, giorni lavorativi persi, riduzione dei raccolti agricoli, tracciato dall'Agenzia europea dell'ambiente (Aea). Secondo le stime dell'Agenzia, solo per il 2012 le emissioni di 14.325 industrie nell'Ue sono costate agli europei fra i 59 e i 189 miliardi, quest'ultima cifra pari al Pil della Finlandia o alla metà del Pil della Polonia. Il costo medio pro capite per gli europei si stima fra i 115 e 368 euro. Ad essere responsabili della metà dei danni in Europa sono appena l'1% degli impianti, cioè 147. A contribuire di più al conto dei danni complessivi però sono Germania, Polonia, Gran Bretagna, Francia e Italia, che hanno le maggiori industrie.
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TITOLO: Profilattici, arriva quello a marchio Coop
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: Partnership con la Lila per il lancio
TESTO:lA NOVITA? Profilattici, arriva quello a marchio Coop Si chiama «Fallo protetto! » il condom «a marchio» Partnership con la Lila per il lancio BOLOGNA? Arriva sugli scaffali dei supermercati un profilattico a marchio Coop. Si chiama «Fallo protetto! » ed è realizzato in puro lattice di gomma naturale, 100% testato elettronicamente. In Italia? spiega la stessa Coop - ancora nessuno, nella grande distribuzione, si era avventurato nel settore dei dispositivi medici, nello specifico i profilattici (settore con vendite annuali da 91 milioni di pezzi per un giro d? affari di 82 milioni di euro in Italia) includendoli nei propri prodotti a marchio, in gergo «private label», ovvero i prodotti che portano il nome della catena distributiva o del supermercato che li pone in vendita, sui quali il controllo e le garanzie iniziano dalla prima fase produttiva. COOP NEI DISPOSITIVI MEDICI - «È la prima volta che Coop entra nel settore dei dispositivi medici - spiega Domenico Brisigotti, direttore del Prodotto a Marchio Coop - dopo quello dei farmaci (con 4 medicinali a marchio) e degli integratori alimentari (ne sono disponibili 5 tipi). Crediamo che dare la possibilità ai soci e consumatori di acquistare il profilattico a marchio sia un modo per rispondere all? esigenza di vivere consapevolmente la propria sessualità, oltre che tutelare la propria salute. E che sia giusto nel contempo svolgere un? attività di informazione e formazione, rivolta alle giovani generazioni, ma non solo». In questa direzione, nel lancio di «Fallo protetto! » è coinvolta anche la Lila. L?INDAGINE DELLA LILA - La Lega italiana per la lotta contro l? Aids, in occasione del lancio dei nuovi condom, ha presentato i primi risultati dell? indagine «Questionaids» svolta con l? Università di Bologna su un campione rappresentativo di circa 12.000 persone. «Dalla ricerca? dichiara Alessandra Cerioli, presidente di Lila Onlus? emerge che le conoscenze di base sull? Hiv/Aids sono buone, ma che sono ancora troppo basse quelle relative a specifici aspetti diventati fondamentali negli ultimi 10 anni con il progredire delle conoscenze sul virus. Penso alla conoscenza della Tasp (Treatement as prevention) o al termine dei tre mesi, e non più sei, necessari per considerare definitivo l? esito del test». «Resistono poi certi? falsi miti? ? aggiunge? come quelli sul contagio accidentale o sullo scambio di siringhe infette come modalità di trasmissione più diffusa in Italia, quando invece lo è il rapporto sessuale non protetto. Questo, insieme al fatto che il nostro Paese è all? ultimo posto in Europa nell? uso del profilattico e che le donne sono particolarmente esposte al rischio di infezione, la dice lunga su quanto ancora occorra mantenere alta l? attenzione su informazione e prevenzione. Per questo, dal 23 novembre al 7 dicembre, abbiamo lanciato una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi con Sms solidale al 45508 per sostenere il progetto Donna». LA PARTNERSHIP - A questo servirà la partnership Lila-Coop che prevede anche occasioni di approfondimento successive come il rilancio attraverso i siti www. lila. it e www. e-coop. it di un Quiz sull? Hiv, ispirato al mondo del cinema («HivCineQuiz») e al suo immaginario, attraverso il quale ci si potrà mettere alla prova e verificare le proprie conoscenze sul tema, e il primo dicembre, in occasione del World Aids Day, la distribuzione gratuita attraverso i presidi territoriali Lila di 30.000 profilattici Coop.
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TITOLO:
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: Divieto di dimora per la donna che perse la figlia vittima di violenza
TESTO:NAPOLI -La percentuale è pazzesca: il 90%, quindi la quasi totalità degli euro falsi sono prodotti a Napoli. Il dato emerge dall? inchiesta su un gruppo di falsari sgominato oggi dai carabinieri. Banda nota in tutta Europa e faceva parte del cosiddetto «Napoli Group», sigla che include varie organizzazioni campane ed a cui, secondo gli inquirenti, è riconducibile il 90% degli euro falsi nel mondo. La notizia è stata confermata dal procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo. Cinquantasei le ordinanze cautelari tra Napoli, Caserta e altre città italiane (29 in carcere, 10 ai domiciliari e tutti gli altri divieto di dimora e obbligo di firma). «300 EURO»IN GERMANIA - I falsari sono riusciti a smerciare persino una banconota da 300 euro, taglio inesistente, in Germania. LA MAMMA DI FORTUNA - C? è anche un risvolto clamoroso in questa vicenda: Domenica Guardato, la mamma della piccola Fortuna - vittima di abusi, morta il 24 giugno scorso dopo essere caduta nel vuoto a Caivano - è tra i destinatari dei divieti di dimora nell? ambito dell? inchiesta sui falsari internazionali. Sulla morte della bimba è aperta un? inchiesta che ipotizza l? omicidio. 6 ORE PER LASCIARE CAIVANO - Secondo l? accusa Domenica acquistava consistenti quantità di banconote contraffatte. Successivamente le rivendeva ad acquirenti abituali che provvedevano a spenderle nei negozi e nei supermercati. . Due gli episodi che le sono stati contestati. Alla donna i carabinieri hanno notificato la misura che le vieta di dimorare nel comune di Caivano, dandole sei ore di tempo per lasciare la città. LA DIFESA: IO NON C? ENTRO - Domenica Guardato però si difende: «Quando sono venuti i carabinieri ho pensato che portassero notizie sull? inchiesta riguardante Fortuna. E invece mi hanno detto che ero destinataria di un divieto di dimora, che dovevo lasciare casa. Ma io con questa cosa dei falsari non c? entro assolutamente nulla. Sto andando dal mio avvocato Gennaro Razzino per cercare di capire cosa è successo, cosa sta succedendo e perché io sono stata chiamata in causa in questa vicenda - aggiunge - so solo che quando ho visto i carabinieri ho pensato alla mia piccola Fortuna, non certo ad una vicenda del genere». A chi, poi, le chiede se questa vicenda possa in qualche modo essere legata al suo ex marito, attualmente detenuto nel carcere di Secondigliano, Mimma risponde: «Ci siamo lasciati nel 2009, non so neanche la ragione per la quale è in carcere». SOLDI FALSI CHIAMATI «GNOCCHI» - Le banconote false venivano chiamate «Cosariello», «ambasciata» o «l? americano» per indicare il dollaro. Il «Napoli Group» la banda di falsari era attiva in Europa e Africa. Banconote e monete venivano designate con altri nomi, anche nel tentativo di depistare gli investigatori in caso di intercettazioni. Le monete, in particolare, venivano indicate come «scarpe», «pavimenti», «cartoline» e «gnocchi». GRATTA E VINCI FALSI - La banda, oltre ai soldi, falsificava anche «Gratta e vinci» e marche da bollo. Come spiegato dagli inquirenti, il «Napoli group» aveva ottenuto «il controllo completo del mercato internazionale mediante la distribuzione di rilevanti quantitativi di denaro falso immesso in Italia e in ogni parte del mondo». I PAESI PIU? COLPITI - Francia, Spagna, Germania, Romania, Bulgaria, Albania, Senegal, Marocco, Tunisia e Algeria i Paesi più colpiti. Nel corso dei due anni di indagini finora svolti sul «Napoli group» sono state sequestrate 5.500 banconote e monete false di vario taglio per un totale di 1 milione di euro circa.
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TITOLO: Nozze gay, su trascrizioni procura dà ragione a sindaco di Udine e: 'bastona' Alfano
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: A seguito di un ricorso, i magistrati hanno stabilito che il prefetto non ha compiti abrogativi e la cancellazione in Italia dei matrimoni contratti all'estero. ..<br clear='all'/>
TESTO:Secondo la magistratura udinese, l'intervento di cancellazione "non appare conforme a legge: ne deriva che i ricorrenti - per questo profilo - sembra abbiano ragione". Per la procura "la legge conferisce al prefetto precisi poteri sui registri dello Stato civile ma non legittima nè ammette un ruolo così autoritario e di simile 'prevaricazione' del Prefetto, quale quello nel caso di specie. Per la legge italiana il dominus dello stato civile è e resta il sindaco, le cui prerogative possono essere corrette solo attraverso un procedimento giurisdizionale ad opera del giudice". E nemmeno applicabile a questo caso è l'appellarsi alla legge sulla trasparenza dei procedimenti amministrativi (la numero 241 del 1990). Esclusa la rilevanza penale, comunque, la procura della Repubblica udinese conclude affermando di "sentire il dovere di esaminare l'intera vicenda ai sensi delle leggi vigenti portandola all'attenzione del tribunale". "Con l'esposto - dichiara Maria Grazia Sangalli, presidente di rete Lenford - segnalavamo l'assoluta inesistenza di un potere in capo ai prefetti di annullare gli atti di trascrizione, e il fatto che con la circolare Alfano si stava determinando una indebita invasione delle prerogative dei giudici. La procura ha ritenuto infondata la notizia di reato, ma ha riconosciuto la fondatezza di tutte le ragioni in diritto da noi sostenute. Spetterà ora comunque al gip - conclude - di decidere in merito alla richiesta di archiviazione". Su Twitter, a commentare è Arturo Scotto, capogruppo di Sel a Montecitorio, che attacca Alfano.
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TITOLO: Roma, nell'ex Poligrafico sgomberato trovate 143 bombe carta
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: L'edificio sul Lungotevere era stato occupato da militanti di estrema destra e trasformato in locale nel 2013. Nuovo blitz la settimana scorsa. Tra gli ex. ..<br clear='all'/>
TESTO:Centoquarantatre "bombe carta" conservate in sacchetti di plastica. E' il "bottino" che hanno trovato e sequestrato gli agenti della Digos della questura di Roma. Gli ordigni esplosivi - attualmente al vaglio degli artificieri - erano all'interno di uno stabile, nelle vicinanze dello Stadio Olimpico, che era stato prima occupato da militanti di estrema destra, poi trasformato in un locale e sgomberato nel luglio dello scorso anno, con tanto di lucchetti e catene sull'ingresso, perché abusivo. Una seconda occupazione, sempre ad opera di antagonisti di destra tra le cui file figurano anche ultras di Roma e Lazio, era poi avvenuta il 15 novembre scorso. I militanti lo avevano ribattezzato CampoZero. Ma il 17 novembre si è proceduto al definitivo sgombero dell'immobile che si trova sul lungotevere dell'Acqua Acetosa, già sede dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
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TITOLO: Milano, minacce al sindaco Pisapia: "Ma io rifiuto la scorta per dare un segnale ai cittadini"
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: Il primo cittadino alla giornata: 'Legalità mi piace' organizzata da Confcommercio: "Ho detto no alla scorta perché credo che anche questo sia un segnale: stare. ..<br clear='all'/>
TESTO:"Delle 800 lettere che mi arrivano ogni settimana, molte sono di minacce, a volte anche pesanti, che sono all'esame della magistratura e delle forze dell'ordine". Lo dice Giuliano Pisapia, sindaco di Milano dal 2011alla Giornata 'Legalità mi piace' organizzata da Confcommercio. E aggiunge: "Malgrado mi sia stata garantita e proposta la scorta, io vado avanti senza perché credo che anche questo sia un segnale" Quello di "stare in mezzo alla città come tutti gli altri cittadini". Si parla di legalità e soprattutto di illegalità, contro la quale, ammette Pisapia, il Comune "certamente può fare di più". "Ma ci sono sensazioni e dati che ci dicono che abbiamo fatto passi avanti - aggiunge - Rispetto alla contraffazione, ai writers, alle rapine ai negozi e ai cittadini quello che stiamo facendo è pattugliare sempre di più il territorio e i risultati sono positivi". Su questo punto "sono già migliaia le telecamere di sorveglianza nel nostro territorio - ha detto il sindaco nel suo discorso - e ci siamo impegnati ad aggiungerne entro Expo altre 700". Per quanto riguarda la criminalità organizzata, secondo Pisapia "i tentativi continueranno: la Lombardia e Milano, rispetto al resto d'Italia, sono città e regioni ricche e la mafia è attirata laddove ci sono possibilità di avere e recuperare somme illecite". Malgrado ciò, sostiene il sindaco, "gli anticorpi ci sono e lo abbiamo dimostrato con le oltre 60 interdittive del prefetto, con gli arresti, le indagini della magistratura e con le segnalazioni che anche il Comune di Milano, attraverso la Commissione antimafia e il Comitato antimafia, ha fatto agli organi competenti". Ma il sindaco non è l'unico a ricevere minacce. Secondo un'indagine condotta dall'Università Bicocca su oltre 4mila imprenditori di Milano e dell'hinterland e presentata durante l'incontro, 12 su 100 hanno dichiarato di aver ricevuto minacce o intimidazioni. "Fra le attività del terziario - mette in luce il censimento anonimo - il rischio di subire intimidazioni è decisamente più frequente nel commercio". Il 10 per cento degli intervistati, inoltre, è ha affermato di essere stato coinvolto in episodi di concussione. "Gli imprenditori del territorio milanese chiedono - il 71,9 per cento - la certezza nell'applicazione delle pene", ha commentato Luca Squeri, presidente della commissione Politiche per la sicurezza e legalità di Confcommercio. "Sul tema della legalità Regione Lombardia è impegnata in prima linea", ha detto l'assessore regionale al Commercio, Mauro Parolini. "Negli ultimi mesi - ha aggiunto - l'assessorato al Commercio ha destinato 2,5 milioni di euro a favore degli esercizi commerciali e in particolare dei negozi di vicinato, sempre più esposti alla microcriminalità, per investimenti per la sicurezza".
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TITOLO: Milano, ancora incidenti a San Siro per uno sgombero. Alfano: "Saremo duri e inflessibili"
DATA: 2014-11-26
OCCHIELLO: Un'altra giornata di tensione a Milano: i poliziotti hanno effettuato qualche carica. L'appartamento è stato rioccupato. Il ministro dell'Interno: "Siamo. ..<br clear='all'/>
TESTO:La casa sgomberata al mattino e rioccupata nel primo pomeriggio. Stavolta il valzer è toccato a San Siro, dopo quello del giorno prima al Giambellino. Dalle 8.30 in via Tracia cinque camionette della polizia in assetto antisommossa hanno presidiato le operazione di sgombero dei tecnici di Aler ai danni di una famiglia romena: genitori, nonna e tre figli. La notizia si è sparsa subito nel quartiere e nel giro di una mezz'ora un centinaio di manifestanti si sono radunati davanti alla palazzina per protestare. Ci sono stati attimi di tensione per via di un contatto tra forze dell'ordine e abitanti del quartiere, che hanno lanciato alcuni oggetti.
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TITOLO: Eroine che ci fanno capire, ecco la biblioteca delle donne
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: Da Pippi Calzelunghe a Hunger Games, passando per i classici di Jane Austen e Charlotte Bronte. Così un libro aiuta a prendere coscienza di sé<br clear='all'/>
TESTO:Erano tutti maschi, gli eroi. Si inizia a leggere per andarsene, per stare da un'altra parte dove, possibilmente, ci siano tigri, mari, battaglie da combattere per salvare l'umanità. Ma quando io ero bambina, l'unica femmina la cui vita valeva la pena di invidiare era Pippi Calzelunghe. Abitava a villa VillaColle col signor Nilsson e zietto, aveva una forza che stendeva a pugni qualunque bastardo, e progettava la sua esistenza come un'eterna avventura. Per questo invidio quelle ragazzine col naso affondato nei giganteschi tomoni degli Hunger Games o nella trilogia di Veronica Roth, Divergent. Si inizia a leggere per desiderio di avventura (anche quando le tue avventure le vivono tutte i maschi) e, una volta che il credito è stato accordato, si può cominciare a leggere qualcos'altro. Quando si è imparato che bisogna tener duro per le prime tre pagine, perché entrare in una storia è come saltare dentro un buco nero, la letteratura fa tana nei nostri cuori. Ed è in quel momento che nella vita di una lettrice entrano le regine: Jane Austen, Emily e Charlotte Bronte. Orgoglio e pregiudizio, Jane Eyre e Cime Tempestose. Si parte da lì, ovunque si decida di andare. Io sono andata sempre verso le storie, ho sempre avuto questa passione imperdonabile e inestinguibile per la narrativa. Lo dico perché altre sapranno indicare meglio di me saggi e riflessioni, la non-fiction che deve stare sul comodino di ogni donna. Io  sono devota profondamente e senza possibilità di guarigione al valore dell'invenzione, alla verità dell'immaginazione, a  quella catena di meravigliosi inganni che costituisce un romanzo. Ogni romanzo, persino quello che sembra più vicino alla realtà. I diari per esempio, o le lettere. Tra i libri che sarebbe bene attraversare subito dopo l'adolescenza, un attimo prima di dover cominciare a organizzare tutta la faccenda dell'esistenza di adulti, ci sono le lettere di Marina Cvetaeva - raccolte da Adelphi in due volumi, Deserti luoghi e Il paese dell'anima - e Il diario di Etty Hillesum. Cvetaeva fu poesia, fino alla fine dei suoi giorni. Nacque in una famiglia agiata e colta, sposò un uomo bellissimo e durante la rivoluzione del 1917, si trovò dalla parte sbagliata. Quella dei Bianchi, i vinti. Fuggì in Francia, senza soldi, senza niente, ma non arretrò mai e mise l'arte sempre avanti a tutto. Le lettere ai suoi amici/amanti, a Pasternak, Rilke, al marito, alle amiche, sono un romanzo delle vette e degli abissi che insegna la forza, la tenacia, la disperata bellezza di essere quello che si vuole essere, ovunque siano gli altri. Guai a quel tempo che non riconosce più gli artisti e la loro insopportabile ostinazione. .. Etty Hillesum invece avrebbe voluto diventare una scrittrice. Morì ad Auschwitz, lasciandoci il suo diario e qualche lettera. Scrisse "l'unica cosa che conta è offrirsi umilmente come campo di battaglia", che mi è sempre sembrata anche una delle definizioni più belle di letteratura. Per Anna Maria Ortese i libri furono di certo quella roba lì, quel dono di sé straziante, orribilmente faticoso. Una partita di giro con l'eterno, sempre persa. "L'iguana" è uno dei più stralunati racconti dell'impossibile che abbia mai letto, e uno dei più belli. Rebecca la prima moglie di Daphne du Maurier e Bonjour, tristesse di Francoise Sagan sono due romanzi perfetti sull'amore e la sua insopportabile serialità. Vale la pena perderla da giovani quell'illusione, quella del per sempre. Sagan, Du Maurier, quel capolavoro che è Riflessi in un occhio d'oro di Carson Mc Cullers, ma anche Nancy Mitford e Mary McCarthy e Dorothy Parker perché essere cattive e divertenti è sempre un buon piano B, nell'esistenza di ogni donna. Di Alice Munro tutto, ma in particolare quei racconti che Einaudi ha riunito sotto il titolo Nemico, amico, amante. ... Nonostante sia famosa per "Il trentesimo anno", io di Ingeborg Bachmann preferisco Tre sentieri per il lago e addirittura quella pazzia che è Malina. E un ultimo, meraviglioso, romanzo: La piazza del diamante, di Mercè Rodereda. Di cui c'è poco da dire, la perfezione è indescrivibile. A me e a chi ne avesse voglia, consiglio di rileggere Agatha Christie. Non sono sicura, ma ho l'impressione che potremmo scoprire che è stata una grandissima scrittrice.  
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DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: Operazione congiunta dei carabinieri di Agrigento e Torino. Il traffico degli stupefacenti avveniva con finte compravendite di automobili tra Sud e Nord
TESTO:OPERAZIONE DEI CARABINIERI DI TORINO E AGRIGENTO Droga dall? Albania al Piemonte, via Sicilia: 22 arresti, c?è capo degli ultrà juventini Andrea Puntorno, 37enne torinese di origini agrigentine guida i Bravi Ragazzi, gruppo della tifoseria organizzata bianconera AGRIGENTO - Droga dall? Albania al Piemonte, via Sicilia. I carabinieri torinesi e quelli agrigentini hanno eseguito, insieme, tra Piemonte e Sicilia, ventidue arresti per traffico internazionale di stupefacenti. Secondo quanto accertato, la droga - eroina, cocaina, hashish e marijuana, numerose tonnellate per milioni di euro di valore - arrivava dall? Albania in Italia su barconi. Una volta in Sicilia, con la complicità di un concessionario di auto usate, lo stupefacente veniva stipato su vetture destinate ad acquirenti piemontesi, che in realtà erano altri componenti dell? organizzazione. I veicoli venivano così caricati su bisarche guidate da inconsapevoli autotrasportatori e raggiungeva un concessionario di Torino, anche lui all? oscuro di tutto. Gli arrestati sono 21 italiani e un albanese; 16 abitano nel Torinese, sei tra l? Agrigentino e il Palermitano. Nel corso di perquisizioni avvenute nel corso della notte, i carabinieri hanno sequestrato mezzo chilo di hashish e 40mila euro in contanti. L?ULTRÀ - Tra gli arrestati c? è anche Andrea Puntorno, 37enne torinese di origini agrigentine capo dei Bravi Ragazzi, uno dei gruppi organizzati della tifoseria della Juventus, tra le 22 persone arrestate la scorsa notte per traffico internazionale di droga dall? Albania all? Italia. Puntorno, che abita nel popolare quartiere Vallette di Torino, era già stato arrestato per fatti analoghi nel 2007.
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DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: L’aggressione con birilli di legno, calci e pugni. Il piccolo ha perso conoscenza ed è stato ricoverato in ospedale. L’inchiesta dopo la denuncia dei genitori
TESTO:MOLA DI BARI Pestato a scuola, bambino in ospedale L? aggressione durante l? ora di lezione Bimbo di sette anni picchiato a sangue da tre coetanei, perde conoscenza. Scatta l? inchiesta della Procura BARI - Pestato a scuola da tre bulli, colpito con violenza - durante l? orario di lezione - con birilli di legno, calci, pugni e altri oggetti di plastica fino a perdere conoscenza. Vittima della violenza cieca del? branco? un bambino di appena 7 anni, finito in ospedale e costretto a cambiare scuola per cercare di ritrovare la serenità dopo settimane di paura. La vicenda è stata scoperta quasi per caso dai genitori del piccolo e, dopo la denuncia, i carabinieri e la Procura di Bari hanno aperto un? inchiesta. Toccherà agli investigatori trovare eventuali responsabilità degli insegnanti per la mancata vigilanza, oltre ad individuare i tre baby aggressori. La querela è stata depositata lo scorso 11 novembre, ma i pestaggi si sono verificati in tre momenti diversi ad ottobre. I genitori del bimbo, rappresentati dall? avvocato Nicola De Feudis, esigono che venga fatta luce sulla brutta storia e hanno tirato in ballo anche il ministero dell? Istruzione, invocando un risarcimento per quanto avvenuto in una scuola elementare pubblica di Mola di Bari. Le aggressioni, stando a quanto messo nero su bianco nella denuncia, sono cominciate i primi giorni di ottobre e sono avvenute sempre durante l? orario scolastico all? interno dell? istituto. Protagonisti degli atti di bullismo altri tre coetanei che, senza alcun motivo apparente, hanno preso di mira il piccolo Michele (nome di fantasia, ndr). Il 22 ottobre, però, quello che inizialmente sembrava essere un banale litigio tra bambini si trasforma in un pestaggio cruento. I piccoli alunni, durante la lezione di matematica, raggiungono la palestra e, all? improvviso, in tre accerchiano Michele e lo colpiscono in testa con alcuni birilli in legno. Non soddisfatti, dopo averlo tramortito e avergli fatto perdere i sensi, gli saltano addosso e lo percuotono con calci e pugni alla schiena, al torace e al collo. Alle 16, il papà va a riprendere suo figlio e si accorge subito che qualcosa non va. Michele, spaventato, racconta di quanto accaduto e tornato a casa comincia a lamentare forti dolori di testa. «Nella notte? raccontano i genitori nella querela? il piccolo faceva fatica a prendere sonno e, nei pochi momenti in cui era addormentato, si lamentava risvegliandosi bruscamente, spalancando gli occhi e gridando spaventato ». Nel prenderlo in braccio nel tentativo di tranquillizzarlo, il papà si accorge che Michele avverte dolore al semplice contatto delle proprie mani con la schiena del figlioletto. A quel punto, i genitori decidono di portare il bimbo in ospedale, il bambino viene trasferito al pronto soccorso dell? ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. I medici visitano il piccolo e riscontrano diverse «ecchimosi, alcune con aspetto figurato, al dorso, al fianco destro e sinistro, regione deltoidea destra e ginocchia; un piccolo ematoma alla regione occipitale, diverse escoriazioni superficiali in regione occipitale; un trauma toracico, lesioni multiple al capo, tronco e arti», così recita il referto, la prognosi è di sette giorni. I medici chiedono l? intervento di uno psicologo e la vittima del pestaggio racconta quanto gli è accaduto il giorno prima. Le parole di Michele trovano riscontro negli esami effettuati del medico legale, che individua e fotografa, a distanza di quasi 24 ore, i segni delle scarpe sulla schiena del bimbo, impronte compatibili con le calzature indossate dai bimbi di 6-8 anni. A quel punto, gli stessi medici chiamano i carabinieri per raccogliere la denuncia. I genitori, però, non si sono fermati e hanno presentato alla polizia giudiziaria della Procura una dettagliata querela. Michele, nel frattempo, dopo giorni di paura ha dovuto cambiare scuola per ritrovare la serenità.
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TITOLO: Il Papa al Parlamento europeo: «Europa nonna» in cerca di un’anima
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: I messaggi e le immagini usati da Bergoglio nel suo lungo (e applaudito) intervento. La necessità di mettere al centro la dignità dell’uomo e i bisogni dei più deboli
TESTO:Francesco si chiede come «ridare speranza al futuro». Si rivolge agli eurodeputati e dice loro che «la sfida che oggi la storia vi pone» è «mantenere viva la democrazia dei popoli dell? Europa: evitando che la loro forza reale? forza politica espressiva dei popoli? sia rimossa davanti alla pressione di interessi multinazionali non universali, che le indeboliscano e le trasformino in sistemi uniformanti di potere finanziario al servizio di imperi sconosciuti». Così «dare speranza all? Europa» significa «riconoscere la centralità della persona umana» e «investire» su di loro. Per questo il discorso sulla «dignità trascendente» della persona è centrale. «Oggi, la promozione dei diritti umani occupa un ruolo centrale nell? impegno dell? Unione Europea in ordine a favorire la dignità della persona, sia al suo interno che nei rapporti con gli altri Paesi. Si tratta di un impegno importante e ammirevole, poiché persistono fin troppe situazioni in cui gli esseri umani sono trattati come oggetti, dei quali si può programmare la concezione, la configurazione e l? utilità, e che poi possono essere buttati via quando non servono piu, perche? diventati deboli, malati o vecchi» scandisce il Papa tra gli applausi. «Effettivamente quale dignità esiste quando manca la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero o di professare senza costrizione la propria fede religiosa? Quale dignità e? possibile senza una cornice giuridica chiara, che limiti il dominio della forza e faccia prevalere la legge sulla tirannia del potere? Quale dignità può mai avere un uomo o una donna fatto oggetto di ogni genere di discriminazione? Quale dignità potrà mai trovare una persona che non ha il cibo o il minimo essenziale per vivere e, peggio ancora, il lavoro che lo unge di dignità? ?.
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TITOLO: 'Sistema Sesto', Penati litiga con il pm: "I soldi delle tangenti? Chiedetelo a chi mi accusa"
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: A Monza il processo in cui è imputato l'ex presidente pd della Provincia di Milano. Che si era detto contento di poter testimoniare: "anche su fatti che sono. ..<br clear='all'/>
TESTO:Ha contato i giorni trascorsi da quella mattina del 20 luglio 2011, quando con le perquisizioni disposte dalla Procura di Monza l'inchiesta sul 'Sistema Sesto' divenne pubblica. "Sono passati 1.223 giorni da quando la guardia di finanza mi svegliò alle 7 di mattina. Finalmente è il momento di farmi sentire", dice in aula Filippo Penati, l'ex sindaco di Sesto San Giovanni ed ex presidente della Provincia di Milano, già capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani, indagato per corruzione e finanziamento illecito dai pm Walter Mapelli e Franca Macchia. In aula l'ex braccio destro di Pierluigi Bersani è un fiume in piena, che si difende a tutto campo di fronte alle accuse della Procura. Racconta il suo rapporto con il suo grande accusatore Piero Di Caterina, prima di grande vicinanza e di collaborazione, con Di Caterina che collabora e finanzia le sue campagne elettorali. Poi di progressiva distanza e rottura, dopo che la Provincia non accolse la richiesta di concessione dell'imprenditore per la linea di trasporti Segrate-Milano ("per lui fondamentale, come mi disse, per la conclusione di una vendita della sua società di trasporti a un acquirente francese"). Dal mancato affare nascerebbe, secondo Penati, l'astio di Di Caterina per il politico. "E la mail di accuse trovata dalla Finanza nel suo portafoglio - prosegue Penati in aula - mi è sembrato il gesto di una persona disperata. In un incontro mi disse che sapeva dove avevo i soldi all'estero, soldi che io non ho. Nella richiesta di custodia cautelare - protesta Penati con il pm Macchia - mi avete descritto un delinquente patentato, ma dove sono le rogatorie? Si capirebbe che soldi all'estero io non ne ho". E ancora: "Scusi dottoressa, ma devo dirglielo io a che soldi si riferiva Di Caterina? Lo chieda a lui. Non gliel'ha chiesto in interrogatorio. Adesso chiede a me dove ho messo i soldi che Di Caterina dice che io ho portato all'estero? ".
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TITOLO: Milano, parto a sorpresa in metrò: approntata una sala travaglio di fortuna in stazione
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: Bimba e mamma sono al Sacco: stanno bene. La donna era appena scesa da un treno della linea 1 quando è partito il travaglio. I medici hanno sistemato un telo. ..<br clear='all'/>
TESTO:Parto in metropolitana lunedì sera intorno alle 20.30. Tutto è avvenuto nel giro di dieci minuti sulla banchina della stazione di Molino Dorino. Quattordici minuti prima la madre, un'egiziana poco più che ventenne, assieme al marito, era scesa da un treno della linea 1 quando subito dopo aver messo il piede a terra davanti alla linea gialla si è sentita male, piegandosi su se stessa e cominciando così la fase di travaglio avanzato. La scena è stata vista in diretta, oltre che dai presenti, dall? agente di stazione che in quel momento si trovava al piano superiore della stazione. Accortosi della situazione dalle immagini che vedeva sul monitor, il dipendente Atm ha chiamato il 118 chiedendo l? immediato intervento e scendendo in prima persona a prestare soccorso. Il personale medico è arrivato nel giro di tre minuti, ha sistemato un telo a proteggere la privacy della donna a terra e l? ha aiutata nel parto di fortuna. Tutto è andato bene e la mamma e la piccola sono stati portati all? ospedale Sacco.
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TITOLO: Writers, a Milano in 7 rischiano la stangata in tribunale. Atm e condomini chiedono i danni
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: A marzo il via al processo: gli imputati hanno fra i 19 e 25 anni e rispondono anche di danneggiamento aggravato. Quasi tutti provengono da famiglie facoltose. ..<br clear='all'/>
TESTO:Hanno imbrattato treni della metropolitana e tram fermi nei depositi Atm. Hanno impresso le proprie? tag? sui muri dei palazzi popolari di corso di Porta Ticinese, delle case di viale Gorizia e dei negozi in via Muratori a Milano. Ora dovranno rispondere a vario titolo di imbrattamento e danneggiamento aggravato. Sono sette? per il momento? i graffitari rinviati a giudizio nell? ambito dell? inchiesta sul writing vandalico affidata al pm Elio Ramondini. Le indagini, condotte dal vice commissario di polizia locale Marco Luciani, si sono servite di perquisizioni e sequestri di smartphone. Le udienze sono fissate a partire dal prossimo 23 marzo. Oltre alla pena, che in alcuni casi potrebbe superare i tre anni di reclusione, gli imputati rischiano di dovere risarcire per decine di migliaia di euro i condomìni e Atm, rappresentata dagli avvocati Daniele Avella e Caterina Malavenda. Il presidente Bruno Rota dice: «Come parte civile chiederemo ci sia restituito ogni euro speso per riparare i sistemi di sicurezza e ripulire i vagoni, ma anche il costo di tenere fermi i treni durante il restauro. Questi processi per noi hanno una portata storica: per anni abbiamo denunciato i danneggiamenti, senza ottenere risposte efficaci. Ora che la Procura ha riunito le denunce e le ha affidate a un pm di grande professionalità, si vedono i risultati». I sette writers andranno a processo dopo avere escluso ogni ipotesi di patteggiamento. Nessuno di loro ha chiesto i? lavori socialmente utili? previsti da un accordo fra Procura e Comune. Sei dei sette imputati sono italiani, uno è figlio di genitori ucraini. Hanno fra i 19 e i 25 anni e si firmano Bueno, Snou, Supa, Kiroz, Tucks, Zone, Erpes. La maggior parte di loro vive con mamma e papà in zone residenziali del semicentro. Usano la propria cameretta come base da dove partire per i raid vandalici e dove tornare una volta imbrattati muri e metrò. I fatti contestati risalgono a un periodo compreso fra il 2010 e il gennaio 2014. Fra le centinaia di graffiti sui muri, anche quelli «sulla vetrina dell? esercizio Ovs in corso San Gottardo». Quanto ai mezzi pubblici, il danneggiamento risulta aggravato dal fatto che «il bene sia destinato a pubblico servizio». In particolare, i capi di imputazione fanno riferimento al «deterioramento mediante scritte» di «una vettura della metropolitana della linea 3», «di una vettura della linea 2 ricoverata presso il deposito di Famagosta» e «del tram numero 7605 di proprietà di Atm». In attesa dei primi processi, le indagini proseguono. Fra gli episodi su cui indaga la Procura rientrano anche le incursioni nei depositi Atm e Trenord, che nell? ultimo anno e mezzo sempre più spesso sono state associate a intimidazioni o vere e proprie aggressioni dei writers a vigilantes e forze dell? ordine.
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TITOLO: Scrivi qui i nomi di tutte le donne uccise
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: Presentata a Perugia una videoinstallazione firmata da Lamastra, un progetto mondiale. Che parte dalla tragica storia delle sorelle Mirabal
TESTO:di LEONARDO MALA' PERUGIA - Scrivere i nomi di tutte le donne uccise nel mondo. Un intento giusto e al tempo stesso visionario, ambizioso come solo l'arte sa essere. Davì Lamastra, compositore e artista, con al suo attivo collaborazioni illustri con Luciano Berio, John Cage, Brian May, Ravi Shankar, Dario Fo, Tonino Guerra e Milva, figura difficilmente classificabile come ammettono i suoi stessi collaboratori (lo definiscono un "visionario visiosonico"), ha deciso di provarci imbastendo un vero e proprio memoriale destinato ad articolarsi in 25 pannelli, una sorta di polittico intermediale. In ogni Paese del mondo tutti coloro che vorranno aderire al progetto dovranno declamare davanti a una telecamera la stessa formula, solo all'apparenza contraddittoria: "Io sono Laura Rossi e non mi ricordo di Maria Teresa Mirabal". La frase esemplificativa non è casuale. Si comincia proprio da loro, dalle sorelle Mirabal. Se oggi si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne lo si deve al martirio di Patria, Minerva e Teresa Mirabal, tre eroine della Repubblica dominicana uccise il 25 novembre del 1960 dagli sgherri del feroce dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Le donne, note attiviste del gruppo "mariposas", ovvero farfalle, espropriate dei propri beni e con i rispettivi mariti in carcere, erano dirette all'istituto di pena di Puerto Plata quando vennero intercettate lungo la strada, trascinate di peso in una piantagione di canna da zucchero e ammazzate a colpi di bastone. Un delitto come un altro, nelle intenzioni del sanguinario Trujillo. Non immaginava la rivolta che ne sarebbe seguita, culminata con il suo stesso omicidio, l'anno seguente. Una storia assolutamente misconosciuta in Europa, malgrado i figli delle tre martiri siano oggi molto attivi nella politica dominicana, allevati da Dedè, la quarta sorella Mirabal, morta di recente. Una vicenda che oggi riprende vita nel diagramma artistico concepito da Lamastra: ogni dichiarazione, o firma intermediale che la si voglia chiamare, costituisce un microtassello di un enorme puzzle, una base visiva e sonora sulla quale il compositore italiano realizzerà la sua opera musicale. Il progetto, presentato a Perugia, prevede un primo pannello interamente dedicato alle tre sorelle Mirabal, con 625 testimonianze per ciascuna di loro. E sarà proprio l'Umbria a raccogliere le prime firme, in omaggio a san Francesco e a Capitini, coinvolgendo per primi i sindaci e a seguire i singoli cittadini che vorranno testimoniare in favore di questa opera collettiva. L'obiettivo è concludere questa prima fase di lancio entro il 25 novembre del 2015, ad Assisi. L'iniziativa è supportata dalla Fondazione Paola Decini che, tra le varie iniziative, gestisce una casa di accoglienza per donne che hanno subito violenze.  
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TITOLO: Ebola, in Italia medico contagiato. "E' in condizioni stabili. Curato con farmaco sperimentale"
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: Il bollettino dell'ospedale Spallanzani: "Ha la febbre e collabora". Atterrato nella base militare, il paziente è in una speciale barella chiusa
TESTO:ROMA - Il medico italiano contagiato dal virus Ebola in Sierra Leone  "è in buone condizioni generali", anche se all'arrivo all'ospedale Spallanzani di Roma "presentava febbre e brividi", con "malessere generale e iperemia congiuntivale". A parlare è il dottor Emanuele Nicastri, infettivologo del nosocomio, durante la prima conferenza stampa dopo il ricovero.   Il paziente, fa sapere l'ospedale, "presenta condizioni stabili, è vigile e collaborante" pur avendo la febbre. "Ha la febbre a 39 con brividi ma non presenta segni di disidratazione cutanea", spiega il bollettino medico. La cura. Il primo medico italiano contagiato "è arrivato stamattina dalla Sierra Leone, la gestione del trasporto è stata effettuata secondo i protocolli e il paziente è stato monitorizzato per 6 ore senza che sia stata rilevata alcuna criticità". Al momento ha già iniziato "un trattamento antivirale specifico con un farmaco non registrato in Italia e autorizzato con apposita ordinanza dall'Aifa su indicazione del ministero della Salute". Si tratta della combinazione di "cinque i farmaci sperimentali autorizzati in procedura di emergenza", come spiega il direttore dell'Agenzia Italiana del Farmaco Luca Pani. Seguito da un'equipe di 30 persone. Al professionista ricoverato "non saranno consentite visite e potrà comunicare con i familiari solo via telefono", ha spiegato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani". Mentre la moglie ha chiesto di 'fermare il circo mediatico' intorno al marito. "E' persona di grande equilibrio e competenza che ha interagito con nostri medici" ha aggiunto Ippolito. A seguire il medico catanese c'è un team "di 15 medici e 15 infermieri volontari, dell'ospedale Spallanzani". L'arrivo in Italia. Il velivolo dell'Aeronautica con a bordo il medico di Emergency è atterrato all'aeroporto militare di Pratica di Mare. Il paziente, assistito da un team di medici, ha viaggiato in una barella chiusa impiegata per il trasporto via aerea di persone colpite da patologie infettive contagiose. Era stato prelevato ieri in Sierra Leone, dove è atterrato, per ripartire quasi subito il Boeing KC 767 dell'Aeronautica configurato per questo tipo di trasporti sanitari di emergenza. Al suo interno c'è una barella chiusa, la Aircraft Transit Isolators (Ati), che garantisce il trasporto in sicurezza di pazienti colpiti da malattie infettive altamente contagiose e diffusibili, tra le quali ad esempio le febbri emorragiche, la sars, il colera e, appunto, l'ebola. A bordo del velivolo c'era anche una Unità di isolamento aeromedico, cioè un team della stessa Aeronautica composto da ufficiali medici e infermieri addestrati ad ogni tipo di trasporto in condizioni di bio-contenimento. Sulla pista dell'aeroporto un'ambulanza specificamente attrezzata che ha trasportato il paziente all'ospedale Spallanzani di Roma.
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TITOLO: Furlan: "Renzi sbaglia di grosso, serve patto sul lavoro. Non può pensare di fare tutto da solo"
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: Il segretario generale della Cisl risponde alle domande dei lettori al videoforum su Repubblica Tv. Dai rapporti con Camusso, "di grande rispetto personale". ..
TESTO:Politica e sindacato. Il segretario ribadisce poi le differenze tra politica e sindacato, che consentano un dialogo oltre che una barriera. "Il sindacato deve tornare con forza a fare di più, per il precariato, per temi del lavoro e questo è l'impegno della Cisl". E commentando la domanda di un'ascoltatrice in merito alla 'voglia di politica' di Camusso e Landini risponde "credo che il sindacato debba fare il sindacato e la politica, la politica. Quando non è chiara la distinzione dei ruoli la cosa diventa complicata. Oggi in un paese che ha tre milioni di disoccupati e un'economia reale ai minimi termini - conclude - noi abbiamo bisogno di un ruolo del sindacato, forte, sociale, che punti essenzialmente ai temi che riguardano il lavoro. Quindi l'impegno della Cisl è esattamente quello". Iniziative. Il 2, 3 e 4 dicembre, la prima a Firenze, dove sarà la "Leopolda del lavoro": "Spero che quelle mura assorbano le voci dei lavoratori, dei precari, dei pensionati, che sono il Paese reale. Vogliamo lanciare questa sfida". "L'1 dicembre le categorie della scuola e del pubblico impiego della Cisl fanno sciopero per il rinnovo del loro contratto, un obiettivo preciso, così è efficace". Invece "lo sciopero contro la crisi ho impressione sia strumento spuntato, vanno fatte altre cose".
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TITOLO: Editoria, avviso chiusura indagine per Verdini
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: La notifica della guardia di Finanza a proposito della bancarotta fraudolenta della Società Toscana di Edizioni
TESTO:Militari del nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di Finanza hanno notificato gli avvisi di chiusura indagine a diversi indagati, tra i quali Denis Verdini, per bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento della Società Toscana di Edizioni. I provvedimenti sono firmati dal pm di Firenze Luca Turco. Verdini è indagato in qualità di socio di maggioranza e amministratore di Fatto della Ste, società editrice del Giornale della Toscana. Con lui sono indagati anche l'on. Massimo Parisi, coordinatore regionale di Forza Italia in Toscana e componente del cda fino al 2008, Girolamo Strozzi Guicciardini, presidente del cda fino al 2012, Enrico Luca Biagiotti, anche lui nel cda, e Pierluigi Picerno, amministratore e poi liquidatore della società Ste dichiarata fallita nel febbraio scorso. Tra le accuse "atti di distrazione" di risorse che avrebbero provocato la bancarotta della società.  
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TITOLO: Sì al Jobs Act Si astengono 30 pd Berlusconi lancia Salvini premier
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: Senza bisogno di ricorrere al voto di fiducia il Jobs act passa alla Camera e adesso torna al Senato per il sì definitivo. Renzi ovviamente è soddisfatto ma. ..
TESTO:Senza bisogno di ricorrere al voto di fiducia il Jobs act passa alla Camera e adesso torna al Senato per il sì definitivo. Renzi ovviamente è soddisfatto ma deve scontare il no di oltre trenta parlamentari del Pd che non hanno votato, più Civati e un altro che hanno votato addirittura contro e altri due che si sono astenuti. Solo il dieci per cento del gruppo parlamentare commentano soddisfatti al quartier generale renziano, ma ancora una volta il segnale che viene dalla minoranza del partito è uno squillo di guerra. Che sommato al clamoroso boom di astensioni in Emilia domenica scorsa segnala un disagio di cui Renzi dovrà tenere conto. La guerra della minoranza si farà sentire al Senato per il sì definitivo al Jobs act, e sulla legge di stabilità. Ma soprattutto sull'Italicum che la minoranza contesta soprattutto per quanto riguarda le preferenze. Ma la riforma della legge elettorale corre non pochi rischi per un altro motivo, dopo le regionali di domenica. La catastrofe elettorale di Forza Italia scomparsa sia in Emilia che in Calabria ha fatto esplodere il partito e i rivoltosi chiedono a Berlusconi come prima cosa di rompere l'accordo con Renzi, il Patto del Nazareno che sta alla base dell'intesa sull'Italicum. Berlusconi non vuole rompere il Patto e deve correre ai ripari se vuole riprendere in mano il partito che è completamente fuori controllo. Oggi ha riunito la Direzione del suo partito nonostante che Fitto gli avesse chiesto di spostarla a domani. In realtà ha concesso di riprendere la discussione anche domani alla presenza di Fitto, capofila degli oppositori, ma intanto l'ex Cavaliere ha messo in chiaro alcuni punti a beneficio di chi lo contesta. Al netto del folklore ("sono un eroe e gli eroi non si contestano" e ancora "sarei il miglior presidente della Repubblica"), Berlusconi concede a Salvini, vero trionfatore a destra, il possibile ruolo di goleador ma a se stesso riserva quello del regista. Ma il patto con Renzi sull'Italicum non si tocca perché serve per avere voce in capitolo sull'elezione del capo dello Stato. Domani la replica di Fitto. Acque agitatissime anche in casa Cinquestelle. Grillo contestato, parlamentari vanno ai talk show. Divieto dei pasdaran. di GIANLUCA LUZI
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TITOLO: Raro delfino albino catturato in Giappone
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: La denuncia dell'associazione ambientalista Sea Shepherd che controlla la baia dove ogni anno vengono spinti e catturati centinaia di esemplari
TESTO:UN RARO esemplare di delfino di Risso albino è stato catturato durante il weekend da alcuni pescatori giapponesi nella piccola località di Taiji. Lo hanno denunciato gli ecologisti del gruppo Sea Shepherd. L'organizzazione per la difesa dei diritti degli animali sorveglia la baia di Taiji, nel sud ovest del Giappone, dove la campagna annuale di caccia al delfino si è aperta all'inizio di settembre. L'associazione ambientalista denuncia l'abbattimento dei delfini o la loro cattura per essere venduti agli acquari. Secondo Sea Shepherd, il delfino albino è stato spinto verso la baia dai pescatori prima di essere catturato vivo e già un altro delfino albino di Risso era stato catturato a Taiji circa dieci mesi fa: "È terribilmente triste vedere un altro delfino albino catturato dagli assassini di Taiji", ha dichiarato Karen Hagen, la portavoce dei volontari che sorvegliano la caccia. "Questi rari animali, unici e magnifici passeranno il resto dei loro giorni dentro piccoli acquari", ha aggiunto.   Secondo l'associazione, al momento i pescatori avrebbero abbattuto circa 170 delfini di Risso e la campagna di caccia durerà fino a febbraio. Gli oppositori a questa pratica hanno diffuso su internet le foto della baia isolata nella quale i pescatori spingono i delfini, una pratica messa in luce nel 2010 nel documentario The Cove, vincitore di un Oscar. I praticanti di questo tipo di caccia si giustificano dicendo che si tratta di una tradizione e sottolineano che gli animali presi di mira non fanno parte di specie minacciate, una posizione la loro appoggiata anche dal governo giapponese. I pescatori accusano gli occidentali di ipocrisia, non considerando il gran numero di mucche, maiali e pecore sacrificate per soddisfare l'appetito dei consumatori. Di contro, gli ambientalisti sostengono che non esiste domanda per la carne di delfino (che contiene mercurio in quantità elevata e quindi pericolosa) e non c'è quindi motivo per la loro uccisione. Il Giappone tuttavia si è dato delle restrizioni, accettando per ogni prefettura un numero limitato di catture delle sette diverse specie per le quali la caccia è autorizzata. Nel caso della provincia di Wakayama, in cui si trova Taiji, le quote per i pescatori locali sono di 134 lagenorinco acuto del Pacifico, 450 delfini blu e bianchi, 509 delfini dal naso a bottiglia, 400 di stenella attenuata e 261 delfini di Risso.
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TITOLO: Greenpeace: "Fermiamo la pesca eccessiva: danneggia i mari e i piccoli pescatori"
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: L'organizzazione ambientalista lancia l'allarme: "Si devono stabilire limiti e regole efficaci per garantire il recupero degli stock ittici al collasso"
TESTO:OLTRE VENTI Paesi di cinque continenti hanno lanciato un grido d'allarme contro i mega pescherecci responsabili della pesca eccessiva: sono una minaccia per i mari ma anche per i pescatori e le loro famiglie. Senza pesci non c'è futuro, hanno sottolineato migliaia di attivisti e cittadini in occasione della settimana d'azione di Greenpeace contro la pesca eccessiva. "Dai pescatori senegalesi che mostrano uno striscione con scritto 'La pesca eccessiva ci danneggia' a quelli delle Filippine, dall'iniziativa in strada in Australia a quella nel mare in Italia delle marinerie toscane di Talamone, Santo Stefano e Marina di Grosseto, testimoni del declino che sta colpendo il mare e la loro stessa professione", rende noto Greenpeace. Secondo l'associazione, "oggi oltre il 10% delle popolazioni mondiali dipende dalla pesca per il proprio sostentamento ma recenti studi scientifici hanno evidenziato che il 90% degli stock ittici mondiali è pienamente o eccessivamente sfruttato e serve pertanto stabilire dei limiti alla pesca e regole efficaci per garantire il recupero degli stock ittici ormai al collasso". Qualche settimana fa Greenpeace ha pubblicato il rapporto "Monster Boats, flagello dei mari" denunciando i venti mega pescherecci, che per dimensioni e metodi di pesca sono tra i più distruttivi della flotta europea che sfruttano eccessivamente le risorse marine, esportando la pesca eccessiva in tutti i mari e gli oceani del mondo. "Oltre al mare, ai fondali e alle risorse ittiche, questi mega pescherecci danneggiano anche i piccoli pescatori artigianali che utilizzano metodi di pesca sostenibili e rappresentano la stragrande maggioranza della flotta peschereccia europea", commenta Serena Maso, responsabile Campagna Mare di Greenpeace Italia. "Spetta ora ai decisori politici e ai ministri della pesca dell'Ue rispettare gli impegni presi e recentemente siglati dalla Riforma della Politica Comune della Pesca e garantire la fine della pesca eccessiva e il sostegno ai pescatori che hanno un basso impatto sull'ambiente".
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TITOLO: Devastazione e furti nella scuola occupata: «Adesso bocciamo tutti»
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: Rubati pc e lavagne elettroniche: 200 mila euro di danni. La proposta di Angela Cortese, consigliera regionale del Pd
TESTO:SCUOLA OCCUPATA - L? Istituto tecnico ieri era stato occupato dagli studenti del collettivo della scuola e la preside, Armida Filippelli, aveva avvertito la polizia, chiedendo lo sgombero. Gli agenti del Commissariato Vasto-Arenaccia stanno accertando se, durante, il raid notturno, nell? edificio fossero presenti gli studenti occupanti. LA PRESIDE - «Ieri mattina alle 7,30 sono entrati circa una ventina di ragazzi mascherati e con forza si sono fatti dare le chiavi della scuola e delle classi dai bidelli di turno. Dopo aver denunciato l? accaduto, in attesa che il comando della polizia desse il famoso? ok? per entrare e liberare la struttura, i vandali hanno saccheggiato e rubato tutti i pc e le lavagne elettroniche». La preside Filippelli, inoltre, puntualizza che con l? aiuto dei professori e delle famiglie degli studenti rimetteranno in ordine la scuola al più presto. «Avevo chiesto lo sgombero», dice la preside, «disastro annunciato». DANNI PER 200MILA EURO - Danni per circa 200 mila euro sono stati provocati nel corso della notte col raid nel Galiani. I vandali hanno risparmiato solo i laboratori protetti da porte blindate. L?ANNO SCORSO STUDENTE FERITO - La Filippelli aveva chiesto alle forze dell? ordine di sgomberare l? istituto segnalando il rischio di furti e danneggiamenti anche sulla base di un precedente risalente all? anno scorso, quando estranei si introdussero nella scuola ferendo anche uno studente. ARMATI DI MAZZE - Ieri mattina preside e docenti avevano trovato a scuola una decina di ragazzi con maschere di? Anonymous? o di Guy Fawkes sul volto, ma anche armati di mazze, che hanno minacciato i custodi. Subito dopo è scattata l? occupazione. ALLARME BLOCCATO - Alle 10.30 è scattato l? allarme nell? area dove si trova la cassaforte della scuola. E questo ha impedito che nel corso del raid notturno l? allarme scattasse nuovamente. IL BLITZ ALL? ALBA - Alcuni agenti della Digos si sono recati nella scuola, dove sono rimasti fino alle 2.30. Il furti ed i danneggiamenti sono avvenuti nelle ore successive. «Alle 7 - racconta la preside - abbiamo trovato la scuola deserta ed abbiamo constatato i furti e la devastazione. Hanno agito con una furia iconoclasta distruggendo quanto non potevano portare via». Danneggiati pure i distributori automatici di bevande e merendine, infranta perfino la vasca di un pesciolino rosso. Quanto ai responsabili, secondo la preside «c? è stata una saldatura tra occupazione ed assalto dei ladri vandali». Il Galiani, istituto all? avanguardia che forma operatori economici, turistici e di marketing, per ora resta chiuso. «Faremo ogni sforzo - dice la preside - per riprendere le lezioni e per dare un segnale. Siamo una realtà che funziona e questo dà fastidio». SINDACO: GRAVISSIMO - «È un fatto gravissimo. Sono inaccettabili gli episodi di violenza e saccheggio in città e nelle nostre scuole». Così il sindaco Luigi de Magistris commenta la vandalizzazione del Galiani avvenuta nella notte. «Si mettano subito in campo iniziative per sostenere la scuola che ha subito questo atto criminale». Dal sindaco, inoltre, è stato espresso l? auspicio che «gli autori di questo gesto si pentano immediatamente e chiedano scusa perché devastare una scuola significa distruggere la radici e il nostro punto di forza. Siamo di fronte a un atto inqualificabile». CORTESE: BOCCIAMOLI TUTTI - Per Angela Cortese, segretario della commissione regionale Scuola e già assessore pronviciale alla pubblica istruzione «servono soluzioni drastiche, bocciamoli tutti. Di fronte a scene come quelle del Galiani, devastato e saccheggiato, non possiamo più restare inermi», dice. «Se la comprensione e la tolleranza diventano permissivismo, questo è il risultato. Ecco perché - propone il consigliere regionale del Pd - servono soluzioni drastiche: o facciamo cominciare la scuola direttamente dopo le vacanze di Natale, oppure gli studenti delle scuole occupate e vandalizzate, che a gennaio come se niente fosse tornano puntualmente nelle aule riparate con i nostri soldi per paura di perdere l? anno, li bocciamo tutti. Per rompere la routine delle occupazioni e dei danneggiamenti c? è bisogno di un? assunzione di responsabilità collettiva».
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TITOLO:
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: È successo a bordo di un Airbus 320, con i passeggeri a fare foto. Il comandante non ha dato spiegazioni. Fonti aeronautiche: guasto radio
TESTO:COSA SUCCEDE IN ITALIA - La minaccia costituita da aerei di linea cosiddetti «renegade», richiede un dispositivo complesso che varia da paese a paese. In Italia, ad esempio, nel caso di un velivolo dirottato da un attentatore suicida, interverrebbero gli attuali caccia intercettori dell? Aeronautica Militare. Gli aerei di sorveglianza, normalmente provenienti dalle basi di Cervia, Grosseto, Grazzanise, e Trapani, si dovrebbero alzare in volo a coppie in cinque minuti. Intercettato l? intruso, si cerca in primo luogo un contatto radio, o comunque visivo, per intimargli di allontanarsi, di uscire dallo spazio aereo nazionale o dall? area di responsabilità degli intercettori. L?ordine di abbattimento di un eventuale aereo ostile, dovrebbe arrivare di norma dal Capo di Stato Maggiore dell? Aeronautica Militare, il quale si sarà preventivamente consultato con il primo ministro. L?aspetto più delicato di tutta l? operazione riguarda le regole di ingaggio dei bersagli, perché se da un lato i piloti preposti sono addestrati alla bisogna, dall? altro risulta difficile stabilire con esattezza tutta la catena di comando. BLACK OUT - Fonti informali aereonautiche fanno sapere che «c? è stato un problema di malfunzionamento delle comunicazioni radio, durato tra i 20 secondi e un minuto». Tale black out, risoltosi rapidamente, sarebbe però bastato a far sì che i due caccia tedeschi si avvicinassero per chiedere l? identificazione del velivolo civile e lo scortassero per circa venti minuti. IL PORTAVOCE DELL? AERONAUTICA TEDESCA - I due caccia tedeschi - spiega in serata all? Ansa un portavoce dell? aeronautica militare tedesca - erano stati allertati in seguito a un errore di trasmissione del codice di radiofrequenza da parte del pilota. Fonti del ministero della Difesa tedesco hanno ricordato che l? intervento degli Eurofighter, nei casi in cui si verifichi «qualche irregolarità» di volo, a tutela della sicurezza degli aerei civili, è una procedura ordinaria, cui fanno ricorso tutti i paesi Nato, anche l? Italia.
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DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: Bruna Belletti aveva 80 anni, è stata freddata con un colpo di pistola. Il marito possedeva 6 armi regolarmente denunciate. È stato lui a chiamare la polizia
TESTO:IL CASO Uccisa un? anziana di 80 anni: le avrebbe sparato il marito |Foto Bruna Belletti è stata freddata con un colpo di pistola A scatenare la follia del consorte una lite in cucina BOLOGNA - Ha ucciso la moglie sparandole almeno un colpo di pistola, all? apice di una discussione nella cucina dell? appartamento dove la coppia viveva, in periferia di Bologna, via San Donato. Il sospettato dell? omicidio è Luciano Zironi, 79 anni, la stessa età della moglie, Bruna Belletti. I due hanno una figlia ed erano sposati da 60 anni. Non sembrano esserci dubbi sulla dinamica del delitto. Sul posto gli agenti delle Volanti della Questura. L?uomo, che possedeva sei pistole, tutte regolarmente denunciate, è stato arrestato.
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TITOLO: Quattro preti di strada in tv per commentare il Vangelo. Don Albanesi: "Il vento è cambiato, speriamo che duri"
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: Anche in Rai il nuovo corso di Papa Francesco. Lo spazio televisivo della domenica sarà affidato a sacerdoti impegnati nel sociale: don Ciotti, don. ..<br clear='all'/>
TESTO:"UN CONTO è essere in cammino verso la perfezione, un altro è imporre la perfezione". Don Vinicio Albanesi è uno dei quattro sacerdoti che la Conferenza episcopale italiana ha scelto per commentare il Vangelo ogni settimana su Rai Uno, nella storica trasmissione "A sua immagine". È il nuovo corso che vede protagonisti quelli che erano etichettati "preti di strada" fino a poco tempo fa, fino all'avvento di papa Francesco. Insieme a don Albanesi ci saranno infatti don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e di Gruppo Abele, don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano protagonista delle denunce sulla "terra dei fuochi" e don Gino Rigoldi, il cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano. Dal 29 novembre si alterneranno nella rubrica del sabato che finora era curata da padre Ermes Ronchi, studioso di scienze religiose e antropologiche e commentatore anche per Avvenire. "Siamo stati disprezzati per decenni, ora il vento è proprio cambiato e speriamo che duri, perché se torna il vento del deserto che brucia tutto, sarà di nuovo dura", dice a Repubblica. it con un sorriso don Albanesi, che ha 71 anni e dal 1994 è presidente della comunità di riabilitazione di Capodarco. E svela che dopo 47 anni di sacerdozio, molti dei quali spesi al servizio dei disabili e degli emarginati, per la prima volta ha ricevuto una telefonata dai vertici della Chiesa italiana. Il segretario della Cei Nunzio Galantino ha spiegato in una conferenza stampa che "si vuole tradurre in fatti e immagini ciò che Papa Francesco ci chiede senza sosta: quello di essere chiese in uscita e allora anche televisione in uscita". Una svolta testimoniata anche da don Luigi Ciotti, che racconta: "Nel passato sono stato invitato una volta in trasmissione: hanno protestato perché parlavo troppo di terra e poco di cielo e non mi hanno chiamato più". Per lui, in realtà, il segnale del cambiamento era arrivato già il 21 marzo, quando Bergoglio ha scelto di partecipare alla veglia organizzata da Libera per ricordare le vittime innocenti delle mafie. Il Papa e il sacerdote erano entrati nella chiesa di San Gregorio VII a Roma tenendosi per mano: "C'è una parte di Chiesa  che per lungo tempo è stata etichettata, isolata: non siamo preti antimafia o di strada, siamo solo preti", aveva commentato don Ciotti. Ora anche don Albanesi rilancia: "Si nota un passaggio verso i preti che occupano spazi nel grande mondo della marginalità, un'attenzione per le frontiere". E questo, spiega, permette di dare una chiave di lettura molto diversa al messaggio evangelico. La stessa che, anticipa, metterà lui nel commentare le sacre scritture su Rai Uno: "Ho notato, rileggendo bene il Vangelo, che Cristo dava messaggi morali, ma si preoccupava anche di guarire i malati: sono 27 i miracoli nei testi sinottici. Questo Cristo, insomma, voleva il benessere sia fisico che spirituale, ma nel tempo questa dimensione è stata scissa". Secondo don Albanesi, "la Chiesa si è concentrata sul culto e sui sacramenti senza coniugare in parallelo la carità, lasciata agli addetti ai lavori". La spiritualità, insomma, "ha tralasciato la dimensione umana: il dolore, la morte, la povertà, la sofferenza". E invece il commento al Vangelo che il presidente di Capodarco presenterà in tv nasce pensando a chi gli racconta della pensione che non arriva, del lavoro che non c'è, della disabilità da affrontare. "Nulla di nuovo  -  dice  -  se si pensa che il parroco classico di una volta, quando c'era la povertà vera, era quello che si occupava della sua gente. Ora, invece, noi eravamo considerati preti speciali solo perché predichiamo che la pace interiore è anche pace materiale e questo ci porta a un approccio diverso, che non distingue regolari o irregolari, praticanti o no. Vuoi bene a tutti perché capisci le cose di cui hanno bisogno". Lo stesso approccio che si è suggerito durante il recente sinodo dedicato alla famiglia. Don Albanesi lo legge così: "Finora si è tenuto conto degli aspetti dottrinali: dal cielo arriva la verità e la si va ad applicare alle persone. Invece se si parte dalle persone hai delle situazioni concrete che poi confronti sempre con la verità, certo, ma è un processo molto diverso".
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TITOLO: Eternit, Renzi ai parenti delle vittime: "Lo Stato sarà parte civile nel processo per omicidio"
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: Il premier ha annunciato la decisione al sindaco di Casale e alla delegazione. E si impegna sulla prescrizione. Romana Blasotti, 85 anni, cinque parenti uccisi. ..<br clear='all'/>
TESTO:Se ci sarà il processo per omicidio contro il magnate svizzero Stephan Schmidheiny lo Stato si costituirà parte civile. Almeno questa è l'intenzione espressa dal premier Matteo Renzi al sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti, e ai rappresentanti delle associazioni delle vittime che sono state ricevute a Palazzo Chigi dopo la sentenza shock della Cassazione che ha annullato per prescrizione la condanna dell'imprenditore elvetico dell'amianto. "Da quando sono a Palazzo Chigi ho dato mandato che se c'è un'ipotesi di danno ci si costituisca parte civile sempre, questa è la mia impostazione da sindaco", avrebbe detto Renzi. Il premier ha chiesto ai familiari e ai sindaci, oltre a Casale erano presenti i primi cittadini di Cavagnolo, in provincia di Torino, e di Bagnoli, di mettere giù per iscritto i problemi e le questioni da risolvere. Il tutto insieme ai parlamentari presenti.  
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TITOLO: Commissione Ue dà via libera a legge di Stabilità
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: Decisione oggi a Strasburgo, ma sarà formalizzata venerdì. Sì all'Italia senza problemi, mentre la manovra francese sarebbe stata a lungo discussa. Prevista. ..
TESTO:STRASBURGO - La Commissione europea ha approvato la bozza di bilancio 2015 presentata dall'Italia e dagli altri Paesi dell'area euro. Secondo quanto si apprende, nel collegio dei commissari Ue, riunitosi oggi a Strasburgo, vi sono state discussioni sulla bozza francese, mentre la Legge di Stabilità italiana sarebbe passata senza problemi, anche per la trasparenza garantita dall'ultima lettera di chiarimenti inviata all'esecutivo Ue dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. In ogni caso per entrambi i Paesi, e per il Belgio, ci sarà una valutazione a marzo sulle riforme approvate e attuate. La Commissione non ha ancora adottato formalmente la decisione sulle bozze di bilancio, che sarà formalizzata venerdì prossimo con procedura scritta. Il via libera era stato anticipato già sabato dal collegio dei capi di gabinetto: quello di oggi è quindi il primo via libera politico alla manovra. L'esame delle finanziarie dell'Eurozona si è concluso rapidamente nel corso della riunione di Strasburgo. Oltre al 'rinvio a marzo' per Francia. Italia e Belgio, osservazioni vengono fatte altri quattro paesi. Inoltre, a quanto si apprende, Germania e Olanda vengono sollecitate per gli investimenti.  
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TITOLO: Il patto del Nazareno ora rischia di saltare Renzi: "Avanti anche soli alla palude dico no"
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: Dopo le elezioni regionali Berlusconi non garantisce la tenuta. Contatti con il premier. Ritorna l'ipotesi del voto anticipato
TESTO:ROMA - "Io mi sono stancato di trattare. Di farlo con tutti. Così diventa una palude". Ci può essere già una prima vittima, al momento invisibile e non dichiarata ufficialmente, di questo terremoto elettorale che ha avuto il suo epicentro in Emilia Romagna. È il patto del Nazareno. L'accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi sulle riforme. Sull'Italicum e sull'abolizione del Senato. Nessuno lo dice apertamente, ma le sue fondamenta rischiano di sbriciolarsi. La sostanziale implosione di Forza Italia sta infatti mettendo all'angolo la sostanza e la tempistica di quell'accordo. L'ANALISI Quando l'elettore non fa atti di fede di ILVO DIAMANTI La disaffezione mostrata dalla tradizionale base del consenso Pd non aiuta certo a puntellare un edificio che già scricchiolava. Aprendo così uno scenario che in questa fase sembrava accantonato: le elezioni anticipate. Il premier lo ha capito e ha iniziato a adottare le precauzioni del caso. Lo ha fatto nel volo che lo riportava da Vienna e poi dal suo studio a Palazzo Chigi. Inviando allo stato maggiore forzista una serie di messaggi piuttosto netti: "Avanti con voi o senza di voi. Di certo non accetto la palude". Ha parlato con Denis Verdini e con Gianni Letta. Li ha quasi minacciati: "Noi andiamo avanti anche senza di voi, non stiamo dietro alle fobie di Brunetta. La riforma elettorale sta in piedi anche senza di voi". Ma il punto è proprio questo. È che la potenziale palude non può più essere prosciugata dal Cavaliere. Forza Italia ha più che dimezzato i voti in Emilia Romagna e anche in Calabria. Soprattutto nella regione rossa è stata doppiata dalla Lega di Salvini. Il Carroccio si sta trasformando nel "motore" del centrodestra e tra i forzisti è scattato il panico. Il partito è "balcanizzato". Si è formata una corrente maggioritaria che punta esplicitamente a cancellare la leadership dell'ex premier. I gruppi parlamentari stanno assumendo sempre più una struttura "anarchica": tutti vanno in ordine sparso. Berlusconi e i suoi luogotenenti non sono allora in grado di fornire alcuna garanzia sulle prossime scadenze parlamentari. Tanto da dover riformulare a Palazzo Chigi la richiesta già avanzata due settimane fa: "Serve un po' di tempo". Oggi riuniscono l'ufficio di presidenza di Forza Italia per provare a correre ai ripari. Ma tutto appare più friabile. Del resto è proprio la dote del "tempo" che il presidente del consiglio a questo punto ha esaurito. Renzi rivendica il risultato di questa tornata amministrativa. Parla di due a zero, di vittoria. Ma sa che sotto il velo del successo da parte dei "suoi" governatori, si è accumulata una "polvere politica" difficile da spazzare. Anche il Pd ha perso nel giro di sei mesi oltre il 50% dei voti in termini assoluti andando ad ingrossare le file dell'astensionismo. Il capo del governo tutto può fare tranne che concedere un'altra dilazione. Anzi, deve serrare. Presentare ai suoi militanti un saldo concreto anche in vista - come minimo - della successiva tornata amministrativa: quella primaverile con ben sette regioni. "La legge elettorale subito". Berlusconi, in realtà, vorrebbe rispettare il patto. È combattuto tra il "cerchio magico" e gli amici di sempre come Letta, Confalonieri e Doris. Il Cavaliere, però, non è più il "sole che illumina " come si definiva lui stesso. È una stella cadente cui pochi nei suoi gruppi parlamentari credono ancora. Anzi, quasi tutti gli rimproverano l'"appiattimento " sul governo a guida Pd. Insomma, un vero e proprio corto circuito che sta minando le basi di questa legisla- tura già nata zoppa. Nel suo ufficio a Palazzo Chigi il segretario democratico ha iniziato a mettere in campo le contromisure. Vuole il sì all'Italicum entro dicembre o al massimo a gennaio. Teme più di ogni altra cosa il pericolo di subire la metamorfosi della lumaca: movimenti lenti nel terreno melmoso delle estenuanti e infinite negoziazioni. Ma senza i forzisti con chi può accelerare il passo? Nel pallottoliere del presidenza del consiglio già vengono associati alla maggioranza governativa una ventina tra ex grillini e grillini in via d'uscita. Anche la Lega di Salvini? "No, sarebbe un errore tattico rincorrerlo adesso. La legge elettorale funziona, loro devono decidere cosa fare. Noi andiamo dritto. Il Pd non è mai stato così forte e governiamo ovunque". Eppure il quadro è meno limpido di quanto lo voglia descrivere il premier. Perché i voti in Parlamento dei berlusconiani non sono così facilmente sostituibili sulle riforme. E la probabile prossima elezione del presidente della Repubblica offre a tutti i suoi avversari una formidabile arma di ricatto. Anche dentro il suo partito, dove il fronte della minoranza bersaniana ha ripreso fiato proprio dopo il "caso" Emilia. "Le elezioni - ripete però Renzi - servono a indicare chi governa e non solo per contare quanti votano". E rispondendo proprio a Pierluigi Bersani ha un moto di stizza: "Di fronte a qualche Solone del giorno dopo che solleva il tema dell'affluenza alle urne in maniera strumentale, è il caso di ricordare che da febbraio a oggi il Pd ha riportato a casa quattro regioni. Non possiamo aspettare l'analisi del voto interessata di quelli che non hanno mai vinto". In questi giorni, però, l'esecutivo dovrà affrontare un altro test: il Jobs act. "Alla fine - osserva però il capo del governo su oltre trecento deputati oggi (ieri ndr. ) hanno votato contro l'abolizione dell'articolo 18 solo in 17". Come a dire che il fronte interno non è così preoccupante. Ma lo diventerà quando si voterà a scrutinio segreto sul successore di Napolitano. E allora una legislatura tenuta in vita dall'ossigeno del patto sulle riforme, potrebbe improvvisamente rimanere senza fiato e precipitare nelle urne. Non è un caso che il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, ieri dicesse con una punta di malcelata soddisfazione: "Per noi Salvini è l'avversario ideale. Se lui è contento, lo siamo anche noi. E se domani ci fossero le elezioni politiche, ci basterebbe un'affluenza del 75% per arrivare al 50% dei seggi". E non può essere una semplice coincidenza che nei giorni scorsi il ministro delle riforme, Maria Elena Boschi, dicesse senza troppi giri di parole che si può tornare al voto "con due sistemi diversi": l'Italicum alla Camera e il Consultellum al Senato. Anche dopo questo novembre è difficile mettere ancora in calendario il via libera alle riforme costituzionali: senza il sì dei forzisti, nessuno può pensare di condurre in porto l'abolizione di palazzo Madama. E le chance che tutto rotoli verso le elezioni anticipate stanno progressivamente aumentando. Con un grande ostacolo di mezzo però: le dimissioni di Napolitano e la scelta del nuovo capo dello Stato.
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TITOLO: Rizzetto va in tv, scomunicato via blog. E dopo il flop elettorale è contestazione nel M5s
DATA: 2014-11-25
OCCHIELLO: Il deputato a Omnibus invita a: "parlare e fare autocritica". Un post lo gela: "Non rappresenta la posizione M5s". Ma la base lo difende come altri colleghi, da. ..
TESTO:ROMA - Lo si voglia edulcorare chiamandolo dibattito interno, magari riflessione, o ci si spinga fino a parlare di resa dei conti e rivolta, è un fatto che nel Movimento Cinque Stelle strategia e leadership sono, per la prima volta, messi seriamente in discussione dopo il risultato deludente delle regionali in Emilia Romagna e Calabria. L'epicentro della tempesta in queste ore è lo scambio polemico in corso tra il deputato Walter Rizzetto e il leader Beppe Grillo. Ma è in gran parte del movimento che si parla ormai apertamente di errori, strategie fallimentari e leadership da sovvertire. La giornata si apre con Rizzetto che a Omnibus, su La7, apre il fronte: "Per analizzare il voto in Emilia Romagna e Calabria che non ci soddisfa serve parlare e stare intorno a un tavolo per far capire quello che ha funzionato, ma anche quello che non ha funzionato in un anno e mezzo di esperienza parlamentare. Se parte dell'elettorato ci ha abbandonato bisogna fare autocritica non violenta per apportare dei miglioramenti. Dobbiamo parlare. L'elettorato deve sapere che quando il M5S va in tv a parlare di temi che sono nostri cavalli di battaglia non deve avere nulla da temere nei confronti di altri competitor".   TENSIONE ANCHE IN EMILIA Sarti: "Così non si va avanti" Si dovrebbe parlare. Invece Grillo scrive. O meglio, sul suo blog qualcuno digita parole di scomunica per Rizzetto. "Il M5s non ritorna nei talk show", quindi la partecipazione del deputato a Omnibus "è stata a titolo del tutto personale, Rizzetto non rappresenta la posizione del M5S, né qualcuno gli ha dato questa responsabilità. Libero di dire la sua opinione e di partecipare ai talk, ma non a nome del M5S". Dopo aver definito "troppa grazia" il "post a me dedicato", Rizzetto preannuncia la replica sul "mio, umile, blog". Che arriva a stretto giro. "Caro Beppe Grillo - scrive il deputato -, vorrei capire innanzitutto chi scrive i post sul blog e come mai non si firma, quasi mai. Dai feedback ricevuti mi pare evidente che il problema ora sia più tuo che mio. Fare sana autocritica è sintomo di maturità - prosegue -, non solo politica e non sono l'unico a pensarlo. Se ritieni che 'Rizzetto parla a nome suo e non rappresenta il movimento' è altrettanto evidente che io e te abbiamo un problema (#huston ndr) ". E ancora: "Non ho detto nulla di sconveniente e non in linea con il M5S, anzi. Se uno vale uno, ciò lo è anche nell'esprimere le opinioni". E "non chiedo il permesso ai tuoi cortigiani per parlare del lavoro che stiamo facendo e comunicarlo a più gente possibile. Il dato elettorale dovrebbe far riflettere te, in primis". Quindi, conclude: "#iononmollo e tu? ". Se in altre occasioni la base aveva utilizzato la rete tanto cara ai guru del M5s per mettere all'angolo le voci stonate del coro, questa volta i militanti si schierano con Rizzetto. Con la deputata Gessica Rostellato che promuove su Twitter un hashtag dedicato: #siamotutticonrizzetto. A cui in tanti si accodano esaltando "Rizzetto che ci ha messo la faccia" e attaccando il vigliacco anonimato di chi ha scritto quel post. Perché "questi diktat anonimi sono la morte del m5s". Altri invitano a essere pragmatici: "Mentre voi vi crogiolate in queste scemenze la gente è incazzata nera o addirittura si ammazza. E poi vi meravigliate che i voti siano scomparsi". Anche il deputato Mimmo Pisano sta con Rizzetto: "Sono stanco di questi autogol del blog. Walter è stato bravissimo, serio e convincente. La gente deve conoscerci tutti. Chi se non noi rappresentano il M5S? ". La deputata bolognese Mara Mucci: "Confesso. Anche io stamattina ero in tv. .. come da richiesta di centinaia di cittadini in queste ore di post voto". Con il passare delle ore altri colleghi scendono in campo. Il deputato Tancredi Turco, esponente dell'ala critica: "Trovo incomprensibile il post, Rizzetto è un deputato del M5S e lo rappresenta egregiamente. Tra l'altro, ha detto cose totalmente condivisibili. Il fatto se andare o non andare in tv deve essere una decisione presa con una consultazione sul blog, in modo da dare a tutti gli attivisti la possibilità di esprimersi". La collega Eleonora Bechis aggiunge: "Ancora una volta ci si rinchiude nel blog invece di ascoltare #siamotuttirizzetto". Il deputato Sebastiano Barbanti: "Cosa ne pensate? È giusto rinchiuderci ancora una volta nel blog oppure ascoltare? ". Dalla Camera al Senato, ecco Serenella Fucksia prendere di petto su Facebook non solo lo staff - Ilaria Loquenzi, ufficio stampa M5S alla Camera, Rocco Casalino responsabile della comunicazione -, ma anche quei "cerchi magici stellari, quelli autorevolissimi che contano e fanno tendenza, che percepirono le elezioni europee scorse come una sconfitta, ma oggi a commento dei ben peggiori risultati ottenuti a livello regionale, fanno negazionismo".   Rizzetto, dunque, non è solo. E, dopo il negazionismo, c'è chi accusa Grillo di strumentale revisionismo. Ovvero, di aver infilato sul blog proprio ieri, nel day after elettorale, un'intervista allo storico Arrigo Petacco. Che sostiene la tesi di un Mussolini non responsabile dell'assassinio di Giacomo Matteotti. Una "trovata assolutoria" duramente contestata in una nota da Ernesto Nassi, presidente dell'Anpi Provinciale di Roma. Che invita "gli esponenti del Movimento 5 Stelle a non ricadere in strumentalizzazioni che, certamente non li onorano. Li invito invece a leggere gli interventi alla Camera di Giacomo Matteotti per capire come svolse il suo impegno in nome degli italiani, pagandolo con la vita".
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TITOLO: Regionali, affluenza crollata al 40%. Lo spoglio: centrosinistra avanti
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: I risultati in tempo reale. Voto all'ombra dell'astensione sia in E. R. che in Calabria. Inizia lo spoglio, dati molto parziali vedono in testa Bonaccini e. ..
TESTO:Il crollo dell'affluenza. Come detto, la flessione dell'affluenza ha toccato livelli mai visti. Soprattutto in Emilia Romagna il dato è clamoroso: 37,7% contro il 68,1 delle elezioni precedenti. Trenta punti percentuali in meno. In Calabria è andata un po' meglio, ma solo perché si partiva da un dato più basso: hanno votato il 43,8% degli aventi diritto, contro il 59 del 2010. Il calo è poco più del 15%, ma il dato è comunque lontano dal 50%: hanno votato meno di un elettore su due. Il rischio 'disaffezione', l'incubo astensione, il non-voto come voto. Si è avverato tutto. Le elezioni regionali di oggi interessavano due territori lontani e diversi tra loro: l'Emilia Romagna e la Calabria. In entrambi i casi, però, i cittadini sono stati chiamati a tornare alle urne con una tempistica anticipata rispetto alla scadenza naturale dei mandati per lo scioglimento della giunta.
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TITOLO: Arriva la balistica digitale: una nuova tecnica per scoprire gli autori di foto e video incriminati
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: Programma realizzato dal team italiano di ricercatori e poliziotti. "Ogni immagine identificata dall'impulso dell'apparecchio"<br clear='all'/>
TESTO:L'ultimo diaframma del forensics, la scienza applicata alla ricerca della prova nel processo penale, è caduto. Anche le foto e i video digitali hanno un'impronta, che li rende riconoscibili e unici da ogni altro fotogramma. E quell'impronta può essere ora associata, "oltre ogni ragionevole dubbio", alla macchina fotografica o allo camera dello smartphone che quell'immagine ha scattato o ripreso. Una foto o un footage e una macchina. Una traccia che li lega indissolubilmente. Unica al mondo tra gli "n" apparecchi prodotti e le "n" immagini che catturano (solo nel 2013, è stato venduto 1 miliardo e 100 milioni di macchine fotografiche e sono state caricate 250 miliardi di foto su Facebook). Esattamente come un proiettile esploso da un'arma. Come la traccia lasciata su una superficie da un polpastrello. Come un frammento di Dna nella traccia biologica. Roba da stropicciarsi gli occhi. Che  -  per dire della ricaduta immediata e più significativa  -  cambierà per sempre la caccia a un crimine globale come la pedo-pornografia, dove la fotografia, i video, sono corpi del reato. Ma che ha potenzialità altrettanto facilmente immaginabili nell'intelligence e nelle attività anti-terrorismo, dove, tirare il filo di che cosa è stato scattato o filmato consentirà di arrivare a chi ha pigiato l'otturatore. Ci lavoravano da oltre un lustro i laboratori della National Security Agency statunitense, a partire dall'intuizione e dal lavoro di ricerca un professore del Politecnico di New York, l'egiziano Nasir Memon e della professoressa americana J. Fridrick. Ne è venuto a capo un team italiano di ricerca che, "a costo zero" (tolte qualche decina di migliaia di euro per acquistare set di macchine fotografiche reflex e compatte) ha messo insieme le teste e le intuizioni del Dipartimento di Informatica dell'Università di Salerno, dell'Università di Roma e della Seconda Divisione della Polizia postale. L'ARTICOLO INTEGRALE SU REPUBBLICA IN EDICOLA O SU REPUBBLICA+  
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TITOLO: «Ucciso perché contro il Brasiliano» Pista nel giallo del sindaco pescatore
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: Il boss Damiani ora è accusato dell’omicidio. Ma lui nega: mai conosciuto Vassallo
TESTO:NAPOLI Quando, nell? ottobre del 2011, all? aeroporto di Bogotá fu arrestato il ventottenne Bruno Humberto Damiani, ricercato dalla giustizia italiana per traffico di droga, l?allora procuratore di Salerno Franco Roberti (oggi al vertice della Direzione nazionale antimafia) disse di non escludere che quell? arresto potesse servire anche per arrivare all? assassino o agli assassini del sindaco di Pollica Angelo Vassallo, ucciso la sera del 5 settembre 2010. «La causale della droga in quest? omicidio rimane in piedi in tutta la sua consistenza», spiegò il magistrato. Oggi, a tre anni dall? arresto di Damiani e a quattro dall? omicidio di Vassallo, chi sparò quei nove colpi di pistola contro il sindaco pescatore non ha ancora un volto, ma il nome di Damiani ora è ufficialmente iscritto nel registro degli indagati con l? accusa di concorso in omicidio. Il nuovo procuratore di Salerno Corrado Lembo è riuscito finalmente, nonostante la scarsa collaborazione delle autorità colombiane, a portare a termine le procedure per la rogatoria internazionale, e così la sua sostituta Rosa Volpe è potuta andare a Bogotá ad interrogare, per cinque ore, Damiani, che è di Salerno ma ha origini brasiliane e la doppia cittadinanza. A quanto se ne sa ha respinto l? accusa di aver ucciso il sindaco, negando anche di averlo mai conosciuto e di avere avuto con lui uno scontro pochi giorni prima dell? omicidio, come invece emerse dalle indagini. Ma cinque ore di interrogatorio sono troppe soltanto per respingere le contestazioni: non si può escludere, quindi, che elementi importanti per le indagini ne siano stati raccolti comunque, anche se Damiani ha ripetutamente detto: «Non sono stato io», forte anche dell? esame stube al quale fu sottoposto con esisto negativo all? indomani dell? agguato. In ogni caso dubbi che la pista che porta agli assassini di Angelo Vassallo sia quella della droga, gli inquirenti non ne hanno più. L?accusa di omicidio premeditato nei confronti del «brasiliano» fa anche escludere che sia ancora in piedi l? ipotesi del delitto d? impeto, che pure fu fatta all? inizio, della lite sfociata in tragedia. In questi quattro anni le indagini del Ros dei carabinieri non si sono mai fermate, e ormai solo lo scenario che ha come sfondo la droga è rimasto credibile. Condivide anche il fratello del sindaco ucciso, Dario Vassallo: «Sono convinto che la droga abbia un ruolo importantissimo in tutta questa vicenda. E non parlo di piccoli quantitativi». Non solo lo spaccio nelle discoteche di Acciaroli, la frazione marina di Pollica, dunque, contro il quale Vassallo si espose notevolmente andando ad affrontare personalmente quelli che riteneva fossero i pusher. Anche il presunto litigio con Damiano rientra in questi scontri. Ma il «brasiliano» non è ritenuto un semplice gestore di una piazza di spaccio estiva, e lo dimostrerebbero anche i frequenti contatti che aveva con le bande di Secondigliano, l?ultimo dei quali sarebbe avvenuto quattro giorni prima dell? omicidio. E poi ci sono due particolari che aumentano il peso dei sospetti e di cui le indagini sembrano volere conto: la sua partenza per il Brasile due giorni dopo quel 5 settembre e le rivelazioni di un pentito che sostiene di sapere che un parente di Damiani era frequentatore di ambienti legati alla camorra salernitana; questi affermava, vantandosene, che a uccidere il sindaco Vassallo era stato proprio Bruno Humberto.
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TITOLO: Arriva la balistica digitale: una nuova tecnica per scoprire gli autori di foto e video incriminati
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: Programma realizzato dal team italiano di ricercatori e poliziotti. "Ogni immagine identificata dall'impulso dell'apparecchio"<br clear='all'/>
TESTO:L'ultimo diaframma del forensics, la scienza applicata alla ricerca della prova nel processo penale, è caduto. Anche le foto e i video digitali hanno un'impronta, che li rende riconoscibili e unici da ogni altro fotogramma. E quell'impronta può essere ora associata, "oltre ogni ragionevole dubbio", alla macchina fotografica o allo camera dello smartphone che quell'immagine ha scattato o ripreso. Una foto o un footage e una macchina. Una traccia che li lega indissolubilmente. Unica al mondo tra gli "n" apparecchi prodotti e le "n" immagini che catturano (solo nel 2013, è stato venduto 1 miliardo e 100 milioni di macchine fotografiche e sono state caricate 250 miliardi di foto su Facebook). Esattamente come un proiettile esploso da un'arma. Come la traccia lasciata su una superficie da un polpastrello. Come un frammento di Dna nella traccia biologica. Roba da stropicciarsi gli occhi. Che  -  per dire della ricaduta immediata e più significativa  -  cambierà per sempre la caccia a un crimine globale come la pedo-pornografia, dove la fotografia, i video, sono corpi del reato. Ma che ha potenzialità altrettanto facilmente immaginabili nell'intelligence e nelle attività anti-terrorismo, dove, tirare il filo di che cosa è stato scattato o filmato consentirà di arrivare a chi ha pigiato l'otturatore. Ci lavoravano da oltre un lustro i laboratori della National Security Agency statunitense, a partire dall'intuizione e dal lavoro di ricerca un professore del Politecnico di New York, l'egiziano Nasir Memon e della professoressa americana J. Fridrick. Ne è venuto a capo un team italiano di ricerca che, "a costo zero" (tolte qualche decina di migliaia di euro per acquistare set di macchine fotografiche reflex e compatte) ha messo insieme le teste e le intuizioni del Dipartimento di Informatica dell'Università di Salerno, dell'Università di Roma e della Seconda Divisione della Polizia postale. E bisogna dunque vederli ora, "sbirri" e ingegneri, uomini e donne, seduti intorno a un tavolo circolare della scuola superiore di Pubblica sicurezza, sorridere di tutto il legittimo orgoglio "meridionale" di chi potrà dire che dalla Piana del Sele non arrivano solo le "mozzarelle di bufala più buone del mondo". È un "meridionale" anche Carlo Solimene, direttore della seconda divisione della Polizia Postale e ricorda l'incipit di questa avventura visionaria con la semplicità di chi, sei anni fa, quando tutto è cominciato, decise di partire da una serie di domande impossibili: "Ci riusciamo a fare della "balistica digitale"? Insomma, se ho una foto, riusciamo a sapere con certezza quale macchina l'ha scattata? O, almeno, se ho 100 foto, riesco a sapere quante di quelle foto sono state scattate dalla stessa macchina? ". Giuseppe Cattaneo, professore del Dipartimento di informatica dell'Università di Salerno, la racconta così: "Bisogna partire da una premessa. L'americana Fridrick era riuscita a stabilire che il sensore ottico di ogni macchina fotografica digitale produce il suo "rumore". Unico e caratteristico, anche tra macchine di identico modello e marca. Il "rumore" è un impulso prodotto dal sensore a causa della disomogeneità dei wafer di silicio utilizzati al momento della costruzione del chip. E a causa di questa disomogeneità, i pixel investiti dalla stessa luce producono segnali elettrici leggermente diversi. Due foto di un identico soggetto scattate da due macchine fotografiche nello stesso istante e dunque nelle stesse condizioni anche di prospettiva che pure all'occhio umano appaiono identiche, in realtà sono diverse. Perché le imperfezioni dei pixel avranno reagito in modo diverso alla luce. Bene. Noi siamo partiti da qui. Avevamo bisogno di un filtro che portasse in evidenza nell'immagine le imperfezioni dei pixel e di un algoritmo e di un software che consentisse di trasformare tutto questo in una tecnica da applicare a grandi numeri di immagini e dunque di dare risposta alla domanda chiave. Date "n" foto e "n" macchine fotografiche come associare le une alle altre? ". Già, "l'algoritmo". .. Cattaneo indica Gianluca Roscigno, 27 anni, phd di informatica all'Università di Salerno e una faccia da Henry Potter. E con lui, il professor Alfredo De Santis e il ricercatore Aniello Castiglione, gli altri maverick del progetto. È un fatto che, nell'estate del 2009, la ricerca parta con il nome di battesimo di "CHI" (Camera Hardware Identification). Nei laboratori della polizia postale vedono la luce tra diverse versioni del software e altrettanti test di laboratorio. 45 fotocamere, talvolta di identica marca e modello, fissano in contesti asettici, stagni rispetto alla presenza dell'uomo o di ogni altro possibile agente di disturbo, 4.584 immagini. Con un risultato: circa 3 immagini su 4 vengono correttamente associate alla specifica fotocamera che le ha scattate. Il 72,6% del campione. Dove lo scarto è dato soltanto da eventuali importanti manipolazioni della foto rispetto all'originale. Perché queste consentono di rendere difficile estrarre l'impronta. Il progetto è stato presentato in questi giorni dal nostro Paese all'Unione europea con la richiesta di un finanziamento di 700 mila euro che ne consenta l'implementazione e la diffusione oggi in Italia e da domani su una scala "che  -  chiosa Solimene  -  può diventare decisiva quanto più non sarà soltanto di un singolo Paese, ma metterà insieme database fotografici e database delle macchine fotografiche sequestrate in uno spazio geografico importante dalle diverse polizie europee o addirittura di altri continenti. Esattamente come avviene oggi per i database con la raccolta delle impronte digitali dei pregiudicati o nella balistica del piombo, anche in quella digitale più saranno le foto e le macchine da associare, più l'arma che ora abbiamo diventerà cruciale".
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TITOLO: Regionali al centrosinistra: eletti Bonaccini in Emilia-Romagna e Oliverio in Calabria. Ma trionfa l'astensione
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: Voto all'insegna del non-voto: alle urne il 37% in  E. R. e il 44% in Calabria, con le coalizioni guidate dal Pd che ottengono la guida della regione. Renzi: ...
TESTO:In Calabria lo spoglio è andato a rilento, ma non c'è mai stato dubbio sul risultato finale: Mario Oliverio è stato eletto presidente con oltre il 60% delle preferenze (ma alla lista Pd va solo il 24% dei voti, con quasi il 13% che va alla lista con il nome del presidente). Il centrodestra, che si presentava diviso, si è diviso i voti: Wanda Ferro (Fi-Fdi) intorno al 23%, Nico D'Ascola intorno al 9%. Sotto il 5% la percentuale di Cono Cantelmi del Movimento 5 Stelle, che quindi non entrerà in consiglio. Da segnalare che lo spoglio non sarà concluso fino a domani: nelle ultime due sezioni rimaste, nel comune di Castrolibero, sono state riscontrate incongruenze sui dati. Il Viminale ha quindi disposto una verifica che sarà fatta domani in Tribunale a Cosenza. In ogni caso questo rinvio non influisce sulla vittoria di Oliverio, ma solo sulla definizione definitiva di seggi e eletti. In Emilia Romagna Stefano Bonaccini (centrosinistra) con il 49% dei consensi ha superato Alan Fabbri (leghista candidato del centrodestra), fermo poco sotto il 30%, e sarà il prossimo presidente della regione. Fabbri stesso, a metà dello spoglio, lo ha chiamato per congratularsi della vittoria. Va sottolineato però come Bonaccini sia il primo candidato che non arriva al 50% nella regione 'rossa' per antonomia, un risultato che lui definisce "buono, che non è mai stato in discussione. Abbiamo cinque anni per dimostrare di fare bene". E-R Colpo d'occhio sugli eletti / Il nuovo Consiglio Il candidato del Movimento Cinque Stelle, Giulia Gibertoni, si ferma sotto il 15%. Significativo il dato all'interno del centrodestra, dove la Lega Nord di Matteo Salvini 'doppia' Forza Italia, 20 a 8 per cento. Il sorpasso atteso e previsto c'è stato effettivamente, e questo potrebbe causare un terremoto nella coalizione di centrodestra e nei pesi relativi dei vari partiti. Lo sottolinea lo stesso Fabbri: "Prendere più del 20% nella maggior parte dei seggi dell'Emilia Romagna è un dato importante e ha un'importanza fondamentale anche per quello che riguarda il voto politico a livello nazionale". Un voto che "cambia gli equilibri a livello italiano", ma non solo nel centrodestra. "Si apre un fronte anche nel centrosinistra - sostiene Fabbri - perché mette sotto i riflettori una politica che non ha entusiasmato". Renzi ai suoi: "Vittoria netta". A spoglio ancora in corso, ma quando i risultati già si stavano delineando, dal Nazareno è trapelata la soddisfazione del leader Matteo Renzi, il cui pensiero si può riassumere così: "In sei mesi abbiamo strappato quattro regioni alla destra. Il Pd supera il 40% sia in Emilia che in Calabria, mentre i partiti che appoggiano lo sciopero generale hanno percentuali da prefisso telefonico. Certo, affluenza preoccupa, ma il dato elettorale è chiaro: vittoria netta". E ancora: "La Lega asfalta Forza Italia e Grillo, non il Pd". Concetti ribaditi in un tweet.
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TITOLO: Regionali, Renzi: "Affluenza problema secondario". Salvini: "In Emilia Romagna risultato storico"
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: Il segretario del Carroccio attacca il patto del Nazareno. Alfano: "Lega protagonista in un centrodestra perdente". Il presidente del Consiglio: "L'agenda del. ..
TESTO:Al Gr1 replica: "Se loro stanno arrivando, noi aspetteremo. Mentre il centrodestra discute della propria situazione noi cambiamo l'Italia. Dopo 20 anni di fallimenti, anche della Lega, Noi lavoriamo per il Paese e alle elezioni si vedrà chi è più forte". E sul dato della forte astensione aggiunge: "Deve far riflettere tutti i partiti. Ma i risultati vanno molto bene al Pd, ci siamo ripresi quattro regioni del centrodestra. Abbiamo sempre detto che non queste amministrative non erano un referendum sul governo oggi a maggior ragione. L'agenda politica del governo non muta". Più tardi, da Vienna, il premier ritorna sul dato dell'astensione e minimizza: "La non grande affluenza è un elemento che deve preoccupare ma che è secondario. Checchè se ne dica oggi non tutti hanno perso: chi ha contestato le riforme può valutare il suo risultato. Il mio interesse non è mettere le bandierine ma affrontare i problemi degli italiani" E ribadisce: "In italia ci sono state delle elezioni regionali e negli ultimi 8 mesi ci sono state 5 elezioni regionali, che il mio partito ha vinto 5 a 0. Oggi una qualsiasi persona normale dovrebbe essere felice per questo". Nel Pd, invece, i bersaniani appaiono preoccupati dalla forte astensione: "In Emilia Romagna in passato l'affluenza è stata dell'88%. Le inchieste sulle spese pazze non sono sufficienti a spiegare la disaffezione degli elettori. E' un messaggio sconvolgente che va discusso seriamente". Di buon mattino Salvini commenta il voto ad Agorà su Raitre: "La mia scommessa non era superare Forza Italia, ma dimostrare agli italiani, partendo dall'Emilia-Romagna, che l'alternativa a Renzi c'è. E' l'alternativa dei contenuti - spiega Salvini, che ha tolto la felpa eper l'occasione ha indossato una giacca con tanto di cravatta verde - Il risultato di ieri è stupendo, ma è soltanto l'inizio. E' un risultato che mi permette di girare l'Italia da Nord a Sud, perchè voglio arrivare al 51 percento degli elettori. Se fossi in Renzi mi preoccuperei perchè le promesse iniziano ad avere le gambe molto corte.   Quando 2 elettori su 3 scelgono di restare a casa è una sconfitta per tutti - ha concluso il leader del Carroccio - Mi insegna che dobbiamo essere sempre più concreti e realistici". E aggiunge "Il mio impegno da questa mattina è tornare in Emilia-Romagna con i nostri nuovi consiglieri, dopo questo risultato storico, e parlare con il 60% degli emiliani e romagnoli rimasto a casa perchè non convinto da nessuno". Si rivolge poi a Forza Italia, alleato della Lega in Emilia Romagna e attacca il Patto del Nazareno: "Queste cosiddette riforme sono tragiche. Il patto del Nazareno visto dal centrodestra è una follia. Renzi è un pericolo pubblico per l'economia italiana". "Io -aggiunge Salvini- non lo sostengo neanche se si alza per pettinarsi, quindi non capisco perché Berlusconi insista nel sostenere riforme che stanno massacrando il Paese. I dati economici sono da dopo guerra. Non sostengo chi mi sta ammazzando". Più tardi, nel corso di una conferenza stampa con il candidato leghista Alan Fabbri, Salvini ribadisce che l'obiettivo è marcare stretto il Pd: "Abbiamo una pattuglia di 9 consiglieri regionali che hanno il dovere di fare i guardiani di tutto quello in cui ci siamo impegnati in campagna elettorale e dimarcare a uomo il Pd". Sul piano delle alleanze il leader della Lega
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TITOLO: Dal Pd a Forza Italia, l'esito delle Regionali: 'accende' le minoranze interne
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: Dopo il flop dell'affluenza, in casa dem Fassina avverte: "Renzi è autolesionista se non guarda la realtà". In Emilia la Lega doppia i berlusconiani e Fitto. ..
TESTO:"E sarà bene ricordare - prosegue - passo dopo passo, tempi e modalità delle scelte che sono state compiute (con clamorosi errori) per definire le candidature e le alleanze. Non abbiamo il diritto di nasconderci dietro l'astensione, che colpisce soprattutto noi, aggravando la tendenza già manifestatasi alle Europee" di maggio. "A questo punto, mi pare il minimo azzerare tutte le nomine, per dare il via a una fase di vero rinnovamento. Basta con le nomine, basta con i gruppi autoreferenziali che hanno determinato in questi mesi una politica e una comunicazione inefficaci e prive di qualunque credibilità, bocciate senza appello dai nostri elettori. E soprattutto basta con una linea politica incomprensibile, ambigua, che oscilla tra l'appiattimento assoluto verso il governo nei giorni pari, e gli insulti al governo nei giorni dispari. Serve un'opposizione che sfidi il governo in positivo predisponendo e organizzando una chiara alternativa. Forza Italia deve letteralmente rifondarsi". La replica a Fitto arriva a stretto giro dal consigliere politico di Fi, Giovanni Toti, che ai microfoni di Tgcom24 dichiara: "Non si tratta di fare processi, Fitto solleva questioni legittime ma cosa intende per autoreferenzialità visto che" quelle che oggi accusano "sono tutte persone che hanno fatto anche i ministri. Poi ci interrogheremo negli organi interni al partito, ma non si tratta di puntare il dito, soprattutto da parte di chi è dirigente del partito da anni, non c'è autoreferenzialità in Forza Italia. Chi punta il dito è lì da molto tempo, ognuno si assuma la sua fetta di responsabilità e tutti insieme cerchiamo la strada per risolvere i problemi". La battaglia è appena iniziata: domani alle 15 - a Palazzo Grazioli - è convocato il Comitato di Presidenza di Forza Italia.
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TITOLO: Fassina: "Un dramma quel dato sull'affluenza. Il Pd paga gli attacchi al mondo del lavoro"
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: L'esponente della minoranza dem attacca: "I nostri elettori non ci hanno votati per una politica economica sbagliata. Il governo cambi rotta"
TESTO:Neanche gli oppositori più accesi del governo Renzi scelgono in queste ore concetti tanto ruvidi per interpretare la performance dei democratici in Emilia. "Il dato dell'affluenza - scandisce Stefano Fassina - è drammatico. Il risultato del Pd è di straordinaria preoccupazione. Bisogna guardare in faccia la realtà e avere il coraggio di cambiare rotta". Fassina, il premier sostiene che l'astensionismo è un dato secondario. Lei che dice? "È ridicolo non cogliere il messaggio al governo Renzi, alle sue politiche economiche e del lavoro. Dove sono le risorse aggiuntive per gli ammortizzatori, oppure il disboscamento dei contratti precari? Non ci sono. Io ho girato molto: sono tanti quelli che avevano votato Pd alle Europee, ma stavolta non ci hanno scelto perché non condividono gli attacchi del premier al mondo del lavoro". Ma avete vinto. E avete doppiato gli avversari. "Perdendo però, in Emilia, 700 mila voti rispetto al 25 maggio e 320 mila rispetto alle ultime Regionali". Ha visto cosa dicono i renziani? Sostengono che non sapete vincere. "Per loro forse suona consolatorio, ma la verità è che metà dei nostri elettori non ci ha votato a causa di una politica economica profondamente iniqua". In Emilia il Pd è al 44,5%. Le sembra poco? "È l'8% in meno delle ultime Europee". Avete sbagliato il candidato? Bonaccini è stato prima bersaniano, poi è diventato renziano. "Non credo. E penso che il risultato non dipenda solo dagli scandali e dalle inchieste, ma anche dai fattori nazionali che le ho detto". È vero che in Emilia la Cgil ha chiesto agli iscritti di non votare Pd? "L'ha fatto il segretario regionale della Fiom, è cosa nota. E so che l'hanno fatto anche dirigenti di primo piano della Uil e, in qualche caso, della Cisl. È un malessere che va oltre la Cgil, insomma". Lei attacca Renzi. Il premier potrebbe dire: ci ha danneggiato il continuo controcanto della minoranza. "Sarebbe il tentativo di trovare un capro espiatorio. Semmai abbiamo contribuito a evitare un'emorragia peggiore. E poi, scusi: un giorno siamo gli ultimi giapponesi e quello successivo diventiamo addirittura capaci di mobilitare milioni di persone? No, guardi, sarebbe davvero surreale, anche considerando la presenza e il sostegno mediatico di cui gode Renzi". È sempre più duro con Renzi. Quando deciderà se togliere la fiducia al governo, Fassina? "Il sottoscritto, assieme ad altri, cerca di correggere la rotta del governo e del Pd. Abbiamo avuto 4 governi in 4 anni, sempre con la stessa agenda. È quella che voglio cambiare, non l'esecutivo".  
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TITOLO: Emilia Romagna, Bonaccini presidente. Ma vota solo un emiliano su tre
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: Il candidato Pd arriva al 49%, il leghista Fabbri sfiora il 30. Solo l'M5s guadagna consensi in assoluto rispetto a quattro anni fa. Crolla la partecipazione: ...
TESTO:I voti partito per partito. A Stefano Bonaccini sono andati 615725 voti: 535mila al Pd (44.5% del totale), quasi 39mila a Sinistra ecologia e libertà (3%), sfiora 18mila voti Emilia Romagna civica (1,5%), Centro democratico si ferma a 5200 (0,4%). Alan Fabbri ha conquistato quasi 375mila voti. 233mila provengono dalla Lega (19.4%); 100mila da Forza Italia (8,4%); 23mila da Fratelli d'Italia (1,9). Nelle diverse province. La provincia che ha consegnato la percentuale più alta di voti a Bonaccini è stata Reggio Emilia, 56,44% con 75264 voti (Pd, 50,59% con 67461 voti). A Piacenza ha dominato invece Alan Fabbri col 47,43% (36590 voti); la Lega nord ha avuto il 28,20% (21756), mentre per Bonaccini si sono contati 29220 voti (37,88%), 27mila al Pd (35%). I seggi. La coalizione che sosteneva Stefano Bonaccini porta a casa 32 seggi: quello del neogovernatore, 29 al Pd, 2 a Sel. Dodici andranno invece alla coalizione che ha sostenuto Fabbri: 8 alla Lega (oltre allo stesso Fabbri), 2 a Forza Italia (Galeazzo Bignami ed Enrico Aimi), 1 a Fratelli d'Italia. Cinque seggi andranno al Movimento 5 stelle. Un seggio all'Altra Emilia-Romagna (Pier Giovanni Alleva), nessun seggio a Ncd-Udc-Emilia-Romagna popolare; nessuno a Liberi cittadini. Il confronto 2010-2014: Pd e Lega arretrano, guadagna terreno l'M5s. L'unico partito che conquista più voti in assoluto rispetto al 2010 (le precedenti Regionali che portarono Errani al terzo mandato) è il Movimento 5 stelle, passato da 126mila a 159mila voti. Un calo vistoso per il Pd (da 857mila a 535mila), ma anche per la Lega (da 288mila a 233mila). Crolla Forza Italia: nel 2010, quando era ancora il Pdl, aveva strappato 518mila consensi, oggi si è fermata a 100mila. Tiene Sel: quasi 39mila voti oggi, 37mila quattro anni fa assieme ai Verdi. Le parola del vincitore. "Non si può essere soddisfatti di una partecipazione così bassa", ha riconosciuto lo stesso Bonaccini a notte inoltrata, quando ormai il suo successo era chiaro. "Sapevamo da un lato che avremmo pagato l'inchiesta sulle spese in Regione, ma dall'altro c'è un pezzo di Pd che ha voluto dare un segnale restando a casa". Secondo Bonaccini "bisogna leggere lucidamente questo voto, il distacco da Fabbri rimane attorno ai 20 punti, non è questo in discussione. Ora abbiamo cinque anni per dimostrare di fare bene. Bisogna portare un grande cambiamento". "Vorrei evitare di sentire - dice poi Bonaccini in televisione - che il segnale è che il Pd in Emilia-Romagna è scomparso. In realtà rimane primo partito, farà tesoro di questi risultati e ce la metterà tutta per ripartire e aprire una nuova stagione di cambiamento".
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TITOLO: Jobs Act, Civati svela la fronda Pd: "Siamo in 31 contro il ddl". La minoranza vota con Sel
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: La legge in aula alla Camera. Primo voto su un emendamento (bocciato) della Sinistra, con 17 dem che votano in difesa dell'art. 18. Bagarre in aula: espulsi i. ..
TESTO:ROMA - La battaglia per il Jobs Act approda in aula alla Camera, dopo aver superato il vaglio della Commissione Lavoro. Il percorso del provvedimento sembra procedere spedito, nonostante alcuni voti in dissenso all'interno del Pd, che però non incidono a Montecitorio dove la maggioranza di governo è numericamente ampia. E Pippo Civati ha confermato come ci sia una fronda di 31 deputati (lui incluso) che non voteranno a favore del provvedimento, confermando ulteriormente le tensioni rispetto alla linea governativa. Restano sul piede di guerra le opposizioni e non sono mancati momenti di tensione: due deputati Cinque Stelle sono stati espulsi per aver impedito di parlare al presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano. Diciassette deputati Pd votano a favore dell'articolo 18. Nelle prime votazioni la maggioranza sembra procedere senza intoppi, anche se non mancano voti difformi rispetto alla linea governativa: secondo quanto riferito dal deputato Sel Giorgio Airaudo 17 deputati della minoranza Pd hanno votato in Aula un emendamento di Sel (primo firmatario proprio Airaudo) in difesa dell'art. 18. La conferma arriva dal dissidente dem Alfredo D'Attorre che ha confermato che alcuni colleghi, "in ordine sparso", hanno sostenuto la proposta mentre lui, come altri, non ha partecipato al voto. L'emendamento, che prevedeva l'applicazione dell'articolo 18 anche ai neo assunti con contratto a tutele crescenti "trascorso un anno dalla data dall'assunzione", è stato bocciato dall'Aula di Montecitorio.
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TITOLO: Moschee, consigliere leghista a Palazzo Marino col burqa. La giunta: "Noi andiamo avanti"
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: La sortita di Igor Iezzi durante la seduta del consiglio comunale dedicata ai nuovi luoghi di culto. Poi la lettura di una finta missiva a Pisapia con tutto il. ..
TESTO:"Il tema del diritto di culto per noi non è oggetto di dibattito, non ci sarà alcun dibattito sul se andare avanti": è l'assessore al Welfare, Pierfrancesco Majorino, a chiudere la porta alle proteste - con tanto di burqa in aula e striscioni fuori da Palazzo Marino - scatenate dal centrodestra sulla delibera di giunta che individua le aree comunali in cui realizzare luoghi di culto. Sono le moschee, ovviamente, il bersaglio di Lega e Fratelli d'Italia, scatenati sul tema, nonostante la manifestazione di protesta annunciata in contemporanea alla seduta del consiglio comunale si risolva in un presidio di una trentina di persone. Per la giunta e per la maggioranza di centrosinistra si va avanti: perché - lo spiega il capogruppo pd Lamberto Bertolè - "è proprio il centrodestra che in vent'anni di governo della città non ha mai affrontato il tema, lasciando che si pregasse anche negli scantinati ed evitando di trovare una soluzione". La maggioranza è uscita compatta dall'aula quando il consigliere leghista Igor Iezzi, che già era entrato in aula con indosso una sorta di burqa, ha usato il tempo del suo intervento per leggere una sorta di "ringraziamento" dei musulmani al sindaco Giuliano Pisapia, utilizzando però alcuni versetti del Corano stralci di discorsi di fondamentalisti islamici e terminando con la frase "cia dia a prezzi da regalo aree dei cittadini milanesi, tanto grazie al suo sostegno ci prenderemo l'intera città. Allah è grande".
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TITOLO: Forza Italia in crisi nera. Le conseguenze sul patto del Nazareno
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: Se è vero che Renzi deve subire gli attacchi della sinistra Pd e del sindacato per il crollo dell'affluenza alle urne, Berlusconi deve fronteggiare una vera e. ..
TESTO:Se è vero che Renzi deve subire gli attacchi della sinistra Pd e del sindacato per il crollo dell'affluenza alle urne, Berlusconi deve fronteggiare una vera e propria rivolta nel suo partito che ormai è un agglomerato di clan in lotta tra loro. Compiti molto diversi, perché Renzi ha portato a casa altri due risultati positivi con le vittorie in Emilia Romagna e in Calabria, mentre Forza Italia è letteralmente scomparsa dai radar delle mappe elettorali. Duecentomila voti complessivi sono niente e questa volta il partito è esploso. Domani alla tradizionale presentazione del libro di Vespa Berlusconi spiegherà con un diluvio di parole il suo punto di vista, ma il colpo è stato tremendo. Fitto è partito subito all'attacco chiedendo l'azzeramento di tutte le cariche. Ma questo è abbastanza scontato visto che da mesi l'ex delfino della Puglia ha lanciato una "Opa ostile" per scalare il partito. Meno prevedibile è che ormai anche tra i berlusconiani più allineati ci sia chi si pone il problema del ricambio del gruppo dirigente se non addirittura della leadership. Non a caso si sente di nuovo parlare, anche se solo come ipotesi subordinata, di primarie. Dalle parole di Berlusconi capiremo se il Patto del Nazareno è in pericolo. In fondo è quello che gli chiedono da tempo gli oppositori, convinti che sia la subalternità a Renzi la causa del crollo di consensi di Forza Italia. Ma non è prevedibile che Berlusconi metterà in discussione l'accordo con Renzi sulle riforme. Non solo perché sa perfettamente che il presidente del consiglio andrebbe avanti lo stesso anche da solo, come del resto ha confermato oggi. Ma anche perché Berlusconi sa che se uscisse dal Patto perderebbe l'unico labile aggancio che lo tiene ancorato al tavolo delle riforme. Fuori dal Patto, sarebbe irrilevante, ininfluente anche nella scelta del prossimo capo dello Stato. Se Forza Italia è allo sbando, nel M5S è un incrociarsi di analisi e di accuse per il risultato molto modesto, soprattutto in Calabria. La tentazione è quella di lasciare perdere le istituzioni, il Parlamento, per fare politica nel territorio, convinti che i simpatizzanti li abbiano puniti per troppa contiguità con la politica di Palazzo.
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TITOLO: La Corte dei Conti blocca il decreto Università
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: "Mancanza di una copertura importante". Vale 7 miliardi di euro e rilancia i premi agli Atenei e alla ricerca. La replica del ministero: "Tra poco avranno. ..
TESTO:ROMA  -  L'atteso decreto università, che quest'anno vale 7,01 miliardi di euro (+0,8 per cento) e che prevede il finanziamento per la stagione 2014-2015 degli atenei pubblici italiani, è stato fermato dalla Corte dei Conti. Dopo averlo analizzato per una settimana, i tre consiglieri delegati dedicati alle questioni scolastiche e universitarie hanno scelto di non registrarlo, rinviando il decreto al ministero dell'Istruzione. La Corte dei conti, che preventivamente si era confrontata con la Ragioneria generale dello Stato ottenendo conferma alle proprie perplessità, ha segnalato al Miur la mancanza di "una copertura importante" nell'impianto generale. Quest'anno l'Ffo 2015, che da solo vale il 14 per cento dell'intero bilancio del ministero, contiene una forte spinta propulsiva sull'aspetto premiale, portato al 18 per cento sul totale (con la programmazione triennale, i dottorati di ricerca, il fondo per i giovani e il fondo perequativo la quota destinata alle perfomance delle singole università arriva al 22 per cento). Per quanto riguarda i "premi" agli atenei, il ministro Stefania Giannini ha voluto spingere sulla ricerca: nel 2014-2015 varrà il 70 per cento. Il 20 per cento del premio sarà assegnato sulla base delle politiche di reclutamento. Il restante 10 per cento sarà valutato su criteri di didattica internazionale, ovvero in base a quanti studenti vanno a studiare all'estero con l'Erasmus e quanti studenti Erasmus vengono quindi accolti dalle università italiane. La quota base del decreto  -  ovvero i finanziamenti destinati in maniera paritaria a tutti  -  è pari al 72 per cento. Per definire la quota base per la prima volta è stato introdotto il concetto di costo standard: un quinto del fondo sarà assegnato (come da legge Gelmini) tenendo conto di questo aspetto. A parità di studenti in corso e di tipologia di corsi di studio situazioni analoghe dovranno costare la stessa cifra. Saranno presi in esame il costo della docenza (di ruolo e a contratto), i corsi di studio (raggruppati per aree disciplinari), i servizi amministrativi e di supporto (incluso il costo del personale tecnico-amministrativo), quindi i costi infrastrutturali e di funzionamento e altre voci specifiche (tutor in aree disciplinari, per esempio). Per tenere conto del differente contesto socio-economico in cui operano le singole università ci sarà un correttivo territoriale. Nell'anno accademico in corso il "costo standard" avrà un peso del 20 per cento, ma crescerà gradualmente fino al 2018. Il nuovo modello di "finanziamento Ffo" tiene fuori dal conteggio i fuoricorso, gli studenti che non hanno terminato gli studi negli anni previsti, spesso studenti lavoratori. Le organizzazioni studentesche hanno contestato la scelta: gli atenei, per essere considerati virtuosi e accedere a finanziamenti migliori, abbasseranno la selettività degli esami, al fine di diminuire il tempo di conseguimento dei titoli, oppure penalizzeranno i fuoricorso aumentando le tasse. Il decreto ministeriale è arrivato alla Corte dei conti solo la scorsa settimana e ora deve attendere questo nuovo passaggio richiesto dagli esaminatori amministrativi. Il ministero, nella sua direzione generale per l'università, ha negato che l'"Ffo" abbia problemi di copertura e ha ricondotto lo stop dei magistrati contabili alla mancanza di un giustificativo sulle spese per la ricerca: "Il ministero delle Finanze invierà tutte le carte nelle prossime ore", assicurano al Miur.  
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TITOLO: "Effetti devastanti sull'ecosistema", anche gli scienziati in campo contro le trivelle
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: Mobilitazione in Salento contro le richieste dei giganti del petrolio. I sindaci e amministratori scrivono a Renzi. Sotto accusa le indagini con la tecnica air. ..
TESTO:Il tempo è poco in realtà, perché entro il 21 dicembre bisognerà opporsi alla richiesta della Global Med e entro il 5 gennaio a quella della Schlumberger italiana, ma i sindaci dei paesi coinvolti nel rischio trivelle, una trentina in totale, vogliono tentare il tutto per tutto. Per questo leccesi, brindisini e tarantini hanno fatto fronte comune, come dimostra la presenza dei vicepresidenti delle Province di Brindisi e Taranto (Francesco Locorotondo e Gianni Azzaro) al vertice convocato dal collega leccese Antonio Gabellone. Perché le richieste inoltrate al ministero dell'Ambiente riguardano anche i vicini di provincia, 24 comuni pugliesi nel caso della Schlumberger Italiana e 19 in quello della Global Med. La prima ha chiesto di investigare sulla possibile presenza di idrocarburi in un'area che si estende su 4.030 km quadrati ed è ubicata nella Zona Marina "F" ovvero nel Golfo di Taranto, la seconda invece in due zone a largo di Leuca, estese rispettivamente 749 e 744 km quadrati. In entrambi i casi - come si evince dai progetti presentati a Roma - si prevede di "acquisire linee sismiche 2D mediante tecnologia air-gun ed un eventuale rilievo geofisico 3D". Ma proprio questa eventualità - ritenuta dannosa dagli esperti dell'Università -  non piace agli amministratori locali. "Per scongiurarla dobbiamo attivare sinergie indipendentemente dai colori politici delle amministrazioni - ha detto Gabellone - per fare arrivare una voce unitaria nelle sedi che contano". Ovvero al Governo, che con il decreto Sblocca Italia ha impresso una notevole accelerata alla ricerca degli idrocarburi, evidenziandone la strategicità nella politica di diversificazione delle fonti energetiche.   Per dialogare con Roma, però, è necessario un sostegno forte da Bari, da quella Regione Puglia che non ha esitato a capeggiare le truppe dei dissidenti quando il rischio trivelle incombeva sull'alto Adriatico. Adesso invece tocca al Salento, alla "macroregione marina che l'Europa considera il motore del Mediterraneo e su cui ha investito milioni di euro per progetti di ricerca", ha spiegato Simonetta Fraschetti, professore presso il dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche dell'UniSalento. "Qui esiste un sistema ecologico unico, Sic, coralligeni tra i più importanti d'Italia, è una zona importantissimna per le tartarughe - ha chiarito la studiosa - si tratta di una serie di habitat vulnerabili che verrebbero inevitabilmente danneggiati dal tipo di ricerche che si vogliono fare". Per sostenere la sua tesi, la Fraschetti ha citato l'esempio delle indagini tramite air gun effettuate nell'Oceano Atlantico, "dove è stata riscontrata una morìa del pescato, a partire dalle forme giovanili, pari al 50%". E se quelli sono stati i risultati in un mare aperto, gli amministratori salentini temono quello che potrebbe accadere nel tratto di Ionio chiuso tra Calabria, Basilicata e Puglia, considerato che l'ampiezza delle aree interessate dalle prospezioni renderebbe necessario "sparare" onde sonore per un periodo prolungato - che potrebbe raggiungere anche i due mesi - con una potenza di 250 decibel, ad una frequenza di 10 secondi e per 24 ore al giorno. "Questo tipo di indagine preliminare ha effetti devastanti - ha concluso la Fraschetti - c'è da essere seriamente preoccupati".  
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DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: La testimonianza in aula del pentito: «Oltre all’esplosivo dell’Addaura, c’era un progetto per colpirlo con un bazooka e una Vespa piena di tritolo»
TESTO:«L? ESPLOSIVO? DAI GRAVIANO» -«Riina mi disse che parte dell'esplosivo» per la strage di Capaci «proveniva dai picciotti, cioè dai fratelli Graviano: disse che ne aveva tanto che? posso fare la guerra allo Stato? . Quando Riina parlava con me di picciotti, erano loro». È ancora uno dei passaggi della deposizione di Giovanni Brusca. I magistrati della Procura di Caltanissetta, titolari dell'inchiesta Capaci Bis e in particolare il pm Onelio Dodero gli hanno chiesto perché in passato, in precedenti interrogatori, nel 97 e nel '99, non avesse fatto riferimento ad un ruolo dei Graviano nella fornitura di parte dell'esplosivo. Brusca ha risposto che in quelle circostanze si era riferito solo a chi materialmente gli aveva portato l? esplosivo e cioè Salvatore Biondino, autista di Riina. «Io personalmente non ho mai visto Giuseppe Graviano portare l'esplosivo - ha detto Brusca - il resto me lo ha detto Riina e confermo che fu Riina a pronunciare il nome di Graviano». In apertura dell? udienza Brusca ha ricostruito il suo rapporto con Riina, che ha definito «strettissimo, intimissimo. Ero un automa al suo servizio, per tutti gli omicidi che ho fatto». «4 TENTATIVI PRECEDENTI» - Prima della strage di Capaci ci furono, a partire dal 1983, quattro i progetti di attentato da parte di Cosa Nostra al Giudice Giovanni Falcone, ha detto Brusca, già condannato per la strage di Capaci, oggi nell? aula bunker di Rebibbia. «Nell?83 - ha riferito Brusca - lavorai al pedinamento di Falcone, che veniva seguito quando usciva di casa e andava al tribunale e si progettò anche di imbottire un vespino di tritolo per farlo esplodere. Poi ho saputo, nell?87, di un progetto per colpire Falcone ed era stato preparato un bazooka che fu trovato in campagna, come mi raccontò Di Maggio, ma il progetto non fu portato a termine. Poi ci fu l? Addaura e quindi l? ipotesi di poterlo uccidere a Roma nel 1991, utilizzando però armi convenzionali». In sostanza Brusca ha confermato che pressoché contemporaneamente si progettava un attentato a Falcone a Palermo con l? uso di esplosivo e a Roma con armi convenzionali. «Riina - ha detto Brusca - aveva una frenesia perché voleva portare a termine un attentato o a Roma o a Palermo». IL GIUDICE CARNEVALE - Brusca ha poi ricostruito le fasi che seguirono alle sentenze di appello per il maxiprocesso alla Mafia, alle pressioni perché in Cassazione il processo fosse assegnato al giudice Carnevale. A FIRENZE PER IL 904 - Invece inizierà domani nell? aula bunker di Firenze il processo a Totò Riina per la strage del rapido 904 che il 23 dicembre 1984 costò la vita a 16 persone e lo vede imputato quale mandante. Fra i testimoni che il pm chiederà che vengano ascoltati c? è il pentito Giovanni Brusca. Nella lista che sarà presentata dalla difesa c? è il sottosegretario con delega all? intelligence Marco Minniti. Per l? accusa, sostenuta dal pm fiorentino Angela Pietroiusti, «nella sua qualità di capo indiscusso» Riina fu «istigatore della strage, da lui programmata e decisa», che venne realizzata impiegando esplosivo e telecomandi usati anche nelle successive stragi, «in primis» quella di via D? Amelio, l?assassinio del giudice Borsellino sotto l? abitazione della madre. L?accusa chiede che testimonino anche altri collaboratori di giustizia, come Gaspare Mutolo e Gioacchino La Barbera. Il difensore di Riina, l?avvocato Luca Cianferoni, invece chiede di ascoltare anche il direttore del Dis, Giampiero Massolo, e uno dei mafiosi già condannati per la strage, Pippo Calò. Domani, difesa e accusa discuteranno, fra l? altro, delle liste testi che hanno depositato e dell? ammissione di altre prove, fra cui le sentenze già passate in giudicato. MORI, RIAPERTA ISTRUTTORIA - Infine la Corte d? appello di Palermo ha riaperto l? istruttoria dibattimentale nel processo di secondo grado all? ex generale dei carabinieri Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra. Accogliendo le richieste dei pg Roberto Scarpinato e Luigi Patronaggio i giudici hanno deciso di sentire i pentiti Stefano Lo Verso, Angelo Siino, Nino Giuffré, Giovanni Brusca, Filippo Malvagia e Sergio Flamia. Verrà sentito anche l? ex colonnello Michele Riccio, tra i principali accusatori dei due imputati che, secondo gli inquirenti, avrebbero fatto fuggire il boss Bernardo Provenzano, nell? ottobre del 1995.
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TITOLO: Fedeli: "Educare contro gli stereotipi di genere fin da banchi di scuola"
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: La vicepresidente del Senato, parlamentare del Pd, ha presentato un disegno di legge per introdurre nelle scuole l'educazione di genere. Un primo passo nella. ..<br clear='all'/>
TESTO:"La battaglia contro la violenza alle donne comincia sui banchi di scuola, con un insegnamento che la smetta di tramandare luoghi comuni che inchiodano maschi e femmine a stereotipi, che ignora quanto l'altra metà del cielo ha fatto in tutti campi, dalla storia alle letteratura passando per l'astronomia". Valeria Fedeli, Pd, vicepresidente del Senato, ne è convinta, tanto che ha presentato un disegno di legge per introdurre nelle scuole e nelle università l'educazione di genere. La scuola ora insegna luoghi comuni? "Alle elementari i libri parlano di bambine che cucinano o cullano le bambole e maschietti che giocano con le costruzioni, eppure in orbita ora mi pare ci sia una donna. Il problema è che in questo modo li si inchioda a stereotipi non lasciandoli liberi di seguire altre inclinazioni. Si dice che le bambine devono essere brave, ubbidienti e che i bambini non devono piangere ma vincere". È questa la differenza di genere? "Imparano una grammatica dei sentimenti sbagliata che si chiude attorno a loro come una gabbia, perché esclude la complessità di ogni essere. È un errore dire che piangere è da femmine ed essere forti è da maschi, tutti siamo forti e fragili allo stesso tempo e una lacrima non esclude tenacia, anzi". Sono sterotipi che cambiano la vita? "Sì perche uno non si sente autorizzato a pensare in modo diverso se ti hanno inculcato certe visioni, l'attesa del principe azzurro, la passività. Se chiedi ai bambini cos'è una governante ti rispondono una colf, non una donna presidente di regione. Eppure nella realtà le donne italiane sono molto più avanti di quello che si pensa, purtroppo è cosa difficile da accettare per i loro coetanei. La scuola in questo può aiutare a farli crescere assieme nel rispetto delle differenza e nella parità". I corsi sono voluti dall'Europa? "Sì, da agosto ce lo chiede in base alla convenzione di Istanbul. Sino ad oggi dal punto di vista della prevenzione alla violenza e per la parità di genere ci sono state sperimentazioni in alcune scuole, ma mai nulla di complessivo. Non sono mai diventate programma scolastico, al massimo un oretta ogni tanto". Come sarà la scuola della parità? "L'idea di fondo è che dalle elementari al liceo ci siano corsi che, dimenticando i luoghi comuni in primo luogo, rimandino ad un'idea di storia, letteratura e costruzione del mondo in cui si racconti anche il contributo delle donne. In questo modo si passa dall'infanzia in poi un messaggio di reale parità, nella diversità, di uguale contributo. In modo che nasca tra i ragazzi il profondo rispetto che porta al riconoscimento della libertà altrui di realizzarsi come forma di amore, invece del possesso come dimostrazione di affetto che porta alle violenze" Tanta ancora la strada da fare? "Be, lo dice un sondaggio fatto pochi giorni fa. Tutti i luoghi comuni sulle donne sono validi per gli uomini italiani Pensano che le loro compagne preferiscono stare a casa, non lavorare, occuparsi solo dei bambini. E questo non riconoscere la realtà e la voglia di parità c'è anche nel mondo del lavoro, dove le ragazze devono essere il doppio motivate e impegnate perché la loro bravura venga riconosciuta". La cultura per vincere la violenza? "Sì, come prevenzione è quello che serve perché la violenza di genere è indipendente dal censo, appartenenza sociale: operaio o avvocato non cambia, significa che c'è qualcosa di più profondo e atavico che va cambiato alla radice per smettere di contare ogni anno le donne ferite uccise dai loro compagni. Si cambia partendo dai bambini, gli uomini di domani".  
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TITOLO: Tragedia al campus di Fisciano, studentessa investita e uccisa
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: La ragazza, travolta da un bus all'interno dell'università di Salerno. E' morta sul colpo. <br clear='all'/>
TESTO:Una studentessa di 23 anni è morta nel campus universitario di Fisciano, provincia di Salerno, dopo essere stata investita da un autobus. L'episodio nei pressi del terminal bus intorno alle 9. La 23enne stava scendendo da un autobus della sita della linea Battipaglia-Olevano sul Tusciano, quando è rimasta intrappolata in una delle porte del mezzo ed è caduta. Successivamente è stata travolta dallo stesso mezzo in movimento che aveva ripreso la corsa senza accorgersi della ragazza. Sull'incidente stanno indagando i carabinieri che sottoporranno ai testi di routine anche l'autista del pullman. La salma della giovane è stata trasportata all'obitorio dell'ospedale di Mercato San Severino. Gli investigatori stanno ascoltando non solo l'autista ma anche i testimoni presenti sul posto al momento dell'incidente per chiarire l'esatta dinamica di quanto avvenuto. "Oggi è un giorno triste per l'intera comunità universitaria: stamattina, poco dopo le 8.30, Francesca Bilotti, una nostra studentessa del Corso di lingua e letterature straniera, è rimasta vittima di un tragico incidente", dichiara il rettore Aurelio Tommasetti. "Un autobus della Sita, uno di quelli che porta ogni giorno gli studenti all'Università - ricorda una nota - l'ha investita. Nonostante siano immediatamente scattati i dispositivi di sicurezza,   nulla è stato possibile. "In questo momento siamo vicini alla famiglia cui va il nostro commosso cordoglio", sottolinea il rettore. L'incidente - si evidenzia in un comunicato - è avvenuto in un'area aperta al traffico pubblico dove gli autobus manovrano a passo d'uomo. L'area è dotata di sistema di videosorveglianza: le immagini sono state immediatamente messe a disposizione della magistratura e degli inquirenti per la ricostruzione della verità su quanto accaduto. L'Università di Salerno sospenderà per lutto tutte le attività didattiche nel giorno delle esequie.  
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TITOLO: Yara, Bossetti tace davanti al pm. Gli avvocati: "Pressioni inaccettabili affinché confessi"
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: Il muratore si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nel mirino dei suoi legali anche il cappellano del carcere di Bergamo. Il procuratore Dettori: ... <br clear='all'/>
TESTO:"Non parlo più! ". Doveva essere un interrogatorio, chiesto dal pm per fare il punto sulla situazione sul suo racconto di quel 26 novembre del 2010, che per gli investigatori e gli inquirenti presenta alcune lacune, ma Massimo Bossetti, in carcere da cinque mesi per l'omicidio della tredicenne Yara Gambirasio, questa volta, su consiglio dei difensori, non ha voluto rispondere al pm Letizia Ruggeri. Che ha ancora tempo per chiedere per lui il giudizio immediato, senza quindi passare per l'udienza preliminare. Certo è che fra accusa e difesa è stato eretto un muro che dividerà le due parti anche davanti ai giudici della Corte d'assise. Per i difensori del muratore, che continua a proclamarsi innocente, una delle ragioni del silenzio è il fatto che su Massimo Bossetti sono state fatte "inaccettabili pressioni" per spingerlo a confessare "anche da coloro a cui è affidata la sua custodia". E fra questi ci sarebbe anche il cappellano del carcere di via Gleno, a Bergamo, che uno dei legali, Claudio Salvagni, invita a "occuparsi di anime e non di "strategie difensive". "Così come io non mi occupo di anime, gradirei che non si occupasse di processi e linee difensive", reagisce l'avvocato. Il quale non ha apprezzato che il sacerdote, stando a quanto gli è stato raccontato, avrebbe consigliato a Bossetti una linea difensiva diversa e di "rivalutare la sua posizione".
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TITOLO: Giallo di Natale a Torino, l'ombra dei vandali sui guasti delle Luci d'artista
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: "Vento solare", il grande sole di Luigi Nervo sulla facciata di Porta Nuova, è rimasto spento per un giorno e una notte: nel ripararlo i tecnici Iren hanno. ..<br clear='all'/>
TESTO:Se si tratti di un sabotaggio o di un gesto non intenzionale, ancora non si sa. Quello che è certo è che per almeno un giorno la luce non si è accesa. I tecnici dell'Iren, che gestiscono l'impianto luminoso della città, non appena hanno ricevuto la segnalazione dell'anomalia sono andati a verificare quale fosse il problema della luminaria. E hanno scoperto che il quadro di alimentazione che fornisce la corrente a "Vento solare " era guasto, ma non per cause accidentali. Il tempo di sostituire i pezzi danneggiati e l'impianto elettrico è tornato in funzione nella zona di Porta Nuova. Così, già in serata, i colori dei raggi creati dall'artista torinese sono tornati a illuminare, come il flusso di particelle che dal sole si espande nello spazio, il traffico di corso Vittorio Emanuele che scorre ai piedi dell'opera, come in altri anni avevano fatto con i muri di piazzetta Mollino, di fianco al teatro Regio, o con le vestigia romane delle Porte Palatine. C'è tuttavia anche chi comincia a pensare che, quest'anno, sulle Luci d'artista aleggi qualche "maledizione", visto che meno di due settimane fa, la notte dell'11 novembre, un incendio aveva distrutto "Doppio sogno", l'opera ospite dell'artista mantovana Chiara Dynis in prestito dal Premio Terna. In quel caso sarebbe stata la pioggia battente la causa del cortocircuito. Una circostanza particolarmente preoccupante, tanto da suscitare l'attenzione del pm Raffaele Guariniello, visto che si tratta di un'installazione in cui i visitatori possono entrare, e muoversi all'interno di una struttura metallica per ammirare la copertura realizzata con scritte luminose.
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TITOLO: Passoscuro, rifiuti e degrado sulla spiaggia della: "Dolce vita"
DATA: 2014-11-24
OCCHIELLO: E il ponticello su cui nel film di Fellini la cameriera Paola chiama Mastroianni è a rischio crollo. Ambientalisti e associazioni di zona: "Una vergogna"
TESTO:Immaginate Marcello Mastroianni passeggiare sulla spiaggia di Passoscuro. Udire la voce di Paola, voltarsi e posare lo sguardo su un cumulo di rifiuti maleodoranti: scarti alimentari in putrefazione, bottiglie in frantumi, cartoni di vino scadente come la cura dell? arenile dove Federico Fellini volle girare l? ultima scena de? La Dolce vita? . La lingua di sabbia poco distante dalla villa dove è ambientata la parte finale del film Palma d? oro al XIII Festival di Cannes oggi è ridotta a una discarica a cielo aperto. Se una delle pellicole più importanti della storia del cinema mondiale fosse stata girata oggi, il film si sarebbe concluso con un fermo immagine dell? immondizia e non con la camminata del protagonista che scompare all? orizzonte.   Non è tutto. Perché oltre al degrado la spiaggia soffre problemi di carattere strutturale.   Il ponticello che collega le due sponde del fiumiciattolo oltre il quale la cameriera Paola chiama Marcello (che ricambia con un saluto prima di allontanarsi), infatti è minacciato da una voragine. "Secondo la versione che ci ha fornito il comune di Fiumicino? precisa Dolcespiaggia, l?associazione di tutela dell? arenile ? a causa dei lavori dell? Acea si è formata un buca che mette in pericolo sia l? incolumità dei passanti che la stabilità del ponte sul Rio Tre Denari. Il cantiere è stato aperto a metà di novembre per riparare un guasto alle condotte dell? acqua, ma ancora non è stato chiuso e complici le recenti piogge la situazione è peggiorata progressivamente". Minaccia sventata per fortuna dall'intervento dell'Acea che ha provveduto a coprire il buco.
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TITOLO: Giallo su morte di una modella: trovata senza vita in casa
DATA: 2014-11-23
OCCHIELLO: L’allarme dato dai genitori di Giusy Ranucci, 22 anni, ex miss Fano. La figlia era sul letto, non respirava. Non soffriva di particolari patologie. Disposta l’autopsia
TESTO:L? esame che verrà effettuato nella struttura universitaria guidata da Paolo Procaccianti potrà sciogliere i dubbi anche su quei dolori al petto che la giovane sembra avesse accusato nelle ultime settimane. Tanto da essere stata al pronto soccorso, prima di cominciare una serie di esami cardiaci. Giusy, una vita divisa tra Palermo, sia città natale, e Fano, in cui si era trasferita da piccola con la famiglia per stare vicino al padre che aveva trovato lavoro nella cittadina marchigiana. Qui, nel 2009, a soli 17 anni, la vittoria come Miss Fano, che le aveva aperto le porte del mondo della moda. Nel 2010 aveva vinto a Riccione una tappa del concorso internazionale di bellezza «Italian star» ed è stata anche testimonial di varie manifestazioni in città italiane, come il festival «Per tutti i Gusti». Lavorava a Palermo come barista allo «Sport Village».
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TITOLO: L’ultima frontiera del narcisismo beota
DATA: 2014-11-23
OCCHIELLO:
TESTO:Tempi senza gloria per i detectives, gli investigatori che scoprivano, con pazienti ricerche e sottilissime deduzioni, gli autori dei delitti più efferati, anche quando avevano abilmente celato ogni traccia ed eliminato ogni indizio. Oggi invece un? infermiera sospettata di aver assassinato 38 pazienti in un ospedale romagnolo si fa fotografare ridente con il telefonino accanto al cadavere di una degente, consegnando all? eternità e agli inquirenti una ebete infamia. Immagine perfetta dell? imbecillità oltre che dell? atrocità del male. Il male non è solo crudele; è stupido, «una banale medusa» scriveva Joseph Roth, prendendo a schiaffi gli spiriti gregari affascinati dalla trasgressione ed eccitati dai divieti, magari pure dal divieto di gettare immondizie dai finestrini dei treni. Non occorre commentare la mostruosità del fatto.
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TITOLO: Genova, rissa fuori da una discoteca, ucciso un ragazzo
DATA: 2014-11-23
OCCHIELLO: Erano in trenta, giovani ecuadoriani, divisi in due fazioni. Qualche parola di troppo, poi la coltellata, una sola, al cuore. Un coetaneo versa in gravi. ..<br clear='all'/>
TESTO:La vittima abitava a Rivarolo, in via Teglia, in un edifcio popolare come il suo amico ferito. Nel locale erano entrati ieri sera, ma la rissa e l'omicidio è di stamane, alle 7. La discoteca Las Vegas è un ritrovo abituale di giovani sudamericani, spesso teatro di violente liti e per questo chiusa dal questore per motivi di sicurezza. L'ultimo provvedimento di sospensione della licenza è di qualche settimana fa. Ieri sera era la prima sera di riapertura dopo un periodo di obbligata chiusura. Nel verbale della polizia, è scritto che la rissa è scoppiata per 'futili motivi': una frase fatta che riassume forse qualche apprezzamento pesante verso una ragazza del gruppo, un giudizio azzardato sul comportamento di un amico, qualche spintone di troppo. Il tutto alterato dall'alcol che anche ieri sera era corso abbondante e aveva annebbiato la mente di molti. "Avevamo capito che il clima era impossibile", spiegano i buttafuori della discoteca, " e per questo avevamo preferito spingerli fuori dal locale". Ma la lite, inziata sulla pista da ballo, è proseguita in strada. Urla, insulti, provocazioni che hanno risvegliato la gente dei palazzi vicini e hanno indotto alcuni a telefonare al 113. Troppo tardi. La coltellata, una sola, ha colpito Pablo Trivino Magas al petto e l'ha ucciso. Il suo compagno ferito, Armando Veliz Arcalle, è stato operato nell'ospedale di Sampierdarena: se la caverà. La coltellata l'ha ferito alla base del collo: è fuori pericolo. Grazie alle dichiarazioni rese dal ferito prima di entrare in sala operatoria, gli agenti della Omicidi hanno  rintracciato nella zona di Campi il ragazzo ecuadoriano di 20 anni che ha accoltellato il connazionale: è in una cella di sicurezza della questura.  
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TITOLO: Lite per una sigaretta fuori da una discoteca a Roma, accoltellati due studenti
DATA: 2014-11-23
OCCHIELLO: I ragazzi feriti nei pressi di un locale in zona stadio Olimpico. Ai carabinieri hanno raccontato di essere stati aggrediti da giovani che non conoscono
TESTO:Una lite per una sigaretta fuori da una discoteca a Roma degenera e due giovani studenti vengono accoltellati. Potrebbe essere questo il motivo dell'aggressione della scorsa notte vicino a un locale nella zona dello stadio Olimpico. I due ragazzi di 21 e 22 anni sono stati feriti con un'arma da taglio e trasportati dal 118 al policlinico Gemelli intorno alle 5. Il più grave, il 22enne, è stato colpito a un fianco e sottoposto a un intervento di asportazione della milza. Il ragazzo di 21 anni è stato giudicato guaribile in 10 giorni per alcune ferite d'arma da taglio al volto. Ai carabinieri hanno raccontato di aver litigato con alcuni ragazzi fuori dalla discoteca per una sigaretta e due giovani che non conoscevano li avrebbero accoltellati per poi scappare. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia Trionfale e della stazione Ponte Milvio che stanno ora raccogliendo varie testimonianze e vaglieranno anche le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza.
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TITOLO: Boschi: "Non accettiamo lezioni di moralità". Sulle divisioni Pd: "Nessun rischio di scissione"
DATA: 2014-11-23
OCCHIELLO: Nuovo scontro con Landini sulla questione degli: "onesti". Il ministro circoscrive la portata del voto in Emilia e Calabria: "Vinceremo, ma non si tratta di un. ..
TESTO:ROMA - Nessun tregua tra governo e sindacato. Dopo la lettera di Renzi a Repubblica - che diceva no a esami del sangue per il Pd - oggi è il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, a rispondere a Maurizio Landini, leader della Fiom, rivendicando l'azione del partito e dell'esecutivo.   "Questo governo, che ha istituito un'autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, non accetta lezioni di moralità da nessuno", ha detto a margine di un convegno a Firenze. Il numero uno dei metalmeccanici della Cgil - intervistato dal Fatto Quotidiano - aveva infatti nuovamente attaccato il capo del governo dicendo che "non fa nulla contro i disonesti". "Credo che Landini stia spostando lo scontro sul piano ideologico - ha replicato Boschi - perché nel merito del Jobs Act ha poco da dire. Noi abbiamo presentato un piano che estende le tutele, estende gli ammortizzatori sociali e introduce forme che eliminano il precariato. Nel merito c'è poco su cui ribattere. Quindi - ha concluso - si sposta l'attenzione su un altro piano".
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TITOLO: Forza Italia, Bianconi: 'licenzia' Berlusconi: "Silvio prenditi la new wave e vattene"
DATA: 2014-11-23
OCCHIELLO: L'ex tesoriere invita il Cavaliere ad accomodarsi all'uscita all'indomani dell'incontro di Villa Gernetto, tentativo di restyling che i: 'vecchi' non hanno. ..
TESTO:ROMA - "Licenziato" su due piedi dal suo ex tesoriere. Queste almeno, a parole, sarebbero le intenzioni di Maurizio Bianconi, ex tesoriere di Fi, nei confronti di Silvio Berlusconi che all'indomani dell'incontro di Villa Gernetto, ha invitato il Cavaliere ad accomodarsi all'uscita. "Presidente Berlusconi, le vogliamo bene, ma per il bene di tutti prenda Doris, gli amici del Patto, i volti nuovi, i selezionatori, quelli che si autodefiniscono 'fedelissimi' anche adesso che è sfumata l'ipotesi di una candidatura, e vada a fare il suo nuovo partito lasciando a noi, immeritevoli, ingrati, che osiamo pensare e rispettare gli elettori, il compito di tentare con Forza Italia, finalmente all'opposizione, il riscatto e la rinascita del centrodestra". Diretto e senza giri di parole Bianconi dà corpo allo scontento dentro la vecchia guarda Fi e chiede un chiarimento definitivo perché "tutto ciò è drammatico ma inevitabile poiché, a quanto pare, non importa niente a nessuno se dei 13 milioni di italiani che credevano in noi sono rimasti 2 o 3 milioni che, pur maledicendoci, non si rassegnano e sui quali dobbiamo fondare il nostro riscatto".
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TITOLO: Milano, un Blackberry violato col raggio laser ha incastrato i killer di via Muratori
DATA: 2014-11-23
OCCHIELLO: Il reo confesso dell'esecuzione di Massimiliano Spelta e Carolina Suleyni Payano Ortiz è stato condannato all'ergastolo. Decisivo il lavoro sullo smartphone. ..<br clear='all'/>
TESTO:In questi uffici della Mobile, dove l'investigatore che ci riceve sospira a mente fredda su quel caso datato 10 settembre 2012 che scosse l'intera città: "Una condanna di questo tipo è una soddisfazione per chi fa il mio mestiere - racconta - Adesso capisci davvero di aver fatto bene il lavoro". Quella sera e quella notte, tra l'arresto di Mafodda e il suo verbale in cui l'ex sequestratore accusava se stesso e il complice Carmine Alvaro di quella mattanza, il nostro interlocutore la visse in diretta. "Sapevamo, o meglio credevamo da un po' che lui fosse l'esecutore. Ce lo suggerì, a suo modo, Ciro Finizio, il socio di Spelta (ora condannato in primo grado per traffico di droga): non so chi è stato, ma guardate tra chi non gli rispondeva più al telefono. Al contatto, 'Marioci', eravamo arrivati solo mandando a Londra il Blackberry della vittima, dove una ditta specializzata estrasse il microchip, sbloccò le password col laser ed estrasse i messaggi delle chat. Si aprì un mondo". Dai laboratori alla strada, dopo aver scartato le false piste. "Dei dominicani, cui Spelta doveva soldi, che si stavano ancora organizzando per dargli una lezione quando già gli avevano sparato. E di Finizio stesso, che non aveva un tornaconto. Quella sera bloccai Mafodda per strada, lo spinsi contro la nostra auto e lo portai via. Da Monza arrivò la notizia che a casa dei suoi due complici sudamericani c'erano 30 chili di droga". Mezzo bingo. La tombola negli uffici della Mobile. "Eravamo forti. Sapevamo cose, ma lui non sapeva quante. Gli dicemmo: siamo alla Omicidi, cerchiamo altro. Sbiancò. E crollò, da balordo vecchio stampo, forse per proteggere la compagna".
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TITOLO: Nel nuovo Bond, Craig si paracaduterà sul Tevere
DATA: 2014-11-23
OCCHIELLO: La lavorazione del film su 007. Un set a Roma tra febbraio e marzo 2015 con inseguimenti, scontri in Centro e voli di elicotteri<br clear='all'/>
TESTO:James Bond in missione a Roma fra inseguimenti, auto che precipitano nel Tevere e atterraggi col paracadute. Daniel Craig vestirà di nuovo - e sarà la sua quarta volta - i panni dell'agente segreto di Sua Maestà nel nuovo film in uscita al cinema nell'autunno del 2015, prodotto dalla Metro Goldwyn Mayer e diretto ancora da Sam Mendes. Ma le riprese sconvolgeranno la tranquillità del centro della Capitale già dal 19 febbraio e verranno portate avanti fino al 12 marzo del prossimo anno. Quattro le zone della città che faranno da sfondo alle mirabolanti imprese dello 007: Borgo Vittorio, dove un'automobile si scontrerà in piena notte contro una Fiat 500; Corso Vittorio Emanuele II, teatro di un inseguimento ad alta velocità e il Lungotevere che vedrà una macchina schiantarsi contro gli argini del fiume prima di finire in acqua. Ma la scena che promette di essere la più spettacolare sarà l'atterraggio col paracadute su Ponte Sisto, dopo il volo da un elicottero che sorvola la città.   Il centro dell'azione si svolgerà dunque a Roma, dove saranno girate anche molte altre scene minori, ma, nonostante la produzione si appoggi agli studios di Cinecittà, non sarà la sola tappa italiana dell'agente in smoking: adrenalina anche in Campania, nella splendida Reggia di Caserta.
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TITOLO: Boato nella notte a Capri, frana a Marina piccola, nessun danno a persone e cose
DATA: 2014-11-23
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TESTO:Lo smottamento ha distrutto una larga fascia di vegetazione spontanea che sorge nella zona demaniale che termina a mare nella spiaggetta Weber, un piccolo tratto di costa che è già interdetto da anni alla balneazione proprio a causa del pericolo di caduta masi. Il forte boato ha svegliato gli abitanti che hanno immediatamente allertato i vigili del fuoco del distaccamento isolano; i pompieri hanno constatato l'evento franoso che, tuttavia, non ha provocato danni nè alle persone nè ai vicini stabilimenti balneari. I tecnici stanno ispezionando le aree vicine alla frana e valutando le iniziative da avviare. Polizia e Capitaneria di porto hanno effettuato un sopralluogo nell'area sottostante e ascoltato i testimoni.
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TITOLO: Nuda sul cornicione di un palazzo a Roma, scappava da uno stupro
DATA: 2014-11-23
OCCHIELLO: La donna peruviana di 43 anni era senza vestiti al quarto piano di un affittacamere in via Giolitti. Fermato un romeno sorpreso mentre cercava di fuggire. ... <br clear='all'/>
TESTO:Nuda sul cornicione al quarto piano di un affittacamere scappava da uno stupro. E' quanto riferiscono i vigili del fuoco, che sono intervenuti  con due squadre in via Giolitti a Roma. Una peruviana di 43 anni è stata soccorsa questa mattina dopo essere salita senza vestiti sul cornicione di un palazzo, vicino alla stazione Termini. Un cittadino romeno è stato fermato mentre tentava di fuggire. Gli agenti per ricostruire l'accaduto stanno sentendo la versione della donna, sotto shock portata in ospedale per le visite di controllo. Sul posto sono intervenuti i poliziotti dei commissariati Esquilino e Viminale, il 118 e i vigili del fuoco che hanno ascoltato anche altre persone presenti nello stabile per capire cosa sia successo. Nel corso delle operazioni di soccorso un agente che è stato investito dal mezzo dei vigili del fuoco intervenuti ed è stato trasportato al policlinico Umberto I. Ferito alla spalla anche un pompiere che ha tenuto la donna e un poliziotto che, per non farla cadere, ha stretto le manette al suo polso e a quello delle peruviana.
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TITOLO: "Non parlate del rischio tumori". Il manuale per i dirigenti Eternit benedetto da Schmidheiny
DATA: 2014-11-22
OCCHIELLO: Il vademecum redatto dopo il convegno del ’76 sui pericoli dell’esposizione alle polveri<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - La coscienza sporca di Stephan Schmdheiny sta in 29 pagine. Quelle del manuale "Hauls 76", scritto dopo il famoso convegno di Neuss in Germania organizzato dalla Eternit spa nel giugno del 1976. Suggeriva, o meglio, imponeva ai dirigenti delle fabbriche cosa dire e cosa non dire a giornalisti, sindacalisti e operai. Qualcuno sospettava che le micro fibre di diametro inferiore a 0,3 micron provocassero il mesotelioma? "Rispondere che per il crisotilo (il minerale dell'amianto, ndr) non sono mai state trovate inferiori a 0,5 micron". Qualcuno voleva mettere sui sacchi il segnale di pericolo? "Rispondere che per il momento non è necessario". Qualcuno parlava del dottor Selikoff che aveva scoperto il legame tra amianto e tumori? "Dissociarsi in ogni discussione, evitare di citarlo". È soprattutto su questo che poggia la nuova accusa nei confronti di Schmidheiny di aver volontariamente ucciso 256 persone, esposte alla polvere cancerogena nei dieci anni in cui la procura di Torino lo ritiene "effettivo responsabile della gestione della società". Non ci fu colpa, sostengono i pm Guariniello e Colace. Ci fu dolo. Il convegno di Neuss del 1976 fu uno dei primi atti dell'imprenditore svizzero, neanche trentenne e già a capo del gruppo. L'argomento erano i rischi sulla salute del prodotto che la sua Eternit vendeva in tutto il mondo. In tre giorni di dibattiti fu chiaro che l'estrema pericolosità della polvere di amianto era una verità sotto gli occhi di tutti. Si trattava dunque di annacquarla. L'intervento di Schmidheiny è agli atti dell'inchiesta: "Dobbiamo renderci conto di una cosa, possiamo convivere con questo problema. Riconosciamo che può essere potenzialmente un materiale pericoloso se non viene maneggiato in maniera corretta". A parlare è lo stesso uomo che oggi, dopo che la prescrizione gli ha evitato 18 anni di carcere, sostiene di essere un ambientalista vittima di un complotto della procura di Torino. Quarant'anni fa la sua azienda inventava il manuale "Hauls" per i dirigenti e lui se ne compiaceva con l'ad italiano Luigi Giannitrapani: "Sono contento di constatare che porti frutti". Cosa contenesse quel libercolo si capisce dal resoconto che Ermanno Martini, ex capo dell'ufficio ecologico dell'Amiantifera di Balangero, scrive dopo aver partecipato a un corso di aggiornamento a Neuss nel 1976. "Sono pervenute dalla direzione generale istruzioni dettagliate su come far fronte al rifiuto dei dipendenti di accedere a un punto di lavoro ritenuto nocivo, o all'arrivo di giornalisti, avvocati, enti pubblici". Tra queste, anche il suggerimento di riferirsi, in materia di concentrazione aerea delle fibre, "alla legislazione tedesca o americana, che è meno restrittiva", o di disconoscere Selikoff. Quando però si doveva trattare con chi l'Eternit lo comprava e pagava, era un'altra storia. Bisognava inviare "una lettera riservata a tutti gli acquirenti", per spiegare che "l'inalazione può essere pericolosa se in forti quantità. Lo scopo oltre che di informazione è di dissociazione preventiva delle responsabilità del produttore". Il prossimo, di processi, quello che potrebbe vedere l'imprenditore imputato di omicidio rischia tra l'altro di non aprirsi nemmeno. I suoi avvocati si appellano al principio giuridico del "ne bis in idem", per cui non si può essere giudicati due volte per lo stesso fatto. "Ci sono quattro sentenze  -  spiega il legale Astolfo Di Amato  -  due della Corte di Strasburgo e due della Corte di giustizia dell'Unione Europea che ci danno ragione".
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TITOLO:
DATA: 2014-11-22
OCCHIELLO: L’iniziativa «antidegrado» del sindaco di Padova, che già aveva fatto rimuovere le panchine e proibito le feste di laurea in centro
TESTO:Abano Terme Agna Albignasego Anguillara Veneta Arquà Petrarca Arre Arzergrande Bagnoli di Sopra Baone Barbona Battaglia Terme Boara Pisani Borgoricco Bovolenta Brugine Cadoneghe Campo San Martino Campodarsego Campodoro Camposampiero Candiana Carceri Carmignano di Brenta Cartura Casale di Scodosia Casalserugo Castelbaldo Cervarese Santa Croce Cinto Euganeo Cittadella Codevigo Conselve Correzzola Curtarolo Due Carrare Este Fontaniva Galliera Veneta Galzignano Terme Gazzo Grantorto Granze Legnaro Limena Loreggia Lozzo Atestino Maserà di Padova Masi Massanzago Megliadino San Fidenzio Megliadino San Vitale Merlara Mestrino Monselice Montagnana Montegrotto Terme Noventa Padovana Ospedaletto Euganeo Padova Pernumia Piacenza d'Adige Piazzola sul Brenta Piombino Dese Piove di Sacco Polverara Ponso Ponte San Nicolò Pontelongo Pozzonovo Rovolon Rubano Saccolongo Saletto San Giorgio delle Pertiche San Giorgio in Bosco San Martino di Lupari San Pietro Viminario San Pietro in Gu Sant'Angelo di Piove di Sacco Sant'Elena Sant'Urbano Santa Giustina in Colle Santa Margherita d'Adige Saonara Selvazzano Dentro Solesino Stanghella Teolo Terrassa Padovana Tombolo Torreglia Trebaseleghe Tribano Urbana Veggiano Vescovana Vighizzolo d'Este Vigodarzere Vigonza Villa Estense Villa del Conte Villafranca Padovana Villanova di Camposampiero Vo'
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TITOLO: Milano, perde il bimbo dopo gli scontri al Corvetto: la Procura ordina l'autopsia sul feto
DATA: 2014-11-22
OCCHIELLO: La donna ha perso il bambino al sesto mese di gravidanza per aborto spontaneo e racconta di essere stata colpita all'addome da una manganellata. L'inchiesta. ..<br clear='all'/>
TESTO:Fonti ospedaliere fanno sapere che sul corpo della donna non sarebbero stati trovati segni evidenti di percosse: questo farebbe escludere ogni nesso di causalità tra la presunta manganellata ricevuta e l'aborto. Su questo, come su ogni altro aspetto dell'indagine, il procuratore aggiunto Romanelli ha chiarito che "sono in corso accertamenti che saranno seri, rigorosi e scrupolosi". Nel frattempo proseguono le indagini della Procura sull'incendio doloso che nella notte fra martedì e mercoledì scorso, verso le 2.30, ha danneggiato la sede Aler (l'azienda lombarda di edilizia residenziale) in via Inganni. Tra le ipotesi di reato c'è la fabbricazione e detenzione di materiale esplodente, ossia la molotov che sarebbe servita per appiccare il fuoco. E si cerca di capire se ci siano collegamenti con una serie di altri danneggiamenti che si sono verificati in varie zone di Milano quella stessa sera. Tra le azioni violente di questi giorni c'è anche l'assalto a un circolo del Pd e poi il lancio di pietre ed estintori contro le forze dell'ordine in uno dei tanti cortei. Il fronte caldo su cui si stanno concentrando le analisi degli investigatori è quello di un gruppo ampio di antagonisti-anarchici.
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TITOLO: Vigevano, sfregia la moglie con un coltello per non farla più uscire da casa: denunciato
DATA: 2014-11-22
OCCHIELLO: L'uomo, dopo aver colpito la donna sotto l'occhio, le ha detto: "Così non ti guarderà più nessuno". I maltrattamenti andavano avanti da maggio e la vittima. ..<br clear='all'/>
TESTO:Ha sfregiato la moglie con un coltello dopo averla segregata in casa per alcuni giorni a causa della sua gelosia. E' successo a Vigevano (Pavia), dove un operaio romeno di 34 anni è stato denunciato dai carabinieri per sequestro e lesioni. Dopo avere colpito la donna sotto l'occhio sinistro, l'uomo avrebbe detto: "Così ora non ti guarderà più nessuno". Secondo le indagini, i maltrattamenti fisici e psicologici sarebbero andati avanti da maggio fino a domenica scorsa: l'ultima aggressione ha portato la vittima in ospedale, dove è stata medicata e dove ha presentato denuncia ai carabinieri. Subito dopo la donna è stata trasferita, insieme alla figlia, in una località segreta. Gli insulti e le vessazioni sarebbero avvenuti anche davanti alla figlia della coppia, una bambina di quattro anni.
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TITOLO: Milano, blackout nella notte al San Raffaele: l'intero ospedale al buio per quattro ore
DATA: 2014-11-22
OCCHIELLO: Il guasto si è verificato attorno alle 22 e l'elettricità è tornata alle 2. Preoccupazione tra i parenti dei ricoverati. Il guasto provocato dall'allagamento. ..<br clear='all'/>
TESTO:Un blackout di ampie dimensioni si è verificato nella notte all'ospedale San Raffaele di Milano. La corrente è andata via intorno alle 22 ed è stata riattivata dopo circa quattro ore. Non ci sono stati pericoli per i degenti, anche se la prolungata assenza di energia ha provato preoccupazione e paura tra i pazienti e i familiari, specie per coloro che sono sottoposti a monitoraggio continuo. La situazione è tornata quasi completamente alla normalità intorno alle 2. Soltanto alcune zone, come la portineria, sono rimaste senza energia elettrica. "La situazione è sotto controllo - confermano gli infermieri del settore C - Ad agitarsi, più che i pazienti, sono stati alcuni dei parenti che assistono i loro cari". Una squadra di tecnici si è messa al lavoro per riportare la situazione alla completa normalità e per individuare le cause del guasto. In mattinata A2A, la società elettrica che gestisce gran parte delle reti milanesi, ha precisato che il blackout è stato causato da un allagamento in una cabina elettrica. La rottura della condotta che ha provocato l'allagamento sarebbe stata causata da alcuni lavori di scavo in un cantiere. Non è stato necessario alcun intervento di emergenza durante il blackout, che ha interessato anche il quartiere in cui si trova il complesso sanitario. Le centrali operative del 118 e dei vigili del fuoco non hanno dovuto intervenire. Gli unici provvedimenti che sono stati presi riguardano la deviazione di pazienti verso altre strutture per non sovraccaricare il pronto soccorso del San Raffaele.
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TITOLO: Cattedrale vietata al figlio del boss Graviano per la cresima, è polemica. Romeo: "Dalla famiglia nessun pentimento"
DATA: 2014-11-22
OCCHIELLO: Il giovane riceverà il sacramento altrove: nel duomo di Palermo sono custodite le spoglie di don Pino Puglisi, il sacerdote fatto uccidere da suo padre. Il. ..<br clear='all'/>
TESTO:PALERMO - Cresima negata in cattedrale al figlio del boss di Brancaccio Giuseppe Graviano. Il ragazzo di 17 anni, alunno del Centro educativo ignaziano (Cei), dopo un percorso seguito con altri 49 compagni di scuola, stamattina è stato l'unico assente in cattedrale. Non ha ricevuto il sacramento dal cardinale Paolo Romeo. "Non è soltanto una scelta di prudenza - dice Romeo - Certamente i figli non portano i pesi dei padri. Ma bisogna pensare che la cattedrale è il luogo dove padre Puglisi è presente, qui ci sono le sue spoglie. Inoltre non abbiamo mai avuto segni di dolore da parte di queste persone per padre Pino Puglisi, primo martire della Chiesa ucciso dalla mafia". Ma chi a Brancaccio lavora ogni giorno con i ragazzi del quartiere, proprio sulle orme di Puglisi non è d'accordo: "Questa non è la Chiesa dell'accoglienza che predica Papa Francesco - dice Maurizio Artale, presidente del centro Padre Nostro di Brancaccio  -  Bisogna anche avere il coraggio di fare certe scelte e questo ragazzo è stato discriminato". Padre Francesco Stabile, storico della chiesa e presidente della commissione arcivescovile che ha promosso la causa di beatificazione di don Puglisi e il riconoscimento del suo "martirio cristiano", invece, parla di un "segnale forte" che la chiesa manda alla società. "La scelta della Curia - dice don Stabile - non è un atto di discriminazione verso il ragazzo. Non gli si nega la cresima ma l'uso di un luogo che accoglie le spoglie di don Pino, e quindi è un simbolo della resistenza alla mafia. Padre Puglisi è morto per avere affermato questa libertà in nome del Vangelo". Il Cei avrebbe ricevuto proprio dal cardinale l'indicazione di posticipare la cresima del giovane Graviano e di dirottarla in altra sede per ragioni di opportunità. Soltanto due giorni fa la decisione della Curia è stata comunicata al ragazzo e quindi alla sua famiglia. Un prete, professore dell'istituto, avrebbe fatto sapere allo studente che se "il figlio dell'uomo condannato per aver fatto uccidere Padre Puglisi si fosse presentato per ricevere il sacramento nella cattedrale dove sono custodite le spoglie del Beato, sarebbe scoppiato uno scandalo". Dal Cei fanno sapere che per la scuola il ragazzo è "un alunno come gli altri", ma "visto che questo è il volere della Curia, spetta ora alla famiglie decidere quando e dove organizzare la cresima del ragazzo". Forse riceverà il sacramento da solo nella chiesa del Cei, forse si unirà a un altro gruppo di giovani, ma non certo in cattedrale. Il ragazzo, tornato a casa, ha raccontato tutto alla madre Rosalia che avrebbe insistito con i vertici del Cei perché il ragazzo fosse cresimato insieme al suoi compagni, ma senza successo. Forse, in questo modo, il cardinale ha voluto evitare le polemiche esplose a settembre scorso in occasione del matrimonio della nipote del latitante Messina Denaro, celebrato nella Cappella Palatina a Palazzo dei Normanni. Resta il fatto che dopo il percorso di preparazione seguito come tutti gli altri compagni della sua età, il giovane Graviano non potrà ricevere la cresima. Non per il sacramento in sé, ma per il luogo. La cattedrale, appunto, giudicata dalla Curia un posto "non idoneo", perché lì sono custodite le spoglie di Puglisi, ucciso da Salvatore Grigoli, per volere dei Graviano. Il diciassettenne è il ragazzo nato in provetta con una donazione del seme rimasta avvolta nel mistero. Era il 1996, infatti, quando Giuseppe Graviano e il fratello Filippo, al 41 bis già dal 1994 per le stragi del 1992 e del 1993 e per essere mandanti dell'omicidio Puglisi, riuscirono a fare uscire dal carcere, senza alcuna autorizzazione, le provette. Le rispettive mogli, Rosalia e Francesca, partorirono due bambini in una clinica di Nizza, a distanza di un mese l'una dall'altra. Allora il caso fece molto scalpore. I due bambini, infatti, furono i primi figli del 41 bis. Senza alcuna autorizzazione. Il battesimo dei cugini nati in provetta si festeggiò in un lussuoso Grand Hotel sulla promenade des Anglais di Nizza. Dopo il lungo soggiorno francese, evidentemente, almeno uno dei due giovani Graviano, è rientrato a Palermo e frequenta il Cei. Il ragazzo non ha mai avuto contatti con il padre, se non attraverso un vetro blindato e sotto la sorveglianza delle videocamere che registrano tutto. Soltanto qualche anno fa ai Graviano sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di 60 milioni di euro. Segno della potenza di una famiglia che ancora oggi  -  a più di venti anni dagli arresti  -  continua a dettare legge in uno dei mandamenti più potenti di Cosa nostra.
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TITOLO: Amianto, chiesta a Milano la condanna degli ex vertici Enel: "Per 60 anni sicurezza zero"
DATA: 2014-11-22
OCCHIELLO: Al centro del processo le morti di otto operai e tecnici che lavorarono nello stabilimento di turbigo fra il 1973 e il 1995. Le testimonianze degli operai: "La. ..
TESTO:Dai due agli otto anni e mezzo di reclusione. A pochi giorni dalla clamorosa sentenza della Cassazione nel processo Eternit sui morti di Torino, sono le condanne che il pm milanese Maurizio Ascione ha chiesto per sei dirigenti dell'Enel per fatti risalenti al periodo fra il 1973 e il 1995. L'accusa per tutti gli imputati è di omicidio colposo plurimo: al centro dell'inchiesta la morte di otto operai e tecnici che negli anni in questione lavorarono nello stabilimento di Turbigo, nel Milanese, venendo a contatto con fibra di amianto. Gli otto lavoratori sono deceduti fra il 2004 e il 2012 per mesotelioma pleurico. Nella requisitoria Ascione ha riferito di "violazioni sistemiche e ricorrenti delle norme di sicurezza connesse all'uso dell'amianto". E ha denunciato come "per sessant'anni - dalla costruzione dell'impianto negli anni Trenta fino agli anni Novanta - i vertici dell'Enel non abbiano adottato nessuna misura di sicurezza per proteggere gli operai dall'esposizione delle polveri di amianto". A detta di Ascione, "Enel avrebbe dovuto adottare misure di cautela nell'utilizzo di quel materiale, visto che già a metà del secolo scorso era nota la pericolosità dell'amianto, così come si conosceva lo stretto rapporto fra l'inalazione delle sue polveri e il mesotelioma". In aula Ascione ha fatto riferimento alle testimonianze dei lavoratori dello stabilimento di Turbigo fra il 1973 e il 1995, comprese qelle rese dagli operai che sono poi deceduti. I lavoratori di Turbigo raccontano di come "per tutti gli anni Ottanta, in caso di guasti da riparare nella centrale, l'amianto che rivestiva i tubi lo si spaccava a martellate, senza riguardo per le polveri che si sollevavano". Di come "non vi era alcun obbligo di indossare mascherine protettive". Grazie alle testimonianze dei lavoratori poi decedut, si ricostruisce come "Ie tute impregnate di polvere di amianto venissero spolverate con aria compressa e poi consegnate agli operai, che le dovevano pulire a casa assieme alla biancheria dei figli". E uno di loro riferisce di come "fino almeno al 1989 la stessa parola 'amianto' era bandita. I tecnici che cominciavano a rimuovere l'amianto parlavano di 'fibra' e 'mattoni', ma mai di amianto. Evidentemente non si volevano spaventare i lavoratori, che intanto si avvelenavano". Proprio i lavoratori delle centrale di Turbigo e i loro familiari sono stati tra i principali promotori dell'Associazione italiana esposti amianto, che si è spesa per arrivare a processare i vertici Enel. Il pm Ascione ha chiesto sette anni di reclusione per Francesco Corbellini, presidente del consiglio di amministrazione di Enel dal 1979 al gennaio1987, ritenuto responsabile di sei degli otto decessi. Quattro anni sono stati chiesti per Paolo Beduschi, a capo della centrale di Turbigo tra il 1984 al 1990, chiamato a rispondere di quattro morti. La pena più alta - otto anni e mezzo - è quella richiesta dal pm per Aldo Velcich, direttore di compartimento fra il 1973 e il 1980, che sarebbe responsabile per tutti gli otto episodi. Cinque anni e sei mesi è la richiesta di pena per Alberto Negroni (dal 1980 al 1981 direttore di dipartimento, poi direttore centrale dal 1984 al 1992), imputato per cinque episodi. Tre anni è la condanna chiesta per Paolo Chizzolini (in carica come dirigente a Turbigo dal 1988 al 1995) e due anni per per Valeriano Mozzon (capo centrale dal 1990 al 1992). Ascione chiede inoltre di non riconoscere le attenuanti generiche a nessuno degli imputati, visto che durante il procedimento a loro carico si sarebbero dimostrati poco collaborativi: "Vi sono state da parte degli imputati vistose reticenze che portano a escludere per loro le attenuanti generiche - ha detto il pm in aula - E' un diritto dell'imputato non rispondere, ma va tenuta in considerazione la condotta processuale complessiva".
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TITOLO: Legge Stabilità, via libera Ue a Italia: "Ma continui riforme"
DATA: 2014-11-22
OCCHIELLO: Secondo fonti comunitarie la legge di bilancio ha superato l'esame della Commissione. A marzo prossimo nuovo esame anche per Francia e Belgio
TESTO:BRUXELLES - Via libera dell'Unione Europea alla legge di stabilità. Bruxelles, che invita Roma ad andare avanti "nelle riforme necessarie",   non farà partire alcuna procedura e riconoscerà che nel 2014 ci sono state "circostanze eccezionali". A marzo però ci sarà un nuovo esame, per l'Italia così come per Francia e Belgio. La riunione dei capi di gabinetto della Commissione anticipa dunque il verdetto atteso per martedì a livello politico dal collegio dei commissari (l'equivalente del consiglio dei ministri del 'governo europeo') dando anche disco verde alla possibilità per i contributi nazionali destinati al Fondo investimenti di essere "volontari" e, soprattutto, di essere "esclusi dal calcolo del deficit". Un risultato nel quale il governo aveva confidato. "Ci aspettiamo una valutazione d'insieme", aveva infatti anticipato in mattinata il sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi. Ad aiutare l'esito della valutazione, secondo fonti europee, sarebbe stato anche "l'accordo fra Renzi e Juncker" raggiunto al G20 in Australia, intesa di cui faceva parte la lettera di impegni sulle riforme del governo italiano inviata nei giorni scorsi e pubblicata ieri dal Tesoro. La decisione odierna degli sherpa tiene quindi conto di tali stretti impegni. In attesa del giudizio europeo, intanto la manovra ha comunque proseguito il suo iter in Parlamento. Martedì riprenderanno le votazioni in commissione sugli ultimi emendamenti e poi il testo arriverà in Aula a Montecitorio giovedì 27. La tabella di marcia sarà dunque rispettata. Ancora aperti una serie di capitoli, dai fondi pensione all'Irap, dai patronati al fondo famiglia.   Per quanto riguarda infatti il primo nodo, quello della previdenza complementare, sono due le scuole di pensiero che continuano a confrontarsi all'interno dell'Esecutivo: c'è chi, considerandoli alla stregua di rendite finanziarie, vede di buon occhio una maggiore tassazione e chi invece crede che aumentare il peso delle tasse possa essere controproducente, chiudendo alla possibilità che parte degli investimenti di questi fondi si rivolgano all'economia reale. Passando al mondo delle imprese (oltre all'incremento di circa 2 miliardi della Sabatini bis destinati agli imprenditori che investono su macchinari, impianti e beni strumentali  che ha incassato già l'ok dei deputati) resta da definire  a la questione Irap: il viceministro al Tesoro Enrico Morando non nasconde di star studiando una soluzione per quelle aziende, che non hanno dipendenti e che quindi sono penalizzate dalla misura sugli sgravi messa in campo dal governo, che si concentra sul costo del lavoro e cancella tutte le precedenti misure. Martedì, quando la commissione Bilancio della Camera, tornerà a riunirsi invece sul tavolo troverà altre questioni. Governo e maggioranza, secondo quanto viene riferito, starebbero lavorando alla possibilità di agganciare anche le misure relative al fondo famiglia al calcolo Isee, sulla falsa riga di quanto fatto con il bonus bebè.   Ed uguale sarebbe anche il tetto individuato per poter usufruire dei fondi: 25 mila euro. In dirittura d'arrivo anche la revisione delle norme sui patronati: l'orientamento sarebbe di dimezzare il taglio a loro carico ma introducendo una riforma di sistema attraverso una drastica riduzione proprio dei patronati esistenti.   Restando sul fronte sociale, non è escluso che possano arrivare fondi per la lotta all'amianto mentre è difficile che trovi soluzione la questione 'quota '96 (relativa agli esodati nella scuola) e quella dello scorrimento delle graduatorie delle forze dell'ordine. Sul tavolo, poi, riferiscono fonti di governo, anche una possibile riforma dei Fondi strutturali, che verrebbero rivisti e la cui gestione verrebbe accentrata. La proposta non è però ancora stata formalizzata.
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TITOLO: Prescrizione, Grasso: "Se sono tutti d'accordo subito la riforma"
DATA: 2014-11-22
OCCHIELLO: Nel suo intervento a un convegno della Fondazione Caponnetto il presidente del Senato torna sulla sentenza Eternit e invoca una soluzione del problema. Sulla. ..
TESTO:FIRENZE - "Di modifica della prescrizione se ne parla da almeno vent'anni. Ora è successo un fatto che ha scosso le coscienze e oggi sono tutti d'accordo: io vorrei che domani tutti fossero insieme a risolvere il problema". Così il presidente del Senato, Pietro Grasso, suo intervento al ventesimo vertice antimafia della Fondazione Caponnetto, a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze. "Con l'emozione del momento, gridiamo tutti alla necessità di farla al più presto - ha aggiunto a margine del convegno - da tempo ho indicato quale potrebbe essere un nuovo modo di vedere la prescrizione e speriamo che, visto che tutti si dichiarano d'accordo, possa andare avanti". "Io aspetto da 20 anni almeno la riforma della giustizia perché, soprattutto, la giustizia sia più celere, nel rispetto delle garanzie della difesa, ma cerchi di superare queste lentezze, perchè una giustizia che ritarda è una non giustizia", ha detto ancora il presidente dell'assemblea di Palazzo Madama. Nel suo discorso, Grasso ha ovviamente affrontato anche il tema dei rapporti tra la criminalità organizzata e il mondo politico ed economico: "Oggi la mafia, con imprenditori e professionisti, colloquia con le istituzioni e crea un connubio con il potere finanziario e politico". La mafia, ha proseguito, "non fa affari solo nelle terra di ordine, ma anche al centro, al nord e all'estero. Ma le teste restano al sud. Quando si avviano inchieste al nord Italia o all'estero si devono sempre cercare i collegamenti con le regioni di origine". "Ho accolto con favore il disegno di legge del governo contro la criminalità organizzata e i patrimoni illeciti, anche se non posso ahimè entrare nel merito delle soluzioni, vista la carica che ricopro - ha continuato - Ormai da mesi sulle riforme penali c'è una difficoltà politica a giungere a soluzioni equilibrate e condivise". Due temi, quelli della giustizia e delle mafie, che si inseriscono nel contesto della crisi che attanaglia il Paese e che richiede interventi immediati da parte della politica: "L'Italia è vulnerabile E insicura, le occupazioni delle piazze e delle periferie segnalano un malessere e questo impone un quadro politico stabile per attuare le riforme urgenti per far ripartire il Paese". E ancora: "La riforma del lavoro, della giustizia civile e penale, la legge elettorale, sono tutti temi che è urgente approvare. Mi auguro che non ritorni su questi temi vitali il clima di chiusura reciproca e che non si ripetano i gravi comportamenti che si sono verificati durante la riforma costituzionale, lo Sblocca italia e il Jobs act e che si riesca a improntare il confronto democratico al drammatico senso di urgenza e di responsabilità di cui ha vitale bisogno il Paese e che la gente chiede a gran voce. Questo vi assicuro lo considero il mio più importante impegno".
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TITOLO: Pisapia rimanda al mittente l'ultimatum del Pd: non mi faccio dettare l'agenda da Roma
DATA: 2014-11-22
OCCHIELLO: Il sindaco di Milano replica al diktat della segreteria nazionale, arrivato da Lorenzo Guerini e anticipato da Repubblica, che gli chiede una decisione. ..
TESTO:Dunque, fa capire il sindaco, a Milano regna l? armonia. Quello che non va bene sono gli ultimatum che arrivano da Roma. Poi sente il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, che in un incontro recente con i milanesi del Pd aveva indicato la necessità di invitare Pisapia a decidere in tempi brevi (aggiungendo comunque che la prima opzione dei Democrats è la ricandidatura). Guerini smorza così la polemica: «Nessun ultimatum». E il sindaco ringrazia, chiudendo la contesa. Mentre gli assessori fanno quadrato. Pierfrancesco Majorino: «Con il sindaco il Pd a Milano è correttissimo, ma ai nostri romani dico che non sarà il gioco delle correnti a dirci che cosa fare; abbiamo un candidato fortissimo e si chiama Pisapia». Pierfrancesco Maran: «Il Pd ha già detto più e più volte che sta con Pisapia». E Cristina Tajani (Sel): «Sono certa che Giuliano guiderà Milano anche dopo il 2016». Ma la destra attacca. E tenta come può di accomunare nello stesso destino le due più importanti città governate dal centrosinistra. «Roma e Milano sono allo sbando, ora il Pd se ne accorge», strilla Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia. Gli fa eco il leghista Matteo Salvini: «Pisapia come Ignazio Marino, il Pd vede il fallimento». E Riccardo De Corato (FdI): «Tutti contro tutti in maggioranza, siamo alla rissa fra il Pd, che chiede a Pisapia di sciogliere la riserva, e il sindaco che risponde indispettito».
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TITOLO: La lettera di Renzi a: "Repubblica" La sinistra interna: sta con i poteri forti
DATA: 2014-11-22
OCCHIELLO: FA discutere la lettera di Renzi a Repubblica in cui rivendica l'idea di sinistra che appartiene al: "suo" Pd. Una sinistra che abolisce l'articolo 18 e. ..
TESTO:FA discutere la lettera di Renzi a Repubblica in cui rivendica l'idea di sinistra che appartiene al "suo" Pd. Una sinistra che abolisce l'articolo 18 e ridisegna con il Jobs Act il mercato del lavoro, però senza trattini e ancorata nella famiglia socialista. Una sinistra che "non ha bisogno di esami del sangue". Va al contrattacco il premier-segretario dopo l'editoriale di Repubblica sulle "parole sbagliate". Ma sono molte le reazioni, soprattutto della sinistra dem, un pezzo della quale - quella guidata da Gianni Cuperlo - si è riunita oggi a Milano. Ecco quindi che Stefano Fassina - l'ex vice ministro dell'Economia che in polemica con Renzi per la battuta "Fassina, chi? " si dimise dal governo Letta - accusa il premier di non avere affatto portato i Democratici dalle parte dei deboli ma piuttosto di porlo accanto ai poteri forti: "Questo Pd mi preoccupa perché è sempre più in linea con gli interessi più forti e meno vicino agli interessi e alle domande delle persone che cercano lavoro e che sono precarie". D'altra parte il fronte dem che minaccia di votare "no" al Jobs act si allarga, da Civati a Zoggia. Ad agitare le acque politiche c'è anche il "caso Pisapia". Alla richiesta del vice segretario dem, Lorenzo Guerini che ha chiesto al sindaco di Milano di fare sapere se intende ricandidarsi o meno nel 2016, Pisapia ha risposto a muso duro: "Non mi faccio certo dettare l'agenda dalla segreteria nazionale del Pd". Niente ultimatum, risponde il sindaco.
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TITOLO: Spari in strada a Tor Bella Monaca, gambizzato un uomo
DATA: 2014-11-22
OCCHIELLO: L'agguato in via dell'Archeologia, il ferito è stato trasportato in codice rosso all'ospedale Tor Vergata. Una settimana fa un'altra persona era stata colpita. ..<br clear='all'/>
TESTO:Spari in strada alla periferia di Roma. Un pregiudicato romano di 42 anni è stato gambizzato con due colpi di pistola nel quartiere Tor Bella Monaca mentre era a bordo di un'auto. E' accaduto nel pomeriggio in via dell'Archeologia. L'uomo è stato accompagnato al policlinico Tor Vergata probabilmente da qualcuno del quartiere e ricoverato in codice rosso. Sottoposto a un intervento chirurgico, non sarebbe in pericolo di vita. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Frascati, contattati dall'ospedale. Si scava nella vita della vittima, che ha precedenti per spaccio e rapina, per poter risalire a un movente dell'agguato. Al momento non si esclude nessuna pista compresa quella del regolamento di conti per questioni di droga. In queste ore si cercano anche eventuali testimoni. Al vaglio le telecamere di sorveglianza di alcuni esercizi commerciali e distributori di carburante della zona che potrebbero aver ripreso gli autori del ferimento durante la fuga. Da una prima ricostruzione, sembra che l'uomo fosse da solo in auto quando è stato affiancato e ferito a colpi di pistola. La macchina, una Smart, è stata posta sotto sequestro. Il 42enne sarà ascoltato dai militari non appena le sue condizioni lo renderanno possibile. La gambizzazione di oggi avviene a meno di 10 giorni da un altro episodio violento che si è verificato nella stessa strada. Il 13 novembre un 45enne, titolare di una casa popolare, è stato ferito all'interno dell'abitazione con un colpo d'arma da fuoco alla gamba mentre tentava di sfrattare i precedenti inquilini. Durante la lite è rimasto ferito alla testa anche il figlio di 16 anni con il calcio della pistola. Sulla vicenda indaga la polizia. Non si esclude che dietro la vicenda ci possa un giro di compravendite illegale degli alloggi popolari.  
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TITOLO: Frana la strada, precipita con l'auto nel burrone
DATA: 2014-11-22
OCCHIELLO: L'incidente a Marradi, morto un uomo di 57 anni di Lugo (Ravenna). Il margine crollato per la forte pioggia<br clear='all'/>
TESTO:La strada sterrata che cede sotto le ruote, il burrone che si avvicina e poi il dramma: l?uomo che salta fuori dall? auto e cade per alcuni per alcuni metri, finendo per essere colpito in pieno dalla stessa vettura. Un uomo di 57 anni, Enzo Penazzi, è morto questa mattina per le conseguenze di un incidente avvenuto in località Trebbana, nel comune di Marradi (Firenze). L? uomo, residente a Lugo (Ravenna), si era addentrato insieme con un amico in una zona di montagna per una battuta di caccia al cinghiale, a bordo di un fuoristrada Nissan Navara, quando a causa della forte pioggia il margine della strada è crollato all'improvviso. Sul posto i primi soccorritori hanno trovato l'altro passeggero ancora dentro la vettura, sotto shock ma in buone in condizioni. I carabinieri sono ora al lavoro per chiarire nei dettagli la dinamica. Non è infatti esluso che l'incidente sia stato provocato anche dalla velocità tenuta dall fuoristrada in un punto molto stretto e accidentato
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TITOLO: 1990-2014: le parole dell’anno, da Bushlips a Vape
DATA: 2014-11-22
OCCHIELLO: Le scelte di Time che hanno caratterizzato questi 15 anni
TESTO:Arriva dicembre ed è subito tempo della gara per istituzioni e giornali a decretare la «parola dell? anno»: accade almeno dagli anni Novanta, cioè da quando un professore di lingua inglese dell? Illinois propose nel corso della riunione della American Dialect Society di selezionare quel termine che aveva per vari motivi contraddistinto i 12 mesi che si stavano chiudendo. Quell? anno il termine scelto fu «Bushlips» per denigrare le promesse politiche uscite dalle labbra del Presidente Bush. Oggi, a fine novembre 2014, l? Oxford University Press ha appena deciso qual è la parola per quest? anno, scegliendola in una rosa di 50 finaliste: il termine che riflette il clima del 2014 in chiusura sarebbe «vape», ovvero l? atto di inalare il fumo dalla sigaretta elettronica, uno degli oggetti simbolo degli ultimi mesi. (testi di Eva Perasso) Credits Flickr / Coexist II
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TITOLO: Ragazza trovata morta in casa, giallo a Partanna Mondello
DATA: 2014-11-22
OCCHIELLO: Il cadavere di una modella di 22 anni è stato scoperto dai genitori. Potrebbe trattarsi di un decesso per cause naturali: la vittima aveva scoperto un problema. ..<br clear='all'/>
TESTO:Al momento è un caso ancora misterioso. Una ragazza di 22 anni, Giusi Ranucci, una modella che aveva vinto nel 2009 il titolo di "Miss Fano", è stata trovata morta dai genitori nel suo letto in un'abitazione a Partanna Mondello. I coniugi hanno chiamato subito il 118 e la polizia. Sul corpo della giovane non è stato trovato alcun segno di violenza. L'ipotesi più accreditata, al momento, sembra quella di una morte naturale per un aneurisma o un arresto cardiaco. La giovane, infatti, da qualche tempo aveva avuto dei disturbi al cuore. Stava iniziando alcuni accertamenti. Il magistrato di turno, però, ha deciso nel primo pomeriggio di disporre comunque l'autopsia per escludere altre cause. La salma della giovane è stata trasferita nella camera mortuaria dell'ospedale Policlinico. I poliziotti del commissariato di Mondello hanno ricostruito le ultime ore di vita della giovane che ieri era uscita con gli amici e il fidanzato e aveva fatto rientro a casa intorno alla mezzanotte.    
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TITOLO: Fincantieri, 37 morti per amianto Cassazione conferma le condanne
DATA: 2014-11-21
OCCHIELLO: Pene ridotte ma definitive per tre ex dirigenti dello stabilimento di Palermo
TESTO:LA FABBRICA DI PALERMO \ la sentenza Fincantieri, 37 operai morti per amianto La Cassazione conferma le condanne Per tre ex dirigenti dovranno scontare pene, alcune ridotte, per omicidio colposo. Il racconto: senza mascherine, tute lavate dalle mogli. Tra le vittime anche una di loro PALERMO - Operai morti per amianto: confermate dalla quarta sezione Penale della Cassazione le condanne per omicidio colposo a carico di tre ex dirigenti della Fincantieri di Palermo per la morte di 37 operai a causa del tumore per l? amianto. Pene ridotte per alcune prescrizioni. Confermati risarcimenti a vittime, Inail e Fiom. In particolare la quarta sezione penale per prescrizione ha ridotto la condanna per Luciano Lemetti che passa da 4 anni e 2 mesi a 3 anni e 6 mesi, per Giuseppe Cortesi da 3 anni e 5 mesi a 3 anni e 1 mese, e Antonino Cipponeri da due anni e 8 mesi di reclusione a 2 anni, 7 mesi e 10 giorni. A quanto si è appreso si sarebbero prescritti gli omicidi colposi avvenuti tra il 1998 e il 2000. In sostanza esce confermato il verdetto emesso il 6 novembre 2012 dalla Corte di Appello di Palermo. In primo grado sono stati liquidati dal giudice con provvisionali circa 5 milioni di euro. RITORNA LA FIDUCIA - Riprendono fiducia, con questo verdetto, le tante vittime del killer invisibile che uccide dopo decenni, le loro famiglie in attesa di giustizia, la moltitudine dei malati che toccherà il picco nel 2025. E anche l? Inail - l? istituto nazionale assicurativo per gli infortuni sul lavoro - riacquista piena legittimità a reclamare il risarcimento delle prestazioni economiche delle quali si fa carico per assistere economicamente chi è colpito da questo terribile tumore per il quale non c? è ancora una cura. Nel processo Eternit, l?Inail era stato estromesso in appello dalla costituzione di parte civile. Nel procedimento che si è concluso, l?istituto assicurativo si è visto invece confermare il diritto alla restituzione almeno di buona parte dei circa sette milioni di euro anticipati per le vittime di Fincantieri che dovrà provvedere a restituire le ingenti somme. SODDISFAZIONE DELL? INAIL - «Piena soddisfazione» per il verdetto della Cassazione è stata espressa dall? avvocato generale dell? Inail Giuseppe Vella. «È stata confermata la nostra linea processuale di sempre in base alla quale riteniamo che l? Inail, così come prevede la legislazione sul lavoro, ha il diritto ad essere indennizzata per quanto ha dato alle vittime e ai loro familiari in termini di sostegno economico come prevede la Costituzione», ha aggiunto Vella. Adesso una causa civile stabilirà con quale cifra deve essere completamente risarcito l? Inail e le altre parti civili. «Con questa decisione su Fincantieri, abbiamo ripreso fiducia dopo il momento di scoraggiamento per come si è concluso, l?altro ieri, il maxi-processo Eternit», ha ammesso Vella aggiungendo che il differente esito processuale di queste due vicende, dimostra che «certamente il processo penale ha le sue vicissitudini, ma c? è qualcosa che non va nel nostro ordinamento e sarebbe meglio correggere fin dall? inizio i processi che presentano criticità». Apprezzamento è stato manifestato da Vella anche per il sostituto procuratore generale della Cassazione Giuseppina Fodaroni che nella sua requisitoria aveva chiesto la conferma delle condanne, al netto delle prescrizioni, e dei risarcimenti. Il collegio della Quarta sezione penale è stato presieduto da Giacomo Foti, dal consigliere relatore Umberto Massafra, e da Fausto Izzo, Francesco Maria Ciampi e Patrizia Piccialli. «A LAVORO SENZA MASCHERINE» - Durante il processo, gli operai della Fincantieri hanno raccontato che nello stabilimento di Palermo si lavorava senza mascherine e con aspiratori che non funzionavano. Le polveri di amianto raccolte sul pavimento, che dovevano essere smaltite con apposite cautele, venivano semplicemente spazzate come fossero innocui granelli di polvere. Mancava un servizio di lavaggio delle tute: le mogli degli operai le lavavano a casa. Come faceva Calogera Gulino, anche lei morta di cancro pochi mesi dopo aver sepolto il marito Angelo Norfo. «Questa sentenza dimostra che è urgente riformare la prescrizione: su 62 capi di imputazione, più della metà sono stati prescritti», ha sottolineato l? avvocato della Fiom di Palermo, Fabio Lanfranca, parte civile nel processo. «Per il resto la sentenza conferma i giudizi di primo e secondo grado: a Palermo, Fincantieri, che ha negato l? uso di amianto, ha violato sistematicamente per anni la normativa sulla sicurezza, senza informare i lavoratori né dotare gli operai degli strumenti di protezione», ha spiegato il legale del sindacato dei metalmeccanici. Infine, ha fatto notare Lanfranca, «secondo i dati processuali, 1.750 lavoratori sono stati mandati in pensione con contributi statali dopo che per anni sono stati esposti all? amianto». LA STORIA, IL TRACCIATORE CHE NON SAPEVA - Faceva il tracciatore: prendeva le misure dei pezzi da sostituire nelle navi. Antonino Tricomi per una vita ha lavorato nel Cantiere navale di Palermo e la prima volta che varcò il cancello dello stabilimento non era nemmeno maggiorenne: aveva 17 anni. Quel lavoro lo avrebbe condannato a morte, ricorda adesso la figlia Maria, 36 anni, impiegata in un negozio di ottica. Antonino Tricomi è morto a 58 anni, nel 2002, quando era appena andato in pensione e poco dopo essersi ammalato di asbestosi. La famiglia ha deciso di non dirgli nulla sulla natura di quel male, né delle ragioni che l? avevano causato. Mai, dice Maria, avrebbe pensato che il lavoro di cui viveva da sempre era lo stesso che l? avrebbe fatto morire. Nessuno lo aveva avvisato dei rischi procurati dall? esposizione all? amianto. «Ci prendevamo in giro - racconta la figlia -, cos? altro avremmo potuto fare io, i miei due fratelli, mia madre. Alla morte di mio padre abbiamo intrapreso una battaglia legale per chiedere giustizia». «Non scorderò mai - aggiunge - il giorno in cui è arrivato il risultato dell? esame istologico: ero appena tornata dal mio viaggio di nozze. Sono stati i medici a chiederci se lavorava in Fincantieri e a denunciare l? accaduto, come se tutti se l? aspettassero».
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