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LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA SU: cronaca




TITOLO: 'Ndrangheta, controllavano il porto di Gioia Tauro. 13 imprenditori in manette
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Operazione della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di 23 aziende. Associazione a delinquere di stampo mafioso l'accusa per gli arrestati di GIUSEPPE. ..<br clear='all'/>
TESTO:GIOIA TAURO - Società di import-export e di trasporto merce in tutta Italia, con basi in Calabria, Veneto e Lombardia. Imprenditori dal volto pulito che poi si sono rivelati essere affiliati ai clan. Le cosche della 'ndrangheta, avevano trasformato l'area di Gioia Tauro in un vero e proprio "Porto franco". Nella piana, a ridosso di uno degli approdi più importanti d'Europa, a fare il bello e il cattivo tempo c'erano i Pesce e i Molè. Stamattina la Guardia di Finanza ha fatto scattare le manette ai polsi di 13 imprenditori "mafiosi" a cui ha sequestrato 23 aziende (del valore di 56 milioni di euro) legate alle "famiglie" della 'ndrangheta. La Dda Reggio Calabria, non a caso ha chiamato l'operazione "Porto franco", proprio questo era infatti il modus operandi dei clan calabresi in quell'area. Le cosche avevano trovato il modo di essere presenti sia dentro che fuori dal porto aggirando i controlli doganali ed eludendo il fisco. Secondo l'indagine firmata dai pm Alessandra Cerreti e Giulia Pantano, gli imprenditori arrestati non erano semplici prestanome, ma "estranei" ai clan. E ora, oltre all'accusa di riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, contrabbando e frode fiscale, dovranno rispondere all'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. Si tratta, infatti, secondo quanto spiegato dal procuratore Federico Cafiero de Raho e dall'aggiunto Ottavio Sferlazza, del braccio economico ed imprenditoriale di due delle "famiglie" più potenti della piana di Gioia Tauro. L'operazione dei finanzieri è scattata dopo alcune verifiche fiscali avviate nei confronti di imprese operanti nel settore dei trasporti e servizi connessi da e per il porto di Gioia Tauro. Durante i controlli sarebbero emersi elementi che portavano dritto alle cosche di 'ndrangheta che riuscivano attraverso le 23 aziende a riciclare milioni di euro e ad avere il controllo di parte dei traffici interni al porto. Il sistema di controllo delle operazioni di import-export e di trasporto merci per conto terzi realizzato era praticamente totale. Gli imprenditori finiti in manette per conto delle "famiglie" erano riusciti ad imporre agli altri imprenditori l'obbligo di contrattare esclusivamente con loro. Una volta accaparratosi il mercato con le loro aziende gli imprenditori erano diventati delle macchine da soldi. Denaro, schermato con false fatturazioni sia in entrata che in uscita, che poi finiva nelle tasche dei Pesce e dei Molè. Non solo la 'ndragnheta aveva anche la possibilità di controllare un imponente giro di merce contraffatta in arrivo dalla Cina e, successivamente, immessa sul mercato italiano. Dagli approfondimenti investigativi è poi emerso che alcune aziende di trasporto riconducibili alla 'ndrangheta, nel Nord Italia (Verona), utilizzavano imprese cooperative da usare come compartimento stagno tra le società mafiose e i clienti finali. Nella sostanza le società dei clan una volta "esternalizzati" i propri lavoratori, facendoli solo formalmente assumere dalle cooperative, e ceduto fittiziamente in comodato d'uso i mezzi, avrebbero continuato a operare direttamente senza preoccuparsi, ad esempio, del pagamento degli oneri erariali che gravavano interamente sulle false cooperative. Di fatto si trattava di scatole vuote che cessavano l'attività dopo breve tempo e i cui rappresentanti erano prestanome nullatenenti.
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TITOLO: Genova, "via Burlando e Doria, licenziamoli", Cristiano De André e Baccini guidano il corteo
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Un migliaio in piazza, prima sotto la Regione e poi a  Tursi con lo slogan #orabasta. Lancio di monetine contro il palazzo comunale. Cristiano: un grande. ..
TESTO:Lancio di uova, monetine, bottigliette di plastica e altri oggetti, verso il palazzo comunale di Genova. E' accaduto  oggi a Genova nel corso della manifestazione per chiedere le dimissioni di tutti gli amministratori - la giunta regionale e comunale e i dirigenti dell'Arpal - a seguito dell'alluvione che ha colpito Genova il 9 ottobre causando un morto e danni pubblici per oltre 250 milioni e danni a privati per oltre 100 milioni. Chieste a gran voce le dimissioni del sindaco Marco Doria e del governatore Claudio Burlando "per manifesta incapacità di governo". Dai manifestanti anche un applauso per Antonio Campanella, la vittima dell'alluvione. In testa al corteo Cristiano De André e Francesco Baccini che hanno sfilato assieme a un migliaio di genovesi in piazza con lo slogan #orabasta, "Vergogna" "Licenziamoli".   "Cercheremo di organizzare un grande concerto per aiutare le persone che hanno subito danni", ha detto De André, che sul blocco dei lavori sul Bisagno ha aggiunto che "il Tar non c'entra nulla, qualcuno non si è assunto le proprie responsabilità". I manifestanti, controllati da uno schieramento di poliziotti in assetto antisommossa, hanno lanciato monetine, uova e bottigliette di plastica contro il palazzo del comune. A scatenare la rabbia dei dimostranti, un dipendente comunale affacciato al balcone del palazzo che, dopo essere stato bersagliato da insulti e lanci di uova, ha rilanciato una bottiglietta d'acqua contro i manifestanti in strada. Uno dei contestatori si è arrampicato sulla parete del palazzo, sventolando una bandiera di Genova. Nel frattempo De Andrè e Baccini insieme ad una delegazione di cittadini e commercianti sono stati ricevuti da alcuni rappresentanti della giunta comunale.
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TITOLO: Meteo, arriva l'autunno. Temperatura giù e vento forte
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Il termometro scenderà di sei gradi al centro nord. Allerta in Liguria: "Territorio vulnerabile dopo la recente alluvione"
TESTO:ROMA - L'autunno sta per arrivare. La lunga estate di quest'anno se ne va con temperature in calo, vento forte e pioggia. Dalla Lombardia alla Liguria, dal Lazio al Veneto si dovrà rispolverare il maglioncino per far fronte al freddo in arrivo già nella serata di oggi. Prevista anche la neve sulle Alpi a 1400-1500 metri. "Passeremo all'improvviso da temperature al di sopra della media stagionale, da un clima estivo, a un autunno pieno" dice Andrea Giuliacci, meteorologo di Epson Meteo. "Il peggioramento arriverà già nella serata di oggi nel Triveneto, dove le piogge saranno consistenti. Domani - spiega Giuliacci - sarà la giornata più difficile, non tanto per le precipitazioni ma per i venti che faranno percepire una temperatura più bassa". Il termometro scenderà dai tre ai sei gradi, nel fine settimana risalirà "su livelli leggermente più alti di quelli stagionali ma senza toccare le temperature dei giorni scorsi". In Veneto ci si preparà a forti precipitazioni già da stasera, lo stato di allerta durerà fino a venerdì. Secondo la Protezione civile, in particolare, sono a rischio idrogeologico i bacini di Alto Piave, Basso Piave, Sile e bacino scolante in laguna, Livenza, Lemene e Tagliamento. Per questo motivo è stato attivato lo stato di preallarme. Allerta anche in Liguria, dove è stato emanato un avviso per forti venti per domani:   "A causa della vulnerabilità del territorio per la recente alluvione e in considerazione delle criticità che persistono, anche in rapporto alla viabilità, si ritiene opportuno - si legge in una nota della Protezione civile - evidenziare che per la giornata di domani sono previsti venti forti provenienti dal nord e nord ovest in rinforzo, con raffiche di burrasca molto forte specie sui rilievi e al largo".   La bella stagione è finita e se ne accorgeranno anche gli abitanti del Lazio, della Toscana, delle Marche e della Campania: da stasera avranno a che fare con forti raffiche di vento dalle prime ore della notte e mare agitato o molto agitato fino a domani notte. Temporali potrebbero interessare, domani, anche Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Oggi venti di burrasca hanno già colpito la Sardegna.  
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TITOLO: Delitto di Garlasco, giallo in caserma: scomparse 41 fotografie di Alberto e Chiara
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Non sono mai arrivate in Procura. Ora non si trovano né negli uffici di Vigevano, né in cancelleria. E in aula l'accusa smentisce lo scambio di pedali tra le. ..
TESTO:Per un giallo che tramonta ce n'è uno nuovo che si apre. Nel tormentato processo per l'omicidio di Chiara Poggi (ora a Milano si sta celebrando l'appello bis) c'è un nuovo colpo di scena. Riguarda un raccoglitore con 41 fotografie che ritraggono la ragazza in compagnia di Alberto Stasi, suo fidanzato di allora e unico imputato nel processo. Il faldone è sparito nel nulla. Era stato acquisito dalla casa di Stasi dai carabinieri durante i primi passi delle indagini. Era l'autunno 2007, era passata solo qualche settimana dall'omicidio. Ora quel faldone non si trova negli archivi della caserma di Vigevano, dove avrebbe dovuto essere ancora custodito. Lo ha rivelato in aula il sostituto procuratore generale Laura Barbaini che, contemporaneamente, ha anche demolito l'altro giallo, quello che riguarda le due biciclette che erano nella disponibilità di Stasi. Per Barbaini, il caso non esiste: "E' matematicamente escluso che ci sia stato uno scambio tra i pedali" ha affermato durante il processo. Per la rappresentante dell'accusa, dunque, non trova riscontro la tesi proposta a giugno in una memoria del legale di parte civile, Gian Luigi Tizzoni, secondo la quale ci sarebbe stato uno scambio tra i pedali della bicicletta bordeaux, su cui furono trovate tracce di dna della vittima, e quelli della bici nera, che non fu sequestrata all'epoca delitto, ma solo durante il processo di appello. Per quanto riguarda, invece, le foto sparite, il magistrato ha spiegato che, dopo aver scovato tra le carte processuali il verbale con l'elenco di quanto prelevato sette anni fa a casa Stasi ed essersi accorta dell'esistenza di queste 41 foto, ha delegato i carabinieri di Vigevano, guidati dal capitano Rocco Papaleo, di cercare il raccoglitore. Lo scopo era analizzare le immagini, forse scattate in occasione di una festa e di gite in campagna di Alberto con Chiara e altri amici, per avere indicazioni sull'abbigliamento, in particolare, sulle scarpe indossate dall'ex studente bocconiano e sulle biciclette. Dalle ricerche effettuate in questi mesi dall'Arma è risultato che quelle foto, quando a guidare i carabinieri della cittadina della Lomellina era il capitano Gennaro Cassese, non sarebbero state trasmesse al pm Rosa Muscio. Non sono state trovate nell'ufficio corpi di reato nè nella cancelleria della soppressa Procura di Vigevano, non risulta siano state restituite al diretto interessato e nemmeno l'esistenza di una loro copia. Insomma, come ha spiegato durante il processo il pg, non solo non sarebbero nel fascicolo dell'accusa - dove è stato invece inserito il verbale di acquisizione -, ma in pratica potrebbero essere state smarrite. Su questa circostanza non è esclusa la convocazione in aula di alcuni testimoni.
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TITOLO: Strage sfiorata nell'ex Casa del rifugiato occupata dai rifugiati, rogo nella notte: un arresto
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Ad appiccare il fuoco un uomo di 32 anni, nigeriano. Distrutti due piani, nessuna vittima
TESTO:L'ex convento di Santa Chiara, al centro delle polemiche a causa dell'occupazione, è stato evacuato per tutta la notte. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri di Bari. La polizia municipale era già intervenuta poche ore prima perché un uomo di 32 anni, nigeriano, aveva iniziato a inveire contro i suoi compagni in uno stato di evidente alterazione. Gli agenti lo avevano convinto ad andare al pronto soccorso per farsi visitare. Dopo circa due ore però l'uomo è tornato nell'ex convento di Santa Chiara e ha ripreso a minacciare i compagni: "Brandiva un cacciavite - racconta un ragazzo ghanese - e diceva di volerci uccidere tutti". E' scoppiato un violento litigio per cercare di contenere l'ira del trentaduenne, accusato dagli altri migranti di non voler rispettare le regole di convivenza e la situazione è degenerata quando l'uomo ha appiccato il fuoco. Fortunatamente a quel punto erano tutti svegli e hanno potuto lasciare la struttura, mettendosi in salvo, e chiamare i soccorsi. Il nigeriano 32enne è stato portato nella caserma di via Tanzi dei carabinieri e  arrestato. Sono in corso indagini per ricostruire esattamente quanto accaduto. I carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche questa mattina sono tornati per un sopralluogo per accertarsi che nelle stanze della struttura non ci fosserro vittime. Sul posto anche l'assessore al Patrimonio comunale Vincenzo Brandi: "Siamo in contatto con la sovrintendenza e aspettiamo da loro una relazione sullo stato dei luoghi". Nel frattempo i migranti sono tornati ad occupare i piani rimasti intatti della struttura di Bari vecchia su cui indaga anche la Procura dopo il ritrovamento in stato di completo abbandono dell'archivio della Soprintendenza ai beni architettonici della Puglia. Nella struttura, inoltre, dovrebbe sorgere un museo e la città rischia di perdere un finanziamento da 8 milioni di euro se non verranno completati i lavori entro i tempi stabiliti. Lavori rallentati proprio dalla presenza dei rifugiati politici per i quali si sta cercando una nuova sistemazione. Una sistuazione complicata per la quale il sindaco di Bari ha chiesto aiuto anche al premier Renzi.
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TITOLO: La riammissione di Farina fa male al giornalismo
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Il portavoce della Società "Pannunzio" interviene sul caso del cronlsta che lavorava per i servizi segreti
TESTO:Enzo Marzo, portavoce della Società Pannunzio per la libertà d'informazione ed esponente di Critica Liberale, interviene sul caso Farina. "Non tutti i lettori sanno chi è questo gentiluomo. È presto detto: è un giornalista radiato sette anni fa dall'Ordine professionale perché, prezzolato, svolgeva due lavori, come Arlecchino. Era contemporaneamente servo della professione e servo dei Servizi segreti, col nome in codice Betulla. Già fu vergognoso che per radiarlo l'Ordine di Milano, dopo una ridicola sospensione soltanto di un anno, dovette cedere alla sollecitazione della Procura della Repubblica. Poi, sapete com'è fatto il nostro paese, alla radiazione per aver provocato "un gravissimo discredito per l'intera categoria" ha corrisposto l'irresistibile ascesa di "Farina"-"Betulla"-"Dreyfus", giornalista uno e trino, che è andato a fare compagnia ai Razzi, agli Scilipoti, ai De Gregorio diventando persino deputato. Constatato che il malaffare porta al trionfo, con qualche sotterfugio Farina e il suo direttore "per grazia ricevuta", Sallusti, hanno continuato a violare le norme deontologiche (e per questo il direttore è stato condannato a un paio di mesi di sospensione su iniziativa della Società Pannunzio per la libertà d'informazione). Per altri imbrogli invece Farina si è fatto un'altra bella condanna penale a più di due anni. Pensavamo, quindi, che Farina, soddisfatto per aver trovato una cuccia nel "partito degli onesti", finalmente si fosse acquietato, satollo del suo "successo". E invece no. All'improvviso e sorprendentemente si è venuto a sapere che l'Ordine di Milano, su sua richiesta, lo ha reintegrato nella professione giornalistica. Annullando la radiazione. C'è da dire che, a complicare le cose, il caso Farina è al centro di un guazzabuglio giuridico, perché "Betulla", per evitarsi la radiazione, si dimise qualche giorno prima della "sentenza" dell'Ordine, il quale però ugualmente prese la decisione. La Cassazione ha sostenuto poi che la radiazione era illegittima perché non si poteva applicare a un soggetto che in quel momento non era più iscritto. Il documento votato dall'assemblea dei giornalisti di Repubblica La pagina Facebook per seguire l'iniziativa Già siamo, noi giornalisti, abbastanza screditati. Vi prego, non mettiamoci la pietra al collo per affondare definitivamente. Inoltre, la questione giuridica è facilmente risolvibile perché qualunque sia la tesi scelta il risultato può non cambiare. Prima tesi. Se si accettano le ragioni "formali" della Cassazione, la radiazione non c'è mai stata e, quindi, è anche nulla l'indecorosa decisione dell'Ordine di Milano di settembre di annullare una radiazione inesistente. Sul tappeto rimangono le dimissioni e quindi un'uscita volontaria di Farina dall'Ordine. Se Farina, consumata la sua furberia, vuole intraprendere di nuovo la professione giornalistica, faccia, come un qualunque Mario Rossi che intende iscriversi all'Ordine, il suo bravo praticantato di 18 mesi, il suo bravo esame professionale e lasci valutare dai suoi colleghi se il suo pedigree e la sua personalità sono confacenti a quel minimo di decenza che si richiede a un giornalista, a tutti giornalisti. Seconda tesi. Se invece l'Ordine decide di prescindere dall'interpretazione della Cassazione (ma non si vede come possa farlo) e conferma di avere avuto il diritto di radiare un giornalista dimesso, non si vede proprio come oggi possa rimangiarsi la radiazione, soprattutto se si tiene presente che Farina ha continuato pubblicamente a non tenere conto assolutamente del fatto che poco si addice al giornalista una pratica di sotterfugi, di menzogne, di condanne. Aggiungo, anche se per i lettori avvertiti non ce n'è bisogno, che tutta questa vicenda squallida non investe nel modo più assoluto il diritto garantito a ogni cittadino dalla Costituzione di esprimere il proprio pensiero, quindi anche a Renato Farina, il quale può scrivere come e dove vuole, firmandosi con le sue qualifiche del momento. Quindi la radiazione non conculca alcun diritto. Non si vuole mettere il bavaglio a nessun cittadino. Non si crea nessun martire. Ma la professione giornalistica è altra cosa. E non si capisce per quale privilegio si dovrebbe concedere la possibilità di svolgere un regolare e ufficiale lavoro giornalistico, che richiede precise qualità professionali e deontologiche, a chi con i fatti ha smentito ripetutamente di possederle.  
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TITOLO: Fisco, scoperta evasione miliardaria: perquisizioni in tutta Italia, 62 indagati
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Maxioperazione della Guardia di Finanza: sequestri per oltre cento milioni di euro. Sotto accusa c'è il consorzio di cooperative Gesconet, che opera nei. ..
TESTO:ROMA - Militari della Guardia di Finanza hanno eseguito in tutta Italia decine di perquisizioni e sequestri preventivi di beni per centinaia di milioni di euro (immobili, aziende e rapporti finanziari) nell'ambito di un'inchiesta che avrebbe portato alla luce un'evasione fiscale miliardaria. Sotto accusa c'è il consorzio di cooperative Gesconet di Pierino Tulli e il suo braccio destro Maurizio Ladaga, che opera nei settori del trasporto, del facchinaggio, delle pulizie e della vigilanza privata. I reati contestati agli indagati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, alla bancarotta fraudolenta, al riciclaggio. L'operazione, denominata "Miliardo", ha visto impegnati oltre settanta finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria e reparti della guardia di finanza territorialmente competenti, che dalle prime ore di questa mattina hanno svolto numerose perquisizioni locali e domiciliari in Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto e Sardegna, finalizzate ad individuare e sottoporre a vincolo cautelare circa novanta immobili tra uffici, unità residenziali ed opifici, due aziende, nonché numerosi mandati fiduciari e oltre cento rapporti bancari. L'inchiesta, nella quale figurano 62 indagati, è diretta dal procuratore aggiunto di Roma, Nello Rossa, e dai sostituti procuratori Filippi e Davinola. I provvedimenti di sequestro preventivi sono stati firmati dal gip della Capitale Valerio Savio. Le indagini, condotte per oltre due anni dalle Fiamme Gialle attraverso complesse analisi documentali, intercettazioni telefoniche, pedinamenti e testimonianze, avrebbero consentito di accertare che le organizzazioni individuate risultavano specializzate nella sistematica evasione della riscossione di debiti tributari, mediante l'utilizzo di circa 250 società consortili e cooperative, operanti nei settori del trasporto, facchinaggio, pulizie e vigilanza privata. L'attività illecita avrebbe provocato, nel corso degli anni, un danno allo Stato pari a oltre 1,7 miliardi di euro, come sarebbe stato riscontrato anche dalle numerose verifiche fiscali effettuate dai competenti uffici dell'Agenzia delle Entrate. Soldi drenati dal fisco e poi, secondo l'accusa, mandati in Lussemburgo e San Marino attraverso una serie di "camminatori" muniti di valigette, per poi esseri riutilizzati nel settore immobiliare. In particolare, sistema di evasione fiscale si sarebbe prevalentemente fondato sull'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Secondo l'accusa, ci sarebbe stata una contabilità riservata e parallela, utilizzata dagli indagati per pagare funzionari delle pubbliche amministrazioni, sottraendo il denaro alle cooperative. I soldi a questi ultimi sarebbero stati pagati tra il 2010 e il 2012.
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TITOLO: #ScienceBulletChallenge: la: 'secchiata di colpi' dei ricercatori precari d'Italia
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: L'iniziativa, che evoca le docce gelate per la sclerosi laterale amiotrofica, di un gruppo di giovani italiani. I dati: il 93% vive di contratti a tempo. ..
TESTO:Un esercito di precari. "Quello che tutti sanno - afferma Patrizio - è che la ricerca in Italia versa in condizioni disastrose e che i cervelli migliori sono in fuga. Quello che invece pochi sanno è che la ricerca è fatta da migliaia di ragazzi che restano e che ogni giorno, certi della loro precarietà, tirano avanti quel che di buono è rimasto". L'indagine Ricercarsi (online in ottobre) ha stimato infatti che solo il 6,7% dei ricercatori precari è stato assunto negli ultimi dieci anni. Questo significa che il 93,3% è sopravvissuto grazie a contratti a tempo determinato o assegni di ricerca. Ma ci sono anche quelli fuori statistica che, invece di un contratto, hanno solo borse di studio. Borse che portano decine di ricercatori a convivere con una situazione fatta di zero contributi, zero malattia, zero maternità. Non a caso, stando al rapporto, il 73,1% del campione preso in considerazione non ha figli nonostante l'età media di 35 anni e nonostante il 57% sia rappresentato da donne. I colpi alla ricerca. "Una pioggia di colpi (bullet) si è abbattuta negli anni sulla ricerca pubblica  -  scrivono i ricercatori  -  in assenza di politiche statali adeguate, gli unici sostenitori sono diventate le fondazioni e altri soggetti privati. E se da un lato siamo felici che ancora ci sostentiamo, dall'altro la trappola della deregolamentazione ci vede costretti a vivere senza diritti. In moltissimi casi a lavorare senza assicurazioni sul lavoro. E non è finita. Ogni riforma universitaria è pensata in chiave di smantellamento. E ogni pezzo che viene smantellato è un 'bullet' alla ricerca pubblica". I video online. In questa situazione #ScienceBulletChallenge prova a riportare l'attenzione sullo stato della ricerca pubblica in Italia. Tutto attraverso dei video online: "La sfida, lanciata tra ricercatori consiste nello sparare qualsiasi tipo di bullet si desideri per mostrare all'intero Paese come, colpo dopo colpo, si stiano 'facendo fuori' i ricercatori".
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TITOLO: Tensioni su responsabilità civile delle toghe. Buemi critica governo. Fallisce blitz di Lega-Fi
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Riforma giustizia, il Guardasigilli presenta tre emendamenti al testo discusso in commissione al Senato che è più punitivo rispetto al ddl del governo. Il. ..
TESTO:di responsabilità delle toghe, superamento del filtro di ammissibilità per questo tipo di cause, certezza della rivalsa nei confronti del magistrato, incremento della soglia di rivalsa, coordinamento con la responsabilità disciplinare) e che ora modificano il testo base adottato in commissione Giustizia al Senato. A presentare le modifiche al disegno di legge sulla responsabilità civile dei magistrati è il ministro della Giustizia, Andrea Orlando che scatena così la protesta di Ncd, Forza Italia e di Enrico Buemi (Psi), relatore del testo in commissione, il quale minaccia addirittura di dimettersi dall'incarico. Di fatto, l'esecutivo ha presentato a Palazzo Madama un proprio ddl, che però non è stato sostituito a quello a firma Buemi. Stando al regolamento, il 'cambio' non è stato possibile dopo che cinque articoli del ddl Buemi erano già stati approvati. In sostanza, spiega Lucio Malan (Fi), "il governo vuole riproporre con i suoi tre emendamenti, per ora annunciati a voce, il suo testo". Ma in questo provvedimento, sottolinea Giacomo Caliendo (Fi), si prevede la responsabilità civile dei magistrati solo in "rarissimi casi", perlopiù per negligenza grave e travisamento grave del fatto. In casa azzurri, il presidente della commissione, Francesco Nitto Palma ha parlato di "retrocessione rispetto alla legge Vassalli". Differenze tra i due testi. Buemi chiarisce che il filtro di ammissibilità ai ricorsi contro le toghe viene abrogato sia dal testo in commissione che da quello del governo e non è un punto che verrà rimesso in discussione. Il relatore e il governo convergono poi sulla necessità di introdurre l'obbligatorietà dell'azione di rivalsa nei confronti del magistrato. L'aspetto su cui il governo non ha condiviso la linea della commissione è invece quello che riguarda "il discostamento immotivato dall'interpretazione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione". Secondo il ministro infatti non si può introdurre una responsabilità da attività di interpretazione di norme di diritto. Ma Buemi non è d'accordo e ritiene che "sarebbe giusto almeno introdurre l'obbligo per il magistrato di motivare una eventuale sentenza 'fantasiosa' come ne abbiamo viste tante in questi anni". Infine il governo propone di stabilire un limite all'azione di rivalsa nei confronti del magistrato, mentre il relatore sostanzialmente non poneva limiti alla rivalsa. In coerenza con l'iniziativa governativa in materia, l'emendamento di Orlando propone che "la rivalsa non possa superare una somma pari alla metà di una annualità dello stipendio, al netto delle trattenute fiscali, percepito dal magistrato al tempo in cui l'azione di risarcimento è proposta". Lavoro di ricucitura. "Affermeremo la linea del nostro testo di legge - assicura Orlando, che nel pomeriggio ha incontrato il nuovo numero uno dei penalisti, Beniamino Migliucci - all'interno del quale c'è un equilibrio che migliora l'attuale normativa.
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TITOLO: Legge di Stabilità, il testo arriva al Colle: "Ora attento esame". Ue: "Alcuni dati vanno chiariti"
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: La manovra approda alla Presidenza della Repubblica in attesa della bollinatura della Ragioneria Generale dello Stato che dovrebbe avvenire domani. Giovedì. ..
TESTO:La stesura del disegno di legge di Stabilità si è rivelata più complessa del previsto a causa del confronto con la Commissione europea, che sembra intenzionata a rinviare al mittente per modifiche la prima manovra firmata da Matteo Renzi. "Il 29 la Commissione esprimerà una valutazione", ha detto domenica il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan lasciando intendere che Bruxelles chiederà formalmente al governo di rivedere la manovra. Entro domani, dunque l'esecutivo comunitario dovrebbe inviare una lettera al governo di Roma per sancire che il rinvio al 2017 del pareggio di bilancio strutturale, calcolato cioè al netto del ciclo economico e delle una tantum, costituisce "un'inosservanza particolarmente grave degli obblighi di politica finanziaria", secondo le norme Ue. La legge di Stabilità limita a 0,1 punti percentuali di Pil la correzione del 2015, quando Bruxelles chiede invece lo 0,7%. Inoltre, ha un impianto espansivo: il governo alza di 11,5 miliardi l'indebitamento netto del 2015. Ma i malumori aumentano mano a mano che la struttura della manovra diventa più chiara. Come già accenntato, Regioni e Comuni sono sul piede di guerra perché il governo impone loro tagli per oltre 6 miliardi. Cgil, Cisl e Uil contestano il posticipo al 10 di ogni mese del pagamento delle pensioni, che definiscono "un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani". Le bozze più aggiornate in circolazione ridimensionano anche il taglio dell'Irap da 5 miliardi: l'aliquota principale tornerà al 3,9% dal 3,5% ma con effetto retroattivo al 2014.
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TITOLO: Cgil, Camusso scrive a iscritti: "facciamo sentire la nostra voce". Attese oltre 120mila persone
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Il segretario generale chiama a raccolta tutti gli iscritti del sindacato chiedendo di partecipare alla manifestazione di sabato: "A nome di tutto il gruppo. ..
TESTO:ROMA - "E' il momento delle scelte, chiare, dedicate a creare lavoro". Questo l'esordio della lettera che il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha inviato agli iscritti, per rivolgere "un cordiale invito" ad essere presenti alla manifestazione del 25 ottobre. "Il vostro coraggio è importante - scrive Camusso - Uniti possiamo aprire una nuova fase e cambiare l'Italia. Facciamo sentire la nostra voce, schierandoci dalla parte del lavoro. Facciamolo insieme".   Il leader della Cgil ricorda che "sono passati sette anni dall'inizio della crisi e a pagarne il prezzo continuano a essere i lavoratori e le famiglie, i giovani e i pensionati, i precari, gli esodati, i disoccupati di ogni età". In Italia ed in Europa "si continua con la politica del rigore che tra tagli lineari, interventi sul mercato del lavoro, blocco dei contratti, non dà lavoro e impoverisce le famiglie, come confermato dalla recessione che permane nel nostro Paese. La conferma di quelle politiche che, purtroppo, caratterizza il governo Renzi, insiste su un'idea di Italia che compete al ribasso, non scommette su innovazione, istruzione, ricerca, non scommette sul lavoro di qualità". La Cgil - sottolinea Camusso - rivendica "un futuro che sia migliore, non peggiore del passato" ed è per questa ragione che ha organizzato la manifestazione sabato a Roma: per "restituire dignità a chi lavora e ripristinare un principio indispensabile: l'uguaglianza". 'Lavoro, Dignità, Uguaglianza. Per cambiare l'Italia', questo il tema della manifestazione che si terrà sabato 25 ottobre a Roma promosso dalla Cgil nazionale promuove una manifestazione dietro le parole 'Lavoro, Dignità, Uguaglianza. Per cambiare l'Italia'. Il lavoro, da difendere e da creare, questa la vera emergenza del Paese, e la Cgil propone un deciso cambio della politica economica, l'attuazione di investimenti pubblici e privati, l'estensione dei diritti, meno forme contrattuali e più stabilità, l'allargamento universale delle tutele, la diffusione dei contratti di solidarietà. Sono previsti due cortei, uno da piazza della Repubblica e l'altro da piazzale dei Partigiani, con concentramento alle 9, partenza alle 9.30 e arrivo in piazza San Giovanni. Qui ci sarà un accompagnamento musicale dei Modena City Ramblers mentre dal palco si alterneranno interventi di delegati, giovani e precari, insieme a qualche sorpresa da scoprire direttamente il 25 ottobre. Il tutto si chiuderà con l'intervento conclusivo di Susanna Camusso. Il percorso. Il primo corteo da piazza della repubblica ospiterà i lavoratori provenienti da: Alto Adige, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Umbria, Valle D'Aosta, Veneto. Il percorso sarà: via l. Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza Esquilino, via Liberiana, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, via Statuto, piazza Vittorio Emanuele II, via Emanuele Filiberto, piazza San Giovanni. Il secondo corteo partirà da piazzale dei Partigiani e sarà composto dai lavoratori di: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Toscana, Trentino. Il percorso di questo corteo sarà: via delle Cave Ardeatine, piazzale Ostiense, piazza di Porta San Paolo, viale Piramide Cestia, piazza Albania, viale Aventino, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Celio Vibenna, via Labicana, via Merulana, piazza San Giovanni. I numeri. Per quanto riguarda le prenotazioni gestite direttamente dalla Cgil, e sempre relative a venerdì scorso, si registrano 2.300 pullman prenotati, 7 treni straordinari, più i posti nei treni ordinari, una nave dalla Sardegna e centinaia di prenotazioni aeree. Per un totale di oltre 120 mila partecipanti, senza contare tutti coloro che si mobiliteranno dalla città di Roma e dall'intera regione Lazio e tutti quelli che arriveranno dal resto d'Italia. Prevista una forte partecipazione degli studenti grazie all'impegno da parte delle associazioni degli studenti medi e universitari.  
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TITOLO: Il premier Renzi punta al 51%: le simulazioni del voto anticipato
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Uno studio che gira tra i corridoi del Senato ha testato le proiezioni di un voto con la legge elettorale attualmente in vigore, ovvero il Consultellum. I.. .
TESTO:ROMA - Puntare al 51 per cento. O avvicinarsi molto, che avrebbe lo stesso effetto. Uno studio che gira tra i corridoi del Senato ha testato le proiezioni di un voto con la legge elettorale attualmente in vigore, ovvero il Consultellum: proporzionale puro con le preferenze e sbarramenti piuttosto alti. I risultati sono sorprendenti. Basterebbe ottenere un risultato intorno al 44-45 per cento (che gli sbarramenti favorirebbero) per avere la maggioranza sia a Montecitorio sia a Palazzo Madama. Il Pd, grazie al 40,8 delle Europee, è già abbastanza vicino. Un allargamento ai pezzi della sinistra di Sel e ai centristi di Scelta civica lo lancerebbe verso il traguardo. "Quei numeri sono alla nostra portata", ripete Renzi ai fedelissimi. Da questo punto di vista e ascoltate le parole del premier-segretario, molti degli esponenti della direzione Pd si sono convinti che tutto sembra muoversi verso le elezioni anticipate la prossima primavera. Su questo il premier avrebbe sondato il terreno presso Forza Italia. Ma è un'aria che viene annusata in tutto il Parlamento. Dal Pd ai berlusconiani. E non solo. Da giorni Angelino Alfano e Gaetano Quagliariello stanno riflettendo su una exit strategy per non trovarsi schiacciati tra Largo del Nazareno e Arcore. I sondaggi descrivono una situazione pericolosa per i transfughi dell'ex Pdl. "Dobbiamo cambiare nome al partito", dicono. Solo un inizio, anche se il traguardo è chiaro. Un'alleanza con il Partito democratico nel caso dovesse essere confermato il premio di maggioranza alla coalizione. Un ingresso sotto le ali renziane se invece prevalesse la linea di un bonus alla singola lista. Oppure, se alla fine il voto venisse consumato con il sistema uscito dalla Corte costituzionale, con il 2,5 per cento dei sondaggisti, l'adesione al Pd sarebbe inevitabile. È un percorso, quello immaginato dai vertici dell'Ncd, che non si può certo fare all'insegna del "centrodestra". Da qui il lavorìo sulla modifica della ragione sociale. Premessa obbligata al dialogo con il premier. Renzi definisce questo modello aperto a tutti, realizzatore di una vera vocazione maggioritaria nei numeri, il Partito della Nazione. Una forza politica capace di parlare a diversi strati della società, di farsi votare trasversalmente: dai giovani e dagli anziani, dai datori di lavoro e dai lavoratori, dagli uomini e dalle donne. Assomiglia in modo impressionante a come è stata costruito l'appuntamento della Leopolda, negli ultimi 4 anni. Una kermesse dove, da Nord a Sud, si possono sentire protagonisti persone molto diverse fra loro. Negli Stati uniti si chiama catch all party ossia il "partito pigliatutto". Uno studio molto simile a quello che passa di mano in mano al Senato è contenuto in una cartellina che Denis Verdini si porta sempre dietro. In una riunione l'ha anche mostrato al presidente del consiglio. Ed è l'argomento forte che il plenipotenziario fiorentino usa per convincere Silvio Berlusconi ad aprire alle modifiche dell'Italicum suggerite da Renzi. "Senza di te che sei incandidabile e con le preferenze, Forza Italia rischia seriamente di sparire", sussurra Verdini nell'orecchio dell'ex Cavaliere. "E Matteo può avere la maggioranza comunque". Dunque, da Arcore la proposta è accelerare sull'Italicum, anche con le modifiche. Compresa l'idea di cancellare dal testo l'articolo 2. Quell'articolo è la clausola di salvaguardia pretesa dalla minoranza del Pd e da Forza Italia (quattro mesi fa): prevede che la nuova legge elettorale sia valida solo per la Camera, in attesa della definitiva cancellazione del Senato. Un norma anti-elezioni anticipate. Ma se Verdini e Renzi cominciano a lavorare sull'annullamento della clausola, la prova di una voglia elettorale che coinvolge sia Largo del Nazareno sia Arcore diventerebbe certa. Come le impronte digitali o il Dna. Allora nel Pd la scissione non sarebbe più solo una chiacchiera. Andrea Romano è solo l'apripista di Scelta civica. Lo hanno preceduto Gregorio Gitti e Lorenzo Dellai, transitando senza clamori nel gruppo Pd alla Camera. Ma so- no pronti a seguirlo i senatori Linda Lanzillotta, Pietro Ichino e Alessandro Maran. Tre ex Pd che finalmente si riconoscerebbero nella linea di Largo del Nazareno dopo aver sbattuto la porta ai tempi di Bersani. Quindi, un'intera storia verrebbe rinnegata. Una stagione passerebbe agli archivi e il partito cambierebbe davvero verso o meglio natura. Stefano Fassina si sfogava ieri alla fine della direzione: "Il punto è: su quale asse di cultura politica e di programma il Pd si allarga e diventa altro? Dietro l'abbraccio a tutti porta avanti gli interessi dei più forti? ". Gianni Cuperlo ironizza, ma a modo suo, dicendo la sua verità: "Finché non arrivano Razzi e Scilipoti, io resisto". Però dall'ex sfidante è arrivato l'attacco più sottile ieri pomeriggio. Quando parla di "partito parallelo" Cuperlo parla di un partito diverso, non quello che hanno costruito i Ds, anche i Ds. Ma Renzi vuole smontare il tabù identitario del Pd, stravolgerlo, consegnarlo alla storia e passare oltre. "Manca Verdini - sibila Pippo Civati citando Bennato -. Poi si parte. Prima stella a destra, questo è il cammino. ..". Anche se, almeno all'apparenza, sono gli altri a seguire il cammino di Renzi, a essere ipnotizzati dal leader del Pd, dalla sua forza e dai suoi consensi.
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TITOLO: Manovra al Colle ma c'è tensione sulle scelte di Renzi
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: Un'ora e mezza di colloquio al Quirinale tra Napolitano e Renzi sulla legge di stabilità. Secondo il ministro Lupi il colloquio è andato bene, ma la tensione. ..
TESTO:Un'ora e mezza di colloquio al Quirinale tra Napolitano e Renzi sulla legge di stabilità. Secondo il ministro Lupi il colloquio è andato bene, ma la tensione sulla manovra economica del governo è piuttosto alta. Un comunicato di quattro righe del Quirinale ha sottolineato che il documento del governo era arrivato, ma che mancava ancora il timbro della Ragioneria dello Stato, e che l'esame del capo dello Stato sarebbe stato puntiglioso e attento. Tutto questo mentre da Bruxelles il commissario Katainen - anche lui con la legge di stabilità sulla scrivania - annunciava un particolareggiato esame della manovra italiana. E il commissario uscente Barroso non mancava di ricordare che nel 2011 l'Italia era "sull'orlo dell'abisso". Erano gli ultimi giorni del governo Berlusconi, poi due anni drammatici con la bocciatura di Marini e Prodi per il Quirinale, il dramma del Pd, la rielezione di Napolitano e, prima ancora il tentativo fallito di Bersani, il susseguirsi dei governi Monti e Letta. Infine, il governo Renzi dopo le primarie con tre milioni di voti. Ora due passaggi fondamentali sono davanti al premier: la legge di stabilità, appunto, e l'introduzione nell'Italicum del premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione. Sembra solo un particolare tecnico e invece ha un valore politico enorme. Perché dal premio alla lista passa il progetto renziano del Pd come partito della Nazione, un partito che ha le radici a sinistra ma che parla a tutto il Paese e che si presenta con un arco di esperienze politiche che vanno dagli ex Sel di Migliore agli ex Scelta civica di Romano. Ma il nerbo è quello del Pd. Ed è dentro il partito democratico che ferve la discussione su questo progetto che la minoranza di sinistra e la Cgil vedono con grande preoccupazione e perplessità. Nella tre giorni della Leopolda Renzi articolerà ancora il progetto lanciato nella Direzione ma contemporaneamente dalla manifestazione della Cgil partirà la controffensiva. La maggioranza alla Camera tiene e sventa un blitz di Forza ITalia e Lega sulla responsabilità civile diretta dei giudici.  
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TITOLO: Calo del desiderio nelle donne? Tutta colpa del pvc
DATA: 2014-10-21
OCCHIELLO: A causarlo sarebbero gli ftalati, sostanze chimiche usate per ammorbidire la plastica, che interferiscono con gli ormoni naturali
TESTO:"CARO, non stasera, ho mal di testa! ": fino a oggi questa frase poteva sembrare solo una scusa delle donne per sottrarsi dalle "attenzioni" del proprio partner. Ma davvero sarà solo una scusa? Uno studio della University of Rochester School of Medicine (Usa), presentato in occasione della conferenza annuale a Honolulu dell'American Society for Reproductive Medicine sembra aver dato una risposta al calo della libido delle donne. I "colpevoli", secondo la ricerca, sarebbero gli additivi usati per ammorbidire la plastica. Il calo di interesse delle donne per il sesso, quindi, potrebbe essere causato da prodotti e oggetti che si trovano comunemente in giro per casa. Si tratta di sostanze chimiche, gli ftalati, che si trovano ovunque: dalla tenda in Pvc della doccia al cruscotto dell'auto ai contenitori di prodotti alimentari. Secondo i ricercatori, questi ftalati interferirebbero con gli ormoni naturali che sono importanti per la salute in generale. Minuscole particelle possono entrare nell'organismo sia attraverso la respirazione sia con l'alimentazione. Considerati già pericolosi dall'Organizzazione mondiale della sanità, nel nuovo studio gli ftalati sono stati collegati alla sessualità femminile. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno misurato i livelli di ftalati nelle urine di 360 donne incinte di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Inoltre, hanno interrogato le donne sulla loro libido nei mesi precedenti alla gravidanza. Ebbene, le donne con il numero maggiore di ftalati nell'organismo avevano più del doppio delle probabilità di lamentare una mancanza di interesse per il sesso. I ricercatori sospettano che gli ftalati interferiscano con la produzione di ormoni sessuali, come gli estrogeni e il testosterone, entrambi coinvolti nella libido femminile.
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TITOLO: Is: Usa lanciano armi, munizioni e farmaci ai curdi di Kobane
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO:
TESTO:WASHINGTON - Armi, munizioni e attrezzature mediche sono statti lanciati dagli Usa ai curdi siriani, assediati nella città di Kobane, l'enclave vicino alla frontiera turca. Lo ha reso noto il comando americano per il Medio Oriente e l'Asia Centrale. È la prima volta che gli Usa lanciano materiale ai combattenti curdi nella città da settimane assediata dai jihadisti, un'operazione che potrebbe irritare la Turchia. Lanci nella notte. Un cargo C-130 ha effettuato diversi lanci di attrezzature di materiale per permettere agli assediati di resistere all'offensiva degli jihadisti dello Stato Islamico contro la città. Il comando centrale americano (Us Centcom) ha aggiunto che i 135 attacchi aerei effettuati vicino Kobane nei giorni scorsi, combinati con la resistenza dei curdi sul terreno, hanno rallentato l'avanzata dei gruppo terroristico verso la città. "Tuttavia la situazione della sicurezza a Kobane rimane precaria, perché l'Is continua minacciare la citta e i curdi a resistere", si legge ancora nel comunicato diffuso da Us Centcom. Poco più tardi anche un portavoce delle forze curde a Kobane ha confermato che "una larga quantità di munizioni ed armi" ha raggiunto la città. Il principale gruppo armato curdo in Siria ha ringraziato per le armi e le munizioni ricevute dagli americani e si è augurato maggiore sostegno da parte di Washington. Il materiale "avrà un impatto positivo sul corso delle operazioni militari e certamente speriamo ancora in maggiore sostegno", ha detto Redur Xelil, portavoce delle Unità di Protezione del Popolo curdo. I timori turchi. Gli Usa hanno preavvisato la Turchia dell'intenzione di consegnare armi ai curdi siriani, ai quali il  governo di Ankara guarda con molta diffidenza per via dei loro legami con i curdi turchi. Sulla spinosa questione, il presidente Usa, Barack Obama, ha telefonato sabato al collega turco, Recep Tayyip Erdogan, e gli ha comunicato i piani americani. "Comprendiamo le preoccupazioni turche, ha aggiunto un portavoce dell'amministrazione americana, ma lo Stato islamico è un "nemico comune" di Usa e Turchia. Ancora combattimenti. La battaglia per il controllo della terza città curda della Siria, dove i jihadisti sono riusciti a penetrare il 6 ottobre, prosegue intanto strada per strada. Lo Stato islamico è riuscito a progredire un po' verso il centro città mentre i curdi spingono verso Est, secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani.  
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TITOLO: Giappone, si dimettono due ministre. Il premier Abe: "Mi scuso profondamente"
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Doppio scandalo nel governo. Lasciano la responsabile dell'Industria e quella della giustizia. La prima è sospettata di aver utilizzato fondi politici per. ..
TESTO:TOKYO - Brutto colpo per il premier giapponese, Shinzo Abe. Due delle cinque donne ministro nel suo gabinetto si sono dimesse: prima ha lasciato il nuovo ministro dell'economia, Yuko Obuchi, per sospette irregolarità nell'uso di fondi pubblici; poche ore dopo dopo ha presentato le sue dimissioni il ministro della giustizia, Midori Matsushima, accusata di violazione della legge elettorale. Le due ministre erano entrate al governo a settembre nell'ambito del primo restyling dell'esecutivo dall'arrivo al potere di Abe, nel 2012: un'operazione per ottenere nuova popolarità e proporre una nuova immagine delle donne nel mercato del lavoro.   Appena 40enne, elegante e telegenica, la Obuchi, madre di due figli e figlia di un ex primo ministro, era considerata l'immagine giusta per convincere l'opinione pubblica più scettica della necessità di riapertura dei reattori nucleari chiusi dopo il disastro di Fukushima, nel 2011. Lei in particolare è sospettata di aver speso tra il 2007 e il 2012, quando era ancora parlamentare, diversi milioni di yen (centinaia di milioni di euro) senza alcun rapporto con la sua attività politica: per sue spese personali (anche prodotti cosmetici in grandi magazzini) e per regali ai suoi sostenitori (per esempio, biglietti di teatro gratis). "Sono stato io ad averla chiamata", ha detto Abe in conferenza stampa, subito dopo le dimissioni del Ministro dell'Industria Yuko Obuchi,   poco prima che lasciasse anche il titolare della giustizia. "Me ne assumo la responsabilità e mi scuso profondamente". Successivamente ha annuncianto che oggi stesso nominerà i sostituti.  
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TITOLO: “Sottomarino di Mosca davanti alla costa svedese”. È caccia a “Ottobre rosso”
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Forze armate in allerta: inviati jet, navi e squadre speciali “Operazione di una potenza straniera”, il Cremlino smentisce
TESTO:"Con ogni probabilità un? operazione sottomarina di una potenza straniera è in corso nelle nostre acque territoriali", hanno detto fonti della Difesa svedese al quotidiano Svenska Dagbladet. Già da giovedì, i servizi d? ascolto dell? intelligence svedese hanno intercettato diverse chiamate di Sos in russo dirette a Kaliningrad, dove è la sede del comando della flotta del Baltico. Poco dopo i primi segnali, un sottomarino è stato avvistato sempre giovedì nel golfo di Kanholmsfjaerden. L?indomani, gli 007 di Stoccolma hanno captato un altro segnale straniero, ma in cifra, sempre inviato dalla zona di Kanolmsfjaerden e diretto a Kaliningrad. Corvette e fregate antisommergibili e navi veloci lanciamissili, elicotteri e aerei dotati di sonar per vedere i sottomarini in immersione, supersonici multiruolo Saab 39 Gripen dell? aviazione reale, mezzi anfibi e almeno duecento subacquei incursori delle forze speciali sono da allora in azione giorno e notte. La Svezia del nuovo governo socialdemocratico è decisa a mostrare una reazione ferma a quella che appare un? azione militare russa. Dall? inizio della crisi tra Mosca e Occidente per l? Ucraina, la tensione non cessa di salire tra il Cremlino da un lato, dall? altro Svezia e Finlandia neutrali e paesi baltici membri della Nato ma privi di vere forze armate. E contemporaneamente, il controspionaggio polacco arrestava un alto ufficiale e due funzionari, accusati di spionaggio per Mosca. Sulla durata e l? esito delle operazioni, Stoccolma non fornisce dettagli, mentre Mosca si limita a "smentire che qualsiasi nostro sottomarino abbia lanciato segnali di soccorso". Smentite che non convincono: il ricordo dell? incredibile incidente del 1981, quando lo U-137 russo s? incagliò a Karlskrona e l? equipaggio fu costretto alla resa, è ancora vivo. E il mese scorso, più volte aerei da combattimento della V-Vs, l?aviazione russa, hanno violato lo spazio aereo svedese e finlandese. A Stoccolma e a Helsinki, cresce a ogni incidente la voglia di integrarsi nella Nato.
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TITOLO: Il falso ordigno a Bonanni, tre arresti in Abruzzo
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Sequestrate pistole e una mitraglietta Skorpion. Il trio implicato in storie di droga ed estorsione<br clear='all'/>
TESTO:CHIETI - Una falsa bomba sotto casa dell'ex segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni. Un ordigno rudimentale composto da un contenitore in plastica tenuto insieme con del nastro isolante ad un involucro pieno di bulloni dal quale fuoriusciva filo elettrico, poi risultato - per fortuna - privo di carica esplosiva. E' a causa di questo falso attentato che sono finiti in manette tre giovani abruzzesi (Davide Nunziato, 32enne di Francavilla Al Mare, Donato Colasante, 21enne di Guardiagrele e Valeria Di Stefano, 30enne di Pescara) accusati di minaccia aggravata con scopo eversivo. L'inchiesta della Procura Distrettuale dell'Aquila, portata avanti dal procuratore Fausto Cardella e dalla pm Antonella Picardi, è nata nella primavera scorsa quando, nella notte tra il 20 ed il 21 marzo, una telefonata anonima al 112 avvisava che davanti l'abitazione a Francavilla di Bonanni (all'epoca segretario generale della Cisl) era stata posizionata una bomba. La telefonata anonima, fatta poi ascoltare ad un militare profondo conoscitore del territorio, permetteva di identificare Nunziato come colui che, sotto falso nome, aveva avvisato dell'esistenza di "una bomba" davanti l'abitazione "del politico". Nunziato, vecchia conoscenza della Squadra Mobile, era stato arrestato nel gennaio 2013 in una operazione congiunta con i Carabinieri di Chieti, trovato in possesso di alcune pistole e di una mitraglietta Skorpion. Gli investigatori hanno scoperto che Nunziato era stato aiutato da Donato Colasante, giovane pregiudicato, anche lui con una passione per le armi e per la costruzione di ordigni esplosivi. Nel corso di una perquisizione operata nel luglio scorso, gli investigatori hanno sequestrato altre armi a Nunziato (due pistole ed un fucile, oltre a numerose munizioni) e trovato nel pc del Colasante le istruzioni per la costruzione di ordigni artigianali, anche utilizzando napalm. Le numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno svelato l'attenzione ossessiva di Nunziato e della moglie Valeria Di Stefano nei confronti del Bonanni, di cui veniva attentamente studiata la presenza a Francavilla al Mare monitorando la presenza della scorta al seguito del sindacalista. Lui e Colasante, in almeno un'occasione, hanno "pattugliato" le strade di Francavilla al Mare alla ricerca di persone di colore alle quali sparare con una pistola soft air in modo indiscriminato, per solo odio razziale. E' stata attentamente monitorata anche l'attività sui social network, ed in particolare su Facebook dove Nunziato ha in uso un profilo dall'inquietante nome "Davide Al Zarqawi". Le attività hanno permesso di scoprire altri reati commessi dal Colasante, che è stato arrestato anche per aver estorto denaro ai propri familiari e per aver indotto alla prostituzione una ragazza minorenne, evento sventato dall'intervento tempestivo della Polizia. Inoltre, è stato scoperto un giro di spaccio di stupefacenti ed altri reati commessi dagli indagati (furti, danneggiamenti, incendi ed altro) sul quale sono ancora in corso indagini. Per Nunziato e Colasante è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per la Di Stefano, che ha una  figlia in tenera età, sono stati disposti gli arresti domiciliari. L'operazione è stata possibile anche grazie alla collaborazione dell'Aisi (servizi segreti italiani).
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TITOLO: Corso Francia, Keita della Lazio perde il controllo della Lamborghini e si schianta: illeso
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Incidente all'alba del biancoceleste è finito contro le strutture di ponte Flaminio. L'agente: "Il giocatore sta bene, la causa dell'impatto è da imputare solo. ..<br clear='all'/>
TESTO:Incidente stradale all'alba a Roma per l'attaccante della Lazio Keita Baldé Diao. Secondo quanto si è appreso dalla polizia municipale, il calciatore ha perso il controllo della Lamborghini sulla quale viaggiava ed è finito contro le strutture di ponte Flaminio. Il giocatore sarebbe rimasto illeso. L'incidente è avvenuto su Corso Francia, nel quadrante nord della città. Il giocatore di 19 anni ha perso il controllo della sua Lamboghini Gallardo che è andata completamente distrutta e trasferita in un deposito giudiziario. Il viadotto di Corso Francia è stato chiuso fino alle 7 per permettere la pulizia della strada da parte dell'Ama. I rilievi sono stati eseguiti dal XV e dal II gruppo dei vigili urbani. "Keita sta benissimo. Non riporta nessuna lesione- fa sapere in una nota l'agente del giocatore biancolceste- Vorrei solo sottolineare che la causa dell'incidente ê solo dovuta all'inesperienza del ragazzo alla guida. Non sono da ricercare altre cause. E stato solo un grande spavento. Ringraziamo tutti i tifosi della Lazio, quelli veri,   che si sono preoccupati per la sua salute. E speriamo in breve tempo di condividere con loro e con la societâ le gioie calcistiche a cui Keita ci ha abituato".  
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TITOLO: Roma, Quintavalle: "Nuova aggressione, pietre contro il bus, vetri in frantumi: due feriti"
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: La denuncia del presidente del sindacato Cambia-menti M410: "Pietre lanciate sul mezzo 556, colpite due passeggere". Al vaglio le immagini delle telecamere di. ..<br clear='all'/>
TESTO:Un bus della linea 556 preso a sassate e due ragazze ferite. E' accaduto nella notte a Roma, nel quartiere di Tor Tre Teste, in via Tovaglieri. A raccontarlo è stata Micaela Quintavalle, del sindacato Cambia-menti M410, sulla sua pagina facebook. "Due ragazzi hanno lanciato pietre contro il bus all'altezza della chiesa moderna - ha scritto - Il vetro si è frantumato ferendo due donne, due innocenti passeggere. Una di loro è stata portata in ospedale". Indaga il commissariato di Torpignattara. Sono al vaglio degli investigatori le registrazioni di telecamere di sorveglianza di negozi e banche del quartiere per risalire ai responsabili della nuova aggressione a un autobus di linea. Il conducente del bus della linea 556 dopo "l'urto" avrebbe visto due persone scappare a piedi. Al momento non si esclude che possa trattarsi di una "bravata" compiuta da qualche ragazzino. Il sasso ha infranto il lunotto posteriore del mezzo ferendo di striscio al fianco una ragazza di 18 anni che era in compagnia della madre. La giovane, portata in ospedale, è stata medicata e dimessa. Ieri un altro episodio di violenza a bordo di un mezzo pubblico.
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TITOLO: Milano, strangola la fidanzata poi racconta tutto all'amico al telefono: arrestato 42enne
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Le ha stretto un laccio intorno al collo. Due mesi fa la polizia era già intervenuta nella stessa casa in via della Commenda per un grosso litigio. Nella notte. ..<br clear='all'/>
TESTO:Ma il delitto è stato scoperto solo alle dieci di sera, quando Maggioncalda - che vive in una mansarda sopra l'appartamento dei genitori - è uscito di casa e, incrociando il padre, gli ha chiesto di controllare come stava la ragazza. Poi si è allontanato, ha raggiunto piazza Sant'Ambrogio da dove ha telefonato all'amico che vive a Garlasco (Pavia) e gli ha raccontato quel che era successo. E' stato lui a dare l'allerta. I poliziotti hanno raggiunto l'omicida e lo hanno arrestato. I rapporti tra i due fidanzati erano caratterizzati da liti frequenti e violente. Secondo i vicini, non era la prima volta che la donna veniva picchiata. Il padre di Sonia, Michelangelo, ascoltato dagli inquirenti ha raccontato dell'aggressione subita dalla figlia il 28 agosto "nella casa o nel garage della nonna in via Orti". L'uomo si è detto convinto di averla salvata, perché lei era riuscita a telefonargli: "L'ho salvata perché mi ha chiamato. Sono entrato nel cortile e l'ho trovata sanguinante. Lui le aveva anche rotto un timpano e le hanno dato 30 giorni di prognosi". Nonostante questo, e la denuncia mai ritirata, Sonia "continuava a frequentarlo - ha proseguito il padre -. Lui faceva in bici il giro del nostro palazzo per beccarla e poi le diceva 'perdonami'. Lei era fragile. ..bevevano entrambi". Un altro episodio è stato raccontato da Tilena La Macchia, legale del padre, il quale ha confermato che la vittima alla fine del maggio del 2006 aveva subito un tentativo di violenza sessuale nel cosiddetto fortino della droga di viale Bligny da parte di Adel Ben Boughani, un tunisino che in quell'occasione aveva ferito uno spacciatore marocchino, Said El Harti, e ferito con una coltellata alle spalle la stessa ragazza, mentre cercava di scappare per le scale. I tre poco prima avevano fumato insieme cocaina. Tornando alle testimonianze dei vicini sulle liti nella coppia: "La gente aveva chiamato le forze dell'ordine più di una volta - racconta il cameriere di un ristorante di fronte al luogo del delitto - si sentivano le urla di sera e di notte, tutti sapevano che tra di loro c'erano litigi furibondi: nonostante mettessero la musica di Baglioni a un volume pazzesco, dalla strada si sentiva lui che le si scagliava contro arrabbiato e lei che urlava 'basta' e si capiva che si lanciavano addosso delle bottiglie". "Spesso si vedeva in giro lei piena di lividi, poi un mese fa - ricorda ancora il giovane - l'hanno trovata sanguinante per strada". Anche un barista dell'adiacente via Orti, ricorda di aver trovato Sonia sanguinante, riversa a terra, circa un mese fa. L'uomo aveva chiamato i soccorsi e il padre della donna era arrivato per sostenerla, ma secondo i vicini lei non aveva voluto denunciare il suo uomo. In questura Maggioncalda ha confessato: ha detto di aver stretto sul collo della fidanzata l'elastico portapacchi che usava per trasformare due letti singoli in un matrimoniale. Ma al pm Giancarla Serafini ha detto che la donna non era ancora morta quando si è allontanato da casa. Il quarantaduenne, che lavora nell'orologeria di famiglia, è stato arrestato per omicidio volontario aggravato. Nelle prossime ore verrà interrogato per la convalida.
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TITOLO: Grillo espelle da M5s i contestatori del Circo Massimo. Ma loro: "Chi ha deciso? No abusi"
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Dopo il sindaco di Comacchio cacciato con una mail, Casaleggio sul blog: fuori dal movimento i quattro attivisti che sul palco della tre giorni romana. ..
TESTO:ROMA - Dopo il sindaco di Comacchio cacciato con una mail (lui si chiama Marco Fabbri e parla di "deriva fascista"), in casa Movimento 5 Stelle si consumano quattro nuove espulsioni. Si tratta degli attivisti che, sul palco del Circo Massimo, hanno organizzato una protesta durante la tre giorni intitolata 'Italia 5 Stelle'. Un asciutto 'post scriptum' pubblicato sul blog beppegrillo. it annuncia il provvedimento, in coda a un articolo firmato dal plenipotenziario della comunicazione M5s, Gianroberto Casaleggio sulla "morte dei giornali". Questo il testo che annuncia la cacciata: "Ps. Giorgio Filosto, Orazio Ciccozzi, Pierfrancesco Rosselli, Daniele Lombardi hanno approfittato del loro ruolo di responsabili della sicurezza del palco di Italia 5 Stelle - vi si legge - per occupare il palco stesso. In rispetto per gli oltre 600 volontari che hanno dedicato il loro tempo e lavoro per il successo dell'evento e delle centinaia di migliaia di attivisti del movimento presenti all'evento, i 4 sopracitati sono fuori dal M5s". Il post, tuttavia, non dà conto di quale sia stato il procedimento che ha condotto alla decisione, né da chi sia stata assunta.
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TITOLO: Bonus bebè, Vendola: "Propaganda, gli asili chiudono". Lorenzin: per terzo figlio, assegno anche a redditi oltre 90 mila euro
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: L'annuncio del premier sull'assegno di sostegno per le neomamme non convince molti anche a sinistra. Critico il leader di Sel. La Lega Nord attacca: "Ennesima. ..
TESTO:"Gli 80 euro per le neomamme sono un primo, tardivo segnale di attenzione nei confronti delle donne, dopo che Renzi ha voluto tenere per sé le competenze in materia di Pari Opportunità senza, di fatto, esercitarle. Il bonus è una buona iniziativa, ma c'è bisogno di una politica di più ampio respiro in favore delle donne", è la posizione della deputata di Forza Italia Elena Centemero, membro della commissione Equality and Non Discrimination del Consiglio d'Europa. "Gli interventi da fare non mancano, a cominciare dall'implementazione del Piano nazionale antiviolenza. Ad esempio, nella Legge di stabilità il governo si è ricordato dei fondi per i centri antiviolenza? Anche sulle politiche per le pari opportunità, procedere 'passo dopo passo' va bene solo se si sa dove si sta andando", conclude Centemero. È, invece, sicura che "il bonus di 80 euro alle neomamme va incontro a un'esigenza fondamentale del Paese", che è quella di tornare a crescere, a partire dalla famiglia e che sia "uno dei migliori investimenti che possiamo fare per il futuro" Dorina Bianchi, vicecapogruppo Ncd alla Camera. All'interno del Pd le posizioni non sono omogenee. Per il deputato del Pd, Matteo Colaninno, "gli 80 euro per le neomamme costituiscono una scelta di speranza per il Paese. È lo Stato che investe sul futuro e costruisce fiducia. Questa decisione annunciata ieri dal premier Renzi - prosegue - è bella, giusta e va sostenuta". Non è così ottimista Cesare Damiano: "Fare tante promesse non serve se poi non ci sono le risorse per renderle concrete", ha dichiarato, arrivando alla direzione del Pd. "C'è un problema di coperture per gli ammortizzatori sociali: è giusto darli a tutti, ma le coperture pare non ci siano. Anche per il bonus alle neomamme si tratta di una estensione di diritti, ma vanno trovate le coperture". Scettica la Cgil: "Non so se l'intervento possa essere coperto dal mezzo miliardo del fondo per la politica  per la famiglia: spero che gli 80 euro - ha detto il segretario generale, Susanna Camusso - siano accompagnati da una politica di scuole per l'infanzia. Mi sarei aspettata più una politica di sostegno per famiglie in povertà". La leader sindacale, poi, ha tenuto a sottolineare che siamo ancora di fronte a un annuncio su cui è complicato dare giudizi poiché non si sa se il bonus è riferito a un reddito familiare e per un solo figlio, e se, quindi, il provvedimento sarà selettivo. Una trovata propagandistica più che una misura realmente efficace: è questo il giudizio dei segretari confederali dell Ugl, Giuseppe Carenza e Ornella Petillo: "Invece che con un importo fisso uguale per tutti, si dovrebbe intervenire con politiche mirate come il quoziente familiare, che tiene conto del reddito e della composizione dei nuclei", hanno dichiarato. Il Codacons vede nella misura annunciata un "segnale importante, ma assolutamente insufficiente". A chi spetta il bonus bebè - In attesa che il ministero dell'Economia faccia interamente chiarezza sui requisiti per beneficiare del bonus bebè, un nuovo dettaglio è statao aggiunto oggi dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Parlando alla conferenza stampa dell'Ncd sulla Legge di stabilità, Lorenzin ha spiegato, citando fonti del Mef, che "gli 80 euro al mese sono per tre anni per chi ha uno o due figli e un reddito sotto i 90 mila euro. Sopra i 90 mila euro solo dal terzo figlio". L'assegno, ha confermato il ministro, sarà di circa mille euro l'anno e per tre anni.
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TITOLO: Cittadinanza più rapida per i bambini stranieri. Renzi: "Ius soli temperato, sarà sufficiente un ciclo scolastico"
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO:
TESTO:ROMA - La cittadinanza italiana ai figli degli stranieri. Per Renzi "un fatto di civiltà", un vagone di quel treno dei diritti civili che partirà dopo la sessione di bilancio e la legge elettorale. I renziani ne parlano fin dai tempi della prima Leopolda e, a grandi linee, il progetto ormai è definito. Non sarà un'apertura indiscriminata, ma si passerà dallo ius sanguinis (è cittadino solo chi nasce da italiani) a uno ius soli temperato: cittadinanza per i bambini che nascono in Italia da genitori immigrati, a patto però che concludano un ciclo scolastico. Il disegno di legge del governo arriverà a fine anno, stavolta alla Camera - mentre delle unioni civili se ne occuperà prima il Senato - e l'obiettivo di Renzi è farlo diventare legge nel 2015. Che ne abbia parlato in televisione dopo la manifestazione anti-immigrati della Lega a Milano non è nemmeno un caso. Attaccato da sinistra per il Job's Act, con le unioni civili e il "ddl Balotelli" sulla cittadinanza il capo del governo punta a spiazzare i suoi avversari, senza farsi trovare là dove lo stanno aspettando. Così, per scrollarsi di dosso l'etichetta di destra che gli stanno cucendo addosso, rilancia su un tema dove aveva fallito la precedente ministra dell'Integrazione Cecile Kyenge. "Con Matteo ne abbiamo parlato. A gennaio - conferma Matteo Orfini, il presidente del Pd - partiamo con i diritti civili e sblocchiamo anche le cose lasciate a metà, come ad esempio il ddl contro l'omofobia". Un cambio di passo per dare l'idea di un esecutivo che non si occupa solo di economia ma ha una visione a 360 gradi della modernizzazione necessaria al paese. Il problema semmai si porrà con il nuovo centrodestra, nel momento di fissare i paletti per i nuovi cittadini. Scartata l'idea di un esame di "italianità" (che forse molti italiani doc non passerebbero), per il premier l'idea è quella di affidarsi al completamento di un ciclo scolastico. Scuola dell'obbligo per chi è nato in Italia, oppure la scuola secondaria superiore per chi è arrivato già adolescente. È, appunto, lo ius soli temperato. E del resto Dorina Bianchi, Ncd, ha già depositato un testo molto simile alla Camera dopo averne discusso con Angelino Alfano. Eppure, come sui matrimoni gay, gli alfaniani non intendono accettare il fatto compiuto. "Non siamo un partito xenofobo come la Lega - precisa Gaetano Quagliariello, coordinatore Ncd - e siamo d'accordo sul principio dello ius soli temperato. Il problema con Renzi è definire il grado di. .. temperatura". Intanto a Montecitorio sembra destinato per il momento a fermarsi, in attesa del disegno di legge governativo, il cammino di quella ventina di proposte che i vari partiti hanno presentato sullo stesso argomento. Marilena Fabbri del Pd e la forzista Annagrazia Calabria, come relatrici, stanno studiando un testo unico da portare in aula, ma la commissione sarà ancora a lungo intasata dalla riforma del Senato. In più la grande incognita è l'atteggiamento del grillini, molto divisi al loro interno sul tema immigrazione. La linea post Circo Massimo sembrerebbe comunque quella dell'ostruzionismo su tutto, cittadinanza compresa. Inoltre proprio sul blog di Grillo, lo scorso anno, arrivò una bocciatura ufficiale (e non firmata, quindi attribuibile ai due fondatori) della proposta di ius soli temperato avanzata dall'allora governo Letta. La regola attualmente esistente della cittadinanza acquisita dopo il compimento della maggiore età, per Grillo e Casaleggio, avrebbe potuto essere cambiata "solo attraverso un referendum" nel quale si sarebbe dovuti spiegare bene agli italiani "gli effetti di uno ius soli dalla nascita". Perché "una decisione che può cambiare nel tempo la geografia del paese non può essere lasciata a un gruppetto di parlamentari e di politici in campagna elettorale permanente". Proprio la contrarietà dei leader 5stelle per Renzi costituisce un motivo in più per andare avanti sulla proposta. Come ha dimostrato lo scontro sul reato di immigrazione clandestina, i gruppi parlamentari del M5s sui diritti civili sono infatti più aperti del vertice. Su una materia così incandescente, prevede il capo del governo, non è difficile ipotizzare altre spaccature interne se Grillo e Casaleggio dovesse imporre la linea dura.  
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TITOLO: Sfida di Sky a Mediaset, pronti canali gratis e in chiaro. Berlusconi in trincea: "Anche Renzi ci difenda"
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Gli uomini di Murdoch valutano le ipotesi di fronte ad un mercato sempre più affollato. L'arrivo di servizi di streaming come Netflix consiglierebbe di. ..
TESTO:ROMA -  La pax televisiva sta per saltare. In questi anni la tregua era stata prima firmata da Rai e Mediaset. Poi con gli anni si è aggiunta Sky. Ma nel 2015 tutto cambierà. Anzi, tutto sarà rivoluzionato. Anche con il possibile "trasferimento" in "chiaro" dell'emittente, ora a pagamento, di Murdoch. Gli uomini del magnate australiano, infatti, hanno iniziato a valutare rischi e opportunità di una trasformazione completa di Sky Italia. Non una decisione per il momento ma un'opzione concreta. Che nella sostanza prevederebbe una graduale "gratuità" per una parte dei suoi canali. Seguendo di fatto le orme di Cielo e aumentando probabilmente la presenza anche sul digitale terrestre. Il quartier generale della pay-tv di certo vuole lanciare il guanto di sfida all'ex amico Silvio Berlusconi. Contemplando anche l'idea di competere sul suo stesso terreno. Contendendo spazi, audience e quote pubblicitarie. E quindi riaprendo una battaglia che sembrava ormai finita. La guerra è tra Murdoch e Berlusconi, ma inevitabilmente coinvolgerà anche la Rai. Certo, si tratta ancora di un'ipotesi e non ancora di una scelta. Eppure, le valutazioni della principale pay-tv italiana non sarebbero un fulmine a ciel sereno. Il mercato televisivo sta diventando sempre più complicato. La sua saturazione "tecnologica" è per tutti un dato di fatto. Aggravato negli ultimi anni dalla crisi economica e dalla flessione senza precedenti della raccolta pubblicitaria. Tutti i soggetti in competizione sono quindi alla ricerca di nuovi orizzonti. Anche perché per il prossimo anno tutti dovranno fare i conti con un nuovo "competitor", Netflix. Il campione della tv su internet è già sbarcato in Germania e in Francia. E ora si prepara a "invadere" anche il nostro Paese. Con un'offerta sconfinata sui film e con canone piuttosto basso. Ecco, la società americana con la sua possibilità di fare vedere i programmi su tv o tablet sta diventando il vero incubo della tv "tradizionale". Anzi, molti lo considerano il grimaldello per far saltare l'attuale assetto televisivo e trasformarlo in toto. Con nuovi soggetti e nuovi protagonisti. Senza contare che i risultati economici di Mediaset, Rai e Sky negli ultimi anni sono stati pesantemente condizionati dalla crisi economica. Il Gruppo dell'ex Cavaliere, ad esempio, soffre ormai da tempo di una strutturale problematicità. L'ultimo bilancio è stato chiuso con un netto calo dei ricavi e ancora una volta non è stato distribuito il dividendo. La pubblicità non da segni di risveglio e l'ultimo dato certificato, quello del 2013, ha registrato una contrazione di oltre 230 milioni rispetto all'anno precedente. E le previsioni per il 2014 certo non sono ottimistiche. Non a caso negli ultimi mesi proprio Berlusconi ha ricominciato ad occuparsi del suo core business a tempo pieno. "La politica - ripete a tutti - in questo momento è la cosa meno importante. Almeno per quanto riguarda Forza Italia. Io devo pensare ad altro". E l'"altro" è appunto il futuro delle sue aziende. Dal punto di vista della "successione imprenditoriale" ma anche degli obiettivi strategici. "Non siamo messi bene - si è lasciato andare qualche giorno fa Fedele Confalonieri con un ex parlamentare di centrodestra nella saletta vip di un aeroporto - i conti continuano a peggiorare. Dobbiamo inventarci qualcosa, proprio come fece Silvio negli anni '80". L'ex Cavaliere dunque sembra preso proprio dalla battaglia che si preannuncia con Sky. "Dobbiamo prepararci", è il suo refrain. E questo impegno, in realtà, ha anche un riflesso indiretto sulla politica. L'intero vertice del suo gruppo, dalla figlia Marina a Confalonieri a Doris, gli ripete che in questa fase la tattica migliore consiste nel "rimanere attaccati al governo Renzi". L'ex Cavaliere è ormai convinto che non è più nelle sue forze aprire contemporaneamente due fronti bellici: con lo Squalo australiano e con il presidente del consiglio. "L'esito - ripete ai suoi fedelissimi - sarebbe disastroso". E in più è convinto che finché Forza Italia non aprirà le ostilità contro l'esecutivo "almeno Palazzo Chigi non farà leggi contro di noi. Da Renzi non mi aspetto aiuti ma nemmeno svantaggi". Spera quindi in una sorta di imparzialità. E anche nell'uso della cosiddetta Golden power, la ex golden share. Per bloccare eventuali scalate ostili da parte di soggetti esterni all'Unione europea. Sebbene l'uso della golden power per le tv non sembra assolutamente praticabile: non rientra proprio nel novero dei casi in cui è utilizzabile questo strumento. Ma le sofferenze riguardano anche Sky e Rai. I tagli al "superfluo" cui sono state obbligate molte famiglie italiane si sono fatti sentire. La rete a pagamento ad esempio ha visto un decremento di quasi 200 mila abbonati negli ultimi due anni. L'ultimo bilancio si è chiuso con un meno 2,2 miliardi nei ricavi e un rosso di 8 milioni. Anche la tv pubblica ha visto flettere gli incassi pubblicitari senza una adeguata compensazione del canone e della lotta alla sua evasione. Il guanto di sfida, però, l'ha lanciato per primo il gruppo dell'ex Cavaliere. L'atto che ha dato il via alla nuova guerra dell'etere è stata l'assegnazione dei diritti tv del calcio. In particolare per la Champions league nel triennio 2015-2018. Una riserva di caccia da sempre nel carnet di Sky e che appunto dal prossimo anno passerà ai canali berlusconiani. L'emittente di Murdoch, allora, non intende rimanere a guardare. Il "passaggio" in chiaro, anche se la scelta non è ancora definitiva, è la prima opzione. Proprio per sfidare il Cavaliere nel suo "territorio storico". Contendergli lo share e soprattutto la raccolta pubblicitaria. Negli studi fatti nel quartier generale è previsto un graduale e progressivo "trasloco" a cominciare dai canali all news. Lo scontro dunque è aperto. Sebbene siano previste delle subordinate. Che riguardano il destino di un'altra pay-tv: la berlusconiana Premium. Che vive una fase di incertezza ancora più pesante rispetto alle "sorelle" in chiaro. Non è riuscita a sfondare il muro della concorrenza di Sky in modo significativo. Basti pensare che i canali Sky coprono una quota di questo mercato pari al 77,8% e Mediaset arriva al 19,1%. Le strategie della tv di Murdoch, quindi, potrebbero ad esempio cambiare se da parte di Berlusconi ci fosse un passo indietro proprio su Premium. Lasciandogli il monopolio di fatto delle reti a pagamento. Ma anche la Rai sta mettendo in moto delle contromisure. La possibile riorganizzazione, infatti, dovrebbe proprio rispondere all'esigenza di affrontare le nuove sfide di un mercato in completa evoluzione. E soprattutto dovrebbe mettere in campo una nuova strategia per combattere l'evasione del canone. La guerra delle tv, dunque, è solo l'inizio. Ma il 2015 sarà l'anno delle prime battaglie.
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TITOLO: La Leopolda diventa un caso Renzi si scontra con la sinistra Pd
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Di cosa discute oggi il Pd? Della Leopolda, della natura del partito, della sua identità nell'epoca di Renzi, di quanto rimanga di autenticamente di sinistra. ..
TESTO:Di cosa discute oggi il Pd? Della Leopolda, della natura del partito, della sua identità nell'epoca di Renzi, di quanto rimanga di autenticamente di sinistra in un partito che dal 25 per cento si trova proiettato oltre il 40 per cento e in procinto di governare in tutta Italia se i sondaggi dicono il vero. Discussione molto seria cominciata dagli esponenti sempre più accigliati della sinistra che accusano il segretario-premier di voler svuotare il Pd per farne un comitato elettorale, o una federazione, insomma di privilegiare la corrente della Leopolda a scapito del resto del partito. Critiche a cui Renzi risponde assicurando di non aver nessuna intenzione di fare una federazione, e ricordando alla sinistra che non esistono "usurpatori". Quanto alla Leopolda, "e veniteci a questa Leopolda" così i Fassina, i Cuperlo e i D'Attorre potranno vedere con i propri occhi che non è una corrente ma un luogo di dibattito politico. "Anche se", li sfotte un po' Renzi, "so che sabato avrete altro da fare". Il riferimento è alla manifestazione della Cgil che poterà a Roma un milione di persone - almeno così spera Susanna Camusso - contro la riforma del mercato del lavoro e l'abolizione dell'articolo 18 targato Renzi. Riguardo a cosa significa essere un partito della sinistra, Renzi lo descrive con la parola "opportunità", contro opportunismi e privilegi, per dare uguaglianza e non egualitarsmo. E qui si torna alla legge di stabilità e alle agevolazioni fiscali per gli imprenditori che assumono a tempo indeterminato. Una manovra economica che secondo il ministro dell'Economia Padoan può creare 800 mila nuovi posti di lavoro in tre anni. Ovviamente tutti sperano che sia un impegno più serio del milione di posti di lavoro di memoria berlusconiana. A giorni arriverà il giudizio di Bruxelles che secondo le previsioni non dovrebbe essere troppo severo. Magari solo con una richiesta di maggiori chiarimenti sull'aumento del deficit che si avvicina pericolosamente al 3 per cento del Pil. E con un debito pubblico mostruoso come il nostro non è esattamente quello che la Ue ci chiedeva. Fra i Cinquestelle si è aperta una nuova stagione di epurazioni. Grillo ha cacciato i quattro attivisti che salirono sul palco per chiedere trasparenza nell'organigramma. Loro hanno risposto che non gliene importa niente.
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TITOLO: Lettera dalla generazione '96
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO:
TESTO:Riceviamo e volentieri pubblichiamo Appartengo alla generazione '96. In quinta elementare per la riforma non ho fatto l'esame finale. Alla scuola media, invece, ho fatto l'esame riformato della Gelmini e quest'anno mi appresto a fare l'esame di maturità classica modificato dalla ministra Giannini. Come potete ben capire, la mia generazione ha assistito a cambiamenti radicali della scuola italiana: l'abolizione della geografia come materia unica, con la grave conseguenza di aver reso la mia e le future generazioni ignoranti in materia; l'eliminazione dei registri cartacei perché "ormai i tempi sono cambiati, serve l'elettronico", peccato che in una scuola come quella italiana bisogna ringraziare di avere d'elettrico almeno l'impianto; l'aumento ingiustificato dei libri di testo, ma tanto una spesa maggiore di 100/200 euro ogni anno non cambia il bilancio familiare; 29 studenti ammassati in aule che per legge ne potrebbero contenere 25, ma sì, dai, almeno si abbassa il riscaldamento e possiamo farci calore a vicenda socializzando anche. La mia è una generazione un po' delusa e stanca dei soliti slogan elettorali per la "Buona scuola" della ministra. Vogliamo fatti, non più parole. A tutto ciò si aggiunge che io come tanti della mia generazione vorrei poter fare il mestiere più bello del mondo: il medico. Ma anche per questo mio sogno, la generazione '96 naviga in acque contrarie. Le decisioni ministeriali sul test d'ingresso per tale facoltà non sono state ancora prese e, chissà, se mai lo saranno, giusto? I '96 giacciono nell'incertezza e a questo punto devo proprio chiedere alla ministra: ma siamo noi sbagliati per la scuola e per l'università oppure è stato il Miur che ha fatto sulle nostre spalle un po' quello che gli è parso più comodo, calpestando il nostro diritto allo studio e i nostri sogni? Ps. Apostrofi e accenti non erano sempre a posto nell'originale che abbiamo ricevuto, i concetti erano invece chiari da subito.
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TITOLO: Vandana Shiva: "Gli Ogm sono molto più cari dei prodotti biologici"
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Secondo la leader del movimento contro gli organismi geneticamente modificati l'agricoltura transgenica ha costi molto superiori rispetto a quella. ..
TESTO:ROMA - "Il mio lavoro degli ultimi trent'anni ha dimostrato che i prodotti biologici rendono di più per acro di quelli ogm, economicamente e dal punto di vista nutrizionale. Producono inoltre redditi più elevati per i coltivatori, perché nel sistema industriale e con i semi transgenici gli agricoltori non solo devono spendere denaro in quantità esorbitante per i prodotti chimici, ma devono pagare per le royalty sulle sementi, perché le corporation del settore dell'ingegneria biogenetica pretendono di affermare il diritto di proprietà sui semi". Vandana Shiva, fisico e fondatrice del movimento "Navdanya", "Nove semi", risponde alle domande di Repubblica dopo le polemiche causate dalle sue posizioni di critica ai cibi transgenici. Uno degli argomenti più importanti a difesa dei cibi geneticamente modificati è che sono economici, mentre i prodotti biologici sono costosi. "Gli Ogm non sono affatto economici. Anzi, sono tra i più costosi perché si raccolgono le royalty su ogni seme venduto. Nel caso del cotone in India il prezzo è passato da 5 rupie al chilogrammo a 3600. Oltre a ciò non si tiene conto dell'uso dei pesticidi da parte degli agricoltori, perché in effetti sono costretti a farne un uso molto maggiore. Di conseguenza gli agricoltori si indebitano, e molti indebitati si suicidano. Abbiamo già perso 291mila contadini - e a dirlo sono le statistiche governative, non le mie - dal 1995, quando la globalizzazione ha iniziato a modificare le leggi sulle sementi. La maggior parte di questi suicidi si è verificata nella cosiddetta fascia del cotone, la zona nella quale cresce il cotone indiano: il 95% di questo cotone ormai è geneticamente modificato. Per quanto riguarda la produzione, poi, la coltivazione delle specie geneticamente modificate implica costi molto elevati, perfino negli Stati Uniti. Gli agricoltori pagano qualcosa come dieci miliardi di dollari per le royalty e per prodotti per la cura dei semi. Oltre, naturalmente, al prezzo delle sementi vere e proprie". VIDEO INTERVISTA: "Chi produce Ogm non dice la verità" Elena Cattaneo, docente e senatrice della Repubblica, a favore degli ogm, ha ammesso sulle pagine di Repubblica che per la colza transgenica non ci sono evidenze di sicurezza dal punto di vista ambientale. In poche parole, c'è il rischio di contaminazione. Si tratta di un caso isolato? "Il caso colza non è affatto isolato. Perché le piante andranno sempre incontro all'impollinazione incrociata, il vento trasporterà sempre il polline, e abbiamo visto i risultati dei disastri prodotti dal canola, in Canada, con la contaminazione da ogm. Oltre a ciò è stato effettuato anche un importantissimo studio per il Messico - e il Messico è il paese originario del granoturco - dal quale è emerso che le varietà native di granoturco sono contaminate. Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista Nature. Gli Stati Uniti non producono a livello commerciale riso o frumento transgenico, ma hanno campi di riso aperti. Si è verificato così, per esempio, il caso del riso Byle e del frumento Monsanto. È stata scoperta una contaminazione nel riso e gli Stati Uniti hanno perso tutte le loro esportazioni. La contaminazione è stata trovata nel frumento, e hanno perso tutte le loro esportazioni di frumento. Quindi la contaminazione non è certo unica e limitata ai semi transgenici, ma ha luogo in ogni pianta, perché ogni pianta avrà la sua fase di impollinazione". Un agronomo italiano ha chiesto che la sua partecipazione all'Expo 2015 sia cancellata. Lei pensa che vi prenderà parte? "Ho trovato molto interessante che l'Expo - che auspica la partecipazione di milioni di persone - se la prendesse con una sola su sette miliardi di persone sulla Terra e le dicesse 'lei non deve andarci'. Io spero proprio che all'Expo ci siano tutti. L'Expo mi ha nominato ambasciatrice per l'idea di un'alimentazione centrata sulla biodiversità e sulla Terra, alimenti caratterizzati dalla qualità e non da prodotti tossici. Il cibo contaminato provoca malattie e obesità agli esseri umani. E distrugge la nostra biodiversità".
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TITOLO: Muore trafitto da una chiave inglese. L'incidente in un cantiere a Mantova
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Un altro operaio, socio della ditta di costruzioni, è morto vicino a Rimini, soffocato dalla terra che stava usando per costruire un muretto
TESTO:Una pesante chiave inglese conficcata in gola che avrebbe reciso la carotide sarebbe la causa della morte di Marco Beschi, operaio di 59 anni di Solferino (Mantova), deceduto mentre si trovava al lavoro in un cantiere nella zona industriale di Cremosano in località San Benedetto, in provincia di Cremona. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri di Crema (Cremona), l'uomo stava avvitando un bullone di una parete prefabbricata quando il gancio di una gru, manovrata da un collega, lo ha colpito alle spalle scaraventandolo contro il muro. È successo tutto in una frazione di secondo. L'operaio non avrebbe avuto né il tempo né lo spazio per reagire al violentissimo colpo che lo ha sbattuto contro la parete e il `giratubi´ agganciato al muro gli ha perforato la gola. Inutili i soccorsi prestati dai colleghi di lavoro e l'arrivo, dopo pochi minuti, dei sanitari del servizio di emergenza 118 e dell'ambulanza, giunti dall'ospedale maggiore di Crema. Beschi, dipendente di una ditta di Castiglione delle Stiviere (Mantova), era esperto del mestiere. Sposato e padre di un figlio ormai adulto, aveva sempre lavorato nell'edilizia. Per ora il cantiere non è stato posto sotto sequestro, ma l'attività è stata momentaneamente sospesa in attesa delle decisioni della magistratura che ha disposto l'autopsia sul corpo della vittima.
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TITOLO: Prostituzione minorile, abusava di tre sorelline: fermato un pensionato
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Fermati anche i genitori delle tre ragazzine romene: si facevano pagare dall’anziano che filmava le violenze. I carabinieri credono ci sia almeno un’altra bambina coinvolta
TESTO:Avrebbe abusato di tre sorelline romene minori di 14 anni, di cui, pare, una disabile, con il consenso dei genitori ai quali avrebbe versato, in circa due anni, decine di migliaia di euro oltre a regali vari. Per questo un pensionato 70enne che vive a Rende e i genitori delle piccole, che abitano nel campo nomadi di Vaglio Lise a Cosenza, sono stati sottoposti a fermo dai carabinieri del Comando provinciale del capoluogo calabrese. Secondo quanto riporta il Quotidiano della calabria, l?anziano era già stato denunciato per gli stessi reati nell? agosto scorso. Sempre secondo il Quotidiano, edizione online, dopo la prima denuncia dell? anziano, i carabinieri avevano anche lanciato un appello per capire cosa stesse davvero succedendo nel campo rom, dove presumevano che si fosse radicato un giro di baby prostitute spalleggiato dagli stessi genitori delle minori.
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TITOLO: Mangiano funghi velenosi: due morti nel Cosentino
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Pensavano fossero prataioli, invece non erano commestibile. Anche due intossicati gravi a Corigliano<br clear='all'/>
TESTO:CORIGLIANO CALABRO (COSENZA) - Due persone sono morte ed altre due sono ricoverate in gravi condizioni in ospedale per avere mangiato funghi velenosi scambiandoli per comuni prataioli commestibili. E' successo a Corigliano, nel cosentino. Le vittime sono un uomo di 43 anni, Dino Falco, ed una ragazza romena di 23 che lavorava nella casa dei genitori dell'uomo che sono rimasti intossicati. Il padre di Falco è ricoverato nell'ospedale di Corigliano, mentre la madre è stata trasferita in un centro specializzato a Palermo. Nello stesso centro erano stati ricoverati, ieri pomeriggio, anche Falco e la ragazza. La gravità delle loro condizioni, però, ha reso vano l'intervento dei medici.
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TITOLO: Milano, Littizzetto indagata per maltrattamenti: portò un maialino a: 'Che tempo che fa'
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: L'attrice è accusata per la puntata nella quale si parlava della bocciatura del porcellum da parte della Consulta. La denuncia è di un'associazione animalista. ..<br clear='all'/>
TESTO:Nella puntata dello scorso 8 dicembre di Che tempo che fa era entrata in studio spingendo un carrello con un maialino nero adagiato dentro, immobile e impaurito. "Un ospite eccezionale, un'esclusiva assoluta", aveva ironizzato Luciana Littizzetto che con quello sketch voleva introdurre l'argomento della puntata: la decisione della Corte Costituzionale di dichiarare incostituzionale la legge elettorale. Il porcellum, appunto. Ma quei due minuti di diretta con il maialino, frastornato dalle luci dello studio e dagli applausi del pubblico, costano ora alla Litizzetto l'iscrizione nel registro degli indagati. Il reato ipotizzato per lei è maltrattamento di animali. A denunciare la comica, l'associazione 'Animalisti italiani', una onlus romana che ha presentato un dettagliato esposto alla procura di Milano, dove il pubblico ministero Ferdinando Esposito ha aperto un fascicolo per verificare se sia stata o meno rispettata la legge nel trasportare e tenere in studio l'animale. L'associazione, che rivendica tra le sue battaglie quella di aver fatto sostituire l'uso di pellicce di ermellino con copie di materiale sintetico durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario, cita nell'esposto le 'linee guida per la tutela degli animali in tv', un codice firmato nel 2007 anche dalla Rai. "Sono un estimatore di Fabio Fazio e della Littizzetto, per questo mi è capitato di vedere quella puntata - spiega il presidente della onlus, Walter Caporale, per vent'anni consigliere regionale dei Verdi in Abruzzo -. Nonostante il carrello fosse aperto il maiale non scappava, restava immobile, terrorizzato, come fosse anestetizzato. La Rai - continua Caporale - è un servizio pubblico che si era impegnato a rispettare un codice deontologico quando ci sono animali in trasmissione. Subito dopo la messa in onda ho chiesto all'azienda di chiare quali autorizzazioni avessero e se c'era un veterinario in studio, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta".
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TITOLO: Nozze gay, il prefetto scrive a Marino: "Cancelli subito le trascrizioni"
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Pecoraro ha inviato una richiesta formale al sindaco affinchè siano eliminati in tempi rapidi gli atti firmati dal primo cittadino lo scorso 18 ottobre in. ..<br clear='all'/>
TESTO:Prosegue il braccio di ferro tra la Prefettura di Roma e il Campidoglio sulle trascrizioni delle nozze gay celebrate all'estero. Dopo le sollecitazioni verbali dei giorni scorsi, il prefetto Pecoraro oggi ha preso carta e penna e ha inviato al sindaco Ignazio Marino una richiesta formale di cancellazione degli atti di trascrizione di 16 nozze gay firmati sabato dallo stesso primo cittadino. Il prefetto nella richiesta non ha indicato un tempo massimo per la cancellazione chiedendo che ciò comunque avvenga comunque "in tempi rapidi". Se il sindaco di Roma non ottempererà all'invito formale della prefettura, seguirà l'attivazione dell'iter di annullamento delle trascrizioni. Sabato, subito dopo la firma degli atti in Campidoglio, il prefetto Giuseppe Pecoraro aveva chiesto informalmente al sindaco di recedere e cancellare le registrazioni. Oggi ha inviato la richiesta scritta. In caso di annullamento delle trascrizioni, il Campidoglio sta valutando l'ipotesi di ricorrere alla Corte per i diritti dell'uomo di Strasburgo.
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TITOLO: Tridente, vigili al lavoro e scooteristi disorientati per la nuova pedonalizzazione
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Cinque nuovi varchi regolano la circolazione dalle 6,30 alle 19. Vietati anche i motorini. File ai varchi più delicati. I centauri chiedono informazioni e. ..<br clear='all'/>
TESTO:"Sta funzionando, anche se è lunedì mattina non ci sono particolari problemi ai varchi e le strade reggono tutte. A oggi sembra che non ci siano criticità - ha osservato il presidente del I Municipio di Roma, Sabrina Alfonsi, impegnata in un sopralluogo a piazza di Spagna - ma ovviamente si vedrà col passare dei giorni se funzioneranno i parcheggi e la nuova viabilità, soprattutto in zone di 'confine' come Ripetta, dove i residenti sono preoccupati per possibili congestionamenti di traffico. Dovremo controllare e monitorare tutto molto bene per capire le criticità ed evitare di rovinare una cosa così bella - ha sottolineato Alfonsi - visto che oltretutto andiamo incontro al periodo di maggiore affollamento per questa zona, le feste di Natale, che saranno il vero banco di prova". Alfonsi però ha voluto denunciare la situazione in piazza di Spagna, dove "ci sono degli abusi che riguardano i permessi auto per disabili. Oggi sono parcheggiate in piazza dodici automobili, e solo due appartengono a persone che sono accertate abitare qui, le altre sono evidentemente degli abusi". Per il minisindaco "è un problema, e su questo io voglio incontrare le associazioni dei disabili: nessuno vuole togliere un diritto, ma è una battaglia per ripristinare la legalità, c'è una delibera apposita e non è possibile che qualcuno possa usufruire del diritto di una persona in difficoltà per andare a parcheggiare in piazza di Spagna". Un'idea, ha proposto Alfonsi, "potrebbe essere quella di controllare direttamente all'accesso ai varchi chi entra con il pass disabili. Sarebbe già un deterrente". L'avvio della nuova ztl A1 non è stata l'unica novità di oggi per i romani. Perché proprio stamattina, circa un'ora fa, è stata riconsegnata alla città e ai residenti via del Babuino, fresca di restyling: con marciapiedi di basalto, allargati con 'funzione' anti-sosta, nuovi sampietrini e nuova segnaletica la parallela di via del Corso rinasce semi-pedonalizzata, con l'accesso consentito solo ai residenti sulla falsariga di via di Ripetta, anche se il colpo d'occhio sulla strada che collega piazza del Popolo e piazza di Spagna è decisamente diverso, vista la quasi totale assenza di auto in sosta. "A via del Babuino - ha spiegato Maurizio Pucci - è tutto completato, la fine dei lavori era prevista inizialmente per il 14 gennaio, poi il sindaco aveva annunciato la data del 30 novembre, e invece siamo riusciti ad aprirla oggi, dopo solo tre mesi dall'inizio dei lavori, con largo anticipo". La 'nuova' via è controllata a vista "da due vigilesse fisse", e si vedono già i primi risultati: "Alcune signore - ha concluso Pucci - ci hanno detto che la presenza delle polveri sottili è già sparita".
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TITOLO: Spese pazze in Piemonte, niente archiviazione per vicepresidente Regione: Chiamparino respinge le dimissioni
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Stessa sorte per l'assessore Cerutti e per il segretario regionale del Pd Gariglio. I pm hanno 10 giorni per formulare i capi d'imputazione poi sarà fissata. ..<br clear='all'/>
TESTO:La fotogallery/ Le lacrime dell'assessore: "Sono onesta" Chiamparino ha immediatamente respinto le dimissioni del suo vice e dell'assessore Cerutti. "Appena si è saputa la notizia - ha spiegato il presidente - hanno subito messo a disposizione le loro deleghe, che io ho respinto nel modo più netto. Ho piena fiducia in loro". E poi ha aggiunto: "Al momento non c'è ancora nessun rinvio a giudizio. L'imputazione coatta prevede infatti che i pm chiedano il rinvio a giudizio. Un altro giudice stabilirà se dovranno essere processati o no". "Salvati" dall'ordinanza del giudice invece Nino Boeti, attuale vicepresidente del Consiglio Regionale e Mercedes Bresso, oggi europarlamentare del Pd, Rocchino Muliere (attuale sindaco di Novi Ligure),Wilmer Ronzani e Giuliana Manica. Archiviazione anche per Gianna Pentenero, altra componente della squadra di Chiamparino: ha le deleghe sul Lavoro e l'Istruzione. Il documento in pdf/ Leggi l'ordinanza Ora i pm hanno 10 giorni di tempo per formulare il capo di imputazione e dovranno chiedere il rinvio a giudizio degli interessati. L'udienza preliminare, che sarà celebrata da un altro giudice, stabilirà se dovranno essere processati o no. "Leggendo le carte del gup, mi sono scoperto essere dottor Jekyll e mister Hyde, anche se non mi sento tale". Così ha commentato Reschigna la notizia dell'imputazione coatta nei suoi confronti. "Per le risorse spese come consigliere regionale mi è stata riconosciuta la massima correttezza - ha detto - come capogruppo invece no. So bene di non aver usato un solo euro a scopi personali. Mi conforta molto la rinnovata fiducia del presidente Chiamparino. Il riconoscimento da parte del giudice della mia correttezza in qualità di consigliere regionale mi aiuta a sopportare la situazione, ma non mi assolve. Sono convinto che saprò dimostrare la mia correttezza come quella degli altri colleghi del gruppo". In effetti il giudice trattando la sua posizione scrive che, rispetto alle spese personali, valuta "un atteggiamento soggettivo non qualificabile in termini di dolo di peculato". L'inchiesta/Spese pazze, torna in gioco anche il Pd Erano quindici consiglieri regionali, quasi tutti di centrosinistra, per i quali la procura di Torino aveva chiesto l'archiviazione. Ma poco dopo, a elezioni vinte, tutti erano rimasti al palo perché il gup, anziché archiviare, aveva fissato un'udienza per discutere le loro posizioni. In particolare ciò che non convinceva il giudice erano tutte le spese relative alla ristorazione. In particolare il gip ha valutato negativamente spese - come ristoranti, omaggi o bar - che la procura aveva ritenuto sbagliate ma non dolose. Ottomila euro di ristoranti per Davide Gariglio, 1700 per Aldo Reschigna, quasi diecimila per Monica Cerutti. Esaminati anche gli scontrini più piccoli come i due euro per un gelato o una bibita al bar. Sono proprio le spese da pochi euro a convincere il giudice del dolo degli indagati. Lo si evince dall'ordinanza. Come già aveva scritto nelle motivazioni delle condanne il gup Roberto Ruscello ha chiaramente indicato nelle spese per la ristorazione l'elemento centrale della sua decisone: "Mangiare è un bisogno personale non una esigenza della politica". Il caso/Rimborsopoli, i giorni del giudizio, domani tocca a Cota   Durante la conferenza stampa indetta in quattro e quattr? otto per chiarire la posizione dell? amministrazione regionale, Monica Cerutti ha ceduto alle lacrime ribadendo "Sto vivendo un momento molto difficile. Mettere in dubbio onestà e correttezza è la cosa peggiore che possa capitare a un politico. Dubitare di questo è una cosa che mi fa stare male". "Non si tratta di un rinvio  a giudizio ma della richiesta di rinvio - ha precisato - andrò a spiegare le mie ragioni così come ho già fatto, ragioni che erano state accolte dai pm. Poi vedremo". Il segretario regionale dei democratici Davide Gariglio non è sorpreso: "La decisione non mi sorprende. E' coerente con quanto aveva scritto il gup nelle motivazioni".
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TITOLO: Corso Francia, Keita della Lazio perde il controllo della Lamborghini e si schianta: illeso
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Incidente all'alba del biancoceleste è finito contro le strutture di ponte Flaminio. L'agente: "Il giocatore sta bene, la causa dell'impatto è da imputare solo. ..<br clear='all'/>
TESTO:Incidente stradale all'alba a Roma per l'attaccante della Lazio Keita Baldé Diao. Secondo quanto si è appreso dalla polizia municipale, il calciatore ha perso il controllo della Lamborghini sulla quale viaggiava ed è finito contro le strutture di ponte Flaminio. Il giocatore sarebbe rimasto illeso. L'incidente è avvenuto su Corso Francia, nel quadrante nord della città. Il giocatore di 19 anni ha perso il controllo della sua Lamboghini Gallardo che è andata completamente distrutta e trasferita in un deposito giudiziario. Il viadotto di Corso Francia è stato chiuso fino alle 7 per permettere la pulizia della strada da parte dell'Ama. I rilievi sono stati eseguiti dal XV e dal II gruppo dei vigili urbani. "Keita sta benissimo. Non riporta nessuna lesione- fa sapere in una nota l'agente del giocatore biancolceste- Vorrei solo sottolineare che la causa dell'incidente ê solo dovuta all'inesperienza del ragazzo alla guida. Non sono da ricercare altre cause. E stato solo un grande spavento. Ringraziamo tutti i tifosi della Lazio, quelli veri,   che si sono preoccupati per la sua salute. E speriamo in breve tempo di condividere con loro e con la società le gioie calcistiche a cui Keita ci ha abituato". In realtà, dai primi accertamenti effettuati dopo l'incidente, sembrerebbe che Keita prima di mettersi al volontate. Secondo quanto si è appreso, gli esami avrebbero evidenziato un valore inferiore al limite di legge, ma Keita avrebbe dovuto essere completamente sobrio in quanto neopatentato.  
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TITOLO: Roma, Quintavalle: "Nuova aggressione, pietre contro il bus, vetri in frantumi e un ferito"
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: La denuncia del presidente del sindacato Cambia-menti M410: "Pietre lanciate sul mezzo 556, colpite due passeggere". Al vaglio le immagini delle telecamere di. ..<br clear='all'/>
TESTO:Un bus della linea 556 preso a sassate e due ragazze ferite. E' accaduto nella notte a Roma, nel quartiere di Tor Tre Teste, in via Tovaglieri. A raccontarlo è stata Micaela Quintavalle, del sindacato Cambia-menti M410, sulla sua pagina facebook. "Due ragazzi hanno lanciato pietre contro il bus all'altezza della chiesa moderna - ha scritto - Il vetro si è frantumato ferendo una donna, un'innocente passeggera che è stata portata in ospedale". Indaga il commissariato di Torpignattara. Sono al vaglio degli investigatori le registrazioni di telecamere di sorveglianza di negozi e banche del quartiere per risalire ai responsabili della nuova aggressione a un autobus di linea. Il conducente del bus della linea 556 dopo "l'urto" avrebbe visto due persone scappare a piedi. Al momento non si esclude che possa trattarsi di una "bravata" compiuta da qualche ragazzino. Il sasso ha infranto il lunotto posteriore del mezzo ferendo di striscio al fianco una ragazza di 18 anni che era in compagnia della madre. La giovane, portata in ospedale, è stata medicata e dimessa. Ieri un altro episodio di violenza a bordo di un mezzo pubblico.
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TITOLO: Partenze intelligenti anche per gli uccelli: le sfruttano per migrare
DATA: 2014-10-20
OCCHIELLO: Studio su Nature, con ricercatori dell'Università dell'Insubria
TESTO:LE "PARTENZE intelligenti" avvengono anche tra gli uccelli migratori che si spostano tra l'Africa e l'Europa: lo dimostra uno studio pubblicato su Nature a cui ha collaborato l'Università degli Studi dell'Insubria. I ricercatori hanno studiato il Nibbio bruno, un rapace molto comune anche in Italia, dimostrando che la sua capacità di migrare migliora con l'età e con l'esperienza. Lo studio ha visto che "i giovani nibbi nelle prime migrazioni partono più tardi e volano più velocemente, con gran consumo di energie, mentre i più anziani partono in anticipo e volano più lentamente, sfruttando le conoscenze accumulate nel corso della loro vita su velocità e direzione dei venti per una vera e propria partenza intelligente". Nel caso del nibbio, la migrazione è una combinazione tra comportamento imparato nel tempo e selezione dei migliori migratori: "Nibbi di età diverse - spiega Damiano Preatoni, zoologo del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate - hanno utilizzato tecniche di volo diverse, variando tempi e rotte in modo da sfruttare al meglio i venti a favore. Quelli che hanno migliorato nel corso della vita l'abilità nel migrare hanno mostrato anche un successo riproduttivo maggiore". Dato che le condizioni ambientali estreme possono addirittura impedire la migrazione nel caso di uccelli giovani, gli autori ipotizzano che il cambiamento climatico potrebbe avere effetti negativi sul fenomeno delle migrazioni in generale: questo fattore "dovrà essere tenuto in considerazione per predire e gestire il declino di numerose specie di uccelli migratori".
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TITOLO: Paolo VI è beato, la folla applaude. E c'è anche Ratzinger
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Insieme a Francesco, il Pontefice emerito in Piazza San Pietro per la cerimonia dedicata a Papa Montini. L'abbraccio tra i due. Decine di migliaia di fedeli. ..
TESTO:I pellegrini spagnoli: fu simbolo contestato. Ma sono comparsi striscioni anche dalla Puglia e, più indietro, alcune bandiere spagnole. ?È stato il Papa della nostra gioventù, ma soprattutto un simbolo? spiega Maria Sacramento, arrivata da Madrid proprio per la beatificazione. ?Negli anni Settanta - spiega - in Spagna c'era una campagna sistematica contro Paolo VI e per noi cristiani lui divenne un simbolo. È stato una delle due menti più brillanti della Chiesa del secolo scorso, insieme a Benedetto XVI? . E oggi, in piazza, Maria Sacramento li ha ritrovati entrambi, insieme a Francesco, che rimane gettonatissimo negli striscioni.
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TITOLO: Hong Kong: la polizia carica i manifestanti, feriti
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Riprendono gli scontri nella città cinese. Pechino spera che la protesta si concluda entro il 12 novembre, quando Obama sarà in visita in Cina. Oggi ne hanno. ..
TESTO:HONG KONG - Una carica della polizia per disperdere i manifestanti pro-democrazia ha fatto almeno 20 feriti  a Hong Kong. Gli agenti delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa hanno colpito i manifestanti a Mongkok, uno dei tre siti occupati dalla protesta che va avanti da tre settimane nell'ex colonia britannica. In un comunicato, la polizia ha dichiarato di aver condotto "un'azione determinata all'uso minimo della forza per disperdere la folla ed evitare che la situazione degeneri". Sale ad almeno venti feritiil bilancio delle violenze che hanno visto opposti, tra la tarda serata di ieri e stamattina, polizia e manifestanti pro-democrazia a Hong Kong. Lo rende noto il governo locale. Decine di agenti in tenuta antisommossa hanno caricato nella notte un gruppo di manifestanti Gli eventi di Hong Kong sono stati discussi tra il segretario di Stato americano John Kerry e  il consigliere diplomatico cinese Yang Jiechi, insieme ad altri temi. Lo scopo della riunione era la preparazione dell'incontro tra i Presidenti Obama e Xi Jinping a Pechino previsto il prossimo 12 novembre. Data entro la quale le autorità di Pechino sperano che la protesta a Hong Kong sia conclusa. "Ci sono temi sui quali gli Stati Uniti e la Cina stanno collaborando, anche se ci sono divergenze che stiamo cercando di affrontare in modo efficace", ha detto Kerry, che ha ricordato quanto Stati Uniti e Cina stiano già lavorando insieme nel tenere sotto controllo i programmi nucleari di Iran e Corea del Nord e condividano il comune obiettivo di frenare gli estremisti islamici, il cambiamento climatico e l'ebola. "Riteniamo di dover continuare a lavorare insieme per rafforzare la nostra fiducia reciproca e concentrare i nostri sforzi nelle aree di maggiore cooperazione - mette in evidenza Yang - mentre, sulla base del mutuo rispetto, cerchiamo di gestire le differenze fra di noi".
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TITOLO: E Ratzinger respinse la fronda dei conservatori: "Il pontefice non sono io, decide Francesco"
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: La missione fallita di un gruppo di cardinali nella residenza di Benedetto. Che informa il suo successore con un biglietto
TESTO:Nei giorni più caldi di questo Sinodo, c'è stato un biglietto che ha cambiato decisamente il senso e probabilmente il risultato della discussione. Un biglietto rimasto riservato ai più. Un messaggio breve, ma fondamentale. Spedito dal monastero Mater Ecclesiae e recapitato a Santa Marta. Due luoghi che nella Santa Sede degli ultimi due anni hanno assunto un valore particolare: sono rispettivamente le residenze del Papa emerito Joseph Ratzinger e quella del Pontefice in carica, Jorge Mario Bergoglio. E già, perché nello scontro che si è consumato tra i 191 padri sinodali, c'è stato anche un protagonista inatteso: Benedetto XVI. Ratzinger, certo, non ha preso parte ai lavori delle commissioni e agli incontri convocati dal suo successore. Eppure non è stato assente. Schierandosi a sostegno di Francesco. "Non solo nella preghiera - spiegano nei corridoi del soglio pietrino - ma anche con la sua figura e statura di Papa emerito e di più grande teologo vivente". In questi giorni infatti si è forse consumato uno degli scontri più aspri dal Concilio Vaticano II. I temi della famiglia sono stati al centro di un confronto senza precedenti. Le aperture alle famiglie non tradizionali e ai diritti degli omosessuali hanno determinato una serrata discussione. L'ARTICOLO INTEGRALE SU REPUBBLICA IN EDICOLA O SU REPUBBLICA+  
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TITOLO: Coltre di smog su Pechino, maratoneti abbandonano o corrono con la mascherina
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Gli organizzatori hanno respinto gli appelli a rinviare la manifestazione ma hanno aggiunto personale medico supplementare
TESTO:Un concorrente sfoggiava un'enorme maschera anti-gas verde, mentre gli altri hanno optato per più discrete mascherine bianche. Ma qualcuno lungo il percorso ha gettato la spugna: "Quando ho guardato lo stato della mascherina dopo 10km ho deciso che il troppo è troppo", ha raccontato Chas Papa, 39 anni, un corridore britannico. "Mi sono sentito ridicolo considerando che facciamo tutto questo per salute e fitness". In realtà molti atleti internazionali si erano ben guardati dall'iscriversi. La maratona di Pechino alla fine è stata vinta dall'etiope Girmay Birhanu Gebru in due ore, 10 minuti e 42 secondi; e la sua compatriota Fatuma Sado Dergo è stata la donna più veloce con un tempo di 2:30:03.
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TITOLO: Marcia della pace, centomila persone in cammino contro la guerra e per il lavoro
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: La Perugia-Assisi con il motto: "Cento anni di guerre bastano": "Siamo qui perché non vogliamo più vedere vittime. Ma anche per i diritti". Tante le autorità. ..<br clear='all'/>
TESTO:PERUGIA - Centomila persone hanno preso parte alla Marcia della Pace Perugia-Assisi, partita stamane intorno alle 9 dal capoluogo umbro. E' questo il dato ufficiale sulla partecipazione diffuso dagli organizzatori. Alla marcia era stata annunciata la presenza, nei giorni scorsi, di 525 città di tutte le regioni italiane, 115 scuole, 275 enti locali e 478 associazioni. La celebre manifestazione è stata aperta da una grande bandiera con i colori dell'iride della pace. "Cento anni di guerre bastano" è stato il tema scelto per l'edizione 2014. In marcia molti gonfaloni degli enti locali italiani. Tra i primi marciatori anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, la vice presidente della Camera, Marina Sereni e il sindaco di Perugia, Andrea Romizi. Nel pomeriggio anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, si è unita alla manifestazione. Poi ha incontrato anche gli operai della Ast di Terni in lotta: "Bisogna trovare delle soluzioni, non è una vertenza di un'azienda, bisogna capire qual è la politica industriale di questo paese. Serve una task force istituzionale". "La marcia sia un'occasione per un maggior impegno nella diffusione della cultura della solidarietà, ispirata ai valori morali e al servizio della persona umana e del bene comune". Lo ha detto Papa Francesco in un messaggio inviato ai partecipanti alla Perugia-Assisi, impartendo ai "presenti tutti la benedizione apostolica". Il messaggio è stato letto dalla Loggia della Basilica dal vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino.
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TITOLO: Pescatore ucciso e gettato in mare aperto, svolta nel giallo di Vieste: trovato il cadavere al largo
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: In manette l'uomo che, dopo una lite, ha sparato un colpo di fucile al petto del 39enne e ha buttato il suo corpo in acqua<br clear='all'/>
TESTO:É stato trovato a circa 12 miglia da Vieste il cadavere di Antonio Di Mauro, ucciso in mare due giorni fa sul Gargano. Il corpo è stato recuperato alle 21.20 nella baia di Vignanotica, 20 km a sud di Vieste. Ad individuarlo è stato un sub dilettante durante una battuta di pesca che ha immediatamente lanciato l'allarme. Le operazioni di recupero del corpo sono state eseguite dai sommozzatori dei vigili del fuoco, che in questi giorni hanno scandagliato i fondali garganici. Circa 20 gli uomini del 115 che per tutta la giornata si sono alternati nelle batutta di ricerca. Insieme ai sommozzatori di Taranto e Brindisi, è stato fatto alzare in volo anche un elicottero. Per il fatto, i militari hanno arrestato il 37enne Riccardo Bradamante, cognato della vittima. Dovrà rispondere di omicidio e occultamento di cadavere. Un colpo di fucile esploso in mare aperto, dritto al petto; una pallotta che parte da lontano spinta da vecchie ruggini di natura familiare e - pare - anche economiche. Questa la tesi alla quale sono arrivati i carabinieri di Vico del Gargano e Vieste che hanno ricostruito dinamica e movente dell? omicidio di Antonio Di Mauro, pescatore viestano di 39 anni, ucciso al largo di Vieste, a circa 2 km dalla costa in località Isola della Chianca, sul Gargano.
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TITOLO: Aereo malese abbattuto, i servizi segreti tedeschi: "Sono stati i separatisti filorussi"
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Lo ha rivelato il capo dell'intelligence di Berlino a una commissione parlamentare, secondo lo Spiegel: "Conclusioni inequivocabili. Hanno utilizzato il. ..
TESTO:BERLINO - Il volo MH17 della Malaysia Airlines che si è schiantato al suolo nell'est dell'Ucraina lo scorso 17 luglio è stato abbattuto da un missile lanciato dai separatisti filorussi. Lo avrebbe rivelato il capo dei servizi segreti tedeschi a una commissione parlamentare lo scorso 8 ottobre, secondo lo Spiegel in edicola domani.   Secondo quantro riporta il settimanale tedesco, durante una commissione parlamentare che controlla il Bnd, il presidente dei servizi segreti Gerhard Schindler ha confermato che i separatisti hanno preso il controllo del sistema di difesa missilistico russo Buk in una base militare ucraina. Con questo avrebbero sparato un missile che è esploso accanto al Boeing 777 della Malaysia Airlines che trasportava 298 persone.  
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TITOLO: Paolo VI è beato, Papa Francesco: "Scrutò con coraggio cristiano i segni dei tempi"
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Settantamila fedeli per la cerimonia in Piazza San Pietro dedicata a Montini, "instancabile e umile apostolo”. La festa liturgica sarà il 26 settembre. Insieme. ..
TESTO:Il Sinodo e i metodi da adattare. Bergoglio ha voluto che la beatificazione di Paolo VI fosse l'evento conclusivo del Sinodo sulla famiglia, in memoria dell'istituzione dell'assemblea dei vescovi promossa proprio da Montini nel 1965, sulla scia del concilio ereditato da Giovanni XXIII. E nell'omelia il Papa è tornato sulle discussioni di questi giorni: ?È stata una grande esperienza nella quale abbiamo vissuto la sinodalità e la collegialità? in una Chiesa che, ha aggiunto, è ? chiamata senza indugio a prendersi cura delle ferite che sanguinano e a riaccendere la speranza per tanta gente? . Bergoglio ha citato proprio Montini che affidava al Sinodo questo compito: ?Scrutando attentamente i segni dei tempi, cerchiamo di adattare le vie e i metodi alle accresciute necessità dei nostri giorni e alle mutate condizioni della società? . LA SCHEDA - Paolo VI beato: "Un Papa giusto, che meditava e decideva senza tornare indietro" Il tributo a Montini dalla Lombardia. Per la festa di Paolo VI, davanti all'altare è stata portata come reliquia la maglietta insanguinata indossata quando subì l'attentato a Manila nel 1970. Poco più in là, i gonfaloni della Regione Lombardia, della provincia di Milano, dei comuni di Brescia, Concesio, Verolavecchia, quello del santuario della Madonna d'Europa della Calchiavenna, oltre all'arazzo della diocesi di Milano con la raffigurazione di Sant'Ambrogio. Sono i luoghi della vita di Giovan Battista Montini, nato nel bresciano da una famiglia cattolica e impegnata in politica, poi figura di primo piano della Segreteria di Stato durante i pontificati di Pio XI e Pio XII e arcivescovo di Milano dal 1954 al 1958, quando venne eletto successore di Giovanni XXIII. Migliaia i pellegrini arrivati dai luoghi d'origine del pontefice. Dietro un cartello che cita Ronco, anche gli abitanti del paesino nel quale Montini trascorreva le vacanze da giovane. I pellegrini spagnoli: fu simbolo contestato. Ma sono comparsi striscioni anche dalla Puglia e, più indietro, alcune bandiere spagnole. ?È stato il Papa della nostra gioventù, ma soprattutto un simbolo? spiega Maria Sacramento, arrivata da Madrid proprio per la beatificazione. ?Negli anni Settanta in Spagna c'era una campagna sistematica contro Paolo VI e per noi cristiani lui divenne un simbolo. È stato una delle due menti più brillanti della Chiesa del secolo scorso, insieme a Benedetto XVI? . E oggi, in piazza, Maria Sacramento li ha ritrovati entrambi, insieme a Francesco, che rimane gettonatissimo negli striscioni.
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TITOLO: Hong Kong: la polizia carica i manifestanti, feriti
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Riprendono gli scontri nella città cinese. Pechino spera che la protesta si concluda entro il 12 novembre, quando Obama sarà in visita in Cina. Oggi ne hanno. ..
TESTO:Gli eventi di Hong Kong sono stati tra i temi trattati durante il colloquio tra il segretario di Stato americano John Kerry e  il consigliere diplomatico cinese Yang Jiechi. Lo scopo della riunione era la preparazione dell'incontro tra i presidenti Obama e Xi Jinping a Pechino, previsto il prossimo 12 novembre. Data entro la quale le autorità di Pechino sperano che la protesta a Hong Kong sia conclusa. "Ci sono temi sui quali gli Stati Uniti e la Cina stanno collaborando, anche se ci sono divergenze che stiamo cercando di affrontare in modo efficace", ha detto Kerry, che ha ricordato quanto Stati Uniti e Cina stiano già lavorando insieme nel tenere sotto controllo i programmi nucleari di Iran e Corea del Nord e condividano il comune obiettivo di frenare gli estremisti islamici, il cambiamento climatico e l'ebola. "Riteniamo di dover continuare a lavorare insieme per rafforzare la nostra fiducia reciproca e concentrare i nostri sforzi nelle aree di maggiore cooperazione - ha messo in evidenza Yang - mentre, sulla base del mutuo rispetto, cerchiamo di gestire le differenze fra di noi".
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TITOLO: E Ratzinger respinse la fronda dei conservatori: "Il pontefice non sono io, decide Francesco"
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: La missione fallita di un gruppo di cardinali nella residenza di Benedetto. Che informa il suo successore con un biglietto
TESTO:nei giorni più caldi di questo Sinodo, c'è stato un biglietto che ha cambiato decisamente il senso e probabilmente il risultato della discussione. Un biglietto rimasto riservato ai più. Un messaggio breve, ma fondamentale. Spedito dal monastero Mater Ecclesiae e recapitato a Santa Marta. Due luoghi che nella Santa Sede degli ultimi due anni hanno assunto un valore particolare: sono rispettivamente le residenze del Papa emerito Joseph Ratzinger e quella del Pontefice in carica, Jorge Mario Bergoglio. E già, perché nello scontro che si è consumato tra i 191 padri sinodali, c'è stato anche un protagonista inatteso: Benedetto XVI. Ratzinger, certo, non ha preso parte ai lavori delle commissioni e agli incontri convocati dal suo successore. Eppure non è stato assente. Schierandosi a sostegno di Francesco. "Non solo nella preghiera - spiegano nei corridoi del soglio pietrino - ma anche con la sua figura e statura di Papa emerito e di più grande teologo vivente". In questi giorni infatti si è forse consumato uno degli scontri più aspri dal Concilio Vaticano II. I temi della famiglia sono stati al centro di un confronto senza precedenti. Le aperture alle famiglie non tradizionali e ai diritti degli omosessuali hanno determinato una serrata discussione. Che del resto aveva preso il via già da tempo: prima con la relazione "aperturista" del cardinale tedesco Kasper (cui ha partecipato anche l'arcivescovo di Chieti Forte) all'ultimo Concistoro che ha costituito la base di confronto al Sinodo. Quindi con il documento "tradizionalista" firmato da cinque cardinali: Müller (capo dell'ex Sant'Uffizio), Burke (prefetto della Segnatura apostolica), Caffarra (arcivescovo di Bologna), Brandmüller e De Paolis. E sostanzialmente appoggiato dall'arcivescovo di Milano Scola. Dunque il Sinodo è stato preceduto e quindi caratterizzato da confronto-scontro che è continuato anche in questi giorni. E proprio a cavallo tra la fase preparatoria e quella concreta dell'appuntamento, il ruolo di Benedetto XVI è cresciuto in maniera esponenziale. Anzi, la tensione in alcuni momenti ha toccati picchi elevatissimi. Creando allarme e preoccupazione negli episcopati. Ma forse il momento più critico è rimasto fino ad ora nascosto. È stato quando alcuni dei cardinali conservatori che avevano letto e commentato con sorpresa le tesi di Kasper hanno raggiunto il Papa emerito proprio nel monastero Mater Ecclesiae. Interrompendo lo stile sempre riservato che Ratzinger si è imposto dal momento delle sue dimissioni. In quell'incontro i suoi interlocutori hanno tentato un'operazione senza precedenti: provare a sensibilizzarlo sulle tesi che sarebbero andate in discussione al Sinodo. Un'operazione potenzialmente in grado di spaccare verticalmente la Chiesa. Organizzando di fatto una fronda interna contro il Pontefice. E non in termini di "potere reale" o per le nomine. Ma sul terreno della dottrina. La risposta di Benedetto XVI, però, è stata netta: "Il Papa non sono io, non rivolgetevi a me". Anzi, poco dopo - come spesso gli è capitato in questi due anni - ha inviato al Pontefice riservatamente un biglietto. Il cui contenuto è ignoto ma la cui tempistica avvalora l'idea di una collaborativa informazione. Anche quando la polemica è diventata più accesa. Anche quando l'ala più conservatrice dell'episcopato non ha fatto nulla per nascondere le sue perplessità e le sue critiche rispetto al documento reso noto dal cardinal Kasper, il Papa emerito si è impegnato per evitare fratture o correnti. "Cum Petro e sub Petro", è la sintesi che Ratzinger fa della sua presenza in Vaticano. "E se parla - notano gli osservatori più attenti della Santa Sede - è sempre a sostengo di Francesco". Un modo per dire che nessuno potrà mai usare Benedetto contro Bergoglio. Del resto i rapporti tra il Papa emerito e il connazionale Kasper non si sono interrotti in questi mesi. Come non si è interrotto il dialogo tra Benedetto XVI e l'arcivescovo di Chieti Forte. Anche dopo quell'incontro segreto, però, la componente più conservatrice non ha comunque rinunciato a evidenziare osservazioni e appunti - anche piuttosto acuminati - durante i lavori sinodali. Il rischio di una spaccatura evidente e manifesta è stato una costante in questi giorni. E l'esito quasi inevitabile è stato quello di una mediazione finale. E di un'opera di costante correzione delle tesi iniziali. Basti guardare la cosiddetta "Relatio post disceptationem" del cardinale ungherese Erdo, relatore del Sinodo, e i due documenti finali approvati. Entrambi, infatti, nei contenuti fanno un passo indietro dal punto di vista dogmatico, ma non da quello pastorale. Un modo per evitare spaccature e divisioni. Anche se l'appuntamento finale, quello delle decisioni non è e non poteva essere questo. Ma il Sinodo del 2015. Forse, però, il risultato inseguito dal Pontefice stavolta è stato soprattutto di non esporre la Chiesa ad una divisione. Soprattutto dopo gli sforzi di unità compiuti in seguito agli scandali degli ultimi anni.  
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TITOLO:
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: La donna è scomparsa lo scorso gennaio dalla sua casa di Costigliole d’Asti dove viveva con i suoi 4 figli e il marito. Attesi lunedì i risultati del dna
TESTO:La storia comincia quando il marito di Ceste, Michele Buoninconti, vigile del fuoco ad Alba, denuncia che la moglie è sparita nel nulla, senza valigie, telefonino, auto, chiavi, documenti di identità. Scattano subito le ricerche: vengono perlustrati campi e boschi, svuotati pozzi e scandagliati corsi d? acqua. Poi l? accusa del marito a fine febbraio: ? Le ricerche, subito partite, non hanno dato alcun esito. A marzo si seguono due piste: quella del ricatto amoroso (ci sarebbe una foto che la ritrae abbracciata a un uomo che le teneva in pugno, così dice il marito), e la segnalazione di un uomo che la vede in tram a Torino. Sempre a marzo, un corpo affiora dalle acque del fiume Tanaro, ma è quello di una suicida di Alba. Nasce un comitato per Elena, sono sue amiche che vogliono la verità, ma anche gruppi su Facebook. In una trasmissione televisiva andata in onda il 17 ottobre, si parla di un? altra, nuova pista: la Ceste potrebbe essersi rifugiata in un convento di suore di clausura non lontano dal paese di residenza, nel monastero della Beata Vergine della Spina, che si trova a meno di 40 km da casa e che risulterebbe legato al parroco del paese, cui la stessa Elena era solita confidare le sue pene.
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TITOLO: Ebola, guarita l'infermiera spagnola. L'Oms ammette errori: "Abbiamo sottovalutato"
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Teresa Romero, 44 anni, era stata contagiata da un prete spagnolo tornato in patria con il virus. L'Ap svela un documento interno in cui l'organizzazione. ..
TESTO:La notizia però non cambia la tempesta perfetta che si sta abbattendo sull'Africa. Alla base della risposta non adeguata dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) al virus dell'Ebola ci sono vari motivi, tra questi staff incompetente, burocrazia e mancanza di informazioni affidabili. A rivelarlo è una bozza di un documento interno dell'Oms ottenuto dall'Associated Press, nel quale si afferma che "quasi tutti" quelli coinvolti nel rispondere all'emergenza non hanno notato fattori e fatti di quella che è poi divenuta un'esplosione del virus. L'Oms non commenta il documento, limitandosi a dire i "dettagli inclusi non saranno discussi fino a quando il documento non sarà completato e i fatti chiariti e provati. Siamo per la trasparenza e la responsabilità e pubblicheremo la revisione quando tutti i fatti saranno controllati". Un mix 'fatale', denuncia invece la ong Oxfam, che ha impedito all'Oms di cogliere la "tempesta perfetta che stava arrivando e di cui quasi nessuno si è accorto" e che può diventare il "disastro umanitario della nostra generazione". Nel documento dell'Oms si ammettono errori, ma anche scarsa fiducia nella leadership dell'organizzazione nell'Africa occidentale, accusata di "compromettere più che di aiutare" la risposta all'Ebola. Le autorità occidentali continuano intanto a lanciare messaggi rassicuranti all'opinione pubblica. Dopo Obama, tocca ad Anthony Fauci, responsabile dell'Istituto americano per le malattie infettive, che in un'intervista alla Nbc sottolinea come i rischi di contrarre l'Ebola per il pubblico siano "estremamente bassi". L'allerta rimane comunque alta. E domani saranno i ministri europei degli Affari esteri  dell'Ue si riuniranno a Lussemburgo per "alzare" il livello della risposta europea all'epidemia che, secondo le ultime stime dell'Oms, ha fatto oltre 4.500 vittime. I 28 ministri, secondo fonti di Bruxelles, faranno il punto sui mezzi disponibili e su una serie di opzioni per intensificare la lotta all'epidemia. L'idea sarebbe anche quella di articolare gli aiuti internazionali attorno a tre "Paesi leader": gli Stati Uniti per la Liberia, la Gran Bretagna per la Sierra Leone e la Francia per la Guinea. Francia e Germania, da parte loro, insistono per la messa a punto di un dispositivo coordinato di evacuazione sanitaria, giudicato indispensabile per assicurare il flusso dei rinforzi europei. I capi di Stato e di governo dell'Ue avranno a disposizione il dossier giovedì e venerdì prossimi, in occasione di un vertice a Bruxelles. Tornando all'Africa, dopo il Senegal anche la Nigeria potrebbe essere dichiarato paese libero dal virus già lunedì. Intanto, i vari Paesi membri hanno adottato misure precauzionali in ordine sparso: la Francia ha attivato un controllo sanitario per il volo aereo quotidiano in arrivo Conakry-Parigi, il solo collegamento diretto tra la Francia e i Paesi africani colpiti. Un'analoga sorveglianza è già in vigore in Gran Bretagna e in vari aeroporti americani, anche se secondo l'Oms la priorità deve restare quella dei controlli aeroportuali in partenza dai Pesi africani colpiti. Oggi anche il Belgio ha attivato le procedure di controllo della temperatura all'aeroporto di Bruxelles dove ogni settimana arrivano 4 voli da Guinea, Liberia e Sierra Leone.
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TITOLO: Gb, Cameron sfida Ue: quote immigrati contro libertà circolazione. Barroso, principi essenziali
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Il primo ministro britannico torna a promettere di: "porre la questione dell'immigrazione al centro del nostro negoziato in Europa" oltre che il referendum. ..
TESTO:LONDRA - Lo Ukip di Nigel Farage erode sempre più consensi ai Conservatori. I Tory hanno appena sofferto due 'defezioni' importanti di parlamentari passati dall'altra parte e il primo ministro britannico David Cameron ha il terrore che per le elezioni del 2015 il partito anti-Ue si avvicini troppo. Per superarlo a destra potrebbe fare una scelta estrema, come presentare un piano per limitare l'ingresso di lavoratori provenienti da altri Paesi dell'Unione, di fatto violando il principio della "libertà di movimento" degli europei. Un principio che il presidente uscente della Commissione Ue, Manuel Barroso, ha richiamato con forza, esprimendo la propria irritazione alle voci che arrivano da Londra: "La libertà di movimento è un principio molto importante nel mercato interno e il mio consiglio alla Gran Bretagna", ha ricordato in un'intervista alla Bbc, "è di non porre neanche in dubbio quel principio". Barroso ha comunque concesso che l'Ue deve discutere riguardo eventuali abusi su sussidi o "finti matrimoni", ma porre limiti all'immigrazione sarebbe invece in contrasto con le regole Ue. Secondo quanto riferisce il Sunday Times, Cameron si appresta a proporre un piano per ridurre il flusso di 'immigrati' Ue con un escamotage: imporre una quota annuale massima al numero "National Insurance Number" (l'equivalente del codice fiscale italico) concedibili alla 'bassa manovalanza' Ue. Il National Insurance è indispensabile sia ai dipendenti per poter lavorare nel Regno Unito, sia agli stessi datori di lavori, per pagare contributi previdenziali e sanitari al fisco. Cameron gioca sul sicuro, visto l'euroscetticismo se non l'eurofobia dei suoi connazionali, puntando a raccogliere consensi (o a non perderli) sfruttando la minaccia a Bruxelles della cosidetta "Brexit". Sempre per non perdere voti, il premier ha promesso - ovviamente se vincerà le elezioni nel 2015 - un referendum sulla stessa permanenza del Regno Unito nell'Ue, con la scelta chiara se restare o uscire dall'Unione, ma non prima del 2017 e dopo aver rinegoziato il rapporto della Gran Bretagna con le istituzioni europee. Per il primo ministro britannico le prossime elezioni saranno "le più importanti in una generazione". Lo ha ricordato firmando un articolo sul Sunday Telegraph: la consultazione, scrive il premier conservatore che spera di rimanere a Downing Street, sarà "una sfida diretta" con la scelta "tra conservatori e laburisti. Tra me e Ed Miliband". Nello stesso articolo Cameron tenta di frenare gli euroscettici dell'Ukip, spiegando che un voto per il partito di Nigel Farage si tradurrebbe in un voto a "favore del ritorno dei laburisti al potere". Un'ipotesi - ribadisce - che "spingerebbe una grande nazione nel declino". E' proprio tra le righe che Cameron torna quindi a promettere impegno nel "porre la questione dell'immigrazione dell'Ue al centro del nostro negoziato in Europa". Ma non spiega in che modo e fonti del governo definiscono "congetture" le indiscrezioni sul piano che limiterebbe il flusso di lavoratori Ue. Monta tuttavia l'attesa, in vista anche delle elezioni suppletive a Rochester, innescate dalla defezione dell'ex parlamentare Tory Mark Reckless verso l'Ukip. E in vista del voto il partito conservatore serra i ranghi, con il cancelliere dello Scacchiere George Osborne, il ministro per la Giustizia Chris Grayling e il ministro degli Interni Theresa May impegnati in prima linea nella campagna. Contro l'onda anti-europea che Cameron sembra intenzionato a cavalcare incalza però Barroso: uscire dall'Ue vorrebbe dire per il Regno Unito ridurre la sua influenza "a zero", ha detto alla Bbc il presidente uscente della Commissione europea. "La Gran Bretagna è più forte all'interno dell'Ue", ha sottolineato Barroso, portando come esempio l'emergenza Ebola: "David Cameron ha scritto a tutti noi su Ebola. .. quale sarebbe la sua influenza se la Gran Bretagna non facesse parte dell'Ue? Sarebbe zero".
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TITOLO: Sinodo, le tensioni il giorno dopo: divisioni anche tra i fedeli
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Su gay e divorziati risposati tanti, in piazza San Pietro, chiedono alla Chiesa di accelerare. Ma c'è anche chi avverte: "Il percorso va compiuto con saggezza"
TESTO:L'appuntamento al Sinodo 2015 - "Pregate per me", ha raccomandato Francesco dopo l'Angelus, quando già sembrava avesse concluso il suo intervento. Durante l'omelia, invece, è tornato sul tema del Sinodo e ha lodato l'atmosfera di "collegialità" di quella che ha definito "una grande esperienza" nella quale la Chiesa, "chiamata senza indugio a prendersi cura delle ferite che sanguinano", ha sperimentato il "camminare insieme". Poi ha dato appuntamento per il Sinodo dell'ottobre 2015, dal quale si attendono le decisioni finali rispetto ai temi lasciati aperti dopo le due settimane appena trascorse. Il dibattito, nel frattempo, continuerà nelle diocesi ma anche tra le eminenze e gli arcivescovi. "Lo Spirito Santo che in questi giorni operosi ci ha donato di lavorare generosamente con vera libertà e umile creatività, accompagni ancora il cammino", ha auspicato il Papa.
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TITOLO: Paolo VI è beato, il Papa: "Scrutò con coraggio cristiano i segni dei tempi"
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Settantamila fedeli per la cerimonia in Piazza San Pietro dedicata a Montini, "instancabile e umile apostolo”. La festa liturgica sarà il 26 settembre. Insieme. ..
TESTO:Il Sinodo e la paura delle novità. Bergoglio ha voluto che la beatificazione di Paolo VI fosse l'evento conclusivo del Sinodo sulla famiglia, in memoria dell'istituzione dell'assemblea dei vescovi promossa proprio da Montini nel 1965, sulla scia del concilio ereditato da Giovanni XXIII. E nell'omelia il Papa è tornato sulle discussioni di questi giorni: ?È stata una grande esperienza nella quale abbiamo vissuto la sinodalità e la collegialità? in una Chiesa che, ha aggiunto, è ? chiamata senza indugio a prendersi cura delle ferite che sanguinano e a riaccendere la speranza per tanta gente? . Bergoglio ha citato proprio Montini che affidava al Sinodo questo compito: ?Scrutando attentamente i segni dei tempi, cerchiamo di adattare le vie e i metodi alle accresciute necessità dei nostri giorni e alle mutate condizioni della società? . E poi il messaggio rivolto, evidentemente, innanzitutto ai padri sinodali: "Non bisogna avere paura delle novità", "delle sorprese di Dio". LA SCHEDA - Paolo VI beato: "Un Papa giusto, che meditava e decideva senza tornare indietro" Il tributo a Montini dalla Lombardia. Per la festa di Paolo VI, davanti all'altare è stata portata come reliquia la maglietta insanguinata indossata quando subì l'attentato a Manila nel 1970. Poco più in là, i gonfaloni della Regione Lombardia, della provincia di Milano, dei comuni di Brescia, Concesio, Verolavecchia, quello del santuario della Madonna d'Europa della Calchiavenna, oltre all'arazzo della diocesi di Milano con la raffigurazione di Sant'Ambrogio. Sono i luoghi della vita di Giovan Battista Montini, nato nel bresciano da una famiglia cattolica e impegnata in politica, poi figura di primo piano della Segreteria di Stato durante i pontificati di Pio XI e Pio XII e arcivescovo di Milano dal 1954 al 1958, quando venne eletto successore di Giovanni XXIII. Migliaia i pellegrini arrivati dai luoghi d'origine del pontefice. Dietro un cartello che cita Ronco, anche gli abitanti del paesino nel quale Montini trascorreva le vacanze da giovane. I pellegrini spagnoli: fu simbolo contestato. Ma sono comparsi striscioni anche dalla Puglia e, più indietro, alcune bandiere spagnole. ?È stato il Papa della nostra gioventù, ma soprattutto un simbolo? spiega Maria Sacramento, arrivata da Madrid proprio per la beatificazione. ?Negli anni Settanta in Spagna c'era una campagna sistematica contro Paolo VI e per noi cristiani lui divenne un simbolo. È stato una delle due menti più brillanti della Chiesa del secolo scorso, insieme a Benedetto XVI? . E oggi, in piazza, Maria Sacramento li ha ritrovati entrambi, insieme a Francesco, che rimane gettonatissimo negli striscioni.
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TITOLO: Scontri contro Bankitalia: 19 feriti tra le forze dell'ordine
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Sei carabinieri, 13 poliziotti con prognosi fino a 20 giorni. Il collettivo lunedì in piazza per solidarietà al manifestante arrestato. Il sindaco: "Tutto ciò. ..<br clear='all'/>
TESTO:Nuovo presidio in piazza San Domenico. Mentre la procura annuncia "indagini celeri", come chiesto anche dal prefetto di Bologna, si terrà già domattina il processo per direttissima del manifestante fermato durante i tafferugli. In concomitanza con l'udienza è annunciato un "presidio di solidarietà a partire dalle ore 10 per l'immediata liberazione di Teo e alle ore 11.30 una conferenza stampa per spiegare perché la Bologna antifascista non si processa". A processo il manifestante arrestato. Sarà processato lunedì mattina per direttissima - a quanto si è appreso - il manifestante fermato e arrestato ieri dalla Polizia, con l'accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, durante i tafferugli fra centri sociali e forze dell'ordine in via Garibaldi a Bologna. Il sindaco: "Questo non è antifascismo". Quanto accaduto ieri a Bologna con gli scontri tra forze dell'ordine e centri sociali decisi a contestare, prima, il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco e, poi, raggiungere un presidio di Forza Nuova "non ha nulla a che fare con l'antifascismo anzi, ne è la sua negazione: è in atto una grave deriva di sopraffazione e di violenza contro la quale occorre reagire con fermezza e senza indugi". E' quanto scrive, in una nota, il sindaco di Bologna, Virginio Merola. "Ieri la città ha subito una aggressione violenta e ingiustificata - osserva -: le Forze dell'Ordine sono state sottoposte ad assalti premeditati ed organizzati, ancora una volta agenti di Polizia e Carabinieri hanno riportato ferite solo per assicurare l'ordine pubblico e il diritto costituzionale di manifestare il proprio pensiero, così come non è nemmeno giustificabile che l'espressione del dissenso nei confronti di Forza Nuova, che nella città Medaglia d'Oro della Resistenza non dovrebbe neppure trovare casa, sfoci in guerriglia urbana. Sono certo che la magistratura saprà valutare questi reati nella loro gravità, a chiederlo è l'intera città". Da parte del Comune, prosegue Merola, "valuteremo le convenzioni in essere con le sigle che risulteranno essere state parte attiva negli scontri di ieri, perché non può essere tollerato che il Comune abbia rapporti con associazioni che praticano violenza ed illegalità. La libertà di opinione non ha niente a che fare con la violenza - chiosa il sindaco di Bologna -: mi auguro che le forze democratiche di questa città sappiano coinvolgere i cittadini nell'esprimere solidarietà alle Forze dell'Ordine e ferma condanna nei confronti di chi ha compiuto queste violenze senza giustificarle". Il pm: "La procura agirà con celerità e fermezza". La Procura farà, come sempre, con celerità e fermezza la sua parte". Lo assicura il procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini. "Le bombe carta e le bottigliate contro i lavoratori in divisa non hanno mai risolto alcun problema, ammesso che qualcuno tra i manifestanti sia sceso in piazza per manifestare un vero disagio sociale", dice Giovannini. "Chi lanciando vernice e altro contro le forze dell'ordine voleva umiliarle - prosegue non ha raggiunto il suo scopo. Perché i volti dei carabinieri senza casco e con le divise imbrattate esprimono solo tanta dignità e compostezza". Tornando a quanto successo ieri, dice ancora il Pm, "vedendo, praticamente in diretta, le foto del poliziotto steso a terra privo di sensi, ho provato un brivido di paura e sgomento andando con il pensiero a tanti anni fa e a eventi drammatici che questa città non può assolutamente correre il rischio di rivivere".  
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TITOLO: Armato di coltello, la violenta alla stazione
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: La vittima è una ragazza di 23 anni. Si cerca un cittadino arabo. La polizia indaga<br clear='all'/>
TESTO:Una ragazza di 23 anni è stata violentata all'interno della Stazione di Firenze-Statuto. La vittima, 23 anni, è stata avvicinata da un uomo, un cittadino arabo armato di coltello. Secondo una prima ricostruzione della polizia l'uomo ha minacciato col coltello la donna e si è abbassato i pantaloni, sembra intimandole di avere un rapporto sessuale con lui. La giovane donna, terrorizzata, si è messa a gridare e l'aggressore è scappato. Una testimone ha assistito alla scena e anche grazie al suo racconto la polizia sta cercando di rintracciare l'aggressore.   La giovane è stata lievemente ferita ed è stata medicata al pronto soccorso dell'ospedale di Careggi.
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TITOLO: Reggio Calabria, voglia di buon governo (con 876 candidati)
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: Dopo lo scioglimento del Comune e l'incredibile deficit, torna domenica al voto una delle dieci città metropolitane italiane. Per dimenticare l'era Scopelliti, ...
TESTO:REGGIO CALABRIA  -  I progetti faraonici, le programmazioni europee, le sfide che guardano al Mediterraneo a Reggio non le vuole più nessuno. In riva allo Stretto sarebbe già rivoluzionario tornare ad avere una città normale. A questo si aspira dopo il disastro amministrativo dell'ultimo decennio. All'essenziale. Ai bus che passano più o meno in orario, all'acqua dai rubinetti, alle scuole con la carta igienica nei bagni, ai buoni libro per gli indigenti, alle strade che non ti si aprono sotto mentre passi in macchina, alla manutenzione dei marciapiedi, e banalmente alla raccolta della rifiuti che periodicamente invade i quartieri del centro e della periferia. I nove aspiranti sindaco e gli 876 candidati alla carica di consigliere comunale lo sanno, e solo di questo parlano in campagna elettorale. Di cose normali. A due anni dallo scioglimento di Palazzo San Giorgio per infiltrazioni mafiose, domenica 26 si torna al voto. 24 mesi ed una manciata di giorni da quel lontano 9 ottobre 2012. Ora la priorità è liberarsi dei commissari prefettizi per far tornare la politica. Due anni con il marchio d'infamia di città di 'ndrangheta, due anni di lacrime e sangue dei cittadini chiamati a tamponare un buco di bilancio di proporzioni mai veramente accertate (inizialmente si parlava di 170 milioni di euro, ma le stime si sono dimostrate fin troppo prudenziali). Mesi difficili, segnati da una classe politica senza ormai credibilità e in parte spazzata via a colpi di inchieste della magistratura. Dal 2002 al 2010 Reggio è stata la città di Giuseppe Scopelliti. "Peppe", come lo chiamano tutti, da sindaco aveva costruito un'immagine di città scintillante, dinamica, in apparenza moderna e in carriera. Poi sono arrivate le inchieste che hanno svelato il marcio nascosto dietro la patina del "Modello Reggio". Consiglieri comunali arrestati, politici che parlavano con i boss, due società municipalizzate (la Leonia e la Multiservizi) infiltrate dalle cosche, altre aziende a capitale pubblico sommerse dai debiti come l'Atam (l'azienda di trasporto cittadino) e sull'orlo del fallimento, ma soprattutto i bilanci comunali truccati, falsi almeno quanto gli spot che pubblicizzavano una città che nella realtà non esisteva. Nel 2010 Scopelliti fa in tempo a farsi eleggere governatore della Calabria, pochi mesi dopo, a dicembre, il suo braccio economico, Orsola Fallara, da lui nominata dirigente del settore Bilancio, si uccide ingerendo acido muriatico sul molo del porto. E' l'inizio della fine di una classe politica fino ad allora inattaccabile. Arriva l'indagine sulle casse comunali, gli ispettori iniziano a guardare tra le carte che nascondono imbrogli d'ogni genere, e Scopelliti finisce sotto inchiesta. Passano pochi mesi e la prefettura manda anche una commissione d'accesso per verificare eventuali infiltrazioni mafiose. A ottobre del 2012 il ministero dell'Interno manda tutti a casa stabilendo che a Reggio non c'è solo il rischio di infiltrazioni mafiose, ma che la mafia c'è già nelle stanze del comune e che esiste una "linea di contiguità" con la classe politica. La mazzata se la prese l'allora sindaco Demetrio Arena, ma non è andata meglio a Scopelliti che, a marzo scorso, per quel buco di bilancio è stato condannato in primo grado a 6 anni di reclusione. Sentenza per la quale è stato costretto a dimettersi anche da presidente della Regione. Nel frattempo l'ex leader del centrodestra calabrese fa i conti con altre inchieste e con le condanne della Corte dei Conti a risarcimenti per centinaia di migliaia di euro. Crolla così il mito di Scopelliti macchina di consenso elettorale e uomo forte al fianco di Angelino Alfano nel Ncd, a cui ha portato in dote praticamente tutti i parlamentari calabresi. Un mito che si è sgretolato al banco di prova delle Europee con una sconfitta cocente. Nel giro di due anni, Scopelliti e il centrodestra hanno perso le europee, la città di Reggio Calabra e la Regione, costretta al voto anticipato il prossimo 23 novembre proprio a causa della condanna dell'ex governatore. Una parabola discendente che lascia strascichi pesanti sul fronte politico e macerie sul territorio. Con qualche problema anche per il governo Renzi. Perché, come ha scritto sabato scorso Repubblica, i senatori calabresi del Ncd minacciano di togliere l'appoggio al governo, se il candidato del Pd Oliverio non accetterà l'alleanza. Oliverio tiene duro. Una città in ginocchio Reggio, che prova a ripartire con il voto del 26. Non una città qualsiasi, un capoluogo (il primo e l'unico sciolto per mafia), una delle dieci Città metropolitane italiane che in altre condizioni avrebbe avuto gioco più agevole nella partita delle opportunità, economiche e non solo, riservate alle grandi realtà urbane che a Reggio significa gestire l'intera provincia. Un'occasione sulla quale il centrosinistra si gioca molto. Il Pd si è chiuso attorno a Giuseppe Falcomatà, vincitore delle primarie di coalizione che hanno portato ai seggi 18 mila elettori. Un record se si pensa che Reggio conta poco meno di 180 mila abitanti. Falcomatà è sostenuto da undici liste e da 339 candidati, una coalizione che abbraccia  da Sel al Centro Democratico di Tabacci. Giuseppe è figlio di Italo Falcomatà, uno dei sindaci più amati d'Italia, stroncato da una leucemia nel 2001 (Scopelliti gli succedette). Al trentenne figlio di Italo - al quale è intitolato lo splendido Lungomare- quel che resta del centrodestra, ha contrapposto Lucio Dattola, storico presidente della Camera di Commercio, sostenuto da 9 liste e 243 candidati. Una sfida a due insomma, che però dovrà tenere conto dell'incognita di altri 7 candidati a sindaci sostenuti prevalentemente da liste civiche o della sinistra radicale. Paolo Ferrara, ex consigliere comunale di centrodestra è sostenuto da 5 liste; Giuseppe Musarella da due liste del mondo delle associazioni;   una lista per gli altri candidati. Infine la lista del candidato cittadino del M5S Vincenzo Giordano, riconosciuta dai vertici del movimento dopo una lacerante frattura interna che ha portato alle comunarie fra tre liste di altrettanti meetup. Il candidato ha annunciato che "qualora il M5S dovesse avere l'onore e l'onere di guidare la città, nominerà gli assessori a mezzo di bando pubblico con descrizione di requisiti quali titoli, competenze tecniche, esperienze, età e conseguente valutazione dei curricula".   In lizza tanti volti nuovi e giovanissimi, con un'età media dei candidati che ruota attorno ai 35 anni. Poche segreterie politiche, moltissimi incontri pubblici e nei quartieri. Messo nel cassetto, o comunque ridimensionato, il vecchio manifesto, la nuova politica è fatta di slogan e comunicati che viaggiano sui social network molto più che sui giornali tradizionali. Gli appuntamenti elettorali diventano "evento" che gira su facebook, i "santini" (le immagini dei candidati) passano di bacheca in bacheca a ritmo frenetico, così come le fotografie degli incontri a cui partecipano i candidati. Sui siti le pagine private si trasformano in pagine ufficiali con tanto di programmi e proposte, e accanto ad ogni faccia compare quasi sempre anche un simbolo. I candidati a sindaco non sono per nulla spaventati dalle nuove tecnologie, anzi. E ad approfittarne, ormai non sono solo i più giovani. Preoccupa invece il rischio frammentazione del voto dovuto all'alto numero di candidature, che potrebbe tradursi in ballottaggio. Un'eventualità che non piace al Pd che punta a vincere al primo turno, ma che è reale.    
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TITOLO: Just Eat It: come vivere sei mesi mangiando solo scarti alimentari
DATA: 2014-10-19
OCCHIELLO: È l'esperimento diventato documentario di un regista e una produttrice canadesi: scioccati da quanto cibo si spreca ogni giorno nel mondo, hanno deciso di. ..
TESTO:Mele, pesche, la frutta in generale, se non è bella da vedere, difficilmente finisce sul bancone del supermercato. "Ma quello che conta, di un alimento, non è l'aspetto esteriore, ma se è buono o meno", dice Baldwin. Grant e Jen hanno registrato su video sei mesi della loro vita in cui non hanno fatto altro che andare da ristoranti, produttori e supermercati per raccogliere il cibo scartato. In totale hanno speso appena 200 dollari. "Il motivo è che anche se volevamo pagare per quelle pietanze, molto spesso ce le regalavano, proprio perché per i produttori non hanno più alcun valore. Per questo abbiamo speso così poco". Il film non è solo un viaggio nel mondo dello spreco, ma anche un invito a impegnarci a fare meglio, partendo dai nostri frigoriferi. "Alcune ricerche sostengono che tra un secolo sulla Terra ci saranno 13 miliardi di abitanti, quasi il doppio rispetto a oggi. Come sfameremo tutte queste persone? Bisogna agire subito, educare la gente a sprecare meno". Nel film ci sono già alcuni consigli base. Un esempio? Imparare a fare la spesa giorno per giorno, comprando solo quello che avete intenzione di consumare, decidendolo prima. Oppure creare una zona nel frigorifero dove stipare i prodotti che stanno per scadere, così da ricordarsi più facilmente di consumarli. Piccoli accorgimenti che però sono solo una minima parte del problema: "Ci sono mille difficoltà da affrontare. Ad esempio, le date di scadenza spesso vengono poste in maniera arbitraria e possono variare fortemente da un produttore all'altro. Bisogna intervenire sulla filiera produttiva, creare delle regole che siano più rigide. Non ha senso buttare via una mela solo perché è meno bella di quella di una foto pubblicitaria", conclude Baldwin. Un messaggio che, al contrario del cibo nel film, speriamo non vada sprecato.
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TITOLO: Omicidio a Taranto: 22enne ucciso a coltellate nell’officina del padre
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Marco Mancarella è stato ritrovato ancora vivo e portato in ospedale. Poco dopo il è morto. Non ancora identificato l’omicida. Si indaga nell’ambito della famiglia
TESTO:Accoltellato nell? officina del padre. L?omicidio è avvenuto intorno alle 20 di venerdì a Monteparano, nel tarantino. Marco Mancarella, 22 anni, è stato ucciso da coltellate mentre si trovava in officina. Sono stati i familiari a trovarlo gravemente ferito ma ancora in vita e ad accompagnarlo all? ospedale `San Marco´ di Grottaglie (Taranto), dove il giovane è deceduto poco dopo per le gravi lesioni riportate. Mancarella è stato ucciso con tre coltellate, di cui una l? ha raggiunto al cuore. Sarebbe escluso da fonti investigative il delitto a seguito di una rapina finita male per reazione della vittima. I Carabinieri di Taranto e quelli della stazione di San Giorgio Jonico, intervenuti sul posto, hanno infatti orientato le indagini in ambito familiare.
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TITOLO: Tranfa: "Sono andato a Lourdes e lì ho deciso di lasciare. io voglio vivere in pace con me stesso"
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Il magistrato dimissionario non smentisce che il suo gesto sia stato provocato dalla sentenza che ha assolto il Cavaliere. "Ho dato le dimissioni, punto. ... <br clear='all'/>
TESTO:MILANO - Un viaggio a Lourdes, prima delle dimissioni da magistrato. Un viaggio per cercare, attraverso la fede e la preghiera, il se stesso più profondo e "aiutarsi" a scegliere di fare, come dice lui alle persone che gli sono state più vicine, "la cosa giusta". Giusta: da quale punto di vista? Non dal punto di vista dei propri vantaggi o svantaggi, questo pare evidente in chi conosce questo giudice tutto d'un pezzo che, quindici mesi prima della pensione, decide di lasciare la toga e di andarsene in pensione. E lo fa appena dopo il deposito delle motivazioni sul perché Silvio Berlusconi sia stato assolto dai reati di concussione e prostituzione minorile. "La mia - confida Tranfa ai colleghi che conosce - è stata una decisione solitaria, maturata a lungo, meditata, che solo io potevo prendere, e senza chiedere consigli a nessuno. So che c'è chi mi avrebbe detto: "Stai attento alle conseguenze" e chi mi avrebbe chiesto: "Sei proprio sicuro? ". Chi avrebbe approvato e chi no. Ma nessuno è indispensabile e non ho bisogno di sentire gli altri quando devo sentirmi in pace con me stesso". Questo "essere in pace con se stesso", nel cuore di un giudice di 69 anni, entrato in carriera nel 1975, e di un credente che stava nell'Azione cattolica, non può essere banalizzato o sottovalutato.   L'ARTICOLO INTEGRALE SU REPUBBLICA IN EDICOLA O SU REPUBBLICA+  
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TITOLO: Il commissario che ferma l'inchino ai superboss nel paese di Montalbano
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Porto Empedocle, durante la processione di San Calogero i poliziotti fotografano l'omaggio e fanno aprire un'inchiesta<br clear='all'/>
TESTO:È la sera di domenica 7 settembre. Quella sosta davanti la casa dei boss Messina è sulla bocca di tutti a Porto Empedocle, la città in riva al mare di Sicilia che ormai chiamano Vigata, come il paese inventato dallo scrittore Andrea Camilleri, che qui è nato. E come nella Vigata dei libri, anche nella Vigata reale c'è un commissario di polizia. Che non si chiama Salvo Montalbano, ma Cesare Castelli. La sera della processione, ha fatto travestire i ragazzi della Scientifica da turisti per fargli filmare l'ultima processione di San Calogero nel regno dei Messina. E questa volta, le cose non sono andate come nei romanzi di Camilleri, sempre piene di liti fra polizia e magistratura. La procura distrettuale antimafia di Palermo si è mossa a tempo record, e nel giro di poche ore ha aperto un'inchiesta sull'ultimo atto di devozione ai familiari dei boss. L'ARTICOLO INTEGRALE SU REPUBBLICA IN EDICOLA O SU REPUBBLICA+  
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TITOLO: Bilancio rinnovabili 2013: in Italia fatturati sei miliardi
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Lo studio di Althesys sulla quota di ricchezza rimasta nel nostro Paese. Nel 2030 si potrebbe arrivare a 174 miliardi con un gettito erariale di 36 miliardi
TESTO:ROMA - "I pannelli fotovoltaici portano i soldi solo in Cina". "Le pale eoliche danneggiano il paesaggio e non danno lavoro". "Le biomasse vengono tutte dall'America latina". Queste affermazioni, ripetute per anni, hanno finito per rallentare la corsa delle rinnovabili in Italia e ci sono costate diverse migliaia di posti di lavoro. Ma sono false. Lo documenta il rapporto, realizzato da Althesys per conto di Greenpeace, che stima le ricadute economiche e occupazionali dello sviluppo delle fonti rinnovabili. "Questo studio ha preso in considerazione solo il fatturato mosso dalle rinnovabili e rimasto in Italia", spiega Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys. "Per il 2013 parliamo di sei miliardi di euro e 1,2 miliardi di introiti fiscali. La proiezione al 2030 vede la cifra del fatturato salire a 135 miliardi nell'ipotesi più conservativa e 174 miliardi nell'ipotesi più spinta, con un gettito erariale rispettivamente di 28 e 36 miliardi". I due scenari sono quelli contenuti nel rapporto Energy [R]evolution Italia di Greenpeace: analizzano il valore aggiunto, diretto e indiretto, generato lungo la filiera dagli investimenti in energie rinnovabili in Italia. Ma che grado di affidabilità hanno queste previsioni? "Finora abbiamo sbagliato per difetto: le previsioni che avevamo fatto nel 2012 sul 2013 sono state superate dai fatti perché i costi delle rinnovabili sono scesi più del previsto", risponde Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace. "Del resto siamo in buona compagnia. Nel 2007 l'agenzia Ocse di Parigi sbagliò le previsioni al 2010 sul fotovoltaico sotto dimensionando la crescita di quattro volte. Il fatto è che lo sviluppo dell'energia pulita ha accelerazioni così veloci da sorprendere la maggior parte degli osservatori". Comunque i consuntivi sono più certi. E nel 2013 in Italia si sono registrate, grazie alle rinnovabili, ricadute economiche complessive per l'Italia pari a sei miliardi di euro e oltre 63mila posti di lavoro (di cui circa 50mila legati all'occupazione diretta). "In questa analisi", aggiunge Marangoni, "non abbiamo valutato il valore dei benefici ambientali, i danni evitati, il sollievo prodotto sulla bilancia dei pagamenti dalla riduzione dell'acquisto di combustibili fossili: ci siamo limitati a un puro conteggio del fatturato e dell'occupazione escludendo dal calcolo i proventi finiti fuori dal perimetro dell'Italia". Analizzando le varie tecnologie si nota che quelle che creano maggior valore aggiunto sono fotovoltaico, eolico on-shore e biomasse (che registrano rispettivamente 39, 34 e 28 miliardi di euro di valore aggiunto nello scenario spinto). Le biomasse sono la tecnologia a più alta intensità di lavoro, con oltre 37mila occupati totali al 2030.
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TITOLO: Da Nord a Sud ecco i comuni italiani che trascrivono le nozze gay
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Oggi nella Capitale Marino ha registrato 16 matrimoni tra coppie dello stesso sesso. Ma, da Udine a Napoli, la lista delle città che lo hanno già fatto è lunga<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Stamani il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha trascritto nel registro di stato civile il matrimonio contratto all'estero di 16 coppie omosessuali, sollevando l'indignazione del Vicariato ("una scelta ideologica, che certifica un affronto istituzionale senza precedenti") e non solo. Ma prima di oggi, da Nord a Sud, altre città della penisola hanno deciso di trascrivere i matrimoni tra persone dello stesso sesso, con una coda di polemiche che sono diventate roventi dopo la circolare inviata dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ai prefetti affinchè invitassero formalmente i sindaci a cancellare queste trascrizioni. Ecco alcuni tra i principali comuni che hanno già registrato un matrimonio omosex o che si sono politicamente impegnate a farlo. Udine: da qualche giorno ha trascritto il primo matrimonio tra due donne, un'italiana e una sudafricana, residenti in Belgio, con non poche polemiche da parte del deputato Gian Luigi Gigli (Pi), che ha invitato il ministro Alfano a dare disposizioni al Prefetto per un intervento correttivo. Il primo cittadino, Furio Honsell, ha difeso la sua posizione: "una questione come questa non va risolta con circolari burocratiche, ma deve essere portata in Parlamento o davanti alla Corte costituzionale". Milano:   il 6 ottobre il Consiglio comunale ha dato il via libera al sindaco, Giuliano Pisapia, a trovare le modalità per la trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero. E il 9 ottobre il Primo cittadino ne ha trascritti sette. Bologna: dal 15 settembre si possono trascrivere le nozze tra gay, nonostante la curia locale si sia detta fortemente contraria, paragonando l'azione a una propaganda politica. Il sindaco, Virginio Merola, ha risposto al ministro Alfano con un secco "io non obbedisco". Reggio Emilia: il consiglio comunale ha approvato il 9 settembre la mozione presentata a favore del riconoscimento dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all'estero. Nel maggio 2013, l'allora sindaco Graziano Delrio si era detto contrario affermando che: "I diritti individuali vanno tutelati per tutte le coppie. Ma il matrimonio nel nostro ordinamento è un'unione tra sessi diversi". Firenze: il capoluogo toscano nel 1998 è stata una delle prima città italiane a dotarsi di un registro delle unioni civili e dal primo ottobre la commissione competente del consiglio comunale ha dato un primo via libera per la trascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, contratti all'estero. Ora la parola definitiva spetta al sindaco. Grosseto: con una sentenza il Tribunale ha ordinato nell'aprile 2014 al sindaco Emilio Bonifazi, di trascrivere le nozze tra due uomini, sposati a New York. A criticare la decisione del tribunale, il vescovo della città preoccupato che l'iniziativa "sia un altro tassello che contribuisce al senso di sfiducia nelle istituzioni portanti della nostra società". Ma il 9 ottobre il Comune ha dato esecuzione alla sentenza della Corte di appello di Firenze che ha accolto il ricorso della procura contro la trascrizione di matrimonio omosessuale contratto all'estero nel registro delle unioni civili. Empoli: il sindaco Brenda Bernini il 15 settembre ha dato l'ok alla trascrizione, a patto che almeno uno dei due coniugi sia cittadino residente del comune. Il prefetto di Firenze, Luigi Varratta, ha però invitato il primo cittadino empolese a non trascrivere le nozze. Livorno: è stato trascritto il 7 ottobre scorso, giorno precedente alla circolare del ministro Alfano, dalla vicesindaco M5s Stella Sorgente il primo matrimonio gay contratto all'estero. Si tratta dell'unione civile tra Christian e Roberto, che si erano sposati la scorsa estate in Spagna, a Las Palmas. Fano: il comune marchigiano ha trascritto il primo matrimonio tra gay il 30 maggio scorso. Il sindaco, Stefano Aguzzi, si è assunto tutte le responsabilità del gesto, "anche nei confronti del dissenso interno alla maggioranza". Napoli: Il Comune ha deciso che "ricorrerà nelle sedi giudiziarie competenti" contro la decisione del ministro dell'Interno. Il sindaco sospeso De Magistris crede "che sia un fatto negativo, in contrasto con la Costituzione repubblicana e le libertà civili in essa sancite". La città partenopea da luglio ha dato il via libera alle trascrizioni.
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TITOLO: Landini: "Gli agenti hanno esagerato ma gli ordini venivano dall'alto"
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Il segretario Fiom ha condannato il comportamento degli antagonisti e studenti che a Torino hanno contestato la conferenza sulla Carta sociale europea, alla. ..<br clear='all'/>
TESTO:TORINO - Ha appena concluso il comizio. Sta in fondo al palco con una bottiglietta in mano e lo sguardo sul limitare della piazza, sul fumo dei lacrimogeni e sulla gente che abbandona il comizio per non piangere. Maurizio Landini se la prende "con quelli che non rappresentano nessuno e cercano di strumentalizzare le nostre manifestazioni per un po' di visibilità". Ma anche "con l'eccesso di reazione delle forze dell'ordine. Frutto di inesperienza o una precisa indicazione del governo? ". Landini, pensa davvero che ci possa essere una manovra del governo per screditare le vostre manifestazioni? "Io ho grande rispetto per i lavoratori delle forze dell'ordine. Penso che se hanno lanciato lacrimogeni contro chi pacificamente ascoltava un comizio sindacale, lo abbiano fatto eseguendo ordini che arrivavano dall'alto". Pensa al ministro dell'Interno o al premier? "Non lo so. Vedo che di fronte alla provocazione di alcune decine di persone senza rappresentanza che cercano visibilità accodandosi ai nostri cortei, si è deciso di lanciare i lacrimogeni verso le migliaia di lavoratori che ascoltavano il nostro comizio. Questo non è accettabile. Siccome penso che le forze dell'ordine eseguano degli ordini, non me la prendo certo con chi era in piazza ad operare ma con chi ha dato certe indicazioni". Ma perché pensa al governo? "Perché sarebbe fin troppo facile tentare di trasformare ogni manifestazione sindacale in una gazzarra con scontri e incidenti. Noi siamo sempre andati in piazza pacificamente e continuiamo a condannare chi, come ieri, arriva con sassi, bastoni, biglie. Gente che non sa come ottenere spazi mediatici e che strumentalizza le nostre manifestazioni". Gli antagonisti torinesi ieri l'accusavano di stare con la polizia. . "Ecco, appunto. Io ho difeso e difenderò il diritto dei metalmeccanici di manifestare pacificamente senza gente che voglia mettere il cappello con inaccettabili violenze sulle nostre iniziative ". Ma il governo? "È chiaro qual è la posta in gioco. Renzi ha deciso di sposare una parte, quella di Confindustria, contro l'altra, quella dei lavoratori. Può farlo perché pensa di avere il consenso nel Paese. Lo fa saltando la discussione in Parlamento a colpi di fiducia e saltando il confronto con i sindacati. Le manifestazioni di questi giorni sono fatte da lavoratori che dicono il contrario. Più persone partecipano ai nostri scioperi, più la linea del governo vacilla e con quella linea, la tesi che il sindacato non rappresenta nessuno". Dunque si lanciano i lacrimogeni? "Dunque a qualcuno può anche venire in mente di far salire la tensione per scoraggiare la partecipazione della gente. Non sarebbe una novità nella storia italiana. Per questo ho voluto mettere le cose in chiaro all'inizio di quello che io penso sia un ciclo di proteste destinato a crescere nelle prossime settimane. Per dire che non accettiamo le strumentalizzazioni di chi si accoda ai nostri cortei con le borse piene di sassi. E nemmeno quelle di chi volesse gestire l'ordine pubblico in piazza sparando lacrimogeni sui cortei sindacali per far salire la tensione e tenere la gente a casa. Se l'episodio di ieri a Torino è stato il frutto dell'inesperienza di chi in quel momento gestiva la piazza è un conto. Se, al contrario, è l'applicazione di una direttiva governativa è bene che il governo sappia che questo gioco è inaccettabile". Non era lei il sindacalista che aveva un rapporto privilegiato con Renzi? "Con Renzi ho sempre discusso nel merito perché penso che un sindacalista debba accettare il confronto e avanzare delle proposte. Fino a pochi mesi fa questo è stato possibile. Poi, evidentemente, il premier ha scelto una strada diversa. Ha accettato le ricette fallimentari di Confindustria e dell'Unione europea, che hanno già creato 25 milioni di disoccupati. E ha teorizzato che i sindacati sono inutili. Stiamo dandoci da fare per smentirlo".
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TITOLO: Sinodo, relazione votata a maggioranza. Divisione su gay e divorziati: non raggiunto quorum di due terzi
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: E' arrivato il voto sui temi cruciali del dibattito, a cominciare dalle unioni di fatto e delle coppie gay. Con evidenti divisioni di ANDREA GUALTIERI<br clear='all'/>
TESTO:CITTA' DEL VATICANO  - Al Sinodo sulla famiglia oggi è stato il giorno più lungo, in attesa della chiusura prevista per domenica in contemporanea alla beatificazione di Paolo VI. In mattinata l'approvazione del messaggio, nel pomeriggio il discorso pronunciato dal Papa  che ha seguito la tormentata votazione del documento finale contenente le indicazioni riassuntive delle due settimane di discussioni sul tema della famiglia. La relazione è stata approvata a maggioranza e nella discussione di merito sui singoli paragrafi, il passaggio relativo alla comunione ai risposati è risultato il più contestato, con un risicato 56 per cento di voti a favore. Ciò significa che non esiste la maggioranza "qualificata" dei due terzi, adottata come soglia per considerare il passaggio specifico come "espressione del Sinodo". "Mi sarei molto preoccupato e rattristato se non ci fossero state queste tentazioni e queste animate discussioni", ha detto papa Francesco. Risposati, apertura ma non per tutti  -  Il paragrafo 52, che ha suscitato le maggiori divergenze, sottolinea che va tenuta "ben presente la distinzione oggettiva di peccato e circostanze attenuanti", ma per la decisione definitiva si rimanda al Sinodo che si terra nell'ottobre 2015, in attesa di risolvere la frattura tra colo che "hanno insistito a favore della disciplina attuale" e quanti si sono espressi per un'accoglienza che, comunque sarà "non generalizzata". Particolarmente critico anche il paragrafo successivo, nel quale viene sollecitato "un approfondimento" sulla teoria sostenuta da alcuni padri, che si sono domandati perché le persone conviventi non possano ricorrere alla comunione sacramentale, dato che la Chiesa li ammette a quella "spirituale". I passaggi "tagliati" sulle unioni gay - Scompare, invece, nella relazione finale, il passaggio nel quale il documento intermedio prendeva atto che nelle unioni omosessuali "vi sono casi in cui il mutuo sostegno fino al sacrificio costituisce un appoggio prezioso per la vita dei partner". Il paragrafo 55, che si è fermato al 64 per cento dei voti a favore, restando quindi al di sotto dei due terzi, si limita a raccomandare una accoglienza "con rispetto e delicatezza" per le persone gay, ribadendo che "è del tutto inaccettabile che i pastori della Chiesa subiscano pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all'introduzione di leggi che istituiscano il matrimonio fra persone dello stesso sesso". Il Papa: discussioni normali  -  Nel testo finale, stavolta, sono state soppesate anche le virgole, dopo che lunedì scorso la relatio post disceptationem aveva suscitato la reazione di numerosi padri sinodali, allarmati dalle aperture nei confronti delle coppie di fatto, delle unioni omosessuali e sul tema della comunione ai risposati. Quel documento è passato poi all'analisi dei gruppi di lavoro e oggi è stata illustrata all'assemblea la versione definitiva da votare. I 191 padri sinodali hanno espresso parere favorevole o contrario usando la tastiera di fianco a ciascuna postazione, inibita invece per uditori ed esperti che hanno partecipato alle discussioni plenarie. E la rielaborazione dei passaggi critici, a giudicare dalle votazioni che Bergoglio ha voluto venissero rese note nel dettaglio, sembra non aver soddisfatto pienamente nessuna delle componenti che hanno partecipato al Sinodo. Il messaggio dei padri sinodali - Nel frattempo, però, alla fine della mattinata è stato diffuso il messaggio sinodale, redatto da una commissione che annovera come presidente il cardinale Gianfranco Ravasi e come vicepresidente monsignor Victor Manuel Fernandez, rettore della ontificia università cattolica argentina. Ieri sera in aula ne era stata presentata una bozza, modificata nel corso della notte sulla base delle osservazioni emerse dal dibattito. E stamattina è stato approvato con 158 a favore su 174 votanti. Non è questo il testo chiamato a dare le indicazioni più attese, ma la sua funzione è descrivere lo spirito di fondo del Sinodo, che sembra trovare uniformità su un'idea di Chiesa più accogliente, anche di fronte alle difficoltà contemporanee. Questo però, ha precisato Ravasi, "non vuol dire automaticamente riconoscere modelli completamente differenti". Una Chiesa che "non esclude nessuno" - Nel messaggio vengono citate le crisi nuziali ("affrontate spesso in modo sbrigativo"), la prova della malattia, quella della disoccupazione e quella della violenza domestica. E c'è anche un passaggio particolare sulle vittime di abusi, in particolare bambini e ragazzi molestati "persino da parte di coloro che dovevano custodirli e farli crescere nella fiducia". Per i diritti della famiglia viene invece rivolto un appello "ai governi e alle organizzazioni internazionali". Da parte sua, la Chiesa deve presentarsi come "una casa con la porta sempre aperta nell'accoglienza, senza escludere nessuno": "Siamo perciò grati  -  scrivono i padri sinodali  -  ai pastori, fedeli e comunità pronti ad accompagnare e a farsi carico delle lacerazioni interiori e sociali delle coppie".  
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TITOLO: Maxi sequestro di medicinali e giocattoli pericolosi tra Fiumicino ed Esquilino
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Tra i pezzi taroccati, oltre 350mila per un valore di 3 milioni di euro, cuscinetti a sfera per l'assemblaggio di mezzi di trasporto, farmaci e integratori e. ..<br clear='all'/>
TESTO:giocattoli pericolosi. Ammontano ad oltre 350mila, per un valore complessivo di più di 3 milioni di euro, i pezzi taroccati che sono stati intercettati e sequestrati dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma nel corso di tre distinte operazioni presso l'area merci "Cargo City" dell'aeroporto "Leonardo Da Vinci" ed a Roma, nel quartiere Esquilino. Oltre 3mila cuscinetti a sfera a rulli conici, provenienti dalla Cina, destinati all'assemblaggio di motori di automobili, aerei, ascensori ed elettrodomestici, erano pronti per essere distribuiti e, considerata la bassa qualità, avrebbero potuto provocare improvvisi e prematuri guasti o cedimenti strutturali, mettendo seriamente a rischio la sicurezza delle persone. E' questo l'aspetto più inquietante emerso dalle analisi di laboratorio e dalle perizie tecniche eseguite su alcuni campioni, con la collaborazione della casa produttrice. I "falsari" avevano pensato bene di utilizzare speciali macchinari in grado di incidere, con l'impiego di sofisticate tecnologie laser, il logo della nota casa svedese "Skf" su cuscinetti "vergini" generando, in tal modo, copie perfette dei prodotti originali per colore, geometrie e confezionamento.
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TITOLO: Sbarco di migranti a Marettimo, donne e bambini aggrappati agli scogli
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Allarme lanciato con il telefono satellitare ieri sera alle 22. Difficili le operazioni di soccorso della Guardia costiera. Cinquantacinque persone sono. ..<br clear='all'/>
TESTO:Sbarco col brivido ieri sera a Marettimo, isola dell'arcipelago trapanese, dove un barcone è affondatto per cause ancora da accertare. Cinquantacinque migranti hanno raggiunto la costa rocciosa e si sono aggrappati agli scogli per restare a galla. Tra loro anche molte donne e bambini. Le operazioni di soccorso della Guardia costiera di Trapani sono andate avanti per tutta la notte con grandi difficoltà a causa dell'inaccessibilità del sito, sia via cielo, sia via terra. Le operazioni di salvataggio sono andate avanti per tutta la notte fino a tarda mattinata. Tra i 55 profughi tratti in salvo, anche un neonato di un anno con la febbre alta trasportato d'urgenza in ospedale a Trapani. Gli uomini della Capitaneria hanno fatto la spola con una piccola zattera tra la motovedetta e gli scogli. L'allarme è scattato ieri sera alle 22, quando la Guardia costiera ha intercettato un Sos lanciato con un telefono satellitare proveninete da una parte inaccessibile dell'isola. La zona indicata era quella di Punta Libeccio, alle spalle della cittadina. I militari della Capitaneria si sono trovati davanti ad una scena terribile. Aggrappati alle rocce c'erano 48 uomini, due donne e cinque bambini in tenerissima età che gridavano aiuto. Difficili le operazioni di salvataggio, complice anche il buio. La zona dove è avvenuto il naufragio infatti è particolarmente difficile da raggiungere anche via mare. Area franosa e quindi anche difficile raggiungerla da terra. In un primo momento, visto il pericolo, c'era stata anche l'ipotesi di un salvataggio via aereo, ma poi tutto è rientrato, proprio per la particolarità delle rocce troppo franose. I militari della guardia costiera, dopo ore di prove per arrivare a toccare terra, finalmente con l'ausilio di una zattera sono riusciti a recuperare i cinque bambini e le due donne solo verso le cinque di stamane. I salvati sono stati portati da Marettimo di corsa verso Trapani. Una bambina di un anno è stata trasferita immediatamente in ospedale con la mamma perché febbricitante, gli altri sono stati ricoverati presso una struttura adeguata. Con grande cautela i militari hanno via via recuperato tutti gli altri immigrati del gruppo, 48 uomini che per tutta la notte sono rimasti aggrappati a quelle rocce. Sfiniti ma salvi. Tra poco saranno al porto di Trapani. Si tratta di immigrati di nazionalità, libica, tunisina e siriana. La dinamica dell'incidente non è ancora chiara. Forse il barcone carico di migranti si è snadato a schiantare sugli scogli e per questo è affondato.
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TITOLO: Litiga con il fratello e lo uccide a coltellate, arrestato diciassettenne
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Il delitto dopo una banale discussione vicino all'officina del padre, a Monteparano nel Tarantino. Vittima Marco M. , 22 anni, stroncato da tre colpi al torace. ... <br clear='all'/>
TESTO:E' stato il fratello 17enne, incensurato, ad uccidere ieri sera a Monteparano, nel Tarantino, il 22enne Marco Mancanella morto in seguito a un accoltellamento avvenuto nel corso di un litigio, nei pressi dell'officina del padre. Sentendosi braccato, il giovane si è consegnato in nottata ai carabinieri e ha confessato l'omicidio. Il ferito, accompagnato dalla famiglia all'ospedale San Marco di Grottaglie, è deceduto poco dopo per le gravi lesioni riportate. Tre i fendenti al torace sferrati dal fratello. Il padre dei due giovani, Pietro Mancarella, pare abbia udito i figli litigare senza farci caso più di tanto. Poi il silenzio e, qualche attimo dopo, la scoperta che il 22enne era a terra in fin di vita, mentre dell'altro figlio non c'era traccia. Un paio d'ore dopo la tragedia, è stato lo stesso genitore della vittima ad annunciare la morte del figlio con un post agli amici su Facebook, condividendo poi un link di agenzia in cui si dava notizia del delitto. L'altro figlio, diventato omicida a 17 anni, ha continuato a vagare nel buio delle campagne sino a quando non ha compreso che fuggire sarebbe stato assolutamente inutile e si è consegnato ai carabinieri, mentre la tragedia di una famiglia diventava quella di un piccolo paese. Un litigio per motivi banali, come pare fosse accaduto in altre occasioni. Solo che questa volta il ragazzo ha tirato fuori un coltello e ha ucciso il maggiore. Ha vagato per più di due ore tra i vigneti del paese, cercando di sfuggire alla decine di pattuglie e posti di blocco dei carabinieri che lo cercavano per avere conferma che fosse lui l'assassino. Poi, quando era ancora buio, il 17enne si è presentato alla caserma dei carabinieri di San Giorgio Jonico, confessando il delitto. Il ragazzo, in presenza del suo legale, è stato interrogato dal sostituto procuratore presso il Tribunale per i minorenni di Taranto Silvia Nastasia, dinanzi alla quale ha ammesso le responsabilità, per poi venire trasferito nel Centro Penitenziario Minorile di Taranto.  
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TITOLO: Tranfa: "Sono andato a Lourdes e lì ho deciso di lasciare. io voglio vivere in pace con me stesso"
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Il magistrato dimissionario non smentisce che il suo gesto sia stato provocato dalla sentenza che ha assolto il Cavaliere. "Ho dato le dimissioni, punto. ... <br clear='all'/>
TESTO:MILANO - Un viaggio a Lourdes, prima delle dimissioni da magistrato. Un viaggio per cercare, attraverso la fede e la preghiera, il se stesso più profondo e "aiutarsi" a scegliere di fare, come dice lui alle persone che gli sono state più vicine, "la cosa giusta". Giusta: da quale punto di vista? Non dal punto di vista dei propri vantaggi o svantaggi, questo pare evidente in chi conosce questo giudice tutto d'un pezzo che, quindici mesi prima della pensione, decide di lasciare la toga e di andarsene in pensione. E lo fa appena dopo il deposito delle motivazioni sul perché Silvio Berlusconi sia stato assolto dai reati di concussione e prostituzione minorile. "La mia - confida Tranfa ai colleghi che conosce - è stata una decisione solitaria, maturata a lungo, meditata, che solo io potevo prendere, e senza chiedere consigli a nessuno. So che c'è chi mi avrebbe detto: "Stai attento alle conseguenze" e chi mi avrebbe chiesto: "Sei proprio sicuro? ". Chi avrebbe approvato e chi no. Ma nessuno è indispensabile e non ho bisogno di sentire gli altri quando devo sentirmi in pace con me stesso". Questo "essere in pace con se stesso", nel cuore di un giudice di 69 anni, entrato in carriera nel 1975, e di un credente che stava nell'Azione cattolica, non può essere banalizzato o sottovalutato. Ieri, appena la notizia data dal Corriere della Sera s'è diffusa nel palazzo di giustizia, tra i magistrati c'era chi si chiedeva: "Ma se era contrario, perché non ha inchiodato i due in camera di consiglio per giorni e giorni? Era il presidente, poteva dire: "Convincetemi"". E chi storceva il viso: "Andarsene senza spiegare non è istituzionale". Eppure, è quel "in pace con me stesso" che, senza spiegare nulla, si spiegano molte cose: "Non volevo e non voglio fare polemiche, non cercavo e non cerco popolarità. Anzi, vorrei proprio scomparire. Ho dato le dimissioni, punto. Ognuno pensi ciò che vuole. E comunque non intendo dire nulla, se non che non ho agito d'impulso", ripete agli amici. Le dimissioni sono un gesto secco e netto in contrasto - Tranfa non l'ha smentito - con le motivazioni della sentenza. Il contrasto era nato durante le udienze e forse non era un caso che il procuratore generale Piero De Petris, quando parlava a braccio e chiedeva la conferma nel processo d'appello dei sette anni di carcere per Silvio Berlusconi, osservasse i giudici, uno per uno, esortandoli a "guardare tutti i tasselli" della vicenda. Forse non era un caso che Tranfa, alla fine della requisitoria, apparisse provato e "tirato" in volto: per uno come lui, era molto significativo il comportamento dei poliziotti, comportamento corretto che cambia dopo la telefonata di Silvio Berlusconi. E da uomo di famiglia, trovava (e trova) sconcertante che una minorenne - "Qui si dimentica che abbiamo a che fare con una minorenne", ripeteva Tranfa - fosse andata a finire proprio là dove un magistrato, Anna Maria Fiorillo, aveva ordinato che non andasse, e cioè nel bilocale ammezzato in periferia di una prostituta brasiliana. "Non ci vuole una zingara per capire com'è andata quella notte in questura", sono le parole Tranfa ai suoi amici. Ma non l'hanno pensata come lui Concetta Lo Curto, giudice estensore della sentenza, e Alberto Puccinelli, consigliere. Ora, per onore di verità, bisogna dire che il reato di concussione basato sulla telefonata ha spesso avuto visioni discordanti tra magistrati, avvocati, giornalisti. E se in primo grado è stata vista in pieno la "costrizione" subita dai poliziotti, in secondo grado ci può stare che possa esistere un'altra visione. Tranfa, però, appare granitico: "Ognuno può leggere le motivazioni e può trarre in ogni sede le sue conclusioni, quanto a me - ripete ai colleghi - ho deciso di essere in pace con me stesso". Ieri si è tentato di parlare con gli altri due giudici, anche informalmente, ma erano non rintracciabili. Vengono descritti "basiti", "costernati". Che ci fossero stati i contrasti nella decisione di assolvere l'imputato Berlusconi lo sapevano bene. Che il presidente non avesse digerito il modo in cui tutta la responsabilità venisse scaricata su Pietro Ostuni e sul suo presunto "timore reverenziale" era loro noto. Così come che per il presidente il comportamento dei poliziotti, nell'interrogatorio da parte di Ilda Boccassini e Antonio Sangermano, rivelasse poca collaborazione: quei "non ricordo", le menzogne, le spiegazioni poco logiche andavano pesati con enorme attenzione. Ed per chiunque conosca l'esperienza e la bravura di alcuni ispettori delle volanti è davvero difficile immaginare che non sapessero quello che stavano facendo con Ruby: ci sarebbero potuti arrivare osservando - ebbene, è proprio così - solo le facce e gli atteggiamenti delle protagoniste della nottata. Tutto ciò bolliva dietro le quinte, in segreto, finché ieri è deflagrato con le inattese dimissioni. Che Tranfa non ha comunicato a nessuno. Non alla presidente Livia Pomodoro. Non al procuratore capo Bruti Liberati. L'unico che lo sapeva, a tarda sera, era il presidente della corte d'appello, Giovanni Canzio. Tranfa voleva e vuole davvero "stare in pace" facendo "la cosa giusta".
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TITOLO: Meteo, ondata di freddo da metà settimana. Prima neve sulle Alpi
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Gli esperti concordano: mercoledì si passerà bruscamente dalle attuali temperature estive a quelle invernali. Colpa di una depressione artica proveniente dal. ..
TESTO:ROMA - Il sole e le calde temperature da spiaggia che in queste ore si stanno registrando nel sud dell'Italia e sulle isole hanno le ore contate. Tra martedì e mercoledì gli esperti prevedono l'arrivo di un'ondata di freddo proveniente dall'artico. Una depressione proveniente dal nord Europa valicherà le Alpi, portando rovesci e temporali anche forti e facendo calare il termometro bruscamente. Le aree più coinvolte da questa nuova perturbazione saranno quelle del Nordest e le regioni adriatiche in generale, fenomeni invece più sporadici su Nordovest e centrali tirreniche. "Le temperature saranno in sensibile calo, anche di oltre 10 gradi in meno di 12 ore (rispetto ai valori di questi giorni, quindi non freddo invernale, ma ci riporteremo nelle medie del periodo o lievemente al di sotto) - spiegano dal centro 3bmeteo - tanto che tornerà la neve sotto i 1500m, non solo sulle Alpi, ma anche lungo l'Appennino. Il tutto verrà accompagnato da un deciso rinforzo del vento, che soffierà da Tramontana o Maestrale con burrasca sulla Sardegna".
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TITOLO: Milano, Lega in piazza contro gli immigrati. Il corteo della sinistra: "Gli stranieri siete voi"
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Corteo e controcorteo nel centro della città. Le camicie verdi in migliaia contro Mare Nostrum. Tra di loro c'è una vistosa presenza di militanti di Casapound. ...
TESTO:Piazza Duomo è piena per il comizio di Matteo Salvini, il segretario federale della Lega. Nel pomeriggio, a partire dalle quattro del pomeriggio la manifestazione delle camicie verdi e il contro-corteo della sinistra si sono svolti in contemporanea nel centro di Milano: la Lega, ha sfilato da Porta Venezia, mentre i centri sociali (insieme con varie organizzazioni antifasciste e antirazziste) hanno risposto con l'iniziativa 'Stop Lega Nord' partita da largo Cairoli alla quale hanno preso parte 10 mila persone (3 mila secondo la questura). "La Lega alza un muro fatto di xenofobia - è il commento alla giornata del sindaco Giuliano Pisapia - Milano è ed è sempre stata una città democratica che non può accettare tali atteggiamenti lesivi della dignità dell? essere umano solo perché straniero. La nostra è una città accogliente nel pieno rispetto della legalità e continuerà a esserlo". Salvini e Bossi sul palco di piazza Duomo. Nel suo intervento dal palco, iniziato in netto ritardo per consentire alla folla di riempire la piazza, Matteo Salvini ha sottolineato che la Lega non è contro gli immigrati, ma contro i clandestini. "Siamo centomila - ha sottolineato il leader del Carroccio - anzi centounmila. Alla faccia dei gufi di sinitra e degli sfigati dei centri sociali". Poi, tornando al tema della manifestazione, ha definito 'Mare Nostrum' "un'operazione schiavista e razzista, alla quale non serve a niente cambiare nome". Tra i primi a intervenire sul palco, Mario Borghezio che ha definito Renzi e Alfano "dei traditori: qui oggi si difendono i confini" ha aggiunto. Anche Umberto Bossi ha preso la parola: "Se non c'e' lavoro non è possibile l'integrazione" ha detto aggiunge che "la sinistra vuole i disperati perchè vuole i loro voti". "Il vero crimine non è fare respingimenti - ha detto, sempre dal palco, il governatore della Lombardia, Roberto Maroni - il vero crimine contro l'umanità è costringere le regioni virtuose a chiudere gli ospedali per pagare la diaria ai clandestini". Gli antagonisti, assiepati in piazza Santo Stefano, a due passi dal Duomo, hanno fatto esplodere fuochi artificiali colorati per disturbare il comizio. Hanno anche cercato di raggiungere piazza Duomo, ma sono stati bloccati da un cordone di forze di polizia.
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TITOLO: Campidoglio, Marino trascrive le nozze gay. Alfano: "Il sindaco firma autografi". Il prefetto: li cancelli, o lo farò io. L'attacco della Cei
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Cerimonia in Comune: il primo cittadino di Roma ha inserito nel registro capitolino le 16 coppie che si sono sposate all'estero. "Per noi i diritti al primo. ..
TESTO:Lo ha detto anche il sindaco: "E' uno splendido sabato mattina. Ma dobbiamo anche pensare che sia un giorno normale perché noi crediamo fortemente che tutti siano uguali e abbiano gli stessi diritti. E allora quale diritto più importante c'è di quello di poter dire al proprio compagno o compagna 'Ti amo'? ". "In italia - ha aggiunto - abbiamo un percorso da fare affinché le leggi possano permettere a tutti di avere gli stessi diritti". Le reazioni. Dura invece la reazione del Vicariato che ha definito la trascrizione "una scelta ideologica, che certifica un affronto istituzionale senza precedenti" basato su una "mistificazione sostenuta a livello mediatico e politico". E la Cei rincara la dose: "Una tale arbitraria presunzione, messa in scena proprio a Roma in questi giorni, non è accettabile- attacca la Cei in una nota-  perchè oltre a non essere in linea con il nostro sistema giuridico, le trascrizioni suggeriscono una equivalenza tra il matrimonio ed altre forme che ad esso vengono impropriamente collegate". Replica, su Facebook, anche Alfano: "Il sindaco Marino ha firmato trascrizioni per nozze gay. Ribadisco: per l'attuale legge italiana, ciò non è possibile. La firma di Marino non può sostituire la legge. In pratica, il sindaco Marino ha fatto il proprio autografo a queste, peraltro rispettabilissime, coppie". Parole che non sono piaciute al sottosegretario alle Riforme del governo Renzi, Ivan Scalfarotto. "Penso che il ministro degli Interni anzichè rimbrottare chi tra mille difficoltà si prende in carico lo sforzo di accogliere e interpretare i bisogni dei nostri concittadini- replica Scalfarotto- dovrebbe adoperarsi perchè si faccia senza ulteriori ritardi una legge sulle unioni civili come quella in vigore in Germania. La trascrizione in Italia dei matrimoni contratti all'estero da persone dello stesso sesso è operata dai sindaci nel rispetto di elementari principi di civiltà". Ad esprimere consenso per l'iniziativa del sindaco Marino, anche il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini. "I diritti delle coppie di fatto sono una delle prove di civiltà che il nostro Paese darà come tutti gli altri Paesi all'interno della cornice dell'Ue in cui ci troviamo" ha sottolineato Giannini. Polemica, invece, l'ex ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, ora responsabile dei diritti civili per Forza Italia. "La trascrizione da parte del sindaco Marino dei matrimoni contratti all'estero non fa altro che gettare benzina sul fuoco su un terreno già molto delicato come quello dei diritti civili" attacca Carfagna. "Così facend- prosegue- alimenta divisioni e polemiche mentre si sta cercando un dialogo trasversale per raggiungere l'obiettivo di una legge il più possibile condivisa che riconosca diritti e tutele a chi non può purtroppo ottenerli con una semplice trascrizione". Le proteste. Parole che accompagnano le accese proteste della piazza. Proprio il partito guidato dal ministro dell'Interno ha organizzato un flash mob conto le unioni civili con slogan e cartelli che prima ha scatenato il caos in piazza Venezia perché l'accesso al Campidoglio era stato negato ai manifestanti e poi si è trasferito sotto al Marc'Aurelio. Qui anche Forza Italia ha srotolato un enorme striscione - 'Marino Famigliofobico' - e un secondo firmato dai giovani del partito che recita: 'Una finta trascrizione non cancella il disastro della tua amministrazione'. Tra i manifestanti anche il comitato della famiglia dietro la scritta 'La famiglia non è una trascrizione'. Una bagarre di slogan e urla anche dalla scalinata della basilica di Santa Maria in Ara Coeli, che affaccia su piazza del Campidoglio: alcuni giovani favorevoli all'iniziativa del sindaco hanno gridato agli attivisti 'Andatevene a casa', 'Via i fascisti', 'Buffoni'. Una settantina di appartenenti ad organizzazioni della destra che hanno cercato di raggiungere il Palazzo Senatorio sono stati anche bloccati e identificati dagli uomini della Questura, e saranno deferiti all'Autorità Giudiziaria per manifestazione non preavvisata.
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TITOLO: Manovra, Chiamparino: "Pronti a incontrare il governo anche oggi"
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Il presidente della Conferenza delle Regioni dopo lo scontro con l'esecutivo sulla legge di Stabilità: "Sostengo Renzi, sta facendo le cose giuste. Vediamoci. ..
TESTO:sente di rispettare il saldo dei quattro miliardi di taglio. "Ritengo più equo fare spending review più sui ministeri che sugli enti locali - ha spiegato Chiamparino - ma le Regioni sono talmente disposte a collaborare che sono pronte a farsi carico di 4 miliardi di tagli. Il grado di complessità tecnico è molto elevato - ha precisato -  e richiede un confronto per il quale occorre un mandato politico che deve venire da un incontro a Palazzo Chigi". Il governatore del Piemonte ha chiarito anche che il suo giudizio sulla manovra "in sé è positivo, perché fa tutto ciò che si può per agganciare una ripresa che deve essere indotta soprattutto a livello europeo". Ma i tagli devono essere sostenibili, anche socialmente. "Dietro certi sprechi - ha continuato - ci sono spesso persone che non hanno colpa. Bisogna quindi trovare soluzioni gestibili socialmente e non solo economicamente". Sul fronte dei Comuni, anche il presidente di Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino, ha affermato di aver chiesto un incontro al governo "per far valere le nostre considerazioni e le nostre proposte". Fassino ha aggiunto di condividere "l'ispirazione generale della legge di stabilità che è quella di ridurre il prelievo fiscale per liberare risorse, rilanciare sviluppo, investimenti e occupazione ed è evidente che questo comporta uno sforzo che viene richiesto tutti, anche a noi. Vogliamo discutere con il governo su come rendere lo sforzo che ci viene richiesto compatibile con i due vincoli che per noi sono ineludibili, non ridurre i servizi ai cittadini e non inasprire il prelievo fiscale".
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TITOLO: Bilancio rinnovabili 2013: in Italia fatturati sei miliardi
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Lo studio di Althesys sulla quota di ricchezza rimasta nel nostro Paese. Nel 2030 si potrebbe arrivare a 174 miliardi con un gettito erariale di 36 miliardi
TESTO:ROMA - "I pannelli fotovoltaici portano i soldi solo in Cina". "Le pale eoliche danneggiano il paesaggio e non danno lavoro". "Le biomasse vengono tutte dall'America latina". Queste affermazioni, ripetute per anni, hanno finito per rallentare la corsa delle rinnovabili in Italia e ci sono costate diverse migliaia di posti di lavoro. Ma sono false. Lo documenta il rapporto, realizzato da Althesys per conto di Greenpeace, che stima le ricadute economiche e occupazionali dello sviluppo delle fonti rinnovabili. "Questo studio ha preso in considerazione solo la ricchezza mossa dalle rinnovabili e rimasto in Italia", spiega Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys. "Per il 2013 parliamo di sei miliardi di euro e 1,2 miliardi di introiti fiscali. La proiezione al 2030 vede la cifra del valore aggiunto salire a 135 miliardi nell'ipotesi più conservativa e 174 miliardi nell'ipotesi più spinta, con un gettito erariale rispettivamente di 28 e 36 miliardi". I due scenari sono quelli contenuti nel rapporto Energy [R]evolution Italia di Greenpeace: analizzano il valore aggiunto, diretto e indiretto, generato lungo la filiera dagli investimenti in energie rinnovabili in Italia. Ma che grado di affidabilità hanno queste previsioni? "Finora abbiamo sbagliato per difetto: le previsioni che avevamo fatto nel 2012 sul 2013 sono state superate dai fatti perché i costi delle rinnovabili sono scesi più del previsto", risponde Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace. "Del resto siamo in buona compagnia. Nel 2007 l'agenzia Ocse di Parigi sbagliò le previsioni al 2010 sul fotovoltaico sotto dimensionando la crescita di quattro volte. Il fatto è che lo sviluppo dell'energia pulita ha accelerazioni così veloci da sorprendere la maggior parte degli osservatori". Comunque i consuntivi sono più certi. E nel 2013 in Italia si sono registrate, grazie alle rinnovabili, ricadute economiche complessive per l'Italia pari a sei miliardi di euro e oltre 63mila posti di lavoro (di cui circa 50mila legati all'occupazione diretta). "In questa analisi", aggiunge Marangoni, "non abbiamo valutato il valore dei benefici ambientali, i danni evitati, il sollievo prodotto sulla bilancia dei pagamenti dalla riduzione dell'acquisto di combustibili fossili: ci siamo limitati a un puro conteggio del fatturato e dell'occupazione escludendo dal calcolo i proventi finiti fuori dal perimetro dell'Italia". Analizzando le varie tecnologie si nota che quelle che creano maggior valore aggiunto sono fotovoltaico, eolico on-shore e biomasse (che registrano rispettivamente 39, 34 e 28 miliardi di euro di valore aggiunto nello scenario spinto). Le biomasse sono la tecnologia a più alta intensità di lavoro, con oltre 37mila occupati totali al 2030.
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TITOLO: Sinodo, relazione votata a maggioranza. Divisione su gay e divorziati: non raggiunto il quorum di due terzi
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: E' arrivato il voto conclusivo. Con evidenti divisioni sui temi cruciali del dibattito. E una frenata rispetto alle aperture del primo documento. Nella. ..<br clear='all'/>
TESTO:CITTA' DEL VATICANO  -  Al Sinodo sulla famiglia è stato il giorno più lungo, in attesa della chiusura prevista per domani, nel giorno della beatificazione di Paolo VI. In mattinata c'è stata l'approvazione del messaggio, nel pomeriggio il discorso pronunciato dal Papa, che ha seguito la tormentata votazione del documento finale contenente le indicazioni riassuntive delle due settimane di discussioni sul tema della famiglia. La relazione è stata approvata a maggioranza e nella discussione di merito sui 62 paragrafi, il passaggio relativo alla comunione ai risposati è risultato il più contestato, con un risicato 56 per cento di voti a favore. Ciò significa che non esiste la maggioranza "qualificata" dei due terzi, adottata come soglia per considerare il passaggio specifico come "espressione del Sinodo". "Mi sarei molto preoccupato e rattristato se non ci fossero state queste tentazioni e queste animate discussioni", ha detto papa Francesco. IL DISCORSO DEL PAPA / LA RELAZIONE CONCLUSIVA Risposati, apertura ma non per tutti - Il paragrafo 52, che ha suscitato le maggiori divergenze, sottolinea che va tenuta "ben presente la distinzione oggettiva di peccato e circostanze attenuanti", ma per la decisione definitiva si rimanda al Sinodo che si terra nell'ottobre 2015, in attesa di risolvere la frattura tra coloro che "hanno insistito a favore della disciplina attuale" e quanti si sono espressi per un'accoglienza che, comunque, sarà "non generalizzata". Particolarmente critico anche il paragrafo successivo, nel quale viene sollecitato "un approfondimento" sulla teoria sostenuta da alcuni padri, che si sono domandati perché le persone conviventi non possano ricorrere alla comunione sacramentale, dato che la Chiesa li ammette a quella "spirituale". I passaggi "tagliati" sulle unioni gay - Scompare, invece, nella relazione finale, il passaggio nel quale il documento intermedio prendeva atto che nelle unioni omosessuali "vi sono casi in cui il mutuo sostegno fino al sacrificio costituisce un appoggio prezioso per la vita dei partner". Il paragrafo 55, che si è fermato al 64 per cento dei voti a favore, restando quindi al di sotto dei due terzi, si limita a raccomandare una accoglienza "con rispetto e delicatezza" per le persone gay, ribadendo che "è del tutto inaccettabile che i pastori della Chiesa subiscano pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all'introduzione di leggi che istituiscano il matrimonio fra persone dello stesso sesso". La precarietà lavorativa limita i matrimoni - Resta invece, rispetto al tema delle convivenze, l'osservazione ampiamente approvata per cui in alcuni Paesi "sposarsi è un lusso", rafforzata dalla constatazione che a far slittare il matrimonio sono spesso le attese "di una sicurezza esistenziale" legate a "lavoro e salario fisso". Calano in modo sensibile, invece, i voti favorevoli dei padri sinodali sul passaggio che invoca "una sensibilità nuova della pastorale odierna" nel cogliere "gli elementi positivi presenti nei matrimoni civili e, fatte le debite differenze, nelle convivenze". Il Papa: non ci sono state confusione e disagio - Nel testo finale, stavolta, sono state soppesate anche le virgole, dopo che lunedì scorso la relatio post disceptationem aveva suscitato la reazione di numerosi padri sinodali. Quel documento è passato poi all'analisi dei gruppi di lavoro e oggi è stata illustrata all'assemblea la versione definitiva da votare. I 191 padri sinodali hanno espresso parere favorevole o contrario usando la tastiera di fianco a ciascuna postazione, inibita invece per uditori ed esperti che hanno partecipato alle discussioni plenarie. E la rielaborazione dei passaggi critici, a giudicare dalle votazioni che Bergoglio ha voluto venissero rese note nel dettaglio, sembra non aver soddisfatto pienamente nessuna delle componenti che hanno partecipato al Sinodo. "Tanti commentatori hanno immaginato una Chiesa in litigio" ha detto il Papa, sottolineando che la "varietà di carismi" non deve essere visto come "motivo di confusione e di disagio". I moniti per "tradizionalisti" e "progressisti" - Il pontefice ha poi ricordato che il primo dovere dei pastori è accogliere le pecorelle smarrite. Poi si è corretto: "Ho sbagliato, qui. Ho detto accogliere: andare a trovarle". È questa, ha detto, la Chiesa "che non guarda l'umanità da un castello di vetro per giudicare o classificare le persone" e che "non ha paura di rimboccarsi le maniche". Bergoglio, applaudito per cinque minuti alla fine del suo intervento, ha dato appuntamento al Sinodo 2015 mettendo in guardia da una parte dalla "tentazione dell'irrigidimento ostile" di quelli che ha chiamato "tradizionalisti" e "intellettualisti" e dall'altra dalla "tentazione del buonismo distruttivo" dell'ala dei "progressisti e liberalisti". Il messaggio dei padri sinodali - Nel frattempo, però, alla fine della mattinata è stato diffuso anche il messaggio sinodale, redatto da una commissione che annovera come presidente il cardinale Gianfranco Ravasi e come vicepresidente monsignor Victor Manuel Fernandez, rettore della Pontificia università cattolica argentina. Un testo più generico, nel quale si sono riconosciuti 158 padri sinodali su 174 votanti. Vengono citate le crisi nuziali ("affrontate spesso in modo sbrigativo"), la prova della malattia, quella della disoccupazione e quella della violenza domestica. E c'è anche un passaggio particolare sulle vittime di abusi, in particolare bambini e ragazzi molestati "persino da parte di coloro che dovevano custodirli e farli crescere nella fiducia". Per i diritti della famiglia viene invece rivolto un appello "ai governi e alle organizzazioni internazionali". Da parte sua, la Chiesa deve presentarsi come "una casa con la porta sempre aperta nell'accoglienza, senza escludere nessuno".
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TITOLO: Sbarco di migranti a Marettimo, donne e bambini aggrappati agli scogli
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Allarme lanciato con il telefono satellitare ieri sera alle 22. Difficili le operazioni di soccorso della Guardia costiera. Cinquantacinque persone sono. ..<br clear='all'/>
TESTO:L'allarme è scattato ieri sera alle 22, quando la Guardia costiera ha intercettato un Sos lanciato con un telefono satellitare proveninete da una parte inaccessibile dell'isola. La zona indicata era quella di Punta Libeccio, alle spalle della cittadina. I militari della Capitaneria si sono trovati davanti ad una scena terribile. Aggrappati alle rocce c'erano 48 uomini, due donne e cinque bambini in tenerissima età che gridavano aiuto. Difficili le operazioni di salvataggio, complice anche il buio. La zona dove è avvenuto il naufragio infatti è particolarmente difficile da raggiungere anche via mare. Area franosa e quindi anche difficile raggiungerla da terra. In un primo momento, visto il pericolo, c'era stata anche l'ipotesi di un salvataggio via aereo, ma poi tutto è rientrato, proprio per la particolarità delle rocce troppo franose. I militari della guardia costiera, dopo ore di prove per arrivare a toccare terra, finalmente con l'ausilio di una zattera sono riusciti a recuperare i cinque bambini e le due donne solo verso le cinque di stamane. I salvati sono stati portati da Marettimo di corsa verso Trapani. Una bambina di un anno è stata trasferita immediatamente in ospedale con la mamma perché febbricitante, gli altri sono stati ricoverati presso una struttura adeguata. Con grande cautela i militari hanno via via recuperato tutti gli altri immigrati del gruppo, 48 uomini che per tutta la notte sono rimasti aggrappati a quelle rocce. Sfiniti ma salvi. Tra poco saranno al porto di Trapani. Si tratta di immigrati di nazionalità, libica, tunisina e siriana. La dinamica dell'incidente non è ancora chiara. Forse il barcone carico di migranti si è snadato a schiantare sugli scogli e per questo è affondato.
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TITOLO: Nozze gay, sempre più stati negli Usa le riconoscono
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Via libera anche in Alaska e Arizona: oramai sono 31 gli stati americani che hanno detto di sì ai matrimoni omosessuali. Il ministro dimissionario della. ..
TESTO:NEW YORK - Mentre il sindaco di Roma, Ignazio Marino, sfida il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, registrando nella sua città i matrimoni omosessuali stretti all'estero, in America il governo centrale e i tribunali locali riconoscono le unioni gay in sempre più stati americani. La scorsa notte, infatti, c'è stato il via libera alle nozze fra lo stesso sesso in Alaska e Arizona, che portano così a ben trentuno gli Stati americani dove le coppie gay possono sposarsi. Non solo: anche il Wyoming si appresta a consentire il fatidico sì a coppie dello stesso sesso: il giudice della corte distrettuale, Scott Skavdahl, ha definito incostituzionale il divieto vigente nello stato ma ha concesso fino a giovedì prossimo alle autorità per presentare appello. Fino a quel momento la sentenza è sospesa. L'aumentare del numero degli Stati che consentono di sposarsi alle coppie dello stesso sesso arriva mentre il governo federale decide di riconoscere i matrimoni gay in altri Sette stati e estendere i benefici federali alle coppie che vi risiedono. Una decisione che porta a 26 più il Distretto di Columbia gli stati in cui il governo riconosce le nozze gay. "Ci stiamo avvicinando alla piena uguaglianza per le lesbiche, i gay, i bisessuali e i transgender", ha affermato il ministro dimissionario della giustizia, Eric Holder. Lo scorso 6 ottobre, i matrimoni gay avevano superato l'ostacolo della Corte Suprema americana negli Stati Uniti. La Corte presieduta da John Roberts aveva infatti respinto i ricorsi contro le nozze tra persone dello stesso sesso presentati da cinque Stati: Virginia, Oklahoma, Utah, Wisconsin e Indiana, dove tribunali di grado inferiore li avevano vietati. Così facendo la Corte ha fissato un precedente che potrebbe aprire ai matrimoni gay in tutti gli Stati dell'Unione.   Nel giugno del 2013, poi, vi era stata la storica sentenza della Corte Suprema che aveva dichiarato incostituzionale il Defense of Marriage Act, legge federale che definiva il matrimonio esclusivamente come un? unione tra uomo e donna e garantiva i diritti e i benefici del matrimonio, come l? accesso al welfare e l? eredità, solo alle coppie eterosessuali, e non a quelle omosessuali, anche se legalmente sposate. Il primo americano Stato a legalizzare le unioni omosessuali è stato nel 2004 il Massachusetts.
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TITOLO: Corea del Sud, sedici morti al concerto: si suicida il responsabile della sicurezza
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: La struttura è crollata sotto il peso del pubblico: 25 persone sono cadute da dieci metri di altezza all'interno del parcheggio sottostante. Poche ore dopo. ..
TESTO:La città di Seongnam è sotto shock. Il concerto sponsorizzato dal Gyeonggi Institute of Science and Technology Promotion e organizzato dal sito di informazione Edaily, era un piccolo evento. Le vittime avevano un'età compresa tra i venti e i quarant'anni, facevano parte delle circa settecento persone venute a vedere le 4minute, band femminile molto popolare in Asia. Molte si erano fermate ad ascoltarle direttamente dopo il lavoro. "Pendolari" li ha definiti la polizia. Ignare di quanto stava succedendo, le artiste della band hanno continuato a esibirsi anche dopo l'incidente come mostrano alcuni video su YouTube.
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TITOLO: Usa, al ristorante rifiutata carta di credito di Obama: il conto lo ha pagato Michelle
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Il presidente ha raccontato l'episodio, accaduto il mese scorso a New York, durante la firma di un provvedimento per tutelare le transazioni elettroniche
TESTO:"Sig. presidente, scusi, la sua carta di credito non funziona, dovrebbe pagare il conto in altro modo". Non devono essere stati momenti facili per la cameriera del ristorante in cui avevano appena cenato il presidente e la moglie Michelle. Non capita certo tutti i giorni avere il presidente e la first lady a cena. Ma certo che sorpresa deve essere stata quando al momento di pagare il conto il pos ha rifiutato la carta di credito del presidente. Per fortuna che c'era Michelle, che ha pagato il conto con una delle sue carte. Lo stesso presidente ha ricordato l'episodio avvenuto il mese scorso a New York, durante l'Assemblea Generale dell'Onu, mentre firmava un ordine esecutivo presidenziale per incrementare la tutela dei consumatori Usa riguardo alle transazioni elettroniche e alla protezione dei dati personali. "Alla fine è saltato fuori che probabilmente non la uso abbastanza". Al ristorante "pensavano che ci fosse di mezzo un qualche tipo di truffa", ha detto il presidente. Meno male che c'era la first lady a salvare la situazione che ha estratto dal portafoglio una carta di credito utilizzabile. Il furto di identità è un problema che l'anno scorso, secondo le stime, ha colpito 100 milioni di clienti dei grandi magazzini statunitensi.
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TITOLO: Milano, Lega folla in piazza del Duomo. Salvini: "Sospendiamo Schengen"
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Corteo e controcorteo nel centro della città. Le camicie verdi in migliaia contro Mare Nostrum. Il leader annuncia l'iniziativa comune con la. Le Pen per. ..
TESTO:Il controcorteo della sinistra. A poche centinaia di metri di distanza, una manifestazione della sinistra radicale, dei centri sociali e delle associazioni anti-fasciste ha cercato di contrastare la mobilitazione leghista. Ma non c'è stato alcun contatto, anche per l'ingente schieramento delle forze dell'ordine. "Centri sociali sfigati", li ha apostrofati dal palco Salvini, "questa è la piazza della gente perbene". "Pisapia, non vogliamo la moschea". Un 'one-man-show', quello di Salvini, che ha guidato in maglietta il corteo suggerendo al megafono gli slogan, come quando ha fermato tutti davanti al Comune di Milano per urlare al sindaco Pisapia che "la moschea non la vogliamo". E ha condotto la scaletta sul palco davanti al Duomo, dove ha voluto tutti i suoi sindaci con la fascia 'Stop invasione' (lo slogan della giornata) e il nuovo responsabile dell'immigrazione, Toni Iwobi, bergamasco-nigeriano. "Meglio Putin di Renzi". Anche quando ha parlato Umberto Bossi, il vecchio capo che gli stava dando atto che la Lega "si sta rimettendo", in molti dalla piazza hanno iniziato a inneggiare 'Matteo, Matteo'. Per gli altri, i non leghisti, c'è stato spazio solo nei fischi: contro Renzi, Alfano, la Boldrini, Grillo che avrebbe ingannato i suoi elettori. Non una parola sul futuro del centrodestra. Unico elogio, per il presidente russo Vladimir Putin: "Farei subito a cambio con Renzi, Putin è più democratico". "No al muro della xenofobia". "La Lega alza un muro fatto di xenofobia": è la reazione del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, dopo la manifestazione del Carroccio. "Milano - ha sottolineato Pisapia - è ed è sempre stata una città democratica che non può accettare atteggiamenti lesivi della dignità dell'essere umano solo perché straniero. La nostra è una città accogliente nel pieno rispetto della legalità e continuerà a esserlo".
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TITOLO: Il commissario che ferma l'inchino ai superboss nel paese di Montalbano
DATA: 2014-10-18
OCCHIELLO: Porto Empedocle, durante la processione di San Calogero i poliziotti fotografano l'omaggio e fanno aprire un'inchiesta<br clear='all'/>
TESTO:È la sera di domenica 7 settembre. Quella sosta davanti la casa dei boss Messina è sulla bocca di tutti a Porto Empedocle, la città in riva al mare di Sicilia che ormai chiamano Vigata, come il paese inventato dallo scrittore Andrea Camilleri, che qui è nato. E come nella Vigata dei libri, anche nella Vigata reale c'è un commissario di polizia. Che non si chiama Salvo Montalbano, ma Cesare Castelli. La sera della processione, ha fatto travestire i ragazzi della Scientifica da turisti per fargli filmare l'ultima processione di San Calogero nel regno dei Messina. E questa volta, le cose non sono andate come nei romanzi di Camilleri, sempre piene di liti fra polizia e magistratura. La procura distrettuale antimafia di Palermo si è mossa a tempo record, e nel giro di poche ore ha aperto un'inchiesta sull'ultimo atto di devozione ai familiari dei boss. Adesso, del caso si occupa il procuratore aggiunto Maurizio Scalia, che coordina le indagini antimafia nella provincia di Agrigento. E si fa già strada un'ipotesi di reato, "violenza privata", con l'aggravante di mafia. Perché sembra che dietro quella sosta ci siano state pesanti pressioni dei Messina sui portatori della vara. Abbiamo interpellato il dottore Scalia, che ci ha risposto: "Stiamo valutando l'episodio con la massima attenzione, anche perché potrebbe essere indicativo di assetti e dinamiche mafiose nel territorio". I Messina sono in carcere, ma a Porto Empedocle contano ancora. Ora, la magistratura sta esaminando il filmato di quella domenica. Accanto alle donne dei boss c'è un loro cognato, Vincenzo Orefice, è il marito di Anna, la sorella di Gerlandino, l'ultima della famiglia ad essere finita in carcere, a febbraio: faceva da ambasciatrice del clan per le estorsioni. Il giorno della festa, sotto la vara, spuntano anche i figli di Gerlandino e di Salvatore fra le aste dei portatori. Si chiamano tutti e due Giuseppe, come il nonno, che fu ucciso nel 1987 da un commando di stiddari, i mafiosi ribelli che volevano scalzare la Cosa nostra di Riina. Già allora la famiglia Messina era un simbolo, per gli amici e per i nemici. E Gerlandino ha ereditato il potere del padre. Così, quando c'erano lavori delicati da fare, il capo della provincia di Agrigento chiamava sempre lui. Lo chiamarono per il delitto del maresciallo Giuliano Guazzelli, nell'aprile 1992. E poi, ad ottobre, per eliminare il sovrintendente della polizia penitenziaria Pasquale Di Lorenzo, che in carcere non faceva sconti a nessuno. Due anni dopo, Gerlandino Messina fu tra i carcerieri del piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del pentito che parlava dei segreti della strage di Capaci. Bisogna ripercorrerlo tutto il percorso del Santo Calogero, fra le scale e i vicoli, per comprendere davvero cosa vuol dire questa processione per la famiglia Messina. In fondo a via da Verrazzano, incontro la mamma del capomafia, che non ha dubbi: "Perché il santo non doveva venire a casa nostra? Cosa abbiamo noi di diverso dagli altri? ". Inutile citare arresti e sentenze. Per la signora Giuseppa "i suoi figli sono vittime di un'ingiustizia. Magari il santo farà il miracolo. Ogni anno glielo chiedo quando viene qui. E mi sembra giusto offrire un rinfresco ai portatori della vara". La mamma di Gerlandino riconosce solo il "suo" santo, non vuole più saperne parlare della Chiesa, la nuova chiesa di Papa Francesco. Anche questo dice chiaramente. E suona come l'anatema della mafia: "Ora il Papa dice che i mafiosi non possono prendere la grazia di Dio. Ho già detto ai miei figli: "Quando muoio io mi portate direttamente al cimitero". Perché i parrini (i preti, ndr) fanno più schifo degli altri. A Porto Empedocle ce n'era uno che aveva pure l'amante. E questi non vengono giudicati? Solo Dio può giudicare. Non c'è Papa che può giudicare. E mia figlia non va più a messa". Eppure, questa volta, il commissario aveva avvertito tutti. Aveva anche chiesto alla confraternita di evitare via da Verrazzano. Ma in quella strada ci sono anziani e disabili, nessuno se l'è sentita di cambiare percorso. E per le donne dei boss è stato facilissimo scortare il santo fino al loro regno.
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TITOLO: "La clochard obbligata a dormire nella stazione". Ferrovie contro il giudice
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: A Roma le Fs vogliono chiudere di notte lo scalo di Trastevere: "Problemi di sicurezza, ma il tribunale così ce lo impedisce". Nella misura di prevenzione la. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Come dimora, l'androne della stazione di Trastevere. Se fosse un verso ritagliato da una canzone di Venditti, non ci sarebbe niente da aggiungere. In realtà è l'ultimo, estremo, confine cui si è spinta la burocrazia. Grazie a un atto ufficiale compilato con surreale zelo, una senzatetto è obbligata a dormire nell'atrio davanti alla biglietteria e le Ferrovie dello Stato non possono più chiudere gli ingressi di notte. Perché dalle 21 alle 7 quella è la casa di Laura. Laura, si chiama così la protagonista involontaria di questa storia. La conoscono tutti allo scalo di Trastevere, perché da quasi due anni bivacca con il suo compagno Bruno su un paio di coperte luride in un angolo dell'atrio. Tutti i giorni sono lì, a chiedere l'elemosina, a bere, a volte a spogliarsi, più spesso a picchiarsi tra loro. Laura e Bruno, "invisibili" sotto gli occhi di tutti. Succede però che il 19 maggio scorso il Tribunale di Roma, "sezione per le applicazioni delle misure di prevenzione per la sicurezza e pubblica moralità", sottopone Laura, 38 anni, alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Ha dei precedenti, qualche furto, si dice che una volta abbia pure cercato di sfilare la pistola a un finanziere. "Ma non è cattiva, non dà fastidio ai passeggeri", racconta un addetto alle pulizie. Il 24 settembre i carabinieri del Comando di Porta Portese si presentano dalla donna per notificarle l'atto e ed eleggere un domicilio dove essere reperibile ogni notte. L'ARTICOLO INTEGRALE SU REPUBBLICA IN EDICOLA O SU REPUBBLICA+  
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TITOLO: Manovra, oltre 600 milioni di tagli alla scuola. Ecco tutti i soldi per l'Istruzione
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO:
TESTO:I tagli alla scuola e all'università, considerando tutte le voci, arrivano a quota 615 milioni di euro a fronte di oltre un miliardo di stanziamenti sul 2015 (3 miliardi a regime). La legge di Stabilità appena varata dal governo Renzi promuove  una serie di misure sul fronte dell'istruzione. Vengono riorganizzate le commissioni per l'esame di Maturità: saranno sei componenti interni e solo il presidente come membro esterno, i commissari saranno designati dai consigli di classe e nominati dal dirigente scolastico. Il risparmio annuale garantito è di 147 milioni, dicono al ministero dell'Istruzione. Un miliardo è a disposizione del progetto "La buona scuola", che sarà decreto a gennaio 2015. Servirà innanzitutto, subito, per l'assunzione di 148 mila precari e l'avvio di progetti di scuola-lavoro. Il fondo dal 2016 sarà incrementato a tre miliardi l'anno. Tra l'altro, già in sede di "stabilità" si è deciso di abolire le supplenze di un giorno per i docenti. Per i collaboratori scolastici non si possono conferire supplenze se non dopo sette giorni di assenza e così per gli assistenti amministrativi, se non in scuole "con meno di tre unità di personale". Dopo le assunzioni dei 148 mila - saranno operative a settembre 2015 - si avvierà l'organico di rete. Per le scuole paritarie sono stanti stanziati 220 milioni, che si vanno a sommare ad altrettanti stanziati direttamente dal ministero dell'Istruzione. La parlamentare di Forza Italia, Elena Centemero, ha parlato del taglio del 50% delle risorse, ma non è così. Rispetto alla stagione passata mancano 25-26 milioni. Cancellazione degli esoneri e semiesoneri dei collaboratori del preside. Colpiti oltre duemila collaboratori scolastici. Con il decreto Sblocca Italia, che sarà operativo entro il 30 ottobre, si tagliano altri 30 milioni del fondo Mof, prosciugandolo. Il numero dei posti per il personale ausiliario, tecnico e amministrativo (Ata) viene ridotto di 2.020 unità, "in considerazione di un generale processo di digitalizzazione e incremento dell'efficienza dei processi e delle lavorazioni". Sul Fondo di finanziamento ordinario delle università italiane vengono messi 150 milioni e si  stabilizzano anche per il prossimo anno risorse finora oscillanti. Gli studenti organizzati spiegano, però, che con i tagli alle Regioni saltano 150 milioni che le Regioni avrebbero destinato alle borse di studio universitarie per gli aventi diritto. Sono, secondo i calcoli sia della Rete della conoscenza che dell'Udu, 40-50 mila borse in meno (e già oggi ne viene pagato il 70 per cento). Per la ricerca (pubblica e privata) ci sono 300 milioni, tutti da dettagliare. Il ministro Stefania Giannini parla di svolta storica, ricordando le misure sul credito di imposta su ricerca e sviluppo e le misure sui brevetti, ma il sindacato è già in piazza. Gli insegnanti devono registrare il blocco del contratto  -  da sei anni - e il blocco degli aumenti di anzianità. "La qualità della Scuola italiana", sostiene Anief, "scenderà ancora di un gradino". Duecento milioni in meno per la Scuola europea di Parma, fondata dal governo Berlusconi e pensata per i figli dei manager Ue che lavorano alla vicina Autorità di controllo alimentare.
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TITOLO: Raccolta differenziata: la Campania recupera e batte la Toscana
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: Nonostante i ritardi di Napoli, la regione è arrivata al 44%. Sono i dati di Legambiente che avverte: "Ora servono impianti di trattamento, non inceneritori"
TESTO:ROMA - Sulla raccolta differenziata Campania batte Toscana 44 a 42: sono le percentuali raggiunte dalle due regioni. Secondo i dati del rapporto Comuni ricicloni di Legambiente, solo 8 Municipi sui 358 censiti in Campania hanno una percentuale di differenziata minore del 35%; 230 superano il 55% di differenziata (di cui 143 vanno oltre il 65%). Mentre sta per arrivare la condanna europea per i rifiuti in Campania, la regione è dunque uscita dall'emergenza. Resta l'imbarazzante caso Napoli in cui il ritardo nella capacità di risposta continua schiacciandola al 21% di raccolta differenziata. Ma la regione complessivamente - come segnala anche l'ultimo rapporto di Ispra - ha cambiato passo raggiungendo una quota di raccolta differenziata (44%) semplicemente impensabile fino a pochi anni fa: è maggiore di quella della Toscana e uguale a quella della Val d'Aosta. "Sono dati che raccontano una svolta clamorosa", commenta Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente. "Ora bisogna farla valere a Bruxelles prima che arrivino multe milionarie. E poi agire in maniera coerente in modo da evitare che, per colpa di scelte sbagliate, il problema si riproponga. Quello che manca sono gli impianti per la lavorazione dei materiali che vengono dalla raccolta differenziata: bisogna realizzarli con urgenza. Il governo invece continua a vedere un film vecchio e si muove di conseguenza parlando di inceneritori. Il nuovo inceneritore di Salerno che Renzi vuole costruire con il decreto competitività convertito in legge la scorsa estate non avrebbe più i rifiuti sufficienti per funzionare: dovrebbe importarli da fuori regione. Invece di prevedere lo sblocca inceneritori, si dovrebbe pensare a uno sblocca impianti per trattare l'organico differenziato in tutto il centro sud". A frenare il salto di gestione sui rifiuti non è dunque - a parte alcune vistose eccezioni - la mancanza di buona volontà dei cittadini o di capacità tecnica, ma l'insufficienza di impianti tecnologicamente avanzati che permettano di chiudere in modo virtuoso il ciclo degli scarti. Intere regioni (e città come Milano) estraggono ormai dai rifiuti urbani una quantità di organico che potrebbe alimentare una filiera produttiva interessante. Ma in molte aree gli impianti sono sotto dimensionati. Ad esempio il nuovo e avveniristico digestore anaerobico di Salerno da 30mila tonnellate all'anno è già saturo con i rifiuti provinciali. Certo i lasciti del passato creano problemi ancora irrisolti (è il caso delle ecoballe in Campania su cui varie opzioni restano aperte). Ma senza investimenti su tecnologie moderne sarà difficile uscire da un'emergenza cronica: arriveranno? "Noi siamo pronti a stimolare la crescita delle strutture necessarie a dare uno sbocco economico e occupazionale alla raccolta differenziata", risponde il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. "Quanto agli inceneritori, la proposta del governo è equilibrata: prima di progettarne altri facciamo lavorare bene quelli che esistono".
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TITOLO: Cancrini: "Grisham sbaglia, guardare i video pedopornografici non è diverso dall'abuso"
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: Il presidente del Centro Studi di Terapia Familiare e Relazionale non è d'accordo con il padre dei: "legal thriller" che giustifica chi cerca sul web immagini. ..<br clear='all'/>
TESTO:"I CONCETTI di reale e virtuale non possono essere applicati alla pedofilia. Non è innocente chi guarda in Internet un video porno con bambini violentati e maltrattati. È colpevole come chi li abusa fisicamente. Sono tutti e due malati: da condannare, secondo la legge magari con pene diverse, e poi da curare". Luigi Cancrini, psichiatra, psicoterapeuta, Presidente del Centro Studi di Terapia Familiare e Relazionale, non ha dubbi davanti alle parole dello scrittore americano. Grisham parla di innocenti in cella. "Chi guarda video in cui minorenni vengono seviziati e stuprati in qualche modo diventa complice di un mercato che, sapendo di avere nuovi clienti, continuerà a creare merce e a produrre filmini per gli amanti del genere, per chi ha questa patologia. In fondo, in questo caso, guardare è un po' come l'istigazione a delinquere". Lo scrittore dice che chi guarda non abusa. "Le indagini della polizia italiana raccontano invece che, come i drogati hanno bisogno di dosi sempre più forti, i pedofili chiedono sempre più spesso immagini per eccitarsi. E certo, non ci sono numeri, ma un dato concreto è che nelle case di chi ha aggredito o abusato di minorenni si trovano spesso filmini a luci rosse con bambini come vittime". Da Internet alla realtà? "Questo è quello che raccontano gli inquirenti. I filmini, il semplice guardare gli abusi, sono solo il primo passo del pedofilo che poi trova il coraggio di mettere in atto i propri desideri andando magari a fare viaggi in Oriente o Africa. .. ". Che fare? "Leggi e condanne dure, ma dopo, come accade in Belgio, bisognerebbe prevedere la cura della patologia altrimenti è tutto inutile. Purtroppo in Italia niente di tutto questo è previsto, né misure alternative alla condanna né terapie per i pedofili. Che usciranno dalle carceri come sono entrati".
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TITOLO: La convivente si suicida, lui scopre il corpo e si uccide
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: Tragedia stamattina in una cascina a Carignano, nel Torinese: la donna, un'infermiera di 52 anni, si è sparata alla testa. Il compagno, un medico in pensione. ..<br clear='all'/>
TESTO:E' un duplice suicidio quello avvenuto oggi in una cascina di Borgo Gorra, a Carignano, nel Torinese. E' quanto hanno accertato i carabinieri intervenuti sul posto con i soccorritori del 118, che non hanno potuto fare altro che constare il duplice decesso. A uccidersi per prima è stata la donna, Loredana Maria Scevola, infermiera di 52 anni. L'uomo, Claudio Giancola, medico in pensione dell'ospedale torinese Martini, 64 anni, suo convivente, l'ha trovata morta e si è sparato. A permettere di ricostruire la vicenda è stata la testimonianza del giardiniere, che ha dato l'allarme. L'uomo ha infatti visto il medico ancora vivo entrare in casa, dove la donna si era già uccisa, e poi fare fuoco contro se stesso con un revolver. I carabinieri, che ora indagano sui motivi che hanno spinto la donna a suicidarsi, hanno trovato nella cascina numerose armi, tutte regolarmente denunciate. Claudio Giancola si era trasferito anni fa a Carignano da Torino dopo la morte della moglie, e da qualche tempo frequentava Loredana Scevola.
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TITOLO: Truffa sui rimborsi elettorali, Bossi a processo con i figli e l'ex tesoriere della Lega Nord
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: Il gup milanese De Marchi ha disposto la citazione diretta per il Senatur, i figli Renzo e Riccardo e l'ex tesoriere Belsito. Gli atti sulla appropriazione. ..<br clear='all'/>
TESTO:Bossi e i suoi due figli, assieme a Belsito, vanno invece a processo con citazione diretta a giudizio davanti al tribunale di Milano in relazione all'accusa di appropriazione indebita di oltre mezzo milione di euro di soldi pubblici (ottenuti con rimborsi elettorali) che sarebbero stati usati per pagare le spese personali più varie: dalle multe per migliaia e migliaia di euro al carrozziere, fino all'ormai famosa laurea in Albania di Renzo il Trota, ai lavori di casa a Gemonio e agli indumenti. Tra il 2009 e il 2011, il Senatur, in particolare, avrebbe speso, secondo i pm, oltre 208 mila euro di soldi pubblici. Per Renzo, invece, più di 145 mila euro di spese, mentre a Riccardo vengono contestati 158 mila euro per pagare, tra l'altro, "debiti personali" e "noleggi auto". Il giudice ha stabilito che, essendo l'appropriazione indebita un reato punibile con una pena inferiore ai quattro anni di reclusione, i pm di Milano Roberto Pellicano e Paolo Filippini, titolari dell'inchiesta coordinata dall'aggiunto Alfredo Robledo, dovranno formulare l'atto per mandare direttamente a processo la cosiddetta 'The Family' (la data della prima udienza deve essere ancora fissata), dal nome della cartellina con le spese che venne trovata nella disponibilità di Belsito. Da quanto si è saputo, Riccardo Bossi, intanto, punta a patteggiare la pena. A Milano resta anche l'accusa di riciclaggio contestata all'imprenditore Stefano Bonet e al commercialista Paolo Scala, per i quali l'udienza preliminare proseguirà il prossimo 7 novembre davanti al gup De Marchi.
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TITOLO: Pescatore ucciso e gettato in mare aperto, svolta nel giallo di Vieste: arrestato il cognato della vittima
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: In manette l'uomo che, dopo una lite, ha sparato un colpo di fucile al petto del 39enne e ha buttato il suo corpo in acqua<br clear='all'/>
TESTO:Per il fatto, i militari hanno arrestato il cognato Riccardo Bramante, 37 anni, pescatore anche lui, gravemente indiziato di aver ucciso Di Mauro e di averne occultato il cadavere, gettandolo in mare aperto. Da ieri, infatti, i sommozzatori dei vigili del fuoco, gli uomini della capitaneria di porto e le motovedette dei carabinieri ne stanno cercando il corpo in mare ma senza risultati. Un? operazione particolarmente difficile perché al momento della sua morte il pescatore indossava scafandro e stivali che, una volta in acqua, lo hanno trascinato giù, facendolo velocemente inabissare. Un omicidio avvenuto lontano da occhi indiscreti, in mare aperto. Solo un giovane pescatore ad assistere alla scena. Era uscito in mare con la vittima, ieri mattina, ed è stato lui che - riavutosi dallo choc iniziale - ha denunciato tutto ai carabinieri, facendo partire le indagini. Lo stesso ha riferito che mentre erano impegnati in una battuta di pesca l? imbarcazione di Bramante ha affiancato la loro chiedendo alcune informazioni sulle reti. Tra i due è nata una discussione piuttosto accesa, poi l? uomo si è allontanato per fare successivamente ritorno dopo circa 30 minuti. A quel punto, però, Bramante - sempre secondo il racconto del giovane pescatore - avrebbe imbracciato un fucile da caccia calibro 12 nascosto in barca ed esploso un colpo al petto del cognato. Dopodiché avrebbe intimato al testimone di gettare il corpo in mare e, al suo netto rifiuto, avrebbe provveduto a sbarazzarsi del cadavere da solo. Bramante si sarebbe poi trattenuto in mare ancora per mezz? ora. Il tempo di ritirare le sue reti in barca e di assicurarsi che il corpo del 39enne fosse trascinato dalle acque. Sulla scorta di questa denuncia, sono partite le indagini dei carabinieri che hanno ascoltato numerose persone, fino a individuare il 37enne in un bar del centro cittadino. I militari hanno poi perquisito la sua imbarcazione, dove hanno trovato un fucile da caccia e alcune macchie di sangue che verranno analizzate dalla squadra investigazioni scientifiche dell? Arma. Bramante è stato dichiarato in stato di arresto ed associato al carcere di Foggia. Interrogato dal pubblico ministero si è avvalso della facoltà di non rispondere. Intanto, del corpo di Antonio Di Mauro ancora nessuna traccia.
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TITOLO: Torino, scontri e lacrimogeni in piazza Castello tra antagonisti e polizia
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: A margine della manifestazione della Fiom con Landini un gruppo di antagonisti provoca tafferugli protestando contro l'imminente vertice dei ministri europei<br clear='all'/>
TESTO:Lanci di pomodori e oggetti contundenti, petardi gettati dagli antagonisti e lacrimogeni sparati dalla polizia. Così è cominciata, in piazza Castello, la protesta di studenti e antagonisti contro la precarietà e contro il vertice dei ministri europei del Lavoro in programma oggi e domani a Torino. Teatro dei disordini, la stessa piazza dove si sta concludendo la manifestazione della Fiom che, con l'intervento del segretario generale Maurizio Landini, ha portato in piazza diecimila lavoratori. I tafferugli sono scoppiati quando, unitisi al corteo della Fiom, circa duecento dimostranti sono arrivati in piazza Castello puntando rapidamente verso il Teatro Regio, dove è in programma il summit europeo su lavoro e welfare. Avvicinatisi alla "zona rossa", i manifestanti hanno prelevato alcune transenne portandole via e facendo partire il lancio di pomodori e altri oggetti. La scaramuccia ha provocato presto la risposta delle forze dell'ordine, che hanno lanciato alcuni lacrimogeni mentre, dal palco della Fiom, il segretario Federico Bellono dichiarava: "Non permetteremo a nessuno di rovinare la nostra manifestazione".  
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TITOLO: Acciaierie Ast, Terni si ferma per lo sciopero generale indetto da Cgil, Cisl e Uil
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: Pochi giorni fa la rottura delle trattive tra sindacati e Thyssenkrupp. L'azienda vuole mettere in mobilità 537 lavoratori e attuare un piano di risparmi di. ..<br clear='all'/>
TESTO:Numerosi gli studenti di Terni che hanno aderito allo sciopero in difesa delle acciaierie, dopo che lo scorso giovedì una rappresentanza studentesca aveva solidarizzato con i lavoratori occupando insieme a loro per alcune ore lo scalo ferroviario della città. "Oggi doveva essere lo sciopero dei lavoratori ed è invece diventato lo sciopero di tutta la città", dice la leader Cgil Susanna Camusso dal corteo. "Il problema è capire se il governo vuole davvero assumere la prospettiva e il futuro di questo stabilimento come un impegno di politica industriale da perseguire anche esercitando le funzioni di politica estera con il governo tedesco" ha aggiunto Camusso, che ha invocato uno sciopero generale del settore: "Da Terni a Taranto, forse il governo non si è accorto che tutta la siderurgia è in grande difficoltà. A tutti i metalmeccanici diciamo che sarebbe bene andare allo sciopero generale del settore". "Il governo deve dire, con determinazione, alla Thyssen di rivedere il piano perchè non possiamo permetterci di perdere nè un chilogrammo di acciaio nè un solo occupato: deve smetterla di fare l'arbitro" afferma il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che arriva a proporre la nazionalizzazione della fabbrica qualora la Thyssenkrup dovesse perseguire il proposito di chiudere. Anche rumorosi fischi hanno accompagnato il comizio finale in piazza dei leader sindacali, e in particolare gli interventi di Camusso e Angeletti. "Credo ci siano stati alcuni che militano in organizzazioni diverse e immagino centri sociali", ha poi commentato il leader Uil. La situazione odierna ha origine il 31gennaio 2012 quando la finlandese Outokumpu acquista Inoxum, la divisione dell'acciaio inossidabile di ThyssenKrupp, con la prescrizione però, da parte dell'Antitrust europea, di cedere gli stabilimenti italiani. A Terni si apre un lungo periodo di incertezza con diversi scioperi carichi di tensione. In questo clima, il 5 giugno 2013, avviene l'episodio del ferimento del sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, colpito mentre si frappone tra i lavoratori, che vorrebbero occupare la stazione ferroviaria, e le forze dell'ordine. Nel novembre successivo, a sorpresa, ThyssenKrupp annuncia la riacquisizione dell'Ast. Il 3 luglio di quest'anno però l'ad di Ast Marco Pucci si dimette e lascia il posto a Lucia Morselli, che il 17 dello stesso mese presenta il piano con la previsione di risparmi per 100 milioni annui e una riduzione di oltre 500 unità produttive. La tensione si alza e il 31 luglio i lavoratori bloccano l'autostrada A1 a Orte. Con la mediazione del governo, il piano viene sospeso fino al 4 settembre scorso per cercare una mediazione. Pochi giorni fa la rottura delle trattative. Pochi giorni fa sulla vertenza è intervenuto anche il premier Matteo Renzi: "Sono molto preoccupato. La proposta di mediazione del governo non è stata accolta, le parti sono ancora troppo lontane. Ci sono tre mesi davanti di discussione, cercheremo la ragionevolezza".  
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TITOLO: Falsi sopralluoghi, arrestato geometra comunale assenteista
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: Raccontava ai superiori di essere andato a fare sopralluoghi nelle strade danneggiate, ma era a casa. Incastrato dalle riprese video<br clear='all'/>
TESTO:Il responsabile del pronto intervento dell'ufficio strade del Comune di Genova è stato arrestato dagli agenti della polizia municipale nell'ambito di un'inchiesta per assenteismo. Si tratta di Giovanni Enrico Montaldo, 61 anni, geometra, accusato di truffa e falso. Nell'arco di un paio di mesi avrebbe indotto il suo diretto superiore a compilare false attestazioni facendogli credere che si trovava a fare sopralluoghi in diversi quartieri di Genova. In realtà rimaneva a casa. Il geometra, a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari, è stato denunciato dalla stessa amministrazione comunale di Tursi che dall'arrivo dell'assessore Isabella Lanzone ha avviato una politica di lotta all'assenteismo che aveva prodotto già alcuni licenziamenti. L'indagine che ha portato all'arresto di Montaldo è stata coordinata dal pm Federico Manotti che ha fatto raccogliere numerosi elementi di prova anche con riprese video. Il gip Maria Teresa Rubini ha accolto la richiesta di misura cautelare per evitare la reiterazione del reato o il pericolo d'inquinamento delle prove.
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TITOLO: Pomigliano, Marchionne paga la multa (2654 euro), scarica i suoi dirigenti e cancella l'accusa di condotta antisindacale
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: L'ad e gli atti discriminatori contro gli operai Fiom: "Non sapevo nulla delle politiche attuate dai dirigenti"<br clear='all'/>
TESTO:Non sapeva nulla delle politiche di discriminazione contro gli operai Fiom, «poste in essere dai dirigenti torinesi e campani del gruppo». La sorprendente dichiarazione è del top manager Sergio Marchionne, l?ad del gruppo Fiat-Chrysler che, dinanzi al giudice di Nola, sceglie l? oblazione. E con una cifra irrisoria per il colosso delle automobili, appena 2.654 euro, estingue il reato di condotta antisindacale rilevato dai magistrati, fino al 2013, nella fabbrica di Pomigliano d? Arco. Parole, quelle di Marchionne, che non passano inosservate all? Ufficio di Procura: i magistrati sospendono letteralmente il giudizio sulla loro «credibilità» ma, tuttavia, esprimono parere favorevole all? oblazione, avendo preso atto di quella circostanza e soprattutto del mutato clima e delle condizioni di uguaglianza tra i lavoratori ristabilite all? interno dello stabilimento. La stessa ipotesi di reato era stata però contestata anche all? allora direttore dello storico stabilimento automobilistico, Sebastiano Garofalo: il quale, evidentemente essendosene assunto la responsabilità fino all? «avvenuta conciliazione», è pronto a patteggiare dinanzi al gip Aurigemma, a Nola, il prossimo 28 ottobre, versando un? ammenda di 15.600 euro. Marchionne e Garofalo sono entrambi assistiti dagli avvocati Massimo Krogh e Giovanni Anfora. L?inchiesta è dell? autunno 2012. La? multa? di Marchionne, arriva diciotto mesi dopo. Procedimento archiviato per il top manager dal gip Paola Borrelli, qualche mese fa. Ma la notizia trapela soltanto ora, alla vigilia dell? ultimo atto con cui si chiuderà la vicenda a carico di Garofalo. A ricostruire le accuse per violazione dell? articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, era stato lo stesso procuratore capo di Nola, Paolo Mancuso, con la pm Cristina Curatoli. Dopo aver ricevuto la denuncia del leader della Fiom di Maurizio Landini, infatti, scattano le indagini a carico del top manager Marchionne, e dell? allora vertice dello stabilimento di Pomigliano: dove, stando ai fatti, continuerebbe la discriminazione degli operai della Fiom, esclusi dal progetto di realizzazione della nuova Panda, nonostante le sentenze del giudice di Torino e di Roma vadano in senso opposto. Da Nola si punta dunque alle responsabilità del massimo vertice di Fiat, sia per la condotta antisindacale avvenuta in Fip, Fabbrica Italia Pomigliano; sia per la mancata inclusione degli operai appartenenti a quella stessa sigla nella fase di trasferimento dei dipendenti di Fiat Group Automobiles a Fip. Ma appena diventa pubblica la notizia dell? avviso di chiusura indagini che prelude a una richiesta di rinvio a giudizio, dal Lingotto arriva una reazione durissima. «Sconcertante e paradossale», commentano dalla Fiat, in un comunicato ufficiale in cui si parla di «accuse infondate» e di «inusitata offensiva giudiziaria avviata dalla Fiom nei confronti della Fiat da più di due anni». Una posizione che sembra stridere con quanto, un anno dopo, l?? indagato? Marchionne dirà alla Procura. Ecco cosa scrivono il procuratore capo Mancuso e la pm Curatoli, nel parere favorevole inviato al Giudice per le indagini preliminari: «Quanto alla richiesta di oblazione (. ..) la contestata permanenza degli effetti del reato al momento della formulazione dei capi di imputazione faceva ritenere sussistenti le aggravanti previste, e quindi della previsione di una sanzione a pena congiunta, come tale non oblabile». Poi i magistrati, però, aggiungono: «Non va taciuto che in tale sede l? indagato ha dichiarato di non esser a conoscenza delle scelte di politica aziendale poste in atto dai dirigenti torinesi e campani del gruppo: di tale dichiarazione, di là di ogni valutazione sulla sua credibilità in questa sede, va preso atto in considerazione delle scelte, ben diverse dalle precedenti, adottate dal gruppo datoriale a valle di tale momento». I pm annotano difatti i successivi accordi sottoscritti tra i vertici e quelle rappresentanze sindacali, da ultimo quello del 30 maggio scorso, che vede protagonisti? scrivono ancora i magistrati? «Fiat Group Automobiles e Fiat Italia Pomigliano in uno con Fiom-Cgil nazionale e Fiom-Cgil di Napoli che, tra i principali aspetti presi in considerazione, vanta quello avente ad oggetto la definitiva e soddisfacente collocazione lavorativa dei 19 lavoratori iscritti alla Fiom tutelati dall? ordinanza di Roma». Così a Marchionne bastano appena 2.654 euro per attivare l? oblazione e il conseguente provvedimento di archiviazione. La «inusitata offensiva giudiziaria» è un capitolo chiuso.
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TITOLO: "La clochard obbligata a dormire nella stazione". Ferrovie contro il giudice
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: A Roma le Fs vogliono chiudere di notte lo scalo di Trastevere: "Problemi di sicurezza, ma il tribunale così ce lo impedisce". Nella misura di prevenzione la. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - ROMA. Come dimora, l'androne della stazione di Trastevere. Se fosse un verso ritagliato da una canzone di Venditti, non ci sarebbe niente da aggiungere. In realtà è l'ultimo, estremo, confine cui si è spinta la burocrazia. Grazie a un atto ufficiale compilato con surreale zelo, una senzatetto è obbligata a dormire nell'atrio davanti alla biglietteria e le Ferrovie dello Stato non possono più chiudere gli ingressi di notte. Perché dalle 21 alle 7 quella è la casa di Laura. Laura, si chiama così la protagonista involontaria di questa storia. La conoscono tutti allo scalo di Trastevere, perché da quasi due anni bivacca con il suo compagno Bruno su un paio di coperte luride in un angolo dell'atrio. Tutti i giorni sono lì, a chiedere l'elemosina, a bere, a volte a spogliarsi, più spesso a picchiarsi tra loro. Laura e Bruno, "invisibili" sotto gli occhi di tutti. Succede però che il 19 maggio scorso il Tribunale di Roma, "sezione per le applicazioni delle misure di prevenzione per la sicurezza e pubblica moralità", sottopone Laura, 38 anni, alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Ha dei precedenti, qualche furto, si dice che una volta abbia pure cercato di sfilare la pistola a un finanziere. "Ma non è cattiva, non dà fastidio ai passeggeri", racconta un addetto alle pulizie. Il 24 settembre i carabinieri del Comando di Porta Portese si presentano dalla donna per notificarle l'atto e ed eleggere un domicilio dove essere reperibile ogni notte. "Androne della stazione", dichiara. Ora, chissà qual era il tono con cui lo ha detto. Forse era il più serio che aveva, perché la sua casa, in fondo, è davvero lì attorno a lei, quel cumulo di coperte, stracci, cartoni di vino da quattro soldi e resti vari di una vita vissuta per terra, in ogni senso. Comunque, il militare non si scompone, e scrive esattamente "androne della stazione di Trastevere" sul verbale. Firma dell'interessata, firma del verbalizzante. Timbro. Per questo pezzo di carta, probabilmente non ancora arrivato al magistrato o forse finito in fondo alla pila di altri pezzi di carta sulla sua scrivania, le Fs non possono più chiudere lo scalo, come avevano deciso di fare dal 6 ottobre (da mezzanotte alle 4 di mattina), proprio per motivi di sicurezza: girano personaggi strani, c'è un po' di spaccio. Meglio spegnere tutto per qualche ora. Una settimana fa però il metronotte incaricato, durante il giro di verifica per assicurarsi che nessuno fosse rimasto dentro, si è trovato di fronte a Laura e al suo provvedimento di sorveglianza. Quindi ha dovuto lasciare le porte a vetri aperte. "In tanti anni di carriera - spiega Franco Fiumara, direttore della protezione aziendale di F. S. - non mi era mai capitato che qualcuno scegliesse come domicilio un atrio di una stazione. Non possiamo chiuderla dentro, perché sarebbe sequestro di persona. E nemmeno la possiamo cacciare, perché violeremmo la misura disposta dal Tribunale". Così F. S. ha fatto istanza urgente all'autorità giudiziaria "per individuare in tempi celeri altri indirizzi". Laura ieri non era interessata più di tanto alla questione. "Vaffanculo giornalista. ..", si è limitata a dire, mentre, completamente ubriaca, un calzino sì e uno no, sedeva sulla sua coperta sudicia. Poche ore prima si era picchiata a sangue con un'altra "invisibile" che vive in un magazzino vicino. Ora è Bruno che le dà qualche schiaffo, dopo l'ennesima visita di controllo di carabinieri e polizia. L'uomo si alza e se ne va, urlando qualcosa di incomprensibile. Lei piange, si tira su, si arrotola una sigaretta, e poi corre dietro al suo amore sgangherato tra i binari. Nella stazione di Trastevere, la sua dimora dalle 21 alle 7.  
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TITOLO: Venezia, vaporetto contro chiatta nel canale della Giudecca. Sette feriti
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: L'imbarcazione, pare per un guasto al motore, è finita contro un battello per la posa delle: 'bricole', i pali da ormeggio in laguna
TESTO:VENEZIA - Sette persone sono rimaste ferite in un incidente in laguna a Venezia, a causa di un guasto meccanico. Protagonisti dello scontro un vaporetto di Actv, azienda per il trasporto pubblico a Venezia, e una chiatta per la posa delle 'bricole', i pali da ormeggio in laguna. Il vaporetto, a quanto pare, stava facendo manovra davanti all'isola della Giudecca quando improvvisamente sarebbe finito contro la chiatta. Due delle bricole trasportate hanno sfondato la cabina e sono entrate in cabina ferendo sette passeggeri. Alcuni di loro sono stati portati in ospedale a Venezia, fortunatamente non in gravi condizioni.
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TITOLO: Manovra, Napolitano: "Passi importanti per la crescita". Maroni e Zaia all'attacco. Ma Chiamparino: "Pronto piano"
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: Il governatore veneto: "Impugnerò la legge di Stabilità davanti alla Consulta". La risposta di Renzi: "Le regioni hanno qualcosa da farsi perdonare".   Ma il. ..
TESTO:ROMA - Un endorsement di peso, per la manovra, arriva dal Colle più alto. Il giorno dopo la rivolta delle Regioni, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano parla della legge di Stabilità appena approvata dal governo e dice: "Ci sono misure importanti per la crescita, sia direttamente per quel che riguarda le politiche di investimenti, sia indirettamente per quello che riguarda la riduzione della pressione fiscale". Mentre più di uno spiraglio arriva dal presidente dei governatori, Sergio Chiamparino. Che parla di un piano già pronto per la riduzione della spesa. Nonostante le aperture, Matteo Renzi rilancia le critiche alle regioni: "Hanno qualcosa da farsi perdonare, facciano la loro parte". E la loro parte, per il presidente del Consiglio, la devono fare anche i ministeri. Poi il premier ha assicurato che non ci sarà "l'apertura della procedura d'infrazione da parte dell'Unione europea sulla legge di stabilita". "Ha ragione Renzi, le regioni hanno una grave colpa da farsi perdonare: la colpa di aver consentito ai governi di saccheggiare  le risorse dei territori. Non dobbiamo ripetere l'errore" è la replica del presidente della regione Puglia, Nichi Vendola. I quattro miliardi di tagli previsti per le Regioni ieri hanno fatto scattare soprattutto l'allarme Sanità. Contro le scelte del premier, Matteo Renzi, si sono schierati tutti i governatori, ad eccezione di Marcello Pittella, presidente della Basilicata. Ma oggi l'affondo più pesante arriva dai governatori del centro-destra. "Se resta così la legge di Stabilità avrà conseguenze catastrofiche in Lombardia", ha detto Roberto Maroni spiegando che da una prima valutazione "si rischia la chiusura di almeno 10 ospedali, l'aumento dei ticket, delle addizionali Irap e Irpef e tagli a infrastrutture e trasporti". Discutiamo, dice Renzi, "ma se tagliare i servizi sanitari sarebbe inaccettabile, magari si fa qualche asl di meno, o qualche primario e viceprimario di meno". Anche il ministro Pier Carlo Padoan ribadisce che il governo è pronto a discutere purché "i saldi restino fermi". "Prendo atto che il governo non ci sente, e allora dico che impugneremo la manovra davanti alla Corte costituzionale, dal momento che non ho alcuna intenzione di aumentare le tasse ai miei amministrati", ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia in un'intervista a Repubblica. "L'impatto per noi sarà devastante, e in misura ancora maggiore rispetto a Regioni non proprio così virtuose. Perché i risparmi noi li abbiamo già fatti. E ancora: "Per il Veneto la manovra comporterebbe azzerare i soldi sul dissesto idrogeologico e sulla formazione". Chiamparino: "Pronte proposte". Smorza i toni invece rispetto a ieri, ed apre al dialogo il presidente della Conferenza delle Regioni. "Basta tweet: #tagli è tema complesso ma risolvibile se ci incontriamo con Mef e Presidenza del Consiglio", scrive Chiamparino sul suo profilo Facebook. E poco dopo annuncia: "Abbiamo detto al governo che siamo pronti con delle proposte che ci consentono di rispettare il saldo dei quattro miliardi di taglio. Ma il grado di complessità tecnico è molto elevato e richiede un confronto per il quale occorre un mandato politico che deve venire da un incontro a Palazzo Chigi". "Anch'io faccio l'hashtag 'Matteo vai avanti', però dico anche: attenzione a distruggere un'infrastruttura come la sanità che contribuisce alla competitività del Paese", avverte Enrico Rossi, governatore Regione Toscana (Pd). "Le mie proposte sono due: chiediamo un contributo per le prestazioni sanitarie ai ceti medio-alti laddove non arriviamo con tagli agli sprechi e poi andiamo a rivedere le pensioni d'oro. Ci vuole maggiore equità". Il presidente della regione Campania, Stefano Caldoro insiste nel ricordare al premier gli enormi sforzi fatti dalla sua Regione soprattutto in ambito sanitario e chiede se la stessa opera di risanamento venga fatta a Roma. Ottimista la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani, che è anche governatore del Friuli-Venezia Giulia: "Penso che si riuscirà a trovare un punto di equilibrio in un incontro che, sono convinta, ci sarà tra il presidente del Consiglio e le Regioni". Spiragli, dunque, rispetto ai toni accesi di ieri. Qualche riserva sulla manovra viene dalla minoranza del Pd. Pier Luigi Bersani è sicuro che si "aggiusterà in Parlamento", ma esprime la sua preoccupazione per i tagli alle Regioni. "E' chiaro che tuttti vogliamo una manovra espansiva, ma bisogna essere sicuri che non siano tagliati i servizi e bloccati gli investimenti", spiega l'ex segretario che aggiunge: "Si deve discutere con le Regioni, devono fare il loro sforzo. Ad occhio quattro miliardi, che poi sono cinque-sei, se si va a vedere bene, conoscendo un po' come sono messe le Regioni, penso sia una dimensione non sopportabile senza tagliare servizi". Sulla stessa linea Stefano Fassina: la manovra "va corretta perché è insostenibile la dimensione e l'orizzontalità dei tagli agli enti territoriali e alle amministrazioni centrali" Dal fronte Cinque Stelle scende in campo Beppe Grillo, e lo fa ancora una volta dal blog. Come sempre, a testa bassa: "Renzi infila nella manovra la porcata della clausola taglia-sanità! Il presidente del Consiglio, se ha coraggio, vada in tv a dire la verità agli italiani, quella verità che ieri in conferenza stampa a palazzo Chigi ha nascosto: cioè che la sua legge di stabilità scarica sulle spalle delle Regioni quattro miliardi di tagli e che questi si tradurranno in tagli alla sanità, cioè sulla carne viva dei cittadini". Quanto ai sindacati, torna a parlare il leader della Fiom, Maurizio Landini. Dalla manifestazione dei metalmeccanici a Torino, definisce la legge di Stabilità "una follia". "Se lo Stato dà soldi pubblici alle imprese - afferma - queste si devono impegnare a non licenziare. È una manovra sotto dettatura della Confindustria, che è l'ultima che può dare lezioni di come si sta in un Paese visto che, se c'è crisi, è anche responsabilità degli imprenditori che portano i soldi all'estero e non fanno investimenti".
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TITOLO: Ruby, si dimette il presidente della corte che assolse Berlusconi: voleva la condanna
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: Enrico Tranfa lascia la toga prima del tempo, a poco più di un anno dalla pensione, dopo che sono state rese note le motivazioni della sentenza d'appello: "Non. ..
TESTO:MILANO - "In tutta la mia vita non ho fatto mai nulla di impulso. Nessuno è indispensabile, tutti possono essere utili. Ho dato le dimissioni. Punto. Ognuno pensi quel che vuole". Con queste poche parole Enrico Tranfa,   come lui stesso ha detto "non più presidente", ha commentato la scelta di abbandonare la toga per il dissenso con gli altri due magistrati del collegio che presiedeva sull'assoluzione di Silvio Berlusconi per il caso Ruby dopo la condanna dell'ex premier in primo grado a sette anni. Il giudice, raggiunto al telefono in mattinata, non ha voluto entrare nel merito della sua clamorosa decisione, ma ha solo spiegato che è stata "meditata" a lungo. Decisione che al Palazzo di Giustizia di Milano, già squassato per lo scontro 'infinito' tra il Procuratore capo Edmondo Bruti Liberati e l'aggiunto Robledo, ha lasciato tutti "increduli". E' vero che Tranfa, magistrato stimatissimo, 39 anni di specchiata carriera, da qualche tempo si lamentava con alcuni colleghi per la sentenza che ha mal digerito. Ma nessuno avrebbe pensato che arrivasse a un gesto simile piombato come un 'fulmine a ciel sereno', e peraltro comunicato ufficialmente solo venerdì attorno a mezzogiorno e mezza al presidente della Corte d'appello Giovanni Canzio. Dopo aver firmato e depositato le motivazioni, aveva avvertito solo l'Inps in quanto lasciando ha anticipato la pensione di oltre un anno. Certo, ultimamente si vedeva poco nel suo ufficio, per altro appena risistemato con parquet e seggiole nuovi e le pareti imbiancate, ma mai e poi mai ci si aspettava un'uscita di scena così dirompente. E soprattutto per alcuni è difficile credere che quello sia il motivo. "Dissenso? no impossibile, - ha spiegato un giudice - io sapevo che aveva ragioni ben più serie per abbandonare la toga". Pare che queste dimissioni abbiano lasciato attoniti anche Ketti Locurto, l'estensore delle motivazioni, e Alberto Puccinelli, il relatore, i quali non hanno voluto aprire bocca. Fondamentale per un giudice è mantenere il segreto della camera di consiglio, così vuole la legge. "Queste dimissioni, sempre ammesso che siano state davvero dettate da un dissenso con i colleghi, - è stato osservato nei corridoi -, lasciano intendere che ci sia stato una sorta di complotto. In realtà è fisiologico ci siano pareri discordanti. Al limite, - ha ricordato il magistrato - se uno dei componenti del collegio vuole in qualche modo lasciare traccia del suo parere, può, come era capitato nel secondo processo Mills a carico di Berlusconi, scrivere una lettera e depositarla in busta chiusa in cassaforte. Ma mai violare la segretezza della camera di consiglio". Sulla vicenda interviene Sandra Zampa, vicepresidente del Pd, con una nota: "Esprimo la mia solidarietà e un profondo senso di vicinanza nei riguardi del giudice Tranfa, che lascia la toga con un gesto fermo e dignitoso. La sentenza di assoluzione per il caso Ruby, minorenne al momento dei suoi rapporti con un adulto potente, quale Berlusconi, evidenzia tutte le falle di una giustizia che non riesce a tutelare i più deboli. Se un minorenne può essere sfruttato sessualmente senza che si possano condannare i responsabili, la falla del sistema è grande. Lo dico nel pieno rispetto del lavoro dei magistrati, consapevole che anche la politica ha un problema da affrontare: troppi sono gli abusi, le violenze, i casi di sfruttamento a danno di bambine, bambini e adolescenti che restano impuniti. La società e le istituzioni si devono interrogare seriamente al riguardo".
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TITOLO: Firme false per le liste di Formigoni e Pdl, il pm chiede 5 anni e 8 mesi per Podestà
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: A Milano la richiesta di Robledo per il presidente della Provincia: al centro della richiesta le 926 firme utilizzate per le candidature del Pdl e del listino. ..
TESTO:Proprio Calzavara, dopo la requisitoria di Robledo, si è presentata davanti al giudice della quarta sezione penale Monica Amicone per ammettere, in sostanza, i fatti contestati. "Ho sbagliato ma in buona fede - ha spiegato - ho autenticato quelle firme perchè ho eseguito un ordine. Mi sono ritrovata ad autenticarle perchè mi era stato chiesto dal mio partito. Ammetto di aver sbagliato ad autenticarle senza la presenza dei sottoscrittori, era la prima volta, l'ho fatto per spirito di servizio". E poi rivolta al giudice: "Spero che la pena che mi vorrà infliggere non interferisca troppo con il proseguimento della mia vita". Podestà, invece, ha sempre ribadito la sua estraneità alle accuse, ma a tirarlo in ballo è stata quella che era all'epoca la responsabile della raccolta firme del Pdl, Clotilde Strada (ha patteggiato la pena). "Il giorno precedente la scadenza del termine (per la presentazione delle liste, ndr), cioè il 26 febbraio (2010, ndr) - ha messo a verbale - presso la sede del Pdl c'era una grande confusione (. ..) Nonostante tutti gli sforzi non si era raggiunto il numero minimo di firme necessarie (. ..) Non sapendo cosa fare chiamai Podestà, essendo lui il responsabile politico (. ..) Venne in sede dopo due ore circa". In quell'occasione, stando alla versione della Strada, "gli ribadii che ormai avevamo raschiato il fondo del barile delle nostre possibilità, e che certamente non eravamo in grado di raccogliere le firme necessarie. Podestà mi guardò e mi disse: 'Avete i certificati elettorali, usateli'". I Radicali avevano depositato in Procura anche una serie di articoli stampa: sui giornali, infatti, si raccontava che la 'chiusura' dei nomi dei candidati nel listino di Formigoni era arrivata in extremis, perchè, dopo una riunione ad Arcore, si sarebbe deciso di far entrare, tra gli altri, Nicole Minetti. Secondo il pm, falsificando le firme "è stata sottratta una libera scelta democratica ai cittadini, perché non è affatto detto che tutte le persone che sono sfilate in questa aula per dire che le loro firme erano false avrebbero scelto di dare il loro consenso elettorale a quella lista". Mentre per la difesa di Podestà è stato dimostrato che lui "non diede alcuna indicazione" ai responsabili pdl di falsificare le firme e quindi "va assolto per non aver commesso il fatto". Il pm ha anche chiesto al giudice la trasmissione degli atti in relazione ad alcune testimonianze e ad un presunto fax falso, addirittura senza indicazione del destinatario, comparso nel corso del processo per sostenere una ricostruzione diversa sul caso. I legali della Provincia di Milano, parte civile, hanno chiesto un risarcimento di un milione di euro a carico di tutti gli imputati "da versare in solido". Il processo prima dell'estate era stato sospeso per un'istanza di legittimo sospetto presentata dalla difesa di Podestà e nella quale si faceva riferimento al fatto che il procedimento era uno di quelli al centro dello scontro tra Bruti Liberati e Robledo. La Cassazione, però, ha bocciato l'istanza. La sentenza è attesa per il prossimo 28 novembre.
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TITOLO: Il Colle difende la Legge di stabilità Ma le Regioni sul piede di guerra: "Non va"
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: A due giorni dal varo, tocca a Giorgio Napolitano difendere la legge di stabilità, finita sotto attacco delle Regioni. "Ci sono misure importanti per la. ..
TESTO:A due giorni dal varo, tocca a Giorgio Napolitano difendere la legge di stabilità, finita sotto attacco delle Regioni. "Ci sono misure importanti per la crescita - è il giudizio del Capo dello Stato - sia direttamente, con politiche di investimenti, sia indirettamente per quanto riguarda la riduzione della pressione fiscale. E che questo sia riconosciuto da più parti". Anche il governo prova a stemperare i toni. "In Italia - sottolinea il premier Matteo Renzi da Torino - ci sono delle manifestazioni rispetto alle scelte del governo sul jobs act. Noi siamo convinti che le nostre scelte aiuteranno a creare occupazione e posti di lavoro". Le Regioni, però, non ci stanno. E affidano al Presidente del Piemonte Sergio Chiamparino il compito di reclamare un incontro con l'esecutivo - "basta tweet: incontriamoci" - e preannunciare una contro-riforma: "Siamo pronti con delle proposte che ci consentono di rispettare il saldo dei 4 miliardi di taglio. Ma il grado di complessità tecnico è molto elevato e richiede un confronto a Palazzo Chigi". L'incontro si terrà giovedì. Non diminuisce infine il clamore suscitato dallo scontro in diretta tv tra Michele Santoro e Marco Travaglio, nel corso di Servizio pubblico, culminato con l'abbandono dello studio da parte del vicedirettore del Fatto quotidiano. di TOMMASO CIRIACO
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TITOLO: Multa a Marchionne, i Cobas di Pomigliano: "Tanto rumore per nulla"
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: I sindacati di base: "La Fiom ha consapevolmente salvato in calcio d'angolo l'ad della Fiat"<br clear='all'/>
TESTO:"Tanto rumore e denunce alle procure di tutta Italia per poi consentire all'ad di quella che è diventata una multinazionale americana dell'auto di cavarsela con un'ammenda di 2654 euro". Lo affermano dallo Slai Cobas di Pomigliano d'Arco, commentando l'archiviazione del procedimento aperto dalla Procura di Nola, a carico di Sergio Marchionne, per il reato di condotta antisindacale nei confronti degli iscritti Fiom nello stabilimento di Pomigliano, chiusosi con una sanzione per l'Ad Fiat di 2654 euro. "Se sono queste le battaglie per la democrazia della Fiom di Landini - hanno proseguito dal sindacato di base - allora i lavoratori Fiat di tutta Italia avranno da gioire. La Fiom ha consapevolmente salvato in calcio d'angolo Marchionne con la stipula della conciliazione dei mesi scorsi, consentendo alla Fiat di dimostrare in Tribunale il 'mutato clima delle relazioni sindacali in fabbrica' nel procedimento a carico dell'Ad e di alti vertici aziendali di Pomigliano. La Fiom ha scelto di salvare la Fiat e 19 dei suoi delegati scaricando i 300 addetti di Nola, da sei anni relegati in Cig". I coordinatori dello Slai Cobas, infine, annunciano che domani, nel corso dell'assemblea convocata a Palazzo Orologio a Pomigliano d'Arco, si discuterà del modello Marchionne e anche di questi ultimi risvolti della vertenza Fiom-Fiat, e del Jobs Act di Matteo Renzi.
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TITOLO: Torino, diecimila in corteo con la Fiom. Blitz di studenti, tafferugli. E Landini attacca: "Eccesso di reazione voluto dal governo? "
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: Renzi in serata replica: "C'è chi occupa le fabbriche, io lavoro per aprirle". Gli incidenti scoppiano in piazza Castello mentre parla il leader. Duecento. ..<br clear='all'/>
TESTO:Al mattino gli scontri e i lacrimogeni che, diretti contro gli antagonisti, finiscono anche tra le migliaia di manifestanti della Fiom in piazza Castello a Torino. Al pomeriggio la polemica del segretario generale Maurizio Landini che accusa le forze dell'ordine di aver ecceduto nella reazione e lancia sospetti sull'ispiratore di una simile condotta. In serata la risposta del premier Matteo Renzi che, agli attacchi rivolti dai metalmeccanici della Cgil contro il governo e il suo Jobs Act, replica: "C'è chi occupa le fabbriche, io voglio aprirle".   E' stata una giornata convulsa quella che ha visto diecimila lavoratori sfilare a Torino nella manifestazione indetta dalla Fiom per protestare contro le politiche governative in materia di lavoro. Una giornata che ha vissuto i suoi momenti più drammatici con gli scontri in piazza Castello, i cinque poliziotti feriti e i sei denunciati per atti di violenza. E che ha lasciato uno strascico di sospetti velenosi.   I sospetti di Landini. "Bisogna capire se questo eccesso di reazione delle forze dell'ordine sia dovuto all'inesperienza di chi era in piazza o se dietro ci sia il governo. Se così è bene che il governo cambi: non si può trasformare un democratico conflitto in una questione di ordine pubblico se non c'è". Parole molto dure quelle pronunciate dal segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, dopo gli scontri accaduti in piazza Castello, a Torino, tra antagonisti e forze dell'ordine durante l'affollata manifestazione del sindacato metalmeccanico che ha finito per essere coinvolta da disordini e lanci di lacrimogeni. Il corteo. Al corteo della Fiom, indetto a livello regionale contro il Jobs Act del governo Renzi, avevano partecipato diecimila lavoratori. Un corteo lungo e partecipato, aperto dai lavoratori della De Tomaso e da quelli della Fiat, che si è concluso in piazza Castello. A circa metà del percorso si sono unite alcune centinaia di studenti scesi in piazza per protestare contro il vertice europeo dei ministri del Lavoro, in programma nel weekend al Teatro Regio di Torino, e contro la precarietà. I disordini. I dimostranti, giunti in piazza, con una mossa a sorpresa hanno rimosso una parte delle transenne che sbarravano la strada verso il Regio. Poi hanno scagliato pomodori, bulloni, sampietrini e bottiglie contro le forze dell'ordine che hanno risposto con alcuni lacrimogeni. Immediata la replica della Fiom: "Non permetteremo a nessuno di rovinare la nostra manifestazione. Rivolgo un appello a tutta la piazza".
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TITOLO: Corea Sud, cede una grata durante un concerto: 16 morti
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: La struttura è crollata sotto il peso del pubblico: 25 persone sono cadute da dieci metri di altezza all'interno del parcheggio sottostante. I nove feriti sono. ..
TESTO:Parecchie persone erano "in piedi sulla grata per vedere meglio, ma questa è crollata sotto il loro peso" ha spiegato un portavoce dei vigili del fuoco, accorsi sul luogo per soccorrere i feriti. Le vittime accertate per ora sono sedici, ma i soccorritori hanno chiarito che il bilancio può aggravarsi perché le condizioni di alcuni feriti sono gravissime. Secondo le tv locali, a cadere da oltre dieci metri di altezza sono state almeno 25 persone, precipitate in un'area di parcheggio sotterranea. Riprese amatoriali ottenute dall'emittente Ytn hanno mostrato spettatori sotto shock radunati intorno alla grata crollata.
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TITOLO: Paolo VI beato: "Un Papa giusto, che meditava e decideva senza tornare indietro"
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: In occasione della cerimonia di domenica a San Pietro attese migliaia di persone, maxischermo a Milano. Sarà presente il papa emerito Benedetto. I ricordi di. ..
TESTO:CITTA' DEL VATICANO  -  Altro che "il Papa del dubbio". Secondo Loris Capovilla, lo storico segretario di san Giovanni XXIII che Bergoglio ha creato cardinale nel febbraio scorso, Paolo VI è tutt'altro: un personaggio da riscoprire, un giusto, per il quale anche Roncalli sarebbe stato pronto a votare in conclave nel 1958, se l'allora arcivescovo di Milano fosse già stato cardinale. Domenica in piazza San Pietro la cerimonia di beatificazione del pontefice bresciano chiuderà l'assemblea del Sinodo dei vescovi. Ma sarà anche, secondo Capovilla, un "naturale complemento" della doppia canonizzazione del 27 aprile, quando hanno chiuso il percorso verso la gloria degli altari Wojtyla e, appunto, Roncalli. La profezia di Roncalli  "Per me l'emozione sarà la stessa di sei mesi fa", dice il porporato che il 14 ottobre ha compiuto 99 anni, dieci dei quali vissuti al fianco del patriarca di Venezia diventato poi il Papa del Concilio. Di Montini, che fu poi chiamato dal conclave del 1963 a concludere l'opera iniziata proprio da Giovanni XXIII, Capovilla confida: "Sono stato un suo estimatore sin da quando ero giovane sacerdote", rivela. E la stessa stima, il futuro Paolo VI la riscuoteva in Roncalli. Racconta Capovilla: "Quando ancora era a Venezia, papa Giovanni scherzò con i suoi familiari dicendo: ora resterebbe solo il papato, ma il prossimo papa sarà l'arcivescovo di Milano". La storia prese invece un'altra piega: Pio XII morì nel 1958 quando Montini, che quattro anni prima era stato mandato a guidare la diocesi meneghina, ancora non aveva ricevuto la berretta cardinalizia. Ed è sempre Capovilla a svelare una frase di Roncalli alla vigilia del conclave che lo elesse sul soglio di Pietro: "Se ci fosse stato Montini, non avrei avuto una sola esitazione, il mio voto sarebbe stato per lui". Il nome che fu pronunciato dalla loggia delle benedizioni dopo la fumata bianca del 28 ottobre fu invece proprio quello del patriarca di Venezia. Ma Giovanni XIII al primo concistoro, due mesi dopo, inserì Giovanni Battista Montini in cima alla lista dei nuovi porporati.
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TITOLO: Bracconaggio, così in cinque anni gli elefanti rischiano di scomparire
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: A lanciare l'allarme Malcolm Ryen, biologo e ricercatore in Tanzania. Che aggiunge: "Per fermare il massacro non servono donazioni ma il bando del commercio. ..
TESTO:È STATA approvata nel 2006 una legge internazionale che ha rimesso sul mercato l'avorio dopo otto anni di bando totale. Il testo comprendeva la regolamentazione sulle quantità da immettere nel mercato. Ma la domanda nell'arco di questi anni ha cominciato a eccedere l'offerta. E si è riaperta la porta drammatica del traffico illegale che sta decimando la popolazione degli elefanti. A oggi, se questo è il ritmo, in cinque anni spariranno. A lanciare l'allarme è Malcolm Ryen, quarantenne biologo angloitaliano ricercatore in Tanzania, da vent'anni in Africa: "In otto anni abbiamo perso circa 70mila elefanti, quasi diecimila l'anno, il 65% della popolazione di questo paese. E il resto dell'Africa non è certo messo meglio. Non conosciamo il numero preciso di pachidermi esistenti, ma si teme che dai 500mila del 2006 si sia passati oggi a meno della metà. A questo ritmo entro cinque anni non ce ne saranno più". La riesumazione della legge è opera del Cites (Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione), compresa nelle attività del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) e di Traffic (Trade Records Analysis of Flora and Fauna in Commerce), agenzia del Wwf, network internazionale con il compito di effettuare il monitoraggio del commercio internazionale delle specie di flora e fauna. La pressione di Cina e Giappone, tra i paesi più attivi nella domanda di avorio, ha fatto sì che la legge che aveva fermato, non eliminato, il bracconaggio di elefanti (che negli anni '70 e '80 aveva raggiunto livelli disastrosi), riprendesse vita per ragioni politiche e commerciali. Dal 1989, anno del bando, l'epidemia del bracconaggio si era sensibilmente ridotta, il prezzo dell'avorio abbassato e la popolazione dei pachidermi aveva ricominciato a crescere. Poi cosa è successo? "Nel 1997 alcuni stati africani hanno chiesto di poter vendere l'avorio che avevano accumulato tramite le morti naturali nei dieci anni in cui il bracconaggio era fortemente diminuito", racconta Malcolm. "E il Cites, con il benestare del Traffic, ha acconsentito all'acquisto di 50 tonnellate da parte del Giappone, cancellando con una singola vendita speciale il bando mondiale del commercio. Non contento del primo danno, nel 2006 ha permesso alla Cina di diventare compratore di altre 60 tonnellate da immettere nel mercato a cinque all'anno per 12 anni". Queste quantità non bastano più. All'ultima conferenza Cites del 2013, la Cina ha pubblicamente dichiarato che il suo fabbisogno annuale è di 200 tonnellate, equivalente a 20mila elefanti l'anno. L'avorio è diventato un super-investimento: i 150 dollari al chilo del 2006 sono diventati 2300. E il massacro degli elefanti sta dilagando in tutti i paesi africani. Non basta trovare e colpire i bracconieri. Nel 2013 su 1500 sospetti arrestati, il 70% è uscito dal carcere, del 30% rimanente il 25 ha pagato una multa di 500 dollari e il 5% se l'è cavata con qualche mese di reclusione. "Ora c'è la corsa per dare fondi all'Africa per l'antibracconaggio", continua Ryen. "Sì, è importante, ma i fondi già ce li abbiamo. Le aree protette in Tanzania incassano ogni anno 200 milioni di dollari. Non siamo poveri qui in Africa. Per vincere, gli imperativi sono due: 1) bando totale mondiale del commercio di avorio 2) colpire i trafficanti con intelligence e impegno. Non servono droni o elicotteri. " Ovunque venga smerciato l'avorio provoca morte, conflitti e business. Si trasforma in soldi, oggetti vari come pettini, segnalibri, timbri, statue, e armi. L'"oro bianco" che arriva in Cina e in Giappone attraverso i paesi più poveri come il Sud Sudan, infatti, è utilizzato dai più famigerati gruppi armati africani per finanziare le proprie attività. Tra queste il Lord's Resistance Army, l'Esercito di resistenza del Signore, gruppo ribelle di guerriglia di matrice cristiana che opera principalmente nel nord dell'Uganda, in Sudan del Sud, Repubblica Democratica del Congo e Repubblica Centrafricana. La soluzione, secondo Ryen, può essere solo drastica: "Donors di tutto il mondo, dalla banca mondiale alla comunità europea, al USaid e varie organizzazioni di cooperazione internazionale, il mio messaggio è: non sprecate più soldi, esigete commitment e risultati. Non servono tanti soldi per perseguire i ben protetti trafficanti", così, con un appello alla comunità mondiale per mettere definitivamente al bando il commercio dell'avorio, Malcolm Ryen conclude la sua denuncia.
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TITOLO: Bracconaggio, così in cinque anni gli elefanti rischiano di scomparire
DATA: 2014-10-17
OCCHIELLO: A lanciare l'allarme Malcolm Ryen, biologo e ricercatore in Tanzania. Che aggiunge: "Per fermare il massacro non servono donazioni ma il bando del commercio. ..
TESTO:Ovunque venga smerciato l'avorio provoca morte, conflitti e business. Si trasforma in soldi, oggetti vari come pettini, segnalibri, timbri, statue, e armi. L'"oro bianco" che arriva in Cina e in Giappone attraverso i paesi più poveri come il Sud Sudan, infatti, è utilizzato dai più famigerati gruppi armati africani per finanziare le proprie attività. Tra queste il Lord's Resistance Army, l'Esercito di resistenza del Signore, gruppo ribelle di guerriglia di matrice cristiana che opera principalmente nel nord dell'Uganda, in Sudan del Sud, Repubblica Democratica del Congo e Repubblica Centrafricana. La soluzione, secondo Ryen, può essere solo drastica: "Donors di tutto il mondo, dalla banca mondiale alla comunità europea, al USaid e varie organizzazioni di cooperazione internazionale, il mio messaggio è: non sprecate più soldi, esigete commitment e risultati. Non servono tanti soldi per perseguire i ben protetti trafficanti", così, con un appello alla comunità mondiale per mettere definitivamente al bando il commercio dell'avorio, Malcolm Ryen conclude la sua denuncia.
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TITOLO: Inquinamento: il Cnr avvia uno studio sul carbonio che respiriamo
DATA: 2014-10-16
OCCHIELLO: La sua concentrazione aumenta in inverno e nei siti più trafficati. Per la prima volta uno studio italiano cerca di raccogliere dati per limitare i danni
TESTO:LO RESPIRIAMO tutti i giorni nell'aria. È una sottile polvere nera chiamata carbonio elementare (più noto con il termine inglese "black carbon"). Per la prima volta in Italia questo elemento è oggetto di una ricerca avviata dal Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche). Lo studio effettuato con l'aiuto di alcune università ed enti, sarà pubblicato sulla rivista Atmospheric Environment. "Questo inquinante, dannoso sia per l'ambiente sia per la salute, assieme al carbonio organico costituisce la frazione carboniosa del particolato atmosferico, una componente importante di quest'ultimo, fino al 40% della massa", spiega Sandro Fuzzi dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima di bologna (Isac-Cnr). "In atmosfera il carbonio elementare e il carbonio organico si trovano sempre associati, poiché originati dalle stesse sorgenti: la combustione incompleta di una qualsiasi sostanza organica, sia combustibili fossili, sia biomasse (legna e residui agricoli), per autotrazione, riscaldamento e produzione di energia". I dati sono ancora limitati e non omogeneamente distribuiti sul territorio. "L'importante quadro di insieme a livello nazionale ha permesso di evidenziare che le concentrazioni di carbonio elementare nei siti trafficati sono più di cinquanta volte maggiori rispetto ai siti remoti di alta montagna. Per esempio, a Milano in viale Sarca la media nel periodo invernale sfiora i 6 microgrammi per metro cubo (mgm-3), mentre è pari a 0.1 mgm-3 presso il sito ad alta quota di Monte Cimone, nell'Appennino tosco-emiliano. Un altro dato importante è che le concentrazioni di carbonio organico ed elementare nella Pianura padana in inverno sono tre-quattro volte maggiori rispetto a quelle estive", continua Sandro Fuzzi dell'Istituto di Scienze dell'atmosfera e del clima di bologna (Isac-Cnr). "Questo a causa dell'intensità di alcune sorgenti quali il riscaldamento domestico durante la stagione fredda e delle frequenti condizioni di stabilità atmosferica, con scarso ricambio delle masse d'aria, che favoriscono l'accumulo degli inquinanti", aggiunge Fuzzi. Sempre nel periodo invernale, "le concentrazioni di carbonio organico nei siti urbani della pianura padana, arrivano fino a 12 mgm-3 nella città di Milano risultando mediamente doppie rispetto a siti urbani della Puglia, dove raggiungono massimi di 8 mgm-3 nelle città di Lecce e Bari. Questi valori stagionali a Milano sono superiori del 30% anche a quelli misurati in una grande città come Roma e corrispondono a percentuali di sostanza carboniosa che arrivano al 47% della massa totale dell'aerosol", prosegue il ricercatore. Il lavoro, coordinato dalla Società italiana di aerosol presieduta da Roberta Vecchi (Università di Milano), è stato condotto da tre istituti del Cnr, l'Isac di Bologna, l'Istituto sull'inquinamento atmosferico, l'Istituto di metodologia per l'analisi ambientale e da sette università italiane (Statale, Bicocca e Politecnico di Milano, atenei di Genova, Perugia, Bari e del Salento), dall'Arpa-Lombardia e dal centro comune per la ricerca della commissione europea. "Il carbonio elementare nel particolato atmosferico sta assumendo una sempre maggiore rilevanza a livello ambientale, tant'è che la commissione europea ne raccomanda il monitoraggio", conclude Sandro Fuzzi. "Recentemente, studi epidemiologici hanno fatto sì che l'organizzazione mondiale della sanità puntasse gli occhi su questo inquinante emergente per i suoi effetti dannosi ai danni dei sistemi respiratorio e cardiovascolare, oltre che per i possibili effetti cancerogeni".
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TITOLO: «Letture critiche anche sulla Rete» La nuova sfida dell’Osservatorio
DATA: 2014-10-16
OCCHIELLO: Giovani-editori, missione del presidente Ceccherini nella Silicon Valley per il futuro «Vogliamo dare più strumenti a chi aiuta i giovani a capire la rivoluzione digitale»
TESTO:MILANO Per formare i cittadini di domani occorre fornire agli studenti di oggi gli strumenti per capire il presente e arrivare preparati alle sfide del futuro. Una missione che l? Osservatorio permanente giovani-editori ha intrapreso da 14 anni grazie anche al progetto «Il quotidiano in classe». Un? iniziativa che consente di leggere nelle aule tre giornali diversi a confronti e che, in questa edizione, si appresta a coinvolgere un numero record di iscritti. Numeri superiori al successo dell? anno scorso quando parteciparono oltre due milioni di ragazzi. Il 75 per cento dei giovani italiani d? età compresa fra 14 e 18 anni. «In questa sfida del? Quotidiano in Classe? , in cui da anni siamo impegnati, occorre rinnovare gli strumenti, per rendere sempre più efficace la nostra azione - spiega Ceccherini, presidente dell? Osservatorio - perché deve esser chiaro che non cambia la nostra mission, non cambia il nostro sistema di valori, ma si aggiornano gli strumenti attraverso cui intendiamo vincere la nostra sfida di sempre; quella di chi vuole elevare lo spirito critico e il senso civico dei più giovani». Passato, presente e futuro della Rete si concentrano negli Stati Uniti e, soprattutto nella Silicon Valley, dove Ceccherini ha incontrato i leader delle grandi aziende che si stanno sfidando sull? innovazione: da Google a Yahoo, passando per Amazon, Aol e Twitter. Ha parlato anche con quelle che consentono di collegarsi in Rete con i loro prodotti «fisici», come Apple e ha avuto colloqui con i direttori dei giornali più autorevoli come il New York Times, il Wall Street Journal, il Washington Post e il Los Angeles Times. Un viaggio che prosegue idealmente lungo la linea tracciata, nell? ottobre del 2013, a Roma quando si statuì un? alleanza con Google, alla presenza di Eric Schmidt, suo presidente mondiale. «Vogliamo aprirci al nuovo ed essere un? avanguardia avanzata per fornire strumenti adeguati agli insegnanti - prosegue Ceccherini - per aiutare i giovani a capire la rivoluzione digitale che sta avvenendo oggi, allenandoli a distinguere le fonti del giornalismo di qualità dal resto dell? informazione disponibile». Professori che oggi avranno un ruolo ancora più importante e a loro Ceccherini lancia un appello: «I giovani possono essere gli artefici del cambiamento, gli attori di una società nuova, per scrivere un capitolo inedito di una storia che il nostro Paese non ha mai vissuto - dice - ma per fare questo c? è bisogno che voi insegnanti sappiate conquistare al fascino dei dubbi quei giovani che amano avere vivere solo solide certezze». Ceccherini chiama alla mobilitazione gli insegnanti italiani chiedendo loro di aiutare l? Osservatorio a definire un modello didattico d? iniziativa che parta dall? esperienza e dagli spunti vissuti in aula, e che miri a rendere i ragazzi più padroni nella loro navigazione in Rete. «C? è bisogno di una musica nuova e la prima nota tocca a voi insegnanti scandirla, per costruire insieme un Paese meno lento e più rock», continua Ceccherini. Per tagliare questo traguardo, da novembre, l?Osservatorio e Google si siederanno a un tavolo comune per studiare un modello di progetto che possa diventare la bussola, il Gps per i ragazzi che navigano sul web non lasciandoli soli nel corso delle loro ricerche e aiutandoli a riconoscere le fonti affidabili dalle altre.
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TITOLO: L'assemblea di Repubblica: annullare riammissione di Renato Farina nell'Ordine dei giornalisti
DATA: 2014-10-16
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TESTO:ROMA - "L'Assemblea di "Repubblica", all'unanimità, chiede a tutti i giornalisti italiani di mobilitarsi con gli strumenti politici e i mezzi disponibili per denunciare all'opinione pubblica, al Parlamento e a tutti gli organismi di categoria, l'inaccettabile riammissione nell'Ordine dei giornalisti di Renato Farina, già a libro paga del Servizio segreto militare (Sismi) con nome in codice "Betulla", chiedendone l'annullamento. Dà mandato al Cdr di promuovere iniziative tecnico-legali per ottenere la revoca immediata della riammissione di Farina e annuncia iniziative di mobilitazione e sensibilizzazione in Rete per sostenere la protesta. Ritiene che la vicenda Farina ponga in modo improcrastinabile l'urgenza di una riforma radicale dell'Ordine con la modifica della sua legge istitutiva". Il caso era stato denunciato da Carlo Bonini, che in seguito al caso Farina si è dimesso dal Consiglio Nazionale.  
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TITOLO: Varese, arrestato il capo dei giudici di pace: "Molestie ad avvocatessa e abuso d'ufficio"
DATA: 2014-10-16
OCCHIELLO: Luciano Soma è agli arresti domiciliari su ordine della Procura di Brescia. Altre quattro persone, tra cui un altro giudice, un avvocato e un viceprocuratore. ..<br clear='all'/>
TESTO:Il coordinatore dei giudici di pace di Varese, Luciano Soma, è stato arrestato dalla polizia su ordine della Procura di Brescia (competente per i reati commessi dai magistrati di Varese) con le accuse di abuso d'ufficio e di molestie sessuali. Al giudice di pace viene fra l'altro contestato di aver molestato un'avvocatessa, facendole una serie di avances sul luogo di lavoro. Soma è ai domiciliari in attesa di chiarire la propria posizione. Altre quattro persone, tra cui un altro giudice, un avvocato e un viceprocuratore onorario, sono indagate per abuso d'ufficio nell'ambito della stessa inchiesta coordinata dalla Procura di Brescia,   Gli agenti della Digos di Varese hanno eseguito perquisizioni negli uffici dei giudici.
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TITOLO: Giusi Nicolini: "Il sindaco Bitonci è razzista, sulla sicurezza sanitaria segua il modello Lampedusa"
DATA: 2014-10-16
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TESTO:PALERMO - "L'Ebola in Italia dal mare non può arrivare, lo ha detto l'Organizzazione mondiale della sanità, lo ha detto il ministero della Salute. Io temo invece il contagio della malattia da cui è affetto il sindaco di Padova, il razzismo ". Dall'avamposto di Lampedusa, dove negli ultimi dieci anni sono approdati centinaia di migliaia di migranti provenienti dall'Africa subsahariana, il sindaco Giusi Nicolini replica con durezza all'iniziativa del collega veneto. "firmi pure la sua ordinanza per vietare l'accoglienza e la dimora di chi arriva dall'Africa, è incostituzionale. Sono sicura che ci saranno tantissimi sindaci d'Italia pronti ad impugnarla". Intanto Bitonci ha chiesto a tutti i sindaci del Veneto di fare fronte comune. Trova immotivati i loro timori? "Si facciano riconoscere questi sindaci razzisti che danno un'immagine incivile del Veneto e dell'Italia tutta. Le massime autorità sanitarie hanno spiegato che i viaggi via mare sono troppo lunghi perché la malattia possa non essersi già manifestata. E in ogni caso chi arriva viene sottoposto ad accurati controlli medici già sulle navi della Marina e comunque prima di scendere a terra". Dal suo osservatorio ritiene che le misure sanitarie di contrasto nei luoghi di sbarco siano adeguate? "Credo che lo stato di allerta sia massimo. Per il resto posso dire che Lampedusa è un modello di sicurezza sanitaria a livello nazionale sul quale il ministero della Salute ha basato le sue linee guida sull'accoglienza dei migranti. E l'esperienza di Lampedusa racconta che chi arriva qui (dopo una tragica selezione naturale) nella maggior parte dei casi è forte e sano. E mai nessuna delle malattie riscontrate ha contagiato nessuno".
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TITOLO: Giovanni Rezza: "Giusti gli esami accurati ma non c'è alcun rischio ebola da chi arriva con i barconi"
DATA: 2014-10-16
OCCHIELLO: Il direttore del dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità: "L'incubazione di questa malattia dura al massimo di 21 giorni ed è. ..<br clear='all'/>
TESTO:LE PROBABILITÀ che l'Ebola arrivi in Italia con i barconi degli immigrati sono talmente scarse che ogni preoccupazione è eccessiva. A sostenerlo è Giovanni Rezza, a capo delle malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità. Si continua a paventare il rischio che il virus entri nel nostro paese via mare. Le sembra possibile? "Anche se nessuno può escludere al cento per cento un cosa del genere, invito tutti a un riflessione: chi arriva sulle coste del nostro paese con i barconi di solito fa dei viaggi lunghi, magari attraversa il deserto, magari stando fermo a lungo in certi luoghi in Africa. Non è che, faccio per dire, prende l'aereo per arrivare in Libia e poi si affida agli scafisti. E visto che l'incubazione di questa malattia può durare al massimo di 21 giorni è improbabile che il virus si manifesti solo al momento dell'arrivo in Italia o addirittura dopo". Quali misure si possono prendere? "Anche se si tratta di persone che prevalentemente non provengono dai tre paesi colpiti dall'epidemia ma dal Nord Africa, dal Medio Oriente o dal Corno d'Africa, gli immigrati vengono tutti visitati. Per chiarire se hanno febbre o altri sintomi di Ebola. E tra l'altro inizialmente alloggiano in centri di accoglienza". Si potrebbe fare di più per avere maggiori sicurezze? "Sempre tenendo conto del fatto che i viaggi durano più di 21 giorni, magari si potrebbe chiedere a tutti la nazione di provenienza. A coloro che hanno iniziato il viaggio in uno dei tre Paesi colpiti si potrebbero fare controlli ancora più accurati, eventualmente tenendoli in osservazione. Ma, ripeto, i barconi non ci devono preoccupare".
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TITOLO: Bergamo, arrestato finanziere: con la pettorina tentava una rapina nella villa del capo rom
DATA: 2014-10-16
OCCHIELLO: Il militare con tre complici cercava di assaltare l'abitazione: secondo i testimoni è stata utilizzata un'auto con i lampeggianti accesi. I quattro sono stati. ..<br clear='all'/>
TESTO:Hanno tentato una rapina in una villa di un capo rom indossando pettorine della guardia di finanza, ma sono stati arrestati dai carabinieri. E uno dei quattro banditi era un finanziere vero. E' accaduto a Dalmine, in provincia di Bergamo, dove i quattro sono stati sorpresi dai militari del comando provinciale di Milano, in borghese, che li stavano pedinando forse perché sospettati di altri colpi. La scena è avvenuta in pieno giorno e davanti a numerosi passanti. Diversi testimoni hanno affermato che la banda sarebbe arrivata sul luogo della rapina utilizzando "un'auto di servizio con tanto di lampeggianti accesi". La Procura di Bergamo ha precisato invece che sarebbe stata usata una "vettura civile sulla quale era stata montata una targa che è risultata rubata".
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TITOLO: Inchiesta Expo, "così Acerbo manovrava affari e favori per le imprese a caccia di appalti"
DATA: 2014-10-16
OCCHIELLO: Agli arresti domiciliari per corruzione e turbativa d’asta, la figura dell’ingegnere integerrimo si sgretola contro la mole di carte raccolte in questi ultimi. ..<br clear='all'/>
TESTO:Suggeritore, addirittura ideatore di progetti e, per ultimo, uomo delle istituzioni capace di «passare» alle società «amiche» le informazioni riservate giuste delle gare d? appalto. Ecco come emerge la figura dell? ingegner Antonio Acerbo, prima durante l? ultimo anno di mandato di Letizia Moratti direttore generale del Comune e dal 2012 in Expo fino a raggiungere la carica di responsabile unico della gara d? appalto per le Vie d? acqua. Agli arresti domiciliari per corruzione e turbativa d? asta assieme a un altro manager Expo, Andrea Castellotti, e all? imprenditore Domenico Maltauro, la figura dell? ingegnere integerrimo si sgretola contro la mole di carte raccolte in questi ultimi sei mesi dai pubblici ministeri Claudio Gittardi e Antonio D? Alessio e dai riscontri trovati dalla sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza. Acerbo, secondo l? accusa, anziché difendere la buona riuscita dei cantieri Expo, avrebbe innanzitutto favorito almeno due società nel tentativo di ottenere in cambio un ritorno economico. «Solo» 36mila gli euro incassati, mascherati da consulenza per la società informatica Ace, intestata al figlio ingegnere, Livio Andrea. Secondo le carte che accompagnano l? ordinanza firmata dal gip Fabio Antezza, sarebbe stato di Acerbo l? unico lavoro svolto realmente. «Io il figlio, ripeto, non l? ho mai visto», garantisce l? imprenditore vicentino Enrico Maltauro (parente di quello arrestato due giorni fa) nel verbale reso il 30 luglio scorso. E allora pm e investigatori lo incalzano per capire le ragioni di quei 36mila euro di consulenza. Era «un rapporto da sviluppare». Perché, sono ancora parole del manager veneto, «decidemmo di effettuare questa consulenza in primo luogo perché avevamo un rapporto di antica collaborazione e stima con Acerbo, inoltre vi era effettivamente l? opportunità di predisporre questa consulenza». Come e soprattutto perché, chiedono con insistenza i pm Gittardi e D? Alessio, un pubblico ufficiale doveva mettersi al servizio di un? azienda che lavorava con Palazzo Marino prima e con Expo poi? «C? era una continuità? spiega dopo una serie di tentennamenti e non senza imbarazzi il costruttore?   perché il rapporto nasce con il Comune, quando lui è in Comune, lui ci chiede di partecipare, di rilevare dei project che erano incagliati». Dal progetto delle Terme all? Ippodromo di San Siro, a quello degli studentati del Politecnico, per finire al Palasharp, la Maltauro aveva interessi con Palazzo Marino da sviluppare. «I rapporti aziendali con Acerbo? gli chiedono quindi i magistrati? , la sua azienda li teneva e sottoscriveva perché aveva tutto l? interesse a gratificarlo, in relazione alla disponibilità che lui offriva e aveva offerto? ». Maltauro prima tentenna con un «beh. .. », poi, incalzato ammette: «Sì, sì». Se uno dei fondatori del colosso vicentino ricorda a fatica, a dare manforte alla tesi della Procura arriva la testimonianza di Bartolomeo Nizzetto, responsabile cantieri della Maltauro e materialmente colui che ha sottoscritto la consulenza, fittizia, per la famiglia Acerbo. «So che Acerbo ha prestato una serie di attività di consulenza a favore della Maltauro credo dal 2011», svela a verbale Nizzetto il 18 luglio. Aggiungendo che «nell? indicarmi il nome della società del figlio di Acerbo Antonio mi è stato anche detto che comunque il lavoro sarebbe stato effettivamente svolto anche da Antonio, così come già in precedenza lo stesso aveva fatto (senza però alcun contratto) ». La scansione temporale è fondamentale per capire l? entità dello scandalo. Secondo questa ricostruzione, infatti, Acerbo avrebbe ottenuto nell? aprile del 2012 un primo contratto di consulenza dalla Maltauro. Da un mese aveva ottenuto un incarico ufficiale in Expo, e quel denaro? secondo questa ricostruzione? sarebbe stato per gli imprenditori un investimento. Per l? impegno garantito da Acerbo, quando era direttore generale, e per quello futuro, relativo all? appalto delle Vie d? acqua, lavori poi effettivamente assegnati alla Maltauro. Lunedì prossimo, davanti al gup Antezza, gli indagati avranno la possibilità di respingere le accuse, spiegarle, dichiarare la propria innocenza, anche se è probabile che nell? interrogatorio di convalida si affidino tutti a una memoria difensiva.
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TITOLO: Consulta-Csm, anche oggi è fumata nera: è la 19°
DATA: 2014-10-15
OCCHIELLO: Nessun candidato ha raggiunto il quorum richiesto dei 3/5 dei componenti dell'Assemblea, pari a 570 voti. Servirà una nuova votazione, la ventesima. ...
TESTO:Dopo la rivolta delle matite, spezzate ieri in massa dai parlamentari pentastellati, oggi senatori e deputati 5 Stelle hanno praticato un'altra forma di ostruzionismo: hanno rallentato le votazioni trattenendosi ciascuno per almeno cinque minuti nelle cabine allestite nell'emiciclo. La Lega Nord, come già fatto ieri, è tornata a distribuire in Transatlantico un 'santino' elettorale che sponsorizzava provocatoriamente la candidatura del presidente del Senato Pietro Grasso. A fare volantinaggio è stato di nuovo Roberto Calderoli, che ha invitato i suoi colleghi di partito a chiedere il voto trasversale di senatori e deputati. Sul santino c'era anche la scritta provocatoria 'Ieri 94.. . oggi, ce la possiamo fare! ', alludendo ai 94 voti attribuiti ieri a Grasso. "Se arriviamo a 101, potremmo fare i 101 di Prodi. ..", è la battuta che girava tra i parlamentari del Carroccio come slogan della 'mini campagna elettorale' pro Grasso.
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TITOLO: Legge di stabilità, sarà di 36 miliardi ma Bruxelles può bocciarla
DATA: 2014-10-15
OCCHIELLO: La legge sulle unioni civili, sul modello della: "civil partnership" tedesca, è un passo doveroso del governo per allineare la legislatura italiana a quella. ..
TESTO:La legge sulle unioni civili, sul modello della "civil partnership" tedesca, è un passo doveroso del governo per allineare la legislatura italiana a quella europea. E infatti ci si arriva sulla spinta dei richiami di Bruxelles e dei tanti casi di sindaci che hanno sfidato il ministro dell'Interno Alfano (contrario) trascrivendo nei rispettivi comuni le nozze omosessuali celebrate all'estero. Le unioni civili - quando approvate - saranno valide solo per le coppie gay. E questo sembra apparentemente una limitazione difficilmente comprensibile. Ma c'è una ragione pratica. Per le coppie di fatto eterosessuali che volessero legalizzare il loro rapporto c'è il matrimonio civile e una civil partnership anche per loro sarebbe un po' come un matrimonio di serie B nei confronti delle nozze civili. Questione opinabile, ma per adesso sarà così. Altra questione controversa è quella delle adozioni, proibite nel piano Renzi. Intanto nel centrodestra scoppia la polemica per la "conversione" di Berlusconi ai diritti dei gay, favorita dalla compagna Francesca Pascale - molto attiva sul fronte dei diritti civili dei gay - e da Vladimir Luxuria - l'attivista Lgtb - che è stata ospite di Berlusconi ad Arcore. Tra oggi e domani l'attenzione è concentrata sulla legge di stabilità e sul vertice Asem di Milano durante il quale Putin e il presidente ucraino Poroshenko si incontreranno faccia a faccia e poi con i rappresentanti europei. La legge di stabilità sarà di 36 miliardi, con 18 miliardi di diminuzione di tasse e forti incentivi all'occupazione: taglio delle tasse sul costo del lavoro e sgravi per chi assume a tempo indeterminato. C'è un rischio bocciatura da parte di Bruxelles. La Ue infatti chiede una riduzione strutturale del deficit più robusta di quella che l'Italia ha intenzione di attuare per non fare una manovra di soli tagli e austerity. Sarà una partita lunga due mesi e coincide con la staffetta tra Barroso e Juncker a capo della Commissione europea.
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