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LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA SU: cronaca




TITOLO: Telecom, suicida responsabile della Security. Probabilmente problemi familiari
DATA: 2014-04-17
OCCHIELLO: Emanuele Insinna si è tolto la vita lanciandosi dal quinto piano della sede dell'azienda a Roma. Ex stretto collaboratore di Tavaroli, non era mia stato. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Emanuele Insinna, responsabile dell'unità Security di Telecom ed ex stretto collaboratore di Giuliano Tavaroli, si è tolto la vita lanciandosi da un terrazzo al quinto piano della sede dell'azienda in via Parco dei Medici a Roma. Insinna, 54 anni, non era mai stato coinvolto nell'inchiesta sulle intercettazioni che aveva avuto Tavaroli tra i protagonisti principali. Nel suo ufficio non è stato trovato nessun biglietto che spiegasse i motivi del suicidio. Insinna si era separato recentemente dalla moglie e non è escluso che questo possa averlo portato a uno stato di depressione. Alcuni dipendenti della Telecom hanno riferito agli investigatori che il funzionario è stato visto lasciare frettolosamente il suo ufficio per salire al quinto piano dell'edificio e poi lanciarsi nel vuoto da una finestra. Sul posto sono giunti immediatamente i soccorsi ma per lui non c'è stato niente da fare.
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TITOLO: Alleva: "Gli animali ci capiscono e soffrono, rispettiamoli senza viziarli"
DATA: 2014-04-17
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TESTO:UNA svolta importante, la legge deve seguire il cambiamento culturale". È entusiasta della proposta avanzata in Francia l'etologo Enrico Alleva. "Nella legge italiana, per esempio, un tempo l'animale non doveva essere trattato male non in quanto essere senziente ma perché il maltrattamento veniva considerato un esercizio di crudeltà che si sarebbe potuto riverberare sull'uomo. Ed è vero che la crudeltà sugli animali è il segnale di una potenziale criminalità, ma vanno protetti per loro stessi, perché riconosciamo che provano dolore". Negli ultimi anni sono cresciute molto le tutele verso i nostri amici a quattro zampe. Perché? "In linea teorica questa attenzione arriva da lontano: tutta la tradizione occidentale, da Aristotele passando per Sant'Agostino, concepisce gli animali come esseri senzienti. C'è stata una interruzione con Cartesio, con l'animale- macchina, che non agisce ma è agito dagli istinti. Poi una bella inversione di rotta l'hanno data gli ultimi pontefici: Giovanni Paolo II ha detto che le bestie hanno un'anima, Ratzinger, amico dei gatti, ha fatto crescere l'attenzione nella Chiesa, che aveva sempre negato il dolore fuori dalla specie umana". Si è evoluta la nostra sensibilità o gli animali da affezione si sono davvero un po' umanizzati? "Tra il cane che durante le due guerre stava sull'aia e quello urbano di oggi, che vive dentro casa, immerso nel nucleo familiare con tutti i rapporti sentimentali che questo comporta, c'è una bella differenza". Come cambia la capacità di sentire tra le specie: cani e gatti sono diventati più simili a noi, rispetto al canarino per esempio, o è solo un'impressione? "Cane e gatto sono le specie più plasmate dall'uomo nel modo di esprimersi: sono mammiferi, c'è più empatia. Ma anche con i corvi e i pappagalli, tra gli uccelli, c'è un buon feeling". Dire "gli manca solo la parola" è quindi un'osservazione fondata? "Più esatto è definirla, come hanno fatto alcuni studi, una "reciproca lettura della mente": gli animali domestici capiscono lo stato emotivo del loro partner umano e sono in grado di modificarlo, consolandolo o facendo dei dispetti ". Quali sono i veri diritti da salvaguardare dei nostri amici a quattro zampe? "Il primo diritto è essere un animale: va rispettato il lupo e il gatto selvatico che è nella loro mente. Non vanno viziati troppo e bisogna assecondare i loro bisogni. Un cane, per esempio, invece di stare da solo in un grande giardino a deprimersi è più felice di andare al supermercato con il proprietario, perché è come andare a caccia nella muta". In Italia negli ultimi anni ci sono state diverse aperture della giurisprudenza: la Cassazione ha detto che l'animale deve essere riconosciuto non come cosa ma come "essere senziente". Ed è stata presentata una proposta di legge costituzionale per introdurre questo principio nella nostra Carta. Quali sono i tempi per una svolta anche da noi? "È difficile da dire, ma non è troppo lontana: c'è una nuova generazione di etologhe e veterinarie sensibili e battagliere che daranno una grande spinta ".
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TITOLO: "Io, suora mamma, così sono riuscita a riavere mia figlia"
DATA: 2014-04-17
OCCHIELLO: Parla Grace, cui i giudici hanno affidato la bimba nata da uno stupro e che all'inizio aveva abbandonato: "In convento mi dissero che non potevo più tornare. ..<br clear='all'/>
TESTO:PESARO - Elisa ha due mamme e un cuore solo, che non basta per entrambe. Per quasi due anni e mezzo è stata allevata, cresciuta e amata da una coppia di coniugi di Macerata, che l'hanno avuta in affido dopo la nascita. "Ma sono io la madre biologica, solo io. Possono farmi tutto quello che vogliono, lei rimarrà sempre con me", dice oggi Grace, l'ex suora congolese di 43 anni che l'ha partorita, l'ha abbandonata e poi ci ha ripensato. Dopo due anni di ricorsi e lacrime, di avvocati e di sentenze, alla fine ha vinto lei. Elisa (nome di fantasia) ora è qui, in questa casa accoglienza sulle colline di Pesaro, aggrappata al collo di Grace guarda gli estranei con due occhioni grossi come il mondo che l'aspetta. È una storia complicata, questa. Che certamente ha una, e una sola, ragione giudiziaria. Se si parla di affetto, però, le ragioni diventano almeno due. Grace, perché la decisione di non tenere sua figlia, dopo il parto avvenuto il 22 dicembre 2011? "Fu una scelta incosciente, mi era stato ordinato dalla mia congregazione, le Petites Soeurs de Nazareth, a cui avevo fatto voto di obbedienza. Mi dissero che se l'avessi data in affidamento, poi sarei potuta tornare con loro. In cuor mio non lo volevo fare". Eppure firmò anche un foglio con cui rinunciava a fissare un termine per il ripensamento. .. "Non capivo cosa mi stava accadendo, in quell'ospedale (di Pesaro, ndr)! Nessuno parlava la mia lingua, ero confusa. L'ostetrica mi strappò subito la bimba dalle mani, nemmeno mi permise di allattarla, dicendomi "non puoi perché l'hai abbandonata". Riuscii soltanto a farle una foto con il telefonino". Dopo 72 giorni dalla nascita, il suo avvocato presentò la prima istanza per bloccare l'affidamento. Cos'era cambiato? "Non era cambiato niente, in realtà. Tornata a casa dall'ospedale passavo le ore in silenzio nella cappella, a pregare e a guardare la foto sul telefonino, a piangere, a pensare a come fare per riaverla. Dov'è mia figlia, chiedevo a tutti. Ero disperata. Credevo che non l'avrei più rivista. Poi. .". Poi cos'è successo? "Nella casa di accoglienza ho trovato una volontaria con cui mi sono confidata, mi sono aperta, e lei mi ha convinto a parlare della mia storia a Maria (la direttrice), che ha contattato l'avvocato Luca Giardini. Tutto ciò è successo prima che la Congregazione mi comunicasse con una email la mia esclusione: leggendo la lettera sì, mi sono sentita tradita, ma ormai non mi importava più niente. Volevo so- lo riabbracciare la mia bimba". La gravidanza non era voluta, lei ha raccontato di essere stata stuprata a Roma da un sacerdote tornato in Congo. "Non voglio ricordare, mi fa ancora male". La battaglia legale per riavere Elisa è stata durissima ed è durata due anni. In questo periodo ha potuto vederla? "Sì, la prima volta per soli 5 minuti, quando aveva già un anno, alla presenza degli affidatari. Non me l'hanno fatta prendere in braccio, io ero come "sull'attenti", avevo paura di sbagliare qualcosa. Un giorno, poi, mi ha riconosciuta. .. ". Come? "Guardava la sua manina e poi la mia, e ho visto dai suoi occhi che stava riconoscendo il colore della pelle. Mi sono sentita la donna più felice del mondo. ..". C'è un'altra famiglia, però, che l'ha amata e che ha provato a tenerla con sé. Quale rapporto ha avuto con i coniugi di Macerata? "Mi dispiace per loro, so che soffriranno. Da una parte li ringrazio perché si sono presi cura di Elisa. Dall'altra però non posso accettare quello che hanno fatto ultimamente". C'è stata la manifestazione sabato scorso del Comitato "Nati dal Cuore" davanti al Tribunale di Ancona. Intende quello? "Non solo. Meno di un mese fa mi hanno fatto con insistenza una proposta assurda: volevano convincermi a tenere a casa loro Elisa, "concedendomi" la possibilità di andarla a trovare. Poi nell'ultimo periodo, quando la vicenda giudiziaria si stava risolvendo a mio favore, sono diventati molto scortesi". Gli consentirà comunque di continuare a vederla? "Certo, sì. Non sono mai stata contraria a questo". Si sente pronta a fare la madre, dopo 20 anni da suora? "Chi ama arriva sempre, ne sono convita. Elisa sta bene, è felice e serena. Qualche volta piange, ma come fanno tutti i bimbi. So che sarà difficile, ma ce la farò". Cosa spera per lei? "Voglio che abbia una vita normale, felice. Vivremo nel mio appartamento, qui nella casa famiglia dove do una mano agli altri ospiti. La manderò a scuola e non la obbligherò a fare certe scelte, come invece le famiglie fanno nel mio paese. Vero piccolina? ". Ma non arriva risposta, Elisa ora vuole dormire.
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TITOLO: Meteo, sole al Nord e freddo al Centro-sud. Ma a Pasqua situazione invertita
DATA: 2014-04-17
OCCHIELLO: Ultimo giorno di aria fredda sulle regioni meridionali e adriatiche, dove da domani temperature in aumento proietteranno verso un weekend di festività. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - E' una primavera dagli indubbi stravolgimenti, meteorologicamente parlando. Quando mancano pochi giorni alle festività pasquali, a Palermo nevica con tanto di tamponamento a catena in autostrada, il nevischio e la pioggia battono Puglia e litorale molisano, mentre al Nord splende il sole. Nelle prossime ore, sulle regioni meridionali e sulla Sicilia, il cielo sarà irregolarmente nuvoloso, con locali rovesci e temporali e neve fino a 1000-1200 metri circa. Temperature massime in lieve flessione. Venti settentrionali. Mari mossi o molto mossi. Al Centro, nella giornata di oggi tempo soleggiato su Toscana, Sardegna, alte Marche, Umbria e medio-alto Lazio, ancora a tratti instabile su Abruzzo, ascolano e basso Lazio, con possibilità di acquazzoni e nevicate in appennino fin verso i 900-1000 metri. Temperature senza variazioni, massime tra 13 e 18 gradi. Proiettando l'analisi meteo a quanto accadrà nel weekend di Pasqua, la situazione è destinata a invertirsi. Con un riequilibrio al Sud, dove le temperature aumenteranno e il sole illuminerà il lunedì di Pasquetta. Sarà invece il Nord a risentire di basse temperature, pioggia e neve. Mentre oggi sarà l'ultimo giorno dell'afflusso di aria fredda da nord che ha caratterizzato il clima e il tempo di questi giorni, da domani la situazione inizierà a mutare. Secondo ilmeteo. it, E' in avvicinamento alla Francia una depressione che inizierà a richiamare venti più miti di libeccio che, nel corso del fine settimana, faranno aumentare le temperature al centro-sud, ma che porteranno la pioggia al nord. Anche il servizio meteorologico dell'aeronautica militare prevede per dopodomani, sabato 19 aprile, nuvolosità estesa con piogge diffuse su tutte le regioni centro-settentrionali, con parziale interessamento di quelle meridionali peninsulari. Domenica nuvolosità irregolare al Centro-nord, con tendenza a nuovo peggioramento nel corso del pomeriggio con piogge in intensificazione. Lunedì 21 e martedì 22 aprile molte nubi al Nord con piogge sparse, più frequenti sulle regioni orientali, nuvolosità meno consistente al Centro-sud con qualche pioggia sulle zone interne tra Toscana, Umbria e Marche nella seconda parte di lunedì. Situazione in miglioramento nella seconda parte di martedì. Da domani, dunque, ultime piogge e temporali sul Salento, Basilicata e coste nord della Sicilia, con successivo miglioramento anche sulle regioni adriatiche e sul resto del sud, mentre inizia a peggiorare, ad iniziare dalle Alpi, sulle regioni settentrionali. Nel periodo di Pasqua, spiega Antonio Sanò, direttore di ilmeteo. it, dalle ultime elaborazioni il tempo risulterà perturbato e piovoso sulle regioni settentrionali, all'insegna di piogge diffuse e temporali già da sabato e a fasi alterne fino a lunedì di pasquetta. Se a Nord pioverà, al Centro e al Sud tornerà a splendere il sole e le temperature, soprattutto a Pasquetta, aumenteranno sensibilmente di giorno, fino a raggiungere addirittura i 26/28 gradi in Campania e in Sicilia.
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TITOLO: Smantellamento Concordia, Gabrielli e la soluzione turca: "Chiedono 40 milioni di dollari, Civitavecchia 200"
DATA: 2014-04-17
OCCHIELLO: Il capo della Protezione Civile in audizione alla Commissione Ambiente della Camera parla dei costi sulla rimozione del relitto della Costa dal Giglio. ... <br clear='all'/>
TESTO:Entro i primi di maggio sarà deciso il porto per lo smantellamento del relitto della Costa Concordia. Ad annunciarlo è il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli in audizione alla Commissione Ambiente della Camera.   "Allo stato c'è una soluzione italiana e una turca",   dice Gabrielli, la Turchia ha presentato l'offerta più conveniente: "40 milioni di dollari". Proprio in Turchia, ha ricordato da 25 anni mandiamo le nostre navi militari per essere smantellate. E pur auspicando una soluzione italiana, il prefetto ha sottolineato che le spese sono carico della Costa, che è una compagnia privata che fino ad ora ha speso oltre un miliardo di euro.   Una decisione che comunque "dovrà essere ragionata. Nel prossimo incontro, dopo Pasqua - ha detto Gabrielli - chiediamo che la parte privata si presenti con una corposa documentazione, in modo che le autorità siano in grado nei primi giorni di maggio di risolvere questa questione. La risoluzione non solo rasserenerà gli animi ma darà indicazioni" sul proseguo delle operazioni. "Il tema del porto di destinazione - aveva premesso Gabrielli - è una cosa che vedrà attori il ministero dell'Ambiente, quello delle Infrastrutture e la Regione Toscana" La prima telefonata tra Schettino e Costa: "Ho preso uno scoglietto" I porti italiani. Dei 30 porti sondati dalla società londinese che ha selezionato anche i consorzi per il raddrizzamento della nave della Costa 13 hanno presentato offerte, ha spiegato, "quattro sono porti italiani: Piombino, Civitavecchia, Genova e Palermo. Ci sono poi la Turchia, la Gran Bretagna, la Norvegia", "l'offerta più bassa è quella Norvegese, non sostenibile per la distanza". Facendo un confronto con i porti italiani che si sono candidati allo smaltimento, Gabrielli ha riferito che "Palermo si è reso non più disponibile, e quindi ne rimangono tre: Civitavecchia è una soluzione assolutamente fuori mercato perché il costo complessivo sarebbe di 200 milioni di dollari contro i 40 milioni di dollari per la Turchia, e il doppio di Piombino e Genova; nel mezzo quindi ci sono queste due ultime soluzioni, tra le quali non c'è molta differenza in termini di costi". "Il porto di Piombino non ha il bacino" sufficiente per accogliere le operazioni di smaltimento della Concordia, "e per quello che io so - ha aggiunto Gabrielli - l'armatore considera questa soluzione problematica, perché meno supportata sul fronte delle tempistiche di smantellamento e sotto il profilo della sicurezza delle operazioni". Facendo un confronto con l'altro porto italiano dove potrebbe essere trainata la nave, il capo della Protezione civile ha tuttavia ricordato che "dall'Isola del Giglio si raggiunge Piombino in una giornata di navigazione, mentre si arriva a Genova in 5 giorni". In quest'ultima ipotesi, dunque, "l'unica vera criticità che dovrà essere valutata è il rischio del traino da moltiplicare per cinque", considerando che "la nave andrebbe a Voltri per un primo smantellamento - ha concluso il prefetto - e poi a Genova per il definitivo". La soluzione turca presuppone l'utilizzo del vanguard, quella italiana del traino: "Noi - ha detto Gabrielli - ci aspettiamo non solo l'indicazione di una soluzione ma una corposa documentazione che illustri i rischi e le problematiche legate a ciascuna delle due soluzioni". Una gestione pubblica dello smaltimento del relitto della Concordia non sarebbe comunque sostenibile, "i costi sono a carico del privato". "In febbraio, rivela, quando ero fortemente preoccupato che la parte privata potesse reggere, scrissi all'allora presidente del Consiglio chiedendo, nel caso dovessi esercitare il potere sostitutivo, di mettermi a disposizioni almeno 300 milioni. Il pernacchione si è sentito fino a Londra". Incertezza, comunque, sulle date. "A causa delle sollecitazioni cui sono sottoposte le strutture" del relitto della Concordia "la dilazione temporale viene vissuta non solo da me, ma anche dai tecnici, con grande apprensione", quindi per la rimozione della nave dal Giglio "non stabiliamo delle date, ma faremo il prima possibile", ha Gabrielli che ha ricordato "il mio mandato scade il 31 luglio", fine della gestione commissariale. Le operazioni Sono partiti questa mattina dal porto di Livorno per quello di Marina Carrara gli ultimi due cassoni che serviranno per il galleggiamento dello scafo del relitto della Concordia. Da Marina di Carrara i cassoni partiranno poi alla volta dell'Isola del Giglio già in posizione verticale pronti per essere installati. Si tratta degli ultimi due dei 17 cassoni che erano stati allestiti e modificati nel terminal dello scalo livornese. I cassoni d'acciaio, realizzati da Fincantieri, da settembre scorso sono stati stoccati in un terminal del porto di Livorno dove sono state apportate le modifiche necessarie all'ancoraggio allo scafo della nave dall'azienda livornese 'Gas and Heat'. Le reazioni. "Su questa vicenda sono molto determinato, la Concordia deve essere smantellata in Italia. La tragedia è avvenuta nel nostro mare, abbiamo avuto vittime, danni ambientali ed economici. Ora è giusto che si chiuda il cerchio". Così il ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti, intervenuto a Radio24. "Dallo smaltimento della Concordia - aggiunge - devono nascere opportunità economiche e posti di lavoro nel nostro Paese. Non è possibile altra strada", ha aggiunto il ministro spiegando che "ci sono anche degli aspetti ambientali di cui dobbiamo tenere molto conto. Spostare una nave per un tragitto così lungo come quello per arrivare in Turchia è più rischioso che un tragitto più breve. La Costa è di proprietà della Carnival e ha il diritto di portarla dove vuole. Io ho il diritto di assicurare al nostro Paese che l'ambiente non venga di nuovo stuprato come nel caso della Costa Concordia. Loro devono darci tutta la documentazione tecnica e noi analizzeremo quella documentazione con tutta l'attenzione" Quando si parte? "Anche qui dipende dalla velocità con cui la Carnival deciderà e ci farà avere tutta la documentazione relativa alla richiesta di autorizzazioni. Bisogna partire nel più breve tempo possibile. Avevamo promesso che l'avremmo portata via prima dell'estate, mi piacerebbe rispettare quella data", conclude Galletti. "Nella tragedia della costa concordia e nelle azioni che ne sono seguite sono emerse due Italie. Una sbruffona, inaffidabile, irresponsabile simboleggiata dal comandante Schettino e un'altra rappresentata dall'impegno solidale nei soccorsi dei cittadini del Giglio e dopo dall'eccellente azione di messa in sicurezza del relitto - ha commentato Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera - In questa operazione difficile e per certi aspetti mai tentata, sotto la regia della Protezione civile, abbiamo dato prova di efficienza e le imprese italiane hanno mostrato il meglio delle loro capacità tecnologiche. Un successo questo che, dopo la tragedia, ha contribuito a riscattare, almeno in parte, il Paese e a restituire onore all'Italia".  
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TITOLO: Il prefetto di Roma: "Ora basta, sono i poliziotti le vere vittime"
DATA: 2014-04-17
OCCHIELLO: “La gestione della piazza è stata un successo. Gli identificativi? Sì, ma con nuove regole”<br clear='all'/>
TESTO:UN successo? «SÌ. Un successo. E sfido chiunque a dimostrare il contrario. Non ci sono stati danneggiamenti significativi, abbiamo difeso i luoghi istituzionali, è stato consentito lo svolgimento della manifestazione, è stata contenuta e respinta la provocazione dei violenti evitando che la situazione degenerasse. Se qualcuno avesse avuto l? onestà intellettuale di raccontarlo, avrebbe notato che di fronte al lancio di bombe carta e di poliziotti feriti, si sono evitate le cosiddette cariche profonde in punti che avrebbero messo a repentaglio l? incolumità di migliaia di manifestanti». Le immagini di quella manifestazione, a cominciare da quella dell? artificiere che calpesta la ragazza in terra, documentano altro. Come dicono altro le immagini del reparto che si accanisce su un manifestante inerme. «Siamo seri. Davvero vogliamo giudicare quello che è accaduto in piazza da quei fotogrammi? Davvero vogliamo riflettere sull? ordine pubblico facendo un taglia e incolla di immagini? Perché non ci chiediamo cosa è accaduto prima di quella carica? O perché quell? artificiere si abbandoni a un uso abnorne della forza? ». Questo lo vorrei sapere da lei. È un fatto che per quelle immagini il Capo della Polizia ha chiesto scusa, definendo il comportamento dell? artificiere degno di «un cretino». «Io userei un? altra parola». Non? cretino? ? «Io direi che il comportamento di quell? artificiere è apparentemente inspiegabile ». Suona pilatesco e un po? corporativo, non trova? «Al contrario. Io credo che se ci interroghiamo sul perché quell? artificiere era dove non doveva stare e ha fatto quel che le immagini mostrano e che non doveva fare, magari ci avviciniamo a una possibile soluzione». Perché lo ha fatto, dunque? «Forse per dare una mano ai suoi colleghi. Per la frenesia e la frustrazione di chi, improvvisamente, si sente bersaglio alla mercé di chi, i manifestanti, è chiamato a tutelare. Non voglio essere retorico. Ma provi a immaginare. Per 1.200 euro al mese, lei è per strada per difendere il diritto di manifestare di qualcuno che, al contrario, la battezza come bersaglio simbolico della sua personale guerra. Succede in piazza, succede allo stadio. .. ». È successo anche ieri alla Montagnola. Possibile che in uno sgombero debbano volare quel genere di mazzate e si debba spaccare per forza qualche testa? O che, per tornare a sabato scorso, dei poliziotti debbano apostrofare chi manifesta? come riferisce la ragazza calpestata? «siete gente di merda »? «Io che dei poliziotti abbiano detto a chi manifestava? siete gente di merda? non ci credo. Quanto alla Montagnola, io e il questore stamattina (ieri, ndr) eravamo qui in Prefettura uno accanto all? altro quando siamo stati messi in contatto con chi operava di fronte a quello stabile. È stato cercato in ogni modo il dialogo. Senza contare che è da quindici giorni che gli occupanti sapevano che esisteva un provvedimento della magistratura di sgombero a cui la polizia doveva dare esecuzione. Ora, cosa bisogna fare se qualcuno decide di impedire che quell? ordine venga eseguito? E se per impedirlo accade che vengano tirati oggetti di ogni tipo dall? alto, addirittura lanciati segnali stradali? Siamo o no in uno Stato di diritto? ». In uno Stato di diritto, lo Stato ha il monopolio della forza ma non ne deve fare un uso proporzionato. E la frustrazione non è un? esimente. «Non c? è alcun dubbio. Ma se vogliamo trovare un punto di equilibrio noi dobbiamo considerare il quadro e le dinamiche della piazza nel loro complesso». Questo è l? argomento con cui da anni viene bloccata la proposta di introdurre un codice? alfanumerico? che consenta di identificare i poliziotti in ordine pubblico. Si dice: a manifestante travisato, poliziotto anonimo e altrettanto travisato. È un po? come dire? a brigante, brigante e mezzo? . E così, la strada diventa la terra di nessuno e la violenza un dato accettato. «Io dico un? altra cosa. Io dico, benissimo, introduciamo pure il codice identificativo, ma, contestualmente, introduciamo norme che regolamentino il diritto costituzionale di manifestare. Lo abbiamo fatto per il diritto di sciopero, perché non possiamo farlo per quello di manifestare? Le sembra ragionevole che l? ordine pubblico sia ancora disciplinato dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza del periodo fascista? O che il giorno prima della manifestazione di Roma io e il questore ci siamo ritrovati a fare un sopralluogo lungo il tragitto del corteo neanche fossimo due generali che pianificano una battaglia campale? E le dico di più. La Costituzione va letta tutta. Esiste il diritto di libera manifestazione del pensiero. Ma esiste anche il diritto all? integrità di quei lavoratori, i poliziotti, che sono lì proprio per garantire un pacifico godimento dei diritti costituzionali di tutti. Se si accetta questo scambio, le regole di ingaggio saranno chiare e non ci saranno più alibi. Né per quei pochissimi poliziotti che violano le regole e saranno facilmente identificabili, né per chi sa che, oggi, andare a una manifestazione con il casco integrale allacciato alla cinta o sfilare con un passamontagna e una spranga in pugno non ha di fatto nessuna conseguenza».
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TITOLO: Il viceministro Bubbico: "E' terribile, gli agenti non possono picchiare così"
DATA: 2014-04-16
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TESTO:ROMA. «Porca miseria. È terribile. È terribile. I responsabili devono essere puniti». Filippo Bubbico, viceministro dell? Interno con delega alla Pubblica sicurezza, non aveva ancora visto il video di un secondo pestaggio quando, ieri sera, ha ricevuto la telefonata di Repubblica. Mentre era al telefono, ha commentato in diretta le immagini di «quel poveretto a terra con la maglietta bianca» preso a manganellate in testa e a calci. Stupefatto dalla violenza, non è riuscito a trattenere un «porca miseria! ». Viceministro, come commenta queste immagini? «Non posso che essere indignato. Voglio esprimere il massimo dell? indignazione per scene di questo genere». Al di là dell? indignazione, come spiega i due episodi avvenuti a Roma, prima il poliziotto che calpesta una manifestante, ora il pestaggio di un uomo a terra? «Bisogna valutare le situazioni nelle quali i poliziotti lavorano, spesso sono complicatissime, vivono anche sulla propria pelle pericolose aggressioni. Ma. .. ». Ma? «Ma la polizia deve agire diversamente, non può mai essere messa in discussione l? integrità fisica delle persone. E la tutela dell? ordine pubblico comporta anche la capacità di dominio e di controllo delle situazioni più complesse e complicate ». Come intendete comportarvi nei confronti dei responsabili di questa aggressione? «Esattamente come nel caso del poliziotto che ha calpestato la manifestante. Prima va accertata l? autenticità del filmato, poi dobbiamo individuare i poliziotti, alla fine delle indagini nostre e della magistratura, dovremo essere determinati e rigorosi». Per prevenire questi episodi di accanimento, non sarebbe il caso, finalmente, di dotare i poliziotti dell? ordine pubblico del cartellino di riconoscimento? «Si lo so, se ne parla spesso. Ci sono tante ragioni per sostenerne l? utilità, e altrettante per l? esatto contrario. Questo argomento comunque va affrontato con i sindacati di polizia. Penso che i mezzi per riconoscere in queste situazioni i responsabili ci siano. E siano più che sufficienti». Il secondo video non può essere liquidato come risultato dell? azione di «un cretino», epiteto usato dal capo della Polizia Pansa. Non pensa che essendo coinvolti più agenti, venga chiamata in causa la funzione della polizia negli interventi di ordine pubblico? «Penso che atti non giustificabili quali quelli che si sono verificati non possano e non debbano compromettere la buona reputazione delle forze di polizia e delle tante persone che con impegno e sacrificio fanno il loro dovere». Sembrava di capire che con Renzi al governo, sarebbe arrivata una svolta anche nella gestione delle manifestazioni di piazza. Questi fatti, che richiamano alla memoria il G8, sembrano smentire simili attese. «Non è una questione di svolte-Renzi. Queste sono cose che non devono mai accadere, che non appartengono a uno Stato democratico, alla società civile propria del nostro Paese. Episodi così non devono mai essere consentiti perché sono contro le norme e contro le regole di ingaggio». Sarete severi coi responsabili? «Assolutamente sì. È interesse della stessa Polizia, del resto, mantenere alta la propria buona reputazione di forze impegnate a garantire l? ordine, la sicurezza, i principi democratici e la dignità della persona. Senza mai dimenticare che i manifestanti che eccedono, procurando danni, devono essere responsabili dei loro atti e risponderne penalmente».
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TITOLO: Week-end di Pasqua sotto la pioggia
DATA: 2014-04-16
OCCHIELLO: Da venerdì una nuova perturbazione atlantica porterà forti piogge e maltempo: ma a Pasquetta la situazione può migliorare
TESTO:Fine settimana di Pasqua all? insegna della pioggia in gran parte d? Italia. Continua infatti l? afflusso di aria fredda da Nord sulle regioni adriatiche e meridionali, che porta rovesci e temporali sull? Abruzzo, il Molise, la Puglia e a fasi alterne anche sul resto del sud e coste settentrionali della Sicilia. Torna la neve sugli Appennini sopra i 900 metri e le temperature massime sul versante adriatico non supereranno i 10-11 gradi. L?ingresso di aria fredda ha provocato inoltre grandinate localizzate sul Veneto e sulla Lombardia. Antonio Sano? , direttore del portale ilmeteo. it, segnala che, «dalle ultime elaborazioni, la previsione per Pasqua è ancora incerta», con rischio piogge.
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TITOLO: Torino, due uomini uccisi a coltellate
DATA: 2014-04-16
OCCHIELLO: L’episodio in via Nizza, in un territorio dove le bande lottano per i parcheggi abusivi. Le vittime sono due marocchini, la polizia indaga per duplice omicidio
TESTO:I corpi sono stati trovati dalla squadra omicidi della polizia poco distanti l? uno dall? altro. Il primo, all? altezza davanti alla farmacia che si trova di fronte alla Unicredit. Il secondo poco piu avanti di fronte al bar che fa angolo con la piazza. L?assassino ha ucciso con un coltello. Un fendente sul primo uomo, che gli ha perforato il polmone, quattro sul secondo. Quando e? arrivato il 118 entrambi respiravano ancora. Nel giro di pochi minuti sono spirati. A dare l? allarme è stata una guardia giurata, che ha visto camminare barcollante e insanguinato uno dei due uomini. La dinamica è da chiarire. La squadra mobile della polizia, che indaga sull? accaduto, sta interrogando residenti e commercianti della zona. Le vittime molto probabilmente facevano i parcheggiatori abusivi in via Cherasco, poco distante dal luogo del ritrovamento dei corpi. In questo quartiere, ogni parcheggiatore ha la sua via di riferimento e spesso risponde a un capo. Secondo una testimonianza, e molto probabile che i due uomini dormissero nei corridoi dell? ospedale Molinette, passando, di sera, da uno degli ingressi laterali di via Cherasco. All? alba, come molti altri extracomunitari del quartiere, iniziavano a chiedere l? elemosina. «Alle sei i parcheggiatori, in questa zona, sono già nel pieno dell? attività» racconta una delle guardie della struttura. Le vittime non hanno precedenti per droga. Una delle due ha un precedente per lesioni che risale a molti anni fa.
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TITOLO: Scambio di embrioni, le coppie coinvolte sono diventate sei
DATA: 2014-04-16
OCCHIELLO: Caos nel registro. Presentato un esposto. Prelievi di saliva per stabilire la compatibilità dei feti
TESTO:ROMA - Sono almeno sei, e non quattro come sembrava, le coppie che si sono sottoposte il 4 dicembre nel «Sandro Pertini» a inseminazione artificiale (chiamato «transfer»). Il giallo si infittisce: al prelievo della saliva per estrarre il Dna sono chiamate solo quattro coppie. La quinta è quella dalla quale ha preso inizio lo scandalo dei gemellini che non hanno i caratteri genetici dei genitori: i loro documenti, già custoditi nel Sant? Anna (centro pubblico), sono stati chiesti per essere confrontati proprio con il patrimonio genetico dei feti. Le verifiche sono curate dalla Commissione di esperti voluta dalla Regione Lazio. Domani si capirà a chi appartiene l? embrione. Ma a sorpresa spunta una sesta coppia, composta da due impiegati romani, che presenta una denuncia alla Procura allegando anche la ricevuta di pagamento del trattamento eseguito il 4 dicembre. Nel registro della Asl Roma-B, che comprende anche il Pertini, però, non risulta che la donna si sia sottoposta a inseminazione lo stesso giorno. In serata l? avvocato Pietro Nicotera smentisce che i suoi assistiti siano stati invitati per il test. «Questa coppia non fa parte di quelle che sono state chiamate perché non ha fatto il? transfer? il 4 dicembre», spiega Vitaliano De Salazar, direttore generale della Asl Roma-B. I documenti, però, dimostrano il contrario e fanno emergere nuovi dubbi. Comunque gli ispettori mandati dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, terminano le verifiche sulle procedure adottate nel centro di «Fisiopatologia della riproduzione e della sterilità» dell? ospedale e oggi consegnano una relazione alla titolare del dicastero. «Questo incidente rischia di creare un clima di confusione e di preoccupazione in tanti cittadini coinvolti, anche nel passato, in percorsi di procreazione assistita (Pma) - osserva il ministro -. E comunque queste terapie in Italia seguono un rigore standard elevato, stabilito da specifiche normative recepite da direttive europee». Intanto la Commissione guidata da Giuseppe Novelli, rettore dell? Università Tor Vergata e noto genetista, convoca le quattro coppie in tarda mattinata: per eseguire i test sulla saliva i tecnici impiegano pochi minuti. Preoccupazione, ansia e nervosismo trapelano dagli sguardi e dai comportamenti di chi sta vivendo un autentico incubo. «Cercano serenità», sussurra un camice bianco che li incontra. I tamponi vengono portati nel laboratorio diretto da Novelli nel Policlinico Tor Vergata. Oggi iniziano le analisi. Da lì si estrarrà il patrimonio genetico per i confronti. Dal canto suo la Asl Roma-A invia pure una relazione tecnica alla Commissione di Novelli per spiegare le procedure e i successivi controlli eseguiti nel Sant? Anna, altamente specializzato nell? assistenza materno infantile dove è stata scoperta i primi di marzo la non corrispondenza tra il Dna dei genitori e quello dei gemellini al termine di una «villocentesi». Questo test, come è stato spiegato, è indispensabile per scongiurare malformazioni sui feti. «Noi non abbiamo commesso errori», taglia corto Camillo Riccioni, direttore generale della Asl Roma-A. Domani la verità su chi siano i genitori biologici dei gemellini. Individuare dove sono stati commessi errori sarà più complesso.
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TITOLO: Masini: "Kabobo ha ucciso mio padre, ci voleva l’ergastolo”
DATA: 2014-04-16
OCCHIELLO: Milano, 20 anni al ghanese che colpì tre persone con il piccone: “Semi-infermo di mente”. Polemica dei parenti delle vittime<br clear='all'/>
TESTO:MILANO - Nell'attesa della sentenza, durante la breve camera di consiglio del gup Manuela Scudieri, resta seduto su una panca. Andrea Masini, 35 anni, è lì, vicino all'aula dove si è celebrata anche l'ultima udienza del processo che dovrebbe fare giustizia sulla morte di suo padre Ermanno, ucciso a 64 anni dai colpi di piccone di Adam Kabobo, insieme ad altri due passanti "casuali". Dal processo, dice, non si aspetta niente di più di quello che è stato chiesto dal pm Isidoro Palma e che, in un dibattimento con rito abbreviato e con un imputato riconosciuto semi-infermo di mente, pare quasi inevitabile. "Dovevano essere vent'anni, e io ero preparato  -  dice dopo la lettura della sentenza  - . È una pena assolutamente ingiusta, perché vuol dire che ogni omicidio è punito con sei anni e mezzo appena". Signor Masini, Anche oggi è stato a pochi passi dal killer di suo padre. "Vederlo non mi provoca nessuna reazione. È una persona che non prova nulla, imbottita di psicofarmaci. Non mi fa certo piacere incrociarlo, ma so che anche lui è vittima di un sistema che non funziona, di uno Stato che non sa gestire gli accessi, che lascia queste persone senza lavoro, senza la possibilità di integrarsi. Lo hanno lasciato arrivare in Italia e poi lo hanno abbandonato. Magari era più fragile di altri e ha manifestato il suo disagio con un triplice omicidio". Cosa gli direbbe, se capisse la nostra lingua. "Non ho niente da dirgli, soltanto che dovrebbe scontare fino all'ultimo giorno". La difesa spera in una riduzione in Appello. "In Italia tutto è possibile, non escludo che la pena possa essere ridotta, per me dovrebbe scontare l'ergastolo". Cosa ricorda dello scorso 11 maggio? "Quel giorno ricevo una telefonata dai carabinieri: mi dicono di andare al Policlinico perché mio padre ha avuto un incidente. Arrivo e capisco tutto dagli sguardi dei medici. Nessuno mi spiega cos'è successo, ma in sala d'attesa ci sono i monitor con i telegiornali: capisco che stanno parlando di mio padre, di me, della mia famiglia. Che quelle vittime siamo noi". Come ha vissuto da quel giorno? "Per mesi non ho dormito. Chiudevo gli occhi e rivedevo papà che veniva colpito. Che moriva senza che io potessi fare nulla. Cinque mesi prima avevo perso mia madre per una malattia, sono rimasto solo, senza fratelli né sorelle. Però lei l'ho potuta salutare, ero preparato all'addio. Con papà no, l'ho rivisto l'ultima volta in ospedale in coma, con la testa massacrata". Quando l'aveva visto l'ultima volta? "Pochi giorni prima. Avevo comprato i biglietti per una gara di Superbike a Monza. "Sabato te li porto" gli avevo detto. Ma non ho fatto in tempo". Cosa prova quando ripassa dai giardinetti di via Adriatico, dove c'è stata l'aggressione? "Vedo che ci sono sempre i fiori. Lui era molto amato nel quartiere. Era un tecnico Telecom, era andato in pensione relativamente giovane, e faceva volontariato. Aiutava gli anziani con un'associazione dell'ospedale Niguarda, l'Unione Samaritana. Si occupava delle ricette mediche, li accompagnava alle visite. Anche quella mattina si stava dirigendo verso il garage: doveva portare in auto un anziano a fare le analisi del sangue. Mio padre era circondato da tanto affetto, per questo ho preteso dal Comune che il funerale si celebrasse in quartiere". Dice spesso che continuerà a impegnarsi. Cosa farà ora? "Vorrei portare avanti questa battaglia anche in altri ambiti, magari in politica. Non è giusto che la vita di mio padre valga appena sei anni e mezzo di carcere. Non è giusto per lui, né per tante altre vittime che si trovano o si troveranno nella nostra situazione".
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TITOLO: Cassazione: è diffamazione parlar male su Facebook anche senza fare nomi
DATA: 2014-04-16
OCCHIELLO:
TESTO:ROMA - Chi parla male di una persona su Facebook, senza nominarla direttamente, ma indicando particolari che possano renderla identificabile, va incontro a una condanna per diffamazione. Lo si evince da una sentenza con cui la prima sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio l'assoluzione, pronunciata dalla Corte militare d'Appello di Roma, nei confronti di un maresciallo della Guardia di Finanza, che, sul proprio profilo Fb, aveva usato espressioni diffamatorie nei confronti del collega che lo aveva sostituito in un incarico. In primo grado, il maresciallo era stato condannato dal tribunale militare di Roma a tre mesi di reclusione militare, ma in appello il verdetto era stato ribaltato. Il procuratore generale militare aveva quindi impugnato la sentenza di secondo grado in Cassazione. Ricorso che la Suprema Corte ha ritenuto fondato, disponendo un nuovo processo d'appello. "Ai fini dell'integrazione del reato di diffamazione - si legge nella sentenza depositata oggi - è sufficiente che il soggetto la cui reputazione è lesa sia individuabile da parte di un numero limitato di persone, indipendentemente dalla indicazione nominativa". Osservano i giudici di 'Palazzaccio': "Il reato di diffamazione non richiede il dolo specifico, essendo sufficiente ai fini della sussistenza dell'elemento soggettivo della fattispecie la consapevolezza di pronunciare una frase lesiva dell'altrui reputazione e la volontà che la frase venga a conoscenza di più persone, anche soltanto due". Ai fini di tale valutazione, conclude la Corte, "non può non tenersi conto dell'utilizzazione del social network, a nulla rilevando che non si tratti di strumento finalizzato a contatti istituzionali tra appartenenti alla Guardia di Finanza, nè alla circostanza che in concreto la frase sia stata letta soltanto da una persona".
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TITOLO: Lia e lo scambio di embrioni: "Abbiamo fatto denuncia, ora ci ridiano i nostri bimbi"
DATA: 2014-04-16
OCCHIELLO:
TESTO:DECISI a percorrere ogni strada, ad abbattere ogni ostacolo, pur di riavere quei bambini, se la Scienza dimostrerà che sono "geneticamente" loro. Confortati dai parenti più stretti, nell'appartamento di Roma Sud, i due presunti genitori biologici degli embrioni scambiati, e impiantati per sbaglio nell'utero di un'altra donna, vivono ore difficili. Da quando lo scandalo dell'ospedale Pertini è venuto alla luce, lei, che chiameremo Lia, ripercorre con la mente ogni minuto, ogni gesto, ogni parola di quel 4 dicembre 2013. Il giorno in cui insieme ad altre quattro donne si è sottoposta alla fecondazione assistita, cioè all'impianto dell'embrione, già congelato presso il centro di riproduzione del nosocomio romano. Lia ha 36 e fa l'impiegata, lui fa l'autista. Persone semplici, così li descrive il loro avvocato, Pietro Nicotera, che ieri ha presentato una denuncia contro il Pertini. E che ha inviato a Lia alcune domande, chiedendole di raccontare, ancora una volta, il suo calvario. Signora, come fa ad essere così certa che i bambini che oggi un'altra donna porta in grembo, siamo proprio i suoi? "Sono giorni che ricostruisco come in una fotografia tutto quello che è successo il 4 dicembre, il giorno dell'impianto. Ricordo ogni passaggio, ogni faccia, ogni voce. Eravamo in quattro lì dentro, ed io sono l'unica a non essere rimasta incinta. Ricordo che ad un certo punto l'infermiera mi ha chiamato e sono entrata. Ma subito mi ha detto "ci siamo sbagliati, torna fuori, vuoi rischiare che ti mettiamo gli embrioni di un'altra"? E hanno convocato subito dopo una paziente con un cognome simile al mio, del mio stesso anno di nascita e con il mio stesso numero di embrioni di classe A da impiantare". E poi che cosa è successo? "Sono stata richiamata, ho fatto l'impianto, e sono tornata a casa". Ma per lei quello non è stato un giorno fortunato. .. "No, la gravidanza non è andata a buon fine. Un lutto, un grande dolore. Poi quando ho sentito la notizia dello scambio degli embrioni ho provato a ricostruire tutto". Arrivando a pensare che forse quegli embrioni potessero essere i suoi? "Sì, e posso spiegare il perché. Quel giorno eravamo in quattro. Tre donne sono rimaste incinte, io no. Ho pensato: è andata male, ho cercato di vivere il mio dolore. Ma poi è venuto fuori che una di quelle diceva che gli embrioni non erano i suoi, mentre le altre due non avevano protestato. Ho avuto come una folgorazione: allora forse quei gameti erano miei e di mio marito. Dunque i bimbi che la donna aspetta sono i nostri. .." Come si è sentita in quel momento? "Spaventata, felice, arrabbiata. Ma con una decisione forte: non sono una donna che vuole i figli degli altri, ma se quei bambini sono nostri, se i test dimostreranno che ci appartengono geneticamente, dovranno restituirceli". Un sentimento umano, però in questa storia c'è un'altra donna, che a fatica porta avanti una gravidanza gemellare. "Ho profondo rispetto, ma sento nel cuore che riprendere quei bambini, se i test dimostreranno che sono nostri, è la cosa giusta da fare". Il suo avvocato ha presentato una denuncia contro l'ospedale. "Il Pertini di certo sapeva dell'errore da settimane. Perché perché ha lasciato che scoprissimo tutto dalla stampa? E ancora oggi nessuno ci ha convocato, né per sottoporci a test, né per chiederci scusa. Chi potrà risarcire tutto questo dolore? " Lei sa però la donna che partorisce un bambino è per la legge la madre legittima? "Io so soltanto che se quei figli sono miei dovranno restituirmeli. È l'unica mia certezza".
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TITOLO: Def, il governo alla Ue: "Deroga temporanea da pareggio bilancio". Sulla lettera lite Boldrini-Brunetta
DATA: 2014-04-16
OCCHIELLO: La presidente della Camera abbandona la conferenza dei capigruppo che doveva stabilire i tempi per la votazione dopo la richiesta del presidente dei deputati. ..
TESTO:ROMA - "Circostanze eccezionali". E' l'argomento con il quale il governo italiano motiva la decisione di scartare temporaneamente dal pareggio di bilancio. Lo ha scritto nel Def, e lo ha comunicato ieri alla Commissione Ue. Una lettera del Ministero Economia e Finanza che nella giornata ha fatto nascere un giallo con durissimo scontro alla Camera. In sostanza il governo ha deciso di accelerare il pagamento di ulteriori 13 mld di debiti della P. A, che dunque peseranno sul rapporto debito/pil 2014. Perciò - scrive il Mef - "in linea con la clausola delle 'circostanze eccezionali'" stabilite per legge, devierà "temporaneamente" dagli obiettivi del pareggio di bilancio. Di fatto un rinvio al 2016. E a sera la Commissione "prende atto" della comunicazione di Pier Carlo Padoan: "valuterà il percorso di aggiustamento verso l'obiettivo di medio termine". Due comunicazioni che hanno concluso - e chiarito - una giornata convulsa di discussione sul Documento Finanziario, agitata proprio dalle voci sulla lettera alla Ue che il Parlamento non conosceva, fino alla scontro di rara intensità tra Laura Boldrini e il capogruppo Fi Brunetta. La conferenza dei capigruppo, convocata per decidere i tempi per la votazione del Documento di economia e finanza 2014, licenziato a maggioranza dalla Commissione bilancio, è stata sospesa dopo che la presidente della Camera Laura Boldrini ha abbandonato la riunione dopo uno scontro frontale con Renato Brunetta. Scaturito dalle proteste del capogruppo di Forza Italia per la mancata trasmissione al Parlamento della lettera che ieri, in audizione, il ministro all'Economia Pier Carlo Padoan ha detto di aver inviato alla Commissione europea per informarla che nel Def il governo ha rinviato di un anno il pareggio strutturale di bilancio. I lavori della capigruppo sono ripresi, stabilendo infine i tempi: alla Camera inizierà domani mattina alle 10,30 l'esame del Def, presente al dibattito il ministro Padoan, che è previsto intervenga. Dalle 14, dichiarazioni di voto con diretta televisiva. Le votazioni saranno due: una a maggioranza assoluta sul rinvio del pareggio di bilancio, l'altra a maggioranza semplice sul Def. Praticamente in concomitanza con il calendario del Def, è arrivato il tweet serale di Matteo Renzi.
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TITOLO: Finanziamento illecito, chiesta proroga delle indagini su Silvio Berlusconi
DATA: 2014-04-16
OCCHIELLO: La vicenda riguarda finanziamenti che sarebbero stati erogati al Movimento italiani nel Mondo
TESTO:Finanziamento illecito. Per questa ipotesi di reato la procura di Napoli ha chiesto al gip una proroga di indagini a carico di Silvio Berlusconi. La notizia si è appresa nel corso del processo a carico dell'ex premier, imputato con Valter Lavitola, per concorso in corruzione sulla presunta compravendita di senatori. Tra i nuovi documenti depositati dal pm Henry John Woodcock, ora nel fascicolo di dibattimento, c'è appunto anche la notifica della richiesta di proroga delle indagini preliminari nei confronti di Berlusconi. La vicenda riguarda i finanziamenti che sarebbero stati erogati negli anni scorsi al 'Movimento Italiani nel Mondo' che faceva riferimento all'ex senatore Sergio De Gregorio. Da questa inchiesta sono partiti due procedimenti: uno per corruzione per il quale Berlusconi e Lavitola sono sotto processo e de Gregorio ha patteggiato, l'altro, per finanziamento illecito ai partiti, che è ancora in fase d'istruttoria.
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TITOLO: Quirinale al: "Mattinale": "Al presidente Napolitano 239.181 euro lordi. E nessun vitalizio"
DATA: 2014-04-16
OCCHIELLO: Partendo dalla proposta di Renzi per un tetto alle retribuzioni di Stato, la: "pubblicazione vicina all'on. Brunetta" aveva sollevato il dubbio sull'effettivo. ..
TESTO:ROMA - Con una nota ufficiale, il Quirinale risponde agli "interrogativi e le ipotesi che una pubblicazione vicina all'on. Brunetta ha sollevato a proposito dell'emolumento percepito dal Presidente della Repubblica hanno già in precedenti occasioni ricevuto chiara risposta. Non c'è nulla su cui elucubrare. L'indennità del Presidente Napolitano è di 239.181 euro all'anno. Lordi e non netti, soggetti a tutte le imposizioni sul reddito: Irpef e addizionali regionali, provinciali e comunali. Inoltre il Presidente Napolitano non percepisce alcun vitalizio o trattamento pensionistico da tempo maturato per le attività di deputato in dieci legislature". E' quanto si legge in una nota dell'ufficio stampa del Quirinale. La "pubblicazione vicina all'onorevole Brunetta" è ovviamente "Il Mattinale", nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati. Che oggi attaccava: "Matteo Renzi, prima di proporre tetti alle retribuzioni e confronti tra situazioni incommensurabili, dovrebbe informarsi. La livella indicata, per riprendere la bella poesia di Totò, di 238 mila euro quale limite allo stipendio degli alti burocrati dello Stato non ha alcunchè a vedere con il compenso del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano". "Per il semplice fatto - spiegava Il Mattinale - che quella portata ad esempio non è una retribuzione. Ma un assegno personale che, in attuazione all'articolo 84, ultimo comma della Costituzione, secondo quanto dispone la legge 177 del 1985, è stabilito in ragione annua 'da corrispondersi in dodicesimi'. Sembra una distinzione di lana caprina, ma non è così. Già in quella qualificazione 'i dodicesimi' è tutto un programma". "Se l'assegno annuo non è una retribuzione - si chiedeva il 'foglio azzurro' - ne consegue che lo stesso regime fiscale cui è sottoposto è completamente diverso rispetto ai compensi delle altre cariche dello Stato. Vuoi vedere che quei 238 mila euro sono, più o meno netti, in busta paga? Se fosse così il tetto alle retribuzioni che Renzi propone dovrebbe essere ben più alto di quello vigente: circa 311 mila euro, oltre 450 mila euro lordi".  
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TITOLO: Europee, pronte liste Fi: Cecchi Paone, Gardini, Furlan e Mastella
DATA: 2014-04-16
OCCHIELLO: Una trentina le donne candidate. Non spuntano, nelle ultime ore, nomi di peso. Tra i capilista Toti, Tajani, Fitto e Micciché
TESTO:ROMA - Il gioco di prestigio finale non è arrivato. Nella composizione delle liste di Forza Italia, poche sorprese e parecchi rifiuti. Sono il volto noto della tv Alessandro Cecchi Paone e il leader dell'Esercito di Silvio Simone Furlan le new entry delle ultime ore. Certi i capilista mentre la circoscrizione che ha richiesto discussioni supplementari è stata soprattutto quella delle isole. Al nordovest con Giovanni Toti a guidare la lista, ci saranno sicuramente le europarlamentari uscenti Lara Comi e Licia Ronzulli con Stefano Maullu tra i candidati per la Lombardia. Al nordest la capolista Elisabetta Gardini avrà al suo fianco, tra gli altri, Mattia Malgara e Simone Furlan mentre sembra quasi certa anche la candidatura di Gianpiero Samorì. Capolista al centro è il confermatissimo vicepresidente della Commissione UE uscente Antonio Tajani con Manuela Rizzoli inserita tra le 'new entry'. A guidare la lista azzurra al sud ci sarà invece Raffaele Fitto con l'eurodeputata uscente Barbara Matera tra le prime posizioni della lista e Cecchi Paone come new entry dell'ultima ora. Nella lista figurano anche, nell'ordine, i parlamentari uscenti Raffaele Baldassarre, Clemente Mastella, Barbara Matera, Aldo Patriciello, Enzo Rivellini e Francesco Silvestris. Gianfranco Miccichè guiderà invece Forza Italia per il voto nelle isole, accompagnato tra gli altri da Salvatore Cicu (Sardegna) e Salvatore Iacolino. Una trentina, in tutto, le donne candidate. Tra i cambiamenti delle ultime ore, la scomparsa del nome di Fiorella Ceccacci Rubino, in un primo momento inserita nella circoscrizione Centro. Al suo posto, salvo ripensamenti dell'ultimo minuto, corre il giornalista ed ex parlamentare azzurro Paolo Guzzanti. Un'inversione legata - sembra - all'intervento della fidanzata del premier. Al di là delle ultime limature, le liste forziste non presentano grosse novità, né figurano nomi di 'peso' del mondo dell'impresa o della società civile. Nota dolente di cui, stando a quanto raccontano diversi big azzurri, si sarebbe lamentato l'ex premier, che in queste ultime settimane sembra aver dovuto incassare alcuni 'no, grazie' di peso. Poco male, avrebbe alla fine confidato ai fedelissimi: sono io a portare i voti. Domani la conferenza stampa per provare a lanciare la difficile rimonta azzurra. Ma i sondaggi danno il partito sotto la soglia del 20 per cento.
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TITOLO: Mafia, il ddl sul voto di scambio è legge
DATA: 2014-04-16
OCCHIELLO: Bagarre grillina al Senato, Grasso espelle due del M5S. Poi l'ok definitivo: 191 sì, 32 no e 18 astenuti. Il Pd: "Vincono trasparenza e legalità". Il. ..
TESTO:ROMA - L'Aula del Senato ha approvato in quarta lettura, tra molte polemiche, il ddl contro il voto di scambio politico mafioso che ora diventa legge. E' passato con 191 sì, 32 no e 18 astenuti. Secondo la nuova legge, in vigore da subito e quindi anche per le elezioni europee del prossimo 25 maggio, non servirà più necessariamente lo scambio di denaro per punire penalmente il voto di scambio politico-mafioso, ma anche "altre utilità" che presuppongono accordi tra politici e organizzazioni mafiose. Il reato, dunque, sarà allargato anche ad altro tipo di legami e favori, non solo dietro pagamento di denaro.
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TITOLO: Immigrati, seduta sospesa alla Camera: espulso il leghista Prataviera
DATA: 2014-04-16
OCCHIELLO: Bagarre in aula durante l'informativa del ministro Alfano. I parlamentari del Carroccio insorgono ed espongono cartelli sui banchi. Alla fine la Boldrini. ..
TESTO:ROMA - La bagarre provocata in aula alla Camera per le proteste della Lega Nord durante l'informativa del ministro dell'Interno, Angelino Alfano, sull'immigrazione, costringe la presidente Laura Boldrini a sospendere la seduta ed espellere Emanuele Prataviera, deputato del Carroccio. La presidente della Camera ha più volte invitato i leghisti a togliere tutti i cartelli che erano stati esposti mentre Alfano parlava. Più volte la Boldrini ha richamato Gianluca Buonanno. Il più 'irrequieto', però, è stato il collega Prataviera che alla fine è stato fatto allontanare dall'aula. Durante l'informativa, infatti, la Lega ha esposto cartelli con su scritto "Alfano dimettiti" e "Alfano ministro dei clandestini". Alfano, dal canto suo, ha deciso di replicare a muso duro: "L'Italia - ha detto -  è una grande democrazia che ha l'obbligo di garantire l'accoglienza. Noi non faremo morire le persone in mare per 500mila voti in più della Lega. Ci faremo carico della sicurezza dei cittadini e dell'accoglienza. Se voi volete la sicurezza e i morti sappiate che noi vogliamo la sicurezza e i vivi. Sappiate che questa è la differenzea tra una grande democrazia e la repubblica delle banane".
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TITOLO: Dell'Utri trasferito in ospedale a Beirut. "L'ho visto in manette"
DATA: 2014-04-16
OCCHIELLO: L'ex senatore di Forza Italia era trattenuto da sabato in una caserma di polizia. La decisione solo per: "ragioni umanitarie". Rischia di complicarsi la. ..
TESTO:a seguito di un ordine di custodia cautelare in carcere per pericolo di fuga emesso in vista dell'udienza di Cassazione che martedì avrebbe dovuto decidere sulla condanna dell'ex senatore a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Udienza che è stata poi rinviata al 9 maggio su richiesta presentata dai legali di Dell'Utri per motivi di salute. Tre giorni dopo scadrà il fermo provvisorio cui l'ex parlamentare è sottoposto in Libano. Oltre a quella dei tempi, ci sono alcune questioni procedurali che potrebbero rendere più complicato il via libera all'estradizione. Secondo indiscrezioni, a corredo della richiesta, il ministero della Giustizia dovrebbe allegare tutti gli atti tradotti in arabo del processo per concorso esterno in associazione mafiosa conclusosi con la condanna a sette anni. Si tratta di un materiale vastissimo: non solo l'ultima sentenza, che comunque è di circa 500 pagine, e tutti i verbali delle udienze e delle deposizioni dei testi sentiti al processo di secondo grado, ma anche, secondo un'interpretazione del trattato di estradizione Italia-Libano, dei due verdetti precedenti (il primo del tribunale e la prima sentenza d'appello poi annullata dalla Cassazione). Una mole enorme di carte - la vicenda giudiziaria di dell'Utri dura da vent'anni - che verrà trasmessa in via Arenula e poi tradotta.
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TITOLO: Gasparri rinviato a giudizio per peculato
DATA: 2014-04-16
OCCHIELLO: L'accusa riguarda l'appropriazione di 600 mila euro del Pdl con cui il senatore avrebbe sottoscritto una polizza riscattata meno di un anno dopo. La somma. ..
TESTO:ROMA - Maurizio Gasparri è stato rinviato a giudizio dal gup di Roma per peculato. L'accusa riguarda l'appropriazione di 600 mila euro destinati all'allora gruppo Pdl che il senatore di Forza Italia avrebbe utilizzato per una polizza vita a lui intestata. Il processo si terrà il primo ottobre presso la decima sezione penale del Tribunale. Gasparri, che respinge ogni addebito, si è detto "sorpreso e amareggiato": "Il dibattimento pubblico consentirà una conoscenza puntuale della vicenda e si comprenderà che non ho mai sottoscritto una polizza vita e che mi sono limitato a tutelare il gruppo parlamentare in previsione di una serie di contenziosi ai quali stava andando incontro. Mi difenderò ribadendo le cose che ho detto finora perché questa è la verità. Sono sereno". Secondo l'accusa, all'epoca in cui era presidente del gruppo Pdl al Senato, Gasparri si sarebbe appropriato di 600.000 euro utilizzandoli nel marzo 2012 per l'acquisto di una polizza vita a suo nome, indicando come beneficiari in caso di morte i suoi eredi legittimi. Nel febbraio del 2013 l'esponente del centrodestra avrebbe riscattato la polizza, a quel punto del valore di 610.000 euro circa. A seguito di specifiche richieste della Direzione amministrativa del Pdl avrebbe rimesso i 600.000 euro nelle casse del partito con due bonifici di 300mila euro ciascuno, il 20 febbraio 2013 e il 12 marzo 2013. E avrebbe tenuto per sé la differenza. Anche se la somma è stata restituita, per i magistrati il peculato è un "reato istantaneo" che si consuma nel momento in cui avviene l'appropriazione del denaro. Il dibattimento servirà a chiarire, poi, che fine abbiano fatto i 10.697,68 degli interessi maturati con la sottoscrizione della polizza. Dal canto suo, la difesa del senatore del Pdl (oggi assente) ha spiegato al giudice che la vicenda ruota attorno a un investimento suggerito dalla banca e fatto nell'interesse del gruppo parlamentare.
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TITOLO: L'inventore del metodo Stamina candidato alle europee: Davide Vannoni in lista con: 'Io cambio'
DATA: 2014-04-16
OCCHIELLO: E' secondo nelle circoscrizioni nord-ovest, est e centro e capolista al sud e nelle isole. "La mia campagna elettorale serve a far riparlare delle infusioni e. ..
TESTO:La forza politica 'Io cambio - Maie' ha depositato nell'ufficio elettorale della Corte d'appello di Milano la lista dei candidati alle elezioni europee per la circoscrizione Nord-ovest, di cui fa parte Davide Vannoni, il creatore del metodo Stamina. Vannoni - che aveva già annunciato l'intenzione di candidarsi - è secondo in lista nelle circoscrizioni Nord-ovest, Est e Centro ed è capolista al Sud e nelle isole. L'obiettivo è "rompere l'orrido silenzio che è calato su Stamina in questi mesi - ha spiegato - Il silenzio uccide, soprattutto i malati. La mia campagna elettorale servirà a far riparlare delle infusioni e dei diritti dei malati". Presentato come 'movimento di partecipazione popolare', 'Io cambio' è guidato, nel ruolo di presidente, dall'ex esponente leghista Angelo Alessandri e D'Antuoni. Tesoriere del movimento è il monzese Adolfo Brusa. Per il presidente di Stamina Foundation, la scelta di candidarsi è nata dalla volontà di "avviare una battaglia politica contro i diritti negati in Italia. Non mi interessa essere eletto, ma parlare di libertà di cura e di diritto alle terapie compassionevoli", ha aggiunto rimarcando di avere scelto "un piccolo partito che fin dall'inizio è stato a fianco a noi, nelle piazze e in tutte le battaglie. Ho preferito condividere un percorso senza fare compromessi". La campagna elettorale si svolgerà soprattutto sul web: "Non saremo molto presenti sul territorio, ma Internet ci ha aiutato molto in questi anni". E ha concluso: "Mi aspetto che la gente, che già si è dimostrata vicina in questi anni, sia sensibile a questa battaglia per il diritto alla libertà di cura. La salute è la questione più importante, sta a cuore a tutti. Nelle priorità delle persone conta più dello spread o del sistema elettorale".
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TITOLO: Il premier rassicura sugli 80 euro Lettera all'Ue: giallo
DATA: 2014-04-16
OCCHIELLO: Renzi twitta e si rivolge agli #Amicigufi per consigliare loro di aspettare fino a venerdì per sapere se ci sono le coperture per gli 80 euro di aumento. ..
TESTO:Renzi twitta e si rivolge agli #Amicigufi per consigliare loro di aspettare fino a venerdì per sapere se ci sono le coperture per gli 80 euro di aumento promessi ai meno abbienti. Una sfida che presuppone la sicurezza che i soldi ci sono, venerdì il consiglio dei ministri lo metterà nero su bianco. Ma non verranno dal canone Rai che il governo non vuole toccare e meno che mai mettere nella bolletta della luce, come per tutto il giorno era corsa voce. Però fa discutere la richiesta all'Unione europea di rinviare di un anno il pareggio di bilancio. Sarebbe questo l'aiuto che il governo chiede all'Europa per uscire dalla crisi o perlomeno per riavviare l'economia? La Ue non ha ancora ricevuto la lettera con la richiesta ma le opposizioni attaccano duramente. E proprio su questa lettera è scoppiato un durissimo scontro in conferenza dei capigruppo tra la presidente Boldrini e il capogruppo di Forza Italia Brunetta che voleva sapere perché il Parlamento non ha ancora ricevuto la lettera. Brunetta da un po' di tempo, sia con il Mattinale che con le dichiarazioni, è il megafono della opposizione di Forza Italia al governo. E' come se Berlusconi usasse contemporaneamente due registri: uno che dice di voler rispettare il patto delle riforme e un altro che attacca duramente Renzi. Ma Berlusconi non ha più la forza per ricattare il governo. Tutti i sondaggi compresi i suoi lo inchiodano al terzo posto dietro e ben lontano da Grillo. Forse con la campagna elettorale riuscirà a rosicchiare qualche punto percentuale, ma ormai non ha più la "forza propulsiva" che gli consentì la clamorosa rimonta delle politiche. Non detta più l'agenda ed è Renzi che distribuisce le carte al tavolo da gioco. Forza Italia è in difficoltà e le liste non presentano nomi di grande "appeal". Per di più Berlusconi dovrà fare una campagna con il freno a mano tirato per non incorrere nelle ire dei magistrati che al primo attacco potrebbero revocargli i servizi sociali. Domani ci sarà il primo banco di prova con la conferenza stampa per la presentazione dei candidati. Per l'ex Cavaliere cade anche l'ultima remota speranza di potersi candidare: Strasburgo ha respinto il ricorso e gli ha detto che non è possibile. Dell'Utri è ricoverato in stato di detenzione a Beirut.
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TITOLO: Lipu, "Aiutiamo le rondini, specie in declino". Un portale per segnalarle e curarle
DATA: 2014-04-15
OCCHIELLO: Iniziativa di: "citizen science", con un occhio al cielo e uno a internet, per aiutare gli uccelli in un habitat complesso
TESTO:A INIZIO primavera arrivano dall'Africa e popolano i nostri cieli. Eppure non tutti sanno che rondini e balestrucci, tra le specie più conosciute e amate dalla gente, sono in declino. La rondine soffre in campagna, dove l'agricoltura si intensifica, mentre il balestruccio, che al contrario vive preferibilmente in città, non trova più le cavità utili per nidificare. Per aumentare le conoscenze sulle due specie, la Lipu lancia una nuova iniziativa di "citizen science", ossia la scienza fatta e scritta dai cittadini: con un occhio al cielo e uno a internet, e cliccando nel sito www. Ornitho. It, è possibile segnalare la presenza di rondini e balestrucci, anche di nidi e colonie, nel giardino di casa, in un prato o un edificio in campagna o in un palazzo del centro storico. Ovunque insomma si riesca a identificarne la presenza. A tal fine il sito web Lipu pubblica foto e disegni delle due specie e dei nidi per aiutare l'identificazione. Secondo lo studio sullo stato di conservazione degli uccelli selvatici curato di recente dalla lipu per il ministero dell'ambiente, la rondine si trova in uno stato di conservazione definito "cattivo" e il balestruccio "inadeguato". Quest'ultimo si è addirittura ridotto tra il 2000 e il 2012 di una percentuale compresa tra il 15 e il 25%. "Tutti i cittadini che hanno a cuore la sorte di rondini e balestrucci possono segnalarne la presenza su ornitho. It - spiega Claudio Celada, direttore conservazione Lipu-birdlife italia - si tratta di specie facili da riconoscere, anche grazie alle immagini che abbiamo predisposto nel sito Lipu". "Con questa iniziativa di citizen science possiamo coinvolgere anche persone non esperte e nello stesso tempo fornire un contributo alla scienza. A dimostrazione di come tutti, e non solo gli specialisti, possono dare un contributo per la tutela della natura e di queste due specie così importanti e utili all'uomo e all'ambiente. L'iniziativa contribuirà al progetto atlante italiano degli uccelli nidificanti in italia che ha come obiettivo ottenere una dettagliata distribuzione delle specie nidificanti nel nostro paese. L'atlante fa parte di un progetto pan europeo che si concluderà nel 2016. Partecipare al progetto è semplice: basta iscriversi nell'apposito spazio sul sito. Compilando poi una semplice scheda è possibile inserire fin da subito le proprie osservazioni, in particolare delle due specie.
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TITOLO: Il Minambiente firma VIVA, l’etichetta del vino sostenibile
DATA: 2014-04-15
OCCHIELLO: Presentate al Vinitaly 2014 le prime bottiglie che ”indossano” la nuova etichetta del Minambiente, il progetto che traccia la performance ambientale della. ..
TESTO:E? PROBABILE che tu sappia scegliere il vino migliore per un pranzo, un regalo o per un? occasione particolare, ma sai davvero riconoscere quale bottiglia è stata prodotta attraverso una filiera rispettosa dell? ambiente e attenta alle pratiche di sostenibilità? Se la risposta è no, in aiuto arriva una nuova etichetta, frutto del progetto VIVA Sustainable Wine, avviato nel 2011 dal Ministero dell? Ambiente. L?iniziativa è stata implementata con l? obiettivo di facilitare l? identificazione da parte del consumatore del vino ecosostenibile made in Italy ed ha coinvolto nove aziende del settore? scelte sulla base di criteri geografici e di prodotto? e tre enti di ricerca italiani. All? interno del progetto i nove produttori vitivinicoli hanno dapprima misurato l? impatto ambientale della loro produzione attraverso quattro indicatori specifici - Aria, Acqua, Territorio e Vigneto - e quindi intrapreso un percorso di miglioramento della rispettiva sostenibilità con l? aiuto dello stesso Ministero. VIVA Sustainable Wine, spiega Corrado Clini, direttore generale del Minambiente,   "E' finalizzato a creare un modello produttivo che rispetti l? ambiente attraverso uno dei primi programmi concreti di sviluppo sostenibile, con l? obiettivo di conservare e tutelare la qualità e la produzione di vini italiani, e insieme preservare il territorio ed offrire opportunità di valorizzazione e di competitività dei prodotti italiani d? eccellenza sul mercato internazionale". I risultati di questo impegno volontario sono stati certificati da un ente terzo e quindi stampati sulla nuova etichetta grazie un QRcode che rimanda ad una pagina web dedicata. A raccontare l? importanza di VIVA è Lamberto Vallarino Gancia, presidente di Federvini secondo cui la nuova etichetta "darebbe l? opportunità al consumatore di essere direttamente coinvolto nel progetto", aprendo l? opportunità a tutte le imprese del mondo del vino di essersene partecipi per migliorare i processi produttivi dal campo al bicchiere per sensibilizzare il consumatore a rispettare l? ambiente? . VIVA offre dunque al cliente uno strumento di trasparenza sulla performance ambientale dell? azienda produttrice del vino, e rende conto sia dei risultati attuali che del percorso compiuto dall? azienda nel tempo. dal canto loro i produttori, per la prima volta, potranno avvalersi di indicatori standardizzati, validati e riconosciuti su cui lavorare per migliorare la loro performance e dimostrare di essere sempre di più rispettose dell? ambiente. Il progetto è già disponibile anche come applicazione per tutti i sistemi mobile. I primi risultati sono stati presentati al Vinitaly 2014, occasione in cui si è anche tenuta la cerimonia di consegna alle aziende dei certificati di validazione dell? analisi. (* della redazione di RINNOVABILI. IT)
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TITOLO: Il direttore Giovannini: "A chi piangeva ho promesso che uno scambio di embrioni non capiterà più"
DATA: 2014-04-15
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TESTO:ROMA  - "Ho passato la giornata a incontrare le coppie che sono in cura nel nostro centro per rasserenarle. Decine di telefonate, decine di messaggi. Ognuna ha reagito in modo diverso". Massimo Giovannini, direttore del Dipartimento Materno-infantile dell'Asl Roma B, di cui fa parte il centro di Pma del Pertini, vuole rassicurare le sue pazienti. E vuole andare fino in fondo per scoprire se in passato ci siano stati altri casi analoghi. Ha paura che la vicenda dello scambio di embrioni possa essersi ripetuta altre volte? "Lo escluderei. Qualora fosse confermata l'ipotesi di uno scambio di embrioni sarebbe da intendersi come un evento rarissimo o addirittura unico ". Il centro è stato chiuso? "Al momento non accettiamo nuove pazienti, ma il centro è aperto: molte donne hanno già cominciato la stimolazione ormonale per la fecondazione assistita, un iter che non può essere interrotto. Non c'è alcun motivo per cui nei prossimi giorni non si possa ricominciare a lavorare a pieno regime ". Come si sentono le donne che ha incontrato? "La maggior parte era serena. Qualcuna voleva avere informazioni più precise sulle procedure di sicurezza. Qualcuna è scoppiata a piangere. Qualcuna ha detto che anche se scoprisse di essere vittima di un errore sarebbe comunque felice di aver dato alla luce un figlio, dopo tanta attesa". Nessuna le ha detto di avere paura? "Una paziente già incinta mi ha detto: "Dottore mi ridia la serenità". Per questo voglio che tutte le coppie che si sono affidate a noi nell'ultimo anno possano togliersi ogni dubbio con un esame del Dna non invasivo e indolore". Quante sono queste coppie? "Negli ultimi mesi circa trecento ". Le chiamerete tutte? "Le contatteremo tutte, ma l'esame sarà volontario. Non si tratta di uno screening sugli eventuali errori commessi, ma di un'operazione di trasparenza. Così rivedremo anche le attuali procedure per eliminare ogni possibile fattore di rischio".  
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TITOLO: "Paura e dolore mentre ero a terra pestata dalla Polizia"
DATA: 2014-04-15
OCCHIELLO: La polemica contro le forze dell'ordine, dopo che un agente è stato immortalato durante gli scontri di sabato a Roma mentre calpestava una manifestante a. ..<br clear='all'/>
TESTO:PISA - HO IL braccio ancora gonfio, vedi? E anche qui, dietro la spalla, un'altra manganellata". La ragazza della foto è seduta sul gradino di un marciapiede davanti al Teatro Rossi Aperto di Pisa, centro storico, zona universitaria. Mattina di ieri. Scarpe Doc Martens, fili di stoffa ai polsi, occhi verdi. HA PARCHEGGIATO la sua bicicletta vicino a un muro, tra una lezione e l'altra: "Studio Scienze per la Pace, è una laurea triennale". Deborah Angrisani è la ragazza dell'immagine diventata simbolo degli scontri di sabato a Roma. È la giovane finita a terra che l'amico (Andrea Coltelli, 20 anni, viareggino) cerca di proteggere e che invece un poliziotto calpesta come hanno mostrato le foto di Repubblica. it prima e il video di Servizio Pubblico poi. Deborah ha 22 anni, è di Trento, mamma infermiera, papà finanziere, un fratello. Vive a Pisa per studiare: "Mi piacerebbe lavorare negli aiuti umanitari". Cominciamo dalla foto scattata fra piazza Barberini e via del Tritone. .. "Quella maledetta immagine. .." Perché maledetta? "Perché ha concentrato l'attenzione su un'idea quasi romantica della manifestazione facendo passare in secondo piano perché eravamo lì: per il diritto alla casa, al reddito, alla dignità". Andrea che ti fa da scudo per proteggerti dalla polizia, non cancella il clima intorno. Si vede chiaramente il piede del poliziotto che ti calpesta. "Il gesto di Andrea è stato un gesto spontaneo, di solidarietà come ne ho visti tanti altri in piazza. Un attimo prima ero corsa da lui perché l'avevo visto sanguinante. Gli ho urlato: "Andre, scappa, scappa", e ho cercato di mettergli la mia sciarpa sulla ferita. È stato disumano quello che ha fatto la polizia, ero terrorizzata dalla violenza che era sotto i miei occhi. Volevamo allontanarci, ma la piazza era chiusa da ogni parte dalle forze dell'ordine. Ci hanno manganellato da dietro, mentre scappavamo, io sono inciampata o mi hanno spinto. .. nemmeno ricordo". Nelle immagini tu sei per terra e un poliziotto ti sale sopra. "Lì per lì pensavo fosse stato un calcio, il giorno dopo a casa ho visto le foto di Repubblica. ite ho capito meglio cosa mi aveva fatto ". Cosa provi per lui? "Niente, proprio niente". Il capo della polizia Alessandro Pansa, lo ha definito "un cretino". Lui si è presentato ieri in questura. "Lo ringrazio per essersi presentato, spero che lo facciano altri che hanno picchiato. C'era un uso diffuso della violenza da parte delle forze dell'ordine, altri ragazzi sono stati picchiati. Il poliziotto che mi ha calpestato e non lo posso perdonare, ma voglio dire che non può essere il solo a pagare. È sotto gli occhi di tutti quello che è successo, c'erano giornalisti fotografi, telecamere. Ricordo che mentre ero a terra qualcuno che riprendeva mi gridava: "Girati che non ti si vede. ..". Ecco, siamo arrivati a questo? ". In piazza c'era anche chi ha tirato bottiglie e torce, chi aveva bastoni e caschi, a volto coperto. "Li ho visti quelli con i caschi, ma non so chi fossero perché si siano messi davanti al corteo e abbiano rovinato il clima. Io sono andata alla manifestazione a volto scoperto, con il mio zainetto con dentro una merenda e un panino. E sono tornata cambiata da Roma". In che senso? "Che non posso dimenticare quello che ho visto, sento ancora la paura. Ripeto, eravamo disarmati e a volto scoperto: ci hanno inseguito e picchiato. Ho visto proprio partire la seconda carica, i manganelli alzati. Quando ero a terra gridavo: "Basta, basta", ho provato anche a fare un segno di pace con le dita ". Poi cosa è successo? "Andrea ha preso altre manganellate, il sangue gli colava dalla testa. Un poliziotto ci ha fatto alzare. Appena in piedi l'ho guardato e gli ho detto: "Ma cosa fate? ". Un altro accanto a lui, quello che in una foto si vede con i baffi e con una mano in avanti, ci ha urlato: "Siete della gente di merda". Mi hanno colpito tanto anche i commenti spietati che ho letto sui social network contro noi manifestanti, ci hanno dato dei sovversivi. .. Io sono pacifista, contro la violenza". Avevi partecipato ad altri cortei in passato? "Una volta contro il nucleare, un'altra contro un inceneritore che volevano costruire a Trento, ma erano cose piccole. Questa è stata la mia prima grande manifestazione". Siete andati al pronto soccorso a farvi medicare? "Due signori hanno visto Andrea che sanguinava e ci hanno detto: "Prendete un taxi, ve lo paghiamo noi". Invece due tassisti hanno rifiutato di farci salire, non volevano rogne, uno ha detto: "E se questo sviene? ". Così abbiamo preso la metro per andare al pronto soccorso. ..". Squilla il cellulare, è Andrea. "Ci siamo conosciuti all'università anche lui faceva Scienze per la Pace, ma poi ha smesso. A Roma siamo andati in una quindicina prendendo un pullman in affitto con un po' di movimenti della zona". Andrea arriva sul lungarno pisano a bordo di una Panda scassata. Ha un cerotto sulla fronte. "Mi hanno dato dei punti, mi sta curando mamma che fa l'infermiera. Ci hanno caricato mentre scappavamo, in terra feriti eravamo in tanti". Vive a Viareggio dove concentra la sua attività nelle "Brigate sociali antisfratto", gruppo che riunisce alcune sigle dell'area antagonista. In via Matteotti c'è una casa occupata: "Era vuota, del Comune, il movimento ci ha messo cinque famiglie che avevano avuto gli sfratti esecutivi, lo vedi quanti bambini giocano in cortile? Ci sono troppe ingiustizie, gli ultimi non si possono abbandonare e noi li aiutiamo così. ..".
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TITOLO: Elena Ferrara: "Ho visto morire una mia alunna, farò la legge per fermare quei siti"
DATA: 2014-04-15
OCCHIELLO: A Torino un'adolescente si è gettata dal sesto piano per gli insulti ricevuti in rete. La senatrice del Pd, da quando una sua allieva si è tolta la vita, ... <br clear='all'/>
TESTO:TORINO - "Lo faccio perché non succeda ad altri". Lo aveva scritto Carolina Picchio, la ragazzina vittima della rete che era stata mia alunna alle medie. Ed eccoci di nuovo. Di fronte a questa tragedia, la terza con le stesse caratteristiche, non faccio che pensare a quelle sue parole. Aveva ragione lei". Elena Ferrara è senatrice del Partito democratico e di Carolina era stata insegnante alle scuole medie ad Oleggio, provincia di Novara. Da allora conduce una battaglia in parlamento contro il cyberbullismo e ha presentato un disegno di legge che sarà discusso in commissione affari istituzionali in questi giorni. Senatrice Ferrara, con il padre di Carolina avete cominciato un percorso. Da dove partire per affrontare un argomento tanto complesso? "Ci vorrebbe una unità di crisi permanente, ed è un pensiero che mi accompagna da quella notte, quando tutta Novara è rimasta sconvolta dalla vicenda di Carolina, la prima vittima del cyberbullismo. Quest'anno c'è stato il caso della ragazzina di 14 anni in Veneto, Nadia. Da quel grido di solitudine lasciato da Carolina è cominciato questo percorso di ricerca e monitoraggio nel mio ruolo di referente per il cyberbullismo all'interno della commissione diritti umani del Senato". Quali sono i principi a cui si ispira il suo disegno di legge? "Gli strumenti giuridici a tutela dei minori e dei loro dati sensibili sono fondamentali, e il testo prevede un primo ammonimento ai gestori perché rimuovano un post ritenuto lesivo. Nel caso in cui ciò non avvenga sarà il Garante ad intervenire obbligandoli a farlo. Gli strumenti giuridici esistono già, ma per affrontare il fenomeno alla radice pensiamo che si debba partire dalle scuole. Ogni istituto dovrebbe avere un referente formato a disposizione di studenti, genitori e insegnanti. I ragazzi devono sapere a cosa vanno incontro quando pubblicano una foto o raccontano aspetti della loro privata su un social network. Un gesto irreversibile, in pochi minuti il giro del mondo. A Novara abbiamo lavorato molto e i ragazzini cominciano a parlare, a denunciare. Il testo prevede un aiuto a chi si rende protagonista di gesti di cyberbullismo. A volte si tratta di ragazzini che un minuto dopo si pentono o che non si rendono conto dei danni fatti. Per loro c'è un ammonimento prima che si arrivi al processo penale". Chi partecipa a quest'unità di crisi permanente? "Deve essere un tavolo interministeriale. L'intento non è sanzionatorio, ma formativo, educativo e preventivo. Sono coinvolti il ministero dell'istruzione, interno, lavoro, giustizia, politiche sociali, sviluppo economico. Serve la presenza della polizia postale, già molto attiva. Al testo hanno collaborato associazioni come Telefono Azzurro. Ma perché sia efficace non si può prescindere dalla partecipazione dei provider, dei produttori e dei gestori della rete, che facciano filtro ". Come possono essere coinvolti i produttori? "Sappiamo che i ragazzini insistono allo sfinimento per avere un cellulare. Si dovrebbe pensare a uno smartphone che sia child-friendly, configurato per non consentire l'accesso a siti per adulti. Con un marchio di qualità per i produttori che aderiscono". Si può parlare di emergenza in Italia? "Dalla ricerca realizzata da Ipsos per Save the children leggiamo che i due-terzi dei minori italiani riconoscono nel cyberbullismo la principale minaccia sui banchi di scuola, nella propria cameretta, sul campo di calcio. Negli Stati Uniti, in Inghilterra e nel resto d'Europa il fenomeno è un'emergenza già da dieci anni. Noi siamo in ritardo nell'utilizzo della rete ma il nostro svantaggio si può tradurre in un vantaggio: possiamo giocare d'anticipo".
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TITOLO: Ugl, 500 mila euro sui conti del segretario e sua moglie. Centrella: pronto a lasciare
DATA: 2014-04-15
OCCHIELLO: Le Fiamme Gialle hanno perquisito gli uffici del segretario generale e della coordinatrice Laura De Rosa. L'accusa formulata dalla Procura di Roma è. ..<br clear='all'/>
TESTO:L'inchiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi e del pm Stefano Pesci sulla gestione illecita di fondi privati (l'Ugl, come gli altri sindacati, è un'associazione non riconosciuta che non ha obblighi di bilancio ma 'deve' comunque utilizzare al meglio i soldi degli iscritti) nasce da una segnalazione di operazione sospetta da parte di un istituto di credito all'Uif di Bankitalia. All'attenzione degli inquirenti ci sono spese anomale che sembrano non trovare valida giustificazione. Le operazioni sospette partono dal 2012 anche se la condotta illecita attribuita agli indagati inizia dal 2010, l'anno in cui Centrella venne nominato segretario generale Ugl, dopo le dimissioni di Renata Polverini, candidata (vincente) alla presidenza della Regione Lazio. Gli acquisti nel mirino degli investigatori riguardano orologi di marca, abiti firmati, borse, gioielli ma anche la spesa al supermercato.
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TITOLO: Ugl, 500 mila euro sui conti del segretario e sua moglie. Centrella: operazioni tracciate, ma pronto a lasciare
DATA: 2014-04-15
OCCHIELLO: Le Fiamme Gialle hanno perquisito gli uffici e l'abitazione del segretario generale. L'accusa formulata dalla Procura di Roma è associazione a delinquere. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - Quasi mezzo milione di euro sottratti alle casse dell'Ugl e finiti su conti correnti intestati al segretario generale del sindacato Giovanni Centrella e della moglie Patrizia Lepore. Entrambi sono indagati dalla procura di Roma per associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita aggravata. La Guardia di finanza ha perquisito questa mattina la sede nazionale dell'Ugl in via Margutta nella capitale, l'abitazione di Centrella. Smentita dal sindacalista la pequisizione in casa della sua coordinatrice, Laura De Rosa. L'inchiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi e del pm Stefano Pesci sulla gestione illecita di fondi privati (l'Ugl, come gli altri sindacati, è un'associazione non riconosciuta che non ha obblighi di bilancio ma 'deve' comunque utilizzare al meglio i soldi degli iscritti) nasce da una segnalazione di operazione sospetta da parte di un istituto di credito all'Uif di Bankitalia. All'attenzione degli inquirenti, spese anomale che sembrano non trovare valida giustificazione. Le operazioni sospette partono dal 2012 anche se la condotta illecita attribuita agli indagati inizia dal 2010, l'anno in cui Centrella viene nominato segretario generale Ugl, dopo le dimissioni di Renata Polverini, candidata (vincente) alla presidenza della Regione Lazio. Nel pomeriggio Centrella si è presentato dal pm Stefano Pesci, nella speranza di poter chiarire in tempi rapidi la sua posizione. "Io sono onesto - ha detto il leader del sindacato - e ho fatto in modo che tutto si svolgesse all'insegna della trasparenza. Ho convocato per stasera la segreteria dei confederali, allargata ai vari Dipartimenti, dai quali ho avuto tanta solidarietà per quanto accaduto oggi. Ebbene, se mi si chiedesse di fare un passo indietro, non avrei problemi a farlo". E ha aggiunto che le spese contestate dalla Procura "fanno riferimento a 37 carte prepagate che io da segretario generale dell'Ugl ho provveduto a girare ad altrettanti segretari confederali per le loro spese di rappresentanza". "E' una innovazione che ho introdotto dal 2010, intestando a me stesso queste carte e l'ho fatto per ragioni di trasparenza e comodità", ha detto, ribadendo quanto già scritto su Twitter:
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TITOLO: Scambio di embrioni: "Quei figli sono miei ho deciso di tenerli"
DATA: 2014-04-14
OCCHIELLO: Incinta di due gemelli scopre che i genitori sono altri. Bufera sul Pertini di Roma, il ministro invia gli ispettori<br clear='all'/>
TESTO:ROMA. Anna diventerà madre, Lia invece il suo bambino l? ha perso. I nomi, naturalmente, non sono veri. Ma lo strazio, invece, di questa partitura a quattro, Anna che porta l? embrione di Lia e Lia che porta l? embrione di Anna, e dei loro mariti disperati testimoni, è purtroppo tutta vera. Ed è incredibile. Il brutto sogno di ogni genitore, avvenuto in uno dei più grandi ospedali romani, in quei reparti di figli venuti dal freddo che dovrebbero essere i luoghi più sicuri del mondo. Anna racconta, attraverso il suo avvocato, Michele Ambrosini: «Questi bambini vivono dentro di me, li ho sentiti battere sul mio cuore, crescono e sono sani. Come posso decidere del destino di due creature così attese? Sì, ho avuto un momento di umano rigetto quando ho saputo che non erano miei, anzi nostri, che gli embrioni che avevo in grembo erano di un? altra donna, ma poi abbiamo deciso che la gravidanza doveva continuare, i nostri valori sono questi. ..». Di Lia sappiamo invece che non ce l? ha fatta, ha avuto un aborto spontaneo: un prova sofferta e dura quando per anni si è sperato in una gravidanza, e poi si scopre di essere vittime di un terribile errore medico. Perché se a Lia fossero stati impiantati i suoi embrioni e non quelli di Anna, oggi forse sarebbe lei in attesa di due gemelli. E dunque futura madre. Inizia il quattro dicembre del 2013 all? ospedale Sandro Pertini di Roma questa storia di scambio di embrioni tra due coppie romane, Anna e Luca, e Lia e Mario, nel reparto di Procreazione medicalmente assistita, oggi diretto dal dottor Massimo Giovannini. Un giorno che per gli aspiranti genitori della fecondazione assistita è sempre in bilico tra le lacrime e la gioia: perché in quella data avviene l? impianto, e se l? embrione attecchirà sarà festa, se invece andrà male si dovrà ricominciare daccapo. Ma quel quattro dicembre, venti giorni prima di Natale, sembra una data fortunata: Anna e Lia, che naturalmente non si conoscono, restano incinte entrambe, dopo tanti tentativi andati a vuoto. Immaginiamo le settimane di attesa, e poi la gioia di fronte al test di gravidanza positivo. Fa freddo, è inverno, ma per Anna e Luca e Lia e Mario, tutti già alla soglia dei quarant? anni, è grande il calore della speranza. Anna e Lia non sanno, invece, che il quattro dicembre le loro vite si sono assurdamente incrociate per sempre. Perché forse a causa di cognomi troppo simili, o di incuranza medica, si verifica uno scambio di provette, in Anna viene impiantato l? embrione di Lia e Mario, e in Lia l? embrione di Anna e Luca. Racconta Michele Ambrosini, noto legale di Urbino, e oggi difensore di Anna e Luca. «Quando sono arrivati nel mio studio erano sconvolti. Portavano tra le mani i risultati della villocentesi, in cui c? era scritto che quei due gemelli che stavano aspettando, e che aspettano tutt? ora, non avevano nulla del loro patrimonio genetico. .. Mi hanno chiesto di tutelarli, lei è provata, soffre, ha perso molti chili in poche settimane, però mi ha ripetuto più volte: ?Avvocato, cosa posso fare adesso? Questi bambini li ho sentiti dentro di me? . Ha deciso di portare avanti la gravidanza, adesso lei e il marito cercano soltanto pace e silenzio, ma siamo di fronte ad un dramma». Chi è oggi Anna, si chiede infatti l? avvocato Ambrosini, «una futura madre o un utero in affitto, coartatamente in affitto, e che cosa succederà dopo, quando Anna avrà messo al mondo i due gemelli che ha in grembo? ». Cosciente che nulla sarà come prima, la coppia decide insieme all? avvocato Ambrosini di inviare una lettera al direttore generale dell? ospedale Pertini, Vitaliano Da Salazar, allegando le prove. Sì, le prove. Cioè la scoperta casuale, e dunque ancora più grottesca, di Anna e Luca di non essere genitori biologici dei figli che aspettano. Accade infatti che al terzo mese, come si fa spesso nelle gravidanze complicate, per non rischiare un aborto con l? amniocentesi, Anna si sottopone alla villocentesi, test che permette di evidenziare se ci sono anomalie genetiche del feto. L?esame non avviene all? ospedale Sandro Pertini, bensì in un altro centro romano, il Sant? Anna. Il referto è chiaro: i due gemelli sono sani, crescono, ma il loro Dna è diverso da quelli dei genitori, cioè Anna e Luca. Infatti. Perché l? embrione impiantato nell? utero di Anna è quello di Lia e Mario. .. È metà marzo. La lettera dell? avvocato Ambrosini scatena il finimondo. Il reparto di Procreazione assistita viene prudenzialmente chiuso, tutti gli interventi sospesi. «Prima di iniziare un? azione legale sono andato a parlare con il direttore generale, mostrandogli tutte le prove raccolte. I miei assistiti non si sono fermati agli esami del Sant? Anna, ma hanno fatto ulteriori test seguiti da un genetista. E a mio parere non ci sono dubbi su quanto è accaduto il quattro dicembre al Pertini». Anche se c? è chi avanza, come il genetista Giuseppe Novelli, membro della commissione d? inchiesta, uno scambio non di provette, ma di referti, avvenuto durante la villocentesi. Insomma ad Anna sarebbe stato semplicemente consegnato un referto sbagliato e i due gemelli sarebbero biologicamente suoi. Sarebbe bello. Ma fino al parto è impossibile che Anna si sottoponga ad altri test, che potrebbero essere rischiosi per i bambini. E poi c? è Lia. Di certo saprà cosa sta accadendo, cosa è accaduto quel brutto e freddo quattro dicembre. Potrebbero Lia e Mario un giorno chiedere la restituzione di quei due gemelli che hanno il loro patrimonio genetico, ma che sono nati dal grembo di Anna? No, dice la legge. Di certo dietro questo terribile errore, ci sono due madri e due padri che hanno perduto il sorriso.
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TITOLO: "Crolla" il reddito di Berlusconi: nel 2012 "solo" 4,5 milioni
DATA: 2014-04-14
OCCHIELLO: Nel 2011 il leader di Forza Italia aveva dichiarato 35 milioni di euro: pesano le difficoltà delle sue controllate. Fininvest ha staccato un cedola. ..
TESTO:MILANO - "Crolla" il reddito di Silvio Berlusconi: l'imponibile del leader di Forza Italia è passato dai 35,4 milioni del 2011 a 4,5 milioni di euro. L'ex cavaliere ha pagato la crisi delle sue controllate a cominciare da Mediaset. A rimpolpare i conti delle finanziarie personali di Arcore è stato, quindi, l'assegno da 96 milioni staccato dal Biscione ai suoi soci. Un "tesoretto" messo assieme attingendo dai profitti accumulati nei periodi di vacche grasse, visto che il 2012 - chiuso in rosso per 285 milioni - è stato un annus horribilis per la holding. Il regalo imprevisto ha fatto balzare l'attivo delle sette holding di famiglia consentendo all'ex presidente del Consiglio di prelevare 3,5 milioni di dividendi dalla Holding Seconda. Tutto sommato, poca roba rispetto ai fasti del passato. Tra gli altri parlamentari, spicca la differenza tra il presidente del Senato Pietro Grasso che batte la collega di Montecitorio Laura Boldrini: l'ex giudice ha denunciato al fisco per il 2012, 176.499 euro, l'ex funzionario Onu 100.618 euro. Il ministro della Pa Marianna Madia denuncia al fisco 98.471 euro, ma possiede anche un appartamento, un box oltre a due porzioni di fabbricati, in nuda proprietà; il ministro guida una fiat panda del 2009. Nel Nuovo centrodestra, il ministro dell'Interno e leader della formazione politica, Angelino Alfano, ha dichiarato redditi imponibili per 105.186 euro; il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha invece dichiarato 282.499 euro, mentre il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, anche lei di Nuovo centrodestra, ha dichiarato 98.471 euro. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta ha denunciato 178.756 euro di reddito imponibile per l'anno fiscale 2013. Brunetta possiede un terreno e 5 case: una a Venezia, una a Roma, una a Ravello, una a Riomaggiore e una a Monte Castello, in provincia di Perugia. Il capogruppo forzista possiede anche tre macchine: una Jeep Wrangler, una Fiat 110 f del 1968 e una Lada Niva, auto russa prodotta negli stabilimenti di Togliattigrad. Tra gli altri redditi 2012 figurano anche quelli di alcuni ministri del governo Renzi. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha dichiarato 110.603 euro nella casella redditi imponibili; alla stessa voce, i redditi 2012 del ministro dell'Agricoltura, Maurizio Martina, e di quello dell'Istruzione, Stefania Giannini, risultano rispettivamente di 102.383 e 117.472 euro. Negli stessi registri, in quanto ministro del governo Letta, risulta anche il reddito 2012 dell'attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, pari a 97.492 euro. Presente, infine, anche il reddito imponibile 2012 del ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti, pari a 81.871 euro. Quanto ai capigruppo, è Lorenzo Dellai il più ricco della Camera, mentre Giuseppe Brescia è il più povero: il presidente dei deputati dei popolari per l'Italia ha un reddito imponibile di 193.299 euro, lo segue Andrea Romano, capogruppo di scelta civica, con 186.095, quindi Renato Brunetta, Giancarlo Giorgetti della Lega con 133.907 euro, Pino Pisicchio, presidente del gruppo misto, con 129.758, Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia con 106.944 euro, Nunzia De Girolamo di Ncd con 98.471 euro, Roberto Speranza con 35.895 euro, Gennaro Migliore di Sel con 20.124 Euro. Il più povero di tutti, nullatenente, è Giuseppe Brescia capogruppo grillino che nel 2013 non ha presentato la denuncia dei redditi.  
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TITOLO: Delrio: “Nomine, noi puntiamo alla parità uomini-donne. Bonus, così lo finanziamo”
DATA: 2014-04-14
OCCHIELLO: Intervista al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, a tutto campo: dalle designazioni ai vertici delle grandi aziende pubbliche, al finanziamento per. ..
TESTO:ROMA -Con le nomine delle grandi aziende pubbliche il governo si propone "una rivoluzione culturale" attraverso la promozione di manager uomini e donne in egual misura. "Una sostanziale parità di genere - annuncia il sottosegretario a Palazzo Chigi Graziano Delrio - per colmare un ritardo dell'Italia che è di almeno 30 anni". Oggi Matteo Renzi sceglierà i vertici di Eni, Enel, Finmeccanica e Poste. Ma questa è anche la settimana del decreto sul taglio dell'Irpef, gli 80 euro in busta paga da maggio, con le relative coperture. "Taglieremo gli incentivi ai settori improduttivi dice Delrio - e faremo anche un intervento sulla sanità. Le Regioni più efficienti non hanno nulla da temere dalla spending review. Le altri sì. Con loro useremo il bisturi perché l'inefficienza di qualcuno non può essere pagata da tutti gli italiani". Alla minoranza che prepara la battaglia contro l'Italicum, il sottosegretario risponde: "E' giusto discutere, ma non ripetiamo gli stessi errori che abbiamo commesso ai tempi di Prodi e dell'Ulivo. Non è vero che il Pd può fare da solo. In questo modo il centrodestra ci consegnò il Porcellum, una norma incostituzionale che abbiamo usato per otto anni. Il dialogo con l'opposizione è indispensabile". Oggi è il giorno delle nomine. Siete pronti o ci sarà un rinvio? "Siamo pronti per Enel, Eni e Finmeccanica i cui vertici scadono adesso. Renzi vuole fare anche le Poste, per dare il segnale di un governo che affronta subito i nodi". Fra i criteri per il cambio dei manager c'è anche quello del rinnovamento totale? "Queste aziende producono utili, lavoro e alcune fanno politiche energetiche. Sono fra le più importanti del Paese. Le scelte devono essere improntate a una vera e seria competenza". E il ricambio? E le donne che finalmente scalano i vertici? "Il desiderio è quello di proporre volti nuovi, ma ciò che cerchiamo di fare non è la rottamazione generazionale. È piuttosto una rivoluzione culturale. Per questo, sì, è vero che puntiamo a promuovere le donne, fino ad arrivare a una sostanziale parità di genere nelle nomine. Lo facciamo per colmare un ritardo italiano che è di almeno 30 anni rispetto ad altri Paesi. Così com'è successo con la scelta di 8 donne ministro. Una sostanziale parità farebbe avanzare l'Italia nella concretezza molto più di tanti proclami". Al momento della formazione dell'esecutivo, Renzi ricevette alcuni no. Stavolta? "C'è stata una ricerca delle migliori intelligenze. Renzi da tempo ascolta tantissime persone eccellenti. Vogliamo dirigenti capaci e che siano orgogliosi di guidare aziende che sono un patrimonio dell'Italia. Come accade in Francia". E i no? "Sono stati pochissimi. Più che altro erano dei "sì ma", dei "vorrei ma non posso"". Vittorio Colao, amministratore delegato di Vodafone? "Al di là di Colao, i rifiuti non ci sono quasi stati. Del resto, un manager fa più volentieri l'ad di una grande azienda pubblica anziché il ministro o il parlamentare. È una situazione oggettivamente diversa". Nelle società quotate in Borsa girano stipendi 10 o 20 volte superiori a quelli che avete fissato per la Pubblica amministrazione. Taglierete anche lì? "Sono società che stanno sul mercato. Ma esiste la direttiva Saccomani. È seria e impegnativa. Prevede un intervento molto robusto: una diminuzione del 25 per cento rispetto agli emolumenti dei precedenti amministratori ". Si parla di un passaggio di Mauro Moretti dalle Ferrovie a Finmeccanica. Non è un favore a Italo, il concorrente di Trenitalia, che ha chiesto la testa dell'ad? "Non parlo di nomi neanche sotto tortura. Ma non ci facciamo influenzare da nessun tipo di concorrenti. Con tutto il rispetto per chi esprime certi giudizi, se per caso dovesse realizzarsi una simile ipotesi non succederebbe perché qualcuno ha chiesto la testa di qualcun altro". Ce la farete a varare il decreto che taglia l'Irpef, i famosi 80 euro in busta paga, questa settimana? "Sicuro". Quindi è il momento in cui i 4,5 miliardi di spending review prenderanno corpo. Sono previsti tagli agli incentivi? "Nel senso di quei settori che supportiamo in maniera inutile, ovvero dei settori parassitari, la risposta è sì. Ma noi miriamo a una spending che sia vera, cioè via i soldi a comparti totalmente improduttivi, ma niente tagli lineari a settori strategici o che servono all'economia italiana. Fare un serio risparmio sulla spesa pubblica sarà una grande fatica collettiva e tutti devono comprendere che ogni euro dello Stato speso male è un euro in meno che entra nelle tasche degli italiani. Saremo maniacali nel cercare questi sprechi. E non ci piegheremo ad alcun interesse di parte. Le lobby sono avvertite". Ma la sforbiciata su beni e servizi tocca i cittadini, non le lobby. "Se dico taglio i beni e servizi, dalla sanità alla scuola, non voglio dire che tolgo la carta igienica ai bambini o che non compro un ecografo alla Asl. Sto parlando invece di Regioni, enti locali e Stato che hanno contratti di servizio da rivedere. Fino ad oggi il pubblico pagava a 380 giorni e il fornitore in pratica metteva una sovrattassa sul prezzo per compensare il ritardo. Noi adesso garantiamo il pagamento in 60-70 giorni, ma le aziende fornitrici firmeranno un nuovo patto con lo Stato rinegoziando le tariffe. Su 60-70 miliardi di forniture complessive, ci sono spazi dell'1 o 2 per cento di risparmi. Ossia, 1,4 miliardi. È più faticoso dei tagli lineari ma dobbiamo farlo". Taglierete il trasporto pubblico? "È un settore non all'altezza di un grande Paese. Per questo, si può fare molto di più di una riduzione degli incentivi su benzina e biglietti. Lo sforzo principale è che le aziende si aggreghino, trovino partner privati e rispettino costi standard che abbiamo già individuato". Spariranno gli incentivi all'autotrasporto? "Il tema è molto delicato. Per certi settori in difficoltà bisogna fare un discorso complessivo". Si parla di un taglio nella sanità di 1 o 2 miliardi. C'è una bella differenza. "Abbiamo concluso l'analisi dei costi standard e si prevedono diversi miliardi di risparmio. Il ministro Lorenzin sta scrivendo il nuovo Patto della Salute e i risultati si avranno anche nel breve periodo". Serviranno anche per gli 80 euro? "Sì. La mia idea è che le Regioni dovrebbero essere orgogliose di rimettere i soldi in tasca ai loro cittadini riducendo le addizionali Irpef. Ne avranno un vantaggio politico. La maggiore efficienza si tradurrà in 1,5 miliardi di tagli nel 2015. Sono tagli non al sistema sanitario ma realizzati con il recupero di funzionalità. Le Regioni che sono già efficienti non devono temere nulla dalla spending. Le altre sì. Con loro useremo il bisturi, per restare in argomento. Non possiamo rimanere con settori della Pubblica amministrazione dove si pensa che la propria inefficienza verrà comunque pagata da altri. E le Regioni che faranno più progressi avranno l'impegno dello Stato ad aumentare i fondi comunitari per gli investimenti". La minoranza del Pd annuncia battaglia sulle riforme e soprattutto sulla legge elettorale. È finita la tregua? "Esistono opinioni differenti. La sinistra però ha perso le sue sfide per dividersi e guardarsi l'ombelico. Io ricordo la lezione dei grandi socialisti italiani come Camillo Prampolini: uniti si è tutto, divisi si è nulla. È giusto discutere, è folle riportare indietro il Pd ai contrasti intorno all'Ulivo e a Prodi". Bersani dice che sono cambiati i rapporti di forza e non ci si può far imporre l'Italicum da Berlusconi. Non ha ragione? "Non è così. Sarei molto più prudente nel dire facciamo da soli. Il centrodestra fece da solo con il Porcellum e ci siamo tenuti una norma incostituzionale per otto anni. Non è la legge migliore del mondo, ma nella scrittura delle regole il dialogo con l'opposizione è indispensabile". La minoranza vuole tornare maggioranza. "Auguri. È un'ambizione lecita quando si è sconfitti. L'ha avuta anche Renzi. L'importante è che non venga scalfita l'unità rispetto ai problemi del Paese, come fece Matteo durante la campagna elettorale. Forse il contributo di idee la minoranza poteva darlo in un giorno diverso dalla presentazione delle candidature per le Europee. Ma è più un problema di opportunità che di sostanza".
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TITOLO: Dalle magliette a righe ai «blue bloc» La seducente estetica della rivolta
DATA: 2014-04-14
OCCHIELLO: Lottano contro il dominio dell’immagine ma ne sono gli abili figli
TESTO:Quando la violenza di piazza torna, sull? onda delle proteste no-global che, da Seattle in poi, accompagnano i vertici internazionali, la società dello spettacolo ha rotto tutti gli argini. E i guerriglieri si ripresentano con nuove uniformi, tenute che fanno impazzire fotografi e telecamere, combinazioni cromatiche che affascinano i media. Ecco le tute bianche, con i loro scudi di plexiglass e i caschetti da minatore, gialli o arancione, a scelta. Ed ecco i temibili black bloc, che si muovono con seducente agilità, snelli, magri, con il nero che slancia. A Genova, quando fanno la loro apparizione e bucano lo schermo, impressionano tutti per la loro eleganza. E mentre i più robusti sfasciavano macchine, vetrine e bancomat, gli altri addirittura si disponevano in cerchio, con i tamburi a scandire ritmicamente le gesta dei teppisti che distruggevano metodicamente la città, ben lontani dalla celeberrima «zona rossa». Poi se ne andavano, gettando nei cespugli le loro magliette nere per mimetizzarsi con il corteo. Ora è l? epoca dei blu bloc, grandi venditori della loro merce nel mercato delle immagini, impresari di moda abilissimi. Attenzione a non sottovalutarli. Quando la violenza diventa sexy nascono i problemi peggiori.
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TITOLO: Il giurista D'Avack: "Se i veri mamma e papà volessero i loro bambini non avrebbero chance"
DATA: 2014-04-14
OCCHIELLO: Il vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica analizza dal punto di vista legale le implicazioni dello scambio di embrioni avvenuto all'ospedale Pertini. ..<br clear='all'/>
TESTO:ROMA - "Questa storia è drammatica, dolorosa e soprattutto complessa dal punto di vista umano e legale: i gemelli hanno in teoria quattro genitori: due biologici e i due che li cresceranno. Pur non avendo con loro alcun rapporto genetico e non avendo scelto l'eterologa come molti hanno fatto in questi anni all'estero". Lorenzo D'Avack, avvocato, è vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica. Chi è per legge la madre? "Su questo non ci sono dubbi: per la legge italiana è madre la donna che partorisce". E se i genitori biologici volessero i bambini? "Anche se la signora incinta fosse d'accordo, e mi pare che non lo sia, non c'è nulla da fare: i piccoli non sono dei pacchi postali che si possono scambiare così. Ricorsi legali o altro sono inutili per riavere i gemelli". E se la signora incinta non volesse riconoscerli? "Non può assolutamente farlo. Se resti incinta naturalmente puoi chiedere di non essere nominata e abbandonare il bambino, ma se fai la fecondazione assistita la legge 40 ti impegna e obbliga a riconoscerlo". Ma geneticamente non sono suoi. "Lo so, questo accade anche nell'eterologa, eppure il principio della gestazione resta sempre valido, infatti viene considerata madre colei che partorisce, non la donna che ha donato l'ovulo ". I bambini frutto di un errore. "Le due coppie possono far ricorso contro l'ospedale ma ai fini di chi è il genitore, non cambia null. Anzi, in questo caso per assurdo la signora incinta è persino fuori legge". La signora viola la legge? "Sì perché portando in grembo gli embrioni di un'altra coppia si configura la maternità surrogata, severamente vietata dalla legge italiana a pagamento ma anche a titolo gratuito". Come se ne esce? "Con molto dolore da tutte le parti. Trovare una soluzione è difficile. Io una cosa però vorrei dirla: il divieto per chi fa la fecondazione assistita di non riconoscere il bambino secondo me è incostituzionale. Crea una differenza di diritto solo in base al modo in cui un bambino viene concepito. E se non ci fosse il divieto, ora quella sarebbe la chiave di volta". Quale sarebbe la soluzione? "La gestante una volta partorito chiede di non essere nominata, il marito dell'altra coppia riconosce il bambino che poi adotterà con la moglie".
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TITOLO: Femminicidio a Borgo Rivo, uccide la moglie a martellate: arrestato
DATA: 2014-04-14
OCCHIELLO: L'omicidio era premeditato. Avvertita dai vicini la polizia ha trovato la donna già senza vita, l'uomo in terrazzo a cercare di lavare il sangue dai propri. ..<br clear='all'/>
TESTO:TERNI - Uccisa a martellate, accoltellata a freddo, con un piano premeditato. E' successo a Borgo Rivo, Terni, questa mattina. Una donna di 43 anni è stata trovata dalla polizia senza vita in un bagno di sangue, uccisa dal marito di 48 anni. Prima di iniziare a litigare per una separazione che lui non voleva accettare, l'uomo ha aspettato che il figlio sedicenne uscisse di casa per andare a scuola. La vittima è Giuseppa Corvi, originaria di Lugnano in Teverina, da qualche tempo aveva lasciato il marito Franco Rinaldi, operaio dell'Alcantara. Si era trasferita in una casa nuova a Borgo Rivo da un paio di mesi. L'uomo, che vive in una casa poco distante, ha aspettato che il figlio uscisse per poi entrare in casa di lei, mentre si stava preparando per andare al lavoro in un call center. L'ha aggredita di sorpresa, ancora sull'uscio. Martellate e coltellate. Sul corpo senza vita c'erano anche ferite da arma da taglio.
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TITOLO: "Scambio di embrioni, a noi fecero nascere due gemelli di colore, ora siamo tutti felici"
DATA: 2014-04-14
OCCHIELLO: A Roma bufera sull'ospedale Pertini: una coppia aspetta due bambini che non hanno il suo patrimonio genetico. Quattordici anni fa a Modena un altro errore. ..
TESTO:MODENA - "Hanno giocato con la vita di quattro persone, ci hanno trattato come provette. Ma tornando indietro lo rifaremmo mille volte: i figli sono di chi li cresce ". Marta e Luigi (i nomi sono di fantasia) quattordici anni fa sono stati vittime di un errore al centro di riproduzione assistita del Policlinico di Modena: una provetta sbagliata, una siringa non lavata bene. Marta, italiana, ha ricevuto gli spermatozoi di un'altra coppia, proveniente dall'Africa del Nord. Risultato: i bambini, una coppia di gemelli, sono nati mulatti. Dopo quattro anni, nel 2004, hanno fatto causa al Policlinico e nel 2007 sono stati risarciti. "Ci è crollato il mondo addosso", ricordano. Ora dicono: "Siamo una famiglia normalissima". Cos'avete pensato quando avete saputo dello scambio di embrioni avvenuto a Roma? "Che continuano a fare pasticci  -  dice il padre  -  È un caso ancora peggiore del nostro, nessun legame genetico. Ma vogliamo dire a questa coppia che non è così terribile come sembra: avranno due bambini, si accertino solo che siano sani, poi faranno le loro valutazioni giuridiche. Ma per adesso stiano tranquilli e vadano avanti: i figli sono di chi li cresce". Cosa è successo quando avete scoperto che i vostri figli non erano geneticamente vostri? "All'inizio non volevamo rendercene conto, questi bambini li volevamo così tanto  -  ricorda lei  -  Poi il pediatra ci ha convinto a fare il test. La cosa triste è stata che i medici non ci avevano detto niente, ci siamo sentiti ingannati. Subito abbiamo pensato alle malattie, all'Aids, all'ebola, ai rischi che avevamo corso. Poi, quando ce la siamo sentita, abbiamo denunciato l'ospedale: nel protocollo qualcosa non andava". Pensate che altri possano aver subito un errore come il vostro? "Io  -  dice il padre  -  mi auguro che nessuno cominci a fare dei test del Dna, perché in giro ce ne sono parecchi, secondo me. Se ci fossero nati due ragazzini bianchi non ce ne saremmo mai accorti ". Se l'aveste saputo prima avreste abortito? "No, no, no, no  -  salta su la mamma  -  Avremmo fatto i controlli, ma abortire mai. Chi li conosce, chi li vede tutti i giorni, sa che siamo stati molto fortunati: sono dei ragazzi meravigliosi, educati, sensibili". Cosa diceva la gente? "È stato difficile, viviamo in un piccolo paese, c'è molta ignoranza in giro, a volte scappa la pazienza. All'inizio pensavano tutti che io  -  dice lei  -  fossi stata con un altro". Quando lo avete raccontato ai vostri figli? "Avevano undici anni, eravamo a cena, con la televisione spenta. Gli abbiamo fatto vedere i ritagli dei giornali, le trasmissioni che avevano parlato di loro ". E loro cosa hanno detto? "Lo sapevano benissimo, avevano capito da soli. Hanno detto che non cambiava niente, che noi siamo i loro genitori ". E adesso? "Sono orgogliosi di quello che abbiamo fatto per loro, il risarcimento è un'assicurazione per quando saranno grandi. Poi se lo vorranno potranno fare tre parti, anche con la sorella". Qual è stato il momento più difficile? "Quando abbiamo avuto una figlia naturale, inaspettatamente. È stato difficile spiegare a dei ragazzini di sei anni perché erano di colore diverso, ancora adesso ogni tanto la sorellina li prende in giro, dice: "Perché siete così abbronzati? "". Ricorrereste di nuovo alla fecondazione assistita? "Io  -  sorride la mamma  -  mi ritengo una donna miracolata dal Signore. Anche se magari la fecondazione non è molto cattolica. ..".
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TITOLO: Riforme, Berlusconi a Palazzo Chigi con Renzi. "Il patto tiene"
DATA: 2014-04-14
OCCHIELLO: Vertice fra il premier e il capo di Forza Italia per riprendere il filo dell'intesa del Nazareno su legge elettorale e riforma del Senato
TESTO:ROMA - Il premier punta a serrare le intese sulle riforme. Dall'Italicum al Senato. Matteo Renzi e Silvio Berlusconi  si sono incontrati a Palazzo Chigi, nell'appartamento personale del presidente del Consiglio, alle 21 esatte per riprendere il filo dell'accordo di tre mesi fa. Un vertice fissato, non a caso, subito dopo la chiusura della partita sulle nomine dei manager pubblici e durato due ore. Con fonti di Palazzo Chigi che alla fine fanno sapere che è stato dato il via libera alla riforma del Senato e del titolo V entro il 25 maggio, a seguire l'approvazione della legge elettorale 'Italicum'. Sarebbe appunto questo il timing concordato da Matteo Renzi e Silvio Berlusconi nell'incontro, presenti insieme a Renzi, Lorenzo Guerini e Luca Lotti, insieme a Berlusconi Gianni Letta e Denis Verdini. "Restano fermi i paletti fissati nel patto del Nazareno, mentre ci saranno aggiustamenti su alcuni punti marginali", continuano le fonti di Palazzo Chigi. L'incontro, che giunge a ridosso della decisione del tribunale di Milano che potrebbe da domani decretare l'inizio dell'esecuzione della pena per la condanna definitiva di Berlusconi per evasione fiscale, è stato richiesto con insistenza dal leader di Fi, tornato appositamente a Roma per la prima volta dopo il ricovero all'inizio della settimana scorsa al San Raffaele per un problema alle ginocchia. La paura che il patto del Nazareno possa cadere è crescente nel Pd e crea fibrillazione anche nelle altre forze della maggioranza di governo. Se Forza Italia crolla alle europee, l'Italicum andrà sicuramente rivisto. Se, infatti, il partito dell'ex cavaliere dovesse fermarsi al 15%, non avrebbe più interesse a siglare una riforma elettorale che potrebbe finire in una sfida tra Matteo Renzi e Beppe Grillo. Non è bastata a dissipare i dubbi di Renzi la telefonata ricevuta da Berlusconi, una settimana fa. L'ex cavaliere ha chiarito che non intende affatto mettere in discussione l'intesa del Nazareno. I toni erano molto concilianti, lontani dalle previsioni catastrofiche di Renato Brunetta: "Non ti preoccupare Matteo, il patto tiene". Il capogruppo di Fi alla Camera, intanto, continua a dipingere scenari foschi: "Sulla riforma del Senato sono in alto mare - dice alla trasmissione Zapping, su Radio Uno - mentre la legge elettorale è insabbiata a Palazzo Madama, perché lì Renzi non ha i voti". A bilanciare il pessimismo di Brunetta ci pensa il sottosegretario Graziano Delrio, che a Porta a Porta commenta così l'incontro fra Renzi e Berlusconi: "E' giusto per il bene del Paese che i leader si parlino e che continuino a parlarsi costantemente" sul tema delle riforme". E aggiunge: "Tutti abbiamo notato un certo nervosismo negli ultimi giorni da parte di Berlusconi" c'era "la necessità di sentirsi di continuare a parlarsi per un cammino che fa bene all'Italia".
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TITOLO: Dell'Utri, si ammalano gli avvocati. Salta l'udienza di convalida a Beirut: resta detenuto
DATA: 2014-04-14
OCCHIELLO: Moglie e figlio visitano l'ex senatore: "Trattato bene". A Palermo malati i difensori in Cassazione: uno è ricoverato in clinica e il secondo ha depositato. ..
TESTO:ROMA - Era attesa per questa mattina alle 8.30 ma l'udienza sulla convalida dell'arresto di Marcello Dell'Utri a Beirut non ci sarà. La legge libanese non la prevede. I magistrati di Beirut ascolteranno l'ex senatore solo una volta aver ricevuto la richiesta di estradizione dall'Italia, le cui procedure comincerebbero comunque dopo la sentenza della Cassazione: "Fino alla ricezione del dossier con la richiesta di estradizione non ho nemmeno l'obbligo di vedere il detenuto per un'udienza", ha detto il procuratore generale della Cassazione libanese, Samir Hammud. "Quando riceverò il file dall'Italia - ha detto Hammud ricordando le norme previste dalla convenzione tra Italia e Libano per l'estradizione - dovrò studiarlo e interrogare Dell'Utri. Successivamente presenterò al ministro della Giustizia una relazione con parere favorevole o contrario alla richiesta. Sarà poi il potere esecutivo a prendere la decisione finale con un provvedimento che dovrà essere firmato dallo stesso ministro della Giustizia, dal primo ministro e dal presidente della Repubblica". In base alla convenzione bilaterale in vigore, le autorità italiane hanno trenta giorni di tempo per presentare la richiesta formale di estradizione a quelle libanesi con tutti i documenti del caso. Dell'Utri si trova ancora nella caserma della polizia dov'è stato portato dopo il fermo. La moglie e il figlio, a Beirut da ieri, sono andati a fargli visita nella sezione dei servizi di Intelligence del Comando della polizia. Hanno avuto 15 minuti circa, hanno portato alcuni libri e farmaci, l'ex senatore ha detto di essere "trattato bene" ed è parso di buon umore. L'ex senatore del Pdl, arrestato sabato mattina in un lussuoso albergo della città, non sarà assistito dai suoi legali italiani. Sono malati.
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TITOLO: Elezioni europee, Fi perde pezzi ma Berlusconi giovedì presenta candidati e programma
DATA: 2014-04-14
OCCHIELLO: L'annuncio dato mentre l'ex: 'mentore' Bonaiuti è a pranzo con Alfano per discutere del nuovo approdo in Ncd. Una campagna elettorale con il freno a mano per. ..
TESTO:ROMA - Forza Italia perde pezzi e il suo leader, Silvio Berlusconi, è costretto a una campagna elettorale col freno a mano in attesa di conoscere le decisioni del Tribunale di Sorveglianza che dovrà esprimersi sul suo affidamento in prova ai servizi sociali. Ma mentre il suo ormai ex 'mentore' Paolo Bonaiuti è a pranzo con il ministro Angelino Alfano, leader di Ncd, per discutere del nuovo approdo dopo l'abbandono di Fi, arriva la notizia: "Giovedì 17 aprile alle 17, nella sede nazionale di piazza San Lorenzo in Lucina, il presidente Silvio Berlusconi incontrerà la stampa per presentare i candidati e il programma di Forza Italia per le elezioni europee del 25 maggio". A renderlo noto con un comunicato è lo staff di Forza Italia. A dare man forte all'annuncio è il senatore forzista Maurizio Gasparri: "L'unico capace di unificare il centrodestra è Berlusconi. Alle europee faremo valere quello che in questi anni, anticipando tutti, dicevamo contro l'Europa fatta solo di austerità, guidata da personaggi come Martin Schulz, piena di lacci che hanno affossato la nostra economia. Per non parlare poi dei danni enormi dovuti a una politica europea inesistente sul fronte immigrazione. Partitini in cerca di quorum e gufi di turno avranno sorprese". Vero è che si è appena aperta una settimana decisiva per il destino politico di Berlusconi. Da domani, infatti, scatta il conto alla rovescia visto che la decisione della Sorveglianza di Milano è attesa per i prossimi giorni. E' l'ultimo atto della vicenda Mediaset, caso giudiziario che si è chiuso con la condanna definitiva dell'ex premier a 4 anni (scontati a 1 anno per effetto dell'indulto). Al collegio presideduto da Pasquale Nobile De Santis tocca pronunciarsi sulla richiesta degli avvocati di Berlusconi che puntano a ottenere per il loro assistito l'affidamento in prova a una struttura per disabili. Anche l'Uepe (acronimo che sta per Ufficio esecuzioni penali esterne) ha chiesto l'affidamento in prova per Berlusconi, indicando però in un centro per anziani il luogo ideale per scontare la pena. In caso di bocciatura, scatterebbero gli arresti domiciliari. Difficile, tuttavia, ipotizzare che l'istanza sull'affidamento in prova possa essere rigettatat, considerato che anche il rappresentante della pubblica accusa, il sostituto procuratore generale Antonio Lamanna, ha espresso parere favorevole sui servizi sociali. Trascorsi 5 giorni dall'udienza di giovedì scorso, da domani in poi ogni giorno potrebbe essere buono affinché i giudici sciolgano la loro riserva. Le prescrizioni cui sarà sottoposto Berlusconi riguardano gli orari (l'obbligo di non lasciare la propria residenza dalle 23 di sera alle 6 del mattino) e gli spostamenti (i condannati in via definitiva non possono lasciare la regione di residenza) ma, vista la possibilità di deroghe, non ci dovrebbero essere grossi problemi in termini di 'agibilità politica'.  
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TITOLO: Azienda Italia Renzi alla prova delle nomine
DATA: 2014-04-14
OCCHIELLO: Quattro ore di confronto fra Renzi e il ministro dell'Economia - dopo un colloquio con il Capo dello Stato - per mettere a punto le ultime caselle del grande. ..
TESTO:Quattro ore di confronto fra Renzi e il ministro dell'Economia - dopo un colloquio con il Capo dello Stato - per mettere a punto le ultime caselle del grande Risiko delle nomine delle aziende partecipate. I nomi sono rimasti coperti fino alla chiusura dei mercati per non provocare operazioni massicce dell'ultimo momento. E' il primo vero banco di prova del governo che deve collocare circa trecento manager in altrettanti posti-chiave per l'economia italiana. Basti pensare che in testa all'elenco c'è l'Eni, la più grande azienda italiana, l'Enel, le Poste, Finmeccanica, Terna, le Ferrovie. Insomma la spina dorsale dell'economia produttiva italiana. Renzi e Delrio hanno annunciato da giorni un ricambio veramente profondo non solo per quanto riguarda l'età ma anche per la parità di genere. In concreto le donne entrano finalmente nella stanza dei bottoni dell'industria statale. Molti nomi uscenti avevano raggiunto i tre mandati consecutivi e quindi il ricambio si imponeva. Mentre il governo è impegnato nelle nomine, lo scenario politico è vivacizzato dalla fuga di Dell'Utri a Beirut dove si trova sotto custodia dopo un breve soggiorno in albergo. Nei prossimi giorni la magistratura libanese deciderà se concedere o meno l'estradizione del senatore che è in attesa a Roma della sentenza della Cassazione sulla condanna a sette anni per mafia. Da domani potrebbe scattare anche la decisione del tribunale di sorveglianza sulla pena di Berlusconi. Probabilmente i magistrati aspetteranno che il leader di Forza Italia cominci giovedì la campagna elettorale con la presentazione delle liste e dei candidati. Quella di Berlusconi dovrà per forza essere una campagna elettorale con il freno a mano tirato perché i magistrati lo hanno già avvertito che se li attaccherà come al solito potrebbero revocare i probabili servizi sociali per mandarlo agli arresti domiciliari. Forza Italia è una polveriera: l'amarissima uscita dello storico portavoce Paolo Bonaiuti è il sintomo di un malessere profondo. Altri sono in attesa e dopo le europee - se Forza Italia arriverà terza - partirà la valanga. Grillo dopo aver sdoganato Casapound alle precedenti elezioni non si è fatto scrupolo di storpiare Primo Levi e l'immagine del cancello di Auschwitz, simbolo della Shoah, per attaccare Renzi e Napolitano. Tutti i partiti sono insorti, i suoi lo difendono.
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TITOLO: Riscaldamento globale, l'Ipcc: "Solo 17 anni di tempo per invertire la tendenza"
DATA: 2014-04-13
OCCHIELLO: Nuovo rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc): "Ogni anno un miliardo di tonnellate di gas serra in più. ..
TESTO:Ottoma Edenhofer, uno dei tre co-presidenti del gruppo di lavoro dell'Ipcc sul global warming, parla chiaro: "Per evitare interferenze pericolose con il clima, dobbiamo cambiare le nostre abitudini". Per arrivare al risultato presentato stamani gli esperti hanno analizzato oltre 1200 scenari possibili, elaborati da 31 team internazionali. Quello che manca nel rapporto finale dell'Ipcc è un'analisi è attenta delle cause del continuo aumento delle emissioni: nelle 33 pagine diffuse oggi, che serviranno come guida per un nuovo round di negoziati sul clima nel 2015, manca infatti una parte che era presente nelle versioni trapelate nei mesi passati.                    In quelle pagine si considerava responsabile dell'aumento delle emissioni la crescente richiesta energetica dei paesi emergenti, sia per la crescita della popolazione che per l'espansione economica. Insomma si puntava principalmente il dito contro la Cina e altri grandi paesi emergenti. I grafici relativi a questa parte sono stati cancellati dalla versione finale.
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TITOLO: Dell’Utri a Beirut come un turista «Di’ che siamo amici di Silvio»
DATA: 2014-04-13
OCCHIELLO: Ha usato il passaporto italiano, aveva 30 mila euro in banconote da 50. Un testimone: «Lo vedevo fare colazione da solo, sembrava un turista normale»
TESTO:Quattro piani di cemento armato protetti da un alto muro di altrettanto cemento armato e con tre giri di filo spinato, poliziotti in assetto di guerra che scrutano dietro trincee di sacchetti di sabbia con l? indice pronto sul grilletto del fucile automatico. In questo inquietante e minaccioso edificio nella zona est di Beirut tra il museo nazionale e l? ospedale «Hotel Dieu» dalle prime ore di ieri mattina è trattenuto Marcello Dell? Utri, ex senatore della Repubblica italiana, ex braccio destro di Silvio Berlusconi, ex latitante. «Faceva colazione al tavolo da solo. Da come era vestito sembrava un turista normale», racconta chi lo ha visto giovedì scorso mentre si aggirava nel salone tutto marmi e broccati di uno dei ristoranti dell? hotel Phoenicia, tra gli alberghi più lussuosi della città. Al tempo della guerra del Libano questo fu un avamposto della zona musulmana, bersaglio delle granate e dei proiettili dei cecchini cristiani. A quasi un quarto di secolo dalla fine delle ostilità, a Beirut la situazione è molto migliorata, se non fosse per alcuni attentati che negli anni hanno insanguinato la periferia della città costringendo le autorità a militarizzare i quartieri a più alto rischio, come il centro le cui strade, nella zona del parlamento e del governo, sono interrotte da posti di blocco presidiati da militari armati.
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TITOLO:
DATA: 2014-04-13
OCCHIELLO: C’è un diluvio di statistiche: il problema sono i politici che non se ne servono
TESTO:Enrico Giovannini, l?ex ministro del Lavoro nel governo Letta, può essere definito il chief statistician d? Italia, lo zar della statistica del Paese. Fino al 2009 è stato il responsabile dei numeri all? Ocse, il centro studi probabilmente più rilevante per le economie avanzate, poi è stato presidente dell? Istat fino alla chiamata al ministero. Poche persone, in Europa, conoscono i problemi e l? importanza sempre maggiore che la statistica ricopre nel mondo d? oggi. Bene: Giovannini non è un pessimista di natura, anzi. Però, sullo stato della statistica in Italia sembra preoccupato. Leggendo il suo libro appena pubblicato - Scegliere il futuro, conoscenza e politica al tempo dei Big Data, Il Mulino -, si capisce che il problema italiano non sta tanto nella produzione di dati, ufficiali o prodotti da privati: quelli non mancano. Il problema è l? uso che ne fa la collettività, iniziando dal governo e dalla politica per scendere ai media e arrivare alla posizione piuttosto bassa nella scala degli interessi in cui gli italiani tengono la statistica. Limiti che il Paese rischia di pagare, appunto nell? era dei Big Data o nell? epoca, come la chiama Giovannini, della Statistica 2.0, quella in cui i dati non sono più affrontati come la semplice lettura di un grafico o di una tabella ma sono essi stessi a parlare e a dare risposte alle domande che ci poniamo, dalle più semplici alle più rilevanti. Nel libro, apparentemente tecnico ma in realtà di grande interesse e facilità di lettura, l?ex ministro spiega che il «diluvio di dati» che colpisce il Pianeta sta producendo cambiamenti enormi praticamente in tutte le attività umane, «anche nei paradigmi analitici e scientifici». Si può non essere d? accordo - dice Giovannini - con l? analisi dell? ex direttore della rivista americana Wired, Chris Anderson, il quale sostiene che «dati e matematica applicata sostituiscono ogni altro strumento che uno possa immaginare, assieme alle teorie sui comportamenti umani»: sta di fatto che la rivoluzione dei dati è già in atto, non è teoria ma realtà ed è su quella piattaforma che sempre più si prendono decisioni personali, aziendali, politiche.
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TITOLO: Roma, scambio di provette: donna aspetta due gemelli non suoi. Il ministero: "Ispezione"
DATA: 2014-04-13
OCCHIELLO: Il clamoroso errore al Pertini di Roma riguarderebbe quattro coppie. Immediata la chiusura dell'unità di fisiopatologia per la riproduzione e sterilità. ... <br clear='all'/>
TESTO:ROMA - La Regione Lazio ha chiuso l'unità di fisiopatologia per la riproduzione e sterilità dell'ospedale "Sandro Pertini" di Roma, dopo un clamoroso caso di scambio di embrioni. Una donna al quarto mese di gravidanza ha scoperto di avere in grembo due gemelli con un altro patrimonio genetico. L'errore riguarderebbe quattro coppie, che si sottoposero all'intervento di fecondazione assistita il 4 dicembre scorso. Lo rivela oggi il quotidiano La Stampa in edicola, anche se la Asl Roma B fa sapere di essere ancora in attesa del "test di conferma definitivo" sul caso. Ma le reazioni non si sono fatte attendere. La Regione Lazio ha nominato una commissione d'inchiesta, che sarà presieduta dal genetista Giuseppe Novelli, rettore di Tor Vergata, e il ministero della Salute ha fatto sapere che ha già avviato l'iter per un'ispezione al Pertini.   Rep Tv Novelli: "Possibile errore in precedenza" Il ministero, nel comunicato, sottolinea che "le normative nazionali che attuano le direttive europee nel settore cellule e tessuti specifiche per la fecondazione assistita sono molto rigorose: le procedure indicate nelle norme, se applicate correttamente, garantiscono la tracciabilità di tutto il materiale biologico nel percorso di fecondazione assistita". Con riferimento quindi, "allo specifico caso segnalato oggi dalla stampa, il Ministero intende verificare quale sia stato il percorso seguito dal centro di fecondazione assistita dell'ospedale Pertini, se siano state rispettate tutte le procedure previste dalle leggi e le ragioni per le quali non ne sia stata data tempestiva informazione all'autorità centrale". Roccella: "Con l'eterologa casi potrebbero aumentare". Eugenia Roccella, deputato del Nuovo Centrodestra e vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera, trasforma il caso del Pertini da un caso di malasanità a un problema politico, a pochi giorni dalla sentenza della Consulta che cancella le norme della Legge 40 che vietano la fecondazione eterologa, ovvero fuori dalla coppia: "E' evidente che, se già sono accaduti fatti gravi come questo del Pertini quando c'era solo la fecondazione omologa, con l'introduzione dell'eterologa i rischi di errori simili non possono che aumentare. L'eterologa ha bisogno di regole specifiche e certe, senza quella fretta superficiale e rischiosa dell'attuazione della sentenza della Consulta che in troppi hanno sbandierato in questi giorni. E proprio per questo ci attiveremo immediatamente presentando nei prossimi giorni una legge in materia". Quella dell'aumento dei rischi con il via libera all'eterologa è decisamente smentito da
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TITOLO: Sardegna, grotta a Orgosolo riappare dopo alluvione: la Forestale trova tre scheletri
DATA: 2014-04-13
OCCHIELLO: Gli agenti stavano effettuando un normale controllo del territorio quando hanno notato un'apertura che non conoscevano. Dentro c'erano ossa e un cranio con un. ..
TESTO:NUORO - I cadaveri, ormai ridotti a scheletri, erano nascosti da anni. Spariti da tempo, quanto non si sa ancora, bisognerà aspettare l'esame dei medici legali. Sono i resti di tre uomini assassinati, uno di loro con un colpo alla testa visibile. Erano sepolti in un grotta dimenticata, nascosta dalla terra che, passando, il nubrifragio del ciclone Cleopatra, ha svelato. La pioggia forte ha infatti slavato il terreno, sciolto la terra e lasciato riapparire un anfratto di cui nessuno conosceva l'esistenza. Il Corpo Forestale la settimana scorsa è entrato così nella grotta nel Supramonte di Orgosolo (Nuoro), vicino al Rio Flumineddu. E ha trovato i resti.   Gli agenti stavano effettuando un normale controllo del territorio, hanno notato l'apertura che non conoscevano e una volta dentro, hanno trovato le ossa e un cranio con un foro di proiettile. La Procura di Nuoro - che ora dovrà far luce sull'epoca alla quale risalgono i resti, chiarire i fatti che hanno portato alla morte le tre persone e risalire alla loro identità - ha confermato il ritrovamento.
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TITOLO: Ncd, Alfano presidente all'unanimità. "Ora ricostruiamo il paese"
DATA: 2014-04-13
OCCHIELLO: Un messaggio a Forza Italia: "Nessuna rivalità, è il momento di pensare positivo per l'unificazione a destra". Poi l'avvertimento ai mafiosi: "Non votate per. ..
TESTO:ROMA - Angelino Alfano è stato eletto all'unanimità presidente del Nuovo centrodestra dagli oltre 8300 delegati dell'assemblea costituente. Nel suo discorso ha invocato una "profonda opera di ricostruzione politica, morale e civile del Paese". "Non ne posso più di avere come avversario un partito politico. Il nostro avversario è la rassegnazione, la nostra forza il talento italiano, le nostre industrie manifatturiere". "Oggi nasce un nuovo movimento in modo democratico, davanti ad un notaio. Un movimento meritocratico, nazionalistico e federalistico. Un grande movimento politico che ha l'ambizione di cambiare l'Italia" ha detto. "Nel prendere questo incarico ringrazio tutti quelli che ci hanno creduto da quel mese di novembre". Niente finanziamenti statali. Il ministro dell'Interno ha rivendicato l'autonomia finanziaria. "Ncd va avanti con zero contributi statali, tutto il costo di questa manifestazione, per esempio, è interamente sostenuto dai militanti. È stato raccolto oltre un milione di euro. Questo -prosegue tra gli applausi dei suoi- è movimento politico del futuro. Oggi è una giornata importante, è la domenica delle Palme". E simbolo di questa giornata, per il neo presidente, deve essere "un ramoscello di ulivo affinché la ricostruzione del paese non passi dalla guerra ma da un profondo processo di pacificazione. Noi pensiamo positivo". Un messaggio a Forza Italia. "L'unificazione del centrodestra non passi da una guerra ma da una rinascita morale e civile del nostro Paese. Da tutti gli interventi in questa assemblea non è stato possibile sentire né odio né acrimonia né violenza nei confronti di alcuno ma solo proposte per il nostro movimento e per il Paese. Perché noi pensiamo ed agiamo positivo". Con sinistra non alleanza per sempre. Il presidente del Nuovo centrodestra, poi, si rivolge alla sinistra: "La sinistra non ci consideri alleati per sempre. Conquisteremo tutto il campo di destra con il coraggio e la forza delle nostre idee", ha assicurato. L'appello ai mafiosi: "Non votateci". "Mafiosi non votate per noi: perché ogni voto che darete a noi sarà speso contro di voi", ammonisce il leader di Ncd. "Lo diciamo prima della campagna elettorale. Noi non siamo dentro l'urna e non sappiamo chi ci vota; ma noi di voti di mafiosi, camorristi e ndranghetisti non ne vogliamo! ", conclude.    
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TITOLO: Dell'Utri in Libano, Berlusconi: "L'ho mandato io a Beirut su richiesta di Putin"
DATA: 2014-04-13
OCCHIELLO: "Marcello era partito perché il presidente russo mi ha chiesto di sostenere la campagna elettorale di Gemayel". La rivelazione dell'ex premier a un gruppo di. ..
TESTO:ROMA - "Marcello è in Libano e l'ho mandato io". Silvio Berlusconi lo confida ad Arcore a pochissimi forzisti della prima ora che lo vanno a trovare a metà settimana. Dell'ex senatore Dell'Utri si sono perse già le tracce ma non è stata ancora conclamata la latitanza, né è stato firmato l'ordine di cattura internazionale. Avverrà da lì a poche ore. Il leader non è al corrente, ma mostra di conoscere bene dove si trovi, e per quale motivo, il suo sodale di sempre. "L'ho spedito a Beirut qualche giorno fa perché Vladimir Putin mi ha chiesto di sostenere la campagna elettorale di Amin Gemayel". I dirigenti andati a Villa San Martino per discutere di candidature per le Europee strabuzzano gli occhi e ascoltano in silenzio. L'ex Cavaliere continua a spiegare di averlo inviato in missione per verificare la possibilità di un sostegno finanziario all'ex presidente della Repubblica libanese in procinto di ricandidarsi alle elezioni di novembre. Mission puramente politica, dunque. Berlusconi lascia intendere ai suoi interlocutori di avere avuto garanzie da "Marcello" di un suo rientro a breve in Italia, comunque "prima della sentenza" prevista per martedì 15 aprile. Ma quella conversazione tra le quattro mura di Arcore dimostra che il rapporto tra i due non si è certo deteriorato con la mancata candidatura di Dell'Utri alle politiche 2013. E lascia aperta una serie di interrogativi. L'ex senatore intanto, stando agli atti della magistratura, era a conoscenza già dai primi di marzo della richiesta di divieto di espatrio avanzata dalla Procura di Palermo (anche se poi rigettata). Era dunque consapevole del rischio di possibili misure restrittive che ne avrebbero impedito la circolazione. Ne avrà parlato con Berlusconi? Il leader di Forza Italia ne era al corrente? E quindi la versione che rimanda a Putin è reale o è stata da lui imbastita per convincere gli interlocutori del partito? Una cosa è certa. L'ex manager Publitalia è stato notato in business class sul volo Parigi-Beirut già il 24 marzo, anche se il suo cellulare lascerà traccia di una presenza in Libano (registrata dalla Dia) solo il 3 aprile. Tutto lascia intendere insomma che l'ex senatore si fosse stabilito lì con l'intenzione di restare a lungo, quanto meno fino alla sentenza. Gli stessi magistrati, nell'ordine di cattura internazionale, non hanno "dubbi sui propositi di Dell'Utri di fuggire in Libano". Emerge dall'intercettazione del novembre scorso in cui il gemello Alberto, parlando con Vincenzo Mancuso, titolare del ristorante Assunta Madre, racconta di una cena avuta da Marcello dieci giorni prima con "un importante politico del Libano che è stato anche presidente e che si candida alle prossime elezioni". È il profilo di Gemayel, appunto. Giovanni Toti, consigliere politico di Berlusconi, interpellato sulla ricostruzione, nega qualsiasi coinvolgimento del leader: "Pura fantasia, non abbiamo i soldi per finanziare la campagna di Forza Italia, figuriamoci se il presidente si mette ad aiutare un partito libanese". Ma chi è Gemayel? "Un amico di Forza Italia, una nostra vecchia conoscenza" conferma un altro dirigente di alto rango nel partito, che altro però non aggiunge. Bisogna ricorrere agli archivi recenti per trovare riscontri. E allora si scopre che a metà marzo 2012 il presidente del partito Kata'eb, ex presidente libanese Amine Gemayel, proprio lui, era stato ricevuto tra gli altri da Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, accompagnato dall'ex ministro Scajola. Il leader forzista non era più al governo dal novembre 2011, ma manteneva ancora la sua rete di contatti internazionali, come fa tuttora del resto. E di questa rete avrebbe approfittato anche l'amico Marcello.  
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TITOLO: Torino, agguato all’autista del pm Antonio Rinaudo
DATA: 2014-04-12
OCCHIELLO: Il magistrato coordina inchieste a carico di imputati per iniziative contro la linea dell’Alta Velocità. Gli hanno gridato «questo è quello che succede ai servi dei servi»
TESTO:Antonio Rinaudo ha coordinato insieme ad Andrea Padalino, in particolare, le inchieste sfociate in due maxi processi. Il primo è quello che vede imputati 53 militanti No Tav per gli scontri avvenuti con le forze dell? ordine nell? estate 2011, intorno al cantiere della Tav di Chiomonte. Il secondo è un processo a carico di una quarantina di anarchici che riunisce una serie di episodi, tra cui l? imbrattamento con il letame del ristorante? Il Cambio? , cinque anni fa, fatti e disordini accaduti fuori dal Cie. Rinaudo è titolare anche, con Padalino, dell? inchiesta su quattro No Tav arrestati lo scorso 9 dicembre con l? accusa di terrorismo, per aver partecipato agli scontri del 14 maggio 2013 al cantiere della Tav. Dopo gli arresti, a Torino e in Italia, ma anche in Francia, sono state organizzate, a cadenza quasi quotidiana, oltre cento manifestazioni di protesta - dall? imbrattamento di molte sedi de Pd a Torino a cortei veri e propri - contro i due magistrati e contro il capo di imputazione.
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TITOLO: Pedopornografia su Internet: 25 indagati e 3 arresti
DATA: 2014-04-12
OCCHIELLO: Operazione della polizia postale in diverse città italian. A Messina, Napoli e Prato gli arresti<br clear='all'/>
TESTO:CATANIA - La Procura distrettuale di Catania ha disposto numerose perquisizioni domiciliari in varie città d'Italia, eseguite dalla polizia postale e delle comunicazioni, nei confronti di 25 persone indagate per detenzione e divulgazione di video pedo-pornografici su Internet. A Messina, Napoli e Prato gli investigatori hanno arrestato, complessivamente, tre degli indagati. In provincia di Messina è stato arrestato un pensionato di 64 anni; a Prato un impiegato di 41 anni; a Napoli un operaio di anni 44 anni. Nei loro computer gli investigatori hanno rinvenuto oltre 20.000 file, tra video e immagini, pedo-pornografici. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati 65 hard disk, 20 notebook, 2 tablet, 8 smartphone, oltre 100 pen drive e numerosi supporti ottici. L'indagine del compartimento polizia postale di Catania ha riguardato un'attività sotto copertura, autorizzata dalla Procura, finalizzata al contrasto della divulgazione di materiale pedo-pornografico su Internet tramite il programma peer-to-peer denominato E-mule. In particolare, gli indagati acquisivano e diffondevano sul web video di pornografia minorile, con abusi sessuali su bambini di età infantile, spesso con torture alle vittime. Le città interessate dalle perquisizioni sono state: Messina, Napoli, Teramo, Roma, Bologna, Cagliari, Venezia, Modena, Prato, Grosseto, Pisa, Milano, Bergamo, Varese, Brescia, Genova, Torino e Trieste.  
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TITOLO: Scomparso un bambino nel bellunese. Era in gita parrocchiale
DATA: 2014-04-12
OCCHIELLO: Oltre centro persone impegnate nella ricerche. E' stato visto l'ultima volta su un sentiero<br clear='all'/>
TESTO:Il bimbo è stato visto l' ultima volta attorno alle 17:30 da una bambina che si trovava con la nonna in un punto intermedio del sentiero per il rientro. Il bambino indossa pantaloni di una tuta blu, felpa bianca e blu con il cappuccio, una giacca bianca a righe blu. I soccorritori hanno lanciato un appello affinchè chiunque abbia notizie si rivolga ai carabinieri. Programmato in mattinata un sopralluogo anche con l' utilizzo di un elicottero. Nelle ricerche del bambino, che partecipava alla gita parrocchiale con uno zio di giovane età, sono impegnati anche i cani addestrati.
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TITOLO: Renzi e ministri a Torino, tra smartphone e campagna elettorale
DATA: 2014-04-12
OCCHIELLO:
TESTO:Una parata di ministri al PalaOlimpico di Torino ha accolto Matteo Renzi. Con un occhio, compreso il premier, agli smartphone, forse per avere nuovi poarticolari in diretta sull'arresto a Beirut di Marcello dell'Utri, avvenuto nella notte. A Torino è arrivato il ministro della giustizia Andrea Orlando, ripartito però in fretta per firmare appunto l'estradizione dell'ex braccio destro di Berlusconi; ci sono anche Maria Elena Boschi e Graziano Del Rio. Per  il lancio della campagna elettorale del Pd Renzi ha voluto circondarsi di tutta la sua squadra di governo. Sul palco le candidate alle elezioni europee e quattro sindaci 
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TITOLO: Renzi e ministri a Torino, tra smartphone e campagna elettorale
DATA: 2014-04-12
OCCHIELLO:
TESTO:Una parata di ministri al PalaOlimpico di Torino ha accolto Matteo Renzi. Con un occhio, compreso il premier, agli smartphone, forse per avere nuovi poarticolari in diretta sull'arresto a Beirut di Marcello dell'Utri, avvenuto nella notte. A Torino è arrivato il ministro della giustizia Andrea Orlando, ripartito però in fretta per firmare appunto l'estradizione dell'ex braccio destro di Berlusconi; ci sono anche Maria Elena Boschi e Graziano Del Rio. Per  il lancio della campagna elettorale del Pd Renzi ha voluto circondarsi di tutta la sua squadra di governo. Sul palco le candidate alle elezioni europee e quattro sindaci FOTO di FRANCESCO DEL BO 
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TITOLO: A Roma riunione minoranza Pd. Cuperlo: "No polemica con Renzi. Sì a riforme, ma modifiche"
DATA: 2014-04-12
OCCHIELLO: Mentre a Torino Renzi lancia la campagna per le Europee, nella capitale riunione degli oppositori interni. Che garantiscono unità, ma attaccano le scelte. ..
TESTO:ROMA - La spaccatura del Pd si può misurare: 523 chilometri. È la distanza tra Torino e Roma: nella città sabauda, Matteo Renzi lancia la campagna elettorale per le Europee, a Roma si riunisce la minoranza Pd. Una scelta, lo stesso giorno, lo stesso orario, che ha un forte valore politico anche se Gianni Cuperlo sottolinea come non ci sia intento polemico: "Noi siamo qui, ma molti di noi sono anche lì a Torino. Non c'è nessuna polemica: Lorenzo Guerini era stato invitato e probabilmente verrà nel pomeriggio". Cuperlo ha poi aggiunto: "Oggi è una giornata bella per l'avvio di una campagna elettorale così importante". Al teatro Ghione ci sono anche l'ex segretario Pier Luigi Bersani, Massimo D'Alema, Guglielmo Epifani, Stefano Fassina, Francesco Boccia e Alfredo D'Attorre. Insieme a loro parlamentari e decine di militanti dei circoli. Cuperlo ha sottolineato che la grande partecipazione all'iniziativa ha richiesto un cambiamento di sede. "E il segno che c'è voglia, c'è bisogno di discutere", ha detto. Ma non è una coda del congresso "il congresso e davvero finito - ha spiegato - ora c'è bisogno di altro". "Oggi non è una giornata di polemica ma di politica e di confronto e se il parlamento discute e se il Pd discute questo fa bene al governo, serve alle riforme perché siano buone riforme e noi vogliamo dare un contributo". Lungo applauso per Pier Luigi Bersani dalla platea quando Cuperlo lo ha ringraziato per la sua presenza, "averti qui e una gioia". Poi spazio alle critiche al governo: "Abbiamo perso le primarie ma non abbiamo smarrito il senso di una sinistra da reinventare", ha detto Cuperlo. "Le norme sbagliate della destra non diventano giuste se a proporre siamo noi. Si dice togliamo la causale perché diminuiscono i contenziosi, più chance ai giovani e meno soldi agli avvocati. Bella frase, ma se tante persone passano con il rosso non è che il problema si risolve togliendo il semaforo". Capitolo riforme: "Le riforme costituzionali e la legge elettorale servono, noi ci siamo fatti carico di far procedere il treno delle riforme ma la legge elettorale uscita dalla Camera non è buona e va migliorata". Cuperlo ha indicato, tra le cose da cambiare, "le liste bloccate, le soglie, la democrazia paritaria" e poi ha sottolineato: "Quel treno doveva partire e bisognava sgombrare il binario, ma alla fine del percorso non possiamo votare qualsiasi cosa". Cuperlo ha tra l'altro evidenziato: "Aiuteremo le riforme, sono decisive per il Paese, ma dobbiamo farlo rivendicando principi e merito delle scelte". Poi è stata la volta di Pier Luigi Bersani che è tornato ad attaccare sulla legge elettorale. "Ci sono solo sette-otto cose da correggere", ha detto provocando una risalta della platea che certo non apprezza l'Italicum. Quanto alla difficile intesa sulla riforma di Palazzo Madama, Bersani ha detto: "L'accordo sul Senato va trovato, non si blocca quel processo per una rottura. Ma Matteo non deve dire che chi obietta lo fa per conservare gli emolumenti perchè, su questo, c'è gente che ha la pelle sottile".
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TITOLO: Europee, Scelta civica lancia il suo progetto contro gli euroscettici: "Uscire dall'euro non serve"
DATA: 2014-04-12
OCCHIELLO: A Milano l'avvio della campagna del movimento guidato da Stefania Giannini. Interviene anche il candidato alla presidenza della Commissione Guy Verhofstadt: ...
TESTO:MILANO - L'obiettivo è chiaro e semplice: superare la soglia del 4% ed entrare nell'europarlamento. Parte da Milano la campagna elettorale di Scelta civica per le elezioni europee. Ma per la lista di coalizione Scelta europea (partecipano anche Centro democratico e Fare per fermare il declino) è un obiettivo difficile, visti i sondaggi che danno al movimento meno del 3%. E per l'occasione, all'appuntamento di Milano è arrivato anche Guy Verhofstadt, il candidato alla guida della commissione europea per Alde, il gruppo dei liberali all'europarlamento, con cui Scelta europea è apparentata. Proprio Verhofstadt va dritto al punto della campagna convintamente europeista del movimento fondato da Mario Monti: "Per noi di scelta europea - spiega nel suo intervento - uscendo dall'euro non si sconfiggono crisi e disoccupazione". Al contrario, ci sono "quattro cose da fare: unione bancaria europea e mercati finanziario, energetico e dei servizi unici". Non solo: Scelta europea "si batterà" a Bruxelles e Strasburgo "anche per garantire libertà fondamentali e diritti civili". L'obiettivo di medio periodo è "un'Europa federale": solo così "gli Stati membri potranno ritrovare la propria sovranità". E le "elezioni del 25 maggio saranno decisive per plasmare il futuro dell'Europa e dell'Italia". Un concetto ripreso da Stefania Giannini, che spiega come "le prossime elezioni europee, per essere davvero tali, dovranno avere liste transnazionali". E "chi farà non una scelta, ma la scelta europea liberale e democratica si metterà in posizione di vantaggio rispetto al futuro". Perché "chi vota Scelta europea - rivendica - sceglie di guardare al futuro e non di ritornare al passato. Noi ci mettiamo la faccia". La Giannini continua: "Da giovane - racconta - andai in Europa sentendomi straniera. Oggi i nostri giovani vanno in Europa da cittadini europei". Per il segretario di Sc "le prossime elezioni europee, per essere davvero tali, dovranno avere liste transnazionali". E "chi farà non una scelta, ma la scelta europea liberale e democratica si metterà in posizione di vantaggio rispetto al futuro".
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TITOLO: Finanzieri neri e 007 deviati a quei tavoli in via Giulia: la rete per salvare Dell'Utri
DATA: 2014-04-12
OCCHIELLO: Il ruolo di Mokbel nell'intercettazione al ristorante: "Assunta Madre". Proprietario sotto indagine della Dia per i sospetti di riciclaggio.   L'affarista romano. ..
TESTO:ROMA - "La casa, l'appoggio giusto, gente sul posto che ti dà una mano, ben sistemati", Marcello Dell'Utri ha cominciato a cercarli almeno sei mesi fa. La villa di Santo Domingo non era più un posto sicuro dove rifugiarsi in vista della sentenza della Cassazione che potrebbe fargli passare i prossimi sette anni in carcere. L'idea giusta per sottrarsi all'ordine di cattura, gliel'avrebbe data un amico al quale, come ama ripetere, lo lega "solo la comune passione per l'arte", Gennaro Mokbel, imprenditore romano coinvolto nell'inchiesta su Finmeccanica con grossi agganci con la banda della Magliana. Sarebbe stato lui a indirizzare Dell'Utri verso il Libano, a metterlo in contatto con un politico libanese, ex presidente e candidato alle prossime elezioni (è l'identikit di Michel Aoun). Ma l'ex senatore ha lasciato tracce, facendosi notare in business class il 24 marzo su un volo Parigi-Beirut con un grosso bagaglio al seguito e con un cellulare che la Dia ha localizzato nella capitale libanese il 3 aprile. Da ieri Dell'Utri è ufficialmente latitante. I giudici della Corte d'appello hanno firmato il decreto e un mandato d'arresto europeo dopo che la Dia ha depositato una nota di "vane ricerche". Irreperibile per due giorni a tutti i domicili conosciuti. A casa la moglie ha risposto: "Non so dov'è mio marito". Identica risposta del figlio Marco e gli inviti orali a farlo presentare in un ufficio di polizia sono caduti nel vuoto. Dov'è finito Marcello Dell'Utri? Gli inquirenti sono convinti che sia in Libano e hanno già esteso all'estero le ricerche senza credere una parola di quelle che l'ex senatore ha diffuso per il tramite del suo legale Giuseppe Di Peri: "Non intendo sottrarmi al risultato processuale della prossima sentenza della Corte di Cassazione; sono in condizioni di salute precaria, ho subito qualche settimana fa un intervento di angioplastica e sto effettuando ulteriori esami e controlli". Già ai primi di novembre Dell'Utri aveva fretta. È il fratello gemello Alberto, inconsapevolmente, a rivelare le loro mosse parlando con l'amico Vincenzo Mancuso nel ristorante "Assunta Madre" a Roma, pieno di microspie. "Qua bisogna accelerare i tempi, fin quando che Marcello. .. se poi non ce la fa? ". Dell'Utri però ha già un asso nella manica. Oltre al passaporto italiano se n'è procurato anche un altro, diplomatico, concessogli da "amici della Guinea Bissau che lo hanno preso in seria considerazione e gli hanno aperto le porte". Sebbene libero, visto che al momento della condanna la Corte d'appello aveva rigettato la richiesta di arresto formulata dalla Procura generale per pericolo di fuga, Dell'Utri sapeva che prassi vuole che imputati condannati in attesa di sentenza definitiva vengano tenuti discretamente sotto controllo. Ancora dalla conversazione tra suo fratello Alberto e Vincenzo Mancuso gli investigatori apprendono l'ipotetico itinerario: "Se io fossi Marcello prenderei un volo diretto per Tel Aviv. .. e poi da là se è possibile andarci in macchina è meglio, anche se si fa due ore e mezza. .. aereo no, perché il timbro all'aeroporto, perché il passaporto a lui rimane. .. non bisogna lasciare traccia, io non conosco le distanze, però non ci deve arrivare con l'aereo". Poi l'indicazione decisiva: "Il programma è quello di andarsene in Libano, perché lì è una città dove Marcello ci starebbe bene, perché lui c'è già stato, la conosce, c'è un grande fermento culturale e per lui andrebbe bene". Passano più di tre mesi prima che l'intercettazione effettuata nell'ambito di un'altra inchiesta della Procura di Roma arrivi sul tavolo del sostituto procuratore generale di Palermo Luigi Patronaggio che, a gennaio, era già stato messo sull'avviso dalla squadra mobile di Milano che lo aveva informato della difficoltà di controllare Dell'Utri in possesso di più di un passaporto. A quel punto, il 4 marzo, i pm di Palermo scelgono una linea soft: non la richiesta di arresto ma solo quella di divieto d'espatrio. Il 10 marzo la Corte d'appello la respinge spiegando che per gli imputati di mafia il divieto d'espatrio non è previsto dal codice: arresto o niente. In Procura decidono di ricorrere al Riesame. In quei giorni Dell'Utri è ancora in Italia: viene visto un paio di volte in ristoranti vicino Montecitorio, ma dal 20 nessuno lo vede più. Certamente non gli investigatori della Dia che non lo incrociano neanche una volta, in nessuno dei suoi domicili, né a Roma, né a Milano. Il 3 aprile, alla vigilia del nuovo "no" dei giudici al divieto d'espatrio, la Dia capta il telefonino di Dell'Utri nei pressi di Beirut. Lunedì scorso la Procura - ormai alle strette - chiede l'arresto e questa volta la richiesta è accolta. Ma Dell'Utri è già lontano. Un problema di salute anche di uno degli avvocati potrebbe indurre la difesa a chiedere uno slittamento dell'udienza in Cassazione.  
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TITOLO: Camusso-Landini, scintille al congresso Fiom: "Le tute blu si autoescludono"
DATA: 2014-04-12
OCCHIELLO: Il segretario generale della Cgil: comunicare il numero di iscritti che hanno votato per la bocciatura dell'accordo sulla rappresentanza. La replica: "Dire che. ..
TESTO:La Fiom comunichi il numero degli iscritti che hanno votato per la bocciatura dell'accordo sulla rappresentanza, oppure il sindacato delle tute blu si autoescluderà dalla Cgil. E' l'avvertimento di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, al congresso dei metalmeccanici in corso a Rimini. La platea ha accolto il suo intervento con applausi e qualche fischio. Sul testo unico della rappresentanza, Camusso ha assicurato che se ne continuerà a discutere, nonostante la rottura da parte delle tute blu e la diffidenza dimostrata dal segretario Maurizio Landini. "E' un primato nei principi della Cgil quello che 'vale il giudizio dei lavoratori', ma ha sempre convissuto con il fatto che noi siamo organizzazione che deve poter decidere e trarre degli orientamenti. Quindi chiedo a Maurizio: come fa la Cgil a chiudere la sua di consultazione? C'è il dovere della sintesi". "Se si pensa che non è utile comunicare il risultato degli iscritti alla Fiom - ha aggiunto il segretario - si genera un processo di autoesclusione. Io penso che nessuno di noi lo voglia, perché siamo una casa comune. Non credo che sia utile che si impedisca alla Cgil di giungere al suo punto finale di valutazione dell'andamento della consultazione. Organizzazione sta insieme se le regole che ha le applica. La nostra forza è che siamo organizzazione che ha degli iscritti e su questo una soluzione bisogna trovarla perché l'autoesclusione è l'unica cosa che non può succedere". Replica con durezza Maurizio Landini, parlando di esclusione e non di autoesclusione. "La domanda la voglio fare io: perché sii è esclusa la Fiom dalla possibilità di conoscere e decidere su quell'accordo? Io non ho mai avuto una risposta. Non è un elemento polemico ma un appunto decisivo di metodo e merito, di come si sta in un'organizzazione''. Landini ricorda che la Fiom ha svolto 4850 assemblee nei posti di lavoro, coinvolgendo 333 mila lavoratori, il 70% dei quali ha votato e l'86,6% ha respinto l'accordo sul testo unico e ha dato mandato a modificarlo. Landini si dice d'accordo con Camusso sulla necessità di rilanciare la contrattazione ma ha detto che bisogna chiarire ''come e con chi e su quali gambe la fai camminare. '' ''Non sono disponibile ad accettare caricature - conclude ancora Landini - dire che la Fiom non fa accordi è la più grande boiata che uno può raccontare''. La Fiom è invece il sindacato che ''in Italia firma più accordi di qualunque altro ma mai se non ha il consenso dei lavoratori''.
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TITOLO: Roma, i movimenti in piazza: scontri in via Veneto
DATA: 2014-04-12
OCCHIELLO: Al corteo per il diritto alla casa sei persone fermate, una trentina i feriti fra manifestanti e forze dell'ordine. Un uomo peruviano si ferisce con un petardo. ..<br clear='all'/>
TESTO:Passo indietro. A poche ore prima, appunto. Quando Porta Pia torna ad accogliere i soggetti sociali che il 19 ottobre scorso avevano attraversato le strade di Roma. Le richieste non sono cambiate: casa, reddito, dignità. Una critica senza sconti alle politiche inspirate all'austerity. Quello che nel frattempo è cambiato, è il governo del Paese. Ma i manifestanti non fanno differenze, anzi. Quello guidato da Matteo Renzi è un esecutivo che "ci distrugge, che mette in atto giorno dopo giorno una lenta erosione dei nostri diritti, della nostra stessa possibilità di costruire un futuro". Il Jobs Act, il piano casa, insomma, tutte le riforme annunciate dal premier, sono criticate da cima a fondo. Le ventimila persone presenti, non salvano nulla. Renzi è solo "l'ennesimo governo tecnico: non riuscirà a fare niente per cambiare la nostra situazione". E per "nostra" s'intende quella di tutti coloro che compongono il corteo: sindacati di base, Cobas, piccole formazioni di sinistra, i movimenti per il diritto all'abitare, No Tav, studenti, centri sociali. Tutti uniti dalla necessità di "sgomberare il governo Renzi", di dar vita a una - non meglio specificata - "alternativa popolare". E' la topografia della crisi quella presente a Porta Pia. Perché, al di là delle sigle, ognuno porta con se una storia fatta di stenti, di sofferenze, di ansia reiterata, mese dopo mese, perché i soldi non bastano, perché lo sfratto è un incubo che può materializzarsi in ogni momento. Si ritrovano di fronte al ministero per le Infrastrutture. Chiedono una sola grande opera: casa e reddito per tutti. Iniziano il loro percorso. Le strade sono tutte "bonificate": non c'è una macchina parcheggiata. Di cassonetti per l'immondizia neanche l'ombra. Tutto sembra procedere con assoluta tranquillità, nonostante le prime notizie, quelle relative al fermo di alcuni manifestanti "armati" di mazze e bastoni. All'esterno del ministero dell'Economia, il primo blitz. Ma si tratta solo di un lancio di uova e frutta. E di slogan netti. Poi piazza Barberini. E una giornata di protesta, civile, inghiottita nel vortice della violenza. Alla fine le forze dell'ordine fermano sei persone.   Ma i manifestanti non si fermano. Annunciano che resteranno in piazza fino a quando i "compagni" non saranno rilasciati. E chiedono a tutti i partecipanti alla manifestazione di inviare, via internet, ogni tipo di materiale audio/video che possa contribuire a scagionare le persone fermate. E rilanciano. Con un messaggio al presidente del Consiglio: "Renzi stai sereno, verremo ancora a bussare alle tue porte". Si preparano per la notte. Con le tende, ancora, sotto il ministero diretto da Maurizio Lupi. "Perché se in questo Paese esiste ancora chi non riesce a realizzare il proprio diritto all'abitare, c'è qualcosa che non va".
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TITOLO: I pazienti zero dell'eterologa: "No alla Svizzera, ora la faremo qui"
DATA: 2014-04-11
OCCHIELLO: La prima coppia prenotata in Italia: "Concepiremo nostro figlio a Catania, la Consulta ci ha ridato la speranza"<br clear='all'/>
TESTO:ROMA. Viola ieri mattina ha mentalmente disfatto la valigia, disdetto il volo internazionale e chiamato il suo ginecologo per prenotarsi. Aveva già un appuntamento a maggio per fare l'eterologa in Svizzera, ma quando è uscita la notizia della Consulta ha cambiato le carte in tavola, buttato all'aria i programmi, non il desiderio di un bambino che col marito Luca sogna da anni. "Io l'eterologa la voglio fare qui, a Catania, nella mia città, col mio medico di fiducia che è il professor Guglielmino, lui ha seguito le coppie che hanno convinto la Consulta a cambiare una legge ingiusta. Voglio provare a diventare madre vicino alle persone che amo, senza dovermi inventare scuse, finte vacanze, improvvisi viaggi di lavoro in località sconosciute. Già è tutto così difficile e duro". Cos'è difficile? "Ti innamori, ti sposi, noi l'abbiamo fatto cinque anni fa appena passati i 30, e sogni di mettere su famiglia. E invece. . Invece niente, il bambino non arriva e le tue giornate non le passi più a fare il medico come me o l'avvocato come Luca, ma sotto la lente di ingrandimento rivoltati come calzini per capire perché non riuscite a procreare". Tanti tentativi? "Abbiamo provato la fecondazione assistita e l'inseminazione prima di capire che non c'era veramente niente da fare. Luca purtroppo è completamente sterile". La coppia è andata in crisi? "Sì, perché l'unica via di uscita per noi è la fecondazione eterologa, il seme di un altro uomo, e non è una scelta facile. Per noi è cominciato un percorso faticoso, profondo, a volte lacerante fatto di discussioni su discussioni. Per noi donne è diverso, il bambino lo sentiamo più facilmente nostro anche se l'ovocita è di un'altra visto che lo portiamo in pancia per nove mesi, ma un uomo lo capisco, per lui è meno istintivo sentirlo suo". Così è passato tempo prezioso. "Mesi, anni prima che riuscissimo a trovare un accordo, un'accettazione della nostra realtà, che riuscissimo a superare le nostre paure". Quali paure avevate? "Temi che una volta nato il bambino tutti dicano che non vi somiglia e lui si senta ferito, temi che i medici non facciano abbastanza controlli e si ammali, hai paura di non avere informazioni genetiche che magari potrebbero servirgli quando è grande. Insomma non è una scelta indolore, è un travaglio, una crescita profonda e complessa". Ieri ha preso l'appuntamento? "Appena ho letto i giornali ho chiamato Guglielmino, ho chiesto i tempi, perché ormai alla mia età ogni giorno è prezioso. Mi ha detto che bisogna aspettare la pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta Ufficiale, questione di un paio di mesi. Ma io ho paura, non voglio rischiare la possibilità di diventare genitori per i capricci di qualche bigotto in parlamento. Così mi tengo la via di fuga. Se in Italia la tirano per le lunghe io riparto per la Svizzera dove il costo va da 1.500 ai 6.000 euro". Comunque vada? "Anche se non riuscissi ad avere un figlio questa sentenza ci ha comunque ridato una speranza. La speranza che l'Italia sia ancora un paese dove valga la pena vivere".  
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TITOLO: Aborto, muore in ospedale dopo aver usato la RU486
DATA: 2014-04-11
OCCHIELLO: Il ginecologo Silvio Viale: "No alle strumentalizzazioni". Il primario del reparto: "Un fatto inspiegabile". E il Ministero manda gli ispettori<br clear='all'/>
TESTO:In una conferenza stampa convocata in mattinata dalle autorità sanitarie è stato ricostruito l'episodio. "Il protocollo è stato rispettato nei dettagli - ha dichiarato il direttore sanitario dell'Asl To1 Paolo Simone - dopo la prima somministrazione, lunedì, la signora aveva chiesto di andare a casa, come accade nella quasi totalità dei casi, ed era tornata alle 8,20 di mercoledì. Nessuna controindicazione alla somministrazione, l'unica dichiarazione riguardava un'allergia al lattosio. Si è sentita male alle 12, prima d'una dispnea e vertigini. Poi è svenuta. Si sono registrati dieci arresti  cardiaci prima della morte, alle 22,45 di mercoledì sera". Il sospetto dei medici è che si sia verificata una embolia polmonare, perché la difficoltà respiratoria accusata dalla donna, associata al dolore accusato all'addome, può far pensare a questo ma al momento l'azienda non ha nessuna certezza sulla causa del decesso. La donna era alla sesta settimana e cinque giorni di gravidanza, all'interno dei parametri stabiliti per legge per l'aborto farmacologico, che può avvenire solo entro la settima settimana. All'ospedale Martini l'anno scorso sono stati 60 gli aborti farmacologici, 300 quelli chirurgici. Venti le somministrazioni quest'anno, dove c'è un solo medico non obiettore. Sull'accaduto la procura della Repubblica ha aperto un fascicolo afficato al sostituto procuratore Gianfranco Colace. L'autopsia, prevista inizialmente per questa mattina e rinviata a lunedì, cercherà di stabilire le possibili connessioni tra i farmaci e il decesso, che nella casistica mondiale sono stati 25 su oltre un milione e mezzo di aborti eseguiti con questo metodo. La donna aveva già un primo figlio di 4 anni, che sperava di poter andare a prendere all'asilo poco prima di essere colpita dall'attacco cardiaco. Anche il ministero della Salute ha aperto un fascicolo sul decesso: gli ispettori sono già al lavoro, ed è stata richiesta una relazione sulla vicenda alla Regione Piemonte. In particolare il Ministero ha chiesto la cartella che racchiude tutta la storia della paziente morta "per capire che cosa sia accaduto". "Abbiamo attivato tutta una serie di procedure automatiche di controllo e di verifica. Io non mi pronuncio fino a quando ci sarà l'autopsia", ha spiegato il ministro Beatrice Lorenzin. Intanto il ginecologo Silvio Viale, considerato il "padre della pillola abortiva" in Italia, respinge "ogni strumentalizzazione". Viale, che dirige il principale servizio italiano per interruzioni di gravidanza all'Ospedale Sant'Anna di Torino, osserva che sono "decine di milioni le donne che hanno assunto la RU486 nel mondo" e "40.000 in Italia". "L'episodio - aggiunge Viale - ricorda la prima e unica morte in Francia nel 1991, agli inizi del suo uso, che indusse a modificare il tipo di prostaglandina per tutti gli interventi abortivi introducendo il misoprostolo (Cytotec). Sono gli altri farmaci, gli stessi che si impiegano per le IVG chirurgiche, i maggiori sospettati di un nesso con le complicazioni cardiache".
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TITOLO: Ordine d'arresto per Dell'Utri. Ex senatore: "Non intendo sottrarmi a cattura"
DATA: 2014-04-11
OCCHIELLO: Per due giorni non è stato possibile rintracciarlo. Il suo cellulare sarebbe stato localizzato il 3 aprile vicino a Beirut. Il provvedimento emesso alla. ..<br clear='all'/>
TESTO:Da questa mattina Marcello Dell'Utri è ufficialmente latitante. Dopo due giorni di vane ricerche, la Corte d'appello di Palermo che aveva detto due volte no alla richiesta di divieto d'espatrio, come raccontato da Repubblica, ha firmato il decreto di latitanza per l'ex senatore alla vigilia dell'udienza di Cassazione che martedì deciderà sulla condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Nel pomeriggio, l'ex senatore si è fatto vivo con una nota, diffusa dal suo avvocato, Giuseppe Di Peri: "Tengo a precisare che non intendo sottrarmi al risultato processuale della prossima sentenza della Corte di Cassazione; e che trovandomi in condizioni di salute precaria - per cui tra l'altro ho subito qualche settimana fa un intervento di angioplastica - sto effettuando ulteriori esami e controlli", ha detto l'ex senatore. "Apprendo della aberrante richiesta di preventiva custodia cautelare mentre mi trovo già all'estero per il periodo di cura e riposo - spiega l'ex senatore -. Rimango tuttavia in attesa fiduciosa del risultato che esprimerà la Massima Corte che ha già rilevato incongruenze e fumus nella prima sentenza di appello, annullandola conseguentemente". "Mi auguro - conclude - quindi che un processo ventennale, per il quale ritengo di avere gia' scontato una grave pena, si possa concludere definitivamente e positivamente". I sospetti dei magistrati. I magistrati sono convinti che Dell'Utri si trovi in Libano. Prima alcune intercettazioni a carico del fratello Alberto, poi le risultanze investigative della Dia hanno rivelato che da mesi l'ex senatore stava preparando, grazie ai suoi rapporti diplomatici e di affari internazionali, una fuga all'estero. Il suo telefono cellulare sarebbe stato localizzato dagli investigatori nei dintorni di Beirut il 3 aprile, il giorno prima che la Corte d'appello respingesse per la seconda volta la richiesta di divieto d'espatrio. Il codice, infatti, per i condannati per mafia per i quali sia riconosciuto il pericolo di fuga, prevede solo l'arresto. Ma due giorni fa, quando la nuova richiesta della Procura generale è stata finalmente accolta, Marcello Dell'Utri risultava ormai irreperibile. Gli investigatori della Dia, che ne hanno seguito le tracce, dicono che dal 20 marzo Dell'Utri non risiede in nessuno dei suoi abituali domicili e la testimonianza di un passeggero vuole Dell'Utri in viaggio da Parigi a Beirut in business class il 24 marzo.
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TITOLO: Milano, 83enne trovata morta nella sua casa al Lorenteggio: forse una rapina finita male
DATA: 2014-04-11
OCCHIELLO: Il corpo della donna, che era originaria della Toscana, è stato trovato da una vicina di casa: il decesso risalirebbe almeno a tre giorni prima. La vittima. ..
TESTO:Una donna di 83 anni è stata trovata morta nel suo appartamento, al secondo piano di un palazzo Aler in via dei Giaggioli, a Milano, zona Lorenteggio. Un vicino di casa, che l'aveva cercata invano, si è accorto che la porta era aperta, è entrato e ha visto la pensionata stesa a terra. La casa dell'anziana, il suo nome era Anna Di Vita ed era originaria di Fucecchio, in Toscana, era a soqquadro. La signora era a due metri dalla porta, senza vita. Secondo il medico legale, la morte risalirebbe ad almeno tre giorni fa. Secondo un primo esame, l'anziana avrebbe urtato la testa o sarebbe stata colpita da qualcuno entrato in casa. Gli investigatori della squadra mobile non escludono che si possa trattare di una rapina finita male. La donna, viveva sola da tempo (i suoi unici parenti sono un fratello ultranovantenne e un nipote, tutti e due residenti in Toscana) ed era assistita dal Comune e dalla parrocchia a causa di una serie di problemi di deambulazione. Il vicino che ha dato l'allarme ha raccontato di aver spinto la porta socchiusa, dopo aver suonato diverse volte, per aiutare un volontario della parrocchia che doveva accompagnare la Di Vita a fare una visita medica e che non riusciva a sentire la donna al citofono.
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TITOLO: Grillo sta con i secessionisti: "Se fate referendum sono con voi"
DATA: 2014-04-11
OCCHIELLO:
TESTO:PADOVA - Omaggio di Beppe Grillo ai secessionisti veneti: il leader 5 Stelle è arrivato poco fa sul palco del Palafabris di Padova manovrando a mano un 'tanko' di cartone, che spara coriandoli. 'No ghe volemo stare piu' in 'sto Stato de mona, va ben! ha gridato Grillo. "C'è un diritto alla secessione - ha aggiunto - se fate un referendum sono con voi. E' un'autodifesa". Poi un nuovo attacco a Napolitano: "Lo pensavo un saggio, invece è cattivo, è un uomo che ha violentato la Costituzione. Sono andato a parlargli due volte e mi ha fottuto come un pivello". E a Renzi, che secondo Grillo è un cinico: "Quando sono andato da lui io ci volevo parlare a quel ragazzino, mi sembrava un ragazzo ancora un pò brillante. ..lo vedi che fa del cabaret, si gira, distoglie lo sguardo, è diventato cinico perchè per dare 80 euro ad una famiglia bisogna essere cinici". Infine, le nomine: "L"amministratore dell'Eni, quello di Terna valgono come 4 ministeri, e ci mettono i loro uomini, che sanno come agire, cosa fare. Questo 'cartone animato' di Firenze metterà i suoi uomini alla testa di Eni ed Enel. Questo è un regime".
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TITOLO: Renzi a Milano rilancia le riforme: "Serve una violenta lotta contro la burocrazia"
DATA: 2014-04-11
OCCHIELLO: Il premier, in visita al Salone del mobile, annuncia per lunedì le nomine negli enti pubblici, esclude una manovra bis e risponde agli attacchi di Grillo. Poi. ..
TESTO:MILANO - Dal palco del Salone del Mobile, a Milano, Renzi ha rilanciato le riforme  e speso parole ottimistiche sul futuro del Paese: "Vedo un'Italia viva che ce la può e ce la deve fare - ha detto - a patto che si prendano impegni precisi. Il primo di questi è una violenta lotta contro la burocrazia per rilanciare le imprese e l'economia. I politici devono cominciare da loro stessi". In serata, poi, nuovo attacco alla burocrazia, durante un incontro con i vertici della società Expo 2015: "I prossimi passaggi sono soprattutto amministrativi e bisogna evitare che la burocrazia blocchi tutto. Noi rispettiamo tutte le regole -ha proseguito Renzi- ma bisogna fare le cose in modo tale per far sì che l'appuntamento che vedrà protagonisti milioni di turisti a Milano sia una occasione per vivere una esperienza unica. Vi garantisco -ha proseguito Renzi rivolgendosi ai giornalisti- che sarà una sorpresa anche per i pessimisti. E' un altro pezzo dell'Italia che funziona".
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TITOLO: Europee, l'idea di Salvini: "Candideremo uno degli indipendentisti in carcere"
DATA: 2014-04-11
OCCHIELLO: A Milano per presentare le liste per le elezioni del 25 maggio, il segretario federale della Lega lancia l'ipotesi, ma non fa nomi. La Procura di Brescia. ..
TESTO:"C'è in corso l'ipotesi di candidare uno degli indipendentisti ancora in galera": lo ha detto Matteo Salvini, segretario federale della Lega, presentando a Milano le liste per le elezioni europee che saranno ufficializzate la prossima settimana. Il primo dei 21 indipendentisti arrestati, intanto, è tornato in libertà: si tratta di Felice Pani, l'ex 'ministro' della Repubblica di Malu Entu. La procura di Brescia ha accolto l'istanza di scarcerazione presentata dal difensore, Riccardo Floris. Per quanto riguarda le elezioni, Salvini ha precisato anche: "Sarò capolista in tutte e cinque le circoscrizioni d'Italia". Non sarà presente in lista, invece, l'ex governatore del Piemonte, Roberto Cota. Sulla candidatura di uno dei secessionisti veneti arrestati nelle scorse settimane, Salvini ha aggiunto che l'intenzione è nata perché "lo Stato condanna le idee e le ruspe modificate". Il segretario federale non ha voluto sbilanciarsi su chi sarà il candidato.
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TITOLO: Ncd Alfano: "Berlusconi il passato. Ma vogliamo la sua voce in campagna elettorale"
DATA: 2014-04-11
OCCHIELLO: All'assemblea costituente del partito, il leader prima rivendica lo strappo da Forza Italia in nome: "della Patria", poi esprime vicinanza al vecchio mentore. ..
TESTO:ROMA - Angelino Alfano interviene all'assemblea costituente del Nuovo Centrodestra, in svolgimento alla Nuova Fiera di Roma, per rivendicare la giustezza dello strappo da Berlusconi in nome dell'Italia. Per esprimere comunque vicinanza al suo vecchio mentore, che però rappresenta ormai il suo passato politico. Il futuro è la sfida delle riforme nella maggioranza guidata da Matteo Renzi. E le battaglie che Ncd combatte per i valori che ne definiscono l'identità di formazione, appunto, di centrodestra: la liberazione dei marò detenuti in India, la difesa della famiglia intesa come unione di uomo e donna, la difesa della vita, che né il Parlamento né la Corte Costituzionale possono togliere. Con un grande obiettivo finale: ricucire il campo dei moderati. "Grazie per essere qui a giocare tutti insieme la più grande scommessa della nostra vita politica - esordisce Alfano -, a ricostruire tutti insieme una nuova speranza per i moderati italiani. Io sono commosso e orgoglioso di vedervi qui. Sono orgoglioso di non avere sbagliato scommessa, se siamo qui oggi è perché la abbiamo indovinata". "L'impegno è stato mantenuto - prosegue il leader di Ncd -. Abbiamo detto che avremmo fondato insieme un partito e insieme stabilito le regole. Oggi insieme celebriamo il nostro battesimo laico, nasciamo e ci diamo forma giuridica approvando il regolamento". A questo punto, Alfano ribadisce ancora una volta, dopo il passaggio dalla premiership di Letta a quella di Renzi, le ragioni dello scisma. "A settembre il Pdl viaggiava al 28 per cento dei sondaggi. Con un governo che godeva di molti consensi nel Paese. Non abbiamo accettato che la versione bis di Forza Italia nascesse con una crisi di governo. Abbiamo scelto e abbiamo deciso di dire di no. E lo abbiamo fatto per non precipitare l'Italia in una crisi al buio, per non precipitare il centrodestra in una sconfitta sicura". "Noi, al bivio tra Forza Italia e l'Italia - scandisce Alfano -. Abbiamo scelto l'Italia. Il nostro amore di patria ci ha guidato. Siamo oggi nel Governo a rivendicare la correttezza delle scelte fatte in questi 45 giorni e a dire che c'è ancora molto da fare. Abbiamo detto dei no di cui siamo orgogliosi. Sono molto contento di condividere con Matteo Renzi una sfida di cambiamento, una sfida di rilancio dell'economia, una sfida di velocità e una sfida per le riforme. Lo faremo con il nostro coraggio. E il Nuovo centrodestra - assicura il leader - sarà la sorpresa delle prossime europee". Proprio pensando alle elezioni europee, Alfano spende nuove parole per Berlusconi. "Oggi che il leader storico del centrodestra italiano attraversa un momento difficile - afferma Alfano con convinzione - vogliamo dirgli che continuiamo ad avere grande affetto nei suoi confronti e vorremmo che facesse campagna elettorale. Vogliamo sentire la sua voce. Ma oggi per noi è venuto il momento di non guardarsi indietro". Si diceva delle battaglie che definiscono un dna politico. La prima citata da Alfano è quella per il ritorno in Italia di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. "La cosa che più amiamo sopra ogni altra è il nostro amore di patria. In onore di questo amore di patria vorremmo dedicare in apertura di questa assemblea il nostro abbraccio affettuoso a due ragazzi italiani che sono ancora trattenuti ingiustamente in India. Metteremo nelle tesi di questa assemblea la loro liberazione e faremo di tutto". La seconda è la famiglia. "Composta da un uomo e da una donna - sottolinea il leader di Ncd - che ambiscono a procreare. Quella è la famiglia. E non accettiamo accuse di oscurantismo". "Noi - aggiunge - siamo pronti a intervenire nel codice civile per assicurare tutele patrimoniali a coppie non sposate. Ma a condizione che non si smonti la centralità della famiglia composta da un uomo e una donna". Terzo fronte, la vita. "Senza valori non si costruisce un programma. Noi crediamo nella vita e crediamo che vada difesa. Sappiamo che la vita qualcuno la dà è qualcuno la toglie. E quel qualcuno non è il Parlamento e neanche la Corte costituzionale". Valori che sono il terreno su cui costruire alleanze. Come quella tra Ncd e Udc. "Non è solo una lista in comune per le Europee, ma un primo passo per aggregazione dei moderati italiani" dice Alfano. "Abbiamo operato scelte con amici dei governi Renzi e Letta che condividono la difesa della vita, della persona, della famiglia, della società italiana nella sua dimensione comunitaria, di una società che ha bisogno di una spinta riformatrice ma non distruttiva". E' il primo passo verso la ricucitura del campo moderato, in cui Forza Italia non è più polo d'attrazione. "Guardiamo a cosa accade in Piemonte - spiega Alfano -. Una volta c'era Forza Italia, grande calamita attorno alla quale si costruivano grandi alleanze. Oggi la calamita si è smagnetizzata e il centrodestra non è più in grado di stare unito". "Non so quanto ci vorrà per riunirlo - ammette il leader di Ncd -, il nostro privilegio è fare la prima battaglia alle europee che non prevedono coalizioni. Andremo insieme agli amici dell'Udc", ma bisognerà "unire i gruppi parlamentari, fare scelte coraggiose, portare avanti il progetto di riunire i moderati", con lo scopo ultimo di "ricostruire il nostro Paese".
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TITOLO: Europee, Mauro: "Se Grillo arriva secondo, l'Italicum salta"
DATA: 2014-04-11
OCCHIELLO: L'ex ministro della Difesa esplicita il rischio che un crollo di Forza Italia alle elezioni per l'europarlamento potrebbe mettere in discussione il patto sulle. ..
TESTO:ROMA - La paura è crescente nel Pd e crea fibrillazione anche nelle altre forze della maggioranza di governo. Se Forza Italia crolla alle europee, l'Italicum andrà sicuramente rivisto. Perché si basa sul patto siglato al Nazareno tra il premier e Silvio Berlusconi. Ma se il partito dell'ex cavaliere, alle elezioni per il rinnovo dell'europarlamento, dovesse fermarsi al 15%, non avrebbe più interesse a siglare una riforma elettorale che potrebbe finire in una sfida tra Matteo Renzi e Beppe Grillo.   Un'ipotesi ribadita questa mattina anche da Mario Mauro, dei Popolari per l'Italia: "Se il secondo partito sarà quello di Grillo, l'Italicum salta - spiega l'ex ministro della Difesa durante la trasmissione Agorà su Rai3 -.   Lo dico da tempi non sospetti: quando hai una realtà tripolare e fai una legge dove alla fine si rimane in due, significa che uno lo si vuol far fuori. Ma mentre tutti pensavano che quella legge potesse servire per far fuori Grillo, adesso farebbe fuori Berlusconi e i conti non tornano". E su Forza Italia aggiunge: "A me preme dire cose reali e la più reale di tutte tra ciò che dico è che gli elettori di Forza Italia votano Renzi in massa, e su questo dobbiamo essere un po' più espliciti". Ieri il governo, con il Def firmato da Renzi e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, ha messo nero su bianco il suo timing per le riforme: approvazione "definitiva" della legge elettorale entro settembre 2014 e riforme costituzionali entro dicembre. Sul capitolo della riforma del Senato, in particolare, sembra che le fratture interne al Pd si vadano ricomponendo. Perché, se è vero che dodici ex grillini guidati da Francesco Campanella hanno dato il loro appoggio al ddl alternativo del senatore dem Vannino Chiti, è pur vero che un altro gruppo di senatori dem (che si sono autodefiniti "i facilitatori") sta provando a riavvicinare minoranza e maggioranza del partito. Lo stesso Chiti afferma oggi che sulle riforme costituzionali "non esiste una questione relativa a maggioranze di governo da confermare o da cambiare. Su questi temi il governo non è in gioco: vi è l'autonomia del Parlamento e dei singoli parlamentari. Se De Gasperi avesse posto, come governo, questioni di fiducia o di pilastri insuperabili, la nostra Costituzione non sarebbe mai nata. Sono passati molti anni ma il metodo in politica è sostanza e tanto di più lo è in tema di riforme costituzionali". E aggiunge: "Mi pare che rappresenterebbe un esito significativo se anche Sel e il M5S approvassero le riforme costituzionali. Da questo punto di vista registro in modo positivo l'adesione sul nostro Ddl di 12 senatori, già eletti con il M5S e poi costretti ad uscirne per avere rivendicato e praticato la loro libertà e responsabilità di parlamentari".
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TITOLO: Renzi stretto tra nomine e burocrazia
DATA: 2014-04-11
OCCHIELLO: La partita che si gioca in questo week end ha per posta le nomine in circa trecento aziende partecipate, qualcosa come tre-quattrocento poltrone fra presidenti. ..
TESTO:La partita che si gioca in questo week end ha per posta le nomine in circa trecento aziende partecipate, qualcosa come tre-quattrocento poltrone fra presidenti e amministratori delegati delle aziende pubbliche. Un Risiko gigantesco che sta impegnando Renzi da giorni assieme a Delrio e Lotti, i suoi principali collaboratori. Ma per chiudere la partita Renzi aspetta il ritorno da Washington del ministro dell'Economia Padoan. Sia Delrio che Renzi hanno annunciato novità importanti, per esempio che finalmente alcune manager donne lavoreranno dietro le scrivanie più importanti. Un altro criterio "rivoluzionario" sarà che chi ha accumulato tre mandati non sarà confermato. Ma il vero tema che ha tenuto banco è il taglio degli stipendi dei top manager con un tetto a 238 mila euro, cifra che ha fatto storcere il naso a parecchi. Ma Renzi anche su questo capitolo tira dritto e sfida i manager a trovare un posto meglio retribuito nel privato, se proprio vogliono e ne sono capaci. A Milano il presidente del consiglio ha annunciato una "violenta" battaglia contro la burocrazia e ha confermato che le tutte le riforme vanno portate fino in fondo. Ma su questo fronte c'è un pericolo per il premier: se Forza Italia - come prevedono i sondaggi - dovesse collassare alle Europee, l'accordo sull'Italicum e sulla riforma del Senato potrebbe andare in pezzi. Già adesso Forza Italia è un partito diviso in clan in lotta fra loro. Dopo nessuno potrebbe più garantire la tenuta e il rispetto degli accordi. Berlusconi prepara le liste per le elezioni del 25 maggio, ma incontra grandi difficoltà perché non è riuscito a trovare nomi nuovi e appetibili per attrarre voti e non riesce a rispondere alla mossa di Renzi che ha candidato cinque donne capolista. L'ex Cavaliere potrà fare campagna elettorale, ma con il freno a mano tirato perché non potrà attaccare i magistrati, il suo cavallo di battaglia da vent'anni a questa parte. Se lo facesse i magistrati invece che al comodo servizio sociale lo spedirebbero di filato agli arresti domiciliari per la durata della pena.
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TITOLO: Nell'area del Mediterraneo rischio di scarsità idrica
DATA: 2014-04-11
OCCHIELLO: L'allarme lanciato dal panel intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc). Rischio di incendi per le eccessive ondate di calore
TESTO:ROMA - Nell'area del Mediterraneo è previsto un aumento del rischio di scarsità di disponibilità idrica, sia in quantità (per la diminuzione delle precipitazioni medie annue e l'aumento della evaporazione) che in qualità (per l'intrusione di acqua marina nelle falde acquifere). E' quanto rileva il panel intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc), che ha presentato il secondo volume del Quinto rapporto di valutazione sui cambiamenti climatici. Per quanto riguarda l'Europa, il rapporto evidenzia temperature in aumento ovunque, precipitazioni medie annue in una marcata crescita nel nord del continente e in diminuzione nel sud, con un aumento di estremi termici, periodi di siccità e precipitazioni anomale. Per l'area del Mediterraneo, inoltre, è previsto un forte rischio di veder diminuire qualità e quantità della risorsa idrica. L'impatto su alcuni settori produttivi potrebbe essere importante, in particolare per l'agricoltura che vedrebbe crescere il costo dell'acqua per irrigazione e quindi il costo totale dei suoi prodotti. Inoltre è previsto in aumento il rischio da estremi climatici, soprattutto ondate di calore con impatti sulla salute umana e aumento del rischio di incendi. La regione mediterranea viene individuata come la regione più a rischio a livello europeo dai cambiamenti climatici con impatto su turismo, agricoltura, foreste, infrastrutture critiche e salute. I rischi conseguenti ai cambiamenti climatici crescono senza un'adeguata azione di riduzione delle emissioni globali di gas serra: per aumenti della temperatura media fino a 2°C, le azioni di adattamento restano possibili a costi relativamente bassi, mentre per una temperatura media che aumenti oltre i 2°C tali costi potrebbe crescere notevolmente fino a diventare insostenibili e gli impatti potrebbero diventare irreversibili. Secondo l'Enea l'Italia dovrebbe passare da un piano strategico a un piano operativo di adattamento, individuando azioni specifiche, priorità e finanziamenti e minimizzando i costi complessivi con un bilanciamento tra azioni di mitigazione e di adattamento.
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TITOLO: La casa sull'albero di Dell'Utri, i giudici di Como: "Ha rovinato la bellezza del paesaggio"
DATA: 2014-04-11
OCCHIELLO: La Corte d'Appello del tribunale lombardo ha depositato le motivazioni della sentenza di condanna dell'ex senatore a otto mesi di carcere. L'avvocato Giuseppe. ..<br clear='all'/>
TESTO:Adesso di quella sentenza arrivano le motivazioni dei giudici della Corte d'Appello: "Ha compromesso in modo significativo la bellezza dell'area" scrivono spiegando la condanna (un mese in meno rispetto al primo grado) per costruzione abusiva, mentre hanno dichiarato prescritta l'accusa di alterazione delle bellezze paesaggistiche. "L'irrilevanza paesaggistica del manufatto - osservano i giudici - non è sostenibile, avendo questo comportato la realizzazione di una volumetria di circa 180 metri cubi". Secondo i giudici, la casetta di tre piani su un albero per dedicarsi al birdwatching nella villa, "non è opera di urbanizzazione primaria e quindi a nessun titolo poteva essere autorizzata e realizzata". "Ricorreremo in Cassazione - è il commento del legale di Dell'Utri, l'avvocato Giuseppe Di Peri - ricordo che, ammesso ci sia stato un errore nella realizzazione della costruzione, che il Comune di Como ha indotto a questo errore. Dell'Utri aveva pagato spese non indifferenti e rinunciato al ricorso al Tar che era un suo diritto in base a un accordo secondo il quale la situazione poteva essere sanata. Il danno che ha patito Dell'Utri è notevole".
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TITOLO: Milano, 83enne trovata morta nella sua casa al Lorenteggio: forse una rapina finita male
DATA: 2014-04-11
OCCHIELLO: Il corpo della donna, che era originaria della Toscana, è stato trovato da una vicina di casa: il decesso risalirebbe almeno a tre giorni prima. La vittima. ..<br clear='all'/>
TESTO:Una donna di 83 anni è stata trovata morta nel suo appartamento, al secondo piano di un palazzo Aler in via dei Giaggioli, a Milano, zona Lorenteggio. Un vicino di casa, che l'aveva cercata invano, si è accorto che la porta era aperta, è entrato e ha visto la pensionata stesa a terra. La casa dell'anziana, il suo nome era Anna Di Vita ed era originaria di Fucecchio, in Toscana, era a soqquadro. La signora era a due metri dalla porta, senza vita. Secondo il medico legale, la morte risalirebbe ad almeno tre giorni fa. Secondo un primo esame, l'anziana avrebbe urtato la testa o sarebbe stata colpita da qualcuno entrato in casa: l'autopsia non ha chiarito in via definitiva le cause della morte. Dall'esame, infatti, è emersa una leggera lesione al capo che però non sembra possa essere la causa determinante del decesso. Gli investigatori della squadra mobile non escludono che si possa trattare di una rapina finita male. La donna, viveva sola da tempo (i suoi unici parenti sono un fratello ultranovantenne e un nipote, tutti e due residenti in Toscana) ed era assistita dal Comune e dalla parrocchia a causa di una serie di problemi di deambulazione. Il vicino che ha dato l'allarme ha raccontato di aver spinto la porta socchiusa, dopo aver suonato diverse volte, per aiutare un volontario della parrocchia che doveva accompagnare la Di Vita a fare una visita medica e che non riusciva a sentire la donna al citofono.
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TITOLO: La casa sull'albero di Dell'Utri a Como, i giudici: "Ha rovinato la bellezza del paesaggio"
DATA: 2014-04-11
OCCHIELLO: La Corte d'Appello di Milano ha depositato le motivazioni della sentenza di condanna dell'ex senatore a otto mesi di carcere. L'avvocato Giuseppe Di Peri: ...
TESTO:Adesso di quella sentenza arrivano le motivazioni dei giudici della Corte d'Appello di Milano: "Ha compromesso in modo significativo la bellezza dell'area" scrivono spiegando la condanna (un mese in meno rispetto al primo grado) per costruzione abusiva, mentre hanno dichiarato prescritta l'accusa di alterazione delle bellezze paesaggistiche. "L'irrilevanza paesaggistica del manufatto - osservano i giudici - non è sostenibile, avendo questo comportato la realizzazione di una volumetria di circa 180 metri cubi". Secondo i giudici, la casetta di tre piani su un albero per dedicarsi al birdwatching nella villa, "non è opera di urbanizzazione primaria e quindi a nessun titolo poteva essere autorizzata e realizzata". "Ricorreremo in Cassazione - è il commento del legale di Dell'Utri, l'avvocato Giuseppe Di Peri - ricordo che, ammesso ci sia stato un errore nella realizzazione della costruzione, che il Comune di Como ha indotto a questo errore. Dell'Utri aveva pagato spese non indifferenti e rinunciato al ricorso al Tar che era un suo diritto in base a un accordo secondo il quale la situazione poteva essere sanata. Il danno che ha patito Dell'Utri è notevole".
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TITOLO: Verdetto shock della scienza il sisma in Emilia colpa dell’uomo
DATA: 2014-04-11
OCCHIELLO: L’estrazione del petrolio può aver provocato le tragiche scosse del 2012 Rapporto shock di un gruppo di studio internazionale<br clear='all'/>
TESTO:Non si può dire né sì né no, ma di certo non si può escludere. E di certo si deve continuare a indagare. Sarebbe questa la sintesi di un rapporto stilato per conto della Regione Emilia Romagna da un panel di esperti chiamati a dire se i terremoti che hanno colpito la regione nel 2012 possano aver avuto come concausa le attività estrattive del petrolio (che nella regione si praticano da decenni) e, più in generale, trivellazioni e perforazioni del suolo. Il rapporto non è ancora stato reso pubblico, ma già circola negli ambienti scientifici e politici. Se ne occupa l? ultimo numero della rivista scientifica Science, secondo la quale il documento è stato consegnato agli amministratori emiliani da almeno un mese, ma ci sarebbe imbarazzo nel parlarne. Non solo: la rivista americana precisa come sul rapporto si baseranno le decisioni in merito a nuove autorizzazioni per le attività estrattive nella regione. Ed è molto probabile che la linea sarà quella della massima cautela. Il panel si chiama Ichese (Commissione tecnico-scientifica per la valutazione delle possibili relazioni tra attività di esplorazione per gli idrocarburi e aumento di attività sismica nel territorio della regione Emilia Romagna colpita dal sisma del mese di maggio 2012) ed è stato convocato dalla Regione guidata da Vasco Errani nel maggio del 2013: è composto da due esperti italiani e da tre stranieri che hanno effettuato sopralluoghi sia nelle aree colpite dal terremoto sia negli impianti petroliferi di Cavone, quelli contro i quali oggi si punta il dito. Ichese ha interpellato esperti, aziende e istituzioni. Ed è giunto alle conclusioni che Science riporta tra virgolette: il legame tra le attività estrattive e terremoto «non si può escludere ». Da anni si sa che alcune attività umane possono causare terremoti. Non è mai stata una novità e gli scienziati hanno sempre preso l? ipotesi molto sul serio. L?idea è che il ricorso ad alcune tecniche geoingegneristiche, tra cui il famigerato fracking (che però in Italia non si pratica, almeno non ufficialmente), se effettuato ad alta intensità può causare l? instabilità delle faglie su cui poggiamo i piedi. In particolare, il nesso è stato studiato laddove le ricerche di petrolio comportano trivellazioni numerose e profonde, come nel centro degli Stati Uniti. Indagini statistiche hanno rafforzato questo timore e alcuni degli ultimi terremoti in Texas e Oklahoma sono stati ritenuti probabili? figli? delle trivellazioni. Bisogna però considerare che al momento è molto difficile dire se un dato sisma è stato causato da una certa attività. Resta il fatto che quelli per i quali è stata ipotizzata una concausa umana sono stati pochi e, in ogni caso, più deboli di quelli generati solamente dalla natura in una specifica zona. Comunque, se i sospetti su certe responsabilità dell? uomo dovessero diventare forti, è probabile che non sarebbe solo la Regione Emilia Romagna a rivedere le proprie scelte sull? utilizzo del territorio. Il rapporto di Ichese, prosegue Science, spiega anche che rimuovere e reiniettare liquidi non basta a causare un terremoto più intenso di quanto non sarebbe senza quell? attività. Ma è possibile che la faglia coinvolta nella sequenza sismica del maggio di due anni fa fosse sul punto di muoversi e che l? uomo abbia accelerato il processo. Non solo: le attività estrattive nel sito di Cavone erano state aumentate dall? aprile del 2011 e questo stabilirebbe un legame temporale. Però, conclude la rivista, manca ancora un modello fisico di sostegno: insomma, ipotizzato il nesso, non è ancora chiaro come e perché funzioni. Science spiega infine di non aver ricevuto risposte sul rapporto né da parte degli estensori né da parte delle compagnie che sarebbero implicate, ma riferisce di altri sismologi per i quali questi legami sarebbero molto deboli e tutto il rapporto poco chiaro: l?impianto di Cavone, del resto, è molto piccolo e si trova ad almeno venti chilometri dall? epicentro.
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TITOLO: Berlusconi, la Procura generale: "Sì all'affidamento in prova ai servizi sociali"
DATA: 2014-04-10
OCCHIELLO: Accolta la richiesta dell'ex premier. Ultima parola al Tribunale di Sorveglianza, che non si esprimerà prima di cinque giorni. Il consigliere Toti: "Ora. ..
TESTO:"La giustizia deve fare il suo corso", ha commentato brevemente il premier Matteo Renzi al Tg3. "Siamo soddisfatti che la Procura generale abbia dato parere favorevole all'affidamento in prova del Presidente Berlusconi ai servizi sociali. Ora attendiamo fiduciosi la decisione del Presidente del Tribunale di Sorveglianza", ha dichiarato a caldo la parlamentare azzurra Michaela Biancofiore. Di altri toni la collega Maria Stella Gelmini: "Al di là della sentenza, quella di oggi è una giornata infausta per la democrazia. Negare il diritto di voto e di rappresentanza a Silvio Berlusconi significa ferire la storia di milioni di italiani che da tempo credono in lui". Anche Maurizio Sacconi, ex ministro di Forza Italia oggi nel Nuovo Centrodestra, prende le difese di Berlusconi: "Noi continuiamo a considerarlo vittima di un accanimento giudiziario". Mentre il portavoce di Forza Italia Giovanni Toti ha aggiunto a Studio Aperto: "Siamo fiduciosi, ma non facciamo nessuna previsione. Speriamo che i giudici si rendano conto della persona, del suo valore umano e politico per milioni di moderati e non vogliano con una decisione incidere sulla vita del paese. Stiamo per entrare in campagna elettorale speriamo che possa avere tutta l'agibilità politica per farla". E anche il ministro e leader di Ncd Angelino Alfano invoca la possibilità per Silvio Berlusconi di "fare campagna elettorale". Prima della decisione della Procura generale, molti politici e osservatori avevano commentato l'attesissima udienza di Silvio Berlusconi e il suo futuro politico. "Oggi è una giornata delicata soprattutto per i soggetti interessati. Ma noi abbiamo fiducia che questa giornata non influenzerà le decisioni dei soggetti politici" in relazione al cammino delle riforme, aveva detto a SkyTg24 il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio. "Abbiamo scelto di cambiare insieme le regole del gioco democratico, si è scelto di farlo insieme e mi auguro che Forza Italia e Berlusconi confermino questa scelta al di là delle determinazioni" che verranno decise dal Tribunale di Sorveglianza di Milano e "di cui prenderemo atto". Per nulla convinto che i giudici di Milano gli diano i servizi sociali, Berlusconi non sembra affatto disposto a limitarsi a "prendere atto" di una decisione, gli arresti domiciliari, che finirebbe col "silenziarlo in campagna elettorale". Sfilandogli via quella "agibilità politica" considerata conditio sine qua non del suo impegno con Renzi sulle riforme. Se, dunque, Forza Italia dovesse tirarsi indietro? "La nostra determinazione non cambia - aveva ribattuto deciso Delrio -. Sarà anzi maggiore: servirà più impegno ma non vogliamo deludere gli italiani". Francesco Paolo Sisto, deputato forzista e presidente della Commissione affari costituzionali della Camera, ad Agorà aveva messo in chiaro che, pur ammettendo l'agibilità politica di Berlusconi e le riforme come due piani separati, "questo non significa che siamo pronti a prendere tutto quello che dice il Pd e a ratificarlo passivamente. La proposta non implica, automaticamente, accettazione: si può anche criticare e migliorare insieme".
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TITOLO: Formigoni, la Procura di Milano fa sequestrare la villa in Sardegna e i conti correnti
DATA: 2014-04-10
OCCHIELLO: Il provvedimento nell'ambito dell'inchiesta sulla Fondazione Maugeri: il valore complessivo del sequestro è di 49 milioni di euro. L'ex governatore lombardo è. ..
TESTO:Una villa in Sardegna, ad Arzachena, conti correnti e proprietà immobiliari a Lecco e Sanremo. Sono alcuni dei beni sequestrati all'ex governatore lombardo Roberto Formigoni, attuale senatore del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, e al suo amico di vecchia data Alberto Perego nell'ambito del procedimento sul caso Maugeri-San Raffaele. A ordinare il sequestro preventivo per equivalente e per un valore di circa 49 milioni di euro, finalizzato alla confisca nel caso di una eventuale condanna, è stato il gup milanese Paolo Guidi, che ha accolto la richiesta dei pm Laura Pedio, Antonio Pastore e Gaetano Ruta, individuando precisamente in "49 milioni 883mila 208" euro il "prezzo" della corruzione contestata al Celeste e ad altri imputati, tra cui il faccendiere Pierangelo Daccò e l'ex assessore lombardo Antonio Simone. La replica di Formigoni. "Non ho mai posseduto nemmeno la centesima parte di 49 milioni di euro", ha commentato l'ex governatore. "Su uno dei miei due conti correnti figura un attivo di 18 euro e 20 centesimi, sull'altro un passivo di 75mila euro. Non ho mai posseduto né posseggo una casa in Sardegna". La cifra a cui si è arrivati, si legge nel provvedimento con il quale il gup ha disposto i sigilli, è "pari alle somme complessivamente trasferite, successivamente al 12 aprile 2006, dalle casse della Fondazione Maugeri alle società di Daccò e Simone e destinate alla remunerazione di questi ultimi e di Formigoni". Il sequestro arriva dopo che lo stesso giudice, nelle scorse settimane, ha rinviato a giudizio il senatore (accusato di associazione per delinquere e corruzione), Perego, i presunti intermediari Daccò e Simone e altre persone imputate per il caso Maugeri, ossia un giro di presunte mazzette per favorire, attraverso delibere della giunta guidata all'epoca dal Celeste, la Fondazione pavese con stanziamenti regionali.
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TITOLO: Europee, scontro Grillo-Pd sulle liste. Nicolini ed Emiliano rinunciano alla candidatura
DATA: 2014-04-10
OCCHIELLO: Il leader M5s attacca le donne capolista: "Quattro veline e un gabibbo". I dem rispondono: "Hai solo paura". Malumori interni al partito: il sindaco di. ..
TESTO:ROMA- Mentre il Pd è in pieno caos liste, Beppe Grillo ironizza sulla 'svolta' di candidare solo donne come capolista alle europee: "Quattro veline e un gabibbo", scrive sul suo blog, "donne usate a fini di marketing secondo la migliore tradizione berlusconiana". I dem gli rispondono compatti: "Hai solo paura". Nel partito, intanto, covano i malumori di Nicolini ed Emiliano. La prima da capolista si è ritrovata al terzo posto. Due posizioni davanti a lei c'è Caterina Chinnici. E così, Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, rinuncia alla candidatura nel Pd per le elezioni europee. Stessa trafila anche per Michele Emiliano, sindaco di Bari: dato da settimane come 'trainer' certo al Sud per l'europarlamento, all'ultimo momento si vede superato da Pina Picierno. Perciò si ritira, d'accordo con Renzi, per concentrarsi sulle regionali in Puglia del 2015. Il vicesegretario democratico, Lorenzo Guerini, chiarisce: "Non credo siano stati commessi errori nelle liste, votate ieri all'unanimità dalla direzione". Quelle di Giusi Nicolini e Michele Emiliano "sono scelte personali alle quali guardiamo con rispetto e che non inficiano la qualità delle liste". Se le decisioni "dovessero essere confermate - ha concluso - provvederemo in questi giorni a sostituire i nomi". L'attacco di Grillo. A mettere il carico da 11 sul Pd ci pensa Beppe Grillo, che in un fotomontaggio sul suo sito raffigura nelle vesti di 'veline' Alessia Mosca, Simona Bonafè, Alessandra Moretti e Pina Picierno, tenendo fuori dalla polemica solo il magistrato Caterina Chinnici. Il 'gabibbo' è Renzi, ritratto con la maschera del personaggio televisivo. "Donna o uomo per il Pd non fa differenza -scrive Grillo - l'unico requisito per essere messe come capolista alle europee dal votante unico delle primarie Pd è far parte della corte del caro leader Renzie. Quattro delle cinque nominate direttamente dall'ebetino sono attualmente deputate. Un anno fa sono state elette per fare cinque anni alla Camera. Due di loro, la contaballe Picierno e la Mosca, sono al secondo mandato. Se elette cosa faranno? Si dimetteranno e andranno a scaldare le poltrone di Bruxelles e Strasburgo? No. Rinunceranno e faranno passare i trombati impresentabili che da soli non riuscirebbero a prendere i voti neppure per amministrare un condominio", conclude il capo del M5s. A stretto giro arriva prima la risposta del Pd, per via della senatrice Anna Finocchiaro e del capogruppo alla Camera Roberto Speranza, che accusano il leader dei Cinque Stelle rispettivamente di "becero maschilismo" e "sessismo". Per loro, e anche per Guerini, Grillo "è spiazzato, ha paura del Pd".  
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TITOLO: Renzi: "La minoranza Pd si adegui alla maggioranza"
DATA: 2014-04-10
OCCHIELLO: Avvertimento del premier sulle riforme. Messaggio alle banche: "E' ora che inizino a restituire". Su Berlusconi: "Questioni giustizia attengono a giustizia"  
TESTO:ROMA - La minoranza del Pd si deve adeguare. E' un messaggio diretto quello del premier Matteo Renzi, intervistato dal Tg3. "Il Pd ha delle regole al proprio interno. La minoranza non va per i fatti suoi ma va dove va la maggioranza. Lo dico io che per anni sono stato in minoranza. Tutti noi sappiamo che quell'ipotesi è buona per essere sventolata sui giornali ma non  ha possibilità di essere realizzata. Fi manterrà gli impegni", ha detto il premier. Un intervento quello del premier al Tg3 che affronta una serie di temi caldi dell'agenda di governo. Renzi chiarisce che il taglio dell'Irpef non sarà una tantum. "Siamo in grado di dire ai profeti di sventura che il taglio di 80 euro al mese sarà confermato anche per i prossimi anni". Subito dopo Renzi ha preso di mira le banche e i super stipendi dei manager. "Lo spread più basso libera possibilità di fare credito e le banche se vogliono risparmiare possono stare più attenti a risparmiare sui super stipendi degli Ad. Sulla demagogia li sfidiamo a viso aperto. E' giusto che anche le banche paghino come i cittadini in questo periodo svantaggiato", ha aggiunto il premier. "Tutto si può dire meno che le banche" non abbiano avuto, "è ora che le banche inizino a restituire". Sulla questione dei dirigenti e dei loro stipendi ha puntualizzato: "Ho sentito super manager dire: 'allora io per 238 mila euro me ne vado nel privato'. Se ti prendono vai,   vorrei vederli. Noi abbiamo detto che ci deve essere un limite nel pubblico e 238 mila euro lordi sono tanti soldi". Un'intervista nella quale Renzi ha parlato anche del rapporto con Forza Italia. "Non so se Berlusconi auspica un incontro. Non è previsto ma se ci fosse ve lo faremmo sapere". Nel caso si tenesse sarebbe a palazzo Chigi "o al Nazareno, visto che ci siamo trovati bene". Quanto alla decisione sulla pena per il Cavaliere, Renzi afferma: "Le questioni della giustizia attengono alla giustizia. A me interessa la politica" e quel che servono sono le riforme: "sul superamento del Senato credo sia un bene se Forza Italia starà al tavolo". Infine, replicando alle parole del leader M5s su candidate europee del Pd, definite veline, ha detto: "Grillo tutte le mattine si sveglia e pensa: 'come posso attaccare il Pd'. Io mi alzo e penso: 'come posso oggi cambiare l'Italia? ".  
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TITOLO: Salva-Roma, sì della Camera dopo rinvio per mancanza del numero legale
DATA: 2014-04-10
OCCHIELLO: Il decreto ora passa al Senato, dove deve essere convertito in legge entro il 5 maggio. Ma nel voto finale erano assenti 104 deputati della maggioranza. ...
TESTO:MILANO - Alla fine il via libera della Camera è arrivato, ma con molta fatica. Il  decreto legge enti locali - che contiene le norme "Salva-Roma" - approda al Senato dopo una serata movimentata. Il voto finale è slittato di un'ora per l'assenza del numero legale. Nel pomeriggio, nella votazione sulla fiducia, si erano registrati 325 sì e 176 no. Al di là della "maledizione" del provvedimento - protagonista da mesi di mille traversìe parlamentari - si tratta di un segnale preoccupante per la maggioranza. In particolare, 62 erano gli assenti del Pd, 16 su 28 quelli di Ncd, 18 su 27 quelli di Scelta civica e 8 su 9 quelli di PI. In particolare, per quanto riguarda i dem, erano assenti anche tre delle quattro parlamentari chiamate a guidare le liste per le Europee: Bonafè, Moretti e Mosca. Erano assenti anche 53 su 68 deputati di Fi. Un intoppo che ha provocato l'esultanza di Lega e Cinque Stelle. "Chiaramente le numerosissime assenze all'interno del Pd sono il primo segnale tangibile di insofferenza rispetto alle pagliacciate di Renzi", ha detto il vicepresidente dei deputati leghisti Gianluca Pini. Ma alla fine la maggioranza è riuscita a correre ai ripari. E la seduta è terminata con le urla dei deputati Pd contro i Cinque Stelle: "Buffoni, buffoni". Ieri il governo aveva deciso di porre la fiducia sul decreto legge sugli Enti locali, che contiene, nella loro terza versione, le norme legate al cosiddetto "salva Roma". Una decisione maturata dopo le complicazioni nella gestazione del provvedimento quando le modifiche tecniche annunciate dal governo sono passate da "quattro-cinque" a undici. A quel punto il capogruppo Pd in commissione Finanze, Marco Causi, ha sollecitato una "valutazione politica" sugli emendamenti al testo proposti dall'esecutivo. Le decisione della di porre la fiducia si spiega, però, con la necessità di convertire il testo entro il 5 maggio. Il decreto sulle misure urgenti per gli enti locali italiani, che contiene anche le norme su Roma capitale, ha avuto così il suo via libera finale alla Camera. Dopo tre settimane di lavoro in commissione, oltre 400 voti sugli emendamenti e l'esame di molteplici problematiche emergenziali degli enti locali, il provvedimento vede finalmente la luce, dopo che, per ben due volte, era decaduto a seguito della prima lettura al Senato" ha detto il sottosegretario all'Economia, Giovanni Legnini sottolineando che "nessun euro graverà sul bilancio dello Stato".  
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TITOLO: Mafia, su voto di scambio il Senato dice sì a: 'ghigliottina'. Scatta la protesta M5S
DATA: 2014-04-10
OCCHIELLO: L'aula di Palazzo Madama sospende la discussione generale sul disegno di legge per passare direttamente al parere sul testo, che arriverà martedì 15. Bagarre. ..
TESTO:video). Critiche che il Pd respinge al mittente: nessun compromesso al ribasso - è la replica di Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia alla Camera -, e "niente sconti ai mafiosi - dice la parlamentare -. Il M5S finge di ignorare che la rimodulazione della pena risponde a principi costituzionali di proporzionalità. Finge di ignorare che, per concorso di reati, il mafioso risponderà non solo per la promessa di procurare voti ma anche per l'associazione". LEGGI Cos'è la ghigliottina / Il precedente: Boldrini su Imu-Bankitalia Le fa eco il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri, secondo il quale con il testo sul voto di scambio "viene ampliata l'area del penalmente punibile. Quindi rispetto, ma non comprendo né condivido la polemica del M5S che peraltro alla Camera in prima lettura aveva votato una norma che già prevedeva la pena da 4 a 10 anni. Rispetto a quel testo si fa un passo in avanti perché viene punito il semplice scambio delle promesse tra il politico e il mafioso". ASCOLTA Casson a M5S: si poteva fare di più, ma è da approvare Ma in aula la bagarre è esplosiva. "Voi non vi meritate il titolo di onorevole", grida il capogruppo Vincenzo Santangelo "andrete tutti a casa".   E poi: "Uno tsunami vi spazzerà - dice ancora Santangelo mentre si levano urla e fischi dai banchi delle altre forze politiche - vi accompagneremo fuori uno a uno, anche alla luce della vostra età avanzata. Andrete tutti a casa" (video).  Le dichiarazioni dei pentastellati, però, vengono stoppate dalla maggioranza e da altre forze dell'opposizione. "Così come altri si sono opposti allo squadrismo violento noi ci opporremo a questi nuovi squadristi che sono rappresentati dal Movimento 5 Stelle", risponde Vincenzo D'Anna, vicepresidente del gruppo Gal. E' quasi rissa, e, avvicinandosi ai cinquestelle, D'Anna grida con il braccio alzato: "Duce, duce".
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TITOLO: Clemente Mastella rinviato a giudizio con sua moglie: associazione per delinquere
DATA: 2014-04-10
OCCHIELLO: Processo a giugno anche per altri 17 imputati
TESTO:Il leader dell'Udeur Clemente Mastella, la moglie Sandra Lonardo e altre 17 persone sono state rinviate a giudizio per associazione a delinquere. Lo ha stabilito il gup del Tribunale di Napoli Maurizio Conte. Il processo comincerà il prossimo 18 giugno davanti alla nona sezione del Tribunale. Secondo l'accusa, l'attività dei vertici dell'Udeur in Campania era finalizzata "alla commissione di una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione, e soprattutto all'acquisizione del controllo delle attività pubbliche di concorso per il reclutamento di personale e gare pubbliche per appalti ed acquisizioni di beni e servizi bandite da Enti territoriali campani, Aziende sanitarie e Agenzie regionali, attraverso la realizzazione di numerosi reati". In un primo momento l'accusa di associazione a delinquere era caduta e Mastella e i suoi coimputati erano stati rinviati a giudizio solo per altri reati. Tuttavia la Procura aveva fatto ricorso per Cassazione che, condividendone le valutazioni, avevano annullato quella parte della sentenza, disponendo una nuova udienza preliminare.
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TITOLO: Telefonata Pizzarotti-Grillo: "Gli ho citato Leonard Cohen"
DATA: 2014-04-10
OCCHIELLO: "Il fatto di sentirci è stata una bella esigenza". La citazione d'autore: "C'è una crepa in ogni cosa ma è da lì che entra la luce". "Segnale positivo? Io. ..
TESTO:Aveva chiesto un incontro per chiarirsi direttamente. Per ora si è dovuto accontentare di una telefonata. Dopo le bordate di Grillo contro "Capitan Pizza", il sindaco di Parma ha rilevato nel pomeriggio, a margine di un incontro di natura economica in città, di avere telefonato stamani al leader del M5s. "Cosa ci siamo detti? Questi restano affari nostri, ma la cosa importante è che il dialogo serve a tutti sicuramente". Oggi Grillo è tornato alla carica dedicando al primo cittadino una canzone di Guccini, postando sul suo blog una strofa e un link al brano "Vedi Cara", che parla di una rottura: "
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TITOLO: "Siamo pronti a fare l'eterologa: costerà sui 300 euro"
DATA: 2014-04-10
OCCHIELLO: I centri pubblici e privati subissati dalle richieste. Parla Bulletti, primario di Cattolica: abbiamo centinaia di gameti crioconservati. Aspettiamo solo che. ..<br clear='all'/>
TESTO:"Noi siamo pronti a fare l'eterologa, col ticket sanitario. Abbiamo la tecnologia, le strutture, abbiamo centinaia di gameti abbandonati o donati negli anni passati. La Consulta è legge, il parlamento non potrà tornare indietro, ora è solo questione di qualche parere dei legali dell'Asl e di vedere pubblicata la sentenza sulla Gazzetta ufficiale". Il giorno dopo lo storico pronunciamento della Corte Costituzionale, all'unità operativa di fisiopatologia della riproduzione dell'Asl Romagna, a Cattolica, i telefoni hanno squillato ininterrottamente come in decine di altri centri pubblici e privati d'Italia. Gente che aveva praticamente la valigia in mano per qualche centro straniero, ha bloccato tutto. In tanti rinunciato ai viaggi all'estero? "In molti hanno chiamato per chiedere informazioni, per sapere se e quando era possibile prenotarsi un appuntamento. Abbiamo chiesto qualche giorno. Tanto fino a quando tra un mese la sentenza verrà pubblicata sulla Gazzetta non si potrà fare nulla in sala operatoria". Carlo Bulletti, primario dell'unità operativa, non poteva avere un regalo più bello di compleanno, "soprattutto per le donne in dieci anni hanno pagato un duro prezzo assieme alla comunità scientifica". Affogati di richieste? "Conti che già prima solo nella nostra Asl ogni anno saranno state circa duecento le coppie interessate all'eterologa che poi prendevano la via dell'estero". Su indicazione di chi? "Una situazione assurda. Come medico devo aiutare a risolvere un problema di sofferenza sanitaria, e la sterilità lo è sicuramente, dall'altro canto la legge mi puniva se avessi dato informazioni sull'eterologa. La coppia no, non correva rischi, noi medici avremmo invece dovuto pagare una multa dai 300mila ai 600mila euro di multa. Ognuno si è comportato secondo la sua coscienza" Ora finalmente si parte? "Diciamo che abbiamo l'esperienza, siamo nati negli anni 90 col professor Carlo Flagmini, come tecnica siamo ai massimi livelli, facciamo anche la diagnosi pre impianto e seguiamo 900 cicli di fecondazione assistita ogni anno oltre ad occuparci di chirurgia riproduttiva, si trattare endometriosi e malattie che portano alla infertilità". Costi e tempi? "Il ticket sanitario in Emilia Romagna è in base al reddito, diciamo che per un trattamento si va sui 300 euro e credo che questi saranno anche i prezzi dell'eterologa". Ma avete ovociti e gameti maschili? "Stiamo facendo la contabilità, abbiamo registri, controllando tutti i dati, verificando le richieste di chi vuole conservare gli ovociti in sovrannumero già al freddo da tempo e chi li abbandona o dona. Sicuramente saranno alcune centinaia. C'è però un problema". Quale è il problema? "Penso che gli ovociti abbandonati possano essere usati per l'eterologa, ma chi li ha donati alla ricerca credo vada risentito per capire se è d'accordo a cambiare il destinatario. Per sicurezza abbiamo chiesto una consulenza al legale della Asl". Problemi organizzativi? "Bisognerebbe regolamentare le donazioni, secondo me dovrebbero essere tutte a titolo solidale come in passato, gratuite insomma, e all'inglese. Ovvero donatori sconosciuti ma con informazioni genetiche utili per la salute del bambino. Proporrei anche limiti sulle donazioni maschili, magari un massimo di cinque, per evitare possibili incontri tra parenti. E a ogni donna che si sottopone alla fecondazione assistita chiederei, come in passato, se dei suoi dieci ovociti prodotti ne vuole donarne un paio ad una donna meno fortunata di lei".  
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TITOLO: Il Cavaliere verso i servizi sociali Pd striglia la minoranza
DATA: 2014-04-10
OCCHIELLO: Tutto liscio per Silvio Berlusconi, come nelle previsioni. L'accusa ha accolto la richiesta dei legali della difesa e l'ex Cavaliere sarà affidato ai servizi. ..
TESTO:Tutto liscio per Silvio Berlusconi, come nelle previsioni. L'accusa ha accolto la richiesta dei legali della difesa e l'ex Cavaliere sarà affidato ai servizi sociali. Un comodo trasferimento in qualche centro di assistenza per qualche ora a settimana dove presterà il suo servizio sociale. Unico intralcio, che però pare infastidisca molto il condannato per frode fiscale, è che il giudice pronuncerà la sua decisione tra un minimo di cinque e un massimo di quindici giorni. E in questo lasso di tempo Berlusconi dovrebbe in teoria stare zitto, cosa che non è proprio nella sua natura. Comunque anche quando potrà partecipare alla campagna elettorale difficilmente potrà esibirsi nel suo numero abituale di attacco ai magistrati, perché il provvedimento così blando potrebbe essere revocato in qualsiasi momento. Conseguenze per le riforme? Berlusconi per un po' continuerà a fare "lo statista", lasciando ai suoi fedelissimi il compito di sparare bordate. Vedrà Renzi? Il premier non lo ha escluso ma ha detto che l'appuntamento non è in programma. Mentre nel Def è specificato che la legge elettorale sarà approvata in settembre definitivamente e che la riforma del Senato e del Titolo V saranno completate entro dicembre dell'anno prossimo, Renzi ha lanciato tre avvertimenti secchi e precisi. Il primo alla minoranza Pd di Civati: la regola è che si discute ma poi la minoranza segue ciò che ha deciso la maggioranza. Il riferimento è all'iniziativa di Civati sul Senato che va in direzione opposta a quella della riforma Renzi. Il secondo alle banche, che devono cominciare a restituire soldi (alle famiglie e alle imprese) smettendola di fare demagogia. Il terzo a chi mette in discussione l'aumento di ottanta euro in busta paga per i meno abbienti: sarà una soluzione di lunga durata grazie a tagli strutturali dell'Irpef. Il governo ha ottenuto la fiducia sul tormentato decreto salva-Roma, ma la maggioranza ha dovuto rinviare a martedì prossimo il voto di scambio su cui i grillini hanno scatenato la bagarre in aula. Iniziative giudiziarie: Mastella è stato rinviato a giudizio con la moglie per associazione a delinquere. La procura di Milano ha sequestrato beni per 50 milioni (tra cui una villa in Sardegna) a Formigoni che però nega di possedere quei beni.
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