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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 14 May 2019 AL GIORNO Tuesday 21 May 2019 SU: ambiente




TITOLO: Sostenibilità: dalla lattuga alla salvia, vademecum per pollici poco verdi  
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OCCHIELLO:  
TESTO: Pomodorini - I pomodorini crescono facilmente, basta trovare un giusto angolo al Sole e innaffiarli una volta al giorno. Saranno necessari alcuni bastoncini di legno con cui sostenere la crescita della pianta, i pomodori infatti crescono verso l’alto e hanno bisogno di un appoggio per poter sostenere il peso dei frutti. Difficoltà: 1. Periodo di semina: marzo-aprile. Irrigazione: una volta al giorno. Menta - La menta è una delle piante aromatiche più facili da coltivare, perché resiste molto bene a temperature calde e fredde e non richiede cure particolari. I semi vanno piantati a 2-3 centimetri di profondità e il vaso va posizionato in un’area ombreggiata. Bisogna poi considerare che la menta è una pianta infestante cui lasciare un vaso dedicato, senza affiancarla ad altre piante. Difficoltà: 1. Periodo di semina: maggio. Irrigazione: una volta al giorno. Avocado - Coltivare l’avocado è semplice e al tempo stesso divertente. Uno dei metodi più utilizzati per seminarlo è la moltiplicazione per seme, per cui sono necessari un nocciolo di un vecchio avocado, un vasetto e quattro stuzzicadenti. Una volta lavato e asciugato il nocciolo dell’avocado, basterà infilzarlo con i quattro bastoncini e riporlo per metà dentro il vasetto pieno d’acqua. Il nocciolo dovrà essere sistemato con la parte più rotonda verso il basso e l’avocado avrà bisogno di un angolo molto luminoso per crescere. Dopo che la pianta avrà raggiunto i 20-30 centimetri d’altezza, sarà possibile invasarla e attendere i primi frutti. Difficoltà: 2. Periodo di semina: marzo-maggio. Irrigazione: cambiare l’acqua del vasetto ogni due-tre giorni. Salvia - Anche la salvia è un’erba aromatica tra le più facili da coltivare e far crescere: ama il caldo e preferisce posizioni molto soleggiate, ma teme il vento molto forte quindi va posizionata in un posto riparato. La salvia predilige un ambiente secco, non necessita di annaffiature frequenti, ma bisogna evitare che il terreno diventi completamente asciutto. Difficoltà: 2. Periodo di semina: marzo-aprile. Irrigazione: ogni 2-3 giorni (all’occorrenza). Zucchine - Se si ha a disposizione molto spazio, le zucchine sono una delle verdure che può dare maggiori soddisfazioni. Tuttavia, in un orto sul balcone la zucchina in vaso può avere qualche difficoltà a crescere: sebbene cresca in fretta e abbia bisogno di poche cure, le zucchine si allargano molto e, per evitare che la pianta non soffra, sarà necessario metterle in un vaso di almeno 50cm (oppure seminare delle zucchine rampicanti). Difficoltà: 3. Periodo di semina: marzo-aprile. Irrigazione: una volta al giorno. Carote - Il periodo ideale per seminare le carote va da fine febbraio ad agosto, ma se si decide di metterle in vaso è necessario badare ad alcune accortezze per far sì che queste crescano rigogliose e senza ostacoli. La carota cresce e si sviluppa nel terreno, per questo ha bisogno di terra fertile, senza sassi o sassolini che possano modificare la sua forma o bloccarne le dimensioni. Per fare crescere le carote in un orto sul balcone sarà necessario un vaso con una profondità di almeno 25-30 centimetri e, per garantire una protezione naturale da parassiti, si consiglia di affiancare ai semi due-tre spicchi d’aglio. Difficoltà: 3. Periodo di semina: fine febbraio-agosto. Irrigazione: una volta al giorno 8. Basilico - Il basilico è una delle erbe aromatiche indispensabili in cucina e sicuramente anche una delle più semplici da coltivare ma è una pianta molto delicata che non permette errori. Il basilico teme infatti le temperature molto fredde e quelle al di sotto dei 10 gradi possono essere addirittura fatali. Vuole un’esposizione al Sole e un’irrigazione frequente, ma è al contempo sensibile ai ristagni d’acqua che possono portare facilmente a un soffocamento delle radici. Difficoltà: 3. Periodo di semina: aprile-maggio. Irrigazione: una volta al giorno.
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COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Innovazione e gestione strategica, Cap al Festival dell'Acqua  
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TESTO: Il Festival dell’Acqua ospita appuntamenti dedicati ai temi chiave della governance del sistema idrico integrato a livello nazionale ed europeo, alla luce delle dinamiche ambientali, politiche economiche in costante mutamento. Cap partecipa a sei panel di approfondimento: dai macro-temi di climate change e siccità alle nuove sfide da affrontare in ambito europeo dopo le elezioni, dalle tecnologie applicate all’innovazione della rete idrica come i dispositivi Early Warning fino alla gestione delle acque meteoriche e alla grande sfida dell’automazione. “Risulta più che mai cruciale - spiega ancora Russo - il confronto con gli operatori italiani ed europei, per discutere e ragionare sul ruolo del settore idrico nel contribuire a cambiare il nostro modo di produrre e consumare. Con l’obiettivo di uno sviluppo veramente sostenibile del territorio e dell’utilizzo razionale delle risorse”. L’azienda pubblica lombarda porta al Festival alcune delle sue best practice: prima azienda in Italia ad aver adottato il Water Safety Plan (Wsp), Gruppo Cap nel 2018 ha esteso il Piano per la sicurezza dell’Acqua a 7 nuovi sistemi acquedottistici della Città metropolitana di Milano, con la prospettiva di implementarlo entro il 2022 in tutti i 134 Comuni serviti. Il Wsp prevede l’applicazione di tecnologie e competenze avanzate come, l’innovativo sistema di monitoraggio Early Warning che consente di controllare i parametri dell’acqua in tempo reale e 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Per Cap, reti e impianti saranno sempre più smart, grazie a un incremento degli investimenti progressivo che raggiungerà nel 2033 quota 50 milioni. Un mix di investimenti e implementazioni con tecnologia 4.0 applicata in ogni ambito: dall’automazione delle attività industriali a partire da quelle ad alto rischio (5 impianti) alla conversione integrale di 15 impianti a controllo remoto, dallo sviluppo di una nuova control room con tecnologie di cloud computing e di analisi di dati in tempo reale, all’introduzione della modellazione in continuo su 5.000 km di reti acquedottistiche, passando dalla formazione high-tech per i dipendenti.
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TITOLO: Una filiera virtuosa per il recupero del legno post-Vaia  
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TESTO: "Raccogliendo le sollecitazioni di associazioni e singole persone e per contribuire al ripristino dei danni, Pefc Italia ha lanciato il progetto Filiera Solidale, proponendo un logo per il legname proveniente dall’allestimento delle piante abbattute da Vaia che lo accompagnerà fino ai prodotti finali con la tracciabilità attraverso le varie trasformazioni - prosegue D’Orlando - L’Italia ha un settore di trasformazione del legno importante, che importa l’80% della materia prima: Pefc chiede alle imprese di utilizzare il legno proveniente da Vaia, sostituendo in parte le importazioni, e propone ai consumatori di scegliere i prodotti fatti con questo legno: un’azione di solidarietà per il ripristino delle foreste distrutte da parte di tutto il settore del legno e della società civile italiana". "La priorità - conclude D’Orlando - è ora organizzare il recupero delle piante danneggiate e la loro valorizzazione produttiva: il settore della trasformazione del legno è chiamato a favorire l’utilizzo del legno a terra, contribuendo così al ripristino delle aree danneggiate". E la filiera si è già attivata: numerose segherie hanno già aderito al progetto, impegnandosi a comprare il legno delle aree danneggiate al posto di quello di importazione; alcuni imprenditori della trasformazione successiva acquisteranno il legname proveniente dai boschi danneggiati per il fabbisogno dei prossimi anni. Non solo, vari soggetti stanno pensando a progetti da realizzare con il legname Vaia, sostenendo e dando visibilità al progetto. Obiettivo: creare un mercato che recupera risorse disponibili sul territorio e attiva sinergie tra imprese attraverso una filiera sostenibile e solidale. In Lombardia, spicca l’impegno della Comunita? Montana di Valle Camonica, che promuove la certificazione forestale quale strumento per la valorizzazione dei boschi e dei prodotti forestali legnosi e non legnosi del proprio territorio. In particolare, Marlegno, azienda che realizza su misura case in legno certificato Pefc, si è impegnata ad acquistare legname proveniente da aree colpite da Vaia e gestite dai Consorzi Pefc locali. "L’attenzione e la consapevolezza dell’importanza dei boschi e delle foreste è parte integrante del nostro business e del nostro modo di fare impresa - afferma Angelo Luigi Marchetti, ad di Marlegno. "Per questo motivo, acquistiamo solo legno proveniente da foreste certificate Pefc. Il nostro impegno quotidiano è quello di soddisfare i desideri dei nostri clienti, che scelgono una casa in legno soprattutto in ottica di sostenibilità ambientale e risparmio energetico. Come Marlegno, quindi, acquistare legno proveniente da foreste lombarde devastate dalla tempesta Vaia, è una scelta assolutamente naturale: sappiamo che, se inutilizzato, tutto questo materiale andrebbe perso creando un ulteriore danno all'area", aggiunge Marchetti. Prende parte alla Filiera Solidale anche la Segheria Romelli Legnami Srl (BS), realtà specializzata nella progettazione, lavorazione, gestione logistica e montaggio completo di strutture in legno massiccio e lamellare. La Segheria Romelli si è impegnata ad acquistare materiale Pefc proveniente dai cantieri di bonifica e dagli schianti causati da Vaia, cantieri gestiti dal Consorzio Forestale Allione e altri Consorzi della Valle Camonica. Da parte sua, il Consorzio Forestale e Minerario della Valle Allione, che gestisce secondo le regole indicate dalla certificazione Pefc un territorio di 7.390 ettari di superficie che comprende i comuni amministrativi di Capo di Ponte, Cerveno, Malonno, Ono San Pietro, Paisco Loveno e Sellero, si impegna a valorizzare il legname proveniente dai cantieri di sgombero degli schianti forestali e ha avviato interventi di ripristino dei boschi danneggiati da vento in località Val di Scala-Latte-Medel. "Dopo Vaia ancora 5 mln di m3 di legname da recuperare" Dopo tempesta Vaia 8,5 mln m3 di legname a terra Tempesta Vaia, in Valle Camonica la filiera solidale per il recupero del legno (FOTOGALLERY)
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TITOLO: Sostenibilità, per il 96% degli italiani migliora la qualità della vita  
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TESTO: Un ruolo importante, per migliorare la qualità della vita, lo ricopre la mobilità, smart e sostenibile. L’81% degli intervistati si muove a piedi o in bicicletta per percorsi brevi, il 59% si informa su come guidare in modo sempre più sicuro e il 57% su come farlo in modo più pulito. Ancora, il 41% usa più mezzi quando si sposta, combinando ad esempio auto e bici o auto e mezzi pubblici. Il 91% chiede maggiore chiarezza sui vantaggi e gli svantaggi e le situazioni in cui è meglio scegliere i diversi tipi di alimentazione dell’auto (93%). E sul fronte sicurezza, c'è chi è disposto a rinunciare in parte alla privacy, ad esempio accettando di trasmettere i dati raccolti dalla propria auto a polizia (33%), al proprio comune di residenza (32%) o alle società produttrici di dispositivi di tracciamento dati (28%). In cambio, appunto, di ottenere, in primis, una maggior sicurezza quando si è alla guida (38%). Se il bisogno di vivere in un mondo sostenibile è condiviso all’unanimità (per l’81% è importante per ogni persona, per il 18% per i propri figli e nipoti), meno condivisa è la fiducia nel futuro: solo il 50% pensa che tra 5 anni il mondo sarà davvero migliore. Tra gli elementi di ottimismo, l’attenzione al bene dei propri figli (56%) che potrà spingere a comportamenti più virtuosi, e l’informazione (54%), ritenuta utile per far comprendere i benefici che derivano da un mondo sostenibile. Gli interessi economici (68%) e l’egoismo delle persone (55%) frenano invece la fiducia in un futuro più sostenibile. Disposti a impegnarsi individualmente, ma chiedono di essere guidati: il 55% attribuisca al singolo cittadino il ruolo di principale promotore di un mondo sostenibile, ma la quasi totalità (94%) chiede alle istituzioni formazione nelle scuole e più informazione.
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TITOLO: Eni, net zero Carbon footprint al 2030  
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OCCHIELLO: Presentato il tredicesimo report di sostenibilità. Attenzione allo sviluppo del territorio, innovazione in primo piano 
TESTO: "Con una popolazione mondiale che nel 2040 potrebbe superare i 9 miliardi, avvertiamo la responsabilità, in quanto compagnia del settore dell’energia, di portare energia innovativa e più pulita dove necessario - spiega l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi - Possiamo contribuire a promuovere lo sviluppo economico, investire nell’istruzione e nella formazione, migliorare le condizioni di salute e l’accesso all’acqua". Per la presidente Emma Marcegaglia, "l'attenzione per la sostenibilità ambientale è parte integrante del nostro sistema di corporate governance. Eni ha adottato una strategia di decarbonizzazione all'avanguardia, sfidante per gli obiettivi e innovativa per gli strumenti che prevedono, tra l'altro, partecipazione a progetti di forestry". Il rapporto di sostenibilità di Eni illustra come l’azienda stia evolvendo per affrontare le sfide globali e per contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite. Cambiamento climatico, ambiente, salute e sicurezza, rispetto per i diritti umani, istruzione e formazione professionale, sviluppo locale sono le aree di interesse prioritario per Eni. Per soddisfare queste priorità, Eni si è concentrata sulla creazione di partnership sia con il settore pubblico che con organizzazioni della società civile, come strumenti chiave per realizzare le proprie ambizioni in materia di sostenibilità e per contribuire al raggiungimento degli SDGs. Le partnership sono fondamentali per affrontare le sfide di maggiore rilievo, in quanto permettono di costruire obiettivi comuni guidati dai valori condivisi. A tal fine, Eni ha lavorato con governi, organizzazioni internazionali, ong ed altre aziende private. Eni ha firmato accordi con il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) per sviluppare energia sostenibile in diversi Paesi africani e con l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao) per costruire pozzi d’acqua a energia solare in Nigeria. Eni ha continuato il suo programma di sminamento in Angola con Halo Trust, la più grande organizzazione umanitaria al mondo che si occupa di rimozione di mine. In linea con la propria strategia sul clima, Eni ha rilanciato il suo impegno tramite la Oil and Gas Climate Initiative aderendo al target collettivo di riduzione dell’intensità delle emissioni di metano. Centrale, il tema dell'innovazione: in Ricerca e Sviluppo Eni prevede investimenti pari a 900 milioni di euro nel periodo 2019-2022. Nel 2018 le spese totali in R&S sono state pari a 197 milioni di euro, di cui 74,3 milioni dedicati alla decarbonizzazione tra rinnovabili (24,6 milioni), chimica verde (6,9), bioraffinazione (8,3), promozione del gas (12,2), efficienza energetica (9,6), riduzione delle emissioni (12,7). Investimento che paga: nel 2018 i benefici economici legati all'applicazione di tecnologie innovative sono stati pari a 921 milioni di euro, in leggero aumento rispetto al 2017. I brevetti in vita sono 7.280, tredici le nuove domande di brevetti su fonti rinnovabili.
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TITOLO: Ambiente: stop alla plastica in mare, al via campagna 'Mediterraneo da remare'  
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TESTO: Le iniziative, che si svolgeranno nel corso dell’estate 2019, saranno prevalentemente dedicate a contrastare la dispersione delle macro e micro plastiche in mare, con lo slogan #NoPlastic, ma anche a rilanciare il focus “Acquascooter Free” promuovendo la mobilità a remi e la diffusione dell’uso delle canoe in luogo del noleggio di moto d’acqua. Secondo Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde, ideatore della campagna, "le coste della penisola e le aree marine protette italiane rappresentano un patrimonio ambientale inestimabile, ma sono sempre più minacciate dall’inquinamento causato dalla dispersione di macro e micro plastiche. Oggi rilanciamo la campagna Mediterraneo da remare, consapevoli che proprio a dicembre l'Italia ospiterà a Napoli la Conferenza delle Parti della Convezione di Barcellona sulla protezione dell'ambiente marino del Mediterraneo. Sarebbe importante presentarsi come un Paese capace di tutelare la biodiversità che la contraddistingue, anche attraverso l'istituzione di nuove aree marine protette". Per Rosalba Giugni, presidente di Marevivo, "eliminare la plastica monouso, ma soprattutto raccoglierla, ripulire le coste per far respirare l'ambiente e apprezzarlo nella sua completa bellezza, sono questi gli obiettivi che ci siamo posti con la campagna Mediterraneo da remare. Un'onda blu, amica del mare, sta attraversando le coscienze di giovani e giovanissimi, e su questo movimento dobbiamo contare sempre di più, perché un pianeta sano è un habitat migliore nel quale vivere”. Il Mediterraneo, spiega l’Ammiraglio Giovanni Pettorino, Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, "è un mare fragile, per questo è fondamentale diffondere la cultura della tutela degli ambienti marini. In linea con la nostra missione, la Guardia Costiera pone in essere programmi di comunicazione ed educazione in materia ambientale, rivolti soprattutto alle giovani generazioni".
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TITOLO: Rinnovabili: Gse, nel 2018 cresce produzione e scendono incentivi  
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TESTO: I costi sostenuti dal Gse per l’incentivazione e il ritiro dell’energia elettrica sono stati di 13,4 miliardi di euro, in calo rispetto ai 14,2 miliardi di euro del 2017, per via del termine del periodo incentivante di impianti ex-CV (certificati verdi) e Cip6, oltre che per una minor produzione fotovoltaica. Inoltre, ritirando e collocando sul mercato elettrico 30,6 TWh, nel 2018 il Gse ha realizzato un ricavo di 1,8 miliardi di euro, circa 100 milioni in più del 2017. Dunque il netto degli incentivi in bolletta è stato nel 2018 di 11,6 miliardi di euro. Si tratta di un abbattimento della componente Asos (ex componete A3 della bolletta elettrica) di quasi un miliardo di euro rispetto ai 12,5 miliardi del 2017. Complessivamente nel 2018 le attività del Gse hanno consentito di destinare alla promozione della sostenibilità circa 15,4 miliardi di euro, di cui 11,6 miliardi per l’incentivazione dell’energia elettrica da fonti rinnovabili, 1,7 miliardi ascrivibili all’efficienza energetica e alle rinnovabili termiche, 600 milioni relativi ai biocarburanti e 1,4 miliardi riconducibili ai proventi derivanti dall’Ets (Emission trading scheme). I numeri del rapporto attività 2018, spiega l'amministratore delegato del Gse, Roberto Moneta, "sottolineano l’importanza dell’azione del Gse a sostegno e nella promozione della sostenibilità ambientale in Italia. Per raggiungere gli obiettivi al 2030 sarà importante avere il contributo di tutti. Il Gse è ora impegnato a garantire alle amministrazioni pubbliche e agli operatori il pieno supporto e l’assistenza all’accesso ai meccanismi incentivanti, al fine di rendere possibile la transizione energetica già in atto”. Francesco Vetrò, presidente del Gse, nel sottolineare la rilevanza delle attività svolte nel corso dell’ultimo anno, ricorda che “il Gse, nello svolgimento del suo ruolo istituzionale, mette a disposizione anche del sistema produttivo il proprio patrimonio di conoscenze, competenze e dati, al fine di rendere più evidenti le opportunità di investimento nell’ambito delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità fissati dal Pniec". Secondo Vetrò, "un dialogo aperto e un coinvolgimento attento di tutti gli attori del settore energetico, sono fondamentali affinché il Gse possa assolvere al ruolo di propulsore per lo sviluppo sostenibile del Paese, fornendo un essenziale apporto collaborativo ai decisori pubblici e alle istituzioni al fine della definizione e della attuazione di politiche mirate alla riuscita del processo di transizione energetica”. Il Gse, nel 2018, ha fornito supporto tecnico alla Cabina di regia per l’efficienza energetica ai fini dell’accesso al Programma di riqualificazione energetica della Pubblica Amministrazione centrale (Prepac). Anche grazie alla consulenza attiva del Gse sono state presentate 100 proposte progettuali per una spesa totale di oltre 177 milioni di euro. Il Gse ha supportato oltre 1.500 Comuni italiani nell’individuazione di ambiti d’investimento orientati a una crescita ecocompatibile e alla riqualificazione energetica degli edifici pubblici. Sottoscrivendo diversi protocolli d’intesa con grandi città (Milano e Roma in primis) e Regioni, è stato ampliato il perimetro delle attività di supporto del Gse alle pubbliche amministrazioni. Il Gse cura una costante attività di comunicazione, informazione e formazione attraverso numerosi canali. Sul fronte della formazione, con il progetto "GSE incontra le scuole", nel 2018 sono stati coinvolti oltre 4.200 studenti di 40 scuole sui temi e sui valori della sostenibilità ambientale, delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica.
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TITOLO: Clima: italiani scettici rispetto a ruolo guida Ue nella lotta ai cambiamenti  
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TESTO: Dall'indagine emerge che gli italiani vedono le amministrazioni locali come gli enti pubblici più rilevanti nella lotta ai cambiamenti climatici e quindi, anche più importanti dell’Unione Europea e del governo nazionale. Il 21% degli italiani si sente sostenuto dalle amministrazioni locali nelle loro azioni e nei comportamenti rispettosi del clima. Si tratta di una percentuale che è di 3 punti superiore rispetto al sostegno percepito dall’Unione Europea (18%) e superiore di 11 punti rispetto ai governi nazionali (10%). La percezione degli italiani dell’Unione Europea è di 9 punti al di sotto della percezione generale in tutta l’Europa, con il 27% degli europei che si sentono sostenuti dall’Ue nei loro sforzi per combattere il cambiamento climatico. Nel complesso, gli italiani non ritengono soddisfacente l’efficacia delle misure attuate dalle istituzioni pubbliche per contrastare i cambiamenti climatici. Sono infatti solo il 25% quelli che ritengono efficaci le azioni intraprese dall'Ue per combattere i cambiamenti climatici. Gli italiani si mostrano ancora più severi nei confronti di altre realtà pubbliche: ad esempio le attività dei governi nazionali hanno ricevuto una valutazione positiva solo da parte del 18% dei partecipanti. Le politiche locali, invece, sono ritenute efficaci dal 26% degli intervistati. Va ancora rilevato che le opinioni descritte variano considerevolmente a seconda dell'età degli intervistati, dal momento che la generazione più giovane esprime valutazioni più positive. Sono infatti il 36% gli italiani tra i 18 e i 34 anni che ritengono efficaci le misure attuate dall'Ue, mentre sono solo il 21% i connazionali over 55 che la pensano allo stesso modo. Riguardo alle tre principali strategie climatiche che adotterebbero se fossero primi ministri, i nostri connazionali hanno risposto, nel 40% dei casi, che opterebbero per "premere affinché entro il 2050 la totalità della produzione elettrica derivi da fonti energetiche rinnovabili", mentre il 38% ritiene preferibile "cessare i disboscamenti entro il 2025". Si tratta delle stesse due misure classificate ai primi posti anche dal resto dei cittadini europei. A livello regionale si osserva che il 42% degli Europei e il 41% dei Cinesi metterebbero al primo posto, in termini di priorità politiche, la cessazione dei disboscamenti entro il 2025, contro un 30% di cittadini statunitensi che ritiene invece prioritario l'obiettivo di produrre elettricità esclusivamente da fonti energetiche rinnovabili entro il 2050.
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TITOLO: Si chiude in positivo Convention 2019 Secem  
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TESTO: Di Santo ha accennato anche al Pniec (Fire ha partecipato alla consultazione, conclusasi qualche giorno fa, con molte osservazioni, proposte e commenti che hanno tenuto conto dei pareri degli associati) ed al percorso verso il 2030: il raggiungimento degli obiettivi presuppone politiche dedicate a favorire una evoluzione consistente del mercato della riqualificazione edilizia. Sull’emission trading è intervenuto Sebastiano Serra del Mattm, delineando le novità introdotte dal nuovo schema, tra le quali ne citiamo due: assegnazione gratuita delle quote al 30% della quantità determinata dalle regole di assegnazione costante fino al 2025, dal 2026 decremento fino allo 0% nel 2030, ad eccezione del teleriscaldamento che rimane costante al 30% fino al 2030 e l’ammontare delle assegnazioni di CO2 ad asta è fissato al 57% dell’ammontare totale delle quote di CO2 (disponibile la video intervista al dott. Serra) Riguardo le figure professionali del settore energia, Serra ha sottolineato l’importanza di una buona formazione e qualificazione, accanto all’esperienza pratica in azienda, per evitare che gli operatori si trovino in difficoltà nella gestione dell’impresa e dei sistemi interni ad essa. A seguire il direttore Secem, Francesco Belcastro, ha mostrato alcuni dati sulle certificazioni Ege emesse e anticipato qualche dato sulle nomine degli energy manager (in estate verrà presentato il rapporto annuale Fire sulla figura professionale) sottolineando come su 2.382 nominati nel 2018, 826 hanno conseguito la certificazione Ege. Belcastro ha evidenziato inoltre tutte le opportunità di lavoro che sono state inviate agli Ege certificati Secem negli ultimi anni. A fine convention ha affermato: "Avevamo degli obiettivi da raggiungere con questa conferenza e li abbiamo raggiunti. Sono nate collaborazioni professionali, abbiamo fornito opportunità formative e di aggiornamento. Un professionista oggi deve essere al passo con i tempi, altrimenti rischia di non cogliere le opportunità giuste di lavoro". Hera e Viessmann hanno dato il via agli interventi tecnici e di buone pratiche presentando le loro esperienze sul tema degli incentivi e delle tecnologie. Per ciò che riguarda i certificati bianchi, come ha evidenziato Claudio Palmieri di Hera il meccanismo rimane uno strumento utile che non va fatto naufragare. Sarebbe opportuno individuare, caso per caso, quali sono le barriere che prevalgono nella singola impresa per capire come abbatterle e valutare le necessità di chi va a presentare i progetti per ottenere i Tee. Marco Rossi di Viessmann ha invece illustrando i passaggi eseguiti (dalla diagnosi energetica alla misura e verifica), nella realizzazione dell’impianto di trigenerazione installato nella propria sede a Pescantina (Vr). Le sessioni parallele sono state caratterizzate da un buon confronto tra relatore e partecipanti. Enerbrain ha descritto il sistema energy cloud, server utile per definire al meglio la gestione degli ambienti e del confort. Dal punto di vista dei costi, il sistema garantisce un risparmio energetico tra il 20% ed il 30%. Inspiring ha invece trattato il tema delle diagnosi ed in particolare di una soluzione a supporto degli energy manager per lo sviluppo delle diagnosi energetiche dinamiche. Anche Enel X ha incentrato la propria relazione sulle diagnosi energetiche evidenziando quali sono le opportunità per il cliente in ambito terziario nel post diagnosi. Danfoss ha portato in sala un strumento di prova che simula un impianto funzionante a portata variabile con 25 utenze. Lo scopo dell’intervento è stato quello di dimostrare i benefici derivanti da una regolazione pressure indipendent. Abb ha dedicato la sua sessione alla digitalizzazione dell’impianto elettrico e alla smart energy distribution. È stato presentato il nuovo interruttore che a breve sarà lanciato sul mercato, che permette di integrare le misure evolute e le logiche di gestione delle reti del futuro. Intervenire sugli edifici senza sconvolgere le caratteristiche dell’involucro esistente, ma garantendo il massimo beneficio, è stata la tematica su cui Teon ha incentrato la sua sessione parallela parlando di Tina, la pompa di calore monoblocco acqua-acqua. Nel pomeriggio la sessione plenaria conclusiva si è aperta con Daniele Forni di Fire e Laura Palazzo di Atradius, che hanno parlato del contratto standard Epc e dell’assicurazione del risparmio energetico. Il tema è legato al modello Esi Europe, creato all’interno dell’omonimo progetto con l’obiettivo di sbloccare gli investimenti in risparmio energetico nel segmento di mercato largamente delle Pmi. Il question time sulle diagnosi è stato tenuto da Fabrizio Martini dell’Enea. Da questa seconda ondata di diagnosi l’Ente si aspetta più di 15 mila diagnosi; intanto l’Enea sta incontrando le associazioni di categoria per definire le procedure e capire quali sono le esigenze, cercare quindi di standardizzare la diagnosi stessa. Tra le domande in sala la maggior parte hanno riguardato il monitoraggio e l’individuazione di chi deve fare la diagnosi con obbligo. A chiudere i lavori è stato Livio De Chicchis di Fire che ha presentato la metodologia per valutare i benefici multipli dell’efficienza energia ed il progetto M-Benefits, che fornisce ad energy manager, Esco e agli altri soggetti coinvolti nella proposta di interventi di efficientamento energetico il supporto giusto per comprendere gli effetti di tali soluzioni sul core business. I benefici non energetici sono tanti, De Chicchis ne ha ricordati alcuni tra cui il miglioramento dell’appetibilità? economica degli investimenti ed una valutazione più opportuna dei rischi connessi all’intervento. Secem ringrazia gli sponsor che hanno supportato la realizzazione delle due giornate convegnistiche.
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TITOLO: Raccolta e riciclo, tutti i numeri della plastica  
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TESTO: Cresce il riciclo. Sono 643.544 tonnellate (+9,7% rispetto al 2017) i rifiuti di imballaggio in plastica provenienti dalla raccolta differenziata domestica riciclate nel 2018 da Corepla (58%) di cui 27.366 ton provenienti dalle piattaforme da superfici private. A questa cifra vanno aggiunti i quantitativi di imballaggi in plastica riciclati da operatori industriali indipendenti provenienti dalle attività commerciali e industriali (376.000 ton) per un riciclo complessivo nazionale di oltre 1 milione di ton. Sono stati recuperati anche quegli imballaggi che ancora faticano a trovare sbocchi industriali verso il riciclo meccanico e il mercato delle plastiche riciclate. Infatti Corepla ha avviato a recupero energetico circa 383.000 tonnellate che sono state utilizzate per produrre energia al posto di combustibili fossili. È importante anche il contributo Corepla al bilancio energetico del Paese. Con il riciclo degli imballaggi in plastica provenienti dalle raccolte differenziate, nel 2018 sono stati risparmiati oltre 9 mila GWh. Nel corso del 2018, il consorzio si è avvalso della collaborazione di 63 dipendenti. La presenza femminile tra i dipendenti è del 50%. La qualità e il rispetto dell’ambiente sono ulteriori obiettivi Corepla. Complessivamente nel 2018 sono state effettuate 1.698 attività di audit e controllo su clienti e fornitori con una copertura totale dei soggetti coinvolti. Secondo il presidente Corepla, Antonello Ciotti, "l’industria della produzione e trasformazione della plastica rappresenta una realtà di rilievo e costituisce una parte significativa del sistema economico dell’Italia che è seconda solo alla Germania in questo settore. Nel corso degli anni inoltre, l’Italia ha saputo applicare anche al riciclo degli imballaggi in plastica creatività e capacità di innovare, da sempre tratto caratteristico del comparto". Tra gli esempi più recenti, Ciotti segnala "l’Accordo Eni Corepla per la trasformazione di rifiuti plastici eterogenei in idrogeno, la forte crescita della raccolta e del riciclo del polistirolo, la sperimentazione del riciclo chimico di alcune tipologie di imballaggi difficili da riciclare. Infine Versalis e Montello (il più grande stabilimento del circuito Corepla) hanno siglato un accordo per la produzione di granulo di Pe in parte con materia prima vergine e in parte con plastica riciclata. È l’Italia che innova, in veloce trasformazione verso un’economia circolare".
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TITOLO: Sostenibilità: biodiversità, anche i surgelati possono difenderla  
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TESTO: L’iniziativa si inserisce nell’impegno che l’azienda porta avanti da tempo, come dimostra l’adesione alla Sustainable Agricolture Initiative Platform, la principale iniziativa internazionale in materia di agricoltura sostenibile, che porterà entro l’anno ad avere il 90% dei vegetali da agricoltura sostenibile (il 100% dei prodotti più consumati, come minestrone, spinaci e piselli). Non solo, "entro i prossimi sei anni tutti i nostri prodotti ittici e i nostri vegetali saranno approvvigionati in modo responsabile e stiamo mettendo in atto una serie di operazioni che ci porteranno a ridurre le emissioni di CO2", spiega Renato Roca, direttore Marketing Findus. Lo studio durerà 5 mesi e ha l’obiettivo di valutare e monitorare la biodiversità di tre aree dove è maggiore il numero di aziende agricole che lavorano con Findus. Si tratta di sette aziende agricole 'tipo': tre nell’Agro Pontino e due nell’area della Capitanata, in particolare nel foggiano. Queste aziende sono state selezionate perché sono rappresentative di variabilità ambientale e degli organismi bioindicatori, utili a stabilire degli standard validi da applicare in altre aziende della stessa zona. Qui sono state installate 12 stazioni di monitoraggio, rilevata la vegetazione di interesse e identificata la fauna presente. Il gruppo di lavoro sta procedendo con lo studio dei territori dove sorgono i campi per mettere in evidenza tutti quegli elementi utili a stabilire il livello di biodiversità. Qualche indicatore? La presenza di alberi, siepi o bordure incolte, ad esempio, come spiega Stefano Speranza, referente scientifico del Progetto del dipartimento Dafne, sono elementi positivi. “Studiare la biodiversità significa partire dall’osservazione dell’ambiente circostante: la presenza di radure incolte, bordi fioriti o boschetti sono tendenzialmente segnali positivi. Anche gli insetti ci aiutano a capire il livello: la presenza, ad esempio di particolari lepidotteri oimenotteri, così come coleotteri carabidi o collemboli, è un punto a favore della biodiversità ambientale". La fase finale dello studio, che si concluderà nel corso dell’estate, vedrà l’identificazione dei campioni raccolti e la relativa analisi statistica dei dati. Lo studio di questi dati sarà volto alla stesura di linee guida adottabili per tutte le aziende. Le linee guida che verranno stabilite serviranno ad individuare la tipologia di interventi e le liste di specie vegetali da utilizzare. Sarà una sorta di “vademecum” per gli agricoltori, per dar loro indicazioni concrete sugli interventi da mettere in campo per essere sempre più attenti alla biodiversità.
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TITOLO: Animali: Roma invasa dagli 'alieni', le specie esotiche nella Capitale  
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TESTO: E ancora. “Le sponde del Tevere sono il rifugio di famiglie di nutrie, roditori oversize dall’aspetto simile ai ratti. Le zanzare tigre, è solo questione di giorni, con le copiose piogge di maggio ci faranno ‘vedere le stelle’", aggiunge Petretti. Non solo Roma. Attualmente in Italia sono presenti più di 3.000 specie aliene, introdotte spesso volontariamente, di cui oltre il 15% invasive. A livello europeo, negli ultimi 30 anni, il numero di specie alloctone è cresciuto del 76% e in Italia del 96%. Per contenere tale fenomeno ogni anno l’Unione Europea sostiene dei costi che superano i 12 miliardi di euro.
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TITOLO: 'Enel Energia Tour' a Cosenza per valorizzare eccellenze locali  
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TESTO: Ad animare l’incontro è entrato in scena Andrea Dianetti, attore ed ex concorrente di Amici, che ha coinvolto una giovane donna e un'associazione del posto nella preparazione dei "maccarruni", tipico piatto locale in cui la pasta fresca si realizza col supporto di un sottile "ferretto". L’iniziativa di Enel Energia è partita il 16 aprile da Messina e si concluderà il 5 dicembre a Vasto, toccando 50 località. Il viaggio si svolge con un truck, a bordo del quale, un’artista affronterà ogni volta nuove sfide mettendosi alla prova con i cittadini sulle specialità locali: dagli arancini siciliani al cuccù di Matera per passare alla celebrazione dei 500 anni della morte di Leonardo in Toscana. Dopo un giorno di apprendistato per imparare dalla comunità un’attività tipica del luogo, lo show si trasferirà nel Punto Enel per il finale, in occasione del quale sono previste anche dirette streaming con i negozi Enel limitrofi: giudici per l’occasione saranno gli stessi cittadini che valuteranno il livello di apprendimento raggiunto. Il format intende coinvolgere anche gli imprenditori locali che hanno scelto il marchio Enel. Con questo tour, conclude Chieffo, "vogliamo testimoniare la nostra vicinanza ai territori per fare in modo che il nome Enel sia sempre di più un valore per i nostri clienti".
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TITOLO: Cattolica Assicurazioni presenta Bilancio di sostenibilità 2018  
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TESTO: Con la Dnf 2018, redatta in conformità ai “Global Reporting Initiative Sustainability Reporting Standards”, i principi più diffusi in ambito internazionale, il Gruppo Cattolica conferma l’impegno a recepire e incorporare le best practice e la filosofia della sostenibilità in un’attività di Corporate Social Responsibility in grado di coinvolgere in misura crescente ogni livello dell’organizzazione e di favorire la diffusione della cultura della sostenibilità e un’innovazione sempre più responsabile, avendo quale punto di riferimento costante gli stakeholder aziendali e i territori in cui opera. La Dnf, anche nota come Rapporto di sostenibilità, amplia e migliora il lavoro intrapreso con il primo documento pubblicato lo scorso anno da Cattolica Assicurazioni e rappresenta con maggiore dettaglio le iniziative intraprese, gli obiettivi delineati e i progressi realizzati. I capitoli della Dnf raccontano Cattolica partendo dai cinque valori della Compagnia (integrità, coesione, coraggio di fare e di imparare, meritocrazia, orientamento al risultato) che differenziano la Compagnia nel suo modo di essere e di operare, anche in ambito Csr. Una narrazione per macro tematiche che pongono di volta in volta l’accento sull'Esg Investing, servizio al cliente, legame con la comunità e il territorio, risorse umane, risultati economici e l’ambiente, con relativo focus su Ca’ Tron, la più vasta tenuta agricola a corpo unico del Veneto.
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TITOLO: Rifiuti: 'La favola del riciclo', dalla realtà virtuale al libro  
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TESTO: Waste Travel 360°, nato per far capire alle nuove generazione il valore del rifiuto inteso come risorsa, proseguirà anche il prossimo anno scolastico il suo tour nelle scuole proprio con il supporto della pubblicazione 'La favola del riciclo: L'economia circolare, un gioco da ragazzi'. Il libro è accompagnato dalla prefazione di Salvatore Micillo, sottosegretario all'Ambiente con delega all’educazione ambientale, e contiene tutti i risultati del 2018 con i commenti degli studenti raccolti durante il tour nella Penisola dello scorso anno. La pubblicazione sarà distribuita gratuitamente ai Consorzi di filiera, alle scuole e tutti coloro che hanno fatto parte di questa esperienza. "Waste Travel 360° ha il patrocinio del ministero dell’Ambiente perché sosteniamo tutte quelle iniziative che lavorano con noi alla diffusione di una sensibilità ambientale nuova - spiega Micillo - La tecnologia può essere uno strumento meraviglioso e in questo caso ci dà la possibilità, attraverso la Virtual Reality, di accompagnare i bambini in impianti all’avanguardia dove si può quasi toccare con mano la differenza tra un rifiuto correttamente gestito e quella che siamo soliti considerare volgare spazzatura. Così la raccolta differenziata ed il rispetto dell’ambiente diventano materia di studio con lo scopo di divertire ma soprattutto di insegnare le buone pratiche ai giovanissimi". "Il progetto è nato dall’esigenza di educare i giovani alla cultura del riciclo, portandoli in un mondo di immagini e nozioni più adatto al loro linguaggio di nativi digitali - dichiara Filippo Bernocchi, presidente Ancitel Energia e Ambiente - È il mondo della trasformazione della materia a fine vita, del ciclo vitale di un prodotto, destinato quasi mai ad esaurirsi ma a prendere forme diverse. È il mondo della scienza, delle conoscenze e delle nuove tecnologie. Creando strumenti fluidi, facili e non retorici puntiamo quindi ad accelerare il processo di raggiungimento degli obiettivi di legge stabiliti dall’Unione Europea: entro il 2050 niente sarà più destinato allo scarto e ogni oggetto verrà progettato per essere riutilizzato e avviato al riciclo". Waste Travel 360° è un viaggio virtuale negli impianti di valorizzazione dei rifiuti. Composto da immagini a 360°, navigabili da tutti i dispositivi, permette ai bambini di compiere una visita immersiva e interattiva nel mondo della valorizzazione dei rifiuti, interagendo direttamente con i materiali, dall’alluminio alla carta, dalle pile all’organico dai Raee agli oli usati. Il viaggio negli impianti è accompagnato dalla figura virtuale del rapper Blebla in veste di supereroe. Waste Travel 360° è stato accompagnato da un tour in tutta Italia che dal 2017 ad oggi ha coinvolto 50mila studenti.
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TITOLO: "Made in Italy è il top, per restarci occorre strategia"  
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TESTO: "L'agricoltura in Italia è un settore in grande evoluzione. Quella italiana è la prima economia agricola per valore assoluto, nonostante le difficoltà, con 1,1 milioni di aziende agricole e 12 milioni di ettari di superficie. Sono 61 i miliardi che porta all’economia italiana l’industria alimentare, 33 soli dall’agricoltura", spiega Riccardo Vanelli, amministratore delegato di Syngenta. "Anche noi, come il sottosegretario Manzato, siamo convinti che la ricerca sia fondamentale. Per questo investiamo ogni anni 1,4 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, con oltre 5mila collaboratori impegnati in tutto il mondo in questo campo".
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TITOLO: L'isola di Favignana è plastic free  
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TESTO: "La scelta plastic free ha avuto una fortissima accelerazione con questo governo e con il ministro dell'Ambiente Costa che ha chiesto uno sforzo alle istituzioni, a tutti i livelli, a dare l'esempio - continua il direttore dell'Amp - Uno sforzo culturale e politico, e a questa richiesta i Comuni siciliani hanno dato subito una forte risposta, soprattutto le isole che hanno aderito con ordinanze grazie alle quali tra marzo e maggio diventano plastic free Favignana, Lampedusa e Ustica". In cosa consistono queste ordinanze? Soprattutto nel bando alla plastica monouso dagli esercizi commerciali che la vendono o che la utilizzano "ed è già una decisione importante, In particolare per le isole e le aree marine protette".
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TITOLO: Animali: 'tartatag', il satellitare che veglia sulle caretta caretta  
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TESTO: Insieme, l'ateneo e l'Amp, hanno infatti avviato un progetto di monitoring satellitare. "I segnali dei tag sono recepiti dai satelliti permettendo così di continuare il monitoraggio da remoto degli esemplari curati presso il Centro di primo soccorso tartarughe marine di Favignana e di conoscerne i tragitti, le tappe e i chilometri percorsi, oltre che di approfondire la conoscenza della specie e le sue abitudini", spiega Giulia Cerritelli, dipartimento biologia dell'università di Pisa. In particolare, tra i sistemi sperimentati c'è l'innovativo tag Iridium, uno dei dispositivi utilizzati per il monitoraggio delle tartarughe, dotato di una tecnologia di Gps sperimentata per la prima volta in Italia nell’ambito di questo progetto. Poco invasivo per l’esemplare, rispetto ai precedenti dispositivi sperimentati ha una maggiore precisione nel fornire informazioni sull'animale, trasmette i dati con più frequenza e consente un monitoraggio fino di a 12 mesi. Ad essere dotate di tag satellitari, i 'Tartatag', attualmente sono Aretusa, l'ultima caretta caretta liberata a Favignana, il cui percorso sarà quindi tutto da scoprire, Dian e Rita, due femmine di Caretta caretta di 35 e 25 anni, lunghe oltre 60 cm (75 cm Dian e 62,5 cm Rita) e un peso di 55 kg e 26 kg. Soccorse, curate e già rimesse in libertà, grazie al tracker sappiamo che in totale hanno percorso oltre 1100 km negli ultimi due mesi lungo le coste siciliane, a una velocità media di 1.5 km/h.
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TITOLO: Beach Litter, 10 rifiuti ogni metro di spiaggia  
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TESTO: Tornando ai risultati dell'indagine, l’81% dei rifiuti è rappresentato dalla plastica (784 ogni 100 metri) e per una spiaggia su tre la percentuale di plastica eguaglia o supera il 90% del totale dei rifiuti monitorati. Ai primi posti della top ten dei rifiuti più trovati ci sono pezzi di plastica e polistirolo, ma anche tappi e coperchi di bevande (se ne trovano 1 per ogni metro di spiaggia), mozziconi di sigarette (è stato trovato l’equivalente di 359 pacchetti di sigarette in 9 km), cotton fioc (il 7,4% di tutti i rifiuti monitorati) e materiale da costruzione (con oltre 4mila rifiuti legati a sversamenti illegali in piena spiaggia). E non manca l’usa e getta di plastica: ogni 100 metri di spiaggia si trovano 34 stoviglie (piatti, bicchieri, posate e cannucce) e 45 bottiglie di plastica. Sono oltre 10mila in totale le bottiglie e contenitori di plastica per bevande, inclusi i tappi (e anelli) censiti sulle spiagge, sostanzialmente la tipologia di rifiuti più trovata in assoluto. "La leadership normativa dimostrata dal nostro Paese, seppur apprezzabile non basta - dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente - Ora però è il momento di alzare l’asticella e recepire al più presto la nuova Direttiva europea con obiettivi e target di riduzione ancora più ambiziosi. Insieme a questo bisogna promuovere innovazione e ricerca nell’ottica dell’economia circolare; stimolare l’industria e le aziende a farsi carico di questa emergenza; aumentare la qualità della raccolta differenziata e del riciclo; guidare i cittadini e i consumatori a prevenire i rifiuti, a non abusare della plastica e adottare stili di vita più sostenibili". La cattiva gestione dei rifiuti urbani si conferma la causa principale (per l’85%) della presenza dei rifiuti sulle spiagge italiane, assieme alla carenza dei sistemi depurativi e alla cattiva abitudine di buttare i rifiuti urbani nel wc (8%): si tratta soprattutto di cotton fioc ma anche blister di medicinali, contenitori delle lenti a contatto, aghi da insulina, assorbenti o applicatori e altri oggetti di questo tipo che ritroviamo sulle spiagge. Pesca e acquacoltura sono responsabili del 7% degli oggetti monitorati: reti, calze per la coltivazione dei mitili, lenze, scatoline delle lenze, non solo pesca professionale ma anche amatoriale. L’indagine rientra nel progetto di citizen science di Legambiente Volontari per Natura. Le spiagge sottoposte a monitoraggio sono state 2 in Abruzzo; 2 in Basilicata; 6 in Calabria; 29 in Campania; 3 in Emilia-Romagna; 3 in Friuli-Venezia Giulia; 5 nel Lazio; 5 nelle Marche; 1 in Molise; 14 in Puglia; 5 in Sardegna; 13 in Sicilia; 3 in Toscana e 2 in Veneto. Per quanto riguarda le iniziative Spiagge e Fondali, l’elenco completo degli eventi in programma il 25 e 26 maggio, in continuo aggiornamento, è disponibile su sito di Legambiente. Chiunque potrà partecipare all’evento e condividere il suo impegno a favore del mare sui propri canali social (Facebook, Twitter, Instagram) utilizzando gli hashtag #spiaggefondalipuliti e #ceraunavoltailmare.
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TITOLO: Sostenibilità: Fondazione Cariplo-Gulbenkian, insieme per innovazione sociale  
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TESTO: Non è la prima volta che Fondazione Cariplo avvia collaborazioni internazionali. "Gli interventi della Fondazione restano prevalentemente sul territorio della Lombardia, di Novara e del Verbano Cusio Ossola - spiega il presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti - ma siamo convinti che per aumentare l’impatto di ciò che facciamo sia necessaria una forte collaborazione tra chi fa filantropia in Europa. Abbiamo problemi simili legati alle grandi questioni che interessano le persone e le famiglie. Pur concentrandoci ciascuno a livello locale, dobbiamo insieme mirare a obiettivi condivisi, come del resto è ben indicato nell’agenda internazionale degli obiettivi SDGs". "Siamo orgogliosi - rimarca Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore - di essere tra i protagonisti di un’intesa di ampio respiro internazionale, come quella siglata oggi. Fondazione Social Venture Gda, infatti, è fortemente impegnata nella diffusione della cultura dell’impact investing in Italia ed Europa; un’attività che realizza attraverso la promozione di percorsi convergenti tra welfare tradizionale, strumenti di capacity building e iniziative di open innovation indirizzate al nuovo ecosistema dell’imprenditoria sociale". Per Pedro Norton, consigliere della Fondazione Calouste Gulbenkian, "l’intesa di oggi consentirà, non solo, di ottimizzare la condivisione di conoscenze e best practices tra queste Organizzazioni, ma favorirà le future azioni congiunte, volte alla promozione di iniziative a impatto". "Per Maze - sottolinea Luis De Melo Jeronimo, consigliere di Maze impact S. A - lavorare in modo congiunto con queste Fondazioni leader in Europa è un’opportunità unica per favorire l’innovazione sociale e l’impact investing a livello internazionale, facendo leva sull’esperienza, le conoscenze e le capacità di aggregazione di queste Fondazioni".
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TITOLO: Sostenibilità: Milano, Firenze e Torino le città più 'circolari' d'Italia  
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TESTO: "La strategia comunitaria per l’economia circolare - spiegano Massimo Beccarello e Giacomo Di Foggia, rispettivamente direttore scientifico e ricercatore del Cesisp - sarà un game changer della politica ambientale europea destinato a cambiare profondamente la struttura dei sistemi economici e sociali degli Stati dell’Unione". La ricerca presentata oggi analizza la realtà italiana dell’economia circolare da un punto di vista Glocal. "Si deve partire da una valutazione di quanto è stato fatto e quanto si deve fare a livello locale - osservano i ricercatori di Milano-Bicocca - ed è importante iniziare da una mappatura delle politiche di prossimità che toccano il cittadino". Il Cesisp ha sviluppato un sistema di misurazione dell’economia circolare nelle prime 10 città italiane per popolazione (tutte superiori ai 300mila abitanti): in ordine alfabetico, Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino. "Abbiamo costruito una serie di indicatori - precisano Beccarello e Di Foggia - per dare un contenuto numerico ai 5 cluster o pilastri dell’economia circolare: il riutilizzo delle risorse, la condivisione sociale, la sostenibilità ambientale, la condivisione dei beni e l’uso efficiente di beni e risorse". Gli indicatori in tutto sono venti. Milano è risultata prima in 3 cluster su 5 (riuso, condivisione dei beni, uso risorse), seconda nel livello di condivisione sociale, mostrando le principali criticità per input sostenibili (pilastro nel quale si posiziona quinta), in particolare in efficienza energetica, disponibilità di aree verdi sul totale della superficie comunale e produzione di energia elettrica da fotovoltaico. In quest’ultimo indicatore, al contrario, punteggio massimo per Catania seguita da Bari e poi Bologna. Prendendo in considerazione alcuni degli altri parametri, Milano primeggia per i cittadini che scelgono di acquistare beni di seconda mano (poi Firenze, Genova), per percentuale di raccolta differenziata (quindi Firenze, Bologna), numero di passeggeri sui trasporti pubblici rispetto alla popolazione totale (a pari merito con Roma, poi Torino insieme a Bologna) e diffusione della sharing mobility (poi Firenze, poi Torino). Più colonnine di ricarica per i mezzi elettrici si registrano a Firenze, seguita da Milano, poi Bari. Le città con più volontari in percentuale alla popolazione sono risultate, in ordine, Firenze, Bologna e Torino. Per aree verdi, Roma batte Palermo e Bologna. Per orti urbani sul totale del verde, Bologna, Napoli e Firenze formano il podio. Infine, Bologna domina per diffusione di auto elettriche e ibride sul totale del parco auto, seguita da Milano e Roma. Venendo alle piste ciclabili in cima Bologna, quindi Firenze e Torino. "Il nostro studio - concludono i ricercatori - ha l’obiettivo di fornire e sviluppare strumenti per supportare i decisori locali regionali e statali per comprendere il posizionamento del nostro Paese e, soprattutto, avere dei primi strumenti di analisi di impatto per promuove un impianto normativo efficace basato sulla consapevolezza della realtà". Durante il convegno sono stati presentati i primi risultati del contatore ambientale della raccolta differenziata, voluto da Comune di Milano, Amat, Amsa, A2A e sviluppato da Conai, per quantificare i benefici ambientali della raccolta differenziata e di tutte le attività di riciclo e recupero dei rifiuti prodotti nel capoluogo lombardo.
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