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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 11 June 2019 AL GIORNO Tuesday 18 June 2019 SU: ambiente




TITOLO: Al via le 'Giornate della Ricerca' del Corepla  
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OCCHIELLO:  
TESTO: La due giorni permette così al settore di verificare quanto si sta facendo all’interno della filiera. Un appuntamento quest’anno alla sua seconda edizione. "L’anno scorso abbiamo lanciato le prime Giornate individuando tre linee guida: ecodesign e riciclo meccanico; depolimerizzazione; plasmix. Quest’anno abbiamo individuato delle sottosezioni ancora più dettagliate: l’acqua e le materie plastiche, si parla molto dell’impatto delle bottiglie ma teniamo presente che le bottiglie utilizzate per l’acqua minerale hanno il minor impatto in termini di sostenibilità seguendo le raccolte differenziate e rappresentano un ottima fonte di materie prime seconde perché tutto il Pet raccolto trova applicazioni nel riciclo". "Il secondo workshop è dedicato a salute, igiene e sicurezza delle materie plastiche", continua Ciotti. Terzo tema: “L’energia e le materie plastiche, dobbiamo valorizzare le materie plastiche che allo stato attuale non possono essere facilmente riciclabili, dando valore all’energia che è contenuta in questi imballaggi”. Ultimo tema: cibo e materie plastiche. "Qui - conclude - c’è bisogno di un grande sforzo tecnologico tenendo conto dei 2 mld in più di persone che abiteranno la Terra da qui al 2050 e della necessità di ridurre lo spreco alimentare: la sfida è avere un imballaggio più facilmente riciclabile e che protegga sempre più a lungo il cibo che contiene".
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COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Germania, attivisti per il clima bloccano una nave da crociera a Kiel
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OCCHIELLO: Contro l'inquinamento da particelle di fuligine che producono i giganti mare e che contribuiscono allo scioglimento dei ghiacci. Partenza ritardata di sei ore
TESTO: Un gruppo di attivisti contro il cambiamento climatico di "Smash Cruiseshit" ha bloccato una nave da crociera nel porto di Kiel ritardandone la partenza per ore. Gli attivisti si sono avvicinati ieri sera alla "Zuiderdam" attraccata all'Ostseekai: passando con piccole imbarcazioni di fronte alla prua della nave, i manifestanti hanno impedito alla nave di salpare. Alcuni dei circa 50 attivisti sono saliti anche sulla prua della nave da crociera e sulle funi di ormeggio. Altri hanno scalato una gru del cantiere sul molo. Alla fine dell'azione dimostrativa, la polizia ha arrestato oltre 40 attivisti, due dei quali, non volendo lasciare la gru, sono stati portati via a forza. Alla fine la nave è salpata in nottata con un ritardo di quasi sei ore alla volta di Copenhagen, ed è stata scortata fuori dal porto da motovedette della Polizia per evitare ulteriori azioni di disturbo. Quasi tutti manifestanti sono stati rilasciati alle prime ore dell'alba; per alcuni di loro sono stati avviati dei procedimenti penali. "Smash Cruiseshit" ha spiegato che, con la sua azione, voleva sollecitare l'interruzione delle emissioni inquinanti della nave da crociera. "Le navi da crociera stanno contribuendo a riscaldare il pianeta: le particelle di fuliggine che si depositano sugli iceberg dell'Artico stanno sciogliendo il ghiaccio lì ancora più velocemente", ha scritto il gruppo su Twitter.
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TITOLO: I bookmaker non hanno dubbi: il Nobel per la pace andrà a Greta Thunberg
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OCCHIELLO: A Londra quelli di Ladbrokes, per esempio, in caso di vittoria, ad oggi offrono 3 sterline su ogni sterlina spesa: in altre parole, danno Greta 1 a 3, una probabilità del 33%. Che per Papa Francesco scende al 6%
TESTO: I bookmaker di Ladbrokes, per esempio, in caso di vittoria della giovanissima attivista svedese, ad oggi offrono 3 sterline su ogni sterlina spesa: in altre parole, danno Greta 1 a 3, una probabilità del 33%. Tra i "concorrenti" dell'attivista svedese qualche chance sembra avercela la premier neozelandese Jacinda Ardern, che aveva impressionato il mondo per la sua posizione ferma e al tempo stesso compassionevole dopo gli attentati alle moschee di Christchurch, ma che si ferma al 17%. Seguono l'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr), all'11%, e Reporter senza frontiere, al 9%. Papa Francesco è staccato di diversi punti, visto che non va oltre il 6%. Altri bookmaker sono ancora netti: per Uniber le possibilità di Greta si aggirano al 44%, per Betway arriva al 50%. Come ricorda la Welt, Betway dà la cancelliera Angela Merkel al 12% e i Donald Trump al 10%. Sulla carta, non c'è partita contro la piccola Greta.
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TITOLO: Ostia: muore cucciolo di capodoglio, la carcassa arriva in spiaggia. Wwf: "E' emergenza"
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OCCHIELLO: Una femmina di cinque metri trovata dal velista Tullio Picciolini in un lido di Ostia Levante con una profonda ferita: da marzo, quando venne ritrovata una giovane femmina gravida in Costa Smeralda con 22 chili di plastica nello stomaco, salgono a otto i casi di cetacei trovati...
TESTO: Spiaggiato sul mare di Ostia Levante, quello davanti a Roma, con una ferita sulla parte superiore del corpo: con questo cucciolo di capodoglio sono otto i casi di spiaggiamenti di cetacei sui litorali nazionali dal marzo scorso, quando venne rinvenuta una giovane femmina gravida a Cala Romantica in Costa Smeralda con 22 chilogrammi di plastica nello stomaco. Si tratta di un giovanissimo esemplare femmina di cinque metri. A ritrovare il giovane capodoglio è stato Tullio Picciolini, 47 anni, "pilota d'aeroplano part-time - dice - ma soprattutto grande amante dei mari". E' lui che negli scorsi mesi (insieme a Giammarco Sardi) ha compiuto la traversata dell'oceano Atlantico in catamarano da Dakar a Guadaloupe. "Ieri ero al mare con mio figlio, quando proprio lui mi ha fatto notare una strana figura nell'acqua, non troppo lontana da riva, ma nemmeno così vicina da capire cosa fosse". Un'occhiata col binocolo del bagnino e tutto è stato tristemente più chiaro: la carcassa di un cetaceo si stava dirigendo a riva. "Nel giro di trenta minuti il piccolo capodoglio è stato trasportato sulla spiaggia dalla corrente - aggiunge Picciolini - Aveva una ferita, forse causata da una collisione con un'imbarcazione o magari è stato colpito da un pesce spada". Poi sono intervenuti guardia costiera e l'associazione Oceano Mare Delphis, che si sono occupati della salma diventata ormai di colore rosa e in avanzato stato di decomposizione. Ora associazioni ed enti lanciano un allarme: "Ogni capodoglio che muore in questo modo, soprattutto se si tratta di un individuo così giovane, è una perdita per tutta la ricchezza del mediterraneo - dicono dal Wwf - I capodogli con la loro incredibile dimensione e i lunghi tempi di riproduzione, sono un valore straordinario del nostro mare che dobbiamo accudire in ogni modo, anche chiedendo eventuali moratorie circa le prospezioni petrolifere e la messa in atto di azioni urgenti di conservazione che mitighino l'impatto del traffico nautico". Il Wwf "chiede un'indagine approfondita su questi decessi e azioni dirette per realizzare misure di conservazione efficaci: siamo in emergenza, i cetacei sono minacciati dalle collisioni con le navi, dall'inquinamento acustico, dall'invasione della plastica, dalla diffusione di malattie". Della vicenda del cucciolo morto se ne occupano Cristiano Cocumelli, dell' Istituto Zooprofilattico sperimentale di Lazio e Toscana, Sandro Mattariol del Cert (Cetacean stranding Emergency Response Team) dell’università di Padova, Valerio Manfrini del Centro Studi Cetacei, poi la Asl e, come aiuto, Oceano Mare Delphis, che dal 24 dicembre scorso ha censito 11 casi di capodogli spiaggiati nel Tirreno.
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TITOLO: Rifiuti: solo 1/3 di quelli elettronici viene riciclato correttamente in Ue  
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TESTO: La Francia è la prima nazione anche nel ritiro dei Raee domestici, con un quantitativo che, nel 2018, è stato di 728.569 tonnellate. Anche in questa classifica, il Regno Unito è secondo con 493.323 t, seguito da Italia (310.610 t), Spagna (268.003), Olanda (167.235) e Portogallo (67.692), che però conteggia nella cifra fornita sia i RAEE domestici che quelli professionali. Il nostro Paese occupa però l’ultimo posto per quanto riguarda la raccolta pro-capite (cioè i kg di Raee raccolti ogni anno per ciascun abitante): solo 5,1 kg/abitante di Raee, meno della metà della Francia (10,8 kg/abitante). Sul podio anche i Paesi Bassi con 9,7 kg/abitante e il Regno Unito con 7,4 kg/abitante; seguono il Portogallo con 6,6 kg/abitante e la Spagna con 5,8 kg/abitante. Promossi e bocciati. Il sistema Raee italiano è considerato una 'best practice' dalla Comunità Europea dal punto di vista organizzativo (per l’esistenza di un 'modello multi-consortile regolato', con più Sistemi Collettivi operanti in concorrenza tra loro sotto il controllo del Centro di Coordinamento Raee), ma il Bel paese registra ancora un gap importante tra i risultati di raccolta e gli obiettivi fissati dalla direttiva europea sui Raee. Analizzando i dati del 2018, tra i sei Paesi partecipanti all’incontro organizzato da Ecodom, quattro hanno superato il target di raccolta del 45% fissato fino all’anno scorso dall’Unione Europea. Il tasso di ritorno (ovvero il rapporto tra Raee gestiti e media delle AEE immesse sul mercato nei tre anni precedenti) è stato del 50% in Olanda, del 49% in Francia e Spagna e del 48% in Portogallo. Non hanno raggiunto la quota minima né l’Italia, ferma al 37%, né il Regno Unito con il 35%. In attesa di conoscere i numeri relativi al 2019, sembrerebbe improbabile per tutte e sei le nazioni riuscire a raggiungere il target minimo del 65% in vigore dall’inizio di quest’anno. Questo incontro, afferma Maurizio Bernardi, Presidente di Ecodom, "riveste particolare importanza perché in Italia è da poco iniziato il processo di recepimento delle Direttive europee sull'Economia Circolare: i rappresentanti del Parlamento e del Ministero dell'Ambiente avranno quindi la possibilità di esaminare i risultati di raccolta, i vantaggi e gli svantaggi dei diversi modelli di Extended Producers’ Responsibility. Uno sguardo particolare è stato rivolto a quello che a oggi è il principale problema nel settore dei Raee: i 'flussi paralleli', cioè l’ingente quantità di rifiuti elettrici ed elettronici che scompare senza lasciare traccia. Nel nostro stesso mercato operano purtroppo numerosi soggetti per i quali i Raee rappresentano solo una fonte di arricchimento, da sfruttare senza riguardo del bene sociale, dell'ambiente e dell'economia. Oggi chiediamo a tutti i nostri interlocutori istituzionali, al Parlamento e al ministero dell’Ambiente, di definire insieme a noi un modello che permetta all’Italia di risolvere il più rapidamente possibile questo problema” conclude Bernardi.
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TITOLO: Da robot marino a tubazioni, nuovi progetti per riciclo  
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TESTO: "Il progetto di Versalis (Eni) assomma l’efficienza a breve termine del packaging con l’efficienza duratura dell’isolamento termico. Questo attraverso un innovativo processo che valorizza l’eccellenza della filiera italiana del recupero, selezione e riciclo delle plastiche post consumo e la tecnologia proprietaria di Versalis per la produzione di polistirene espandibile". Teresa Galardi, Sustainability leader di Equipolymers, ha presentato Viridis 25, un Pet di grado alimentare che utilizza fino al 25% di Pet riciclato chimicamente. Viridis 25 è conforme ai regolamenti europei per le plastiche a contatto con gli alimenti e può essere utilizzato sia nella produzione di bottiglie per liquidi alimentari che nella termoformatura. Per Viridis 25, a maturità del progetto, si prevede un utilizzo di Pet riciclato di oltre 30.000 ton/anno. Loredana Giannini, del gruppo Idrotherm 2000 specializzato in soluzioni innovative per la distribuzione di acqua e gas, nel trasporto di fluidi industriali, nell’irrigazione agricola, nel teleriscaldamento, nella geotermia e negli scarichi ha presentato un progetto realizzato in collaborazione con il Gruppo Hera Spa: una tubazione in plastica riciclata per la protezione dei cavi elettrici ad alta tensione e scarico di acque reflue. Sulla base del conteggio dei metri di nuove tubazioni che vengono mediamente posati da Hera nell’arco di un anno, l’utilizzo di plastica riciclata potrebbe garantire un risparmio di CO2 di circa 126,6 tonnellate stimato per la sola rete elettrica. L’istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, nell’ambito del Progetto Bleu Resolution, al cui finanziamento ha partecipato un’azienda locale specializzata in prodotti surgelati, ha presentato Silver 2, un robot a forma di granchio con sei zampe, progettato e costruito per esplorare i fondali marini e analizzare e monitorare la presenza di plastiche. "In una seconda fase potremmo ipotizzare di raccogliere i rifiuti per poter dare loro una seconda vita", racconta Marcello Calisti, coordinatore del progetto. Paolo Fiaschi, vicepresidente Eni Refining & Marketing, ha presentato le attività del Gruppo Eni nell’ambito dell’economia circolare con un focus particolare sul progetto di gassificazione del Css proveniente dai rifiuti solidi urbani di Venezia in miscela con il plasmix originato dalle attività di selezione Corepla e finalizzato alla produzione di idrogeno che verrà poi utilizzato nella bioraffineria Eni di Porto Marghera. Alessando Canovai, direttore generale di Revet, azienda toscana di riciclo plastica, ha illustrato il nuovo granulo realizzato valorizzando la componente poliolefinica del plasmix, derivato dagli imballaggi in plastica raccolti in Toscana, utilizzato recentemente anche per la stampa 3D. "Revet sta investendo in ricerca e sviluppo tecnologico per aumentare la quota di riciclo ma allo stesso tempo è necessario investire in comunicazione ed educazione dei cittadini, perché purtroppo in questi ultimi anni stiamo assistendo ad un peggioramento della qualità della differenziata. E senza qualità non c’è riciclo ", spiega Canovai. Antonio Protopapa, direttore R&D Corepla, traccia un breve bilancio dei risultati ottenuti dopo la prima edizione delle "Giornate della Ricerca" tenutesi l’anno scorso a Palermo e guarda al futuro prossimo: "Nella scorsa edizione sono emerse linee guida importanti per le attività del nostro settore che hanno favorito l’attuazione di progetti innovativi da parte di alcune aziende che vi hanno preso parte come ad esempio Carbios, Sipa e Previero. L’auspicio per le giornate pisane è quindi di estendere ulteriormente la rete di collaborazioni tra i vari attori della filiera degli imballaggi in plastica per contribuire concretamente al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità dell’agenda Onu 2030".
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TITOLO: Arriva il nuovo Nesquik 'All natural', più leggero e sostenibile  
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TESTO: Tra la certificazione della filiera del cacao e il nuovo packaging, Nesquik All Natural rappresenta "una tappa significativa nel nostro percorso di sostenibilità e un importante passo verso il futuro, che ci vede impegnati a rendere i packaging dei nostri prodotti riciclabili o riutilizzabili al 100% entro il 2025", commenta Manuela Kron, Corporate affairs e marketing consumer communication director di Nestlé, durante la presentazione del nuovo Nesquik. In occasione del lancio del prodotto, con Nestlé nasce anche la 'Foresta Nesquik All Natural' in collaborazione con Treedom, la piattaforma web che permette di piantare un albero a distanza e seguirlo online. L'iniziativa prevede la piantumazione di 900 alberi in Africa e 200 in Sicilia. L’approvvigionamento del cacao utilizzato avviene in modo sostenibile dall’Africa occidentale, secondo il Nestlé cocoa plan, un piano attivo nei principali paesi produttori, creato per migliorare le condizioni di vita dei coltivatori e la qualità delle coltivazioni. Tramite la formazione degli agricoltori e la distribuzione di oltre sedici milioni di piantine, Nestlé si impegna nella ricostruzione e ristrutturazione di 40 scuole per migliorare le condizioni di vita e l'alfabetizzazione, rendendo la filiera totalmente trasparente.
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TITOLO: Allarme Greenpeace: l'agricoltura 'industriale' sta mangiando le foreste del mondo
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OCCHIELLO: È quanto emerge da "Conto alla rovescia verso l'estinzione", rapporto diffuso dall'associazione ambientalista in occasione del vertice mondiale del Consumer goods forum (Cgf), in corso a Vancouver, che riunisce le principali multinazionali del settore alimentare, tra cui Nestlè,...
TESTO: ROMA - Tra il 2010 e il 2020 almeno 50 milioni di ettari di foresta, un'area delle dimensioni della Spagna, saranno stati distrutti per fare spazio alla produzione industriale di materie prime agricole. Questo è quanto emerge da "Conto alla rovescia verso l'estinzione", rapporto diffuso oggi da Greenpeace in occasione del vertice mondiale del Consumer goods forum (Cgf), in corso a Vancouver, che riunisce le principali multinazionali del settore alimentare, tra cui Nestlè, Mondelez e Unilever. Nel 2010 i membri del Cgf si erano impegnati a porre fine alla deforestazione entro il 2020 attraverso "l'approvvigionamento responsabile" di materie prime come carne, soia e olio di palma. Ma il 2020 è alle porte e ancora non sembrano esserci i presupposti per il rispetto degli impegni presi. "L'ottanta per cento della deforestazione globale è causata dall'agricoltura industriale. Invece di discutere su come agire con urgenza per ripulire le proprie catene di approvvigionamento dalla deforestazione, queste multinazionali sembrano solo intenzionate ad aumentare ulteriormente la domanda di materie prime la cui produzione ha gravi impatti sulle foreste del pianeta", dichiara Martina Borghi, campagna foreste di Greenpeace Italia. Dal 2010, la produzione e il consumo di prodotti agricoli legati alla deforestazione - tra cui carne, soia, olio di palma e cacao - sono aumentati vertiginosamente e continuano ad aumentare. All'inizio del 2019, Greenpeace ha scritto a più di 50 multinazionali chiedendo di indicare i propri fornitori e dimostrare i progressi fatti per eliminare la deforestazione dalle proprie filiere. Nessuna di queste, però, è stata in grado di dimostrare uno sforzo significativo per porre fine al legame fra produzione di materie prime agricole e deforestazione. Le multinazionali che hanno consegnato a Greenpeace la lista dei propri fornitori si riforniscono da alcuni dei principali commercianti di materie prime del mondo, come Adm, Bunge e Cargill. Questi operatori, a loro volta, si riforniscono di soia da aziende agricole accusate di accaparramento delle terre e distruzione del cerrado brasiliano - la savana più ricca di biodiversità del mondo - e di olio di palma da aziende legate alla distruzione delle foreste indonesiane. Solo due multinazionali hanno divulgato informazioni riguardanti i propri fornitori di cacao, rivelando di aver acquistato questa materia prima da Barry Callebaut, Cargill e Olam, operatori legati alla deforestazione in Costa D'Avorio o in Ghana. Sebbene circa il 90 per cento della soia prodotta venga utilizzato per nutrire gli allevamenti di bestiame, nessuna multinazionale ha incluso la mangimistica - nè l'esatta quantità e tantomeno la provenienza - nella propria analisi per l'ottenimento di una catena di approvvigionamento libera dalla deforestazione. Greenpeace ritiene che per porre fine a questo scempio sia fondamentale che le aziende e gli operatori di materie prime impongano precise regole ai propri fornitori. Provvedimenti necessari per affrontare con serietà l'emergenza climatica ed ecologica che stiamo vivendo. Come infatti indicano anche i rapporti del gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (Ipcc) e del gruppo intergovernativo per la biodiversità e i servizi ecosistemici (Ipbes), secondo i quali occorre ripristinare e proteggere le foreste del pianeta anche attraverso una riforma radicale dell'industria agricola e del sistema alimentare.
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TITOLO: Raccolta Raee, i target Ue restano lontani  
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TESTO: Grandi e piccoli elettrodomestici. Dalle lavatrici ai frigoriferi fino ad arrivare a cellulari e rasoi elettrici. Una volta giunti a fine vita, diventano tutti Raee, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che ogni anno in Europa ammontano a circa 9 milioni di tonnellate. Di queste però solo un terzo, circa 3 milioni di tonnellate, vengono trattate correttamente. Lo stato dell’arte è stato tracciato in occasione di un convegno internazionale organizzato dal Ecodom che ha visto il confronto di 6 nazioni: Italia, Francia, Regno Unito, Spagna, Olanda e Portogallo.
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TITOLO: "Ogni settimana ingeriamo microplastiche pari al peso di una carta di credito"
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OCCHIELLO: Un nuovo studio australiano sulle microplastiche afferma che in media ingeriamo 5 grammi in sette giorni. Ma sono ancora incerti i danni per la salute
TESTO: Possono "arrivare" a noi da ovunque: dalle microfibre artificiali dei vestiti sintetici alle microsfere dei cosmetici, sino appunto a pezzi più grandi di plastica che si decompongono e confluiscono nell'acqua, ingeriti da pesci o altri animali. Altri studi raccontano che le microplastiche sono state trovate ad esempio nelle acque in bottiglia, birra, sale, crostacei e verdure. La ricerca commissionata dal Wwf, che ha analizzato 52 studi esistenti sul tema delle microplastiche, sostiene che in media una persona potrebbe ingerire 1.769 particelle di plastica ogni settimana soltanto bevendo acqua (imbottigliata o dal rubinetto). Va specificato, chiaramente, che la cifra cambia a seconda del Paese e della fonte d'acqua: ad esempio sono più soggetti alle microplastiche Stati Uniti o India rispetto a Unione Europea o Indonesia. Un altro recente studio sostiene infatti che gli americani bevono e respirano fra 74mila e 121mila particelle di microplastiche ogni anno. Dopo l'acqua, a contribuire all'ingestione di plastica, ci sono i molluschi: consumarli può portare fino a 182 microplastiche a settimana nel nostro corpo.
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TITOLO: Sostenibilità: in 70 comuni italiani distanze di sicurezza per uso pesticidi  
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TESTO: “Molte delle richieste che una vasta coalizione di associazioni ha rivolto al governo per la redazione del nuovo Pan prendono spunto proprio dalle pratiche virtuose dei Comuni liberi dai pesticidi”, dice Maria Grazia Mammuccini, portavoce di Cambia la Terra che aggiunge: “con FederBio e una vasta coalizione di associazioni del biologico, ambientali e della società civile abbiamo chiesto l’apertura di un confronto che porti passi in avanti rispetto al precedente Pan del 2014, un atto di indirizzo che di fatto non ha definito obiettivi tangibili e monitorabili di riduzione d’uso dei pesticidi di sintesi chimica e ha dato priorità a metodi che ne fanno largo uso invece di favorire pratiche agricole rispettose della salute dei cittadini e dell’ambiente come l’agricoltura biologica e biodinamica”. Le richieste che emergono dal convegno sono chiare: adottare tecniche biologiche per la manutenzione delle aree non agricole (rete viaria, ferroviaria) con particolare attenzione al verde pubblico e privato; affrontare con adeguati sistemi di monitoraggio e controllo la dispersione dei pesticidi per garantire la tutela della popolazione, dei corpi idrici e delle produzioni biologiche che rischiano il declassamento in caso di contaminazione. E ancora: introdurre delle distanze minime dalle abitazioni e dalle coltivazioni biologiche dai campi convenzionali e garantire una adeguata informazione ai cittadini residenti nelle aree rurali; colmare il ritardo del Pan rispetto all’agricoltura biologica, puntare al raggiungimento del 40% della superficie agricola coltivata a bio con strumenti idonei di formazione, consulenza e informazione. Le altre richieste: eliminare dai siti Natura2000 i pesticidi di cui è stata accertata la nocività per habitat e specie delle direttive Ue biodiversità, promuovendo la conversione al metodo al biologico per le aziende nelle aree protette; rafforzare gli investimenti in ricerca e innovazione per l’agroecologia verso tecniche colturali che escludano o riducano drasticamente la necessità d’uso dei pesticidi. Infine: promuovere progetti di formazione e di supporto tecnico per l’innovazione e per la diffusione di approcci agroecologici e mezzi di lotta biologica anche sostenuti da adeguati investimenti su strumenti e sistemi di monitoraggio agrometeorologico e coinvolgere nel percorso di applicazione del Pan, oltre alle istituzioni pubbliche, le associazioni agricole, ambientaliste, dell’agricoltura biologica, dei consumatori e il mondo scientifico.
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TITOLO: Sostenibilità: Philip Morris Italia diventa 'plastic-free'  
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TESTO: "La costruzione di un futuro senza fumo significa non solo sostituire completamente le sigarette con prodotti tecnologici alternativi, ma anche prendersi cura del contesto ambientale, economico e sociale nel quale operiamo” conclude l'ad. Per Maria Cristina Finucci, artista e fondatrice del 'Garbage Patch State', un’iniziativa istituzionalizzata nel 2013 all’Unesco e volta a sensibilizzare l’opinione pubblica e la comunità internazionale sull'esistenza dei vasti assemblaggi di materiale plastico presente negli oceani, “gesti apparentemente piccoli come quello di eliminare la plastica monouso dagli uffici di un’azienda possono dare un grande contributo alla tutela dell’ambiente. Ho condiviso con convinzione questa iniziativa di sensibilizzazione avviata da Philip Morris Italia che spero possa essere replicata da un numero crescente di grandi e piccole aziende, il cui ruolo in sinergia può davvero fare la differenza”. Dello stesso avviso Anna Zollo, vicepresidente di Fare Ambiente Onlus, che ha partecipato nella sede di Roma al lancio dell’iniziativa: “Ben vengano le iniziative poste in essere da parte di grandi aziende come la Philip Morris. Sensibilizzare i propri dipendenti è un passaggio fondamentale per le imprese per poter effettivamente ottenere un risultato". L’obiettivo, conclude la vicepresidente di Fare Ambiente Onlus, "è garantire uno sviluppo sostenibile, ma che tenga conto dei diversi impatti sia in termini di sostenibilità che di ricadute economiche. La direttiva sulle plastiche sottolinea alcuni importanti concetti, è necessario ora che gli organi preposti alla applicazioni la interpretino in modo corretto e senza strozzature".
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TITOLO: Le piante si estinguono al doppio della velocità degli animali
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OCCHIELLO: Negli ultimi 250 anni sono scomparse 571 specie diverse. "Una minaccia anche per l'umanità"
TESTO: LE PIANTE scompaiono a un ritmo doppio rispetto agli animali. Lo sostiene uno studio dei Giardini Botanici Reali di Kew, a Londra, e dell'Università svedese di Stoccolma, pubblicato sulla rivista Nature Ecology and Evolution. I ricercatori hanno analizzato le piante conservate negli erbari dei principali musei del mondo scoprendo che negli ultimi 250 anni risultano estinte almeno 571 specie diverse. LEGGI Caffè, a rischio il 60% delle specie selvagge L'estinzione è stata più marcata soprattutto per gli alberi e gli arbusti delle isole, dove spesso crescono specie vegetali che non si trovano altrove, e nelle regioni con una maggiore biodiversità, come quelle tropicali o con climi mediterranei. Tra le specie scomparse l'albero del sandalo cileno, particolarmente sfruttato per il suo legno profumato, i cui ultimi esemplari, secondo gli autori dello studio, sono stati avvistati sull'isola di Robinson Crusoe nel 1908. LEGGI Un mondo senza banane
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TITOLO: Carrello etico e responsabile, gli italiani fanno la spesa così  
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OCCHIELLO:  
TESTO: Superano comunque sempre il 50% anche le indicazioni “prodotto rispettoso dell’ambiente” (52,15%), “materie certificate” (55,58%), "cura dei dipendenti" (54%), "più informazioni" (50,81%), "trasparenza della filiera” (52,12%). Come si scelgono i prodotti? Soprattutto leggendo l'etichetta (33,5%), ma anche per abitudine (28,7%), marca (20%) e prezzo (17,8%). Da notare, anche qui, l'inversione di tendenza perché l'anno scorso erano il prezzo e la marca a farla da padroni nelle scelte dei consumatori, battuti quest'anno dall'attenzione rivolta alle informazioni, l'etichetta appunto. La maggioranza dei consumatori coinvolti nell’indagine si ritiene abbastanza o molto responsabile (lo afferma il 94,2%), ma non sempre è facile esserlo: i primi tre motivi di impedimento sono la ricerca del risparmio per il 53% del campione, l’inconsapevolezza per il 14,/% e la superficialità per il 18,4%. Il cash mob etico è un’azione di sensibilizzazione a favore di prodotti con caratteristiche di sostenibilità allineate con i principi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite (biologici, Libera Terra, equo e solidale). Per l'occasione, in 22 punti vendita sono state apportate modifiche nell'allestimento mettendo in evidenza proprio questi prodotti e fornendo ai clienti più informazioni sul loro valore aggiunto. Risultato: l’edizione 2019 del Cash Mob Etico di Coop ha contribuito a un aumento di circa il 18% (esattamente +17,6%) delle vendite dei prodotti che rispondono ai requisiti di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il dato è parametrato rispetto allo stesso giorno della settimana successiva ed è interessante perché rivela l’innesco di un 'effetto sostituzione': le persone hanno acquistato i prodotti responsabili in sostituzione di quelli convenzionali e non 'in aggiunta a'. Dato che porta a pensare che potrebbero cambiare definitivamente le loro scelte di acquisto favorendo in maniera continuativa, i prodotti sostenibili. Il risultato si è distribuito principalmente sui prodotti ViviVerde (+16,2%) e Solidal (+25,2%): rispettivamente la linea biologica e la linea del commercio equo e solidale di Coop, a conferma del fatto che questo evento spot che premia le filiere sostenibili mettendole in evidenza e spiegandole ai consumatori stimola le persone al cosiddetto “Voto col Portafoglio”. Con il cash mob, Ancc-Coop (l'associazione che riunisce le cooperative di consumatori) ha partecipato al calendario di iniziative organizzate nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso dall’ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Esperienza che si era già svolta nel corso dell’edizione 2018, ma allargando il bacino di riferimento dai 12 di allora ai 37 punti vendita di oggi e potenziando anche la stretta collaborazione con NeXt, Nuova Economia per Tutti. “Siamo orgogliosi delle molte iniziative che da decenni le cooperative di consumo italiane sviluppano a favore di uno sviluppo equo, sicuro e sostenibile. Sappiamo, però, che quanto fatto finora non può bastare e che sono necessari nuovi sforzi non solo per adottare comportamenti d’impresa ancora più coerenti con l’Agenda 2030 ma anche per diventare agenti di cambiamento dell’intera filiera di produzione e consumo – dichiara Albino Russo, direttore Ancc-Coop - In particolare, la forza di Coop e dei suoi milioni di soci deve essere utilizzata a favorire il cambiamento dei comportamenti quotidiani delle persone a dalle scelte di consumo. Grazie all’impegno dei tanti volontari coinvolti l’iniziativa del cash mob dimostra che è possibile farlo. In questo senso, continuerà il nostro impegno”. Per Leonardo Becchetti, co-fondatore di NeXt, "la promozione a valore all’interno della grande distribuzione può essere una leva per sensibilizzare i cittadini e passare da una logica di attenzione al prodotto, alla valorizzazione della sostenibilità sociale e ambientale dell’impresa. I risultati dimostrano l’effetto di sostituzione che i consumatori attuano nei confronti di prodotti responsabili, solo a fronte di una comunicazione su quegli aspetti e di una rete collaborativa tra i soggetti del territorio e la Gdo”. Risultati che, sottolinea Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS, "confermano che gli italiani sono sempre più orientati ad essere consumatori responsabili e chiedono ai produttori di fare altrettanto, offrendo beni che siano prodotti in modo sostenibile ha commentato". In particolare, secondo una recente indagine di Eumetra, il 72% delle persone intervistate ritiene che le imprese dovrebbero occuparsi seriamente di sostenibilità e il 67% ritiene giusto che le imprese, soprattutto le grandi, tengano conto degli Obiettivi di sviluppo sostenibile anche se ciò dovesse significare un aumento dei prezzi dei prodotti. 2Un orientamento che denota una crescita di sensibilità che le imprese non possono più ignorare”, conclude Giovannini.
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TITOLO: Mare, il Tirreno è da "5 vele", Pollica e la Sardegna al top. E arrivano anche i Comuni "plastic free"
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OCCHIELLO: Presentata l'edizione 2019 della guida di Legambiente e Touring Club. Da quest'anno anche il riconoscimento alle località all'avanguardia nella lotta alla plastica: 32 hanno ottenuto il simbolo
TESTO: Per quanto riguarda il simbolo "plastic free", entrato nella guida quest'anno, sono 32 quelli presenti nell'edizione 2019: San Vito Chietino (Chieti), Maratea (Potenza), Castellabate (Salerno), Pollica (Salerno), Capri (Napoli), Ischia (Napoli), Sperlonga (Latina), Riomaggiore (La Spezia), Vernazza (La Spezia), Bordighera (Imperia), Otranto (Lecce), Isole Tremiti (Foggia), Carloforte (Sud Sardegna), Domus de Maria (Sud Sardegna), Realmonte (Agrigento), Capo d'Orlando (Messina), Taormina (Messina), Favignana (Trapani), Noto (Siracusa), Malfa (Messina), Santa Marina Salina (Messina), Lampedusa e Linosa (Agrigento), San Vito lo Capo (Trapani), Pantelleria (Trapani), Campo nell'Elba (Livorno), Capoliveri (Livorno), Marciana Marina (Livorno), Porto Azzurro (Livorno), Castiglione della Pescaia (Grosseto), Follonica (Grosseto), Scarlino (Grosseto), Chioggia (Venezia). Queste realtà all'avanguardia nella lotta alla plastica, rileva Legambiente, dimostrano come sia tanto urgente quanto possibile vietare l'uso delle stoviglie di plastica, stimolando all'utilizzo del riutilizzabile sui propri territori e anticipando i tempi prevista dalla direttiva europea sul monouso approvata a fine marzo.
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TITOLO: Mare: classifica 5 vele, è il Tirreno quello più premiato  
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OCCHIELLO:  
TESTO: E ancora: le Cinque Terre guidate da Vernazza (Sp), l’isola di Pantelleria (Tp), la Gallura Costiera e l’area marina protetta di Capo Testa Punta Falcone guidata da Santa Teresa di Gallura (Ss), la Costa del Mito e l’area marina protetta Coste degli Infreschi e della Masseta guidata da San Giovanni a Piro (Sa), l’Alto Salento Adriatico guidato da Melendugno (Le), la costa del Parco agrario degli Ulivi secolari guidata da Polignano a Mare (Ba), il Litorale Trapanese Nord guidato da San Vito lo Capo (Tp) e l’isola di Ustica (Pa). “Anche quest’anno raccontiamo quanto di buono fanno le amministrazioni locali costiere lungo la nostra penisola" dichiara Sebastiano Venneri, responsabile Mare e Turismo Legambiente. Il mondo del mare, infatti, sottolinea Venneri, "si trova a dover dare risposte all’altezza delle sfide imposte dalla crisi ambientale planetaria e ha messo su un bel ventaglio di proposte e iniziative: enti locali, imprenditori privati, associazioni e regioni si sono impegnati a proporre soluzioni avanzate per una vacanza amica dell’ambiente. Tante pratiche concrete sulle quali, ne siamo più che mai convinti, cominciare a cambiare le sorti del pianeta”. "La rigorosa selezione proposta dalla guida rappresenta bene la nostra missione: valorizzare il paesaggio, il patrimonio artistico culturale e le economie produttive dei territori" commenta Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano. Ne risulta, dunque, "non una classifica, ma una mappatura geografica che fotografa le straordinarie ricchezze dei nostri mari e dei nostri laghi e segnala le buone pratiche ambientali, amministrative, turistiche che contribuiscono a conservarle e a farle conoscere. Un contributo, speriamo, all’anima attiva e green che sempre più spazio sta conquistando nella nostra società". Sono in tutto 97 i comprensori turistici individuati sulla base dei dati raccolti da Legambiente sulle caratteristiche ambientali e sulla qualità dell’ospitalità. Il giudizio attribuito a ciascun comprensorio, dalle 5 vele assegnate ai migliori fino a 1 vela, è frutto di valutazioni approfondite. I parametri sono divisi in due principali categorie: qualità ambientale e qualità dei servizi ricettivi. Così, vi saranno zone naturalisticamente più significative dei premiati con le 5 vele, ma con servizi turistici non eccellenti. Altri comprensori possono contare su località con strutture ricettive impeccabili in aree dove però mare e coste sono state più compromesse.
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TITOLO: Ranking Ue Piani Nazionali Energia e Clima, Italia 17esima  
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OCCHIELLO: L'analisi di Transport&Environment 
TESTO: "Dei Paesi Ue più in basso nel ranking, la Germania (quindicesima) ha posticipato le decisioni fino alla pubblicazione della versione finale del suo piano (prevista per la fine dell’anno) - stando allo studio - L'Italia al 17° posto è penalizzata dal ruolo importante conferito al gas naturale nei trasporti, nonostante auto e camion alimentati a gas producano emissioni serra analoghe a quelle dei veicoli a benzina e diesel. Positiva nel piano italiano l’attenzione conferita al potenziamento del trasporto su ferro sia passeggeri che merci e la ricorrente menzione all’intermodalità". "Quello che preoccupa maggiormente nella bozza di Piano inviata dal governo italiano a Bruxelles è la promozione del gas naturale nei trasporti. Il gas è un combustibile fossile e in quanto tale va nella direzione opposta alla decarbonizzazione - afferma Veronica Aneris, manager per l’Italia di T&E - Se vogliamo centrare l’obiettivo di Parigi è necessario adottare sin da ora misure in grado di mettere il settore sulla giusta rotta per un trasporto a emissioni zero, come la mobilità elettrica, su cui attualmente il Piano punta in maniera troppo timida". "Abbiamo avanzato critiche al Piano Energia e Clima presentato dal Governo italiano nell’ambito della consultazione pubblica, perché troppo timido negli obiettivi, troppo vago negli strumenti attuativi, che non consentirà di rispettare gli impegni di riduzione dei gas serra al 2030 per la parte trasporti - dice Anna Donati, responsabile Gdl 'Mobilità sostenibile' di Kyoto Club - e ci aspettiamo che dal confronto e dalle proposte avanzate vi sia un concreto miglioramento del Pniec italiano".
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TITOLO: Energia: Enea, 10 consigli per ridurre consumi e costi dei condizionatori  
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OCCHIELLO:  
TESTO: Preferite gli inverter – In fase di acquisto preferire apparecchi dotati di tecnologia inverter che adeguano la potenza all’effettiva necessità e riducono i cicli di accensione e spegnimento. Questa tipologia di climatizzatori è più costosa rispetto a quella dotata di tecnologia on-off, ma riduce sensibilmente i consumi di energia elettrica. Gli inverter rappresentano la prima scelta quando si prevede di accendere l’aria condizionata per molte ore di seguito. Approfittate degli incentivi - Per l’acquisto di un climatizzatore a pompa di calore, se destinato a sostituire integralmente o parzialmente il vecchio impianto termico, si può usufruire: del bonus casa, dell’ecobonus, del Conto termico 2.0. Attenzione alla posizione - In fase di installazione, è importante collocare il climatizzatore nella parte alta della parete: infatti, l’aria fredda tende a scendere e si mescolerà più facilmente con quella calda che invece tende a salire. Occorre assolutamente evitare di posizionare il climatizzatore dietro divani o tende: l’effetto-barriera blocca la diffusione dell’aria fresca. Non raffreddare troppo l’ambiente e attenzione all’umidità - Due o tre gradi in meno rispetto alla temperatura esterna sono sufficienti. Spesso per scongiurare la sensazione di caldo opprimente può essere sufficiente l’attivazione della funzione 'deumidificazione', perché l’umidità presente nell’aria fa percepire una temperatura molto più elevata di quella reale. Ogni stanza ha bisogno del suo climatizzatore - Installare un condizionatore potente in corridoio sperando che rinfreschi l’intera abitazione è inutile: l’unico risultato sarà quello di prendersi un colpo di freddo ogni volta che si attraversa il corridoio andando da una stanza all’altra, in quanto sarà il solo ambiente ad essere raffrescato. Non lasciate porte e finestre aperte - Il climatizzatore raffresca e deumidifica l’ambiente in cui è installato trasferendo il calore e l’umidità all’esterno. L’ingresso nella stanza di 'nuova' aria calda obbliga l’apparecchiatura a compiere un lavoro supplementare per riportare la temperatura e l’umidità ai livelli richiesti, con un conseguente dispendio di energia. Coibentare i tubi del circuito refrigerante all’esterno dell’abitazione - Se esposti direttamente ai raggi solari rischiano di danneggiarsi. Inoltre è opportuno assicurarsi che la parte esterna del climatizzatore non sia esposta completamente al Sole e alle intemperie. Usare il timer e la funzione ‘notte’ - In questo modo è possibile ridurre al minimo il tempo di accensione dell’apparecchio. Inoltre, evitare di lasciare il climatizzatore acceso per l’intera giornata, ma solo quando si è presenti in casa. Occhio alla pulizia e alla corretta manutenzione - I filtri dell’aria e le ventole devono essere ripuliti alla prima accensione stagionale e almeno ogni due settimane, perché si tratta del luogo dove si annidano frequentemente muffe e batteri dannosi per la salute, quale il batterio della legionella che può essere mortale. È importante inoltre controllare la tenuta del circuito del gas.
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TITOLO: Alpi, i ghiacciai più settentrionali d'Italia si ritirano
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OCCHIELLO: Un stima del Cnr-Ismar e Cnr-Isac sulla forte riduzione di lunghezza, entro il 2100, dei ghiacciai sul versante italiano dei Tauri occidentali, al confine con l'Austria. "Dal 1982 registrata una diminuzione del 40%"
TESTO: - spiega Rossana Serandrei Barbero, che insieme a Sandra Donnici ha analizzato i dati glaciologici -. Quelli presenti oggi costituiscono solo una parte dei 63 ghiacciai censiti nel 1962 in quest'area dove, dal 1982 ad oggi, registrano una diminuzione complessiva di superficie del 40%". LEGGI Antartide: ghiacciai a rischio per innalzamento mari I ricercatori del Cnr hanno stimato il comportamento di questi ghiacciai nel caso di un aumento di temperatura di 2,7°C entro il 2100. Si tratta di uno degli scenari prospettati dall'Ipcc (il comitato dell'Onu per il clima), A1B, che descrive un futuro con una crescita economica molto rapida e un sistema energetico caratterizzato da un sostanziale equilibrio tra combustibili fossili e altre fonti. Nel settore italiano dei Tauri occidentali, secondo Serandrei-Barbero, si avrebbe una "grande riduzione delle dimensioni" dei ghiacciai maggiori, "unita alla scomparsa già in corso dei 26 ghiacciai più piccoli". Questo, aggiunge la ricercatrice, "significherebbe l'estinzione di quasi la totalità degli esistenti ghiacciai entro la fine di questo secolo, lasciando sopravvivere forse solo i tre ghiacciai vallivi".
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TITOLO: Sostenibilità: italiani in vacanza, 1 su 4 sarà più green  
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TESTO: Le vacanze degli italiani, inoltre, saranno più lunghe e più costose. Circa un italiano su 3 (33%) ha allocato un budget superiore rispetto al 2018 per le vacanze estive. Tra le voci di spesa su cui ricadrà questo aumento, per il 29% si tratta del costo per raggiungere la destinazione, per il 28% di quello dell’alloggio mentre per il 23% delle spese per mangiare al ristorante. Oltre al budget aumenta anche la durata: per più di un quarto dei rispondenti (26%) quest’anno le vacanze estive saranno più lunghe rispetto allo scorso anno. Se il 40% si concederà due settimane di relax, non mancano i fortunati che trascorreranno tre settimane di vacanza (13%) mentre una risicata minoranza (4%) si godrà addirittura un mese di relax quest’estate. Tra i viaggiatori italiani che trascorreranno le loro vacanze estive sul suolo nazionale, l’Isola d’Elba è risultata essere la meta più gettonata in assoluto per il secondo anno consecutivo. Conquistano il podio anche Rimini e Riccione rispettivamente seconda e terza. In quarta posizione troviamo Vieste seguita dall’Isola d’Ischia, Villasimius e Ricadi. Roma, unica meta non balneare nella Top 10 italiana, fa capolino in ottava posizione. Chiudono la classifica San Vito Lo Capo e Ugento. Al top delle destinazioni internazionali, invece, troviamo Spagna e Grecia. Creta apre la classifica in prima posizione e rimanendo in Grecia troviamo Santorini sul terzo gradino del podio e Rodi in quinta posizione. Per la Spagna, invece, medaglia d’argento con Maiorca e quarta e sesta posizione rispettivamente con Ibiza e Minorca. Ma non c’è solo il mare nei programmi di viaggio estivi degli italiani che varcheranno i confini nazionali: Londra è settima nella Top 10 seguita da New York ottava e da Parigi che chiude la lista in decima posizione. New entry rispetto allo scorso anno Sharm El Sheikh in nona posizione che torna ad attirare l’interesse dei viaggiatori del Bel Paese. “Tra conferme e new entry il Summer Vacation Destinations Report offre una panoramica sulle tendenze di viaggio degli italiani per la prossima estate” ha commentato Valentina Quattro, portavoce di TripAdvisor per l’Italia. “Che si tratti di una meta di viaggio visitata per la prima volta o di una destinazione già conosciuta, TripAdvisor è lo strumento ideale sia prima di partire sia in destinazione grazie alla app, per trovare ottimi consigli su attività, ristoranti e alloggi perfetti per le esigenze di ogni viaggiatore”.
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TITOLO: Un altro capodoglio spiaggiato: è il nono in tre mesi
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OCCHIELLO: La carcassa trovata ad Ansedonia, in Toscana, nei pressi del santuario Pelagos
TESTO: QUESTA volta sono state le grandi vertebre emerse dalla sabbia a segnalare la morte dell'ennesimo capodoglio. La carcassa gigante trovata alle porte del santuario Pelagos, nei pressi di Ansedonia, va ad aggiungersi alla triste conta dei cetacei trovati morti negli ultimi tre mesi tra mare e litorale. L'ultimo è stato trovato domenica scorsa a Ostia. I resti rinvenuti in Toscana, ormai in avanzato stato di decomposizione, appartenevano a un esemplare lungo 15-17 metri, il che - secondo gli esperti dell'Oasi Wwf della Laguna di Orbetello - fa pensare a una balenottera comune o un capodoglio. L'associazione animalista mette in guardia sulla situazione: "La navigazione senza regole e strumentazioni di prevenzione provoca collisioni letali per i grandi cetacei, che risalgono in superficie per respirare (è questa la prima causa di mortalità non naturale per le balenottere) ma anche l’inquinamento acustico, che disorienta questi mammiferi marini che fondano proprio sui vocalizzi la loro comunicazione e la loro capacità di orientamento". Il Wwf Oasi della Maremma ha immediatamente attivato il protocollo previsto per questi casi, attivando l'Arpat e l'Università di Siena per i necessari campionamenti sulla carcassa, per determinare in primis la specie e poi la causa di morte.
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TITOLO: Trovata in Toscana carcassa di cetaceo spiaggiato  
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OCCHIELLO:  
TESTO: Il Wwf Oasi della Maremma ha immediatamente attivato il protocollo previsto per questi casi, attivando l'Arpat e l'Università di Siena per i necessari campionamenti sulla carcassa, per determinare la specie e poi la causa di morte. "Questa stagione comincia nel modo peggiore per i giganti dei nostri mari per i quali non sembra esserci più un luogo sicuro. Tre dei nove cetacei spiaggiati sono stati, infatti, rinvenuti nell’area del Santuario dei mammiferi marini Pelagos. Un Santuario che sembra non avere pace visto che è recentissima anche la notizia di un peschereccio incagliato nella riserva integrale dell’Isola di Montecristo che dovrebbe essere un luogo inaccessibile visto che si tratta di una delle isole più selvagge e protette del Parco Nazionale Arcipelago Toscano - dice la presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi - È necessario che il santuario Pelagos smetta di essere una riserva solo per i trattati e diventi un modello da seguire per la tutela reale dei nostri giganti del mare".
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TITOLO: Sostenibilità: a lavoro in bici, dipendenti Saipem a scuola di mobilità  
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TESTO: Il segreto, dunque, secondo Giulietta Pagliaccio, vicepresidente Fiab, è riscoprirsi attivi: tutti possono fare 400/500 metri a piedi e 5/10 Km in bicicletta. Per incoraggiare l’uso delle due ruote negli spostamenti casa-lavoro, la Fiab ha partecipato al progetto europeo ‘Bike to work’ che ha coinvolto 12 paesi europei dal 2014 al 2016: grazie ai 580.575 partecipanti è stato possibile risparmiare 54.711 tonnellate di CO2 e 9.286 tonnellate di carburante. Secondo la Pagliaccio "è quanto mai urgente affrontare il tema di un nuovo modello di mobilità per restituire spazio alle persone, abbattere l'inquinamento e rendere più sane e vivibili le nostre città". Per fare questo, aggiunge, "è necessario l'impegno di tutti, dai privati cittadini ai decisori politici e il mondo dell'impresa. Un plauso quindi va a Saipem che ha organizzato un momento formativo/informativo permettendo ai propri dipendenti di fruirne durante il normale orario di lavoro. Auspichiamo che anche altre aziende prendano esempio da questa buona pratica di Saipem per diffondere una cultura ambientale che avrà risvolti positivi nei comportamenti quotidiani dei cittadini". La mobilità sostenibile, spiega Vincenzo Lacalamita, Mobility Manager Saipem, "è oggi un vero e proprio asset aziendale perché contribuisce a rispettare l’ambiente, migliorare la qualità della vita e il benessere generale. In quest’ottica Saipem da anni è impegnata nel sensibilizzare i propri dipendenti a un cambiamento di abitudini per diffondere una nuova cultura della mobilità sostenibile con una serie di iniziative come questa di oggi con Fiab che ha l’obiettivo di evidenziare i vantaggi di un maggior utilizzo delle biciclette". Saipem, inoltre, conclude Lacalamita, "ha messo in piedi una serie di iniziative aziendali che vanno dal carpooling a progetti che favoriscono un maggiore utilizzo di mezzi alternativi all’automobile. È un modo per contribuire alla lotta all’emissioni di Co2 e creare valore attraverso il rispetto dell’ambiente".
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TITOLO: Tra i pescatori di San Benedetto: "Siamo noi gli unici spazzini del mare"
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OCCHIELLO: L'iniziativa "A pesca di plastica" andrà avanti fino a Ferragosto, progetto apripista di una legge che consentirà ai pescherecci di riportare a riva i rifiuti. Frigoriferi, stivali e latte di vernice, ecco cosa rimane tra le reti a strascico nell'Adriatico
TESTO: "Quando hanno visto cosa ripescavamo, i miei figli mi hanno detto: 'papà non inquinare il mare' - dice Governatori - per anni lo abbiamo fatto anche noi. È anche colpa nostra". Anche per questo, forse, hanno accettato di partecipare all'iniziativa, nell'ambito del progetto Clean sea life, coordinato dall'associazione Medsharks e finanziato da fondi europei. Vogliono essere riconosciuti come spazzini del mare. Sono gli unici che ogni giorno raccolgono dalle acque e dai fondali lo scarto del consumo usa e getta. Ma non solo. Un tavolo, una poltroncina e un frigorifero Sono quasi le due di notte quando attracca la Marcantonio II. La sua preda più grossa non andrà all'asta al mercato ittico che affaccia sulla fila di barche. È un frigorifero, di quelli piccoli da incasso. Anche questo aggredito dalle incrostazioni di molluschi. C'è anche una sedia di quelle girevoli per la pesca d'altura. Poi chili e chili di plastica, bottigliette, piatti, retine e detriti senza forma: "Una volta trovavamo molto più vetro - afferma Carlo Di Domenico, 54 anni, pescatore da 37, capitano del peschereccio - stiamo pagando l'usa e getta". Di Domenico con la sua Marcantonio II si spinge lontano per scampi rosa e gamberi, fino quasi alle acque croate. Incrocia le rotte delle grandi navi che si lasciano dietro scie di pattumaglia ingombrante: auto, anche container, quando accade qualcosa di grave. Dal secchio tira fuori una latta di vernice rossa. È quasi vuota, ancora odora di solvente: "Grazie a dio non è abbastanza fresca - si sfoga il pescatore - altrimenti non si salva niente, bisogna buttare via tutto il pesce, perché lavarlo non serve. Succede quando le navi fanno pulizia della sentina gettano latte di vernice e fusti di olio". Anche lui fa i conti: "Su una tonnellata di pesce, 250 chili di rifiuti". Il risultato torna anche a Federico Papetti (che tutti chiamano Chicco), 20 anni, in mare da un anno dopo la scuola di nautica. È suo padre il capitano della Giuseppina Madre (24 metri) ma a gestire tutte le operazioni dopo l'attracco è lui, affondato nelle galosce di cerata che sembrano di cinque taglie più grandi, scuote la rete che scende dall'arcone di poppa come una tenda: "Ho trovato di tutto, latte d'olio da quintali, aspirapolveri, anche un computer con monitor e cavi. È impressionante" dice dopo aver scaricato il suo secchio di spazzatura assieme a un tavolino di metallo diventato colonia per molluschi. "Fate fare a noi. Ripuliremo il mare" Serve una legge per sanare la situazione. Cioè permettere ai pescatori di diventare veri spazzini del mare. Il ddl "Salva mare" è stato licenziato dal Consiglio dei ministri ad aprile e ora attende di essere calendarizzato in Parlamento: "Andremo a colmare un vuoto normativo perché ora i pescatori rischiano sanzioni se portano rifiuti a terra - spiega Paola Deiana, deputata del Movimento 5 stelle e relatrice della legge - con la nuova norma i rifiuti pescati saranno assimilati ai rifiuti prodotti dai pescatori stessi. Con un meccanismo di sgravi che li premierà per questo loro impegno". A due mesi dal passaggio in Cdm, però, la legge non ha ancora trovato la strada delle Camere: "Non sappiamo quando e dove sarà incardinata - aggiunge Deiana - se alla Camera o al Senato, speriamo il prima possibile. Ma dopo lo 'Sblocca cantieri' ora la priorità è al dl 'Crescita'". I pescatori di San Benedetto hanno raccolto con entusiasmo l'invito di andare "A pesca di plastica", perché sanno che del loro lavoro beneficerà la pesca, la salute del pesce e chi lo mangia. Così anche loro stessi. E come sottolinea Luciano Paolini, capitano della Azzurra, ribattezzato da Paolo Bonolis "Cozzaro nero", solo loro lo possono fare: "E chi altri? Siamo sempre in mare. Lasciate fare a noi, se lo facciamo tutti insieme ripuliamo tutto in poco tempo. Vorremmo solo che ci aiutassero, magari non facendoci pagare proprio l'immondizia".
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TITOLO: Nissan: record vendite per van elettrico e-NV200 ad autonomia aumentata  
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TESTO: Pubblicato il: 14/06/2019 17:14 Ha superato quota 10 mila unità vendute in Europa il nuovo Nissan e-NV200 nella versione che offre la maggiore autonomia: il van 100% elettrico con batteria da 40 kWh ha infatti registrato - segnala la casa giapponese - una richiesta particolarmente elevata da parte di aziende e professionisti che lo scorso anno ne ha fatto il veicolo commerciale a zero emissioni più venduto in 10 mercati in Europa, fra cui Italia, Regno Unito, Norvegia e Paesi Bassi. A favorire questi risultati i benefici offerti dalla nuova batteria da 40 kWh, che permette alla versione con maggiore autonomia di Nissan e-NV200 di conservare la medesima capacità di carico di 4,2 metri cubi di volume o un peso combinato di 705 kg nella variante van.
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TITOLO: Sostenibilità: Source to Skin, aloe dal Kenya per l'emancipazione  
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TESTO: La coltivazione dell’aloe ha guidato il cambiamento e ha innescato nuove dinamiche economiche per la comunità rurale: l’associazione femminile Twala Women’s Group coordinata da Rosemary Nenini ha trovato nella coltivazione dell’aloe uno strumento di rinascita economica e sociale. Le donne di Twala hanno iniziato la loro attività imprenditoriale, coltivando e rivendendo l’aloe secudiflora, una pianta che ben sopporta le dure condizioni climatiche della regione e ha radice nella cultura Masai, sia per usi medicinali sia per la produzione di una specialità locale, la birra Muratina. Le foglie fresche dell’aloe di Laikipia vengono utilizzate da Lush nella crema mani e corpo Charity Pot, il cui ricavato viene interamente devoluto a favore di associazioni che operano in difesa di diritti umani, ambientali e animali. Il Twala Women’s Group riunisce oggi oltre 200 donne e coltiva aloe su una superficie di 40 acri di terreno; collabora con il Laikipia Permaculture Centre, un centro che supporta l’attività delle donne della comunità offrendo loro formazione sui principi di permacultura. Simon Constantine, responsabile dell’Ethical Buying Team Lush, lavora costantemente per valutare l’impatto che le decisioni di acquisto del brand possono avere sulle comunità e sui fornitori. Il suo approccio propone un passaggio dal concetto di sostenibilità a quello di rigenerazione. "Essere sostenibili sembra suggerire la possibilità che la vita possa continuare indipendentemente da noi e dalle nostre azioni. Il concetto di rigenerazione offre un quadro di pensiero totalmente innovativo", commenta Constantine. Per garantire un approccio rigenerativo, l’Ethical Buying Team Lush ha così sviluppato Re: Fund, un fondo per sostenere persone e comunità che applicano pratiche di rigenerazione in aree cruciali.
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TITOLO: Giornata mondiale delle tartarughe, ancora minacciate ma ne muoiono meno
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OCCHIELLO: Grazie alla campagna di sensibilizzazione sui sistemi di pesca non pericolosi di TartaLife negli ultimi 5 anni è diminuito il numero, anche se ogni anno 50mila esemplari vengono catturati. E 10mila non sopravvivono  
TESTO: Quest'anno, oltre al progetto Life Euroturtles, che per il terzo anno si svolge in collaborazione con altri cinque paesi del Mediterraneo, è stato avviato TartAmar Calabria, che prevede il monitoraggio delle coste dell'alto Tirreno e Ionio cosentino: non solo attraverso il pattugliamento mattutino delle spiagge, ma anche mediante l'uso di droni, bici elettriche e, in via sperimentale, anche con una vela a motore. Lo scorso 11 giugno Malcom Deodati dell'Asd Parapendio Pizzo Tandem Fly, ha dato via al progetto volando sul tratto di costa da Scalea a Diamante: attraverso una videocamera collocata sul suo casco, gli operatori del progetto hanno monitorato le spiagge alla ricerca delle tracce di tartarughe marine. Stanno inoltre per partire anche i campi di volontariato Wwf, che prevedono attività di salvaguardia delle tartarughe marine nei centri di Policoro, Torre Guaceto, Torre Salsa, Crotone.
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