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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 16 July 2019 AL GIORNO Tuesday 23 July 2019 SU: ambiente




TITOLO: La compravendita dell'usato fa bene all'ambiente  
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OCCHIELLO:  
TESTO: Ma a cosa corrispondono 5 milioni di tonnellate di Co2? Alle emissioni prodotte da 4,8 milioni di voli a/r Roma-New York, o a quelle dovute alla produzione e al riciclo di 71,6 milioni di biciclette, 19,8 milioni di divani, 18,3 milioni di laptop, 22,4 milioni di passeggini, 364 milioni di paia di sneakers,7,6 milioni di kg di pasta o 66 milioni di iPhone 5. Ma soprattutto, evitare l’emissione di 5 milioni di tonnellate di anidride carbonica sarebbe come fermare il traffico di Roma per 15 mesi. Comprando e vendendo usato, non si evitano solamente le emissioni di anidride carbonica ma anche l’utilizzo di materie prime come plastica, alluminio e acciaio, tre materiali molto comuni nella produzione di beni di largo consumo. Sempre nel 2018 la compravendita su Subito ha fatto risparmiare 1,8 milioni di tonnellate di acciaio, 173.282 tonnellate di alluminio e 276.700 tonnellate di plastica, quella che servirebbe a produrre 5 miliardi di bottiglie in Pet da 2 litri. “In natura nulla si distrugge e tutto si trasforma, un concetto che si sposa perfettamente con la circolarità della second hand economy”, commenta Melany Libraro, ceo di Subito. “Dare nuova vita a un oggetto vuol dire anche contribuire al benessere del nostro Pianeta, in maniera concreta e praticabile da tutti. Ogni nostro singolo gesto ha in realtà un grande impatto". Ad esempio, spiega Libraro, "la compravendita di un’auto usata permette di risparmiare 5,6 tonnellate di Co2, un computer portatile 270kg, un divano 250kg, un passeggino 220kg, uno smartphone 75kg, una sedia 72kg, una bici 69kg, un paio di jeans 33kg e una t-shirt 7,2kg. Siamo quindi orgogliosi di affermare che grazie a oltre 18 milioni di 'piccoli gesti', fatti dai nostri utenti nel 2018 abbiamo risparmiato non solo 5 milioni di tonnellate di Co2, ma anche 276.700 tonnellate di plastica, ovvero quanta ne serve per produrre 5 miliardi di bottiglie Pet da 2 litri”. Entrando nel dettaglio del nostro Paese, Subito ha calcolato quali siano le regioni in cui sono state risparmiate più tonnellate di anidride carbonica e quali siano quindi quelle da considerare come le più green. La Campania si conferma anche quest’anno come la regione più virtuosa, posizionandosi al primo posto con 770.437 tonnellate di Co2 risparmiate, ovvero il 15,5% del totale. Anche il secondo posto trova una conferma anno su anno con la Lombardia e le sue 664.677 tonnellate (13,4%), seguita dall’Emilia Romagna che quest’anno entra nel podio grazie a 525.255 tonnellate risparmiate (10,6%). Chiudono la top5 il Lazio, che perde una posizione e registra 471.891 tonnellate di CO2 risparmiate (9,5%), e il Veneto con 440.532 (8,9%).
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COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Vodafone: addio plastica monouso dagli uffici  
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OCCHIELLO:  
TESTO: Inoltre Vodafone Italia continua a promuovere numerose iniziative per lo sviluppo tecnologico delle proprie infrastrutture di rete finalizzate al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni in atmosfera. In particolare, sono proseguite le attività di diffusione su tutti gli apparati di rete delle tecnologie per lo spegnimento intelligente delle risorse radio e lo sviluppo della tecnologia per l’ottimizzazione delle configurazioni radio. Rilevanti anche gli interventi per rendere più efficienti i locali che ospitano gli apparati di rete attraverso l’implementazione delle tecnologie di raffreddamento (Free Cooling 2.0) e dei sistemi di controllo dinamico della climatizzazione. Grazie agli interventi sulla rete e all’evoluzione della tecnologia mobile, Vodafone ha risparmiato 151 mila tonnellate di Co2 pari alla quantità assorbita da oltre 180.000 alberi nel loro ciclo di vita. Il 71% dell’energia utilizzata da Vodafone proviene da fonti rinnovabili. Vodafone Italia contribuisce alla riduzione generale delle emissioni in atmosfera anche grazie ai servizi e alle soluzioni innovative a disposizione di cittadini e imprese. Secondo uno studio condotto dal Gruppo Vodafone, si stima che il contributo delle tecnologie mobili, come l’IoT, alla riduzione delle emissioni in Europa nel 2020 potrà essere quantificata in 110 mila tonnellate di Co2 (dati Bilancio Sostenibilità 2017/18, Vodafone Italia).
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TITOLO: Mobilità: arriva BlaBlaBus, nuova offerta di viaggi in autobus in Italia e Ue  
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TESTO: "Nel 2018, 50 milioni di passeggeri hanno viaggiato in BlaBlaCar" commenta Nicolas Brusson, co-fondatore e ceo di BlaBlaCar che aggiunge: "Integrare sulla stessa piattaforma viaggi in carpooling e viaggi in autobus rende il servizio ancora più appetibile per i passeggeri: permetterà loro di trovare con maggiore facilità il viaggio più comodo in base alle proprie esigenze, ovunque si trovi la loro destinazione, in Italia e in Europa. Gli automobilisti che condividono i loro tragitti in auto e i nostri partner con cui offriamo i viaggi in autobus beneficeranno entrambi dell’aumento del traffico sulla piattaforma e della nuova domanda che sarà generata da questa offerta potenziata". A seguito dell’acquisizione di Ouibus, leader francese nel mercato degli autobus su lunghe distanze, BlaBlaCar ha integrato sulla sua piattaforma i viaggi precedentemente offerti dalla società acquisita e dai suoi partner tra cui, in Italia, MarinoBus. Il network di MarinoBus e quello di BlaBlaBus si interconnetteranno in due hub a Milano e a Bologna, che consentiranno ai viaggiatori che dal centro e sud Italia vorranno andare all’estero di utilizzare MarinoBus per la prima parte del viaggio e BlaBlaBus per la tratta transfrontaliera. La collaborazione tra BlaBlaCar e MarinoBus si estenderà anche ai canali di vendita, sia online che nella rete di biglietterie sul territorio. Entro la fine del 2019, dieci città del Nord e del Centro Italia saranno collegate in autobus con le principali destinazioni europee; ma sarà solo il primo passo verso la graduale estensione della rete che, a breve, includerà anche viaggi interni al territorio nazionale. "Il successo di BlaBlaCar in Italia dimostra che qui i viaggiatori sono pronti a adottare nuove soluzioni di viaggio quando queste offrono loro un’ottima esperienza a un prezzo ragionevole" spiega Andrea Saviane, country manager Italia di BlaBlaCar. "Siamo sicuri che l’integrazione dell’offerta dei viaggi in autobus creerà una sinergia positiva e attrarrà un crescente numero di viaggiatori, che sulla nostra piattaforma troveranno tanto soluzioni di trasporto sulle tratte principali quanto viaggi che connettono le destinazioni minori o poco collegate" conclude Saviane.
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TITOLO: Sostenibilità: 70% aziende non pubblica proprio impatto su deforestazione  
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TESTO: Attualmente, afferma Morgan Gillespy, global director of forests at Cdp, "la preoccupazione per l’ambiente è ai massimi livelli e le aziende hanno il dovere di essere trasparenti e intraprendere azioni decisive per la salvaguardia delle foreste. Di pari passo, i consumatori si mostrano sempre più sensibili a questo tema e desiderosi di sincerarsi che nel loro carrello non ci siano prodotti responsabili della deforestazione dell'Amazzonia, dell'estinzione degli oranghi e del cambiamento climatico". "Le aziende che mirano a mantenere una quota di mercato devono ascoltare i loro clienti, investitori e consumatori, così da non rischiare di incappare in situazioni sfavorevoli" conclude Gillespy. Nel 2018 un totale di 306 aziende ha collaborato con Cdp condividendo i propri rapporti di sostenibilità fornendo dettagli sulla provenienza di legno, olio di palma, bestiame e / o soia, indicando le misure intraprese per combattere la deforestazione all’interno delle loro catene di approvvigionamento. Analizzando le risposte di queste aziende, il report rivela che le iniziative sono insufficienti per risolvere il problema della deforestazione. Tuttavia, è interessante osservare come il danno reputazionale del brand derivante dalla deforestazione sia indicato come il rischio di gran lunga più frequente. Circa un quarto (24%) delle società non intraprende affatto o adotta misure circoscritte per combattere la deforestazione, ad esempio concentrandosi su una singola categoria merceologica senza rendere più sostenibile le altre merci che attraversano la propria catena di approvvigionamento. I dati confermano, inoltre, che oltre un terzo delle aziende non sta lavorando con i propri fornitori al fine di ridurre il proprio impatto ambientale sulle foreste. Complessivamente, le aziende riportano perdite potenziali per un valore di 30,4 miliardi di dollari dovute all'impatto dei rischi da deforestazione, tra cui danni reputazionali, cambiamenti normativi e catastrofi naturali come incendi e cattivi raccolti. Eppure, tutto ciò è solo la punta dell'iceberg, in quanto circa un quarto delle aziende prevede una stima quantitativa delle potenziali perdite. Inoltre, i dati mostrano che quasi un terzo delle aziende non include le problematiche relative alla deforestazione nel processo di valutazione del rischio. Tuttavia, tra le aziende che ne prendono atto, quasi tutte (92%) confermano rischi sostanziali, suggerendo che il rischio aziendale e l’impatto finanziario associati alla deforestazione siano sottostimati. Sono quasi 450 le aziende e più di 50 i governi che si sono impegnati a porre fine alla deforestazione entro il 2020, ma l'azione del settore fino ad oggi non è stata sufficiente nel raggiungimento di questo obiettivo, con realtà che già hanno dichiarato pubblicamente l’impossibilità di rispettare questa deadline. La deforestazione continua ad un ritmo di 5 milioni di ettari all'anno (equivalenti a 15 campi da calcio ogni minuto). Un altro dato che emerge dal rapporto di Cdp è che ci sono alcune aziende all'avanguardia che promuovono diverse iniziative a sostegno delle foreste grazie ad un’intensa collaborazione con i propri fornitori. Ad esempio, il colosso mondiale della bellezza L'Oréal e il produttore tedesco di beni di consumo Beiersdorf AG sono leader nell'approvvigionamento sostenibile dell'olio di palma. Per incoraggiare i propri fornitori a gestire l’impronta forestale, L'Oréal ha sviluppato Sustainable Palm Index con l’obiettivo valutare l’impegno e i risultati ottenuti dai fornitori nella lotta alla deforestazione. Infine, i dati di Cdp mostrano che per le aziende disposte a prestare maggiore attenzione alla salvaguardia delle foreste ci sono maggiori possibilità di crescita: 76 aziende hanno infatti segnalato opportunità di business come l'aumento del valore del marchio e l'innovazione di prodotto, valutate per un totale di 26,8 miliardi di dollari, di cui la metà di questo valore è dato come altamente probabile o, addirittura, certo.
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TITOLO: Clima: 10 tappe per le città italiane per adattarsi ai cambiamenti  
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TESTO: L’Italia è più esposta di altri Paesi agli impatti del cambiamento climatico ed è al secondo posto in Europa per le perdite economiche generate dai cambiamenti climatici con oltre 63 miliardi di euro (Commissione UE, 2018). Nel complesso, le perdite economiche registrate in Europa nel periodo 1980-2016 provocate da fenomeni meteorologici e altri eventi estremi legati al clima hanno superato i 436 miliardi di euro. A fronte di tali impatti, a livello europeo, solo il 26% delle città ha realizzato un piano di adattamento climatico, il 17% un piano congiunto per mitigazione e l’adattamento mentre il 33% non ha nessun piano locale per il clima. “L’iniziativa del Green City Network punta a promuovere un maggiore e più qualificato impegno delle città italiane per l’adattamento climatico – dichiara Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile – le 10 proposte della dichiarazione forniscono indirizzi aggiornati per città più resilienti e meno vulnerabili, più capaci di affrontare i cambiamenti climatici con gli interventi, necessari e possibili, per prevenire e limitare rischi e danni”. “Milano – ha sottolineato Marco Granelli, Assessore all’Ambiente e Mobilità del Comune di Milano – sta mettendo in pratica misure per il contenimento dell’inquinamento e degli effetti negativi del cambiamento climatico come Area B per il contingentamento della circolazione dei veicoli diesel in ambito urbano. Green City e l’adesione al decalogo della Dichiarazione sono iniziative importanti perché aumentano la sensibilità dei cittadini e aiutano le amministrazioni ad adottare provvedimenti che inevitabilmente impongono sacrifici, almeno iniziali, a tutti”. Ecco i 10 punti della dichiarazione per l’adattamento climatico delle Green City: 1. definire ed aggiornare piani e misure per l’adattamento climatico delle città; 2. integrare le politiche e le misure di adattamento con quelle di mitigazione del cambiamento climatico; 3. aggiornare la valutazione dei rischi e le misure sia di emergenza, sia di medio e lungo termine; 4. valorizzare le ricadute positive delle misure di adattamento e contabilizzare i costi dell’assenza delle misure. E ancora: 5. sviluppare le capacità adattive; 6. puntare di più sulle soluzioni basate sulla natura; 7. ridurre la vulnerabilità e i rischi delle precipitazioni molto intense; 8. affrontare le ondate e le isole di calore; 9. promuovere gli investimenti; 10. rafforzare la governance
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TITOLO: Mobilità: carpooling aziendale, in 6 mesi percorso 45 volte giro del mondo  
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TESTO: Per quanto riguarda le abitudini dei dipendenti delle aziende che promuovono il carpooling, la tratta media percorsa in condivisione è di 28 km, e l’equipaggio è composto in media da 2,37 passeggeri. Al carpooling aziendale si affianca inoltre, in maniera sempre più consistente, anche la mobilità dolce. Nei primi sei mesi dell’anno, sono stati 111.339 i Km percorsi in bicicletta nella tratta casa-lavoro certificati tramite Jojob, che hanno permesso di risparmiare 22.267 euro e di non emettere in atmosfera 14.479 Kg di Co2. I dipendenti che raggiungono la sede di lavoro a piedi hanno invece percorso in totale 23.735 km, per un risparmio economico di 4.747 euro e ambientale di 3.079 Kg di Co2. Infine, con Jojob Navette, funzione attivata nel 2018 che consente ai dipendenti di visualizzare i viaggi programmati delle navette aziendali per compiere il tragitto casa-lavoro e prenotare il proprio posto, sono stati certificati 94.154 Km, che corrispondono ad un risparmio complessivo di 18.830 euro e di 12.240 Kg di Co2 non emessi. "Se il trend di crescita del carpooling aziendale continuerà così per tutto l’anno, il 2019 si chiuderà con il record assoluto della nostra piattaforma”, dichiara Gerard Albertengo, founder e ceo di Jojob che aggiunge: “Questi primi mesi dell’anno sono stati caratterizzati da una forte presa di coscienza della crisi ambientale da parte dei cittadini e anche le aziende stanno ascoltando le richieste dei loro dipendenti, fornendo servizi e strumenti che consentano da una parte di risparmiare denaro, dall’altra di promuovere stili di vita consapevoli e sostenibili, a partire proprio dalla mobilità”.
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TITOLO: Animali: scimpanzè, a rischio estinzione anche loro capacità di 'tramandare'  
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TESTO: Costruire il proprio nido, estrarre e cibarsi di termiti, automedicarsi grazie al riconoscimento e l’impiego di piante specifiche: sono solo alcuni degli oltre 30 comportamenti codificati dagli scienziati a far parte delle tradizioni culturali degli scimpanzé, possibili grazie all’apprendimento sociale degli individui della colonia e ai diversi adattamenti riscontrati in popolazioni geograficamente lontane. Anche uno studio sulla colonia di scimpanzé del Parco Natura Viva, pubblicato su Animal Cognition testimonia che questi primati trasmettono gli uni agli altri non solo la competenza, ma anche modalità diverse di utilizzo delle piante medicinali. “I presupposti -conclude Spiezio- sono dunque l’utilizzo delle risorse naturali e l’opportunità di apprendere nuove competenze dagli altri. Ma se il consumo di suolo in Africa aumenta fino a determinare un tasso di scomparsa per le grandi scimmie che varia dal 2,5 al 6% ogni anno, la degradazione riduce sempre di più le dimensione delle popolazioni e ne impedisce la dispersione”. Così, dalla Guinea al Congo, non c’è popolazione di scimpanzé nelle condizioni di poter difendere la propria evoluzione culturale. Per questo, la ricerca di Science termina proponendo di inserire nei programmi di conservazione di questa specie anche i loro 'siti culturali'.
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TITOLO: Alimenti: da cibo a farine per allevamenti, è il 'pesce sprecato'  
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TESTO: "Stiamo perdendo centinaia di migliaia di tonnellate di pesce idoneo all’alimentazione umana per soddisfare l’industria mangimistica, con un impatto potenziale su oltre 40 milioni di consumatori africani”, sottolinea Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace Italia. Secondo le più recenti stime della Fao, la maggior parte degli stock di piccoli pelagici al largo dell’Africa occidentale sono sovrasfruttati, mentre negli ultimi 25 anni le catture totali sono più che duplicate. Nonostante questo, in Mauritania tra il 2014 e il 2018 le esportazioni di farina e olio di pesce sono raddoppiate, rendendo questo Paese il maggiore esportatore di farina di pesce e olio di pesce nella regione, seguito dal Marocco. Greenpeace ha documentato la presenza di 40 impianti di produzione di farina e olio di pesce in attività nel marzo del 2019, principalmente in Mauritania e più recentemente anche in Senegal e Gambia. L’Europa, insieme all’Asia, è tra i principali importatori di questi prodotti, in particolar modo l’Italia risulta essere il principale Paese europeo importatore di farine e oli di pesce dal Senegal. Sebbene le quantità dell'Africa occidentale siano piuttosto limitate rispetto alla produzione mondiale, la rapida espansione della produzione negli ultimi anni, specialmente in Mauritania e Senegal, desta particolari preoccupazioni per gli impatti socioeconomici e ambientali sempre più evidenti. Si stima che circa il 69% delle farine di pesce prodotte a livello mondiale, nel 2016, sia stato utilizzato per produrre mangimi per l’acquacoltura, il 23% per l’industria degli allevamenti intensivi di suini, il 5% di pollame. Il 75% della produzione di olio di pesce è stato utilizzato per l’acquacoltura e solo il 18% per il consumo umano diretto, come integratori alimentari e farmaci. Secondo gli accordi internazionali, gli Stati costieri dovrebbero cooperare per garantire un uso sostenibile delle risorse comuni. Greenpeace chiede ai governi dell’Africa occidentale di adottare e attuare misure per invertire il declino delle popolazioni di pesci pelagici e garantirne uno sfruttamento equo e sostenibile, privilegiando le economie e la sicurezza alimentare locale e fermando immediatamente la produzione di farine e oli di pesce.
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TITOLO: Energia: arriva Ned, l'app che aiuta a ridurre i consumi in casa  
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TESTO: Inoltre, attraverso le notifiche su smartphone, Ned informa su quante volte in una giornata si è rischiato di superare la potenza contrattuale o di assorbimenti anomali della linea elettrica, permettendo così di monitorare i consumi nascosti, come quelli notturni o dovuti allo stand-by, difficilmente rilevabili e spesso fonte di inutili sprechi. Ned suggerisce anche quale elettrodomestico conviene cambiare, perché consuma eccessivamente o sta per guastarsi, proponendo l’acquisto di modelli più efficienti. Oppure, facilita la scelta di una nuova tariffa energetica, indicando le più convenienti disponibili sul mercato e sul web, selezionandole sulla base del profilo di consumo dell’utente e assicurando risparmio di tempo, energia e denaro. “L’estate è un momento terribile per bollette e portafogli, ma grazie a Ned avremo un alleato in più per cercare di ridurre i consumi e salvaguardare l’ambiente”, racconta Christian Camarda, ceo di Midori. La nuova app, spiega Camarda, "permette non soltanto di risparmiare, ma soprattutto di acquisire maggiore consapevolezza dell’energia che viene utilizzata ogni giorno dai nostri elettrodomestici". Per questo, conclude il ceo di Midori, "stiamo lavorando a stretto contatto con le aziende che forniscono energia elettrica per far sì che dispositivo ed applicazione vengano messi a disposizione dei consumatori insieme al contratto di fornitura, così che tutti possano imparare a ridurre i consumi a lottare contro il cambiamento climatico, a partire dalla propria abitazione”.
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TITOLO: Rifiuti: Ispra, speciali in aumento, +3% nel 2017  
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TESTO: I rifiuti di metallo importati sono destinati al riciclaggio, principalmente in acciaierie localizzate in Friuli Venezia Giulia e in Lombardia. Il 68% dei rifiuti esportati (poco più di 2 milioni di tonnellate) appartengono alla categoria dei non pericolosi e il restante 32% (circa 1 milione di tonnellate) a quella dei pericolosi. Il maggior contributo alla produzione complessiva arriva dal settore delle costruzioni e demolizioni, che con oltre 57 milioni di tonnellate, concorre al 41% del totale prodotto. Le attività di trattamento dei rifiuti e di risanamento ambientale rappresentano il 25,7% del totale (quasi 36 milioni di tonnellate), l’insieme delle attività manifatturiere il 21,5% (quasi 30 milioni di tonnellate). A livello di macroarea geografica è il Nord che produce più rifiuti speciali, quasi 81 milioni di tonnellate (pari, in termini percentuali, al 58,3% del dato complessivo nazionale), seguita dal Sud con quasi 33 milioni di tonnellate (23,7%) e dal Centro con circa 25 milioni di tonnellate (18% del totale nazionale). La Lombardia produce il 22,2% del totale dei rifiuti speciali generati (30,8 milioni di tonnellate) seguita dal Veneto e dall’Emilia-Romagna con circa il 10% della produzione nazionale (rispettivamente pari a 15,1 milioni di tonnellate e 13,7 milioni di tonnellate). Gli impianti di gestione dei rifiuti speciali operativi sono 11.209 di cui 6.415 situati al Nord, 2.165 al Centro e 2.629 al Sud. In Lombardia sono localizzate 2.176 infrastrutture, il 20% circa del totale degli impianti presenti sul territorio nazionale. Gli impianti dedicati al recupero di materia sono 4.597 (41% del totale). Circa 20,2 milioni di tonnellate di rifiuti speciali sono utilizzati, in luogo delle materie prime, all’interno del ciclo produttivo in 1.307 impianti industriali. Tali stabilimenti riciclano il 20% del totale dei rifiuti recuperati a livello nazionale. Il recupero di rifiuti inorganici riguarda oltre 54 milioni di tonnellate (quasi il 37% del totale gestito). Tali rifiuti derivano, prevalentemente, dalle attività di costruzione e demolizione (44,8 milioni di tonnellate) e sono generalmente utilizzati come rilevati e sottofondi stradali. Le operazioni di recupero di metalli e di rifiuti organici rappresentano, rispettivamente, il 13,6% e l’8,4% del totale gestito. Circa 2 milioni di tonnellate di rifiuti speciali sono coinceneriti in impianti industriali in sostituzione dei combustibili convenzionali, mentre l’incenerimento interessa più di 1 milione di tonnellate. Sono smaltiti in discarica 12 milioni di tonnellate di rifiuti (l’8,2% del totale gestito) di cui circa 10,9 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi e 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi.
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TITOLO: Fs: in 10 anni investimenti 55 mld su infrastrutture, taglio 20 mln tonn CO2  
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TESTO: Ferrovie dello Stato Italiane ha presentato oggi a Roma, alla Casa dell’Architettura-Acquario Romano, i dieci anni del Rapporto di Sostenibilità e gli Obiettivi 2030-2050 del Gruppo. Presenti Danilo Toninelli ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Gianluigi Castelli Presidente di Fs Italiane e Gianfranco Battisti Amministratore Delegato di Fs Italiane. A partire dal 2008, Fs Italiane ha rafforzato sempre più il proprio impegno per trasformare la mobilità condivisa e collettiva in Italia, anticipando le sfide del futuro e creando valore nel lungo periodo per il sistema Paese. In quest’ottica, anche il Piano industriale 2019-2023 integra i principi della sostenibilità sociale, ambientale ed economica con l’obiettivo di offrire alle persone servizi personalizzati e di qualità. I dieci anni del Rapporto di Sostenibilità coincidono con il decennale del Sistema Alta Velocità, la più importante opera infrastrutturale realizzata in Italia dal Dopoguerra insieme all’Autostrada A1 Milano-Napoli, che ha modificato radicalmente le abitudini di viaggio degli italiani. Inoltre, Fs Italiane ha aderito al Global Compact delle Nazioni Unite, di cui condivide e sostiene i principi fondamentali su diritti umani, standard lavorativi, tutela dell’ambiente, trasparenza e lotta alla corruzione. Il Gruppo partecipa anche al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile adottati dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015, con l’Agenda 2030. Gli investimenti fatti dal Gruppo tra il 2008 e il 2018, oltre al miglioramento dei servizi e della sicurezza delle infrastrutture, sono serviti per trasformare le stazioni in hub intermodali, in grado di rispondere alle esigenze crescenti delle persone. In particolare, in tema di sicurezza (security), nel 2018 gli incidenti sulla rete ferroviaria nazionale sono diminuiti del 75% rispetto al 2008, con un 70% in meno di infortuni sul lavoro e un indice di incidenza inferiore del 50%. Le persone – passeggeri e ferrovieri – a cui il Piano industriale 2019-2023 di FS Italiane dedica particolare attenzione, rappresentano il grande patrimonio del Gruppo. Rispetto al 2008 il livello di soddisfazione generale dei passeggeri è cresciuto del 20% anche per l’attivazione del servizio customer care dedicato ai pendolari a bordo treno e in stazione. FS Italiane è costantemente impegnata anche nel valorizzare i propri dipendenti, investendo nella formazione professionale: nel 2018 sono state erogate oltre 570mila ore di formazione ed è stato introdotto lo smart-working, avviato in fase sperimentale nel 2017. Usati con successo anche gli strumenti della finanza sostenibile. Fs Italiane è stato il primo operatore ferroviario in Europa a emettere green bond per l’acquisto dei nuovi treni ad alta efficienza energetica e con percentuali di riciclabilità superiori al 90%. L’impegno del Gruppo FS Italiane per la sostenibilità si proietta al futuro. Dal 2013 il Gruppo coinvolge gli stakeholder per definire proposte di miglioramento dal punto di vista della responsabilità sociale, economica e ambientale. Il Panel promosso nel 2018 dal Comitato di Sostenibilità di FS Italiane ha visto il coinvolgimento di stakeholder chiave che hanno contribuito concretamente a definire i tre Obiettivi 2030-2050 del Gruppo sui temi mobilità sostenibile, energia ed emissioni, sicurezza. Inoltre, per la prima volta quest’anno il Gruppo si è dotato di una Politica di Sostenibilità per guidare le attività di tutte le Società.
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TITOLO: Sostenibilità: a Polla un libro in cambio di una bottiglia di plastica  
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TESTO: Contribuendo alla campagna di crowdfunding attiva su Produzioni dal Basso, si potrà replicare questo particolare 'scambio' tra rifiuti e libri in molte scuole d’Italia, con il duplice scopo di promuovere il rispetto per l’ambiente e riscoprire l’amore per la lettura. Le bottiglie e le lattine raccolte, inoltre, non saranno buttate via ma riciclate per realizzare librerie, scaffali e contenitori per fioriere. Le donazioni serviranno per acquistare nuovi libri da scambiare con i rifiuti da distribuire nelle scuole primarie e medie inferiori di tutta la Penisola, nonché per la progettazione e la realizzazione degli scaffali e delle fioriere.
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TITOLO: Auto: Enea e Centro Ricerche Fiat studiano nuovi materiali riciclabili  
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TESTO: Grazie a questo progetto "sostituiremo la fibra di carbonio con una derivata dal basalto, perché è riciclabile e mantiene costanti nel tempo le sue qualità. In questo modo - continua il ricercatore - dimostreremo come sia possibile riprocessare la fibra di rinforzo, che rappresenta il 60% della massa del cofano, per produrre di nuovo il componente originario”. L’altra novità è che nel nuovo materiale composito la fibra di basalto sarà associata a una resina innovativa che a fine vita potrà essere recuperata per la produzione degli interni di un’automobile, evitando in questo modo qualsiasi spreco di materia. “Il principale dimostratore di progetto - continua Mingazzini - sarà la realizzazione di un cofano in composito totalmente riciclabile per un modello di automobile già in produzione, ossia una Fiat 500 Abarth. Ma il business plan di progetto prende in considerazione un potenziale volume di produzione di 100mila veicoli all’anno da riciclare secondo il modello cradle-to-cradle, vale a dire dalla culla alla culla, ovvero un processo a rifuto-zero che ricicla il materiale per la sua funzione originaria”. Il progetto vedrà la partecipazione anche del consorzio spagnolo di ricerca e sviluppo materiali per i trasporti Gaiker, di Am Composites, dell’Università di Bordeaux e delle aziende GS4C e R*Concept. Materiali a parte, il team internazionale lavorerà sui processi per rendere il riciclo dei componenti auto più economico, efficace, semplice e sostenibile per l’ambiente, fornendo ai produttori di autovetture una tecnologia matura entro il 2022.
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TITOLO: Ambiente: a Trevignano Romano la 'Rifiuthlon' con caccia al rifiuto  
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TESTO: L’intento, spiega Andrea Nesi, coordinatore nazionale di Aics Ambiente, "non è solo quello di mostrare visivamente quanti sono i rifiuti, anche piccoli, abbandonati nelle aree verdi e in acqua, ma è quello di rendere i volontari protagonisti dei nostri eventi di sensibilizzazione al rispetto ambientale, perché a una prima buona azione, ne corrispondano altre nel tempo. Il gioco, da sempre, è un eccellente veicolo per trasmettere valori senza essere percepiti come noiosi”. “Ci piace sottolineare sempre che noi non organizziamo una raccolta rifiuti o la pulizia di un sito: noi facciamo la Rifiu-Thlon. Lo stimolo della gara consente di coinvolgere quelle fasce di persone, sopratutto più giovani, che altrimenti restano escluse perché disinteressate. La Rifiuthlon è un vero e proprio sistema educativo e di reclutamento nuove risorse alla battaglia in difesa dell'Ambiente. Chiuderemo il 2019 con 80 Rifiuthlon organizzate sul territorio nazionale e puntiamo a 100 per il 2020”, conclude Nesi.
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TITOLO: Caserta, due nuovi campi di calcio in erba da gomma riciclata  
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TESTO: Il Protocollo ha già permesso di togliere dalle strade di oltre 40 Comuni del territorio oltre 22mila tonnellate di Pneumatici Fuori Uso e l’inaugurazione di oggi a Caserta rappresenta l’ideale chiusura del ciclo di recupero di questi materiali. I nuovi campi del rione Vanvitelli contengono oltre 87 tonnellate di gomma riciclata da Pneumatici Fuori Uso (83 tonnellate nel campo di calcio, 4,3 in quello di calcetto). I lavori di realizzazione sono iniziati il 9 aprile e sono terminati il 28 giugno scorso. "Con la realizzazione dei due nuovi campi da calcio nel rione Vanvitelli prosegue il nostro percorso di riqualificazione e rivitalizzazione della città, dei suoi quartieri, delle sue periferie. Lo facciamo all'insegna dell'integrazione, dell'inclusione sociale, della tutela dell'ambiente e della green economy, promuovendo lo sport e i beni comuni", sottolinea il sindaco di Caserta Carlo Marino. "Siamo onorati di aver contribuito a lasciare sul territorio nuovi segni concreti delle attività del Protocollo. La gomma riciclata è un materiale ideale per il mondo dello sport e quelli inaugurati oggi sono campi sportivi all’avanguardia. Siamo convinti della necessità di iniziative come questa di Caserta, per ribadire che le criticità ambientali possono essere affrontate e risolte con successo", rimarca Giovanni Corbetta, direttore generale di Ecopneus.
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