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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 08 October 2019 AL GIORNO Tuesday 15 October 2019 SU: ambiente




TITOLO: Toscana: Firenze e Pisa aeroporti 'plastic free'  
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OCCHIELLO:  
TESTO: In prossimità dei controlli di sicurezza, Toscana Aeroporti ha quindi installato quattro raccoglitori che consentono lo svuotamento di acqua e di altri liquidi e il conferimento di bottiglie di plastica vuote nei contenitori dedicati alla raccolta differenziata. L’acqua così raccolta potrà essere riutilizzata all’interno degli impianti di riutilizzo degli aeroporti (per esempio in attività di annaffiamento e scarico wc). Toscana Aeroporti sta inoltre provvedendo a eliminare la plastica monouso dalle sale vip e ha avviato un piano di moral suasion sugli esercizi commerciali affinché sposino il progetto dapprima riducendo e successivamente eliminando la vendita di contenitori di plastica. La fase 2 (“Stop plastic”), sarà avviata in seguito all’installazione di fontanelle di acqua potabile con la collaborazione dei gestori locali Acque e Publiacqua, sia nell’area interna sia nell’area esterna degli aeroporti. Anche grazie alla distribuzione di borracce a dipendenti e passeggeri verrà favorito l’approvvigionamento gratuito di acqua naturale e frizzante, fresca o a temperatura ambiente. La fase 3 (“100% Plastic Free”) decreterà lo stop totale alla vendita e all’utilizzo di plastica all’interno degli scali modificando le clausole contrattuali per i subconcessioni. Proprio sul coinvolgimento attivo di ogni singola persona è stata realizzata la campagna “Non fare lo struzzo” che giocando sul peso di uno struzzo adulto, pari a circa 150 kg ed equivalente alla quantità di plastica che ogni giorno viene raccolta nei due aeroporti di Firenze e Pisa, punta a sensibilizzare e responsabilizzare al rispetto dell’ambiente.
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COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Clima: sondaggio Swg, cambiamenti climatici in cima a preoccupazioni italiani  
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OCCHIELLO:  
TESTO: E per far fronte ai cambiamenti climatici, 'dovrebbero impegnarsi di più' i partiti politici (89%) e le imprese (90%). Dal sondaggio condotto a fine settembre risulta anche che i giovani della Generazione Z sono schierati con Greta Thunberg trovandola molto o abbastanza simpatica per il 60%, percentuale che scende al 49% del campione che la trova invece poco o per niente simpatica nel 40% dei casi. Un giudizio complessivamente positivo confermato dal fatto che la maggioranza del 57% (che sale al 77% per la Generazione Z) vede la giovane attivista come un leader in fieri (17% molto d'accrodo e 40% abbastanza). Mentre un 34% la ritiene poco o per niente tale. Infine l'80% dei rispondenti della Generazione Z concorda (molto o abbastanza) con l'affermazione secondo la quale "i governi e le generazioni adulte, non interessandosi in questi anni dell'ambiente e del clima, hanno rubato i sogni dei ragazzi e la loro infanzia".
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TITOLO: Rinnovabili: Anev, 'molta incertezza per crescita eolico'  
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TESTO: L’Anev sostiene le posizioni espresse da WindEurope, ovvero che l’energia eolica deve crescere più rapidamente se si considera il peso che ha per la lotta al cambiamento climatico e i suoi costi ridotti per la produzione di energia elettrica. Ma i problemi che riguardano il settore sono ancora tanti e vanno dall’incertezza normativa e regolatoria alla necessità di una maggiore semplificazione delle regole sia per i nuovi impianti che per il rinnovamento di quelli esistenti; dalla difficoltà nell’ottenere autorizzazioni al necessario sviluppo delle reti e all’adeguamento dei mercati. Entro la fine dell’anno i Paesi membri dovranno presentare i Piani nazionali per l'energia e il clima 2030 (Pniec) che saranno cruciali per il settore eolico e per raggiungere l’obiettivo del 32% di rinnovabili. Non dimentichiamo poi i posti di lavoro dove l’industria eolica impiega oltre 300.000 persone in Europa, di cui 16.000 in Italia grazie al fatto che il settore in questi anni è riuscito a diventare esportatore di tecnologia eolica, e oggi è necessario non solo mantene questi posti ma aumentarli.
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TITOLO: Sostenibilità e innovazione, le best practice di Gruppo Cap al Festival dell'Acqua 
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TESTO: Tra queste, Gruppo Cap presidia un territorio, come quello della Città metropolitana di Milano e alcuni Comuni delle provincie di Monza e Brianza, Pavia, Varese e Como, che conta 6.442 km di rete idrica, 765 pozzi, 40 impianti di depurazione, 345 impianti di potabilizzazione e 6.574 km di rete fognaria. Tra le best practice dell'azienda, la Biopiattaforma di Sesto San Giovanni, progetto di simbiosi industriale che andrà a unire depuratore e termovalorizzatore in un polo green e carbon neutral, in ottica di economia circolare. I contributi di Gruppo Cap si apriranno domani giovedì 10 ottobre con la presentazione del modello di Water Alliance-Acque di Lombardia, il primo network di aziende che gestiscono il servizio idrico integrato (Gruppo Cap, BrianzAcque, Lario Reti Holding, Padania Acque, Pavia Acque, Sal, Secam e Uniacque). Sarà Alessandro Russo, presidente di Gruppo Cap, vicepresidente di Utilitalia, nonché portavoce di Water Alliance, a illustrare il percorso e l’impegno della rete di aziende lombarde nel tracciare insieme alle istituzioni regionali e nazionali le strategie condivise sul futuro e la gestione dell’oro blu. 'Il Regolamento regionale sull’invarianza idraulica' è il tema cardine della presentazione in programma sempre giovedì 10, in occasione della Sessione Plenaria del Festival nell’Auditorium, che vedrà insieme Michele Falcone, direttore generale di Gruppo Cap, e l’Ato (Ambito Territoriale Ottimale) della Città metropolitana di Milano. Tra le best practice che verranno illustrate, venerdì 11 ottobre Alessandro Reginato, direttore settore Fognatura e Depurazione di Gruppo Cap, presenterà le caratteristiche di un impianto per cui è previsto un investimento di oltre 47 milioni di euro, che intende diventare un punto di eccellenza per la valorizzazione dei fanghi da depurazione e per la produzione di biometano dalla frazione umida dei rifiuti di ben 5 Comuni. L’idea è di renderlo un hub di sperimentazione per ospitare ricercatori e start up, impegnati nello sviluppo di nuove soluzioni ecocompatibili per trasformare quello che prima era uno scarto in prodotti a forte valore aggiunto. E ancora. Il direttore Ricerca e Sviluppo Desdemona Oliva presenterà l’attività dei laboratori di Salazzurra, inaugurati lo scorso anno all’interno del Parco Idroscalo, alle porte di Milano, dove opera ogni giorno una squadra di 24 tecnici e dove vengono quotidianamente svolte analisi e controlli volti a garantire la qualità dell’acqua. Il tema del governo partecipato del territorio, requisito indispensabile per affrontare la questione dei cambiamenti climatici sarà oggetto dell’intervento del direttore generale di Gruppo Cap Michele Falcone. Sempre in tema di innovazione altra best practice significativa quella dello smart metering, l’introduzione della lettura da remoto dei contatori. Un sistema già in fase di studio da qualche mese e che sarà illustrato da Marco Andrea Muzzatti, responsabile operational Intelligence dell’azienda pubblica.
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TITOLO: Mare: Sicilia discarica sottomarina più grande del Paese  
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TESTO: La situazione non migliora salendo in superfice: le quantità di macroplastiche rinvenute raggiungono una densità media che oscilla all’incirca tra i 2 e i 5 oggetti flottanti per kmq, mentre la densità media delle microplastiche, ossia particelle più piccole di 5 mm, è compresa tra 93mila e le 204mila microparticelle per kmq. Non va meglio sulle spiagge dove ci sono dai 500 ai 1000 rifiuti ogni 100 metri di costa. Una situazione "allarmante", secondo l'Ispra, e che supera i confini nazionali come dimostrano i risultati delle analisi condotte sulla tartaruga marina Caretta caretta nell'ambito del progetto europeo Indicit, dal 2017 al 2019: su 1.406 tartarughe analizzate (458 vive e 948 morte), il 63% presentava plastica ingerita e quasi il 58% degli esemplari vivi di Caretta caretta aveva plastica nelle feci. (Video) Per tornare sui fondali, ad emergere è che nella regione Adriatico-Ionica la media degli scarti rinvenuti supera i 300 rifiuti ogni kmq (86% di plastica): l'area costiera a sud del delta del Po (983 rifiuti al kmq), quella settentrionale (910 rifiuti al kmq) e meridionale (829 rifiuti al kmq) di Corfù e le acque di fronte a Dubrovnik (559 rifiuti al kmq) sono le località adriatiche-ioniche con la maggiore densità di rifiuti in fondo al mare. Imballaggi industriali e alimentari, borse/shopper e bottiglie di plastica, comprese le retine per la mitilicoltura (queste ultime particolarmente abbondanti lungo le coste italiane), sono i rifiuti più comuni. Complessivamente ogni anno, circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare, di cui il 7% nelle acque del Mediterraneo. Ma come arrivano in mare? Sicuramente attraverso i fiumi che costituiscono la principale via di trasporto dei rifiuti marini. I dati parlano chiaro: la foce dei fiumi presenta il maggior quantitativo di rifiuti galleggianti (più di 1000 oggetti per kmq) e vicino la costa tra i 10 e i 600 oggetti per kmq. Più ci si allontana in mare aperto e più il numero di oggetti scende a 1 - 10 per kmq. Più rifiuti che pesce nelle reti dei pescatori. In Adriatico, dal 2013 al 2019, nelle reti di 224 pescherecci sono finite 194 tonnellate di rifiuti; 45 tonnellate solo nella marineria di Chioggia.
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TITOLO: Ambiente: Greenpeace, protetta in Russia foresta grande come Belgio  
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TESTO: "Originariamente, il Paesaggio forestale intatto della Foresta Dvinsky si estendeva per oltre 1 milione e 500 mila ettari: oggi, a causa della deforestazione legata alla produzione di legno e carta, ne rimangono solo 700 mila. La nuova riserva naturale ne protegge poco meno della metà, resta quindi ancora molto da fare" prosegue Borghi. Nonostante il ruolo fondamentale della biodiversità nella conservazione della vita sul Pianeta, il prevalere degli interessi economici ha portato a un tale sfruttamento delle risorse naturali che ora rischiano conseguenze irreversibili. Dal 1961, la produzione di polpa di legno e cellulosa è quasi triplicata in tutto il mondo, a scapito delle foreste. Oggi, il mercato degli imballaggi a base di carta e quello dei prodotti in carta monouso continua a crescere, insieme a quello dei capi d’abbigliamento realizzati con filati derivati dalla polpa di legno, come la viscosa. Greenpeace chiede ai governi di agire per fermare la deforestazione a livello globale e alle aziende che operano nel settore della carta e del legname di non acquistare carta, legname e derivati da aziende che non siano in grado di garantire la totale tracciabilità della catena di produzione e approvvigionamento, evitando così di rifornirsi da aziende che minacciano i Paesaggi forestali intatti e le Foreste con alto valore di conservazione.
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TITOLO: Sostenibilità: iniziative e nuovi format, la Csr di Snaitech  
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TESTO: “E’ stata un’edizione di grande successo. Nelle tre tappe che hanno coinvolto i colleghi di Milano, Roma e Porcari abbiamo registrato una grande attenzione, voglia di partecipare e soprattutto una forte curiosità da parte di molti colleghi che non erano al corrente nel dettaglio di tutte le attività dell’azienda”. I principali risultati del gruppo in termini di responsabilità sono illustrati nel Bilancio 2018 che integra tutti e tre i pilastri della sostenibilità (economia, società e ambiente). Partiamo dall’impegno per l’ambiente. “Tra il 2016 e il 2018 i consumi energetici della nostra azienda sono diminuiti del 28% e siamo determinati a proseguire su questa strada: per il 2019 ci siamo infatti impegnati ad acquistare il 100% di energia elettrica rinnovabile”. E non solo: “abbiamo lanciato da poco in azienda una campagna plastic free che segue il mood globale di attenzione all’ambiente e sensibilizza tutti i lavoratori”. Forte l’attenzione verso i dipendenti. Nel Bilancio di Sostenibilità 2018 di Snaitech, infatti, una parte ampia e dettagliata è riservata al personale impiegato e al suo sempre più importante engagement: 806 persone, delle quali il 99% è assunto a tempo indeterminato e l’80% ha meno di 50 anni. Ma il dato più interessante, sottolinea l’ad, “è quello relativo alla formazione: nel 2018 sono stati erogati 17mila ore complessive di formazione, con un incremento del 48% rispetto al 2017 e di oltre il 60% rispetto al 2016, passando dalle 9 ore procapite del 2016 alle 21 del 2018”. Risultati positivi ci sono anche sotto il profilo economico. Nel 2018, con un fatturato di 894,8 milioni di euro, Snaitech è il secondo operatore sul mercato italiano nelle scommesse retail (con una quota di mercato calcolata sulla spesa netta del 19%), nel settore degli apparecchi da intrattenimento (15%) e nel settore online, nel quale il Gruppo fa registrare una crescita del 27% rispetto al 2017. “I risultati economici in crescita confermano la bontà del lavoro svolto” commenta Schiavolin. E tra gli impegni sociali di Snaitech non poteva di certo mancare il tema del gioco responsabile: “da 5 anni siamo certificati nel circuito G 4 per il Responsible Gaming che riguarda principalmente l’attività svolta in ambito digitale dove c’è un contatto diretto con il giocatore. Ma le iniziative di responsabilità sono state estese a tutti gli altri servizi che l’azienda eroga”. Questo perché, conclude l’ad di Snaitech, “riteniamo che sia fondamentale educare e avere un rapporto sano con il proprio cliente. Perché un consumatore malato non è certamente nell’interesse del gruppo né tantomeno della comunità”.
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TITOLO: Sostenibilità: iniziative e nuovi format, la Csr di Snaitech 
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TESTO: Si tratta, racconta all’Adnkronos, l’amministratore delegato Fabio Schiavolin, “di un utile strumento di partecipazione, di inclusione e condivisione di tutte quelle che sono le attività di Csr che l’azienda mette in atto a favore della comunità e dell’ambiente in cui opera”. Un’attenzione che il gruppo ha rivolto a tutti e in particolar modo agli stakeholder interni ovvero ai colleghi, donne e uomini, che lavorano in Snaitech. “E’ stata un’edizione di grande successo. Nelle tre tappe che hanno coinvolto i colleghi di Milano, Roma e Porcari abbiamo registrato una grande attenzione, voglia di partecipare e soprattutto una forte curiosità da parte di molti colleghi che non erano al corrente nel dettaglio di tutte le attività dell’azienda”. I principali risultati del gruppo in termini di responsabilità sono illustrati nel Bilancio 2018 che integra tutti e tre i pilastri della sostenibilità (economia, società e ambiente). Partiamo dall’impegno per l’ambiente. “Tra il 2016 e il 2018 i consumi energetici della nostra azienda sono diminuiti del 28% e siamo determinati a proseguire su questa strada: per il 2019 ci siamo infatti impegnati ad acquistare il 100% di energia elettrica rinnovabile”. E non solo: “abbiamo lanciato da poco in azienda una campagna plastic free che segue il mood globale di attenzione all’ambiente e sensibilizza tutti i lavoratori”. Forte l’attenzione verso i dipendenti. Nel Bilancio di Sostenibilità 2018 di Snaitech, infatti, una parte ampia e dettagliata è riservata al personale impiegato e al suo sempre più importante engagement: 806 persone, delle quali il 99% è assunto a tempo indeterminato e l’80% ha meno di 50 anni. Ma il dato più interessante, sottolinea l’ad, “è quello relativo alla formazione: nel 2018 sono stati erogati 17mila ore complessive di formazione, con un incremento del 48% rispetto al 2017 e di oltre il 60% rispetto al 2016, passando dalle 9 ore procapite del 2016 alle 21 del 2018”. Risultati positivi ci sono anche sotto il profilo economico. Nel 2018, con un fatturato di 894,8 milioni di euro, Snaitech è il secondo operatore sul mercato italiano nelle scommesse retail (con una quota di mercato calcolata sulla spesa netta del 19%), nel settore degli apparecchi da intrattenimento (15%) e nel settore online, nel quale il Gruppo fa registrare una crescita del 27% rispetto al 2017. “I risultati economici in crescita confermano la bontà del lavoro svolto” commenta Schiavolin. E tra gli impegni sociali di Snaitech non poteva di certo mancare il tema del gioco responsabile: “da 5 anni siamo certificati nel circuito G 4 per il Responsible Gaming che riguarda principalmente l’attività svolta in ambito digitale dove c’è un contatto diretto con il giocatore. Ma le iniziative di responsabilità sono state estese a tutti gli altri servizi che l’azienda eroga”. Questo perché, conclude l’ad di Snaitech, “riteniamo che sia fondamentale educare e avere un rapporto sano con il proprio cliente. Perché un consumatore malato non è certamente nell’interesse del gruppo né tantomeno della comunità”.
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TITOLO: Animali: 50 orsi marsicani in piazza Montecitorio  
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TESTO: L’Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) è una sottospecie di orso bruno unica al mondo, che vive solamente in Italia, tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco Nazionale della Majella e le aree appenniniche limitrofe. E' più piccolo del 'cugino' alpino ed europeo e si è adattato dopo secoli di isolamento ad una stretta convivenza con l’uomo. Inoltre, recenti studi ne hanno confermato l’unicità genetica, ecologica e comportamentale. Sembra infatti che la coesistenza millenaria con l’uomo e le sue attività abbiano addirittura plasmato il comportamento particolarmente mansueto di questi orsi. Questa popolazione conta oggi solamente poco più di 50 esemplari, è considerata 'in pericolo critico' dalla Iucn (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) e rischia seriamente l’estinzione. Sono ancora diverse le minacce che non permettono alla popolazione di orso bruno marsicano di espandersi numericamente e di ricolonizzare nuove aree vitali. Negli ultimi 25 anni sono stati rinvenuti morti 43 orsi, di cui il 40% per bracconaggio diretto (avvelenamento, arma da fuoco e lacci), il 25% per cause accidentali legate all’uomo (investimenti stradali e ferroviari e annegamento in vasche artificiali), il 14% per patologie (spesso trasmesse dal bestiame non controllato al pascolo e da cani vaganti) ed il 5% per aggressione diretta di cani. "Questi dati sottolineano come quasi l’85% dei casi di mortalità nella popolazione di orso negli ultimi decenni siano responsabilità diretta o indiretta dell’uomo", sottolinea il Wwf. Il Wwf chiede "a governo e Parlamento una legge speciale che istituisca e finanzi con 6 milioni di euro la Rete Ecologica dell’Appennino a tutela dell’habitat dell’orso; al ministero dell’Ambiente fondi regolari e adeguati a favore dell’orso per progetti di sistema nei Parchi Nazionali; ai Parchi stessi e alle Regioni l’istituzione delle Aree Contigue e fondi adeguati per la prevenzione dei danni; alla Regione Lazio, in particolare, l’istituzione del Parco Naturale dei Monti Ernici-Simbruini; alla Regione Abruzzo personale per la Rete di Monitoraggio orso; ai Comuni regolamenti per gestire adeguatamente le fonti trofiche e il randagismo canino, in accordo con le Asl".
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TITOLO: Dl Clima: Cdm approva decreto  
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TESTO: “E’ il primo atto normativo del nuovo governo che inaugura il Green New Deal: il primo pilastro di un edificio le cui fondamenta sono la legge di Bilancio e il Collegato ambientale, insieme alla legge Salvamare, in discussione alla Camera, e a ‘Cantiere ambiente’, all’esame del Senato. Tutto questo dimostra che il governo sta realizzando una solida impalcatura ambientale", commenta il ministro dell'Ambiente Sergio Costa. A far discutere di più è l'assenza dal testo approvato della riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi, inizialmente prevista nel decreto. Tema che slitterà nella legge di bilancio, spiega il ministro. "I sussidi ambientalmente dannosi sono stati eliminati dal Dl Clima perché nel Cdm di due settimane fa abbiamo approvato il Nadef, cioè la nota economica del Bilancio, e in quella ci stanno. Per cui - dice Costa al termine del Cdm - ovviamente, se la approvi in uno non ha senso metterla anche in questo. Andrà in Stabilità". Le misure del Dl Clima. Tra le misure del Dl Clima che interesseranno di più i consumatori c'è sicuramente il 'buono mobilità' per chi rottama, entro il 31 dicembre 2021, autovetture omologate fino alla classe Euro 3 o motocicli omologati fino alla classe euro 2 ed euro 3 a due tempi. La misura è rivolta ai residenti dei comuni interessati dalle procedure di infrazione comunitaria per smog che potranno ottenere un ‘buono mobilità’ – che non costituisce reddito imponibile - da 1.500 euro per le autovetture e 500 euro per i motocicli rottamati da utilizzare entro tre anni per l’acquisto, anche a favore di conviventi, di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale e di altri servizi ad esso integrativi, nonché di biciclette anche a pedalata assistita. Il fondo destinato al “Programma sperimentale buono mobilità” ammonta a 255 milioni di euro. Gli incentivi per chi vende sfuso o alla spina. Il contributo economico a fondo perduto è pari alla spesa sostenuta e documentata per un importo massimo di 5.000 euro e nel limite complessivo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, "a condizione che il contenitore offerto dall’esercente non sia monouso". L’obiettivo è di ridurre la produzione di rifiuti e contenere gli effetti climalteranti. Per la riforestazione c'è un fondo da 30 milioni di euro per la messa a dimora di alberi, di reimpianto e di silvicoltura, la creazione di foreste urbane e periurbane, nelle città metropolitane. Venti milioni di euro per il servizio di trasporto scolastico 'green', con mezzi ibridi, elettrici o non inferiori a Euro 6 (anche questa misura è rivolta ai Comuni interessati dalle procedure di infrazione comunitaria per la qualità dell’aria). Sempre in tema di mobilità sostenibile, il ministero dell’Ambiente mette a disposizione 40 milioni di euro per finanziare progetti per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma di corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale che possono essere presentati da uno o più comuni (con oltre 100mila abitanti), anche in forma associata, interessati dalle procedure di infrazione comunitaria per la qualità dell’aria. Cosa è stato tolto (ma tornerà) Dal testo approvato in Cdm, oltre ai già citati sussidi ambientalmente dannosi e il Cipe 'verde', sono stati eliminati anche due articoli presenti nelle precedenti bozze: quello che istituiva la Capitale Verde e il Piano dio formazione nelle scuole che, però, potrebbero rientrare in sede di conversione del Dl in legge vera e propria. Ad annunciarlo è lo stesso ministro Costa. "Mi aspetto che questo dl Clima possa essere migliorato dal parlamento nei 60 giorni previsti per la sua approvazione per farlo diventare da decreto legge d'urgenza a legge vera e propria", dice il ministro annunciando la volontà di inserire in quella sede "la Capitale Verde, per premiare ogni anno una città che fa una proposta verde particolarmente significativa con un 'green award', una cifra interessante per sostenere quel progetto e avviare così anche una sana competizione nelle città" e "il piano di formazione ambientale nelle scuole, di ogni ordine e grado e che rientri nel concetto di 'formazione ambientale ed educazione civica'". Gli eco-compattatori incentivanti Allo stesso modo, nella legge il ministro ha intenzione di inserire la norma "che stiamo già costruendo, per aiutare i comuni installare gli eco compattatori per la plastica dove i cittadini possono conferire il rifiuto ottenendo un beneficio in cambio: a Roma il biglietto per la metro, altrove può essere un buono spesa. .. e la voglio mettere nella conversione del dl clima".
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TITOLO: Sport e solidarietà al Medical device challenge 
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TESTO: Pubblicato il: 14/10/2019 14:41 All'interno dell'oasi naturalistica Dynamo Camp, due giorni di sport e solidarietà oltre le barriere. Protagonisti della seconda edizione di Medical Device Challenge sono stati gli amministratori delegati, manager e lavoratori delle imprese dei dispositivi medici insieme agli atleti della Fispes, Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali. La due giorni, organizzata da Confindustria Dispositivi Medici a sostegno delle attività di terapia ricreativa dedicate a bambini e ragazzi con patologie gravi di Dynamo Camp, ha visto gli oltre 150 partecipanti sfidare i propri limiti in quattro sfide diverse (staffetta in carrozzina, corsa bendata, getto del peso, rigori con le stampelle), mettendosi nei panni di persone con disabilità.
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TITOLO: eWaste, 'scomparsi' 4 grandi elettrodomestici dismessi su 10 
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TESTO: Per verificare dove finiscono i Raee consegnati dai privati alle isole ecologiche comunali o ai negozianti per essere inviati verso un trattamento di qualità, Altroconsumo ed Ecodom hanno posizionato un tracker Gps su ognuno dei 205 Raee oggetto dell’indagine in modo da poterne monitorare gli spostamenti in tempo reale, dal momento della loro uscita dalle case dei consumatori fino alla distruzione finale. Nel dettaglio, su un campione valido di 174 Raee (per altri 31 non è stato possibile effettuare un’analisi completa perché il dispositivo Gps ha interrotto anticipatamente la trasmissione o perché il Raee è ancora in viaggio) solo 107 esemplari (pari al 61% del totale) sono effettivamente approdati in impianti autorizzati, in grado di garantire un trattamento corretto dal punto di vista ambientale. Gli altri 67 esemplari (il 39% del totale) sono stati sottratti alla filiera formale, finendo in impianti non autorizzati oppure in mercatini dell’usato o in abitazioni private. La ricerca ha visto la partecipazione di volontari da tutte le Regioni italiane, dai 65 Raee ritirati in Lombardia, all’unico rifiuto del Molise. Gli elettrodomestici monitorati sono stati frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie e asciugatrici (i cosiddetti grandi bianchi), compresi nei Raggruppamenti R1 e R2. Nel 2018, secondo i dati del Centro di Coordinamento Raee, i Sistemi Collettivi operanti in Italia hanno raccolto oltre 310mila tonnellate di Raee, pari al 42,8% della media in peso delle nuove apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato negli ultimi tre anni. L’Unione Europea ha imposto agli Stati Membri un target minimo di raccolta che nel 2019 è passato dal 45% al 65%. L’indagine di Altroconsumo ed Ecodom ha permesso di stimare che, solo per quanto riguarda i Raee dei Raggruppamenti R1 ed R2, almeno 44mila tonnellate di Raee non vengono conteggiate perché si disperdono. Mentre se fossero inseriti nelle statistiche ufficiali, questi ‘flussi sommersi’ permetterebbero al nostro Paese di raggiungere già oggi un tasso di raccolta pari al 47%, certamente più vicino al target del 65% fissato dall’Europa. L'indagine ha portato alla luce molti degli elementi che pregiudicano il corretto funzionamento della filiera dei Raee. "I due aspetti più critici nel nostro Paese sono da un lato l’incompletezza del quadro normativo (basti pensare alla mancata emanazione, dal 2014 ad oggi, del Decreto sulla qualità del trattamento dei Raee oppure all’assenza di regole sulla preparazione per il riutilizzo dei Raee) e dall’altro l’insufficiente livello di controlli sulla filiera (alcuni esempi: verifica dei codici Cer sui rifiuti in uscita dalle isole ecologiche, controlli di processo negli impianti di trattamento, ispezioni negli impianti che gestiscono rifiuti metallici ecc. ..) ", sottolineano Ecodom e Altroconsumo in una nota congiunta. "L’auspicio mio e di Ecodom è che questa ricerca possa dare ai decisori istituzionali, che nei prossimi 10 mesi devono completare il processo di recepimento del pacchetto di Direttive sull’Economia Circolare, indicazioni chiare sulle misure legislative da adottare per far emergere i flussi sommersi di Raee, che oggi tengono l’Italia lontana dagli obiettivi di raccolta fissati dalla Comunità Europea", sottolinea il presidente di Ecodom, Maurizio Bernardi. "Questa indagine dimostra che a fronte di un quadro normativo favorevole a economia circolare e recupero delle materie prime, la filiera mostra ancora vaste e preoccupanti sacche di illegalità. Urge un intervento coordinato delle istituzioni per fermare chi lucra e potenzialmente scoraggia i comportamenti corretti. Da parte nostra abbiamo segnalato i risultati dell’inchiesta al ministero dell’Ambiente e siamo pronti a collaborare con le Forze dell’Ordine", dice Ivo Tarantino, Responsabile Relazioni Esterne Altroconsumo.
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TITOLO: Sostenibilità: la casa nel 2050, ecco come la vedono gli italiani  
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TESTO: Sebbene siano evidenti per molti i timori di un mondo sempre più connesso (vale per il 62% del campione), agli italiani l’idea di una casa intelligente piace, tanto che il 69% degli intervistati pensa che la cosiddetta smart home possa garantire uno stile di vita più confortevole. Parallelamente però, è necessario sviluppare soluzioni innovative anche in ambito sicurezza: nuovi sistemi di allarme antintrusione e telecamere all’avanguardia sono importanti per il 62% degli italiani. Gli investimenti? In sostenibilità e sicurezza, meno nell’arredamento. Il 95% degli italiani pensa sia fondamentale che gli investimenti personali debbano essere riversati sulla costruzione di una casa sostenibile ed ecologica, attenta all’ambiente, con spazi verdi per coltivare autonomamente frutta e verdura (il 47% li ritiene uno degli elementi fondamentali per la casa del futuro). Spendere soldi in mobili e arredamento di design non sembra essere invece in cima alle priorità degli italiani: più della metà degli intervistati non lo ritengono un fattore importante (il 52%). Al contrario, sembrano tutti concordi nel vivere in una casa con sistemi di sicurezza tecnologicamente avanzati, in cui gran parte del budget familiare possa essere investito in una casa sicura e protetta (il 93%). Il 76% di loro credono che la casa di domani aiuterà a ridurre concretamente l’impatto ambientale e il 67% a risparmiare sui consumi: il 52% sostiene che non potrebbe fare a meno di un sistema che consenta di gestire e tenere automaticamente sotto controllo i consumi per risparmiare energia. Giovani più attenti a domotica e design. Gli under 25 sono più interessati a soluzioni innovative in ottica smart home: dispositivi intelligenti in grado di comunicare quando è il momento di gettare i rifiuti (45% contro il 30% del resto del campione), o in generale soluzioni innovative che li aiutino a essere meglio organizzati nelle faccende domestiche, dalla pianificazione della spesa alla preparazione del bucato (51% contro 36%). Oltre all’aspetto connettività, ai più giovani interessa molto l’aspetto decorativo, per cui la casa del futuro dovrà essere sempre al passo coi tempi in termini di design, tanto che più della metà di loro dichiara di voler investire in mobili eleganti e raffinati (20% contro il 12% del restante campione).
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COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Sostenibilità: al via iniziativa europea per salvare il suolo  
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TESTO: “Il riciclaggio organico svolge un ruolo importante nell'economia circolare. È un elemento chiave nella mitigazione del clima e nel preservare la fertilità del suolo. Sono molto orgoglioso di ospitare il lancio di questa iniziativa che sottolinea l'importanza del suolo nell'economia circolare”, aggiunge il presidente dell'Iswa, Antonis Mavropoulus. Nell’Unione Europea ammontano a 173 milioni di Co2 l’anno le emissioni causate dalla perdita di sostanza organica del suolo: significa che l'Ue è, dopo l'Indonesia e prima della Federazione Russa, il secondo più grande hotspot di emissioni al mondo a causa del degrado del suolo organico, indotto principalmente dalle attività umane. Dopo la firma e la ratifica dell'accordo di Parigi è aumentata l’urgenza per i più ampi settori dell’uso del suolo di implementare gli sforzi per affrontare la mitigazione e l’adattamento del clima. Pertanto, la nuova sfida per i responsabili politici sarà quella di sviluppare strumenti per bilanciare meglio gli interessi privati e della società, muovendosi rapidamente verso pratiche di gestione del territorio sostenibili e a prova di clima. Tra le priorità c’è il mantenimento delle riserve di carbonio nei terreni che ne sono ben dotati, sia prevenendo o minimizzando le lavorazioni di quei terreni destinati a prati e pascoli permanenti, sia minimizzando ulteriori perdite di carbonio da terreni coltivati. Inoltre, sottolinea l’iniziativa S. O.S. Soil, è importante promuovere l'aggiunta di materia organica di qualità igienizzata e stabilizzata proveniente dal trattamento biologico delle biomasse di provenienza agricola, agroindustriale ed urbana (ad esempio i rifiuti organici) arricchire di elementi nutritivi e di microrganismi il suolo così da incentivare i cicli biologici. Fondamentale è poi ridurre al minimo le perdite e aumentare la sostanza organica del suolo su tutti i terreni così come incoraggiare l'uso di nutrienti provenienti dal riciclo (fertilizzanti rinnovabili) e una gestione più efficiente dei nutrienti sui terreni agricoli. Ciò non solo gioverebbe al clima, ma sarebbe anche particolarmente utile per migliorare la fertilità dei suoli e la qualità dell'acqua e dell'aria. La sottoscrizione del manifesto 'Save Organics in Soil' è aperta a organizzazioni, aziende, Ong, ricercatori e cittadini. Ad Ecomondo il Cic ed Ecn proseguiranno la raccolta di adesioni.
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TITOLO: Sostenibilità: a Milano la moda vintage si paga al chilo  
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TESTO: In poco più di 4 anni di attività e 194 eventi, Vinokilo ha raggiunto risultati in fatto di vendite, con un impatto ambientale concreto e significativo dando nuova vita a oltre 150 tonnellate di vestiti. Questo significa che sono stati risparmiati più di 3,5 milioni di cicli di lavaggi, che tradotto in impatto idrico sono pari all'acqua necessaria per riempire 2,3 milioni di vasche da bagno, ed evitate emissioni di Co2 pari a quelle emesse percorrendo circa 30 milioni di km alla guida di un’automobile, praticamente 8 volte andata e ritorno verso la luna. "Con ogni chilo venduto, riportiamo in vita quelli che sarebbero stati i rifiuti tessili, nonché la più grande fonte di inquinamento dopo l'industria petrolifera", afferma Robin Balser, ceo e fondatore di VinoKilo. "Finora, siamo riusciti a rimettere 154 tonnellate di vestiti negli armadi dei nostri clienti, ma il nostro obbiettivo è ben maggiore, considerando che esiste un potenziale di circa 800 milioni di tonnellate di abbigliamento inutilizzabile in tutto il mondo”. L'obiettivo è quello di stimolare un ciclo di vita infinito per questi indumenti, rendendoli accessibili al grande pubblico: non un “semplice” negozio vintage, ma un negozio in cui si mette in evidenza come la moda di seconda mano non sia né diversa né di minor valore rispetto alla moda di ultima tendenza. Per rendere l’esperienza della moda sostenibile il più semplice, innovativa e cool possibile, VinoKilo ha scelto inoltre di mettere a disposizione degli shopping addicted la possibilità di pagare senza contanti ma, più velocemente, con la carta, grazie ai lettori di carte SumUp Air che si collegano tramite bluetooth ad uno smartphone o un tablet con connessione 3G e permettono di accettare pagamenti ovunque. “A questi eventi ci si aspetta di vedere in media circa 2000 persone: tutti i processi devono essere ben organizzati e strutturati in un sistema fluido, dall'ingresso agli scaffali degli abiti, alla pesatura e al pagamento. I pagamenti cashless, grazie alla loro velocità, permettono alle persone di non trascorrere molto tempo alla cassa”, spiega Robin Balser. “Inoltre, durante gli eventi di questo tipo: non si sa mai cosa si trova tra grucce e scaffali: per le persone avere la possibilità di pagare con la carta significa non preoccuparsi di avere la giusta quantità di denaro o di dover scegliere tra due o tre articoli”. Senza dimenticare, anche in questo caso, la sostenibilità: secondo due studi olandesi commissionati dalla De Nederlandsche Bank ed analizzati per SumUp da Rete Clima, le transazioni in contanti sarebbero più inquinanti delle transazioni con carta di debito. Per quanto riguarda il pagamento in contanti, l’impatto ambientale di ogni transazione è infatti pari a 4,6 g di CO2 equivalenti (CO2e), mentre quello di ciascuna transazione con carta di debito è di 3,78 grammi di CO2e.
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TITOLO: Alimenti: Fao, 14% del cibo perso prima di arrivare sullo scaffale  
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TESTO: "Facciamo il possibile per cercare di ridurre le perdite e gli sprechi alimentari, ma i nostri sforzi possono essere realmente efficaci solo se sostenuti da una profonda comprensione del problema", afferma il direttore generale della Fao Qu Dongyu nella prefazione del rapporto. Va tenuto conto che le perdite alimentari variano notevolmente da una regione all'altra tra i medesimi gruppi di materie prime e le medesime fasi delle filiere di approvvigionamento. In Asia orientale e sudorientale le perdite e gli sprechi sono generalmente più elevati per la frutta e la verdura rispetto ai cereali e ai legumi in tutte le fasi della filiera alimentare, ad eccezione delle perdite produttive delle aziende agricole e in fase di trasporto. Nei paesi a basso reddito, le perdite di frutta e verdura fresca sono attribuite principalmente a infrastrutture carenti rispetto ai paesi industrializzati. Molti paesi a basso reddito perdono infatti notevoli quantità di alimenti durante la fase di stoccaggio, spesso a causa di strutture inadeguate, magazzini refrigerati compresi. Nella maggior parte dei paesi ad alto reddito sono disponibili adeguate strutture di stoccaggio e magazzini refrigerati, tuttavia le perdite avvengono proprio durante lo stoccaggio, generalmente a causa di guasti tecnici, errata gestione delle temperature, dell'umidità o di un eccesso di scorte. Per quanto riguarda le perdite di cibo in fase di vendita al dettaglio e sul fronte dei consumi, le stime - si legge nel rapporto - sono in preparazione.
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