IL NOTIZIARIO

le notizie dalle maggiori testate italiane


LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 03 December 2019 AL GIORNO Tuesday 10 December 2019 SU: ambiente




TITOLO: Clima: Oxfam, nel mondo 1 sfollato ogni 2 secondi 
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: Un trend che non risparmia nessun Paese, come dimostrano i recenti incendi in Australia o le inondazioni che nelle ultime settimane si sono riversate sull’Italia e su diversi Stati europei, ma colpisce soprattutto i Paesi più poveri, che non hanno praticamente responsabilità sul livello di emissioni globali di CO2 in atmosfera. Tra i 10 Paesi più colpiti al mondo, sette sono isole. Tra il 2008 e il 2018, il 5% della popolazione di Cuba, Dominica e isole Tuvalu (oltre 3 milioni di persone) ogni anno è stato sfollato a causa di eventi climatici estremi, anche se in media questi Paesi producono solo un terzo delle emissioni inquinanti rispetto ad un qualsiasi Stato ad alto reddito. È come se una volta all’anno tre quarti della popolazione di Roma fosse costretta a lasciare le proprie case, per trovare scampo da uragani, cicloni, inondazioni o siccità durissime. Secondo Oxfam, si tratta di una vera e propria 'disuguaglianza climatica': in Paesi a basso e medio-basso reddito come India, Nigeria e Bolivia, la popolazione ha una probabilità quattro volte maggiore di essere sfollata a causa di catastrofi climatiche rispetto alle persone che vivono in Paesi come gli Stati Uniti. Circa l'80% di tutte le persone sfollate nell'ultimo decennio vive in Asia, dove oltre un terzo delle persone vive in condizioni di povertà estrema. In Africa, l’emergenza climatica sta minacciando la sopravvivenza di decine milioni di persone che rischiano di morire di fame a causa di eventi climatici sempre più estremi e imprevedibili spesso aggravati dai conflitti che attraversano il continente. In Somalia, solo nell’ultimo anno, si contano oltre 1 milione di sfollati interni a causa della guerra civile in corso e dell’alternarsi di gravissime siccità e alluvioni; in Mozambico al momento 45 milioni di persone sono alla fame dopo il passaggio lo scorso marzo dei cicloni Idai e Kenneth, che hanno ucciso 648 persone, causato milioni di sfollati interni e distrutto case, infrastrutture e colture, causando danni per 3 miliardi di dollari. In Zimbabwe, Idai ha lasciato senza un tetto oltre 50mila persone; in Etiopia e Sudan, le comunità pastorali sono state costrette a lasciare case e terre a causa della siccità che negli ultimi anni ha decimato colture e bestiame e che adesso dipendono totalmente dagli aiuti umanitari per sopravvivere. Secondo Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne di Oxfam Italia, “Ue e Stati Uniti, secondo un recente studio promosso da oltre 100 organizzazioni tra cui Oxfam, sono responsabili da sole del 54% del costo danni causati dalla crisi climatica nel Sud del mondo. La conseguenza è che negli ultimi 10 anni i Paesi poveri hanno subito perdite economiche equivalenti al 2% del proprio reddito nazionale a causa del caos climatico, percentuale che può arrivare al 20% nei Paesi più colpiti". Per invertire questa tendenza è "essenziale che, in occasione del summit di Madrid, i Governi si impegnino sul serio per fare la differenza, intervenendo in supporto dei Paesi poveri, attraverso l’istituzione di un nuovo fondo per l’adattamento al cambiamento climatico”. Oxfam dalla parte dei Fridays for Future Oxfam è al fianco del movimento Friday For Future, che chiede interventi immediati per contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Un lavoro di sensibilizzazione sul tema, che Oxfam realizza in tante scuole italiane formando docenti e studenti perché si facciano interpreti a loro volta di azioni di cambiamento sui temi della sostenibilità ambientale e dello sviluppo sostenibile. Coinvolti migliaia di studenti che parteciperanno a dicembre al Meeting dei Diritti Umani 2019 a Firenze dedicato al tema e alla Marcia per il Clima che a maggio 2020 coinvolgerà gli studenti di 12 città italiane e 11 Paesi europei. “Milioni di persone in tutto il mondo nell’ultimo anno hanno manifestato per un’azione urgente di risoluzione della crisi climatica prima che sia troppo tardi, a partire da un radicale taglio delle emissioni inquinanti in atmosfera per giungere all’azzeramento delle emissioni di gas serra entro il 2030 – conclude Bacciotti - Un obiettivo che anche l’Italia può centrare, come stanno chiedendo a gran voce i ragazzi dei Fridays For Future. Per questo chiediamo al Governo italiano, che sta aumentando l’attenzione sul tema in ambito nazionale, di avere un maggior profilo anche in ambito internazionale. Il vertice in corso a Madrid è cruciale: se i Governi che parteciperanno al summit non agiranno subito, più persone moriranno, più persone avranno fame e più persone saranno costrette a lasciare le proprie case per poter sopravvivere”.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Clima, Guterres: "Bisogna scegliere tra speranza e resa" 
DATA:
OCCHIELLO: Si sono aperti oggi i lavori della Cop25 a Madrid. Sul tavolo le misure da adottare per raggiungere l'obiettivo concordato con l'Accordo di Parigi per limitare il riscaldamento globale 
TESTO: La due settimane di conferenze si aprirà con il passaggio di consegne alla presidenza a Carolina Schmidt, ministro dell'Ambiente del Cile, paese in cui originariamente si sarebbero dovuti tenere i lavori. Schmidt ha definito il vertice che si apre oggi "la Cop della messa in atto", alludendo all'attuazione delle decisioni prese a Parigi. Nel suo discorso, il segretario generale Onu ha chiesto maggiore coraggio ai paesi che partecipano alla conferenza: "mostreremo l'ambizione politica che ci chiede la gente - ha detto - fare di meno sarebbe un tradimento all'insieme della famiglia umana ed alle generazioni future". Il pianeta, ha continuato, si trova a vivere infatti "una congiuntura critica" per gli sforzi per limitare "i pericolosi cambiamenti globali" ed ha ricordato che vi sono già gli impegni presi con gli Accordi di Parigi. "Fu promessa solenne, abbiamo gli strumenti, la scienza ed i fondi", per rispettarla, ha aggiunto sottolineando come questo è quello che ci chiedono "milioni di persone nel mondo, specialmente i giovani, che stanno rivolgendo appelli ai leader di tutti i settori". Però bisogna "fare di più, molto di più, oggi e non domani: dobbiamo prendere decisioni importanti ora", ha concluso Guterres affermando che o si fanno sforzi per superare la dipendenza dai combustibili fossili "o i nostri sforzi per combattere i cambiamenti climatici saranno condannati: se non cambiamo urgentemente il nostro stile di vita, mettiamo in pericolo la vita stessa". Nel giorno di apertura della Cop25 di Madrid, il presidente venezuelano Nicolás Maduro rivendica "un'azione mondiale" in difesa della "Casa comune", accusando coloro che negano l'esistenza del riscaldamento globale, con una chiara allusione al presidente americano Donald Trump: "Chi non vuole vedere l'emergenza climatica o soffre di una disabilità visiva o vive alla Casa Bianca". In una lettera ai capi di Stato e di governo e ai "popoli fratelli del mondo", sia come presidente venezuelano che "convivente di questa Madre Terra" - scrive Maduro in una lettera - "chiedo dal Venezuela un'azione globale inevitabile e inappellabile in difesa della specie umana e della Casa comune che ci ospita". Per il presidente venezuelano "il cambiamento climatico è oggi una realtà innegabile". Bisogna quindi agire nel breve termine altrimenti "corriamo il rischio di causare danni irreversibili al nostro pianeta e, di conseguenza, affrontare calamità climatiche molto più devastanti". La radice strutturale del problema, secondo Maduro che non parteciperà alla Cop25, ma ha inviato il vicepresidente per la comunicazione, il turismo e la cultura Rodríguez, "si trova nel modello capitalista" perché ha imposto "un'ideologia del consumismo irrazionale". "Ecco perché non può esserci giustizia climatica senza giustizia sociale" scrive ancora Maduro sottolineando che "la lotta ai cambiamenti climatici è una lotta contro i sistemi economici sfruttatori e belligeranti, contro la crescita economica irresponsabile e il consumismo sfrenato". Secondo Maduro la responsabilità storica è dei paesi industrializzati ma a farne maggiormente le spese sono "i popoli del sud": "I più vulnerabili dal punto di vista socioeconomico e demografico. Siamo in prima linea di estinzione di massa a causa della crisi climatica". E' giunto, quindi, "il momento di alzare la voce con coraggio e determinazione" afferma Maduro che aggiunge: "Non c'è più tempo. Né margini di manovra per le mezze misure, per i negoziati dietro le quinte, per dichiarazioni di buone intenzioni, non c'è alternativa se non quella di combattere contro un sistema di dominazione totalmente predatorio e quindi difendere, o meglio, salvare, chi ci ha dato la vita e la possibilità di trasmetterla".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Sostenibilità: a 3M Italia uffici plastic free e flotta auto green  
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: Grazie alla costante introduzione di miglioramenti volti a rendere sempre più sostenibile la flotta aziendale, l’Italia rappresenta a tutti gli effetti una best practice tra le filiali europee di 3M: l’attuale livello di emissioni, pari a 103 gr/km di Co2, il più basso tra tutte le flotte 3M in Europa, scenderà ulteriormente, raggiungendo la quota di 92 gr/km di Co2. Per sostenere l’utilizzo delle auto elettriche 3M implementerà anche le stazioni di ricarica aziendali con 30 nuove colonnine, che si andranno ad aggiungere alle 7 esistenti, rendendo accessibili queste aree anche ai dipendenti che possiedono auto elettriche. Infine, per sfruttare pienamente le potenzialità delle auto ibride e ottenere le migliori prestazioni, l’azienda prevedrà un corso di guida per auto ibrida per tutti i dirigenti. 3M, tuttavia, non ha prestato attenzione solo alla mobilità sostenibile. La sede di Pioltello, disegnata dallo Studio MCA Mario Cucinella Architects applicando principi di risparmio energetico ed energie rinnovabili, e gli stabilimenti produttivi sono stati protagonisti in questi mesi dell’operazione plastic-free. Al fine di ridurre il consumo annuo di bottiglie di plastica, che tra la sede principale e le plant ammontava a 180.000 bottiglie l’anno, l’azienda ha distribuito a tutti i suoi dipendenti più di 700 borracce in acciaio WaMi che, oltre ad essere riutilizzabili all’infinito, sono state scelte perché permettono di donare un anno di acqua potabile ad una persona bisognosa attraverso un’operazione di charity. Inoltre, nella mensa aziendale della sede 3M di Pioltello sono stati introdotti bicchieri lavabili per consumare l’acqua durante i pasti. Complessivamente, l’operazione porterà ad una riduzione di 18,16 tonnellate di emissioni di CO2 in un anno. “Siamo alla continua ricerca di soluzioni che permettano di diminuire l'impatto ambientale delle nostre sedi e della nostra flotta. Siamo orgogliosi che gli interventi introdotti negli ultimi 7 anni nella nostra car policy ci abbiano permesso di ridurre del 31% le emissioni di CO2 e anche l’operazione plastic-free ci sta già dando risultati interessanti" commenta Dirk Lange, managing director della South East Europe Region di 3M.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Ambiente: al via la Cop21 a Napoli 
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: "L'Italia si è già fortemente impegnata, e porta al tavolo la legge Salvamare e il contrasto alle plastiche, poi c’è l'impegno supplementare con le aree marine protette, che vogliamo sviluppare ancora di più, e quello sulla biodiversità", continua Costa sottolineando che "il Mediterraneo rappresenta la nostra casa comune" ma "i dati che lo riguardano sono allarmanti: negli ultimi anni abbiamo infatti avuto una riduzione delle specie e molte altre rischiano l’estinzione” e questo richiede "un cambiamento immediato a livello globale affinché le nostre risorse, i nostri ecosistemi, i nostri mari e oceani, possano essere maggiormente tutelati e protetti”, spiega Costa. In particolare, Costa ha sottolineato la necessità di fare fronte comune per preservare il Mediterraneo dai cambiamenti climatici, con scelte ed azioni più ambiziose ed efficaci di contrasto e adattamento: “Dobbiamo lavorare tutti insieme anche per promuovere misure per limitare il marine litter e per il recupero dei rifiuti in mare anche con il coinvolgimento delle parti interessate e con una maggiore sensibilizzazione dei cittadini sul tema". L'appuntamento questa mattina si è aperto con qualche momento di tensione dovuto a un'azione organizzata all'ingresso di Castel dell'Ovo: alcuni attivisti dei centri sociali napoletani, riuniti sotto la sigla Fridays For Future, hanno tentato di bloccare l'accesso al castello in segno di protesta contro quella che considerano "una passerella dei ministri dell'ambiente" dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. "La Cop - assicurano gli attivisti attraverso un comunicato stampa diffuso dal centro sociale Insurgencia - sarà bloccata e contestata in ogni modo". Ma nel suo intervento di apertura, il ministro Costa ha sottolineato il ruolo importante dei giovani, tra i quali “cresce l’interessate per la natura e per nuovi modelli di produzione e consumo più sostenibili”. L’Italia, grazie alla collaborazione avviata con il Segretariato della Convenzione, ha organizzato la prima Cop Giovani, che si è tenuta a Napoli lo scorso 23 ottobre, “che ha visto insieme ragazzi della sponda Sud e Nord del mediterraneo discutere delle nuove sfide che ci attendono. L’Italia ed il Mediterraneo devono guardare a loro, alla comunità scientifica e agli operatori di settore che hanno un ruolo primario nel permettere alle nostre politiche di dare frutto”.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Energia: zero@2040, roadmap per anticipare decarbonizzazione entro 2040 
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: In particolare lo scenario zero@2040 consente di raggiungere zero emissioni nette entro il 2040 inclusi gli assorbimenti del settore agro-forestale. "In questo modo - spiega Legambiente - sarà possibile colmare il ritardo degli anni passati e raggiungere una riduzione delle emissioni del 60% già entro il 2030, grazie al fondamentale contributo degli assorbimenti per compensare le emissioni del settore industriale che presenta le maggiori difficoltà per una rapida decarbonizzazione". Per raggiungere i livelli di decarbonizzazione prospettati in questo scenario, è però indispensabile accelerare in 8 campi di azione descritti nello studio: semplificare le autorizzazioni, aprire alle comunità energetiche e all’integrazione del fotovoltaico in agricoltura, spingere sistemi di accumulo, efficienza energetica, elettrificazione delle città, potenziare reti e interconnessioni, spingere biometano e l’eolico galleggiante. "Quello che serve è un drastico cambio di passo rispetto all’attuale Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec) proposto dal governo - afferma Legambiente - Un Piano poco ambizioso negli obiettivi, che incredibilmente il nuovo esecutivo non vuole rivedere, con una riduzione delle emissioni al 2030 di solo il 37%, al di sotto del traguardo europeo fissato al 40%, e con una proiezione al 2050 di appena il 64%. Eppure l’Italia avrebbe tutto da guadagnare, in termini di riduzione di importazioni e consumi di petrolio e gas, anticipando già entro il 2030 una riduzione delle emissioni climalteranti del 60% e arrivare al 2040 a zero emissioni". Per questo Legambiente "lancia di nuovo un appello al governo affinché il Piano energia e clima venga rivisto e migliorato prevedendo obiettivi più ambiziosi e scelte nette per ridurre le emissioni climalteranti e tener fede agli impegni presi con l’Accordo di Parigi. Senza contare i benefici che arriverebbero sul fronte occupazionale: con 640mila nuovi addetti tra diretti e indiretti attraverso il ciclo di investimenti, in particolare nell’efficienza energetica, ma anche nelle rinnovabili elettriche e termiche e nelle reti". "Il Green New Deal di cui abbiamo sentito parlare in questi mesi dal nuovo governo Conte - dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente - ancora non si vede in campo energetico. Eppure l’Italia può svolgere un ruolo da protagonista mettendo in campo un’azione climatica ambiziosa, coerente con l’obiettivo di fermare l’aumento delle emissioni entro 1.5°C, a partire da una revisione entro dicembre del Piano Energia e clima". "Siamo in una fase di emergenza climatica che non ammette incertezze. Non solo l’Italia deve alzare il suo obiettivo al 2030 in coerenza con le nuove ambizioni europee, ma le politiche industriali, della mobilità, dell’edilizia, dell’agricoltura andranno riviste, in alcuni casi profondamente, per allinearle con un percorso di neutralità carbonica nell’arco di soli trent’anni. Temo che la nostra politica non abbia capito il messaggio", rimarca Gianni Silvestrini direttore scientifico QualEnergia e Kyoto Club.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Ambiente: Fao, 2020 Anno Internazionale della Salute delle Piante  
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: "Per questo motivo - sottolinea la Fao - le politiche e gli interventi per promuovere la salute delle piante sono fondamentali per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile". "Le piante costituiscono la base della vita sulla Terra e sono il pilastro più importante della nutrizione umana. Ma non possiamo dare per scontato che le piante godano di buona salute", ha detto il direttore generale della Fao Qu Dongyu, che ha lanciato l'Iyph a margine della riunione del Consiglio dell'Agenzia delle Nazioni Unite. Il cambiamento climatico e le attività umane stanno alterando gli ecosistemi, riducendo la biodiversità e creando condizioni ideali per lo sviluppo di parassiti. Allo stesso tempo, nell'ultimo decennio il volume dei viaggi e del commercio internazionale è triplicato e può diffondere rapidamente malattie e parassiti in tutto il mondo, causando gravi danni alle piante autoctone e all'ambiente. "Come per la salute umana o animale, anche per le piante prevenire è meglio che curare", ha sottolineato il direttore della Fao. Proteggere le piante da malattie e parassiti è molto più economico che affrontare le emergenze fitosanitarie. "In questo Anno Internazionale e in tutto il Decennio di Azione per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, destiniamo le risorse necessarie e aumentiamo il nostro impegno per la salute delle piante. Interveniamo per il bene delle persone e del Pianeta", ha detto António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, in un messaggio letto nel corso dell'evento. Gli obiettivi principali dell'Iyph sono: sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza delle piante sane per raggiungere l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, evidenziare gli effetti della salute delle piante sulla sicurezza alimentare e sulle funzioni degli ecosistemi, condividere le migliori pratiche su come mantenere le piante in buona salute tutelando al tempo stesso l'ambiente.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Rifiuti: 'Close the Glass Loop', raccolta del vetro in Ue al 90% entro 2030 
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: Questa iniziativa riunirà i diversi attori del ciclo di raccolta e riciclo del vetro nell'ambito di una piattaforma comune europea, con il duplice obiettivo di colmare le lacune nella raccolta e migliorare la qualità del vetro riciclato (rottame), in modo che le risorse possano essere nuovamente impiegate nel processo di produzione di un nuovo contenitore in vetro. Il programma 'Close the Glass Loop' stimolerà la raccolta e coinvolgerà i numerosi partner europei e nazionali, dai Comuni ai trasformatori di vetro, ai clienti dell'industria, fino agli schemi nazionali di responsabilità estesa del produttore che operano in tutti gli Stati membri dell'Ue. "Per avere successo, dobbiamo lavorare a livello locale in ogni Stato membro dell'Ue, condividendo al tempo stesso le migliori pratiche e aumentando gli obiettivi attraverso una piattaforma europea. Non crediamo in un unico modello europeo per la raccolta del vetro, ma crediamo in un'unica ambizione", ha sottolineato Michel Giannuzzi. "Siamo molto contenti di collaborare allo sviluppo di questo progetto, che vede l’Italia tra i principali Paesi da cui dipende il raggiungimento di questi ambiziosi obiettivi", afferma Gianni Scotti, presidente Coreve (Consorzio Recupero Vetro). "Il nostro Paese vede in questa forma di cooperazione tra tutti gli attori della filiera, una innovativa formula per fare sistema e diffondere le migliori pratiche per la raccolta ed il riciclo dei rifiuti d’imballaggio in vetro in Europa - afferma Scotti - In Italia, abbiamo raggiunto tassi di raccolta ormai prossimi all’obiettivo quantitativo del Programma 'Close the Glass Loop', ma ci rimane molto da lavorare sulla qualità. Dobbiamo ridurre assolutamente la quantità di materiale che, a causa della presenza di inquinanti, perdiamo negli impianti di trattamento a valle della raccolta. Nell’ultimo anno, infatti, oltre il 13% del materiale raccolto è stato scartato e smaltito in discarica, anziché tornare a vivere come nuovi imballaggi". "Siamo molto orgogliosi di essere riusciti a gettare le fondamenta per un programma così ambizioso, che ha un forte sostegno tra i nostri membri e corrisponde perfettamente agli scopi sia degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (Sdgs) e sia del Green Deal europeo della nuova Commissione Europea", ha dichiarato Adeline Farrelly, segretario Generale di Feve.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Sostenibilità: ActionAid-Gruppo Mondadori 'Insieme per l’istruzione' in Etiopia  
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: "In Etiopia andare a scuola e poter completare gli studi, ricevere un’istruzione di qualità è per troppi bambini, e in particolar modo bambine, un diritto negato. Avere al nostro fianco un partner come Mondadori significa ricevere un supporto fondamentale e rende possibile realizzare i desideri di 1.800 studenti che non hanno aule, libri e materiali scolastici. Grazie al contributo delle case editrici del Gruppo potremo costruire due nuove scuole, fornire energia elettrica, acqua potabile e servizi, dare sostegno e formazione agli insegnanti e sensibilizzare le comunità sull’importanza dell’istruzione delle ragazze, in una delle regioni più povere del Paese", dichiara Marco De Ponte, segretario generale ActionAid. "L’attenzione per un’istruzione degna di questo nome, di qualità, equa, inclusiva e accessibile a tutti, è una priorità per il Gruppo Mondadori: fa parte del comune sentire delle persone che ci lavorano ed è connaturata alla tradizione e alla storia dell’azienda", sottolinea Enrico Selva Coddè, amministratore delegato area Trade di Mondadori Libri. Con il progetto 'Insieme per l’istruzione' ActionAid e le case editrici del Gruppo Mondadori creeranno un ambiente scolastico sicuro per 1.800 studenti delle scuole elementari delle comunità di Barie Woyane e di Hawulti. Nel corso del 2020 verranno costruiti due blocchi scolastici con 4 aule ciascuno, biblioteche, servizi igienici separati per le bambine; verranno inoltre forniti materiali e arredi scolastici, sostegno alle ragazze e avviato un miglioramento della governance della scuola con un elevato coinvolgimento delle comunità. Sul sito insiemeperlistruzione. it sarà possibile seguire gli stati di avanzamento del progetto in Etiopia. Con questa iniziativa, ActionAid e le case editrici del Gruppo Mondadori si impegnano a sostenere in modo condiviso il quarto degli Obiettivi Sostenibili fissati dalle Nazioni Unite per il 2030.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Energia: Italia in classe A, arriva il primo info-reality sull’efficienza 
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: Pubblicato il: 03/12/2019 10:16 Dieci casi di eccellenza, dieci storie da indagare a fondo. Il giornalista Marco Gisotti e il ricercatore Enea Antonio Disi si calano nei panni di due investigatori un po’ particolari per capire i segreti dell'efficienza energetica in dieci casi in giro per l’Italia. Nato da un’idea di Marco Gisotti, Antonio Disi e Francesco Pacchiano, si tratta di 'Italia in classe A', il primo info-reality, prodotto da un ente pubblico che utilizza uno dei linguaggi più popolari dei media, quello appunto del 'reality', per fare divulgazione. Uno strumento di infotainment che, pur mantenendo la correttezza scientifica e istituzionale, si muove nella chiave dell’ironia e della leggerezza, adeguata ad ogni tipo di pubblico.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Cop25: il Papa esorta leader ad agire, 'parole lontane da azioni concrete'  
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: Il Papa ha anche ammonito che gli attuali impegni degli Stati nella mitigazione e nell'adattamento ai cambiamenti climatici "sono lungi dall'essere" quelli che sarebbero realmente necessari per raggiungere gli obiettivi stabiliti nell'accordo di Parigi, accordo che doveva rappresentare "una consapevolezza" da parte della comunità internazionale per "lavorare insieme nella costruzione della nostra casa comune". "Purtroppo - scrive Papa Francesco - dopo quattro anni dobbiamo ammettere che questa consapevolezza è ancora piuttosto debole, incapace di rispondere adeguatamente a quel forte senso di urgenza per un'azione rapida richiesta dai dati scientifici a nostra disposizione". Per questo, esorta i leader politici a "trasformare il nostro modello di sviluppo e a promuovere la solidarietà" ricordando i forti legami tra cambiamenti climatici e povertà. Serve, continua, il Papa, una "chiara, lungimirante e forte volontà politica, determinata a seguire un nuovo corso che mira a reindirizzare gli investimenti finanziari ed economici verso quelle aree che salvaguardano realmente le condizioni di una vita degna su un pianeta sano, oggi e domani". Pertanto, il Papa ha invitato a riflettere, al vertice di Madrid, "in maniera approfondita sui nostri modelli di consumo e produzione e sui processi di educazione e consapevolezza per renderli coerenti con la dignità umana" e a non scaricare sulle "prossime generazioni problemi causati dalle precedenti".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Clima: Italia al sesto posto al mondo per morti da eventi estremi tra 1999-2018  
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: Tornando all'Italia, nel 2018 il nostro Paese si classifica al 21esimo posto nel mondo per impatti da eventi climatici estremi nel 2018, dato che tiene conto delle perdite di milioni di dollari per persona, per cui l’Italia si classifica all’ottavo posto nel mondo; morti, per cui l’Italia si classifica 28simo posto; perdite di unità del Pil per cui l’Italia si classifica 27simo posto nel mondo. Considerando invece l’ultimo decennio (1999-2018), l’Italia risulta al 26esimo posto nel mondo nella classifica generale; al 18esimo posto per perdite di milioni di dollari per persona; al sesto per morti. Il rapporto sottolinea anche l'importanza dei negoziati della Cop25. Secondo gli autori, infatti, nonostante gli impatti climatici comincino a causare perdite e danni permanenti in tutto il mondo, non esiste ancora uno specifico strumento finanziario delle Nazioni Unite rimborsare le perdite legate al clima. Finora i Paesi industrializzati si sono rifiutati di negoziare tale strumento ma, per la prima volta quest’anno, durante la Cop25, il sostegno finanziario per le perdite e i danni legati al clima è in cima all'ordine del giorno. Per i Paesi più poveri e più vulnerabili, questo vertice sul clima riveste quindi la massima importanza, in quanto chiedono che gli Stati arrivino ad un accordo, o almeno ne riconoscano la necessità, per un aiuto concreto verso coloro che più sono vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici. Altrimenti il rischio è che i Paesi più poveri continueranno a dipendere dai prestiti per far fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici, il che potrebbe risultare in un debito eccessivo, minando economie spesso già vulnerabili.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Natale: dalla casa alle piazze, gli alberi veri sono più sostenibili 
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: "E soprattutto, significa sostenere le comunità locali, le aree interne del nostro paese, creando una relazione positiva fra città e montagna e prendendo le distanze da sistemi produttivi lontani da noi e incompatibili con l’ambiente". La provenienza dell’albero di Natale è importante: infatti più è vicino il luogo di coltivazione o il bosco dal quale è stato prelevato, minore sarà l’impatto sull’ambiente per il trasporto. Gli abeti italiani disponibili sul mercato natalizio derivano per il 90% da coltivazioni specializzate gestite da oltre mille piccole aziende agricole italiane. Il restante 10% (i cosiddetti cimali o punte d'abete), può derivare da normali pratiche di gestione forestale che prevedono interventi di diradamento indispensabili per far sviluppare meglio le foreste o di pulizia dopo eventi meteorici estremi (come accadde un anno fa, con la tempesta di vento Vaia). Altro elemento decisivo nella scelta dell’albero di Natale è la certificazione che garantisce la massima trasparenza in termini di tracciabilità, legalità, e rispetto dell’ambiente. Garanzia di queste caratteristiche è il logo Pefc che è lo schema più diffuso in Italia e nel mondo per la certificazione della gestione forestale sostenibile. “Ma oltre alle aziende produttrici di alberi natalizi, ci sono centinaia di aziende certificate nel settore della produzione e lavorazione del legno: scegliere i loro prodotti, in legno e carta, significa rafforzare il circolo virtuoso della sostenibilità e contribuire a modificare le scelte imprenditoriali delle aziende della filiera bosco-legno. Per giunta quest’anno alcune aziende utilizzano il legno derivante dagli alberi abbattuti dalla Tempesta Vaia per creare doni natalizi, innescando un vera Filiera Solidale a favore delle aree alpine colpite dalla tempesta Vaia”, dichiara Antonio Brunori, segretario generale Pefc Italia.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Parchi: allo Stelvio la carta europea del turismo sostenibile 
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: In questo percorso il Trentino, che con lo Stelvio completa la certificazione di tutto il sistema provinciale delle aree protette, si conferma come capofila". Alla cerimonia erano presenti Romano Stanchina, dirigente del Servizio Aree Protette della Provincia di Trento, e Lorenzo Cicolini, presidente del Comitato provinciale di coordinamento e indirizzo, insieme al direttore del settore lombardo Alessandro Nardo e ad Ilona Ortler a rappresentare il settore altoatesino. La Cets, afferma Romano Stanchina, dirigente del Servizio Aree Protette della Provincia di Trento, "è un passo fondamentale per l’attuazione delle linee guida per lo sviluppo turistico sostenibile nel Parco Nazionale dello Stelvio. I tre settori lavorano insieme in questi mesi per definire il Piano e il Regolamento del Parco. La Cets è la via per lavorare insieme sulle azioni concrete, è una palestra per la collaborazione tra i tre settori ma anche uno straordinario strumento per coinvolgere gli stakeholders locali”. La certificazione al Parco Nazionale dello Stelvio si aggiunge a quelle già ottenute dal Parco Naturale Adamello Brenta (nel lontano 2006, rivalidata nel 2012 e 2018), dal Parco Paneveggio Pale di San Martino nel 2015 e dal sistema delle Reti di Riserve nel 2017. Nel corso della cerimonia è stato anche premiato l’Hotel Caminetto di Folgarida con l’Europarc Star Awards, premio rivolto alle imprese turistiche che lavorano con le destinazioni sostenibili in Europa, per riconoscere il loro impegno nel proteggerne il patrimonio naturale e culturale. L’albergo trentino gestito da Marco Katzemberger, certificato Qualità Parco e Carta Europea del Turismo Sostenibile Fase II, ha vinto la categoria “Comunicazione dei valori del mio parco e del mio business“. Naturale Adamello Brenta.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Sostenibilità: a Kidsbit Roma i bambini progettano il futuro  
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: Kidsbit vedrà una staffetta di appuntamenti che metteranno in gioco bambini e ragazzi per progettare e immaginare. Con 'There is not Planet B', che significa 'Non c’è un pianeta B', i bambini dai 4 ai 6 anni programmeranno un robot per tenere le strade pulite, differenziando. Esperienze sensoriali di ascolto attivo verranno offerte ai bambini dai 4 ai 6 anni da How to talk with Trees, che significa “Come parlare con gli alberi”, pensato e progettato per attivare una riflessione relativa al rapporto, al dialogo e alla trasmissione di informazioni, tra esseri vegetali e esseri umani. Ancora natura per i bambini dai 7 ai 9 anno a Kidsbit con 'Preferisco il colore del mare: insegniamo a un robot a prendersi cura della barriera corallina'. Da quando la temperatura dell’acqua ha cominciato a salire abbiamo visto uno degli spettacoli di colori più belli in natura scomparire: la barriera corallina, così come raccontano le immagini e i video in Mostra, si sta infatti sbiancando. L’attività, che si svolgerà su un grande tappeto, vedrà un robot che idealmente dovrà toccare una serie di punti 'sensibili', vicino a riproduzioni di elementi della barriera corallina realizzati con stampa 3D, con l’obiettivo di replicare l’azione di ripopolamento gli habitat distrutti dal cambiamento climatico rilasciando piccole larve di coralli, così come stanno facendo alcuni ricercatori del-la Queensland University of Technology supportati dalla Great Barrier Reef Foundation. A promuovere Kidsbit è Densa, una cooperativa sociale che si occupa di pedagogia, cultura e comunicazione; dal 2017 progetta e promuove percorsi educativi per ragazzi in collaborazione con fondazioni e pubbliche amministrazioni con l’obiettivo di favorire l’accesso ad una formazione trasversale e stimolante.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Prandini: "Progetto Africa offre opportunità oltre nostri confini" 
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: Il centro di formazione si estende su 40 ettari e comprende laboratori sperimentali ed aree agricole; fornirà formazione professionale a 800 studenti all’anno in ambito agricolo, agroalimentare e zootecnico. "Il Progetto Africa parte oggi in Ghana ma ha anche l’obiettivo di estendersi ad altri Paesi del Continente. Il primo passaggio è quello della formazione rivolta a ragazzi al di sotto dei 30 anni con un impegno formativo ma anche creando un meccanismo grazie al quale possono avere superfici, messe a disposizione dal loro governo, e diventare imprenditori veri e propri con una capacità di carattere produttivo", racconta Prandini. "Interesse del nostro Paese è anche quello di portare tutta la tecnologia che possiamo mettere a disposizione sia per quanto riguarda la linea del freddo, perché il problema che abbiamo in questi Paesi è la conservazione del prodotto, sia per quanto riguarda tutte le fasi di coltivazione, lavorazione e produzione", aggiunge. Con il progetto in Ghana "più soggetti di carattere economico italiani per la prima volta si approcciano ad una nuova opportunità che viene data a queste popolazioni sui loro territori", continua Prandini spiegando che il ruolo di Coldiretti è quello relativo "all’aspetto formativo: portare l’esperienza che ha contraddistinto anche la storia stessa della Coldiretti alla sua nascita". Si tratta di "creare proprietà per i singoli imprenditori utilizzando terreno che viene messo a disposizione dal governo del Ghana, con la realizzazione anche di consorzi o cooperative, e arrivare a far sì che quello che producono non gli venga portato via. Per creare un’economia che resti su quel territorio". "Per quella che è la nostra storia, la nostre tradizioni, per ciò a cui si ispira Coldiretti, anche alla Chiesa cattolica, riteniamo che sia esattamente quello che deve essere fatto per dare una vera opportunità di vita, diversa rispetto a quella che hanno avuto fino ad oggi, a queste popolazioni all’interno del loro Paesi", conclude.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Clima: Cia, con moria api a rischio 70% produzione mondiale 
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: Ecco perché, ancora di più oggi, all’apicoltura deve essere riconosciuta la funzione fondamentale di base del sistema agricolo, considerato che dal servizio di impollinazione di questi insetti provengono 90 delle 115 principali coltivazioni mondiali. Non solo miele, insomma: dal lavoro delle api dipendono prodotti come mele, pere, ciliegie, albicocche, meloni, pomodori, zucchine, carote, cipolle, ma anche foraggi per gli allevamenti. Un ruolo insostituibile, insomma, ma minacciato dai cambiamenti climatici. Per tutti questi motivi, solo nel 2019 la produzione nazionale di miele di acacia e agrumi ha fatto registrare una contrazione del 41%, con una perdita in termini economici di circa 73 milioni di euro. E questo nonostante gli oltre 50.000 apicoltori italiani che curano 1,1 milione di alveari sparsi nelle campagne italiane hanno concentrato i loro sforzi per salvare le api, attraverso la nutrizione artificiale con sciroppo di zucchero e canditi proteici. "E' fondamentale promuovere misure che favoriscano e tutelino lo sviluppo dell’apicoltura - ha detto il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino -. Alle istituzioni chiediamo di intervenire sul sistema fiscale, prevedendo un’aliquota Iva agricola anche per servizi di impollinazione, pappa reale e polline; di introdurre adeguate misure di sostegno assicurativo contro le calamità naturali; di valorizzare l’apicoltura attraverso incentivi per i produttori agricoli da inquadrare nell’ambito dei Psr".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Rallenta la crescita delle emissioni di CO2 nel 2019  
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: Nel dettaglio, le prime stime suggeriscono che le emissioni di CO2 derivanti dall'uso del carbone diminuiranno dello 0,9% nel 2019, mentre le emissioni di CO2 dal consumo di petrolio aumenteranno dello 0,9% e quelle da gas naturale del 2,6%. Lo studio rivela, poi, che la concentrazione di CO2 atmosferica ha raggiunto una media di 407,4 parti per milione (ppm) nel 2018 e dovrebbe aumentare di 2,2 ppm nel 2019 per raggiungere circa 410 ppm. Secondo lo studio, si tratta di una crescita più lenta rispetto al 2018. Le emissioni globali di CO2 fossile sono cresciute del 3% ogni anno negli anni 2000. La crescita è rallentata, invece, dal 2010 a una media dello 0,9% all'anno e dal 2014 al 2016 si è registrato un aumento molto ridotto delle emissioni, che è cresciuto nuovamente nel 2017 (1,5%), 2018 (2,1%) e ora nel 2019 (0,6%). Nell'Ue, le emissioni sono costantemente diminuite dell'1,4% annuo nell'ultimo decennio e dovrebbero diminuire dell'1,7% nel 2019. Negli Stati Uniti sono diminuite dell'1,1% all'anno dal picco del 2005 e tale tendenza continua nel 2019 con un calo previsto dell'1,7%. Secondo il rapporto, in Cina aumenteranno del 2,6%; le emissioni cresceranno anche in India, ma a un ritmo più lento rispetto agli anni precedenti, circa l'1,8%.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Natale: è plastic free per 23,5 mln di italiani 
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: Per il 2019 rientra nelle buone abitudini di riciclo anche la carta da regalo: il 46,7% degli intervistati ha dichiarato di volerne ridurre l’uso e, per questo, riutilizzerà quella dello scorso anno. Sono invece almeno 25,8 milioni coloro che ridurranno il consumo di energia legato alle luminarie, suddivisi tra coloro che useranno solo lampadine a led (43,8%), quelli che ridurranno il numero di luci natalizie (27,2%) e quelli che, più drasticamente, non useranno alcuna illuminazione particolare (18,9%). In tema di addobbi, quasi 1 italiano su 4 abbellirà il proprio albero con materiale riciclato e decorazioni fatte in casa (22,7%). E se da un lato sono quasi 10 milioni gli italiani che sceglieranno di regalare un prodotto ecosostenibile (27,3%), dall’altro poco meno di 5 milioni (13,5%) hanno dichiarato che proprio per salvaguardare l’ambiente si impegneranno a non fare alcun regalo. Quello a cui gli italiani sembrano non riuscire proprio a rinunciare è invece l’albero di Natale finto; solo il 12,6% degli intervistati ha dichiarato che quest’anno adotterà un albero vero da ripiantare dopo le festività. Il trend del Natale 2019, quindi, potrebbe davvero essere l’ecosostenibilità: tra chi “crede sia importante contribuire alla salvaguardia dell'ambiente” (77,5%) e chi, invece, “adotterà comportamenti green solo per risparmiare” (40,8%), i buoni propositi degli italiani per queste festività sono tanti.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Natale: Florovivaisti Italiani, 'abeti sintetici? 2 secoli per smaltirli'  
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: Gli alberi italiani "sono generalmente abeti rossi, diffusi soprattutto nelle Alpi orientali, e gli abeti bianchi dell’Appennino. In Italia la produzione si concentra in Toscana e in Veneto ma il nostro obiettivo è arrivare competere con la Germania, dove la coltivazione di abeti di Natale arriva a quasi 20 milioni di alberi prodotti”. Per Alberto, "è importante combattere le fake news e ricordare ai consumatori che gli abeti natalizi non vengono sradicati dalle foreste ma provengono da aziende vivaistiche dove sono coltivati appositamente per il mercato delle feste e vengono piantati di nuovo, dopo la vendita". Preferirli a quelli sintetici, sottolinea Alberto, "aiuta lo sviluppo del comparto florovivaistico italiano, incrementando il reddito delle popolazioni che vivono in aree rurali. Importante anche l’effetto benefico sull’ambiente per il contributo alla riduzione della Co2 assimilata durante le loro crescita e per la prevenzione del degrado idrogeologico. La coltivazione in Italia, oltretutto, garantisce la freschezza del prodotto, in quanto tagliato pochi giorni prima della consegna e sagomato a cono durante tutta la coltivazione per renderne compatte le fronde”. Nelle nostre case le dimensioni degli alberi natalizi sono diminuite, anche per gli spazi ridotti nelle abitazioni. Nel dettaglio, più del 70% degli italiani si orienta su alberi più 'corti', spendendo in media tra i 20 e i 40 euro. A concedersi il lusso di oltrepassare i due metri di altezza solo il 5% degli italiani, che destinano all'albero di Natale anche una spesa di 100 euro. Mentre per addobbare i cortili dei condomini si può arrivare fino a 400 euro per alberi ancora più alti. Cresce il fenomeno del noleggio, ma è ancora molto caro e può arrivare fino a 1500 euro per un albero da 4 metri. Acquistando alberi naturali nei vivai si ricevono consigli sulla manutenzione. In particolare, spiega Alberto, "vanno scelti esclusivamente gli abeti con radici, bagnando la zolla regolarmente e posizionando l’albero a debita distanza dai caloriferi. Vanno inoltre evitati gli addobbi pesanti per non spezzare i rami o disperdere troppi aghi sul pavimento. Non bisogna neanche spruzzare neve sintetica perché l’albero è vivo e respira". E dopo le feste? "Si potranno reimpiantare in giardino e chi vive in città e non ha uno spazio verde potrà riciclarlo facilmente, compostandolo in modo che torni terriccio e completi l’equilibrio ecologico o usarlo per accendere il barbecue". Un’ultima curiosità per chi ha animali domestici: "I nostri pet non amano essere punti dagli aghi e difficilmente si arrampicheranno sugli abeti naturali come fanno sugli alberi di Natale finti, evitando danni o piccoli incidenti domestici".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Ambiente: Salini, 'Rai Plastic free primo passo che ci rende orgogliosi’  
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: Per sensibilizzare il pubblico sulla sostenibilità ambientale, ha aggiunto Salini, la Rai incrementerà "il racconto e l’informazione. Dobbiamo portare all’ordine del giorno questi temi. Lo stiamo già facendo e lo faremo sempre incrementando la nostra proposta e la nostra offerta". "E’ con un orgoglio italiano che dico ‘la Rai è plastic Free - ha sottolineato il ministro Costa - Sono orgoglioso della scelta culturale fatta dalla Rai, la più importante azienda italiana di informazione e di formazione. La Rai 'Plastic free' è un evento storico. Quella fatta dalla Rai è una scelta culturale perché entra nelle case di tutti gli italiani portando i cittadini che vivono in Italia a dire che 'si può fare'. Come Governo ringrazio la Rai e i volontari del Wwf per questo protocollo d'intesa"’. Il piano di lavoro prevede una prima fase di mappatura delle tipologie e delle quantità di oggetti in plastica presenti nelle strutture Rai, con una particolare attenzione su food & beverage (piatti, posate, bicchieri e bottigliette nelle mense; bottigliette, bicchierini e involucri dei cibi nei distributori automatici), prodotti usati per le pulizie, materiali in plastica in uso negli uffici e una seconda di implementazione, identificando obiettivi progressivi nel tempo e valorizzando il percorso attraverso una campagna di comunicazione sull’impegno aziendale.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Rifiuti: Italia terza in Ue per riciclo imballaggi 
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: Le singole filiere dei rifiuti di imballaggio in diversi casi hanno già superato gi obiettivi previsti per il 2025 e in alcuni anche quelli per il 2030. I tassi di riciclo delle singole filiere dei rifiuti d’imballaggio hanno raggiunto livelli di avanguardia: carta (81% e terzo posto in Europa), vetro (76% e terzo posto), plastica (45% e terzo posto), legno (63%, secondo posto), alluminio (80%), acciaio (79%). Luci e ombre arrivano dalle altre filiere. In decisa crescita nei dieci anni la raccolta degli oli minerali usati, ormai vicina al 100% dell’olio raccoglibile e la raccolta degli oli vegetali esausti (+81% nel confronto con 10 anni fa). Nell’arco di un decennio la raccolta della frazione organica è passata da 3,3 milioni di tonnellate del 2008 a oltre 6,6 nel 2017, con una crescita del 100%. Per raggiungere gli obiettivi europei sarà necessario strutturare il settore sull’intero territorio nazionale garantendo lo sviluppo di un’adeguata rete impiantistica. Per quanto riguarda gli pneumatici fuori uso, la raccolta ha raggiunto l’obiettivo nazionale e in 10 anni il recupero di materia è passato dal 43% al 58%. Il nostro Paese sconta, invece, ancora un ritardo in termini di raccolta dei Raee (42% contro obiettivo del 65% fissato per il 2019) e delle pile (42%, ultimo posto tra le potenze europee) e per il reimpiego e riciclo dei veicoli fuori uso, cresciuto di un solo punto percentuale in 10 anni (dall’82% all’83%). Ogni anno dal riciclo 12 milioni di tonnellate di materie prime per l’industria nazionale. Lo sviluppo del riciclo, anche in chiave strategica per la produzione di materie prime seconde e per il loro impiego all’interno del ciclo produttivo, passa necessariamente dalla sua integrazione con l’industria manifatturiera. All’interno de L’Italia del Riciclo, uno studio svolto da Ecocerved sulla base dei dati Mud quantifica i rifiuti effettivamente trasformati in materie prime seconde (Mps) in Italia e permette di valutare il reale contributo del settore all’evoluzione verso un sistema economico di tipo circolare. A fronte di quantitativi di rifiuti pressoché stabili negli ultimi dieci anni in Italia si osserva, invece, una sempre maggiore mole di rifiuti veicolati verso le operazioni di recupero e quantità in calo avviate a smaltimento. Nel 2017 (ultimi dati disponibili) le circa 1.200 imprese dell’industria del riciclo hanno trattato 18 mln di tonnellate di rifiuti di carta, vetro, plastica, legno, gomma e organico (+15% vs 2014, anno della precedente rilevazione). In linea con l’aumento dell’avvio a recupero, si è registrata una maggiore produzione dei materiali secondari provenienti dal riciclo di questi rifiuti, con 12 milioni di tonnellate di materie prime seconde per l’industria nazionale. La resa media delle attività di riciclo (il rapporto tra la quantità di materiali secondari prodotti e quella di rifiuti recuperati) oggi si attesta al 67%. Un aspetto di particolare interesse in termini di economia circolare, emerge dai dati: anche se i riciclatori trattano quantità più alte di rifiuti, a valle delle attività di riciclo resta una quantità di rifiuti pari a 2,6 mln di tonnellate, pressoché equivalente a quella del 2014; dato che mostra una migliore prestazione nella lavorazione, favorita anche da una più elevata qualità della raccolta e della selezione dei rifiuti. Alla vigilia del recepimento di nuove direttive europee, afferma Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, “il sistema del riciclo italiano è, in generale, già ben predisposto. Oggi occorre quindi intervenire con precisione per mantenere le posizioni conquistate, superare le carenze che ancora permangono e compiere ulteriori progressi". Per aumentare il riciclo dei rifiuti urbani, secondo Ronchi, "occorre, in particolare, proseguire nell’incrementare le quantità e nel migliorare la qualità delle raccolte differenziate, recuperando i ritardi che ancora ci sono in diverse città. Va, inoltre, adeguato il fabbisogno di impianti di trattamento e di riciclo, in particolare per la frazione organica, ancora particolarmente carente in alcune Regioni. Per la transizione verso un modello di economia circolare, occorrerà prestare maggiore attenzione alla promozione, come previsto dalle nuove direttive, di un impiego più consistente dei materiali generati dal riciclo nella realizzazione dei prodotti”. Secondo Andrea Fluttero, presidente di Fise Unicircular, per centrare i target di riciclo fissati dalla direttiva sull'economia circolare, bisogna affrontare "il tema dell’eco-progettazione, deve essere certa la cessazione della qualifica di rifiuto dopo adeguato trattamento (End of Waste), va assicurato maggiore sbocco ai materiali recuperati attraverso un 'pacchetto di misure' finalizzate a promuovere lo sviluppo dei mercati del riutilizzo e dei prodotti realizzati con materiali riciclati".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Natale: al via campagna Altroconsumo 'Adotta un albero'  
DATA:
OCCHIELLO:  
TESTO: Un’iniziativa che si pone obiettivi in termini di benefici ambientali come ad esempio l’assorbimento Co2 a livello globale ma anche benefici sociali ed economici alle comunità coinvolte nel progetto. A sugellare l’impegno dell’Organizzazione dei consumatori, dall’8 al 21 dicembre partirà una nuova Campagna pubblicitaria sulle reti Rai (agenzia creativa Pic Nic) che vedrà protagonista l’iniziativa organizzata in collaborazione con Treedom. “Con questo spot vogliamo far emergere l’impegno di Altroconsumo su temi ambientali e di sostenibilità che da sempre fanno parte dei valori su cui si fonda la nostra Organizzazione” spiega Andrea Altichieri, Responsabile Marketing di Altroconsumo “La Campagna che abbiamo lanciato è particolarmente adatta a questo scopo: in pieno stile Altroconsumo offre una soluzione concreta ad una importante problematica collettiva”. Il 16 dicembre, in collaborazione con Chili e HotCorn, è prevista anche una serata cinematografica dedicata ai soci e fan Altroconsumo che si svolgerà a Milano presso The Space Cinema Odeon in cui sarà proiettato il film 'La Fattoria dei nostri sogni', film pluripremiato che racconta la storia vera di una coppia in fuga dalla città per inseguire il sogno di una vita: costruire dal nulla un’enorme fattoria. La proiezione del film sarà anticipata da un’intervista a Neri Marcorè, attore attento ai temi ambientali e di sostenibilità. La Campagna Altroconsumo in vista del Natale si sostanzia anche di una serie di vantaggi e sconti a cui è possibile accedere in via esclusiva e per un periodo limitato di tempo per poter sfruttare per i propri acquisti. 'Vantaggi Extra' è un nuovo servizio che garantisce a soci e fan di Altroconsumo di accedere a sconti su numerosi prodotti e servizi, con partner affidabili: dagli elettrodomestici alla carta di credito a condizioni speciali, dalle assicurazioni ai viaggi.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




© un prodotto accaTì
tutto il materiale è protetto da Copyright degli Autori ed Editori come indicato