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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 10 December 2019 AL GIORNO Tuesday 17 December 2019 SU: ambiente




TITOLO: Natale: a Formia albero di 30 mt alimentato ad energia solare 
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OCCHIELLO:  
TESTO: Il percorso dell'amministrazione formiana, iniziata con l’attenzione ai diversi scarichi fognari non controllati da anni, con l'applicazione dopo tanti anni, di una legge nazionale, sulla creazione del "bosco dei primi nati", piantando in aree devastate dagli incendi boschivi, alberi, che quest'anno sono stati 300 tra roverelle e lecci, per rappresentare i bambini nati nel 2019, trova il culmine con il lancio di un Natale green, dove proprio uno dei simboli della città di Formia, viene illuminato da energia solare. Ma sono tante le iniziative green in programma per queste feste: lezioni di riciclo e riutilizzo di materiali per addobbi natalizi, presentazione di raccolte virtuose di oli esausti ed ecocompattatori, riutilizzo di alberi di Natale e tanto altro.
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COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Rifiuti: sempre più urbani da gestire, mezza tonnellata a testa nel 2018  
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TESTO: Come li gestiamo? Il recupero di materia rappresenta la maggior porzione di gestione dei rifiuti (28%), seguono il conferimento in discarica (22%, quasi 6,5 milioni di tonnellate), il trattamento biologico della frazione organica e l’incenerimento. Ma se il conferimento in discarica diminuisce a livello nazionale (-6,4%), aumenta invece solo nel Centro Italia (+4,3%). Sono 127 le discariche che sul territorio nazionale hanno ricevuto rifiuti provenienti dal circuito urbano: 56 al Nord, 25 al Centro e 46 al Sud. Rifiuti in viaggio. L’esportazione dei rifiuti interessa l’1,5% dei rifiuti urbani prodotti in Italia, aumentata del 31% rispetto al 2017, mentre calano dell’8% le importazioni. Abbiamo portato fuori dai confini nazionali soprattutto combustibile solido secondario (45%) e rifiuti prodotti dal trattamento meccanico (18%). Austria e Portogallo i Paesi cui vengono destinate le maggiori quantità di rifiuti urbani. A inviarle sono soprattutto due regioni: il Friuli Venezia Giulia e la Campania, rispettivamente 27% e 22% del totale esportato. Abbiamo, invece, importato plastica (29%), vetro (25%) e abbigliamento (22%). Soprattutto dalla Svizzera, con il 33% del totale importato: si tratta soprattutto di rifiuti di imballaggio in vetro, destinati a impianti di recupero e lavorazione situati per lo più in Lombardia. L’abbigliamento, invece, è destinato in massima parte alla Campania, presso aziende che ne effettuano il recupero. La raccolta differenziata aumenta, nel 2018, di 2,6 punti percentuali a livello nazionale e raggiunge il 58,1%. Sette regioni italiane su 20 raggiungono, e superano, l’obiettivo del 65% di differenziata fissato, al 2012, dalla normativa: Veneto (73,8%), Trentino Alto Adige (72,5%), Lombardia (70,7%), Marche (68,6%), Emilia Romagna (67,3%), Sardegna (67%) e Friuli Venezia Giulia (66,6%). Tra queste regioni, quelle che fanno registrare i maggiori incrementi delle percentuali di raccolta sono, nell’ordine le Marche, la Sardegna e l’Emilia Romagna. Un salto significativo si rileva al Sud con un aumento della percentuale di raccolta di 4,2 punti nel 2018, in particolare in Sicilia (+7,8 punti) e in Molise (+7,7 punti), seguite dalla Calabria (+ 5,6) e dalla Puglia (+5). Un miglioramento importante, anche se non fa spostare le quattro regioni dalle ultime posizioni a livello nazionale. Tanto organico raccolto, pochi impianti per trattarlo. L’organico è la frazione più raccolta, rappresenta il 40,4% del totale (seguono carta e cartone, vetro e plastica). Però alcune regioni sono ancora senza gli impianti necessari per trattare questi rifiuti che così vengono avviati fuori dal territorio: analizzando i flussi di rifiuti organici avviati fuori regione, i maggiori quantitativi derivano dalla Campania (circa 487mila tonnellate) e dal Lazio (oltre 270mila tonnellate). Dove finiscono? Nel caso della Campania è il Veneto a ricevere la quota più considerevole dell’organico (49,7% del totale); per quanto riguarda il Lazio, è invece il Friuli Venezia Giulia la regione cui sono conferiti i quantitativi maggiori (pari al 48,7%), a seguire il Veneto (23,4%). Cresce il costo della differenziata, al Centro si paga di più. Nel 2018, il costo medio nazionale annuo pro capite è pari a 174,65 euro/ab per anno (nel 2017 era 171,19). La cifra è la somma di varie componenti: 56,17 euro/abitante anno per la raccolta indifferenziata; 53,60 per la differenziata; 21,41 per spazzamento e lavaggio delle strade; 35,57 per i costi comuni e, infine, 7,89 euro/abitante anno per i costi di remunerazione del capitale. Al Centro i costi più elevati (208,05 euro/ab/anno), segue il Sud con 186,26 euro/ab/anno. Al Nord il costo è pari a 154,47 euro/ab/anno.
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TITOLO: Rifiuti: luci di Natale, ecco come smaltire le decorazioni a fine vita 
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TESTO: 1Contro1 - I Raee possono essere consegnati anche nei negozi che vendono articoli elettrici ed elettronici, specializzati e non. In questo caso, per ogni rifiuto consegnato, dobbiamo acquistare un nuovo prodotto equivalente. Ad esempio, se abbiamo bisogno di una nuova presa a intermittenza per le luci di Natale, possiamo cogliere l’occasione per consegnare al negoziante quella rotta. 1Contro0 - Possiamo anche portare i nostri Raee, a patto che non superino i 25 cm di lunghezza, dai rivenditori con superficie di vendita dedicata alle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche superiore a 400 metri quadrati, senza alcun obbligo di acquisto. Sito Ecolamp&AppJunker - Per trovare i centri di raccolta comunali più vicini, possiamo consultare la mappa interattiva sul sito di Ecolamp (www. ecolamp. it/centri-raccolta/), oppure usare l’applicazione gratuita JunkerApp, che offre un aiuto per la raccolta differenziata, con cui Ecolamp collabora per il corretto smaltimento dei Raee. Ecolamp nei primi sei mesi del 2019 ha raccolto oltre 1.900 tonnellate di Raee su tutto il territorio nazionale, di cui 1.023 tonnellate solo di piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo e apparecchi di illuminazione giunti a fine vita. Grazie al corretto trattamento dei Rifiuti Elettrici ed Elettronici è stato possibile recuperare oltre il 95% di materie prime seconde, ovvero materiali impiegabili in nuovi cicli produttivi.
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TITOLO: Alimenti: doggy bag? 56% italiani si vergogna a portare a casa avanzi 
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TESTO: In ogni caso, fare la spesa in maniera consapevole significa acquistare ciò che è realmente necessario: cosa che purtroppo non accade per 7 italiani su 10, che ammettono di comprare alimenti che poi finiscono nella spazzatura. Tra gli alimenti più sprecati al primo posto ci sono pane (23%), verdure (19%) e frutta (13%); seguono latticini e derivati (12%), pasta (9%) e carne (7%). Secondo lo studio, l’ostacolo più grande nella lotta agli sprechi alimentari continua ad essere quello sociale e culturale: nonostante infatti la ormai larga disponibilità dei ristoranti ad offrire doggy bag o altre soluzioni che permettano di portare a casa gli avanzi, il 56% degli italiani ammette di non pensarci mai o di vergognarsi a richiederle. "Grazie alla forza della nostra community, che solo su Intagram conta oltre 650mila utenti, creiamo sondaggi interattivi tramite le ‘stories’, ottenendo pareri verticali al mondo della cucina di altissimo interesse e valore”, dichiarano Alessandro Tartaglia e Simone Mascagni, co-founder di Al. ta Cucina. “Le interazioni sono altissime, oltre 20.000 risposte in 24h per singola storia. L’occasione di trasformare questo strumento in Osservatorio ci è stata concessa da Too Good To Go, di cui abbiamo sposato la causa creando un’attività legata allo spreco alimentare. Siamo certi che questo importantissimo strumento possa diventare una valida alternativa ai classici sondaggi". “Le festività sono alle porte e con esse l’aumento esponenziale dei consumi di cibo e degli sprechi, nonostante 8 italiani su 10 promettano di evitare di buttare gli avanzi del pranzo di Natale e di mangiarli a cena”, commenta Eugenio Sapora, Country Manager per l’Italia di Too Good To Go. “Grazie al nostro primo esperimento di indagine social resa possibile dalla community di Al. ta Cucina abbiamo confermato che uno dei problemi nella lotta agli sprechi alimentari è la paura del giudizio altrui. In questo senso progetti intuitivi e smart come Too Good To Go consentono di rivoluzionare dal basso concetti ormai radicati nella nostra società e di convincere soprattutto i più giovani, principali consumatori di domani, che un mondo senza sprechi è possibile”. A dimostrarlo l’81% degli utenti che ha confermato l’interesse a comprare l’invenduto del giorno di negozi o ristoranti ad un prezzo conveniente prima che venga sprecato. ?L'app Too Good To Go permette infatti a ristoratori e commercianti di prodotti freschi di proporre quotidianamente le Magic Box, delle “bag” con una selezione a sorpresa di deliziosi prodotti e piatti freschi, rimasti invenduti a fine giornata e che non possono essere rimessi in vendita il giorno successivo. I consumatori possono cercare i locali aderenti ed acquistare ottimi pasti a prezzi minimi, prenotare la Magic Box e ritirarla direttamente in negozio nella fascia oraria specificata. Un impegno concreto contro gli sprechi e a favore della tutela dell’ambiente, considerando che ogni Magic Box acquistata permette di evitare l’emissione di 2.5 kg di CO2.
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TITOLO: Assogasliquidi: Andrea Arzà confermato presidente 
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TESTO: “Apprezziamo molto le discussioni di queste settimane e l’aumentata sensibilità nei confronti di uno sviluppo sempre più sostenibile. Per questo, accogliamo con favore le intenzioni delle istituzioni di premiare le fonti energetiche meno impattanti sull’ambiente”, dichiara il presidente Arzà. “Tra queste, Gpl e Gnl rappresentano oggi una risposta pronta e immediata ai problemi legati alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica ed alla qualità dell’aria, proprio perché - grazie alle loro riconosciute proprietà ecologiche possono dare un grande contributo nel combattere l’inquinamento delle nostre città e nel raggiungere i target europei di decarbonizzazione”, afferma Arzà secondo cui "queste intenzioni però devono concretizzarsi in misure specifiche, a favore del Gpl, nei suoi usi per autotrazione e per riscaldamento, e del Gnl”. Per la mobilità leggera, spiega Arzà, "il Gpl consente benefici non solo dal punto di vista economico ma anche ambientale. Il recente aggiornamento del database Ispra sui fattori emissivi del trasporto stradale ha evidenziato come una autovettura Euro 6 di media cilindrata alimentata a Gpl sia caratterizzata da emissioni di ossidi di azoto più basse del 55% rispetto alle auto a benzina e del 96% rispetto a quelle diesel, da emissioni di particolato del 93% inferiori a benzina e diesel e di anidride carbonica del 14% in meno rispetto alla benzina”. Arzà sottolinea che “la conversione al Gpl permetterebbe di rinnovare l’attuale parco auto, con enormi benefici ambientali. Oggi in Italia ci sono oltre 13 milioni di auto a benzina che ricadono nelle classi emissive più inquinanti, tra euro 0 ed euro 4. Se solo si convertisse a GPL il 50% di questi veicoli si otterrebbe una riduzione delle emissioni, pari a circa 1,1 milioni di tonnellate all’anno di Co2 e circa 1.200 tonnellate all’anno di NOx, con grandi vantaggi per ambiente e salute umana”. Per questo, aggiunge il presidente, "ci auguriamo sia l’adozione di specifiche misure di promozione della mobilità a gas, a partire dall’attuale legge di Bilancio, durante il cui iter di discussione sono state presentate specifiche proposte emendative volte a prevedere incentivi per la conversione a GPL e metano di vetture di classe veicolare vetusta. L’auspicio e la richiesta della nostra associazione è che si possa giungere ad una positiva approvazione di tali misure per il loro importante ruolo ambientale e sociale, nonché di sostegno ad un settore industriale di assoluta eccellenza nazionale". Lo stesso discorso vale per il riscaldamento domestico, "dove ormai studi tecnici autorevoli hanno dimostrato il basso impatto ambientale degli impianti alimentati a gas (Gpl e metano) ed il forte contributo all’inquinamento dell’aria del pellet e della legna”. “A nostro avviso risulta pertanto fondamentale che gli incentivi alle biomasse legnose fin qui stanziati siano rivisti in modo sostanziale, eliminandoli laddove dannosi per l’ambiente e destinandoli solo alla sostituzione degli apparecchi obsoleti già alimentati a legna o pellet con quelli di classe emissiva più elevata e mai in sostituzione o ad integrazione di impianti a gas". Inoltre, "sono necessari anche controlli di manutenzione per gli impianti e il divieto di utilizzo degli stessi nel caso di sforamento dei limiti emissivi delle polveri, laddove l’abitazione fosse servita da un altro sistema di riscaldamento”. Per quanto riguarda il Gnl, Arzà sottolinea i passi in avanti realizzati negli ultimi anni “dal punto di vista normativo e infrastrutturale, grazie alle imprese che hanno creduto in questa fonte, alle pubbliche amministrazioni che hanno accompagnato lo sviluppo con provvedimenti chiari ed omogenei e al lavoro svolto da Assogasliquidi per creare un quadro normativo e regolatorio che fosse da stimolo per Oggi in Europa "l’Italia è leader per numero di punti vendita stradali e per i progetti di depositi di Small Scale Lng autorizzati, in fase di costruzione e oggetto dei diversi procedimenti autorizzativi”. Questo però, avverte Arzà, "non basta. A nostro avviso servono politiche adeguate che consentano uno sviluppo pieno del Gnl, in tutti gli impieghi, ossia trasporto terrestre e marittimo, usi industriali, reti off grid". In particolare, "sono necessarie misure di promozione e di stimolo che consentano al Paese di disporre in tempi brevi di basi nazionali di approvvigionamento, così come di un quadro di promozione e di supporto per chi sceglie di trasportare merci con mezzi alimentati a Gnl e per la cantieristica navale, impegnata nello sviluppare soluzioni di propulsione della nave e dei servizi di bordo a Gnl (come norme di defiscalizzazione per la costruzione di depositi Gnl e delle bettoline, nonché tariffe portuali agevolate per i mezzi a Gnl), in linea anche con quanto previsto dal recente Piano nazionale Energia e Clima” conclude Arzà.
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TITOLO: Clima, l'attacco di Greta: "Leader fingono di agire ma non fanno quasi nulla" 
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OCCHIELLO: Intervento dell'attivista svedese alla Cop25: "I politici si comportano come se non ci fosse un'emergenza e le azioni necessarie non sono ancora in vista. Il cambiamento? Lo facciamo noi, la società civile" 
TESTO: Pubblicato il: 11/12/2019 13:09 Annunci vuoti, perché in realtà non si sta facendo niente. Nessuna consapevolezza dell'emergenza climatica in atto e un appello alla società civile perché continui ad esercitare pressioni, senza le quali la politica continuerà a restare con le mani in mano. E' il giorno di Greta alla Cop25, il vertice delle Nazioni Unite sul clima in corso a Madrid e la giovane attivista svedese, accolta da lunghi applausi e da una sala gremita, non risparmia attacchi e critiche a leader, dei governi e delle aziende. Con lei, al termine del discorso, sul palco della sessione plenaria del summit, 45 ragazzi e ragazze dei Fridays for Future, per chiedere tra canti e slogan "Giustizia climatica, ora! ".
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TITOLO: Energia: Assogasliquidi, 'per economia a basse emissioni valorizzare ruolo gas’ 
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TESTO: Altro tassello è quello del Gnl, il Gas Naturale liquefatto, già inserito nel Piano nazionale integrato per l'energia ed il clima, tra i combustibili su cui puntare nel prossimo futuro per la difesa dell'ambiente e della qualità dell'aria. In questi anni il settore italiano ha fatto passi da gigante ma restano da risolvere alcune criticità. Gli imprenditori italiani del settore, sottolinea Arzà, “hanno fatto delle scelte coraggiose. Pur essendo partiti ultimi tra gli stati in Europa nella realizzazione degli impianti stradali per rifornire veicoli pesanti con il gas naturale liquefatto, oggi siamo al primo posto per numero di stazioni di servizio disponibili per l’utenza. Ne abbiamo 58 mentre la Spagna, che è l’hub più importante del Mediterraneo del Gnl, ne ha 1/3 rispetto a quelli realizzati in Italia”. A questo però, aggiunge Arzà, “si associa una debolezza della infrastruttura di approvvigionamento. Tutte le nostre stazioni di servizio, infatti, sono prevalentemente approvvigionate dai depositi che si trovano nel sud della Francia”. Secondo Arzà, “si tratta di una limitazione importante, sia per la diffusione di questi impianti che al momento sono concentrati prevalentemente al centro nord dell’Italia, che per la capacità competitiva da un punto di vista economico di questo carburante”. Inoltre, “se l’utenza non può disporre di un’adeguata diffusione della rete, non si facilita la riconversione di tutti i veicoli industriali di grandi dimensioni”. La legge di bilancio, secondo il settore, offre l'opportunita di valorizzare il ruolo del gas, intervenendo sia nel settore del riscaldamento domestico che in quello dei trasporti, incentivando, in questo ultimo caso, la riconversione delle auto più inquinanti. In particolare, spiega Arzà, "la proposta riguarda il sostegno alla trasformazione delle autovetture di classe emissiva inferiore a Euro 4". Secondo il presidente di Assogaliquidi/ Federchimica "dare ancora un contributo alla trasformazione in Gpl di queste autovetture consente di abbattere le emissioni" e rappresenta un risparmio economico per quella fascia della popolazione che "ha una grande difficoltà a fare la sostituzione nell'immediato della propria automobile". Quanto al riscaldamento domestico, secondo Arzà, "bisogna agire contro il sostegno che oggi viene dato all'utilizzo delle biomasse legnose, spesso a danno di un'infrastruttura già esistente. L'acquisto di una stufa a pellet o legna, infatti, riceve un contributo di defiscalizzazione che rende l'insieme della proposta energetica più competitiva rispetto al gpl o al gas naturale". "Questo oltre ad agire sulla corretta competizione tra le diverse fonti di combustibili ha anche un risvolto negativo sulle emissioni. E' certificato da alcuni studi che le emissioni da combustione da biomassa sono il primo elemento inquinante dell'aria delle nostre città. Riteniamo, quindi, che un uso corretto delle risorse dello Stato deve riconsiderare gli incentivi che vengono dati al settore delle biomasse" conclude il presidente di Assogasliquidi/Federchimica.
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TITOLO: Premi: a EniMed l'Award delle 'Imprese per la sicurezza' 
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TESTO: Il riconoscimento, assegnato nel corso di un evento che si è svolto nel novembre scorso presso la sala del Chiostro della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’, è stato assegnato sulla base del punteggio raggiunto (Award alla fascia più alta e a seguire i Prize) a categorie di imprese distinte per tipologia di rischio e per dimensione, dopo un lungo iter di valutazione che prevedeva anche visite in azienda. Riconosciute anche menzioni speciali su progetti specifici. Tra i progetti e le iniziative che EniMed ha portato avanti, e oggetto di valutazione, ci sono il mantenimento del Sistema di Gestione per la salute e sicurezza dei lavoratori che recentemente ha visto anche la certificazione secondo la nuova norma Iso 45001:2018, il mantenimento e l’ottimizzazione dei sistemi di gestione per la prevenzione degli incidenti rilevanti per i siti soggetti a D. Lgs.105/2015, la creazione ed implementazione di un sistema di gestione della Process Safety e dell’Asset Integrity coerente ai principali standard dell’industria Oil&Gas, la creazione ed implementazione di un sistema di gestione della responsabilità sociale coerente alla Iso 26001. Oltre a tali iniziative, i valutatori del Premio hanno considerato anche alcuni progetti che hanno contribuito al miglioramento degli indici infortunistici e che hanno visto il coinvolgimento di EniMed, del management e dei lavoratori.
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TITOLO: Da 'attivista' a 'zero emissioni', Greta dalla A alla Z 
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TESTO: Brani musicali. Le parole dell'attivista hanno ispirato anche la musica. Dal brano 'Non c'è più tempo' dei Têtes de Bois a Piero Pelù con 'Pic Nic all’Inferno', che riprende parti del discorso di Greta alla Conferenza di Katowice sul clima. Clima. All'età di 11 anni, soffriva di depressione aggravata dalla presa di coscienza dei cambiamenti climatici e dalla percezione che non sia stato fatto abbastanza per affrontarli. Dall’agosto 2018, tutti i venerdì Greta salta la scuola, una protesta per chiedere misure concrete nella lotta al surriscaldamento globale. Davos. “La nostra casa è in fiamme”. E’ stato questo il messaggio che a gennaio scorso, ha consegnato alla platea dei potenti del Forum economico mondiale di Davos. Esempio per molti ragazzi. Ha ispirato i giovani a spingere i politici a fare di più per affrontare il cambiamento climatico e limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali, l'obiettivo più ambizioso fissato nell'accordo di Parigi del 2015. Friday for future. E’ il grande movimento studentesco, nato grazie dall'esempio della giovane svedese, che negli ultimi mesi sta spingendo migliaia di ragazzi e ragazze a scioperare il venerdì. In poco più di un anno, sono stati 4 i Global Climate strike, ovvero gli scioperi internazionali che hanno portato milioni di persone nelle piazze delle proprie città, in più di 150 paesi. Generazione Greta. Citata anche dalla Treccani è “la generazione dei giovani e giovanissimi ispirata dall’azione dell’attivista Greta Thunberg, impegnata nel sensibilizzare l’opinione pubblica e i governanti di tutte le nazioni sui rischi derivanti dal mutamento climatico planetario”. Hashtag. Per la 16enne attivista il Fridays For Future non è un'organizzazione a livello internazionale ma è un hashtag, “un movimento che pone l'accento sulla ricerca: abbiamo gli stessi obiettivi ma parliamo come individui o per diverse organizzazioni in diversi paesi". "Bisogna cambiare la mentalità, non abbiamo molto tempo. Il cambiamento deve iniziare oggi". Ipcc. I suoi discorsi non mancano di contenuti scientifici e a supportare le sue idee c'è il comitato scientifico dell'Onu che avverte:  i governi devono adottare misure "urgenti e ambiziose" per ridurre le emissioni. Leader politici. Dalla Cop24 in Polonia al summit Onu di New York, passando per Davos, fino ad arrivare alla Cop25 di Madrid. La militante si rivolge con parole dure ai decisori politici affinché il cambiamento abbia inizio. Manipolata. Nonostante la nobile causa, gli utenti di Twitter di ogni nazionalità si dividono sulla sua figura. Tanti i sostenitori della ragazza che ha dato il via alle proteste globali, tantissimi i detrattori che accusano la giovane di essere 'manipolata' da imprecisati 'poteri forti'. New York. Al summit sul clima dell’Onu dello scorso 23 settembre, ai leader mondiali ha detto: “Siamo all'inizio di una estinzione di massa e tutto quello di cui siete capaci di parlare è il denaro e favole di un'eterna crescita economica". In un appassionato intervento, l'attivista svedese ha accusato i grandi leader di "non essere abbastanza maturi per dire come stanno le cose". "Se sceglierete di deluderci, non vi perdoneremo mai", ha aggiunto la 16enne fra gli applausi, parlando a nome delle giovani generazioni. Occhiatacce. Non è di certo passato inosservato lo sguardo 'fulminate' che ha dedicato al presidente Usa Donald Trump, incrociato in occasione della sessione dedicata agli speech al vertice dell'Onu a New York. Un istante immortalato dalle telecamere, che nell'arco di qualche ora è diventato virale sui social dando vita a meme, gif e condivisioni. Papa. Ad aprile, in occasione della sua visita in Italia, la giovane ambientalista, ha incontrato il Pontefice in Vaticano. Al termine dell'udienza generale in piazza San Pietro alla presenza di circa dodicimila fedeli, nel momento del Baciamano la stretta di mano con Bergoglio. Quando? I ragazzi di tutto il mondo già la sanno. L'appuntamento è il venerdì: tutti in piazza per chiedere misure urgenti per tutelare il futuro delle giovani generazioni. Roma. Il 19 aprile l'attivista 'con le trecce' ha fatto tappa in Italia, partecipando al #FridayForFutureRoma in piazza del Popolo. Da un 'palco a pedali', alimentato da 120 biciclette, ha detto: "Continuiamo a combattere per il nostro futuro. Grazie Roma, grazie Italia". Sciopero della scuola per il clima (Skolstrejk för klimatet). Con questo slogan, dipinto a mano su un cartello, la Thunberg non immaginava che la sua protesta solitaria fuori dal parlamento svedese potesse diventare un movimento globale. Twitter. Sul social network dei cinguettii la 16enne più famosa del mondo vanta 3,2 mln di follower. Urgente. Occorre invertire la rotta. Il problema ambientale non può più essere ignorato perché, come ricordano i ragazzi di tutto il mondo del Friday for Future, non abbiamo un ‘pianeta B’. Vegana. Per diminuire la sua impronta ecologica ha scelto di diventare vegana e ha spinto la sua famiglia a fare altrettanto. Zero emissioni. Tutti gli spostamenti della Thunberg e della sua famiglia sono a impatto zero: dal treno all'auto elettrica fino ad arrivare alla barca a vela, sulla quale ha attraversato due volte l'Atlantico.
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TITOLO: Clima: oltre 500 aziende impegnate a eliminare emissioni entro 2030 
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TESTO: Al mondo ci sono oltre 3.000 B Corporation, provenienti da più di 70 paesi e attive in 150 segmenti industriali, che fanno leva sull’influenza delle aziende per risolvere le principali sfide sociali e ambientali che il mondo è attualmente costretto ad affrontare, tra esse anche la crisi climatica L’impegno per una significativa riduzione delle emissioni di carbonio che porti a un futuro fatto di emissioni nette pari a zero entro il 2030 fa sì che questa climate action sia la più rapida azione mai intrapresa da un numero così ampio di imprese a livello mondiale. L'emergenza climatica, afferma Eric Ezechieli, Co-fondatore di Nativa, "sta estremizzando le disuguaglianze già esistenti e sgretolando i tessuti sociali. Proprio per questo la comunità delle B Corp è solidale con coloro che chiedono un futuro inclusivo e azioni coraggiose e i suoi attori stanno lavorando sia individualmente che collettivamente per decarbonizzare le attività ed eliminare le emissioni nette entro il 2030. In sintesi stiamo cercando di fare la nostra parte per fare in modo che il futuro che i nostri figli meritano diventi realtà". “Per Save The Duck rispettare gli animali vuol dire anche rispettare l’ambiente in cui vivono, il nostro pianeta" afferma Nicolas Bargi, founder & ceo di Save The Duck che aggiunge: "La nostra community è sensibile ai valori ambientali e per questo abbiamo voluto rendere pubblico il nostro impegno verso l’ambizioso obiettivo di diventare Carbon Neutral entro il 2030”. L’obiettivo della Carbon Neutrality, afferma Davide Bollati, presidente e titolare Davines Group, "è centrale per il Gruppo Davines, che da anni lavora sia sul proprio territorio, sia con i propri partners lungo tutta la filiera produttiva e distributiva nel mondo, per attuare principi di una Bellezza Sostenibile che, con scelte quotidiane e concrete, promuovano un sistema virtuoso di restituzione all’ambiente ed alla società, anziché puntare alla sottrazione di risorse. Il Gruppo Davines crede profondamente nelle scelte individuali come fonte e motore di azioni collettive potenti e rivoluzionarie, capaci di invertire la rotta e di rigenerare il nostro pianeta”.
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TITOLO: Rifiuti: Fiera Roma diventa ‘organic waste free’ con Acea 
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TESTO: Pubblicato il: 12/12/2019 13:33 Fiera Roma diventa la prima azienda in Italia ‘organic waste free’, in grado cioè di gestire e trattare in maniera eco-compatibile e sistematica dei rifiuti organici prodotti. E lo fa grazie al protocollo di collaborazione siglato oggi con Acea con il quale adotta un sistema innovativo, l’Acea Smart Comp. Realizzato da Acea con Enea e università della Tuscia, questa macchina consente il trattamento, direttamente sul posto, del rifiuto organico prodotto da grandi utenze come mense, ospedali, centri commerciali, aeroporti e stazioni, abbattendo impatti ambientali e di trasporto e riducendo le emissioni di Co2.
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TITOLO: Energia: il gruppo Hera è 'campione' di efficienza 
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TESTO: Il premio assegnato al Gruppo Hera ha un grande valore, poiché riconosce l’attenzione e l’impegno che da sempre l’azienda pone, in ogni sua attività, all’utilizzo efficiente dell’energia, iniziando dall’obiettivo complessivo di riduzione dei propri consumi energetici del 5% entro il 2020, con un risparmio di oltre 8 milioni di euro rispetto alla spesa energetica del 2013. I risultati sono resi possibili da programmi integrati di efficientamento, svolti in modo continuo dal Gruppo Hera nei propri impianti e nelle proprie sedi. Fra le numerose azioni attivate, la multiutility ha implementato sull’intera organizzazione un sistema di gestione dell’Energia certificato ISO 50001 con l’obiettivo di perseguire il miglioramento continuo della propria prestazione energetica. Inoltre, la multiutility redige diagnosi energetiche periodiche relative alla propria attività, anche se non previste da obblighi normativi, e ha attivato un sistema di monitoraggio energetico dei centri di consumo più significativi. Hanno contribuito all’aggiudicazione del premio anche le numerose iniziative di efficientamento condotte dalle varie strutture aziendali negli ultimi anni, come il revamping di impianti di cogenerazione, la partecipazione al mercato del dispacciamento in forma aggregata, la dotazione di sistemi di building automation e illuminazione efficiente nelle sedi.
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TITOLO: Rifiuti: Fiera Roma diventa ‘organic waste free’ con Acea 
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TESTO: Un mini impianto (4 mt di lunghezza per 2 di larghezza) che consente di trasformare questi rifiuti in fertilizzante pronto per l’uso in 90 giorni (e che Fiera Roma regalerà in sacchetti i ai propri clienti). L’obiettivo di Acea è di installare 250 Smart Comp entro il 2022 per realizzare un sistema diffuso dalla capacità di 25mila tonnellate l’anno pari a quella di un impianto centralizzato che gestisce i rifiuti di una città da 250mila abitanti, con un risparmio del 30% circa sui costi di gestione e un taglio di 3600 tonnellate di Co2, quelle che sarebbero prodotte da 5mila autocarri per il trasporto dei rifiuti e 6mila km percorsi in meno.
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COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Sostenibilità: italiani passano 17 minuti a settimana ad aprire imballaggi 
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TESTO: Sempre i millennial sono la generazione che più fa del packaging un elemento discriminante nella scelta d’acquisto, prendendo in considerazione il boicottaggio di un brand (35,5%) o di uno store (25%) per questo motivo. Ferite e tensioni sotto l’albero di Natale. Quasi un italiano su 2 (47,8%) ha dichiarato di essersi ferito nel tentativo di aprire una scatola, e circa un quarto (24.6%) nell’operazione ha rotto un paio di forbici o un coltello. Ma non solo. Spesso l’apertura difficile dei contenitori è stato la causa scatenante di discussioni, sia in famiglia (per il 39,7% degli italiani) sia sul lavoro con il proprio capo (3,5%). Oltre ad imprecazioni e frustrazione, il packaging difficile da aprire ha anche un costo economico. Il 35,5% degli italiani ha affermato che la complessità degli imballaggi li ha portati a non acquistare più un determinato brand e il 25% ha dichiarato di non aver ordinato prodotti online a causa delle difficoltà nell’aprirli. Con un costo medio d’acquisto di 85 euro, si possono stimare mancati acquisti fino a circa 2 miliardi di euro all’anno. “Questi risultati mostrano che la questione del packaging non è solo una seccatura, ma un vero e proprio problema che interessa milioni di persone, che si sentono meno coinvolte in momenti speciali come il Natale" commenta Francesco Barsanti, Sales, Marketing & Innovation Director di DS Smith. “La crescita dell’e-commerce vuole rendere più facile riuscire a ottenere ciò di cui si ha bisogno. Questa ricerca mostra però che gli store online cadono sull’ultimo ostacolo: rendere gli imballaggi semplici da aprire. Ciò costa loro potenzialmente miliardi di euro”.
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TITOLO: Cobat su presunta intesa su batterie piombo, 'estranei ai fatti' 
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TESTO: "Si è appreso - così Cobat ricostruisce la vicenda - che oltre un anno fa, nel dicembre 2018, un nostro competitor si è presentato, con il premeditato intento di danneggiare Cobat e Cobat Ripa, presso un impianto di riciclo e, con un registratore nascosto, ha manipolato e decontestualizzato, nell’ambito di una normale dialettica commerciale, le frasi di un rappresentante del suddetto impianto che ha espresso in maniera iperbolica, millantando un potere che non ha, il suo disinteresse per la loro offerta commerciale. Per massima chiarezza, l’interlocutore del nostro competitor non ha alcuna carica e o funzione in seno a Cobat e Cobat Ripa". "Si ipotizza - continuano Cobat e Cobat Ripa - che i riciclatori e produttori integrati abbiano concordato, in seno agli organi consortili di Cobat Ripa e Cobat, l’acquisto degli accumulatori al piombo esausti, per veicoli e industriali, raccolti dal sistema Cobat Ripa e Cobat e dagli altri sistemi di raccolta nazionali". Cobat e Cobat Ripa fanno sapere di aver già risposto alle domande dell’Antistrust e di aver collaborato attivamente nel fornire tutta la documentazione relativa alle batterie al piombo esauste, "che dimostra (almeno da parte degli stessi) la totale insussistenza del presunto accordo". Certi della serietà e della competenza dei funzionari dell’Antitrust, Cobat e Cobat Ripa si dicono "fiduciosi in un rapido e positivo esito del procedimento, che si concluderà, comunque, entro marzo 2021". Cobat e Cobat Ripa ribadiscono, "come sicuramente verrà accertato alla chiusura del procedimento, l’assoluta infondatezza della denuncia del competitor nei loro confronti. Tale competitor ha strumentalizzato informazioni e testimonianze raccolte per sostenere una tesi volta unicamente a danneggiare Cobat e Cobat Ripa che si riservano, quindi, ogni più ampia azione a loro tutela".
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TITOLO: E.On presenta giornata contro gli sprechi 2019  
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TESTO: Pubblicato il: 13/12/2019 16:04 Due giorni al Castello Sforzesco di Milano dove si tiene l’evento annuale di E. On dedicato alla sensibilizzazione contro gli sprechi, con percorsi immersivi per studenti e famiglie, a cura dei partner Meteo Expert e Pleiadi. Occasione per analizzare anche i dati della ricerca SWG dal titolo “Quanto tempo ci resta? ” focalizzata sulla percezione degli italiani in merito al cambiamento climatico e alle azioni da adottare per contrastare tale fenomeno. L’indagine ha evidenziato come oggi gli italiani si suddividano tra un’ampia maggioranza di preoccupati per il riscaldamento globale (74%) che chiede di agire tempestivamente, un gruppo di catastrofisti (17%) che ritengono la situazione compromessa, mentre i negazionisti, per i quali il problema non è così rilevante si attestano al 9%.
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TITOLO: Clima: nasce Italy for Climate, una Roadmap per emissioni zero al 2050 
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TESTO: Al 2025, infatti, Italy for Climate stima un impatto positivo connesso alla transizione energetica quantificato con circa 800mila nuovi posti di lavoro e oltre 240 miliardi di valore aggiunto generato. Numeri importanti, soprattutto se confrontati con i costi del 'non fare nulla' che potranno equivalere nei prossimi decenni alla perdita dell’8% del Pil ogni anno, vale a dire 130 miliardi di euro. Italy for Climate ha elaborato una Roadmap, in linea con i nuovi indirizzi europei, che prevede un taglio di almeno il 50% delle emissioni nazionali di gas serra, al netto del carbonio assorbito, entro il 2030 rispetto ai valori del 1990 (siamo oggi al 18% di riduzione) e un azzeramento entro il 2050. La Roadmap di Italy for Climate si basa su 7 pilastri: Transizione energetica; Economia circolare; Decarbonizzazione dei trasporti; Adattamento al cambiamento climatico; Agricoltura, gestione delle foreste e dei suoli; Ricerca, innovazione e digitalizzazione; Far pagare le emissioni di carbonio. "Serve, però - secondo Italy for Climate - una riforma fiscale in chiave ecologica e di inclusività sociale che, da un lato, lavori sulla dimensione europea per introdurre una border carbon tax che tuteli le nostre imprese da dumping ambientale e riveda i parametri economici europei, e dall’altro lavori sulla dimensione nazionale per la progressiva introduzione di una carbon tax come sta avvenendo in molti Paesi anche europei, Francia e Germania inclusi, e a una revisione dell’attuale sistema dei sussidi ambientali che favoriscano direttamente o indirettamente l’uso di combustibili fossili". I primi promotori di Italy for Climate sono: Conou, Ing, Erg, e2i, davines e Illy.
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TITOLO: Premi: a Pier Luigi Petrillo il Bologna Award City of Food Master 2019 
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TESTO: Attraverso i dossier istruiti e coordinati nel tempo è stato l'artefice dei riconoscimenti Unesco della Transumanza, delle Isole Eolie, delle Dolomiti, dei paesaggi vitivinicoli Langhe-Roero e Monferrato così come delle colline del Prosecco, di Pantelleria e della tecnica dei muretti a secco, dell'Arte dei Pizzaiuoli Napoletani e prima ancora della Dieta Mediterranea. Per conto del governo italiano Petrillo ha condotto, nel tempo, molti negoziati internazionali in ambito Unesco, Unclos, Comar, Cbd. "Si tratta del decimo riconoscimento per l'Italia in questo elenco - ha spiegato Pier Luigi Petrillo, curatore del dossier di candidatura - e questo ha determinato il primato mondiale dei riconoscimenti in ambito agroalimentare, dopo l'iscrizione nel Patrimonio Culturale Immateriale della Dieta Mediterranea e della Pratica della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, dell'Arte del Pizzaiuolo napoletano, della tecnica dei muretti a secco e dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe e del Prosecco".
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TITOLO: Ue: approvato obiettivo neutralità climatica 2050, cosa prevede  
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TESTO: Il raggiungimento dell'obiettivo Ue comporterà il taglio delle emissioni di carbonio dell'Ue generate dai combustibili fossili e la ricerca di modi per catturare o compensare le emissioni rimanenti. Le emissioni dell'Ue sono diminuite negli ultimi due decenni ma rappresentano ancora una quota del 9,6% del carbonio emesso in tutto il mondo ogni anno, secondo un rapporto dell'Ue del 2018. La decisione è stata presa alla luce delle ultime scoperte scientifiche e della necessità di intensificare l'azione globale per il clima. Il nuovo obiettivo ha dunque lo scopo di allineare l'Ue all'accordo di Parigi, anche se resta ancora da capire il percorso per raggiungerlo e dove reperire i fondi. E' la seconda volta, quest'anno, che gli stati dell'Ue discutono dell'obiettivo, bloccato la prima volta da Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca. Questa volta, Ungheria e Repubblica Ceca hanno concordato con la decisione assunta, dopo la comunicazione della Commissione Europea di mercoledì scorso sulla creazione di un meccanismo di giusta transizione, che prevede fondi per il sostegno e la minimizzazione dell’impatto sociale durante il passaggio verso un’economia a zero emissioni di carbonio.
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TITOLO: Cop25: tutto rimandato, fallita la conferenza Onu sul clima  
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TESTO: Insomma, sebbene questa conferenza fosse stata definita la “Cop dell’ambizione", a Madrid è mancata la volontà politica necessaria a rispondere alle indicazioni della comunità scientifica. Lo ammette per primo il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, che si è detto "deluso dai risultati di Cop25" e in un tweet denuncia che "la comunità internazionale ha perso un'importante opportunità per mostrare una maggiore ambizione in materia di mitigazione, adattamento e finanza per affrontare la crisi climatica. Ma non dobbiamo arrenderci e non mi arrenderò". E lo ammette anche il ministro dell'Ambiente Sergio Costa. "Siamo soddisfatti del risultato? No. Bisogna essere onesti. In queste ore tutti stanno parlando di tutto ciò che non è stato ottenuto e questo ci rammarica, perché molte di queste cose sono vere. Non possiamo ritenerci soddisfatti, però voglio dire che L'Europa, e quindi l'Italia hanno spinto per ottenere molto di più. Chiaramente questo ci carica ancora più di responsabilità per il 2020 dove durante la Pre-Cop a Milano faremo di tutto per portare a casa il risultato". Forte la delusione da parte di attivisti e associazioni. Per Greta Thunberg, "la scienza è chiara, ma la scienza viene ignorata. Qualunque cosa accada, non ci arrenderemo mai. Abbiamo appena iniziato". Oxfam parla di un vertice "totalmente paralizzato in negoziazioni tecniche che non hanno portato a nessun risultato di rilievo, malgrado le attese" e le cui conclusioni "non affrontano l’emergenza che colpisce soprattutto i Paesi più poveri del pianeta, dove centinaia di milioni di persone devono la loro sopravvivenza alla capacità di resistere e risollevarsi da catastrofi climatiche sempre più estreme, imprevedibili e frequenti". Per Manuel Pulgar-Vidal, Wwf clima ed energia, "nonostante gli sforzi della Presidenza cilena, la mancanza di impegno per accelerare e incrementare l'azione climatica da parte dei grandi paesi produttori di emissioni era troppo forte. La loro posizione è in netto contrasto con la scienza, con le crescenti richieste provenienti dalle piazze e i duri impatti già avvertiti in tutto il mondo, in particolare nei paesi vulnerabili". "L'esito di questa Cop è totalmente inaccettabile - denuncia Jennifer Morgan, direttrice esecutiva di Greenpeace International - Ha messo in luce il ruolo che gli inquinatori rivestono nelle scelte politiche e la profonda sfiducia dei giovani nei confronti dei governi".
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TITOLO: Mobilità: 2,5 mln italiani hanno usato monopattino nel 2019 
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TESTO: Il 19,4% dei rispondenti non volendo - o potendo - rinunciare al proprio veicolo a motore, sia esso a due o quattro ruote, ha invece deciso di cambiarlo con uno meno inquinante - acquistandone uno nuovo o ricorrendo a quelli presenti nel nucleo familiare - mentre il 7% degli intervistati ha usato il car sharing come soluzione alternativa alla propria auto. Analizzando i dati più in dettaglio emerge un altro elemento; la riduzione dell’impatto ambientale legato ai mezzi di trasporto passa sempre più dall’intermodalità, ovvero dall’uso di diverse modalità di trasporto in un unico viaggio: più di 1 rispondente su 4 ha dichiarato, per l’appunto, di aver utilizzato più di una soluzione per diminuire l’utilizzo dell’auto. I buoni propositi per il 2020 non mancano e quasi 1 italiano su 2 (44,7%) ha dichiarato di voler migliorare ulteriormente, riducendo ancora l’impatto ambientale generato dalla propria mobilità. Se il 12,9% del campione ha dichiarato che, pur continuando ad utilizzare la propria auto o moto, ha in programma di sostituirla con una meno inquinante, così da ridurre le emissioni di Co2, il 24% dei rispondenti ha intenzione di usare con più frequenza i mezzi pubblici e le proprie gambe. Destinato a crescere di molto anche il popolo di chi si sposta con il monopattino se si considera che, tra i rispondenti, quasi il 7% ha intenzione di usare di più questo mezzo nel 2020.
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