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LE NOTIZIE DAL GIORNO Wednesday 12 February 2020 AL GIORNO Wednesday 19 February 2020 SU: ambiente




TITOLO: Sostenibilità: Assomac, 500 piante per il Madagascar 
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OCCHIELLO:  
TESTO: Il progetto sottoscritto da Assomac apporta trasformazioni positive a livello ambientale, come riassorbimento CO2, riforestazione, tutela della biodiversità, contrasto dell’erosione del suolo e desertificazione, ma anche una ricaduta positiva per la comunità nel luogo prescelto. “Assomac, da sempre, è impegnata sul tema della sostenibilità, che risulta essere sempre più strategica per le aziende - continua la presidente Marchioni Bocca - Le scelte da intraprendere non sono mirate esclusivamente a interventi migliorativi del processo produttivo, ma anche alla partecipazione attiva a iniziative più ampie per la tutela del pianeta. Per questo abbiamo aderito con convinzione all’iniziativa di Treedom, grazie alla quale gli alberi piantati assorbono CO2 generando un beneficio per l’intero pianeta. ” Ogni singolo albero viene piantato, fotografato, geolocalizzato ed è visibile online: sul sito Assomac sarà possibile seguire l’evoluzione del progetto.
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COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Leader della sostenibilità, L'Oréal si aggiudica una tripla A 
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OCCHIELLO:  
TESTO: Da molti anni, spiega Jean-Paul Agon, presidente e ceo di L’Oréal, "siamo profondamente impegnati a trasformare radicalmente la nostra azienda e adottare un modello di business sempre più responsabile. Questo eccellente risultato è il frutto della costante determinazione dei nostri team e degli obiettivi particolarmente ambiziosi che abbiamo fissato nel 2013, come parte del nostro programma di sostenibilità ‘Sharing Beauty With All’". "Siamo ovviamente orgogliosi di questa straordinaria performance, ma sappiamo anche che dobbiamo proseguire nel nostro impegno, continuando a ridurre il nostro impatto ambientale in linea con quanto richiesto dalla comunità scientifica e alla luce dei bisogni del pianeta. Per noi è un imperativo morale e il presupposto per il successo a lungo termine della nostra azienda” conclude Agon. "I rischi d’impresa derivanti dall’emergenza climatica, dalla deforestazione e dall’insicurezza delle risorse idriche sono enormi, ma lo sono anche le opportunità derivanti dalla loro gestione ed è evidente che il settore privato svolge un ruolo vitale in questo momento decisivo. Le aziende inserite nella A List guidano il mercato in termini di sostenibilità d’impresa, affrontando i rischi ambientali e preparandosi per crescere nell’economia del futuro” afferma Paul Simpson, ceo del Cdp. Sono oltre 8.400 le aziende che quest’anno hanno risposto al questionario e hanno sottoposto al Cdp i propri dati per essere valutate in maniera indipendente sulla base del suo metodo di punteggio. Le aziende ricevono un giudizio da A a D che prende in considerazione la completezza della rendicontazione, la sensibilità verso i rischi ambientali e la loro gestione, nonché l’adozione di best practice associate a leadership ambientale, inclusa la definizione di target ambiziosi e significativi. Alle aziende che non predispongono la rendicontazione o forniscono dati insufficienti viene assegnata una F.
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TITOLO: Lavoro: crescono gli addetti nei settori acqua, ambiente, energia  
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TESTO: L’occupazione mostra una tenuta nel settore energetico e uno sviluppo nel settore idrico, innanzitutto per effetto della regolazione indipendente in capo all’Arera, senza contare l’occupazione indiretta legata alla crescita degli investimenti che hanno ormai raggiunto i 3,5 miliardi annui; uno sviluppo si registra anche nel settore ambientale, per effetto dell’incremento della raccolta porta a porta. A proposito di welfare, il settore dei servizi pubblici mostra segnali positivi anche se permangono delle problematiche. La principale è relativa all’età media, con gli over 50 che rappresentano ancora il 50% della forza lavoro e gli under 40 fermi al 20%; ciò crea complicazioni nel settore energia, dove sono necessari forti investimenti nella formazione per aggiornare le competenze, e in quello di igiene urbana, che per caratteristiche espone i lavoratori ai maggiori sforzi fisici. Per Utilitalia, i dati confermano l’esigenza di strumenti innovativi per consentire il ricambio generazionale, come un Fondo di solidarietà in uscita, e di una legislazione adeguata che si faccia carico degli effetti sociali dettati dai nuovi obiettivi di raccolta e recupero nel settore dei rifiuti. L’occupazione femminile oscilla tra il 20% del settore ambientale e il 25% del gas-acqua, anche se si segnala un incremento nelle attività amministrative e di gestione: le donne sono principalmente impiegate e ricoprono qualifiche medio-alte. “Il Rapporto Lavoro 2020 – spiega il direttore generale di Utilitalia, Giordano Colarullo - conferma l’impegno della Federazione a fornire un servizio a tutti gli associati sulla materia e ad implementare l’operazione trasparenza su uno dei fattori di costo rilevanti nel settore dei servizi. Si tratta di un’analisi concettuale e puntuale che ha pochi paragoni con altre associazioni datoriali, dalla quale emerge un’importante evoluzione del comparto, nonostante una congiuntura economica non positiva”. Dalla ricerca emerge inoltre che l’intreccio di attività connesse allo sviluppo dei servizi richiede una revisione del perimetro di applicazione dei contratti di settore, risolvendo il problema della concorrenza tra contratti: non solo con quelli pirata, ma anche con quelli tipici delle attività manifatturiere e dei servizi (come commercio e industria), ben evidenziati nel confronto dati Istat. “Il costante censimento dei contratti da parte del Cnel – commenta in il presidente Tiziano Treu - ha già permesso di scovare il dato, ormai noto, che due terzi degli oltre 900 Ccnl registrati, sono contratti pirata o non riferibili a organizzazioni rappresentative. Dobbiamo concentrarci ora, tutti insieme, su una comparazione qualitativa". "Anche l’aiuto di Utilitalia potrà contribuire a mappare le caratteristiche dei contratti, rendendo comparabili parametri chiave come l’orario, la forma contrattuale, gli inquadramenti. Elementi che sarebbero essenziali anche per la legge sulla rappresentanza per la quale si è impegnato il Governo”, conclude Treu.
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TITOLO: Sostenibilità: 48% non compra più prodotti con troppo imballaggio 
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TESTO: Questo perché per il 99% dei consumatori è un dovere dell’industria e dei retailer produrre un impegno a proporre packaging a minor impatto ambientale. L’attenzione verso la sostenibilità del packaging si inserisce in un quadro generale di mutata sensibilità nei confronti dell’ambiente. Infatti, se in ambito food beverage è la qualità del prodotto (intesa come origine delle materie prime, presenza di certificazioni, …) a rappresentare ancora il driver di acquisto principale (indicato dal 44% dei responsabili acquisti), la sostenibilità del prodotto (prodotti eco-friendly, a basso impatto ambientale, …) rappresenta oggi il secondo fattore (36% delle indicazioni). Ma quali sono gli attributi che per il consumatore rendono sostenibile un prodotto? Essere biologico (42% dei responsabili acquisto individua il marchio bio come principale espressione di sostenibilità), avere una confezione fatta con materiali riciclati o a basso impatto ambientale (37%), derivare da un processo produttivo che utilizza fonti rinnovabili (31%) o con basso consumo di energia/acqua (18%), che garantisce il giusto reddito a chi lo produce (24%). Mentre quando si pensa ad un pack sostenibile i consumatori pensano ad una confezione fatta con materiali degradabili (56%) o riutilizzabili (39%). Sul piano dei materiali, per il food il materiale più rispettoso dell’ambiente è la carta (indicata dal 47% dei responsabili acquisto). Per la categoria bevande nell’immaginario del consumatore sono vetro e cartone/brick a rappresentare i materiali più sostenibili (citati rispettivamente dal 64% e 26%), la plastica è in coda (4%). Dove gli italiani cercano un pack più sostenibile? Soprattutto acqua per 1 italiano su 3 (29%), frutta e verdura fresche per 1 consumatore su 5 (20%), seguono biscotti/merendine, bevande gassate, legumi in scatola e latte. Le azioni praticate più spesso dagli italiani? Svetta la raccolta differenziata, praticata da ben l’83%, segue la riduzione dei consumi energetici (78%) e idrici (77%), limitare l’acquisto o l’utilizzo di bottiglie di plastica (41%), preferire trasporti sostenibili (38%). Social (34%) e programmi in Tv (32%) sono un punto di riferimento per acquisire più informazioni, altrettanto importanti le campagne di sensibilizzazione, indicate dal 32% degli italiani. Contano anche i testimonial internazionali, da Greta Thunberg a Leonardo DiCaprio (29%). Più in generale, il 96% degli italiani è preoccupato per il proprio impatto sull’ambiente. E' il cambiamento climatico l’aspetto più preoccupante per gli italiani (56% delle risposte multiple), seguito dall’inquinamento delle acque (54%). Più di 1 italiano su 2 è interessato al tema della sostenibilità e 1 italiano su 3 (32%) sostiene di conoscere bene l’argomento, un dato che dal 2018 al 2019 è cresciuto del 10%. La sostenibilità è una moda per 4 italiani su 10 (41%), un tema sentito per il 47%.
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TITOLO: Smog: Greenpeace, in Italia fa 56mila morti l'anno e costa 61 mld di dollari  
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TESTO: Dal rapporto emerge che circa 40mila bambini al di sotto dei 5 anni muoiono ogni anno a causa dell’esposizione a PM2,5 derivato dalla combustione di combustibili fossili, soprattutto nei Paesi a più basso reddito; ogni anno circa 4 milioni di nuovi casi di asma tra bambini sono associati all’NO2, prodotto dalla combustione di combustibili fossili nei veicoli, nelle centrali elettriche e nelle industrie, con una stima di 16 milioni di bambini nel mondo affetti da questo sintomo a causa dall’inquinamento da NO2 derivante da combustibili fossili. E ancora: sono 1,8 miliardi i giorni di assenza dal lavoro per malattia associati all’inquinamento dell’aria da PM2.5 derivante da combustibili fossili, con una perdita economica pari a circa 101 miliardi di dollari all’anno. Infine, la Cina continentale, gli Stati Uniti e l’India sostengono i costi più elevati dell’inquinamento dell’aria causato dai combustibili fossili, pari rispettivamente a 900, 600 e 150 miliardi di dollari all’anno. "L’inquinamento atmosferico minaccia la nostra salute e la nostra economia, causando milioni di morti premature ogni anno e aumentando i rischi di infarto, cancro ai polmoni e asma, con un costo economico di migliaia di miliardi di dollari - dichiara Minwoo Son, della Campagna Clean Air di Greenpeace Southeast Asia - Le soluzioni esistono, tra queste un posto di primo piano hanno la transizione verso le energie rinnovabili e l’abbandono delle auto con motore a combustione interna". "Occorre inoltre un contemporaneo cambio di paradigma della mobilità, puntando sul trasporto pubblico e su forme di mobilità meno impattanti. Dobbiamo considerare il costo reale dei combustibili fossili, non soltanto per il rapido peggioramento dell’emergenza climatica, ma anche per la salute delle persone", conclude Son. Anche l’Italia subisce pesanti conseguente dall’inquinamento atmosferico. "È essenziale che il governo italiano non faccia passi indietro sull’abbandono del carbone al 2025, come invece l’ultima versione del Pniec sembrerebbe suggerire", commenta Federico Spadini, della Campagna Trasporti di Greenpeace Italia. "Occorre andare con coraggio e decisione verso le energie rinnovabili, abbandonando false soluzioni come il gas fossile. E anche i grandi attori privati come banche e assicurazioni devono smettere di elargire finanziamenti ai combustibili fossili", conclude Spadini.
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TITOLO: Rifiuti: Coripet, 'adesioni a consorzio sopra le aspettative nel 2019'  
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TESTO: “Questi risultati testimoniano che Coripet compie un passo significativo per il raggiungimento dei propri obiettivi che, in linea con quanto stabiliscono le recenti normative europee, sono diretti ad aumentare i livelli di raccolta, recupero e riciclo delle bottiglie e contenitori in Pet - commenta Corrado Dentis, presidente Coripet - La compagine consortile registra un processo di crescita di rilievo, in quanto con l’ingresso nell’anno appena trascorso di queste grandi realtà industriali, andiamo ad aumentare in maniera consistente la rappresentatività in tema di acque minerali e bevande analcoliche”.
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TITOLO: Agricoltura: Aiab certifica la bioplastica Mater Bi per biologico  
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TESTO: Utilizzabile in diverse condizioni ambientali e su colture con cicli diversi con ottimi risultati agronomici, il telo in Mater-Bi, grazie alla biodegradabilità in suolo, non necessita di essere recuperato e smaltito al termine del ciclo colturale, ma può essere lasciato nel terreno ove viene biodegradato ad opera di microrganismi, contribuendo così alla riduzione della produzione di rifiuto plastico e a preservare il suolo dall’inquinamento da plastica. In Europa vengono utilizzate annualmente circa 85.000 tonnellate di teli plastici per pacciamatura per una superficie totale di 460.000 ettari. I teli per pacciamatura in plastica tradizionale (non biodegradabile) devono essere rimossi dal campo al termine del ciclo di coltivazione, spesso contaminati da residui colturali che possono incrementare il peso del 65% rispetto al telo nuovo. Rimuovendo il telo vengono rimossi anche terreno e sostanza organica (Som) contenuta nel suolo; stimando che una percentuale pari all’1,2 % di sostanza organica venga rimossa con questa operazione in un anno, si arriva ad una quantità di 1800 tonnellate di Som rimossa ogni anno. Scegliere di utilizzare i teli agricoli biodegradabili in suolo significa contrastarne il degrado, evitando la contaminazione con plastiche. “I suoli sono una risorsa non rinnovabile sempre più fragile e minacciata da una gestione insostenibile, dall’inquinamento e dalla progressiva desertificazione. Per contrastare questo fenomeno, la ricerca Novamont da sempre ha lavorato allo sviluppo di prodotti che contribuiscano a preservare la fertilità e la funzionalità del suolo”, dichiara Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont. Lavorabile sulle più comuni macchine per estrusione, il telo di pacciamatura in Mater-Bi certificato Aiab è disponibile da dicembre 2019 e viene presentato ufficialmente a Biofach 2020, la più grande fiera del biologico al mondo in svolgimento dal 12 al 15 febbraio 2020 a Norimberga. Il 14 febbraio, alle ore 12.00, nella sala Kopenhagen Room Forum di Biofach, si terrà il workshop “The use of bioplastics in the organic farming” nel corso del quale Sara Guerrini, Agricolture Public Affairs di Novamont, interverrà con una presentazione sul tema dei materiali biodegradabili e compostabili per la filiera del biologico, dalle pacciamature agli imballaggi. Nel workshop verranno presentati anche i risultati del progetto Eu Mypack, finalizzato a individuare soluzioni di imballaggio e materiali innovativi con cui ridurre gli impatti sull’ambiente, aumentare la shelf life e individuare le modalità con cui promuovere la diffusione di queste soluzioni innovative.
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TITOLO: Clima: Bangkok, Ho Chi Minh City e Amsterdam le città che cambieranno volto  
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TESTO: Poi c'è Nairobi, in Kenya, che potrebbe passare da un clima estivo caldo umido temperato a un tipo di clima estivo tropicale/savana umida e un aumento della temperatura di 2,31 °C. Mentre a Melbourne potrebbe verificarsi il maggiore aumento dello stress idrico, con una domanda doppia rispetto all'offerta entro il 2040. Lo studio è stato pubblicato dalla piattaforma di affitti di appartamenti, Nestpick. com. Perché? Perché i cambiamenti climatici saranno probabilmente un fattore decisivo nella scelta del luogo in cui stabilirsi. "Sappiamo che per aiutare le persone a trasferirsi in una nuova città, dobbiamo tenere sotto controllo le tendenze e gli sviluppi delle città più popolari del mondo. Il modo in cui il cambiamento climatico plasmerà il nostro pianeta, sia negli anni a venire che in un futuro più lontano, è di sicuro una delle questioni in primo piano in questo periodo", spiega Omer Kucukdere, Ceo di Nestpick. "Alcune delle città che potrebbero subire i più drastici cambiamenti climatici nei prossimi tre decenni, come Bangkok ed Amsterdam, sono anche le destinazioni più popolari tra gli espatriati e i lavoratori a contratto alla ricerca di opportunità all'estero", continua sottolineando che i Millennials e i giovani in generale dovranno sempre più tenere conto del fattore cambiamenti climatici nella scelta della città in cui andare a vicere. Per realizzare l'indice, sono stati presi in considerazione diversi studi (tra cui gli studi di Jean-Francois Bastin, ecologo dell'Università di Gand; il sistema di classificazione climatica Koppen-Geiger; i dati del World Resources Institute sulla carenza di acqua) e 85 città che sono state oggetto di questi studi. Esaminando la categorizzazione del clima, la temperatura media, i cambiamenti del livello del mare e lo stress idrico, è stato poi determinato quali città potrebbero subire il cambiamento climatico più impattante.
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TITOLO: Ambiente: il 2020 sarà l'anno delle foreste 
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TESTO: Il 2019 infatti è stato il secondo anno più caldo dal 1800 ad oggi. L’anno degli incendi in Australia, e prima ancora in Siberia, Alaska, Groenlandia, Angola e Congo. Nel Paese dei canguri, le cifre della catastrofe sono impressionanti: 10 milioni di ettari distrutti, 1 miliardo di animali selvatici uccisi o gravemente feriti, danni economici che superano i 4,4 miliardi di dollari. Non si tratta di episodi isolati o il risultato fortuito di coincidenze, avverte Fsc Italia. C’è infatti un filo rosso che unisce questi eventi, come altri a cui abbiamo assistito negli ultimi anni: è il cambiamento climatico, che modifica parametri ambientali e climatici, accelerando la portata e l’incidenza dei fenomeni meteorologici. Il primo passo è dunque riconoscere che ci troviamo in mezzo ad una crisi di livello globale, e che urgono scelte coordinate e concordate per far fronte comune all’emergenza. “Uno dei punti fondamentali su cui agire è proprio la salvaguardia delle foreste e il loro ripristino” afferma Florian. Molte ricerche e studi hanno infatti da tempo evidenziato il contributo positivo degli alberi nel contrasto ai cambiamenti climatici: non solo sono in grado di trattenere la Co2, principale causa del surriscaldamento del nostro Pianeta, compensando in parte le emissioni prodotte dall’attività antropica, ma possono anche influenzare il ciclo dell’acqua e delle precipitazioni, e limitare i danni da dissesto idrogeologico. In un recente rapporto, l’Ipcc, il Gruppo intergovernativo dell’Onu sul cambiamento climatico, ha calcolato che sarebbe necessario ripristinare un miliardo di ettari di foreste entro il 2050 per poter contenere l'aumento delle temperature a +1,5°C. “Gli effetti di azioni di questo tipo però, potranno essere valutati e misurati solamente tra 20 o 30 anni. Per questo devono essere accompagnate - continua Florian - da una gestione attiva e responsabile del patrimonio forestale esistente, e da relative strategie di resilienza e mitigazione". "Iniziative come la Bonn Challenge, che ha l’obiettivo di ripristinare 350 milioni di ettari di foresta entro il 2030, o le attività del Global Landscape Forum devono essere sostenute da azioni di conservazione, salva-guardia e valorizzazione delle aree forestali mondiali già presenti”. La Fao ha dimostrato come attualmente le foreste contribuiscano per circa un sesto delle emissioni globali di carbonio quando degradate o convertite; allo stesso tempo però hanno il potenziale per assorbire circa un decimo delle emissioni globali di carbonio. Se gestiti in modo sostenibile, alberi e boschi danno un contributo vitale al Pianeta, rafforzando i mezzi di sussistenza, fornendo aria e acqua pulite, conservando il suolo e la biodiversità.
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TITOLO: Sostenibilità: Nonno Nanni, packaging 100% biodegradabile e compostabile  
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TESTO: È stato necessario un importante scouting tecnologico a livello internazionale per riuscire a individuare dei materiali che avessero delle performance paragonabili alle plastiche normalmente utilizzate, capaci di mantenere intatte le caratteristiche organolettiche del prodotto, ma che fossero anche certificate come compostabili e compatibili con la produzione. Questo è valso all’azienda il riconoscimento di “Best Packaging 2019” dell’Istituto Italiano Imballaggio. “I consumatori sono diventati sempre più sensibili e attenti all’impatto ambientale quando devono prendere le loro decisioni di acquisto – continua Silvia Lazzarin. Per questo, il nuovo packaging rappresenta un traguardo importante, in quanto risponde ai requisiti di economia circolare e al contempo garantisce il gusto, la freschezza e la genuinità del nostro Stracchino”. Tra le condotte aziendali a sostegno dell’ambiente, l’acquisto di energia elettrica pulita, proveniente da centrali alimentate da fonti rinnovabili; un impianto ad alta efficienza energetica per autoprodurre energia elettrica; un impianto fotovoltaico di 1887 metri quadrati sul tetto dello stabilimento di produzione degli gnocchi di patate; la compensazione dell’impronta di carbonio calcolata prendendo in considerazione quattro delle nostre referenze oltre ad un programma strutturato per l’ottimizzazione delle risorse.
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TITOLO: Ambiente: arriva il cerotto intelligente che cura i coralli 
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TESTO: Le patologie che possono causare la morte di questi animali sono oltre 40 e ad oggi non esistono interventi curativi efficaci per prevenire o curarli, mettendo in serio pericolo l’integrità di questi habitat e l’eccezionale biodiversità associata. Per questo studio sono stati utilizzati i coralli appartenenti alla specie Acropora muricata, coralli costruttori tipici dei mari tropicali e inseriti dalla Iucn (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) tra le specie a rischio di estinzione. Tali organismi a seguito di stress naturali o di origine antropica posso venire lesionati aumentando il rischio di contagio diretto con microorganismi pericolosi, quali batteri, protozoi, funghi e virus, responsabili dell’insorgenza di specifiche patologie potenzialmente fatali. I ricercatori hanno sviluppato un trattamento con cerotti 'smart', completamente biocompatibili e biodegradabili da applicare sulle 'ferite' dei coralli, che rilasciano in modo controllato principi attivi (ad esempio antibiotici e antiossidanti) e che ne permettano l’adesione al corallo, curandolo. Il trattamento consiste nell’applicazione di un primo cerotto che rilascia farmaci direttamente nella ferita del corallo evitando che questi ultimi vengano dispersi nell’ambiente, per poi successivamente sigillare la parte danneggiata dell’organismo con un secondo cerotto in modo da fermare il potenziale ingresso di ulteriori agenti patogeni. "Questo lavoro rappresenta una novità assoluta nello studio e nel trattamento delle malattie dei coralli - dichiara Simone Montano ricercatore del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra e del MaRHE center - Ad oggi, per limitare l’impatto di queste patologie, la tecnica che viene più comunemente utilizzata è la totale o parziale rimozione della colonia, con conseguente ulteriore danno alle comunità coralline. Grazie a questo studio si potrebbe curare direttamente in loco i coralli malati permettendo una conservazione più efficace di uno degli ecosistemi naturali più meravigliosi del nostro pianeta". Il cerotto smart, proveniente da tecnologie pensate per la cura delle ferite in campo ospedaliero, si è rivelato un metodo efficace sia su scala medio piccola (in acquario) che potenzialmente su larga scala, nell’ambiente naturale. L’effetto terapeutico del cerotto è stato testato infatti per 10 giorni in ambiente di laboratorio e, successivamente, per un periodo di 4 mesi in mare. "Il trattamento consentirà di poter caricare nel primo cerotto farmaci specifici a seconda del tipo d’infezione, da anti-batterici, ad anti-protozoi e anti-fungini, così da creare un trattamento ad-hoc per le specifiche infezioni dei coralli", spiega Marco Contardi ricercatore del team Smart Materials di IIT e primo autore dello studio. I risultati di questo studio suggeriscono, per la prima volta, una tecnica per la cura e il recupero di organismi delicati come i coralli ma tale tecnologia sarebbe applicabile anche per numerose altre specie marine soggette a danni causati dalle attività umane. I prossimi passi dei team di ricerca si focalizzeranno sui metodi di applicazione dei cerotti smart in natura e su larga scala, mentre nel breve periodo questo approccio terapeutico potrebbe essere già utilizzato nel campo dell’acquariologia.
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TITOLO: Alimenti: menù sani e sostenibili in aziende e università, al via Su-Eatable Life 
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TESTO: Operativamente, il progetto vedrà in Italia il contributo delle società di catering Felsinea Ristorazione e Camst Group - Società di ristorazione e facility management, e la partecipazione di Er. Go (Azienda Regionale Emilia-Romagna per il Diritto agli Studi Superiori). "Adottando quotidianamente una dieta sostenibile potremmo apportare benefici alla nostra salute e a quella del Pianeta. Su-Eatable Life punta proprio a questo. Nelle mense verranno promossi menù sostenibili, attività educative e informative e una piattaforma digitale dedicata per coinvolgere gli utenti, con l'obiettivo di ridurre l'impronta di carbonio e l'impronta idrica connesse alla dieta quotidiana delle persone", spiega il Riccardo Valentini, coordinatore del progetto. Su-Eatable Life ha elaborato 8 consigli da applicare quotidianamente per mettere in pratica scelte alimentari sane e sostenibili: - Mangiare verdura, legumi e frutta fresca, frutta secca e cereali integrali. - Scegliere ingredienti di stagione, varietà locali o della tradizione. - Mangiare cibo fresco e quanto più possibile preparato naturalmente. - Bere molta acqua, se possibile del rubinetto, e non sprecarla. - Ridurre, riusare e riciclare i materiali usa e getta e gli imballaggi. - Non consumare troppa carne, soprattutto quella rossa, salumi e insaccati. - Non esagerare con formaggi, burro e latte. - Non sprecare cibo, mettendo nel piatto solo ciò che serve.
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TITOLO: Alimenti: cresce il biologico Ue, Italia terza per aree dedicate  
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TESTO: “Sono dati incoraggianti che dimostrano come esista una sempre maggiore attenzione alla sicurezza ambientale e alimentare in tutta la sua filiera. Una scelta di sostenibilità che parte dai semi, passa per gli agricoltori e, seguendo tutta la catena di produzione, arriva ai mercati”, dichiara Fausto Jori, amministratoredelegato di NaturaSì. “Interessante il dato che mostra la disponibilità dei consumatori a scegliere sempre di più alimenti biologici, la spesa bio è addirittura raddoppiata nell’ultimo decennio. Questo dimostra che da parte dei cittadini c’è una richiesta sempre maggiore di cibo di qualità, la consapevolezza che il rispetto dell’ambiente e della propria salute siano strettamente connessi in una scelta di vita a tutto tondo. E' questo che NaturaSì intende per biologico”, conclude Jori.
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TITOLO: Sostenibilità: Schneider Electric, flotta aziendale 100% elettrica al 2030  
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TESTO: Con il suo impegno, Schneider Electric si augura di dimostrare che è possibile arrivare a un cambiamento in tempi rapidi, contenendo i costi e garantendo comfort agli automobilisti. Per questo, entro il 2030 sostituirà 14.000 auto aziendali in uso in oltre 50 Paesi con modelli elettrici; sempre entro il 2030 l’azienda installerà infrastrutture di ricarica EV nei suoi uffici principali e stabilimenti produttivi; in alcuni di questi siti, sarà impiegata l’innovativa architettura EcoStruxure per la mobilità elettrica, che combina l’uso di microgrid, soluzioni per la gestione degli asset e nuovi sistemi di gestione dell’energia. L’adesione a EV100 per Schneider Electric è un ulteriore passo nella sua strategia di contrasto al cambiamento climatico, che si basa su obiettivi science based per il contenimento entro 1,5°C del riscaldamento climatico globale. Nel 2019 l’azienda si è impegnata a ottenere la carbon neutrality nel suo ecosistema entro il 2025 e diventare a emissioni net-zero entro il 2030: passare alla flotta elettrica permetterà di portare a zero le emissioni dirette di CO2 prodotte dalle auto aziendali. Per molti dipendenti di Schneider Electric l’uso di veicoli elettrici è già nella quotidianità. L’azienda ha sviluppato negli ultimi anni e poi installato presso numerosi siti nel mondo infrastrutture di ricarica elettrica con veicoli a disposizione dei suoi dipendenti, ad esempio in Norvegia. Anche i dipendenti Schneider Electric che lavorano in Germania nel Campus Euref, dove si adottano le tecnologie più innovative per la riduzione di CO2 generata da energia e trasporti, sperimentano, insieme ai lavoratori delle altre 150 aziende lì presenti, questa nuova mobilità. La trasformazione che interesserà nei prossimi 10 anni oltre 50 Paesi in cui l’azienda è presente, cambierà le abitudini di tante altre persone. Oltre a portare in elettrico la propria flotta aziendale, Schneider Electric aiuta le aziende a compiere questo passaggio con investimenti e collaborazioni rivolte a start up quali eIQ Mobility che offre servizi di consulenza e software per l’elettrificazione delle flotte, e DST, che offre logistica as a service per la gestione delle flotte elettriche e ha già oltre 16.000 veicoli elettrici in gestione. Inoltre Schneider Electric è investitore ed è partner di Volta, i cui modelli di business innovativi permettono a proprietari immobiliari e automobilisti di avere ricarica gratuita per i veicoli elettrici in cambio di pubblicità. Schneider Electric aderisce a tre iniziative di The Climate Group; EP100, RE100 e ora EV100. Si tratta di progetti complementari e trasformativi nell’ottica di ridurre a zero le emissioni prodotte dalle attività operative entro il 2030, in linea con l’obiettivo di contenere entro 1,5 °C l’aumento della temperatura globale. EP100: l’iniziativa mira a raddoppiare entro il 2030 la produttività dell’energia (prendendo come punto di partenza i dati dell’anno 2005), con l’ambizioso obiettivo quindi di raddoppiare il risultato economico di ogni unità di energia consumata. RE100: l’iniziativa prevede di arrivare a usare il 100% di energia rinnovabile entro il 2030, con un obiettivo intermedio fissato all’80% entro il 2020. I progressi in questo ambito sono riportati da Schneider Electric nel suo report Schneider Sustainability Impact (SSI).
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TITOLO: Turismo: è boom per lo 'scambio casa', +107% di pernottamenti nel 2019  
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TESTO: Fiducia negli altri, predisposizione all’ospitalità e alla creazione di nuove relazioni sono le caratteristiche dei viaggiatori che scelgono HomeExchange: "L’apertura e l’ospitalità fanno parte dello spirito e della cultura italiani. E lo scambio casa ci porta in una dimensione di condivisone e generosità che ci appartiene" commenta Galassini. La formula di ‘scambio casa’ esiste da decenni, ma è solo dagli anni novanta che questa alternativa ha assunto una nuova dimensione grazie all’affermarsi delle community online e a nuove dinamiche rese possibili dal web e dall’economia collaborativa basata sulla fiducia tra gli utenti. Oggi la top 5 dei Paesi con un maggior numero di case presenti su HomeExchange è composta da Francia, Stati Uniti, Spagna, Italia e Canada; nella top 10 delle città più visitate con la formula ‘scambio case’ ci sono Parigi, Barcellona, Amsterdam, Berlino, New York e Roma. La community globale di HomeExchange è composta per il 28% da famiglie con figli adolescenti, il 24% da famiglie i cui figli non vivono più a casa, il 13% da coppie e un altro 13% da viaggiatori solitari, il 12% da famiglie con bambini piccoli e l’8% da pensionati. Più nel dettaglio, per quanto riguarda l’Italia, le 5 regioni in cui gli utenti organizzano il maggior numero di scambi su HomeExchange sono nell’ordine Lazio, Toscana, Veneto, Lombardia e Sardegna. Le 5 città più visitate sono Roma, Firenze, Venezia, Milano e Torino. Le abitazioni italiane disponibili sulla piattaforma sono 36.430. I pernottamenti di utenti italiani nel 2019 sono stati 160.721, e nelle case italiane ci sono stati, sempre nel 2019, 179.586 pernottamenti. Tra gli utenti italiani 1 scambio su 3 avviene in Italia, e più della metà degli scambi vengono realizzati nei paesi limitrofi: le principali mete degli italiani sono, dopo l’Italia, Francia, Spagna, Stati Uniti e Germania. Ecco come funziona la formula dello 'scambio casa'. I proprietari di una casa che vogliono entrare nella community possono registrarsi sul sito o sull’app di HomeExchange, descrivere la casa che vogliono mettere a disposizione della community e corredare il proprio annuncio con immagini e informazioni sugli spazi e sulla zona, e possono indicare le date in cui la casa sarà disponibile ad accogliere gli ospiti. Una volta entrati a far parte della community di HomeExchange, gli utenti possono ricercare le case ideali per la propria destinazione o per le date in cui intendono partire. La piattaforma mostra loro tutte le case disponibili in base ai loro criteri di ricerca, e gli utenti possono guardarne le fotografie, leggerne le descrizioni e le recensioni che sono state lasciate da altri viaggiatori della community che vi hanno già soggiornato. Gli utenti possono infine contattare i proprietari della casa scelta e accordarsi per il soggiorno. Ogni utente, nel momento in cui completa il proprio profilo e quello della sua casa, riceve un numero di GuestPoints calcolato dalla piattaforma sulla base dell’ubicazione, delle dimensioni e dei comfort della casa, che può utilizzare per essere ospitato da altri utenti della community. Inoltre, accumula GuestPoints ogni volta che ospita altri viaggiatori nella sua casa. I GuestPoints permettono di viaggiare in modo flessibile e di mantenere uno spirito di collaborazione e condivisione tra gli utenti.
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TITOLO: Sostenibilità: Zespri, imballaggi green entro il 2025  
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TESTO: L’annuncio di Zespri fa seguito alla decisione dell’azienda di sottoscrivere, insieme ad alcuni tra i più grandi marchi del mondo nel 2019, il New Plastics Economy Global Commitment della Fondazione Ellen MacArthur e di lavorare con i suoi partner industriali al fine di creare un'economia circolare per le materie plastiche. "È stato istituito un programma di lavoro dedicato – aggiunge Carol Ward – incentrato sull'imballaggio sostenibile, da sviluppare a partire dalle azioni già intraprese da Zespri, tra cui la riduzione del peso dei rivestimenti utilizzati nelle confezioni di trasporto in cartone, la sperimentazione di soluzioni a base di fibre per le confezioni tascabili, l'implementazione di opzioni migliori di riciclaggio e l'eliminazione di tutti gli imballaggi non necessari". Oltre al packaging, l'azienda punta a ridurre al minimo l’impatto in emissioni entro il 2035; renderà noti i propri rischi e opportunità climatiche entro agosto 2021 e svilupperà un piano aziendale di adattamento al cambiamento climatico entro dicembre 2022; entro il 2025, monitorerà in modo sempre più efficace gli apporti e le perdite di nutrienti, oltre che l’impatto sull'acqua, proteggendone e migliorandone la qualità. Zespri, inoltre, collaborerà con le comunità locali per programmi finalizzati alla promozione di uno stile di vita sano in tutti i principali mercati Zespri, entro il 2022 e, continuando a migliorare le pratiche sociali, Zespri formerà forza lavoro che andrà ad aggiungersi alla catena del valore del brand, entro il 2030. "Abbiamo già trovato diversi modi per rispondere alle sfide che la nostra realtà si trova ad affrontare, attraverso il dialogo con i nostri coltivatori, i quali sanno bene come farla funzionare - spiega Carol Ward - Questo è evidente anche dai progressi che abbiamo già raggiunto nel\ ridurre la nostra impronta di carbonio del 20% per ogni chilogrammo di kiwi spedito dal 2009".
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TITOLO: Stoviglie in bambù, Altroconsumo: "Non sono green e rischi anche per la salute"  
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TESTO: Eppure solo 3 dei prodotti analizzati indicano in etichetta la presenza di materiali diversi dal bambù mentre gli altri prodotti non presentano informazioni specifiche lasciando credere agli acquirenti di essere realizzate interamente in bambù. Informazioni carenti anche per quanto riguarda la sicurezza d’uso di queste stoviglie: solo 6 prodotti su 14 riportano indicazioni relative alle temperature di utilizzo dei prodotti con l’avvertenza di mantenersi entro certi limiti. Non tutti i prodotti specificano in etichetta che queste stoviglie non devono essere utilizzate nel microonde: un punto particolarmente importante visto che il caldo favorisce il rilascio di sostanze nocive. L’organizzazione ha anche verificato se le stoviglie rilasciassero sostanze indesiderate una volta a contatto con alimenti caldi. Formaldeide e melamina, le due sostanze ricercate potenzialmente cancerogene, sono state riscontrate in quantità inferiori ai limiti di legge tranne nel caso del kit pappa Biubu, che ha rilasciato sostanze in quantità pari ai limiti massimi previsti dal regolamento europeo e per questo si trova all’ultimo posto della classifica. Il massimo punteggio, ovvero 5 stelle, è stato assegnato solo a due tazze (Casa Collection e Heyholi) e a un kit pappa (Lesser & Pavey) che si sono dimostrati sicuri, non mostrando alcun rilascio di formaldeide e melamina. A partire dai risultati dei test, Altroconsumo ha segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato queste pratiche volte ad influenzare in maniera scorretta gli acquisti dei consumatori, chiedendo di aprire una istruttoria e procedere con eventuali sanzioni ed interventi. A confermare le conclusioni di Altroconsumo c’è anche un recente studio dell’istituto tedesco che si occupa di sicurezza alimentare (BfR), che analizzando i dati di migrazione di centinaia di stoviglie a base di resina melaminica, con e senza bambù, ha concluso che non sono adatte a ripetuti contatti con sostanze calde. Addirittura l’ente tedesco ha evidenziato che le stoviglie contenenti bambù possono rilasciare una quantità di formaldeide e melamina negli alimenti caldi maggiore rispetto alle classiche stoviglie in sola resina melaminica. La criticità di questi prodotti è confermata anche dai dati del sistema di allerta rapido europeo (Rasff) che solo nel 2019 ha ricevuto circa 40 segnalazioni relative a prodotti in bambù nei quali è stata riscontrata una migrazione di formaldeide e/o melamina che superava i limiti previsti dalla legge europea (Regolamento Ue n.10 del 2011). La formaldeide è classificata dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) come 'cancerogeno certo' mentre la melamina è presente nel novero dei cancerogeni possibili. I consigli per i consumatori. Visti i risultati dell'indagine, Altroconsumo sconsiglia l’utilizzo di stoviglie contenenti fibre di bambù e più in generale tutte quelle a base di melamina, che non sono adatte al contatto ripetuto con alimenti caldi. Inoltre, sottolinea l'organizzazione, questo tipo di stoviglie, tradizionali o 'di bambù', non devono essere assolutamente utilizzate nel forno a microonde, dato che l'esposizione al calore rischia di aumentare il rilascio di formaldeide e melamina. In generale, Altroconsumo suggerisce sempre di controllare con attenzione tutte le informazioni d’uso impresse o allegate alle confezioni di stoviglie e contenitori per alimenti.
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TITOLO: Sostenibilità: a Crotone nasce Plastilab per donare seconda vita alla plastica 
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TESTO: Plastilab intende pertanto operare nei diversi ambiti legati alla plastica 'seconda vita' per la realizzazione di elementi di arredo urbano, strutture di parchi giochi attrezzati, arredamenti interni, pavimentazioni, che possono diventare in prospettiva un business importante per tutto il Meridione. Ovviamente ampio spazio sarà dedicato all’attività di ricerca, realizzata all’interno di quello che è di fatto il primo laboratorio in Italia per la caratterizzazione dei rifiuti plastici. “Il dibattito sulla plastica negli ultimi anni ha determinato da un lato una crescita della sensibilizzazione delle amministrazioni locali sul tema della raccolta differenziata, dall’altro ha portato all’obbligo per gli enti pubblici dell’adozione dei Criteri ambientali minimi (Cam) che privilegiano l’utilizzo di prodotti sostenibili provenienti dal riciclo" dichiara Luigi Borrelli, Presidente del Consorzio Net. È in questo scenario che "abbiamo deciso di scommettere sulla creazione di una startup, che si occupa di dare una seconda vita agli oggetti in plastica. A conferma che la corretta sinergia tra pubblico e privato può portare risultati non immaginabili fino a qualche anno fa". Nel dettaglio, le attività di Plastilab saranno focalizzate sullo studio e sullo sviluppo di nuovi sistemi tecnologici di recupero e riconversione degli scarti derivanti da post consumo industriale e urbano e sulla finalizzazione degli stessi in seconda vita; saranno offerti una serie di servizi che mirano alla lavorazione, in loco, delle plastiche provenienti dalla differenziata, con un mercato di vendita sicuramente in crescita. Partendo dall’analisi delle caratteristiche che un manufatto deve avere, sarà possibile scegliere i materiali in modo accurato, studiare i volumi e i cicli produttivi e fornire la soluzione alle esigenze che il mercato attuale richiede. Si potranno così risolvere già in fase di progettazione del manufatto tutte le problematiche legate alla realizzazione del prodotto, sempre in considerazione della tecnologia di produzione che si vuole adottare.
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TITOLO: Bonus casa 2020, dall'efficienza energetica al verde 
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TESTO: Ecobonus. Confermato per il 2020, con le stesse aliquote, anche il cosiddetto Ecobonus. Si tratta di un’agevolazione consistente in una detrazione dall’Irpef o dall’Ires qualora si eseguano interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. In generale, le detrazioni sono riconosciute per: la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento; il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni, pavimenti, finestre, comprensive di infissi); l’installazione di pannelli solari; la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale. Potranno fruire dell’agevolazione gli interventi eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali per l’attività d’impresa o professionale. Le detrazioni, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo, variano a seconda che l’intervento riguardi la singola unità immobiliare o gli edifici condominiali e dell’anno in cui è stato effettuato. L’agevolazione potrà essere richiesta per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2020 e, per la maggior parte degli interventi, la detrazione è pari al 65%, mentre per altri spetta nella misura del 50%. Bonus ristrutturazioni. Semaforo verde anche per il cosiddetto “bonus ristrutturazioni”, ovvero l’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia che, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2020, consente di beneficiare di una detrazione dall’Irpef del 50% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare. Scongiurato così il rischio di tornare alla precedente detrazione ridotta del 36% e con limite massimo di spesa di 48.000 euro. La detrazione spetta per gli interventi di ristrutturazione edilizia indicati dall’articolo 16-bis, comma 1, del Tuir ovvero, tra gli altri, interventi di manutenzione ordinaria (solo sulle parti comuni di edifici residenziali), manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia (sulle parti comuni di edificio residenziale e sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale. La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo ed è garantita fino al limite massimo di spesa (che andrà documentata a mezzo bonifici bancari). È prevista, inoltre, una detrazione Irpef, entro l’importo massimo di 96.000 euro, anche per chi acquista fabbricati a uso abitativo ristrutturati. Bonus mobili ed elettrodomestici. Prorogate al 2020 anche le agevolazioni fiscali per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Si tratta di una detrazione Irpef al 50% prevista per l’acquisto di mobili e di elettrodomestici di classe non inferiore ad A+ (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio. La misura è concessa per ogni unità abitativa. Sisma bonus. Nessun cambiamento per quanto riguarda il sisma bonus che consente ai contribuenti (sia soggetti Irpef che soggetti Ires) di detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi qualora siano eseguiti interventi per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici. Nel dettaglio, il sisma bonus è previsto per gli interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per lo svolgimento di attività produttive, siti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e in quelle a minor rischio (zona sismica 3). Per le spese sostenute dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 spetta una detrazione del 50%, che va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e che deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo. La detrazione è più elevata (70 o 80%) quando dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi e quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali (80 o 85%). Anche chi acquista un immobile in un edificio demolito e ricostruito nei Comuni in zone classificate a “rischio sismico 1”, potrà detrarre dalle imposte una parte consistente del prezzo di acquisto (75 o 85%, fino a un massimo di 96.000 euro). Bonus verde. Prorogato per il 2020, ma non dalla manovra, bensì dal decreto Milleproroghe, anche il cosiddetto bonus verde che consiste in una detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute per gli interventi di “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, nonché per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. La detrazione, da ripartire in dieci quote annuali di pari importo, va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo, comprensivo delle eventuali spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi. Il pagamento delle spese deve avvenire attraverso strumenti che consentono la tracciabilità delle operazioni (per esempio, bonifico bancario o postale).
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TITOLO: Ambiente: il 16 febbraio è la giornata mondiale delle balene 
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TESTO: È importante quindi non solo promuovere l’interesse per la biodiversità marina in generale, ma garantire che vengano rispettate le regole per non creare disturbo agli animali durante l’osservazione, come ad esempio, l’attuazione del codice di condotta per l’osservazione dei cetacei nel Mediterraneo di Accobams e Pelagos. A tale fine, nell'ambito del progetto europeo Interreg Marittimo EcoStric, la Fondazione Cima si occupa d'implementare la certificazione High Quality Whale Watching sviluppata dai segretariati di Accobams e Pelagos. In Italia, spiega Aurélie Moulins, ricercatrice dell'ambito Ecosistemi Marini della Fondazione Cima, "il whale watching è nato in Liguria all'inizio degli anni '90. In pochi anni l'attività si è sviluppata velocemente, arrivando a poter essere considerata una vera e propria attrazione per la regione. Negli ultimi anni, inoltre, la sua diffusione ha interessato praticamente tutte le regioni italiane che si affacciano sul mare, incluse alcune realtà presenti in Adriatico. Un censimento da noi effettuato ha contato circa 40 operatori dislocati nel territorio italiano, un numero probabilmente sottostimato". Il whale watching, sottolinea Moulins, "può essere praticato in diversi modi: escursioni giornaliere su motonavi o in gommone e anche settimane vacanza in barca a vela. Per questo è difficile dare dei numeri sulla quantità di partecipanti. Inoltre, a oggi non esiste un 'regime' legislativo a riguardo". Ecco perché, "da qualche anno, il segretariato Accobams ha registrato il marchio High Quality Whale Watching, sviluppato in collaborazione con il segretariato Pelagos: il marchio certifica gli operatori che s'impegnano a effettuare l'attività seguendo precisi criteri di sostenibilità e il Codice di condotta per l’osservazione dei cetacei nel Mediterraneo. A febbraio inizierà il secondo corso per la certificazione, tenuto da Fondazione Cima nell'ambito del progetto EcoStrim". Altro importante punto d'incontro per le attività del Wwf Italia e della Fondazione Cima è quello legato alla riduzione del rischio di collisione tra le grandi navi e i cetacei. Come partner del progetto Interreg Marittimo Sicomar plus, infatti, la Fondazione porta avanti attività di ricerca e monitoraggio che hanno lo scopo d'identificare le zone ad alto rischio, dove le rotte di navigazione incrociano gli hot spot della presenza di balenottere e capodogli. Insieme, i due enti saranno impegnati a organizzare iniziative educative e formative che mirino a salvaguardare le specie, e a promuovere le tecnologie disponibili in grado di ridurre le collisioni con i cetacei. “La conservazione dei cetacei nei mari del mondo dipende da una serie di importanti fattori, tra cui la nostra capacità e volontà di mitigare l'impatto del traffico marittimo e ridurre l’inquinamento acustico" afferma Donatella Bianchi, presidente di Wwf Italia che aggiunge: "Con un tasso di crescita del 3-4% l'anno, il traffico marittimo nel Mediterraneo è quasi raddoppiato dal 2002 e continuerà ad aumentare". Un impatto "non sostenibile che concentra in uno specchio d’acqua il 19% del traffico mondiale e che, allo stesso tempo, ospita il 7,5% di tutte le specie marine del pianeta. Come Wwf abbiamo anche raccolto evidenze scientifiche sul problema dell’inquinamento acustico nell’area di Pelagos, evidenziando una carenza di linee guida specifiche per mitigare e contenere il rumore prodotto dalle navi". "La collaborazione con Fondazione Cima potenzierà le nostre attività sulla difesa del mare. Nel 2020 avvieremo anche un programma specifico per il monitoraggio dei cetacei grazie a una nuova Community che ‘salperà’ nei prossimi mesi, le 'Vele del panda', a bordo delle quali biologi e ricercatori potranno raccogliere dati attraverso survey visivi e acustici, foto-identificazioni, studio del comportamento, analisi dell’inquinamento acustico e monitoraggio della marine litter” conclude Bianchi.
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TITOLO: Francia: Macron sul Monte Bianco per denunciare effetti cambiamenti climatici 
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TESTO: Pubblicato il: 14/02/2020 11:46 "Non immaginavo uno scioglimento così rapido. E' impressionante". Emmanuel Macron ha percorso oggi il ghiacciaio de la Mer de Glace, sul versante francese del Monte Bianco, per sottolineare come gli effetti dei cambiamenti climatici siano già tragicamente evidenti. La visita serve a rimarcare l'impegno ambientalista del suo governo, all'indomani del Consiglio di difesa ecologico che si è tenuto all'Eliseo, durante il quale è stata annunciata la prossima creazione di un'area protetta sul Monte Bianco.
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TITOLO: Milleproroghe, Cib: soddisfazione per ok incentivi impianti biogas 
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TESTO: "Siamo soddisfatti per questa approvazione - spiega Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas - perché completa un percorso passato anche attraverso la legge di bilancio che, negli ultimi mesi, ci ha visti fortemente impegnati. Questa proroga rappresenta un elemento di continuità indispensabile per la programmazione degli investimenti dell’industria che, molto si è spesa in questi anni, per l’innovazione e la ricerca. Le aziende agro-zootecniche potranno proseguire nel processo d’integrazione della produzione energetica alle proprie attività, con un grande beneficio anche dal punto di vista ambientale". "Per sviluppare compiutamente le potenzialità del settore auspico ora - conclude Gattoni - che si dia anche piena attuazione al Dm biometano e che si possano superare gli ostacoli normativi ancora esistenti".
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TITOLO: Sostenibilità: studenti bolognesi in classe con lo 'zaino ecologico' 
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TESTO: Sono 400 i bambini in totale coinvolti a Bologna con i laboratori di dicembre, gennaio, febbraio e marzo. In classe ci sono i divulgatori di “Pleiadi – Science Farmer”, l’iniziativa è promossa da Tigotà Educational. Spesso non si pensa alle conseguenze dei piccoli gesti che si fanno nella vita quotidiana, l’obiettivo è invece prenderne coscienza attraverso l’esperienza sin da piccoli. Gli alunni, dunque, imparano attraverso il gioco e soprattutto attraverso un’attività esperienziale, tattile e visiva il vero significato della parola spreco. I bambini imparano che se gettano nella spazzatura la carta e non la riciclano, si butta via molto di più: dietro quella carta c’è infatti un’industria cartiera, ancora prima il taglio di un albero, l’utilizzo del carburante per il trasporto e dell’energia per il trattamento e la trasformazione, l’usura delle macchine, l’impiego di acqua e molto altro. E poi giocando scoprono che l’acqua va usata con parsimonia, che possono raggiungere quotidianamente un piccolo risultato risparmiando sul consumo. Un puzzle sull’economia circolare e un quiz sulle buone abitudini contro l’inquinamento sono poi gli altri elementi delle giornate in classe. L’obiettivo: far crescere con maggiore consapevolezza e attenzione per l’ambiente gli adulti di domani.
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TITOLO: Rifiuti: Bcg, ogni anno 10 mln di ton di plastica negli oceani  
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TESTO: Lo rivela l’indagine di Bcg “A Circular Solution to Plastic Waste” che ha messo sotto a lente il potenziale delle tecnologie circolari, in grado di mitigare gli effetti negativi del modello attuale di smaltimento della plastica. Lo studio evidenzia come il riciclo meccanico (cioè il recupero dei rifiuti di plastica attraverso processi meccanici) presenti diversi limiti: richiede una catena di approvvigionamento sviluppata, con forti capacità di selezione, lavaggio e macinazione, ma soprattutto non è in grado di trattare alcune materie plastiche (sia comuni che polimeri avanzati), per cui si attende la realizzazione di nuovi materiali progettati per la riciclabilità. Intanto però si stanno affermando tecniche di riciclo circolare della plastica molto promettenti. Fra tutte la pirolisi, che consiste nell’applicazione di una fonte di calore in totale assenza di ossigeno, permette la scomposizione chimica del materiale, con il passaggio da polimeri a singoli monomeri, ottenendo a fine processo mediamente il 70-80% di petrolio (riutilizzabile in vari modi) e il 10-15% gas. Quel che resta, è materiale bruciato riutilizzabile nella costruzione di strade o da conferire in discarica. Per Bcg, la pirolisi può diventare un’alternativa strutturata al riciclo meccanico, grazie a costi inferiori e facilità di applicazione, con la possibilità di riciclare un maggiore numero di tipologie di plastica, senza la necessità di un sistema a circuito chiuso di macinazione, separazione, essicazione e compouding. Inoltre, rappresenta un business promettente per le aziende chimiche. A patto che si tengano presenti quattro fattori: il volume di plastica disponibile, i costi di acquisizione e di trattamento, la capacità del progetto e i costi operativi, oltre ai ricavi dalla vendita di combustibile. Un’indagine sulla catena del valore, i costi di processo, il potenziale di mercato e l'impatto ambientale della pirolisi in otto Paesi che rappresentano mercati maturi (Singapore e Seine-Maritime in Francia), moderatamente sviluppati (gli stati americani Alabama, Florida, Georgia, Louisiana e Texas) ed emergenti (le province cinesi dello Guangdong e dello Zhejiang) evidenzia come la soluzione dal punto di vista economico sia disponibile in tutti i contesti. In sei di questi, sarebbe possibile realizzare impianti in grado di smaltire fino a 30 chilotonnellate di plastica l’anno con un ritorno economico che ne giustifichi l’investimento. In alcuni paesi l’impatto dell’uso del riciclo chimico sarebbe immediato e sostanziale, in altri lo diventerebbe rendendo meno convenienti i sistemi di smaltimento più dannosi per l'ambiente come le discariche. Se aziende, istituzioni e governi riusciranno a supportarla, la pirolisi può avere un ruolo importante nel mitigare l'impatto ambientale della plastica nel breve e medio termine, contribuendo a migliorare la questione ambientale globale.
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TITOLO: Clima: Coldiretti, inverno bollente con +1,65 gradi in italia 
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TESTO: Sui banchi – precisa la Coldiretti – sono arrivate con oltre un mese di anticipo le primizie per effetto di un inverno anomalo segnato da temperature bollenti che hanno mandato in tilt le colture lungo tutta la Penisola e se nel Lazio gli agricoltori offrono agretti, carciofi romaneschi, erbe spontanee come il papavero e le fave che sono già presenti anche in Puglia insieme alle fragole arrivate prima di alcune settimane e già pronte al consumo. Nel mezzogiorno però si fanno già i conti con l’allarme siccità in campagna a partire dal Basso Molise dove – spiega la Coldiretti – i terreni secchi seminati a cereali rischiano di non far germogliare ed irrobustire a dovere le piantine che verranno gelate dal repentino abbassamento delle temperature o peggio spazzate via in caso di piogge violente”. I problemi non si esauriscono con i cereali ma toccano anche gli ortaggi, che già necessitano di irrigazioni di soccorso. In Puglia – continua la Coldiretti – la disponibilità idrica è addirittura dimezzata negli invasi rispetto allo scorso anno secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Anbi che registra difficoltà anche in Umbria con il 75% di pioggia in meno rispetto allo scorso anno caduta nel mese di gennaio ed in Basilicata dove mancano all’appello circa 2/3 delle risorse idriche disponibili rispetto a Febbraio 2019. Ma difficoltà – continua la Coldiretti – si registrano anche in Sardegna il Consorzio di Bonifica di Oristano hanno addirittura predisposto a tempo di record l’attivazione degli impianti per l’irrigazione per garantire acqua ai distretti colpiti dalle grave siccità a causa della mancanza di piogge a seguito alle segnalazioni relative alle colture in sofferenza per il perdurare dell’assenza di precipitazioni. In Sicilia si riscoprono addirittura le messe con preghiere propiziatoria in provincia di Trapani a Gibellina mentre a Poggioreale, dove non piove da circa due mesi, è stata organizzata una processione del Santissimo Crocifisso e di Sant’Antonio da Padova, protettore del paese. In vaste aree dell’isola i campi sono aridi e i semi non riescono neanche a germinare ma la mancanza di acqua ed il vento minaccia anche le lenticchie di Ustica e problemi nella zona del ragusano ci sono nei pascoli per l’erba è secca e si temono speculazioni sul prezzo del fieno per alimentare gli animali. L’andamento anomalo di questo inverno conferma dunque – continua la Coldiretti – i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi e sfasamenti stagionali che sconvolgono i normali cicli colturali ed impattano sul calendario di raccolta e sulle disponibilità dei prodotti che i consumatori mettono nel carrello della spesa. L’agricoltura – conclude la Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con sfasamenti stagionali ed eventi estremi che hanno causato una perdita in Italia di oltre 14 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola nazionale, strutture e infrastrutture rurali.
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TITOLO: Montagna: giovani imprenditori protagonisti a Fa' la cosa giusta  
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TESTO: In un unico spazio espositivo i visitatori potranno scoprire l’agriturismo Casa Vallona nel cuore dell’Appennino bolognese; il servizio di interramento delle ceneri nei boschi di Boschi Vivi; l’utilizzo della tecnologia per produrre un sostituto biologico alle materie plastiche di Officina Biomat; l’abbigliamento sostenibile di EthiQ; le eccellenze enogastronomiche del territorio di Butéga Valtellina. E ancora, la trota affumicata della Val d’Aosta di Altura; la progettazione edilizia e la filiera del legno a km0 Eco Hub design; le esperienze ludiche a contatto con la natura della serra biellese proposte da Future Is Nature Playground; la rete di imprese agricole della Val Trompia Rebecco Farm. Spazio anche a cinque giovani aziende delle regioni colpite dal sisma del 2016, che sono state affiancate dal progetto ReStartApp per il Centro Italia, realizzato da Fondazione Edoardo Garrone, in collaborazione con Legambiente. Da Norcia vengono l’Azienda Agricola Brandimarte, con prodotti caseari, legumi e lenticchie; Etiche Terre con il suo zafferano pregiato e il Pastificio Leopardi con la sua pasta artigianale da filiera corta e certificata. L’Azienda Agricola Dolci Giuseppina porta invece farro Dop di Monteleone e legumi tipici della zona, mentre Zafferano e dintorni propone prodotti ortofrutticoli, confetture, erbe officinali ma soprattutto l’ospitalità della Valnerina. La loro presenza testimonia così la rinnovata fiducia nel futuro e la forza di un gruppo di imprenditori che, nonostante le difficoltà, cresce guardando all’innovazione, alla rete e alla ricerca. Venerdì 6 marzo verranno premiati i tre migliori progetti imprenditoriali presentati nell’ambito del Campus ReStartApp per i cammini italiani.
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COPYRIGHT: Ign   Testata giornalistica registrata   Registrazione numero 478 del 7 dicembre 2004 presso il Tribunale di Roma   Direttore responsabile Giuseppe Pasquale Marra (ADNKRONOS)




TITOLO: Ambiente: Wwf, Malesia peggior inquinatore da plastica in Asia 
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TESTO: Lo studio arriva dopo che il ministro malese dell'Ambiente, Yeo Bee Yin, ha dichiarato "Non vogliamo essere il bidone della spazzatura del mondo", annunciando di aver restituito quasi 4.000 tonnellate di rifiuti di plastica ai Paesi che lo avevano spedito in Malesia. Una lamentela che si unisce a quelle di Indonesia e Filippine che avevano già puntato il dito contro il crescente commercio di rifiuti dall'Europa, dal Nord America e dall'Asia orientale, affermando che gran parte di ciò che viene inviato è composto da plastica non riciclabile. Il commercio di rifiuti di plastica si è spostato in gran parte nel sud-est asiatico dopo che la Cina ha introdotto il divieto di importazione nel 2018. All'inizio del 2019 l'Unione Europea ha esportato "circa 150.000 tonnellate di rifiuti di plastica al mese", secondo l'Agenzia europea dell'ambiente. Secondo il report del Wwf, in media i cittadini malesi utilizzano a testa 16,78 chilogrammi di imballaggi in plastica ogni anno, la Thailandia 15,52 kg. Nei sei Paesi asiatici presi in considerazione dallo studio, il consumo medio di imballaggi in plastica è di 13,74 kg per persona all'anno, il che significa che nel 2016 i sei hanno utilizzato 27 milioni di tonnellate di imballaggi in plastica. Per quanto riguarda i cittadini europei, secondo i dati 2018 di Eurostat i rifiuti da imballaggi in plastica prodotti per persona ogni anno in tutta l'Ue si attesta sui 31 kg. Sempre Eurostat stima che l'Ue generi 15,8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica all'anno, Gran Bretagna compresa, e circa il 40% dei rifiuti di imballaggi in plastica viene riciclato. "Nei Paesi a basso reddito, il 93% dei rifiuti viene scaricato in qualche parte nell'ambiente, rispetto a solo il 4% nei Paesi industrializzati", afferma il rapporto del Wwf.
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