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LE NOTIZIE DAL GIORNO Wednesday 20 May 2020 AL GIORNO Wednesday 27 May 2020 SU: ambiente




TITOLO: Coronavirus: allo stremo raccolta differenziata rifiuti urbani tessili 
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OCCHIELLO:  
TESTO: Il settore della raccolta differenziata dei rifiuti urbani tessili si è sviluppato in questi anni in Italia, pur in assenza di obbligatorietà, garantendo ogni anno oltre 130.000 tonnellate di materiale raccolto, sottratto quindi a discarica o termovalorizzazione ed avviato a selezione per il riuso ed il riciclo. Le raccolte sono svolte in gran parte da cooperative sociali che hanno così creato numerosi posti di lavoro anche per le categorie protette, mentre i mercati di sbocco sono rappresentati da aziende italiane, tunisine e dell’est europeo, specializzate nella selezione e successiva commercializzazione. Rispetto alle altre raccolte differenziate, il costo del servizio non viene remunerato dai Comuni o dalle municipalizzate, ma dalla vendita del materiale raccolto, con il cui ricavo si devono anche pagare ai Comuni le royalties per lo svolgimento dell’attività, affidata tramite gara. “Oggi, con il fermo dei mercati di sbocco causato dalla pandemia, le cooperative sociali (poco capitalizzate) che effettuano le raccolte sono a rischio sopravvivenza”, evidenzia Fluttero secondo cui "a una situazione già di per sé critica si aggiunge la previsione, all’auspicabile ripresa dei mercati, di un crollo verticale dei prezzi di vendita del materiale raccolto". "Allo scopo di salvare le tante piccole realtà esistenti e i relativi posti di lavoro e di non distruggere un tassello del sistema che diventerà strategico dal 1° gennaio 2022 con l’obbligatorietà della raccolta differenziata (come previsto dal Pacchetto per l’economia circolare e dal relativo schema di decreto legislativo di recepimento), chiediamo un incontro immediato per valutare le misure urgenti a sostegno del settore: in primis una moratoria di 12 mesi sul pagamento delle ‘royalties’ alle pubbliche amministrazioni” conclude Fluttero.
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TITOLO: Ambiente: dal 22 maggio il Forum Festival digitale 'Ritorno al futuro'  
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TESTO: Si parte quindi, venerdì 22 maggio, con il Forum Festival digitale 'Biodiversità, ritorno al futuro', che per 15 giorni darà voce ogni giorno, sul sito e i canali social di Fondazione Fico, a grandi protagonisti dell’impegno per la sostenibilità, come Mario Tozzi, Luca Mercalli, Andrea Segrè, Filippo Giorgi, Eliana Liotta, Elisabetta Moro, Marino Niola, Davide Rondoni, Massimo Cirri, Duccio Caccioni, Salvatore Ceccarelli, Antonio Cianciullo, Matteo Dell’Acqua, Diego Pagani, Antonia Klugmann, Roberto Giovannini, Filippo La Mantia, Fede&Tinto Rai Radio2 Decanter ed altri 'ambasciatori' di biodiversità. Tutti i video prodotti e diffusi entreranno nella Digital Foodpedia promossa da Fondazione Fico, accessibile gratuitamente a tutti e arricchita da speciali proposte webinar per la formazione su temi specifici. Sempre il 22 maggio, per i giovani prenderà il via la II edizione del contest poetico Innesto 2020 Bio_di_versi per autori under 30, promosso con Fondazione Pordenonelegge e con la rivista Il clandestino. 'Salus, salute' è il tema 2020; il bando sarà consultabile sul sito www. fondazionefico. org. La giuria degli esperti, composta da Andrea Segrè, Gian Mario Villalta, Davide Rondoni e Gianfranco Lauretano, selezionerà la terna finalista e il vincitore assoluto.
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TITOLO: Ambiente: da api e impollinatori 35% produzione agricola globale, 153 mld l'anno  
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TESTO: Il 20 maggio è la Giornata Mondiale delle Api ma c’è poco da festeggiare, dovrebbe essere invece l’occasione per capire che salvarle conviene, all’ambiente e a tutti noi, e che prendersi cura degli impollinatori vuol dire prendersi cura del nostro cibo. I numeri. Dalle api e dagli altri insetti impollinatori dipende il 35% della produzione agricola mondiale con un valore economico stimato ogni anno di oltre 153 miliardi di euro a livello globale, di 22 miliardi di euro per la sola Europa mentre negli Stati Uniti l'impollinazione dei prodotti agricoli vale 10 miliardi di dollari l'anno. Delle 100 colture da cui dipende il 90% della produzione globale di cibo, 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api. Senza impollinatori, per esempio, non avremmo più il piacere di gustare molti dei cibi che fanno parte della nostra quotidianità, tra cui il caffè o la cioccolata che deriva dai semi dell'albero del cacao, e il valore mondiale annuo della raccolta dei suoi baccelli è di 5,7 miliardi di dollari. Queste cifre da capogiro poggiano sull'intervento esclusivo di un piccolissimo dittero (insetto impollinatore), essenziale per l'impollinazione dei fiori e senza il quale dovremmo dire al goloso alimento. Quasi il 90% di tutte le piante selvatiche con fiore dipendono dall'impollinazione animale, mentre delle circa 1.400 piante che nel mondo producono cibo e altri prodotti, quasi l'80% richiede l'impollinazione da parte di animali, non solo api domestiche e selvatiche, ma anche vespe, farfalle, falene, coleotteri, uccelli, pipistrelli e altri vertebrati. Considerando le sole api selvatiche si tratta di un vero e proprio esercito di oltre 20.000 specie che insieme garantiscono l’impollinazione dei fiori da cui dipende il 35% della produzione agricola mondiale. In Europa l’84% delle principali colture coltivate per il consumo umano, come molti tipi di frutta e verdura, hanno bisogno dell’impollinazione degli insetti per migliorare la qualità e i rendimenti dei raccolti. Solo in Europa, ben 4.000 varietà agricole dipendono dalle api. Un buon motivo per prendersi cura delle api e degli altri impollinatori, ma più del 40% delle specie di invertebrati, in particolare api e farfalle, che garantiscono l’impollinazione sono a rischio estinzione. Un appello all'Europa: stop ai pesticidi per salvare api e impollinatori. A lanciarlo è il Wwf in vista della presentazione, prevista proprio per il 20 maggio, della strategia Ue 'Farm to Fork', in concomitanza con la Giornata Mondiale delle Api. L'associazione invia un appello al Commissario Ue Paolo Gentiloni e ai suoi colleghi della Commissione: gli insetti impollinatori hanno bisogno di ecosistemi liberi da veleni e diversificati, ed è quindi fondamentale eliminare i pesticidi. Api e impollinatori stanno morendo: ecco perché il Wwf chiede ai cittadini di agire direttamente per chiedere all’Unione Europea il divieto dei pesticidi più pericolosi e maggiore sostegno all’agricoltura biologica. "Per difendere le api e gli altri insetti impollinatori dobbiamo fare sentire la nostra voce - fa sapere il Wwf - sottoscrivendo insieme la petizione europea con obiettivo di raccogliere oltre 1 milione di firme, in almeno 7 Stati membri dell’Unione, entro il prossimo mese di settembre".
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TITOLO: Rifiuti: riciclo Pet, siglato accordo Coripet-Anci  
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TESTO: Accanto al sistema pubblico di raccolta differenziata, il Pet potrà essere intercettato e riciclato anche mediante l’installazione di eco compattatori, funzionali al bottle to bottle. Due le modalità previste nel documento sottoscritto: i Comuni e gli enti ad essi collegati potranno acquistare e gestire autonomamente il macchinario e la raccolta del Pet sino al conferimento al consorzio, oppure sarà compito di Coripet provvedere all’intero ciclo di conduzione dell’eco compattatore, dall’acquisto sino alla sua gestione, compresa la logistica, per finire con il riciclo del Pet negli impianti di ricezione. "Evidenti i vantaggi della collaborazione Coripet - Anci per i Comuni - sottolinea il consorzio - un corrispettivo economico per i maggiori oneri da raccolta differenziata più alto di 6 euro la tonnellata; i corrispettivi dovuti saranno liquidati a 30 giorni non a 90; trasparenza e semplificazioni operative: i corrispettivi saranno infatti sempre riconosciuti indipendentemente dalle percentuali di impurità; maggiori quantità di bottiglie avviate a riciclo e attivazione del bottle to bottle grazie alla rete di eco compattatori dedicata a raccogliere solo bottiglie di Pet". Questa rete "riducendo i quantitativi di bottiglie in Pet presenti nella raccolta indifferenziata porterà ad un alleggerimento del sistema (compresi i costi di smaltimento) e degli impianti di smaltimento rifiuti (termovalorizzatori e discariche) ". "Ringrazio il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, per l’importante contributo che ha portato a sottoscrivere questo storico accordo. L’accordo raggiunto - afferma Corrado Dentis, presidente Coripet - è un importante tassello per garantire la piena operatività del consorzio e testimonia l’impegno di entrambe le parti per la transizione verso un assetto pluralistico, in linea con i principi dell’economia circolare. Per la prima volta da vent’anni a questa parte vi è quindi un nuovo soggetto, Coripet, che può interagire con le amministrazioni comunali attraverso offerte economiche vantaggiose per quanto concerne i corrispettivi riconosciuti per la raccolta del Pet". "Penso - prosegue Dentis - che questo accordo vada nella giusta direzione: le sfide che la direttiva Sup ci pone vanno affrontate assieme in un’ottica di sistema e siamo certi che in questo nuovo scenario ciascuno contribuirà svolgendo al meglio il proprio ruolo".
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TITOLO: Coronavirus: studio su lockdown, -17% emissioni giornaliere a livello globale  
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TESTO: Secondo lo studio "Temporary reduction in daily global CO2 emissions during the COVID-19 forced confinement", l'analisi appena pubblicata sulla rivista Nature Climate Change dedicata al calo delle emissioni di CO2 durante il lockdown per il Covid-19, le emissioni giornaliere sono diminuite del 17% (ovvero 17 milioni di tonnellate di anidride carbonica) a livello globale durante il picco del confinamento del 7 aprile, scendendo a livelli osservati l'ultima volta nel 2006. Le emissioni del settore dei trasporti terrestri hanno rappresentato quasi la metà (43%) del calo, mentre la produzione di energia elettrica ha rappresentato il 19%, l'industria il 25% e l'aviazione il 10%. In Italia il calo massimo delle emissioni giornaliere è stato del 27,7%. Secondo i ricercatori, l'impatto del confinamento sulle emissioni di quest’anno porterà probabilmente alla più grande diminuzione annuale delle emissioni assolute dalla fine della seconda guerra mondiale. Gli autori hanno testato tre potenziali scenari di uscita dalle misure di confinamento alla fine di quest'anno, e hanno scoperto che potremmo essere sulla buona strada per un calo del 4-7% delle emissioni totali entro la fine del 2020. Una buona notizia, visto che il rapporto dell'Unep ha detto chiaramente che sono necessarie riduzioni delle emissioni di gas serra del 2,7% all'anno per mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C, e del 7,6% all'anno per mantenerlo al di sotto di 1,5°C. La cattiva notizia è che non basta. La diminuzione delle emissioni di quest'anno non avrà un grande impatto sui cambiamenti climatici, in quanto è di poco conto rispetto alle emissioni accumulate finora, e rispetto ai tagli alle emissioni necessari per affrontare i cambiamenti climatici. Gli autori avvertono che la corsa verso i pacchetti di stimolo economico non deve far aumentare le emissioni future ritardando il Green Deal o riducendo i target per i tagli alle emissioni, e la COP26 rimane una pietra miliare vitale in questo sforzo. E raccomandano ai decisori politici di concentrarsi sulle politiche relative ai trasporti e alla mobilità, dato che hanno rappresentato circa la metà della diminuzione delle emissioni durante il confinamento, e di attuare “un cambiamento sistemico attraverso le energie rinnovabili”. "Il confinamento della popolazione ha portato a drastici cambiamenti nell'uso dell'energia e nelle emissioni di CO2 - dichiara Corinne Le Quéré dell'Università dell'East Anglia, autrice principale dell’analisi - però, queste diminuzioni estreme saranno probabilmente temporanee, in quanto non riflettono i cambiamenti strutturali nei sistemi economici, di trasporto o energetici. La misura in cui i leader mondiali considereranno i cambiamenti climatici quando pianificano le loro risposte economiche post Covid-19 influenzerà i percorsi globali delle emissioni di CO2 per i decenni a venire". Per Corinne Le Quéré, "esistono opportunità per realizzare cambiamenti reali e duraturi ed essere più resistenti alle crisi future, attuando pacchetti di stimolo economico che contribuiscano anche a raggiungere gli obiettivi climatici, soprattutto per la mobilità, che rappresenta la metà della riduzione delle emissioni durante il confinamento. Ad esempio, nelle città e nelle periferie, sostenere gli spostamenti a piedi e in bicicletta e l'adozione di biciclette elettriche è molto più economico e migliore per il benessere e la qualità dell'aria rispetto alla costruzione di strade, e preserva la distanza sociale". Anche per il co-autore dello studio, Rob Jackson dell'Università di Stanford e presidente del Global Carbon Project, "il calo delle emissioni è sostanziale ma mostra la sfida di raggiungere i nostri obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi. Abbiamo bisogno di un cambiamento sistemico attraverso le energie rinnovabili e le auto elettriche, non di riduzioni temporanee dovute a comportamenti imposti". "Anche se il Covid-19 è una tragedia umana - aggiunge il co-autore Glen Peters, direttore di ricerca presso il Cicero, Center for International Climate Research di Oslo, Norvegia - ci ha costretti a guardare al problema del clima con occhi nuovi. Le politiche di confinamento per il coronavirus non hanno lo scopo di risolvere la crisi climatica, ma i dati in tempo reale che raccogliamo ora possono aiutarci a progettare politiche climatiche più efficaci in futuro".
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TITOLO: Sostenibilità: Mukki quantifica l'impronta ecologica 
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TESTO: Con tutte queste informazioni, si definirà una quantità standard delle emissioni di CO2eq, necessaria per individuare le diverse possibili strategie di riduzione delle emissioni future e quantificarne i benefici ambientali. Per questo progetto, Mukki si è affidata ad AzzeroCO2, società di consulenza per la sostenibilità e l’energia fondata da Legambiente e Kyoto Club. Questo nuovo intervento si identifica come un’ulteriore tappa nel percorso di miglioramento e contenimento della propria impronta ecologica. Il primo atto formale dell’impegno di Mukki nella salvaguardia dell’ambiente, infatti, risale al 2008, quando è stata ottenuta la certificazione ambientale secondo la normativa europea ISO14000, prima azienda toscana del settore ad aver raggiunto quell’obiettivo. A questa sono seguiti altri interventi nella stessa direzione, tra i quali la Dichiarazione Ambientale di Prodotto che, nel 2016, ha preso in considerazione l’intera filiera del latte Selezione Mugello valutando gli aspetti della sostenibilità ambientale, del benessere animale, la ricaduta economica sul territorio, la biodiversità, le qualità nutrizionali del latte.
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TITOLO: FairBnB, vacanze solidali che combattono il Coronavirus 
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TESTO: Il progetto attuale prevede di coinvolgere i potenziali futuri viaggiatori: prenotare oggi dando una mano a medici, infermieri e personale sanitario e partire per le vacanze appena sarà possibile. A Bologna il denaro (il 50% delle commissioni) sarà devoluto alla Fondazione Sant’Orsola, a Venezia alla Regione Veneto e a Genova alla Regione Liguria. La start-up turistica riparte così dai principi ispiratori della cooperativa: mitigare gli effetti degli impatti del turismo sulle comunità locali, proteggere la residenzialità e combattere la gentrificazione. Due sono le regole base: ogni host può mettere a disposizione un solo alloggio per evitare speculazioni e la metà delle commissioni devoluta ad associazioni no profit per lo sviluppo del territorio. Una crowdfoundig civico che collabora con programmi ambientali, di social housing, di restauro, cooperative di acquisto, aree giochi, luoghi di aggregazione sociale e molto altro. Fairbnb. coop, che conta 17 soci e ha compiuto fundraising per oltre 600mila euro, di cui un quarto con capitale dei cooperatori membri, a regime punta ad avere un assetto democratico: sono i residenti a stabilire, all’interno di una rosa di proposte, come e con chi operare all’interno della propria comunità. La piattaforma non è, quindi, di proprietà di anonimi investitori ma sarà chi la usa e ne subisce gli effetti. Host, ospiti, imprese locali e vicini di casa: tutti cooperano in una governance distribuita per costruire il cambiamento nella propria città. Fairbnb si impegna a salvaguardare la privacy e la sicurezza degli utenti. "Fairbnb è la dimostrazione che si può fare 'sharing economy' non per estrarre valore dai territori ma per contribuire direttamente al loro sviluppo. Investendo sulla responsabilità delle persone e sul loro protagonismo - afferma il presidente di Cfi, Mauro Frangi - Coniugare le enormi possibilità di condivisione che offrono le tecnologie digitali con i principi mutualistici e democratici propri del modello cooperativo - conclude - apre una strada che, oggi più che mai, può contribuire a costruire un futuro più sostenibile e più equo per le persone e le comunità".
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TITOLO: Ambiente: Giornata Api, crolla fino all'80% la raccolta del miele  
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TESTO: "Le difficoltà delle api - sottolinea la Coldiretti - sono un pericolo grave per la biodiversità considerato che sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente e servono al lavoro degli agricoltori con l’impollinazione dei fiori. In media una singola ape visita in genere circa 7mila fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di visite floreali per produrre un chilogrammo di miele. Tre colture alimentari su quattro dipendono in una certa misura per resa e qualità dall’impollinazione dalle api, tra queste ci sono mele, pere, fragole, ciliegie, cocomeri e meloni, secondo la Fao". A rischio è anche il miele con un raccolto che in Italia potrebbe essere anche peggiore del 2019 quando si è registrata una produ­zione nazionale di appena 15 milioni di chili a fronte di un quantitativo di quasi 25 milioni di chili importato durante l’anno dall’estero, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat In Italia - spiega la Coldiretti - esistono più di 60 varietà di miele a seconda del tipo di 'pascolo' delle api. Nelle campagne italiane ci sono 1,5 milioni gli alveari curati da 60mila apicoltori di cui circa 2/3 produce per autoconsumo.
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TITOLO: Rifiuti: 40% di quelli riciclabili finisce ancora in discarica 
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TESTO: “Il problema è che ancora oggi molti imballaggi non sono riciclabili, e le persone sono spesso confuse su cosa possa essere effettivamente avviato a seconda vita. Abbiamo deciso di stilare i nostri principi di Design Circolare per contribuire alla soluzione di questo problema, aiutando le imprese a intercettare i bisogni dei consumatori. Con questi principi, possiamo creare imballaggi adatti all’economia circolare, favorendo il riciclo e eliminando sprechi e inquinamento. Inoltre, rendiamo più chiara l’informazione sugli imballaggi per aiutare i consumatori a riciclare sempre di più”. La ricerca evidenzia che due terzi (65,5%) dei consumatori getta un rifiuto nell’indifferenziato quando non è sicuro del contenitore corretto, adottando un atteggiamento di estrema prudenza. Solo un italiano su 4 (25%) ha invece ammesso di non aver differenziato nell’ultimo mese un rifiuto che potesse essere riciclato; più numerosi invece (36%) i connazionali che adottano questo comportamento su scala più sporadica. La motivazione di questo comportamento è l’assenza di informazioni chiare in etichetta (45%), la presenza di imballaggi composti da più materiali (poliaccoppiati, 33%) e la contaminazione con altri tipi di rifiuti (23%). Secondo DS Smith, questo fenomeno, chiamato “riciclo prudente”, impedisce il riciclo di circa 9,1 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno. Al contrario, il 17,8% degli italiani differenzia rifiuti che non sa se potranno essere riciclati, e Il 46% afferma di averlo fatto almeno una volta. Tra le motivazioni, la convinzione nel voler riciclare il rifiuto (41%), anche se non materialmente possibile, la disattenzione (33%) e la mancata informazione sul corretto conferimento (29%). Il 60% del campione ha anche affermato di aver differenziato almeno una volta rifiuti con residui di cibo o bevande, che compromettono il corretto avvio a riciclo. Questi due fenomeni hanno in realtà una radice comune: la mancanza di informazioni chiare sugli imballaggi in merito al conferimento dei rifiuti. Il 54% degli italiani afferma che gli imballaggi non riportano informazioni dettagliate in merito al conferimento, mentre il 40% ne denuncia addirittura l’assenza. Tocca invece un numero minoritario di rispondenti la mancanza, o l’assenza, di informazioni sulla raccolta differenziata da parte delle società di raccolta (rispettivamente al 15% e al 12% dei casi).
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TITOLO: L'ecoturismo nei boschi è a prova di distanziamento sociale  
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TESTO: Sono boschi, spiega Florian, "per i quali è stato verificato e certificato il fatto che ospitano decine di specie differenti di piante e offrono un habitat ideale a molte specie animali; stoccano migliaia di tonnellate di anidride carbonica, contribuendo a minimizzare gli impatti del riscaldamento globale; ripuliscono e incanalano milioni di metri cubi d’acqua e rendono fruibili a cittadini e turisti aree verdi accessibili per escursioni e vacanze lente e sostenibili”. Ecco quindi un elenco di otto aree boschive da visitare quest’estate. 1. I boschi litoranei del Veneto orientale. Le spiagge non potranno essere frequentate perché limitate nell’affollamento? Niente paura: alle spalle di località rinomate come Biblione, Eraclea, Jesolo e Lignano Sabbiadoro, in Veneto, ci sono oltre 300 ettari di boschi planiziali gestiti con scopi di conservazione e protezione dall’Associazione Forestale di Pianura. Qui sono presenti percorsi per trekking o bici, aree attrezzate per picnic e accessibili alle persone con disabilità, ed è possibile raccogliere funghi, frutti o pinoli. 2. Il Parco regionale Oglio Sud (Lombardia). È stato il primo parco regionale ad ottenere la certificazione Fsc per i servizi ecosistemici: l’area boschiva protetta (75 ettari) si sviluppa lungo le sponde del fiume Oglio, fra l’affluenza del Mella e la confluenza nel Po, fra Cremona e Mantova. 3. Le foreste di Ersaf (Lombardia). L’ente regionale per i servizi all’agricoltura e foreste della Regione Lombardia gestisce oltre 16 mila ettari di bosco, sparsi in venti foreste regionali. I suoi boschi hanno ottenuto quest’anno la certificazione Fsc per i servizi ecosistemici per la cattura dell’anidride carbonica e la conservazione di 30 sorgenti ad uso potabile. Fra le aree più importanti, il Parco dello Stelvio e sei Riserve Naturali. 4. La foresta di Rincine (Toscana). Sono quasi 1.500 ettari di boschi appartenenti alla Regione Toscana e gestiti dall’Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve (Firenze). La certificazione Fsc ha verificato oltre 650 mila tonnellate di anidride carbonica catturate ogni anno da piante e alberi in queste aree, dove la comunità può beneficiare anche di aree e piazzole di sosta che ospitano anche eventi e attività, in un'area corrispondente a circa 2.400 campi da calcio. 5. La sughereta sperimentale di Tempio Pausania (Sardegna). Situata nel comune di Tempio Pausania (Sassari), la sughereta Cusseddu Miali Parapinta ospita all’interno un’area di un ettaro lasciata a libera evoluzione dal 1960 e priva quindi di qualsiasi tipo di attività di gestione e finalizzata alla valorizzazione naturalistica del bosco. Si tratta della prima sughereta a livello mondiale ad avere ottenuto nel 2005 la certificazione Fsc, grazie al coordinamento di Wwf Italia, e con l’introduzione della procedura per la verifica dei servizi ecosistemici potrà ora disporre di un nuovo strumento in grado di quantificarne gli impatti positivi. 6. La Magnifica Comunità di Fiemme (Trentino). Oltre ai boschi certificati per i servizi naturali, vi sono aree votate alla produzione sostenibile di legname secondo gli alti standard fissati dai protocolli di Fsc, per un totale di quasi 70 mila ettari: si tratta di veri e propri patrimoni del paesaggio e dell’ambiente italiano. Fra questi, meritano sicuramente una visita le foreste della Magnifica Comunità di Fiemme: 20 mila ettari di territorio fra boschi (rinomati in tutto il mondo i suoi abeti di risonanza usati per gli strumenti musicali) e i pascoli inseriti in un panorama mozzafiato. 7. I boschi del Comune di Asiago (Veneto). Anche i boschi del Comune di Asiago, nel Vicentino, sono certificati Fsc: quasi 6 mila ettari di faggi, abete rosso e bianco, larici e mugheti, ricchi di percorsi e sentieri tra i quali riverberano ancora forti la storia e i tragici avvenimenti della Prima Guerra Mondiale. Come per la Val di Fiemme, anche qui le rigogliose foreste, fondamentali per l’economia locale, hanno subito ingenti danni durante la tempesta Vaia che ha colpito l’arco alpino a ottobre 2018. 8. Il Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino (Piemonte). Un’estensione a perdita d’occhio composta da oltre 600 ettari di relitto di foresta planiziale in provincia di Vercelli. La gestione si è tramandata, sino ad oggi, conservando usi e regole dell’amministrazione collettiva e il Parco Naturale presente all’interno (1.068 ettari) trovano riparo oltre 400 diverse specie vegetali e una ricca fauna locale (poiana, nibbio, fagiano, cuculo, gufo comune, allocco ma anche cinghiali, volpi, donnole, ricci e 16 diverse specie di libellule). Il bosco comprende anche la splendida Abbazia di Lucedio, luogo del cuore del Fai.
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TITOLO: Clima: studio, contribuisce a determinare dove e quando può nascere un oceano 
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TESTO: Il clima, e in particolare le precipitazioni atmosferiche, determinano la velocità con cui le catene montuose del nostro Pianeta vengono erose da fiumi e ghiacciai. I sedimenti prodotti dall’erosione vengono poi trasportati fino ai bacini sedimentari, dove i movimenti tettonici portano alla nascita di un oceano. Un clima più piovoso, per esempio, comporta una maggiore velocità di erosione e un maggior accumulo di sedimenti nei bacini, il cui peso, rallentando la produzione e la risalita di magma, ritarda - o in casi estremi addirittura determina l’arresto - del processo di nascita di un oceano. Influenzando l’attività vulcanica attraverso l’erosione, il clima, inoltre, può contribuire all’emissioni naturali di gas a effetto serra. Conoscere le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera dovute alle emissioni dei vulcani e studiarne la variazione nel tempo permette di compiere un passo avanti verso una valutazione più precisa dell’impatto dell’attività antropica sull’attuale crisi climatica. "Possiamo quindi concludere – spiega Pietro Sternai, geologo dell’Università di Milano-Bicocca - che i processi che avvengono in superficie, in larghissima parte controllati dal clima, hanno importanti conseguenze sulle dinamiche geologiche in profondità, mentre fino ad oggi si pensava che solo il contrario fosse vero". Pietro Sternai è vincitore di un bando per il rientro dei cervelli nell’ambito del programma per Giovani Ricercatori Rita Levi Montalcini del Miur (DM 694-26/2017). Il suo lavoro è stato co-finanziato dal progetto “Dipartimenti di eccellenza” del dipartimento di Scienze dell’ambiente e della terra che mira allo studio degli effetti del cambiamento climatico e del suo impatto sull’ambiente e sulla società.
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TITOLO: Sostenibilità: Davines devolve 1% vendite e-commerce alla biodiversità 
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TESTO: Tali varietà biologiche, coltivate con passione e tipiche di alcuni luoghi del territorio italiano, non vengono prese in considerazione dalla grande distribuzione per la maggiore difficoltà che contraddistingue il loro metodo di coltivazione. Rischiano dunque l’estinzione e, con essa, la perdita di un patrimonio biologico di inestimabile valore. Un esempio di varietà in estinzione è l’olivo in Versilia. La Piana Quercetana ha avuto nel corso dei millenni un’importanza primaria sia nell’economia che nel determinare l’aspetto paesaggistico del territorio toscano. Gli oliveti secolari rischiano oggi di scomparire in seguito all’urbanizzazione, che sta velocemente riducendo la superficie coltivata. Accanto al supporto già fornito da Davines a 11 Presìdi Slow Food attraverso la linea Essential Haircare, nel 2017 il brand haircare ha sostenuto la creazione del Presidio Slow Food dell’Olivo Quercetano, supportando gli agricoltori coinvolti nella coltivazione di questa specifica varietà di ulivo. Da quest’anno, l’estratto derivante è utilizzato come ingrediente attivo all’interno di A Single Shampoo, lo shampoo-manifesto dell’approccio alla sostenibilità di Davines.
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TITOLO: Ambiente: Legambiente festeggia 40 anni di attività 
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TESTO: Dal 1988 col 'Treno Verde' l’associazione ambientalista ha compiuto 270 tappe nelle città, quasi 2.000 ore di educazione ambientale per gli studenti, 4.300 ore di monitoraggio scientifico dello smog e del rumore. Nel 1990 600mila firme per la petizione 'Fermiamo la febbre del pianeta' consegnate al ministro dell’Ambiente per chiedere impegni per ridurre le emissioni di gas climalteranti. Otto milioni di cittadini che hanno partecipato alle pulizie di Puliamo il mondo dal 1994. “Tenacia e coerenza caratterizzano da sempre la nostra associazione che in questi 40 anni ha portato avanti tante battaglie ambientali indicando la strada da seguire fino all'approvazione di leggi importanti e alla costruzione di impianti, reti e infrastrutture. Siamo convinti che il nostro Paese sarebbe stato profondamente diverso se, in questi quattro decenni, non ci fosse stata Legambiente" commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, "Non avrebbe avuto leggi importanti come quella sugli ecoreati o sull’inquinamento da plastica monouso, copiate dall’Europa. Sarebbe proseguito il dumping in mare dei rifiuti industriali autorizzato dalle istituzioni. La spiaggia dell’Isola dei Conigli di Lampedusa non sarebbe diventata una delle mete turistiche più famose al mondo. La Costiera Amalfitana, la Valle dei templi di Agrigento, il lungomare di Bari e di Castelvolturno e altri luoghi del Paese sarebbero ancora oggi deturpati da ecomostri". "La cura del nostro Paese e la valorizzazione dell’ambiente – continua Ciafani - devono essere una priorità per i cittadini così come per l’agenda politica di qualunque Governo. Il periodo difficile che l’Italia sta vivendo, colpita dal coronavirus, dimostra ancora una volta quanto l’ambiente sia una questione prioritaria da affrontare e non più rimandabile. Non si perda dunque questa importante occasione per far ripartire davvero il Paese in una chiave green e per farlo il primo passo da fare è quello di ripensare e ridisegnare le grandi città, le più a rischio per le conseguenze dei cambiamenti climatici. Legambiente continuerà il suo cammino promuovendo stili di vita sostenibili e indicando la strada giusta alle istituzioni e alle imprese”. Tornando ai numeri legati ai quarant’anni di Legambiente, ci sono poi le duemila le ordinanze di custodia cautelare emesse dal 2002 grazie al delitto di Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. Mille lenzuola con la scritta 'No allo smog' stesi dai balconi del rione Tamburi, adiacente allo stabilimento siderurgico dell’Ilva, al lancio nazionale della campagna 'Mal’aria' nel gennaio 2009, tre anni prima del sequestro dell’acciaieria. E poi l’impegno nelle zone terremotate con cinquemila le opere d’arte recuperate tra le macerie dopo il violento terremoto che colpì nel 2009 la provincia de l’Aquila. Tremila beagle salvati nel 2012 grazie all’esposto che portò al sequestro dell’allevamento 'Green Hill' di Montichiari (Bs). Diecimila chilometri in mare e 650 ore di monitoraggio dei rifiuti galleggianti dal 2013 con Goletta Verde. 13 laghi analizzati per la presenza di microplastiche dal 2016. 325 le spiagge monitorate dal 2014 contando e classificando, uno a uno, 250mila rifiuti trovati nella sabbia. Quattro i neologismi coniati, 2 inseriti nel vocabolario Zingarelli (ecomafia, ecomostri) e due nella Treccani (Terra dei fuochi, Grab - Grande raccordo anulare delle bici). Successi e mobilitazioni che saranno al centro anche del webinar in programma questa sera, alle 21.30, per festeggiare insieme i 40 anni dell’associazione in diretta sui siti internet e sulle pagine Facebook di Legambiente e La Nuova Ecologia. L’evento, moderato dal giornalista e conduttore di Caterpillar AM Radio2Rai Filippo Solibello, vedrà la partecipazione di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, il ministro dell’ambiente Sergio Costa, Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, Catia Bastioli, presidente del Kyoto Club, Cristina Fossi, professoressa dell’Università di Siena e il cantante rock Piero Pelù.
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TITOLO: Ambiente: Ispra, minacciata una specie di api su 10, in declino 1 su 3 
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TESTO: Il declino degli impollinatori è associato a una serie di fattori che spesso agiscono in sinergia tra loro: distruzione, degradazione e frammentazione degli habitat, inquinamento da agenti fisici e chimici, cambiamenti climatici e diffusione di specie aliene invasive. Ma la perdita delle api rappresenta una minaccia anche economica. In tutta l'Unione Europea, Regno Unito compreso, 17 milioni di alveari e 600.000 apicoltori producono ogni anno circa 250.000 tonnellate di miele. Non solo: quasi il 90% delle piante selvatiche da fiore ha bisogno di impollinatori per riprodursi: api, vespe, farfalle, coccinelle, ragni, rettili, uccelli. Queste piante sono fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi e la conservazione delle specie e degli habitat e in generale delle diversità biologica, che rappresenta la base della nostra esistenza e delle nostre economie. Nel processo di produzione alimentare, poi, oltre il 75% delle principali colture agrarie beneficia dell'impollinazione, operata da decine di migliaia di specie animali (almeno 16 mila tra gli insetti) in termini di produzione, resa e qualità dei raccolti. Le colture agrarie interessate dall’impollinazione includono cereali, frutta e verdura, essenziali per le diete animali e l'alimentazione umana, nonché combustibili, fibre come cotone e lino e materiali da costruzione. La produzione agricola mondiale direttamente associata all'impollinazione animale rappresenta un valore economico stimato tra 235 e 577 miliardi di dollari. In occasione della Giornata mondiale delle Api del 20 maggio, istituita nel 2017 dalle Nazioni Unite per sensibilizzare sull'importanza di questi insetti, ora sotto minaccia di estinzione, l’Ispra ha realizzato il quaderno "Il declino delle api e degli altri impollinatori. Le risposte alle domande più frequenti” (disponibile a breve sul sito Ispra https: //www. isprambiente. gov. it/it). Nel quaderno vengono forniti alcuni importanti concetti, dati e informazioni sul tema degli impollinatori e del loro declino e delle politiche e misure in atto finora e di quelle che potranno e dovranno essere messe in atto per contrastare questo grave fenomeno.
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TITOLO: Fase 2: distanziamento giochi fra bambini, 1 italiano su 2 non sa come comportarsi 
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TESTO: Oltre a giochi per i bambini, la lista dei luoghi pubblici rispetto ai quali gli italiani hanno le idee poco chiare è lunga; le spiagge (il 32,4% dichiara di non sapere con certezza quale sia la distanza corretta da rispettare), i negozi di parrucchieri o saloni di estetica (31,5%), i mezzi pubblici (23%) e i bar (18,4%). E persino sulle auto e moto private sono tanti i cittadini (20,6%) che ammettono di non sapere con esattezza, se non addirittura ignorare del tutto, quale sia la distanza giusta da mantenere rispetto agli altri passeggeri. Si 'salva' solo la strada; anche grazie al bombardamento mediatico delle ultime settimane, sembra essere il luogo pubblico dove gli italiani pare abbiano capito meglio quale atteggiamento tenere quando si cammina sul marciapiede e 'solo' il 9,2% dei rispondenti ha detto di non conoscere quale sia la distanza di sicurezza. Capitolo a parte meritano i ristoranti, le pizzerie e i pub, rispetto ai quali, più che il distanziamento sociale, il vero problema potrebbe essere l’affluenza. Ma gli italiani sono pronti a tornare a pranzare e cenare fuori casa? La maggior parte, purtroppo, no. Secondo l’indagine realizzata per Facile. it, più di un intervistato su due (54,5%) ha dichiarato che, almeno nella prima settimana di riapertura, non mangerà fuori casa perché non si sente sicuro; il 22% è ancora indeciso e il 10,3% continuerà ad utilizzare la modalità di asporto o consegna a domicilio. Insomma, nonostante le fatiche di molti ristoranti, pizzerie e pub, sembra che solo il 13,3% degli italiani tornerà subito a mettere le gambe sotto al tavolo. Ma il dato forse ancor più preoccupante è che questa scelta non sembra essere momentanea ma pare corrispondere ad un cambiamento di abitudine più radicale. Alla domanda “Con quale frequenza, rispetto a prima dell’emergenza coronavirus, crede che andrà a pranzo o a cena in un ristorante, una pizzeria o un pub da qui alla fine del 2020?” solo il 21,6% degli intervistati ha dichiarato che ci andrà con la stessa frequenza di prima; il 60,4%, pari a quasi 26,5 milioni di italiani, ha invece ammesso che ci andrà meno spesso di prima, mentre il 16,8% addirittura non ci andrà proprio. A cambiare maggiormente abitudini sembra saranno i più anziani; nella fascia di età compresa fra i 65 ed i 74 andranno al ristorante/pizzeria meno di quanto facessero prima dell’emergenza il 63,2% dei rispondenti, e ancora meno (64,8%) coloro che hanno una età compresa fra i 55 ed i 64 anni.
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TITOLO: Rifiuti: Ecopneus, già 520 km in asfalti modificati con gomma riciclata  
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TESTO: Una tecnologia con più di 50 anni di esperienze internazionali, dagli Usa alla Svezia fino alla Spagna, cui in Italia si sono già affidate 38 Province. "Monitoriamo alcune strade con asfalto modificato realizzate anche 10 anni fa e le condizioni in cui si trovano così come le prestazioni meccaniche e acustiche sono praticamente inalterate rispetto la messa in esercizio - sottolinea il direttore generale di Ecopneus Giovanni Corbetta - Per il futuro, auspichiamo a breve la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo decreto End Of Waste, già firmato dal ministro all’Ambiente Costa, che potrà dare rinnovato slancio e spinta ad una sempre maggiore diffusione di questa tecnologia".
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TITOLO: Coronavirus: resilienza e innovazione, così Conou ha preservato economia circolare 
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TESTO: Nel 2019 sono state immesse al consumo 411mila tonnellate di olio lubrificante di prima raffinazione; di queste, 220mila tonnellate sono state consumate durante l’utilizzo, mentre le rimanenti 191mila tonnellate (in pratica il 100% del raccoglibile) sono state raccolte dalla rete del Conou e destinate al 100% alla rigenerazione, che ha consentito la produzione di 128 mila tonnellate di basi lubrificanti di alta qualità, circa 13 mila tonnellate di gasolio e 30 mila di bitume, pronte ad essere reimmesse nel mercato. Tra gli effetti del lockdown, la chiusura di impianti, fabbriche e officine e il fermo alla circolazione dei veicoli hanno comportato una brusca frenata nel consumo dei lubrificanti in Italia e di conseguenza un calo della raccolta rispetto ai quantitativi del 2019 e alla media annuale. Nel 2020 la raccolta in Italia è scesa del 30% rispetto al 2019, con maggiori perdite al Centro Sud (-47%) rispetto al Nord Est (-24%) e al Nord Ovest (-21%). Durante l’emergenza tutta la filiera del Conou ha messo in campo una serie di soluzioni idonee a garantire il servizio: le aziende di raccolta hanno effettuato ritiri su appuntamento per ridurre i rischi, le raffinerie hanno svolto manutenzioni e ridotto il passo degli impianti senza interrompere la ricezione di olio lubrificante usato e presso i depositi consortili si è provveduto ad ottimizzare i tempi di apertura con attenta programmazione. Misure che hanno dimostrato solidità complessiva della Filiera e coesione, sinonimo oggi più che mai di volontà di crescere insieme in dimensione e qualità, sviluppare la sostenibilità in modo unitario, acquisire gli stessi standard e saper ottimizzare in modo trasversale il lavoro di aziende indipendenti.
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TITOLO: Ue: Commissione approva strategie biodiversità e 'Farm to Fork'  
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TESTO: La Strategia “Farm to Fork” (ovvero, "dal campo alla tavola"), o F2F, dichiara, nel testo, che “i sistemi alimentari devono urgentemente diventare sostenibili e operare entro i limiti ecologici del pianeta” e che “la sostenibilità deve ora diventare l'obiettivo chiave da raggiungere”. Tra gli obiettivi della Strategia F2F, l’impegno al raggiungimento del 25% della superficie agricola europea (Sau) in biologico; il 10% delle aree agricole destinate a infrastrutture verdi per la conservazione della natura, in coerenza con la Strategia 2030 per la Biodiversità; l’impegno alla riduzione del 50% del rischio e della quantità dei pesticidi utilizzati in agricoltura; la riduzione dello spreco alimentare. La Strategia F2F raccomanda inoltre “particolare attenzione per lo sviluppo di Piani Strategici nazionali in linea con il Green Deal”, insistendo sugli eco-schemi come importante flusso di finanziamenti a favore di pratiche ecologiche, e riconosce “il ruolo chiave di agricoltori, pescatori e acquacoltori nel rendere i sistemi alimentari sostenibili”. Il lancio simultaneo della strategia Farm to Fork e della Strategia per la Biodiversità è importante in quanto l'agricoltura e la pesca intensive sono le principali cause di perdita della biodiversità. Adottando le due strategie contemporaneamente, l’Unione europea riconosce che i sistemi alimentari distruttivi non devono più essere la norma in Europa.
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TITOLO: Rinnovabili: Antonio Di Cosimo è il nuovo presidente di Ebs 
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TESTO: "Questo particolare contesto storico, inoltre, ci mette di fronte ad una sfida - continua - ossia convertire un momento di difficoltà in una grande opportunità di rilancio per il sistema produttivo e per i propri attuali modelli energetici. Ci troviamo, oggi più che mai, a dover salvaguardare la sussistenza dei nostri impianti, per garantire il raggiungimento degli obiettivi del Pniec”. Proseguirà l'impegno di Ebs richiedendo un quadro normativo certo che consenta di mantenere l‘operatività del settore e di conseguenza permetta il sostegno di tutto l’indotto che spazia dal settore agricolo, attraverso le produzioni agroenergetiche, la valorizzazione dei terreni marginali, l'impiego dei sottoprodotti agroindustriali, a tutto il settore della logistica della biomassa. L’impiego delle biomasse residuali negli impianti delle associate inoltre mette in moto un meccanismo virtuoso che contribuisce ad assicurare la regolare manutenzione del patrimonio boschivo, ad evitare combustioni incontrollate, altrimenti destinate allo smaltimento in discarica. Tutto questo mantenendo sempre alta l’attenzione per l’ambiente, monitorando i propri impianti attraverso sofisticati sistemi di controllo delle emissioni.
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TITOLO: Fase 2: BrianzAcque chiede a sindaci ordinanza 'salva acqua'  
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TESTO: “Nel mese di aprile, in pieno lockdown, abbiamo registrato un aumento dei consumi del 4% rispetto al 2019 - dichiara il presidente e ad di BrianzAcque, Enrico Boerci - riconducibile all’uso domestico e al fatto che le persone sono rimaste più a casa rispetto alla norma. Fortunatamente, in Brianza non c’è scarsità d’acqua, ma il caldo in arrivo combinato con la tendenza di questo delicato periodo all’utilizzo di quantitativi maggiori di prelievi anche quale misura igienica di prevenzione del contagio, mi portano a invitare le Amministrazioni Comunali a far quadrato e a mettere in campo un gioco di squadra in favore di tutto il territorio”. Durante il lockdown, spiega Ludovico Mariani, direttore tecnico reti e impianti e autore della lettera indirizzata ai 56 sindaci dei comuni soci, "abbiamo completato una serie di interventi volti a garantire maggiori scorte idriche e una sempre migliore qualità dell’H2O. Al momento, pur non sussistendo problemi di approvvigionamento, chiediamo l’emissione dell’ordinanza proprio per poterli prevenire. L’acqua è vita, specialmente in tempi di emergenza sanitaria e per questo va preservata anche attraverso buone pratiche e comportamenti virtuosi da parte di tutti”. BrianzAcque non esclude di proporre limitazioni più restrittive nel corso della stagione estiva 2020, se e qualora dovessero verificarsi situazioni di carenza idrica locale. Invita i sindaci a divulgare l’informazione alla cittadinanza a scopo di sensibilizzazione e a darne notizia alle forze dell’ordine competenti territorialmente affinché l’ordinanza venga rispettata. Lo scorso anno, la local utility dell’idrico brianzolo ha erogato un volume totale d’acqua di 80.228.195 mc, il più alto mai registrato dopo il completamento del processo di aggregazioni e di fusioni societarie avviato nel 2014.
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TITOLO: Agricoltura: nei campi NaturaSì oltre 3600 ettari dedicati a tutela biodiversità  
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TESTO: “Lo slogan della Giornata Mondiale della Biodiversità, che si celebra domani 22 maggio, è ‘Our solutions are in Nature‘ e un aiuto alla natura stessa può e deve arrivare dall’agricoltura”, dice Fausto Jori, amministratore delegato di NaturaSì. “Abbiamo bisogno di un sistema agricolo che rispetti la biodiversità e che dalla biodiversità tragga forza. L’obiettivo nelle 300 aziende agricole del nostro ecosistema è di portare al 15% il totale delle superfici destinate alla presenza di aree lasciate alla natura selvaggia che danno feedback salubri ai campi agricoli che lì intorno vengono coltivati. Tutto si tiene in un equilibrio in cui l’uomo deve ‘solo’ assecondare i ritmi biologici: a beneficiarne siamo tutti, agricoltori e consumatori”. L’agricoltura può trasformarsi da causa della perdita di biodiversità a risorsa per proteggere la natura e, addirittura, in asset per la produzione. Secondo i dati dell’Ipbes, il panel di ricerca delle Nazioni Unite dedicato alla biodiversità, tre quarti delle terre emerse sono stati significativamente alterati dall’azione umana. Tra le cause maggiormente impattanti sugli habitat ci sono l’agricoltura e l’allevamento industriali. A livello globale, dal 1970 a oggi, il volume della produzione agricola è aumentato di circa il 300%, ma questo risultato è stato raggiunto senza preoccuparsi del suolo, dell’ambiente, dell’inquinamento e quindi della stessa salute umana. E oggi (sempre secondo i dati delle Nazioni Unite) paghiamo il conto anche a livello economico: il degrado del suolo ha ridotto del 23% la produttività della superficie terrestre globale e fino a 577 miliardi di dollari in colture globali annuali sono a rischio per la scomparsa degli impollinatori. L’espansione dell’agricoltura industriale, insieme all’allevamento intensivo, è tra i principali motori della distruzione globale delle foreste per liberare suoli da destinare a colture e pascoli e i ricercatori stimano che il 31% delle malattie infettive emergenti, tra cui Hiv-Aids, Ebola e Zika e con estrema probabilità anche Covid-19, siano legate alla distruzione, degradazione e frammentazione di foreste e altri habitat naturali, secondo i dati riportati da Greenpeace. Ma c’è un’agricoltura che può rallentare l’erosione degli ecosistemi e addirittura curarli. Contribuendo anche attivamente alla conservazione delle specie e degli habitat. “Nelle nostre 300 aziende agricole, oltre alla scelta del biodinamico e del biologico, e quindi al mancato utilizzo di pesticidi e fertilizzanti di chimica di sintesi, si praticano ricche rotazioni colturali, che assicurano una grande varietà di specie coltivate contemporaneamente, e viene promosso l’utilizzo di semi di varietà adatte all’agricoltura biologica" afferma Jori. "In alcune di queste aziende, inoltre, sono stati avviati negli ultimi anni veri e propri progetti di ricerca per facilitare lo sviluppo delle ‘infrastrutture’ verdi che permettono la vita delle specie animali e vegetali da sempre legate all’agricoltura”. È stato da poco rifinanziato, per esempio, il progetto europeo “Life Impollinatori” a cui l’azienda del biologico partecipa insieme all’Università di Venezia, alla Regione Veneto, alla Regione Friuli e alla Regione Aragon in Spagna. L’obiettivo è quello di destinare ulteriori 3 milioni di euro alla creazione di zone verdi nelle aziende agricole per aumentare la biodiversità e stimolare l’impollinazione anche attraverso la cura delle api e degli spazi per accoglierle.
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TITOLO: Sostenibilità: distanziamento? Ecco i pannelli green in carta e betulla 
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TESTO: I supporti autoportanti sono invece realizzati in legno di betulla per conferire al pannello la massima stabilità. PlayWood produce i suoi pannelli ecologici in due linee: SplitUp, vere pareti separatorie per ambienti e percorsi obbligati, e Apart, da installare su scrivanie o tavoli. "Non è stato facile trovare il giusto compromesso tecnico tra solidità, convenienza e flessibilità - racconta Guerrieri - ma siamo davvero soddisfatti dei risultati ottenuti, il prodotto nasce da una Joint Venture con Espos. it un’azienda italiana leader nella produzione di espositori in legno leggeri ed ecosostenibili. Nonostante il materiale usato sia carta, le superfici sono trattate con un sistema di plastificazione che permette di pulirle con un panno umido o una soluzione alcolica per rimuovere per esempio macchie come schizzi di caffè". "È importante precisare che questi pannelli sono per uso interno e non esterno - racconta Guerrieri - ma i vantaggi che offrono sono notevoli sotto qualunque punto di vista. Se per esempio devo spostarli o adeguarli a un’altra disposizione, posso farlo senza problemi, il montaggio a incastro non necessita di attrezzi e sono arrotolabili. Inoltre, a fine vita non dovrò sottoporli a procedure particolari, né sostenere costi nascosti di smaltimento perché sono completamente riciclabili".
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TITOLO: Ambiente: dagli studenti italiani 100 proposte per un'aria più pulita 
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TESTO: L’importanza della qualità dell’aria e della sua tutela, necessaria per garantire condizioni di salute ottimali per tutti, è stato filo conduttore che ha unito gli studenti di tutta Italia in un percorso di formazione alla scoperta delle cause delle emissioni inquinanti e delle soluzioni disponibili per contrastare lo smog e assicurare un futuro più sostenibile. I tre migliori elaborati, selezionati fra undici progetti, saranno premiati nel corso di un evento all-digital che si terrà venerdì 29 maggio dalle 10:30 a conclusione del progetto. Un evento che sarà l’occasione per riconoscere la creatività degli studenti e per riflettere sulle soluzioni che siamo tutti chiamati a considerare concretamente per costruire un futuro migliore. Lavorando con determinazione, a distanza e con il supporto di kit digitali, gli studenti di '1, 2, 3… Respira! ' si sono messi alla prova sul tema 'Energia e sostenibilità: si può scegliere, si deve scegliere…' e hanno presentato le loro proposte creative per migliorare la qualità dell’aria e contenere gli effetti dell’azione dell’uomo nell’ambiente. I progetti vincitori si aggiudicheranno premi utili per l’acquisto di materiale scolastico e strumentazioni per i laboratori di Scienza e Tecnologia.
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TITOLO: Sostenibiltà: con HeraSolidale donati oltre 430mila euro 
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TESTO: HeraSolidale è un progetto attraverso cui i lavoratori di Hera sostengono associazioni impegnate in programmi di solidarietà, con donazioni mensili dalla busta paga oppure attraverso il sistema di welfare aziendale Hextra. In parallelo, Hera si impegna a destinare al progetto 1 euro per ogni nuovo cliente acquisito da Hera Comm. Anche i nuovi clienti luce e gas di Hera Comm possono partecipare a HeraSolidale scegliendo di destinare 1 euro in fase di sottoscrizione di un’offerta a libero mercato a una delle associazioni coinvolte. Le associazioni vengono selezionate dai dipendenti tra le 15 individuate dal Gruppo sulla base di alcuni criteri, tra cui la notorietà e trasparenza delle attività e il loro contributo a uno o più obiettivi di sostenibilità e sviluppo definiti nell’Agenda Onu al 2030 (salute e benessere, acqua pulita e igiene, parità di genere, istruzione di qualità). Complessivamente, nel biennio 2018/2019 con HeraSolidale sono stati raccolti circa 370mila euro, ripartiti tra cinque associazioni in base alle preferenze espresse da dipendenti e clienti, permettendo così la realizzazione di diversi progetti con un effetto positivo su migliaia di persone. Le cinque onlus coinvolte sono Ant, Aism - Associazione Italiana Sclerosi Multipla, Butterfly Onlus, D.i. Re - Donne in Rete contro la violenza e Save the Children. Fondazione Ant ha destinato i 128mila euro ricevuti da HeraSolidale all’acquisto di un’auto ibrida per l’assistenza domiciliare ai malati di tumore a Bologna e provincia, e al progetto “Bimbi in Ant”, con l’assistenza di 18 piccoli malati di tumore e le loro famiglie, 6 mesi di supporto psicologico verso i bambini che hanno un proprio caro ammalato e circa 160 ore di formazione nelle scuole attraverso incontri dedicati, e al progetto “Adotta un malato”, che ha permesso l’assistenza a 22 pazienti oncologici in Emilia-Romagna. Aism, Associazione Italiana Sclerosi Multipla, promuove la ricerca scientifica per scoprire le cause della malattia e lo sviluppo di strategie terapeutiche efficaci e la donazione di 76mila euro attraverso HeraSolidale permette di retribuire per 15 mesi il lavoro per un ricercatore sulla forma grave di Sclerosi Multipla e di acquistare attrezzature sanitarie nuove per garantire alle persone con Sclerosi Multipla la migliore riabilitazione possibile. Butterfly Onlus, impegnata da oltre 15 anni in progetti di cooperazione internazionale dedicati alla realizzazione di scuole e pozzi d’acqua, ha impiegato la somma ricevuta di 42 mila euro per riabilitare nove pozzi in Etiopia a beneficio di oltre 8.000 persone, costituire comitati per la gestione e manutenzione dei pozzi e organizzare corsi igienico-sanitari. D.i. Re - la Rete nazionale dei Centri antiviolenza che accoglie e sostiene le donne vittime di violenza con i loro figli e figlie - grazie ai 39 mila euro di HeraSolidale ha avviato 6 mesi di tirocinio lavorativo per 5 donne in uscita da situazioni di violenza e una borsa lavoro per sei mesi: un sostegno all'inserimento lavorativo fondamentale per affrontare le inevitabili difficoltà nel trovare un lavoro e condizioni di vita dignitose per sé e per i propri figli in un momento complesso e delicato del loro percorso di vita. Save the Children, che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro, ha utilizzato i circa 84 mila euro di HeraSolidale per assistere centinaia di bambini sfollati dalla guerra in Siria e rifugiatisi nel campo di Za’atari in Giordania, assicurando loro la distribuzione di merende a 200 bambini per un anno, la presenza di due insegnanti di asilo per un anno, la fornitura di 2.000 kit scolastici e libri, mobilio e giocattoli. HeraSolidale ripartirà a breve con una nuova edizione, la quarta, che proseguirà fino al 2022. Su: www. gruppohera. it/herasolidale tutte le informazioni. HeraSolidale è solo uno dei numerosi progetti promossi da Hera, rendicontati nel report “Costruire insieme il futuro” disponibile e consultabile anche online, con l’obiettivo di creare valore condiviso in termini di sostenibilità, efficienza e inclusione sociale. Tra questi, le attività gratuite di educazione ambientale, che coinvolgono ogni anno oltre 100.000 studenti, e le tante iniziative messe in campo con le onlus del territorio per prevenzione, riciclo e recupero di rifiuti come CiboAmico, FarmacoAmico e Cambia il finale.
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TITOLO: Fase 2: Gruppo Cap, mezzo miliardo in 5 anni per il Green Deal di Milano  
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TESTO: "Sono orgoglioso di essere stato riconfermato alla guida di un’azienda che ha fatto della sensibilità, della resilienza e dell’innovazione i punti cardine della sua strategia - commenta Alessandro Russo, confermato presidente e amministratore delegato di Gruppo Cap - In un momento così difficile come quello che stiamo vivendo abbiamo costruito un nuovo piano industriale, prevedendo investimenti mirati a sostegno dell’economia locale. Mezzo miliardo di euro in 5 anni, un boost per il rilancio del nostro territorio post Covid, che sposta in modo deciso la potenza di fuoco degli investimenti sulla rivoluzione green e sull’economia circolare. Un vero e proprio Green Deal che prevede per i prossimi 5 anni 53 milioni di euro per interventi di recupero delle risorse e risparmio energetico, 34 milioni per opere e impianti di economia circolare e 3 milioni per la promozione dell’uso di acqua depurata". Alessandro Russo, che guida l’azienda pubblica dal 2014, è stato confermato presidente al termine dell'assemblea dei soci che si è tenuta il 21 maggio. Russo, 38 anni, è alla guida di una tra le prime monoutility nel settore in Italia con quasi 900 dipendenti e resterà in carica altri tre anni insieme ai consiglieri Karin Eva Imparato, confermata anch’essa, e ai neoeletti Luciana Dambra, Alberto Fulgione e Barbara Mancari. L’Assemblea dei Soci ha approvato all’unanimità il bilancio consolidato, il bilancio della capogruppo e il piano di piano di investimenti al 2024, precedentemente approvati dal Consiglio di amministrazione di Cap Holding il 20 aprile scorso. L’Assemblea dei Soci ha inoltre approvato l’acquisto delle partecipazioni in Core, Consorzio Recupero Energetici, il cui termovalorizzatore, in procinto di terminare la sua attività entro la primavera del 2021, è il fulcro del progetto Biopiattaforma di Sesto San Giovanni, che grazie a un investimento di 56 milioni di euro, intende diventare un punto di eccellenza per la produzione di biometano dalla frazione umida dei rifiuti (Forsu) e per la valorizzazione dei fanghi da depurazione.
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TITOLO: Sostenibilità: buone prassi green in un evento online per ragazzi  
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TESTO: Nel corso dell’evento si terranno inoltre gli 'Anter Green Awards', la sesta edizione della premiazione dedicata al contest delle scuole che hanno aderito al progetto 'Il Sole in Classe' e che hanno successivamente realizzato poesie, disegni ed eventi mediatici su tematiche legate alla sostenibilità, per vincere fantastici premi. Hanno partecipato al contest 160 scuole, presentando 374 lavori. Le classi coinvolte sono state 1258. In questa edizione le votazioni sono avvenute online con l’obiettivo di rendere la gara uno strumento di divulgazione e promozione delle tematiche green. I video di presentazione dei lavori realizzati dai bambini che nell'anno 2019 hanno partecipato al progetto sono stati inseriti su una piattaforma realizzata da Anter. Le scuole prime classificate nelle categorie miglior poesia, miglior disegni e miglior evento mediatico, hanno vinto un anno di fornitura gratuita di energia proveniente da fonti 100% rinnovabili e offerta da Nwg Energia, società benefit. È stato inoltre previsto un premio in denaro per l'acquisto di forniture scolastiche alle scuole che si sono impegnate nella condivisione del progetto raggiungendo un più alto numero di voti. A causa del covid-19 non si è potuto organizzare le premiazioni degli Anter Green Awards in presenza come negli anni passati, così come al momento non è possibile fare 'Il Sole in Classe' nelle scuole, dunque Anter ha deciso di unire le due iniziative in un evento online.
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TITOLO: Hera: domande sul porta a porta, con il 'Rifiutologo' risponde Alexa  
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OCCHIELLO: L'app della multiutility comincia a 'parlare'  
TESTO: Attivare il Rifiutologo è estremamente semplice. È sufficiente scaricare e aprire l’app Amazon Alexa, accedere dal menù in alto a sinistra alla sezione 'Skill e giochi' e digitare il Rifiutologo. In alternativa, è possibile collegarsi al sito di Amazon, digitando 'Skill il Rifiutologo' nella barra di ricerca presente sulla pagina web. Una volta abilitata la Skill basterà interrogare Alexa dicendo: 'Alexa, apri il Rifiutologo'. Al primo accesso, l’assistente personale chiederà l’indirizzo del cliente per poter accedere alle informazioni relative alla modalità di raccolta di quella particolare zona. A quel punto non resta che attivare il comando vocale e dire “Alexa, chiedi al Rifiutologo…”, specificando, di volta in volta, di quale informazione si ha bisogno. E non finisce qui, perché nuovi sviluppi sono in vista con le prossime release. Gradualmente, infatti, Alexa diventerà una vera e propria esperta di raccolta differenziata, integrando anche le altre funzioni del 'Rifiutologo', a partire da quella forse più celebre, che associa a ogni materiale la corretta modalità di conferimento. Alla funzionalità “Dove lo butto? ”, utile per migliorare sempre di più la qualità della propria raccolta differenziata, si aggiungeranno così altre abilità, tra cui la produzione di notifiche che anticiperanno le richieste dell’utente, ricordando ad esempio quali rifiuti e quando esporli per le raccolte dei giorni successivi. Con Alexa sarà inoltre possibile ricevere risposte su più comuni contemporaneamente (funzionalità utile, ad esempio, per chi abbia una seconda casa in un’altra città), ma anche venire a conoscenza di eventi e notizie che, nella propria zona, riguardino il servizio di raccolta porta a porta.
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TITOLO: Rapporto Onu, dal 1990 persi 420 milioni di ettari di foresta  
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TESTO: Il rapporto è stato prodotto dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Fao), per la prima volta in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (Unep) e con il contributo tecnico del Centro di Monitoraggio per la Conservazione, che fa capo al Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (Unep-Wcmc). La crisi del Covid-19 ha fatto luce sull'importanza della conservazione e dell'uso sostenibile della natura, riconoscendo che il benessere delle persone è collegato alla salute dell'ecosistema. Tutelare le foreste è fondamentale, in quanto ospitano la maggior parte della biodiversità terrestre. Il rapporto indica inoltre che le foreste contengono 60.000 specie diverse di alberi, l'80% delle specie di anfibi, il 75% delle specie di uccelli e il 68% delle specie di mammiferi della Terra. La Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali 2020 della Fao, menzionata nel rapporto, ha rivelato che nonostante il rallentamento della deforestazione nell'ultimo decennio, ogni anno vanno persi circa 10 milioni di ettari a causa della conversione all'agricoltura e ad altri tipi di sfruttamento delle terre. "La deforestazione e il degrado forestale continuano a verificarsi a velocità allarmanti, il che contribuisce in modo significativo alla continua perdita di biodiversità", affermano nella prefazione il direttore generale della Fao, QU Dongyu, e il direttore esecutivo dell'Unep, Inger Andersen.
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TITOLO: Da Enea l'idea di una filiera circolare e Made in Italy per le mascherine 
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TESTO: "Si tratterebbe di una filiera completamente nuova ma necessaria sia per motivi sanitari sia ambientali, perché contribuirebbe ad evitare il rischio di dispersione di mascherine nell'ambiente. Oltre ad essere un'opportunità di buona pratica di lavoro e di riconversione delle attività produttive", continua. Primo step: pensare ai materiali e all'efficacia in termini di capacità di filtrazione e traspirabilità visto che vengono indossate anche per ore. "I materiali che di norma vengono utilizzati nelle mascherine chirurgiche sono dei polimeri plastici, polipropilene, poliestere, polietilene - spiega Brunori - Poi c'è l'elastico, il ferretto per stringere la mascherina sul naso. Quindi ci possono essere una serie di materiali che rendono il successivo riciclo economicamente non sostenibile. L'unica possibilità di smaltimento, stando pure a quelle che sono le indicazioni, è di conferire tutto nell'indifferenziato. Non è possibile una valorizzazione". Secondo elaborazioni Ispra, la produzione calcolata fino a fine 2020 si attesterebbe tra le 60mila e le 175mila tonnellate di rifiuti. "Stiamo parlando potenzialmente di 35-40 mln di mascherine - spiega - che devono essere conferite tutti i giorni nei rifiuti indifferenziati" e anche se c'è "la possibilità di smaltirli", perché "a livello di peso non si tratta di una quantità elevata rispetto a quello che finisce normalmente nell'indifferenziata, l'obiettivo del progetto è però quello di trarre una opportunità sostenibile dall'attuale criticità". Da qui l'idea: "Si tratta di produrre dei filtri monouso, in grado di garantire le caratteristiche che attualmente hanno le mascherine chirurgiche, composti da un solo materiale, in particolare polipropilene che presenta le prestazioni migliori in termini di traspirabilità e filtrazione. I filtri andrebbero poi inseriti in mascherine lavabili e riutilizzabili. Quindi filtri senza elastico e nasello ma inseriti in una mascherina fissa, non usa e getta". Una volta utilizzati "i filtri potrebbero essere conferiti in punti di raccolta come quelli dei farmaci scaduti magari presso farmacie o supermercati o in altri luoghi. Contenitori smart che siano in grado di riconoscere il filtro, sanificarlo e contabilizzarlo associandolo a chi lo ha conferito, affinché si possano elaborare anche forme di incentivazione per il corretto smaltimento rivolte al cittadino come, per esempio, bonus per l'acquisto di nuove mascherine". Infine: "Ci vuole il coinvolgimento del gestore rifiuti nella filiera, il tutto deve arrivare all'impianto di riciclo. Lo stesso polimero utilizzato per il filtro potrebbe essere riutilizzato per produrre altri filtri o altri materiali in tessuto non tessuto (Tnt) che rientrerebbero nel ciclo produttivo". Quali i tempi per una sua realizzazione? "Pochi mesi perché ci sono già tutti gli attori che ci stanno ragionando e si sono messi a sistema. In collaborazione con Radici Group, Enea vorrebbe partire da un primo pilota da realizzare nella zona di Bergamo-Brescia. La stessa tipologia di organizzazione potrebbe essere allargata ad altri territori o altre filiere. Il progetto deve essere finanziato ma nel momento in cui c'è volontà di partire a livello istituzionale si può realizzare in breve tempo", conclude.
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TITOLO: Fase 2: Ericsson dona 60 pc alla Cri per formazione studenti Abruzzo 
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TESTO: Nelle prime settimane dell’emergenza, i 3000 professionisti di Ericsson in Italia hanno donato, su base volontaria, il corrispettivo di una o più ore del proprio lavoro, raccogliendo oltre 180.000 euro da destinare alla Protezione civile. A questa iniziativa locale si è affiancata una seconda campagna di raccolta fondi promossa da Ericsson a livello internazionale il cui ricavato, ulteriori 180.000 euro, è stato devoluto alla Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Ifrc). Ericsson ha inoltre organizzato #HackTheVirus, un hackathon globale della durata di 72 ore, in cui team di ingegneri e ricercatori hanno collaborato da remoto per sviluppare soluzioni tecnologiche in grado di contrastare la diffusione del coronavirus. Tra tutti i progetti presentati sono stati selezionati i più promettenti, attualmente in fase di realizzazione. Tra questi figurano soluzioni basate su Intelligenza Artificiale e Machine Learning per analizzare il virus e applicazioni mobili per incoraggiare il distanziamento sociale. Tutto questo si affianca al lavoro quotidiano svolto dagli ingegneri e dai tecnici di Ericsson, fin dall’inizio in prima linea per la manutenzione, ottimizzazione e potenziamento delle reti mobili degli operatori italiani. Mai come ora la connettività è fondamentale, in quanto permette a tutti i cittadini di continuare a studiare, lavorare e comunicare con i propri cari. ”Desidero esprimere il mio sentito ringraziamento a tutti i professionisti di Ericsson che, anche quando un intero Paese si blocca, non solo continuano ad essere operativi per mantenere le reti attive e funzionanti, ma si fanno promotori di pregevoli iniziative di solidarietà” commenta Emanuele Iannetti, Amministratore delegato di Ericsson in Italia - “Ai volontari e operatori della Croce Rossa Italiana, della Protezione Civile e di tutte le associazioni del terzo settore, il ringraziamento da parte di tutto il team Ericsson per il loro prezioso e incessante contributo”.
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TITOLO: Ambiente: oltre 3600 specie animali nelle 40mila grotte italiane  
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TESTO: “Le grotte non sono sistemi chiusi, ma parte di un complesso di ambienti, interconnesso con il suolo e con gli ambienti a valle grazie ai sistemi di microfessure nella roccia - spiega Fabio Stoch, speleologo e biospeleologo del laboratorio di Biologia Evoluzionistica & Ecologia dell’Università libera di Bruxelles nel webinar dedicato al tema - Ogni ecosistema fornisce al resto degli esseri viventi e all’uomo dei ‘servizi’, senza i quali la vita sulla terra e la nostra stessa sopravvivenza non sarebbero possibili". La biodiversità è dunque il capitale naturale che ci permette di sopravvivere e, per gli ecologi, è una misura chiave per quantificare la salute del nostro pianeta. Le maggiori minacce alla biodiversità, continua Stoch, "provengono dall’uso intensivo degli ambienti di superficie: deforestazione, pascolamento, impermeabilizzazione dei suoli, estrazioni di rocce carbonatiche nelle cave, sviluppo della rete viaria e escavazione di gallerie, inquinamento veicolato nelle grotte e nelle falde carsiche da punti idrovori, sia microfessure che inghiottitoi”. La campagna Animale di grotta dell’Anno, nata nel 2009 su iniziativa della Federazione Speleologica Tedesca e sotto l’egida della Federazione Speleologica Europea (FSE), ogni anno vede i singoli Paesi divulgare informazioni scientifiche e curiosità su un organismo che caratterizza il sottosuolo del proprio territorio, con l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico e le istituzioni sull’importanza degli ecosistemi sotterranei. Per il 2020 la Società ha scelto di concentrarsi sul diplopode Plectogona sanfilippoi, proprio per la sua importante funzione ecologica di decompositore. Il 'millepiedi spazzino' è presente in quattro grotte del Piemonte, due delle quali molto conosciute e turistiche, ovvero la Grotta di Bossea e la Grotta del Caudano. Il genere Plectogona, con almeno 7 specie note, è il più diffuso nelle cavità sotterranee delle Alpi Liguri e Marittime nel territorio piemontese. Il diplopode Plectogona sanfilippoi è un animale depigmentato, quasi trasparente, con occhi non più funzionali, ridotti a piccole aree triangolari ai lati del capo; l’aspetto generale e l’allungamento delle antenne e delle zampe sono caratteri riferibili alla sua specializzazione alla vita sotterranea. Si tratta di un organismo saprofago onnivoro, che si nutre di qualunque residuo organico, risultando fondamentale nei processi di decomposizione e quindi nel riciclo della sostanza organica: un vero e proprio “spazzino” del sottosuolo.
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TITOLO: Sostenibilità: al via 'Ora riparti da te', P&G restituisce 50% della spesa  
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TESTO: "Ora entriamo in una nuova fase - ha proseguito - che insieme alla grande voglia di ripartire porta i segni delle difficoltà economiche che il Covid-19 ha creato. Con l’iniziativa 'Ora riparti da te' vogliamo continuare ad essere accanto alle famiglie italiane supportandole per i prossimi due mesi con un aiuto concreto, restituendo cioè il 50% di ciò che spenderanno per l’acquisto di tutti nostri prodotti per la cura della casa e della persona. Per l’ampiezza temporale e di canali di vendita coinvolti è una iniziativa importante con la quale intendiamo rispondere ad un momento storico e sociale senza precedenti continuando nel nostro impegno di buoni cittadini d’impresa che ci spinge ad agire non solo come una forza per la crescita dell’azienda, ma anche come una forza per il bene della società". Dal 24 maggio fino al 23 luglio 2020 presso tutti i canali di vendita (Grande Distribuzione, e-Commerce, Farmacia e negozi di elettronica, sono esclusi solo Cash&Carry e marketplace estero), P&G restituirà alle famiglie il 50% dell’importo speso per i prodotti a marchio Dash, Gillette, Oral-B, Pantene, Ambipur, AZ, Braun (Rasoi, Epilatori, Cura Capelli, Regolabarba), Clearblue, ZZZquill, Fairy, Febreze, Head&Shoulders, Herbal Essences, Kukident, Lenor, Lenor Unstoppables, MastroLindo, Olaz, Swiffer, Venus e Viakal, fino a un massimo di 50 euro di rimborso per ogni scontrino. Basterà caricare lo scontrino parlante (la fattura o l’ordine per gli acquisti online) sul sito www. oraripartidate. it o, ancora più semplicemente, inviarne una foto via Whatsapp al numero 349.933.83.39, e P&G accrediterà il rimborso sul conto corrente o sulla carta ricaricabile Postepay indicati. Potranno usufruire del cashback tutti i maggiorenni, per un massimo di due volte nel periodo di durata dell’iniziativa. Nel caso di acquisti online, in attesa della ricevuta, si potrà caricare la conferma d'ordine. Il regolamento completo è disponibile su www. oraripartidate. it.
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TITOLO: Da Lidl le mascherine Made in Italy 
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TESTO: Un’iniziativa che ha messo a sistema importanti attori dell’economia del Paese e che si è concretizzata grazie al piano denominato 'Riconversione industriale nazionale Emergenza Covid' realizzato con l’obiettivo di raccogliere candidature di aziende operanti nel tessile-moda in grado di riconvertire la propria produzione in quella di mascherine, fondamentali in questo periodo di emergenza economico-sanitaria. Dal momento del suo annuncio, il progetto di industria manifatturiera etica denominato 'Italia per Italia' (www. italiaperitalia. it) ha raccolto l’adesione di oltre 400 aziende anche grazie al coordinamento di PwC Italia che, insieme alle realtà associative, ha contribuito ad armonizzare le norme e le indicazioni dello Stato con le dinamiche di questa nuova dimensione industriale. "Siamo orgogliosi di poter aderire ad un progetto di così grande valore, che ci permette di sostenere uno dei comparti più colpiti dall’emergenza Coronavirus. Questa partecipazione si inserisce all’interno di un più ampio piano aziendale a sostegno dell’economia del Paese, denominato 'Lidl per l’Italia' - sottolinea Massimiliano Silvestri, presidente di Lidl Italia - Un programma che comprende la valorizzazione della filiera agroalimentare italiana, anche grazie all’export di prodotti locali nei Paesi europei e del mondo in cui siamo presenti, la continua creazione di posti di lavoro sul territorio e gli investimenti immobiliari nella nostra rete vendita".
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TITOLO: Sostenibilità: Gruppo Salov, progetto di valorizzazione biodiversità con Cnr  
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TESTO: “Siamo orgogliosi di poter ospitare all’interno di Villa Filippo Berio questi importanti esperimenti volti a individuare soluzioni per il miglioramento di tutta l’olivicoltura italiana, con l’obiettivo di sostenere una produzione efficiente, di qualità ma soprattutto sostenibile – dichiara Daniele Piacenti, responsabile Selezione e Blending del Gruppo Salov - Attraverso questo progetto siamo sicuri di poter dare nuova forza ad un settore oleicolo sempre più orientato verso la standardizzazione”. Il progetto, entrato nella seconda fase, ha portato alla messe a dimora nell’uliveto di Villa Filippo Berio di 52 diverse nuove varietà pronte ad essere studiate. Le varietà, che provengono prevalentemente da aree marginali del centro Italia, sono tutte rappresentative di un’olivicoltura tradizionale contraddistinta da minori esigenze agronomiche. Il progetto sarà molto utile a far riscoprire piante poco coltivate, contribuendo a imprimere nuova forza al settore oleicolo. Lo studio di questa biodiversità locale, inoltre, può essere utile anche a individuare piante meno suscettibili alla Xylella Fastidiosa che sta mettendo a rischio l’interno patrimonio olivicolo italiano. I risultati delle ricerche verranno condivisi diventando patrimonio comune per una produzione olivicola di qualità. “Questi esperimenti ci aiuteranno a identificare le varietà più interessanti e resistenti da introdurre e impiantare nell’oliveto di Villa Filippo Berio. Lo studio sarà altresì funzionale al recupero di antiche cultivar toscane che sono andate in disuso nel corso degli anni e che, invece, torneranno in auge come rappresentative in una delle aree più adatte alla coltivazione dell’olivo”, spiega Claudio Cantini, tecnologo del Cnr. La collaborazione con Cnr prosegue anche su altri importanti progetti come Life Resilience che si propone di sviluppare genotipi di piante produttive e resistenti agli agenti patogeni; applicare pratiche e innovare nell’utilizzo di metodi naturali di controllo dei vettori per dimostrare la loro efficacia nella prevenzione degli effetti negativi di Xylella fastidiosa; mitigare i cambiamenti climatici, principalmente in relazione all'uso del territorio e alla silvicoltura, tema prioritario per l’Ue. Infatti, l'analisi e la valorizzazione della biodiversità delle olive in Italia costituiranno un'arma decisiva per contrastare i grandi cambiamenti climatici che si stanno verificando e che impongono sforzi senza precedenti.
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TITOLO: Coronavirus: sondaggio Nestlè, italiani più attenti a raccolta differenziata 
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TESTO: Sul fronte della raccolta differenziata, il 76% degli intervistati dichiara di seguire costantemente le indicazioni per il corretto smaltimento dei rifiuti. La fascia più scrupolosa è quella degli over 55 che si attiene ancora più meticolosamente alle regole di riciclo ed è meno soggetta a dubbi. La tecnologia è considerata uno strumento a supporto dello smaltimento dei rifiuti: i sistemi digitali che aiutano a fare correttamente la raccolta differenziata sono ancora poco utilizzati (solo dal 18% della popolazione), ma si riscontra una buona propensione verso di essi. Il 65% degli intervistati ha infatti manifestato apertura e disponibilità all’utilizzo di queste soluzioni innovative. La quasi totalità degli intervistati (96%) è a conoscenza della presenza di regole proprie per la raccolta differenziata da parte dei singoli Comuni. Il 73% è informato sulle disposizioni del proprio Comune riguardo alla raccolta differenziata, mentre il 24% ammette di conoscerle, ma di non ricordarle bene. Il fatto che le regole di smaltimento varino da un Comune all’altro è un problema molto sentito dai cittadini: per il 74% degli intervistati la molteplicità di disposizioni nei vari luoghi che sono soliti frequentare (casa, ufficio, casa delle vacanze ecc. ) genera confusione. “Gli italiani manifestano un’attenzione crescente per l’ambiente e i materiali riciclabili stimolando le aziende a muoversi in maniera sempre più strategica verso un business sostenibile – dichiara Marta Schiraldi, Nestlé Packaging Champion per l’Italia – In Nestlé ci siamo impegnati per rendere il 100% degli imballaggi riciclabili o riutilizzabili entro il 2025 e per raggiungere questo obiettivo stiamo studiando soluzioni innovative avvalendoci, ad esempio, del nostro Nestlé Institute of Packaging Sciences". “Riteniamo però che sia necessario un approccio globale al problema - prosegue Marta Schiraldi - che, oltre alla ricerca, punti a coinvolgere e informare anche i consumatori che, come emerso da questo sondaggio, hanno bisogno del supporto di aziende, enti e Istituzioni per ottimizzare il processo di raccolta e riciclo dei rifiuti”.
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TITOLO: Fase 2: italiani pronti a ripartire, primo viaggio per andare dalla famiglia  
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TESTO: Ipotizzando che circa la metà dei posti siano occupati, il 45% dei rispondenti ha identificato il treno come modalità di trasporto meno rischiosa dal punto di vista del contagio da Coronavirus, mentre per il 37% è BlaBlaCar il mezzo più sicuro. Le prime partenze dopo il lockdown. Alla domanda 'Quando saranno rimosse le limitazioni agli spostamenti, quale ritieni che sarà la ragione del tuo primo viaggio? ' il 41% ha risposto di voler partire per andare a trovare i propri familiari. Seguono le partenze verso il mare (18%) e verso gli amici (17%), la montagna o la campagna (10%), le grandi città turistiche (7,4%) e i piccoli borghi (6,6%). Ritorno alla normalità entro fine anno: oltre il 75% degli intervistati si aspetta di poter tornare, entro la fine del 2020, a viaggiare in condivisione come prima dell’inizio della crisi. Aumentano i viaggi in Italia: tra i rispondenti, l’84% ha in programma di viaggiare come o più di prima all’interno del territorio italiano. I viaggi all’estero sembrano invece destinati a diminuire nei prossimi mesi. Il 43% dei rispondenti ha infatti dichiarato che, terminata l’emergenza da Covid-19, si aspetta di diminuire la frequenza di viaggi verso altre destinazioni Europee; mentre il 46% intende recarsi meno di prima al di fuori dei confini dell’Europa. BlaBlaCar ha indagato anche il sentimento attuale degli utenti verso altre forme di mobilità e condivisione. Dall’analisi delle risposte è emerso che per la mobilità interna alle aree cittadine, nel periodo subito successivo al Covid-19 si assisterà ad una crescita dell’utilizzo della bicicletta privata (il 49% la utilizzerà più di prima), ma anche di forme di mobilità condivisa come il bike sharing, lo scooter sharing e il noleggio di monopattini elettrici (il 34% si affiderà a questi servizi più di prima). In forte calo, invece, i mezzi del trasporto pubblico (il 48% li utilizzerà meno di prima). Tra le altre forme di sharing economy analizzate, gli affitti di breve durata sono quelli che meno sembrano aver subito gli effetti del Covid-19. Il 72% degli intervistati dichiara che si affiderà come o più di prima a questi servizi per l’organizzazione delle proprie vacanze. “Sebbene la pandemia da Covid-19 abbia avuto un impatto forte sulla nostra attività, azzerandola quasi completamente, non ci siamo mai fermati e abbiamo continuato a progettare l’esperienza BlaBlaCar per il periodo post-emergenza. Siamo sicuri che l’era dell’economia della condivisione sia tutt’altro che terminata, anzi riteniamo che questa giocherà un ruolo centrale nella ripresa economica del Paese" afferma Andrea Saviane, country manager Italia di BlaBlaCar. "Anche il parere della community di BlaBlaCar, che da sempre si distingue per il suo modo di vivere all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità, sembra in questo senso molto incoraggiante. Con un po’ di tempo e le adeguate misure di sicurezza, siamo fiduciosi di poter presto tornare alla normalità" conclude Saviane.
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TITOLO: Mobilità: 60 mld da industria e governi Ue nel 2019 per veicoli elettrici  
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OCCHIELLO: Report T&E: una somma 19 volte più grande rispetto ai 3,2 mld garantiti in Europa due anni fa 
TESTO: Ad oggi l'industria e i governi si sono impegnati 3,5 volte in più nella produzione di veicoli elettrici e batterie in Europa rispetto a quelli in Cina mentre il Vecchio continente è sulla buona strada per riprendersi la leadership globale dell’industria automotive. Ogni tipo di aiuto post-covid - secondo T&E- deve capitalizzare su questi investimenti. Il successo nel mercato dell’auto elettrica è oggi la politica industriale dell’Europa e i decisori politici devono fare la loro parte, condizionando i piani di salvataggio al sostegno di una ripresa verde che dia la priorità alla produzione di veicoli del futuro come richiesto dal Green Deal europeo. Per questo “sono positive la norme del Dl Rilancio approvato dal Governo, ora in discussione in Parlamento – dichiara Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club - che prevedono l’incremento del Fondo per l'acquisto di autoveicoli elettrici ed ibridi con 300 milioni aggiuntivi nel 2020/2021 e lo stanziamento di 20 milioni per la creazione di un polo di eccellenza per la ricerca e l'innovazione nel settore automotive a Torino, che vanno nella giusta direzione. Negativo invece il comma 7 dell’articolo 200 che prevede la possibilità per il Piano di rinnovo degli autobus di acquistare veicoli diesel, decisamente in contrasto con il Piano di contrasto ai mutamenti climatici e la decarbonizzazione”. Infine, sottolinea T&E, per consentire all’Europa di guidare la mobilità elettrica globale, i legislatori dell’Ue dovrebbero rivedere al rialzo gli obiettivi di riduzione della CO2 per le auto al 2030. Secondo l’associazione, l’Ue dovrebbe inoltre garantire che a partire dal 2035 possano essere venduti in Europa solamente i modelli a emissioni zero.
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TITOLO: Sostenibilità: Reviving Origins salva produzioni caffè a rischio 'estinzione'  
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TESTO: Così come già avvenuto in Zimbabwe e Colombia, ogni tazzina di caffè Amaha awe Uganda che verrà consumata sarà di supporto al progetto e permetterà di aumentare, anno dopo anno, la produzione di questi caffè, finché non saranno pronti per entrare a far parte della gamma di caffè. Lanciato nel 2019, il programma Reviving Origins mira a rilanciare la coltivazione del caffè e le economie locali in quelle regioni colpite da avversità quali conflitti, difficoltà economiche e disastri ambientali. Il programma fornisce mezzi di sostentamento sostenibili per i coltivatori e le loro comunità, preservando al contempo il futuro di alcuni dei più rari e squisiti caffè del mondo. Nespresso ha investito in totale quasi 10 milioni di franchi svizzeri nel programma per un periodo di cinque anni (2019-2023). A partire dal lancio dell’anno scorso, Reviving Origins ha già ottenuto notevoli risultati in Zimbabwe e a Caquetá, Colombia, due regioni in cui la produzione di caffè è stata fortemente minacciata negli ultimi anni. In Zimbabwe, la produzione di caffè è stata a rischio per diverso tempo, passando da 15.000 tonnellate alla fine degli anni '80 ad appena 500 tonnellate nel 2017. In Colombia invece, quasi 50 anni di conflitto hanno portato molti coltivatori ad abbandonare le terre e la quasi scomparsa del caffè da Caquetá e El Rosario. Come risultato delle attività finora messe in campo, è stato possibile assistere a un significativo incremento della produttività delle piantagioni. La disponibilità di caffè di alta qualità (AAA) è cresciuta del 9% nella provincia di Manicaland in Zimbabwe e del 10% a Caquetá, Colombia, tra il 2018 e il 2019.
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