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LE NOTIZIE DAL GIORNO Wednesday 01 July 2020 AL GIORNO Wednesday 08 July 2020 SU: ambiente




TITOLO: Rifiuti: imballaggi acciaio, Italia raggiunge 82% riciclo 
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TESTO: “Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti che confermano la validità degli sforzi compiuti in questi anni per promuovere e agevolare la raccolta dei nostri imballaggi in acciaio” commenta Domenico Rinaldini, presidente Ricrea. Nel dicembre 2019 è stato rinnovato l’Accordo Quadro Anci-Conai, lo strumento attraverso il quale il sistema consortile garantisce ai Comuni italiani la copertura dei maggiori oneri sostenuti per svolgere la raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggi. A seguito del rinnovo dell’accordo, è stato approvato poi il nuovo Allegato Tecnico per gli imballaggi in acciaio, entrato in vigore dal primo giugno e relativo al quinquennio 2020-2024. “In un momento delicato come quello che stiamo vivendo - prosegue Rinaldini -, aver siglato il nuovo allegato tecnico con Anci è per noi un successo e un risultato importante da cui ripartire. Con le nuove regole, una particolare attenzione viene rivolta al tema della qualità, premiando le fasce migliori con aumenti dei corrispettivi perché solo con una raccolta attenta e una buona selezione degli imballaggi c’è un riciclo di qualità". "Un altro importante fattore su cui investiremo nei prossimi anni riguarda l’accentuazione del carattere di sussidiarietà del sistema consortile, attraverso la possibilità del convenzionamento parziale da parte dei soggetti aderenti all’accordo, pur mantenendo la verifica del percorso di riciclo anche sulle quantità gestite in maniera autonoma". Le 399.006 tonnellate di imballaggi in acciaio avviate al riciclo nel 2019 hanno consentito di risparmiare 1,4 TWh di energia primaria e 268.000 tonnellate di materia prima, evitando 415.000 tonnellate di Co2 equivalente. Il valore economico della materia recuperata in un anno è di 39 milioni di euro.
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TITOLO: Sostenibilità: stabilimenti produzione Skf carbon neutral entro il 2030  
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TESTO: “Ridurre le emissioni è necessario per contrastare i cambiamenti climatici e, come azienda globale, dobbiamo mostrare una chiara leadership. Dobbiamo impegnarci per ridurre l'impatto sul clima nell'intera catena di creazione del valore, dalle materie prime che acquistiamo all'utilizzo dei prodotti da parte dei clienti e oltre. Per farlo è necessario iniziare dalle nostre attività e agiremo rapidamente e in maniera mirata per raggiungere questo obiettivo. La carbon neutrality, ovvero l'eliminazione delle emissioni, ci consentirà di consolidare ulteriormente la nostra posizione di concorrenzialità e allineare gli interessi SKF con quelli dei clienti e dell'ambiente” afferma Alrik Danielson, presidente e ceo.
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TITOLO: Caldo: Engie, vademecum green per rinfrescare la casa  
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TESTO: Finestre e porte chiuse - Assicurarsi che porte esterne e finestre siano ben chiuse durante la giornata, quando il termometro tocca l’apice; mai aprirle, inoltre, quando il condizionatore è in funzione. Produrre freddo tenendo anche una sola finestra aperta significa, infatti, introdurre nell’ambiente aria calda a 35-40°C e far lavorare il condizionatore sempre al massimo, con un aumento significativo del consumo elettrico e sprechi nell’ordine del 35%. Infissi isolanti - Se gli infissi fossero vecchi o non isolati correttamente, sarebbe opportuno provvedere al loro isolamento, fondamentale per mantenere le stanze calde in inverno e fresche in estate (si ricorda che si può usufruire del Decreto Rilancio con il superbonus al 110%). Scegliere un climatizzatore di ultima generazione e fare attenzione ai filtri per tutelare la salute - È bene avere un condizionatore in classe energetica A++/A+++ che, grazie alla sua efficienza, produce un risparmio in bolletta e programmarne la manutenzione. Prima di accendere l’impianto di condizionamento prevedere anche la sanificazione dei filtri con un trattamento antibatterico. Attenzione ai flussi diretti - Evitare di indirizzare il flusso dell’aria fredda sulle persone: è meglio, piuttosto, indirizzare l’aria fredda verso l’alto, in quanto tenderà naturalmente a scendere. Fondamentale, inoltre, non ostruire il flusso dell’aria in uscita e in entrata dal dispositivo dove sono situati i filtri. Consiglio Bonus: energia e gas 100% green - Anche la scelta della fonte con cui alimentare climatizzatori e fornelli impatta sull’ambiente.
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TITOLO: Sostenibilità: 5 consigli per un uso più green del condizionatore 
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TESTO: 2. Finestre e porte chiuse. Assicurarsi che porte esterne e finestre siano ben chiuse durante la giornata, quando il termometro tocca l’apice; mai aprirle, inoltre, quando il condizionatore è in funzione. Produrre freddo tenendo anche una sola finestra aperta significa, infatti, introdurre nell’ambiente aria calda a 35-40°C e far lavorare il condizionatore sempre al massimo, con un aumento significativo del consumo elettrico e sprechi nell’ordine del 35%. 3. Infissi isolanti. Se gli infissi fossero vecchi o non isolati correttamente, sarebbe opportuno provvedere al loro isolamento, fondamentale per mantenere le stanze calde in inverno e fresche in estate (si ricorda che si può usufruire del Decreto Rilancio con il superbonus al 110%). 4. Scegliere un climatizzatore di ultima generazione e fare attenzione ai filtri per tutelare la salute. È bene avere un condizionatore in classe energetica A++/A+++ che, grazie alla sua efficienza, produce un risparmio in bolletta e programmarne la manutenzione. Prima di accendere l’impianto di condizionamento prevedere anche la sanificazione dei filtri con un trattamento antibatterico. 5. Attenzione ai flussi diretti. Evitare di indirizzare il flusso dell’aria fredda sulle persone: è meglio, piuttosto, indirizzare l’aria fredda verso l’alto, in quanto tenderà naturalmente a scendere. Fondamentale, inoltre, non ostruire il flusso dell’aria in uscita e in entrata dal dispositivo dove sono situati i filtri.
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TITOLO: Smaltire bene mascherine e guanti, lo spiega Enrico Brignano 
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TESTO: Oltre a questo spot, parte oggi una campagna social ‘Alla natura non serve’, con meme e video emozionali dall’hastag #buttalibene. Il concept muove da una delle foto simbolo della pandemia: un uccellino trovato intrappolato in una mascherina, che ovviamente agli animali non serve, così come non serve alle strade, alla natura, ai mari. Un messaggio per tutti, soprattutto per chi abbandona questi rifiuti, forse inconsapevole del danno ambientale che sta causando. "Come persone siamo chiamati ad essere attori principali della salvaguardia ambientale" afferma il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, secondo cui "bisogna fare un scelta. Incominciamo a gettare bene quando è necessario ma se possiamo, noi che non siamo operatori sanitari, utilizziamo le mascherine non usa e getta: le possiamo lavare a casa e impiegare tante volte". I numeri del disastro. Secondo le stime dell'Ispra il fabbisogno giornaliero dei dispositivi di sicurezza individuale è stimato intorno ai 35/40 mln per le mascherine e ai 70/80 mln di guanti. La produzione complessiva di rifiuti da mascherine e guanti, fino alla fine del 2020, sarebbe dunque compresa tra le 160mila e le 440mila tonnellate, con un valore medio di 300mila tonnellate. Secondo il presidente dell’Ispra, Stefano Laporta "si tratta di una quantità rimarchevole che potrà essere incrementata o diminuita in base all’evoluzione di questo virus e quindi alla situazione sanitaria in atto ma che dal punto di vista ambientale necessità di un intervento serio". La campagna, spiega Laporta, "si appella al senso civico dei cittadini. Bisogna rafforzare questa collaborazione e partecipazione con i cittadini" per evitare la dispersione nell’ambiente di questi rifiuti. Mascherine e guanti monouso, spiega Costa "sono diventati un problema per l’ambiente, in Italia e nel resto del mondo. Da qui è nata la campagna istituzionale del ministero, affidata al carisma di Enrico Brignano, che con il suo potere di persuasione orienterà i comportamenti dei cittadini italiani nell’ottica di prestare attenzione all’ambiente. Anche tramite i social vogliamo raggiungere un pubblico vasto, soprattutto i più giovani. Perché oggi è il momento di agire per difendere la natura e il nostro pianeta dall’inquinamento. Non possiamo stare a guardare". "Una collaborazione, quella tra il Comando generale della Guardia costiera e il ministero dell’Ambiente, iniziata già lo scorso anno con il progetto di comunicazione e di educazione ambientale plasticfree, voluto per contrastare la dispersione delle microplastiche in mare e proseguita con la campagna ‘reti fantasma’ che vede impegnati i nostri nuclei subacquei nel recupero delle reti da pesca abbandonate nei fondali, che rappresentano un pericolo per la vita dell’ecosistema marino e per la sicurezza di bagnanti e subacquei" dichiara il Comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, l’ammiraglio Giovanni Pettorino. "Quest’anno il nostro impegno a fianco del Ministro Costa si è rinnovato attraverso un’intensa attività di monitoraggio ambientale volta a ‘fotografare’ lo stato de mare durante il periodo di lockdown e nella fase immediatamente successiva e oggi, in particolare, per sostenere questa importante campagna del ministero dell’Ambiente e lanciare un messaggio a coloro che sceglieranno le coste italiane per loro vacanze". "Questa iniziativa – ha scritto in un messaggio istituzionale il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro – è un ottimo esempio di come il contrasto alla pandemia coinvolga tutti gli aspetti della nostra convivenza e richieda uno sforzo comune e coordinato. Anche in questa fase della pandemia è importante che tutti agiamo nelle prospettive dell’agenda per lo sviluppo sostenibile dove il tema ambiente, insieme a quello della salute, siano centrali". Inoltre, sul sito del ministero dell’Ambiente è stata creata una pagina ad hoc, "All’ambiente non servono", nella quale ci sono alcune domande e risposte sullo smaltimento corretto di guanti e mascherine e sulle modalità di uso delle mascherine riutilizzabili.
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TITOLO: Rifiuti: Close the Glass Loop, al via la piattaforma europea del vetro 
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TESTO: "L’Italia da sempre è stata molto attiva nella raccolta e nel riciclo del vetro - osserva Gianni Scotti, presidente di CoReVe (Consorzio Recupero Vetro) - e i risultati già ottenuti rendono più semplice raggiungere l’obiettivo numerico posto dalla piattaforma europea. Ma, al di là dei numeri, ‘Close the Glass Loop’ servirà a evidenziare e diffondere le buone pratiche, a migliorare la qualità delle raccolte differenziate, a uniformare e razionalizzare i sistemi in un’ottica europea". L'iniziativa, che riunisce dodici Federazioni europee che rappresentano produttori di vetro, trasformatori, brand, organizzazioni per il recupero degli imballaggi e Comuni, vede l’adesione da parte dell’Italia di Assovetro e CoReVe e il coinvolgimento di tutti i partner nazionali in ogni Stato membro dell'Ue. Il piano d'azione europeo, presentato da Michel Giannuzzi, presidente di Feve, ha la finalità di affrontare le sfide strutturali nella catena di raccolta e riciclo del vetro partendo dai Comuni, visti come attori chiave per mobilitare la raccolta. I partner di 'Close the Glass Loop' stabiliranno una forte partnership con le autorità locali per aumentare la raccolta di vetro, migliorarla nelle grandi città e nelle aree turistiche e garantire che l'uso, la raccolta e il riciclo dei contenitori di vetro siano supportati meglio da linee guida e da strumenti comuni in tutte le fasi. "Il vetro è un ottimo esempio - commenta in un videomessaggio Virginijus Sinkevi?ius, commissario europeo per l'Ambiente, la pesca e gli oceani - di materiale circolare. Si stanno già raggiungendo risultati eccezionali nella raccolta e nel riciclo. Ma oggi occorre dimostrare di voler fare di più, di essere determinati ad alzare il livello di qualità in tutta l'Ue e cercare spazi di miglioramento lungo tutta la filiera. Sono fiducioso che la piattaforma Close the Glass Loop rappresenterà un trampolino di lancio verso i livelli più alti della gerarchia dei rifiuti". "Abbiamo il vantaggio di lavorare - osserva Michel Giannuzzi, presidente della European Container Glass Federation (Feve) - con un materiale al 100% e infinitamente circolare per natura, che è già una storia di successo in termini di sostenibilità. Più ricicliamo il vetro, meno rifiuti creiamo e meno utilizziamo risorse vergini, producendo allo stesso tempo imballaggi premium in termini di conservazione della qualità, salute e sicurezza. Oggi, il 76% degli imballaggi in vetro nel mercato dell'Ue è raccolto per il riciclo, ma c'è ancora molto da fare. Dobbiamo cogliere appieno i vantaggi offerti dal vetro e riciclare di più e meglio. A tal fine, abbiamo bisogno dell'impegno attivo dell'intera filiera".
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TITOLO: Ambiente: Mare Monstrum, oltre 23mila aggressioni nel 2019 
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TESTO: Secondo la fotografia restituita da Mare Monstrum, in testa ai reati nelle Regioni litoranee quelli legati al ciclo del cemento (il 42,5% del totale), comparto nel quale è la Campania a guidare la classifica, seguita da Puglia, Lazio, Calabria e Sicilia. Seconda voce con il maggior peso nel dossier, il mare inquinato, correlato al problema della depurazione: le maggiori criticità in Sicilia, Calabria e Campania. Nel complesso, l’inquinamento da cattiva depurazione, scarichi fognari e idrocarburi ha registrato 7.813 infrazioni nel 2019, il 33,1% delle illegalità accertate a danno del mare. C’è poi il capitolo pesca illegale che rappresenta il 22% delle infrazioni accertate, con 555mila chili di pescato, 69mila metri di reti killer e oltre 7.500 attrezzi da pesca sequestrati: in testa la Sicilia, seguita da Campania, Puglia, Liguria, Sardegna. "I dati di Mare Monstrum e delle Golette dello scorso anno ci parlano di acque in preda a vecchie e nuove minacce. Dal marine litter, cui si aggiunge la dispersione dei dispositivi di protezione, agli scarichi illegali e all’abusivismo. Per questo, siamo pronti a ripartire con Goletta Verde e Goletta dei laghi in una formula inedita per capillarità e diffusione - spiega Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - In campo, nel 2020, una straordinaria operazione di citizen science, con centinaia di volontari impegnati direttamente nei campionamenti delle acque e nel censimento dei rifiuti lungo le coste". Citizen science e territorialità le parole chiave delle due campagne estive per il 2020. Abusivismo edilizio, cattiva depurazione, beach litter e usa e getta, spiagge ed erosione costiera, biodiversità e aree protette, lotta contro le fonti fossili i grandi temi al centro di questa 34esima edizione di Goletta Verde che prende il via in tutte e 15 le Regioni costiere italiane. Undici, invece, le Regioni interessate dalla campagna Goletta dei laghi che da 15 anni mette al centro scarichi non depurati e inquinanti, abusivismo, rifiuti e microplastiche. Partner di Goletta Verde e di Goletta dei laghi 2020 sono Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, e Novamont, azienda attiva nel settore delle bioplastiche e dei biochemicals. Partner sostenitore di Goletta Verde è invece Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio. "Preservare l’integrità degli ecosistemi acquatici è un obiettivo centrale per il Conou, impegnato da 36 anni a evitare che un rifiuto pericoloso come l’olio lubrificante usato possa danneggiare i nostri mari e laghi - dichiara Paolo Tomasi, presidente del Conou - Basti pensare che, dall’inizio della sua attività, il Consorzio ha salvato dall’inquinamento una superficie grande due volte il mar Mediterraneo".
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TITOLO: Estate, 10 consigli per proteggere Fido dal caldo  
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TESTO: 2. Se vediamo un animale rinchiuso in un’auto verifichiamo le sue condizioni generali. Se notiamo i sintomi di un colpo di calore bisogna intervenire rapidamente per evitare la morte dell’animale: contattate le forze dell’ordine e un veterinario reperibile. Se possibile, gettiamo acqua sul cane attraverso i finestrini, se sono aperti. 3. Come riconoscere un colpo di calore: inizialmente l’animale appare a disagio, irrequieto e ansimante, con un aumento della frequenza respiratoria e cardiaca. In seguito perderà la lucidità e la coordinazione e potrebbe barcollare o non riuscire ad alzarsi. 4. Primo soccorso in caso di colpo di calore: in presenza dei sintomi del colpo di calore è necessario correre dal veterinario. Nel frattempo, spostiamo l’animale in un luogo fresco e ombreggiato e rinfreschiamolo applicando stracci bagnati con acqua a temperatura ambiente sul collo, sotto le ascelle e all’inguine. Queste misure comunque non sostituiscono il controllo urgente di un veterinario perché il colpo di calore può avere comunque conseguenze molto gravi. 5. Gli animali che vivono prevalentemente all’aperto o in giardino devono sempre avere accesso ad acqua fresca e pulita e la possibilità di ripararsi in una zona adeguatamente ombreggiata. Per quanto riguarda gli animali che vivono in appartamento, è consigliabile portarli in passeggiata la mattina presto e la sera, evitando le ore più calde in cui anche la pavimentazione cittadina è rovente. 6. Andare in spiaggia è molto divertente anche per i cani ma attenzione alla sabbia e all’acqua di mare, che possono causare irritazioni della pelle. Sciacquare accuratamente con acqua dolce i nostri amici, facendo particolare attenzione tra i polpastrelli. 7. Quando giochiamo con il cane in spiaggia facciamo molta attenzione che non ingerisca sabbia e, in particolare, eventuali corpi estranei che possono nascondersi tra la sabbia: ami e lenze possono causare lesioni in bocca o agli organi interni, se ingeriti. 8. Il pelo degli animali ha una funzione di protezione dal freddo ma anche dal caldo e dai raggi solari. Noi crediamo che la tosatura non sia necessaria ma, nel caso, assicuriamoci di lasciare una lunghezza sufficiente a proteggerli. È consigliabile utilizzare una crema solare ad alta protezione sulle estremità bianche degli animali, come le punte delle orecchie, in caso di esposizione al sole per prevenire scottature e la possibilità di sviluppare tumori. 9. Durante tutta la stagione calda, applicare regolarmente un antiparassitario adatto alla specie e alla taglia (alcuni prodotti per cani possono essere letali per i gatti). Pulci e zecche possono veicolare moltissime patologie e, nel caso dei cani, le punture di flebotomi possono trasmettere la leishmaniosi. Per i soggetti più sensibili si possono scegliere prodotti naturali e senza controindicazioni a base di Olio di Neem. 10. Le punture di insetto possono interessare anche i nostri amici con la coda e, in alcuni casi, causare reazioni allergiche e pericolose. Se notiamo un insolito gonfiore, arrossamento della pelle o prurito, contattiamo subito il nostro veterinario.
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TITOLO: Moda: nasce 4sustainability, marchio sostenibilità aziende fashion&luxury  
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TESTO: Sono già oltre 130 - spiega l'azienda - le imprese della filiera dei distretti italiani del tessile e della pelle e numerosi brand internazionali ad essersi affidati ai protocolli di 4sustainability per implementare azioni concrete per lo sviluppo sostenibile. "Abbiamo strutturato per primi, in Italia, un percorso espressamente dedicato alle aziende tessili e del comparto moda e in grado di impattare concretamente sull’organizzazione interna e di filiera per trasformare la sostenibilità da costo, quale veniva e viene ancora, in parte, percepita, a leva strategica di sviluppo capace di generare valore", specifica Rulli. In cosa consiste questo processo? "L’adesione alla roadmap 4sustainability si concretizza nell’implementazione di una o più iniziative, da realizzare attraverso il progetto, costruito su un protocollo standard, It tool e linee guida dedicati, e attività di training trasversali che precedono e/o seguono il completamento del progetto", aggiunge l’imprenditrice. La Roadmap per la sostenibilità consta di 9 aree di intervento, che rappresentano la mappa ideale per un impatto a 360 gradi: Monitoring 4sustainability (mappare e coinvolgere la filiera), Chemical Management 4sustainability (eliminare le sostanze chimiche tossiche e nocive dalla produzione), Training 4sustainability (formare le risorse), Recycle 4sustainability (costruire un sistema di garanzia del materiale riciclato), Csr 4sustainability (applicare sistemi di gestione certificabili), Materials 4sustainability (sostituire la materie prime tradizionali con alternative sostenibili), Climate 4S (introdurre processi che riducano le emissioni di CO2 in atmosfera, i consumi di acqua e di energia), People 4S (utilizzare strumenti per l’analisi e il miglioramento dello stato di benessere all’interno all’organizzazione), Reporting 4sustainability (rendicontare con metodo e trasparenza quanto realizzato).
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TITOLO: Mostre: Isola di Albarella ospita Evoluzioni, ispirata ai cambiamenti climatici 
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TESTO: "Usando un gioco di parole, con ‘Evoluzioni’ abbiamo voluto portare la cultura all’interno dell’ambiente dell’isola, rafforzando così la cultura ambientale di tutti i nostri ospiti - aggiunge Mauro Rossatti, direttore di Albarella Srl - Attraverso la creatività abbiamo voluto valorizzare gli elementi naturali e legare ancora di più l’isola al proprio territorio". Le sculture di Evoluzioni sono immerse negli spazi verdi dell’Isola di Albarella, colpita nell’agosto 2017 dalla furia del maltempo che ha divelto oltre 8mila alberi su una superficie di quasi 600 ettari. Proprio dopo la tempesta di tre anni fa, l'isola ha promosso 'Immersi nella Natura', un ampio progetto paesaggistico di riqualificazione del patrimonio ambientale e naturale realizzato in collaborazione con l’atelier Coloco di Parigi.
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TITOLO: Agricoltura: investimenti e innovazione, il Good Growth Plan di Syngenta  
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TESTO: Nel presentare il nuovo piano, Syngenta ha annunciato anche di aver raggiunto, o superato in alcuni casi, tutti gli obiettivi globali del programma lanciato nel 2013, tra cui il recupero di oltre 14 milioni di ettari di terreno agricolo a rischio di degrado e l’incremento della biodiversità in oltre 8 milioni di ettari di terreno coltivabile. Nell’ambito dell’attuale Good Growth Plan, Syngenta ha già annunciato la sua intenzione di investire entro il 2025 due miliardi di dollari nell’agricoltura sostenibile e lanciare ogni anno sul mercato due innovazioni tecnologiche. Gli specifici impegni previsti dal nuovo piano si muovono lungo quattro aree: accelerare l'innovazione per gli agricoltori e l’ambiente; impegnarsi per un'agricoltura a zero emissioni di CO2; contribuire alla salute e alla sicurezza delle persone; stringere collaborazioni per generare un impatto migliore. Syngenta si impegna inoltre a ridurre del 50% la carbon footprint dei suoi processi operativi entro il 2030 per sostenere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. L’impegno di Syngenta è stato confermato e approvato dalla Science Based Targets initiative (Sbti). Inoltre, il Syngenta Group ha recentemente sottoscritto l’impegno di Sbti per prevenire l’innalzamento della temperatura globale di oltre 1,5 gradi. "Quando parliamo con gli agricoltori, constatiamo che sono i primi a essere colpiti dal cambiamento climatico e dalla perdita di biodiversità. Inevitabilmente le misure restrittive adottate contro il Covid-19 potrebbero produrre ulteriori ripercussioni a lungo termine anche sul settore agroalimentare. Questo spiega i significativi livelli di investimento in innovazione previsti dal nuovo Good Growth Plan, necessari proprio per contrastare il cambiamento climatico e sviluppare un sistema di produzione alimentare in sintonia con l’ambiente", rimarca Alexandra Brand, Chief Sustainability Officer di Syngenta. "L'impatto del Covid-19 sul comparto agricolo a livello globale non ha rappresentato solo un immediato pericolo per la prosperità degli agricoltori e per i prezzi e la reperibilità dei prodotti alimentari, ma anche un esempio di quanto sia vulnerabile e fragile l’ecosistema agricolo. Inevitabilmente, le misure restrittive adottate contro la pandemia potrebbero aver prodotto ripercussioni a lungo termine sull’intero settore. In tal senso, Covid-19 e cambiamenti climatici possono essere considerate due dimensioni della stessa sfida: l'urgente necessità di costruire un settore agricolo più resiliente e di agire subito, per ridurre i rischi per il futuro", rimarca Riccardo Vanelli, ad Syngenta Italia. E il nuovo Good Growth Plan "pone proprio la lotta ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità al centro del piano di ripresa dell’agricoltura dalle conseguenze socio-economiche derivanti anche dall’emergenza sanitaria". Attraverso il nuovo Good Growth Plan, "vogliamo confermare l'innovazione sostenibile al centro del nostro modello di business. Per questo motivo abbiamo deciso di investire entro il 2025 due miliardi di dollari nell’agricoltura sostenibile". Inoltre, "un ulteriore tassello che Syngenta Group ha voluto aggiungere ai propri impegni è l’annuncio delle collaborazioni strategiche individuate a livello internazionale con grandi realtà internazionali. La prima, con Solidaridad Network, volta a implementare soluzioni sostenibili su larga scala per consentire alle comunità agricole di raggiungere la sicurezza alimentare in un certo numero di zone in via di sviluppo". La seconda, conclude "è il rinnovo della partnership con The Nature Conservancy, con il progetto Reverte, in Brasile, che ha lo scopo di rigenerare nei prossimi cinque anni oltre un milione di ettari di terreno agricolo degradato. A questi si aggiunge il crescente portfolio di soluzioni e strumenti digitali volti ad aiutare gli agricoltori a sviluppare il pieno potenziale delle proprie aziende agricole". Il programma Ggp a supporto della filiera italiana verrà presentato in autunno.
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TITOLO: Acqua: 77,6% italiani beve quella del rubinetto  
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TESTO: A seguire la consapevolezza che 'l’acquedotto comunale fa maggiori controlli sull’acqua rispetto ai produttori dell’acqua in bottiglia' (24%), alla bontà dell’acqua 'la bevo perché è buona (23,2%) ed al 'minor costo rispetto all’acqua in bottiglia' (19,7%). Nel 28% dei casi (trend in crescita di oltre il 6% rispetto al 2018) si rileva la presenza di almeno un sistema di affinaggio dell’acqua che permette di trattare l’acqua del rubinetto da bere, per ottenere migliori caratteristiche organolettiche. Tra questi sistemi, l’8,6% è rappresentato dalle caraffe filtranti (invariato rispetto al 2018), l’11,1% dai sistemi per l’eliminazione del cloro (erano il 6,3% nel 2018) e il 2,8% dagli apparecchi con sistema di osmosi inversa. Si rileva la presenza di almeno un apparecchio soprattutto nelle famiglie più numerose (41,3% nelle famiglie con 4 componenti, 39,2% nelle famiglie con 5 o più componenti) e nelle famiglie con il capofamiglia giovane (51,8% con il capofamiglia con età fino a 34 anni). Tra tutti coloro che hanno un apparecchio di affinaggio dell’acqua domestico circa un terzo ha sottoscritto un abbonamento per la manutenzione periodica. Inoltre, si è indagato su quanto gli italiani siano propensi a bere acqua trattata del rubinetto fuori casa: il 27,3% degli intervistati la beve negli esercizi commerciali (+3,6% rispetto al 2018) e il 51% la berrebbe se gliela offrissero. In generale tra coloro che hanno già un’abitudine al consumo dell’acqua potabile si riscontra una maggiore consuetudine al consumo di acqua trattata negli esercizi commerciali (bar e ristoranti): 40,2% dichiara di 'berla già' ed il 51,1% dichiara che la berrebbe se venisse offerta. Si è anche verificato su quanti conoscano il servizio offerto dai chioschi dell’acqua che mettono a disposizione dei cittadini acqua potabile, trattata o non trattata, refrigerata o addizionata di anidride carbonica. Il 73,3% conosce questa possibilità (+5,4% sul 2018) e nel 51,1% dei casi il comune di residenza offre il servizio. In generale circa il 22% della popolazione ha dichiarato di bere l’acqua dei chioschi/casette (15,4% nel 2018), confermando un’ascesa di quest’abitudine. Per la prima volta, inoltre si è indagato sull’approvvigionamento dell’acqua da bere fuori casa: il 64,4% opta per l’acquisto di acqua in bottiglia (48% da bar/negozi e 16,4% da distributori automatici a pagamento), questo comportamento risulta più accentuato tra chi beve raramente o mai l’acqua del rubinetto (72,4% contro il 64,4%). Il 41,2% porta l’acqua da casa, soprattutto tra coloro che sono abituati a consumarla abitualmente dal rubinetto. In merito alla preoccupazione degli italiani nei confronti della presenza di sostanze contaminanti nell’acqua del rubinetto, il 26,8% (in calo di quasi 8 punti percentuali rispetto al 2018) si è dichiarato estremamente preoccupato e il 62,6% abbastanza preoccupato. Tra chi ha già un’abitudine al consumo dell’acqua potabile del rubinetto, si riscontra una preoccupazione per i contaminanti chimici più bassa della media della popolazione (14% vs. 26,8%). Al contrario, per coloro che abitualmente non bevono acqua del rubinetto, tale preoccupazione è molto elevata (39% vs. 26,8%).
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TITOLO: Animali: allevamenti in gabbia, Italia al 17esimo posto in Ue 
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TESTO: Oggi la Coalizione italiana End the Cage Age, costituita da Animal Equality, Animalisti italiani, Ciwf, Enpa, Humane Society International Italia, Lav, Legambiente, Lega Nazionale del Cane e Oipa, pubblica una classifica dei Paesi in base alla percentuale di animali allevati in gabbia. In Italia la quasi totalità di scrofe, conigli e quaglie, così come il 62% delle galline sono allevati ancora in gabbia ed è necessario agire il prima possibile per mettere fine a questa situazione. I ministri competenti per un’eventuale transizione a sistemi senza gabbie sono il ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, e il ministro della Salute, Roberto Speranza. Per questo motivo, le associazioni della Coalizione End the Cage chiedono ai cittadini, a partire da oggi e nei prossimi giorni, di lanciare, utilizzando un linguaggio civile e propositivo, dei tweet rivolti proprio ai due ministri, chiedendo a entrambi di impegnarsi pubblicamente e concretamente a dismettere gradualmente le gabbie nel nostro Paese. Il ministro Speranza ha già dichiarato la propria disponibilità ad aprire un dialogo sulla transizione a sistemi senza gabbia per le scrofe, mentre finora nessun segnale di apertura al dialogo è stato ricevuto dalle associazioni da parte del Ministro Bellanova. “La dismissione delle gabbie dagli allevamenti è urgente perché risponde a una sempre più pressante istanza etica di milioni di cittadini europei ed è coerente con la rinnovata e crescente attenzione anche a livello europeo per il benessere animale e la sostenibilità, così come tracciato nel Green Deal”, hanno dichiarato le associazioni, che aggiungono: “Far uscire dall'invisibilità le sofferenze di decine di milioni di animali è un dovere etico di ogni Paese civile e democratico e ci auguriamo che i nostri Ministri avviino al più presto il dibattito pubblico per una transizione verso sistemi senza gabbie, per far sì che l’Italia non resti indietro in questa battaglia di civiltà in difesa degli animali, ma divenga rapidamente tra i Paesi europei all'avanguardia”.
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TITOLO: Acqua: Gruppo Cap, al via nuovo progetto di sanificazione delle reti idriche 
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TESTO: "La monoclorammina - spiega Cap - disinfettante particolarmente efficace nelle reti di distribuzione molto estese, comporta notevoli benefici: inodore e insapore, il suo impiego consente di migliorare la qualità dell’acqua distribuita alla cittadinanza in modo più uniforme e pressoché definitivo". Per quanto riguarda le fasi preparatorie all’avvio del progetto, Gruppo Cap "ha dotato alcuni punti strategici nella rete di sistemi di campionamento, che consentiranno di tenere costantemente sotto controllo le attività di sanificazione e di intervenire in tempo reale con eventuali modifiche nel dosaggio, che verrà effettuato in modo graduale". La produzione della monoclorammina avverrà presso la centrale di potabilizzazione ubicata in Località Casoni, all’interno di un locale già appositamente realizzato e predisposto per i prelievi periodici. L’azienda del servizio idrico del territorio fa sapere inoltre alla cittadinanza che, in seguito agli interventi che saranno effettuati, "l’acqua del rubinetto potrebbe assumere un leggero colore giallastro, fenomeno che non altera assolutamente la qualità dell’acqua di casa, che può essere tranquillamente bevuta senza alcuna conseguenza sulla salute. Come avviene dopo un periodo prolungato di chiusura dell’acqua (per esempio quando si va in vacanza), sarà sufficiente far scorrere l’acqua del rubinetto per alcuni minuti per ripristinare la consueta trasparenza".
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TITOLO: Mobilità: car sharing, cresce e si diversifica nelle città italiane  
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TESTO: Milano e Roma hanno registrato la crescita maggiore dei noleggi del 2019, raggiungendo insieme circa 10 milioni di noleggi annui, con la durata media di un noleggio di circa mezz’ora, e con veicoli sempre più ecologici. Naturalmente, con il lockdown di marzo e aprile 2020 i servizi di car sharing sono crollati, con punte anche del 90%, ma già a maggio 2020 è ripartita la tendenza positiva, con un + 30%. A giugno ci si attende un +50% con alcune novità interessanti. Sono sempre di più le modalità di noleggio di autovetture presenti nelle città italiane: molti operatori di car sharing, infatti, stanno sviluppando nuove formule, che vanno ad integrarsi con quelle già esistenti e superano la distinzione tradizionale fra car sharing 'station based' (con parcheggi dedicati) e car sharing 'free floating' (a flusso libero). Alcuni operatori di servizi “station based”stanno ripensando le proprie offerte in modo più flessibile, rendendo possibile anche il noleggio solo andata (consentendo quindi di rilasciare l’autovettura in altre stazioni cittadine, come sta accadendo ad esempio a Torino, Roma, Cagliari e Palermo). Viceversa aziende specializzate in car sharing 'free-floating' oggi operano anche attraverso aree di parcheggi dedicate in vari punti strategici delle città italiane, come aeroporti e stazioni ferroviarie, senza maggiorazione di tariffa (ed è questa la novità), come nel caso di Enjoy e Corrente presso stazione centrale FS di Bologna. Tutto questo per offrire un servizio sempre più vasto e completo agli utenti, visti i numeri in crescita. Un’altra evoluzione in corso nel mondo del car sharing è quello di adattare il modello operativo alla tipologia di città e di spostamenti: nelle grandi città italiane sono presenti soprattutto le grandi aziende internazionali che operano nel carsharing free floating e continuano a puntare ad un consolidamento dei servizi già esistenti. Nei centri di dimensione più piccola, come Cagliari, Palermo, Genova, Venezia nascono o si consolidano invece nuovi operatori locali, che progettano il servizio anche in base alle caratteristiche dell’utente medio presente in quelle città. Si tratta di servizi più ridotti dal punto di vista del numero di auto ma più diffusi nel territorio e che vedono spesso l’affermazione di operatori locali, spesso anche in partnership con le aziende di trasporto pubblico. Insomma, un settore dinamico che si adatta costantemente alle necessità e richieste degli utenti, che sono diverse caso per caso.
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TITOLO: Mobilità: a Milano arriva il noleggio bici a lungo termine di Swapfiets 
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TESTO: Inizialmente a Milano i modelli di bici disponibili saranno i 'Deluxe 7', successivamente arriverà la tipica Hollandbike 'Original', la 'Power 7' e-Bike, nonché il piccolo, flessibile e pieghevole 'e-Kick' scooter. "In Swapfiets crediamo che rendere più vivibili e sane le città per milioni di persone sia possibile anche attraverso la proposta di nuove soluzioni e servizi di mobilità in abbonamento" afferma Marc van Pappelendam, Managing Director di Swapfiets. "La nostra azienda continua a innovare e migliorare sempre i prodotti, servizi ed esperienze offerte in modo da permettere a tutti i nostri utenti di continuare a muoversi in modo semplice e sostenibile. ”
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TITOLO: Cammina Italia, 20 viaggi a piedi per tutti nelle Regioni italiane  
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TESTO: "Durante il lockdown abbiamo capito quanta voglia c’era di tornare a camminare in natura, all’aria aperta, di respirare, sentire l’aria che entra nei polmoni senza restrizioni o filtri e sentirci in armonia con l’universo - spiega Luca Gianotti - Per questo abbiamo approfittato di quel momento buio per mettere nero su bianco la nostra esperienza nella speranza di condividerla presto con tutti quelli che sognavano di rimettersi in cammino. Il risultato è stato un libro collettivo, un libro di squadra, una bella esperienza in cui mettere insieme i tasselli di tutti e veder sbocciare in tipografia queste 144 pagine colorate". Il libro propone una selezione di 20 tra i migliori itinerari in Italia, uno per Regione, consigliati da esperti del settore da compiere a piedi in 4/7 giorni. Ogni itinerario contiene la descrizione del percorso giorno per giorno, una mappa, le strutture consigliate per il pernottamento e il ristoro, le tracce gps gratuite e le cartine.
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TITOLO: Rifiuti: ricerca, europei consapevoli di importanza riciclo Raee  
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TESTO: Osservando in particolare i dati riferiti allo smaltimento e al riciclo delle lampadine, emerge che: tra il 62% e l’88% degli intervistati identifica correttamente il giusto luogo di smaltimento; tra il 61% e il 75% usa le isole ecologiche per riciclare le lampadine esauste, con una maggiore incidenza in Italia e in Austria, dove oltre il 30% ricorre regolarmente ai centri di raccolta comunali per smaltire questi rifiuti; la percentuale di smaltimento delle lampadine esauste con il servizio di restituzione su base 1contro1 o 1contro0 presso i punti vendita della distribuzione è invece inferiore, attestandosi tra il 38% e il 59%, con un'applicazione più significativa in Spagna, Paesi Bassi e Germania. I dati raccolti sugli apparecchi di illuminazione sono simili a quelli per le lampadine. I dati sembrano confermare l’efficacia delle campagne di comunicazione e sensibilizzazione, insieme alla crescente cultura ambientale e alla volontà di applicare comportamenti ecosostenibili. I risultati suggeriscono, inoltre, la necessità di intensificare l'attività di informazione e comunicazione per raggiungere quella parte della popolazione, in Italia il 22% del campione, che non è ancora consapevole della necessità di separare lampadine e gli altri Raee dai rifiuti generici. Il bisogno di ricevere più informazioni è stato anche esplicitamente espresso dai cittadini intervistati: considerano gli orari di apertura e la distanza dei luoghi di smaltimento per i Raee in media adeguati ma tra il 40% e il 57% riferisce una mancanza di informazioni disponibili presso i punti vendita che dovrebbero operare la raccolta e, tra il 24% e il 42% (a seconda del Paese di riferimento), dichiara che lo stesso personale dei negozi non è adeguatamente informato. Infine, un’ampia maggioranza in tutti e cinque i Paesi coinvolti nell’indagine (tra il 76% e l'84%) afferma che produttori, distributori, negozi e piattaforme di vendita online di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche dovrebbero informare sui servizi di raccolta e riciclo offerti. Questo contribuirebbe ad accrescere la consapevolezza sui corretti comportamenti per il riciclo adeguato di questi rifiuti.
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TITOLO: Sostenibilità: miglior brand, Gruppo Lego primo in Italia e nel mondo 
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TESTO: Fattore decisivo è stato avere una visione del futuro per garantire un costante impatto positivo su società e ambiente attraverso un approccio trasparente, etico e innovativo. Questa visione del gruppo danese deriva ancora oggi dal motto del fondatore 'Only the best is good enough'. L’indice di reputazione che ha permesso al Gruppo Lego di conquistare il primo posto in Italia è pari a 83,48, 12 punti sopra la media. Questa la top ten internazionale di Reputation Institute Global RepTrak 100 del 2020: Lego Group (1), Ferrari (2), The Walt Disney Company (3), Amazon (4), Ferrero (5), Netflix (6), Microsoft (7), Samsung (8), Adidas (9) Bmw (10). Basata su oltre 100.000 valutazioni individuali raccolte nell'anno, la classifica è la fotografia più aggiornata al mondo sulla reputazione di circa 10mila aziende misurata in 15 mercati, che include valutazioni comparative, tendenze per target e approfondimenti sui trend di mercato.
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TITOLO: Ambiente, studio: sempre più microplastiche nei laghi  
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TESTO: I dati raccolti in questi anni da Goletta dei Laghi insieme ad Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), evidenziano la portata di un fenomeno che colpisce anche le acque interne e su cui il progetto quadriennale Life Blue Lakes concentrerà la sua attenzione con azioni mirate sui laghi di Garda, Bracciano e Trasimeno in Italia, e sui laghi di Costanza e Chiemsee in Germania. Finanziato dal Programma Life e co-finanzato da PlasticsEurope, il progetto ha come capofila e coordinatore Legambiente, mentre Arpa Umbria, Autorità di Bacino dell’Italia Centrale, Enea, Global Nature Fund, Lake Constance Foundation e l’Università Politecnica delle Marche completano il partenariato. Obiettivo di Blue Lakes è quello di ridurre e prevenire la presenza di questi inquinanti invisibili attraverso una serie di azioni che coinvolgeranno istituzioni, enti e autorità locali, aziende e cittadini. "Nel corso delle ultime edizioni della Goletta dei Laghi - dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - la nostra associazione ha avviato insieme ad Enea dei monitoraggi specifici sulle microplastiche delle acque interne, poco studiate finora per questo aspetto, monitorando un gran numero di laghi, che oggi ci forniscono la base di dati da cui partire per costruire consapevolezza sulla portata del fenomeno. I primi dati che abbiamo diffuso sono quelli relativi al lago di Garda, Trasimeno e Bracciano, sui cui lavorerà in questi anni il progetto Blue Lakes con azioni territoriali mirate". Life Blue Lakes concentrerà le sue azioni su tre laghi italiani e due tedeschi per progettare e sperimentare protocolli standard su aree pilota e azioni di promozione e diffusione di buone pratiche da estendere, successivamente, anche ad altre comunità lacustri italiane ed europee. Tra queste, ad esempio, ci sarà la stesura della Carta del Lago che suggerirà tra l’altro: limiti di scarico, programmi di monitoraggio, miglioramento dei processi di trattamento delle acque reflue, indicazioni per la riduzione dell’impatto derivante dalle aziende e dalle famiglie e suggerimenti su iniziative di sensibilizzazione per i residenti. "I dati sulla presenza e la diffusione delle microplastiche negli ecosistemi delle acque interne raccolti in questi anni consentono di migliorare e approfondire la conoscenza di un fenomeno sempre più diffuso, ma per il quale non esiste ancora una standardizzazione a livello internazionale dei metodi di monitoraggio - spiega Maria Sighicelli ricercatrice del Dipartimento sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali Enea - Inoltre non esistono programmi di monitoraggio delle microplastiche nei laghi. L’esperienza maturata ad oggi evidenzia la necessità di avviare campagne stagionali di raccolta secondo un protocollo condiviso di campionamento e metodi di analisi".
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TITOLO: Fase 3: smart working estivo, in bolletta 68 euro in più per ogni stanza  
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TESTO: Quest’anno, quindi, è bene fare attenzione a come ci si comporta tra le mura domestiche; per questo motivo Facile. it ha realizzato un breve vademecum con 5 consigli pratici per ridurre le spese. 1. Nuovi ritmi, nuova tariffa. La quarantena forzata prima, lo smart working dopo, hanno modificato lo stile di vita di molti italiani; se una volta i consumi energetici domestici si concentravano nelle fasce serali, ora in tanti hanno iniziato a consumare durante tutto l’arco della giornata. Il consiglio, quindi, è di valutare con attenzione se convenga mantenere una tariffa bioraria (con un prezzo ridotto nella fascia serale ma superiore in quella diurna) o se, invece, sia meglio passare ad una monoraria, con un prezzo della componente energetica unico, che non varia a seconda dell’orario di consumo. 2. La classe fa la differenza. Il secondo consiglio è quello di valutare con attenzione il proprio condizionatore e, se vecchio, considerare di sostituirlo con uno più moderno in classe A, A+, A++ e superiori. Questa scelta, oltre a far bene all’ambiente, porterà enormi vantaggi in termini di risparmio; basti pensare che cambiare un condizionatore di classe C, ad esempio, con uno di classe A+ consente ridurre il costo in bolletta sino al 21% annuo. La buona notizia è che, in caso di lavori di manutenzione straordinaria nell’abitazione o se si sostituisce il vecchio impianto con uno nuovo ad alta efficienza, costituito da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, è possibile ottenere uno sconto fiscale che va dal 50% al 65%, a seconda della tipologia di intervento. 3. Evitare le temperature polari. Una temperatura troppo bassa fa male alla salute e al portafogli. Non serve avere un clima artico per stare al fresco, soprattutto se si devono trascorrere molte ore nella stanza con l’aria condizionata. Se l’apparecchio ne è dotato, il consiglio è di utilizzare la funzione di deumidificazione anziché quella di raffrescamento; in questo modo è possibile comunque mantenere una temperatura confortevole e, al contempo, abbattere la spesa fino al 13%. 4. Impianto pulito. Sebbene sia stato dimostrato che l’uso del condizionatore non favorisca la diffusione del Coronavirus, è comunque molto importante mantenere l’impianto pulito così da avere la garanzia che questo possa funzionare al 100%. Un impianto non efficiente consuma fino all’8% in più. 5. Sembra ovvio ma pochi lo fanno. Per risparmiare, a volte, basta un po’ di buon senso e di attenzione: non c’è motivo di far lavorare il condizionatore per ore, consumare corrente e spendere soldi, se poi facciamo entrare il calore da fuori. Lasciare aperta la porta del corridoio o di uno stanzino e disperdere il fresco può arrivare ad incidere sino al 6% sui consumi. Se se ha la possibilità di scegliere in quale stanza posizionarsi, il consiglio è di evitare stanze grandi o aperte; un ambiente piccolo, meglio se si tratta di uno spazio chiusa come uno studio o una cameretta, sarà più semplice, e meno costoso, da rinfrescare.
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TITOLO: Sostenibilità: L'Oréal presenta 'L'Italia che vale' con Banco Alimentare 
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TESTO: "Ringraziamo L’Oréal Italia per questa importante iniziativa - afferma Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus - In Italia in questo momento di emergenza le richieste di aiuto alimentare da parte di persone in difficoltà sono aumentate del 40%, con picchi del 70% in alcune regioni. Molte famiglie da un giorno all’altro si sono trovate senza beni di prima necessità e oltre un milione di bambini rischia di cadere in povertà assoluta. Abbiamo bisogno di essere uniti nella solidarietà per riuscire a stare accanto a chi sta attraversando un momento difficile". "Con questo importante progetto i nostri brand desiderano ringraziare e celebrare tutti coloro che nella nostra distribuzione hanno fattivamente contribuito a mantenere l’Italia in piedi durante l’emergenza Covid-19, anteponendo il benessere della comunità alle loro difficoltà e preoccupazioni. Cassieri, commessi, magazzinieri, agenti di sicurezza. .. Nel loro impegno quotidiano abbiamo visto veri gesti di bellezza e questo esempio ci ha ispirato. Attraverso questa collaborazione con il Banco Alimentare, vogliamo a nostra volta aiutare le famiglie italiane che oggi si trovano improvvisamente in difficoltà e sono costrette a chiedere un aiuto alimentare", afferma Giorgos Kontakos, recentemente nominato direttore generale della Divisione Prodotti Grande Pubblico di L’Oréal Italia. Kontakos, dopo l’esperienza nel marketing di due gruppi cosmetici, entra in L’Oréal nel 2010 nella Divisione Prodotti Grande Pubblico in Grecia come Marketing Manager di Garnier e Maybelline NY. Più recentemente ha ricoperto il ruolo di Direttore generale della Divisione Prodotti Grande Pubblico in Grecia. Kontakos prende il posto di Deborah Armstrong che ha assunto recentemente la carica di Direttore generale della Divisione Prodotti Grande Pubblico di L’Oréal Spagna. Kontakos, 39 anni, ha una laurea in scienze politiche con un master in pianificazione e sviluppo delle aree urbane.
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TITOLO: Pesca: Wwf, da luglio in Europa 'giro di boa' per il consumo di pesce  
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TESTO: "Dal mese di luglio l’Europa ha esaurito l’equivalente della propria produzione annua interna di pesce, molluschi e crostacei. Se nei primi 6 mesi dell’anno avessimo consumato solo risorse dei nostri mari, da luglio in poi esse non sarebbero più disponibili e l’Europa dovrebbe ricorrere alle importazioni per sostenere la crescente richiesta dei consumatori - spiega l'Associazione - La domanda europea di prodotti ittici è infatti troppo alta: se un consumatore europeo consuma in media circa 23 kg di pesce l’anno, i consumatori italiani sono ancora più appassionati di questo alimento, con i loro 29 kg di pesce pro capite l’anno. L’Italia infatti, ha esaurito l'equivalente della propria produzione annua ad aprile di quest’anno". In questi ultimi vent’anni "il problema globale della sovrapesca è aumentato drammaticamente. In più, la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, amplifica ulteriormente la pressione sugli stock ittici. Gli oceani e lo stesso Mediterraneo non sono in grado di sostenere i livelli di questa domanda tanto che il 78% degli stock ittici monitorati nel Mediterraneo risulta sfruttato al di sopra della loro capacità di rigenerarsi, mentre a livello globale sono circa il 33% gli stock ittici monitorati che risultano sovrasfruttati". "Se non riusciremo a invertire questo trend, il rischio sempre più probabile è di andare verso il collasso degli stock ittici ossia la pressoché completa sparizione di alcune specie", avverte il Wwf. Tutti i consumatori hanno il compito e la possibilità di fare la loro parte per contribuire alla tutela del Mediterraneo e degli oceani. Nell’ambito del progetto Fish Forward, co-finanziato dell’Unione Europea, il Wwf ha realizzato una guida online al consumo sostenibile che racconta quali sono i piccoli gesti responsabili da adottare negli acquisti di tutti i giorni per dare un contributo alla salvaguardia degli oceani e del Mediterraneo. Qualche esempio: privilegiare specie poco comuni e preferibilmente locali, al posto del consumo delle specie più diffuse; utilizzare le etichette come fonte di informazioni utili nella scelta del pesce più sostenibile; evitare di acquistare esemplari troppo giovani, imparando a rispettare le taglie minime di ogni specie. La campagna social che il Wwf lancia su Twitter e Instagram fornirà consigli utili per un consumo responsabile e coinvolgerà il pubblico dei giovani. "In Italia non siamo consapevoli della nostra stretta dipendenza dalle importazioni di prodotti ittici, in particolar modo di quanto incidano quelle provenienti dai Paesi in via di sviluppo. Gli oceani di tutto il mondo sono sovrasfruttati. Basti pensare che circa il 33% degli stock ittici globali è sovrapescato mentre il 60% viene sfruttato al massimo delle proprie capacità", è l’allarme di Eva Alessi, responsabile del progetto Fish Forward e responsabile dei consumi sostenibili di Wwf Italia. "Stiamo mettendo a rischio la sopravvivenza delle risorse naturali marine e con loro tutte le comunità che vivono di pesca come fonte di cibo e di reddito, dai villaggi del Mediterraneo fino agli arcipelaghi indonesiani. Si tratta di circa 800 milioni di persone. Mai come oggi è stato di così vitale importanza mettere in atto comportamenti sostenibili per la salvaguardia degli ecosistemi marini. É nostro dovere trattare gli oceani con più attenzione se vogliamo che la vita marina torni a prosperare e che il pesce continui a nutrire noi e le generazioni future", conclude Eva Alessi.
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TITOLO: Mare: allarme Greenpeace, 'plastica liquida nei detergenti per bucato e superfici' 
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TESTO: Le analisi di laboratorio, il cui scopo era verificare la presenza di particelle solide inferiori ai 5 millimetri, hanno evidenziato che dei 31 presi in esame solo in due erano presenti: Omino bianco detersivo lavatrice color + dell’azienda Bolton e Spuma di Sciampagna Bucato Classico Marsiglia dell’azienda Italsilva. “Ogni giorno attraverso l’uso di detergenti per il bucato, le superfici e le stoviglie rilasciamo materie plastiche nell’ambiente e nel mare e per gran parte di queste, le plastiche in forma liquida e semisolida, non conosciamo ancora gli impatti ambientali. I nostri mari già soffocano per via dell’inquinamento da plastica solida, oggi scopriamo una nuova potenziale minaccia per l’ecosistema più grande del Pianeta” dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace. “Le aziende hanno già trovato il modo per aggirare l’imminente proposta dell’Echa sulle microplastiche solide ricorrendo alla plastica liquida o semisolida, continuando così a fare profitti a scapito del Pianeta”. Dal 2018 l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) sta lavorando a una proposta di restrizione per vietare l’utilizzo di microplastiche aggiunte intenzionalmente in numerosi prodotti di uso comune tra cui cosmetici, detergenti, vernici e fertilizzanti. Questa proposta, da inserire nel regolamento europeo Reach, se approvata ridurrebbe il rilascio nell’ambiente di oltre 40 mila tonnellate di plastica ogni anno. In base alle informazioni finora disponibili la proposta di regolamentazione dovrebbe interessare solo le particelle in plastica in forma solida ed escludere quelle in forma liquida, semisolida e/o solubile. Proprio oggi Greenpeace ha lanciato una petizione per chiedere al ministro dell’Ambiente di sostenere la proposta dell’Echa sulle microplastiche e migliorala inserendo un divieto anche per l’uso di plastiche liquide, semisolide e/o solubili applicando concretamente il principio di precauzione. “La volontà di marchi come Coop e Unilever di eliminare questi materiali entro il 2020 ci conferma che sono già facilmente sostituibili. Proprio per questo lanciamo una nuova petizione per chiedere al ministro Costa di sostenere e migliorare la proposta europea. Non c’è bisogno di un nuovo inquinamento per il nostro mare che è già gravemente malato” conclude Ungherese.
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TITOLO: Clima, temperature da record in Siberia e incendi nell'Artico  
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TESTO: "Trovare ciò che ha causato queste temperature record non è uno sforzo diretto in quanto vi sono molti fattori che contribuiscono a interagire tra loro - spiega il direttore di Copernicus Climate Change Service (C3S) di Ecmwf, Carlo Buontempo - La Siberia e il circolo polare artico in generale registrano grandi fluttuazioni di anno in anno e in precedenza hanno già sperimentato altri mesi di giugno relativamente caldi. Ciò che è preoccupante è che l'Artico si sta riscaldando più velocemente del resto del mondo. La Siberia occidentale ha sperimentato temperature più calde della media durante l'inverno e l’insolita primavera, inoltre le temperature eccezionalmente alte nella Siberia artica che si sono verificate a giugno 2020 sono motivo di preoccupazione". Inoltre, si ritiene che l'umidità del suolo inferiore alla media sia stata un fattore che ha contribuito all'aumento dell'attività degli incendi, concentrata principalmente nell'estremo nord-est della Siberia. Gli scienziati di Copernicus Atmosphere Monitoring Service (Cams), anch'esso implementato dall'Ecmwf, hanno monitorato l'attività degli incendi dall'inizio della stagione boreale fino all'inizio di maggio. Il numero e l'intensità degli incendi nella Repubblica di Sakha e nell'Oblast autonomo di Chukotka e, in misura minore in parti dell'Alaska e dei territori dello Yukon, sono aumentati dalla seconda settimana di giugno e hanno portato alle emissioni stimate più elevate negli ultimi 18 anni del set di dati Cams. Per giugno, sono stati rilasciati nell'atmosfera un totale di 59 megatonnellate di CO2, che è superiore al totale di giugno dell'anno scorso di 53 megatonnellate di CO2. Per Mark Parrington, Cams Senior Scientist ed esperto di incendi presso Ecmwf, "ciò che è straordinario di questi incendi in Siberia è la sorprendente somiglianza con ciò che abbiamo visto nello stesso periodo dello scorso anno sia in termini di area colpita che di dimensioni degli incendi. L'anno scorso è stata di gran lunga un'estate insolita e da record per gli incendi nel circolo polare artico nel nostro Global Fire Assimilation System dataset, che risale al 2003. Quest'anno si è evoluto in modo molto simile e se continua a progredire come l'ultimo anno, potremmo vedere un'intensa attività nelle prossime settimane". "Temperature più elevate e condizioni di superficie più asciutte stanno fornendo le condizioni ideali affinché questi incendi possano bruciare e persistere per così tanto tempo su un'area ampia. Negli ultimi anni abbiamo assistito a schemi molto simili nell'attività degli incendi e nelle anomalie dell'umidità del suolo in tutta la regione durante le nostre attività di monitoraggio degli incendi", ha aggiunto. I dati: giugno 2020 ha registrato temperature simili a quelle di giugno 2019, il mese di giugno più caldo di sempre, con temperature di 0.53°C sopra la media del periodo 1981-2010 durante giugno e in generale negli scorsi 12 mesi, la Siberia spicca come la regione dove si sono verificate le anomalie più importanti, l’Europa ha registrato temperature ben al di sopra della media a nord e al di sotto della media a sud, in generale giugno 2020 è stato il secondo mese di giugno più caldo di sempre per l’Europa.
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TITOLO: Rifiuti: associazioni e sindacati, 'nuova legge per l’economia circolare' 
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TESTO: I firmatari sottolineano come l’economia circolare rappresenti soprattutto un’opportunità industriale e di sviluppo sostenibile delle economie dei territori, in grado di creare nuova occupazione. Serve dunque una chiara strategia che possa implementare strumenti economici, e una Cabina di regia istituzionale, all’interno dell’organismo deputato allo sviluppo delle politiche nazionali e comunitarie programmate nel green deal europeo, in coordinamento con le regioni e con il coinvolgimento delle Parti sociali interessate. E’ poi necessario contrastare il fenomeno del dumping contrattuale, con particolare riferimento ai contratti collettivi di lavoro stipulati con organizzazioni sindacali non rappresentative, o comunque afferenti ad altri settori merceologici ed applicati quindi impropriamente, nonostante vi siano già due storici contratti collettivi nazionali di categoria sottoscritti da Utilitalia, Cisambiente e le tre centrali cooperative da un lato, e da Fise Assoambiente dall’altro, in entrambi i casi con le Organizzazioni Sindacali Fp Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Fiadel, che rappresentano circa il 95% dei lavoratori del comparto. Il fabbisogno di investimenti per il raggiungimento delle direttive europee si stima in 10 miliardi al 2035, soprattutto per impianti di digestione anaerobica per i rifiuti organici, piattaforme per le filiere del riciclo (carta, vetro, plastiche, metalli), recupero dei fanghi, impianti di termovalorizzazione per rifiuti urbani non riciclabili e scarti del riciclo, e per i rifiuti speciali che esportiamo, discariche per rifiuti pericolosi che esportiamo, e discariche per i rifiuti urbani e speciali non riciclabili e non combustibili. Sul piano operativo è fondamentale adeguare il quadro impiantistico, garantire una stabilità normativa (con i decreti end of waste), sviluppare un piano industriale di trasformazione dei rifiuti in energia elettrica e teleriscaldamento tramite un sistema di termovalorizzatori, agevolare l’uso di prodotti riciclati, promuovere norme incentivanti sugli appalti verdi. Occorre inoltre vietare le gare al massimo ribasso e intervenire sullo snellimento burocratico, senza incidere sulla legalità e la trasparenza, e accelerare le procedure autorizzative. Associazioni di aziende e sindacati, per favorire il raggiungimento di questi obiettivi, svilupperanno modelli di impresa a livello territoriale, con il coinvolgimento degli enti locali, per promuovere politiche di tutela ambientale, promozione di un consumo consapevole, gestione ottimale delle risorse, partecipazione attiva dei cittadini e dei lavoratori. Inoltre, in materia di politiche del lavoro, confermano l’impegno ad operare per armonizzare e definire congiuntamente, in sede di rinnovo dei contratti, i principali istituti, normativi ed economici del settore, oltre a sviluppare azioni formative ed operative a tutela della salute di tutti i soggetti impegnati nella filiera.
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TITOLO: Sostenibilità: H&M Italia dona 100mila capi a Cri e Ospedali Asst Nord Milano  
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TESTO: La donazione agli Ospedali di Sesto San Giovanni e Bassini di Cinisello Balsamo, dell’Asst Nord Milano, sarà a supporto dei pazienti in situazioni di difficoltà e del progetto 'Armadi dei pigiami': veri e propri armadi in cui i pazienti, con l’aiuto del personale socio-sanitario, possono gratuitamente trovare un cambio di indumenti puliti. L’idea del progetto è nata in questo periodo di emergenza per dare supporto e sostegno ai pazienti e alle famiglie che si trovano nell’impossibilità di dare assistenza ai propri cari in ospedale. "Siamo felici di poter sostenere il prezioso lavoro della Croce Rossa e del personale degli Ospedali dell’Asst Nord Milano. Ci sono ancora famiglie e pazienti in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19, vogliamo fare del nostro meglio per aiutare in questa situazione straordinaria e nei mesi a venire", dice Francesca L’Abbate, Sustainability Manager H&M Italia. Questa donazione a livello italiano si unisce ad interventi più ampi condotti a livello internazionale da H&M Group, quali ad esempio la fornitura di 50mila dispositivi di protezione individuale consegnati alla Protezione Civile per gli ospedali e gli operatori sanitari in Italia.
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TITOLO: I Sentieri d'Italia in un click 
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TESTO: In totale sono 21 i sentieri mappati dai volontari di Legambiente per un totale di circa 220 Km. I volontari hanno percorso i vari itinerari con il Trekker di Street View, uno speciale zaino tecnologico dotato di 15 fotocamere posizionate nella parte superiore dello zaino che permettono la navigazione a 360° dei siti catturati. Grazie alle immagini raccolte, visibili dal 4 luglio, digitando su Google Maps i sentieri mappati dall’associazione ambientalista, sarà possibile visualizzare i relativi percorsi, valutarne condizioni e difficoltà, ma anche vedere la bellezza di questi luoghi, stabilire come attrezzarsi per affrontare al meglio e ben preparati una gita fuori porta. "Dopo l'esperienza di successo dello scorso anno che ha visto portare a termine la mappatura di cinque aree significative del nostro Paese come il Cammino di San Benedetto e Valle dell’Aniene, Le Cinque terre, L’isola di Pantelleria, L’isola d’Elba e l’ArcheoGrab a Roma, abbiamo deciso di ripetere questa iniziativa e di mappare dei nuovi sentieri, scegliendo il cammino delle terre mutate e la costiera amalfitana. Le immagini - dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - saranno utilissime per sensibilizzare e diffondere la cultura del camminare nel Belpaese, facendo conoscere parchi ed aree protette che custodiscono natura, biodiversità, cultura e tradizione della Penisola e promuovendo forme di ecoturismo che abbiano ricadute positive sul piano ambientale, economico e sociale di cui abbiamo fortemente bisogno". Il Cammino nelle Terre Mutate è un cammino di solidarietà che si snoda per 250 Km lungo la dorsale appenninica da Fabriano a L’Aquila, attraversando il territorio delle quattro regioni del Centro Italia colpite nel 2016 dal sisma: Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, compresi due parchi nazionali (Monte Sibillini e Gran Sasso e Monti della Laga). Otto gli itinerari mappati da Legambiente per un totale di circa 150 Km, percorsi in media 15 al giorno. La costiera Amalfitana è uno dei siti turistici più famosi e visitati della Penisola dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. I Monti Lattari costituiscono la catena montuosa della Costiera Amalfitana, qui si snoda una imponente rete sentieristica di circa 530 Km composta da un'Alta Via (sentiero 300), lunga 70 Km, che attraversa l'intera penisola da Cava dei Tirreni a Punta Campanella, e da ulteriori 124 sentieri.
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TITOLO: Rifiuti: raccolta organico, triplicano le bioplastiche compostabili 
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TESTO: Realizzata su un campione significativo di impianti che trattano scarti di cucina e di giardino, l’analisi ha riguardato gli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile idonei alla filiera del rifiuto a matrice organica che vengono avviati a recupero presso impianti di compostaggio e di digestione anaerobica. Inoltre, sono stati quantificati gli imballaggi in plastica tradizionale che, erroneamente, entrano nella filiera e sono considerati impurità. “Questo studio è fondamentale per capire come avviene la raccolta differenziata da parte dei cittadini. Di conseguenza, ci permette di valutare i comportamenti da adottare come consorzi per promuovere la corretta modalità di differenziazione sia degli imballaggi in plastica tradizionale che di quelli in plastica biodegradabile e compostabile, così da migliorare la raccolta differenziata e assicurare un riciclo di qualità da entrambe le parti”, spiegano il presidente del Cic, Flavio Bizzoni e il presidente del Corepla, Antonello Ciotti. Secondo l’analisi, l’umido proveniente dalle raccolte differenziate è costituito per il 94,8% da Materiale compostabile. Le plastiche compostabili certificate Uni 13432 presenti nei rifiuti organici sono in aumento rispetto al 2016/2017: la loro incidenza è infatti passata dall’1,5% al 3,7%. Si tratta quasi esclusivamente di bioplastica flessibile e gli imballaggi rappresentano il 70% dei manufatti in bioplastica presenti nell’umido. Lo studio ha confermato inoltre, così come per la precedente ricerca, l’assenza di bioplastiche nel compost a dimostrazione dell’effettiva degradazione della bioplastica negli impianti. I Materiali non compostabili presenti nell’umido rappresentano invece il 5,2%, con un leggero aumento del +0,3% rispetto al monitoraggio 2016/2017. L’incidenza della plastica rappresenta il 3,1% del totale: il 90% della plastica presente nell’umido è flessibile e gli imballaggi rappresentano circa il 50% dei manufatti in plastica.
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TITOLO: Animali: a rischio gli squali nel Mediterraneo 
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TESTO: Circa 42.000 tonnellate di esemplari di Squalo smeriglio (Lamna nasus), Mako (Isurus oxyrinchus), squalo volpe (Alopia spp) sono pescati nell’Unione Europea ogni anno, di cui 25.000 sono verdesche. Le specie più sfruttate tra quelle di profondità sono il centroforo (Centrophorus spp. ) e lo squalo zigrino (Dalatias licha). Nonostante gli sforzi compiuti dall’Unione Europea negli ultimi anni per ridurre le catture accidentali e la mortalità delle specie di pesci cartilaginei attraverso l’adozione dell’Action Plan per la conservazione e la gestione degli squali e del regolamento del consiglio (Eu) 2017/127, gli obiettivi di conservazione fissati dalla Commissione Europea sono lungi dall’essere raggiunti. Il 14 luglio si celebra la Giornata mondiale degli squali, dedicata ai pesci cartilaginei, predatori all’apice della catena alimentare con un importantissimo ruolo all’interno degli ecosistemi marini, che si trovano oggi in uno stato di conservazione molto precario a causa dell’uomo. Per questi motivi, i partner del progetto Elife organizzano un webinar aperto al pubblico che verrà trasmesso alle ore 11 in diretta in contemporanea sulle pagine Facebook del progetto Elife, dell’Acquario di Genova e di La Nuova Ecologia al fine di spiegare come si possa proteggere questi predatori marini attraverso sistema di pesca innovativi ed ecosostenibili Al webinar interverranno Massimiliano Bottaro, coordinatore del progetto e ricercatore della Stazione Zoologica Anton Dohrn, Giulia Visconti dell’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie, Paolo Pelusi di Consorzio Mediterraneo ed Ilenia De Rosa, giornalista de 'Il Mattino' e in qualità di moderatrice. Elife è un progetto internazionale cofinanziato dall’ Unione Europea attraverso lo strumento finanziario Life. Il suo obiettivo è quello di contribuire alla conservazione di diverse specie di squali nel bacino del Mar Mediterraneo attraverso lo sviluppo di attrezzi da pesca a basso impatto e la diffusione di buone pratiche tra i pescatori. “Gli squali sono stati troppo spesso presentati sui grandi schermi come animali pericolosi o addirittura mostri – afferma Massimiliano Bottaro, coordinatore del Progetto Elife e ricercatore della Stazione Zoologica Anton Dohrn – quando sono al contrario predatori importantissimi che contribuiscono a mantenere l’equilibrio negli Oceani. Diffondere una corretta informazione su queste specie, sui reali pericoli che minacciano la loro sopravvivenza e presentare alcune soluzioni che possano concretamente contribuire alla loro conservazione è all’interno del progetto Elife una delle azioni per raggiungere una maggiore consapevolezza del problema e progettare sistemi di gestione degli ambienti naturali che sappiano coinvolgere i pescatori, il mondo della scuola, la cittadinanza”. Il progetto Life Elife ha una durata di 5 anni e un budget complessivo di oltre 3,3 milioni di euro di cui 2 milioni cofinanziati dalla Commissione Europea. Coinvolge dieci partner in Italia, Grecia e Cipro: la Stazione Zoologica Anton Dohrn, coordinatore del progetto, l’ Area Marina Protetta delleIsole Pelagie (Lampedusa e Linosa) e quella di Tavolara-Punta Coda Cavallo (Sardegna), Costa Edutainment, con particolare riferimento agli Acquari di Genova e Cattolica, il Consorzio Mediterraneo, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Legambiente, Marine & Environmental Research (Mer) Lab, Algowatt, l’Università degli Studi di Padova. Le azioni pilota e dimostrative si svolgeranno in diverse marinerie, come Chioggia, Gallipoli, Lampedusa, Cirò Marina/Porto Cesareo, Nord Sardegna, Marsala, Mazara del Vallo, Lampedusa ed in alcuni siti a Cipro e in Grecia. Obiettivo principale del progetto è contribuire alla conservazione di alcune specie di squalo fortemente minacciate nel Mar Mediterraneo attraverso il coinvolgimento diretto dei pescatori per avviare l’utilizzo di attrezzi di pesca più selettivi, capaci di ridurre le catture accidentali – bycatch - del 30% nelle aree interessate. Allo stesso tempo, il progetto mira a diminuire del 50% la mortalità di esemplari delle stesse specie, attraverso lo sviluppo di protocolli di gestione che le preservino dall’impatto dell’attività antropica. Per alcune specie e per alcune aree coinvolte, gli obiettivi sono ancora più ambiziosi: ridurre del 100% la cattura e la mortalità di squali grigi nell’isolotto di Lampione (parte dell’Amp delle isole Pelagie) e abbattere del 50% la catture accidentali di squali elefante nelle acque costiere della Sardegna settentrionale. Elife si pone anche un importante scopo divulgativo: contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza e conoscenza nel largo pubblico e nei giovani rispetto al problema della conservazione dei pesci cartilaginei, attraverso l’ideazione di attività e laboratori nelle scuole a cura di Legambiente e di mostre ed esperienze edutainment nelle strutture e nelle aree coinvolte, quali i due Acquari di Genova e Cattolica, supportati da strumenti di comunicazione creati ad hoc. Un’importante azione divulgativa verrà svolta anche verso i pescatori, che saranno coinvolti non soltanto in attività concrete sul campo, ma anche in momenti formativi per imparare a conoscere gli strumenti di pesca alternativi e il loro utilizzo. Il progetto ha infine uno scopo scientifico: aumentare e rendere sistematica la raccolta di dati sullo stato di conservazione delle specie interessate anche attraverso la marcatura e l’applicazione di segnalatori satellitari agli esemplari catturati e rilasciati, affidata alla Stazione Zoologica Anton Dohrn. Le specie prioritarie considerate a rischio o fortemente minacciate inserite nel progetto sono: lo spinarolo (Squalus acanthias), lo squalo smeriglio (Lamna nasus), lo squalo volpe (Alopia spp), lo squalo grigio (Carcharhinus plumbeus) interessato anche da fenomeni di pesca illegale all’interno di diverse Aree Marine Protette, lo squalo elefante (Cethorinus maximus) e lo squalo zigrino (Dalatias licha). Altre specie secondarie potranno essere: il palombo (Mustelus spp), la verdesca (Prionace glauca), il mako (Isurus oxyrinchus).
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TITOLO: Rifiuti: sacchi per l'umido, il 36,2% non è compostabile  
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TESTO: Diminuisce, seppur ancora presente in modo significativo con una percentuale del 36,2% del totale, l’utilizzo di sacchi non compostabili, nonostante l’obbligo di raccolta con manufatti biodegradabili e compostabili: ancora alto l’utilizzo di shopper di plastica (10,6%) e di sacchi tradizionali per l’indifferenziato (21%), ma si nota una diminuzione di sacchetti per l’ortofrutta in plastica, sostituiti da quelli compostabili (passando dal 9% all’1,8%), mentre scompaiono quasi del tutto i manufatti per la raccolta rifiuti organici in plastiche additivate/OXO bio-degradabili (0,1%). “Dobbiamo purtroppo constatare l’aumento della presenza dei Materiali non compostabili (Mnc), di cui le plastiche tradizionali rappresentano il 60%, nelle raccolte differenziate degli scarti di cucina e giardino. Solo negli scarti di cucina i Mnc sono passati dalle circa 190.000 t/a (espresse sul tal quale) rilevate nella precedente indagine del 2016/2017, alle circa 240.000 t/a t. q. di quella attuale (2019/2020)”, dichiara Flavio Bizzoni, presidente del Cic. “I dati raccolti evidenziano che il pur considerevole aumento della presenza dei manufatti flessibili in bioplastica compostabile da solo non è bastato a garantire la diminuzione delle plastiche tradizionali. Questa consistente presenza dei Mnc provoca a tutta la filiera enormi costi per il loro smaltimento che, nel solo 2019, possono essere stimati in una cifra che va dai 90 ai 120 milioni di euro, con l’effetto inoltre di ‘trascinare’ allo smaltimento rilevanti quantità di materiale organico sottraendolo così alla produzione di compost di qualità”. “Ridurre drasticamente i Mnc nel settore del biowaste, che recupera ogni anno il 40,4% del rifiuto urbano differenziato - conclude Bizzoni - deve diventare una priorità per tutti, governo e soggetti istituzionali preposti. Servono urgenti e mirati interventi, sia legislativi che di informazione, per mettere i cittadini, fulcro imprescindibile della nostra filiera, nelle condizioni di poter dare il loro determinante contributo”. L’analisi svolta insieme al Cic, dichiara il presidente di Corepla, Antonello Ciotti, "dimostra come, nonostante gli evidenti passi avanti compiuti, occorra proseguire nell’azione di sensibilizzazione e di informazione dei cittadini rispetto alle prassi di differenziazione dei rifiuti, anche a fronte dell’aumento dell’utilizzo di plastiche monouso avvenuto in concomitanza con l’emergenza sanitaria". Plastica e bioplastica, spiega Ciotti, "sono risorse che vanno correttamente raccolte e trattate a vantaggio dell’ambiente e di un’economia che, oggi più di ieri, guarda alla sostenibilità come ambito su cui impostare le strategie di ripresa del Paese". Corepla è da sempre impegnato su questo fronte, come dimostrano i risultati di raccolta del 2019, e intende continuare a sostenere l’affermazione di una cultura ambientale fatta di innovazione, ricerca e anche nuova occupazione qualificata, elemento, quest’ultimo, che speriamo possa contrassegnare sempre più il futuro del Paese. Proprio per questo - conclude Ciotti - è evidente la necessità di rafforzare il sistema italiano di trattamento sia delle plastiche compostabili che di quelle tradizionali, ampliando la capacità del sistema paese di trattare questo tipo di rifiuto”.
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TITOLO: Bilancio Granarolo, al centro gli obiettivi del Green Deal  
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TESTO: più benessere animale alla stalla, attraverso la certificazione di tutte le 651 stalle del Gruppo che hanno elevato ulteriormente i punteggi minimi per raggiungere la soglia dei 70/100 richiesti da Granarolo, affinché i soci-allevatori siano sempre più parte attiva del cambiamento, condividendo con i veterinari della filiera anche La Carta del Latte, un formale impegno a ridurre l’uso dei farmaci in stalla; riduzione della plastica, basata su quattro azioni principali: riduzione del peso degli imballaggi primari e secondari, utilizzo di plastica riciclabile e riciclata, recupero degli imballaggi del latte reso da mercato, sperimentazione di materiali alternativi alla plastica; un piano anti-spreco su latte e latticini lavorando in sinergia con istituzioni, clienti e consumatori, per puntare insieme alla riduzione di almeno il 10% di resi da mercato italiano (123.00 t/anno pari a circa 184.500 t di CO2 eq) in 3 anni attraverso l’allungamento delle shelf life dei prodotti e una campagna importante verso i consumatori per una gestione ottimizzata dei prodotti in casa. "Il Gruppo - dichiara Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo - sta lavorando ad un modello di filiera sostenibile che impegna in egual misura mondo agricolo e trasformazione: da una parte la cooperativa Granlatte con i suoi allevatori, veri custodi del territorio, che devono sviluppare sempre nuove competenze per produrre nel rispetto del benessere animale e in armonia con l’ambiente, dall’altra Granarolo, che deve e dovrà sempre più dare valore alle materie prime, venendo incontro ai nuovi bisogni dei consumatori, offrendo loro un cibo più buono e più giusto. Il Piano di Sostenibilità disegnato va in questa direzione, e verrà integrato nei prossimi mesi anche alla luce dei drastici cambiamenti di scenario dettati dalla recente emergenza sanitaria". "La Comunità Europea del Commissario Ursula Von der Leyen sta implementando le nuove strategie di crescita sostenibile attraverso il Green Deal europeo. Si tratta di una serie di misure per rendere meno dannosi per l’ambiente la produzione ed il consumo di materie prime e di energia e rendere più sostenibile lo stile di vita dei cittadini europei. Granarolo ha da tempo messo tra le proprie priorità i temi legati alla sostenibilità, rendicontando in modo puntuale i risultati già perseguiti e gli obiettivi in divenire", aggiunge. Partendo da questo impegno, il nuovo sito corporate (www. gruppogranarolo. it), disponibile anche in versione inglese (www. granarologroup. com) è stato riprogettato per mettere al centro e dare maggior risalto all’impegno e alle tematiche legate alla sostenibilità del Gruppo attraverso una piattaforma dinamica e responsive, offrendo una modalità di navigazione più facile e migliorando la user experience, indipendentemente dal dispositivo utilizzato.
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TITOLO: Rifiuti: Utilitalia, ‘l’economia circolare ha bisogno di una strategia nazionale’ 
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TESTO: Per questo "l’economia circolare ha bisogno di una strategia nazionale”, spiega il vicepresidente di Utilitalia che congiuntamente a Fise Assoambiente, Confindustria Cisambiente, Legacoop produzione e servizi, Agci servizi, Confcooperative lavoro e servizi, e le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Fiadel, hanno firmato il 'Memorandum-Avviso comune' con cui invitano governo e parlamento ad affrontare le criticità del sistema di gestione dei rifiuti. Tre gli indirizzi strategici. Il primo, spiega Brandolini, “riguarda i sistemi di responsabilità estesa del produttore. Riteniamo questi sistemi fondamentali per l’economia circolare per immettere nel mercato prodotti, merci e imballaggi più facilmente riciclabili e che possono essere utilizzati per un periodo di tempo più lungo”. Secondo Brandolini “introdurre la responsabilità di chi immette sul mercato ci consente di esternalizzare i costi del trattamento di questi prodotti che non verrebbero più scaricati in bolletta”. Per fare questo, “abbiamo proposto che i sistemi di responsabilità del produttore si facciano carico 100% dei costi di raccolta e trattamento”. Come seconda indicazione, aggiunge Brandolini, “riteniamo urgente, alla luce anche di quanto sta accadendo, sostenere il mercato delle materie prime seconde. Il crollo del prezzo del petrolio collegato all’emergenza sanitaria ha fatto sì che la filiera della raccolta differenziata e del riciclo non risulta più conveniente rispetto ad un materiale vergine”. Servono, dunque, “misure di sostegno come prevedere nell’imballaggio un contenuto minimo di materiale riciclato oppure gli acquisti per vincolare la pa a comprare materiali provenienti dal riciclo”. Infine, conclude Brandolini, “riteniamo che l’economia circolare abbia bisogno di una strategia nazionale. Dobbiamo avere una visione di respiro nazionale, una strategia soprattutto per quanto riguarda il fabbisogno impiantistico” da quelli per il trattamento dei rifiuti organici e altri materiali, a quelli per il recupero energetico fino ad arrivare alle discariche per destinare, “seppur in una prospettiva di sempre maggior marginalità, i rifiuti che non sono né riciclabili né recuperabili sotto il profilo energetico”.
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