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LE NOTIZIE DAL GIORNO Wednesday 14 October 2020 AL GIORNO Wednesday 21 October 2020 SU: ambiente




TITOLO: Rifiuti urbani: tra differenziata e discariche, i numeri del settore 
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OCCHIELLO:  
TESTO: L’Italia ha un tasso di riciclaggio dei rifiuti urbani compreso tra il 45,2% e il 50,8%, comunque al di sopra della media europea del 47%. Il conferimento in discarica arriva invece al 22%. L’intero comparto ha un fatturato di oltre 10 miliardi di euro, in gran parte derivato dalla tariffa rifiuti, ed un numero di addetti che supera le 95mila unità. Nonostante le criticità emerse in fase di lockdown, il servizio di gestione ha continuato a garantire pulizia e salute pubblica, e, insieme agli altri servizi essenziali a rilevanza economica, può rappresentare uno dei settori in grado di incidere positivamente sul rilancio dell’economia nazionale. Alcune stime - elaborate da Utilitalia - prevedono nei prossimi anni un fabbisogno di investimenti per circa 8 miliardi di euro, necessari per la realizzazione di impianti, per introdurre la tariffa puntuale a livello nazionale e incrementare la raccolta differenziata sia nelle quantità che nella qualità, e in grado di traguardare gli obiettivi del pacchetto direttive europee “economia circolare”. La gestione dei rifiuti urbani rappresenta circa un quarto delle spese correnti dei Comuni italiani e nella maggior parte dei casi il servizio è finanziato con un tributo locale, la tassa sui rifiuti (Tari). Nel nostro Paese il passaggio alla tariffa puntuale ha interessato soltanto il 10% circa dei Comuni. Un contributo del Centro Studi di Banca d’Italia (condotto su oltre 6.100 Comuni) offre un’analisi approfondita sulla tariffazione puntuale. Negli 800 Comuni in cui è stata introdotta la tariffazione puntuale, tipicamente applicata in contesti con raccolte differenziate molto evolute e con un’elevata qualità del servizio, la produzione di rifiuto residuo verrebbe sostanzialmente dimezzata, con un risparmio complessivo sui costi del servizio che viene valutato in un ordine compreso tra il 10 e il 20% all’anno. Sul fronte gestionale, il settore si contraddistingue per l’elevata dispersione sia orizzontale, con un elevato numero di operatori, sia verticale, con la presenza di tanti gestori specializzati nelle fasi a monte o a valle della filiera; pochi i grandi operatori in grado di chiudere il ciclo. Il numero di aziende attive nella gestione del ciclo dei rifiuti è di 637 (escluse le gestioni in economia): 50% specializzato nelle fasi di raccolta e trasporto, il 25% operativo sia nelle fasi di raccolta sia nella gestione diretta di uno o più impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti, mentre il restante 25% è specializzato nella gestione impiantistica. Nel settore rifiuti ci sono molti enti locali che gestiscono in economia il servizio: secondo i recenti dati pubblicati da Arera i Comuni attivi in una o più fasi del servizio sono oltre 5.000, per un totale complessivo (tra aziende e enti locali) di 6.350 soggetti attivi nel comparto; il 73% di questi dichiara di svolgere soltanto un’attività (per gli enti locali tipicamente la riscossione della Tari), mentre il ciclo integrato è svolto dal 2,4% dei soggetti. I costi del servizio variano in base alla distribuzione territoriale. Per una famiglia tipo (3 componenti in 100 metri quadrati) nel 2019 la spesa per il servizio è stata pari a 310 euro, con forti differenze tra le aree: 273 euro al Nord, 322 euro al Centro, 355 euro al Sud. Differenze che si sono conservate lungo un arco temporale di 7 anni (2014-2019): al Nord la spesa si è mantenuta mediamente pari a 270 euro, al Centro con una riduzione da 336 euro a 322 euro e al Sud con una riduzione da 360 a 355 euro. La spesa più alta per le famiglie del Centro-Sud ha diverse cause, tra queste sicuramente il maggior costo sostenuto per il trasporto dei rifiuti fuori Regione non avendo un assetto impiantistico adeguato. “Il Green Book – commenta il presidente di Utilitatis, Federico Testa - si conferma la monografia di riferimento nel settore dei rifiuti urbani. I dati raccolti e presentati mostrano segnali incoraggianti di sviluppo del settore, evidenziando le ultime novità normative e regolatorie, nonché gli effetti avuti dalla pandemia in corso”. Per il vicepresidente di Utilitalia, Filippo Brandolini, “lo studio evidenzia l’importanza di una gestione industriale dell’intero ciclo dei rifiuti, la necessità di realizzare impianti soprattutto al Centro-Sud e l’urgenza di superare le frammentazioni gestionali. I cittadini che vivono in territori dove non ci sono impianti sono costretti, a fronte di una qualità del servizio ed ambientale più bassa, a sostenere maggiori costi. Il Programma nazionale dei rifiuti dovrebbe puntare a risolvere questi aspetti avvalendosi anche del ruolo di Arera, la cui attività regolatoria può tracciare la strada per fornire un servizio di maggiore qualità e più omogeneo sul territorio nazionale”.
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TITOLO: Premi: Alperia miglior 'green brand' mondiale 
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OCCHIELLO:  
TESTO: L’obiettivo del Charge Energy Branding Award è quello non solo di premiare le aziende più virtuose e che mettono in campo comportamenti e pratiche d’eccellenza per quel che riguarda il rispetto dell’ambiente e della sostenibilità, ma è anche quello di aumentare la consapevolezza per un tema importante e delicato come il rispetto dell’ambiente. "Questo riconoscimento - dichiara Johann Wohlfarter, Ceo di Alperia - rappresenta una importante conferma della strada che abbiamo intrapreso: vogliamo affermare Alperia come fornitore di servizi energetici verdi e sostenibili, i cui valori primari sono la trasparenza e la soddisfazione dei clienti. Si tratta di un premio che ci rende orgogliosi soprattutto perché colloca Alperia come uno delle aziende di riferimento in ambito internazionale per quel che riguarda la sostenibilità".
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TITOLO: Riscaldamenti al via, 10 consigli green  
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OCCHIELLO: Dall'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile 
TESTO: 2) Controlla la temperatura degli ambienti. Scaldare troppo la casa fa male alla salute e alle tasche: la normativa prevede una temperatura di 20 gradi più 2 di tolleranza, ma 19 gradi sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Inoltre, per ogni grado in meno si risparmia dal 5 al 10% sui consumi di combustibile. 3) Attenzione alle ore di accensione. È inutile tenere acceso l’impianto termico di giorno e di notte. In un’abitazione efficiente, il calore che le strutture accumulano quando l’impianto è in funzione garantisce un sufficiente grado di comfort anche nel periodo di spegnimento. Il tempo massimo di accensione giornaliero varia per legge a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia: da un massimo di 14 ore giornaliere per gli impianti in zona E (nord e zone montane) alle 8 ore della zona B (fasce costiere del Sud Italia). 4) Installa pannelli riflettenti tra muro e termosifone. È una soluzione semplice ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore, soprattutto nei casi in cui il calorifero è incassato nella parete riducendone spessore e grado di isolamento. Anche un semplice foglio di carta stagnola contribuisce a ridurre le dispersioni verso l’esterno. 5) Scherma le finestre durante la notte. Chiudendo persiane e tapparelle o collocando tende pesanti si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno. 6) Evita ostacoli davanti e sopra i termosifoni. Posizionare tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria, ostacola la diffusione del calore verso l’ambiente ed è fonte di sprechi. Attenzione, inoltre, a non lasciare troppo a lungo le finestre aperte: per rinnovare l’aria in una stanza bastano pochi minuti, mentre lasciarle troppo a lungo comporta solo inutili dispersioni di calore. 7) Fai un check-up alla tua casa. Chiedere a un tecnico di effettuare una diagnosi energetica dell’edificio è il primo passo da fare per valutare lo stato dell’isolamento termico di pareti e finestre e l’efficienza degli impianti di climatizzazione. La diagnosi suggerirà gli interventi da realizzare valutandone il rapporto costi-benefici. Oltre ad abbattere i costi per il riscaldamento, anche fino al 40%, gli interventi diventano ancora più convenienti se si usufruisce delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, l’ecobonus che consente di detrarre dalle imposte Irpef o Ires dal 50 all’85% delle spese sostenute a seconda della complessità dell’intervento e il superbonus, con cui l’aliquota di detrazione sale al 110%. 8) Scegli impianti di riscaldamento innovativi. Dal 2015, tranne poche eccezioni, si possono installare solo caldaie a condensazione. È opportuno valutare la possibilità di sostituire il vecchio generatore di calore con uno a condensazione o con pompa di calore ad alta efficienza. Sono disponibili anche caldaie alimentate a biomassa e sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) abbinati a impianti solari termici per scaldare l’acqua e fotovoltaici per produrre energia elettrica. Anche per questi interventi è possibile usufruire degli sgravi fiscali. 9) Scegli soluzioni tecnologiche innovative. È indispensabile dotare il proprio impianto di una centralina di regolazione automatica della temperatura che evita inutili picchi o sbalzi di potenza. La possibilità di programmazione oraria, giornaliera e settimanale garantisce un ulteriore risparmio energetico. Anche la domotica aiuta a risparmiare: cronotermostati, sensori di presenza e regolatori elettronici permettono di regolare anche a distanza, tramite telefono cellulare, la temperatura delle singole stanze e il tempo di accensione degli impianti di riscaldamento. 10) Installa le valvole termostatiche. Queste apparecchiature servono a regolare il flusso dell’acqua calda nei termosifoni, consentendo di non superare la temperatura impostata per il riscaldamento degli ambienti. Obbligatorie per legge nei condomini, le valvole termostatiche permettono di ridurre i consumi fino al 20%.
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TITOLO: Moda: futuro green, settore punta sulla sostenibilità 
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TESTO: La maggior parte dei top manager della moda, della vendita al dettaglio e del tessile intervistati (60%), ha individuato la svolta sostenibile come uno dei due principali obiettivi strategici per la propria attività, seconda solo al miglioramento della soddisfazione dei clienti (primo classificato col 64%). Ciò contrasta nettamente con il tradizionale obiettivo di 'premiare gli azionisti' che risulta oggi essere indicato solo da uno su sei (15%) degli intervistati come obiettivo principale. I top manager affermano che stanno introducendo misure di sostenibilità in tutta la filiera produttiva. Ciò prevede, a partire dall'approvvigionamento di materie prime prodotte in modo sostenibile (65%), di adottare ormai un approccio basato sull’economia circolare e sulla riduzione dei gas serra (51% ciascuno) e investire in nuove tecnologie come la stampa 3D e la blockchain (41%). Nel complesso, la maggioranza (70%) è ottimista sul fatto che il fast fashion possa essere sia accessibile che sostenibile. I dati contano. Un elemento chiave che emerge dalla ricerca è l’importanza della disponibilità di dati per essere più sostenibili. La raccolta di dati dell’azienda e della supply chain per misurare le prestazioni è, infatti, posta in cima alla lista delle priorità dal 53% dei top manager, seconda solo allo sviluppo e all'implementazione di una strategia di sostenibilità ambientale con target misurabili, posti in cima dal 58%. E i dati non sono importanti solo nel breve periodo: il 28% dei top manager ha affermato che la disponibilità di dati affidabili è la chiave per traguardare gli obiettivi di sostenibilità nel prossimo decennio. Inoltre, il 73% ha dichiarato di sostenere parametri di riferimento e soglie globali come mezzo efficace per misurare le performance di sostenibilità e guidare il progresso del settore. Tuttavia, i risultati rilevano che per i maggiori marchi di moda, rivenditori e aziende tessili è difficile ottenere dati di buona qualità. Mentre i capi azienda affermano di disporre di un buon numero di dati sulle pratiche di sostenibilità dei fornitori (65%), sui diritti dei lavoratori e sulla salute e sicurezza sul lavoro nella catena di fornitura (62%). Una percentuale significativa delle imprese (45%) non tiene traccia delle emissioni di gas serra prodotte durante la produzione e distribuzione dei prodotti, mentre il 41% non tiene traccia della quantità di acqua ed energia utilizzata per produrre le materie prime di cui si rifornisce. In prospettiva, il 29% degli intervistati ha riscontrato che la mancanza di dati disponibili e facilmente accessibili potrebbe ostacolare il processo di collaborazione verso l’obiettivo della sostenibilità in tutto il settore. Come affermato da alcuni intervistati, "raccogliere dati è difficile, ma fondamentale". "È chiaro che i marchi stanno affrontando una dura sfida per portare avanti il loro impegno verso la sostenibilità. Allo U. S. Cotton Trust Protocol sappiamo che dati accurati e affidabili sostengono le aziende in questo lavoro. Non solo assicurano riscontri per dimostrare l’importante lavoro fatto e i progressi raggiunti, ma offrono anche una comprensione approfondita per un ulteriore miglioramento. Noi forniamo uno dei meccanismi più strutturati di raccolta dei dati disponibili per il cotone, materiale essenziale, al fine di garantire una trasparenza unica" afferma Gary Adams, President dello U. S. Cotton Trust Protocol. La collaborazione apre la strada per ulteriori passi avanti. Un'altra constatazione chiave è che la moda, il commercio al dettaglio e il settore tessile non possono ovviamente guidare il cambiamento singolarmente: è necessaria la collaborazione. Tuttavia, quando si tratta di un supporto esterno che aiuti a guidare questo progresso, i top manager non percepiscono come essenziale l’introduzione di un'ulteriore regolamentazione. Agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdg) delle Nazioni Unite e alla regolamentazione governativa nel guidare il cambiamento della sostenibilità è stato attribuito lo stesso peso, entrambi sono citati da un quarto degli intervistati (24% ciascuno). I requisiti normativi sono stati classificati solo un terzo dei top manager (33%) intervistati tra i primi tre fattori che governeranno il progresso della sostenibilità nel prossimo decennio. L'impatto del Covid-19. Questa determinazione verso la sostenibilità si scontra con l'incertezza generata dal Covid-19; va comunque fatto presente che, quando è stato chiesto il loro punto di vista sulla pandemia, poco più della metà (54%) degli intervistati ha affermato di ritenere che la pandemia potrebbe rendere la sostenibilità un fattore meno prioritario all'interno del settore.
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TITOLO: Sostenibilità: dalla teoria alla pratica, 4 webinar per il cambiamento 
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TESTO: 'Metti in circolo il cambiamento', infatti, ha coinvolto ad oggi numerose scuole secondarie e giovani over 18 con attività formative per potenziare le competenze green e l’occupabilità. Ora, con questo ciclo di appuntamenti porta avanti il filone delle attività rivolte alla cittadinanza, con proposte innovative per contribuire al radicamento nei territori di una nuova cultura della sostenibilità. Quattro webinar su 4 diversi temi per implementare la condivisione delle competenze e la circolazione di buone pratiche con l’obiettivo di aumentare consapevolezza e responsabilità ambientale. I quattro appuntamenti potranno essere seguiti in diretta streaming online, in programma tra ottobre e novembre. Il Fablab WeMake è il partner di progetto che ha curato l’organizzazione dei workshop per entrare nel vivo dell’autoproduzione maker in chiave circolare, spostandosi, virtualmente, tra le regioni Piemonte, Toscana, Emilia Romagna e Sicilia per presentare i webinar insieme ai Fablab locali. Gli appuntamenti, della durata di un’ora, si potranno seguire sul canale YouTube di WeMake. Gli appuntamenti. Primo incontro (22 ottobre alle 17,30): monitoraggio ambientale e trasmissione dati (A cura del Fablab di Cuneo). Nelle attività di monitoraggio della qualità dell’aria, dell’acqua, del suolo i maker hanno sviluppato dispositivi per la rilevazione delle sostanze nocive. Quali strumenti low cost e open source ci sono a disposizione per trasmettere i dati in modo che possano essere letti ed elaborati? Paolo Bonelli di WeMake introdurrà le potenzialità delle mini reti LoRa; Mario Milenesio di Pomlab racconterà l’esperienza del Fablab piemontese nelle sperimentazioni. Secondo incontro (29 ottobre alle ore 17,30): monitoraggio ambientale delle acque (a cura dei Fablab Romagna). Nei Fablab si costruiscono dispositivi per il monitoraggio delle acque. Sono centraline autocostruite che utilizzano dei microcontrollori e dei sensori. Paolo Bonelli di WeMake introdurrà i progetti di Citizen Science per il monitoraggio delle acque; docenti di Fablab Romagna racconteranno le esperienze che hanno coinvolto le scuole superiori romagnole. Terzo incontro (5 novembre alle 17,30): design, autoproduzione e economia circolare (a cura del Fablab di Palermo). Nei fablab si incentivano processi di autoproduzione, co-produzione e riciclo. I maker sono diventati protagonisti di un nuovo modo di produrre e di una nuova economia. Sara Savian di WeMake introdurrà al mondo della moda responsabile e consapevole attraverso la digital fashion; Marcella Pizzuto di Fablab Palermo parlerà dei progetti passati e futuri sul design circolare. Quarto incontro (12 novembre alle ore 17,30): tutela ambientale e dispositivi per il monitoraggio dell'aria (a cura del Fablab di Firenze). Quanto i cittadini sono consapevoli dell’aria che respirano? Esistono diversi progetti collaborativi che hanno consentito il monitoraggio dell’aria attraverso centraline autocostruite. Paolo Bonelli di WeMake introdurrà i progetti di Citizen Science per il monitoraggio dell’aria; Niccolò Villiger di Fablab Firenze parlerà del progetto 'Che aria tira'.
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TITOLO: Italia Plastic free, i cittadini scendono in campo  
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TESTO: "Dedicare un paio d'ore al bene della natura – sottolinea il presidente di Plastic Free, Luca De Gaetano - non solo fa bene al Pianeta bensì a sé stessi. Durante la raccolta è possibile conoscere nuovi amici e soprattutto lasciare a casa i pensieri e la quotidianità frenetica. Essere un volontario – ribadisce De Gaetano - non costa nulla, è semplicemente necessario andare nella sezione eventi sul sito plasticfreeonlus. it, scegliere l'appuntamento più vicino alla propria città e aderire compilando il modulo da volontario". Fino alla fine di ottobre sono previsti almeno altri 25 appuntamenti, senza contare che dal 19 ottobre Plastic Free inaugurerà il proprio progetto dedicato alle scuole, per sensibilizzare anche gli studenti.
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TITOLO: Second Hand Effect 2019, risparmiate 7,25 mln di tonnellate di CO2 
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OCCHIELLO: La ricerca sulle compravendite su Subito  
TESTO: Praticata da 1 italiano su 2 nel 2019, l’economia dell’usato in Italia vale 24 miliardi di euro, l’1,3% del Pil. "La second hand economy permette concretamente di contribuire al benessere del nostro Pianeta - commenta Giuseppe Pasceri, Ceo di Subito - È un gesto semplice e alla portata di tutti, con effetti tangibili e misurabili, ed è una delle buone pratiche che possiamo mettere in atto da subito per contrastare il cambiamento climatico. Grazie a tutti i nostri utenti che, con oltre 20 milioni di compravendite, da una semplice T-shirt che permette di risparmiare 7,2 kg di CO2 ad un’auto che ne salva 5,6 tonnellate, hanno permesso di evitare la produzione di 7,25 milioni di tonnellate di CO2. È come se, insieme, avessimo piantato una foresta di 8.700 acri o bloccato il traffico a Roma per 22 mesi". Cosa vuol dire risparmiare 7,25 milioni di tonnellate di CO2? Innanzitutto, vuol dire azzerare l’impatto ambientale di quasi 1 milione di italiani (993.322, per la precisione). Ivl stima infatti che l’impronta ambientale media di un italiano sia di 7,3 tonnellate di CO2 all’anno. Pensando a un viaggio, ad esempio, 7,25 milioni di tonnellate di CO2 equivalgono a 104 milioni di voli A/R Milano - Roma, o 7,2 milioni di voli A/R Roma-New York, o alle emissioni dovute alla produzione di 1,3 milioni di auto, 105 milioni di biciclette, 29 milioni di divani o 11 miliardi di chili di pasta. Se pensiamo all’inquinamento atmosferico delle nostre città, infine, evitare l’emissione di 7,25 milioni di tonnellate di anidride carbonica sarebbe come fermare il traffico di Roma per 22 mesi. Comprando e vendendo usato non si evitano solamente le emissioni di anidride carbonica ma anche l’utilizzo di materie prime come plastica, alluminio e acciaio. Nel 2019, la compravendita su Subito ha fatto risparmiare 2,8 milioni di tonnellate di acciaio, che corrispondono ad esempio a 36.500km di binari, quasi pari ad un giro attorno al mondo. O ancora 268.941 tonnellate di alluminio, equivalenti a 18 miliardi di lattine di bibite e infine 419.495 tonnellate di plastica, quella che servirebbe a produrre 59 miliardi di sacchetti di plastica. La Campania si conferma anche quest’anno come la Regione più virtuosa, posizionandosi al primo posto con 1.110.495 tonnellate di CO2 risparmiate, ovvero il 15,3% del totale. Anche il secondo posto trova una conferma anno su anno con la Lombardia e le sue 1.016.094 tonnellate (14%), seguita dal Lazio con 758.614 tonnellate risparmiate (10,5%). Chiudono la top 5 la Sicilia, che registra 657.992 tonnellate di CO2 risparmiate (9,1%) e il Veneto con 612.374 tonnellate (8,4%).
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TITOLO: Mixcycling, materiali green alternativi alla plastica 
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TESTO: Forte del successo che sta riscuotendo dalla sua campagna di Equity Crowdfunding suCrowdFundMe, piattaforma di Crowdinvesting (Equity Crowdfunding, Real Estate Crowdfunding e Corporate Debt) quotata a Piazza Affari, che si concluderà tra un mese e che ha già più che raddoppiato il primo obiettivo economico di 150mila euro, raccogliendone quasi 350mila, la startup di si prepara a lanciare, entro l’autunno, una nuova linea di giochi per cani, a marchio proprietario, in collaborazione con Livingcap Srl (azienda di tappi per imbottigliamento) e sta portando avanti due importanti collaborazioni con aziende italiane del ramo cosmetico, iniziate lo scorso febbraio, con una produzione iniziale di 5.000 kg/mese di materiale e poi interrotte per l’emergenza Covid-19. È inoltre entrata nel settore della stampa 3D a granulo, lavorando con Superforma Srl Wasp Hub Milano e ha appena avviato la fase di test e sperimentazione per creare una bioplastica biodegradabile proprietaria estratta da insetti e crostacei: al momento sta effettuando test preliminari di prototipazione in collaborazione con e per conto di aziende dei settori packaging, cover per e-device, componenti per biciclette, protezioni per automotive, sedie da interno, monouso (attualmente in corso).
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TITOLO: Tigre di Sumatra, storia di una lenta discesa verso l'estinzione 
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TESTO: Bracconaggio e commercio illegale. Numeri del disastro - Ogni anno centinaia di milioni di esemplari di specie animali e vegetali rare vengono prelevate dal loro ambiente e vendute a prezzi esorbitanti sui mercati clandestini. Il caso - Ha fatto clamore la notizia di una coppia francese che dopo aver comprato online un gatto Savannah, si è ritrovata in casa una tigre di Sumatra. I fatti risalgono al 2018: la coppia, dopo aver speso 6mila euro per acquistare un gatto Savannah, incrocio tra un servalo (felino africano selvatico) e un gatto domestico, si è vista recapitare un cucciolo di tigre di Sumatra. Avvertite la autorità, sono subite scattate le indagini per traffico illegale di animali selvatici. L'indagine, durata due anni, ha portato all'arresto di nove persone.
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TITOLO: Adriatic Blue, il progetto di cattura e stoccaggio della CO2 a Ravenna 
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TESTO: Secondo l’azienda, l’area presenta caratteristiche (taglia degli impianti, vicinanza alle fonti emissive, riutilizzo di facilities esistenti) per consentire la realizzazione del progetto a costi competitivi e in tempi rapidi. La capacità di stoccaggio di CO2 nei giacimenti di gas naturale situati nell’offshore Adriatico antistante Ravenna è stata valutata di 350 milioni di tonnellate, con un potenziale ulteriore di 150 milioni di tonnellate: un potenziale che potrebbe consentire a Ravenna di diventare il polo di riferimento non solo per l’Italia ma anche per i Paesi del Mediterraneo. Il Progetto si articolerà per fasi: una prima fase prevede la cattura e lo stoccaggio di parte delle emissioni provenienti dalle centrali a gas di Casal Borsetti e del polo chimico di Versalis di Ravenna. L’avvio è previsto entro il 2021 dopo l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni. Il giacimento individuato per lo stoccaggio di CO2 è quello di Porto Corsini Mare Ovest, che fa capo alla centrale di Casal Borsetti. La fase di sviluppo prevede la realizzazione nell’area di Ravenna di un hub per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio della CO2 in giacimenti offshore di gas esauriti o in fase di esaurimento. Il contributo alla cattura di CO2 verrà oltre che dal sito Eni di Ravenna anche dagli impianti di Ferrara, Mantova e da eventuali altri siti in fase di valutazione. Il progetto Adriatic Blue si configura come una piattaforma, aperta a terzi, abilitante lo sviluppo di progetti di cattura di CO2, chiave per la decarbonizzazione dell’economia nazionale, in particolare delle attività hard to abate. Il progetto, infatti, consente di rendere ambientalmente sostenibili quelle attività – come ad esempio l’industria pesante, il trasporto, la generazione di energia elettrica programmabile, e la filiera dell’idrogeno – indispensabili per l’economia del Paese ma che, data la loro natura energivora, impattano in maniera significativa dal punto di vista emissivo. Le ipotesi di sviluppo del progetto prevedono, oltre alla cattura e allo stoccaggio della CO2, anche la produzione e l’utilizzo di idrogeno blu e l’eventuale distribuzione ad utenze industriali e domestiche e per la mobilità sostenibile. Eni stima, infine, importanti ricadute positive sul territorio grazie alla valorizzazione dell’indotto e delle competenze maturate nel corso degli anni ma anche alla promozione dello sviluppo di nuove filiere di elevato contenuto tecnologico. Il progetto porterà positive conseguenze a livello occupazionale con la creazione di nuovi posti di lavoro.
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TITOLO: Coronavirus, indagine Kérastase: "Donne italiane più resilenti degli uomini" 
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TESTO: Tuttavia per 8 italiani su 10 le avversità e le insicurezze che gli ostacoli determinano sono anche un’occasione di ripartenza. Le donne sono le più reattive, le più resilienti per usare un termine che è entrato nel nostro lessico: il 48% reagisce alle avversità “senza farsi travolgere” rispetto al 41% degli uomini, con valori superiori nell’età più matura, tra i 35 e i 54 anni (50% delle donne). Dalla ricerca inoltre emerge che per più di quattro italiani su cinque avere superato una difficoltà ha un effetto molto positivo sulla propria autostima e sul coraggio nell’affrontare il futuro. La consapevolezza di potere affrontare gli ostacoli con le proprie forze gioca infatti un ruolo chiave nella capacità di reagire: se è vero che il 60% degli italiani affronta le difficoltà con l’aiuto di parenti e amici, uno su tre invece trova in sé stesso la forza per reagire. Altro dato che è emerso della ricerca è il fattore, sorellanza, che esiste ed è forte soprattutto tra le donne più giovani, che sono più solidali tra loro rispetto agli uomini. Il 57% delle donne dichiara di avere ricevuto aiuto da altre donne nei momenti di difficoltà mentre per gli uomini questa percentuale scende al 47%. La sorellanza raggiunge i livelli più alti tra le giovani donne tra i 18 e i 34 anni (67% dei casi). “La sorellanza - spiega Ana Mesquita, General Manager Kérastase Italia - è un senso di community, una amicizia molto forte. Si pensa che le donne siano sempre molto forti, competitive, però alla fine, come si evince dalla ricerca, non è così. Nei momenti difficili le donne si supportano a vicenda”. L’indagine di Kérastase ha anche sondato gli effetti del lockdown sulla capacità di reagire degli italiani. I risultati indicano che questi difficili mesi di isolamento forzato hanno favorito la resilienza. Secondo l’indagine inoltre, un italiano su tre ha dichiarato che la sua capacità di reagire e il suo coraggio sono aumentati dopo i mesi di quarantena collettiva. “Questa indagine – osserva Ana Mesquita, General Manager Kérastase Italia - ha fotografato tutta la forza e la bellezza delle donne: la loro capacità di essere resilienti, di sapere reagire alle difficoltà e soprattutto la sorellanza, un atteggiamento nobile, così importante per le più giovani. Con Kérastase, una marca sin dalle sue origini attenta ai bisogni delle donne, abbiamo sentito con urgenza il bisogno di sensibilizzare le donne a credere di più in sé stesse e nelle proprie possibilità e a non arrendersi di fronte ai limiti imposti dalla società, dal lavoro o a volte dalla famiglia. Lo abbiamo fatto affidando il messaggio alle immagini emozionali del video “La Forza delle Donne” che in pochissimo tempo ha già superato due milioni di visualizzazioni. Ma la abbiamo voluto fare anche con azioni concrete come l’evento di Formazione ispirazionale dedicato a tutti i nostri clienti e partner. Ed infine con una donazione in favore di Fondazione Pangea, che opera in Italia e all’estero nell’ambito dell’ empowerment femminile”. Il progetto 'Kérastase RiseStrong' punta anche sulla formazione e sulla realizzazione di progetti che favoriscono ‘l’empowerment’ economico delle donne attraverso, a partire dai propri clienti partner, un percorso formativo sulla resilienza e sulla capacità di adattarsi velocemente ai cambiamenti: L’evento di e-learning digitale Kérastase RiseStrong, che si è tenuto il 5 Ottobre sulla piattaforma Access, ha offerto infatti un confronto interessante sul tema, attraverso testimonianze dirette di alcuni personaggi di spicco. All’incontro, tenuto dal relatore Giuseppe Stigliano, imprenditoree docente presso diverse Università e Business School italiane e co-autore insieme a Philip Kotler del libro Retail 4.0 hanno partecipato la campionessa olimpica di scherma Elisa Di Francisca, Medaglia d’Argento alle Olimpiadi di Rio 2016, la scrittrice Elena Sacco, autrice del libro Siamo Liberi, nel quali affronta i temi della resilienza e l’attrice Cristiana Capotondi, da sempre attenta alle iniziative per supportare le donne. Il sostegno di Kérastase in termini di empowerment economico e sociale si concretizza poi con una donazione a favore di Fondazione Pangea Onlus, organizzazione no-profit che dal 2002 lavora per lo sviluppo economico e sociale delle donne e delle loro famiglie. Kérastase contribuirà all’apertura di un salone di bellezza per giovani donne sorde a Kabul e all’acquisto del necessario materiale tecnico oltre alla relativa formazione professionale e manageriale. La donazione inoltre sosterrà il progetto italiano di empowerment femminile “Giovani donne: che impresa! ” rivolto a donne tra i 20 e i 40 anni, con l’obiettivo di fornire loro il supporto di esperti per lo sviluppo di un business di successo e formarle con competenze finanziarie e manageriali.
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TITOLO: Terna inaugura linea elettrica Capri-Sorrento, completata svolta 'green' isola 
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OCCHIELLO:  
TESTO: All'entrata in esercizio della linea 'Capri-Sorrento' è inoltre legato il progetto di riassetto della rete elettrica nella penisola Sorrentina, che consentirà a Terna di smantellare quasi 60 km di vecchie linee aeree ormai obsolete, liberando territorio pregiato in un'area ad alta vocazione imprenditoriale. L’opera di Terna è stata realizzata impiegando tecnologie con minimo impatto ambientale: la posa dei cavi sottomarini, a una profondità di oltre 100 metri, è stata eseguita con particolari accortezze ingegneristiche, tra cui la tecnica del ‘directional drilling’ agli approdi per l’alloggiamento dei cavi, che hanno consentito di limitare le interferenze con gli ecosistemi marini e conservare le praterie di posidonia oceanica presenti lungo la costa, lasciando inalterati gli habitat e garantendo al contempo la protezione del collegamento elettrico. In accordo con il ministero dell’Ambiente, Terna eseguirà inoltre un monitoraggio ambientale continuo, mettendo i dati e le analisi effettuate a disposizione delle istituzioni. La stazione elettrica di Capri rappresenta anche un esempio unico di progettazione innovativa delle infrastrutture elettriche a livello mondiale. Costruito su un’area di circa 2.700 metri quadrati limitrofa all’Isola Ecologica di Gasto, l’impianto che riceve e smista l’energia elettrica per il fabbisogno dell’isola di Capri è il risultato di un concorso internazionale indetto da Terna e vinto da Frigerio Design Group, che ha previsto l’adozione di diverse soluzioni innovative per integrare al meglio l’edificio nel paesaggio di pregio che caratterizza l’area. L’opera rientra tra i 9 progetti selezionati nella categoria Production per il premio The Plan Award 2020, riconoscimento internazionale per l’eccellenza in architettura. Sia le geometrie sia i colori dell’opera sono ripresi dal luogo in cui sorge. La planimetria dell’impianto è stata disegnata tenendo conto dell’orografia del terreno, utilizzando i gradoni calcarei presenti nell’area come muri di contenimento o come edifici, mentre la vegetazione che occupa spontaneamente gli spazi vuoti contribuisce a mitigare i volumi degli edifici. I lavori per realizzare le fondazioni della stazione elettrica di Sorrento hanno inoltre consentito di rinvenire una necropoli romana composta da 49 tombe distribuite su tre livelli. La scoperta è stata ritenuta di particolare interesse dalla Sovrintendenza ai Beni Ambientali, che ha apprezzato la cura e l’attenzione con cui Terna ha condotto le operazioni di messa in luce. Terna, infine, in collaborazione con la direzione del Polo Museale della Campania e grazie a una convenzione con il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, illuminerà artisticamente la storica Villa Jovis, dimora dell’imperatore romano Tiberio Giulio Cesare Augusto situata sul promontorio orientale dell’isola a 334 metri sul livello del mare, dando nuova luce a un reperto archeologico della massima rilevanza storica. "L’opera che inauguriamo oggi - ha commentato l'ad Donnarumma - ha una rilevanza storica in quanto rende più sicura da un punto di vista elettrico e con meno emissioni inquinanti un’isola come quella di Capri, simbolo di bellezza naturale riconosciuto in tutto il mondo. Il progetto ha visto la proficua collaborazione fra pubblico e privato e testimonia il ruolo fondamentale di Terna nella transizione energetica. I nostri investimenti per rendere il sistema ancora più affidabile, efficiente e green possono concretamente contribuire alla ripresa economica del Paese", ha concluso l'amministratore delegato.
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TITOLO: 'Ricomprare' mobili usati, Ikea lancia il black friday alternativo 
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OCCHIELLO: La campagna che prenderà il via in Italia dal 27 novembre al 6 dicembre 
TESTO: “La visione di Ikea è sempre stata creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone, che nel momento attuale significa permettere a tutti di vivere una vita sostenibile, in modo semplice e accessibile. Essere circolari è un’ottima opportunità di business e, al tempo stesso, una responsabilità" afferma Pia Heidenmark Cook, chief sustainability officer del Gruppo Ingka. La crisi climatica, aggiunge, "ci impone di ripensare radicalmente le nostre abitudini di consumo. Un’economia circolare si può raggiungere solo attraverso gli investimenti e la collaborazione con i clienti, le altre imprese, le comunità locali e i governi, in modo da azzerare i rifiuti e innescare un ciclo di riparazione, riutilizzo, riadattamento e riciclaggio". I clienti che desiderano 'vendere' i propri mobili Ikea usati potranno consultare la pagina del sito dedicata, verificare le condizioni del servizio di riacquisto ed effettuare una pre-valutazione del prodotto prima di recarsi in negozio per la valutazione finale e la consegna. Chi consegna a Ikea i propri mobili usati riceverà un buono acquisto da spendere in negozio. GREEN FRIDAY: COME FUNZIONA - In base alle condizioni dei mobili, il buono può ammontare fino al 50% del prezzo originale dell’articolo. Nel periodo del Black Friday, per i soci Ikea Family che rivenderanno i propri mobili di seconda mano, il valore del buono sarà maggiorato di un ulteriore 50% rispetto alla valutazione ricevuta. Il buono potrà essere utilizzato entro 2 anni dal momento del rilascio, offrendo ad ogni cliente la possibilità di spenderlo solo dopo aver valutato accuratamente le proprie reali esigenze di acquisto. Ikea punta a un modello di economia circolare e la trasformazione delle attività retail è una tappa di questo percorso. La campagna aiuterà Ikea a raggiungere l’obiettivo di diventare un business circolare e di avere un impatto positivo sul clima entro il 2030, termine entro il quale tutti i prodotti Ikea saranno realizzati con materiali rinnovabili o riciclati. Attualmente il 45% delle emissioni totali di CO2 nel mondo deriva dal modo in cui vengono realizzati e utilizzati i prodotti d’uso quotidiano, come i mobili.
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TITOLO: Dalla carne alla frutta: il menù dell'orso bruno. Cosa mangia 
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TESTO: La conservazione di questo grande carnivoro, che da tempo si è peraltro particolarmente adattato alla convivenza con l’uomo, è oggi legata alla sua possibilità di espandersi in territori al di fuori della sua attuale 'core area', consentendo un proporzionale incremento numerico della popolazione. In particolare la popolazione appenninica, ridotta ad un nucleo di soli circa 50 individui isolato in un territorio di dimensioni ridotte, è inequivocabilmente destinata ad un precoce declino, per ragioni demografiche e genetiche, se non si interverrà mitigando le minacce, migliorando il suo habitat e favorendo i suoi spostamenti. Il futuro dell’orso più raro d’Europa - “Per tutelare l’orso, è necessario approfondire le conoscenze di questa specie, della sua biologia e dei suoi comportamenti così unici e caratteristici. Sicuramente una delle cose che accomunano uomo e orso è la curiosità per il cibo. Entrambi amiamo 'variare ingredienti' e questo è un 'istinto naturale' che ci permette anche di ridurre l’impatto negativo che avremmo sulla natura se mangiassimo soltanto un cibo specifico" afferma Marco Antonelli biologo naturalista del Wwf. “I loro comportamenti sono a volte simpaticamente simili a quelli umani. Ad esempio, durante la tarda estate, tra agosto e settembre, gli orsi, specie solitaria per antonomasia, si radunano spesso in particolari aree, proprio dove matura uno dei loro cibi preferiti, le bacche di ramno. In questa stagione non è raro osservare più di un esemplare alimentarsi negli arbusteti d’alta quota, incuranti del distanziamento sociale, che invece rispettano con molta attenzione durante il resto dell’anno”. Siamo entrambi specie onnivore e pertanto consumiamo, seguendo ciò che il ritmo delle stagioni ci mette a disposizione, una ricca varietà di cibi. Dalla carne alla frutta come dimostra il menù tipo dell’orso bruno marsicano e che Wwf presenta firmandolo con #Menu4Planet. 1. Frutta secca, faggiola e ghiande. Gli orsi mangiano questi alimenti molto nutrienti per il suo alto contenuto calorico, proteico, durante il periodo di iperfagia (il periodo che va dalla tarda estate all’autunno, durante il quale gli orsi devono accumulare sufficienti riserve di grasso necessarie per superare l’inverno) 2. Ramno. Gli orsi consumano queste bacche in grandi quantità per circa 7 settimane a fine estate, quando si radunano in gran numero nei crinali dove cresce questo arbusto d’alta quota. 3. Insetti (soprattutto formiche) e larve. Consumate in particolare durante l’estate (le formiche contengono fino al 50% di proteine e sono fonte di aminoacidi fondamentali per il mantenimento della massa muscolare degli orsi). 4. Piccoli cervidi e cinghiali. A inizio estate le proteine sono fondamentali per ricostruire la massa magra persa durante il periodo di ibernazione, e per migliorare la crescita nei cuccioli e nei subadulti. 5. Piante erbacee, in grandissime quantità durante la primavera. Fonte importante di proteine ??e energia per gli orsi nelle settimane successive alla fuoriuscita della tana quando, appena germogliate, le piante sono ricche di sostanze nutritive solubili.
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TITOLO: Natale 2020, Tonitto 1939 lancia il panettone sostenibile 
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TESTO: Il panettone con gelato al cioccolato è un prodotto made in Italy, fatto a mano e realizzato all’interno dello stabilimento di Campi a Genova, attraverso l’utilizzo di energia solare. grazie l’utilizzo di energia solare. "Da tre generazioni ricerchiamo l'eccellenza nel creare gelati italiani di qualità. Il nostro impegno inizia dalle materie prime e prosegue con innovazione costante, per regalare a tutti un momento unico di felicità - sottolinea Luca Dovo, ad Tonitto 1939 -. Abbiamo puntato su questo prodotto anche per provare a destagionalizzare il gelato, sempre legato alla stagione calda, mantenendo comunque la tradizione del Natale".
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TITOLO: Bonus mobilità, dal 3 novembre i rimborsi. Come fare 
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TESTO: Pubblicato il: 15/10/2020 14:17 Tutto pronto per il bonus bici: dal 3 novembre sarà possibile richiedere i rimborsi. E' quanto comunica il ministero dell'Ambiente che fa sapeere che da lunedì 19 ottobre partirà la registrazione degli esercenti per il rilascio del buono mobilità: a partire dalle ore 9:00, potranno registrarsi sulla piattaforma web - https: //www. buonomobilita. it/mobilita2020/#/esercente/loginEsercente - gli esercenti del settore (ovvero coloro che vendono biciclette nuove o usate, sia tradizionali che a pedalata assistita; handbike nuove o usate; veicoli nuovi o usati per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, come monopattini, hoverboard, segway; servizi di mobilità condivisa a uso individuale, esclusi quelli mediante autovetture).
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TITOLO: Tariffa rifiuti, si calcola anche in base all'impatto sul clima 
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TESTO: Adesso si passa alla fase operativa. Dal 1 gennaio 2021, tutte le famiglie di Terre Roveresche pagheranno una tariffa sui rifiuti che tiene conto della CO2 equivalente prodotta ed è calcolata non solo in base a quanto hanno differenziato le varie frazioni, ma anche in base a quanto hanno ridotto la produzione di rifiuti in totale, in particolare quelli indifferenziati. Come funziona - Grazie alla distribuzione di bidoncini dotati di tag Rfid, sarà possibile contabilizzare ogni conferimento per ogni singola tipologia di rifiuto. A quel punto basterà moltiplicare queste quantità per opportuni fattori di emissione, per determinare la produzione di CO2 equivalente associata ad ogni utenza. Ossia il suo impatto ambientale. “Grazie a questo metodo - spiegano gli ideatori del Carbon WastePrint, Andrea Valentini e Luca Belfiore - i cittadini avranno una maggiore e immediata consapevolezza di quale azione, nella propria gestione dei rifiuti, comporti minori impatti ambientali e quindi maggiori vantaggi economici, incentivando così un miglioramento continuo dei propri comportamenti, che è lo spirito stesso dell'economia circolare". Parallelamente, spiegano, "sarà possibile adeguarsi con maggiore flessibilità alle situazioni d’emergenza. Per fare un esempio molto attuale: le utenze commerciali in difficoltà economica, a causa di una riduzione dell'attività, vedranno la tassa rifiuti ridursi automaticamente a seguito dei minori conferimenti”. "Aver contribuito al successo della sperimentazione del modello Cwp nel ruolo di strumento abilitante al servizio delle utenze - sottolinea la responsabile progetti di Junker app, Benedetta De Santis - ha dato pieno significato alla mission di Junker come motore di economia circolare in materia di raccolta differenziata. Siamo quindi fieri del risultato raggiunto e pronti ad offrire in permanenza queste funzioni innovative, validate grazie all’entusiastica partecipazione dei cittadini”.
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TITOLO: Sostenibilità: 'La protezione tiene banco', in 100 scuole italiane  
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OCCHIELLO: Lysoform e Fondo Scuola per la sanificazione nell'ambito della campagna nazionale 
TESTO: La sanificazione eseguita dal personale Anticimex è un punto centrale per garantire la sicurezza, ma da sola non è sufficiente per vivere nel contesto attuale con l’adeguata protezione. Il progetto rientra, infatti, nell’ambito di una grande campagna nazionale #LaProtezioneTieneBanco in collaborazione con insegnanti, alunni e genitori. A fine ottobre, nelle scuole italiane, con il supporto di Fondo Scuola Italia si celebrerà il #CleanTogetherDay, in cui alunni, genitori e docenti si troveranno a scuola per mettere in pratica, insieme, queste azioni positive condividendo materiali ludico-informativi, esperienze e gesti quotidiani anche con l’ausilio dei kit di detersione messi a disposizione da Lysoform e sotto la supervisione degli esperti che partecipano al progetto, il dottor Piercarlo Salari, pediatra, e la dottoressa Elena Urso, pedagogista. “La pandemia ha colto tutti alla sprovvista - commenta Piercarlo Salari -ma ha anche portato a riconsiderare le comuni norme e precauzioni igienico-comportamentali che, soprattutto in questo periodo, sono utili a proteggere non soltanto il singolo ma l’intera collettività. I bambini sono recettivi e scrupolosi nei riguardi delle raccomandazioni, ma devono anche sentirsi opportunamente motivati a metterle in pratica: a tale scopo due presupposti fondamentali sono il coinvolgimento attraverso modalità ed esperienze ludiche e il modello che gli adulti devono loro proporre attraverso il proprio esempio”. Per Elena Urso, pedagogista, "nuova normalità è un concetto rilevante perché ci costringe a determinare nuove pratiche in modo duraturo, abbandonando quel senso di precarietà generato dalle situazioni incerte o percepite come “eternamente” temporanee. Riusciamo così ad acquisire nuovi comportamenti e abitudini in modo rassicurante, donandoci una confortante sensazione di esercitare un po’ di controllo su qualcosa che ci ha colto totalmente di sorpresa. Questo atteggiamento e questa disposizione d’animo soprattutto sono ciò che gli adulti dovrebbero veicolare come messaggio ai bambini, ai ragazzi”.
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TITOLO: Ambiente: tutela della biodiversità, 12 anni di 'Rete Natura 2000' 
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TESTO: “Rete Natura 2000 ha tutelato migliaia di siti italiani di interesse naturalistico. Pietra miliare a beneficio della nostra straordinaria ricchezza di flora e fauna occorre che venga tenuta maggiormente in considerazione per la tutela degli ecosistemi marini” afferma Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde. Nell'ambito dell'appuntamento saranno inoltre presentati alcuni progetti innovativi con l'intento di promuovere la conoscenza e favorire la diffusione di buone pratiche che possano stimolare una vera transizione verso l'economia circolare sostenibile, la produzione di energia da fonti rinnovabili e impianti rispettosi degli ecosistemi, un approvvigionamento idrico di qualità e sostenibile nelle isole minori. Oltre a Pecoraro Scanio, interverranno alla tavola rotonda: Rosalba Giugni (presidente Marevivo), Alessandro Polinori (vicepresidente Lipu – BirdLife Italia), Chiara Bruni (vicepresidente Sos Terra Onlus), Roberto Danovaro (presidente Stazione Zoologica Anton Dohrn Napoli), Leonardo Tunesi (responsabile Area per la tutela della biodiversità, degli habitat e specie marine protette – Ispra), Riccardo Toto (direttore generale Renexia), Lorenzo Barone (direttore Tecnico Castalia Consorzio Stabile S. C.p. A.), Domenico Ievoli (presidente Marnavi). L'evento, in collegamento dalla Sala Mastai del Palazzo dell'Informazione in Roma (Piazza Mastai, 9), sarà trasmesso in diretta streaming sulle Pagine Facebook di: Fondazione UniVerde; Marevivo; Sos Terra Onlus; TeleAmbiente; e in diretta televisiva su TeleAmbiente, sui canali Ch. 78 (Lazio e Umbria) e Ch. 812 (Lombardia) del digitale terrestre.
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TITOLO: Dl Agosto e ambiente, cosa prevede 
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OCCHIELLO: Il ministro Sergio Costa: "Misure importanti per il rilancio all'insegna della sostenibilità" 
TESTO: E, ancora: il via libera nel 2021 alla produzione di bottiglie interamente riciclate: in via sperimentale, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021, per le bottiglie in polietilentereftalato non troverà applicazione la percentuale minima di polietilentereftalato vergine. Il decreto prevede inoltre incentivi alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per l’incremento dell’efficienza energetica degli edifici di piccole dimensioni, adibiti a uso scolastico e ospedaliero del Servizio sanitario nazionale e determinato nella misura del 100 per cento delle spese ammissibili. Tra le novità del decreto, il fondo del ministero dell’Ambiente per contrastare l’inquinamento in Pianura Padana così ripartito: 41 milioni di euro per l'anno 2021; 43 milioni di euro per l'anno 2022; 82 milioni di euro per l'anno 2023; 83 milioni di euro per l'anno 2024; 75 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2030; 73 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2031 al 2033; 80 milioni di euro per l'anno 2034; 40 milioni di euro a decorrere dall'anno 2035. Per stabilizzare i contributi a favore dei Comuni, allo scopo di potenziare gli investimenti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale, nonché per gli interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile, con decreto del Ministro dell'interno, da emanare entro il 15 gennaio di ciascun anno, verrà assegnato a ciascun comune con popolazione inferiore a 1.000 abitanti un contributo di: pari importo, nel limite massimo di 160 milioni di euro per l'anno 2021; 168 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023; 172 milioni di euro per l'anno 2024; 140 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2030; 132 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2031 al 2033 e 160 milioni di euro a decorrere dall'anno 2034. Previste anche misure di contrasto al dissesto idrogeologico, con 900mila euro assegnati per l’anno 2020 ai terreni agricoli adibiti a interventi di rimboschimento. Le Aree protette potranno beneficiare della necessaria flessibilità gestionale per far fronte alle molteplici esigenze istituzionali, evitando che i vincoli normativi impediscano loro l’utilizzo delle risorse disponibili nel proprio bilancio. Dl Agosto, ecobonus e sismabonus. Il dl agosto prevede inoltre che i limiti delle spese ammesse alla fruizione degli incentivi fiscali eco bonus e sisma bonus sostenute entro il 31 dicembre 2020, siano aumentati del 50 per cento per gli interventi di ricostruzione riguardanti i fabbricati danneggiati dal sisma. E, ancora, l’incremento del fondo per l'acquisto di autoveicoli a basse emissioni di CO2 , con una dotazione di 70 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e fondo rifinanziato di 400 milioni di euro. 90 milioni sono destinati alle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici. 15 milioni alla riqualificazione elettrica dei veicoli. Infine, il decreto agosto ha previsto l’istituzione dell’Autorità per la Laguna di Venezia, ente pubblico non economico di rilevanza nazionale dotato di autonomia amministrativa, organizzativa, regolamentare, di bilancio e finanziaria. La nomina del Presidente dell’Autorità avverrà su proposta del ministro dell’infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Inoltre, nel Comitato consultivo di cui si avvale l’Autorità è stata prevista la partecipazione del Segretario generale dell’autorità di bacino del distretto delle Alpi orientali, garantendo così anche sul piano della governance la necessità di rispettare la pianificazione e la programmazione in campo ambientale.
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TITOLO: Animali domestici, quali sono e quanto ci costano 
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TESTO: Ad esclusione del cibo, quanto costa mediamente mantenere un animale ogni anno? Secondo i dati emersi dall’indagine, chi si prende cura di un cane spende, in media, 193,94 euro all’anno, mentre i proprietari di gatti mettono a budget circa 161,20 euro. Mantenere uccelli, invece, comporta, mediamente, un costo di 155,33 euro all’anno; più economico prendersi cura dei pesci: si parla di 137,80 euro ogni anno. E assicurare un animale, invece, costa poco, soprattutto se si paragonano i costi ai benefici. Eppure analizzando i dati della ricerca emerge che oggi quasi la metà dei possessori di animali (44,9%) non è intenzionato ad assicurarli; il 40,3% non ha le idee chiare sulla questione e appena il 14,9% dei possessori di animali è invece propenso a sottoscrivere una polizza dedicata. Tra coloro che hanno ammesso di aver stipulato una polizza specifica per il proprio 'amico', le più diffuse sono state la responsabilità civile e la tutela legale, scelte dall’89,5% dei sottoscrittori. Il primo tipo di copertura interviene nel momento in cui l’animale causa involontariamente danni a terzi o a cose, nell’ambito dei rischi inerenti alla proprietà o custodia dell’animale, mentre la seconda è una garanzia utile a ottenere un rimborso spese per l’assistenza giudiziale e stragiudiziale in caso di sinistro. Entrambe queste coperture possono essere molto utili e mettono al riparo da gravi conseguenze, con costi assai contenuti: assicurare un cane per la responsabilità civile e tutela legale ha un costo che parte da circa 65 euro l’anno e scende a 45 euro per i gatti. Bisogna, però, tenere in considerazione che l’età dell’animale e la razza possono andare a incidere sul costo dell’assicurazione. Tra le altre polizze sottoscritte dai proprietari troviamo quella che offre la copertura sui danni a oggetti domestici di proprietà, scelta dal 34,5% di chi ha stipulato un’assicurazione, e l’assistenza in viaggio, che tutela i proprietari nel momento in cui si dovessero affrontare emergenze veterinarie quando ci si allontana da casa per alcuni giorni (20,3%). Lo stesso tipo di imprevisto può essere coperto anche se si resta fra le mura domestiche, ma nonostante spese veterinarie, chirurgiche ed esami abbiano costi molto elevati, solo il 10,7% di chi ha stipulato una copertura assicurativa ha deciso per questo tipo di polizza.
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TITOLO: La dieta mediterranea salva la biodiversità 
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OCCHIELLO: Riconosciuta non solo dall’Unesco ma da numerose evidenze scientifiche, perde terreno proprio in Italia 
TESTO: Purtroppo, denuncia il Wwf, nel nostro Paese la dieta mediterranea è a 'rischio di estinzione' per via di una serie di fattori come l’urbanizzazione, le difficoltà economiche e il ritmo di vita frenetico, che stanno modificando la nostra alimentazione e i nostri modelli di consumo verso modelli troppo ricchi di carne e altri derivati animali, prodotti trasformati, industriali e da fast food. Secondo le stime del Wwf, l’Italia potrebbe ridurre dell’80% le emissioni di gas serra derivanti dagli attuali consumi alimentari diminuendo principalmente il consumo di carne rossa e latticini. Le emissioni della carne si ridurrebbero di quasi 10 volte e quelle dei latticini di 2,6 volte. Il sequestro del carbonio associato ai cambiamenti nelle diete può giocare un ruolo fondamentale nella mitigazione dei cambiamenti climatici in Italia. I risultati della ricerca di Wwf dimostrano che grazie a questo tipo di modifiche dei regimi alimentari è possibile sequestrare 61 Mt CO2eq l’anno. In Italia complessivamente assumiamo circa 2 kg di cibo al giorno (2055,1 g/giorno). Con una dieta amica del pianeta la nostra assunzione di cibo si dovrebbe ridurre del 20% arrivando a poco più di 1,6 Kg al giorno (1640,8 g/giorno). A ridursi dovrebbero essere i consumi di latte e derivati, che dovrebbero diminuire del 60% rispetto al consumo attuale, il consumo di carne rossa che dovrebbe ridursi di oltre l’80% a fronte di un aumento di 4 volte del consumo di legumi e frutta secca. La tradizionale culinaria italiana ha già in sé tutti gli elementi e le caratteristiche per essere una cucina amica del Pianeta, perché impiega prodotti di provenienza locale, dà grande valore agli ingredienti di origine vegetale, utilizza materie povere e di stagione, è varia e sana. “Nonostante le nostre tradizioni alimentari siano considerate sane e sostenibili, noi italiani stiamo cambiando abitudini a tavola e fuori. Stiamo andando contro corrente rispetto a quelle che sono le esigenze del Pianeta e la direzione verso cui il sistema alimentare si deve muovere nei prossimi anni", afferma Eva Alessi, responsabile consumi sostenibili e risorse naturali di Wwf Italia. "Agli italiani - aggiunge - basta poco per rivedere le proprie abitudini, in senso sostenibile: dando centralità a verdura, frutta, legumi e cereali, si determinerebbe un’enorme risparmio in natura e salute e soprattutto regaleremmo alle generazioni future la possibilità di non doversi confrontare con gli effetti drammatici della malnutrizione, dell’assenza di sicurezza alimentare aspetti esacerbati dal cambiamento climatico e dai disastri ecologici. ” Il Wwf invita anche le istituzioni e le aziende a fermarsi e ascoltare questo appello perché il benessere dell’ambiente in cui viviamo e da cui preleviamo le risorse deve essere tutelato e preservato per poterci dare sostentamento anche un domani e per dare un futuro alla biodiversità con cui conviviamo.
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TITOLO: Hamburger veg, il termine potrebbe essere vietato  
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TESTO: L’emendamento (171) continuerebbe invece a limitare la denominazione delle alternative ai latticini e a vietare denominazioni come 'stile yogurt', 'alternativa al formaggio' o 'sostituto del burro' per descrivere i prodotti a base vegetale. Ciò accade in seguito ad un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea, per cui, ad esempio, in Italia si può usare il termine 'bevanda vegetale' e non 'latte vegetale'. Per la Lav, entrambi gli emendamenti sono da bloccare se si vuole essere coerenti con la strategia Farm to Fork, che si pone l’obiettivo di creare sistemi alimentari più sostenibili e più salutari. "Facilitare al massimo la diffusione degli alimenti vegetali è un imperativo" fa sapere la Lav che invita i Parlamentari europei ad agire con coerenza e ad opporsi agli emendamenti 165 e 171. L’associazione, con il suo Manifesto “Non torniamo come prima”, chiede inoltre ai decisori istituzionali di spostare i finanziamenti pubblici dagli allevamenti verso la produzione di cibi vegetali, e si batte per incentivare la diffusione delle proteine vegetali portando l’Iva dal 22% al 4% anche delle bevande vegetali, così come è previsto per i 'latti' animali.
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TITOLO: World Food Day, Syngenta celebra gli eroi della filiera agroalimentare  
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TESTO: Consapevole di questo, Syngenta, tra i leader dell'agribusiness a livello mondiale, ha realizzato un video per sottolineare una volta di più il ruolo fondamentale dei #foodheroes, che lavorano 365 giorni all’anno per produrre e distribuire il cibo a prescindere da tutte le situazioni avverse e che, forse in un momento e in una giornata dedicata all’Alimentazione, meritano un plauso ancora maggiore. “Nella Giornata Mondiale dedicata all’Alimentazione, è doveroso quest’anno ricordarsi dei nostri #EroiDellAlimentazione - ha sottolineato Riccardo Vanelli, ad di Syngenta Italia – agricoltori e operatori dell’intera filiera agroalimentare che con il loro lavoro impegno hanno contribuito e contribuiscono ogni giorno ad alimentare un Paese che non si arrende". "Il nostro pensiero e sostegno è rivolto a tutti coloro che con le loro mani si prendono cura della terra, a quelli che aiutano a proteggere i raccolti, a chi produce materie prime per l’industria e a chi trasporta il cibo per farlo arrivare sulle nostre tavole. A tutte queste persone, uomini e donne, che stanno lavorando instancabilmente, perché hanno radici solide e uno sguardo fiero rivolto al futuro. A questa filiera che non si ferma, tutti noi di Syngenta vogliamo dire grazie” conclude Vanelli.
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TITOLO: Monopattini a Roma, stop al parcheggio selvaggio: arriva l'app 
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TESTO: “Dopo Milano, dove siamo presenti con una flotta di 750 veicoli, Voi sarà anche a Roma e punterà a diventare un partner affidabile e duraturo per la città, lavorando a stretto contatto con l’amministrazione Capitolina e le associazioni di categoria per un fine comune: assicurare il rispetto dei requisiti di sicurezza, fra cui il corretto parcheggio e la conservazione e il decoro dello spazio pubblico" afferma Lucas Bornert, general manager di Voi Technology Francia e Italia. Fin da subito, aggiunge Bornert, "vogliamo lanciare uno speciale programma che tiene conto non solo delle esigenze dell’utente, ma anche del cittadino promuovendo un servizio che sia un vantaggio per tutti". Diverse sono infatti le iniziative portate avanti dalla società e dedicate alla guida sicura e all’uso responsabile del monopattino. Alcol test - Voi è il primo operatore a lanciare a partire dal prossimo weekend l’alcol test che verrà attivato durante le notti del fine settimana, in una fascia oraria compresa tra l’una e le 4 del mattino. Già testato nel nord Europa e a Milano, al momento del noleggio, agli utenti verrà chiesto automaticamente di partecipare a un gioco, tramite App, che testa i riflessi in pochi secondi. Per superare il test è necessario raggiungere un punteggio di almeno il 60% e l’app istruisce l'utente che la guida in stato di ebbrezza può incidere sui suoi riflessi e sull'equilibrio, consigliando di valutare il trasporto pubblico nel caso in cui l’utente non si senta sicuro nella guida. Stop al parcheggio selvaggio - Per far rispettare le regole di parcheggio dei monopattini negli spazi pubblici, Voi conta infatti sull’app e su un sistema di gestione della flotta in grado di comunicare con i veicoli sia da remoto che direttamente tramite una connessione Bluetooth a corto raggio. Il modulo IoT ne contiene uno Gps (Global positioning system) ad altissima precisione, che indica in ogni momento la posizione dei monopattini: anche a Roma Voi monitorerà a distanza le condizioni della flotta, rispondendo alle esigenze che si presentano, come attivare funzioni di geofencing grazie alle quali è possibile automaticamente definire zone in cui è vietato parcheggiare, zone a velocità limitata o parcheggi incentivati. Questa tecnologia consente inoltre di sapere se i monopattini elettrici sono parcheggiati in modo scorretto e se questi bloccano o meno la strada ai pedoni. Iniziative guida sicura - Voi lancia a Roma anche la nuova modalità di guida per principianti, disponibile sull’app, sotto il profilo utente, per far sì che la velocità massima del veicolo non superi i 15 km/h e rispetti le zone a bassa velocità. Tra le novità in programma, l’azienda dispiegherà una pattuglia di addetti, la Voi patrol, tra le cui mansioni rientrano il riposizionamento dei monopattini, la pulizia dei mezzi e incentivi agli utenti per il rispetto del decoro pubblico. Proprio in merito alle regole di sicurezza durante la guida, l’azienda ha sviluppato Ride Like Voilà la prima scuola di traffico online dedicata ai monopattini, a cui hanno partecipato con successo quasi 500.000 persone in tutta Europa: attraverso la scuola, gli utenti imparano divertendosi e accumulano così crediti gratuiti per guidare i monopattini Voi. La distribuzione dei monopattini avverrà, per il 50%, con le cargo bike a conferma dell'impegno dell’azienda ad operare in città in modo sostenibile. Infatti, Voi lavora per una mobilità alternativa e senza emissioni di carbonio: dal 2020 infatti il servizio è a zero emissioni.
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TITOLO: Settimana bianca 2020, in Trentino misure anti Covid 
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TESTO: Per l'avvio ufficiale si aspettano solo le linee guida contenute nel protocollo che sarà approvato nei prossimi giorni dalla Provincia Autonoma di Trento e che terranno conto della positiva gestione durante il periodo estivo che prevedevano regole che riguardano il distanziamento sociale negli accessi alle biglietterie e agli impianti, la sanificazione giornaliera delle telecabine, bagni e servizi, presenza di dispenser con gel disinfettante, obbligo di protezione per naso e bocca in coda e sulle telecabine/funivie che resteranno costantemente arieggiate. Nel frattempo però una decisione è già stata presa. Obiettivo: incentivare concretamente gli acquisti online al posto di quelli 'in presenza'. Niente file e assembramenti, niente tempo perso e un risparmio economico per chi sceglierà questa strada. Qualsiasi tipo di skipass potrà essere acquistato sul web e, chi lo farà, avrà un risparmio fino al 10% sul listino Superskirama a seconda del periodo e della stagionalità. Gli incentivi riguardano gli abbonamenti giornalieri e plurigiornalieri adulto, junior e bambino. “Sia il Consorzio che le singole società stanno incentivando l'acquisto online – spiega Fabio Sacco, presidente del Consorzio Skirama Dolomiti – sia per gli skipass Superskirama che per quelli di località. ” Ma gli incentivi per gli skipass online saranno solo il primo tassello di una campagna più ampia. Del pacchetto fa parte anche un'app che aiuterà a gestire le code in modo “intelligente” come implementato da alcuni grandi parchi divertimenti e dalla grande distribuzione. Inoltre, da giovedì 29 ottobre saranno aperte le vendite degli skipass stagionali Superskirama, rispetto ai quali il Consorzio ha deciso di introdurre, per la prossima stagione invernale, una nuova forma di tutela in favore dei propri clienti, con l'introduzione di un numero minimo di giornate garantite di apertura, ottanta, al di sotto delle quali è possibile ottenere la restituzione parziale del prezzo di acquisto. In caso di chiusure forzate totali degli impianti imposte dalle autorità locali o nazionali connesse con l'epidemia da Covid-19, il Consorzio rimborserà l’importo di acquisto dello stagionale in proporzione alle giornate non fruibili al di sotto del numero minimo garantito. I biglietti interessati sono gli skipass Superskirama stagionali adulto, super senior, senior, junior e bambino, inclusi i titoli acquistati in prevendita, relativi all’inverno 2020/2021; non danno, invece, diritto al rimborso gli skipass stagionali acquistati a condizioni agevolate o con sconti. Un discorso analogo sarà fatto anche per chi comprerà a inizio vacanza gli abbonamenti settimanali e plurigiornalieri: se il titolare dovesse risultare positivo al Covid-19 o se vi fosse una chiusura forzata degli impianti a causa della pandemia, potrà chiedere il rimborso dei giorni non fruiti.
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TITOLO: Lotta allo spreco di cibo, Orsero con Feba e Banco alimentare  
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TESTO: L’attività congiunta prevede che le eccedenze alimentari di frutta e verdura dei magazzini del Gruppo Orsero in Italia, Spagna, Francia, Grecia e Portogallo, non commercializzabili per motivazioni diverse da quelle alimentari, siano raccolte e distribuite dai Banchi Alimentari dei singoli Paesi alla propria rete di organizzazioni benefiche, che in Europa è composta da oltre 45.283 strutture caritative che ogni anno ridistribuiscono gratuitamente 768mila tonnellate di cibo a 9.500.000 persone bisognose. "Con questo accordo, che ho voluto fortemente, vogliamo consolidare un impegno che riteniamo parte fondamentale del nostro Dna aziendale - Raffaella Orsero, Ceo del Gruppo - Da anni, infatti, combattiamo lo spreco alimentare: da un lato adottando pratiche consolidate nel tempo, per l’efficientamento delle fasi di trasporto e stoccaggio dei prodotti, e dall’altro grazie alla collaborazione con associazioni e organizzazioni locali che si occupano di distribuire i prodotti edibili ma non commerciabili, ai più bisognosi". "La scelta di unirci in partnership con Feba e Fondazione Banco Alimentare Onlus risponde all’esigenza di efficientare la gestione delle eccedenze e la loro redistribuzione, e aumentare il numero di strutture aziendali in grado di portare avanti questa attività. Trasformando e valorizzando un potenziale spreco in nutrimento per le persone, infatti, creiamo un circolo virtuoso in grado di migliorare l’impatto sociale, ambientale ed economico delle nostre attività e dare il nostro contributo ai territori in cui operiamo", conclude Orsero.
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TITOLO: Lo studio: agricoltura e zootecnia italiane insostenibili  
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TESTO: In questo squilibrio gli allevamenti giocano un ruolo rilevante, considerando che da soli richiedono il 39% delle risorse agricole italiane solo per compensare le emissioni di gas serra derivate da deiezioni e fermentazione enterica degli animali allevati. L’indicatore utilizzato è quello dell’impronta ecologica, che stima l’impatto di un dato settore in rapporto alla capacità del territorio (biocapacità) di fornire le risorse necessarie e assorbire i rifiuti o le emissioni prodotte. In questo caso su un lato della bilancia sono state messe le sole emissioni dirette degli animali allevati, sull’altro le risorse naturali che la superficie agricola italiana fornisce. Si tratta quindi di una stima conservativa, che non prende in considerazione altre fasi della filiera come l’importazione e la produzione di mangimi, o l’energia utilizzata. Più della metà dell'impronta ecologica del settore zootecnico, rileva lo studio, dipende dalle regioni del Bacino Padano e quello della Lombardia contribuisce da solo per oltre un quarto all’impatto nazionale e sta divorando il 140% della biocapacità regionale. La Lombardia dovrebbe avere una superficie agricola di quasi una volta e mezzo quella attuale per compensare le sole emissioni degli animali allevati sul suo territorio. I dati lombardi evidenziano cosa accade quando si registra un’elevata densità di capi in un territorio con limitata bioproduttività, condizione simile alle altre regioni padane: Veneto (64%), Piemonte (56%), Emilia-Romagna (44%). A sud, prima per percentuale di impatto è la Campania (52%). Il Parlamento europeo è chiamato nei prossimi giorni a esprimersi sulla Pac (Politica Agricola Comune). Lo ricorda Greenpeace che l'Università della Tuscia si è interrogata sulla reale sostenibilità degli allevamenti italiani, misurandone il bilancio ecologico. "Il voto sulla futura Pac - dice Federica Ferrario, responsabile Campagna Agricoltura di Greenpeace Italia - è un momento decisivo per tagliare i fondi agli allevamenti intensivi e destinare risorse per una vera riconversione ecologica del settore". "I nostri europarlamentari - aggiunge - devono dare ascolto alla scienza. Sul fronte italiano è la stessa ministra Bellanova ad affermare che serve una visione della politica agricola che ponga al centro il contrasto all’emergenza climatica. I numeri mostrano che gli attuali livelli di produzione sono insostenibili per l’ambiente e poco remunerativi per tanti allevatori italiani, mentre gli esperti confermano che le soluzioni tecnologiche non bastano a ridurne gli impatti. È ora di considerare seriamente una riduzione della produzione e del consumo di prodotti di origine animale, a vantaggio della qualità, della salute e dell’ambiente". Invertire la rotta si può. Per Riccardo De Lauretis, responsabile dell’area emissioni e prevenzione dell’inquinamento atmosferico dell'Ispra, "una maggiore attenzione a salute e alimentazione può comportare un vero e proprio cambiamento di sistema, che porti a produrre, ma anche, a consumare meno. Studi fatti finora mostrano come le tecnologie che abbiamo a disposizione nel settore allevamenti non saranno sufficienti per rispondere alle ambizioni di riduzione dell’effetto serra".
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TITOLO: Festa Roma: 'Trash', rifiuti in fuga dalla discarica in cerca di una seconda vita 
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TESTO: "Quando abbiamo visto Trash per la prima volta siamo rimasti sorpresi dalla qualità dell’animazione e dalla sensibilità con cui la sceneggiatura affronta i temi del riciclo dei rifiuti di imballaggio - dice Luca Ruini, presidente Conai - Si tratta di valori che il sistema consortile condivide pienamente: ogni giorno lavoriamo perché gli imballaggi, quando terminano la loro funzione, diventino risorse per nuovi cicli produttivi. La decisione di supportare Trash è stata spontanea: ne siamo entusiasti, e non abbiamo dubbi che il viaggio del film nelle sale sarà un successo". Trash, spiega Alan Vele, Ceo e Producer di Al-One, la casa di produzione, "rappresenta l’impegno della Al-One per un mondo più pulito. Conai e i Consorzi per il riciclo degli imballaggi, in accordo con la distribuzione, ci hanno dato più forza nel lancio del film, sposando il progetto in questa fase. Il mio auspicio è che si possa continuare a divulgare il messaggio di Trash con un linguaggio familiare ai giovani, ad esempio producendo la serie animata". Ma chi sono e cosa possono diventare questi imballaggi in fuga dalla discarica? Maltin è una lattina di alluminio per bevande, come quelle di cui si occupa il consorzio Cial che, insieme con vaschette e scatolette, tubetti, bombolette spray, tappi, coperchi, recupera questi rifiuti che si trasformano in alluminio riciclato. L’Italia è al primo posto per quantità prodotte di alluminio riciclato, importante perché riciclando l’alluminio si risparmia materia ed energia, fino al 95%. Slim è la scatola in cartone che guida la missione verso la piramide magica. Nella realtà, è il consorzio Comieco a garantire il riciclo di carta e cartone: in oltre 20 anni di attività le quantità di carta e cartone differenziate e avviate a riciclo sono triplicate passando dal milione del 1998 agli oltre 3,5 milioni di tonnellate di oggi. Otto imballaggi su 10 vengono avviati a riciclo, sono stati così già raggiunti e superati gli obiettivi europei al 2025 e sono prossimi quelli fissati al 2030. Bubbles è una bottiglia di bibita gassata, paffutella, simpatica e con una grande sensibilità, alla ricerca di qualcosa che dia un senso alla sua vita e che infine troverà grazie alla Piramide Magica. E' Corepla a raccogliere, riciclare e recuperare questi rifiuti: nel 2019 sono state raccolte oltre 1.378.000 tonnellate di imballaggi in plastica, pari a 49 volte il volume del Colosseo. Ogni cittadino ha contribuito con quasi 23 kg a testa. Bliss e Jet sono una bottiglia ed un vasetto di vetro, come quelli che raccoglie e avvia a riciclo Coreve. Ed è grazie al riciclo che Bliss e Jet torneranno ad una nuova vita, pronti ad affrontare altre avventure. Oltre il 77% delle bottiglie e dei vasetti consumati in Italia rinasce così, all’infinito. Ogni anno vengono prodotti in Italia circa 10 miliardi di contenitori in vetro riciclato, con proprietà e caratteristiche identiche a quelli realizzati con materie prime. Pat è un secchiello che contiene vernice e fa parte della famiglia degli imballaggi in acciaio come barattoli per pomodori, le scatolette di tonno o i tappi corona. Ricrea fa in modo che tornino in acciaieria dove vengono fusi per diventare binari ferroviari, chiodi, bulloni, tondo per cemento armato, telai per biciclette, cancelli in ferro. Nel 2019 Ricrea ha riciclato 399.006 tonnellate di imballaggi in acciaio, consentendo un risparmio di 1,4 TWh di energia primaria e 268.000 tonnellate di materia prima, evitando 415.000 tonnellate di CO2 equivalente. Il valore economico della materia recuperata in un anno è di 39 milioni di euro. Qualche curiosità. Dal riciclo di 130 lattine per bevande di alluminio si può ottenere un monopattino, 200 scatolette in alluminio danno vita a una lampada da scrivania; una scatola di cartone avviata a riciclo torna 'in vita' in meno di 2 settimane e con la carta e il cartone provenienti dalla raccolta differenziata di un anno in Italia sarebbe possibile produrre quaderni per tutti gli studenti del mondo; da 13 bottiglie di plastica riciclata si ottiene una maglia da calcio, da 2 flaconi in plastica un frisbee.
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TITOLO: 'Heroes never sleep', eroi locali che difendono la sostenibilità 
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TESTO: “Sono oltre 30 le esperienze di eroi locali che abbiamo raccontato sui canali Facebook e Instagram di Heroes Never Sleep e che, da oggi, saranno disponibili anche sul nuovo sito, www. heroesneversleep. com, un contenitore non solo di storie ma anche di approfondimenti e risorse utili sugli Obiettivi" raccontano Adriana Bianco e Ilaria Capocci, Global Shapers Roma Hub, coordinatrici di Heroes Never Sleep. “Con Heroes Never Sleep vogliamo ispirare le giovani generazioni ad abbracciare stili di vita sostenibili e diventare a loro volta promotori di comportamenti virtuosi". “Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, sottoscritti nel settembre 2015 dai 193 Paesi membri dell’Onu, possono sembrare distanti dalla nostra quotidianità e si può pensare che solo i governi possano lavorare per raggiungerli” proseguono Adriana e Ilaria. “Ma non è così: ognuno di noi può essere un ‘Local Hero’, contribuendo al loro raggiungimento all’interno della propria comunità, grande o piccola che sia. ” Da oggi chiunque vorrà potrà candidare il proprio eroe locale o presentare il proprio progetto inviando una segnalazione sul sito di Heroes Never Sleep. Heroes Never Sleep è un’iniziativa ideata e promossa dagli Hub Italiani dei Global Shapers nello specifico quelli delle città di Roma, Milano, Venezia, Genova, Torino, Palermo e Firenze, con il supporto del Gruppo Lavazza. I Global Shapers sono un'organizzazione di giovani sotto i 30 anni, nata nel 2011 per iniziativa del World Economic Forum, con hub in oltre 400 città in tutto il mondo. In Italia sono presenti in nove città (Trento e Bari oltre alle già citate) e sono volontari con competenze diverse, che svolgono lavori differenti e provengono da varie zone geografiche: tutti però uniti dal desiderio comune di plasmare il presente e migliorare il futuro per costruire un mondo più pacifico e inclusivo.
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TITOLO: Sostenibilità: American Express pubblica il suo primo Esg Report 
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TESTO: In particolare, continua, "stiamo facendo molto, sia a livello globale sia in Italia, per mettere al primo posto la salute dei nostri colleghi con l’estensione a tutti del lavoro da remoto, realizzare iniziative a supporto dei piccoli negozianti cogliendo l’opportunità attraverso loro di far riscoprire agli italiani le eccellenze del nostro paese, restituire valore ai consumatori e mettere in contatto le Pmi italiane e gli esercenti per fare sinergia. Il lancio del nostro primo Esg Report è la coerente dimostrazione dell’impegno a contribuire all’evoluzione e alla crescita del nostro Paese”. Sul fronte dell'ambiente lavorativo, American Express supporta la crescita dei talenti, lo sviluppo di nuove metodologie di lavoro. Da sempre attivo con lo smart working, dall’inizio della pandemia il Gruppo in sole due settimane ha esteso il lavoro da remoto alla totalità dell’azienda, ovvero a 60.000 colleghi. Tra gli obiettivi, l’impegno a costruire una cultura inclusiva e diversificata. Tra gennaio 2018 e giugno 2020, American Express ha aumentato del 250% il numero di donne tra i membri del suo comitato esecutivo, del 100% le country manager e del 33% le amministratrici nel suo board. In Italia, oltre il 60% dei collaboratori dell’azienda e 5 membri su 7 del Senior Executive Team sono donne, a partire dall’amministratore delegato, Melissa Ferretti Peretti. Nel nostro Paese American Express ha inoltre realizzato per il secondo anno un programma di sviluppo della leadership dedicato ai talenti femminili, chiamato Make Your Mark La creazione di un Office of Enterprise Inclusion, Diversity and Business Engagement, che riporta direttamente al Ceo, è il primo passo di un impegno pluriennale per promuovere ulteriormente la strategia di Inclusion e Diversity in tutta l'azienda e affrontare i problemi di disuguaglianza e giustizia sociale. American Express ha portato avanti diverse iniziative per aiutare i propri clienti (consumatori, Pmi, aziende ed esercenti) a superare le difficoltà finanziarie causate dalla pandemia Covid-19. Tra queste, la creazione di un programma di supporto a breve termine ai clienti colpiti da Covid-19, potenziamento ed estensione del programma di sostegno finanziario a lungo termine per offrire assistenza ai clienti in 20 Paesi; in Italia, per i titolari di carta, sconti, promozioni e iniziative che proseguiranno tutto l’anno. Sul fronte esercenti, è stato aumentato il limite di spesa per le transazioni contactless per ridurre il contatto fisico nel punto vendita, mentre per le transazioni con carta in tutto il mondo, da tempo non è più necessaria la firma dei titolari al momento della transazione nel punto vendita. Inoltre, sono stati stanziati oltre 200 milioni di dollari nell'ambito del progetto Shop Small, per incentivare la spesa dei titolari di carta nei piccoli negozi di quartiere. Il sostegno al mondo del turismo e della cultura, in Italia si traduce nell’impegno a portare l’accettazione della carta in tutti i principali siti culturali e località turistiche del Paese e nel lancio di del progetto “Io Viaggio in Italia”, che attraverso lo sviluppo 16 guide digitali ispira gli italiani che hanno scelto di viaggiare nel nostro Paese a riscoprire il Paese. Dal 2019 ad oggi, l'azienda ha fatto leva sulle sue iniziative di impegno filantropico e civico per potenziare il sostegno a persone e organizzazioni in prima linea nell’affrontare le sfide sociali più complesse: più di 42 milioni di dollari in azioni di beneficenza a livello globale nel 2019. Nella prima metà del 2020, la società ha stanziato oltre 7 milioni di dollari in sovvenzioni per sostenere comunità, organizzazioni e professionisti sanitari, aiutando a combattere la pandemia Covid-19. In Italia sono state effettuate due donazioni da 50.000 dollari ciascuna per la Fondazione Buzzi di Milano, che ha raccolto le richieste degli ospedali della Lombardia e fornito postazioni complete per la terapia intensiva, e la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, che ha aperto il nuovo “Columbus Covid 2 Hospital” per il supporto ai pazienti Covid-19. 3 milioni di dollari in sovvenzioni al Naacp Legal Defense and Educational Fund, la National Urban League e organizzazioni focalizzate sul sostegno alla comunità afroamericana E ancora, la formazione della "Coalition to Back Black Businesses", in collaborazione con la US Chamber of Commerce Foundation, con un impegno di 10 milioni di dollari per finanziare un programma di sovvenzioni e sostenere la ripresa delle piccole imprese afroamericane negli Stati Uniti nei prossimi quattro anni. Il Gruppo, già a emissioni zero, è alimentato da elettricità rinnovabile al 100% ed è citato nella Cdp Climate A List 2019, che riconosce le aziende leader nell’impegno e nella trasparenza rispetto al tema dei cambiamenti climatici. In Italia la salvaguardia dell’ambiente è stata promossa attraverso la partecipazione dei colleghi, all'interno del programma globale Serve2gether, a diverse giornate di volontariato, tra le quali l'evento Keep it Blue dello scorso anno, che ha visto American Express in prima linea in favore dell'ambiente marino Il Report Esg di American Express risponde alle linee guida tracciate della Global Reporting Initiative, del Sustainability Accounting Standards Board, della Task Force on Climate-Related Financial Disclosures.
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TITOLO: Luce e gas, italiani preoccupati dalle utenze. Come risparmiare 
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TESTO: I volumi delle operazioni legate alle utenze domestiche del gas nel periodo compreso tra il 22 settembre e il 21 dicembre registrano infatti una crescita superiore al 40% rispetto alla media del resto dell’anno. Ottobre si aggiudica il primato assoluto con quasi il doppio delle operazioni effettuate rispetto alle altre stagioni. Con una dinamica meno importante ma altrettanto evidente, anche le operazioni legate alla fornitura dell’energia elettrica registrano un aumento di quasi un 20% nei mesi autunnali rispetto al resto dell’anno, con un picco del circa 25% che spetta sempre al mese di ottobre. Quest’anno, con l’aumento delle tariffe di luce e gas sul Mercato tutelato, gli Italiani hanno un motivo in più per rivedere subito le proprie utenze, soprattutto per chi si affida ancora al Servizio di Maggior Tutela. Secondo i dati del comparatore di Selectra confronto. luce-gas. it, attivando un’offerta conveniente del mercato libero oggi, una famiglia può risparmiare fino a 53 euro/anno nella bolletta della luce e fino a 90 euro/anno in quella del gas cui vanno aggiunti eventuali servizi extra o buoni di benvenuto. Per districarsi nel complesso mondo delle offerte di luce e gas, Selectra ha inoltre stilato tre consigli pratici per scegliere l’offerta giusta e risparmiare in bolletta. 1. Mettere a confronto i prezzi. Le offerte di luce e gas sul mercato sono tante, e per scegliere quella più conveniente è fondamentale partire con un’operazione di confronto. Negli scorsi anni, i cittadini che passavano in casa soprattutto i pomeriggi e i weekend trovavano molto più conveniente la tariffa bioraria, ma ultimamente la differenza tra le tariffe monorarie e quelle biorarie si è attenuata. Oggi è consigliabile orientarsi più sul prezzo che sulla tipologia della tariffa, soprattutto in un anno in cui il tempo passato in casa è decisamente aumentato a causa della pandemia. 2. Consultare le recensioni. Oltre al prezzo, bisogna sempre valutare la qualità del servizio del fornitore, anche in base alle recensioni degli utenti. 3. Informarsi sui bonus e servizi extra. Sul mercato libero i clienti possono scegliere offerte con servizi extra utili, come ad esempio la manutenzione della caldaia compresa nell’offerta del gas. Inoltre, tanti fornitori del mercato libero oltre ad un prezzo competitivo propongono vari tipi di bonus, sconti e promozioni per i nuovi clienti.
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TITOLO: Sostenibilità, 'Change' spinge l'architettura della natura  
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OCCHIELLO: Davide Paterna (Open City Roma) all'Adnkronos: "Non solo efficienza energetica, disegnamo un nuovo ecosistema urbano"  
TESTO: Ma per ripensare le città, "non basta pensare solo agli aspetti energetici e tecnologici del nostro patrimonio immobiliare" perché il fattore 'efficienza energetica' è "un aspetto importante ma non sufficiente per costruire un nuovo paradigma culturale" delle città sostenibili. Paterna ritiene "strategico che tutte le persone si sentano coinvolte in questa trasformazione, per questo gli investimenti economici per un Green New Deal devono essere indirizzati a mutazioni evidenti al pubblico". "Dobbiamo disegnare un nuovo ecosistema urbano e gli architetti devono essere coinvolti nella ri-progettazione: a cominciare dagli spazi pubblici, dalle strade e dalle piazze senza tralasciare musei, biblioteche". Ciò che va fatto, evidenzia Davide Paterna, "è che il patrimonio immobiliare di una città deve mostrare che ci si sta muovendo in una nuova direzione", nella direzione, osserva, di "una coesistenza fra 'spazi minerali' e 'spazi naturali' per mitigare gli eventi estremi climatici" afferma il direttore di Open City Roma, l'associazione culturale che, con Open House Roma, ha portato per prima in Italia il grande evento internazionale Open House che si svolge ogni anno in 43 città del mondo aprendo al pubblico i siti di maggior valore architettonico. Ma non solo. Paterna indica l'esigenza di ripensare anche l'uso dei "materiali di costruzione che devono favorire la resilienza" così "a fronte di piogge sempre più violente, ripensiamo la pavimentazione degli spazi pubblici con un occhio attento alla permeabilità dei materiali". Anche l'innovazione digitale può essere un cardine per "ripensare la concezione del territorio e delle città, della loro vivibilità e fruizione" perché l'innovazione digitale, è "una vera e propria leva per un modello sostenibile e inclusivo" sottolinea Antonio Amati, Direttore Generale Divisione It di Almaviva, intervistato dall'Adnkronos in occasione delle giornate di "Change. Architecture Cities Life". "La smart city -osserva il tecnologo- è il risultato di tecnologie digitali che aumentano le possibilità delle persone. E attraverso il modello smart city, noi cittadini vediamo con i sensori IoT e con i satelliti, prendiamo decisioni grazie a sistemi automatici intelligenti ed etici, abbiamo nuova conoscenza con i sistemi Big Data e possiamo ottimizzare risorse, energetiche e non". "Il digitale - continua Amati - permette di poter governare la complessità con sistemi che hanno una propria autonomia operativa e possono agire in tempo reale grazie ad analisi e dati che assicurano continuità alla visione d’insieme". "Per essere davvero sostenibile ed efficiente, tuttavia, la smart city deve superare sistemi chiusi e realizzare un ecosistema integrato e interoperabile" avverte il Direttore Generale Divisione It di Almaviva. Prossimi appuntamenti di Change il nuovo brainstorming 'Sensible Buildings - La rivoluzione diffusa", online giovedì prossimo 22 ottobre su changefestival. it ed il talk "L'Atmosfera vivente" che si tiene nella Sala Carlo Scarpa del MAXXI sabato 24 ottobre alle ore 17,00 ed a cui intervengono l'architetto Philippe Rahm ed il filosofo Emanuele Coccia dell'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales. (di Andreana d'Aquino)
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TITOLO: Acqua del rubinetto o in bottiglia? Tra verità e luoghi comuno  
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TESTO: 1. Conoscere le normative che regolano acqua del rubinetto e acqua in bottiglia. Per prima cosa, è importante sapere che minerali e acque di acquedotto sono normate da due decreti differenti. La cosiddetta 'acqua del sindaco', infatti, è regolata dal D. Lgs. 31/2001 che recepisce la direttiva Europea 98/83/CE. Questo decreto stabilisce i valori massimi delle sostanze che possono trovarsi disciolte nell’acqua e fornisce i parametri di sanitizzazione (presenza di cloro) in grado di garantire che l’acqua arrivi dall’acquedotto al punto d’uso priva di contaminazioni. Queste condizioni sono rigorosamente controllate da parte delle Asl, emanazione del Ministero della Salute, organo responsabile in materia. Vero è che non tutte le acque sono uguali: spesso la concentrazione di alcuni elementi che le compongono possono variare in base alle caratteristiche del territorio in cui nascono. Altro discorso è per le acque minerali in bottiglia, che sono regolate dal dm 10 febbraio 2015. Molti dei parametri normati per le acque di rete non hanno, per le acque in bottiglia, un limite stabilito dalla legge. Per questo, al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, se le minerali fossero valutate con gli stessi parametri stabiliti per l’acqua del rubinetto, alcune delle più comuni acque in bottiglia non verrebbero definite potabili. Come precisa Giorgio Temporelli, esperto in igiene, normativa e tecnologie per il trattamento delle acque: “Sia le acque del rubinetto che le minerali in bottiglia sono acque potabili, infatti entrambe possono essere consumate senza pregiudizio per la salute umana. Tuttavia, la legislazione vigente le distingue chiaramente come due prodotti differenti in funzione dell’origine, dei trattamenti e delle modalità con cui tali acque vengono rese disponibili al consumo. Un’altra differenza fondamentale è data dai parametri di composizione, per molti dei quali sono previsti differenti limiti di concentrazione. Molti parametri normati per le acque di rete non hanno limite per le acque in bottiglia. Ciò è dovuto principalmente a motivi “tecnologici” legati al trasporto in tubazioni e non alla salute umana. Parametri quali calcio, magnesio, solfati, durezza e pH possono essere responsabili della formazione di incrostazioni e occlusioni delle tubature, al contrario i cloruri possono favorire le corrosioni, aspetti che devono pertanto essere regolamentati per le acque condottate mentre non sono previsti valori limite per quelle minerali”. 2. Conoscere tutte le tappe percorse dall’acqua, nel viaggio dalla fonte alla tavola. Secondo una ricerca dell’Irsa, l’istituto del Centro nazionale di ricerca (Cnr) deputato al controllo della qualità dell’acqua, l’Italia si posiziona al quinto posto in Europa per qualità dell’acqua del rubinetto. Nel nostro Paese, infatti, abbiamo la fortuna di poter attingere in più dell’85% dei casi da fonti sotterranee, naturalmente protette rispetto a quelle di superficie. Una sicurezza che si aggiunge all’esteso sistema di controlli garantito dalle Autorità Sanitarie e dai gestori dei servizi idrici. Per questo, l’acqua del sindaco può essere definita davvero 'a km 0': sempre fresca, dal rubinetto direttamente al bicchiere. L’acqua in bottiglia, invece, è soggetta a lunghi percorsi di trasporto e stoccaggio, operazioni che vanno eseguite con estrema accuratezza. L’acqua, infatti, e? un prodotto delicato che puo? subire alterazioni, soprattutto se conservata a lungo in una bottiglia di plastica con condizioni ambientali sfavorevoli. Non a caso, sulle etichette delle bottiglie di acqua minerale vengono sempre riportate le indicazioni per una corretta conservazione, ovvero “tenere le bottiglie al riparo dalla luce, in luogo fresco, asciutto, pulito e senza odore”. Il trasporto dell’acqua minerale viene effettuato per l’80% su gomma, con Tir che percorrono centinaia di chilometri per trasportare decine di bancali di bottiglie in plastica, anche durante i mesi piu? caldi. Arrivate a destinazione presso i punti vendita, le confezioni di acqua minerale dovrebbero, per legge, essere depositate in luoghi freschi e asciutti, cosa che non sempre avviene. La comparsa di odori e sapori sgradevoli e? spia di alterazione del materiale plastico dei contenitori. La tendenza del Pet a deteriorarsi, infatti, causa il rilascio di particelle nocive, in particolar modo se viene a contatto con fonti di calore o eccessivamente esposto al sole. Considerando che l’80% dei consumi di acqua minerale riguarda proprio le bottiglie di plastica, alle controindicazioni legate al trasporto, si aggiunge anche il ben noto problema ambientale. Innanzitutto, le bottiglie di plastica in Pet, avendo una vita media stimata intorno ai 1000 anni, non sono biodegradabili. In più, la produzione stessa di questo materiale, che richiede l’utilizzo di grandi quantità d’acqua e petrolio, non è sostenibile. Si stima, inoltre, che ogni giorno nel Mediterraneo finiscano più di 700 tonnellate di rifiuti plastici (Rapporto Unep), una quantità tale da far prevedere che, entro il 2050, nei nostri mari vi sarà più plastica che pesci. Ciò che è peggio è che, nel corso degli anni, la plastica in mare tende a disintegrarsi in minuscoli frammenti, chiamati microplastiche, entrando così nella catena alimentare a partire dagli organismi più piccoli, fino ad arrivare sulla nostra tavola. 3. Sapere quando è utile e perché trattare l’acqua del rubinetto. Come abbiamo visto, l’acqua dell’acquedotto arriva al nostro rubinetto già perfettamente potabile. Allora quando e perché trattarla? Innanzitutto, bisogna considerare che l’acquedotto garantisce la salubrità dell’acqua solo fino al contatore di casa. Nell’ultimo tratto di trasporto dell’acqua, tra le mura di casa, tubature vetuste e deteriorate possono rilasciare sostanze indesiderate, quali piombo o ferrobatteri, che ne alterano significativamente la qualità e il gusto. Spesso, inoltre, l’acqua del rubinetto non viene considerata come adeguata fonte di approvvigionamento perché presenta uno sgradevole sapore di cloro, oppure semplicemente perché si preferisce bere acqua gassata. Infine, in alcune aree localizzate del nostro Paese, possono essere presenti nelle falde acquifere sostanze nocive frutto di episodi e fenomeni inquinanti e pericolosi: pesticidi, pfas o perfluorati, metalli pesanti, microplastiche. 4. Scegliere la soluzione di trattamento dell’acqua di casa più adeguata alle proprie esigenze. Una volta approfonditi questi aspetti, sarà più facile scegliere quale acqua bere in modo consapevole in base ai propri gusti, stili di vita e all’area geografica di residenza. A tutti conforterà sapere che, nel caso in cui si presentino le problematiche sopra citate relative all’acqua del rubinetto di casa, è possibile ricorrere a diverse tipologie di sistemi di filtrazione e trattamento.
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