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LE NOTIZIE DAL GIORNO Wednesday 18 November 2020 AL GIORNO Wednesday 25 November 2020 SU: ambiente




TITOLO: Efficienza energetica e sostenibilità, Gse premia i comuni virtuosi 
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TESTO: “Il cammino verso la transizione energetica passa attraverso il coinvolgimento di tutto il territorio nazionale. La sostenibilità ambientale non ha colore politico, è un qualcosa che deve riguardare tutti noi da vicino ed il Premio consegnato oggi ne è una testimonianza. Per questo il Gse ha posto le basi affinché gli Enti Locali possano costituire un esempio per tutti, migliorando l’efficienza del proprio patrimonio edilizio e garantendo ambienti più salubri per tutti i cittadini, a partire dagli studenti”, ha sottolineato l’amministratore delegato del Gse, Roberto Moneta. “Il Gse, con il suo bagaglio di esperienza e di incentivi, rappresenta un treno che da Nord a Sud sta attraversando tutto il Paese, affinché i Comuni che vogliano salire a bordo possano farlo, specialmente quelli delle cosiddette Aree Interne, che nel Conto Termico possono ritrovare uno strumento fondamentale per il processo di rigenerazione urbana” conclude Moneta. I progetti portati a termine dai Comuni premiati hanno riguardato prevalentemente la trasformazione in Nzeb (Nearly Zero Emission Building, edifici a emissioni quasi zero) di edifici pubblici (scuole, palestre, municipi, case popolari, centri polivalenti, ecc. ) e la trasformazione delle città in realtà ecosostenibili, arricchendo le facciate e i tetti dei palazzi con spazi verdi. L’ammontare degli incentivi in Conto Termico erogati dal Gse per sostenere i progetti di questi 8 Comuni è stato pari a oltre 9 milioni di euro. “Conferire questi premi è un onore e un orgoglio per il Gse che da sempre è parte attiva nel coinvolgere e sensibilizzare cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione sui temi dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale”, ha affermato il Presidente del Gse, Francesco Vetrò. “Questi otto Comuni”, ha poi aggiunto, “rappresentano l’esempio di come le risorse affidate alla gestione del Gse possano essere messe a frutto per rendere il nostro Paese un posto migliore per le generazioni future. Tutto questo è e sarà possibile solo grazie alla comunione di intenti di tutte le parti in gioco ed ai loro sforzi”. Attraverso il meccanismo del Conto Termico, dal 2016 ad oggi, il Gse ha riconosciuto alla Pubblica Amministrazione incentivi per 115 milioni di euro, a fronte di oltre 8mila interventi di riqualificazione energetica effettuati. Il supporto del Gse alla Pa non avviene, però, solo attraverso l’erogazione degli incentivi: la società, infatti, organizza corsi di formazione volti a promuovere la sostenibilità ambientale. L’obiettivo è quello di aggiornare i funzionari pubblici, ma anche i liberi professionisti del settore, sulle possibilità di applicazione dei meccanismi e servizi del Gse per ciò che riguarda la riqualificazione energetica del patrimonio pubblico. Finora sono stati realizzati 25 seminari, in presenza e in modalità webinar, attraverso i quali il Gse ha formato più di 3.500 operatori. A settembre scorso si è aperto, infine, il calendario formazione 2020-2021 che prevede, fino al mese di luglio 2021, ben 22 seminari, che coinvolgeranno 19 Regioni.
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TITOLO: Sport e dieta sana, Lidl Italia porta nelle scuole Campioni di Benessere 
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TESTO: Agli alunni saranno forniti anche un album e un poster da portare a casa ed utilizzare in famiglia per consolidare in maniera divertente i contenuti appresi durante le lezioni a scuola. Al termine del percorso didattico, verrà attivata la seconda fase della campagna che coinvolgerà 100 classi delle scuole primarie aderenti. Nell’ambito di veri e propri 'School Days' che si svolgeranno in altrettanti punti vendita Lidl, gli alunni avranno l’opportunità di visitare un supermercato dell’Insegna della propria zona e di mettere in pratica i concetti sviluppati durante le lezioni. La giornata prevederà, infatti, attività laboratoriali che consentiranno ai bambini di scoprire il dietro le quinte di un supermercato e di simulare una spesa sana, consapevole e attenta agli sprechi, considerando tutti i pasti della giornata. "Mai come quest’anno ci siamo resi conto di quanto la scuola sia fondamentale non solo per i ragazzi, ma per l’intera società - osserva Alessia Bonifazi, responsabile Comunicazione Csr di Lidl Italia - In linea con la nostra strategia di Responsabilità Sociale di Impresa, siamo orgogliosi di poter contribuire, in modo divertente e interattivo, grazie al nostro progetto 'Campioni di Benessere', alla diffusione di uno stile di vita sano, equilibrato e consapevole, fin dalla giovane età".
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TITOLO: Milano, è gara tra i comuni green  
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OCCHIELLO: Oltre 2mila adesioni per il concorso Gruppo Cap 
TESTO: Per dimostrare la propria natura green, c’è tempo fino al 30 novembre. Partecipare è semplice: è sufficiente collegarsi al sito letsgreen. gruppocap. it e raccontare, a seconda delle categorie di appartenenza, le proprie buone pratiche o i progetti più sostenibili messi in campo, anche passati. Ogni testimonianza da parte di cittadini, scuole e associazioni consentirà di vincere premi utili allo sviluppo sostenibile del territorio: dalle auto a biometano alle bici elettriche, dall’erogatore dell’acqua alla casa dell’acqua, passando per i contributi in euro per gli istituti scolastici, finalizzati alla realizzazione di laboratori scientifici. Al tempo stesso ogni pratica virtuosa consentirà a ben 9 Comuni di accumulare punti per aggiudicarsi il titolo di “Comune più green”. Let’s Green! si è fatto in tre. Per i Comuni, infatti, il concorso prevede tre classifiche suddivise in altrettante categorie per fasce di popolazione: la prima fino a 7.000, la seconda dai 7.001 ai 15.000 e la terza che comprende i comuni oltre i 15.000 abitanti. I vincitori si aggiudicheranno un contributo per la riqualificazione di un edificio pubblico, mentre il secondo e terzo di ogni categoria saranno premiati con una nuova casa dell’acqua, altro premio che andrà a beneficio di tutti i cittadini. Infine, la fornitura di alberi anti- CO2, destinata dal quarto al nono classificato nella classifica generale. Rivolto a oltre 2 milioni di cittadini, agli istituti scolastici e alle associazioni dei 132 Comuni della Città metropolitana di Milano e alle scuole dei Comuni soci di Gruppo Cap delle province di Monza e Brianza e Pavia, il concorso mira a testare dna green ed eco-efficienza nei confronti dell’ambiente. L’iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione di due protagonisti nell’ambito della divulgazione delle pratiche sostenibili in Italia: LifeGate, media partner del progetto, e Legambiente Lombardia, nel ruolo di partner scientifico, entrambi chiamati a giudicare la serietà e l’efficacia delle pratiche virtuose dei partecipanti insieme a Gruppo CAP.
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TITOLO: Sbarca a Genova "Cambiagesto", campagna contro l'abbandono dei mozziconi 
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TESTO: "L'installazione in 10 luoghi strategici di Genova di 10 contenitori raccoglimozziconi, e la distribuzione di materiali informativi attraverso tabaccai e associazioni, nell'ambito della campagna di sensibilizzazione promossa da Philip Morris Italia, è un'iniziativa meritevole che incoraggia l'adozione di comportamenti virtuosi e sostenibili per l'ambiente, utili ad aumentare la qualità di vita delle nostre città" conclude Campora. “Amiu Genova ha sposato fin da subito l’iniziativa #Cambiagesto, avendo già in cantiere un’analoga iniziativa di sensibilizzazione e distribuzione posacenere, insieme all’associazione 'Surfrider Genova', con il patrocinio dell’Assessorato all’Ambiente del Comune – spiega Pietro Pongiglione, Presidente di Amiu Genova – Questa attività si sposa perfettamente con gli scopi dell’iniziativa nazionale messa in campo da Philip Morris Italia. Grazie a questa proficua sinergia nazionale-locale, tante associazioni del territorio avranno la possibilità di distribuire gratuitamente i posa-cenere portatili a tutti i fumatori e dare un contributo alla sensibilizzazione della cittadinanza e al decoro urbano. Attività che saranno ulteriormente rilanciate e sviluppate quando l’emergenza sanitaria lo consentirà”. L'iniziativa, nata nel 2019 con l'obiettivo di sensibilizzare le persone a non gettare i mozziconi di sigarette a terra, ha già fatto tappa in diverse città d’Italia: partita dalla città di Palermo nel 2019, la campagna è stata portata a Salerno, Firenze e Roma, mentre nel 2020, nonostante le numerose limitazioni imposte dal Covid-19, #Cambiagesto ha fatto tappa a Bari, Livorno, Roma e Padova e si concluderà a Bologna dal primo al 20 dicembre. Grazie al coinvolgimento attivo delle amministrazioni locali, associazioni territoriali e volontari, la campagna ha già coinvolto attivamente più di 50mila cittadini e oltre 10 organizzazioni di volontariato permettendo una fortissima attività di sensibilizzazione a favore di un corretto smaltimento dei mozziconi attraverso attività di informazione ed educazione e risparmiando innumerevoli mozziconi all’ambiente grazie anche all'installazione di appositi contenitori e le migliaia di porta mozziconi portatili a forma di salvadanaio distribuite sul territorio dai volontari. “Prevenire l’inquinamento da mozziconi richiede il coinvolgimento del più ampio numero di soggetti possibile, istituzioni, aziende, associazioni di volontariato e società civile: tutti hanno un ruolo nel contribuire a risolvere questo problema” ha dichiarato il responsabile della Comunicazione e della Sostenibilità di Philip Morris Italia, Michele Samoggia. “Ringraziamo la città di Genova per l’entusiasmo con cui hanno accolto #Cambiagesto, nonostante il complicato momento storico che il Paese sta attraversando”. In occasione del lancio della campagna #Cambiagesto Philip Morris Italia ha inoltre deciso inoltre di sostenere il lavoro e l’impegno delle associazioni Genova Cleaner, Ambiente ed Energia al quadrato e Comitato Liberi Cittadini di Certosa per attività di sensibilizzazione ambientale. #Cambiagesto si inserisce nel contesto dell’impegno assunto da Philip Morris a livello globale per contribuire a risolvere il problema dell’inquinamento da mozziconi con la campagna 'Our World is not an ashtray' (il nostro mondo non è un posacenere) ed è promossa e finanziata da Philip Morris Italia con il supporto organizzativo di Accapiù e con il supporto tecnico e scientifico di E. R.I. C.A. , società cooperativa leader nella comunicazione e progettazione ambientale in Italia.
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TITOLO: Eni, da progetti conservazione foreste Redd+ compensate emissioni Co2 per 1,5 mln ton 
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TESTO: I progetti Redd+ sviluppati da Eni, oltre a conseguire benefici climatici e ambientali (riduzione della deforestazione e del degrado forestale, incremento degli stock di carbonio naturali, la conservazione e il ripristino della biodiversità), promuovono lo sviluppo sociale ed economico delle popolazioni locali ospitanti. In questo modo, Eni contribuisce al raggiungimento di Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite tra i quali, in particolare, gli SDGs 13 (Agire per il clima) e 15 (Vita sulla Terra). Per l’elevato e positivo impatto sociale e ambientale di questi progetti, i crediti di carbonio sono validati e verificati secondo gli standard internazionali più elevati come il Verified Carbon Standard (Vcs) e il Climate Community and Biodiversity Standard (Ccb) Triple Gold, rilasciati dall’ente certificatore internazionale Verra. La strategia di Eni traguarda l’azzeramento delle emissioni assolute nette scope 1 e 2 upstream al 2030 ed Eni al 2040. Al 2050 Eni punta ad ottenere una riduzione del -80% delle emissioni nette scope 1, 2, 3 riferibili all’intero ciclo di vita dei prodotti energetici venduti. Tali obiettivi saranno perseguiti attraverso azioni di efficienza energetica, incremento della componente gas rispetto ai liquidi nel portafoglio di produzione di idrocarburi, ampio sviluppo di prodotti energetici da fonti rinnovabili e decarbonizzate (attraverso progetti di cattura, utilizzo e stoccaggio geologico della CO2 -Ccus- e utilizzo di rifiuti e biomasse). L’utilizzo di crediti di carbonio generati da progetti aderenti allo schema Redd+ è una delle leve previste da Eni nel suo percorso di decarbonizzazione per compensare parte delle proprie emissioni residue difficili da abbattere con le tecnologie attuali (le cd. emissioni hard to abate).
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TITOLO: Dai monopattini alle auto elettriche, la nuova era della mobilità 
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TESTO: Dal test di Altroconsumo emerge però "un buon rapporto qualità-prezzo per i primi prodotti in classifica: i migliori hanno un costo più accessibile (Migliore del Test - 399 euro; Miglior Acquisto - 279 euro), rispetto ad altri prodotti con prestazioni meno soddisfacenti, che arrivano anche a costare oltre 700 euro". "Un importante limite emerso dal test è relativo alla batteria: il tempo di ricarica medio è di 4 ore, i monopattini meno performanti ne richiedono fino a 7; quelli più carenti quanto a chilometri percorribili con una ricarica non raggiungono i 17 km medi", sottolinea Altroconsumo. Importante anche il tema sicurezza. I test di frenata hanno dato dei "buoni risultati: su asfalto asciutto in media frenano in 2,92 metri. Se l’asfalto però è bagnato occorre fare più attenzione: mediamente servono 4,24 metri fino anche ad arrivare a 7,1. Per quanto riguarda il comfort di guida, è stata valutata la capacità di ammortizzare le asperità del terreno: risulta che i migliori articoli, che hanno ricevuto ben 5 stelle, sono quelli che hanno le ruote a camera d’aria". Oltre ai monopattini, ci sono diverse possibilità di scelta per i consumatori che vogliono ridurre l’inquinamento prodotto dai trasporti. Altroconsumo, nell’ambito del progetto Eve, ha fotografato la situazione della mobilità green in Italia, percorrendo un viaggio Milano - Roma, andata e ritorno, con un’auto elettrica. "L’impatto di questo tipo di veicolo sull’ambiente non è pari a zero, ma si può considerare un mezzo sicuramente più ecologico delle auto 'tradizionali' con motore a combustione. A livello di sostenibilità ci sono ancora dei punti di attenzione, specialmente legati alla batteria e alla produzione di energia elettrica, che emergono ancora di più nei lunghi tragitti: nel viaggio sono stati percorsi in totale 1467 km e consumati 264 kWh", sottolinea l'organizzazione. Prima di un viaggio è "necessario programmare delle tappe in base all’ubicazione delle colonnine di ricarica, ancora non ben distribuite e concentrate nelle aree cittadine. Importante, inoltre, calcolare i tempi delle ricariche in base alla tipologia delle colonnine sul percorso (standard, 3-5 ore, veloce, circa 1 ora e mezza in meno). Infine, un fattore cruciale è l’utilizzo delle app (circa 15 in Italia) per selezionare le colonnine, visionare i prezzi e ricevere assistenza". Altroconsumo consiglia di "scaricarne almeno 3 diverse per individuare colonnine differenti e confrontare la tariffazione". Per l’organizzazione, "la strada per incentivare i consumatori verso la mobilità sostenibile è ancora lunga e richiederà un forte miglioramento delle infrastrutture. L’auto elettrica non conviene nei lunghi viaggi: il percorso compiuto è costato 8,8 euro ogni 100km, poco meno che con auto a benzina (10 euro per 100km) ma più che con un’auto a diesel (8 euro per 100km) e ha comportato diverse difficoltà e lunghi tempi di attesa. L’utilizzo dell’auto elettrica, rispetto agli altri tipi di auto, è più conveniente e sostenibile in città, ma resta più impattante di sistemi come la micro-mobilità o lo sharing e mezzi come la bicicletta o il Tpl (Trasporto Pubblico Locale). Inoltre, l’utilizzo dell’auto elettrica nel centro urbano non elimina i problemi legati all’utilizzo di veicoli privati come il parcheggio, l’incidentalità o la congestione". Altroconsumo ha dato vita da alcuni mesi alla piattaforma Mile21, un progetto volto ad offrire ai consumatori un mezzo efficace e pratico per conoscere nel dettaglio l’impatto della propria auto sull’ambiente e contribuire alla riduzione dell’inquinamento dell’aria attraverso un controllo più consapevole delle proprie emissioni. Il sito, altroconsumo. it/mile21, permette di monitorare i consumi del proprio veicolo e ridurne il più possibile l’impatto sul pianeta, risparmiando anche dal punto di vista economico. Nelle prime due settimane di novembre sono stati oltre 1.000 gli italiani, spagnoli, portoghesi e belgi che si sono iscritti alla piattaforma per monitorare i propri consumi, mentre le auto registrate sono circa 800. Nuovi sistemi di mobilità e mezzi di trasporto, sostenibilità ambientale e scelte di consumo dopo l’arrivo della pandemia, saranno i temi al centro del prossimo panel di FestivalFuturo 2020, che si terrà oggi, mercoledì 18 novembre, ' (Con) vivere con una nuova idea di mobilità'. A confrontarsi sulle nuove sfide della mobilità dettate dal particolare scenario che stiamo vivendo saranno esperti e professionisti del settore quali Mario Nicotera, Responsabile servizi IrenGO, Andrea Giaretta, General Manager Dott Italia, Enzo Calabrese, Responsabile Business Development di Siemens Italia, Matteo Campora, Assessore ai Trasporti, Mobilità Integrata, Ambiente, Rifiuti, Animali, Energia del Comune di Genova, Silvia Bollani, Coordinatore test comparativi e inchieste di Altroconsumo e il giornalista Simone Cosimi che modererà l’incontro online. Sarà possibile seguire l’evento ' (Con) vivere con una nuova idea di mobilità' alle 17, su Zoom, Facebook e YouTube.
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TITOLO: Per L'Oréal Italia sempre più 'Consegne green'  
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TESTO: Grazie alle elaborazioni del tool Ecologistico, il web tool di GS1 Italy che consente di comprendere e misurare l’impatto climatico della supply chain, si stima che l’impiego di tali mezzi abbia permesso un risparmio in termini di emissioni climalteranti del 26,8%, pari a circa 29 tonnellate di CO2e (WtW) su base annua. In aggiunta, grazie alla tipologia di combustibile adottato, l’azienda ha potuto ridurre le proprie emissioni di particolato (PM) di circa il 98,9% evitandone un’emissione di 2,9Kg. L’attenzione alla sostenibilità della gamma Fructis si concretizza anche nel progetto Wall to Wall, lanciato nel 2010 che prevede flaconi a Km 0. Un fornitore terzo produce flaconi shampoo all’interno dello Stabilimento permettendo di risparmiare quasi 850 camion/anno utilizzati per il trasporto di articoli di confezionamento, consentendo una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 100 t/anno. Questo progetto fa parte di un’iniziativa globale finalizzata alla riduzione dell’inquinamento nei centri urbani, di cui l’Italia è uno dei Paesi pilota. "Il progetto 'Consegne green' si inserisce perfettamente nel programma internazionale 'L’Oréal For The Future', che definisce gli ultimissimi ambiziosi target di sostenibilità del Gruppo per il 2030 - ha dichiarato Fabio Sensidoni, direttore Operations L’Oréal Italia - Sono molto felice di annunciare l’ampliamento di questo progetto che oggi, per alcune categorie di prodotti, ci permette di realizzare l’intera filiera green in 8 città italiane riducendo la nostra impronta ambientale. Infatti con questo progetto ridurremo di circa ulteriori 29 tonnellate le emissioni di CO2. E questo grazie anche alla collaborazione con i nostri fornitori. Perché la sostenibilità è un gioco di squadra".
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TITOLO: Sostenibilità, Cresco Award premia i Comuni 
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TESTO: Anche quest’anno sono stati candidati un centinaio di progetti da 83 enti (Comuni, Città Metropolitane, Comunità Montane o Unioni di Comuni di tutta Italia) che si aggiungono agli oltre 500 presentati nelle scorse edizioni ora consultabili nella Biblioteca Cresco: la banca dati online in cui sono stati raccolti tutti i progetti, gli enti e le imprese partecipanti, con alcune analisi statistiche correlate. Un patrimonio unico di conoscenza su come stanno agendo i Comuni italiani per guidare lo sviluppo dei territori realizzando nel concreto i temi al centro dell’Agenda 2030. Guardando al contenuto delle iniziative presentate in questi anni, emerge che l’impegno dei Comuni riguarda in modo ben distribuito i temi che sono oggetto dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, come per esempio il consumo e la produzione responsabile (10.8%), l’accesso all’energia pulita (8.3%), l’azzeramento della povertà (6.7%) fino alla riduzione delle disuguaglianze (6.1%). È, inoltre, confortante constatare che questo impegno non riguarda solo i Comuni più grandi (il 22% dei partecipanti ha più di 100.000 abitanti), ma anche e soprattutto quelli medi (il 50% ha tra 10mila e 100 mila abitanti) fino a quelli più piccoli (il 28% ha meno di 10mila abitanti). Cresco Award ha visto anche in questa edizione il coinvolgimento di 17 imprese associate a Fondazione Sodalitas e particolarmente impegnate sul fronte della sostenibilità - Bureau Veritas, Certiquality, Confida, Dnv GL, Enel, Falck Renewables, FedEx, KPMG, Lexmark, Mapei, Pirelli, Poste Italiane, QVC Italia, Saint-Gobain, Solvay, STMicroelectronics, Ubi Banca (Gruppo Intesa Sanpaolo) - che hanno assegnato riconoscimenti ad altrettanti Enti Locali su specifiche tematiche. “Rendere i territori sostenibili e resilienti, per offrire una migliore qualità della vita alle persone che li abitano è un obiettivo chiave di sviluppo che sollecita l’impegno di istituzioni, imprese e società civile, come indicato dalle Nazioni Unite nell’Agenda 2030 - dichiara Enrico Falck, presidente di Fondazione Sodalitas - In Italia, il rapporto tra imprese, territori e comunità locali è profondo e ha una lunga tradizione, che tuttavia è spesso sottovalutata e su cui è quindi necessario investire molto di più". "È a partire da questo presupposto - aggiunge - che Fondazione Sodalitas e Anci hanno avviato nel 2016 una partnership con l’obiettivo di far emergere l’impegno delle municipalità nel far crescere i territori locali dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Il quadro che emerge dalla recente storia di 'Cresco Award' è nel suo insieme incoraggiante, pur nella consapevolezza delle difficoltà e differenze riscontrabili nei tanti territori del nostro Paese. Si tratta in ogni caso di una solida base da cui partire per rafforzare resilienza e sostenibilità dei contesti urbani grazie alle partnership tra imprese ed enti locali”.
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TITOLO: Sostenibilità: finanza etica e green, un valore per fondazioni origine bancaria  
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TESTO: Il campione include le 83 Fondazioni di origine bancaria associate ad Acri che gestiscono complessivamente un attivo patrimoniale di oltre 44 miliardi di euro. Le 32 Fondazioni che hanno risposto al questionario rappresentano l’80% del totale attivo (circa 35 miliardi di euro). Metà delle Fondazioni rispondenti (14) effettua investimenti sostenibili; tra queste, le prime 10 per dimensione gestiscono complessivamente 27 miliardi di euro, pari al 61% del totale attivo rappresentato dall’intero campione. La scelta di adottare strategie d’investimento sostenibile e responsabile (SRI) è motivata principalmente dalla volontà di: gestire più efficacemente i rischi finanziari, ottenere rendimenti migliori, mitigare il rischio reputazionale e allinearsi all’evoluzione del contesto normativo di riferimento (soprattutto in ambito Ue). Queste risposte segnalano che le Fondazioni individuano un vantaggio competitivo negli investimenti sostenibili. Tra le rispondenti che non applicano strategie di investimento sostenibile, 10 dichiarano di aver avviato valutazioni in merito: si tratta principalmente di Fondazioni medio-grandi, con un patrimonio in gestione equivalente al 15% del totale attivo. In 7 casi il processo potrebbe concludersi entro la fine del 2020. Le strategie SRI maggiormente diffuse tra le Fondazioni sono: impact investing (con progetti concentrati prevalentemente nel settore dell’housing sociale), esclusioni, investimenti tematici, best in class e adesione a convenzioni internazionali. 14 Fondazioni attive in ambito SRI effettuano investimenti correlati alla missione (Mission Related Investment): anche in questo casi il settore più interessato è l’housing sociale. Dall’indagine emergono tre ambiti nei quali le Fondazioni potrebbero essere incoraggiate a incrementare l’impegno in termini SRI: porzione di attivo patrimoniale gestito secondo strategie d’investimento sostenibile (ora prevalentemente compresa tra lo 0 e il 25%); ricorso all’engagement – vale a dire al dialogo con le imprese investite e all’esercizio del diritto di voto con lo scopo di promuovere pratiche aziendali più sostenibili – che potrebbe essere incoraggiato attraverso iniziative di informazione e formazione sul tema; divulgazione di informazioni sugli investimenti sostenibili (9 su 14 Fondazioni che adottano investimenti sostenibili comunicano solo dati di carattere generale sul tema).
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TITOLO: Terna, da piano 2021-25 900 mln per nuove tecnologie e digitalizzazione  
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TESTO: Pubblicato il: 19/11/2020 12:30 Nei prossimi cinque anni, le nuove tecnologie e la digitalizzazione avranno per Terna una sempre maggiore importanza, assumendo via via un ruolo ancor più centrale, perché ormai questi elementi sono imprescindibili per abilitare la transizione energetica a beneficio di tutto il sistema. E' quanto prevede il piano 2021-25 di Terna che è stato approvato oggi dal Cda. In particolare, Terna dedicherà circa 900 milioni di euro, degli 8,9 miliardi di euro di investimenti complessivi, alla digitalizzazione e all’innovazione, proseguendo nelle attività di controllo da remoto delle stazioni elettriche e delle principali infrastrutture, attraverso l’installazione di sistemi di sensoristica, monitoraggio e diagnostica, anche di tipo predittivo, a beneficio della sicurezza della rete e del territorio. L’innovazione e le nuove tecnologie consentiranno inoltre di generare valore per tutto il sistema e il mercato.
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TITOLO: Emissioni gas serra, nel 2020 stimata riduzione del 9,2% rispetto al 2019 
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TESTO: Pubblicato il: 19/11/2020 10:42 "Sulla base dei dati disponibili per i primi nove mesi del 2020, a causa delle restrizioni alla mobilità dovute al Covid-19 su tutto il territorio nazionale, ci si attende una consistente riduzione delle emissioni di gas serra a livello nazionale; infatti nel 2020 le emissioni sul territorio nazionale sono previste inferiori del 9,2% rispetto al 2019 a fronte di una riduzione prevista del Pil pari all’8.2%". E' quanto fa sapere Ispra sottolineando che "tale riduzione comunque non contribuisce alla soluzione del problema dei cambiamenti climatici, che ha invece necessità di modifiche strutturali, tecnologiche e comportamentali che riducano al minimo le emissioni di gas serra nel medio e lungo periodo".
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TITOLO: Proposte per le foreste d'Italia, il decalogo di Legambiente 
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TESTO: 1. Ecosistemi sani e foreste resilienti per frenare gli effetti del climate change 2. Creare la Rete nazionale delle foreste vetuste e primarie ed i Santuari della biodiversità 3. Incrementare il territorio protetto per aumentare la biodiversità forestale 4. Prevenire e ridurre i rischi naturali per le foreste 5. Creare foreste urbane per rigenerare le città e combattere la crisi climatica 6. Garantire la diffusione della pianificazione e della certificazione forestale 7. Costituire un Cluster Legno nazionale per sostenere le filiere locali e il Made in Italy 8. Aumentare l’uso del legno nei processi produttivi e l’uso a cascata ai fini energetici 9. Sostenere la bioeconomia circolare e finanziare la biodiversità e le infrastrutture verdi; 10. Contrastare il commercio illegale del legno e dei prodotti di origine forestale. I boschi sono la più importante infrastruttura verde del Paese. Coprono il 36,4 % della superficie nazionale (circa 10,9 milioni di ettari) e per il 27,5% sono sottoposte a vincolo naturalistico, ospitano importanti specie di piante e animali, come alcuni grandi predatori a rischio di estinzione, e svolgono funzioni e servizi indispensabili alla vita dell’uomo. La superficie forestale nazionale è in costante aumento da decenni: è passata dal 12% circa alla fine del 19esimo secolo al 36,4% attuale. L’Italia importa l’80% del fabbisogno di prodotti legnosi. Il legname consumato (tondo e semilavorato) proviene per oltre il 65% dall’estero e principalmente da Austria, Francia, Svizzera e Germania. Nonostante ciò la filiera produttiva italiana legata alla risorsa legno - connessa sia con le foreste di origine naturale che con le produzioni legnose fuori foresta - rappresenta un'importante realtà produttiva e occupazionale per il Paese e presenta ampie possibilità di crescita e sviluppo. Il settore e le filiere forestali generano l’1,6% del Pil e oltre 300mila occupati nel settore legno arredo, carta e packaging. Inoltre l’Italia è il più importante produttore ed esportatore di mobili ed ha una grande e consolidata capacità produttiva nel settore cartario e del packaging. Per questo Legambiente nel suo decalogo propone anche di costituire un Cluster Legno nazionale per sostenere le filiere locali e il made in Italy, di aumentare l’uso del legno nei processi produttivi e uso a cascata ai fini energetici, di sostenere la bioeconomia circolare e finanziare la biodiversità e le infrastrutture verdi, di garantire la diffusione della pianificazione e della certificazione forestale e di contrastare il commercio illegale del legno e dei prodotti di origine forestale. Infine l’associazione ambientalista chiede di creare più foreste urbane per rigenerare le città, combattere la crisi climatica e raggiungere gli obiettivi sul clima fissati con l’Accordo di Parigi. Le foreste hanno un ruolo importante nel ciclo globale del carbonio e per mitigare l’effetto serra. Si stima che nel mondo 3,9 miliardi di ettari di foreste, circa il 30% delle terre emerse, immagazzinino oltre 1.100 miliardi di tonnellate di carbonio. Boschi e foreste italiane immagazzinano 1,24 miliardi di tonnellate di carbonio. Per questo, in coerenza con la strategia europea per la biodiversità, bisogna promuovere un piano nazionale di messa a dimora di alberi che privilegi le aree urbane, periurbane e i fondovalle e che coinvolga tutti comuni e non solo le città metropolitane. La Legge n. 10/2013 ha introdotto misure per censire, gestire e valorizzare il verde urbano. Malgrado ciò le politiche del verde messe in atto dai comuni italiani sono ancora altalenanti. Poco più del 53% dei comuni capoluogo hanno un catasto degli alberi. Solo il 44,8% hanno il regolamento del verde urbano, e ancora pochi utilizzano i criteri minimi ambientali per gli appalti nella manutenzione delle alberature. In molti comuni, per mancanza di personale specializzato o per prassi consolidate, anziché seguire criteri selvicolturali e tecniche di arboricoltura urbana si ricorre alle cosiddette 'capitozzature degli alberi'. Le città italiane con il maggior numero di piante in rapporto agli abitanti sono Cuneo (203 piante/abitante) e Modena (114 piante/abitante).
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TITOLO: Alimenti, solo 6,2% prodotti ha packaging 100% riciclabile 
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TESTO: Sono sempre di più infatti le aziende che investono sulla sostenibilità, come l’italiana Vitavigor, pronta a lanciare una nuova linea di snack con carta 100% riciclabile. “Soprattutto negli ultimi tempi i discorsi generatisi intorno al tema della sostenibilità e del riciclo hanno permeato tutti gli ambiti della nostra vita e non possono più essere ignorati, né dalle istituzioni né dalle aziende – ha affermato Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor – Mia zia si è sempre prodigata nel garantire che i nostri pack fossero 100% riciclabili e che il tutto venisse comunicato correttamente ai consumatori". Un’attenzione costante, dunque, che, sottolinea Bigiogera, "si protrae nella nostra azienda da circa 30 anni e che ci ha permesso di fare oggi un passo ulteriore spingendoci a introdurre un packaging con carta 100% riciclabile per la nuova linea VitaPop. Uno sguardo verso un futuro più green nei consumi che possa determinare il bene per l’ambiente in cui viviamo. Per i nostri clienti infatti è sempre più importante poter contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale anche nei piccoli gesti quotidiani, come l’acquisto di un prodotto piuttosto che un altro”. Ma quali sono le aree merceologiche che comunicano maggiormente la riciclabilità dei packaging sulle etichette? Secondo lo studio di Osservatorio Immagino di GS1 Italy, ai primi posti possiamo trovare l’ortofrutta (43,7%), il freddo (41,5%) e la drogheria alimentare (31,8%), seguiti dal fresco (26,5%), il cura casa (24,3%) e le carni (14,6%). Le percentuali dei prodotti che indicano la possibilità di riciclo restano basse invece per quanto riguarda le bevande (14,6%), il pet care (13,1%) e la cura persona (11,5%). Per quanto riguarda invece i prodotti all’interno delle singole categorie merceologiche, l’acqua minerale trionfa con il 100% delle referenze dichiarate totalmente o largamente riciclabili sull’etichetta. Poco più in basso, con oltre il 90% delle referenze, abbiamo il cura casa, con prodotti per detergenza bucato e stoviglie, le bevande piatte e gassate, le carni e l’ortofrutta, mentre intorno all’80% ci sono i prodotti di drogheria alimentare, del fresco, del freddo e del petcare. Infine, fra i prodotti con il minor grado di riciclabilità del packaging ci sono i preparati e i piatti pronti (41,2%), i prodotti da ricorrenza (30,7%) e i condimenti freschi (25,3%). “Diventa sempre più importante comunicare al consumatore le informazioni sulla riciclabilità per favorirne la consapevolezza, aiutarlo nelle scelte d’acquisto e soprattutto nel corretto smaltimento del packaging di prodotto – ha spiegato Samanta Correale, Business Intelligence Senior Manager GS1 Italy – Affinché l’intero processo sia virtuoso, infatti, è necessario che arrivi fino in fondo”.
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TITOLO: Foreste, preziosi alleati nella lotta alla crisi climatica'  
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TESTO: A tal riguardo l’associazione ambientalista ricorda che il 43% della superficie dell'Ue (182 milioni di ettari) è costituito da foreste o altri terreni boschivi, di cui 134 milioni di ettari sono disponibili per l'approvvigionamento di legname. Inoltre dal 1990 al 2015, la copertura forestale è aumentata di un'area pari alla superficie della Grecia, grazie ai programmi di imboschimento e riforestazione e alla ricrescita naturale. “La crisi climatica, le esigenze di decarbonizzazione dell’economia, e la necessità di sostenere uno sviluppo più sostenibile, in cui assume un ruolo importante la tutela della natura, - dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente - sono le sfide del prossimo decennio a cui anche il settore forestale è chiamato a dare un contributo. Sfide che richiamano gli impegni che il nostro Paese ha sottoscritto per frenare gli effetti negativi della crisi climatica sulla tutela degli ecosistemi naturali e per garantire il benessere dei cittadini". "Spetta ai singoli Stati membri agire e al nostro Paese inserire nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, che dovrà predisporre nei primi mesi del 2021, gli obiettivi previsti dalla Strategia sulla biodiversità per il 2030 in coerenza con la transizione ecologica e sociale delle economie europee richiesta dal Next Generation Eu". "Una transizione ecologica ed un modello di sviluppo economico basato sulla conservazione della biodiversità e su soluzioni naturali che la Commissione propone agli Stati membri richiedendo che nei singoli Piani nazionali di ripresa e resilienza sia contenuta un’azione climatica ambiziosa a cui destinare almeno il 37% delle risorse complessive e finanziare misure di protezione della biodiversità sanciti a livello europeo e globale. Non perdiamo dunque questa preziosa occasione per rilanciare la nostra economia orientandola verso obiettivi di sostenibilità traducendo in realtà la rivoluzione verde nel nostro Paese” conclude Ciafani. Per l’associazione ambientalista conservare la biodiversità è dunque una delle prime condizioni per aiutare a ridurre le emissioni di gas serra e a rendere gli ecosistemi più resilienti e capaci di proteggersi da soli. Ma è anche una grande opportunità di investimento e di creazione di nuovi lavori per una economia verde, se pensiamo che solo in Europa circa il 17% dei posti di lavoro attuali è più o meno direttamente collegato alle risorse ecosistemiche e quindi alla loro efficienza biologica. Per questo la stessa Unione Europea ha più volte ricordato l’importanza di mantenere gli ecosistemi sani e funzionali affinché possano garantire, tra gli altri, l’equilibrio climatico o l’impollinazione. Per raggiungere i livelli di mitigazione necessari entro il 2030 è essenziale ripristinare le foreste, i suoli e le zone umide e creare spazi verdi nelle città, un concetto alla base anche della Strategia europea per la biodiversità al 2030 in cui si definiscono nuove modalità per attuare con maggior efficacia la normativa già in vigore, ma anche nuovi impegni, misure e obiettivi per frenare la perdita di biodiversità. E una delle chiavi per farlo, sottolinea Legambiente, si chiama gestione forestale sostenibile e responsabile che garantisce la conservazione della biodiversità e l'erogazione dei servizi ecosistemici per mantenere a lungo il valore ambientale, economico, sociale e culturale delle foreste. “Le foreste – aggiunge Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità Legambiente – sono preziosi alleati per contrastare la crisi climatica e offrono alla collettività servizi ecosistemici di valore straordinario e la filiera italiana della trasformazione è già leader nel mondo per qualità dei manufatti e originalità del design, rappresentando un settore che ha ben compreso le necessità di uno sviluppo nel segno della sostenibilità e della tracciabilità, in grado di contemperare le esigenze di conservazione con quelle di valorizzazione". "Ma, alla luce delle sfide in atto e dei ritardi accumulati nel nostro Paese dove negli ultimi 50 anni è mancata una visione strategica finalizzata a migliorare il paesaggio e la qualità del bosco, crediamo opportuno che il settore forestale italiano debba imboccare la strada della gestione forestale sostenibile e responsabile senza perdere altro tempo approvando al più presto la Strategia Forestale Nazionale. Per questo vanno ripensati pianificazione, soprattutto nelle aree naturalistiche e di pregio, criteri di tutela in un’ottica multifunzionale e utilizzo dei prodotti forestali a cascata soprattutto per la filiera legno-energia. Si deve, inoltre, puntare a valorizzare e riconoscere economicamente l’impegno degli operatori e delle comunità locali che con le loro attività garantiscono una buona gestione delle foreste e l’erogazione dei servizi ecosistemici” conclude Nicoletti. Il III Forum Nazionale 'La Bioeconomia Delle Foreste' è il quarto di sette incontri tematici organizzati da Legambiente con istituzioni, imprese e associazioni per individuare le migliori proposte per il Piano nazionale di ripresa e resilienza che il Governo italiano dovrà presentare in Europa entro aprile 2021. I prossimi appuntamenti in programma saranno: Conferenza Città Clima sull’adattamento climatico in ambito urbano (25 novembre), Forum QualEnergia sulla lotta alla crisi climatica e sulla mobilità sostenibile (2-3 dicembre), Rapporto Ecomafia (11 dicembre).
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TITOLO: Indagine Covid-ambiente: per gli italiani comportamenti più green 
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TESTO: Il 40% delle aziende (soprattutto nel manifatturiero), nonostante l’impatto economico dovuto all’emergenza, ha continuato nei propri programmi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica, dato rilevato su un campione (43%) che aveva intrapreso una green roadmap pre pandemia. Il 48% delle aziende, inoltre, è consapevole che i cambiamenti climatici influenzeranno significativamente la propria attività e il proprio settore nei prossimi 5 anni. "Il modo con cui il Covid-19 ha stravolto le nostre vite e abitudini ha evidentemente portato una riflessione collettiva sulla fragilità dell’uomo e del pianeta e sull’importanza delle nostre scelte - sottolinea Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research - a seguito della pandemia le persone sono più consapevoli dell’impatto negativo delle attività dell’uomo sull’ambiente, e quasi la totalità degli italiani (92,7%) ha deciso di modificare in modo virtuoso i propri comportamenti". Dalle risposte emergono, quindi, le azioni concrete adottate dai cittadini e aziende per ridurre l’impatto sul Pianeta. Le più diffuse: per il 30% degli intervistati la scelta di prodotti ecosostenibili (km zero, marchi che garantiscono il rispetto dell’ambiente), per il 29% interventi in casa volti a una maggiore efficienza energetica (infissi, cappotto termico, sostituzione caldaia, termostato intelligente) e infine la scelta di mezzi di trasporto non inquinanti (come bici, mezzi elettrici o pubblici) per il 24% degli intervistati. Vi è anche un 9% che ha installato pannelli fotovoltaici e un 7% che sceglie un fornitore di energia che garantisca la produzione da fonti rinnovabili. Segnali positivi anche sul fronte delle imprese: oltre la metà (52%) ha messo in campo iniziative per una maggiore sostenibilità (es. lavoro a distanza per ridurre gli spostamenti, attività informativa sul tema delle CO2) e, per il 60,4%, queste misure hanno prodotto effetti positivi dal punto di vista sia ambientale che di maggiore benessere lavorativo, tant’è che il 91,7% ritiene che saranno mantenute anche dopo la fine dell’emergenza Covid-19. La leva principale, però, nonostante il maggiore interesse per la sostenibilità sia lato cittadini che aziende, rimane l’aspetto economico. Le aziende chiedono infatti in maggioranza contributi a fondo perduto (33,5%) e sgravi fiscali (22%), seguiti (19%) da incentivi statali e un quadro normativo più chiaro. Anche i cittadini sono più propensi ad agire se possono mettere in campo azioni a costo zero o che prevedano un risparmio o un incentivo. Per la maggior parte degli intervistati, infatti, fare scelte sostenibili comporta costi maggiori: ad esempio, seppure nella realtà non sia così, per più della metà degli intervistati (52,8%) costa di più scegliere energia proveniente da fonti rinnovabili. Un dato comunque lievemente in calo rispetto al 2019 (56,3%). Una convinzione ancora più forte fra i giovani (60,6%), ma meno diffusa nel Sud (49%). Un altro aspetto che la pandemia ha reso evidente e sul quale ha portato una forte accelerazione è l’adozione di tecnologie digitali, divenute in molti casi improvvisamente indispensabili per permettere la continuità aziendale. Del ruolo fondamentale delle tecnologie digitali per una maggiore sostenibilità sono convinte il 69,2% delle aziende (con una quota maggiore, al 72,2% se guardiamo al solo settore dei servizi). Il digitale è considerato ancora più importante per il monitoraggio delle attività in ottica di rispetto dell’ambiente (79%, che raggiunge l’81,3% nei servizi). Secondo il parere degli intervistati, poi, il maggior potere nel rallentare il riscaldamento globale è in mano a istituzioni e aziende. I cittadini vedono la possibilità di un cambiamento a favore della sostenibilità grazie all’intervento del governo (41%), istituzioni locali (25%) e aziende (15%). Significativo come solo l’8% ritenga che la pubblica istruzione possa avere un ruolo importante in questo senso. Gli interventi che maggiormente si aspettano sono la riqualificazione energetica di scuole ed edifici pubblici (20,5%), l’utilizzo per queste strutture di fonti di energia verde, quali i pannelli fotovoltaici (13,5%); l’aumento di aree verdi (16,5%) e mezzi di trasporto pubblico elettrici o ibridi (15,2%). "Già nel Piano Strategico triennale per la Ricerca e l’Innovazione di Regione Lombardia - spiega il vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala - è stata individuata la sostenibilità ambientale come uno degli ambiti principali che incidono sullo sviluppo del nostro territorio. Tema trattato anche nella recente consultazione pubblica sulla prossima Strategia di Specializzazione Intelligente svolta sulla Piattaforma Open Innovation, a cui hanno partecipato oltre 650 soggetti. Ne è emerso che, negli ambiti trattati, la sostenibilità ambientale è considerata tra i primi fabbisogni in termini di innovazione che diventeranno prioritari nel periodo post Covid e post emergenza". "Ogni anno noi di Engie realizziamo un evento che ha l’obiettivo di sollevare e alimentare la riflessione sulla riduzione delle emissioni di CO2 e più in generale sulla sostenibilità - sottolinea Damien Térouanne, Ceo di Engie Italia - In questo anno difficile, la sostenibilità rimarca la sua centralità. Lo confermano: i risultati della ricerca da noi commissionata a Euromedia, la destinazione del 37% del Recovery Fund a investimenti green e il Green New Deal europeo che punta a elevare il proprio impegno di riduzione dei gas serra almeno al 55% entro il 2030". Nell’ambito dell’Engie Green Friday, un ulteriore iniziativa finalizzata alla sensibilizzazione sui temi della sostenibilità è stata lanciata da Engie: la campagna social 'Quattro campioni dello sport su Tik Tok contro il cambiamento climatico'. I nuotatori Marco Orsi e Arianna Talamona, la kitesurfer Francesca Bagnoli e il mountain runner Francesco Puppi, a partire dal 20 novembre, informeranno i giovanissimi attraverso la loro piattaforma social di riferimento Tik Tok creando contenuti video sui propri canali. Questi quattro atleti in qualità di Engie Planet Ambassador, con il loro impegno, incarnano i valori dello sport naturalmente connessi con la sostenibilità, il benessere, la natura, il rispetto e la visione. Sono stati scelti per raggiungere e sensibilizzare la GenZ, ovvero coloro che del futuro del Pianeta ne trarranno maggior beneficio.
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TITOLO: Ecodesign, Coop conquista 19 premi Conai 
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TESTO: In particolare con 'Brillantante Casa Coop' per gli interventi di alleggerimento del peso del flacone e uso del 100% di plastica riciclata con l’inserimento di una apertura facilitata dell’etichetta coprente e indicazione per il consumatore della filiera di raccolta così da facilitare il corretto riciclo. Tra le altre azioni che Conai ha voluto premiare vi sono le sgrammature delle confezioni (è il caso dell’acqua minerale o degli shopper riutilizzabili), la semplificazione degli incarti come nel caso del 'Burro Vivi Verde' dove l’incarto diventa monomateriale e la confezione nella sua interezza è compostabile oltre che riciclabile, la riciclabilità che raggiunge in alcuni casi il 100% anche con uso di soli materiali riciclati (le capsule caffè, i detersivi pavimenti Vivi Verde e vetri multiuso e la linea ammorbidenti concentrati).
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TITOLO: Festa dell'Albero, 1300 nuove piante nel parco del Vesuvio 
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TESTO: Il progetto del Vesuvio è uno dei dieci interventi di 'A Misura di Verde', l’iniziativa green di Misura che, nell’Anno Internazionale della salute delle piante, sta riforestando dieci diverse aree del nostro Paese, in 9 regioni, da nord a sud. Grazie a questo progetto Misura sta mettendo a dimora in totale 13.400 piante in dieci zone particolarmente vulnerabili d'Italia. Migliaia di piante e arbusti che nel complesso assorbiranno dall’atmosfera 9.380 tonnellate di Co2, il più diffuso dei gas che provocano l’effetto serra. In ognuno dei territori gli interventi saranno seguiti e manutenuti fino a quando non si avrà la certezza dell’attecchimento delle nuove piante e il buon esito dell’intervento. Saranno interventi realizzati con grande rigore scientifico, integrati nel contesto e nel territorio, con specie autoctone che conservano la biodiversità e tutelano il patrimonio genetico delle specie presenti. “Siamo molto orgogliosi di poter contribuire, tra i vari interventi, alla tutela di un'area così straordinaria e conosciuta come il Parco del Vesuvio, uno dei luoghi-simbolo del Sud e del nostro Paese – dichiara Massimo Crippa, direttore commerciale del Gruppo Colussi. Per ripartire dopo la pandemia, in linea con quanto ci chiede l'Europa, occorre ricominciare a crescere in chiave green, proprio a partire dalla riscoperta delle risorse e delle bellezze del nostro territorio. Il Vesuvio è una di queste perle del patrimonio collettivo e siamo lieti di poter dare il nostro contributo per la sua valorizzazione”. “È un progetto per noi di grande significato – spiega Stefano Donati, direttore dell'Ente Parco nazionale del Vesuvio –, perché abbiniamo gli scopi di conservazione della biodiversità e il recupero delle aree boscose, ferite gravemente dagli incendi del 2017, all’esigenza di mitigare le emissioni di Co2 e contrastare i cambiamenti climatici in atto. Un bell’esempio di sinergia pubblico-privato. Un grazie sincero a Misura per aver scelto il Parco Nazionale del Vesuvio per lo sviluppo del progetto”.
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TITOLO: "Dobbiamo cambiare la nostra idea di città" 
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TESTO: Pubblicato il: 20/11/2020 14:41 "Le città sono i principali motori della nostra aggressione all’ambiente. Attualmente intorno al 70% del consumo globale di energia e oltre il 75% del consumo mondiale di risorse naturali sono a carico dei centri urbani, i quali producono il 75% delle emissioni di carbonio e il 70% dei rifiuti. Abbiamo urgente necessità di cambiare la nostra idea di città e questa pandemia è un’opportunità per ripensare la convivenza con la natura". Così Stefano Mancuso, botanico, accademico e saggista, nel suo intervento nel corso dell'Engie Green Friday Forum 2020.
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TITOLO: A Ravenna una piattaforma per la gestione dei rifiuti industriali 
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OCCHIELLO: Frutto dell'accordo tra Eni e Gruppo Hera 
TESTO: La piattaforma polifunzionale sarà dotata delle migliori tecnologie disponibili e sarà realizzata in una porzione del sito “Ponticelle” di proprietà di Eni Rewind, prossima alla zona industriale e al porto di Ravenna. Per lo sviluppo ed esercizio dell’impianto Eni Rewind sarà responsabile del processo di approvvigionamento dei servizi di trattamento dei rifiuti solidi e liquidi e Herambiente gestirà operativamente l’impianto. «Si tratta di un importante accordo – ha commentato il sindaco di Ravenna Michele de Pascale – che sancisce la definitiva messa in sicurezza e bonifica di un’ex area industriale ormai abbandonata, dove verrà realizzato un progetto tecnologicamente avanzato. Un intervento virtuoso che ci rende protagonisti relativamente al tema dell'economia circolare, importante per lo sviluppo economico della città e che dunque sarà argomento di approfondimento anche del Consiglio Comunale. Sul nostro territorio si concretizza oggi una prima fondamentale collaborazione tra due importanti gruppi industriali come Eni e Herambiente, che potrà portare anche in futuro significativi benefici di crescita occupazionale ed economica per la comunità». «L’intesa con Herambiente – ha dichiarato Paolo Grossi, Amministratore Delegato di Eni Rewind – integra e dà valore aggiunto al progetto Eni Ponticelle, che ha l’obiettivo di rigenerare un’area industriale secondo i principi dell’economia circolare. A Ponticelle stiamo completando gli interventi ambientali nell’area su cui nei prossimi mesi Eni realizzerà un parco fotovoltaico e un impianto per il trattamento biologico dei terreni, con annesso laboratorio di analisi e ricerca. Ponticelle è un progetto emblematico del nostro modello operativo: sostenibile, circolare e modulato a seguito di un confronto costruttivo con gli stakeholder del territorio». «Crescita e innovazione sono nel dna di Herambiente e l’alleanza con partner qualificati come Eni, di cui siamo orgogliosi, incontra perfettamente questi valori - ha dichiarato Andrea Ramonda, Amministratore Delegato di Herambiente -. La nuova piattaforma, che andrà in sostituzione di quella esistente, integra e potenzia ulteriormente la già ricca dotazione impiantistica dedicata ai rifiuti prodotti dalle aziende e sposa perfettamente la nostra mission recentemente rinnovata: offrire soluzioni sostenibili e innovative alle aziende e alle comunità creando valore e nuove risorse».
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TITOLO: Energia: Gnl protagonista a Genova e Liguria per nuove interconnessioni in mediterraneo 
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TESTO: Nella prima giornata di giovedì 19 novembre, dopo i saluti istituzionali di Marco Bucci, sindaco di Genova e di Città Metropolitana e la dichiarata volontà di perseguire l’ipotesi Gnl, la prima sessione è stata dedicata al tema dell’impiego del Gnl nel settore del trasporto marittimo in una prospettiva globale. Il nuovo combustibile rappresenta anche in questo ambito una delle chiavi di volta per favorire la riduzione delle emissioni e contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione entro il 2040. In questo contesto, il Mediterraneo si conferma un’area di importanza strategica come ponte nelle rotte commerciale tra Africa ed Europa e gli scali portuali della regione si candidano ad un ruolo di primo piano nell’ottica di un programma di sviluppo sostenibile europeo, come evidenziato anche da relatori dell’Egitto e del Marocco. Nella seconda sessione, spazio è stato dato alle prospettive alla luce del Green Deal dell’Unione europea e alle indicazioni per la Liguria date dall’Assessore sviluppo economico della Regione, Andrea Benveduti, per poi proseguire con interventi incentrati sulla necessità di uno sviluppo di una rete di distribuzione del gas naturale liquefatto in Italia da realizzare attraverso investimenti sulle infrastrutture e l'ampliamento del mercato. La seconda giornata di venerdì 20 novembre si è aperta con una sessione dedicata al bioGNL, su cui diversi esperti si sono confrontati per il suo impatto rivoluzionario, permettendo già oggi trasporti a impatto ambientale e climatico zero, che potrà poi evolvere con l’uso dei gas sintetici, in particolare con idrogeno verde e CO2 sottratta all’ambiente. Il GNL può quindi giocare un ruolo chiave nell'integrazione dei sistemi energetici e nella collaborazione euromediterranea. È emerso come gli operatori chiedano una maggiore semplificazione della regolamentazione a livello nazionale ed europeo per soddisfare le esigenze infrastrutturali soprattutto per la realizzazione degli stoccaggi. Nella seconda sessione i tavoli virtuali che si sono alternati nel pomeriggio hanno visto prima al centro delle discussioni le prospettive del GNL per Genova e la Liguria e poi l'uso del vettore energetico nei programmi di collaborazione internazionale. Una sfida, quella della transizione verso il GNL, che la Città Metropolitana di Genova intende raccogliere in attesa degli indirizzi strategici nazionali sull’idrogeno, come detto dal Delegato al piano strategico Claudio Garbarino. Nell'ottica di una cooperazione tra tutti i soggetti imprenditoriali e istituzionali resta fondamentale l’integrazione tra la domanda di gas e processo di decarbonizzazione. Molta attenzione deve essere data all’attività e alle proposte della Commissione Europea, che devono affrontare il tema della transizione energetica con realismo e senza interventi che potrebbero rivelarsi controproducenti. Il sistema del gas naturale italiano ed europeo, che comprende il GNL, costituisce una risorsa utile alla transizione energetica. Diventa così fondamentale il ruolo di controllo e proposta del Parlamento Europeo, richiamato in conclusione dall’europarlamentare Marco Campomenosi, membro della Commissione Trasporti. “Non c’è alcun dubbio che la Liguria e la Città metropolitana di Genova, con un’economia fortemente orientata sul trasporto marittimo turistico e logistico, abbia un ruolo significativo nello sviluppo del Gnl e la sua posizione geografica la rende centrale anche nelle scelte a livello europeo", commenta Andrea Arzà presidente di Assogasliquidi/Federchimica. Proprio sulla costa spezzina, aggiunge, "abbiamo assistito nei giorni scorsi alla prima operazione di bunkeraggio di Gnl, che conferma l’interesse di grandi armatori internazionali all’utilizzo di questo carburante: dal punto di vista della sicurezza di queste operazioni attendiamo, tra l’altro, ulteriori sviluppi per l’adozione di una guida tecnica da parte del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Molto possono fare le amministrazioni pubbliche per promuovere il Gnl: in considerazione del dibattito pubblico sul Recovery fund, riteniamo possano essere individuate risorse per misure di defiscalizzazione delle opere per la costruzione delle infrastrutture di approvvigionamento nei porti, e definite tariffe portuali per agevolare l’utilizzo di mezzi marittimi alimentati a Gnl". Fondamentale infatti, rileva, "è il sostegno per le flotte navali alimentate a Gnl e la realizzazione di unità navali (bettoline) adeguate ai servizi di Small Scale e per il rifornimento ship to ship, nonché per la definizione di misure strutturali a favore dell'autotrasporto che sceglie l'alimentazione a Gnl. Non dimentichiamoci poi del bioGNL, che merita un corretto posizionamento nel processo di revisione della Direttiva Europea sulle Energie Rinnovabili (Red) ed in merito agli incentivi anche per quei volumi di carburante destinati alla navigazione internazionale e nelle acque interne".
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TITOLO: Snam pianta primo albero di una foresta dedicata ai dipendenti 
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TESTO: E sono stati proprio i dipendenti Snam a scegliere il nome Snamwood attraverso un sondaggio interno. “Un’iniziativa interamente dedicata alle persone di Snam – spiega Paola Boromei, EVP Risorse umane e organizzazione di Snam – il nome richiama alla natura e ai suoi valori fondamentali. Saranno 3.300 alberi, un numero simbolico che ci appartiene. Un albero per ognuno di noi, un forte augurio di ritorno alla vita dopo mesi così impegnativi per tutti”. L’iniziativa testimonia l’impegno di Snam e di tutte le sue persone in favore della sostenibilità ambientale. Al suo fianco Arbolia che progetta, promuove e realizza iniziative di imboschimento e rimboschimento su terreni messi a disposizione dalla pubblica amministrazione e dai privati con il sostegno economico di aziende e privati, assumendosi inoltre gli obblighi di cura e manutenzione degli alberi per i primi due anni. Con il progetto Snamwood, una foresta che prenderà vita nel 2021 coi suoi 3.300 alberi, Snam conferma il suo impegno in favore della sostenibilità ambientale. La località per la foresta verrà definita nei prossimi mesi, ma nella sede di San Donato è già stato piantato il primo carpino, specie autoctona della Pianura Padana in grado di assorbire fino a 140 kg di CO2 e 400 grammi di PM10 all’anno. Un’iniziativa realizzata insieme ad Arbolia, la società benefit nata dalla collaborazione tra Snam e CDP per realizzare aree verdi nei territori italiani. Presente alla cerimonia di piantumazione Patrizia Rutigliano, EVP Relazioni istituzionali, ESG, comunicazione e marketing di Snam, che spiega: “Le imprese sono impegnate a ridurre sempre di più e sempre più velocemente le proprie emissioni climalteranti. Arbolia mira a dare un contributo agli obiettivi climatici europei. Nasce come società benefit ed è improntata a generare valore per i territori. Di fatto Arbolia andrà a creare dei boschi urbani, impegnandosi a piantare 3 milioni di alberi nei prossimi anni e a coniugare gli obiettivi che da una parte vedono le imprese impegnate a compensare le emissioni e dall’altra le città ad individuare gli spazi che possono essere destinati a queste iniziative”.
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TITOLO: Dissesto idrogeologico, Ispra: richiesti oltre 26mld per messa in sicurezza  
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OCCHIELLO:  
TESTO: La piattaforma si compone di due sezioni: quella del 'monitoraggio', attiva dal 1999, dedicata agli interventi già finanziati, e quella 'istruttorie' di recente costituzione (2015), incentrata sugli interventi non ancora in programmazione e di cui è stato richiesto il finanziamento. Secondo i dati della sezione monitoraggio, la Sicilia è la Regione con il maggior importo finanziato (789 milioni di euro per 542 interventi), seguita dalla Toscana (602 milioni di euro per 602 interventi), dalla Lombardia (598 milioni di euro per 544 interventi) e dalla Calabria (453 milioni di euro per 528 interventi). Per quanto riguarda i tempi di attuazione, il campione analizzato nel rapporto evidenzia una durata media di quasi 5 anni, ma con una ampia variabilità ed un 10% di casi considerati 'critici' poiché si protraggono per oltre i 10 anni. "Questo dato presenta variazioni su base regionale, ma non si riscontrano significative differenze tra nord, centro e sud. Si evidenzia invece una lieve crescita lineare dei tempi medi con l’aumentare dell’importo dell’opera", sottolinea Ispra. Per quanto riguarda invece le richieste di finanziamento, contenute nell’area 'istruttorie', sono oltre 7.800 le proposte progettuali caricate e ad oggi attive nel ReNDiS, per un importo complessivo che supera 26 miliardi. "Questo dato rappresenta, in prima approssimazione, una stima del fabbisogno teorico per la messa in sicurezza dell’intero territorio nazionale, da attuarsi attraverso piani pluriennali di finanziamento", spiega Ispra. Più nel dettaglio, la Regione con il maggior numero di richieste attive è la Campania (1.192 progetti, per quasi 5,6 mld), seguita da Calabria (872 progetti per 1,7 mld), Abruzzo (764 per 1,6 mld) e Sicilia (748 per 2,2 mld). Anche se con numeri inferiori, si evidenziano per importi superiori ai 2 mld anche la Puglia (481 per 2,4 mld) e il Veneto (243 per 2,3 mld).
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TITOLO: Il Premio Vivere a Spreco Zero 2020 a 21 buone pratiche  
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TESTO: La Regione Toscana vince il Premio Vivere a #sprecozero 2020 nella categoria Enti pubblici con il progetto Urban Waste, che ha coinvolto anche il Comune e la Città Metropolitana di Firenze. Un percorso capace di alimentare la condivisione delle buone pratiche con i tanti visitatori del territorio attraverso azioni mirate di turismo ecologico, come: la donazione di cibo da parte degli hotel alle associazioni solidali, la diffusione dell'uso di doggy Bag nei buffet e ristoranti, la promozione dell'uso di acqua di rete e di istruzioni sulla raccolta differenziata in diverse lingue. La menzione speciale del Premio va alla Regione Emilia Romagna per il progetto 'Stop allo spreco: il gusto del consumo consapevole', promosso dall’Assessorato Agricoltura e Agroalimentare, per le scuole secondarie di II grado, alcune fattorie didattiche del territorio e la cittadinanza. Nella categoria Imprese vince Ibrida Birra, ideata da quattro studenti del Master in Product Service System Design al Politecnico di Milano per dare una seconda vita al pane sfornato dalle panetterie di quartiere milanesi. Nella nuova categoria Biodiversità il Premio Vivere a #sprecozero 2020 va a Casa Surace, la factory e casa di produzione nata del 2015 da un gruppo di amici e coinquilini, oggi 'famiglia allargata' con oltre 3 milioni di fan sul web, per l’efficacia dei video ad alto potenziale di sensibilizzazione sui temi caldi della sostenibilità e dei cibi biodiversi. A proposito di comunicazione, dal 2020 arriva anche la categoria 'Pagine di sostenibilità' dedicata alla saggistica: vince la prima edizione del Premio vivere a #sprecozero il libro 'La rivolta della natura' della divulgatrice scientifica Eliana Liotta, scritto con l’apporto del virologo Massimo Clementi, edito La nave di Teseo. Esempio prezioso di collaborazione e di passaparola sostenibile fra cittadini è il progetto del Comune di S. Lazzaro di Savena che vince nella categoria Cittadini: 'Lo so fare e te lo insegno' è un format di condivisione dei saperi utili in chiave di economia circolare, dal recupero dei rifiuti in aree verdi all’orticoltura, a piccole nozioni di sartoria, muratura, bricolage. Per la categoria storica del Premio Vivere a #sprecozero, InnovAction, l’edizione 2020 va all’azienda Microglass di S. Quirino - Pordenone che, attraverso sistemi di riscaldamento multi-tecnologici, allunga la shelf life del cibo fresco, riduce i consumi e previene gli sprechi, recuperando gli scarti ortofrutticoli (ortaggi o frutta scartati per malformazioni estetiche) attraverso processi di cottura sottovuoto a microonde. Menzione speciale per la tecnologia Bernardi che, attraverso l’implementazione di dispositivi e soluzioni HW e SW, risolve i problemi di gestione dei prodotti e delle scorte, favorendo la resilienza ecologica e sociale dei sistemi commerciali. Per le scuole, vincono ex aequo l’Ipsar Mattei di Rosignano Solvay (LI) che ha promosso un approfondimento su 'consumo consapevole e spreco alimentare' e l’Istituto Professionale Alberghiero Chino Chini di Borgo San Lorenzo (FI), che ha attivato un progetto in collaborazione con le imprese e con le associazioni del territorio. E da Veronica Pivetti, ambasciatrice di buone pratiche 2020, arrivano quattro riconoscimenti nel segno della scuola, della solidarietà e del diritto al cibo: vanno alla onlus Maestri di Strada, alla maestra Francesca Sivieri, al Liceo Malpighi di Bologna e alla Taverna di Dracula (che in tempo di Covid eroga pasti gratuiti a chi non è in grado di pagare il conto) i gettoni di sostenibilità donati da Veronica Pivetti per favorire l’effetto domino delle buone pratiche di sostenibilità. Al centro dell’edizione 2020 del Premio sono anche i valori della Dieta mediterranea: nella sezione dedicata vince il progetto La cucina del riciclo, il ricettario del Liceo 'Q. Orazio Flacco' di Portici in collaborazione con il MedEatReserarch, il Centro di ricerche sociali sulla dieta mediterranea dell'Università Suor Orsola Benincasa fondato dagli antropologi Marino Niola ed Elisabetta Moro: una ricerca sulla tradizione mediterranea per rigenerare gli avanzi di cucina in nuovi piatti; menzione speciale al racconto d’animazione 'Il grande viaggio vitaminico', realizzato da Anna Eriksson, Francesca Fava e Sara Filippi Ploetheger. E anche nella categoria Associazioni vince L'Università della Cucina Mediterranea, una rete di promozione sociale fondata a Sorrento per iniziativa di operatori del settore eno-gastronomico, turistico, della ristorazione, della comunicazione e della difesa dei diritti dei consumatori. Va a Rifò, progetto di abbigliamento sostenibile, il premio Whirlpool Spreco Zero per l’Economia circolare: un format che produce capi e accessori con fibre tessili rigenerate e rigenerabili, trasformando i vecchi indumenti in un nuovo filato a km 0. Riconoscimenti anche al Gruppo Rivoira per la categoria Ortofrutta: grazie all’ausilio della tecnologia Cherry Vision 3.0 e grazie alle telecamere ad altissima risoluzione, il Gruppo Rivoira è riuscito a recuperare tutte le ciliegie 'buone' separandole con cura da quelle danneggiate dal maltempo, evitando lo spreco del raccolto. Toyota Wehybrid vince infine nella categoria di mobilità sostenibile per la capacità di promuovere un 'ecosistema' a zero emissioni che mette il driver al centro dell’esperienza di guida attraverso il suo comportamento e la sua attenzione reale all’ambiente e al risparmio energetico.
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TITOLO: Un 'Ricettario del Buon Cibo' per unire salute e ambiente  
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TESTO: "Il progetto Buon Cibo risponde alla perfezione alle raccomandazioni dell'ultima revisione delle Linee Guida per una Sana Alimentazione secondo le quali, per migliorare la salute dell’uomo e quella dell’ambiente in cui vive, è necessario aumentare il consumo di prodotti vegetali: cereali integrali, frutta, verdura e legumi e frutta secca in guscio il cui consumo è basso nella popolazione occidentale, Italia compresa. Il ritorno alle abitudini alimentari mediterranee più salutari potrebbe essere favorito, almeno nel nostro Paese, proprio da cultura e tradizioni alimentari tipiche della parte più anziana della popolazione", spiega Andrea Ghiselli, dirigente di Ricerca Crea Alimenti e Nutrizione. Se è vero, come ha rilevato la ricerca 'I 50 cibi del futuro', che oggi soltanto tre ingredienti (riso, mais e grano) forniscono quasi il 60% del fabbisogno calorico nel mondo e che solo 12 coltivazioni e cinque specie animali rappresentano il 75% di ciò che mangiamo, allora risulta quanto mai urgente andare a identificare tutti gli altri alimenti capaci di preservare l’ambiente. "È un dato che deve far riflettere tutti e deve far muovere le grandi aziende, come Unilever Knorr, per promuovere e sensibilizzare i consumatori verso scelte più sane e sostenibili per gettare le basi di un futuro migliore per noi e per le prossime generazioni. Il programma si inserisce all’interno di una volontà più ampia del brand a livello globale, che è quella di avere un impatto sul futuro e di aiutare 2 miliardi di persone a mangiare meglio, per se stessi e per il nostro pianeta entro il 2025", osserva Barbara Cavicchia, Marketing Director Food&Beverage. Il Ricettario rappresenta un collettore innovativo di ricette presentate sulla base del loro effetto sulle persone (quindi dal punto di vista nutrizionale) o sul pianeta (quindi dal punto di vista ambientale), mettendo in evidenza l’importanza di un approccio consapevole all’alimentazione. "La gran parte di questi cibi che aiuteranno a salvaguardare il pianeta sono facilmente reperibili in Italia, come ad esempio noci, lenticchie, farro, spinaci, cime di rapa, fagioli, semi di sesamo, fiori di zucca. Parliamo di 'cibi del futuro' ma effettivamente si tratta dei cibi della nostra tradizione, cibi del 'passato', sempre protagonisti della cucina dei nostri nonni", commenta Mariangela Capolupo, Marketing Manager Unilever Knorr. "Legumi, cereali, frutta secca sono alimenti che ci consentono di aumentare la quota di proteine vegetali della dieta e questo è un elemento estremamente importante da tenere presente perché più alimenti vegetali mangiamo e più siamo protetti con un dimostrato effetto anche sull’aumento della longevità", conclude Ghiselli. Il nuovo Ricettario del Buon Cibo risulta quanto mai uno strumento utile proprio nella situazione attuale che vede da una parte la messa in discussione delle vecchie routine e dall’altra il consolidarsi di nuove abitudini e stili di vita. Lo dimostrano i dati forniti dal Crea An e relativi ai mesi scorsi (marzo - maggio 2020) e che indicano come lo stare di più in casa abbia inciso positivamente sullo stile alimentare. La ricerca ha evidenziato infatti un aumento dei consumi di verdura (nel 33% dei casi) e dei legumi (26,5%). Ma non solo: sembra maturata anche la sensibilità ambientale e sono maturate le abitudini ecosostenibili come fare la raccolta differenziata (86%), come conservare e consumare alcuni alimenti acquistati in eccesso (83%) oppure mangiare tutto incluso gli avanzi (80%). Il programma Buon Cibo ha scelto come ambasciatrice Filippa Lagerback, mamma e amante della cucina sana e sostenibile.
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TITOLO: Sostenibilità: Birra Peroni lancia la nuova bottiglia Uni per l'ambiente 
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TESTO: “Birra Peroni è da sempre impegnata per la salvaguardia dell’ambiente. Impegno che vogliamo trasmettere ai nostri consumatori con questo particolare formato - afferma Marina Manfredi, Marketing Manager Peroni Line - Pensare che quella bottiglia avrà ancora una lunga vita e non verrà smaltita in quel momento è una cosa incoraggiante, un segno di rispetto per l’ambiente e il territorio in cui viviamo, un progetto che abbiamo deciso di portare avanti con orgoglio e che siamo sicuri possa essere un piccolo ma concreto aiuto alla sostenibilità ambientale. Si tratta solo di acquisire una nuova abitudine, utile prima di tutto a noi stessi”. Perché questo progetto funzioni sarà ovviamente necessaria la collaborazione di tutti, perché restituire una bottiglia di vetro possa diventare un gesto di responsabilità, per un processo che non solo tuteli l’ambiente ma agisca anche sul modo in cui viviamo ogni giorno, decidendo di farlo responsabilmente
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TITOLO: Mare: Guardiani della Costa, al via la nuova edizione  
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TESTO: Lo scopo è di sensibilizzare alunni ed insegnanti sull’unicità, bellezza e fragilità del patrimonio naturalistico delle coste italiane, oltre ad aumentare la consapevolezza sui problemi derivanti dall’aumento dei rifiuti, in particolare plastici. Inoltre, gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado sono coinvolti attivamente in un progetto di citizen science (scienza realizzata e condivisa dai cittadini): adottando un tratto di costa del loro territorio, se ne prendono cura e, con l’ausilio di una App appositamente creata, raccolgono dati ambientali applicando i protocolli di monitoraggio predisposti dal team scientifico, al fine di ottenere una 'fotografia ambientale' aggiornata e confrontabile nel tempo delle coste del nostro paese. Il progetto è realizzato in collaborazione con Centro Studi Ambiente Marino S. Teresa dell’Enea, Scuola di Robotica e Osservatorio Ligure marino per la Pesca e l’Ambiente (Olpa) come partner scientifici, e Key Technologies Spa come partner tecnico. Per Davide Triacca, segretario generale di Costa Crociere Foundation, "Guardiani della Costa è uno dei più grandi progetti di citizen science mai realizzato in Italia. Nei tre anni dal suo avvio ha coinvolto attivamente 1400 insegnanti e oltre 12mila studenti di 294 scuole superiori in tutta Italia, che hanno adottato oltre 2.200 km di coste del nostro paese e raccolto oltre 105mila dati scientifici. E da quest’anno è disponibile anche un percorso dedicato alle primarie e secondarie di primo grado, a cui in poche settimane hanno già aderito 650 insegnanti di 600 scuole". “Il valore aggiunto di questo progetto - aggiunge - è la capacità di creare un legame diretto con le comunità locali, coinvolgendo in primo luogo i cittadini più giovani, sensibilizzandoli su temi che sono di fondamentale importanza per il futuro e la sopravvivenza del nostro territorio, del nostro mare e delle nostre spiagge”. In questa edizione per le scuole secondarie di secondo grado è previsto un focus particolare. A raccontarlo è Roberto Morabito, direttore del dipartimento Enea di Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali. "La pandemia Covid-19 ha generato, tra i suoi tanti effetti, anche il problema dell’enorme quantità di dispositivi monouso per la protezione personale come nuova categoria di rifiuti. L'impatto sul mare è già evidente - spiega - con la comparsa di mascherine facciali e guanti non biodegradabili tra i rifiuti dispersi sulle spiagge o scaricati in mare attraverso i fiumi. È quindi fondamentale sensibilizzare i cittadini a non abbandonarli e a seguire le procedure per un loro corretto smaltimento, ma anche adeguare i protocolli di monitoraggio e raccogliere dati per analizzare l’entità dell’impatto sull’ambiente”. Nel percorso formativo di Guardiani della Costa è stato quindi dedicato un approfondimento specifico sul tema dell’abbandono dei dispositivi di protezione personale usati. Appena sarà possibile riprendere le uscite didattiche in spiaggia in sicurezza, verrà richiesto ai partecipanti di monitorare la presenza di questa tipologia di rifiuti nei tratti di costa adottati, in accordo con un protocollo scientifico sviluppato dal team di esperti guidati da Enea. Le iscrizioni per l’anno scolastico 2020-21 sono aperte sino al 30 novembre 2020 sul sito www. guardianidellacosta. it per le scuole secondarie di secondo grado e sulla piattaforma www. educazionedigitale. it/guardianidellacosta per le scuole primarie e secondarie di primo grado.
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TITOLO: Da Gassman a Tozzi, oltre 100 appuntamenti per la notte europea dei ricercatori 
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OCCHIELLO: Dal 23 al 28 novembre per un'edizione tutta in streaming 
TESTO: “Credo che non ci sia stato nessun momento nella recente storia del Pianeta più adatto di questo per seguire quello che la scienza vuole dirci" sottolinea Alessandro Gassman, testimonial di questa edizione della Notte per il Progetto Net. "Siamo nel centro di una crisi che è quella del Covid, si prospetta una crisi ancora più grande che è quella dei cambiamenti climatici e della possibilità di un collasso del nostro ecosistema. Diamo ascolto a chi fa ricerca”. “A cosa serve la divulgazione scientifica? - chiede Mario Tozzi, ricercatore Cnr - Se fossimo in grado di valutare bene le cose da un punto di vista scientifico non ci saremmo bevuti stupidaggini su SARS-CoV-2 o sui cambiamenti climatici. Quando non usi metodi scientifici, non puoi analizzare i fenomeni della realtà, che sono in genere fenomeni fisici. Per fare questo, servono buoni divulgatori”. In occasione dell’edizione 2020 della Notte europea dei Ricercatori gli enti e le università del network di Scienza Insieme – Net aprono le porte delle loro sedi grazie al web, per incontrare i cittadini con molteplici attività che avranno il clou il 27 novembre, ma che saranno anticipate e seguite da tutta una serie di iniziative, trasformando così l’intera settimana in una grande manifestazione scientifica per tutti. La sostenibilità ambientale è il filo conduttore di tutta l’edizione 2020. Da un lato gli appuntamenti per far capire come funziona la nostra Terra, dall’altro quelli per permettere di comprendere come dalle nostre azioni possano arrivare conseguenze significative per l’ecosistema, a partire dai cambiamenti climatici in atto. L’impossibilità di realizzare in presenza laboratori, workshop e talk non ha voluto infatti dire uno stop delle tante iniziative di divulgazione scientifica che da anni vengono portate avanti con grandissima partecipazione di pubblico. Quest’anno prosegue infatti online e in streaming l’impegno di Scienza Insieme – Net per diffondere cultura scientifica e contribuire ad aumentare la consapevolezza dei cittadini sulle sfide globali della nostra società. Al Progetto Net aderiscono dieci fra i più importanti Enti pubblici di ricerca ed Università del nostro Paese: Cnr (che ne è anche il capofila), Enea, Inaf, Ingv, Ispra, Cineca, Università degli Studi di Roma 'Tor Vergata', Sapienza Università di Roma, Università degli Studi della Tuscia, Università Telematica Internazionale Uninettuno. A dare il loro supporto, grazie a contenuti video volti noti come Alessandro Gassmann, Mario Tozzi, Luca Mercalli, Gabriella Greison e Lorenzo Baglioni. Un calendario ricco di attività per le scuole con esperimenti, laboratori, giochi, e poi iniziative per tutti quali talk, lezioni, documentari, tour virtuali, incontri di scienza e molto altro anch’essi all’insegna del green. La sfida a un mondo sostenibile coinvolgerà le giovani generazioni ma le soluzioni partono dallo studio e dalla ricerca di oggi. Per questo sono molteplici gli strumenti di educazione ambientale messi a disposizione gratuitamente da Scienza Insieme – Net. La Notte Europea dei Ricercatori è un progetto Horizon 2020, realizzato con le azioni Marie Sk?odowska-Curie, e si svolge tutti gli anni in 400 città dell’Unione Europea, coinvolgendo 1,6 milioni di visitatori, migliaia di ricercatori, centinaia di Centri di Ricerca, Enti di ricerca, Università, associazioni e numerosi altri soggetti impegnati nella divulgazione scientifica.
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TITOLO: Agroalimentare, l'impegno della IV Gamma per un sistema sostenibile e sano 
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TESTO: 1. Garantire la sostenibilità della produzione alimentare. "I prodotti di IV gamma, frutta e verdura freschi, lavati, confezionati e pronti al consumo, sono già per loro natura tra le produzioni meno impattanti e più sostenibili all’interno del panorama alimentare. Inoltre, buona parte delle insalate destinate alla IV Gamma delle aziende associate a Uif sono di origine italiana, con una filiera 'corta'", ricorda Uif. 2. Garantire la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare. "La qualità e la sicurezza dal punto di vista igienico degli ortofrutticoli di IV gamma vengono assicurati attraverso un lavaggio e un’asciugatura accurati. I tempi che intercorrono tra la raccolta, la lavorazione e la vendita sono molto brevi affinché venga garantita la freschezza del prodotto", si legge. 3. Promuovere un consumo alimentare sostenibile e agevolare il passaggio a regimi alimentari sani e sostenibili. "Per ridurre l’impatto globale del sistema agroalimentare è necessaria una transizione verso un regime alimentare basato maggiormente sui vegetali, che comprenda meno carni e derivati e più frutta e verdura. La IV Gamma, rendendo facilmente accessibili al consumatore prodotti vegetali, (frutta e verdura fresca e pronta al consumo) contribuisce in maniera sostanziale a questo cambiamento. Inoltre, dal punto di vista nutrizionale, gli ortaggi di IV gamma sono assolutamente equiparabili a quelli di I gamma (ortofrutta fresca tradizionale). Oggi l’80% delle famiglie italiane fa uso dei prodotti di IV Gamma", afferma Uif. 4. Ridurre le perdite e gli sprechi alimentari. "Il prodotto di IV Gamma, essendo già mondato, lavato e porzionato è a 'scarto zero', in quanto il contenuto della confezione è disponibile per il consumo nella sua interezza, senza scarto. Gli scarti di produzione, inoltre, vengono riutilizzati al 100%, prevalentemente per l’alimentazione animale, in un’ottica perfettamente circolare. Grazie ai molteplici formati e grammature, esistono porzioni adatte a diversi consumatori (dai single alle famiglie) per ridurre al minimo lo spreco di prodotto a casa", si sottolinea. Non solo. Uif rimarca che "dal punto di vista dei consumi le aziende investono continuamente in innovazione tecnologica volta ad efficientare i processi produttivi riducendo continuamente il fabbisogno di acqua ed energia. In ogni caso il processo aziendale è notevolmente più efficiente di quello domestico; ad esempio, il procedimento di lavaggio industriale consuma circa il 90% di acqua in meno rispetto a quello domestico, a parità di prodotto". Uif IV Gamma ribadisce, quindi, il proprio "impegno nel continuare a perseguire gli obiettivi di sostenibilità, salute e sicurezza che hanno portato le imprese associate ad imboccare già autonomamente negli anni passati il percorso indicato ora dall’Ue con la strategia Farm to Fork, convinta che un cambiamento più strutturale in questo senso di tutta la filiera agroalimentare sia da accogliere con grande soddisfazione".
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TITOLO: Meno smog in Ue ma ancora 400mila morti premature 
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TESTO: Il rapporto 2020 dell’Aea sulla qualità dell’aria in Europa, 'Air quality in Europe - 2020 report', mostra che nel 2018 sei Stati membri hanno superato il valore limite dell’Unione europea (Ue) per il particolato fine (PM2,5): Bulgaria, Cechia, Croazia, Italia, Polonia e Romania. Solo quattro paesi europei, Estonia, Finlandia, Irlanda e Islanda, presentavano concentrazioni di particolato fine inferiori ai valori guida più restrittivi dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La nuova analisi dell’Aea - spiega l'Agenzia in una nota - si basa sui più recenti dati ufficiali sulla qualità dell’aria forniti da oltre 4.000 stazioni di monitoraggio in tutta Europa nel 2018. Secondo la valutazione dell’Aea, nel 2018 l’esposizione al particolato fine ha causato circa 417mila decessi prematuri in 41 Paesi europei. Circa 379mila di tali decessi si sono verificati nell’Ue28; 54mila e 19mila sono stati attribuiti al biossido di azoto (NO2) e all’ozono troposferico (O3) rispettivamente (i tre dati costituiscono stime distinte e non vanno sommati per evitare un doppio conteggio). Il rapporto dell’Aea mostra che "le politiche dell’Ue, nazionali e locali, e le riduzioni delle emissioni in settori chiave hanno migliorato la qualità dell’aria in tutta Europa". In particolare l'Agenzia segnala che "dal 2000 le emissioni dei principali inquinanti atmosferici, compresi gli ossidi di azoto (NOx), provenienti dai trasporti, sono diminuite in misura significativa, malgrado la crescente domanda di mobilità e il conseguente aumento delle emissioni di gas a effetto serra del settore. Anche le emissioni inquinanti determinate dall’approvvigionamento energetico hanno evidenziato un marcato calo, mentre i progressi nella diminuzione delle emissioni derivanti da edilizia e agricoltura sono stati lenti". Grazie alla migliore qualità dell’aria, nel 2018 i decessi prematuri provocati dall’inquinamento da particolato fine sono stati circa 60mila in meno rispetto al 2009. Per quanto riguarda il biossido di azoto, la riduzione è ancora maggiore: nell’ultimo decennio i decessi prematuri sono diminuiti di circa il 54%. Qualità dell’aria e Covid-19 - Il rapporto dell’Aea si sofferma anche sui collegamenti tra la pandemia di Covid-19 e la qualità dell’aria. Un esame più dettagliato dei dati provvisori dell’Aea per il 2020 e i modelli di supporto elaborati dal servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus (Cams) confermano valutazioni precedenti che indicano una riduzione fino al 60% di alcuni inquinanti atmosferici in molti paesi europei in cui sono state attuate misure di confinamento nella primavera del 2020. L’Aea fa sapere di non disporre "ancora di stime su potenziali effetti positivi per la salute associati alla migliore qualità dell’aria durante il 2020. La relazione rileva altresì che l’esposizione di lungo periodo agli inquinanti atmosferici causa malattie cardiovascolari e respiratorie, individuate come fattori di rischio di decesso nei pazienti con Covid-19. Tuttavia, il nesso di causalità tra l’inquinamento atmosferico e la gravità delle infezioni da Covid-19 non è chiaro e sono necessarie ulteriori ricerche epidemiologiche".
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TITOLO: Packaging green, nasce il marchio 'made in vetro'  
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TESTO: "In questo periodo difficile di pandemia - osserva Marco Ravasi, presidente della sezione contenitori in vetro di Assovetro - la tutela della salute è diventata centrale per i cittadini e la sicurezza alimentare gioca un ruolo decisivo. Ben venga dunque questo logo che visivamente rassicura immediatamente sull’integrità degli alimenti confezionati in vetro e mette in luce anche tutte le qualità ambientali del vetro, la sua riciclabilità al 100% e all’infinito". Il lancio del nuovo marchio di garanzia del vetro segue un sondaggio su 10mila consumatori europei in 13 Paesi, condotto dalla società di ricerche di mercato InSites Consulting nel 2020. Oltre 9 europei su 10 (91%) raccomandano il vetro come miglior contenitore per conservare cibi e bevande (+11% rispetto al 2016) e in Italia sono addirittura il 96%. "Questo simbolo - afferma Michel Giannuzzi, presidente della European Container Glass Federation (Feve) - segna la prima pietra miliare nel nostro viaggio di collaborazione con clienti e marchi per fornire soluzioni di imballaggio che rispondano a una crescente attenzione alla sostenibilità da parte dei consumatori. Il nostro obiettivo finale è che i consumatori di tutta Europa possano trovare questo nuovo marchio su tutti i prodotti in vetro presenti sugli scaffali, che si tratti di cibi conservati, bevande o olio d'oliva, perché scegliere il vetro significa creare un futuro più sostenibile". TUTTE LE QUALITÀ DEGLI IMBALLAGGI IN VETRO - Fatto di minerali abbondanti in natura, sabbia, carbonato di sodio, vetro riciclato e pietra calcarea, il vetro è un materiale riciclabile al 100% e all'infinito, con un ciclo di produzione che si realizza in un unico passaggio all’interno della stessa azienda. La maggior parte delle bottiglie e dei vasetti di vetro raccolti dalla raccolta differenziata viene utilizzata ripetutamente per produrre nuovi imballaggi in vetro per alimenti in un sistema a circuito chiuso. Ogni volta che una bottiglia o un vasetto viene riciclato in nuovi contenitori, si risparmiano anche energia e materie prime e viene emessa meno CO2. Nell'Ue, riciclando il vetro, ogni anno si risparmiano oltre 12 milioni di tonnellate di materie prime e si evitano oltre 7 milioni di tonnellate di CO2, pari a 4 milioni di auto tolte dalla strada.
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TITOLO: Tutti i nuovi scenari della sostenibilità, al via il Forum di Fortune Italia  
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TESTO: Saranno 5 le startup, una per ciascun filone dell’evento, a ricevere il riconoscimento internazionale. In apertura delle 5 tavole rotonde saranno presentate le ultime analisi di scenario e individuate le tendenze che guidano i settori cardine del Paese. Le presentazioni saranno, in ordine di intervento, a cura di Bain & Company per l’energia, McKinsey per la finanza, Fortune Italia per il lavoro, Bcg per l’Healthcare, Porsche Consulting per l’industria. 1. Energia. Rinnovabili, risparmio, sviluppo di nuove fonti e circular economy. “La sostenibilità si è affermata in modo strutturale tra i temi chiave nelle agende dei decision makers aziendali e al centro delle decisioni degli investitori finanziari – spiega Roberto Prioreschi, Managing director di Bain & Company – Ad oggi, oltre 100 trilioni di dollari degli asset in gestione seguono i principi Esg. Ciò si è tradotto in una over-performance per questi asset del 37% rispetto ai benchmark". "Il settore energia è sicuramente tra quelli in cui si può e si deve agire con determinazione secondo linee ben definite e indirizzate a un obiettivo di net zero al 2050 – continua il manager – quali: adozione di energie rinnovabili, risparmio energetico, sviluppo di nuove fonti e circular economy, per citare le principali. Ma oltre a cosa fare, sarà determinante il come farlo. Questo sarà il vero fattore differenziante e di successo, che si tradurrà in un importante vantaggio competitivo per coloro che si posizioneranno per primi". 2. Finanza. Le banche e le assicurazioni tradizionali sono chiamate a innovare, insieme al fintech. “Il futuro della finanza si gioca sul terreno dell’innovazione - Alessio Botta, partner McKinsey & Company - l’ingresso della tecnologia nel mondo finanziario sta cambiando profondamente i bisogni dei consumatori e il paradigma dominante. Le banche e le assicurazioni tradizionali sono chiamate a ripensare il proprio modello di business, aprendosi a collaborazioni con fintech e terze parti in ottica di ecosistema ‘beyond finance’ e investendo concretamente nel digitale e negli analytics”. E in questa lettura ha particolare senso confrontare quello che sta accadendo al mondo della finanza con il mondo della musica, che si è trovato a fronteggiare prima di altri settori l’arrivo di tecnologie disruptive: “Il paragone ci mostra che l’innovazione digitale può rivoluzionare un settore senza distruggerlo, oggi nel settore musicale gli operatori tradizionali continuano infatti a rivestire ruoli rilevanti e a crescere”. 3. Lavoro. La sfida demografica e il welfare. “Il Coronavirus sta cambiando la vita, la convivenza sociale, i bisogni di protezione, le modalità di lavoro e il modello di sviluppo economico. Ma c’è qualcosa che ancora più in profondità ha iniziato a manifestare i suoi effetti, e c’è da scommettere che saranno ancora più duraturi e persistenti: l’evoluzione demografica” dice Fabio Insenga, direttore di Fortune Italia. Per questo diventa fondamentale il welfare, nel giusto mix tra pubblico e privato. Il dossier welfare di Fortune Italia ne ha approfondito i contenuti con interventi istituzionali e con il contributo degli HR manager di grandi aziende: Axa Italia, Cattolica Assicurazioni, Enel, Eni, Generali Italia, Nexi, Ucb. 4. Healthcare. Total Societal Impact: il nuovo indice con paziente e ambiente al centro. “Il ruolo delle aziende nel mondo healthcare si è evoluto. Gli investitori, i pazienti, i dipendenti, i policy maker, i payer e i fornitori di servizi sanitari si aspettano che un'azienda faccia di più che condurre le loro pratiche commerciali e di ricerca in modo etico e sostenibile - commenta Lorenzo Positano, Managing director di Bcg - si aspettano che le aziende abbiano uno purpose e contribuiscano a creare un impatto economico, sociale e ambientale”. Le aziende che non trasformano il modello di business perdono l'opportunità di cogliere il vero valore di ciò che chiamiamo Total societal impact (Tsi). In particolare nel mondo healthcare il Tsi si traduce nel migliorare lo stile di vita del paziente, nel permettere ai pazienti di accedere alle cure migliori nei luoghi dove vivono, nel creare catene del valore responsabili e ad impatto zero per l'ambiente, nell’allineare gli incentivi tra i sostenitori della spesa sanitaria e le aziende del settore e nel sostenere la ricerca ed investire in maniera focalizzata ed etica. 5. Industria. La sostenibilità al centro delle strategie aziendali del futuro. “Si crea oggi l’industria del futuro, fatta di nuove tecnologie, nuovi modi di lavorare e grandi impatti sociali e ambientali: l’industria è motore della sostenibilità. Si delineano chiaramente i pilastri della futura competitività industriale: digitalizzazione, nuovi modelli organizzativi e sostenibilità” dice Josef Nierling, amministratore delegato Porsche Consulting. Durante la pandemia abbiamo sperimentato nuovi modelli organizzativi: la sfida è quella di far diventare smart anche il lavoro delle persone che realizzano i prodotti nella fabbrica del futuro. Diversi settori industriali sono in piena trasformazione. Dal settore automotive, che ha abbracciato appieno la strada dell'elettrificazione, al settore energetico, che si sposta decisamente sulle fonti rinnovabili. La lotta agli sprechi energetici nei processi produttivi e l’adozione di modelli di economia circolare influenzeranno positivamente la produttività delle fabbriche del futuro. “È il momento di trasformare la sostenibilità in un fattore di competitività - conclude il manager - mettendola al centro della strategia aziendale”
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