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LE NOTIZIE DAL GIORNO Friday 15 January 2021 AL GIORNO Friday 22 January 2021 SU: ambiente




TITOLO: Dalle microplastiche alle cozze, il viaggio dei batteri 
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OCCHIELLO: La plastica in mare è colonizzata da numerosi microorganismi, inclusi alcuni batteri tossici che, secondo i risultati di lo studio, entrano così nella catena alimentare 
TESTO: "Il nostro obiettivo era in primo luogo profilare la struttura della comunità batterica in biofilm di particelle di plastica galleggianti in acqua di mare provenienti da quattro aree costiere tunisine, utilizzando tecniche di sequenziamento del Dna dei batteri", spiega Edoardo Puglisi, docente di Microbiologia all’Università Cattolica, che insieme al professor Pier Sandro Cocconcelli, microbiologo della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali, ha condotto questo studio. "Successivamente - continua - le cozze (Mytilus galloprovincialis) sono state messe in contatto con le plastiche galleggianti per consentirci di ampliare le conoscenze sul potenziale ruolo svolto dalle particelle di plastica ambientale nel plasmare le strutture della comunità batterica e nell’indurre possibili effetti tossici sulle cozze". I risultati hanno mostrato chiaramente una grande variabilità nella composizione delle comunità batteriche di plastica galleggiante e acqua di mare provenienti da diverse aree geografiche. “Questi primi risultati ci dicono che le cozze accumulano dentro sé non solo microplastiche, ma anche i batteri da esse trasportati, inclusi ad esempio alcuni patogeni appartenenti al gruppo dei vibrioni. La rilevanza del nostro studio in termini di valutazione del rischio alimentare per l’uomo dovrà essere oggetto di future investigazioni", conclude Puglisi.
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TITOLO: Giornata nazionale contro spreco alimentare, edizione 2021 
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OCCHIELLO: L'appuntamento con l'ottava edizione è fissato per il 5 febbraio. Lo spreco di cibo a livello domestico in Italia vale 4,9 euro a nucleo familiare 
TESTO: Nel conto alla rovescia verso l’ ottava Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, ecco un piccolo viaggio nelle abitudini del 'consumatore errante': lo spreco di cibo a livello domestico in Italia vale 4,9 euro a nucleo familiare, per un totale di ca 6,5 miliardi di euro complessivi e un costo nazionale di circa 10 miliardi di euro includendo gli sprechi di filiera produzione/distribuzione 2020, oltre 3 miliardi 293 milioni (Rapporto Waste Watcher 2020, legato allo spreco percepito). Il dato dello spreco 'reale' era stato calcolato nel 2018 – 2019 misurando lo spreco nelle famiglie italiane con i test scientifici dei “Diari di famiglia” (Progetto Reduce dell’Università di Bologna /Distal con il Ministero dell’Ambiente e la campagna Spreco Zero), registrando 8,70 euro di spreco alimentare settimanale per ogni nucleo familiare, per un costo complessivo di 11.500 miliardi di euro ogni anno. In termini di peso i diari avevano misurato uno spreco di ca 100 grammi al giorno pro capite, per un totale di ben 2 miliardi e 200 milioni di tonnellate di cibo buttato annualmente in Italia. Cibo e salute sono il nuovo binomio strettamente 'attenzionato' dagli italiani: una consapevolezza che diventa quasi plebiscito, perché quasi 7 italiani su 10 (il 66%) ritengono ci sia una connessione precisa fra spreco alimentare, salute dell’ambiente e dell’uomo: è sempre così’ per il 30% degli intervistati, lo è spesso per il 36% e solo talvolta per il 20%. E al momento di acquistare il cibo l’attenzione agli aspetti caratterizzanti della salubrità del cibo e del suo valore per l’impatto sulla salute – così come agli elementi di sicurezza alimentare – incide in maniera determinante per 1 italiano su 3, il 36%. Nelle scuole l’indagine Reduce sulla refezione scolastica aveva calcolato un avanzo medio di 90 grammi nel piatto di ogni studente: eppure 7 italiani su 10 (68%) danno un mandato proprio alla sensibilizzazione scolastica per promuovere l’attenzione e la prevenzione negli sprechi alimentari (dati Waste Watcher).
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TITOLO: Smart Home, da Enea contatori per monitorare consumi idrici  
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OCCHIELLO:  
TESTO: "Da alcuni anni si parla di smart meter, ovvero contatori intelligenti, riferendosi in genere ai contatori dell’energia elettrica e del gas, meno a quelli idrici. L’utilizzo dell’Idro Smart Meter è in effetti facilmente integrabile in una Smart Home, provvedendo così all’automazione della gestione della risorsa idrica per individuare e prevenire consumi nascosti non richiesti e per scongiurare allagamenti improvvisi, soprattutto in assenza dell’utente", spiega Sabrina Romano, ricercatrice Enea del Laboratorio Smart Cities and Communities. Idro Smart Meter - spiega Enea - prevede una componente 'hardware' da installare al posto (o subito a valle) del contatore dell’acqua preesistente e una componente software implementata su una piattaforma cloud, dove risiedono i programmi di calcolo e vengono integrate le informazioni provenienti anche dagli altri contatori presenti nell’abitazione. Il software prevede una fase di apprendimento dei profili dei carichi idrico, elettrico e gas specifici dell’abitazione monitorata. "Il sistema così strutturato è in grado di individuare perdite sia di bassa portata che massive, quest’ultime da imputare ad una rottura improvvisa, al fine di inviare allarmi e, se abilitato, anche di chiudere l’impianto azionando un’elettrovalvola per bloccare l’afflusso dell’acqua nell’abitazione", conclude Romano. Il sistema hardware è anche dotato di Energy Harvesting sufficiente ad assicurare il completo funzionamento del sistema, con l’unico onere della sostituzione della batteria tampone ogni quattro anni circa.
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TITOLO: Smeralda Holding punta sulla sostenibilità 
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OCCHIELLO: Accordo con Sda Bocconi per sviluppare un piano che punta a ridurre l'impatto ambientale, a una gestione strategica di rifiuti, acqua ed energia, e la mobilità sarà tutta elettrica entro il 2026 
TESTO: In particolare, le strutture del gruppo Smeralda Holding, dagli alberghi, ai ristoranti e bar, alla marina e golf club, saranno interessate da un piano studiato da Sda Bocconi che punterà a ridurre ogni tipo di impatto ambientale, attraverso azioni e pratiche relative a una gestione strategica dei rifiuti, dell’acqua, dell’energia e della mobilità che sarà totalmente elettrica entro il 2026. Tale approccio sarà utilizzato anche per quanto concerne gli impianti tecnologici con l’obiettivo di una ulteriore minimizzazione delle emissioni. “Il nostro impegno per l’ambiente è parte di quella responsabilità sociale che Smeralda Holding ha assunto nei confronti del territorio e di chi lo abita fin dai tempi della sua costituzione – dichiara Mario Ferraro, Ceo di Smeralda Holding - In qualità di associato principale abbiamo prontamente raccolto l’invito del Consorzio a condividere questo percorso e a farci promotori dell’iniziativa con l’auspicio che anche tutti gli altri consorziati, sia privati che aziende, sposeranno la nostra iniziativa contribuendo fattivamente al raggiungimento dell’obiettivo comune di valorizzare una destinazione che oggi, anche con il supporto di Sda Boccconi, ha l’opportunità di aggiungere ai più alti standard internazionali nell’accoglienza, che già detiene, anche l’eccellenza nella sostenibilità”. L’obiettivo di Smeralda Holding si inserisce nel più ampio percorso che il Consorzio Costa Smeralda ha già intrapreso sottoscrivendo per primo un contratto con Sda Bocconi con il duplice proposito di sviluppare un proprio piano strategico per una gestione più sostenibile del territorio e dei servizi consortili innescando un circolo virtuoso in cui coinvolgere tutti gli associati del Consorzio guidando l’intero comparto Costa Smeralda verso scelte eco-sostenibili e ridurre le emissioni di CO2 in Costa Smeralda. Il 96% del comprensorio è costituito da aree verdi incontaminate che, insieme all’offerta di servizi del Gruppo che viene incrementata ogni anno, rappresentano il vero fattore distintivo della destinazione turistica. Il Gruppo Smeralda Holding ha avviato già da tempo un percorso dedicato alla sostenibilità con la realizzazione di una serie di iniziative volte alla valorizzazione degli spazi verdi con la creazione di percorsi naturalistici come il Pevero Health Trail. Il gruppo ha inoltre adottato una politica plastic free, bandendo oltre alle cannucce e alle bottiglie di plastica, anche posate, piatti e bicchieri, sostituiti con materiali biodegradabili, e ha messo in atto numerose attività e iniziative rivolte alle comunità locali.
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TITOLO: Clima 2020, caldo record come il 2016  
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OCCHIELLO: Secondo un'analisi della Nasa, è testa a testa per il primato come anno più rovente. "Che un anno sia da record o meno non è poi così importante, le tendenze a lungo termine sono importanti" 
TESTO: Secondo gli scienziati del Goddard Institute for Space Studies (Giss) di New York, la temperatura media globale dell'anno, proseguendo la tendenza al riscaldamento a lungo termine del pianeta, è stata di 1,02 gradi Celsius più calda rispetto alla media del periodo 1951-1980. Il 2020 - spiega la Nasa - ha superato il 2016 di poco, entro il margine di errore dell'analisi, classificando i due anni effettivamente a pari merito per l'anno più caldo mai registrato. "Gli ultimi sette anni sono stati i sette anni più caldi mai registrati, caratterizzando la tendenza drammatica al riscaldamento in atto - ha affermato il direttore del Giss Gavin Schmidt - Che un anno sia da record o meno non è poi così importante, le cose importanti sono le tendenze a lungo termine. Con queste tendenze e con l'aumentare dell'impatto umano sul clima, dobbiamo aspettarci che i record continueranno a essere battuti". Un'analisi separata e indipendente della National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) ha concluso che il 2020 è stato il secondo anno più caldo, dopo il 2016. Gli scienziati della Noaa utilizzano gran parte degli stessi dati grezzi sulla temperatura nella loro analisi ma hanno periodo di riferimento e metodologia (1901-2000) diversi.
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TITOLO: Torna il Salone della Csr, un viaggio nella sostenibilità in 15 tappe 
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OCCHIELLO: Si parte il 21 gennaio da Torino per approdare il 12 e 13 ottobre in Università Bocconi a Milano per l’incontro a livello nazionale 
TESTO: “È in corso una vera e propria metamorfosi – rileva Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone - Molte imprese stanno studiando beni e servizi più sostenibili con la consapevolezza che siamo tutti responsabili nei confronti del pianeta, e molte persone stanno cambiando i loro comportamenti perché la vulnerabilità degli ecosistemi è ormai evidente. L’emergenza sanitaria ha ricordato che siamo tutti interconnessi e ha portato un ripensamento profondo anche delle modalità di vita delle persone e delle organizzazioni”. Dopo il successo dell’edizione 2020, che ha coinvolto oltre 200 organizzazioni e più di 12mila partecipanti ai suoi appuntamenti online, 'Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale' continua a dare quel contributo alla diffusione delle buone pratiche e al dibattito sulla sostenibilità che ne hanno fatto un importante punto di riferimento in Italia sullo sviluppo sostenibile. E torna per il nono anno a percorrere il Paese con il Giro d’Italia della Csr: 15 tappe in streaming da tutta la penisola, fra gennaio e giugno, per approdare il 12 e 13 ottobre in Università Bocconi a Milano per l’incontro a livello nazionale. "Il Giro d’Italia della Csr, che parte il 21 gennaio da Torino, vuole stimolare il confronto tra gli attori del territorio e promuovere, quando possibile, iniziative che vedono protagonisti soggetti diversi. In un momento difficile come quello che stiamo attraversando lavorare insieme diventa molto importante: solo quando esistono relazioni positive e il principio di sussidiarietà è reale, imprese, enti locali e organizzazioni del Terzo Settore riescono ad ottenere risultati utili per la comunità” spiega Sobrero. Sul fronte delle imprese alcuni segnali sono evidenti: si cerca di produrre con meno risorse, di usare energie rinnovabili, di studiare prodotti con materiali biodegradabili, riciclabili, in grado di durare nel tempo. Viene considerato con attenzione anche tutto ciò che c’è intorno al prodotto: il processo produttivo, l’impatto della logistica, la gestione della catena di fornitura. E le imprese più innovative hanno integrato valori sociali e ambientali nei loro piani strategici non per adeguarsi a leggi e regolamenti ma per dare risposte a un mercato in rapida evoluzione. Anche nei comportamenti delle persone la trasformazione è evidente: condivisione (privilegiare l’uso rispetto al possesso) e sobrietà (ridurre gli sprechi senza rinunciare alla qualità della vita) sono tra le parole chiave del cambiamento in atto. Ma anche la parola flessibilità è ormai entrata nel vocabolario di tutti e ha reso necessario modificare la vita quotidiana. Nel titolo dell’edizione 2021 del Salone, 'Rinascere sostenibili', è implicita la parola 'insieme': le sfide di oggi sono troppo difficili per essere affrontate da soli. Portare avanti il cambiamento rende necessario mettersi insieme: anche per questo crescono le partnership, si sviluppano reti di organizzazioni ibride, migliora la capacità di fare networking. Parallelamente al tour della sostenibilità in Italia, continua l'attività online del Salone Extra, iniziata nel 2020. Da gennaio a novembre, presentazioni di libri, incontri di networking e tavole rotonde aperte a tutti in streaming sul sito del Salone. Una serie di eventi per esplorare ulteriormente gli argomenti affrontati nelle tappe del Giro d'Italia della CSR e approfondire le diverse tematiche legate alla sostenibilità. Grazie alla collaborazione con Bureau Veritas Italia, anche nel 2020 il Salone ha ottenuto la certificazione Iso 20121, norma internazionale che definisce i requisiti di gestione della sostenibilità degli eventi. Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale è promosso da Università Bocconi, Csr Manager Network, Global Compact Network Italia, Asvis – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Fondazione Sodalitas, Unioncamere, Koinètica.
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TITOLO: Linci, lupi, orsi: i grandi carnivori riconquistano territorio 
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OCCHIELLO: Lo studio: dopo aver rischiato l'estinzione stanno ricolonizzando gran parte della loro storica area di distribuzione in Europa 
TESTO: Questi fattori sembravano aver influenzato il ritorno dei grandi carnivori in Europa negli ultimi 24 anni, ma fino a oggi l’effettivo ruolo svolto era stato poco chiaro. I risultati del lavoro, pubblicati sulla rivista Diversity and Distributions, indicano che tra il 1992 e il 2015 la combinazione di questi elementi abbia contribuito all’aumento della presenza di queste tre specie nell'Europa orientale, nei Balcani, nella penisola iberica nord-occidentale e nella Scandinavia settentrionale, mentre tendenze contrastanti sono emerse per l'Europa occidentale e meridionale. “È molto probabile che la coesistenza dei grandi carnivori con gli esseri umani in Europa non sia legata solo alla disponibilità di un habitat idoneo, ma anche a fattori come la tolleranza da parte dell’uomo e le politiche per diminuire la caccia di queste specie – spiega Marta Cimatti della Sapienza, prima autrice del lavoro − e questo permette di avere nuove opportunità per riconciliare la conservazione e la gestione di queste specie con lo sviluppo socioeconomico nelle aree rurali”. Per Luca Santini, ricercatore della Sapienza e del Cnr e senior author dello studio, “sfruttare i cambiamenti socioeconomici e paesaggistici per creare nuove opportunità di recupero per le specie sarà una sfida per l’Europa, cui si dovranno affiancare una corretta educazione ambientale, norme legislative e una gestione mirata a mitigare i conflitti fra uomo e fauna selvatica nelle aree recentemente ricolonizzate dai questi grandi carnivori”. L’associazione tra il diverso uso del suolo, l’abbandono delle aree rurali, l’aumento delle aree protette e l’espansione dei grandi carnivori in Europa, spiega Luigi Boitani della Sapienza, coautore e presidente della Large Carnivore Initiative for Europe, "sarà importante anche nei prossimi decenni e suggerisce che la ricolonizzazione di vaste aree europee continuerà e che dunque saranno necessari maggiori sforzi per far coesistere l’uomo e questi grandi carnivori”.
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TITOLO: Ondate di calore e mortalità, pesano contesto urbano e sociale 
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OCCHIELLO: Lo studio di Fondazione Cmcc, in collaborazione con l’Università Ca' Foscari Venezia, ha analizzato la letteratura scientifica esistente sul tema per identificare quali siano i fattori fondamentali nella relazione tra calore e salute in ambiente urbano 
TESTO: In particolare, l’articolo 'The heat-health nexus in the urban context: A systematic literature review exploring the socio-economic vulnerabilities and built environment characteristics', pubblicato sulla rivista Urban Climate, ha analizzato la letteratura scientifica esistente sul tema per identificare quali siano i fattori fondamentali nella relazione tra calore e salute in un contesto di ambiente urbano costruito. L’analisi ha selezionato quaranta articoli dalla vasta letteratura sul tema, estratti da due note banche dati della letteratura scientifica (Scopus e PubMed). "È stato centrale nella nostra ricerca considerare ambiti interdisciplinari che poco frequentemente convivono insieme all’interno di queste tipologie di analisi - spiega Marta Ellena, ricercatrice Cmcc e prima autrice dello studio - Esistono in letteratura molti studi che indagano le caratteristiche in grado di influenzare la vulnerabilità degli individui allo stress da calore: dalle condizioni di salute fisica e mentale alle caratteristiche demografiche, fino allo status economico e sociale. In questa analisi abbiamo incluso tra queste anche le caratteristiche dell’ambiente costruito, perché la causalità temperatura-mortalità non si manifesta in un vuoto territoriale, bensì in uno specifico tessuto urbano e nell’interazione di processi naturali, fisici e socioeconomici". Attraverso il concetto di 'enhanced exposure' (esposizione rinforzata), lo studio rileva come diversi aspetti dell'ambiente fisico possano aggravare (o mitigare) gli impatti dei cambiamenti climatici in aree cittadine diverse, anche all’interno della medesima città. "L’esposizione della popolazione è sicuramente legata all’esposizione fisica del quartiere al calore: lo spazio costruito all’interno dell’area urbana incamera energia solare durante la giornata e la rilascia nel corso della notte, facendo sì che le aree cittadine si riscaldino e restino calde molto più delle aree verdi circostanti anche durante la notte, e lo facciano in misura più o meno grave in base alla loro forma e progettazione", afferma Margaretha Breil, urbanista e ricercatrice al Cmcc. "Ma non possiamo tenere conto solo dell’esposizione fisica: accanto a questo fenomeno, noto come 'isola di calore', ci sono altre condizioni che possono rendere un contesto più difficile da vivere, e persino più mortale", aggiunge. Come emerge dallo studio, sono le situazioni di svantaggio sociale ad aggravare maggiormente l’esposizione al rischio di calore. Ricerche citate nel lavoro rilevano come la mortalità associata alle ondate di calore sia risultata più elevata laddove ci siano alti livelli di criminalità e bassa coesione sociale. È invece risultata minore per le comunità caratterizzate da legami familiari estesi che permettano una cura reciproca anziché forzare all’isolamento. "La qualità della vita in città non è determinata solo dalla forma dello spazio urbano, ma anche dalla sua accessibilità. Con l’accessibilità ad uno spazio verde, la vita migliora. E questo vale sia durante una pandemia, come stiamo constatando tutti in questo periodo, sia durante un’ondata di calore - spiega Breil - Se però l’area verde è territorio di criminalità, o impattata da un eccessivo traffico, è come se non esistesse: chi ha paura di uscire o non trova gusto nell’uscire resta a casa, e lì, i più vulnerabili, di caldo possono anche morire". Come evidenziano gli autori, la comprensione di questi aspetti e la loro aggregazione in indici di vulnerabilità al calore può essere cruciale per identificare e implementare misure che riguardino l’infrastruttura fisica delle città attraverso una pianificazione ad hoc degli spazi e per intraprendere decisioni di governance urbana.
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TITOLO: Nanotecnologie green per depurare le acque 
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OCCHIELLO: Il progetto "Nanobond" è finanziato da Regione Toscana e coordinato da Ilaria Corsi dell’Università di Siena, utilizza nanomateriali ottenuti da scarti o rifiuti agricoli e che non costituiscono un pericolo per gli ecosistemi naturali 
TESTO: Il progetto associa alle membrane geotessili drenanti, già ampiamente utilizzate per la rimozione della fase acquosa da dragaggi soggetti a bonifica, l’utilizzo di nanotecnologie sostenibili ed ecocompatibili che agiscono rimuovendo inquinanti nocivi dalle acque e dai sedimenti. Quest’ultima pratica, conosciuta anche con il nome di nanoremediation, avviene attraverso l’utilizzo di materiali nanostrutturati chiamati nanospugne e appositamente creati nell’ambito della ricerca del progetto attraverso il concetto dell’eco-design, ovvero la verifica dal punto di vista ecotossicologico della loro sicurezza per applicazioni ambientali come la bonifica dei dragaggi. Come funziona. Le operazioni del dragaggio idraulico avvengono quindi sia con un filtraggio meccanico, tramite i geotessili, sia con l'utilizzo associato delle nanospugne che permettono la decontaminazione delle acque in uscita e anche dei sedimenti raccolti e stoccati dai geotessili. Materiali che saranno poi caratterizzati ai fini del loro smaltimento o possibile riutilizzo a seconda dei valori analitici. I nanomateriali garantiscono così un idoneo trattamento delle acque senza necessità di un impianto di depurazione, comportando un notevole risparmio soprattutto su bacini d’acqua molto grandi: canali di bonifica o aree portuali, come ad esempio quella del porto di Livorno o della darsena dei Navicelli a Pisa dove il progetto è stato testato. “Il progetto Nanobond – spiega Ilaria Corsi - ha aggiunto un tassello in più in quanto i nanomateriali che abbiamo utilizzato per creare le nanospugne provengono dal settore del recupero degli scarti. Per questo tra i partner c’è anche Bartoli, un’azienda cartaria. Le nanospugne sono prodotte da cellulosa di carta da macero o da prodotti di scarto organico, i tuberi, da cui abbiamo ricavato l’amido”. La missione di Nanobond è sia quella di elaborare una strategia di bonifica delle acque inquinate, sia di farlo utilizzando dei nanomateriali che non siano nocivi per l’ambiente. “Nanomateriali che siano ecocompatibili – aggiunge la professoressa Corsi - Nanobond ha inoltre contribuito a colmare un vuoto legislativo nazionale ed europeo. Prima di questo progetto, proprio perché non si conoscevano gli effetti sull’ecosistema dei nanomateriali impiegati per le bonifiche, l’Unione europea non poteva coprire queste pratiche con una legislazione che le legittimasse". "La ricerca sulla tecnologia di nanoremediation di Nanobond ha permesso quindi di sviluppare anche un documento di raccomandazioni che contiene le linee guida per l’utilizzo dei nanomateriali ecocompatibili per la bonifica di siti contaminati. In un certo senso abbiamo anticipato i pilastri del Green Deal europeo: zero pollution ed economia circolare”. Il progetto Nanobond ha avuto poi una evoluzione attraverso un altro progetto di ricerca Interreg, portato avanti con partner di altri Paesi europei e quindi la ricerca è diventata una best practice. “Abbiamo deciso di non richiedere il brevetto – conclude la professoressa Corsi – in quanto si tratta di un progetto finanziato con fondi pubblici e deve essere quindi alla portata di tutti ai fini di avere delle nanotecnologie efficaci e sicure per il settore delle bonifiche ambientali”. Al progetto, di cui è capofila l'azienda Acque industriali srl, hanno partecipato come partner, Bartoli spa azienda cartaria, Biochemie Lab srl, Ergo srl, Labromare srl, il consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali con le Università di Siena, Pisa, Torino e il Politecnico di Milano, oltre all’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale (Ispra) e l’Agenzia per lo Sviluppo Empolese Valdelsa (Asev).
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TITOLO: McDonald's, negli ultimi 2 anni 988 t di plastica risparmiate  
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OCCHIELLO: E più di 4.700 t di carta vergine; entro il 2021, 200 nuovi punti di ricarica per mobilità elettrica. I risultati nell'analisi 'Condividere Valore' 
TESTO: "La sostenibilità è per noi un valore imprescindibile, che da diversi anni guida e plasma la nostra strategia e le nostre attività - dichiara Mario Federico, amministratore delegato di McDonald’s Italia - Mi piace pensare alla ristorazione come alla parte finale di una filiera lunga, che include anche il consumatore e il momento del consumo. Per questo il nostro percorso di sostenibilità può dirsi 'dal campo al vassoio', e anzi va anche oltre, dato che riguarda anche la raccolta, la differenziazione e lo smaltimento dei rifiuti all’interno dei ristoranti. Ecco perché il nostro impegno riguarda la sostenibilità degli allevamenti, della produzione agroalimentare, della logistica e della rete dei ristoranti, ma anche la sostenibilità del momento di consumo, inteso come packaging e smaltimento". Per quanto riguarda il packaging, il percorso di eliminazione della plastica monouso e della sua sostituzione con materiali più sostenibili, ha portato, dal 2018 a oggi, a 988 tonnellate di plastica che McDonald’s ha fatto risparmiare al Paese. Questo processo vede ad ora coinvolte le posate, i pack del McFlurry e delle insalate, nonché i tappi dei bicchieri e le cannucce per le bibite: solo parlando di queste ultime, oggi in carta e distribuite solo su richiesta, l’azienda ha risparmiato 105 tonnellate di plastica in Italia. Il minor utilizzo di plastica ha portato a un maggiore impiego di carta e mater-BI per gli imballaggi dei prodotti. A oggi, il 100% del packaging in carta utilizzato in Italia è certificato, rinnovabile o riciclato; un dato significativo in vista dell’obiettivo globale che prevede, per il 2025, il riciclo di tutti gli imballaggi. Incrementando l’uso di carta riciclata, inoltre, tra il 2017 e il 2019, l’azienda ha risparmiato più di 4.700 tonnellate di carta vergine. Anche il più recente dei progetti McDonald’s si muove in questa direzione. In collaborazione con Enel X, l’azienda si impegna a installare, entro l’anno, una rete di 200 punti di ricarica per auto elettriche presso 100 ristoranti. Un progetto ambizioso che porterà a un risparmio netto di oltre 1.800 tonnellate annue di CO2 emesse, equivalenti alla CO2 assorbita da più di 100mila alberi in un anno. Sul fronte dell’economia circolare, si prevede la collocazione in tutti i ristoranti di contenitori per la raccolta differenziata, nel rispetto delle normative nazionali e dei diversi regolamenti comunali. In questo modo sarà possibile, con la collaborazione dei clienti, arrivare al 100% della differenziazione dei rifiuti anche in sala, pratica che in cucina, grazie al personale, avviene già. La trasformazione prevede un ruolo attivo e di partnership anche con le aziende multiutility locali: il progetto pilota partito a Ferrara in collaborazione con Hera ha portato al riciclo del 92% dei rifiuti. Quanto alla filiera, nel 2018, McDonald’s ha firmato con Coldiretti, Associazione Italiana Allevatori (Aia) e Inalca un accordo di filiera per la sostenibilità della carne bovina, che prevede la certificazione degli allevamenti secondo criteri di benessere animale, ambientale e socio-economico. Alla fine del 2020 erano quasi 900 gli allevamenti certificati; l’obiettivo è di arrivare a 4.000. Un’iniziativa che coinvolge l’intera filiera, dagli allevatori alla trasformazione, fino alla distribuzione del prodotto finito nei ristoranti.
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TITOLO: Agricoltori green del futuro, si formano online  
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OCCHIELLO: Il portale "Cia per il suolo", 14 lezioni per chi vuole diventare 'custode della terra'. Obiettivo, promuovere le linee guida volontarie della Fao 
TESTO: Si tratta di uno spazio virtuale grazie al quale gli agricoltori avranno la possibilità di toccare con mano le Linee guida volontarie della Fao sulla gestione sostenibile del suolo e adottarle formalmente, integrando le informazioni acquisite relative alle diverse tecniche agronomiche sostenibili nella gestione quotidiana dei propri terreni agricoli. E’ sufficiente accedere al portale www. ciaperilsuolo. it dove è presente un percorso di formazione completo che si articola in 14 video-schede, suddivise per tematiche e composte da introduzione, suggerimenti pratici e riferimenti normativi riguardanti le Linee Guida Volontarie elaborate dalla Fao. Un’ultima scheda video illustra invece le politiche e le opportunità offerte dalla Pac per la sostenibilità. Altro materiale informativo verrà aggiunto periodicamente nel corso dell’anno rendendo la piattaforma sempre più ricca di nozioni per una gestione maggiormente sostenibile dei suoli agricoli. Il portale Cia per il suolo è attivo da poche settimane e sta già riscuotendo un notevole riscontro sia dal mondo degli operatori agricoli sia da semplici cittadini intenzionati ad approfondire quello che è il focus del progetto Soil4Life, coordinato da Legambiente: fermare il consumo, il degrado e l’erosione del suolo, una risorsa vitale per il pianeta ma che troppo spesso viene trattata con scarsa sensibilità. Basti pensare che il suolo custodisce un quarto della biodiversità di tutto il pianeta ma purtroppo questa fonte di vita ogni giorno cade sotto i colpi di desertificazione, incendi, metodi di coltivazioni eccessivamente intensivi e inquinamento. Il portale Cia per il suolo verrà aggiornato periodicamente e le informazioni viaggeranno anche attraverso una newsletter con cadenza mensile, il primo numero è già stato ricevuto da 2000 agricoltori. L’emergenza sanitaria ha trasformato il percorso di formazione per gli agricoltori, previsto dal progetto cofinanziato dal programma Life della Commissione europea, in una formazione a distanza attraverso il web. Cia - Agricoltori italiani, partner del progetto, ha colto l’occasione per estendere le lezioni di sostenibilità anche a chi non fa parte di una azienda agro-zootecnica per raggiungere un pubblico più ampio. In pochi click è possibile iscriversi ed accedere alle video-lezioni. Dopo aver concluso il percorso di formazione e dopo aver compilato il test di valutazione, è possibile, per gli agricoltori, richiedere il certificato di frequenza e di adesione all’impegno promosso da Cia con Soil4Life, ovvero formalizzare l’adozione dei principi, delle soluzioni e delle tecniche agronomiche sostenibili, previste dalla Global Soil Partnership – Fao e diventare in questo modo 'custodi della terra'.
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TITOLO: Il Covid accelera il business green, 5 eco trends del 2021  
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TESTO: Adesso che possiamo aspettarci che quest'anno sia più stabile e, si spera, che torneremo di nuovo alla normalità, dovremo ancora mantenere la flessibilità che la pandemia ci ha insegnato. La nostra vita lavorativa è diventata molto più adattabile alle mutevoli esigenze che si verificano. Molti imprenditori hanno dovuto chiedersi se uffici di grandi dimensioni e più costosi sono davvero una necessità con la crescita del lavoro a distanza. In Sprout World, spiega il ceo, "stiamo esaminando la possibilità di lasciare il nostro ufficio centrale, che è molto grande e spesso mezzo vuoto, per affittare uffici di co-working al momento in cui ne abbiamo bisogno. In questo modo, noi, e molte altre aziende in tutto il mondo, risparmieremo Co2 non spostandoci quotidianamente. Conosco anche molte aziende che stanno optando per una 'politica della scrivania pulita' nei loro uffici, il che rende la regola di meno spazio e maggiore flessibilità la norma. Ridurre il pendolarismo casa-luogo di lavoro è un importante miglioramento per il pianeta".
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TITOLO: Centro Tartarughe Marine Wwf di Molfetta, 1.000 esemplari rilasciati in 26 mesi 
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OCCHIELLO:  
TESTO: I satellitari - spiega il Wwf - sono stati realizzati nell’ambito un progetto Life, da un pool di ricercatori dell’Università slovena di Primorska. In sintesi, quando la tartaruga emerge per respirare, l’apparecchio, collocato sul carapace, trasmette la posizione Gps attraverso tecnologia Gsm. In un secondo momento, i punti di emersione vengono collegati fra loro, permettendo così ai ricercatori di ricostruire il percorso della tartaruga. Il Centro di Molfetta collabora da oltre 15 anni con le marinerie di Bisceglie, Trani Molfetta, nonché con il Dipartimento di Medicina Veterinaria di Bari, con l’Università La Sapienza di Roma e con l'Università di Pisa, per la salvaguardia e il recupero delle tartarughe marine.
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TITOLO: Deliveroo, 88% degli ordini senza posate usa e getta  
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OCCHIELLO: Con un aumento del 5% rispetto al 2019 
TESTO: L'opzione 'no posate, introdotta nel 2017, dà la possibilità ai clienti di non richiedere, al momento dell’ordine, forchette, cucchiai e coltelli usa e getta. "L’impegno per l’ambiente è parte del Dna di Deliveroo - ha detto Matteo Sarzana, General Manager di Deliveroo Italia - Vogliamo farlo insieme ai nostri consumatori e ai ristoranti partner, che sono direttamente coinvolti nelle attività sviluppate a favore della sostenibilità. Oltre a dare la possibilità ai nostri clienti di non ricevere le posate in plastica, consumatori e ristoratori sono stati protagonisti delle campagne sul riciclo e la riduzione dei rifiuti promosse nei mesi scorsi a Milano, in collaborazione con Amsa, e a Brescia con Aprica. E’ un impegno che vogliamo portare avanti anche nel 2021, per fare di Deliveroo una presenza sempre più positiva per le comunità e nei territori nei quali operiamo". Ma quali sono state le città più sensibili al tema? Confrontando gli ordini effettuati senza ricevere le posate usa e getta rispetto al volume totale degli ordini, è la 'provincia' italiana a distinguersi nella Top10 delle realtà più green del 2020. Tra queste troviamo infatti centri di piccole e medie dimensioni come Bassano del Grappa e San Donà di Piave in Veneto, Casalpusterlengo in Lombardia, Guidonia nel Lazio, Piombino e Cecina in Toscana, Città di Castello in Umbria, Chieri in Piemonte, Enna in Sicilia e Gioia Tauro in Calabria.
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TITOLO: Prende forma Tecla, habitat ecosostenibile stampato in 3D  
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OCCHIELLO: Ingegnerizzato da Wasp e progettato da Mc A - Mario Cucinella Architects. L’allestimento finale e la presentazione al pubblico sono previsti per la primavera 2021 
TESTO: Progettata da Mc A - Mario Cucinella Architects, Tecla (che prende il nome da Technology and Clay) è stata realizzata a Massa Lombarda (RA) con Crane Wasp, l’ultima stampante 3D di Wasp per il settore costruttivo, e rappresenta una vera e propria sfida per la stampa 3D, perché massimizza le prestazioni di un materiale tra i più antichi e al contempo tra i più stimolanti per il futuro della green economy: la terra cruda. La soluzione a doppia cupola ha permesso di ricoprire al contempo i ruoli di struttura, copertura e rivestimento esterno. "Dalla terra informe alla terra in formato casa. Oggi abbiamo il sapere per costruire senza impatto con un semplice click - dichiara Massimo Moretti, Wasp Founder - La tecnologia è ora al servizio dell’uomo e la casa come diritto di nascita è una realtà". "Il completamento della struttura è un importante traguardo e dimostra come, grazie alla progettazione ed alle tecnologie impiegate, Tecla non sia più solo un’idea teorica ma possa costituire una risposta, reale e realizzabile, ai bisogni dell’abitare di oggi e del futuro, che può essere declinata in diversi contesti e latitudini", sottolinea Mario Cucinella, Founder di Mario Cucinella Architects e Sos - School of Sustainability. Ispirandosi alla vespa vasaia, dal 2012, Wasp (World’s Advanced Saving Project) sviluppa processi di costruzione basati sui principi dell’economia circolare e della fabbricazione digitale.
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TITOLO: Alessandra Prampolini nuova direttrice generale Wwf Italia  
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OCCHIELLO: Vertice rosa per l'associazione ambientalista. Prampolini, 'Siamo a un bivio, non c'è più tempo per rinvii' 
TESTO: Già vicedirettrice generale, 39 anni, con una formazione in Economia dello Sviluppo, dopo un primo periodo in Wwf dove si è occupata di cooperazione e ambiente, oltre che della riduzione degli impatti delle grandi catene a livello globale, Prampolini lascia l’associazione per altre esperienze professionali e torna in Wwf nel 2018 per supervisionare le linee di lavoro dedicate all’implementazione all’Agenda 2030 e per coordinare la partecipazione delle aziende a livello globale al New Deal for Nature and People per il Wwf Internazionale. "Siamo ad un bivio fondamentale in cui istituzioni, aziende e singoli cittadini sono chiamati a fare scelte determinanti: da queste scelte dipenderà il nostro benessere, la nostra salute, la nostra sicurezza - dichiara Alessandra Prampolini - Le nostre scelte energetiche, la sostenibilità delle nostre produzioni, la responsabilità delle aziende e dei consumatori sono gli elementi su cui si costruisce il domani da cui dipende se il nostro pianeta sarà una casa solida, sicura e confortevole o un edificio pericolante e insicuro. Non c’è più tempo per rinvii, dilazioni, incertezze: questo è il tempo della determinazione per fermare la curva del declino della biodiversità che ci racconta di una Terra sempre più povera di vita. Il Wwf vuole essere protagonista nella costruzione di un mondo nuovo in cui responsabilità e sostenibilità sono regole e non eccezioni della politica, dell’economia e della nostra quotidianità", conclude. Per la presidente Donatella Bianchi "la nomina di Alessandra conferma la vocazione internazionale del Wwf, che anche in Italia sta investendo sul rinnovamento generazionale e sulla parità di genere, requisiti indispensabili per affrontare con determinazione le grandi sfide che ci aspettano - continua Bianchi - Dalla crisi della biodiversità ai cambiamenti climatici, dal corretto uso delle risorse europee dei fondi green, siamo di fronte ad emergenze che non possono essere rinviate e che necessitano di energia, passione e grandi competenze, ma soprattutto di una visione globale, innovativa: le nuove generazioni sono indispensabili per costruire una società più sostenibile, equa e sicura. Sono molto soddisfatta che la scelta del Consiglio abbia valorizzato le competenze e la determinazione di una donna: è sempre più evidente come un futuro più sostenibile e amico della natura non possa prescindere da un crescente protagonismo delle donne come dimostra, ad esempio, il cambio di passo imposto all’Europa dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen con l’European Green Deal prima e con i tratti caratterizzanti del programma Next Generation Eu, dopo".
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TITOLO: Clima, Costa: "Rientro Usa in Accordi Parigi ottima notizia" 
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OCCHIELLO: "Il rientro degli Usa negli Accordi di Parigi, annunciato dal presidente Biden nel giorno del suo insediamento alla Casa Bianca, è un’ottima notizia, che ci riempie di gioia e speranza così come la volontà del neopresidente di convocare un summit sul clima con i leader delle maggiori economie durante i suoi primi 100 giorni" 
TESTO: "Porre la questione climatica al centro dell’azione politica è un passo fondamentale per il contrasto ai cambiamenti climatici - aggiunge - e per la costruzione di un modello di sviluppo diverso, capace di coniugare crescita economica e sostenibilità". "Tutti i Paesi del mondo devono essere uniti contro la crisi climatica, e poter avere nuovamente accanto in questo percorso un alleato fondamentale come gli Stati Uniti fa ben sperare che riusciremo a mantenere gli impegni presi, a vincere la sfida di lasciare in eredità ai nostri figli un pianeta migliore e una società più giusta", conclude.
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TITOLO: Abbado, a Legambiente gestione ambientale dei terreni sardi  
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OCCHIELLO: Accordo tra la famiglia e l'associazione nel segno della continuità della passione del Maestro per la natura. Il parco voluto da Claudio Abbado diventerà un laboratorio ambientale a cielo aperto. Francesca Abbado: "Segno tangibile dell'eredità di Claudio" 
TESTO: "Claudio ha dedicato tutta la sua vita alla musica e alle piante, e questo terreno, sottratto all'abbandono e che avrebbe dovuto ospitare un albergo, è il segno tangibile della sua eredità - dichiara Francesca Abbado, nipote di Claudio, presentando oggi l'accordo - Claudio decise di tutelare e proteggere questo luogo per quello che è, un'oasi naturale. Ora, grazie a Legambiente, questo terreno diventerà un luogo di incontro per volontari, studenti e attivisti, di ricerca e di educazione ambientale". "Claudio - conclude - ha dimostrato che investire nella natura e riconoscerla come soggetto per le funzioni che svolge è il primo passo per dettare le basi per una nuova società". Un meraviglioso giardino mediterraneo salvato da incuria e speculazione A ripercorrere la storia di questo straordinario giardino mediterraneo voluto da Claudio Abbado, la sorella del Maestro, Alessandra Abbado. "Claudio - racconta - comprò negli anni '60 questa casa sul mare tra Le Bombarde e Lazzaretto, in un terreno in cui c'era solo erba secca e che negli anni trasformò in un giardino rigoglioso, salvandolo dalla speculazione edilizia. Ci vollero oltre 6 mesi per ripulire questi terreni: portò via un furgone di siringhe, lavatrici, elettrodomestici. .. E piantò 8mila alberi, tutto all'insegna della macchia mediterranea ma anche con qualche esperimento esotico". Per Raimondo Tilloca, presidente del Parco regionale di Porto Conte, quello della famiglia Abbado è "un atto di mecenatismo. Il Maestro aveva già pensato, all'inizio degli anni 90, di rendere quest'area un'oasi. Area che era letteralmente una discarica. Ci furono malumori quando venne recintato tutto, ma Abbado fece bene e sottrasse questo bene per preservarlo e oggi lo restituisce, dopo anni di cure, fatte con grande attenzione". Il terreno diventerà un laboratorio naturalistico a cielo aperto Un terreno che Abbado volle, da statuto, diventasse 'terreno agricolo'; un tratto costiero, oggi tutelato, che rappresenta "un importante corridoio ecologico floro-faunistico", spiega Roberto Barbieri, presidente del circolo Legambiente di Alghero, che aggiunge: "Stiamo definendo con la famiglia, all'interno di un comitato, le attività, la scala di priorità e la coerenza delle azioni da intraprendere con tutte le tutele e la visione culturale di Claudio Abbado". L'accordo presentato oggi, sottolinea Barbieri, "non nasce ora ma che affonda le proprie radici nella precisa scelta culturale di Claudio Abbado che non solo ha salvato questo terreno dalla speculazione edilizia, ma di questo luogo ha conservato l'integrità naturalistica e conferendogli dignità ecologica. Un luogo che può diventare un laboratorio a cielo aperto, in cui diffondere insegnamenti di cultura ambientale". Ciafani: "Un onore, questo bene è dovuto all'azione di resistenza attiva del Maestro" La famiglia Abbado, sottolinea Michele Meloni, presidente del circolo Legambiente di Sassari, "non solo ha voluto questo accordo ma si fa parte integrante del progetto che sarà una grande sfida". Una sfida che vede coinvolto anche il Comune perché, come dice il sindaco di Alghero, Mario Conoci, "consente di inserire un tassello fondamentale del nostro territorio all'interno di un ambito importante. Alghero ha puntato molto sulla tutela ambientale, abbiamo un parco di 5.300 ettari, un'Amp. .. Un valore che vogliamo tutelare". Per Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, "per noi è un onore iniziare questa avventura con la famiglia Abbado perché mettiamo in campo un nuovo progetto. La famiglia ha creduto in questo lavoro comune, un lavoro di squadra per definire le attività che metteremo in campo e l'esecuzione di quello che abbiamo pensato e progettato con la famiglia Abbado". "Questo - aggiunge Ciafani - è un luogo straordinario non solo per la qualità naturalistica e paesaggistica, ma è anche teatro di un'azione di resistenza attiva, quella che fece Claudio Abbado acquistando quel terreno e restituendo a quel luogo naturalità, flora e fauna che hanno così superato l'abbandono, l'incuria e le mire speculative. A questa azione di resistenza attiva noi aggiungeremo passione, competenze, relazioni e volontari con tante attività per la comunità".
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