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LE NOTIZIE DAL GIORNO Saturday 22 January 2022 AL GIORNO Saturday 29 January 2022 SU: animali




TITOLO: Oltre mille visoni morti in un allevamento in Abruzzo per intossicazione alimentare
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OCCHIELLO: Gli animali sono morti a fine agosto ma la notizia è stata diffusa solo adesso dopo un’investigazione della Lav. Sono circa 6mila gli animali ancora presenti negli allevamenti dopo lo stop definitivo deciso a dicembre. Che fine faranno?
TESTO: La morte dei visoni risale a fine agosto ma la notizia è stata diffusa solo adesso anche grazie a un’investigazione sotto copertura della Lav. Le immagini (qui il video integrale) mostrano i corpi dei visoni accatastati in cassette di plastica (della frutta) all’interno della cella frigorifera dell’allevamento proprio vicino alla carne di pollo destinata all‘alimentazione degli altri visoni (circa 30) che sono sopravvissuti all’intossicazione. Sulla base degli accertamenti condotti dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Abruzzo-Molise (laboratori di Isernia e Teramo) è infatti confermato che la causa principale della morte improvvisa - e dolorosa - di 1.035 visoni sia dovuta proprio ad un’intossicazione alimentare, a causa della somministrazione di carne evidentemente deteriorata o infettata.
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TITOLO: Covid, criceti contagiati a Hong Kong. Duemila saranno abbattuti
DATA:
OCCHIELLO: La decisione delle autorità dopo la scoperta di alcuni casi positivi tra persone che hanno lavorato in negozi di animali della città. Sospetti su partite di roditori importati dall’Olanda
TESTO: Sono circa 2mila i criceti che le autorità di Hong Kong hanno deciso di abbattere dopo che undici di loro sono risultati positivi al coronavirus in un negozio di animali. Tra quelli che verranno eliminati ci sono i criceti acquistati dal 22 dicembre e che le autorità hanno raccomandato di «non baciare o abbandonare per strada». I proprietari dovranno effettuare un test per verificare un’eventuale positività al virus. Gli esperti della sanità ritengono infatti che «non si può escludere una trasmissione del coronavirus da animale a uomo» e viceversa.
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TITOLO: È morto il gorilla più vecchio del mondo: addio a Ozzie
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OCCHIELLO: L'esemplare, allo zoo di Atlanta dal 1988, aveva 61 anni. Il presidente della struttura: «Abbiamo perso una leggenda». Il 13 gennaio era stata soppressa Choomba, per 15 anni sua compagna di habitat
TESTO: Stando a una nota ufficiale dello zoo, Ozzie aveva iniziato a mostrare segni di inappetenza giovedì scorso, mentre nelle sue ultime 24 ore «ha presentato sintomi tra cui gonfiore facciale, debolezza e incapacità di mangiare o bere». Poi il suo cuore ha smesso di battere. A fare luce sull'accaduto sarà, nelle prossime ore, un'autopsia che verrà svolta in collaborazione con l'Università della Georgia. «Non importa quanti anni ci sono concessi con i nostri animali – ha detto Jodi Carrigan, tra le responsabili dei primati dello zoo –, non sono mai abbastanza. Abbiamo fatto contare ogni minuto con Ozzie, e lui vivrà sempre nei nostri cuori». Il presidente e amministratore delegato Raymond B. King ha invece aggiunto: «Questa è una perdita devastante per il nostro zoo. Anche se sapevamo che questo giorno sarebbe arrivato, tale inevitabilità non diminuisce la profonda tristezza che proviamo per la perdita di una leggenda».
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TITOLO: «Morte 15 tartarughe in un solo mese»: l’area marina di Punta Campanella lancia l’allarme
DATA:
OCCHIELLO: Gli esperti: «Le basse temperature del mare rendono più fragili questi esemplari. Serve intervenire per salvarli»
TESTO: Dopo il boom di nidi estivi lungo i litorali della Campania, con 57 siti accertati e quasi 3mila tartarughine nate, nell’ultimo mese si registrano, purtroppo, molti decessi tra le caretta caretta. Circa 15 esemplari sono stati ritrovati morti sulle spiagge e lungo i litorali, soprattutto nella zona a nord di Napoli, segnalate dai volontari dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa). Ma i numeri potrebbero essere maggiori (qui il viaggio della tartaruga Eleonora, da Punta Campanella alla Sicilia: 520 chilometri in 18 giorni). «L’inverno è un periodo critico per queste specie. La bassa temperatura del mare intorpidisce le tartarughe. Sono più fragili ed esposte ai pericoli, quali la pesca accidentale o l’impatto con imbarcazioni. Oltre al solito problema della plastica ingerita », raccontano gli esperti dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. «Chiediamo ai pescatori di non rigettarle subito in mare nel caso le rinvenissero nelle reti. Potrebbero morire per embolia o affogamento per via della permanenza prolungata nel sacco della rete», aggiungono. In questi casi, come molti pescatori del resto già fanno, «vanno allertate le autorità, a cominciare dalla Capitaneria di Porto o dai centri di riferimento regionali. Lo stesso vale per qualche diportista o per chiunque dovesse avvistare una tartaruga in difficoltà». L’Area Marina Protetta Punta Campanella si occupa dei salvataggi nella zona sud del Golfo di Napoli e nord del Golfo di Salerno, in coordinamento con il Centro Ricerche Tartarughe Marine della Stazione Zoologica A. Dohrn. In 15 anni ha recuperato e salvato più di 150 caretta caretta. E nei prossimi mesi, a Massa Lubrense, aprirà un nuovo Centro di Primo soccorso per tartarughe marine. «Stiamo lavorando per strutturare il centro, grazie al finanziamento della Regione Campania e al consigliere regionale Luigi Cirillo», chiarisce Lucio Cacace, Presidente Amp Punta Campanella. Un punto di riferimento per il territorio e la zona di mare tra i due golfi, di Napoli e Salerno, oltre che «un luogo in cui promuovere azioni di sensibilizzazione, formazione ed educazione ambientale per la salvaguardia di una specie affascinante e importante per l’ecosistema marino», conclude.
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TITOLO: «Morte 15 tartarughe in un solo mese»: l’area marina di Punta Campanella lancia l’allarme
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OCCHIELLO: Gli esperti: «Le basse temperature del mare rendono più fragili questi esemplari. Serve intervenire per salvarli»
TESTO: Dopo il boom di nidi estivi lungo i litorali della Campania, con 57 siti accertati e quasi 3mila tartarughine nate, nell’ultimo mese si registrano, purtroppo, molti decessi tra le caretta caretta. Circa 15 esemplari sono stati ritrovati morti sulle spiagge e lungo i litorali, soprattutto nella zona a nord di Napoli, segnalate dai volontari dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa). Ma i numeri potrebbero essere maggiori (qui il viaggio della tartaruga Eleonora, da Punta Campanella alla Sicilia: 520 chilometri in 18 giorni). «L’inverno è un periodo critico per queste specie. La bassa temperatura del mare intorpidisce le tartarughe. Sono più fragili ed esposte ai pericoli, quali la pesca accidentale o l’impatto con imbarcazioni. Oltre al solito problema dellaplastica ingerita », raccontano gli esperti dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. «Chiediamo ai pescatori di non rigettarle subito in mare nel caso le rinvenissero nelle reti. Potrebbero morire per embolia o affogamento per via della permanenza prolungata nel sacco della rete», aggiungono. In questi casi, come molti pescatori del resto già fanno, «vanno allertate le autorità, a cominciare dalla Capitaneria di Porto o dai centri di riferimento regionali. Lo stesso vale per qualche diportista o per chiunque dovesse avvistare una tartaruga in difficoltà». L’Area Marina Protetta Punta Campanella si occupa dei salvataggi nella zona sud del Golfo di Napoli e nord del Golfo di Salerno, in coordinamento con il Centro Ricerche Tartarughe Marine della Stazione Zoologica A. Dohrn. In 15 anni ha recuperato e salvato più di 150 caretta caretta. E nei prossimi mesi, a Massa Lubrense, aprirà un nuovo Centro di Primo soccorso per tartarughe marine. «Stiamo lavorando per strutturare il centro, grazie al finanziamento della Regione Campania e al consigliere regionale Luigi Cirillo», chiarisce Lucio Cacace, Presidente Amp Punta Campanella. Un punto di riferimento per il territorio e la zona di mare tra i due golfi, di Napoli e Salerno, oltre che «un luogo in cui promuovere azioni di sensibilizzazione, formazione ed educazione ambientale per la salvaguardia di una specie affascinante e importante per l’ecosistema marino», conclude.
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