IL NOTIZIARIO

le notizie dalle maggiori testate italiane


LE NOTIZIE DAL GIORNO Saturday 02 July 2022 AL GIORNO Saturday 09 July 2022 SU: animali




TITOLO: Melanie Joy e il «carnismo»: «Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche?»
DATA:
OCCHIELLO: La psicologa americana svela le ideologie nascoste dietro al consumo di carne, «contrario ai valori umani fondamentali, come la compassione e la giustizia»
TESTO: Molte persone difendono il loro consumo di carne, spiegando che è normale, naturale e necessario. Cosa c’è di sbagliato in questo pensiero? «Il carnismo contrasta con alcuni valori fondamentali, come la compassione e la giustizia. La maggior parte delle persone — se non fosse condizionata — non violerebbe volontariamente questi valori e sosterrebbe con forza che alcune violenze contro altri esseri senzienti non sono necessarie e nemmeno umane. Il carnismo, come altri sistemi oppressivi, utilizza una serie di meccanismi di difesa psicologica che distorcono i nostri pensieri e bloccano la nostra naturale empatia, in modo che agiamo contro i nostri valori fondanti senza renderci pienamente conto di ciò che stiamo facendo. In altre parole, il carnismo ci condiziona a non pensare e sentire, ci fa fare — inconsapevolmente — eccezioni rispetto a ciò che normalmente considereremmo non etico». Una delle difese che ci fa attivare è quella della giustificazione. «Quello che mettiamo in campo è il sistema delle “3 N”: il consumo di carne nell’ottica di tutti diventa normale, naturale e necessario. Forse non sorprende che queste stesse argomentazioni siano state utilizzate per giustificare altri sistemi oppressivi, come quelli che danno origine al predominio maschile e alla supremazia eterosessuale». Cosa l’ha spinto a scrivere questo testo e come si è preparata? «Come molte persone, sono cresciuta con un cane che amavo e considerato come un membro della famiglia, e sono sempre stata una persona che non avrebbe mai voluto far soffrire gli animali, soprattutto quando quella sofferenza era intensa e del tutto inutile. E come la maggior parte delle persone, sono cresciuta mangiando carne, uova e latticini, e non ho mai pensato al fatto che questi cibi provenissero da animali che soffrivano e morivano solo perché noi potessimo cibarcene. Poi un giorno, nel 1989, mi sono ammalata e sono finita in ospedale dopo aver mangiato un hamburger contaminato, e da allora ho smesso di mangiare animali. Ho iniziato una nuova dieta e mi ha scioccato vedere come la vecchia dieta impattasse sulla vita degli animali e sull’ambiente. Ciò che mi ha scioccato ancora di più è stato scoprire che nessuna delle persone con cui ho parlato di ciò che avevo imparato era disposta ad ascoltare quello che avevo da dire. Dicevano cose come: “Non dirmelo, mi rovinerai il pasto”, o mi consideravano una “propagandista vegana-hippie”. Erano persone che amavano i loro cani, attente alla giustizia e all’ambiente, eppure incredibilmente resistenti alle informazioni che li avrebbero aiutati a smettere di causare danni nel nostro mondo. Così, curiosa, ho deciso di scoprire e capire perché persone razionali e premurose possano essere così irrazionali e indifferenti quando si tratta di mangiare animali. Mi sono iscritta a un dottorato in Psicologia, ho studiato psicologia della violenza e della nonviolenza e nel 2003 ho scritto la mia tesi sulla “psicologia del mangiare animali” che si è trasformata nel mio libro». È possibile vivere seguendo una sana alimentazione, completamente priva di carne, anche nei Paesi poveri? «Esistono prove sostanziali che dimostrano i benefici di una dieta a base vegetale e i pericoli di una dieta carnistica. Quindi non c’è dubbio che possiamo essere totalmente sani (e per molti dietologi e medici ancora più sani) seguendo una dieta a base vegetale o vegana. Le persone nei Paesi economicamente svantaggiati spesso mangiano più piante rispetto a chi vive in Paesi economicamente avvantaggiati, perché i cibi vegetali, come fagioli e riso, sono più convenienti. Tuttavia, per poter fare liberamente le nostre scelte alimentari, dobbiamo essere sufficientemente avvantaggiati economicamente. Insomma, la domanda solleva un tema importante: le persone che non possono permettersi di scegliere ciò che mangiano non hanno l’opportunità di smettere di mangiare animali, ed è importante capirlo». Nel libro descrive i meccanismi di difesa che le persone usano per sentirsi a proprio agio con il mangiare animali. Di cosa si tratta? «Il carnismo usa meccanismi di difesa psicologica che distorcono la nostra percezione di carne, uova e latticini e degli animali che mangiamo in modo che possiamo sentirci abbastanza a nostro agio da consumarli. Il carnismo ci porta, ad esempio, a vedere gli animali d’allevamento come oggetti (penso al pollo nel nostro piatto che consideriamo come qualcosa piuttosto che come qualcuno) e come astrazioni, prive di qualsiasi individualità o personalità. Il carnismo crea categorie rigide nella nostra mente in modo che possiamo nutrire sentimenti molto diversi e adottare comportamenti molto diversi nei confronti di specie diverse (le mucche sono esseri da mangiare, mentre i cani sono nostri amici). Le difese carnistiche sono allo stesso tempo potenti e fragili: hanno un forte impatto su di noi quando non ne siamo consapevoli, ma perdono gran parte del loro potere quando vengono rese visibili. Quindi, quando riconosciamo le difese carnistiche, siamo maggiormente in grado di fare scelte alimentari che riflettono ciò che pensiamo e sentiamo autenticamente, rispetto a ciò che ci è stato insegnato a pensare o sentire». Perché più persone non diventano “solo” vegetariane? Molte persone — anche in Italia — stanno diventando vegetariane e, soprattutto, vegane, rendendosi ad esempio conto che la produzione di uova e latticini è una forma di carnismo che causa enormi danni agli animali, all’ambiente e alla salute umana. Tuttavia, l’industria carnistica è ovviamente impegnata nell’assicurarsi che le persone non “si sveglino” o rendano conto di qualche sia la verità. L’Industria continua a nutrire e promuovere miti carnistici, A chiedere enormi sussidi e negare il danno che viene fatto. Penso che sia importante per le persone rendersi conto che è possibile aiutare a porre fine al carnismo senza essere completamente vegani. Le persone possono impegnarsi a essere il più vegan possibile e possono essere sostenitori del veganismo usando il loro potere, la loro influenza, per porre fine al carnismo. Possono fare donazioni a organizzazioni che stanno lavorando per la causa, possono pubblicare articoli sul carnismo e il veganismo, possono criticare le imprese e le industrie carnistiche e così via». Pensa che sia importante che il movimento per i diritti degli animali incorpori il concetto di carnismo? «Penso che il concetto di carnismo possa essere sicuramente di supporto al movimento per i diritti degli animali per diversi motivi. Quando le persone capiscono il carnismo, possono capire che mangiare animali non è solo una questione di “etica personale”, ma è l’inevitabile risultato finale di un sistema oppressivo. Le persone possono capire che mangiare animali non riguarda solo la scelta individuale, è una questione di giustizia sociale. Comprendere il carnismo aiuta anche i sostenitori del veganesimo a capire perché sperimentano una sorta di parete difensiva nei confronti del loro messaggio e a comunicare meglio quel messaggio. E, quando le persone capiscono il carnismo, ne sono meno influenzate psicologicamente; una volta che vediamo il modo in cui siamo stati condizionati a distorcere i nostri pensieri e disconnetterci dalla nostra empatia, siamo più in grado di fare scelte che riflettono ciò che pensiamo e sentiamo autenticamente». Qual è il suo cibo preferito? «Non ho un cibo preferito. Ho una passione per la cucina e per il mangiare, e amo fare entrambe le cose alimenti sani a base vegetale: è meraviglioso avere così tante opzioni creative e deliziose e vedere come il cibo vegano sta diventando molto popolare anche in Italia. Il cibo italiano è davvero incredibile e il cibo vegano italiano è uno dei migliori che abbia mai provato. Penso che l’Italia —sorride — sia in un’ottima posizione per aiutare a mostrare al mondo quanto può essere delizioso il cibo vegano».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




© un prodotto accaTì
tutto il materiale è protetto da Copyright degli Autori ed Editori come indicato