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LE NOTIZIE DAL GIORNO Saturday 30 July 2022 AL GIORNO Saturday 06 August 2022 SU: animali




TITOLO: Giornata mondiale della tigre, Wwf: «La specie è aumentata del 20% in 12 anni»
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OCCHIELLO: La distruzione delle foreste e il bracconaggio avevano eliminato circa il 95% dell’habitat storico e ridotto del 97% le popolazioni naturali del felino. I dati in occasione della Giornata mondiale dedicata all’animale che si celebra il 29 luglio
TESTO: Dopo 12 anni, nel 2022 torna l’anno della tigre nel calendario cinese e il 29 luglio si celebra la Giornata mondiale dedicata al più grande felino del Pianeta. Il Wwf segnala negli ultimi 12 anni una crescita della popolazione di tigri quasi del 20%, «un grande successo di conservazione», anche se la specie resta a elevato rischio di estinzione. Rispetto ai circa 100mila individui stimati agli inizi del secolo scorso, oggi si contano tra 3.726 e 5.578 tigri. Nel 2010, che è stato l’anno della svolta con la nascita della Global Tiger Initiative (il piano di recupero globale delle tigri) e il primo Tiger Summit, erano solo 3.200 circa. La distruzione delle foreste e il bracconaggio avevano eliminato circa il 95% dell’habitat storico e ridotto del 97% le popolazioni naturali del felino. In India oggi vive la popolazione più numerosa, con 2.226 tigri censite. Tra Cina e Russia si contano circa 450 esemplari di tigre dell’Amur, una sottospecie unica ormai a forte rischio di estinzione, mentre in Indonesia sopravvivono solo circa 400 tigri di Sumatra. Il Wwf è convinto che la conservazione della tigre sarà garantita solo lavorando anche con le comunità locali e sottolinea come le nuove politiche per favorire la coesistenza diventeranno inefficaci se non terranno conto del rapido cambiamento che si sta verificando nell’area della tigre in Asia a partire dalla crescita demografica ed economica e dal cambiamento climatico.
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TITOLO: Appello per salvare gli animali della «Sfattoria degli ultimi» a Roma
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OCCHIELLO: Gli animali dei rifugi sono a rischio abbattimento a causa della peste suina africana. La struttura ospita circa 130 tra maiali e cinghiali che sono stati salvati da condizioni di disagio e maltrattamento
TESTO: La Sfattoria degli Ultimi, pochi chilometri a nord della Capitale, basa la sua esistenza sull’autosufficienza e l’autofinanziamento, contando sul contributo e il lavoro dei volontari. In questo momento, si legge nella nota diffusa, «sul nostro territorio regionale è in corso una pandemia dovuta alla diffusione del virus della peste suina africana, malattia che colpisce esclusivamente maiali e cinghiali, e che non è assolutamente contagiosa né pericolosa per le altre specie animali. Proprio per evitare che il virus si insinui tra i nostri animali, rispettiamo pienamente tutte le norme sulla biosicurezza attraverso la costruzione di doppi recinti; l’accesso delle automobili alla struttura dopo passaggio obbligato sopra a un folto strato di calce in polvere e rilascio delle auto lontano dalla stalla; accesso alla stalla indossando guanti e calzari appositi preventivamente disinfettati». Tutto questo è possibile grazie all’Arsial, un ente appartenente alla Regione Lazio che permette di portare avanti l’attività su un bene di sua proprietà che «noi, in uno stato di totale necessità dovuto a forza maggiore per via del sempre più crescente numero di animali recuperati sul territorio, stiamo utilizzando per ricoverare gli animali e dare loro una degna accoglienza».
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