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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 14 May 2019 AL GIORNO Tuesday 21 May 2019 SU: cronaca




TITOLO: L'importanza di chiamarsi Inchiesta. Al via la quinta edizione del DIG Festival
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OCCHIELLO: Dal 30 maggio al 2 giugno a Riccione. Il tema di quest'anno è "Personal Matter": dall'impegno dei giornalisti che sfidano censura e potere al racconto dei pericoli che corrono le nostre informazioni personali. Presiede la giuria Naomi Klein
TESTO: L'appuntamento principale è previsto per sabato 1° giugno alle 17. Per un pomeriggio Riccione diventerà il centro di gravità del giornalismo d'inchiesta. Tutto grazie a un confronto, "Personal Matters", appunto, moderato da Claudine Blais, caporedattrice del programma canadese Enquête. Gli ospiti saranno James Harkin, direttore del Centro di Giornalismo Investigativo di Londra, Gabi Manuli, deputy director del Global Investigative Journalism Network, e Jeremy Scahill, cofondatore della testata online statunitense The Intercept. "In una società sempre più polarizzata, in cui la censura e gli attacchi politici mettono a dura prova il lavoro dei reporter, la missione del giornalismo si svincola dal "mito" del racconto oggettivo dei fatti, aprendosi ai professionisti che difendono pubblicamente, e con il loro coraggioso lavoro, la forza delle proprie idee nel processo di ricerca della verità", ci dice Matteo Scanni, direttore di DIG. "Per esplorare questo cambio di paradigma, quest'anno abbiamo dedicato il tema di DIG Festival a "Personal Matters", convinti che l'eccellenza nel giornalismo sia sì orientata alla ricerca di fatti oggettivi, ma anche alimentata dalla spinta generata dalle "battaglie" personali di chi corre rischi ogni giorno per informare il proprio pubblico". Con Naomi Klein, saranno 13 i professionisti cui spetterà il compito di decretare i vincitori delle 7 categorie di concorso, scegliendoli tra 26 lavori provenienti da ogni parte del mondo. E nello spirito che ha sempre animato il DIG Festival, si punta molto anche sulla possibilità di fornire gli strumenti per realizzare la propria inchiesta. L'attesa è per la sezione DIG Pitch, riservata ai progetti in fase di sviluppo o pre-produzione. In palio un premio da 15 mila euro, assegnato al termine di un pitch che mette gli autori a contatto diretto con importanti produttori internazionali: un format che negli anni passati ha portato alla realizzazione di molte delle inchieste poi giunte alla selezione finale.
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TITOLO: Torino, la Lega all'attcco del Salone del libro: Lagioia deve dimettersi"
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OCCHIELLO: Il capogruppo in Comune contro il direttore: "Un clima di censura al Salone non doveva essere promosso e tollerato”.  
TESTO: “Nicola Lagioia deve dimettersi e deve fare lo stesso il suo direttivo" ha sentenziato in mattinata il capogruppo della Lega in Comune Fabrizio Ricca. Ma ha ricevuto, nel giro di qualche ora, dure reazioni. "Non permetteremo alla Lega di distruggere il lavoro di tre anni col quale abbiamo faticosamente salvato il Salone. Nicola Lagioia, direttore della rinascita del Salone, non si tocca, è patrimonio della città. Se la Lega vuole prendersela con qualcuno se la prenda con chi si è assunto la responsabilità politica della scelta, ovvero la sottoscritta". Sulla stessa linea il presidente regionale Sergio Chiamparino: "Ricca se fosse venuto avrebbe sentito che quel clima di confronto e’ stato difeso dalla posizione presa da me e da Chiara Appendino. Un clima che appartiene al Salone del libro e che affonda nei decenni. Un clima che Lagioia ha saputo esaltare e rendere ancora più forte e dinamico. Non mi stupisce che sia la Lega a prendere una posizione contro il Salone del libro. Io sarò contro ogni tentativo di indebolire. Assolutamente non si tocca Lagioia, la formula si può cambiare, si può ammodernizzare. Ci sono i risultati al di là delle mie posizioni, ci sono quelli. Dico che se non avessimo preso la posizione che abbiamo preso su Altaforte questo sì che avrebbe nuociuto al salone del libro. La Lega pensa che sia una delle tante poltrone su cui vorrebbero fare mercimonio ma si sbaglia di grosso. Sarà la stessa comunità del Salone a rivoltarsi" Ma cosa ha sostenuto Ricca? "Non è francamente accettabile che il direttore di un evento importante come il Salone del Libro, evento in crescita e con una credibilità democratica internazionale da difendere, faccia partire un boicottaggio contro lo stesso evento che organizza". Non è nemmeno accettabile che Lagioia non si sia scusato per la lista di proscrizione stilata dal suo amico Raimo, dove giornalisti non omologati al pensiero unico che sembra essere tanto caro a Lagioia e editori liberali venivano invitati a non partecipare all’evento" afferma il capogruppo della Lega in Comune Fabrizio Ricca. E aggiunge nel suo attacco: "Il Salone si merita pluralità, democrazia e libertà e il clima che si è creato in questi giorni di polemica va esattamente nella direzione opposta a questi principi insindacabili quando si parla di cultura. Rimane anche assurdo e da chiarire l’atteggiamento censorio e limitante della libertà di espressione messo in campo da Regione e Comune. Appendino e Chiamparino non hanno speso una sola parola per difendere giornalisti come Buttafuoco, Giuli e editori come Giubilei, marchiati come “razzisti” e “non graditi”. Per questo chiediamo un passo indietro a chi non è intervenuto tempestivamente per difendere autori che con la loro presenza, negli anni, hanno contribuito al successo del Salone”. Alberto Cirio, forzista, canidato del centrodestra alla guida del Piemonte con l'appoggio della Lega osserva: "Qualsiasi tipo di valutazione sulla governance del Salone del libro andrà fatta una volta insediato il futuro governo regionale e alla luce dei risultati effettivamente conseguiti, perché parliamo di un evento che rappresenta una risorsa importante, per Torino e per il Piemonte, e dobbiamo preservarlo Certo è che, se saremo noi alla guida della Regione, il Salone dovrà essere un luogo in cui la libertà di espressione viene garantita a tutti. Non accetteremo, infatti, una impostazione che miri a piegarlo alle sensibilità politiche di turno"
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TITOLO: Maltempo, il Savio rompe gli argini: interrotta linea ferroviaria tra Bologna e Rimini. Secchia e Panaro in piena
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OCCHIELLO: Allagamenti ed esondazioni stanno creando problemi in Romagna. I Vigili del Fuoco liberano due persone bloccate nella loro abitazione. Zone evacuate e scuole chiuse anche nel Modenese. In campo l'esercito. Il sindaco di Ravenna: non uscite di casa
TESTO: L'invaso artificiale alle spalle della grande muraglia della diga è, dopo mesi di forte siccità, completamente pieno, con circa 35 milioni di metri cubi d'acqua immagazzinati. L'acqua in eccesso non può perciò essere trattenuta e, superata la diga, precipita a valle dalle apposite paratie creando una tuonante cascata alta oltre cento metri. Il sindaco di Ravenna Michele de Pascale invita la popolazione a non uscire di casa e di rimanere possibilmente ai piani alti delle abitazioni. L'invito è anche a non effettuare spostamenti se ci si trova in luogo sicuro, a meno che non sia strettamente necessario per motivi urgenti e indifferibili. Non si esclude la chiusura dei ponti sul fiume. L'allerta è per la popolazione di Castiglione, Mensa Matellica e Savio di Ravenna dalle prime ore del pomeriggio sino a sera (la fase critica è tra le 17 e le 21). In caso di emergenza per l'esondazione del Savio, se la propria casa non dispone di un piano alto, è possibile andare alle scuole San Zaccaria e di Fosso Ghiaia. I Comuni di Ravenna e di Cervia hanno congiuntamente deciso di chiudere per domani, martedì 14 maggio, tutte le scuole dell’istituto comprensivo intercomunale Ravenna Cervia: scuole dell’infanzia Missiroli di Castiglione di Cervia, scuola dell’infanzia di Savio di Cervia e la scuola dell’infanzia 25 Aprile di Pisignano; le scuole primarie Burioli di Savio di Ravenna, Carducci di Castiglione di Cervia e Fermi di Pisignano e la primaria di Castiglione di Ravenna; la scuola secondaria di primo grado Zignani di Castiglione di Ravenna. La chiusura riguarda anche i docenti e il personale ata (bidelli). Sarà inoltre chiusa la scuola parrocchiale dell’infanzia Cottolengo di Castiglione di Ravenna.
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TITOLO: L'odissea dei pendolari bloccati a Forlì
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OCCHIELLO: Proteste e disagi dopo l'interruzione della linea Bologna-Rimini causa maltempo
TESTO: Bloccati in una stazione intermedia della tratta, in molti si sono organizzati con mezzi privati, mettendo su una sorta di car sharing improvvisato, ispirato dall'emergenza. "Alcuni si sono messi insieme per pagare il taxi fino a Bologna o Rimini per risparmiare - racconta lo sfortunato pendolare, dirigente di una struttura sanitaria privata - Io ho scelto di prenderne uno in solitaria, ma solo perché avevo fretta di arrivare a prescindere dalla spesa". Il disagio ha coinvolto treni a lunga percorrenza come i Frecciabianca e gli Intercity. I passeggeri in partenza da Bologna e diretti a Rimini e viceversa oggi si sono quindi ritrovati a dover fare un viaggio in taxi condiviso oppure un passaggio inaspettato da Ravenna.
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TITOLO: Maltempo, esonda il Savio: interrotta la linea ferroviaria Bologna-Rimini. Ancora freddo e temporali nei prossimi giorni
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OCCHIELLO: Neve sull'arco alpino ma anche l'Appennino sarà imbiancato a 1.300 metri. È allerta gialla anche in Toscana e in Liguria c'è l'avviso di venti di burrasca. Danni alle colture per la grandine in Puglia
TESTO: ROMA - Il maltempo continuerà a non dare sosta all'Italia. La prevista fredda perturbazione arrivata dal nord Europa si è abbattuta su molti settori del Nord come sul Friuli Venezia Giulia, il Veneto, la bassa Lombardia e l'Emilia dove stamattina la linea Bologna-Rimini tra Cesena e Forlì è stata interrotta per l'esondazione del Savio, ma il traffico è stato deviato e ci sono bus sostitutivi. Già in piena a Cesena, il Savio toccherà Ravenna. Il sindaco Michele de Pascale invita per questo la popolazione a non uscire di casa e di rimanere possibilmente ai piani alti delle abitazioni. L'invito è anche a non effettuare spostamenti se ci si trova in luogo sicuro, a meno che non sia strettamente necessario per motivi urgenti e indifferibili. Non si esclude la chiusura dei ponti sul fiume.
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TITOLO: Sparatoria a Napoli: Armando Del Re resta in carcere
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OCCHIELLO: La decisione del gip del Tribunale di Siena contro l'autore dell'agguato in cui è rimasta ferita la piccola Noemi
TESTO: Il giudice per le indagini preliminari Alessandro Buccino Grimaldi del Tribunale di Siena ha emesso misura di ordinanza di custodia cautelare in carcere per Armando Del Re, il 28enne accusato di avere aperto il fuoco in piazza Nazionale lo scorso 3 maggio allo scopo di ammazzare il 32enne Salvatore Nurcaro. Nell'agguato è rimasta gravemente ferita la piccola Noemi di 4 anni, le cui condizioni sono in ripresa. L'udienza di convalida del fermo si era svolta sabato scorso e il gip si era riservato di decidere. Proseguono le indagini per inquadrare il movente dell'agguato. Confermato il carcere anche per Antonio Del Re: il gip di Nola (Napoli) Daniela Critelli ha convalidato il provvedimento di fermo emesso dai pm antimafia di Napoli nei confronti del 18enne accusato di avere fornito supporto logistico al fratello.
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TITOLO: Roma, palazzo occupato: inquilini in difesa dell'elemosiniere del Papa: "Pronti ad auto-denunciarci". Acea presenta esposto
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OCCHIELLO: "Il cardinale Krajweski ha obbedito al Vangelo, la legalità se non è collegata alla giustizia sociale è un contenitore vuoto" commenta un rappresentante degli occupanti dopo il blitz del porporato per riattaccare l'elettricità. Suor Adriana: "Il ministro venga qui, a conoscere...
TESTO: Intanto oggi pomeriggio si è svolta un'assemblea aperta a tutti alla quale hanno partecipato rappresentanti della comunità di Sant'Egidio e la presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi. "Oggi #13maggio ore 18 via di Santa Croce in Gerusalemme 55 ci autodenunciamo, chi vuole autodenunciarsi contro la disumanità è ben accetto, siamo tutti Padre Konrad #elemosiniere #senzalucenonsivive", così scrive su twitter l'associazione che rappresenta lo stabile occupato all'Esquilino a Roma. Oltre agli occupanti, anche i cittadini potranno unirsi all'autodenuncia rivolgendosi al picchetto dell'entrata di Spin Time. Il volume con i nomi e le firme verrà consegnato a sindaca e prefetta venerdì prossimo. Esorta il presidente di Spin Time, Paolo Perrini: "Sosteniamo e siamo corresponsabili di questo atto di coraggio e giustizia sociale che il Papa ha voluto affermare, superiore a qualsiasi regolamento amministrativo. Chiediamo l'impegno in prima persona anche a tutti i cittadini che ritengono giusto questo atto di disobbedienza civile", così ancora Perrini. Gli occupanti hanno fatto sapere che doneranno la prima tessera onoraria dell'associazione Spin Time Labs a papa Francesco e la seconda al suo elemosiniere. E poi riabadiranno formalmente, e con una raccolta di firme, la richiesta di essere regolarizzati: "vogliamo pagare le utenze e trasformare questo palazzo, creando un luogo che possa dare risposte al diritto all'abitare ma che sia anche un laboratorio sociale e culturale che possa offrire servizi alla città", dicono gli occupanti.
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TITOLO: Gran Sasso, chiude il tunnel, Italia centrale spezzata in due
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OCCHIELLO: Dal prossimo 19 maggio per inquinamento delle falde acquifere
TESTO: ROMA - La chiusura del tunnel scatterà a mezzanotte del 19 maggio e l'Italia centrale rischia di restare spezzata in due. E' infatti nella notte tra domenica e lunedì prossimo che Strada dei Parchi (gruppo Toto), concessionaria dell'autostrada che attraversa il Traforo del Gran Sasso, nel cuore dell'Abruzzo, potrebbe decidere di bloccare a tempo indeterminato la circolazione nei dieci chilometri di tunnel che attraversano la vetta più alta degli Appennini. Una decisione estrema, figlia dell'inchiesta della procura di Teramo sul rischio di inquinamento delle falde acquifere del Gran Sasso, dopo uno sversamento di materiali tossici che potrebbero essere fuorisciti dall'Infn, l'Istituto nazionale di fisica nucleare, i cui laboratori sono proprio nel ventre della montagna. Laboratori a stretto contatto con il tunnel e il sistema di veicolazione delle acque montane. Tra il 2016 e il 2017 nelle acque potabili era stata rilevata la presenza di toluene, imponendo la chiusura dei rubinetti in buona parte della regione. Un'inchiesta che aveva portato al rinvio a giudizio di 10 dirigenti tra i vertici di Strada Parchi spa, concessionaria delle autostrade A24 e A25, della Ruzzo reti Spa, società pubblica del ciclo idrico integrato del Teramano, e dell'Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso. Un'inchiesta alla quale si lega la decisione di chiudere il Traforo del Gran Sasso dal 19 maggio prossimo, mentre la prima udienza del processo è prevista per settembre. La notizia dell'imminente chiusura del traforo ha già scatenato una valanga di proteste e una vera e propria bufera politica. La riunione di venerdì in Prefettura a Teramo, durante la quale la concessionaria delle autostrade abruzzesi e laziali A24 e A25 ha illustrato il piano operativo per la chiusura, ha scatenato reazioni a catena sia nazionali sia nel territorio regionale. Il timore è che l'Abruzzo sia tagliato in due. Sul banco degli imputati sono finiti Strada dei Parchi e il Governo nazionale: pressante la richiesta di incontri urgenti con tutti gli attori coinvolti e la nomina di un commissario, che il Governo ha previsto nel Decreto sblocca cantieri e che, oltre alla progettazione e ai lavori di messa in sicurezza per un importo stimato di circa 172 milioni di euro, si interessi anche di gestione dell' infrastruttura. Dopo l'intervento del sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, che aveva parlato "di atto irresponsabile", a scagliarsi contro la società è il sottosegretario ai Beni culturali, il pentastellato abruzzese Gianluca Vacca, che ha minacciato la revoca della concessione se il traforo verrà chiuso. "Il traforo è un'arteria di comunicazione fondamentale per l'Abruzzo - ha spiegato - e non può essere chiusa. Sono in contatto con il ministero dei Trasporti e con gli organismi competenti per scongiurare questa scelta. Qualora ci fosse una cieca ostinazione del gestore verso la chiusura, chiederò con forza al Mit di valutare se ci sono i requisiti per la revoca immediata della concessione e so che il ministero valuterebbe con molta attenzione questa ipotesi. Ora basta". Ma i vertici di Strada dei parchi sembrano intenzionati ad andare fino in fondo: come hanno sottolineato all'Ansa fonti della società, gli amministratori vogliono presentarsi alla prima udienza del processo, fissata il 13 settembre prossimo, senza rischiare l'accusa di reiterazione del reato di inquinamento ambientale. Stefania Pezzopane, deputata aquilana del Pd, si è rivolta al ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, sollecitando "subito la nomina del commissario e lo stanziamento delle risorse" e accusando il ministero e lo stesso Vacca di inerzia. Il presidente del Consiglio comunale dell'Aquila, Roberto Tinari, ha parlato di atto sconsiderato. Ha espresso "viva preoccupazione" anche il rettore dell'università dell'Aquila, Paola Inverardi, "per l'enorme disagio che ciò comporterebbe alle migliaia di studenti provenienti dal Teramano, dalle zone costiere abruzzesi e marchigiane che frequentano l'Ateneo".
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TITOLO: Maltempo, Romagna in ginocchio, Savio e Montone rompono gli argini: interrotta linea ferroviaria tra Bologna e Rimini. Secchia e Panaro in piena
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OCCHIELLO: Allagamenti ed esondazioni stanno creando gravi problemi. I Vigili del Fuoco liberano due persone bloccate nella loro abitazione. Zone evacuate e scuole chiuse nel Modenese, a Cesena e Ravenna. In campo l'esercito. Binari riaperti dopo 12 ore
TESTO: BOLOGNA - Il maltempo a maggio non dà tregua. Allagamenti ed esondazioni dei fiumi stanno creando gravi problemi in Romagna, in particolare nel Cesenate dove due persone sono state tratte in salvo. E forti disagi sono segnalati, con frane e piene dei corsi d'acqua nel Bolognese e nel Modenese. Case evacuate, scuole chiuse e l'allerta rosso prolungato fino a martedì quando la pioggia si fermerà ma i fiumi potrebbero ancora esondare. Il fiume Savio ha rotto gli argini in più punti, diversi ponti a Cesena sono stati chiusi al traffico. La circolazione sulla rete ferroviaria Rimini -Bologna, tra Cesena e Forlì, è stata interrotta dalle 7.50 di questa mattina fino alle 19: la piena ha quasi sommerso un viadotto della linea. La circolazione dei treni riprende gradualmente e si prevede che domattina la situazione, salvo imprevisti nella notte, torni alla normalità. A Forlì in serata ha ceduto, nei pressi del ponte dell'a14, l'argine in sponda sinistra del Montone, verso l'abitato di Villafranca. A causa della rottura dell'argine del Montone si registra la chiusura della provinciale via Lughese a Forlì. Allagate le campagne circostanti. Alla luce dell'allerta meteo rossa per criticità idraulica in vigore per tutta la giornata di martedì emanata dalla Protezione Civile dell'Emilia-Romagna e dall'Arpae, il Comune di Rimini ha disposto, con una ordinanza contingibile e urgente valida per tutta la durata dell'allerta, il divieto di transito nelle adiacenze del fiume Marecchia.
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TITOLO: Migranti, Sea Watch verso la Libia. La minaccia di Salvini: "Non imbarchi nessuno o sarà fermata con ogni mezzo"
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OCCHIELLO: Il ministro ai colleghi in Parlamento: "L'avviso è rivolto anche ai nostalgici dei porti aperti". Nel weekend arrivati in 200 sulle coste italiane, un quinto di tutti quelli arrivati nel 2019
TESTO: ROMA - Per una nave umanitaria che riesce a fermare, un'altra torna in mare. Un Matteo Salvini particolarmente nervoso per le oltre 200 persone riuscite a sbarcare in Italia nelle ultime 48 ore nonostante la sua politica dei porti chiusi, inaugura la settimana con un pesante avvertimento alla Ong tedesca Sea Watch ma anche ai suoi colleghi di governo. "La nave ong Sea Watch 3 (bandiera olandese) sta navigando nel Mediterraneo in direzione Libia. Avviso ai naviganti: non pensino di aiutare scafisti, imbarcare immigrati e dirigersi verso l'Italia perché verranno fermati con ogni mezzo lecito consentito. L'avviso -prosegue il ministro dell'Interno - è rivolto anche ai nostalgici dei porti aperti presenti in Parlamento". Un avverrimento, quello di Salvini, che rialza la tensione tra alleati di governo e che fa indiretto riferimento all'accoglienza negativa che il M5S ha rivolto al suo decreto sicurezza bis con il quale vorrebbe attribuire al ministero dell'Interno quelle che sono le competenze del ministero dei Trasporti in tema di passaggio di navi in acque territoriali e prevedere multe per le navi che salvano migranti. "Io tutelo l'ordine pubblico in questo Paese - continua Salvini - e me ne prendo l'onore e gli oneri, quindi chi entra in Italia deve avere il mio permesso". La Procura di Agrigento ha convalidato il sequestro della mare Jonio della Ong Mediterranea fermata a Lampedusa dalla Guardia di Finanza su input del Viminale che contesta il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'ufficio diretto da Luigi Patronaggio ha ratificato il provvedimento adottato su iniziativa della Guardia di finanza, ritenendolo necessario - sottolineano fonti della procura - per eseguire alcuni accertamenti sull'imbarcazione. Gli inquirenti contestano al comandante e all'armatore della Mare Jonio il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e due violazioni del codice della navigazione. Si tratta di un sequestro probatorio e non preventivo, che serve ai magistrati per poter acquisire le prove sulle quali poi pronunciarsi nel merito. "Come sempre noi siamo pronti a fornire ogni elemento utile per accertare la verità, certi di avere sempre rispettato il diritto e i diritti, oltre che la dignità della vita umana, al contrario di chi, da posizioni istituzionali, si rende complice della morte in mare o della cattura e della deportazione di donne uomini e bambini verso i lager di un paese in guerra come la Libia", dice l'ong Mediterranea. Nell'ultimo fine settimana sono stati 200 (un quinto di tutti quelli arrivati nel 2019) i migranti riusciti a sbarcare nei porti italiani, portati a terra oltre che dalla Mare Jonio anche da una nave della Marina italiana e da motovedette italiane che hanno soccorso imbarcazioni in difficolta' in acque italiane al largo delle coste siciliane e calabresi. E il Viminale ha dovuto arrendersi e farli sbarcare. La Sea Watch, da parte sua, denuncia "l'uso di assetti aerei europei per facilitare i respingimenti, mentre almeno 70 persone annegano in un naufragio e 240 vengono riportate forzatamente in Libia". Ieri il Moonbird, l'aereo che coadiuva la Sea Watch nei soccorsi in mare, ha annunciato di aver visto migranti cercare di sfuggire a nuoto ad una motovedetta libica che aveva intercettato l'imbarcazione su cui viaggiavano per riportarli in Libia
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TITOLO: Lucano alla Sapienza, cori e striscioni antifascisti davanti all'università. Forza Nuova bloccata dalla polizia
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OCCHIELLO: Bandiere dei "No Tav" al vento e fumogeni rossi si alternano ai canti. Il sindaco di Riace scortato fino all'aula stracolma: "Vogliamo trasmettere messaggi diversi da quelli di Salvini". I militanti di estrema destra fermati a distanza di sicurezza
TESTO: L'aula dove Lucano ha fatto il suo intervento era gremita, molti sono duvuti rimanere fuori. "Tutti possiamo sbagliare, ma dobbiamo assumerci le responsabilità e, a testa alta, affrontare i processi senza trovare escamotage - ha cominciato il sindaco sospeso di Riace - Di fronte alla legge siamo tutti uguali. Non dobbiamo trovare escamotage e poi fare i forti con i deboli". Parlando del "modello Riace", Lucano ha spiegato: "Non c'è stata premeditazione sulla nostra accoglienza, ma è stata un'idea spontanea. ..esisteva solo la spontaneità giorno dopo giorno, e l'idea di ripopolare i luoghi, che portavamo avanti senza nessun contributo economico. Senza un euro. Le persone del luogo hanno cominciato a pensare che c'era una possibilità, una speranza, perché arrivava nuova gente e non importava da dove venisse e di quale religione fosse",
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TITOLO: Manduria, c'è un altro caso Stano. La denuncia di un 61enne vittima dei bulli: "Mi hanno incendiato la casa"
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OCCHIELLO: Quando hanno appiccato le fiamme non era in casa ma nel rogo sono morti i tre cani randagi che vivevano con lui. Al momento gli investigatori escludono collegamenti con il ruolo dei giovani coinvolti nell'inchiesta sulla morte di Antonio Stano
TESTO: TARANTO - Un altro sospetto caso di bullismo a danno di un disabile mandriano sta arricchendo le già fornitissime cronache sul caso di Antonio Cosimo Stano, il pensionato sessantaseienne manduriano sulla cui morte, avvenuta per cause ancora da accertare, indaga la Procura della Repubblica di Taranto e quella per i minorenni. Sul registro degli indagati delle due procure ci sono già i nomi di quattrodici ragazzi, dodici minori e due appena maggiorenni otto, dei quali in carcere, tutti di Manduria che devono rispondere di tortura ed altri reati. Apparterrebbero invece ad un'altra baby gang gli autori dell'incendio di un piccolo alloggio abitato da un indigente manduriano, Cosimo Mandurino, sessantuno anni, anche lui come Stano disadattato sociale. Il 15 febbraio scorso mentre lui era andato in farmacia per ritirare un farmaco per conto di una sua vicina, degli sconosciuti hanno dato fuoco alla piccola casa di proprietà ereditata dai genitori. Un modesto fabbricato su due piani pieno di masserizie che Mandurino ammassava senza alcuna utilità nel poco spazio disponibile che divideva con tre randagi morti nel rogo. I vigili del fuoco chiamati dai vicini non riuscirono a salvare l'abitazione che non è più agibile. Per quell'incendio di sicura matrice dolosa (la casa dell'indigente era anche priva di energia elettrica e non c'erano fuochi né stufe), i carabinieri della stazione di Manduria indagano contro ignoti. Cosimo Mandurino è invece sicuro che ad accendere la stoffa che ricopriva la finestra priva di vetri, siano stati dei ragazzini. "Li conosco, sono sempre loro che tiravano pietre sulla casa e mi sfottevano e una volta mi hanno anche detto che mi avrebbero bruciato casa", racconta con una certa lucidità il disabile ripetendo quello che ha detto ai carabinieri la sera in cui ha perso tutto ciò che aveva compresi i suoi tre amatissimi randagi che se i vigili del fuoco non lo avessero fermato avrebbe voluto entrare in casa per salvarli. Quanto siano state prese in considerazioni quelle accuse da chi conduce le indagini, non è dato sapere. L'avvocato manduriano Daniele Capogrosso che lo assiste in questa vicenda e in altre che riguardano l'aspetto sociale, dà invece credito a Cosimo escludendo però qualsiasi accostamento con il caso di Antonio Stano la cui triste vicenda è servita a svegliare e velocizzare le strutture sociali della città. È di questi giorni, infatti, la notizia che il Tribunale di Taranto, su sollecitazione dei servizi sociali della città Messapica, ha nominato un curatore che amministrerà la pensione di invalidità e il reddito di cittadinanza riconosciuto al disabile senza tetto, mentre il comune ha trovato per lui una sistemazione in un b&b del posto. Intanto oggi a Taranto è prevista l'udienza del Tribunale del Riesame che valuterà le istanze di revisione della misura cautelare in carcere per i due maggiorenni indagati, Gregorio Lamusta di 19 anni e Antonio Spadavecchia di 23 anni rispettivamente difesi dagli avvocati Franz Pesare e Armando Pasanisi e Gaetano Vitale con Lorenzo Bullo tutti del foro di Taranto.
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TITOLO: Mafia, la figlia del boss Fontana riciclava i soldi del clan
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OCCHIELLO: Blitz della Guardia di finanza, scattano sei arresti. Il tesoro di famiglia in due aziende di caffè, ora sequestrate  
TESTO: A far scattare l'ultima indagine sui Fontana - condotta dai sostituti procuratori Dario Scaletta, Amelia Luise e dall’aggiunto Salvatore De Luca - sono state le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia: Vito Galatolo e Silvio Guerrera. Gli investimenti sono emersi in maniera chiara grazie alle intercettazioni del Gico, il gruppo antimafia del nucleo di polizia economico finanziario. “Le indagini della Guardia di finanza, coordinate dalla procura di Palermo, puntano alla sistematica aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati e reinvestiti dall’organizzazione mafiosa”, dice il colonnello Cosmo Virgilio, il comandante del nucleo. “I mafiosi continuano a far ricorso a imprenditori prestanome disponibili a scendere a patti con i gruppi criminali operanti sul territorio".
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TITOLO: Neofascisti contro don Giacomo, il prete dei migranti
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OCCHIELLO: Un post di Azione Frontale scatena commenti offensivi contro il sacerdote. La condanna di Raffaella Paita, Pd: "Quel gruppo va sciolto"
TESTO: Gruppuscoli di neofascisti che fino a poco tempo fa erano solo rigurgiti di un passato remoto oggi, con un mutato clima politico che strizza l’occhio ai nostalgici, assumono un rilievo particolare anche ignobili post scritti contro chi della solidarietà ha fatto una missione. E’ il caso di Azione frontale, l’ennesima banda nera attiva sul territorio genovese che in un post ha duramente attaccato don Giacomo Martino, responsabile di Migrantes da anni impegnato sul fronte dell’accoglienza. Lo scorso 9 maggio, ha postato una foto in primo piano del sacerdote con scritto "Vergogna". Don Giacomo è stato preso di mira da Azione Frontale per aver accolto una richiesta della Prefettura, riaprendo il centro di prima accoglienza villa Ines, nel quartiere genovese di Molassana, per ospitare i richiedenti asilo che non hanno un posto dove stare, dopo che alcune cooperative hanno rifiutato di partecipare al nuovo bando per i Cas. "Il prete - scrive il gruppo di estrema destra - sul suo profilo continua la sua politica antifascista, ma soprattutto anti-italiana. Un prete non deve fare politica e lucro su un'immigrazione che serve solo a far mangiare chi la gestisce". Sotto al post, una pioggia di violenti insulti a Don Giacomo. Alcuni militanti di Azione frontale erano stati denunciati assieme ad altri esponenti di CasaPound e Lealtà Azione alla vigilia della commemorazione del missino Ugo Venturini. Erano stati denunciati per affissioni abusive. Fra i militanti di Azione Frontale anche alcuni estremisti che due anni fa vennero denunciati per l'incursione in una chiesa di Casella dopo che il parroco aveva chiesto la rimozione di alcune bandiere. All'epoca i militanti facevano parte di Rsi Fiamma Nazionale, gruppo poi dissolto. Fra i primi a condannare il post con don Giacomo la deputata del Pd Raffaella Paita. “Confido nel lavoro delle autorità preposte - dice la parlamentare - affinchè accertino gli autori dell’aggressione a Don Giacomo. L’escalation di fenomeni violenti e razzisti non possono che essere frutto di altrettante politiche violente e razziste sotto gli occhi di tutti. Basta fomentare odio. ” E ancora: “Gruppi come Azione Frontale, che si ispirano al neofascismo devono essere immediatamente sciolti. Questo è un Paese democratico che condanna ogni forma di violenza e l’apologia al fascismo. Non possiamo consentire che gruppi di violenti possano sentirsi autorizzati ad agire in questo modo criminale. ” “A Don Giacomo - conclude la deputata dem - va tutta la mia solidarietà e gratitudine per il suo impegno a favore dell’integrazione e la solidarietà. ” Monsignor Martino, responsabile diocesano di Migrantes, non si lascia turbare: "Sono prontissimo a incontrare queste persone - replica -. Il 'leone da Facebook' poi diventa una persona che impara a confrontarsi e non fa queste scenette". "Ora che finalmente si inizia a comprendere - fa poi notare - che tutte queste dichiarazioni sull'emergenza immigrazione sono cose che non trovano riscontro nella realtà, queste persone provano a parlare alla pancia". Il sacerdote viene preso di mira dalle formazioni politiche più a destra per aver accolto la richiesta della Prefettura di riaprire il centro di prima accoglienza Villa Ines, per ospitare una cinquantina di richiedenti asilo, dopo la mancata partecipazione di associazioni e cooperative al nuovo bando per assegnare i servizi di accoglienza (a regole mutate come da decreto Savini). "Il prete - recita il post di Azione Frontale - sul suo profilo continua la sua politica antifascista ma sopratutto anti-italiana. Un prete non deve fare politica e lucro su un'immigrazione che serve solo a far mangiare chi la gestisce. Ci sono tanti cristiani italiani che hanno un concreto bisogno di aiuto. Basta pensare ai finti profughi. Basta razzismo verso il proprio popolo! ". Il quadro in città sembra intanto diverso rispetto a quando due anni fa venne organizzata una fiaccolata di protesta contro i migranti nel centro di Multedo a Genova e lo stesso monsignor Martino venne minacciato. "Il clima sta cambiando - sottolinea don Giacomo -. Il reingresso fatto a villa Ines è andato con toni e con un dialogo che prima era inimmaginabile. La gente alla fine ha capito che sono tutte sparate, che sta parlando la pancia". Solidarietà a don Giacomo è arrivata da Raffaella Paita, parlamentare ligure del Pd, che ha chiesto lo scioglimento dei gruppi neofascisti, e dal gruppo della Lega in comune a Genova. Anche la Camera del lavoro di Genova esprime piena solidarietà e vicinanza a don Giacomo Martino. "La Camera del lavoro di Genova - afferma in una nota - apprende con indignazione che Don Giacomo Martino in queste ore è stato oggetto di un attacco via social, gratuito e volgare, solo per aver svolto la propria missione di accoglienza, e in modo solidaristico per aver riaperto il centro di accoglienza di Genova Molassana per dare ospitalità a migranti in cerca di speranza. La Camera del lavoro di Genova, riconoscendo il forte impegno e l'importanza del suo lavoro quotidiano, esprime a Don Martino piena solidarietà e la propria vicinanza".
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TITOLO: Prato, figlio con l'allievo adolescente: giudizio immediato per la donna
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OCCHIELLO: Accolta la richiesta del pm. La prima udienza si terrà il 1 luglio
TESTO: Andrà a giudizio immediato la donna di Prato accusata di violenza sessuale sul ragazzo di 15 anni da cui ha avuto anche un figlio. Lo ha deciso il gip, accogliendo una richiesta della procura in merito alla vicenda che ha coinvolto la donna, 31 anni, e un minore a cui dava ripetizioni private di inglese. La prima udienza del processo è stata fissata per l'1 luglio al tribunale di Prato. La donna attualmente è agli arresti domiciliari. I suoi difensori, avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, hanno 10 giorni di tempo per chiedere al giudice riti alternativi al processo con giudizio immediato.
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TITOLO: Football Leader 2019, premi al Torino e a Zaniolo
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OCCHIELLO: Al club granata, nella persona del presidente Cairo, il riconoscimento 'Financial Fair Play', al talento della Roma quello di miglior Under 21. La premiazione a Napoli il 4 giugno
TESTO: NAPOLI - Sono stati svelati altri due premiati della settima edizione di Football Leader, il premio organizzato dalla DGS sport e cultura in collaborazione con l'Assoallenatori in programma a Napoli dal 3 al 5 giugno. Si tratta del Torino, nella persona del presidente Urbano Cairo, e di Nicolò Zaniolo della Roma. Il club granata ha vinto il premio Financial Fair Play "per l'oculata e virtuosa gestione economica di un club calcistico, coniugando investimenti illuminanti e importanti risultati sportivi con le esigenze di bilancio rientranti nei parametri del vigente Fair Play Finanziario europeo. Il Torino e le capacità manageriali di Cairo seguono il percorso di un progetto sportivo ambizioso su un binario di un modello imprenditoriale di riferimento". Zaniolo si è invece aggiudicato il "Leader Under 21" di Football Leader essendo stato il più votato dagli allenatori iscritti all'AIAC. Il 19enne centrocampista giallorosso ha vinto "per aver mostrato le stimmate del campione nel primo anno di serie A, evidenziando classe cristallina e leadership in campo e fuori. Zaniolo è in poco tempo diventato una delle più grandi promesse del calcio italiano e internazionale: talento e carisma al servizio della Roma e della Nazionale Italiana". Zaniolo succede, nel prestigioso albo d'oro della categoria, a Insigne, Romagnoli, Berardi, Bernardeschi, Chiesa e Cutrone. In precedenza erano stati annunciati altri premiati. Fabio Paratici, direttore sportivo della Juve, riceverà il premio "Dirigente dell'anno" per essere stato "il principale artefice del colpo del secolo", ovvero dell'arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus, e per aver guidato "l'area sportiva del club che ha centrato lo storico ottavo scudetto consecutivo, dimostrando competenza, leadership e straordinarie capacità manageriali". All'agente Claudio Vigorelli il premio speciale "Football Leader Manager" per "la sua carriera luminosa, che lo ha portato a gestire grandi campioni con competenza, lungimiranza, scoprendo altresì straordinari talenti a cui ha consentito l'affermazione internazionale nel mondo del calcio". Premio speciale alla carriera all'allenatore svedese Sven Goran Eriksson "allenatore il cui stile in campo e fuori ha tratteggiato decenni del calcio mondiale". Al direttore generale del Genoa Giorgio Perinetti il premio "Scouting Leader", assegnato dalla giuria speciale, "per la sua notevole carriera di scopritore di talenti, nelle giovanili della Roma, del Napoli e della Juventus e poi dirigendo l'area sportiva di numerosi club di serie A". La cerimonia ufficiale di premiazione è in programma martedì 4 giugno alle ore 17.30 presso l'Auditorium del Royal Continental Hotel, in una giornata che si chiuderà con la cena di gala presso il prestigioso "D'Angelo Santa Caterina".
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TITOLO: Roma, anziana morta dopo rapina in casa: 5 arresti. "Colpita alle spalle mentre chiedeva aiuto"
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OCCHIELLO: Si tratta di cinque rom: uno si è costituito, due sono stati bloccati nella Capitale, gli altri due a Torino e Ventimiglia. L'89enne fu aggredita nella sua casa di Montesacro. Salvini: "Speriamo di poterli espellere presto"
TESTO: Sarebbe stata colpita brutalmente alle spalle mentre tentava di chiedere aiuto a una vicina di casa. Si sta delineando sempre con maggiore chiarezza la dinamica della rapina avvenuta nel quartiere di Montesacro a Roma, a seguito della quale una donna di 89 anni ha perso la vita. Per quella violenta aggressione oggi cinque persone sono state arrestate. Ora devono rispondere a vario titolo della rapina e dell'omicidio di Anna Tomasini. L'anziana, colpita nella notte tra domenica e lunedì scorsi, è deceduta il giorno dopo in ospedale a causa dei traumi riportati. I fermati sono 5 rom - quattro di origine serba ed uno di origine bosniaca - di età compresa tra i 20 e 42 anni. La svolta nelle indagini, che ha permesso di risalire alla identità dei soggetti, è arrivata quando uno dei componenti del gruppo ha manifestato la volontà di costituirsi, presentandosi alla stazione carabinieri di Cinecittà. I primi elementi indiziari raccolti hanno consentito di risalire ai suoi complici che nel frattempo, in fuga, si erano allontanati dalla Capitale. L'intensa attività info-investigativa ha consentito ai carabinieri, nel giro di poche ore, di rintracciare tutti i componenti della banda: uno di loro è stato fermato nel campo nomadi di via Salviati, un altro nei pressi della stazione ferroviaria di Pomezia-Santa Palomba e un terzo in provincia di Torino, grazie alla collaborazione fornita dai carabinieri della compagnia di Moncalieri. Le indagini svolte su un quinto componente della banda, di nazionalità serba, hanno consentito di verificare che lo stesso, nella mattinata di domenica, era stato arrestato dalla polizia di frontiera di Ventimiglia perchè a un controllo era risultato irregolare nel territorio nazionale, nel quale aveva fatto rientro dopo essere stato espulso. Secondo le prime ammissioni rese ai militari, la sera del 5 maggio scorso i cinque avevano raggiunto via Pizzo Bernina per commettere il furto all'interno dell'abitazione dell'anziana donna, al secondo piano dello stabile. Dopo aver infranto il vetro di una finestra ed aver fatto irruzione, hanno sorpreso l'anziana, che nel frattempo, accortasi di quanto stava accadendo, era riuscita ad allertare una vicina di casa telefonandole. In quel momento uno dei malviventi, nel tentativo di bloccare la richiesta d'aiuto della donna l'avrebbe aggredita alle spalle dietro tramortendola. Tuttavia, come emerso dai primi accertamenti svolti dalla polizia, le urla d'aiuto dell'anziana avevano attirato l'attenzione di alcuni vicini che avevano notato due rapinatori scappare dall'abitazione della donna e dileguarsi a bordo di una station wagon di colore grigio. Nel corso delle operazioni, i carabinieri e la polizia hanno recuperato e sequestrato la autovettura, trovata nella disponibilità di uno dei fermati abitante nel campo di via Salviati. "Sono stati beccati i cinque rom, stranieri guarda caso, che hanno ucciso, durante un tentativo di rapina, una anziana di 89 anni e contiamo di poterli espellere nell'arco di poco tempo" commenta Matteo Salvini, parlando in piazza a Lumezzane, nel Bresciano. "Di questa gente in Italia ne abbiamo le scatola piene, abbiamo bisogno di gente che ha voglia di lavorare", conclude il ministro dell'Interno.
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TITOLO: L'importanza di chiamarsi Inchiesta. Al via la quinta edizione del DIG Festival
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OCCHIELLO: Dal 30 maggio al 2 giugno a Riccione. Il tema di quest'anno è "Personal Matter": dall'impegno dei giornalisti che sfidano censura e potere al racconto dei pericoli che corrono le nostre informazioni personali. Presiede la giuria Naomi Klein
TESTO: Si parte dal personale. Dai rischi che in prima persona videoreporter e giornalisti affrontano quotidianamente per svolgere il proprio lavoro. Perché a volte le operazioni di scavo per approfondire una notizia devono sfidare il potere e la censura. Ma il personale si coniuga con il rischio anche in un altro senso: quello che indica il pericolo che, nel mondo globalizzato secondo i canoni della tecnologia, corre la privacy di ciascuno. Personl Matters: questioni personali. E' questo il nucleo intorno a cui si articola la quinta edizione del DIG Festival, la kermesse dedicata al giornalismo d'inchiesta che si svolgerà a Riccione dal 30 maggio al 2 giugno. E se al centro di DIG ci sono lavori che vengono sottoposti alla giuria - guidata in questa edizione da Naomi Klein - da ogni parte del mondo (250 candidature in sette sezioni), il Festival non perde la sua capacità di coinvolgere un pubblico che va ben al di là degli addetti ai lavori. Quattro giorni aperti al pubblico, dove a farla da padrone saranno proiezioni, incontri, spettacoli, momenti di formazione e approfondimento. Come si legge nel comunicato che lancia il Festival: "Un'occasione per mettere al centro dell'attenzione il mestiere del giornalista, con un occhio alla contemporaneità".
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TITOLO: Salvini, il ministro latitante: nel 2019 al ministero solo 17 giornate piene
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OCCHIELLO: Nei primi quattro mesi e mezzo del 2019 il vicepremier è stato assente per 95 giorni, partecipando a 211 eventi tra comizi elettorali e incontri non istituzionali. Ma chi comanda davvero al posto suo?
TESTO: Un ministro dell’Interno non ha l’obbligo di stare sempre in ufficio. Può e deve recarsi sul territorio ogniqualvolta la sicurezza pubblica lo richieda, in quanto testimone primo della presenza dello Stato, cruciale in quelle aree tradizionalmente ad alta densità mafiosa dove l’Anti-Stato aspira a diventare legge. Però, scorrendo l’agenda di Salvini e i Comitati provinciali da lui presenziati nel 2019 (Pescara, Cagliari, Bergamo, Napoli, Genova) si intravede piuttosto la scusa per trovarsi là dove a breve si apriranno le urne. Quindi la giustificazione per spostarsi con elicotteri e aerei della Polizia di Stato, come ha fatto lo scorso 25 aprile in Sicilia: dall’aeroporto di Punta Raisi è stato portato a Corleone, per l’inaugurazione del commissariato. Il resto dei due giorni della trasferta siciliana l’ha passato a fare campagna elettorale. 1. continua
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TITOLO: Maltempo, ancora allerta in Romagna. A Villafranca 200 case allagate dopo l'esondazione del Montone
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OCCHIELLO: La situazione più critica stamattina nel Forlivese: ci vorranno almeno 15 ore per chiudere la breccia nell'argine rotto dal fiume Montone. Nelle altre zone il peggio sembra passato, ma il meteo non migliora nei prossimi giorni. Piene in calo. Oggi scuole chiuse a Cesena, Ravenna,...
TESTO: "Le piene stanno defluendo. La situazione più critica si è verificata nelle prime ore di questa mattina a Forlì" nella zona interessata alla rottura dell'argine del fiume Montone "dove c'è il quartiere di Villafranca parzialmente allagato e quindi ci sono interventi di assistenza. Nel resto della regione siamo ancora in allarme perché i livelli dei fiumi in diversi tratti sono ancora molto alti ma non ci sono altre situazioni di emergenza": lo ha detto il direttore dell'Agenzia regionale di Protezione civile dell'Emilia Romagna, Maurizio Mainetti. In Emilia Romagna, l'allerta rossa rimane "sicuramente fino ad oggi a mezzogiorno - ha concluso - poi valuteremo se rientrare su un'allerta arancione o meno". Il bollettino dell'allerta meteo Emilia Romagna fa il punto sulle piene. Il fiume Savio in Romagna rimane sopra la soglia massima a Castiglione con un livello di 8 metri e 43, in calo dopo il picco di ieri sera con 9 metri ed 80 cm. A Cesena il livello è sceso sotto i 5 metri. Rimane molto alto il fiume Montone. A Ponte Vico è ancora oltre la soglia 3, quella massima, con 7 metri e 76 cm, in calo rispetto ai 8 metri ed 83 cm raggiunti ieri. In Romagna rimangono sopra la soglia 2 ma in calo i fiumi Ronco, Fiumi Uniti e Lamone.
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TITOLO: Valeria Fazio: “Rigurgiti fascisti la politica non deve sdoganarli”
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OCCHIELLO: Intervista al Procuratore Generale di Genova
TESTO: « La repressione penale da sola non serve a ristabilire i valori democratici. La sentenza della Cassazione che archivia il saluto romano sarebbe da incorniciare perché sembra ispirata da Voltaire, al suo “ Non condivido ciò che dici ma ti garantisco la libertà di dirlo”. La libertà di manifestare il pensiero si deve garantire anche ai “ pensieri cattivi” come quello fascista. La nostra giurisprudenza sul tema è basata sulla legge Scelba e sulla legge Reale. In estrema sintesi va perseguita la ricostituzione del partito fascista o comunque atti o episodi che rappresentino un pericolo concreto per la tenuta democratica. La Cassazione precisa anche che il saluto romano, oppure urlare “ camerata presente” come accaduto di recente a Genova, sia una manifestazione di pensiero, ma aggiunge che va invece perseguito chi intona “all’armi siamo fascisti”, considerato una professione di fede e un incitamento alla violenza, o chi compie il saluto romano armato di manganello durante un comizio elettorale».
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TITOLO: "Folla per Di Maio", ma è la festa di San Nicola. Sostenitori M5s inciampano nella fake news
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OCCHIELLO: La pagina Facebook 'Movimento del Cambiamento', forse in maniera ironica, pubblica la foto della folla sul lungomare. Ma in molti ci cascano, compresi profili istituzionali, come quello M5s Bellaria. Poi il post è stato rimosso
TESTO: La foto è uno scatto fatto dall'alto del lungomare Nazario Sauro di Bari. Migliaia di persone sono assiepate in strada per lo spettacolo aereo delle frecce tricolori: è il pomeriggio dell'8 maggio. L'immagine del pienone ha fatto il giro della rete così qualcuno l'ha notata e ha pensato di utilizzarla diversamente. Come? Spacciandola per la folla accorsa al comizio del vicepremier e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio che effettivamente è stato a Bari domenica 12 maggio ma all'interno di un hotel. A rendere ancora più grottesca la vicenda è che la foto in questione è stata scattata e pubblicata sui suoi social dal govenatore Pd Michele Emiliano, dalla ruota panoramica sul lungomare.
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TITOLO: Impronte digitali a scuola, i presidi scrivono a Mattarella: "Una grave schedatura di massa"
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OCCHIELLO: I dirigenti scolastici contro il Decreto concretezza: "I rilievi biometrici sono anticostituzionali e toglieranno 100 milioni direttamente agli istituti"
TESTO: ROMA - I presidi alzano il livello di opposizione e scrivono al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: le impronte digitali agli ingressi della scuola sono una decisione "grave e assurda, da accantonare". La lettera è partita due giorni fa. L'ha scritta il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, inviandola "dopo aver registrato la freddezza con la quale il Governo ha accolto le nostre richieste e segnalazioni". Nel testo si segnala alla più alta carica dello Stato "il carattere di assoluta gravità di alcuni provvedimenti contenuti nel Decreto concretezza”. Innanzitutto, "l’introduzione generalizzata di controlli biometrici per la verifica della presenza, sul posto di lavoro, di tutti i dipendenti pubblici contrattualizzati, con l’esclusione dei soli insegnanti". Per Giannelli, la misura "presenta una massiva violazione della privacy, in quanto coinvolge oltre due milioni e mezzo di persone", e qui si riferisce ai dipendenti pubblici, "ed è molto sproporzionata rispetto al dichiarato e pienamente condivisibile scopo: evitare condotte disoneste come quelle dei cosiddetti furbetti del cartellino”. Secondo Anp questi comportamenti "riguardano una irrisoria percentuale di lavoratori e andrebbero combattuti conferendo ai dirigenti adeguati poteri gestionali". I controlli biometrici sono, invece, "una schedatura di massa senza precedenti che non migliorerà la produttività delle amministrazioni pubbliche e, al contrario, favorirà demotivazione e inefficienza". Nella lettera si spiega che per i dirigenti – scolastici e no – "la misura è del tutto insensata: si tratta di personale senza orario di lavoro e la cui valutazione dipende solo dai risultati ottenuti. La conoscenza del tempo trascorso in ufficio, quindi, non ha nulla a che fare con la trasparenza". Nello specifico caso dei presidi, poi, "la cosa è ancora più assurda: per la prima volta, da quando esiste l’organizzazione del lavoro, si sovverte il principio di gerarchia sottoponendo il capostruttura a un controllo da cui è esclusa la maggior parte del personale in servizio. Aggiungo che", scrive Giannelli, vista l’equiparazione del dirigente scolastico al datore di lavoro a fini antinfortunistici, "dovrebbe semmai avere lui contezza delle effettive presenze in un istituto scolastico". Il ministro Marco Bussetti in un primo tempo aveva infatti motivato la decisione della ministra Giulia Bongiorno con la necessità di conoscere i presenti all'interno di una struttura grande e complessa come una scuola. L'Anp stima in 100 milioni di euro i costi necessari per acquistare e installare i dispositivi di controllo biometrico nei plessi, costi da attribuire direttamente al sistema scuole visto che il provvedimento dovrà essere "senza oneri aggiuntivi per lo Stato". Continua la lettera: "Ai dirigenti scolastici, gravati da un carico di responsabilità e competenze che quasi non ha eguali nello scenario della pubblica amministrazione, si vuole ora imporre un controllo insensato e irragionevole con un accanimento che non ha precedenti e con grave lesione della loro autorevolezza". Citando lo stesso Mattarella, Giannelli scrive: "La scuola italiana ha bisogno di competenza, qualità, spirito di servizio, innovazione e cultura, non certo di accendere inutili conflitti o di screditare il prestigio di chi, da sempre, profonde impegno e professionalità ad esclusivo vantaggio dei cittadini". La lettera si chiude con la richiesta al presidente della Repubblica di un intervento affinché "la proposta di verifiche biometriche venga accantonata durante l’imminente passaggio nell’aula del Senato". Evidenziando elementi di incostituzionalità in quel passaggio del Decreto concretezza, Anp "non esclude ricorsi alla magistratura".
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TITOLO: Olio di soia spacciato per extravergine, 24 indagati a Foggia: "Venduto a noti ristoranti"
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OCCHIELLO: L'olio contraffatto veniva rivenduto in gran parte d'Italia, anche a rinomati ristoranti, e in Germania, applicando prezzi molto più bassi e concorrenziali rispetto all'effettivo valore di mercato
TESTO: Vendevano in Italia e all'estero olio di semi di soia addizionato con clorofilla spacciandolo per olio extravergine di oliva. Per questo i carabinieri hanno eseguito 24 misure cautelari, 17 delle quali a Cerignola (Foggia), nell'ambito dell'operazione 'Oro giallo'. L'olio contraffatto - riferiscono gli investigatori - veniva rivenduto in gran parte d'Italia, anche a rinomati ristoranti, e in Germania, applicando prezzi molto più bassi e concorrenziali rispetto all'effettivo valore di mercato. Gli indagati avevano creato delle società fittizie con annessi frantoi inesistenti nei quali sostenevano di produrre olio d'oliva extravergine. I carabinieri del Nas di Foggia, coordinati dalla Procura della Repubblica dauna, hanno però accertato che si trattava di olio di semi di soia addizionato con clorofilla. All'operazione hanno partecipato più di 250 militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli, di unità dell'Arma territoriale, con la collaborazione di personale di polizie straniere. L'operazione è stata condotta dal Nas di Foggia e coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo dauno in cooperazione continua con Eurojust (Agenzia dell'Unione Europea per la cooperazione giudiziaria penale), e con Europol per gli aspetti operativi transnazionali. 'Oro giallo', sostengono gli inquirenti, rappresenta una delle più rilevanti indagini svolte negli ultimi anni nel contrasto di fenomeni criminali operanti nella produzione e commercializzazione di olio extravergine di oliva sofisticato e contraffatto, perpetrati anche con proiezione transnazionale in Paesi dell'Unione europea.
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TITOLO: Riforma del divorzio, via libera alla Camera per il nuovo assegno
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OCCHIELLO: Con 386 sì e nessun contrario la proposta di legge passa ora al Senato: prevede che l'assegno verrà cancellato in caso di nuovo matrimonio e non sarà più legato solo al reddito ma anche al patrimonio, all'età e alla condizione lavorativa del richiedente
TESTO: ROMA. Con 386 sì, 19 astensioni e nessun contrario la Camera ha approvato la proposta di legge sull'assegno di divorzio presentata dalla deputata pd Alessia Morani. Oltre a M5s e Lega hanno votato a favore anche Pd, Forza Italia e Leu. Unici ad astenersi i deputati di FdI. Ora passa all'esame del Senato. L'assegno di divorzio, secondo le nuove norme, non sarà più legato solo al reddito ma anche al patrimonio, all'età e alla condizione lavorativa del richiedente, e sarà cancellato in caso di nuovo matrimonio. "Oggi il Parlamento ha compiuto un importante passo verso una realtà sociale che cambia, mantenendo fermi i principi di equità e solidarietà. Dopo anni di discussione sull'assegno divorzile, di dibattiti su quello che sarebbe stato il destino di chi divorzia, ma soprattutto dopo i pronunciamenti degli ultimi anni della Cassazione, abbiamo dato vita a una riforma indispensabile per la vita di donne e uomini", ha commentato la relatrice Morani.
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TITOLO: Canapisa non sarà una street-parade. Vietata la manifestazione
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OCCHIELLO: Il comitato dell'ordine pubblico di Pisa autorizza solo un presidio fisso alla stazione. Gli organizzatori: "Nelle prossime ore decideremo cosa fare"
TESTO: Canapisa quest'anno non sarà una street parade. Il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica di Pisa ha deciso di concedere solo un presidio fisso nella zona della stazione agli organizzatori dell'evento che da 19 anni si svolge nella città della Torre Pendente. "A questo punto decideremo cosa fare", dicono delusi dall'Osservatorio anti-proibizionista. La manifestazione, in programma per sabato prossimo potrebbe a questo punto anche saltare. Proprio come successo a Torino, dove è stato annullato il festival della Canapa previsto dal 17 al 19 maggio.
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TITOLO: A Villafranca 200 case allagate dopo l'esondazione del Montone. In 36 ore 100 millimetri di pioggia
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OCCHIELLO: La situazione più critica stamattina nel Forlivese per l'argine rotto dal fiume Montone. Due corsie chiuse in A14. Nelle altre zone il peggio è passato, ma il meteo tornerà a peggiorare nei prossimi giorni. Piene in calo. Bonaccini: "Chiederemo lo stato di emergenza"
TESTO: BOLOGNA - Sta lentamente rientrando l'emergenza maltempo in Romagna dopo i gravi problemi di ieri. Anche se rimane critica la situazione a San Martino di Villafranca di Forlì allagata dopo l'esondazione del Montone. Per tamponare la falla che si è aperta sul fiume e rinforzare l'argine verranno calati dei blocchi di cemento da un viadotto. Per questa ragione, dal primo pomeriggio di oggi e fino a domattina, sull'A14 Bologna-Taranto saranno chiuse due corsie nel tratto tra Forlì e Faenza. Intanto la Regione chiederà lo stato di emergenza per l'Emilia Romagna per i danni, ha annunciato il presidente Stefano Bonaccini al termine delle visite a Cesena e poi a Villafranca di Forlì. "Non appena sarà possibile partiremo con la conta dei danni per ottenere tutti i risarcimenti - spiega il governatore - Dove non saranno coperti da fondi nazionali, interverremo come Regione, anche se già fin d'ora auspico il massimo impegno da parte del Governo. Ho letto di qualcuno che polemizza, anche in queste ore, ma occuparmene è un lusso che in questo momento non mi posso permettere. Lavoriamo tutti per aiutare chi in questi giorni ha davvero bisogno" I Vigili del Fuoco nella zona di Villafranca sono al lavoro per dare una mano agli abitanti. Sono circa 200 le abitazioni invase dall'acqua. Ai piani terra l'acqua ha raggiunto fino a 50-60 centimetri di altezza, ma soltanto una casa è stata sgomberata. Nelle altre gli abitanti hanno dovuto spostarsi sui piani alti ma non sono stati evacuati Ci vorranno tra le 15 e le 18 ore per chiudere la breccia nell'argine rotto dal fiume Montone stanotte nella zona di Villafranca, frazione di Forlì. In Prefettura è in corso una riunione tecnica, fa sapere il servizio tecnico di bacino, per decidere le misure da adottare per chiudere la falla nell'argine: l'operazione richiede un intervento su un ponte della A14 - che si trova a dieci metri di altezza dalla tracimazione - da dove dovranno essere gettati dei sassi.
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TITOLO: Venezia, non ha i requisiti da profugo: "E' ben integrato, può restare in Italia"
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OCCHIELLO: La sentenza del tribunale di Venezia in favore di un giovane maliano: "Il rimpatrio sarebbe un danno sproporzionato alla sua vita privata"
TESTO: Un giovane ragazzo del Mali potrà restare in Italia, non perché ha i requisiti per ottenere lo status da rifugiato ma perché si è integrato talmente bene che se dovesse essere rimpatriato si arrecherebbe un "danno sproporzionato alla sua vita privata". Lo ha deciso il tribunale di Venezia che ha accolto il ricorso di un ragazzo africano che nel 2017 si era visto respingere dalla commissione territoriale di Verona la richiesta di riconoscimento della protezione internazionale. Il giudice spiega che il ricorrente non può essere considerato un rifugiato perché non è "oggetto di persecuzione per razza, religione o appartenenza a un determinato gruppo sociale" e aggiunge che "né in altro modo le circostanze fanno emergere la sussistenza di un danno grave in caso di rientro in Mali, cioè il rischio verosimile di essere sottoposto a pena capitale o a trattamenti inumani o degradanti". Ma secondo il tribunale di Venezia lo straniero "ha dato prova di una perfetta padronanza della lingua italiana e per ciò stesso di una seria capacità d'inserimento". Non solo. "Ha dimostrato - continua il giudice - di essere occupato a tempo pieno in molteplici attività lavorative, dalla vigilanza al lavoro in ristorazione e in agricoltura, di aver frequentato e concluso la scuola secondaria, oltre allo svolgimento di volontariato e di essere in procinto di acquisire la patente". Elementi che impediscono l'allontamento del giovane per "non arrecare un danno sproporzionato alla sua vita privata"
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TITOLO: Verona, scontro sul "bad boy" della danza Polunin all'Arena: "E' omofobo". Gli organizzatori: "E' il più bravo"
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OCCHIELLO: Il ballerino che si è tatuato Putin sul petto sarà Romeo nella prima mondiale dell'opera di Shakespeare. Protestano i circoli gay della città. Il precedente di marzo quando la città ospitò il congresso mondiale della famiglia con l'appoggio di teorie anti gay e anti gender
TESTO: "E così Verona ha trovato il suo Romeo, ospitando nella città scaligera niente meno che Sergei Polunin, danzatore dall'indubbio spessore artistico e dall'altrettanto indubbio fondamentalismo", protesta il Circolo Pink, che si occupa dell'affermazione dei diritti per le persone gay e lesbiche e si appresta a partecipare al Verona Pride in programma sabato. "Quale altra città meglio di Verona poteva offrirgli asilo? Per la dignità di questa città e per rispetto all'ex corpo di ballo della Fondazione il sindaco dovrebbe annullare questo spettacolo". C'è anche un risvolto occupazionale, oltre a quello ideologico e riguarda il declino del prestigioso corpo di ballo dell'Arena di Verona, tra precariato e artisti sottopagati. "Il sindaco Sboarina in campagna elettorale aveva promesso di ripristinare questo corpo, punta di diamante per un possibile rilancio della Fondazione Arena tutta" ricorda il Circolo Pink. "Dia la possibilità a quegli artisti di farsi carico della rappresentazione di Romeo e Giulietta"
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TITOLO: Oristano, lo chef malato di sla e l'odio sui social: "Tanto è inutile che ti dai da fare, in Israele non ci arrivi"
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OCCHIELLO: Disattivato da Facebook il profilo di Paolo Palumbo, 21 anni. Il fratello: "Nessuna tolleranza"
TESTO: CAGLIARI - L'ultimo post sul suo gruppo Facebook non l'ha scritto lui, ma suo fratello. Rosario domenica scorsa ha annunciato uno stacco social per disintossicarsi e "tranquillizzarsi" non dal flusso continuo ma dai messaggi d'odio, dagli auguri di morte e fallimento. Il bersaglio è Paolo Palumbo, chef oristanese di 21 anni, malato di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) da quando ne aveva 17: il più giovane d'Europa. A fine aprile è stato ammesso al programma di cure sperimentali Brainstorm in Israele, dopo un lungo pressing nazionale con vari scioperi della fame. Vista la giovane età c'è la possibità che la malattia neurodenerativa non solo si fermi ma in parte regredisca. Significa che Paolo, alimentato con un sondino e che comunica con il battito degli occhi grazie a un computer, potrebbe tornare a mangiare, respirare autonomamente, camminare. Ma per seguire il protocollo all'ospedale Hadassah, Gerusalemme ovest, servono 900mila euro. Da allora è partita sul web la raccolta fondi tramite il sito Gofundme. A lui, alla sua energia e alla lotta per la vita diffusa tramite web e social network si sono rivolti gli strali degli odiatori seriali. Molti messaggi arrivano da parenti di malati come lui: "Tanto muori come morirà mio padre", e ancora "Tanto è inutile che ti dai da fare, in Israele non ci arrivi". Spiega Rosario, il fratello tuttofare sempre al suo fianco: "Abbiamo saputo che ci sono delle chat private in cui dei gruppi di persone si divertono ad insultare l’operato di Paolo e si mettono d’accordo per trovare il modo di demolire agli occhi degli altri ogni sua azione". Nessuna tolleranza per loro, anche sul piano legale: "Ogni atto diffamatorio documentato – scrive – le conseguenze che merita". E ricorda che lo scopo di Paolo: "È sempre stato quello di portare questa terapia sperimentale in Italia, affinché per lo meno i suoi costi si dimezzino. Infatti, è grazie a lui se è attualmente in discussione l’attuazione del protocollo d’urgenza da parte del Ministero della salute per portare la terapia nel nostro paese in tempi brevi, non grazie a chi millanta di parlare a destra e a manca senza concludere niente". L'impegno è arrivato subito, insieme alla malattia: appena due anni fa, il diciannovenne Paolo aveva inventato un tampone per restituire i sapori dei piatti complessi a chi non riesce più a deglutire grazie al progetto "Il gusto della vita". E quindi ora ancora avanti nonostante tutto, sostenuto dalla famiglia e dai tanti che stanno dalla sua parte, anche su Fb: "Mia madre è morta di Sla nel 2004 ed io ho fatto una donazione per te, circa 10 giorni fa – scrive una donna -. Tu arriverai in Israele e ti sottoporrai a quella cura, per te, per la tua giovane età, per la tua famiglia e per tutti coloro che non ce l’hanno fatta. I soggetti sopra menzionati non meritano alcuna visibilità, ma solo querele e sdegno pubblico! ". Per Paolo ci sarà ancora la via del fare e del coraggio davanti a quella del disfattismo; raccoglie così l'eredità di un storico paladino sardo ora scomparso: Tore Usala, in prima linea per i diritti dei malati di Sla. A dividerli solo l'età, a unirli la provenienza geografica. E non è un caso, infatti, che la lotta contro la Sla – che di solito colpisce dopo i 60 anni – arrivi dalla Sardegna che detiene il record mondiale di incidenza.
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TITOLO: Lecce, l'Associazione persone down nel mirino di una baby gang. Denunciati in tre
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OCCHIELLO: A Nardò in più occasioni danneggiata la sede e l'impianto di videosorveglianza. Dopo la denuncia, la polizia ha individuato la banda di giovanissimi
TESTO: LECCE - A Nardò smascherata una baby gang, accusata di essere responsabile di una serie di atti vandalici commessi nella sede dell'Associazione italiana persone down, vicino all'area del mercato locale. Sono stati denunciati alla Procura per i minorenni di Lecce, due 17enni e un 16enne, tutti di Nardò, per danneggiamento aggravato e consumato in concorso. Il gruppo, secondo quanto ricostruito dalla polizia, in una circostanza ha ammucchiato spazzatura accendendo un fuoco vicino alla porta della sede dell'associazione, in un'altra ha invece preso a calci e divelto il box contenente il contatore del gas. Ma, secondo gli inquirenti, ha anche fatto esplodere dei petardi in un bocchettone di areazione della struttura, non mancando periodicamente di lanciare pietre e bottiglie contro le finestre e danneggiando le telecamere dell'impianto di videosorveglianza. I responsabili dell'associazione si sono rivolti alla polizia e verificata la pericolosità della situazione gli agenti, hanno attivato un servizio di controllo identificando la baby gang che si riuniva in un chiosco di proprietà comunale, attualmente vuoto, in un'area degradata per la presenza di varie carcasse di auto e ciclomotori in disuso, bombole di gas, ferraglie e spazzatura vari. Gli agenti hanno anche provveduto a far ripulire l'area e alla rimozione delle carcasse delle auto.
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TITOLO: Verso la morte (e ritorno), il risveglio di Lorenzo
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OCCHIELLO: Verona, staffetta di parenti e amici per parlargli e il 18enne ha riaperto gli occhi dopo cinque mesi di coma. I genitori erano pronti a donare gli organi. Ora è rientrato a scuola
TESTO: VERONA - Mamma Claudia è ancora confusa, guarda e riguarda il suo ragazzone biondo e non riesce proprio a fare a meno di dirla quella parola. "Miracolo, sì questo è un miracolo", ripete e ancora si commuove. I medici del reparto di terapia intensiva gliel'hanno spiegato in tutti i modi che una ragione scientifica c'è dietro a tutto questo ma a lei piace chiamarlo miracolo perché è una parola che racchiude tutto: dramma, dolore e rinascita. Correre in ospedale dopo un incidente in motorino del proprio figlio, vederlo in coma, affrontare le pratiche dell'espianto degli organi, parlare di stato vegetativo. Vivere tutto questo e poi d'improvviso "puf", torna la luce: quel ragazzone parla, cammina, ti riabbraccia, torna a scuola. "Voglio solo riprendermi la mia vita e dimenticare l'incidente", dice con burbera sincerità Lorenzo Mori, 18 anni compiuti il 2 gennaio scorso in un letto del reparto di Rianimazione dell'ospedale Borgo Trento. Non vedeva né sentiva ma intorno a lui c'era tutto l'amore di una famiglia, con mamma Claudia, papà Nicola, i fratelli Samuele e Andrea. C'era l'amore di una classe, anche. Lorenzo Mori frequenta il liceo scientifico Fracastoro ed è lì che andava la mattina dell'incidente, il 20 dicembre, in una città già trafficata per la corsa agli acquisti di Natale. Lorenzo in scooter è stato travolto in via Da Mosto, stradina di quartiere tra Borgo Trento e Borgo Milano. Una Mercedes Gls l'ha preso in pieno e lui da terra non s'è più mosso. In ospedale nessuno ha nascosto la gravità della situazione, anzi. "Sembrava spacciato", ricorda la madre con un nodo in gola che ancora non si è sciolto. "Aveva crisi neurovegetative e un danno cerebrale molto profondo. Ci hanno detto che sarebbe potuto rimanere in coma per anni". La parola morte entra quindi in questa famiglia, invade la casa e diventa un argomento di discussione anche con gli altri due figli, tanto che tutti insieme decidono di donare gli organi. In quei giorni i compagni di classe facevano la spola ogni giorno. Carezze, parole bisbigliate tra i bip del respiratore elettronico, preghiere. Claudia ripensa a quei momenti: "Il giorno di Natale c'era lì più di mezza classe, a un certo punto è arrivato persino un insegnante". La rinascita di Lorenzo è anche una storia di sanità che funziona, con Paolo Zanatta, direttore di Anestesia e Rianimazione, che l'ha affrontata come una missione. "Quel giovane va salvato", è il mantra anche tra gli infermieri che lo vegliano giorno e notte. Il ritorno alla vita porta con sé tutto il calore di una mano immobile che torna a muoversi, di una bocca che sussurra. "Improvvisamente ha aperto gli occhi e cominciato a muovere le gambe. Danni neurologici praticamente spariti, una ripresa da record", raccontano. In classe festeggiano e basta il ritorno di Lorenzo senza porsi troppe domande. I medici la spiegano come la reazione efficace di un fisico forte che ha saputo assorbire il trauma. Ma per mamma Claudia e papà Nicola resta un miracolo, il loro miracolo, il più bello e luminoso che ci sia.
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TITOLO: La ricerca Ue in mano allo scienziato italiano che scivolò su Stamina
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OCCHIELLO:  Ferrari a capo dell'European Research Council: gestirà 2 miliardi l'anno. L'apertura al metodo Vannoni scatenò la rivolta del mondo scientifica
TESTO: A volte ritornano. Non è bastato che il tribunale condannasse il metodo Stamina. La nomina di Mauro Ferrari a presidente dell'European Research Council riporta in vita il fantasma di quel cinico bluff. Ferrari infatti è uno scienziato italiano di enorme successo, da 40 anni negli Stati Uniti, chiamato ora a gestire da Bruxelles due miliardi all'anno di fondi per la ricerca. La sua nomina viene festeggiata dalla Lega e dal ministro dell'Istruzione Marco Bussetti. Ma nel 2014 aveva fatto rabbrividire i colleghi per aver usato parole di apprezzamento per Stamina. "È il primo caso importante di medicina rigenerativa in Italia" aveva detto in tv a Le Iene, la trasmissione che tanto si spese per promuovere il bluff fra gli italiani. Ferrari si era espresso il 22 gennaio 2014, all'indomani della sua nomina a presidente del comitato che a Stamina avrebbe dovuto dare una valutazione scientifica. A sceglierlo era stato l'allora ministra della Salute Beatrice Lorenzin, sotto accusa per non aver saputo arginare un metodo che sempre più si stava rivelando truffaldino. Stamina, senza fondamento medico, prevedeva l'infusione di cellule staminali in pazienti perlopiù bambini colpiti da gravi malattie del sistema nervoso. Era stato promosso dallo psicologo Davide Vannoni. L'ondata di protesta per le parole di Ferrari, con una lettera di diversi scienziati alla rivista internazionale Nature, aveva costretto la ministr a fare marcia indietro sul suo nome. Eclissi temporanea. Ferrari è tornato nel 2015 nel comitato di selezione dei presidenti degli enti di ricerca italiani, scelto dalla ministra dell'Istruzione Stefania Giannini. Quando i suoi quattro colleghi si erano dimessi, a dicembre dell'anno scorso, perché l'attuale governo aveva cacciato il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston, lui - unico - rimase al suo posto. "Sono d'accordo coi miei colleghi nel merito, ma seguo il motto dei militari, si muore sul pezzo" spiegò. E oggi, a scegliere di nuovo il suo nome per Bruxelles è stata una commissione presieduta dall'ex premier Mario Monti, composta fra gli altri dalla scienziata direttrice del Cern Fabiola Gianotti, con il commissario europeo per la Ricerca Carlos Moedas (socialdemocratico) a metterci il timbro. Anche Papa Francesco, nel frattempo, ha puntato su Ferrari, inserendo questo scienziato credente e osservante nella Pontificia Accademia della Vita. E solo venerdì scorso allo scienziato in Senato era stato assegnato il premio Carli. Bipartisan non basta a definirlo, bisogna dire almeno tripartisan, raccontano di lui i colleghi. Ferrari, nell'accogliere la nomina all'Erc, spiega di "essere stato chiamato" dopo una tragedia personale "a sconfiggere il cancro". E sulla sua capacità di lavoro, come sulla caratura scientifica, nessuno ha da obiettare. Matematico con laurea a Padova, ingegnere con titolo di studio a Berkeley, cattedra a New York (oltre alla passione per le maratone, a 60 anni), 7 libri e 50 brevetti, è uno dei pionieri della medicina basata sulle nanotecnologie. È ex presidente dello Houston Methodist Research Institute, uno dei principali enti di ricerca e cura negli Usa, con 2.300 dipendenti e mille protocolli di cura in sperimentazione contro il cancro. Il suo curriculum e il suo spirito disarmante da "sono qui per compiere una missione" gli hanno sempre permesso di superare le bucce di banana. Ma l'Italia in questo è diversa dagli Usa, dove i casi come Stamina quasi non fanno più notizia. La vicenda qui da noi ancora brucia. E non aiuta il fatto che il governo, a febbraio, ha inserito nel Consiglio Superiore di Sanità Camillo Ricordi. Anche lui scienziato italiano di successo negli Stati Uniti e aperto nei confronti di Stamina. Tanto da proporne la sperimentazione a Miami
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TITOLO: Palazzo occupato a Roma, in campo i frati francescani: "Se è illegale aiutare bambini e poveri che soffrono, arrestateci tutti"
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OCCHIELLO: Da Assisi fanno sapere: "Se è fuorilegge quello che ha fatto Krajewski compiendo un gesto di umanità dettato dal cuore e da quanto dice il Vangelo, allora diteci cosa è legale?". Pronte le tessere onorarie dell'associazione per il Papa e per padre Konrad. E il giurista...
TESTO: Anche i Frati di Assisi fanno quadrato attorno all'elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski che, sabato scorso, con un gesto di grande impatto mediatico, ha riattaccato l'elettricità nell'edificio occupato a due passi da Santa Croce in Gerusalemme a Roma, infiammando lo scontro politico e legale. Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala stampa del Sacro Convento di Assisi, ai margini della presentazione dell'evento voluto dal Papa che per marzo prossimo ha radunato ad Assisi gli economisti di tutto il mondo, afferma: "Se è illegale aiutare bambini e persone che soffrono, ditemi che cosa è legale? ". Gli occupanti dello stabile difendono naturalmente l'elemosinere dicendo di essere pronti ad autodenunciarsi. Ma non sono i soli. "Se è illegale quello che ha fatto Krajewski - osserva provocatoriamente padre Fortunato - compiendo un gesto di umanità dettato dal cuore e da quanto dice il Vangelo, allora arrestateci tutti". Anche perchè, osserva ancora padre Fortunato, "la Chiesa compie gesti di carità quotidianamente".
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TITOLO: Cantiere ponte Morandi, bloccata dall'antimafia una delle imprese
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OCCHIELLO: L'interdittiva della Prefettura a una società di Napoli: "Priva di titoli o esperienze, legami con pregiudicati". Il Commissario Bucci: "Contratto già risolto"
TESTO: La Dia, Direzione investigativa antimafia di Genova sta notificando un’interdittiva antimafia, emessa dal Prefetto, nei confronti dell’impresa Tecnodem S. r.l. Unipersonale con sede in Napoli, impegnata nelle attività connesse alla ricostruzione del “ponte Morandi”, ritenuta permeabile ed esposta al pericolo di infiltrazione della criminalità organizzata di tipo mafioso. La clamorosa notizia arriva poche settimane dopo i primi accessi e relativi controlli al maxi cantiere per la demolizione e la ricostruzione del Morandi. La Tecnodem, che si occupa di demolizione industriale di materiale ferroso, a febbraio scorso è stata inserita tra le ditte sub-appaltatrici per la demolizione e la bonifica degli impianti tecnologici, per una cifra pari a cento mila euro. Il committente è la Fratelli Omini S. p.a. . "Amministratrice e socio unico della Tecnodem S. r.l. - sottolinea in un comunciato la Dia - è Consiglia Marigliano, priva di titoli o esperienze professionali di settore, è consuocera di Ferdinando Varlese, pluripregiudicato 65enne di Napoli e domiciliato a Rapallo, dipendente della Tecnodem S. r.l. ." E ancora si legge nella nota: "Tra le condanne riportate dal Varlese, emerge la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Napoli nel 1986 per associazione a delinquere. Tra i coimputati vi erano soggetti affiliati al clan “Misso-Mazzarella -Sarno”, già appartenente all’organizzazione camorristica denominata “Nuova Famiglia”, i cui boss di riferimento erano Michele Zaza e suo nipote Ciro Mazzarella. Altra sentenza rilevante è quella della Corte d’Appello di Napoli del 2006 per estorsione tentata in concorso, con l’aggravante di aver commesso il fatto con modalità “mafiose”, da cui si evincono in maniera circostanziata i legami di Varlese con il sodalizio camorristico “D’amico”, cui risulta legato da rapporti di parentela". Alla luce di tali accertamenti svolti dalla Dia, la Prefettura di Genova ha ritenuto che "il complesso degli elementi di permeabilità criminale fosse tale da porre l’impresa in una condizione di potenziale asservimento - o comunque di condizionamento - rispetto alle iniziative della criminalità organizzata di stampo camorristico". L’attività odierna si inserisce nel quadro delle “Disposizioni urgenti per la città di Genova”, che ha individuato la DIA come punto di snodo di tutti gli accertamenti antimafia. Fino ad oggi, infatti, sono stati eseguiti controlli, con la collaborazione delle Forze di polizia territoriali, su 92 società e 4.062 persone fisiche impegnate nella ricostruzione del “ponte Morandi”. Gia in mattinata la struttura commissariale per la demolizione e ricostruzione di Ponte Morandi ha fatto sapere di aver 'risolto' il contratto con la Tecnodem. La decisione, dopo l'interdittiva della prefettura sulla base degli accertamenti della Dia sulla permeabilità a infiltrazioni mafiose, è stata pubblicata sul sito della struttura. La struttura ha chiesto l'immediata risoluzione del contratto con l'azienda. "Come previsto dal protocollo sottoscritto dal commissario per la ricostruzione Marco Bucci e il prefetto di Genova Fiamma Spena, dato il provvedimento interdittivo adottato dalla Prefettura nei confronti dell'impresa Tecnodem srl, la struttura commissariale ha provveduto a chiedere l'immediata risoluzione del contratto in essere all'Ati di demolizione, di cui la stessa azienda era un subappalto con incarico di "demolizione e bonifica di impianti tecnologici. Al provvedimento si è arrivati grazie all'efficienza dei controlli svolti puntualmente eseguiti nei confronti delle aziende che orbitano attorno al cantiere". Su Twitter il ministro Danilo Toninelli ha scritto: ""Grazie alla Dia di Genova. È la dimostrazione che i controlli di legalità sul grande cantiere funzionano anche con procedure estremamente snelle e semplificate. Andiamo avanti per il nuovo ponte sul Polcevera in trasparenza, efficienza e rapidità".
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TITOLO: "I carretti non sono in regola", il finto vigile urbano blocca il Palio in un paesino toscano
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OCCHIELLO: È successo sabato scorso a Montopoli Vardarno, nel Pisano. L'uomo si è presentato nel capannone dove erano custoditi i "barrocci"
TESTO: "Sono irregolari, li metto sotto sequestro". Questa la frase, pronunciata da uomo che si sarebbe spacciato per un agente della polizia municipale, che si è presentato in un capannone dove erano custoditi alcuni "barrocci", carretti in legno con cui si sarebbe dovuto correre il Palio di Capanne, frazione di Montopoli Valdarno, Comune in provincia di Pisa. Tutto era pronto per la rievocazione storica che domenica scorsa avrebbe dovuto animare le strade del paese. La corsa, già rinviata il 5 maggio per maltempo, consisteva in una staffetta con due contradaioli a trainare i carretti dei quattro rioni in cui era stato diviso il paese: Braalone, Piazzale, via Dante e La Bua. Una burla o un sabotaggio? Il falso sequestro, per ora, resta un mistero. Ciò che è certo è che alla manifestazione, alla prima edizione, Comune, associazione e cittadini stavano lavorando da un anno e mezzo. Domenica, dunque, era tutto pronto: comprese le autorizzazioni dei veri vigili urbani, l'ordinanza per la chiusura delle strade e tutti i permessi in Questura e in Prefettua. "A poche ore dalla corsa - racconta Sara Matteoli, dell'associazione Palio Der Barroccio, uno degli organizzatori ha ricevuto una telefonata da uno sconosciuto, che spacciandosi per un vigile urbano ha annunciato di dover fare un controllo a seguito di una segnalazione anonima". Così, dopo aver avvertito il propretario della struttura, il volontario ha raggiunto insieme a questa persona il capannone in cui erano custodi i barrocci, in zona Ponte a Egola, e dopo un rapido controllo ha decretato che non erano idonei alla corsa. Domenica pomeriggio non è stato più possibile prendere i carretti nel capannone: il proprietario non si è fatto trovare. E così i barrocci sono rimasti chiusi e il Palio rimandato "Noi avevamo regolarmente autorizzato come Comune l'iniziativa, dando il patrocinio", spiega il sindaco di Montopoli Valdarno, Giovanni Capecchi che su Facebook ha parlato di un "fatto grave". "Sono sconcertato e deluso. Tutti i permessi erano in regola. Eppure, qualcuno ha voluto rovinare quella che sarebbe stata una bella giornata per tutti. Ci hanno rubato una giornata, ma non ci ruberanno mai la voglia di stare insieme e di essere comunità! ", ha concluso il sindaco. "Se anche fosse stato un mio agente, avrebbe agito senza la mia autorizzazione", ribadisce il capo della polizia municipale di Montopoli, Dario Pancanti che ha già avviato un'indagine interna. lntanto, in attesa che il Palio si tenga davvero, gli organizzatori nelle prossime ore sporgeranno denuncia
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TITOLO: Chirurgo estetico maxi evasore: girava in Lamborghini ma dichiarava poco o nulla
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OCCHIELLO: Torino, aveva case ovunque ed era titolare di diversi studi medici
TESTO: Girava in Lamborghini e possedeva case e chalet, ma dichiarazioni dei redditi ne presentava di rado, dichiarando piccoli guadagni che alle volte erano persino troppo esigui per pagare le tasse. Ma la realtà era ben diversa. E' la storia di un affermato chirurgo estetico quarantenne, Carlo Giovanni Barberis, con un altissimo tenore di vita: dalla passione per le auto di lusso sino alla coltivazione dei vigneti, ora sottoposti a sequestro insieme all'annessa lussuosa tenuta di campagna. La Guardia di finanza di Torino ha accertato un'evasione fiscale per circa 2 milioni di euro. Il chirurgo, che ha una residenza all'estero, è titolare di diversi studi medici nel Nord Italia nonché consulente di rinomate strutture sanitarie. Nei suoi confronti è scattato, su disposizione del Tribunale di Torino, il sequestro dei beni a futura garanzia per il danno causato alla comunità. Tra questi, una tenuta di campagna, con una estesa coltivazione di vigneti, uno chalet di montagna, alcuni appartamenti a Torino e le somme rinvenute su diversi conti correnti. I militari hanno rinvenuto brogliacci, agende, appunti, il tutto rigorosamente improvvisato, una sorta di contabilità parallela, mentre di quella ufficiale non c'era traccia. Il professionista annotava tutte le sue prestazioni professionali, che potevano oscillare dai 200 sino ai 5.000 euro e anche oltre, per gli interventi e le consulenze più importanti.
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TITOLO: Banco alimentare: italiani più generosi e meno spreconi. 90mila tonnellate di cibo in dono
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OCCHIELLO: Compie 30 anni la Fondazione che con le donazioni nutre un milione e mezzo di persone, erano duemila nell’89. Oggi a Roma il convegno delle associazioni europee. Le storie da Palermo a Medellin  
TESTO: La storia del Banco fotografa come siamo cambiati nel corso degli anni: meno spreconi col cibo, più generosi verso gli oltre cinque milioni di concittadini che vivono sotto il livello di povertà assoluta e che crescono ogni anno di più, con sempre più minori in difficoltà. Se infatti nel 1989 furono raccolte 200 tonnellate di alimenti distribuite a 20 strutture convenzionate aiutandosi così 2mila persone in difficoltà, ora siamo passati a 91mila tonnellate per oltre 7700 associazioni che danno quotidianamente pranzi a un milione e mezzo di cittadini. Grazie anche alla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, a cui hanno partecipato quest’anno in 13mila supermercati oltre 5,5 milioni di italiani, che in un poche ore hanno donato 8.300 tonnellate di alimenti. “In questi trent'anni dalla nascita di Banco Alimentare in Italia nell'opinione pubblica e presso gli operatori della filiera alimentare è cresciuta la consapevolezza di quanto si spreca; è diventata indignazione a fronte del contemporaneo incremento della povertà assoluta ed alimentare”, dice Andrea Giussani, presidente della Fondazione. “Chi opera nei mercati della produzione e consumo alimentare sa che qui ed ora tale scandaloso paradosso può essere ridotto da buone pratiche che il Banco non si stanca di riproporre, nel recuperare quotidianamente cibo ancora ottimo. Tutti hanno la possibilità di aderire subito per costruire una società civile più sostenibile, giusta ed equa”. Oggi a convegno i Banchi di Europa La fotografia quest’anno si allarga all’Europa visto che oggi comincia a Roma la riunione dei Banchi europei, 24, che ogni anno distribuiscono 781 tonnellate di cibo, 4,3 milioni di pasti al giorno tramite 45,700 associazioni che funzionano grazie soprattutto a volontari (l’85 %) e si occupano di oltre nove milioni di indigenti. Un incontro organizzato dalla European Food Banks Federation che riunisce più di 100 partecipanti provenienti da 30 paesi, tra cui food banker, policy-maker, partner della filiera agro-alimentare, esperti del mondo accademico e altri rappresentanti di organizzazioni non-profit che discuteranno che fare “Verso il prossimo decennio, insieme". Se infatti in Italia secondo i dati di Waste Watchers si buttano via 16 miliardi di euro di cibo, nell'Unione europea si stima che vengano sprecati 88 milioni di tonnellate di alimenti con un costo economico di 143 miliardi di euro. Riducendo del 50 per cento lo spreco si cibo si potrebbero risparmiare 94,4 miliardi. L'Unione europea ha l'obiettivo di ridurre lo spreco di cibo del 50% entro il 2025. Storie italiane “In Italia uno dei progetti innovativi in cui siamo impegnati è avviare un continuativo recupero del pesce sequestrato o rigettato in mare. Nel 2018 abbiamo firmato un protocollo con il dipartimento Pesca Regione Sicilia che si impegna a svolgere un ruolo di coordinamento delle attività di divulgazione al fine di contrastare gli sprechi alimentari, promuovere il recupero e la distribuzione dei prodotti sequestrati o le eccedenze di mercato. Il risultato? Da maggio a dicembre 2018 sono state recuperate 12 tonnellate di pesce da diversi porti siciliani che sono state distribuite in 17 strutture caritative dell’isola" Banchi dall' Europa e dal mondo Nel mondo ci sono più di 1399 Banchi alimentari n 57 paesi che assistono 62,5 milioni di persone e hanno impedito la perdita di circa 2,68 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari commestibili e consentono il risparmio di circa 10,54 miliardi di kg di CO2 equivalente all'anno, equivalenti a circa 2,2 milioni di veicoli passeggeri. (Fonte Rapporto GFN "Waste not, Want Not – Toward Zero Hunger: Food Banks – A Green Solution to Hunger". ) Maisto Bankas in Lituania Il Banco Alimentare lituano "Maisto Bankas" raccoglie e distribuisce tonnellate di frutta e verdura. Una parte di questi deve essere consumata subito e non può essere ulteriormente trasportata alla strutture caritative, per questa ragione nel novembre 2018, è stata installata la cucina per la lavorazione di frutta e verdura in "Maisto bankas" a Vilnius per iniziare la produzione di pasti cucinati. La nuvola del cibo in Irlanda FoodCloud è un'impresa sociale che collega le imprese con cibo in eccedenza a enti di beneficenza che hanno bisogno di cibo utilizzando la tecnologia. I processi e la tecnologia di FoodCloud consentono di ridistribuire efficacemente alle comunità locali anche piccole quantità di cibo, con un recupero più capillare. Questo fornisce un nuovo metodo di recupero che può essere adottato a livello globale. Fino ad oggi, FoodCloud ha sostenuto la ridistribuzione di oltre 50 milioni di pasti nel Regno Unito e in Irlanda. Canada e la cultura acquaponica AquaGrow Farms è una fattoria urbana di 500 metri quadrati, situata nel magazzino del Banco Alimentare Mississauga. L'acquaponica è una forma di agricoltura che combina l'acquacoltura e l'idroponica (agricoltura senza suolo). Questo metodo di allevamento offre l'opportunità di allevare pesce e verdura tutto l'anno da distribuire alle persone povere del Canada. La fattoria ha tre letti di crescita e due vasche di pesce che producono circa 645 porzioni di pesce e 10.800 porzioni di verdura all'anno. In Cile un Banco Alimentare virtuale Con l'obiettivo di recuperare più cibo e nutrire più persone, Red de Alimentos Chile ha avviato il progetto di un Banco Alimentare virtuale. Nel 2017, oltre 2.300 progetti di cinque paesi dell'America Latina sono entrati nel Google Social Innovation Contest. Su 2.300 progetti, la Virtual Food Network, piattaforma web e mobile, è risultata uno dei cinque vincitori. In Colombia agricoltori e volontari Nel 2012, la Fondazione SACIAR, Banco Alimentare con sede a Medellín, in Colombia, ha visto che molte colture nelle fattorie locali venivano scartate perché i prodotti non riuscivano ad entrare nel circuito di vendita, perché imperfetti, di dimensioni non standard etc. SACIAR ha risolto questo problema recuperando verdura e frutta che non poteva essere commercializzata e distribuendola alle persone denutrite di Medellin.
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TITOLO: Corruzione in atti giudiziari, 14 arresti a Salerno: ci sono anche due giudici tributari
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OCCHIELLO: Operazione della guardia di finanza dalle prime ore dell'alba
TESTO: Ci sono dieci cause tributarie per un valore d'imposta di circa 15 milioni di euro al centro dell'inchiesta della Procura di Salerno che ipotizza episodi di corruzione negli uffici della sezione distaccata della commissione tributaria regionale. L'inchiesta, condotta dal nucleo di polizia economica della Guardia di Finanza, è coordinata dalla pm Elena Guarino con il procuratore aggiunto Luigi Alberto Cannavale ha portato agli arresti di due giudici tributari, Fernando Spanò e Giuseppe De Camills, 6 imprenditori, 4 consulenti e 2 impiegati. Agli atti dell'indagine, anche video che documentano passaggi di denaro. Le misure sono state emesse dal giudice Piero Indinnimeo. Tutti gli indagati potranno replicare alle accuse nei successivi passaggi del procedimento. La difesa potrà proporre ricorso al Riesame per ottenere le scarcerazioni. "Le corruzioni erano immediate, abbiamo messo la parola fine", ha sottolineato il procuratore reggente di Salerno, Luca Masini. E ha aggiunto: "In un un caso, le sanzioni tributarie contestate nell'accertamento ammontavano a sei milioni di euro. In media, le mazzette andavano dai 5 mila ai 30 mila euro, suddivise tra i due impiegati che contattavano gli imprenditori o i loro fiscalisti per proporre le corruzioni. Le somme venivano consegnate in contanti, quasi sempre il giorno prima della decisione. Durante le perquisizioni sono sta sequestrati 50 mila euro in in contanti nell'abitazione di uno degli impiegati e migliaia di euro nell'abitazione dell'altro". Il procuratore aggiunto Cannavale parla di "tristezza, perché il cittadino pensa che esista una giustizia giusta, invece in questo caso era asservita a un interesse. Ma questa, come ha sottolineato il gip, è solo la punta di un iceberg. La corruzione era duplice, per condizionare sia l'iter procedimentale sia l'esito della causa". Nelle intercettazioni, le tangenti diventavano "mozzarelle". Per una decisione, racconta la pm Guarino, "è stato cronometrato che, in un caso, ci hanno messo 4 secondi. La consegna dei soldi avveniva nel vano ascensore della commissione, in casa o comunque in luoghi al riparo da altri".
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TITOLO: Daniele Luttazzi chiede 100 mila euro a puntata. E il ritorno in Rai si allontana
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OCCHIELLO: Il comico che nel 2002 fu vittima dell'editto bulgaro di Berlusconi pretende anche 45 mila euro a replica. Il direttore di Raidue Freccero in difficoltà: richieste troppo alte
TESTO: Centomila euro a puntata significa 800 mila euro totali. Non finisce qui. Il 10 per cento, sempre a puntata, va all’agente del comico Roberto Minutillo. Infine, l’ultimo vincolo contrattuale prevede 45 mila euro da versare al comico per ogni replica. Un’altra richiesta siderale se si pensa che Montalbano, il gioiello di Viale Mazzini capace di ottenere ascolti mostruosi (oltre il 20 per cento) anche al decimo passaggio tv, costa 100 mila euro a replica (una parte dei quali finisce nelle tasche del protagonista Luca Zingaretti). La morale è che il ritorno di Luttazzi si allontana, se mai è stato davvero praticabile. Freccero è il primo a considerare esagerate le richieste del comico e a giudicare, oggi, più difficile la realizzazione del programma. Eppure proprio il direttore di Raidue aveva messo al centro della sua missione riportare Luttazzi in Rai. Voleva guarire la ferita che si era aperta nel 2002 con l’editto bulgaro quando Berlusconi accusò Luttazzi, Biagi e Santoro "per l’uso criminoso del servizio pubblico" e in pratica li accompagnò all’uscita. Sono quindi 17 anni che il comico è fuori dalla tv di Stato.
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TITOLO: Cappella gentilizia al cimitero e beni per 1,5 milioni: sequestrato tesoretto dei Casamonica
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OCCHIELLO: Per realizzare l'opera nel camposanto di Ciampino il clan aveva speso più di 80 mila di euro
TESTO: Sono stati i carabinieri del nucleo Investigativo di Frascati, nella prima mattinata di oggi, ad eseguire un decreto di sequestro preventivo di beni, emesso dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Dda. Il provvedimento cautelare fa riferimento a vari conti correnti, un'auto, denaro contante, orologi e preziosi di valore, molti dei quali rinvenuti nella disponibilità degli indagati all'atto delle perquisizioni eseguite lo scorso 15 aprile nei confronti di vari appartenenti al clan Casamonica. Fra i beni sequestrati, il cui valore supera il milione e mezzo di euro, ci sono una polizza assicurativa di 500 mila euro e una cappella funeraria gentilizia edificata all'interno del cimitero di Ciampino e riconducibile ad alcuni appartenenti della famiglia come s lege sul frontespizio. Dall'esame dei documenti acquisiti è stato ricostruito come per il rilascio della concessione e per la realizzazione dell'opera funeraria gli indagati abbiano sostenuto una spesa complessiva di oltre 80mila euro. Contestualmente al sequestro, i carabinieri del Gruppo di Frascati hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa sempre dal gip di Roma nei confronti di 2 soggetti, attivi nel settore della compravendita di autovetture, ritenuti responsabili di intestazione fittizia di beni: per uno dei due c'è anche l'aggravante del metodo mafioso.
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TITOLO: Voto di scambio, ok finale al Senato con 157 sì. La riforma è legge
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OCCHIELLO: Pd e Forza Italia hanno votato contro
TESTO: Via libera definitivo dell'Aula del Senato al ddl sul voto di scambio politico-mafioso. Il provvedimento ha incassato 157 sì, 81 voti contrari e 2 astenuti. Essendo stato licenziato senza modifiche al testo, il provvedimento diventa legge. Hanno votato a favore M5s e Lega, a cui si sono aggiunti i voti di Leu. Hanno invece votato contro Pd e Forza Italia. Non ha votato, in dissenso dal gruppo, il dem Luigi Zanda, che ha svolto un intervento molto duro, subito dopo il pentastellato Michele Giarrusso, che ha infiammato l'Aula con le proteste delle opposizioni. "Io non voterò - ha detto Zanda - questo è un metodo mafioso e in Aula non è consentito", ha scandito riferendosi alle parole del 5 stelle. Soddisfatto il ministro pentastellato per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro: "È un provvedimento che contrasta il malaffare e tutela la democrazia, inasprendo le pene per i politici che scendono a patti con la criminalità organizzata in cambio di voti. Le mafie sono una piaga di questo Paese e si combattono non a parole ma con i fatti".
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TITOLO: Roma, finale di Coppa Italia Lazio-Atalanta: tensione tra tifosi e forze dell'ordine. Vigile ferito
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OCCHIELLO: Lancio di oggetti contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con una carica di alleggerimento nella zona dello stadio. A Ponte Milvio in fiamme un'auto della polizia municipale
TESTO: "Le città non possono essere messe a ferro e fuoco da gruppi di delinquenti organizzati che con il pretesto di una partita di calcio devastano tutto e aggrediscono gli uomini della polizia, ovvero persone che stanno lavorando per tutti noi". Così il sindaco di Roma Virginia Raggi commenta su Fb gli scontri fuori lo stadio Olimpico. "Rivolgo pubblicamente un ringraziamento a tutti gli agenti della Polizia di Roma Capitale e di tutte le forze dell'ordine impegnate a garantire la sicurezza dei cittadini e lo svolgimento di un evento sportivo come la finale di Coppa Italia", aggiunge.
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TITOLO: Procedura infrazione Ue su case popolari a rom, Regione Lazio precisa: "Analisi su legge del '99 chiusa nel 2016"
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OCCHIELLO: Nessun parere da parte della Commissione europea in merito alle verifiche avviate sulle le norme di accesso dei nomadi all'edilizia pubblica in tutte le regioni d'Italia
TESTO: A proposito dell'apertura di una procedura di infrazione nei confronti della Regione Lazio sulle case ai Roma da parte della Commissione europea Alessandra Sartore, assessore alla Programmazione Economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio della Regione Lazio precisa che "quanto riportato oggi nella mia relazione in Consiglio regionale, fa esclusivamente riferimento allo stato dell'arte e, come corretto, segnala che, nell'eventualità della procedura di infrazione, la Regione si troverebbe nelle condizioni di dover valutare la compatibilità della Legge regionale 12/1999 con la Direttiva 2000/43/CE". "Nel 2012 - ricostruisce l'assessore - la Commissione europea ha aperto un'analisi di pre-infrazione con l'obiettivo di verificare, per tutte le regioni d'Italia, le normative di accesso della popolazione Rom agli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Tale condizione di pre-infrazione ha riguardato la legge regionale 12/1999 che disciplina le funzioni amministrative regionali e locali in materia di edilizia residenziale pubblica ed è stata conclusa nel gennaio 2016 e da quel momento la Commissione non ha espresso pareri nel senso di un'apertura formale dell'eventuale procedura di infrazione".
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TITOLO: Torino,dramma in Comune: una fattorina sfrattata da casa si toglie la vita
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OCCHIELLO: Si sarebbe gettata dal terzo piano degli uffici del municpio finendo nel cortile interno della palazzina di piazza Palazzo di Città
TESTO: Suicidio in piazza Palazzo di Città. Una donna di 63 anni, intorno alle 16, si è gettata dal terzo piano, dal bagno dell'ufficio Divisione patrimonio del Comune finendo nel cortile interno della palazzina di piazza Palazzo di Città, dove si trova l'ufficio del vicesindaco Guido Montanari. Sul posto sono intervenuti i carabinieri ed è subito arrivata un'ambulanza del 118. Ma per la donna non ci sarebbe stato nulla da fare. Sono in corso le indagini. Pare che donna avesse subito uno sfratto esecutivo. Era una dipendente in servizio negli uffici centrali del municipio di Torino.
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TITOLO: Meteo, nuovo weekend di piogge e temporali
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OCCHIELLO: Arriva un vortice ciclonico con correnti di origine atlantica
TESTO: ROMA. Ancora piogge e temporali tra sabato e domenica. Le condizioni meteo, che già non sono propriamente primaverili, subiranno un peggioramento dal pomeriggio di venerdì 17 maggio per l'avvicinarsi di un vortice ciclonico accompagnato da correnti instabili di origine atlantica. I primi effetti si faranno sentire in particolare sulle Alpi e sulla Liguria con piogge in continuo peggioramento nelle ore a seguire. Sabato 18 Maggio si comincerà con venti di Scirocco e correnti umide molto intense. Una forte perturbazione colpirà tutte le regioni del Nord e in parte di quelle del centro (Toscana, Umbria e Marche) con precipitazioni e temporali intensi specie su Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e poi Triveneto, dove potranno verificarsi pure grandinate; la neve cadrà oltre i 1700m sull'arco alpino, quote comunque piuttosto insolite per il mese di Maggio. Tempo che rimarrà più stabile al Sud. Domenica 19 Maggio. Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito www. iLMeteo. it spiega che l'azione perturbata del fronte atlantico insisterà ancora al Centro-Nord con altri temporali e grandinate che potranno interessare, oltre alle regioni settentrionali, anche la Sardegna settentrionale e l’Appennino centrale. Il tempo continuerà ad essere stabile al Sud dove è atteso anche un clima più mite. Le temperature sono previste di conseguenza in calo su tutti i settori perturbati e faticheranno a salire oltre i 14-15°C anche durante le ore più calde e la neve cadrà sempre sui 1700m.
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TITOLO: Jesolo, niente sedie in sala da gioco per il Tar è scelta legittima
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OCCHIELLO: Il comune veneto ha vinto nel ricorso presentato dai gestori. Vietate anche le pellicole per oscurare i vetri dall'esterno. Il Comune: "Una vittoria per la lotta alle ludopatie"
TESTO: Il Comune di Jesolo (Venezia) ha avuto ragione dal Tar nella disputa dei gestori delle sale da gioco contro le misure per contrastare le ludopatie. L'amministrazione della cittadina vicina a Venezia aveva infatti predisposto un regolamento per vietare l'utilizzo, nelle sale da gioco, di elementi di arredo che consentano alle persone di sedersi e vietato di applicare vetrofanie o pellicole oscuranti che impediscano la visibilità degli spazi interni dall'area pubblica. L'intento del Comune era chiaro: in piedi e ben visibili i giocatori si sarebbero sentiti meno a loro agio. Il provvedimento aveva però scatenato le ire dei gestori delle sale, che due mesi fa avevano fatto ricorso al Tar, ma il tribunale amministrativo ha dichiarato una parte delle obiezioni poste dai gestori inammissibili, e al contempo ha trovato corrette le valutazioni che hanno giustificato l'introduzione del nuovo regolamento con le relative sanzioni. Il vicesindaco Roberto Rugolotto ha dichiarato alla stampa locale: "La sentenza emessa dal Tribunale amministrativo regionale è un punto fermo molto importante importante, che dà merito al grande lavoro svolto dai diversi uffici coinvolti per confezionare un regolamento efficace. Alla base di questo testo c'è la precisa volontà di tutelare quei soggetti deboli che più facilmente possono cadere nella ragnatela della ludopatia, per promuovere poi una educazione alla responsabilità e produrre una sorta di immunizzazione collettiva al fenomeno".
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TITOLO: Il Pd lancia il suo 'Piano per l'Italia'. Zingaretti: "Meno tasse, uno stipendio in più all'anno per 20 mln italiani"
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OCCHIELLO: Il segretario dem chiama a raccolta lo stato maggiore del Partito democratico per dare il via a una corsa che, nelle intenzioni del segretario dem, si concluderà ben oltre il 26 maggio, giorno delle Europee
TESTO: "Uno stipendio in più per 20 milioni di italiani. Al centro di tutto c'è il lavoro, la prima cosa da fare è abbassare le tasse. Ci sono 20 milioni di lavoratori che potrebbero avere uno stipendio in più all'anno, 1.500 euro netti. Questa reputiamo sia un'iniziativa molto importante". Lo dice il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, in conferenza stampa al Nazareno, presentando il Piano per l'Italia. Il Pd lancia il suo 'Piano per l'Italia"per farsi trovare pronto ad un'eventuale crisi del governo gialloverde. "Da alcune settimane siamo piombati in una situazione ancora più complessa con finti litigi, parole sconsiderate come quelle ieri di Salvini che hanno fatto schizzare lo spread", dice Nicola Zingaretti al Nazareno ad una conferenza stampa con Paolo Gentiloni e Pier Carlo Padoan, tra gli altri. "Vogliamo mettere in campo un'idea alternativa di Paese - afferma - basata su lavoro, ambiente, sviluppo, istruzione. Un 'Piano per l'Italia' per farci trovare pronti in ogni momento", conclude il segretario dem, alludendo a una possibile crisi di governo gialloverde.
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TITOLO: Palermo, la retrocessione del club rosa. Giorgetti attacca la giustizia sportiva
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OCCHIELLO: Il sottosegretario alla presidenza del consiglio: "Vicenda che imbarazza, io avrei atteso l'appello prima di far partire i play-off. Il sistema va riportato a serietà". Musumeci: "Un affronto a tutta la Sicilia, valutiamo azioni legali. Se fosse stata una squadra del Nord...
TESTO: "La giustizia è giusta quando tempestiva. Balza agli occhi che, dopo tre anni, la decisione sia arrivata l'ultimo giorno di campionato. E' una cosa che francamente imbarazza". Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, critica la giustizia sportiva, dopo la decisione del tribunale della Federazione calcio di condannare il Palermo alla retrocessione in serie C. "Credo che tutto il sistema debba essere riportato a un criterio di serietà", ha detto il sottosegretario, che ha anche la delega allo Sport, nel corso di una conferenza stampa alla Camera. Secondo Giorgetti la decisione di far partire immediatamente i play-off di serie B "sembra uno strumento adottato per rendere ineffettivi o superflui i successivi gradi del giudizio: io credo, senza voler influenzare nessuno, che il secondo grado si debba aspettare prima di trarre conclusioni definitive". Il presidente della Regione, Nello Musumeci, valuta azioni legali e denuncia una discriminazione geografica: "Quanto accaduto al Palermo Calcio è davvero un affronto a tutta la Sicilia. Mi sembra di rivivere l'assurda vicenda del caso Catania ed è difficile non immaginare che se le due città fossero state al Nord, forse l'atteggiamento sarebbe stato molto diverso. In queste ore, a tutela di Palermo e quindi della capitale della Sicilia, valuterò con l'ufficio legislativo e legale se esistono le condizioni per agire in giudizio a tutela della immagine della nostra Regione e dei danni potenziali che derivano al nostro territorio per l'esclusione dai primi due campionati".
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TITOLO: Meteo, è il 15 maggio più freddo degli ultimi 50 anni
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OCCHIELLO: A Roma 11 gradi di massima, non succedeva dagli anni Settanta. L'esperto: "Questo mese entrerà nella storia a livello termico"
TESTO: Daniele Parolin, de IlMeteo. it aggiunge che non è stata soltanto Roma a battere i denti per il freddo. Dai nostri archivi - spiega -, risulta che anche per Venezia e Pescara si parla dello stesso record. I nostri archivi hanno rilevazioni accurate dal 1973 in poi, che dimostrano per altro come a Roma una giornata di freddo così intenso a maggio si era avuta appunto soltanto nel 1973, ma in quel caso era il primo giorno del mese e in questa stagione due settimane fanno una grande differenza" Per quanto riguarda Milano, oggi si è registrata una massima di 15 gradi, c'era stato un 15 maggio più freddo soltanto nel 1984, con 13°C. "Sicuramente Maggio 2019 entrerà nella storia a livello termico - precisa Parolin -e anche per le nevicate a bassa quota, e certamente chiuderà con temperature al di sotto della media. Se guardiamo infatti sul periodo breve, dal 2000 in poi, da tanto le temperature non erano così basse, visto il riscaldamento climatico, che ci aveva abituato a 28 gradi anche in primavera".
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TITOLO: Servizi segreti, Pd a Conte: "Governo revochi richiesta dimissioni"
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OCCHIELLO: Interrogazione al premier dei senatori dem Zanda e Pinotti: "Spoil system precedente grave". La notizia svelata oggi da Repubblica
TESTO: Il senatore del Pd Luigi Zanda ha presentato una interrogazione urgente al Presidente del Consiglio dopo le notizie apparse oggi sul quotidiano La Repubblica in merito ad una presunta richiesta di dimissioni dei quattro vicedirettori dei dipartimenti dei servizi segreti italiani. "I fatti riportati, se confermati, appaiono di una gravità assoluta, prevedendo l'applicazione di un sistema di rigido spoil system e di una vera e propria lottizzazione politica applicata al sistema di intelligence, cui è affidata la sicurezza del nostro Paese" si legge nella interrogazione, dove viene sottolineato che "un simile comportamento rischierebbe peraltro non solo di mettere in discussione l'efficienza operativa dei nostri sistemi di intelligence in un momento delicatissimo, ma anche di distruggere la loro credibilità nel prezioso reticolo informativo internazionale, che trova i suoi fondamenti nella professionalità, nell'indipendenza e nell'assenza di interessi politici nei vertici dei servizi segreti dei paesi cui noi siamo collegati".
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TITOLO: Roma, la Cassazione: "Contro l'ex sindaco Marino accuse infondate"
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OCCHIELLO: Le motivazioni con cui la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di appello che condannava l'ex sindaco di Roma, imputato per peculato e falso per la rendicontazione di alcune cene pagate con la carta di credito del Campidoglio "perché il fatto non sussiste"
TESTO: "Infondatezza della ipotesi accusatoria", perché "non è configurabile il delitto di peculato nel caso in cui non sia fornita giustificazione in ordine al contributo erogato per l'esercizio delle funzioni di natura pubblicistica": "L'illiceità della spesa" non può essere fatta derivare "da tale mancanza", ma occorre comunque "piena prova dell'appropriazione e dell'offensività della condotta, quanto meno in termini di alterazione del buon andamento della pubblica amministrazione". Così la Cassazione spiega perche', il 9 aprile scorso, decise di assolvere, annullando senza rinvio la sentenza di condanna in appello, "perché il fatto non sussiste" l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino, imputato per peculato e falso nel processo sulla rendicontazione degli scontrini di alcune cene di rappresentanza pagate con la carta di credito del Campidoglio. La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato da Marino contro la sentenza, emessa in appello l'11 gennaio 2018, che lo aveva condannato a due anni. L'ex sindaco era stato invece assolto in primo grado. Nella sentenza depositata oggi, la sesta sezione penale del 'Palazzaccio' evidenzia che i "giustificativi delle spese erano stati presentati" ma che la Corte d'appello, "con una motivazione del tutto inadeguata" li aveva ritenuti "falsi". I giudici di piazza Cavour osservano che, "ad eccezione di due soli di quei documenti per i quali era stata accertata una difformità nella indicazione della qualifica commensale del sindaco, casi nei quali l'imputato aveva convincentemente spiegato essersi trattato di probabili imprecisioni commesse dai suoi collaboratori nella compilazione di documenti, peraltro avvenuta a distanza di tempo dai relativi eventi", in "tutti" i giustificativi di spesa "vi erano annotazioni che potevano collegare ciascuno di quegli incontri conviviali ad altrettanti eventi, svoltisi nella stessa giornata, spesso poco prima delle ore serali, ai quali Marino aveva partecipato nella veste di sindaco, dunque per finalità certamente istituzionali". Con un "riscontro soggettivo", inoltre, relativo a 4 casi contestati, "era stato possibile appurare che Marino aveva effettivamente cenato con rappresentanti di altre istituzioni per discutere di questioni attinenti alla città di Roma", rileva la Cassazione, affermando che si tratta di "situazioni nelle quali vi era più di una mera presunzione in ordine alla natura pubblicistica di quelle spese, rientranti nella categoria delle legittime 'spese di rappresentanzà in quanto destinate alla realizzazione di un fine istituzionale dell'ente che le sostiene, per essere strumentali a soddisfare la funzione rappresentativa esterna dell'ente pubblico ovvero aventi il fine di accrescere il prestigio della sua immagine e la diffusione delle relative attività istituzionali". "Con il deposito delle motivazioni della sentenza della Suprema Corte di Cassazione il caso "scontrini" è stato definitivamente chiuso. Le cene di rappresentanza oggetto di tanta attenzione da parte del Partito Democratico, dei partiti di Centro-Destra e del Movimento 5 Stelle sono state giudicate dall'Alta Corte attività ordinaria di promozione dell'immagine e del prestigio della Capitale d'Italia che centinaia di migliaia di Romane e Romani mi avevano chiamato a guidare con il loro voto democratico", ha scritto l'ex sindaco su Facebook. Per la Cassazione, quindi, l'esposto del Movimento 5 Stelle e di Fratelli d'Italia denunciava un fatto che semplicemente "non sussiste". Insomma era "carta straccia". La Cassazione ha ribadito che il mio operato è sempre stato corretto. Il caso è chiuso. Ciò che rimane aperto sono le motivazioni che hanno portato tutti i Consiglieri del Partito Democratico e parte dei Consiglieri di Centro-Destra a recarsi da un notaio per interrompere il cambiamento che si stava realizzando. Queste sono le uniche motivazioni che ancora oggi non sono state depositate".
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TITOLO: Migranti, la Sea Watch salva 65 persone in zona Sar libica. Salvini firma la diffida: non avvicinatevi alle acque italiane
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OCCHIELLO: A Catania si chiude con un'archiviazione l'inchiesta per associazione per delinquere a carico del comandante e del capomissione della Open Arms
TESTO: Un'altra nave umanitaria ha soccorso un gruppo di migranti nel Mediterraneo. E' la tedesca SeaWatch che adesso ha a bordo 65 persone che erano a bordo di un gommone a 30 miglia dalle coste libiche. L'imbarcazione era stata avvistata da un aereo civile di ricognizione. L'equipaggio della nave ha avvertito del soccorso le sale operative di Tripoli, La Valletta, Roma ma anche l'Olanda di cui la nave batte bandiera. Ma fino ad ora nessuno ha risposto. "Le 65 persone soccorse sono ora al sicuro a bordo di Sea Watch. Tra loro 11 donne, 15 minori di cui 8 non accompagnati, 5 bambini, 2 neonati e una persona disabile. Molti sono esausti e disidratati - dicono da Sea Watch - Abbiamo chiesto alle autorità un porto sicuro e attendiamo istruzioni in merito". "Nel Mediterraneo stanno diminuendo i testimoni, non le partenze", scrive in un tweet Sea Watch. Si ricomincia dunque con lo scontato braccio di ferro tra una Ong e gli Stati costieri per l'autorizzazione a sbarcare i migranti in un porto sicuro. E il ministro dell'Interno Matteo Salvini, in applicazione della sua ultima direttiva, firma immediatamente la diffida ad avvicinarsi alle acque italiane. " Nave di Ong tedesca, con bandiera olandese, raccoglie 65 immigrati in mare libico. I nostri porti sono e rimangono chiusi", dice il ministro che ha ricevuto la notizia mentre presiede al Viminale il comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica. E intanto una delle più grosse inchieste sulle Ong si chiude con un nulla di fatto. Il gip di Catania, accogliendo la richiesta della Procura, ha archiviato l'inchiesta aperta nei confronti del comandante Marc Reig Creus e del capo missione Ana Isabel Montes Mier della nave dell'Ong spagnola ProActiva Open Arms. Erano indagati per associazione a delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina per lo sbarco a Pozzallo (Ragusa), il 17 marzo 2018, di 218 migranti soccorsi al largo della Libia. Resta in sospeso il fascicolo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e violenza privata aperto dalla Procura di Ragusa. L'inchiesta è coordinata dal procuratore distrettuale Carmelo Zuccaro e dai sostituti Fabio Regolo e Andrea Bonomo che dispose il sequestro della nave perché, sosteneva l'accusa, "l'obiettivo primario è salvare migranti e portarli in Italia, senza rispettare le norme, anzi violandole scientemente". Veniva contestato a Open Arms il "rifiuto di consegnare i profughi salvati a una motovedetta libica" e che, "nonostante la vicinanza con l'isola di Malta, la nave proseguì la navigazione verso le coste italiane, come era sua prima intenzione". L'Ong si è sempre difesa sostenendo di avere agito "in stato di necessità per salvare vite umane". Il sequestro della nave fu convalidato dal Gip di Catania, ma soltanto per il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il fascicolo, per competenza, fu trasferito alla Procura di Ragusa che reiterò la richiesta di sequestro della Open Arms, rigettata il 16 aprile scorso dal Gip Giovanni Giampiccolo. La stessa Procura di Ragusa nello scorso dicembre ha notificato ai due indagati un avviso di conclusione indagine individuando come parte lesa il ministero dell'Interno.
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TITOLO: Kate Middleton infrange il protocollo e mostra le gambe
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OCCHIELLO: Gambe nude per Kate Middleton durante un evento ufficiale.È accaduto ieri, mentre la duchessa di Cambridge ha presenziato a un impegno a Bletchey Park. Kate ha indossato per l"occasione un abito abbottonato, una creazione della designer Alessandra Rich dal valore di 1750 sterline - il corrispettivo di poco più di 2000 euro. È stato però propio
TESTO: Gambe nude per Kate Middleton durante un evento ufficiale. È accaduto ieri, mentre la duchessa di Cambridge ha presenziato a un impegno a Bletchey Park. Kate ha indossato per l’occasione un abito abbottonato, una creazione della designer Alessandra Rich dal valore di 1750 sterline - il corrispettivo di poco più di 2000 euro. È stato però propio il vestito a tradire la duchessa: il vento ha messo in mostra le sue gambe. Non ci sarebbe niente di male, se non fosse che Kate ha in questo caso infranto il protocollo: sotto il vestito non ha infatti indossato i regolamentari collant, com’è richiesto ai membri più in alto della Royal Family durante le occasioni ufficiali - compresa la duchessa di Cambridge, che è una papabile futura Regina Consorte. Certo, Kate diverrà Regina solo quando il Principe William diventerà Re - fatto che probabilmente richiederà del tempo, dato che è il Principe Carlo che succederà immediatamente alla Regina Elisabetta II. Però presumibilmente quest’ultima tiene nel mirino Kate, a differenza di Meghan Markle, che non occuperà mai tali posizioni di prestigio all’interno della Royal Family. Come riporta l’Express, secondo la giornalista Ashley Pearson la duchessa di Cambridge è tenuta a un insieme di regole e restrizioni in vista del ruolo futuro. È probabile che la sovrana le invii continue note su consigli di etichetta e i collant rappresentano una parte fondamentale di questi consigli - o meglio, regole. Si ritiene che Elisabetta inoltre abbia influenzato Kate sulla scelta di tagliare i capelli di diversi centimetri e che le abbia inviato una nota per consigliarla nel 2014, in vista di un viaggio ufficiale in Australia, in modo da evitare quegli scandali che prendono il nome di wardrobe malfunction. Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale. it?
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TITOLO: "Bocci sembra un tossico". E la Chiatti diventa una furia: "Idiota..."
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OCCHIELLO: Laura Chiatti e Marco Bocci sono una coppia piuttosto riservata. Sono una famiglia bellissima che ama vivere la propria quotidianità. Agli eventi mondani amano farsi vedere in coppia e sono sempre felici e sorridenti. Capita, però, che anche loro attirino su di sé l'odio social. E così, fra i tanti fan che commentano le loro foto social, spunta
TESTO: Laura Chiatti e Marco Bocci sono una coppia piuttosto riservata. Sono una famiglia bellissima che ama vivere la propria quotidianità. Agli eventi mondani amano farsi vedere in coppia e sono sempre felici e sorridenti. Capita, però, che anche loro attirino su di sé l'odio social. E così, fra i tanti fan che commentano le loro foto social, spuntano anche gli hater. I grandissimi leoni da tastiera. Qualche settimana fa, ad esempio, Laura Chiatti e Marco Bocci si sono mostrati in pubblico ad una sfilata di abiti da sposa. Hanno posato per i fotografi, per i fan e pure per i paparazzi. Poi, felici della loro serata, hanno condiviso qualche scatto sui social. E apriti cielo. "Tu bellissima. .. Marco mi sembra peggiorato sembra un tossico tesoro", scrive un utente. Ma a questo commento fuori luogo Laura non ci sta e sbotta: "Deve piacere a me, idiota". Colpito e affondato. Magari avrà imparato la lezione. ..
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TITOLO: Palermo, a scuola un video accosta Salvini al Duce: sospesa una docente
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OCCHIELLO: All'istituto tecnico industriale Vittorio Emanuele III gli studenti associano nelle immagini le leggi razziali al decreto sicurezza. Polemica sui social, scatta la sanzione
TESTO: Sospesa per 15 giorni, con lo stipendio dimezzato, per non aver vigilato sul lavoro dei suoi alunni quattordicenni, che nella Giornata della memoria dello scorso 27 gennaio avevano presentato una videoproiezione nella quale si accostava la promulgazione delle leggi razziali del 1938 al decreto sicurezza del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Da sabato scorso e per due settimane Rosa Maria Dell'Aria, professoressa di Italiano all’istituto industriale Vittorio Emanuele III, non presta servizio, dopo che l’Ufficio scolastico provinciale le ha inflitto un provvedimento disciplinare. La sospensione è scattata al termine di un’ispezione innescata da un post sui social che non è sfuggito agli uffici del ministero. "La docente — dice il figlio, l'avvocato Alessandro Luna, che la difende insieme a Fabrizio La Rosa — è amareggiata. Le si contesta il mancato controllo su alcuni accostamenti ritenuti offensivi e che rappresentano una visione distorta della storia e implicitamente la si accusa di aver indotto gli alunni ad agire in questo modo. Ma l’insegnante non può sindacare la libertà di espressione degli alunni e la sua libertà di insegnamento è tutelata dalla Costituzione, purché non oltrepassi il limite del buon costume e non minacci l’ordine pubblico". Quello che è certo è che al Vittorio Emanuele III non si respira un clima tranquillo. Con diversi insegnanti, anche fuori dall’istituto, che hanno raccolto firme di solidarietà nei confronti della collega che insegna nell’istiuto da più di vent'anni, "vittima - dicono - di un fatto molto grave". Di sicuro è singolare il modo in cui tutto ha avuto inizio. Il 28 gennaio scorso, sul profilo di Claudio Perconte, attivista di destra, condivisore seriale di notizie spesso di dubbia autenticità e che scrive per siti di estrema destra come “Vox” e “Primato nazionale”, era comparso un tweet, indirizzato al ministro all’Istruzione Marco Bussetti: "Salvini-Conte-Di Maio? Come il reich di Hitler, peggio dei nazisti. Succede all’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo, dove una prof per la Giornata della memoria ha obbligato dei quattordicenni a dire che Salvini è come Hitler perché stermina i migranti. Al Miur hanno qualcosa da dire? ". Al ministero qualcosa è arrivato. Perché il giorno dopo il primo tweet, la sottosegretaria leghista ai Beni culturali Lucia Borgonzoni è intervenuta su Facebook: "Se è accaduto realmente — scriveva — andrebbe cacciato con ignominia un prof del genere e interdetto a vita dall’insegnamento. Già avvisato chi di dovere". In effetti l’ispezione dell’Ufficio scolastico provinciale è arrivata puntualissima e gli studenti sono stati ascoltati su quanto accaduto. "Abbiamo ricevuto una segnalazione dal ministero, ma eravamo già al corrente di quanto accaduto — dice il provveditore Marco Anello — la libertà di espressione non è libertà di offendere e l’accostamento delle leggi razziali al decreto sicurezza è una distorsione della realtà. Abbiamo agito nella massima trasparenza dopo un’ispezione e una lunga istruttoria in cui sono state sentite tutte le parti". Stamattina a scuola è arrivata la Digos: i poliziotti stanno verificando l'accaduto parlando con preside e professori.
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TITOLO: Voli di Stato per i comizi, la Corte dei Conti indaga su Salvini
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OCCHIELLO: La procura della Corte dei Conti del Lazio apre un fascicolo dopo l'inchiesta di Repubblica sui suoi spostamenti. Lui: "Non voglio fare il ministro in ufficio"
TESTO: Un fascicolo "esplorativo", per accertare se Matteo Salvini abbia viaggiato su aerei ed elicotteri della polizia al di fuori dei fini strettamente istituzionali. Si muove la procura della Corte dei conti del Lazio dopo l'inchiesta di Repubblica sui tour per l'Italia del ministro dell'Interno, e in particolare sull'uso del lussuoso bimotore Piaggio P-180 - ribattezzato la "Ferrari dei cieli" - non solo per partecipare a eventi ufficiali ma anche per iniziative elettorali. La procura contabile del Lazio, guidata da Andrea Lupi, ha aperto il fascicolo come atto dovuto, per chiarire se ci sia stato uno sperpero di risorse pubbliche: nei prossimi giorni potrebbero essere chiesti atti al Viminale. L'inchiesta di Repubblica ha individuato più di venti voli con mezzi della polizia e in un caso anche dei vigili del fuoco. Viaggi in cui iniziative di propaganda - 211 quelle a cui ha partecipato Salvini solo da gennaio - vengono agganciate a manifestazioni ufficiali. Come venerdì scorso. Alle 6.55 il leader della Lega sale a bordo del P-180 diretto a Reggio Calabria, dove un Augusta lo aspetta per raggiungere una cerimonia anti mafia, poi alle 12.12 riparte per Lamezia Terme e da lì in elicottero fino a Catanzaro per un comizio elettorale. Alle 16.34, partenza per Napoli per un incontro in prefettura sull'arresto dei feritori della piccola Noemi e due ore dopo l'ultimo viaggio per Linate in vista dell'adunata degli alpini il giorno dopo.
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TITOLO: Monte Cusna, recuperati due escursionisti settantenni: uno è morto
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OCCHIELLO: Dispersi nel Reggiano dopo la tormenta. Sono stati individuati da un elicottero dell'Aeronautica Militare di Cervia
TESTO: BOLOGNA - È morto uno dei due escursionisti bloccati da ieri sul monte Cusna, sull'Appennino reggiano, e individuati questa mattina da un elicottero dell'Aeronautica Militare di Cervia con a bordo un tecnico di elisoccorso del Saer. L'uomo, 69 anni, era stato sottoposto a rianimazione cardiopolmonare avanzata e trasportato d'urgenza all'ospedale maggiore di Parma. Ma per lui non c'è stato nulla da fare. Gli uomini del soccorso alpino avevano individuato i due uomini questa mattina, dopo la ripresa delle ricerche interrotte ieri a notte fonda. Le condizioni meteo sono migliorate rispetto alla giornata di ieri quando gli escursionisti si erano trovati nel mezzo di una bufera di neve con vento e nebbia. L'allarme era stato dato ieri intorno alle 13. L'escursionista 69enne era stato recuperato in fondo a un canalone dov'era precipitato. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime. I medici hanno cercato di fare tutto il possibile per salvarlo ma dopo qualche ore l'escursionista è spirato. L'altro escursionista, di 76 anni, invece, dopo alcune cure per lo stato di ipotermia, ha rifiutato il ricovero in ospedale. Alle ricerche hanno partecipato 30 operatori del soccorso alpino dell'Emilia Romagna assieme a carabinieri e vigili del fuoco.
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TITOLO: Carceri, Antigone: calano i reati denunciati ma aumentano i detenuti
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OCCHIELLO: Sono 60 mila, tremila in più in un anno. Un terzo in custodia cautelare. Diminuiscono quelli stranieri. Allarme per la crescita dei suicidi. "Nel giro di due anni si tornerà ai numeri della sanzione europea"
TESTO: ROMA - Continua a crescere il numero dei detenuti, nonostante non si registri una crescita negli ingressi in carcere né nel numero dei delitti commessi: al 30 aprile 2019 sono 60.439, di cui 2.659 donne (il 4,4% del totale), 55 i bambini di età inferiore a 3 anni che vivono con le loro 51 madri detenute. Le presenze sono cresciute di 800 unità rispetto al 31 dicembre 2018 e di quasi 3.000 rispetto all'inizio dello scorso anno. Il tasso di sovraffollamento (il rapporto tra presenze e posti letto) sfiora il 120%, e in 42 istituti (uno su cinque) il 150%. Sono i numeri sulle carceri italiane, nel rapporto sulle condizioni di detenzione dell'associazione Antigone. Soprattutto ci sono oggi ben 8.000 detenuti in più rispetto a quattro anni fa e, con questo trend di crescita, rileva Antigone, nel giro di due anni si tornerà ai numeri del 2013, quando la Corte Europea dei diritti dell'uomo condannò l'Italia per violazione del divieto di trattamenti inumani o degradanti. Nel 2018 i volontari dell'associazione hanno visitato 85 carceri ed è risultato che nel 18,8% dei casi vi sono celle deve non è rispetto il parametro dei 3 metri quadro di spazio per detenuto, soglia considerata dalla Corte di Strasburgo minima e al di sotto della quale è estremo il rischio di trattamento inumano o degradante. Tra questi il carcere di Milano Opera ed entrambi i carceri di Napoli. A Poggioreale sono alloggiati 731 detenuti in più di quelli che l'istituto potrebbe contenere mentre nell'altro carcere cittadino, quello di Secondigliano sono 418 i detenuti in soprannumero. A Roma, Rebibbia Nuovo Complesso, ospita oltre 400 detenuti in più della sua capienza, a Regina Coeli lo scarto è di 381 unità, a Milano Opera di 387. Nel 18,8% dei casi vi sono celle dove non è rispettato il parametro dei 3 metri quadrati per detenuto, soglia considerata dalla Corte di Strasburgo minima e al di sotto della quale "estremo" è il rischio di "trattamento inumano o degradante": tra questi il carcere di Milano Opera ed entrambi gli istituti penitenziari napoletani. Viene definita "schizofrenica" la crescita dei detenuti presenti negli istituti di pena: a fronte di una diminuzione costante dei reati denunciati all'autorità giudiziaria aumentano gli ingressi in carcere dalla libertà. Secondo Antigone, ciò può essere letto come "un ritorno a un primitivo significato di pena racchiusa nello slogan da più parti agitato 'devono marcire in galera', tagliando alla radice ogni illusione riformatrice o progressista, scolpita nell'articolo 27 della Costituzione Italiana". A supporto di queste affermazione, l'associazione evidenzia i dati sulla delittuosità: nel 2017 si è assistito a un calo del 2,32% rispetto al 2016. Il decremento nel numero dei reati commessi si è confermato nei primi nove mesi del 2018, con un ulteriore meno 8,3%, nei primi quattro mesi del 2019, con un calo del 15%. "Non c'è un nesso - rileva Antigone - tra indici di delittuosità, stato della criminalità e lunghezza delle pene". E sono tanti i detenuti in attesa di sentenza: al 31 dicembre 2018, 19.565 detenuti, in pratica uno su tre (il 32,8% del totale) erano in carcere in attesa di condanna definitiva e questo dato sale 38% se si guarda ai soli detenuti stranieri. La percentuale di detenuti senza condanna è di dieci punti in più della media europea (del 23%). Il Rapporto afferma anche che non esiste un allarme stranieri detenuti: negli ultimi dieci anni sono diminuiti di oltre mille unità e, nel 2018, è calata leggermente la loro percentuale sul totale dei ristretti. Erano il 34,27% al 31 dicembre 2017, 33,9% al 31 dicembre 2018 e sono attualmente il 33,6%. Se nel 2003 su ogni cento stranieri residenti regolarmente in Italia l'1,16% degli stessi finiva in carcere, oggi la percentuale è scesa allo 0,36% (considerando anche gli irregolari). Dunque, l'affollamento delle carceri nell'ultimo anno è principalmente dovuto agli italiani. In aumento suicidi in cella, 67 nel 2018 un tasso di 11,4 suicidi ogni 10 mila detenuti. Gli atti di autolesionismo nel 2018 sono stati 10.368, quasi mille in più dell'anno precedente. Nel 7,1% degli istituti penitenziari ci sono celle in cui il riscaldamento non è funzionante e nel 35,3% celle in cui non è assicurata l'acqua calda, come, ad esempio, nel carcere di Poggioreale. Nel 54,1% dei casi ci sono celle prive di doccia, nel 20% degli istituti visitati non ci sono spazi per le lavorazioni, nel 27,1% non esiste un'area verde per effettuare i colloqui. C'è inoltre una carenza di educatori: il rapporto medio detenuti/educatori è di 78.I mediatori culturali sono scesi 165, vale a dire un mediatore culturale ogni 122 detenuti di origine straniera. Secondo l'osservatorio, il 60% degli istituti visitati nel 2018 era privo di mediatori. Sale il numero di quelli che svolgono un'attività lavorativa che omunque rimane basso: circa il 30% del totale dei ristretti.
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TITOLO: Giovane toscano trovato morto a Londra
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OCCHIELLO: Erik Sanfilippo, 23 anni, si era trasferito un anno fa in Inghilterra da Montopoli Valdarno. Sul caso indaga la polizia inglese
TESTO: È un mistero la morte di Erik Sanfilippo, il ragazzo di 23 anni di Montopoli Valdarno, Comune nel Pisano, trovato morto in strada a Londra l'11 maggio scorso in circostance ancora non chiarite. Il ragazzo si era trasferito in Inghilterra un anno fa, e lavorava come cameriere in un ristorante. Secondo quanto riporta la stampa inglese, il corpo del giovane italiano, che presentava una ferita alla testa, è stato ritrovato vicino a un cassonetto dei rifiuti a Islington, in Tollington Road. La polizia inglese ha diramato una nota ufficiale nella quale spiega che la morte è per il momento catalogata come "unexplained", cioè da chiarire, perché l'esame post-mortem non ha dato risultati definitivi. Ulteriori esami sono già disposti dagli inquirenti. Sempre la polizia spiega che i familiari sono stati avvisati (i genitori sono partiti stamani per Londra) e che l'intervento risale alle 16 di sabato. Domenica scorsa un uomo di 52 anni è stato arrestato perché sospetto di omicidio e rilasciato su cauzione in attesa di un'udienza di metà giugno. La polizia inglese ha anche lanciato un appello a eventuali testimoni perché si facciano avanti.
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TITOLO: Ex Ilva, a Taranto crolla carroponte: nessun operaio ferito. I sindacati: "Sfiorata la strage"
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OCCHIELLO: L'enorme struttura si è schiantata al suolo, dopo che una delle funi di sostegno ha ceduto. Lo denuncia la Flmu Cub: "Testimonia la mancata manutenzione ordinaria e straordinaria più volte da noi denunciata"
TESTO: Il carroponte numero 12 dell'area Pla2 dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto è crollato, schiantandosi al suolo, dopo che una delle funi di sostegno ha ceduto. Lo denuncia la Flmu Cub, sostenendo che "ancora una volta, fortunatamente, il destino ha voluto che in quel momento non ci fosse nessuno. Ennesima tragedia sfiorata che testimonia la mancata manutenzione ordinaria e straordinaria più volte da noi denunciata". L'incidente è avvenuto del pomeriggio di mercoledì 14 marzo. Secondo l'organizzazione sindacale, che aderisce al piano Taranto, la piattaforma rivendicativa che invoca la chiusura delle fonti inquinanti, la bonifica con il reimpiego degli operai e la riconversione economica del territorio, tali "incidenti sono la naturale conseguenza di un accordo (quello del 6 settembre 2018) siglato senza tener conto realmente della vita dei lavoratori che, oltre ad ammalarsi e morire a causa dell'inquinamento, sono costretti a rischiare la propria vita semplicemente al solo camminare nella fabbrica". All'interno della fabbrica "i sindacati confederali - attacca la Flmu Cub - continuano a non curarsi della grave situazione, mostrando solo interesse per accaparrarsi il maggior numero di tesseramenti".
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TITOLO: Mps, pm Milano chiede condanne a 8 anni per Mussari e confisca di 440 milioni a Nomura e Deutsche Bank
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OCCHIELLO: La procura ha chiesto di condannare gli ex vertici della banca Mussari, Vigni e Baldassarri e la confisca record ai due istituti
TESTO: Condannare gli ex vertici di Mps e confiscare la cifra record di oltre 400 milioni a testa a Nomura e Deutsche Bank AG. La procura di Milano ha chiesto la condanna degli ex vertici di Monte paschi di Siena Giuseppe Mussari (ex presidente), Antonio Vigni (ex direttore generale) e Gianluca Baldassarri (ex responsabile area finanza) rispettivamente a 8 anni e 4 milioni di multa per i primi due e a 6 anni e 1.5 milioni di multa per Baldassarri e Daniele Pirondini (ex direttore finanziario). Per Marco Di Santo, all'epoca dei fatti responsabile alm (asset lliabilities management e capital management) all'interno dell'area tesoreria e capital management di Mpschiesta una condanna a due anni e sei mesi e a una multa da 800mila euro. Le richieste sono state avanzate nel processo a 16 imputati con al centro le operazioni Santorini e Alexandria, Fresh e Chianti Classico. Il pubblico ministero Giordano Baggio ha chiesto anche la condanna di Nomura e di Deutsche Bank AG a 1,8 milioni di multa per ciascuna delle due banche, la confisca di 444,8 milioni per Nomura e di 440,9 milioni per Deutsche Bank AG, imputati in qualità di enti. Per quanto riguarda gli allora manager di Deutsche Bank, la procura ha chiesto la condanna a 5 anni e 8 mesi e a una multa da 1,4 milioni di euro ciascuno rispettivamente per Michele Faissola, in qualità di managing director - head of global rates, michele foresti, in qualità di managing director - head of structured trading, Dario Schiraldi, in qualità di managing director - head of europe sales, e la condanna a due anni e sei mesi e a una multa da 800mila euro per Marco Veroni, in qualità di direttore - account manager di db london in relazione al cliente mps. La procura ha invece chiesto l'assoluzione per Ivor Scott Dunbar, coinvolto in qualità di managing director - co-head of global capital markets della filiale di londra di deutsche bank e per Matteo Angelo Vaghi, in qualità di managing director - head of italian sales sempre di deutsche bank. Per quanto riguarda i manager di Nomura, la procura ha chiesto la condanna a 6 anni di reclusione e a una multa di 1,5 milioni ciascuno rispettivamente per Sadeq Sayeed, in qualità di ceo di Nomura international plc london, e Raffaele Ricci, all'epoca dei fatti responsabile delle vendite per l'Europa e il Medio Oriente di Nomura. Per quanto riguarda le posizioni di Mussari, Vigni e Pirondini il tribunale ha chiesto, oltre la condanna, anche l'assoluzione per estinzione del reato per tre capi di imputazione relativi all'ostacolo all'Autorità di vigilanza, in quanto è intervenuta la prescrizione per il caso 'Fresh' del 2008. Il processo ruota intorno alle indagini - avviate a Siena e poi trasmesse a Milano per competenza territoriale - che hanno evidenziato presunte irregolarità sui derivati Alexandria e Santorini, il Fresh 2008 e le operazioni immobiliari denominate 'Chianti classico'. Secondo l'ipotesi accusatoria, in particolare, queste operazioni sono servite per occultare nei bilanci di Mps perdite per circa 2 miliardi di euro, "buco" in parte creato per comprare Antonveneta dal Banco Santander. Nel procedimento era coinvolta anche Mps ma la sua posizione è stata stralciata perchè la banca senese ha patteggiato una sanzione pecuniaria di 600mila euro e la confisca di 10 milioni di euro.
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TITOLO: Mafia,19 arresti tra la Puglia e il Veneto: il clan barese Di Cosola si era riorganizzato a Verona
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OCCHIELLO: Il procuratore: "L'approdo in riva all'Adige del clan barese è avvenuto in seguito alle indagini pugliesi che avevano disarticolato l'organizzazione, con il trasferimento di alcuni soggetti in Veneto"
TESTO: Era stata ricostituita in Veneto, dopo che il gruppo era stato sgominato in Puglia, una 'cellula' del clan camorristico barese Di Cosola, e in provincia di Verona aveva avviato un traffico di marijuana e cocaina, scoperto e disarticolato oggi nel blitz dei carabinieri coordinato dalla Procura antimafia di Venezia. A illustrare l'operazione è stato il Procuratore distrettuale antimafia di Venezia, Bruno Cherchi, assieme al colonnello Ettore Bramato, comandante provinciale dei Carabinieri di Verona. Complessivamente sono state eseguite 19 misure cautelari, di cui 10 nel capoluogo scaligero (sei in carcere e quattro agli arresti domiciliari) e nove nelle province di Bari e Barletta (cinque in carcere e quattro ai domiciliari). Dalle indagini è emerso che un affiliato al clan, operante in riva all'Adige da una ventina d'anni, aveva avviato e dirigeva il traffico di marijuana e cocaina dalla Puglia, che giungeva in Veneto tramite pacchi contenenti ricambi per automobili inviati con corriere espresso a ignari artigiani e meccanici, in particolare, oppure con corrieri che viaggiavano in pullman di linea, con biglietto andata/ritorno pagato dall'organizzazione. Ogni settimana si è stimato giungessero nel veronese uno o due chilogrammi di marijuana e 2-300 grammi di cocaina pura, destinati alo spaccio sul territorio. Dalla denuncia di un artigiano, minacciato dagli appartenenti al clan, sono scattati nel novembre 2016 gli accertamenti con intercettazioni telefoniche e controlli del territorio, sia in Veneto che in Puglia, sfociati negli arresti odierni. Oltre al reato di associazione mafiosa finalizzata al traffico di droga, la procura antimafia contesta il possesso di armi, minacce ed estorsione. "Per la prima volta è stata riscontrata in Veneto la presenza di un'associazione con radici nella camorra barese, con ulteriore tipo di infiltrazione, stavolta nel Veronese - ha sottolineato Cherchi - l'approdo in riva all'Adige del clan barese è avvenuto in seguito alle indagini pugliesi che avevano disarticolato l'organizzazione, con il trasferimento di alcuni soggetti in Veneto. Questi elementi si sono inseriti nel traffico di stupefacenti, organizzato in Puglia ma con terminale nella regione. Questo - ha sottolineato - ci deve far riflettere sulla capacità di dispersione delle organizzazioni criminali sul territorio, valutato più 'tranquillo'". La novità della presenza dei Di Cosola "ci allarma - ha proseguito Cherchi - perché dimostra ancora una volta che il territorio veneto è continuamente oggetto dell'attenzione di più soggetti criminali", facendo riferimento alle precedenti indagini della Dda che avevano scoperto presenze di gruppi legati a 'ndrangheta e camorra napoletana. "C'è la possibilità - ha quindi precisato - che anche gruppi criminali non particolarmente attrezzati, ma con canali di approvvigionamento e un flusso costante di droga, possano trovare un 'mercato' che permette facili guadagni".
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TITOLO: Autonomia, Di Maio attacca: "Così com'è spacca l'Italia in due". Salvini: "Unisce, Luigi non sa che il Paese è diviso"
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OCCHIELLO: Appello del capo M5s agli elettori in diretta Facebook: "Punite con il voto questa nuova Tangentopoli" Il vicepremier leghista rilancia sulla sicurezza: "Decreto bis in cdm lunedì"
TESTO: Per il rush finale della campagna per le europee, il leader del M5s Luigi Di Maio ritira fuori un altro dei temi che dividono il Movimento dalla Lega, ossia l'autonomia regionale. E va all'attacco: "Questa Autonomia così come è concepita spacca l'Italia in due, e non credo che neanche i cittadini lombardi e veneti la vogliano", afferma in una diretta Facebook. Da parte sua Matteo Salvini risponde: "L'autonomia serve a unire un Paese che oggi è diviso, non so se Di Maio se n'è accorto", dice al termine del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto in Prefettura a Napoli. "La qualità della sanità in Campania e in Calabria - aggiunge Salvini - è diversa come offerta scolastica e infrastrutture. La politica non è stata mai responsabile di quello che non funzionava, autonomia invece significa responsabilità. Credo che Di Maio voglia lasciare abbandonate intere zone del Paese, se le conosce, e spero che le conosca". Poi rilancia sulla sicurezza: "Il decreto sicurezza bis arriva lunedì in Consiglio dei ministri". È un pacchetto abbastanza completo - spiega il leader leghista- ne parleremo lunedì". Ma fonti M5s invitano alla prudenza: "Sono emerse molte criticità, ci saranno prima tavoli tecnici per risolverle", dicono fonti pentastellate e spiegano che l'ordine del giorno non è ancora definito. Il preconsiglio non pone dunque fine al braccio di ferro sul dl proposto da Salvini.
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TITOLO: Maturità, un mese al via: ma l'orale con le buste è ancora un'incognita
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OCCHIELLO: Il primo scritto si svolgerà il 19 giugno, resta il rebus del colloquio: dovrebbe aprirsi con lo spunto contenuto nell'involucro che verrà proposto a ogni studente. Potrebbe trattarsi di un brano, di una foto, ma anche di un grafico o di una tabella. Ma nessuno, dai ragazzi ai...
TESTO: Colloquio della maturità a sorpresa per mezzo milione di studenti italiani. Manca un mese all'inizio degli esami di stato del secondo ciclo (la prova scritta di Italiano è calendarizzata per mercoledì 19 giugno) ma le modalità con cui si svolgerà il colloquio restano ancora un rebus. Per tutti, docenti e studenti che sono piuttosto preoccupati di affrontare un orale del tutto nuovo. Sul banco degli imputati le ormai famigerate buste che conterranno lo "spunto" da cui partirà la discussione. Perché sull'argomento nessuno ha le idee abbastanza chiare e le stesse commissioni rischiano di incepparsi proprio nella formulazione dei contenuti da inserire nei plichi che il candidato sorteggerà al momento del colloquio. L'unica cosa certa è che saranno pari al numero di studenti più due, in maniera che l'ultimo possa scegliere almeno fra tre opzioni. Per il resto, la confusione regna sovrana. Al punto che il ministero dell'Istruzione, che si è preoccupato di confezionare ben tre simulazioni delle nuove prove scritte, sia per l'Italiano sia per la seconda prova, in modo consentire ai ragazzi di "allenarsi", lo scorso 7 maggio ha dovuto inviare una nota ai presidi delle scuole con "precisazioni sulle modalità di svolgimento del colloquio" perché le girassero ai docenti che formeranno le commissioni. "Il colloquio - si legge nella nota - viene avviato con l'analisi e il commento del materiale che la commissione propone al candidato". Per questa ragione, precisa, "risulta di fondamentale importanza la scelta di materiali che possano favorire la trattazione dei nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline". Questi spunti dovrebbero collegare, in sostanza, quasi tutte le discipline. Le buste potranno contenere "brani in poesia o in prosa, spunti tratti da giornali o riviste, foto di beni artistici e monumenti, riproduzioni di opere d'arte, ma anche grafici, tabelle con dati significativi, situazioni problematiche legate alla specificità dell'indirizzo, semplici casi pratici e professionali". Ma famiglie e maturandi sono preoccupati. "Sia studenti che docenti - spiega Giulia Biazzo, dell'Unione degli studenti - sono messi in grande difficoltà dalle modalità d'esame presentate con la nuova riforma della maturità. Il colloquio orale - continua - con le buste e l'elaborato sull'alternanza scuola-lavoro ne è un'evidente dimostrazione: il contenuto delle buste è totalmente ignoto e può riguardare tanto una materia didattica quanto un argomento di attualità o di approfondimento, cosa che mette in crisi studentesse e studenti tanto quanto la parte del colloquio relativa all'alternanza che molto spesso non ha insegnato loro nulla". Anche i docenti sono abbastanza confusi. "Ho provato a simulare con i ragazzi proponendo loro un brano di lirica - racconta Roberta Accardi, prof di Italiano - ma loro hanno chiesto a me come procedere. I ragazzi tendono sovente a studiare in maniera monografica incontrando difficoltà a fare i collegamenti e hanno bisogno di essere guidati. I più maturi riescono a muoversi con maggiore autonomia e consapevolezza ma quest'anno l'esame lo faremo tutti per questa nuova modalità: docenti e studenti".
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TITOLO: Comunali a Campobasso, il candidato trasformista: cinque partiti diversi in quindici anni
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OCCHIELLO: Alberto Tramontano, in corsa al consiglio comunale per la Lega, ha cominciato con i Ds, ha proseguito con Democrazia Popolare, Udeur, la lista civica Città amica e infine il partito di Salvini
TESTO: Questo tweet ironico è forse quello che riassume meglio il curriculum politico di Alberto Tramontano, candidato della Lega per il consiglio comunale di Campobasso, dove si voterà per eleggere il nuovo sindaco il 26 maggio. Il quarantaquattrenne professore di Lettere, infatti, in quindici anni di attività politica ha cambiato casacca ben cinque volte. Passando dai Ds al partito di Salvini. La sua parabola comincia, infatti, nel 2004 quando con i Democratici di sinistra sostiene il candidato sindaco Giuseppe Di Fabio, con cui entrerà in consiglio comunale per la prima volta nel 2007. Nel 2009 si candida al Comune con la lista Democrazia popolare. Nel 2011 si candida poi alle provinciali di Campobasso con l'Udeur e viene eletto, ricoprendo poi per i successivi cinque anni la carica di assessore all'Ambiente e al Turismo. Nel 2014 si ricandida alle comunali con la lista civica Città Amica. Fino al passaggio al partito di Salvini, con cui si ripresenta in questa tornata elettorale. Sul sito del Comune di Campobasso il suo nome già figura, infatti, nel gruppo della Lega.
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TITOLO: Cagliari, M5s toglie il simbolo al suo candidato sindaco: "Lontano dai nostri valori. Non corriamo alle Comunali"
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OCCHIELLO: Colpo di scena a un mese dalle amministrative nel capoluogo sardo. Il cardiochirurgo Murenu espulso dopo le polemiche su due suoi post contro le unioni civili e l'aborto
TESTO: Non ci sarà un candidato del Movimento 5 Stelle alle elezioni per scegliere il nuovo sindaco di Cagliari. La clamorosa rinuncia è arrivata stamattina dopo che il Movimento ha tolto il simbolo ad Alessandro Murenu, 58 anni, cardiochirurgo all'ospedale Brotzu, che era stato selezionato come sindaco in lizza per la sfida delle Comunali di giugno. Il nome di Murenu è "sparito" improvvisamente dalla griglia delle liste del M5S pubblicata sulla piattaforma Rousseau. Su Murenu si era da poche ore scatenata una bufera "social" per due suoi post del passato contro le unioni civili e l'aborto. A Cagliari, dunque, non ci sarà alcun candidato sindaco M5S. "Ci sono valori che fanno parte del Dna del MoVimento - si legge nella nota diffusa dal Movimento -, come l'idea di una donna che ha diritti e doveri identici a quelli dell'uomo. Nel lavoro, in famiglia, in amore. Ribadiamo che siamo lontani anni luce dalle posizioni espresse al congresso di Verona e oggi prendiamo le distanze da quanto affermato dal candidato a sindaco di Cagliari, Alessandro Murenu. Chi vuole associare rivendicazioni come quelle espresse a Verona contro la donna al simbolo del MoVimento, si sbaglia di grosso ed è fuori dal nostro progetto".
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TITOLO: Sea Watch, rotta verso Lampedusa, motovedette in allerta
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OCCHIELLO: Sulla nave 65 migranti salvati in mare, alcuni ustionati, due neonati. Anche la finanza pronta intimare l'alt come disposto dalla direttiva del ministro Salvini. Orfini del Pd si appella al premier :"Conte, ha giurato di essere fedele si principi della Costituzione, apra i porti"
TESTO: ROMA, 16 MAG - Si dirige verso Lampedusa dove dovrebbe arrivare all'alba di domani la Sea Watch 3, con a bordo anche due neonati di meno di sei mesi, un disabile e alcuni migranti con ustioni gravi. Le motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza sono gia allertate per intimare l'alt alla nave al suo arrivo al limite delle acque territoriali, come disposto dalla direttiva che il ministro dell'Interno Salvini ha firmato ieri. Sull' isola sono presenti i magistrati della procura di Agrigento che domani mattina hanno in programma gli interrogatori del comandante e del capo missione della Mare ionio sotto sequestro nell'isola dopo lo sbarco della scorsa settimana "I 65 naufraghi hanno bisogno di un porto sicuro ora", è sato l'appello della ong tedesca. Finora caduto nel vuoto. Né l'Olanda, Stato di bandiera della nave, né l'Italia, né Malta "ci hanno fornito supporto o indicazioni. Ancora una volta, siamo soli". All'alba la Sea Watch 3 - con 65 migranti raccolti il giorno prima a 30 miglia dalle coste libiche - è stata avvicinata da una motovedetta del Paese nordafricano che ha intimato al comandante di allontanarsi dall'area. La nave umanitaria, sostiene il portavoce della Marina libica, Ayob Amr Ghasem, non ha avvertito le forze di Tripoli del salvataggio che stava compiendo e quindi ora è responsabile della sorte dei migranti. "Se ci avesse avvertito - spiega Ghasem - li avremmo salvati immediatamente, ma ci ha comunicato l'informazione solo dopo aver fatto scendere i propri gommoni in mare. E' dunque Sea Watch ad essere responsabile di loro e non noi". Peraltro, aggiunge l'ufficiale libico, "Sea Watch non cessa di ripetere questo schema malgrado i nostri avvertimenti. Non ha assolutamente diritto di operare in quest'area". Rotta verso nord, dunque, verso Lampedusa, per la nave con la bandiera dell'Olanda. E le possibilità inizialmente erano due: o entra in acque italiane o in quelle maltesi. Con entrambi i Paesi - contrari ad accogliere i naufraghi - ci sono stati bracci di ferro nei mesi scorsi. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ieri ha minacciato la Sea Watch, diffidandola dall'entrare nelle acque territoriali: "i nostri porti sono chiusi". E per rafforzare il concetto ha firmato una nuova direttiva invitando le forze di polizia a intimare l'alt alla nave nel caso provi ad entrare in area italiana. Rotta verso nord dunque, ma non c'è molto tempo da perdere. "Il nostro team medico a bordo - riferisce la ong - riporta casi di ustioni gravi dovuti alla miscela di carburante e acqua del mare. Ci aspettiamo che l'Europa ci assegni un rifugio sicuro ora". Matteo Orfini, del Pd, si rivolge al presidente del Consiglio Giuseppe Conte: "lei ha giurato di essere fedele ai principi della nostra Costituzione, non a Salvini: apra subito i nostri porti". Il senatore dem Edoardo Patriarca chiede al ministro dell'Interno di far "verificare le condizioni di salute dei migranti a bordo. Non può negare un intervento umanitario. Un uomo che considera la Libia un porto sicuro, nonostante tutti i rapporti Onu, ha una credibilità uguale a zero". Intanto, saranno interrogati domani mattina dai pm di Agrigento comandante e capomissione della Mare Jonio, ancora sotto sequestro a Lampedusa, dopo aver salvato 30 migranti su un gommone.
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TITOLO: Il piano di Trump su immigrazione: "Accoglieremo in base al merito"
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OCCHIELLO: Un nuovo piano per l'immigrazione che privilegerà il merito sui legami famigliari. È questo quanto annunciato dal presidente americano, Donald Trump. "I democratici propongono confini aperti, stipendi più bassi e, francamente, un caos senza legge. Noi proponiamo un piano per l'immigrazione che mette davanti a tutto il lavoro, gli stipendi e la s
TESTO: Un nuovo piano per l'immigrazione che privilegerà il merito sui legami famigliari. È questo quanto annunciato dal presidente americano, Donald Trump. "I democratici propongono confini aperti, stipendi più bassi e, francamente, un caos senza legge. Noi proponiamo un piano per l'immigrazione che mette davanti a tutto il lavoro, gli stipendi e la sicurezza degli americani. La nostra proposta è pro americana, pro immigrati e pro lavoratori. Si tratta solo di buon senso", ha dichiarato Trump in un discorso nel giardino delle rose della Casa bianca. Il piano, però, prima di essere approvato dovrà affrontare il Congresso. E la sfida non si prospetta per nulla facile. Secondo quanto riportato dal Washington Post, la proposta è stata accolta con "scetticismo" da deputati e senatori di entrambi i partiti. Alla base delle critiche ci sarebbe il fatto che il piano ignora completamente la questione dei 'dreamer', gli immigrati arrivati da bambini negli Stati Uniti, aspetto che i democratici considerano prioritario in tema di immigrazione. La portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders ha spiegato che la questione è stata esclusa perché troppo "divisiva". Il nuovo sistema, sviluppato da Trump con l'aiuto del genero Jared Kouchner, prevede che il 57% delle green card vengano emesse per merito, rispetto all'attuale 12%. Attualmente i due terzi delle green card vengono date per riunificazioni familiari. Il piano voluto dal presidente americano prevede un processo in due fasi: una volta superati dei test civici e dei controlli sul passato dei richiedenti, gli aspiranti immigrati verranno valutati con un sistema a punti basato sulla conoscenza dell'inglese, l'età, le offerte di lavoro e i titoli di studio
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TITOLO: Se da una regione sparissero tutti gli stranieri: ecco cosa accadrebbe nel Lazio
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OCCHIELLO: La Uil e l'Istituto di ricerca Eures descrivono lo scenario senza immigrati. Via colf, muratori, infermieri, cuochi, babysitter: pil ridotto di 19 miliardi, 80 mila imprese in meno, crollo del welfare
TESTO: ROMA - Scompaiono colf, babysitter, muratori, infermieri, cuochi, commercianti e imprenditori. Le aule si svuotano, diminuiscono i matrimoni. Tremano le casse dell’Inps. Le città sono in tilt. Cosa accadrebbe se sparissero di colpo tutti gli immigrati in una regione come il Lazio? Il pil regionale crollerebbe di 19 miliardi di euro, i conti della previdenza registrerebbero un buco milionario, salterebbero 80mila imprese e 300mila occupati. Nel Paese dei porti chiusi e del “prima gli italiani”, la Uil del Lazio e l’istituto di ricerca Eures hanno immaginato cosa ne sarebbe di una regione senza stranieri. Addio braccianti, colf e badanti. La ricerca prova a fotografare lo scenario che ci troveremmo di fronte se improvvisamente fossero espulsi dal Lazio i 680mila stranieri regolarmente residenti. Si avrebbe intanto l’immediata diminuzione del 12,9% dell’occupazione: «La perdita del contributo straniero alla produzione agricola, la cui forza lavoro ufficiale è rappresentata per il 40% da migranti (a cui si aggiunge la quota di sommerso che raggiunge secondo le stime Istat il 70% della forza lavoro complessiva), determinerebbe il taglio di circa 20mila addetti. Ancora più pesanti sarebbero le ricadute nel lavoro domestico dove gli stranieri rappresentano circa l’83,9% del totale degli addetti attualmente censiti dalle statistiche. Sommando la quota relativa ai lavoratori non in regola, si tratterebbe di un esercito di circa 200mila persone, la cui fuoriuscita avrebbe ripercussioni drammatiche. Basti pensare che nel nostro Paese solo il 10% di anziani e persone non autosufficienti è assistito in strutture residenziali idonee». Tracollo dell’Inps. La ridotta presenza di anziani tra gli stranieri trova conferma anche nei dati relativi ai beneficiari delle pensioni: appena l’1% degli assegni complessivamente erogati nel Lazio è destinato a cittadini di nazionalità straniera. L’esborso Inps per le 17mila pensioni degli stranieri è pari a 135 milioni di euro, mentre i contributi versati solo dai lavoratori dipendenti del comparto privato non agricolo ammontano a oltre mezzo miliardo di euro. «Ciò significa – sostiene il segretario generale della Uil del Lazio, Alberto Civica – che se ipoteticamente gli stranieri venissero espulsi dal nostro Paese, avremmo anche una diminuzione delle pensioni di anzianità e un tracollo del sistema previdenziale». Scuole vuote e addio sposi. Allontanare tutti gli immigrati dalla regione significherebbe anche allontanare dalle scuole del Lazio i 64mila studenti stranieri regolarmente iscritti. Ciò comporterebbe un esubero immediato di circa 6.800 docenti. Infine, una curiosità. Anche i matrimoni nella regione subirebbero un tracollo, perché se tra i connazionali le nozze hanno subito un calo negli ultimi anni, tra gli stranieri si registra un incremento del 10,9% nell’ultimo quinquennio e un aumento del 39,2% nell’ultimo anno.
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TITOLO: Juventus, il fratello di Dybala tuona: "Paulo non è felice, può andare via"
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OCCHIELLO: Le partite contro Atalanta e Sampdoria potrebbero essere le ultime due apparizioni di Paulo Dybala con la maglia della Juventus. Il giocatore argentino per via di infortuni, dilemmi tattici e demeriti suoi ha sicuramente reso meno delle aspettative e questa stagione è stata sicuramente la peggiore da quando è in bianconero. Le voci sul suo futuro
TESTO: Le partite contro Atalanta e Sampdoria potrebbero essere le ultime due apparizioni di Paulo Dybala con la maglia della Juventus. Il giocatore argentino per via di infortuni, dilemmi tattici e demeriti suoi ha sicuramente reso meno delle aspettative e questa stagione è stata sicuramente la peggiore da quando è in bianconero. Le voci sul suo futuro sono tante con l'Inter che si è ora defilata ma con club esteri come Atletico Madrid, Barcellona, Bayern Monaco e tanti altri che seguono con interesse la vicenda. Il suo rapporto con Allegri non è idilliaco e a fine anno il suo addio o la sua permanenza potrebbe essere legato al cambio o meno di allenatore da parte della Juventus. A gettare benzina sul fuoco, però, ci ha pensato il fratello-agente dell'ex attaccante del Palermo, Gustavo:
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TITOLO: Giro d'Italia, 6a tappa: Masnada vince in volata. Conti nuova maglia Rosa
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OCCHIELLO: Fausto Masnada ha vinto la sua prima tappa al Giro d'Italia, la sesta da Cassino a San Giovanni Rotondo, e l'ha fatto con una piccola volata finale battendo sullo sprint Valerio Conti che però si consola alla grande strappando la maglia rosa dal petto di Roglic. Il ciclista 25enne bergamasco che corre per la Androni Giocattoli-Sidermec ha lasciato
TESTO: Fausto Masnada ha vinto la sua prima tappa al Giro d'Italia, la sesta da Cassino a San Giovanni Rotondo, e l'ha fatto con una piccola volata finale battendo sullo sprint Valerio Conti che però si consola alla grande strappando la maglia rosa dal petto di Roglic. Il ciclista 25enne bergamasco che corre per la Androni Giocattoli-Sidermec ha lasciato indietro il collega e coscritto romano che corre per la UAE Emirates e che nonostante tutto era già sicuro di prendersi la maglia rosa. Terzo posto per lo spagnolo Rojas che precede di poco Giovanni Carboni che si prende il secondo posto in classifica generale e la maglia bianca come miglior giovane al Giro. "Una doppietta italiana al Giro mancava dal 2018 a Santa Ninfa 2018, 5a tappa quando Enrico Battaglin vinse davanti a Giovanni Visconti e il successo di Masnada pone fine ad un digiuno di vittorie azzurro che durava da nove tappe dato che l'ultimo vincitore italiano, al netto della penalizzazione di quest'anno, era stato Elia Viviani ad Iseo ma nel 2018. Conti, dunque, si prende per la prima volta in carriera la maglia rosa e la fa dando un distacco pesante, e voluto, allo sloveno Roglic transitato a oltre sette minuti di distacco dalla vetta, 7 minuti e 18 secondi per l'esattezza. Masnada ha commentato così ai microfoni di Eurosport la vittoria di oggi: "Sono felice, è davvero incredibile e ancora non ci credo. Tappa difficile ma poi sono riuscito a centrare la fuga di giornata". a tappa di domani si correrà da Vasto all'Aquila e sarà lunga 185 chilometri.
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TITOLO: Nuova tassa sulla casa. ?Ecco come funziona
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OCCHIELLO: Preparatevi a dire addio a Imu e Tasi. Sta per arrivare una tassa unica sulla casa. La Lega ha già avanzato una proposta di legge che di fatto con 13 articoli va a rimodellare l'imposta comunale. La nuova imposta va a sostiturie l'Imu voluta da Monti e la Tasi entrata in campo nel 2014. L'obiettivo del Carroccio è quello di semplificare la tassaz
TESTO: Preparatevi a dire addio a Imu e Tasi. Sta per arrivare una tassa unica sulla casa. La Lega ha già avanzato una proposta di legge che di fatto con 13 articoli va a rimodellare l'imposta comunale. La nuova imposta va a sostiturie l'Imu voluta da Monti e la Tasi entrata in campo nel 2014. L'obiettivo del Carroccio è quello di semplificare la tassazione degli immobili che in questo momento, come ricorda ilCorriere, comporta l'esborso di due imposte sulla stessa base imponibile. Con la nuova Imu, l'aliquota base per tutti gli immobili diversi dall'uso abitativo viene fissata al 7,6 per mille. Ma di fatto la proposta del Carroccio va a fissare al 10,6 per mille il tetto massimo entro cui i Comuni possono operare aumenti con la leva fiscale che questo governo ha sbloccato. Solo nei primi dodici mesi è possibile superare i paletti confermando così l'aumento dello 0,8 per mille dove previsto. Ma le novità sull'imposta della casa non finiscono qui. Molto probabilmente la nuova tassa si pagherà con un bollettino precompilato che gli stessi comuni dovranno inviare ai contribuenti. Di fatto secondo la nuova proposta della Lega, i sindaci potranno fissare solo altre 10 aliquote su altrettante categorie di immobili. Infine in questo quadro va ricordato che sul testo per il momento grava una incognita tecnica che non va dimenticata. Di fatto la nuova norma non contempla la presenza del funzionario responsabile dell'imposta. Senza questa figura è di fatto impossibile incassare l'imposta senza un pagamento spontaneo da parte del contrbuente. Un aspetto questo su cui il testo dovrà subire alcune modifiche. La nuova tassa sulla casa è ormai alle porte. Cambia il nome, ma il peso fiscale sul mattone resta. ..
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TITOLO: Gf, esplode la passione nella Casa. Ma Michael non riesce a baciare Onestini
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OCCHIELLO: Ieri sera il Grande Fratello ha messo alla prova i ragazzi della Casa chiedendo loro di darsi un vero bacio passionale come quello dei grandi film d"amore. Ogni volta che partiva la musica, dovevano far coppia e scambiarsi un bacio. Se fossero riusciti a sembrare credibili nel loro slancio d"amore avrebbero vinto 40 euro da spendere per le necessit
TESTO: Ieri sera il Grande Fratello ha messo alla prova i ragazzi della Casa chiedendo loro di darsi un vero bacio passionale come quello dei grandi film d’amore. Ogni volta che partiva la musica, dovevano far coppia e scambiarsi un bacio. Se fossero riusciti a sembrare credibili nel loro slancio d’amore avrebbero vinto 40 euro da spendere per le necessità della Casa. Colti di sprovvista, i concorrenti si sono subito consultati, chiedendosi quale fosse il limite e come dovesse avvenire l’effusione. Se Kikò Nalli non ha avuto dubbi e ha detto che il bacio andava dato appena vicino alle labbra per non esporsi troppo e non scatenare all'esterno gelosie e polemiche inutili, Michael Terlizzi si è detto d'accordo e gli ha risposto scherzando: “
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TITOLO: George Clooney fa uno scherzo ad Amal: “Ho leccato il pannolino di Alexander”
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OCCHIELLO: Conosciuto per essere uno degli uomini più affascinanti di sempre, George Clooney è anche un gran burlone e, a svelarlo, è stato lui stesso, che ha raccontato uno scherzo fatto alla moglie Amal Alamuddin mentre era in vacanza in Sardegna.Clooney, che ha scelto l"Italia come sua seconda patria, ha acquistato due ville: una a Laglio e una in Sarde
TESTO: Conosciuto per essere uno degli uomini più affascinanti di sempre, George Clooney è anche un gran burlone e, a svelarlo, è stato lui stesso, che ha raccontato uno scherzo fatto alla moglie Amal Alamuddin mentre era in vacanza in Sardegna. Clooney, che ha scelto l’Italia come sua seconda patria, ha acquistato due ville: una a Laglio e una in Sardegna, che definito la sua “seconda casa” e che ha scelto come location per alcune delle riprese della sua serie tv, Catch-22, in onda su Sky Atlantic dal prossimo 21 maggio. Intervistato dal settimanale Oggi, l’attore americano ha raccontato il suo amore per la terra sarda e ha rivelato di aver teso un divertente tranello alla moglie Amal e ai suoi dipendenti proprio durante la permanenza nella villa in Sardegna. “
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TITOLO: Venezia, Daspo a chi sporca
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OCCHIELLO: Via dalla città lagunare chi non rispetta il decoro urbano, gira a torso nudo, si butta nei canali. Multe di 500 euro. Ecco cosa prevede il regolamento di polizia e sicurezza urbano approvato dal Consiglio comunale
TESTO: La perla della Laguna non saràù più trattata come una pattumiera, invasa da turisti all'arrembaggio senza rispetto, pronti a buttarsi nei canali in cerca di frescura, disseminando le calli di carte e cartacce. - Da oggi in poi sono previste Mlte fino a 500 euro per chi "sporca in qualsiasi modo luoghi pubblici, Daspo urbano per chi non rispetterà il decoro. Mentre bar, ristoranti e locali faranno da sentinella nei sestieri a tutela di Venezia. Sono queste alcune delle fondamentali novità del regolamento di polizia e sicurezza urbano approvato dal Consiglio comunale di Venezia, con 22 voti favorevoli e contrari. Insomma, una stretta per i turisti, un invito con multa alle buone maniere, al rispetto per chi visita la Chiesa di San Marco e le altre bellezze della città lagunare. Per chiarire la situazione vengono messi nero su bianco le 'aree di particolare decoro': oltre a stazioni, aeroporti, marittima, l'elenco vede anche tranvie e mezzi del trasporto pubblico locale, pontili, parcheggi e, soprattutto, tutte le aree del territorio comunale comprese nel perimetro del sito Unesco 'Venezia e la sua Laguna'. Eventuali trasgressori potranno ricevere il Daspo urbano, ossia essere allontanati con ordine scritto e motivato. I turisti dovranno stare attenti. A proposito di "atti contrari al decoro in relazione all'abbigliamento", è vietato circolare nei luoghi pubblici o aperti al pubblico passaggio dei centri abitati, compreso a bordo di veicoli o imbarcazioni, pubbliche o private, in tenuta balneare (costume da bagno di qualsiasi foggia) o a torso nudo. Stessa prescrizione anche su vaporetti, bus e tram, mentre vengono confermati i divieti di "consumare alimenti e bevande seduti al suolo nei luoghi pubblici o aperti al pubblico passaggio dei centri abitati" e "vendere o somministrare per asporto alcolici o bevande in bottiglie in vetro prive di tappo o bicchieri in vetro". E poi altri bandi, tra cui "sedersi o sdraiarsi a terra sui gradini dei ponti e dei portici monumentali, sulle vere da pozzo (che non sono da utilizzare come piano d'appoggio), davanti a vetrine di negozi, su murette di fondamenta nonché sulle passerelle per l'acqua alta", "bagnarsi, tuffarsi e/o nuotare in tutti i rii, canali e bacini interni ai centri urbani, nel Bacino di San Marco e nel Canale della Giudecca" o "sdraiarsi sulle panchine, salirvi con i piedi e in ogni caso bivaccare, anche nelle fermate del trasporto pubblico locale". Di "punto di partenza per tutti" ha parlato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. "Era da 33 anni che non si metteva mano a questo documento, se ci saranno questioni da limare o da risolvere mi impegno, tra un anno o due, a migliorare ulteriormente il documento".
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TITOLO: Salvini a Napoli, scontri tra polizia e manifestanti: lancio di transenne
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OCCHIELLO: Incidenti davanti alla prefettura, cariche degli agenti per allontanare gli attivisti. Il ministro: "Contro di me un attacco che non ha eguali"
TESTO: Il ministro ha attaccato poi Repubblica, quando gli è stato chiesto se non lo preoccupi come ministro e anche come leader della Lega, sia l'inchiesta sulla corruzione che ha portato all'arresto il sindaco di Legnano, sia l'indagine a carico di Forza Nuova e CasaPound per reati di odio razziali, movimenti vicini alla Lega e a Salvini. Risposta: "Lo dite voi che sono vicini a me. Io ho stra-fiducia nella magistratura, qui siamo tutti innocenti fino a terzo grado di giudizio, per Repubblica siamo 60 milioni di colpevoli". "Nei miei confronti e del movimento che ho l'onore di rappresentare c'è in corso un attacco che non ha eguali negli ultimi 20 anni - ha aggiunto il ministro dell'Interno commentando l'inchiesta sull'uso dei voli di Stato - Tornerò non più in aereo ma in bicicletta, perchè qualcuno sta lì a guardare come vengo. Uso l'aereo per lavorare non per venire a mangiare una pizza sul Lungomare".
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TITOLO: La tragedia dopo il divorzio: uccide i figli e poi si suicida
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OCCHIELLO: Ha ucciso i suoi figli e poi ha bruciato i loro corpi. Subito dopo, si è tolto la vita. La tragedia ha avuto luogo nella Contea di Cooke, in Texas. È il giorno della festa della mamma quando Mandeep Singh, un 37enne di Fort Worth, carica i suoi figli in macchina in attesa di compiere il gesto fatale. Il piccolo Ajit Singh Birring ha solo quattro
TESTO: Ha ucciso i suoi figli e poi ha bruciato i loro corpi. Subito dopo, si è tolto la vita. La tragedia ha avuto luogo nella Contea di Cooke, in Texas. È il giorno della festa della mamma quando Mandeep Singh, un 37enne di Fort Worth, carica i suoi figli in macchina in attesa di compiere il gesto fatale. Il piccolo Ajit Singh Birring ha solo quattro anni e la sua sorellina, Mehar Kaur, ne ha tre. Non è chiaro da quanto tempo meditasse l'omicidio. La macchina accosta in un luogo isolato e Mandeep li uccide e dà fuoco all'auto. Ad allertare le forze dell'ordine sono stati alcuni residenti che hanno visto salire una colonna di fumo. Come riporta Il Messsaggero, gli agenti una volta sul posto si sono trovati davanti una scena raccapricciante: i corpi dei bimbi erano sul sedile posteriore dell'auto. Secondo una prima ricostruzione, i due sarebbero morti prima che la macchine venisse avvolta dalle fiamme. Poco distante da lì, la polizia ha trovato il cadavere dell'uomo che a quanto pare si è tolto la vita con un colpo di arma da fuoco. Alla base del gesti ci sarebbero alcuni problemi sul mantenimento dei bambini. Singh e la sua ex moglie avevano infatti una battaglia legale in corso su chi dovesse pagare l'assicurazione sanitaria ai due piccoli. Una battaglia spazzata via per sempre dal suo fatale gesto.
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TITOLO: Voli, Di Maio moralista. Ma i ministri 5 Stelle sempre tra le nuvole
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OCCHIELLO: Dopo l'apertura di un'indagine da parte della Corte dei Conti sui voli blu di Salvini, scoppia la polemica tra Movimento Cinque Stelle e Lega. Di fatto a puntare il dito contro il vicepremier della Lega è il suo omologo, Luigi Di Maio. Il grillino infatti non perde occasione per attaccare l'alleato di governo e così parla dei suoi voli: "Io non n
TESTO: 16 maggio 2019 Il ministro degli Interni matteo salvini fa uso o ha fatto uso di voli istituzionali per fini privati? è quanto si chiede la corte dei conti che indaga aprendo un fascicolo“esplorativo”dopo un’inchiesta de La repubblica su presunti viaggi su aerei o elicotteri della poliz ia al di fuori dei compiti istituzionali. In particolare, si legge sul quotidiano diretto da verdelli, sull’uso del lussuoso bimotore piaggio P-180 ribattezzato la“Ferrari dei cieli”non solo per partecipare a eventi ufficiali ma anche per iniziative elettorali. di maio sul caso è intervenuto anche l'altro vicepremier"Io non ne ho mai preso nessuno, una volta ho preso un aereo della protezione civile per andare su un luogo colpito dal terremoto ha detto di maio per tutto il resto mi muovo sempre con voli di linea e con alitalia, che tra l'altro è un dossier che sto affrontando. questa è la verità!
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TITOLO: Mahmood nell'intervista in inglese all'Eurovision: "Non ho capito un c..."
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OCCHIELLO: Dopo essersi aggiudicato la vittoria del Festival di Sanremo 2019, il cantautore trap di orgini italo-egiziane, Mahmood, sta facendo parlare di sé per la sua partecipazione all'Eurofestival. Il cantante sta contraddistiguendosi dagli altri competitor ammessi all'Eurofestival, soprattutto per il suo inglese maccheronico. L'artista del brano sanreme
TESTO: Dopo essersi aggiudicato la vittoria del Festival di Sanremo 2019, il cantautore trap di orgini italo-egiziane, Mahmood, sta facendo parlare di sé per la sua partecipazione all'Eurofestival. Il cantante sta contraddistiguendosi dagli altri competitor ammessi all'Eurofestival, soprattutto per il suo inglese maccheronico. L'artista del brano sanremese "Soldi" si esibirà sul palco dell'Eurovision Song Contest il prossimo sabato 18 maggio, data per la quale è prevista l'ospitata della Regina del Pop. Stando alle ultime anticipazioni, Madonna potrebbe eseguire sul palco dell'Expo di Tel Aviv, in Israele, un medley di alcune tra le sue hit più famose, tra cui l'intramontabile "Like a prayer", e le due nuove canzoni estratte dal suo ultimo album, "Dark Ballet" e "Future".
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TITOLO: Salvini e i voli di Stato, il Dipartimento di Pubblica sicurezza conferma l'inchiesta di Repubblica
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OCCHIELLO: In una nota ufficiale si dichiara che il ministro Matteo Salvini "negli undici mesi di permanenza al Viminale, ha utilizzato gli aerei della Polizia di Stato per 19 tratte"
TESTO: Lo stesso comunicato ufficiale ribadisce che il ministro ha diritto ai voli di Stato, per motivi di sicurezza. Una nota ufficiosa del Viminale, invece, specifica che "da Salvini non c'è mai stato utilizzo per motivi estranei a ruolo istituzionale". Ed infatti Repubblica ha scritto che tutte le trasferte del "Capitano Volante" erano dirette verso un appuntamento istituzionale. A cui molto spesso, però, seguivano comizi o eventi della Lega. Una prassi che gli ha permesso di impiegare in maniera formalmente legittima i velivoli della Polizia. E che viene confermata dai tabulati. La lista di voli resa pubblica riporta soltanto gli impegni istituzionali. Il confronto con l'agenda Salvini mostra la prassi furbetta del "voli uno e prendi due". Ad esempio i tre decolli di venerdì scorso, che in realtà sono quattro, perché l'elenco omette lo spostamento del velivolo da Reggio Calabria a Lamezia, sempre legato alle esigenze del ministro. Tra i due momenti pubblici - la consegna di un bene confiscato alla mafia a Platì e l'incontro a Napoli per l'arresto dei killer che hanno ferito la piccola Noemi - c'è un comizio elettorale a Catanzaro. Il viaggio di ritorno da Napoli verso Milano - e non Roma, sede del ministero - dove all'indomani Salvini ha partecipato alla festa degli alpini è avvenuto alle 1920. Venti minuti esatti dopo c'era un jet Alitalia sulla stessa rotta, che sarebbe costato di meno e addirittura arrivato prima. Mercoledì 16 gennaio il bimotore della Polizia porta il ministro a Cagliari per "il comitato provinciale sulla sicurezza". E subito dopo il leader leghista ha tre incontri di partito - a Quartu, Oristano e Alghero - in vista delle elezioni. La stessa cosa era avvenuta il 4 gennaio: la lista del Viminale indica un volo per "il comitato provinciale sulla sicurezza a Pescara". A cui segue la manifestazione d'apertura della campagna elettorale leghista per le regionali in Abruzzo. Il 25 ottobre l'aereo va a Verona per la Fiera dei Cavalli, un po' particolare come evento istituzionale, dove Salvini fa una sfilata equestre tra i fan. Nella stessa data l'altro impegno ufficiale segnalato è il IX Forum Economico Euro-Asiatico. Un convegno all'insegna dell'amicizia italo-russa, sponsorizzato anche da Gazprom e benedetto da un messaggio personale di Vladimir Putin: "Sono certo che i vostri dibattiti saranno interessanti e proficui e che le idee e i suggerimenti che ne emergeranno troveranno una fattiva attuazione". Il 13 settembre si va a Bari, per la Fiera del Levante. In più il ministro visita il quartiere Libertà, dove - riportano le cronache - "tremila residenti hanno organizzato una raccolta firme contro la presenza di stranieri". Lì ha tenuto un comizio tra la folla, indossando la classica felpa: "I politici di sinistra hanno trasformato Bari in un campo profughi". Non pare proprio un discorso istituzionale. Il 18 gennaio la rotta include Rigopiano e poi Afragola. Incontri ministeriali. Con la celebre doppia processione tra i sostenitori che gli baciano la mano e gli gridano "elimina Saviano". Il 27 dicembre Salvini è a Milano. Il velivolo della Polizia - cosa assente dai tabulati - parte da Roma per andare a prenderlo. Poi va Pesaro: alla vigilia di Natale è stato assassinato il fratello di un pentito di mafia, lui fa il punto con le autorità in prefettura. Dopo si concede un giro in centro storico tra la folla. Lo stesso fa poco dopo a Catania alla fine di un vertice sul terremoto. Ma questo è il suo stile. Nella lista dei voli, solo due appaiono interamente istituzionali. Gli spostamenti del 4 novembre sui luoghi devastati dal maltempo e la cerimonia del 18 dicembre a Sorbolo (Parma). Nelle tabelle del Viminale non si fa cenno invece alla giornata del 15 settembre. Secondo quanto hanno scritto alcuni siti, in quella data il bimotore della Polizia ha un problema prima del decollo e viene sostituito da un elicottero per raggiungere Fano, dove c'è la festa regionale della Lega e l'imminenza del voto. Il sito Flightradar registra comunque il viaggio dell'aereo della Polizia verso Ancona, lo scalo più vicino a Fano, e il rientro la mattina successiva a Linate. Lì nel pomeriggio Salvini è atteso da Barbara D'Urso a "Domenica Live" e poi ad Arcore con Silvio Berlusconi. Nessuna traccia nella tabulato ufficiale anche della contro-festa della Liberazione a Corleone. Lì il ministro è arrivato in elicottero da Palermo. E l'Agusta è decollato in contemporanea con l'atterraggio di un aereo della Polizia partito da Roma. A bordo c'era qualcun altro? Di sicuro Salvini ha poi proseguito il tour siciliano con undici comizi. Infine i costi. Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha precisato che ogni ora di volo costa 1.415 euro. Repubblica aveva scritto "circa duemila euro", riportando che sul mercato privato viene venduta per 4/5000 euro. Ma su tutto questo adesso farà luce la procura della Corte dei Conti.
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TITOLO: Calenda e Renzi, "reunion" storica a Milano: "Come Romina e Albano"
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OCCHIELLO: L'ex ministro annuncia l'incontro con un tweet, creando attesa. Lui e l'ex premier si ritroveranno il 20 maggio a Milano con i candidati del Nord Ovest del Pd
TESTO: Sono proprio Calenda e Renzi a ritrovarsi insieme nella manifestazione di Milano lunedì sera con i candidati del Nord Ovest del Pd. Ci saranno l'economista Irene Tinagli e Caterina Avanza, che è stata coordinatrice della campagna di En Marche di Macron. Calenda e Renzi un po' come Albano e Romina? Calenda preferisce forse i Pink Floyd. "Ma insomma sarà parecchio meglio", sostiene, dopo essere riuscito in questo modo ad animare il dibattito sui social e a dare rilievo all'evento. Tra i due in effetti non è corso buon sangue. Calenda ha battuto sul tempo Renzi con l'iniziativa di Siamo Europei e del fronte largo anti sovranista. L'ex segretario ha puntato sui comitati civici con la stessa scommessa di andare oltre il Pd, ma per ora sono al palo. Tuttavia è stata la Tinagli a convincere entrambi a riunirsi, nella settimana cruciale di campagna elettorale in vista delle europee del 26 maggio. L'appuntamento del 20 maggio è alle 20,30 all'auditorium milanese della Fondazione Cariplo. Renzi ha centellinato la sua presenza in questa campagna elettorale. Era presente a Firenze con il sindaco uscente e ricandidato Dario Nardella e Frans Timmermans, il candidato dei Socialisti europei alla presidenza della commissione. E sabato Renzi sarà alla convention dei Millennials sull'Europa a Roma, con Simona Bonafè, Anna Ascani, Luciano Nobili.
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TITOLO: Donna muore di mucca pazza, 40 medici indagati a Ravenna
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OCCHIELLO: Il morbo di Creuzfeld-Jakob torna a colpire: la 59enne era stata curata per una polmonite ed è deceduta il 5 maggio
TESTO: BOLOGNA – Morta di "mucca pazza" dieci giorni fa, quaranta medici indagati. E' quanto accaduto all'ospedale di Ravenna, come racconta l'edizione locale de Il Resto del Carlino: la donna di 59 anni era rimbalzata da un reparto all'altro con una diagnosi di sospetta polmonite ma il referto finale attribuisce il decesso (avvenuto il 5 maggio) al cosiddetto morbo della mucca pazza. Gli interi reparti di malattie infettive e neurologia sono così stati messi sotto inchiesta nel contesto del fascicolo aperto dal Pm Monica Gargiulo per omicidio colposo. Il morbo di Creuzfeld-Jakob negli anni ’80 provocò un'epidemia in Gran Bretagna. Il Pm adesso conferirà l'incarico a un medico legale per effettuare l'autopsia che confermi la diagnosi iltima. La procedura in casi simili prevede un protocollo speciale in un laboratorio ad hoc a Bologna con la presenza di un infettivologo. L'indagine è stata avviata in seguito alla denuncia presentata dalla figlia della donna scomparsa, tutelata dall’avvocato Francesco Furnari, che nominerà un consulente di parte autorizzato ad assistere all'esame autoptico.
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TITOLO: Arresti Legnano, Pd: "Salvini non può fare finta di nulla". M5S: "Emergenza enorme". Leader Lega: "Fiducia nei miei uomini e nei magistrati"
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OCCHIELLO: Zingaretti: "Nuova Tangentopoli: Di Maio vuole elenco indagati 5S?". Fratoianni, sinistra italiana: "Ricordo al leader grillino che il presidente del consiglio comunale di Roma, del movimento, è stato arrestato per corruzione"
TESTO: Il Pd attacca la Lega dopo l'arresto del sindaco di Legnano, città simbolo per i leghisti: "Salvini non faccia finta di nulla". Ma una posizione dura arriva anche dall'alleato di governo, il M5s: "Corruzione emergenza enorme". Ma il ministro dell'Interno ribatte agli uni e agli altri: "Fiducia nei miei uomini e nei magistrati - è il commento di Matteo Salvini - spero che tutte queste indagini che si stanno aprendo si chiudano in fretta per distinguere colpevoli e innocenti". "Ormai è chiaro ed evidente - attacca Luigi Di Maio, forse dimenticandosi dell'indagine romana sulla giunta Raggi - che c'è un'emergenza corruzione enorme in questo Paese con una tangentopoli bis che si sussegue ormai ogni giorno nelle ultime tre settimane. Domenica 26 maggio alle Europee la scelta è fra noi e la tangentopoli bis". Ribatte il segretario dem. "È talmente una cosa stupida quella che ha detto Di Maio - commenta Nicola Zingaretti - che meriterebbe che facessi l'elenco delle indagini in corso su sindaci e amministrazioni, anche a Roma, del M5S, ma non lo faccio perché sono una persona civile e non uso la giustizia italiana per fare un favore al mio partito".
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TITOLO: Salvini a Foggia, i contestatori cantano 'Bella Ciao'. E il ministro: "Io preferisco I Ricchi e Poveri"
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OCCHIELLO: Il ministro dell'Interno accolto da una protesta pacifica. L'incontro con i parenti del carabinieri e ucciso e la risposta ai manifestanti
TESTO: In mattinata, prima dell'arrivo di Salvini un corteo è partito dalla Facoltà di Lettere di Foggia. Anche in questo caso sono circolati sul web pagine che pubblicizzavano il corteo intitolato "Salvini Vattin". All'arrivo del vicepremier i contestatori hanno intonato 'Bella ciao' dietro il cordone di sicurezza predisposto dalla polizia. "Ho trovato tre cartellini fuori con la scritta 'Bella ciao'. Canta che ti passa. Io preferisco i Ricchi e Poveri. C'era un altro con un cartello e la scritta 'Porti aperti' ma portali a casa tua". Cosi il leader della Lega ha replicato dal palco del cineteatro Ciccolella, gremito di sostenitori. Prima della manifestazione il vicepremier ha visitato i parenti di Vincenzo Di Gennaro, il carabiniere morto in servizio a Cagnano Varano.
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TITOLO: Decifrato il libro del mistero: arriva da Ischia il manoscritto Voynich
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OCCHIELLO: Anche notizie sulle terme dell’isola nell’enciclopedia realizzata da monache domenicane per la regina  Maria di Castiglia: custodito nel Castello aragonese fino al 1912
TESTO: “L’isola d’Ischia – si legge nell’articolo – è storicamente famosa per le sue calde acque termali d’origine vulcanica, che esistono tuttora. Il manoscritto ha diverse immagini di donne nude che vi fanno il bagno, sia a scopo ricreativo che terapeutico. Ci sono anche immagini della regina Maria e della sua corte mentre dialogano d’affari durante i bagni”. Interessanti anche alcune considerazioni del ricercatore, che sottolinea come la lingua e il sistema di scrittura di Ischia risentissero, all’epoca, dell’isolamento socioculturale, politico e religioso della vita sull’isola: il manoscritto utilizza in effetti una lingua estinta che, spiega il ricercatore, ha preceduto le lingue romanze moderne, delle quali fa parte l'italiano, e che era utilizzata nel linguaggio quotidiano, ma non in quello scritto: il suo alfabeto combina simboli familiari ad altri insoliti, usa le lettere come punteggiatura ed è costellato di abbreviazioni di parole latine. Dalla ricerca emerge che il manoscritto è un compendio di rimedi erboristici, bagni terapeutici e letture astrologiche riguardanti questioni di cuore, di mente e di riproduzione, secondo le credenze del periodo. “Quando ho realizzato l'entità del risultato, sia in termini di importanza linguistica che di rivelazioni sulle origini e il contenuto del testo mi sono sentito incredulo ed eccitato”, ha detto Cheshire. Ma dove si trova oggi il manoscritto? E’ conservato all’università americana di Yale e deve peraltro il suo nome dall'antiquario polacco Wilfrid Voynich, che lo acquistò nel 1912, anno in cui il Castello Aragonese di Ischia fu acquistato all’asta da privati, la famiglia Mattera. E la notizia di queste ore è accolta con entusiasmo anche dai nipoti di Nicola, che promettono di approfondire il legame tra l’isola e quel testo, mostrato per la prima volta al pubblico nel 1915, quando le sue intriganti illustrazioni (tra cui una mappa che racconta la missione di salvataggio via nave, guidata dalla regina Maria, per salvare i sopravvissuti di un'eruzione vulcanica vicino all'isola di Vulcano, nel 1444) e i simboli sconosciuti catturarono l'immaginazione degli studiosi di tutto il mondo. Vi si interessò anche l’FBI, che provò a decifrarlo durante la guerra fredda, convinta che fosse opera della propaganda comunista. Mille affascinanti storie custodite in un manoscritto, che ora torna a rivelarsi. Raccontando anche Ischia, che non vede l’ora di scoprire angoli di un passato remoto solo all’apparenza impenetrabile.
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TITOLO: Napoli, il produttore Gaetano Di Vaio denuncia: "Mio fratello è un violento"
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OCCHIELLO: Il co-produttore di "Gomorra La serie: "Abbiamo trasferito in un luogo protetto mia cognata e i miei tre nipoti"
TESTO: Per proteggere da continui maltrattamenti la cognata e i tre nipoti, una delle quali ha appena 10 anni, il produttore cinematografico di "Gomorra La Serie", Gaetano Di Vaio, ha denunciato, anche sui social network, il fratello Antonio che ieri pomeriggio è stato arrestato dagli agenti del commissariato Scampia di Napoli (guidati dal primo dirigente Bruno Mandato) con l'accusa di maltrattamenti e condotta persecutoria nei confronti della moglie e dei figli. Antonio, la sera dello scorso 8 maggio, dopo essersi chiuso nella sua abitazione del quartiere Chiaiano di Napoli, ha minacciato di far scoppiare il palazzo con il gas di città qualora non gli fosse stato rivelato dove la moglie e i suoi tre figli si erano rifugiati per sfuggire ai maltrattamenti fisici e morali ai quali li sottoponeva da anni. Gli agenti lo hanno bloccato al termine di indagini coordinate dalla sezione "Fasce Deboli" della Procura di Napoli (pm Santulli, procuratore aggiunto Falcone). In un post pubblicato mezz'ora prima della mezzanotte di quello stesso giorno il regista sottolinea i tentativi di ricondurre sulla retta via il fratello, vittima dell'alcool, e chiede il sostegno, tra gli altri, anche di inquirenti e forze dell'ordine. "Ha rifiutato ogni tipo di cura proposta dalla moglie, dai figli, dai parenti più stretti e dal sottoscritto. La moglie e i figli sono scappati di casa - scrive nel post - dopo ben 10 anni di terrore. ..siamo riusciti a sistemarli presso una casa. ..almeno loro adesso sono protetti". L'arrestato è risultato avere precedenti per reati contro la persona e per truffa. Per sapere dove alloggiavano i familiari ha minacciato i suoi parenti e quelli della moglie.
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TITOLO: Palermo, a scuola un video accosta Salvini al Duce: sospesa una docente. "Grande ferita nella vita professionale"
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OCCHIELLO: All'istituto tecnico industriale Vittorio Emanuele III gli studenti associano nelle immagini le leggi razziali al decreto sicurezza. Polemica sui social, scatta la sanzione. E nelle aule arriva la Digos. Parla la docente
TESTO: "Ho soltanto proposto un lavoro sulla base di una serie di letture fatte sia nel corso dell'estate e poi anche il 3 settembre in occasione della Giornata del migrante - sottolinea la docente - sono stati gli stessi alunni della II E - informatica a scegliere di fare una elaborazione in power point. Per esempio in un'altra classe dove gli alunni avevano letto gli stessi testi, mi è stato detto che volevano parlare della delusione degli studenti ebrei dopo la promulgazione delle leggi razziali che non consentivano loro di frequentare più la scuola". La professoressa Dell'Aria dopo la sospensione rientrerà in servizio, lunedì 27 maggio. "La docente — dice il figlio, l'avvocato Alessandro Luna, che la difende insieme a Fabrizio La Rosa — è amareggiata. Le si contesta il mancato controllo su alcuni accostamenti ritenuti offensivi e che rappresentano una visione distorta della storia e implicitamente la si accusa di aver indotto gli alunni ad agire in questo modo. Ma l’insegnante non può sindacare la libertà di espressione degli alunni e la sua libertà di insegnamento è tutelata dalla Costituzione, purché non oltrepassi il limite del buon costume e non minacci l’ordine pubblico". Quello che è certo è che al Vittorio Emanuele III non si respira un clima tranquillo. Con diversi insegnanti, anche fuori dall’istituto, che hanno raccolto firme di solidarietà nei confronti della collega che insegna nell’istiuto da più di vent'anni, "vittima - dicono - di un fatto molto grave". Di sicuro è singolare il modo in cui tutto ha avuto inizio. Il 28 gennaio scorso, sul profilo di Claudio Perconte, attivista di destra, condivisore seriale di notizie spesso di dubbia autenticità e che scrive per siti di estrema destra come “Vox” e “Primato nazionale”, era comparso un tweet, indirizzato al ministro all’Istruzione Marco Bussetti: "Salvini-Conte-Di Maio? Come il reich di Hitler, peggio dei nazisti. Succede all’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo, dove una prof per la Giornata della memoria ha obbligato dei quattordicenni a dire che Salvini è come Hitler perché stermina i migranti. Al Miur hanno qualcosa da dire? ".
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TITOLO: Sea Watch diffidata ad entrare in acque italiane. Salvini: "Porti chiusi"
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OCCHIELLO: A bordo due neonati e cinque bambini piccoli. Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr, lancia un appello per l’immediata soluzione del caso
TESTO: Si profila dunque l’ennesimo braccio di ferro. Ieri - dopo aver operato il soccorso in mare del gruppo di migranti - la nave è stata allontanata dalla zona Sar libica dalle motovedette di Tripoli e ha deciso dunque di fare rotta verso nord. Nessuno dei Paesi a cui e’ stato chiesto un porto, Italia, Malta e Olanda (bandiera di cui la nave batte bandiera) si sono dimostrati disponibili. A bordo della nave ci sono due neonati con meno di sei mesi e cinque bambini piccoli, oltre a 10 minori e 11 donne. C’è anche un disabile. Molti hanno ustioni provocate da acqua e carburante e a bordo della nave umanitaria gli spazi sono ridotti. Solo donne e bambini stanno al coperto, gli altri tutti sul ponte ormai da tre giorni. Il caso Sea Watch è proprio di scuola alla vigilia della discussione in consiglio dei ministri del decreto sicurezza bis. Secondo le nuove norme scritte da Salvini la nave dovrebbe essere multata fino a 50.000 euro per non aver operato sotto il coordinamento dei libici e la competenza sul suo passaggio nelle acque e nei porti italiani passerebbe dal ministero dei Trasporti al Viminale. E Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr, lancia un appello per l’immediata soluzione del caso Sea Watch. “ In Libia c’e La guerra - dice- queste persone, anche i bambini, hanno subito gia’ troppo per qualsiasi essere umano. Sembra ovvio ma va ribadito che nessuno deve essere riportato in Libia e che un approdo sicuro deve essere garantito al più presto. Aprite i porti! ”
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TITOLO: Di Maio in visita alla Piaggio aero: "Ecco perchè Salvini faceva più piazze di me. Io mi muovo solo con voli di linea"
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OCCHIELLO: Il vicepremier e ministro per lo Sviluppo Economico visita le aziende in crisi, Piaggio e Bombardier. Su Piaggio: "Non la spezzetteremo". La Fiom: "Passerella elettorale"
TESTO: Il vicepremier Luigi Di Maio è arrivato in Liguria già giovedì sera, ad Albenga. In veste di ministro dello Sviluppo Economico sta visitando le aziende che stanno attraversando una pesante crisi: la Piaggio aero, a Villanova d'Albenga, e la Bombardier, a Vado Ligure. Dalle prime dichiarazioni, Di Maio sta gettando acqua sul fuoco dei rapporti con il suo alleato di governo, la Lega: "Tra M5S e Lega c'è concorrenza leale: questo governo deve lavorare altri quattro anni", ha detto. Proprio nella sede della Piaggio, azienda aeronautica, ha puzecchiato, però: "Dico solo con molta simpatia che in questi mesi molti gruppi locali del Movimento mi chiamavano e mi dicevano "Qui è venuto Salvini, perché tu non ci sei? ". Adesso ho capito perché lui riusciva a fare più piazze di me. Io, utilizzando solo i voli normali di linea, ho qualche difficoltà in più". L'azienda Piaggio Aero è in crisi anche dopo lo stop a un progetto governativo per un drone militare e l'ordine per nuovi P180. Sull'azienda aeronautica c'è l'interesse di Leonardo che valuta una offerta concreta per i settori manutenzione, mentre il commissario ha ribadito che l'azienda è in vendita intera. "Su Piaggio sono molto ottimista - ha detto Di Maio - oggi spieghiamo che il cronoprogramma serve per riassorbire tutti i lavoratori e produrre qui nuovi prodotti, oltre alla manutenzione di quelli esistenti". Sul futuro di Piaggio, Di Maio è categorico: "Non vogliamo smembrare questa azienda. Non accetteremo alcun tipo di spezzatino". E ha aggiunto: "L'obiettivo è che qui ricomincino a lavorare tutti i lavoratori. Per questo con il ministero della Difesa stiamo portando avanti un cronoprogramma di contratti. Ci sono tutte le condizioni per cui lo stato" possa fare degli investimenti". Ad accogliere Di Maio, i lavoratori sono divisi: la Rsu di Piaggio è soddisfatta dell'interesse del governo, ma la Fiom genovese parla di visita pre-elettorale: ad Albenga il candidato M5S alle amministrative del 26 maggio è Fausto Icardo e sono nove, in tutto, gli aspiranti sindaco del Movimento Cinque Stelle in tutta la Liguria.
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TITOLO: Bancarotta, arrestato Mino Giancaspro: l'ex patron del Bari in carcere, indagato il sindaco di Trani
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OCCHIELLO: L'indagine coordinata dalla Procura di Trani costituisce uno stralcio dell'inchiesta sul crac dell'azienda Ciccolella di Molfetta. Appalti dal Comune tranese in cambio di soldi alla Vigor.Tutti i nomi degli indagati
TESTO: La Guardia di Finanza di Bari ha arrestato l'imprenditore Cosmo Damiano Giancaspro, ex patron del Bari Calcio, e altre quattro persone, ritenute suoi prestanome, per i reati, a vario titolo contestati di bancarotta, riciclaggio, auto-riciclaggio, peculato e abuso d'ufficio in concorso con pubblici ufficiali. Nella stessa inchiesta è indagato anche il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro (Pd). Tra le accuse al primo cittadino viene contestate tra le altre anche il peculato, falso e abuso d'ufficio e ha subito un sequestro beni per circa 46mila euro. Secondo quanto accertato dalla guardia di finanza Giancaspro avrebbe tentato di fare affari proprio con il Comune di Trani. Nell'indagine sono infatti coinvolti anche alcuni funzionari. L'indagine, coordinata dalla Procura di Trani, costituisce uno stralcio dell'inchiesta sul crac dell'azienda Ciccolella di Molfetta. Giancaspro è in carcere, gli altri sono ai arresti domiciliari. Nell'inchiesta della Procura di Trani, Giancaspro è indagato nella sua qualità di amministratore di alcune società attraverso le quali avrebbe cercato di entrare in affari con la pubblica amministrazione. Per lui anche un sequestro di beni per 300mila euro. Il Bari Calcio non sarebbe coinvolto in questa vicenda. Oltre ai cinque destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare, ci sono numerosi soggetti indagati in stato di libertà, tra i quali pubblici ufficiali che, in concorso con Giancaspro, avrebbero compiuto abusi d'ufficio e altri reati contro la pubblica amministrazione. Gli inquirenti parlano dei cinque arrestati come di "aderenti ad un sodalizio finalizzato alla commissione di vari e gravi reati contro il patrimonio e la pubblica amministrazione". Agli arresti domilciliari sono finiti: l'ex vicepresidente del Trani Calcio, Alberto Altieri, Michele Bellomo, Michele Amato, Emanuele Mosconi, tutti ritenuti prestanome di Giancaspro. In totale gli indagati sono dieci. Il sindaco di Trani, in particolare, secondo quanto stabilito dalla Procura avrebbe favorito Giancaspro nell'affidamento di servizi da parte del Comune. L'imprenditore in cambio in forma occulta, attraverso prestanomi, avrebbe garantito un intervento finanziario per la squadra di calcio Asd Vigor Trani. Gli altri indagati sono: sono il dirigente dell'Area affari generali e istituzionali del Comune di Trani, Leonardo Cuocci Martorano; il segretario generale del Comune di Trani, Carlo Casalino; l'istruttore amministrativo Pasquale Ferrante; il consigliere comunale Diego Di Tondo. Il progetto, ha spiegato il procuratore di Trani, Antonino Di Maio, era quello di creare a Trani "una newco a partecipazione mista pubblico-privato che si sarebbe occupata della commercializzazione dell'energia elettrica e del gas, un progetto di efficientamento energetico, la realizzazione di eventi nell'ambito dell'estate tranese, l'affidamento in gestione di uno storico locale comunale, La Lampara, nonché la revoca della gestione dello stadio comunale". "È attraverso la Vigor Trani, secondo un sistema consolidato già a Bari, che Giancaspro - ha aggiunto - entra in contatto con la città di Trani e l'amministrazione comunale attraverso due uomini fidati, cioè Amato e Altieri (per qualche tempo ai vertici della società calcistica tranese, ndr) ". Secondo Di Maio, inoltre, "se la Procura di Bari (settembre 2018), non avesse arrestato Giancaspro (ai domiciliari), interrompendo il nesso funzionale e relazionale tra l'amministrazione comunale di Trani, il sindaco Bottaro e gli uomini di Giancaspro, probabilmente la newco e tutti i progetti che rientravano nell'ambito di questa società a partecipazione pubblico-privata sarebbero stati realizzati - ha concluso - con grande spregio in materia di appalti pubblici, libera concorrenzialità e soprattutto degli interessi reali della città di Trani". Il reato di associazione a delinquere è contestato oltre che a Giancaspro e Bellomo, anche a Michele Amato, Emanuele Mosconi e Alberto Altieri (tutti arrestati oggi). Giancaspro (definito in un'intercettazione tra Bellomo e Amato come "il regista capo") risponde di reati di bancarotta fraudolenta perchè in qualità di amministratore delegato della Football Club Bari 1908, dichiarata fallita dal Tribunale di Bari nel gennaio scorso, "distraeva la complessiva somma di 77.453 euro, una parte della quale (pari a 62.813 euro) attinta dalla cosiddetta cassa parcheggi e la restante parte (pari a 14.640 euro) attinta direttamente dal conto bancario intestato alla società". E ancora di appropriazione indebita aggravata perchè in qualità di legale rappresentante della Stella Power srl, Kreare Impresa srl e di Apulia Re srl trasferiva somme sul conto di Amato; a sua volta Amato trasferiva l'intera somma sul conto dell'asd Vigor Trani, amministrata di fatto da Giancaspro. Amato e Bellomo rispondo di riciclaggio perchè, avuta la disponibilità del denaro frutto dei reati di Giancaspro, lo trasferivano sul conto della Vigor o consegnavano ai calciatori o ai componenti dello staff. Mosconi e Giancaspro sono anche indagati per i reati in concorso di appropriazione indebita e autoriciclaggio (dello stesso ex patron del Bari) perchè si appropriavano del denaro della Albicocco srl, autoriclandolo nella asd Vigor
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TITOLO: Un cane ti salva la vita, ma in Italia "fa soltanto compagnia"
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OCCHIELLO: Gli esemplari allerta diabete e che aiutano i non udenti sono considerati animali di affezione. Soltanto le "guide" per i non vedenti rientrano in una categoria speciale. Nel mondo funziona in modo diverso
TESTO: Sono centinaia in tutta Italia e milioni nel mondo. Sono i cani che aiutano a vivere, gli amici inseparabili che non fanno soltanto compagnia, ma salvano la vita alle persone, soprattutto se sono bambini e anziani, i più vulnerabili. L'ultima storia arriva da Treviso e riguarda una ragazzina tredicenne. Elena, che ora ha 13 anni e frequenta la seconda media, ha scoperto a sei anni di avere una grave forma di diabete. La mamma Elisabetta racconta: "E' stata lei che, smanettando su Internet, ha scoperto che esistevano questi cani da allerta diabete. Da tempo voleva un cucciolo, così noi ci siamo convinti e Althea - che è un bellissimo esemplare di labrador color cioccolato - è entrata in casa nostra. Aveva soltanto sei mesi. Ha cominciato con noi il suo addestramento da cane allerta diabete - che ora porta avanti con il progetto Serena - che dura circa un paio d'anni". Althea percepisce la variazione di odore o di saliva legata alla ipo o iperglicemia. "Prima che la situazione diventi pericolosa, il nostro cane ci avverte - racconta Elisabetta - comincia a saltare a scodinzolare e ad abbaiare in modo particolare. Non ha mai sbagliato, avvertendoci del pericolo anche mezz'ora prima, anticipando di parecchio l'allarme elettronico che dà il marchingegno che Elena porta sul braccio. Il nostro addestratore dice che bisogna avere molta fiducia in Althea e nel suo fiuto".
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TITOLO: Strattona un alunno: sospeso un professore di una scuola media dell'Aretino
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OCCHIELLO: L'episodio è avvenuto negli scorsi giorni in un istituto di Pratovecchio Stia. I genitori del ragazzo, 13 anni, hanno sporto denuncia
TESTO: Una sospensione "cautelativa", fino a quando non saranno chiariti i contorni della vicenda. È questo il provvedimento che l'ufficio scolastico provinciale di Arezzo ha adottato nei confronti di un insegnante di musica, accusato di aver strattonato in classe un alunno di 13 anni. L'episodio è avvenuto negli scorsi giorni, in una scuola media di Pratovecchio Stia, Comune nel Casentino. A sporgere denuncia contro il professore, 55 anni e in cattedra da 33, sono stati i genitori del tredicenne: secondo quanto raccontato ai carabinieri, il ragazzino sarebbe stato afferrato per la felpa dall'insegnante e trascinato da una sedia a un'altra postazione dove si rifiutava di stare, durante una lezione di chitarra. Durante il trascinamento, l'alunno sarebbe anche caduto: i genitori hanno mostrato ai militari il certificato medico del pronto soccorso, nel quale si parla di ecchimosi al collo guaribili in sette giorni. Secondo quanto emerso, l'insegnante sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati per lesioni e abuso di metodi di correzione: a condurre l'inchiesta penale è il pm di Arezzo Elisabetta Iannelli. Intanto, in attesa di ascoltare la sua versione dei fatti e quella degli altri studenti presenti al momento del fatto (tutti minorenni), l'ufficio scolastico territoriale ha deciso di sospendere il professore, "per consentire il sereno svolgimento delle indagini e del provvedimento disciplinare". Al Corriere di Arezzo, il provveditore Roberto Curtolo ha specificato che prima di emanare sanzioni disciplinari andrà ricostruita la dinamica esatta del fatto, e si dovrà chiarire se in passato fossero già avvenuti episodi simili. Secondo quanto riportato, l'insegnante avrebbe parlato invece di un "gesto scherzoso", fatto con un "tocco leggero".
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TITOLO: 2 giugno: "inclusione" tema della parata militare. Pd: "Nuova polemica Difesa-Lega non fa bene al Paese"
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OCCHIELLO: Fonti Forze Armate: "Tema che vuole evidenziare la volontà di non lasciare indietro nessuno, di combattere contro le emarginazioni sociali
TESTO: "L'inclusione": è questo il tema della parata militare in occasione della Festa del 2 giugno. Lo rende noto il ministero della Difesa, sottolineando che "in occasione della celebrazione connesse con il 73/o anniversario della proclamazione della Repubblica, domenica 2 giugno, alle ore 10, si terrà a Roma, in via dei Fori Imperiali, la tradizionale Rivista" militare. Un tema, sottolineano all'Adnkronos fonti della Difesa, "che vuole evidenziare la volontà di non lasciare indietro nessuno, di combattere contro le emarginazioni sociali. Un segno di attenzione agli ultimi per un evento che ha di per sé un carattere inclusivo proprio perché si svolge in occasione della Festa della Repubblica, ricorrenza che unisce tutti gli Italiani". La sfilata militare si svolgerà a partire dalle 10 nella consueta cornice di via dei Fori Imperiali a Roma. Filippo Sensi, deputato pd, vede nell'iniziativa della ministra grillina Elisabetta Trenta una risposta alla chiusura dei porti del ministro dell'Interno leghista Matteo Salvini, un nuovo capitolo, in sostanza, di una polemica che già contrappone la titolare della Difesa alla Lega. "Trenta - twitta Sensi - in un polemico e un po’ ridicolo crescendo rossiniano contro Salvini intitola la sfilata del 2 giugno all’inclusione. Siamo ormai al mettete striscioni nei vostri cannoni".
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TITOLO: Napoli, sparatoria in ospedale contro un ragazzo ferito. Colpiti di striscio due minori
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OCCHIELLO: E' accaduto al Pellegrini questa notte. Racconto choc dei testimoni. Verdoliva: "Non posso pensare di fornire ad infermieri e dottori un camice antiproiettile"  
TESTO: Agguato di camorra in un ospedale nel cuore di Napoli. Alle 2.10 della scorsa notte un sicario, con il volto coperto da casco integrale, ha fatto irruzione all’interno del Vecchio Pellegrini, dove era stato appena accompagnato un ventiduenne ferito alle gambe in un agguato in via Toledo, e ha sparato almeno quattro volte. All'interno dell'ospedale c'era altra gente e due ragazzi, minorenni, sono stati feriti di striscio. Indaga l'Antimafia. “Credo proprio che questa notte sia stato oltrepassato ogni limite. Di questo passo arriveremo ai camici bianchi antiproiettile”, dice il commissario straordinario dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva dopo la sparatoria avvenuta la scorsa notte nel cortile dell’ospedale Vecchio Pellegrini. “Ha sparato tra la folla - sottolinea Verdoliva - ad altezza d’uomo, senza curarsi del fatto che, sulle scale del pronto soccorso, c’erano almeno quattro o cinque persone. Poteva essere una strage”. "E sono rimasti feriti di striscio almeno altri due ragazzi minorenni, che erano con il 22enne: una ragazza e un ragazzo, che verosibilmente sono stati feriti qui in ospedale", spiega in mattinata il chirurgo Giuseppe Fedele, che era presente alla sparatoria. "Ho chiesto loro di contattare i genitori, in quanto minori, ma sono andati subito via", racconta stamattina il medico. Sull’episodio indagano i carabinieri della compagnia Napoli Centro, coordinati dall'Antimafia. Trovati quattro bossoli. Sotto choc pazienti e personale. “Ci sentiamo come in guerra”, dice amareggiata la direttrice sanitaria dell’ospedale Maria Corvino. Il colpo ha trapassato entrambe le gambe della vittima ed è uscito. "Le condizioni cliniche del paziente", riporta il referto, "sono stabili".
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TITOLO: Le piazze delle europee, tutti i comizi di chiusura
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OCCHIELLO: Per Salvini quella clou è domani a Milano, ma ad attendere il vicepremier nel capoluogo lombardo ci sarà anche la protesta degli striscioni. Il Pd chiuderà in 100 città giovedì e venerdì prossimi, il M5s a Roma il 24 maggio
TESTO: La Bestia, come viene ormai soprannominata la squadra social di Matteo Salvini, cerca di colpire ancora e questa volta in vista del comizio per le Europee del ministro dell'Interno a Milano in piazza Duomo, domani. È la manifestazione della Lega a cui Salvini tiene di più e che ritiene quella conclusiva, perché ha chiamato a raccolta i leader sovranisti europei dalla francese Marine Le Pen all'austriaco Harald Vilimsky, all'olandese Geert Wilders, tanto per citare alcuni degli undici ospiti. La campagna è tutta all'insegna "lui/lei non ci sarà" e di fila i nomi dei personaggi malvisti, Emma Bonino, Nicola Zingaretti, Roberto Saviano, Emmanuel Macron, Matteo Renzi. Ma ad accogliere Salvini nel capoluogo lombardo ci sarà anche la contromanifestazione degli striscioni, una protesta di lenzuoli appesi alle finestre dai milanesi che vorranno partecipare. L'iniziativa è organizzata dai Sentinelli di Luca Paladini, che per l'occasione ha lanciato l'hashtag #salvinitoglianchequesti, e da Insieme senza Muri. In vista del voto del 26 maggio per eleggere i 73 eurodeputati italiani comincia il count down e una settimana cruciale di manifestazioni e appuntamenti fino alle chiusure finali. Ogni forza politica punta a convincere gli indecisi che sarebbero moltissimi, secondo le stime: tra i 12 e i 14 milioni. Il Pd di Zingaretti giovedì e venerdì prossimi mobiliterà 100 piazze. Cento piazze di discussioni, comizi e confronti a chiusura della campagna elettorale. L'appuntamento clou è a Milano venerdì 24 in piazza Sempione alle 19 con i candidati del Nord Ovest, Giuliano Pisapia e Irene Tinagli in testa. Il segretario dem Zingaretti ha scelto il nord, ma sarà in collegamento con le altre piazze italiane. Con Roma dove il comizio conclusivo si terrà probabilmente a Ostia e dovrebbe esserci Paolo Gentiloni. L'ex premier chiuderà anche a Bologna giovedì 23 alle 18 in piazza San Francesco con i capilista del Nord Est, Carlo Calenda ed Elisabetta Gualmini e con il segretario regionale Paolo Calvano, oltre al governatore Stefano Bonaccini e al sindaco Virginio Merola. Calenda poi, lunedì 20 sarà con Matteo Renzi. Evento annunciato via twitter con il titolo "reunion storica" e che è stato archiviato sui social "come Albano e Romina" perché così l'ha battezzato Renzi. I dirigenti del Pd saranno in giro un po' dappertutto moltiplicando gli appuntamenti. Il M5s chiuderà la campagna elettorale con Luigi Di Maio venerdì 24 maggio a Roma, in Piazza della Bocca della Verità "a partire dalle 17.00, fino a sera", come viene annunciato sul blog delle Stelle con un post dal titolo "ContinuareXCambiare, a Roma la tappa finale". Forza Italia ha organizzato un fine settimana di iniziative in Piemonte. Ma l'appello al voto sarà il venerdì 24 a Milano con Mariastella Gelmini, i candidati e forse Berlusconi stesso. Location via di definizione. Fratelli d'Italia ha invece scelto Napoli per la manifestazione conclusiva più importante. Sarà domenica 19 con Giorgia Meloni: un corteo partirà alle 10,30 da piazza Dante e si concluderà in piazza Matteotti. Comizio finale della Meloni alle 12,30. La Sinistra concluderà a Roma a Santa Maria in Trastevere venerdì 24. Nella Capitale evento conclusivo anche di Europa Verde giovedì 23. Mentre +Europa concluderà il 24 a Milano in piazza Oberdan nel tardo pomeriggio.
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TITOLO: Prof sospesa a Palermo, scuola in rivolta: "Censura che ci mortifica tutti"
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OCCHIELLO: Coro unanime a difesa dell’insegnante, dai colleghi fino al sindaco Leoluca Orlando: "Minaccia alla libertà di pensiero degli studenti e dei docenti". Petizione dei sindacati
TESTO: Il sindaco Leoluca Orlando, a nome di tutta la giunta, invita il ministero " a favorire lo studio della storia e delle nefandezze che il nazifascismo ha compiuto contro gli italiani e nel mondo piuttosto che sanzionare docenti e attentare alla libertà di docenza ed espressione". " L'unico dato certo a oggi - dice il sindaco - è che il decreto sicurezza nella sua parte in cui lede i diritti dei migranti è stato giudicato da chi ha competenza formale a farlo, come illegittimo, inadeguato, lesivo appunto di diritti fondamentali. Infatti i giudici ne hanno già sanzionato alcuni effetti nefasti". Insorge anche il Pd, dalla capogruppo in commissione Cultura alla Camera Anna Ascani, al segretario regionale ed ex sottosegretario all'I-struzione Davide Faraone. " Il prossimo passo - si chiede Ascani - è il ritorno dell'Opera nazionale balilla? L'episodio di Palermo richiede immediati chiarimenti ufficiali del ministero dell'Istruzione".
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TITOLO: Dl sicurezza, diventa un caso politico la prof punita per le critiche espresse dagli studenti
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OCCHIELLO: Montano le reazioni politiche alla decisione di sospendere la professoressa Rosa Maria Dell'Aria, colpevole secondo l'Ufficio scolastico provinciale di Parlemo di non aver vigilato sul lavoro dei suoi alunni che in un video hanno accostato le leggi razziali al decreto sicurezza...
TESTO: Da una parte "le leggi per la difesa della razza" del 1938, dall'altra il decreto sicurezza di Matteo Salvini. Dal lavoro di un gruppo di studenti di un liceo di Palermo sul tema della Memoria, costato due settimane di sospensione all'insegnante di Italiano e Storia dell'Istituto tecnico Vittorio Emanuele III di Palermo, Rosa Maria Dell'Aria, rea di "non aver vigilato" sui contenuti della presentazione in powerpoint, è scaturito uno dei casi politici più scottanti del momento: ci sono entrati il ministero dei Beni culturali, da cui è partita la segnalazione, le forze dell'ordine che si sono presentate a scuola, l'ufficio scolastico provinciale che ha sospeso la professoressa. E ha investito naturalmente il ministro Matteo Salvini, che oggi ha commentato duramente: "La politica dovrebbe star fuori dalla scuola, equiparare le leggi razziali al decreto sicurezza è inopportuno. Il fascismo e il comunismo fecero morti, noi vogliamo salvare le vite proteggendo i confini". Poi la sua posizione si è ammorbidita: "Sono pronto a incontrare la prof e i suoi studenti". Invito subito raccolto dalla docente (e pure dal figlio): "Non ho alcuna remora - ha dichiarato l'insegnante - a incontrare il ministro Salvini, se può essere un'occasione di dialogo e di confronto che ben venga. Certamente sono disposta ad ascoltarlo assieme ai miei studenti". Duro attacco a Salvini del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, durante il presidio nel capoluogo siciliano a sostegno della professoressa sospesa. "Credo che sia demenziale il decreto Salvini e pensare che i migranti siano cose e non delle persone. E credo sia demenziale questo governo e questa maggioranza che ritiene di poter calpestare la dignità delle persone. Non mi permetto di dire che è demenziale Salvini: certamente è demenziale quello che fa". "Siamo preoccupate", hanno dichiarato le senatrici a vita Liliana Segre e Elena Cattaneo che hanno rivolto alla professoressa e ai suoi alunni un invito in Senato "cuore dell'istituzione repubblicana". "Sono, inoltre, del tutto incomprensibili - hanno aggiunto - le ragioni che vedono gli organi di polizia entrare nella scuola per 'ricostruire l'accaduto". La professoressa Dell'Aria si dice pronta anche ad accogliere l'invito in Senato di Segre e Cattaneo per riflettere sul valore della Memoria. "È una notizia che mi fa tanto piacere, sarà un un ulteriore di momento di confronto".
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TITOLO: "Più sicurezza a Fidenza" ma ha commesso decine di reati. Fratelli d'Italia ritira il candidato consigliere
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OCCHIELLO: Furti e porto d'armi: il partito scivola sul casellario giudiziario di un esponente in lista ed è costretto a fare retromarcia
TESTO: "Sono candidato perché voglio fare in modo che anche Fidenza possa ritornare a essere sicura". Questo uno dei punti del programma elettorale di Riccardo Sala, già candidato al Consiglio comunale nella lista di Fratelli d'Italia alle elezioni Comunali del 26 maggio. Fin qui nulla di strano, la sicurezza è uno dei cavalli di battaglia anche del partito di Giorgia Meloni. La particolarità sta nel fatto che il 35enne ha commesso una sfilza di reati per i quali è stato processato. Lo si può constatare scorrendo il certificato penale che tutti i candidati sono obbligati da quest'anno a depositare per poter concorrere alle elezioni. La consultazione è pubblica sul sito del Comune. Dal casellario giudiziario emergono più di trenta reati, soprattutto furti in abitazione ma non mancano porto d'armi e incendio. C'è anche, come pena accessoria, l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Fratelli d'Italia, che appoggia la candidatura del sindaco Andrea Scarabelli, ha annunciato oggi la rinuncia della candidatura da parte di Sala.
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TITOLO: Si rovescia scuolabus nel Padovano, feriti otto studenti: l'autista ubriaco fugge senza aiutare i ragazzi
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OCCHIELLO: L'uomo, rintracciato dai carabinieri, ha tentato di nuovo la fuga ma è stato fermato: aveva precedenti ed è risultato positivo all'alcoltest. I bambini coinvolti hanno tra i 7 e i 14 anni
TESTO: PADOVA - Otto studenti tra i sette e i quattordici anni sono rimasti feriti ad Arquà Petrarca (Padova) per il rovesciamento su un fianco di uno scuolabus. I bambini sono stati portati al pronto soccorso dell'ospedale di Schiavonia, dove sono stati medicati per ferite fortunatamante lievi e dimessi con prognosi fino a cinque giorni. L'uomo che si trovava alla guida dello scuolabus provocando il ferimento di sette ragazzini è fuggito senza aiutare i bambini. Si tratta di un 51enne di nazionalità romena che, secondo i racconti dei testimoni, è fuggito a piedi poco dopo l'incidente. E' stato fermato due ore dopo lungo la strada regionale 10 da una pattuglia dei carabinieri di Este. Alla vista dei militari ha tentato nuovamente la fuga, ma è stato bloccato. L'incidente è avvenuto lungo la strada provinciale 21. I pompieri stanno effettuando le operazioni di recupero del mezzo. Secondo una prima ricostruzione, lo scuolabus stava percorrendo una strada in discesa e si apprestava ad affrontare un tornante quando si è rovesciato. L'autista è risultato positivo all'alcoltest. Lo confermano i carabinieri di Este che stanno conducendo le indagini e che hanno effettuato gli accertamenti sulle condizioni psicofisiche dell'uomo, che non ha saputo dare spiegazioni di quanto accaduto. L'uomo, dipendente di una cooperativa, aveva precedenti penali.
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TITOLO: Riace, i giudici: "L'esilio continui, Lucano può tornare a commettere reati"
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OCCHIELLO: Le motivazioni della sentenza con cui i giudici del Riesame di Reggio Calabria hanno motivato l'allontanamento dell'ex sindaco, ignorando le chiare indicazioni date dalla Cassazione
TESTO: REGGIO CALABRIA. Non è più sindaco da quasi otto mesi, le indagini a suo carico sono chiuse, è stato rinviato a giudizio e a breve inizierà il processo, ma per i giudici di Reggio Calabria “è attuale e concreto il pericolo che Domenico Lucano possa ripetere reati della stessa specie di quelli già compiuti”. Motivo? Perché si è candidato al consiglio comunale. E per i giudici che sia “sindaco o comunque componente a qualsiasi titolo del civico consesso” è pericoloso, alla luce dell’asserita “protervia nel piegare le sue funzioni al perseguimento di interessi tutt’altro che pubblici e nella sua evidente capacità di dominare e farla da padrone all’interno dell’ente pubblico”. Traduzione, Lucano a Riace non ci deve stare perché che sia sindaco o meno, la sua influenza pesa. E a detta dei giudici sarebbe addirittura pericolosa per l’intera amministrazione. Per altro, sostengono, Maria Spanò, aspirante sindaco della lista in cui Lucano è candidato, non sarebbe che una sua marionetta. Questo emerge dalla sentenza con cui i giudici del Riesame di Reggio Calabria hanno motivato il prolungamento dell’esilio di Mimmo Lucano, ignorando le chiare indicazioni date al riguardo dalla Cassazione. Meno di un mese fa, la Suprema Corte aveva ordinato loro di riesaminare il caso, demolendo quanto meno una delle due contestazioni a carico del sindaco sospeso, accusato di irregolarità nella gestione della differenziata e di aver aiutato la compagna dell’epoca nel fallito tentativo di farsi raggiungere in Italia dal fratello. Per gli ermellini, l’affidamento diretto del servizio a due cooperative sociali era perfettamente lecito e regolare, e l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina era da valutare «alla luce della relazione affettiva fra i due». Indicazioni completamente ignorate da Reggio, che non solo ha continuato a ritenere illegittima la procedura, ma dipinge il sindaco sospeso come una sorta di padre padrone dell’amministrazione, che “si muove ed agisce nel Comune di Riace con disinvoltura e abilità sorprendenti, raggiungendo scopi che persegue in spregio assoluto della legge”. Per contestare la Cassazione, che aveva sottolineato come l’affidamento della differenziata alle cooperative fosse una decisione collegiale, sostenuta da pareri tecnici e contabili dei funzionari, il Riesame sostiene che Lucano si sarebbe “impegnato in prima persona per costruire una vera e propria tela di ragno tanto da trarre in inganno funzionari tecnici ed organi collegiali dell'Ente pubblico”. E sulla seconda accusa, insistono. Non si è trattato di un singolo caso, sostengono solo sulla base di una serie di conversazioni intercettate, è un metodo. “Le modalità con le quali Lucano ha proceduto alla falsificazione delle carte d’identità sono allarmanti perché espressioni del potere assoluto dallo stesso esercitato nella sua veste di sindaco del Comune di Riace e della sua straordinaria capacità di fare ed ottenere qualsiasi cosa decidesse di fare, imponendo la sua capacità a tecnici e funzionari”. Tutti reati che avrebbe commesso in qualità di amministratore, carica che da otto mesi non riveste e per la quale non si può ricandidare. Ma poco importa per il Riesame, perché candidato “nella lista guidata da Maria Spanò, già assessore del Comune” e sebbene non sia né indagata, né imputata, per i giudici “longa manus di Lucano all'epoca di concretizzazione delle condotte delittuose”. Un ragionamento pericoloso – commentano gli addetti ai lavori – che sembra quasi mettere in discussione la possibilità di Lucano di godere dei propri diritti politici. Ne sembra cosciente anche il Riesame, che per questo pare quasi mettere le mani avanti. “Quel che preoccupa – si legge nelle motivazioni - non è la volontà di Lucano di far politica, sostenere una lista elettorale, candidarsi come consigliere comunale nel pieno e sacrosanto godimento ed esercizio dei diritti politici”, ma che il sindaco sospeso “avesse assunto la veste di vero e proprio dominatore all'interno del Comune”. Per i giudici, era un vero e proprio burattinaio “che muoveva le fila di tutto e consumava condotte illecite, forte della sua funzione e del suo ruolo, da lui intesi in modo distorto, nella convinzione assoluta di potersi porre sopra la legge e di poterla violare impunemente, circondandosi di persone supine ai suoi comandi ed ai suoi dettami ed eliminando immediatamente chi non gli obbediva”. Un metodo che per i giudici sarebbe stato utilizzato per un “progetto politico”, che Lucano “senza soluzione di continuità persegue con la Spanò candidata a sindaco del Comune di Riace”.
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TITOLO: Sea Watch, autorizzato lo sbarco per le famiglie. Salvini: "Porti chiusi e non c'è presidente del consiglio che tenga"
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OCCHIELLO: Il VIminale: "Vada in Tunisia". La nave diffidata ad entrare in acque italiane. La risposta di Di Maio: "L'Italia non sente la mancanza di uomini soli al comando". A bordo due neonati e cinque bambini piccoli. Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr, lancia un appello per...
TESTO: Dalla diffiida alla decisione di far sbarcare dalla Sea Watch le famiglie presenti a bordo e l'uomo disabile. In tutto 18 dei 65 migranti presi a bordo dalla nave umanitaria. Motovedette della Guardia costiera e della Finanza portano a Lampedusa i due neonati e i cinque bambini piccoli con i rispettivi genitori, sono sette mamme e tre papà e l'uomo gravemente ferito. Il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, oggi a Lampedusa per gli interrogatori del comandante e del capomissione della Mare Jonio, e’ andato al molo allo sbarco delle famiglie fatte scendere dalla Sea Watch e ha aperto, come prassi, un fascicolo contro ignoti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Tutti gli altri migranti intanto restano sulla nave il cui destino è ancora totalmente in discussione mentre sul Mediterraneo si sta alzando un forte vento di scirocco che rende ancora più difficile la navigazione. Nessun ordine, tantomeno dall'Italia. L'indicazione di dirigersi verso la Tunisia che sarebbe stata data dall'Italia alla Sea Watch 3, come annunciato con foga dal ministro dell'Interno Salvini nel ribadire la chiusura dei porti italiani, e' in realta' solo un'ipotesi. Venuta fuori nel primo pomeriggio dopo un'interlocuzione tra il Viminale e l'ambasciatore dell'Olanda, paese di cui la nave batte bandiera. Il Viminale non ha alcun titolo per indicare alla nave un porto sicuro in un altro paese, semmai qualche indicazione in tal senso dovrebbe arrivare dall'Olanda. Ma la situazione resta in uno stato di stallo, con la nave -diffidata questa mattina da due motovedette della Guardiadi finanza a non entrare in acque italiane - che pendola avanti e indietro a una quindicina di miglia da Lampedusa con a bordo i 65 migranti soccorsi due giorni fa in zona Sar libica. La nave era stata diffidata e, almeno per il momento, respinta. La nave SeaWatch3 sta "rispettando la diffida della Guardia di finanza e ha ricevuto indicazioni di fare rotta verso la Tunisia", avevano fatto sapere fonti del Viminale secondo cui "la linea dura è confermata". Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch spiega: " Non abbiamo ricevuto indicazione di alcun porto sicuro in Tunisia. Siamo rimasti un giorno e mezzo senza indicazioni da parte di nessuno, poi abbiamo seguito l'intimazione di una motovedetta libica che si è avvicinata e ha ordinato di fare rotta verso nord. Il comandante ha deciso di seguire la rotta meno vessatoria, verso Lampedusa, che è poi anche quella che offre il porto sicuro più vicino". "Erano prima in acque libiche e poi in acque maltesi, ma mettendo a rischio la vita degli immigrati a bordo vogliono a tutti i costi arrivare in Italia. Questi non sono soccorritori ma scafisti e come tali verranno trattati. Per i trafficanti di esseri umani i porti italiani sono e rimangono chiusi" è l'annuncio di Matteo Salvini. E Salvini rincara la dose in diretta Facebook: "C'è una nave olandese che vuole arrivare in Italia a ogni costo e io dico: no, assolutamente no. Mi assumo totalmente la responsabilità del blocco dell'immigrazione clandestina insieme al governo. A meno che qualcuno non abbia cambiato idea. All'ingresso della Sea Watch in Italia Matteo Salvini dice "no e no. E non c'è presidente del Consiglio che tenga o ministro dei 5 stelle che entra". E aggiunge, rivolto ai magistrati catanesi magistrati "State usando male i soldi pubblici degli italiani". "Non posso commentare la prepotenza e l'arroganza di questo tipo, che ricorda Renzi quando gli chiedevano di far dimettere la Boschi", commenta l'altro vicepresidente del Consiglio, il 5Stelle Di Maio: "Una cosa è certa: questa prepotenza aumenta, soprattutto sull'immigrazione, quando la Lega è in difficoltà con gli scandali di corruzione. Non ci sto a rappresentare questo grande stratagemma per distrarre dall'emergenza del Paese che non è in questo momento l'immigrazione, ma la corruzione". La risposta di Di Maio mostra bene la tensione all'interno della maggioranza: "Dalle continue dichiarazioni che escono è evidente che c'è chi vuole alzare il livello di scontro. Non c'è molto da aggiungere rispetto agli attacchi al presidente del Consiglio, che ha tutto il sostegno mio e del governo. Dico solo che per la legge dei grandi numeri, se tutti pensano una cosa e c'è un singolo contrario, forse ha torto il singolo. Di uomini soli al comando ne abbiamo già avuti e in Italia non ne sentiamo certo la mancanza", ha detto Luigi Di Maio. Ma l'eurodeputato dem David Sassoli - candidato nel Centro - accusa sia Di Maio che Salvini: "Dovrebbero chiedere tutti i giorni la riforma del Trattato di Dublino. Non lo fanno perché sono vigliacchi, la loro è solo propaganda". Come previsto, la Sea Watch 3 con i 65 migranti soccorsi due giorni fa in zona Sar libica, e’ arrivata all’alba di oggi al limite delle acque territoriali italiane a sud di Lampedusa e ha trovato ad attenderla due motovedette della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto che le hanno sbarrato la strada comunicando formalmente la diffida ad entrare in acque italiane. Gli ufficiali della Marina italiana hanno eseguito l’ultima direttiva ad hoc firmata dal ministro Matteo Salvini che, giudicando “offensiva e pericolosa per la sicurezza nazionale” la nave umanitaria che trasporta migranti non identificati tra i quali - secondo quanto scritto nella direttiva - potrebbero esserci anche terroristi, inibisce l’accesso nel mare italiano alla Sea Watch. Il comandante della nave ha preso atto della diffida e adesso pendola qualche miglio indietro delle acque italiane in attesa di ordini dal quartiere generale della Ong tedesca.
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TITOLO: Zingaretti: "Se il Pd vince alle Europee il governo va a casa". E invita Bari "a difendersi da chi ha distrutto il Paese"
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OCCHIELLO: Il segretario nazionale del Partito democratico ha lanciato il suo endorsement al sindaco Antonio Decaro, ricandidato per il centrosinistra alla guida della città
TESTO: "Fate di tutto per difendere Bari da chi in 11 mesi ha distrutto l'Italia e se arrivano qua distruggono anche Bari. E questo lo dico per Bari e per tutti quei Comuni che vanno al voto". Zingaretti ha lanciato così il suo endorsement al sindaco Antonio Decaro, ricandidato per il centrosinistra alla guida della città. Zingaretti lancia un messaggio anche a Nichi Vendola, ex presidente della Regione Puglia che a pochi passi dall'evento del Pd sta partecipando a un altro incontro elettorale della lista 'La Sinistra'. "Un abbraccione" dice Zingaretti, ricordando che "con Nichi mi lega un bellissimo rapporto storico dal punto di vista politico e anche di amicizia" "La curva del lavoro e dei disoccupati sta crescendo più nel Mezzogiorno e gli investimenti calano. Noi stiamo girando anche nel Mezzogiorno per parlare di lavoro con il 'Piano per l'Italia', per riproporre una fiscalità che, non come la loro, vada a tagliare le tasse per salari medi e bassi, che metta la scuola al centro di un modello di sviluppo, la ricchezza del Mezzogiorno e la sostenibilità ambientale per creare lavoro", ha affermato ancora il segretario del Pd. "È vero che è un anno fa tanti problemi e tanta rabbia sono stati catturati dai populismi e dai nazionalismi, - ha detto ancora - ma dopo 11 mesi di governo nazionalista è vera anche un'altra cosa: cioè che loro sono bravi a rappresentare i problemi che creano le paure, noi vogliamo risolvere quei problemi che creano le paure e, secondo me, gli italiani se ne sono accorti".
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TITOLO: Potenza, Salvini cita il santo protettore e i social si scatenano
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OCCHIELLO: Vignette e post di sdegno: "San Gerardo non si tocca" 
TESTO: Nomina il patrono San Gerardo nel suo comizio a Potenza e i social si scatenano. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini, nel capoluogo di regione a sostegno del candidato sindaco della Lega Mario Guarente, ha ripreso la leggenda del santo, secondo la quale avrebbe liberato la città dai turchi, per fare propaganda in vista delle elezioni europee. "Se l'Europa non cambia - ha detto Salvini - qua ci becchiamo un'altra sfilata dei turchi. Qua ci vuole un San Gerardo il 26 per liberare l'Europa". Un paragone che non è piaciuto ai tanti potentini che si apprestano a festeggiare il patrono il 30 maggio, nell'anno in cui ricorrono anche i 900 anni dalla morte. "Giù le mani da u prututtor! !!! !", "San Gerardo non si tocca", "Sta farfugliando, si è fermato al canapa shop? ", "Salvini strumentalizza il santo patrono di Potenza offendendo gli elettori lucani e potentini", "Ridicolo oltre che oltraggioso", "Non si sminuisce così il Santo sotto la festa", "San Gerardo è e resta apolitico e apartitico", sono alcuni dei commenti.
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TITOLO: "Sono una modella socialista". Pamela Anderson a 51 anni è una sexy symbol fuori dagli schemi
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OCCHIELLO: Prima modella di Playboy, poi bagnina super sexy nella serie tv "Baywatch". A 51 anni Pamela Anderson è ancora una delle donne più desiderate del pianeta, infatti le sue curve mozzafiato sono una garanzia. Nonostante il successo, la celebre attrice e modella, nel corso del tempo, non ha mail posato per alcuni fra i magazine di moda più ambiti, a
TESTO: Prima modella di Playboy, poi bagnina super sexy nella serie tv "Baywatch". A 51 anni Pamela Anderson è ancora una delle donne più desiderate del pianeta, infatti le sue curve mozzafiato sono una garanzia. Nonostante il successo, la celebre attrice e modella, nel corso del tempo, non ha mail posato per alcuni fra i magazine di moda più ambiti, almeno fino ad ora. Pamela Anderson è stata scelta finalmente per essere la nuova cover girl di Vogue Cecoslovacchia. È su instagram che appaiono i primi scatti della Anderson. "Chi vuole uccidere Pamela? " questo è il titolo scelto per pubblicizzare il prossimo numero della rivista, e con una lunga intervista al suo interno, l’ex bagnina della tv, si rivela fra presente e passato, senza dimenticare una stoccata all’attuale situazione politica. Femminista e sostenitrice degli animali, criticata per la sua amicizia con Julian Assange, per il servizio la sexy Pamela ha abbandonato il due pezzi per un look più sobrio ma comunque super hot. "Essere belle è un clichè. La vera bellezza si può trovare anche in altre qualità", afferma. "Ogni ragazza deve e può sentirsi sexy. Quando pensa a me stessa, sento come se fossi una modella socialista. Amo gi uomini ma non mi piace l’autorità". Ovviamente durante l’intervista si discute anche del movimento del #Meoo. "Ora con questo femminismo si sta esagerando. Sono anche io una sostenitrice ma questa ondata è diventata noiosa. Cosa bisogna fare? Non mostrarsi deboli e non andare mai in un albergo con uno sconosciuto", conclude.
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TITOLO: Fedez: "Leone è caduto e ha un occhio nero"
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OCCHIELLO: Il piccolo Leone "Ferragnez", figlio di Fedez e Chiara Ferragni, ha cominciato a muovere i primi passi e ieri è arrivata la prima caduta importante che ha lasciato un segno sul viso del bimbo: un occhio nero.A raccontarci l'accaduto è stato proprio Fedez sulle sue Instagram Stories: "Oggi Lello, mentre camminava col papà, è caduto e si è fatto
TESTO: Il piccolo Leone "Ferragnez", figlio di Fedez e Chiara Ferragni, ha cominciato a muovere i primi passi e ieri è arrivata la prima caduta importante che ha lasciato un segno sul viso del bimbo: un occhio nero. A raccontarci l'accaduto è stato proprio Fedez sulle sue Instagram Stories: "Oggi Lello, mentre camminava col papà, è caduto e si è fatto una botta che sembra che ha fatto un incontro di pugilato". Ma il rapper è felice che, nonostante l'incidente, il piccolo non ha perso l'entusiasmo nel camminare. Fedez è un padre molto amorevole e lascia trasparire un lieve senso di colpa per quanto è avvenuto e così cerca conferme nel figlio: "Vero che non odi papà? Un pochino? Sei un po' arrabbiato? ".Il piccolo ancora non parla ma le parole di conforto sembrano arrivare dai fan del cantante. "Grazie a tutti i genitori che mi stanno inviando le foto dei loro figli che hanno preso botte contro muri e spigoli, perché così mi fate sentire meno in colpa", dice Fedez con gli occhi lucidi per la commozione. Il rapper prova poi ad alleggerire la situazione chiamando il bambino "Little Rocky" ma le insicurezze non sembrano ancora aver abbandonato il suo animo. Il passo successivo è quello di interpellare la moglie Chiara Ferragni: "Tu non mi odi vero? ". La risposta dell'imprenditrice digitale è la migliore che potesse arrivare: "No, ti amo tanto". Tra i due scatta il bacio. Le insicurezze adesso sembrano essere passate ma rimane la preoccupazione; nella Stories successiva scrive: "Ogni passo è ansia pura". In questa clip a far camminare Leone è Chiara e il piccolo cade nuovamente, rassicurando inconsciamente il padre: è come se volesse confermare che può capitare a tutti. Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale. it?
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TITOLO: Un italiano indagato a Londra per l'occultamento del cadavere di Erik Sanfilippo
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OCCHIELLO: Sospetti su Gerardo Rossi, 52 anni, ma per Scotland Yard non è lui il responsabile della morte del giovane toscano
TESTO: LONDRA - È Gerardo Rossi, un italiano di 52 anni, la persona fermata sabato scorso dalla polizia inglese dopo il ritrovamento del corpo di Erik Sanfilippo a Londra. Rossi non è accusato dell’omicidio del ragazzo toscano morto la settimana scorsa e ritrovato in un bidone della spazzatura a Tollington Road, nel nord della capitale, ma è sospettato di occultamento di cadavere. Il tribunale londinese Highbury Magistrates' Court lo ha rilasciato su cauzione e dovrà ricomparire di nuovo in aula il prossimo 14 giugno. Permane dunque il mistero fitto sulla tragica fine di Erik, i cui genitori oggi sono stati ricevuti a Londra dal console generale Marco Villani. Per ora le autorità britanniche non si espongono e lasciano aperte tutte le ipotesi possibili. Sono stati interrogati anche i coinquilini del ragazzo di Montopoli in Val d’Arno, in provincia di Pisa, ma sinora non ci sono novità sulle ultime ore di Erik che avrebbe comunicato fino all’ultimo momento con i suoi genitori prima di essere poi ritrovato morto sabato pomeriggio nel quartiere di Islington, a poca distanza dallo stadio della squadra di calcio dell’Arsenal. Sanfilippo si era trasferito da circa un anno a Londra, dove lavorava come cameriere, come tanti giovanissimi italiani alla prima esperienza lavorativa nella capitale britannica. Rossi, inizialmente fermato per sospetto omicidio, oggi è stato ricondotto in tribunale dalle autorità britanniche per la convalida del fermo e la contestazione del reato di occultamento di cadavere. In quello che sembra essere il suo profilo Facebook, Gerardo Rossi dice di abitare proprio a Tollington Road, di aver studiato all’università di Cambridge ed è originario di Napoli, oltre a definirsi single. Inoltre, sembra essere un grande amante degli animali e dei cani.
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TITOLO: È partita l'offensiva del Fisco: black list e controlli degli 007
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OCCHIELLO: È partita l'offensiva del Fisco. Nel mirino ci sono gli autonomi e i versamenti Irpef. La Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate hanno dato il via ad una raffica di controlli per accertare il tax gap tra l'Irpef effettivamente versata e l'imposta realmente dovuta. Come sottolinea ilSole 24 Ore, questo tipo di controlli e soprattutto il monit
TESTO: È partita l'offensiva del Fisco. Nel mirino ci sono gli autonomi e i versamenti Irpef. La Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate hanno dato il via ad una raffica di controlli per accertare il tax gap tra l'Irpef effettivamente versata e l'imposta realmente dovuta. Come sottolinea ilSole 24 Ore, questo tipo di controlli e soprattutto il monitoraggio dei soggetti a rischio è rilevato anche nell'allegato alla Nadef che registra al 68,2 per cento la differenza tra quanto incassato dal Fisco e quanto dovuto dai contribuenti. Il conto è presto fatto: all'appello mancherebbero ben 33,2 miliardi. Un dato, quello dell'Irpef, che mette in allarme il sistema fiscale. La percentuale di differenza tra quanto dovuto e quanto versato fa scattare una serie di controlli. Le Fiamme Gialle infatti hanno deciso di incrociare i dati che arrivano dall'anagrafe tributaria per i periodi di imposta che vanno dal 2014 al 2017. Di fatto i professionisti finiti nel mirino sono tutti coloro che hanno omesso nella dichiarazione dei redditi compensi per prestazioni da lavoro superiori ai 50mila euro. E qui scatta la vera e propria black list del Fisco. Si tratta, in questa prima fase, di una lista di 2000 persone che saranno sottoposte a verifiche e controlli da parte degli 007 informatici delle Fiamme Gialle. Inoltre la Guardia di Finanza ha anche chiesto informazioni all'Inps per verificare la posizione lavorativa e contributiva di alcuni soggetti finiti nella lista nera. Le Entrate e la Gdf hanno assegnato un valore di rischio ad ogni contribuente. Il livello 100 è quello massimo. In questo caso scatterebbero le verifiche e i controlli mirati per accertare la situazione con tre parametri: rischio fiscale, rischio criminalità organizzata e rischio riciclaggio. Insomma l'offensiva finale del Fisco è partita e non si fermerà certo qui. La black list di 2000 contribuenti è destinata ad allargarsi.
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TITOLO: Batman, sarà Robert Pattinson il nuovo protettore di Gotham City?
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OCCHIELLO: Sembra ufficiale: Batman avrà il volto di Robert Pattinson. Stando a quanto affermato da Variety, l"attore britannico sarebbe stato scelto per interpretare il protettore di Gotham City nel nuovo "The Batman" di Matt Reeves, sostituendo il predecessore Ben Affleck, interprete del Cavaliere Oscuro in "Batman vs Superman: Dawn of Justice" e "Justice
TESTO: Sembra ufficiale: Batman avrà il volto di Robert Pattinson. Stando a quanto affermato da Variety, l’attore britannico sarebbe stato scelto per interpretare il protettore di Gotham City nel nuovo “The Batman” di Matt Reeves, sostituendo il predecessore Ben Affleck, interprete del Cavaliere Oscuro in "Batman vs Superman: Dawn of Justice" e "Justice League". Sebbene la Warner Bros non abbia rilasciato alcuna dichiarazione in merito, il bel vampiro di "Twilight" sembrerebbe in cima alla lista dei candidati per il ruolo di Bruce Wayne ed ormai in procinto di firmare il contratto. Il ruolo di Batman negli anni è stato interpretato da diversi attori quali Christian Bale, Ben Affleck, George Clooney e primo tra tutti, Michael Keaton nel primo "Batman" diretto da Tim Burton. Se Pattinson dovesse accettare il ruolo, con i suoi 33 anni diventerebbe l'interprete più giovane del pipistrello più famoso del cinema, dopo Christian Bale che all’epoca di "Batman Begins" aveva 31 anni. Non si conosce ancora la data ufficiale di inizio delle riprese, ma pare che molto probabilmente si comincerà a girare alla fine del 2019.Sebbene i fan di Robert Pattinson stiano sostenendo la candidatura del loro beniamino, i sostenitori dell’eroe pipistrello non sono tutti d’accordo con la scelta fatta. Su internet il malcontento si sta iniziando a far sentire e girano addirittura diverse petizioni, come riporta il sito Comicbook, per scalzare l’ex vampiro dalla Batcave, e affidare il ruolo a qualcuno che secondo i fan di Bruce Wayne abbia caratteristiche diverse. I fan dell'eroe pipistrello potranno seguire le sue gesta al cinema, a partire dal 25 giugno 2021.
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TITOLO: La doppia piazza di Milano: i sovranisti di Salvini e la protesta degli striscioni, 600 agenti schierati per la sicurezza
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OCCHIELLO: Oggi comizio in piazza Duomo del leader leghista con 11 capi-partito dell'ultradestra europea. In piazza del Cannone il Gran Galà del futuro delle associazioni antirazziste e antifasciste. Sala: "I sovranisti non si prenderanno la città"
TESTO: Ma c'è anche un altro appuntamento politico che si incrocia con questi: il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, parlerà in piazza San Carlo dalle 17. E anche per questo l'organizzazione della sicurezza in città sarà affidata a seicento poliziotti, carabinieri, finanzieri e agenti di polizia locale. Salvini ieri ha detto parlando delle contestazioni: "Basta che stiano tranquilli e non aggrediscano i poliziotti, ognuno può fare quello che vuole ". L'obiettivo della questura è di vigilare solo su messaggi provocatori, che potrebbero innescare reazioni verbali dei militanti leghisti o dello stesso Salvini, dal palco - è successo in comizi recenti - e una spirale che nessuno si augura. La linea è quella di intervenire per la rimozione solo in casi estremi o di rischio concreto per l'ordine pubblico, tralasciando il resto delle proteste.
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TITOLO: Slittano i palinsesti Rai, ma i giochi a Viale Mazzini sono fatti
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OCCHIELLO: C"è ancora molto fermento nei corridoi Rai. E ancora, infatti, non sono stati presentati i palinsesti estivi, presentazione slittata a giugno. Alcuni nodi che bloccavano tutto, però, sembrano essere stati sciolti almeno ufficiosamente. Cosa succederà in Rai quest'estate?È stata confermata la coppia di "Estate in diretta", di cui vi avevamo dato
TESTO: C’è ancora molto fermento nei corridoi Rai. E ancora, infatti, non sono stati presentati i palinsesti estivi, presentazione slittata a giugno. Alcuni nodi che bloccavano tutto, però, sembrano essere stati sciolti almeno ufficiosamente. Cosa succederà in Rai quest'estate? È stata confermata la coppia di “Estate in diretta”, di cui vi avevamo dato anticipazione, formata da Beppe Convertini e Lisa Marzoli (quest'ultima si mormora avrà anche un programma nella prossima stagione autunnale), ma su una cosa non eravamo stati precisi, il ruolo di Pierluigi Diaco all’interno della trasmissione. Erano circolate voci su una sua possibile rubrica all’interno del programma contenitore, ma in realtà Diaco stava trattando per ben altro tipo di cosa e non all’interno di “Estate in diretta” bensì in programma tutto suo. Ogni tassello è andato al suo posto sembra che dopo il tg delle 13,00, Diaco condurrà insieme a Valeria Graci e Sandra Milo un programma sui sentimenti che si intitolerà “Io e te”. Per quanto riguarda la mattinata, gli spettatori avranno invece la compagnia di una biondissima e bella ragazza, Monica Marangoni, volto molto conosciuto di “Rai Italia”, la rete che ha sostituito Rai International. Monica sarà dal 10 giugno ogni giorno dalle 10,30 fino alle 11,45 su Rai 1 con “Tutto Chiaro”. Se invece vi state chiedendo dei movimenti di Fabio Fazio, non esiste ancora nessuna conferma ufficiale. Intanto, in questi giorni è stato fatto il nome di Fiorello il cui cachet preoccupa tanto quanto quello di Fazio. ..
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TITOLO: Renato Zero contro tutti: "Io sto bene"
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OCCHIELLO: Sulla presunta malattia che avrebbe colpito Renato Zero se ne sono dette di tutti i colori. Da chi lo voleva soltanto invecchiato a chi era arrivato addirittura ad ipotizzare una leucemia fulminante. Tanti sono stati ad alimentare questo pettegolezzo molto scomodo per il cantante. Renato Zero è un artista contraddistinto da una vitalità contagios
TESTO: Sulla presunta malattia che avrebbe colpito Renato Zero se ne sono dette di tutti i colori. Da chi lo voleva soltanto invecchiato a chi era arrivato addirittura ad ipotizzare una leucemia fulminante. Tanti sono stati ad alimentare questo pettegolezzo molto scomodo per il cantante. Renato Zero è un artista contraddistinto da una vitalità contagiosa e le sue performance hanno fatto la storia degli spettacoli: per questo lui non ci sta e dice la sua sull’argomento. Renato Fiacchini, per tutti Renato Zero, ha deciso di chiarire una volta per tutte qual è la verità sul suo stato di salute. Se ne sono dette tante, troppe, e il pettegolezzo secondo cui sarebbe gravemente malato sta prendendo il sopravvento. Ad una carriera lunghissima all’insegna di grandi successi di pubblico e di critica, sempre sulla cresta dell’onda, ha corrisposto una vita privata semplice e discreta, tenuta lontano dai riflettori. Purtroppo l’estrema riservatezza ha lasciato spazio al generarsi di rumors di ogni sorta, ma adesso il cantautore ha deciso di parlare e sfogarsi sul punto affermando che sta bene: "Ma che devo fa’? Mi devo presentare col certificato medico? Con le analisi del sangue in mano? Sto bene, ringraziando Dio, certo se continua questa campagna denigratoria finirò per star male. Basta. Sono stufo”. Queste e tante altre parole sono state usate da Renato Zero per commentare i pettegolezzi che lo vorrebbero gravemente malato. Lo sfogo è stato riportato dal quotidiano Repubblica ed per il cantante è stata l’opportunità di dare voce al suo vero pensiero. Preso dall'ira Zero ha sottolineato che tutte queste falsità gli fanno molto male: “Alla fine supporre di avere una malattia è pure peggio che averla, perché non sai come difenderti. Non voglio andare al telegiornale e spiegare agli italiani come mi sento, che non sono infettivo. Però sto pensando che se questa persecuzione continua sarò costretto a farmi ospitare da qualche tg”.
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TITOLO: Da Bologna l'appello del liceo Copernico per la prof sospesa: "Bussetti revochi il provvedimento"
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OCCHIELLO: Ottanta insegnanti dello scientifico scrivono al ministro sul caso di Palermo
TESTO: BOLOGNA - Le hanno raccolte in due giorni, senza pensarci un attimo: ottanta firme, e forse lunedì saranno ancora di più, a sostegno l'insegnante di Palermo sospesa per quindici giorni per omesso controllo su una ricerca dei suoi studenti in cui si tracciava un parallelo fra le leggi razziali del 1938 e il decreto sicurezza e immigrazione del 2018. "Ci sembra un provvedimento abnorme, dettato dalla volontà di normalizzare l’attività scolastica adattandola agli interessi e all’ideologia delle forze politiche attualmente al governo del Paese", scrivono i docenti del liceo Copernico, gli stessi che hanno subito gli attacchi della Lega e della destra quando si sono ribellati, con un appello che annunciava lezioni in classe, al caso Sea Watch - oggi di nuovo all'ordine del giorno - e ai morti nel Mediterraneo. Questo caso ha scosso il mondo della scuola e gli insegnanti bolognesi non sono rimasti indifferenti: chi firma appelli in rete e chi, come al Copernico, ha deciso per una raccolta di firme e una presa di posizione pubblica. "Non entriamo nel merito - scrivono i prof del liceo scientifico - dei contenuti del power point prodotto dagli studenti palermitani, che potrà anche contenere imprecisioni o generalizzazioni, se non per sottolineare che, se la gravità dei contenuti delle leggi razziali non è paragonabile a quella del recente decreto sicurezza, un’analogia è certo riscontrabile, come sottolineato da numerosi costituzionalisti di primo piano: il decreto 113 del 2018, infatti, introduce per la prima volta nel nostro ordinamento, in difformità ai principi costituzionali, un principio di cittadinanza differenziata fra gli italiani per nascita e gli stranieri che l’abbiano acquisita successivamente, per i quali é diventata revocabile". Insomma, la storia insegna. Sul caso gli insegnanti del Copernico chiedono al ministro all'Istruzione Marco Bussetti di intervenire con la revoca del provvedimento "in nome del principio di libertà di insegnamento, dell’autonomia degli istituti scolastici e del rispetto della giusta distanza fra le politiche del Governo e la complessità dei percorsi educativi che si svolgono ogni giorno, con la fatica derivante dalla scarsità di mezzi e risorse, all’interno delle scuole italiane". "Nel mondo della scuola c'è indignazione e rabbia su questo caso, ma anche la consapevolezza che così non si può più andare avanti – osserva Gabriella Fenocchio, docente di Lettere al Copernico in cattedra dall'87 – mai visto queste cose da quando insegno. Non si può fare propaganda, non politica nelle scuole: compito nostro è dialogare con gli studenti, formarli come cittadini. Il paradosso è che non ci viene riconosciuta importanza, ma poi veniamo colpiti quando svolgiamo il nostro ruolo". Le/gli insegnanti del Liceo Copernico di Bologna
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TITOLO: Ana Bettz, l'ereditiera cantante che nascondeva 300mila euro nella Rolls Royce
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OCCHIELLO: È stata fermata dalla Guardia di finanza a Ventimiglia, alla frontiera con la Francia. Alla guida c'era il suo autista. In alcune cassette di sicurezza le fiamme gialle hanno trovato e sequestrato un altro milione e 700mila euro, sempre in contanti. Si indaga per il reato di...
TESTO: GENOVA - Trecentomila euro occultati in un elegante stivale a coscia alta che i finanzieri hanno trovato nel bagagliaio di una Rolls Royce con autista. Inizia così, alla frontiera di Ventimiglia, questo giallo che coinvolge una ricchissima ereditiera. O forse era iniziato prima perché quello che la guardia di finanza ha definito un controllo di routine sembra qualcosa di assai più mirato. Il sospetto è che Anna Bettozzi, 59 anni, un passato da agente immobiliare a Roma, un presente da cantante (nome d’arte Ana Bettz) e di recente vedova del petroliere fondatore di Europetroli Sergio Di Cesare, non sia stata fermata casualmente al confine con la Francia, a una manciata di chilometri da Montecarlo e dalle sue banche accoglienti. Anche perché i controlli fra Italia e Francia avvengono ormai solo per scovare immigrati clandestini. Più probabile che in qualche modo su di lei fosse in corso un’indagine assai più approfondita. Infatti i finanzieri, dopo aver scovato i trecentomila euro, non si sono fermati. Bettozzi ha rifiutato di dare spiegazioni sull’origine di quel tesoretto in contanti e a quel punto dalla procura di Imperia è arrivato l’ordine di procedere per il reato di riciclaggio. I militari sono partiti alla volta di Milano. Per la precisione nell’hotel in cui l’ex agente immobiliare che qualche anno fa aveva riempito Roma con i grandi manifesti con il suo volto, vive ormai stabilmente. In alcune cassette di sicurezza le fiamme gialle hanno trovato e sequestrato un altro milione e 700mila euro, sempre in contanti. Gli avvocati di Anna Bettozzi, Cesare Placanica e Ilario D’Apolito, spiegano che si tratta di soldi leciti, eredità del marito, e che lunedì mattina depositeranno in procura a Imperia una memoria che farà chiarezza.
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TITOLO: Umbria, la maggioranza chiede alla Marini di ritirare le dimissioni
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OCCHIELLO: La governatrice le aveva annunciate dopo il suo coinvolgimento in un'inchiesta della magistratura sulla sanità umbra
TESTO: Non ha votato il documento il consigliere Giacomo Leonelli e i voti contrari sono stati 8. Il 7 maggio, l'Assemblea, dopo avere ascoltato Marini che aveva reiterato le dimissioni, aveva deciso di rinviare il voto ad oggi. Innescando polemiche dentro il Pd, dove la minoranza renziana aveva chiesto se non si stessero usando due pesi e due misure, costringendo Marini alle dimisssioni e non seguendo la stessa strada per il governatore calabrese Mario Oliverio, anche lui finito dentro un'indagine della magistratura. Il segretario Nicola Zingaretti non ha preso provvedimenti contro la governatrice, ma il giorno stesso dello scoppio dell'inchiesta dichiarò: "Confido nel suo senso di responsabilità". La questione è stata affrontata anche martedì scorso in una riunione a Roma fra il commissario regionale del Pd Walter Verini, il vicesegretario nazionale del partito Andrea Orlando e i vertici regionali democratici. Dalla riunione, aveva spiegato Verini era emersa "la necessità di valorizzare i risultati e le conquiste dell'azione di governo del centrosinistra in questi anni e, in generale, nella storia della Regione e delle autonomie locali dell'Umbria. Questo, naturalmente, senza minimizzare il grave giudizio politico su quanto avvenuto in ambiti del sistema sanitario-amministrativo".
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TITOLO: "Non possiamo non sentirci in colpa per averti negato un futuro sereno"
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OCCHIELLO: Ecco la lettera a Malik delle quattro studentesse palermitane della scuola media Garibaldi che hanno vinto il premio nazionale Teresa Strada Emergency
TESTO: Caro Malik, noi non ti conoscevamo, ma sentiamo che c’è qualcosa che ci unisce. Non è il colore della tua pelle, non è la lingua o la religione che crea questa empatia; è qualcosa di più. Qualche giorno fa ti abbiamo visto al notiziario, ci sei sembrato piccolo e indifeso. Da quel momento continuiamo a pensarti! Non meritavi tutto questo, come non lo meritavano tutte le persone che erano partite insieme a te alla ricerca di un mondo migliore e che invece poi ti hanno fatto compagnia sui fondali. Su quei fondali, che di certo non sono stati comodi come un comune materasso, tu ti sei adagiato, coperto da una massa di acqua che non sarà stata mai calda come la tua vecchia Africa e avvolto da vestiti che non saranno stati certo morbidi e avvolgenti come quelli che pensavi di trovare. Pensiamo sempre ai terribili giorni che hai dovuto passare su quel barcone, in mezzo a persone sconosciute, resistendo ai morsi della fame e della sete, riuscendo solo ad alzare gli occhi e a pregare di arrivare sano e salvo, con la tua pagella accuratamente ripiegata e conservata in una tasca dei pantaloni. E’ proprio la pagella che tenevi stretta a te, che ci ha impressionato, e ognuno di quelli che non ti ha accolto nel modo giusto nel nostro Paese, non ti ha dato l’opportunità di mostrare quel piccolo foglio di carta che portavi con te, con su scritto all’apparenza dei semplici voti, ma che in realtà rappresentavano i tuoi sforzi, le tue buone intenzioni, le tue capacità, il tuo futuro. Ci dispiace profondamente pensare che quel foglio, ormai lontano, sarà sbiadito e i tuoi sogni con esso. Caro Malik, da quale terribile situazione volevi scappare? Pensando a tutto questo, non possiamo fare altro che sentirci in colpa e responsabili per averti negato un futuro sereno, in un luogo stabile e senza guerra. Tutto questo a causa di stupidi pregiudizi, dell’ignoranza ancora presente in questo mondo, nella nostra cultura e nella nostra società, che si considera a parole cosi attuale e moderna ma che poi, nei fatti, dimostra di essere spesso disumana. Di fronte alla situazione di tanti migranti e rifugiati, può mai esistere una civiltà che non mostri solidarietà e accoglienza nei confronti di chi lotta per la sopravvivenza e per una vita dignitosa? Può ancora esistere chi pensa di vivere isolato tra i confini del suo paese, senza integrarsi con altre culture? Avremmo voluto essere lì per convincerti che in fondo non tutta la gente di questo Paese è come quella che non ti ha fatto arrivare qui. Non tutti capiscono che la “diversità” può solo essere fonte di ricchezza e stimolo per crescere e migliorarsi. E’ proprio vero che “se ciascuno di noi facesse il suo pezzettino, ci troveremmo in un mondo più bello senza neanche accorgercene”; però è anche vero che se tutti avessimo fatto il nostro pezzettino, tu di certo saresti ancora qui con noi! Scusaci per tutto, Addio, piccolo Malik Giada Ferrante, Giulia Piricò, Laura Liberti, Laura Zerilli (Classe IIF Scuola sec di I grado Garibaldi di Palermo)
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TITOLO: La protesta dei terremotati in piazza Montecitorio. "Non ci rappresentate"
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OCCHIELLO: In piazza alcune centinaia di persone del coordinamento dei comitati dei terremotati per il sisma che colpì le regioni del centro Italia nell'agosto 2016. "Il decreto per queste aree dove sta?"
TESTO: ROMA - Sotto la pioggia di Roma, è scesa in piazza la protesta dei terremotati in piazza Montecitorio. Ad animarla alcune centinaia di persone appartenenti al coordinamento dei comitati dei terremotati - in rappresentanza dei territori di Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria - per il sisma che colpì le regioni del centro Italia nell'agosto 2016. Hanno chiesto "subito la ricostruzione", dopo essere entrati in piazza al grido "non ci rappresentate" rivolto ai politici accusati di "assenteismo" dopo le promesse fatte subito dopo il terremoto. Con tamburi, fischietti e megafoni hanno denunciato la mancanza di un decreto ad hoc per le zone terremotate. "C'e' una parte dell'Italia dove il tempo si è fermato. Nel cuore dell'Appenino la ferita del sisma è ancora aperta" spiegano spiegano gli organizzatori. "Il decreto per il centro Italia dove sta? " si sono chiesti i manifestanti che hanno esposto numerosi striscioni tra cui "banche assenti, linee di credito fantasma" e "più personale negli uffici sisma e enti locali".
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TITOLO: Rimini multa di 181 euro i non vaccinati colpiti da morbillo
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OCCHIELLO: Una quindicina di sanzioni notificate secondo la Legge Lorenzin
TESTO: BOLOGNA - Multe dell'Ausl ai genitori di bambini e ragazzi non vaccinati che nel Riminese hanno contratto il morbillo. Lo riporta l'edizione locale de 'il Resto del Carlino' secondo cui sono almeno una quindicina le sanzioni notificate dall'azienda dopo una quarantina di casi di morbillo che si sono verificati nella zona all'inizio dell'anno. Le multe sono previste dalla Legge Lorenzin che prevede sanzioni pecuniarie per gli alunni da 6 a 16 anni non in regola con i vaccini, e la sospensione da asili nido e materne per i bambini fino a 6 anni. La sanzione recapitata è di 166,66 euro, più le spese di notifica per un totale di 181 euro a verbale: i genitori raggiunti dalle multe hanno 30 giorni di tempo per impugnarlo. Intanto, si legge sul sito dell'Amministrazione riminese, il Consiglio Comunale "ha reso strutturale e stabile" la sanzione da 50 euro per ogni giorno di scuola di alunni non in regola con i vaccini valida, ad oggi, fino al 30 giugno grazie all'ordinanza contingibile ed urgente del sindaco. Nel dettaglio il Consiglio comunale riminese - con 22 voti favorevoli, 4 contrari e nessun astenuto - ha dato il via libera all'integrazione al 'Regolamento per la definizione delle sanzioni relative alla gestione dei servizi ricreativi ed educativi per la prima infanzia 0/6 anni' delle sanzioni per chi non rispetta gli obblighi vaccinali" rendendo strutturale il provvedimento, varato nelle scorse settimane, e che era esteso fino al 30 giugno, coprendo così la stagione scolastica. "Stiamo già consegnando copia del nuovo regolamento ai Dirigenti scolastici pubblici e a quelli delle scuole private - l'assessore ai servizi educativi del Comune di Rimini, Mattia Morolli - che coprono una fascia molto importante dei servizi 3/6 anni. Stiamo facendo regolarmente le verifiche nelle scuole e sono già partite le prime multe. Il nostro è un cammino che continua - conclude - la prossima scadenza è quella del 10 luglio, termine entro il quale, chi non sarà in regola con gli obblighi vaccinali, potrà perdere il posto nella graduatoria".
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TITOLO: "Caro Malik, ecco cosa ci unisce". A quattro studentesse palermitane il premio "Emergency"
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OCCHIELLO: Le ragazzine della scuola media Garibaldi hanno inviato una lettera immaginaria al coetaneo morto in un naufragio con la pagella cucita addosso. A Milano la premiazione nel nome di Teresa Strada
TESTO: MILANO - "Caro Malik, noi non ti conoscevamo, ma sentiamo che c'è qualcosa che ci unisce". Comincia così la lettera di quattro studentesse palermitane rivolta al loro coetaneo che sognava un futuro diverso ma è morto con la pagella cucita addosso, affogato in mare mentre tentava di arrivare in Italia. Parole scritte con il cuore che hanno commosso la giuria del premio nazionale Teresa Strada di Emergency che ha scelto proprio la lettera delle ragazzine palermitane della scuola media Garibaldi per assegnare il premio di quest'anno. LA LETTERA - "Non possiamo non sentirci in colpa per averti negato un futuro sereno" Oggi la premiazione a Milano, nel Palazzo Stelline, con le altre finaliste delle scuole superiori alla presenza del presidente di Emercency Rossella Miccio, del presidente della Fondazione Prosolidar, Giancarlo Durante e dell'illustratore Alessandro Sanna che ha illustrato dal vivo le frasi di Teresa Strada. Una grande emozione per Giada Ferrante, Giulia Piricò, Laura Liberti, Laura Zerilli, le quattro studentesse che hanno scritto la lettera a Malik, e per i loro genitori che le hanno accompagnate. "Con quella pagella Malik voleva soltanto dirci: "Ehi, io sono studioso e voglio cambiare il mio futuro. Aiutatemi". La pagella era il suo passaporto per un futuro diverso". Un futuro che un maledetto naufragio gli ha negato.
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TITOLO: Marettimo, una barca a vela carica di droga. La Finanza sequestra 5 tonnellate di hashish
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OCCHIELLO: Il carico recuperato vale 50 milioni di euro. L'imbarcazione era partita dal Marocco, in manette tre cittadini turchi. Salvini: "Nessuna pietà per venditori di morte"
TESTO: Una barca a vela battente bandiera turca trasportava un tesoro lungo il Canale di Sicilia: 5,4 tonnellate di hashish, valore al dettaglio circa 50 milioni di euro. Una segnalazione delle autorità antidroga francesi ha fatto scattare il blitz della Guardia di finanza al largo di Marettimo. A coordinare l’operazione, gli investigatori del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, con la collaborazione del Gruppo Aeronavale di Messina, lo Scico (il servizio centrale investigazione criminalità organizzata della Finanza) e la Direzione centrale per i servizi antidroga. L’indagine, che ha portato all’arresto di tre cittadini turchi, è della procura del capoluogo siciliano, che da mesi indaga sui traffici di droga nel Canale di Sicilia.
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TITOLO: Si rovescia scuolabus nel Padovano, feriti otto studenti: l'autista ubriaco fugge senza aiutare i ragazzi
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OCCHIELLO: L'uomo, rintracciato dai carabinieri, ha tentato di nuovo la fuga ma è stato fermato: aveva precedenti ed è risultato positivo all'alcoltest. I bambini coinvolti hanno tra i 7 e i 14 anni
TESTO: PADOVA - Otto studenti tra i sette e i quattordici anni sono rimasti feriti ad Arquà Petrarca (Padova) per il rovesciamento su un fianco di uno scuolabus. I bambini sono stati portati al pronto soccorso dell'ospedale di Schiavonia, dove sono stati medicati per ferite fortunatamante lievi e dimessi con prognosi fino a cinque giorni. L'uomo che si trovava alla guida dello scuolabus provocando il ferimento di sette ragazzini è fuggito senza aiutare i bambini. Si tratta di un 51enne di nazionalità romena che, secondo i racconti dei testimoni, è fuggito a piedi poco dopo l'incidente. E' stato fermato due ore dopo lungo la strada regionale 10 da una pattuglia dei carabinieri di Este. Alla vista dei militari ha tentato nuovamente la fuga, ma è stato bloccato. Parmense, autista del bus in gita ubriaco L'incidente è avvenuto lungo la strada provinciale 21. I pompieri stanno effettuando le operazioni di recupero del mezzo. Secondo una prima ricostruzione, lo scuolabus stava percorrendo una strada in discesa e si apprestava ad affrontare un tornante quando si è rovesciato. L'autista è risultato positivo all'alcoltest. Lo confermano i carabinieri di Este che stanno conducendo le indagini e che hanno effettuato gli accertamenti sulle condizioni psicofisiche dell'uomo, che non ha saputo dare spiegazioni di quanto accaduto. L'uomo, dipendente di una cooperativa, aveva precedenti penali.
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TITOLO: Spezia, presentazione libro CasaPound, il parroco suona le campane a morto
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OCCHIELLO: Il sacerdote: "Il mio è un gesto di protesta, viene meno lo spirito che ha pervaso questa città"; in 500 in piazza a protestare
TESTO: Le campane della chiesa di Nostra Signora della Salute alla Spezia hanno suonato "a morto" durante la presentazione di un libro edito da AltaForte, la casa editrice "espulsa" dal Salone del Libro di Torino perché vicino a CasaPound, che si sta svolgendo a pochi metri in una sala pubblica intitolata a un antifascista. Il parroco don Francesco Vannini ha confermato che si è trattato di "un gesto di protesta. Oggi è morto quello spirito che ha pervaso questa città per moltissimi anni. Ho partecipato a diversi incontri di quartiere per l'utilizzo di quella sala, non era questo l'uso che tutti i parteicipanti avevano in mente. E poi, non vedo il senso di spostare da una sala pubblica a un'altra la presentazione". In questa chiesa, ha detto il prete, "c'è uno spazio che durante la guerra serviva per salvare le persone in difficoltà: soldati inglesi, partigiani e famiglie, ma anche famiglie fasciste che rischiavano il linciaggio dopo la Liberazione. ,". Inoltre la chiesa di Nostra Signora della Salute è un luogo simbolo anche perché "al suo interno - ha detto don Francesco - vive la memoria di don Antonio Mori, parroco dell'epoca che nel 1944 fu arrestato perché contrario al regime fascista". Tra l'altro proprio in quegli spazi è stato a lungo custodito un ciclostile che veniva utilizzato "a giorni alterni da tutti i partiti dell'arco costituzionale, dalla Dc al Pci". Non è stato l'unico, don Vannini, a protestare. Oltre cinquecento persone sono scese in piazza alla Spezia per manifestare contro l'autorizzazione concessa dal Comune alla presentazione del libro. In piazza Anpi, Arci, Cgil, Pd e tutte le forze di sinistra e civiche, i comitati studenteschi e molti comuni cittadini. Presenti tra gli altri anche i deputati del Pd Andrea Orlando, vicesegretario nazionale, e Raffaella Paita.
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TITOLO: "Chiedo asilo" 40 anni dopo, appello degli ex scolari al maestro Roberto Benigni
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OCCHIELLO: Il film di Ferreri fu girato nel 1979 in una materna di Bologna, la classe invita l'attore toscano alla ricorrenza
TESTO: L’ex presidente di quartiere Miriam Ridolfi ha ancora un'immagine in testa: "Zangheri mi chiamò per dirmi che Ferreri voleva girare un film sulle nostre materne - racconta - Io risposi che non avevo niente in contrario, a condizione che la troupe si limitasse a seguire tutto quello che succedeva a scuola. Ne discutemmo tutti insieme, coi genitori e gli insegnanti: allora le nostre scuole erano all’avanguardia, si decideva tutto in assemblea, per davvero. Alla fine gli dissi: va bene ma noi non cambieremo niente, ci sarà solo un maestro in più". Finì che la troupe di “Chiedo asilo” si fermò a Corticella per un mese e Benigni era diventato uno del quartiere, tanto da tornare poi per tagliare il nastro all’inaugurazione della Coop di via Gorki. "Quando ci fu la proiezione del film con tutte le autorità cittadine il servizio d’ordine non voleva far entrare alcuni ragazzi coi capelli lunghi - ricorda Ridolfi - ma Benigni saltò su e ne andò a prendere uno: lo portò dentro in braccio".
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TITOLO: Davide mi ha divertito e fatto sperare fino all'ultimo
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OCCHIELLO: Mi sono divertito da matti a seguire una tappa che sulla carta sembrava poter dire poco. Ho sperato fino all'ultimo in Davide Formolo, che nel finale si è trovato in compagnia di Mattia Cattaneo e altri quattro compagni di fuga e pensavo potesse farcela. È chiaro che il veronese della Valpolicella è arrivato alla resa dei conti in riserva d'ossi
TESTO: Mi sono divertito da matti a seguire una tappa che sulla carta sembrava poter dire poco. Ho sperato fino all'ultimo in Davide Formolo, che nel finale si è trovato in compagnia di Mattia Cattaneo e altri quattro compagni di fuga e pensavo potesse farcela. È chiaro che il veronese della Valpolicella è arrivato alla resa dei conti in riserva d'ossigeno e lo spagnolo Pello Bilbao è stato davvero bravo a cogliere il momento giusto per lasciare tutti lì sul posto. Sono contento che alla fine sia riuscito a mantenere la maglia rosa Valerio Conti, ma non è stata quel che si dice una passeggiata. La corsa è stata velocissima e combattuta, dall'inizio alla fine. È stato uno spettacolo assistere ad una tappa corsa con così tanto vigore agonistico. Per questa ragione mi aspetto molto dalla tappa di oggi: da Tortoreto Lido a Pesaro. È la tappa più lunga del Giro e nel finale ci sono tanti muri da superare. Insomma, se ne avranno voglia, c'è terreno per darsi battaglia: anche oggi.
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TITOLO: Palermo, due alunni difendono la prof sospesa: "Lei non ci ha costretti a fare nulla"
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OCCHIELLO: Parlano due ragazzi della classe che ha preparato il "Powerpoint" inciminato, con l'accostamento fra leggi razziali e decreto sicurezza: "Un nostro lavoro autonomo, siamo stati guidati solo nell'esposizione sintattica".
TESTO: “Sono state dette tante falsità. Nessuno di noi è stato costretto a fare nulla, si trattava di normali attività didattiche”. Si stringono attorno alla professoressa Rosa Maria Dell’Aria gli alunni della Vittorio Emanuele Orlando III, gli alunni della stessa classe che il 27 gennaio ha preparato il powerpoint, dove si accostavano leggi razziali del ’38 al decreto sicurezza di Matteo Salvini. “È stata un’idea nostra quella di fare questo confronto, nessuno ce l’ha suggerito, siamo stati guidati solo nella correzione sintattica e nell’esposizione”, dice Antonio (il nome è di fantasia) 16 anni. “Insieme a noi c’erano almeno altre 5-6 classi - dice lo studente - evidentemente qualcuno ha scattato delle foto e le ha mandate a tale Claudio Perconte, che poi ha condiviso sui social delle informazioni false”. Ribadiscono la libertà delle loro scelte gli studenti, che difendono la professoressa. “Alcuni di noi - dice ancora Antonio - hanno ravvisato delle similitudini tra le leggi razziali e alcuni aspetti del decreto sicurezza che lede alcuni diritti garantiti dalla nostra Costituzione e per questo è stato presentato questo lavoro in modo del tutto autonomo. “Abbiamo già fatto altri lavori di approfondimento sulla mafia e il femminicidio, dove ci spiega tutto senza obbligarci a nulla e facendo partecipare tutti senza lasciare nessuno indietro”, dice Francesco 15 anni.
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TITOLO: Palermo, il Pd insorge dopo la sospensione della prof: "Mossa pro-Salvini". Orlando: "Atto immotivato"
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OCCHIELLO: Le reazioni dei dem alla vicenda della docente dell'istituto tecnico allontanata per "non aver vigilato" sull'attività degli studenti che hanno paragonato Salvini al Duce. Faraone: "In moto la macchina dell'intimidazione". Ascani: "Torniamo ai balilla?". E nasce l'hashtag...
TESTO: "L'unico dato certo, ad oggi, è che il decreto sicurezza nella sua parte in cui lede i diritti dei migranti è stato giudicato da chi ha competenza formale a farlo, come illegittimo, inadeguato, lesivo appunto di diritti fondamentali. Infatti i giudici ne hanno già sanzionato alcuni effetti nefasti. Se un gruppo di studenti ha liberamente scelto di accostarlo, come molti abbiamo fatto, alle leggi razziali del 1938, ha tutta la nostra condivisione". Lo dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, a nome di tutta la Giunta comunale, in merito alle notizie sul provvedimento sanzionatorio adottato nei confronti di una docente della scuola Vittorio Emanuele III di Palermo. "Certamente - aggiunge - se quegli studenti fossero stati forzati in quel senso sarebbe stato grave, ma non sembra che questo sia il caso ed il provvedimento adottato nei confronti della professoressa Dell'Aria appare non sproporzionato, ma del tutto immotivato. Il ministero piuttosto che sanzionare docenti e attentare alla libertà di docenza ed espressione, si preoccupi di favorire lo studio della storia e delle nefandezze che il nazifascismo ha compiuto contro gli italiani e nel mondo". Il gruppo parlamentare del PD all’Ars esprimere solidarietà alla professoressa Dell’Aira "per l’ingiusto provvedimento contrario alla libertà d’insegnamento" e chiederà alla prima seduta parlamentare in Ars l’intervento del presidente della Regione. C’è chi si chiede se il prossimo passo sia “il ritorno dell’Opera nazionale Balilla”, chi chiede al ministro Marco Bussetti di chiarire, chi da docente si autocandida per una sospensione analoga. La sospensione di Rosa Maria Dell'Aria, professoressa di Italiano all’istituto industriale Vittorio Emanuele II di Palermo, provoca una bufera politica: “Il prossimo passo – chiede ad esempio la capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera, Anna Ascani – è il ritorno dell'Opera nazionale balilla? L'episodio di Palermo richiede immediati chiarimenti ufficiali del ministero dell'Istruzione. Qualcuno vuole trasformare la scuola italiana in una caserma? ”. “La libertà di opinione degli studenti e anche il solo fatto di ritenere le norme sull’immigrazione del decreto Salvini tanto disumane quanto le leggi razziali - aggiunge il segretario regionale del Pd ed ex sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone - non può essere un reato, certamente non lo è, per Costituzione. È un reato impedire la critica, che è un diritto sacrosanto in una democrazia. Ancor più grave è se, per censurare i legittimi punti di vista, si mette in moto una sorta di macchina della paura, dell’intimidazione, con il ministero che sospende un’insegnante per una fantomatica omessa vigilanza sugli studenti e con la Digos che entra nelle classi per interrogare i ragazzi". "Sono francamente sconcertato - dice il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni - Su cosa doveva vigilare quell'insegnante, sull'opinione dei suoi studenti, sulle loro valutazioni, sul fatto che ci sono studenti in questo paese che pensano che il decreto sicurezza, la politica della sicurezza, sconfini talvolta in una dimensione che ricorda le leggi razziali? io penso che quegli studenti abbiano ragione". "Soffia un vento antidemocratico allarmante nel nostro Paese - aggiunge il candidato alle Europee Pietro Bartolo - va arginato prima che sia troppo tardi". Per il deputato Carmelo Miceli, invece, “ritenere un'insegnante responsabile di quello che pensano liberamente, eventualmente anche in modo non condivisibile, degli studenti rappresenta una deriva censoria senza precedenti. Il prossimo passo sarà obbligare i ragazzi a sventolare le bandierine della Lega al passaggio del ministro, oppure imporre l'iscrizione al VinciSalvini? ”. Mila Spicola, docente e candidata alle prossime elezioni europee tra le fila del Partito democratico, dice: “Sono solidale con la collega, si tratta di una vicenda grottesca e pericolosa. Il video è stato prodotto dagli studenti e nella scuola vige libertà d'insegnamento e pluralismo delle idee. È un mandato costituzionale che non può essere messo in discussione. Se deve essere questa la punizione per chi applica regole di pluralismo, libertà e discussione nelle classi coi propri studenti allora sospendete anche me”. La sua collega ed ex deputata regionale Antonella Milazzo, così, lancia l'hashtag #sospendetecitutti: "Mi autodenuncio - scrive su Facebook insegno la Costituzione agli adolescenti, li sobillo ad essere liberi, critici, autonomi. Racconto la Resistenza e la brutalità del fascismo, la bellezza della democrazia e il valore dei diritti, parlo di inclusione, solidarietà, accoglienza. Sospendeteci tutti”. “Va cacciato il responsabile di questo provvedimento - dice invece il deputato regionale Antonello Cracolici - perché non è degno di dirigere nemmeno un condominio. Qualcuno pensa forse di 'meritarsi una promozione' per aver punito un'insegnante scomoda? ". "Di “incomprensibile provvedimento di censura per avere consentito che gli studenti esprimessero le loro legittime opinioni sul decreto sicurezza” parla infine il circolo “Nonsolocentro” del Pd di Palermo. Durissimi anche i sindacati. Per Luigi Del Prete, dell'esecutivo nazionale Usb Scuola, "la celerità dell'intervento da parte del Ministero e del provveditore di Palermo evidenziano ormai un clima irrespirabile all'interno del paese e nelle scuole italiane". “Scelte come queste - aggiunge Francesca Bellia segretario generale Cisl Scuola Sicilia - rischiano solo di scatenare un clima di tensione all’interno del sistema scolastico, il provvedimento non doveva essere né sollecitato né inflitto". Per l'Anief, invece, il provvedimento " sa di censura e controllo politico della più becera specie; la stessa specie che proprio in quel periodo del Novecento l'Italia ha già vissuto e contro cui molti italiani sono morti perché di essa ci si potesse finalmente liberare".
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TITOLO: Migliaia di firme per la prof palermitana sospesa. Di Maio: "Torni subito al lavoro"
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OCCHIELLO: Il ministro Bussetti: "La incontrerò con Salvini". Il presidente della Camera, Roberto Fico, le scrive: "Grazie per il suo lavoro". Non si placano le polemiche su quello che è diventato un caso politico nazionale. L'assessore regionale all'Istruzione auspica un provvedimento "più...
TESTO: "Penso che Salvini abbia dimostrato ancora una volta grande attenzione e grande sensibilità e spero di essere con lui quando incontrerà la docente. Voglio incontrarla anch'io". Il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Marco Bussetti, interviene così in riferimento al caso di Rosa Maria Dell'Aria, la docente di Palermo sospesa dopo che alcuni studenti avevano accostato le leggi razziali al 'Decreto sicurezza'. L'occasione è l'intervista di Massimo Gramellini a 'Le Parole della Settimana' in onda questa sera su Rai3. "La scuola deve costruire coscienze critiche, è un suo obiettivo - prosegue Bussetti -. Perciò ben vengano anche queste possibilità di confronto, di scambi di idee e opinioni che sono sempre positivi". "I nostri docenti - sottolinea Bussetti - non sono bravi: di più. E meritano grande rispetto". "Cosa dovrebbe fare un professore in questi casi? Generalizzare è difficile - spiega il ministro -. Qui c'entra la libertà di insegnamento prevista dalla Costituzione, e i nostri ragazzi ragionano, non si fanno condizionare". Risponde anche sulla sospensione dall'insegnamento della Dell'Aria. "Ritireremo la sospensione? Se il Ministro fosse chiamato in causa potrebbe anche intervenire, ma il Ministro non ha questa funzione, né questo compito. - conclude - Ci sono degli uffici preposti. Il Ministro non è stato interessato né nell'avvio né nella conclusione dell'iter del caso specifico. Perciò evitiamo accuse di censura perché non hanno fondamento". In serata arriva anche la lettera del presidente della Camera Roberto Fico. "Gentile professoressa dell'Aria, le scrivo per ringraziarla. Voglio dirle grazie per come è riuscita a fare il suo lavoro, permettendo ai suoi studenti di avere la libertà di elaborare, ragionare e riflettere. Di avere libertà di esprimersi". Il presidente della Camera scrive: "È questo - aggiunge quello che la scuola deve fare, fornire gli strumenti perchè i ragazzi sappiano approfondire e costruire le proprie opinioni. E contribuire all'approfondimento del dibattito, senza censura. Se si raggiunge questo obiettivo, se si creano spazi liberi di espressione e confronto, non sta a nessuno giudicare il suo lavoro. E ai ragazzi dico: siate sempre curiosi e critici, ed esprimete le vostre perplessità, opinioni, preoccupazioni o soddisfazioni. La politica e le istituzioni - sostiene Fico - devono essere giudicate, devono essere criticate e soprattutto devono confrontarsi, senza avere paura delle critiche e dei giudizi". In questi mesi "ho spesso incontrato ragazzi delle scuole, a montecitorio come nel resto d'italia, e a loro ho sempre chiesto sincerità e franchezza. Per fortuna in italia ci sono tanti insegnanti come lei, professoressa. E mi auguro che ce ne saranno sempre di più in futuro", conclude Fico.
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TITOLO: Prof sospesa, due sit-in dei sindacati e petizione online con 30 mila firme
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OCCHIELLO: Solidarietà alla docente sospesa. Alle 17 il presidio dei sindacati davanti l’Iti Vittorio Emanuele III. La Cgil: “Pronti alla mobilitazione generale”. L’Usb scuola si riunisce in Prefettura: la petizione ha già raccolto oltre 30mila firme
TESTO: Sindacati e movimenti studenteschi alzano la voce sul caso della docente sospesa all’Iti Vittorio Emanuele III: due i sit-in in città, davanti la scuola e in Prefettura. “Questa vicenda è indice di un clima inasprito in cui il diritto di critica viene sistematicamente violato”. La Flc Cgil nazionale, commenta così la sospensione della professoressa Rosa Maria Dell’Aria, colpevole secondo l'Ufficio scolastico provinciale di non aver vigilato sul lavoro dei suoi alunni che in una videoproiezione hanno accostato le leggi razziali al decreto sicurezza del ministro dell'Interno Matteo Salvini. A sostegno della docente, oggi, alle 17, davanti l’istituto di via Duca della Verdura, un presidio di solidarietà indetto dai sindacati della scuola, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda Unams e Snals Confsal della Sicilia. Flc Cgil nazionale chiede l’intervento del ministro dell'Istruzione Bussetti "per l’immediato ritiro della sanzione", impegnandosi a mettere in atto da subito "la mobilitazione di tutta la categoria per sollecitare una forte reazione sociale, culturale e politica, ai fini di tutelare la libertà di insegnamento e ripristinare gli spazi di democrazia in tutto il Paese, a partire dai luoghi della conoscenza". E per il ritiro della sanzione, è intervenuta anche l’Usb scuola, che oggi si riunisce assieme agli studenti alle 16 in Prefettura, in via Cavour, come segno di protesta. Sempre dall’Usb scuola è partita anche una petizione in favore della docente su change. org, che in ventiquattro ore ha raggiunto oltre 34mila firme, che verranno consegnate al provveditore di Palermo per ottenere la revoca della sanzione. Il presidio degli studenti è stato definito "un atto encomiabile, perché i sostegno degli alunni è la consolazione più grande: significa autonomia di pensiero e coraggio di agire com cittadini liberi in difesa di idee e valori", commentano i senatori e le senatrici del M5S in commissione Cultura. “È ormai evidente e palese - afferma Luigi Del Prete dell’esecutivo nazionale USB Scuola - che la decisione degli ispettori del provveditorato di Palermo è esclusivamente di natura politica: dare un segnale di compiacenza al governo e al ministro di turno, a pochi giorni dalle elezioni europee, in un momento di vacanza del posto di direttore generale dell’USR Sicilia, fino a giungere al mancato rispetto degli obblighi di imparzialità dell’azione ispettiva”. Sulla sospensione della Dell’Aria si esprime anche il capolista di +Europa, Fabrizio Ferrandelli: “No a censure e bavagli – dice – la scuola è il luogo della formazione e ha il dovere, oltre che il diritto, di potere fare anche delle comparazioni azzardate verso quelle storture che la storia ci ha insegnato”. Parlano anche i sindacati locali, che si impegnano a ulteriori forme di mobilitazione e dei lotta per la difesa dei diritti dei lavoratori. "Troppo spesso il personale della scuola viene insultato, deriso, denigrato, da personaggi più o meno noti, che dimenticano che un docente, nell'esercizio delle sue funzioni, rappresenta un pubblico ufficiale, quindi le istituzioni", dicono il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo e il segretario generale Flc Cgil Palermo Franca Giannola. "Questi comportamenti – aggiungono - non fanno che diminuire e depotenziare l'autorevole funzione sociale e il ruolo degli educatori e dell'istituzione scuola, più in generale. In entrambi i casi nel mondo della rete si sono scatenate le esternazioni, in una gara in cui ciascuno si sente autorizzato a chiedere provvedimenti disciplinari nei confronti dei docenti, fino al licenziamento". Solidarietà alla docente, anche dalla Fiom provinciale di Palermo e dai rappresentanti delle principali aziende metalmeccaniche del territorio.
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TITOLO: Omofobia, stalking e minacce contro il vicino di casa: arrestato 50enne a Milano
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OCCHIELLO: Da due anni offese e persecuzioni. Ieri la vittima ha trovato sul pianerottolo il vicino con una sega ad arco indossando un passamontagna perché in passato l'uomo si era difeso con uno spray al peperoncino
TESTO: Un uomo di 50 anni è stato arrestato a Milano per stalking nei confronti di un vicino di casa, un web designer di 44 anni che da due anni minaccia e perseguita con offese omofobe. Nella serata di ieri, proprio la giornata mondiale contro l'omofobia, l'ha aspettato sul pianerottolo del condominio di viale Espinasse e gli ha detto: "Gay di m. .., stavolta ti ammazzo". In mano aveva una sega ad arco, sul volto un passamontagna perché in passato la vittima si era difesa con lo spray al peperoncino. Il web designer, diventato oggetto delle violenze verbali perché vive col proprio compagno, ha raccontato che alle 20 è uscito di casa e si è trovato di fronte il vicino col volto coperto. Non è chiaro se l'aggressore, un disoccupato, avesse davvero intenzione di ferirlo o se si sia trattato solo di un modo per spaventarlo e convincerlo a trasferirsi da un'altra parte. In ogni caso il designer è fuggito in strada e ha chiamato i carabinieri, ai quali ha spiegato di aver già presentato due denunce per stalking ad aprile ai colleghi della stazione di Musocco. I militari del Radiomobile hanno suonato alla porta del presunto aggressore e non hanno avuto bisogno di molto altro, le prove erano sul tavolo, lui non ha tentato di negare le accuse. Nel palazzo lo conoscono per i suoi modi bruschi, ricordano che era già stato ostile con altri condomini stranieri che poi sono andati via. Risulta, inoltre, che abbia un precedente dello stesso tipo nei confronti della ex fidanzata. Negli ultimi due anni aveva puntato la coppia di uomini, alla quale non mancava di manifestare il suo disprezzo tutte le volte che ne aveva occasione. Alle 20 di ieri il 50enne lo ha sorpreso sul pianerottolo dell'appartamento in viale Espinasse puntando gli contro una sega ad arco. Indossava un passamontagna perché in passato il 44enne si era difeso spruzzandogli contro uno spray al peperoncino. Il 44enne è scappato in strada senza reagire, mentre l'aggressore è tornato in casa continuando a urlargli offese a sfondo sessista. Poco dopo sono arrivati i carabinieri del nucleo Radiomobile che hanno ricostruito la vicenda e si sono presentati all'abitazione del 50enne, il quale non ha potuto negare l'accusa perché sul tavolo dell'ingresso c'erano ancora passamontagna e sega. Il designer, che vive col proprio compagno, ha raccontato che ad aprile ha denunciato due volte per stalking il vicino, che è disoccupato e ha precedenti specifici nei confronti della compagna.
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TITOLO: Napoli, all'Università si studia la pizza che ha sbancato New York
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OCCHIELLO: Rosario Procino, da anni nella Grande Mela con la sua "Ribalta", chiamato a tenere una lezione alla "Suor Orsola Benincasa" nell’ambito del corso di Comunicazione e culture enogastronomiche
TESTO: Che la pizza napoletana sia un caso di studio all’università non è probabilmente una novità. Che lo sia una pizzeria che ha sbancato New York con le ricette tradizionali, tanto da essere proclamata la migliore della Grande Mela, è sicuramente un fatto nuovo. Specialmente se a studiare i segreti del successo di “Ribalta” siano proprio gli studenti napoletani dell’Università suor Orsola Benincasa, nell’ambito del corso di Comunicazione e culture enogastronomiche tenuto da Licia Granello, giornalista di “Repubblica” da molti anni firma di punta di questo settore. A tenere una lezione su come si “sfonda” nella città più difficile e selettiva del mondo è stato Rosario Procino, titolare della pizzeria “Ribalta” insieme allo chef Pasquale Cozzolino, l’uomo che ogni giorno cura la dieta del sindaco Bill de Blasio e della sua famiglia. “Sono stato invitato a partecipare in quanto napoletano che ha fatto successo all’estero nella ristorazione e facendo della comunicazione un punto di forza di questo successo” spiega Procino. “Come ho risposto ai ragazzi? Ho spiegato loro che in America più che altrove, la comunicazione non è importante, ma fondamentale. I costi di gestione a New York sono talmente alti che non si può aspettare che il ristorante trovi il proprio successo nel tempo imponendosi per qualità dei prodotti e del servizio. Bisogna partire subito a razzo altrimenti si rischia di fallire presto – nella Grande Mela solo un ristorante su dieci supera i due anni di vita) ed è per questo che risulta fondamentale la comunicazione”. “Se riesci a comunicare un idea-progetto vincente allora il cliente ti viene a cercare e poi li devi essere bravo nell’offrire qualità, una ragione per farlo tornare – continua Procino - Il successo di Ribalta nasce grazie a una comunicazione, supportata dalla qualità dell’offerta, tutta incentrata sul l’autenticità sia del prodotto che dell’atmosfera. Come amiamo ripetere noi, Ribalta è casa lontano da casa. E i newyorchesi sembrano averlo capito”. Rosario Procino e Pasquale Cozzolino, napoletani veraci, sono due dei tanti italiani che in America ce l’hanno fatta. Ormai da diversi anni il loro locale, a due passi da Unione Square, è diventato un punto di riferimento per chi vuole mangiare la vera pizza italiana. Rosario vive a New York da oltre vent’anni e a lungo si è occupato del brand Barilla. Cozzolino, chef che per molto tempo ha girato il mondo cucinando durante le tournée di artisti del calibro di Ligabue, Ramazzotti, ma anche U2 e Coldplay, ha deciso di fermarsi proprio negli States accettando l’offerta dell’amico per mettere in piedi una pizzeria: “L'obiettivo - spiega Procino – è portare la vera cucina napoletana alla portata di tutti i newyorkesi prima, e di tutta l’America poi. Sulla pizza alla pala ci siamo ispirati alla tradizione napoletana. Un impasto altamente idratato e maturato per almeno 72 ore così da ottenere una pizza leggera e digeribile. Condito con prodotti tipici della tradizione nostrana: San Marzano, mozzarella di bufala, prosciutto di Parma e olio extra vergine d'oliva”. Una lezione che può essere davvero utile agli studenti napoletani.
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TITOLO: Varese, indagato l'ex candidato sindaco leghista Orrigoni: "Pagò tangente di 50mila euro per ottenere un permesso"
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OCCHIELLO: A dirlo è un imprenditore arrestato nella maxi inchiesta della Dda di Milano. Orrigoni è proprietario di una catena di supermercati: avrebbe pagato la mazzetta al coordinatore e consigliere di una società del Comune per una variante urbanistica
TESTO: L'interrogatorio di giovedì scorso dell'imprenditore Piero Enrico Tonetti, finito ai domiciliari nell'inchiesta della procura di Milano su tangenti e nomine pilotate in Lombardia, ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di Paolo Orrigoni, amministratore delegato della catena di supermercati Tigros ma anche candidato leghista - sconfitto - di tutto il centrodestra alle Comunali di Varese del 2016, quando si andò a votare per designare proprio l'erede dell'attuale governatore lombardo, Attilio Fontana, indagato per abuso d'ufficio. Orrigoni deve invece rispondere di corruzione, dopo le dichiarazioni in interrogatorio di Tonetti. Accusato dai pm Luigi Furno, Silvia Bonardi e Adriano Scudieri di aver pagato 50mila euro di tangente - mascherata con un progetto affidato a uno studio di ingegneria - al coordinatore di Forza Italia a Gallarate e consigliere della partecipata Accam, Alberto Bilardo, già in carcere. Secondo la procura i 50mila euro sarebbero il prezzo pagato per ottenere una variante urbanistica al piano regolatore di Gallarate. La modifica interessava un'area di proprietà di un società di Tonetti, che però era già stata ceduta con un preliminare a Orrigoni, interessato a costruirvi un supermercato. La tangente sarebbe stata pagata da Tonetti, ma come anticipo di quanto avrebbe ricevuto da Orrigoni, d'intesa con quest'ultimo, beneficiario finale della modifica al piano urbanistico di Gallarate. L'ufficio stampa di Tigros spiega in una nota: "Né Paolo Orrigoni personalmente né Tigros hanno mai corrisposto, direttamente o indirettamente, alcuna utilità indebita ad un pubblico ufficiale in relazione ad operazioni immobiliari compiute o da compiere nel comune di Gallarate. Orrigoni afferma che "non ha ricevuto alcuna comunicazione dalla Procura di Milano e apprende da notizie di stampa di essere indagato in relazione ad ipotesi di corruzione. Naturalmente - aggiunge - è a disposizione degli inquirenti per ogni chiarimento e il suo legale si recherà nei prossimi giorni in Procura per manifestare ai Pubblici Ministeri la totale disponibilità in tal senso". Salgono così a 105 gli indagati finiti sotto inchiesta nell'ambito dell'indagine della Dda milanese su un vasto sistema corruttivo in Lombardia che lo scorso 7 maggio ha portato a eseguire 43 misure cautelari, tra cui 12 in carcere e 16 ai domiciliari. Dai giorni successivi alla raffica di arresti, i pm Adriano Scudieri, Silvia Bonardi, Luigi Forno e l'aggiunto Alessandra Dolci hanno sentito parecchi imprenditori e professionisti che hanno deciso di collaborare e anche alcuni degli arrestati che con le loro ammissioni hanno portato ad allagare le indagini, coinvolgendo anche l'eurodeputata di Forza Italia Lara Comi e il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti.
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TITOLO: Da Bologna l'appello del liceo Copernico per la prof sospesa: "Bussetti revochi il provvedimento"
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OCCHIELLO: Ottanta insegnanti dello scientifico scrivono al ministro sul caso di Palermo
TESTO: BOLOGNA - Le hanno raccolte in due giorni, senza pensarci un attimo: ottanta firme, e forse lunedì saranno ancora di più, a sostegno dell'insegnante di Palermo Rosa Maria Dell'Aria sospesa per quindici giorni per omesso controllo su una ricerca dei suoi studenti in cui si tracciava un parallelo fra le leggi razziali del 1938 e il decreto sicurezza e immigrazione del 2018. "Ci sembra un provvedimento abnorme, dettato dalla volontà di normalizzare l’attività scolastica adattandola agli interessi e all’ideologia delle forze politiche attualmente al governo del Paese", scrivono i docenti del liceo Copernico, gli stessi che hanno subito gli attacchi della Lega e della destra quando si sono ribellati, con un appello che annunciava lezioni in classe, al caso Sea Watch - oggi di nuovo all'ordine del giorno - e ai morti nel Mediterraneo. Questo caso ha scosso il mondo della scuola e gli insegnanti bolognesi non sono rimasti indifferenti. Martedì, dalle ore 15, davanti all'ufficio scolastico provinciale in via De' Castagnoli, è annunciato un presidio di solidarietà contro la deriva autoritaria: "Rosa Maria deve tornare immediatamente a scuola". Ad aderire già una ventina di docenti Rsu degli istituti comprensivi 4, 6, 20, 21 e di istituti superiori come il Salvemini, l'Alberghetti, il Belluzzi, le Androvandi Rubbiani. Usb scuola, che ha lanciato una petizione giunta alle 150mila firme, annuncia un presido davanti alla Prefettura mercoledì alle 17: "Quando la libertà d'insegnamento diventa reato, il Paese è destinato alla barbarie". La rabbia dei docenti monta: chi firma appelli, chi commenta indignato nei social e chi, come al Copernico, ha deciso per una raccolta di firme e una presa di posizione pubblica. "Non entriamo nel merito - scrivono i prof del liceo scientifico - dei contenuti del power point prodotto dagli studenti palermitani, che potrà anche contenere imprecisioni o generalizzazioni, se non per sottolineare che, se la gravità dei contenuti delle leggi razziali non è paragonabile a quella del recente decreto sicurezza, un’analogia è certo riscontrabile, come sottolineato da numerosi costituzionalisti di primo piano: il decreto 113 del 2018, infatti, introduce per la prima volta nel nostro ordinamento, in difformità ai principi costituzionali, un principio di cittadinanza differenziata fra gli italiani per nascita e gli stranieri che l’abbiano acquisita successivamente, per i quali é diventata revocabile". Insomma, la storia insegna, aiuta a capire quanto accade, a leggere il presente. Sul caso gli insegnanti del Copernico chiedono al ministro all'Istruzione Marco Bussetti di intervenire con la revoca del provvedimento "in nome del principio di libertà di insegnamento, dell’autonomia degli istituti scolastici e del rispetto della giusta distanza fra le politiche del Governo e la complessità dei percorsi educativi che si svolgono ogni giorno, con la fatica derivante dalla scarsità di mezzi e risorse, all’interno delle scuole italiane". "Nel mondo della scuola c'è indignazione e rabbia su questo caso, ma anche la consapevolezza che così non si può più andare avanti – osserva Gabriella Fenocchio, docente di Lettere al Copernico in cattedra dall'87 – mai visto queste cose da quando insegno. Non si può fare propaganda, non politica nelle scuole: compito nostro è dialogare con gli studenti, formarli come cittadini. Il paradosso è che non ci viene riconosciuta importanza, ma poi veniamo colpiti quando svolgiamo il nostro ruolo". Le/gli insegnanti del Liceo Copernico di Bologna
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TITOLO: Famiglia, Lepri (Pd) accusa il M5s: "Di Maio presenta la nostra proposta del 2018"
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OCCHIELLO: Il decreto famiglia del ministro pentastellato prevede l'elargizione di un assegno per le famiglie con figli, proprio come l'analogo progetto dei dem 
TESTO: All'indomani delle polemiche fra Lega e M5s sulle coperture del decreto famiglia - che prevede l'elargizione di un assegno per le famiglie con figli attraverso l'istituzione di un fondo per le politiche per la natalità alimentato dai risparmi del reddito di cittadinanza, quantificati da Luigi Di Maio in un milione di euro - questa volta è il Pd ad accusare il M5s di aver "copiato" il progetto di legge che i democratici avevano presentato nella scorsa legislatura. A dare voce all'attacco è il deputato dem Stefano Lepri, componente della Commissione Affari Sociali, che afferma: "Il ministro Luigi Di Maio, dopo aver fatto cento proposte diverse, ora dice che il suo progetto è dare un assegno unico mensile ad ogni figlio. Ottimo, ma questa proposta è esattamente il progetto del Pd, presentato nella scorsa e in questa legislatura (pdl 687/2018). E che ora è sostenuto anche dal Forum delle famiglie. Siamo contenti e pronti a collaborare. Ma cosa le costa ammettere che sta sostenendo una proposta del Pd, signor ministro? ".
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TITOLO: Sea Watch: "Chiediamo a Salvini di togliere il divieto". La nave è attraccata a Lampedusa. Ma il vicepremier dice no
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OCCHIELLO: La scelta della ong tedesca dettata da "ragioni umanitarie". Ieri era stato autorizzato lo sbarco di 18 persone. "A bordo restano 47 persone senza un porto sicuro, i cui diritti sono negati". Il Viminale: niente sbarco
TESTO: "Abbiamo deciso di entrare nelle acque territoriali e fatto rotta verso Lampedusa in considerazione dell'aggravamento delle condizioni a bordo, dove alcuni migranti hanno manifestato anche l'intenzione di suicidarsi", ha spiegato la portavoce di Sea Watch. "Prima di procedere siamo stati in contatto con la Guardia costiera informandoli della condizioni umanitaria e delle nostre intenzioni - prosegue - e abbiamo contestualmente inviato una richiesta di revoca del diniego di entrare nelle acque territoriali. Nessuna intenzione di violare le regole che abbiamo rispettato, ma le condizioni sono mutate e la nostra scelta è diventata obbligata: a giudizio anche del comandante la situazione venutasi a creare supera le motivazioni del diniego".
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TITOLO: La Chiesa contro Salvini: "Dio è di tutti, invocarlo per sé è pericoloso"
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OCCHIELLO: Dopo lo scontro a distanza sui migranti, il Vaticano è in rivolta per l'uso dei simboli religiosi nel comizio della Lega ieri in piazza Duomo. I primi a insogere sono i giornali cattolici come Famiglia Cristiana e Avvenire. E ora nella querelle interviene anche il segretario di Stato Vaticano che durante la messa alla Festa dei Popoli a San Giovan
TESTO: Dopo lo scontro a distanza sui migranti, il Vaticano e il mondo della Chiesa è in rivolta per l'uso dei simboli religiosi nel comizio della Lega ieri in piazza Duomo. I primi a insogere sono i giornali cattolici come Famiglia Cristiana e Avvenire. E ora nella querelle interviene anche il segretario di Stato Vaticano che durante la messa alla Festa dei Popoli a San Giovanni in Laterano ha lanciato un chiaro messaggio al vicepremier leghista. "Io credo che la politica partitica divida, Dio invece è di tutti", ha deto il cardinale Pietro Parolin lanciando un monito contro l’indifferenza, "Invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso". Il richiamo è al gesto di Matteo Salvini che ieri sul palco di Milano ha mostrato un rosario e invocato l'aito della Madonna "che sono sicuro ci porterà alla vittoria". Gesto che oggi il leader del Carroccio rivendica: "L'Europa che nega le proprie radici non ha futuro", ha detto, "Il confronto con le altre culture è possibile solo riscoprendo la nostra storia e riscoprendo i nostri valori, come peraltro detto negli ultimi decenni da tutti i Santi Padri. Sono orgoglioso di testimoniare, con azioni concrete e con gesti simbolici, la mia volontà di un’Italia più sicura e accogliente, ma nel rispetto di limiti e regole". Ma prima di Parolin diverse erano state le voci contro il vicepremier e ministro dell'Interno. A partire dal direttore di Civiltà Cattolica, Antonio Spadaro che in un post su Facebook aveva sottolineato: "Rosari e crocifissi sono usati come segni dal valore politico, ma in maniera inversa rispetto al passato: se prima si dava a Dio quel che invece sarebbe stato bene restasse nelle mani di Cesare, adesso è Cesare a impugnare e brandire quello che è di Dio". E Famiglia Cristiana nel suo editoriale fa riferimento direttamente a Salvini, parlando di "sovranismo feticista": "Ieri pomeriggio è andato in scena a Milano l'ennesimo esempio di strumentalizzazione religiosa per giustificare la violazione sistematica del nostro Paese dei diritti umani", attacca il settimanale cattolico, "Mentre il capopolo della Lega esibiva il Vangelo, un'altra nave carica di vite umane veniva respinta e le Nazioni Unite ci condannavano per il decreto sicurezza". Su Avvenire, poi, un articolo non firmato definisce il leader della Lega "alfiere di un cattolicesimo tutto suo, distante dal magistero del Papa e della Chiesa".
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TITOLO: Decreto sicurezza bis, Salvini non indietreggia e affronta l'Onu: "E' da scherzi a parte"
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OCCHIELLO: E per i 47 migranti della Sea Watch nessuna soluzione. Le chiese evangeliche offrono il loro aiuto
TESTO: "Mettiamo a disposizione le nostre strutture di accoglienza in Italia e le relazioni con le chiese sorelle d'Europa per approntare un piano di ricollocazione in Europa di una quota dei migranti soccorsi dalla Sea Watch". Si esprime così il pastore Luca M. Negro, Presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. "Accogliere i migranti in fuga dalle persecuzioni - continua - è dovere civile di ogni democrazia; ma per noi evangelici è anche un servizio al prossimo radicato nella tradizione biblica e un imperativo della nostra fede. Tutte le chiese che compongono la Fcei hanno solide relazioni con le loro sorelle in Europa, molte delle quali sono attivamente impegnate in programmi d'accoglienza dei migranti. Siamo convinti che la collaborazione tra governi nazionali, istituzioni europee e società civile sia essenziale per la costruzione di una politica di accoglienza efficace e rispettosa dei diritti umani".
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TITOLO: La Marchesa D'Aragona: "Walter Nudo mi affascina, ci sentiamo"
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OCCHIELLO: La Marchesa Daniela Del Secco D'Aragona sarà ricordata negli annali del Grande Fratello Vip per averci provato, ripetutamente, con il bel Walter Nudo che l'aveva letteralmente conquistata. La nobildonna, nel corso del reality andato in onda lo scorso anno, lo baciò in diverse occasioni: prima durante la partecipazione al programma, poi rientrando
TESTO: La Marchesa Daniela Del Secco D'Aragona sarà ricordata negli annali del Grande Fratello Vip per averci provato, ripetutamente, con il bel Walter Nudo che l'aveva letteralmente conquistata. La nobildonna, nel corso del reality andato in onda lo scorso anno, lo baciò in diverse occasioni: prima durante la partecipazione al programma, poi rientrando a sorpresa nella Casa per togliersi qualche sassolino dalla scarpa con alcuni concorrenti. Un feeling, quello con Walter Nudo, che non è mai svanito e che oggi continua a sentire vivo, come racconta lei stessa in un’intervista al settimanale DiPiù: "I corteggiatori non mi mancano ma in questi anni mi ha colpito solo in uomo. Chi è? Walter Nudo, che ho conosciuto al GF Vip 2018, mi piace anche per il suo lato spirituale". Inevitabile, dunque, la domanda del giornalista se sia innamorata di Walter Nudo (che in quell'edizione trionfò), ma la Marchesa D'Aragona non si sbilancia: "Mi affascina, siamo in contatto, l’ho sentito in questo periodo che è stato poco bene. Lui mi ha scritto entusiasta per congratularsi del mio nipotino in arrivo. Siamo amici, c’è affetto tra di noi. Ma ripeto sono una nonna single e non soffro per amore, se vuole saperlo". La Marchesa D'Aragona, che ha scoperto che sarebbe diventata nonna appena uscita dal Grande Fratello Vip, oltre a Walter Nudo, pensa però anche al suo futuro professionale, confessando: "Ho scritto un programma in cui ho un ruolo da conduttrice, un progetto che spero si concretizzi presto. Per ora penso al mio nipotino Gianludovico e non vedo l’ora di stringerlo tra le mie braccia".
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TITOLO: Fiumi e laghi a rischio. A Venezia 110 centimetri di acqua
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OCCHIELLO: I fiumi e i laghi del Nord Italia sono a rischio esondazione. La primavera non sembra voler raggiungere le nostre regioni. In un solo giorno, come ha sottolineato Coldiretti, il fiume Po è salito di ben un metro. E anche i laghi non sono da meno. Il Garda ha raggiunto il livello record, con il 94% di riempimento. Destano preoccupazione anche il la
TESTO: I fiumi e i laghi del Nord Italia sono a rischio esondazione. La primavera non sembra voler raggiungere le nostre regioni. In un solo giorno, come ha sottolineato Coldiretti, il fiume Po è salito di ben un metro. E anche i laghi non sono da meno. Il Garda ha raggiunto il livello record, con il 94% di riempimento. Destano preoccupazione anche il lago Maggiore e quello di Como. La scorsa notte, tra sabato e domenica, Venezia ha dovuto fare i conti con l’alta marea che ha raggiunto un picco di 110 centimetri. Secondo l’archivio storico del Centro Maree tali livelli sono stati raggiunti raramente nel mese di maggio, solo quattro volte dal 1872 a oggi, una nel 1984, una nel 1997 e due nel 2013. A Venezia le temperature medie degli ultimi trenta giorni sono risultate più basse di 5 gradi rispetto a quelle registrate nello stesso periodo dello scorso anno. Ancora allerta per alcune Regioni. Gialla per quanto riguarda la Toscana e arancione per alcuni comuni dell’Emilia Romagna e i fiumi che li attraversano. Diverse le chiamate ai Vigili del fuoco in provincia di Bologna, riguardanti allagamenti e alberi caduti. Purtroppo secondo le previsioni anche l’inizio della prossima settimana sarà caratterizzata dal mal tempo. Lunedì mattina pioverà sulle Regioni del Settentrione mentre il Sud godrà di temperature miti che sfioreranno i 20 gradi. Si dovrà aspettare la giornata di martedì per vedere un miglioramento delle condizioni climatiche anche al Nord. Tranne la parte orientale che come quella appenninica potrebbe essere interessata ancora da rovesci. Qui le temperature si attesteranno su valori tra i 18 e i 20 gradi. Il prossimo fine settimana non promette nulla di buono. Sarebbe infatti in arrivo una nuova perturbazione nella serata di venerdì 24 maggio.
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TITOLO: Bambino cade nel laghetto gelido del ristorante. È grave
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OCCHIELLO: Un bambino di tre anni è sfuggito al controllo dei genitori, di origine ucraina, ed è caduto nel laghetto di un ristorante. Adesso si trova in gravi condizioni all"ospedale di Novara. La tragedia è avvenuta ieri sera, 18 maggio, poco dopo la mezzanotte, nel Novarese. Il piccolo, che ha compiuto i tre anni il 13 maggio scorso, si trovava con i ge
TESTO: Un bambino di tre anni è sfuggito al controllo dei genitori, di origine ucraina, ed è caduto nel laghetto di un ristorante. Adesso si trova in gravi condizioni all’ospedale di Novara. La tragedia è avvenuta ieri sera, 18 maggio, poco dopo la mezzanotte, nel Novarese. Il piccolo, che ha compiuto i tre anni il 13 maggio scorso, si trovava con i genitori in via della Gelata, presso il ristorante Laghetto della Gelata, a Soriso, comune in provincia di Novara, per festeggiare un battesimo insieme ad altri parenti. Secondo quanto ricostruito, il bambino si sarebbe allontanato dai genitori, per poi scivolare nello stagno vicino al ristorante. Quando mamma e papà si sono accorti della sua assenza hanno immediatamente chiamato i soccorsi. Fortunatamente il laghetto non è molto profondo e i parenti del bimbo sono riusciti a recuperare il suo corpicino dalle acque fredde. I soccorritori, una volta giunti sul luogo, hanno rianimato la vittima e quando il suo cuoricino si è stabilizzato, hanno deciso di trasferirla in codice rosso all’ospedale di Borgomanero. Proprio grazie all’intervento tempestivo dei genitori, che hanno subito chiamato il 118, sembra che il figlio non abbia riportato lesioni agli organi vitali. Quando il bambino è giunto in ospedale però le sue condizioni sono apparse fin da subito particolarmente gravi ed è stato necessario il trasferimento d’urgenza all’ospedale Maggiore della Carità di Novara. Al momento si trova ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva neonatale. La prognosi resta riservata, anche se i medici hanno fatto sapere che è tutt’ora in pericolo di vita, e che saranno decisive le prossime 48 ore. A destare maggiore preoccupazione è la situazione relativa ai polmoni. Sul luogo della tragedia anche i Carabinieri di Alzo di Pella che stanno ricostruendo gli attimi precedenti al dramma.
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TITOLO: Baby gang di Grottaglie, altri 4 minorenni indagati per la morte del pensionato 66enne
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OCCHIELLO: Sarebbero stati identificati attraverso l'analisi dei video dei pestaggi e dalle rivelazioni di altri minori coinvolti. L'accusa è di concorso in tortura con l'aggravante della crudeltà
TESTO: TARANTO. Altri quattro minorenni sono indagati per le torture inflitte in più occasioni ad Antonio Stano, il pensionato di 66 anni morto il 23 aprile scorso a Manduria, nel Tarantino, dopo 18 giorni di ricovero e due interventi chirurgici. Tre dei quattro nuovi indagati, fra i 15 e 17 anni, sono stati invitati a presentarsi per l'interrogatorio il 22 maggio prossimo dinanzi alla procuratrice per i minorenni Antonella Montanaro. Gli indagati salgono così a 18. I quattro ragazzi sarebbero stati identificati attraverso l'analisi dei video dei pestaggi e dalle rivelazioni di altri minori coinvolti. L'accusa è di concorso in tortura con l'aggravante della crudeltà. Per gli stessi reati sono in carcere dal 30 aprile scorso sei minorenni e due maggiorenni. Sette, finora, gli episodi contestati dagli inquirenti e diffusi sul web e nelle chat di WhathsApp dalla cosiddetta 'comitiva degli orfanelli' di cui facevano parte alcuni degli indagati.
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TITOLO: Lecce, militanti della Lega aggrediti davanti a un gazebo in centro: contusa una 17enne
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OCCHIELLO: Un gruppo composto da una decina di presunti appartenenti all'area antagonista ha divelto la struttura facendola cadere per terra e strappando volantini e vessilli del Carroccio
TESTO: LECCE - Dopo un diverbio con militanti della Lega impegnati a diffondere sotto un gazebo materiale per la campagna elettorale, un gruppo composto da una decina di presunti appartenenti all'area antagonista ha divelto la struttura facendola cadere per terra e strappando volantini e vessilli del partito. L'aggressione è avvenuta a Lecce in piazza Sant'Oronzo, nel cuore della citt. Durante il parapiglia è rimasta contusa a un occhio anche una ragazza di 17 anni che si trovava nei pressi dello stand insieme con il padre militante. Portata al pronto soccorso del Fazzi guarirà in otto giorni. Sotto il gazebo, allestito per diffondere materiale per la campagna elettorale delle comunali ed europee, si trovavano simpatizzanti e candidati della Lega e il coordinatore cittadino del partito, Mario Spagnolo. Sono intervenuti agenti della questura, ma il gruppetto di antagonisti era già fuggito. Sulla vicenda sta indagando la Digos, che sta acquisendo i filmati di alcune telecamere pubbliche e private che avrebbero ripreso tutte le fasi dell'aggressione. Ad agire è stato un gruppo di ragazzi del quale farebbero parte anche alcune giovani donne. Martedì 21 maggio in piazza Sant'Oronzo è prevista la visita di Matteo Salvini.
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TITOLO: Rosario sul palco, il mondo cattolico contro Salvini. Il Vaticano: "Dio è di tutti, pericoloso invocarlo per sé"
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OCCHIELLO: Dura reazione alle parole del leader leghista, che ieri sul palco di Milano aveva detto: "Sono sicuro che la Madonna ci porterà alla vittoria". Civiltà Cattolica: "Non nominare Dio invano"
TESTO: "Non nominare il nome di Dio invano", ammonisce Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica, in un post su Facebook. "Rosari e crocifissi sono usati come segni dal valore politico, ma in maniera inversa rispetto al passato: se prima si dava a Dio quel che invece sarebbe stato bene restasse nelle mani di Cesare, adesso è Cesare a impugnare e brandire quello che è di Dio". A Spadaro fa eco il settimanale Famiglia Cristiana. "Il rosario brandito da Salvini e i fischi della folla a Papa Francesco, ecco il sovranismo feticista", è il titolo dell'editoriale sulla manifestazione di Milano. Dove, secondo il periodico cattolico, "è andato in scena l'ennesimo esempio di strumentalizzazione religiosa per giustificare la violazione sistematica nel nostro Paese dei diritti umani. Mentre il capopolo della Lega esibiva il Vangelo un'altra nave carica di vite umane veniva respinta e le Nazioni Unite ci condannavano per il decreto sicurezza". Ma la presa di posizione più autorevole arriva direttamente dal Vaticano, per bocca del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin: "Io credo che la politica partitica divida, Dio invece è di tutti", ha dichiarato il capo della diplomazia vaticana. "Invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso". E anche sul quotidiano dei vescovi Avvenire un corsivo non firmato definisce Salvini "alfiere di un cattolicesimo tutto suo, distante dal magistero del Papa e della chiesa".
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TITOLO: Elena Santarelli bacia il marito Bernardo Corradi. "L’incubo è finito"
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OCCHIELLO: Solo qualche giorno fa Elena Santarelli aveva condiviso sul suo profilo uno scatto del figlio Giacomo. Il ragazzino ha affrontato e sconfitto una difficile malattia e la showgirl ha voluto condividere il suo momento di felicità con i fan. Ma non è finita qui.Nelle ultime ore, sempre sul suo profilo Instagram, la Santarelli ha pubblicato una foto
TESTO: Solo qualche giorno fa Elena Santarelli aveva condiviso sul suo profilo uno scatto del figlio Giacomo. Il ragazzino ha affrontato e sconfitto una difficile malattia e la showgirl ha voluto condividere il suo momento di felicità con i fan. Ma non è finita qui. Nelle ultime ore, sempre sul suo profilo Instagram, la Santarelli ha pubblicato una foto insieme al marito Bernardo Corradi che ha scatenato una pioggia di "like" e di commenti. I due si scambiano un tenero bacio nel loro appartamento, abbracciati l’uno all’altro, felici di aver superato un difficile momento della loro vita di coppia. "L’inculo è finito", si legge nella didascalia. E infatti lo scatto vuole proprio raccontare la fine di un incubo, la conclusione di un tormentato capitolo della loro vita cominciato anni fa quando il loro bambino è stato colpito da un tumore aggressivo. I due sono stati dei genitori perfetti. Non si sono lasciati sopraffare dalle emozioni e, mano nella mano, hanno attraversato il tunnel. La Santarelli indossa un abito da sera, lui un pantalone classico, camicia e gilet: due innamorati che con questo bacio social, vogliono mostrare la mondo la loro felicità. Ciò che ha reso la storia della showgirl unica nel suo genere è stato il fatto che la donna ha sempre parlato apertamente della malattia del figlio, toccando l’argomento con delicatezza e discrezione. "Giacomo è in Follow up! ", ha annunciato e, anche la coppia ha deciso di festeggiare il momento con un bacio da 87mila "mi piace".
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TITOLO: I bersaglieri salutano Matera. Mattarella: "Presenti nei momenti più significativi"
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OCCHIELLO: Nella Capitale europea della cultura anche il tradizionale 'passaggio della stecca' fra le città di Matera e Roma: l'anno prossimo il raduno nazionale si terrà nella capitale
TESTO: MATERA - Si è conclusa a Matera la settimana del 67esimo raduno nazionale dei bersaglieri. I cappelli piumati sono giunti nella capitale europea della cultura da tutta Italia con una sessantina di fanfare. Nella domenica conclusiva in 10 mila hanno marciato a passo di corsa sfilando per via Nazionale, via Annunziatella, via XX Settembre per poi transitare in piazza Vittorio Veneto, via Del Corso e via Ridola fino all'incrocio con via Lucana. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al presidente dell'Associazione nazionale bersaglieri, generale di brigata Ottavio Renzi, questo messaggio: "Rivolgo ai partecipanti al 67mo raduno, quest'anno a Matera, Capitale europea della cultura, il saluto più cordiale. La ospitalità della gente lucana - scrive il capo dello Stato - corrisponderà certamente all'allegria che suscita sempre, nei cittadini, la presenza dei fanti piumati. I bersaglieri, con le loro gesta, hanno sempre saputo accompagnare momenti significativi della storia d'Italia. A tutti i caduti del Corpo, che hanno sacrificato la propria vita nella edificazione della Patria e per gli ideali di libertà e di democrazia, va il commosso pensiero di tutto il Paese". "I bersaglieri sono ancor oggi protagonisti in tutte le operazioni alle quali sono chiamate le forze armate sul territorio nazionale e nelle missioni volte alla salvaguardia della pace e della sicurezza internazionale - ha proseguito il presidente Mattarella - con quelle caratteristiche che ne fanno una delle specialità più amate: slancio, abnegazione, adattabilità e spirito di sacrificio. La apprezzabile attività dell'Associazione nazionale bersaglieri consente di rinsaldare il legame con le nuove generazioni e l'affettuoso rapporto con i cittadini, calorosamente manifestato tante volte durante il passaggio della fanfara. In questa giornata di festa esprimo a tutti i bersaglieri e alle loro famiglie l'augurio più fervido". In piazza Vittorio Veneto si sono tenuti i saluti istituzionali, tra i quali quelli del generale Renzi e del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. Si è tenuto anche il tradizionale 'passaggio della stecca' fra le città di Matera e Roma: l'anno prossimo il raduno nazionale si terrà nella capitale. La 'stecca' è passata dalle mani del sindaco Raffaello De Ruggieri a quelle del presidente dell'Assemblea capitolina, Enrico Stefano.
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TITOLO: Lampedusa, il parroco si rivolge a Salvini. "Matteo non usare la Madonna"
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OCCHIELLO: Ieri il ministro dell'Interno si era affidato a Maria. Il sacerdote siciliano: "Ti invito ad aprire il Vangelo"
TESTO: "Caro Matteo, ormai siamo abituati a sentirti utilizzare tutto ma non tutto è utilizzabile. Magari da domani ci sarà una schiera di devoti (anche qualche prete) che ti acclamerà come inviato della Madonna. Io ti invito ad aprirlo quel Vangelo: a leggere di Maria di Nazareth, della sua umiltà, del suo servizio, del suo silenzio". E' l'invito rivolto dal parroco di Lampedusa, don Carmelo La Magra, al vicepremier Matteo Salvini che ieri, dal palco di Milano, si è affidato al "Cuore Immacolato di Maria". "Io da Lampedusa a Maria ti ci affido davvero - prosegue don La Magra - a Maria di Porto Salvo, sì perché con questo titolo il nostro popolo ha voluto chiamare la nostra Patrona". "Da qui - dice il sacerdote - lei continua ad essere Porto Salvo per tanti, anche per te se vuoi. Noi a lei ti affidiamo, a lei che ha cantato di Dio che 'disperde i superbi nei pensieri del loro cuore e innalza gli umili' - prosegue il parroco -. Davanti a lei tanti sono cambiati. ..c'è speranza anche per te. Discutiamone". Ieri, a Lampedusa, è stato affisso uno striscione sul balcone dell'ufficio del sindaco: "Lampedusa per un Mediterraneo di Pace". "Nessuno rimuoverà questo striscione", ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che insieme al primo cittadino ha accolto nella piazza di fronte al palazzo del Comune centinaia di giovani lampedusani e linosani dell'Istituto Pirandello in occasione di "Libera la Natura", l'iniziativa giunta sull'isola alla sua nona edizione. Don Ciotti ha ribadito, parlando ai tanti giovani presenti in piazza, "la necessità che ognuno faccia la propria parte nella direzione della pace e dell'accoglienza. "Ma la prima riforma da fare nel nostro Paese - ha detto - è la riforma delle nostre coscienze". Martello ha poi ribadito l'importanza di non fermarsi alle parole: "Ognuno di noi deve agire concretamente per costruire una società più equa e solidale. Non basta commuoversi, bisogna muoversi".
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TITOLO: Treviso: 91enne uccide genero di 63 anni con un colpo di fucile alla nuca
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OCCHIELLO: L'anziano era seguito dai volontari del Comune. Ha sparato al marito della figlia dalla finestra di casa mentre l'uomo era in cortile
TESTO: Imbraccia il fucile e spara al genero: a 91 anni fredda con un colpo alla nuca il marito della figlia. Uccide il genero e poi si barrica in casa fino all'arrivo delle forze dell'ordine, alle quali si arrende immediatamente. L'omicidio si è consumato a Nerbon di Silea, un comune a una decina di chilometri da Treviso, Giovanni Padovan, 91 anni ha colpito a morte Paolo Tamai, 63 anni, un artigiano titolare di un'azienda di automazioni a Villorba (Treviso). Secondo gli inquirenti i rapporti tra la vittima e il suocero non era buone, era deteriorato da molti anni per questioni interna alla famiglia. L'anziano ha sparato al genero da una finestra di casa mentre l'uomo si trovava in cortile: Paolo Tamai e la moglie vivevano nell'abitazione adiacente a quella di Padovan. Dopo lo sparo quando la figlia di Padovan ha capito che il padre le aveva ammazzato il marito ha avuto un malore ed è stata trasportata all'ospedale di Treviso accompagnata da una delle figlie. L'omicida abita da solo ed era destinatario del servizio quotidiano di fornitura di pasti caldi, lo aiutavano saltuariamente alcuni giovani del servizio civile del municipio, per le necessità quotidiane e per qualche ora di compagnia. Ma gli attriti fra Padovan e il genero erano noti a tutti: ne avrebbero parlato molto spesso le figlie della vittima e nipoti dell'omicida, e di recente sarebbero state fatte alcune segnalazioni ai servizi sociali del Comune.
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TITOLO: Bologna, la festa islamica ospitata dalla parrocchia perché in piazza piove
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OCCHIELLO: Una storia di integrazione al quartiere Barca, periferia della città: la cerimonia per l'interruzione del digiuno doveva svolgersi in piazza. Poi il cambio di programma
TESTO: BOLOGNA - La pioggia rischiava di far saltare la festa islamica e allora la parrocchia vicina ha prestato il salone. È successo ieri sera a Bologna, in zona Barca, dove da tempo è in piedi un percorso di integrazione e di dialogo interculturale e interreligioso, che coinvolge il quartiere Reno e alcune parrocchie del territorio. Ieri era in programma l'Iftar, momento di condivisione del cibo nell'interruzione del digiuno quotidiano del periodo del Ramadan e doveva tenersi in piazza Giovanni XXIII, a pochi metri dal centro islamico. Ma il maltempo stava minacciando l'iniziativa e così la vicina parrocchia di Sant'Andrea Apostolo ha messo a disposizione i suoi locali e la cena, per oltre cento persone, si è potuta tenere al coperto.
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TITOLO: Europee, l'ultima settimana di campagna elettorale, Camera e Senato chiusi. Giallo sul cdm di lunedì
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OCCHIELLO: Manca ancora la convocazione ufficiale per la riunione del consiglio dei ministri dove si dovrebbe discutere del decreto sicurezza bis nel mirino dell'Onu. Di Maio: "Commenti assurdi delle Nazioni Unite ma abbassare i toni". Meloni: "Pronti a governo Fdi-Lega"
TESTO: Ultima settimana di campagna elettorale per le europee. Proprio per consentire a tutti i parlamentari di partecipare alle varie iniziative sul territorio, resteranno chiusi sia la Camera che il Senato, con l'unica eccezione delle commissioni impegnate nel decreto Sblocca cantieri e del decreto Crescita. E mentre i leader di M5s e Lega solcano a tambur battente il suolo nazionale per tirare la volata ai propri partiti e candidati, resta ancora in forse la convocazione della riunione del Consiglio dei ministri, che dovrebbe iniziare ad affrontare due nodi del nuovo provvedimento voluto dalla Lega sul fronte sicurezza - che ha scatenato le critiche dell'Onu e il botta e risposta con il Viminale - e delle ulteriori misure a sostegno delle famiglia, annunciate dai cinquestelle. "Non vedo perché si debba rinviare il consiglio dei ministri, non penso che la campagna elettorale possa allontanare la lotta alla camorra e il sostegno alle famiglie", ha sottolineato il vicepremier Matteo Salvini questa mattina dalla Fiera di Verona, in merito al cdm di domani, per il quale manca ancora la convocazione ufficiale. Infatti, ha spiegato "sarà un Cdm in cui si parlerà anche di famiglia, bambini e sostegno alla natalità". E il ministro dell'Interno ha anche assicurato: "Così come noi siamo pronti anche su Flat tax, speriamo siano solo rallentamenti da campagna elettorale". Ma ha tenuto a sottolineare: "Si deve fare, perché fa bene all'Italia". Da parte sua Luigi Di Maio si limita a commentare con neutralità lo scontro tra ministero dell'Interno e Nazioni Unite: "Lo scontro tra il Viminale e le Nazioni Unite? Penso che è assurdo che l'Onu commenti un decreto che ancora deve essere visionato dal Consiglio dei ministri. Ma penso anche che bisogna abbassare un po' i toni, non possiamo portare l'Italia a litigare sempre con tutti. Io non voglio un paese in rissa, voglio pensare alle imprese e al lavoro ed è quello che sto facendo in questi giorni". Del resto rinviare il cdm a dopo le europee potrebbe servire ad evitare un ulteriore scontro, proprio in vista del voto. Voto che, ormai, più che essere proiettato sui futuri assetti del Parlamento europeo, ha assunto una dimensione molto nazionale, con i riflettori puntati sulle percentuali che incasseranno Lega e M5s. Sullo sfondo, nonostante sia Di Maio che Salvini ribadiscano in ogni occasione che non vi è alcuna intenzione di far saltare il banco resta l'incognita sulle future sorti del governo, la cui tenuta potrebbe essere messa a dura prova. Nelle scorse settimane sono state avanzate varie ipotesi: dalle più 'tranchant' di una crisi con un ritorno alle urne in tempi stretti, passando per un rimpasto di governo qualora la Lega dovesse doppiare i 5s, fino a una revisione del contratto di governo. Tra gli scenari futuribili, oggi la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, che ha chiuso a Napoli la campagna per le europee, ne ha proposto uno basato su una nuova maggioranza di centrodestra formata da Lega e Fdi, eventualmente senza nemmeno Forza Italia: "Si può fare un governo a maggioranza Lega e Fdi - ha detto Meloni - Sul ruolo di FI ci sono alcune cose da chiarire. Ho sentito Berlusconi lanciare Mario Draghi premier; dico chiaramente non con i voti di FdI. Errare è umano, perservare è diabolico. Un altro governo Monti non serve, un altro governo che faccia gli interessi delle banche. Lega e Fdi possono già da soli avere i numeri per un'altra maggioranza e governare". Domenica 26 maggio oltre che per rinnovare il Parlamento europeo, si voterà anche per il rinnovo di quasi 4mila comuni in tutta Italia. Election day che riguarda anche la regione Piemonte, con il governatore Sergio Chiamparino del Pd sceso nuovamente in campo per tentare il bis, con l'ipotesi di ricevere appoggio anche dal M5s.
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TITOLO: Mahmood ringrazia sui social: "Non me lo sarei mai aspettato"
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OCCHIELLO: Alla fine il vincitore morale è lui, Mahmood, e non solo per una questione di patriottismo. Una manciata di punti ha relegato il cantante italiano alla seconda posizione, dietro all"Olanda, ma per il pubblico presente alla finale dell"Eurovision Song Contest il vincitore è stato lui. Acclamato con un boato appena salito sul palco per esibirsi, Ma
TESTO: Alla fine il vincitore morale è lui, Mahmood, e non solo per una questione di patriottismo. Una manciata di punti ha relegato il cantante italiano alla seconda posizione, dietro all’Olanda, ma per il pubblico presente alla finale dell’Eurovision Song Contest il vincitore è stato lui. Acclamato con un boato appena salito sul palco per esibirsi, Mahmood ha incantato il pubblico presente all'interno dell'Expo di Tel Aviv, che insieme a lui ha scandito il ritmo di "Soldi" battendo le mani. L’hashtag #Mahmood è stato uno dei trend topic della serata e il premio "Composer Award" per il miglior testo alla fine se lo è aggiudicato lui. Mahmood, a poche ore, dalla conclusione della finalissima è apparso sui social per ringraziare i suoi fan e il pubblico che in quest’esperienza lo ha sostenuto: "Volevo dirvi che sono molto felice, non mi sarei mai aspettato di raggiungere il secondo posto quindi ringrazio tutta l’Italia, tutta l’Europa e tutti quanti voi che mi avete sostenuto e avete sostenuto Soldi, quindi grazie, grazie, grazie. E' stata un'esperienza fantastica". Un sostegno, caloroso e forte, che lo ha portato a giocarsi il primo posto fino alla fine. Sempre nelle stories di Instagram, il cantante milanese ha voluto condividere il bellissimo messaggio inviatogli da Laura Pausini al termine della competizione di Tel Aviv: "Complimenti Mahmood, arrivare secondo con un brano cantato in italiano oggi è veramente un traguardo gigante. Continua così, questo è solo l’inizio! ".Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale. it?
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TITOLO: Milano, urlano "negro di m..." a un 13enne durante una partita di basket
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OCCHIELLO: "Buongiorno. Sono la mamma di un ragazzino che oggi ha giocato un triangolare allo Schuster under 13. Mio figlio è stato adottato in Etiopia. È italiano dalla pelle nera. Vorrei ringraziare quei genitori che dagli spalti gli hanno urlato 'negro di m'. Complimenti. Evviva lo sport". A scriverlo su Facebook è Rita Aicardi, la mamma di G., nato in
TESTO: "Buongiorno. Sono la mamma di un ragazzino che oggi ha giocato un triangolare allo Schuster under 13. Mio figlio è stato adottato in Etiopia. È italiano dalla pelle nera. Vorrei ringraziare quei genitori che dagli spalti gli hanno urlato 'negro di m'. Complimenti. Evviva lo sport". A scriverlo su Facebook è Rita Aicardi, la mamma di G. , nato in Etiopia e adottato quando era piccolissimo. La mamma ha voluto parlare apertamente del clima di crescente clima di intolleranza che da qualche mese circonda il figlio, da sempre perfettamente integrato. Il ragazzino è stato offeso nel corso di un torneo di basket tra alunni delle scuole medie a Milano. Chi assisteva dagli spalti e tifava per la società Tigres lo ha preso di mira e gli ha urlato offese razziste. G. le ha sentite e una volta arrivato a casa ne ha parlato con i genitori. "Non è stata la prima volta", ha ammesso con la mamma, che ha subito utilizzato i social per parlare della brutta vicenda. Rita Aicardi su Facebook ha evidenziato come il "nuovo clima di intolleranza" che si respira a Milano da qualche mese stia rendendo la vita più difficile al figlio 13enne. "Mai era accaduto", spiega la donna che lancia un appello: "Chiedo veramente di cuore ai miei contatti di condividere quanto scrivo. In merito alla vicenda di ieri la società Tigers non ha alcuna responsabilità! Si impegna da anni a trasmettere valori dello sport, della condivisione e dell'inclusione a ragazzi tra l'altro di una zona non facile di Milano. Non alimentiamo generalizzazioni che fanno il gioco di chi sulla divisione ci vuole campare. Sosteniamo invece chi lavora nella direzione opposta. Ne abbiamo tutti bisogno".
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TITOLO: La Svizzera dice sì a norme più dure sulle armi
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OCCHIELLO: La Svizzera dice sì a norme più rigide sul possesso di armi. I cittadini, chiamati a esprimersi in un referendum, secondo le proiezioni dell'istituto gfs.bern diffuse dalla tv pubblica RTS hanno votato per il 67% a favore delle nuove regolamentazioni per allinearsi all'Ue. La rilevazione ha un margine di errore del 3%. Il testo è criticato negli
TESTO: La Svizzera dice sì a norme più rigide sul possesso di armi. I cittadini, chiamati a esprimersi in un referendum, secondo le proiezioni dell'istituto gfs. bern diffuse dalla tv pubblica RTS hanno votato per il 67% a favore delle nuove regolamentazioni per allinearsi all'Ue. La rilevazione ha un margine di errore del 3%. Il testo è criticato negli ambienti del tiro sportivo, molto diffuso nel Paese. Prima del voto il governo aveva avvertito gli elettori che un 'nò alla nuova legislazione avrebbe potuto portare a un'esclusione della Confederazione (che non è membro dell'Ue) dagli accordi europei di Schengen e Dublino ai quali è associata. Esclusione che avrebbe avuto conseguenze negli ambiti della sicurezza e dell'asilo, ma anche del turismo. "Peccato che la popolazione abbia seguito l'argomentazione della paura con Schengen. È un po' triste ma accettiamo il risultato", ha commentato Olivia de Weck, vicepresidente di ProTell, la lobby pro armi che si era fortemente mobilitata contro la nuova legge. Le armi sono molto diffuse in Svizzera, anche se in assenza di un registro federale è difficile sapere quante ce ne siano effettivamente in circolazione. Stando al centro di ricerca di Ginevra Small Arms Survey, nel 2017 oltre 2,3 milioni di armi erano nelle mani di civili in Svizzera, cioè circa tre ogni 10 abitanti, il che fa piazzare la Svizzera al 16esimo posto al mondo per numero di armi per abitanti. La nuova legge non prevede un registro centrale, ma introduce il divieto per le armi semi-automatiche dotate di un caricatore di grande capacità. Collezionisti e tiratori sportivi potranno ancora acquistarle, ma richiedendo una "autorizzazione eccezionale": dopo cinque anni, e poi 10, dovranno dimostrare che continuano a praticare regolarmente l'attività.
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TITOLO: Europee, Meloni chiude a Napoli: "Salvini torna con noi, molla la sinistra del M5s"
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OCCHIELLO: La leader di Fratelli d'Italia nel capoluogo partenopeo per la manifestazione nazionale di chiusura della campagna elettorale. 30mila in piazza
TESTO: "È vero hai sottoscritto un contratto di governo, è vero la parola conta, ma prima di quel contratto avevamo promesso insieme che avremmo sconfitto la sinistra non che l'avremmo tenuta al governo per 5 anni. E allora molla la sinistra del M5S, torna con la destra di Fratelli d'Italia. Questo è il messaggio che spero daranno gli italiani". Cosi', rivolta a Salvini, la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, parlando a Napoli, dove ha chiuso la campagna per le europee, radunando 30mila persone in piazza Matteotti, dopo un corteo partito alle 11 da piazza Dante. "Si può fare un governo a maggioranza Lega e Fdi - ha detto Meloni dal palco- Sul ruolo di FI ci sono alcune cose da chiarire. Ho sentito Berlusconi lanciare Mario Draghi premier; dico chiaramente non con i voti di Fdi. Errare è umano, perservare è diabolico. Un altro governo Monti non serve, un altro governo che faccia gli interessi delle banche. Lega e Fdi possono già da soli avere i numeri per un'altra maggioranza e governare".
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TITOLO: I soliti antagonisti in piazza: scontri con la polizia a Firenze
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OCCHIELLO: I soliti antagonisti scendono in piazza e scatenano il caos a Firenze prima del comizio della Lega a cui ha partecipato anche Matteo Salvini per sostenere il candidato sindaco del centrodestra, Ubaldo Bocci.I manifestanti dei collettivi di sinistra hanno tenteto di forzare il cordone delle forze dell'ordine in Piazza della Repubblica - dove è stat
TESTO: I soliti antagonisti scendono in piazza e scatenano il caos a Firenze prima del comizio della Lega a cui ha partecipato anche Matteo Salvini per sostenere il candidato sindaco del centrodestra, Ubaldo Bocci. I manifestanti dei collettivi di sinistra hanno tenteto di forzare il cordone delle forze dell'ordine in Piazza della Repubblica - dove è stato chiuso l'accesso a Piazza Strozzi - e sono stati a più riprese respinti con cariche di alleggerimento. La contromanifestazione, che ha portato in piazza circa duemila persone, è stata organizzata da Iam - Iniziativa antagonista metropolitana, Cua, Collettivo universitario autonomo, Cas, Collettivo antagonista studentesco e Collettivo femministe Spine nel fianco. I manifestanti hanno protestato davanti al cordone di polizia cantando "Bella ciao" e esponendo striscioni con scritto "Dopo il Matteo di Rignano cacciamo quello padano" e "Firenze non si Lega".
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TITOLO: Ponte Morandi, Benetton: "Disgrazia inevitabile. ?Abbiamo ricevuto odio e accuse”
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OCCHIELLO: Per Luciano Benetton, il crollo del Ponte Morandi è stata solo "una disgrazia imprevedibile e inevitabile". L'imprenditore veneto, intervistato da Repubblica, ritorna a parlare del drammatico incidente che ha causato la morte di 43 persone. Benetton respinge ogni accusa: "Chiunque ci conosce appena un po' non ha mai dubitato di noi, tutti sanno ch
TESTO: Per Luciano Benetton, il crollo del Ponte Morandi è stata solo "una disgrazia imprevedibile e inevitabile”. L'imprenditore veneto, intervistato da Repubblica, ritorna a parlare del drammatico incidente che ha causato la morte di 43 persone. Benetton respinge ogni accusa: “Chiunque ci conosce appena un po' non ha mai dubitato di noi, tutti sanno che non facciamo parte di quel capitalismo che è un'avventura tra politica e malaffare. Non siamo né papponi di Stato né razza padrona". E poi aggiunge: "Qualcuno aveva interesse ad attaccare la politica dei precedenti governi e qualcuno, come appunto il Renzo manzoniano, magari ha creduto davvero che avessimo delle colpe e delle responsabilità”. Anche l’aeroporto di Fiumicino è gestito dalla famiglia Betton eppure“è nella classifica dei primi dieci aeroporti ed è il primo in Europa secondo l' Airport Council International (Aci), che per il secondo anno consecutivo lo ha premiato con l' Airport Service Quality Awards”, dice con orgoglio il patron del gruppo che si chiede: “Davvero si può credere che la stessa azienda sia virtuosa negli aeroporti e viziosa sulle autostrade? ”. A proposito delle sue idee politiche, infine, chiosa: "Come imprenditore rispetto e chiedo rispetto da tutti i governi. Io sono stato, molti anni fa, nel Partito repubblicano e rimango fedele a me stesso. In quelle forme e in quei limiti io, certamente, sono un uomo di sinistra".
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TITOLO: Sea Watch, sbarcati i migranti. Salvini accusa i M5s: "Chi ha dato l'ordine?". Di Maio: "Non dia la colpa a noi"
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OCCHIELLO: Sequestrata la nave Ong. Il ministero dell'Interno: i migranti non scenderanno. Ma il pm ordina che vengano portati sull'isola. E scoppia lo scontro tra i partner di governo. I primi a scendere una donna incinta e suo marito
TESTO: La prima è una donna incinta, sorretta dal marito. A piedi nudi. Poi via via, tutti gli altri. Sorrisi, abbracci e saluti. Sono scesi tutti. Nonostante Salvini. “Fino a quando sono ministro io quella nave in un porto italiano non entra e non sbarca nessuno”, aveva garantito il ministro dell’Interno quando la Sea Watch 3 aveva ignorato la sua diffida e si era presentata davanti al porto di Lampedusa ottenendo l’autorizzazione all’ancoraggio alla fonda. Ventiquattro ore dopo, i 47 migranti rimasti a bordo della nave della Ong tedesca sono scesi a terra. Sequestro della nave d’iniziativa della Guardia di finanza, perquisizione e contestuale sbarco di tutti i migranti. Lo stesso “modello” già seguito per due volte per sbloccare i precedenti soccorsi della Mare Jonio, rimasta sequestrata per alcuni giorni e poi sempre liberata dai pm di Agrigento. Che questa volta si sono mossi di concerto con la Guardia di finanza forzando la mano ad un inferocito Salvini, incredulo di essere smentito proprio alla vigilia di quel consiglio dei ministri in cui intende portare all’approvazione il suo contestatissimo decreto sicurezza-bis. Un braccio di ferro senza precedenti quello tra la Procura di Agrigento e la Guardia di finanza da una parte e il Viminale dall’altro, conclusosi alle otto di sera quando due motovedette, dopo aver notificato al comandante della Sea Watch i decreti di sequestro e perquisizione firmati dal procuratore aggiunto Salvatore Vella che per tutto il weekend ha seguito personalmente sull’isola l’evolversi della vicenda, hanno scortato in porto la nave umanitaria. L’accelerazione nel primo pomeriggio quando il comandante Arturo Centore fa sapere alla Guardia costiera che la situazione a bordo è di assoluta emergenza. Alcuni migranti hanno indossato il giubbotto di salvataggio e minacciano di buttarsi a mare. “Se entro le nove di sera la situazione non si sblocca, levo l’ancora ed entro direttamente in porto”, annuncia il comandante della Sea Watch. A quel punto Guardia di finanza, guardia costiera e Procura decidono di notificare i sequestri e far sbarcare tutti. Anche contro il volere del Viminale. Salvini, che già poche ore prima, in un comizio a Sassuolo aveva attaccato a testa bassa “una procura e un giudice che invece di indagare gli scafisti indaga me”, incassa malissimo il colpo e ancor prima che la Sea Watch attracchi al molo di Lampedusa mette le mani avanti e sottolinea che lo sbarco avviene contro la sua volontà. “La magistratura faccia come crede ma il Viminale continua e continuerà a negare lo sbarco da quella nave fuorilegge. Il ministro dell’Interno si aspetta provvedimenti nei confronti del comandante della nave dal quale è lecito attendersi indicazioni precise sui presunti scafisti presenti a bordo”. Alle otto di sera, quando i 47 migranti toccano terra e vengono portati nell’hotspot di contrada Imbriacola, una nota firmata dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio (il pm del caso Diciotti che per primo ha contestato a Salvini il sequestro di persona) spiega la “ratio” della scelta degli inquirenti: “Il sequestro probatorio è stato eseguito per violazione dell’articolo 12 del Testo unico sull’immigrazione ponendo la nave a disposizione di questa procura che ne ha disposto, previo sbarco dei migranti, il trasferimento sotto scorta nel porto di Licata. Le indagini proseguiranno sia per l’individuazione degli eventuali trafficanti di esseri umani coinvolti sia per la valutazione della condotta della Ong”. Come sempre. A sbarco avvenuto, quando anche l'ultimo migrante era già sceso a terra, Salvini ricara: "Per me possono stare lì fino a ferragosto. Gli porto da mangiare e da bere ma stanno lì". E al procuratore di Agrigento: "E' quello che mi ha indagato per sequestro di persona. Se li farà sbarcare, ne prenderò atto e valuteremo nei suoi confronti il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina".
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TITOLO: Mario Balotelli perde il controllo: "Sei brutto", "Sbagli, è grosso..."
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OCCHIELLO: Mario Balotelli ha trovato il modo di andare d'accordo con la madre di sua figlia, Raffaella Fico. I due, infatti, dopo qualche tempo di passione si sono detti addio. Ma dal loro amore è nata la piccola Pia. Inzialmente, il calciatore non voleva riconoscere la bimba, poi il test del dna ha cambiato tutto. E ora Balotelli e Pia sono più uniti che
TESTO: Mario Balotelli ha trovato il modo di andare d'accordo con la madre di sua figlia, Raffaella Fico. I due, infatti, dopo qualche tempo di passione si sono detti addio. Ma dal loro amore è nata la piccola Pia. Inzialmente, il calciatore non voleva riconoscere la bimba, poi il test del dna ha cambiato tutto. E ora Balotelli e Pia sono più uniti che mai. Anche il rapporto con la mamma Raffaella procede bene e i due hanno trovato il loro punto di incontro. Sono lontani, quindi, i tempi degli insulti. Adesso c'è stima, rispetto e anche tanta protezione. Mario Balotelli, infatti, solo qualche giorno fa ha difeso la ex compagna dagli attacchi degli hater. Raffaella aveva pubblicato sul suo profilo Instagram una foto di Mario, ma sotto gli utenti si erano sbizzarriti. E Balotelli è subito sceso in campo per lei. Ma proprio questa foto ha scatenato un putiferio (di commenti più o meno volgari). Un utente, infatti, scrive: "Come è brutto. Solo perché è ricco te lo sei ingroppato". Parole non troppo carine, parole che fanno saltare i nervi a Balotelli. A questo punto, il calciatore è fuori controllo: "No Giuseppe, sbagli. Anche perché ce l'ho veramente grosso. La ricchezza non basta. Sei proprio un coglione". Grandissimo scambio di pareri, insomma.
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TITOLO: Il Cdm di lunedì pronto a saltare? Le tre opzioni di Conte
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OCCHIELLO: Il governo è nel caos e il Consiglio dei ministri, previsto per domani, potrebbe saltare. Il voto anticipato non è più un tabù e, quindi, nell'immediato futuro, spiega il Corriere, al premier Giuseppe Conte restano solo tre alternative.La prima è quella di posticipare il cdm dopo che si saranno tenute le elezioni Europee, un appuntamento che s
TESTO: Il governo è nel caos e il Consiglio dei ministri, previsto per domani, potrebbe saltare. Il voto anticipato non è più un tabù e, quindi, nell'immediato futuro, spiega il Corriere, al premier Giuseppe Conte restano solo tre alternative. La prima è quella di posticipare il cdm dopo che si saranno tenute le elezioni Europee, un appuntamento che sarà cruciale per la sopravvivenza dell'esecutivo Conte. Nel 'Palazzo', infatti, crcolano battute del tipo "Se il governo ci sarà ancora" che lasciano preludere a una fine anticipata del governo gialloverde. "Salvini stia attento, se rompe si assume la responsabilità di far cadere un governo che gode di grande consenso tra i cittadini italiani" è il monito che arriva dai pentastellati. Il Corriere rivela inoltre che il potentissimo sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgietti, venerdì durante il pre-consiglio si sia lasciato scappare una battuta: "Quando si vota? A luglio". La seconda strada che Conte può intraprendere è quella di confermare il Cdm e avviare la discussione sull'approvazione dei due provvedimenti più dibattuti: il decreto sulla famiglia, caro a Di Maio, il "Sicurezza bis", caro a Salvini. Qui c'è il rischio che il governo, soprattutto dopo le osservazioni di ieri dell'Onu, entri di nuovo in crisi sul tema dell'immigrazione. La soluzione potrebbe essere quella di prevedere un calcolo differente per le multe da comminare alle navo delle Ong. La sanzione andrebbe dai 10mila ai 50mila euro non per ogni singolo migrante salvato ma sull'intero carico di anime. Il premier Conre, però, sarebbe intenzionato ad affrontare il tema dopo il 26 maggio. L'ultima possibilità sarebbe appunto quella di convocare un Cdm "light" nel quale non si discuterebbero i decreti "divisivi".
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TITOLO: Italia "sorvegliata speciale" Ue: in un anno è record d'ispezioni
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OCCHIELLO: In Italia record di controlli da parte della Corte dei Conti europea sulla spesa pubblica dei fondi comunitari.La European Court Of Auditors (Eca) ha appena pubblicato il suo rapporto annuale e dai dati emerge che l'Italia, in un solo anno, ha ricevuto ispezioni da parte degli audit per 355 giorni. Si tratta del numero di controlli maggiori nell'in
TESTO: In Italia record di controlli da parte della Corte dei Conti europea sulla spesa pubblica dei fondi comunitari. La European Court Of Auditors (Eca) ha appena pubblicato il suo rapporto annuale e dai dati emerge che l'Italia, in un solo anno, ha ricevuto ispezioni da parte degli audit per 355 giorni. Si tratta del numero di controlli maggiori nell'intera storia dell'Ue. Oltre ai conti pubblici, al rapporto debito e deficit-Pil, anche la gestione dei fondi comunitari italiani è finita sotto la lente di ingrandimento dell'Ue. Anche la Germania, però, non se la passa meglio. Il paese più ricco dell'eurozona nello stesso periodo ha avuto 347 giorni di visite da parte degli audit, poco distante, così dall'Italia. .. mal comune mezzo gaudio si direbbe. Dopo Italia e Germania seguono, nella speciale classifica, la Polonia, Francia, Spagna, Grecia e Portogallo. Malta e Lussemburgo sono, invece, i Paesi più virtuosi, avendo ricevuto solo tre giorni di controlli. Nel complessivo, in un anno gli Audit europei hanno effettuato 3.761 giorni di ispezione. Come a dire "io i soldi li do, ma poi ti controllo per bene" con buona pace dell'autonomia degli stessi paesi che queste forme di finanziamento le sostengono direttamente con il proprio bilancio centrale. Dal rapporto emerge anche la critica degli audit alla Bce sulla gestione delle crisi bancarie. Secondo la Eca, difatti, la banca di Francoforte non avrebbe consegnato documenti necessari per verificare il suo operato: “se la Bce continuerà a ostacolare la verifica contabile sulla gestione delle crisi l’Agenzia si riserva il diritto di ricorrere alla Corte di Giustizia per poter svolgere il proprio lavoro: nessuno è al di sopra della legge e dei Trattati”.
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TITOLO: Compiti per le vacanze, va meglio a scuola chi ne ha meno
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OCCHIELLO: Secondo una indagine sull'apprendimento, i risultati più brillanti si maturano sui banchi
TESTO: Lezioni agli sgoccioli. E per milioni di alunni e famiglie italiane ritorna l’incubo dei compiti per le vacanze. E’ proprio necessario inondare di letture e esercizi a casa gli alunni per fare crescere le loro conoscenze e le loro competenze? Lo scorso anno il ministro Bussetti fece una circolare in merito invitando gli insegnanti a non esagerare. Da una recente indagine internazionale sugli apprendimenti in Lettura dei bambini di quarta elementare (il Pirls 2016), la cui banca dati è stata aggiornata qualche settimana fa, sembrerebbe proprio di no: i bambini che ricevono per casa una dose minima di compiti, e neppure ogni giorno, strappano punteggi superiori dei compagni che ne ricevono dosi massicce. E nella disfida tra favorevoli e contrari all’allenamento domestico, lontano dalle mura scolastiche e dall’occhio vigile degli insegnanti, i secondi segnano un punto a loro favore. Nell’indagine sulla competenza in Lettura dei bambini di quarta elementare di mezzo mondo, l’Italia si piazza nella parte alta della classifica con 548 punti. Al primo posto figura la Federazione russa seguita da Singapore. Ma estrapolando i dati in base alla quantità di compiti assegnati dagli insegnanti si vede che gli alunni più tartassati mostrano performance meno brillanti. Dallo score italiano di 548 punti si scende a 543 per gli alunni le cui maestre dichiarano di assegnare compiti a casa tutti i giorni. Mentre gli alunni delle colleghe che li assegnano meno di una volta a settimana salgono a 552 punti. La differenza traspare in modo più evidente facendo riferimento alla quantità di compiti assegnati, espressi in minuti di lavoro richiesti per svolgerli. Quando il compito richiede un impegno di oltre 60 minuti il punteggio scende a 531 punti, se è invece possibile svolgerlo in meno di 15 minuti la prestazione sale di qualità: 552 punti. Benedetto Vertecchi, pedagogista di lungo corso, attribuisce questi risultati al lavoro fatto dagli insegnanti. “Quelli che lasciano meno compiti a casa e ottengono migliori risultati – spiega – probabilmente privilegiano alla scuola dell’adempimento quella dell’apprendimento". "Oggi – continua Vertecchi – la scuola richiede agli insegnanti una serie di adempimenti burocratici che assorbono parecchio tempo e coloro che curano in classe la lettura ad alta voce, ad esempio, che oggi è quasi del tutto abbandonata, ottengono migliori risultati“. In altre parole, meglio lavorare in classe con i propri alunni che inondarli di compiti a casa. Negli ultimi anni, i genitori hanno alzato la voce contro la mole eccessiva di compiti assegnati ai propri figli. Per Angela Nava, del Coordinamento genitori democratici, “a guidare gli insegnanti deve essere il buon senso”. “Non ci sentiamo di escludere che ci sia bisogno di una fase di riflessione a casa sul lavoro svolto in classe purché questo sia equilibrato e proporzionato. Un bambino – continua Nava – che frequenta una classe a tempo pieno, cui si aggiungono spesso altre attività (sport, musica e altro), non ha il tempo di svolgere troppi compiti”. In accordo con la Nava è Manuela Fini, dirigente dell’istituto comprensivo Domenico Purificato di Roma. "Occorre assegnare meno compiti - dichiara - perché questi vanno assolutamente corretti. Nell’istituto che dirigo – aggiunge – verifichiamo periodicamente con le famiglie il carico di lavoro degli alunni. Anche se occorre distinguere il lavoro di tutti i giorni dagli altri periodi. Nelle lunghe pause, penso a quella estiva, consigliare un libro avvicina i bambini alla lettura”. Mentre per Patrizia Borrelli, docente nella stessa scuola, “il compito a casa non deve essere un esercizio meccanico tout court”. “Deve spingere i bambini – chiarisce – alla lettura e deve abituarli ad organizzarsi il lavoro a casa in autonomia”.
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TITOLO: Consiglio dei ministri, attesa per la convocazione. Salvini tiene il punto sul decreto sicurezza bis
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OCCHIELLO: Nella riunione di oggi si discuteranno anche le nuove misure a sostegno delle famiglie volute dai cinquestelle. Ma la tensione resta alta. Giorgetti: "Il M5s ci fa opposizione"
TESTO: Provocazioni alle quali Luigi Di Maio risponde: "Sta emergendo una verità: ci avviamo a risolvere il problema migranti e la Lega va nel pallone, perché non ha più argomenti. Se i ricollocamenti funzionano loro di che parlano. Ormai sono un disco rotto, monotematici, parlano solo di migranti e quando non sanno che dire la sparano. Mi auguro che dopo il 26 maggio tornino normali". Nella riunione del cdm dovrebbero essere discusse anche le ulteriori misure a sostegno delle famiglia, annunciate dai cinquestelle: "Contrastare camorristi e scafisti non è in contrasto con l'aiutare le famiglie - ha detto ieri sera Salvini a Non è l'Arena - si possono fare entrambe le cose. La vera emergenza di questo Paese è abbassare a tutti le tasse al 15%. Abbiamo gli imprenditori migliori al mondo, gli operai migliori al mondo, togliamo un po' di tasse e burocrazia e saremo noi a insegnare a tedeschi e francesi come si fa impresa". Cdm confermato dunque, mentre in questa ultima settimana di campagna elettorale, per consentire a tutti i parlamentari di partecipare alle varie iniziative sul territorio, resteranno chiusi sia la Camera che il Senato, con l'unica eccezione delle commissioni impegnate nel decreto Sblocca cantieri e del decreto Crescita.
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TITOLO: Cefalù, giovane capodoglio trovato morto. Gli esperti: "Ucciso dalla plastica"
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OCCHIELLO: Un esemplare femmina di 6 anni spiaggiato tre giorni fa. Dagli accertamenti è emerso che aveva ingerito buste, sacchi e reti
TESTO: Un capodoglio di 6 metri e mezzo spiaggiato sulla costa di Lascari, tra Cefalù e Buonfornello, morto a causa della plastica. “Una femmina giovane, di 6-7 anni (la longevità per un capodoglio è di 70-80 anni). Una vera pena trovare tutta quella plastica, non abbiamo trovato segni che indicassero un’altra possibile morte”, spiega Carmelo Isgrò, del comitato tecnico scientifico del museo della fauna dell’università degli studi di Messina. Tre giorni fa l’avvistamento sulla costa siciliana, poco dopo è iniziata la fase degli accertamenti sul cucciolo di capodoglio ad opera dell’Istituto zooprofilattico siciliano in collaborazione con le università di Messina e di Padova. Il primo ritrovamento sulla costa siciliana dopo quello dell’ormai noto Siso di due anni fa, quando Isgrò accertò da solo come fosse morto il capodoglio spiaggiato a Milazzo (chiamato successivamente col soprannome di un caro amico di Isgrò, morto in un incidente subito dopo il ritrovamento dell’animale). E come fu per Siso, anche stavolta la necroscopia ha mostrato la plastica dentro al corpo del capodoglio. “Tantissima: buste, sacchi e reti - spiega ancora Isgrò - Così anche lo scheletro di questo cucciolo di femmina di capodoglio sarà preservato e presto fruibile in un museo. Forse proprio accanto a quello di Siso al MuMa, il museo del mare di Milazzo in fase di realizzazione all’interno del Castello e che dovrebbe essere aperto al pubblico la prossima estate". "Le indagini - dice Greenpeace - sono appena iniziate e non sappiamo ancora se sia morto a causa della plastica ingerita ma non possiamo certo far finta che non stia succedendo nulla". Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia dice: "Sono ben cinque i capodogli spiaggiati negli ultimi cinque mesi sulle coste italiane. Nello stomaco della femmina gravida ritrovata a marzo in Sardegna sono stati trovati addirittura 22 kg di plastica. Il mare ci sta inviando un grido di allarme, un SOS disperato. Bisogna intervenire subito per salvare le meravigliose creature che lo abitano". Greenpeace e The Blue Dream Project monitoreranno per tre settimane i livelli di inquinamento da plastica in mare, in particolare nel Mar Tirreno Centrale. Una spedizione di ricerca che si concluderà in Toscana l'8 giugno, in occasione della Giornata mondiale degli oceani.
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TITOLO: Le elezioni sotto la lente della psicologia: il voto "di reazione" e le ragioni dell'astensionismo
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OCCHIELLO: L'Ordine degli psicologi della Lombardia analizza i meccanismi profondi alla base delle scelte degli elettori
TESTO: Manca ormai una settimana alle elezioni europee, ma secondo i dati dell'ultimo Eurobarometro solo il 35% dei cittadini europei è sicuro di andare a votare, un terzo probabilmente non andrà, un terzo è tuttora indeciso. La psicologia offre diverse chiavi di lettura per comprendere gli elementi cognitivi, emotivi e socio-culturali che influenzano la decisione di esercitare o rinunciare al diritto-dovere di voto. Ed è per questo che l'Ordine degli psicologi della Lombardia ha preso in esame, nel corso di un recente convegno, i meccanismi profondi che influenzano la decisione di esercitare o rinunciare al diritto di voto. > TUTTI I SONDAGGI SUL VOTO UE
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TITOLO: Il vescovo di Mazara: "Rosario? Salvini non può dirsi cristiano"
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OCCHIELLO: Monsignor Mogavero: "Non possiamo più permettere che si appropri dei segni sacri della nostra fede per smerciare le proprie vedute disumane, antistoriche e diametralmente opposte al messaggio evangelico"
TESTO: "Non possiamo più stare zitti di fronte alle sparate di un ministro sempre più arrogante". Così il vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, dopo che Salvini ha esibito il rosario a un comizio. "Non possiamo più permettere che ci si appropri dei segni sacri della nostra fede per smerciare le proprie vedute disumane, antistoriche e diametralmente opposte al messaggio evangelico. Chi è con lui non può dirsi cristiano perché ha rinnegato il comandamento dell'amore" ha concluso Mogavero che stamane partecipa all'assemblea dei vescovi italiani a Roma.
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TITOLO: "La plastica sta uccidendo il mare". Greenpeace e Cnr insieme per monitorare il Tirreno
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OCCHIELLO: Sempre più tartarughe e capodogi trovati morti sulle spiagge italiane. E' salpato il progetto Blue Dream Project Biologi: mapperà l'inquinamento e stato di salute delle acque
TESTO: Per i membri di Greenpeace l'orizzonte verso cui veleggiare è chiaramente quello di un mare libero dalla plastica. E' proprio con questa speranza che un team di ambientalisti di Greenpeace, biologi e ricercatori del Cnr lo scorso weekend è salpato per un viaggio di più di tre settimane nel solo mar Tirreno con lo scopo di salvarlo, studiarlo e proteggerlo. Sono partiti a bordo di una imbarcazione costruita a mano da un italiano, Francesco Nanni, che dopo 15 anni vissuti nell'arcipelago caraibico delle Grenadine è tornato in Italia e ha messo le sue conoscenze a disposizione della scienza. Ha realizzato a mano, mese dopo mese, una barca a vela che oggi ha deciso di condividere con gli scienziati nel progetto che ha chiamato The Blue Dream Project: una missione per salvaguardare un mare soffocato fra plastica, cambiamento climatico e acidificazione degli oceani che portano anche le nostre acque italiane a contare sempre meno biodiversità. Fino all'8 giugno, giornata mondiale degli oceani, la nave messa a disposizione da Nanni accompagnerà i membri di Greenpeace e i ricercatori del Cnr lungo il Tirreno Centrale, da Porto Santo Stefano sino al litorale romano e ritorno. Durante i giorni in mare la spedizione di ricerca, grazie a una collaborazione stretta con dell’Università Politecnica delle Marche e dell’Istituto per lo studio degli Impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino (Cnr), raccoglierà campioni dell'acqua per analizzare la presenza di micro e nanoplastiche e per studiarne lo stato di salute. In particolare verranno effettuati campionamenti sulla presenza di microplastica nella colonna d’acqua, nei sedimenti e anche in organismi marini commerciali (invertebrati e pesci). Il viaggio sarà appunto l'occasione anche per monitorare i cetacei dell'area del Tirreno, animali al centro di una recente ricerca dell'Università degli Studi di Padova che ha analizzato i dati sullo spiaggiamento e sul problema plastica nei capodogli. Inoltre, raccontano da Greenpeace, sarà realizzato un report corredato da foto e video anche sullo stato di salute dei fondali marini del'area e degli organismi che vi risiedono: cercheranno di capire l'impatto delle attività umane, a partire dalle foci dei fiumi e delle aree portuali, nelle aree marine protetta come ad esempio il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, le Amp di Tavolara e Ventotene. Concluso il tour, i ricercatori forniranno così preziose indicazioni utili per proteggere una zona, quella del mar Tirreno, decisamente stressata dall'inquinamento plastico: nell'arcipelago, soltanto da maggio a settembre 2018, furono 1,8 le tonnellate di rifiuti raccolte. La maggior parte di questi rifiuti è costituita dalla plastica: la stessa che si trasforma per in un "killer" per capodogli e tartarughe marine.
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TITOLO: Torino, l'ira dal pulpito del parroco della Gran Madre contro la sindaca per l'ascensore rotto
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OCCHIELLO: L'accusa che strappa l'applauso dei fedeli: "Incapaci di far funzionare un chiosco". Dopo l'invettiva arriva la riparazione
TESTO: Il parroco della Gran Madre di Dio, una delle chiese simbolo di Torino, va all'attacco della sindaca. Lo ha fatto ieri mattina durante la messa grande della domenica: "Dobbiamo smetterla di fare queste figure. Se non posso far seguire la messa a disabili e anziani allora chiudo la chiesa. La prossima settimana metto un cartello con scritto che chiudeo a causa dell'ascensore guasto. L'amministrazione dovrebbe pensare di più a queste cose e meno agli eventi. Non sono in grado neanche di far funzionare un chiosco". E don Paolo Fini fa i nomi della sindaca Chiara Appendino e del vice Guido Montanari, strappando anche l'applauso dei fedeli.
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TITOLO: Assalto al gazebo della Lega a Lecce: in 8 identificati dalla Digos. "Legati ai centri sociali"
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OCCHIELLO: Per il raid in piazza Sant'Oronzo le telecamere hanno incastrato sei uomini e due donne appartenenti all'area antagonista: nel parapiglia è rimasta ferita una 17enne
TESTO: Sarebbero stati tutti identificati gli autori dell'assalto al gazebo della Lega avvenuto domenica 19 maggio nella centralissima piazza Sant'Oronzo a Lecce. Si tratterebbe di sei uomini e due donne appartenenti all'area dei centri sociali. Durante il raid la struttura è stata divelta e scaraventata per terra, sono stati strappati volantini e vessilli e nel parapiglia è rimasta contusa ad un occhio una ragazza di 17 anni che i medici hanno giudicato guaribile in otto giorni. Agenti della Digos sono riusciti ad identificare gli otto attraverso i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Dalla immagini si vede che il gruppo arriva in piazza da vicolo Dei Fedeli, raggiunge il gazebo dalla parte retrostante e coglie di sorpresa i militanti leghisti. La Digos ha inviato l'informativa al pm di turno del Tribunale di Lecce, Donatina Buffelli.
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TITOLO: Fondazione Merloni, Enrico Letta: "Il nostro impegno contro cambiamenti climatici e diseguaglianze sociali"
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OCCHIELLO: Il presidente del comitato scientifico indica tre concetti chiave: sostenibilità, umanesimo tecnologico, visione. Il 13 e 14 giugno, nell'ambito dell' Unesco Creative Cities Conference, due giorni di lavoro. Tra i temi la rinascita dell'Appennino e le ripercussioni del voto...
TESTO: Un lavoro di ricerca legato all'attualità della politica e dell'economia del Paese. Enrico Letta, presidente del comitato scientifico della Fondazione Merloni, ha presentato così il programma per il 2019. "Tre i concetti chiave: sostenibilità, umanesimo tecnologico, visione". E poi: "Attraverso il ricco programma di quest'anno metteremo a fuoco le questioni più cruciali: dall'impatto dei cambiamenti climatici sulla vita delle persone alle gravi e crescenti disuguaglianze sociali. Il tutto provando a bilanciare la dimensione locale e quella globale, la prossimità e i cambiamenti geopolitici in corso, suggerendo soluzioni il più possibile innovative e, appunto, sostenibili". E il presidente, Francesco Merloni, ha aggiunto: "Siamo orgogliosi di un'agenda di spessore come quella che si è prefissata il nostro comitato scientifico. Quest'anno per noi è fondamentale, essendo protagonisti di un evento straordinario come l'Unesco Creative Cities Conference di Fabriano, che porrà le Marche e l'Italia al centro del mondo per una settimana. Ringrazio tutte le persone che si stanno prodigando affinché la Fondazione possa svolgere un ruolo di rilievo all'interno di tale iniziativa, con l'auspicio di portare sempre più valore per i territori ai quali ci rivolgiamo con le nostre attività". La Fondazione Aristide Merloni "per lo sviluppo economico e sociale" nasce nel 1963 su iniziativa dell'imprenditore Aristide Merloni, con la volontà di sostenere la crescita dell'Appennino Marchigiano. A partire dalla metà degli anni '70, il suo ruolo si trasforma da promotore di attività economiche, in istituto di cultura e ricerca. Come ogni estate, il Comitato Scientifico si riunirà per fornire gli indirizzi culturali delle attività della Fondazione realizzati dal Consiglio Direttivo, con una programmazione triennale: quest'anno lo farà nell'ambito della Unesco Creative Cities Conference, il prossimo 13 e 14 giugno a Fabriano, nelle Marche. Nella giornata inaugurale di giovedì 13 giugno verranno presentati i progetti per la rinascita dell'Appennino colpito dal sisma sostenuti dal progetto "Save the Apps", con Francesco Merloni, Giuseppe De Rita, Maria Cristina Ferradini, Emanuele Iannetti, Alessandro Garrone, Ermete Realacci e Don Gianni Giacomelli. Nella stessa giornata si parlerà della ricostruzione dell'Aquila, con il sindaco Pierluigi Biondi, Guido Bertolaso e Gaetano Quagliarello, accompagnati dai rappresentanti del Gran Sasso Science Institute. La giornata del 14 giugno sarà invece dedicata alle sessioni di lavoro scientifico. A quello sui cambiamenti climatici parteciperanno Shiv Someshwar, direttore delle politiche sul clima delle Nazioni Unite, e Mauro Petriccione, Direttore Generale dell'azione sul clima della Commissione UE. Il secondo, invece, sarà dedicato alla presentazione dei risultati dell'indagine realizzata dal centro di ricerca Nomisma sulla comparazione tra l'economia dell'Emilia-Romagna e quella delle Marche, attraverso alcuni suggerimenti concreti per il rilancio di quest'ultima, in difficoltà negli ultimi anni a causa della disgregazione dei distretti industriali e dei deficit in formazione e innovazione. Chiuderà la giornata del 14 giugno uno speciale convegno pubblico con due ex presidenti del Consiglio come Enrico Letta e Romano Prodi, il presidente uscente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, il giornalista Ferruccio De Bortoli e l'economista Daniel Gros. Si confronteranno sui risultati delle elezioni europee e sulle conseguenze per gli equilibri all’interno delle istituzioni continentali.
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TITOLO: «Deborah ti sei difesa»Uccide il padre violento,la solidarietà in Rete
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OCCHIELLO: Roma, la mamma: mi picchiava, ma non volevo finisse così
TESTO: «Non doveva finire così». Antonia Carrassi non smette di piangere. Le lacrime continuano a rigarle il volto dall’alba di domenica mattina, quando il marito Lorenzo Sciacquatori è morto all’ospedale di Monterotondo e la figlia Deborah è stata accusata di aver ucciso il padre. «Lo sopportavo, prendevo le botte. Mi mandava a comprare le birre e quando tornavo mi picchiava ancora», ha raccontato la donna, ora blindata a casa delle cognate, dove la figlia — che ieri ha incontrato il fidanzato Matteo Di Livio — è invece ai domiciliari per omicidio volontario. Dall’altra parte della strada c’è la palazzina di edilizia popolare davanti alla quale Sciacquatori è stato colpito a morte dalla ragazza che voleva salvare proprio la madre e la nonna 74enne, non vedente, aggredite dal padre ormai fuori controllo per l’abuso di cocaina e alcolici. Sulla parete più grande spicca l’Erbario Urbano, un’opera di street art del writer sardo Tellas.
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TITOLO: L’ultimo abbraccio di Deborah: “Papà perdonami, non volevo”
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OCCHIELLO: Monterotondo, il racconto della ragazza che ha ucciso il padre violento per difendere la mamma e la nonna. “Ho preso il coltello per difesa: volevo solo che ci facesse andare via e che si calmasse”. Tornerà libera
TESTO: MONTEROTONDO (RM) - "Papà, papà. Perdonami, papà, non volevo. Non mi lasciare, papà, io ti voglio bene". Il padre che, piano piano, si spegne e lei che lo tiene tra le braccia nell'androne di una palazzo popolare a Monterotondo Scalo, alle porte di Roma. La dinamica ancora non è chiara. Non si sa se sia stato un pugno o una coltellata a uccidere Lorenzo Sciacquatori, 41 anni, disoccupato e con precedenti. Quello che si sa è che è stata sua figlia Deborah, 19 anni, e una brevissima vita vissuta diversamente da come dovrebbe essere alla sua età. È drammatico e sincero il verbale reso ai pubblici ministeri di Tivoli e ai carabinieri di Monterotondo che non hanno alcun dubbio sulla ricostruzione della giovanissima. Non ha cercato di scagionarsi, di alleggerire la sua posizione. Piange e non si dà pace Deborah per quello che è successo. Oggi, probabilmente, tornerà libera: era stata messa ai domiciliari domenica sera dopo il fatto con l'accusa di omicidio. Stamattina verranno formalizzate le contestazioni, probabilmente rimarrà solo l'eccesso colposo. E il procuratore Francesco Menditto e il pm Filippo Guerra nei prossimi giorni valuteranno se ci sono gli estremi per la legittima difesa: ma bisogna aspettare gli esiti dell'autopsia e di una serie di riscontri. Nel suo lungo racconto la studentessa modello che stava preparando la maturità, ha ripercorso quegli anni di violenza. Verso sua mamma Antonia, principalmente, ma anche verso di lei e verso la nonna paterna che abitava con loro. "Quando papà tornava a casa ubriaco, mi preoccupavo soprattutto per nonna, a maggior ragione da quando era stata operata, un mese fa. Tra di noi è la più fragile, ci vede male, non volevo che lui le facesse del male". E così è andata domenica, quando il padre, alle 5 del mattino, ha iniziato a tirare calci alla porta per entrare. Aveva passato la notte fuori, era ubriaco. "Se l'è presa con mamma. Urlava come un pazzo, ci insultava. Io ho preso nonna e ci siamo chiuse in una stanza per un po', aspettando che si calmasse". Ma l'uomo era fuori di sé. "A un certo punto, abbiamo deciso di andarcene. Io ero terrorizzata. Prima di uscire, per difendere mamma e nonna, ho afferrato un coltello dalla cucina. Non volevo ucciderlo, non volevo fargli del male. L'ho preso per difesa: volevo solo che ci facesse andare via e che si calmasse". Ma il padre non sentiva ragioni. Le ha seguite per le scale e, poi, di nuovo, nell'androne del palazzo ha iniziato a tirare pugni in faccia a mamma Antonia. Poi si è diretto verso la sua anziana madre e sua figlia. E a quel punto Deborah, boxeuse come lui, ha deciso di bloccarlo: "Non volevo facesse male a nonna, avevo paura che l'avrebbe ammazzata". Fatica la giovane a ricostruire i secondi successivi. C'è stata una colluttazione. Tutto quello che sa è che, pochi secondi dopo, si è accorta che il padre stava male. Lorenzo Sciacquatori si è accasciato a terra. Sua figlia ha cercato di soccorrerlo. Quando ha realizzato quello che stava accadendo, ha iniziato a piangere, gli ha chiesto perdono. Gli ha urlato che non voleva finisse così. E gli ha detto quello che provava, nonostante la vita alla quale lui l'aveva condannata sin da bambina. "Gli ho detto che gli volevo bene, che non volevo morisse. Che avevo bisogno di lui perché nonostante tutto lo amavo. Era imperfetto, ma era pur sempre mio padre". E quando sono arrivati i soccorsi, l'hanno trovata così: in lacrime, con il il volto di suo padre tra le mani.
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TITOLO: Berlusconi sfida la Meloni: "Ha paura di non arrivare alla soglia del 4%..."
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TESTO: In precedenza i 5Stelle esclusero sdegnosamente la partecipazione di Forza Italia al costituendo Governo, ora anche la leader di Fratelli d'Italia prende le distanze da quel Movimento Politico. Se mira a distrarre a proprio favore gli elettori di Forza Italia sbaglia obiettivo. Dovrebbe cercare di recuperare voti da quei milioni di aventi diritto che da troppo tempo si astengono, favorendo in tal modo l'attuale compagine governativa. Già commise l'errore, col suo mi candido-non mi candido, di favorire l'elezione dell'attuale Amministrazione di Roma, con tutte le conseguenze che purtroppo ha dovuto constatare. Credo che la situazione sarebbe stata ben diversa se avesse favorito la candidatura di Bertolaso, quello indagato e dopo anni prosciolto, come troppo spesso capita. Errare è umano ma perseverare. ..
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