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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 11 June 2019 AL GIORNO Tuesday 18 June 2019 SU: cronaca




TITOLO: Ballottaggi, la Lega conquista Ferrara. La bandiera del Carroccio copre quella di Regeni
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OCCHIELLO: Salvini: "Straordinaria vittoria dopo 70 anni". Il Pd perde una roccaforte, tiene a Reggio Emilia e Cesena. Anche Forlì alla destra. Partecipazione in calo del 15% rispetto al primo turno. Tutti i risultati
TESTO: • I CAPOLUOGHI Oltre a Ferrara, anche a Forlì è avanti il leghista Gian Luca Zattini, che sfidava la lista civica sostenuta dal Pd guidata da Giorgio Calderoni. A Reggio Emilia il sindaco uscente Luca Vecchi, Pd, si riconferma primo cittadino. Una consolazione per il Pd arriva anche a Cesena: il centrosinistra, con Enzo Lattuca, ha battuto lo sfidante Andrea Rossi. • I DATI IN TUTTI I COMUNI AL BALLOTTAGGIO Dario Mantovani si riconferma sindaco a Molinella, nel Bolognese, conquistando quasi 60% dei voti. A Modena i ballottaggi finiscono 3-1 per il Pd, che vince a Carpi, Castelfranco Emilia e Maranello, mentre la Lega conquista Mirandola. In provincia di Forlì-Cesena, Savignano sul Rubicone è della sinistra. Una lista civica scalza il Pd per una manciata di voti a Casalgrande. Nel Ferrarese la Lega s'impone a Copparo, ad Argenta è testa a testa tra Pd e Carroccio. • CROLLA L'AFFLUENZA È stata del 55,2%, in calo di ben 14,2 punti rispetto al primo turno di due settimane fa, l'affluenza ai ballottaggi nei tredici Comuni emiliano-romagnoli chiamati al voto per eleggere il sindaco. Reggio Emilia è stata la città dove si è votato meno, appena il 49,1%, in calo di oltre 18,3 punti rispetto al primo turno. Più alta l'affluenza a Ferrara (61,9%), dove comunque c'è stato un calo del 9,6%. A Forlì ha votato il 57% (-11,4%), a Cesena il 55,9% (-14,2).
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TITOLO: Bonaccini: "La Lega in Emilia non stappi lo champagne, sono pronto a sfidarla"
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OCCHIELLO: Il governatore dopo la vittoria del Carroccio a Ferrara. "Di cattivo gusto esporre la loro bandiera sullo striscione di Regeni".
TESTO: “Le sconfitte di Ferrara e Forlì bruciano, ma la Lega non stappi bottiglie di champagne e non canti vittoria: siano più umili, noi ce la batteremo”. Stefano Bonaccini, il governatore dem dell’Emilia Romagna che si ricandiderà alla guida della Regione, si dice pronto a dare battaglia. Bonaccini, quanto bruciano le sconfitte di Ferrara e Forlì? “Le sconfitte bruciano sempre, ma il voto dei cittadini va rispettato. Anche perché una volta in più in questa tornata elettorale, gli elettori hanno scelto e distinto: non si spiegherebbe diversamente perché a fronte di un netto successo della Lega alle Europee, nell’80% dei Comuni emiliano romagnoli vinca invece il centrosinistra, ribaltando completamente i pronostici e il voto della scheda del 26 maggio. Il voto europeo è per definizione politico mentre quello amministrativo registra situazione per situazione il giudizio sull’amministrazione uscente, la credibilità dei candidati. Devo dire che, per quanto nell’euforia della vittoria, ho trovato che esporre a Ferrara sopra lo striscione per Giulio Regeni la bandiera della Lega, sia stato di cattivissimo gusto e i leghisti chiedano scusa”. Lei si ricandida per il centrosinistra alla guida della Regione. Ma con la Lega che avanza in Emilia Romagna la sfida sarà difficile e tutta in salita. “Ho dato la mia disponibilità sapendo che la sfida è dura e che conteranno appunto il lavoro fatto e la qualità delle proposte, la capacità di aggregare forze e sensibilità. Non sottovaluto per niente la posta, ma raccomando prudenza alla Lega: la sera delle Europee hanno stappato bottiglie di champagne convinti di incassare il giorno dopo un cappotto alle amministrative. E poi hanno conquistato un Comune su cinque. Alle Regionali sarà dura per noi ma altrettanto dura per loro. Qualche settimana fa dissero che avrebbero vinto sicuramente anche a Modena, Reggio Emilia, Carpi, Cesena. E invece in quelle ha vinto, e bene, il centrosinistra. Così come da mesi annunciano che vinceranno alle regionali. Ogni giorno predico a me stesso umiltà. Se accettano un consiglio, facciano altrettanto”. Cosa la porta ad essere così ottimista? “Stiamo lavorando per dare risposte concrete al disagio sociale dei ceti medi e popolari, alla loro richiesta di sicurezze. A me questa pare la priorità, quindi l’occupazione con l’estensione dei diritti e la lotta al precariato. In questi anni abbiamo portato la disoccupazione dal 9 al 5,9%. Abbiamo siglato il Patto per il lavoro, di cui tutti adesso parlano, abbiamo rafforzato il welfare. La Lega non può vantare nulla di tutto questo. E non faremo ai nostri avversari il regalo di un Pd isolato. E’ vero che Salvini sta vincendo molto, e non lo sottovaluto, ci mancherebbe, ma con progetti forti noi possiamo prevalere”. Salvini vuole prendersi l’Emilia Romagna e così, dopo Lombardia, Veneto, Friuli, Piemonte, avrebbe tutto il Nord in mano? “Sicuramente, ed è legittima speranza. E noi proveremo ad impedirlo mettendo in campo persone e proposte più credibili. E anche questo è legittimo. Direi anzi indispensabile per chi come me, vorrebbe che l’Italia funzionasse di più come l’Emilia romagna e non viceversa. Aggiungo: quando la destra dice “la prenderemo” nasconde una natura culturale che a me piace poco. Una Regione non si prende perché appartiene a tutti. Al limite la si governa, se si è capaci”. Ma lei pensa a una coalizione aperta anche agli ex dem e a Pizzarotti? “Senza politicismi, penso a un fronte dai moderati alla sinistra che non vorrà stare nel Pd e anche ai civici, Pizzarotti e non solo. Del resto con un fronte ampio ho governato senza crisi. ” Immagina un dialogo anche con i 5Stelle? Di fatto alcune vittorie in questi ballottaggi sono frutto di appoggio degli elettori pentastellati e viceversa. “Davvero non vedo le condizioni per alleanze politiche. I 5Stelle sono nati in Emilia Romagna e qui hanno avuto grandi successi e schiaffi non banali. Molti dei loro elettori vengono da esperienze di sinistra perciò è a loro che dobbiamo rivolgerci”.
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TITOLO: Amiamo la musica. Per questo siamo umani
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OCCHIELLO: Esperimento sul cervello: l'ascolto di una melodia attiva la corteccia uditiva nell'uomo. Nulla di simile avviene nei macachi. Forse è per questo, suggerisce uno studio su Nature, che linguaggio e musica si sono evoluti con noi. E ci hanno reso una specie unica
TESTO: Non fate ascoltare Mozart a una scimmia. Se proprio volete mettergli un disco, sappiate che preferisce il suono della puntina che gratta. E se vi sembra strano che uno scienziato infili un macaco nella risonanza magnetica per vedere Mozart (o la puntina) che effetto gli fa, sappiate che alla Columbia University hanno svolto un esperimento decisivo. Facendo ascoltare musica a uomini e scimmie – suggeriscono i neuroscienziati – si può risalire infatti al segreto di ciò che ci rende umani. La musica, è una delle possibili risposte. Due degli autori dell’esperimento ci avevano anche scommesso su. Per Bevil Conway, neuroscienziato americano dei National Institutes of Health e artista, specializzato nella percezione del colore da parte del cervello, non si sarebbe notato proprio nulla, mettendo Mozart ai macachi. Il sistema visivo delle scimmie è molto simile al nostro. Vediamo il mondo allo stesso modo. Perché non dovremmo anche ascoltarlo in maniera simile? Sam Norman-Haignere, oltre che neuroscienziato alla Columbia, è anche un appassionato musicista. Lui era sicuro che di fronte a un brano musicale la reazione sarebbe stata diversa. E scommise che questa differenza sarebbe apparsa nitidamente nel cervello delle scimmie. Oggi la vittoria è andata a lui. Ma entrambi i colleghi possono festeggiare la pubblicazione di un importante articolo sulla rivista Nature Neuroscience. La questione ruota attorno al concetto di intonazione o melodia. Le parole sussurrate non ne hanno per nulla. Una canzone si situa all’estremo opposto. In mezzo c’è il nostro normale modo di parlare, che può essere più o meno intonato a seconda delle circostanze. Anche i macachi ai loro richiami possono aggiungere piccole dosi di musicalità. Ma questo avviene probabilmente per caso, non perché risultino più graditi. Quando si va a osservare la reazione del cervello con la risonanza magnetica, infatti, le scimmie dimostrano di non fare differenza fra suoni sgraziati o melodiosi. Semmai, hanno una leggera preferenza per i richiami privi di intonazione. Nell’uomo, al contrario, più il suono si avvicina alla musica, più attiva in modo esteso la corteccia uditiva, che si trova all’altezza delle tempie. “Questo suggerisce che l’apprezzamento per la melodia ha forse modellato la struttura del cervello umano” spiega Conway. Uomini e macachi, nel cammino dell’evoluzione, si sono salutati circa 25 milioni di anni fa. Il primo strumento musicale mai ritrovato dagli archeologi è un flauto d’osso di 35mila anni. La prima domanda che si fecero i suoi scopritori è perché mai un primitivo che viveva in una grotta al freddo e al buio sentisse il bisogno di suonare. La risposta ce la danno oggi i macachi che non amano Mozart. Forse musica e parola, insieme, fanno parte da sempre del nostro modo di essere umani.
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TITOLO: M5S verso l'accordo con Nigel Farage in Europa
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OCCHIELLO: La trattativa in fase avanzata con il Brexit Party, dopo i no di Verdi e Liberali: i due partiti convivevano già nella scorsa legislatura.
TESTO: Sarebbe vicinissimo l'accordo tra il M5S e il Brexit Party di Nigel Farage, grande vincitore alle recenti elezioni europee con il 31,6% delle preferenze. Obiettivo, tornare a sedere nel gruppo Efdd, quello in cui i 5 Stelle e il partito di Farage convivevano nella scorsa eurolegislatura. Lo scrive l’Adn Kronos. Un'opzione, questa, tutt'altro che scontata per il partito britannico che ha preso il posto dell'Ukip, visto che c'erano molte voci sulla possibile fuoriuscita del partito di Farage, che rappresenta un grosso boccone grazie ai suoi 29 seggi e i gruppi sovranisti e conservatori pronti ad accoglierlo a braccia aperte. Ma nei giorni scorsi è stato lo stesso Farage a prendere le distanze, ad esempio, dalla Lega, con un "noi siamo più centristi". L'Efdd, a ben guardare, non ha i numeri per fare gruppo in Europa - occorrono almeno 25 eletti ma di ben 7 Paesi diversi - ma è probabile che alla fine si peschi dai gruppo dei 'non iscritti' e degli 'others' per risolvere la questione. Nei 5 Stelle la linea ufficiale mette a tacere le voci prima di chiudere definitivamente: "abbiamo tante opzioni sul tavolo", viene assicurato. Ma in realtà la stretta di mano con Farage sarebbe a un passo. Oltretutto per il Movimento - fallito il tentativo di un gruppo nuovo ed autonomo, dopo avere trattato senza successo con i Verdi e i liberali - tolta l'opzione Efdd sarebbe alto il rischio di finire tra i non iscritti, con tutte le conseguenze del caso, ovvero meno risorse economiche e nessun 'peso' in Europa. Nei mesi scorsi, a quanto si apprende, ci sarebbe stato anche qualche abboccamento con il Ppe, poi naufragato. Finito in un vicolo cieco anche il sondaggio con i conservatori di Ecr. Quella con Farage sembra la soluzione a portata di mano anche se con un ma di non poco conto. Ovvero lo spettro della Brexit, che, salvo nuovi rinvii, porterebbe il Brexit Party fuori da Strasburgo il 31 ottobre. Chiudere ora con Farage consentirebbe tuttavia al M5S di uscire dalle secche e riprendere fiato. Una soluzione tampone di non poco conto. Il matrimonio tra Farage e i 5 Stelle è stato, nella scorsa eurolegislatura, piuttosto travagliato. Partito con non poche difficoltà a causa dello scetticismo degli eletti nelle file del Movimento verso l'euroscettico Ukip, ha alle spalle persino un tentativo di divorzio fallito miseramente. Nel gennaio 2017 il blog di Grillo, a sorpresa, lanciò una votazione online chiedendo alla base se lasciare o meno l'Efdd, dove il M5S conviveva con Farage, per entrare nell'Alde. Il 78,5% dei votanti disse sì, favorevole a mollare l'Ukip e a dire addio all'Efdd. Ma il capogruppo dell'Alde, l'ex premier belga Guy Verhofstadt, disse no all'alleanza, voltando le spalle al M5S costretto a restare nell'Efdd. Che oggi sembra essersi trasformato in un'ancora di salvezza per il Movimento, con Farage pronto a cancellare le tensioni del passato per tornare a convivere insieme in Europa. Brexit permettendo.
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TITOLO: Ricerca: scoperte nell'ipotalamo le tracce della memoria
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OCCHIELLO: E' opinione corrente che queste tracce di memoria si formino e si preservino in nuclei cerebrali superiori, mentre oggi prende forma l'ipotesi che nella formazione della memoria siano coinvolte anche strutture "antiche" e altamente conservate nell'evoluzione del cervello
TESTO: Rappresentazioni di memoria emotiva, o engrammi (cioè tracce di memoria immagazzinate nel cervello) come la paura, sono fondamentali per la sopravvivenza: consentono infatti sia agli animali che all'uomo di percepire, valutare e rispondere alle situazioni pericolose in modo appropriato. E' opinione corrente che queste tracce di memoria si formino e si preservino in nuclei cerebrali superiori, mentre oggi prende forma l'ipotesi che nella formazione della memoria siano coinvolte anche strutture "antiche" e altamente conservate nell'evoluzione del cervello, come l'ipotalamo. E' quanto dimostra lo studio pubblicato su "Neuron" da un team di ricerca internazionale (che riunisce Spagna, Germania, Francia e Italia) e interdisciplinare guidato dal professor Mazahir T. Hasan, membro della fondazione scientifica basca Ikerbasque, e a cui ha partecipato tra gli altri Ilaria Bertocchi, ricercatrice del NICO, Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi - Università di Torino. "Questa scoperta - si sottolinea - può rappresentare una svolta nelle neuroscienze: implica infatti uno scostamento dal dogma principale che sostiene come la memoria associata a un contesto si formi principalmente nell'ippocampo, per essere poi "trasferita" e immagazzinata nella corteccia. Una visione che sottovaluta l'importanza di altre strutture cerebrali più antiche dal punto di vista evolutivo, come l'ipotalamo, anch'esso capace di riorganizzare in modo dinamico i propri circuiti per consentire la formazione e l'immagazzinamento della memoria. La comprensione anatomica e funzionale dei circuiti che sottendono la memoria della paura favorisce lo sviluppo e l'utilizzo di strategie innovative per trattare disordini psichiatrici in continuo aumento nella società odierna, come l'ansia generalizzata e il disturbo da stress post-traumatico (PTSD), in cui la paura si trasforma da grande risorsa per la sopravvivenza a fenomeno patologico". Grazie a una nuova metodologia genetica, i ricercatori hanno potuto evidenziare e manipolare in modo selettivo i neuroni ipotalamici che producono ossitocina - un neuropeptide cruciale nel controllo delle emozioni e di svariate funzioni fisiologiche - e che vengono reclutati durante l'apprendimento, la formazione e il richiamo della memoria della paura associata al contesto. Queste cellule contattano il nucleo dell'amigdala, che ha un ruolo chiave nell'espressione della paura. Opportunamente marcate, sono state rese capaci di esprimere proteine in grado di attivare l'attività neuronale se stimolate con la luce attraverso fibre ottiche (optogenetica) o di reprimerne l'attività se innescate da particolari sostanze chimiche di origine sintetica (chemogenetica). In particolare si è osservato come, in ratti che associano correttamente una memoria negativa a un particolare contesto - e che quindi reagiscono con immobilità o "freezing" (la tipica risposta alla paura di quando ci si trova in un ambiente potenzialmente pericoloso dal quale è impossibile scappare) - l'attivazione dei neuroni ipotalamici a ossitocina individuati in precedenza dagli sperimentatori induce l'animale a riprendere a muoversi normalmente esplorando l'ambiente. Effettuando la manipolazione opposta si è scoperto, inoltre, che lo stesso circuito è necessario per favorire un processo noto come "estinzione" della paura, "fondamentale per la flessibilità cognitiva".
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TITOLO: Donna uccisa in casa con un coltello da sub, altri due uomini feriti gravi
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OCCHIELLO: La tragedia nel sabato pomeriggio in una abitazione a Montegaldella La tragedia nel pomeriggio in una abitazione di via Vespucci a Montegaldella
TESTO: Tragedia questo pomeriggio in via Vespucci a Montegaldella (Vicenza). Una 43enne vicentina è stata accoltellata a morte dal suo ex convivente di 38. Mentre una terza persona, un amico, è rimasto ferito nel parapiglia. Stando ad una primissima ricostruzione fatta dai carabinieri intervenuti sul posto, la donna si era data appuntamento con l’ex convivente con cui si era lasciata all’inizio di maggio per restituirgli i suoi oggetti. Con la donna anche un amico. L’ex compagno, un 38enne vicentino, prima ha sferrato due coltellate all’uomo, poi si è accanito sulla donna, assestandogli almeno dieci fendenti. Uccidendola senza lasciale scampo. Quindi l’aggressore ha rivolto il coltello contro se stesso. È in gravi condizioni ed è stato trasferito in elicottero all’ospedale di Padova. Preoccupanti anche le condizioni dell’amico della donna, portato in ospedale a Vicenza.
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TITOLO: Palermo, il caso Dell'Aria investe il ministro Bussetti. La sinistra: "Ha mentito"
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OCCHIELLO: Dopo che "Repubblica" ha rivelato che l'ispezione per il video su Salvini e le leggi razziali fu innescata da un'email da Roma, Pd e Sinistra italiana attaccano il titolare dell'Istruzione
TESTO: Chiama in causa il ministro dell'Istruzione anche Nicola Fratoianni, di Sinistra italiana: "Veniamo a sapere dalle ultime notizie giornalistiche del quotidiano La Repubblica - dice - che a sollecitare e a chiedere spiegazioni all'Ufficio scolastico regionale della Sicilia, che ha portato poi alla surreale sospensione della professoressa di Palermo, sarebbero stati gli uffici dello stesso ministro Bussetti. Quindi il ministro dell'Istruzione leghista avrebbe mentito in Parlamento quando ha negato ogni coinvolgimento del Miur della vicenda scaturita da una segnalazione di un esponente neofascista al ministero di viale Trastevere. Ancora una volta - attacca Fratoianni - si conferma l'inattendibilità di questo ministro, tenendo presente che anche l'annunciata e sbandierata 'conciliazione tra le parti' pare che sia rimasta una chiacchera, tanto che ora l'assurda punizione della docente arriverà in tribunale. La scuola italiana - conclude l'esponente di Sinistra italiana - non si merita certo un ministro così". Agli attacchi replica con una nota l'ufficio stampa del ministero dell'Istruzione, affermando che il ministro Bussetti "non è stato interessato né nell'avvio né nella conclusione dell'iter" del procedimento disciplinare nei confronti della professoressa Dell'Aria. Non ci sono stati né diktat né pressioni da Roma", si sostiene, ma partì dal dicastero "una semplice richiesta di informazioni al competente Ufficio territoriale da parte dell'ufficio stampa del Miur, tesa ad approfondire un caso emerso sui social. Una richiesta del tutto simile alle molte che vengono fatte ogni giorno agli uffici periferici del ministero per poter verificare fatti, segnalazioni e notizie che pervengono al Miur e rispetto ai quali la stessa stampa richiede una posizione o una dichiarazione del ministro". "Non fu mai chiesta un'ispezione, cosa peraltro impossibile - sostiene l'ufficio stampa di Bussetti - con una semplice email dell'ufficio stampa, che non ha competenze in materia disciplinare. Non furono chiesti interventi specifici. Ma informazioni. Arrivate qualche giorno dopo, il 31 gennaio, sotto forma di relazione e rispetto alla quale, come è possibile evincere dagli archivi dei comunicati stampa, nonchè dai profili social del ministro, non ci fu alcuna dichiarazione pubblica o richiesta palese di intervento".
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TITOLO: Tragedia di Pavone, l'autopsia riapre il caso: il tabaccaio ha sparato al ladro dal balcone, colpendolo alle spalle
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OCCHIELLO: L'analisi sul cadavere conferma i sospetti degli investigatori: non ci sarebbe stata la colluttazione raccontata dal negoziante, che avrebbe fatto fuoco dall'alto verso il basso
TESTO: A costare la vita a IonStavila è stato un solo colpo al cuore. Sul petto del giovane il medico legale ha trovato un foro d'entrata e uno di uscita. Un colpo preciso che ha raggiunto la parte destra del cuore e che - come spiegano dalla Procura - consente al ferito di compiere qualche passo prima di morire. Di conseguenza, il ventiquattrenne potrebbe essere stato raggiunto dalla pallottola in un punto diverso rispetto a quello dove è stato trovato cadavere. Iachi Bonvin per ora ha scelto il silenzio, preferendo non farsi interrogare dal procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando che lo ha indagato per eccesso colposo di legittima difesa. La ricostruzione confermata dall'autopsia cambia di molto la ricostruzione di quella notte. Intanto dalla procura è arrivato il nulla osta per il funerale di Stavila. Ieri è arrivata la sorella che lavora come badante in Puglia per riconoscere ufficialmente il corpo. Il fratello le aveva racconato di essere venuto in Piemonte per lavorare come autista.
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TITOLO: Frosinone, ruba un Hoverboard in autogril: arrestata la moglie di Gianni Nazzaro
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OCCHIELLO: Il furto nell'area di servizio Macchia Ovest. Nada Ovcina, 77 anni, compagna storica del cantante napoletano, nel 2007 fu fermata a Napoli dopo aver sottratto dei vestiti nella boutique di Gucci
TESTO: Arrestata dalla polizia stradale di Frosinone, con l'accusa di aver rubato uno skate elettrico durante una sosta in autogrill, la moglie del cantante napoletano Gianni Nazzaro. Gli investigatori, su ordine del gip del locale Tribunale, hanno messo la 77enne Nada Ovcina ai domiciliari. La donna, che è anche manager dell'artista, avrebbe compiuto il furto il 3 maggio scorso all'interno dell'area di servizio La Macchia Ovest, nel Comune di Anagni. Avrebbe rubato un Hoverboard della Ducati Corse, un articolo in edizione limitata, esposto all'interno dell'Autogrill e del valore di circa 200 Euro. Riuscendo a non far scattare i dispositivi antitaccheggio, una volta all'esterno la 77enne è stata immortalata dalle telecamere mentre saliva su un'auto con due uomini a bordo che l'attendevano nel parcheggio, il figlio e il marito, e a quel punto i tre avevano poi ripreso il viaggio in autostrada in direzione sud, per recarsi in Puglia dove era fissata un'esibizione di Nazzaro.
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TITOLO: “Così morì Martina, fuggendo da una aggressione sessuale”
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OCCHIELLO: Le motivazioni della sentenza sulla morte della studentessa genovese a Palma di Maiorca: “I due imputati, giovani senza scrupoli, continuarono a divertirsi dopo che la studentessa cadde dal balcone”
TESTO: I fatti uno in fila all’altro, brutali, drammatici. Primo: “Martina Rossi non si è tolta volontariamente i pantaloncini che indossava”. Secondo: “Qualcuno deve averle tolto i pantaloncini, contro la sua volontà, manifestata apertamente, quindi con violenza”. Terzo: “Nella camera c’erano soltanto Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi”. Quarto: “A siffatta violenza, Martina Rossi non è rimasta inerme, ma ha cercato di reagire con forza”. Quinto e ultimo punto: “La ragazza, dopo essersi opposta alla violenza, graffiando il collo dell’imputato Albertoni, era riuscita a fuggire dai due aggressori dirigendosi verso il balcone aperto della camera e poi, oltrepassando il muretto divisorio verso il terrazzino della camera a destra, nello sporgersi dalla ringhiera o nello scavalcarla, era così caduta nel vuoto”. Questo accadde all’alba del 3 agosto 2011, nell’hotel Santa Ana di Palma di Maiorca. Così morì Martina Rossi, brillante studentessa di Architettura al Politecnico di Milano, figlia del camallo Bruno e di Franca Murialdo, all’epoca 20enne. Non fu un suicidio, come avevano stabilito in fretta e furia le autorità spagnole. Verdetto mai accettato dai genitori di Martina, che avevano fatto riaprire le indagini alla polizia di Genova. Fu la disperazione, lo schock e il tentativo di fuga dai propri aggressori che causarono la caduta dal sesto piano dell’hotel, dalla stanza 609. Il giudice Angela Avila, in 113 pagine complete ed esaustive spiega perché il tribunale di Arezzo lo scorso 12 dicembre ha condannato a sei anni i due ragazzi di Castiglion Fibocchi, Albertoni e Vanneschi, per violenza sessuale e morte come conseguenza di altro reato. Come aveva richiesto il pubblico ministero Roberto Rossi. Il deposito delle motivazioni è arrivato ieri mattina, dopo una proroga perché nel frattempo allo stesso giudice è stato dato un altro incarico. E adesso per i legali dei genitori di Martina, Stefano Savi di Genova e Luca Fanfani di Arezzo, è una corsa contro il tempo. Sul processo di appello incombe il rischio di prescrizione. È vero però che per Bruno e Franca davvero imprescindibile era fissare una verità, smontare una volta per tutti quella ricostruzione dei fatti, che aggiungeva soltanto dolore al dolore. E dunque il tribunale di Arezzo spiega. Demolisce tutti i punti forti delle difese, che avevano insistito tanto sulla dinamica dei fatti quanto sulla psicologia di Martina. Non poteva “aver preso la rincorsa”, la 20enne genovese, per buttarsi dal sesto piano. Perché la caduta è stata verticale, a candela. Compatibile con lo scivolamento nel tentativo di raggiungere il terrazzino della stanza a fianco, da parte di una persona a piedi nudi e senza occhiali da vista che abitualmente portava. Per quanto riguarda invece gli attacchi, durissimi, alla personalità di Martina da parte dei legali e dei consulenti tecnici delle difese, il tribunale non si sottrae e ribatte colpo su colpo. È vero, in passato Martina aveva superato con grandi difficoltà una delusione di amore e aveva manifestato il suo dolore con gesti che avevano fatto preoccupare i suoi genitori. Per questo era stata seguita da medici specializzati. Ma la ragazza aveva smesso “il trattamento farmacologico da circa due anni rispetto alla data del decesso”. Soprattutto, a detta dei suoi medici, dei suoi genitori, di tutte le sue amiche, nessuna esclusa, dopo essersi trasferita a Milano Martina “stava bene. Era una persona stabile, solida, più matura, più sicura e soprattutto ‘proiettata sul futuro’, circostanza di fondamentale rilievo perché in contrapposizione con il pensiero suicidario”. Il peso di quanto dichiarato dall’inserviente dell’hotel Francisca Puga, ritenuta una testimone chiave della difesa e sentita tre volte in Spagna, viene notevolmente ridimensionato. Per lei si trattava di un suicidio, ma il tribunale scrive che “era a distanza, in posizione laterale, con una angolo visuale ridotto e la prospettiva falsata”. Anzi, il tribunale di Arezzo non può fare a meno di notare come la stessa polizia sembra fare pressione alla Puga dopo una parziale retromarcia della donna di fronte al magistrato spagnolo: “Parrebbe che i poliziotti - così facendo, senza garanzie di legge - sollecitino la testimone a confessare di aver fatto una falsa testimonianza al giudice”. Impossibile, spiega il tribunale, concedere le attenuanti generiche ad Albertoni e Vanneschi. E qui si apre la parte forse più dolorosa delle motivazioni, che ricostruisce il comportamento dei due dopo la morte di Martina. La “messinscena”, il tentativo di far passare la ragazza genovese per una pazza con problemi di cuore che prima tenta di aggredire gli aretini e poi si butta dalla finestra. Gli incontri prima di essere convocati in Questura a Genova per “concordare” quel che bisognava dire. L’esultanza, sbirciando il fascicolo di indagine, nell’apprendere che “non c’è traccia di violenza sessuale”. I post su Facebook in cui i due esaltavano la vacanza spagnola (“Abbiamo lasciato il segno! !”), proseguita “come se nulla fosse accaduto, senza scrupoli, indifferenti, spensierati, e continuando a divertirsi”.
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TITOLO: Vertice Conte e vicepremier. Salvini: "Il governo va avanti". Di Maio: "Priorità abbassare le tasse"
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OCCHIELLO: Sul tavolo le nomine in Ue e il rimpasto. Ma anche i temi dell'agenda di governo. Di Maio: "Mi aspetto sì della Lega su salario minimo". Il premier prima vedrà Manfred Weber, presidente del gruppo Ppe all'Europarlamento
TESTO: "Tutto bene" al vertice. "Il governo va avanti? Mai avuto dubbi. Obiettivo comune è evitare l'infrazione garantendo la crescita, il diritto al lavoro e il taglio delle tasse. Non ci sarà nessuna manovra correttiva e nessun aumento di tasse". Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini intercettato dai cronisti dopo il vertice con Luigi Di Maio e il premier Giuseppe Conte mentre, in auto, tornava verso la sua residenza romana. "Al vertice - ha ribadito il vicepremier Luigi Di Maio - un clima positivo di chi vuole lavorare al massimo per l'Italia. Il primo obiettivo e la priorità in questo momento è abbassare le tasse e lavoreremo per questo". Il vertice, il primo dopo le Europee, è durato due ore. Palazzo Chigi ha fatto sapere che nell'incontro è stato concordato di accelerare sul salario minimo. Quindi, in una nota ha precisato che dopo la riunione tra premier e vicepremier "sarà necessario un incontro con i tecnici del Mef e il ministro Tria per mettere a punto una strategia da adottare nell'interlocuzione con l'Europa, volta ad evitare una procedura di infrazione per il nostro Paese, e per impostare una manovra economica condivisa". Il presidente Conte e i vicepresidenti Di Maio e Salvini torneranno a riunirsi nei prossimi giorni per completare il piano di azione da perseguire sino alla fine della legislatura.
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TITOLO: Migranti Bologna, protesta davanti all'hub di via Mattei: "Stop ai pullman". Il sindaco: "Tensione voluta da Salvini"
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OCCHIELLO: Il centro sarà svuotato e chiuso. Una decisione presa dalla Prefettura senza preavviso: "Riaprirà dopo l'estate". Merola: "Si doveva gestire diversamente". Manifestanti in cerca di dare soluzioni alternative alla partenza: appello per posti letto. Cinquanta ospiti già usciti....
TESTO: Ieri la giunta - tramite l’assessore al welfare Giuliano Barigazzi - aveva chiesto alla Prefettura di riaprire un tavolo di confronto istituzionale e in tutta risposta palazzo Caprara ha dato il via ai trasferimenti. Ieri i primi - donne e famiglie - e oggi pomeriggio arriveranno i pullman per trasportare tutti gli altri in Sicilia, dopodiché il centro sarà chiuso. Il prefetto Patrizia Impresa oggi dice che il sindaco era informato: "Ho parlato più volte con il sindaco direttamente anche con lo stesso assessore Barigazzi. Devo dire che non ho avuto obiezioni". Ribatte Barigazzi: la decisione di chiudere l'hub "è stata assunta dal ministero dell'Interno senza alcuna consultazione preventiva. Sono costretto a mettere in fila i tempi di alcune comunicazioni: venerdì pomeriggio, di fronte alle voci che circolavano di una eventuale chiusura dell'hub, ho telefonato al prefetto per avere conferma. In serata, il prefetto ha quindi messo al corrente il sindaco". Come Comune, precisa l'assessore, "non abbiamo mai dichiarato di non essere stati informati. Piuttosto l'obiezione è stata sulla mancata concertazione e sul fatto che una simile decisione è stata assunta dal ministero dell'interno senza alcuna consultazione preventiva".
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TITOLO: "Patto per la scienza": al via la 'task force' per combattere le 'fake news' in medicina
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OCCHIELLO: Assistenza legale gratuita per chi è stato ingannato dai ciarlatani, formazione nelle scuole, lotta ai 'dr. Google' e gruppi di controllo regionali. Alla guida dell'associazione lanciata dal virologo Burioni un prof di Pisa
TESTO: Accanto a questi gruppi tematici, ce ne sono altri trasversali. "Ci sarà chi segue i rapporti con i giornalisti, perché è importante che l'Ordine sanzioni gli iscritti che divulgano informazioni false - aggiunge Lopalco - Abbiamo inoltre nel nostro team avvocati che seguiranno pro bono le vittime di inganni. Potremmo anche costituirci parte civile in eventuali processi. Infine, attività fondamentale, sarà promuovere la corretta informazione scientifica nelle scuole. Sono sempre di più, i giovanissimi che si appellano a inaffidabili 'dr. Google' incontrati in rete". Ma non è finita qui. Il prossimo passo sarà creare dei gruppi regionali: "Vorremmo che ci fosse un presidio capillare dell'associazione sui vari territori, in modo da monitorare da vicino le eventuali bufale e difendere la scienza" conclude Lopalco.
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TITOLO: Pavone Canavese, duemila alla fiaccolata del tabaccaio : "Io sto con Iachi"
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TESTO: La manifestazione è presente anche il sindaco di Ivrea, Stfano Sertoli. "E una tragedia che colpisce l'intera comunità. Sono qui a titolo personale perché conosco il signor Iachi e la sua famiglia, la mia è una presenza personale non istituzionale". "Mi è difficile credere conoscendo la persona, purtroppo sono situazioni in cui penso non ci di dovrebbe mai trovare", ha aggiunto a chi gli domandava cosa pensa del fatto che secondo alcune indiscrezioni il tabaccaio potrebbe aver sparato dal balcone, quindi senza nessuna colluttazione con i ladri. "Le indagini stanno facendo il loro corso, la dinamica è ancora da chiarire, comunque sia andata è una tragedia per due famiglie". "Oltre che amministratore sono anche commerciante, quindi mi sento doppiamente toccato". Così il vice presidente del Consiglio comunale di Chivasso, Matteo Doria, che come numerosi altri rappresentanti istituzionali è sceso in piazza a titolo personale per manifestare solidarietà al tabaccaio che nella notte tra giovedì e venerdì ha sparato e ucciso uno dei tre ladri che stavano rubando nella sua tabaccheria. "Io credo che non ci debba essere il far West ma per evitare fatti come questo sono necessarie certezza della pena e più prevenzione attraverso un maggior investimento di risorse".
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TITOLO: Samantha Cristoforetti, dallo spazio agli abissi
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OCCHIELLO: L'astronauta italiana dell'Esa è a capo della missione della Nasa sui fondali dell'Oceano Atlantico, la Neemo 23
TESTO: ROMA - Nuova missione per Samantha Cristoforetti ma, questa volta, l'astronauta italiana dell'Esa abbandona la tuta spaziale per indossare una sofisticata attrezzatura subacquea. La Cristoforetti è infatti comandante della missione internazionale di ricerca ed esplorazione di 10 giorni che si tiene questo mese sui fondali dell'Oceano Atlantico. Cristoforetti guida la spedizione Neemo 23 - Nasa Extreme Environment Mission Operations - della Nasa che vede impegnata una squadra di quattro acquanauti che vivono e lavorano nell'unica stazione di ricerca sottomarina al mondo, Aquarius. Installata a quasi 19 metri sotto l'oceano Atlantico, vicino a Key Largo in Florida, negli Stati Uniti d'America, "Aquarius è un ambiente ideale per test in vista di future missioni sulla Luna e su Marte, per simulare passeggiate spaziali e per portare avanti studi di scienza marina sotto la guida del Dipartimento di Scienze Marine dell'Università Internazionale della Florida", spiega l'Esa. Gli acquanauti saranno in saturazione per la durata della missione ed eseguiranno giornalmente escursioni di quattro ore sul fondale marino indossando caschi da sub. Samantha, ufficiale pilota dell'Aeronautica Militare Italiana, entra nella squadra di Neemo a quattro anni dalla sua prima missione di sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, la missione "Futura" realizzata dal 23 novembre 2014 all'11 giugno 2015. "Non succede tutti i giorni di poter vivere 10 giorni sott'acqua, dove si trovano flora e fauna marina incredibilmente ricche. Neemo offre letteralmente l'opportunità di tuffarsi di nuovo in un ambiente operativo", spiega Cristoforetti che trascorrerà negli abissi dell'oceano 10 giorni con comandante di una sqadra di quattro astronauti. "Per molti versi - conclude l'astronauta italiana - Aquarius funziona come la Stazione Spaziale, con procedure definite, ruoli e scadenze fisse. Non vedo l'ora di provare di nuovo quella sensazione e di imparare dai miei compagni di squadra che portano una grande dose di esperienza nella ricerca marina". Oltre a Samantha Cristoforetti, l'equipaggio Neemo 23 comprende la candidata astronauta Jessica Watkins, gli storici ricercatori marini Shirley Pomponi e Csilla Ari D'Agostino, e due tecnici professionisti dell'habitat, Mark Hulsbeck e Thomas Horn. L'equipaggio della missione negli abissi sarà supportato da una squadra a terra composta da esperti Nasa ed Esa che guideranno il team attraverso le operazioni a bordo e le passeggiate nello spazio sottomarino come farebbero sulla Iss. In particolare, il personale di supporto dell'Esa comprende l'istruttore di uscite extraveicolari e membro dell'equipaggio Neemo 19, Hervé Stevenin, la tirocinante Dorota Budzyn e l'ingegnere di supporto per astronauti Romain Charles. Hervé e Romain sono due dei quattro comunicatori specializzati - conosciuti come capcoms - assegnati alla missione e condivideranno la responsabilità dell'interazione con i membri dell'equipaggio Neemo dal centro supporto missione, con due colleghi della Nasa. L'Esa è entrata a far parte delle missioni Neemo nel 2012 e, ad oggi, ha partecipato ad otto spedizioni Aquarius e precedenti membri dell'equipaggio sono stati gli astronauti Tim Peake, Andreas Mogensen, Thomas Pesquet, Matthias Maurer e l'italiano Luca Parmitano.
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TITOLO: Biella, la vita contro di don Andrea: vicino agli ultimi e nemico dei preti pedofili
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OCCHIELLO: Don Giordano, 60 anni, sacerdote e padre di tre figli adulti, continua a esercitare l'attività di geometra. "Faccio il tappabuchi nella diocesi e presento denunce"
TESTO: E’ sempre controcorrente la vita di don Andrea Giordano, 60 anni, sacerdote, padre, geometra e, per certi versi, pure barista. Nel 2016 fu sospeso per sei mesi dal servizio sacerdotale dall’allora vescovo di Biella, Gabriele Mana, ma da allora nulla è cambiato nella vita di quest’uomo singolare, che combatte per una Chiesa vicina agli ultimi e che allontani dal proprio interno figure responsabili di comportamenti negativi. La sua sospensione avvenne infatti soprattutto a causa di una polemica legata alla presenza, nel Triverese, di un anziano sacerdote condannato in Brasile per episodi di abusi sessuali. All’epoca don Giordano scriveva sul suo blog “chiesacontrocorrente” lettere di fuoco che ovviamente non piacquero ai vertici della diocesi biellese. “Non è stato l’unico caso - spiega don Andrea -. Anni fa presentai in procura la segnalazione di diversi ragazzi, che su Facebook, ricordavano tra di loro i comportamenti equivoci di un sacerdote durante dei campi estivi. Le autorità mi dissero che gli episodi si riferivano a diversi anni prima e tutto era ormai prescritto”. “Credo in una Chiesa che difenda i più deboli, che non faccia politica e che aiuti il prossimo attraverso la fede. Da questo punto di vista da Papa Francesco mi aspettavo più spiritualità e meno attenzione alla vita sociale e politica ” aggiunge don Andrea Giordano, dal suo studio professionale, proprio sopra il bar dei suoi ragazzi. “Ricevo segnalazioni, lettere anonime e informazioni. Io mi consiglio con un sacerdote anziano sul da farsi. Spesso sono combattuto: lasciare perdere o rivolgermi alle autorità. E come? Così finisco per scrivere. Una volta si presentò la Polizia di Stato. Io dissi: quello che so l’ho scritto. Le indagini fatele voi, adesso” aggiunge, amaramente. “Non ho più avuto loro notizie” conclude, infatti, il sacerdote. La data simbolo della svolta nella vita di questo prete contro corrente è il 1 maggio del 1999, quando la moglie Anna muore a causa di un tumore. Don Giordano decide quindi di intraprendere un cammino di fede che lo porterà agli abiti talari nel 2012, concessi proprio da monsignor Mana, con cui entrerà molte volte in conflitto per la sua gestione della Diocesi sotto il Mucrone. La tonaca modifica comunque solo in parte la vita di Andrea Giordano, che infatti continua a portare avanti il suo studio da geometra, mentre i figli gestiscono il centrale e rinomato bar “Magnino” di via Italia, rilevato dal 2008. “Come faccio a fare tutto? Rischio di fare tutto male, perché la vita del sacerdote oggi è anche molto impegnativa. Per fortuna i miei tre figli (Nicolò ha 31 mentre i gemelli Pietro e Filippo 27) sono adulti e se la cavano benissimo da soli, anche se mi tengono aggiornato sull’andamento dell’attività”. “Celebro messa in diverse parrocchie, tutte le settimane, facendo in pratica il tappa buchi per la Diocesi - spiega don Giordano, dal tono per nulla dispiaciuto -. Spesso sono al quartiere Piazzo di Biella, molte volte vado a Ponderano e mi capita pure di recarmi in un convento di monache di clausura a Trivero. So di essere una figura tollerata e non amata dai vertici ecclesiastici biellesi. Avrei molto da dire se il nuovo vescovo mi ricevesse: da Oropa al ricambio o alla turnazione dei vertici della Diocesi e tanto altro. Papa Francesco nell'ultima Conferenza Episcopale ha raccomandato ai vescovi disponibilità immediata con i sacerdoti; ma malgrado gli abbia scritto più volte in questi 9 mesi dal suo ingresso non ho ancora potuto godere della sua ospitalità”.
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TITOLO: Genova, voglia di segregazione, un genitore segnala e il Comune chiede alla scuola: "Perchè gli extracomunitari entrano dove ci sono i bambini?"
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OCCHIELLO: Il caso alla De Scalzi- Polacco dove si tengono corsi del Ministero per stranieri. Le maestre scrivono alle famiglie: "La nostra storia ha conosciuto le leggi razziali ma ora si applica la Costituzione". L'assessora Fassio: "Polemiche fuori luogo"
TESTO: “Cari genitori, nel corso dell’ultimo Collegio Docenti del 21 maggio, la Dirigente Scolastica ha riferito di aver ricevuto una telefonata da parte della Segreteria dell’Assessore alle Politiche Educative e dell’Istruzione, Francesca Fassio, per una richiesta di chiarimenti riguardo la segnalazione fatta da un genitore della scuola Descalzi -F. lli Polacco. Il genitore chiedeva spiegazioni circa la presenza di persone, “senza dubbio extracomunitarie”, che seguirebbero lezioni contemporaneamente ai bambini e che utilizzerebbero lo stesso accesso utilizzato dai bambini. La Dirigente ha prontamente chiarito che, da anni, in questo plesso, al primo piano, funziona un corso di italiano realizzato dal CPIA Centro – Levante e che, quindi, le persone incontrate dal genitore si recavano evidentemente a lezione. Vorremmo condividere con voi alcune riflessioni che sono nate tra noi, al venire a conoscenza di questo fatto: È noto a tutti che, da anni, l’edificio ospita una classe di alfabetizzazione degli adulti del CPIA Centro – Levante, come si può leggere sul sito della scuola, e chiaramente il corso è offerto ad adulti stranieri, non certo italiani. Ci ha stupito che la richiesta di informazioni e chiarimenti sia stata indirizzata direttamente al Comune: basta leggere la descrizione, pubblicata al sito, delle attività che si svolgono nella scuola o almeno ascoltare quanto viene descritto e spiegato nel corso degli Open Day. Il genitore in oggetto avrebbe potuto e dovuto, come vorrebbe la prassi, rivolgersi alle figure sempre presenti e disponibili nella scuola per avere chiarimenti circa la presenza di queste persone straniere: il personale ATA, la Referente di Plesso, i docenti avrebbero potuto fugare qualsiasi dubbio ed, anzi, avrebbero potuto invitare il genitore ad incontrare il maestro Giorgio Duò, storica figura della scuola e titolare del corso. Inoltre colpisce che tutto ciò sia avvenuto in una scuola: luogo che è per definizione e Costituzione ed inclusivo; luogo in cui si insegna ai bambini a non fare distinzioni “di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. La nostra scuola, dopo le indegne “Leggi Razziali del 1938” è stata per qualche anno sede delle classi separate e diverse dei bambini ebrei genovesi: il nostro archivio conserva ancora i registri di quelle classi con l’infamante timbro che indicava la “Razza ebraica” o i fascicoli personali dei docenti che furono licenziati perché ebrei. All’epoca sì che quei bambini e i loro docenti entravano ed uscivano da un ingresso diverso dagli altri! Anche per questo, ci pare significativo e al tempo stesso incoraggiante, che proprio questo edificio sia ora sede di un corso di Lingua Italiana per stranieri che accoglie e include tutti. Questo episodio ci spinge a ribadire che solo attraverso una leale e trasparente comunicazione tra docenti e famiglie, si possono stabilire relazioni positive che possano far diventare la scuola un luogo di “incontro” e di “incontri” significativi. La scuola non è solo luogo di apprendimenti, ma anche occasione di crescita nelle relazioni con la consapevolezza che ogni esperienza e ogni “diversità” con cui ci si confronta possono diventare, se ben gestite, una risorsa e un arricchimento. I docenti e i collaboratori della scuola Descalzi-F. lli Polacco "Quando al mio assessorato arrivano domande da parte dei cittadini è nostro uso prendere le informazioni necessarie e rispondere. Così è successo anche quando ci è stato chiesto se corrispondeva a realtà il possibile utilizzo della primaria Descalzi-Polacco per corsi di italiano per stranieri nello stesso momento in cui i bambini erano presenti a scuola. La mia segreteria ha chiamato la scuola per ottenere delle indicazioni. Nulla di più". Lo scrive in una nota l'assessore alle politiche scolastiche del Comune di Genova Francesca Fassio in merito alla polemica scaturita dopo i chiarimenti richiesti da un genitore di un alunno che frequenta la scuola primaria Descalzi-Polacco. "Va da sé - scrive Fassio - che il problema non sia rappresentato dalla nazionalità di chi frequenta il corso di italiano. La domanda del genitore riguardava semmai l'opportunità di far frequentare contestualmente la scuola sia da bambini che da adulti con uso promiscuo degli spazi comuni, tutto questo per motivi di sicurezza e igiene facilmente intuibili. A chi intendesse cavalcare il dovere di una semplice telefonata evocando apartheid, leggi razziali e altre fattispecie storiche francamente fuori luogo in questo contesto, vorrei ricordare che le nostre scuole sono frequentate da alunni di ogni etnia. Credo che la risposta ad ogni polemica sia proprio questa".
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TITOLO: Lucano, confermato divieto di dimora. Via al processo. "Credo ancora nella giustizia, contro di noi attacco fuori misura"
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OCCHIELLO: Prima udienza a Locri. L'ex sindaco di Riace è imputato insieme a 26 collaboratori, tutti coinvolti nella macchina dell'accoglienza del borgo calabrese. Rimarrà in esilio: "Ma non saprei vivere lontano dall'impegno sociale e politico"
TESTO: LOCRI (Reggio Calabria). Non è più sindaco, la sua lista è minoranza in Consiglio Comunale, ma Mimmo Lucano deve continuare a rimanere in esilio. Motivo? C'è già un procedimento pendente. Della questione è stata infatti nuovamente interessata la Cassazione, che già in passato aveva annullato con rinvio il provvedimento, smontando gran parte delle accuse e rimettendo la questione nelle mani dei giudici del Riesame, che tuttavia hanno di fatto ignorato le indicazioni della Suprema Corte. "Questa misura cautelare è come essere stato obbligato a scontare una pena ancor prima della condanna, anzi prima che inizi il processo. Mi rimane solo la consapevolezza che ci sono e ci sono state nella storia tante persone che subiscono ingiustizie, anche più di me, ma soprattutto che qui e in Italia c'è tanta gente solidale e che condivide il progetto politico di Riace" ha commentato Lucano, arrivando al Tribunale di Locri dove questa mattina inizia il processo che lo vede imputato, insieme a 26 ex collaboratori, tutti coinvolti nella macchina dell'accoglienza. Un punto di riferimento nel mondo, un sistema criminale che ha trasformato l'accoglienza in un business per la procura, che nonostante la bocciatura del gip, ha deciso di sostenere tale accusa anche nel processo. "Non voglio dire che sia un processo politico, ma è un processo con cui la politica ha molto a che fare" commenta amareggiato Lucano, che tuttavia non vuole perdere la speranza. "Siamo obbligati a credere che la giustizia esista, perché se si perde questa speranza nulla ha senso. Siamo obbligati a credere nella speranza di un'evoluzione positiva della vicenda giudiziaria e anche umana. A volte però, l'impressione è che la giustizia ci sia solo o soprattutto per le categorie sociali che hanno più possibilità o occupano ruolo importanti, mentre io non sono nulla". La battaglia giudiziaria inizia stamattina di fronte al collegio del Tribunale di Locri presieduto da Fulvio Accurso, quella politica, per Riace e quello che ha rappresentato - spiega Lucano - è sempre stata in corso. "Non saprei vivere lontano dall'impegno sociale e politico, ma non necessariamente occupando dei ruoli. L'esperienza di Riace è nata molto prima che diventassi sindaco e così può ripartire". Toccherà ricominciare da zero e con un'amministrazione spudoratamente contraria a quel modello. Le recenti amministrative hanno regalato una netta vittoria ad una lista civica a trazione leghista, che ha eletto l'attuale sindaco Luigi Trifoli. Come mai? Su Riace - spiega l'ex sindaco, prendendo in prestito un'immagine del vignettista Vauro - c'è stato un impegno paragonabile ad "una corazzata che si abbatte su un gommone carico di rifugiati". Eppure Riace non era un incubo, ma un modello, dice. "Avevamo fatto quasi un miracolo. Mal'accoglienza spontanea smentiva l'equazione immigrazione uguale emergenza uguale problema uguale invasione, che adesso va tanto di moda. Quello che sta succedendo, anche in questi ultimi periodi, è la vera emergenza umana. Come ha detto il Papa, quando si chiudono i porti per gli esseri umani ma li si lasciano aperti per il traffico di armi, vuole dire che il mondo è alla deriva". A sostegno di Lucano è stata organizzata una manifestazione, che per motivi di ordine pubblico è stata tenuta lontana dalla piazza del tribunale. Tuttavia, alla spicciolata, i circa 300 attivisti di partiti e comitati, insieme ai tanti comuni cittadini che hanno deciso di stare vicino a Lucano, si stanno avvicinando alle transenne che delimitano il perimetro del tribunale. Nel frattempo però c'è anche chi non si è fatto sfuggire l'occasione di provocare. Un anziano che vive nei pressi della piazza in cui inizialmente si sono concentrati i manifestanti ha pensato bene di esporre alla finestra una foto del duce, rimossa dopo l'intervento delle forze dell'ordine.
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TITOLO: M5S, è in corso la "graticola": i sottosegretari sotto il giudizio dei parlamentari
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OCCHIELLO: Deputati e senatori valuteranno, in modo anonimo, l'operato dei membri del governo Conte. Ogni confronto dura 40 minuti
TESTO: Iniziata ieri, la graticola potrebbe concludersi già in serata. Il luogo scelto per le audizioni è l'ufficio del M5S alla Camera. I primi ad essere ascoltati sono stati i sottosegretari al ministero per i Rapporti con il Parlamento Simone Valente e Vincenzo Santangelo e il sottosegretario all'Interno con delega all'Antimafia Luigi Gaetti. I confronti hanno la durata di 40 minuti e sono così articolati: nei primi venti minuti il sottosegretario interessato svolge intervento illustrativo dell'operato svolto durante il suo mandato e, subito dopo è previsto un dibattito di altri 20 minuti. Dopo i diversi confronti i parlamentari saranno chiamati a compilare, in forma anonima, delle schede di valutazione per ciascun sottosegretario. Intanto si continua a lavorare alla creazione di una vera e propria segreteria politica del Movimento 5 Stelle: la squadra - composta da non più di 10-12 persone - potrebbe vedere la luce entro l'estate e in queste ore si ragiona anche sull'idea di dotare il Movimento di una 'task force', un organo centrale per supportare i territori nelle campagne elettorali locali, anche dal punto di vista economico. Nel corso degli ultimi colloqui avuti con i consiglieri comunali è stato portato all'attenzione di Di Maio il tema della tutela legale che - ha dichiarato il vicepremier - va potenziata "per difendere i nostri consiglieri dalle querele temerarie e allo stesso tempo per supportarli nei ricorsi che muovono ogni giorno".
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TITOLO: In consiglio dei ministri via al decreto sicurezza bis
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OCCHIELLO: Nella riunione a Palazzo Chigi all'ordine del giorno anche la proposta di cittadinanza italiana per i due ragazzini eroi di San Donato
TESTO: "Domattina si terrà un vertice economico con Salvini e Di Maio" annuncia ai giornalisti Conte: "Ci ritroviamo per impostare subito la manovra economica. Dobbiamo deciderla noi, abbiamo una responsabilità nei confronti del Paese. Noi siamo convinti delle nostre scelte e siamo al governo per far crescere il Paese. Con Salvini e Di Maio abbiamo un unico obiettivo: evitare la procedura d'infrazione". Al vertice domani alle 9 parteciperanno anche il ministro dell'Economia Giovanni Tria e i tecnici del Mef. E a chi gli chiedeva se nell'incontro di ieri sera avesse ricevuto dai due leader la delega a trattare con l'Ue, Conte ha detto: "Io sono il presidente del Consiglio dei ministri, che delega dovrei avere? Penso che la delega sia sempre, perché in caso contrario sarebbe sfiducia nei miei confronti e mi sembra che nessuno l'abbia posta". Sulla manovra Salvini anticipa che "flat tax e taglio delle tasse ci devono essere. Questo governo è l'unico possibile, era e resta del cambiamento L'alternativa è il voto. Questo è il governo del cambiamento anche con l'Europa, tutti i precedenti governi si sono arresi a prescindere, qui c'è un processo che ci vede protagonisti. Non andiamo in Europa col cappello in mano, non andiamo a chiedere i soldi di altri ma andiamo a chiedere di aiutare gli italiani con i soldi degli italiani. Non ci facciamo dare lezioni da quelli che prendono più di quel che danno, chi dà di più di quanto prende, come l'Italia, avrà voce in capitolo".
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TITOLO: Scuola, ecco l'ultimo accordo salva-precari: in 55 mila più vicini alla cattedra
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OCCHIELLO: Al Miur si chiude in serata la sanatoria per i supplenti di Terza fascia con tre anni di insegnamento. I sindacati vincono: percorso abilitante per tutti e poi concorso riservato e  semplificato per 24.268. Salvini: "Questi supplenti avranno lavoro e un futuro stabile". I...
TESTO: L'accordo per i precari con 36 mesi di supplenze è nato nella notte del 24 aprile: il governo voleva depotenziare, alla vigilia delle elezioni europee, uno sciopero unitario dei sindacati (mantenuto, poi, solo dall'area Cobas) ed è intervenuto direttamente il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Questo esecutivo ha già fatto entrare per sanatoria le diplomate magistrali, operazione che si sta realizzando in queste settimane. Quindi, a novembre 2017 ha smantellato il percorso Fit: in quella fase in cui non si conoscevano ancora i pesi economici di Reddito di cittadinanza e Quota 100 serviva tagliare negli altri ministeri per recuperare risorse. Ora il Miur ha allestito un percorso simile, solo più breve e semplice. Le laureate in Scienze della formazione primaria, già escluse in gran parte dal concorso riservato delle diplomate magistrali, contestano anche quest'ultimo accordo: "Il governo procede a colpi di sanatorie del precariato esistente e lascia i docenti più giovani e freschi di studi ad affrontare i concorsi regolari con nuovi ostacoli. Ci rimetteranno, semplicemente, gli studenti".
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TITOLO: Conte: "Resto se mi convincono"
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OCCHIELLO: Il colloquio con il premier: "Se vogliono andare a sbattere contro un muro, vadano"
TESTO: “Qualcuno qui deve ancora capire come sono fatto”. Sono le quattro e cinque di un pomeriggio afoso e Giuseppe Conte sta per entrare nella sala del governo, al primo piano di Palazzo Chigi. Il vertice della sera prima con Luigi Di Maio e Matteo Salvini, concluso a mezzanotte inoltrata, non ha dissipato i dubbi, le domande che hanno affollato il viaggio in Vietnam del presidente del Consiglio. Trascorso a seguire da lontano le mosse dei vicepremier, mentre si incontravano da soli per saldare un patto da cui tenerlo fuori. In uno sfogo che precede il Consiglio dei ministri di ieri pomeriggio, Conte mette in chiaro di non aver paura di uno scontro con i due leader della maggioranza: “Non ci sarà nessuno scontro perché, se non andiamo d’accordo, io li lascio liberi. Una cosa deve essere chiara: sto qui se mi convincono loro, non sono io a doverlo fare. Se vogliono andare a sbattere contro un muro, vadano pure”. L'articolo completo su Rep
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TITOLO: Si scontra con un cavallo, motociclista muore sulla via Ostiense
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OCCHIELLO: L'incidente poco dopo la mezzanotte all'altezza di Tor di Valle. Il centauro è morto sul colpo. Pochi minuti prima alcuni automobilisti avevano dato l'allarme segnalando la presenza di animali in strada
TESTO: Un motociclista è morto stanotte dopo uno scontro con un cavallo. L'incidente è avvenuto una ventina di minuti dopo mezzanotte in via Ostiense, all'altezza di via del Trotto, in zona Tor di Valle. Il centauro, un uomo di 52 anni che viaggiava su una Honda, è morto sul colpo. L'animale, dotato di microchip, è stato bloccato a 150 metri dall'impatto e medicato ad una zampa posteriore dal veterinario. Sul posto, oltre al 118, la polizia locale di Roma Capitale e la Polizia di Stato. Poco prima dell'incidente al numero unico di emergenza era arrivata una chiamata da parte di un automobilista che segnalava la presenza di cavalli in strada. Intanto gli agenti della polizia locale del gruppo Monteverde e del Gpit si trovano nella zona dell'incidente per rintracciare il proprietario dell'animale. Indagini in corso. "La tragica notizia della morte di un motociclista che nella notte a Roma si è scontrato con un cavallo mi sconvolge e mi rattrista profondamente. Ho segnalato, personalmente, intorno alla mezzanotte la presenza di due cavalli che circolavano liberi sulla via Ostiense. Ero a bordo della mia automobile lungo il tragitto verso casa, quando la vettura che viaggiava davanti a me ha frenato bruscamente. Accostandomi, ho notato la presenza dei due animali e subito ho chiamato il numero di emergenza per segnalare la situazione di grave pericolosità. Dopo interminabili minuti di attesa e rimpalli, mi è stato comunicato in modo del tutto generico che qualcuno se ne sarebbe occupato. Purtroppo stamattina la cronaca ci ha raggelati, consegnandoci la notizia della tragica scomparsa di un motociclista proprio a causa di uno di quei due cavalli. Ho depositato in queste ore una interrogazione parlamentare urgente per interessare il governo su quanto accaduto. La morte di quell'uomo si sarebbe potuta evitare? ".Commenta il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida. Nei primi quattro mesi di quest'anno gli incidenti stradali con il coinvolgimento di animali sono stati 40 ed hanno provocato 4 morti e 66 feriti. Nel 2018 gli incidenti erano stati 148, i morti 11 e i feriti 189; l'anno precedente gli incidenti erano stati 155, i morti 14 e i feriti 205. Sono dati diffusi dallo speciale Osservatorio dell'Asaps, Associazione amici sostenitori polizia stradale, dopo lo scontro tra una moto e un cavallo, alla periferia di Roma, che ha causato la morte del centauro. L'Osservatorio considera solo gli eventi gravi, con danni alle persone, e non quelli in cui solo il mezzo riporta dei danni. Dei 40 incidenti dei primi quattro mesi del 2019 (33 diurni e 7 notturni), 34 hanno visto coinvolti animali selvatici e 6 animali domestici: 39 sono avvenuti sulla rete ordinaria e una in autostrada. Dei 148 sinistri dell'anno scorso (116 diurni e 32 notturni), 119 hanno visto coinvolti animali selvatici e 29 animali domestici: 140 sono avvenuti sulla rete ordinaria e 8 in autostrada. In 121 casi il veicolo finito contro l'animale è stata una autovettura, in 36 casi un motociclo e in 6 una bicicletta (il totale è superiore al numero degli eventi perché in alcuni sono rimasti coinvolti veicoli diversi). Per Giordano Biserni, presidente dell'Asaps, quello "quello degli incidenti col coinvolgimento di animali, in particolare selvatici, specie in alcune zone ad alta frequenza per questo tipo di sinistri, richiede l'adozione di ulteriori strumenti difensivi per la sicurezza della circolazione".
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TITOLO: Arrestato Arata, ex consulente di Salvini per l'energia. In cella anche Nicastri, “re” dell’eolico
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OCCHIELLO: Trapani, blitz della Dia. Fermati pure i figli dei due faccendieri. Ai domiciliari, un dirigente regionale. La procura: “Corruzione, intestazione fittizia e autoriciclaggio”
TESTO: E poi ci sono i rapporti con la politica. “Dalle attività di indagine — ricostruisce la procura — è emerso che Arata ha trovato interlocutori all’interno dell’assessorato all’Energia, tra tutti l’assessore Pierobon, grazie all’intervento di Gianfranco Miccichè, a sua volta contattato da Alberto Dell’Utri”. Dunque, l’ambasciatore di Vito Nicastri era riuscito a parlare con il presidente dell’Ars e con il fratello di Marcello Dell’Utri, uno dei fondatori di Forza Italia condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Probabilmente, contatti che arrivano ad Arata dalla sua partecipazione in Forza Italia dopo l’elezione alla Camera nella circoscrizione della Toscana. Ma le relazioni di Arata vanno molto oltre: incontra anche Calogero Mannino. Gli serve per arrivare ai vertici dell’assessorato al Territorio. Scrivono ancora il procuratore aggiunto Guido e il sostituto De Leo: “Quando l’epicentro della fase amministrativa diveniva l’assessorato al Territorio e Ambiente (per la verifica di assoggettabilità del progetto alla “Via”, valutazione di impatto ambientale), Arata è riuscito a interloquire direttamente con l’assessore Cordaro e, tramite questi, con gli uffici amministrativi di detto assessorato, dopo aver chiesto un’intercessione per tale fine a Calogero Mannino”. Secco il commento del leader Cinque stelle Luigi Di Maio: "La puzza di bruciato si sentiva da lontano" L’assessore regionale al Territorio Toto Cordaro, dal canto suo, non nega di avere incontrato Arata: “L’ho visto due volte – dice a margine della conferenza stampa convocata per annunciare una riforma dell’urbanistica – ma gli ho sempre detto di no. Nello specifico mi aveva chiesto due dichiarazioni di "non assoggettabilità" e ha ricevuto due dichiarazioni di assoggettabilità”. Così il presidente della Regione Nello Musumeci rilancia: “Gli assessori devono incontrare i cittadini – taglia corto – ma Arata veniva alla Regione a cercare complici e trovava solo dei ‘no’. Dove lui voleva impianti privati noi abbiamo fatto partire impianti pubblici. Se ci sono responsabilità dei funzionari che finiscano in galera”. Un provvedimento immediato, intanto, viene annunciato per la commissione Via: “Fra qualche settimana – scandisce Musumeci – la commissione sarà rinnovata. Sarebbe accaduto comunque”.
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TITOLO: Fu il fidanzato a buttare Maria giù dalle scale«Va arrestato»
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OCCHIELLO: Viterbo, svolta nella morte della 25enne
TESTO: Pericoloso, violento e instabile. È Andrea Landolfi agli occhi del Tribunale del Riesame di Roma, che non ha dubbi: per il trentenne romano non c’è altra misura possibile che il carcere. È stato lui, scrivono i magistrati di piazzale Clodio nelle 17 pagine di motivazione, a uccidere la fidanzata Maria Sestina Arcuri scaraventandola dalle scale di casa della nonna, a Ronciglione (Viterbo), la notte tra il 3 e il 4 febbraio. Nessun incidente, quindi. Nessun volo dai gradini che, dalle camere, portano al salotto al piano di sotto. «Siamo caduti abbracciati», aveva detto lui ai carabinieri, mentre Sestina lottava ancora in un letto all’ospedale Belcolle.
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TITOLO: Migranti, Sea Watch soccorre 53 persone al largo della Libia. Salvini: "Come scafisti"
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OCCHIELLO: Sono state portate a bordo della nave della ong. Tra le persone salvate anche nove donne e tre bambini molto piccoli. Il ministro dell'Interno: "Tutti vedono il collegamento tra alcune ong e trafficanti di esseri umani"
TESTO: "La cosidetta guardia costiera libica - si legge in un altro tweet - successivamente comunicava di aver assunto il coordinamento del caso. Giunti sulla scena, priva di alcun assetto di soccorso, abbiamo proceduto al salvataggio come il diritto internazionale impone. I naufraghi sono ora a bordo della Sea Watch". A bordo anche nove donne e tre bambini molto piccoli, la nave è ora nell'area di soccorso cioè la Sar libica, in attesa di indicazioni. Si profila un altro scontro con il governo per l'approdo. "Non rispettando le indicazioni della Guardia costiera libica, è l'ennesimo atto di pirateria di un'organizzazione fuori legge" ha detto Matteo Salvini del salvataggio operato dalla ong. "È evidente il collegamento tra scafisti e alcune ong. Probabilmente solo qualche procuratore non se ne accorge, ma il resto del mondo sì". "Non finiranno in Italia - ha proseguito il ministro dell'Interno - anche perché ora nel decreto sicurezza bis che abbiamo approvato ieri c'è una norma che prevede la confisca dei mezzi pirati che non rispetta leggi e indicazioni e l'imbarcazione della ong tedesca è una vera e propria nave pirata a cui qualcuno consente di violare ripetutamente la legge. A parte che son due tre volte che l'hanno fermata e l'hanno rilasciata, chiedete in Procura perché. .. Io non faccio il procuratore".
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TITOLO: La campagna elettorale vecchio stile ad Arce: "Io non faccio pressioni, ma quei 12 posti..."
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OCCHIELLO: Due politici di lungo corso, un gruppo di ragazzi precari, un progetto per degli info-point e il servizio civile. E il candidato sindaco rivela come la campagna elettorale "comincia quando finisce" e si usi ancora fare la "questua" elettorale casa per casa alla ricerca di ogni...
TESTO: Germani, qualche piccolo problema con la giustizia risolto, parla davanti ad un gruppo di ragazzi e ragazze precari che lavorano alla Comunità montana e sono stati convocati, in orario di lavoro, da un suo grande elettore: Ilianio Corsetti, presidente dell'Associazione intercomunale Valle del Liri. Ha fatto gli inviti, fa la conta dei presenti, chiede cosa facciano. Si lamenta anche dell'ingratitudine altrui. "Voi - dice ai ragazzi - avete visto che ho la sede dell'associazione a Pastena perché da Arce sono stato sfrattato. Anche se chiunque di Arce ha fatto domanda per il servizio civile è stato ammesso e stasera lo ringrazio". Lui, ricorda ha usato "gentilezza" nel dire al posto giusto che qualcuno era di Arce. Ma questo qualcuno che "io ho invitato questa mattina, ha ritenuto di non venire. Comunque, il tempo è galantuomo". Una chiusa un po' inquietante. Comunque, non ha importanza. Lui li ha chiamati in quella stanza perché vuole informarli sugli info ponit. "Se approvano il progetto, 12, massimo 15, ragazzi che stanno facendo il servizio civile vengono spostati per andare lì. Questa è una cosa bella, è una cosa che c'è la possibilità di continuare a lavorare". Perché, ricorda al gruppo, "ora voi fate un anno e dopo quest'anno il servizio civile finisce. Io vi terrò presente. Vi aiuterò, cercherò con la commissione regionale di sostenervi come ho fatto fino ad ora. Questa volta io come candidato a sindaco di Arce sostengo Luigi Germani. Siete liberi di fare quello che volete, non vi sto chiedendo voti. Ma se volete farmi una cortesia personale vi chiedo di sostenere Luigi Germani come sindaco. Vi ringrazio per essere venuti, sto al vostro fianco per quest'anno e anche per gli anni successivi". Un invito garbato, elegante. Germani è anche il presidente del Consiglio della Comunità montana Valle del Liri e prende anche lui la parola. Ricorda i trascorsi politici suoi e di Corsetti, i suoi buoni rapporti con il presidente della Comunità. Esalta il ruolo che Corsetti svolge in sede regionale. E di suo ci mette questo: "Corsetti, che è uno che conta alla regione Lazio, (.. .) attiverà questi tre punti informatici all'uscita dell'autostrada. Sperando che più di qualcuno di voi possa essere inserito e rimanere per qualcosa di più concreto, non soltanto per il servizio civile". E comunque il servizio civile mica lo si butta via. Dunque, Germani ci tiene a fare sapere che "soltanto nel mio programma c'è la proposta di riportare l'Associazione intercomunale ad Arce. Faremo una convenzione e se tutto va bene tutti quelli di Arce faranno il servizio civile qui per un anno". Nessuno vuole fare pressioni, ma è meglio che si sappia in giro chi apre e chiude il rubinetto. Il candidato sindaco ha terminato. Ha fretta di andare via. E spiega anche perché. Dice che fra poche ore la campagna elettorale finisce. Quella ufficiale. E comincia invece quella vera. "La campagna elettorale comincia dopo la mezzanotte. Andare per le case, salutare, farti vedere. Voi siete ragazzi, non avete fatto mai amministrazione, ma girare per le case è una cosa importante. Qualcuno dice che il voto non me lo dà. Qualcuno mi ha dato dell'insalata e delle uova. Voi non sapete ca è la campagna elettorale. Ci sono i pro e i contro. Qualcuno ti maltratta pure, ma fa parte del gioco". E corre via per non perdere tutte le opportunità che offrono le notti prima del voto. Dimostrazione abbagliante che la "questua" elettorale che si pensava morta e sepolta è ancora viva e vegeta. Alla faccia di Luca Morisi e Rocco Casalino. Ma questi giri, spesso notturni, non hanno non nulla a che vedere con il volantinaggio, il faccia a faccia, il rapporto con l'elettore. Sapevano e sanno ancora di baratto, scambio, pressioni più o meno lecite. E comunque male che va porti a casa le uova e l'insalata.
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TITOLO: Foggia, picchia e manda 6 volte in ospedale l'ex fidanzata: arrestato 23enne
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OCCHIELLO: Dopo aver scoperto un tradimento dell'ex compagno, la donna ha deciso di interrompere la relazione. Da quel momento il pregiudicato ha compiuto una serie di atteggiamenti persecutori che hanno costretto la vittima a cambiare città
TESTO: Ha picchiato ripetutamente la fidanzata facendola finire per sei volte in ospedale. È quanto ritengono aver accertato agenti di polizia di San Severo che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari di un 23enne con procedenti di polizia, accusato di atti persecutori. Tutto ha avuto avvio quando la ragazza, dopo aver scoperto un tradimento dell'ex compagno, ha deciso di interrompere la relazione. Da quel momento il giovane ha compiuto una serie di atteggiamenti persecutori che hanno costretto la vittima a non uscire di casa e cambiare abitudini fino a indurla a chiedere ospitalità a una zia fuori provincia. All'atto della denuncia la ragazza ha consegnato ai poliziotti un CD contenente telefonate di minaccia e parole offensive ricevute, oltre a messaggi con foto di casa sua e di due fucili da caccia, per intimorirla e dimostrare che l'ex la osservava continuamente. Il 23enne è stato anche denunciato dalla madre di un ragazzo minorenne che frequentava la sua ex fidanzata, poiché più volte minacciato.
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TITOLO: Governo, fumata nera sulla flat tax. Salvini lascia il vertice a Palazzo Chigi in anticipo. E nel pomeriggio riunisce i ministri della Lega
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OCCHIELLO: Il retroscena sull'incontro tra il presidente del Consiglio, i due vicepremier e il titolare dell'Economia. Tria ha chiesto al ministro dell'Interno di indicare le coperture per la misura bandiera della Lega. Meno di un'ora dopo Salvini era sui tetti del Viminale per una diretta...
TESTO: La squadra di governo della Lega, un gruppo di amici con cui abbiamo messo a punto le nostre proposte sulla riforma della SCUOLA e UNIVERSITÀ (65.000 insegnanti precari avranno finalmente una cattedra definitiva), sul sostegno ai DISABILI (aumento delle pensioni di invalidità e riconoscimento della Lingua dei Segni), sulla riforma fiscale (taglio delle TASSE, unica soluzione per combattere l'evasione fiscale, e liberazione di CANTIERI e opere pubbliche, impianti sportivi nelle periferie compresi), sulla difesa dei prodotti AGROALIMENTARI italiani e il superamento della direttiva Bolkestein nonostante l'opposizione dell'Unione Europea, sull'approvazione dell'AUTONOMIA per rendere l'Italia un Paese più moderno, efficiente e responsabile, sulla difesa dell'AMBIENTE togliendo dalle strade e alle mafie la gestione e valorizzazione dei rifiuti, sul taglio della BUROCRAZIA e l'efficienza degli uffici pubblici, sulla riforma della GIUSTIZIA per dimezzare i tempi dei processi e modernizzare i criteri di selezione e assunzione di avvocati e magistrati. Su SICUREZZA e immigrazione, su lotta alla mafia e alla droga, sempre avanti con la ruspa. Dalle parole, ai fatti! ?? Un post condiviso da Matteo Salvini (@matteosalviniofficial) in data:
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TITOLO: Arresto Paolo Arata, Morra convoca Salvini in Antimafia "urgentemente"
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OCCHIELLO: Di Maio: "La puzza di bruciato si sentiva da lontano". Di Battista: "M5s denunci il malaffare". Mirabelli (Pd): "Il leader leghista non può far finta di niente"
TESTO: L'arresto di Paolo Arata, ex consulente di Matteo Salvini sull'energia, innesca un'accelerazione del dibattito politico. La presa di posizione più forte arriva dal pentastellato Nicola Morra, presidente della commissione nazionale Antimafia, che ha convocato il ministro dell'Interno "con urgenza" in udienza in commissione. Una richiesta preceduta in mattinata dal secco commento del capo politico cinquestelle Luigi Di Maio: "La puzza di bruciato si sentiva da lontano". E dalla netta condanna di Alessandro Di Battista: "Il governo vada avanti perché c'è un contratto da rispettare con ottime proposte ancora da realizzare. Allo stesso tempo il Movimento deve continuare a denunciare il malaffare dilagante, malaffare reso possibile dalle relazioni pericolose dei partiti". "Ho richiesto con lettera ufficiale in data 7 maggio 2019 - ha detto Morra in una nota - la convocazione del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in commissione Antimafia. Lettera ufficiale che è partita solo dopo numerose sollecitazioni informali per fissare una data di audizione già dalla terza settimana d'insediamento della commissione stessa. Il rispetto istituzionale avrebbe richiesto una veloce risposta alle interlocuzioni informali anche per dare precedenza a chi è preposto con le sue linee guida alla lotta alla mafia. La lettera ufficiale è solo l'ultimo passaggio che oggi, anche alla luce dei nuovi arresti in Sicilia, mi vede costretto a renderlo pubblico e ribadire l'urgenza dell'audizione del ministro Salvini".
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TITOLO: Napoli, abusi su studentesse: ai domiciliari docente di un liceo
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OCCHIELLO: A denunciarlo, una delle due minorenni
TESTO: Un insegnante di liceo, accusato di aver avuto rapporti sessuali con due studentesse all'epoca dei fatti minori di 16 anni, è stato arrestato stamattina dai carabinieri al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli. L'attività investigativa è partita subito dopo la denuncia presentata da una delle due vittime: dichiarazioni che hanno trovato riscontro negli approfondimenti eseguiti dalla polizia giudiziaria, anche analizzando i dispositivi telefonici e informatici (posta elettronica e chat) della giovane. Il pm ipotizza il reato di "atti sessuali con minirenne", che si consuma anche quando, pur in presenza di una relazione consenziente, la vittima ha meno di 16 anni ed è affidata all'indagato per "ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza". Il docente, stimato da colleghi e alunni, potrà replicare alle accuse nei successivi passaggi del procedimento. Attualmente, l'uomo non insegna più in quel liceo. Dopo l'interrogatorio di garanzia, la difesa potrà proporre ricorso al riesame.
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TITOLO: Conte avverte Salvini e Di Maio: "Resto se mi convincono"
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OCCHIELLO: Il colloquio con il premier: "Se non andiamo d'accordo, io li lascio liberi. Se vogliono andare a sbattere contro un muro, vadano". In seguito Palazzo Chigi precisa: "Virgolettati non corrispondono allo stile del presidente". Ma Repubblica conferma integralmente il testo...
TESTO: “Qualcuno qui deve ancora capire come sono fatto”. Sono le quattro e cinque di un pomeriggio afoso e Giuseppe Conte sta per entrare nella sala del governo, al primo piano di Palazzo Chigi. Il vertice della sera prima con Luigi Di Maio e Matteo Salvini, concluso a mezzanotte inoltrata, non ha dissipato i dubbi, le domande che hanno affollato il viaggio in Vietnam del presidente del Consiglio. Trascorso a seguire da lontano le mosse dei vicepremier, mentre si incontravano da soli per saldare un patto da cui tenerlo fuori. In uno sfogo che precede il Consiglio dei ministri di ieri pomeriggio, Conte mette in chiaro di non aver paura di uno scontro con i due leader della maggioranza: “Non ci sarà nessuno scontro perché, se non andiamo d’accordo, io li lascio liberi. Una cosa deve essere chiara: sto qui se mi convincono loro, non sono io a doverlo fare. Se vogliono andare a sbattere contro un muro, vadano pure”. LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SU REP:
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TITOLO: Pavone Canavese, duemila alla fiaccolata del tabaccaio : "Io sto con Iachi"
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OCCHIELLO:
TESTO: La manifestazione è presente anche il sindaco di Ivrea, Stefano Sertoli. "E una tragedia che colpisce l'intera comunità. Sono qui a titolo personale perché conosco il signor Iachi e la sua famiglia, la mia è una presenza personale non istituzionale". "Mi è difficile credere conoscendo la persona, purtroppo sono situazioni in cui penso non ci di dovrebbe mai trovare", ha aggiunto a chi gli domandava cosa pensa del fatto che secondo alcune indiscrezioni il tabaccaio potrebbe aver sparato dal balcone, quindi senza nessuna colluttazione con i ladri. "Le indagini stanno facendo il loro corso, la dinamica è ancora da chiarire, comunque sia andata è una tragedia per due famiglie". "Oltre che amministratore sono anche commerciante, quindi mi sento doppiamente toccato". Così il vice presidente del Consiglio comunale di Chivasso, Matteo Doria, che come numerosi altri rappresentanti istituzionali è sceso in piazza a titolo personale per manifestare solidarietà al tabaccaio che nella notte tra giovedì e venerdì ha sparato e ucciso uno dei tre ladri che stavano rubando nella sua tabaccheria. "Io credo che non ci debba essere il far West ma per evitare fatti come questo sono necessarie certezza della pena e più prevenzione attraverso un maggior investimento di risorse".
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TITOLO: Europarlamento, il gruppo dei sovranisti si chiamerà Identità e democrazia. A presiederlo il leghista Zanni
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OCCHIELLO: A comporre la "famiglia" politica - insieme al partito di Salvini - il Rassemblement national di Marine Le Pen e i tedeschi dell'Afd. Nei giorni scorsi erano arrivati i no di Farage, Orban e dei polacchi del Pis 
TESTO: I sovranisti in Europa cambiano nome. L'attuale gruppo al Parlamento europeo Enf-Europa delle Nazioni e delle Libertà da domani si chiamerà 'Identità e democrazia'. E a presiederlo sarà il responsabile Esteri della Lega, Marco Zanni. Che subito lancia un messaggio: "L'Europa ha bisogno di un cambiamento radicale che abbandoni le logiche imposte da chi fino a oggi ha soltanto preso in giro i cittadini. Chi ha lacerato questa Unione non può vantare la pretesa di ricostruirla. Questo invece è il compito che da oggi spetta a noi". Poi però ha precisato: "Siamo il più grande gruppo euroscettico" del Parlamento, ma l'abbandono dell'euro e il ritorno alle valute nazionali "non è nel programma di questo gruppo, questo deve essere chiaro". Zanni, 32 anni di Lovere, in provincia di Bergamo, è al secondo mandato a Strasburgo. La Lega, che ha portato a Strasburgo 28 eletti, è la delegazione più numerosa del gruppo di cui fanno parte anche i francesi del Rassemblement National di Marine Le Pen e i tedeschi dell'Afd. Al momento la famiglia sovranista dispone di 73 deputati. Sul piano numerico, si tratta solo della quinta delegazione all'Europarlamento.
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TITOLO: Lady Marchisio si rilassa a Ibiza: lo scatto manda in tilt i follower
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OCCHIELLO: Claudio Marchisio ha lasciato la Juventus la scorsa estate e l'ha fatto amaramente dato che il "Principino" ha dedicato tutta la sua carriera al club bianconero. In undici anni tra Serie A, per dieci stagioni, e serie B, per un solo anno, il 33enne di Torino ha messo insieme 389 presenze, impreziosite da 37 reti. Marchisio ha lasciato il club di Co
TESTO: Claudio Marchisio ha lasciato la Juventus la scorsa estate e l'ha fatto amaramente dato che il "Principino" ha dedicato tutta la sua carriera al club bianconero. In undici anni tra Serie A, per dieci stagioni, e serie B, per un solo anno, il 33enne di Torino ha messo insieme 389 presenze, impreziosite da 37 reti. Marchisio ha lasciato il club di Corso Galileo Ferraris da vincente dato che ha messo in bacheca sette Scudetti, tre Supercoppe Italiane e quattro Coppe Italia. Il centrocampista, però, non si è stancato di vincere dato che con il suo Zenit ha vinto il titolo di campione al suo primo anno nell'ostico campionato russo. L'ex Juventus, inoltre, ha sfiorato due Champions League perse contro Barcellona e Real Madrid e si è laureato vice campione d'Europa con la nazionale nel 2012.Nella sua lunga carriera, la grande forza di Marchisio è stata la tenuta mentale e una vita da professionista sia in campo che nella vita privata. Il 33enne centrocampista ex Juventus, infatti, è sposato da anni con la moglie Roberta Sinopoli e a coronamento del loro amore sono nati anche due figli. La sexy coniuge del giocatore ex Empoli è molto attiva sui social e non perde tempo per postare foto e video della sua vita quotidiana su Instagram dove sta facendo letteralmente impazzire i suoi quasi 200.000 follower. La moglie di Marchisio, oltre a fare la mamma a tempo piena, è anche titolare di un ristorande di Sushi nei pressi di Torino, a Vinovo. Attualmente Roberta è in vacanza ad Ibiza e la sua ultima istantanea ha suscitato tante reazioni da parte dei suoi fan che hanno apprezzato lo scatto in costume da bagno.
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TITOLO: Di Maio: "Da Tria nessun no a flat tax"
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OCCHIELLO: Il vicepremier M5s torna sul vertice economico di ieri: "Salvini non ha partecipato su questioni più tecniche"
TESTO: "Io ieri non ho visto il ministro Tria che diceva no, la flat tax non si può fare o non si può contemplare alcun tipo di deficit". Lo chiarisce il vicepremier, Luigi Di Maio, parlando del vertice di ieri mattina con Tria, Conte e Salvini. "Quando l'incontro è finito - aggiunge ai microfoni di Radio Anch'io - ci siamo alzati tutti quanti, il ministro dell'Interno non ha partecipato dopo a questioni più tecniche che riguardavano altri ministeri". Giuseppe Conte e Giovanni Tria, hanno "pieno mandato" per trattare con l'Ue, ha assicurato Di Maio, nel giorno in cui il ministro dell' Economia partecipa a Lussemburgo alla riunione dell'Eurogruppo. "Ci siamo detti tutti che di manovre correttive non se ne fanno - continua - Noi investiamo sulla crescita e per fine anno, nella legge di bilancio, metteremo a posto tutto quello che c'è da mettere a posto. Non vogliamo tensioni clamorose con l'Ue ma al centro dobbiamo mettere sempre gli italiani, non i numerini".
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TITOLO: Rai e Radio Radicale, maggioranza si spacca in Parlamento. Su Foa salta intesa Lega-M5s
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OCCHIELLO: Caos in Vigilanza per l'uscita dei 5 stelle. Sui fondi all'emittente i leghisti votano col Pd. Anzaldi (Pd): "Maggioranza non c'è più". Di Maio: "Fatto gravissimo"
TESTO: Se fino a ieri sera sembrava che i due partiti di maggioranza avessero trovato la quadratura su Foa, questa mattina la seduta della commissione convocata alle 8 è stata sospesa, concludendosi con un nulla di fatto. Se ne riparlerà la prossima settimana. La seduta è partita male, con i 5 Stelle divisi a litigare fuori dell'aula e l'inizio dei lavori in ritardo. Se prima di entrare a palazzo San Macuto, il gruppo M5s aveva deciso di votare a favore dell'emendamento della Lega, una volta saliti in ascensore poi hanno cambiato idea. La seduta è stata, quindi, sospesa per 20 minuti perché la maggioranza non era presente e mancava il numero legale. Il gruppo M5s a quel punto è rientrato in Aula dicendo che avrebbe votato l'emendamento originale della Lega, ma dopo 30 secondi ha nuovamente cambiato idea ed è uscito dall'Aula. Di qui una nuova sospensione della seduta per mancanza del numero legale e le proteste di tutti gli altri commissari della Vigilanza. Secco il commento di Michele Anzaldi, componente del Pd della Vigilanza: "Vigilanza Rai: M5s-Lega divisi su Foa fanno saltare ancora seduta. Parlamento bloccato e umiliato, maggioranza per lavorare non c'è più: uniti solo da arroganza contro istituzioni colleghi e funzionari. Stupefacente che colleghi come Di Nicola e Paragone si accodino a tale vergogna".
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TITOLO: Torino, la famiglia Agnelli alla messa per Gabetti: John "Ti saresti divertito in queste settimane"
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OCCHIELLO: Alla Consolata in prima fila John Elkann, il fratello Lapo e il cugino Andrea
TESTO: “Le barche nei porti sono al sicuro ma non è quello per cui sono fatte. Penso proprio che queste ultime settimane, caro Gianluigi, ti sarebbero piaciute”. Con questo implicito riferimento alla vicenda Renault, John Elkann ha ricordato, alla preghiera dei fedeli, Gianluigi Gabetti. La famiglia Agnelli si è infatti ritrovata questa mattina alla Consolata per la messa di trigesima del manager scomparso il 14 maggio scorso a 94 anni. In prima fila, oltre al presidente di Fca John Elkann, il fratello Lapo, la sorella Ginevra, il cugino Andrea Agnelli con la madre Allegra, l’avvocato Franzo Grande Stevens, che con Gabetti ha avuto una lunga collaborazione professionale. La messa è presieduta dal rettore del santuario della Consolata, il canonico Giacomo Maria Martinacci. Alla messa hanno anche partecipato Allegra Agnelli, madre di Andea, Evelina Christillin con il marito Gabriele Galateri di Genola, presidente di Generali ed ex manager Fiat, il banchiere Gerardo Bragiotti e la famiglia Recchi. "Per me - ha ricordato Elkann, commosso - Gianluigi è stato non solo un maestro professionale ma soprattutto di vita mostrando come grande responsabilità può convivere con armonia familiare come dimostra l'affetto di cui è stato circondato da sua moglie, dai suoi figli, dai suoi nipotini". "Del tuo coraggio, della tua intelligenza e del sapere essere serio senza mai prendersi troppo sul serio ti saremo sempre riconoscenti", ha concluso.
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TITOLO: Siberia, trovata la testa di un lupo dell'era glaciale
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OCCHIELLO: Perfettamente conservata, apparteneva ad un esemplare del Pleistocene. Gli scienziati: "Ora capiremo di più sull'evoluzione del predatore"
TESTO: Per i ricercatori dell'Accademia la testa potrebbe sia raccontare nuovi dettagli sulla vita dei predatori di allora sia indicare la possibile presenza di uomini in quell'area, anche se quest'ultima possibilità è davvero remota. La testa è probabilmente mozzata a causa del ghiaccio, secondo gli scienziati, come già accaduto per altri ritrovamenti, ma ulteriori analisi serviranno ad escludere del tutto il fatto che possa essere opera di eventuali cacciatori. Per Albert Protopopov, paleontologo direttore del dipartimento, alcune parti del cranio sono più sviluppate rispetto ai lupi moderni e questa è "la prima volta che si trova la testa di un lupo adulto il cui tessuto molle è stato preservato per 40mila anni". LEGGI Lupo e caribù vissuto 50mila anni fa: i resti in Canada In passato altri animali, fra cui quattro cuccioli di lupo e cavalli, erano stati recuperati nella stessa area della Siberia ma nessuno così ben conservato grazie al permafrost. Un team di diversi scienziati siberiani, giapponesi e svedesi, sta ora ricostruendo un modello digitale del cervello e dell'interno del cranio per effettuare ulteriori studi e analizzare il Dna del lupo.
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TITOLO: Pd, scontro sulla Libia. Fronda contro la proroga della missione: "Quell'accordo fu un errore"
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OCCHIELLO: Torna, tra i dem, una divisione emersa già sul caso migranti quando Minniti era ministro dell'Interno. Orfini alla Camera e Verducci al Senato chiedono un intervento di Zingaretti: "Come possiamo rimandare i profughi sulle motovedette libiche in un Paese in guerra?"
TESTO: Orfini sostiene che la sua non è una posizione isolata. Alessandro Alfieri, senatore dem in commissione Esteri, ritiene invece che il gruppo sia unito sul sì. Nel testo sulla proroga delle missioni sono specificati i compiti a cui si impegna l'Italia: assistenza sanitaria, corsi di sminamento, formazione delle forze di sicurezza, assistenza nel controllo dell'immigrazione illegale, attività di capacity building, oltre al supporto alla Guardia costiera libica con "ripristino dei mezzi aerei e degli aeroporti libici originariamente demandati al dispositivo aereonavale Mare sicuro". Sempre Alfieri spiega: "Il Pd si batte per la piena attuazione degli accordi firmati il 2 febbraio 2017 dal governo Gentiloni che il governo attuale si è ben guardato dal perseguire limitandosi a consegnare le motovedette ai libici e a formare la guardia costiera". Aggiunge: "Gli accordi Gentiloni-Serraj prevedono un sistema articolato di interventi tra i quali spiccano l'adeguamento dei centri di accoglienza, la fornitura di medicinali e attrezzature mediche e l'assistenza sanitaria a i migranti illegali".
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TITOLO: Torino, volantini di Forza Nuova contro il Pride: "Mafia del Pd"
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OCCHIELLO: I manifestini sono stati affissi davanti a diversi circoli cittadini del partito. "Il popolo non ha più voglia di stare a guardarli mentre stuprano il futuro del nostro Paese". Il neopresidente Cirio: "Per il prossimo anno valuteremo"
TESTO: "Odi l'Italia e vuoi vedere il suo popolo morire definitivamente? Partecipa al Torino Pride 2019. Gay Pride=mafia del Pd". Sono i volantini comparsi tra ieri e oggi in alcune sedi cittadine del Partito Democratico a Torino per iniziativa di Forza Nuova. I volantini sono stati affissi davanti a circoli nelle zone della Crocetta, Mirafiori, Borgo San Paolo. "Collettivi studenteschi, partiti politici, sigle sindacali tutti uniti - si legge - a sostegno di una buffonata che offende l'intera città e la dignità umana. Siete succubi di logiche mondialiste malate che abbattono i diritti sociali del popolo, barattandoli per qualche capriccio che chiamate 'diritti civili'". E facendo riferimento a uno degli sponsor del Pride, un'agenzia di onoranze funebri, Forza Nuova conclude "il vostro destino è segnato: almeno lo sponsor ve lo siete scelto bene". "Abbiamo ricordato a questi nemici dell'Italia - scrive Forza Nuova in una nota - che il popolo non ha più voglia di stare a guardarli mentre stuprano il futuro del nostro Paese, eliminando i diritti sociali in cambio di qualche capriccio che chiamano 'diritti civili'". Immediata la replica di Francesca Druetti, del Comitato nazionale di Possibile: "Se ritengono con queste minacce idiote distribuite in giro di notte, di nascosto, di intimidire - dichiara Druetti - chi organizza il Pride e chi lo sostiene economicamente o con la propria adesione, si sbagliano di grosso". "Sabato - aggiunge - saremo in piazza, di giorno, alla luce del sole, cosa che evidentemente gli autori del volantino non possono permettersi, a chiedere diritti per tutti e tutte, e tutti i diritti, sociali e civili, perché come dovrebbe ormai essere chiaro, chi li contrappone li nega entrambi". "Il Pride - aggiunge Emanuele Busconi, portavoce di Possibile a Torino e attivista LGBTI+ - è una manifestazione fondamentale nella storia dei diritti e per la comunità tutta. Questi attacchi sono irricevibili, come anche la latitanza delle cariche istituzionali appena elette nei confronti di un evento che è evidentemente al centro dell'attenzione di chi semina odio". "A Torino e in tutta Italia - conclude Gianmarco Capogna, portavoce di Possibile LGBTI+ - non ci faremo intimidire da queste manifestazioni di odio e di omobitransfobia. Continueremo a lottare per i diritti di tutte e tutti e a manifestare con orgoglio. Soprattutto quest'anno che ricorre il 50 anniversario dai moti di Stonewall, che con l'apporto fondamentale delle persone trans hanno dato il via alla stagione delle rivendicazioni". Nella vicenda interviene anche il neo presidente della Regione Alberto Cirio. “I fondi per il Pride di quest’anno sono confermati, ovviamente. Per il futuro è per l’edizione 2020, incontrerò nelle prossime settimane il coordinamento, vedremo il loro programma e le idee che hanno e ci confronteremo”. Il presidente ne ha parlato a margine della presentazione del Festival Collisioni al circolo dei lettori, a cui ha partecipato nella sua prima uscita istituzionale da quando è stato proclamato presidente giovedì scorso. A creare il caso del Pride, era stato lunedì in Comune il capogruppo della Lega Fabrizio Ricca, appena eletto a Palazzo Lascaris in corsa per un posto nella squadra di Cirio in piazza Castello. “Fosse per me non vi avrei dato il patrocinio” ha detto Ricca durante l’audizione del coordinamento, contro la scelta di Pd e 5stelle avevano siglato un documento politico di sostegno al Pride e alle iniziative che organizza. Il Torino Pride aveva scritto ad Alberto Cirio settimane fa per avere rassicurazioni sul patrocinio. Finora il presidente non ha risposto, oggi ha però annunciato di essere disponibile a un incontro.
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TITOLO: Rai e Radio Radicale, maggioranza si spacca in Parlamento. Su Foa salta intesa Lega-M5s
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OCCHIELLO: Caos in Vigilanza per l'uscita dei 5 stelle. Sui fondi all'emittente i leghisti votano col Pd. Anzaldi (Pd): "Maggioranza non c'è più". Di Maio: "Fatto gravissimo"
TESTO: Se fino a ieri sera sembrava che i due partiti di maggioranza avessero trovato la quadratura su Foa, questa mattina la seduta della commissione convocata alle 8 è stata sospesa, concludendosi con un nulla di fatto. Se ne riparlerà la prossima settimana. La seduta è partita male, con i 5 Stelle divisi a litigare fuori dell'aula e l'inizio dei lavori in ritardo. Se prima di entrare a palazzo San Macuto, i pentastellati avevano deciso di votare a favore dell'emendamento della Lega, una volta saliti in ascensore hanno cambiato idea. La seduta è stata, quindi, sospesa per 20 minuti perché la maggioranza non era presente e mancava il numero legale. Il gruppo M5s a quel punto è rientrato in Aula dicendo che avrebbe votato l'emendamento originale della Lega, ma dopo 30 secondi ha nuovamente cambiato idea ed è uscito dall'Aula. Di qui una nuova sospensione della seduta per mancanza del numero legale e le proteste di tutti gli altri commissari della Vigilanza. Secco il commento di Michele Anzaldi, componente del Pd della Vigilanza: "Vigilanza Rai: M5s-Lega divisi su Foa fanno saltare ancora seduta. Parlamento bloccato e umiliato, maggioranza per lavorare non c'è più: uniti solo da arroganza contro istituzioni colleghi e funzionari. Stupefacente che colleghi come Di Nicola e Paragone si accodino a tale vergogna".
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TITOLO: La Finanza alla Fondazione Falcone. Acquisito l'elenco delle scuole invitate per il 23 maggio
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OCCHIELLO: Le intercettazioni di un'indagine di Caltanissetta hanno svelato le pressioni di un giudice per far entrare una classe al bunker, l'anno scorso
TESTO: Nel capo di incolpazione a Sidoti veniva già contestata la raccomandazione chiesta a Giammarva, per far partecipare una scolaresca alla manifestazione in ricordo delle vittime di Capaci. Così hanno scritto il procuratore Amedeo Bertone e la sostituta Claudia Pasciuti: “La vicenda, apparentemente banale, è in realtà estremamente significativa. Non solo perché evidentemente rileva in sé e per sé quale utilità di carattere morale percepita da Giuseppe Sidoti come remunerazione del servizio prestato alla 'Us Città di Palermo', ma anche in quanto è fortemente indicativa dell’atteggiamento di Giammarva nei confronti di Sidoti”. La Cassazione ha poi ridimensionato le contestazioni a Sidoti, ma resta quel brutto episodio attorno all'aula bunker, che riapre il dibattito sull'antimafia. Le intercettazioni del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo cominciano a entrare in fibrillazione il 3 maggio 2018, alle 7,15 del mattino. Sidoti chiama Giammarva: “Senti, io ti disturbavo per chiederti una cosa”, dice il giudice. “Tu non disturbi mai”, risponde l’allora presidente del Palermo. “Ancora ti parli con tua suocera? — esordisce il magistrato — Che appena ti vede ti assicuta a colpi di ligno direttamente”. Il tono della conversazione è scherzoso. “No, ancora no”, risponde Giammarva. Ed ecco la richiesta del giudice: “Ah, ancora no, vabbè. Senti, non è che sarebbe possibile fare partecipare la classe di. .. che è in prima media alle celebrazioni all’aula bunker quest’anno? ”. Giammarva non ha un solo momento di esitazione: “Certo che è possibile, te lo dico già io”. E il giudice prosegue con il suo tono scherzoso, ma soddisfatto: “Giammarva dispone e Maria Falcone esegue. Giusto? ”. E l’interlocutore risponde: “Esatto, esatto, così funziona”. È un crescendo. Un’altra battuta del giudice: “Dice Giammarva che se non c’è disponibilità mandano a fanculo un’altra classe e mettono quella nostra”. Giammarva non vuole contraddire in nulla il giudice: "Esattamente, esattamente". Poi, però, qualche problema ci fu. La mattina all’aula bunker era stata già organizzata, la sala era al completo. Ma il giudice amico doveva avere quei posti. “Informati, picchì sa a fari”, dice Giammarva alla moglie, Lucia Di Fresco. "Perché si deve fare". E anche questa intercettazione è finita nell’ordinanza del gip. “La Di Fresco rispondeva che non avrebbe dovuto dargli alcuna certezza — scrive la procura — ma Giammarva replicava di parlarne con sua madre (Maria Falcone, ndr) ”. Alla fine, non si sa come, spuntarono i posti per 24 studenti e per due insegnanti. Come il giudice voleva. “Si gioca la mia credibilità”, diceva Sidoti a Giammarva. La credibilità del giudice, riuscire a fare entrare una classe di studenti a una manifestazione antimafia.
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TITOLO: McCartney sono io: su Weekend parla Stella. E poi moda, cibo viaggi
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OCCHIELLO: Appuntamento in edicola gratis venerdì 14 con Repubblica
TESTO: “Da bambina passavo i pomeriggi nel guardaroba dei miei. Sono cresciuta guardando loro, con l'idea che fosse normale che uomini e donne condividessero i propri vestiti con noncuranza, oscillando tra gli eccessi glam e la tradizione sartoriale inglese”. I genitori di cui parla Stella McCartney, stilista 47enne, sono ovviamente Paul e Linda McCartney, icone pop per antonomasia. Su Weekend, in edicola gratis venerdì 14 con Repubblica, Stella parla di loro e di come nel 1997 fu la prima a imporre nel mondo il concetto di “moda ecosostenibile”. Oggi, madre di quattro figli e amata da star come Julia Roberts o Michelle Obama, sfila a Milano con una collezione ispirata proprio ai mitici Beatles e a Yellow Submarine. Ma su Weekend la moda racconta anche le nuove tendenze dello stile maschile per la primavera estate 2020, viste in anteprima a Pitti Immagine Uomo. Se invece siete degli inguaribili romantici buongustai, partite con noi per un giro d’Italia delle dieci migliori tavole con vista lago, dove provare ricette tradizionali, pesci poco noti e piatti creativi. Oppure regalatevi una gita a Capri, ma sorprendentemente lontano dai bagliori del lusso: esiste infatti una Capri nascosta, misteriosa e low cost, che Weekend visita assieme a voi.
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TITOLO: Sea Watch, la Libia offre un porto per la prima volta. La Ong: " Non sbarcheremo i naufraghi a Tripoli"
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OCCHIELLO: Salvini: "Muovono verso Tunisi". Ma l'ultimo tracciato mostra un cambio di rotta verso Lampedusa
TESTO: Dopo il rifiuto a sbarcare i 53 migranti soccorsi a Tripoli, così come indicato dalla guardia costiera libica, la Sea Watch sta facendo rotta a nord verso Lampedusa. Le condizioni meteo sono in peggiornamento e la Ong ha chiesto all'Italia un porto sicuro. Da Roma nessuna risposta ma il ministro Salvini proprio oggi pomeriggio ha firmato l'ennesima direttica con la quale dà mandato alle forze dell'ordine di diffidare la nave e inibirla ad entrare nelle acque territoriali italiane. Una lunga giornata che si è aperta con una novità assoluta. Per la prima volta la guardia costiera di Tripoli assegna ad una nave umanitaria un porto di sbarco in Libia. Una evidente provocazione ma anche una trappola visto che nessuna Ong porterebbe mai migranti indietro. "La Sea Watch non sbarcherà i naufraghi in Libia. Tripoli non è un porto sicuro. Riportare coattivamente le persone soccorse in un Paese in guerra, farle imprigionare e torturare è un crimine. E' vergognoso che l'Italia promuova queste atrocità e che i governi UE ne siano complici". E' Matteo Salvini ad aggiornare sui movimenti della nave. "Si sta muovendo verso la Tunisia". Ma l'ultimo tracciato mostra un cambio di rotta, da ovest verso nord, prua verso Lampedusa. Le acque territoriali italiane sono lontane poco meno di cento miglia. La Ong non conferma nulla sulla sua rotta. Ma il ministro dell'Interno, temendo che la nave possa dirigersi verso l'Italia, firma una nuova direttiva chiedendo ai comandi generali della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto di diffidare la nave se si dovesse presentare al limite delle acque territoriali e di intimare loro il divieto di ingresso e transito nelle acque territoriali. Alla Sea Watch, che ieri ha soccorso 53 migranti in zona Sar libica, le autorità hanno indicato questa mattina il porto di Tripoli, ma fin da subito era escluso che la Ong accettasse di portare i migranti indietro in un porto ovviamente non ritenuto sicuro. Probabilmente di concerto con l'Italia dopo l'approvazione del decreto sicurezza bis, per la prima volta la Libia ha offerto a una Ong un porto di sbarco sapendo già che l'indicazione non verrà seguita. E non a caso è proprio il Viminale a darne notizia annunciando che se la Sea Watch non dovesse obbedire si metterebbe nelle condizioni di dover essere sanzionata secondo le nuove norme previste dal decreto sicurezza bis. "La nave illegale, dopo aver imbarcato 52 immigrati in acque libiche, si trova ora a 38 miglia dalle coste libiche, a 125 miglia da Lampedusa, a 78 miglia dalla Tunisia e a 170 miglia da Malta. Le autorità libiche hanno assegnato ufficialmente Tripoli come porto più vicino per lo sbarco. Se la nave illegale Ong disubbidirà, mettendo a rischio la vita degli immigrati, ne risponderà pienamente", dice il ministro dell'Interno.
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TITOLO: Ex Ilva, i genitori di Taranto occupano la scuola vicino al Siderurgico: "I nostri figli in pericolo"
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OCCHIELLO: A scatenare la furia di alcune famiglie sono stati i nuovi dati rilevati dall'Arpa Puglia: nella parte più prossima all'edificio scolastico sono stati trovati diossine e pcb oltre quattro volte il limite consentito
TESTO: Occupata la scuola Deledda di Taranto. I genitori degli alunni iscritti all'istituto comprensivo del rione Tamburi che comprende anche la Vico e la De Carolis hanno forzato i cancelli e inscenato un presidio permanente all'interno dell'edificio a ridosso delle cosiddette "collinette ecologiche". A scatenare la furia di alcune famiglie sono stati i nuovi dati rilevati dall'Arpa Puglia nelle indagini dei terreni superficiali delle barriere artificiali erette negli anni '70 per dividere le case del quartiere dall'acciaieria dell'allora Italsider, poi Ilva e oggi Arcelor Mittal. Nella parte più prossima all'edificio scolastico sono stati trovati diossine e pcb fino a 45 nanogrammi per chilo, vale a dire oltre quattro volte il limite consentito di dieci. A leggere ai genitori degli alunni i numeri forniti dall'Arpa il 7 giugno scorso su richiesta del prefetto, sono stati i consiglieri comunali d'opposizione Vincenzo Fornaro e Massimo Battista. La comunicazione ha scatenato l'ira delle famiglie che hanno deciso di entrare nella scuola in attesa di risposte. "La nostra permanenza sarà ad oltranza fino a quando chi di competenza non verrà a portare risposte concrete, certe e verificabili rispetto all'inizio del nuovo anno scolastico che ad ora è completamente incerto. Ribadiamo assolutamente che non vogliamo spostare i nostri figli e le nostre figlie presso istituti che si trovano al di fuori dei Tamburi perché pretendiamo di vivere e restare liberamente nel nostro quartiere", scrivono in una nota. Quelle montagnette sono state sequestrate i mesi scorsi perché contengono metalli pesanti, fanghi e scarti di produzione del siderurgico, altamente inquinati e, potenzialmente, pericolosi per la salute di chi frequenta la scuola e dei residenti. Pericolo legato, però, solo al contatto con quei terreni. Motivo per cui il sindaco Rinaldo Melucci aveva ordinato la chiusura delle scuole e lo spostamento del personale e degli alunni in alte sedi, in attesa dei nuovi risultati, arrivati la scorsa settimana. "Il primo cittadino ha richiesto formalmente al prefetto - si legge in una nota del Comune - di riconvocare a stretto giro le autorità aventi titolo sulla complessa vicenda, al fine di valutare compiutamente l'esito delle citate analisi, comprendere la fattibilità della eventuale messa in sicurezza delle collinette, ragionare dunque della rimodulazione degli ulteriori interventi con risorse pubbliche previsti in quei plessi ed in fine stabilire se questi ultimi possano essere regolarmente aperti per l'inizio del prossimo anno scolastico". "Il sindaco - incalza Fornaro - aveva dichiarato di avere con sé la famosa pistola pronta a sparare e quindi a chiedere la chiusura delle fonti inquinanti. A fronte di questi dati è arrivato il momento di porre la firma su quel provvedimento.
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TITOLO: "Il sindaco di Corinaldo non rispetta le vittime della Lanterna Azzurra"
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OCCHIELLO: Lettera aperta dei genitori di Emma, morta nella strage, contro il primo cittadino
TESTO: A sei mesi dalla strage della discoteca di Corinaldo le famiglie delle vittime tornano a far sentire la loro voce e il loro dolore. Mentre l'inchiesta della procura di Ancona allarga il raggio delle responsabilità, non più soltanto ai gestori e proprietari della discoteca, ma anche a tutti coloro che avrebbero dato i permessi affinchè un magazzino agricolo venisse adibito a discoteca, ieri i genitori di Emma Fabini, 14 anni di Senigallia, morta nella strage, attaccano frontalmente il sindaco di Corinaldo. Nei giorni scorsi, i genitori di un'altra giovane vittima, Benedetta Vitali, avevano espresso tutta la loro amarezza per la lentezza di un'inchiesta che non è ancora riuscita a fare luce su quanto avvenuto alla "Lanterna Azzurra" la notte dell'otto dicembre 2018. Esprimendo anche un duro giudizio anche sulla presenza del rapper Sfera Ebbasta (che quella sera si sarebbe dovuto esibire nel locale ma non è mai arrivato) tra i giudici di XFactor. Il sindaco di Corinaldo è stato di recente indagato dalla procura di Ancona in qualità di presidente della commissione unificata di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Ma nei giorni scorsi, commentando la sua iscrizione del registro degli indagati, il sindaco Matteo Principi aveva detto: "Sono tranquillo del mio operato e di quello degli uffici comunali". Una affermazione a cui aveva risposto con durezza Donatella Magagnini, la mamma di Daniele Pongetti, uno dei ragazzi morti nella strage. "Vorrei avere la tua tranquillità signor sindaco, ci vuole un bel coraggio e una bella faccia ad affermare che avete fatto un buon operato tu e la tua commissione. Tutti voi sapevate che c'erano molte cose che non andavano lì". Ieri sono stati i genitori di Emma, Fazio Fabini e Angela Tempesta, a far sentire la loro voce, con una lettera aperta diffusa dal loro avvocato Luca Pancotti. "Se lei abbia una qualche responsabilità penale o civile in questa tragedia saranno i giudici a stabilirlo, ma da un punto di vista umano, ci permetta signor sindaco, lei ha mostrato una sensibilità inadeguata alla funzione e ruolo da lei ricoperto". "Circa sei mesi fa, come premio per i meritevoli risultati scolastici, abbiamo concesso a nostra figlia Emma il permesso di passare una serata nel locale Lanterna Azzurra, situato nel territorio di Corinaldo, paese di cui lei è sindaco - scrivono i genitori di Emma nella lettera - Il permesso è stato dato come giusta ricompensa per il suo esemplare comportamento". "Ebbene - ricordano Fazio Fabini e Angela Tempesta - da quella serata nostra figlia, così come altri quattro ragazzi ed una giovane mamma, non è più tornata. Da allora sei famiglie vivono nella disperazione, con il ricordo dei loro figli che meritavano di vivere la propria vita e di non vederla stroncare da questa assurda tragedia". "Ora leggiamo le interviste che lei ha rilasciato, nelle quali si dichiara sereno e tranquillo per il suo lavoro e quello dei suoi collaboratori. A noi francamente questa posizione sembra irrispettosa delle vittime e del dolore delle loro famiglie - sottolineano i genitori della ragazza - Aspetti almeno che sia la magistratura a svolgere il proprio lavoro", "Se lei abbia una qualche responsabilità penale o civile in questa tragedia saranno i giudici a stabilirlo, ma da un punto di vista umano, ci permetta signor sindaco, lei ha mostrato una sensibilità inadeguata alla funzione e ruolo da lei ricoperto", affermano ancora Fazio Fabini e Angela Tempesta. In serata la risposta del sindaco di Corinaldo, Matteo Principi. "Io la responsabilità morale la sento tutta, quando dico che sono tranquillo intendo che ho la coscienza pulita rispetto alle mie azioni. Il dolore è grande e non mi dò pace per quello che è successo".
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TITOLO: In Puglia invasione di pappagalli verdi: "Effetto della tropicalizzazione del clima"
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OCCHIELLO: Si tratta dei parrocchetti monaci della specie Myiopsitta Bonaparte, apparsi prima su un eucalipto della contrada Madonna delle Rose di Molfetta e ora arrivati dall'Alta Murgia a Bari. Coldiretti: "Gravi danni agli agricoltori"
TESTO: Con la tropicalizzazione del clima, Coldiretti Puglia denuncia "una invasione di pappagalli verdi nelle campagne che, dal primo insediamento a Molfetta, hanno preso possesso di città e campagne a Bisceglie, Giovinazzo, Palese, Santo Spirito, Bitonto, Bitetto, Palo del Colle, Binetto, Grumo Appula, fino a spingersi sull'Alta Murgia". Si tratta dei parrocchetti monaci della specie Myiopsitta Bonaparte, apparsi prima su un eucalipto della contrada Madonna delle Rose di Molfetta, poi si sono stabiliti costruendo nidi 'multifamiliari'. Si nutrono "di frutta, con una predilezione per le mandorle, dimostrando una straordinaria abilità nel beccare e rompere il guscio, estraendo il frutto e lasciando il mallo attaccato all'albero", spiega Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia: "Si sono moltiplicate le segnalazioni degli agricoltori", colpiti dai danni e dai loro "suoni acuti persistenti". Coldiretti sottolinea che "fanno il paio con i pappagalli gli storni che colpiscono particolarmente il settore olivicolo, con un danno fra il 30% e oltre il 60% soprattutto nelle zone a ridosso del mare, Adriatico e Jonio, dove gli agricoltori non hanno strumenti per arginare la presenza eccessiva e sono in progressivo aumento degli storni divenuti stanziali. Il caldo anomalo degli ultimi anni ha fatto convertire la specie protetta da migratoria a stanziale. Si sta sottovalutando un problema che alcune aree è veramente grave e ingestibile".
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TITOLO: Paestum, trovato un monumento dorico
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OCCHIELLO:  La scoperta durante i lavori di sfoltimento dell’erba alta attorno alle mura, nell’ambito degli interventi di riqualificazione dell’area
TESTO: Gli archeologi hanno scoperto capitelli, colonne, cornicioni e triglifi di un edificio dorico nella città dei templi. Il ritrovamento più sorprendente consiste in un pannello, probabilmente una metopa in arenaria, con tre rosette a rilievo: decorazione nota anche in altri edifici dell’area, realizzati tra sesto e quinto secolo avanti Cristo. Gli elementi architettonici sembrano appartenere ad un edificio di dimensioni minori, un tempietto o un portico (“stoà”), innalzato nella stessa fascia cronologica che interessa anche la Tomba del Tuffatore e il Tempio di Athena. I reperti presentano poi tracce di intonaco e pittura rossa. “La zona - spiega il direttore del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel - in passato ha restituito una stipe votiva, con statuette fittili di divinità femminili in trono e frammenti ceramici databili tra sesto e terzo secolo avanti Cristo. Si trova nelle vicinanze di quello che con molta probabilità era il “kerameikos” di Paestum, il quartiere artigianale dove si fabbricavano i famosi vasi dipinti della città”. Il Parco, fa sapere inoltre il direttore, contestualmente al recupero degli elementi che sono stati trasportati in deposito dove saranno sottoposti a una serie di analisi e interventi di consolidamento, ha informato il Direttore Generale per l’Archeologia, Gino Famiglietti e il Soprintendente delle province di Salerno, Avellino e Benevento Francesca Casule, per concordare una strategia di intervento e di indagine condivisa.
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TITOLO: Whirlpool Napoli, Di Maio: "Non sapevo che volessero cedere il sito"
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OCCHIELLO: Il vicepremier: "Tutti sapevano che lo stabilimento non se la cavava bene"
TESTO: "Che quello stabilimento era in condizione difficoltà lo sapevamo tutti", ha detto Di Maio ricordando che i lavoratori erano in solidarietà, ma rispondendo "assolutamente no" alla domanda se conosceva le intenzioni della azienda: "Sapevamo da sempre che lo stabilimento non se la cavava bene". "Nell'incontro di ieri è stato fatto un passo in avanti, non posso dire che è stato pienamente soddisfacente, perché Whirlpool ci ha detto che non vuole disimpegnarsi dallo stabilimento Napoli, quando prima aveva detto che se ne sarebbe andata. Su questo ripensamento penso che abbia inciso anche la mia decisione di ritirare gli incentivi che erano stati assegnati", ha concluso Di Maio. La deputata Pd Debora Serracchiani, capogruppo in commissione Lavoro, attacca: "Luigi Di Maio ha mentito ai lavoratori e ai cittadini sulla vicenda Whirlpool. E' stato costretto ad ammettere che sapeva della crisi dello stabilimento di Napoli, ben prima dell'annuncio fatto il 31 maggio dall'azienda. Lo ha fatto, come al suo solito, in tv. E senza alcun pudore ha mandato contemporaneamente il sottosegretario Durigon in commissione a dire l'esatto contrario! ".
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TITOLO: Arrestato un usuraio nel Salernitano: percepiva il reddito di cittadinanza
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OCCHIELLO: L'uomo, un pregiudicato, è stato denunciato da una vittima e bloccato mentre riscuoteva 200 euro in contanti
TESTO: Ufficialmente risultava indigente, e quindi aveva ottenuto anche il reddito di cittadinanza. In realtà praticava l'usura e per questo è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Sala Consilina, in provincia di Salerno. Si tratta di un pregiudicato 40enne del posto, bloccato dai militari dopo aver ricevuto dalla sua vittima duecento euro in contanti, rata di un cospicuo "credito". Dalle indagini condotte da militari, guidati dal capitano Davide Acquaviva, è emerso che il pregiudicato aveva prestato ad un ex imprenditore 41enne del Vallo di Diano mille euro, pretendendo dopo tre mesi la restituzione del triplo della somma. La vittima, in passato, vendendo diversi beni propri e dei suoi familiari, aveva saldato allo stesso usuraio un prestito di tremila euro lievitato nel corso di un semestre a circa diecimila euro. L'indagine, scaturita dalla denuncia della vittima, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Lagonegro (Potenza).
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TITOLO: Sardegna, scoppia il caso vitalizi per i consiglieri regionali
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OCCHIELLO: Massimo Zedda, ex sindaco di Cagliari: "E' la prima iniziativa legislativa del nuovo corso"
TESTO: A pochi giorni dal voto amministrativo in Sardegna riesplode il caso vitalizi in Consiglio regionale. A lanciare la palla infuocata è Massimo Zedda – ex sindaco di Cagliari - che guida l'opposizione di centrosinistra in Aula. Lo fa con un post su Facebook in cui allega le foto della bozza della prima proposta di legge del nuovo corso, con il presidente della Regione Christian Solinas (Psd'Az- Lega) che l'ha battuto alle regionali di febbraio. Il tema è, appunto, quello dei vitalizi. Vale a dire l'assegno di fine mandato per i sessanta onorevoli. Un tema spinoso e dibattuto, considerato simbolo dei privilegi della casta, additato come populista dai difensori. Di fatto ritenuto dalla Corte costituzionale "diritto inviolabile acquisito" per chi ha raggiunto l'agognato traguardo: una rendita a vita di 3-4mila euro al mese, abolita per gli eletti dal 2014 in poi. Sono invece pagati – attualmente – a chi ne ha appunto maturato il diritto fino a due legislature fa, circa trecento con una spesa annua pari a 17 milioni di euro. Ora, tornano come novità. Ed è la prima iniziativa legislativa del nuovo corso, sottolinea Zedda. Portata avanti con procedura d'urgenza. Una bozza illustrata ai capigruppo dal presidente del Consiglio regionale, il leghista Michele Pais sul "Ripristino, - scrive nel post - comunque lo si voglia giustificare e definire, degli assegni vitalizi da riconoscere ai consiglieri regionali". Il confronto con l'attualità, soprattutto economica, è da brivido: "Non la continuità territoriale, non la vertenza latte, non il porto canale di Cagliari, ma dopo tre mesi la prima legge è per le pensioni dei consiglieri regionali". E non manca di citare tra i protagonisti proprio il candidato per il centrodestra alle comunali a Cagliari, già consigliere regionale per Fratelli d'Italia, Paolo Truzzu. C'è la sua firma sulla proposta – con tutti i colleghi di maggioranza - non quella dei capigruppo d'opposizione. Da qui l'appello al voto per Francesca Ghirra, considerata sua erede – già assessora all'Urbanistica della sua giunta – vincitrice alle primarie di coalizione. Secondo la ricostruzione: "La spesa, a carico delle cittadine e dei cittadini, nel bilancio regionale, per il solo 2019 è pari a 1.149.984 euro, che si ripeterà per gli anni a venire di questa legislatura per un totale di 5.749.920 euro". Un tema caldo per Zedda che prima di diventare primo cittadino a 35 anni, era già stato consigliere regionale per Sel e, con un gesto simbolico aveva già rinunciato – con le dimissioni nel 2011– alla pensione da circa 1800 euro, diritto acquisito dopo appena due anni e mezzo tra i banchi. "Nella bozza – aggiunge Francesco Agus, capo gruppo di Campo Progressista – c'è pure il principio retroattivo. Finirebbe per avere il vitalizio anche chi resta tra i banchi tre, quattro mesi. Anche per chi è vittima dei ricorsi al Tar. Sembra proprio un assalto alla diligenza, prendiamo il possibile finché dura". Il riferimento è all'udienza del tribunale amministrativo chiamato a decidere sulla posizione di 15 consiglieri – di cui otto leghisti – che hanno usato l'adesione tecnica per la presentazione delle liste alle regionali. Un apparente cavillo che avrebbe potuto portare addirittura a nuovo voto in caso di approvazione. Ma i giudizi amministrativi si sono espressi per la bocciatura: tutto resterà così com'è. L'asse più combattivo e in linea è quello del Movimento 5 stelle, guidato dalla capogruppo Desirè Manca. D'altronde lo stesso Zedda a marzo aveva lanciato un'apertura inaspettata proprio nei confronti dei grillini. "Non siamo qui per regalarci privilegi – afferma con energia Manca – si tratta di una cosiddetta ‘indennità differita’. Si reintroduce così il diritto alla maturazione per tutti con cinque anni e la possibilità di abbassare l'età necessaria a 60 anni. Una volontà di ritorno al passato nascosta tra le pieghe del provvedimento che punta ufficialmente a tagliare le cifre con il sistema contributivo. Ma ad allargare – allo stesso tempo – la platea agli attuali e futuri onorevoli. A tarda serata la risposta della maggioranza, a nome del presidente del Consiglio regionale Pais è affidata a una nota istituzionale. Nessuna nuova proposta, sostiene. Bensì: "La proposta di legge che arriva all’esame della Prima commissione è la riproposizione letterale del testo che deriva dall’accordo Stato-Regioni in attuazione della Legge di Bilancio dello Stato e dalla Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali”. Eppure secondo Manca c'è una postilla che esclude proprio le regioni che hanno già tagliato. Sui tempi stretti cita il 30 giugno come data da rispettare per l'approvazione. E tenta di ribaltare la prospettiva, si tratterebbe di "equità sociale" per far rispettare: "Il principio di diritto in base al quale qualunque lavoratore, dall’operaio al professionista, e quindi anche il politico, debba ricevere un trattamento previdenziale in funzione a quanto versato". Tiepido il Pd, anche se non ha firmato. Mentre la maggioranza va avanti compatta: lunedì inizia l'iter in prima commissione. Intanto mentre si rincorrono i distinguo politici, ancora un annuncio su Facebook da parte di Massimo Zedda sull'utilizzo dei soldi pubblici. Nel cuore del post il tema della seconda proposta di legge illustrata sempre da Pais ai capigruppo: "il ripristino dei fondi ai gruppi". Quegli stessi fondi il cui utilizzo – non consono per la procura di Cagliari, ha portato all'apertura di due inchieste e il coinvolgimento di circa ottanta consiglieri, condanne e restituzione di denaro. "Non ci crederete, perché non potevo crederci neanche io e neanche i miei colleghi del gruppo, finché non ho visto il testo della seconda proposta di legge della XVI legislatura. La nuova bozza prevede il ripristino dei famigerati fondi ai gruppi". "la maggioranza di destra ritiene che la seconda priorità per la Sardegna sia quella di dare decine di milioni di euro ai gruppi consiliari". E i conti della serva: "La spesa? 60.000 euro circa a consigliere per 60 consiglieri, ogni anno, per 5 anni. Totale per la legislatura? 18 milioni di euro. Sommati ai vitalizi? Quasi 24 milioni di aumento di costi della politica".
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TITOLO: Carta d'identità al bimbo con due mamme, per sette mesi era stato un fantasma
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OCCHIELLO: Rovereto, il giudice impone al Comune di riconoscere le due donne: finora, anche quella che ha dato alla luce il bambino era stata esclusa dai suoi documenti. Con una serie di diritti negati a cascata, dalle vacanze all'iscrizione all'asilo nido
TESTO: Davide, bimbo di Rovereto figlio da due madri, ora lo sarà anche sulla carta d'identità, concessa - per ordine del giudice - dal Comune che per sette mesi lo aveva reso di fatto un bambino fantasma. È l'effetto di una sentenza che afferma un principio importante: un Comune deve rispettare un atto di stato civile emesso in un altro Comune, o sarebbe minata la coerenza del sistema. E ora che Davide ha una carta d'identità la sua storia merita di essere raccontata. II bimbo nasce a ottobre, fuori dalla Provincia di Trento, da due donne, di cui una è anche la madre partoriente. Il Comune di nascita emana l'atto che le riconosce entrambe. Tuttavia, essendo entrambe residenti a Rovereto, è qui che il bambino doveva essere registrato all'anagrafe come figlio loro. A novembre, le madri apprendono che il Comune si rifiuta di riconoscere quell'atto, ma apprendono anche il rifiuto riguarda anche la madre partoriente. A nulla servono le sollecitazioni: Davide non avrà mai una carta d'identità perché per il Comune è come se non esistesse. Senza un documento la famiglia non può viaggiare, non può fare vacanze in albergo. Sorgono problemi per la maternità con l'Inps, il passaporto ancora ad oggi è bloccato. Le donne perdono poi l'iscrizione al nido, perché alla scadenza di maggio il bambino "non risulta residente". Inevitabile il ricorso al giudice per tutelare Davide. Con decreto del 12 aprile 2019 il Tribunale di Rovereto, con parere favorevole della Procura e del giudice tutelare, accoglie gli argomenti del ricorso curato dall'avvocato Alexander Schuster. Il giudice chiarisce un punto fondamentale: non è concepibile che una persona abbia una famiglia e una identità in un Comune italiano e tutt'altra identità in un altro I registri dello stato civile devono essere coerenti. Per il Collegio roveretano "un soggetto non può avere status diversi nell'ambito del territorio nazionale". Mettere in discussione gli atti formati in Italia è competenza dei pubblici ministeri, non dei sindaci. Il Tribunale roveretano entra nel merito e afferma che correttamente sono state registrate due madri, perché nel diritto italiano il consenso dato dall'uomo convivente alla fecondazione eterologa della compagna gli impone di essere padre e assumersi le responsabilità di far nascere un bambino in quel modo. E lo stesso principio deve applicarsi al consenso della compagna convivente. Per i giudici "il diritto alla bigenitorialità e al mantenimento dello status di figlio deve essere quindi riferito alla coppia genitoriale, qualunque essa sia". La vicenda, mai resa pubblica fino ad oggi, si è conclusa con una decisione divenuta ora definitiva e ieri è arrivata finalmente la carta d'identità. Per le due mamme, "potevamo immaginare che il Sindaco di Rovereto potesse obiettare al riconoscimento della co-madre, non essendo mai stato vicino a famiglie come le nostre, ma mai avremmo immaginato che si arrivasse a negare a nostro figlio anche la madre che lo ha portato in grembo. È rimasto un fantasma in Italia per sette mesi. Non poter accedere al nido, non poter identificare un neonato alla reception di un hotel, rapportarsi con Inps e Polizia vedendo l'imbarazzo dei funzionari di fronte ad un minore senza genitori sulla carta: situazioni orribili per giovani genitori che, come noi, hanno le loro famiglie di origine fuori Provincia". E proseguono: "Comune, ministero dell'Interno e Avvocatura dello Stato sanno che siamo famiglie felici e cercano di toglierci l'unica cosa che ci rimane: la serenità". Per Schuster "questa situazione inedita mostra i paradossi di un diritto che ignora la realtà e pretende di relegare all'inesistente chi vive in carne ed ossa. Abbiamo trattato in quest'ultimo anno decine di situazioni simili, ma in nessuna parte d'Italia mi era capitato un sindaco che rifiutasse una regola presente in ogni epoca: non si può negare alla donna che ha partorito e che vuole accudire suo figlio di essere madre. La gravità è tale che valuteremo un'azione di risarcimento danni". Il testo del decreto è pubblicato in forma anonima sul sito dello studio legale, www. schuster. pro.
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TITOLO: La carica dei nuovi rettori, ventuno università cambiano il Magnifico
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OCCHIELLO: Ancora decisiva Medicina, ma crescono gli economisti ai vertici. L'Aquila perde l'informatica Inverardi e alla Sant'Anna di Pisa s'insedia una studiosa della sanità: le donne al comando restano solo sei su sessantuno. A settembre lo scontro di Roma Tor Vergata, La Sapienza si...
TESTO: Nel Nord-Est si sono rinnovati tre atenei. Il 22 maggio l'Università di Verona ha proclamato, largamente, Pier Francesco Nocini, chirurgo maxillofacciale di 62 anni. Non sarà semplice sostituire Nicola Sartor, che ha impresso sull'accademia un'impronta internazionale. A Udine Roberto Pinton, ordinario padovano di Chimica agraria, a 63 anni è diventato il nono rettore dell'università. In questo Paese dove la maggior parte dei Magnifici si è laureato nell'ateneo che poi è andato a dirigere, un udinese ora regge l'Università di Trieste. E' Roberto di Lenarda, 53 anni, odontoiatra che nel 2016 ha portato in Friuli il programma di Odontoiatria sociale pubblica. La sua elezione è in discontinuità con il precedente rettorato. Sull'altra sponda settentrionale, il Nord-Ovest, il ricambio delle cariche ha toccato l'Università di Torino. Il medico Stefano Geuna, 59 anni, è il nuovo rettore, eletto negli ultimi due giorni di maggio. Succede a Gianmaria Ajani ed era dal 1984 che a Torino non veniva eletto un medico. "Le idee precedono i bilanci", ha detto quando si è insediato. In Toscana la celebre Scuola normale superiore di Pisa, andata alle elezioni con la crisi di Vincenzo Barone e della sua idea di esportare la Normale a Napoli, ha detto "sì" al matematico Luigi Ambrosio, 56 anni, candidato unico noto per i suoi contributi alla teoria geometrica della misura. Alla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, invece. l'economista della sanità Sabina Nuti, 60 anni, segue e sostituisce Pierdomenico Perata: è la seconda rettrice alla Sant'Anna dopo Maria Chiara Carrozza (poi ministra con Enrico Letta premier). In Emilia Romagna il professor Carlo Adolfo Porro (Scienze biomediche, fisiologo, 64 anni) è diventato il primo professore di Unimore, l'Università di Modena e Reggio confederata: ha preso l'82 per cento dei voti. Maurizio Oliviero, 52 anni, ordinario di Diritto pubblico comparato, con il sostegno degli amministrativi e un accordo con lo sfidante Fausto Elisei ha preso la carica all'Università di Perugia. Sconfitto nel 2013, era al secondo tentativo. Nelle Marche c'è stato il rinnovo dell'Università Politecnica, sede centrale ad Ancona. Ed è passato alla prima Gian Luca Gregori, 58 anni, anche qui candidato unico. Già prorettore, Gregori è docente di Marketing e Business Marketing. Ha ottenuto il 94 per cento dei consensi tra docenti, tecnici-amministrativi e rappresentanti degli studenti.
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TITOLO: Migranti, la Sea Watch 3 al confine delle acque italiane
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OCCHIELLO: L'imbarcazione della ong ha chiesto un porto sicuro all'Italia dopo aver rifiutato l'approdo in Libia. Salvini: "La nave ciondola nel Mediterraneo e gioca sulla pelle dei migranti, la loro è una sfida politica"
TESTO: ROMA - Questa volta la diffida a rimanere lontana dalle acque italiane è stata notificata con grande anticipo direttamente dalla sala operativa di Roma della guardia costiera italiana. Giunta all'alba al limite delle acque territoriali, la Sea Watch 3 ha preso a pendolare in attesa di ulteriori istruzioni anche da parte del governo olandese di cui la nave umanitaria batte bandiera. Ovviamente è escluso che il Viminale conceda il porto sicuro, così come la Ong ha chiesto ieri dopo aver rifiutato di seguire le indicazioni della Guardia costiera libica che le aveva ordinato di sbarcare a Tripoli i 53 migranti soccorsi 24 ore prima in zona Sar libica. "La Libia non è un porto sicuro", ha risposto il comandante che ha poi deciso di volgere la prua verso Lampedusa e chiedere all'Italia l concessione del porto sicuro mentre il ministro Salvini la accusava di essere una "nave illegale" e di "sequestrare i migranti" che avrebbero dovuto essere riportati a Tripoli, un porto che ancora ieri l'Unhcr e l'Oim hanno indicato come non sicuro invitando le autorità a fornire alla Sea Watch una diversa destinazione. "La Sea Watch ciondola nel Mediterraneo e gioca sulla pelle degli immigrati, nonostante abbia chiesto e ottenuto un porto da Tripoli. Stiamo assistendo all'ennesima sceneggiata: dicono di essere i buoni, ma stanno sequestrando donne e bambini in mezzo al mare. Per loro, porti chiusi! ", ha ribadito stamattina Matteo Salvini.
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TITOLO: Nas nei ristoranti etnici, la metà è irregolare
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OCCHIELLO: Controlli dei carabinieri anche nei locali che offrono la formula "all you can eat". Cibi scaduti e scarsa igiene. La ministra Grillo: "Non si può mettere a rischio la salute per praticare prezzi stracciati"
TESTO: ROMA - Cibi scaduti, scongelati e ricongelati, mancato rispetto delle norme igieniche, etichette incomprensibili, importazioni vietate. I controlli dei Nas dei Carabinieri in tutta Italia su ristoranti etnici e depositi di alimenti provenienti dall'estero hanno accertato irregolarità in 242 strutture, quasi la metà dei locali ispezionati. L'incidenza è maggiore nel settore della ristorazione, specie negli "all you can eat": nel 48% dei locali sono state trovate irregolarità. Chiuse o sospese 22 attività, riscontrate 477 violazioni di legge e sequestrate 128 tonnellate di cibo. Irregolarità anche nel 41% dei controlli a grossisti e depositi di alimenti etnici. Sequestrate 128 tonnellate di prodotti ittici, carnei e vegetali per irregolarità e non idonee al consumo perché prevalentemente privi di tracciabilità ed in cattivo stato di conservazione, per un valore di 232mila euro. I Nas hanno trovato magazzini abusivi di stoccaggio dei prodotti, cucine mantenute in pessime condizioni igienico-sanitarie, ambienti mancanti dei minimi requisiti sanitari, strutturali e di sicurezza per i lavoratori. Sono stati applicati provvedimenti di chiusura o sospensione dell'attività per 22 imprese commerciali per un valore di 5,3 milioni di euro. Complessivamente sono state contestate 477 violazioni penali ed amministrative, deferiti all'Autorità giudiziaria 23 operatori del settore alimentare, mentre altri 281 sono stati sanzionati per infrazioni amministrative per 411mila euro. In ambito penale i reati maggiormente riscontrati, in totale 27, sono stati la frode in commercio e la cattiva conservazione degli alimenti. "Particolare attenzione è stata riservata agli esercizi di ristorazione veloce e a quelli che adottano la formula "all you can eat" per accertare che mantengano i livelli essenziali di corretta prassi igienica e la fornitura di materie prime idonee ad assicurare un livello accettabile di sicurezza per il consumatore", ha spiegato il generale di divisione dei carabinieri Adelmo Lusi. "Il piano di controlli - ha aggiunto - è stato realizzato con una metodologia finalizzata alla verifica del rigoroso rispetto delle procedure di preparazione, conservazione e somministrazione degli alimenti, dello stato igienico e strutturale dei locali di ristorazione e degli esercizi di vendita al dettaglio di prodotti preconfezionati, del mantenimento della catena del freddo soprattutto in relazione ai cibi da mangiare crudi, estendendo la vigilanza anche ai canali di importazione e distribuzione delle derrate alimentari e delle materie prime provenienti da Paesi esteri, gestiti da aziende di commercio all'ingrosso, di deposito e di trasporto". "Ben vengano le cucine etniche, a tutti piace il sushi, ma 'all you can eat' non può fare rima con rischio di intossicazione alimentare: le regole valgono per tutti. Non si mette a rischio la salute dei cittadini con pratiche illegali per mantenere i prezzi stracciati", ha detto il ministro della Salute Giulia Grillo commentando l'operazione. "Spesso manca la conoscenza del nostro sistema di regole che è tra i più avanzati a livello mondiale e su questo bisogna lavorare - ha aggiunto - grazie ai nostri carabinieri che fanno luce su un settore di grande richiamo soprattutto per i più giovani".
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TITOLO: Caos procure, Lotti a Zingaretti: "Mi autosospendo dal Pd". Il segretario dem: "Grazie per gesto di responsabilità"
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OCCHIELLO: L'ex ministro in un lungo post rivolge un attacco interno al partito: "Zanda chiede di andarmene? Lui coinvolto in pagine buie". Calenda: "Ha fatto ciò che doveva"
TESTO: Luca Lotti, coinvolto nell'inchiesta sulle procure si autosospende dal Pd con un post su Facebook in cui attacca alcuni esponenti del partito, fra cui Luigi Zanda. "Gesto di grande responsabilità" è la risposta del segretario Nicola Zingaretti. Nel post Lotti scrive: "Caro segretario, apprendo oggi dai quotidiani che la mia vicenda imbarazzerebbe i vertici del Pd. Il responsabile legale del partito mi chiede esplicitamente di andarmene per aver incontrato alcuni magistrati e fa quasi sorridere che tale richiesta arrivi da un senatore di lungo corso già coinvolto - a cominciare da una celebre seduta spiritica - in pagine buie della storia istituzionale del nostro Paese". "I fatti - dice - sono chiari. Tu li conosci meglio di altri anche perché te ne ho parlato in modo franco nei nostri numerosi incontri. Ma io, caro segretario, non partecipo al festival dell'ipocrisia. Sono nato e cresciuto come uomo di squadra. E non so immaginarmi in altro ruolo. Per questo l'interesse della mia comunità, il Pd, viene prima della mia legittima amarezza. Ti comunico dunque la mia autosospensione dal Pd fino a quando questa vicenda non sarà chiarita. Lo faccio non perché qualche moralista senza morale oggi ha chiesto un mio passo indietro. No. Lo faccio per il rispetto e l'affetto che provo verso gli iscritti del Pd, cui voglio bene e perché voglio dimostrare loro di non avere niente da nascondere e nessuna paura di attendere la verità".
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TITOLO: Sardegna domenica alle urne per le amministrative. A Cagliari assenti i 5Stelle. Si vota anche a Sassari e Alghero
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OCCHIELLO: In tutto 28 i Comuni coinvolti, per un totale di 390mila cittadini. La sfida più attesa nel capoluogo regionale dove si sceglie il successore di Zedda. E sarà importante capire come si schiereranno gli elettori M5S 
TESTO: Ultimo giorno di campagna elettorale in Sardegna per le amministrative di domenica 16 giugno, mentre ancora tiene banco la polemica sul tentativo di ripristinare i vitalizi regionali. Poi il giorno del silenzio e quello del voto (urne aperte dalle 7 alle 23). L'eventuale ballottaggio sarà l'ultima domenica di giugno, il 30. Per la Lega sarà un nuovo test dopo il successo alle Europee in Sardegna. Le sfide più attese sono: Cagliari, Sassari e Alghero. In tutto 28 i comuni (trencentonovantamila elettori, centocinquamila nel capoluogo regionale) che vanno verso il rinnovo di consiglio comunale e del sindaco, altri due - oltre alle tre città - hanno più di 15mila abitanti, sono Sinnai e Monserrato nella cintura cagliaritana. Per loro varrà il voto disgiunto: per un candidato e per una lista avversaria. Sul fronte preferenze si possono indicare due nomi - della stessa lista, purché di sesso differente. Assente, ed è la quinta volta consecutiva, il piccolo comune Austis, nel Nuorese: ci sarà ancora un commissario.
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TITOLO: Paestum, trovato un monumento dorico
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OCCHIELLO:  La scoperta durante i lavori di sfoltimento dell’erba alta attorno alle mura, nell’ambito degli interventi di riqualificazione dell’area
TESTO: Gli archeologi hanno scoperto capitelli, colonne, cornicioni e triglifi di un edificio dorico nella città dei templi. Il ritrovamento più sorprendente consiste in un pannello in arenaria, probabilmente una metopa, con tre rosette a rilievo: decorazione nota anche in altri edifici locali, realizzati tra sesto e quinto secolo avanti Cristo. Gli elementi architettonici sembrano appartenere ad un edificio di dimensioni minori, un tempietto o un portico (“stoà”), innalzato nella stessa fascia cronologica che interessa anche la Tomba del Tuffatore e il Tempio di Athena. I reperti presentano poi tracce di intonaco e pittura rossa. “La zona - spiega il direttore del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel - in passato ha restituito una stipe votiva, con statuette fittili di divinità femminili in trono e frammenti ceramici databili tra sesto e terzo secolo avanti Cristo. Si trova nelle vicinanze di quello che con molta probabilità era il “kerameikos” di Paestum, il quartiere artigianale dove si fabbricavano i famosi vasi dipinti della città”. Il Parco, fa sapere inoltre il direttore, contestualmente al recupero degli elementi che sono stati trasportati in deposito dove saranno sottoposti a una serie di analisi e interventi di consolidamento, ha informato il direttore generale per l’Archeologia, Gino Famiglietti e il Soprintendente delle province di Salerno, Avellino e Benevento Francesca Casule, per concordare una strategia di intervento e di indagine condivisa.
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TITOLO: Torvaianica, trovati due corpi carbonizzati in un'auto
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OCCHIELLO: Sarebbero un uomo e una donna. Il ritrovamento in via San Pancrazio, non lontano dal lungomare
TESTO: I due cadaveri erano seduti in auto, uno davanti e l'altro dietro, anche l'auto era completamente bruciata. La Ford Fiesta appartiene alla madre di Maria C. 45 anni, e l'anziana, da cui sono partite le indagini, ha raccontato ai carabinieri di aver prestato la sua vettura alla figlia la sera precedente e di non avere avuto più sue notizie. Solo dopo parecchie ore si è arrivati all'identificazione anche dell'altra vittima, un uomo che frequentava la famiglia della donna. Maria C. da anni conviveva con un compagno che per ore è stato ascoltato in caserma. L'uomo, rappresentante di vernici e carrozziere, con la vittima ha avuto una figlia di 13 anni che in questi giorni sta facendo gli esami di terza media. Nessun aiuto per risolvere il giallo potrà arrivare dalle telecamere della villetta vicina al punto in cui l'auto è stata ritrovata. "Proprio ieri hanno smesso di funzionare - ha spiegato la proprietaria - e comunque non registravano. Le altre sono invece finte".
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TITOLO: La carica dei nuovi rettori, ventuno università cambiano il Magnifico
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OCCHIELLO: Ancora decisiva Medicina, ma crescono gli economisti ai vertici. L'Aquila perde l'informatica Inverardi e alla Sant'Anna di Pisa s'insedia una studiosa della sanità: le donne al comando restano solo sei su sessantuno. A settembre lo scontro di Roma Tor Vergata, La Sapienza si...
TESTO: Nel Nord-Est si sono rinnovati tre atenei. Il 22 maggio l'Università di Verona ha proclamato, largamente, Pier Francesco Nocini, chirurgo maxillofacciale di 62 anni. Non sarà semplice sostituire Nicola Sartor, che ha impresso sull'accademia un'impronta internazionale. A Udine Roberto Pinton, ordinario padovano di Chimica agraria, a 63 anni è diventato il nono rettore dell'università. In questo Paese dove la maggior parte dei Magnifici si è laureata nell'ateneo che poi è andata a dirigere, un udinese ora regge l'Università di Trieste. E' Roberto di Lenarda, 53 anni, odontoiatra che nel 2016 ha portato in Friuli il programma di Odontoiatria sociale pubblica. La sua elezione è in discontinuità con il precedente rettorato. Sull'altra sponda settentrionale, il Nord-Ovest, il ricambio delle cariche ha toccato l'Università di Torino. Il medico Stefano Geuna, 59 anni, è il nuovo rettore, eletto negli ultimi due giorni di maggio. Succede a Gianmaria Ajani ed era dal 1984 che a Torino non veniva scelto un medico. "Le idee precedono i bilanci", ha detto nel discorso di ringraziamento. In Toscana la celebre Scuola normale superiore di Pisa, portata alle elezioni dalla crisi di Vincenzo Barone e della sua idea di esportare la Normale a Napoli, ha detto "sì" al matematico Luigi Ambrosio, 56 anni, candidato unico noto per i suoi contributi alla teoria geometrica della misura. Alla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, invece. l'economista della sanità Sabina Nuti, 60 anni, segue e sostituisce Pierdomenico Perata: è la seconda rettrice alla Sant'Anna dopo Maria Chiara Carrozza (sarà ministra, quest'ultima, con Enrico Letta premier). In Emilia Romagna il professor Carlo Adolfo Porro (Scienze biomediche, fisiologo, 64 anni) è diventato il primo professore di Unimore, l'Università di Modena e Reggio confederata: ha preso l'82 per cento dei voti. Maurizio Oliviero, 52 anni, ordinario di Diritto pubblico comparato, con il sostegno degli amministrativi e un accordo con lo sfidante Fausto Elisei ha preso la carica all'Università di Perugia. Sconfitto nel 2013, era al secondo tentativo. Nelle Marche c'è stato il rinnovo dell'Università Politecnica, sede centrale ad Ancona. Ed è passato alla prima Gian Luca Gregori, 58 anni, anche lui candidato unico. Già prorettore, Gregori è docente di Marketing e Business Marketing. Ha ottenuto il 94 per cento dei consensi tra docenti, tecnici-amministrativi e rappresentanti degli studenti.
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TITOLO: Il capo dei giovani padani Andrea Crippa eletto vice di Salvini: ideò la protesta al Museo egizio
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OCCHIELLO: La nomina ufficializzata durante il consiglio federale del partito. Il deputato, già leader del movimento giovanile della Lega, è stato anche portaborse del vicepremier a Bruxelles
TESTO: Lo ha annunciato lo stesso Salvini durate una conferenza stampa al temine del Consiglio federale del Carroccio che si è svolto nella sede di via Bellerio, a Milano. Una nomina attesa per dare un segno di rinnovamento del partito. "Qui accanto a me c'è il parlamentare che da oggi è mio vice segretario federale con delega all'organizzazione, da Nord a Sud", ha detto il vicepremier. Originario della Brianza (nato a Monza ma vive a Lissone, di cui è stato consigliere comunale di opposizione), 33 anni, Crippa affiancherà gli altri due vice - tra i consiglieri più ascoltati di Salvini, Giancarlo Giorgetti e Lorenzo Fontana - Sempre per la cronaca, contro la polemica sollevata da Crippa la direzione del Museo Egizio aveva esposto querela alla Procura della Repubblica di Torino. Dopo due mesi, però, arrivo la richiesta di archiviazione per il leader del movimento giovanile della Lega. Prima dell'esperienza con Salvini, Crippa ha collaborato con il papà mobiliere nell'azienda di famiglia in Brianza.
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TITOLO: Naomi Campbell molto hot nel deserto
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OCCHIELLO: Quarantanove anni appena compiuti ed un fisico pazzesco: per Naomi Campbell il tempo sembra essersi fermato agli anni "90 quando, all"apice della sua carriera da top model, calcava le passerelle più prestigiose del mondo.La Venere Nera ce ne ha dato prova nelle scorse ore quando ha mandato letteralmente in tilt la rete postando uno scatto che la r
TESTO: Quarantanove anni appena compiuti ed un fisico pazzesco: per Naomi Campbell il tempo sembra essersi fermato agli anni ’90 quando, all’apice della sua carriera da top model, calcava le passerelle più prestigiose del mondo. La Venere Nera ce ne ha dato prova nelle scorse ore quando ha mandato letteralmente in tilt la rete postando uno scatto che la ritrae completamente nuda tra le dune sabbiose del deserto. Col fisico tonico e asciutto, l’ex compagna di Liam Payne ha posato per British Vogue in Kenya mettendo in mostra un lato b da urlo e un profilo praticamente perfetto. Checchè se ne dica, Naomi resta ancora una delle donne più belle del mondo alla soglia dei 50 anni. La sua alimentazione sana, e la sua spasmodica attenzione alla linea stanno facendo dei miracoli su un corpo splendido già di per sè. Non a caso continua ad essere cercata ed a posare per le più importanti case di moda del mondo.
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TITOLO: Vitalizi, Sicilia e Trentino non rispettano l'accordo sui tagli: ora rischiano la stangata
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OCCHIELLO: Il ministero degli Affari regionali ha trasmesso l'elenco dei consigli che hanno approvato entro la scadenza concordata con lo Stato (il 30 maggio)  le leggi che riducono gli assegni ai politici "in pensione". Per le amministrazioni non in regola il 20 per cento dei...
TESTO: In realtà, nelle due Regioni è forte l'opposizione alle nuove regole. Soprattutto nell'isola, dove il presidente dell'Assemblea, il forzista Gianfranco Micciché, ha più volte definito "una follia" il recepimento delle delibere che già alla Camera e al Senato hanno adeguato l'importo degli assegni al sistema contributivo, con tagli ai vitalizi fino al 50 per cento. Anche in Sicilia - dove si paga il maggior numero di vitalizi (320) e la spesa supera i 18 milioni di euro - sono in particolar modo i 5 Stelle a premere per l'adozione del provvedimento, ma la strategia di un fronte maggioritario e trasversale è quella di fare una legge più morbida di quella indicata dall'intesa Stato-Regioni, con il rischio (voluto) di un'impugnativa da parte del governo e dunque di una pronuncia della Corte costituzionale. In attesa del giudizio della Consulta, la sanzione (da oltre 50 milioni di euro solo per la Sicilia) non potrebbe essere applicata. In ogni caso, la parola passa al ministero dell'Economia, cui gli Affari regionali hanno inviato l'elenco delle Regioni in regola e di quelle inadempienti. Sarà il dicastero di Tria a stabilire tempi e modalità della minacciata "stangata" per chi resiste al taglio dei vitalizi.
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TITOLO: Ciampino, ricattarono con foto hard candidata sindaco durante campagna elettorale: tre indagati
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OCCHIELLO: Fotomontaggi a luce rossa che ritraevano nuda Daniela Ballico, inviati a Salvini e Tajani. Una manovra dell'altra candidata per il Comune per screditare la sindacalista che poi si è aggiudicata il ballottaggio
TESTO: Un porno-ricatto compiuto da una donna ai danni di un'altra donna. Da una candidata a sindaco ai danni di un'altra candidata a sindaco. Nel pieno della campagna elettorale. Questo il quadro emerso dalle indagini del commissariato di Marino, partite dopo la denuncia dell'attuale primo cittadino di Ciampino, la sindacalista Daniela Ballico. E la Procura della Repubblica di Velletri ha indagato l'ormai ex aspirante sindaco Gabriella Sisti, che non è riuscita neppure ad arrivare al ballottaggio, il marito di quest'ultima, Elio Addessi, e un collaboratore, Vincenzo Piro, con le accuse di furto, ricettazione, diffamazione e attentato contro i diritti politici del cittadino. Nel maggio scorso, quando ormai la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Ciampino volgeva al termine, Ballico, candidata del centrodestra unito, denunciò di aver subito un porno-ricatto. Spuntò fuori una storia di cellulari e pc rubati, fotomontaggi, strani messaggi fatti circolare sui social network e della diffusione di un carteggio, con immagini particolari, per colpire l’aspirante primo cittadino. “Non sono mai stata coinvolta in qualche scandalo o in situazioni disdicevoli. Stanno cercando di infangarmi perché forse temono che possa diventare sindaco”, aveva dichiarato la sindacalista. Ballico è poi andata al ballottaggio con il candidato sindaco del centrosinistra, ha vinto e ora è arrivata anche la svolta nell'inchiesta, in cui è finita sotto accusa la civica Sisti. Immagini, conversazioni tra Ballico e un suo collaboratore, e documenti prelevati dal telefonino e dal computer rubati sono stati utilizzati per preparare quello che doveva essere un colpo micidiale alla campagna elettorale dell'attuale primo cittadino. Un dossier recapitato, tramite un corriere, a numerose persone, tra cui big della politica come Matteo Salvini, Claudio Durigon, Lorenzo Cesa, Antonio Tajani, Pino Cangemi e il segretario dell'Ugl, Paolo Capone. Con tanto di fotomontaggi a luci rosse, in cui Ballico compariva senza veli. Gli investigatori prima hanno identificato l'autore delle spedizioni di quel materiale, che sarebbe stato Piro, come accertato analizzando anche immagini catturate da alcune telecamere di sorveglianza. Poi le accuse anche a Sisti e Addessi, ex consigliere comunale di Ciampino, responsabile locale dell'Udc e ora impegnato in Regione Lazio, che secondo gli inquirenti avrebbe contattato alcuni leghisti per cercare di far rimuovere Ballico, minacciando che se invece l'avessero lasciata come candidata a sindaco del centrodestra lui avrebbe tappezzato i muri di Ciampino con il materiale utilizzato per il porno-ricatto. Dopo il ballottaggio gli investigatori hanno quindi perquisito le abitazioni dei tre indagati, sequestrando telefonini e computer, ed è così emersa la svolta nell'inchiesta. Le indagini vanno però avanti e gli inquirenti stanno cercando di scoprire eventuali complici.
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TITOLO: Di Maio-Zanda, botta e risposta sulla donazione di De Benedetti
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OCCHIELLO: La risposta della direzione di Repubblica: l'Ingegnere da due anni ha solo un incarico onorario nel gruppo Gedi
TESTO: Luigi Di Maio va all'attacco del tesoriere del Pd Luigi Zanda per la donazione di 15 mila euro ricevuta da Carlo De Benedetti. "Sarebbe grave se fosse vero" dice di Maio. "Grave che l'editore di uno dei principali quotidiani del Paese (e non solo) finanzi un alto dirigente di un partito, in questo caso il Pd. E poi vengono a parlarci di libertà di stampa? ". Pronta la replica di Zanda: "Di Maio scopre, come è suo solito, l'acqua calda. Il contributo di De Benedetti (che da tempo non è più l'editore dell'Espresso avendone ceduto il controllo ai figli), alla mia ultima campagna elettorale è stato regolarmente comunicato e compare nei bollettini delle Camere. Forse a Di Maio dà fastidio anche la trasparenza". Zanda annuncia poi querela contro il vicepremier per le affermazioni relative al suo ddl sugli stipendi dei parlamentari. Da due anni Carlo De Benedetti è presidente onorario del gruppo Gedi: nessun incarico operativo. A parte questo dettaglio, esistono testate nelle quali l'editore può finanziare chi preferisce senza minimamente influenzare la linea del giornale. Si chiama libertà di stampa, un valore che Luigi Di Maio sembra ignorare (c. v.)
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TITOLO: La gestione delle migrazioni: respingimenti e rimpatri contro accoglienza. Quale modello?
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OCCHIELLO: A Reggio Calabria la XXI Conferenza Europea della Fondazione Rodolfo De Benedetti: in programma, la presentazione di studi e ricerche su conseguenze ed effetti dei due alternativi approcci alla gestione delle migrazioni attualmente sperimentati nel mondo. Il confronto tra...
TESTO: REGGIO CALABRIA - Tornare ai fatti e ai numeri dell'immigrazione per affrontare il tema con metodo scientifico e non sulla base di percezioni e paure evocate. È questo l'obiettivo della XXI Conferenza Europea della Fondazione Rodolfo De Benedetti (Rdb), iniziata questa mattina a Reggio Calabria. In programma, la presentazione di studi e ricerche su conseguenze ed effetti dei due alternativi approcci alla gestione delle migrazioni attualmente sperimentati nel mondo: le politiche di deterrenza, basate su rimpatri e respingimenti, e quelle di accoglienza. Un dibattito assolutamente attuale oggi, in Europa in generale e in Italia in particolare, dove il "Decreto Sicurezza" voluto dal ministro dell'Interno Salvini ha rappresentato una brusca virata da un sistema basato sull'accoglienza a politiche di pura deterrenza. A chiudere la giornata di dibattito, sarà invece una tavola rotonda con l'ex ministro dell'Interno, Marco Minniti, e l'ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, per la prima volta a confronto dopo l'inchiesta che ha travolto il "sistema Riace" e lo smantellamento del borgo dell'accoglienza disposto dal Viminale di Salvini. "Con rammarico assente per la prima volta in più di vent'anni di attività della Fondazione" il presidente Carlo De Benedetti ha comunque voluto affidare a Tito Boeri un proprio messaggio per spiegare perché Rdb abbia deciso di concentrarsi sulla gestione dei flussi migratori di richiedenti asilo e rifugiati. Un tema caldo ma non nuovo per la Fondazione, che alla questione già in passato ha dedicato progetti scientifici, raccolte dati ed eventi pubblici, tutti - spiega nel suo messaggio De Benedetti - con un minimo comune denominatore: "la volontà di affrontare temi rilevanti di politica economica con metodo scientifico, contribuendo così ad un dibattito informato ed evidence - based". Nell'Italia dominata da ostilità verso i migranti e paure strumentalmente evocate si tratta di un approccio in controtendenza che a partire "da fatti e numeri dell'immigrazione vuole gettare le basi per un dibattito serio e saldamente ancorato alla realtà". In Italia, nel giro di pochi mesi, l'approvazione del Decreto sicurezza ha significato una brusca inversione di tendenza. "Il governo - afferma De Benedetti nella sua introduzione - ha ridotto drasticamente le risorse destinate a misure di accoglienza e integrazione, senza una vera valutazione dell'efficacia dell'assetto precedente". Risultato, una politica dell'emergenza permanente. "Ci stiamo allontanando da un modello di accoglienza caratterizzato da una vera e propria strategia di integrazione sociale e lavorativa dei rifugiati per abbracciarne uno di "servizio minimo", basato sull'offerta di alloggio e sussistenza". A pagarne le conseguenze- è la previsione del presidente di Rdb- sarà l'Italia del futuro, in termini di bassi tassi di partecipazione alla forza lavoro e segregazione sociale degli immigrati, come tutti quelli che si vedranno negato il diritto di essere legittimamente accolti come rifugiati. E i dati, sebbene parziali, confermano tale previsione. Nell'ultimo anno - spiega Boeri - sono state respinte 45mila domande di richiesta asilo, ma i rimpatri sono stati solo 5mila. Risultato, circa 40mila stranieri costretti ad una condizione di clandestinità sul territorio italiano, dunque privati del diritto di lavorare, affittare casa, accedere a servizi in modo regolare. Di fatto, costretti all'illegalità. Un trend che con le attuali politiche di respingimento e chiusura è destinato solo ad aumentare, costringendo all'illegalità un sempre maggior numero di persone. Sulle possibili alternative si ragionerà anche sulla base degli elementi offerti da interventi, studi e relazioni presentati in giornata. Ad aprire la discussione Herbert Brücker (Institute for Employment Research, Germany), Yuliya Kosyakova (Institute for Employment Research, Germany), Jens Hainmüller (Standford University), Dominik Hangartner (University of Zurich) e Philipp Jaschke (Institute for Employment Research, Germany). Al centro del loro intervento, il rapporto "Refugees in Germany and their occupational perspectives: Novel evidence from the IAB-BAMF-SOEP-refugee survey". Discusso da Ian Preston (University College London), lo studio illustrerà i risultati di una recente survey sui rifugiati in Germania, su cause dei movimenti migratori, rotte migratorie, livelli di istruzione ed esperienza professionale dei rifugiati, valori e comportamenti, grado di integrazione nel mercato del lavoro tedesco e nel sistema di formazione. A seguire, sarà invece Theresa Beltramo dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, a relazionare su un progetto di raccolta dati in un campo rifugiati in Kenya, realizzato da Banca Mondiale e UNHCR in collaborazione con il governo keniota. Nel pomeriggio, Francesco Fasani (Queen Mary University of London e Fondazione RDB) e Tommaso Frattini (Università degli Studi di Milano) presenteranno la ricerca "Border Enforcement and Refugees in Europe", incentrata sul tema delle politiche di controllo dei confini e i flussi migratori di migranti e rifugiati verso l'Europa, discussa poi da Giovanni Mastrobuoni (Collegio Carlo Alberrto). La chiusura è affidata invece a Tito Boeri (Università Bocconi & Fondazione RDB) chiamato a moderare la tavola rotonda cui parteciperanno Gian Carlo Blangiardo (Presidente ISTAT), Mimmo Lucano (ex sindaco di Riace) e Marco Minniti (ex ministro dell'Interno, oggi deputato).
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TITOLO: Migranti, Sea Watch: "Noi non riporteremo nessuno in Libia"
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OCCHIELLO: La nave, con a bordo 52 migranti, è a 15 miglia dall'isola di Lampedusa. L'Ong: "Una persona ci ha raccontato di essere stato costretto a seppellire cadaveri per preparare il centro di detenzione alla visita di operatori esterni"
TESTO: "Ho appena firmato il divieto di ingresso, transito e sosta alla nave Sea Watch 3 nelle acque italiane, come previsto dal Nuovo Decreto Sicurezza. Ora il documento sarà alla firma dei colleghi ai Trasporti e alla Difesa: stop ai complici di scafisti e trafficanti". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Noi non riporteremo mai nessuno in Libia", ribadisce la portavoce della Ong Sea Watch Giorgia Linardi, ripetendo quanto il comandante aveva già detto ieri, ovvero sia che "la Libia non è un porto sicuro", dicendo così di volgere la prua verso Lampedusa e chiedere all'Italia la concessione del porto sicuro mentre il ministro Salvini la accusava di essere una "nave illegale" e di "sequestrare i migranti" che avrebbero dovuto essere riportati a Tripoli, un porto che sia l'Unhcr che l'Oim hanno indicato come non sicuro invitando le autorità a fornire alla Sea Watch una diversa destinazione. "Le persone a bordo ci hanno raccontato di aver trascorso lunghi periodi di detenzione in Libia - continua Linardi in un video postato su Twitter - e di aver subito vessazioni inenarrabili. Una persona ci ha raccontato di essere stato costretto a seppellire cadaveri per preparare il centro di detenzione alla visita di operatori esterni cercando di renderlo più presentabile. Anche il più piccolo dei naufraghi che ha solo 12 anni è stato imprigionato, senza un valido motivo. Un'altra persona ha raccontato di essere stata venduta ed ha lavorato come servo per riconquistarsi la libertà e partire per mare. Molte persone raccontano di essere state riportate indietro. Un altro naufrago ci ha raccontato di aver assistito all'uccisione di un familiare con un colpo di kalashnikov sempre mentre era in detenzione. Noi non riporteremo mai nessuno in un Paese in cui avvengono queste cose e ci aspetterremmo che i nostri Governi si impegnassero perché questo non avvenga invece di alimentare la spirale del traffico". La nave Sea Watch 3 con a bordo 52 migranti, è a 15 miglia dall'isola di Lampedusa. Da due giorni è in acque internazionali. Le questione, per la portavoce della Commissione Ue, Natasha Bertaud, si risolve in partenza: "Tutte le navi con bandiera europea devono seguire le regole internazionali e sulla ricerca e salvataggio in mare, che significa che devono portare le persone in un porto che sia sicuro. La Commissione ha sempre detto che queste condizioni non ci sono attualmente in Libia". Quanto allo sbarco, "in generale la Commissione non ha le competenze per decidere se e dove" può avvenire, rimarca Bertaud, "è una questione sotto la responsabilità del Centro nazionale di coordinamento di soccorso marittimo (Mrcc), che ha in carico le operazioni". l Centro di coordinamento dei soccorsi di Roma manderà a bordo della nave Sea Watch 3 i medici per un controllo sanitario in assistenza dei 52 naufraghi soccorsi tre giorni fa a largo delle coste libiche. "A seguito delle comunicazioni della Sea Watch 3, da 3 giorni in mare senza l'indicazione di un porto sicuro, Mrcc Roma ha annunciato un controllo medico in assistenza ai naufraghi. Ci stiamo avvicinando alla posizione dell'incontro, in acque internazionali davanti a Lampedusa", ha scritto l'Ong su Twitter. Nel pomeriggio, dieci persone sono state autorizzate a sbarcare a Lampedusa. I migranti che saranno trasferiti sull'isola con una motovedetta della Guardia Costiera sono sette persone che necessitano di cure mediche e tre accompagnatori.
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TITOLO: Amanda: "Guede uccise Meredith, io trattata da mostro volevo suicidarmi. Vorrei incontrare il pm. In Italia ho paura"
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OCCHIELLO: La Knox si sfoga al festival della giustizia penale di Modena. Assolta 4 anni fa per l'omicidio Kercher del 2007. Il legale della famiglia: "Perché calunniò Lumumba?"
TESTO: "Per me a vent'anni quel pm era come un mostro con un solo obiettivo, distruggere la mia vita. So che questa immagine di lui è sbagliata. Sono stati i media ad aiutarmi a rendermene conto. Nel documentario di Netflix non ho visto un cattivo, un mostro, ma un uomo con motivazioni nobili, che voleva rendere giustizia a una famiglia in lutto. Un giorno mi piacerebbe incontrare Minnini - ribadisce Amanda Knox - e spero che, se ciò accadrà, anche lui riesca a vedere che anche io non sono un mostro, ma semplicemente Amanda" "Sono sorpreso. Prendo atto delle dichiarazioni di Amanda Knox - dice Mignini all'Adnkronos - io non volevo distruggere nessuno, ho fatto le indagini valutando tutti gli elementi e non c'era nessuna ostilità. Adesso sono magistrato e fra un anno andrò in pensione. Non mi occupo più di questa vicenda, quello che dovevo dire l'ho detto in requisitoria, io non ho mai avuto nessun rancore verso chicchessia" Con Raffaele Sollecito "siamo stati marchiati dai titoli dei giornali, per sempre colpevoli. Io sarò sempre legata alla tragedia della morte della mia amica. Vengo insultata ogni volta che parlo della sua morte. Come se il fatto di essere viva fosse un affronto a Meredith". "Sono grata ai Kercher per l'amore che hanno infuso in Meredith, un'amicizia che ho vissuto per troppo poco. Meredith ha avuto giustizia? No, perché non ha vita. Mi dispiace per la famiglia Kercher. Mi dispiace per loro. Il sistema giudiziario ha fatto quello che ha potuto. L'assassino è in carcere e per questo si può avere soddisfazione". "A vent'anni io ero una ragazza felice e vivace e sono stata costretta a trascorrere da sola quegli anni, in carcere, in un ambiente disumano, malsano e imprevedibile. Tutti i membri della mia famiglia hanno visto sconvolte le loro vite: prestiti e fondi pensionistici per pagare la mia difesa. I miei familiari erano autorizzati a vistarmi per sei ore al mese. Una volta mio padre è venuto", "non ce la facevo più. Ero così stanca dalla paura, dall'incertezza. Ho cominciato a singhiozzare, mio padre mi ha abbracciato". Così Amanda Knox ha ripercorso la sua detenzione commuovendosi più volte. "Ho implorato mio padre, gli ho pregato di salvarmi anche se sapevo che lui era impotente quanto lo ero io. Gli avvocati avevano detto che potevano passare anni prima della libertà e lui ha cominciato a piangere e allora ho capito quanto fosse grave la situazione" "Se ho tratto beneficio economico dall'essere qui? No, non sono stata pagata per esserci. A ripagarmi è stato questo invito". Amanda ha risposto così alla domanda sulle polemiche in merito a suoi presunti guadagni a seguito del caso Meredith Kercher. "Posso dire che molte persone hanno preso profitto dalla mia storia. Ci sono tanti autori della mia vita ma io sono solo una". Successivamente Knox ha ribadito la sua innocenza con forza, sul palco del Forum Monzani: "Raffaele ed io non c'eravamo in quella casa. Io non c'ero e lui nemmeno. Non avevamo fatto niente e non sapevamo. Mi dispiace che dobbiamo ripeterlo sempre - ha concluso -: significa, ogni volta che mi viene chiesto, che la mia risposta non conta nulla in realtà". Amanda Knox è giunta al Forum Monzani di Modena, entrando da un ingresso secondario che le ha permesso di evitare i numerosi cronisti e fotografi che erano in attesa del suo arrivo. La Knox interviene al dibattito sul tema 'Il processo penale mediatico'. Ieri, in platea, si era mostrata infastidita per i flash dei fotografi per poi sciogliersi in commozione nel pomeriggio quando ha ascoltato le testimonianze di alcune vittime di errori giudiziari.
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TITOLO: Pd, Zingaretti vara la segreteria. Il capogruppo renziano al Senato Marcucci attacca: "Unica matrice identitaria"
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OCCHIELLO: ll leader dem annuncia le nomine. Una squadra "derenzizzata". Critiche dagli uomini dell'ex premier. Intanto l'area Giachetti si riunisce ad Assisi. E lancia l'affondo: "Il nuovo corso? Giustizialismo insopportabile"
TESTO: Intanto ad Assisi è in corso il raduno della corrente di Roberto Giachetti. Che si apre con l'affondo di Luciano Nobili, presidente dell'associazione Sempre Avanti. "Si parla di nuovo Pd, Zingaretti ci spieghi come funziona: vedo tanta nostalgia del passato, uno sguardo indietro alle 'gioiose macchine da guerra. Non vedo novità, solo un vecchio, insopportabile giustizialismo", dice. Un attacco al "giustizialismo" a poche ore dal passo indietro di Luca Lotti, coinvolto nel caso Csm, nelle intercettazioni sul mercato delle nomine per la procura di Roma e non solo. Nobili, che parla avendo accanto Roberto Giachetti e Anna Ascani - protagonisti alle ultime primarie del ticket contro Zingaretti e Martina - dice anche: "L'unica cosa nuova nel Pd è una minoranza che non fa il fuoco amico su chi ha vinto il congresso, diversamente dal passato. Ma la nostra lealtà ha un limite che si chiama pazienza".
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TITOLO: Temptation Island comincia con una coppia che scoppia alla prima puntata
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OCCHIELLO: A breve "Temptation Island", in versione "not important people", riaprirà i battenti e al timone del programma di Canale 5 ci sarà il conduttore Filippo Bisciglia. Ventuno sono i giorni che le coppie di fidanzati dovranno trascorrere nell'isola delle tentazioni per mettere in gioco il loro amore.Tredici donne single e tredici tentatori cercherann
TESTO: Dai profili social del programma di Maria De Filippi è stata rivelata la data d'inizio della nuova avventura televisiva. Il prossimo 24 giugno, potremo infatti assistere alle presentazioni dei nuovi protagonisti di Temptation Island. E, stando alle prime anticipazioni tv, il docu reality sui tradimenti potrebbe partire con una coppia che scoppia alla prima puntata. Al momento non ci è dato sapere né il motivo della rottura né i nomi dei due presunti "sfidanzati". Il sito-web di Davide Maggio ci anticipa che nel primo appuntamento del format verrà chiesto un falò di confronto-lampo per la vociferata coppia scoppiata. Per saperne di più, non ci resta che attendere il via al gioco delle tentazioni. Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale. it su Facebook?
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TITOLO: Napoli, si è suicidato il professore indagato per abusi su due studentesse
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OCCHIELLO: È finita nel modo più drammatico possibile la vicenda del docente del liceo "Giambattista Vico" di Napoli arrestato nei giorni scorsi con la pesante accusa di violenza sessuale su due studentesse.Oggi pomeriggio, infatti, il professore ha posto fine alla sua vita sparandosi un colpo di pistola. L"uomo, agli arresti domiciliari nella sua abitazion
TESTO: È finita nel modo più drammatico possibile la vicenda del docente del liceo “Giambattista Vico” di Napoli arrestato nei giorni scorsi con la pesante accusa di violenza sessuale su due studentesse. Oggi pomeriggio, infatti, il professore ha posto fine alla sua vita sparandosi un colpo di pistola. L’uomo, agli arresti domiciliari nella sua abitazione a Quarto, probabilmente non ha retto alla vergogna seguita all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare. Gli inquirenti stanno conducendo accertamenti per individuare come il docente si sia procurato l’arma con la quale si è suicidato. Sul posto è andato il pm di turno Gennaro Damiano. Vincenzo Auricchio, di 53 anni, insegnava matematica ed era una figura molto stimata sia dal capo d’istituto che dalla preside. Dall’inizio dello scandalo, anche alcuni genitori e studenti avevano espresso il loro sostegno all’insegnante. Da indagini era emerso che il professore da alcuni mesi aveva intrattenuto una relazione con una ragazza del Liceo Vico e di averne avviata una seconda con un'altra studentessa. L’uomo si era difeso affermando di non avere mai inviato i messaggi alle ragazze e negando le due relazioni. Auricchio, inoltre, aveva ipotizzato che qualcuno avesse usato il suo tablet lasciato incustodito in classe.
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TITOLO: Coppia carbonizzata in auto a Torvaianica, compagno della vittima: "Ieri ho incontrato tre persone"
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OCCHIELLO: Si attendono gli esiti dell'autopsia per avere la conferma sull'identità dei due cadaveri, un uomo e una donna, trovati all'interno di un'auto. Intanto il compagno di lei ha ricostruito agli inquirenti i suoi spostamenti
TESTO: Proseguono le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati sul giallo di Torvaianica, dove ieri mattina due cadaveri carbonizzati sono stati ritrovati all'interno di una Ford Fiesta di colore grigio. I corpi, stando a una prima ricostruzione dei militari, sarebbero quelli di Maria Corazza, 45enne di Pomezia e di Domenico Raco, amico di famiglia. Lui è stato trovato nel sedile davanti, lei in quello posteriore. I carabinieri al momento non escludono alcuna pista, compresa quella dell'omicidio-suicidio. Ma sarà l'autopsia a dare una risposta certa sull'identità delle vittime e sulla causa della morte. Intanto, dopo un'audizione durata un'intera giornata, Maurizio D. N., 55 anni, compagno della donna, è tornato a casa. Secondo quanto si apprende, avrebbe ricostruito nel dettaglio le prime ore della mattinata di ieri.
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TITOLO: Le otto regole per le vacanze sicure: il vademecum della polizia postale per evitare le truffe online
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OCCHIELLO: Fotografie vere e non prese dal web, pagamenti solo su Iban tracciabili, occhio ai prezzi troppo bassi per il luogo scelto: come trovare la casa vacanze giusta sulle piattaforme immobiliari
TESTO: Otto regole d'oro per evitare le truffe sul web tra case vacanze, hotel sul mare, cottage di montagna. Perché a volte la distanza tra quello che ci viene mostrato sui siti e quello che poi davvero troviamo arrivati a destinazione è enorme. E se a volte si tratta 'solo' di immagini molto più curate della realtà, il rischio di vere truffe è sempre dietro l'angolo. Ecco perché la polizia postale, con l'Unione consumatori e con la piattaforma Subito. it ha elaborato un vademecum per scegliere in sicurezza: secondo i dati del Politecnico di Milano, infatti, nel 2018 il turista 'non digitale' è in via di estinzione, visto che solo il 2% degli italiani tra i 18 e i 75 anni non ha usato Internet per le attività relative alla sua ultima vacanza, scegliendo metodi tradizionali come le agenzie viaggio o il passaparola. Prima regola: controllare che le fotografie che descrivono l'immobile scelto - che sia una casa, una villa al mare, una baita di montagna - siano vere. "Per verificare la coerenza e veridicità tra immagini e case, utilizzare un motore di ricerca web di immagini su cui caricare le foto presenti nell’annuncio e controllare che non si tratti di foto da repertorio ma di scatti di una casa reale". Seconda regola: controllare che le descrizioni siano il più complete possibili. Come? "Per capire se l’immobile e la zona (distanza dal mare, posizione centrale…) corrispondono alla descrizione fatta nell’annuncio, cercare la strada indicata sulle mappe disponibili nel web e, una volta trovato il luogo esatto, visualizzarlo tramite satellite". Terza regola: contattare direttamente chi ha fatto l'annuncio attraverso la chat del sito immobiliare prescelto, chiedendo informazioni e foto aggiuntive sull'immobile e, se possibile - anche se è sempre più raro - farsi dare un numero di telefono fisso. Quarta regola: diffidare dagli affaroni. "Per capire se un prezzo è alto, basso o adeguato è opportuno fare una ricerca sulla zona tramite la piattaforma in cui è presente l’annuncio, utilizzando anche un motore di ricerca e controllando se il prezzo non è troppo basso e quindi effettivamente in linea con la località e la struttura della casa". Quinta regola: il contatto diretto. "Per verificare che tutto sia regolare, incontrare ove possibile l’inserzionista per una visita della casa e per consegnare l’importo dovuto di persona". Sesta regola: "La richiesta di una caparra è legittima, purché non superiore al 20% del totale". Settima regola: occhio ai furti di identità. "Non inviare documenti personali: carta d'identità, patente o passaporto non devono mai essere condivisi in quanto potrebbero essere utilizzati per fini poco leciti". Ottava e ultima regola: quella sui pagamenti. "Effettuare pagamenti solo su Iban o tramite metodi di pagamento tracciato: l'Iban bancario deve essere riconducibile a un conto corrente italiano che è possibile verificare tramite strumenti come 'IBAN calculator'.
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TITOLO: Carlo Conti a ruota libera: "Avevo il posto in banca, ma lo ho lasciato"
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OCCHIELLO: Domenica 16 giugno è in arrivo su Rai Tre, in seconda serata, la nuova edizione di Ieri e Oggi. Carlo Conti torna alla conduzione di uno fra i programmi più longevi e amati dal grande pubblico e per l"occasione è stato intervistato da Il Corriere. In una lunga intervista il celebre conduttore parla dei suoi esordi, di lavoro, di famiglia e del l
TESTO: Domenica 16 giugno è in arrivo su Rai Tre, in seconda serata, la nuova edizione di Ieri e Oggi. Carlo Conti torna alla conduzione di uno fra i programmi più longevi e amati dal grande pubblico e per l’occasione è stato intervistato da Il Corriere. In una lunga intervista il celebre conduttore parla dei suoi esordi, di lavoro, di famiglia e del legame che ha con Pieraccioni e Panariello. "Sono i miei fratelloni. Nessuno di noi avrebbe immaginato che quei ragazzetti con scarsi mezzi che cercavano di sfondare nel mondo dello spettacolo, alla fine avrebbero raggiunto i propri obbiettivi – esordisce Carlo Conti -. Quando ho conosciuto Pieraccioni conducevo un programma per dilettanti. Lui si è presentato come comico. Era il 1982. Un paio di anni dopo arriva Panariello che faceva le imitazioni di Renato Zero. Erano bei tempi. Non eravamo pagati, ma ci avevano dato spazio in tv". Carlo Conti ha sempre avuto le idee ben chiare: "La frenesia di arrivare? No. C’era solo il gusto di fare questo mestiere. Sapevo già che la direzione artistica era nelle mie vene". Prima di debuttare nel mondo dello spettacolo aveva un lavoro diversissimo, con tanto di posto fisso, ma non era la direzione che Carlo Conti avrebbe voluto intraprendere. "Lavoravo in una banca, ma decisi di lasciare. Mia madre svenne quando aveva saputo le mie intenzioni. Il merito però era tutto suo – afferma -. Mi ha cresciuto facendomi capire che nella vita non ci si deve mai accontentare. Capì che facevo sul serio quando nel 1998 condussi In bocca al lupo". Nell’intervista Carlo Conti rivela anche il suo rapporto con il successo e la famiglia: "L’affetto del pubblico non è mai mancato. Ho dimostrato solo chi ero e cosa sapevo fare. Mio figlio Matteo? È lo spettacolo più bello".
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TITOLO: "Sulla pelle dei migranti", così Salvini ribalta le parole dell'accoglienza
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OCCHIELLO: Non solo decreto sicurezza bis: la strategia del ministro dell'Interno per bloccare le ong passa anche da una nuova propaganda. Ora dice che Sea-Watch "sta attuando un sequestro", e sta "giocando con la vita delle persone". La stessa accusa fu mossa a lui dal Tribunale dei...
TESTO: ROMA - Se hai vinto le elezioni al grido di “fuori i migranti dall’Italia”, e da ministro dell’Interno hai trattenuto senza motivo in mare per 140 giorni 2.443 naufraghi che chiedevano un porto di sbarco, e hai quindi festeggiato con un tweet ogni recupero effettuato dalla Guardia costiera libica che ne riportava un po’ nei centri di detenzione, ebbene devi avere uno straordinario senso dell’umorismo per metterti poi ad accusare la Sea-Watch di “sequestro di persona”, rimproverandola di “giocare con vite umane”. Evidentemente, Matteo Salvini ce l'ha. Da quando la ong tedesca ha recuperato in mare 52 naufraghi mercoledì scorso, infatti, il ministro ha improvvisamente cambiato registro rispetto alla modalità di gestione delle precedenti crisi. Obbedendo a un’inedita strategia comunicativa che cerca di mistificare la ragione e ribaltare il rapporto di causa ed effetto, il ministro ha rovesciato su Sea-Watch le stesse identiche accuse che questa ha sinora mosso contro di lui. Un gioco di specchi che inaugura o cerca di inaugurare una nuova narrazione di ciò che accade nel Mediterraneo Centrale, funzionale a giustificare e in parte a occultare il reale scopo della manovra a tenaglia con cui sta cercando di stritolare le ong del mare. La tenaglia funziona più o meno così: invece di comportarsi come una milizia fuori controllo impegnata in operazioni di intercettazione dei gommoni (come capitato fino ad oggi), la Capitaneria di porto libica – eterodiretta dall’Italia, presente nel porto di Tripoli con la Capri in ruolo di regia - finge di collaborare con le ong. E assegna loro, per la prima volta dopo un anno di silenzio, un “porto sicuro”. Nel caso dell’ultimo soccorso di Sea-Watch, Tripoli. La mossa è scaltra, e pone gli equipaggi di volontari di fronte a un bivio: obbedire all’ordine e riportare i migranti nei luoghi di tortura e morte da cui sono appena scappati; disobbedire e fare rotta verso il porto sicuro più vicino. Ad esempio a Lampedusa, in Europa. Dove però ad attenderle ci sono, da oggi, gli effetti del decreto appena promulgato da Mattarella che autorizza il ministro dell’Interno a impedire l’accesso nel mare territoriale quando vi siano “ragioni di ordine e sicurezza pubblica” o quando il transito si possa qualificare “passaggio non inoffensivo”. Tradotto in termini pratici, sequestro della nave e, con ogni probabilità, l'accusa di sequestro di persona. Un gioco di prestigio piuttosto ardito. Ed ecco, dunque, le ultime dichiarazioni sfornate da un Salvini improvvisamente preoccupato per l’integrità, la salute e il benessere dei migranti: “Sea-Watch non vuole riportarli in Libia? Aveva il via libera allo sbarco, il loro atteggiamento sembra un vero e proprio sequestro di persona per motivi politici”; “Sea-Watch polemizza col Viminale sulla pelle degli immigrati”. E ancora: “Per quello che mi riguarda stanno scherzando con le vite umane e non è accettabile: dietro c’è un calcolo politico”. Si dimentica di dire, il ministro, che per un calcolo politico nell’agosto scorso dispose di trattenere per cinque giorni i migranti a bordo della Diciotti in rada a Catania, e che fu salvato da un’imputazione per sequestro di persona soltanto grazie al voto dei colleghi senatori che non hanno autorizzato a procedere. Persino le cosiddette “fonti del Viminale” si sono allineate al nuovo spirito di propaganda e stanno diffondendo messaggi come questo: “Inutili sofferenze per gli immigrati a bordo della Sea-Watch: da ore – senza motivo – sono fermi in mezzo al Mediterraneo. La ong ha chiesto a Tripoli un Pos e ha ricevuto risposta positiva”. Siamo alla finzione storica: far passare come porto sicuro Tripoli, dove giusto negli ultimi dieci giorni sono stati bombardati l’aeroporto di Mitiga e un ospedale a sud della città. Le Nazioni Unite e la Commissione europea si sono espresse chiaramente in questo senso, rigettando ogni forma di respingimento collettivo verso la Libia. Ma Salvini finge di non sapere. Scavalca quella che sarebbe la soluzione più semplice per chiunque volesse davvero porre fine alle sofferenze dei migranti a bordo, e cioè lasciarli entrare nel porto di Lampedusa. Scrive, invece: “Sea-Watch ciondola nel Mediterraneo e gioca sulla pelle degli immigrati, nonostante abbia chiesto e ottenuto un porto da Tripoli. Stiamo assistendo all’ennesima sceneggiata: dicono di essere i buoni, ma stanno sequestrando donne e bambini in mezzo al mare. Per loro porti chiusi”. Non usa parole a caso, il ministro dell’Interno. “Sequestro”, “nave fuorilegge”, “imbarcazione pirata”, sono segnalazioni di possibili reati. A lui risponde la Polizia, e, per l’ordine pubblico, anche i Carabinieri e i Finanzieri. Saranno loro, qualora la manovra a tenaglia dovesse funzionare, gli strumenti per dare il colpo di grazia alle ong. E per svuotare il Mediterraneo centrale dagli ultimi testimoni della tragedia.
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TITOLO: Pavia, botte alla moglie: assolto perché depresso per la separazione
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OCCHIELLO: Non sempre i maltrattamenti rappresentano un reato. O almeno è quanto avrebbe affermato il giudice del tribunale di Pavia, decidendo per l'assoluzione di un marito che aveva picchiato la moglie.Secondo quanto racconta il Giorno, infatti, i coniugi si stavano separando e proprio questa situazione avrebbe influito sul comportamento dell'uomo, che al
TESTO: Non sempre i maltrattamenti rappresentano un reato. O almeno è quanto avrebbe affermato il giudice del tribunale di Pavia, decidendo per l'assoluzione di un marito che aveva picchiato la moglie. Secondo quanto racconta il Giorno, infatti, i coniugi si stavano separando e proprio questa situazione avrebbe influito sul comportamento dell'uomo, che al momento dei fatti non sarebbe stato in sé, perché in preda a uno stato depressivo che l'avrebbe fatto agire quasi contro la sua volonà. Le motivazioni che hanno spinto il giudice a prendere questa decisione non sono ancora state rese note e verranno depositate più avanti, ma sembra che nel corso del processo abbia avuto molto peso il parere di un perito. Al marito erano stati contestati i reati di maltrattamenti e lesioni, dato che, mentre già era in corso la separazione tra i coniugi, l'uomo aveva pocchiato la moglie, provocandole lesioni al naso e a tutto il viso, per le quali la donna lo aveva denunciato. Durante il procedimento, però, il parere del medico psichiatra aveva fatto propendere il giudice per l'assoluzione dell'imputato. Lo specialista, infatti, avrebbe stabilito che, quando ha picchiato la moglie, l'uomo non era in grado di intendere e di volere, perché sarebbe stato in preda a un forte stress e a uno stato depressivo, causati dalla separazione. Di conseguenza, il giudice si è pronunciato per l'assoluzione e il legale dell'uomo ha fatto sapere che "
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TITOLO: Diletta Leotta massacrata di insulti: "Almeno con la mamma potevi tenere giù la gonna"
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OCCHIELLO: Che Diletta Leotta sia una delle giornaliste sportive più sexy degli ultimi tempi è dato risaputo. I suoi fan sono in visibilio quando la vedono in tv o quando pubblica foto o video suoi social. Diletta, infatti, è bellissima. Sa di esserlo e gioca molto con il suo fisico statuario. Ma oltre a questo, la Leotta è simpaticissima e molto autoiron
TESTO: Che Diletta Leotta sia una delle giornaliste sportive più sexy degli ultimi tempi è dato risaputo. I suoi fan sono in visibilio quando la vedono in tv o quando pubblica foto o video suoi social. Diletta, infatti, è bellissima. Sa di esserlo e gioca molto con il suo fisico statuario. Ma oltre a questo, la Leotta è simpaticissima e molto autoironica. Ma nonostante tutto questo, Diletta non viene risparmiata dagli hater. Anzi: se hanno qualcosa da dire lo fanno anche con il veleno in bocca. E così è successo quando ha postato la sua ultima foto da Venezia con la mamma. Fra i migliaia di complimenti, infatti, c'è chi non ha apprezzato la posa poco naturale. E giù di sentenze. "Però, almeno nella foto con mamma la gonna la potevi tenere giù", scrive un utente. E un altro aggiunge: "Non c'è mai limite al peggio". Ma qual è questa grave colpa della Leotta? Aver mostrato la gamba e aver posato per una foto. ..
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TITOLO: Lecce, genitori protestano per la bocciatura dei figli in terza media: la preside chiama i carabinieri
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OCCHIELLO: L'episodio in una scuola di Supersano dove sei ragazzi non sono stati ammessi all'esame: "Un fulmine a ciel sereno" secondo le famiglie. La dirigente: "Aggredita per aver fatto il mio dovere"
TESTO: LECCE - Sei alunni dell'istituto comprensivo di via Minniti a Supersano (Lecce) non sono stati ammessi all'esame di terza media e a scuola è scoppiato il finimondo, con la dirigente scolastica costretta a chiamare i carabinieri per sedare le ire dei genitori, secondo i quali il rendimento scolastico dei propri figli non era tale da poter pensare a una bocciatura. La dirigente, Caterina Rosaria Scarascia, sarebbe stata aggredita verbalmente dai genitori, rifugiandosi nel proprio ufficio. I genitori l'accusano di non essere stati mai messi al corrente del rischio bocciatura, arrivata all'improvviso come un fulmine a ciel sereno. Stessa sorte è toccata a un alunno di prima, anche lui bocciato. La dirigente ha sporto formalmente denuncia per interruzione di pubblico servizio. "Sono stata aggredita verbalmente per aver fatto il mio dovere. La vera dispersione scolastica è promuovere senza competenze", ha commentato al telefono, sostenendo invece che i genitori sarebbero stati messi al corrente del cattivo andamento scolastico dei figli già nel primo quadrimestre. La donna era già stata al centro del mirino nel maggio 2017 per aver sostituto con un giudizio il voto in condotta in decimali.
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TITOLO: La Cgil in udienza privata dal Papa per parlare di migranti e lavoro
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OCCHIELLO: Azioni di solidarietà, accoglienza degli immigrati e promozione dei diritti dei lavoratori. Di questo hanno parlato papa Francesco e la delegazione della Cgil durante l'udienza privata in Vaticano. Al Santo Padre il segretario generale del sindacato, Maurizio Landini, ha portato in regalo la Carta dei diritto universali del lavoro.All'incontro di
TESTO: Azioni di solidarietà, accoglienza degli immigrati e promozione dei diritti dei lavoratori. Di questo hanno parlato papa Francesco e la delegazione della Cgil durante l'udienza privata in Vaticano. Al Santo Padre il segretario generale del sindacato, Maurizio Landini, ha portato in regalo la Carta dei diritto universali del lavoro. All'incontro di oggi, insieme alla delegazione della Cgil e della Flai-Cgil, hanno partecipato anche l'Associazione Romana Studi e Solidarietà, rappresentata dal vice Presidente Manuel Sanchez, e il presidente dell'associazione Elpis, oltre che direttore dell'Istituto Massimo, padre Giovanni La Manna. A papa Francesco il sindacato e le due associazioni hanno illustrato le azioni di solidarietà che insieme hanno sviluppato nel corso del 2018 e che hanno portato a donare all'elemosineria vaticana, tramite il cardinale Konrad Krajewski, quattro tir di derrate alimentare da donare ai più poveri. Durante l'udienza privata Landini ha illustrato a papa Francesco tutte le azioni di solidarietà, di tutela e di promozione dei diritti dei lavoratori, di accoglienza nei confronti degli immigrati che il sindacato ha sviluppato e ha intenzione di incrementare nel progetto Sindacato di strada di cui la Flai-Cgil è capofila. A Bergoglio il segretario della Cgil ha confermato l'intenzione di proseguire la collaborazione con le due associazioni, allargandola anche ad altre
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TITOLO: Zingaretti sceglie membri della segreteria del Pd: Renzi non è tra i nomi
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OCCHIELLO: A sorpresa, Nicola Zingaretti ha già nominato i componenti della sua segreteria, nonostante avesse tempo fino a martedì prossimo. Ad annunciare le sue scelte è un comunicato, comparso sul sito del Partito Democratico, che presenta i 15 componenti scelti da Zingaretti. Tra loro, non compare Matteo Renzi.Non solo nella segreteria non è stata prev
TESTO: A sorpresa, Nicola Zingaretti ha già nominato i componenti della sua segreteria, nonostante avesse tempo fino a martedì prossimo. Ad annunciare le sue scelte è un comunicato, comparso sul sito del Partito Democratico, che presenta i 15 componenti scelti da Zingaretti. Tra loro, non compare Matteo Renzi. Non solo nella segreteria non è stata prevista la figura dell'ex segretario del Pd, ma non sono presenti nemmeno persone a lui riconducibili, così come non vi è traccia di figure vicine a Luca Lotti, implicato nello scandalo che ha coinvolto i magistrati del Csm. Come coordinatore è stato nominato Andrea Martella, mentre ad Enzo Amendola e Chiara Braga sono stati affidati, rispettivamente, Esteri e Cooperazione internazionale e Agenda 2030 e Sostenibilità. Pietro Bussolati si occuperà di Imprese e professioni, Andrea Giorgis di Riforme istituzionali, Maria Luisa Gnecchi di Welfare e Roberto Morassut di Infrastrutture, Aree Urbane e periferie. Alla segreteria del Partito Democratico prenderanno parte anche Nicola Oddati, per il Mezzogiorno, Roberta Pinotti, per le Politiche della sicurezza, Giuseppe Provenzano per Politiche del Lavoro e Marina Sereni, che seguirà Enti locali e Autonomie. Infine a Camilla Sgambato è stata affidata la Scuola, a Stefano Vaccari l'Organizzazione, ad Antonella Vincenti la Pubblica Amministrazione e a Rita Visini il Terzo settore e l'Associazionismo. Oltre a questi membri, nominati da Nicola Zingaretti, partecipano ai lavori della segreteria anche Paolo Gentiloni, presidente del Pd e i vice segretari Andrea Orlando e Paola De Micheli, oltre a Gianni Cuperlo, Fondazione Nazionale, la responsabile donne del Pd, che verrà eletta dalla Conferenza Nazionale delle donne e i capigruppo di Camera e Senato, Graziano Delrio e Andrea Marcucci. Tra loro sarà presente anche il tesoriere, Luigi Zenda.
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TITOLO: Genova, prescrizioni facili di farmaci: si indaga sui medici per comparaggio
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OCCHIELLO: La Procura apre un fascicolo dopo gli interventi di Corte dei Conti e Anac, nel mirino 611 dottori, Asl e fondazioni che hanno ricevuto 14 milioni di euro dalle case produttrici di medicine
TESTO: Non solo la Corte dei Conti che interviene sul danno erariale, adesso anche la Procura penale si muove sul caso dei medici genovesi finanziati dalle case farmaceutiche. Tanto che al nono piano di Palazzo di Giustizia confermano l’apertura di un’inchiesta per comparaggio: un fascicolo che il procuratore aggiunto Vittorio Raniari Miniati ha assegnato al pm Gabriella Marino del pool reati contro la pubblica amministrazione. Secondo quanto trapela, la vicenda affidata alla Guardia di Finanza (Nucleo di Polizia Tributaria) per gli approfondimenti investigativi, sarebbe a buon punto. Anche perché già da un paio di mesi se ne occupa la Corte dei Conti. Sono stati i magistrati contabili per primi ad avere inoltrato gli atti alla Procura ordinaria. Gli sviluppi nascono dalla denuncia del Codacons, che lo scorso marzo aveva segnalato all’Autorità Nazionale Anticorruzione i 611 medici della città che tra il 2015 e il 2017 hanno percepito 14,9 milioni di euro dalle aziende del farmaco. Il sostituto procuratore della Corte dei Conti Marco Ferraro ha acquisito la documentazione, chiedendo all’associazione dei consumatori l’elenco dei medici — ma anche delle fondazioni e degli ospedali — e delle erogazioni per poterne incrociare. Se però il fascicolo aperto dalla giustizia contabile punta ad accertare l’eventuale danno erariale procurato al Servizio Sanitario Nazionale e quindi con l’obiettivo di recuperare il “maltolto”, quello aperto dalla magistratura ordinaria valuta il reato di comparaggio: “l’impegno assunto da un medico o da un veterinario, di agevolare, a scopo di lucro, la diffusione di prodotti farmaceutici di una determinata marca”. Gli investigatori sono partiti dal comunicato del Codacons col quale si chiedeva all’Anac “di aprire una istruttoria sul caso e verificare la piena correttezza delle sovvenzioni”. Più precisamente, si parte dallo studio pubblicato lo scorso febbraio sulla rivista americana “The Oncologist” che ha analizzato la “relazione tra le somme ricevute dai medici da parte delle case farmaceutiche per consulti, viaggi o ad altro titolo, e le prescrizioni degli stessi medici relative ai farmaci prodotti dalle case farmaceutiche che avevano erogato tali somme”. Si documenta che “Tra il 2015 e il 2017 le principali 10 case farmaceutiche operanti in Italia hanno versato nelle tasche di 611 medici di Genova 14.961.173 euro attraverso finanziamenti e sussidi di vario tipo. L’associazione spiega di aver effettuato uno studio nazionale dai “numeri impressionanti: 32.623 tra medici, fondazioni e ospedali, hanno complessivamente percepito in Italia 163 milioni e mezzo di euro nel periodo compreso tra il 2015 e il 2017. Soldi versati dalle aziende Abbvie, Almirall, Merck, Msd, Hospira, Pfizer, Pfizer Italia, Pierre Fabre Pharma, Pierre Fabre Italia, GlaxoSmithKline a titolo di accordi di sponsorizzazione, donazioni, viaggi, quote di iscrizione, corrispettivi e consulenze, ecc. Tra questi anche 611 medici operanti a Genova”.
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TITOLO: Comunali Sardegna, urne aperte: al voto anche per i sindaci di Cagliari, Sassari e Alghero. Alle 12 affluenza al 17,8%
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OCCHIELLO: Riflettori sulla sfida del capoluogo regionale e su quello che faranno gli elettori Cinquestelle rimasti senza candidato. Sul voto pesano anche le polemiche sulla nuova maggioranza alla Regione
TESTO: I due principali sfidanti sono Francesca Ghirra, per il centrosinistra, ex assessora all'Urbanistica, 41 anni, sostenuta da Pd, Campo progressista e cinque civiche, e Paolo Truzzu, di Fratelli d'Italia, consigliere regionale ed ex sentinella in piedi, che si presenta con la formazione di 11 liste già risultata vincente alle regionali. Tra i partiti della coalizione Forza Italia, Pds'Az e Lega. L'outsider è l'ambientalista Angelo Cremone dei Verdes per Cagliari pulita. A Sassari invece corrono in 7 tra cui il magistrasto Mariano Brianda per il centrosinistra, il geometra Mariolino Andria per il centrodestra, il consigliere uscente Maurilio Murru per i 5Stelle. A Sassari il centrosinistra governa da 14 anni, a Cagliari da 8. Oltre a Cagliari e Sassari si voterà in comuni come Alghero, Monserrato e Sinnai, con oltre 15mila abitanti. Ad Alghero i 5Stelle sono in campo con Roberto Ferrara che sfida l'uscente Mario Bruno (centrosinistra) e Mario Conoci (centrodestra). Nel caso di centri con oltre 15 mila residenti, è valido anche il voto disgiunto (non consentito, invece, nei Comuni che hanno meno di 15 mila abitanti), che può essere espresso per un candidato sindaco o una candidata sindaca di uno schieramento e per una lista avversaria non collegata. Sempre nel caso di centri con oltre 15 mila residenti, se il candidato sindaco o la candidata sindaca non ottenesse la maggioranza assoluta delle preferenze (il 50% più una), è previsto il ballottaggio: il secondo turno è fissato per domenica 30 giugno. Queste amministrative sono anche un vero e proprio minitest per la nuova giunta regionale a guida Psd'az-Lega e per la maggioranza uscita dalle urne delle regionali del 24 febbraio scorso. La campagna elettorale negli ultimi giorni è stata infatti infiammata dalla prima legge regionale proposta dal consiglio e relativa al trattamento economico dei consiglieri; proposta che l'ex sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, ha definito un modo mascherato di reintrodurre vitalizi. Ma un'altra polemica riguarda il neopresidente della Regione, Christian Solinas, che a tre mesi dall'elezione non ha ancora sciolto il nodo della scelta tra l'incarico di presidente della giunta regionale e quello di senatore. Lo spoglio dei voti inizierà immediatamente dopo la chiusura dei seggi alle 23. Molti sardi sono chiamati alle urne per la terza volta dall'inizio dell'anno dopo le Regionali di febbraio e le Europee di fine maggio.
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TITOLO: Rivolta nel carcere di Poggioreale, detenuti devastano le celle
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OCCHIELLO: La protesta per sollecitare il ricovero di un detenuto con la febbre. Pm di turno sul posto
TESTO: "Ci risiamo! Oggi è il turno di Napoli Poggioreale, dove in queste ore al padiglione "Salerno", da primissime e frammentarie notizie che pervengono, pare che i detenuti abbiano preso il sopravvento sulla gestione del presidio detentivo. Sul luogo stanno convergendo rinforzi della Polizia penitenziaria anche da altri istituti per cercare di ristabilire l'ordine e la sicurezza". Così Gennarino De Fazio, per la Uilpa Polizia Penitenziaria nazionale. "Solo pochi giorni fa - sottolinea - nel corso del confronto in atto fra amministrazione penitenziaria e organizzazioni sindacali sul dilagare dei disordini, dei tumulti e delle aggressioni alle donne e agli uomini della Polizia penitenziaria, l'abbiamo detto al capo del Dap Basentini: la fase di studio, analisi e proposte deve essere serrata e rapida e parallelamente è indispensabile introdurre misure che elevino gli standard di sicurezza e correggano le falle nei sistemi custodiali, altrimenti si rischia di arrivare troppo tardi esattamente come nel detto popolare che vuole che nelle more che il medico s'istruisca il malato muoia". "L'abbiamo detto e ripetuto - prosegue il sindacalista della Uil - non è possibile continuare a gestire una situazione emergenziale come fosse normale e con misure ordinarie; è necessario invece istituire una task force permanente al Ministero della Giustizia e prevedere immediati investimenti sia per l'introduzione e l'implementazione di strumenti e tecnologie sia, e soprattutto, per consentire assunzioni straordinarie di poliziotti penitenziari che possano colmare i vuoti organici di oltre 4.000 unità". "Altrimenti - conclude De Fazio - pur apprezzando l'apertura al dialogo e persino la 'buona volontà' del vertice del Dap, senza un impegno certo del ministro Bonafede e del Governo temiamo che si continuerà a dibattere solo di pannicelli caldi e, con i disordini che ormai si registrano pressoché quotidianamente, l'interrogativo che ora ci si pone non è più sul quando, ma sul dove". Rivolta a Poggioreale, Uspp: "Misure urgenti contro il sovraffollamento" Anche l'Uspp (Unione sindacati polizia penitenziaria) commenta la rivolta di oggi al padiglione Salerno del carcere napoletano di Poggioreale. "I detenuti - spiega il segretario regionale Uspp Ciro Auricchio - più di 200, si sono barricati con materassi e suppellettili sollecitando il ricovero all'esterno di un loro compagno. La rivolta è nata da ore ed è ancora in atto. Non aspettiamo che ci scappino i morti". "Basta col regime aperto in un carcere con quasi 2500 detenuti, dove ogni giorno l'incolumità dei colleghi è messa seriamente a rischio. Basta! Con questo immobilismo - sottolinea Auricchio - c'è bisogno di misure urgenti per decongestionare il sovraffollamento, inoltre implementare la pianta organica dell'istituto dove si registrano carenze di oltre 200 agenti".
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TITOLO: Roma, "Toglietevi la maglietta del cinema America, siete antifascisti!" Botte e testate: aggrediti 4 ventenni a Trastevere
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OCCHIELLO: L'attacco da parte di una decina di persone la scorsa notte. I ragazzi avevano trascorso la serata in piazza San Cosimato. Il più grave è ricoverato con una frattura al naso. Zingaretti: "Siamo tutti con loro, fermare lo squadrismo"
TESTO: "Un atto gravissimo in una città e paese allo sbando - dichiara Valerio Carocci, presidente del piccolo America - Dove la violenza non viene più condannata ma anzi viene difesa e sdoganata come strumento di giustizia da chi ci governa. Ci costituiremo parte civile e sosterremo le spese legali. Non smetteremo mai di indossare le nostre magliette e lanciamo un appello a tutti affinchè si indossi tutti insieme una maglia bordeaux". All'arrivo al pronto soccorso è stato denunciato l'accesso per aggressione. Il premier Giuseppe Conte ha denunciato l'accaduto: "Aspettiamo le necessarie verifiche, ma se i fatti fossero confermati sarebbe un episodio gravissimo, aggravato dalla intolleranza ideologica". "Siamo tutti il @PiccoloAmerica. Dalla parte dei ragazzi del #CinemaAmerica che riempiono di cultura le serate di Roma. Siano al più presto individuati gli squadristi di questa notte. A Roma non si può accettare una violenza così". Lo scrive su Twitter il segretario Pd Nicola Zingaretti. E sui social si schiera con i ragazzi anche l'attore Edoardo Leo.
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TITOLO: Migranti, opposizioni all'attacco dopo le rivelazioni di Repubblica: "È il fallimento della politica di Salvini"
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OCCHIELLO: Il Pd chiede al ministro dell'Interno di riferire in aula dopo i dati sul rientro dei profughi imposto dal governo di Berlino. Fi: "Sistema tedesco violento, il governo reagisca. È latitante". Meloni: "La strategia di Merkel è scaricare il problema sull'Italia"
TESTO: In sei mesi la Germania - racconta Mastrobuoni nella sua inchiesta - ha mandato in Italia quasi 1.200 profughi via aereo. Trasferimenti che avvengono a ritmo regolare: sono stati 1.114 solo tra novembre e marzo. L'inchiesta fa emergere anche le accuse nei confronti dei metodi utilizzati da Berlino nei confronti dei migranti: "Legati e sedati. Chi si oppone al trasferimento dopo un po' è seduto in aereo addormentato", dicono diversi testimoni. Con il passare delle ore le reazioni si moltiplicano anche da parte di esponenti politici non ostili al ministro dell'Interno. La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, attacca innanzitutto Merkel: "La Germania aumenta i rimpatri degli immigrati clandestini. Come? Li sedano, li ammanettano e li spediscono in Italia. Ecco la strategia dell'idolo degli europeisti Angela Merkel: scaricare il problema sicurezza e immigrazione della Germania sulla nostra Nazione". Poi chiama in causa il governo: "Si faccia rispettare in Europa! La soluzione è non far arrivare i clandestini in Italia con un blocco navale europeo, cosa aspetta l'Italia a chiederlo? ".
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TITOLO: Palermo, morta l'ex senatrice Simona Mafai
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OCCHIELLO: E' stata dirigente dell Pci.Impegnata nelle battaglie contro la mafia e per i diritti delle donne, finita l'esperienza politica è tra le fondatrici e animatrici della rivista Mezzocielo. E' stata un'anima critica della sinistra
TESTO: La Mafai è stata sempre impegnata nel sociale e nella politica. Dopo essersi trasferita nel 1967 a Palermo è coinvolta nei movimenti studenteschi e nel sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto del 1968. E’ in prima linea nelle lotte per le leggi sul divorzio e sull’aborto. Dopo l’esperienza in Senato, viene eletta consigliere comunale a Sala delle Lapidi dove svolge il ruolo di capogruppo del partito. Sono gli anni della grande guerra di mafia e la Mafai è una voce importante dell’antimafia. Dopo l’esperienza in Comune, e lasciato il partito nel 1990, è tra la fondatrici della rivista «Mezzocielo», che diventa in breve tempo in riferimento culturale e un laboratorio di approfondimento e di battaglie dei principali temi che coinvolgono la società italiana e siciliana. Nell'ultimo numero c'è anche un suo articolo ("La battaglia delle parole") in cui analizza l'uso di alcuni termini del linguaggio politico come "popolo", "cambiamento" e "sovranità". Simona Mafai è stata sempre, ed è rimasta sempre, un riferimento per il mondo della sinistra palermitana e siciliana. Una voce spesso fuori dal coro, una coscienza critica della città e delle trasformazioni della sinistra nell’Isola e non solo. Sempre impegnata nel sociale, sempre pronta ad alzare la voce contro l’abbandono delle periferie, contro la mancanza di pari opportunità per le donne, contro la mafia e l’inciviltà. "La scomparsa di Simona Mafai è la scomparsa di una protagonista della vita culturale e politica del nostro Paese, fortemente legata alla Città di Palermo, nella quale ha promosso in tempi lontani battaglie profetiche per i diritti di tutti e per i diritti in particolare delle donne", dice il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. "L'impegno di Simona Mafai - prosegue - in coerenza con prestigiosissimi suoi familiari del mondo dell'arte e della cultura, è stato un dono alla comunità nazionale e in particolare alla comunità di Palermo, una città che oggi è certamente cambiata sul versante della sensibilità per i diritti anche grazie alle sue battaglie. La gratitudine e l'ammirazione in questo momento si unisce al cordoglio per i suoi familiari e per tutti coloro che hanno condiviso, anche non conoscendola personalmente, le sue coraggiose battaglie". Tante le reazioni per la morte di Simona Mafai. Per il presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè, "se ne va una figura storica della sinistra siciliana, una coscienza critica di Palermo e una donna sempre impegnata per l'emancipazione femminile e la trasparenza delle istituzioni". Di "voce costruttiva, coraggiosa ed impegnata nel panorama politico e culturale siciliano e nazionale", parla il capogruppo del Pd all'Ars, Giuseppe Lupo. "Ha sempre portato avanti le sue idee con garbo ma al tempo stesso con estrema fermezza, riuscendo a coniugare i più alti ideali con obiettivi concreti, come nella battaglia parlamentare per la preferenza di genere. Ci mancherà", aggiunge. Per il segretario del Pd, Davide Faraone, "le sue battaglie civili in favore delle donne, il suo impegno vero contro la mafia, la sua passione politica e i suoi scritti su Mezzocielo restano patrimonio di chi non si arrende, di chi pensa che le idee possano cambiare il mondo, di chi non crede che la Sicilia sia irredimibile".
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TITOLO: Svolta Anm, Poniz presidente dopo le dimissioni di Grasso: "Abbiamo una gigantesca questione morale". Caputo segretario
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OCCHIELLO: L'elezione dopo ore di trattative per dare un nuovo governo al sindacato delle toghe. I nuovi vertici sono espressione di Area e Unicost. Nell'esecutivo entra anche la corrente di Davigo, Autonomia e Indipendenza
TESTO: "C'è una gigantesca questione morale da affrontare, io mi sento totalmente estraneo rispetto a questa drammatica contingenza e convinto che la maggioranza dei magistrati lo siano". E ancora: "Per me quello di oggi è un grande onore, ma anche un grande onere. Non bisogna spegnere i fari su questa vicenda, ma andare fino in fondo". È Luca Poniz, pubblico ministero a Milano, storica toga di Magistratura democratica ed iscritto ad Area, il nuovo presidente dell'Associazione nazionale magistrati. E queste sono le prime parole di un discorso fatto a braccio. Del resto, chi in questi anni ha seguito i tanti congressi di Md conosce bene Poniz, un ideologo i cui interventi sono stati sempre i più impegnati e anche i più densi di riflessioni. Poniz rivolge anche "un pensiero di gratitudine ai colleghi Perugia" per l'indagine sulle toghe sporche e pure a quelli di Roma "per i segnali sinistri che hanno subito", e ovviamente "a tutti i colleghi che lavorano ogni giorno". Ribadisce che quello dei magistrati "è un mestiere di servizio, non di potere".
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TITOLO: Pd, renziani contro Zingaretti. Rosato: "Manca leadership". Boschi: "Attacchi interni contro Lotti". Calenda: "Mi vergogno"
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OCCHIELLO: Tornano le divisioni interne. Attacchi al leader dopo le nomine nella segreteria. Morani: "Bullismo correntizio". E il nuovo eurodeputato sbotta: "Partito incapace di stare insieme". E dice di provare vergogna per aver chiesto i voti in campagna elettorale per questo partito
TESTO: E aggiunge: "Se una componente si sente esclusa potremmo valutare un governo ombra per marcare a uomo i ministri. Persone come Renzi, Morani, Giachetti, Minniti, Nannicini potrebbero farne parte. Che ne dite? ". Innescando un dibattito interno. Sui social. Matteo Richetti - che il prossimo fine settimana riunisce la sua area politica - replica: "Ma cosa stiamo aspettando ancora? ". Dopo qualche ora, Calenda rincara la dose. A un utente che gli domanda di quale componente l'ex ministro faccia parte, replica: "Una componente semiclandestina: quella che fa opposizione al governo che sta distruggendo l'italia! che schifo. Ma davvero. Mi vergogno di essere andato in giro a chiedere voti per un partito che è incapace di stare insieme anche mentre il paese va a ramengo".
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