IL NOTIZIARIO

le notizie dalle maggiori testate italiane


LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 09 July 2019 AL GIORNO Tuesday 16 July 2019 SU: cronaca




TITOLO: Un nuovo amore per Dua Lipa? Avvistata con il fratello di Gigi e Bella Hadid
DATA:
OCCHIELLO: È una fra le artiste emergenti più in voga del momento. Il fascino, il carisma e la bravura di Dua Lipa hanno rivoluzionato il panorama della musica pop di oggi. E a quanto pare la sua bellezza ha fatto breccia anche nel cuore di Anwar Hadid, il fratello minore delle modelle Gigi e Bella Hadid. Come riportano alcuni rumor dai settimanali inglesi
TESTO: È una fra le artiste emergenti più in voga del momento. Il fascino, il carisma e la bravura di Dua Lipa hanno rivoluzionato il panorama della musica pop di oggi. E a quanto pare la sua bellezza ha fatto breccia anche nel cuore di Anwar Hadid, il fratello minore delle modelle Gigi e Bella Hadid. Come riportano alcuni rumor dai settimanali inglesi e come ha riportato Vanity Fair, fra la cantante e l’aspirante modello sarebbe scoccata la scintilla. Già da qualche settimana si vociferava che tra i due ci fosse del tenero, ma una serie di foto che ritraggono insieme Dua Lipa e il giovane Anwar, avrebbe messo a tacere definitivamente i rumor e i pettegolezzi. Intravisti al Barclaycard Presents British Summer Times, kermesse musicale che infiamma Hyde Park nel centro di Londra, sia Dua Lipa che Anwar sono stati fotografati felici e sorridenti l’uno stretto fra le braccia dell’altro. Per la premiata arista di appena 23 anni è un periodo di rinascita sentimentale dopo la fine della tormentata storia d’amore con Isaac Carew, chef londinese cresciuto professionalmente al fianco di Gordon Ramsey. La storia fra i due si è conclusa ad inizio di giugno dopo un lungo tira e molla. Uniti dal 2013, si sono lasciati per la prima volta nel 2017 per tornare insieme qualche settimana dopo, ma il ritorno di fiamma è durato poco. Sembra che coltivare una relazione a distanza, per Dua Lipa e lo chef, non è stato facile. Il periodo nero però è un lontano ricordo. La felicità di Dua Lipa è lampante. La coppia si è conosciuta a Los Angeles durante una festa organizzata da Gigi Hadid e, secondo gli ultimi rumor, proprio la celebre modella avrebbe presentato il fratello alla cantante londinese.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Cucciolo lasciato nel bagagliaio mentre la famiglia è in spiaggia
DATA:
OCCHIELLO: Un cagnolino di circa due mesi sarebbe stato lasciato nel bagagliaio di un"auto ieri a San Felice Circeo, in provincia di Latina, mentre i proprietari erano in spiaggia a divertirsi. Della notizia danno conferma i carabinieri di San Felice Circeo, immediatamente chiamati sul posto. Visto l"accaduto, pare sia stata esposta regolare denuncia. A darne
TESTO: Un cagnolino di circa due mesi sarebbe stato lasciato nel bagagliaio di un’auto ieri a San Felice Circeo, in provincia di Latina, mentre i proprietari erano in spiaggia a divertirsi. Della notizia danno conferma i carabinieri di San Felice Circeo, immediatamente chiamati sul posto. Visto l’accaduto, pare sia stata esposta regolare denuncia. A darne notizia è l’associazione onlus “Chance for dogs”. Tanta gente era in spiaggia ieri a San Felice Circeo. Le alte temperature sono l’ideale per passare una bella domenica al mare. Ma non tutto era idilliaco come poteva sembrare. Intorno alle 14.15, nel pieno della calura estiva, un ragazzo sarebbe entrato nel parcheggio di uno degli stabilimenti balneari, sentendo degli strani lamenti. In un primo momento il giovane avrebbe pensato che potesse trattarsi di un gatto, per poi capire da dove provenissero i lamenti: dal bagagliaio di un’auto. Subito è stato avvertito della situazione il personale dello stabilimento. Pare sia stato rotto un vetro, riuscendo poi ad aprire anche il bagagliaio. Dentro c’era un cucciolo allo stremo delle forze. Sembra che il cagnolino, di razza simile a un maremmano, sia stato volontariamente chiuso nell’auto. La temperatura stimata nel veicolo sarebbe stata di 50 gradi. Intanto la “famiglia” che avrebbe dovuto occuparsi di lui era in spiaggia, poco distante da lì. Per fortuna era presente sul posto una veterinaria della zona, che avrebbe prima rianimato il cucciolo e poi lo avrebbe portato d’urgenza in clinica. La prognosi è di una settimana, sperando che il piccolo riesca a salvarsi, superando la fase critica. Se riuscirà a sopravvivere, dopo la guarigione sarà dato in adozione.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Filippo Magnini e Giorgia Palmas, vacanze d'amore in Sardegna (con imprevisto)
DATA:
OCCHIELLO: Filippo Magnini e Giorgia Palmas sono volati in Sardegna, terra natale dell'ex velina mora, per rilassarsi e godersi qualche giorno di relax dopo gli impegni lavorativi degli ultimi mesi. Sui rispettivi profili social, la coppia sta pubblicando splendidi scatti che li ritraggono insieme, felici e innamorati più che mai, sulle idilliache spiagge sa
TESTO: Filippo Magnini e Giorgia Palmas sono volati in Sardegna, terra natale dell'ex velina mora, per rilassarsi e godersi qualche giorno di relax dopo gli impegni lavorativi degli ultimi mesi. Sui rispettivi profili social, la coppia sta pubblicando splendidi scatti che li ritraggono insieme, felici e innamorati più che mai, sulle idilliache spiagge sarde. Filippo Magnini e Giorgia Palmas stanno alloggiando nella villa di famiglia dell'ex velina, che si trova nella Costa Rei a sud-est dell'isola e ogni giorno si concedono un po' di mare e sole in una delle meravigliose spiagge della zona. Maklas e Lido Tamatete sono i posti del cuore della Palmas, che qui è cresciuta e che frequenta assiduamente quando si trova nella sua terra. Tra bagni di acqua e sole (in compagnia dei due cagnolini della coppia) e pranzi a base di pesce la coppia si sta godendo l'intimità senza la figlia di lei, Sofia, avuta dal calciatore Bombardini. Proprio in uno di questi momenti di relax, il campione di nuoto è stato protagonista di un vero e proprio gesto eroico. Filippo Magnini ha salvato la vita a un turista che domenica pomeriggio ha accusato un malore mentre stava facendo il bagno nelle acque di Cala Sinzias, tra Villasimius e Costa Rei, provincia di Cagliari. A rendere nota la notizia per prima è stata l'ANSA, grazie al racconto del direttore della Provincia di Cremona, Marco Bencivenga, testimone oculare del salvataggio. Passato il clamore del salvataggio, la coppia è tornata alla vita vacanziera. La breve pausa durerà infatti pochi giorni poi il rientro a Milano, con la testa rivolta al nuovo progetto televisivo che li vedrà esordire in coppia su Real Time con il programma "Assaggi D'Amore".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Autonomia regionale, ?via al vertice di governo
DATA:
OCCHIELLO: È iniziato alle 14.30 a Palazzo Chigi il vertice di governo che dovrà decidere in merito alle competenze delle Regioni. Lo scorso mercoledì, era stato raggiunto un accordo sull'impianto finanziario, nel rapporto tra Stato e Regioni. La parte delle competenze, però, era stata rimandata a oggi.Il premier Giuseppe Conte ha dato il via ai lavori, i
TESTO: ", hanno dichiarato all'AdnKronos alcune fonti governative. Non sono ancora stati sciolti, dunque, tutti i nodi legati alle competenze delle Regioni. Dopo oltre tre ore, poi, il vertice di governo si è concluso, ma giovedì si tratterà ancora sulle autonomie regionali: l'incontro è fissato per giovedì mattina alle 8.30. Secondo fonti AdnKronos, sarebbero ancora tanti i nodi da sciogliere da parte di M5S, che non sarebbe d'accordo doptattutto sul costo medio, su Sovraintendenze, Autostrade, ferrovie, porti e scuole. Per quanto riguarda l'istruzione, uno dei nodi fondamentali da sciogliere è quello dell'assunzione diretta dei docenti tramite concorsi regionali, punto che i pentastellati ritengono dannoso per le Regioni che non hanno chiesto l'autonomia differenziata, con il rischio di istituire scuole di diversi livelli. Per questo, la strada, prima della chiusura, sembrerebbe ancora lunga e tortuosa. Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, rimane ottimista:
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Il nonno perde la presa e la nipote precipita giù dalla crociera: bimba muore sul colpo
DATA:
OCCHIELLO: Immane tragedia in crociera, dove una bimba è scivolata dalle braccia del nonno, precipitando per decine di metri da uno dei ponti della nave e cadendo su una banchina del molo. Una caduta che non le ha lasciato scampo e che l'ha uccisa sul colpoTeatro dell'atroce incidente la Freedom of the seas, una delle navi da crociera più imponente del mond
TESTO: Immane tragedia in crociera, dove una bimba è scivolata dalle braccia del nonno, precipitando per decine di metri da uno dei ponti della nave e cadendo su una banchina del molo. Una caduta che non le ha lasciato scampo e che l'ha uccisa sul colpoTeatro dell'atroce incidente la Freedom of the seas, una delle navi da crociera più imponente del mondo, che era attraccata la porto di San Juan, a Porto Rico. La famiglia della vittima è americana, originaria dell'Indiana: era in vacanza al completo, con i figli e i nonni, materia e paterni. La fatalità sull'uncidesimo ponte del gigante del mare, dove il nonno stava giocando con la sua nipotina, prima che questa le sfuggisse di mano. Da quando emerso, l'uomo avrebbe perso il controllo, cadendo contro il parapetto e, di fatto, favorito la caduta della bimba nel vuoto. Le autorità stanno comunque indagando per ricostruire nei minimi dettagli l'accaduto.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: L'Espresso celebra la Rackete, Salvini: "Gliela lascio volentieri, io sto con gli italiani"
DATA:
OCCHIELLO: "Capitani e no". È la copertina de L'Espresso che ancora una volta usa una contrapposizione per attaccare Matteo Salvini.Già un anno fa, il 15 giugno 2018, il settimanale aveva titolato "Uomini e no", chiedendo ai propri lettori di schierarsi tra le persone di colore (gli "uomini" a cui faceva riferimento il titolo) e il vicepremier leghista. Ora
TESTO: Io STO CON LA CAPITANA****La vicenda della saint'louis Il capitano del transatlantico, il tedesco Gustav Schröder fece di tutto per proteggere i profughi. Si rifiutò di restituire la nave alla Germania e convinse gli ufficiali statunitensi a collaborare con i governi europei per trovare una soluzione. Così, quando la nave raggiunse Anversa, il 17 giugno 1939, il Regno Unito accettò di accogliere 288 passeggeri, mentre i restanti 619 finirono in Francia (224 persone), Belgio (214) e Paesi Bassi (181). Secondo il museo United States holocaust memorial, di questi 619 sopravvissero alla guerra in 365, mentre gli altri persero la vita (molti dopo essere stati deportati ad Auschwitz e a Sobibor)... e i capitani umani quanto quello della saint'louis farebbe lo stesso e se molti di quelli che qui commentano piuttosto che tornare nei lager libici. . dirotterebbero la nave. .. Carola E le ONG NON sono TRAFFICANTI MA GRANDI UMANISTI!
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: La Cassazione boccia il ricorso contro i tagli ai vitalizi dei parlamentari
DATA:
OCCHIELLO: Di Maio esulta: via 280 milioni di privilegi. Ma per il professor Paolo Armaroli, che aveva impugnato davanti al Consiglio di Giurisdizione della Camera la delibera del luglio scorso  che gli aveva ridotto del 44,41% la quota, non tutto è perduto: "Il bicchiere è mezzo pieno" ...
TESTO: ROMA - La Cassazione boccia il ricorso contro i tagli ai vitalizi. Le controversie relative alle "condizioni di attribuzione e alla misura dell'indennità parlamentare" e degli assegni vitalizi per gli ex parlamentari "non possono che essere decise dagli organi dell'autodichia, la cui previsione risponde alla medesima finalità di garantire la particolare autonomia del Parlamento" scrivono le sezioni unite civili della Cassazione, dichiarando inammissibile il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione presentato dal professor Paolo Armaroli, il quale - dopo avere impugnato davanti al Consiglio di Giurisdizione della Camera la delibera del luglio scorso dell'ufficio di presidenza di Montecitorio, per effetto della quale il suo vitalizio da ex parlamentare era stato decurtato del 44,41% - chiedeva che fosse dichiarata la sussistenza della giurisdizione del giudice ordinario o, in subordine, di quello amministrativo. L'ordinanza depositata oggi, mette un punto fermo alla questione decidendo in sostanza per la legittimità dei tagli: la Suprema Corte ha bocciato il ricorso sottolineando che è "da escludere che in questa sede vi sia spazio per l'esame di una qualsiasi censura riguardante la misura e l'attribuzione degli assegni vitalizi degli ex parlamentari". Secondo i giudici di piazza Cavour, "non si profila l'eventualità che l'organo di autodichia al quale il ricorrente si è rivolto possa non decidere la controversia e che quindi l'attività già svolta in quella sede dal ricorrente possa risultare inutile". Infatti, si legge ancora nell'ordinanza, "l'esistenza di una sfera di autonomia speciale garantita alle Camere in cui va inserita l'autodichia in oggetto" non esclude "la legittimazione degli organi di autodichia a sollevare questioni di legittimità costituzionale delle norme di legge cui le fonti di autonomia effettuino rinvio". Esulta su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio: "Vi ricordate il taglio dei vitalizi degli ex parlamentari che abbiamo fatto nei mesi scorsi? Qualcuno ha fatto ricorso per conservare il privilegio che percepiva ingiustamente da anni. Ma oggi è arrivata una bellissima notizia: la Cassazione ha bocciato il ricorso! . Perché sui vitalizi e sulle indennità parlamentari decidono solo gli organi dell'autodichia, a garanzia dell'autonomia del Parlamento. E gli Uffici di Presidenza delle Camere, hanno deciso di tagliare questi privilegi assolutamente iniqui. Con l'eliminazione dei vitalizi sapete quanto andremo a risparmiare? Circa 280 milioni, tra Camera e Senato, a legislatura. Soldi che invece di finire nelle tasche di pochi privilegiati potranno essere usati a favore degli italiani", conclude Di Maio. La decisione "non è negativa. Il bicchiere è mezzo pieno. Andremo avanti" dice all'Agi il professor Paolo Armaroli, commentando la decisione della Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione da lui presentato. Armaroli chiedeva che fosse dichiarata la sussistenza della giurisdizione del giudice ordinario o, in subordine, di quello amministrativo. Con la decisione di oggi la Cassazione "riconosce al giudice camerale la pienezza del giudizio e la possibilità di arrivare fino alla Corte Costituzionale, il massimo della garanzia - spiega Armaroli - per questo non è negativo il giudizio di oggi. Il bicchiere è mezzo pieno", quindi "andremo avanti".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Verona, clochard romeno massacrato e dato alle fiamme
DATA:
OCCHIELLO: Il tragico episodio è accaduto a Verona. Un clochard romeno di 42 anni è stato bruciato vivo dopo un violento pestaggio avvenuto presso la stazione di Villafranca. L'uomo, attualmente ricoverato presso il Centro Ustioni di Borgo Trento in codice rosso, risulta essere in condizioni gravissime. Al momento non è dato sapere se riuscirà a sopravviv
TESTO: Il tragico episodio è accaduto a Verona. Un clochard romeno di 42 anni è stato bruciato vivo dopo un violento pestaggio avvenuto presso la stazione di Villafranca. L'uomo, attualmente ricoverato presso il Centro Ustioni di Borgo Trento in codice rosso, risulta essere in condizioni gravissime. Al momento non è dato sapere se riuscirà a sopravvivere. Il clochard è stato ritrovato in fin di vita stamani dal macchinista di un treno in arrivo nella stazione. Al momento del ritrovamento, avvenuto intorno alle 7 di mattina, l'uomo si presentava riverso sulla banchina vicino al binario, privo di conoscenza. Il volto era completamente ustionato e il corpo pieno di ustioni. È stato in seguito soccorso dai sanitari del 118 ed ospedalizzato. La Polizia Scientifica e la Squadra Mobile di Verona stanno svolgendo gli opportuni rilievi per fare luce sul caso. La vittima è un uomo senza fissa dimora. Il romeno era solito passare la notte presso la stazione, dove sono installate delle telecamere. I filmati delle videocamere sono al momento al vaglio degli inquirenti e potrebbero essere utili per ricostruire la vicenda e individuare i colpevoli di tale misfatto. È ancora da chiarire il movente che ha scatenato il pestaggio con tanto di fiamme appiccate sull'uomo. Sono purtroppo frequenti aggressioni di questo tipo ai danni di senzatetto, gente indifesa, dimenticata dalla società e talvolta privi di tutela. Tuttavia, il clochard in questione era stato spesso invitato dai servizi sociali a pernottare nel ricovero cittadino, ma l'uomo avrebbe sempre rifiutato qualsiasi offerta di aiuto. Dalle ultime analisi, pare che il 42enne romeno abbia seri problemi di alcolismo. Anche poco prima dell'aggressione, la vittima avrebbe bevuto oltre ogni limite. Le indagini proseguono.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Rimini, gang di magrebini pesta e manda in coma 18enne dopo un furto
DATA:
OCCHIELLO: Pestato a sangue a Riccione (Rimini) per un cappellino, viene ridotto in fin di vita da una gang di nordafricani.Vittima un 18enne albanese residente a Fidenza (Parma), che si trova ora in coma farmacologico presso l'ospedale Bufalini di Cesena.Stando a quanto riportato dalla stampa locale, l'episodio si sarebbe verificato nella notte a cavallo tra
TESTO: Magrebini, sempre magrebini. Nei fatti di cronaca molti magrebini la fanno da padroni. Giovani, arroganti con tanta voglia di far del male agli italiani. Sono i pirati barbareschi di 300 anni fa. Solo che allora stavano in mare e scendevano a terra solo per razziare. Oggi invece, molti sono mantenuti e tutelati dalle scellerate politiche terzomondiste volute in Italia da una sinistra che cerca di impostare con loro un gigantesco voto di scambio. Arrivano da Paesi dove le loro classi dirigenti vivono nel lusso e se ne fregano delle condizioni della gente comune. A casa loro non hanno uno straccio di diritto, ma quando arrivano da noi, molti cercano solo di approfittare di aiuti sociali, case popolari, esenzioni di ogni tipo compilando quasi sempre false autocertificazioni.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Operazione Condor, quando il Sudamerica diventò il subcontinente dei dittatori
DATA:
OCCHIELLO: Il coordinamento tra i servizi di Intelligence si basò anche sulla complicità e sulla connivenza della Cia e dell'Fbi
TESTO: Fu il capo della polizia politica cilena, il colonnello Contreras, a proporre l'Operazione Condor, ma in realtà formalizzò precedenti episodi, fino ad allora solo clandestini, di collaborazione tra questi Paesi. Estese ben presto i propri obiettivi da movimenti come i Tupamaros o il Mir (Movimento di Sinistra Rivoluzionaria) a dissidenti ed esponenti democratici in esilio, che divennero vittime di omicidi, attentati e rapimenti. L'assassinio più efferato fu quello di Orlando Letelier, un autorevole oppositore del regime del cileno Pinochet ed ex membro del Governo Allende, ucciso dall'esplosione della sua auto a Washington il 21 settembre 1976. Negli anni Settanta in Sudamerica il generale Stroessner era al potere in Paraguay dal 1954, le forze armate brasiliane lo erano dal 1964, il generale Banzer prese il potere in Bolivia nel 1971, il generale Pinochet rovesciò il governo cileno di Allende nel 1973, il generale Videla salì al potere in Argentina nel 1976.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Marò, ultima udienza all'Aja. L'Italia: "L'India li ritiene già colpevoli"
DATA:
OCCHIELLO: Dopo sette anni, è arrivato il giorno dell'ultima udienza. Oggi davanti al Tribunale arbitrale internazionale dell'Aja si è aperto il processo per decidere chi, tra Italia e India, abbia la giurisdizione per giudicare le responsabilità di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i marò accusati della morte di due pescatori indiani, scambiati pe
TESTO: All'epoca il caso si sarebbe potuto chiudere in poche ore minacciando l'India di porre il veto italiano sulla firma di un accordo commerciale con l'Europa che risultava essenziale per l'India: gli indiani avrebbero immediatamente rimandato i maro' in Italia, con biglietti di business class. Invece, dato che tale accordo risultava pinguissimo per i tedeschi, che premevano per la stipula, il governo-sguattero dell'epoca -presieduto da un certo Monti Mario- si guardo' bene dal seguire tale strada. Mi ricordo anche la vergognosa gestione della crisi da parte del ministro degli esteri dell'epoca, l'elitista Terzi di Sant'Agata, che si copri' di ridicolo a livello internazionale.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Così i libici hanno intercettato ?il gommone con 60 immigrati
DATA:
OCCHIELLO: "Stavolta ai trafficanti è andata male!". In un post su Facebook il ministro dell'Interno Matteo Salvini plaude all'ultima operazione della Guardia costiera libica che è riuscita a intercettare un gommone carico di immigrati che cercavano di raggiungere le coste italiane illegalmente. Dalla fotografia, condivisa dal vicepremier leghista, se ne co
TESTO: . In un post su Facebook il ministro dell'Interno Matteo Salvini plaude all'ultima operazione della Guardia costiera libica che è riuscita a intercettare un gommone carico di immigrati che cercavano di raggiungere le coste italiane illegalmente. Dalla fotografia, condivisa dal vicepremier leghista, se ne contano almeno una sessantina e sono stati tutti riportati indietro. Il gommone sfreccia sulle acque del Mar Mediterraneo alla volta dell'Italia. Ma, questa volta, la Guardia costiera libica è riuscito a intercettarlo prima che intervenisse la nave di una qualche organizzazione non governativa. Se i militari di Tripoli non fossero intervenuti per tempo, adesso avremmo già un esercito di "volontari" attaccati a Twitter per chiedere un "porto sicuro" a cui attraccare innescando così un altro braccio di ferro con il governo italiano. Perché, come spiega Giulia Berberi, il medico che si trovava a bordo della barca a vella dell'ong "Mediterranea Saving Humans", "il problema sono i libici" (guarda il video). Le ong, infatti, sono contrarie a riportare indietro i clandestini e puntano sempre a farli sbarcare in Italia o, alla peggio, a Malta. Questa volta, invece, ai sessanta clandestini e ai trafficanti è andata male. Dopo che ha intercettato il gommone, la Guardia costiera libica ha riportato a terra tutti i immigrati che si trovavano a bordo. Dalla fotografia condivisa da Salvini su Facebook è ben visibile anche il volto del trafficante di esseri umani.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Scontro sui migranti, Salvini a ministra Trenta: "Alle polemiche rispondo con i numeri"
DATA:
OCCHIELLO: Il capo del Viminale replica alle critiche della titolare della Difesa per l'uscita dell'Italia dalla missione Sophia. E rivolto al sottosegretario 5S Di Stefano: "Si occupi di Esteri"
TESTO: "La missione Sophia, con tutto il rispetto, recuperò decine di migliaia di immigrati e li portò tutti in Italia, perché questo prevedevano le regole della missione. Ditemi se il contrasto dell'immigrazione clandestina è recuperare decine di miglia di immigrati in giro per il Mediterraneo e portarli tutti in Italia" ha osservato Salvini, annunciando che "già entro la settimana avremo un comitato per l'ordine e la sicurezza al Viminale su questo ed altri temi". Salvini risponde anche al sottosegretario pentastellato Manlio Di Stefano, che ieri ha attaccato il leader leghista con un accostamento calcistico: "Per Di Stefano io mi sento Maradona ma sono Higuain fuori forma? Se mi attacca per la mia forma fisica gli rispondo 'omo de panza omo de sostanza'. Si occupi di Esteri, possibilmente senza gironzolare per il Venezuela. Poi semmai se uno volesse attaccarmi dovrebbe dirmi: 'Si sente come Van Basten o come Baresi'. Da milanista Maradona lo rispetto". Sullo scontro fra Salvini e Trenta interviene anche il sottosegretario M5s Stefano Buffagni: "Il governo deve essere unito per affrontare i problemi che ci sono ed evitare di fare continuamente queste contrapposizioni che hanno anche un po' stufato gli italiani".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Maxi multa e nave confiscata. La Gdf "arresta" Mediterranea
DATA:
OCCHIELLO: Nave confiscata e maxi multa: per la Alex, la barca a vela con la quale l'ong di Luca Casarini ha portato in Italia 59 migranti recuperati al largo della Libia, scatta il decreto Sicurezza.L'annuncio arriva dalla stessa Mediterranea Saving Humans, convocata oggi in caserma dalla Guardia di Finanze che ha contestato una seconda violazione della legg
TESTO: Nave confiscata e maxi multa: per la Alex, la barca a vela con la quale l'ong di Luca Casarini ha portato in Italia 59 migranti recuperati al largo della Libia, scatta il decreto Sicurezza. L'annuncio arriva dalla stessa Mediterranea Saving Humans, convocata oggi in caserma dalla Guardia di Finanze che ha contestato una seconda violazione della legge, "un ingresso accidentale di Alex nelle acque territoriali che sarebbe avvenuto venerdì mattina". Sarà stato anche "accidentale" come dicono dalla ong, ma tanto basta a far scattare "la sanzione per un totale di 65mila euro di multa e il sequestro amministrativo con la confisca di Alex". "È un pretesto del tutto illegittimo", continuano dall'organizzazione, "Se pensano di fermare così Mediterranea si illudono di grosso: stiamo già preparando i ricorsi e con il sostegno di tutti voi torneremo presto in mare". E Alessandro Metz, l'armatore di Mediterranea, ha minacciato ora di querelare Matteo Salvini: "Voglio un processo in cui si verifichi se sono uno scafista come dice lui", ha detto a Radio Capital, "Se non lo sono, Salvini diventerà un finanziatore involontario di Mediterranea. Spero non voglia scappare anche da questo processo".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Processo Condor, in appello ribaltata la sentenza: 24 ergastoli
DATA:
OCCHIELLO: La sentenza sui Desaparecidos interessa ex Capi di Stato ed esponenti militari e dei servizi di sicurezza di Bolivia, Cile, Perù e Uruguay in carica tra gli anni '70 e '80, accusati di aver represso gli oppositori, tra i quali 23 italiani. In primo grado 8 ergastoli e 19...
TESTO: Ventiquattro ergastoli. Questa la sentenza della Prima Corte d'assise d'Appello bis di Roma in merito al processo sul cosiddetto piano Condor. La vicenda riguarda ex capi di Stato ed esponenti delle giunte militari e dei servizi segreti di Bolivia, Cile, Uruguay e Perù, al potere tra gli anni '70 e '80 accusati del sequestro e dell'omicidio di 23 cittadini di origine italiana. Ribaltata quindi la sentenza del processo di primo grado, quando i giudici della Corte d'assise avevano inflitto l'ergastolo soltanto ad otto imputati e avevano assolto 19 persone (più altri sei proscioglimenti per morte del reo) ritenendo coloro i quali hanno realizzato operativamente il sistema dell'apparato repressivo responsabili solo del sequestro di persona (reato prescritto), e non anche dell'omicidio. I giudici oggi hanno disposto il risarcimento nei confronti delle 47 parti civili costituite da stabilirsi in sede civile, fissando intanto una provvisionale immediatamente esecutiva di un milione di euro per la Presidenza del Consiglio dei ministri e di cifre comprese tra i 250mila euro e i 100mila euro per le altre parti civili.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Impronte digitali contro i furbetti del cartellino: pronto il regolamento
DATA:
OCCHIELLO: Previsto dalla legge Concretezza della Pubblica amministrazione. La ministra Bongiorno: "Finita l'epoca delle truffe. Finora la facevano franca in troppi"
TESTO: ROMA - E' già pronto il regolamento, previsto dalla legge Concretezza, sulle impronte digitali per la verifica degli accessi a lavoro dei dipendenti pubblici. Il regolamento sarebbe stato inviato proprio oggi al Garante della privacy. A seguire sarà mandato, per i relativi pareri, alla Conferenza Unificata e al Consiglio di Stato. I decreti attuativi relativi all'istituzione del Nucleo per la Concretezza saranno, invece, ultimati entro il mese di settembre. "Felice di una legge che prevede la drastica riduzione dei tempi delle procedure concorsuali, nuove risorse in settori strategici della P. a, aiuti alle amministrazioni in affanno e un metodo di lotta contro l'assenteismo finalmente incisivo: fino ad oggi, di fatto, la facevano franca in troppi; adesso, con le impronte digitali e la videosorveglianza, preveniamo il fenomeno. È finita l'epoca delle truffe". Così commenta la ministra della P. a., Giulia Bongiorno, parlando dell'entrata in vigore della legge Concretezza. "Sistema di 'fraudolenta solidarietà' per timbrare? Se fosse riscontrato quanto emerge dalle indagini (di Molfetta, ndr) sarebbe gravissimo! Con le impronte digitali stop ai truffatori e alla 'fraudolenta solidarietà'". Lo twitta sempre Bongiorno, riferendosi proprio al nuovo caso di 'furbetti del cartellino', con trenta indagati nell'ospedale di Molfetta (Bari).
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Grandi navi, incidente sfiorato; il sindaco di Venezia attacca: la colpa è del ministro Toninelli
DATA:
OCCHIELLO: "La responsabilità è di chi non ha deciso in questi mesi, il tempo dell'attesa è finito". Replica il ministro delle Infrastrutture: "Brugnaro al solito straparla, vicini a soluzione"
TESTO: Di fatto "la soluzione immediata c'è, si chiama percorso dalla bocca di porto di Malamocco, attraverso il canale dei petroli, con destinazione marittima via canale Vittorio Emanuele per le navi più piccole, e destinazione Marghera, canale nord lato nord, per quelle più grandi. Il Vittorio Emanuele si può realizzare in circa un anno, con capitali privati, in attesa di progetti alternativi che necessitano di tempi più lunghi, di almeno 5 o 10 anni", spiega il sindaco. Sulla questione pronta la replica, polemica, di Danilo Toninelli. "Brugnaro come al solito straparla. Dopo anni di inerzia anche da parte di quelli della sua area politica, siamo vicini a una soluzione seria per mettere fuori le grandi navi da Venezia. Marghera è opzione scellerata per sicurezza e ambiente, convinceremo di ciò anche l'Unesco". Lo scrive su Twitter il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. "Siamo stati avvertiti già due volte, ci è andata bene una volta, ci è andata bene la seconda, non dobbiamo sfiorare la tragedia la terza volta, credo ormai sia sotto gli occhi di tutti che queste grandi navi non possono più continuare a passare". Così commenta il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, intervistato dalla Tgr Rai. "Ci sono delle competenze - prosegue Zappalorto - che bisogna attivare. Chi è competente a far transitare queste navi a mio avviso dovrebbe convocare o una conferenza di servizi, oppure prendere direttamente dei provvedimenti. Le competenze sono del ministero dei Trasporti e delle Capitanerie di porto in questi casi - conclude - sono loro che hanno l'autorità sulle acque". Dato che "le previsioni meteo da almeno un'ora e mezza prima annunciavano forte maltempo", la decisione di far partire la Costa Deliziosa dalla Marittima di Venezia "è stata una scelta irresponsabile". Così il deputato e consigliere comunale veneziano Nicola Pellicani (Pd), commenta l'incidente e chiede che siano "subito accertate le responsabilità". Di fatto "la Capitaneria di porto, i piloti del porto avrebbero dovuto pretendere il rinvio della partenza. Sarebbe bastato poco, forse appena un'ora", sostiene il dem. "Ma purtroppo esiste un atteggiamento di sudditanza nei confronti delle compagnie di navigazione, che sono ossessionate dal rispetto dei tempi per le varie tappe della crociera. Business is business. ..". Ora, "dopo questo episodio bisogna pensare a una misura drastica: chiudere i passaggi dal canale della Giudecca e dal bacino di San Marco". Del resto una soluzione per farlo ci sarebbe, prosegue Pellicani richiamando il verbale del comitatone del novembre 2017. "Ci vuole però il coraggio di prendere delle decisioni. Il ministro alla confusione Toninelli aveva annunciato entro il 30 giugno una proposta concreta per allontanare le navi dal bacino di San Marco e dal canale della Giudecca. Ma ancora oggi non trova di meglio che annunciare altri rinvii", conclude il dem. Perlomeno "convochi immediatamente il comitatone e si confronti con la città".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Scorte, nuova direttiva di Salvini: "Tutelare chi davvero a rischio"
DATA:
OCCHIELLO: Il provvedimento per "razionalizzare le misure di protezione". Nell'ultimo anno calato del 9% il numero di agenti impiegati. A dover vivere sotto la tutela delle forze dell'ordine sono soprattutto magistrati, politici e imprenditori
TESTO: Al 1° giugno 2018 le scorte erano 618, e ne facevano parte 2.218 donne e uomini delle forze di polizia, oltre a circa 230 agenti utilizzati per le cosiddette vigilanze fisse ad abitazioni e luoghi di lavoro. Sono 434 le auto blindate fornite, 266 le vetture non specializzate. Esattamente un anno dopo, al 1° giugno 2019, dopo un primo taglio di "razionalizzazione", le misure di sicurezza sono diventate 569, calati dunque di circa il 9% il numero di agenti utilizzati sia per le scorte personali che per le vigilanze fisse. Per l'esattezza sono 2.015 le unità delle forze di polizia impiegate (203 in meno rispetto a dodici mesi prima), oltre a 211 per le vigilanze fisse, 404 le vetture blindate e 234 le non specializzate. È il Lazio la regione dove si concentrano le attività di scorta con 209 nel 2018 e 173 nel 2019, subito dopo viene la Sicilia con 142 nel 2018 e 124 nel 2019. Le categorie più tutelate sono magistrati, imprenditori e diplomatici, oltre a politici, giornalisti e alti dirigenti dello stato. In particolare, al primo giugno 2018 risultavano protetti 274 magistrati, 82 politici, 45 imprenditori e 28 diplomatici. Dopo un anno il numero dei magistrati tutelati non ha subìto variazioni, i politici sono scesi a 58, gli imprenditori a 32 e i diplomatici a 27.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Migranti, decreto sicurezza: la Finanza confisca la barca Alex della Ong Mediterranea a Lampedusa
DATA:
OCCHIELLO: Applicato un cavillo del decreto sicurezza: la Alex accusata di aver violato il confine delle acque nazionali non soltanto entrando in porto ma anche mentre era alla deriva al limite delle 12 miglia al largo dell'isola di Lampedusa
TESTO: Adesso Mediterranea dovrà presentarsi davanti al prefetto di Agrigento – al quale spetta la decisione finale – per spiegare le proprie ragioni ed evitare così un provvedimento durissimo, che tra l’altro farebbe salire a 65mila euro il conto delle multe. Ragioni, quelle di Mediterranea, che sono molte, solide e certificate da chi era a bordo. Per tutto il periodo in cui Alex è stato alla deriva al limite delle acque internazionali – dall’alba di venerdì fino alle 14,45 di sabato - sia il vhf di bordo sia il gps hanno fatto fatica a funzionare rendendo complessa l’individuazione esatta della linea di confine. Cosa che il capitano Stella ha più volte comunicato alla Capitaneria di Porto (che ne era ampiamente consapevole) e che gli stessi finanzieri – da subito e fino a ieri – hanno sempre ammesso, dicendosi disponibili a collaborare con il comandante avvertendolo ogni volta che l’imbarcazione fosse andata oltre.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: La vacanza dei Ferragnez sul lago di Como? Oltre 4mila euro a notte più extra
DATA:
OCCHIELLO: Si è da poco concluso il weekend sulle rive del Lago di Como per i Ferragnez. La coppia d'oro dello showbiz composta da Fedez e Chiara Ferragni ha trascorso il fine settimana sulle sponde del lago in compagnia della famiglia Ferragni, mamma, papà, sorelle e cognati al seguito. Tutti presenti compresi il cagnolino Matilde e il piccolo Leone, ribat
TESTO: Si è da poco concluso il weekend sulle rive del Lago di Como per i Ferragnez. La coppia d'oro dello showbiz composta da Fedez e Chiara Ferragni ha trascorso il fine settimana sulle sponde del lago in compagnia della famiglia Ferragni, mamma, papà, sorelle e cognati al seguito. Tutti presenti compresi il cagnolino Matilde e il piccolo Leone, ribattezzato "Archie" per l’occasione, vista la residenza in stile regale dove la comitiva ha soggiornato. Una brevissima vacanza all’insegna del lusso e dei prezzi da capogiro. I Ferragnez hanno, infatti, alloggiato nella splendida cornice del Grand Hotel Tremezzo, un resort di lusso in stile Belle Epoque sulla sponda nord ovest del lago. Niente suite o camere di lusso, però, per Fedez, Chiara e ospiti, ma un’intera villa d’epoca affittata in esclusiva. La comitiva ha soggiornato a Villa Sola Cabiati, un’imponente villa antica con saloni affrescati e arredamento in stile. Nell'incantevole residenza, la famiglia Ferragni ha alloggiato in esclusiva per l'intero weekend un luogo di privacy totale, lontano da occhi indiscreti, con uno staff dedicato in esclusiva. Il costo di questo sfarzo? Migliaia di euro. Le suite più belle prenotabili sul sito ufficiale del resort possono costare anche 4 mila euro a notte (la camera meno cara costa 850 euro a notte), facile capire che per affittare la Villa in esclusiva ci siano voluti migliaia di euro. Villa Sola Cabiati vanta, infatti, oltre ad una piscina a uso esclusivo degli ospiti, sei suite finemente arredate e altrettanti bagni oltre ai saloni. Se si contano anche i pasti consumati in villa (alcuni anche a base di aragosta) e le escursioni private sul Lago (previste come servizi extra dall’Hotel) è facile intuire come il conto del weekend sia lievitato a vista d’occhio. Cifre con molti zeri che i Ferragnez sono soliti spendere quando si tratta di vacanze con la famiglia.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Grandi navi, incidente sfiorato a Venezia: io, scrittore, non trovo le parole per raccontarvi ciò che ho visto
DATA:
OCCHIELLO: Roberto Ferrucci, veneziano, è l'autore del video diventato virale che ritrae la Costa Deliziosa mentre sfiora la banchina e uno yacth ormeggiato durante la tempesta in Bacino San Marco: "Le crociere in laguna vanno fermate prima che sia tardi"
TESTO: Di fronte, era sparito tutto: l’Isola di San Giorgio, la laguna, San Marco, tutto. Poi nell’inquadratura è entrato prima uno sbuffo, nero, molto più nero della parete grigio scuro della tempesta. Il fumo di un rimorchiatore che capivi stesse lottando con delle forze fin lì invisibili. Fin lì, perché subito dietro, imponente, a pochi metri dalla riva, è apparsa l’incudine di una nave da crociera. E da quel momento la tempesta è diventata Deliziosa. Nemmeno il miglior scrittore del mondo avrebbe avuto il coraggio di accostare quella bufera al nome della nave della Costa crociere. Ma la realtà, spesso, supera anche l’immaginazione degli scrittori. Ho continuato a riprendere, mentre la grandine era diventata qualcosa di insignificante e la Deliziosa sfiorava prima la riva e poi lo yacht attraccato più in là.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Assessora Pd di Reggio Emilia pubblica foto di Meloni a testa in giù. La leader di Fdi: "Che ne pensa Zingaretti"?
DATA:
OCCHIELLO: Post sulla pagina Facebook di Valeria Montanari, neo responsabile ai Lavori pubblici della città emiliana. Il segretario del Pd replica: "Un errore da condannare"
TESTO: Sempre più spesso postare sui social immagini dei propri avversari politici rischia di trasformarsi in un autogol. Specialmente quando l'immagine in questione viene (volutamente) pubblicata a testa in giù, come per rievocare la fine di Benito Mussolini. Se poi la foto ritrae un esponente della destra come Giorgia Meloni, allora non c'è più alcun dubbio che il richiamo storico sia proprio piazzale Loreto. Tutto quanto appena descritto è comparso sulla bacheca di Valeria Montanari, neo-assessora ai Lavori Pubblici del Pd a Reggio Emilia, nella giunta appena varata dal riconfermato sindaco Luca Vecchi. E, stando al tono dei commenti comparsi in calce al post, la mossa ha avuto l'effetto di un clamoroso boomerang. L'intervento di Montanari voleva essere una risposta alla dichiarazione - senza dubbio forte - della presidente di Fdi Meloni di "affondare" la nave Seawatch approdata a Lampedusa il 26 giugno dopo 17 giorni in mare, per iniziativa della capitana Carola Rackete che ha forzato l'alt della Guardia di Finanza. A onor del vero va detto che Meloni proponeva l'affondamento dopo aver fatto sbarcare e rimpatriare i migranti. L'assessora dem scrive dunque sul suo profilo Fb: "I Bulli e le Bulle che fanno 'i grossì con i più deboli non li ho mai sopportati. Un modo sordido per nascondere che fuori dai loro metodi arroganti e violenti, non ce la possono fare". Tra i primi commenti negativi compare il seguente: "E quindi fai la bulla tu. Applausi", scrive Valentina G. Paolo D. aggiunge: "Se il buongiorno si vede dal mattino non è un gran inizio di assessorato". Giulia G. invece la butta sull’ironia: "Scusi assessore ma vedo che ha caricato la fotografia al contrario, sarebbe opportuno che la girasse. Immagino e sono sicura assessore che sia stato un errore caricare la foto dell'Onorevole Meloni al contrario e che non sia stata la sua volontà rappresentare l'onorevole così. Giusto? Le ho segnalato l'errore in modo che possa provvedere quanto prima a postare la foto nel modo corretto". Francesco P è più duro: "Complimenti, il bue che da del cornuto all'asino". E poi cominciano gli inevitabili riferimenti ai fatti di Bibbiano, per i quali il Pd ha avviato una campagna contro la diffamazione sui social. Gennaro P. infatti scrive: "Io metterei a testa in giù quelli che maltrattano i bambini per lucrare sulle loro famiglie". E Alessandro G aggiunge: "Ma vergognati fai schifo tu e la sinistra. Tu devi stare a testa in giù non la Meloni. Rosica che solo questo puoi fare". Francesco A. "E tu saresti una figura istituzionale? Ma vai a trovarti un lavoro non pagato da noi per favore". Insomma una pioggia di critiche tra le quali trovare un commento positivo è quasi impossibile. La stessa Meloni oggi si rivolge direttamente al segretario dem Zingaretti e, rilanciando il post di Montanari, scrive: "Questa signora che mi vorrebbe morta a testa in giù perchè voglio difendere i nostri confini è assessore del pd a reggio emilia. Lo stesso pd di Reggio Emilia che si è affrettato a esprime solidarietà al (proprio) sindaco di Bibbiano arrestato per lo scandalo legato alle violenze sui bambini e che sta tentando in tutti i modi di minimizzare quanto emerso. La loro abitudine è questa: zittire in ogni modo chi prova a raccontare le verità per loro scomode. Non mi stupisce. Tuttavia mi piacerebbe sapere cosa pensa Nicola Zingaretti di un suo assessore che dichiara pubblicamente di volermi appesa a testa in giù". In serata è arrivata la risposta di Zingaretti con un tweet. "La foto contro Giorgia Meloni è un errore da condannare. Tutti collaboriamo a difendere la dignità del confronto. Così non si va avanti, l'odio sta portando indietro le lancette della storia. Ce lo dicono anche le campagne infami nei social e le aggressioni ai circoli @pdnetwork".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Maltempo, tromba d'aria a Livorno e allagamenti nel Pisano e a Viareggio
DATA:
OCCHIELLO: Non ci sono feriti. I fulmini danneggiano anche la ferrovia Tirrenica tra Pisa e La Spezia
TESTO: Una tromba d'aria ha colpito la zona nord di Livorno danneggiando la copertura di alcuni capannoni industriali di via Enriques. Non si registrano feriti. Sul posto per tutta la mattinata di lunedì 8 luglio sono state impegnate le squadre del comando provinciale di Livorno per le verifiche e la messa in sicurezza di capannoni industriali danneggiati. Danni alle coperture dei fabbricati, mentre la raffica ha rovesciato anche alcuni container. Disagi anche nel Pisano per i violenti temporali che si sono abbattuti in diverse zone della provincia prima dell'alba e hanno reso necessario l'intervento delle squadre dei vigili del fuoco per allagamenti e la rimozione dei detriti dalle strade. Le precipitazioni piuttosto importanti si sono concentrate a Filettole, nel comune di Vecchiano (Pisa) e, in Valdera, nel comune di Casciana Terme Lari e in località La Sterza, vicino a Lajatico. Sempre nel Pisano le forti raffiche di vento hanno abbattuto alcune piante che hanno invaso le strade causando difficoltà alla circolazione. Allagamenti e disagi anche a Viareggio, nella frazione di Torre del Lago, dove intorno alle cinque di mattina un violento nubifragio ha scaricato sulla città circa 40 millimetri di pioggia. Le maggiori criticità, si spiega dal Comune di Viareggio, hanno riguardato il quartiere ex Campo d'Aviazione, in via Comparini e via Indipendenza in Darsena. Ancora, alcuni alberi scosciati in largo Risorgimento, via Buonarroti, viale Kennedy e viale dei Tigli. Gli operai del Comune coordinati dalla Protezione civile "sono prontamente intervenuti e già nella prima metà della mattinata la situazione è tornata alla normalità. Da segnalare invece la chiusura di via Ciabattini per un movimento di terra dalla rampa dell'autostrada: la Salt è sul posto per mettere in sicurezza la zona" A causa del maltempo delle ore scorse scariche di fulmini hanno danneggiato gli impianti necessari per la circolazione ferroviaria a Pietrasanta e tecnici di Rfi sono stati impegnati per riparare e sostituire degli apparati danneggiati. Inoltre la circolazione è rimasta rallentata dalle 4.30 alle 8 sulla linea Tirrenica, tra Pisa e La Spezia. Ripetute scariche atmosferiche, spiega Ferrovie, hanno danneggiato gli apparati degli impianti di circolazione in prossimità della stazione di Pietrasanta. Poi, alle 7.30, la circolazione è tornata regolare in direzione Pisa. Alle 8, al termine degli interventi di ripristino effettuati da circa 20 tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) è ripresa anche sul binario in direzione La Spezia. Durante l'intervento sono state sostituite numerose apparecchiature tecnologiche rimaste danneggiate sia sulla linea, sia in stazione. I treni a lunga percorrenza e quelli regionali hanno registrato ritardi fino a due ore. Due convogli regionali sono stati cancellati e otto limitati nel percorso. E' stato attivato dalle Ferrovie un servizio con due autobus sostitutivi tra Forte dei Marmi e Viareggio. Domenica sempre un fulmine ha colpito Palazzo Vecchio a Firenze. "I danni sono in corso di valutazione ma sono stati limitati grazie allo 'scudo' parafulmini installato nel 2015. Al momento risultano alcuni danneggiamenti all'impianto elettrico e di videosorveglianza e i tecnici sono già al lavoro per ripararli. L'ammontare dei danni è in corso di valutazione". Intanto l'accesso alla Torre di Arnolfo è stato interdetto ai turisti per motivi di sicurezza anche se rimane visitabile il Camminamento di ronda.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Bari, arrestato l'ex giudice Bellomo: maltrattava studentesse imponendo il look e calunniò il premier Conte
DATA:
OCCHIELLO: L'ex consigliere di Stato, già indagato perché avrebbe imposto il dress code alle ragazze iscritte ai suoi corsi di preparazione ai concorsi in magistratura, è ai domiciliari. I fatti risalgono a quando Conte non era capo del governo, ma era vicepresidente del Consiglio della...
TESTO: Non solo i maltrattamenti e le estorsioni nei confronti di quattro giovani borsiste della scuola di formazione giuridica "Diritto e scienza" di Bari a cui imponenva anche il dress code, ma anche la calunnia e la minaccia bei confronti del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Finisce agli arresti domiciliari Francesco Bellomo, 49enne barese, consigliere di Stato destituito dopo che nel 2017 scoppiò lo scandalo della scuola di preparazione per il concorso in magistratura La scintilla parti da Piacenza, con la denuncia di una studentessa, e si estese presto anche a Bari, città d'origine di Bellomo e dove è presente una sede di "Diritto e scienza", tuttora in funzione. L'arresto giunge al termine di un'indagine coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi e dal pm Daniela Chimienti, con l'ordinanza firmata dalla gip Antonella Cafagna. Quattro le studentesse individuate come parti offese, per i reati di maltrattamenti e estorsione, alcune delle quali legate a Bellomo da relazioni sentimentali. Nell'inchiesta barese si inserisce poi il nuovo filone, che vede come vittime il presidente del Consiglio Conte, in passato vicepresidente del Consiglio della presidenza della giustizia amministrativa, organo chiamato ad esercitare l'azione disciplinare nei confronti di Bellomo, dopo che erano emersi i primi illeciti a suo carico. Il premier (all'epoca non in carica) fu trascinato davanti al Tribunale civile di Bari, insieme alla collega Concetta Plantamura, componente dello stesso organismo. Bellomo paventò che avessero commesso illeciti nella trattazione del giudizio a suo carico e poi fece notificare loro un atto di citazione per danni. Secondo la procura di Bari, tale atto fu un'implicita minaccia, finalizzata a prospettare all'intero Consiglio il possibile esercizio di azioni civili nei confronti di Conte e Plantamura. Il gip Cafagna parla di "indole dell'indagato in seno al rapporto interpersonale in termini di elevata attitudine alla manipolazione psicologica mediante condotte di persuasione e svilimento della personalità della partner nonché dirette ad ottenerne il pieno asservimento se non a soggiogarla, privandola di qualunque autonomia nelle scelte, subordinate al suo consenso". Nell'ordinanza il giudice analizza quello che definisce "sistema Bellomo", nel quale "l'istituzione del servizio di borse di studio non era altro che un espediente per realizzare un vero e proprio adescamento delle ragazze da rendere vittime del proprio peculiare sistema di sopraffazione, fondato sulla concezione dell'agente superiore e sui corollari di fedeltà, priorità e gerarchia". Le borsiste della scuola di formazione dell'ex giudice Bellomo, dovevano "attenersi ad un dress code suddiviso in "classico" per gli "eventi burocratici", "intermedio" per "corsi e convegni" ed "estremo" per "eventi mondani" e dovevano "curare la propria immagine anche dal punto di vista dinamico (gesti, conversazione, movimenti), onde assicurare il più possibile l'armonia, l'eleganza e la superiore trasgressività' al fine di pubblicizzare l'immagine della scuola e della società". Sono alcuni passaggi del contratto imposto alle borsiste e riportati nell'ordinanza di arresto. L'abbigliamento definito "estremo" ad esempio prevedeva "gonna molto corta (1/3 della lunghezza tra giro vita e ginocchio), sia stretta che morbida + maglioncino o maglina, oppure vestito di analoga lunghezza". Ad alcune borsiste, si legge sempre nell'ordinanza di custodia cautelare era imposto "il divieto di contrarre matrimonio a pena di decadenza automatica dalla borsa". Alle ragazze era imposto un contratto che "imponeva una serie di obblighi e di divieti", come la "fedeltà nei confronti del direttore scientifico" e "l'obbligo di segretezza sul contenuto delle comunicazioni intercorse".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Doping, maxioperazione in tutta Europa. Scoperti nove laboratori clandestini, in Italia anche uno a Salerno
DATA:
OCCHIELLO: Carabinieri del Nas ed Europol hanno sequestrato sostanze per quasi 4 milioni di euro, arrestate 234 persone, oltre 1000 indagati
TESTO: Operazione internazionale contro il doping coordinata dai Carabinieri del Nas e da Europol. Sequestrati in tutta Europa sostanze dopanti per 3,8 milioni, arrestate 234 persone, oltre mille indagati, scoperti nove laboratori clandestini, di cui uno anche in Italia, nel Salernitano, dove i carabinieri hanno sequestrato un laboratorio clandestino per la produzione di sostanze stupefacenti e dopanti. Controllati 600 atleti, di cui 19 sono risultati positivi. E' la più vasta di sempre in questo settore e vi hanno partecipato tutti i Paesi membri dell'Unione Europea. E' stata smantellata un'organizzazione dedita al traffico internazionale di sostanze dopanti che operava tra Italia e Romania. Le sostanze dopanti e i farmaci contraffatti sequestrati hanno un valore complessivo di circa un milione di euro. Nel complesso l'attività investigativa ha consentito di disarticolare 17 gruppi criminali coinvolti nel traffico internazionale di sostanze dopanti, individuare e sequestrare 9 laboratori clandestini per la produzione di sostanze illecite e farmaci contraffatti. Viribus, questo il nome dell'operazione, è stata lanciata dai Carabinieri del Nas e da Europol nel mese di ottobre 2018 nel corso di un incontro al Ministero della Salute.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: “La solita zingara”: ma sul bus Napoli-Milano scatta la colletta di solidarietà contro i razzisti
DATA:
OCCHIELLO: Offese xenofobe per una donna che non aveva il biglietto per il suo bambino: ma i passeggeri acquistano lo scontrino di viaggio per il piccolo di tasca propria
TESTO: Autobus da Napoli a Milano, compagnia FlixBus. Una donna, di chiare origini straniere, viaggia con il suo bambino. Da un controllo emerge che non ha acquistato il biglietto per il figlio, supponendo che non fosse necessario, non occupando il piccolo alcun posto a sedere. Tra i passeggeri, c’è chi la apostrofa come “la solita zingara”. “Un'offesa assolutamente violenta e gratuita”, racconta Davide, che viaggiava su quel bus. E allora accade qualcosa che scalda il cuore: “La reazione di alcuni di noi è stata energica, forte e non solo verbale, con una colletta per comperare il biglietto al piccolo”. Un gesto spontaneo, deciso, significativo. Lei sorride e ringrazia. Chi fino a quel momento aveva scelto la via della xenofobia cala il capo e prosegue il viaggio in direzione Milano in silenzio. “Magari meditando su quelle offese figlie del pregiudizio”, auspicano i passeggeri virtuosi e solidali con la donna, che su quel bus ha trovato comprensione e amicizia.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione: arresti a Parma e Bologna
DATA:
OCCHIELLO: Operazione Hope and Destiny della polizia di Stato, nove persone in carcere. Intimidazioni e violenza per convincere giovani ragazze nigeriane a prostituirsi
TESTO: Sono stati raggiunti da misura cautelare: ANON Mabel, nata ad Irrua (Nigeria) il 18.05.1980 e residente a Bologna; EROMOSELE Peter, nato ad Uromi (Nigeria) il 23.11.1970 e residente a Bologna; EROMONSELE Musa Frank, nato ad Uromi (Nigeria) il 05.10.1990, domiciliato a Parma; ANTHONY Hilda, nata a Maiduguri (Nigeria) il 24.12.1991 e residente a Parma; gravemente indiziati di aver fatto parte, con vari ruoli e con altre persone in Nigeria, di un’associazione a delinquere finalizzata all’organizzazione dell’ingresso clandestino di donne nigeriane sul territorio italiano per far loro esercitare la prostituzione. ADAKA Shedrack, nato ad Ijede Isoko North (Nigeria) il 13.06.1979 e residente a Parma; OSEBHANDRE Cosmos, nato ad Uromi (Nigeria) e domiciliato a Parma in via Savani n. 7; UWUMAHONGIE Blessing Osarumen, nata ad Urora (Nigeria) e residente a Verona; Gravemente indiziati di aver fatto parte, con vari ruoli e con altre persone in Nigeria ed in Libia, di un’associazione a delinquere finalizzata alla tratta di donne nigeriane dalla Nigeria all’Italia attraverso la Libia per far loro esercitare, in Italia ed altri Paesi Europei, la prostituzione. Per i quali è stata disposta la misura cautelare della Custodia in carcere. OMORODION Sarah nata a Benin City (Nigeria) il 03.05.1991 e residente a Parma; Indagata per il reato di cui all’art. 12 co. 3 e 3ter D. Lgs. 286/98, per aver finanziato l’ingresso clandestino in Italia di almeno tre donne nigeriane n. m.i. attraverso la Libia, da destinare alla prostituzione sul territorio Italiano. MATHEW Eddy, nato in Nigeria il 15.10.1985, ivi residente, domiciliato a Parma in strada dei Mercati n. 3. Indagato per i reati di cui all’art. 73 DPR 309/90 per aver ceduto in varie circostanze quantità imprecisate di sostanza stupefacente del tipo marijuana e per lesioni personali nei confronti di una giovane donna nigeriana che si era rifiutata di prostituirsi. Sono tuttora in corso le ricerche di ADAKA Shedrack ed ANTHONY Hilda che si sono sottratti alla cattura. Nel corso dell’operazione sono state, altresì, eseguite perquisizioni locali a carico dei medesimi destinatari di misura e di altri 4 soggetti, indagati in stato di libertà nell’ambito del medesimo procedimento, identificati in: E.J. classe ’80; C. K. classe ’93; O. S. classe ’90; O. T. classe ’88. L’attività d’indagine, ha avuto inizio nell’agosto del 2016, quando una giovane nigeriana, vittima di una violenta aggressione a seguito della quale aveva riportato delle lesioni guaribili con una prognosi di 15 giorni, si è presentata presso gli uffici della Squadra Mobile formalizzando denuncia/querela nei confronti di alcuni suoi connazionali, asserendo che questi, sodali ad un gruppo criminale, l’avevano fatta giungere in Italia con false promesse di un lavoro regolare per poi costringerla a prostituirsi per ripagare il debito contratto. La circostanza che aveva determinato la donna a sporgere denuncia era certamente da individuare nella violenta aggressione, i cui responsabili sono stati successivamente identificati in EROMONSELE Musa Frank e MATHEW Eddy, che avevano agito al fine di punire la donna per la sua fuga dall’appartamento in cui era stata collocata per esercitare il meretricio. La giovane, di fronte agli agenti della Squadra Mobile, dopo un primo momento di ritrosia, ha spiegato di esser giunta in Italia nell’aprile del 2016, in quanto un uomo conosciuto nella città di Lagos (tale Godfrey), le avrebbe prospettato la possibilità di un trasferimento in Italia dove, grazie ad una donna da lui conosciuta, avrebbe potuto continuare gli studi interrotti in Nigeria e trovare un lavoro. La ragazza avrebbe accettato la proposta e sarebbe stato lo stesso Godfrey a procurarle i documenti per il viaggio (passaporto e visto di ingresso), nonché i biglietti aerei per il volo con destinazione Bologna. Accolta in aeroporto da un uomo, poi identificato EROMOSELE Peter, la giovane è stata condotta in un’abitazione della città Felsinea dove ha conosciuto ANON Mabel che, dopo averle detto che aveva un debito con lei di 45.000 €, immediatamente le ha requisito il passaporto e, senza giri di parole, le ha detto che l’avrebbe ripagato prostituendosi per lei nella città di Parma, minacciandola che, se avesse chiamato la polizia, avrebbe fatto ammazzare i suoi genitori in Nigeria. La giovane, dunque, è stata condotta da EROMOSELE Peter in un appartamento in via Corso Corsi a Parma ed affidata alla “vigilanza” ed al “controllo” del fratello di Peter – EROMONSELE Musa Frank, e della compagna di quest’ultimo ANTHONY Hilda, la quale svolgeva anch’essa l’attività di meretricio ed era stata introdotta nell’organizzazione capeggiata da ANON Mabel, proprio per svolgere il ruolo di controllo sulle “sue” ragazze (come riscontrato dalla successiva attività tecnica). Continuando nel racconto, la giovane ha spiegato che, intimorita dalle minacce di ANON Mabel e dal controllo esercitato su di lei da ANTHONY Hilda ed EROMONSELE Musa Frank, è stata costretta a prostituirsi nell’appartamento di via CORSO CORSI fino al mese di agosto, dando tutto il ricavato ad ANTHONY Hilda che, a sua volta lo consegnava ad ANON Mabel ed EROMOSELE Peter tramite accrediti postepay o personalmente quando i due passavano da Parma. Ad agosto, la giovane, stanca delle angherie subite, insieme ad un’altra giovane nelle sue stesse condizioni, è scappata dall’appartamento, rifugiandosi presso un “presunto” amico nigeriano conosciuto a Parma (identificato in ADAKA Shedrack); tuttavia, è stata presto rintracciata da EROMONSELE Musa Frank che, con l’appoggio di MATHEW Eddy, le ha fatto capire quanto fosse difficile sottrarsi al giogo dell’organizzazione. Dopo pochi giorni, la giovane si è nuovamente presentata negli Uffici della Squadra Mobile, spiegando che aveva iniziato a ricevere delle telefonate minatorie dalla Nigeria da una persona che lei riteneva vicina a GODFREY con cui le intimavano di restituire quanto dovuto ad ANON Mabel.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Utero in affitto, campagna choc di Pro Vita: manifesti con bambini in barattolo su camion vela
DATA:
OCCHIELLO: I dirigenti dell'associazione: "Nessuna concessionaria ha accettato le affissioni a Roma per paura di un intervento sanzionatorio della sindaca Raggi, come è già avvenuto".
TESTO: Bambini dentro i barattolini. Da oggi e per 15 giorni, numerosi camion vela stanno girando per Roma con un’immagine choc contro l’utero in affitto. «È la nostra denuncia agli orrori di questo commercio e contro il business dell’affitto di uteri e compravendita di ovuli. Come il nascituro anche le madri surrogate e le cosiddette “donatrici” di ovociti sono vere e proprie vittime di questo mostruoso sistema che deve finire. Il bambino non è un prodotto né un oggetto da vendere o da regalare», hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia e del Congresso Mondiale delle Famiglie E con l’amministrazione capitolina polemizzano: «Avevamo previsto anche delle affissioni nella Capitale ma le concessionarie contattate, per paura di un intervento sanzionatorio da parte del Comune di Roma come già successo, si sono tirate indietro. Il sindaco Virginia Raggi ha il coraggio di concentrarsi contro il vero degrado, sia morale che cittadino, o preferisce discriminare i bambini e ignorare la solidarietà nei confronti degli indifesi? ». Pro Vita lancia un appello al ministro dell’Interno Matteo Salvini «affinché emani un provvedimento che impedisca le trascrizioni anagrafiche alle coppie dello stesso sesso. Servono politiche che rispettino il sacrosanto diritto di ogni bambino ad avere una mamma e un papà, per questo abbiamo lanciato una petizione pubblicata sul nostro sito www. notizieprovita. it».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Migranti, la lotteria degli sbarchi: 47 a Pozzallo, 44 salvati dalla Alan Kurdi. Salvini alla Tunisia: "Rimpatri anche su navi di linea"
DATA:
OCCHIELLO: Le motovedette italiane soccorrono un barcone, la nave della Ong tedesca effettua un intervento autorizzato da Malta. Crowfunding di Mediterranea per pagare la supermulta per lo sbarco della Alex: già raccolti 25.000 euro
TESTO: La lotteria dei soccorsi in mare è già ripresa. In 47 sono stati portati a Pozzallo nella notte da una motovedetta italiana e in 44 sono stati soccorsi all'alba dalla Alan Kurdi, la nave della Ong tedesca Sea eye in zona Sar maltese e dovrebbero essere sbarcati a La Valletta nelle prossime ore. Così riferisce la Sea eye, secondo cui una nave della Marina maltese andrà a prendere i migranti e li porterà a terra. Il soccorso, infatti, sarebbe avvenuto sotto il coordinamento delle autorità maltesi che proprio due giorni fa avevano acconsentito a far scendere altri 65 migranti salvati dalla nave umanitaria e che sono già stati redistribuiti tra vari Paesi europei. Tra le 44 persone salvate ci sono quattro donne e tre bambini. I migranti hanno raccontato di essere in viaggio da sabato scorso e di aver finito il carburante.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Incendio nella notte nel Barese distrutti abitazione e un deposito. Un uomo si lancia dal balcone: ferito
DATA:
OCCHIELLO: Le fiamme sono divampate in una palazzina vicino al centro storico di Noicattaro abitato da una famiglia di quattro persone. Tutti in salvo. Distrutto un furgone
TESTO: Un incendio in un'abitazione ha creato il panico, nella notte a Noicattaro a pochi chilometri da Bari. Il rogo è divampato in via De Rossi, nelle vicinanze del centro storico e si esteso a un locale sottostante la casa, dove erano custoditi detersivi e materiale plastico e cartaceo. La famiglia che abita l'appartamento in cui si sono levate le fiamme si occupa di commercio ambulante di detersivi e prodotti per l'igiene. Nell'abitazione al primo piano c'era una coppia di coniugi, il figlio e un nipote. In tre sono fuggiti attraverso le terrazze delle palazzine vicine mentre il capofamiglia si è lanciato dal balcone, facendo un volo di tre metri. Nella caduta è rimasto ferito in modo non grave ed è stato soccorso dal 118. I vigili del fuoco hanno lavorato per ore e, ancora all'alba, il fumo fuoriusciva dall'edificio. Le fiamme si sono estese anche a un furgone che era parcheggiato davanti alla casa. Sulle cause dell'incendio indagano i carabinieri.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Ravenna, la rivolta dei nudisti nella spiaggia della Bassona: "Stretti come sardine"
DATA:
OCCHIELLO: "L’area naturista va ampliata, siamo lontani anche dai servizi igienici". Nei tempi d’oro è arrivata ad ospitare anche tremila turisti l’anno
TESTO: La spiaggia di Lido di Dante è stata a lungo luogo di ritrovo dei villeggianti senza veli (e uno dei più grandi tra i circa trenta in Italia), con persino l’organizzazione di un festival naturista, per poi trovarsi negli ultimi tempi a combattere la burocrazia. Un’ordinanza specifica per riconoscere quel tratto di battigia come “ spiaggia naturista” manca dal 2007, mentre la progressiva restrizione degli spazi ha lasciato i novelli Adamo ed Eva senza strutture igieniche o di servizio. Nella parte di spiaggia in cui sono stati via via confinati, infatti, non se ne possono installare perché accanto a una pineta tutelata come riserva naturale. Dal 2011 restano gli attuali 450 metri di spiaggia, gli altri son stati riservati alla nidificazione del fratino (lo stesso volatile per la cui salvaguardia gli ambientalisti han chiesto di fermare il concerto romagnolo di domani di Jovanotti).
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Festival Notte della taranta, attesi in 350mila. Elisa e Guè Pequeno al Concertone di Mastrangelo
DATA:
OCCHIELLO: Annunciata la candidatura della Taranta e della pizzica a patrimonio immateriale dell'umanità dell'Unesco. L'evento del 24 agosto in diretta su Rai2
TESTO: Per la Taranta e la pizzica inizia il percorso di candidatura per il riconoscimento come bene immateriale dell'umanità da parte dell'Unesco. L'annuncio, alla presentazione a Roma del programma dell'edizione 2019 della Notte della Taranta, del sottosegretario ai Beni culturali, Lucia Borgonzoni. "La Taranta - ha spiegato - è l'esempio vivo e forte di come le tradizioni possano trovare spazio anche nel racconto ai giovani e alle nuove generazioni in una chiave di lettura nuova, ma sempre fedele a ciò che sono. È l'espressione viva della nostra capacità di valorizzare il nostro patrimonio culturale e proprio per questo, insieme alla Fondazione della Notte della Taranta, daremo avvio al percorso di riconoscimento del fenomeno della Taranta e della pizzica da parte dell'Unesco perché vogliamo che possano entrare a far parte del patrimonio immateriale dell'Umanità". È la cultura popolare d'Italia la protagonista della 22esima edizione del Festival La Notte della Taranta che si svolgerà dal 3 al 24 agosto nel Salento. Sono attesi 350mila visitatori; 14 le regioni italiane rappresentate, 100 ore di live show, 400 musicisti coinvolti, 53 concerti, cinema, teatro, danza, percorsi di gusto e mostre per raccontare la vivacità artistica e culturale che esalta l'identità dei territori e l'immagine autentica del nostro Paese. Saranno 20 notti da vivere nei centri storici della penisola salentina in un viaggio alla scoperta dei beni culturali immateriali di Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Umbria, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Calabria, Liguria, Trentino Alto Adige, Basilicata, Toscana, Marche e Puglia. Si parte il 3 agosto da Corigliano d'Otranto. Concertone finale a Melpignano il 24 agosto in diretta su Rai2 e Rai Radio2. Diretta dal maestro concertatore Fabio Mastrangelo, l'Orchestra Popolare ospiterà la cantante Elisa e il rapper Guè Pequeno, con le coreografie di Davide Bombana. Il programma del Festival, presentato anche dal presidente della Fondazione, Massimo Manera, e dall'assessora all'Industria turistico culturale della Regione Puglia, Loredana Capone, punta, sulle note della pizzica, a riattivare la rete tra i territori conservando le risorse culturali, la sostenibilità ambientale, la cura delle identità e la valorizzazione dei talenti delle diverse regioni italiane con la visione internazionale che abbraccia, ancora una volta, i paesi del Mediterraneo. Dodici sezioni guideranno il pubblico nel viaggio tra suoni, colori, arte e musica del Festival diretto da Luigi Chiriatti: Concerti Ragnatela, Concerti Altra Tela, Pizzica in scena, Laboratori di pizzica e tamburello, Teatro Altra Tela, Borgo Racconta, Alberi di Canto, Libri, Cinema, Mostre, Il Cibo della Taranta, Fuori Festival. Tre gli incontri speciali: con Vittorio Sgarbi, Eugenio Finardi e Giovanna Marini
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: "Così infetta la nostra società": Boldrini al veleno su Salvini
DATA:
OCCHIELLO: Se Vincenzo Spadafora non si fa nessuno scrupolo a dare del "sessista" all'alleato di governo, Laura Boldrini sembra non aspettasse altro per rintuzzare la polemica e tornare a insultare Matteo Salvini.Che l'ex presidente della Camera - dopo il caso della "bambola gonfiabile" che aveva tenuto banco sui giornali nell'estate di tre anni fa - prenda "
TESTO: Durante il governo della ministra, ci si abbracciava tutti amorevolmente con le sue amate risorse, lavorando e cantando, nessuno stuprava, rubava e bivaccava, non c'era disoccupazione, degrado, paura, eravamo nell'apoteosi dell'età dell'oro grazie agli 80€ dell'angelioletto Renzi, vero? !!! Chi ci ha ridotti ad aver timore di uscire di casa o a lasciarle incustodite per andare solo a fare la spesa? Perché le donne d'oggi si sentono insicure? A causa di Salvini, descritto dalle sinistre come un orco cattivo? Il nazifascismo è morto, ma i comunisti vivono e sono evoluti ad estremismi di pensiero, oltre che d'azione, talmente violenti e dispotici che rendono qualsiasi partito di estrema destra passato e presente, serafini a confronto.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: "Navi di linea verso la Tunisia": ecco il piano di Salvini per i rimpatri
DATA:
OCCHIELLO: Il piano per contrastare l'immigrazione clandestina passa dalla Tunisia. Lo aveva annuciato già ieri Matteo Salvini, al termine del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza. Ma oggi il ministro dell'Interno ha preso carta e penna per scrivere al suo omologo tunisino, Hichem Fourati.Una lettera in cui il vicepremier chiede maggiori sforzi "so
TESTO: Il piano per contrastare l'immigrazione clandestina passa dalla Tunisia. Lo aveva annuciato già ieri Matteo Salvini, al termine del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza. Ma oggi il ministro dell'Interno ha preso carta e penna per scrivere al suo omologo tunisino, Hichem Fourati. Una lettera in cui il vicepremier chiede maggiori sforzi "soprattutto sul fronte degli interventi finalizzati a prevenire e scoraggiare le partenze degli immigrati irregolari", implementando anche "le attività info-investigative, da affiancare ad un potenziamento operativo nelle aree più sensibili". Salvini chiede quindi "un'accelerazione al modello di cooperazione già in atto che, anche con il sostegno europeo, rafforzi le capacità di sorveglianza marittima, attraverso il definitivo sviluppo di un sistema integrato basato su postazioni radar e strutture operative". Ma la missiva serve a chiedere maggiore cooperazione anche per quanto riguarda le procedure di rimpatrio, che sono un "vero modello di operatività". "Possiamo conseguire ancora più elevati livelli di efficacia attraverso rimodulazioni improntate a una maggiore flessibilità con il ricorso a navi di linea", dice il ministro italiano, "Non mancherà il sostegno italiano sul fronte della rimessa in efficienza delle motovedette destinate alle autorità tunisine sugli interventi di assistenza tecnica relativi al sistema Afis, nonchè sull'ulteriore sviluppo del programma bilaterale dei prossimi anni".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Incidente in moto per Malika Ayane
DATA:
OCCHIELLO: Si è concluso con tanto spavento e una contusione al ginocchio l'incidente che ha coinvolto nei giorni scorsi la cantante italiana Malika Ayane. La nuova giudice di X Factor è stata protagonista di una caduta dalla sua moto mentre stava viaggiando verso la Corsica per alcuni giorni di vacanza. Nei giorni scorsi la popolare cantante aveva condivis
TESTO: Si è concluso con tanto spavento e una contusione al ginocchio l'incidente che ha coinvolto nei giorni scorsi la cantante italiana Malika Ayane. La nuova giudice di X Factor è stata protagonista di una caduta dalla sua moto mentre stava viaggiando verso la Corsica per alcuni giorni di vacanza. Nei giorni scorsi la popolare cantante aveva condiviso con i suoi follower sui social una foto che mostrava motocicletta e bagagli pronti per la partenza. Due giorni dopo una nuova fotografia pubblicata sul suo profilo Instagram ha rivelato quanto accaduto. Malika Ayane nello scatto appare voltata di schiena con una fasciatura evidente al ginocchio destro. La cantante si trovava al festival musicale corso "Calvi on the Rocks" e dopo numerose richieste dei follower ha, finalmente, spiegato cosa le è successo: "
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Se per colpa di Greta volare ci costerà di più
DATA:
OCCHIELLO: Ognuno di noi è responsabile del riscaldamento globale. Specie chi viaggia in aereo, considerato uno dei mezzi di trasporto più inquinanti in assoluto e oggetto delle reprimende della paladina dell'ambiente Greta Thurnberg. Proprio Greta sarebbe fiera del ministro dei Trasporti francese Elisabeth Borne, che ha appena annunciato l'introduzione di
TESTO: Ognuno di noi è responsabile del riscaldamento globale. Specie chi viaggia in aereo, considerato uno dei mezzi di trasporto più inquinanti in assoluto e oggetto delle reprimende della paladina dell'ambiente Greta Thurnberg. Proprio Greta sarebbe fiera del ministro dei Trasporti francese Elisabeth Borne, che ha appena annunciato l'introduzione di una ecotassa sui biglietti aerei per contrastare il surriscaldamento el pianeta. Come scrive Rtl, la misura "gretina" sarà inserita nella prossima Legge di stabilità e si applicherà a tutte le compagnie operative in Francia. Si andrà da un supplemento minimo di 1,5 euro sui voli interni e intraeuropei in classe economica, a un massimo di 18 euro per i voli in business class. Volare in classe economica all'interno dell'Unione europea costerà 1,5 euro in più, 9 per chi lo farà in prima classe. Per i voli extra Ue, invece, l'ecotassa salirà a 3 euro per la seconda classe e 18 euro per la business class. Esclusi dal balzello i voli verso la Corsica, i territori francesi d'Oltremare e le corrispondenze aeree. L'ecotassa annunciata dal ministro Borne prevede di far incassare 182 milioni l'anno a partire dal 2020. I fondi - ha spiegato la titolare del dicastero dei Trasporti - saranno impiegati per investimenti a favore di modalità di trasporto più ecologiche come le ferrovie. Segno che il ministro ha cambiato improvvisamente idea. Dato che a metà giugno, partecipando a un convegno sui trasporti organizzato dal quotidiano La Tribune, l'esponente di En Marche - il partito fondato dal presidente francese Emmanuel Macron - aveva dichiarato che il governo "non è tra coloro che pensano che il nostro futuro sarà senza aerei. A linee ferroviarie a grande velocità e a lunga percorrenza, preferisco una piccola linea aerea che funzioni in modo rapido ed efficace". Sempre nella stessa occasione, Borne aveva definito "indispensabile" il finanziamento statale alle piccole linee aeree transalpine.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Skipper disperso nei Caraibi, la speranza dai segnali
DATA:
OCCHIELLO: Il 22 giugno raccolta una trasmissione dalla barca del giovane velista salernitano. Aerei colombiani impegnati nelle ricerche. Appello della famiglia: “Non diffondete dati inattendibili sulla rotta”.
TESTO: La speranza non ammaina le vele. E le ricerche di Rocco Acocella, il giovane skipper salernitano scomparso nel Mar dei Caraibi, proseguono senza sosta. Da venerdì aerei dell’aviazione e della marina militare colombiana hanno cominciato a pattugliare le acque davanti a Barranquilla, il porto dove Rocco avrebbe dovuto approdare entro lo scorso 29 giugno. Anche motovedette della Guardia Costiera colombiana si sono mosse mentre l’allerta è stato esteso ai centri di soccorso di Venezuela, Porto Rico, Antigua, Barbuda, Martinica e Miami. Il coordinamento viene gestito dall’autorità marittima di Cartagena-Armada de Colombia. Finora, però, stando a quanto dichiarato dalle autorità sudamericane, le ricognizioni sono state ostacolate dalle condizioni meteorologiche, con nubi basse e piovaschi. Rocco Acocella, 32 anni, amante del mare e della natura, dopo la laurea e un soggiorno in Australia ha scelto di fare della sua passione una professione. Lavorava come skipper e come guida per escursioni nei parchi del Sud America. Il 17 giugno ha telefonato alla madre a Salerno per avvisarla che stava rimettendosi in viaggio. Era a Saint Martin, nelle Antille francesi, da dove è partito solo a bordo del trimarano Trinavis con cui aveva attraversato l’Atlantico. Velista esperto, sarebbe dovuto arrivare a Barranquilla entro dodici giorni per consegnare l’imbarcazione. Poi avrebbe raggiunto l’Ecuador, dove era atteso per accompagnare una comitiva di turisti. Ma non si è presentato all’appuntamento e il tour operator ha contattato i parenti, informandoli della situazione: Rocco era disperso nelle acque dei Caraibi. Martedì scorso la famiglia ha allertato la Farnesina, la Marina Militare e la Guardia Costiera italiane. Ha poi lanciato un appello in più lingue sui social media. Si è scoperto così che la strumentazione di emergenza del trimarano aveva trasmesso un segnale, raccolto dalla sera del 22 giugno alla tarda mattinata del 23. Un’informazione che ha consolidato la speranza, spingendo a ipotizzare che ci fosse stato un problema tecnico a bordo. Grazie alla posizione gps di quel segnale sono state elaborate le possibili rotte dell’imbarcazione alla deriva, seguendo i venti e le correnti della regione. Finora però le ricognizioni aeree e navali condotte dalla Colombia non hanno dato risultati. Nella casa salernitana dei genitori c’è molta apprensione. La famiglia ha chiesto di essere tempestivamente informata di qualsiasi aggiornamento. E raccomanda un punto fondamentale: vanno diffusi sul web solo dati certi e confermati, condivisi da tutte le autorità impegnate nelle ricerche, in modo da evitare possibili confusioni che possano deviare le delicatissime perlustrazioni in corso. Per questo i genitori rivolgono un appello: è importantissimo che nelle chat delle comunità internazionali, prima fra tutti quella dei velisti, che si sono mobilitate per collaborare ai soccorsi, circolino soltanto ipotesi plausibili sulla rotta di Rocco Acocella. Una condizione indispensabile per facilitare la ricerca in una situazione che appare già complicata per la vastità dell’area e le condizioni meteorologiche incerte. Pur essendo un giovane atletico ed esperto, col passare dei giorni aumenta la preoccupazione dei familiari che ringraziano le istituzioni coinvolte nei soccorsi e lanciano un nuovo appello a intensificare gli sforzi: “E’ indispensabile definire bene la zona delle ricerche sulla base dei dati riscontrati per non sprecare ore preziose. Chiediamo a tutti di non abbandonarci e di aiutarci a ritrovare Rocco”.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Dl Sicurezza, accordo M5s-Lega: salta la norma che dà più poteri a Salvini. Che commenta: "Sono orgoglioso, non temo sorprese"
DATA:
OCCHIELLO: In totale sono stati presentati 547 emendamenti, di cui 44 del M5s e 21 della Lega, che chiede di elevare multe fino a un milione di euro alle navi Ong che non rispettano i divieti
TESTO: Da parte sua la Lega ha presentato una modifica per elevare le multe dagli attuali 150mila euro fino a un milione di euro alle navi delle Ong che non rispettano i dievieti. Inoltre le navi Ong che non ottemperano al divieto di non transitare nelle acque territoriali, saranno sempre sequestrate e confiscate. A questo scopo viene istituito anche un apposito registro delle imbarcazioni confiscate, che vengono assegnate alle forze di polizia e alla protezione civile. Mentre i gommoni e le barche con cui i numerosi migranti riescono ad arrivare autonomamente sulle coste italiane potranno essere assegnate alle associazioni no profit che ne facciano richiesta. Inoltre il comandante della nave di una Ong che compie il "delitto di resistenza o violenza contro nave da guerra" verrà sempre arrestato. Il M5s ha anche chiesto più forze dell'ordine a presidio dei confini italiani più sottoposti all'arrivo di migranti nel periodo estivo.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Una rivale per Kate Middleton? Nel cuore della Regina ora c’è Zara Phillips
DATA:
OCCHIELLO: Non è un periodo sereno per Kate Middleton. Secondo gli ultimi pettegolezzi di palazzo, la vita della Duchessa di Cambridge non è tutta e rosa e fiori, anzi sono diversi i problemi che la consorte del Principe William sta per affrontare. Prima le voci dei dissidi con Meghan Markle, poi il presunto tradimento del marito con Rose Hanbury, ma non è
TESTO: Non è un periodo sereno per Kate Middleton. Secondo gli ultimi pettegolezzi di palazzo, la vita della Duchessa di Cambridge non è tutta e rosa e fiori, anzi sono diversi i problemi che la consorte del Principe William sta per affrontare. Prima le voci dei dissidi con Meghan Markle, poi il presunto tradimento del marito con Rose Hanbury, ma non è finita qui. Come ha riportato Amica. it, la Duchessa si trova a dover combattere con le unghie e con i denti per restare nel cuore della Regina Elisabetta. Si legge che a corte la Middleton ha una nuova rivale e che avrebbe conquistato un posto d’onore al fianco della Regina. Si tratta di Zara Phillips, una donna pacata, tranquilla e che vive lontano dal clamore dei reali e da eventi mondani. Lei è la figlia della principessa Anna e, insieme al marito, sta tessendo un rapporto molto speciale con Elisabetta II, tanto da mettere quasi in cattiva luce il fascino di Kate Middleton. Secondo quello che ha scritto la caporedattrice di Majesty Magazine, in uno speciale interamente dedicato alla corte inglese, c’è un legame molto speciale fra Zara e la Regina, tanto da essere diventata in poco tempo la preferita della sovrana. Il motivo? Zara si sarebbe posta come una donna semplice e spontanea, una particolarità molto apprezzata che andrebbe contro il comportamento rigido della Middleton. La figlia della Principessa avrebbe anche un ottimo sense of humor. Se il rumor dovesse essere confermato, cosa ne sarà di Kate Middleton e del bellissimo rapporto che ha costruito con la sovrana nel corso del tempo?
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Spadafora contro Salvini: "Alimenta l'odio". Tutta la Lega: "Si scusi o si dimetta". Salvini: "Governo non a rischio"
DATA:
OCCHIELLO: Centri antiviolenza, annullata presentazione, scontro nel governo. In un'intervista a Repubblica , il sottosegretario alle Pari opportunità ha portato ad esempio (negativo) gli attacchi verbali del vicepremier leghista contro Carola Rackete. Valente, presidente commissione...
TESTO: "Cosa sta a fare il sottosegretario? Sta al governo con un pericoloso razzista e maschilista? Fossi in lui mi dimetterei", dice in mattinata Matteo Salvini nel corso di una conferenza stampa al Cara di Mineo. "Non ritenendomi un razzista e un maschilista non ho nulla da rispondere a scemate del genere - aggiunge Salvini -. Se mi ritiene così brutto si dimetta e faccia altro nella vita. Ci sono delle ong che lo aspettano". "Io spero - aggiunge il ministro dell'Interno - che il governo duri 4 anni, certo se ogni giorno c'è un sottosegretario cinquestelle che si alza e la spara diventa impegnativo". Nel pomeriggio. parlando con i cronisti alla Camera, Salvini si difende e offre nuove rassicurazioni sulla tenuta del governo: "Posso essere accusato di essere sovrappeso, ma di maschilismo no. Il 22 luglio regaleremo più diritti alle donne con l'approvazione del Codice Rosso dopo anni di chiacchiere". E aggiunge: "Il top sarebbe la castrazione chimica per pedofili e stupratori". Poi rassicura: "Il governo non è a rischio per il caso Spadafora".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Ora il migrante smonta la Alex "Il viaggio? È stato perfetto..."
DATA:
OCCHIELLO: Sarim Karafae, 19 anni, somalo, è uno dei migranti sbarcati dalla Alex. La storia del veliero di Mediterranea ormai è nota. L'imbarcazione con 42 migranti a bordo ha forzato il blocco imposto dal Viminale, ha ignorato l'at intimato dalle motovedette ed è entrata nel porto di Lampedusa per lo sbarco. Un atto di forza quello dell'ong che è costat
TESTO: Sarim Karafae, 19 anni, somalo, è uno dei migranti sbarcati dalla Alex. La storia del veliero di Mediterranea ormai è nota. L'imbarcazione con 42 migranti a bordo ha forzato il blocco imposto dal Viminale, ha ignorato l'at intimato dalle motovedette ed è entrata nel porto di Lampedusa per lo sbarco. Un atto di forza quello dell'ong che è costato a Mediterranea un'indagine a carico del comandante e del capo missione e una pesante sanzione. L'ingresso nel porto di Lampedusa è avvenuto dopo la dichiarazione di "stato di necessità" da parte dell'equipaggio della Alex. Una mossa, quella dell'Alex, che viene in parte "smontata" proprio da uno dei migranti a bordo e poi sbarcati a Lampedusa. Intervistato da La Stampa, Sarim a chi gli chiede quanto sia stato duro attendere tutte quelle ore senza cibo e acqua, risponde in modo insapettato, come sottoliena la Verità. Il migrante infatti non ha dubbi: "Al contrario. È stato un viaggio perfetto". Parole chiare che vanno contro quanto affermato dallo staff della ong e soprattutto dall'equipaggio a bordo del veliero. Più volte, nel corso della giornata di domenica, la barca ha dichiarato lo "stato di necessità" per mancanza di acqua e per le temperature elevate:
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione: arresti a Parma
DATA:
OCCHIELLO: Operazione Hope and Destiny della polizia di Stato, nove persone in carcere. Intimidazioni e violenza per convincere giovani ragazze nigeriane a prostituirsi
TESTO: L'operazione ha permesso di smantellare due potenti organizzazioni criminali in grado di avvicinare la ragazze in Nigeria con la promessa di un lavoro in Italia, organizzare il loro viaggio verso l'Europa anche tramite centri di smistamento in Libia e poi, una volta in Emilia, ridurle in schiavitù avviandole alla prostituzione. In manette sono finiti nove cittadini nigeriani mentre quattro persone risultano indagate. Sono stati raggiunti da misura cautelare: ANON Mabel, nata ad Irrua (Nigeria) il 18.05.1980 e residente a Bologna; EROMOSELE Peter, nato ad Uromi (Nigeria) il 23.11.1970 e residente a Bologna; EROMONSELE Musa Frank, nato ad Uromi (Nigeria) il 05.10.1990, domiciliato a Parma; ANTHONY Hilda, nata a Maiduguri (Nigeria) il 24.12.1991 e residente a Parma; gravemente indiziati di aver fatto parte, con vari ruoli e con altre persone in Nigeria, di un’associazione a delinquere finalizzata all’organizzazione dell’ingresso clandestino di donne nigeriane sul territorio italiano per far loro esercitare la prostituzione. ADAKA Shedrack, nato ad Ijede Isoko North (Nigeria) il 13.06.1979 e residente a Parma; OSEBHANDRE Cosmos, nato ad Uromi (Nigeria) e domiciliato a Parma in via Savani n. 7; UWUMAHONGIE Blessing Osarumen, nata ad Urora (Nigeria) e residente a Verona; gravemente indiziati di aver fatto parte, con vari ruoli e con altre persone in Nigeria ed in Libia, di un’associazione a delinquere finalizzata alla tratta di donne nigeriane dalla Nigeria all’Italia attraverso la Libia per far loro esercitare, in Italia ed altri Paesi Europei, la prostituzione. OMORODION Sarah nata a Benin City (Nigeria) il 03.05.1991 e residente a Parma; indagata per il reato di cui all’art. 12 co. 3 e 3ter D. Lgs. 286/98, per aver finanziato l’ingresso clandestino in Italia di almeno tre donne nigeriane n. m.i. attraverso la Libia, da destinare alla prostituzione sul territorio Italiano. MATHEW Eddy, nato in Nigeria il 15.10.1985, ivi residente, domiciliato a Parma in strada dei Mercati n. 3.; indagato per i reati di cui all’art. 73 DPR 309/90 per aver ceduto in varie circostanze quantità imprecisate di sostanza stupefacente del tipo marijuana e per lesioni personali nei confronti di una giovane donna nigeriana che si era rifiutata di prostituirsi. Sono tuttora in corso le ricerche di ADAKA Shedrack ed ANTHONY Hilda che si sono sottratti alla cattura. L’attività d’indagine, ha avuto inizio nell’agosto del 2016, quando una giovane nigeriana, vittima di una violenta aggressione a seguito della quale aveva riportato delle lesioni guaribili con una prognosi di 15 giorni, si è presentata negli uffici della squadra Mobile formalizzando denuncia nei confronti di alcuni suoi connazionali, sostenendo che questi, sodali a un gruppo criminale, l’avevano fatta giungere in Italia con false promesse di un lavoro regolare per poi costringerla a prostituirsi per ripagare il debito contratto. I responsabili dell'aggressione sono stati successivamente identificati in EROMONSELE Musa Frank e MATHEW Eddy, che avevano agito al fine di punire la donna per la sua fuga dall’appartamento in cui era stata collocata per farla prostituire. La giovane, di fronte agli agenti della squadra Mobile, dopo un primo momento di ritrosia, ha spiegato di esser giunta in Italia nell’aprile del 2016, in quanto un uomo conosciuto nella città di Lagos (tale Godfrey), le avrebbe prospettato la possibilità di un trasferimento in Italia dove, grazie ad una donna da lui conosciuta, avrebbe potuto continuare gli studi interrotti in Nigeria e trovare un lavoro. La ragazza avrebbe accettato la proposta e sarebbe stato lo stesso Godfrey a procurarle i documenti per il viaggio (passaporto e visto di ingresso), nonché i biglietti aerei per il volo con destinazione Bologna. Accolta in aeroporto da un uomo, poi identificato EROMOSELE Peter, la giovane è stata condotta in un’abitazione della città felsinea dove ha conosciuto ANON Mabel che, dopo averle detto che aveva un debito con lei di 45mila euro, immediatamente le ha requisito il passaporto e, senza giri di parole, le ha detto che l’avrebbe ripagato prostituendosi per lei nella città di Parma, minacciandola che, se avesse chiamato la polizia, avrebbe fatto ammazzare i suoi genitori in Nigeria. La giovane, dunque, è stata condotta da EROMOSELE Peter in un appartamento in via Corso Corsi a Parma e affidata alla vigilanza e al controllo del fratello di Peter – EROMONSELE Musa Frank, e della compagna di quest’ultimo ANTHONY Hilda, che svolgeva l’attività di meretricio ed era stata introdotta nell’organizzazione capeggiata da ANON Mabel, proprio per svolgere il ruolo di controllo sulle ragazze (come riscontrato dalla successiva attività tecnica). La giovane ha spiegato che, intimorita dalle minacce di ANON Mabel e dal controllo esercitato su di lei da ANTHONY Hilda ed EROMONSELE Musa Frank, è stata costretta a prostituirsi nell’appartamento di via CORSO CORSI fino al mese di agosto, dando tutto il ricavato ad ANTHONY Hilda che, a sua volta lo consegnava ad ANON Mabel ed EROMOSELE Peter tramite accrediti postepay o personalmente quando i due passavano da Parma. Ad agosto, la giovane, stanca delle angherie subite, insieme ad un’altra giovane nelle sue stesse condizioni, è scappata dall’appartamento, rifugiandosi presso un presunto amico nigeriano conosciuto a Parma (identificato in ADAKA Shedrack); tuttavia, è stata presto rintracciata da EROMONSELE Musa Frank che, con l’appoggio di MATHEW Eddy, le ha fatto capire quanto fosse difficile sottrarsi al giogo dell’organizzazione. Dopo pochi giorni, si è nuovamente presentata negli uffici della squadra Mobile, spiegando che aveva iniziato a ricevere delle telefonate minatorie dalla Nigeria da una persona che lei riteneva vicina a GODFREY con cui le intimavano di restituire quanto dovuto ad ANON Mabel.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Ex Ilva, la procura ordina lo spegnimento dell'Altoforno 2: "Non rispettate prescrizioni sulla sicurezza"
DATA:
OCCHIELLO: Lo stop significherà il blocco di parte della produzione. Il provvedimento parte dall'inchiesta su un incidente mortale del 2015. Applicate solo una parte delle misure indicate della procura
TESTO: Non è politica, ma ancora una volta giudiziaria la nuova tempesta che si abbatte sull'Ilva di Taranto: la procura ha ordinato ieri lo spegnimento dell'Altoforno numero 2, che significa praticamente chiudere la più importante parte produttiva del siderurgico. Secondo i magistrati, al termine di una complicata vicenda penale che nasce dall'incidente sul lavoro che nel giugno del 2015 uccise l'operaio Alessandro Morricella, l'azienda non avrebbe rispettato tutti gli impegni presi per rendere più sicuro il luogo di lavoro. Impegni grazie ai quali il tribunale aveva disposto il dissequestro dell'impianto. "Alcune delle prescrizioni a suo tempo imposte - si legge infatti nel decreto della pm Antonella De Luca, fatto notificare in giornata ai nuovi proprietari dell'Ilva - risultano attuate o non attuate soltanto in parte". Da qui la decisione di avviare lo spegnimento dell'Altoforno. L'avvio della nuova tempesta sul cielo di Taranto.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Notte di incendi in Sicilia Occidentale, a Calampiso evacuato un villaggio turistico
DATA:
OCCHIELLO: Circa 750 persone messe in salvo via mare da guardia costiera e barche private. Fiamme anche a Monreale. I roghi domati questa mattina
TESTO: Notte di incendi e paura nel Trapanese e nel Palermitano complice il gran caldo il forte vento di scirocco che ha soffiato sulla Sicilia occidentale da ieri sera. La situazione più grave a San Vito Lo Capo dove alle due di notte è divampato un forte incendio a Calampiso. I 750 ospiti di un villaggio turistico sono stati evacuati via mare per precauzione mentre sono intervenuti mezzi e uomini di Forestale e vigili del fuoco provenienti da Trapani, Marsala e Salemi e due Canadair della Protezione civile. La capitaneria di porto di Trapani ha utilizzato quattro unità della Guardia costiera, due della Guardia di Finanza con l'ausilio di pescherecci, e barche e gommoni privati per metterre in salvo gli ospiti della struttura. Le fiamme sono state domate soltanto intorno alle 8 di questa mattina. Gli ospiti del villaggio Calampiso sono stati fatti rientrare stamattina a bordo di autobus. "Non c'è un allarme per le emergenze. Abbiamo saputo delle fiamme con il passaparola - racconta un turista-. Siamo scesi in spiaggia e c'erano già motovedette della guardia costiera e della finanza. C'erano anche pescherecci e barche turistiche. Il prefetto ha dato ordine di sgombero e abbiamo abbandonato il villaggio" Proprio due anni fa, il 12 luglio un incendio aveva costretto i villeggianti a fuggire via mare, erano stati ospitati in una scuola. "Stanotte eravamo circa mille e siamo stati ospitati al teatro di San Vito. Alle 7 è cessata l'emergenza e siamo rientrati. C'è fuliggine ovunque. Pompieri e guardia forestale stanno ancora lavorando. Due canadair e un elicottero volano sulle nostre teste per i lanci d'acqua. Le fiamme si sono fermate al Torrione". Nella notte è stato attivato in Prefettura a Trapani il Centro di Coordinamento Soccorsi con le Forze dell'Ordine, la Protezione Civile Regionale, i Vigili del Fuoco, l'Ispettorato e l'Azienda Forestale per il coordinamento delle operazioni di spegnimento di un incendio di vaste proporzioni, divampato verso le 2 nel Comune di San Vito Lo Capo. "Le operazioni di spegnimento, rivelatesi complesse e articolate per il vento di scirocco, hanno interessato una zona adiacente alla Riserva Naturale dello Zingaro ed hanno richiesto la presenza sul posto di diverse squadre e mezzi dei Vigili del Fuoco, dell'Ispettorato Forestale, delle Forze dell'Ordine e dei Volontari della Protezione Civile", dice la Prefettura. Il villaggio turistico di Calampiso, con circa 800 ospiti, è stato interessato dalla situazione di crisi in quanto il fumo proveniente dall'incendio dell'adiacente costone montuoso si è diffuso nella struttura ricettiva. "Pertanto, valutata la criticità della situazione, in via precauzionale e con immediatezza, il Prefetto, Tommaso Riccardi, ha ordinato, l'evacuazione degli ospiti (circa 403 persone) che sotto il coordinamento della Capitaneria di Porto tramite 4 motovedette della Guardia Costiera e 2 della Guardia di Finanza, 2 pescherecci locali, 1 imbarcazione privata di trasporto di turisti, 1 imbarcazione di Frontex, 2 gommoni privati, sono state trasportate via mare al porto di San Vito lo Capo, in quanto l'unica strada d'accesso alla struttura ricettiva era interessata dall'incendio". A metà mattinata l'emergenza si sposta a Palermo. Un incendio è divampato in via Poggio del Pineto a Palermo nei pressi della montagna che sovrasta la discarica di Bellolampo. Sul posto ci sono diverse squadre dei vigili del fuoco. In azione anche due Canadair. Le fiamme minacciano alcune villette e le famiglie che vi abitano stanno per essere evacuate. Anche Monreale è stata interessata dalle fiamme che sono state domate dai vigili del fuoco e spente nelle prime ore del mattino. Il rogo più vasto è avvenuto ad Alia dove le fiamme hanno minacciato le case in contrada Cavaro ad Alia. Ettari di macchia mediterranea sono andati in fumo e la popolazione ha temuto che le fiamme arrivassero alle abitazioni che si trovano a ridosso della via Pernice. Il fuoco poi si è spostato verso Valledolmo, coinvolgendo anche le colline delle contrade "Sciarria" e "Gurfa". Un altro incendio anche a Monreale, nella zona di Cozzo Meccini, a pochi passi dal centro abitato. Altri incendi sono stati segnalati stamattina alla sala operativa dei vigili di Palermo nelle zone di Partinico e Trappeto in particolare nella zona del torrente Jato. Sono in corso le operazioni di spegnimento.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Centri antiviolenza, la testimonianza. “Le botte del mio ex mi avevano uccisa, qui mi hanno salvata”
DATA:
OCCHIELLO: Una giovane ospite della Casa rifugio Valle di Comino racconta la sua esperienza: "La prima volta che non ho avuto paura a entrare in un bar per un caffè ho provato gioia e dolore. Una canzone mi ha aiutata"
TESTO: "La prima volta che sono uscita da sola dal Centro antiviolenza e non ho avuto paura di entrare in un bar a prendere un caffè, non puoi capire la gioia e il dolore insieme che ho provato! ". Anna, il nome è di fantasia perché è ancora necessario proteggere lei e il suo bambino, a 22 anni è morta e poi risorta. Lo dice proprio così: "Il mio compagno mi aveva già ucciso dentro, le botte mi stavano ammazzando del tutto, per fortuna ho visto quel numero di telefono in tv e quel video". Racconti dall'inizio, come ha conosciuto il suo aguzzino? "In paese, avevo 19 anni e lui, che ha la mia stessa età, stava con i suoi amici vicino alla chiesa. Quando passavo mi diceva che ero la più bella, mi ha fatto la corte. Mai una parola cattiva, piccoli regali, mi ha fatto sentire importante. Quando abbiamo cominciato a uscire insieme non era come gli altri, se non stava con me non vedeva gli amici. Non avevo capito che quella che mi sembrava una bella eccezione era una malattia". Quando sono cominciate le violenze? "Quasi subito, mi ha fatto fare un bambino perché diceva che così non me ne potevo più andare. Sono contraria all'aborto e l'ho tenuto, nonostante la violenza, e sono andata a vivere con lui perché speravo cambiasse. Ma questi non cambiano, sono parassiti, ti si piazzano addosso e ti uccidono a poco a poco". Le amiche, la famiglia non l'hanno aiutata? "Mi ha chiusa in casa, diceva che ero sola e avevo solo lui, solo lui mi si pigliava. Mi diceva che ero brutta e che non valevo niente, per un piatto messo storto mi picchiava e diceva che era colpa mia se lo faceva. Mi controllava le telefonate. E poi era così solo con me, con gli altri era gentile, se dicevo cosa succedeva manco mi credevano". Cosa le ha dato la forza di chiedere aiuto? "Ci pensavo da tempo. Avevo visto in tv di questi centri che aiutano le donne, c'era anche il numero e volevo chiamare, ma non potevo. Poi guardavo sempre la canzone di Francesca Salici Vestuta 'e lividi (il video di un'artista neomelodica contro la violenza sulle donne n. d.r. ), dove lui l'ammazza. Non volevo morire. Il giorno che sono scappata aveva cercato di pugnalarmi e mentre piangevo diceva al bambino di 5 mesi: "Vedi come piange, quando sei grande la picchi anche tu". Spero che non si ricordi, dovevo fare qualcosa per non farlo diventare così". Dove è andata quando è scappata? "In caserma. Mentre lo denunciavo lui è arrivato, stava fuori con la macchina, hanno visto che era pericoloso. Hanno chiamato il centro antiviolenza e sono andata con loro. Avevo solo una maglietta strappata e un paio di ciabatte, mi sentivo povera e avevo paura di essere sola, come diceva lui". Quanto tempo c'è voluto per liberarsi della paura? "Alla casa rifugio di Valle di Comino ho capito subito che non ero sola, c'erano le altre donne che avevano passato la stessa cosa, ho conosciuto persone di tanti posti lontani. Il trauma c'era, e forse c'è, ma potevo sempre parlare con le operatrici. Mi sono sentita ricca di avere ancora la mia vita, mi sono sentita orgogliosa per essere scappata, per aver salvato il mio bambino". Com'è ora la sua vita? "Esco da sola e vado a lavorare, penso al mio bambino. Per i primi cinque mesi la dote di autonomia dei centri Di. Re ha pagato la casa dove vivo e le spese per il bambino, mi hanno aiutato a fare il servizio civile alla A. s.l. , sto all'accoglienza e mi piace parlare con le persone". La sua famiglia? "Ho perso tutti. I miei sono separati, vivono in paese a dieci minuti da lui, non posso andarci". E lui? È stato condannato? "Sì, a 8 anni, ma la cosa importante è che ha perso ogni diritto sul bambino". Ha paura degli uomini? "Al centro mi hanno insegnato che non sono tutti così. Lui era così perché suo padre aveva fatto le stesse cose a sua madre e voleva farmi schiava come lei, era malato. Si ho ancora paura. Gli uomini mi vedono giovane, sono pure una bella ragazza, mi si avvicinano, ma io capisco che vogliono solo sesso e non mi interessa. Ci vorrà tempo, magari dubiterò anche di una brava persona, ma non voglio buttarmi in un altro fosso". Come si immagina tra qualche anno? "Ci devo lavorare. Vorrei finire il quinto anno e prendere la maturità, dare una cultura a mio figlio. In ogni caso sarà meglio di come sono stata, questo le donne devono capirlo: il peggio è quando non si denuncia, solo così si pensa ai figli".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Aldo Tortorella: «Berlinguer al governo? I sovietici tramarono per fermarlo»
DATA:
OCCHIELLO: L’ex esponente del Pci: «Per loro e per gli americani era un nemico: lui e Moro stavano sconvolgendo gli equilibri della Guerra fredda. Nel ‘56 dopo l’Ungheria volevo lasciare il partito, mi fermò Ingrao»
TESTO: Nel ’68, quando ci fu l’invasione della Cecoslovacchia, il Pci si espresse con la formula «il grave dissenso». Che però era poco. «Era quello che sembrava moltissimo, a compagni come Longo. Che per la prima volta aveva coscienza del fallimento di quel modello. Ma devo finire su Togliatti. Togliatti era convintissimo che fosse incominciato il socialismo. Su questo non c’era doppiezza, lo diceva. C’è un dialogo tra Bobbio e Togliatti, è del 1954. Al liberalsocialismo del filosofo, Togliatti risponde con supposto realismo: “Non ci possiamo inventare noi cosa deve essere il socialismo, adesso c’è già un socialismo che marcia”. Ma quello non era il socialismo che marciava, era il socialismo che si stava suicidando». Che guerra hanno fatto i sovietici a Berlinguer? «Guerra totale, non solo sotterranea. Noi eravamo il nemico degli americani, ma anche dei sovietici. Perché la tesi di Kissinger su Berlinguer era la loro: “Questo è il più pericoloso di tutti, perché è democratico, rompe l’unità morale dell’Occidente”. Perché si scopre che ci può essere un comunista democratico. Il problema era che quella linea aveva bisogno di un impianto teorico robusto. Perché se la spinta propulsiva non funziona, non funziona più un mondo e non funzionano più le tue vecchie idee. Devi sostituirle. Io mi posso dire tranquillamente comunista perché per me il comunismo è un punto di vista sulla realtà, non è un sistema e non è neanche una dottrina, è un punto di vista sulla realtà. È dire: “Questa divisione tra ricchi e poveri, borghesi e proletari non funziona, dobbiamo pensare ad un mondo altro”. Ogni forza democratica che voglia correggere il sistema cambiandolo gradatamente è sgradita. Anneghiamo nelle merci e miliardi di persone stanno alla fame. Questo per me è il comunismo, non l’orrore dei partiti unici e delle libertà negate». Tu ricordi episodi di guerra dichiarata dei sovietici al Pci? «Loro gli hanno addirittura censurato il discorso a Mosca. Quando ha detto “la democrazia valore universale”, gli hanno tolto la frase, più di così. .. E poi il terrorismo. Nessuno mi toglie dalla mente che i sovietici abbiano lavorato per far saltare il compromesso storico, per impedire a Berlinguer di inverare la prospettiva della partecipazione al governo. Se lui fosse riuscito sarebbe stato un colpo alla linea dei sovietici. Guarda quello che ha detto il consulente Usa Pieczenik, mandato dagli americani per collaborare con Cossiga. Lui è stato protagonista di una manovra volta a far sì che le Br uccidessero Moro. Ha detto persino: “Ho temuto fino alla fine che lo liberassero”. Moro e Berlinguer avevano sconvolto i canoni della Guerra fredda. E tutti e due erano nel mirino. Ricordo la reazione violentissima dei sovietici al momento dell’eurocomunismo. Con Togliatti si parlava di via nazionale che voleva dire che la via era quella che volevano i sovietici, ma aveva delle varianti. Berlinguer, parlando di democrazia come valore universale, rompe questo schema e lavora per costruire una rete internazionale alternativa. Per i sovietici era troppo. Come troppo, per gli americani, era stata la “terza fase” di Moro. Via Fani si spiega così. E così si spiega l’attentato a Berlinguer in Bulgaria. E forse così si spiega anche l’addestramento delle Br in Cecoslovacchia. ..». Se Moro non fosse stato rapito, il Pci avrebbe votato la fiducia al governo Andreotti? Era un monocolore senza alcuna novità. .. «La notte prima Moro aveva fatto arrivare, attraverso Luciano Barca, un messaggio a Berlinguer. Gli diceva di fidarsi di lui, che la composizione del governo era il prezzo da pagare per evitare una rottura nella Dc, che lui si faceva garante del programma. Il Pci avrebbe pagato un prezzo alto in ogni caso. Se avesse accettato, se avesse rotto. Quella legislatura sarebbe finita lì. Moro pensava a coinvolgere il Pci nel governo per poi fare l’alternanza. Berlinguer confidava nel prevalere del cattolicesimo democratico di Moro e Zaccagnini per una collaborazione non breve. Tutti e due erano consapevoli di aver portato l’esperimento di autonomia italiana al punto di massima tensione. Non per caso la proposta di compromesso storico nasce dal golpe in Cile». Andreotti era un segno di assoluta continuità col passato. .. «Dopo le elezioni del ’76 Berlinguer dice a Moro di non indicare Andreotti. Lui gli risponde: “Andreotti è necessario per ammorbidire le resistenze degli americani”. Io non so se avesse ragione, perché il vero interlocutore degli americani era Cossiga, Andreotti anzi aveva delle sue autonomie come dimostrava la sua politica in Medio Oriente. L’argomento che usa Moro per dire che ci voleva Andreotti è che lui non poteva sfasciare tutto, che l’intesa si poteva fare se lui convinceva tutta la Democrazia cristiana. Era un incastro, per il quale fu pagato un prezzo assai alto. ..».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Fiumicino, il Tar dice "no" al libero accesso dei cani in spiaggia
DATA:
OCCHIELLO: Niente da fare per gli amanti degli animali che già pregustavano una stagione balneare libera dai divieti. Per gli amici a quattro zampe l"accesso ai lidi del Comune di Fiumicino, con i suoi 24 chilometri di costa, non può essere indiscriminato.Lo ha stabilito il Tar del Lazio, accogliendo il ricorso presentato dall"avvocato Adriano Tortora per c
TESTO: Niente da fare per gli amanti degli animali che già pregustavano una stagione balneare libera dai divieti. Per gli amici a quattro zampe l’accesso ai lidi del Comune di Fiumicino, con i suoi 24 chilometri di costa, non può essere indiscriminato. Lo ha stabilito il Tar del Lazio, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Adriano Tortora per conto della Federbalneari di Fiumicino. I giudici hanno quindi disposto la sospensione dell’ordinanza con cui l’amministrazione comunale ha spalancato le porte degli stabilimenti balneari ai cani, pur nel rispetto di alcune prescrizioni. Guinzaglio e museruola, in primis. Nel kit da spiaggia non sarebbero dovuti mancare neppure due sacchetti igienici per la raccolta delle feci degli animali. Una novità che, per l’associazione dei concessionari, “vanificava la normativa regionale che ne regolamenta l’accesso a tutela della sicurezza, del decoro, dell’igiene e a salvaguardia degli animali stessi”. Di avviso diverso l’ideatore del provvedimento, il sindaco Esterino Montino, secondo cui “non esiste alcuna normativa che impedisce ai cani di accedere alle spiagge”. Ma se è vero che non esiste un divieto esplicito, è altrettanto vero che le norme che regolano la disciplina rimettono la questione alla discrezionalità dei balneari. Come si legge in uno stralcio della decisione, riportato dall’Ansa, infatti, “la normativa non stabilisce un obbligo per i concessionari di consentire l’accesso degli animali nelle proprie strutture essendo l’accoglienza degli animali configurata, tanto nel regolamento regionale quanto nelle previsioni del piano di utilizzazione degli arenili (Pua), in termini di facoltà”. Ecco perché i giudici hanno accolto le istanze dei ricorrenti. Discorso diverso per le spiagge libere che, invece, devono “possedere spazi idonei all’accoglienza degli animali”.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Addio a Rip Torn, attore irruento e selvaggio del cinema di ieri e oggi
DATA:
OCCHIELLO: A 88 anni si spegne il celebre Rip Torn. L"attore di culto che ha segnato il cinema contemporaneo a cavallo fra gli anni "80 e "90, è diventato molto famoso per il ruolo che ha interpretato in Men in Black, al fianco di Will Smith e Tommy Lee Jones. Nella pellicola ha vestito i panni del criptico e stralunato Agente Z.La notizia della sua scompars
TESTO: A 88 anni si spegne il celebre Rip Torn. L’attore di culto che ha segnato il cinema contemporaneo a cavallo fra gli anni ’80 e ’90, è diventato molto famoso per il ruolo che ha interpretato in Men in Black, al fianco di Will Smith e Tommy Lee Jones. Nella pellicola ha vestito i panni del criptico e stralunato Agente Z. La notizia della sua scomparsa si è diffusa nella notte di ieri. Rip Torn è morto nella sua casa di Lakeville, nel Connecticut, e vicino a lui c’era la moglie Amy Wright e le figlie Kate e Angelica. Nel corso della sua carriera ha interpretato diversi ruoli dividendosi fra cinema, teatro e tv. È stato candidato agli Emmy per la serie "The Larry Sanders show", e nel 1984 ha ricevuto anche una candidatura agli Oscar, come migliore attore non protagonista, grazie al film "La Foresta Silenziosa". Nato a Temple, in Texas, il sei febbraio del 1931, Rip Torn diventa attore grazie alla cugina, l’attrice Sissy Spacek. Frequenta l’actor studio di Lee Strasberg debuttando per la prima volta nel 1956 nel film "La bambola viva". Lo stesso regista lo vuole anche in "Un volto nella folla". Da Karl Maden è stato diretto in "Il fronte del silenzio". In tv è celebre per i film "Tropico del cancro" e "Giorno di paga". Negli anni ’70 diventa un volto molto celebre dei film di fantascienza come "Coma Profondo" e "L’uomo che cadde sulla Terra". Le cronache raccontano che Rip Torn è sempre stato un attore selvaggio e burbero, preso da attacchi di panico e ira. Si ricorda che durante le riprese di "Underground", si è sfiorata la tragedia quando l’attore ha cercato di colpire il regista con un martello e tentò persino di strangolarlo.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Test Invalsi, il 35% degli studenti di terza media non capisce un testo d'Italiano. E al Sud 8 su 10 in ritardo sull'Inglese
DATA:
OCCHIELLO: I risultati delle Prove nazionali: leggeri miglioramenti per Matematica e Lingue alla secondaria di primo grado. L'Istituto di valutazione: "Il Meridione ha studenti in grande sofferenza". Il ministro Bussetti: "Motivi di preoccupazione"
TESTO: I livelli di assimilazione in Italiano, Matematica e Inglese mostrano differenze marcate nel Paese e le distanze, ancora contenute nella scuola elementare, crescono alle medie e diventano rilevanti alle superiori (il lavoro mette in discussione il convincimento collettivo che le medie inferiori siano il buco nero dell'istruzione italiana, sono solo uno dei passaggi critici). Bene, in seconda elementare il blocco di chi raggiunge risultati largamente insufficienti in Italiano (si parla di comprensione del testo) è pari al 20 per cento: uno scolaro ogni cinque. E se in Umbria e Basilicata quest'area supera di poco il 10 per cento, in Calabria si arriva al 24 per cento (peggio ancora nella provincia autonoma di Bolzano, ma in questo caso dipende dalla larga platea discente di lingua tedesca). Nelle stesse classi - sempre la seconda della primaria - la forbice si allarga se si prende in esame Matematica. La media dei "largamente insufficienti" del Paese qui è pari al 28 per cento, in Campania e in Calabria si arriva al 35. Vanno segnalati, anche in questo caso, i risultati confortanti della Basilicata con una quota di forte sofferenza sotto il 15 per cento, la più bassa tra le venti regioni italiane. Alle ampie difficoltà scolastiche del Sud si sottrae anche la Puglia. Il sistema scolastico nell’Italia meridionale e nelle Isole non solo continua a essere meno efficace rispetto all’Italia centrale e soprattutto settentrionale, ma coltiva un'ingiustizia di censo. La variabilità dei risultati tra scuole differenti e tra classi presenti nello stesso plesso, nel primo ciclo d’istruzione, è consistente e in ogni caso più alta che al Nord e al Centro, così come sono più elevate le percentuali di alunni con status socio-economico basso che non raggiungono livelli adeguati nelle prove. In particolare, in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Rispetto al 2018, tuttavia, alcune variazioni in positivo si osservano anche nella macro-area del Sud, nel primo ciclo d’istruzione e nel biennio del secondo ciclo. La crescita costante delle differenze Nord-Sud tra i 7 e i 19 anni si vede già con le prove Invalsi di quinta elementare. Gli allievi in "forte difficoltà" nella comprensione di un testo salgono nel Paese al 25 per cento: vuol dire uno su quattro. Calabria e Sicilia viaggiano, invece, hanno percentuali di dieci punti peggiori. Umbria e Marche mostrano una sofferenza intorno al 15 per cento: meno della metà rispetto all'estremo Sud. La Matematica allo stesso livello scolastico - stiamo parlando di pre-adolescenti di undici anni - acuisce le differenze: i "gravemente insufficienti" nel Paese diventano quasi un quarto, quelli della Calabria quasi quattro su dieci (con la Basilicata che detiene ancora il risultato migliore: 15 per cento di "ritardi seri"). Anche in Inglese lo stacco tra Settentrione e Meridione è netto. Nella comprensione (listening) si trova sotto il livello A1, l'Inglese basico, il 15 per cento degli scolari italiani di quinta e il 32 per cento degli scolari sardi. In terza media le differenze non si contengono più e i ritardi scolastici meridionali diventano una frattura nazionale. I problemi nella comprensione di un Italiano adeguato all'età si fanno seri in tutto il Paese: il 35 per cento dei quattordicenni, infatti, è al livello 1 e 2 (su una scala di cinque), ma in Calabria addirittura uno studente su due ha problemi di comprensione di un testo. Le Marche mostrano anche alle medie i risultati migliori. Per comprendere cosa si intende per livello 1 nella comprensione di un testo in terza media, l'Invalsi indica questo specchietto: "Al livello 1 l’allievo individua singole informazioni date esplicitamente in parti circoscritte di un testo. Mette in relazione informazioni facilmente rintracciabili nel testo e, utilizzando anche conoscenze personali, ricava semplici informazioni non date esplicitamente. Conosce e usa le parole del lessico di base e riesce a ricostruire il significato di singole parole o espressioni non note, ma facilmente comprensibili". Passando all'insidiosa Matematica la sofferenza tra gli studenti italiani, sempre in terza media, sale al 38 per cento - si parla di difficoltà rispetto a nozioni base -. In Sardegna e in Campania si supera il 50 per cento, in Sicilia ci si avvicina al 60 e in Calabria sono sei i ragazzi ogni dieci che non conoscono i ferri del mestiere della disciplina. "Possiamo dire che in larghe parti del Sud ci sono adolescenti che affrontano l'esame di terza media avendo competenze da quinta elementare", spiega Roberto Ricci, direttore generale dell'Invalsi, l'Istituto nazionale di valutazione del sistema educativo. Sulla comprensione dell'Inglese, ancora, i "gravi ritardi" in Valle d'Aosta sono poco meno di uno su cinque, in Sicilia sfiorano il 65 per cento.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Ecco il progetto del nuovo stadio di San Siro: 60mila posti e un distretto di sport e shopping
DATA:
OCCHIELLO: Inter e Milan hanno presentato al Comune il masterplan: progetto da 1,2 miliardi di investimenti privati
TESTO: Inter e Milan hanno appena presentato al comune di Milano il masterplan del nuovo stadio di San Siro. Si tratta di un progetto da 1,2 miliardi di investimenti privati per una nuova e moderna area sportiva nel quartiere. Ci saranno 60mila posti a sedere, nel nuovo 'Meazza', e un distretto di sport e shopping. "Il documento pervenuto è estremamente corposo e consta di oltre 750 pagine - risponde il Comune -. Meriterà quindi un'attenta analisi da parte dei tecnici del Comune e solo a valle di ciò si potranno esprimere le prime valutazioni". Il nuovo stadio, nelle intenzioni di rossoneri e nerazzurri, sorgerebbe lungo via Tesio, su parte delle aree del vecchio Palazzetto dello sport (crollato nel 1985 durante la 'grande nevicata'), su un'area di circa 127mila metri quadri. L'obiettivo è di non interrompere l'attività calcistica anche durante i lavori di realizzazione del nuovo stadio: il vecchio Meazza, quindi, verrebbe abbattuto solo a struttura pronta. La domanda presentata alle istituzioni è il primo passo ufficiale da parte dei due club milanesi per avviare "un percorso condiviso verso la costruzione, nell'area di San Siro, di un distretto urbano, moderno, sostenibile e accessibile, che ruoti intorno a un impianto sportivo innovativo dai più elevati standard internazionali". Nella documentazione si parla di investimenti sostenuti da AC Milan e FC Internazionale, a fronte della concessione di un diritto di superficie a 90 anni, da assegnarsi tramite gara pubblica, per la quale i due club, in qualità di proponenti, avranno un diritto di prelazione. La documentazione depositata oggi dai club, per la sua natura di "Progetto di Fattibilità", è una pianificazione urbanistica dell'area che comprende ipotesi di funzioni senza alcuna definizione architettonica né per lo stadio né per il distretto multifunzionale. Il progetto propone la realizzazione, quindi, di un nuovo impianto, di circa 60mila posti a sedere, nell'area contigua a quella dell'attuale stadio (di proprietà del Comune di Milano e attualmente in concessione ai due club); di un distretto multifunzionale nell'area del Meazza dedicato allo sport, all'intrattenimento, allo shopping e al divertimento, che rappresenti un luogo di aggregazione per cittadini, tifosi e turisti (si stima un piano di occupazione per oltre 3.500 persone). L'idea è di realizzare una grande piazza con parco diffuso su cui si affacceranno centro commerciale, uno spazio per l'intrattenimento e tre edifici con funzione commerciale, più due livelli interrati di parcheggio. Il sindaco Beppe Sala ha sempre detto di preferire l'ipotesi di una riqualificazione dell'attuale Meazza. In ogni caso, anche da Losanna, nel giorno in cui il Cio ha assegnato a Milano-Cortina l'Olimpiade invernale, ha assicurato che il vecchio San Siro non sarà abbattuto fino al 2026, quando dovrà diventare il teatro della cerimonia di apertura a cinque cerchi. Adesso, ancora prima della politica, saranno i tecnici del Comune a dover passare al vaglio la proposta per valutare se il progetto è compatibile con le regole urbanistiche della città.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Baci ed sms hard ad alunno di 10 anni, sospesa maestra elementare a Vicenza
DATA:
OCCHIELLO: L'indagine è per tentata violenza sessuale, ma l'insegnante ha sempre negato. Non potrà più lavorare fino alla sentenza di primo grado
TESTO: VICENZA - È stata sospesa dalla dirigente scolastica, su indicazioni dell'Ufficio scolastico provinciale, la maestra elementare della provincia di Vicenza indagata per tentata violenza sessuale nei confronti di un alunno di 10 anni, che avrebbe raccontato di baci e sms equivoci inviati dalla donna. Il provvedimento - scrive oggi "Il Giornale di Vicenza" - resterà in vigore fino all'eventuale sentenza di primo grado; l'insegnante non potrà nel frattempo essere chiamata neppure per le supplenze. La vicenda era venuta alla luce dopo che i genitori avevano trovato una serie di messaggi sullo smartphone del figlio, mittente la maestra quarantenne. "Sapessi quanto ti spupazzerei su tutto il mio corpo", scriveva lei l'anno scorso. Con lui, bambino impacciato, che provava a recitare la parte dell'adulto: "Amore mio, voglio toccarti". I genitori del bambino che avevano forse barattato la concessione dello smartphone a 10 anni con la possibilità di eggere occasionalmente le sue chat, si erano insospettiti vedendo il loro figlio molto taciturno, stranamente pensieroso finché la memoria del telefono ha fatto venire a galla lo strano rapporto con questa insegnante di sostegno. La donna ha sempre negato le circostanze, e soprattutto l'intento sessuale. Il 27 giugno scorso si è svolta l'audizione del bambino in incidente probatorio, dopo il coinvolgimento dello psicologo del tribunale che lo ha aiutato a superare la chiusura iniziale.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Sea Watch, il Csm fa quadrato "Ora tutela per il giudice Vella"
DATA:
OCCHIELLO: Il Csm adesso fa quadrato attorno al gip di Agrigento, Alessandra Vella che ha revocato l'arresto per Carola Rackete. La decisione della toga agrigentina ha fatto parecchio discutere. La Vella ha infatti sostenuto la necessità da parte della capitana della Sea Watch di entrare nel porto di Lampedusa sottolinenaod i rischi che correvano i migranti
TESTO: Il Csm adesso fa quadrato attorno al gip di Agrigento, Alessandra Vella che ha revocato l'arresto per Carola Rackete. La decisione della toga agrigentina ha fatto parecchio discutere. La Vella ha infatti sostenuto la necessità da parte della capitana della Sea Watch di entrare nel porto di Lampedusa sottolinenaod i rischi che correvano i migranti a bordo della nave dell'ong tedesca. Adesso il Consiglio superiore della Magistratura ha deciso di aprire una pratica a tutela del gip. La richiesta è arrivata dal Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli. Mercoledì scorso era partita infatti l'istanza con la firma di tutti i consiglieri togati del Csm. Al centro della pratica gli attacchi e le critiche ricevute dal gip dopo la sua decisione da parte di diversi esponenti del mondo politico, tra questi il ministro degli Interni, Matteo Salvini. Adesso la prima commissione dovrà esaminare e discutere la pratica. Di fatto dunque il Csm si schiera dalla parte del gip e prova a metterla a riparo dagli attacchi di questi giorni. Intanto sul fronte delle indagini, il prcuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio e l'aggiunto Salvatore Vella, hanno convalidato il sequestro della Alex di Mediterranea che era stato predisposto dalla Guardia di Finanza nella notte tra sabato e domenica. Il sequestro comunque è passato da prventivo a probatorio. In questo senso c'è il rischio che, come già accaduto in passato, al termine dei riscontri di indagine la nave possa essere dissequestrata e quindi tronare in mare. Contestualmente alla convdalida del sequestro è stato iscritto nel registro degli indagati il capo missione ndi Mediterranea, il parlamentare Erasmo Palazzotto. Infine va ricordato che la Guardia di Finanza ha anche rilevato un ingresso accidentale nelle acque terriotirali italiane da parte di Alex nella giornata di venerdì. E questa infrazione potrebbe far scattare una sanzione da 65mila euro e il seuqestro amministrativo (con confisca) dell'imbarcazione.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Roberta Ragusa, attesa la sentenza della Cassazione per Antonio Logli
DATA:
OCCHIELLO: Il marito della donna, scomparsa da San Giuliano Terme nel 2012 e mai più ritrovata, è stato condannato a 20 anni. Ma lui si è sempre dichiarato innocente
TESTO: È la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Roberta Ragusa sparisce, in pigiama, dalla sua casa di Gello, frazione del comune di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa. Le indagini si concentrano fin dalle prime ore sul marito, Antonio Logli. Lui sostiene che la moglie si sia allontanata volontariamente. Ma tutte le ricerche, avviate sin da subito, rimarrano per sempre senza esito. A sette anni da quella scomparsa e dopo diversi gradi di giudizio, in serata la Cassazione ha messo la parola fine a questa vicenda processuale, confermando per Logli la condanna a 20 anni per l'omicidio di Roberta Ragusa e l'occultamento del suo cadavere. La Suprema Corte ha considerato inammissibile il ricorso della difesa dell'imputato e ha reso definitivo il verdetto emesso il 14 maggio 2018 dalla Corte d'Assise d'Appello di Firenze. Logli ha atteso la sentenza insieme alla compagna Sara Calzolaio e alla figlia Alessia in un affittacamere non distante dall'ospedale di Cisanello di Pisa: "Sono disperato" le prime parole pronunciate dall'uomo e riferite da uno dei suoi avvocati. Dopo le formalità, Logli verrà trasferito nel carcere Don Bosco della città toscana. In lacrime i parenti di Roberta Ragusa, che per tutta la giornata hanno atteso il verdetto della Cassazione: "Finalmente si smetterà di dire che mia cugina era in giro a divertirsi. Mia cugina è morta, lo ha detto anche la Cassazione. Giustizia è fatta", ha detto commossa Maria Ragusa. I giudici della prima sezione penale si erano riuniti in camera di consiglio intorno alle cinque del pomeriggio. Durante la requisitoria il Procuratore generale della Cassazione, Luigi Birritteri, aveva chiesto la conferma della condanna per Logli: "Vi chiedo di porre fine a questo processo e certificare l'inammissibilità del ricorso della difesa". Mentre i difensori avevano l'assoluzione con formula piena per la non sussistenza del fatto. La vicenda Roberta Ragusa scompare nel nulla la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Logli viene iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Pisa il 2 marzo 2012, quasi due mesi dopo la scomparsa della moglie. Le indagini si chiudono nel 2014. Il pm della procura di Pisa, Aldo Mantovani, gli contesta i reati di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Secondo gli inquirenti, infatti, Roberta Ragusa viene uccisa al culmine di un litigio quando, udendo una telefonata del marito in soffitta, capisce che ha un'amante e che si trattava di Sara Calzolaio, di vent'anni più giovane di Logli, in casa fin da ragazzina come baby sitter dei figli della coppia e poi collaboratrice dell'autoscuola di famiglia. Roberta Ragusa esce di casa in pigiama. Il marito, secondo la ricostruzione dell'accusa, la raggiunge in una via vicina, l'aggredisce e la uccide, ne occulta il corpo e la mattina dopo ne denuncia la scomparsa. In tutti questi anni Logli ha sempre contestato questa ricostruzione, affermando di essere andato a dormire poco prima di mezzanotte e di essersi accorto solo il mattino dopo che la moglie non c'era. A smentirlo, però, almeno due testimoni, che hanno riferito di averlo visto in giro quella notte e di averlo sentito litigare con una donna. Nel 2015 il gup proscioglie l'uomo, ma la Cassazione annulla la sentenza e ordina un nuovo processo. L'anno dopo arriva la condanna di primo grado a venti anni ma niente carcere, perché non vengono ravvisate le ipotesi di pericolo di fuga o di reiterazione del reato. La Corte d'appello di Firenze conferma la sentenza. Ma l'uomo ha continuato a proclamarsi innocente. Fino alla sentenza della Cassazione che questa sera ha scritto la parola definitiva.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Riace, Lucano in tribunale: "Rifarei tutto"
DATA:
OCCHIELLO: L'ex sindaco è a processo insieme a 25 collaboratori, accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e irregolarità di gestione nel modello del paese. Nella dichiarazione spontanea afferma: "Mi si accusa di aver accolto donne e bambini, cosa che per lungo tempo era...
TESTO: “Se quello di cui mi si accusa è di aver dato casa a disperati e agli ultimi del mondo, io lo rifarei”. Parla per la prima volta di fronte al Tribunale che lo dovrà giudicare Mimmo Lucano. Portato a processo insieme a 25 collaboratori dal pm Michele Permunian della procura di Locri, convinto che dietro il “modello Riace” si nasconda un’associazione criminale, l’ex sindaco del borgo della Locride non ha voluto attendere il momento del suo esame. Non ce l’ha fatta. Da mesi, spera e chiede di avere la possibilità di raccontare la sua verità ad un giudice terzo, di raccontare Riace per come è stata costruita e vissuta. E oggi, accogliendo la richiesta dei legali di Lucano, il collegio presieduto da Fulvio Accurso glielo ha concesso. Oltre 70 minuti di monologo, una ricostruzione lucida, accorata, mai astiosa nei confronti della procura, ma schietta. Nell’aula del tribunale di Locri in cui si celebra il processo che lo vede imputato, Mimmo Lucano ha raccontato la sua verità.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Mega grandinata a Pescara: auto distrutte e trascinate dalla corrente
DATA:
OCCHIELLO: Paura a Pescara, dove nella tarda mattinata di oggi si è abbattuta una forte tempesta di pioggia, vento e grandine. In pieno centro si registrano 10 centimetri di acqua: traffico in tilt, notevoli disagi alla viabilità e centralini di Vigili del fuoco e Polizia Municipale intasati. In città regna il caos: macchine, moto e cassonetti della spazza
TESTO: Paura a Pescara, dove nella tarda mattinata di oggi si è abbattuta una forte tempesta di pioggia, vento e grandine. In pieno centro si registrano 10 centimetri di acqua: traffico in tilt, notevoli disagi alla viabilità e centralini di Vigili del fuoco e Polizia Municipale intasati. In città regna il caos: macchine, moto e cassonetti della spazzatura navigano per le strade trascinati dall'ingente corrente. Fino ad ora 18 persone si sono recate al pronto soccorso, tra cui una donna incinta che ha riportato ferite al volto e al capo; tra gli altri pazienti si contano anche contusioni. Nella zona dei Colli un'auto è stata letteralmente trasportata mentre a bordo vi era il conducente. Inoltre si è creata una frattura nel manto stradale: il sindaco Carlo Masci ha immediatamente attivato tutte le procedure per la messa in sicurezza.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: M5s, Di Maio: "Festeggiamo i 10 anni a Napoli"
DATA:
OCCHIELLO: Appuntamento il 12-13 ottobre
TESTO: "Dieci anni di Movimento 5 stelle. Li festeggeremo a Napoli il 12 e 13 ottobre". Lo annuncia su Facebook Luigi Di Maio. "Dieci anni costellati - è il caso di dirlo - di speranze (molte diventate realtà), di impegni presi e progetti realizzati. Se dieci anni fa ci avessero detto che avremmo dato all'italia il reddito di cittadinanza, tolto i vitalizi e approvato una vera legge anticorruzione, forse non ci avremmo creduto. Siamo partiti con pochi consiglieri in qualche piccolo comune, e adesso, 10 anni dopo, ci ritroviamo per guardare al futuro e per impegnarci ancora di più, tutti insieme. Non ci fermiamo. Vi aspetto a napoli insieme a tutti gli amici del movimento 5 stelle", conclude. "Per questo decimo anniversario - si legge sul blog stellato - stiamo organizzando un'edizione speciale di Italia 5 stelle. Non a caso sarà a Napoli, una delle prime città in cui sono sorti i meet-up 'amici di Beppe Grillo'. Ma non solo: una delle città più belle di questa nostra Italia, salita troppo spesso agli onori delle cronache per drammi ambientali"
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Notte di incendi in Sicilia Occidentale, a Calampiso evacuato un villaggio turistico
DATA:
OCCHIELLO: Circa 750 persone messe in salvo via mare da guardia costiera e barche private. Fiamme anche a Monreale. I roghi domati questa mattina. A metà mattinata incendio a Palermo in via Poggio del Pineto, villette sgomberate e Canadair in azione
TESTO: Nella notte è stato attivato in Prefettura a Trapani il Centro di Coordinamento Soccorsi con le Forze dell'Ordine, la Protezione Civile Regionale, i Vigili del Fuoco, l'Ispettorato e l'Azienda Forestale per il coordinamento delle operazioni di spegnimento di un incendio di vaste proporzioni, divampato verso le 2 nel Comune di San Vito Lo Capo. "Le operazioni di spegnimento, rivelatesi complesse e articolate per il vento di scirocco, hanno interessato una zona adiacente alla Riserva Naturale dello Zingaro ed hanno richiesto la presenza sul posto di diverse squadre e mezzi dei Vigili del Fuoco, dell'Ispettorato Forestale, delle Forze dell'Ordine e dei Volontari della Protezione Civile", dice la Prefettura. Il villaggio turistico di Calampiso, con circa 800 ospiti, è stato interessato dalla situazione di crisi in quanto il fumo proveniente dall'incendio dell'adiacente costone montuoso si è diffuso nella struttura ricettiva. "Pertanto, valutata la criticità della situazione, in via precauzionale e con immediatezza, il Prefetto, Tommaso Riccardi, ha ordinato, l'evacuazione degli ospiti (circa 403 persone) che sotto il coordinamento della Capitaneria di Porto tramite 4 motovedette della Guardia Costiera e 2 della Guardia di Finanza, 2 pescherecci locali, 1 imbarcazione privata di trasporto di turisti, 1 imbarcazione di Frontex, 2 gommoni privati, sono state trasportate via mare al porto di San Vito lo Capo, in quanto l'unica strada d'accesso alla struttura ricettiva era interessata dall'incendio". A metà mattinata l'emergenza si sposta a Palermo. Un incendio è divampato in via Poggio del Pineto a Palermo nei pressi della montagna che sovrasta la discarica di Bellolampo. Sul posto ci sono diverse squadre dei vigili del fuoco. In azione anche due Canadair. Le fiamme minacciano alcune villette e le famiglie che vi abitano stanno per essere evacuate. Anche Monreale è stata interessata dalle fiamme che sono state domate dai vigili del fuoco e spente nelle prime ore del mattino. Il rogo più vasto è avvenuto ad Alia dove le fiamme hanno minacciato le case in contrada Cavaro ad Alia. Ettari di macchia mediterranea sono andati in fumo e la popolazione ha temuto che le fiamme arrivassero alle abitazioni che si trovano a ridosso della via Pernice. Il fuoco poi si è spostato verso Valledolmo, coinvolgendo anche le colline delle contrade "Sciarria" e "Gurfa". Un altro incendio anche a Monreale, nella zona di Cozzo Meccini, a pochi passi dal centro abitato. Sono 23 gli incendi divampati in Sicilia dall'alba di oggi. Cinque nella provincia di Catania, quattro nella provincia di Palermo e altri 4 nel messinese, tre ad Agrigento, due a Caltanissetta e ancora tra Siracusa e Ragusa. In azione anche Canadair ed elicotteri. Richiesto anche l'intervento nella discarica di Bellolampo di Palermo. Sono una decina gli ettari di verde interessati dagli incendi.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Pescara, grandinata con chicchi grandi come arance: vetri delle auto sfondati e 18 feriti in ospedale
DATA:
OCCHIELLO: Allerta meteo da Nord a Sud, con forti piogge dal mattino e probabili allagamenti. Tempesta di vento e pioggia su Milano Marittima, ferita una donna
TESTO: Violenta grandinata a Pescara e su parte della costa abruzzese, con chicchi grandi come arance. Diciotto le persone fino ad ora finite in pronto soccorso a Pescara per le ferite: tra loro anche una donna incinta. I pazienti hanno riportato contusioni e ferite, principalmente al capo, e sono tutti da suturare. E la violenza della grandine ha fatto molti danni in tutta la città, con tetti danneggiati, parabrezza e vetri sfondati. Dopo aver colpito in tarda mattinata Pineto e Silvi (Teramo), il forte temporale si è abbattuto su Pescara, accompagnato da una lunga grandinata con chicchi del diametro fino a 5 centimetri. Numerosi i disagi per la circolazione anche nell'entroterra, con lunghe code sulla superstrada da Teramo al mare dove le auto sono rimaste ferme per la scarsa visibilità. Una ventina di automobili sono rimaste sommerse da circa 2 metri d'acqua nel parcheggio dipendenti dell'ospedale di Pescara, struttura di proprietà del Comune e gestita da una cooperativa. Il parcheggio, secondo le testimonianze, si è riempito d'acqua rapidamente e sono dovuti intervenire i sommozzatori. "Ragionevolmente non dovrebbero esserci persone nelle auto perché il guardiano ci ha detto che non c'era nessuno e le luci accese dei mezzi sono dovute al corto circuito provocato dall'acqua", ha detto il manager Asl Armando Mancini.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Bimba violentata e uccisa nel Beneventano, il legale: "Spariti gli organi interni"
DATA:
OCCHIELLO: Incidente probatorio a settembre. La piccola venne trovata morta annegata nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino
TESTO: La nuova autopsia svolta sul corpo di Maria, la bimba rumena di 9 anni che il 19 giugno del 2016 venne trovata morta annegata nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino (Benevento) ha fatto emergere che mancano "alcuni degli organi interni: siamo pronti a presentare denuncia per accertare cosa sia accaduto". E' quanto dice l'avvocato Fabrizio Gallo, legale del padre della piccola Maria. E una denuncia verrà fatta anche dalla consulente della famiglia della piccola, la criminologa Roberta Bruzzone che a Giallo rivela che "sono spariti tutti gli organi interni, i vetrini della prima autopsia, tutti i reperti". "Il primo esame autoptico accertò che la piccola era stata violentata e poi uccisa - aggiunge l'avvocato Gallo - I risultati non furono del tutto chiari al punto che la Procura di Benevento ha chiesto ed ottenuto la riesumazione della salma. La nuova autopsia ha fatto emergere questa verità agghiacciante: non sono stati rinvenuti gli organi interni. Chiediamo con forza che venga fatta chiarezza in una vicenda da contorni ancora tutti da chiarire". La seconda autopsia è stata eseguita a Foggia nei giorni scorsi. La bimba la sera del 19 giugno del 2016 si era allontanata da casa per recarsi nella piazza del paese dove c'erano le giostre. I genitori erano tranquilli. Maria lo aveva fatto già in precedenza tante altre volte: da sola si recava anche nella vicina chiesa (la sua abitazione era distante solo qualche centinaia di metri) dove faceva da chierichetta o si intratteneva a parlare con le sue amiche. Ma quella sera, mentre il tranquillo paesino di San Salvatore si preparava per la festa patronale, non rientrò ed il padre fece scattare l'allarme mobilitando, oltre agli uomini delle forze dell'ordine, decine di persone che collaborarono alle ricerche Il corpo della piccola fu trovato qualche ora dopo nella piscina. Per quell'omicidio venne indagato un giovane rumeno all'epoca dei fatti 21enne, anche egli residente in zona, che - secondo la ricostruzione degli investigatori - fu l'ultimo ad aver visto la piccola. Un delitto che fece scalpore, con la comunità locale a chiedere con gran forza di individuare i responsabili. Il giovane si è sempre detto innocente ed i suoi legali già allora suggerirono di seguire delle ipotesi alternative. Intanto l'incidente probatorio disposto su richiesta del procuratore aggiunto della Procura di Benevento, Giovanni Conzo, è già fissato per il prossimo 17 settembre.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Julio Iglesias padre a 75 anni. Un 43enne di Valencia è suo figlio biologico
DATA:
OCCHIELLO: Una battaglia giudiziaria durata più di vent"anni per il cantante Julio Iglesias e un 43enne residente a Valencia. Come ha riportato Tgcom24, Javier Sanchez Santos da tempo avrebbe affermato di essere il figlio legittimo dell"artista latino, nato nell"aprile del 1976. Sua madre era una ballerina che avrebbe avuto una breve storia d"amore con Julio
TESTO: Una battaglia giudiziaria durata più di vent’anni per il cantante Julio Iglesias e un 43enne residente a Valencia. Come ha riportato Tgcom24, Javier Sanchez Santos da tempo avrebbe affermato di essere il figlio legittimo dell’artista latino, nato nell’aprile del 1976. Sua madre era una ballerina che avrebbe avuto una breve storia d’amore con Julio da cui, nove mesi dopo, sarebbe nato il piccolo Javier. Sulla questione è dovuto intervenire il tribunale spagnolo che, finalmente, avrebbe messo un punto fermo alla questione. Il figlio di Iglesias dopo venti anni si trova finalmente riconosciuta una paternità da tempo negata dato che, nel 1999, dalla Corte Suprema spagnola, si è visto rigettare la richiesta. Ma ora il caso ha una svolta. "Si dichiara che Julio Iglesias è il padre biologico di Javier Sanchez" - si legge in una nota del tribunale di Valencia – Julio Iglesias è di nuovo padre a 75 anni. Per una volta vince la scienza e perde la ragionevolezza". Il caso è stato molto spinoso, complesso, e ha visto le testimonianze sia di Javier che di Marie Edite, ex ballerina portoghese e madre del 43enne. In tribunale ha affermato più volte di aver avuto una relazione fugace con Julio Iglesias nel luglio del ’75, in Catalogna, e nove mesi dopo sarebbe nato Javier. Secondo il legale Fernando Osuma non ci sarebbero dubbi in merito alla paternità. La magistratura non ha fatto altro che analizzare le prove già esistenti e analizzare soprattutto la latente somiglianza fra Javier e Iglesias. Ha influito il fatto che il cantante, più volte, si è rifiutato di sottoporsi al test del DNA senza nessuna spiegazione plausibile.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: "Prima i toscani". I consiglieri regionali della Lega protestano ma sbagliano la divisione in sillabe
DATA:
OCCHIELLO: Lo strafalcione è apparso sulle t-shirt indossate per manifestare contro una proposta di legge per l'assistenza ai migranti
TESTO: "Prima i toscani". Uno slogan in perfetto stile leghista quello che sei consiglieri regionali del partito del vicepremier Matteo Salvini hanno esibito su altrettante magliette per protestare contro una proposta di legge per l'assistenza sociale ai migranti voluta dalla giunta del governatore Enrico Rossi. Se non fosse che la divisione in sillabe della frase, stampata sulle t-shirt, è sbagliata: "Pri-ma i Tos-ca-ni" invece della formula corretta "Pri-ma i To-sca-ni". Un errore da matita rossa che non è passato inosservato sui social, con la pagina satirica de "I socialisti gaudenti" che per prima ha fatto notare lo strafalcione. Impresso a caratteri cubitali, sopra il simbolo della Lega, sulle magliette dei consiglieri Elisa Montemagni, Luciana Bartolini, Roberto Salvini, Jacopo Alberti, Roberto Biasci e Marco Casucci. E non si sono fatti attendere i commenti ironici degli utenti di Facebook: "Prima l'italiano", scrive uno. "Prima le scuole elementari, poi semmai le medie", commenta un altro. Ma l'errore è diventato subito anche terreno di scontro politico, con il sindaco di Firenze, Dario Nardella che ha rilanciato la foto commentando "Da Firenze, città di Dante io direi: PRIMA L’ITALIANO! !!! !!! !! To-sca-ni. Segnatevelo magari per la prossima volta " e chiamando in causa su Twitter anche la Crusca.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Lampedusa, arrivano 12 migranti su un barchino: tra loro tre donne, di cui una incinta, e otto bambini
DATA:
OCCHIELLO: Soccorsi stamattina dalle motovedette italiane, hanno detto di essere partiti da Tripoli. Ma si rafforza la pista delle "navi madri" che avvicinano i migranti dalla Libia per poi farli scendere a ridosso delle acque territoriali italiane
TESTO: LAMPEDUSA - L’ultimo arrivato trasportava soprattutto bambini: erano ben otto sui dodici occupanti della piccola imbarcazione in legno approdata questa mattina a Lampedusa. Con gli otto bambini tre donne, una delle quali incinta, e un uomo. Le motovedette italiane hanno visto la barca poco prima delle otto a poche miglia da Lampedusa e li hanno scortato in porto. Una singolare composizione quella del barchino che, stando alle prime dichiarazioni dei migranti, sarebbe partito da Tripoli. Difficile però pensare che il barchino con un solo uomo e tanti bambini a bordo abbia potuto affrontare tutta la traversata. Si rafforza dunque la posta investigativa delle navi madri che trasportano i migranti per buona parte della rotta dalla Libia, trasbordandoli poi sui barchini al limite delle acque territoriali italiane. Numerosi gli episodi analoghi nei giorni scorsi: 121 arrivarono proprio a Lampedusa il 21 giugno, nei giorni dell'odissea della Sea-Watch 3, altri 25 migranti furono lasciati alla deriva il giorno prima.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Crack Qui! Group, in manette il re dei buoni pasto Gregorio Fogliani e altre cinque persone: bancarotta e riciclaggio
DATA:
OCCHIELLO: L'accusa di finanza e procura: "Dirottati alla famiglia 42 milioni". In carcere i manager Ferretto e Chiriaco, ai domiciliari la moglie e le due figlie. Sequestrati i muri del Moody e una villa a Forte dei MArmi.
TESTO: E' emersa anche una presunta truffa aggravata per 6 milioni di euro nei confronti di un investitore americano ed una truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche per 1,12 milioni. Le indagini sono state svolte dal nucleo di polizia economico finanziaria di Genova, coordinate dal procuratore aggiunto della Repubblica, Francesco Pinto e dal sostituto Patrizia Petruzziello - Gruppo reati economici. Fogliani aveva fondato un impero sui buoni pasto. I suoi Qui! Ticket fino ad un paio di anni fa erano stati adottati da moltissime amministrazioni pubbliche e venivano utilizzati da centinaia di migliaia di dipendenti. Alcuni anni fa aveva vinto un appalto da mezzo miliardo di euro con Consip. Ma in pochi mesi la fortuna del gruppo era finita. I ritardi con cui pagava i titolari dei locali si erano presto trasformati in vere e proprie sospensioni del ritiro dei suoi buoni pasto da aprte di importanti catene come la Coop e poi dei principali bar e ristoranti di Liguria, PIemonte, Lombardia e Lazio.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Caso Orlandi, il fratello Pietro: "Tombe aperte e trovate vuote: incredibile"
DATA:
OCCHIELLO: Al Cimitero Teutonico di Roma. Il Vaticano aveva accolto la richiesta dei familiari di Emanuela per verificare se contenessero i resti della ragazza scomparsa
TESTO: "C'è una stanza con una struttura in cemento armato sotto una delle due tombe", informano Laura Sgrò e il perito di parte, Giorgio Portera. Tutto lascia pensare, chiarisce Portera, "che si tratti di un ambiente abbastanza recente e di certo incompatibile con una sepoltura dell'Ottocento. Questo è un dato oggettivo". Nota Portera: "Pur essendo in un altro Stato mi sembra strano che non vi sia qualche documento che ci dica se lì c'era un corpo o se si trattava di una sepoltura in ricordo della principessa. Ci deve essere un documento o un incartamento ed è doveroso che venga condiviso anche con la famiglia Orlandi. Se non ci sono le bare è difficile dire se sia stato traslato qualcosa. Ora è importante verificare dal punto di vista burocratico se è nella conoscenza dello Stato del Vaticano la presenza o meno di corpi all'interno di questi sarcofagi". Agli accertamenti hanno collaborato il personale della Fabbrica di San Pietro, il professor Giovanni Arcudi, coadiuvato dal suo staff, alla presenza del un perito di fiducia nominato dal legale della famiglia di Emanuela. Erano presenti l'avvocato della famiglia Orlandi, Laura Sgrò, e il fratello di Emanuela, Pietro. Hanno seguito tutte le fasi dell'operazione il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Gian Piero Milano, e il suo aggiunto Alessandro Diddi, insieme il Comandante del Corpo della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani. “Per un ulteriore approfondimento, sono in corso verifiche documentali riguardanti gli interventi strutturali avvenuti nell'area del Campo Santo Teutonico, in una prima fase alla fine dell'Ottocento, e in una seconda più recente fase tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso”, spiega ancora Gisotti. Riguardo alla datazione di ristrutturazione del vano dice però la sua Pietro: la ristrutturazione del vano trovato vuoto “di certo non era di duecento anni fa”. “Non c'era nulla, nulla, neanche le principesse”, riferisce spiegando che le segnalazioni che avevano avuto, in merito alla possibile sepoltura di Emanuela nella Tomba dell'Angelo “non erano anonime”. Per Pietro e l'avvocato della famiglia Sgrò in ogni caso bisogna andare avanti nelle ricerche. "Dare risposte alla famiglia Orlandi, significa dare risposta a tanti cittadini italiani che meritano di sapere. Chi tace è complice, chi sa, adesso deve parlare" afferma Laura Sgrò, all'uscita del Cimitero Teutonico. La scomparsa di Emanuela Orlandi, ha aggiunto Sgrò, "è connessa a tantissime vicende, le peggiori di questo Paese". Di certo il giallo si infittisce, dopo anni di ricerche vane e silenzi. Anche se la Santa Sede, per voce di Gisotti, osserva: “Teniamo a ribadire che la Santa Sede ha sempre mostrato attenzione e vicinanza alla sofferenza della Famiglia Orlandi e in particolare alla mamma di Emanuela. Attenzione dimostrata anche in questa occasione nell'accogliere la richiesta specifica della famiglia di fare verifiche nel Campo Santo Teutonico”.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Omicidio Genny Cesarano, confermati 3 dei 4 ergastoli
DATA:
OCCHIELLO: Il padre della vittima: "Si sentivano impunibili,sentenza è per la città"
TESTO: La IV Corte di Assise di Appello di Napoli (Vescia presidente, Ciocia giudice a latere) ha confermato tre delle quattro condanne all'ergastolo emesse in primo grado nei confronti di Luigi Cutarelli, Ciro Perfetto e Antonio Buono, imputati per l'omicidio del giovane Genny Cesarano, vittima di una 'stesa' (raid intimidatorio della camorra finalizzato al controllo del territorio) in piazza Sanità, il 6 settembre 2015. Ridotta la pena, dall'ergastolo a 16 anni, per Mariano Torre, in virtù dello sconto di pena previsto per i collaboratori di giustizia. Confermati anchei 16 anni di reclusione inflitti in primo grado al boss Carlo Lo Russo, mandante del raid, anche lui collaboratore di giustizia. Il verdetto in primo grado è stato emesso dal gup Alberto Vecchione, il 6 dicembre 2017 al termine del processo con rito abbreviato. "È una sentenza che deve rappresentare un esempio per la città - ha commentato Antonio Cesarano, papà di Genny - non dobbiamo dimenticare che dopo mio figlio ci sono state altre vittime innocenti l'ultima delle quali è stata una bimba. Si sentivano impuniti e impunibili". (
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Carola Rackete, ecco la querela contro Salvini: "Sequestrate i suoi account Facebook e Twitter"
DATA:
OCCHIELLO: Le 22 offese del ministro alla Capitana e la richiesta di chiudere le pagine ufficiali. "Sono mezzi di propagazione dell'odio". Diffamazione e istigazione a delinquere i reati ipotizzati. Salvini: "Ridicolo"
TESTO: ROMA - L'aveva annunciato già nell'intervista esclusiva a Repubblica di alcuni giorni fa, ora è passata ai fatti. Carola Rackete presenterà oggi pomeriggio (al più tardi domani mattina) alla procura di Roma una querela contro il ministro dell'Interno per “diffamazione aggravata” e “istigazione a delinquere”. Non solo. Nella denuncia chiede ai magistrati di sequestrare i mezzi attraverso cui passa quello che lei definisce il “messaggio d'odio”: le pagine ufficiali su Facebook e Twitter di Matteo Salvini. Nelle quattordici pagine della querela l'avvocato di Carola, Alessandro Gamberini, riporta 22 offese del ministro, contenute nei sui tweet, nelle dirette Facebook e in alcune interviste televisive. “Matteo Salvini – si legge nel documento - mi ha definito pubblicamente e ripetutamente sbrufoncella, fuorilegge, complice dei trafficanti, potenziale assassina, delinquente, criminale, pirata, una che ha provato a uccidere dei finanzieri e ad ammazzare cinque militari italiani, che ha attentato alla vita di militari in servizio, che ha deliberatamente rischiato di uccidere cinque ragazzi e che occupa il suo tempo a infrangere le leggi italiane e fa politica sulla pelle dei disgraziati: la gravità della lesione al mio onore è in sé evidente”. Pronta la replica di Salvini su Facebook. "La comunista tedesca, quella che ha speronato la motovedetta della Guardia di Finanza, ha chiesto alla Procura di chiudere le mie pagine Facebook e Twitter. Non c'è limite al ridicolo. Quindi posso usare solo Instagram? ??". Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini, commenta l'esposto della capitana della Sea-Watch. La trentunenne tedesca ricorda ancora una volta che le sue azioni sono state motivate esclusivamente dalla necessità di tutelare la vita e l'incolumità fisica e psichica dei naufraghi a bordo. “La legittimità della mia condotta è stata riconosciuta allo stato dall'autorità giudiziaria (la gip di Agrigento Alessandra Vella, ndr) che l'ha valutata come adempimento di un dovere”. La Capitana Carola ricostruisce anche la “campagna diffamatoria” che da settimane il ministro conduce nei confronti della ong Sea-Watch. “Dice che si tratta di un'organizzazione illegale e fuorilegge, sostenendo che i suoi rappresentanti sarebbero complici di scafisti e trafficanti. Tali affermazioni sono lesive della mia reputazione e mettono a rischio la mia persona e la mia incolumità, in quanto dipendente e rappresentate della Sea-Watch”.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: L'addio del Salone dell'auto apre la crisi nella giunta: Appendino pensa alle dimissioni
DATA:
OCCHIELLO: La sindaca furiosa attacca il suo vice Montanari: "Sue dichiarazioni inqualificabili"
TESTO: E' ufficiale: Torino perde il Salone dell'auto. E l'addio alla manifestazione apre la crisi nella giunta CInque stelle torinese: Chiara Appendino furiosa attacca il suo vice Guido Montanari che aveva duramente criticato la manifestazione: "Le sue dichiarazione inqualificabili". E adesso la sindaca pensa alle dimissioni. "Senza sottrarmi alle mie responsabilità, mi riservo qualche giorno per le valutazioni politiche del caso". Decisivo potrebbe essere l'incontro con il vicepremier Luigi Di Maio che domani saràa Torino proprio per incontrare i consiglieri e i militanti Cinque stelle divisi ormai su molti argomenti dalla Tav alle Olimpiadi. Il casus belli è il trasloco del Salone: La sesta edizione si svolgerà in Lombardia dal 17 al 21 giugno 2020. Lo annuncia un comunicato degli organizzatori nel quale si sottolinea che "con 54 case automobilistiche, 700mila visitatori e oltre 2000 vetture speciali che hanno sfilato nel centro città, Parco Valentino si conferma pioniere di un nuovo concetto di motor show internazionale. Il modello Parco Valentino ha anticipato e ispirato le recenti evoluzioni introdotte dai grandi Saloni internazionali: Ginevra, Detroit e Parigi hanno infatti annunciato saloni diffusi per la città e test drive di vetture elettriche per le prossime edizioni". Il presidente Andrea Levy annuncia: “Seguendo la nostra vocazione innovativa, abbiamo scelto per il 2020 di organizzare a Milano, in collaborazione con Aci. Sarà un grande evento internazionale, all’aperto e con una spettacolare inaugurazione dinamica nella giornata di mercoledì 10 giugno 2020. Ringraziamo la Città di Torino per aver collaborato in questi 5 anni alla creazione di un evento di grande successo, capace di accendere sulla città i riflettori internazionali”. A nulla dunque è valso il tentativo della sindaca di trattenere la manifestazione dopo le critiche della sua maggioranza. C'è una mozione firmata da nove consiglieri M5S che bocciava l'allestimento del Salone nel parco del Valentino. Appendino - dopo aver incontrato ieri Levy - si era detta pronta a votare contro la mozione. Una mossa che non ha convinto gli organizzatori a recedere dalla fuga. E adesso Appendino è fuori di sè: "Sono furiosa per la decisione del comitato organizzatore del Salone dell'Auto di lasciare Torino dopo 5 edizioni di successo. E' una scelta che danneggia la nostra città, a cui hanno anche contribuito alcune prese di posizione autolesioniste di alcuni consiglieri del Consiglio Comunale e dichiarazioni inqualificabili da parte del vicesindaco (Guido Montanari anche lui M5s, ndr) ". Che aveva detto: "Fosse stato per me, il Salone al Valentino non ci sarebbe mai stato - ha detto - Anzi, nell'ultima edizione ho sperato che arrivasse la grandine e se lo portasse via. Sono stato io a mandare i vigili per multare gli organizzatori". Immediata la replica, alla sindaca, via Facebook di Montanari: "In merito a mie pretese dichiarazioni su Salone dell'auto al Parco del Valentino usate per giustificare un abbandono dei promotori da Torino, preciso quanto segue. Ho sempre ritenuto che il Salone dell'auto sia una ricchezza della città e che si possa fare al Parco del Valentino con una mediazione tra esigenze degli organizzatori e fruizione del parco. Limitare i tempi di montaggio e smontaggio dei padiglioni e compensare con interventi sulla qualità del verde è una semplice scelta di buon senso. Questa mia posizione è stata travisata per giustificare evidentemente scelte già assunte. Capisco lo sconcerto e il disappunto della Sindaca e mi scuso per aver dato pretesto a polemiche strumentali". Duro il commento del presidente della Regione Alberto Cirio: “Questa notizia è un’altra doccia fredda, perché Torino non può continuare a perdere tutto quello che è stato costruito con anni di lavoro e fatica dai suoi cittadini, dalle istituzioni e da tutto il sistema produttivo e territoriale. Io - lo dico senza polemica e con assoluta sincerità - mi chiedo quale sia il progetto del Comune per quella che è una delle più importanti città d’Italia. Tutto questo è inaccettabile. Siamo al governo della Regione da poche settimane e ci siamo già dovuti attivare per recuperare la perdita delle Olimpiadi e adesso faremo di nuovo di tutto per rincorrere un altro grande evento come il Salone dell’Auto. Perché sono manifestazioni che non perde solo Torino, ma l’intero Piemonte, per scelte che non dipendono da noi e su cui non abbiamo avuto la possibilità e il tempo di intervenire. Questa idea di “decrescita felice” non ci appartiene e non intendiamo restare a guardarla. Faremo di tutto per fermare questa emorragia. Se c’è anche solo una possibilità di mantenere un legame con il Salone dell’Auto a questo lavoreremo. Nella speranza che al più presto possa tornare nel luogo che gli dà il nome, quel Parco del Valentino incastonato nel cuore storico di Torino che lo ha reso un evento unico e speciale”. Dario Gallina, Presidente dell’Unione Industriale di Torino: "Proprio nella giornata in cui è stata celebrata Torino Città dell’auto, con i bellissimi festeggiamenti per gli 80 anni di Mirafiori e la nuova linea di montaggio per la Fiat 500 elettrica, la notizia del trasferimento del Salone dell’Auto a Milano mi lascia sconcertato e molto amareggiato. Stiamo perdendo l’ennesima opportunità: le polemiche e le sciagurate posizioni di questa maggioranza non fanno che allontanare tutti gli eventi dalla nostra Città, lasciandoci in eredità una Torino sempre più isolata e meno attrattiva. Spero che la Sindaca - che solo questa mattina confermava il ruolo strategico di tutta la nostra filiera automotive - prenda una posizione netta e faccia di tutto per porre rimedio a questa situazione, mantenendo a Torino un Salone che appartiene al suo dna". Molto preoccupato anche Gianfranco Banchieri, presidente di Confesercenti Torino: "Un altro pezzo di Torino se n'è andato e non certo per colpa del destino cinico e baro. Il trasferimento del Salone dell'automobile a Milano ha un colpevole preciso: il solito, da qualche anno, un'amministrazione allo sbando che evidentemente vuole male a questa città. D'altra parte, che dire di un vicesindaco che si augura la grandine su una iniziativa economica della città che governa (si fa per dire)? La misura è colma. È venuto il momento che le forze economiche e sociali danneggiate da questa politica fatta di ideologia pauperistica e di odio per il lavoro e l'impresa dicano basta a questa deriva inarrestabile".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Roma, condannata a otto anni la 'talpa' della Procura
DATA:
OCCHIELLO: Simona Amodio è accusata di aver rivelato notizie coperto dal segreto a un imprenditore vicino ai clan. Condanne anche il compagno, Angelo Nalci, all'epoca dei fatti addetto all'ufficio scorte della questura e per un altro agente di polizia
TESTO: Condannata a 8 anni di carcere Simona Amadio, la "talpa" che era in servizio presso l'ufficio di un procuratore aggiunto di Roma ed accusata di avere rivelato notizie coperte da segreto d'ufficio ad un imprenditore in odore di camorra. Lo ha deciso la II sezione del tribunale capitolino che disposto in totale 10 condanne, anche nei confronti di appartenenti alle forze dell'ordine. I giudici, accogliendo l'impianto accusatorio della Procura, ha condannato a 9 anni l'imprenditore ritenuto dagli inquirenti vicino ai clan, Carlo D'Aguano, titolare di bar e sale giochi, mentre per Angelo Nalci, compagno della Amadio, all'epoca dei fatti addetto all'ufficio scorte della Questura di Roma, sono stati inflitti 6 anni di carcere. Tra i condannati anche un altro poliziotto, Francesco Macaluso, in passato balzato agli onori della cronaca per avere salvato una donna di 28 anni che aveva tentato il suicidio, nei cui confronti i giudici hanno disposto una condanna a 6 anni anni. Per i condannati, eccetto l'imprenditore, il tribunale ha dichiarato estinto il rapporto di lavoro con l'amministrazione di appartenenza. Nei confronti degli imputati le accuse vanno, a vario titolo, dalla corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, alla corruzione per l'esercizio della funzione, accesso abusivo al sistema informatico e rivelazione di segreti di ufficio
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: "Un ascensore, no?!" E Chiara Ferragni sbotta su Instagram
DATA:
OCCHIELLO: Chiara Ferragni e Fedez sono senza dubbio la coppia social del momento. Giovani e simpaticissimi, si sono guadagnati il supporto dei fan con la loro genuinità e uno stile di vita non alla portata di chiunque.Non solo case nei quartieri più alla moda, auto sportive e soggiorni nei migliori hotel del mondo, ma anche altrettante cose belle e costose
TESTO: Chiara Ferragni e Fedez sono senza dubbio la coppia social del momento. Giovani e simpaticissimi, si sono guadagnati il supporto dei fan con la loro genuinità e uno stile di vita non alla portata di chiunque. Non solo case nei quartieri più alla moda, auto sportive e soggiorni nei migliori hotel del mondo, ma anche altrettante cose belle e costose. Insomma, a casa Ferragnez è impossibile non concedersi qualche vizio sopra le righe. Eppure, con l’arrivo del piccolo Leone, la coppia ho dovuto rivedere le proprie priorità, oltre che le proprie abitudini. Ne è la prova un episodio accaduto poche ore fa che la Ferragni ha condiviso tra le storie di Instagram. Infatti, se i Ferragnez erano soliti muoversi comodamente in taxi e spostarsi da un posto all’atro in un flash nella frenesia delle loro giornate, con l’arrivo di Leone i due sembrano prediligere uno stile di vita più moderato. Ed è così che per uscire a cena prendono i mezzi pubblici. Se per molti di noi è la normalità, non si può certo dire lo stesso della coppia che, così facendo, incappa in un imprevisto che non aveva messo in conto. Molte neomamme, infatti, sanno bene che la rete di mezzi pubblici può diventare di colpo un ostacolo insormontabile. Il motivo? Non tutte le stazioni sono attrezzate per accogliere i passeggini che si muovono su ruote. Così, al loro rientro, Chiara e Fedez si sono trovati costretti a sollevare il passeggino con a bordo Leone e portarlo fin sopra all’uscita. Uno sforzo non da poco tanto che la Ferragni esclama:
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: "Uccisa l'imprenditrice scomparsa": un arresto a Vibo Valentia
DATA:
OCCHIELLO: Si tratta di un pregiudicato legato al clan Mancuso di Limbadi. Di Maria Chindamo si erano perse le tracce nel 2016. La procura: "Il suo corpo fatto sparire"
TESTO: VIBO VALENTIA – Hanno storie diverse, età diverse, e neanche si conoscevano. Ma sono stati uccisi e i loro corpi nascosti e sottratti anche al cordoglio dei loro cari per lo stesso motivo. In Calabria anche la vita privata, gli affetti o la fine di questi possono essere pericolosi. Letali. C’è una svolta nella sparizione dell’imprenditrice Maria Chindamo, 42 anni, da tre anni svanita senza lasciare traccia, e del 26enne Francesco Domenico Vangeli, di cui non si hanno notizie dall’ottobre scorso. Entrambi sono vittime di “lupara bianca”. Sono “spariti”. Hanno ingrossato i ranghi dei tanti, troppi ufficialmente scomparsi ma che familiari e investigatori credono uccisi e sepolti in tombe senza nome. Ma da questa mattina all’alba, del destino di Maria e Francesco si sa qualcosa e per il loro omicidio sono stati arrestati alcuni dei presunti responsabili. Per la morte e la sparizione di Vangeli, i carabinieri, su ordine della procura antimafia di Catanzaro, hanno fermato Antonio Prostamo, 30 anni, nipote del boss ergastolano Nazzareno Prostamo. È ritenuto l’ideatore e l’esecutore dell’omicidio del giovane, ma potrebbe non aver agito da solo. Su richiesta della procura di Vibo Valentia e per ordine del gip, per l’omicidio di Maria Chindamo, invece è finito in manette Salvatore Ascone, “U Pinnularu”, 53 anni, padrone di un casolare vicino alla proprietà di fronte alla quale è stato ritrovato il Suv bianco della donna, sporcato da tracce di sangue. In entrambi i casi, a “condannare” Maria e Francesco sarebbe stata la vita privata. Per Francesco è stata fatale la lunga storia con la sua ragazza di sempre. In un periodo di crisi, lei aveva avuto un flirt con Prostamo, ma la storia era finita quando la giovane aveva deciso di tornare dal suo fidanzato storico. Uno smacco che Prostamo non ha accettato. “Doveva dimostrare la sua superiorità e marcare il territorio” ha spiegato il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, che insieme al pm Annamaria Frustaci ha coordinato le indagini. Attirato in un tranello con il pretesto di un lavoro da fare – la realizzazione di un tavolino in ferro battuto – Francesco è stato aggredito e ferito gravemente a colpi di fucile. “Non è morto subito, ma è stato chiuso morente in un sacco e gettato nel fiume” ha rivelato Gratteri “il suo corpo probabilmente è disperso in mare”. Una fine atroce, ricostruita anche grazie alla determinazione della madre della vittima, che più e più volte ha parlato con magistrati e carabinieri, riferendo ogni informazione, ogni dettaglio, ogni sospetto di cui nel tempo sia venuta a conoscenza. La ragazza di Francesco no. Non ha inteso fornire alcun tipo di collaborazione, con un atteggiamento che il procuratore non ha esitato a definire «omertoso». Ma a Prostamo, inquirenti e investigatori ci sono arrivati lo stesso e adesso è caccia ai complici. A partire dal fratello del fermato, Giuseppe. Non meno atroce è stato il destino di Maria Chindamo. I suoi assassini non sono ancora stati individuati con precisione, ma i magistrati della procura di Vibo sono certi di aver trovato chi ha collaborato al suo omicidio. Un’esecuzione pianificata in dettaglio e in cui Salvatore Ascone ha avuto un ruolo. Sarebbe stato lui a manomettere le telecamere di videosorveglianza, che avrebbero potuto registrare l’aggressione della donna la sera precedente alla sparizione. Per la procura, significa che la morte di Maria era stata progettata in modo scientifico e che a quel piano Ascone ha collaborato. A rivelarlo senza ombra di dubbio è stata l’analisi dei file di log del sistema di videosorveglianza, che ha svelato le manomissioni. A confermare la pista è stato il primo pentito del clan Mancuso, Emanuele, figlio di Pantaleone “l’Ingegnere” uno degli elementi di vertice del potente casato mafioso di Limbadi. Ma le indagini proseguono. “Ora – dice il pm Concettina Iannazzo - l’obiettivo è ritrovare i resti di Maria e individuare con precisione i responsabili del suo omicidio”. Unquirenti e investigatori hanno un’idea molto precisa di quello che potrebbe essere successo. Maria sarebbe stata aggredita non appena scesa dall’auto di fronte alla sua proprietà a Montalto di Limbadi, quindi caricata con la forza da uno o più soggetti su un altro mezzo con cui gli autori si sarebbero poi allontanati. Le tracce ematiche dimostrano una colluttazione avvenuta in più fasi. Una scena che avrebbe potuta essere immortalata dalle telecamere del vicino se questi non avesse manomesso l’impianto di videosorveglianza. Sul movente, ancora si indaga. Secondo quanto denunciato dai familiari dell’imprenditrice, che negli ultimi tre anni non hanno mai smesso di chiedere giustizia, a Maria non sarebbe stato perdonato il suicidio del marito, Ferdinando. L’uomo si è tolto la vita esattamente un anno prima della scomparsa della moglie, perché non accettava la fine della relazione con lei, determinata ad ottenere il divorzio. “La libertà di mamma – ha detto qualche mese fa Federica, la figlia maggiore di Maria - ha imbarazzato sicuramente qualcuno e questa libertà è stata scomoda perché nel nostro territorio le donne libere fanno paura e vengono messe a tacere. Il mio desiderio è diventare un magistrato, tornare qui nella mia terra e far sì che questa mentalità che soffoca le donne venga eliminata”
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Salvini caccia i migranti ma aiuta i cani
DATA:
OCCHIELLO: L'appello:"Adottate i 117 randagi del centro di Mineo". E' polemica. Don Ciotti: "Li preferisce agli esseri umani"
TESTO: "Prima la Madonna e i Santi, ora i cani che, per carità, sono creature e meritano grande rispetto. E gli uomini no? Mi piacerebbe lo stesso rispetto verso le persone, umiliate nella loro dignità", dice don Luigi Ciotti. Prima i cani, dunque. Si scopre che incredibilmente, un numero enorme di randagi, ben 117, chissà da quanto tempo aveva trovato ospitalità nel Cara di Mineo, insieme ai richiedenti asilo. Lo svuotamento del centro che aveva scatenato gli appetiti di Mafia capitale è andato avanti a grandi tappe al grido di "È finita la pacchia": ogni settimana, a gruppi, i migranti sono stati messi sui bus e trasferiti in altri centri (la massima parte, paradossalmente, in quello di Isola Capo Rizzuto, dove la 'ndrangheta ha fatto affari per anni), gli ultimi il 2 luglio. Tranne una trentina di quelli ai quali il decreto sicurezza ha tolto ogni forma di accoglienza: titolari di protezione umanitaria, richiedenti asilo che hanno avuto il diniego e aspettano l'esito dei ricorsi. Giuseppe Cannella, psichiatra del Medu: "Il ministro ha abbandonato decine di migranti in difficoltà. I più deboli sono stati lasciati soli. Siamo usciti in macchina a cercarli per strada. Due nostri pazienti psichiatrici non li abbiamo ancora trovati. Ministro, si vergogni". Se non fossero intervenuti i medici del Medu (che li seguivano al Cara) e suor Chiara che, d'accordo con il vescovo di Caltagirone, ha trovato per loro una sistemazione temporanea in una casa della Caritas, sarebbero ancora tutti senza un tetto. "L'Italia è un Paese in cui abbandonare i cani è reato, abbandonare le persone no - dice il vescovo di Caltagirone, Calogero Peri - Abbiamo fatto noi quello che andava fatto: non lasciare le persone in strada. Se non hanno diritto, ci assumeremo le nostre responsabilità. Al ministro però chiedo: per la chiusura del Cara c'era una data, aveva una promessa da mantenere, ora sistemerà anche i cani. Poi, però, adesso che abbiamo risparmiato tutti questi soldi tagliando l'accoglienza dei migranti, ci darà anche una scadenza per risolvere il problema del lavoro dei nostri giovani, chea decine di migliaia scappano dall'Italia? Ci darà una data per dirci che l'ormai ex Cara diventerà qualsiasi altra cosa e darà occupazione a chi lavorava lì? ". L'appello di Salvini per i cani di Mineo suscita reazioni in maggioranza e opposizione. Giuseppe Brescia, M5S, presidente della commisione Affari costituzionali della Camera, dice: "Mi dispiace che dal Viminale non si sia pensato prima a trovare una soluzione a questa vicenda, magari già nella fase di sgombero iniziata a febbraio. E spero che si dia una soluzione definitiva ai 30 invisibili ospitati dalla diocesi". Duro il commento di Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana: "Considero abietto chi li abbandona. Ma davvero si può essere così attenti agli animali (o ai voti di chi li ama) e mostrarsi così sprezzanti per la vita degli esseri umani? ".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Sgarbi difende Balotelli: "Lo scooter in acqua? Un'opera d'arte"
DATA:
OCCHIELLO: Mario Balotelli fa sempre discutere e la sua bravata del motorino finito in acqua ha scatenato gli utenti sui social network, Matteo Salvini e per ultimo Vittorio Sgarbi, che ha però spezzato una lancia in favore di Supermario. Tutto il caos mediatico è partito da un video postato dall'ex attaccante di Milan ed Inter su Instagram dove si vedere u
TESTO: Mario Balotelli fa sempre discutere e la sua bravata del motorino finito in acqua ha scatenato gli utenti sui social network, Matteo Salvini e per ultimo Vittorio Sgarbi, che ha però spezzato una lancia in favore di Supermario. Tutto il caos mediatico è partito da un video postato dall'ex attaccante di Milan ed Inter su Instagram dove si vedere un ragazzo, amico di Balotelli e gestore di un bar vicino Napoli, finire in acqua con il suo scooter per via di una scommessa fatta proprio con il 28enne ex City e Liverpool. Balotelli si è subito difeso ed ha risposto piccato alle accuse subite: "Pensate alle cose serie in Italia". Il vice Premier Matteo Salvini, però, ha usato parole dure per condannare il gesto dell'attaccante attualmente svincolato: “Io lo avrei arrestato. Che immagine diamo dell’Italia nel mondo, se nelle nostre città passa un ricco e viziato giocatore che dice al primo che passa ‘ti do 2mila euro se butti il motorino nel mare’, e questo lo butta davvero! ”. In questa querelle, però, anche Vittorio Sgarbi ha voluto dare una sua interpretazione e dare la sua opinione e l'ha fatto attraverso un video pubblicato sulla sua pagina ufficiale di Facebook: "Balotelli ha ragione da vendere e deve essere ricompensato dallo Stato perché ha creato emozione. Lui in quel momento ha manifestato il suo potere nei confronti di un ragazzo napoletano, dunque questo ragazzo nero e ricco ha dato 2.000 euro ad un bianco povero e la scommessa è stata fatta, basta". Sgarbi ha poi chiuso rincarando la dose: "Non c'è istigazione a delinquere, quale sarebbe il delitto? Non c'è inquinamento dato che le acque sono già inquinate. Infine non c'è nessun gioco d'azzardo perché non c'è nessun contratto scritto. Bravo Balotelli, un grande e straordinario giocatore che questa volta ha perso una scommessa ma ha creato emozione. Stato di m. .. con magistrati incapaci che non sanno fare il loro lavoro e che vogliono mettere alla sbarra un vero eroe".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Positivo ad alcol e droga travolge due cugini sulla porta di casa: un morto e uno gravissimo
DATA:
OCCHIELLO: Un pregiudicato lanciato a forte velocità su una Jeep nel centro di Vittoria trancia le gambe dei due ragazzini, 11 e 12 anni. Arrestato per omicidio stradale aggravato
TESTO: VITTORIA (Ragusa) - Due cugini di 11 e 12 anni, seduti sul marciapedi davanti alla porta di casa, sono stati travolti da una jeep pirata lanciata a forte velocità in Via IV Aprile, nel centro storico di Vittoria (Ragusa). L'undicenne, Alessio D'Antonio, è morto sul colpo e suo cugino è stato ricoverato in gravissime condizioni nell'ospedale di Vittoria. Trasferito in elicottero al policlinico di Messina, versa in condizioni disperate. L'auto ha tranciato le gambe di entrambi i ragazzini, trascinati per metri dal Suv. Un terzo, che stava giocando con loro, si è salvato. Il pirata, che subito dopo l'incidente si è dato alla fuga a piedi, era alla guida di una Jeep Renegade scura. A bordo altre due persone, che sono andate spontaneamente alla caserma dei carabinieri per testimoniare: "Dopo l'incidente siamo scappati perché avevamo paura di esser linciati" ma sono stati denunciati per omissione di soccorso.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Conte e Salvini i più amati dagli italiani: Meloni boom
DATA:
OCCHIELLO: In crescita Conte, Salvini e Meloni. Stabile Di Maio, mentre Zingaretti non sfonda (e piace addirittura meno dell'ex premier Gentiloni). A dirlo è la classifica degli indici di gradimento dei principali leader politici italiani pubblicata oggi da Repubblica. Il sondaggio Demos di Ilvo Diamanti racconta una realtà dove il governo, nonostante i lit
TESTO: In crescita Conte, Salvini e Meloni. Stabile Di Maio, mentre Zingaretti non sfonda (e piace addirittura meno dell'ex premier Gentiloni). A dirlo è la classifica degli indici di gradimento dei principali leader politici italiani pubblicata oggi da Repubblica. Il sondaggio Demos di Ilvo Diamanti racconta una realtà dove il governo, nonostante i litigi pressoché quotidiani tra Lega e Movimento 5 Stelle, continua ad avere il vento in poppa. Il più apprezzato dagli italiani è Giuseppe Conte. Il premier è al 64% degli indici di gradimento (+5% rispetto all'ultima rilevazione e suo record personale). Evidentemente, agli elettori piace il suo stile misurato, in Italia e in Europa. Bene anche Matteo Salvini, che rispetto a maggio ha visto crescere il suo gradimento dal 53 al 55% (stessa percentuale di gradimento del governo). Dietro al segretario della Lega, un po' a sorpresa, ecco Giorgia Meloni. In un mese, la leader di Fratelli d'Italia è passata dal 41 al 45%, una crescita che riflette quella ottenuta alle recenti elezioni europee. Un salto che le permette di raggiungere Luigi Di Maio, stabile rispetto a un mese fa. Poi ci sono gli altri. Al quinto posto sarebbe lecito aspettarsi Nicola Zingaretti. E invece il segretario del Pd piace solo al 39% degli elettori, quattro punti in meno del presidente dem Paolo Gentiloni, appaiato al 43% insieme all'esponente di +Europa Emma Bonino. Per quanto riguarda le intenzioni di voto dei principali partiti, la Lega è data al 35,5%, più del doppio del Movimento 5 Stelle (17,6%). Non sfonda ma non perde voti il Pd, secondo partito con il 22,5%.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Jovanotti a Castel Volturno con il Beach Tour. Ripulita l'area limitrofa al concerto, abbandonata da 20 anni
DATA:
OCCHIELLO: Trentamila i biglietti venduti per il grande happening sulla spiaggia del 13 luglio: cancelli aperti alle 14, musica dalle 16
TESTO: Il 13 luglio il “Jova Beach Tour”, il luna park dei ritmi che Lorenzo Cherubini porta a zonzo per l’Italia, arriva a Castel Volturno. Veragency, il promoter campano del tour, ha ripulito l'area accanto a quella del concerto, una zona piena di rifiuti, sterpaglie e carcasse abbandonata da oltre 20 anni. La terza tappa del tour – si contano già oltre 30 mila tagliandi venduti e qualche centinaio di biglietti sarà disponibile al botteghino al costo di 60 euro il 13 luglio stesso – è al Lido Fiore Flava Beach (uscita Litorale Domitio località Ponte a Mare - viale Dante Alighieri; info dello stabilimento 351 215 0171). I parcheggi sono divisi in tre aree – verde, rosso e giallo – e distano al massimo 2 km dalla location dell’evento. È inoltre disponibile il servizio navetta per tutti i parcheggi al costo di 1 euro a tratta. Per gli spettatori con disabilità è previsto un percorso “pavimentato” dedicato e solo sulla pedana che accoglierà costoro ci saranno alcuni ombrelloni. I cancelli (due i varchi di accesso) apriranno alle 14 e la musica inizierà alle 16. Naturalmente Jovanotti è l’icona, il front-man assieme a cui rema una band composta da Saturnino, Riccardo Onori, Christian “Noochie” Rigano, Gianluca Petrella, Franco Santernecchi e Leo di Angilla. Tanti gli ospiti: dj Ué Cervone (alias Dario Cervo), Rocco Hunt, The Liberation Project, Bombino, Ackeejuice Rockers ed Enzo Avitabile coi Bottari di Portico.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Migranti, l'Europarlamento vuole invitare Carola Rackete
DATA:
OCCHIELLO: La capitana della Sea Watch potrebbe essere audita a Bruxelles sulle violazioni delle libertà civili. Presentata la sua denuncia per diffamazione e istigazione a delinquere contro Salvini, il legale della capitana: "Temiamo per la sua incolumità". Manager tedesco che l'ha...
TESTO: A proposito del sequestro degli account social, Gamberini ricorda che "ci sono già delle sentenze: non è sequestrabile un quotidiano online con direttore responsabile, che gode delle garanzie dell'articolo 21, ma sono sequestrabili blog e pagine Facebook che fanno discorsi diffamatori, che costituiscono reato, quindi non è possibile lasciarle intatte a continuare un'attività che a quel punto è criminosa. Nessuno vuol sequestrare nulla a Salvini: si sequestra ciò che è usato in modo incontinente, aggressivo e quindi delittuoso. Nessuno - spiega ancora il penalista - vuole limitare la sua libertà di espressione politica, può fare anche critiche feroci, ma si vuole impedire che possa usare questi strumenti facendo dei reati. Lo si fa a lui come lo si farebbe a qualsiasi altro cittadino. O pensa di avere un privilegio, che lui possa delinquere e altri no? ".Chiunque istiga a delinquere in quel modo non ha il controllo poi del comportamento di coloro che vengono istigati". Per Carola Rackete è arrivato anche un riconoscimento dalla Francia. "Le due capitane della Sea Watch 3, Carola Rackete e Pia Klemp, riceveranno la medaglia Grand Vermeil, la massima onorificenza del Comune di Parigi, per aver salvato migranti in mare", ha annunciato il municipio della capitale francese. La medaglia vuole simboleggiare "la solidarietà e l'impegno di Parigi per il rispetto dei diritti umani" e va alle due operatrici umanitarie tedesche "ancora perseguite dalla giustizia italiana", si legge nel documento. "Ha fatto bene Carola Rackete a depositare la querela nei miei confronti, chiedendomi anche la chiusura dei social", ha affermato con un video su Facebook Matteo Salvini. "Io non mollo - continua - quindi, Carola: vai avanti! ". In fondo, aggiunge il vicepremier "ti vogliamo tanto bene, perché hai portato simpatia in un paese bello, un po' strano, che indaga i ministri e libera le signorine che attaccano le motovedette della Guardia di finanza. Il Comune di Parigi evidentemente non ha di meglio da fare".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: La rivelazione di Serena Grandi: "Perseguitata dal mio ex compagno"
DATA:
OCCHIELLO: È con una foto pubblicata sul suo profilo Instgram che Serena Grandi torna a parlare del suo ex compagno. A più di un anno dalla fine della loro relazione, l"uomo continua a perseguitare la showgirl con chiamate anonime nel cuore notte e, secondo quanto è stato rivelato da Serena Grandi, avrebbe provato persino a intrufolarsi in casa. Senza l"ai
TESTO: È con una foto pubblicata sul suo profilo Instgram che Serena Grandi torna a parlare del suo ex compagno. A più di un anno dalla fine della loro relazione, l’uomo continua a perseguitare la showgirl con chiamate anonime nel cuore notte e, secondo quanto è stato rivelato da Serena Grandi, avrebbe provato persino a intrufolarsi in casa. Senza l’aiuto di nessuno, la donna ha deciso di affidare ai social il suo sfogo.11 chiamate perse da un numero sconosciuto. Questo lo screeshoot che troneggia sul suo profilo Instagram e una lunga confessione su tutte le paure che sta affrontando a causa di un uomo che non riesce a prendere le distanze da lei. "Ho decido di tralasciare il mio estremo senso della privacy perché ho da raccontare una storia, sento la necessità di mostravi questa foto – scrive Serena Grandi –. Da quando ho concluso la mia storia con quest’uomo, la sua vicinanza sta uccidendo la mia vita. Ogni sera sono costretta a spengere il cellulare perché è un continuo via vai di telefonate. Qui a Milano sono sola e non trovo giusto dovermi privare di nulla". Lo sfogo continua inesorabile. Serena Grandi ha affermato che si è rivolta persino alle forze dell’ordine ma nessuno ha messo a tacere le sue paure. "Mi hanno detto di ingaggiare una persona per difendermi. Ma quello che mi ha dato più fastidio è il tono con cui le forze dell’ordine si sono rivolte verso di me – continua -. So che purtroppo nel mondo ci sono cose peggiori, ma perché la legge deve intervenire quando è oramai troppo tardi? Lui ha cercato anche di entrare in casa mia. Io sono una donna forte ma ci sono persone che non riescono a fronteggiare le loro paure". Molti sono stati i messaggi di affetto che Serena Grandi ha ricevuto. I suoi fan sperano che possa trovare molto presto la serenità.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Meteo, tempo ancora instabile e nel fine settimana torna il rischio di grandinate
DATA:
OCCHIELLO: Possibili temporali e vento forte sulle zone adriatiche già colpite dal maltempo. Aria più fresca al Nord e al Centro già da sabato mattina. Domenica miglioramento temporaneo
TESTO: Durante il fine settimana grandine e vento forte potrebbero creare ancora problemi sul settore adriatico. Secondo il sito ilMeteo. it sul nostro Paese sta per arrivare una doppia perturbazione già dalle prime ore domani, con venti più freschi pilotati da una depressione in avvicinamento dalla Russia che porteranno i primi segnali del nuovo cambiamento ad appannaggio delle regioni nord orientali. Nubi irregolari copriranno i cieli del Trentino Alto Adige, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia dove potranno cadere rovesci sparsi localmente temporaleschi. LE PREVISIONI REGIONE PER REGIONE Col passare delle ore i venti freschi andranno a concentrare la loro maggior ingerenza sui versanti adriatici, con la formazione di insidiosi rovesci temporaleschi con grandine e forti raffiche di vento in sviluppo sul versante adriatico centro meridionale. Sotto stretta osservazione saranno nuovamente le Marche, l'Abruzzo, il Molise sino ai comparti centro settentrionali della Puglia. Coinvolte nel corso del pomeriggio anche il sud dell'Umbria, il Lazio con qualche temporale possibile anche su Roma. Verso sera la parte più attiva del brutto tempo scivolerà ulteriormente verso Sud. La Campania, ancora la Puglia specie quella meridionale e l'est della Basilicata saranno a rischio di temporali sparsi. Sul resto del Paese il tempo sarà meno perturbato e nelle aree raggiunte dai fenomeni caleranno le temperature. Ecco le previsioni per oggi nel dettaglio: Le previsioni meteo per oggi al Nord Cielo inizialmente poco nuvoloso salvo locali addensamenti sul settore alpino. Durante le ore centrali della giornata le nubi più consistenti interesseranno l'Appennino emiliano-romagnolo, il Friuli-Venezia Giulia, il Veneto centro-settentrionale, il Trentino-Alto Adige e i rilievi di Lombardia e Piemonte settentrionale e saranno associate a isolati rovesci o temporali, specie sui rilievi in genere, che si attenueranno quasi del tutto in serata ma rimanendo ancora possibili fino a termine giornata su Trentino-Alto Adige e settori nord di Lombardia e Veneto. Le previsioni meteo su Centro e Sardegna Cielo sereno sulla Sardegna; residue e locali precipitazioni al primo mattino su Marche, Umbria e Toscana e cielo poco o parzialmente nuvoloso sul resto del Centro. Durante la mattina e nel pomeriggio la nuvolosità più consistente interesserà tutto il settore appenninico e le aree interne e sarà associata a isolati rovesci o temporali che si attenueranno definitivamente in serata con cielo pressochè sereno per fine giornata. Le previsioni meteo per il Sud e la Sicilia Parziali addensamenti al primo mattino su Campania, Molise e centro-nord Puglia e cielo sereno o poco nuvoloso sul resto del Sud. Nel corso della mattina e nel pomeriggio le nubi più consistenti interesseranno le aree interne e appenniniche e la Puglia centro-settentrionale e potranno dar luogo a isolati rovesci o temporali pomeridiani su Basilicata, centro-nord Puglia, Campania e Molise, con qualche locale e breve rovescio possibile sempre nel pomeriggio anche sui rilievi calabresi e della Sicilia orientale. Domenica però la situazione cambierà radicalmente. Il tempo tornerà più tranquillo sulle zone colpite dai temporali di sabato. Tuttavia non ci sarà una totale stabilità atmosferica poiché la formazione di un vortice di bassa pressione sul mare di Liguria, lascerà spazio per nuovi rovesci anche temporaleschi essenzialmente sui comparti alpini e prealpini, su tutto il Piemonte, sulla Liguria e nelle zone interne del Centro specie sul Lazio, l'Abruzzo ed il Molise. La grandine e qualche nubifragio potrebbero interessare in particolare il Piemonte. Cieli più azzurri altrove con il sole che dominerà per gran parte della giornata salvo qualche nube di passaggio specie a ridosso dei monti. Nella prossima settimana proseguirà l'instabilità atmosferica con l'arrivo di altre perturbazioni, con fenomeni che potrebbero caratterizzare tutto il mese.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Il Csm sospende il procuratore Luca Palamara
DATA:
OCCHIELLO: Luca Palamara è stato sospeso. Lo ha stabilito la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura (Csm), che ha accolto la richiesta del procuratore generale di Cassazione Riccardo Fuzio, dopo lo scandalo che aveva coinvolto le toghe.Il procuratore era finito al centro del caos che si è abbattuto sulla magistratura nei mesi scorsi
TESTO: Luca Palamara è stato sospeso. Lo ha stabilito la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura (Csm), che ha accolto la richiesta del procuratore generale di Cassazione Riccardo Fuzio, dopo lo scandalo che aveva coinvolto le toghe. Il procuratore era finito al centro del caos che si è abbattuto sulla magistratura nei mesi scorsi. Secondo gli inquirenti, Palamara avrebbe cercato di fare pressioni per le nomine dei procuratori italiani, così da sistemare sulle giuste poltrone le toghe da lui prescelte, in cambio di favori e insabbiamenti. L'inchiesta parla di riunioni notturne, durante le quali si discuteva delle nomine per le più importanti procura italiane, prima fra tutte la procura di Roma, per cui il gruppo indendeva piazzare Marcello Viola, con lo stesso Palamara a fargli da braccio destro, per poter fare pressioni. L'intento era quello di vigilare e orientare le indagini che lo riguardavano e quelle sul caso Consip. Nella bufera, però, era finito anche il pg che aveva chiesto la sospensione, Riccardo Fuzio, accusato di aver rivelato all'amico pm i dettagli sull'indagine a suo carico. Le intercettazioni avevano fatto emergere il rapporto tra il pg di Cassazione e il pm di Roma, indagato per corruzione: anche Fuzio avrebbe partecipato alle riunioni nelle quali venivano decise le nomine. Un "
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: I due bimbi investiti a Vittoria: il superstite gravissimo, amputate le gambe
DATA:
OCCHIELLO: Operato a Messina il piccolo Simone 11 anni, falciato dal Suv guidato da un pregiudicato che ha ucciso il cuginetto Alessio di 12 anni. L'uomo positivo a alcol e cocaina arrestato con l'accusa di omicidio stradale. Proclamato il lutto cittadino. Il Comune: "Ci costituiremo parte...
TESTO: Il pirata della strada, il pregiudicato Rosario Greco, era stato rintracciato ieri notte ed è stato arrestato dalla Squadra mobile con l'accusa di omicidio stradale. Si tratta di un vittoriese che aveva un tasso alcolemico quasi 4 volte superiore al limite consentito. L'arrestato ha dichiarato di aver fatto uso anche di cocaina. "A forte velocità ha azzardato un sorpasso in pieno centro città a Vittoria perdendo il controllo dell'auto e travolgendo due cuginetti di 11 anni seduti sul gradino di casa dei vicini mentre giocavano con il telefono cellulare", spiegano gli inquirenti. Non solo il guidatore ma anche gli altri occupanti del Suv sono personaggi noti agli investigatori e legati alle cosche mafiose locali. Il conducente non ha prestato alcun soccorso alle vittime dandosi alla fuga all'arrivo della Polizia di Stato. Gli altri 3 occupanti del veicolo sono fuggiti anche loro e per questo sono stati denunciati dagli uomini del Commissariato di Vittoria e della Squadra Mobile. In auto, l'arrestato, aveva due armi, un manganello telescopico ed una mazza da baseball. "Gli altri tre ocupanti del Suv - spegano gli investigatori - anche se inizialmente hanno tentato di favorire l'autore dell'omicidio stradale, i tre passeggeri hanno deciso di fornire un'esatta dinamica di quanto accaduto addebitando ogni responsabilità al conducente. Utilissime anche le immagini di alcuni impianti di videosorveglianza acquisiti che hanno ripreso le fasi del sinistro stradale".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Marica Pellegrinelli ha già un altro uomo?
DATA:
OCCHIELLO: È stato Alberto Dandolo di Dagospia a lanciare la bomba e la notizia, ripresa in seguito dalle principali testate di gossip e non solo, che sta già facendo il giro del web: Marica Pellegrinelli ha trovato di nuovo l"amore (forse). "Il ricchissimo rampollo Charley Vezza, proprietario del marchio "Gufram", è il nuovo uomo di Marica Pellegrinelli"
TESTO: È stato Alberto Dandolo di Dagospia a lanciare la bomba, ripresa in seguito dalle principali testate di gossip e non solo, che sta già facendo il giro del web: Marica Pellegrinelli ha trovato di nuovo l’amore (forse). “Il ricchissimo rampollo Charley Vezza, proprietario del marchio ‘Gufram’, è il nuovo uomo di Marica Pellegrinelli” – ha scritto Dandolo sul noto sito di pettegolezzi –. Per sviare, in molti avevano messo in giro la voce che l’ormai ex signora Ramazzotti avesse una liaison con l’architetto Stefano Bellingardi…“. L’autore di colpacci sui vip più temuto è talmente sicuro di quanto afferma che, in un post su Instagram, ha rincarato la dose aggiungendo: “Senza ‘SE’ e senza ‘MA’! Suerte chicos! ”. Charlye Vezza, lunghi capelli castani, barba incolta e sguardo "furbo", per ora resta in silenzio. Anche Marica non dice una parola in merito, si limita soltanto a pubblicare foto scenografiche dei suoi ultimi viaggi a Firenze e Parigi. Se sia accompagnata da qualcuno ancora non si sa, forse sarà lei stessa a svelarlo in futuro. Marica e Eros Ramazzotti sono stati insieme per dieci anni, la loro separazione è avvenuta soltanto di recente. “La gelosia di lui e il carattere intraprendente e indipendente di lei già da tempo non erano più compatibili”, scrive il settimanale Oggi. Neppure i due figli Raffaela Maria e Gabrio Tullio sono riusciti a tenere in piedi il matrimonio. La favola è finita, staremo a vedere se Eros deciderà di trascrivere in musica la sua amarezza proprio come fece quando si separò da Michelle Hunziker.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: L'autista del suv che ha investito due bimbi è il figlio di un boss
DATA:
OCCHIELLO: Rosario Greco, l"autista 37enne del Suv che ieri sera ha travolto i due cuginetti di Vittoria, uccidendone uno sul colpo, è il figlio di Elio Greco, conosciuto come il "re" degli imballaggi della città siciliana.Secondo quanto ricostruito dal Tribunale di Catania, che lo scorso mese di gennaio ha sequestrato all"imprenditore beni per un valore di
TESTO: Rosario Greco, l’autista 37enne del Suv che ieri sera ha travolto i due cuginetti di Vittoria, uccidendone uno sul colpo, è il figlio di Elio Greco, conosciuto come il “re” degli imballaggi della città siciliana. Secondo quanto ricostruito dal Tribunale di Catania, che lo scorso mese di gennaio ha sequestrato all’imprenditore beni per un valore di circa 35 milioni di euro, l’uomo è stato un affiliato al clan Dominante-Carbonaro e vicino alla famiglia mafiosa gelese dei Rinzivillo. Lo stesso Elio Greco, nel dicembre 2017, è finito in manette nell’inchiesta “Ghost Trash” sul presunto controllo della mafia nel settore degli imballaggi ortofrutticoli. Come se non bastasse, a Pasqua di quest’anno è stato arrestato per tentato omicidio ai danni di Raffaele Giudice, con il quale aveva contrasti di natura economica. Il figlio Rosario, invece, è conosciuto alle forze dell’ordine per porto abusivo di armi e traffico di sostanze stupefacenti. È stato arrestato nel 2015 quando, a seguito di diverse perquisizioni della polizia, gli sono state rinvenute armi in casa. Anche ieri sulla sua auto che ha travolto i bambini gli agenti hanno rinvenuto uno sfollagente telescopico e una mazza da baseball. In modo del tutto criminale, l’uomo ieri era alla guida del Suv dopo aver bevuto alcolici e sniffato cocaina. Anche le tre persone che erano in macchina con Rosario Greco sono note alle forze dell’ordine. Uno è Angelo Ventura, figlio del capomafia di Vittoria, Giambattista. Il secondo è Alfredo Sortino con vari precedenti penali e il terzo è Rosario Fiore. Tutti, in un primo momento, hanno cercato di aiutare Rosario Greco ma successivamente hanno deciso di fornire un’esatta dinamica di quanto accaduto. I tre sono stati denunciati per favoreggiamento.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Lite Meloni-Parenzo in diretta: "Manipola i miei post". La replica: "Mi quereli"
DATA:
OCCHIELLO: "I Falsari è un libro autobiografico". "Se la pensa così lo dica in tribunale". Sono volati gli stracci tra Giorgia Meloni e David Parenzo durante la puntata di mercoledì di In Onda, su La 7. Oggetto del contendere un presunto post anti-europeista che nell"ultima fatica letteraria del giornalista viene attribuito alla leader di Fratelli d"Italia
TESTO: “I Falsari è un libro autobiografico”. “Se la pensa così lo dica in tribunale”. Sono volati gli stracci tra Giorgia Meloni e David Parenzo durante la puntata di mercoledì di In Onda, su La 7. Oggetto del contendere un presunto post anti-europeista che nell’ultima fatica letteraria del giornalista viene attribuito alla leader di Fratelli d’Italia. La Meloni, però, ne contesta la paternità, tanto da accusare Parenzo di aver manipolato le sue affermazioni. “In questo libro in cui dice che noi ci inventiamo le cose prende e manipola i post miei”, accusa l’esponente del centrodestra. “Qui c’è un post manipolato in cui Parenzo mette in bocca a me un post che dice esattamente quello che ha detto lui adesso tipo che io avrei proposto che le nazioni che non si occupano del ricollocamento non devono avere i fondi dall’Ue – denuncia - cosa che io non ho mai scritto, e poi mi insulta su una cosa che tra l’altro lui ha appena detto”. “Siamo alla follia, questa è diffamazione”, sbotta la Meloni. Secca la replica del giornalista: “Faccia valere le sue ragioni in tribunale se pensa che sia vero, non qui in trasmissione”. “Siccome stabilisce la serietà delle sue argomentazioni è bene parlarne”, ribatte la Meloni, mentre l’altro conduttore, Luca Telese, cerca di placare la zuffa tra i due. “Se ha dei problemi mi fa una bella querela e ne parliamo in tribunale”, ribadisce Parenzo. “Io sto usando la trasmissione per denunciare che ci sono dei giornalisti che hanno arbitrariamente falsificato le mie dichiarazioni”, ha proseguito la leader di FdI mettendo a tacere il conduttore.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Wimbledon, Federer mostruoso: Nadal si arrende in quattro set
DATA:
OCCHIELLO: Roger Federer gioca una partita magistrale, quasi perfetta e autoritaria contro Rafael Nadal, vince tre set a uno e stacca il pass per la finale numero dodici al torneo di casa sua, Wimbledon. ll fuoriclasse elvetico ha piegato la resistenza dello spagnolo in poco più di tre ore di gioco con i parziali di 7-6 (3), 1-6, 6-3, 6-4. I due tennisti, nu
TESTO: Roger Federer gioca una partita magistrale, quasi perfetta e autoritaria contro Rafael Nadal, vince tre set a uno e stacca il pass per la finale numero dodici al torneo di casa sua, Wimbledon. ll fuoriclasse elvetico ha piegato la resistenza dello spagnolo in poco più di tre ore di gioco con i parziali di 7-6 (3), 1-6, 6-3, 6-4. I due tennisti, numero due e tre del tabellone, hanno sfoderato una partita davvero pazzesca ricca di colpi sopraffini e di classe infinita ma con Federer che ha vinto il 40esimo scontro diretto della loro fantastica rivalità sportiva. Domenica Re Federer affronterà in finale Novak Djokovic per cercare di vincere il nono titolo a Wimbledon e il 21esimo Slam della sua infinita carriera. Di contro il serbo insegue la sua quinta affermazione sull'erba londinese: sarà davvero una finale emozionante e che si giocherà sul filo del rasoio. Il primo set scorre sul filo dell'equilibrio con Federer che si procura due palle break, annullate da Nadal. Al tie-break Federer si dimostra più freddo e determinato e chiude sette punti a tre. Nel secondo set ecco che il fuoriclasse maiorchino tira fuori l'orgoglio, ottiene un primo break al terzo gioco e poi fa la stessa cosa al sesto game vincendo così il secondo set, molto rapidamente, per 6-1. Il rossocrociato, però, è in giornata di grazia e nel terzo set riprende a giocare come nel primo parziale vincendo per 6-3 e ottenendo il break decisivo al quarto gioco. Nel quarto e decisivo set è sempre Federer a vincere gli scambi più lunghi e più duri, ribaltando un po' quanto successo in passato quando era lo spagnolo a comandare dal punto di vista fisico. Nadal, dunque, deve così arrendersi al suo amico-rivale Roger che contenderà la vittoria nel torneo più prestigioso del tennis al numero uno del mondo Novak Djokovic.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Migranti, recuperati 72 corpi del naufragio dell'1 luglio in Tunisia. Erano partiti dalla Libia verso l'Italia: Unhcr e Oim: "Le navi europee riprendano i soccorsi"
DATA:
OCCHIELLO: Le due agenzie dell'Onu chiedono di interrompere il sostegno alla Guardia costiera libica fino a quando le persone soccorse in mare verranno riportate nei centri di detenzione
TESTO: Gli unici tre superstiti avevano raccontato l'esatta verità. Sul gommone naufragato dieci giorni fa al largo delle coste tunisine di Zarzis erano più di 80. A decine, negli ultimi giorni, il mare ha restituito i corpi delle vittime. Adesso sono 72 quelli recuperati. Gli ultimi 38 sono stati rinvenuti oggi dalla Mezzaluna rossa. Mongi Slim, presidente della sezione di Medenine, ha detto che 36 delle vittime sono state rinvenute nei pressi di Zarzis, nel sud-est della Tunisia, e due al largo dell'isola di Djerba. Secondo le dichiarazioni raccolte da uno dei sopravvissuti dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni, a bordo del gommone, partito dalle coste libiche di Zwara in direzione Italia, vi erano 86 persone. E Oim e Unhcr, le due agenzie delle Nazioni unite che si occupano di migranti e rifugiati, tornano a firmare oggi una nota congiunta in cui chiedono l'immediata liberazione ed evacuazione dei migranti prigionieri nei centri di detenzione libici e l'interruzione di ogni accordo a sostegno della Guardia costiera libica che continua a privare della libertà gli immigrati intercettati in mare e riportati indietro in un Paese devastato dalla guerra. Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati e Organizzazione internazionale per le migrazioni chiedono che, "in via prioritaria, i 5.600 rifugiati e migranti attualmente detenuti nei diversi centri della Libia siano rilasciati in modo coordinato e che ne sia garantita la protezione, oppure che siano evacuati verso altri Paesi dai quali sarà necessario reinsediarli con procedura accelerata. A tale proposito, è necessario che i Paesi acconsentano a un numero maggiore di evacuazioni e mettano a disposizione posti per il reinsediamento. Inoltre, ai migranti che desiderano fare ritorno nei propri Paesi di origine dovrebbero essere garantite le condizioni per poter continuare a farlo. Risorse supplementari sono parimenti necessarie". La detenzione di quanti sono fatti sbarcare in Libia dopo essere stati soccorsi in mare "deve terminare", scrivono le organizzazioni, affermando che "esistono alternative pratiche: dovrebbe essere consentito loro di vivere nelle comunità locali o in centri di accoglienza aperti e si dovrebbero stabilire le relative modalità di registrazione. È possibile istituire centri sicuri e semiaperti simili a quello di raccolta e partenza dell'Unhcr". Le due agenzie chiedono la ripresa delle operazioni di soccorso in mare della flotta europea e condannano la campagna anti Ong: "Esse dovrebbero poter riprendere a svolgere questo compito vitale e si dovrebbe istituire con urgenza un meccanismo di sbarco temporaneo che consenta una condivisione di responsabilità a livello europeo. Alle imbarcazioni commerciali non deve essere chiesto di ricondurre in Libia i passeggeri soccorsi. Qualunque forma di assistenza e responsabilità dovrebbero essere delegate agli organismi libici competenti solo a patto che nessuno possa essere detenuto arbitrariamente dopo essere stato soccorso e che le garanzie inerenti agli standard sui diritti umani siano rispettate, scrivono nella nota congiunta, affermando che "senza tali garanzie si dovrebbe interrompere qualunque forma di sostegno".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Telefonia, sono in arrivo i rimborsi per le bollette a 28 giorni: operatori sconfitti
DATA:
OCCHIELLO: Gli operatori telefonici che hanno applicato le bollette a 28 giorni dovranno rimborsare gli utenti che ne hanno usufruito. È arrivata la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso di Vodafone, Fastweb e Wind 3. Nella questione vi rientra anche Tim e non vi è ragione di credere che la decisione su Tim sia diversa, dato
TESTO: Gli operatori telefonici che hanno applicato le bollette a 28 giorni dovranno rimborsare gli utenti che ne hanno usufruito. È arrivata la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso di Vodafone, Fastweb e Wind 3. Nella questione vi rientra anche Tim e non vi è ragione di credere che la decisione su Tim sia diversa, dato che la vicenda e le ragioni delle parti sono le stesse degli altri operatori. Coinvolti circa 10 milioni di clienti ai quali sono stati "illegittimamente erosi giorni" a partire dal giugno 2017, con il risultato di pagare, di fatto, tredici mensilità annue. Gli operatori dovranno così comunicare i rimborsi agli utenti che non hanno accettato le misure compensative, come bonus, regali, giga in omaggio.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Assalto di un pitbull inferocito: il blitz degli agenti poi gli spari
DATA:
OCCHIELLO: Le urla, i poliziotti aggrediti da un pitbull, gli spari. Sono stati minuti di puro terrore quelli vissuti questa mattina in via Cesare Rosaroll a Napoli, non lontano dalla centralissima piazza Garibaldi.La vicenda ha avuto inizio intorno alle 10:30 quando il cane si è scagliato contro un agente che tentava di consegnare al proprietario dell"anima
TESTO: Le urla, i poliziotti aggrediti da un pitbull, gli spari. Sono stati minuti di puro terrore quelli vissuti questa mattina in via Cesare Rosaroll a Napoli, non lontano dalla centralissima piazza Garibaldi. La vicenda ha avuto inizio intorno alle 10:30 quando il cane si è scagliato contro un agente che tentava di consegnare al proprietario dell’animale, un 25enne agli arresti domiciliari, una notifica. Il pitbull, forse innervosito dalla presenza di un estraneo, ha azzannato il poliziotto. La situazione è subito precipitata. L’agente ha provato con le buone ad allontanare l’animale inferocito senza, però, riuscirci. A quel punto sono intervenuti altri agenti che, per salvare il collega aggredito, hanno sparato in direzione del cane, ferendolo. Alla scena ha assistito anche il padrone dell’animale che, in preda alla più totale follia, invece di badare al pitbull ha rivolto le sue poco pacifiche attenzioni contro i poliziotti, colpendone uno al volto con un pugno.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Torino, Di Maio blinda la sindaca: : "No ai nemici della contentezza"
DATA:
OCCHIELLO: Il leader M5s a Torino pr affrontare il caos della maggioranza in Sala rossa. Salvini attacca: "Non si governa solo con i no". I 5 Stelle replicano: "Prenda una valeriana"
TESTO: Oltre ai soliti attacchi arriva anche il peana pro Appendino e l'avviso ai consiglieri duri e puri la cui posizione è sempre più a rischio: "Chiara già nel 2016 rappresentava ai miei occhi il futuro del MoVimento, oggi lo è più che mai. Ha sempre avuto una visione di Governo. Ha sempre mirato a governare non per vendicarsi, per attaccare qualcuno o per bloccare qualcosa. Lei ha sempre incarnato la voglia di costruire, evolvere, innovare, investire in nuove persone e nuove energie del Paese - aggiunge Di Maio - In questi anni, nel MoVimento, la visione che ci ha portato al governo delle città e del Paese è sempre stata quella di guardare fuori dal MoVimento, oltre un simbolo o un gruppo ristretto di persone, per accogliere nuove sfide e nuova gente, confrontarsi, evolversi, costruire nuovi legami con parti della società". Insomma, via libera alla linea governista" di Appendino e stop alle critiche della maggioranza che anche per Di Maio ha responsabilità forti nell'addio del Salone dell'auto: "Esiste sempre una piccola minoranza, che io definisco “i nemici della contentezza”, quella rappresentata da chi preferisce chiudersi e alimentare rancori e tensioni, credendosi portatori della conoscenza divina su cosa significhi “essere del MoVimento” - attacca Di Maio - Chiara Appendino rappresenta il futuro del MoVimento, è un sindaco aperto al dialogo, che lavora ogni giorno per promuovere nuovi investimenti nella sua città, che non vive di pregiudizi, forte delle sue convinzioni. In questo anno posso testimoniare che non è passata una sola settimana in cui Chiara non stimolasse i nostri ministeri a fare meglio su Torino. È grazie a lei se a Torino ci saranno le ATP Finals di tennis, la Casa delle Tecnologie Emergenti, l’area di crisi complessa per il rilancio dell'impresa e tanti altri progetti che sta portando avanti". Di Maio, nella sala congressi del Qualys Hotel Royal di corso Regina Margherita, cerca di trovare una mediazione su tanti punti. Nell'intervento iniziale fa un punto sulla situazione del M5s a livello nazionale e locale, illustrando poi le proposte per la riorganizzazione interna. Ma dopo le 5 ore di interventi di attivisti, consiglieri comunali e regionali, sarà inevitabile che nelle conclusioni cerchi una sintesi e una mediazione. Molti dei consiglieri, peraltro assenti o entrati con una deroga perché non si sono registrati, non sono mai stati lontani dalla sindaca come in questo momento. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il testo sul salone dell'auto al Parco Valentino, depositato più di un anno fa e che porta la firma della vicepresidente del consiglio comunale, Viviana Ferrero, e di altri pentastellati (Daniela Albano, Marina Pollicino, Maura Paoli e Fabio Gosetto), lo zoccolo duro più intransigente su tutte le battaglie, dalla Tav alle Olimpiadi, che Appendino ora sente più distanti. In un primo momento alle esponenti dell'opposizione, Eleonora Artesio (Torino in Comune) e Deborah Montalbano (ex grillina), si era aggiunto anche l'attuale presidente del consiglio comunale, Francesco Sicari, il cui nome però è scomparso negli ultimi giorni. La mozione, che Appendino ieri ha detto non avrebbe votato, però aveva il sostegno di quasi tutti i consiglieri 5stelle ed è solo l'ultimo esempio di una luna di miele tra pentastellati e sindaca che si è interrotta bruscamente con la lunga e lacerante vertenza sulle Olimpiadi invernali del 2026, che i consiglieri non volevano riportare in città, se non a certe condizioni, e che invece Appendino pensava fossero un'opportunità. Non è bastata l'assegnazione, tribolata anche questa, della Atp finals di tennis dal 2021, né la battaglia condivisa da giunta e maggioranza per la nuova Ztl, ma che ha alienato ad Appendino le simpatie dei commercianti, per riportare la pace in un gruppo che andrà davanti a Di Maio autenticamente lacerato. Le minacciate dimissioni della sindaca sono arrivate come una doccia fredda ieri sera, ma tra i consiglieri anche a lei più vicini nessuno per ora si è schierato pubblicamente al suo fianco. Anche questo dovrà considerare il capo politico quando proporrà una soluzione per portare avanti l'amministrazione comunale simbolo per il M5s.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Palermo, errore di persona sul trafficante di uomini: solo 5 anni all'imputato. Via dal carcere su una volante
DATA:
OCCHIELLO: La Corte d'assise presieduta da Alfredo Montalto: "Questa persona non è il Generale". Condannato per favoreggiamento. Era in custodia cautelare dal 2016. E' stato condotto dalla polizia nel centro di accoglienza di Caltanissetta
TESTO: È stato un errore di persona. Medhanie Tesfamariam Behre viene condannato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a 5 anni. Il falegname eritreo secondo la Corte d’Assise ha comunque contattato e ha versato denaro ad un trafficante. "La misura cautelare prevista per questo tipo di reato, il favoreggiamento dell'immigrazione, non può arrivare a tre anni. Quindi è stata disposta scarcerazione immediata e l'inefficacia della misura", spiega l'avvocato Michele Calantropo. Non è lui. La seconda sezione della Corte d’Assise ha emesso in sentenza una ordinanza di scarcerazione per Medhanie Tesfamariam Behre, l’eritreo di 32 anni in carcere dal 24 maggio del 2016. Non è “il generale” nemmeno per la corte presieduta da Alfredo Montalto ma va comunque condannato a 5 anni perché con un trafficante ha avuto contatti telefonici. Tre le telefonate che lo hanno incastrato, quelle per i viaggi del cugino Samson Gherie.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Heidi Klum ha sposato in gran segreto il chitarrista dei Tokio Hotel
DATA:
OCCHIELLO: Dopo Ric Pipino e il cantante Seal, la top model tedesca Heidi Klum ha detto sì per la terza volta. Secondo numerosi settimanali di gossip, infatti, la 46enne avrebbe sposato in gran segreto il chitarrista della band tedesca Tokio Hotel, Tom Kaulitz, lo scorso febbraio. A confermare l"indiscrezione circolata nelle ultime ore ci sarebbero gli atti
TESTO: Dopo Ric Pipino e il cantante Seal, la top model tedesca Heidi Klum ha detto sì per la terza volta. Secondo numerosi settimanali di gossip, infatti, la 46enne avrebbe sposato in gran segreto il chitarrista della band tedesca Tokio Hotel, Tom Kaulitz, lo scorso febbraio. A confermare l’indiscrezione circolata nelle ultime ore ci sarebbero gli atti ufficiali delle nozze scoperti dalla rivista People: il certificato di matrimonio della coppia ottenuto in California e riportato sui registri pubblici statunitensi. Il sì sarebbe avvenuto nel mese di febbraio, appena due mesi dopo il fidanzamento ufficiale tra Heidi Klum e Tom Kaulitz, in una località segreta della California. A dicembre il fondatore dei Tokio Hotel, 29 anni, aveva regalato uno splendido anello di fidanzamento alla modella tedesca rendendo pubblica la loro relazione. La stessa Heidi, il 24 dicembre 2018, aveva pubblicato su Twitter un post con tanto di foto dell’anello e la frase "h
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Facebook, stangata da 5 miliardi per il caso "Cambridge Analytica"
DATA:
OCCHIELLO: Violazione della privacy. È questa l'accusa pesantissima mossa a Facebook dalla commissione federale per il Commercio degli Stati Uniti che, come anticipato dal Wall Street Journal, l'ha portata ad approvare una maxi multa da circa 5 miliardi di dollari contro il colosso creato da Mark Zuckerberg. Si tratta della sanzione economica più alta mai c
TESTO: Violazione della privacy. È questa l'accusa pesantissima mossa a Facebook dalla commissione federale per il Commercio degli Stati Uniti che, come anticipato dal Wall Street Journal, l'ha portata ad approvare una maxi multa da circa 5 miliardi di dollari contro il colosso creato da Mark Zuckerberg. Si tratta della sanzione economica più alta mai comminata a una azienda hi-tech. L'indagine della Federal Trade Commission (Ftc) era iniziata oltre un anno fa, quando era emerso che i dati di 87 milioni di utenti del social network più famoso al mondo erano stati ceduti alla società Cambridge Analytica. La super multa a Facebook non è stata votata all'unanimità. I tre repubblicani, che siedono nell'agenzia federale di regolamentazione, hanno votato a favore, mentre i commissari democratici si sono espresso contro. Adesso palla passa al ministero della Giustizia che dovrà decidere se convalidare o meno la sanzione della commissione. Solitamente, però, il dipartimento segue le raccomandazioni del regolatore. L'accordo extra giudiziale dovrebbe includere clausole che impongono restrizioni al colosso di Menlo Park sull'uso dei dati personali. Cambridge Analytica ha avuto accesso ai dati di 87 milioni di utenti senza il loro consenso e dunque contravvenendo a un accordo del 2011 che impone al social network di informare quando le informazioni vengono condivise con parti terze. I 5 miliardi di multa equivalgono a circa il 9% dei ricavi totalizzati nel 2018. Facebook si aspettava una sanzione di questo ordine di grandezza. Tanto che, nel primo trimestre, aveva già accantonato 3 miliardi di dollari come oneri una tantum.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Oristano, diciottenne ucciso dal "branco", tre condanne: ergastolo, 30 e 16 anni
DATA:
OCCHIELLO: Il ragazzo massacrato a colpi di badile e piccozza. Aveva preteso il pagamento di una piccola partita di droga. Una settimana fa la sentenza per i due minorenni coinvolti 
TESTO: ORISTANO - Un ergastolo, trenta e sedici anni per omicidio premeditato pluriaggravato, occultamento e soppressione di cadavere. I tre ragazzi - tutti ventenni e di Ghilarza - sono stati condannati con il rito abbreviato dal tribunale di Oristano per l'omicidio di Manuel Careddu. Il 18enne di Macomer era stato ucciso, e sepolto, l'11 settembreper un debito di droga di circa 400 euro. Ergastolo per Christian Fodde, considerato l'esecutore materiale del delitto: sua la mano che – al buio – secondo la sentenza ha colpito con una piccozza il cranio della vittima per poi finirlo a badilate; trent'anni per Riccardo Carta, in auto con gli altri amici. Grazie al suo racconto – successivo all'arresto – è avvenuto il ritrovamento del corpo, rannicchiato in una piccola buca, in un altro terreno in uso alla famiglia di Fodde. Sedici anni, infine, al terzo maggiorenne del gruppo: Matteo Satta, è lui il custode dei cellulari degli altri quattro diretti al lago quella notte. Un passaggio considerato determinante nelle indagini coordinate dal procuratore Ezio Domenico Basso e condotte dai carabinieri del Reparto operativo guidati dal colonello David Egidi. Quella consegna è considerata il tentativo di costruzione dell'alibi: così il viaggio verso il lago non sarebbe stato tracciato. I quattro hanno tentato di convincere anche Manuel con un racconto surreale a lasciare il suo cellulare, senza però riuscirci. La sentenza è arrivata alle 15 circa, la gup Silvia Palmas è stata in camera di consiglio tutta la mattina. L'unico a non aver sconti è stato Christian Fodde che si era dichiarato pentito pochi giorni fa; per Carta era stato chiesto l'ergastolo e per Satta la condanna a trent'anni. In meno di un anno sono così arrivate le condanne di primo grado per il gruppo, composto da cinque membri, anche se durante le indagini è emersa l'ipotesi di un sesto uomo. La scorsa settimana sono arrivate le condanne per i minori: tra cui la ragazza, al tempo fidanzata di Fodde, considerata la mente della trappola, e un altro diciassettenne. I due dovranno scontare sedici anni, quasi la lunghezza della loro vita attuale. Secondo la ricostruzione ognuno di loro ha avuto un ruolo specifico e un diverso livello di responsabilità. I cinque hanno orchestrato un piano e la promessa di ottenere indietro quel credito da un terzo creditore, un personaggio strambo e del tutto inesistente. Una sorta di vendetta estrema perché Manuel aveva chiesto quella cifra alla madre della giovane. Dopo l'omicidio il corpo è stato spostato e sepolto nel terreno di famiglia. Per un mese, mentre si susseguivano gli appelli e le ricerche, sono rimasti in silenzio conducendo una vita normale. Tutto è stato ricostruito grazie alla cimice collocata – per indagini legate a un altro reato – nell'auto del padre di Fodde, utilizzata dal gruppo. Nelle intercettazioni i preparativi della spedizione, la piccozza e la pala caricate nel cofano, l'incontro con Manuel alla stazione dei bus e i dettagli audio del delitto. Anche nei giorni successivi. Con sul braccio tatuato il volto del suo ragazzo hanno assistito a tutte le udienze la madre della vittima, Fabiola Balardi, e il padre, Corrado Careddu: con i rispettivi legali si erano costituiti parte civile. "E' giusto che mio figlio paghi". Alla lettura della sentenza, così ha commentato il padre di Matteo Satta, condannato a 16 anni e 8 mesi per il concorso nell'omicidio. Che la posizione di Satta fosse differente da quella degli altri imputati lo si era già capito dalla precedente udienza, quando sia il padre che la madre del 18enne ucciso si erano avvicinati al genitore e alla sorella di Matteo, sempre presenti in tribunale, per far capire che non lo consideravano al pari degli altri e che ritenevano fosse stato messo in mezzo da Fodde e dal resto del gruppo. Satta ha sempre sostenuto con forza di non essere stato a conoscenza del piano di uccidere Careddu.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: L'Economist contro il leader della Lega "È l'uomo più pericoloso per l'Europa"
DATA:
OCCHIELLO: Un lungo articolo sull'Economist dipinge Matteo Salvini come "l'uomo più pericoloso in Europa". Certamente "l'uomo più potente in Italia" scrive il settimanale britannico, domandandosi se il leghista "userà questo potere per distruggere l'euro". L'Economist non definisce Salvini neofascista. Sottolinea, però, che Salvini non sta dimostrando in
TESTO: Un lungo articolo sull'Economist dipinge Matteo Salvini come «l'uomo più pericoloso in Europa». Certamente «l'uomo più potente in Italia» scrive il settimanale britannico, domandandosi se il leghista «userà questo potere per distruggere l'euro». L'Economist non definisce Salvini neofascista. Sottolinea, però, che Salvini non sta dimostrando in alcun modo di poter risolvere alcuno dei malesseri che affliggono l'Italia. Non la stagnazione economica, né la disoccupazione. Ha due nemici preferiti: i migranti e Bruxelles, prosegue l'articolo. I prossimi mesi saranno decisivi per la credibilità della coalizione gialloverde, spiega il settimanale, secondo cui lo spread potrebbe rapidamente aumentare se non saranno mantenuti gli impegni sui conti pubblici. Salvini, però, non se ne cura e twitta: «siamo scomodi; ecco perché continuano a minacciarci», scrive il vicepremier leghista
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: La terrazza con vista Duomo "abbandonata" dalla giunta
DATA:
OCCHIELLO: Era la "Centrale di regolazione degli orologi pubblici di Milano", il macchinario che negli anni Trenta regolava le lancette degli orologi sparsi per la città è stato restaurato anni fa e rimesso al centro della sala. Una location extralusso e purtroppo abbandonata, Galleria Vittorio Emanuele, e dalla sala si potrebbe accedere a una terrazza con
TESTO: Era la «Centrale di regolazione degli orologi pubblici di Milano», il macchinario che negli anni Trenta regolava le lancette degli orologi sparsi per la città è stato restaurato anni fa e rimesso al centro della sala. Una location extralusso e purtroppo abbandonata, Galleria Vittorio Emanuele, e dalla sala si potrebbe accedere a una terrazza con vista mozzafiato sul Duomo. Un panorama di cui hanno potuto godere eccezionalmente ieri i consiglieri che hanno partecipato al sopralluogo nello spazio a volte e sul tetto della Galleria, inagibile ai cittadini. La scala per salire in terrazza non è a norma, i parapetti sono molto bassi, le solette della ex centrale dovrebbero essere rafforzate. Al momento l'assessorato al Demanio non ha il recupero della terrazza e della vecchia sala orologi tra le priorità ma secondo il consigliere Pd Alessandro Giungi «varrebbe la pena investire sul recupero dello spazio per riaprirlo ai cittadini, potrebbe diventare un piccolo museo, ci sono le strumentazioni storiche». Anche per Alessandro De Chirico (Fi) «con un investimento si potrebbe realizzare uno spazio espositivo con accesso alla terrazza, offriremmo un punto panoramico unico». Il Comune affidò nel 1929 alla società anonima Ora Elettrica il compito di aggiornate gli orari della rete pubblica e migliorare il servizio. Gli orologi sparsi in città diventarono 160 nel 1931 e l'anno successivo venne inaugurata la «Centrale di regolazione» nel salone dell'arco in Galleria. Il servizio (come riepiloga bene il blog Urbanfile. org), capace di sincronizzare 300 orologi contemporaneamente, venne interrotto nel 1943 dopo i bombardamenti e riprese due anni dopo. Gli orologi al quarzo mandarono lentamente in pensione il macchinario, venne spento nel 1974. Tra il 1987 e il 2000 la sede servì come base della stazione meteorologica di Milano trasferita infine a Brera. Il consiglio comunale vuole dare una nuova occasione a uno spazio prestigioso nel Salotto di Milano.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Dramma per Mihajlovic: "Terapia d'urto"
DATA:
OCCHIELLO: Un vero e proprio dramma ha colpito il mondo del calcio. Questa volta il "leone" Sinisa Mihajlovic deve arrendersi e deve combattere una battaglia dura. Miha dovrà fermarsi per motivi di salute e dunque per il momento dovrà dire addio alla panchina del Bologna. C'è un'altra partita da vincere. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno
TESTO: Un vero e proprio dramma ha colpito il mondo del calcio. Questa volta il "leone" Sinisa Mihajlovic deve arrendersi e deve combattere una battaglia dura. Miha dovrà fermarsi per motivi di salute e dunque per il momento dovrà dire addio alla panchina del Bologna. C'è un'altra partita da vincere. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno su questo luglio di preparazione per il Bologna in vista del campionato. Di fatto, secondo alcune indiscrezioni, gli esami clinici hanno evidenziato la necessità per Miha di sottoporsi ad una terapia d'urto. venerdì l'allenatore aveva salatato l'appuntamento con la prima seduta d'allenamento per il Bologna. Il motivo ufficiale: un'influenza. Ma dietro c'è altro. Come ricorda Franco Ordine su IlGiornale, Sinisa si sta sottoponendo ad una serie di esami clinici che dovranno far luce sul suo stato di salute e soprattutto sulla terapia da affrontare. Una terapia di fatto potrebbe durare a lungo e da qui l'esigenza di mettere in stand by l'esperienza bolognese. Sui social è già scattato l'hashtag #forzasinisa. Il Bologna adesso dovrà cercare una soluzione rapida per la panchina. In pole position ci sono i nomi di Gattuso e Pioli. Miha aveva rinnovato col Bologna solo qualche settimana fa. Entusiasta per il suo percorso in rossoblu, Mihajlovic stava preparando una stagione da grande riscossa per la squadra bolognese con grandi ambizioni anche per la zona Europa. Ora la battuta d'arresto che ha stupito i tifosi e tutta la Serie A. Bisognerà attendere qualche settimana per capire quanto sarà lunga la battaglia di Sinisa. Intanto sui social oltre all'hashtag lanciato per sostenere il tecnico in questa battaglia, sono stati lanciati diversi messaggi di affetto che esprimono tutta la vicinanza del mondono del calcio e di quello dei tifosi all'allenatore rossoblu. Tifosi di Lazio, Milan, Fiorentina e Samp hanno scritto un fiume di tweet per sostenere il "leone" nella sua "guerra" contro un nemico sconosciuto. ..
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Quella minaccia che si chiama Deutsche Bank
DATA:
OCCHIELLO: Ad Antonio Patuelli è toccato ieri celebrare i cento anni dell'Abi, l'associazione che guida le banche italiane. Patuelli più che un banchiere è un politico, con un bel passato nell'ala sinistra del partito liberale, e alla guida di un'associazione che ha perso il ruolo e il peso di una volta.Molte cose interessanti, come sempre, sono state dett
TESTO: Ad Antonio Patuelli è toccato ieri celebrare i cento anni dell'Abi, l'associazione che guida le banche italiane. Patuelli più che un banchiere è un politico, con un bel passato nell'ala sinistra del partito liberale, e alla guida di un'associazione che ha perso il ruolo e il peso di una volta. Molte cose interessanti, come sempre, sono state dette: dalle regole che soffocano le imprese creditizie, al rischio dello spread. Poi però fuori dal salotto, Gian Maria Gros-Pietro, presidente della più importante banca italiana Intesa Sanpaolo, e forse tra le più solide d'Europa, ha detto, in poche parole, l'unica cosa che meriterebbe titolo: la situazione di Deutsche Bank «è un problema gigantesco e speriamo che venga risolto». E ha continuato: «Da noi i crediti deteriorati sono scesi sotto la metà, nello stesso tempo le banche italiane sono quelle che hanno fatto le maggiori operazioni di consolidamento e di aggregazione. Ci sono degli altri rischi sistemici che potrebbero interessare tutto il sistema bancario europeo mentre le crisi bancarie italiane sono state pagate esclusivamente con i soldi degli italiani, in larga parte con i soldi delle banche italiane, quelle sane». La principale banca tedesca sta tagliando 18mila dipendenti e ha titoli ad alto rischio per 74 miliardi. Gros-Pietro non lo dice esplicitamente, ma lo fa capire. Se salta la banca tedesca, sono guai per l'intero sistema finanziario mondiale. Eppure i regolatori europei si sono occupati solo delle banchette italiane. I loro crediti dubbi sono stati svenduti, abbiamo terrorizzato il mercato, e distrutto le imprese a valle del sistema creditizio. Patuelli un giorno ci potrà dire quanto sia costato in termini di Pil questo penalizzante atteggiamento europeo, e potrebbe anche raccontarci che cosa i governi seri, quelli di Monti, Renzi e Gentiloni, abbiano ottenuto sui tavoli europei in cui venivano tanto rispettati. Ci mandi una letterina con il francobollo dell'Abi.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Scuola, modulo richiede etnia per nomadi, scoppia la polemica
DATA:
OCCHIELLO: Accade tra Padova e Venezia. Nel quesito, "sei sinti o rom"? Le famiglie protestano: è discriminazione. Per la direzione scolastica invece "può favorire l'integrazione"  
TESTO: VENEZIA - Per iscriversi alla scuola elementare di una località a cavallo tra Venezia e Padova bisogna specificare la propria etnia, ovvero se sei sinti, rom, nomade o camminante. Il modulo consegnato ai genitori ha fatto scattare l'immediata polemica sostenuta dalle famiglie che si sono rivolte ad una associazione che fa capo a Rifondazione comunista, che a sua volta ha contattato i propri legali perché si tratterebbe di un "abuso e discriminazione gravissima", mentre la direzione scolastica sostiene che l'atto "serve per favorire l'integrazione". Della vicenda ne parlano i giornali locali dopo che il modulo, distribuito da tempo, è stato oggetto di valutazione da parte dei genitori interessati alla "domanda" che hanno deciso di rendere pubblica la vicenda. La scuola è nel veneziano ma a far scattare la protesta sono stati genitori che vivono nel padovano e che, attraverso, chi li assiste, ritengono che solo per loro ci sia questa "specifica". Peraltro, sul modulo è richiesta anche la cittadinanza con una casella per "italiano" e uno spazio per specificare, se straniero, la nazionalità di origine così come le vaccinazioni effettuate ed altri dati personali. Rifondazioni respinge le motivazioni addotte dall'istituto scolastico e rileva che il modulo "va immediatamente ritirato perché va contro la Costituzione, la legge Mancino e le normative europee che vietano qualsiasi censimento".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Micromobilità elettrica: ecco le regole. Ma fino al 27 luglio rimangono tutti illegali
DATA:
OCCHIELLO: Pubblicato il decreto relativo alla sperimentazione della micromobilità elettrica. Ora i sindaci devono fare le delibere per renderli utilizzabili. Altrimenti c'è il sequestro. Solo 4 veicoli autorizzati a circolare, ma solo in alcune aree urbane: hoverboard, segway, monopattini...
TESTO: Sta per finire la giungla dei tanti piccoli veicoli elettrici che già adesso (in modo illegale perché vietati dal Codice) circolano su strade e marciapiedi: il Ministero dei Trasporti ha pubblicato il decreto relativo alla sperimentazione della micromobilità elettrica che entrerà in vigore il prossimo 27 luglio. Ora però i sindaci devono fare le delibere di giunta per renderli utilizzabili. Altrimenti - va ripetuto - non si potranno usare, né su strada, né sui marciapiedi. In ogni caso il "via libera" alla circolazione arriverà (teoricamente) solo per quattro nuovi veicoli, ossia hoverboard, segway, monopattini e monowheel. Sempre che rispettino strettissime regole, specificate con precisone nel decreto, composto da 7 articoli e 3 allegati anche con fotografie e la descrizione dei modelli dei veicoli. Si cerca di colmare (finalmente) una gigantesca lacuna perché tutti questi veicoli, anche se usatissimi, non sono contemplati nel Codice della Strada, e quindi vietati. IL DOCUMENTO - Le regole del Ministero dei Trasporti (pdf) E veniamo alle regole: la prima è che dovranno essere dotati di segnalatore acustico e con un motore elettrico avente potenza nominale massima non superiore a 500watt. E questo taglia fuori più della metà dei tanti piccoli trabiccoli che vanno in giro. Non solo: da mezz'ora dopo il tramonto, durante la notte e di giorno, quando le condizioni atmosferiche richiedano l'illuminazione, i mezzi sprovvisti di luce bianca o gialla fissa e posteriormente di catarifrangenti rossi o di luce rossa fissa, non potranno essere utilizzati ma solo condotti o trasportati a mano. C'è poi l'obbligo di giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità di sera e notte per il segway e il monopattino elettrico quando circolino su strade ricadenti in zona 30 o su pista ciclabile. E poi gli "attrezzi" in grado di sviluppare velocità superiori ai 20 km/h dovranno essere dotati di regolatore di velocità, mentre per poter essere utilizzati nelle aree urbane, attraverso il regolatore, non potranno superare la velocità di 6 km/h. E' vietato inoltre il trasporto di passeggeri o cose e ogni forma di traino. Va mantenuto un andamento regolare e devono essere evitate manovre brusche ed acrobazie. Vengono richiamate le norme dell'art. 182 del Codice della Strada (circolazione dei velocipedi), quando vengono percorse le piste ciclabili o i percorsi promiscui pedonali e ciclabili, con riferimento al comma 10 , mentre l'utilizzo in aree pedonali vedrà l'applicazione dell'art. 190 del CdS (comportamento dei pedoni). I limiti di velocità indicati nel decreto non valgono per i mezzi elettrici in dotazione agli organi di polizia stradale ai sensi dell'art. 12 del CdS, nel rispetto dei limiti ivi previsti. Durissima - per fortuna - anche il tipo di omologazione, questo per mettere al bando i tantissimi e strani mezzi made in Cina: tutti i dispositivi dovranno avere la marchiatura CE, ai sensi della direttiva eurooea 2006/42/CE. E ora? "Saranno i comuni - spiega Luigi Altamura, capo della polizia municipale di Verona e rappresentanate delle polizie municipali presso l'Anci - con apposita ordinanza ai sensi dell'art. 7 del Codice della Strada ad autorizzarne la sperimentazione, in base ad una apposita tabella che indica per ogni tipo di mezzo, l'area ammessa alla circolazione (ad esempio le piste ciclabili, i percorsi promiscui pedonali e ciclabili, aree pedonali e le zone 30), e la relativa velocità consentita. Sarà prima una apposita delibera di Giunta comunale ad approvare il piano della sperimentazione della micromobilità elettrica, andando a regolamentarne oltre che la circolazione anche la sosta. E a tal proposito i comuni dovranno installare nuova segnaletica indicata nell'allegato 3 al decreto". "Particolare attenzione - conclude Altamura - i comuni dovranno porre in caso di istituzione di servizi a noleggio dei dispositivi in condivisione, con obbligo di copertura assicurativa per l'espletamento del servizio stesso. I dispositivi elettrici in argomento possono essere condotti solo da maggiorenni o, se minorenni, (ed è clamorosa la proposta del MIT) che siano titolari almeno di patente categoria AM". I tempi in ogni caso stringono: la sperimentazione potrà essere autorizzata entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, e non potrà avere una durata superiore ai 24 mesi dalla predetta data, con un minimo di 12 mesi. E i comuni dovranno comunicare al MIT la volontà di accedere alla sperimentazione entro 30 giorni dall'adozione dei provvedimenti, ed entro tre mesi dal termine della sperimentazione andrà inviata una relazione sui risultati conseguiti. Ma non è detto che i comuni gli vogliano tra i piedi questi trabiccoli elettrici, visto quello che è successo in Francia (dopo un incidente mortale il sindaco di Parigi sta cercando di metterli fuori legge): quindi in molte città hoverboard, segway, monopattini e monowheel continueranno - come ora - ad essere vietati.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Alcamo, auto fuori strada sulla A29: muore quattordicenne, grave il fratellino
DATA:
OCCHIELLO: Un uomo che viaggiava con i suoi due figli ha perso il controllo dell'auto. Un video su Facebook prima dell'incidente
TESTO: Incidente mortale sull'A29 Palermo-Mazara del Vallo la scorsa notte. Un uomo che viaggiava a bordo di una Bmw 320 assieme ai suoi due figli ha perso il controllo del mezzo sull'autostrada, all'altezza dello svincolo di Alcamo Est intorno alle 23.30. Nell'incidente il figlio di 14 anni, Francesco Provenzano ha perso la vita mentre il padre Fabio Provenzano di 34 anni residente a Partinico, e un altro bimbo di 10 anni sono stati ricoverati prima nel pronto soccorso di Partinico e poi trasferiti all'ospedale Villa Sofia di Palermo. Lì è ancora in neuro rianimazione Antonino Provenzano di 10 anni ma è stata smentita la notizia diffusasi nell'ospedale del suo decesso. Il bimbo è attualmente sottoposto alle cure del reparto neuro rianimazione di Villa Sofia. Le sue condizioni sono gravissime. Il padre Fabio Provenzano sta per essere trasferito al Trauma Center sempre a Villa Sofia. Su Facebook Fabio Provenzano ha postato un video proprio la scorsa notte di lui mentre si trova alla guida. Si vede il suo viso e poi tutto si interrompe all'improvviso. Si tratta dell'ultimo post della pagina del ferito.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: La "manovra dal basso" che parte dal Viminale
DATA:
OCCHIELLO: Una "manovra dal basso". È questo l'obiettivo dell'incontro al Viminale tra Matteo Salvini e 43 sigle sindacali e associative fissato per lunedì.Il vicepremier ha infatti invitato imprese e sindacati per una "giornata di ascolto, confronto e proposta con le parti sociali sulla crescita del Paese" per "preparare una manovra economica insieme" e -
TESTO: Una "manovra dal basso". È questo l'obiettivo dell'incontro al Viminale tra Matteo Salvini e 43 sigle sindacali e associative fissato per lunedì. Il vicepremier ha infatti invitato imprese e sindacati per una "giornata di ascolto, confronto e proposta con le parti sociali sulla crescita del Paese" per "preparare una manovra economica insieme" e - appunto - "dal basso". Si tratta di una vera novità: in genere questo genere di tavoli viene istituito a Palazzo Chigi o nei ministeri del Lavoro o dello Sviluppo economico. Ma Salvini rivendica ora il "diritto e dovere" di ascoltare le parti sociali per esporre la sua idea di "un patto per il lavoro nuovo che metta al centro imprese e lavoratori". Solo 10 giorni fa, il 3 luglio, il premier Giuseppe Conte e l'altro vicepremier Luigi Di Maio avevano incontrato i sindacati confederali. Il vicepermier leghista ha invitato allo stesso tavolo, invece, anche i rappresentanti delle imprese - a partire dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli - e quelli delle professioni. Al centro del dibattito economico non c’è d’altronde però solo la prossima legge di Bilancio che detterà le condizioni della manovra: sul tavolo ci sono anche gli altri nodi economici ancora da sciogliere (come la questione di Alitalia o ArcelorMittal e ex Ilva), fino alle questioni infrastrutture (Tav in primis) e autonomia. Tra le materie di discussione ci sarà anche la flat tax tanto cara alla Lega e in particolare l'ipotesi di fissare tre aliquote che - secondo i sindacati - potrebbe portare benefici solo alle fasce di reddito più alte.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Bartolo all'assemblea di Demos: "Ho pianto per gli insulti a Carola"
DATA:
OCCHIELLO: Il neo parlamentare europeo di Democrazia solidale: "Mi sono vergognato per gli insulti alla capitana. I porti non sono chiusi, continuano gli sbarchi fantasma, l'unica risposta sono i corridoi umanitari. Mi batterò in Europa perché le cose cambino"
TESTO: All'evento di Demos in corso da questa mattina a Roma, partecipano circa 500 attivisti e, tra gli altri, don Antonio Mazzi, Leonardo Becchetti, Maria Cuffaro, Mario Giro. "Tanti discorsi ci preoccupano in questo tempo - ha detto Paolo Ciani coordinatore nazionale di Demos e consigliere regionale del Lazio, aprendo l'assemblea - e vediamo che alcune idee pericolose stanno entrando nella mentalità comune. Penso alla legge sulla legittima difesa, al fatto che non debba essere lo Stato a dare sicurezza ai cittadini ma sia necessario armarsi e pensarci da soli. Così come la propaganda contro le Ong e gli sbarchi, il linguaggio imbarbarito e la violenza contro la Sea Watch. La spinta continua verso l'eutanasia, che torna ciclicamente. I recenti dati dell'Istat hanno mostrato per l'Italia un vero e proprio inverno demografico, ma la reazione della politica non è andata oltre un paio di dichiarazioni. Nessuno si occupa dei giovani e della loro solitudine".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Taylor Mega ed Erica Piamonte in vacanza insieme?
DATA:
OCCHIELLO: L'ex gieffina, Erica Piamonte, ha pubblicato su Instagram alcuni indizi che fanno pensare che presto andrà in vacanza con la sua grande amica Taylor Mega. L'ex concorrente del GF ha scritto sui social che tra due giorni partirà con un'altra bionda, circostanza che fa pensare proprio alla famosa influencer. E' noto a tutti, ormai, che tra le due c
TESTO: Nessuna delle due si sarebbe mai aspettata, all'interno della casa del Grande Fratello, di formare una vera amicizia. Eppure è successo e, anzi, i fan le vorrebbero presto insieme come coppia. Tra i fan c'è addirittura chi vorrebbe partecipare al futuro ipotetico matrimonio tra le due. Erica Piamonte, su Instagram, ha scritto che a breve partirà per un posto magnifico con una spiaggia e un mare da sogno: "Vi dico solo una cosa: domani preparo la valigia! Go! " ha scritto sul social. Quanto riguarda gli altri ex concorrenti del GF ci potrebbero essere delle sorprese: Velentina Vignali ha indossato un abito da sposa e molti pensano che si stia preparando per il suo grande giorno. Nella foto pubblicata su Instagram non si capisce molto bene che si tratti di un abito da nozze ma Valentina ha tolto ogni dubbio ponendo l'icona dell'abito nuziale come emoticon. Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale. it?
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: La mossa di Di Maio “Ora serve trasparenza e un chiarimento”
DATA:
OCCHIELLO: Chiederà un incontro a Salvini, che torna a minacciare la crisi. Martedì la proposta pd sulla commissione d’inchiesta
TESTO: Luigi Di Maio vuole un chiarimento con Matteo Salvini. Il vicepremier M5S non ha infierito sulla questione dei fondi neri russi e sull’inchiesta della procura di Milano, che ha indagato il leghista Gianluca Savoini per corruzione internazionale. Ha invitato alla prudenza, per quella che ha capito da subito essere una situazione molto delicata. In un momento cruciale: gli ultimi giorni prima del 20 luglio, quando si chiuderà la “finestra” che renderebbe possibile il voto in autunno in caso di caduta del governo. Nelle telefonate di ieri con i suoi dalla Liguria, però, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo ha annunciato che chiederà presto un incontro al leader leghista. Per capire i contorni di una vicenda a suo dire troppo piena di bugie e contraddizioni. «Serve trasparenza, ho aspettato finora, ma non ne ho vista», ha confidato. «Siamo al remake dei casi Siri e Arata – dicono nel quartier generale 5 Stelle – abbiamo già dimostrato che su queste vicende non facciamo passi indietro». Il Movimento sostiene di non temere che la Lega possa cercare, adesso, il voto anticipato. Nonostante proprio ieri sera in un comizio Salvini dicesse: «Non sono come Monti e Renzi, io non tiro a campare». «Se staccasse la spina adesso farebbe un’ammissione di colpa sui fondi russi, sarebbe solo un modo per deviare l’attenzione - dice uno dei ministri più vicini a Di Maio - abbiano il coraggio di dire ai cittadini che vogliono tornare con Berlusconi». Il vicepremier 5S è convinto che Salvini non voglia la crisi e che per evitarla stia tenendo testa ai suoi. «L’importante è che le loro divisioni interne non si ripercuotano sul governo», la linea concordata in casa 5Stelle. «Che non ci siano giochi al rialzo», ad esempio sull’autonomia. Perché sul “sicurezza bis” il Movimento pare ormai completamente allineato. Martedì, alla ripresa dei lavori, il Pd depositerà la sua proposta di legge per una commissione di inchiesta sull’audio del Metropol di Mosca e la trattativa tra Savoini e uomini del Cremlino. Allo stesso tempo tornerà a chiedere che il leader della Lega riferisca in aula, sfidando il «sono solo pettegolezzi» della presidente del Senato Elisabetta Casellati. «Una forzatura inaccettabile» sostiene il dem Dario Parrini che cita anche il parere del costituzionalista Paolo Ridola, per il quale la decisione di Casellati di non ammettere le interrogazioni è «gravissima». Il tesoriere pd Luigi Zanda su Repubblica. it arriva a chiedere le dimissioni del capo del Viminale: «Se in Francia, in Germania o in Spagna un ministro si trovasse coinvolto in una vicenda così nera e così equivoca, mi chiedo se rimarrebbe al suo posto». Così, per una volta, la Lega è costretta a giocare in difesa. «Non vado in aula a parlare di fantasie - commenta Salvini – parlo di vita reale e lascio che le indagini facciano il loro corso con la massima tranquillità». «Problemi noi non ne abbiamo», assicura Paolo Grimoldi, parlamentare e segretario della Lega Lombarda, uno che in Russia è andato diverse volte, anche con Savoini: «Si indaghi e a 360 gradi: penso ai soldi che i sovietici diedero al Pci, o ai fondi che l’estremismo islamico dirotta in Italia a questa o a quella associazione». La linea è uguale a quella M5S: accettare sì l’inchiesta parlamentare, ma allargata ai finanziamenti di tutti i partiti e delle fondazioni politiche. Il sottosegretario leghista Guido Guidesi concorda e attacca il Pd: «Così verifichiamo i finanziamenti della Leopolda! ». Andrea Crippa, vicesegretario della Lega, da capo della sezione giovanile del partito a novembre scorso volò a Mosca per siglare un accordo con i corrispettivi di Russia Unita. «Questa è la riconferma che la Lega tiene buoni rapporti e relazioni con la Russia, sanzioni e minacce non servono. Il dialogo invece sì», commentò quel giorno Savoini, rivendicando un proprio ruolo nel gemellaggio. Ma Crippa sostiene di essere tranquillo: «D’accordo con la commissione, se uno è sicuro di essere onesto non deve avere paura. La trasparenza è importante, ma che valga non solo per noi». Quanto al presidente dell’associazione Lombardia-Russia finito in mezzo alla tempesta, Grimoldi aggiunge un tassello in più sulla pietra tombale che il partito vorrebbe mettere su di lui: «Ho consultato gli elenchi, Savoini non risulta essere neanche un iscritto». Repubblica chiede «da quando? » e scappa la battuta: «Non lo so, mica sono del Kgb. ..».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: L'ascesa di Simona Halep: dalla riduzione al seno alla vittoria a Wimbledon
DATA:
OCCHIELLO: La vittoria più importante della carriera, Simona Halep supera nettamente Serena Williams e conquista il suo primo Wimbledon (guarda la gallery).Un cammino tortuoso della tennista rumena per arrivare al vertice, fatta di abnegazione e tanti sacrifici come quell'operazione al seno, che ha rappresentato la svolta della sua carriera. Da promettente t
TESTO: La vittoria più importante della carriera, Simona Halep supera nettamente Serena Williams e conquista il suo primo Wimbledon (guarda la gallery).Un cammino tortuoso della tennista rumena per arrivare al vertice, fatta di abnegazione e tanti sacrifici come quell'operazione al seno, che ha rappresentato la svolta della sua carriera. Da promettente tennista junior, campionessa del Roland Garros under18, si è infatti sottoposta alla riduzione del seno, davvero ingombrante a 17 anni, che la disturbava nella corsa e nei colpi, soprattutto nel rovescio a due mani. Portava una 34DD e confessa: ''Soprattutto mi disturbava per il peso, mi ostacolava nella velocità e non mi faceva sentire a mio agio quando giocavo. Ma in realtà le mie tette non mi piacevano nemmeno nella vita di tutti i giorni. E sarei ricorsa al chirurgo anche se non fossi stata un’atleta''. Dal 2009 con una misura più confortevole, Simona ha cominciato la scalata nel tennis. Nel 2013, la svolta, con la conquista di sei titoli Wta e l’ingresso nelle Top 10. Un paio d’anni d’assestamento al vertice, dopo aver ingaggiato Darren Cahill come allenatore e l'assalto alla prima vittoria Slam che sembrava maledetta. La prima sconfitta in tre set contro Sharapova nel 2014. Un’altra finale persa, sempre al Roland Garros nel 2017 contro Ostapenko da un set e un break avanti, e ancora agli Australian Open 2018 contro Wozniacki. La conquista del primo posto della classifica non sembra appagarla così arriva un’altra svolta con un altro intervento medico, stavolta dallo psicologo: ''Pensavo troppo, mi creavo mille problemi''. Finalmente si sblocca contro il primo trionfo nei Majors al Roland Garros dell’anno scorso contro Stephens. Fino ad arrivare all'incredibile vittoria di oggi contro Serena Williams, un altra pagina sorprendente della sua grande carriera.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: "Omosessuale": scritto sul referto medico, è bufera sull'ospedale di Alessandria
DATA:
OCCHIELLO: Nella lettera di dimissioni c'è anche scritto: "Ha un compagno stabile"
TESTO: "Omosessuale" con un "compagno stabile". E' quanto avrebbe precisato l'ospedale di Alessandria nella lettera di dimissione di un uomo che si era presentato al pronto soccorso lamentando una forte emicrania e che, dopo i primi accertamenti, era stato portato nel reparto malattie infettive. E gli è stato ordinato anche il test Hiv e il vaccino contro l'epatite. A segnalare il caso è stata l'edizione locale del quotidiano 'La Stampa'. "Fuma circa 15 sigarette al dì, beve saltuariamente alcolici. Nega allergie. Omosessuale, compagno stabile" è il testo della lettera così come viene riportato. "L'azienda ospedaliera è molto dispiaciuta di leggere che un nostro paziente possa essersi sentito 'discriminato' in un percorso di cura che prevede la raccolta di dati anamnestici finalizzati a curare nel miglior modo possibile il paziente". E' quanto precisa l'ospedale di Alessandria in merito al caso delle dimissioni di un paziente accompagnate in una lettera in cui se ne precisa l'orientamento sessuale. "L'anamnesi - spiega la nota - deve raccogliere tutte le informazioni personali e cliniche utili all'eventuale processo di cura. Dispiace che sia stata portata alla ribalta nazionale la Struttura di Malattie Infettive, dove vengono seguiti da anni centinaia di pazienti con vari orientamenti sessuali, senza alcun pregiudizio e senza che con alcuno siano mai evidenziati problemi, anzi il personale della Struttura collabora attivamente con le organizzazioni Lgbt della zona con riscontri sempre positivi".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Ex Ilva, recuperato in mare il corpo del gruista disperso a Taranto dopo la tromba d'aria
DATA:
OCCHIELLO: Cosimo Massaro era stato dato per disperso, il corpo è stato ritrovato dai sommozzatori vicino alla sala argani dove sono i motori della gru, sul fondale antistante la banchina
TESTO: È stato ritrovato dai sommozzatori dei carabinieri il corpo di Cosimo Massaro, l'operaio 42enne dell'ex Ilva, disperso dal 10 luglio, dopo che la gru sulla cui lavorava è stata buttata in mare da una tromba d'aria. Le ricerche sono andate avanti per tre giorni, coordinate dalla capitaneria di porto e con l'ausilio dei sommozzatori dei vigili del fuoco. Il cadavere si trovava vicino alla cabina della gru, che si era incagliata sul fondale, ridotta a un ammasso di lamiere, davanti al quarto sporgente del porto di Taranto, l'area che era prima in concessione all'Ilva e ora ad Arcelor Mittal. Tale area e stata posta sotto sequestro dalla procura di Taranto, che ha aperto un fascicolo sull'incidente sul lavoro. Ora si indaga per omicidio colposo. Sullo stesso punto del quarto sporgente, il 28 novembre 2012 un incidente uguale era costato la vita a Francesco Zaccaria. Il corpo di Cosimo Massaro è stato riportato fuori dal mare e consegnato alla polizia mortuaria.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Fondi russi alla Lega, Zanda attacca Salvini: "Dimissioni subito"
DATA:
OCCHIELLO: Il tesoriere del Pd: "L'Italia sta ricevendo dalla vicenda dei soldi di Mosca alla Lega un danno gigantesco. Così si rischia l'isolamento"
TESTO: "Non è assolutamente opportuno, anzi è improprio, che Salvini continui a fare il ministro dell'Interno. Se in Gran Bretagna, in Francia, in Germania o in Spagna un ministro dell'Interno si trovasse coinvolto in una vicenda così nera e così equivoca, mi chiedo se rimarrebbe al suo posto un minuto di più". Luigi Zanda, tesoriere del Pd, chiede le dimissioni di Matteo Salvini sul caso Russiagate. Zanda, il Pd torna alla carica e chiede anche che il ministro spieghi in Parlamento? "Sì. E stupisce che Salvini non comprenda che spiegare in Parlamento, dimostrare che la registrazione è un atto ribaldo di Savoini e che né lui né la Lega c'entrano nulla, è nel suo interesse personale e politico. Salvini dovrebbe portare in giudizio Savoini, querelarlo e chiedergli i danni economici. Non dovrebbe tollerare che Savoini vada dicendo che non ci sono prove, che non ci sia stato un passaggio di soldi. Quando si fanno operazioni di questa natura, è chiaro che si fa il possibile per non lasciare in giro tracce". Quale è il danno politico di questo "affaire"? "L'Italia sta ricevendo dalla vicenda dei soldi di Mosca alla Lega un danno gigantesco. Lo sta subendo come sistema paese. Il mondo internazionale della sicurezza sia a livello militare che a livello dei servizi segreti e delle polizie delle varie nazioni si basa su accordi bilaterali o multilaterali tra i diversi organismi e i rispettivi ministri di riferimento come Salvini che è il ministro dell'Interno italiano. Va detto che il collante principale non sono gli accordi più o meno formali, quanto il rapporto di fiducia il quale garantisce, quando una notizia è riservata - per esempio un allarme sul terrorismo o sulla criminalità organizzata - che resti confidenziale passando da un paese all'altro e non sia spifferata a terzi, magari alla Russia. Leggo che la Russia è sospettata da molto tempo di impicciarsi di elezioni e di equilibri politici in democrazie occidentali, a cominciare dagli Usa e dal Regno Unito". Sta dicendo che c'è un rischio isolamento dell'Italia? "Sono sicuro che l'Italia, a cominciare da Salvini, sia stata messa in quarantena dalle cancellerie alleate. A noi d'ora in avanti verranno confidate solo le ovvietà e tenuto nascosto tutto il materiale sensibile". La presidente del Senato, Casellati ha derubricato la richiesta dem di interrogazione al ministro dell'Interno su Moscopoli a argomento di pettegolezzo giornalistico, rivendicando di essere una presidente di garanzia. Insisterete? "Ho sempre diffidato della definizione di presidente di garanzia, perché il presidente del Senato è presidente e basta, e ci mancherebbe che non garantisse prima di tutto le minoranze. Il Senato è un organo politico e tutte le questioni sono questioni politiche e vanno dibattute a prescindere da dove si apprendono le informazioni, sia che la fonte sia giornalistica o persino una voce popolare. È impensabile che un Parlamento democratico non ne discuta. Aggiungo che sulla questione russa c'è una inchiesta della magistratura". I sovranisti a cosa puntano, secondo lei? "A un progetto peronista. Giovedì scorso il Senato non ha votato solo sulla riduzione del numero dei parlamentari ma politicamente ha votato anche sulla qualità della nostra democrazia. Nelle riforme gialloverdi non c'è solo la riduzione dei parlamentari, ma anche il referendum propositivo - la cui sostanza politica è quella di mettere il Parlamento contro il popolo che lo ha eletto. Si sta votando una riforma della giustizia che attribuisce alla politica e alla maggioranza di governo il potere di ordinare alle Procure quali reati devono essere perseguiti e quali no. E sempre i gialloverdi stanno portando avanti la riforma della Banca d'Italia per sottometterla alla maggioranza politica". Sul taglio dei parlamentari il Pd non teme di essere impopolare votando contro? "Tutto il Pd e anche io stesso abbiamo preso in esame e anche sostenuto la possibilità della riduzione del numero dei parlamentari, ma lo abbiamo fatto all'interno di un disegno complessivo di riforma delle istituzioni con l'obiettivo di rafforzare il Parlamento. Nessuno di noi avrebbe mai detto, come Di Maio: ne mandiamo a casa un bel po' con 345 poltrone in meno. Il Parlamento non è un costo della politica: è il costo della democrazia". Lei è stato accusato dai 5Stelle di essere pro casta e di avere chiesto l'aumento degli stipendi dei parlamentari. "Sono stato accusato di volere aumentare le indennità parlamentari da Di Maio. L'ho chiamato a rispondere in Tribunale di questa affermazione falsa".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: I bimbi investiti a Vittoria, inchiesta sui tempi dei soccorsi
DATA:
OCCHIELLO: Fascicolo aperto dopo l'intervista della madre della vittima a Repubblica. Disposta l'autopsia, domani lutto cittadino nel giorno dei funerali. La denuncia di Borrometi su Fb: "I funerali affidati alla ditta dell'amico dell'investitore". Lunedì l'interrogatorio dell'investitore
TESTO: Sarà lutto cittadino domani a Vittoria in occasione dei funerali del piccolo. Lo ha deciso la commissione prefettizia che guida il comune dopo lo scioglimento per mafia dello scorso anno. L'ordinanza prevede bandiere a mezz'asta in tutti gli edifici pubblici e chiusura temporanea di tutti gli esercizi commerciali durante lo svolgimento delle esequie, fissate per le 11, oltre che "il divieto di svolgimento di attività ludiche, ricreative e di ogni altro comportamento che contrasti con il carattere luttuoso della giornata". Con l'ordinanza si invitano i cittadini, le organizzazioni, le associazioni e gli enti ad esprimere "il dolore dei vittoriesi e l'abbraccio dell'intero comune per i familiari del piccolo alessio e ad osservare un minuto di silenzio e di raccoglimento alle 11". "E' inaudito che la città sia ostaggio di chi è libero di circolare a questa velocità", dice il Commissario straordinario del comune di Vittoria Filippo Dispenza, uno dei tre componenti la commissione. "Ci costituiremo parte civile nel processo contro Rosario Greco e gli occupanti del Suv che ha travolto i due bambini. - aggiunge - Lo facciamo a difesa della città e di tutti i cittadini. Ma anche per onorare Alessio, povera vittima innocente e fare sentire la nostra vicinanza alle famiglie coinvolte in questa terribile tragedia".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Turisti uccido un leone: licenziati
DATA:
OCCHIELLO: Sorridono guardando la fotocamera. Lui ha in mano un fucile, lei indossa scuri occhiali da sole. Diesteso, ai loro piedi un leone. Morto. Lo hanno ucciso loro poco prima di farsi scattare la foto.Un'immagine che ha fatto il giro del web, indignando migliaia di utenti. La foto, come spiega Il Messaggero, è stata tenuta nascosta dai due coniugi, ma
TESTO: Siccome in Francia vige ancora un codice di leggi derivate dal diritto napoleonico e non da quello zingaretto-gretinico, immagino che i due faranno causa al supermercato per licenziamento qui davvero arbitrario, e saranno riassunti con tanto di risarcimento danni. Ho letto tra l'altro che in certi parchi africani i leoni sono aumentati enormemente, e non mi meraviglierei che l'autorita' che li controlla abbia permesso battute di caccia perfettamente legali per abbattere gli esemplari piu' deboli in eccesso, col vantaggio di avere un introito aggiuntivo. Nell'alto Veneto, quando i caprioli proliferano e vengono a devastare gli orti in paese, e' la stessa Forestale che allenta le briglie ai cacciatori.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Caso Orlandi, trovate ossa in una botola nel Cimitero Teutonico: saranno esaminate
DATA:
OCCHIELLO: Dopo l'apertura delle tombe delle due principesse, risultate vuote. Il portavoce vaticano: "Individuati due ossari sotto il pavimento del Pontificio Collegio Teutonico, chiusi da una botola". Il legale della famiglia di Emanuela: "Bene che continuino le ricerche"
TESTO: Quindi, "è pertanto possibile che le spoglie delle due principesse siano state traslate in altro luogo idoneo del Campo Santo. Sono state quindi svolte con le maestranze competenti le conseguenti verifiche per constatare la situazione degli ambienti attigui alle tombe. Tali ispezioni hanno portato alla individuazione di due ossari collocati sotto la pavimentazione di un'area all'interno del Pontificio Collegio Teutonico, chiusi da una botola. Tali ossari sono stati immediatamente sigillati per il successivo esame e repertazione dei materiali ossei ivi giacenti, sempre nell'ambito e con le modalità richieste dalle attività istruttorie". L'Ufficio del Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, nelle persone del Promotore Gian Piero Milano e del suo Aggiunto Alessandro Diddi, ha dunque disposto, con apposito provvedimento, che tali operazioni avvengano alla presenza dei periti dell'Ufficio e di quelli nominati dalla Famiglia Orlandi, nonché del personale specializzato del Corpo della Gendarmeria e delle stesse maestranze già impiegate. E si procederà sabato 20 luglio, alle 9 di mattina. "Non sappiamo cosa faranno esattamente sabato prossimo ma che ci sia un approfondimento in questo momento fa piacere. Nostro interesse è collaborare attivamente con la magistratura vaticana per capire come mai quelle due tombe fossero vuote. Se lo capiamo insieme è meglio", così l'avvocato della famiglia Orlandi, Laura Sgrò.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: "Troppi crimini in città". Il vescovo fa esorcismo a bordo di un elicottero
DATA:
OCCHIELLO: Il male assedia la città colombiana di Buenaventura. Omicidi, furti e violenze varie stanno sconvolgendo da tempo questa località, principale porto del Paese sul Pacifico, arrecando gravi disagi e paura nella popolazione.E così, per fermare l"avanzata impetuosa delle forze oscure, il vescovo Rubén Dario Jaramillo Montoya ha organizzato un event
TESTO: Il male assedia la città colombiana di Buenaventura. Omicidi, furti e violenze varie stanno sconvolgendo da tempo questa località, principale porto del Paese sul Pacifico, arrecando gravi disagi e paura nella popolazione. E così, per fermare l’avanzata impetuosa delle forze oscure, il vescovo Rubén Dario Jaramillo Montoya ha organizzato un evento a dir poco singolare: in occasione della festa del santo patrono che si terrà oggi, la guida spirituale effettuerà un maxi esorcismo con tanto di elicottero e acqua santa per purificare la città. Come riporta il Guardian, il vescovo ha avuto l’idea dopo l'ennesimo atto violento accaduto in zona, questa volta ai danni di una ragazzina. A Bueneventura, in meno di un anno, si sono registrati 51 omicidi. Il crimine sta dilagando anche perché ormai la città è divenuta un importante snodo del traffico di droga. Per Montoya, la violenza è causata dagli spiriti maligni che infestano la città. Per questo
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Alcamo, auto fuori strada su A29: muore 14enne, grave il fratellino. Gli istanti prima dello schianto in un video postato dal padre su Fb
DATA:
OCCHIELLO: L'uomo ha perso il controllo dell'auto. Il suo trasporto dal pronto soccorso di Partinico all'opedale Villa Sofia di Palermo scortato dai carabinieri: i parenti della moglie lo ritengono responsabile dell'accaduto
TESTO: Incidente mortale sull'A29 Palermo-Mazara del Vallo la scorsa notte. Un uomo che viaggiava a bordo di una Bmw 320 assieme ai suoi due figli ha perso il controllo del mezzo sull'autostrada, all'altezza dello svincolo di Alcamo est intorno alle 23,30. Nell'incidente il ragazzino di 13 anni, Francesco Provenzano, ha perso la vita, mentre il padre Fabio Provenzano, 34 anni, residente a Partinico, e l'altro figlio di 10 anni sono stati ricoverati prima nel pronto soccorso di Partinico e poi trasferiti all'ospedale Villa Sofia di Palermo. Lì il più piccolo è ancora in neurorianimazione. Le sue condizioni sono gravissime: ha riportato danni cerebrali irreversibili. Fabio Provenzano è stato trasferito al Trauma center sempre a Villa Sofia. Su Facebook l'uomo ha postato un video mentre si trovava alla guida. Si tratta dell'ultimo post della pagina del ferito. Nel video come sottofondo si sente il rombo del motore. In primo piano al buio c'è la faccia del guidatore della vettura che si riprende, poi lo schermo diventa nero. E' la cronaca in diretta precedente all'incidente. Sono intervenuti quattro equipaggi della polizia stradale, personale Anas, e i vigili del fuoco e del 118. Al termine dei rilievi tecnici la salma del tredicenne è stata trasferita all'obitorio del cimitero di Alcamo. Il conducente della Bmw è arrivato al Trauma center da Partinico con una staffetta dei carabinieri.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Flixbus sospende autista con il tatuaggio "Mein Kampf"
DATA:
OCCHIELLO: Guidava un mezzo Flixbus con il suo tatuaggio in bella vista. Sul braccio l'uomo aveva scritto in caratteri gotici "Mein Kampf", titolo del libro di Adolf Hitler. Così la compagnia di trasporti ha fatto sapere di aver escluso dalle sue linee l'autista italiano.La decisione è arrivata dopo un'ondata di indignazione, scatenata da un passeggero che
TESTO: @cir - Il reato sarebbe Apologia del Fascismo in forma indiretta legge 645/1952 della Repubblica Italiana se fosse denunciato. Flixbus non ha denunciato avrà semplicemente detto alla società che impiega l'autista che la situazione ledeve l'immagine della società percui avrà chiesto di spostare la persona ad altro incarico diversamente si vedeva costretta a rivedere il contratto in essere. ... .semplice! In questo modo l'autista continuerà a girare con questo bellissimo tatuaggio che sicuramente gli apriranno tantissime porte e soprattutto permetterà a chi lo incontrerà di capire di che pasta è fatto l'essere vivente, la società sub-contractor manterrà il suo contratto con Flixbus. Flixbus non farà figure vergognose. Non è sempre questione di reati è questione di educazione e rispetto altrui
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Liguria D’Autore con soldi pubblici: Bannon dà buca ma c’è il pornodivo
DATA:
OCCHIELLO: Alla rassegna di Ameglia finanziata con 50mila euro di Regione Liguria, l’atteso guru di Trump non si fa vedere, e scoppia la polemica per un dibattito, con soli uomini, con uno youtuber hard che definisce “cagne” le donne
TESTO: Chi, invece, sembra proprio che ci sarà, domenica pomeriggio alle 18 a Fiumaretta, è Max Felicitas. Non ha esattamente la fama di Bannon, ma forse si diverte molto di più del politologo. Ha 28 anni e dal 2014 la sua carriera segue due binari. Attore porno – il nuovo Rocco Siffredi secondo molti critici del settore – ma anche cantante di seguitissimi video musicali su Youtube. Il genere non è esattamente neo melodico. Nel suo più grande successo, “Sixtynine”, le donne più desiderate vengono chiamate “cagne”, mentre il ritornello tormentone, assai poco criptico, è l’imperativo: “Si sborra”. Max Felicitas sarà la star del pomeriggio di domenica intitolato “Porno subito”. Non c’è da aspettarsi delle analisi socio-psicologiche sulla pornografia visto che è stato ritenuto dagli organizzatori della rassegna, finanziata dai soldi pubblici, un tema di cui solo gli uomini possono discutere. Con il pornodivo ci saranno, infatti, Massimo Bisotti, scrittore, Marco Valerio Cervellini funzionario della polizia postale, e i due moderatori Gianluca Daluiso e Daniele Grassucci. A Spezia l’appuntamento ha suscitato molte critiche (vedi altri articoli sull'edizione in edicola). Sulla rassegna il capogruppo del Pd in Regione Giovanni Lunardon ha attaccato il presidente Toti accusandolo di finanziare con soldi dei contribuenti un festival del sovranismo. Il governatore ha risposto stigmatizzando lo scarso senso di democrazia dei dem: “solo chi la pensa come loro avrebbe diritto a parlare”. Una cosa però è certa, a Toti il diritto di parlare gli organizzatori dell’evento - l’agenzia Visverbi - lo hanno ampiamente riconosciuto. Giovedì il suo nome non compariva nel programma ufficiale ma eccolo seduto sul palco a parlare di autonomie assieme al viceministro leghista Massimo Garavaglia, all’esponente del Front National francese Phippe Vardon e al succedaneo belga di Bannon. Anche ieri sera Toti non era in scaletta nel programma ufficiale, ma ecco arrivare il comunicato dell’ufficio stampa della Regione: “Questa sera, a partire dalle 21.30, il presidente Giovanni Toti sarà presente alla seconda serata della seconda edizione di Liguria d’Autore, a Montemarcello Magra”. Per quanto riguarda le giornate di oggi e domani nessuna sorpresa: il presidente Toti è presente in entrambe le serate nel programma ufficiale. En plein. Sul palco domani Toti troverà anche l’ex sottosegretario Armando Siri, al suo rientro in pubblico dopo le dimissioni per il coinvolgimento nell’inchiesta sulle tangenti nell’eolico. Ciliegina sulla torta, le serate vengono trasmesse in diretta da Primocanale nell’ambito del programma Viaggio in Liguria, finanziato dalla Regione Liguria con 150 mila euro.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Gallipoli, vasto incendio nell'area protetta: un morto. Evacuato un hotel
DATA:
OCCHIELLO: Il rogo è partito dalla litoranea vicino a un parcheggio abusivo, sequestrato anni fa alla criminalità organizzata e già oggetto di tre incendi nelle ultime due settimane
TESTO: Un vasto incendio è scoppiato nel primo pomeriggio nel parco naturale di Punta Pizzo, a Gallipoli, alimentato da un forte vento di scirocco. Il rogo è partito dalla litoranea vicino a un parcheggio abusivo, sequestrato anni fa alla criminalità organizzata e già oggetto di tre incendi nelle ultime due settimane. Un corpo completamente carbonizzato è stato trovato durante le operazioni di bonifica. Al momento non è chiaro se si tratti di un uomo o di una donna e se la morte sia stata causata proprio dall'incendio o se fosse antecedente. Le fiamme hanno attraversato in breve la pineta, distruggendo la vegetazione del lato mare. Provvidenziale l'intervento di un Canadair che, arrivato da Lamezia Terme per contribuire alle operazioni di spegnimento dei Vigili del fuoco, ha bloccato il fronte del fuoco, che era arrivato a lambire l'albergo Le Sirene, fatto evacuare per precauzione: gli ospiti sono stati fatti uscire dalle proprie stanze e sistemati nella hall. Paura anche tra i bagnanti, alla vista delle fiamme sulla scogliera. La situazione ora è tornata sotto controllo. Ingente il danno ambientale secondo il responsabile di Legambiente Gallipoli, Maurizio Manna. La vegetazione distrutta è infatti la fascia più sensibile del parco, quella dei 12 metri che si affacciano sulla scogliera, dove crescono i ginepri.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Salvini contro i rom: "È ora che inizino a pagare i servizi"
DATA:
OCCHIELLO: "Non capisco perché gli zingari debbano avere sempre tutto pagato. È ora che inizino anche loro a pagare per i servizi". Lo ha affermato Matteo Salvini dal palco di un comizio a Ferrara, parlando del campo rom che, secondo le intenzioni della giunta Fabbri, sarà smantellato nei prossimi giorni.Lunedì prossimo inizierà il censimento dei campi r
TESTO: sempre piu'avviati alla follia piu' completa! Il felpini SI E'DAVVERO MESSO IN TESTA DI RIPRISTINARE LA LEGALITA'IN ITALIA! Questo e' davvero un pericolo pubblico da eliminare fisicamente! Mai viste delle porcherie simili! Mi chiedo cosa aspettino i magistrati rossi ad indagarlo per sovversione ed attentato alla sicurezza nazionale? Ha. .. bei tempi quelli di borrelli e di pietro: quelli che ci facevano sognare! Quelli si che erano magistrati con la maiuscola. ..magistrati "di una volta"! Dopo i clandestini, questo ci sta togliendo l'ennesima ragione per vivere una vita felice piena di africani irregolari che rubano, spacciano e stuprano in ogni angolo dei centri abitati e come se non bastasse, anche di zingari che redistribuiscono equamente le nostre ricchezze e ci allegeriscono del pensiero di soldi, gioielli, smartphone e persino abitazioni e beni immobili vari e quindi delle relative inique tasse da pagare! Povera patria !
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Bestemmia per la multa e ne prende un'altra
DATA:
OCCHIELLO: Una multa da 102 euro, a causa di una bestemmia. È la vicenda, riportata dal Piccolo, che vede come protagonista un automobilista a Trieste.Secondo quanto riporta il quotidiano, l'uomo avrebbe lasciato la macchina di lavoro in una zona adibita al carico e scarico merci e, al suo ritorno avrebbe trovato sul cruscotto una sanzione per diviero di sos
TESTO: Caro CNL con tutto il rispetto per ogni individuo di credere o non credere, la libertà di religione è riportata nella Costituzione oltre che nel buon senso in ognuno di noi. Vorrei però che rifletesse su ciò che ha scritto, Lei è libero di credere ciò che vuole ma Io sono altresi libero di credere ciò che voglio. Se il suo atteggiamento urta la mia sensibilità Lei sta usando una forma di violenza su di me. Per cui se la sua Libertà finisce dove inizia la mia la siluzione più facile si chiama rispetto reciproco, Io non interferisco sul suo pensiero e non limito le sue Libertà e Lei rispetta le Mie convinzioni e Fede. La bestemmia ad alta voce ferisce anche persone estranee al fatto, quindi tenersele per se o nella sfera privata o tra coloro che condividono le proprie idee sarebbe opportuno. L'idea che è diventato normale uso locale della lingua comune mi fa rabbrividire di quanto si possa essere impoverita la lingua italiana.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Spara e uccide la ex moglie durante il karaoke
DATA:
OCCHIELLO: Nel ristorante di uno stabilimento balneare a Savona. Caccia in città all'uomo in fuga
TESTO: Non c'è traccia di Domenico "Mimmo" Massari, il 54enne che la scorsa notte ha sparato tra i frequentatori di un locale alla ex moglie Deborah Ballesio, 40 anni, originaria della Val Bormida, uccidendola e ferendo in modo non grave altre due donne (una ha un proiettile in una gamba e un'altra è stata colpita di striscio). L'episodio è avvenuto ai bagni 'aQuario' a Savona. Uomini delle forze dell'ordine hanno cercato Massari per tutta la notte. La caccia all'uomo, in fuga armato, continua. In procura si terrà un vertice per pianificare indagini e ricerche. Secondo alcuni testimoni prima di sparare l'uomo avrebbe gridato alla ex moglie "ti ricordi di me? ". L'omicida avrebbe esploso sei colpi di pistola tutti rivolti verso la vittima. I testimoni hanno vissuto momenti di terrore quando hanno udito gli spari. Chi era più vicino ha notato perfettamente la scena ed è scappato o si è buttato a terra. Chi era in altra zona del locale in un primo momento ha confuso gli spari con l'esplosione di petardi ma in pochi secondi ha capito cosa era successo. L'uomo da anni aveva un comportamento minaccioso nei confronti della donna. Nell'agosto del 2015 l'uomo dette fuoco al locale di lap dance 'Follia' di Altare, gestito dalla moglie. L'episodio era avvenuto dopo una serie di liti e molestie che gli erano costati un patteggiamento a tre anni e due mesi per danneggiamenti e stalking e il divieto di avvicinarsi alla donna.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: La mossa di Di Maio: "Ora serve trasparenza e un chiarimento"
DATA:
OCCHIELLO: Chiederà un incontro a Salvini, che torna a minacciare la crisi. Martedì la proposta pd sulla commissione d’inchiesta
TESTO: La linea è uguale a quella M5S: accettare sì l'inchiesta parlamentare, ma allargata ai finanziamenti di tutti i partiti e delle fondazioni politiche. Il sottosegretario leghista Guido Guidesi concorda e attacca il Pd: "Così verifichiamo i finanziamenti della Leopolda! ". Andrea Crippa, vicesegretario della Lega, da capo della sezione giovanile del partito a novembre scorso volò a Mosca per siglare un accordo con i corrispettivi di Russia Unita. "Questa è la riconferma che la Lega tiene buoni rapporti e relazioni con la Russia, sanzioni e minacce non servono. Il dialogo invece sì", commentò quel giorno Savoini, rivendicando un proprio ruolo nel gemellaggio. Ma Crippa sostiene di essere tranquillo: "D'accordo con la commissione, se uno è sicuro di essere onesto non deve avere paura. La trasparenza è importante, ma che valga non solo per noi". Quanto al presidente dell'associazione Lombardia-Russia finito in mezzo alla tempesta, Grimoldi aggiunge un tassello in più sulla pietra tombale che il partito vorrebbe mettere su di lui: "Ho consultato gli elenchi, Savoini non risulta essere neanche un iscritto". Repubblica chiede "da quando? " e scappa la battuta: "Non lo so, mica sono del Kgb. ..".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: La strage sulle strade: tra venerdì e sabato due comitive di 8 ragazzi perdono la vita nella notte, da Jesolo a Cesena. Altre due vittima nel veneziano e nel genovese
DATA:
OCCHIELLO: Jesolo, la tragedia in località Ca' Nani al ritorno dalla serata in un locale. Le vittime avevano tutte tra i 22 e i 23 anni. Quattro a Cesena, alla guida un 37enne, gli altri avevavno 19, 17 e 14 anni  
TESTO: I ragazzi rientravano dalla serata in un locale quando la loro auto è uscita di strada ed è finita in un canale a Cà Nani. A bordo c'era una quinta ragazza che si è salvata. E ancora, alle 5 i vigili del fuoco sono intervenuti in via Roma Sinistra sempre a Jesolo per un'auto finita contro un platano. I pompieri hanno estratto l'uomo rimasto incastrato alla guida, nonostante i tentativi di rianimazione da parte del personale del 118 il 28 enne è morto. L'incidente di Jesolo invece è avvenuto poco prima dell'1,30. L'auto procedeva sulla Sr 43, in territorio comunale di Jesolo, con a bordo 5 amici - tre ragazzi e due ragazze - che pare rientrassero dalla serata passata in locali della costa. All'incrocio tra via Adriatico e via Pesarona, il conducente, Riccardo Laugeni, ha perso il controllo della macchina che è uscita dalla carreggiata ed è finita in un canale: oltre Laugeni hanno perso la vita Elena Frasson, Leonardo Girasoli e Giovanni Mattiuzzo, un'altra ragazza si è salvata. I primi soccorsi sono stati dati da alcuni ragazzi stranieri di passaggio che si sono calati nel canale e sono riusciti a estrarre l'unica superstite. Poco dopo sono arrivati le ambulanze del Suem 118 e i vigili del fuoco del distaccamento di Mestre che con l'autogru hanno agganciato l'auto e l'hanno estratta dall'acqua. Le vittime avevano tutte tra i 22 e i 23 anni ed erano tutti residenti nella zona di San Donà.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Sequestrato arsenale con armi da guerra a un gruppo di estremisti destra, c'è anche un missile
DATA:
OCCHIELLO: Tre gli arresti: c'è anche ex candidato al Senato per Forza Nuova. Nel mirino italiani che hanno combattuto nel Donbass, in Ucraina
TESTO: Le indagini della Digos erano partite un anno fa dopo le intercettazioni su un gruppo di italiani che avevano combattuto in Ucraina. I sospetti su Del Bergiolo sono nati dalle telefonate che hanno intercettato i suoi tentativi di vendere il missile aria aria da guerra di fabbricazione francese per circa 470mila euro. Tra i potenziali acquirenti c'era anche il funzionario pubblico di un paese straniero che si era dimostrato interessato ma pretendeva la documentazione sull'acquisto della bomba. L'operazione è scattata all'alba, con nuove perquisizioni e nuovi sequestri da parte della Digos di Torino che nell’ultimo periodo ha concentrato l’attenzione sui gruppi oltranzisti di estrema destra che orbitano su Torino, una galassia nera che spazia dai messaggi politici e di propaganda alle infiltrazioni nelle tifoserie calcistiche. Il questore di Torino Giuseppe De Matteis ha definito l'operazione "un sequestro con pochi precedenti per la qualità delle armi e il loro potenziale violento". Precisa Salvatore Ferrara, coordinatore regionale di Forza Nuova Lombardia: "E' stata diffusa la falsa notizia di persone appartenenti a Forza Nuova coinvolte nelle perquisizioni in Lombardia e Piemonte, col conseguente sequestro di varie armi. Se uno degli arrestati è stato candidato nelle liste di Forza Nuova nel lontano 2001 (18 anni fa! ), affermiamo che al contrario nessuna delle persone coinvolte è ormai da anni militante di Forza Nuova, che dunque non c’entra assolutamente nulla con le perquisizioni di questa mattina".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Spara e si consegna in carcere: arrestato il killer del karaoke
DATA:
OCCHIELLO: È terminata in carcere a Sanremo dove si è costituito, la fuga di Domenico (Mimmo) Massari, 54 anni, l"uomo che in preda a un raptus di follia, sabato sera, ha ucciso a colpi di pistola la moglie, Deborah Bellesio, di 40 anni, ferendo altre tre persone, per fortuna non in modo grave, dopo aver sparato all"impazzata dentro il ristorante dei Bagni
TESTO: È terminata in carcere a Sanremo dove si è costituito, la fuga di Domenico (Mimmo) Massari, 54 anni, l’uomo che in preda a un raptus di follia, sabato sera, ha ucciso a colpi di pistola la moglie, Deborah Bellesio, di 40 anni, ferendo altre tre persone, per fortuna non in modo grave, dopo aver sparato all’impazzata dentro il ristorante dei Bagni Acquario, di Savona, durante una serata di karaoke. Prima, tuttavia, anziché suonare il campanello, ha esploso tre colpi di pistola in aria per attirare l’attenzione del personale del penitenziario, segno che era ancora armato. Un omicidio annunciato, visto che da anni l’uomo perseguitava la ex. E’ il 2015, infatti, quando commette un attentato al locale di lap dance gestito dalla donna: il “Follia”, di Altare, in provincia di Savona. Un episodio avvenuto al culmine di una serie di comportamenti minacciosi e di molestie. La vicenda si chiude con un patteggiamento a 3 anni e 2 mesi con le accuse di danneggiamento e stalking e il divieto di avvicinarsi alla donna. Un divieto che non avrebbe quasi mai rispettato. Sabato sera fa irruzione nel locale e spara all’impazzata. Restano ferite altre tre persone: una donna di 55 anni colpita da un proiettile a una gamba, che ha riportato la frattura del perone e che è stata dimessa ieri mattina con 30 giorni di prognosi; un'altra donna con alcune schegge in una gamba e una bambina, colpita di striscio.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Tragedia familiare, 93enne uccide la moglie in casa
DATA:
OCCHIELLO: Una tragedia familiare si è consumata domenica scorsa, 14 luglio, presumibilmente in serata, a Sesto San Giovanni. Un 93enne, Vasco Bimbatti, avrebbe ucciso la propria moglie, Luciana Bonzanini, nella loro abitazione. È stato il figlio della coppia, andato verso le 18,20 a fare una visita agli anziani genitori, a scoprire il delitto che si era ap
TESTO: Una tragedia familiare si è consumata domenica scorsa, 14 luglio, presumibilmente in serata, a Sesto San Giovanni. Un 93enne, Vasco Bimbatti, avrebbe ucciso la propria moglie, Luciana Bonzanini, nella loro abitazione. È stato il figlio della coppia, andato verso le 18,20 a fare una visita agli anziani genitori, a scoprire il delitto che si era appena consumato. Entrato nell’appartamento del condominio sito in via Fratelli di Dio al civico 34, a Sesto San Giovanni, poco distante dal quartiere Adriano di Milano, ha subito visto la madre riversa per terra in un lago di sangue. Il volto tumefatto da diverse ferite. Vicino al corpo della donna, che avrebbe dovuto compiere a breve i 90 anni, il marito, con lo sguardo assente e le mani insanguinate. Il figlio ha immediatamente capito cosa era successo e ha chiamato il 112.Quando il personale sanitario del 118 è giunto nell’abitazione, per l’anziana non vi era più nulla da fare, se non dichiararne il decesso. Sul luogo della tragedia anche i carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Sesto San Giovanni sotto la supervisione del loro comandante interinale, il tenente Salvatore Marletta. Secondo i primi accertamenti sarebbe stato il 93enne, costretto su una sedia a rotelle, a uccidere la moglie. L’uomo avrebbe usato come arma il poggiolo della carrozzina, con il quale le avrebbe inferto le ferite mortali sul capo della consorte. Questa ipotesi è condivisa anche dal pubblico ministero di Monza, che per il momento non ha ancora preso nessun provvedimento nei confronti dell’omicida. Il 93enne è infatti affetto da demenza senile e difficilmente passerà gli ultimi anni di vita rinchiuso in un carcere. Quando i militari sono entrati in casa l’uomo straparlava, dicendo che la consorte lo tradiva da cinquant’anni. Bimbatti ha trascorso la notte in ospedale, sotto osservazione dei medici.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: I Ferragnez in Giappone, ma il web attacca i loro look: "Due peracottari"
DATA:
OCCHIELLO: Chiara Ferragni e Fedez, con il piccolo Leone, si stanno godendo dei giorni di vacanza in Giappone, ma i look sfoggiati per visitare alcuni luoghi culto del Paese non hanno affatto convinto i loro follower.Sono stati soprattutto gli outfit della influencer a far storcere il naso a chi la segue sui social: gli abiti super colorati, le parrucche da S
TESTO: Chiara Ferragni e Fedez, con il piccolo Leone, si stanno godendo dei giorni di vacanza in Giappone, ma i look sfoggiati per visitare alcuni luoghi culto del Paese non hanno affatto convinto i loro follower. Sono stati soprattutto gli outfit della influencer a far storcere il naso a chi la segue sui social: gli abiti super colorati, le parrucche da Sailor Moon, le t-shirt oversize ricche di stampe multicolor e i pantaloncini in lattice, non sono piaciuti a numerosi internauti che, come di consueto, non hanno esitato ad esprimere i loro giudizi al vetriolo sui Ferragnez. Così, notando i look scelti da Chiara e dal marito Fedez per visitare Meiji Jingu e Akihabara, gli hater più agguerriti si sono scatenati. “Min. .. tutti i soldi che hai sembra che indossi vestiti presi dalla Caritas”, “Ma dove sei finita? !? Influencer? ?? Mi auguro di no, che si prendano le distanze da questi outfit che proponi! Sembrate alla fiera dei peracottari! Riprenditi. .. Fedez non ti ha influenzato così bene, se questi sono i risultati. ..Torna alle tue tradizioni. ..”, “Ma che pantaloni indossi? ?? Quelli della spazzatura? ??? ”, “Mamma mia che outfit atroci! Menomale che al piccolino avete lasciato uno stile sobrio”, si legge tra i commenti ad uno degli ultimi scatti postati da Chiara Ferragni sul suo profilo Instagram. Se molti hanno criticato i look troppo appariscenti dei Ferragnez a Tokyo, però, molti altri hanno apprezzato l’ironia con cui la coppia più social di sempre ha deciso di vivere la sua vacanza giapponese. Gli amanti dello Japan Style, infatti, hanno ritenuto davvero “cool” gli outfit scelti dalla Ferragni e da Fedez, che si sono perfettamente integrati con la moda orientale e la tradizione che la contraddistingue.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Grave 60enne punto da un ragno 'vedova nera' a Margherita di Savoia: lo salva siero mai usato prima in Italia
DATA:
OCCHIELLO: La puntura del ragno provocato sudore, convulsioni, dolori articolari, muscolari e all'addome, fino a quando l'uomo è finito in una situazione definita "critica". L'antidoto è arrivato in aereo da Linate a Bari
TESTO: BARLETTA - Salvo grazie a un siero specifico, somministrato per la prima volta in Italia, dopo essere stato punto da una malmignatta: si tratta di genere di ragno mediterraneo molto pericoloso, potenzialmente letale, che appartiene alla famiglia della vedova nera. Protagonista un 60enne morso alla gamba mentre era al lavoro negli arenili alla periferia di Margherita di Savoia, nella Bat, e ora ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale Dimiccoli a Barletta. L'uomo nel pomeriggio di sabato 13 luglio era stato trasportato dagli operatori del 118 di Zapponeta al pronto soccorso dopo aver avvertito convulsioni, dolori articolari, muscolari e all'addome. I medici, che avevano immediatamente definito "critica" la situazione, si sono rivolti al Centro nazionale antiveleni Maugeri di Pavia, che dopo la diagnosi di avvelenamento, in una frenetica corsa contro il tempo, hanno inviato il siero specifico anti-vedova nera. Rapidissima è partita la macchina dei soccorsi disposta dalla prefettura di Barletta, che in collegamento con quella di Pavia ha disposto il trasferimento del farmaco da Pavia all'aeroporto di Linate con una staffetta della polizia stradale e da lì su un volo di linea Alitalia fino a Bari. Sempre gli agenti della polstrada hanno trasportato l'antidoto dall'aeroporto di Palese all'ospedale di Barletta, dove nella notte, dopo un'ora e mezzo somministrazione, il paziente è stato stabilizzato: al momento non è in pericolo di vita. I medici del pronto soccorso dell'ospedale Dimiccoli, autorizzati all'acquisto del farmaco dalla direzione sanitaria, parlano di una "regressione della sintomatologia", vale a dire delle contrazioni muscolari e il tremore che erano durati fino all'arrivo del siero. "La diagnostica da puntura di vedova nera è molto difficile", commenta Carlo Locatelli, direttore del Centro nazionale antiveleni di Pavia. "Se non si interviene rapidamente possono verificarsi complicazioni serie, con conseguenze molto gravi che possono portare anche alla morte. In Italia casi di questo tipo possono verificarsi nelle regioni con alte temperature come quelle del Sud, quando si manifestano un caldo precoce e forte umidità. Questa annata è a rischio, proprio perché ci sono le condizioni tipiche che ne permettono la dischiusura delle uova e lo sviluppo delle larve". "La nostra è stata una corsa contro il tempo - ha aggiunto Locatelli ricordando quanto accaduto in Puglia - Dopo che l'ospedale di Barletta ci ha riferito i sintomi del sessantenne, abbiamo subito pensato che potesse essere stato punto da quel tipo di ragno e abbiamo inviato intorno alle 16 l'antidoto specifico. Dopo circa tre ore il paziente è stato curato e messo in salvo. Ringraziamo anche le prefetture e le forze dell'ordine che ci hanno aiutato per velocizzare le procedure". Sulla vicenda è intervenuto anche il direttore generale della Asl Bat, Alessandro Delle Donne: "Quello che è accaduto a Barletta è prova di una grande capacità di intervento e di una ancora più spiccata intuizione. I miei ringraziamenti più sentiti vanno a tutta l'équipe del pronto soccorso, al suo direttore Giuseppe Di Paola e a tutti gli operatori che sono intervenuti in questa storia straordinaria". E ancora: "Devo ringraziare in maniera particolare anche la prefettura di Barletta per aver organizzato con estrema celerità il volo da Milano e il trasporto dall'aeroporto di Bari dell'antidoto che ha permesso di salvare l'uomo. Un plauso sentito il mio e di tutta la direzione strategica per una capacità di intervento e di collaborazione istituzionale che ha permesso di ottenere questo risultato: il paziente ora è fuori pericolo, è tenuto sotto osservazione ma è le sue condizioni sono in netto miglioramento".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Savoini e il caso Lega Russia: cosa c'è da sapere
DATA:
OCCHIELLO: L'Espresso e Buzzfeed svelano i dettagli (con audio) di un incontro del 18 ottobre 2018 all'hotel Metropol di Mosca tra Gianluca Savoini, amico e collaboratore di Matteo Salvini, e altri personaggi italiani e russi per discutere di finanziamenti alla Lega. Da lì parte...
TESTO: Il 18 ottobre 2018, all'hotel Metropol di Mosca, avviene un incontro al quale partecipano Gianluca Savoini, esponente leghista, presidente dell'associazione Lombardia Russia, amico e collaboratore di Matteo Salvini; altri due italiani (uno di loro si rivelerà poi essere l'avvocato d'affari Gianluca Meranda) e alcuni non identificati russi. Nell'incontro, come raccontato da un'inchiesta dell'Espresso pubblicata a febbraio 2019 e confermato dalla registrazione audio pubblicata da Buzzfeed il 9 luglio 2019, si parla dell'ipotesi di avviare una trattativa per la vendita di petrolio dalla quale, secondo gli accordi, dovrebbero risultare dei fondi neri per il finanziamento della campagna elettorale della Lega in vista delle elezioni europee. Savoini, in particolare, fornisce il contesto politico della trattativa, spiegando che la Lega insieme all'alleanza sovranista vuole "cambiare l'Europa. La nuova Europa deve essere molto vicina alla Russia". Il giorno prima, 17 ottobre, sempre a Mosca, il ministro dell'Interno Matteo Salvini partecipò a un incontro organizzato da Confindustria al Lotte Hotel, al quale era presente anche Savoini. Sulla vicenda, dopo le rivelazioni dell'Espresso, la procura di Milano ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di corruzione internazionale, nella quale Gianluca Savoini risulta indagato. La procura ha acquisito anche l'audio della registrazione pubblicata da BuzzFeed. Lo stesso Savoini era presente alla cena in onore di Vladimir Putin che si è tenuta il 4 luglio 2019 a Villa Madama, in occasione della visita in Italia del presidente russo, alla quale hanno partecipato anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, lo stesso Salvini e l'altro vicepremier Luigi Di Maio. Inoltre, Savoini compare al fianco di Salvini al tavolo di un incontro istituzionale bilaterale con il ministro dell'interno russo, che si è tenuto il 17 luglio 2018 a Mosca. Nella stessa occasione, durante un'intervista con Salvini nella sede dell'agenzia russa Tass, la giornalista si rivolge in italiano a Savoini, seduto in prima fila, ringraziandolo per aver reso possibile l'incontro. Alle richieste di spiegare le ragioni della presenza di Savoini a quegli incontri, Salvini ha negato di essere stato lui a invitarlo, sia a Mosca che a villa Madama. Per quanto riguarda l'incontro del 18 ottobre 2018, il ministro dell'Interno ha negato ogni coinvolgimento e si è detto fiducioso che l'inchiesta dimostrerà che la Lega non ha preso neanche un soldo dalla Russia. Gianluca Meranda, l'avvocato che era presente a quell'incontro con Savoini, ha detto in una lettera a Repubblica che la trattativa venne avviata ma non si è mai concretizzata. Quanto alla cena di villa Madama, una nota di Palazzo Chigi ha spiegato che l'invito era stato sollecitato da Claudio d'Amico, anche lui collaboratore di Salvini, per il quale svolge un incarico (retribuito) di consigliere all'interno della vicepresidenza del Consiglio. D'Amico figura anche nell'organigramma dell'associazione Lombardia Russia, della quale Savoini è presidente. Ci sono varie testimonianze e immagini che ritraggono Salvini, Savoini e D'Amico insieme a Mosca in occasione di incontri istituzionali.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Lo zoo con gli animali liberi e i visitatori in chiusi in gabbia
DATA:
OCCHIELLO: C'è un posto, in Cina, dove le parti si sono invertite: gli animali sono liberi di scorrazzare dove vogliono, mentre gli esseri umani sono chiusi in gabbia. Si tratta del particolarissimo zoo di Chongqing, città nel sud-ovest del Paese asiatico, che fa felici gli animalisti.Lehe Ledu Wildlife Zoo è il nome della rivoluzionaria struttura, che rib
TESTO: C'è un posto, in Cina, dove le parti si sono invertite: gli animali sono liberi di scorrazzare dove vogliono, mentre gli esseri umani sono chiusi in gabbia. Si tratta del particolarissimo zoo di Chongqing, città nel sud-ovest del Paese asiatico, che fa felici gli animalisti. Lehe Ledu Wildlife Zoo è il nome della rivoluzionaria struttura, che ribalta la consueta dinamica di ogni giardino zoologico del mondo, con gli animali in gabbia e le persone libere di gironzolare per scattare fotografie o girare video per immortalare la visita in un ricordo, come sappiamo bene tutti noi, che una volta nella vita ci siamo stati in un bioparco. Ecco, ma come funziona il Lehe Ledu Wildlife? Presto detto: gli avventori vengono letteralmente rinchiusi all'interno di una garitta ambulante che percorre la riserva, sotto la severa raccomandazione di non avvicinarsi troppo alle sbarre di sicurezza per evitare che gli animali, incuriositi, li aggrediscano, come spiega Libero.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Caso Avastin-Lucentis, il Consiglio di Stato conferma la multa da 184 milioni per Roche e Novartis
DATA:
OCCHIELLO: La sanzione dell'Antitrust per aver fatto un accordo finalizzato a far usare dal servizio sanitario nazionale il più caro di due farmaci ugualmente efficaci contro la maculopatia
TESTO: Una multa da 184 milioni, 92 milioni a testa per due grandi case farmaceutiche. Dopo dieci anni il Consiglio di Stato conferma la sanzione per Roche e Novartis, che secondo i giudici hanno costruito un'intesa anticoncorrenziale intorno ai due farmaci Lucentis e Avastin. Il primo è indicato per la maculopatia ed è molto più caro del secondo, che funziona per la stessa patologia ma per il quale il produttore (Roche) non ha mai chiesto di allargare le indicazioni anche per quella patologia dell'occhio. Le sentenze del Consiglio di stato sulla vicenda sono due, entrambe pubblicate oggi. Nella prima c'è la conferma della sanzione dell'Antitrust, nella seconda c'è l'autorizzazione ad usare il farmaco Avastin al di fuori delle indicazioni e quindi anche contro la maculopatia. Secondo le accuse Roche e Novartis si erano messe d'accordo per far si che la prima non chiedesse l'autorizzazione ad far prescrivere il farmaco meno caro contro la patologia degli occhi. "Roche e Novartis - spiegano dall'associazione Altroconsumo - si sono messe d'accordo per differenziare artificiosamente i due farmaci, principalmente cercando di dimostrare che Avastin presenta rischi maggiori, contro le evidenze che provengono dall'esperienza clinica e da tutti gli studi idipendenti". In effetti c'è molta letteratura scientifica riguardo all'efficacia simile dei due medicinali sul problema dell'occhio. E' l'Antitrust, chiamato in causa tra gli altri dalla Società dei medici oftalmologi italiani e da Altroconsumo, a schierarsi per prima contro le due case farmaceutiche. Grazie anche a una serie di intercettazioni dei dirigenti delle due aziende, chiarisce che c'è un accordo e il nel 2014 decide la sanzione: 92 milioni di euro per Roche, e 92 per Novartis. Il Tar del Lazio nello stesso anno respinge i ricorsi delle due aziende contro la multa e queste si rivolgono al Consiglio di Stato, che a sua volta chiama in causa la Corte Europea di Giustizia. Il 23 gennaio 2018 la Corte risponde ai quesiti pregiudiziali presentati dal Consiglio di Stato confermando le conclusioni, e la sanzione, dell’Autorità Antitrust e rimandando al sistema giudiziario italiano l’ultima parola. La stessa Corte poi si esprime anche sulla prescrivibilità del farmaco meno caro. La storia si conclude adesso con le sentenze del Consiglio di Stato. Alla giustizia amministrativa si era rivolta anche la Regione Emilia-Romagna, la prima a cercare di contrastare le due case farmaceutiche e a prescrivere Avastin ai suoi pazienti. "Siamo ovviamente soddisfatti della sentenza e orgogliosi di esserne in qualche modo tra gli artefici - dicono dall'associazione Altroconsumo - ma la vicenda per noi non si deve chiudere qua. Ribadiamo infatti il diritto/dovere delle Regioni, ora che la sentenza è definitiva, di richiedere il risarcimento per la maggior spesa sostenuta negli anni per l’acquisto del farmaco più caro. Il sistema ci ha rimesso milioni di euro”. Anche il ministero alla Salute, teoricamente, potrebbe fare una azione civile. Molto importante anche la seconda sentenza, che dà il via libera all'utilizzo dell'Avastin al posto del Lucentis. Da Roche esprimono, pur pur rispettando la decisione del Consiglio di Stato, "tutto il proprio disaccordo per le conclusioni a cui sono arrivati i magistrati. La sentenza lascia privi di risposta tutti gli argomenti difensivi sollevati da Roche in questi lunghi anni. Non c'è stata alcuna collusione con Novartis riguardo ai due farmaci. Tutti i contatti tra Roche e Novartis sono stati assolutamente leciti, basati su informazioni veritiere di farmacovigilanza. Roche è un'azienda farmaceutica, opera in un settore altamente normato, ne ha sempre rispettato le regole in totale integrità e trasparenza e continuerà a farlo. Il suo unico obiettivo è sempre stato quello di garantire la salute e la sicurezza dei pazienti". Anche Novartis commenta la grande sconfitta respingendo le accuse ma entra anche di più nel merito, dando un giudizio dell'azione dell'antitrust, parlando di motivi economici e più in generale affrontando nel merito la questione dei medicinali usati al di fuori delle loro indicazioni. L'azienda, è scritto in un comunicato, "prende atto con rammarico della sentenza del Consiglio di Stato che conferma il provvedimento dell’Autorità italiana garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), emesso nel 2014 relativamente a presunte pratiche anticoncorrenziali. Sin dall’inizio Novartis ha respinto con forza queste accuse ed è convinta che il caso antitrust sia stato guidato da motivi puramente economici, volti a forzare, nel quadro normativo italiano, un cambiamento atto a consentire il rimborso generalizzato di un farmaco in un’indicazione priva di autorizzazione (off label), nonostante la presenza sul mercato di medicinali autorizzati (on label). Sebbene la sentenza della Corte sia stata sfavorevole, Novartis conferma la correttezza del proprio operato e rimane convinta che l’utilizzo di un farmaco fuori indicazione in presenza di farmaci appropriati costituisca una minaccia per l’esistente sistema legale, medico e regolatorio, istituito per monitorare l’uso efficace e sicuro dei medicinali nei pazienti".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Ex Ilva, nuovo incidente senza feriti nello stabilimento di Taranto. Usb: "Sfiorata un'altra tragedia, ora basta"
DATA:
OCCHIELLO: Il sindacato denuncia: "il carroponte 5 ha perso pinza e bozzello che sono precipitati al suolo: solo per un caso non ci sono feriti"
TESTO: "Questa mattina è toccato al reparto LAF essere teatro dell'ennesimo espisodio che ha messo a rischio la vita di atri operai" del siderurgico ArcelorMittal di Taranto. Lo affermano il sindacato Usb di Taranto, rilevando che "il carroponte 5 ha perso pinza e bozzello che sono precipitati al suolo. Solo per una casualità non sono stati coinvolti lavoratori perché pochi minuti prima la stessa gru caricava i rotoli su un camion e successivamente si apprestava a liberare la linea. Aree, queste, interessate dalle attività dei lavoratori, quindi tragedia sfiorata, solo pochi giorni dopo la morte di Cosimo Massaro, l'operaio precipitato nelle acque del porto con la gru che ha ceduto sotto la tempesta di vento del 10 luglio". "In queste condizioni - ribadisce Usb - gli impianti dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto vanno fermati. Non ci sono le condizioni di sicurezza necessarie affinché possano svolgersi le normali attività dei lavoratori perché gli impianti versano in uno stato vetusto, fatiscente e non vengono sottoposti ad operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria. La fabbrica che cade a pezzi va fermata altrimenti piangeremo altri morti".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Savona, arrestato il killer di Deborah: ha sparato davanti al carcere e si è costituito
DATA:
OCCHIELLO: Domenico Massari si è presentato davanti alla prigione di Sanremo dopo mezzanotte: aveva altri 57 proiettili e due coltelli
TESTO: Solo, senza fissa dimora, difficile che Massari potesse avere un'auto a disposizione da qualche parte per allontanarsi troppo dal luogo della tragedia. L'unico timore era che l'uomo potesse avere una piccola "rete" criminale a cui appoggiarsi: del resto non avrebbe potuto neanche possedere la pistola che ha usato per sparare alla ex moglie. Dopo più di 24 ore Massari dunque si è consegnato alle forze dell'ordine, solo, senza avvocato, costituendosi nel carcere di Sanremo. Tre colpi sparati in aria, altri 57 proiettili con sé, più due coltelli a serramanico. Domenico Massari quando si è consegnato alla polizia ha detto: “Ho ucciso la mia ex moglie a Savona, è quello che volevo. Mi dispiace aver ferito altre persone innocenti”. Per arrivare al carcere di Sanremo, altra circostanza su cui stanno lavorando Squadra mobile e Servizio centrale operativo, avrebbe minacciato un camionista. Perché “Mimmo”, ora in arresto per l’omicidio di Deborah Ballesio, era armato fino al collo, ma non aveva un soldo con sé. Si sentiva braccato. Lui che una volta uscito dal carcere, nel marzo 2018, era sparito dai radar, e sembrava ormai deciso a lasciare in pace la sua ex, non ha mai smesso di pensare a lei. A quel prestito che le aveva fatto per aprire il locale “Follia! ”, nell’entroterra di Savona. Diceva lui, e ha ripetuto ai poliziotti, che quella donna l’aveva rovinato. Per questo le aveva bruciato non solo quelle quattro mura fatte di musica e lap dance, ma pure la casa, prima di finire in carcere nel 2015. Un criminale pericoloso, con una pistola 357 Magnum che ha imposto l’arrivo di rinforzi da Roma. Alfredo Fabbrocini, a guida della Seconda Divisione della Direzione centrale anticrimine dello Sco, spiega che ormai il killer “aveva preso una strada senza ritorno”. Non aveva più nulla da perdere, dunque poteva ferire chiunque. E infatti è apparso del tutto sicuro di sé. Ma la pressione su di lui, con il passare delle ore, dal sabato sera della tragedia alla mezzanotte passata, l’ha convinto a presentarsi. Il Questore di Savona Giannina Roatta e il capo della Mobile Rosalba Garello hanno spiegato di aver contatto “tutti i contatti dell’uomo, tutta la rete che avrebbe potuto sostenerlo”. Dal passato di Massari è emersa una lunga parentesi in Spagna, come trafficante di droga. Ma in Italia almeno sotto questo punto di vista era stato praticamente invisibile. Solo illeciti amministrativi. Ora l'uomo è accusato di aver ucciso la ex moglie: era comparso all'interno del locale dove lei stava animando una serata di karaoke e piano bar, sabato sera, facendo fuoco da distanza ravvicinata con una pistola. Sei i colpi esplosi, 3 dei quali fatali che hanno raggiunto la donna al torace. Sono rimaste ferite anche 2 donne e una bambina di 3 anni colpita di striscio. Martedì intanto è in programma l'autopsia sul corpo della vittima.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Il ritorno di Siri: "Mi sono sentito sotto attacco"
DATA:
OCCHIELLO: Prima uscita in pubblico dell'ex sottosegretario leghista indagato per corruzione con l’accusa di avere accettato danaro per inserire nella manovra una norma sulle energie rinnovabili
TESTO: MONTEMARCELLO (La Spezia) – “Sentirsi sotto attacco non è stato bello. Credo comunque che chi abbia voluto farsi un’idea di quello che è successo, se la sia potuta fare”. Non dice di più sul caso della revoca del suo incarico da sottosegretario, avvenuta nel maggio scorso, Armando Siri. Una vicenda in cui il vice ministro leghista al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e consigliere economico di Matteo Salvini, era finito indagato per corruzione con l’accusa di avere accettato danaro per inserire nella manovra una norma sulle energie rinnovabili. Una presunta tangente da 30mila euro, "data o promessa" a Siri in cambio di un “aggiustamento” al Documento di economia e finanza 2018 sugli incentivi al mini-eolico, che non fu poi presentato. Ma dopo la revoca dal suo incarico di governo, a lungo contestata e infine avvenuta su proposta al Consiglio dei ministri dello stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella serata di ieri era la prima volta che Siri si presentava in pubblico a più di due mesi dal caso. L’occasione è stata l’appuntamento finale di “Liguria d’autore”, rassegna di discussioni politiche e culturali svoltasi per 4 sere nello splendido borgo di Montemarcello, sopra Ameglia, in provincia della Spezia. Una rassegna di impronta sovranista, con diverse personalità del mondo della politica e dell’informazione, contestata ad esempio dal Partito democratico di Ameglia proprio per il taglio degli incontri avvenuti “con pochissime voci non allineate”. Rassegna comunque ben condotta dal giornalista Alessandro Giuli. Eppure Siri, benché giocasse “in casa”, e seduto su una poltroncina al centro del dibattito generale, non si è però spinto oltre in pubblico a parlare del proprio caso. Camicia bianca e abito blu, l’ex vice ministro è apparso in tono dimesso, ma ha voluto difendere il lavoro svolto durante il suo incarico. Nell’incontro finale del Festival, intitolato “Chi fa l’Italia”, a cui hanno partecipato fra gli altri i governatori di Liguria e Lombardia, Giovanni Toti e Attilio Fontana, Siri ha fatto un solo intervento, di pochi minuti, a cavallo della mezzanotte, prima che la pioggia cominciasse a cadere sugli spettatori. Il panel era dedicato alle Infrastrutture, e si era aperto con un filmato sulle opere mai terminate in Italia. La stazione di Matera. Lo stadio nuovo di Roma. L’autostrada Asti-Cuneo. L’ex sottosegretario, invitato da Giuli a parlare, ha confermato di essersi messo le mani nei capelli al suo arrivo al ministero. “Ero in una sede dei Lavori pubblici. E veniva letteralmente tutto giù. Dicevo: ma noi siamo qui il ministero dei Lavori, e un minimo di decoro ci vuole, anche di fronte ai visitatori che vengono a trovarci. Quello che ho vissuto come esperienza è che, se tu hai voglia di fare, se prima fai la campagna elettorale, poi la gente ti vota e tu sei carico di voglia di fare, poi però ti trovi davanti una partita difficilissima. E la frustrazione è enorme. Che è innanzitutto quella del cittadino, che ti chiede conto, e poi diventa la tua come politico. Perché tra il cittadino e il politico c’è la pubblica amministrazione. E l’Italia è una repubblica burocratica. Sai quante volte ho incontrato gente che chiedeva, e io non avevo lo strumento per operare? Tu voti, e poi però il potere è annacquato. Gestito da mille rivoli e rigagnoli. Io andavo a chiedere, e c’erano almeno 25 uffici diversi, che oltretutto si ostacolavano l’uno con l’altro. Questo, detto dal politico, è frustrante. Forse dovremmo allora avere un presidente della Repubblica eletto direttamente dal popolo (applausi, ndr). Infatti è più facile che incontri per strada il sindaco, che il premier. E perciò dovremmo dare più poteri a chi è più prossimo ai cittadini. E’ una frustrazione enorme. E’ stata una lotta continua. Ho lottato con gli uffici. Con i pareri. Ora bisogna parlare alla gente in modo franco: e gestire il potere in un modo diverso”.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Bimbo strappa i pantaloni: la mamma lo brucia col ferro da stiro 11 volte
DATA:
OCCHIELLO: Undici bruciature fatte con un ferro da stiro. Sarebbe stata questa la punizione inflitta a un bimbo di 5 anni, da parte della madre, a causa di uno strappo nei pantaloni, che si era procurato giocando.Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, che ha raccontato la vicenda, il piccolo, tornato a casa con uno strappo nei pantaloni, sarebbe stato
TESTO: Undici bruciature fatte con un ferro da stiro. Sarebbe stata questa la punizione inflitta a un bimbo di 5 anni, da parte della madre, a causa di uno strappo nei pantaloni, che si era procurato giocando. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, che ha raccontato la vicenda, il piccolo, tornato a casa con uno strappo nei pantaloni, sarebbe stato steso a forza sul tavolo. Poi, la madre gli avrebbe appoggiato, per undici volte di fila, il ferro da stiro caldo sul copo, infliggendogli altrettante bruciature, oltre a 26 ecchimosi. La donna, una cittadina marocchina di 27 anni, è stata accusata di maltrattamenti e lesioni gravi e ha patteggiato a 3 anni di pena, mentre il piccolo è stato affidato ad una comunità protetta. Alla richiesta di spiegazioni, la giovane donna non sarebbe riuscita a fornire una risposta, negando di aver a sua volta subito maltrattamenti da bambina (esperienza che a volte viene ripetuta sui figli) e sostenendo di essere molto stressata. Difficile, infatti, la situazione che fa da sfondo alla vicenda, con una relazione finita male con il padre del bambino che, dopo aver cacciato di casa il piccolo e la moglie, sarebbe andato a vivere in Germania. Ma, il giorno in cui il bimbo è stato maltrattato, che risale al dicembre scorso, in casa, almeno per un periodo, ci sarebbe stato anche il nuovo compagno della madre, indagato ora per l'ipotesi di lesioni. Ora, il tribunale dei minori dovrà stabilire l'adottabilità o meno del bambino, anche sulla base del risultato del percorso di aiuto psicologico, iniziato dalla donna, su richiesta degli avvocati e della procura.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: No alla pastasciutta antifascista perché "Anti è divisivo", l'ultimo oltraggio ai fratelli Cervi
DATA:
OCCHIELLO: La scelta della giunta a Mirandola, da poco a guida leghista. L'Anpi locale: "La Festa del 25 luglio si farà anche senza patrocinio, in ricordo delle 52 vittime del nazifascismo"
TESTO: MIRANDOLA - “Avevamo riunito i nostri volontari per fare assieme la Festa del maccherone col pettine e la Pastasciutta antifascista, che ormai è una tradizione. Ricorda la pasta portata dai fratelli Cervi nella piazza di Campegine per festeggiare la caduta del fascismo il 25 luglio del ’43. Arriva il patrocinio del Comune, tutto bene. Poi il neo sindaco leghista ci chiama in Comune e ci spiega che la parola "Anti" non va bene, perché è ‘divisiva’, mentre un sindaco deve mantenere la coesione di tutta la comunità”. Pier Luigi Borellini Gualdi, presidente Anpi di Mirandola e Francesca Donati del direttivo per due ore ascoltano la lezione di Alberto Greco (primo cittadino dopo 74 anni di sinistra) e dell’assessore Giuseppe Forte. “Ci dicono che è proprio l’ “Anti” che non può essere accettato. Al limite poteva essere chiamata ‘pastasciutta partigiana’, o pastasciutta e basta”. Frasi che resteranno nella memoria dei dirigenti Anpi. “L’antifascismo si deve modernizzare: non esiste più perché non ci sono più i fascisti. I morti sono tutti uguali. Certo, potremo dare il patrocinio alle vostre commemorazioni davanti ai cippi e alle lapidi dei partigiani ma faremo la stessa cosa se qualcuno vorrà ricordare i morti fascisti. Il 25 Aprile? Non c’è problema. Quella non è una festa antifascista, è una festa dello Stato aperta a tutti. Certo (precisazione dell’assessore, ndr) non mi è mai piaciuto che si canti Bella ciao”. “Questi si presentano come il nuovo che avanza – dice il presidente dell’Anpi – e invece sono un passato che si ripresenta”. La Festa si farà, naturalmente. E continuerà, anche senza patrocinio, il ricordo delle 52 vittime del nazifascismo nel mirandolese. I neo amministratori salviniani che certamente conoscono l'origine dei maccheroni col pettine (che è quello dei vecchi telai) forse non sanno che alla pastasciutta organizzata dai fratelli Cervi partecipò anche qualche fascista. Uno era addirittura in camicia nera. Lo ha raccontato a Repubblica Giovanni Bigi, che quando aveva 16 anni portò il carro con i maccheroni nella piazza di Campegine. “Qualcuno avverte Antenore Cervi che ad aspettare la pasta c’è un giovane in camicia nera. Lui dice: si vede che ha fame. Poi gli si avvicina e gli dice: almeno la camicia te la potevi togliere”. “Ho solo questa”. “Hai capito come ti ha ridotto il fascismo? ”. Dal ’22 in poi, nella campagne di Reggio Emilia, giravano gli “stanga – caplètt”, i picchiatori di cappelletti. Il 1° Maggio era vietato ed i fascisti entravano nelle case contadine per controllare che a pranzo non si facesse festa. Se trovavano i cappelletti, spaccavano piatti e tavole e spesso le teste di chi stava mangiando. Ormai da anni, nel reggiano, si fanno grandi feste con i “Cappelletti antifascisti”. Anti, sempre anti. Si spera che i neo amministratori della città dei Pico non scoprano “precedenti” anche per i maccheroni col pettine.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




© un prodotto accaTì
tutto il materiale è protetto da Copyright degli Autori ed Editori come indicato