IL NOTIZIARIO

le notizie dalle maggiori testate italiane


LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 16 July 2019 AL GIORNO Tuesday 23 July 2019 SU: cronaca




TITOLO: Sequestrato arsenale con armi da guerra a un gruppo di estremisti destra, c'è anche un missile
DATA:
OCCHIELLO: Tre gli arresti: c'è anche ex candidato al Senato per Forza Nuova. Nel mirino italiani che hanno combattuto nel Donbass, in Ucraina
TESTO: Le indagini della Digos erano partite un anno fa dopo le intercettazioni su un gruppo di italiani che avevano combattuto in Ucraina. I sospetti su Del Bergiolo sono nati dalle telefonate che hanno intercettato i suoi tentativi di vendere il missile aria aria da guerra di fabbricazione francese per circa 470mila euro. Tra i potenziali acquirenti c'era anche il funzionario pubblico di un paese straniero che si era dimostrato interessato ma pretendeva la documentazione sull'acquisto della bomba. L'operazione è scattata all'alba, con nuove perquisizioni e nuovi sequestri da parte della Digos di Torino che nell’ultimo periodo ha concentrato l’attenzione sui gruppi oltranzisti di estrema destra che orbitano su Torino, una galassia nera che spazia dai messaggi politici e di propaganda alle infiltrazioni nelle tifoserie calcistiche. Il questore di Torino Giuseppe De Matteis ha definito l'operazione "un sequestro con pochi precedenti per la qualità delle armi e il loro potenziale violento". Precisa Salvatore Ferrara, coordinatore regionale di Forza Nuova Lombardia: "E' stata diffusa la falsa notizia di persone appartenenti a Forza Nuova coinvolte nelle perquisizioni in Lombardia e Piemonte, col conseguente sequestro di varie armi. Se uno degli arrestati è stato candidato nelle liste di Forza Nuova nel lontano 2001 (18 anni fa! ), affermiamo che al contrario nessuna delle persone coinvolte è ormai da anni militante di Forza Nuova, che dunque non c’entra assolutamente nulla con le perquisizioni di questa mattina".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Spara e si consegna in carcere: arrestato il killer del karaoke
DATA:
OCCHIELLO: È terminata in carcere a Sanremo dove si è costituito, la fuga di Domenico (Mimmo) Massari, 54 anni, l"uomo che in preda a un raptus di follia, sabato sera, ha ucciso a colpi di pistola la moglie, Deborah Bellesio, di 40 anni, ferendo altre tre persone, per fortuna non in modo grave, dopo aver sparato all"impazzata dentro il ristorante dei Bagni
TESTO: È terminata in carcere a Sanremo dove si è costituito, la fuga di Domenico (Mimmo) Massari, 54 anni, l’uomo che in preda a un raptus di follia, sabato sera, ha ucciso a colpi di pistola la moglie, Deborah Bellesio, di 40 anni, ferendo altre tre persone, per fortuna non in modo grave, dopo aver sparato all’impazzata dentro il ristorante dei Bagni Acquario, di Savona, durante una serata di karaoke. Prima, tuttavia, anziché suonare il campanello, ha esploso tre colpi di pistola in aria per attirare l’attenzione del personale del penitenziario, segno che era ancora armato. Un omicidio annunciato, visto che da anni l’uomo perseguitava la ex. E’ il 2015, infatti, quando commette un attentato al locale di lap dance gestito dalla donna: il “Follia”, di Altare, in provincia di Savona. Un episodio avvenuto al culmine di una serie di comportamenti minacciosi e di molestie. La vicenda si chiude con un patteggiamento a 3 anni e 2 mesi con le accuse di danneggiamento e stalking e il divieto di avvicinarsi alla donna. Un divieto che non avrebbe quasi mai rispettato. Sabato sera fa irruzione nel locale e spara all’impazzata. Restano ferite altre tre persone: una donna di 55 anni colpita da un proiettile a una gamba, che ha riportato la frattura del perone e che è stata dimessa ieri mattina con 30 giorni di prognosi; un'altra donna con alcune schegge in una gamba e una bambina, colpita di striscio.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Tragedia familiare, 93enne uccide la moglie in casa
DATA:
OCCHIELLO: Una tragedia familiare si è consumata domenica scorsa, 14 luglio, presumibilmente in serata, a Sesto San Giovanni. Un 93enne, Vasco Bimbatti, avrebbe ucciso la propria moglie, Luciana Bonzanini, nella loro abitazione. È stato il figlio della coppia, andato verso le 18,20 a fare una visita agli anziani genitori, a scoprire il delitto che si era ap
TESTO: Una tragedia familiare si è consumata domenica scorsa, 14 luglio, presumibilmente in serata, a Sesto San Giovanni. Un 93enne, Vasco Bimbatti, avrebbe ucciso la propria moglie, Luciana Bonzanini, nella loro abitazione. È stato il figlio della coppia, andato verso le 18,20 a fare una visita agli anziani genitori, a scoprire il delitto che si era appena consumato. Entrato nell’appartamento del condominio sito in via Fratelli di Dio al civico 34, a Sesto San Giovanni, poco distante dal quartiere Adriano di Milano, ha subito visto la madre riversa per terra in un lago di sangue. Il volto tumefatto da diverse ferite. Vicino al corpo della donna, che avrebbe dovuto compiere a breve i 90 anni, il marito, con lo sguardo assente e le mani insanguinate. Il figlio ha immediatamente capito cosa era successo e ha chiamato il 112.Quando il personale sanitario del 118 è giunto nell’abitazione, per l’anziana non vi era più nulla da fare, se non dichiararne il decesso. Sul luogo della tragedia anche i carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Sesto San Giovanni sotto la supervisione del loro comandante interinale, il tenente Salvatore Marletta. Secondo i primi accertamenti sarebbe stato il 93enne, costretto su una sedia a rotelle, a uccidere la moglie. L’uomo avrebbe usato come arma il poggiolo della carrozzina, con il quale le avrebbe inferto le ferite mortali sul capo della consorte. Questa ipotesi è condivisa anche dal pubblico ministero di Monza, che per il momento non ha ancora preso nessun provvedimento nei confronti dell’omicida. Il 93enne è infatti affetto da demenza senile e difficilmente passerà gli ultimi anni di vita rinchiuso in un carcere. Quando i militari sono entrati in casa l’uomo straparlava, dicendo che la consorte lo tradiva da cinquant’anni. Bimbatti ha trascorso la notte in ospedale, sotto osservazione dei medici.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: I Ferragnez in Giappone, ma il web attacca i loro look: "Due peracottari"
DATA:
OCCHIELLO: Chiara Ferragni e Fedez, con il piccolo Leone, si stanno godendo dei giorni di vacanza in Giappone, ma i look sfoggiati per visitare alcuni luoghi culto del Paese non hanno affatto convinto i loro follower.Sono stati soprattutto gli outfit della influencer a far storcere il naso a chi la segue sui social: gli abiti super colorati, le parrucche da S
TESTO: Chiara Ferragni e Fedez, con il piccolo Leone, si stanno godendo dei giorni di vacanza in Giappone, ma i look sfoggiati per visitare alcuni luoghi culto del Paese non hanno affatto convinto i loro follower. Sono stati soprattutto gli outfit della influencer a far storcere il naso a chi la segue sui social: gli abiti super colorati, le parrucche da Sailor Moon, le t-shirt oversize ricche di stampe multicolor e i pantaloncini in lattice, non sono piaciuti a numerosi internauti che, come di consueto, non hanno esitato ad esprimere i loro giudizi al vetriolo sui Ferragnez. Così, notando i look scelti da Chiara e dal marito Fedez per visitare Meiji Jingu e Akihabara, gli hater più agguerriti si sono scatenati. “Min. .. tutti i soldi che hai sembra che indossi vestiti presi dalla Caritas”, “Ma dove sei finita? !? Influencer? ?? Mi auguro di no, che si prendano le distanze da questi outfit che proponi! Sembrate alla fiera dei peracottari! Riprenditi. .. Fedez non ti ha influenzato così bene, se questi sono i risultati. ..Torna alle tue tradizioni. ..”, “Ma che pantaloni indossi? ?? Quelli della spazzatura? ??? ”, “Mamma mia che outfit atroci! Menomale che al piccolino avete lasciato uno stile sobrio”, si legge tra i commenti ad uno degli ultimi scatti postati da Chiara Ferragni sul suo profilo Instagram. Se molti hanno criticato i look troppo appariscenti dei Ferragnez a Tokyo, però, molti altri hanno apprezzato l’ironia con cui la coppia più social di sempre ha deciso di vivere la sua vacanza giapponese. Gli amanti dello Japan Style, infatti, hanno ritenuto davvero “cool” gli outfit scelti dalla Ferragni e da Fedez, che si sono perfettamente integrati con la moda orientale e la tradizione che la contraddistingue.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Grave 60enne punto da un ragno 'vedova nera' a Margherita di Savoia: lo salva siero mai usato prima in Italia
DATA:
OCCHIELLO: La puntura del ragno provocato sudore, convulsioni, dolori articolari, muscolari e all'addome, fino a quando l'uomo è finito in una situazione definita "critica". L'antidoto è arrivato in aereo da Linate a Bari
TESTO: BARLETTA - Salvo grazie a un siero specifico, somministrato per la prima volta in Italia, dopo essere stato punto da una malmignatta: si tratta di genere di ragno mediterraneo molto pericoloso, potenzialmente letale, che appartiene alla famiglia della vedova nera. Protagonista un 60enne morso alla gamba mentre era al lavoro negli arenili alla periferia di Margherita di Savoia, nella Bat, e ora ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale Dimiccoli a Barletta. L'uomo nel pomeriggio di sabato 13 luglio era stato trasportato dagli operatori del 118 di Zapponeta al pronto soccorso dopo aver avvertito convulsioni, dolori articolari, muscolari e all'addome. I medici, che avevano immediatamente definito "critica" la situazione, si sono rivolti al Centro nazionale antiveleni Maugeri di Pavia, che dopo la diagnosi di avvelenamento, in una frenetica corsa contro il tempo, hanno inviato il siero specifico anti-vedova nera. Rapidissima è partita la macchina dei soccorsi disposta dalla prefettura di Barletta, che in collegamento con quella di Pavia ha disposto il trasferimento del farmaco da Pavia all'aeroporto di Linate con una staffetta della polizia stradale e da lì su un volo di linea Alitalia fino a Bari. Sempre gli agenti della polstrada hanno trasportato l'antidoto dall'aeroporto di Palese all'ospedale di Barletta, dove nella notte, dopo un'ora e mezzo somministrazione, il paziente è stato stabilizzato: al momento non è in pericolo di vita. I medici del pronto soccorso dell'ospedale Dimiccoli, autorizzati all'acquisto del farmaco dalla direzione sanitaria, parlano di una "regressione della sintomatologia", vale a dire delle contrazioni muscolari e il tremore che erano durati fino all'arrivo del siero. "La diagnostica da puntura di vedova nera è molto difficile", commenta Carlo Locatelli, direttore del Centro nazionale antiveleni di Pavia. "Se non si interviene rapidamente possono verificarsi complicazioni serie, con conseguenze molto gravi che possono portare anche alla morte. In Italia casi di questo tipo possono verificarsi nelle regioni con alte temperature come quelle del Sud, quando si manifestano un caldo precoce e forte umidità. Questa annata è a rischio, proprio perché ci sono le condizioni tipiche che ne permettono la dischiusura delle uova e lo sviluppo delle larve". "La nostra è stata una corsa contro il tempo - ha aggiunto Locatelli ricordando quanto accaduto in Puglia - Dopo che l'ospedale di Barletta ci ha riferito i sintomi del sessantenne, abbiamo subito pensato che potesse essere stato punto da quel tipo di ragno e abbiamo inviato intorno alle 16 l'antidoto specifico. Dopo circa tre ore il paziente è stato curato e messo in salvo. Ringraziamo anche le prefetture e le forze dell'ordine che ci hanno aiutato per velocizzare le procedure". Sulla vicenda è intervenuto anche il direttore generale della Asl Bat, Alessandro Delle Donne: "Quello che è accaduto a Barletta è prova di una grande capacità di intervento e di una ancora più spiccata intuizione. I miei ringraziamenti più sentiti vanno a tutta l'équipe del pronto soccorso, al suo direttore Giuseppe Di Paola e a tutti gli operatori che sono intervenuti in questa storia straordinaria". E ancora: "Devo ringraziare in maniera particolare anche la prefettura di Barletta per aver organizzato con estrema celerità il volo da Milano e il trasporto dall'aeroporto di Bari dell'antidoto che ha permesso di salvare l'uomo. Un plauso sentito il mio e di tutta la direzione strategica per una capacità di intervento e di collaborazione istituzionale che ha permesso di ottenere questo risultato: il paziente ora è fuori pericolo, è tenuto sotto osservazione ma è le sue condizioni sono in netto miglioramento".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Savoini e il caso Lega Russia: cosa c'è da sapere
DATA:
OCCHIELLO: L'Espresso e Buzzfeed svelano i dettagli (con audio) di un incontro del 18 ottobre 2018 all'hotel Metropol di Mosca tra Gianluca Savoini, amico e collaboratore di Matteo Salvini, e altri personaggi italiani e russi per discutere di finanziamenti alla Lega. Da lì parte...
TESTO: Il 18 ottobre 2018, all'hotel Metropol di Mosca, avviene un incontro al quale partecipano Gianluca Savoini, esponente leghista, presidente dell'associazione Lombardia Russia, amico e collaboratore di Matteo Salvini; altri due italiani (uno di loro si rivelerà poi essere l'avvocato d'affari Gianluca Meranda) e alcuni non identificati russi. Nell'incontro, come raccontato da un'inchiesta dell'Espresso pubblicata a febbraio 2019 e confermato dalla registrazione audio pubblicata da Buzzfeed il 9 luglio 2019, si parla dell'ipotesi di avviare una trattativa per la vendita di petrolio dalla quale, secondo gli accordi, dovrebbero risultare dei fondi neri per il finanziamento della campagna elettorale della Lega in vista delle elezioni europee. Savoini, in particolare, fornisce il contesto politico della trattativa, spiegando che la Lega insieme all'alleanza sovranista vuole "cambiare l'Europa. La nuova Europa deve essere molto vicina alla Russia". Il giorno prima, 17 ottobre, sempre a Mosca, il ministro dell'Interno Matteo Salvini partecipò a un incontro organizzato da Confindustria al Lotte Hotel, al quale era presente anche Savoini. Sulla vicenda, dopo le rivelazioni dell'Espresso, la procura di Milano ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di corruzione internazionale, nella quale Gianluca Savoini risulta indagato. La procura ha acquisito anche l'audio della registrazione pubblicata da BuzzFeed. Lo stesso Savoini era presente alla cena in onore di Vladimir Putin che si è tenuta il 4 luglio 2019 a Villa Madama, in occasione della visita in Italia del presidente russo, alla quale hanno partecipato anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, lo stesso Salvini e l'altro vicepremier Luigi Di Maio. Inoltre, Savoini compare al fianco di Salvini al tavolo di un incontro istituzionale bilaterale con il ministro dell'interno russo, che si è tenuto il 17 luglio 2018 a Mosca. Nella stessa occasione, durante un'intervista con Salvini nella sede dell'agenzia russa Tass, la giornalista si rivolge in italiano a Savoini, seduto in prima fila, ringraziandolo per aver reso possibile l'incontro. Alle richieste di spiegare le ragioni della presenza di Savoini a quegli incontri, Salvini ha negato di essere stato lui a invitarlo, sia a Mosca che a villa Madama. Per quanto riguarda l'incontro del 18 ottobre 2018, il ministro dell'Interno ha negato ogni coinvolgimento e si è detto fiducioso che l'inchiesta dimostrerà che la Lega non ha preso neanche un soldo dalla Russia. Gianluca Meranda, l'avvocato che era presente a quell'incontro con Savoini, ha detto in una lettera a Repubblica che la trattativa venne avviata ma non si è mai concretizzata. Quanto alla cena di villa Madama, una nota di Palazzo Chigi ha spiegato che l'invito era stato sollecitato da Claudio d'Amico, anche lui collaboratore di Salvini, per il quale svolge un incarico (retribuito) di consigliere all'interno della vicepresidenza del Consiglio. D'Amico figura anche nell'organigramma dell'associazione Lombardia Russia, della quale Savoini è presidente. Ci sono varie testimonianze e immagini che ritraggono Salvini, Savoini e D'Amico insieme a Mosca in occasione di incontri istituzionali.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Lo zoo con gli animali liberi e i visitatori in chiusi in gabbia
DATA:
OCCHIELLO: C'è un posto, in Cina, dove le parti si sono invertite: gli animali sono liberi di scorrazzare dove vogliono, mentre gli esseri umani sono chiusi in gabbia. Si tratta del particolarissimo zoo di Chongqing, città nel sud-ovest del Paese asiatico, che fa felici gli animalisti.Lehe Ledu Wildlife Zoo è il nome della rivoluzionaria struttura, che rib
TESTO: C'è un posto, in Cina, dove le parti si sono invertite: gli animali sono liberi di scorrazzare dove vogliono, mentre gli esseri umani sono chiusi in gabbia. Si tratta del particolarissimo zoo di Chongqing, città nel sud-ovest del Paese asiatico, che fa felici gli animalisti. Lehe Ledu Wildlife Zoo è il nome della rivoluzionaria struttura, che ribalta la consueta dinamica di ogni giardino zoologico del mondo, con gli animali in gabbia e le persone libere di gironzolare per scattare fotografie o girare video per immortalare la visita in un ricordo, come sappiamo bene tutti noi, che una volta nella vita ci siamo stati in un bioparco. Ecco, ma come funziona il Lehe Ledu Wildlife? Presto detto: gli avventori vengono letteralmente rinchiusi all'interno di una garitta ambulante che percorre la riserva, sotto la severa raccomandazione di non avvicinarsi troppo alle sbarre di sicurezza per evitare che gli animali, incuriositi, li aggrediscano, come spiega Libero.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Caso Avastin-Lucentis, il Consiglio di Stato conferma la multa da 184 milioni per Roche e Novartis
DATA:
OCCHIELLO: La sanzione dell'Antitrust per aver fatto un accordo finalizzato a far usare dal servizio sanitario nazionale il più caro di due farmaci ugualmente efficaci contro la maculopatia
TESTO: Una multa da 184 milioni, 92 milioni a testa per due grandi case farmaceutiche. Dopo dieci anni il Consiglio di Stato conferma la sanzione per Roche e Novartis, che secondo i giudici hanno costruito un'intesa anticoncorrenziale intorno ai due farmaci Lucentis e Avastin. Il primo è indicato per la maculopatia ed è molto più caro del secondo, che funziona per la stessa patologia ma per il quale il produttore (Roche) non ha mai chiesto di allargare le indicazioni anche per quella patologia dell'occhio. Le sentenze del Consiglio di stato sulla vicenda sono due, entrambe pubblicate oggi. Nella prima c'è la conferma della sanzione dell'Antitrust, nella seconda c'è l'autorizzazione ad usare il farmaco Avastin al di fuori delle indicazioni e quindi anche contro la maculopatia. Secondo le accuse Roche e Novartis si erano messe d'accordo per far si che la prima non chiedesse l'autorizzazione ad far prescrivere il farmaco meno caro contro la patologia degli occhi. "Roche e Novartis - spiegano dall'associazione Altroconsumo - si sono messe d'accordo per differenziare artificiosamente i due farmaci, principalmente cercando di dimostrare che Avastin presenta rischi maggiori, contro le evidenze che provengono dall'esperienza clinica e da tutti gli studi idipendenti". In effetti c'è molta letteratura scientifica riguardo all'efficacia simile dei due medicinali sul problema dell'occhio. E' l'Antitrust, chiamato in causa tra gli altri dalla Società dei medici oftalmologi italiani e da Altroconsumo, a schierarsi per prima contro le due case farmaceutiche. Grazie anche a una serie di intercettazioni dei dirigenti delle due aziende, chiarisce che c'è un accordo e il nel 2014 decide la sanzione: 92 milioni di euro per Roche, e 92 per Novartis. Il Tar del Lazio nello stesso anno respinge i ricorsi delle due aziende contro la multa e queste si rivolgono al Consiglio di Stato, che a sua volta chiama in causa la Corte Europea di Giustizia. Il 23 gennaio 2018 la Corte risponde ai quesiti pregiudiziali presentati dal Consiglio di Stato confermando le conclusioni, e la sanzione, dell’Autorità Antitrust e rimandando al sistema giudiziario italiano l’ultima parola. La stessa Corte poi si esprime anche sulla prescrivibilità del farmaco meno caro. La storia si conclude adesso con le sentenze del Consiglio di Stato. Alla giustizia amministrativa si era rivolta anche la Regione Emilia-Romagna, la prima a cercare di contrastare le due case farmaceutiche e a prescrivere Avastin ai suoi pazienti. "Siamo ovviamente soddisfatti della sentenza e orgogliosi di esserne in qualche modo tra gli artefici - dicono dall'associazione Altroconsumo - ma la vicenda per noi non si deve chiudere qua. Ribadiamo infatti il diritto/dovere delle Regioni, ora che la sentenza è definitiva, di richiedere il risarcimento per la maggior spesa sostenuta negli anni per l’acquisto del farmaco più caro. Il sistema ci ha rimesso milioni di euro”. Anche il ministero alla Salute, teoricamente, potrebbe fare una azione civile. Molto importante anche la seconda sentenza, che dà il via libera all'utilizzo dell'Avastin al posto del Lucentis. Da Roche esprimono, pur pur rispettando la decisione del Consiglio di Stato, "tutto il proprio disaccordo per le conclusioni a cui sono arrivati i magistrati. La sentenza lascia privi di risposta tutti gli argomenti difensivi sollevati da Roche in questi lunghi anni. Non c'è stata alcuna collusione con Novartis riguardo ai due farmaci. Tutti i contatti tra Roche e Novartis sono stati assolutamente leciti, basati su informazioni veritiere di farmacovigilanza. Roche è un'azienda farmaceutica, opera in un settore altamente normato, ne ha sempre rispettato le regole in totale integrità e trasparenza e continuerà a farlo. Il suo unico obiettivo è sempre stato quello di garantire la salute e la sicurezza dei pazienti". Anche Novartis commenta la grande sconfitta respingendo le accuse ma entra anche di più nel merito, dando un giudizio dell'azione dell'antitrust, parlando di motivi economici e più in generale affrontando nel merito la questione dei medicinali usati al di fuori delle loro indicazioni. L'azienda, è scritto in un comunicato, "prende atto con rammarico della sentenza del Consiglio di Stato che conferma il provvedimento dell’Autorità italiana garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), emesso nel 2014 relativamente a presunte pratiche anticoncorrenziali. Sin dall’inizio Novartis ha respinto con forza queste accuse ed è convinta che il caso antitrust sia stato guidato da motivi puramente economici, volti a forzare, nel quadro normativo italiano, un cambiamento atto a consentire il rimborso generalizzato di un farmaco in un’indicazione priva di autorizzazione (off label), nonostante la presenza sul mercato di medicinali autorizzati (on label). Sebbene la sentenza della Corte sia stata sfavorevole, Novartis conferma la correttezza del proprio operato e rimane convinta che l’utilizzo di un farmaco fuori indicazione in presenza di farmaci appropriati costituisca una minaccia per l’esistente sistema legale, medico e regolatorio, istituito per monitorare l’uso efficace e sicuro dei medicinali nei pazienti".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Ex Ilva, nuovo incidente senza feriti nello stabilimento di Taranto. Usb: "Sfiorata un'altra tragedia, ora basta"
DATA:
OCCHIELLO: Il sindacato denuncia: "il carroponte 5 ha perso pinza e bozzello che sono precipitati al suolo: solo per un caso non ci sono feriti"
TESTO: "Questa mattina è toccato al reparto LAF essere teatro dell'ennesimo espisodio che ha messo a rischio la vita di atri operai" del siderurgico ArcelorMittal di Taranto. Lo affermano il sindacato Usb di Taranto, rilevando che "il carroponte 5 ha perso pinza e bozzello che sono precipitati al suolo. Solo per una casualità non sono stati coinvolti lavoratori perché pochi minuti prima la stessa gru caricava i rotoli su un camion e successivamente si apprestava a liberare la linea. Aree, queste, interessate dalle attività dei lavoratori, quindi tragedia sfiorata, solo pochi giorni dopo la morte di Cosimo Massaro, l'operaio precipitato nelle acque del porto con la gru che ha ceduto sotto la tempesta di vento del 10 luglio". "In queste condizioni - ribadisce Usb - gli impianti dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto vanno fermati. Non ci sono le condizioni di sicurezza necessarie affinché possano svolgersi le normali attività dei lavoratori perché gli impianti versano in uno stato vetusto, fatiscente e non vengono sottoposti ad operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria. La fabbrica che cade a pezzi va fermata altrimenti piangeremo altri morti".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Savona, arrestato il killer di Deborah: ha sparato davanti al carcere e si è costituito
DATA:
OCCHIELLO: Domenico Massari si è presentato davanti alla prigione di Sanremo dopo mezzanotte: aveva altri 57 proiettili e due coltelli
TESTO: Solo, senza fissa dimora, difficile che Massari potesse avere un'auto a disposizione da qualche parte per allontanarsi troppo dal luogo della tragedia. L'unico timore era che l'uomo potesse avere una piccola "rete" criminale a cui appoggiarsi: del resto non avrebbe potuto neanche possedere la pistola che ha usato per sparare alla ex moglie. Dopo più di 24 ore Massari dunque si è consegnato alle forze dell'ordine, solo, senza avvocato, costituendosi nel carcere di Sanremo. Tre colpi sparati in aria, altri 57 proiettili con sé, più due coltelli a serramanico. Domenico Massari quando si è consegnato alla polizia ha detto: “Ho ucciso la mia ex moglie a Savona, è quello che volevo. Mi dispiace aver ferito altre persone innocenti”. Per arrivare al carcere di Sanremo, altra circostanza su cui stanno lavorando Squadra mobile e Servizio centrale operativo, avrebbe minacciato un camionista. Perché “Mimmo”, ora in arresto per l’omicidio di Deborah Ballesio, era armato fino al collo, ma non aveva un soldo con sé. Si sentiva braccato. Lui che una volta uscito dal carcere, nel marzo 2018, era sparito dai radar, e sembrava ormai deciso a lasciare in pace la sua ex, non ha mai smesso di pensare a lei. A quel prestito che le aveva fatto per aprire il locale “Follia! ”, nell’entroterra di Savona. Diceva lui, e ha ripetuto ai poliziotti, che quella donna l’aveva rovinato. Per questo le aveva bruciato non solo quelle quattro mura fatte di musica e lap dance, ma pure la casa, prima di finire in carcere nel 2015. Un criminale pericoloso, con una pistola 357 Magnum che ha imposto l’arrivo di rinforzi da Roma. Alfredo Fabbrocini, a guida della Seconda Divisione della Direzione centrale anticrimine dello Sco, spiega che ormai il killer “aveva preso una strada senza ritorno”. Non aveva più nulla da perdere, dunque poteva ferire chiunque. E infatti è apparso del tutto sicuro di sé. Ma la pressione su di lui, con il passare delle ore, dal sabato sera della tragedia alla mezzanotte passata, l’ha convinto a presentarsi. Il Questore di Savona Giannina Roatta e il capo della Mobile Rosalba Garello hanno spiegato di aver contatto “tutti i contatti dell’uomo, tutta la rete che avrebbe potuto sostenerlo”. Dal passato di Massari è emersa una lunga parentesi in Spagna, come trafficante di droga. Ma in Italia almeno sotto questo punto di vista era stato praticamente invisibile. Solo illeciti amministrativi. Ora l'uomo è accusato di aver ucciso la ex moglie: era comparso all'interno del locale dove lei stava animando una serata di karaoke e piano bar, sabato sera, facendo fuoco da distanza ravvicinata con una pistola. Sei i colpi esplosi, 3 dei quali fatali che hanno raggiunto la donna al torace. Sono rimaste ferite anche 2 donne e una bambina di 3 anni colpita di striscio. Martedì intanto è in programma l'autopsia sul corpo della vittima.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Il ritorno di Siri: "Mi sono sentito sotto attacco"
DATA:
OCCHIELLO: Prima uscita in pubblico dell'ex sottosegretario leghista indagato per corruzione con l’accusa di avere accettato danaro per inserire nella manovra una norma sulle energie rinnovabili
TESTO: MONTEMARCELLO (La Spezia) – “Sentirsi sotto attacco non è stato bello. Credo comunque che chi abbia voluto farsi un’idea di quello che è successo, se la sia potuta fare”. Non dice di più sul caso della revoca del suo incarico da sottosegretario, avvenuta nel maggio scorso, Armando Siri. Una vicenda in cui il vice ministro leghista al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e consigliere economico di Matteo Salvini, era finito indagato per corruzione con l’accusa di avere accettato danaro per inserire nella manovra una norma sulle energie rinnovabili. Una presunta tangente da 30mila euro, "data o promessa" a Siri in cambio di un “aggiustamento” al Documento di economia e finanza 2018 sugli incentivi al mini-eolico, che non fu poi presentato. Ma dopo la revoca dal suo incarico di governo, a lungo contestata e infine avvenuta su proposta al Consiglio dei ministri dello stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella serata di ieri era la prima volta che Siri si presentava in pubblico a più di due mesi dal caso. L’occasione è stata l’appuntamento finale di “Liguria d’autore”, rassegna di discussioni politiche e culturali svoltasi per 4 sere nello splendido borgo di Montemarcello, sopra Ameglia, in provincia della Spezia. Una rassegna di impronta sovranista, con diverse personalità del mondo della politica e dell’informazione, contestata ad esempio dal Partito democratico di Ameglia proprio per il taglio degli incontri avvenuti “con pochissime voci non allineate”. Rassegna comunque ben condotta dal giornalista Alessandro Giuli. Eppure Siri, benché giocasse “in casa”, e seduto su una poltroncina al centro del dibattito generale, non si è però spinto oltre in pubblico a parlare del proprio caso. Camicia bianca e abito blu, l’ex vice ministro è apparso in tono dimesso, ma ha voluto difendere il lavoro svolto durante il suo incarico. Nell’incontro finale del Festival, intitolato “Chi fa l’Italia”, a cui hanno partecipato fra gli altri i governatori di Liguria e Lombardia, Giovanni Toti e Attilio Fontana, Siri ha fatto un solo intervento, di pochi minuti, a cavallo della mezzanotte, prima che la pioggia cominciasse a cadere sugli spettatori. Il panel era dedicato alle Infrastrutture, e si era aperto con un filmato sulle opere mai terminate in Italia. La stazione di Matera. Lo stadio nuovo di Roma. L’autostrada Asti-Cuneo. L’ex sottosegretario, invitato da Giuli a parlare, ha confermato di essersi messo le mani nei capelli al suo arrivo al ministero. “Ero in una sede dei Lavori pubblici. E veniva letteralmente tutto giù. Dicevo: ma noi siamo qui il ministero dei Lavori, e un minimo di decoro ci vuole, anche di fronte ai visitatori che vengono a trovarci. Quello che ho vissuto come esperienza è che, se tu hai voglia di fare, se prima fai la campagna elettorale, poi la gente ti vota e tu sei carico di voglia di fare, poi però ti trovi davanti una partita difficilissima. E la frustrazione è enorme. Che è innanzitutto quella del cittadino, che ti chiede conto, e poi diventa la tua come politico. Perché tra il cittadino e il politico c’è la pubblica amministrazione. E l’Italia è una repubblica burocratica. Sai quante volte ho incontrato gente che chiedeva, e io non avevo lo strumento per operare? Tu voti, e poi però il potere è annacquato. Gestito da mille rivoli e rigagnoli. Io andavo a chiedere, e c’erano almeno 25 uffici diversi, che oltretutto si ostacolavano l’uno con l’altro. Questo, detto dal politico, è frustrante. Forse dovremmo allora avere un presidente della Repubblica eletto direttamente dal popolo (applausi, ndr). Infatti è più facile che incontri per strada il sindaco, che il premier. E perciò dovremmo dare più poteri a chi è più prossimo ai cittadini. E’ una frustrazione enorme. E’ stata una lotta continua. Ho lottato con gli uffici. Con i pareri. Ora bisogna parlare alla gente in modo franco: e gestire il potere in un modo diverso”.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Bimbo strappa i pantaloni: la mamma lo brucia col ferro da stiro 11 volte
DATA:
OCCHIELLO: Undici bruciature fatte con un ferro da stiro. Sarebbe stata questa la punizione inflitta a un bimbo di 5 anni, da parte della madre, a causa di uno strappo nei pantaloni, che si era procurato giocando.Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, che ha raccontato la vicenda, il piccolo, tornato a casa con uno strappo nei pantaloni, sarebbe stato
TESTO: Undici bruciature fatte con un ferro da stiro. Sarebbe stata questa la punizione inflitta a un bimbo di 5 anni, da parte della madre, a causa di uno strappo nei pantaloni, che si era procurato giocando. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, che ha raccontato la vicenda, il piccolo, tornato a casa con uno strappo nei pantaloni, sarebbe stato steso a forza sul tavolo. Poi, la madre gli avrebbe appoggiato, per undici volte di fila, il ferro da stiro caldo sul copo, infliggendogli altrettante bruciature, oltre a 26 ecchimosi. La donna, una cittadina marocchina di 27 anni, è stata accusata di maltrattamenti e lesioni gravi e ha patteggiato a 3 anni di pena, mentre il piccolo è stato affidato ad una comunità protetta. Alla richiesta di spiegazioni, la giovane donna non sarebbe riuscita a fornire una risposta, negando di aver a sua volta subito maltrattamenti da bambina (esperienza che a volte viene ripetuta sui figli) e sostenendo di essere molto stressata. Difficile, infatti, la situazione che fa da sfondo alla vicenda, con una relazione finita male con il padre del bambino che, dopo aver cacciato di casa il piccolo e la moglie, sarebbe andato a vivere in Germania. Ma, il giorno in cui il bimbo è stato maltrattato, che risale al dicembre scorso, in casa, almeno per un periodo, ci sarebbe stato anche il nuovo compagno della madre, indagato ora per l'ipotesi di lesioni. Ora, il tribunale dei minori dovrà stabilire l'adottabilità o meno del bambino, anche sulla base del risultato del percorso di aiuto psicologico, iniziato dalla donna, su richiesta degli avvocati e della procura.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: No alla pastasciutta antifascista perché "Anti è divisivo", l'ultimo oltraggio ai fratelli Cervi
DATA:
OCCHIELLO: La scelta della giunta a Mirandola, da poco a guida leghista. L'Anpi locale: "La Festa del 25 luglio si farà anche senza patrocinio, in ricordo delle 52 vittime del nazifascismo"
TESTO: MIRANDOLA - “Avevamo riunito i nostri volontari per fare assieme la Festa del maccherone col pettine e la Pastasciutta antifascista, che ormai è una tradizione. Ricorda la pasta portata dai fratelli Cervi nella piazza di Campegine per festeggiare la caduta del fascismo il 25 luglio del ’43. Arriva il patrocinio del Comune, tutto bene. Poi il neo sindaco leghista ci chiama in Comune e ci spiega che la parola "Anti" non va bene, perché è ‘divisiva’, mentre un sindaco deve mantenere la coesione di tutta la comunità”. Pier Luigi Borellini Gualdi, presidente Anpi di Mirandola e Francesca Donati del direttivo per due ore ascoltano la lezione di Alberto Greco (primo cittadino dopo 74 anni di sinistra) e dell’assessore Giuseppe Forte. “Ci dicono che è proprio l’ “Anti” che non può essere accettato. Al limite poteva essere chiamata ‘pastasciutta partigiana’, o pastasciutta e basta”. Frasi che resteranno nella memoria dei dirigenti Anpi. “L’antifascismo si deve modernizzare: non esiste più perché non ci sono più i fascisti. I morti sono tutti uguali. Certo, potremo dare il patrocinio alle vostre commemorazioni davanti ai cippi e alle lapidi dei partigiani ma faremo la stessa cosa se qualcuno vorrà ricordare i morti fascisti. Il 25 Aprile? Non c’è problema. Quella non è una festa antifascista, è una festa dello Stato aperta a tutti. Certo (precisazione dell’assessore, ndr) non mi è mai piaciuto che si canti Bella ciao”. “Questi si presentano come il nuovo che avanza – dice il presidente dell’Anpi – e invece sono un passato che si ripresenta”. La Festa si farà, naturalmente. E continuerà, anche senza patrocinio, il ricordo delle 52 vittime del nazifascismo nel mirandolese. I neo amministratori salviniani che certamente conoscono l'origine dei maccheroni col pettine (che è quello dei vecchi telai) forse non sanno che alla pastasciutta organizzata dai fratelli Cervi partecipò anche qualche fascista. Uno era addirittura in camicia nera. Lo ha raccontato a Repubblica Giovanni Bigi, che quando aveva 16 anni portò il carro con i maccheroni nella piazza di Campegine. “Qualcuno avverte Antenore Cervi che ad aspettare la pasta c’è un giovane in camicia nera. Lui dice: si vede che ha fame. Poi gli si avvicina e gli dice: almeno la camicia te la potevi togliere”. “Ho solo questa”. “Hai capito come ti ha ridotto il fascismo? ”. Dal ’22 in poi, nella campagne di Reggio Emilia, giravano gli “stanga – caplètt”, i picchiatori di cappelletti. Il 1° Maggio era vietato ed i fascisti entravano nelle case contadine per controllare che a pranzo non si facesse festa. Se trovavano i cappelletti, spaccavano piatti e tavole e spesso le teste di chi stava mangiando. Ormai da anni, nel reggiano, si fanno grandi feste con i “Cappelletti antifascisti”. Anti, sempre anti. Si spera che i neo amministratori della città dei Pico non scoprano “precedenti” anche per i maccheroni col pettine.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Il ginecologo "canterino" che fa nascere i bambini intonando le canzoni
DATA:
OCCHIELLO: Per tutti e quaranta gli anni di carriera trascorsi in sala parto, ha fatto nascere i bambini cantando loro le canzoni: ora il ginecologo canterino è andato in pensione.È questa la storia di Carey Andrew-Jaja, che si è guadagnato - anzi, meritato - il soprannome di "The singing doctor" per la sua tradizione-usanza. Il medico americano ha trascor
TESTO: Per tutti e quaranta gli anni di carriera trascorsi in sala parto, ha fatto nascere i bambini cantando loro le canzoni: ora il ginecologo canterino è andato in pensione. È questa la storia di Carey Andrew-Jaja, che si è guadagnato – anzi, meritato – il soprannome di "The singing doctor" per la sua tradizione-usanza. Il medico americano ha trascorso una vita all'UPMC Magee-Womens Hospital di Pittsburgh, facendo nascere migliaia di neonati (circa 8mila, secondo le sue stime) e accogliendoli nel mondo con la sua suadente voce. Tra i suoi brani preferiti, e più cantanti proprio in sala parto, ecco What A Wonderful World di Neil Armostrong e la sempre verde quanto calzante Happy Birthday. Il ginecologo dall'ugola d’oro, in un video pubblicato proprio dall'ospedale Usa su YouTube, ha spiegato cosa si prova a far nascere un essere umano:
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Conte sul caso Moscopoli: "Salvini riferisca in Parlamento". Il leader leghista: "Non commento le non-notizie"
DATA:
OCCHIELLO: Salvini continua a scegliere la linea del muro di gomma: "Non ho visto né chiesto soldi. Savoini e D'Amico innocenti fino a prova contraria". Di Battista: "Difesa ridicola". E anche Renzi lo attacca. Domani Zingaretti dalla presidente del Senato
TESTO: Il caso Lega - Russia, con l'inchiesta sulla trattativa dell'hotel Metropol e il rifiuto di Matteo Salvini di fornire spiegazioni sui suoi rapporti con Gianluca Savoini, rischia di incrinare definitivamente i già difficili rapporti tra gli alleati di governo. Al termine di una giornata tesa, nella quale il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha invitato Salvini a presentarsi in Parlamento per fornire i chiarimenti dovuti, lo stesso ministro dell'Interno è sbottato dal palco della festa della Lega di Soncino (Cremona): "Io sto portando tutta la pazienza del mondo, perché essere attaccato dai giornali e dalle opposizioni di sinistra ci sta, ma da chi sta governando con te un po' meno. La pazienza però non è infinita - ha aggiunto Salvini - e tutti devono mantenere la parola data". Il leader della Lega ha attaccato i 5 Stelle per le resistenze sull'autonomia: "Se hanno cambiato idea lo vengano a spiegare ai lombardi e ai veneti che hanno votato al referendum. Perché io ho una faccia e una parola". Nel pomeriggio, incalzato dai giornalisti, avrebbe voluto parlare dell'incontro con le parti sociali, ma invece Matteo Salvini continua a doversi confrontare con Moscopoli (il caso Savoini-Russia) e con le richieste che arrivano da più parti - e non soltanto dalle opposizioni - di riferire in Parlamento. La linea del vicepremier però è immutata: "Non intendo più parlare di soldi che non ho visto, né ho chiesto. Se ci fosse qualcosa da chiarire sarei il primo a farlo, ma non commento le non-notizie. Mi occupo di vita reale e noi non abbiamo preso un rublo". E ancora: "Non commento le non notizie, chi contava su questo per metterci in presunta difficoltà non ci è riuscito perché la lega è cresciuta anche questa settimana. I soldi russi non funzionano, buona caccia". In serata a "Quarta Repubblica" il leader dice di Ganluca Savoini e Claudio D'Amico: "Io conosco brave persone. Fino a prova contraria, almeno che non si dimostri che qualcuno ha fatto qualcosa fuori posto io ho fiducia nelle persone. Se c'è uno stato di diritto liberale e democratico si è innocenti a meno che non si venga dimostrati colpevoli". Anche il premier Giuseppe Conte però mantiene il punto: "Le nostre linee guida - ha detto in mattinata - sono assoluta trasparenza nei confronti dei cittadini italiani, assoluta fedeltà agli interessi nazionali. Questo governo non si muoverà da queste linee guida di un millimetro, voglio esser chiaro. L'ho già detto: dobbiamo trasparenza ai cittadini. Quindi tutte le occasioni e tutte le sedi, in primis il Parlamento, sono le sedi giuste per onorare queste linee guida". A a chi gli domanda se Matteo Salvini debba riferire in Aula sulla vicenda, "perché no? ", risponde secco. Quanto alle ricostruzioni stampa, che raccontano di un vicepremier che taccia Conte di slealtà per la nota di ieri di Palazzo Chigi sull'invito a Savoini a Villa Madama, "quest'accusa la respingo - replica Conte - non esiste, e so che Salvini non l'ha dichiarata, pensata, né detta, mi è stato assolutamente assicurato che è così. Anche perché questa cosa non sta né in cielo né in terra, quando è uscita la mia nota Salvini è stato informato, anche tramite la sua portavoce", un'"anticipazione che io ho sentito doverosamente di fare a lui visto che era una vicenda che lo coinvolgeva". Salvini dice di non sentirsi turbato dalle parole del premier: "Non mi turba l'atteggiamento di Conte, se uno ha la coscienza pulita. .. È Una vicenda così surreale che non sto neanche spendendo energie per cercare di capire cosa dire. Non c'è niente da dire". Ma anche Alessandro Di Battista tramite Facebbok attacca il ministro dell'Interno: "Da qualche giorno non si sta parlando di Ong. Lo 'show' dell'immigrazione dove tutti - da destra a sinistra - recitano la loro parte costringendo gli africani al ruolo di comparsa, per qualche ora si è fermato. Oltretutto Salvini il bugiardo è impegnato a mentire (la sua difesa sul caso Russia-Savoini è ridicola). Forse è il momento giusto per ricordare a tutti cosa hanno scoperto in Libia qualche giorno fa". Matteo Renzi invece sceglie Twitter per attaccare il leader leghista: "Nel dicembre 2015 Matteo Salvini usava questi toni sprezzanti verso chi chiedeva conto dei viaggi in Russia. Dopo i recenti avvenimenti, ciascuno può riflettere e valutare chi sia il 'bugiardo chiacchierone #AltoTradimento". E l'ex premier rilancia un post di Matteo Salvini del 2015 in cui il leader leghista scriveva: "Renzi bugiardo chiacchierone, mi attacca perchè secondo lui perdo tempo e faccio dei 'viaggettì in Russia". Inine il Pd fa sapere che domani, martedì, alle 19 il segretario Nicola Zingaretti, e il capogruppo a Palazzo Madama, Andrea Marcucci, saranno ricevuti dalla presidente del Senato, Elisabetta Casellati.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Berlusconi: "L'economia va male, questo governo va mandato a casa"
DATA:
OCCHIELLO: A Villa Gernetto (Lesmo), sede dell'Università del pensiero liberale, Silvio Berlusconi ha incontrato giocatori e dirigenti del suo Monza calcio, squadra che milita nel campiobato di Lega Pro. Al suo fianco ci sono il fratello Paolo e il senatore azzurro e amministratore delegato del club, Adriano Galliani. Il Cavaliere si sofferma sull'attualità
TESTO: "Male la nostra economia"! Ma se solo due giorni fa ilGiornale ha pubblicato il dossier della Fondaz. Edison sui falsi miti contro l'Italia che ha le banche più solide d'Ue, l'amalgama debito pubblico+porivato che ne fa uno dei paesi meno indebitati e con debito pubblico (che sta pure calando) largamente sostenibile; è la 2da industria manufatturiera; le industrie hanno superato la crisi del 2008 con tassi galoppanti al 10%; è prima in investimenti ricerca industriale; ha piccole e medie imprese esportanti più di tutte quelle dell'OCSE; è al top nella qualità prodotti tradizionali (lusso, moda, arredam. , cibo, vino). La disoccupazione è alta ma in calo. E chissà perchè i BTP sono andati a ruba? Forse perchè fanno schifo ai mercati? Perchè in Ue non si parla mai di debito implicito (quello senza interessi) e dell'amalgama pubblico-privato che ribalterebbero la classfica delle cicale e delle formiche? Ovvio: all'Ue propagandare questo non conviene!
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Otto per mille, il caso: sempre meno italiani danno i soldi alla Chiesa
DATA:
OCCHIELLO: Sempre meno contribuenti italiani destinano l'otto per mille alla Chiesa Cattolica. Dati alla mano, negli ultimi sette anni la Chiesa ha perso due milioni di benefattori.L'otto per mille, spieghiamolo, è la quota di imposta sui redditi soggetti Irpef, che lo Stato italiano distribuisce, in base alle scelte effettuate nelle dichiarazioni dei reddit
TESTO: Sempre meno contribuenti italiani destinano l'otto per mille alla Chiesa Cattolica. Dati alla mano, negli ultimi sette anni la Chiesa ha perso due milioni di benefattori. L'otto per mille, spieghiamolo, è la quota di imposta sui redditi soggetti Irpef, che lo Stato italiano distribuisce, in base alle scelte effettuate nelle dichiarazioni dei redditi, fra se stesso e le confessioni religiose che hanno stipulato un'intesa con lo Stato. Ecco, il crollo degli introiti emerge dai dagli ultimi dati sulla ripartizione delle somme prelevate dall'Irpef, resi noti dal Dipartimento delle Finanze. Il meccanismo dell'otto per mille, peraltro, è complesso. Perché, come spiega Il Messaggero, ogni anno vengono ripartiti gli importi relativi alle dichiarazioni di tre anni prima, che si riferiscono al periodo di importa rispettivamente precedente. Ciò significa che nel 2019 sono state distribuite le somme relative ai redditi del 2015, che ammontano a 1,4 miliardi. Ecco, su un totale di circa 40,8 milioni di contribuenti, il 43% ha indicato la propria preferenza, mentre il 56 e rotti per cento non ha indicato alcunché. Ecco, su 40,8 milioni di italiani, 14 (pari al 35,3% dei contribuenti) hanno scelto la Chiesa Cattolica. Bene, nel 2010 la Chiesa fu scelta da 15,6 milioni di italiani, ovvero dal 36,6%. Se questo è il trend, nel prossimo decennio l'otto per mille alla Chiesa Cattolica si ridurrà (quasi) al lumicino.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Ancona, botte ed acqua gelata contro compagna e figlia per gelosia
DATA:
OCCHIELLO: Un violento raptus di gelosia ha portato un sudamericano di 41 anni a pestare a sangue la convivente e la loro figlioletta, fino all'arrivo della polizia che lo ha ammanettato e condotto in carcere. La scioccante vicenda, accaduta ad Ancona nella notta fra sabato e domenica, è stata raccontata dal Resto del Carlino.Il 41enne si è presentato a cas
TESTO: Un violento raptus di gelosia ha portato un sudamericano di 41 anni a pestare a sangue la convivente e la loro figlioletta, fino all'arrivo della polizia che lo ha ammanettato e condotto in carcere. La scioccante vicenda, accaduta ad Ancona nella notta fra sabato e domenica, è stata raccontata dal Resto del Carlino. Il 41enne si è presentato a casa completamente ubriaco. Vedendo la convivente dormire ha pensato di svegliarla gettandole una secchiata d'acqua gelata addosso, per poi inziare a colpirla con una violenta raffica di calci e pugni solamente perché, a suo dire, la sera prima la donna avrebbe guardato una volta di troppo un loro amico durante una serata fra connazionali. La furia dello straniero si è poi riversata sulla figlia della coppia. E' stata la compagna stessa dell'uomo a chiamare aiuto, prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente. Al loro arrivo gli agenti hanno trovato la donna e la figlia chiuse a chiave dentro ad una stanza, col convivente ancora intento a minacciarle da dietro la porta: soltanto la vista degli uomini in divisa a portato il sudamericano a più miti consigli. L'uomo è stato così arrestato per maltrattamenti contro familiari e conviventi e lesioni personali aggravate. Mamma e figlia sono state invece portate in ospedale. La prima, oltre agli evidenti segni delle percosse subite, ha riportato anche una frattura alla caviglia e ne avrà per una quarantina di giorni. La piccola invece, anche lei visibilmente contusa, ne avrà per una settimana.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: La foto di Gabriel Garko e Gabriele Rossi che fa esplodere il web. Sono solo amici?
DATA:
OCCHIELLO: E" bastata una semplice foto postata da Gabriel Garko insieme al suo amico, l'attore Gabriele Rossi per scatenare il web.I due erano entrambi a Milano, mentre facevano l"aperitivo, si sono fatti un selfie scrivendo poi: "Un bacio da Milano". I fan dei due sono andati in delirio: "Siete bellissimi", "Vi porterei sulla spiaggia di notte a guardare le
TESTO: ”. Questi sono solo alcuni dei commenti che hanno lasciato ai due, e c’è chi è arrivato anche ad offrire una vacanza in montagna pur di averli nel loro hotel, o chi sogna un film o una fiction con i due come protagonisti. Ma tra i tanti commenti ce n’è anche qualcuno che si spinge oltre, augurando ai due di non essere solo amici ma di formare una coppia. E questa voce sta ormai girando da tempo in rete anche se Gabriel Garbo ha sempre smentito dicendo che Gabriele è solo un grande amico per lui, una persona speciale, e proprio per questo da un po’ di tempo i due sono inseparabili. A dimostrazione Garko ha rilasciato tempo fa un’intervista a “Chi” in cui dichiarava di essersi nuovamente fidanzato dopo la lunga storia avuta con l’attrice Adua del Vesco. “
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Roma, tensioni durante lo sgombero in via Cardinal Capranica. Occupanti: "Trattati peggio dei cani"
DATA:
OCCHIELLO: Forze dell'ordine e blindati all'istituto agrario occupato da 340 persone. Un gruppo di occupanti sale sul tetto poi ridiscende. Campidoglio: offerta alternativa a 199 persone, alcune famiglie con bambini accettano. Tre arresti e tre denunce. Sant'Egidio: "
TESTO: Oggetti lanciati dalle finestre contro gli agenti di polizia, materassi e cassonetti dati alle fiamme: gli occupanti dell'ex istituto agrario di via Cardinal Capranica, a Primavalle - periferia nord di Roma - hanno tentato così di resistere alle operazioni di sgombero della ex scuola in cui vivevano circa 300 persone, avviate questa mattina. Il clima si è fatto subito incandescente quando le forze dell'ordine hanno fatto irruzione del cortile della scuola e alcuni occupanti hanno sollevato delle bombole di gas. Lo sgombero dell'ex scuola è terminato tra le 14 e le 15, quando anche gli ultimi occupanti sono usciti dall'edificio. I disordini iniziali, con lanci di bottiglie e incendi di materassi e cassonetti, sono rientrati grazie alla mediazione delle forze di polizia. Il Viminale ha fatto sapere che sono stati effettuati tre arresti mentre altre persone sono state denunciate. A sgombero terminato in terra, fuori e dentro la struttura, sono ancora evidenti i segni della guerriglia che si è consumata in mattinata. Momenti di tensione culminati con gli incendi delle barricate di legno e pneumatici dati alle fiamme per ostacolare la polizia, poi con gli occupanti asserragliati sul tetto della scuola e che hanno imbracciato minacciosamente diverse bombole del gas. "Siete contenti ora? Ci avete trattato peggio dei cani. Adesso ci cacciate via", si era sfogata in mattinata verso i funzionari di polizia una donna su una sedia a rotelle. Un ragazzo molto giovane, in un accesso di rabbia, si è anche scagliato contro gli scudi degli agenti che bloccavano l'ingresso della scuola, il cui cancello era stato divelto ore prima dalle forze dell'ordine. L'episodio non ha avuto conseguenze, e il ragazzo è stato riportato indietro nel cortile, abbracciato dagli amici che cercavano di tranquillizzarlo. In mattinata i più irriducibili degli occupanti, una cinquantina, si erano asserragliati sul tetto da cui erano ridiscesi poco dopo. Dal tetto si era sentita anche una voce di bambina, a cui è stato dato un megafono: "Andate a casa" gridava verso la polizia. Una colonna di fumo nero si era alzata dalla strada, dove era stato appiccato il fuoco a cassonetti e materassi per protestare contro lo sgombero. I blindati della polizia si erano fatti avanti nella via usando gli idranti per spegnere le fiamme di materassi e cassonetti appiccate dagli occupanti. "Sono italiana come voi, quale è la soluzione? Mettermi in mezzo alla strada. Arrestami, sai quanto me ne frega? Arrestami, almeno mangio tutti i giorni". Questo lo sfogo di una donna che si era barricata sul tetto della scuola. "Perchè non mi rispondete? Quali sono le soluzioni alternative? Io non mi muovo. Qui c'è gente con il tumore, non potete mandarci via così". Le tensioni si erano placate solo dopo una lunga contrattazione con la polizia che ha portato gli occupanti, in primis quelli con famiglia al seguito, alla resa. Tra urla e lacrime, alla fine le decine di persone che vivevano nello stabile di Primavalle hanno progressivamente abbandonato la struttura affidandosi in parte, alla rete di accoglienza del Comune.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Conte contro Salvini per vertice con i sindacati al Viminale: "Scorrettezza istituzionale". Pd all'attacco. I 5s: "Vertice politico"
DATA:
OCCHIELLO: Il premier al leader leghista: "La manovra si fa a Palazzo Chigi e i tempi li decido io". Di Maio: "I sindacati trattano con Siri che gli protegge le pensioni d'oro". Dura replica di Cgil, Cisl e Uil. Zingaretti: "Pagliacciata a danno di lavoratori e imprese"
TESTO: All'inusuale vertice con i sindacati organizzato da Matteo Salvini al Viminale tra i partecipanti c'era anche Armando Siri, il sottosegretario indagato per corruzione, che ha spiegato la flat tax alle parti sociali. Il Pd va all'attacco, rivolgendosi al M5s che giustifica l'incontro etichettandolo come "vertice politico e non di governo". Ma è lo stesso premier Giuseppe Conte a manifestare aperto dissenso nei confronti dell'iniziativa: "Se oggi qualcuno pensa che non solo si raccolgono istanze da parte delle parti sociali ma anticipa dettagli di quella che ritiene che debba essere la manovra economica, si entra sul terreno della scorrettezza istituzionale". E aggiunge: "La manovra economica viene fatta qui dal presidente del Consiglio con il ministro dell'Economia, con tutti gli altri ministri interessati. Non si fa altrove, non si fa oggi e i tempi, tengo a precisarlo, li decide il presidente del Consiglio, sentiti gli altrui ministri in primis il ministro dell'Economia. I tempi non li decidono altri". Quanto alla presenza di Siri, Conte taglia corto: "Se la logica dell'incontro al Viminale è di un incontro politico, ci sta bene la presenza di Siri. Se è la logica di un incontro governativo, non ci sta bene la presenza di Siri". Dallo staff del premier precisano, inoltre, che da oltre due settimane il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta sollecitando la Lega a dare i nomi dei delegati che dovrebbero rappresentare il partito di Salvini ai tavoli sulla manovra, ma la Lega non li ha ancora indicati. Conte, infine, lancia un'imbeccata al capo politico dei 5S: "Che un leader di una forza politica voglia incontrare le parti sociali, la ritengo una cosa buona e giusta. Anche il ministro e vicepresidente Di Maio potrebbe fare altrettanto per M5s". Salvini nel pomeriggio risponde: "Abbiamo portato le idee della Lega senza impegnare i Cinque stelle. Siamo in uno stato di diritto, se qualcuno non è dichiarato colpevole, per quanto mi riguarda è persona innocente. Massimo Garavaglia si occupa di finanza e, per quanto riguarda Armando Siri, è uno de massimi esperti della Lega sulla di flat tax e quindi nessuno si è meravigliato che fosse al tavolo". Salvini, dopo l'incontro con le parti sociali al Viminale, ha aggiunto: "Mi auguro che facciano lo stesso anche loro" riferendosi ai M5S. Il vicepremier ha anche dato un nuovo appunamento: "Ci riconvochiamo con le parti sociali nella prima settimana di agosto".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Salvini: "Ditemi dove sono i campi nomadi da sgomberare"
DATA:
OCCHIELLO: Il Viminale ha inviato una circolare ai prefetti per avere mappa degli insediamenti di rom, sinti. Obiettivo un piano per smantellare quelli abusivi e controllare la presenza di stranieri irregolari
TESTO: Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha firmato una circolare inviata a tutti i prefetti per chiedere una relazione sulla presenza di insediamenti rom, sinti e caminanti. L'obiettivo è verificare la presenza di realtà abusive per predisporre un piano di sgomberi. anche se si chiede di controllare la regolarità della presenza di stranieri. Il Viminale si aspetta di avere il quadro definito della situazione entro due settimane. "E' prioritaria l'attività di prevenzione volta a contrastare l'insorgere di tali situazioni di degrado, con misure finalizzate alla riaffermazione della legalità". E' quanto si legge nella circolare che prosegue con "si rende urgente l'attivazione di un più strutturato sistema di ricognizione dei predetti insediamenti, nel rispetto dei diritti della persona, e di successivo monitoraggio per seguire l'evoluzione delle singole situazioni, al fine di poter acquisire - in maniera costante - utili elementi di conoscenza e valutazione. L'obiettivo è porre in essere mirati interventi 'di sistema' attraverso cui promuovere - secondo un organico e coordinato insieme di iniziative - l'osservanza delle regole nonchè condizioni di maggiore vivibilità dei contesti urbani, con ripercussioni positive sulla salubrità dell'ambiente"
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Potenza, l’università adotta il doppio libretto per gli studenti transgender
DATA:
OCCHIELLO: Arcigay Basilicata: “Un forte segnale verso una società ancora gravemente affetta da discriminazioni e pregiudizi”. L'ateneo della rettrice Sole è l'ultimo esempio di tanti che hanno attivato l'"alias"
TESTO: Anche all'Università della Basilicata arriva il doppio libretto per gli studenti transgender. A darne notizia è Arcigay Basilicata che parla di una conquista dei diritti per la comunità Lgbt lucana. L'istituzione della "carriera alias" permette di utilizzare all'interno dell'ateneo una documentazione rispettosa dell'identità eletta in quanto corrispondente al proprio aspetto, garantendo una piena tutela della privacy nella carriera accademica e nella fruizione dei servizi. "Pensare di dover frequentare un corso o sostenere un esame all'università e di temere, più che le domande del professore, il momento dell'appello, sicuri che la risposta sarà accompagnata da risatine, occhiolini, colpi di gomito. È questa la situazione tipo in cui si trova uno studente transgender - spiega Arcigay Basilicata -. Nel momento in cui il docente, libretto alla mano, chiama lo studente transgender con il nome scelto in conformità al genere sessuale percepito, diverso da quello indicato sul documento, provoca in chi è costretto a vivere questa situazione disagi, fastidi, umiliazioni e discriminazioni". La carriera "alias" evita tutto questo. "Si tratta di un pregevole passo in avanti, una conquista per la tutela degli studenti e delle studentesse transessuali - commenta la consigliera nazionale e tesoriera di Arcigay Basilicata, Pia Adriana Ciminelli -. Io in prima persona, da donna ed ex studentessa transessuale dell'Unibas, posso dire che se all'inizio del mio percorso di studi avessi potuto usufruire della carriera alias, sarebbe stato tutto più semplice e agevole, soprattutto per la mia sfera emozionale e relazionale. L'istruzione assume un ruolo cardine nella formazione personale e sociale e come tale ritengo che anche l'ateneo lucano doveva farsi finalmente promotore di istanze e buone pratiche che, non solo contribuiscano a garantire il benessere psicofisico e il sereno sviluppo della carriera universitaria, ma rappresentino importanti e innovativi elementi di promozione per una piena inclusione sociale di tutte e tutti. " Il percorso per l'istituzione del doppio libretto comincia un anno fa quando la presidente di Arcigay Basilicata, Morena Rapolla, ne fece richiesta alla rettrice Aurelia Sole, rappresentando "l'importanza di questa misura che oggi finalmente diventa realtà - afferma Rapolla - dopo un percorso di concertazione al quale ha dato un contributo fondamentale anche il Comitato unico di garanzia dell'università. L'istituzione della carriera alias da parte dell'Ateneo della Basilicata rappresenta un forte segnale verso una società ancora gravemente affetta da discriminazioni e pregiudizi, spesso subdoli e striscianti, che generano una forte stigmatizzazione nei confronti di chi è portatore di una specificità-diversità. È del tutto impossibile un sano e pieno sviluppo della propria personalità se una persona deve continuamente affrontare discriminazioni e stigmatizzazione ogni qualvolta debba mostrare il proprio documento di identità - continua Rapolla -. Tutto questo non solo comporta forti disagi e una continua lesione della privacy dei soggetti in transizione, costantemente obbligati a esibire documenti d'identità non conformi al genere di elezione, ma di fatto viola il diritto alla piena e libera autodeterminazione del proprio corpo e del proprio intimo sentire". Esempi di libretti "alias" già sono previsti - tra gli altri - all'Ateneo di Genova, all'Università e al Politecnico di Torino, alla Statale e alla Bicocca di Milano, quindi a Udine, Trento, Ca' Foscari di Venezia, Verona e Padova, poi Pavia, Bologna, Firenze, Urbino e Perugia e, al Sud, alla Federico II e all'Orientale di Napoli, a Salerno, a Bari, ancora Messina, Palermo e Catania.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Ponte Morandi, Ft: "Un report interno segnalava i problemi di sicurezza prima del crollo"
DATA:
OCCHIELLO: Il documento è stato presentato al board di Atlantia, la holding di Autostrade per l'Italia, lo scorso novembre
TESTO: Le fonti hanno espresso dubbi sulla decisione di non rendere pubblico il rapporto e hanno affermato che la risposta della società al disastro è stata "disorganizzata", tanto che c'è voluto più di una settimana per organizzare una riunione del board. La richiesta di una indagine interna per fare luce su eventuali responsabilità sarebbe partita a settembre, quindi al documento sarebbero occorsi un paio di mesi di lavoro. Secondo la ricostruzione del quotidiano finanziario, conterrebbe una serie di indicazioni sulle urgenzi maggiori da risolvere, indicando una scala di urgenze con un punteggio da 10 a 70 (più alto, maggiore l'urgenza). Ci sarebbe stato almeno un problema identificato con un grado di rischio pari a 60, quello identificato fin dal 2011 sui tiranti che era oggetto di ulteriori approfondimenti all'epoca. Nel report, confermato da un portavoce di Atlantia, si ripercorre anche la storia delle molteplici indagini fatte sulla struttura, che era evidentemente oggetto di una particolare attenzione. Dalla società hanno precisato che le diagnosi antecedenti al crollo non avevano comunque mai mostrato la necessità di un intervento urgente. Al Ft, ad esempio, Atlantia fa presente che un grado di 50 (nella scala di valutazione di cui sopra) non indica alcun difetto strutturale nel ponte e che permette di programmare una manutenzione nell'arco di cinque anni. Pronta la replica di Atlantia. "L'audit citato dal Financial Times - si legge in una nota - non ha evidenziato alcun problema di sicurezza del Ponte Morandi, come erroneamente riportato nell'articolo di Donato Mancini sul sito" del giornale, "ma al contrario ha certificato il pieno rispetto degli obblighi di manutenzione previsti dalla Convenzione. Il documento - prosegue la nota - fu elaborato dalla Direzione Internal Audit di Atlantia, con il supporto tecnico qualificato di tre soggetti esterni indipendenti e di standing internazionale in ambito legale e tecnico-ingegneristico. Scopo dell'audit svolto da Atlantia era quello di effettuare una verifica circa il rispetto degli obblighi manutentivi convenzionali da parte della società controllata Autostrade per l'Italia dall'inizio della Convenzione fino al 2018"
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: The whistleblower lawyer: "To defeat corruption you need to reward those who gives information". And Italy doesn’t
DATA:
OCCHIELLO: Stephen Kohn is a lawyer that defends whistleblowers from the '80. “Having a whistleblower law is the single most effective tool in fighting corruption and fraud"
TESTO: WASHINGTON, DC - When it comes to whistleblowers, the distance between Italy and the United States seems really unbridgeable. Starting from linguistic problems: there is no exact translation in italian that captures the meaning and nuances of the English term. And it is a big issue that in a country like Italy, with an endemic problem of corruption, the lawmakers doesn't look at the models that worked in other countries. "Having a whistleblower law is the single most effective tool in fighting corruption and fraud. " Stephen Kohn is a lawyer who has been dealing with this issue for over 30 years. He is the Chairman of the Board of the National Whistleblower Center and author of a manual for those citizens who decide to "blow the whistle". I met him in his studio in Washington, in the elegant Georgetown neighborhood, with other 4 italian journalists and I interviewed him by phone a few days later. REP: L'INTERVISTA IN ITALIANO L'avvocato dei whistleblower: "Per battere la corruzione bisogna ricompensare chi la denuncia". E l'Italia non lo fa He guided me in a world where whistleblowers are protected and obtains monetary rewards for the informations they pass on to authorities. A world where there is a formidable weapon against corruption, but not every country seems eager to use it. But there is more: Kohn explained me how the United States' laws in recent years have created a transnational program against bribery and fraud. "The majority of my clients now are non-Us: they came from Russia, China, France, Germany, Uk, Africa etc. The modernized whistleblower laws have a transnational impact. They cover publicly traded corporations, so all the major public companies in the world are now covered from Us laws". Meeting Kohn is fascinating: he is proud of the successes of the US law on whistleblowers almost like a father who look to a soccer match his children are winning. And it is seen from afar that, besides being a job that guarantees him a good standard of life, he is also a passion. One of the first things that he said in our meeting was a quote from US senator Chuck Grassley: "Going after waste, fraud and abuse without whistleblowers is about as useful as harvesting acres of corn with a pair of rusty old scissors". And he goes ahead from there: "There are two types of crime: those that are public - murder, robbery - and those crimes which are effective when nobody knows that they happened. You need an insider, someone who knows. Without that, it doesn't work. Without a whistleblower laws, you cannot stop bribery. So why don't you make them legal? Legalize the bribes! What's the point in keeping that illegal if you cannot go against them? " The United States have many different laws that admit whistleblowers and rewards them. The False Claim Act for frauds against federal government; the Foreign Corrupt Practices Act against international bribery of a foreign government officials; the Tax Whistleblower Act against fraud or underpayment of taxes. But US also have whistleblowers laws on nuclear safety, oceans pollutions and so on. All of these protects the whistleblower (whose identity is confidential) and entitle him to receive a monetary reward, between 10 and 30 percent of the money that government obtains thank to the evidence. This kind of laws "create a motive for honesty", explained Kohn. The money collected is massive. Under the Tax Whistleblower Act, US government just in 2018 paid 300 million dollars in rewards. Considering that the average rewards is 20%, Us Government had collected 6 billion dollars in one year. Under the False Claims Act, which is fraud against government medical services, between 1986 and 2016 the Us Government collected 37.6 billion dollars in penalties directly from whistleblower activities. And the blowers obtained 6.3 billion in rewards. The average reward is 1.5 million. In the last 32 years whistleblowers were responsible for 72% of the total funds recovered in fraud cases. These are not estimates, these are official figures shared from the Us government. "This is actually how much is been collected - explains Kohn - but there are many cases in which the fraudsters went to jail or bankrupt. So the actual scope of those laws is much broader". Last data tells also another side of the story: whistleblower cases are surging from outside Us and declining in the Us. It is something that could indicate a change in culture, although we need more data to confirm this claim. But the growth of foreign nationals rewarded under Us laws confirms that now exists a de-facto transnational anti-corruption program that guarantees anonymity and rewards whistleblowers all over the world. Is this legal? "It is possible because companies that do business in the United States or sell their stocks to americans are obligated to follow our laws. It could be a company traded in Milan, or London or Paris. If a Us person can buy those stock, they're considered Us companies. Furthermore, for our tax and money laundering laws all major international bank are covered. Because of the scope of these new anti-corruption laws, they are transnational. " It is a model that is based on the willingness of companies all around the world to sell stocks to americans and Us companies. If you are an international company - not directly subject to Us laws - and you are being fined and risk to be cut out of this market, you prefer to pay. And the whistleblower gets his reward. Is this not in contrast with other countries laws? "Not at all, this is totally independent", said Kohn. "Even if a country has made whistleblowing illegal, it does not matter: they can still be covered under the Us law. And a whistleblower can count on the right to be anonymous and confidential: your identity is not exposed in Italy or whatever country the person lives in". Kohn himself never worked personally on an Italian case, but 31 Italians have tipped the Us Security Exchange Commission since 2011 on a total of 3305 tips coming from outside Us. Italy approved in 2017 a whistleblower law (number 179/2017). "I'm not familiar with the Italian law", said Kohn. I explain to him that he cover the whistleblower from the risk of retaliation, but doesn't rewards him. "It is better than nothing, but if you want real effectiveness, you have to go to the next level". We need, said Kohn, "two components: the first is strong protection on confidentiality; the second is an incentive to come forward". For a real protection some monetary reward is necessary. "The reason for that is that if the whistleblower only receive compensation after they suffered retaliation that law will not work: nobody wants to be retaliate against. So an effective whistleblower law provide compensation based on the quality of information not on whether or not you suffered retaliation". At the end all comes to "the question" that Kohn underline: "If you want to implement an anti-corruption program, how do you not use your most powerful program? That's the question".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Perugia: muore una ragazza cadendo dalle mura
DATA:
OCCHIELLO: Nei giorni scorsi un giovane era rimasto gravemente ferito nello stesso modo
TESTO: Una ventottenne straniera ma con passaporto italiano è stata trovata morta nella notte a Perugia nei pressi dell'incrocio tra via Marzia e Indipendenza, ai piedi di un alto muraglione a ridosso del quale si trova uno dei belvedere lungo la principale strada di accesso al centro del capoluogo umbro. La polizia ipotizza una caduta accidentale o un suicidio. Il corpo è stato trovato dal personale della Gesenu, l'azienda di igiene urbana. E' intervenuto quindi il personale della questura che non ha rilevato sul corpo segni evidenti di violenza. I primi accertamenti medici portano quindi a una morte in seguito alla caduta della quale non ci sono al momento testimoni. Saranno comunque eseguiti altri accertamenti medico-legali per stabilire con certezza le cause della morte. Non ancora chiaro per quale motivo la giovane fosse a Perugia. Nei giorni scorsi un altro ragazzo era rimasto gravemente ferito cadendo dallo stesso muraglione. In quel caso è emerso che si è trattato di un incidente.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Caso Cucchi a Roma, a processo Casarsa e altri sette carabinieri per depistaggio. Ilaria: "Momento storico"
DATA:
OCCHIELLO: Prima udienza il 12 novembre, si apre così un quarto processo per il decesso del geometra romano.  L'allora comandante dei carabinieri della capitale aveva dichiarato di aver avuto informazioni solo dal suo superiore dell'epoca, Vittorio Tomasone. La sorella: "Tutto iniziato...
TESTO: Scrive il pm: "Casarsa, rapportandosi con Soligo, sia direttamente sia per il tramite di Cavallo, chiedeva che il contenuto della prima annotazione (redatta da Di Sano secondo cui Cucchi lamentava dolori al costato e che non poteva camminare, ndr) fosse modificato nella parte relativa alle condizioni di salute di Cucchi". Cavallo, dal canto suo, "rapportandosi direttamente sia con Casarsa che con Soligo chiedeva a quest'ultimo che il contenuto di quella prima annotazione fosse modificato". Soligo, secondo Musarò, "veicolando una disposizione proveniente dal Gruppo Roma ordinava a Di Sano, anche per il tramite di Colombo Labriola, di redigere una seconda annotazione di servizio, con data falsa del 26 ottobre 2009 nella quale si attestava falsamente che 'Cucchi riferiva di essere dolorante alle ossa sia per la temperatura fredda/umida che per la rigidita' della tavola del letto ove comunque aveva dormito per poco tempo, dolenzia accusata per la sua accentuata magrezza omettendo ogni riferimento alle difficoltà di deambulare accusate da Cucchi". Gli indagati rispondono di falso anche in merito alla annotazione di servizio, sempre del 26 ottobre del 2009 redatta dal carabiniere scelto Gianluca Colicchio (non indagato), "indotto a sottoscrivere il giorno dopo una nota in cui falsamente attribuiva allo stesso Cucchi 'uno stato di malessere generale, verosimilmente attribuito al suo stato di tossicodipendenza', omettendo ogni riferimento ai dolori al capo e ai tremori manifestati dall'arrestato". Il tutto "con l'aggravante di volere procurare l'impunità dei carabinieri della stazione appia responsabili di avere cagionato a Cucchi le lesioni che nei giorni successivi gli determinarono il decesso". Sabatino e Testarmata, che erano stati delegati dalla procura ad acquisire nuove carte nell'ambito dell'indagine bis, ebbero modo di rendersi conto (nel novembre del 2015) della falsita' di queste annotazioni del 2009 ma evitarono di segnalare la cosa all'autorita' giudiziaria, favorendo cosi' gli autori degli stessi falsi. Testarmata poi, una volta scoperto che era stato alterato il registro di fotosegnalamento dell'epoca con il nome di Cucchi 'sbianchettato', non solo non acquisi' il documento originale, come gli era stato ripetutamente detto da due colleghi, ma neppure riporto' la circostanza nella relazione di servizio. Tra gli otto militari dell'Arma rinviati a giudizio figura De Cianni che in una nota di pg accuso' Casamassima, pur sapendolo innocente, di aver fatto dichiarazioni gradite alla famiglia Cucchi dietro la promessa di soldi da parte di Ilaria, sorella di Stefano. Casamassima, che per aver collaborato con la magistratura e aver dato un impulso significativo alle nuove indagini ha subito pressioni e ritorsioni, compreso un trasferimento ad altro incarico e relativo demansionamento, gli avrebbe riferito che Cucchi la sera dell'arresto tento' gesti di autolesionismo e che fu solo schiaffeggiato, non certo pestato. Dichiarazioni false che De Cianni ha confermato anche in un interrogatorio fatto alla squadra mobile.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Due cani azzannano un agnello, impiccati per vendetta
DATA:
OCCHIELLO: E' successo in Sardegna a Budoni, nel Nuorese. Brambilla (Fi): "Servono pene più severe per chi maltratta e uccide con crudeltà gli animali"
TESTO: NUORO. Due cani sono stati trovati impiccati con una corda di nylon alla rete di recinzione in un terreno nelle campagne di Budoni, sulla costa del Nuorese. Erano due meticci, molto simili al pastore tedesco. A fare la raccapricciante scoperta è stato il proprietario dell'appezzamento: quando si è recato sul posto per accudire i suoi animali li ha trovati morti. I carabinieri della stazione di Budoni, intervenuti subito dopo la chiamata dell'uomo, hanno già individuato i responsabili: si tratta di un 31enne e di un 35enne, entrambi residenti in una frazione vicina. Per loro è scattata una denuncia. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i due si sarebbero vendicati sui meticci perchè avrebbero azzannato un agnello di loro proprietà. Sul posto sono intervenuti anche i veterinari della Asl di Olbia che hanno constatato la morte per asfissia dei due cani. "Si tratta di un gesto ignobile - dice la deputata di Forza Italia, Michela Brambilla - la Commissione giustizia della Camera esamini e approvi al più presto la mia proposta di leggemi, mi sto battendo per inasprire le pene per chi maltratta e uccide gli animali. L'indignazione deve spingerci a fatti concreti. Gli animali vanno tutelati come esseri senzienti e chi li maltratta e uccide con crudeltà e senza necessità dev'essere severamente punito, deve andare effettivamente in carcere e restarci per tutto il tempo necessario".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Borsellino: "Io con la macchina blindata solo di mattina, libero di essere ucciso la sera"
DATA:
OCCHIELLO: La commissione parlamentare antimafia toglie il segreto sulle audizioni del magistrato a Palazzo San Macuto, fra l'84 e il 1991. Il fratello del giudice polemico: "Tanti atti ancora segreti negli archivi di Stato"
TESTO: "Tutto quello che avviamo oggi è un ulteriore segnale di democratizzazione del Paese", spiega il presidente della Commissione, Nicola Morra, presentando l'iniziativa in Senato, a cui ha lavorato un ex magistrato della procura di Palermo, Roberto Tartaglia, uno dei pm del processo Stato-mafia, oggi consulente della commissione antimafia. "Borsellino già ragionava sulle difficoltà di portare avanti un processo con numeri enormi - dice ancora Morra - E non sempre le sue richieste vennero pienamente soddisfatte. Il presidente dell'Antimafia ringrazia "Manfredi Borsellino e tutta la sua famiglia per aver potuto fare questa operazione". Polemico il fratello del magistrato ucciso in via D'Amelio, Salvatore Borsellino. "In quella strage mio fratello è stato ridotto ad un tronco carbonizzato senza più le gambe e le braccia, i pezzi di quei ragazzi sono stati raccolti uno ad uno e messi in delle scatole per poi essere identificati, separati e racchiusi in delle bare troppo grandi per quello che restava di loro. Ora, a 27 anni di distanza, non posso accettare che i pezzi di mio fratello, le parole che ha lasciato, i segreti di Stato che ancora pesano su quella strage, vengano restituiti a me, ai suoi figli, all'Italia intera, ad uno ad uno. E' necessario che ci venga restituito tutto, che vengano tolti i sigilli a tutti i vergognosi segreti di Stato ancora esistenti e non solo sulla strage di Via D'Amelio ma su tutte le stragi di Stato che hanno marchiato a sangue il nostro Paese". Salvatore Borsellino ha inviato una lettera al presidente Morra spiegando perché ha deciso di non partecipare alla conferenza stampa di presentazione degli audio. Salvatore ha voluto leggere la lettera durante la conferenza stampa di presentazione dei quattro giorni di eventi dedicati al 27esimo anniversario della strage di via d'Amelio. "Non mi sembra si tratti esattamente di una desecretazione - dice - ma piuttosto di rendere pubblici dei documenti che fino ad ora erano di difficile accessibilità perché conservati negli archivi della commissione antimafia. Una cosa importante ma un pò diversa da quella desecretazione che aspettiamo da anni, che anche il ministro Bonafede aveva promesso proprio in via d'Amelio e che ancora non è arrivata. E' assurdo - ha concluso - che in un Paese come il nostro, che si è macchiato di tante stragi di Stato, ancora oggi ci siano questi segreti. Vuol dire che non si vuole arrivare alla verità, non ho altra risposta".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Passa alla Camera la legge sul libro e la lettura che limita gli sconti: voto bipartisan, solo Fi si astiene
DATA:
OCCHIELLO: Ora dovrà essere approvata dal Senato, dove però dovrebbe essere blindato. Ridotti i fondi, polemici gli editori per il tetto alle offerte
TESTO: ROMA - Un premio annuo di 500mila euro per la città capitale del libro, che prenderà vita sul modello della capitale della cultura; la nascita del bollino di qualità per le librerie; soldi alle scuole per la formazione di personale che si occupi delle biblioteche interne. Ma anche "patti locali" con reti di pubblico e privato per il sostegno alla lettura, oltre agli interventi sul prezzo dei libri con la conferma del limiti agli sconti - oggetto della polemica degli editori - che sarà del 5 per cento, il 15 per cento solo per i libri scolastici. Approvata alla Camera con 406 voti favorevoli e l'astensione solo di Forza Italia, si avvia a diventare legge, seppure parzialmente decurtato nei fondi, il ddl per la promozione del libro e della lettura. "Il nostro paese non ne aveva mai avuta una ed ora ce l'abbiamo fatta, l'abbiamo portata in porto", sospira soddisfatta al telefono con l'Ansa Flavia Piccoli Nardelli che del provvedimento, avviato senza successo nella scorsa legislatura (naufragò alla fine per mancanza di coperture) si occupa ormai da quattro anni. Certo serviranno più fondi, ribadisce precisando che il passaggio sotto le forche caudine della commissione Bilancio ha portato a limature degli stanziamenti un pò qui un pò là. "Ma quello di oggi è un primo fondamentale passo - insiste - un telaio su cui appendere altri provvedimenti". Tant'è. Se gli editori dell'Aie sono in polemica per l'intervento sugli sconti e hanno convocato per domani mattina un comitato di presidenza urgente nel quale fare il punto, i deputati hanno garantito fino all'ultimo un sostegno bipartisan. "In un Parlamento così rissoso un risultato non certo da poco", commenta la deputata Pd. La conferma arriva anche dai commenti, dal ministro della cultura Bonisoli ("Il nostro Paese ha bisogno di una legge per incentivare la #lettura") alle associazioni dei librai di Confcommercio e Confesercercenti che si spingono a parlare di "giornata storica (. ..) per una legge che finalmente fa giocare tutti alla pari e premia la concorrenza basata sulla competenza e non sul potere o sul monopolio". Soddisfatto anche il sindacato italiano dei librai (Sil): "Finalmente - dice la presidente Cristina Giussani - il Paese si dota di una legge che ha come obiettivo l'allargamento della platea dei lettori e che individua nelle librerie dei territori, in particolare le indipendenti, un elemento fondamentale per la promozione della lettura, intervenendo anche su un riequilibrio della concorrenza". Ora il testo andrà al Senato, dove comunque dovrebbe arrivare in qualche modo blindato. Nardelli ricorda la gran quantità di lavoro fatto dalla commissione cultura, "24 audizioni nella passata legislatura, 19 in questa - dice -. Abbiamo ascoltato tutti i più importanti esperti del settore, da Giovanni Solimine a Lorenzo Casini e Paola Dubini. E poi i librai, gli editori piccoli e grandi, le associazioni, tutte le migliori pratiche. Abbiamo raccolto un materiale immenso e prezioso che meriterebbe di essere pubblicato. E quello che ne è venuto fuori, vorrei non è una semplice legge sul libro è un provvedimento organico sulla lettura". Ora se si procede in fretta "in autunno avremo la legge", conclude. "Il paese ne aveva bisogno". (ANSA)
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Whistleblowing, due segnalazioni al giorno. In crescita le denunce al Sud e da parte degli statali
DATA:
OCCHIELLO: I dati del IV rapporto annuale. Cantone: "Una cultura che sta prendendo piede, ma ancora tanti preferiscono l'anonimato"
TESTO: Chi sono i whistlebower Più di un whistleblower su due è un dipendente pubblico; il 14,2 per cento lavora per, o collabora con, un fornitore della Pubblica amministrazione o un dipendente di società controllate o partecipate (14%). I dirigenti sono poco più del 5%. Ma "parlano" sempre di più anche militari e forze dell'ordine: nel primo semestre 2019 sono già giunte 15 segnalazioni (4,2%). In tutto il 2018 erano state 11. Appalti illeciti nel mirino I casi più frequenti rimangono gli appalti illegittimi (22,6%). In calo corruzione, cattiva amministrazione e abuso di potere (dal 24,1% del 2018 al 18,7 del 2019). A seguire, concorsi illegittimi (12,3%), cattiva gestione delle risorse pubbliche o vicende di danno erariale (11,5%) e i conflitti di interessi (9%). Oltre un terzo delle segnalazioni arrivano da Regioni ed enti locali (38,3%), ma è in netto aumento la voce ministeri, enti previdenziali, autorità indipendenti, agenzie pubbliche o simili salita dal 17,6 al 27,7%. Concorsi, assenteismo, nomine illegali Parte delle segnalazioni all'Anac vengono archiviate, ma aumentano quelle che vengono inviate per approfondimenti penali o contabili: nel 2018 20 sono finite in Procura e 19 alla Corte dei Conti. Nei primi 6 mesi del 2019 gli invii alla Procura sono già stati 33, quelli alla Corte dei Conti sono 29. Alcuni esempi? Le pressioni per riammettere un concorrente escluso da una gara in una Regione del Centro, l'uso illegittimo di permessi sindacali (un Comune del nord), la nomina illegittima del comandante dei vigili sempre di un Comune del Nord, una presunta cattiva gestione (con tanto di favoritismi politici) che avrebbe portato al mancato recupero di esposizioni debitorie in un ente pubblico nazionale, e poi assunzioni senza selezione e senza requisiti, false attestazioni della presenza in servizio in un ministero o presunti concorsi truccati in una Asl del Sud. Cantone: "Una cultura che sta prendendo piede" Il bilancio è positivo, ha detto il presidente Anac Cantone, perché "dimostra che il whistleblowing è un istituto che sta prendendo piede. "Ciò che ritengo importante - ha aggiunto - è che migliora il livello della qualità delle segnalazioni: non c'è più una logica egoistica, ma sempre di più si segnala per colpire fatti di legittimità che danneggiano la Pubblica amministrazione. Questo smentisce chi a suo tempo aveva criticato la legge: non sono volati gli stracci. Si sta anzi diffondendo l'idea che girare la testa non è solo connivenza, ma complicità". Tutelare chi denuncia dalle ritorsioni "Abbiamo monitorato - ha spiegato - non solo le segnalazioni ad Anac ma anche quelle agli enti pubblici e appurato che sono in aumento quelle anonime. E' il contrario del whistleblowing: il whistleblower ci mette la faccia. Forse i segnalanti non si sentono tutelati da eventuali ritorsioni". Quanto ai contenuti degli illeciti, ha aggiunto, "il tasso di illegalità reale e percepita nel settore degli appalti resta il dato più preoccupante a differenza di trend legislativi che vanno sempre più nella logica di deregulation e che non aiutano certamente il rispetto delle regole". Al Sud, ha concluso il presidente Anac, "il livello di problemi è elevato, e restano prioritarie le segnalazioni sugli appalti".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Rigopiano, i parenti fuori dal tribunale: sulle magliette i volti delle vittime
DATA:
OCCHIELLO: Oggi al via l'udienza preliminare per la tragedia che provocò 28 morti, sepolti dalla neve e dalle macerie dell'hotel il 18 gennaio 2017. Figli, mariti, compagne in aula chiedono finalmente giustizia. "Speriamo non sia un bluff e che la legge sia uguale per tutti". "Devono...
TESTO: Hanno i volti segnati dal dolore, dall'assenza che non passa. Non dimenticano chi hanno amato e perduto, sono qui per ricordare, per chiedere giustizia in nome delle loro mamme, compagne, figli, mariti nipoti uccisi da una valanga, dalle macerie dell'albergo Farindola a Rigopiano il 18 gennaio 2017. Si sono riuniti fuori dal tribunale con magliette bianche sulle quali ognuno ha fatto stampare l'immagine del proprio familiare morto, perchè questa questa mattina nell'aula 1 del palazzo di giustizia di Pescara, davanti al Gup Gianluca Sarandrea, doveva tenersi la prima udienza preliminare relativa all'inchiesta principale sul disastro dell'Hotel di Farindola (in provincia Pescara) nel quale morirono 29 persone. Udienza invece subito rinviata al 27 settembre per valutare le 110 richieste di costituzioni di parte civile e per consentire ai difensori degli imputati di interloquire sulle costituzioni di parte civile. Momenti di tensione si sono registrati in aula quando il giudice ha chiesto un parere alle parti per decidere una nuova data, compatibilmente agli impegni di tutti e, mentre le date slittavano, Giampaolo Matrone è intervenuto alzando la voce: "Sono due anni e mezzo che aspettiamo. Che sia il prima possibile". "Sotto la neve ho perso la mia unica figlia, Jessica. Aveva 24 anni, era andata all'hotel Rigopiano insieme al fidanzato Marco, 25 anni pure lui figlio unico. Erano 9 anni che stavano insieme ed erano andati lì solo un giorno per festeggiare l'anniversario, proprio come avevano fatto anche l'anno precedente". dice Mario Tinari che aggiunge: "La giustizia vera sarebbe che mia figlia e le altre vittime tornassero, ma visto che non è possibile almeno che paghi chi ha sbagliato, che venga rimosso dal proprio incarico perché ha dimostrato una incapacità totale. Sia da monito, la vera giustizia, per chi un giorno prenderà il posto dei responsabili". Rischiano il processo 24 imputati, tra i quali l'ex prefetto di Pescara Francesco Provolo, l'ex presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco e il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, ai quali si aggiunge la società Gran Sasso Resort Spa. Sono diversi i reati ipotizzati dalla Procura: dal crollo o altri disastri colposi all'omicidio e lesioni colpose, all'abuso d'ufficio e al falso ideologico i reati ipotizzati a vario titolo dalla Procura. Al centro dell'inchiesta dei carabinieri forestali, coordinata dal procuratore capo Massimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia, la mancata realizzazione della carta valanghe, le presunte inadempienze relative alla manutenzione e allo sgombero delle strade di accesso all'hotel, il tardivo allestimento del centro di coordinamento dei soccorsi. In piedi figli, mariti, durante la mattinata aspettano con ansia, speranza di avere almeno giustizia. " Ho tante aspettative sperando non sia un grande bluff e che la legge sia uguale per tutti. E' l'inizio di una grande battaglia. La nostra vita è stravolta, mia mamma oggi si è fatta forza ed è la prima volta che viene in udienza, pretendiamo giustizia", dice Francesco, fratello di Gabriele D'Angelo, morto a 31 anni nella valanga. "La mamma di Marinella è rimasta a casa, si è chiusa, siamo venuti qui io, il padre e la sorella. Non ci dà soddisfazione niente, ma chiedo solo che a questa gente tolgano il posto dove sono, posti di responsabilità che non meritano. Ancora sono dove erano, non è successo niente". Giuliana, zia di Marinella Colangeli, 30enne responsabile del resort Rigopiano, a Farindola, morta insieme ad altri 28 "angeli", come scritto nelle magliette dei loro familiari. Uno accanto all'altra, con i volti dei parenti sul petto. "Mio genero è più forte, ha voglia di combattere e vuole giustizia. Io la vedo difficile", Vincenzo Cecioni, padre di Valentina morta a 32 anni. Indossa la maglietta bianca con la foto della figlia e scrolla le spalle, ormai distrutto dalla perdita. La donna, in vacanza insieme al marito Giampaolo, sopravvissuto insieme ad altre 10 persone e oggi in aula al Tribunale di Pescara, ha lasciato una bambina di 7 anni, Gaia. Tra dolore, volontà. "Oggi tanta emozione e commozione - commenta Giampaolo Matrone - non so nemmeno io da ieri come mi sento, non vedo l'ora che finisca positivamente. Domani si ricomincia, sempre guardando al prossimo obiettivo, all'udienza che verrà. Andiamo avanti, la mia forza è Gaia, mia figlia. Combatto per lei e per la mamma che le è stata tolta". La richiesta di fondo è sempre la stessa. Ci aspettiamo venga fatta giustizia" dicono Mariangela e Pina, mamma e zia di Ilaria Di Biase, morta a soli 22 anni nell'Hotel Rigopiano, a Farindola, dove lavorava come cuoca. Stringono una foto della ragazza mentre gli occhi si fanno sempre più lucidi: "Devono pagare tutti, dal primo all'ultimo. E' stata una tragedia che si sarebbe potuta evitare. Noi stiamo male, sempre peggio, con tanta rabbia e tanto dolore, queste persone - aggiunge la mamma di Ilaria rivolgendosi agli imputati - secondo me non hanno coscienza di cosa accaduto, nemmeno ci pensano". "E' solo l'inizio di una lunga lotta, ma oggi siamo qui a chiedere giustizia. Una giustizia che non ci ridarà indietro i nostri familiari, ma che potrà servire affinché tragedie come quella di Rigopiano non succedano più. Ci dobbiamo credere" mormora Annamaria, sorella di Silvana Angelucci morta a 48 anni con il marito Luciano Caporale, di 52
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Salvini: "Gli estremisti del missile scoperti grazie a una minaccia di morte nei miei confronti"
DATA:
OCCHIELLO: Digos e procura: l'allarme lanciato da un ex Kgb non ha trovato riscontri, ma ha permesso di trovare l'arsenale dei neonazisti
TESTO: Fu un ex agente del Kgb a segnalare l'esistenza di un progetto di un attentato a Salvini da parte di ultranazionalisti ucraini. A svolgere le indagini furono la Digos e la procura di Torino e, secondo quanto viene riferito, non furono trovati riscontri. Il monitoraggio di 5 italiani, ex miliziani considerati vicini al Battaglione Azov, portò alla scoperta del tentativo di vendita di un missile aria-aria Matra. Durante l’inchiesta, coordinata dalla procura di Torino, sono state intercettate le telefonate di un gruppo di miliziani andati a combattere in Ucraina ed è dai loro contatti che è spuntato il nome di Fabio Del Bergiolo, 60 anni, di Gallarate. Un uomo che non nasconde la sua ideologia filo-nazista, a giudicare dalla quantità di simboli inneggianti a Hitler è alle Ss trovati nella camera da letto, dove teneva armi ovunque, anche sotto al letto. Sulla rete di filo-nazisti su cui gli investigatori torinesi hanno lavorato, il ministro dell’Interno ha detto: ”Sono contento e ringrazio le forze dell’ordine quando fanno il loro lavoro contro filo-comunisti, filo-nazisti, filo-chiunque”. È ripresa questa mattina la perquisizione nell' hangar all'interno dell'aeroporto di Voghera a Rivanazzano, dove mercoledì è stato trovato il missile aria aria sequestrato dalla Digos di Torino. E' stata ingaggiata una ditta specializzata per svuotare gli scaffali alti 10 metri e zeppi di materiale bellico che dovrà essere analizzato insieme all'esercito italiano. Servirà almeno una settimana ad analizzare tutto. E' stato, infatti, rinvenuto altro materiale militare. Intanto è fissato per giovedi l'interrogatorio di Fabio Del Bergiolo, l'uomo accusato di essere l'intermediario incaricato della vendita del missile. Sono in tutto quattro gli indagati nella costola di indagine della Digos torinese sui mercenari italiani partiti per combattere nella regione ucraina del Donbass. È stato lo stesso Del Bergiolo a spiegare che il missile e le altre armi erano stati spostati circa due mesi prima da Oriolo, sempre vicino a Voghera. Le indagini della Digos che coinvolge quattro procure diverse si stanno concentrando ora per ricostruire la provenienza del missile, acquistato da una quarta persona, un milanese che al momento non risulta indagato che a sua volta lo aveva comprato in Italia. Nell'inchiesta della Digos di Torino oggi è spuntato anche un altro indagato. Si tratta di un uomo di Bologna che Del Bergiolo secondo la ricostruzione degli inquirenti incontrò in una fiera internazionale a Norimberga per ottenere dei contatti tra i combattenti in Donbass e vendere il missile.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Bari, braccianti stranieri occupano la basilica di San Nicola con Aboubakar Soumahoro: "Siamo sfruttati"
DATA:
OCCHIELLO: Gli immigrati residenti a Foggia, guidati dal sindacalista, hanno chiesto e ottenuto un incontro con l'arcivescovo Cacucci "perché la Regione Puglia e il governo latitano in totale indifferenza". Momenti di tensione con la polizia municipale. Dopo tre ore, la fine della protesta
TESTO: L'arcivescovo, monsignor Francesco Cacucci, è poi arrivato in basilica e si è intrattenuto a parlare con i bracciani e Aboubakar Soumahoro per conoscere la situazione. "Chiamerò il presidente della Regione Michele Emiliano - ha assicurato Cacucci - e coinvolgerò gli altri vescovi pugliesi e poi sentirò papa Francesco". "Volentieri - ha aggiunto - mi faccio interprete di questi che sono l'espressione del riconoscimento dei diritti della dignità umana" assicurando che "da parte nostra c'è un atteggiamento di difesa senza se e senza ma della dignità umana. Quello che non riusciamo ancora a realizzare in Italia è la seconda accoglienza, mi permetto di sottolineare questo e da parte vostra bisogna insistere su questo". Poi ha aggiunto: "Non basta accogliere ma fare in modo che poi questa accoglienza sia dignitosa. Questo è il vero problema. Fino a quando non riusciremo a realizzare questo, si alimenterà da una parte l'idea di invasione e dall'altra non si riconoscerà dignità umana. Mi permetterò di indicare concretamente le proposte da fare. Non basta la denuncia se non arriviamo a fare proposte concrete". Rassicurati dalle parole di Cacucci, dopo tre ore di pacifica occupazione, i braccianti sono andati via.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Arrestato in Norvegia il Mullah Krekar dopo la sentenza a Bolzano
DATA:
OCCHIELLO: Condannato a 12 anni, e' considerato il capo spirituale della cellula jihadista Rawthi Shax, smantellata nell'autunno 2015 a seguito dell'indagine del Ros di Trento.  "Non ho alcun legame con lo stato islamico, voglio solo tornare nel kudistan iracheno per impegnarmi in...
TESTO: La polizia norvegese ha arresto il mullah Krekar su richiesta delle autorità italiane a seguito della sentenza emessa ieri dal tribunale di Bolzano. Nel processo a carico di sei jihadisti la Corte d'Assise ha condannato il mullah Krekar a 12 anni di carcere. Krekar è considerato il capo spirituale della cellula jihadista Rawthi Shax, che si sospettava pianificasse attentati terroristici, smantellata nell'autunno 2015 a seguito dell'indagine del Ros di Trento. Rifugiato in Norvegia dal 1991, il mullah, 63 anni, il cui vero nome è Najumuddin Ahmad Faraj, ha tenuto a precisare di non avere "alcun legame con lo Stato islamico". Sempre tramite il suo legale, ha fatto sapere che "non ci sono cellule terroristiche in Italia o in qualsiasi altra Nazione con cui ha a che fare e non ha mai avuto piani terroristici". ". "Il suo unico obiettivo - ha spiegato il legale - è tornare nel Kurdistan iracheno per impegnarsi in politica (. ..) come uomo libero". L'arresto è avvenuto ieri sera. Poco prima il mullah aveva criticato la sentenza con un tweet. La Corte d'Assise, presieduta da Carlo Busato, ha condannato anche Rahim Karim Twana e Hamasalih Wahab Awat a 9 anni di reclusione, Abdul Rahman Rahim Zana, Jalal Fatah Kamil e Hamad Bakr a 7 anni e 6 mesi ciascuno. Oltre a Krekar, altri due condannati vivono in Norvegia, mentre gli altri tre sarebbero residenti in Inghilterra. Najmuddin Faraj Ahmad, 61 anni, originario del Kurdistan iracheno noto come il mullah Krekar, è stato arrestato ieri sera alle ore 22 nella sua residenza di Oslo dall'agenzia di intelligence PST con l'assistenza del distretto di polizia della capitale norvegese. A confermare la notizie è il direttore della comunicazione della PST, Trond Hugubakken che ha precisato che l'interrogatorio in carcere potrebbe tenersi domani. Il mullah che vive in Norvegia dal 1991 nel pomeriggio di ieri era stato condannato a 12 anni di reclusione dalla Corte d'Assise di Bolzano a seguito della lunga e complessa indagine dei carabinieri del Ros che il 12 novembre del 2015 avevano scovato in un appartamento di Merano in Alto Adige alcuni esponenti della cellula jihadista Rawti Shax associata allo Stato Islamico. Krekar era considerato il capo di questa rete terroristica che collaborava nella pianificazione di attacchi terroristici. Il potente mullah, nei confronti del quale è stato spiccato un mandato di cattura europeo emesso dalle autorità italiane, ha ricevuto una condanna maggiore di due anni rispetto a quanto aveva chiesto il procuratore antimafia di Trento, Pasquale Profiti. L'avvocato difensore di Krekar, Brynjar Meling, ha riferito di aver "parlato con lui, che è in buone condizioni, che vorrà opporsi alla custodia cautelare perchè questo arresto è arrivato inaspettato e che la PST dovrà dimostrare il reale pericolo di evasione".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Alta tensione nel governo, Di Maio: "Salvini incontra i sindacati per sviare sul caso dei fondi russi". Il Pd protesta in aula con foto di Savoini
DATA:
OCCHIELLO: Il vicepremier leghista: "Andrò al question time". I dem: "Il leader 5S dà ragione a Zingaretti". Oggi vertice Lega-M5s per la Commissione parlamentare d'inchiesta sui fondi ai partiti. Il segretario pd vedrà la presidente del Senato Casellati: "Il vicepremier venga a riferire in...
TESTO: Il Pd ha presentato la sua richiesta in un disegno di legge per istituire una commissione d'inchiesta sulla sicurezza nazionale e i rapporti con gli altri paesi. Anche il M5s vorrebbe discuterne con l'alleato di governo e il capogruppo 5S alla Camera Francesco D'Uva ha dato la bozza di una proposta di legge al capogruppo leghista Riccardo Molinari. Come detto, in aula alla Camera il gruppo dem ha inscenato una protesta, con il deputato Emanuele Fiano che ha elencato tutte le domande che i dem intendono rivolgere al ministro dell'Interno. Il deputato Andrea Romano è intervenuto rivolgendo ironicamente in lingua russa a Salvini la richiesta di venire a riferire in aula, fingendo di prendere la parola alla Duma di Mosca. La medesima richiesta è stata fatta dal gruppo pd al Senato. Zingaretti, che ha riunito la segreteria del partito per ribadire che Salvini si presenti in Parlamento per una "discussione approfondita", ha poi incontrato la presidente del Senato Elisabetta Casellati: "Il Pd chiederà domani, alla riunione dei capigruppo del Senato, che si calendarizzi nel più tempo breve possibile una sessione speciale in cui il premier Giuseppe Conte possa riferire in aula sulla vicenda dei presunti fondi russi alla Lega" fa sapere assieme al capogruppo dem a Palazzo Madama, Andrea Marcucci. Parallelamente il Pd chiede che alla Camera riferisca direttamente Matteo Salvini. In serata, però, il colpo di scena: in conferenza dei capigruppo di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, fa sapere di non avere avuto alcuna risposta dal ministro Matteo Salvini alla richiesta del Pd di un'informativa in aula. Per questo, il Pd decide di "sospendere le attività parlamentari" e di occupare la commissione Affari costituzionali a Montecitorio, impegnata nell'esame del decreto sicurezza bis, come rende noto il capogruppo dem Graziano Delrio. Il presidente Fico scrive una lettera al governo, in cui reitera la richiesta a Salvini di presentarsi in aula.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: The whistleblower lawyer: "To defeat corruption you need to reward those who gives information". And Italy doesn’t
DATA:
OCCHIELLO: Stephen Kohn is a lawyer that defends whistleblowers from the '80. “Having a whistleblower law is the single most effective tool in fighting corruption and fraud"
TESTO: WASHINGTON, DC - When it comes to whistleblowers, the distance between Italy and the United States seems really unbridgeable. Starting with problems of language: there is no exact translation in Italian that captures the meaning and nuance of the English term. And it is a big issue that in a country like Italy, with an endemic problem of corruption, the lawmakers don’t look at the models that have worked in other countries. "Having a whistleblower law is the single most effective tool in fighting corruption and fraud. " Stephen Kohn is a lawyer who has been dealing with this issue for over 30 years. He is the director of the National Whistleblower Center and author of a handbook for those citizens who decide to "blow the whistle". I met him in his studio in Washington, in the elegant neighborhood of Georgetown, with other 4 Italian journalists and I interviewed him by phone a few days later. REP: L'INTERVISTA IN ITALIANO L'avvocato dei whistleblower: "Per battere la corruzione bisogna ricompensare chi la denuncia". E l'Italia non lo fa He guided me in a world where whistleblowers are protected and obtain monetary rewards for the information they pass on to authorities. A world where there is a formidable weapon against corruption, but not every country seems eager to use it. But that is not all: Kohn explained to me how the laws of the United States in recent years have created a transnational program against bribery and fraud. “The majority of my clients now are non-US: they come from Russia, China, France, Germany, the UK and certain African countries etc. Modern whistleblower laws have a transnational impact. They cover publicly traded corporations, so all the major public companies in the world are now covered by US laws”. Meeting Kohn is fascinating: he is proud of the successes of the American laws on whistleblowers almost like a father who is watching a soccer match his children are winning. And it’s very clear that, besides being a job that guarantees him a good standard of living, it is also a passion. One of the first things that he said in our meeting was to quote US senator Chuck Grassley: “Going after waste, fraud and abuse without whistleblowers is about as useful as harvesting acres of corn with a pair of rusty old scissors”. And Kohn continues from there: “There are two types of crime: those that are public – murder, robbery – and those crimes which are effective when nobody knows that they happened. You need an insider, someone who knows. Without that, it doesn’t work. Without whistleblower laws, you cannot stop bribery. So why don’t you make bribery legal? Legalize the bribes! What’s the point in keeping them illegal if you cannot go against them? ” The United States has many different laws that cover whistleblowers and rewards them. The False Claim Act for committing fraud against federal government; the Foreign Corrupt Practices Act against international bribery of foreign government officials; the Tax Whistleblower Act against fraud or underpayment of taxes. But the US also has whistleblowers laws on nuclear safety, ocean pollution and so on. They all protect the whistleblower (whose identity remains confidential) and entitle him to receive a monetary reward, between 10 and 30 percent of the money that the government obtains due to the evidence provided. These kinds of laws “create a motive for honesty”, explained Kohn. The money collected is massive. Under the Tax Whistleblower Act, the US government paid 300 million dollars in rewards, just in 2018. Considering that the average reward is 20% of the amount recovered, the US Government collected 6 billion dollars in that one year. Under the False Claims Act, which covers fraud against government medical services, between 1986 and 2016 the US Government collected 37.6 billion dollars in penalties directly from whistleblower activities. And the blowers obtained 6.3 billion in rewards. The average reward was 1.5 million. In the last 32 years whistleblowers were responsible for 72% of the total funds recovered in fraud cases. These are not estimates; these are official figures shared by the US government. “This is actually how much has been collected – explains Kohn - but there are many cases in which the fraudsters went to jail or went bankrupt. So the actual scope of those laws is much broader”. The most recent data tells also another side of the story: whistleblower cases are surging from outside US and declining in the US. This is something that could indicate a change in culture, although we need more data to confirm this claim. But the growth of foreign nationals rewarded under US laws confirms that there now exists a de-facto transnational anti-corruption program that ensures anonymity and rewards whistleblowers all over the world. Is this legal? “It is possible because companies that do business in the United States or sell their stocks to Americans are obligated to follow our laws. It could be a company traded in Milan, or London or Paris. If a US person can buy their stock, they’re considered US companies. Furthermore, for our tax and money laundering laws all major international banks are covered. Because of the scope of these new anti-corruption laws, they are transnational. ” It is a model that is based on the willingness of companies all around the world to sell stocks to Americans and US companies. If you are an international company - not directly subject to US laws – and you are being fined and risk being cut out of the US market, you prefer to pay. And the whistleblower gets his reward. Is this not in contrast with other countries’ laws? “Not at all, this is totally independent”, said Kohn. “Even if a country has made whistleblowing illegal, it does not matter: they can still be covered under US law. And a whistleblower can count on the right to remain anonymous and confidential: his identity is not exposed in Italy or in whatever country the person lives”. Kohn himself never worked personally on an Italian case but, of a total of 3305 tips coming from outside US, 31 Italians have provided information the US Security Exchange Commission since 2011. Italy approved in 2017 a whistleblower law (number 179/2017). “I’m not familiar with the Italian law”, said Kohn. I explain to him that it protects the whistleblower from retaliation, but doesn’t reward him. “It is better than nothing, but if you want real effectiveness, you have to go to the next level”. We need, said Kohn, “two components: the first is strong protection on confidentiality; the second is an incentive to come forward”. For real protection, some monetary reward is necessary. “The reason for that is that if the whistleblower only receives compensation after he/she has suffered retaliation, the law will not work: nobody wants to be retaliated against. So an effective whistleblower law should provide compensation based on the quality of information, not on whether or not someone suffered retaliation”. It all comes down to “the question” that Kohn emphasizes: “If you want to implement an anti-corruption program, how do you not use your most powerful weapon? That’s the question”.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Scuola, 40 mila in pensione e non saranno sostituiti. A settembre i supplenti saranno 170 mila
DATA:
OCCHIELLO: Nell'istruzione sono oltre ventiduemila i "Quota 100" che andranno a riposo. Malpezzi (Pd): "Per stabilizzare i precari neppure un euro". Azzolina (M5s): "Così cresce la supplentite". Il coordinamento Gae-Gm: "Sul sostegno situazione grave"
TESTO: ROMA – Saranno quarantaduemila i docenti che andranno in pensione, entro il 31 agosto prossimo. Fin qui, non è prevista alcuna sostituzione. Poco più di ventiduemila insegnanti (esattamente 22.197) lasceranno in anticipo grazie a Quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi), ma nessun precario entrerà al loro posto. La mancata sostituzione – sempre avvenuta in anni recenti: cinquanta per cento di stabilizzazioni e cinquanta in trasferimenti - è solo l’ultimo taglio all’Istruzione di un esecutivo che in tredici mesi di governo non ha mai messo la scuola al centro della sua pratica. Il ministro Marco Bussetti e lo staff hanno candidamente ammesso che i tagli della Legge di bilancio 2018 erano legati proprio alle due grandi partite di governo che drenavano risorse pubbliche: il Reddito di cittadinanza e, appunto, Quota 100. Ora i pensionamenti anticipati senza assunzione sembrano aprire la strada alla Finanziaria 2019, nelle intenzioni di Matteo Salvini incentrata sulla costosa flat tax. Il sistema informatico del Miur (Sidi) al 29 maggio scorso aveva censito 17.614 posti vuoti nell’organico di fatto, ma nessuno di questi sarà offerto ai precari: non è prevista immissione in ruolo di chi già lavora attraverso le supplenze annuali. Sulla questione, emersa il 12 luglio in un incontro del ministero con i sindacati, la senatrice Simona Malpezzi (Pd) ha presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo perché il governo “non abbia stanziato un solo euro” per programmare la trasformazione di parte dell’organico di fatto (chi davvero insegna nella scuola) in organico di diritto (chi è regolarmente assunto). “L’esecutivo trova i soldi per mandare in pensione i docenti con Quota 100 e non li trova per sostituirli con i docenti precari", si legge nell'interrogazione, "così prolifera il fenomeno delle supplenze e non si assicura il corretto avvio del prossimo anno scolastico”. Per metà settembre, avvio del "2019-2020", si attendono almeno 170 mila docenti precari, pari a un quinto dell’intero corpo insegnante. Nell’anno appena concluso gli annunci del ministro Marco Bussetti - "avremo ottantamila supplenti nelle nostre scuole" - sono stati superati di 15 mila unità (95 mila precari è il conteggio della Cgil). A questi vanno aggiunti i 42 mila pensionati non sostituiti, appunto. E, ancora, su 58.627 docenti il cui ingresso in ruolo è già stato approvato dal ministero delle Finanze, oltre la metà non sarà reperita per mancanza di candidati (nelle discipline scientifiche, per esempio). E’ credibile che il prossimo anno scolastico possa partire con 160-170 mila insegnanti precari in cattedra, cifra da primato, e contemporaneamente le graduatorie pre-ruolo sempre piene. In Veneto e Lombardia – regioni che spingono per l’approvazione dell'Autonomia differenziata, soprattutto nel campo scolastico – i vuoti dal primo settembre assumeranno dimensioni mai viste prima.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Salvini, nessun incidente con il premier Conte
DATA:
OCCHIELLO: Il vicepremier in visita a Genova, nega tutto sui fondi russi destinati alla Lega  
TESTO: "Non c'è stato alcun incidente" con il premier Conte. "Stiamo lavorando per ridurre le tasse". Lo ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini oggi a Genova, a margine di un incontro in Prefettura. Il Capitano precisa che "con il Movimento 5 Stelle i rapporti sono ottimi ma io non passo il mio tempo ad attaccare gli alleati". "Oggi - aggiunge - sono arrivato già a tre, tre dichiarazioni polemiche di ministri e parlamentari nei mie confronti. E' un approccio diverso: io ritengo che gli italiani mi paghino lo stipendio per risolvere i problemi e non per polemizzare con gli alleati. Speriamo - è il suo messaggio ai grillini - non vadano avanti troppo a lungo. Io però non mi scompongo". E sulla trattativa per i fondi russi destinati alla Lega, risponde: "Non c'è nulla su cui possa essere coinvolto. Mi occupo di vita reale e problemi veri e cerco di risolverne un pò". Poi, a chi gli ha chiesto se il Carroccio voterà la presidente candidata Ursula Von Der Leyen alla commissione europea: "Delle dichiarazioni interessanti sulla lotta all'immigrazione clandestina, sul cambiamento delle regole che vedevano l'Italia come centro di accoglienza europeo. Vedremo se confermerà questa volontà di contrastare scafisti e trafficanti, altrimenti se la votano loro".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Mattarella all'interporto di Bologna per inaugurare il nuovo hub delle Poste
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: BOLOGNA - Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inagurato a Bentivoglio, in provincia di Bologna, il nuovo Hub Logistico di Sda Express Courier, società del Gruppo Poste Italiane. Il capo dello Stato era accompagnato dal ministro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio che della nuova struttura ha detto: "Un vero fiore all'occhiello per il Paese". Poi, a margine, sul governo: "Penso che in questo momento possa saltare solo se non si fanno le cose per gli italiani, io sinceramente sono un po' stufo dei tentennamenti nella maggioranza sull'acqua pubblica, parlo della Lega, sul salario minimo e su tanti altri temi. In queste ore si sta facendo un po' troppa melina su provvedimenti che gli italiani aspettano da una vita". Di Maio ha poi aggiunto, interpellato dai cronisti, riferendosi a Salvini: "Secondo me deve andare a riferire in Parlamento sulla questione Russia. Sono sicuro che ci andrà e così ci darà anche modo come maggioranza di difenderlo". Presente alla cerimonia Matteo Del Fante ad di Poste italiane. Ad accogliere Mattarella e Di Maio il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e il sindaco di Bologna Virginio Merola. "Grazie presidente del suo incessante impegno per orientare l'attività delle istituzioni verso il bene comune: di questo il Paese deve esserle infinitamente grato", le parole del governatore a Mattarella.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Ciclismo, Tour de France; Alaphilippe: ''La parte difficile deve ancora venire''
DATA:
OCCHIELLO: La maglia gialla si gode il momento: ''Ciò che ho realizzato supera le mie aspettative e lo difenderò". Thomas e Bernal lanciano la sfida
TESTO: In piena corsa anche se fin qui non ha spiccato, Nairo Quintana, attualmente ottavo a poco più di due minuti da Alaphilippe. "Sono al punto in cui volevo essere e rispetto al passato ho perso meno tempo nella parte iniziale del Tour, che è quella meno adatta a me", il bilancio fin qui del colombiano della Movistar. "Certo, il team Ineos di Thomas e Bernal ha dimostrato di essere sempre fortissimo - ha aggiunto Quintana - Sono loro il faro della corsa, ma noi abbiamo le carte per metterli in difficoltà. Sono motivato e pronto anche per la crono, non sono uno specialista ma spero di riuscire a contenere il distacco. E poi ci saranno le montagne, che ci offriranno il terreno per recuperare il ritardo".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Fiorentina: Chiesa arriva a Chicago, in settimana l'incontro con Commisso
DATA:
OCCHIELLO: La stella viola, insieme a Milenkovic, ha raggiunto i compagni alla vigilia dell'esordio nell'International Champions Cup. Il primo contatto con il patron potrebbe avvenire già sugli spalti del match con il Chivas, si attende un meeting in settimana per decidere il futuro...
TESTO: CHICAGO - Il futuro di Federico Chiesa vivrà una svolta decisiva nei prossimi giorni. Il talento della Fiorentina è approdato a Chicago insieme a Nikola Milenkovic: i viola debutteranno nella notte italiana nell'International Champions Cup contro i messicani del Chivas Guadalajara ma l'attesa dei tifosi è tutta per l'incontro che si terrà in settimana tra l'attaccante e il nuovo proprietario del club, Rocco Commisso. Il primo contatto dovrebbe avvenire già sugli spalti del SeatGeek di Bridgeview, dove entrambi assisteranno al match: il patron ha sempre dichiarato incedibile il giocatore, ma le cose potrebbero prendere una piega diversa se Chiesa chiedesse ufficialmente la cessione. Il calciatore non avrebbe comunque intenzione di firmare un prolungamento contrattuale e anche Vincenzo Montella, nella conferenza stampa di lunedì, si è detto alla finestra: "Devo ancora sentire una sua presa di posizione, fino a prova contraria è un calciatore della Fiorentina e non ci sono problemi". Potrebbe essere la settimana giusta per capire cosa ne sarà di Chiesa e quale direzione prenderà la nuova Fiorentina, che finora ha dovuto lavorare sulla cessione di Jordan Veretout, ormai vicinissimo alla Roma.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Scuola, 40 mila in pensione e non saranno sostituiti. A settembre i supplenti saranno 170 mila
DATA:
OCCHIELLO: Nell'istruzione sono oltre ventiduemila i "Quota 100" che andranno a riposo. Malpezzi (Pd): "Per stabilizzare i precari neppure un euro". Azzolina (M5s): "Così cresce la supplentite". Il coordinamento Gae-Gm: "Sul sostegno situazione grave"
TESTO: ROMA – Sono trentacinquemila i docenti che andranno in pensione, entro il 31 agosto prossimo. Fin qui, non è prevista alcuna sostituzione. Poco più di ventiduemila insegnanti (esattamente 15.371, più 6.826 amministrativi) lasceranno in anticipo grazie a Quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi), ma nessun precario entrerà al loro posto. La mancata sostituzione – sempre avvenuta in anni recenti: cinquanta per cento di stabilizzazioni e cinquanta in trasferimenti - è solo l’ultimo taglio all’Istruzione di un esecutivo che in tredici mesi di governo non ha mai messo la scuola al centro della sua pratica. Il ministro Marco Bussetti e lo staff hanno candidamente ammesso che i tagli della Legge di bilancio 2018 erano legati proprio alle due grandi partite di governo che drenavano risorse pubbliche: il Reddito di cittadinanza e, appunto, Quota 100. Ora i pensionamenti anticipati senza assunzione sembrano aprire la strada alla Finanziaria 2019, nelle intenzioni di Matteo Salvini incentrata sulla costosa flat tax. Il sistema informatico del Miur (Sidi) al 29 maggio scorso aveva censito 17.614 posti vuoti nell’organico di fatto, ma nessuno di questi sarà offerto ai precari: non è prevista immissione in ruolo di chi già lavora attraverso le supplenze annuali. Sulla questione, emersa il 12 luglio in un incontro del ministero con i sindacati, la senatrice Simona Malpezzi (Pd) ha presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo perché il governo “non abbia stanziato un solo euro” per programmare la trasformazione di parte dell’organico di fatto (chi davvero insegna nella scuola) in organico di diritto (chi è regolarmente assunto). “L’esecutivo trova i soldi per mandare in pensione i docenti con Quota 100 e non li trova per sostituirli con i docenti precari", si legge nell'interrogazione, "così prolifera il fenomeno delle supplenze e non si assicura il corretto avvio del prossimo anno scolastico”. Per metà settembre, avvio del "2019-2020", si attendono almeno 170 mila docenti precari, pari a un quinto dell’intero corpo insegnante. Nell’anno appena concluso gli annunci del ministro Marco Bussetti - "avremo ottantamila supplenti nelle nostre scuole" - sono stati superati di 15 mila unità (95 mila precari è il conteggio della Cgil). A questi vanno aggiunti i 35 mila pensionati non sostituiti, appunto. E, ancora, su 58.627 docenti il cui ingresso in ruolo è già stato approvato dal ministero delle Finanze, oltre la metà non sarà reperita per mancanza di candidati (nelle discipline scientifiche, per esempio). E’ credibile che il prossimo anno scolastico possa partire con 160-170 mila insegnanti precari in cattedra, cifra da primato, e contemporaneamente le graduatorie pre-ruolo sempre piene. In Veneto e Lombardia – regioni che spingono per l’approvazione dell'Autonomia differenziata, soprattutto nel campo scolastico – i vuoti dal primo settembre assumeranno dimensioni mai viste prima.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Savoini e le relazioni con Gnerre, indagato in un'inchiesta sui reclutatori di miliziani nel Donbass
DATA:
OCCHIELLO: Da una informativa ancora inedita dei carabinieri del Ros, consegnata al pm Manotti di Genova, emergono le frequentazioni fra il presidente di Lombardia Russia e Orazio Gnerre, uno dei "rossobruni" tuttora indagati in uno stralcio d'inchiesta sui presunti reclutatori di...
TESTO: A cena con l'indagato, con uno degli uomini accusati di reclutare mercenari in Donbass. E ovviamente con l'ideologo nazionalista, vicino a Putin, Alexander Dugin. Il nome di Gianluca Savoini, e le sue amicizie pericolose, non sono soltanto "di passaggio", nell'ordinanza di custodia cautelare che lo scorso agosto ha mandato in carcere tre persone, condannate dal gip di Genova appena due settimane fa nel primo processo sui combattenti filorussi finiti a imbracciare le armi in Ucraina. Ma compare, più approfonditamente, nell'informativa che i carabinieri del Ros avevano consegnato al pubblico ministero Federico Manotti, della Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Genova. Documento finito poi agli atti del processo, ma ancora inedito. Il presidente dell'associazione Lombardia Russia viene intercettato perché il 22 giugno 2015, da un'utenza intestata al Consiglio regionale lombardo, chiama Orazio Gnerre, uno dei "rossobruni" tuttora indagati in uno stralcio d'inchiesta sui presunti reclutatori di combattenti per la causa filorussa. Quel giorno a Milano, nello spazio "Melampo", l'associazione Lombardia Russia aveva organizzato una conferenza di Dugin. "Gnerre - scrive il Ros - veniva contattato dal presidente dell'associazione Savoini Gianluca, che dopo aver ricevuto conferma del fatto che Gnerre avrebbe partecipato alla conferenza in argomento, lo invitava a trattenersi anche a cena con Dugin". È Savoini, dunque, a invitare Gnerre a cena con Dugin, "Che così ci si vede anche per parlare del libro suo". Savoini, incassato il sì di Gnerre, chiede dunque se "lei si può fermare con noi a cena? ", al che Gnerre risponde entusiasta: "Molto volentieri! Sì! ". Per gli inquirenti, Gnerre aveva partecipato anche a uno degli incontri di San Pietroburgo organizzati dall'associazione Lombardia Russia. E infatti, sempre in base a quanto raccolto dai carabinieri del Ros, e poi ripreso dal gip nell'ordinanza di custodia cautelare dei tre mercenari arrestati, "pare opportuno segnalare che al Forum Internazionale Conservatore Russo, tenutosi a San Pietroburgo nel mese di marzo 2015 ed organizzato dal partito Rodina con il patrocinio del Cremlino, avevano partecipato, oltre ai coindagati Gnerre Orazio Maria e Pintaudi Luca, anche numerosi militanti neonazisti, antisemiti ed omofobi europei". Tra i quali, citano gli inquirenti, "Fiore Roberto", "Bertoni Luca dell'Associazione Lombardia- Russia", e "Osipova Irina, dell'associazione italo russa Rim che sta collaborando al lancio di "Sovranità", la forza politica di cui è promotrice CasaPound nell'ambito della sua alleanza con la Lega Nord". Quell'Irina Osipova che a Repubblica ha confermato di essere stata contattata da Savoini e di essere entrata così nella cerchia salviniana. Dove lo stesso Savoini, negli incontri di Salvini in Russia, secondo la Osipova "organizzava tutto". Gnerre, invece, si legge sempre nell'ordinanza, all'interno dell'associazione Millennium-Pce fa parte del "Coordinamento Solidale per il Donbass, attivo pubblicamente nell'assistenza umanitaria verso le popolazioni del Donbass, vittime sacrificali della guerra civile scoppiata nella primavera 2014, ed occultamente attraverso l'opera di Gnerre Orazio Maria e Pintaudi Luca nel reclutamento di mercenari da instradare in quell'area, arruolandoli nelle milizie filorusse, notoriamente riconducibili alle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. L'estrazione politica dei due principali riferimenti (estrema destra Gnerre, estrema sinistra Pintaudi) dà l'esatta portata della trasversalità del soggetto reclutatore, ideologicamente disinteressato ad avere un marchio politico tradizionale ed invece orientato verso posizioni eurasiatiche, sulla scia delle teorie propugnate dal filosofo russo Alexander Dugin, a sua volta punto di riferimento anche per i miliziani filorussi nel Donbass".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Meteo: da domani torna il sole e il caldo africano
DATA:
OCCHIELLO: Oggi ancora  temporali al sud e nel weekend l'anticiclone porterà le temperature oltre i 32 al centro nord da Milano a Roma
TESTO: E' appena iniziata un settimana altalenante dal punto di vista meteo, passeremo infatti da un Ciclone freddo e carico di temporali al ritorno del Caldo Africano. Il team del sito www. iLMeteo. it avvisa che oggi il vortice ciclonico porterà un'ondata di maltempo sulle regioni del Sud, con rovesci temporaleschi, talvolta molto forti, su Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Sul resto dell'Italia prevalenza di sole anche se soffieranno venti Maestrale sul mar Tirreno e di Bora sul mar Adriatico. Da Mercoledì 17 ci aspettiamo una prima svolta del tempo con la temporanea rimonta dell'alta pressione, di conseguenza avremo tanto sole da Nord a Sud con temperature in generale aumento che si attesteranno sui classici valori di queste settimane estive. Giovedì e Venerdì ci sarà un nuovo momentaneo calo della pressione che favorirà lo sviluppo di temporali che dalle Alpi potranno scendere a carattere sparso verso alcuni settori della Pianura padana, mentre continuerà ad essere prevalentemente soleggiato sul resto delle regioni. Sarà dal weekend invece che l’anticiclone africano renderà le giornate soleggiate su gran parte delle regioni, a parte qualche isolato temporale pomeridiano sui rilievi, e temperature in graduale e costante aumento. Già da Domenica le grandi città del Centro-Nord come
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Sui fondali del Salento la più antica immagine del cielo? Gli archeologi la cercano in sommergibile
DATA:
OCCHIELLO: Gli esperti dell'Università di Halle cercano le origini del Disco di Nebra tra Torre Guaceto e Melendugno. Per le richerche è utilizzato un piccolo congegno sottomarino
TESTO: E' al largo della costa brindisina e leccese che i ricercatori dell'Università di Halle cercano il collegamento tra la Mesopotamia, dove ha origine il Disco di Nebra - la più antica raffigurazione del cielo, su lastra in bronzo con lamine d'oro - e la Germania, dove è stato deposto, probabilmente attorno al 1600 avanti Cristo. I ricercatori della Landesamt für Denkmalpflege und Archäologie Sachsen-Anhalt di Halle, della soprintendenza tedesca e di quella di Brindisi Lecce Taranto hanno iniziato le ricerche nell'area marina protetta di Torre Guaceto; si proseguirà a Roca Vecchia di Melendugno. "Si cerca il collegamento mancante - spiega François Bertemes, docente di archeologia preistorica alla Martin-Luther Universität di Halle - Sappiamo che le origini delle immagini, la rappresentazione dei fenomeni astronomici sul disco di Nebra sono in Egitto e in Mesopotamia. Ma non sappiamo in che modo questa informazione è arrivata in Europa". A Torre Guaceto è in azione SeaCat, un veicolo autonomo sottomarino. Era stato trovato nel 1999 da clandestini nei boschi del Mittelberg, con armi e ornamenti in bronzo, vicino alla cittadina di Nebra ed è custodito nel museo di Halle. "Torre Guaceto e il suo immenso patrimonio naturalistico ed archeologico non smettono di stupirci", commenta il presidente del Consorzio, Corrado Tarantino.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: La solidarietà della Direzione e del cdr di Repubblica a Salvo Palazzolo
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: La direzione e il Comitato di redazione di Repubblica esprimono la loro solidarietà a Salvo Palazzolo per le minacce degli Inzerillo. "La direzione di Repubblica esprime solidarietà a Salvo Palazzolo, ancora una volta minacciato da Cosa Nostra per la professionalità e il coraggio con cui svolge il suo lavoro. Siamo convinti che le istituzioni faranno di tutto per garantire la sua sicurezza". "Il Cdr e tutti i giornalisti di Repubblica sono e saranno sempre al fianco di Salvo Palazzolo, il nostro collega fatto nuovamente oggetto di inaccettabili minacce mafiose per il suo scrupoloso, documentato e puntuale lavoro di cronista. A Salvo va tutta la nostra solidarietà, accompagnata dalla richiesta di individuare e punire gli autori di queste intimidazioni. Ai lettori, cosegniamo la certezza che Repubblica e i suoi cronisti non si fermeranno e continueranno a raccontare quello che accade senza timori né censure".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Reggio Calabria, 'Ndrangheta, blitz tra le cosche di Gioia Tauro in lite per il dominio in Val d'Aosta
DATA:
OCCHIELLO: Tredici arresti in tre regioni nell'operazione condotta dalla direzione distrettuale antimafia reggina
TESTO: REGGIO CALABRIA. Si volevano prendere la Val d’Aosta e volevano gestirla in esclusiva, per questo nella Piana di Gioia Tauro sono entrati in guerra. Tredici persone, ritenute affiliate al clan Facchineri di Cittanova e alla locale di San Giorgio Morgeto, sono state arrestate in tre regioni dai carabinieri di Reggio Calabria con l’accusa di associazione mafiosa. L'operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia reggina è scattata alle prime ore di questa mattina con il supporto di carabinieri del Comando provinciale di Bologna e del Gruppo di Aosta. In manette sono finiti i vertici delle due famiglie, dal 2011 impegnate in un conflitto combattuto nella casa madre in Calabria come in Val d’Aosta, dove risiedono stabilmente oltre 30mila calabresi, molti dei quali originari della Piana di Gioia Tauro. Per il clan Raso, sono stati arrestati il patriarca Agostino (domiciliari), i nipoti Raffaele e Giuliano Sorbara e i fratelli Michele e Vincenzo Raso, da tempo punto di riferimento della locale in Valle d’Aosta, i fratelli Vincenzo e Giorgio Raffa e Tommaso Fazari. Della cosca Facchineri di Cittanova, a cadere sono stati il boss Giuseppe Facchineri, detto “il professore”, suo fratello Vincenzo, Roberto Raffa, cognato dei Facchineri e considerato il loro principale punto di riferimento in Valle d’Aosta, Giuseppe Chemi e Giuseppe Facchineri. “Quest’indagine dimostra in modo chiaro come i clan siano operativi tanti al Nord come al Sud” ha spiegato il procuratore capo di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri. Se il cuore dei clan ha continuato a battere in Calabria, mani, affari e interessi erano in Val d’Aosta. A segnare l’inizio della “guerra”, l’omicidio di Salvatore Raso, elemento di vertice delle famiglie di San Giorgio Morgeto, ucciso con dieci colpi di fucile a pallettoni nei pressi della sua casa in Calabria. Un delitto efferato che subito a inquirenti e investigatori è apparso un messaggio. I Facchineri – è l’ipotesi della procura, che ha convinto anche il giudice per le indagini preliminari – avrebbero voluto punire la famiglia rivale, “rea” di aver tentato di proteggere un imprenditore aostano dalle continue estorsioni del clan di Cittanova. La procura era convinta di aver fornito elementi sufficienti per individuare anche mandanti ed esecutori, ma la ricostruzione non ha convinto il giudice. Quello che invece è da tutti condiviso è il contesto in cui sia maturato quell’omicidio. Quello “sgarro” consumato fra la Val d’Aosta e la Calabria che ha creato i presupposti per l’omicidio di Raso e ha scatenato una guerra. Alla base, non c’era semplicemente “l’ingerenza” delle famiglie di San Giorgio negli affari dei più potenti e radicati Facchineri, ma il tentativo di emancipazione, tanto al Nord come “a casa”, del piccolo ma combattivo clan dalla galassia delle famiglie di Cittanova, che hanno sempre avuto il comando delle cosche del comprensorio. In Val d’Aosta – ha dimostrato qualche mese scorso l’indagine Geena della Dda di Torino – sono state le famiglie di San Giorgio Morgeto a radicarsi con maggiore efficacia, riuscendo a piazzare persino i propri rappresentanti nelle istituzioni. A gestire tutto era Antonio Raso, ufficialmente ristoratore, in realtà vero e proprio regista della politica locale. Grazie a un capitale di voti e contatti, che vanno dalla ‘ndrangheta di San Luca alla grande borghesia valdostana, per i magistrati della procura di Torino sarebbe riuscito a far eleggere Marco Sorbara, suo uomo nel consiglio regionale della Val d’Aosta. Fra le pieghe di quell’indagine, erano emersi anche i contatti di Raso con diversi politici calabresi, “ma quella traccia non è stata sviluppata perché la nostra indagine è partita e si è chiusa molto prima” ammette il procuratore Bombardieri. A causa delle carenze strutturali di giudici, per anni è rimasta pendente, in attesa di esecuzione. “Da tempo ormai – afferma il procuratore – chiediamo che il personale giudicante e delle forze dell’ordine venga adeguato all’emergenza criminale che viviamo qui. È necessario un impegno che sia pari a quello profuso dallo Stato negli anni di piombo di Cosa Nostra in Sicilia. Attualmente, nonostante gli sforzi di tutti, rischiamo di non riuscire a dare una risposta immediata alle esigenze di giustizia del territorio”. L’allarme viene lanciato da tempo e di recente è stato anche al centro di una specifica seduta del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presso il ministero dell’Interno. Ci sono stati consensi, solidarietà e promesse, persino qualche numero. Ma i tempi rischiano di essere ancora lunghi.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Domenica a Ventotene la "Natalonga per l'Europa", a nuoto dall'isola di Santo Stefano
DATA:
OCCHIELLO: Un tuffo nei sogni dei padri fondatori dell'Unione europea: una nuotata di 1.700 metri fino alla spiaggia di Calanave, sull'isola dove Spinelli e Rossi scrissero il Manifesto
TESTO: PRONTI a una nuotata in un'Europa libera e unita? L'appuntamento è per domenica con "Natalonga per l'Europa. Un tuffo nel sogno dei padri fondatori", l'iniziativa in programma il 21 luglio con partenza dall'isola di Santo Stefano e arrivo, a nuoto, nell'isola di Ventotene dove Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi scrissero il Manifesto per un'Europa libera e unita, ancora oggi una bussola per chi non crede che la ricetta per prosperare sia alzare muri ai confini nazionali. La bracciata per l'Europa è stata promossa dall'Associazione EuropaNow in collaborazione con la Fondazione Benvenuti in Italia, l'associazione Acmos, l'Università Roma Tre e il Comune di Ventotene. "Venite a nuotare con noi - invita Davide Mattiello, presidente della Fondazione Benvenuti in Italia e uno degli organizzatori dell'iniziativa - la politica ha una responsabilità specifica rispetto ad altre forme di impegno: quella di individuare l'azione che in un certo momento storico può tradurre in concreto un intero universo di valori, bisogni, speranze". Saranno 1.700 metri di nuotata dall’isola di Santo Stefano alla spiaggia di Calanave, con partenza alle 9,30 e spaghettata finale al termine della premiazione. L'iscrizione alla Natalonga costa 10 euro e comprende cuffia, maglietta, numero di gara e spaghettata. Si nuota per ricordare che "le radici dell’Unione europea risiedono nell’antifascismo e nella lotta ai totalitarismi, per rivendicare una nuova Europa fondata sull’uguaglianza dei diritti. Fu a Ventotene - scrivono gli organizzatori - che il regime di Mussolini mandò in esilio molti dissidenti e oppositori alla dittatura. E fra loro, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni, che proprio sull’isola concepirono i primi passi di quel cammino verso un’unione che ancora oggi, dopo 70 anni assicura pace e libertà. Fu sull’isola che scrissero, nella primavera del 1941, Per un’Europa libera e unita, un primo testo che divenne il progetto politico noto come Manifesto di Ventotene". Nel documento dei padri fondatori l’unificazione dell’Europa in senso federale viene indicata come l’unica soluzione per la salvezza della civiltà europea. La Natalonga per l’Europa è stata pensata per raggiungere simbolicamente a nuoto quel traguardo. "Noi - contina Mattiello - siamo convinti che occorra fare dell'Europa una repubblica: una legge, uguaglianza di diritti e di doveri, una politica fiscale e di sicurezza sociale, una di difesa ed estera. Troppo difficile? È più difficile convivere con la guerra ai poveri, la guerra per accaparrarsi risorse scarse, il puzzo soffocante delle mafie e della corruzione, il collasso ambientale. Fare dell'Europa una Repubblica per contrastare il rischio più grande che non è il ritorno del fascismo ma la dissoluzione dello spazio pubblico inteso come bene comune da governare attraverso la democrazia. I gesti simbolici allora sono premessa delle azioni politiche: una bracciata dopo l'altra".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: La scelta di Maria: “Io tornata sui banchi per mio figlio autistico”
DATA:
OCCHIELLO: La mamma ha lasciato il lavoro per seguire Alessio nella sfida più grande Hanno conseguito insieme la maturità e ora pensano a un’azienda agricola
TESTO: L'altro giorno è andato in piscina con i compagni di classe. Sabato sera era alla festa di un amico che compiva 18 anni, come lui. È la bellezza veloce della giovinezza semplice: soli, mai. Il 27 giugno ha affrontato gli orali della maturità: perito agrario, voto finale 81. Accanto a lui, in classe, la mamma. Stesso banco: anche lei, 51 anni, alle prese con l’ultimo esame prima della seconda vita, quella sequestrata sempre dal pensiero di domani: 86 su 100. Alessio e Maria Gariup non sono solo madre e figlio. Sono i protagonisti, sportivamente parlando, di un’impresa. A lui, poco dopo i tre anni, i medici hanno diagnosticato l’autismo. Lei, ragioniera e contabile in un’azienda, cinque anni fa si è licenziata per «non condannarlo a crescere sepolto vivo». «Non è stata una scelta facile — dice Maria — mio marito Stefano fa il magazziniere. Il mio stipendio serviva. Per pagare le bollette, a volte, ci hanno aiutato i miei. Da una parte c’era una possibilità su un milione di far vivere un figlio come gli altri ragazzi. Dall’altra la sua condanna ad una malattia che ti isola. Abbiamo deciso di tentare l’impossibile». La famiglia Gariup vive a Moimacco, in Friuli. Conosce l’emergenza nascosta che in Italia emargina 100 mila bambini e 400 mila adulti, ignorati dalla scuola, dalla sanità e dallo Stato. Tremila euro al mese, il costo medio dell’assistenza di una persona colpita dall’autismo: 500 euro al mese la pensione d’invalidità. Dopo i 16-18 anni si smette di esistere, inghiottiti in un limbo. Qualcuno fa debiti. Qualcuno vende tutto. Qualcuno si arrende. Alessio e Maria invece hanno imboccato un sentiero nuovo: studiare e superare i limiti grazie alla bellezza delle cose se si sanno. «Anche per denunciare — dice — un sistema che non finanzia i servizi che sulla carta attiva. In Italia 1 ragazzo su 150 soffre di patologie dello spettro autistico. Per queste persone manca però un progetto di vita, figure che le seguano a scuola e nell’inserimento al lavoro. Uno straordinario giacimento di talenti finisce semplicemente bruciato». L’autismo è un disturbo pervasivo dello sviluppo neurologico. Compromette le relazioni con gli altri e limita la capacità di comunicare. Alessio, una volta adolescente, ne è risultato colpito in modo grave. Problemi di comportamento. Comunica ma non articola un discorso, scrive al computer ma risponde solo scegliendo una delle risposte che gli vengono presentate. «Cinque anni fa — dice Maria — doveva iscriversi alle superiori. Assistenza e sostegno, fino alle medie, lo avevano aiutato. Entrato nell’Istituto tecnico agrario “Paolino d’Aquileia” di Cividale, sono emerse le difficoltà. Gli educatori continuavano a cambiare, le figure non erano formate, la scuola non poteva assicurare una presenza costante. Mancanza di fondi: ho capito che dovevo fare da sola». Per questo si è licenziata e si è iscritta a scuola, come un’allieva normale. Ha abbandonato il lavoro ed è tornata indietro di trent’anni. Si è messa in banco con il figlio e ogni giorno, per cinque anni, l’ha accompagnato in palestra, nelle aule-laboratorio, nel caseificio, nel frantoio e nella cantina vinicola dell’istituto.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Caso Avastin-Lucentis, ora le Regioni chiedono i danni a Roche e Novartis
DATA:
OCCHIELLO: Toscana, Piemonte, Veneto e Lazio sono le prime ad annunciare cause civili per il risarcimento di danni milionari. Un accordo tra le due aziende le avrebbe costrette ad utilizzare un farmaco più costoso per la maculopatia e quindi a spendere più soldi pubblici
TESTO: Sul caso Avastin-Lucentis si muovono le Regioni. Dopo che il Consiglio di Stato ha confermato la sanzione da 184 milioni di euro dell’Antitrust ora le amministrazioni locali si preparano a chiedere i danni. La prima, oggi, a prendere posizione è stata la Toscana, che ha annunciato una causa civile da 43 milioni di euro. A stretto giro hanno detto che si muoveranno il Veneto, il Piemonte e il Lazio. Tutti vogliono il denaro in più che hanno speso a causa dell’accordo che, stando a quanto scoperto dall’Antitrust, hanno fatto le due multinazionali Roche e Novartis. La vicenda va avanti da anni, tanto che la sanzione dell’Autorità è del 2014 (i cinque anni ci sono voluti per una decisione del Tar, una della Corte europea di giustizia e due del Consiglio di Stato). Alla base ci sono due farmaci. Il Lucentis di Novartis è indicato per la maculopatia, l’Avastin di Roche no (serve per un tipo di cancro) ma secondo gli oculisti e diversi studi scientifici è ugualmente efficace contro quella patologia. Il primo costa oggi circa 550 euro a puntura oculare, il secondo tra i 20 e i 30. Il fatto è che Roche non ha mai chiesto l’allargamento delle indicazioni (sempre secondo le accuse in accordo con Novartis) e quindi può essere usato solo off-label, cioè appunto al di fuori delle patologie per le quali è autorizzato. Tra l’altro questa possibilità è stata ufficialmente sancita da un’altra sentenza del Consiglio di Stato dell’altro ieri. Alcune Regioni come l’Emilia-Romagna anche prima di quella decisione sono comunque riuscite ad utilizzare Avastin ma in generale molti sono stati costretti ad utilizzare il ben più costoso Lucentis. Alcune Regioni che ritengono di aver sostenuto una maggiore spesa rispetto a quella necessaria per curare la maculopatia, a causa dell’accordo tra le due farmaceutiche, adesso fanno causa per danni. Il governatore della Toscana Enrico Rossi ha detto di aver mosso l’ufficio legale regionale. “Se da un lato è giusto che la ricerca sia pagata bene – ha commentato – dall’altro è giusto che non ci siano soprusi, soprattutto laddove è possibile usare un farmaco che costa meno e ha le stesse qualità”. Il Veneto aveva anche ricorso insieme all’Emilia al Tar sulla vicenda, ora il governatore Luca Zaia diche che “la sentenza del Consiglio di Stato ci permette di mettere un punto fermo anche sui danni causati fino all'ultimo euro, cioè alla data di questo pronunciamento. I nostri legali hanno avviato il lavoro per quantificare il danno, procedura tecnicamente non semplice. Una volta conclusa l'attività di quantificazione, chiederemo indietro ogni euro che i nostri cittadini abbiano dovuto spendere (perché i fondi della sanità sono soldi della gente, pagati dalla gente con le tasse nazionali) senza giustificato motivo». L’assessore alla Salute del Lazio, Alessio D’Amato, dice che la sua Regione “aveva già presentato a febbraio scorso la richiesta di risarcimento per il danno subito e l’interruzione delle prescrizioni. Ora dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato intraprenderemo un’azione civile per il recupero delle somme dovute e il risarcimento del danno subito in merito ai medicinali Avastin e Lucentis per la cura di patologie oculistiche”. Dal Piemonte il neo assessore Luigi Icardi dice di essere pronto a chiedere “9 milioni di euro di risarcimento danni a Roche e Novartis, coordinando l’iniziativa delle singole Asl regionali, che ne hanno diritto. Queste ultime, su invito della Regione, nel febbraio scorso avevano già provveduto a inviare alle società produttrici dei due farmaci una richiesta di risarcimento danni, con diffida e contestuale messa in mora”. Icardi dice di voler valutare anche “l’opportunità di creare un coordinamento tra le azioni delle singole Regioni”. Altre infatti in questi giorni potrebbero unirsi al gruppo già corposo di amministrazioni locali che chiedono i danni alle due aziende.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Morta la 12enne di Parma che si è sentita male in piscina in Versilia
DATA:
OCCHIELLO: Genitori autorizzano espianto ma la procura consente solo quello delle cornee
TESTO: I medici hanno fatto l'impossibile per salvare la vita della 12enne di Parma che in vacanza in Versilia con i genitori. Sofia è morta dopo aver lottato per quattro giorni all'ospedale Opa di Massa. Mercoledì mattina il nuovo peggioramento e la decisione di avviare la procedura per la dichiarazione di morte cerebrale, che è durata sei ore. Alle 16 è stata dichiarata la morte. I genitori hanno autorizzato l'espianto degli organi della figlia, ma la procura ha acconsentito solo al prelievo delle cornee. Il corpo è a disposizione dell'autorità giudiziaria, per poter procedere all'autopsia. Nell'inchiesta avviata dalla Procura di Lucca sei persone sono stati iscritte nel registro degli indagati. Sul corpo della piccola verrà fatta un'autopsia: sull'incidente, avvenuto sabato scorso al bagno Texas, la Procura ha aperto un fascicolo d'indagine. Che ora, dopo la morte della bambina, prevede come ipotesi di reato l'omicidio colposo. "Profondo cordoglio" per la morte di Sofia è stata espressa dalla società proprietaria e dallo staff dello stabilimento balneare che in segno di lutto domani rimarrà chiuso. Lo riporta nota diffusa dagli avvocati Valentino Durante e Massimiliano Palena in qualità di portavoce della proprietà del Bagno Texas. "Non ci sono parole per poter rappresentare un dramma così grande, se non la vicinanza umana al dolore dei genitori e del fratellino di Sofia", si legge. "L'impegno della società come di tutti i suoi dipendenti - conclude la nota - proseguirà incessantemente nel dare il massimo supporto alle autorità preposte all'accertamento di questa vicenda straziante". Bandiere a mezz'asta in tutti i bagni di Marina di Pietarsanta in segno di lutto e di vicinanza alla famiglia di Sofia. "Un dolore enorme che non può essere espresso a parole. Tutta la comunità parmigiana, tutta Parma, si stringe attorno ai genitori di Sofia e ai fratelli. Ora, piccola, proteggici tutti da lassù. Per te una carezza affettuosa e una preghiera" ha scritto il sindaco Federico Pizzarotti. Resta ancora da chiarire la dinamica dell'incidente. Ma la tesi più accreditata, anche senza conferme dirette da parte degli inquirenti, è che i capelli di Sofia siano rimasti bloccati nel bocchettone della piscina idromassaggio. Tenendola incastrata sott'acqua e facendola annegare. La bambina era arrivata a Marina assieme ai genitori per trascorrere una giornata spensierata: come si dice in gergo clienti giornalieri, venuti da Parma per godersi la Versilia. Alle 16,30, mentre Sofia era in piscina, è avvenuto il dramma. Gli accertamenti di Procura e Capitaneria di porto, che martedì hanno fatto un sopralluogo, riguardano prevalentemente l'area della piscina, ancora sotto sequestro, per il funzionamento delle vasche. Controllati anche i filmati delle telecamere nel bagno. Un accertamento tecnico specifico sul sistema di funzionamento idraulico dell'impianto delle piscine sarà effettuato nel corso di successivi sopralluoghi. Altro aspetto oggetto di approfondimento sono state le procedure di sicurezza e di emergenza.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Calcio, proteste per la campagna sessista della Fidelis Andria: è ideata dai comunicatori di Salvini
DATA:
OCCHIELLO: L'iniziativa per lanciare gli abbonamenti alla squadra di calcio ideata dall'agenzia che ha seguito le Europee.  Il caso sollevato dalla presidente del centro antiviolenza, Patrizia Lomuscio
TESTO: "Non posso stare senza la Fi". Anche alle donne piace la Fi". La campagna di comunicazione adottata sui canali social dal 12 luglio dalla squadra di calcio della Fidelis Andria (serie D) per lanciare gli abbonamenti alla prossima stagione è sembrata a molti più che una buona operazione di marketing un passo falso. Una pubblicità con messaggi sessisti, insomma (quattro per l'esattezza). "Ho chiesto immediatamente alla società di cambiare subito la pubblicità, altrimenti mi vedrò costretta, in qualità di presidente del centro antiviolenza ma anche donna, tifosa da anni, a segnalare alle autorità competenti. Non mi sento rappresentata da questo tipo di pubblicità", ha commentato Patrizia Lomuscio. A lei si è aggiunto chi propone come risarcimento l'abbonamento gratuito per le donne e chi, come Adriana, sottolinea: "Meno male che l'amore per la mia Fi. ..delis, va oltre questo post del cavolo! La prossima volta un grafico migliore". Grafico e ideatori sono dell'agenzia andriese Artsmedia. Che collabora con Luca Morisi per produrre foto e selfie alle campagne social ed elettorali del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini (l'ultima per le Europee di maggio). "La Fidelis - scrive nel post per 'svelare il prodotto' e rispondere alle polemiche - piace proprio a tutti, anche alle donne. La Fidelis non conosce discriminatori né discriminazioni ma un solo unico grande genere: quello di chi ama i colori biancazzurri".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Le mani della ndrangheta sul Canada: 14 arresti
DATA:
OCCHIELLO: Maxi operazione internazionale della polizia contro le cosche che lavoravano tra l'Italia e il continente nordamericano. Fermati uomini del clan Muja
TESTO: Sono fra i pionieri della colonizzazione mafiosa del Canada, ma non hanno mai rinunciato alla loro casa madre di Siderno, in passato difesa anche al prezzo di una sanguinosa faida. Quattordici persone del clan Muja, espressione del potente casato mafioso dei Commisso di Siderno, sono state fermate dagli agenti dello Sco e della Squadra Mobile di Reggio Calabria per ordine del procuratore capo della città calabrese dello Stretto, Giovanni Bombardieri e dell’aggiunto Giuseppe Lombardo, nell’ambito di un’operazione antimafia internazionale, gestita in collaborazione con le autorità canadesi. Per i fermati, le accuse sono a vario titolo di associazione mafiosa transnazionale ed armata, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo del credito, usura e favoreggiamento personale. Al centro dell’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Lombardo e dai pm Simona Ferraiuolo e Giovanni Calamita, le proiezioni territoriali e internazionali del clan Commisso e delle famiglie direttamente collegate. Si tratta di un clan storico, che ha scritto di proprio pugno pagine importanti della storia della ‘Ndrangheta. Sono stati loro infatti i primi a mettere radici oltreoceano e pionieri nel settore del narcotraffico internazionale, ma in più di mezzo secolo non hanno però mai perso i rapporti con la casa madre. Proprio sul fronte degli organismi che legano stabilmente e strutturalmente i clan della Jonica con le loro proiezioni oltreoceano, l’indagine “Canadian Ndrangheta connection” fa un passo avanti rivoluzionario. Per la prima volta è stato possibile documentare l’esistenza di un organismo stabile in Canada, abilitato non solo a governare affari e dinamiche criminali oltreoceano, ma anche a decidere “affari calabresi”. Si tratta di un passo avanti straordinario nella ricostruzione dell’organigramma internazionale dei clan e delle linee di comando delle famiglie della ‘ndrangheta della zona Jonica reggina. In passato, le indagini erano riuscite ad individuare la gestazione della colonizzazione dei clan calabresi in Canada, che risalirebbe addirittura agli anni Cinquanta, quando Michele “Mike” Racco ha messo radici nell’Ontario. Sarebbe stato lui, attorno al 1962, a fondare la camera di controllo canadese, un organismo di coordinamento delle attività della ‘ndrangheta oltreoceano, speculare a quelli individuati nel reggino. Negli anni passati poi, era stato anche identificato il Siderno Group of Crime, un comitato d’affari (criminali) composto dalle famiglie della Jonica trapiantate oltreoceano, in grado di gestire contatti e traffici tra Canada, Stati Uniti, Sud America, Australia e Italia e di coordinare decisioni e business evitando conflitti interni. Tutte aggregazioni e strutture che sembravano vivere una sorta di sudditanza rispetto alla casa madre. Un rapporto – fa intuire l’inchiesta “Canadian ‘Ndrangheta Connection” – che potrebbe essere cambiato o che oggi si scopre diverso, perché per la prima volta è stato possibile provare che c’è, esiste ed è operativo un organismo autorizzato a riunirsi in territorio estero che determina strategie e affari in Calabria.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Tragedia sul campo da golf: bimba uccisa da pallina scagliata da suo padre
DATA:
OCCHIELLO: Immane tragedia su un campo da golf, dove una bambina è stata uccisa dalla pallina colpita da suo padre. L'incidente nel circolo Sleepy Ridge a Orem, nello Utah, Stati Uniti d'America. La piccola era seduta sulla golf cart quando è stata raggiunta alla testa dalla pallina.Secondo quanto reso noto dalla polizia a stelle e strisce, papà e figlia s
TESTO: Immane tragedia su un campo da golf, dove una bambina è stata uccisa dalla pallina colpita da suo padre. L'incidente nel circolo Sleepy Ridge a Orem, nello Utah, Stati Uniti d'America. La piccola era seduta sulla golf cart quando è stata raggiunta alla testa dalla pallina. Secondo quanto reso noto dalla polizia a stelle e strisce, papà e figlia si trovavano insieme sull'erba del campo e, come abitudine, la piccola accompagnava il genitore sul green, vedendolo giocare. All'improvviso, mentre era in attesa che il padre la raggiungesse a bordo del veicolo, ecco quel colpo fatale: la pallina da l'ha centrata sulla nuca. Dunque i soccorsi e la disperata corsa in ospedale a Salt Lake City, ma per la bimba non c'è stato nulla da fare. Da quanto riporta il Corriere, gli inquirenti hanno aperto un fascicolo di indagine sul tragico evento, ma non avrebbero intenzione di muovere alcuna accusa all'uomo.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Campi Rom, Decaro (Anci) contro Salvini: "I sindaci non fanno schedature"
DATA:
OCCHIELLO: Il sindaco di Bari e presidente Anci contro il ministro dell'Interno che aveva detto: "È grave che alcuni sindaci di sinistra si oppongano al censimento delle presenze nei campi rom"
TESTO: "Quello che non facciamo è fare schedature, i sindaci offrono servizi ai cittadini. Ci sono persone che vivono nelle nostre città e se Salvini vuole può chiederla al prefetto o al Questore, credo che conoscano tutte le presenze degli accampamenti e degli insediamenti nelle nostre città così come le conoscono i sindaci". Lo ha detto il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro rispondendo ad un domanda dei cronisti che chiedevano un commento alle dichiarazioni del ministro dell'Interno Matteo Salvini. "È grave che alcuni sindaci di sinistra si oppongano al censimento delle presenze nei campi rom, "regolari" o abusivi, visto che per queste realtà vengono spesi (quasi sempre male) milioni di euro di fondi pubblici al mese. Ritengo sia dovere del ministro e diritto degli italiani sapere chi in queste realtà vive di illegalità, manda i figli a scuola, ha un lavoro, paga le tasse o campa alle spalle del prossimo", aveva dichiarato il ministro.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Droga, blitz contro banda narcos: 11 arresti a Messina
DATA:
OCCHIELLO: Indagine della Guardia di Finanza in Sicilia, in cella anche l'ex fidanzato della "olgettina" Marysthel Polanco
TESTO: MESSINA - I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 persone (9 in carcere e 2 agli arresti domiciliari) accusate di far parte di un'organizzazione criminale che gestiva un traffico internazionale di cocaina tra il Sudamerica e la Sicilia. Tra gli arrestati c'è anche Ramirez Della Rosa, ex fidanzato di Marysthel Polanco, una delle cosiddette 'olgettine', le ragazze che partecipavano alle cene organizzate dall'ex premier Silvio Berlusconi. Gia due anni fa Ramirez Della Rosa era stato condannato a otto anni di carcere per droga. L'uomo era stato trovato in possesso di 12 chili e 412 grammi di cocaina. Tre chili di quella droga erano a Milano Due, al numero 65, nell'ormai famoso residence Olgettina, nella cantina dell'appartamento abitato da Marysthell, la cui casa era nel libro paga del premier. Il resto era in un altro appartamento in via Portalupi, sempre di Ramirez, che fu arrestato in quei giorni. Si scopri che viaggiava sull'auto di Nicole Minetti, il consigliere regionale del Pdl accusata di reclutare le ragazze che si prostituivano per il premier.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Sea Watch: "Cosa penso di Salvini? Niente", Carola Rackete in tribunale ad Agrigento per l'interrogatorio
DATA:
OCCHIELLO: Rackete interrogata per quattro ore dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dai sostituti Alessandra Russo e Cecilia Baravelli indagano per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e la disobbedienza a nave da guerra
TESTO: Amnesty International, intantom ha chiesto di ritirare le accuse nei confronti di Carola Rackete: "Le infondate accuse mosse contro una giovane coraggiosa e di sani principi mostrano la determinazione con cui le autorità intendono intimidire e stigmatizzare coloro che salvano vite in mare", afferma Elisa de Pieri, ricercatrice di Amnesty International sull'Europa meridionale. "Carola Rackete - aggiunge - non ha fatto nulla di male. Soccorrere vite in mare e chiedere un porto per un approdo sicuro è un obbligo contenuto nel diritto internazionale e nella legge italiana. La comandante ha contattato le autorità di tre stati europei solo per sentirsi opporre un rifiuto. Sono le autorità italiane, e con loro quelle di altri stati dell'Unione europea, ad aver violato la legge". "L'operato di Carola Rackete - conclude Pieri - andrebbe encomiato e non criminalizzato e le accuse contro di lei devono essere ritirate. L'Unione europea deve trovare una soluzione praticabile per sbarcare e ricollocare le persone soccorse in mare". Cinque esperti indipendenti delle Nazioni Unite hanno oggi espresso "grave preoccupazione" per i procedimenti di detenzione e penali in Italia contro la tedesca Carola Rackete e denunciato gli attacchi da parte dei media, ma anche del ministro dell'Interno Matteo Salvini contro la giudice che ha stabilito il rilascio della capitana della Sea-Watch 3. "Esortiamo le autorità italiane a porre immediatamente fine alla criminalizzazione delle operazioni di ricerca e soccorso. Salvare migranti in pericolo in mare non è un crimine", affermano gli esperti in un comunicato congiunto pubblicato a Ginevra. Il procedimento contro la capitana Carola Rackete potrebbe avere "un effetto paralizzante sui difensori dei diritti dei migranti e sulla società civile nel suo insieme", ha affermato l'esperto Michel Forst, relatore speciale sui difensori dei diritti umani. Dalla sua decisione di rilasciare Rackete - ricorda il comunicato - la giudice è stata attaccata dai media e criticata dal ministro degli interni Matteo Salvini. Secondo l'esperto Diego García-Sayßn le accuse da parte delle autorità del potere esecutivo contro un giudice che ha soddisfatto una norma consolidata del diritto internazionale pubblico sul dovere di soccorrere persone in pericolo in mare, costituiscono "una grave violazione dei principi di indipendenza della magistratura e la separazione dei poteri. Il dovere di rispettare e conformarsi a sentenze e decisioni della magistratura costituisce un necessario corollario del principio della separazione dei poteri". "Dichiarazioni pubbliche e attacchi personali da parte di personaggi politici di alto rango sono una grave interferenza nell'autonomia dei singoli giudici, e possono avere l'effetto di ostacolare l'autorità del potere giudiziario come un ramo autonomo del potere dello Stato", ha aggiunto.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Furbetti del cartellino all'ospedale Cardarelli di Napoli: 60 avvisi di garanzia
DATA:
OCCHIELLO: La definizione "furbetti del cartellino" oramai è famosa. Stiamo parlando di quei dipendenti pubblici che, anziché lavorare, svolgono altre attività, ovviamente dopo aver regolarmente timbratio il cartellino. Negli ultimi anni ci sono stati diversi casi, con centinaia di persone coinvolte e sottoposte a inchieste, provvedimenti e persino licenzi
TESTO: La definizione "furbetti del cartellino" oramai è famosa. Stiamo parlando di quei dipendenti pubblici che, anziché lavorare, svolgono altre attività, ovviamente dopo aver regolarmente timbratio il cartellino. Negli ultimi anni ci sono stati diversi casi, con centinaia di persone coinvolte e sottoposte a inchieste, provvedimenti e persino licenziamenti. Anche il Parlamento si è occupato di questo fenomeno, inasprendo i controlli e le pene per chi venga "pizzicato". L'ultimo episodo si segnala a Napoli, all'ospedale Cardarelli, dove la polizia ha notificato sessantadue avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti dipendenti dell'azienda. Secondo le indagini, che si riferiscono agli anni tra il 2014 e il 2017, i dipendenti indagati, dopo aver timbrato il cartellino, si sarebbero assentati dal posto di lavoro per andare a svolgere altre attività private. Additittura pare che vi fosse un ragazzino, dell'età di 12-13 anni, che andava a timbrare al posto della madre. Poi vi sono due medici, un sindacalista e un consigliere comunale di un Comune deella provincia di Napoli. Le persone sottoposte a indagine sono starte filmate da alcune telecamere nascoste installate dalle forze dell'ordine. Davanti a quelle immagini, che immortalano diversi gravi episodi, i dipendenti colti in fallo saranno chiamati a rispondere. I reati ipotizzati sono truffa e violazione della "legge Brunetta". I dipendenti, se condannati, rischiano anche il licenziamento. Da quanto si apprende l'indagine era nata perché si voleva fare luce sui turni dei lavoratori del centralino dell'ospedale Cardarelli, che spesso risultava sotto organico.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Ospedale di Monopoli, 9 medici arrestati per assenteismo: timbrava il parcheggiatore abusivo
DATA:
OCCHIELLO: Sono trenta gli indagati tra medici e dipendenti: uscivano per svolgere attività private dopo aver timbrato il cartellino oppure non andavano a lavorare e risultavano in servizio facendo timbrare il cartellino da altre persone
TESTO: C'è un altro dirigente medico destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari che è attualmente all'estero. Altre venti persone, tra le quali dieci medici (uno in servizio all'ospedale San Paolo di Bari), cinque infermiere, un operatore tecnico, tre autisti di ambulanza e un parcheggiatore abusivo, sono state sottoposte alla misura dell'obbligo di dimora. In totale gli indagati sono 46. A causa del coinvolgimento di diversi medici alcune sedute operatorie previste per oggi sono state rinviate. Lo rende noto il direttore generale della Asl di Bari, Antonio Sanguedolce, che assicura l'uso delle sale operatorie per altri interventi. "Pertanto - precisa Sanquedolce - le sale operatorie non sono ferme perché la direzione medica di presidio con il supporto di altri Direttori di unità operative ha evitato il mancato utilizzo delle sale chirurgiche per intervenire su altri pazienti urgenti". I reati contestati sono truffa aggravata ai danni dello Stato, commessa in violazione dei doveri inerenti un pubblico servizio, false attestazioni e certificazioni sulla presenza in servizio commesse da dipendenti della pubblica amministrazione, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e peculato. Ipotesi simili a quelle contestate pochi giorni fa dalla procura di Trani in relazione a circa trecento episodi di assenteismo verificati all'ospedale di Molfetta. In quel caso dodici persone (tra medici, amministrativi e operatori tecnici) finirono agli arresti domiciliari mente per sei fu disposta l'interdizione dal lavoro per tre mesi. Stando alle indagini, gli indagati uscivano per svolgere attività private dopo aver timbrato il cartellino oppure non andavano a lavorare e risultavano in servizio facendo timbrare il cartellino da altre persone. Sono 660 le ore di servizio sottratte all'ospedale. Con le loro condotte i 46 indagati, 13 dei quali destinatari di misure cautelari degli arresti domiciliari e 20 dell'obbligo di dimora, avrebbero causato anche un danno economico alla Asl di Bari, quantificato in 25 mila euro. e indagini dei Carabinieri, partite dopo le segnalazioni di alcuni cittadini che lamentavano disservizi all'ospedale di Monopoli, si sono avvalse di videoriprese con cinque telecamere installate ai varchi di accesso della struttura sanitaria, i cui dati sono stati poi incrociati con la documentazione acquisita negli uffici della direzione amministrativa. Gli accertamenti, coordinati dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno e dal sostituto Chiara Giordano, hanno consentito di ricostruire le modalità con le quali gli indagati si assentavano fino ad alcune ore, grazie a false registrazioni dell'entrata e dell'uscita, facendo cioè timbrare il proprio cartellino a familiari, colleghi o conoscenti. In alcuni casi giustificavano, con false dichiarazioni, la mancata registrazione per "avaria della scheda, dimenticanza, smarrimento". A tre autisti di ambulanza arrestati è contestato il reato di peculato per aver utilizzato i mezzi di servizio "per fini diversi da quelli istituzionali".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Altro che Russiagate: negli ultimi sondaggi la Lega cresce ancora
DATA:
OCCHIELLO: Non c'è alcun negativo effetto Russiagate sul consenso elettorale alla Lega. Secondo l'ultimo sondaggio di YouTrend, infatti, il partito di Matteo Salvini mantiene saldamente il pacchetto di voti già incassato alle elezioni europee del 26 maggio e, per di più, lo incrementa pure.La rilevazione realizzata per l'Agi racconta di un Carroccio capace
TESTO: Non c'è alcun negativo effetto Russiagate sul consenso elettorale alla Lega. Secondo l'ultimo sondaggio di YouTrend, infatti, il partito di Matteo Salvini mantiene saldamente il pacchetto di voti già incassato alle elezioni europee del 26 maggio e, per di più, lo incrementa pure. La rilevazione realizzata per l'Agi racconta di un Carroccio capace di salire fino al 36,9% delle intenzioni di voto degli italiani. Alla tornata elettorale continentale la compagine leghista fu scelta dal 34,26% dei votanti. Insomma, almeno per il momento, niente effetto Russia sullo stato di salute di Matteo Salvini and co. Seconda forza politica del Paese è il Partito Democratico, che segue però a distanza siderale: il Pd di Nicola Zingaretti si ferma al 22,6% dei fanta-consensi, mentre il Movimento 5 Stelle continua ad annaspare sotto la soglia del 20%, fermandosi a un risicato 17,6%. Un risultato, quello dei dem, che pare essersi cristallizzato e incapace di aumentare in modo significativo per intaccare realmente la leadership salviniana; e un risultato, quello pentastellato, che è l'ennesima conferma di una crisi irreversibile di un partito destinato a cambiare radicalmente per non perire.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: I farmaci più usati? Servono a migliorare umore e sesso
DATA:
OCCHIELLO: Rapporto Aifa 2018, spesi 29 miliardi. Tra quelli con ricetta il 18 % sono antidepressivi, acquisti da 219 milioni di euro contro la disfunzione erettile e 256 in contraccettivi. Ogni italiano prende in media 1,5 pastiglie al giorno.
TESTO: I farmaci con ricetta più usati sono quelli che servono a migliorare umore e sesso: antidepressivi, contraccettivi e quelli per la disfunzione erettile. A fotografare la spesa degli italiani in farmacia è il rapporto Aifa relativo al 2018 che parla di ben 29 miliardi tra pastiglie, bustine, boccette, per 482 euro a cittadino. Nel 2018 sono state consumate complessivamente 1.571,5 dosi di medicinali al giorno ogni 1000 abitanti, il 72,3% delle quali erogate a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), mentre il restante 27,3% è relativo a dosi di medicinali acquistate dal cittadino (acquisto privato di classe A, classe C con ricetta e automedicazione). Nel 2018 i medicinali dell'apparato cardiovascolare si confermano la categoria maggiormente consumata dagli italiani (e restano al secondo posto in termini di spesa), seguiti dai farmaci dell'apparato gastrointestinale e metabolismo, dai farmaci del sangue e organi emopoietici. Le statine, tra i farmaci per il sistema cardiovascolare, gli inibitori di pompa, tra quelli dell'apparato gastrointestinale e metabolismo, e gli altri antiepilettici, tra quelli del sistema nervoso centrale, sono le categorie a maggior impatto sulla spesa convenzionata. Le categorie di farmaci di classe C con ricetta maggiormente acquistati dai cittadini nel 2018 si confermano essere le benzodiazepine (psicofarmaci), i contraccettivi orali e i farmaci per la disfunzione erettile. E' quanto emerge dal rapporto Aifa 2018 I primi rappresentando il 18,5% della spesa e il 26% delle DDD della classe C con ricetta. Le benzodiazepine ad effetto ansiolitico e quelle ad effetto ipnotico rappresentano oltre il 90% del consumo della categoria e si collocano al primo e al quinto posto in termini di spesa tra le categorie di classe C (le prime in aumento del 3,2% rispetto al 2017 e le seconde dell'1,9%). Per quanto riguarda i contraccettivi, si posizionano al secondo posto con una spesa di 256 milioni di euro e un consumo stabile negli ultimi quattro anni. Importanti aumenti di consumo si evidenziano per i progestinici (+62%) e per i contraccettivi di emergenza (+13,5%). I farmaci usati nella disfunzione erettile con 219 milioni di euro sono la terza categoria a maggior acquisto. Mentre tra i farmaci di automedicazione, diclofenac rappresenta il primo principio attivo per spesa, seguito da un altro antinfiammatorio non steroideo, l'ibupfopene. Per quanto riguarda, invece, quelli di fascia A acquistati privatamente dai cittadini, il ketoprofene (antiffiammatorio) e l'amoxicillina in associazione all'acido clavulanico risultano i più acquistati. La spesa per i vaccini è andata progressivamente aumentando negli ultimi 6 anni, partendo da un valore di 5,3 euro pro capite nel 2013 e raggiungendo un valore di 8,7 euro nel 2018 (+66%), con una variazione media annuale (Cagr) del +11%. Lo sottolinea il rapporto sull'uso dei farmaci in Italia 2018 dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), presentato oggi a Roma. La maggior variazione di consumo e di spesa pro capite rispetto all'anno precedente è stata osservata per il vaccino contro il Papillomavirus e per il vaccino anti-rotavirus (>100%); nel 2018 si rileva una marcata variabilità nella spesa pro capite nelle regioni italiane, con un valore che va da un minimo di 5,75 euro della Valle d'Aosta a un massimo di 13,10 euro della Provincia autonoma di Trento, che fa registrare anche la maggiore variazione percentuale di spesa pro capite rispetto all'anno recedente (+33,2%); la P. A. di Bolzano e quella di Trento, insieme alle regioni Puglia e Sicilia, utilizzano più dosi, con un costo per giornata di terapia più elevato rispetto alla media nazionale.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Kevin Spacey, cadono le accuse di molestie sessuali e aggressione
DATA:
OCCHIELLO: I procuratori del Massachusetts hanno lasciato cadere le accuse di molestie sessuali e aggressione contro Kevin Spacey. L'attore premio Oscar era stato denunciato dal 18enne William Little, un cameriere di un bar di Nuntucket.Il giovane ha infatti ritirato la denuncia dopo aver invocato il quinto emendamento, che consente di non testimoniare contro
TESTO: Le molestie, secondo quanto raccontato inizialmente dal ragazzo, sarebbero avvenute nel 2016 dopo che l'attore gli avrebbe pagato da bere in un bar per poi accompagnarlo a casa. Le aggressioni sarebbero avvenute lungo il tragitto e riprese dalla presunta vittima sul cellulare. Come ricorda il Corriere, il divo di Hollywood, che rischiava sino a 5 anni, si era sempre dichiarato non colpevole e il suo avvocato era riuscito a mettere in dubbio la credibilità dell'accusatore: numerosi messaggi e fotografie, che il giovane si sarebbe scambiato con l'attore e avrebbero dimostrato la sua innocenza, erano stati cancellati. Il giovane, riconvocato, ha invocato il quinto emendamento e ritirato le accuse. Così, a due settimane dalle parole del 18enne, il procuratore distrettuale di Cape and Islands ha citato
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Tiziana Rivale sul matrimonio di Tiziano Ferro: "I figli vengono partoriti dalle donne"
DATA:
OCCHIELLO: L'esternazione di Tiziana Rivale su Twitter al momento non ha fatto commentare la Rai, nei mesi passati però per alcune dichiarazioni piuttosto forti di Eleonora Brigliadori la portarono all'esclusione da Pechino Express.La Rivale è divenuta famosa nel 1983 vincendo il Festival di Sanremo con "Sarà quel che sarà", un momento d'oro a tal punto c
TESTO: L'esternazione di Tiziana Rivale su Twitter al momento non ha fatto commentare la Rai, nei mesi passati però per alcune dichiarazioni piuttosto forti di Eleonora Brigliadori la portarono all'esclusione da Pechino Express. La Rivale è divenuta famosa nel 1983 vincendo il Festival di Sanremo con "Sarà quel che sarà", un momento d'oro a tal punto che superò anche Vasco Rossi con "Vita spericolata". Letizia Oliva, il suo vero nome, dopo diversi anni di assenza si prepara a tornare in tv come concorrente di Tale e Quale Show. Il suo nome è stato ufficializzato da Carlo Conti durante la presentazione dei palinsesti Rai, nei mesi scorsi su Tvblog aveva dichiarato: "Non ho bisogno di fare marchette, mi piacerebbe che la televisione italiana si ricordasse di me per il mestiere di cantante". La cantante di Formia, classe 1960, sta però già facendo discutere riguardo ad alcuni commenti sui social. Su Twitter, infatti, molte persone lamentano di essere state bloccate dopo aver commentato criticamente sotto alcuni dei suoi post. Recentemente, le nozze di Tiziano Ferro con Victor Allen hanno attirato la sua attenzione. In particolare, la volontà della coppia omosessuale di avere dei figli ha spinto Tiziana Rivale a scrivere: "I figli vengono partoriti dalle donne, da quando è nata la vita sul pianeta". La cantante, poi, rincara la dose associando questa volontà con i fatti di Bibbiano: "Potrebbero adottare un bimbo all'orfanotrofio, non di certo toglierlo a famiglie sane come hanno fatto gli assistente 'asociali' a Bibbiano".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: "Voglio dare al pubblico tutto me stesso". Ancora un altro successo per i Thegiornalisti
DATA:
OCCHIELLO: Sono primi in classifica con il brano "Maradona y Pelè" e il video su Youtube ha superato le 7 milioni di visualizzazioni. È un momento d"oro per la band dei Thegiornalisti, guidati dal carisma e dalla bravura del loro leader Tommaso Paradiso. Il frontman, 36 anni, si rivela in un"intervista a Grazia, in cui racconta la sua vita, ora che è bacia
TESTO: Sono primi in classifica con il brano "Maradona y Pelè" e il video su Youtube ha superato le 7 milioni di visualizzazioni. È un momento d’oro per la band dei Thegiornalisti, guidati dal carisma e dalla bravura del loro leader Tommaso Paradiso. Il frontman, 36 anni, si rivela in un’intervista a Grazia, in cui racconta la sua vita, ora che è baciata dal ritmo del successo. "Corro, faccio box, vado in palestra. Lo sport mi aiuta anche a essere una persona migliore. Sul palco mi muovo molto, voglio dare al pubblico tutto me stesso", dice. Con 5 album all’attivo e collaborazioni di grande successo, i Thegiornalisti sono ancora esterrefatti per tutto quello che sta accadendo alle loro vite. "Ora mi preparo al grande concerto del 7 settembre al Circo Massimo di Roma– afferma Paradiso -. Esperti sostengono che dietro alcune canzoni estive ci siano dei riferimenti alla droga. Lo dicono da sempre, mi diverte. Perché significa che il testo ha fatto il suo dovere e ognuno da l’interpretazione che vuole". E sul suo rapporto con il successo ha le idee ben chiare. "La mia vita non è cambiata, non più di quanto si crede – confessa - Amo le cose semplici, le cene con gli amici, un giro col cane, un bicchiere di vino, suonare il pianoforte a casa, una mini-vacanza con la mia fidanzata”. Rivela inoltre che ha già scelto il nome per la figlia, anche se con la fidanzata Carolina, ancora non hanno fatto la scelta di mettere su famiglia. "Annalia - conclude -. Annalia è un nome che mi piace. Se un giorno avrò una figlia la chiamo così".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Tragedia in Grecia, muore Swami Codognola, figlia dell'ex portiere del Chievo
DATA:
OCCHIELLO: Una terribile tragedia, Swami Codognola, figlia di Paolo, ex portiere in forza al Chievo nei primi anni duemila, è morta durante una vacanza in Grecia.A dare la notizia è il quotidiano veronese L'Arena, città in cui la giovane abitava. La diciassettenne si trovava a Naxos insieme alla madre Michela Zanoli e al suo fidanzato quando all'improvviss
TESTO: Una terribile tragedia, Swami Codognola, figlia di Paolo, ex portiere in forza al Chievo nei primi anni duemila, è morta durante una vacanza in Grecia. A dare la notizia è il quotidiano veronese L'Arena, città in cui la giovane abitava. La diciassettenne si trovava a Naxos insieme alla madre Michela Zanoli e al suo fidanzato quando all'improvvisso ha incominciato a stare male venerdì scorso, con febbre alta e dolori muscolari, insieme a delle grosse macchie rosse apparse sul suo corpo. Si era pensato ad un semplice colpo di sole o a una puntura d’insetto ma le sue condizioni si sono rapidamente aggravate dopo essere stata trasportata con l'elisoccorso nell'ospedale di Atene. Lunedì, tre giorni dopo esser stata ricoverata, Swami è entrata in coma ed è deceduta per cause ancora da accertare. Le ipotesi avanzate dai medici è che possa essersi trattato di una meningite fulminante o di choc anafilattico dovuto alla puntura di un insetto. ''Abbiamo appreso la terribile notizia della morte della nostra cara studentessa Swami Codognola: ne siamo tutti sconvolti, profondamente turbati e interrogati, increduli, incapaci di tenere assieme la bellezza e la vitalità della sua giovinezza con la dimensione oscura della morte''. Lo scrive sul sito ufficiale della scuola, il dirigente scolastico del Liceo Classico Scipione Maffei di Verona, Roberto Fattore, la scuola frequentata dalla povera Swami. Messaggio di cordoglio è arrivato anche dal Chievo, sul sito del club il presidente Luca Campedelli ha espresso al padre Paolo e alla madre Michela ''le più profonde condoglianze da parte di tutta la società''. Segui già la nuova pagina Sport de IlGiornale. it?
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Autogrill si aggiudica contratto da 84 milioni nel nuovo aeroporto di Manchester
DATA:
OCCHIELLO: Autogrill Spa si espande nel Regno Unito. Mediante la controllata HMSHost International si è aggiudicato un contratto per la prossima apertura di 5 concept store nel nuovo "super terminal" dell"aeroporto di Manchester. Il contratto, della durata tra i 5 e i 7 anni, produrrà ricavi complessivi stimati in 84 milioni di euro. Di recente l'aeroporto
TESTO: Autogrill Spa si espande nel Regno Unito. Mediante la controllata HMSHost International si è aggiudicato un contratto per la prossima apertura di 5 concept store nel nuovo “super terminal” dell’aeroporto di Manchester. Il contratto, della durata tra i 5 e i 7 anni, produrrà ricavi complessivi stimati in 84 milioni di euro. Di recente l'aeroporto ha annunciato l'apertura di una prima serie di 19 punti vendita che animeranno il nuovo super terminal in costruzione, nell’ambito del piano di sviluppo da oltre un miliardo di sterline di investimento. Tra i negozi aperti brand iconici locali e alcune catene molto famose che apriranno per la prima volta nel terzo più grande aeroporto del Regno Unito. Nell’ambito di questo nuovo piano di aperture previste dall’aeroporto, HMSHost International porterà nel nuovo terminal marchi quali KFC, Wrapchic, Pot Kettle Black, Amber Alehouse e VIT. Un mix molto interessante che arricchirà l’esperienza dei viaggiatori, senza dimenticare di valorizzare la cultura locale e i suoi prodotti. Per il brand KFC si tratterà della prima apertura nell’aeroporto. Wrapchic, molto apprezzata in Inghilterra, offrirà il suo mix di cucina moderna indiana e street food messicano. Pot Kettle Black, ormai un marchio locale di culto, porterà il suo distintivo format dedicato al caffè, insieme a un classico menù brunch disponibile per tutto il giorno. Amber Alehouse, un moderno gastropub ispirato alle suggestive atmosfere industriali di Manchester, grazie alla partnership con la birreria locale Seven Bro7hers offrirà una selezione di birre artigianali locali, cask ale e lager di nicchia da accompagnare a una classica offerta di ristorazione da bar. VIT, marchio di proprietà del Gruppo Autogrill, rappresenterà invece l’alternativa "healthy", con la sua offerta di cibi e succhi buoni e rinfrescanti.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: "Siciliano? Pensavo alla mafia..." E la Trenta finisce nella bufera
DATA:
OCCHIELLO: Elisabetta Trena finisce nel mirino del Pd. Ad accendere la polemica è il dem Miceli che ha puntato il dito contro il ministro della Difesa per un suo commento sulla morte di Andrea Camilleri. Nel corso di un'intervista su La7 a In Onda, la Trenta ha risposto a una domanda sulla scomparsa dell'autore che ha creato il personaggio di Montalbano. Il
TESTO: ", ha scritto su Twitter il deputato del Pd. Di certo l'accostamento diretto tra mafia e lingua siciliana non avrà fatto piacere a tutti quei siciliani che ieri sera hanno ascoltato le parole del ministro Trenta in tv. Sempre il titolare della Difesa ha ricordato lo scrittore con un tweet: "La scomparsa del Maestro # Camilleri è una grande perdita. @Eli_Trenta: In questo giorno triste vogliamo ringraziare e rendere omaggio ad un genio della letteratura che ha saputo raccontare al mondo la nostra società ricca di contraddizioni, ma sempre con un tocco di umanità". Un ricordo di certo molto meno scivoloso rispetto a quello fatto durante l'intervista a In Onda. Intanto questo pomeriggio in tanti a Roma, al cimitero acattolico, hanno reso omaggio allo scrittore siciliano. Biglietti e tanti fiori per "u maistru" Camilleri. L'ultimo saluto ad uno scrittore che ha lasciato un segno nella letteratura e nella storia della tv italiana.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Belen lecca il ghiacciolo, i fan si scatenano: "Hai imitato Cecilia"
DATA:
OCCHIELLO: Belen Rodriguez sta trascorrendo le vacanze a Ibiza in compagnia di Stefano De Martino e del loro piccolo Santiago, tra una registrazione di Tu si que vales e un'altra. Le brevi pause dal soggiorno spagnolo per rientrare Italia non sono un problema per la showgirl argentina, che si sta godendo l'amore ritrovato con suo marito dopo 4 anni di lontana
TESTO: Belen Rodriguez sta trascorrendo le vacanze a Ibiza in compagnia di Stefano De Martino e del loro piccolo Santiago, tra una registrazione di Tu si que vales e un'altra. Le brevi pause dal soggiorno spagnolo per rientrare Italia non sono un problema per la showgirl argentina, che si sta godendo l'amore ritrovato con suo marito dopo 4 anni di lontananza. Belen documenta tutto minuziosamente sui social, coinvolgendo a pieno i suoi seguaci nella sua felicità. Ma alla showgirl piace provocare, si diverte a irretire i milioni di follower in attesa di un suo scatto. Una delle ultime foto postate nel suo profilo sembra proprio voglia raggiungere quell'obiettivo e, se così fosse, il risultato è stato ampiamente raggiunto. La moglie di Stefano De Martino si è fatta fotografare mentre mangia un invitante ghiacciolo all'anguria. Più che mangiarlo Belen è intenta a leccarlo, come d'altronde si conviene per un ghiacciolo, ma questo ha mandato i delirio i suoi fan. Sotto la foto della showgirl sono piovute allusioni di ogni tipo, alcune anche piuttosto spinte e fuori luogo. Molti sono stati i commenti ironici, come quelli di chi si chiedeva se il bikini di Belen fosse suo o se in realtà fosse di sua nipote, viste le dimensioni ridotte del costume. Non si contano i doppi sensi e le battute triviali, a cui né Belen né suo marito sembrano dare peso. Ma è un altro l'elemento a cui i fan hanno fatto caso osservando la foto della showgirl argentina. In molti hanno sottolineato che in realtà lo scatto non è originale, ma la moglie di Stefano De Martino si sarebbe ispirata a Cecilia Rodriguez per realizzare il post. È solo una coincidenza o le due si sono lanciate una sfida a tinte hot?
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Milan, il nome nuovo è l'argentino Zaracho: "È un vero e proprio trattore"
DATA:
OCCHIELLO: Paolo Maldini e Zvonimir Boban stanno lavorando a fari spenti per rinforzare il Milan in vista della prossima stagione che dovrà essere quella del rilancio per il glorioso club di via Aldo Rossi. Il reparto che ha subito il maggior restyling è stato il centrocampo con gli arrivi di Rade Krunic e Ismail Bennacer, a giorni l'ufficialità dopo la fi
TESTO: Paolo Maldini e Zvonimir Boban stanno lavorando a fari spenti per rinforzare il Milan in vista della prossima stagione che dovrà essere quella del rilancio per il glorioso club di via Aldo Rossi. Il reparto che ha subito il maggior restyling è stato il centrocampo con gli arrivi di Rade Krunic e Ismail Bennacer, a giorni l'ufficialità dopo la finale di Coppa d'Africa. Si continua a monitorare anche Dennis Praet, mentre il sogno Luka Modric resta sempre vivo nelle menti dei tifosi rossoneri anche se oggettivamente non sarà facile convincerlo a lasciare il Real Madrid per andare a giocare in un Milan senza Champions. Più probabile è sicuramente l'arrivo di Matias Zaracho, 21 anni, centrocampista segnalato dall'ex attaccante dell'Inter Diego Milito. Il classe '98 è il tuttofare della linea mediana tanto che il suo allenatore l'ha definito un "trattore": "
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Giorgetti va al Quirinale: "Rinuncio a candidarmi come commissario Ue"
DATA:
OCCHIELLO: Giancarlo Giorgetti non sarà il candidato italiano a commissario Ue. Lo ha deciso lo stesso sottosegretario alla presidenza del Consiglio e numero 2 di Matteo Salvini. Oggi il leghista è salito al Quirinale per comunicare la sua scelta a Sergio Mattarella. Un colloquio durato circa una ventina di minuti e definito "cordiale e positivo" durante il
TESTO: Giancarlo Giorgetti non sarà il candidato italiano a commissario Ue. Lo ha deciso lo stesso sottosegretario alla presidenza del Consiglio e numero 2 di Matteo Salvini. Oggi il leghista è salito al Quirinale per comunicare la sua scelta a Sergio Mattarella. Un colloquio durato circa una ventina di minuti e definito "cordiale e positivo" durante il quale Giorgetti ha spiegato al Capo dello stato i motivi della rinuncia. Nel pomeriggio aveva sottolineato come le indiscrezioni che lo vedevano allontanare da una carica in Unione europea fossero "come seppellire una talpa sottoterra" ("L'e stai me mèt un trapun sott tèra", ha detto in lombardo a Affaritaliani. it). Un modo per ribadire che quella poltrona non era mai stata davvero nei suoi obiettivi. Nelle ultime ore è circolata anche la voce che lo stesso Matteo Salvini volesse incontrare il Presidente della Repubblica per conoscere le sue intenzioni in caso di crisi di governo, ma dal Colle non confermano la notizia di tale incontro che, comunque, non potrebbe avvenire che dopo il rientro del ministro da Helsinki. Ovviamente al Quirinale si monitora la situazione e l'agenda è aperta a ogni evenienza, anche a un incontro con il titolare del Viminale se richiesto.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: L'Iran sequestra una petroliera: "Ha petrolio di contrabbando"
DATA:
OCCHIELLO: L'Iran ha reso noto il sequestro di una petroliera straniera nel Golfo Persico. Secondo la versione di Teheran la nave stava "contrabbandando carburante nel Golfo". A renderlo noto è stata la tv di Stato della Repubblica islamica che ha confermato le ipotesi avanzate dal Pentagono riguardo il coinvolgimento della Guardia rivoluzionaria iraniana in
TESTO: L'Iran ha reso noto il sequestro di una petroliera straniera nel Golfo Persico. Secondo la versione di Teheran la nave stava "contrabbandando carburante nel Golfo". A renderlo noto è stata la tv di Stato della Repubblica islamica che ha confermato le ipotesi avanzate dal Pentagono riguardo il coinvolgimento della Guardia rivoluzionaria iraniana in quella che ormai è una nuova "Guerra delle Petroliere". "Una nave straniera che contrabbandava un milione di litri di carburante nell'isola di Lark, nel Golfo Persico, è stata sequestrata", hanno riferito le fonti iraniane. Durante l'operazione sono stati fermati i 12 membri dell'equipaggio. La nave, del quale non viene menzionato né nome né bandiera, è stata sequestrata domenica. Poco dopo la mezzanotte di sabato, orario nel quale è letteralmente "scomparsa" la petroliera Mt Riah. Questo sequestro, che potrebbe anche riguardare una nave diversa dalla Riah, può essere considerato una risposta di Teheran al sequestro della super-petroliera Grace 1: fermata il 4 luglio mentre attraversava lo stretto di Gibilterra diretta in Siria con la medesima accusa di "contrabbandare" greggio. La guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Khamenei, aveva minacciato una "vendetta" per il sequestro della nave iraniana che aveva definito un chiaro "atto di pirateria" condotto dai Royal Marines britannici. Un primo tentativo si era già riscontrato la settimana scorsa con l'avvicinamento di navi armate alla petroliera British Heritage nello Stretto di Hormuz. Così il Golfo torna ai tempi della guerra delle petroliere disputata nel conflitto tra Iran e Iraq degli anni '80. La risposta dell'Occidente, come allora, può essere prevedibile: l'invio di altre navi da guerra per proteggere lo stretto strategico di Hormuz, principale crocevia del greggio che disseta il fabbisogno mondiale.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Kristen Stewart e Stella Maxwell: il bacio che suggella la passione
DATA:
OCCHIELLO: Ne avevamo parlato giusto qualche giorno fa, quando lo yacht con a bordo Kristen Stewart insieme ad un gruppo di amici, compresa la sua ex Stella Maxwell aveva veleggiato in Italia. Non si era ancora capito se le due erano rimaste amiche o si era riaccesa la passione, ma ora la risposta l"abbiamo. Kristen e Stella sono tornate insieme. E oltre all"
TESTO: Ne avevamo parlato giusto qualche giorno fa, quando lo yacht con a bordo Kristen Stewart insieme ad un gruppo di amici, compresa la sua ex Stella Maxwell aveva veleggiato in Italia. Non si era ancora capito se le due erano rimaste amiche o si era riaccesa la passione, ma ora la risposta l’abbiamo. Kristen e Stella sono tornate insieme. E oltre all’amore tra le due è riscoppiata anche la passione. L’attrice di Twilight e la famosa modella durante questa vacanza hanno avuto occhi solo l’una per l’altra. Hanno passato tutto il tempo a rilassarsi e a fare bagni e a baciarsi appassionatamente. Con loro un gruppo ristretto di amici. Grazie ai minuscoli bikini che indossavano entrambe i paparazzi sono riusciti anche a riprenderle in topless. Kristen all’inizio dell’anno dopo esserci lasciata con Stella con cui era insieme da due anni, aveva iniziato una relazione con la stilista Sara Dinkin ma a quando pare la loro storia è finita quando è ricomparsa Stella. La Stewart ha voluto regalarsi questa breve vacanza dopo aver finito le riprese del film “Charlie’s Angels” insieme a Naomi Scott, Ella Balinska e Elizabeth Banks. Kristen però, ha anche avuto relazioni maschili, la più famosa è di sicuro quella con il suo partner in Twilight, Robert Pattinson con cui si era lasciata dopo averlo tradito con Rupert Sanders, il regista di “Biancaneve e il cacciatore”. All’epoca il regista era sposato con la modella Liberty Ross con cui aveva avuto anche due bambini ma si divise subito dopo che il tradimento venne alla luce.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Dl Sicurezza bis, via libera alle maximulte alle Ong e alla confisca delle navi
DATA:
OCCHIELLO: Maximulte alla Ong e confisca immediata delle loro navi sono ora realtà. È arrivato il via libera delle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera all'emendamento della maggioranza che inasprisce le sanzioni contro le navi che violano il divieto di ingresso nelle acque territoriali italiani, in ovvio riferimento alle imbarcazioni
TESTO: OLTRE ALLE MULTE E ALLA CONFISCA, SAREBBE GIUSTO L’ARRESTO DELL’EQUIPAGGIO, E LA DISTRUZIONE DELL’UNITA’, NAVE O IMBARCAZIONE CHE SIA. INUTILE SCRIVERE CHE E’ FONDAMENTALE UN BLOCCO NAVALE EUROPEO AL LARGO DELLE COSTE LIBICHE, ESPULSIONI, E LA RIPARTIZIONE EQUA DEI VERI PROFUGHI DI GUERRA NEI VARI PAESI EUROPEI! OVVIAMENTE INVECE L’ITALIA COME DA ANNI SUCCEDE, RESTERA’ ISOLATA, DA PAESE A SOVRANITA’ LIMITATA E UMILE SCHIAVA DI UNA EUROPA NEMICA CHE HA IMPOSTO CON VIOLENZA ALLA LA NOSTRA PATRIA IL RUOLO DI “DISCARICA AFRICANA”, PER DISTRUGGERE LA NOSTRA GIA’ FRAGILE ECONOMIA E FARCI FARE LA FINE DELLA GRECIA. .. CON TUTTE LE TASSE E LE IMPOSTE CHE SI PAGANO, (ABBIAMO TRA LE PRESSIONI FISCALI PIU’ ALTE D’EUROPA) E CON QUELLO CHE CI COSTANO LE FORZE ARMATE E GLI ORGANI DI POLIZIA, LA MACCHINA GIUDIZIARA E TUTTO IL RESTO, RIPRISTINARE UN BARLUME DI SOVRANITA’, DI LEGALITA’, DI SICUREZZA E CONTROLLO DEL TERRITORIO, DA PARTE DELLO STATO SAREBBE IL MINIMO! !!
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Meteo, da lunedì torna il caldo africano: punte di 38° al Nord
DATA:
OCCHIELLO: Scordatevi pure il fresco delle ultime settimane. Secondo gli esperti de ilmeteo.it, le temperature in linea con le medie stagionali sono destinate ad aumentare a partire da lunedì 22 luglio, quando una nuova ondata di caldo africano colpirà l'Europa facendo sentire i suoi effetti anche in Italia. Infatti, un vastissimo campo di alta pressione po
TESTO: Scordatevi pure il fresco delle ultime settimane. Secondo gli esperti de ilmeteo. it, le temperature in linea con le medie stagionali sono destinate ad aumentare a partire da lunedì 22 luglio, quando una nuova ondata di caldo africano colpirà l'Europa facendo sentire i suoi effetti anche in Italia. Infatti, un vastissimo campo di alta pressione posizionato tra Marocco, Algeria e Tunisia salirà già da domenica, facendo subito schizzare le temperature verso l'alto. La prossima settimana inizierà all'insegna della stabilità atmosferica in tutto il Paese, con la colonnina di mercurio che si porterà oltre i 30 gradi nelle principali città da Nord a Sud. Ma lunedì sarà solo una giornata di transizione, dato che il caldo più opprimente arriverà tra martedì e mercoledì con punte massime di 40 gradi nelle zone interne della Sardegna. A boccheggiare, però, sarà un po' tutta la Penisola. Attesi fino a 35 gradi nelle zone interne del Centro, comprese Firenze e Roma, oltre che su buona parte della Pianura padana dove l'elevato tasso di umidità contribuirà ad aumentare la temperatura percepita con punte fino a 38 gradi. Tempo soleggiato su tutta l'Italia anche tra giovedì 25 e venerdì 26 luglio, mentre per il prossimo week-end è atteso un possibile peggioramento a causa di correnti fresche provenienti dal nord Europa. Andando più nello specifico, l'Aeronautica militare prevede per domenica 21 luglio un cielo sereno al Nord con al più un transito di velature: possibili rovesci e temporali sui rilievi e ampie schiarite su Centro-Nord e in Sardegna. Cielo sereno sul resto d'Italia e massime in aumento su tutte le regioni, in particolare Piemonte, Lombardia e Veneto. Lunedì 22 tempo stabile su tutto il Paese, salvo qualche velatura al Nord e addensamenti più consistenti sull'arco alpino in mattinata. Martedì 23 cielo sereno ovunque a parte qualche velatura nelle regioni settentrionali e in quelle centrali peninsulari. Bel tempo anche mercoledì 24.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Palermo, Zamparini radiato dalla Figc: 5 anni di squalifica
DATA:
OCCHIELLO: Si conclude nel modo peggiore la sua avventura nel mondo del calcio, Maurizio Zamparini è stato radiato dalla Figc. Il tribunale della Figc (Tfn), presieduto da Cesare Mastrocola, ha infatti inflitto 5 anni di squalifica e la preclusione a ricoprire qualunque ruolo in ambiti federali all"ex patron del Palermo. La decisione arriva nel merito della
TESTO: Si conclude nel modo peggiore la sua avventura nel mondo del calcio, Maurizio Zamparini è stato radiato dalla Figc. Il tribunale della Figc (Tfn), presieduto da Cesare Mastrocola, ha infatti inflitto 5 anni di squalifica e la preclusione a ricoprire qualunque ruolo in ambiti federali all’ex patron del Palermo. La decisione arriva nel merito della vicenda che era costata ai rosanero la retrocessione in Serie C, poi trasformata in 20 punti di penalizzazione nello scorso campionato cadetto, per irregolarità amministrative. A Zamparini erano contestate diverse e gravi irregolarità di bilancio, in particolare l’operazione su Mepal, la società controllata che deteneva il marchio del Palermo, e l’iscrizione nello stato patrimoniale di 5,5 milioni di crediti di imposta, col risultato di riportare quel patrimonio al valore di quasi 11 milioni contro i reali 135.712. Il fine delle irregolarità, secondo l’accusa, era di ''sottrarsi agli obblighi di ricapitalizzazione''. Il Tfn ha riconosciuto Zamparini colpevole, definendolo ''vero ideatore degli artifizi contestati''. Nel frattempo come noto la società di viale del Fante dovrà ripartire dalla Serie D ricostituendo un nuovo soggetto giuridico. La scadenza del bando si avvicina e avanza sempre di più la candidatura dell’italo-americano Tony Di Piazza. Il noto imprenditore, che dovrà far pervenire al Comune la documentazione idonea entro le ore 20 di martedì 23 luglio, è sbarcato proprio nel capoluogo siciliano e si trova attualmente in città. E nelle prossime ore potrebbe incontrare Dario Mirri, i due potrebbero unire le forze in una sola cordata. Segui già la nuova pagina Sport de IlGiornale. it?
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Etna, nuova fase eruttiva. Fontane di lava da uno dei crateri
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: CATANIA - Nuova fase eruttiva sull'Etna con un'intensa attività stromboliana da uno dei crateri sommitali con 'fontane di lava', boati e l'emissione di una colata. Il fenomeno, 'concentrato' nella zona alta e desertica del vulcano, è visibile visionando le telecamere termiche dell'Oe-Ingv. Il sistema è 'carico' di energia come dimostra l'alto livello del tremore dei condotti magmatici interni dell'Etna, come emerge dal sito dell'Osservatorio etneo dell'Istituto nazionale di geofisca e vulcanologia di Catania. La nuova fase eruttiva non impatta sull'attività dell'aeroporto internazionale Vincenzo Bellini. L'INGV segnala che “continua l’intermittente attività esplosiva al Nuovo Cratere di Sud-Est dell’Etna, che è iniziata il 14 luglio. Molte esplosioni lanciano modeste quantità di materiale incandescente e tutte producono piccoli sbuffi di cenere. Non si nota alcuna tendenza chiara in questa attività, né in aumento né in diminuzione, e l’ampiezza del tremore vulcanico si attesta su livelli medi-bassi”.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Il pm Giuseppe Lombardo: "La lotta alla mafia non è una priorità dello Stato italiano"
DATA:
OCCHIELLO: Nel giorno dell'anniversario della strage di Via D'Amelio, il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria scrive a Repubblica. "Bisogna chiedere scusa a Borsellino per le troppe volte in cui sono stati distorti i suoi insegnamenti. Contro la criminalità organizzata non si...
TESTO: Non è una morte come le altre quella di Paolo Borsellino, per le riflessioni che impone e che vanno ben oltre quello che accadde quel terribile 19 luglio di tanti anni fa. Aveva capito Paolo che il calo di tensione nella lotta alla mafia da lui denunciato non era fisiologico. Non era una bonaria sottovalutazione del fenomeno criminale. Era ben altro, come molti anni dopo si è riusciti a comprendere e dimostrare. Certamente oggi ci vorrebbe uno sforzo collettivo per spiegare a Paolo le ragioni per le quali non siamo riusciti ancora, nonostante l’impegno della magistratura, a convincere gli organi centrali dello Stato che bisogna fare scelte politiche nette, destinate ad avviare una seria e duratura azione di contrasto al crimine organizzato, che parta dalla modernizzazione di procedure giudiziarie antiquate, che impediscono la immediata comprensione di fenomeni delittuosi complessi. Alla rapidità di movimento e di pensiero della mafia del terzo millennio, dobbiamo contrapporre strumenti normativi evoluti, in grado di consentire la individuazione non soltanto dei soldati ma soprattutto delle nuove leve di quelle “menti raffinatissime” che hanno voluto la sua morte. Intanto, bisognerebbe chiedere scusa a Paolo per le troppe volte in cui sono stati distorti i suoi insegnamenti e per la profonda ipocrisia di chi, nel 2019, sostiene che il suo metodo di lavoro sarebbe rimasto immutato rispetto a quello del 1992. Paolo oggi avrebbe dato lezioni di modernità, consapevole che la mafia, vero nemico del nostro Paese, non va mai banalizzata. Non avrebbe mai sminuito la reale forza di una organizzazione viva e vitale, consapevole che la sottovalutazione del fenomeno è il modo peggiore di avviare una seria strategia di contrasto. A chi mi chiede come è giusto ricordare il sacrificio di Paolo Borsellino, che per servire lo Stato è morto come Giovanni Falcone, tanti altri magistrati ed appartenenti alle forze dell’ordine, rispondo che la strada da seguire parte dal coraggio di affermare che la lotta alla mafia non è una priorità dello Stato italiano. Non lo è più, nonostante la consapevolezza che la criminalità organizzata metta a rischio la stessa tenuta democratica della nostra nazione, nonostante sia evidente che la mafia sia il più evoluto strumento di doping finanziario del sistema economico mondiale, per la sua capacità di arricchire ristrette oligarchie criminali a danno di ampie fasce di economia legale. La lotta alla mafia non è una priorità semplicemente perché richiede una volontà politica che superi gli sbarramenti generati dalla mancanza di adeguate coperture finanziarie, argomento strumentalmente utilizzato per giustificare le drammatiche vacanze di organico della magistratura, del personale amministrativo e delle forze di polizia. Mi chiedo, se questo è vero, che senso abbia gioire dei risultati giudiziari raggiunti, visto che siamo comunque costretti a giocare una partita che non possiamo vincere. Che senso ha sbandierare arresti e condanne come fossero vittorie. Sono risultati importanti generati dal lavoro quotidiano, per i quali non vogliamo applausi. È il nostro lavoro ed il nostro lavoro, tra mille difficoltà, lo sappiamo fare. Punto e basta. Perché sia chiaro che vincere la guerra contro la mafia è ben altra cosa, provoca ben altri effetti sul benessere collettivo ed è l’unico risultato in grado di onorare fino in fondo la memoria di Paolo, di Giovanni e di tutti coloro i quali hanno vissuto da uomini dello Stato, pur quando sono rimasti soli a combattere contro quel mostro gigantesco che li ha uccisi. Non si creino i presupposti per generare altre solitudini, perché quando si è soli si muore. Nessuno ha bisogno di cercare conferme ulteriori. È importate ricordare che Paolo non è morto invano: il 19 luglio 1992 è il giorno in cui tutto ha avuto inizio, non quello in cui tutto è finito.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: “E allora Bibbiano?”: Pd, media, movimento lgbt nel mirino dei complottisti da social
DATA:
OCCHIELLO: La macchina dell'odio che specula sull'inchiesta "Angeli e demoni" di Reggio Emilia si è riattivata alcuni giorni fa, dopo le parole del vicepremier Di Maio. E cerca di saldarsi all'indagine statunitense sul miliardario Jeffrey Epstein. Segnalato un utente che ha minacciato di...
TESTO: L’operazione è stata certificata dal vicepremier Luigi Di Maio. Intervistato sugli scenari politici, in merito a un possibile accordo di governo col Pd ha spiegato che il M5S non avrebbe mai fatto un’alleanza “con il partito di Bibbiano”. In risposta, i dem hanno annunciato una querela al ministro dello Sviluppo economico. Non era una dichiarazione campata in aria. Da qualche giorno l’implacabile macchina della calunnia si è messa in moto sui social network, dove l’inchiesta "Angeli e demoni" sul sistema illecito di gestione dei minori in affido in Val d’Enza, secondo l’accusa strappati alle famiglie con manipolazioni e pressioni e assegnati ad altri nuclei, viene da giorni sfruttata come stigma con cui screditare e attaccare il Partito democratico. E non solo. Il gancio è con l’ormai ex sindaco sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, indagato per abuso d’ufficio e falso ideologico. Secondo i pm avrebbe saputo del sistema e avrebbe deciso, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, “lo stabile insediamento di tre terapeuti privati della Onlus Hansel e Gretel all’interno dei locali della struttura pubblica ‘La Cura’”. Sui social il topic "Bibbiano" è montato in questi giorni come una gelatina in cui avvolgere una nuova campagna d’odio dalle mille facce. Davvero una delle più scivolose degli ultimi tempi. Passando anche dalle parole del vicepremier, che il 18 luglio in diretta Facebook ha detto: "Col Pd non ci voglio avere nulla a che fare, con il partito di Bibbiano che toglieva i bambini alle famiglie con l’elettroshock per venderseli non voglio averci nulla a che fare e sono stato in questo anno quello che più ha attaccato il Pd". Centinaia di post, articoli e meme (alcuni raffiguranti personaggi come Roberto Saviano, Fabio Fazio, Luciana Littizzetto, Fabio Volo o Laura Boldrini con la mano sulla bocca, rei di aver censurato il tema) hanno nel corso dei giorni mescolato il fatto a mille altri cavalli di battaglia del sovranismo e populismo digitale, transitando da siti come VoxNews. it, dalle galassie social sovraniste – come l’intervento del consigliere di Ostia di CasaPound, Luca Marsella - fino a eventi reali. Come quello di ieri organizzato da Fratelli d’Italia con ospite Alessandro Meluzzi che in un video rilanciato da Giorgia Meloni (fra gli account più attivi per l’hashtag #Bibbiano insieme a quello di Francesca Totolo, collaboratrice del Primato nazionale, il sito di CasaPound, e di @adrywebber) spiega che “il caso di #Bibbiano è solo la punta dell'iceberg”. Dalla teoria gender alla “campagna Lgbt per distruggere la famiglia naturale”, come si legge in altri post, tutto – secondo l’intossicazione in corso – è coperto dal Pd che avrebbe lanciato il diversivo del Russiagate “divulgato provvidenzialmente dopo #Bibbiano, lo scandalo del #Csm e quello della sanità in Umbria” come scrive Totolo in una battaglia che nella mattinata di venerdì l’ha contrapposta all’eurodeputato Pd Carlo Calenda, che è ripetutamente intervenuto per tentare di contrastare la campagna d’odio e disinformazione. Perché Bibbiano è diventato ormai il ritornello con cui un ristretto ma agguerrito gruppo di account risponde a qualsiasi post o contenuto, specialmente se pubblicato da esponenti Pd o giornalisti. La “world cloud” delle parole più usate in quei contenuti e in quelle risposte è composta da “bambini”, “scandalo”, “caso”, “fatti”, “famiglie”, “attenzione” e poi “minori”, “inchiesta”. C'è chi si è spinto oltre: Andrea Romano, deputato del Partito democratico, ha segnalato alla polizia di aver subito minacce di morte su Twitter dall'utente @VincenzoMoret17 per la vicenda del presunto screzio con la deputata dei 5 Stelle Francesca Businarolo. La vicenda è slegata da quella di Bibbiano, ma l'utente ha twittato le sue minacce usando l'hashtag #Bibbiano. Gli hashtag che raccolgono le diverse articolazioni della campagna sono #Bibbiano e #BibbianoPD. Anche se a scavare bene, il primo a muovere le truppe dell’odio è stato uno ben più pesante: #PDofili, decollato dal 27/28 giugno, per esempio col tweet di @alberto_rodolfi in risposta a Matteo Orfini o di @ValeMameli. Il più condiviso è stato quello di @PiovonoRoseNoir, il cui si dice che “da oggi non sono più #PDioti ma #Pdofili. Hanno fatto il salto di qualità le merde”. A firmare i contenuti, a conferma di squadriglie piccole ma agguerrite, sono stati 2.600 utenti per 6.200 post fra tweet e retweet. Ma solo poco più di 400 utenti hanno postato un contenuto originale. Nonostante si sia ormai spento da giorni, anche per i timori di querela traslocando #BibbianoPD, è ancora ricco di orrori di ogni genere. Ne escono collage fotografici con i personaggi citati sopra, e altri come Lucia Annunziata, la senatrice Monica Cirinnà o la nostra giornalista Federica Angeli, e la frase “Tutti muti su Bibbiano”. Contenuti fuori da ogni senso e contesto come vecchi spezzoni di video in cui Matteo Renzi elogiava il sistema degli asili nido di Reggio Emilia o di un bambino disperato perché separato dal padre ma, come ha svelato Open, attribuibile a un’altra situazione in Sardegna di due anni fa. E ancora, orribili vignette con protagonisti bambini sottoposti a sevizie elettricge, ritornelli contro il “silenzio dei media”, che in realtà stanno coprendo approfonditamente il caso, e sul “sistema che ruba i bambini”. Non basta. Negli ultimi giorni sembra essersi saldato anche un ponte digitale con le vicende che negli Stati Uniti hanno portato in carcere il miliardario Jeffrey Epstein, ex amico di Bill Clinton, del principe Andrea, duca di York, ma anche di Donald Trump, accusato di sfruttamento sessuale dei minori fra 2002 e 2005 e che ora rischia fino a 45 anni di carcere. Alcuni tweet (basta scorrere quelli dell’utente @DPQ87968970) tentano di trapiantare quella vicenda, innestandola sul tessuto dell’inchiesta italiana di Bibbiano e simili, con un obiettivo: avvalorare la folle tesi di un sistema internazionale, una specie di Spectre per cui la pedofilia è uno strumento per tenere sotto controllo politici e le mosse dei governi. L’hashtag è, non a caso, #PedoGate e raccoglie fra l’altro riferimenti ai più diversi casi di cronaca del passato, anche italiano, che ovviamente non hanno alcun collegamento l’uno con l’altro. Ricapitolando, gli hashtag più utilizzati su Twitter – che è il canale principale su cui si sta squadernando l’operazione – sono #bibbiano, #bibbianopoli (che sta decollando proprio in queste ore, quasi in contrapposizione a Moscopoli), #bibbianopd (su cui tuttavia poco meno 300 profili nell’ultima settimana hanno pubblicato post originali, il più popolare è l’elogio degli asili nido di Renzi, nel 2012, il secondo più diffuso è del deputato 5 Stelle Massimo Baroni che rilancia il meme con Saviano e gli altri accomunati dalla scritta “Bibbiano”), #bibbianonews, in ordine decrescente di utilizzo. In una decina di giorni, tutti i contenuti sul tema, sempre rimanendo al social dell’uccellino, sono circa 78mila. Non c’è nulla di casuale: il numero relativamente basso delle utenze più attive coinvolte e il loro schema d’azione – quasi sempre risposte a post del Pd e di altri – racconta dell’ennesima operazione coordinata. Sono infine dati e tendenze che dimostrano la reale capacità di influenzare e raggiungere altri utenti perché non includono gli utenti o i contenuti” nascosti” da Twitter in quanto offensivi o dannosi secondo gli ultimi aggiornamenti delle regole della piattaforma.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Accusa un dolore all'occhio e il medico la molesta sul lettino
DATA:
OCCHIELLO: L'avrebbe molestata sessualmente durante una visita alla guardia medica. Da una parte il dottore di 55 anni, dall'altra una paziente 46enne. È accaduto a Pesaro e, secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, i fatti risalirebbero ad aprile 2017, quando la presunta vittima avrebbe denunciato l'episodio di violenza sessuale per il quale, ieri
TESTO: Un anno dopo, durante i primi mesi del 2018, il medico si è visto recapitare una misura interdittiva, chiesta dal pubblico ministero Silvia Cecchi e concessa dal giudice per le indagini preliminari, con cui è stato sospeso per due mesi dall'esercizio della professione medica. Il medico, che ha respinto ogni addebito, ha continuato a farlo fino all'ultima udienza di ieri. La parte civile e presunta vittima ha ricevuto, a titolo di risarcimento personale del danno, 3.500 euro. Il dottore aveva proposto il riesame contro la sospensione, ma il Tribunale gliel'aveva confermata. Passati i due mesi, la misura è scaduta e il dottore è tornato a fare il suo lavoro, anche se ha scelto di dimettersi dall'incarico di guardia medica. L'uomo non ha scelto riti alternativi e sconti e ieri è arrivata la condanna, che adesso, grazie al suo avvocato, cercherà di ribaltare in sede di appello.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: M5s Bologna, Piazza a processo nell'inchiesta firme false: "Non mi dimetto"
DATA:
OCCHIELLO: Il vice presidente del consiglio comunale dovrà rispondere di violazione della legge elettorale. L'inchiesta si riferisce alle regionali del 2014 in Emilia Romagna
TESTO: BOLOGNA - Andrà a processo per la vicenda delle presunte firme irregolari raccolte dal M5s in occasione delle elezioni regionali del 2014 in Emilia Romagna il consigliere comunale pentastellato Marco Piazza. Lo ha deciso poco fa, accogliendo la richiesta del pm Michela Guidi, il gip bolognese Franco Raffa. Oltre a Piazza, che si era autosospeso dal movimento dopo aver appreso di essere indagato a fine 2016, andranno a processo anche il suo collaboratore a palazzo d'Accursio, Stefano Negroni, e l'ex attivista m5s Giuseppina Maracino, accusati come lui di violazione della legge elettorale. La quarta persona coinvolta nell'indagine, l'ex attivista Tania Fiorini, è stata invece condannata a sei mesi con pena sospesa, avendo scelto di farsi processare con rito abbreviato. Per Piazza, Negroni e Maracino il processo inizierà il 17 febbraio 2020. "Accuse inesistenti, sono sorpreso - è il commento di Piazza -. Mi difenderò, non sono accusato né di firme false né di firme irregolari. Non mi dimetto, anzi mi auguro che venga azzerata anche l'autosospensione dal Movimento perché non ce ne sarebbero neanche più le condizioni, ne parlerò coi probiviri" L'inchiesta, nata da un esposto di due ex attivisti, contesta a vario titolo una manciata di firme raccolte fuori regione, durante la kermesse al Circo Massimo e alcune sottoscrizioni disconosciute dai firmatari e certificate come autentiche. A Piazza - storico militante 5 stelle, eletto la prima volta nel 2011 e confermato in consiglio alle Comunali del giugno 2016 - si contesta l'autenticazione in totale di sette firme. Tra le firme imputate al vicepresidente del Consiglio comunale ce ne sono due che sarebbero state raccolte da un'attivista non abilitata, che le avrebbe recuperate tra le colleghe in città metropolitana, durante una pausa dal lavoro. Negroni è l'unico a rispondere di tre firme ritenute false, tra cui quella di una donna che viveva a Londra. Piazza e Negroni, difesi dagli avvocati Giulio Cristofori e Davide De Matteis, hanno respinto in toto le accuse. Per i loro difensori c'è assenza di dolo, perché non erano a conoscenza di una raccolta firme a Roma e nemmeno dell'iniziativa delle attiviste di recuperare le firme da conoscenti. Tanto più che potevano contare su molte più firme di quelle necessarie: 1.181 a fronte di 875 richieste, oltre ad averne prodotte 250 in Procura. "Ovviamente non siamo soddisfatti - ha detto l'avvocato Cristofori - e ci difenderemo in dibattimento". "Non siamo d'accordo con la scelta fatta dal gip - ha aggiunto De Matteis - fondamentalmente non ci sono gli estremi né per sostenere il fatto in sé, né per sostenere l'elemento soggettivo, perché abbiamo ampiamente argomentato in merito al fatto che non ci sono né le firme suppostamente irregolari né le firme suppostamente false. Manca il dolo, è inesistente".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Gerry Scotti: "Ai delinquenti voglio vedere le manette ai polsi"
DATA:
OCCHIELLO: Gerry Scotti ha spiazzato tutti nell"ultima puntata di Caduta Libera, il quiz preserale di Canale 5. Una domanda sui "prigionieri" ha fornito infatti al conduttore lo spunto per lasciarsi andare ad un"accesa polemica sul tema delle manette. "A loro vengono messi i ferri alle mani o ai piedi per impedirne la fuga". Questa era la domanda per il conco
TESTO: Gerry Scotti ha spiazzato tutti nell’ultima puntata di Caduta Libera, il quiz preserale di Canale 5. Una domanda sui “prigionieri” ha fornito infatti al conduttore lo spunto per lasciarsi andare ad un’accesa polemica sul tema delle manette. "A loro vengono messi i ferri alle mani o ai piedi per impedirne la fuga". Questa era la domanda per il concorrente che, correttamente, ha risposto "prigionieri". Così Gerry Scotti ha incalzato: "Quando vedo al telegiornale certi delinquentoni che vengono portati via e oscurano le manette mi chiedo 'ma perché? ', fate vedere che gliele avete messe. Dobbiamo vergognarci? ".In studio si sono levati gli applausi del pubblico e lui ha rilanciato la polemica: "Io sono contrario alle manette ma se uno è un delinquentone e gliele hanno messe fategliele vedere. L’ho buttata lì, tanto è estate e non mi guarda nessuno". In questo modo ha chiuso il discorso Gerry Scotti. E la maggior parte del pubblico sembra condividere il suo pensiero.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Vittorio Veneto, uomo ucciso in casa da compagna e amica. Arrestate per omicidio volontario: "Lo abbiamo fatto per difenderci"
DATA:
OCCHIELLO: La vittima si chiama Paolo Viaj, 57 anni, colpito a bastonate e poi soffocato con un cuscino. Le due donne, che con la vittima condividevano il domicilio, hanno ammesso l'omicidio giustificandolo come reazione a un'aggressione
TESTO: TREVISO - Un uomo di 57 anni è stato ucciso nella notte a Vittorio Veneto, forse al culmine di una lite familiare: l'uomo, disoccupato, avrebbe aggredito la compagna e una donna che vive assieme a loro per cause ancora da chiarire. Le due donne, che avevano chiamato le forze dell'ordine dicendo di aver ucciso il compagno di una delle due per difendersi da un'aggressione, sono state arrestate dai carabinieri per omicidio volontario in concorso. Le due donne, secondo quanto emerso, avrebbero reagito colpendo l'uomo a bastonate per poi soffocarlo con un cuscino. Le due donne, che avevano chiamato le forze dell'ordine dicendo di aver ucciso il compagno di una delle due per difendersi da un'aggressione, sono state arrestate dai carabinieri per omicidio volontario in concorso. La vittima si chiamava Paolo Viaj, non aveva precedenti, soprattutto denunce di violenze fisiche. La lite con la compagna, 52 anni, e l'amica, 24, con cui Viaj condivideva il domicilio, sarebbe scoppiata per motivi economici, secondo la versione dei fatti fornita dalle due donne. Che non ha convinto gli inquirenti: inizialmente indagate e solo piantonate in ospedale dove sono state curate per delle escoriazioni, sono state arrestate nel pomeriggio per omicidio volontario in concorso, decisione presa al termine dell'interrogatorio da parte del pm.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: L'inchiesta choc di Bibbiano. Lo psicologo scarcerato: “Su di me solo fango, io quei bimbi li ho salvati”
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: L’accusa di fare il lavaggio del cervello, l’accostamento alla vicenda di “Veleno”, l’arresto. .. Si aspettava che un giorno la sua attività potesse passare da tutto questo? «Su di noi è stata gettata un’ondata di fango e di fake news. La semplificazione che è stata fatta è una distorsione grave di un lavoro lungo trent’anni rigorosamente a favore dei bambini e delle donne vittime di violenza: non tutti gli abusi sono inventati». L’hanno definita un mostro. «Non abbiamo il controllo su quello che pensano di noi. Capisco che io possa essere scomodo e non pretendo applausi. Ci stiamo riorganizzando, sto già scrivendo un romanzo, ci riprenderemo da questa botta». Di cosa è stato accusato? «Ero ai domiciliari con l’accusa infamante di aver condotto una psicoterapia “suggestiva e brutale” su una ragazza, di averla usata “come cavia”, quando invece era stato firmato un consenso informato. Il mio avvocato Girolamo Coffari ha prodotto al Tribunale della libertà 20 ore di sedute videoregistrate e sono stato liberato». E rispetto alle accuse di lucrare sui presunti abusi? «Andavo fino a Reggio Emilia per 500 euro a giornata incluse le spese, quando in una qualunque giornata di formazione posso guadagnarne il doppio o il triplo». Secondo lei cosa ha convinto il giudice che l’ha scarcerata? «Era tutto nelle immagini, nessuna persona onesta avrebbe potuto dire che ho manipolato il ricordo di quella ragazza. Il mio metodo è basato sull’ascolto empatico dei sentimenti dei pazienti, che mi portano le loro sofferenze». È il “metodo Foti”? «Non esiste un “metodo Foti”, c’è una vasta area della psicoterapia che ha questo approccio. Naturalmente nella comunità scientifica c’è conflitto e sono stato accusato, soprattutto dagli psicologi forensi, di costruire falsi ricordi di abusi in modo aprioristico». Invece? «Invece il mio lavoro è solo finalizzato alla guarigione dei pazienti. Con una premessa, però. Le statistiche dicono che una bambina su cinque è abusata sessualmente prima dei 18 anni». Così tanti casi? «Gli abusi nell’infanzia sono un fenomeno sottostimato. La società è turbata, non lo accetta e preferisce non vederlo. È la stessa ragione per cui chi toglie i bambini ai genitori viene attaccato, dalla società e anche da alcuni partiti, in nome del valore della famiglia e si giudica un business quello delle comunità. Se i genitori hanno delle carenze vanno aiutati, ma a volte non si può e allora bisogna togliere i figli». Non può accadere che il lavoro “clinico” degli psicoterapeuti diventi decisivo in un processo? Certamente bisogna fare attenzione al rischio di false accuse, specie nelle separazioni, ma il nostro compito è di far emergere i “falsi negativi”, ovvero quei casi i cui i bambini non riescono a dare voce ad abusi davvero subiti e non li esternano. Se poi i magistrati abdicano al loro ruolo e si fanno suggestionare dagli psicologi, non è un problema mio. Ma di solito il quadro probatorio vede anche relazioni dei servizi sociali, delle maestre. .. L’importante è che ogni caso vada visto a sé, senza ideologie. Noi non siamo forcaioli, tant’è che abbiamo anche progetti di rieducazione dei sex offenders».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Passeggero insulta e aggredisce gli altri viaggiatori, aereo inverte la rotta
DATA:
OCCHIELLO: Era decollato da circa due ore, ma il volo è stato interrotto quasi subito a causa dello stato di agitazione di un passeggero a bordo. È accaduto questa mattina alle 4 (ora italiana), a una aereo della compagnia Air Italy, diretto da New York a Milano Malpensa. Secondo quanto riportato da Il Giorno, l'uomo, poco dopo la partenza, avrebbe iniziato
TESTO: Era decollato da circa due ore, ma il volo è stato interrotto quasi subito a causa dello stato di agitazione di un passeggero a bordo. È accaduto questa mattina alle 4 (ora italiana), a una aereo della compagnia Air Italy, diretto da New York a Milano Malpensa. Secondo quanto riportato da Il Giorno, l'uomo, poco dopo la partenza, avrebbe iniziato a insultare gli altri viaggiatori e i membri dell'equipaggio, mostrandosi alterato e con un atteggiamento piuttosto aggressivo. Ad aiutare gli assistenti di volo, sarebbero intervenuti anche due medici e una psicoterapeuta presenti a bordo, ma nemmeno questa operazione si sarebbe rivelata sufficiente a tranquillizzare l'uomo. Da lì la decisione del comandante dell'A330 di invertire la rotta. Allo scalo americano "John Fitzgerald Kennedy", l'uomo è stato prelevato direttamente a bordo del volo dalla polizia della città e dal personale sanitario dell'aeroporto. La compagni Air Italy ha diffuso un comunicato per informare che il volo IG902 del 19 luglio, in servizio da New York JFK a Milano MXP, con a bordo 300 persone, è dovuto rientrare all'aeroporto di partenza "per sbarcare un passeggero che ha tenuto un comportamento inadatto alla propria permanenza a bordo". Nella nota si legge: "La sicurezza dei nostri passeggeri e dell'equipaggio è sempre la nostra prima priorità. Gestiamo con estrema attenzione situazioni di questo tipo, agendo nel modo più rapido possibile. Sbarcare il passeggero è sempre l'ultima scelta possibile, ma considerate le circostanze, è stata una decisione presa nell'interesse della sicurezza di tutte le persone presenti a bordo del volo. I passeggeri sono stati assititi e l'aereo è ripartito nel minor tempo possibile per Milano Malpensa".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Varese, un treno merci si scontra con un'auto: morte due persone
DATA:
OCCHIELLO: Un'auto è stata travolta da un treno merci, a Castelveccana, in provincia di Varese, e le due persone a bordio della vettura sono morte. L'incidente poco dopo le gallerie di Laveno Mombello attorno alle 19 di oggi (venerdì 19 luglio, ndr), quando il veicolo è precipitato sui binari dalla strada soprasante , la la provinciale 69, proprio mentre p
TESTO: Un'auto è stata travolta da un treno merci, a Castelveccana, in provincia di Varese, e le due persone a bordio della vettura sono morte. L'incidente poco dopo le gallerie di Laveno Mombello attorno alle 19 di oggi (venerdì 19 luglio, ndr), quando il veicolo è precipitato sui binari dalla strada soprasante, la la provinciale 69, proprio mentre passava il convoglio, che l'ha preso in pieno, uccidendo i due occupanti, coniugi di 80 anni. Inutile, infatti, la disperata corsa in ospedale dell'ambulanza che giunta sul posto ha caricato al suo interno i due feriti, portati in codice rosso al Pronto Soccorso: poco dopo sono trapassati. Non è ancora chiara la dinamica del tutto, ovvero come la macchina sia finita sul percorso della ferrovia: il conducente, molto probabilmente, deve aver perso il controllo del mezzo, cadendo sui binari da un'altezza di sei metri. Nello scontro è rimasto ferito anche il macchinista, che non sarebbe comunque in pericolo di vita.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Lega e Cinque Stelle ai ferri corti. I grillini: "Non rispondiamo più agli attacchi"
DATA:
OCCHIELLO: Nelle ultime ore il governo gialloverde si trova a dover spegnere diversi fuochi. Si era arrivati addirittura a parlare di crisi. I fatti (alcuni). Prima il non accordo sulla Von der Leyen, poi il ministro dell'Interno che salta il Cdm ("ormai manca la fiducia") e ora i botta e risposta (un pochino più moderati) fra ministri che dovrebbero essere
TESTO: Nelle ultime ore il governo gialloverde si trova a dover spegnere diversi fuochi. Si era arrivati addirittura a parlare di crisi. I fatti (alcuni). Prima il non accordo sulla Von der Leyen, poi il ministro dell'Interno che salta il Cdm ("ormai manca la fiducia") e ora i botta e risposta (un pochino più moderati) fra ministri che dovrebbero essere alleati. Questa mattina, quindi, Matteo Salvini ha cercato di placare gli animi spiegando che si vedrà con Luigi Di Maio. Il leader del Carroccio ha aperto ai 5S, ma chiede un cambio significativo di passo e punta il dito contro alcuni ministri grillini: "Il problema non è Di Maio, ma la politica dei no e dei blocchi da parte di molti dei 5Stelle". Ma a chi si riferisce Salvini? Lo dice poco dopo: a Danilo Toninelli e a Elisabetta Trenta. E se in un primio momento qualcuno avrà pensato che i due incassassero il colpo senza proferire parola si è sbagliato di grosso. Danilo Toninelli, infatti, non ci sta ad essere bollato come ministro "non all'altezza" e "a chi dice che blocchiamo le opere per Genova rispondiamo con i numeri". E ora, arriva anche una nota dei penstellati che parla chiarissimo e sembra far ripartire lo scontro. "Non rispondiamo e non risponderemo più a nessun attacco - si legge -. Tutto il M5S, dagli eletti agli attivisti, danno pieno sostegno ai ministri Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta. Il primo, tra le altre cose, sta compiendo una battaglia importante su Autostrade e sulle tariffe dei caselli, già ridotte; la seconda sta portando avanti importanti provvedimenti, tra cui la legge sui sindacati militari, osteggiata da qualcuno". E se il destinatario di questo messaggio non fosse ancora chiaro, la nota (quindi il MoVimento) scende ancora di più nel dettaglio: "Ne avremmo di repliche da fare, di appunti da presentare su altri componenti del governo, ma non lo faremo, non replicheremo più a nessun attacco. Siamo stanchi di questi metodi, noi vogliamo governare".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Carola Rackete torna in Germania, ancora insulti da Salvini
DATA:
OCCHIELLO: La comandante della Sea-Watch è partita oggi, da libera cittadina, dopo gli interrogatori con i magistrati di Agrigento. Sul profilo Fb di Salvini che avrebbe voluto "espellere questa viziata comunista"", duemila commenti con offese e minacce rivolti alla giovane
TESTO: Insulti in rete, considerazioni volgari sull'aspetto fisico e sulla sessualità, minacce fisiche contro Carola Rackete che oggi è partita, libera cittadina, alla volta della Germania dopo essere stata interrogata ieri dai magistrati sulla vicenda della Sea Watch. Sul profilo facebook del ministro dell'interno Matteo Salvini che scrive "Non vedo l'ora di espellere questa viziata comunista", cosa impossibile essendo la giovane tedesca libera cittadina dopo l'incontro a palazzo di giustizia di Agrigento, Carola viene bersagliata in pochi minuti da oltre 2mila commenti sprezzanti, molti dei quali dai toni gravemente offensivi. Alcuni al limite del codice penale. E ieri sera il vicepremier l'ha offesa, durante un comizio a Barzago: "La zecca tedesca mi ha denunciato". Dopo il sequestro di Sea Watch 3, Rackete ha chiesto alla magistratura italiana l'oscuramento del profilo facebook del vicepremier. Lo ignorano, evidentemente, i seguaci della pagina social di Salvini che intervengono in calce al post nel quale il ministro dell'Interno definisce la comandante "la nuova eroina della sinistra" e ricorda come sia "stata interrogata per quattro ore. .. Ci sarà un giudice che almeno stavolta farà rispettare le leggi, la sicurezza e la dignità del nostro paese? io non vedo l'ora di espellere questa viziata comunista tedesca e rimandarla a casa", dice Salvini, che ieri sera nel corso di un comizio aveva definito Rackete 'zecca'. Il termine ricorre anche nei commenti dei sostenitori di Salvini. Ma è tra i più bonari. Come ha verificato l'agenzia Dire sulla pagina fb del ministro si arriva alla minaccia fisica nei confronti della comandante. E non solo. "Non mi piace per niente questa faccia da c. .O col suo ghigno sicuro al servizio di Soros, ma dove non arriva la giustizia umana arriverà quella divina. Trema rasta trema", dice franca gbs. Enrico Lucchetti invoca il ritorno della pena di morte, così, dice "ne puniamo una per educarne cento". Mentre pensa alla violenza fisica il sostenitore che si firma Adelin Toluntan: "io a questa se la trovo per strada ce li ficco due schiaffi. Ha pure la faccia da schiaffi". La maggior parte dei commenti si concentra sull'aspetto fisico di carola rackete. "Sfigata", "zozza", "comprati uno shampoo", "quelli come lei i tedeschi le chiamano barbone", sono solo alcuni degli insulti. Che si focalizzano anche sull'abbigliamento. Mario di martino si chiede: "ma una maglietta e un reggiseno un poco più adeguati per andare in tribunale no? questa in germania non se la incu. .. Nessuno". Segue dibattito sulle tedesche in spiaggia senza reggiseno. Gli insulti risparmiano ben poco: dai capelli, "un cespuglio", al seno, "quelle susine appassite", alla faccia "da culo", e ancora "fabbrica di pidocchi", "vagabonda". Wolfgang antonelli: "però prima di mandarla via una bottarella c'è (scritto così, ndr) la darei". Solo ieri il parlamento ha approvato il codice rosso contro la violenza sulle donne. A parte i difensori di carola, una sola voce in dissenso tra chi sostiene il ministro. Anna maria ottazzi scrive: "commenti inqualificabili. Sono salviniana e non sono certo pro carola. Ma questi riferimenti all'aspetto fisico sono di una pochezza assoluta
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Choc al Rock in Roma, Pretty Solero nudo sul palco si tocca davanti al pubblico
DATA:
OCCHIELLO: Attimi di pura follia all"evento musicale "Rock in Roma" quando sul palco si stava esibendo il giovane rapper Pretty Solero. Michele Sean Loria, classe 1993, è salito sul palco del concerto rock in evidente stato di alterazione. Impossibile capire se fosse sotto effetto di sostanze stupefacenti o alcool, fatto sta che improvvisamente si è abbassa
TESTO: Attimi di pura follia all’evento musicale "Rock in Roma" quando sul palco si stava esibendo il giovane rapper Pretty Solero. Michele Sean Loria, classe 1993, è salito sul palco del concerto rock in evidente stato di alterazione. Impossibile capire se fosse sotto effetto di sostanze stupefacenti o alcool, fatto sta che improvvisamente si è abbassato i pantaloni mostrando al pubblico i genitali. Una volta salito sul palco di Capannelle, mentre si trovava di fronte al pubblico, Pretty Solero si è tirato giù i pantaloni iniziando a toccarsi le parti basse. Pochi minuti ed è intervenuta immediatamente la sicurezza che lo ha rapidamente portato via dal palco. Solero, che nei giorni scorsi è stato fermato in auto dalla polizia con a bordo sostanze stupefacenti, avrebbe poi dato in escandescenza nel backstage. Secondo quanto riportato dal portale Dagospia, infatti, il rapper avrebbe sputato addosso ad alcune persone dello staff e colpito con una testata un buttafuori. Tutto, a quanto pare, perché un personaggio non identificato della security avrebbe messo le mani addosso alla ragazza che accompagnava il rapper. Sempre secondo quanto riportato sul sito di Roberto D’agostino, Pretty Solero avrebbe pubblicato dei video deliranti sui suoi profili social nei quali parla di minacce ricevute, offese e della sua voglia, addirittura, di uccidere qualcuno. Sul portale si possono vedere alcuni filmati presi dalla pagina Instagram del cantante e il video dove Pretty Solero si toglie i pantaloni.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Genova, bagni “abusivi” il Comune finisce sotto indagine
DATA:
OCCHIELLO: Il Tribunale del Riesame denuncia anche le omissioni di Capitaneria di Porto e Demanio sull'inosservanza della Bolkestein e la Procura apre un fascicolo dopo il sequestro dello stabilimento balneare di Sturla
TESTO: Quel sequestro dei Bagni Liggia da parte della magistratura genovese, che poteva essere un caso isolato, è già diventato nazionale. Quantomeno, è il granello di sabbia che inceppa un ingranaggio di enormi proporzioni, considerato che si parla di oltre 11 mila titolari di stabilimenti balneari dislocati su 7500 chilometri di costa italiana: concessionari che in piena estate potrebbero vedersi sequestrare le spiagge; e i sindaci dei Comuni (e non solo loro) indagati, se il Caso-Genova fosse copiato da altri magistrati. Secondo quanto conferma il procuratore aggiunto Paolo D’Ovidio da ieri sulla scrivania del pm Walter Cotugno è aperto un fascicolo per omissioni d’atti di ufficio, e nel mirino vi sono il Comune di Genova, la Capitaneria di Porto e l’Agenzia del Demanio. Le istituzioni che secondo il Tribunale del Riesame non hanno ottemperato ai loro doveri di controllo. Tant’è che i giudici (Roberta Bossi, Massimo Cusatti e Cristina Dagnino) a pagina 3 della sentenza con cui hanno disposto il sequestro dei Bagni Liggia, scrivono: “V’è da chiedersi quale lettura debba essere conferita al comportamento della Autorità amministrative che mostrano di avere tollerato per circa un decennio la consumazione dell’illecito penale in esame ad opera dell’indagato. ..”. E già, perché Claudio Galli, il titolare dei Bagni Liggia di Sturla “occupa ininterrottamente sine titulo a far tempo dal primo gennaio 2010 la porzione di demanio già oggetto della concessione rilasciatagli nel 1998.. .”. Concessione però scaduta il 31 dicembre 2009, “senza che il titolo concessorio fosse stato oggetto di legittime proroghe tacite. ..”. Va ricordato che la parte amministrativa e gestionale delle concessioni demaniali nel 1999 è stata trasferita dal Demanio ai Comuni. E quel capoverso scritto dal Riesame sulle inadempienze, per la Procura della Repubblica è una denuncia vera a propria, “davanti alla quale non si può far finta di niente”. Tanto che in queste ore il pool ambiente sta valutando chi iscrivere nel registro degli indagati, partendo ovviamente dalle amministrazioni comunali che si sono succedute da 20 anni a questa parte. C’è di più. Il pm, che ha indagato Galli per occupazione abusiva di arenile demaniale, si richiama alla Bolkestein. La direttiva europea, infatti, obbliga i Paesi membri a rimettere a bando di gara pubblica tutte le concessioni demaniali che si basano sul “diritto di insistenza” risalente agli Anni Venti del secolo scorso. Anche se l’Italia, da una parte, nel 2012, ha abrogato questo principio, dall’altra ha cercato di resistere alle indicazioni dell’Ue ed alle sentenze della Corte di Giustizia Europea che l’ha già messa in procedura di infrazione: nel 2009 con una prima proroga fatta dal Governo Berlusconi, poi nel 2012 una seconda del Governo Monti; infine, nell’estate 2018 il Governo Conte ha concesso un ulteriore slittamento con il decreto “Mille Proroghe”. Per i magistrati genovesi il diritto dell’Unione Europea prevale sulle leggi di ogni singolo Stato. L’Italia avrebbe dovuto adeguarsi e le amministrazioni controllare le eventuali occupazioni “abusive” di aree demaniali. E però il Riesame scrive: “. .. Non emergendo traccia in atti dell’avvenuta iscrizione di alcuna notitia criminis relativa al reato di cui all’articolo 323 e 328 del codice penale. ..”. I giudici si riferiscono all’abuso di ufficio e alle omissioni da parte delle istituzioni che non hanno controllato. Eppoi, richiamano l’articolo 368, l’omessa denuncia “a carico di taluno fra i numerosi pubblici ufficiali che hanno omesso, per circa un decennio. .. di attivarsi nei confronti dell’odierno indagato (Claudio Galli, ndr) — non è dato sapere se per mera tolleranza, per favorirlo o per semplice inerzia — al fine di intimargli lo sgombero dell’area demaniale. ..”. Perciò il Tribunale del Riesame rimanda gli atti al pm “perché svolga accertamenti investigativi riguardo la potenziale consumazione di condotte omissive nei confronti dei pubblici ufficiali” da individuarsi presso la Capitaneria di Porto, l’Agenzia del demanio e il Comune di Genova.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Terrorismo, allarme a Roma: si cerca un siriano: “Andrò in paradiso”
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: E' un siriano d 27 anni l'uomo ricercato dalle forze di polizie dopo la segnalazione da un'intelligence straniera. "Domani sarò in paradiso", così avrebbe detto durante una conversazione telefonica che ha messo in allarme la Questura di Roma. Una frase che avrebbe fatto intendere che l'uomo sarebbe stato pronto ad un attacco suicida nella Capitale. Già nella notte è stato dato ordine dalla questura a tutte le volanti di prestare la massima attenzione, segnalando a tutti gli agenti le possibili identità del siriano. L'allerta però sarebbe già rientrata: gli accertamenti svolti dall'Antiterrorismo della polizia, secondo quanto si apprende da fonti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, avrebbero consentito di escludere che il siriano sia in Italia. Dopo la segnalazione degli 007 - una delle tante che quotidianamente vengono vagliate dalle forze di polizia per trovare riscontri e che settimanalmente finiscono sul tavolo del Casa, il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, per un'analisi più approfondita - la Questura di Roma ha inviato a tutti i reparti una "segnalazione urgentissima di rintraccio" di un soggetto con due diverse identità, alla quale è allegata una foto. "Da accertamenti fatti nell'immediatezza è emerso che lo stesso si è registrato nel social network Facebook" con una delle due identità. "In caso di rintraccio del soggetto" la Questura invita gli agenti a "prestare la massima attenzione e procedere al controllo" contattando immediatamente la Digos.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Roma, arrestato per spaccio Alessio Bruno: ex di Temptation Island
DATA:
OCCHIELLO: Il 31enne noto per aver partecipato allo show nel 2017, è stato trovato con 20 grammi di cocaina
TESTO: E' stato trovato con circa 20 grammi di cocaina, suddivisa in dosi e pronta per essere spacciata. Per questo gli agenti della Squadra Mobile di Roma hanno arrestato Alessio Bruno, 31enne romano, divenuto volto celebre della televisione dopo aver partecipato nel 2017 allo show "Temptation Island". Le accuse nei suoi confronti sono quelle di detenzione finalizzata allo spaccio di stupefacenti. Secondo le indagini, l'uomo utilizzava diversi mezzi di trasporto, auto e scooter, che alternava in base alle sue esigenze, per eludere l'eventuale intervento delle forze dell'ordine ed inoltre aveva spostato il suo domicilio in una casa popolare occupata, in alcun modo riconducibile alla sua persona, che aveva anche adibito a deposito e taglio dello stupefacente e dei proventi della sua attività illecita. I numerosi servizi di osservazione e pedinamento, hanno permesso agli investigatori di ricostruire tutti gli spostamenti del giovane e di scoprire dove abitava. E così i Falchi della VI Sezione della Squadra Mobile sono entrati in azione sorprendendolo mentre stava per cedere 3 dosi di cocaina in via Tiburtina. Altre 23 dosi erano nascoste nell'aletta parasole della vettura. Nella perquisizione domiciliare, gli agenti hanno trovato altra sostanza stupefacente e circa 5.000 euro in contanti
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Chieti, operata per ridurre il peso, muore dopo venti giorni
DATA:
OCCHIELLO: La donna, 44 anni, aveva subito due interventi. Nello stesso ospedale cinque medici indagati per il decesso in Cardiochirurgia di un cinquantunenne
TESTO: CHIETI - La Procura della Repubblica di Chieti ha avviato indagini per accertare le cause della morte di una donna di 44 anni di Cepagatti, Marika Chiavaroli, il cui decesso è avvenuto in ospedale a Chieti nel reparto di Rianimazione. La donna, con problemi di obesità, ai primi di luglio era stata sottoposta nel reparto di Patologia chirurgica a un intervento di riduzione della massa corporea al quale era seguito un controllo che non ha rivelato alcuna anomalia. In seguito, però, la donna ha iniziato ad accusare la febbre e la temperatura alta non è andata via neppure dopo il trattamento antibiotico. Marika Chiavaroli è stata nuovamente operata per accertare l'eventuale presenza di infezioni, ma le sue condizioni nei giorni successivi si sono progressivamente aggravate, proprio per un'infezione. Fino al decesso, avvenuto intorno alle 21.30 di ieri. Sono stati i genitori e i fratelli della donna, dopo aver chiesto l'intervento della polizia subito dopo il decesso, a raggiungere la questura e lì presentare un esposto per accertare eventuali responsabilità mediche. La squadra mobile ha acquisito la documentazione clinica e sanitaria: in questa fase, secondo quanto si è appreso, l'indagine è ancora a carico di ignoti. Nei prossimi giorni sarà eseguita lì'autopsia. Sempre all'ospedale di Chieti sono stati indagati cinque medici per la morte di un uomo di 51 anni, anche lui residente a Cepagatti e morto dopo un intervento in Cardiochirurgia.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Panico nella metropolitana di Londra: attacco con gas Cs
DATA:
OCCHIELLO: Momenti di panico questa mattina nella metropolitana di Londra. Intorno alle 9:00, ora locale, due uomini hanno rilasciato del "gas" nella stazione di Oxford Circus - una delle principali della città - lungo la Victoria Line. Diversi passeggeri hanno immediatamente riscontrato problemi respiratori, manifestando una forte tosse e lacrimazione dagli
TESTO: Quello che si temeva potesse essere un attentato con gas letale si è così dimostrato una "bravata" in grado di diffondere il panico e la fuga dei passeggeri. Ora è caccia all'uomo da parte di Scotland Yard, che ha già diffuso le immagini dei due uomini che ritiene essere i colpevoli dopo un attento controllo dei video registrati delle telecamere di sorveglianza della stazione. Secondo quanto riportato dalla stampa britannica la British Transport Police ha ricevuto segnalazioni dell'accaduto alle 9.13. Un tweet pubblicato dall'account ufficiale della Victoria Line ha rassicurato i cittadini dichiarando che la situazione è sotto controllo, e che le autorità preposte si sono assicurate che la sostanza rilasciata "non è tossica", nonostante sia in grado di causare, se respirata, ustioni alle vie respiratorie. La polizia ha chiesto ad eventuali testimoni o a chiunque fosse in grado di riconoscere i due uomini dalle immagini di contattare immediatamente le autorità.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Carla Bruni gelosissima di suo marito: "Se fa il brillante con un'altra gli taglio la gola"
DATA:
OCCHIELLO: La rivista americana Forbes, nel 2010, inserì Carla Bruni al 35esimo posto nella classifica delle donne più potenti del mondo. Ecco perché Léa Salamé, giornalista francese della radio France Inter, l"ha intervistata durante la sua trasmissione "Femme puissantes" (Donne potenti, appunto). Ed ecco perché pure l"ex presidente Nicolas Sarkozy, fo
TESTO: La rivista americana Forbes, nel 2010, inserì Carla Bruni al 35esimo posto nella classifica delle donne più potenti del mondo. Ecco perché Léa Salamé, giornalista francese della radio France Inter, l’ha intervistata durante la sua trasmissione "Femme puissantes" (Donne potenti, appunto). Ed ecco perché pure l’ex presidente Nicolas Sarkozy, forse, è il caso che si comporti bene se non vuole rischiare uno scontro con la moglie: "Non sono particolarmente gelosa, ma se fa il brillante di fronte a una bella donna, gli taglio la gola. Quindi sono certa che non lo farà". Ironia a parte, l’ex première dame ha raccontato alcuni dettagli della sua relazione con Sarkozy, soprattutto riguardo ai primi tempi insieme: "Abbiamo avuto fortuna perché ci siamo incontrati al momento giusto. Non siamo stati la causa della distruzione di altri rapporti, non abbiamo bruciato nulla". In effetti le loro due precedenti storie erano già arrivate al capolinea: lei si era lasciata col compagno Raphael Enthoven mentre lui aveva chiuso da poco con la sua seconda moglie, Cécilia Attias: "Eravamo entrambi single, lui da meno di me". Se la ride Carla, che il 2 febbraio 2008 è convolata a nozze con Sarkozy nella residenza presidenziale di La Lanterne, a Versailles: "Sposarsi a quarant’anni è stato bellissimo". Questo ha voluto specificare ancora alla trasmissione radio. Un matrimonio che va avanti da oltre dieci anni grazie ad alcuni piccoli segreti: "Facciamo sesso in maniera fantastica, siamo ancora attratti l’uno dall’altra". Inoltre le cene nelle trattorie, le serate passate a guardare House of Cards e la felicità nell’accompagnare la figlia Giulia alle sue attività extra-scolastiche, come la danza e l’equitazione.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Morto Francesco Saverio Borrelli, il capo del pool Mani Pulite di Milano
DATA:
OCCHIELLO: Il magistrato era nato a Napoli nel 1930, a Milano tutta la sua carriera, dalle inchieste su Tangentopoli allo storico appello "Resistere, resistere, resistere". Era ricoverato in un hospice. Greco: "Ha fatto la storia d'Italia". Camera ardente a Palazzo di Giustizia
TESTO: L'8 luglio la figlia Federica aveva scritto su Facebook: "Ti tengo la mano e insieme alle lacrime che non ho il pudore di nascondere, scorrono i mille ricordi di quanto vissuto con te. Mi vedo seduta sulla canna della tua bicicletta azzurra, sento ancora il freddo dell'acciaio sulle mie gambe infantili, vedo le mie mani grassocce che stringono il manubrio, come mi dicevi tu, per non cadere e non sbilanciarci. Ricordo l'ansia del distacco quando mi lasciavi all'asilo per consegnarmi alla signorina Carla. Ma non solo. .. ricordo le prime versioni di latino tradotte insieme, ricordo il tuo aiuto magico per il maledetto Isocrate e per i filosofi greci, anche all'Università, ricordo il regalo di maturità, le gite sui Monti della nostra Courmayeur, i litigi, le sgridate, l'ultima pochi giorni prima del matrimonio, ricordo che non hai mai smesso di trasmettere tutto ciò che per te valeva la pena trasmettere".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Incidente Jesolo, picchiato per foto beffarda sotto l'epigrafe di una vittima
DATA:
OCCHIELLO: Si fa fotografare sorridente sotto l'epigrafe di una delle quattro vittime dell'incidente di Jesolo e per questo viene picchiato e mandato in ospedale. Un padre di famiglia di 33 anni residente a Musile di Piave ha pubblicato un post su Facebook con la foto beffarda di lui sotto l'immagine in ricordo di Giovanni Mattiuzzo, uno dei quattro giovani c
TESTO: Si fa fotografare sorridente sotto l'epigrafe di una delle quattro vittime dell'incidente di Jesolo e per questo viene picchiato e mandato in ospedale. Un padre di famiglia di 33 anni residente a Musile di Piave ha pubblicato un post su Facebook con la foto beffarda di lui sotto l'immagine in ricordo di Giovanni Mattiuzzo, uno dei quattro giovani che hanno perso la vita finiti in un canale a bordo strada, dopo essere stati speronati nella via verso casa. Soltanto il giorno prima 5mila persone avevano preso parte ai funerali nello stadio della stessa Musile di Piave, dove vivevano oltre a Giovanni le altre due vittime Leonardo Girardi e Eleonora Frasson, pianti dalla comunità intera insieme all'altro ragazzo ucciso, della vicina San Donà, Riccardo Laugeni, tutti e quattro tra i 22 e i 23 anni. Il post si è diffuso velocemente sui social fino a raggiungere la sorella della vittima Elisa Mattiuzzo che ha commentato così la foto grottesca:
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Tax credit, rivolta dei produttori: i fondi non bastano
DATA:
OCCHIELLO: Adesso nel mondo della tv scatta l'allarme sulla tax credit. Di fatto la richiesta d'aiuto lanciata dal settore riguarda la mancanza di risorse. I fondi messi a disposizione dal ministero dei Beni culturali non bastano. In questo quadro va sottolienato anche il meccanismo della stessa tax credit che come sottolinea il Sole 24 Ore permette di utiliz
TESTO: Adesso nel mondo della tv scatta l'allarme sulla tax credit. Di fatto la richiesta d'aiuto lanciata dal settore riguarda la mancanza di risorse. I fondi messi a disposizione dal ministero dei Beni culturali non bastano. In questo quadro va sottolienato anche il meccanismo della stessa tax credit che come sottolinea il Sole 24 Ore permette di utilizzare le risorse su progetti ancora da realizzare e che vengono distribuiti su più annualità, previa prenotazione degli stessi fondi. E così con una valanga di istanze che chiedevano di accedere alla tax credit con progetti ad esempio su due anni, il meccanismo inevitabilmente non ha retto. E così è scattata la protesta di alcuni produttori che hanno minacciato di non far partire i lavori senza garanzie sui fondi. E su questo fronte sono arrivate le mosse di Anica e Apa per trovare un punto di intesa con il Ministero ed evitare il blocco delle prduzioni. Uno scenario simile potrebbe mettere a rischio diversi posti di lavoro soprattutto legati all'indotto. Nel corso della prossima settimana sia i rappresentanti dell'Anica, per il mondo del cinema, che quelli dell'Apa, per il settore televisivo, avranno un incontro al Ministero per i Beni Culturali per provare a riscrivere insieme le regole della tax credit. Al centro del vertice comuqnue ci sarà il tema legato ai fondi insufficienti. In questo momento le risorse stanziate per il 2019 ammontano a 124 milioni di euro per il cinema e 97 milioni per la tv. E considerando queste cifre già per il cinema sono stati chiesti 140 milioni e per 113 per l'audiovisivo. L'obiettivo delle associazioni dei produttori è molto chiaro: ottenere un finanziamento extra. Bisogna capire quale possa essere la risposta del ministero che per il momento non ha chiuso le porte sulla questione. Dal Mibac però è arrivata una richiesta: la priorità va data ad una nuova tax credit. In un secondo momento verrà decisa l'erogazione di nuovi fondi.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Genova e il G8 2001, polemica sul M5s e le dimissioni "dimenticate" di De Gennaro
DATA:
OCCHIELLO: Nel 2015 il senatore Morra chiedeva la cacciata dell'ex capo della polizia da Finmeccanica, Grillo lo definiva "inaccettabile". Agnoletto: "E oggi perchè questo silenzio complice?"
TESTO: Ma non è tutto già nel 2013 la nomina di De Gennaro era stata bollata come vergognosa dal Movimento. Addirittura dal suo fondatore. Su Facebook Beppe Grillo attaccava: "Vi ricordate del G8 di Genova? La mattanza della Diaz? E' appena uscita questa notizia. Inaccettabile! ". E sul blog era apparso un articolo firmato dal presidente della commissione difesa del M5s Massimo Artini con il titolo "De Gennaro, dalla Diaz a Finmeccanica con furore". Nel pezzo si leggeva: "Basta con gli uomini buoni per tutte le stagioni. In un qualsiasi paese civile De Gennaro avrebbe concluso la sua inarrestabile carriera nel luglio 2001 con la mattanza alla Diaz di Genova". “Ma da quando è al governo ed ha quindi nelle mani il destino di De Gennaro il M5s sembra essersi dimenticato del G8” dicono gli attivisti del Comitato, è stata messa nel cassetto quelal che Amnesty definì “ una violazione dei diritti umani di dimensioni mai viste nella recente storia europea”. Il M5s non sembra più sensibile alla Diaz e al destino del capo di quei poliziotti che, come scrissero i giudici della Cassazione “hanno gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero”. Anche Vittorio Agnoletto che fu portavoce del "Genoa Social Forum" attacca il Movimento 5 Stelle, "complice" una volta al Governo. "Ci sono state per anni dichiarazioni nette di dirigenti del Movimento 5 Stelle e dello stesso Grillo scandalizzate quando a De Gennaro (capo della polizia durante il G8 di Genova) è stata affidata alla direzione di Finmeccanica. Ora che sono al Governo - dice Agnoletto - da lì non lo hanno minimamente rimosso. Oggi che abbiamo tutta la verità su quello che è successo in quei giorni, quando perfino il capo della Polizia Gabrielli ha dichiarato 'fossi stato io De Gennaro, allora mi sarei dimesso', chiedo ai 5 Stelle perché non hanno dato seguito a quanto sostenevano all'opposizione. Abbiamo una legge sulla tortura praticamente inapplicabile, la revisione e il suo aggiornamento non sono stati messi all'ordine del giorno e governano col partito che allora aveva come ministro della Giustizia Castelli che andò a Bolzaneto e disse 'non è successo assolutamente nulla'". "Oggi è una giornata di anniversario, ma anche di un ricordo tremendo e credo sia giusto chiedere conto a chi diceva delle cose perché poi non ha agito di conseguenza, oggi che è al Governo. Purtroppo si è avverato quello che avevamo detto 18 anni fa - conclude l'ex parlamentare europeo - Di fronte al neo liberismo, al dominio della finanza, l'unica possibilità era rappresentata dal nostro movimento, la cui sconfitta ha aperto la strada alla situazione nella quale ci troviamo oggi".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Bologna, clochard come guide turistiche: "Uno sguardo diverso"
DATA:
OCCHIELLO: Sono stati preparati e ora raccontano ai visitatori un'altra storia della città
TESTO: BOLOGNA - Un giro turistico alla scoperta di una Bologna diversa. Fragile. Umana. A tratti ironica, a tratti disperata. La città dei tappetari, dei solfanai, dei masticatori della notte (i biassanòt) e degli indiani metropolitani, ma anche quella dove si può perdere tutto dall’oggi al domani, «e non ci pensi che può capitare anche a te». Una storia che comincia nel 1500, dalla Quadreria di via Marsala, e finisce nella sala d’attesa della stazione, «dove ho dormito per tre anni e mi piange il cuore ogni volta che ci torno», ricorda Giuseppe. Dietro di lui cammina un piccolo gruppo di turisti con l’auricolare: bambini, anziani, famiglie, bolognesi e non. A fare da ciceroni, oltre a Giuseppe, ci sono Biagio e Samantha. Giuseppe, ex cuoco, ha vissuto in strada tre anni, Biagio abita in un container senza acqua, luce e gas, Samantha, imprenditrice disabile e presidente di un’associazione teatrale, senzatetto ha rischiato di diventarlo pochi mesi fa, dopo uno sfratto: ora vive all’albergo del Pallone. Insieme a loro c’è Chiara Cariani, guida di Ascom. L’itinerario che hanno creato, in collaborazione con Piazza Grande e Asp, si chiama: “ Gira la cartolina”, perché la città che raccontano è tutto meno che patinata. La prima uscita è stata giovedì, dalle 18 alle 20. Replicheranno ancora il 25 luglio e l’1 agosto (prenotazione obbligatoria a giralacartolina@ gmail. com oppure al telefono 373.7566321).
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: A soli 22 anni Hailey Baldwin annuncia il suo addio alle passerelle
DATA:
OCCHIELLO: Lei è una delle modelle più apprezzate dai marchi di alta moda. Ha 22 anni, è la moglie di Justin Bieber e conta su Instagram ben 20,5 milioni di follower. Eppure Hailey Baldwin pare che abbia deciso di mettere una pietra sopra alla sua carriera da modella. Non c"è nessuna conforma ma, gli indizi che sono trapelati su i social, confermerebbero
TESTO: Lei è una delle modelle più apprezzate dai marchi di alta moda. Ha 22 anni, è la moglie di Justin Bieber e conta su Instagram ben 20,5 milioni di follower. Eppure Hailey Baldwin pare che abbia deciso di mettere una pietra sopra alla sua carriera da modella. Non c’è nessuna conforma ma, gli indizi che sono trapelati su i social, confermerebbero i dubbi in merito. Il Corriere ricostruisce quanto è trapelato dalle stories di Hailey Baldwin. Tutto sarebbe cominciato dopo la pubblicazione di una foto in cui la modella ha lasciato intendere che è arrivato il suo momento di dire addio alle passerelle. Lo scatto è di una sfilata dello scorso autunno del brand Zadig & Voltaire. "So che il tuo braccio non dovrebbe stare così in alto quando sfili in passerella – si legge –. Sto facendo una cosa del genere perché da ora in poi in sfilerò più". Il messaggio ha lascito i fan senza parole e, secondo le ultime notizie, Hailey Baldwin ha mantenuto la promessa. La sua ultima apparizione è nel mese di dicembre per una sfilata di Versace. Non c’è un annuncio ufficiale ma sarebbero molti i motivi che avrebbero spinto la giovane a dire addio alle passerelle. Dopo il matrimonio ha sempre confermato che si sarebbe dedicata esclusivamente alla famiglia, affermando che persino Justin Bieber sarebbe stato molto infelice nel veder sfilare la moglie in passerella. A questo si sarebbero aggiunti anche problemi di salute, legati a forti e imprevedibili attacchi di panico. Per ora la decisione sarebbe irremovibile, ma Hailey Baldwin continuerà a lavorare nell’ambiente, poserà solo per servizi fotografici. Gli ultimi contratti la vedono per Max Mara e Levi’s.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: E ora le ong partono dal Nord. Salvini: "In Italia non sbarcate"
DATA:
OCCHIELLO: Sono mesi ormai che Matteo Salvini ripete che i porti italiani sono chiusi. Sono mesi che porta avanti la sua linea a costo di scontrarsi con giudici e magistrati. Sono mesi che tutto questo va avanti e i risultati si vedono: gli sbarchi sono nettamente diminuiti e anche i morti in mare sono esattamente la metà rispetto lo scorso anno. La "cura Sa
TESTO: Basta con questa ipocrita pantomima di falsi naufraghi e simulati salvataggi sotto l'egida del Global Compact for Migration e del Replacement Migration, In essa si specchia un'UE allo sbando, in declino, compiaciuta della propria autodissoluziine. che disprezza i propri disgraziati, invecchiati e intimiditi popoli, mentre dà voce e un posto da europarlamentare al frenetico grottesco Magid Magid, un rifugiato somalo musulmano accolto in Inghilterra, estremista immigrazionista infiltrato nei Verdi (gli "utili idioti" di turno), probabilmente lo scopriremo un islamista pericoloso, una delle tante teste di ponte all'assalto dell'Europa. La strategia della vespa Zatypota è in atto e ci divora dall'interno, supportata da una vasta rete di collaborazionisti. Ho letto che dietro a questa nuova “nave umanitaria”, la Ocean Viking, potrebbero esserci Medici Senza Frontiere, SOS MEDITERRANEE France e NRC - Norwegian Refugee Council. Vada a Marsiglia.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Auto distrutte dalla grandine? Si rischia pure la multa
DATA:
OCCHIELLO: Oltre al danno la beffa. Dopo l'esagerata grandinata che ha provocato innumerevoli danni alla popolazione abruzzese - tra parabrezza rotti, scantinati allagati e vetri spaccati - alcuni cittadini di Francavilla dovranno fare i conti con multe fino a 335 euro. Per le strade della città dominano mezzi danneggiati, apparentemente inutilizzabili ma ne
TESTO: Nelle ultime ore si registrano diverse lamentele da parte di coloro che hanno ricevuto una multa per aver circolato con i vetri dell'automobile lesionati. Occorre però sottolineare che l’articolo 79 del codice della strada prevede una sanzione da 84 a 335 euro per chi viaggia con un veicolo non efficiente. Il consiglio principale è ovviamente quello di prestare la massima attenzione. E, come racconta Il Centro, si è instaurata una sorta di sinergia tra gli automobilisti e l'autorità preposta al controllo: da una parte si cerca di tollerare casi di estrema urgenza; dall'altro si richiede l'utilizzo della macchina danneggiata per un lasso di tempo minimo. Intanto il Dipartimento governo del territorio e politiche ambientali ha annunciato che è slittato al 31 luglio il termine per l'inserimento dei dati sui danni provocati dal nubifragio: "
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: L'Abruzzo vuole l'orso M49, ma non si sa dov'è
DATA:
OCCHIELLO: Dopo la candidatura della Comunità montana Peligna, ora un'associazione di protezione animali (Lndc) offre l'oasi Villavallelonga. Dell'animale fuggito dal Centro Le Casteller ancora nessuna traccia
TESTO: Per accogliere l'orso M49, sul cui capo grava una sentenza ambigua da parte della Provincia autonoma di Trento, si prospetta un candidato eccellente, il Centro visita dell'orso di Villavallelonga. L'iniziativa nasce da Lndc-Animal protection, che ha chiesto e ottenuto disponibilità da questa splendida area faunistica attrezzata all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise dove a lungo sono stati accolti due plantigradi salvati da destini amari. La candidatura dell'Abruzzo era stata avanzata, per primo, dal presidente della Comunità montana Peligna, Eustachio Gentile. "Abbiamo scritto una lettera al presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, inviandola per conoscenza al ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, per informarlo di questa importante possibilità", spiega Michele Pezone, responsabile Diritti animali per Lndc-Animal Protection. "Invitiamo Fugatti a effettuare gli opportuni accertamenti, di concerto con il Pnalm, per verificare l’idoneità del sito a ospitare M49. L’oasi faunistica in questione, a un'altitudine di 1.005 metri, è attualmente priva di orsi, mentre in un recente passato, a dimostrazione della sua perfetta conformità, ha ospitato per quasi 25 anni i famosi orsi Sandrino e Yoga".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Temptation Island, ex concorrente condannato per detenzione di droga
DATA:
OCCHIELLO: Alessio Bruno è stato processato per direttissima dopo che le forze dell'ordine hanno rinvenuto nella sua auto alcune dosi di sostanze stupefacenti. Come da prassi, in quel momento è scattata anche la perquisizione domiciliare a casa dell'ex protagonista di Temptation Island, che ha permesso agli investigatori di trovare un quantitativo considere
TESTO: Alessio Bruno è stato processato per direttissima dopo che le forze dell'ordine hanno rinvenuto nella sua auto alcune dosi di sostanze stupefacenti. Come da prassi, in quel momento è scattata anche la perquisizione domiciliare a casa dell'ex protagonista di Temptation Island, che ha permesso agli investigatori di trovare un quantitativo considerevole di cocaina con un elevato grado di purezza. Oltre alla droga, gli inquirenti hanno rinvenuto anche 5.000 euro in contanti. Posto immediatamente in stato di fermo, per Alessio Bruno è immediatamente scattato il procedimento giuridico. Portato davanti alla corte di Piazzale Clodio per il processo per direttissima, l'ex concorrente di Temptation Island è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa da 14.000 euro. Il ragazzo, classe 1988, non si è sottratto alle sue colpe e ha ammesso di aver iniziato a svolgere recentemente attività di spaccio. Si è giustificato dichiarando di sentirsi in difficoltà nei confronti della compagna Eleonora d'Alessandro, conduttrice e modella. Dopo l'esperienza a Temptation Island, il ragazzo è diventato un influncer sui social. Alessio Bruno ha partecipato in coppia con Valeria Bigella ma nonostante i due siano usciti insieme dal reality, la loro relazione è terminata a poche settimane dalla conclusione del programma. Dopo di che, Alessio Bruno ha conosciuto Eleonora D'Alessandro, bellissima ragazza già Miss Universo Italia e più giovane di lui di sei anni. Per ora Alessio Bruno non ha rilasciato nessuna dichiarazione, tanto meno l'ha fatto la sua fidanzata. Difficilmente i due commenteranno quanto accaduto, preferendo far scivolare la notizia nell'oblio.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: IT, il trailer del secondo capitolo con Pennywise
DATA:
OCCHIELLO: Arriva direttamente dai padiglioni del Comic-Con di San Diego il primo, terrificante trailer di IT: Capitolo Due, che riporta al cinema la figura di PennywiseLa pellicola, che porta ancora la firma di Andy Muschietti, arriverà a due anni di distanza dal primo capitolo, continuando le avventure di un gruppo di persone che devono vedersela con il ma
TESTO: Arriva direttamente dai padiglioni del Comic-Con di San Diego il primo, terrificante trailer di IT: Capitolo Due, che riporta al cinema la figura di PennywiseLa pellicola, che porta ancora la firma di Andy Muschietti, arriverà a due anni di distanza dal primo capitolo, continuando le avventure di un gruppo di persone che devono vedersela con il malvagio pagliaccio Pennywise. Lungi dall'essere stato sconfitto dal Club dei Perdenti, il pagliaccio nato dalla penna di Stephen King, torna dopo ben ventisette anni a Derry, con l'intento di riprendere la sua attività principale: rapire e uccidere i bambini del luogo. La riapparizione del pagliaccio farà sì che tutti i componenti del Losers Club, ormai diventati adulti, facciano ritorno alla loro città natale per affrontare IT. L'incubo della loro infanzia è rimerso proprio per attirare di nuovo la loro attenzione: tanto i ragazzi sono stati ossessionati dal pagliaccio più terrificante nella storia del cinema, tanto lo è stato Pennywise, che nel trailer confessa di aver sognato ripetutamente i bambini che erano quasi riuscito a sconfiggerlo. A interpretare IT ci sarà di nuovo Bill Skarsgard, mentre il cast si arricchisce del volto di attori che interpreteranno i personaggi cresciuti. Su tutti James McAvoy nei panni di Bill e Jessica Chastain in quelli di Beverly, l'unica ragazza del gruppo. IT: Capitolo 2 arriverà nelle sale italiane il 5 Settembre. Ecco il primo trailer ufficiale italiano: Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale. it?
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Il graffito minaccia gli agenti "Non si può cancellare, è arte"
DATA:
OCCHIELLO: Un murales che inneggia alla violenza contro la polizia. Scudi per terra degli agenti, fuoco e fiamme e antagonisti incappucciati che avanzano con fare minaccioso. Ecco l'arte secondo la Soprintendenza ai beni culturali. A Bologna è scoppiato un vero e proprio caso attorno allo sgombero di un immobile occupato abusivamente dai centri sociali in vi
TESTO: ". Parole chiare che hanno scatenato immediatamente la polemica nella città rossa. Il centro sociale finora ha rifiutato qualunque soluzione che possa prevedere lo sgombero e il trasferimento delle attività in un altro luogo da individuare. Ma lo sgombero comunque dovrebbe avvenire prima della fine dell'estate. Con il vincolo della soprintendenza però il Comune si trova in difficoltà per dar seguito al suo progetto. E qui potrebbe arrivare un assist dalla Leghista Lucia Borgonzoni, attualmente sottosegretario alla Cultura. La Soprintendenza di Bologna infatti deve rispondere al ministero e dunque su questo fronte potrebbe spuntare il soccorso leghista. Il Carroccio da sempre infatti ha combattuto sul territorio per dar seguito allo sgombero del centro sociale di Bologna.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Adesso lo dice anche l'Onu: calano i morti e gli arrivi in Ue
DATA:
OCCHIELLO: In questa prima metà del 2019 è diminuito - e di molto - il numero dei migranti morti nelle acque del Mar Mediterraneo e quello degli immigrati arrivati in Europa.I dati sono dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (agenzia collegata delle Nazioni Unite), che racconta come siano 683, ad oggi, le vittime nel Mediterraneo nel tentativo
TESTO: In questa prima metà del 2019 è diminuito – e di molto – il numero dei migranti morti nelle acque del Mar Mediterraneo e quello degli immigrati arrivati in Europa. I dati sono dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (agenzia collegata delle Nazioni Unite), che racconta come siano 683, ad oggi, le vittime nel Mediterraneo nel tentativo di mettere piede nel Vecchio Continente: un anno fa i morti erano stati 1.449, ben 766 in più. Ciò significa che i decessi sono il 53% in meno rispetto al 2018.Dal 53% a un'altra percentuale, quella degli arrivi in Ue, ridotti di oltre un terzo (-34%, per l'esattezza) sull'anno passato. L'Oim ha tenuto il punto sull'immigrazione a Ginevra (dove ha sede), spiegando appunto che 34.226 migranti e rifugiati sono entrati in Europa via mare dall'inizio del 2019 al 17 luglio scorso, con una diminuzione del 34% rispetto ai 51.782 giunti per lo stesso periodo del 2018.La stragrande maggioranza dei migranti sono approdati in Grecia (16.292) e in Spagna (12.064). In Italia è stato registrato l'arrivo via mare di 3.186 rifugiati. Durante lo stesso periodo, 4.023 persone sono state rimandate in Libia dopo essere stati intercettati sulla rotta del Mediterraneo centrale. Ecco, 3.186 migranti hanno attraccato nei porti italiani dal primo gennaio a metà luglio. Nell'intero 2018 erano stati16.935, nel 2017 e nel 2016 - biennio dell'emergenza rossa - la bellezza di 85.211 e 77.733. Si può dire, insomma, che la cura Salvini sta funzionando.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Spazio, partita navetta Soyuz: a bordo Luca Parmitano
DATA:
OCCHIELLO: Nel giorno in cui ricorre il 50esimo anniversario dello sbarco sulla Luna, è partita dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, la Soyuz MS-13 diretta alla volta della Iss, la Stazione spaziale internazionale. Sulla navetta ci sono l"italiano Luca Parmitano, il russo Alexander Skvortsov e l"americano Andrew Morgan.Per l'astronauta di Paternò, in
TESTO: Nel giorno in cui ricorre il 50esimo anniversario dello sbarco sulla Luna, è partita dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, la Soyuz MS-13 diretta alla volta della Iss, la Stazione spaziale internazionale. Sulla navetta ci sono l’italiano Luca Parmitano, il russo Alexander Skvortsov e l’americano Andrew Morgan. Per l'astronauta di Paternò, in provincia di Catania, si tratta della seconda missione di lunga durata sull'Iss, in orbita già nel 2013 con la missione 'Volare”. L’italiano resterà nello spazio per sei mesi. Quattro minuti prima del lancio della navetta è transitata nel cielo proprio la Stazione spaziale internazionale, ben visibile nel cielo di Baikonur. Una coincidenza, questa, ritenuta davvero straordinaria considerato che il passaggio della Iss avviene ogni 90 minuti. L'aggancio della navetta Soyuz con la Stazione è previsto per le 00,51 di questa notte.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Ivoriano con coltello semina panico, il consigliere: "È malato"
DATA:
OCCHIELLO: Momenti di paura durante il pomeriggio dello scorso venerdì a Parma, dove un ivoriano armato di lungo coltello ha creato scompiglio tra la gente, prima di essere fermato.Sono all'incirca le 17:30 quando il 45enne, dopo essere sfuggito ad un controllo da parte della polizia locale, giunge in pieno centro storico, scatenando il panico tra la gente a
TESTO: Momenti di paura durante il pomeriggio dello scorso venerdì a Parma, dove un ivoriano armato di lungo coltello ha creato scompiglio tra la gente, prima di essere fermato. Sono all'incirca le 17:30 quando il 45enne, dopo essere sfuggito ad un controllo da parte della polizia locale, giunge in pieno centro storico, scatenando il panico tra la gente a causa dell'arma che brandiva in mano. Dopo essere arrivato nella zona di via Saffi, l'africano ha percorso via Repubblica, provocando un fuggi fuggi generale. Numerose le segnalazioni giunte negli uffici della questura di Parma, cha hanno di fatto scatenato una caccia all'uomo, conclusa infine in viale Mentana. È qui che gli uomini della squadra mobile lo individuano, prima di lanciarsi al suo inseguimento e riuscire infine a bloccarlo ed ammanettarlo. Stando a quanto riferito dalla stampa locale, l'ivoriano è stato condotto in questura, dove gli inquirenti hanno effettuato le consuete operazioni di identificazione.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Bimba morta a Marina di Pietrasanta dopo malore in piscina: eseguita l'autopsia
DATA:
OCCHIELLO: Prelevati alcuni tessuti. Necessari approfondimenti per capire se ci sia stata una congestione o se la piccola sia rimasta impigliata con i capelli al bocchettone di scarico
TESTO: È stata eseguita all'ospedale Versilia di Lido di Camaiore l'autopsia sul corpo di Sofia: la bimba di 12 anni morta mercoledì scorso all'ospedale di Massa dopo essere andata in arresto cardiaco nella piscina con idromassaggio del bagno Texas a Marina di Pietrasanta una settimana fa. Il medico legale Stefano Pierotti, incaricato dal pm di Lucca Salvatore Giannino che coordina l'inchiesta, ha eseguito tra le operazioni il prelievo di tessuti. La bambina è morta per annegamento, ma la causa è da attribuire. Serviranno ulteriori approfondimenti per capire se ci sia stata una congestione o se la bambina sia rimasta impigliata con i capelli al bocchettone di scarico della piscina. Intanto, proseguono le indagini della capitaneria di porto che ha ascoltato in questi giorni vari testimoni tra cui anche i sette indagati (i titolari del bagno e i bagnini) per i quali è stata fatta l'ipotesi di resto di omicidio colposo. Le piscine sono ancora sotto sequestro e sono oggetto di specifiche consulenze. Gli indagati, tra titolari del bagno e bagnini, hanno nominato dei propri consulenti di parte. Sabato scorso la piccola, 12 anni, originaria di Parma e in vacanza in Versilia con la famiglia, si era sentita male mentre era in piscina. Era andata in arresto cardiaco e le sue condizioni erano apparse subito gravi nonostante i soccorsi e le prime manovre di rianimazione. La bambina era stata immediatamente trasferita all'Opa di Massa, nel tentativo di salvarla grazie al macchinario cuore-polmone dell'ospedale. M
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Morto Borrelli, Mattarella: "Ha servito con fedeltà la Repubblica". Bobo Craxi: "Fu punta di diamante di un colpo di Stato"
DATA:
OCCHIELLO: I magistrati ricordano lo storico procuratore capo morto oggi a Milano. Colombo: "Incarnava l'idea del magistrato che lavora nell'interesse di tutti". La figlia del leader Psi Stefania: "Il tempo pronuncerà parole di verità"
TESTO: "Francesco Saverio Borrelli ha saputo dare risposte concrete al bisogno di giustizia e onestà in uno dei momenti più difficili del nostro Paese. La sua azione e il suo impegno resteranno per sempre un esempio che Milano, sua città adottiva, non dimenticherà", è il ricordo affidato a Twitter del sindaco Beppe Sala. "Mi piace ricordarlo con parole che spesso mi aiutano ad andare avanti: 'Resistere, resistere, resistere'. Francesco Saverio Borrelli: quando la giustizia è capacità di non piegarsi al potere politico", scrive su Twitter Nicola Morra, presidente M5S della Commissione antimafia. "Protagonista di una stagione che ha segnato la storia recente del nostro Paese, uomo di grande cultura e sempre attento al mondo del sociale con iniziative a sostegno dei più deboli", ricorda il presidente della Lombardia Attilio Fontana. Ma quella stagione, che mise fine alla Prima Repubblica tra arresti e scandali, è al centro anche del commento di Stefania Craxi, la senatrice di Forza Italia figlia del leader Psi Bettino, che proprio di Tangentopoli divenne uno dei simboli: "Con Borrelli viene a mancare uno dei protagonisti principali di una stagione infausta della nostra storia repubblicana. A dispetto di molte comparse del tempo, compresi taluni suoi compagni magistrati assurti ad eroi e gettatasi nell'agone politico ed alla ricerca di incarichi pubblici, Borrelli, scelse con coerenza di vestire solo e sempre la toga e nei recenti anni, se pur sempre con reticenza ed omissioni, ebbe ad avanzare alcune riflessioni amare sugli effetti prodotti dalle inchieste di 'Mani pulite'. Il tempo, come sempre, pronuncerà parole di verità. Ma la sua dipartita porta con sé molti segreti e molti 'detto non detto' che, nonostante il lavoro della storia, resteranno probabilmente celati. Nel momento del dolore e della sofferenza il silenzio e il rispetto sono pertanto dovuti all'uomo e alla famiglia". E anche suo fratello Bobo Craxi commenta: "E' stato a suo modo un protagonista della storia di questo Paese. E' stato espressione di una funzione di scardinamento delle forze che governavano all'epoca, dopo di che negli anni successivi ha riflettuto sul disastro compiuto. Fu una delle punte di diamante di quello che io considero un colpo di Stato, il sovvertimento di un organo dello Stato da parte di un altro. Comunque pace all'anima sua, la guerra è finita". E ancora un figlio, Stefano, il cui padre Gabriele Cagliari si suicidò a San Vittore nel 1993 accusato di aver autorizzato tangenti per Eni, commenta: "Quando una persona manca è sempre un dispiacere. Personalmente non ho niente contro Borrelli, anche se ritengo abbia fatto molti danni a questo Paese. Non ho altro da aggiungere". Ed è un ricordo in chiaroscuro anche quello di Luigi Bisignani, già protagonista dell'inchiesta Enimont: "Borrelli rappresentava il volto nobile di Mani Pulite, ma 'Resistere, resistere, resistere' è stato però uno slogan che alla magistratura non ha fatto onore".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Il crollo delle scuole professionali, in 16 anni metà iscritti
DATA:
OCCHIELLO: Due riforme, un Paese che ha bisogno di formazione eppure solo il 14,4 per cento sceglie l'Ifp dopo la Terza media. Toccafondi: "Questo governo ha abbandonato anche l'Alternanza scuola lavoro" 
TESTO: "La scuola è il luogo in cui i ragazzi scoprono la propria strada, il proprio talento e si orientano per il futuro”, dice Gabriele Toccafondi, oggi deputato centrista, sottosegretario all'Istruzione con Renzi e Gentiloni, “gli istituti professionali vanno sostenuti e rilanciati per il bene del Paese. Questo governo, che pure tra la piccola impresa del Nord ha molto elettorato, non lo sta facendo. La crisi delle scuole professionali è l’altra faccia dell’abbandono dell’Alternanza scuola lavoro”. Alla Camera il ministero ha rivelato che nell’anno scolastico appena chiuso solo il 53 per cento degli studenti ha svolto l’Alternanza (nel 2017-2018 era stato l’89 per cento). Le strutture ospitanti sono passate da 208 mila a 190 mila.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Omicidio Giuliano, il ricordo di Mattarella: "Ci inchiniamo alla sua memoria"
DATA:
OCCHIELLO: Il presidente della Repubblica commemora il capo della squadra mobile ucciso dalla mafia a Palermo il 21 luglio del 1979. Sul luogo dell'assassinio anche il figlio, Alessandro
TESTO: "Nel quarantesimo anniversario del barbaro omicidio, la Repubblica si inchina nel ricordo di Boris Giuliano, funzionario della polizia di straordinarie capacità, servitore dello Stato fino al punto di pagare con la vita il coerente impegno per la legalità e la giustizia - si legge in una nota del Quirinale - In questo giorno di memoria desidero esprimere vicinanza e solidarietà ai familiari, a chi ha potuto conoscerlo e apprezzarlo, ai colleghi che hanno continuato con lo stesso coraggio l'azione di contrasto alla mafia e al crimine organizzato". Il capo dello Stato ha poi ricordato come Giuliano "è stato assassinato perché, grazie alle sue qualità investigative e all'efficacia di metodologie innovative, aveva inferto duri colpi a Cosa nostra, svelando catene di comando e portando alla luce legami internazionali, che sostenevano il traffico della droga". L'ex capo della mobile ucciso dalla mafia è stato ricordato ieri anche a Palermo dove il questore Renato Cortese ha deposto una corona di fiori sul luogo dove venne ucciso Giuliano. "Boris Giuliano aveva una eccezionale capacità di analisi e di previsione al di fuori del comune - ha detto Cortese che ha voluto dedicare al collega l'ultima operazione antimafia che ha portato in carcere gli ex "scappati" -Era Una eccellenza investigativa. Basta leggere le parole che pronunciò poco prima di essere ucciso"Alla commemorazione a Palermo ha partecipato anche il figlio di Boris Giuliano, Alessandro, che oggi è il questore di Napoli.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: ''Per veri mampfiosi'', in Austria campagna di McDonald's che indigna gli italiani
DATA:
OCCHIELLO: Lo slogan della pubblicità è un gioco di parole intorno al termine "mampfen" (abbuffarsi). Sul caso interviene anche Salvini: "Un panino ripieno di pregiudizio" 
TESTO: Sulla pagina Facebook ufficiale di McDonald's Austria l'italiana Laura, residente a Salisburgo, ha scritto un messaggio all'azienda per chiedere chiarimenti: "Ho visto la vostra pubblicità 'mampfiosi' e sono veramente scioccata. Anche io lavoro nel marketing e capisco che bisogna essere creativi, ma questa pubblicità non è all'altezza del vostro livello, perché discriminante, offensiva e semplicemente non divertente". Poi aggiunge: "La mafia uccide ogni giorno, terrorizza le persone, strumentalizza la loro povertà, li schiavizza. Non c'è niente da ridere sulla mafia". Al post McDonald's ha risposto con un altro post nel quale spiega: "Ci dispiace che tu non abbia apprezzato la nostra campagna per l'estate italiana, non volevamo offendere nessuno. La campagna non mira a discriminare o sminuire le altre nazioni in alcun modo, semmai dovrebbe evidenziare l'amore per l'Italia. Purtroppo sembra non aver funzionato, ci scusiamo di nuovo". Come si diceva all'inizio, Matteo Salvini è entrato nella polemica intervenendo con un tweet corredato della foto delle affissioni. "Un panino ripieno di pregiudizio nei confronti dell'Italia - scrive il miistro dell'Interno -. E' quello che campeggia sulle pubblicità del "panino 'estate italiana' in Germania: 'per veri mafiosi" (gioco di parole con "mampfen" = sbafare. ..). Italiani tutti mafiosi? che tristezza. .. Abbiamo ritrovato orgoglio e dignita', indietro non si torna! ".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Meteo: caldo e afa, arriva l'anticiclone africano
DATA:
OCCHIELLO: A partire da domani l'aria sahariana arriverà dall'entroterra marocchino verso l'Europa e il Mediterraneo. La colonnina di mercurio arriva anche a 40 gradi. I consigli del ministero della Salute per proteggersi dalle temperature roventi
TESTO: E' ormai certo: dopo una breve comparsa dell'anticiclone delle Azzorre torna quello che i metereologi chiamano il "rovente anticiclone africano". Nei giorni del solleone l'aria sahariana arriverà dall'entroterra marocchino verso l'Europa e il Mediterraneo. Temperature in aumento quindi: il caldo raggiungerà un picco entro metà della prossima settimana. Ma, secondo le previsioni non sarà caldo estremo, anche se le massime potranno in più di una occasione superare la soglia dei 35-36°C e raggiungere anche di 38°C. Già oggi c'è stato un aumento della temperatura e dell'afa in tutta Italia e domani si sentirà un ulteriore aumento. Al Nord la media sarà di 36-37°C, così come nella regioni centrali (soprattutto nella zone interne) in particolar modo nel Lazio e in Umbria. L'afa s'intensificherà soprattutto sulle regioni tirreniche. Le condizioni di caldo estremo appresentano un rischio per la salute, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione: anziani, neonati e bambini, donne in gravidanza e persone con malattie croniche. Ma le temperature bollenti rappresentano una minaccia anche per alcune categorie di lavoratori outdoor, come quelli che svolgono mansioni nel settore dell'agricoltura e le persone, anche giovani, che fanno esercizio fisico. E' bene perciò seguire le regole dettate dal Ministero della Salute che anche all'inizio di questa estate ha fornito le linee guida per difendersi dal caldo torrido. Meglio perciò non uscire, se si può dalle 11 alle 18, in questa fascia oraria è sconsigliata l'attività fisica intensa all'aperto e la permanenza in parchi e nelle aree verdi, dove possono essere presenti elevati livelli di ozono nell’aria, dannoso per la salute. Se si esce invece bisogna ripararsi la testa con un cappello leggero a falde larghe e preferire indumenti chiari, non aderenti, di cotone o lino, perchè fibre sintetiche impediscono la traspirazione. E' indispensabile usare creme solari e occhiali da sole per proteggere adeguatamente la pelle e gli occhi. E' necessario inoltre, salvo diversa indicazione del medico curante, bere due litri di acqua al giorno. Una regola che vale per tutto l'anno, ma che diventa particolarmente importante in estate, quando il rischio di disidratazione diventa maggiore. Gli anziani, in particolare, devono assumere liquidi anche se non ne sentono il bisogno. Evitare di bere alcolici e limitare l'assunzione di bevande gassate o troppo fredde. Quanto al cibo, è preferibile consumare pasti leggeri con alto contenuto di acqua (frutta e verdura) ed evitando cibi elaborati ed eccessivamente piccanti. Meglio evitare porzioni abbondanti, preferendo quattro o cinque piccoli pasti distribuiti nell'arco della giornata. Per rinfrescare la casa il ministero propone diversi accorgimenti utili, come lasciare chiuse le finestre durante il giorno e aprirle unicamente durante le ore più fresche della giornata (la sera e la notte), e limitare l'uso del forno e di altri elettrodomestici che producono calore (come phon e ferro da stiro). Se si utilizza l'impianto di aria condizionata, si raccomanda di regolare la temperatura tra i 24°C e i 26°C e coprirsi nel passaggio da un ambiente caldo ad uno più freddo. Infine, si suggerisce cautela nell'uso del ventilatore: può causare disidratazione se la temperatura interna supera i 32°C. In ogni caso, l'apparecchio non deve essere mai indirizzato verso le persone, ma regolato in modo da far circolare l’aria in tutto l’ambiente. Per abbassare la temperatura corporea, è consigliabile fare bagni o docce con acqua tiepida, evitando però bruschi sbalzi di temperatura che possono provocare ipotermia, soprattutto in bambini e anziani. Se si lavora all'aperto occorre evitare i rischi di disidratazione, colpo di calore e quelli da esposizione intensa alle radiazioni solari alternando momenti di lavoro con pause prolungate in luoghi rinfrescati e utilizzando un vestiario idoneo (abiti leggeri che consentono la traspirazione, copricapo e occhiali da sole) e creme protettive con filtro solare. Se si entra in un'auto parcheggiata al sole, prima di salire meglio aprire gli sportelli per pochi minuti per favorire l’abbassamento della temperatura nell’abitacolo, e poi iniziare il viaggio a finestrini aperti o utilizzare il sistema di climatizzazione. Va prestata poi attenzione nel sistemare i bambini sui seggiolini di sicurezza e verificare che non siano surriscaldati.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Caso Bibbiano, Bonafede: "Istituisco squadra speciale"
DATA:
OCCHIELLO: Il ministro della Giustizia: "Atto a tutela dei bambini. Operatori devono sentire fiato sul collo"
TESTO: "È un impegno che ho preso, per quanto riguarda le mie competenze, anche di fronte al Parlamento e che ho intenzione di portare avanti con la massima determinazione - scrive il ministro in un post su Facebook - La magistratura farà i propri approfondimenti in piena autonomia e indipendenza ma è evidente a tutti che il caos degli affidamenti, spezzettato tra le varie competenze e ulteriormente stravolto da conflitti di interesse e collegamenti malati con la politica, non può più proseguire. È necessario portare avanti investimenti e modifiche di legge per tutelare e proteggere i bambini. La giustizia farà il suo dovere. E sarà inflessibile". Quanto alla Squadra speciale, sarà una commissione che "si confronterà con gli altri ministeri competenti e con la commissione parlamentare che verrà istituita". Tra gli esperti che ne faranno parte "ci sarà anche Jacopo Marzetti, commissario straordinario del Forteto, una realtà che sta finalmente rinascendo; quella stessa realtà che era una vera e propria comunità degli orrori che il Pd - guarda caso il Pd - quando era al governo si era rifiutato di commissariare. È il momento di mettere fine a quel silenzio che ha soffocato l'urlo di aiuto di tanti bambini", conclude il ministro.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Il famoso vulcanologo Rossi muore in bici investito da un furgone
DATA:
OCCHIELLO: Tragico incidente per il professore dell'Università di Bologna
TESTO: BOLOGNA - Il noto vulcanologo Pierluigi Maria Rossi, docente dell'Università di Bologna, è deceduto investito in bicicletta sabato mattina a Rimini, in località Rivazzurra. Il professore, 78 anni, nato a Rimini ma da tempo residente a San Lazzaro di Savena, si trovava in vacanza. All'incrocio tra le vie Regina Margherita e Messina è stato travolto, in sella alla sua bicicletta elettrica, da un furgone adibito al trasporto di alimentari freschi che, stando alle prime ricostruzioni, avrebbe compiuto una manovra scorretta facendo un'inversione a U. Rossi è parso subito in gravissime condizioni. I medici hanno combattuto un paio d'ore nel tentativo vano di tenerlo in vita. Il furgone è stato posto immediatamente sotto sequestro. Il conducente dovrà rispondere di omicidio stradale. Professore ordinario di Vulcanologia dell'Alma Mater, Rossi è stato anche Presidente del Corso di Laurea in Scienze Geologiche e in Scienze Ambientali a Ravenna, direttore del Dipartimento di Scienze Mineralogiche e direttore del Dipartimento di Scienze della Terra Geologico Ambientali.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Il crollo delle scuole professionali, in 16 anni metà iscritti
DATA:
OCCHIELLO: Due riforme, un Paese che ha bisogno di formazione eppure solo il 14,4 per cento sceglie l'Ifp dopo la Terza media. Toccafondi: "Questo governo ha abbandonato anche l'Alternanza scuola lavoro" 
TESTO: La caduta dell’appeal delle Professionali dura da sedici anni, seguendo i dati offerti nelle successive stagioni dall'Ufficio statistica del Miur. Nell’Anno scolastico 2003-2004 – con la scuola divisa semplicemente in cinque categorie – il 27,4 per cento dei quattordicenni entrava in istituto per apprendere le basi teoriche e raramente pratiche di un futuro lavoro: erano le scuole più richieste (tenendo conto che, allora, solo il classico e lo scientifico erano classificati licei). Dal 2003 è iniziata una discesa continua e rapida con due accenni di risalita nel 2009 e nel 2012 che non hanno invertito la tendenza negativa: i Professionali non sono istituti apprezzati in un Paese che tutt’oggi poggia la sua tenuta economica sulla piccola e media impresa e quando nel resto d’Europa – in Germania, soprattutto – le scuole del fare hanno altri numeri, altra attenzione, altri risultati.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Francesco Saverio Borrelli, l'ultimo saluto nel suo Palazzo di Giustizia prima dei funerali
DATA:
OCCHIELLO: Lunedì mattina dalle 9.30 camera ardente in corso di Porta Vittoria dove Borrelli, morto ieri a 89 anni, guidò a lungo la procura. La messa nel pomeriggio nella chiesa di Santa Croce
TESTO: Con un minuto di silenzio e un applauso il Comitato direttivo centrale dell'Anm ha ricordato oggi Borrelli. "Piangiamo un maestro che si è distinto per livello intellettuale, professionale e morale", ha detto tra l'altro il presidente dell'Anm Luca Poniz, sottolineando come sia importante "in un momento in cui la magistratura è disorientata aggrapparsi a un modello come Borrelli". E' stata una giornata di grande commozione, di ricordi. Francesco Greco, procuratore capo di Milano e allievo di Borrelli, ieri mattina ha trascorso la giornata in tribunale a organizzare la camera ardente di oggi. Ma è stato anche un giorno di polemiche su un passato che - evidentemente - non è ancora stato archiviato, quella della morte di Francesco Saverio Borrelli. Che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato come "un servitore fedele della Repubblica", che tantissimi suoi colleghi di un tempo e di oggi hanno pianto commossi, ma che è stato anche bersaglio di critiche sull'azione della magistratura ai tempi di Tangentopoli da parte di politici e figli di persone che, a vario titolo, furono coinvolte nella stagione degli arresti per tangenti e del disvelamento di un sistema politico-affaristico proprio grazie alla squadra di magistrati raccolti intorno al procuratore capo Borrelli.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: ''Per veri mampfiosi'', in Austria campagna di McDonald's che indigna gli italiani
DATA:
OCCHIELLO: Lo slogan della pubblicità è un gioco di parole intorno al termine "mampfen" (abbuffarsi). Sul caso interviene anche Salvini: "Un panino ripieno di pregiudizio" 
TESTO: Sulla pagina Facebook ufficiale di McDonald's Austria una ragazza italiana ha un messaggio all'azienda per chiedere chiarimenti: "Ho visto la vostra pubblicità 'mampfiosi' e sono veramente scioccata. Anche io lavoro nel marketing e capisco che bisogna essere creativi, ma questa pubblicità non è all'altezza del vostro livello, perché discriminante, offensiva e semplicemente non divertente". Poi aggiunge: "La mafia uccide ogni giorno, terrorizza le persone, strumentalizza la loro povertà, li schiavizza. Non c'è niente da ridere sulla mafia". Al post McDonald's ha risposto con un altro post nel quale spiega: "Ci dispiace che tu non abbia apprezzato la nostra campagna per l'estate italiana, non volevamo offendere nessuno. La campagna non mira a discriminare o sminuire le altre nazioni in alcun modo, semmai dovrebbe evidenziare l'amore per l'Italia. Purtroppo sembra non aver funzionato, ci scusiamo di nuovo". Come si diceva all'inizio, Matteo Salvini è entrato nella polemica intervenendo con un tweet corredato della foto delle affissioni. "Un panino ripieno di pregiudizio nei confronti dell'Italia - scrive il miistro dell'Interno -. E' quello che campeggia sulle pubblicità del "panino 'estate italiana' in Germania: 'per veri mafiosi" (gioco di parole con "mampfen" = sbafare. ..). Italiani tutti mafiosi? che tristezza. .. Abbiamo ritrovato orgoglio e dignita', indietro non si torna! ".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Israele, via alla demolizione delle case palestinesi. Un residente: "Voglio morire qui"
DATA:
OCCHIELLO: E' scaduto l'ultimatum di Israele ai residenti del quartiere di Sur Baher a Gerusalemme Est. Nonostante le critiche da parte europea e dall'Onu, le forze di difesa israeliane hanno fatto irruzione prima dell'alba per iniziare l'abbattimento
TESTO: Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari Ocha, sono interessati 10 edifici già costruiti o in costruzione, tra cui circa 70 appartamenti. Le demolizioni vedrebbero 17 persone sfollate e altre 350 colpite, secondo le Nazioni Unite. I diplomatici dell'Unione europea hanno recentemente visitato l'area e le Nazioni Unite hanno invitato Israele ad abbandonare il piano di demolizione. I residenti temono che altri 100 edifici nell'area in una situazione simile potrebbero essere a rischio nel prossimo futuro. In un allarmato appello con cui ha perorato un intervento immediato della comunità internazionale il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen ha definito "un massacro" la demolizione. "Israele è pienamente responsabile di questa seria escalation ai danni del popolo palestinese indifeso" ha affermato Abu Mazen. Le demolizioni, a suo parere, rientrano "nella realizzazione del cosiddetto Accordo del secolo - riferendosi al piano di pace voluto dall'amministrazione del presidente Donald Trump - che mira alla liquidazione della causa palestinese. Occorre mettere subito fine a questa aggressione", ha insistito il presidente secondo cui la pace può essere raggiunta solo mediante la costituzione di uno Stato palestinese indipendente con capitale a Gerusalemme est. Il ministro della Pubblica sicurezza, Gilad Erdan, ha respinto ogni accusa da parte palestinese: "La demolizione degli edifici illegali e per lo più disabitati che ha luogo oggi, è stata approvata dall'Alta Corte di Giustizia israeliana, che ha stabilito che tale costruzione costituisce una grave minaccia alla sicurezza e può fornire una copertura ai kamikaze e ad altri terroristi che si nascondono tra la popolazione civile e mettono in pericolo la vita dei civili e delle forze di sicurezza". Fu però lo stesso dicastero ad autorizzare la costruzione 10 anni fa, salvo poi revocarla nel 2012 per le ragioni espresse dal ministro. Gli attivisti del gruppo All That's left hanno denunciato l'arrivo dei soldati israeliani prima delle demolizioni: "Le persone sul posto hanno raccontato di uno spiegamento esagerato di forze militari. I residenti stanno nelle loro case tentando di resistere alla distruzione insieme a 40 attivisti internazionali e israeliani presenti per testimoniare e in segno di solidarietà". "Quando la casa sarà demolita, saremo in mezzo a una strada", ha detto Ismail Abadiyeh ai diplomatici europei che l'Autorità palestinese ha portato in giro in questo quartiere. L'uomo, 42 anni, vive in uno degli edifici in pericolo, con la sua famiglia, compresi quattro bambini.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Coppie gay:mamme cancellate e figli contesi dopo la separazione
DATA:
OCCHIELLO: Mancano le tutele, si moltiplicano le cause legali. La Corte di Appello ora riconosce la "madre sociale". Il reclamo contro la decisione del tribunale dei minorenni di Venezia che aveva negato ad una donna il diritto di ricorrere per tutelare la relazione con le figlie...
TESTO: Quando l’amore finisce, sia la coppia etero o gay, non c’è differenza. Litigi o separazioni combattute sono all’ordine del giorno. E se è assodata la triste parità anche nelle rotture sentimentali tra ricatti emotivi con i figli come ostaggi, per gli omosessuali l’addio alla famiglia è ancora più duro. Perché con meno tutele. “Chi ha cresciuto per anni i figli partoriti dalla compagna si ritrova all’improvviso fuori di casa, senza alcun diritto legale a vedere i bambini che considera come suoi, che ha aiutato economicamente e affettivamente a crescere”: , sottolinea l’avvocato Alexander Shuster. E’ il caso di una giovane coppia di donne venete con due figlie. L’amore è finito e ora, mentre la madre biologica dei piccoli ha trovato una nuova compagna, l’ex si ritrova messa alla porta, non potendo vedere le bambine, partecipare ai compleanni. Cancellata con un colpo di spugna, anche grazie al fatto che per lo stato non esiste. Fino ad oggi. Per la prima volta, sottolinea Shuster, un giudice apre al diritto della madre sociale, all’ex compagna della partoriente, di rivolgersi direttamente al giudice per rivendicare il diritto a mantenere i rapporti con le proprie figlie quando questo è interrotto dall’unico genitore riconosciuto in Italia. "Un passo avanti importante in un Paese in cui il secondo genitore dello stesso sesso può ancora essere messo alla porta con troppa facilità". La Corte di Appello ha infatti deciso il reclamo contro la decisione del tribunale dei minorenni di negare il diritto alla madre sociale di ricorrere per tutelare la relazione con le figlie interrotta per decisione unilaterale dalla mamma che le ha partorite Per il Tribunale ciò non sarebbe consentito dalla normativa italiana. Le donne avevano entrambe prestato il consenso alla fecondazione assistita realizzata all’estero. La madre “sociale” ha potuto accudire le bambine fino all’inizio delle elementari mentre nell’ultimo anno, con la coppia separata, ha mantenuto ha mantenuto e si è occupata dei piccoli. La Corte, spiega l'avvocato, avalla la nostra tesi ovvero l'idea secondo la quale c'è un diritto del minore a crescere in famiglia e mantenere rapporti va riconosciuto ad ogni persona che si sia dimostrata idonea a instaurare con il minore una relazione affettiva stabile, dalla quale quest’ultimo possa trarre un beneficio sul piano della sua formazione e del suo equilibrio psico-fisico. "La Corte, di fatto, ritiene applicabile questo principio anche al genitore sociale dello stesso sesso. Il rigetto è motivato dal fatto che il diritto di rivolgersi al giudice sarebbe dipendente dal dato che «un tale rigoroso accertamento di fatto è ancora in corso». Per la co-mamma: è importate far capire la vulnerabilità in cui si trova il genitore non riconosciuto, alla merce dell’altro che ha pieni poteri. “Stiamo seguendo sfortunatamente diversi casi di mamme messe alla porta, e stiamo cercando di percorrere tutte le strade possibili per trovare dei rimedi giuridici ad una situazione che, per colpa di dissidi fra adulti, alla fine vede i bambini soffrire. Sono minori privati dall’oggi al domani della figura di un genitore che era presente con il suo amore e le sue cure fino al giorno prima. L’adozione non è la soluzione: la vulnerabilità del genitore cosiddetto sociale comporta traumi, alienazione parentale. Nel silenzio del parlamento i bambini vanno comunque tutelati”.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Cuccioli abbandonati, caos sulla via delle vacanze
DATA:
OCCHIELLO: Sulla superstrada Ascoli-mare frenate, code, rallentamenti per non investire tre meticci. Le telefonate d'allarme degli automobilisti. Un canesalvato dagli agenti della polstrada
TESTO: Panico sulla via delle vacanze anche per colpa di chi, pur di andare al mare o in montagna, abbandona senza pietà gli animali. Ieri mattina tre piccoli meticci, tre cuccioli bianchi e neri hanno creato frenate improvvise, rallentamenti da parte degli automobilisti sulla Ascoli-Mare, per cercare di evitare di investire i cani. Le chiamate alla Polstrada sono state decine da parte dei guidatori spaventati e preoccupati, segnalando la presenza dei cuccioli sulla carreggiata tra Castel di Lama e Monsampolo in tre punti diversi. Così gli agenti della Polstrada si sono messi in caccia sgommando su e giù dal tratto stradale a caccia dei cuccioli. Dopo un'ora sono riusciti a metterne in salvo uno a Castel di Lama, gli altri nel frattempo erano spariti. Due le ipotesi: da soli sono riusciti ad abbandonare la strada oppure qualche automobilista impietosito si è fermato e li ha caricati in macchina adottandoli. Salvandogli la vita visto che il canile comprensoriale non è più in grado di ospitare animali abbandonati. Di sicuro, pensano gli inquirenti, gli animali non sono entrati in superatrada da soli, perche è recintata. Più probabilmente, figli di una stessa madre e di un'unica cucciolata, sono stati abbandonati dal loro padrone in tre luoghi diversi per non farsi notare. Cosa che accade sempre più spesso in estate, nonostante l’abbandono sia un reato così come il maltrattamento, punito dal codice penale.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Gran Bretagna, ladri rapiscono sei cuccioli e feriscono la loro mamma
DATA:
OCCHIELLO: Una brutta storia terminata però con un lieto fine in Gran Bretagna. Una cagnolina si è vista portare via da due ladri i suoi sei cuccioli di sole 5 settimane e mezza. Ha cercato di difenderli in tutti i modi ma è stata colpita con un machete. La polizia, grazie a un appello, è riuscita in poco tempo a riconsegnare i piccolini alla loro mamma.
TESTO: Una brutta storia terminata però con un lieto fine in Gran Bretagna. Una cagnolina si è vista portare via da due ladri i suoi sei cuccioli di sole 5 settimane e mezza. Ha cercato di difenderli in tutti i modi ma è stata colpita con un machete. La polizia, grazie a un appello, è riuscita in poco tempo a riconsegnare i piccolini alla loro mamma. Sabato 20 luglio, verso le 9,30 del mattino, due furfanti hanno fatto irruzione in un appartamento di Harpurhey, a Manchester, in Gran Bretagna. I lestofanti avevano seguito il proprietario fino all’ingresso dell’abitazione, per poi aggredire l’uomo con calci e pugni, armati di machete, e irrompere nell’abitazione. Lasciando il poveretto ferito sul pavimento. I furfanti, a volto coperto, hanno cominciato ad aggirarsi nella casa in cerca di oggetti da rubare. A un certo punto sono entrati in una camera dove c’era una cagnolona di nome Zena con i suoi sei bellissimi cuccioli. Il cane ha cercato in tutti i modi di difendere i suoi piccoli dai furfanti, anche a costo della sua stessa vita. I delinquenti, vedendo nei cuccioli di razza Staffie un possibile guadagno, non hanno pensato due volte a colpire la loro mamma con il machete e a lasciarla tramortita nella camera. Zena ha così visto i suoi cuccioli portati via in un sacco. La polizia si è messa immediatamente sulle tracce dei rapinatori e dei sei cuccioli che, ancora troppo piccoli, non avrebbero potuto sopravvivere senza la loro mamma. Grazie anche a un annuncio pubblico, in poche ore gli agenti sono riusciti a risalire al luogo dove erano tenuti i cagnolini. Si trattava di una casa poco lontana dal luogo del rapimento. Un 40enne è stato arrestato con l’accusa di furto con scasso aggravato e tenuto in custodia per essere interrogato. La polizia sta proseguendo le indagini per riuscire ad arrestare anche gli altri complici. Come ha riferito il detective Nick Kershaw, Zena era al settimo cielo quando ha visto i suoi cuccioli fare ritorno a casa, tutti sani e salvi.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Cristiano Ronaldo, cade l'accusa di stupro: il portoghese non sarà processato
DATA:
OCCHIELLO: Cristiano Ronaldo non sarà processato per violenza sessuale, lo comunica una nota del procuratore distrettuale che rende nota l'intenzione di non procedere nei confronti del campione portoghese.La notizia arriva direttamente dai pubblici ministeri di Las Vegas attraverso le informazioni ricevute dal portale Tmz il portoghese non dovrà affrontare
TESTO: Cristiano Ronaldo non sarà processato per violenza sessuale, lo comunica una nota del procuratore distrettuale che rende nota l'intenzione di non procedere nei confronti del campione portoghese. La notizia arriva direttamente dai pubblici ministeri di Las Vegas attraverso le informazioni ricevute dal portale Tmz il portoghese non dovrà affrontare le accuse per un presunto stupro di 10 anni fa in un hotel a Las Vegas, nei confronti dell'ex modella Kathryn Mayorga lo ha dichiarato il procuratore in una nota: ''Sulla base della revisione delle informazioni presentate, le accuse di abuso sessuale contro Cristiano Ronaldo non possono essere dimostrate oltre ogni ragionevole dubbio''. Come noto la vicenda nasce con le accuse di Kathryn Mayorga, la quale sostiene che Ronaldo l'abbia violentata in una stanza d'albergo di Las Vegas eprima di aver comprato il suo silenzio con un assegno di 375 mila dollari. La ragazza aveva dichiarato di averlo incontrato al Rain Nightclub nell'hotel Palms nel giugno 2009 e di essere stata invitata dal portoghese nella sua suite per far festa nella vasca idromassaggio. Sin dal primo momento il lusitano aveva negato categoricamente le accuse dichiarando: ''Lo stupro è un crimine abominevole che contrasta tutto ciò che sono e in cui credo''. Adesso è arrivata la decisione del procuratore distrettuale della contea di Clark, che ha stabilito di non perseguire nell'inchiesta mettendo fine ad un lungo incubo. Ora Ronaldo potrà finalmente concentrarsi solo sul calcio giocato e sui prossimi impegni con la Juventus. Segui già la pagina Sport de IlGiornale. it?
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Trattativa Stato-mafia, Mannino di nuovo assolto. In appello confermata la sentenza del gup
DATA:
OCCHIELLO: L'esponente Dc era accusato di "minaccia a corpo politico dello Stato". Secondo l'accusa, nel '92 aveva paura di essere ucciso e aveva chiesto ai carabinieri di attivarsi. Ma la ricostruzione non regge. I giudici del processo principale dispongono di sentire Berlusconi
TESTO: Nel processo d'appello per Mannino aveva fatto capolino anche l'ultimo pentito di mafia, Filippo Bisconti, capomafia di Belmonte Mezzagno, che collabora da dicembre con la procura di Palermo. Aveva accusato l'ex ministro di essere "affiliato alla cosca del suo paese, l'ho saputo dal boss di Corleone Rosario Lo Bue". Dichiarazione che a soorpresa aveva riaperto lo scontro fra accusa e difesa, Mannino aveva parlato di "fake news". Nel processo d'appello, era tornato a deporre soprattutto il pentito Giovanni Brusca, che confermando il progetto di attentato nei confronti di Mannino aveva anche riferito di un tentativo di avvicinamento dell'ex ministro da parte di Riina: "Mannino era stato cercato da Riina per alcune richieste, per aiutarlo ad aggiustare qualche processo o qualche altro favore. Tra gli anni '80 e '90 aveva cercato un contatto con lui tramite un tale notaio Ferraro, di Castelvetrano. L'interesse in particolare riguardava il processo Basile, con imputati Giuseppe Madonia, Vincenzo Puccio e Armando Bonanno". Mannino era già stato però assolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, sentenza ormai definitiva.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: La spiaggia di Riccione si candida a patrimonio Unesco dell'umanità
DATA:
OCCHIELLO: Partito l'iter patrocinato dal Comune: "E' un bene sociale"
TESTO: La Perla Verde ci prova: perché non diventare patrimonio Unesco dell'umanità? Oggi si è costituita l'associazione per la candidatura della spiaggia di Riccione, una delle più note località della Riviera romagnola. Da tempo la proposta è stata avanzata, dai bagnini agli albergatori, col patrocinio del Comune. Ora è partito l'iter. L'idea, spiega l'associazione, è "identificare la spiaggia intesa come bene comune di questa comunità, favorendo così il completamento dell'iter di presentazione del dossier di documentazione per la candidatura sulla lista del patrimonio immateriale riconosciuto e tutelato dall'Unesco". Così è partito il percorso di recupero, valorizzazione e innovazione degli usi sociali della spiaggia di Riccione e di quelle della costa emiliano-romagnola, che "condividono le stesse caratteristiche identitarie, espresse, da sempre e a tutt'oggi, nell'incontro tra residenti e turisti". Il presidente dell'associazione, che tiene insieme tutte le associazioni di categoria, il Club nautico Riccione e la Lega navale italiana, è Diego Casadei, vicepresidenti Fausto Ravaglia e Tarcisio Villa.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Siri, ecco le nuove intercettazioni di Arata: "Salvini ha chiamato casa nostra"
DATA:
OCCHIELLO: Le parole dell’ex consulente del ministro dell'Interno svelano alcuni retroscena della formazione del governo, per nomina del sottosegretario oggi indagato per corruzione. La Dia precisa però che non risultano intercettazioni fra il capo della Lega e il faccendiere
TESTO: Nei giorni cruciali per la formazione del governo, il faccendiere Francesco Paolo Arata, all’epoca consulente di Salvini per l’energia, ebbe un ruolo determinante per la nomina del sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, oggi indagato per corruzione. Si vantava di averne parlato direttamente con Salvini. Così diceva il 23 maggio 2018: "Salvini non sa dove mettere Armando – spiegava al figlio Francesco – poi io gli ho detto che deve fare il vice ministro con la delega all’energia e lui lo ha chiesto a Salvini e Salvini ha chiamato anche casa nostra ieri". E il figlio, incuriosito, chiedeva: "Perché? ". Ecco la risposta di Arata: "Perché voleva sapere quale delega voleva, però… però i Cinquestelle non volevano fare i vice ministri". La Dia di Trapani precisa che non sono state "registrate interlocuzioni telefoniche fra Arata e Salvini". Ma dalle intercettazioni depositate alle procure di Roma e Palermo emergono pesanti pressioni da parte di Arata per la nomina di Siri. La nomina sarebbe stata sollecitata attraverso due canali: da una parte, Gianni Letta e Silvio Berlusconi, dall’altra il cardinale Raymond Burke. “Armando l’ho fatto chiamare io da Berlusconi – si vantava Arata, intercettato dalla Dia di Trapani - devo dire che Letta è sempre un amico”. Arata e Gianni Letta si erano incontrati, il 15 maggio dell’anno scorso. Aveva partecipato pure il figlio di Arata, Federico. Il giorno dopo Marco Perini, stretto collaboratore di Siri, diceva ad Arata padre: “So che oggi Armando ha ricevuto una telefonata da Arcore”. E Arata commentava: “Quindi è stato utile l’intervento che abbiamo fatto”. Poi, raccontava l’incontro con Gianni Letta: “Mi ha detto, non l’ho ancora fatto, allora intervengo subito. Ci mancherebbe altro… è una persona che stimiamo molto. Addirittura mi ha detto: ma fui poi io a farmelo venire qua da noi, mi disse anche il nome con cui aveva fatto da traghettatore…”. Ad Armando Siri non bastava. Il 17 maggio, Federico chiamò il padre per dirgli che Siri "gli aveva chiesto di contattare l’ambasciatore americano in Italia”, scrive la Dia. Ecco la frase intercettata: “Mi ha detto se potevo fargli arrivare qualche sponsorizzazione presso l’ambasciatore americano che a quanto pare si sente con il presidente Mattarella, è allora papà? ”. Chiedeva ancora Federico Arata: “Il cardinale non lo conosce questo ambasciatore? ".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Alpinista torinese salvato in Pakistan, il sollievo della famiglia: "Superato lo scoglio più grande"
DATA:
OCCHIELLO: La mamma di Cassardo: "Il suo compagno di cordata è stato un punto di riferimento". Restano i timori per le sue condizioni di salute: ha riacquisito la vista, ma ha diverse fratture
TESTO: "Francesco è in ospedale e lo scoglio più grosso è stato superato. Si poteva superare già ieri mattina ma almeno ora il nostro ragazzo è al sicuro. Abbiamo atteso tutta la notte, siamo riusciti a riposare solo quando abbiamo avuto la certezza che l'elicottero si fosse alzato da terra ma dormire è un'altra cosa". Loredana Trinchieri, la madre di Francesco Cassardo l'alpinista caduto per 500 metri durante la discesa dal Gasherbrum VII in Pakistan, ancora non riesce a crederci. Il medico di 30 anni originario di Rivoli è stato recuperato dall'elicottero questa mattina presto e trasportato all'ospedale di Skardu dove sarà visitato e soccorso, dopo due giorni di attesa per problemi burocratici, dovuti alle garanzie assicurative, e meteorologici. Accanto a Loredana, nei due giorni e nelle due lunghissime notti di attesa, anche il fratello di Francesco, Stefano e il padre Lorenzo. Insieme con la fidanzata Adrianna e gli amici stretti dell'alpinista hanno fatto una lunga maratona per aspettare in tempo reale ogni notizia utile dal Pakistan. Una maratona che è iniziata sabato pomeriggio quando è avvenuto l'incidente a 6.300 metri di quota e quando sono stati allertati da Erika, la moglie di Cala Cimenti, il compagno di cordata di Francesco che, seguendo le sue indicazioni, lo ha medicato e soccorso in attesa di una vera ospedalizzazione. "Ci avevano assicurato che oggi si sarebbe sbloccata la situazione ma eravamo preoccupati perché se fino a ieri il problema era burocratico, oggi poteva essere di quota. Temevamo che i ragazzi si fossero fermati a un'altitudine superiore a quella consentita per il volo, a causa della rarefazione dell'aria", sottolinea la donna. Francesco e Cala, infatti, sono stati raggiunti dall'elicottero al campo a 5.900 metri, dove hanno passato la notte e dove sono arrivati accompagnati da altri quattro alpinisti, tra cui il russo Denis Urubko e il canadese Don Bowie che ieri pomeriggio hanno raggiunto via terra la coppia a 6.100 metri. Tutti insieme hanno immobilizzato il medico di Rivoli e lo hanno trasportato in discesa con una slitta di fortuna. "Siamo felici che l'elicottero sia riuscito a raggiungerli, ma proprio per non appesantirlo Cala è sceso a piedi, ci dispiace tanto perché a questo punto sarà stremato e perché è stato un punto di riferimento per mio figlio: ora Francesco è solo in ospedale senza il suo amico e soccorritore. Ma almeno sappiamo che è al sicuro e possiamo tirare un sospiro di sollievo".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: "Cacciato con una mail". Così Toninelli licenzia prof che disse sì alla Tav
DATA:
OCCHIELLO: Una mail - seppur certificata -. Così Danilo Toninelli ha dato il benservito a Pierluigi Coppola, l'esperto del ministero che si era dissociato dal responso della commissione sui costi-benefici presieduta da Marco Ponti che aveva valutato negativamente la realizzazione dalla Torino-Lione.A raccontarlo è ilMessaggero, secondo cui il professore è
TESTO: Una mail - seppur certificata -. Così Danilo Toninelli ha dato il benservito a Pierluigi Coppola, l'esperto del ministero che si era dissociato dal responso della commissione sui costi-benefici presieduta da Marco Ponti che aveva valutato negativamente la realizzazione dalla Torino-Lione. A raccontarlo è ilMessaggero, secondo cui il professore è stato epurato dopo 4 anni di servizio e "innumerevoli" consulenze soltanto per essersi schierato a favore della Tav e contro un'analisi che riteneva infondata. "Se si fossero seguite le direttive del decreto ministeriale numero 300 del 2017, il risultato dell' analisi sarebbe stato sostanzialmente diverso e i benefici della Tav avrebbero potuto superarne i costi", aveva denunciato qualche mese fa. "Nel calcolo non sono stati considerati scenari alternativi ed il fatto che senza una nuova linea ferroviaria, tra l'altro già in fase di costruzione, non ci sarebbero stati collegamenti efficienti tra la Francia e l'Italia", ribadisce oggi al Messaggero Coppola, che racconta come sia stato licenziato il 15 luglio attraverso una pec nonostante il suo contratto fosse legato al mandato del ministro. Sarebbe stato fatto fuori perché avrebbe violato "un comma di un decreto ministeriale che regola il comportamento dei consulenti nei rapporti con il pubblico che non devono rilasciare dichiarazioni offensive nei confronti dell'amministrazione e del ministro, né parlare a nome della medesima amministrazione in assenza di autorizzazione". Violazione che - assicura - non gli era mai stata contestata prima della mail certificata.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Renzi contro Franceschini: "Intesa 5S-Pd? Non voterei la fiducia. Hai perso tutto, abbi rispetto". Zingaretti: non è alle porte
DATA:
OCCHIELLO: L'ex premier contro l'ex ministro. Gozi: "Ci mettiamo il gilet giallo?" Sui social anche i militanti legati a Renzi criticano la proposta dell'ex ministro di aprire un dialogo con i Cinquestelle, "perché diversi dalla Lega". Di Maio chiude: "Noi siamo profondamente diversi".
TESTO: Matteo Renzi e la sua area politica tornano ad attaccare l'ipotesi di un governo M5s-Pd, una delle suggestioni in campo in queste settimane di forti tensioni nella maggioranza gialloverde. L'occasione è un'intervista rilasciata al Corriere della Sera dell'ex ministro Dario Franceschini, che propone l'apertura di un dialogo con i Cinquestelle: "Da parte di Renzi c'è stata più volte la rivendicazione orgogliosa di aver lasciato che Lega e 5 Stelle facessero il governo", dice Franceschini. "Io credo che quella sia la madre di tutti gli errori. Sì, un grande sbaglio non avere fatto tutto quello che avremmo potuto fare per evitare la saldatura di Lega e 5 Stelle. Pensiamo ai danni che sono stati fatti in questo anno: danni materiali a famiglie, lavoratori, migranti, all'economia italiana e al sistema di valori condivisi del Paese". "La strategia dei pop corn - sottolinea Franceschini - ha portato la Lega dopo un anno al 35 per cento. Abbiamo buttato un terzo dell'elettorato italiano, quello dei Cinque Stelle, in mano a Salvini". "È un errore - spiega quindi - mettere Lega e grillini sullo stesso piano. Io vedo come tutti i limiti enormi dei Cinque Stelle, vedo i toni insopportabili, vedo l'incapacità nell'azione di governo, vedo la disgustosa strumentalizzazione della vicenda di Bibbiano, ma non posso non metterli su due piani diversi. Il reddito di cittadinanza o il no alla Tav sono errori politici ma non sono la stessa cosa del far morire la gente in mare o dell'accendere l'odio, che è ciò che Salvini fa ogni giorno". Sulle alleanze dice quindi: "Penso a un arco costituzionale, come per Dc e Pci. Senza ricostruire il campo di centrosinistra e la ricerca di potenziali alleati, difficilmente il Pd con il proporzionale può arrivare al 51%". "Nessun governo con il M5s è alle porte e nessun governo con il M5s è l'obiettivo del Pd. Questo anche Franceschini lo dice in modo chiarissimo". Così a margine di una iniziativa a Roma il segretario del Pd Nicola Zingaretti, riferendosi all'intervista rilasciata da Dario Franceschini. "Così come prendere atto che ci sono due forze diverse - ha aggiunto - significa semplicemente evitare che sempre di più diventino un blocco. Invece non è così". Ma i renziani non si fidano. Matteo Renzi dice: "Non voterò la fiducia a un accordo M5s-Lega". E attacca direttamente Franceschini: "Mi piacerebbe che chi come Dario è in politica da decenni avesse l'onestà intellettuale di fare un'analisi meno rozza", scrive su Fb. "Aggiungo che chi, come Franceschini, ha perso nel proprio collegio e poi consegnato la propria città alla destra dopo settant'anni, forse potrebbe avere più rispetto per chi il collegio lo ha vinto e continua a governare i propri territori". Insomma, uno scontro con accuse durissime. La replica di Franceschini è all'insegna dell'ironia: "A prima vista sono rimasto colpito dalla raffinatezza dell'analisi politica ma devo rileggere più volte il post per cogliere meglio alcune sofisticate sfumature". Ma l'offensiva dei renziani è a tutto campo. "Stanno epurando a uno a uno i renziani del Pd per dimostrare ai 5S che ci sono le condizioni per un accordo. La Sicilia diventa laboratorio politico di un esperimento del genere. Mi batterò contro questa prospettiva" ha detto l'ex segretario regionale Pd, Davide Faraone, in conferenza stampa a Palermo. Sandro Gozi chiede polemicamente a Franceschini: "Ci mettiamo tutti il gilet giallo? ". Anche il governatore della Toscana Enrico Rossi, che pure non è renziano, dice che un'intesa "sarebbe esiziale". Drastico Carlo Calenda: "Se facciamo un'alleanza con M5S io me ne vado subito", dice dal palco della Festa dell'Unità a Roma. "Io non intendo fare la scissione - aggiunge - voglio allargare e non spaccare nel Pd. Ma se non si esclude in modo definitivo da qui alle elezioni un governo con M5S cambia tutto. Il problema di fare una cosa diversa per me c'è, se il nodo non viene sciolto". Sui social la base renziana si è subito mobilitata con l'hashtag "senza di me", contestando Franceschini. Com'è noto Matteo Renzi è totalmente contrario a un simile accordo, peraltro di difficile soluzione, posto che larga parte dei gruppi parlamentari fa ancora riferimento a lui. Scrivono su Twitter "I renziani in rete": "Per qualcuno nel #Pd, #Lega e #M5S sono diversi. Per i riformisti no. Lega e M5S sono facce diverse della stessa medaglia populista. Per questo MAI saremo loro alleati.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Fico: “L’Autonomia non divida il Paese. E l’intesa passerà in Parlamento”
DATA:
OCCHIELLO: Il presidente della Camera in visita a Nisida, l’Istituto penale minorile di Napoli
TESTO: “L’Autonomia non può dividere il paese, né può lasciare il sud nells condizione, anche economica, in cui si trova. Ma deve essere un’Autonomia che dà qualche potere in piu’ alle regioni. Ma l’Italia è unita, una e indivisibile e bisogna lavorare e coordinarsi insieme. Qualsiasi sia l’intesa, l’intesa passerà in parlamento”. Così il presidente della Camera Roberto Fico - in visita nell’Istituto penale minorile di Nisida, a Napoli - dopo le durissime reazioni dei governatori di Lombardia e Veneto, Fontana e Zaia, torna su un tema a lui caro. E ribadisce la centralità della coesione nazionale, mettendo in guardia dai rischi connessi ad una ipotesi di Autonomia che sarebbe, così come la tratteggiano Veneto e Lombardia, lesiva dell’equilibrio tra risorse distribuite tra nord e sud. Un pericolo ormai esplicitamente indicato anche dal Presidente del Consiglio Conte. Il presidente Fico manda un messaggio anche al governatore campano De Luca sul tema Navigator. “Il tema è di competenza regionale, ma è un passaggio da fare ovviamente. Si tratta del secondo step, e va fatto ovviamente, bisogna procedere con le assunzioni”. La terza carica dello Stato è impegnata da tempo sul tema della devianza minorile e della riqualificazione sociale. Un percorso che oggi lo porta nel carcere minorile napoletano che da anni attua percorsi formativi importanti e prova a tracciare via di inserimento per i ragazzi del circuito penale .
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Udine: rissa in un parco tra giovanissimi, diciottenne ucciso a coltellate
DATA:
OCCHIELLO: La lite tra i due ragazzi, entrambi di origine albanesi, era cominciata nei giorni scorsi. L'aggressore, ancora minorenne e ospite di una struttura di accoglienza, ha colpito la vittima a un fianco. Inutile l'intervento eseguito dai medici in ospedale
TESTO: È finita in tragedia una lite tra giovanissimi, scoppiata alcuni giorni fa a Udine, apparentemente per motivi futili. Un ragazzo di origini albanesi, maggiorenne da due mesi, accoltellato al fianco questo pomeriggio in parco della città friulana, è morto poco dopo il suo arrivo in ospedale nonostante un intervento di urgenza eseguito dai medici nel tentativo di salvargli la vita. L'aggressore è un minorenne, anche lui di origine albanese: è stato arrestato per omicidio. Rientrato dopo l'aggressione presso la comunità per minori non accompagnati di cui era ospite era stato trasportato in ospedale per lievi ferite procurategli dalla vittima nel tentativo estremo di difendersi con una bottiglia. Una volta medicato, è stato portato in Questura. Secondo una prima ricostruzione la lite tra i due ragazzi, che andava avanti da qualche giorno, è degenerata oggi in un parco pubblico nel quartiere di San Domenico. L'aggressore sarebbe arrivato al parco già armato di un coltello e avrebbe aggredito il giovane connazionale nonostante fossero presenti altre persone, tra cui il fratello gemello della vittima. Il diciottenne, dopo un periodo passato in una struttura di accoglienza era stato affidato a una famiglia residente in provincia di Udine. La Polizia sta ora sentendo le persone che hanno assistito all'episodio. Del fatto è stata avvisata la procura per i minorenni di Trieste.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: "Caro presidente, ti scrivo". Le lettere a Sergio Mattarella
DATA:
OCCHIELLO: Dodicimila messaggi all'anno. Il capo dello Stato, che oggi compie 78 anni, risponde in alcuni casi direttamente. Giovani, scuola, lavoro, migranti i temi più trattati. Ma c'è anche spazio per musica e calcio
TESTO: "Sono un ragazzo di 25 anni e le scrivo per raccontare la mia storia, quella di un giovane imprenditore che sta riscontrando tante difficoltà nell'avviare un'attività in un Paese in cui l'accesso al credito per i ragazzi è difficile, se non impossibile", racconta Davide. Reduce da esperienze lavorative "sottopagate e ai limiti dello sfruttamento", ha provato a lanciare una start up "ma il rimborso di una rata di 20 euro, tardato di pochi giorni, mi ha precluso la concessione di un prestito dall'unico ente disponibile a finanziarmi. Perché noi giovani dobbiamo scegliere se essere sfruttati o se rimanere a casa, a spese dei nostri genitori? ". Una donna del Milanese denuncia il dramma del marito, piccolo imprenditore in difficoltà. "Stiamo perdendo la casa, l'azienda e la fiducia in un Paese a cui tanto abbiamo dato". E poi, una postilla drammatica: "Non abbiamo bisogno di altre tragedie, persone che cedono, che si tolgono la vita. Questo temo! ". Daniele, marchigiano, mette in fila le traversie del figlio artigiano di 33 anni. Ora è costretto ad aiutarlo con la sua pensione. Perché gli italiani confidano le loro sventure a Mattarella? Cosa si aspettano da lui? A mettere in fila le loro voci viene fuori un caleidoscopio di aspettative, frustrazioni, speranze. Oggi le principali cancellerie d'Europa guardano al Capo dello Stato come a un elemento di stabilità, a un faro nella notte populista. "La sua vita irradia pace e riconciliazione", gli scrive la biblista. "Noi la sentiamo spesso parlare degli immigrati. Nella nostra scuola ci sono tanti bambini extracomunitari, ma per noi problemi non ce ne sono, anzi li facciamo sentire a casa", scrivono gli alunni della scuola primaria Schininà di Ragusa. "Ci ha commosso la storia di un ragazzo di 14 anni, proveniente dal Mali, morto mentre cercava di venire in Italia. Hanno ritrovato, cucita nella sua tasca, la sua pagella", condividono la loro emozione Niccolò, Pietro, Ali, Ilias, Simone, Francesco, Cristian Joseph, Klea, Nicole, Beatrice, Amal, Giorgia, Mara Alessio della seconda A dell'Istituto comprensivo di Rozzano. "Il 19 gennaio un barcone con 120 immigrati è affondato. Sono morti in 117 e pensiamo che lei possa condividere il nostro pensiero: non è una cosa accettabile". "Anche Gesù fu migrante", gli ricordano dai banchi dell'Istituto comprensivo Guttuso di Villagrazia di Carini. "Le piace il suo lavoro? Qual è la sua canzone preferita? Per quale squadra di calcio tifa? " chiedono i ragazzi della quarta elementare di Solaro (Milano). L'ambiente è un motivo di preoccupazione costante. Mattarella lo ricorda sovente. Gli scrive Sara, 16 anni, da Pavia: "Ho paura. Tutti dicono che si può iniziare dalle piccole cose, ed invece nessuno inizia, e ogni giorno è sempre uguale". Lavinia, 12 anni, da Roma: "Non ci sono risorse da sprecare, la mia generazione sta prendendo come mai prima d'ora il controllo sulla propria vita e sul proprio futuro, non lasceremo che tutto ciò venga distrutto". Ci sono, infine, anche lettere che lasciano sperare, come quella di Paola, 27 anni, affetta dalla nascita da una malattia genetica, atrofia spinale. "Non ho mai camminato e nel tempo ho visto gradualmente paralizzarsi il mio corpo". Ha vinto, grazie a una forza di volontà d'acciaio e al suo talento, un dottorato alla Normale di Pisa, "il primo caso di persona con disabilità grave". E ce l'ha fatta anche perché "coadiuvata da quattro tutor che arrivano dove io non posso". Un'Italia "che funziona", conclude Paola.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Governo, Di Maio attacca su autonomie e Arata: "Tentò di sabotare i 5S". Salvini: "Il futuro? Siamo nelle mani di Dio"
DATA:
OCCHIELLO: Il leader 5Stelle sull'altro vicepremier: "Gli ho proposto di incontrarci. Ora tocca a lui". Il ministro dell'Interno: "Vederci? Prima o poi...". Intanto l'opposizione insorge: "Il leader della Lega continua a scappare dal Parlamento"
TESTO: Le opposizioni insorgono per la scelta di Salvini di ignorare le richieste di riferire in aula: "Il presidente della Camera Fico - dice il capogruppo di Leu Fornaro - scrive al governo che diversi gruppi della Camera chiedono al Ministro dell'Interno di venire a riferire sulla vicenda Savoini-Russia. In una democrazia parlamentare come la nostra il ministro risponde e concorda una data. Salvini, invece, neppure si degna di rispondere al Presidente della Camera con un gesto che offende tutti i deputati, nessuno escluso". Matteo Renzi attacca: "Mercoledì sarò in Senato. Il presunto premier, Conte, farà una comunicazione sullo scandalo russo e pare che Salvini si sia iscritto a parlare non dai banchi del governo ma dai banchi della Lega. Ho chiesto al presidente Marcucci di parlare anche io, subito prima di Salvini: almeno per una volta vediamo se il leader leghista evita di fuggire dal dibattito". E il capogruppo Pd alla Camera Delrio: "Salvini scappa dal Parlamento sulla trattativa per finanziare il suo partito con fondi neri della Russia ma fugge anche dalla Commissione Antimafia che aveva chiesto di sentirlo già da diversi mesi. Fatto altrettanto inaudito".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Treni, traffico in tilt dal nord al sud. Ritardi fino a 240 minuti
DATA:
OCCHIELLO: A fuoco i cavi dei una cabina elettrica dell'alta velocità nei pressi di Firenze, tra Rovezzano e Campo di Marte. Cancellati 25 convogli di Fs ed Italo. La circolazione è ripresa intorno alle 9.30, ma con ricadute pesanti tra attese e cancellazioni. Tra le ipotesi seguite dagli...
TESTO: L'allarme è scattato verso le cinque di questa mattina, lunedì 22 luglio, quando un incendio ai cavi di una cabina elettrica dell'alta velocità, all'altezza della stazione di Rovezzano, periferia di Firenze, in via Chimera, ha bloccato la linea. Sul posto sono arrivati gli uomini della Polfer e della Digos, visto che non è la prima volta che accadono attentati incendiari che mandano in tilt il servizio ferroviario proprio nel nodo della città toscana. A quanto hanno potuto stabilire gli inquirenti gli attentatori hanno bruciato i fili di una centralina elettrica in due punti diversi e danneggiato due pozzetti contenenti le canalette di trasmissione dati per bloccare il traffico in tutte le direzioni. Sarebbero dunque tre in tutto i roghi innescati all'alba. La procura di Firenze ha aperto un fascicolo per attentato alla sicurezza dei trasporti, al momento contro ignoti. Una delle piste seguita dalla polizia, che lascia aperte anche altre ipotesi, è che l'attentato abbia qualche collegamento con il processo che si è concluso oggi a Firenze contro 28 giovani anarchici, imputati a vario titolo per diversi episodi. Il più grave è lo scoppio di un ordigno artigianale messo la notte di Capodanno 2017 a una libreria considerata vicina a CasaPound nel quale rimase ferito un artificiere della polizia. Il post sul sito anarchico Intorno alle 13, sul sito di area anarchica Finimondo. org, è comparso un post dal titolo: "La strategia della lumaca" in cui si parla di quanto avvenuto questa mattina alla stazione di Rovezzano: "Cosa è successo? All'alba, nella prima periferia del capoluogo toscano, una cabina elettrica dell'Alta Velocità si è surriscaldata al punto da andare in fiamme. Sarà stato un caso? Una coincidenza? Una 'vile provocazione'? Oppure, più semplicemente ed umanamente, un gesto d'amore e di rabbia? " si legge nel post che in queste ore gli inquirenti stanno vagliando con attenzione. "Tutto, si ricorda nel sito, avviene "dieci giorni dopo il ventunesimo anniversario della morte di Maria Soledad Rosas, due giorni dopo il diciottesimo anniversario della morte di Carlo Giuliani, e poche ore prima della prevista sentenza da parte del Tribunale di Firenze contro una trentina di anarchici". Il risultato, spiega ancora la breve nota su Finimondo. org, è che "la linea ferroviaria che collega Roma e Firenze è ferma, sospesa, bloccata".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: A fuoco studio di La7: tg di Mentana interrotto
DATA:
OCCHIELLO: Momenti di tensione negli studi di La7 dove va in onda il tg condotto da Enrico Mentana. Probabilmente per un guasto tecnico, all'interno dello studio si sono sviluppate fiamme che hanno reso impossibile il proseguimento della diretta dello stesso tg delle 20:00. Il direttore di tg La7 ha mandato la pubblicità che è durata almeno 10 minuti abbond
TESTO: ". Poi, dopo qualche minuto, lo stesso Mentana ha pubblicato su Instagram alcune foto. Negli studi del Tg infatti sono arrivati i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. L'intervento è scattato immediatamente, nel corso del blocco pubblicitario. A quanto pare nessuno del personale dei tecnici e dei giornalisti è rimasto coinvolto nell'incendio. Solo tanta paura. Ma di certo un imprevisto così inaspettato lo stesso Mentana lo ricorderà a lungo. Bisogna capire da quale studio andrà in onda domani il Tg di La7. Adesso, dopo l'intervento dei vigili, sarà necessario capire qual è l'entità del danno e soprattutto quale è stata la causa dell'incendio che in pochi istanti ha messo fuori uso l'intero studio del telegiornale costringendo Mentana ad "invadere" per una giusta causa lo studio di "In Onda".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Moscopoli, Bonino: "Dal Cremlino strategia per destabilizzare le democrazie". E su Salvini: "Un hater al Viminale"
DATA:
OCCHIELLO: Parla la leader di +Europa, ex ministra degli Esteri: "L'Italia non si è ritagliata alcun ruolo in Europa". Quanto al futuro commissario italiano, chiede: "Indichiamo una donna" 
TESTO: "È scandaloso che più partiti italiani, con la Lega in testa, abbiano scelto in modo dichiarato un rapporto privilegiato con Putin in funzione anti europea". Emma Bonino, la leader di +Europa e storica esponente radicale, parla di Moscopoli e del ruolo dell'Italia nella nuova commissione Ue. E su Salvini attacca: "È inconcepibile avere un hater professionale come ministro dell'Interno". Emma Bonino, lei è stata Commissaria Ue, ministra degli Esteri, ora senatrice, dopo l'elezione di Ursula Von der Leyen con il Governo giallo-verde italiano diviso, quale ruolo si è ritagliata l'Italia? "Non si è ritagliata nessun ruolo, con un governo diviso, per metà ostile e per metà favorevole alla nuova presidente della Commissione. Il governo non ha preso una posizione sbagliata. Ha fatto di peggio, non ne ha presa nessuna, con l'illusione di 'coprirle' tutte, da quella con gli anti-Ue a quella a sostegno dell'asse Parigi-Berlino". A che livello è oggi la credibilità internazionale dell'Italia? "Basso, tendente al nullo. L'Italia non è un interlocutore, ma un problema. Ed essendo un grande paese è un grosso problema. Le campagne contro la Commissione e la Germania, le felpe contro l'euro di Salvini, l'alleanza del M5S con il gilet gialli, il sarcasmo contro le letterine di Bruxelles sull'equilibrio di bilancio. E sul piano globale la pretesa di essere alleati insieme della Russia e degli Usa, in funzione anti Ue, quando è evidente che, a prescindere da Trump, non si può essere insieme a favore e contro le strategie globali dell'Alleanza Atlantica. L'Italia non procede in nessuna direzione, va a caso, senza bussola, guidata unicamente da strategie di consenso interno dei partiti di Governo. Il 'mondo' per questo esecutivo non esiste, è solo il campo di gioco di partite nazionali". Potremmo ambire a un portafoglio importante? "È evidente che l'Italia ha il dovere di esigerlo, meno evidente che il governo sarà in grado di ottenerlo. Ovviamente dipenderà anche dall'affidabilità delle persone indicate per questa carica". L'Italia potrebbe puntare al commissario per l'Africa, se l'idea si concretizzasse. "L'idea contenuta nel programma della presidenza finlandese, è gia stata archiviata. Ma rimane il fatto che l'Africa è un importantissimo dossier non per "fermare l'invasione", non per o contro l'immigrazione, ma per lavorare su una grande partnership, una grande accordo per un'area di libero scambio Africa/Ue; una prospettiva strategica che metterebbe il Mediterraneo e l'Italia al centro di flussi di investimenti e di rapporti politico-commerciali - e non solo di migrazioni - che potrebbero trasformare il Sud da periferia a avanguardia di un'Europa protagonista della nuova fase della globalizzazione. Questo consentirebbe di stringere con i paesi africani anche accordi più efficaci contro l'immigrazione irregolare". Moavero, Trenta, Bongiorno: dopo che il leghista Giorgetti si è tirato indietro, sono i nomi che circolano. Lei su chi punterebbe? "Sono invece molto favorevole alla promozione di figure femminili per una candidatura così prestigiosa. Ciò detto, mi pare complicato immaginare, al di là delle questioni di genere, che da un governo anti-europeo possa venire la candidatura migliore per la Commissione Ue. " Dallo scandalo Moscopoli che sfiora Salvini cosa trova più inquietante? "Lo scandalo a cui da anni ci si trova dinanzi, molto prima delle intercettazioni del Metropol, non è che da Mosca possano essere arrivati illegalmente fondi a un partito italiano, ma che più partiti italiani, con in testa la Lega, abbiano scelto in modo dichiarato un rapporto preferenziale con Putin in funzione anti-europea. "Mi trovo meglio a Mosca che nelle capitali europee", diceva Salvini, eleggendo a modello un regime che teorizza la fine dei diritti liberali come nuova frontiera della civiltà politica, anche al netto dei giornalisti e oppositori ammazzati, dei dissidenti incarcerati, delle violazioni costanti del diritto internazionale, come con l'annessione della Crimea. C'è un problema di ingerenza del Cremlino nella politica Ue? "Temo che il termine ingerenza suoni abbastanza eufemistico. C'è una strategia scientifica e "ingegnerizzata" di inquinamento mediatico e digitale e di destabilizzazione del processo democratico in tutti i paesi che il Cremlino considera nemici". Nel Governo siamo ai penultimatum a giorni alterni di Salvini e Di Maio, quali sono le conseguenze e cosa dovrebbe fare l'opposizione? "Il consenso per il governo non sta diminuendo, ma non è 'fisso'. Il ciclo di vita dei fenomeni politici apparentemente esplosivi e invincibili, compreso quello di Salvini, si accorcia sempre di più. Il vero problema è che la fine di un fenomeno non apre sempre la strada a un fenomeno di segno opposto. Infatti della crisi dei 5 Stelle ha beneficiato solo Salvini. Da un populismo a un altro. Il compito della minoranza oggi non è solo di fare opposizione a quello che il governo fa, ma di costruire una alternativa a quello che il governo è: un'alternativa liberal-democratica, progressiva, federalista. Al centro, deve esserci il concetto di sostenibilità, che è sinonimo di responsabilità: finanziaria, ambientale, demografica e strategica. Non possiamo ipotecare il futuro con debiti insostenibili, condizioni ambientali invivibili, rapporti generazionali squilibrati e alleanze internazionali subalterne con i nemici della democrazia". Ci vuole una mozione di sfiducia al ministro Salvini? "Non voglio entrare nelle strategie del Pd ma è vero che con i rapporti di forza che ci sono sarebbe poco più che simbolica. A di là del caso Moscopoli, abbiamo superato il limite di guardia di volgarità e insulti inaccettabili. Quello scatenato sui social contro la deputata Maria Elena Boschi è da rabbrividire, così come il termine di "zecca tedesca" alla Rackete, semplice avversaria della sua policy. È inconcepibile avere un hater professionale come ministro dell'interno. Non solo il caso Metropol è grave, ma tutto è gravissimo. Questa maggioranza, in ogni caso, andrà avanti o si romperà unicamente per ragioni interne. Ora occorre vedere se nella prossima settimana Conte e Salvini continueranno a non dire niente di serio sul punto dei rapporti con il potere russo, o diranno qualcosa non dico di condivisibile, ma di responsabile".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Amadeus verso Sanremo 2020? Fiorello scatena i fan su i social
DATA:
OCCHIELLO: Da diversi mesi si incorre un rumor che, purtroppo, ancora non ha trovato nessun fondamento. In merito alla conduzione di Sanremo 2020, al posto di Claudio Baglioni potrebbe subentrare Amadeus. La notizia è circolata già alla presentazione dei palinsesti Rai, ma per ora non c"è nessuna ufficialità. Ci pensa Fiorello a gettare benzina sul fuoco.
TESTO: Da diversi mesi si incorre un rumor che, purtroppo, ancora non ha trovato nessun fondamento. In merito alla conduzione di Sanremo 2020, al posto di Claudio Baglioni potrebbe subentrare Amadeus. La notizia è circolata già alla presentazione dei palinsesti Rai, ma per ora non c’è nessuna ufficialità. Ci pensa Fiorello a gettare benzina sul fuoco. In una diretta su Instagram, condivisa di recente con i suoi fan, il celebre showman ammette che Amadeus è stato seriamente preso in considerazione per la prossima edizione di Sanremo. L’ipotesi si è fatta ancora più concreta dopo che Giovanna Civitillo, moglie di Amadeus, aveva postato sul suo profilo una foto del marito insieme al suo amico e collego in cui sono stati ritratti molto sorridenti e complici. "Di cosa staranno parlando? ", chiedeva la bella Giovanna. E diretta è stata la risposta di Fiorello avvenuta attraverso di social: "Si parla di Sanremo". Ma non è finita qui. Come ha rivelato lo showman in un’intervista a Il Corriere, poco prima del suo spettacolo a Forte Arena di Santa Margherita di Pula, Amadeus sarebbe stato l’ospite d’onore della serata: "E con noi abbiamo anche il prossimo presentazione di Sanremo, ovvero Amadeus". Con tutte queste succulenti notizie i fan si sono letteralmente scatenati. Dai commenti ricevuti, in molti sarebbero ben contenti di avere Amaedus sul palco dell’Ariston. Altri sperano che anche Fiorella possa essere coinvolto nel progetto. Non resta che attendere la conferma o la smentita delle voci di corridoio.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




TITOLO: Unicredit, allo studio un piano con 10mila esuberi
DATA:
OCCHIELLO: Un nuovo piano che potrebbe prevedere il taglio di 10mila unità di personale e la riduzione fino al 10% dei costi operativi. Anche Unicredit, dopo Deutsche Bank, starebbe studiando una maxi ristrutturazione del proprio personale che potrebbe essere presentato nel prossimo programma strategico di dicembre.A riportare l'indiscrezione è l"agenzia Bl
TESTO: E' un altro passo della guerra Francia-Italia in atto, chiarissimo. Loro combattono senza risparmiare colpi, noi continuiamo a fare finta di nulla, come se non le stessimo prendendo, come se non avessimo già il naso rotto e gli occhi neri. Adesso cominciano a saltare le costole, presto non riusciremo nemmeno più a stare in piedi. Perché non la facciamo finita e passiamo alle vie di fatto? E' questo che vogliono, lo hanno chiaramente fatto vedere quando hanno mandato soldati IN ARMI dentro il nostro territorio, senza permessi, dando loro potere di intimare ordini a noi cittadini italiani SUL NOSTRO TERRITORIO! Perché non se ne parla più? Perché ci facciamo buttare addosso anche 10.000 famiglie nostre, dipendenti di una banca che fino a 20 anni fa si chiamava CREDITO ITALIANO?
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019 (IL GIORNALE)




© un prodotto accaTì
tutto il materiale è protetto da Copyright degli Autori ed Editori come indicato