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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 03 December 2019 AL GIORNO Tuesday 10 December 2019 SU: cronaca




TITOLO: Raffica di calci e pugni al titolare del negozio Poi il tunisino lo rapina
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OCCHIELLO: Panico all'interno di un emporio di Roma nel quartiere Esquilino dove un cittadino tunisino di 23 anni si è introdotto nel negozio iniziando a malmenare e pestare la coppia titolare dell'attività e successivamente si è avventato sul computer utilizzato per la gestione. Fuggito, successivamente è stato braccato dalla Polizia che ha trovato in ta
TESTO: Panico all'interno di un emporio di Roma nel quartiere Esquilino dove un cittadino tunisino di 23 anni si è introdotto nel negozio iniziando a malmenare e pestare la coppia titolare dell'attività e successivamente si è avventato sul computer utilizzato per la gestione. Fuggito, successivamente è stato braccato dalla Polizia che ha trovato in tasca allo straniero anche un paio di forbici utilizzate in precedenza per minacciare la coppia di cinesi titolari dell'emporio in via Nino Bixio. Il ragazzo, tunisino di 23 anni dopo essere entrato all'interno dell'attività ha iniziato a sferrare calci e pugni ai titolari. La coppia di cinesi è stata malmenata brutalmente, successivamente ha preso il computer poggiato sul bancone e con le forbici ha estorto i cellulari alle vittime si legge sul Roma Today. Poi è fuggito correndo. Gli agenti che lo hanno prontamente braccato hanno recuperato tutta la refurtiva e in più anche le forbici, che sembra fossero state utilizzate per minacciare i proprietari dell'emporio. È stato immediatamente accompagnato in carcere e per lui si sono aperte le porte di Rebibbia. I dettagli del rapinatore non sono ancora stati resi noti, non è chiaro se fosse un pregiudicato. L'intervento è stato compiuto dagli uomini della Polizia di Stato del Commissariato Esquilino. Uno degli ultimi brutali episodi avvenuti all'Esquilino è di agosto 2018, quando in quattro accerchiarono un turista durante la notte derubandolo di marsupio con tanto di documenti. In quel caso a finire in manette fu un ragazzo di 26 anni della Guinea accusato di rapina aggravata. A maggio 2019 un carabiniere fuori servizio ha bloccato ed arrestato un algerino di 32 anni che aveva rapinato due studenti a Piazza Dante.
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TITOLO: Dell’Utri torna libero: ha scontato la sua pena
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OCCHIELLO: Marcello Dell'Utri da domani sarà un uomo libero. L'ex senatore di Forza Italia, condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, era in detenzione domiciliare per motivi di salute da luglio del 2018.Il 3 dicembre finirà di scontare la sua pena e potrà lasciare la sua abitazione di Milano. Dopo un breve fuga in Libano, tentata a
TESTO: Marcello Dell’Utri da domani sarà un uomo libero. L’ex senatore di Forza Italia, condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, era in detenzione domiciliare per motivi di salute da luglio del 2018.Il 3 dicembre finirà di scontare la sua pena e potrà lasciare la sua abitazione di Milano. Dopo un breve fuga in Libano, tentata alla vigilia della pronuncia della Cassazione che ha poi reso definitiva la condanna, l’ex manager di Publitalia venne estradato in Italia. Tornato nel nostro Paese venne condotto in carcere nel maggio del 2014. Nel luglio 2018, dopo una lunga battaglia legale, aveva lasciato il carcere per problemi cardiaci ed era stato posto ai domiciliari. ""Finalmente un Natale di libertà per l'amico Dell'Utri, finisce la detenzione domiciliare, e anche se difficilmente si potranno sanare certe ferite nell'animo potrò finalmente abbracciare un amico vero", ha detto l'ex deputato di Napoli, Amedeo Laboccetta, "Una persona seria e un grande uomo di cultura che ha dovuto sopportare il peso del giustizialismo nonostante l'età e la sua salute rispetto a cui il mondo politico è rimasto impassibile per troppo tempo". Dell'Utri è stato detenuto in regime di alta sicurezza nel carcere di Parma e successivamente trasferito nel penitenziario di Rebibbia. Infine, all’ex senatore erano stati concessi i domiciliari per ragioni di salute ed ha goduto della liberazione anticipata prevista dalla legge. Le vicende giudiziarie dell'ex manager di Publitalia, però, non sono terminate. Dell’Utri, infatti, è sotto processo anche a Napoli e Milano con l’accusa di sottrazione di centinaia di libri antichi. Inoltre è imputato al processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia. In primo grado gli sono stati inflitti 12 anni. Oggi è ancora in corso l'appello.
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TITOLO: Vi faccio vedere come si offende un italiano
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OCCHIELLO: Verrebbe da dire che l'hanno ucciso un'altra volta, se non fosse che forse a essere già morti sono loro.Irak, aprile 2004, Fabrizio Quattrocchi è costretto in ginocchio, mani legate e cappuccio in testa. Le armi puntate contro, ma l'orgoglio di chiedere se lo può togliere per guardare in faccia chi gli darà la morte. Come solo gli spiriti grand
TESTO: Verrebbe da dire che l'hanno ucciso un'altra volta, se non fosse che forse a essere già morti sono loro. Irak, aprile 2004, Fabrizio Quattrocchi è costretto in ginocchio, mani legate e cappuccio in testa. Le armi puntate contro, ma l'orgoglio di chiedere se lo può togliere per guardare in faccia chi gli darà la morte. Come solo gli spiriti grandi sanno fare. «No» gli rispondono i tagliagole islamici, accusandolo di essere un nemico di Allah. Ma ci vuole altro per avere ragione del suo coraggio. E strappando quel drappo nero che umilia il suo animo di combattente, urla la sua rabbia e il suo orgoglio. «Adesso vi faccio vedere come muore un italiano» è la sfida ai vili che gli sparano alle spalle prima di buttarlo in una fossa. E lordarlo con l'accusa di essere «nemico di Dio». Ecco, se per caso sentendo quelle parole, quell'adesso vi faccio vedere come muore un italiano avete provato un brivido di amor patrio o di riconoscenza per appartenere al suo stesso popolo, ebbene sentitevi in colpa. E cancellate subito l'emozione. Perché l'Anpi, l'associazione dei partigiani, non vuole. E si oppone al fatto che oggi a Genova gli si intitoli la passerella sul Bisagno che arriva a piazzetta Attilio Firpo, il partigiano Attila che per l'Anpi non merita l'affronto di stare vicino a Quattrocchi. Uno dicono (senza nemmeno vergognarsi), con la colpa di essere «impegnato su teatri di guerra stranieri per scelta professionale». E pazienza se lo Stato lo ha premiato con la Medaglia d'oro al valor civile, per i partigiani le medaglie buone sono (ancora) solo quelle che dava l'Urss di Stalin.
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TITOLO: La confessione choc di Fedez: "Ho un rischio sclerosi multipla"
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OCCHIELLO: Sicuramente questo è uno dei momenti più felici per Fedez. Il matrimonio, il primo figlio e una carriera che procede alla grande. Tutto sembra andare per il verso giusto. Purtroppo, però, il male è sempre dietro l'angolo. Purtroppo. Il rapper, infatti, ha fatto una rivelazione choc. Ha detto qualche parola che sta sconvolgendo l'opinione pubbli
TESTO: Sicuramente questo è uno dei momenti più felici per Fedez. Il matrimonio, il primo figlio e una carriera che procede alla grande. Tutto sembra andare per il verso giusto. Purtroppo, però, il male è sempre dietro l'angolo. Purtroppo. Il rapper, infatti, ha fatto una rivelazione choc che sta sconvolgendo l'opinione pubblica, i suoi fan e chi da tempo lo segue. "Ho fatto degli esami, ho un rischio sclerosi multipla", ha detto in un'intervista a La Confessione. Il programma andrà in onda questa sera sul canale Nove nella sua nuova edizione e oggi ilfattoquotidiano ne offre una anticipazione. Il marito di Chiara Ferragni rivela questa terribile "scoperta, fatta dopo un controllo medico". "Cosa farà in futuro? ", ha chiesto Gomez. "Eh, bella domanda - ha risposto Fedez -. È successo un evento importante, difficile, che mi ha fatto capire le mie priorità. Durante una risonanza magnetica mi è stata trovata una cosa chiamata demielinizzazione nella testa, che è una piccola cicatrice bianca. Sono dovuto restare sotto controllo perché, clinicamente, quello che mi hanno riscontrato è una sindrome radiologicamente verificata, ovvero la demielinizzazione è quello che avviene quando hai la sclerosi multipla". Una scoperta choc. Da brividi. Nel fare questa confessione, l'ex giudice di X-Factor si commuove e raccoglie i pensieri: "Ti trovano questa cosa e ti dicono: 'Guarda, devi stare sotto controllo perché può essere, come no, che si tramuti in sclerosi'. Questo è stato per me il motivo per iniziare un percorso per migliorare e per scegliere le mie battaglie". E dopo l'anticipazione della confessione del rapper milanese, gli utenti hanno iniziato a bombardare di messaggi l'artista. Così Fedez ha voluto registrare alcune storie per tranquillizzare tutti. "Stasera ci sarà una mia lunga intervista con Peter Gomez a La Confessione sul Nove. Sentivo il bisogno di tirare fuori un pò di cose accadute nell'ultimo anno per chiudere un cerchio e guardare avanti. Ho visto che sono già usciti tanti articoli alcuni con dei titoli molto allarmanti. Purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista) sto bene. Vi chiedo di guardare l'intervista completa. Ribadisco che sto bene", ha detto su Instagram. Le parole di Fedez sono taglienti, dure e inspettate. Non si può che augurargli il meglio e sperare che tutto vada per il verso giusto. In bocca al lupo Fedez! Hai la tua famiglia, i tuoi amici e milioni di fan vicino.
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TITOLO: Spara dalla sua finestra ai ladri: morto uno dei due malviventi
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OCCHIELLO: All'alba di questa mattina ha sentito qualcuno armeggiare alla porta d'ingresso di casa sua, ha preso la pistola regolarmente detenuta e ha sparato, uccidendo uno dei malviventi.È successo in una zona di campagna di Bazzano, in provincia di Bologna. A dare l'allarme intorno alle 5,10 di questa mattina è stata una donna, la moglie dell'uomo che ha
TESTO: Per ricostruire la dinamica dell'accaduto saranno fondamentali gli accertamenti balistici della Scientifica, ma la procura di Bologna sta valutando l'applicazione della legittima difesa. Sono cinque i colpi sparati dal custode della villa appena fuori Bazzano in Valsamoggia (Bologna) che hanno ucciso un uomo che armeggiava sul portone della tenuta, tentando un'effrazione. I colpi - secondo quanto raccontato dall'uomo ai carabinieri di Bologna, agli ordini del tenente colonnello Diego Polio e ai carabinieri di Bazzano - sono stati sparati in aria prima da una finestra, poi da un'altra. Il custode, 68enne, che vive nella depandance della villa con la moglie, più giovane, ha dichiarato: "Volevo solo spaventare i ladri e farli fuggire, non ho mirato a nessuno". Ora la perizia balistica, in corso da parte della scientifica, sarà fondamentale per stabilire la distanza e l'angolazione degli spari e da dove sono stati esplosi. L'arma era regolarmente detenuta. La moglie del custode - secondo il racconto dei coniugi ai militari - ha chiamato il 118 per denunciare l'effrazione e, nel mentre, il marito è uscito per controllare gli eventuali danni e ha trovato il cadavere dell'uomo. È terminato l'interrogatorio condotto dal procuratore di Bologna, la pm Manuela Cavallo, del 68enne custode di una villa a Bazzano che all'alba ha sparato cinque colpi di arma da fuoco, con una calibro 38 regolarmente detenuta, dopo aver sentito qualcuno armeggiare con il portone di ingresso. Dall'interrogatorio, secondo quanto si apprende, non sono emersi nuovi elementi. La Procura sta ancora valutando quale reato contestare eventualmente al custode. Quest'ultimo è indagato ma ancora non si sa per quale reato. "Leggevo la notizia che in provincia di Bologna stanotte un signore di 69 anni ha reagito sparando a numerosi rapinatori che gli erano entrati in casa. Se i ladri invece di entrare in casa altrui fossero andati a lavorare, oggi starebbero tutti bene", ha affermato Matteo Salvini a Ravenna in un passaggio del suo comizio durante l'inaugurazione delle sede della Lega.
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TITOLO: Sondaggi, Sardine al 12% rubano voti a Pd e M5S
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OCCHIELLO: Se le Sardine diventassero un partito politico, il 12% degli elettori lo voterebbe. È il risultato del sondaggio effettuato dall'Istituto Noto Sondaggi che, secondo quanto riporta la Nazione, fa una stima del possibile scenario elettorale, nel caso in cui il movimento nato a Bologna si presentasse alle elezioni.Invece di aggiungere voti ai partiti
TESTO: Se le Sardine diventassero un partito politico, il 12% degli elettori lo voterebbe. È il risultato del sondaggio effettuato dall'Istituto Noto Sondaggi che, secondo quanto riporta la Nazione, fa una stima del possibile scenario elettorale, nel caso in cui il movimento nato a Bologna si presentasse alle elezioni. Invece di aggiungere voti ai partiti che appoggiano il governo, intaccando il centrodestra, però, le Sardine ruberebbero voti sia al Pd che al Movimento 5 Stelle. A votare per il movimento nato a Bologna, infatti, sarebbero gli elettori che non condividono totalmente la linea dei partiti di centrosinistra e ne sono molto critici. Secondo il sondaggio, a soffrire maggiormente dell'ingresso delle Sardine nel panorama elettorale, sarebbe il Pd, che perderebbe 5 punti, cadendo al 13%. Ma a risentirne sarebbe anche il Movimento di Luigi Di Maio, che crollerebbe di 4 punti, attestandosi al livello del Pd: 13%. Così, il centrosinistra sarebbe formato da tre alleati, con la stessa percentuale, e pur aumentando al 43% non riuscirebbe a raggiungere il 50% del centrodestra. La Nazione ricorda, però, che bisogna tener conto del fatto che spesso i nuovi partiti vengono sovrastimati nei sondaggi. Se davvero le Sardine diventassero un partito politico, una volta alle urne potrebbero conquistare meno voti di quelli stimati. Inizialmente, infatti, l'adesione risulterebbe più facile e coinvolgerebbe un maggior numero di persone, perché il movimento non avrebbe ancora una chiara linea politica. Poi, col passare del tempo, le Sardine sarebbero costrette a schierarsi su temi importanti e, inevitabilmente, potrebbero perdere consensi. È ancora troppo presto, quindi, per dire che le Sardine spopolerebbero una volta entrate in politica, sempre che questa sia la loro intenzione. In ogni caso, se anche diventassero un partito, sembra che il movimento anti-Salvini non andrebbe a intaccare il centrodestra ma, al contrario, porterebbe scompiglio nel centrosinistra.
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TITOLO: Dramma nel Torinese, 85enne uccide a martellate la figlia disabile
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OCCHIELLO: Colpita con numerose martellate, che alla fine l'hanno lasciata senza vita. È morta così una donna disabile di 44 anni. Ad ucciderla, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata la madre di 85 anni.Questa mattina, in un appartamento di Orbassano, in provincia di Torino, si è consumato un dramma. Secondo le prime informazioni, riportate da AdnK
TESTO: Colpita con numerose martellate, che alla fine l'hanno lasciata senza vita. È morta così una donna disabile di 44 anni. Ad ucciderla, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata la madre di 85 anni. Questa mattina, in un appartamento di Orbassano, in provincia di Torino, si è consumato un dramma. Secondo le prime informazioni, riportate da AdnKronos, verso le 8:40 di questa mattina, i carabinieri sono intervenuti in un appartamento della città del Torinese, dove è stato rinvenuto il corpo di una donna disabile di 44 anni, colpita alla testa da diversi colpi di martello. L'omicidio sarebbe avvenuto nella notte. A colpirla al capo, fino ad ucciderla, forse per porre fine alla sua sofferenza, sarebbe stata la madre 85enne della donna. In casa, al momento della tragedia, sarebbe stato presente anche il padre della 44enne. Infatti, sarebbe stato proprio l'uomo di 87 anni a chiamare i carabinieri, raccontando ciò che era successo e chiedendo l'intervento delle forze dell'ordine. Sul posto, oltre ai militari dell'Arma dei carabinieri, anche la sezione Investigazioni scientifiche, che stanno svolgendo un primo sopralluogo. Sul comodino è stato trovato e sequestrato il martello, usato dalla donna per colpire la figlia. Quando i carabinieri sono entrati nell'appartamento di Orbassano, la madre 85enne era accanto alla figlia, ma non era in buone condizioni per l'assunzione di farmaci ed è stata portata in ospedale. A quanto si è appreso, la figlia sarebbe stata disabile dalla nascita, ma non sarebbe stata costretta a stare a letto
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TITOLO: Parrucca da 300 euro dopo la chemio: «L’agenzia delle entrate la contesta»
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OCCHIELLO: Sara Recordati, giornalista e scrittrice di 47 anni, ha ricevuto un accertamento dell’Agenzia delle Entrate che le chiedeva di dimostrare che avesse versato veramente quei 12 mila 500 euro all’ospedale e, peggio, di motivare l’acquisto della parrucca
TESTO: «Mi chiedono, oggi, il certificato CEE della parrucca e una richiesta medica che giustifichi il fatto che ne avessi bisogno come “supporto in una condizione di grave disagio psicologico” perché ero rimasta senza capelli e non, per dire, per andare a una festa di carnevale». Cosa ha pensato quando ha ricevuto questa richiesta? «Sono rimasta senza parole. Non credevo di poter ripiombare così in quel capitolo della mia vita, in questo modo così ottuso. Lo stato si è insospettito delle alte spese mediche che avevo sostenuto quell’anno, ma ci sono state perché purtroppo mi sono ammalata. Inoltre, sembra avere dubbi su una fattura emessa da una struttura pubblica, che quindi allo stato appartiene. E sorvolo sul fatto che mentre ero sotto i ferri mi è stata rubata la borsa dall’armadietto della camera. Non bastasse, la storia della parrucca. Quando nella dichiarazione dei redditi avevo anche allegato la richiesta medica della mia oncologa solo che, essendo piuttosto sconvolta in quel periodo, l’avevo fotocopiata male, si legge solo in parte. Anche se chiaramente si vede che è richiesta per “alopecia”». Di che cifra stiamo parlando? «La parrucca mi era costata 300 euro, anche se una mia assicurazione ne aveva coperto in parte il costo, quindi si parla di 100 euro. Mi aveva accompagnata un’amica a sceglierla dopo che per qualche tempo avevo accantonato l’idea. Perdere tutti i capelli è tremendo: non mi riconoscevo più allo specchio, non riconoscevo più nemmeno l’odore della mia pelle. Ho scelto questa parrucca simile ai miei capelli». Come si sente a dover dimostrare quello che le chiedono di dimostrare? «Ci sono rimasta davvero male. Come se avessi subito un’aggressione da parte dello stato. Io adesso sono guarita, devo fare controlli assidui, ma cerco di guardare avanti. Tutto questo l’ho trovato veramente sgradevole, fuori luogo. Mi fa stare male inutilmente, ributtandomi dentro una situazione che pensavo di essermi lasciata alle spalle. Ma poi davvero, scoprire che l’Agenzia delle entrate si attiva per il controllo della dichiarazione delle spese sanitarie per una parrucca presa dopo un intervento fa davvero rimanere male. In questo tipo di burocrazia c’è una violenza, una mancanza di umanità e di considerazione della persona che lascia allibiti». Qualcuno potrebbe obiettare che sono le regole. «Per me è accanirsi, ma poi per cosa? Mi piacerebbe incontrare il signore che ha scritto questo accertamento. Ma senza astio, solo per chiedergli a cosa stava pensando, con quale priorità abbia scritto un messaggio del genere. Come fai a chiedermi come mai ho comprato la parrucca? Sembra veramente un caso di ottusità estrema che va a cozzare con una sensibilità ferita». Davvero vorrebbe parlare a chi ha compilato l’accertamento? «Sono curiosa di capire come ragiona di chi manda questi accertamenti. Nella fotocopia della richiesta medica si legge “alopecia”, eppure c’è qualcuno che ha detto: voglio vederci chiaro. Spero tanto non sia una donna». È passato qualche giorno da quando ha ricevuto la comunicazione. Oggi come si sente? «Infuriata. Non ho mai avuto problemi con il fisco, non ho certo guadagni iperbolici e sono serena per come ho sempre gestito le cose. La sensazione è di essere presi in giro da un apparato che non funziona e si accanisce su cose futili e, sinceramente, avverto della cattiva fede nel sospettare che una donna che voglia truffare il fisco per qualche decina di euro per una parrucca, dopo che ha fatto la chemioterapia. Questa ottusità mi addolora. Non si possono colpire le persone senza nemmeno considerare che sono, appunto, persone».
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