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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 10 December 2019 AL GIORNO Tuesday 17 December 2019 SU: cronaca




TITOLO: Bari, le nonne delle orecchiette finiscono sul New York Times: «Troppi controlli, non lavoreremo più»
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OCCHIELLO: La pasta fatta a mano lungo i vicoli della città vecchia è una delle attrazioni più amate dai turisti. Ma ora norme e regole rischiano di mettere a repentaglio la tradizione
TESTO: A Bari Vecchia, all’Arco Basso, si starebbe sviluppando una storia che neppure Checco Zalone, Antonio Cassano e Gianrico Carofiglio sarebbero in grado di girare, raccontare o scrivere. Le nonne, madri e figlie della tradizione delle orecchiette fatte a mano davanti allo juso, al basso di casa, tra scalette, archi e porte sempre aperte, sono al centro di un affaire orecchietté. Ne ha parlato il New York Times inviando sul posto un cronista, al quale è bastato superare piazza del Ferrarese, la vetrina di Bari Vecchia con la sua movida, per accorgersi che qualcosa non quadrava intorno alla pasta fatta in casa a forma di piccolo orecchio. Il problema sono le regole: il caso è scoppiato qualche settimana fa, quando tre chili di orecchiette fatte a mano sono state sequestrate dalla polizia municipale in un ristorante di corso Vittorio Emanuele. Le orecchiette non erano tracciate, tanto da non rendere possibile risalire alla provenienza del prodotto. Con eventuali rischi. Che vanno da quelli igienico-sanitari al presunto contrabbando di orecchiette. Per cui le nonnine, abituate a produrre e poi a recapitare nei ristoranti della zona le loro delizie, hanno iniziato a preoccuparsi.
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TITOLO: Brindisi, evacuazione bomba: sarà la più grande della storia (si sposteranno anche i detenuti)
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OCCHIELLO: Il d-day domenica 15: si sposteranno in 54 mila (su 87 mila abitanti). La zona rossa ha un raggio di oltre 1,5 chilometri perché l’ordigno bellico è stato danneggiato. Chiusi aeroporto, ferrovie e superstrada, ma gli ipermercati in periferia apriranno prima
TESTO: La prima indicazione è che dalle ore 5 di domenica 15 dicembre saranno chiusi tutti i 41 varchi di ingresso a Brindisi: chi è fuori non può entrare e chi è dentro ne deve uscire. E dovrà farlo con l’auto, perché nella zona rossa non sarà possibile lasciare autovetture parcheggiate all’aperto — un’apposita ordinanza prevederà il divieto assoluto di sosta dei veicoli — per evitare che, in caso di scoppio dell’ordigno, possano essere danneggiate. Inoltre, per ragioni di sicurezza sarà necessario interrompere l’erogazione del gas per tutte le forniture all’interno dell’area che si trova nel raggio di 500 metri dal luogo in cui si trova l’ordigno bellico: entro le 5.55 del 15 dicembre chiunque risieda nel perimetro dei 500 metri dovrà obbligatoriamente chiudere la valvola del gas. E per chi dovesse nascere o morire nelle ore della «città vuota», il servizio anagrafe sarà attivo dalle 8 alle 12 nella frazione di Tuturano.
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TITOLO: Scalea, arrestato il sindaco assenteista: timbrava il cartellino e si appartava al parco con una donna
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OCCHIELLO: Eletto a giugno del 2016 con una lista civica di centro sinistra, è accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsa attestazione. Ai domiciliari, è stato sospeso
TESTO: Le assenze nulla hanno a che fare con la sua carica di primo cittadino. Gennaro Licursi dopo aver timbrato il cartellino se ne usciva dall’ufficio per svolgere attività personali o intrattenendosi spesso con amici. Molto personali. Nell’ordinanza si dice che: «In più occasioni l’attività di pedinamento ha consentito di filmare Gennaro Licursi negli orari in cui avrebbe dovuto essere in servizio, all’interno del Parco del Corvino (nelle immediate adiacenze del Centro sportivo), in sosta all’interno di un’area circondata da una folta vegetazione insieme a una donna». Arrestati anche tre dipendenti dell’Asp che hanno coperto il sindaco durante le sue assenze. Per coprire i suoi allontanamenti volontari il sindaco di Scalea si era inventato false missioni di servizio. Per due anni è stato sottoposto ad intercettazioni telefoniche, seguito con il Gps e filmato in tutte le sue azioni quotidiane che hanno provato le sue continue assenze dal lavoro. È il quinto sindaco arrestato dalla procura di Paola dopo quelli di Aieta, Guardia Piemontese, Maierà e Fuscaldo, coinvolti in indagini sulla pubblica amministrazione.
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TITOLO: Maltempo, scuole chiuse a Roma e Napoli per la tempesta di Santa Lucia
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OCCHIELLO: In arrivo la «Tempesta di Santa Lucia»: allerta gialla nel Lazio, Campania, Sardegna e Toscana: si temono cadute di rami , trombe d’aria e mareggiate sulle coste. La sindaca Raggi chiude anche parchi e cimiteri
TESTO: Il bollettino di pre-allerta diramato dal Dipartimento della Protezione civile riguarda anche i bacini costieri – si temono infatti mareggiate pesanti sui litorali – e quelli idrici, con particolare attenzione a fiumi e canali che saranno costantemente monitorati. Scattato l’allarme dunque giovedì intorno alle 18.30, dal Campidoglio è stata comunicata la riunione d’urgenza del Centro operativo comunale, che «include tutte le strutture comunali e municipali deputate a coordinare l’attività mirata a fronteggiare il rischio di allagamenti e limitare eventuali disagi». In serata, infine, la decisione di chiudere tutte le scuole, come stabilito dall’ordinanza firmata dalla sindaca Raggi. Appena diffusa la notizia sulla possibile chiusura degli istituti scolastici, il sito del Comune di Roma è andato in tilt per l’assalto di cittadini in cerca di informazioni e soprattutto di genitori preoccupati: «Il portale di Roma Capitale non è attualmente disponibile per urgenti interventi di manutenzione straordinaria volti al miglioramento del servizio; ci scusiamo con l’utenza per il disagio», riportava la scritta sulla home page.
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TITOLO: L’artificiere della bomba di Brindisi: «Non temo di saltare, ma gli ordigni li rispetto: e questo era pericoloso»
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OCCHIELLO: Parla il caporal maggiore capo scelto Francesco Piacenza, 45 anni, foggiano, che ieri ha disinnescato una bomba del 1941 trovata a Bari: «C’erano 41 chili di tritolo, avrebbe spedito schegge a un chilometro e mezzo»
TESTO: L e studia, le sfiora, le blocca e, stac, le disinnesca. L’artificiere Francesco Piacenza ha fatto così anche ieri, quando si è trattato di neutralizzare la bomba di Brindisi ritrovata il 2 novembre vicino al centro città: un ordigno della seconda guerra sganciata da un aereo inglese nel 1941 per colpire, probabilmente, la vicina ferrovia. È rimasta lì, inesplosa, per quasi ottant’anni, fino a quando la benna di un escavatore l’ha urtata rischiando grosso. Dopo l’evacuazione di 55 mila persone, è entrato in azione lui: il 45enne caporal maggiore Piacenza dell’XI reggimento genio guastatori di Foggia, nervi d’acciaio e grande passione. Caporal maggiore Piacenza, cosa si è rischiato con quell’urto? «L’esplosione, naturalmente. Nella bomba c’erano 41 chili di tritolo, in perfetto stato di conservazione. Abbiamo valutato che ci sarebbe stata un’onda d’urto letale per un raggio di 250 metri e danni irreversibili alle persone per 450 metri, schegge a oltre un chilometro e mezzo. Il meccanismo di funzionamento era inalterato e dunque il livello di pericolosità era elevato. Con i miei tre colleghi abbiamo comunque rimosso con successo il congegno di attivazione. Cioè, posso raccontarla». Una vita fra le bombe, quante ne ha disinnescate? «Tenga conto che faccio questo lavoro da 17 anni, con 16 missioni all’estero in Iraq e Afghanistan. Ricordo che in quattro mesi, in Iraq, ne abbiamo distrutte più o meno 4 mila, quindi mille al mese. Bisogna dire però che si tratta di un teatro di guerra. In Italia i numeri sono naturalmente inferiori. Nel 2019 noi di Foggia ne abbiamo comunque neutralizzate 190. Sull’intero territorio nazionale, in 10 anni, l’Esercito ha bonificato 35 mila ordigni, 1.990 solo nel 2018. A riprova di un grosso numero di bombe ancora presenti, retaggio delle grandi guerre». Artificiere per scelta? «È un lavoro che mi ha sempre affascinato. Le bombe, il pericolo, l’utilità, lo spirito di corpo. La curiosità che avevo all’inizio si è via via trasformata in passione, direi quasi irrefrenabile». La moglie cosa dice? «La mia famiglia convive da sempre con il mio lavoro e lo accetta. Ho due figli di 13 e 7 anni, la grande è nata una settimana prima del mio ritorno in Iraq, il piccolo durante la missione in Afghanistan». Non ha paura di saltare per aria? «Se ce l’avessi farei altro. Certo, gli interventi non sono mai semplici e c’è sempre un rischio ma i materiali che abbiamo a disposizione ci consentono di ridurlo al minimo. Regola numero uno: avere sempre molto rispetto della bomba, trattarla con cura perché la sua reazione è sempre negativa e non lascia scampo». La sua giornata tipo? «Ho giornate di due tipi. Quelle impegnate in attività di bonifica di ordigni esplosivi, come oggi. Succede una decina di volte al mese. Sveglia alle 6.30, si parte con la pianificazione, la messa a punto dei materiali, dei mezzi, e poi si passa all’esecuzione dell’intervento. Infine, il debriefing in sede e rientro a casa alle 18.30. Quando non interveniamo ci si addestra in caserma, si provano i materiali, si studiano nuovi ordigni, si rivedono i vecchi. ..». L’ordigno più potente che ha disinnescato? «A Villa San Giovanni, circa due anni fa, ne abbiamo distrutto una da 1.000 libbre, 500 chili di ordigno. Grande soddisfazione. Ma indipendentemente dalla potenza della bomba, neutralizzarla mi gratifica sempre. Sento di aver fatto qualcosa di utile alla popolazione». Un esempio? «Di recente a Chieti ne abbiamo rimossa una nel giardino di una casa privata. Quando abbiamo finito la signora era felicissima perché i nipotini potevano tornare a giocare da lei e ci ha ringraziato con i pasticcini. Bello». Domani a quale bomba tocca? «In mattinata c’è il brillamento dell’ordigno di Brindisi. Lo faremo in una cava. Poi si torna in reparto e si rimettono a posto i materiali da usare per la prossima bomba».
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