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LE NOTIZIE DAL GIORNO Wednesday 14 October 2020 AL GIORNO Wednesday 21 October 2020 SU: cronaca




TITOLO: Coronavirus, le ultime notizie dall’Italia e dal mondo sul Covid-19
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OCCHIELLO: Gli aggiornamenti sul coronavirus di oggi, mercoledì 14 ottobre
TESTO: Ore 12.14 - L’Irlanda del Nord chiude scuole e pub L’Irlanda del Nord chiuderà le scuole per due settimane, nell’ambito di un pacchetto di nuove misure restrittive per contenere l’epidemia. Lo riferisce la Bbc. La premier nordirlandese Arlene Foster ha delineato le nuove misure, che includono anche limiti a matrimoni e funerali, ed entreranno in vigore venerdì. Pub e ristoranti chiuderanno per quattro settimane, a eccezione di take away e consegne, mentre la pausa di metà semestre di Halloween per le scuole è stata estesa a due settimane. Ore 12.09 - Germania, Merkel chiederà nuove restrizioni La cancelliera tedesca Angela Merkel chiederà una nuova stretta sulle misure per arginare il contagio da Covid nel vertice di oggi con i presidenti dei Lander. È quanto emerge dalla bozza di un documento di cui ha preso visione France Presse. A fronte della crescita dei nuovi casi, Merkel avrebbe intenzione di abbassare da 50 a 35 infezioni alla settimana la soglia necessaria per far scattare le nuove restrizioni, che includerebbero un’estensione delle occasioni in cui è obbligatorio indossare la mascherina e ulteriori limiti per gli assembramenti privati. La mappa del contagio nel mondo: ecco come si sta diffondendo il virusOre 11.55 - Ue, Sassoli due volte negativo: domani partecipa al summit Dopo un primo test negativo la settimana scorsa, anche questa settimana «sono risultato negativo» al Covid. «In linea con le norme, rimarrò in autoisolamento oggi. Domani tornerò in Parlamento e parteciperò al Consiglio Europeo». Ne dà notizia sui social lo stesso presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. Ore 11.44 - Ricciardi: «Prima di novembre rischio 16mila casi al giorno» «Qualche giorno fa ho stimato che se non si fossero prese misure come quelle che stiamo prendendo adesso si sarebbe potuto arrivare a novembre a 16 mila casi (al giorno, ndr). In realtà il ritmo di crescita è talmente forte che potremmo arrivarci anche prima. Per cui è necessario rispettare le vecchie regole e introdurre queste nuove». Lo ha detto il consulente scientifico del ministero della Salute, Walter Ricciardi, ospite su Tv2000 commentando l’andamento dei contagi in Italia. Ore 11.41 - Pisano: «Immuni ci protegge, ok anche da Consiglio Europa»«Il primo motivo per scaricare Immuni», in questa nuova ondata di contagi, è «innanzitutto perché ci protegge». Così la ministra dell’Innovazione tecnologica e della digitalizzazione, Paola Pisano, ad Agorà, su Rai Tre. La ministra ha ricordato che l’app «è già stata scaricata da oltre 8,5 milioni di persone» (ad oggi 8.605.896 milioni ndr) e che è «notizia di questi giorni che il Consiglio d’Europa, l’organismo internazionale che unisce 47 Paesi e promuove diritti umanitari e democrazia, ha espresso parere favorevole su questa applicazione». Proprio perché, ha detto Pisano, «Immuni è nata in virtù di una legge che tutela la privacy e la volontarietà nell’uso». Ore 11.34 - Il virologo Pregliasco: «Troppi sui mezzi in orari di punta»«In effetti negli orari di punta, a Milano, si vedono troppi assembramenti. Occorre recuperare il distanziamento, a mio parere potenziando lo smart working e dilazionando i tempi di ingresso a scuola e sul lavoro. Penso che anche la didattica a distanza per i ragazzi più grandi, dai 16 anni, potrebbe essere utile. Almeno in queste settimane». Così all’Adnkronos Salute il virologo dell’Università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco. E se la situazione nazionale è gestibile e la curva può essere piegata, «occorre tenere a mente gli scenari che ci arrivano dai modelli matematici: il peggiore ci dice quello che potrebbe accadere se non facciamo nulla. Ebbene, è importante ridurre gli assembramenti e rispettare, tutti, le misure. Anche perché è vero che gli asintomatici sono meno contagiosi, ma non li riconosciamo». Ore 11.10 - In Croazia nuovo record, 748 casi nelle 24 ore,4 mortiIn Croazia continua l’impennata dell’epidemia di Covid con 748 casi confermati nelle ultime 24 ore, numero che segna un nuovo record giornaliero. A riferirlo l’Unità di crisi della Protezione civile che ha introdotto una serie di nuove misure restrittive. L’ultimo record giornaliero era di 547 infezioni raggiunto venerdì scorso. Anche il totale dei pazienti con l’infezione attiva, ad oggi 3.210, è al massimo. Di questi 441 sono in cura ospedaliera e 27 richiedono anche l’aiuto della respirazione artificiale. Da ieri sono decedute quattro persone, che portano il numero delle vittime del Covid-19 in Croazia a 334. Dall’inizio della pandemia nel Paese sono stati registrati 21.741 contagi (qui la mappa del contagio nel mondo).Ore 11.02 - Superati i 38 milioni di casi nel mondo In tutto il mondo sono stati superati i 38 milioni di casi di coronavirus. Lo si legge negli aggiornamenti della Johns Hopkins University. In particolare, il numero dei contagi è di quasi 38.144.000. Al primo posto sempre gli Stati Uniti (7.858.344), seguiti da India (7.239.389) e Brasile (5.113.628). Le vittime sono 1.086.399, 216.000 soltanto negli Usa. Ore 10.48 - Impennata di casi in Belgio, +93% in sette giorniContinuano a salire i contagi da coronavirus in Belgio. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istituto di sanità pubblica Sciensano tra il 4 e il 10 ottobre ci sono state in media 5.057 contagi al giorno. Si tratta di un aumento del 93% rispetto al precedente periodo di sette giorni. Lo scrive l’agenzia di stampa Belga. Venerdì scorso è stato registrato il picco di 7.030 nuovi contagi. Ore 10.30 - Grecia, obbligatoria mascherina in tutti i luoghi di lavoro In Grecia a partire da oggi sarà obbligatorio indossare una mascherina in tutti i luoghi di lavoro al chiuso e nelle aree pubbliche all’aperto dove c’e’ affollamento. Lo ha annunciato il viceministro della Protezione civile Nikos Hardalias, sottolineando che la misura si applica in tutto il Paese indipendentemente dai livelli di trasmissione del coronavirus a livello locale. Ore 9.58 - Nuova Zelanda si ritira da amichevole con Inghilterra La Nuova Zelanda ha deciso di ritirarsi dall’amichevole di calcio che avrebbe dovuto giocare il prossimo 12 novembre contro l’Inghilterra. «La natura mutevole delle restrizioni di viaggio e della disponibilità di voli commerciali a causa del Covid ci dice che non abbiamo la certezza di poter schierare una squadra a Wembley», si legge in una nota del Ceo della federazione neozelandese, Andrew Pragnell, che si riferisce all’incontro programmato il mese prossimo. Ore 8.50 - Lockdown in Israele prorogato fino a domenicaIl lockdown in Israele è stato prorogato fino a domenica 18 ottobre. Lo ha stabilito all’unanimità il Comitato governativo sul Covid, escludendo per ora escluso ogni allentamento delle restrizioni in atto nel Paese. È stato tuttavia deciso che giovedì ci sarà una nuova riunione per decidere se mitigare alcune norme «in accordo con la morbilità indicata dalle statistiche», in particolare quelle per ristoranti, asili e piccoli commerci. Continuano intanto a scendere i contagi, arrivati a 2.255 su 41mila tamponi, con un tasso di infezione del 5,4% (ieri era oltre il 7%). In calo anche i malati gravi che sono 808, mentre salgono i decessi (arrivati a 2.055). Ore 8.08 - Nuovo record in India: 63.509 nuovi casi in 24 oreL'India supera i 63mila nuovi casi (63.509, +8mila rispetto a ieri), che portano il totale a oltre 7.2 milioni. Il Paese è secondo solo agli Usa. Il ministero della Salute ha anche segnalato 730 morti nelle ultime 24 ore, dato che porta il bilancio delle vittime a 110.586. Il mese scorso il Paese ha registrato più di mille morti al giorno. Ore 8 - Controlli Nas in quasi 1.900 ristoranti e birrerie Intervento dei Nas, in stretta collaborazione con i reparti territoriali dell’Arma, presso 1.898 esercizi di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, quali ristoranti, pizzerie, trattorie, fast-food, pub, birrerie e bar. Nel corso dei controlli sono state contestate 351 violazioni, con particolare riferimento al mancato uso delle mascherine di protezione facciale (43%) e all’assenza di informazioni relative alle cautele da adottare da parte della clientela (13%). Altre violazioni hanno interessato nel 9% la distanza insufficiente tra i tavoli, il mancato distanziamento sociale tra le persone (9%), l’assenza di prodotti igienizzanti all’interno o all’ingresso dei locali (l’8%), la mancata procedura di pulizia e sanificazione degli ambienti (3%). Ore 7.45 - Germania oltre 5mila nuovi contagi: prima volta da aprile Per la prima volta da metà aprile, la Germania supera 5mila nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore con 5.132 contagi confermati. Sono i dati diffusi dal Robert Koch Institute: il giorno prima si erano avuti 4.122 casi. Il più alto numero di contagi in Germania in 24 ore si era avuto ai primi di aprile quando si erano superati i 6mila casi al giorno. L’aumento odierno porta il totale a 334.585 casi confermati. L’RKI ha registrato anche un balzo dei decessi dai 13 del giorno prima ai 40 odierni. Il numero totale di morti da coronavirus in Germania è quindi salito a 9.677.
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TITOLO: Covid a Milano, Galli: «Poco tempo per invertire la rotta. Sugli ospedali pressione già molto forte»
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OCCHIELLO: Impennata di nuovi casi a Milano e in Lombardia. L’allarme del professore dell’ospedale Sacco. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana: «Non possiamo permetterci un blocco, ma qualcosa servirà»
TESTO: MILANO — Il doppio dei malati scoperti rispetto al giorno prima. I nuovi casi positivi al Sars-CoV-2, mercoledì in provincia di Milano, sono stati 1.032 (martedì erano 440); 504 contagiati in città (contro i 236 di 24 ore prima). Da un giorno all’altro è raddoppiato anche il numero dei tamponi. Per «pesare» questi dati è dunque necessario esaminarli sotto un’altra ottica. Primo: l’epicentro dell’epidemia in Lombardia si è definitivamente spostato da Bergamo e Brescia alla metropoli: tra il 50 e il 60 per cento dei nuovi malati lombardi sono milanesi. Secondo: sulla settimana, intervallo di tempo più adeguato per valutare l’espansione dell’epidemia, l’aumento appare massiccio. Se al 2 ottobre i casi scoperti in sette giorni erano 409, sono quasi raddoppiati nella settimana successiva (787 al 9 ottobre), e poi schizzati a 1.447 tra il 10 ottobre e ieri (dunque in soli 5 giorni). Ecco perché Emanuele Catena, direttore della terapia intensiva dell’ospedale «Sacco», riflette: «La situazione potrebbe potenzialmente diventare esplosiva e allarmante». Il numero dei contagi resta soltanto un indicatore. Anche perché, avverte il direttore generale del Welfare in Lombardia, Marco Trivelli: «Il 92 per cento dei positivi ha pochi sintomi o addirittura nessuno. Per più della metà si tratta di persone sotto i 50 anni; 297 sono minorenni». I segnali più neri su Milano arrivano incrociando altri elementi. L’Rt, indice che misura la forza espansiva della malattia, ha toccato un livello molto al di sopra della soglia di rischio: dalla fine del lockdown, l’Rt di Milano è rimasto costantemente sotto l’1; è risalito oltre l’1,5 dopo Ferragosto, spinto dai contagi in vacanza; si è poi riabbassato, fino a metà settembre; ma negli ultimi giorni ha superato il 2. Significa che, in media, ogni malato contagia altre due persone. Ancor più critica la situazione negli ospedali. «A preoccuparci è l’andamento dei ricoveri — continua il direttore della terapia intensiva del Sacco —. Da qualche giorno assistiamo a un aumento esponenziale delle richieste, tre giorni fa avevamo 4 ricoveri in più, poi ne abbiamo avuti 8 e ieri 11. La pressione è molto forte. Se immaginiamo di proiettare questo trend, nelle prossime settimane potremo trovarci con centinaia di pazienti ricoverati». Delle 99 persone in più ricoverate ieri in Lombardia (in totale sono 645), quasi 80 sono a Milano. Gli ospedali della regione sono passati alla «Fase 2», cioè l’aumento dei letti di terapia intensiva fino a 150, mentre oggi sono assistiti 64 pazienti (28 solo a Milano). «Se si dovessero riempire tutti i posti, il progetto della Regione è di riaprire l’ospedale della Fiera di Milano», spiega Antonio Pesenti, coordinatore dell’Unità di crisi per le terapie intensive in Lombardia. «Abbiamo pochissimo tempo per intervenire e invertire la tendenza — aggiunge Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive del Sacco —. Ci rimangono quindici giorni per mettere in campo misure utili per invertire la tendenza». E di questo il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha ragionato con il prefetto di Milano, Renato Saccone. Una riunione che a breve sarà estesa al sindaco Giuseppe Sala. «Non possiamo permetterci un altro lockdown complessivo — ha detto Fontana, replicando alle ipotesi emerse in serata —. Potrebbe esserci la necessità di qualche misura ulteriore, ma non di più». Ipotesi sul tavolo: ridurre i passeggeri sul trasporto pubblico scaglionando gli orari delle attività, chiusura anticipata degli esercizi pubblici, nuovi incentivi allo smart working.
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TITOLO: I tentacoli della ‘ndrangheta dalla Calabria al Trentino: 23 arresti
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OCCHIELLO: Il Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri, in due operazioni coordinate dai pm di Trento e Reggio Calabria, ha arrestato 23 persone fra cui un agente. Smascherata la presenza delle ‘ndrine nella provincia autonoma di Trento. Gli indagati sono 34
TESTO: Nel corso dell’operazione «Perfido» i carabinieri del Ros, guidati dal generale Pasquale Angelosanto, avrebbero «accertato l’esistenza e l’operatività di una “locale” di ‘ndrangheta»e per questo il Gip di Trento ha ordinato 18 arresti accusandoli, a vario titolo, di diversi reati fra cui «associazione mafiosa in quanto appartenenti alla ‘ndrangheta». Secondo gli investigatori è il risultato finale «di una articolata attività investigativa condotta dal Ros che ha accertato esistenza e operatività di una locale di ‘ndrangheta nella provincia di Trento». In una seconda operazione — chiamata «Pedigree 2» — invece, i carabinieri del Ros di Reggio Calabria e Trento e gli agenti della squadra mobile reggina hanno arrestato Antonio Serraino detto «Nino», Francesco Russo detto «Ciccio lo Scalzo», Antonino Fallanca, Paolo Russo alias «Zamburro» e il poliziotto Seby Vecchio. Quest’ultimo, è stato per diversi anni consigliere comunale di Reggio Calabria e fra il 2007 e il 2010 anche assessore alla Pubblica istruzione mentre fra il 2011 e il 2012 è stato presidente dell’Assemblea consiliare di Palazzo San Giorgio. Seconda l’accusa, il poliziotto indagato risulta legato «a doppio filo con la cosca Serraino e con altri esponenti della criminalità organizzata reggina, ricavando benefici elettorali ed assicurando ai suoi sodali una ventennale «messa a disposizione» per venire incontro alle loro più svariate esigenze». Vecchio durante il suo mandato consiliare subì due attentati con la distruzione della sua autovettura. «I contatti con la cosca Serraino — ha spiegato il procuratore Giovanni Bombardieri — sono proseguiti nel tempo, sia durante la latitanza del boss Maurizio Cortese sia più di recente. Nei confronti dell’ex assessore abbiamo raccolto dichiarazioni di ben otto collaboratori di giustizia riscontrate dall’attività tecnica e di intercettazione eseguita dalla squadra mobile e dei carabinieri. Oggi abbiamo potuto ricostruire tutte le vicende che lo riguardano. Bisogna dare atto alla polizia di Stato di avere avuto la fermezza di andare avanti con questa indagine che ancora una volta dimostra la convergenza con altre autorità giudiziarie come quella di Trento». Nei confronti di Seby Vecchio è accusato anche di intestazione fittizia. Nel dispositivo dei magistrati è accusato di aver ricevuto dal clan «consistenti pacchetti di voti in occasione delle elezioni» e lui «sfruttava il ruolo di consigliere e assessore comunale per garantire favori ai membri della cosca di appartenenza e agli esponenti di altre articolazioni della `ndrangheta reggina». Inoltre, avrebbe assicurato «protezione ai sodali» e procurato «notizie riservate sulle indagini in corso». Inoltre, avrebbe agevolato «la latitanza dei capi della cosca che intendevano sottrarsi alla cattura» e supportato «gli interessi economici del sodalizio e dei suoi capi, agevolando l’apertura di attività commerciali ed instaurando rapporti societari di fatto (tramite il ricorso a fittizie intestazioni) per consentire l’avviamento di nuove attività imprenditoriali e scongiurare il rischio di sequestri». Nella seconda operazione invece il Ros, con il coordinamento investigativo della Direzione nazionale antimafia, «ha accertato l’esistenza e l’operatività di una Locale di ‘ndrangheta a Lona Lases» che avrebbe avuto influenza «sull’intera provincia di Trento, quale proiezione della omonima struttura operante a Cardeto, nel Reggino». In particolare i militari hanno concentrato la loro attenzione sulle ‘ndrine «Serraino», «Iamonte» e «Paviglianiti».
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