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LE NOTIZIE DAL GIORNO Friday 19 November 2021 AL GIORNO Friday 26 November 2021 SU: cronaca




TITOLO: Covid, che Natale sarà? Green pass, spostamenti, pranzi e piste da sci: ecco tutte le ipotesi
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OCCHIELLO: La crescita dei contagi e i timori per le vacanze di Natale che si avvicinano. Per gli impianti da sci serve il green pass, per i mercatini non è prevista alcuna limitazione
TESTO: In zona gialla al ristorante solo in quattro per ogni tavolo Per le feste e i cenoni se si sta in zona bianca non ci sono limitazioni. Gli scienziati raccomandano comunque di indossare la mascherina anche nelle abitazioni private se ci sono molte persone e soprattutto soggetti fragili e di continuare a mantenere alcune precauzioni come l’igienizzazione delle mani. Per le feste nei locali valgono le regole che si applicano ai banchetti dopo le cerimonie. In zona gialla non ci sono limitazioni nelle abitazioni private mentre nei locali pubblici ci sono limitazioni. Nei ristoranti al chiuso non si può stare al tavolo in più di quattro persone a meno che non si sia tutti conviventi. In zona gialla le discoteche sono chiuse, così come in zona arancione e rossa. In zona arancione o rossa le regole per le feste e i cenoni sono invece molto restrittive anche perché i bar e i ristoranti al chiuso non sono aperti al pubblico se non per l’asporto. Possono però effettuare consegne a domicilio. Per questo il governo valuterà se consentire l’ingresso soltanto a chi è vaccinato.
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TITOLO: Luca Zaia: «Imporre il lockdown ai non vaccinati sarebbe un errore. Per il virus ho pianto»
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OCCHIELLO: Il governatore del Veneto tra biografia e manifesto: «A 6 anni avevo la tuta da meccanico, a scuola ero bullizzato. Sfide? L’autonomia resta la madre delle battaglie»
TESTO: Il libro non è ancora uscito e qualcuno ha già scritto che «traccia la terza via fra l’europeista draghiano Giancarlo Giorgetti e il sovranista non draghiano Matteo Salvini». «Siamo un popolo di commissari tecnici. Varrebbe la pena concentrarsi meno sul dito e più sulla luna. L’esperienza da amministratore in pandemia mi dice che non abbiamo metabolizzato alcuna riflessione di quei mesi. L’emergenza che resterà è quella sociale, di cui non si parla. Si vedono conflitti nuovi, e parte della comunità insofferente a ogni regola. Ci siamo detti “ne usciremo migliori”, ma siamo come i turisti che vanno con gli sherpa sull’Himalaya, corrono, dicono: saliamo, saliamo. Ma gli sherpa si siedono e rispondono: ci siamo fermati perché le nostre anime sono rimaste indietro».
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TITOLO: Covid, Gimbe: oltre 54mila casi in 7 giorni. Aumentano decessi, ricoveri e terapie intensive
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OCCHIELLO: Netto aumento della circolazione virale, anche se l’impatto sugli ospedali è contenuto. Cartabellotta: «Per evitare le restrizioni, ridurre a 6 mesi la validità del green pass»
TESTO: «Restrizioni locali necessarie» Nelle ultime quattro settimane, «l’aumento della circolazione virale è ben documentato dall’incremento sia del rapporto positivi/persone testate (da 3,6% a 12,7%), sia del rapporto positivi/tamponi molecolari (da 2,4% a 5,8%) e positivi/tamponi antigenici rapidi (da 0,07% a 0,21%) ». In tutte le Regioni (tranne Calabria e Umbria) si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, con variazioni che vanno dal 0,7% della Regione Puglia al 180% della Valle D’Aosta. In 84 Province si registra un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Umbria e Veneto tutte le Province raggiungono o superano tale soglia. In 7 Province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Trieste (638), Bolzano (402), Gorizia (369), La Spezia (248), Forlì-Cesena (219), Padova (179) e Vicenza (152). «Di fronte a questi numeri – commenta Cartabellotta – è inaccettabile che gli amministratori non abbiano introdotto restrizioni locali, seppur impopolari, accettando il rischio che la diffusione del contagio trascini l’intera Regione in zona gialla».
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TITOLO: Corrado Ravanelli, inventore di Malizia, e la laurea a 91 anni: «Sverniciavo le navi a Genova, è la mia rivincita»
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OCCHIELLO: L’inventore della lacca Splend’Or e del famoso deodorante profumato riceve la laurea ad honorem all’università del Piemonte Orientale. Dai lavori umili dell’adolescenza all’idea (di cosmetica) che gli ha cambiato la vita
TESTO: Corrado Ravanelli era poco più di un bambino quando sverniciava le navi nel porto di Genova. «Ma lei sa come si faceva? Ci arrampicavamo su delle assi sospese e si lavorava così, penzolando nell’aria, tutto il giorno. Io ho sempre sofferto di vertigini, si immagini lei». Ma la guerra aveva lasciato fame e miseria e siccome suo padre era morto quando lui aveva cinque anni, al «Corradino» toccava fare di tutto: lavare le bottiglie in una distilleria, portare su la spesa nelle case senza ascensori. Oggi però è un giorno importante: a quasi 92 anni (li compie il prossimo marzo) Corrado diventa il «dottor Ravanelli», perché l’università del Piemonte Orientale gli conferisce la laurea ad honorem in Economia, amministrazione e controllo. I giorni passati a spellarsi le mani sulle navi sono lontani, ma Ravanelli se li ricorda benissimo. E anche se nei decenni ha fondato l’azienda Mirato, ha avuto l’idea di portare la lacca per capelli sulle toelette di tutte le donne e ha inventato il più famoso deodorante profumato in Italia, Ravanelli parla ancora con gli occhi luccicanti di un ragazzo che ha appena avuto un’idea. Possiamo chiamarla «dottore», insomma. «Ma no, somaro ero e somaro resto. Certo, qualcosina l’ho fatta». Cominciamo dall’inizio. «Vuole che le racconti l’ululato delle sirene durante la guerra? Sa, me lo ricordo benissimo. Noi stavamo nel quartiere Quarto dei Mille, conoscevamo perfettamente la rete dei rifugi antiaerei». Poi la fatica con i lavori al porto di Genova. Ma come ci è arrivato a Novara? «Perché ero stato assunto come rappresentante di commercio da una ditta di cosmetici. Mancava un bravo impiegato in Piemonte e così io andavo in giro, mi guardavo intorno». Si era alla fine degli anni Cinquanta. Che cosa vedeva? «Donne che si facevano la messa in piega con la lacca». Dal parrucchiere, però. «E fu così che mi venne l’idea: ma perché, dissi a me stesso, la lacca deve averla solo il coiffeur? Perché non portare delle pratiche bombolette nelle case? ». Nacque la lacca Splend’Or, quella con la confezione color bronzo. «Ma prima avevo fondato l’azienda, la Mirato, con cui avevo iniziato la prima produzione artigianale di lacca. Quella confezione la chiamai Splend’Or perché l’idea mi venne in una bellissima giornata di sole». Nel frattempo lei, a trent’anni, si era sposato con Giovanna Flamà, di dieci anni più giovane. «Sa come l’ho conosciuta? » Dal parrucchiere? «No, durante una gara. Io ho sempre amato le auto da corsa e quella volta correvo la Trento-Bondone, una salitaccia. Giovanna venne con un amico. Ci guardammo e ci piacemmo subito. Abbiamo fatto due figli e non ci siamo più lasciati». Ancora oggi guida le auto da corsa? «Guido la mia Porsche e ogni tanto faccio qualche giro ma non vere e proprie gare, diciamo che corro per divertimento». Il claim di «Malizia profumo d’Intesa» ha finito per diventare un tatuaggio generazionale. Come nacque l’idea? «Mi venne nel pieno di una notte insonne. Mi sollevai dal letto e urlai: “Malizia profumo d’intesa”. Mia moglie mi prese per matto ma io sentivo di aver avuto la grande intuizione: un deodorante che giocava a fare il profumo e che ammiccava all’idea di una giocosa trasgressione. Pensavo al film con Laura Antonelli, naturalmente». Che è del ‘73, mentre il lancio del deodorante avvenne nel ‘79. «L’agenzia pubblicitaria che seguiva il progetto ci sconsigliava quell’accostamento, io andai dritto per la mia strada. Io avevo capito che se la prendi con ironia anche la seduzione diventa di tutte e di tutti. Posso raccontarle una delle massime soddisfazioni della mia vita? ». Prego. «Un giorno, era verso la metà degli anni Ottanta, a Novara incrociai un gruppo di bambine che giocavano in cortile. Tutte in coro cantavano la canzoncina di Malizia profumo d’intesa e allora mi venne un brivido. Quando avevo quattordici o quindici anni e sverniciavo le navi nel porto di Genova nessuno avrebbe scommesso una lira su di me. Quel giorno ebbi la netta sensazione di aver fatto qualcosa che resterà». Da oggi il dottor Ravanelli che cosa farà? «Continuerò ad avere idee. Non posso farne a meno». L’azienda passa nelle mani di suo figlio Fabio. «Ottime mani». Ma in famiglia scommettono che lei continuerà a farsi vedere eccome. «Eh, vediamo».
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TITOLO: Cucinella, Coccia e Gleiser: il design riflette sulla responsabilità «green»
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OCCHIELLO: Un supplemento di 48 pagine gratis con il quotidiano. Interventi, dibattiti e interviste
TESTO: È Mario Cucinella, architetto che da anni dedica il suo lavoro alla sostenibilità ambientale, a firmare la cover dello speciale Design, in edicola venerdì 19 novembre gratis con il Corriere: un’opera intitolata «Foresta vedente», disegnata in esclusiva, dove protagonista è una cascata di foglie in cui sono nascosti occhi indagatori. Cucinella pone metaforicamente un interrogativo su quello che oggi la natura ci sta chiedendo con insistenza (e a cui noi non siamo ancora stati in grado di rispondere). Nell’inserto si racconta quanto oggi il mondo dell’abitare abbia preso coscienza di queste urgenze, affiancandosi agli esponenti della cultura, della ricerca, dell’economia che già di questi temi si occupano quotidianamente. Nel Primo Piano, Antonio Massarutto, professore associato di economia applicata all’università di Udine ribadisce come le nostre case, e noi che le abitiamo, abbiano un ruolo chiave nella lotta alle emissioni. Le opinioni di quattro esponenti della cultura - il filosofo Emanuele Coccia, della direttrice museale Beatrice Leanza, la scrittrice Gaia Manzini, e l’economista Ed Glaeser – arricchiscono il dibattito sull’abitare sostenibile mentre, nella sezione dedicata alle storie d’impresa, le aziende del design e dell’arredamento raccontano le pratiche virtuose che li hanno resi più “eco” nei prodotti e nel processo. Una grande sezione centrale è dedicata a cinque storie di luoghi che si sono trasformati aprendosi alla condivisione, dove la sostenibilità acquista una connotazione sociale. Per concludere, nelle pagine finali, con due reportage da città virtuose (Bressanone e Oslo), un nuovo «borgo» green (ma tutto blu) appena sorto a Laveno e la casa di Ilaria Venturini Fendi, che ci ha aperto in esclusiva, manifesto del suo credo da pasionaria del riciclo.
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TITOLO: Foggia, il «Ciao» ritrovato dopo 23 anni. Il proprietario: «È stato come viaggiare nel tempo, non ci credevo»
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OCCHIELLO: Antonio Siniscalchi, di Salerno, aveva comprato il motorino nel 1998, ma poi gli era stato rubato. I carabinieri di Celenza Valfortore, lo ha raggiunto grazie al numero di telaio. «Quando mi hanno chiamato non ci credevo»
TESTO: A questo punto della storia è doveroso far parlare coloro che hanno eseguito il ritrovamento del motorino: «Nel corso di un normale controllo in zona Carlantino, abbiamo notato un uomo in sella ad un vecchio Ciao. Fermato, l’uomo, piuttosto anziano, ha detto che quel mezzo era la sua bicicletta. A questo punto, ci siamo insospettiti e confrontando il numero di telaio con le banche dati delle forze di polizia (dove all’epoca era stata registrata la denuncia), abbiamo scoperto che il cinquantino Piaggio era stato rubato a Salerno nel lontano 1998. Immediatamente, abbiamo contattato il proprietario». Il resto di questa storia a lieto fine è fatta di tanti piccoli particolari. «Il motorino era stato pitturato di nero, il mio, invece, era bianco: per il resto non aveva alcun segno del tempo. Gomme e sedile come nuovi. Dal punto di vista affettivo, però, il mio Ciao non ha prezzo». Certo che ne ha fatta di strada per essere un cinquantino a pedali: «Mi hanno raccontato che in tutti questi anni deve essere passato attraverso diversi proprietari, i quali, a quanto mi sembra di vedere, lo hanno trattato molto bene». Fine del viaggio straordinario del ciclomotore comprato ad Avellino (di seconda mano), portato a Salerno e ritrovato (dopo chissà quali peripezie) nel Foggiano. Antonio, ma adesso ce l’avrà un garage per il cimelio? «Certo. È in compagnia dell’altro mia moto, uno scooter. Al sicuro». Ci mancherebbe altro.
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TITOLO: «Covid, in Italia a dicembre rischiamo la zona arancione o rossa»
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OCCHIELLO: Paolo Branchini dell'Istituto nazionale di fisica nucleare: a Natale potremmo avere almeno 2.000 posti letto di terapie intensive occupati e oltre 40mila nuovi contagi al giorno. Se chi non si è vaccinato lo facesse, rimarremmo in bianco o giallo
TESTO: ROMA — Paolo Branchini lei, come fisico sperimentale dell’Infn (Istituto nazionale fisica nucleare), sa dirci cosa succederà alla curva dei contagi del Covid da qui a Natale? «Se non stiamo più che attenti sotto le feste l’Italia rischia di trovarsi a metà tra la zona arancione e la zona rossa. Teniamo comunque presente che sono previsioni per un tempo un po’ lungo». Vuol dire che dobbiamo stare più che attenti? Pensa ad un nuovo lockdown? «No. Però servono politiche attive per ridurre la circolazione del virus. Ora la curva dei contagi è un’esponenziale con una velocità di raddoppio di due settimane. Ovvero: ogni due settimane raddoppia il numero dei contagi, il numero dei ricoverati negli ospedali, soprattutto nelle terapie intensive. Fatti i calcoli ecco perché arriviamo a Natale in condizioni critiche». Quindi? «A parte le politiche attive, importanti, la vera differenza è il numero dei vaccinati». Ci può spiegare il perché proprio con i numeri? «Oggi sono occupati circa 500 posti letto di terapie intensive su poco più di 8.400 posti letto disponibili. Facendo i calcoli secondo la curva esponenziale di cui ho parlato, a Natale avremo almeno 2.000 posti letto di terapie intensive occupati. Ovvero saranno occupati il 24% del totale. Cioè una percentuale che è a metà tra la soglia critica del 20% della zona arancione e quella del 30% della zona rossa. Lo stesso vale per i contagi, che potrebbero superare i 40.000». Ovvero? «Oggi siamo a un’incidenza settimanale di 46 contagi per 100 mila abitanti. Con gli stessi calcoli arriviamo a superare la soglia critica dei 150 per 100 mila abitanti delle zone arancione e rossa». E cosa cambia con le vaccinazioni? «Dai numeri dell’Istituto superiore di sanità si può dedurre che se chi non ha fatto il vaccino fino ad oggi si decidesse a farlo arriveremmo a Natale con un quadro di colori molto chiaro». In zona bianca? «Con le regioni intorno al giallo, diverse sotto e qualcuna sopra, quelle che già oggi sono in sofferenza nel Nord-Est dell’Italia».
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TITOLO: Lezioni e laboratori, un master per imparare il «metodo Corriere»
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OCCHIELLO: Un corso di sei mesi con le firme del giornale per «Scrivere e fare giornalismo oggi». Iscrizioni fino al 15 gennaio
TESTO: Un’immersione di sei mesi nel «metodo Corriere». Comincia il 10 dicembre la quinta edizione del master part time «Scrivere e fare giornalismo oggi» di Rcs Academy, la business school del gruppo Rcs nata nel 2019 e diretta da Antonella Rossi. Undici «weekend» di lezione (il venerdì e il sabato, dalle 10 alle 18 circa) fino a giugno 2022 in cui decine di giornalisti del Corriere della Sera, delle altre testate Rcs e di La7, indossano i panni dei docenti, spiegano i segreti del mestiere a chi lo pratica, sogna di farlo o lavora nella comunicazione a vari livelli. Il percorso disegnato dal direttore scientifico del master, il caporedattore centrale vicario del Corriere Mario Garofalo, insieme al comitato di cui fanno parte il direttore Luciano Fontana e i vicedirettori, è diviso in moduli. Si parte dai fondamentali per affrontare la cronaca, la politica e gli esteri, l’economia e gli spettacoli, le nuove fonti e il food, con lezioni frontali e laboratori pratici: come scrivere interviste e inchieste, come fare un videoreportage, come sviluppare un podcast o una newsletter.
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TITOLO: Csm, la retromarcia su Prestipino a Roma innesca il valzer delle Procure
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OCCHIELLO: L’organo di autogoverno si arrende al Consiglio di Stato e si rimangia la nomina: i nuovi candidati sono il procuratore di Palermo Lo Voi, favorito, e il procuratore generale di Firenze Viola
TESTO: Ora ci sono da compiere alcuni passaggi formali (relazioni sulle due proposte e «concerto» del ministro della Giustizia), poi il voto del plenum che dovrebbe arrivare entro dicembre. Sarà la prima tessera di un domino che coinvolge le principale Procure del Paese. Sistemata quella di Roma ci sarà da decidere il successore di Francesco Greco a Milano, e tra i candidati c’è ancora Viola, qualora nella capitale approdasse Lo Voi. E lì dovrà vedersela principalmente con il procuratore di Bologna, Giuseppe Amato, e con il procuratore aggiunto milanese, Maurizio Romanelli. Che sarebbe il «successore naturale» di Greco secondo la tradizione ambrosiana (che dura da circa quarant’anni) di un capo scelto all’interno dell’ufficio; ma dopo le fibrillazioni degli ultimi tempi, e con la sentenza del Consiglio di Stato che ha già determinato la scelta su Roma, non sarà semplice com’è stato finora. Sebbene la richiesta di archiviazione per Greco sul cosiddetto «caso Amara» abbia ridimensionato le ricadute dei veleni circolati in Procura e ridato spazio all’ipotesi della «continuità».
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TITOLO: Flavio Insinna: «Abatantuono mi manda gli audio con la parola della Ghigliottina. Io in tv? Per una gaffe»
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OCCHIELLO: Flavio Insinna si racconta: la gavetta, la televisione che arrivò «per un microfono aperto inavvertitamente», la scelta di non avere figli con la fidanzata Adriana Riccio e l’impegno umanitario
TESTO: «Per caso. Andai da Costanzo a parlare della nostra compagnia, La Cometa, e tra il pubblico c’era Enrico Oldoini, il regista della serie. Venne a vedermi in teatro, mi volle nel cast. Dico solo una cosa: se Don Matteo ha resistito così tanti anni secondo me si deve soprattutto alla professionalità di Terence Hill. Io non l’ho mai visto prendersi un caffè, è stato sempre con noi, con il caldo bestiale e con la neve di Gubbio. Ma se le racconto come iniziò la carriera negli show in televisione è ancora più divertente».
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TITOLO: La nave «Geo Barents» fa rotta su Messina: a bordo i 10 migranti morti
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OCCHIELLO: L’imbarcazione di Medici senza frontiere porta in salvo anche 186 migranti partiti dalla Libia e recuperati in mare. Tra i sopravvissuti ci sono anche 61 minori
TESTO: Destinazione Messina per la nave «Geo Barents» di Medici senza frontiere con a bordo 186 migranti e 10 cadaveri ritrovati sul fondo di una barca un paio di giorni fa. I migranti, morti per le esalazioni da idrocarburi, e i 99 sopravvissuti, erano stati recuperati dalla nave della ong dopo tredici ore dalla richiesta di soccorso rimasta inascoltata. Grande lo strazio a bordo e ripetute le richieste di un porto sicuro assegnato nella giornata di giovedì 18 novembre. Tra i sopravvissuti vi sono 152 uomini e 34 donne, 61 sono minori: il più piccolo è una bambina di solo 10 mesi.
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TITOLO: Occupazione delle terapie intensive, i governatori: «Entro un mese potrebbero superare la soglia critica, servono misure più stringenti»
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OCCHIELLO: Sono tre le regioni che superano la soglia di occupazione dei posti in terapia intensiva
TESTO: Secondo i governatori «entro un mese i reparti di terapia intensiva potrebbero superare la soglia critica e per questo chiedono al governo misure più stringenti». Di seguito i numeri la tabella aggiornata dell’Istituto superiore di sanità con la situazione del 18 novembre. Tutte le regioni tranne Basilicata Molise Puglia e Sardegna superano la soglia di incidenza di 50 casi positivi settimanali su 100.000 abitanti. Sono tre le regioni che superano la soglia di occupazione dei posti in terapia intensiva: il Friuli Venezia Giulia, la provincia autonoma di Bolzano e le Marche che vanno rispettivamente al 13,1%, all’11,3% e al 10,5%. Secondo la norma di determina il passaggio in giallo quando ci sono più di 50 casi settimanali di nuovi contagi su 100.000 abitanti, le aree mediche sono occupate oltre il 15% di posti disponibili, le terapie intensive sono occupate oltre il 10% di posti disponibili.
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TITOLO: Richard Gere parla del salvataggio di Open Arms al centro del processo a Salvini: «Ci dissero: salvarli è un reato. Non potevo crederci»
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OCCHIELLO: L’attore parla al Guardian del salvataggio a bordo della nave Open Arms al centro del processo all’ex ministro dell’Interno
TESTO: La Open Arms, nell’agosto del 2019, rimase per quasi tre settimane in mare in attesa di un porto di sbarco, con 147 migranti a bordo. A causare lo stallo furono le norme introdotte dai decreti sicurezza, varati dal governo Conte I e strenuamente voluti dal ministro dell’Interno, Salvini, e dal suo partito, la Lega. Moltissimi i testimoni ammessi dal Tribunale: oltre all’attuale ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e all’attuale ministro degli Esteri Luigi Di Maio, l’allora premier Giuseppe Conte e gli allora ministri Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta. Richard Gere è stato chiamato in causa perché salì sulla Open Arms in missione umanitaria. Il processo è stato rinviato al 17 dicembre per l’esame dei primi tre testimoni della Procura. Non è chiaro quando Gere sarà chiamato a testimoniare. Salvini rischia, al massimo 15 anni di carcere. Proprio sulla testimonianza di Gere, Salvini si era espresso in modo molto duro: «Ditemi voi quanto è serio un processo dove verrà da Hollywood a testimoniare sulla mia cattiveria Richard Gere», ha detto. «Mi spiace solo per due cose: per il tempo che tolgo ai miei figli e per i soldi che gli italiani spendono per questo processo politico». Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha attaccato la testimonianza di Gere, definendolo «un attore in cerca di visibilità». Al Guardian, Gere ha detto che «in realtà, cerco l’anonimato, non la visibilità. E poi, primo: io non conosco questa gente, non li ho mai incontrati, ma dubito che abbiano mai preso una barca per andare a vedere, a sentire, a capire la situazione delle persone su cui le loro decisioni hanno un effetto. Se l’avessero fatto, ci sarebbe qualcosa di cui parlare. Non mi considero una star del cinema, sono uno dei 7 miliardi degli esseri umani su questo pianeta. Non so niente di politica, non auguro nulla di male a Salvini. Quello che mi muove è quello che ho visto, sono quelle persone, la loro sofferenza. Ero un testimone, nulla di più, nulla di meno». Gere è convinto che sarà chiamato a testimoniare in videoconferenza. «È tutto molto semplice, dirò soltanto la verità, quello che ho visto. Dirò loro che sono lì per parlare a nome di persone che non hanno voce. Sono solo un testimone».
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TITOLO: Covid, così un ricercatore toscano ha scovato sul web 1.500 green pass falsi
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OCCHIELLO: Francesco, esperto di informatica, ha recuperato online tre file con centinaia di certificati di vaccinazione fake: «È bastata una ricerca su Google». La denuncia alla polizia
TESTO: L’informatico ha analizzato tre file. Il primo conteneva 700 green pass, il secondo 500 e l’ultimo 300. Tutti compilati con nome e cognome di persone. Non si esclude che alcuni di essi siano veri certificati, appartenenti a persone esistenti, sottratti dal sito del ministero grazie a una falla del sistema. Altri, invece, potrebbero essere riprodotti grazie a un bug del software governativo che potrebbe aver consentito di scaricare un’anteprima crittograficamente valida (cioè validata dall’app ufficiale italiana Verifica C19) senza emettere il green pass e registrarlo. «In questo ultimo caso i certificati sono riferiti a nomi presumibilmente di fantasia — spiega ancora Francesco —, diversificati per sesso ed età. È quindi facile, confidando sulla mancata verifica incrociata del nominativo da documento di identità (operazione che non fa praticamente nessuno), trovare un certificato credibile».
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TITOLO: È morta a 98 anni «nonna Peppina»: era l’eroina dei terremotati
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OCCHIELLO: Nominata commendatore della Repubblica, non aveva mai voluto lasciare la casetta di legno costruita accanto alla sua terra di origine
TESTO: E anche quando erano arrivati i forestali, mettendo i sigilli all’abitazione, lei aveva subito di malavoglia lo sfratto, fermamente convinta di non voler abbandonare la sua terra. Il «decreto nonna Peppina» aveva salvato la sua casetta provvisoria, e lei era diventata nel tempo un simbolo di resistenza, attaccamento alle proprie radici, e attenzione nei confronti dei terremotati. Il 30 ottobre 2020 era arrivato il via libera per la ricostruzione della sua casa, che lei però non potrà vedere. «Da qui mi porteranno via solo da morta» ripeteva Nonna Peppina. E così sarà.
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TITOLO: Un questionario sulle persone transgender ai medici di base
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OCCHIELLO: Il progetto voluto dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con la Presidenza del consiglio dei ministri prevede anche la divulgazione di un sito e di un libro e verrà presentato sabato al congresso della Simg.
TESTO: Non conoscono soltanto le patologie. I medici di base sono così vicino alle famiglie e alle persone da avere dimestichezza anche con le loro sensibilità, le dinamiche soggettive. È per questo che l’Istituto superiore di Sanità si rivolge a loro per un progetto innovativo che coinvolge le persone transgender, per avvicinarli alle loro peculiarità, ai loro problemi sanitari, alle loro solitudini. Un progetto articolato per ascoltare e orientare le persone transgender nel loro percorso alla ricerca dell’identità di genere. Un questionario che ha un intento formativo, visto che da un’indagine precedente è venuto fuori che il 40% delle persone transgender ha riscontrato da parte degli operatori sanitari una mancanza di conoscenza relativa alle loro problematiche di salute. Realizzato con la collaborazione dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar) della Presidenza del Consiglio dei ministri, il questionario verrà distribuito sabato al trentottesimo congresso Simg, la Società che riunisce i medici di medicina generale e che ha avuto una collaborazione attiva.
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TITOLO: La Setta Divina, l’inchiesta sugli abusi dei Focolarini. Il Movimento: «Per noi è una spinta al rinnovamento»
DATA:
OCCHIELLO: Nel libro di Ferruccio Pinotti (Piemme) raccolte per la prima volta le testimonianze di decine di vittime. La nota della presidenza: «Presentazione non oggettiva, ma siamo consapevoli delle deviazioni»
TESTO: Opus Dei segreta (Bur, 2006), La lobby di Dio (Chiarelettere, 2010). E oggi, La Setta Divina (Piemme-Mondadori, pp. 487). L’ultima inchiesta di Ferruccio Pinotti, che scava per la prima volta all’interno del mondo dei Focolarini, può sostanzialmente considerarsi come il terzo capitolo di una più ampia e coraggiosa indagine — condotta in questi anni dal giornalista del Corriere — sul fenomeno dei movimenti ecclesiali (il primo dedicato, appunto, all’Opus Dei; il secondo a Comunione e Liberazione). Argomento attualissimo, e spinoso, per la Chiesa di Francesco. Il fermento, d’altronde, è notevole. Cosa sono diventati oggi i movimenti? Che ne è del carisma dei loro fondatori? E cosa succede al loro interno? Il papa con i «moderatori di associazioni di fedeli, movimenti ecclesiali e nuove comunità» ha da tempo perso ogni tipo di reverenza. Incontrandoli, lo scorso 16 settembre in Vaticano, ha usato nei loro confronti parole molto dure, mettendoli in guardia dal rischio di vivere in un «mondo parallelo»: «La voglia di potere e la slealtà sono i due ostacoli che possono impedire a un cristiano di diventare un vero servitore di Dio e degli altri», ha detto Francesco. Ricordando che «non di rado la Santa Sede, in questi anni, è dovuta intervenire, avviando non facili processi di risanamento» (vedi quello che è successo con i Legionari di Cristo e poi, di recente, con i Memores Domini). Il punto è che le contraddizioni in effetti sono molte. E una stagione di riforme, per molte di queste realtà, appare ormai indifferibile. La conclusione riguarda in pieno proprio gli epigoni di Chiara Lubich, fondatrice, nel 1943, di un movimento che è ora un vera «multinazionale della fede» con 2 milioni di aderenti diffusi in 182 Paesi nel mondo. L’inchiesta di Pinotti, che sul tema ha il merito di muoversi per primo (ma era già successo in passato: La Lobby di Dio uscì nel 2010, molto prima del terremoto politico-giudiziario che travolse Formigoni e il sistema di potere ciellino), in questo senso è rivelatrice. Dietro alla retorica da santino (con annessa fiction Rai), si nasconde infatti un profondo cono d’ombra. «Nel movimento dei Focolarini — scrive nella prefazione del libro il sacerdote e canonista francese Pierre Vignon — si ritrovano tutti gli elementi della deriva settaria: frequentazioni, letture e film censurati dal movimento; impossibilità di accedere a esperienze o incontri che consentirebbero un approccio libero e personale; ingiunzione di pensare solo al presente, separandosi dal passato e dalla famiglia; evidente culto della personalità della fondatrice; uso della generosità personale e della spiritualità per rinchiudere l’adepto in un’offerta sacrificale perpetua di se stesso; divieto della minima analisi e soffocamento di ogni manifestazione della ragione; sfiancamento nello svolgimento di compiti materiali; tempo rubato al sonno». E potrebbe bastare. Ma ciò che cementa l’indagine sono soprattutto le voci dei «sopravvissuti», ovvero di coloro che hanno vissuto in prima persona il sistema di manipolazioni psicologiche, abusi e sopraffazioni e che sono raccolte qui per la prima volta in modo davvero sconcertante. La denuncia non ha lasciato indifferente il Movimento (c he si distingue nel mondo cattolico per una peculiarità: è l’unico che può essere guidato solo e soltanto da una donna; oggi la presidentessa Margaret Karram). Tanto che una risposta è arrivata subito: « Il volume non pare offrire una presentazione oggettiva e ponderata del carisma riconosciuto dalla Chiesa Cattolica — hanno scritto i focolarini in una nota —, e non tiene conto dell’impegno di migliaia e migliaia di persone per costruire un mondo più fraterno e più unito». Però, poi, ecco la confessione: « Il volume giunge in un momento difficile e cruciale della storia del Movimento dei Focolari, quello del passaggio dal periodo della fondazione alla fase post-fondativa. E dai documenti emerge la sempre maggior consapevolezza nei membri di queste ed altre deviazioni nella sua storia e la necessità di porvi rimedio. Guardiamo a questo libro come ad un ulteriore spinta nella prosecuzione dei processi di conversione e rinnovamento in atto, in fedeltà al carisma di fondazione e nello sviluppo di un confronto aperto, libero e critico all’interno del Movimento e con chiunque desideri comprendere appieno la sua realtà e collaborare con esso». Un approdo che, in fondo, incarna in pieno l’ambizione di questa inchiesta. E che riporta la pedina all’inizio dello scacchiere: che cosa sono, oggi, i Movimenti?
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TITOLO: Previsioni meteo, fine settimana incerto: sole sabato, maltempo domenica
DATA:
OCCHIELLO: Mini-tregua sabato in tutto il Paese, ma già in serata arriva la perturbazione in Liguria, nel resto del Nord-Ovest e lungo il Tirreno. Temperature massime stabili
TESTO: Tregua di un giorno il sabato, poi perturbazioni e piogge domenica. È la fotografia del fine settimana del 20-21 novembre in Italia stando alle carte meteo. Dopo un inizio turbolento in buona parte del Paese un accenno di alta pressione ha fatto sparire le precipitazioni in diverse regioni. Il picco del bel tempo — è pur sempre autunno — si avrà sabato 20 novembre, ma già la mattina di domenica 21 si affaccerà un’ulteriore ondata di bassa pressione che porterà anche rovesci a carattere temporalesco sulla penisola.
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TITOLO: La strage di Sassuolo scoperta dalla figlia undicenne: bussa a casa, non apre nessuno e chiama il 112
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OCCHIELLO: La famiglia di Sassuolo sterminata dal padre che non voleva accettare la fine della storia. L’uomo si è poi si è tolto la vita. La gara di solidarietà per aiutare la ragazzina rimasta sola. La madre denunciò il compagno precedente, finì prescritto
TESTO: 1.000 metri tra scuola e casa Dalla scuola a casa, al civico 28 di via Manin, in centro a Sassuolo, nel Modenese, saranno circa mille metri. Ieri alle 14, suonata la campanella, la studentessa di prima media li ha percorsi a piedi. «La mamma ci aveva autorizzato a farla rientrare da sola» dice con un filo di voce Giuliana Marchetti, la dirigente — «distrutta, incredula, anestetizzata» — della scuola. Dopo aver bussato vanamente, l’undicenne (avuta da una precedente relazione della madre), dimostrandosi assai matura per la sua età, ha chiamato il 112 e anche lo zio materno, Enrico, che tra l’altro aveva le chiavi. Secondo la ricostruzione degli investigatori della Squadra mobile di Modena diretta da Mario Paternoster, la strage è stata commessa poco prima che la ragazzina rincasasse, tra le 13 e le 14. Gli agenti della «volante» sono entrati assieme allo zio, premurandosi di allontanare prima la ragazzina. Sconvolgente la scena: i corpi erano tutti lì, tra ingresso e cucina. Elisa sarebbe stata la prima a essere uccisa, forse mentre cercava di difendersi.
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TITOLO: È morta a 98 anni «nonna Peppina»: era l’eroina dei terremotati
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OCCHIELLO: Nominata commendatore della Repubblica, non aveva mai voluto lasciare la casetta di legno costruita accanto alla sua terra di origine
TESTO: Nonna Peppina era stata costretta ad andarsene da quella casetta fai da te di legno costruita non lontano dalla casa inagibile dove aveva vissuto gran parte della sua vita. Quando erano arrivati i forestali, mettendo i sigilli all’abitazione, lei aveva subito di malavoglia lo sfratto, fermamente convinta di non voler abbandonare la sua terra. «Non me ne vado neanche se mi ammazzano», aveva detto, e già era diventata un simbolo degli sfollati, di chi dopo essere sopravvissuto alle scosse si trova a fronteggiare la burocrazia italiana. I familiari di Nonna Peppina smuovono mare e monti: fanno ricorso al Tar, scrivono a Papa Francesco e al presidente Sergio Mattarella ma non c’è nulla da fare. Scatta il sequestro e lei è costretta ad andare via. Dopo un anno, il Parlamento approva una sanatoria con il «decreto nonna Peppina» che salva la sua casetta provvisoria. Nonna Peppina nel frattempo diventa addirittura oggetto di studi universitari finendo su una pubblicazione accademica oltreoceano come esempio di chi, dopo una calamità, non ci sta ad abbandonare il suo territorio. Mattarella a febbraio le rende omaggio con il titolo di commendatore della Repubblica. Omaggio alla sua resistenza, al suo orgoglio di essere indipendente. Al suo amore per la terra fragile che l’ha vista crescere. Una femminista ante litteram, Nonna Peppina, come ricorda una delle figlie. Se n’è andata senza la gioia di rientrare nella casa per cui ha lottato tanto.
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TITOLO: Tre regioni rischiano la zona gialla
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OCCHIELLO: Friuli Venezia Giulia, Marche, provincia di Bolzano tra le regioni che rischiano la zona gialla secondo le proiezioni
TESTO: Il vertice Oggi si riunirà la Cabina di regia del ministero della Salute che analizzerà i dati comunicati dalle regioni sui contagi e le ospedalizzazioni. A seguire è probabile un tavolo con il Comitato tecnico scientifico — che non si riunisce da due settimane — per vagliare una situazione epidemiologica più complicata, con oltre 10 mila casi per il secondo giorno consecutivo. Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ieri ha anticipato che «nessuna regione passerà da lunedì in zona gialla ma alcune, come il Friuli-Venezia Giulia e le Marche, vanno un po’ attenzionate». Come le province di Bolzano, Trento, e poi la Liguria e il Veneto. Siamo entrati in una «fase molto più delicata», ha riconosciuto anche il ministro Roberto Speranza. Per la somma di due fattori: la copertura vaccinale che attorno ai sei mesi dalla seconda puntura scende in tutte le fasce d’età e l’avvicinarsi dell’inverno che concede margini di manovra al virus per diffondersi più velocemente al chiuso, trascinato anche da una trasmissibilità maggiore, tra il 40 e il 60%, della Delta.
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TITOLO: Il green pass sta per cambiare, ecco come: tutte le ipotesi su tamponi e durata della certificazione
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OCCHIELLO: La prossima settimana potrebbe arrivare un decreto per introdurre l’obbligo di terza dose per il personale sanitario e i lavoratori delle Rsa e alcune modifiche alla certificazione verde Covid-19
TESTO: La situazione pandemica in Italia sta peggiorando. I nuovi contagi giornalieri sono in aumento e i presidenti di Regione, nel timore di nuove chiusure, premono sul governo per intervenire con misure ad hoc più rigide per chi non è vaccinato (e per proteggere chi ha invece scelto di immunizzarsi). La prossima settimana si riunirà la cabina di regia e dovrebbe essere approvato un decreto che stabilirà l’obbligo di richiamo (la terza dose per chi ha fatto Pfizer o Moderna) per il personale sanitario e i lavoratori delle Rsa. Ma nel testo verranno inserite anche delle modifiche al green pass, nell’ottica di prevenire restrizioni generalizzate e premiare chi ha completato il ciclo vaccinale. Come scrivono Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini venerdì sul Corriere, alcune ipotesi di modifiche al green pass sono date per certe: la riduzione della durata della certificazione, che quasi sicuramente passerà da 12 mesi a 9. Su altre, invece, la discussione è ancora aperta: la validità o meno del green pass ottenuto con i tamponi per entrare in determinati luoghi pubblici o accedere ad alcuni servizi, per esempio, o ancora la durata del green pass ottenuto dai tamponi (antigenici e molecolari). Vediamo nel dettaglio le ipotesi su come potrà cambiare il green pass. La durata del green pass: da 12 a 9 mesi La certificazione verde Covid-19 attualmente dura 12 mesi per chi ha completato il ciclo vaccinale. Ma gli ultimi studi dell’Istituto superiore di sanità fanno emergere che la durata della protezione dei vaccini cala dopo 6 mesi dalla somministrazione della seconda dose. Un’evidenza che ha convinto il governo a riflettere sulle misure da prendere per evitare una ripresa esponenziale dei contagi. La prossima settimana quindi la cabina di regia si riunirà per approvare il nuovo decreto che fisserà la nuova durata della certificazione (9 mesi dall’ultima inoculazione) e dovrà quindi prevedere una modifica del Qr Code che genera la certificazione verde Covid-19.
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TITOLO: Mattarella: «Il Covid continua a provocare allarme, i vaccini sono stati la nostra difesa»
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OCCHIELLO: Il capo dello Stato ai «Giorni della ricerca» dell’Airc: «Con i vaccini si protegge la propria libertà e quella altrui». Gli effetti della pandemia: trascurate le cure per il cancro, devono riprendere
TESTO: «I vaccini sono stati la nostra maggiore difesa, hanno salvato migliaia e migliaia di vite, hanno ridotto le sofferenze, hanno consentito le riaperture - ha continuato Mattarella - sono stati realizzati e prodotti in un tempo così breve e in quantità così grandi come mai era accaduto nella storia e anche questo è in larga misura merito della ricerca». Il Capo dello Stato ha ricordato che «9 italiani su 10 considerano gli investimenti in ambito scientifico un modo per rendere più forte il nostro Paese, la quasi totalità degli italiani ha compreso la necessità di proteggersi e proteggere, vaccinandosi, la libertà propria e altrui», arginando le teorie antiscientifiche che si sono rivelate assai pericolose. Quanto accaduto nella pandemia, ha messo in evidenza che «la ricerca è un vettore indispensabile per il benessere della società, è condizione per una cura più efficace della persona e motore della crescita economica sociale e civile». Per cui «senza investimenti sulla ricerca non vi sarà lo sviluppo equo e sostenibile considerato obiettivo comune dell’intero pianeta». Ma non bisogna considerare solo l’aspetto strettamente economico delle risorse. «Dobbiamo applicare ancor più fedelmente i principi costituzionali di tutela della salute», ricorda Mattarella, perché «la pandemia ha prodotto pesanti conseguenze nella lotta contro il cancro»: ha «rallentato le misure di prevenzione, diradati i programmi di screening, rinviate molte visite diagnostiche, in qualche caso sono state rinviate persino alcune cure. Tutto questo ha fatto salire la soglia di rischio per i tumori, che negli anni si era riusciti ad abbassare in maniera importante». È necessario quindi proseguire nella lotta al Covid, ha aggiunto il Capo dello Stato, ma allo stesso tempo «le visite e le terapie oncologiche devono riprendere ovunque e trovare spazio nei luoghi deputati, le campagne di prevenzione dei tumori devono poter recuperare il terreno perduto e riprendere a buon ritmo», ha concluso.
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TITOLO: Emma e l’esame che salva i neonati. «Viva grazie a due gocce di sangue»
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OCCHIELLO: La mamma: «Quello screening una fortuna». La lotta alla sindrome di Hurler con 14 milioni di Telethon e la terapia genica al San Raffaele
TESTO: In Italia lo screening neonatale non è obbligatorio per la sindrome di Hurler ma uno studio pilota in Veneto e Friuli-Venezia Giulia ha permesso che qui venissero testati tutti i neonati con il cartoncino di Guthrie, attraverso una puntura sul tallone, svelando la condizione di Emma in tempo per intervenire. Ora il futuro è in un’innovativa terapia genica in grado di correggere il difetto partendo dalle cellule staminali del paziente stesso, invece che da un donatore. Una terapia per tutti perché non dipende dalle staminali degli altri e dalla «compatibilità», requisito fondamentale in ogni trapianto allogenico. A metterla a punto, sono stati i ricercatori dell’Istituto San Raffaele-Telethon di Milano-Tiget (Telethon ha finanziato la ricerca su questa malattia metabolica con oltre 14 milioni di euro), autori del primo studio clinico al mondo di terapia genica per la sindrome di Hurler. In un articolo sul New England Journal of Medicine hanno descritto come a due anni di distanza dal trattamento tutti gli otto bambini coinvolti nello studio stanno bene. «Prendiamo le cellule staminali del paziente, costruiamo dei vettori virali, una sorta di cavallo di Troia molto efficiente nell’entrare nella cellula, inseriamo all’interno il Dna del gene mancante alterato nella malattia, e le trapiantiamo di nuovo nel paziente», spiega la ricercatrice Maria Ester Bernardo, 45 anni, responsabile dell’Unità funzionale di Trapianto del midollo osseo pediatrico del San Raffaele e tra gli autori dello studio. Gli effetti? «Le cellule producono l’enzima mancante anche in quantità 10 volte superiore a quella normale ripulendo così organi e tessuti dai metaboliti tossici. Nel mondo sono centinaia i bambini trattati come Emma, soluzione molto buona se effettuata precocemente ma ci sono due apparati dove i risultati non sono soddisfacenti: la correzione del sistema nervoso centrale e la malattia ossea. Gli effetti positivi della terapia genica sulla correzione metabolica dei bambini si sono visti presto: sono passati solo due anni, dobbiamo testarli ancora, ma fanno ben sperare».
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TITOLO: Trema la terra a Livorno, terremoto di magnitudo 3.9
DATA:
OCCHIELLO: Paura a Livorno e in provincia
TESTO: Il sisma, che secondo gli accertamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha avuto come epicentro un tratto di mare (geograficamente è Mar Ligure) tra Livorno e Rosignano Solvay, è stato avvertito da gran parte degli abitanti di Livorno, a Rosignano e a Cecina, ma non ci sono stati episodi di panico anche se sono state molte le telefonate arrivate ai numeri di emergenza di vigili del fuoco, polizia e carabinieri. In passato si erano registrare scosse di terremoto nell’area marina della Meloria, una zona considerata sismica, dove si trova anche un impianto di gassificazione.
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TITOLO: Coronavirus, le ultime notizie dall’Italia e dal mondo sul Covid, il green pass e i vaccini
DATA:
OCCHIELLO: Gli aggiornamenti sul coronavirus di sabato 20 novembre
TESTO: 12.36 - Iss, in 30 gg 64% ricoveri intensive e 45% morti no-vax Negli ultimi 30 giorni in Italia si osserva una maggiore incidenza di casi diagnosticati nella popolazione non vaccinata. Nell’ultimo mese, il 51,0% delle ospedalizzazioni, il 64,0% dei ricoveri in terapia intensiva e il 45,3% dei decessi sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino. Lo rileva il Report di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità. In particolare, negli ultimi 30 giorni, sono stati notificati 50.564 casi (39,9%) fra i non vaccinati, 3.980 casi (3.1%) fra i vaccinati con ciclo incompleto, 60.407 casi (47,7%) fra i vaccinati con ciclo completo entro sei mesi, 11.215 (8,9%) fra i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi e 537 casi (0,4%) fra i vaccinati con ciclo completo con dose aggiuntiva/booster 12.20 - Quasi 2 mila contagi in Veneto Oggi in Veneto sono stati registrati quasi 2 mila nuovi contagi. Per la precisione, secondo i dati della Regione, sono 1.928 i nuovi positivi, a fronte dell’effettuazione di 17.742 tamponi molecolari e 75.697 antigenici. Un’impennata dei casi che si accompagna anche a 11 decessi. I ricoverati nelle aree mediche sono 356, 69 in terapia intensiva. 11.54 - Iss, cala da 95% a 82% protezione vaccinati da oltre 6 mesi Secondo il report esteso di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità (Iss), che completa il monitoraggio settimanale, la protezione determinata dal vaccino anti-Covid per i vaccinati da più di 6 mesi cala dal 95% all’82%. «Dopo 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale — afferma l’Iss — si osserva una forte diminuzione dell’efficacia vaccinale nel prevenire le diagnosi in corrispondenza di tutte le fasce di età». Qui i dati aggiornati su prime e terze dosi.
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TITOLO: La Setta Divina, l’inchiesta sugli abusi dei Focolarini. Il Movimento: «Per noi è una spinta al rinnovamento»
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OCCHIELLO: Nel libro di Ferruccio Pinotti (Piemme) raccolte per la prima volta le testimonianze di decine di vittime. La nota della presidenza: «Presentazione non oggettiva, ma siamo consapevoli delle deviazioni»
TESTO: Opus Dei segreta (Bur, 2006), La lobby di Dio (Chiarelettere, 2010). E oggi, La Setta Divina (Piemme-Mondadori, pp. 487). L’ultima inchiesta di Ferruccio Pinotti, che scava per la prima volta all’interno del mondo dei Focolarini, può sostanzialmente considerarsi come il terzo capitolo di una più ampia e coraggiosa indagine — condotta in questi anni dal giornalista del Corriere — sul fenomeno dei movimenti ecclesiali (il primo dedicato, appunto, all’Opus Dei; il secondo a Comunione e Liberazione). Argomento attualissimo, e spinoso, per la Chiesa di Francesco. Il fermento, d’altronde, è notevole. Cosa sono diventati oggi i movimenti? Che ne è del carisma dei loro fondatori? E cosa succede al loro interno? Il papa con i «moderatori di associazioni di fedeli, movimenti ecclesiali e nuove comunità» ha da tempo perso ogni tipo di reverenza. Incontrandoli, lo scorso 16 settembre in Vaticano, ha usato nei loro confronti parole molto dure, mettendoli in guardia dal rischio di vivere in un «mondo parallelo»: «La voglia di potere e la slealtà sono i due ostacoli che possono impedire a un cristiano di diventare un vero servitore di Dio e degli altri», ha detto Francesco. Ricordando che «non di rado la Santa Sede, in questi anni, è dovuta intervenire, avviando non facili processi di risanamento» (vedi quello che è successo con i Legionari di Cristo e poi, di recente, con i Memores Domini). Il punto è che le contraddizioni in effetti sono molte. E una stagione di riforme, per molte di queste realtà, appare ormai indifferibile. La conclusione riguarda in pieno proprio gli epigoni di Chiara Lubich, fondatrice, nel 1943, di un movimento che è ora un vera «multinazionale della fede» con 2 milioni di aderenti diffusi in 182 Paesi nel mondo. L’inchiesta di Pinotti, che sul tema ha il merito di muoversi per primo (ma era già successo in passato: La Lobby di Dio uscì nel 2010, molto prima del terremoto politico-giudiziario che travolse Formigoni e il sistema di potere ciellino), in questo senso è rivelatrice. Dietro alla retorica da santino (con annessa fiction Rai), si nasconde infatti un profondo cono d’ombra. «Nel movimento dei Focolarini — scrive nella prefazione del libro il sacerdote e canonista francese Pierre Vignon — si ritrovano tutti gli elementi della deriva settaria: frequentazioni, letture e film censurati dal movimento; impossibilità di accedere a esperienze o incontri che consentirebbero un approccio libero e personale; ingiunzione di pensare solo al presente, separandosi dal passato e dalla famiglia; evidente culto della personalità della fondatrice; uso della generosità personale e della spiritualità per rinchiudere l’adepto in un’offerta sacrificale perpetua di se stesso; divieto della minima analisi e soffocamento di ogni manifestazione della ragione; sfiancamento nello svolgimento di compiti materiali; tempo rubato al sonno». E potrebbe bastare. Ma ciò che cementa l’indagine sono soprattutto le voci dei «sopravvissuti», ovvero di coloro che hanno vissuto in prima persona il sistema di manipolazioni psicologiche, abusi e sopraffazioni e che sono raccolte qui per la prima volta in modo davvero sconcertante.
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TITOLO: «Il Giornale d’Italia» ora è in digitale
DATA:
OCCHIELLO: Fondato nel 1902, festeggia i 120 anni di vita guardando al futuro e presentandosi al grande pubblico in versione digitale
TESTO: Il «Giornale d’Italia» festeggia i 120 anni. La visione di matrice liberale ne ha ispirato la fondazione nel 1901, a supporto dell’industria, dell’economia e della società civile, oggi lo storico quotidiano si rinnova guardando al futuro e presentandosi al grande pubblico in versione digitale con un’informazione ampia, completa e integralmente free (www. ilgiornaleditalia. it). «La sfida è quella di tracciare una rotta chiara - dice l’amministratrice Gabriella Greco - seguendo i valori di un tempo per farli conciliare con le trasformazioni in atto». TA
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TITOLO: La strage delle illusioni: diario di un ragazzo 1968-1979
DATA:
OCCHIELLO: Enrico Girmenia, oggi medico e psichiatra, ha ritrovato i suoi diari di ragazzo: una testimonianza delle speranze, degli entusiasmi, delle delusioni, delle disillusioni che animarono un’intera generazione tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli Ottanta. Dal Movimento all’eroina, dal Vietnam al massacro del Circeo, passando per gli In
TESTO: Ha vinto il Pci - e ora? 20/6/1976 - Alle ultime elezioni politiche ha vinto il Partito Comunista. Tutti sperano in un grande cambiamento del paese. Io sono più scettico. Adesso che il Partito comunista ha più potere si dedicherà ai suoi disegni preferiti: governare in coabitazione con la Democrazia cristiana. Non è forse questo l’intento del compromesso storico? Si dovranno ricredere quelli che sperano in una alternativa di governo. E alla fine grossi cambiamenti non avverranno. Ma la cosa non è che mi interessi più di tanto. Io non credo che qualcosa nel nostro mondo cambierà con l’avvicendamento di un partito ad un altro. . Nessuna rivoluzione porterà mai un cambiamento della mentalità se noi non ci impegniamo realmente a modificare la nostra esistenza nel profondo. E questo nuovo umanesimo non potrà certo giungere da un avvicendamento dei partiti al potere. È pura illusione. Certo, i partiti che finora hanno governato il paese non hanno dato il buon esempio. Ma io credo che quello che manca nel mondo è proprio l’affermazione di quei valori che sono usciti fuori dalla contestazione di questi anni. Ancora non si sono affermate la pace, il sincero incontro con l’altro e una visione non conformista della vita. Solo quando prevarranno questi valori il mondo cambierà. Per questo motivo le rivoluzioni sociali hanno dei loro limiti. Rischiano di cambiare poco dell’essenza dell’uomo. Non credo che il mondo migliorerà con l’affermazione della dittatura del proletariato. La mobilitazione è finita 10/2/1977 - Andare all’Università è diventato impossibile. Troppa violenza. Da una parte la polizia e dall’altra gruppi di autonomi carichi di rabbia e con le solite parole d’ordine ispirate alla rivoluzione operaia…. ogni volta che si organizza una assemblea, quelli di Autonomia operaia impongono il loro punto di vista con la forza. Gli studenti sono stanchi di tutte queste violenze e cominciano a non frequentare più gli incontri. Le uniche novità vengono da un gruppo di ragazzi che pratica uno stile nuovo di protesta, ispirato all’ironia e alla dissacrazione verso l’autorità. Sono gli Indiani metropolitani, un gruppo che esprime bene tutta la disperazione dei giovani di oggi, stretti tra violenza di gruppi estremisti e repressione poliziesca. E, ovviamente, si tengono alla larga dalla politica. …Certo, girano molte canne, ma non sarebbe giusto minimizzare il senso della loro protesta. I loro murales sui viadotti delle metropolitane ci ricordano il dovere di dare un po’ di colore anche alle nostre brutte periferie. Forse per questo motivo sono visti con grande diffidenza da tutti, soprattutto dal Partito Comunista che adesso governa la città e che non è riuscito a cambiare molte cose nella vita delle persone. Anzi, la condizione umana è anche peggiorata. Prima, almeno, c’era la protesta e la solidarietà tra gli abitanti della periferia e questo generava speranza. Ma adesso le cose sono cambiate. È finita la continua mobilitazione delle persone. L’idealità che prima ti sosteneva adesso si sfilaccia in tanti piccoli atti di governo che non suscitano entusiasmo. E non puoi cambiare più di tanto le cose, soprattutto se dimentichi i principi ispiratori delle tue azioni. Ti limiti a gestire la realtà. E così alla fine deludi le aspettative di chi ti ha votato. E soprattutto i giovani ti abbandonano. E da partito che suscitava speranze e attese di rinnovamento, diventi uno dei tanti partiti che gestiscono l’esistente. Questa è stata la fine del Partito comunista dopo il 1976. E non si spiega diversamente l’ondata di protesta del movimento del 77 e le sue derive violente e irrazionali. Un giovane non può stare dalla parte di chi costruisce i ghetti di Tor Bella Monaca o l’orrore delle periferie di Roma. E quando poi, per puro calcolo di opportunità, il Partito comunista si schiera con la polizia di Cossiga, è ovvio che le proteste si inaspriscono. L’eroina ha distrutto l’intero movimento giovanile 7/11/1975 - Sembra che la mia città si sia trasformata in pochissimo tempo. Sono uscito da qualche mese dal mio liceo e già mi sembra che attorno tutto sia cambiato. Il delitto del Circeo, compiuto proprio da studenti della mia scuola, la morte violenta di Pasolini e adesso questo numero crescente di ragazzi che fanno uso di droga. …. Ieri ho fatto una passeggiata per Campo de Fiori con due amici. Ci siamo seduti sui gradini della Chiesa che si trova alla fine di Via dei Giubbonari. Era pieno di ragazzi sbandati che si erano fatti di eroina. Non di hascisc, che ti fa ridere e ti rilassa, ma di eroina, quella che ti fa addormentare e ti ritrovi con gli occhi rossi e tutto pieno di dolori per l’astinenza. Purtroppo in questa brutta trappola ci sono caduti anche molti del Giulio Cesare. Della mia stessa età. E qualcuno è pure morto di overdose. .. Molti di questi ragazzi sono stati cacciati via di casa per il loro comportamento ingestibile. Rubavano continuamente per procurarsi la roba. E adesso si trovano a vivere per strada e non li aiuta nessuno. E devono andare a rubare continuamente per rifornirsi di eroina dagli spacciatori. Oppure diventano spacciatori pure loro. E passano le loro giornate così, senza fare altro. Hanno smesso di studiare e di parlare con gli altri. Mi sembra che l’eroina sia riuscita a distruggere l’intero movimento giovanile che era nato in questi anni. 30/06/1979 - Questa sera siamo stati a Castel Porziano per assistere al Festival dei poeti. Sulla spiaggia si vedono tanti ragazzi giovani. Il richiamo non è certo la poesia, ma il desiderio di incontrare gli altri e stare insieme. Sul palco è salito anche Allen Ginsberg. Di lui ho letto molti libri e lo ricordo soprattutto perché è stato un grande amico di Jack Kerouac. Ma a un certo punto ho visto che il grosso del pubblico ha cominciato a contestare i poeti che si alternavano nella lettura delle loro opere. Alla fine c’è stata una invasione del palco che per il peso eccessivo è letteralmente crollato sulla sabbia…. Si vedeva benissimo che la maggior parte dei ragazzi che rumoreggiava erano gli stessi del movimento del ’77. Totalmente ingovernabili e allergici a qualsiasi regola. Ragazzi cresciuti nella disillusione generale e che rifiutano qualsiasi distanza o gerarchia. Anche quella che si viene a stabilire tra un oratore che sale su un palco e il pubblico che lo ascolta. Ho l’impressione che questo Festival non si farà più.
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TITOLO: In farmacia per i bambini e Fondazione Rava: «Moltissime le richieste di aiuto, tutti possiamo acquistare e donare farmaci»
DATA:
OCCHIELLO: L’iniziativa per la raccolta di farmaci da banco, alimenti per l’infanzia e prodotti pediatrici per i minori in povertà sanitaria ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica e il Patrocinio del Ministero della Salute. Oggi l’ultimo giorno
TESTO: In Farmacia per i bambini è una grande squadra con al centro la figura dei farmacisti, al loro fianco ci sono i volontari, che accoglieranno le persone in farmacia invitandole a partecipare alla raccolta, le Istituzioni e le Aziende amiche KPMG, Chiesi, Danone Nutricia Societa?Benefit, VIM, Gruppo EcoEridania, EG STADA Group, IBSA Farmaceutici, BNP Paribas, Mylan – a Viatris Company, Neoapotek, Silc Trudi Baby-Care, DB Rowa, Pharmathek e TH. KHOL. Parteciperanno anche le Farmacie Comunali, tra cui quelle rappresentate da Assofarm e Lloyds Farmacia Comunale. Supportano l’iniziativa anche Fondazione Cariparma e Fondazione Manodori. Si ringrazia per il volontariato aziendale, le donazioni in natura o la partecipazione all’iniziativa: Aeronautica Militare, Associazione Nazionale Marinai D’Italia, Aurobindo Pharma Italia, BAYER, BNP Paribas Cardif, BNP Paribas Asset Management, Findomestic, Chef in Camicia, Chiesi, Clear Channel, Cosmofarma, Dentons Europe studio Legale Tributario, Dentsu, Diva International srl, Farmaka, Gima, Glovo Italia, Google Italia, Helan, I Provenzali - Gruppo Mirato, Ipsen, KPMG, Laboratoires Bailleul, Lierac, Marina Militare, Medtronic, Mellin - Nutricia, Mirata, NTC, Mylan - A Viatris Company, Park Associati, Pharmagram, Rotolito, Schneider Electric Italia, Scuola Militare “Teulie?”, Silc-Trudi Babycare, Simmons & Simmons, Students For Humanity (Univ. Bocconi), TH. Khol, Zeca srl, Zenith. Si ringrazia Brioschi Immobiliare e Damiano Marinelli di Farmamico per il supporto.
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TITOLO: Cattelan: «Ricoveriamo intere famiglie no vax. Gli altri malati trascurati da 2 anni»
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OCCHIELLO: Annamaria Cattelan, primario del reparto di Malattie infettive a Padova: «Il 60% di chi è in reparto con il Covid ha scelto di non immunizzarsi»
TESTO: I suoi degenti hanno tutti il Covid. E le altre patologie? «Restano indietro. Stiamo trascurando da due anni i pazienti con Hiv e abbiamo rallentato molto la campagna Oms per l’eradicazione dell’epatite C. Garantiamo le urgenze con le risorse e il personale a disposizione, poca cosa visto che quasi tutto e tutti sono assorbiti dal Covid. È chiaro che una sepsi o un’endocardite hanno la precedenza, ma salta il lavoro di fino, come il follow up, gli screening, anche sui pazienti con papilloma virus. Fino a poco tempo fa avevamo degenti colpiti da Tbc, ora no, solo Covid».
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TITOLO: L’Iss: «Senza vaccino decessi nove volte più alti»
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OCCHIELLO: Il rapporto dell’Istituto superiore di sanità conferma: dopo sei mesi dalla seconda dose la protezione cala dal 79% al 55%. Dilaga il contagio. Il Friuli ha numeri da zona gialla
TESTO: In Italia il rapporto dell’Iss che prende in esame gli ultimi trenta giorni, misura il rapporto tra infezione e vaccino. In questo periodo, il 51% delle ospedalizzazioni, il 64% dei ricoveri in terapia intensiva e il 45,3% dei decessi sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto nemmeno una dose. Se le percentuali possono far pensare a una sostanziale parità - è il cosiddetto paradosso che si verifica quando è enorme la sproporzione tra due platee messe a confronto - i numeri assoluti tolgono qualsiasi dubbio: in intensiva sono finiti 424 su 8 milioni di non vaccinati e 177 su 39 milioni di vaccinati.
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TITOLO: Trieste, imprenditore no vax tenta di curarsi da solo: muore in casa a 50 anni
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OCCHIELLO: L’uomo gestiva con la moglie un bed and breakfast. Fatale una crisi cardiaca. Il primario del 118: «Affidarsi a non professionisti è molto pericoloso»
TESTO: Igor Devetak, a capo di una piccola impresa e titolare assieme alla moglie di un bed & breakfast, era sano prima di contrarre il coronavirus: non aveva alcuna patologia. Una settimana fa però era risultato positivo e sintomatico. Una volta che le sue condizioni si erano aggravate, i famigliari venerdì avevano chiamato il 118. Troppo tardi, gli operatori sanitari non sono riusciti a rianimarlo. Sarà l’autopsia, sempre che venga richiesta, a confermare esattamente la causa della morte. Con molta probabilità al momento pare sia proprio il Covid ad aver causato il decesso. Il 50enne potrebbe aver avuto un’embolia polmonare oppure essere andato in ipossigenazione, fattore che può aver provocato un infarto. Non è ancora chiaro inoltre quale medico abbia indicato a Devetak di seguire le cure domiciliari anziché adottare il collaudato protocollo contro il virus. Sull’iter da intraprendere hanno comunque inciso le idee chiaramente contrarie all’immunizzazione, di cui era a conoscenza larga parte del borgo di Padriciano, dove Devetak viveva.
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TITOLO: Luigia sarà risarcita. Dopo 16 anni l’Asl cede: «È stato un equivoco»
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OCCHIELLO: La ragazza rimasta disabile dopo un errore dei medici. La lettera scritta al Corriere dopo anni di silenzi da parte della sanità e della compagnia assicuratrice
TESTO: Di più: precisa che «il Giudizio promosso dai genitori», e cioè il processo civile vero e proprio, fu «incardinato dinanzi il Tribunale di Foggia solo nel marzo 2015» e che prima c’erano tre Asl solo successivamente raggruppate e che la sentenza di primo grado (che condanna l’Asl) è stata emessa solo il 23 agosto scorso e che comunque l’azienda era coperta da un contratto con gli «Assicuratori Lloyd’s di Londra» quindi «l’obbligo risarcitorio (di manleva) era ed è a carico del suddetto Assicuratore, e non della Asl che, per effetto della copertura assicurativa, è esonerata nella fattispecie da ogni onere economico». Di qui, appunto, l’«equivoco» dell’invio da parte dell’Agenzia delle Entrate alla bambina disabile oggi ventunenne, alla madre minata lei pure da una malattia degenerativa e al padre di pagare 10.445 euro di imposta di registro sulla somma mai vista.
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TITOLO: Myrta Merlino: «Liliana Segre, il dopoguerra amaro del virus e la speranza di una nuova sorellanza»
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OCCHIELLO: La giornalista di La7 racconta l’incontro tra la senatrice a vita e Cristina Longhini, la giovane farmacista che non fa più tamponi ai no-vax durante la presentazione del suo ultimo libro «Donne che sfidano la tempesta»: «È nata una nuova alchimia»
TESTO: L’altra sera a Milano è nata una nuova alchimia. Avevo invitato a condividere la sua esperienza una giovane farmacista, una donna passata da eroina nazionale a nemica pubblica in pochi mesi. Ha perso suo padre di Covid a Bergamo, quando sfilavano le bare nei carri dell’esercito, ha pianto sola e senza conforto, è stata in prima linea a curare, assistere, cercare le bombole di ossigeno in una Milano in cui mancavano anche quelle, mentre la gente moriva senza un aiuto, senza un addio. Oggi è nella rete delle minacce dei novax per aver detto la verità: basta tamponi, noi in farmacia preferiamo vaccinare. Ha urlato: vacciniamoci e salviamoci. Come urlano tutti i soldati che hanno combattuto a mani nude la guerra del Covid lasciando sul terreno i propri morti.
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TITOLO: I centri antiviolenza di nuovo senza soldi: «Solo il 2% dei fondi del 2020 è arrivato a destinazione»
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OCCHIELLO: Il dossier di ActionAid: in ritardo anche le erogazioni per l’emergenza coronavirus. Stanziati 3 milioni, ma per aiutare tutte le donne in difficoltà ne servirebbero 48
TESTO: In questo accumularsi di ritardi c’è stato un tempo in cui si è osato sperare che tutto cambiasse in meglio: è stato quando, in piena pandemia, nella primavera del 2020, la ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti ha risposto agli appelli che arrivavano dalle strutture del territorio di fronte alle difficoltà legate all’emergenza sanitaria. Lo ha fatto imponendo al secondo governo Conte la procedura accelerata per sbloccare i fondi che erano stati stanziati nel novembre del 2019. Risultato: un’impennata dei soldi arrivati e spesi dai Centri e dalle Case e tempi dimezzati nel passaggio dal Dipartimento Pari Opportunità alle Regioni (da 8 a 4 mesi). Segno evidente che, volendo, esiste il modo di velocizzare tutto. Peccato che la procedura accelerata sia valsa soltanto per il 2020. E infatti nel 2021 siamo tornati indietro: 7 mesi per il passaggio Stato-Regioni.
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TITOLO: Vulcano, stato di emergenza per i gas: ordinanza del sindaco per far dormire fuori casa 300 isolani
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OCCHIELLO: Sfrattati dale 23 alle 6 per evitare che i cittadini possano subire difficoltà respiratorie con «effetti letali». Il flusso dalle fumarole è aumentato, come le concentrazioni di anidride carbonica (CO2) e solforosa (SO2): sono componenti gassose che possono comportare problemi all’uomo
TESTO: Il sindaco di Lipari (comune in cui ricadono sul piano amministrativo le isole di Vulcano e Stromboli) Marco Giorgianni, ha emanato un’ordinanza che impedirà a 300 persone da lunedì di dormire nelle loro abitazioni. Dal governo regionale è stato proclamato lo stato d’emergenza. Il sindaco Giorgianni contestualizza «Anche se si tratta di un’ordinanza senza precedenti non dobbiamo farci prendere dalla paura. Sulla pericolosità dei gas si pronunceranno gli scienziati con le verifiche che effettueranno nelle prossime settimane. L’ordinanza è già in vigore ma ovviamente stiamo dando il tempo a 300 persone di trovare un alloggio alternativo dove dormire a partire da lunedì dalle ore 23 alle 6. Il comune darà un contributo per pagare gli alberghi». Giorgianni spiega che «le esalazioni dei gas non sono una novità per l’isola, il problema è l’incrocio dei gas. Ed in particolare un gas pesante al suolo che secondo gli scienziati riduce la quantità di ossigeno e crea difficoltà respiratorie che ‘possono avere effetti letali». Allo stato attuale è certo che il dato giornaliero di produzione del vulcano di CO2 è di 480 tonnellate, un dato alto. Il dato normale, od almeno della fase precedente, era di 80. Su questi fenomeni possono incidere anche i venti. Se si distribuisce in un territorio limitato il gas diventa pericoloso, se in un territorio più vasto è meno pericoloso. Su questo aspetto non mi pronuncio, aspetto evidenze scientifiche certe. Nelle prossime settimane saranno fatte delle analisi scientifiche in tutta l’isola per accertare i reali valori dei gas. Quando avremo i risultati di questo monitoraggio a tappeto si decideranno i nuovi provvedimenti».
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TITOLO: Vaccino Covid, le prime dosi sono meno di 20 mila al giorno e le terze hanno toccato il record di 160 mila
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OCCHIELLO: I nuovi vaccinati sono 130 mila in una settimana, la maggior parte hanno tra i 12 e 19 anni. Speranza: «Ringrazio chi è arrivato tardi». Ma i non immunizzati restano oltre 6,7 milioni
TESTO: La fascia 12-19 anni In termini assoluti, il maggior numero di prime dosi (29.028 ) è stato somministrato ancora una volta nella fascia dei giovanissimi, quelli tra 12 e 19 anni, seguiti dai trentenni (23.446) e dai quarantenni (20.411). I ventenni che hanno fatto la prima immunizzazione contro il Covid sono invece 18.866, mentre i 50enni sono 17.143. Numeri molto più bassi, invece, tra gli over 60 (anche perché si tratta delle categorie maggiormente immunizzate): 11.117 sono gli italiani che hanno fatto la prima dose tra il 60-69 anni, 6.187 quelli nella fascia 70-79 e 3.583 sopra gli ottant’anni.
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TITOLO: «La morte di Michele Merlo poteva essere evitata»: l’inchiesta si sposta sui medici in Veneto
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OCCHIELLO: La diagnosi di faringite, le convulsioni a casa della fidanzata, il ricovero: l’ex concorrente di X Factor e Amici poteva essere salvato? Il papà: «Sulla sua tomba lasciano bigliettini e regali. Ma a me non basta: voglio la verità»
TESTO: Domenico, il papà di Michele Merlo, scuote la testa. «Sulla sua tomba i fan lasciano bigliettini, perfino regali. Tutto questo ci aiuta a sopportare il dolore, per carità. Ma non basta: ci serve la verità». I genitori di Mike Bird, nome d’arte dell’ex concorrente di X Factor e Amici, aspettano risposte dalla sera del 6 giugno, quando il cantautore morì all’ospedale Maggiore di Bologna per l’emorragia cerebrale provocata da una leucemia fulminante. La Procura felsinea ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, disposto l’autopsia e incaricato due periti — il professor Antonio Cuneo e il dottor Matteo Tudini — di stabilire se potevano esserci delle responsabilità. I dubbi li aveva denunciati la famiglia, perché il 28enne stava male da giorni e il 2 giugno si era presentato all’ospedale di Vergato (nel Bolognese) ma era stato rispedito a casa con la diagnosi di faringite e la prescrizione di un antibiotico. La sera successiva a casa della fidanzata erano iniziate le convulsioni. L’arrivo dell’ambulanza e il ricovero all’ospedale non erano bastati a salvarlo. Ora la Procura di Bologna sta per trasferire l’inchiesta — ancora senza indagati — ai magistrati di Vicenza. E questo, proprio per le conclusioni dei periti: quando Merlo si presentò a Vergato, anche se i medici avessero intuito i segnali della leucemia, per lui era già troppo tardi. Non si poteva salvare, e quindi la morte non è imputabile ai dottori bolognesi. I sospetti, si spostano altrove. «Il 26 maggio Michele stava già male — sostiene il padre — e si presentò al Pronto soccorso di Cittadella con dolori e uno strano ematoma alla gamba. Ma tre ore dopo il triage, era ancora in attesa. Così, scocciato, andò via». Da casa, spedì un’email allo studio del medico di famiglia di Rosà (in provincia di Vicenza, dove il giovane abitava) allegando la foto dell’ematoma. «Ma dallo studio associato lo richiamarono rimproverandolo per aver spedito l’immagine. Allora mio figlio si presentò di persona e fu ricevuto da qualcuno, quasi certamente non il suo medico, che si limitò a massaggiargli la gamba con una pomata». È proprio a Rosà e Cittadella che si concentreranno le indagini. Perché la perizia parla chiaro: se entro il 27 giugno Merlo fosse stato sottoposto a esami del sangue, sarebbero emersi i segnali di una emopatia acuta che avrebbe comportato il ricovero e l’inizio di una terapia adeguata. Fosse andata così, concludono gli esperti, le probabilità di sopravvivenza sarebbero state tra il 79 e l’87 per cento. «La speranza - dice il legale della famiglia, Marco Dal Ben - è che ora si arrivi rapidamente a individuare i responsabili». Papà Domenico allarga le braccia: «Sono deluso, comincio a perdere fiducia nella giustizia. Spero che i pm di Bologna indaghino comunque sul comportamento di due medici: quello di Vergato che non volle visitarlo e quello del 118 intervenuto a casa della fidanzata di Michele. Ero al telefono con lei, lo sentivo chiederle quanta droga avessero assunto. Pareva fuori controllo. E perse minuti preziosi».
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TITOLO: Meteo, le previsioni di domenica 21 novembre: nebbia al Nord, una perturbazione porterà nuove piogge
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OCCHIELLO: Peggiora dal pomeriggio su tutte le zone tirreniche e al Centro-Sud in serata anche rovesci e locali nubifragi
TESTO: Domenica 21 novembre l’arrivo di una perturbazione atlantica attiverà venti umidi meridionali responsabili dell’aumento della nuvolosità al Centro e in Sardegna e anche al Nord dove le nebbie verranno gradualmente sostituite dal cielo coperto. Le pianure del Nord saranno infatti avvolte dalla nebbia che in alcune zone potrebbe anche persistere per tutto il giorno. Al Centro-Sud e sui settori alpini e prealpini, invece, il sole sarà più prevalente regalando inoltre un clima piacevole di giorno. Nel pomeriggio le prime piogge colpiranno Sardegna, Liguria di Levante e le coste dell’alta Toscana per poi raggiungere in serata le coste del Lazio e della Sicilia occidentale. Nelle ore notturne il peggioramento si intensificherà ulteriormente su Lazio, Toscana, Campania e su tutta la Sicilia con rovesci intensi, temporali e locali nubifragi. Lunedì la perturbazione attraverserà tutte le regioni con precipitazioni più deboli al Nord e più consistenti sulle regioni tirreniche, dalla Toscana alla Campania. Le temperature caleranno di pochi gradi al Nord, sia nei valori massimi e sia in quelli minimi.
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TITOLO: Al Bano: «Una serie sulla mia vita: dalla guerra a Ylenia. Il finale? Un trionfo a Sanremo»
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OCCHIELLO: Il cantante e il progetto per la televisione: sogno una parte per Sofia Loren e Checco Zalone. Con Romina mi lasciai male, pagai gli avvocati a rate
TESTO: Tempo tre anni e apriva i concerti dei Rolling Stones, ben prima dei Måneskin. «Era il 1967. Facemmo cinque tappe. Cantavo: Io di notte; Nel sole; The House of the Rising Sun; What I Say. Nel loro camerino, scoprii l’odore della marijuana». La scena più attesa sarà l’incontro con Romina, fra il cantautore contadino e la figlia di due divi di Hollywood. «Era sempre il ‘67, ci troviamo sul set di Nel Sole. Io non sapevo chi fosse lei, lei non sapeva chi io fossi. Notai solo che aveva la minigonna: era la prima che vedevo. Successe tutto negli ultimi tre giorni». E qui siamo alle nozze e all’idillio a Cellino San Marco. Roberto D’Agostino e Renzo Arbore scrissero che aveva chiuso Romina in una masseria a guardare le galline. «Feci causa: lei di Cellino si era proprio innamorata». E vinse? «Lasciai perdere, perché ingaggiai il loro avvocato per fare causa a Michael Jackson: Will You Be There era uguale ai miei Cigni di Balaka. Gli americani mi proposero un accordo: io rinunciavo alla richiesta di danni, ma Michael avrebbe cantato con me all’Arena di Verona, per beneficenza. Era un bomba o no? ». Sì, ma non si fece. Perché? «Gli arrivarono le accuse di pedofilia. Ed eravamo a metà anni ’90, scoppiava la tragedia di mia figlia Ylenia». Ylenia scompare a New Orleans il 4 gennaio ’94, che idea si è fatto? «Ho parlato con le due persone a cui disse, davanti al Mississippi, “io appartengo all’acqua”. Lì, ho rivisto mia figlia e ho capito che si era buttata nel fiume. Nell’ultimo anno, era cambiata, era andata a scrivere un libro sugli homeless in Belize. Romina, invece, pensa che l’hanno drogata ed è da qualche parte». Senza questa tragedia, stareste ancora insieme? «Il suo amore ha iniziato a spegnersi dal ’90. Si era stancata delle tournée e anche della mia voce. Mi diceva: sul palco, mi spacchi i timpani. Ha avuto un cambio di personalità». Si era risvegliata la ragazza ribelle che aveva dato scandalo e girato film erotici? «Era tornata quella della Roma degli artisti. I film nuda, però, glieli faceva fare la madre, Linda Christian. Ci siamo lasciati male. Quanti soldi di avvocati ho dovuto spendere… Qualcuno pagato a rate». La scena clou con Loredana Lecciso? «Quando, come milioni di italiani, la vedo ballare in tv. L’avevo conosciuta come una ragazza pacata, laureata». Vi siete lasciati, ripresi, avete due figli, state ancora insieme? «Certo. È sempre venuta prima la famiglia». Lei ha avuto un infarto, un tumore, un’ischemia e un edema alle corde vocali. Ora, come sta? «In grande forma. Stasera faccio un concerto in Svizzera». Nel finale della fiction, che vorrebbe vedere? «Un ritorno trionfale a Sanremo. L’ultima volta, sono stato fatto fuori dalla giuria di qualità con una canzone straordinaria».
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TITOLO: No vax, Selvaggia Lucarelli aggredita al Circo Massimo: «Denuncerò»
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OCCHIELLO: Il manifestante che dà una testata alla telecamera ripreso in diretta e rilanciato su Twitter. Secondo l'opinionista, a Roma c'era «totale assenza delle forze dell'ordine»
TESTO: «Denuncerò», ha scritto la giornalista, facendo sapere che il video integrale dell’aggressione sarà pubblicato su Domani. Nel frame pubblicato sul social network, si vede solo un manifestante apostrofarla verbalmente, mentre altri cercano di trattenerlo, e poi dare una testata alla telecamera. Lucarelli ha aggiunto: «Tutto questo è stato possibile grazie alla totale assenza delle forze dell’ordine nell’area del Circo Massimo. (Erano solo fuori, ben distanti dai manifestanti). I no vax hanno voglia di picchiare, aggredire, sfogarsi».
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TITOLO: Mosca Mondadori: «Mio padre dirigeva Playboy, per me conta solo l’Eucaristia»
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OCCHIELLO: Il pronipote di Arnoldo, figlio di Paolo Mosca: «Mi sarebbe piaciuto fare il prete di strada». «Le ostie? Fatte da assassini reclusi». «Il nonno Giovanni mandava baci alla Madonna». «Svenni alla prima confessione. E con Alda Merini...»
TESTO: È venuto al mondo nello stesso anno, il 1971, in cui il suo celebre bisnonno se ne andò, nove giorni a separare nascita e morte. Si chiama Arnoldo Mondadori, come l’editore scomparso mezzo secolo fa, solo che fra nome e cognome reca scritto anche Mosca. Perché lui, a differenza dell’Incantabiss di Poggio Rusco figlio di un calzolaio analfabeta, ha avuto per padre un noto giornalista, Paolo Mosca, che diresse un’infinità di riviste, da Playboy alla Domenica del Corriere, da Novella 2000 a Eva Express, condusse programmi tv, pubblicò libri, scrisse commedie, portò in teatro da regista Il petto e la coscia di Indro Montanelli e Hai mai provato nell’acqua calda? con Walter Chiari. Arnoldo Mosca Mondadori, filosofo, scrittore e poeta, aveva la strada spalancata nell’editoria, magari con Il Saggiatore, la casa fondata dal nonno materno Alberto Mondadori, o nel giornalismo, sotto l’ala del nonno paterno Giovanni Mosca, la firma del Corriere della Sera che aveva diretto il Bertoldo e fondato il Candido con Giovannino Guareschi. Invece ha rinunciato a tutto per dedicarsi alla Casa dello spirito e delle arti. E a un progetto sbalorditivo, «Il senso del Pane»: dal 2016 produce ostie per la messa e le regala a 500 fra diocesi, parrocchie e monasteri. Finora ne ha già distribuite oltre 4 milioni. Non particole qualsiasi: «A confezionarle artigianalmente, a una a una, sono assassini pentiti talvolta condannati all’ergastolo, nei quali io ed Ennio Doris, il patron di Mediolanum che mi sostiene in quest’avventura, vediamo il volto di Cristo». I primi li ha reclutati nel carcere di Opera. Oggi vi sono laboratori in 16 Paesi, l’ultimo sta per aprire nella prigione di Itaúna, in Brasile. Mosca Mondadori vive per l’Eucaristia. Dall’età di 9 anni, va a messa e si comunica tutti i giorni. Spesso la moglie Caterina Roggero, docente di cultura araba alla Statale di Milano, e i tre figli di 14, 12 e 9 anni si sentono dire da lui: «Scusate, devo andare a parlare con Gesù».
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TITOLO: Selvaggia Lucarelli: «Ho avuto paura, i no vax urlavano di togliermi la carta igienica dalla faccia, mi hanno tirato una testata, mi seguivano»
DATA:
OCCHIELLO: La giornalista del Domani racconta l’aggressione subita a Roma: «Fisicamente sto bene, ma sono scioccata»
TESTO: Lucarelli è andata alla manifestazione da sola, rendendosi irriconoscibile, con occhiali scuri e cappello: «Avevo con me il telefonino e chiedevo “come mai è qui? Perché sta manifestando? ». Spiega: «È bastato il fatto di indossare la mascherina per essere catalogata come un nemico. Mi dicevano “levati quella carta da culo dalla faccia. Fatti curare. Cosa fai una rapina? Ma non ti vergogni? Non è Carnevale”». «Il fatto che fossi una donna senza cameraman ha scatenato ancora più aggressività», prosegue la giornalista, «mi hanno detto di tutto: “Zocc. .., complimenti per le bocce, cretina, brutta, ritardata, guarda come vai in giro (detto da una donna, ndr), sei così brutta che ti metti una mascherina (detto da una donna, ndr) ”». E le risposte alle sue domande? «Lunari: mi hanno detto che “ci uccideranno tutti”, che siamo in una dittatura, tra vaccini e aborto. Un uomo aveva uno stendardo della Madonna, perché ci deve proteggere lei, non il vaccino. Un'altra persona aveva una scatola di cartone in testa con un green pass disegnato: “Siamo tutti dei codici”, diceva» Fra i 4mila manifestanti c’erano «soprattutto uomini e donne di mezza età. Gli unici che mi hanno risposto in modo civile sono stati gli studenti. Il resto era tutto surreale, sconclusionato, sono persone con disagi grossi. C’era anche un’infermiera, che ha un figlio disabile, che urlava che il Covid non esiste. E un uomo che fa trattori mi ha spiegato come funzionano i vaccini». E ancora: un gruppo esibiva un lenzuolo con la scritta «Vigili del fuoco a difesa della Costituzione». Lucarelli denuncerà le aggressioni nelle sedi competenti e sottolinea l’assenza delle forze dell’ordine, in piazza: «Li ho cercati più volte: insomma, c’era che mi diceva chi mi avrebbe ammazzato e mi sarei sentita più tranquilla vedendo una faccia rassicurante. Nel perimetro del Circo Massimo, invece, non c’era nessuno. Le camionette erano dall’altra parte della strada». Domenica diversi esponenti del mondo politico hanno espresso solidarietà, dal ministro del Lavoro Andrea Orlando al leader della Lega Matteo Salvini.
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TITOLO: Serena Mollicone, «spariti alcuni organi prelevati alla ragazza»
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OCCHIELLO: La testimonianza del colonnello dei carabinieri Fabio Imbratta, l’ufficiale che nel 2016 ha riaperto le indagini
TESTO: L’episodio, già noto e forse spiegabile con una errata conservazione dei resti della vittima dopo averli esaminati una prima volta, riporta comunque l’attenzione della corte d’Assise di Cassino, che parallelamente alle presunte responsabilità dell’allora comandate della stazione dei Carabinieri, Franco Mottola, accusato del delitto assieme alla moglie, al figlio e un militare della stessa caserma (un altro risponde di favoreggiamento), deve valutare le supposte manovre per depistare le indagini da parte dello stesso maresciallo. L’episodio dei resti spariti è come detto già contenuto nell’informativa finale fornita al pm Beatrice Siravo. La scoperta degli organi mancanti avvenne al momento di riesumare la salma per sottoporla a una nuova perizia da parte della anatomopatologa Cristina Cattaneo che sarà presente in aula alla prossima udienza. A mancare sono anche i referti dell’epoca relativi agli esami effettuati per stabilire se Serena avesse subito violenza sessuale.
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TITOLO: Matilde Gioli: «A 16 anni ho rischiato la paralisi, oggi lo racconto con gioia. Il cinema è un po’ maschilista»
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OCCHIELLO: L’attrice de «Il capitale umano» e di «Doc. Nelle tue mani»: papà non c’è più ma io lo chiamo ancora al telefono
TESTO: Testimonial per una campagna sul congelamento degli ovociti per preservare la fertilità femminile. Quali battaglie è disposta a combattere? «Mi ha coinvolto la percezione di scarsa consapevolezza che riguarda tante giovani donne: alcune scelte di vita mettono a repentaglio la capacità riproduttiva. Il congelamento degli ovociti per chi deve affrontare cure tossiche credo rappresenti una opportunità. Punto. Non sto affatto dicendo che una gravidanza vada programmata con leggerezza. Ho dato il mio sostegno ad una iniziativa convincente messa in campo da alcuni medici. Per il resto evito di espormi per il gusto di farlo. Credo che ciò che accade sui social istighi ad una certa superficialità, all’adesione istantanea ad una iniziativa, ad una petizione, persino alla solidarietà di fronte ad un lutto. Preferisco percorrere altre strade privatamente. Anche perché odio far finta di conoscere a fondo un tema e dire la mia. Credo si tratti anche di una questione di rispetto nei confronti di chi conosce davvero una dinamica, una realtà, un problema serio».
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TITOLO: Hiv, 40 anni dopo: nel docufilm Positiv? le storie (stra)ordinarie di 4 ragazzi con il virus. «Vivere e amare oggi si può»
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OCCHIELLO: Per la prima volta in video le testimonianze di giovani sieropositivi in Italia. Coraggio e commozione a viso aperto. La presentazione il 24 novembre in anteprima a Milano e in streaming nazionale. Le parole di Oliviero Toscani, Jonathan Bazzi, Loredana Bertè
TESTO: Uno dei testimoni del lungometraggio, Gabriele Vannucchi, 31 anni, eterosessuale, sposato e papà di un bellissimo bimbo 2 anni, accetta — rivelando la propria identità — di raccontare al Corriere la sua storia, così bella e toccante e positiva da commuovere profondamente: «Attorno alla fine del 2014 ho notato un notevole calo delle mie prestazione sportive, ero molto stanco. Dagli esami sono risultato sieropositivo. All’inizio per un anno ho faticato ad accettare questa cosa, poi mi sono messo in cura e dopo i primi sei mesi di terapia, con 3 pillole al giorno, ho azzerato la viremia, ovvero la carica virale. Dal gennaio 2016 ho preso e prendo una sola pasticca al giorno dopo pranzo, ovviamente faccio 3-4 esami l’anno, per tenere sotto controllo la situazione; ma sto bene e non sono contagioso». La cosa più dura per Gabriele è stata vincere lo stigma, dirlo a parenti e amici. «Qualcuno si è allontanato, molti altri no. Tanti per la paura di perdere il lavoro o i rapporti sociali non lo dicono. Io ho avuto la fortuna di incontrare una ragazza meravigliosa alla quale ho detto la mia condizione: lei la ha accettata e siamo stati dal medico che — essendo la mia viremia azzerata — ha detto potevamo avere rapporti non protetti e fare figli. Dopo un mese ci siamo sposati e ora abbiamo un bellissimo bambino, nato sanissimo e non sieropositivo. Voglio dire a tutti che con l’essere sieropositivi si può convivere, stare bene, amare e avere figli. Lo Stato italiano purtroppo non investe in educazione sessuale e in prevenzione. E non fa nemmeno sapere che esiste una pillola (PrEP, una profilassi di pre-sposizione al virus, nda) e che costa 60-70 euro al mese e che protegge dall’ingresso del virus chi ha rapporti non protetti, mentre la mia terapia costa allo Stato circa 1.000 euro al mese».
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TITOLO: Omicidio Reggio Emilia, 34enne accoltellata dall’ex. Patteggia per stalking e poi la uccide
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OCCHIELLO: Due arresti e la condanna a 2 anni ma gli era stata sospesa la pena
TESTO: REGGIO EMILIA Juana stava trascorrendo il venerdì sera con alcuni amici in un bar di Reggio Emilia e ha postato una «storia» su Instagram. Mirko ha visto quelle immagini sul profilo della donna che era stata la sua compagna - e che lui continuava a tormentare tanto da essere stato arrestato due volte a settembre - ed è partito: si è messo in auto e da Parma, dove vive, si è diretto verso quel locale. Da lì è uscito con Juana e poco dopo l’ha uccisa. Sabato mattina la donna è stata trovata cadavere nel piccolo parco pubblico vicino a casa. Aveva sul corpo più di una ferita da taglio, di cui una alla gola. Mirko Genco, 24 anni, ha confessato. Dovrà rispondere dell’omicidio di Juana Cecilia Hazana Loayza con l’aggravante dei futili motivi. L’arma del delitto, un coltello da cucina, è stato trovato nel parco a poca distanza dal cadavere. Prima di ferirla a morte con la lama, aveva tentato di strangolarla. Ulteriori elementi potranno essere acquisiti dagli inquirenti dall’esame delle immagini girate dalle telecamere della zona. Juana, 34enne peruviana operatrice in una cooperativa di assistenza di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, viveva assieme alla madre e al figlio nato da una precedente relazione: il bimbo aveva compiuto un anno lo scorso febbraio. La storia con Genco era durata qualche mese ed era terminata sul finire della scorsa estate per volontà di Juana. Una decisione che fin da subito l’uomo aveva dimostrato di non aver accettato, poi la situazione era ulteriormente peggiorata: secondo le indagini, il 24enne era diventato sempre più insistente e nell’arco di un breve tempo era arrivato agli atti persecutori. Juana lo aveva denunciato e - a differenza di molte altre volte - la macchina della giustizia si era mossa piuttosto velocemente: il 5 settembre Genco era stato arrestato, il giorno dopo era stato scarcerato ma a suo carico era stato emesso un divieto di avvicinamento. Lui aveva violato la misura, tornando a commettere stalking nei confronti della donna, e il 10 settembre era stato nuovamente arrestato per violazione del divieto di avvicinamento, violazione di domicilio e ulteriori atti vessatori; un paio di settimane dopo, l’uomo aveva ottenuto gli arresti domiciliari. Il 4 novembre la sentenza: patteggiamento a due anni, ma con sospensione condizionale della pena (che in questi casi non è un automatismo, ndr). Con il patteggiamento, è decaduta anche la misura cautelare del divieto di avvicinamento. Venerdì mattina i carabinieri si sono subito indirizzati verso Genco: durante la sua denuncia depositata a fine estate, Juana aveva dichiarato che l’ex compagno lavorava come venditore di contratti porta a porta per conto di una società di energia e che il suo perimetro operativo era Reggio Emilia città. Una pattuglia è quindi partita subito verso Parma, un’altra si è diretta verso il centro di Reggio. E a poche ore dal delitto, Mirko Genco si trovava regolarmente al lavoro: è stato rintracciato in zona San Prospero Strinati e all’arrivo dei militari non ha opposto resistenza. Il sostituto procuratore Maria Rita Pantani l’ha sottoposto a interrogatorio per tutto il pomeriggio, fino ad arrivare a formalizzarne l’arresto. Pare che anche negli ultimi tempi avesse continuato a tormentare Juana: alcuni vicini di casa della donna, che viene descritta come sempre sorridente e molto riservata, hanno raccontato di come lui spesso arrivasse sotto casa; di come suonasse i campanelli di molti per farsi aprire, visto che lei lo teneva a distanza. Di come, mentendo, dicesse di abitare lì.
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TITOLO: Femminicidi, solo una donna su 7 aveva denunciato il suo assassino
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OCCHIELLO: I dati della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla violenza sulle donne
TESTO: Fra i consulenti voluti dalla Commissione c’erano anche i magistrati Paola Di Nicola Travaglini, Fabio Roia e Maria Monteleone. E soprattutto loro hanno messo a fuoco il passaggio sul linguaggio usato nelle sentenze e nelle archiviazioni. «Spesso — dice la relazione — la pregressa condotta violenta dell’uomo viene definita “relazione burrascosa, tumultuosa, turbolenta, instabile. ..”, anche a fronte di precedenti denunce della vittima per gravi maltrattamenti. (.. .) Molte sentenze non assumono un’analisi di genere e tale mancata prospettiva rappresenta un limite. Ad esempio, le vittime di femminicidio vengono spesso chiamate per nome, gli imputati per cognome, così generando una discriminazione, anche linguistica e simbolica, non giuridicamente giustificabile; le vittime di femminicidio non sono descritte rispetto al loro contesto sociale e/o professionale, ma indicate come madri, mogli e figlie, cioè rispetto al loro ruolo familiare; quando svolgono attività di prostituzione vengono chiamate prostitute e non con nome e cognome, così vittimizzandole e stigmatizzandole». L’inchiesta si chiude con una lista dei sogni, cioè possibili «correttivi delle norme vigenti». Uno fra i tanti: l’obbligo di applicare il braccialetto elettronico se si decide una misura diversa dal carcere
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TITOLO: Super green pass: viaggi, lavoro, ristoranti e stadi. Cosa si può fare e cosa è vietato con il solo tampone?
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OCCHIELLO: Il test antigenico o molecolare servirà per entrate ufficio, salire in treno e aereo (ma forse avrà una validità ridotta). Allo studio nuove limitazioni per il trasporto pubblico locale. Il certificato verde durerà solo 9 mesi
TESTO: - Super green pass, arriva la stretta: il tampone valido solo per il lavoro; - Covid, che Natale sarà? Greenpass, spostamenti, pranzi e piste da sci: ecco tutte le ipotesi; - Greenpass rafforzato e divieti ai no vax per bar, cinema, ristoranti e teatri: il nuovo decreto; - Covid, l’Europa rivedrà le regole sui viaggi: limiti alla durata del GreenPass; - Greenpass solo per vaccinati e guariti e divieti per i no vax in zona gialla: le ipotesi per il nuovo decreto; - Zona gialla, quattro regioni a rischio a novembre ;
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TITOLO: «Il velo imposto? È la loro cultura». Le parole del pm, Cantone si dissocia
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OCCHIELLO: Perugia, la donna marocchina aveva denunciato il marito, Il procuratore: «Non condivido la posizione per cui è culturalmente accettabile imporre il burqa». Il pm ha chiesto l’archivizione: «Non c’è la prova dei maltrattamenti»
TESTO: Al di là dello scontro sulle motivazioni culturali e religiose, c’è quello sui fatti oggetto della denuncia per maltrattamenti. «Non ci sono prove del reato — ha scritto Bettini —. Dalle dichiarazioni rese, la donna non sarebbe mai stata minacciata di morte, né avrebbe subito aggressioni fisiche tali da costringerla alle cure sanitarie». E, in effetti, quando il poliziotto le chiede in che modo lui la picchiasse e con quale frequenza, Salsabila risponde così: «Dandomi uno schiaffo in una sola occasione, nell’ottobre 2015». E qui si scalda l’avvocato Gennaro De Falco, suo difensore, che ha già preannunciato opposizione: «La farò il 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne». Ad ogni passaggio della breve richiesta d’archiviazione il legale ha un sussulto: «Lei non ha chiesto aiuto ai Servizi sociali? Ma mica conosce le nostre strutture! ». «Non è mai andata all’ospedale? Ma se la chiudeva a chiave! ». «Non si è ribellata? Non tutte hanno questa forza! ». «Le tradizioni loro vanno considerate? In Italia c’è la parità di diritti! ». Forse qualche parola è scappata al pm, forse anche le dichiarazioni filtrate non possono restituire il quadro puntuale della situazione. Comunque sia, Salsabila è tornata in Italia e ora chiede aiuto.
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TITOLO: Corsa per salvare i mufloni al Giglio. «Una mattanza inutile e costosa»
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OCCHIELLO: Autorizzati gli abbattimenti dall’inizio della prossima settimana. Insorgono animalisti e cittadini. Brambilla: non danno problemi, fermiamo il tiro a segno. Il Parco dell’Arcipelago: minacciano la biodiversità
TESTO: All’inizio della prossima settimana un progetto del Parco (si chiama Life Lets Go Giglio) finanziato con 1,6 milioni di euro darà il via anche all’abbattimento degli ultimi mufloni che si trovano nell’isola. E un «plotone di fucilieri», denunciano gli animalisti, andrà a caccia degli ungulati. Quanti ne saranno uccisi non è ancora chiaro. Perché non si sa neppure con esattezza quanti ancora ne sono rimasti sull’isola, perché negli ultimi dieci anni ne sono già stati fatti fuori un centinaio. «Tutto è avvenuto alla luce del sole — spiega Stefano Feri, vice presidente del Parco dell’Arcipelago Toscano — e anche stavolta abbiamo l’approvazione dell’Ispra, l’Istituto superiore per la ricerca ambientale. I mufloni non sono endemici del Giglio ma importati negli anni Cinquanta, una specie aliena che minaccia la biodiversità dell’isola».
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TITOLO: «Invisibile», sei giorni di podcast (d’autore) a Roma
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OCCHIELLO: Dal 23 al 28 novembre, al Teatro Valle, una rassegna di audio non giornalistici da tutto il mondo: il risultato di una caccia alle migliori creazioni di un genere che coinvolge autori, produttori e sound-designer
TESTO: Nei sei giorni dedicati al progetto verranno proposti titoli premiati dalla critica che negli Stati Uniti contano milioni di download, a cominciare da The Truth Podcast di Jonathan Mitchell (Radiotopia), la serie americana che realizza brevi storie con un team di sceneggiatori, attori e sound designer, dando nuova vita all’arte del radiodramma per le nuove generazioni. Per la scuola francofona ci saranno le produzioni di Arte Radio: l’ascolto è spesso un’esperienza in bilico tra erotismo e sarcasmo di cui «Invisibile» ha scelto il «mockumentary» Super écolo di Charles Traha n (premio speciale al Prix Europa), oppure l’autobiografico e ironico La Tourmente di Fabrice Osinski, segnalato al Prix Phonurgia Nova. La scrittura per audio può correre sulla frontiera dei generi come nello spagnolo «Puzzle de Fronteras» di Laura Romero e André Cunha, un racconto sulle identità nazionali che parte come un documentario e finisce come una filastrocca. Si ritorna infine oltreoceano con le interviste impossibili di Everything is Alive, il podcast di Ian Chillag e Jennifer Mills (da anni nella top ten della critica americana) che dà voce agli oggetti inanimati.
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TITOLO: Il mistero del tecnico scomparso in Sardegna. La famiglia: «Non si è suicidato»
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OCCHIELLO: Alessandro Zaniboni lavorava alle piattaforme petrolifere della Saipem. A fine luglio ha caricato la lavatrice e si è allontano da casa. L’ipotesi di un incidente durante un’escursione, ma non era uscito con l’attrezzatura
TESTO: Aveva cominciato a lavorare in Sardegna da 18 giorni, un buon stipendio: «Sto bene» aveva rassicurato la mamma; non ha lasciato alcun biglietto, è uscito di casa dopo aver messo la lavatrice in funzione (quindi per un’assenza che prevedeva breve), non ha portato con sé il cagnolino al quale era affezionatissimo. «Difficile sia stato rapito» escludono i carabinieri. In Sardegna l’ultimo rapimento risale al 2006; dopo c’è stato un tentativo fallito, nel 2015. E Zaniboni non è ritenuto possibile obiettivo di una banda di sequestratori, viveva del suo stipendio. Nel «giallo» poche certezze. Abitava a Girasole, ogni mattina faceva una decina di chilometri per andare al lavoro, ma quel giorno — era una domenica di fine luglio — aveva deciso di fare un’escursione sulle montagne. Appassionato speleologo, si è diretto verso io boschi di un paese vicino, Lotzorai. Lì è stata trovata dopo qualche giorno la sua auto, ai margini di un sentiero impervio. «Non sappiamo come abbia fatto ad arrivare fin lassù — ha confidato alla mamma Marisa e al fratello Gianluca uno degli uomini che hanno partecipato alle ricerche — noi con i nostri mezzi fuoristrada abbiamo fatto fatica». La zona intorno all’auto è stata battuta dalle squadre di soccorso, assistite anche da specialisti del club alpino. Sono state esplorate grotte e canaloni, squadre con 30 persone, elicottero e droni. Nulla. Zaniboni era prudente, ma può essere caduto in un anfratto, la vegetazione sul Supramonte è impenetrabile, impossibile trovarne tracce anche perché il suo telefono cellulare da quella domenica non ha dato segnali.
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TITOLO: Striscia la notizia: «Ecco la verità sui fuorionda di Flavio Insinna»
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OCCHIELLO: Il tg satirico dopo l’intervista del conduttore al Corriere: quelle sue frasi non erano solo uno sfogo in un momento di stress, ma erano sbagliate
TESTO: In merito all’intervista pubblicata sul nostro giornale a Flavio Insinna, pubblichiamo alcune considerazioni che Striscia la notizia ha inviato al Corriere. Riguardano il caso dei fuorionda di Affari tuoi svelati in onda dal programma di Canale 5. Ecco il testo di Striscia: «Nell’intervista c’è più di un passaggio che ci lascia perplessi. In particolare, quando Insinna — riferendosi al fuorionda diffuso da Striscia nel maggio 2017 e a quale errore non rifarebbe in futuro — afferma: «Non sprecherei le giornate mie e dei miei collaboratori di Affari tuoi dicendo cose magari giuste ma nel modo sbagliato». Ci teniamo a rimarcare che le frasi pronunciate allora da Insinna non ci paiono tanto giuste, oltre che dette nel modo sbagliato. Ricordiamo che nel famoso fuorionda Insinna dice cosa avrebbero dovuto fare i responsabili del programma Affari tuoi: interrompere la registrazione e convincere la concorrente valdostana («Nana di m…») a rifiutare l’offerta della dottoressa, anche con la violenza («La si porta di là, la si colpisce al basso ventre e dici: «desso tu rientri e giochi! Perché è Raiuno non è Valle D’Aosta News. Mor…cci tua! ”») e costringerla a rientrare in gioco per salvare il finale acchiappa ascolti. Nulla a che vedere con un comprensibile (anche se non scusabile) «sbrocco» in un momento di stress, piuttosto si dimentica di dire i veri motivi, gravissimi, per cui era arrabbiato: il «taroccamento» non riuscito del risultato finale del programma. È riduttivo poi sostenere che i fuorionda diffusi dal tg satirico di Antonio Ricci sono stati registrati durante una riunione ristretta di lavoro. Addirittura, Flavio Insinna era al corrente che fossero registrati. In studio, infatti, il conduttore invitava pubblico, maestranze, collaboratori a fare quello che volevano con la Rai: «Per me potete mandà i video, i telefonini, le cose, quello che ve pare. Per me potete mandare i messaggi a Leone, alla Rai, dicendo «È cattivo», fate come vi pare. Siete solo dei sorci che parlate dietro». Non dubitiamo che Flavio Insinna ancora oggi non riesca a perdonarsi, questo però non ci impedisce di ribadire la verità dei fatti».
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TITOLO: Rudy Guede chiede uno sconto sul fine pena per l’omicidio di Meredith Kercher
DATA:
OCCHIELLO: L’unico condannato per l’omicidio della studentessa britannica è attualmente affidato ai servizi sociali
TESTO: Guede è stato condannato in via definitiva a 16 anni con il rito abbreviato. La sentenza definitiva è stata emessa dalla Corte di Cassazione, Prima sezione penale, il 16 dicembre 2010. Secondo il suo avvocato, la richesta di uno sconto di pena è una procedura ordinaria, prevista dall’ordinamento penitenziario italiano, che consente ai detenuti di richiedere, ogni semestre, uno sconto di 45 giorni per motivi di buona condotta. Sarà competenza del magistrato di sorveglianza esprimersi sulla richiesta, una volta acquisito il materiale relativo a Guede.
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TITOLO: Selvaggia Lucarelli: «Ho avuto paura, i no vax urlavano di togliermi la carta igienica dalla faccia, mi hanno tirato una testata, mi seguivano»
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OCCHIELLO: La giornalista del Domani racconta l’aggressione subita a Roma: «Fisicamente sto bene, ma sono scioccata»
TESTO: Lucarelli è andata alla manifestazione da sola, rendendosi irriconoscibile, con occhiali scuri e cappello: «Avevo con me il telefonino e chiedevo “come mai è qui? Perché sta manifestando? ». Spiega: «È bastato il fatto di indossare la mascherina per essere catalogata come un nemico. Mi dicevano “levati quella carta da culo dalla faccia. Fatti curare. Cosa fai una rapina? Ma non ti vergogni? Non è Carnevale”». «Il fatto che fossi una donna senza cameraman ha scatenato ancora più aggressività», prosegue la giornalista, «mi hanno detto di tutto: “Zocc. .., complimenti per le bocce, cretina, brutta, ritardata, guarda come vai in giro (detto da una donna, ndr), sei così brutta che ti metti una mascherina (detto da una donna, ndr) ”». E le risposte alle sue domande? «Lunari: mi hanno detto che “ci uccideranno tutti”, che siamo in una dittatura, tra vaccini e aborto. Un uomo aveva uno stendardo della Madonna, perché ci deve proteggere lei, non il vaccino. Un'altra persona aveva una scatola di cartone in testa con un green pass disegnato: “Siamo tutti dei codici”, diceva» Fra i 4mila manifestanti c’erano «soprattutto uomini e donne di mezza età. Gli unici che mi hanno risposto in modo civile sono stati gli studenti. Il resto era tutto surreale, sconclusionato, sono persone con disagi grossi. C’era anche un’infermiera, che ha un figlio disabile, che urlava che il Covid non esiste. E un uomo che fa trattori mi ha spiegato come funzionano i vaccini». E ancora: un gruppo esibiva un lenzuolo con la scritta «Vigili del fuoco a difesa della Costituzione». Lucarelli denuncerà le aggressioni nelle sedi competenti e sottolinea l’assenza delle forze dell’ordine, in piazza: «Li ho cercati più volte: insomma, c’era che mi diceva chi mi avrebbe ammazzato e mi sarei sentita più tranquilla vedendo una faccia rassicurante. Nel perimetro del Circo Massimo, invece, non c’era nessuno. Le camionette erano dall’altra parte della strada». Domenica diversi esponenti del mondo politico le hanno espresso solidarietà, dal ministro del Lavoro Andrea Orlando al leader della Lega Matteo Salvini. Con una nota inviata al Corriere lunedì, Martani smentisce di aver colpito volontariamente Lucarelli: «La faccenda si è svolta proprio al contrario, ovvero io ho tentato in qualche modo di difenderla, pur non avendola riconosciuta. Sporgerò immediata denuncia per calunnia e diffamazione aggravata». L’articolo è stato aggiornato lunedì con la nota di Daniela Martani
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TITOLO: La tenente Ambra al comando di 108 soldati della Brigata San Marco. «Diffidenze? No, mi sento in famiglia»
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OCCHIELLO: Ambra Francolini, 30 anni è la prima donna che guida una compagnia d’assalto: «Sogno di fare questo lavoro da quando ho 9 anni». Sono i marines italiani: lei li addestra a sbarcare in territori ostili
TESTO: «Compagnia! At-tenti! ». Mento in su, mani ai fianchi, piedi uniti. Centootto soldati e, davanti a loro, lei: il tenente di vascello Ambra Francolini, 30 anni, viso dolce e volontà di ferro. È la prima donna al comando di una compagnia d’assalto italiana, la Bafile, fra i reparti più tosti delle forze armate. Un po’ i nostri marines, addestrati a sbarcare in tempi rapidi nei territori più ostili. Acqua, terra, fango. I puristi li chiamano fucilieri della marina perché sono questo e quello, fanti e marinai. Fanno parte della Brigata Marina San Marco di stanza a Brindisi, dove sventola la bandiera del leone di Venezia perché tutto inizio lì, con la difesa della città lagunare durante la Prima guerra mondiale. Non quattro gatti: 2.700 uomini, i leoni della Marina militare. Francolini ne comanda con grande entusiasmo una compagnia: «Era il mio sogno».
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TITOLO: Trieste, un’intera famiglia no-vax ricoverata. Lei, 45 anni e incinta, è in pericolo di vita
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OCCHIELLO: La donna, un’insegnante, è stata trasferita a Verona. Rischia anche il feto. In ospedale anche il marito e la madre. Il padre: «Sono distrutto»
TESTO: La 45enne è già madre di una figlia che, per le convinzioni no vax, aveva iscritto in una scuola in Slovenia. La futura mamma era stata ricoverata a Trieste, dov’è nata e risiede, una settimana fa circa, dopo aver sottovalutato l’infezione che è culminata con l’ipossemia. Per questo era stata trasportata in ospedale in codice rosso: per il reparto di Terapia intensiva dedicato ai pazienti Covid è il caso più delicato fin qui trattato da inizio pandemia. Qualche giorno fa la paziente è stata trasferita a Verona. Qui infatti i sanitari, che hanno già avuto un caso analogo, risultano essere più esperti per quanto riguarda l’Ecmo, l’ossigenazione extracorporea a membrana. Questa pratica sarebbe però l’extrema ratio. Per ora si prosegue con la terapia normale, che prevede anche la pronazione, a cui però la donna risponde sempre meno: le sue condizioni sono peggiorate rispetto alla scorsa settimana riscontrando anche un’infezione e un’insufficienza renale.
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TITOLO: Meteo, le previsioni di martedì 23 novembre: temporali al Centro-Sud, allerta gialla in cinque regioni
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OCCHIELLO: Torna il sereno su gran parte del Nord mentre al meridione prosegue la fase di maltempo. Sulle Alpi piemontesi neve dai mille metri
TESTO: Martedì 23 novembre un minimo depressionario centrato sulla Sardegna si sposterà verso il Tirreno determinando una fase di maltempo sulle zone costiere tirreniche centrali e sul medio Adriatico. Previste isolate precipitazioni sul Piemonte occidentale con neve a mille metri, pioggia invece su gran parte delle regioni centrali e in Campania. Sul resto dell’Italia tempo più sereno, in particolare al Nord-est, in Salento e Calabria. La Protezione civile ha emanato un avviso di allerta gialla su Abruzzo, Molise, su settori di Lazio, Campania e Sicilia. Peggiora da mercoledì, giovedì tutto il Paese sarà interessato da una fase di maltempo con piogge a tratti anche forti al Nord, sul comparto tirrenico del Centro e sull’area ionica dove saranno possibili nubifragi. Complice l’afflusso di venti più freddi da Nord, sulle Alpi e sull’Appennino settentrionale la quota delle nevicate scenderà fino ai 1.000 metri. Venerdì neve anche sugli Appennini centrali dai 1.300 metri.
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TITOLO: Il calendario dell’Avvento e un futuro per i bambini
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OCCHIELLO: Dal cibo all’istruzione, dalla salute alla giustizia: le 17 sfide globali per uno sviluppo sostenibile . L’iniziativa del «Corriere» per Unicef e i biscotti per combattere la fame nel mondo
TESTO: Lo sa bene l’Unicef, che ha tradotto le priorità dei 17 Goal in cinque «Obiettivi di cambiamento», forse scontati per molti occidentali, ma non in altre zone del mondo. Basti pensare alla prima delle cinque priorità: «Ogni bambino sopravvive e cresce sano». Anche se c’è il Covid di mezzo, e se le premesse non sono buone: «Più di 149 milioni di bambini sotto i 5 anni soffrono di malnutrizione cronica, e 45,4 milioni per malnutrizione acuta. Che fare? Prima di tutto, leggendo di chi già fa qualcosa, veniamo a sapere che l’Unicef, nel 2020, l’anno più nero dell’emergenza sanitaria, è riuscita a fornire assistenza a 93 milioni di donne e bambini per i servizi medici essenziali: più di 30 milioni di bimbi sono nati in strutture sicure; si è attuata ogni forma di prevenzione contro la malnutrizione cronica per 244 milioni di bimbi e per 5 milioni di essi che erano anche in pericolo di vita. Al di là dei numeri, sono le storie che fanno riflettere.
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TITOLO: Suicidio assistito, primo storico sì in Italia: ad Ancona via libera per Mario, tetraplegico da 10 anni
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OCCHIELLO: La decisione del Comitato etico dell’Azienda sanitaria, dopo un iter lungo e faticoso: verificate tutte e quattro le condizioni stabilite dalla Corte Costituzionale. «Adesso mi sento più leggero». Decisiva l’opera della Fondazione Coscioni
TESTO: Potrà cambiare idea anche all’ultimo istante perché il suicidio medicalmente assistito prevede l’azione della persona che lo chiede: soltanto lui (che muove solo il dito mignolo della mano destra) potrà autosomministrarsi il farmaco letale, non sarà consentito l’intervento di nessun medico (come sarebbe invece possibile nel caso dell’eutanasia). Ad agosto dell’anno scorso Mario aveva avuto l’ok dalla Svizzera per andare a morire lì, dove il suicidio assistito è consentito. Ma poi ha scelto di seguire la via indicata dalla sentenza della Corte Costituzionale, cioè far verificare alla sua Asl l’esistenza dei 4 requisiti necessari per accedere alla dolce morte. Ci sono voluti 13 mesi perché un’equipe di medici e psicologi lo visitassero. E altri due perché, sulla base della loro relazioni, il Comitato etico si esprimesse. «Un calvario dovuto allo scaricabarile istituzionale», per dirla con Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Coscioni e volto storico delle battaglie sul fine vita.
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TITOLO: Bassetti querela Paragone: «Ha diffamato me e mio padre»
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OCCHIELLO: L’azione legale dopo che a «Non è l’Arena» il senatore lo aveva definito «figlio di papà» evocando una corsia preferenziale per la sua nomina a direttore della Clinica di malattie infettive del San Martino di Genova
TESTO: L’offesa contestata da Bassetti — che già in trasmissione aveva sottolineato di essere orgoglioso di essere figlio del padre, che è stato infettivologo e titolare del suo stesso attuale incarico — è legata al passaggio in cui Paragone evoca una via preferenziale nell’assunzione del primario e nell’assegnazione del ruolo di direttore della Clinica. «Peccato — fa notare Bassetti — che mio padre, purtroppo, sia prematuramente scomparso il 12 settembre 2005 ed io abbia ottenuto la cattedra di malattie infettive a Genova nel novembre 2019, cioè oltre 14 anni dopo la sua morte».
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TITOLO: Mario può scegliere di morire. Primo via libera al suicidio assistito
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OCCHIELLO: Marche, sì del comitato etico. I dubbi sul farmaco. Nel ddl in discussione arriva l’obiezione di coscienza
TESTO: La Corte Costituzionale aveva stabilito i requisiti per accedere alla dolce morte e si trattava semplicemente di verificare, con le visite mediche appunto, che valessero per il caso di Mario. Per farlo ci sono voluti 13 mesi, più due per arrivare alla decisione del Comitato etico. E adesso si rischia di allungare ancora i tempi e, secondo la Regione Marche, perfino di tornare in tribunale per sciogliere i nodi di un’altra questione: le modalità e la metodica di somministrazione del farmaco letale, dettagli sui quali, dicono loro, «il comitato etico ha sollevato dubbi». «Non è così» se la prendono dall’Associazione Coscioni. Con una nota, Marco Cappato e Filomena Gallo, tesoriere e avvocata, nonché segretaria nazionale dell’Associazione, rispondono che «il Comitato non ha validato le modalità tecniche per l’autosomministrazione del farmaco, ma quel che la Regione non dice è che la responsabilità di definire le procedure tecniche non è del malato ma del servizio sanitario, che però si rifiuta di farlo». «Una trappola burocratica», la definisce Cappato.
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TITOLO: Livorno, muore soffocata da un boccone di carne al ristorante
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OCCHIELLO: Nicla Salvi, 61 anni, stava pranzando alla Bisteccheria di Montenero Basso, nella periferia di Livorno, quando si è soffocata con un boccone ed è morta
TESTO: I soccorsi sono arrivati dopo pochi minuti (la sede delle ambulanze della Misericordia, la società di soccorso, si trova a poche centinaia di metri dal ristorante) ma la signora era in arresto cardiaco. In un primo momento i soccorritori hanno tentato una manovra sulla donna per tentare di eliminare l’ostruzione nella trachea. Poi le hanno praticato un massaggio cardiaco ma purtroppo Nicla Salvi non si è ripresa. Un ultimo ed estremo tentativo, anch’esso senza successo, è stato computo dai soccorritori di una seconda ambulanza sulla quale si trovava anche un medico. Neppure l’uso di un defibrillatore è riuscito a rianimare la donna. Il referto di morte parla di arresto cardiaco. S’indaga sulla dinamica dell’accaduto anche se l’ipotesi del soffocamento per l’ostruzione di un boccone di carne sembra essere l’ipotesi più accreditata.
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TITOLO: Femminicidio di Juana Loayza, perché il killer era libero? La presidente del tribunale: «Un giudice non ha poteri di chiaroveggenza»
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OCCHIELLO: La presidente del Tribunale di Reggio Emilia sul delitto compiuto dall’ex Mirko Genco già arrestato per stalking
TESTO: ll vicepresidente vicario del Tribunale di Milano Fabio Roia, durante il convegno «Processo civile: criticità e aspetti positivi nei percorsi di uscita dalla violenza delle donne» ha citato proprio il caso di Juana Cecilia come uno di quelli che avrebbe richiesto una più attenta valutazione: la pena di Genco era stata ridotta a due anni con la condizionale perché aveva accettato di frequentare gli incontri di un centro di recupero per uomini maltrattanti. «Non conosco il caso ma c’è stata una sottovalutazione del rischio da parte di chi ha fatto l’accordo». Inoltre, gli uomini violenti non devono essere mandati nei centri «in maniera convenzionale e solo per ottenere benefici sul piano giudiziario ma ci vogliono sentinelle controllo da parte degli operatori per far sì che i soggetti prendano consapevolezza che la violenza contro le donne è una stortura del comportamento. Solo quando si acquisisce questa consapevolezza - ha spiegato il magistrato - diminuisce il rischio di recidiva. «E non parlo solo del caso specifico. Quello che manca è un’adeguata specializzazione della magistratura in materia di violenza di genere. E a sostenerlo è il Csm nella delibera del 3 novembre. Il magistrato – spiega Roia - deve acquisire competenze che vanno al di là di quelle strettamente giuridiche, nei campi della psicologia, medicina legale, sociologia, e criminologia. C’è da dire che però allo stesso tempo il Csm segnala che oggi c’è una scopertura del 13,7 per cento di magistrati. E questo vuol dire che tutti siamo chiamati a fare tanto, senza avere il tempo da dedicare a temi necessariamente complementari: non è una giustificazione ma un dato di fatto».
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TITOLO: Valentina Ferragni e il tumore della pelle: «Mi hanno asportato un carcinoma basocellulare, la prevenzione è fondamentale»
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OCCHIELLO: L’influencer e sorella di Chiara Ferragni ha raccontato sul suo profilo Instagram di aver scoperto che quello che pensava fosse un brufolo era invece un tumore maligno
TESTO: Valentina Ferragni, influencer e sorella della (a sua volta) influencer e imprenditrice Chiara, ha raccontato sul suo profilo Instagram che quel «brufolo» di cui aveva parlato più volte e che si era fatta asportare chirurgicamente per controllare meglio cosa fosse era in realtà un carcinoma basocellulare, un tumore maligno della pelle. «Ci ho messo un po’ a realizzarlo. Sfortunatamente non era una cisti, ma un tumore maligno localizzato in una specifica area, non dei più pericolosi per la salute, ma per la pelle — ha scritto Valentina in un post sul social —. I dottori mi hanno detto che è stata la prima volta che hanno visto questo carcinoma su una persona della mia età (28 anni), solitamente viene a persone sui 50-60 anni». L’influencer racconta anche perché la diagnosi sia arrivata così tardi rispetto alla comparsa del tumore: «In questo anno ha cambiato faccia molte volte, per alcuni mesi sembrava scomparso, per poi tornare piano, ha iniziato a sanguinare a settembre 2021 poi si è finto guarito a ottobre — scrive Valentina —. Questo f. ..to carcinoma è così, rimane silente per mesi, poi sanguina due giorni e torna normale, ma continua a crescere sottopelle giorno per giorno». E conclude il post con un invito alla prevenzione: «Come vi ho già detto, è fondamentale andare dal dottore se qualcosa non va via, se vi sentite strani. Ho 28 anni e questo cancro è raro su persone della mia età, fortunatamente l’ho preso in tempo». Cos’è il carcinoma basocellulare Si tratta di uno dei più frequenti tumori della pelle: ogni anno secondo le stime colpisce più o meno 980 mila italiani. «È dovuto soprattutto all’esposizione eccessiva ai raggi solari e alle scottature che, negli anni, provocano danni al Dna che possono evolvere nella formazione di un tumore — aveva spiegato Piergiacomo Calzavara Pinton, direttore responsabile del Reparto di Dermatologia degli Spedali Civili di Brescia, al Corriere —. È ritenuto il meno aggressivo dei tumori cutanei perché dà raramente metastasi, ma in realtà tende a infiltrarsi localmente e, soprattutto quando localizzato al viso, può persino portare alla perdita di organi (come occhi, naso, orecchie). Assai raramente è letale e nei casi iniziali basta l’asportazione chirurgica per eliminarlo, anche se in alcune varianti può ripresentarsi e richiedere asportazioni sempre più ampie (come nel caso dell’attore australiano Hugh Jackman) ». Altre aree che sono spesso colpite da questo tumore della pelle sono quelle più esposte alle radiazioni ultraviolette, come petto, schiena, braccia o gambe.
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TITOLO: L’eterna giovinezza di Sophia Loren «Le mie ore al telefono con le ex compagne di scuola»
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OCCHIELLO: La diva tra cinema, crociere e ricordi. «A Pozzuoli mi sento ragazzina»
TESTO: Sul suo volto non c’è traccia delle ultime 24 ore: un volo da Ginevra, dove vive, a Miami; un imbarco e la navigazione, lunga tutta una notte, per attraccare a Ocean Cay. Un’isola privata di Msc, nell’arcipelago delle Bahamas, dove è stata la madrina di Seashore, l’ammiraglia della flotta di Gianluigi Aponte. Un 81enne campano il cui gruppo, con sede a Ginevra, è primo al mondo nei cargo e terzo nelle crociere. Per Sophia non è un ruolo inedito quello di madrina: è la sedicesima volta. «Di solito, l’armatore dice che gli porto fortuna e io sono contenta di vedere crescere la flotta», racconta al Corriere. Per questo, un altro aereo da Miami l’ha già condotta a Dubai dove sabato sarà la madrina di Msc Virtuosa. Una leonessa che dimostra di non temere gli affanni dell’età. Anzi: «Nei prossimi giorni ho davvero tante cose da fare per il mio ultimo film». È, infatti, tornata a recitare ne La vita davanti a sé, diretta dal figlio Edoardo Ponti. Un’interpretazione che le è valsa il sesto David di Donatello come migliore attrice della sua carriera. Ma come sta il nostro cinema? «È di successo, e anche se non sempre è vero diciamolo: perché quando un nostro regista pensa al soggetto giusto, il film ha un successo internazionale». Dal 2014, una nostra pellicola non vince l’Oscar. «Ogni tanto bisogna avere pazienza e aspettare che arrivi, ma funziona così nel mondo del cinema».
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TITOLO: Suicidio assistito, il Vaticano: «Scelta giusta le cure palliative». La Regione Marche: su Mario decide il tribunale
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OCCHIELLO: Le dichiarazioni della Pontificia Accademia per la Vita dopo il via libera del
TESTO: La logica delle cure palliative è la strada più convincente. Il Vaticano entra così nella vicenda di Mario, il 43enne tetraplegico che ha ottenuto dal Comitato etico dell’Azienda sanitaria delle Marche il via libera al suicidio medicalmente assistito. «La materia delle decisioni di fine vita costituisce un terreno delicato e controverso», afferma la Sante Sede attraverso la Pontificia Accademia per la Vita. «La strada più convincente - spiega - ci sembra quella di un accompagnamento che assuma l’insieme delle molteplici esigenze personali in queste circostanze così difficili. È la logica delle cure palliative, che anche contemplano la possibilità di sospendere tutti i trattamenti che vengano considerati sproporzionati dal paziente, nella relazione che si stabilisce con l’equipe curante». Dal canto suo, la Regione Marche ci ha pensato fino a metà pomeriggio. Ha consultato il Comitato etico e poi ha fatto sapere: la partita è ancora aperta. «Sarà il Tribunale di Ancona a decidere se il paziente tetraplegico di 43 anni potrà avere diritto al suicidio medicalmente assistito». Non è chiaro quale sia il passaggio logico che riporta indietro la vicenda in un’aula di giustizia. In sostanza: una volta deciso il sì per i quattro requisiti necessari per accedere al suicidio medicalmente assistito (come ha fatto il Comitato), adesso — secondo la Regione — si finirà di nuovo tribunale a sciogliere i nodi di un’altra questione: le modalità e la metodica di somministrazione del farmaco letale (Tiopentale sodico), dettagli sui quali «il comitato etico ha sollevato dubbi». E allora vediamoli, questi dubbi.
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TITOLO: Quanto ci amano le nonne (grazie all’empatia)
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OCCHIELLO: La scienza dimostra come condividano con i nipoti gioie e dolori: il legame è più simbiotico che con i figli. Le storie: la signora della grappa Giannola Nonino e i suoi 8 nipoti, la regista Simona Izzo ne ha 4, la scrittrice Sveva Casati Modignani due
TESTO: È un’esperienza diffusa vedere le nostre mamme smettere i panni da generalessa per trasformarsi in angeliche fatine con i loro nipoti. Permessi per i quali abbiamo sudato, gridato e pianto (inutilmente) per anni, diventano richieste ovvie e comprensibili se fatte dai nipotini (che naturalmente chiedono aiuto alla nonna sbattendo le ciglia con precisione chirurgica). Ci siamo arresi, archiviando la pratica nel paranormale. Ma invece adesso c’è la prova scientifica che quello che succede alle nonne, e a loro soltanto, non è cedimento senile: il loro cervello cambia, vicino ai nipoti, e si accende l’empatia. Lo hanno dimostrato le scansioni della risonanza magnetica su 50 nonne con almeno un nipote biologico dai tre ai 12 anni, fatte dal team di James Rilling, antropologo della Emory University di Atlanta, in Georgia. Il professore ha potuto osservare l’attivazione di aree del cervello associate all’empatia emotiva, ogni volta che le nonne guardavano una foto del nipote. Ha spiegato Rilling: «Se il nipote sorride, le nonne provano la gioia del bambino. E se il nipote piange, sentono il dolore e l’angoscia del bambino». Con noi, da mamme, mai.
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TITOLO: Rudy Guede torna libero: il giudice ha accolto l’istanza di scarcerazione del suo avvocato
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OCCHIELLO: Delitto Kercher, l’ivoriano era l’unico condannato per l’omicidio della studentessa inglese, avvenuto nel 2007
TESTO: Guede ha accolto la decisione sulla sua liberazione anticipata svolgendo i soliti compiti di volontario e «vorrebbe essere solo dimenticato». L’ ivoriano da poco meno di un anno è affidato ai servizi sociali e non deve più tornare nel carcere Mammagialla dove ha scontato gran parte dei 16 anni di reclusione che gli sono stati inflitti per il delitto di Perugia al quale si è sempre proclamato estraneo. Purtroppo sono molte le emittenti e le testate che chiedono di intervistare Rudy. Dico purtroppo perché Rudy non è una star e dopo 14 anni vorrebbe essere dimenticato» ha detto rispondendo all’Ansa il professor Claudio Mariani, che insegna al Centro studi criminologici di Viterbo e ha seguito Guede in tutto il suo percorso detentivo. «Su ogni storia — aggiunge — prima o poi dovrebbe calare il sipario. Rudy la mattina alle 8 prende servizio come volontario alla mensa della Caritas e il pomeriggio lavora nella biblioteca del nostro centro studi per mantenersi. Non c’è più altro da aggiungere a questa storia eccetto il fatto che la vita di una giovane ragazza inglese è stata stroncata e dalla sua famiglia abbiamo potuto imparare la grande dignità e il valore del silenzio. Anche per questo oggi Rudy vorrebbe continuare a adoperarsi per il prossimo, lavorare e soprattutto rimanere in silenzio».
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TITOLO: Cosa ha detto la Corte Costituzionale sul suicidio assistito: le quattro condizioni
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OCCHIELLO: In mancanza di una legge organica, a lungo sollecitata dalla Corte Costituzionale, la Suprema istanza ha fissato le condizioni alle quali la pratica sè ritenuta ammissibile
TESTO: LE INDICAZIONI Nella sostanza, si tratta di quanto già anticipato un anno prima nell’ordinanza 207, quando aveva dato mandato al Parlamento di modificare l’attuale quadro normativo, che punisce sempre e comunque non solo chi istiga, ma anche chi collabora al suicidio di una persona. In qualunque stato quest’ultima si trovi. Coerentemente poi con la stessa pronuncia, la Corte subordina la possibilità di ricorrere al suicidio assistito a 4 precondizioni: 1. «al rispetto delle modalità previste sul consenso informato sulle cure palliative e sulla sedazione profonda continua»; 2.. «alla verifica delle condizioni richieste»; 3. «che alla verifica delle modalità di esecuzione da parte di una struttura pubblica del Servizio sanitario nazionale»; 4. «al parere del comitato etico territorialmente competente». Queste ultime condizioni, precisa la Consulta, si sono rese necessarie «per evitare rischi di abuso nei confronti di persone specialmente vulnerabili, come già sottolineato nell’ordinanza 207 del 2018».
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TITOLO: In Alto Adige zona rossa per 20 Comuni: coprifuoco, divieti, locali chiusi e allarme turismo
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OCCHIELLO: In Alto Adige 20 Comuni sono zona rossa ma la provincia di Bolzano rischia la zona gialla: ultima per vaccinazioni, è allarme turismo
TESTO: «È fondamentale giocare d’anticipo per evitare il collasso del sistema sanitario. Per questo abbiamo adottato restrizioni per i Comuni più a rischio, quelli dove la copertura vaccinale è al di sotto del 70% ». Il messaggio dell’assessore provinciale alla Sanità dell’Alto Adige, Thomas Widmann, è chiaro: solo vaccinandoci possiamo evitare un nuovo lockdown. Bolzano resta ufficialmente zona bianca, dove, in base alle norme nazionali, non sarebbe possibile applicare misure più restrittive. Ma il governatore Arno Kompatscher lascia intendere come il passaggio in giallo sia ormai solo questione di giorni: «Abbiamo anticipato le restrizioni — spiega — in accordo con il ministero della Salute, dal momento che abbiamo un’incidenza elevata e che il trend è in aumento. Non ci siamo fermati a guardare e abbiamo concordato misure che possano servire a piegare la curva del contagio».
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TITOLO: Fine vita e famiglie divise dai vaccini: le nuove frontiere del diritto
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OCCHIELLO: Il 26 e 27 novembre all’Hive Hotel di Roma il XII Congresso Nazionale dell’Ami (Associazione matrimonialisti italiani) che dopo due anni torna in presenza . Gassani: «Temi centrali e di grande attualità che parlano di diritti civili»
TESTO: Fine vita, vaccini e tribunale unico per la famiglia. Sono questi i tre temi (di stretta attualità) che saranno al centro del XII Congresso nazionale dall’Ami (Associazione avvocati matrimonialisti italiani per la tutela delle persone, dei minorenni e della famiglia) che si terrà il 26 e 27 novembre all’hotel The Hive di Roma. Dopo due anni di pausa (a causa del Covid), i matrimonialisti italiani si riuniscono in presenza per discutere di diritti civili in tempo di pandemia. «Si parlerà di temi di scottante attualità come fine vita e il diritto di morire anche alla luce del recente episodio avvenuto ad Ancona con il primo suicidio assistito in Italia che apre nuovi scenari - spiega l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell’Ami - Parleremo di vaccini e del diritto dei minorenni di contrapporsi ai genitori anche in vertenze giudiziarie affinché possano ricevere il vaccino anche senza il consenso di questi ultimi. Si parlerà infine anche della riforma del processo e quindi il nuovo modo di separarsi e divorziare nel futuro con tribunali specializzati».
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TITOLO: Suicidio assistito, Mario: «Ho fatto una rivoluzione stando fermo in un letto». La mamma: «Sono fiera di lui»
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OCCHIELLO: Mario, tetraplegico da 11 anni, ha ottenuto il via libera al suicidio medicalmente assistito in Italia: «Hanno capito che non raccontavo bugie»
TESTO: Mai come in questi ultimi due giorni Mario ha sentito la forza della gratitudine verso Marco Cappato e verso il team dei legali che hanno seguito il suo caso, a cominciare da Filomena Gallo, avvocata, segretaria nazionale dell’Associazione Coscioni e, a questo punto, anche grande amica. «Insieme stiamo facendo la storia di questo Paese», dice lui. Che ora aspetta «l’ultimo passo che manca e che riguarda la scelta del farmaco. Sono fiducioso che non si perderà altro tempo. Mi sento rilassato, svuotato della tensione accumulata in 11 anni e diventata insopportabile in questi mesi. Sono orgoglioso di quello che ho fatto». Ne è passato di tempo da quella domenica pomeriggio in cui decise di voler morire. Era il 2015 «ed ero con babbo in cortile. Mi ha chiesto che intenzioni avessi per il futuro e gli ho risposto: finché riesco vado avanti, poi faccio di tutto per avere il suicidio assistito in Italia, se non riesco vado in Svizzera. Io so che lui ha capito. È morto l’anno dopo». Mario è già andato ben oltre quel «finché riesco vado avanti» che aveva immaginato allora. Ora è tempo di pensare ai saluti, a una data.
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TITOLO: Catania, dad al liceo Boggio Lera: «Non è colpa della pandemia, il tetto rischia di crollare»
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OCCHIELLO: All’istituto Boggio Lera già lo scorso 10 novembre è venuta giù di notte una parte del soffitto. Il preside: «Poteva essere una strage». Studenti costretti ad alternarsi nelle aule agibili
TESTO: Archiviata la paura si fronteggiano i disagi. Immediati e futuri. «La didattica a distanza è sembrata il male minore», dice Patrizia D’Arrigo mamma di uno studente e componente del consiglio di istituto. Una parte degli studenti la scorsa settimana è rimasta a casa e l’altra è andata in classe. Da ieri si sono dati il cambio. «Il punto è che la Dad non è prevista se non per motivi legati all’emergenza epidemiologica», aggiunge il preside. È una soluzione tampone, trovata d’intesa con il prefetto Maria Carmela Librizzi, ma i genitori non hanno dubbi: «La scuola deve essere in presenza». Alcune classi sono state recuperate nella parte del liceo che non ha subito crolli. Altri istituti hanno dato la disponibilità ad ospitare i ragazzi, ma per gli studenti di una dozzina di classi sarà dura trovare una sistemazione. Aleggia la parola «doppi turni» che nessuno vuol sentire pronunciare. «Meglio una rotazione su cinque giorni con più ore di lezione – spiega il genitore –, perché la scuola al pomeriggio metterebbe in crisi le famiglie. Il Boggio Lera è frequentato anche da studenti delle province vicine che tornano a casa in treno o pullman. Mi chiedo come farebbero di sera».
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TITOLO: Casa 500, il museo della Fiat tra passato, presente e futuro
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OCCHIELLO: Al quarto piano della Pinacoteca Agnelli il progetto di LAB71 architetti racconta l’icona italiana dell’automobile. Otto aree tematiche e uno spazio con materiali di riciclo pensato per essere abitato da chiunque. L’autore: «Vogliamo raccontare la possibilità di una nuova sensibilità ecologica anche nel design»
TESTO: Il percorso espositivo è suddiviso in 8 aree tematiche, Legacy, uno spazio raccolto e immersivo che attraverso foto e video racconta al visitatore luoghi, persone e storie dietro il mondo della Fiat 500. L’area Made of Italy, racconta gli oggetti che nella storia si sono affermati grazie al loro design italiano, e come quest’ultimo ha sempre saputo rispondere con dei prodotti belli ed utili, alle esigenze e cultura del proprio tempo. The poster collection, è una raccolta di poster e raffigurazioni pubblicitarie degli anni 60 della prima 500, zona complementare al Digital Counter dove due schermi multimediali interattivi mostrano attraverso filmati come è stata raccontata la Fiat 500 nella storia. A seguire 3 generations è la sezione del confronto sul design: alcune scatole del tempo e un grande tavolo da lavoro mostrano l’evoluzione di ogni singola parte della 500 dal punto di vista progettuale. L’area Social relevance è la sezione che racchiude l’avvincente storia della nostra società raccontata attraverso le immagini della Fiat 500, e per ultima la sezione Foreseeing the future: in questa area si ripercorre la storia di ieri, oggi e domani sullo sfondo della cornice del Lingotto che, nel suo lungo cammino, ha avuto la grande capacità di cambiare anche radicalmente pelle. Conclude il percorso uno spazio dedicato alle esposizioni temporanee.
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TITOLO: La crociera a Dubai per scoprire l’Expo e carpire i segreti degli incroci di civiltà
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OCCHIELLO: Su una nave della Costa Crociere lungo le rotte del Golfo Persico, con visita all’Esposizione universale
TESTO: L’itinerario nasce in collaborazione «Costa Crociere» e dall’11 al 18 febbraio, con il Viaggio del Corriere, saremo bordo di una delle sue navi più belle, la «Firenze. Con la particolarità di avere escursioni e servizi in esclusiva, solo per i nostri partecipanti, distinte da quelle degli altri ospiti. Guardiamo, allora, l’itinerario sulla mappa. La prima tappa sarà appunto il grande evento a Dubai, trascorreremo un intero pomeriggio alla scoperta degli oltre 190 padiglioni, raccolti attorno all’idea della sostenibilità. Un pensiero forte e speriamo sempre più condiviso. Ognuno di noi potrà scegliere cosa vedere, cosa fare, per poi ritrovarci al complesso italiano. La mattina sarà invece dedicata ai punti principali della città, con i suoi grattacieli senza limiti con il famoso Burj al Khalifa, le architetture affascinanti, il Mall, il tempio dello shopping ma anche cuore del «villaggio». L’esposizione è la continuazione di un disegno ambizioso degli Emirati, federazione capace di conquistarsi uno spazio sulla scena internazionale. Su più livelli. Diplomatico-militare, con il coinvolgimento in molte crisi. Economico, proprio con la «piazza» di Dubai. Culturale, ospitando musei, a cominciare dal Louvre di Abu Dhabi. Sarà questa la seconda sosta, preceduta da un tour che ci porterà sulla Corniche, all’Emirates Palace Hotel — un simbolo del lusso sfarzoso —, e davanti alla Grande Moschea Sheikh Zayed, bianca e imponente. L’arte e la politica rappresentano un connubio solido, non è solo il desiderio di mostrare opere preziose o possedere — senza farlo vedere — un dipinto dal valore inestimabile. È un asse utile per rinsaldare rapporti, per trasmettere segnali di apertura in società spesso chiuse, per dar un esempio di soft power. Temi che troveremo nella sosta a Doha, in Qatar.
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TITOLO: Super green pass, il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei ministri
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OCCHIELLO: Il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei ministri oggi, 24 novembre: super green pass in zona bianca, obbligo vaccinale per docenti e militari, nuove regole per i treni, anche regionali
TESTO: Dopo la riunione della cabina di regia e l’incontro con Regioni, il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto con le norme per contenere la quarta ondata di Covid. Le novità più importanti sono il super green pass — una certificazione verde rinforzata, che spetta solo a vaccinati o guariti — e l’introduzione dell’obbligo di green pass «base», quindi ottenuto effettuando un tampone con esito negativo, per i mezzi di trasporto pubblici. Il provvedimento è stato varato all’unanimità (nonostante alcune tensioni con la Lega) e presentato dal premier Mario Draghi in una conferenza stampa. In base alle nuove regole, chi non è in possesso del super green pass non potrà entrare in bar e ristoranti al chiuso, palestre, impianti sportivi, cinema, teatri, discoteche né partecipare a spettacoli, feste e cerimonie pubbliche. Per soggiornare in albergo basterà avere il green pass «base», così come per recarsi sul posto di lavoro: lo si potrà ottenere quindi anche con un tampone molecolare o antigenico. Queste regole scatteranno il 6 dicembre e resteranno in vigore fino al 15 gennaio.
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TITOLO: 2022, le parole, le immaginiIl Corriere in un’agenda
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OCCHIELLO: Dodici mesi in compagnia dei giornalisti del quotidiano che raccontano le grandi firme del passato e indicano i termini chiave del prossimo anno
TESTO: L’attacco di un pezzo è il pane del buon giornalismo. Figuriamoci al «Corrierone», la cui storia è un tesoro di incipit. Provare per leggere: da «Siamo in pieno deserto. Vi telegrafo da un solitario ufficio, vicino al bosco di Udde», scritto da Luigi Barzini nel 1907, a «Gli italiani non hanno capito Gheddafi. O fingono di non capirlo», di Oriana Fallaci, del 1986, passando per «Mi aveva detto un illustre personaggio, che è anche suo amico: “sta trepidando da una settimana, come se fosse la prima corsa; se gli va bene, fategli un po’ di festa”», da un articolo del 1975 di Enzo Biagi su «Drake» Ferrari. Sono stralci di alcune delle dodici grandi firme del passato del Corriere, descritte, inoltre, da altrettanti giornalisti attuali del quotidiano di via Solferino, presenti all’interno della nuova «Agenda 2022», in edicola da oggi con il quotidiano. E così, accanto a Barzini, Fallaci e Biagi, raccontati da Lorenzo Cremonesi, Cristina Taglietti e Aldo Grasso, troviamo le storie di: Irene Brin (Daniela Monti), Dino Buzzati (Davide Casati), Grazia Deledda (Elvira Serra), Eugenio Montale (Paolo Di Stefano), Indro Montanelli (Beppe Severgnini), Ada Negri (Elisabetta Rosaspina), Pier Paolo Pasolini (Antonio Polito), Fernanda Pivano (Gianluca Mercuri) e Tiziano Terzani (Roberta Scorranese). Tutti in un’agenda. A proposito, ma cos’è un’agenda? «È qualcosa di più che il semplice scorrere dei giorni del 2022. Ogni mese ha il suo autore, ogni giorno il suo ricordo. Il futuro prossimo si riempie del racconto del passato affidato alle firme più importanti e alle prime pagine che hanno fatto la storia», scrive Luciano Fontana, direttore del Corriere, subito dopo la vignetta di Giannelli. No, non vi diremo mai il nome del personaggio saltato fuori dalla sua matita. Basta ricordare che l’Agenda 2022 (realizzata in collaborazione con «Generali») sarà in edicola per i prossimi due mesi, al prezzo di 6,90 euro, più il costo del quotidiano. E tra cadenze e progetti, scopriremo che il «Tempo siamo noi», titolo dell’agenda di quest’anno, ma soprattutto dell’acquarello di Gianluigi Colin, un’altra delle firme in versione immagine del Corriere. Parlando di immagini, quelle delle prime pagine sono dodici, come i mesi, e selezionate dall’art director Bruno Delfino. Dodici anche le parole chiave del 2022, individuate e commentate da Carlo Verdelli, Barbara Stefanelli, Ferruccio de Bortoli, Fiorenza Sarzanini, Paolo Mieli, Emanuele Trevi, Aldo Cazzullo, Milena Gabanelli, Antonio Scurati, Lilli Gruber, Roberto Saviano, Massimo Gramellini. Infine, se di agenda si tratta, non possono mancare fatti e ricorrenze: dal mezzo secolo dello scandalo Watergate ai 70 anni di regno della regina Elisabetta. E pure questa, del primo aprile del 1925, non è male: a Milano, tra piazza Duomo e via Torino, entra in funzione il primo semaforo. Sembra uno scoop. Ma il merito è dell’Agenda del Corriere.
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TITOLO: Magnus e Ian, gli eterni avversari degli scacchi
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OCCHIELLO: Il campione del mondo Carlsen difende il titolo contro il russo Nepomniachtchi che da ragazzino lo batteva (quasi) sempre. L’italiano Sabino Brunello: «Sarà una sfida all’ultimo sangue»
TESTO: «Difficile fare pronostici, credo che saranno partite molto combattute, all’ultimo sangue — ipotizza Sabino Brunello, uno dei nostri migliori giocatori, che si sta preparando al Campionato italiano che inizierà il 30 novembre a Chianciano Terme —. Nepo è più aggressivo, gli piacciono le posizioni sbilanciate, Carlsen è più paziente». Brunello non ha mai giocato con il norvegese, ha invece giocato un paio di volte con il russo: «Ottimo giocatore, velocissimo, anche troppo. E spesso con l’aria annoiata. ..».
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TITOLO: Meteo, le previsioni di giovedì 25 novembre: tanta neve sulle Alpi, forti piogge dal Lazio alla Sicilia
DATA:
OCCHIELLO: Allerta arancione in Calabria, gialla in altre 9 regioni del Centro-Sud. Nevicate dai 600 metri in Piemonte e dai mille sul resto della catena alpina
TESTO: Giovedì 25 novembre un fronte perturbato interesserà gran parte d’Italia con piogge diffuse. Attesi nubifragi con rischio idrogeologico su Lazio, Sicilia, Calabria e Puglia. L’aria fredda in quota provocherà nevicate sull’arco alpino da i 600 metri sul Piemonte occidentale e a circa 1.200 metri sul resto delle Alpi. Venerdì il maltempo colpirà le regioni tirreniche, Lazio e Campania, con nubifragi e mareggiate lungo le coste. Interessata anche la Sardegna e l’arco alpino dove la neve comparirà dagli 800 metri. Nel fine settimana continuerà a piovere diffusamente sulle regioni tirreniche, e insistentemente sulla Campania, ci saranno intense nevicate sui rilievi alpini dai 700 metri, su Appennini e Sardegna dagli 800 metri. Temperature in generale diminuzione su tutte le regioni con valori che al Nord andranno sotto la media anche di 10 gradi.
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TITOLO: Covid, Gimbe: aumentano contagi (+27%), terapie intensive (+16%) e decessi (+8%)
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OCCHIELLO: Nella settimana 17-23 novembre, l’aumento dei nuovi casi riguarda tutte le Regioni, salvo la Basilicata. Stabili le prime dosi: 127mila. Cartabellotta: «Entro fine anno, richiami per 22,6 milioni di persone, accelerare con le terze dosi »
TESTO: La curva epidemica prosegue in veloce risalita. Questa settimana i contagi aumentano del 27% e crescono del circa 16% anche i ricoveri nei reparti ordinari e le terapie intensive. «In cinque settimane, la media mobile dei nuovi casi è più che quadruplicata: da 2.456 il 15 ottobre a 9.866 il 23 novembre» spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe che presenta il nuovo monitoraggio indipendente. Sul fronte vaccini, la Fondazione stima che entro la fine di dicembre le persone che potrebbero ottenere la terza dose saranno 22,6 milioni, con uno sforzo organizzativo notevole richiesto al sistema sanitario: il ritmo delle somministrazioni quotidiane (oggi a circa 200mila) dovrebbe salire a più di 600 mila. «Per contenere la quarta ondata – aggiunge Cartabellotta –bisogna raggiungere il maggior numero possibile di persone non ancora vaccinate e accelerare con la somministrazione delle terze dosi, in particolare negli over 60 e nei fragili». E sul super green pass, «senza entrare nel merito delle nuove misure», Cartabellotta spiega che «la reintroduzione delle restrizioni deve essere tempestiva, per neutralizzare il vantaggio temporale, di almeno 15 giorni, di cui gode il virus». «È poi opportuno che queste misure entrino in vigore in tutte le regioni, perché le soglie di occupazione in area medica e in terapia intensiva per arrivare in zona arancione, o addirittura rossa, sono talmente elevate che rischiano di paralizzare l’assistenza ospedaliera per i malati non Covid e di aumentare la mortalità per quelli Covid».
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TITOLO: Toscana, i mufloni uccisi nel parco dell’Arcipelago sono 2166: 15mila firme per fermare l’esecuzione
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OCCHIELLO: La cifra comprende gli abbattimenti dal 1997 ad oggi. Il presidente: «Il piano, approvato dall’Ue, serve a tutelare la biodiversità dell’isola». Gli animalisti: «Progetto scellerato di sterminio»
TESTO: E mentre gli animalisti (tra questi anche l’ex ministro Michela Vittoria Brambilla) chiedono di fermare il plotone di fucilieri sbarcati sull’isola, e la petizione dei cittadini del giglio pro mufloni ha superato 15 mila firme, la Rete dei Santuari di Animali Liberi scrive che «nonostante tutte le proteste e le tante disponibilità a trasferire e accogliere gli animali la mattanza è iniziata e l’ente Parco intende proseguire, contro ogni etica, nel suo scellerato progetto di sterminio». Un’altra associazione a favore degli animali, Vitadacani, scrive infine che «l’unica cosa che resta da fare è raggiungere l’Isola, ognuno, spontaneamente e personalmente, per riprendere i boschi, la natura, i parchi, ormai invasi dal mondo venatorio e bloccare l’esecuzione». E questo perché «le istituzioni vanno avanti in questo folle progetto di morte, tutti noi abbiamo il dovere e la possibilità di mostrare il nostro sdegno, recandoci sull’isola. I mufloni hanno bisogno di noi». Ma il Parco rassicura che non c’è nessuna strage e neppure plotoni di cacciatori ma solo un piano, approvato anche dall’Ue, per tutelare l’ambiente e la biodiversità.
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TITOLO: Cazzaniga e la truffa della finta fidanzata: «Non ci siamo mai visti, per me era proprio lei: Alessandra Ambrosio»
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OCCHIELLO: Roberto Cazzaniga e il raggiro iniziato nel 2008: «Mai avuto nessun dubbio, per me era proprio lei»
TESTO: «No, non ci siamo mai visti, mai una volta. Lei accampava mille scuse, la malattia, il lavoro. Eppure di quella voce, telefonata dopo telefonata, mi sono innamorato lo stesso, come una pera cotta. Contatti solo al cellulare, quasi quotidiani. Chiamate prima che io andassi agli allenamenti. O la sera, al momento di coricarmi. Come ho fatto a elargirle tutti quei soldi? Neanche lo so con certezza, mille euro qui, altri duemila là. .. Alla fine siamo arrivati a un totale di 700 mila. Ora che questo incubo è finito è come se mi fossi risvegliato da un coma che mi ha fatto perdere tre lustri di vita». Roberto Cazzaniga, 42 anni, spilungone brianzolo, è un giocatore professionista di pallavolo dal discreto presente — gioca in serie B con la «New Mater», a Gioia del Colle, nel Barese — e un passato che, tra Superlega e A2, lo ha visto indossare anche la maglia azzurra. «L’incubo» che adesso Roberto descrive pacato al telefono è un raggiro cominciato nel 2008 e nel quale è stato trascinato da una voce di donna per cui ha perduto la testa. Una vicenda che pare incredibile e sulla quale c’è anche un accertamento della Guardia di Finanza, attivata con una denuncia dai compagni di squadra di Roberto. Tutto comincia quando un’amica, una certa Manuela, gli passa al telefono una ragazza che lo vorrebbe conoscere, si presenta come Maya, ma poi sostiene che quello è solo uno pseudonimo, dice di essere Alessandra Ambrosio, la celebre modella brasiliana con 10 milioni di follower sui social. In realtà non è vero niente, la top model in questa vicenda non c’entra proprio nulla. Ma la donna che si spaccia per lei, con quella voce così seducente, recita bene la sua parte: e fa credere al giocatore che a cercarlo in continuazione è proprio la celebre star della moda.
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TITOLO: Omicidio a Popoli, 54enne di origine belga ucciso a coltellate: fermato un vicino
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OCCHIELLO: Il corpo della vittima, Fulvio Declerc, è stato trovato sulle sponde del fiume Pescara. Sotto accusa Alessandro Chiarelli, 29 anni, romano: due giorni scorsi fa era stato arrestato per una tentata rapina, ma poi scarcerato con obbligo di dimora
TESTO: All’interno della casa del 54enne sono stati rilevati segni evidenti di un’aggressione, nonché tracce di sangue da trascinamento e un coltello, presumibilmente utilizzato per il delitto. La carriola invece è risultata essere stata asportata da un deposito di un’abitazione vicina, la cui porta in ferro, al momento del sopralluogo, era accostata e con un lucchetto aperto. È apparso subito evidente che il fatto sia avvenuto in casa e che poi il cadavere sia stato trasportato sul greto del fiume da chi conosceva bene i luoghi e la vittima. Le indagini dei carabinieri del Reparto Operativo del Comando provinciale di Pescara, diretti dal colonnello Gaetano La Rocca, sono ancora in corso per verificare l’eventuale coinvolgimento di terzi sia nelle fasi del delitto sia in quelle successive del tentativo di occultare il cadavere. Due giorni fa il presunto omicida era stato arrestato dai carabinieri di Popoli per tentata rapina ed estorsione ai danni di una farmacia del posto. A seguito dell’accaduto e dopo la convalida dell’arresto, a Chiarelli era stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora con ulteriore prescrizione della permanenza domiciliare in orario notturno. In una nota il prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo, si è complimentato e ha ringraziato il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Riccardo Barbera e la procura della Repubblica di Pescara per la tempestività e la professionalità con le quali «è stata fatta luce sull’omicidio verificatosi a Popoli».
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TITOLO: Zona gialla per il Friuli-Venezia Giulia da lunedì: scattano subito i divieti ai no vax
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OCCHIELLO: Il governo accoglie le indicazioni del presidente Massimiliano Fedriga: viene anticipato il decreto che nel resto d’Italia entra in vigore il 6 dicembre. In zona gialla anche la provincia di Bolzano
TESTO: Il Friuli-Venezia Giulia entra in zona gialla da lunedì e fa scattare subito i divieti per i no vax. Il governo accoglie così le indicazioni del presidente della Regione Massimiliano Fedriga. Il decreto che in tutta Italia entra in vigore il 6 dicembre viene applicato «per evitare confusione e soprattutto per fermare la curva epidemiologica in salita», come spiegano fonti della Regione. In queste ore si sta mettendo a punto il meccanismo per garantire i controlli. In giallo anche la provincia di Bolzano. L’ordinanza sarà firmata domani dal ministro della Salute Roberto Speranza.
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TITOLO: Perché il 25 novembre è la Giornata contro la violenza sulle donne (e cosa è cambiato da quando è stata istituita)
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OCCHIELLO: Come è nata la giornata internazionale per l’eliminazione delle violenza sulle donne? Perché proprio il 25 novembre? Come è nato il simbolo delle scarpe e delle panchine rosse? E soprattutto, quali sono i passi fatti in Italia e nel mondo per contrastare femminicidi, violenza di genere e domestica?
TESTO: Si tratta del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante, per i 47 paesi che lo hanno ratificato dieci anni fa, sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica. La convenzione di Istanbul è «Un trattato rivoluzionario» lo definì Amnesty International quando fu reso noto nel 2011, e «Un buon inizio per salvare la vita di milioni di donne e di ragazze». Gli Stati che aderiscono al trattato sono obbligati a creare servizi di protezione e supporto per contrastare la violenza contro le donne, come ad esempio, un adeguato numero di rifugi, centri antiviolenza, linee telefoniche gratuite 24 ore su 24, consulenza psicologica e assistenza medica per vittime di violenza. Il trattato invita inoltre le autorità a garantire l’educazione all’uguaglianza di genere, alla sessualità e alle relazioni sane. Un elemento chiave della Convenzione di Istanbul è l’obbligo per gli Stati di attuare le sue disposizioni senza alcuna discriminazione. Le donne lesbiche, bisessuali, transessuali e intersessuali che affrontano pregiudizi e ostilità radicati profondamente in tutta Europa hanno, quindi, diritto alla protezione e al risarcimento ai sensi di questo trattato, così come chiunque sia sottoposto a violenza domestica». Nel marzo scorso, vera beffa, la Turchia, il primo Paese che ha firmato la Convenzione, decide di uscirne nonostante le numerose manifestazioni di piazza che si svolgono nel Paese: così il presidente Erdogan accontenta la parte più conservatrice del suo governo. Ma le conseguenze per milioni di donne e di ragazze e per le organizzazioni che aiutano le vittime sono disastrose. È la prima volta che uno Stato membro del Consiglio d’Europa lascia una convenzione internazionale sui diritti umani. Altri paesi, come la Bulgaria, la Slovacchia e la Polonia hanno rigettato, o stanno per farlo, la Convenzione perché la giudicano incostituzionale.
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TITOLO: Meteo, le previsioni di venerdì 26 novembre e del weekend: arriva l’aria polare, crollo delle temperature
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OCCHIELLO: Allerta rossa in Calabria. Neve sulle Alpi sopra i 500 metri, sopra gli 800 sugli Appennini. Forti venti e mareggiate in Sardegna. Domenica sereno al Nord ma freddo intorno agli 0 gradi
TESTO: Venerdì 26 novembre inizierà ad affluire aria più fredda in quota. Le temperature cominceranno a calare dapprima al Nord, poi nel fine settimana anche sul resto delle regioni con valori al di sotto della media del periodo. Impulsi fortemente perturbati colpiranno le regioni tirreniche dalla Toscana alla Campania anche con nubifragi a Roma e Napoli. La neve cadrà sulle Alpi sopra gli 800-1000 metri, dai 1300 metri sugli Appennini e in Sardegna. La Protezione civile ha posto in allerta rossa in Calabria la costa tirrenica in provincia di Cosenza. Nel corso del weekend l’aria fredda si farà sempre più incisiva e oltre a causare ancora forti piogge sulle regioni tirreniche, continue e persistenti sulla Campania, la neve scenderà ulteriormente di quota. Sulle Alpi scenderà fino in valle, mentre sugli Appennini e in Sardegna addirittura in collina (800 metri). Oltre alle precipitazioni ci sarà un netto rinforzo dei venti che soffieranno impetuosi di libeccio e poi di maestrale con mareggiate intense lungo le coste esposte.
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TITOLO: Vaccini, Bertolaso: «La battaglia è ora: faremo ogni giorno 100 mila terze dosi, anche nei metrò»
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OCCHIELLO: Il coordinatore della campagna anti Covid in Lombardia anticipa il piano regionale. Al via gli incontri con i pediatri: vaccinare i bambini è il miglior regalo di Natale
TESTO: Lei si muove con centinaia di fogli. Di mappe. Il risiko degli hub. Ci spiega da oggi cosa cambia? «Lunedì faremo 60 mila terze dosi, ma a dicembre il target quotidiano salirà a 100 mila. Sarà una progressione». Ci sarà qualcosa di diverso rispetto alla campagna di luglio? «Stiamo preparando centri vaccinali diversi. D’estate eravamo soprattutto nei poli espositivi che erano chiusi e quindi riservati a noi. Grazie proprio a quei vaccini ora ospitano eventi in presenza. Qualche giorno fa ho chiesto al sindaco di Milano Beppe Sala la Fabbrica del Vapore. Mi ha risposto che l’agenda è piena di contratti. Funzionano bene e io non voglio certo frenare l’economia lombarda». Quindi dove andrete? «Abbiamo già individuato alcune stazioni della metropolitana in città e dei centri commerciali. A breve sblocchiamo tutto perché la sfida si gioca davvero adesso. Serve un mese, ma fatto bene. A me non serve vaccinare a febbraio, sarebbe tardi. Con 2 milioni e mezzo di terze dosi prima di Natale abbattiamo il picco». Ora però si scatenerà la corsa a prenotare: cosa succede a chi ha già preso un appuntamento a sei mesi e vuole anticipare? «Per ora deve cancellare e riprenotarsi: da lunedì ci saranno numerosi slot a disposizione. Ma stiamo lavorando a un meccanismo automatico per semplificare le cose». L’Aifa è pronta a dare il via libera alle vaccinazioni dei bambini sotto i 12 anni. Che adesioni si aspetta? «Vaccinare i bambini è il miglior regalo di Natale che possiamo fare a loro e alle loro famiglie. Credo alla scienza, a quello che dice gente come Anthony Fauci o Alberto Mantovani, non alle chiacchiere di certi politici». Si parla di bambini: ci sarà comunque uno step emotivo da superare? «A inizio dicembre organizzeremo incontri con e per i pediatri. Dobbiamo ascoltare per poter spiegare bene che non ci sono rischi. Che è un passaggio importante per superare la pandemia. Credo molto nella campagna sui piccoli e sto negoziando alcune location ad hoc. Vogliamo che si possano vaccinare divertendosi».
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TITOLO: Super green pass dal 6 dicembre, il decreto: cosa cambia per trasporti, ristoranti, bar e alberghi
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OCCHIELLO: Le nuove regole varate dal governo in vigore a partire dal 6 dicembre. Ecco tutti i divieti che scattano per chi sceglie di non immunizzarsi
TESTO: Il governo approva il nuovo decreto che introduce un «doppio regime» tra chi è vaccinato o guarito e chi invece ha scelto di non immunizzarsi. E chiude ai no vax la possibilità di accedere alle attività ricreative. Il provvedimento entra in vigore il 6 dicembre e sarà valido fino al 15 gennaio 2022. La novità più importante riguarda il trasporto ferroviario e il trasporto pubblico locale perché sarà obbligatorio avere almeno il tampone con esito negativo. In zona bianca la mascherina resta obbligatoria soltanto al chiuso, mentre in zona gialla, arancione e rossa è obbligatoria all’aperto e al chiuso. In tutte le zone è sempre obbligatorio portarla con sé e indossarla in caso di potenziali assembramenti o affollamenti. Il decreto prevede un nuovo sistema per potenziare i controlli: «Entro 3 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, i Prefetti sentono il Comitato provinciale ordine e sicurezza, entro 5 giorni adottano il nuovo piano di controlli coinvolgendo tutte le forze di polizia, relazionando periodicamente». In questo modo si cerca di rafforzare le verifiche da parte dei gestori dei locali, ma soprattutto da parte delle forze dell’ordine e dunque sarà modificato anche l’algortimo della App C 19 che valida il green pass. Il green pass si sdoppia D’ora in poi ci saranno due green pass. Uno, «rafforzato», viene rilasciato alle persone vaccinate o guarite, un altro, «base», viene rilasciato a chi si sottopone a tampone molecolare o antigenico. Il green pass «rafforzato» ha una validità di nove mesi a partire dall’ultima somministrazione di vaccino o dal certificato di avvenuta guarigione. Il green pass «base» ha validità 72 ore se rilasciato con tampone molecolare negativo, 48 ore se rilasciato con tampone antigenico negativo. Il green pass «rafforzato» vale già in zona bianca e non prevede le restrizioni delle zone gialle e arancioni. Restrizioni solo in zona rossa Il sistema della divisione per fasce di colore rimane in vigore, ma chi ha il green pass «rafforzato» non deve rispettare le restrizioni previste in zona gialla e arancione. In zona rossa scattano invece le restrizioni per tutti. Si entra in fascia gialla con 50 casi settimanali per 100mila abitanti, 15% di posti occupati in area medica, 10% di posti occupati in terapia intensiva. Si entra in fascia arancione con 150 casi ogni 100.000 abitanti, il 30% in area medica e il 20% in terapia intensiva. Si entra in fascia rossa con più di 150. L’obbligo di vaccino Dal 15 dicembre scatta l’obbligo di terza dose o richiamo per il personale sanitario e per i lavoratori che accedono alle Rsa. Dalla stessa data scatta l’obbligo vaccinale per: - personale amministrativo della sanità; - docenti e personale amministrativo della scuola; - militari; - forze di polizia (compresa la polizia penitenziaria), personale del soccorso pubblico. La terza dose o il richiamo sono consentiti cinque mesi dopo l’ultima somministrazione. Possono sottoporsi al vaccino anche gli under 40.
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TITOLO: Mascherine all’aperto, le ordinanze «salva Natale» dei sindaci: a Milano obbligo da sabato
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OCCHIELLO: Da Aosta a Bologna: la mappa delle città dove è necessario indossare i dispositivi anti-Covid nelle vie del centro e nelle zone dello shopping dove sono previsti assembramenti
TESTO: A Milano, mascherine obbligatorie da sabato A Milano è tutto pronto: il sindaco Giuseppe Sala sta per firmare l’ordinanza che prescrive l’obbligo di mascherine all’aperto per il periodo natalizio in centro città. «L’ordinanza è pronta, partirà dalla mezzanotte di venerdì fino al 31 dicembre e riguarderà tutta l’asse dal Castello a San Babila» annuncia il primo cittadino. È di ieri la notizia di una lettera che il prefetto di Milano ha inviato a Sala e a tutti i sindaci dell’hinterland per invitarli a prevedere l’uso della mascherina anche in luoghi all’aperto dove ci sono particolari affollamenti, come i mercatini di Natale. La lettera è stata inviata al termine del comitato per l’ordine pubblico con l’obiettivo di far restare la Lombardia in zona bianca, nonostante l’aumento dei contagi.
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TITOLO: Roberto Andò: «Vidi Richard Burton ubriaco sul set. Da giovane Sciascia mi disse di andare via da Palermo»
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OCCHIELLO: Il regista: la mia prima esperienza con De Sica e la Loren
TESTO: Però il battesimo in letteratura lo ha avuto con Leonardo Sciascia. «In quel caso fui aiutato da Elvira Sellerio, molto generosa con me. Voleva aiutarmi e mi introdusse nella sua casa editrice per presentarmelo, mentre il grande scrittore stava correggendo le bozze di un suo romanzo e io aspiravo a scrivere il mio primo testo letterario. Fu un incontro decisivo della mia vita. Nacque tra noi una speciale amicizia e la mia incondizionata ammirazione nei suoi confronti: è stato il primo autore siciliano che ha affrontato nelle sue opere il problema della mafia. All’epoca, in una estesa zona grigia, tutti erano eccessivamente tolleranti verso ciò che stava avvenendo, cioè l’offensiva delle cosche nella vita civile e la loro penetrazione nel ceto politico. Negavano questo “cancro”, questa criminalità endemica della nostra terra che veniva sempre descritta come l’isola della luce, dei colori, degli odori. .. E invece Sciascia introduce la mafia pre-droga nei suoi testi, cercando di capirne la “filosofia”. Alcuni, poi, arrivarono a dire che Sciascia ne aveva subito il fascino: una cosa assurda, assolutamente falsa. L’attenzione al problema era nata dalla sua attività di maestro elementare a Racalmuto, dove insegnava a bambini poveri, bistrattati, figli di zolfatari e, attraverso di loro, aveva conosciuto la mafia rurale. Quando pubblicò il libro “Le parrocchie di Regalpetra”, nato proprio dal suo impegno didattico e dove descriveva questa drammatica realtà, lo accusarono persino di essere un delatore: lui aveva rotto il patto di silenzio con una Sicilia buia e con lui si era accesa una luce sulla verità. Proprio per questo, mi diceva: “Perché rimani a Palermo, perché non te ne vai? Vattene, vai via da qui! ”. Ma la mafia, purtroppo, non è solo una questione siciliana».
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TITOLO: Capodanno no vax a Lignano Sabbiadoro: festa cancellata, ma gli organizzatori non si arrendono
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OCCHIELLO: L’evento inizialmente previsto in un villaggio vacanze della località in provincia di Udine. In programma un cenone e gli interventi di noti anti-vaccinisti. Gli organizzatori cercano una nuova struttura pronta ad accoglierli
TESTO: Cenone di Capodanno, che inizierà con le mezzemaniche assieme alle capesante al seitan condite alla veneziana con polenta. E poi un dj suonerà fino all’alba. Ma soprattutto è previsto lo spettacolo post cena, “The Covid show”, tratto dall’omonimo libro di Andrea Tosatto (che si definisce psicologo e scrittore e filosofo e public speaker e nutrizionista), scritto con la prefazione della deputata no-vax Sara Cunial. Con la promessa che «saremo un fottìo» l’associazione “Liberi si nasce” ha messo a punto ogni dettaglio per organizzare una festa in grande stile per la serata del veglione nella località balneare Lignano Sabbiadoro all’interno del villaggio vacanza Bella Italia Village. Volantini e video promozionali sono stati diffusi proprio mentre si annunciava che il Friuli-Venezia Giulia tornerà in zona gialla da lunedì, dopo sei mesi trascorsi con il colore bianco.
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