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LE NOTIZIE DAL GIORNO Saturday 30 July 2022 AL GIORNO Saturday 06 August 2022 SU: cronaca




TITOLO: Tribunale di Potenza, il presidente del Riesame Aldo Gubitosi trasferito per incompatibilità ambientale
DATA:
OCCHIELLO: Al magistrato, spostato d’ufficio dal Csm, contestata l’amicizia con l’ex sindaco di Ruoti, Angelo Salinardi, arrestato lo scorso febbraio. Le intercettazioni e i giudizi sui colleghi
TESTO: La 1° commissione del Csm, per far chiarezza su questi rapporti ha ascoltato i vertici giudiziari potentini del tribunale e della procura. Dalle loro dichiarazioni e in particolare dal presidente della sezione penale Pasquale Materi è venuto fuori una descrizione fatta dal presidente Gubitosi e dall’ex sindaco Salinardi abbastanza «dura» nei confronti della magistratura potentin a che i due avevano diviso in due categorie: «i buoni e i cattivi». Tra i «cattivi» c’era per l’appunto Materi e la collega Annagloria Piccinnin i. Quelli in sostanza che avevano combattuto il potere del notabile Salinardi e quelli che lo avevano più volte «salvato» dalle inchieste. L’ex sindaco, forte delle amicizie non solo dentro le stanze del tribunale, ma anche tra i carabinieri (tra le 16 persone raggiunte dal provvedimento restrittivo insieme a lui sono finiti 4 consiglieri comunali, l’addetto stampa della provincia, 4 funzionari pubblici, un sottufficiale dei carabinieri e alcuni imprenditori) ha cercato in tutto i modi di buttare fango addosso alla sindaca Anna Scalise.
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TITOLO: Sembra già autunno: viali e parchi coperti da foglie secche, è un effetto della siccità prolungata
DATA:
OCCHIELLO: Colpiti in particolare platani e ippocastani che si proteggono dalla mancanza d’acqua e dal caldo facendo cadere le foglie. Con costi sulle municipalizzate per evitare l’intasamento dei tombini
TESTO: «È un fenomeno noto che è avvenuto anche negli ultimi anni (per esempio a Parigi nell’agosto 2019, come riporta questo articolo del Corriere della Sera) durante fasi particolarmente secche», spiega Giovanni Morelli, agronomo e arboricoltore, ma che rischia di trasformarsi nella normalità con i cambiamenti climatici in atto e le precipitazioni fortemente diminuite o concentrate in brevi e intensi acquazzoni, che rischiano inoltre di far cadere rami e alberi già provati dalla siccità. «Gli alberi colpiti da queste condizioni sono anche più attaccabili da parte dei parassiti», aggiunge l’esperto. Sempre a Parigi dopo l’eccezionale ondata di calore del 2003 si registrò un aumento della mortalità degli alberi del 25%. Nel Parco di Monza per la siccità sono già morte oltre cento piante. «Perdere le foglie in anticipo per la pianta significa la rinuncia ad accumulare energie pur di sopravvivere: è un atto drammatico, disperato. Nei prossimi anni questi alberi saranno debilitati e più fragili. Ben poche volte ho visto un fenomeno di questa portata, aggravato anche dal vento secco, non solo dalla mancanza di pioggia e dalle alte temperature», prosegue Morelli.
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TITOLO: Razzo cinese, ecco dove potrebbero cadere i frammenti. La Protezione Civile: «Sardegna o Sicilia»
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OCCHIELLO: Tra domani sera e domenica atteso il rientro incontrollato in atmosfera del mezzo spaziale di Pechino «Lunga Marcia 5B CZ-5B». Gli esperti: «Tre differenti orbite, ma impossibile individuare il punto esatto». Basse le possibilità di un impatto
TESTO: Pesa 23 tonnellate e potrebbe cadere in un tratto compreso fra il sud della Sardegna, la Sicilia e una porzione meridionale della Calabria il razzo cinese Lunga marcia «5B (CZ-5B) » il cui rientro incontrollato in atmosfera è previsto fra domani sera, 30 luglio, e domenica sera, 31 luglio. In questo arco temporale sono previste, sull’Italia, tre differenti orbite che potrebbero interessare, per alcuni secondi, cinque porzioni di territorio delle isole e del Sud Italia, sulla base degli ultimi dati forniti dall’Agenzia spaziale italiana. Il punto è che prevedere quando un oggetto proveniente dallo spazio cadrà sulla Terra è (con buona approssimazione) possibile; mentre sapere in anticipo dove cadranno i detriti è molto più complicato (se non impossibile).
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TITOLO: Minimoto, muore un bambino di 8 anni dopo un incidente in una pista in Trentino
DATA:
OCCHIELLO: Il 22 luglio, al kartodromo di Ala (Trento), Mathis Bellon, era impegnato sul circuito dove si stava allenando in vista del Campionato nazionale velocità. Polemiche sulla pericolosità: diversi i precedenti di incidenti anche mortali
TESTO: «Se avete intenzione di acquistate minimoto fabbricate in Cina, fate attenzione»: secondo la Guardia di Finanza della sezione di Nettuno in provincia di Roma, le minimoto, vendute come giocattoli, sono molto pericolose: prive di garanzie di sicurezza, avrebbero un difetto all’origine. Un grave episodio è avvenuto in Lazio, in cui è rimasta uccisa una bimba di Frosinone mentre giocava in giardino. Si parla di circa 2500 esemplari acquistati da famiglie romane e residenti in tutto il Lazio, da Pomezia ad Anzio a Tivoli, per un traffico illegale e un giro d’affari intorno agli 800.000 euro. Le moto costano tra i 260 e i 380 euro. Le Fiamme gialle hanno sequestrato circa 500 unità in un capannone lungo la costa a sud della Capitale. «Non è esatto definirle proprio giocattoli – ha spiegato il capitano Vincenzo Di Filippo – hanno un motore a scoppio di circa 50 cc e raggiungono una velocità anche di 40 o 50 km all’ora, spesso le usano gli adulti per piccoli spostamenti, magari all’interno di una proprietà».
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TITOLO: Valerio e Antonio, la sordità e la sindrome di Asperger: «Le nostre lauree oltre i limiti»
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OCCHIELLO: I ragazzi, 25 e 23 anni, si sono incontrati per la prima volta a Bari nella stessa seduta di laurea in Storia, condotta con gioia e fatica nonostante la Dad e i tanti pregiudizi della gente
TESTO: Non si conoscevano. Si sono incontrati per la prima volta alla stessa seduta di laurea. Lunedì 25 luglio a Bari, per la Triennale in Storia e scienze sociali. Prima è toccato a Valerio Wu, 25 anni, di origini cinesi e da tre generazioni in Italia; poi ad Antonio Losavio, 23 anni, di Castellana Grotte, in provincia di Bari. Valerio è un ragazzo sordo, Antonio ha la sindrome di Asperger. Due disabilità che non gli hanno impedito di proseguire e raggiungere un sogno. Conoscere per essere sé stessi: al di là di ogni tipo di difficoltà. Anche perché, poi, i due ragazzi con la passione per la storia, sono i protagonisti della prima laurea post pandemica. «Non è stata una passeggiata laurearsi in piena era Dad», ricorda Anna Brescia, l’interprete della Lingua dei segni, e che ha seguito passo dopo passo Valerio nella tesi, traducendo a parenti e amici ogni segno di «Il silenzio oltre le piattaforme per studenti sordi: socialità e didattica a distanza in periodo Covid», titolo della tesi che è valsa a Valerio un punteggio finale di 105 su 110.
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TITOLO: L’Italia invasa da 2,3 milioni di cinghiali, Coldiretti: «Distruggono i campi e provocano incidenti»
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OCCHIELLO: L’associazione chiede con urgenza un decreto legge per ampliare il periodo di caccia e dare la possibilità alle Regioni di effettuare piani di controllo e selezione. I veterinari: «No alla caccia in aree protette». «Il problema è trovare la modalità per diminuirli»
TESTO: I branchi dei cinghiali si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, fino ai parchi, distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, causano incidenti stradali con morti e feriti e razzolano tra i rifiuti con evidenti rischi per la salute. «I cinghiali sono proliferati anche perché mancano i predatori naturali, come i lupi e i cani selvatici — spiega ancora Schneider —. Si abituano poi alla presenza dell’uomo perché purtroppo la gente dà loro da mangiare, come succede ai cinghialetti che si trovano in spiaggia in Liguria. Il cinghiale non ha più paura e si avvicina e si avvicina sempre di più; è l’effetto dell’umanizzazione dell’animale» Secondo Coldiretti, i cinghiali sono un flagello per i campi e per le tavole. La situazione sarebbe ormai diventata insostenibile in città e nelle campagne con danni economici incalcolabili alle produzioni agricole ma, a venire compromesso, sarebbe anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità sia animale che vegetale. «Con la siccità — sostiene Coldiretti — che ha ulteriormente aggravato il deficit alimentare dell’Italia che produce appena il 36% del grano tenero che le serve, il 53% del mais, il 51% della carne bovina, il 56% del grano duro per la pasta, il 73% dell’orzo, il 63% della carne di maiale e i salumi, il 49% della carne di capra e pecora mentre per latte e formaggi si arriva all’84% di autoapprovvigionamento. Mentre con le tensioni internazionali causate dalla guerra in Ucraina sono esplose le spese degli agricoltori per energia e materie prime». La denuncia del presidente della Coldiretti Ettore Prandini: «È paradossale che con i costi fuori controllo noi dobbiamo spendere di più per coltivare e il raccolto ci vien distrutto dai selvatici. Ma ci sono anche agricoltori che hanno addirittura perso la vita a causa dei cinghiali e in un Paese normale ciò non dovrebbe essere possibile».
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TITOLO: I negazionisti del climate change e gli insulti ai meteorologi: «Fate terrorismo con la scusa del caldo»
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OCCHIELLO: Londra, le accuse sul web gli esperti di Bbc, Met Office e Royal Meteorological Society. E anche in Italia c’è chi sostiene che «luglio è sempre stato così»
TESTO: Anche in Italia c’è chi ha detto che si è messa troppa enfasi sui dati meteo e che in sostanza a luglio ha sempre fatto molto caldo. Giuliano Ferrara, sul Foglio dello scorso 20 luglio, senza mai ovviamente insultare nessuno, ha sostenuto questa tesi: «A luglio fa caldo da secoli, facciamocene una ragione con lo stile asettico dei bollettini dell’Aeronautica, invece di sacrificarci all’ideologia». Senza citare nel suo articolo che la temperatura record a livello europeo è stato raggiunta soltanto un anno fa: l’11 agosto 2021 in Sicilia con 48,8 gradi. A Ferrara hanno prontamente replicato, sempre dati alla mano e non appellandosi alla propria memoria, molti climatologi dimostrando che, al di là delle temperature di picco, ciò che preoccupa di più è la durata e la frequenza delle ondate di calore, come non si era mai verificato. Ai quali Ferrara ha replicato il 24 luglio sempre sul Foglio: «I catastrofisti climatici sono apostoli di una fede. ... ..e conferiscono il crisma della falsa coscienza ideologica a una surrealtà non dimostrata e non dimostrabile». Secondo una recente indagine oltre il 99% di climatologi, meteorologi e fisici dell’atmosfera di tutto il mondo (gli unici che sanno di cosa stanno parlando) è concorde nell’affermare che i cambiamenti climatici in atto sono direttamente collegati alle attività umane. Ma se il caldo e il climate change diventano una categoria ideologica, non esiste nessun dato scientifico che tenga.
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TITOLO: Moda, piaceri e disordine: per gli inglesi siamo ancora il Paese delle vacanze
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OCCHIELLO: Resiste il cliché del film «Camera con vista». L'autore Hanif Kureishi: «Vi ho scoperto grazie alla fidanzata italiana»
TESTO: Anche se «non bisogna demonizzare gli stereotipi», sostiene Gabriella Migliore, responsabile del desk Brexit all’ufficio di Londra del nostro Istituto per il Commercio Estero: «Vanno aggiornati, perché poi fanno da traino a tutto il resto del sistema Italia. Se siamo bravi a fare cibo e vestiti, allora magari siamo bravi a fare anche altro». Ma poi c’è la politica: quando i commentatori sui giornali stigmatizzano le intemperanze di Boris Johnson, scrivono che non somiglia tanto a Donald Trump, ma ricorda piuttosto Silvio Berlusconi. E se lamentano la stagnazione dell’economia britannica, dicono cose tipo «eravamo la Germania, abbiamo fatto la fine dell’Italia». «Dopo gli anni di Berlusconi siamo scaduti nella considerazione generale — lamenta la Agnello-Hornby — e su questo c’è poco da fare». A Londra avevano pure aperto un ristorante chiamato «Bunga Bunga»: «Pochi si ricordano di Prodi o dei governi tecnici — ammette il professor Bonsaver —. I vecchi cliché hanno bisogno di generazioni prima di cambiare. E se gli si faceva presente Draghi, rispondevano: avete dovuto tirare fuori un tecnocrate, perché i vostri politici sono incapaci». «I primi ministri italiani sono come gli autobus: basta aspettare un po’ e ne arriva un altro. È una vecchia battuta che è stata fatta a Londra per molti anni», ricorda James Landale, volto noto della Bbc di cui è Diplomatic Edi tor, ossia responsabile del servizio diplomatico, e che è ospite fisso del Seminario di Venezia organizzato ogni anno dall’Ambasciata italiana a Londra. «Ma il tempo è passato e i ricordi di Berlusconi sono distanti. Il pubblico rammenta quando ha invitato i Blair in Sardegna con la bandana in testa: ma le memorie sono andate avanti da allora e gli atteggiamenti sono più contemporanei. La gente era consapevole di Draghi come di un tecnocrate: nel Pantheon dei leader europei abbiamo Macron, i giovani premier baltici, gli autocrati come Orbàn e poi i tecnocrati. Draghi era visto come il leader di questo gruppo».
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TITOLO: Città di Castello, i lavoratori rinunciano al bonus per comprare il metano per l’azienda
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OCCHIELLO: Il caso alla «Ceramiche Noi», dove già nel 2019 i dipendenti avevano fatto un sacrificio per evitare la delocalizzazione all’estero: «Siamo un’impresa energivora, con questi aumenti non potremmo farcela»
TESTO: Ai sacrifici i lavoratori di «Ceramiche Noi» di Città di Castello (Perugia) sono abituati. Due anni fa avevano rinunciato al Tfr per comparsi la fabbrica che stava delocalizzando all’estero; oggi hanno fatto il bis. Stavolta contro il rincaro del gas e hanno rinunciato al bonus dipendenti per pagare il metano, indispensabile per la produzione, il cui prezzo è aumentato del 700%. L’azienda, acquisita dai lavoratori e diventata cooperativa, (ne fanno arte 11 degli attuali 22 dipendenti) produce ceramiche di alta qualità e recentemente ha creato una linea di piatti inspirati a Raffaello e Alberto Burri. Molti lavoratori hanno dimostrando l’attaccamento al loro lavoro facendosi tatuare il marchio della nuova fabbrica sul braccio come simbolo della loro rinascita.
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TITOLO: Pescara, l’aggressore della ragazza in palestra è ancora libero. L’appello della titolare: «Fermatelo»
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OCCHIELLO: La 21enne presa a pugni è terrorizzata e teme ripercussioni. La proprietaria della struttura, Sara D’Alessandro, si è però subito mobilitata e ha scritto alla procura: «Quell’uomo è pericoloso, in passato altri episodi»
TESTO: Il caso sollevato dal quotidiano Il Centro ha creato scompiglio nella comunità pescarese. Stando a chi frequenta la palestra, già in passato l’uomo si sarebbe mostrato aggressivo. Ma allora non erano disponibili le telecamere così come accaduto due giorni fa: nei filmati, diventati virali, si vede l’uomo, di corporatura robusta, parlare con la vittima, che sta facendo i suoi esercizi su una panca. Lui è in piedi e ha dei manubri in mano. Poi all’improvviso diventa una furia. Prima le tira un pugno, poi la prende a schiaffi, la fa cadere e la trascina per i capelli. Quando la ragazza prova a scappare, grazie all’arrivo di un istruttore, lui la insegue con una spranga di ferro, bloccandola in un locale cucina in cui si era rifugiata. A questo punto sono urla e richieste disperate d’aiuto. A salvarla, l’intervento dei carabinieri, allertati dalle persone, istruttori e clienti, che in quel momento si trovavano nella palestra.
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TITOLO: Civitanova Marche, nigeriano ucciso a bastonate per strada. Fermato l’omicida
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OCCHIELLO: La vittima è un 39enne nigeriano, colpito per strada davanti a tutti con la stampella che usava per sorreggersi e fare l’elemosina. In stato di fermo un italiano di 32 anni originario della Campania. La polizia sta ascoltando i testimoni
TESTO: Omicidio volontario e rapina. Sono queste le accuse per Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, il 32enne che ieri ha aggredito e ucciso il nigeriano Alika Ogorchukwu, 39enne, in corso Umberto I, nel centro di Civitanova Marche, come è emerso nella conferenza stampa della polizia. Ferlazzo ha rincorso la vittima, gli strappato la stampella con cui l’uomo si aiutava per camminare, e l’ha usata come un’arma, per colpirlo. Una volta a terra lo ha schiacciato con il proprio corpo fino ad ucciderlo «e l’ha finita colpendola a mani nude», spiegano gli agenti. Poi le ha sottratto il telefono cellulare». Per strada, davanti a tutti. Fondamentali per ricostruire l’evento «l’audizione dei testimoni presenti al momento dell’omicidio e le immagini delle videocamere» dei cellulari che hanno ripreso la scena.
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TITOLO: Pelosa a numero chiuso, le tartarughe tornano a deporre le uova: 100 gusci sulla spiaggia
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OCCHIELLO: Le Caretta Caretta si sentono di nuovo al sicuro. La scoperta fatta da un turista che ha notato le tracce sulla sabbia del piccolo animale
TESTO: Così mercoledì notte una prima, solitaria Caretta Caretta è uscita dall’acqua, è risalita per qualche decina di metri, fino a ridosso di una duna, ha scovato un angolo tranquillo dove deporre le uova ed è ritornata in mare. Poco prima dell’alba un turista andato alla Pelosa per fotografare l’alba – scrive La Nuova Sardegna - ha individuato le tracce e ha telefonato al Parco dell’Asinara. La grande isola, un tempo istituto di pena e carcere di massima di sicurezza, è proprio dirimpetto alla Pelosa, a poche miglia e la presenza del parco nazionale favorisce la tutela delle specie più protette. All’Asinara vi è anche il Centro di recupero delle tartarughe di Cala Reale, che assiste gli animali che spesso incappano nelle reti dei pescatori e vengono feriti dalle eliche delle imbarcazioni, li cura e li rimette in libertà.
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TITOLO: La cugina di Valentina Giunta uccisa dal figlio: «Le dicevo scappa con me. Sapevo che prima o poi il figlio le avrebbe fatto del male»
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OCCHIELLO: Cristina Bonanzinga: «Ho dentro tanta rabbia. Quello che è successo era prevedibile, ce lo aspettavamo, perciò noi parenti non la lasciavamo mai sola». «Suo marito dal carcerela minacciava con continui messaggi, non voleva si rifacesse una vita»
TESTO: E invece Valentina, accoltellata e uccisa dal figlio quattordicenne lunedì notte, il tempo non l’ha avuto. «Devo fare i conti con tutta la rabbia che ho dentro — dice la cugina con la voce rotta — perché quel che è successo era prevedibile, ce lo aspettavamo: perciò non la lasciavamo mai sola. C’erano stati tanti, troppi segnali, sapevamo che prima o poi il ragazzo o la famiglia del padre le avrebbero fatto del male». E così è stato. M., il figlio maggiore, l’ha raggiunta nella casa che la vittima aveva deciso di lasciare per allontanarsi da un contesto terribile e l’ha ammazzata con quattro coltellate. Il compagno, da anni in carcere per furti d’auto e tentato omicidio, le impediva di rifarsi una vita: «La minacciava con messaggi anonimi che le faceva arrivare da cellulari che non siamo mai riusciti a rintracciare — raccontano alcuni familiari — e la suocera aveva ormai plagiato totalmente il figlio più grande che aveva sviluppato un odio profondo nei confronti della madre e non accettava che potesse rifarsi una vita andando via con il fratello minore. Negli ultimi tempi, però, anche il piccolo stava cominciando a cambiare. Riferiva ai parenti del padre tutto quello che Valentina faceva, chi incontrava. Mia cugina cercava di fargli capire che era pericoloso, ma forse perché è ancora bambino, non si rendeva conto dei rischi».
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TITOLO: Riviera Romagnola ed escherichia coli: le spiagge dove c’è il divieto di balneazione
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OCCHIELLO: Da Goro a Rimini, rilevati batteri in mare sopra i limiti di legge: l’ondata di calore che ha innalzato la temperatura marina potrebbe avere causato uno «squilibrio organico». Siccità, gli esperti: «Il grande Po non esiste più»
TESTO: Il Comune di Rimini ha però voluto svolgere analisi autonome in sette aree a nord della città, che sono risultate «sotto i parametri normativi sia per quanto riguarda la concentrazione di Escherichia coli che di enterococchi: tutte e sette le acque risultano perfettamente idonee alla balneazione», viene detto in un comunicato. «È stato chiesto un incontro urgente a Regione, Ausl e Arpae per la giornata di domani (oggi per chi legge, ndr) per definire concrete soluzioni per quello che è un mistero che si infittisce ogni ora sempre di più». Per il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, infatti, «non c’è alcuna spiegazione tecnica né logica» per i dati riscontrati da Arpae, in quanto «a causa della siccità, le paratie a mare non vengono aperte da quasi un mese e mezzo e chi gestisce il ciclo integrato delle acque ha comunicato di non avere riscontrato alcun guasto o difetto alla rete fognaria e dell’acquedotto». Secondo gli esperti i dati anomali potrebbero dipendere dall’ondata di calore che ha innalzato la temperatura marina e potrebbe avere causato uno «squilibrio organico».
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TITOLO: Marcella Bella: «Mio marito Mario Merello? Lui era sposato, io incinta (e Mina mi disse: ce la farai). La svolta sexy? Con Mogol»
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OCCHIELLO: La cantante: «“Montagne verdi’ quest’anno compie 50 anni, è il brano che ha cambiato la mia vita. Mio fratello Gianni? Dopo l’ictus non parla più, ma ride e scherza: vederlo reagire così all’handicap mi ha insegnato molto»
TESTO: Cosa racconta «Montagne verdi»? «Nella sua semplicità dice delle cose profonde. Narra di questa ragazzina che un giorno fa la valigia e lascia gli amici, l’erba, le cose felici per salire su un treno e andare a scoprire la nebbia di Milano. Insomma, una piccola emigrante. Le montagne verdi sono una metafora, sono le speranze. Insomma, una foto di quel che provavo io bambina alla ricerca del successo e dell’amore. E in effetti a Milano trovai entrambi. L’imprevisto però era dietro l’angolo. .. rimasi incinta. Era sbocciato un grande amore con Mario, un imprenditore milanese conosciuto fra le nevi di Madonna di Campiglio. Io ero giovanissima, e accolsi la notizia con felicità. Nonostante lui fosse sposato e già padre. Ricevetti una telefonata da Mina che si era trovata in una situazione simile molti anni prima con l’attore Corrado Pani. Voleva manifestarmi il suo appoggio. Mi disse: «A te andrà meglio». Ai miei tempi non c’era ancora il divorzio e l’Italia era più bacchettona. Con Mario (Merello, ndr), che poi sposai nel 1989, fu un vero colpo di fulmine: dopo 43 anni siamo ancora qui. Giacomo nacque nel 1980, molto più tardi arrivarono Carolina (1991) e Tommaso (1992)».
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TITOLO: Il dolore della vedova: «Voglio guardare negli occhi l’assassino di Alika»
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OCCHIELLO: Charity Oriachi: «Vorrei chiedergli perché l’ha fatto». La coppia è arrivata dalla Nigeria dieci anni fa e ha un figlio di 8 anni. Il lavoro come ambulante e l’incidente un anno fa
TESTO: Alika, 39 anni, e Charity, 35, nigeriani, erano arrivati una decina d’anni fa dalla Nigeria, prima lui e l’anno dopo lei, e hanno sempre vissuto nelle Marche. In Italia è nato il loro figlio Emmanuel che adesso ha 8 anni, ma in casa ospitano anche una ragazzina di dieci che considerano come una figlia. Lui lavorava come ambulante, vendeva fazzoletti e accendini, quei tentativi di portare a casa qualche soldo che spesso sconfinano nella richiesta di aiuto. L’anno scorso era stato investito da un’auto mentre andava in bicicletta. Era rimasto claudicante, si muoveva con una stampella, la stessa che ha usato il suo assassino per colpirlo prima di schiacciarlo a terra con il suo corpo. Aspettava il processo di quell’incidente, l’assicurazione l’aveva già risarcito, «una boccata d’ossigeno per mandare avanti un’esistenza tranquilla dignitosa» ricorda addolorato l’avvocato Mantella che ha seguito la pratica, e prima ancora l’iter per ottenere il rilascio del permesso di soggiorno di Charity, e che è rimasto legato a questa famiglia colpita improvvisamente dalla tragedia. Fino a tarda sera di venerdì, nessuno aveva ancora avuto la forza di dire ad Emmanuel che il padre non c’era più.
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TITOLO: Papa Francesco: «Draghi uomo di alta qualità. Alle forze politiche chiedo responsabilità»
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OCCHIELLO: Il pontefice in volo verso Roma da Iqaluit parla di «genocidio» ai danni delle popolazioni native e torna a rispondere sulla possibilità di dimissioni: «La porta è aperta, non è una catastrofe, si può cambiare Papa»
TESTO: Molti fedeli cattolici, ma anche molti teologi, credono sia necessario uno sviluppo nella dottrina della Chiesa sugli anticoncezionali. Sembra che anche Giovanni Paolo I pensasse che un divieto totale necessitasse di una riconsiderazione. Lei è aperto ad una rivalutazione? «Il dogma, la morale, è sempre in una strada di sviluppo, ma in uno sviluppo nello stesso senso. Per lo sviluppo teologico di una questione morale o dogmatica, c’è una regola che è chiarissima e illumina. È quello che ha fatto Vincenzo di Lerins nel secolo X più o meno. Dice che la vera dottrina per andare avanti, per svilupparsi, non deve essere quieta, si sviluppa ut annis consolidetur, dilatetur tempore, sublimetur aetate. Cioè si consolida con il tempo, si dilata e si consolida e viene più ferma ma sempre progredendo. È per questo che il dovere dei teologi è la ricerca, la riflessione teologica, non si può fare teologia con un “no” davanti. Poi sarà il Magistero a dire no, sei andato oltre, torna, ma lo sviluppo teologico deve essere aperto, i teologi ci sono per questo. E il Magistero deve aiutare a capire i limiti. Sul problema dell’anticoncezionale, so che è uscita una pubblicazione su questo tema e su altri temi matrimoniali. Questi sono gli atti di un congresso. Dobbiamo essere chiari: questi che hanno fatto questo congresso hanno fatto il loro dovere, perché hanno cercato di andare avanti nella dottrina, ma in senso ecclesiale, non fuori, come ho detto con quella regola di san Vincenzo di Lerins. Poi il Magistero dirà, va bene o non va bene. Pensa ad esempio alle armi atomiche: ho ufficialmente dichiarato che l’uso e il possesso delle armi atomiche è immorale. Pensa alla pena di morte: oggi posso dire che siamo vicini all’immoralità lì, perché la coscienza morale si è sviluppata bene. Per essere chiaro: quando il dogma o la morale si sviluppano, sta bene, ma in quella direzione, con le tre regole di Vincenzo di Lerins. Credo che questo sia molto chiaro: una Chiesa che non sviluppa in senso ecclesiale il suo pensiero è una Chiesa che va indietro, e questo è il problema di oggi, di tanti che si dicono tradizionali. No, no, non sono tradizionali, sono “indietristi”, vanno indietro, senza radici. E l’“indietrismo” è un peccato perché non va avanti con la Chiesa. La tradizione è la fede viva dei morti, invece questi “indietristi” che si dicono tradizionalisti sono la fede morta dei viventi. La tradizione è proprio la radice, l’ispirazione per andare avanti nella Chiesa, e sempre questa è verticale. E l’“indietrismo” è andare indietro, è sempre chiuso. È importante capire bene il ruolo della tradizione, che è sempre aperta, come le radici dell’albero, e l’albero cresce. ..Se tu concepisci la tradizione chiusa, non è la tradizione cristiana… sempre è il succo delle radici che ti porta avanti. Per questo, per quello che tu dici, pensare e portare avanti la fede e la morale, ma mentre va nella direzione delle radici, del succo, va bene. Con le tre regole di Vincenzo di Lerins».
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TITOLO: A Venezia per la Biennale (e visita privata a San Marco)
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OCCHIELLO: Le Gallerie dell’Accademia, il Museo Peggy Guggenheim, la mostra di Marlene Dumas a Palazzo Grassi e un’intera giornata dedicata alla Biennale: ecco l’arte in Laguna
TESTO: Poche città nel mondo sono state «vestite» dall’arte come Venezia: i grandi teleri del Tintoretto che hanno raccontato le cerimonie, i ritratti di Tiziano, testimonianza di una nobiltà munifica e longeva. È stato grazie alle sperimentazioni sul paesaggio veneziano che il vedutismo ha scoperto nuove tecniche. Così come è stato grazie all’arte moderna e contemporanea che la città ha saputo proiettarsi verso un orizzonte internazionale: la Biennale d’arte, le mostre di Palazzo Grassi - Punta della Dogana, il Museo Peggy Guggenheim. Il Viaggio del Corriere a Venezia dal 10 al 13 novembre, seguirà questo lungo filo di dipinti, sculture, installazioni. Con due grandi appuntamenti: la visita privata della Basilica di San Marco e il tour della Biennale. Il latte dei sogni è il titolo che Alemani ha voluto per la sua mostra, che esplora temi come il femminino, le trasformazioni del corpo, il futuro dell’umanità nell’ottica del progresso scientifico. E questo viaggio attraverso le metamorfosi può essere letto come una metafora veneziana: una cultura che si è evoluta assorbendo e integrando altre sensibilità, specie quelle orientali. Ne avremo una prova il primo giorno, nelle Gallerie dell’Accademia: da Tiepolo a Giorgione, nella pittura veneziana convivono le ricerche sulla psicologia e le indagini sulla luce. Nel Museo Peggy Guggenheim è scritto un pezzo di storia del Novecento. E la mostra di Marlene Dumas a Palazzo Grassi sarà l’occasione per scoprire un altro pezzo di vita veneziana, la Marsilio. Storica casa editrice, ha da poco lanciato il progetto Marsilio Arte. Ce ne parlerà Luca De Michelis in un incontro esclusivo. Una giornata intera sarà dedicata alla Biennale, dai Giardini all’Arsenale, quindi la visita alla Basilica di San Marco in orario serale: i mosaici, la scultura gotica, lo splendore delle volte, un trionfo di bellezza e di storia, senza folle Ma faremo tappa anche a Murano e a Burano: niente soste turistiche, ma incontri con due artigiani autentici che con il vetro e con i merletti hanno firmato importanti innovazioni nel design. Nell’isola di Massorba, il Wine Resort Venissa è uno scorcio inedito: un vigneto che sconfina nel mare. Infine, un gioiello della laguna: l’Isola di San Giorgio con Palazzo Cini e il labirinto di Borges.
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TITOLO: Il Papa al popolo Inuit: «Chiedo perdono per il male fatto da non pochi cattolici»
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OCCHIELLO: Nell’ultima tappa del suo viaggio in Canada, l’appello di Francesco ai giovani: «Non isolatevi, siete come le stelle del cielo, siete fatti per brillare insieme»
TESTO: «Grazie per quanto avete avuto il coraggio di dire, condividendo grandi sofferenze. Ciò ha ridestato in me l’indignazione e la vergogna che mi accompagnano da mesi», dice il Papa. «Anche oggi, anche qui, vorrei dirvi che sono molto addolorato e desidero chiedere perdono per il male commesso da non pochi cattolici che hanno contribuito alle politiche di assimilazione culturale e di affrancamento in quel sistema educativo distorto». Cielo basso di nubi grigie, le case sono funzionali e sollevate su piloni di ferro e cemento per isolarle dal terreno ghiacciato per buona parte dell’anno, anche se il surriscaldamento climatico si fa sentire anche qui e ora il permafrost è una distesa sassosa e ci sono dodici gradi, la temperatura è un po’ alta anche d’estate in una zona che d’inverno precipita a meno quaranta. «Ho provato a immaginare, dopo il nostro incontro a Roma, questi luoghi vasti che abitate da tempi immemorabili e che per altri sarebbero ostili. Voi avete saputo amarli, rispettarli, custodirli e valorizzarli, tramandando di generazione in generazione valori fondamentali, quali il rispetto per gli anziani, un genuino senso di fraternità e la cura per l’ambiente», prosegue il Papa.
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TITOLO: Fabio Volo: «Le vacanze con i miei? Non c’erano soldi, ci andavo con l’oratorio»
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OCCHIELLO: Scrittore, attore, speaker e bresciano, di mamma bergamasca e nonno cremonese: «Io, fuori dai circoli: mai ricevuto un premio letterario. A casa ora colleziono statue di Gesù»
TESTO: Qual è il suo tratto più «lombardo»? «Noi lombardi siamo poco mediterranei, più vicini ai tedeschi. La cultura mediterranea ha un ritmo di vita più lento e lamentoso, mentre noi siamo più vicini al pragmatismo tedesco. Se ci succede qualcosa, cerchiamo subito di risolvere il problema, abbiamo una grande velocità di reazione alle avversità, non pensiamo mai “è colpa di. ..”, non attendiamo che qualcuno risolva il problema al posto nostro. Più che fare leva sul talento che non so di avere, non so nemmeno quale sia di preciso, nella vita mi ha salvato l’atteggiamento pratico che riconosco come lombardo».
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TITOLO: Parma e Verdi (con una seraal Teatro Regio per Boccanegra)
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OCCHIELLO: Oltre a unaalla casa del Maestro a Busseto, prima dello spettacolo ci sarà una visita dietro le quinte alla scoperta delle scene e dei laboratori di sartoria
TESTO: È la città immaginata da Stendhal, presente nei versi di Attilio Bertolucci, intrisa di seduzione e mistero nelle pagine di Alberto Bevilacqua. Ed è la città legata a Giuseppe Verdi. Chi meglio del grande musicista nazionale rappresenta la doppia identità di Parma, colta e intellettuale eppure schietta, carnale, terragna? È lui la «star» della «tre giorni» in programma dal 13 al 15 ottobre. Una piacevolissima fuga autunnale nel segno della qualità musicale, ma anche della bellezza architettonica e delle raffinatezze culinarie. Fulcro del viaggio, il Teatro Regio, tempio storico dei melomani e sede principale in quei giorni del Festival Verdi. I viaggiatori del Corriere assisteranno a una rappresentazione di «Simon Boccanegra» (protagonista Vladimir Stoyanov sul podio Riccardo Frizza che dirige l’orchestra Toscanini e il coro del Regio). Ma non solo: prima dello spettacolo, faremo una visita speciale dietro le quinte alla scoperta delle scene e dei laboratori di sartoria. E ancora, avremo un’introduzione all’opera. Sarà, il 14 ottobre, una giornata tutta dedicata al compositore: in mattinata visiteremo la casa natale a Roncole e il delizioso teatrino all’italiana di Busseto. Quel giorno a Polesine Parmense gusteremo i sapori dell’Antica Corte Pallavicina, azienda agricola produttrice del Culatello di Zibello Dop e del parmigiano Reggiano Dop. Ma Parma è un salotto di bellezze artistiche di ogni epoca da ammirare tutto nel giro di pochi passi: dal Battistero e la Cattedrale con le sculture romaniche dell’Antélami alla competizione negli affreschi tra Correggio alla Camera di San Paolo e Parmigianino alla Basilica della Steccata. E naturalmente il Palazzo della Pilotta che racchiude lo stupefacente teatro in legno voluto dal duca Ranuccio I Farnese. Un visionario, come lo è stato Franco Maria Ricci, editore-esteta di una celebre rivista, autore del Labirinto della Masone. In quel luogo, di lui, scomparso nel 2020, ci parlerà la vedova Laura Casalis. Quindi sosta a Fontanellato e visita alla Reggia di Colorno, la piccola Versailles del Ducato. A raccontarci l’anima della città sarà Claudio Rinaldi, direttore della «Gazzetta di Parma», giornale-icona in attività dal 1735. Chapeau!  
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TITOLO: Civitanova Marche, nigeriano ucciso: «Colpito con una stampella per strada e finito a mani nude». Fermato l’omicida
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OCCHIELLO: La vittima è un 39enne nigeriano, colpito per strada davanti a tutti con la stampella che usava per sorreggersi e fare l’elemosina. In stato di fermo un italiano di 32 anni originario della Campania. La polizia sta ascoltando i testimoni
TESTO: Ogorchukwu abitava a San Severino con la moglie, un figlio di 8 anni e un’altra ragazzina di 10. Era un ambulante, vendeva piccoli oggetti, accendini e fazzoletti, offerte ai passanti che spesso finivano nella richiesta di un aiuto. Andava quasi tutti i giorni a Civitanova perché lì aveva più opportunità di racimolare qualcosa, e nel salotto della cittadina lo conoscevano in molti. Da un anno, dopo un incidente, si muoveva con una stampella e con questa l’aggressore, togliendogliela di mano, l’ha prima colpito, anche alla testa. Ogorchukwu è caduto a terra, ma Ferlazzo ha continuato ad accanirsi contro di lui, schiacciandolo con il suo corpo, e forse è stato proprio questo a provocarne la morte come dovrà stabilire l’autopsia che sarà eseguita nei prossimi giorni dal medico legale Ilaria De Vitis.
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TITOLO: Ferrara, Sonia Diolaiti uccisa dal veleno: fermata la figlia Sara Corcione. «Ero perseguitata da lei»
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OCCHIELLO: La 62enne avrebbe ingerito nitrito di sodio nel tè. La figlia, 38 anni, in manette. Interrogata a lungo: «Non ci prendevamo, sin da bimba era così»
TESTO: Dentro hanno trovato il corpo di Sonia — vedova di Stefano Corcione, ex primario di Radiologia a Ferrara e docente universitario morto nel 2018 — disteso nel corridoio dell’abitazione. I vicini di casa hanno detto agli investigatori del Reparto operativo diretto da Mauro Maronese che nello stesso stabile viveva anche la figlia, subito raggiunta e ascoltata. La donna, assistita dall’avvocato Gianni Ricciuti, ha fatto ammissioni poi ribadite ieri mattina, durate il lungo interrogatorio condotto dalla pm Lisa Busato. Sara ha confessato il delitto? Il legale non lo conferma, ma precisa che la sua assistita «si è messa immediatamente a disposizione degli inquirenti, rispondendo a tutte le domande e non nascondendo nulla. Anzi, è andata oltre a ciò che le hanno chiesto, raccontando tutto del suo passato». Dall’interrogatorio sarebbe emerso quello che l’avvocato definisce «un forte disagio psichico che affligge Sara, tanto che ho chiesto una perizia sulla sua capacità di intendere e volere e credo che la pm non si opporrà. So che in passato era stata anche in cura dallo psicologo» mentre attualmente non risulta essere in cura presso specialisti.
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TITOLO: Nigeriano ucciso a Civitanova Marche, l’ultimo saluto alla moglie: «Mangia e non ti stancare»
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OCCHIELLO: La testimonianza del pastore evangelico della comunità: «Generoso, divideva con tutti quel poco che aveva e ogni volta che parlavamo diceva sempre: “Quello che Dio non può fare non esiste”»
TESTO: «Aveva ottenuto anche un risarcimento dall’assicurazione — aggiunge l’avvocato Mantella —, stava aspettando l’inizio del processo all’investitore, si sarebbe costituito parte civile». Ogorchukwu era in Italia da una decina d’anni, era sempre rimasto nella zona del Maceratese, prima a Tolentino, poi si era trasferito a San Severino, ma per lavoro andava a Civitanova. «Era una persona mansueta — prosegue l’avvocato Mantella —. Non aveva precedenti, viveva con dignità e rettitudine. Con gli anni si erano creati con lui rapporti che andavano oltre l’aspetto professionale, che si reggono sulla solidarietà. Quando mi hanno detto che avevano ucciso a bastonate un uomo di colore con la stampella, ho temuto subito che fosse lui. Non era una persona che cercava guai, adesso gli inquirenti dovranno capire perché quell’uomo si è scagliato contro di lui con tanta violenza».
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TITOLO: Jennifer Lopez e gli altri al Gala per l’Unicef. E Capri sogna con le star
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OCCHIELLO: Da Jared Leto a DiCaprio, alla serata di beneficenza a sostegno dei bambini posti in prima fila venduti a 25mila euro
TESTO: Per accaparrarsi un ultimo e impossibile posto a tavola sono state offerte cifre da capogiro, ben superiori ai prezzi già stellari: 25 mila euro per sedersi in prima fila, 8 mila per le retrovie. Ma già da qualche giorno era tutto esaurito: così i fortunatissimi ammessi si sono mischiati a star mondiali, come Leonardo DiCaprio (ospite del mega yacht dell’amico Ernesto Bertarelli), Maye Musk — mamma di Elon — Vanessa Hudgens, Jared Leto, Casey Affleck — cognato di JLo —, Khaby Lame, Natasha Poly, Ed Westwick, Sara Sampaio, Jasmine Tookes, Leonie Hanne, Karolina Kurkova, Izabel Goulart, Ansel Elgort, Neelam Gill, Edward Enninful, oltre ai nostrani Lorenzo Viotti, Mattia Stanga, Sangiovanni, Matilde Gioli, Matteo Renzi, Remo Ruffini, Diego Della Valle e la ex coppia Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci, questa volta in versione «famiglia-allargata», insieme a Leni Klum (figli di Heidi e Flavio).
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TITOLO: «Voli la mattina e trolley a mano»: come viaggiare nell’estate del caos
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OCCHIELLO: Intervista al presidente dell’Enac Pierluigi Di Palma: «La ripresa del traffico è stata da record, ma in Italia andiamo meglio che altrove in Europa». L’era delle low cost? «È finita»
TESTO: Volare di mattina (meglio se all’alba), portarsi solo il bagaglio a mano dove metterci anche tanta pazienza. Sono queste le regole per l’estate 2022 di Pierluigi Di Palma che oltre a essere avvocato dello Stato è presidente dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), alla guida quindi di un «osservatorio» privilegiato. Il 25 luglio l’Enac ha compiuto un quarto di secolo dalla sua istituzione. Un compleanno che cade in un momento di ripresa senza precedenti del settore dopo oltre due anni di pandemia e, in parallelo, di un’impennata dei disagi dovuti a una carenza di personale nel trasporto aereo in diverse parti d’Europa. «Ma le cose stanno lentamente migliorando», dice Di Palma in una lunga intervista con il Corriere della Sera.
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TITOLO: I nuovi latin lover da chiringuito. «Tinder, poi le sdraio»
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OCCHIELLO: Viaggio tra spiagge e discoteche di Rimini: «Niente romanticismo. Vuoi una pasticca?»
TESTO: E Riccione, invece? Cosa fanno a quest’ora nella «Perla Verde dell’Adriatico»? (cit. depliant turistico). A Riccione hanno sempre cercato, e per lunghi periodi trovato, una luce più chicchettosa, lussuosa, moderna. Benito Mussolini ci veniva con la moglie Rachele (poi, in idrovolante, con la scusa di andare a controllare dall’alto «le nostre impenetrabili difese costiere», raggiungeva Claretta Petacci, che lo aspettava a Rimini); gli anni Sessanta furono il tempo dei concerti mitici di Mina e di Gianni Morandi, i cummenda che arrivavano da Milano con la Giulietta Sprint, le balere con l’orchestra di Raul Casadei, le stelle — in cielo — che sembravano più basse; negli Ottanta, quando la Riviera decide di aprire la fabbrica del turismo, ecco che a Riccione esplode il fenomeno delle discoteche, le più belle al mondo stavano su queste colline. Poi però qualcosa s’è spezzato, luci soffuse come stasera, viale Ceccarini senza più quel brivido di eccitazione internazionale.
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TITOLO: Giochi, Lottomatica leader per rating Esg tra le aziende del settore
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OCCHIELLO: L’ad Angelozzi: «Il nostro cammino di crescita inserito in una visione sempre più ampia e consapevole»
TESTO: Il gruppo - in un’ottica di trasparenza - si è sottoposto «volontariamente al processo di valutazione, svolto in totale indipendenza dall’agenzia». Gli analisti hanno misurato «l’esposizione dell’azienda a una serie di rischi connessi a fattori Esg e verificato la presenza di presidi, programmi e politiche per gestire efficacemente, mitigare e ridurre al massimo tale esposizione». Da qui la valutazione del «percorso di crescente impegno e continuo miglioramento in tema di sostenibilità ambientale, sociale e di governance costruito negli anni da Lottomatica» si legge nella nota.
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TITOLO: Lory Del Santo: «Trump si fingeva mio marito. Eric Clapton e la morte di nostro figlio? Questione di secondi»
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OCCHIELLO: La showgirl si racconta: il tradimento di Khashoggi, le relazioni con Trump, George Harrison e Dodi Al Fayed, la tragica morte dei figli Conor, Loren e Richard
TESTO: Com’era Khashoggi? «Un giocoliere, divertente, non alto, rotondetto. Rideva sempre, aveva occhi furbastri. Misi a frutto l’inglese imparato coi libricini “cento frasi fatte”. Ci avevo speso le notti a studiare: volevo fare la modella a Londra, a Parigi. Comunque, stemmo insieme sei mesi, mi aveva messo sotto il suo ombrello, ma dovevo stare attenta a non uscirne. Invece, mi feci fotografare dal marinaio sul Nabila e uscii su tutti i giornali del mondo. Pensai: quando mi capiterà un’occasione così? Avevo già il senso della pubblicità». Così diventò famosa e perse lo sceicco. «Non si fidava più di me. Ma avevo scelto io di non stare più nella gabbia d’oro: andare col suo autista da Dior a scegliere quello che volevo non mi bastava, non era quello il mio sogno. Io volevo affermarmi, non essere la sconosciuta sotto l’ombrello. In più, lui mi aveva tradito. Avevo visto un’altra in barca, di notte. Sentii di non essere importante per lui e feci la foto». Che ne è dal famoso rubino da 300 milioni di lire che lui le regalò? «Era un semplice collier con un rubino piccolo, un rubinetto rosso a forma di cuore. Poi, nei secoli, si è trasformato in qualsiasi cosa e, a Roma, mi fu rubato». Qual è il primo ricordo da bambina? «Mio padre nella bara. L’unico ricordo che ho di lui. Non mi spiegavo perché dormisse in un letto che non era il suo. Avevo tre anni e mezzo. Il secondo ricordo è mia madre che non mi capiva. Quanti ricordi uno può avere? I miei sono tutti di mia madre che non mi capiva. Non ha mai avuto fiducia in me, non mi ha creduta per tutta la vita». Siamo a Povegliano Veronese, primi anni ’60. «Sono nata nella stalla, papà, contadino, voleva diventare allevatore e aveva sei mucche. In casa, non c’erano i vetri alle finestre, sono nata e quasi morta di broncopolmonite. Poi, mamma resta vedova e povera, con due figlie. Andava nei campi a cercare lavoro, non l’ho mai vista seduta a far nulla». Lei che bimba è stata? «Paurosa. Avevo paura di sbagliare ed essere punita. Sono cresciuta nell’idea di essere un peso. Se sognavo qualcosa, era fuggire e non essere mai più di peso a nessuno». Come arrivano la moda, la tv? «Guardavo le modelle sulle riviste, pensavo: come sono belle. Ed ero maniaca dei film. Sono partita dicendo che mi sarebbe bastato poco. Col poco, sono sempre stata felice. Non posso dimenticare il momento in cui sono entrata alla Rai per la prima volta: avevo la pelle d’oca. Poi, feci la comparsa in un film di Dino Risi: passando dalle porte secondarie, parlando col fotografo di scena, facendo cose assurde. Ma ero felice anche delle cose più piccole: sono stata per tutta la vita la bambina con grandi occhioni, felice di qualsiasi cosa accadesse». Come arriva Arbore? «Mi vide al ristorante, Luciano De Crescenzo mi seguì in bagno, mi disse: vuoi venire in tv per fare una che porta il caffè? Pensai: portare un caffè in tv e mi pagano! Per me, avevo già realizzato il mio sogno. Quando Fiorucci mi scelse per la sua campagna pensai: wow. Ho vissuto un’avventura incredibile e dopo tanti anni sono ancora qua. La soluzione è resistere: se resisti, non è più che hai avuto fortuna, ma che hai avuto tenacia». Perché adesso è a Los Angeles? «Ho preso una casa per due mesi: due miei ex, molto più giovani, rimasti miei amici da una vita sono tutti e due qui, accasati. Uno l’ho conosciuto che compiva il giorno dopo 16 anni. Eravamo da Ugo Tognazzi a Fregene, lui era molto bello, suo padre era attore di spaghetti western e mi faceva la corte, ma vinse il ragazzo». Ma era minorenne. «Era alto uno e novanta, aveva fatto una serie tv, si ricorda Love me Licia? Era quello col ciuffo colorato. L’altro aveva 19 anni. Oggi, sono due begli uomini eclettici, intelligenti. Mi piace qua. Sta per arrivare Marco Cucolo, il mio fidanzato, mi addolora che mi dicano: stai ancora con quello lì? Sa le solite critiche…». Perché ha 33 anni meno di lei, è senz’arte né parte? «Io per tutta la vita ho seguito gli uomini, erano loro quelli con un lavoro imprescindibile e io andavo dove loro andavano. A un certo punto, ho deciso che ero io quella che voleva essere seguita. Marco non sa che fare di sé, lo so, ma va bene così. Di recente, dopo l’Isola dei famosi, abbiamo fatto un ceck up del rapporto, gli ho detto: non sia mai che devo sentire la frase “per causa tua non ho fatto carriera”, tu puoi fare quello che vuoi. E lui: ma io sono felice così». Gianni Agnelli era uno di quelli che lei doveva seguire? «L’ho frequentato per due anni, voleva che fossi sempre lì: a Parigi, a Torino, in barca… Mi voleva alle sue cene per soli uomini, con lui, Jas Gawronski, Mario d’Urso. .. Credo che tanti uomini mi hanno voluta perché sono di compagnia, rispettosa, non pretendo nulla. Non sono mai stata con qualcuno per un ritorno economico, ho amato l’unicità, l’intelligenza, l’eclettismo. Se c’è un uomo irraggiungibile, mi piace dire: l’ho conosciuto». Con Donald Trump è stata o no? «Ho perso l’occasione. Era molto divertente. Stavo arredando una casa. Chiama e gli dico che ero tutto impolverata, è arrivato, gli operai pensavano fosse mio marito, chiedevano a lui che fare e lui rispondeva. Io, nella vita, mi sono divertita. Con Trump, con George Harrison, con Dodi Al Fayed». Quanto tempo con George Harrison? «Tre giorni. Fece chiudere la piscina di un hotel 5 stelle per stare da solo con me. Face arrivare sushi, fu pazzesco. Parlammo per ore». Dodi Al Fayed? «Fu l’estate prima di Diana. Lo conobbi al Byblos di Saint Tropez. Stemmo insieme per un long weekend. Mi presentò addirittura suo padre. Andai nel loro albergo di Parigi, il Ritz, ma a me importava di più il mio lavoro: ho preso queste storie come avventure che arricchivano la mia vita. A Stavros Niarchos ho detto no: capii che sarei stata uno sfizio». Eric Clapton, invece, le regalò l’anello di fidanzamento. «Con lo zaffiro blu e i brillanti, come Carlo con Diana. Siamo stati insieme cinque anni. A Milano, mi ritrovo a cena seduta vicino a questo musicista barbone. Non sapevo chi fosse, gli do il numero. Il giorno dopo, il Corriere della Sera parlava del suo concerto di grande successo». Di nuovo il Corriere. Questa è ruffianeria. «Le giuro che leggere tutti i giorni il Corriere è stata la mia fortuna: per avere una conversazione con questi uomini interessanti, dovevo essere informata e questo ha fatto la differenza. Comunque, con Eric poi successe quello di cui non voglio parlare». Il vostro Conor, cinque anni, che cade dal balcone e muore. «Il destino è fatto di secondi. Due secondi prima, non sarebbe successo. Chi sa quante volte per due secondi le cose invece non sono accadute e magari sono rimasta viva io. Ora, vado avanti pensando: ci sono ancora. Se no, entri in depressione e non ne esci più. È come essere seppellito vivo, ti buttano col badile la terra sopra e tu vedi tutto, ma quando vanno via tu, con un dito, riesci a liberarti. Vedo questa immagine di continuo. Vedo che, nonostante tutto, tiro fuori le dita e sopravvivo». Quante volte ha sentito la terra sulla faccia? «Più di una. Lì fu il destino. Poi, con Loren, la disgrazia». Si è suicidato a 19 anni, due anni fa. Soffriva di anedonia. «Gliel’hanno diagnosticata postuma. Io ho sempre solo pensato che fosse speciale, perché era bravo, buono, non si è mai drogato o avuto brutte amicizie. Come potevo immaginare una malattia mentale? A scuola, gli insegnanti mi dicevano: sta sempre da solo, ma è bravo. L’unica anormalità era che era troppo intelligente: parlava poco, ma se parlava, diceva cose fulminanti». Aveva mai conosciuto suo padre, il tedesco Dennis Schaller? «Non gli interessava farlo. Ha studiato a Miami, lì c’era un suo fratello e non l’ha voluto conoscere, anche se la mamma del ragazzo era Ingrid Casares, nel frattempo diventata la fidanzata di Madonna. Una volta, Madonna mi scrisse per invitarci a New York: ci teneva che i due fratelli s’incontrassero. Loren rispose: I’m not interested». Di figli, lei ne ha persi tre. «Ho perso anche quello di Richard Krajicek, il tennista. È nato a Milano, prematuro ma perfetto, è morto in due settimane per un’infezione. Con Richard ho sofferto molto, per questo e non solo. Mi tradì. E fu lui a lasciarmi. Mi disse: in campo, devo concentrarmi per essere il numero uno, invece, penso a te e mi distraggo. Disse: la nostra storia deve finire. Ho pianto per mesi, ho pianto in tutti i taxi di New York. Quando mi stava passando, lui ritornava perché non riusciva a stare lontano». Chi l’ha amata di più? «Qualcuno rimasto segreto, che ha accettato tutto, anche che avessi figli da altri e mi ha amata solo per avermi al suo fianco, senza che ci fosse un rapporto fisico. I miei figli, che non hanno avuto un padre, hanno avuto lui, che li ha amati come fossero suoi. È stato un amore puro perché i nostri accordi non potevano essere compromessi: non poteva esserci il tradimento». Perché non si è mai sposata? «Perché, quando finisce, si parla sempre di denaro e non mi è mai interessato il denaro». A 63 anni, qual è il bilancio della sua vita? «Mi è piaciuta e non rinnego nulla perché l’ho vissuta sempre nella verità».
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TITOLO: La moglie di Alika in lacrime: «Quel video è terribile, intorno c’era tanta gente, perché nessuno l’ha aiutato?»
DATA:
OCCHIELLO: Charity Oriachi e Alika Ogorchukwu, entrambi nigeriani, hanno avuto un bambino che oggi ha 8 anni. A Civitanova lui faceva l’ambulante mentre lei l’addetta alle pulizie a San Severino Marche, nel Maceratese
TESTO: Suo marito non c’è più e lei non sa darsi una ragione. «Adesso voglio giustizia, I need justice» ripete in italiano e in inglese. Il video che mostra la brutalità con cui è stato ucciso non è riuscita a vederlo fino alla fine. «Nel momento in cui quell’uomo gli stringe le mani al collo ho girato la testa dall’altra parte». Fa una pausa, poi riprende: «C’era tanta gente in quel momento, perché nessuno è intervenuto, perché nessuno lo ha aiutato. Forse adesso il mio Alika sarebbe ancora qui con me». Si erano conosciuti una decina di anni fa a Prato. «Io allora abitavo a Ferrara, un’amica mi portò a una festa e così lo vidi per la prima volta». Lui era appena arrivato dalla Nigeria, lei era in Italia già da tempo. Si trasferirono nelle Marche, poi nacque Emmanuel, formarono una famiglia a cui si è aggiunta Praise, 10 anni, una nipote che è come una figlia. «Alika era un padre meraviglioso — ricorda Charity —. Faceva tutto per la famiglia e per i suoi figli, di tutto si occupava lui, non ci faceva mancare niente. Quando arrivava in stazione comprava sempre il gelato e glielo portavo, non vedevano l’ora tornasse a casa. Adesso non so come faremo». Gli altri nigeriani della zona, una comunità ristretta ma molto unita, vengono a trovarla e a passare qualche ora con lei. C’è anche l’avvocato Francesco Mantella, che negli anni è diventato un amico di famiglia. Le fa sapere che in molti si sono fatti avanti per aiutarla, le chiede se può dare l’Iban del suo conto (IT 85 N 02008 69201 000106469918). Lei lo ringrazia e continua a parlare del suo Alika.
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TITOLO: Lory Del Santo: «Eric Clapton e la morte di nostro figlio? Questione di secondi. Marco Cucolo non sa che fare di sé, ma va bene così»
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OCCHIELLO: I figli Conor, Loren e Richard, morti tragicamente, il tradimento di Khashoggi, le relazioni con Trump, George Harrison e Dodi Al Fayed: la showgirl si racconta
TESTO: Com’era Khashoggi? «Un giocoliere, divertente, non alto, rotondetto. Rideva sempre, aveva occhi furbastri. Misi a frutto l’inglese imparato coi libricini “cento frasi fatte”. Ci avevo speso le notti a studiare: volevo fare la modella a Londra, a Parigi. Comunque, stemmo insieme sei mesi, mi aveva messo sotto il suo ombrello, ma dovevo stare attenta a non uscirne. Invece, mi feci fotografare dal marinaio sul Nabila e uscii su tutti i giornali del mondo. Pensai: quando mi capiterà un’occasione così? Avevo già il senso della pubblicità». Così diventò famosa e perse lo sceicco. «Non si fidava più di me. Ma avevo scelto io di non stare più nella gabbia d’oro: andare col suo autista da Dior a scegliere quello che volevo non mi bastava, non era quello il mio sogno. Io volevo affermarmi, non essere la sconosciuta sotto l’ombrello. In più, lui mi aveva tradito. Avevo visto un’altra in barca, di notte. Sentii di non essere importante per lui e feci la foto». Che ne è dal famoso rubino da 300 milioni di lire che lui le regalò? «Era un semplice collier con un rubino piccolo, un rubinetto rosso a forma di cuore. Poi, nei secoli, si è trasformato in qualsiasi cosa e, a Roma, mi fu rubato». Qual è il primo ricordo da bambina? «Mio padre nella bara. L’unico ricordo che ho di lui. Non mi spiegavo perché dormisse in un letto che non era il suo. Avevo tre anni e mezzo. Il secondo ricordo è mia madre che non mi capiva. Quanti ricordi uno può avere? I miei sono tutti di mia madre che non mi capiva. Non ha mai avuto fiducia in me, non mi ha creduta per tutta la vita». Siamo a Povegliano Veronese, primi anni ’60. «Sono nata nella stalla, papà, contadino, voleva diventare allevatore e aveva sei mucche. In casa, non c’erano i vetri alle finestre, sono nata e quasi morta di broncopolmonite. Poi, mamma resta vedova e povera, con due figlie. Andava nei campi a cercare lavoro, non l’ho mai vista seduta a far nulla». Lei che bimba è stata? «Paurosa. Avevo paura di sbagliare ed essere punita. Sono cresciuta nell’idea di essere un peso. Se sognavo qualcosa, era fuggire e non essere mai più di peso a nessuno». Come arrivano la moda, la tv? «Guardavo le modelle sulle riviste, pensavo: come sono belle. Ed ero maniaca dei film. Sono partita dicendo che mi sarebbe bastato poco. Col poco, sono sempre stata felice. Non posso dimenticare il momento in cui sono entrata alla Rai per la prima volta: avevo la pelle d’oca. Poi, feci la comparsa in un film di Dino Risi: passando dalle porte secondarie, parlando col fotografo di scena, facendo cose assurde. Ma ero felice anche delle cose più piccole: sono stata per tutta la vita la bambina con grandi occhioni, felice di qualsiasi cosa accadesse». Come arriva Arbore? «Mi vide al ristorante, Luciano De Crescenzo mi seguì in bagno, mi disse: vuoi venire in tv per fare una che porta il caffè? Pensai: portare un caffè in tv e mi pagano! Per me, avevo già realizzato il mio sogno. Quando Fiorucci mi scelse per la sua campagna pensai: wow. Ho vissuto un’avventura incredibile e dopo tanti anni sono ancora qua. La soluzione è resistere: se resisti, non è più che hai avuto fortuna, ma che hai avuto tenacia». Perché adesso è a Los Angeles? «Ho preso una casa per due mesi: due miei ex, molto più giovani, rimasti miei amici da una vita sono tutti e due qui, accasati. Uno l’ho conosciuto che compiva il giorno dopo 16 anni. Eravamo da Ugo Tognazzi a Fregene, lui era molto bello, suo padre era attore di spaghetti western e mi faceva la corte, ma vinse il ragazzo». Ma era minorenne. «Era alto uno e novanta, aveva fatto una serie tv, si ricorda Love me Licia? Era quello col ciuffo colorato. L’altro aveva 19 anni. Oggi, sono due begli uomini eclettici, intelligenti. Mi piace qua. Sta per arrivare Marco Cucolo, il mio fidanzato, mi addolora che mi dicano: stai ancora con quello lì? Sa le solite critiche…». Perché ha 33 anni meno di lei, è senz’arte né parte? «Io per tutta la vita ho seguito gli uomini, erano loro quelli con un lavoro imprescindibile e io andavo dove loro andavano. A un certo punto, ho deciso che ero io quella che voleva essere seguita. Marco non sa che fare di sé, lo so, ma va bene così. Di recente, dopo l’Isola dei famosi, abbiamo fatto un check up del rapporto, gli ho detto: non sia mai che devo sentire la frase “per causa tua non ho fatto carriera”, tu puoi fare quello che vuoi. E lui: ma io sono felice così». Gianni Agnelli era uno di quelli che lei doveva seguire? «L’ho frequentato per due anni, voleva che fossi sempre lì: a Parigi, a Torino, in barca… Mi voleva alle sue cene per soli uomini, con lui, Jas Gawronski, Mario d’Urso. .. Credo che tanti uomini mi hanno voluta perché sono di compagnia, rispettosa, non pretendo nulla. Non sono mai stata con qualcuno per un ritorno economico, ho amato l’unicità, l’intelligenza, l’eclettismo. Se c’è un uomo irraggiungibile, mi piace dire: l’ho conosciuto». Con Donald Trump è stata o no? «Ho perso l’occasione. Era molto divertente. Stavo arredando una casa. Chiama e gli dico che ero tutto impolverata, è arrivato, gli operai pensavano fosse mio marito, chiedevano a lui che fare e lui rispondeva. Io, nella vita, mi sono divertita. Con Trump, con George Harrison, con Dodi Al Fayed». Quanto tempo con George Harrison? «Tre giorni. Fece chiudere la piscina di un hotel 5 stelle per stare da solo con me. Face arrivare sushi, fu pazzesco. Parlammo per ore». Dodi Al Fayed? «Fu l’estate prima di Diana. Lo conobbi al Byblos di Saint Tropez. Stemmo insieme per un long weekend. Mi presentò addirittura suo padre. Andai nel loro albergo di Parigi, il Ritz, ma a me importava di più il mio lavoro: ho preso queste storie come avventure che arricchivano la mia vita. A Stavros Niarchos ho detto no: capii che sarei stata uno sfizio». Eric Clapton, invece, le regalò l’anello di fidanzamento. «Con lo zaffiro blu e i brillanti, come Carlo con Diana. Siamo stati insieme cinque anni. A Milano, mi ritrovo a cena seduta vicino a questo musicista barbone. Non sapevo chi fosse, gli do il numero. Il giorno dopo, il Corriere della Sera parlava del suo concerto di grande successo». Di nuovo il Corriere. Questa è ruffianeria. «Le giuro che leggere tutti i giorni il Corriere è stata la mia fortuna: per avere una conversazione con questi uomini interessanti, dovevo essere informata e questo ha fatto la differenza. Comunque, con Eric poi successe quello di cui non voglio parlare». Il vostro Conor, cinque anni, che cade dal balcone e muore. «Il destino è fatto di secondi. Due secondi prima, non sarebbe successo. Chi sa quante volte per due secondi le cose invece non sono accadute e magari sono rimasta viva io. Ora, vado avanti pensando: ci sono ancora. Se no, entri in depressione e non ne esci più. È come essere seppellito vivo, ti buttano col badile la terra sopra e tu vedi tutto, ma quando vanno via tu, con un dito, riesci a liberarti. Vedo questa immagine di continuo. Vedo che, nonostante tutto, tiro fuori le dita e sopravvivo». Quante volte ha sentito la terra sulla faccia? «Più di una. Lì fu il destino. Poi, con Loren, la disgrazia». Si è suicidato a 19 anni, due anni fa. Soffriva di anedonia. «Gliel’hanno diagnosticata postuma. Io ho sempre solo pensato che fosse speciale, perché era bravo, buono, non si è mai drogato o avuto brutte amicizie. Come potevo immaginare una malattia mentale? A scuola, gli insegnanti mi dicevano: sta sempre da solo, ma è bravo. L’unica anormalità era che era troppo intelligente: parlava poco, ma se parlava, diceva cose fulminanti». Aveva mai conosciuto suo padre, il tedesco Dennis Schaller? «Non gli interessava farlo. Ha studiato a Miami, lì c’era un suo fratello e non l’ha voluto conoscere, anche se la mamma del ragazzo era Ingrid Casares, nel frattempo diventata la fidanzata di Madonna. Una volta, Madonna mi scrisse per invitarci a New York: ci teneva che i due fratelli s’incontrassero. Loren rispose: I’m not interested». Di figli, lei ne ha persi tre. «Ho perso anche quello di Richard Krajicek, il tennista. È nato a Milano, prematuro ma perfetto, è morto in due settimane per un’infezione. Con Richard ho sofferto molto, per questo e non solo. Mi tradì. E fu lui a lasciarmi. Mi disse: in campo, devo concentrarmi per essere il numero uno, invece, penso a te e mi distraggo. Disse: la nostra storia deve finire. Ho pianto per mesi, ho pianto in tutti i taxi di New York. Quando mi stava passando, lui ritornava perché non riusciva a stare lontano». Chi l’ha amata di più? «Qualcuno rimasto segreto, che ha accettato tutto, anche che avessi figli da altri e mi ha amata solo per avermi al suo fianco, senza che ci fosse un rapporto fisico. I miei figli, che non hanno avuto un padre, hanno avuto lui, che li ha amati come fossero suoi. È stato un amore puro perché i nostri accordi non potevano essere compromessi: non poteva esserci il tradimento». Perché non si è mai sposata? «Perché, quando finisce, si parla sempre di denaro e non mi è mai interessato il denaro». A 63 anni, qual è il bilancio della sua vita? «Mi è piaciuta e non rinnego nulla perché l’ho vissuta sempre nella verità».
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TITOLO: Il meteo dell’esodo: che tempo fa sulle principali autostrade italiane
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OCCHIELLO: Il traffico è intenso ma si andrà avanti così fino a fine agosto. Da Nord a Sud, il calendario dei bollini rossi, neri e gialli. La situazione e i consigli per viaggiare in sicurezza
TESTO: Al via il grande esodo per le vacanze estive. Il traffico è intenso ma generalmente scorrevole sui circa 32 mila chilometri di rete stradale e autostradale gestiti da Anas (Gruppo FS Italiane). Viabilità Italia prevede per oggi «bollino rosso». Le tratte interessate dai maggiori flussi di traffico sono, in direzione sud, le principali direttrici verso le località di villeggiatura ovvero le dorsali adriatica, tirrenica e jonica. Al nord, traffico sostenuto ai valichi internazionali di confine. Nei punti nevralgici della rete stradale e autostradale il personale Anas ha monitorato costantemente la circolazione per prevenire qualsiasi disagio. A partire dal tardo pomeriggio di oggi, domenica 31 luglio, si prevede, inoltre, un consistente flusso di traffico in aumento in prossimità dei centri urbani per via dei rientri del fine settimana. Il traffico riguarderà in particolare i principali itinerari turistici: la A2 «Autostrada del Mediterraneo» che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali 106 Jonica e 18 Tirrena Inferiore in Calabria; le autostrade A19 Palermo-Catania e A29 Palermo-Mazara del Vallo in Sicilia; la strada statale 131 Carlo Felice in Sardegna; la strada statale 148 Pontina nel Lazio, arteria particolarmente trafficata che insieme alla SS7 «Appia» assicura i collegamenti tra Roma e le località turistiche del basso Lazio; l’Itinerario E45 (SS675 e SS3 bis) che interessa Umbria, Toscana, Emilia Romagna e collega il nord est con il centro Italia; le direttrici SS1 Aurelia (Lazio, Toscana e Liguria), SS16 Adriatica (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto).
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TITOLO: Civitanova, la vita in bilico di Ferlazzo tra Tso, droga, psicofarmaci. La madre: provo dolore per la vittima
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OCCHIELLO: La madre dell’assassino di Alika: è sempre stato un ragazzo difficile. Elena, la fidanzata: non pensavo arrivasse a tanto
TESTO: Il disturbo borderline ti fa passare in un attimo dall’essere tranquillo ad improvvisi impulsi di aggressività, è una sindrome che ti rende intollerante ai fattori stressanti. Una bomba a orologeria col timer innescato. Eppure negli ultimi mesi Filippo Ferlazzo sembrava un uomo nuovo, Elena l’aveva aiutato anche a trovare lavoro in un’azienda di Civitanova Alta che produce lame e stampi metallici. Il sogno di una vita finalmente normale è franato di fronte a un pretesto banale, la semplice insistenza di un venditore ambulante. L’ha seguito, colpito e finito a mani nude. Anche la madre Ursula, che pure conosceva i suoi tormenti, dice adesso: «Non avrei mai pensato che potesse arrivare a tanto. Mi dispiace per quella famiglia». Ma resta sempre la madre: «Sono molto preoccupata adesso che si trova in carcere».
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TITOLO: Siccità, le città senza fiumi: dal Brenta al Tevere i corsi d’acqua prosciugati
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OCCHIELLO: Il Bacchiglione senz’acqua a Padova. Il Tevere che, con la portata ridotta, restitusce le antiche vestigia del Ponte Neroniano. E il cuneo salino non riguarda più solo il Po
TESTO: Il Sangone, torrente solitamente rigoglioso di 47 chilometri che scende nell’omonima valle (tra la Val di Susa e la Val Chisone) per confluire nel Po, quasi non esiste più. Stessa cosa per Trebbia ed Enza, che scendono dall’Appennino attraversando il Piacentino (il primo) e il Parmense e il Reggiano (il secondo). Il Reno (siamo in Romagna) è così basso che le autorità hanno sospeso il servizio di traghetto che collega Ravenna e Argenta. Poi il cuneo salino: del Po sappiamo che la risalita-record è di circa 40 chilometri, ma il gravissimo problema, che può portare all’«avvelenamento» delle falde potabili, riguarda anche — è il recente allarme dell’Anbi, l’autorità dei consorzi di bonifica — i tratti terminali della gran parte dei corsi settentrionali: Brenta, Adige, Tagliamento e Livenza.
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TITOLO: Omicidio a Civitanova Marche, così Giuseppe Ferlazzo ha ucciso Alika Ogorchukwu. La sua agonia durata 4 minuti
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OCCHIELLO: Macerata, protestano gli amici nigeriani. Il fermato si scusa
TESTO: CIVITANOVA MARCHE (Macerata) - Quattro minuti di agonia. Quattro interminabili minuti in cui Alika Ogorchukwu è rimasto in balia della furia di Filippo Ferlazzo, che l’ha prima colpito con la stampella che gli aveva tolto di mano, poi una volta a terra lo ha picchiato e schiacciato «a mani nude», fino a soffocarlo. Una morte terribile, scatenata da un pretesto futile, la richiesta insistente di comprare qualche fazzolettino o di dare una moneta. «Una reazione abnorme» osserva il capo della Mobile di Macerata Matteo Luconi che sta conducendo le indagini coordinate dal procuratore Claudio Rastrelli. I poliziotti hanno ricostruito la scena grazie alle cinque testimonianze raccolte ma anche alle immagini di una telecamera della polizia locale e di un video girato con il telefonino da una ragazza.
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TITOLO: Riccione, due sorelle investite dal treno. Un testimone: «Ho parlato con una di loro, non era in sé»
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OCCHIELLO: Le vittime avevano 15 e 17 anni. Il barista della stazione: «Quando ho capito cosa volessero fare ho urlato, tutti dietro di me hanno gridato, poi ho sentito il fischio fortissimo del treno e una botta tremenda. Poi non ho capito più nulla»
TESTO: «Stavo caricando il distributore delle bibite, erano circa le 6.30 quando mi si è avvicinata una bellissima ragazza vestita di nero che mi chiede qualcosa ma ho subito capito che non era in sé — ha detto all’Agi di Pietro, gestore del bar della stazione di Riccione — e mi ha detto che non aveva soldi e che le avevano rubato il telefonino. Successivamente si è allontanata di due metri e si è incontrata con un’altra ragazza vestita di verde e con gli stivali in mano quando all’improvviso si sono dirette al binario 2 dove era fermo il treno per Ancona. Quando ho capito cosa volessero fare ho urlato, tutti dietro di me hanno urlato, poi ho sentito il fischio fortissimo del treno e una botta tremenda. Poi non ho capito più nulla, tutti urlavano».
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TITOLO: Porto Cervo, yacht di 21 metri finisce sugli scogli: un morto e 6 feriti
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OCCHIELLO: L'imbarcazione è finita sugli scogli davanti alla località della Costa Smeralda. La vittima sarebbe l’armatore. I feriti sono stati soccorsi, due sono gravi
TESTO: Uno yacht di 70 piedi, circa 21 metri, è finito sugli scogli al largo di Porto Cervo: il bilancio è di un morto e sei feriti. La vittima è un uomo inglese di 63 anni, forse l'armatore della barca. È stato recuperato vivo ma incosciente dagli uomini della guardia costiera di Olbia e Porto Cervo, ma è morto subito dopo i soccorsi. A bordo in tutto 7 persone, compresa la vittima. Gli alti 6 feriti sono stati sbarcati a Porto Cervo e assistiti sul posto dai medici del 118 di Arzachena e Porto Cervo. Due sono in gravi condizioni e sono stati trasferiti in ospedale con codice rosso.
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TITOLO: Ornella Muti: «Mia madre mi suggerì l’aborto, avevo 18 anni e rifiutai: così è nata mia figlia Naike»
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OCCHIELLO: L’attrice: «Il nome d’arte? Mai piaciuto. So che alcuni registi mi hanno scelta soltanto per l’aspetto fisico»
TESTO: Abbiamo parlato di bellezza. E che dire degli anni che passano? Ha mai pensato alla chirurgia estetica? «Il cammino esistenziale è una parabola e occorre farsene una ragione. Ovviamente cerco di mantenermi, faccio yoga facciale, rispetto una dieta seria, ma non è facile stare al passo col tempo che passa. Lo confesso, a volte non mi piaccio, sono molto esigente con me stessa, ma questa sono e non ci posso fare niente. .. Comunque, sdoganerei la chirurgia: tutti, donne e uomini, dicono che non si sono mai ritoccati, ma diamoci una calmata, e chi se ne importa se ti sei ritoccata. Nel mondo di oggi siamo bene o male tutti sempre esposti: bisogna essere perfetti ed è inutile far finta che l’aspetto esteriore non conti, conta eccome! Oltretutto la vita si è molto allungata e questo, diciamo, non aiuta. Non temo la vecchiaia, mi spaventa la malattia. L’importante è seminare bene gli affetti: io ho i figli e dei nipoti meravigliosi che, per fortuna, quando mi sveglio la mattina non mi dicono: “Nonna, oggi c’hai un occhio gonfio”. Ti abbracciano, Ti baciano, Ti accolgono per quella che sei. Loro sono un autentico regalo».
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TITOLO: Davanti al gip l’omicida di Alika «ha chiesto scusa. Nessuna motivazione razziale»
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OCCHIELLO: Convalidato l’arresto di Ferlazzo. La famiglia del nigeriano ucciso a Civitanova: «L’omicida aveva un tutor, perché non era vigilato?». Gara di solidarietà per la vedova del nigeriano
TESTO: L’autopsia sul corpo dell’ambulante nigeriano verrà eseguita domani all’ospedale di Civitanova e dovrà chiarire cosa ne ha causato la morte, se i colpi inferti da Ferlazzo con la stampella dopo avergliela strappata di mano, oppure le botte ricevute a mani nude. Una reazione brutale e spropositata, soltanto perché Alika aveva chiesto forse con troppa insistenza di vendergli qualcosa. Intanto, per sgombrare il campo dalle polemiche sulla presunta indifferenza, Civitanova si mobilita per mostrare in pieno il suo volto solidale. Venerdì pomeriggio, mentre si consumava il massacro su Corso Umberto I, è vero che il killer poteva essere fermato, ma ad assistere all’aggressione c’erano solo quattro persone, non una folla. Tra loro una ragazza moldava di 28 anni che ha ripreso tutto col telefonino e gli investigatori l’hanno già ringraziato per il contributo alla ricostruzione della dinamica. E gli altri tre, due anziani e un impiegato dell’ufficio dogane, chiamavano aiuto e gridavano «Fermati» a Ferlazzo.
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TITOLO: Il meteo di domani, 2 agosto: torna il grande caldo. «Attese punte di 40 gradi»
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OCCHIELLO: L’avanzata dell’anticiclone africano raggiungerà prima le regioni centrali, quindi quelle settentrionali e infine le meridionali. L’esperto: «Temperature roventi la prima settimana di agosto»
TESTO: Il caldo parzialmente più attenuato, con aria meno calda che ha temporaneamente raggiunto anche le regioni meridionali, avrà vita breve: le temperature in settimana sono infatti destinate di nuovo a risalire. Il graduale ritorno dell’Anticiclone Nord-africano e dell’aria molto calda che lo contraddistingue riporterà di nuovo condizioni di caldo intenso con massime che già a metà settimana saranno diffusamente intorno ai 35 gradi e con punte prossime ai 40 nelle zone interne. Farà più caldo già da oggi — affermano i meteorologi de Ilmeteo. it —, ma l’escalation delle temperature comincerà mercoledì e culminerà tra giovedì e domenica. «La breve tregua temporalesca e fresca della notte di venerdì 29 luglio è stata solo effimera, già nei giorni successivi le temperature si sono alzate e in prospettiva c’è una nuova ondata di caldo estremo — spiega il meteorologo Marco Castelli —. I centri di calcolo dicono che a partire da oggi e per la prima settimana di agosto potremmo assistere a una nuova ennesima fiammata africana, ma probabilmente stavolta durerà poco, al massimo una settimana prima di una potente crisi dell’estate». Il sole sarà prevalente in tutte le regioni e soltanto sulle Alpi del Triveneto, specie sui settori di confine, potranno verificarsi, dal tardo pomeriggio, occasionali brevi rovesci o veloci temporali di calore. L’avanzata dell’anticiclone africano raggiungerà prima le regioni centrali, quindi quelle settentrionali e infine le meridionali.
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TITOLO: Caso Mario Biondo: per il giudice il cameraman fu ucciso. «Ma sarà impossibile sapere chi è stato»
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OCCHIELLO: Il 31enne, marito della nota giornalista spagnola Raquel Sanchez Silva, venne trovato morto il 30 maggio del 2013 a Madrid. Per anni si è pensato ad un suicidio. La madre: «Finalmente la verità, hanno voluto coprire qualcuno»
TESTO: «Gli elementi che si traggono dal fascicolo del pubblico ministero ad avviso del giudice smentiscono la tesi suicidiaria e lasciano pensare che Mario Biondo fu ucciso da mani rimaste ignote e successivamente collocato in una posizione atta a simulare un suicidio», scrive il gip Nicola Aiello nel provvedimento di archiviazione, escludendo anche che il ragazzo avesse assunto cocaina e che fosse morto al culmine di una pratica autoerotica. «Pur essendo rintracciabile dal fascicolo del pubblico ministero numerosi segmenti probatori che depongono per la tesi omicidiaria, — spiega — la distanza di tempo dai fatti da cui si procede ha di fatto pregiudicato la possibilità di svolgere delle indagini che avrebbero potuto consentire di individuare gli autori dell’ipotizzato omicidio». Ma all’impossibilità di dare un nome all’assassino di Mario non si rassegna la famiglia Biondo che ha sempre escluso che il giovane si sia tolto la vita e che, tramite il suo legale, l’avvocata Carmelita Morreale, rivolge un appello alle autorità italiane affinché chiedano ufficialmente alla Spagna di riaprire il caso.
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TITOLO: Anatoly Chubais ricoverato a Olbia: era in vacanza in Sardegna. Ipotesi avvelenamento per l’ex consigliere di Putin
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OCCHIELLO: L’ex collaboratore di Putin vittima di un improvviso «disturbo neurologico». A marzo si era dimesso da ogni incarico e aveva lasciato la Russia in dissenso con l’invasione dell’Ucraina
TESTO: L’ex consigliere del presidente russo Vladimir Putin, Anatoly Chubais, è stato ricoverato in ospedale a Olbia per un improvviso malore. Secondo alcune voci si trovava in vacanza in Costa Smeralda e ora versa in gravi condizioni. La diagnosi parla di «sindrome neurologica». La notizia è stata annunciata dalla Associated Press che parla di ricovero «in un ospedale europeo» senza specificare quale. Anche l’agenzia Tass conferma la notizia aggiungendo che l’ex politico si trova ricoverato in un reparto di terapia intensiva. Ksenia Sobchak, personaggio televisivo russo e amico di famiglia di Chubais, ha scritto su Telegram di aver parlato con la moglie di Chubais. La donna ha spiegato che l’ex collaboratore di Putin è stato colpito della sindrome di Guillain-Barre, malattia del sistema nervoso conseguente a un’infezione. I sintomi sono un indebolimento dei muscoli e perdita di riflessi. Il quotidiano britannico Daily Mail adombra invece l’ipotesi che si tratti di un caso di avvelenamento.
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TITOLO: Giulia e Alessia Pisanu, travolte dal treno a Riccione: quel legame inscindibile e la passione per il ballo
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OCCHIELLO: La più grande scriveva: penso che lei sia la mia ragione di vita
TESTO: Alessia e Giulia erano appena uscite da una discoteca. Erano le sei e quaranta di ieri mattino quando il Frecciarossa le ha investite alla stazione di Riccione mentre attraversavano i binari. Un paio di stivali, un cellulare, uno spolverino verde e ciò che restava di due corpi dilaniati: è lo scenario di una grande tragedia che ha lasciato sotto choc un’intera comunità. La casa, una villetta. Con giardino. Alessia e Giulia vivevano lì con i genitori e una sorella più grande a Castenaso, un comune in provincia di Bologna. Il papà Pier Paolo Pisanu (ma le figlie si facevano chiamare Pisano), non si dà pace. Non ce la fa. Chi lo ha visto ne parla come di un uomo assente. Spezzato. Costretto a vedere il video degli ultimi istanti delle loro figlie riprese dalle telecamere della stazione. Ancora insieme. Qualche istante prima di morire. Del resto Alessia e Giulia hanno condiviso tutto nella loro vita. Sempre.
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TITOLO: L’Excelsior al Lido di Venezia in mani inglesi: 100 milioni per l’albergo di re e star del cinema; 190 camere al De Bains
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OCCHIELLO: Venduto per 100 milioni a un maxi gruppo britannico il celebre hotel nato nel 1908 che ospitò Winston Churchill, i duchi di Windsor, Marlene Dietrich, Ingrid bergman e molti altre star del Festival del Cinema. Per l’hotel di Morte a Venezia c’è un piano di ristrutturazione che attende il sì delle banche, o sarà venduto
TESTO: Nel 2015 Coima ha rilevato il fondo Lido di Venezia II dopo che il precedente gestore Est Capital SGR è stato dichiarato insolvente e posto in amministrazione straordinaria dal Ministero delle Finanze italiano. L’accordo è giunto con un onere di debito non pagato per complessivi 137 milioni di euro, di cui 92 milioni di euro relativi all’Excelsior e 45 milioni di euro al Des Bains. Coima ha ristrutturato l’Excelsior, il vicino Palazzo Marconi e le spiagge di fronte alla proprietà, per le quali ha ottenuto un’ulteriore licenza di 20 anni. Nel Dicembre 2016, il gruppo inglese L+R ha acquisito la gestione dell’hotel attraverso un piano di ricapitalizzazione in collaborazione con Coima. L’attuale vendita dell’Hotel Excelsior consentirà il rimborso integrale dei 92 milioni di euro di finanziamenti inizialmente concessi da Intesa San Paolo e Unicredit cancellando il debito esistente. L+R continuerà a gestire l’hotel e completerà i piani di riqualificazione in corso.
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TITOLO: Incidente a Riccione, «una delle due sorelle era seduta sui binari, l’altra voleva salvarla»
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OCCHIELLO: Riccione, investite all’alba da un treno dell’Alta Velocità. Il testimone: abbiamo urlato, poi una botta terribile
TESTO: Stazione ferroviaria di Riccione, metà mattinata. La cassiera del bar sta raccontando alla telecamera di Corriere Tv la scena terribile alla quale ha assistito qualche ora prima, ma a un tratto si ferma. Piange e basta. Quelle giovani erano due sorelle, Giulia e Alessia Pisanu, 16 e 15 anni. Travolte e uccise dal treno ad alta velocità diretto a Milano. Con i resti sparsi per circa 700 metri lungo la massicciata l’identificazione è stata possibile solo grazie a un cellulare fracassato, trovato dalla polizia lungo i binari, intestato alla ditta del padre, Pier Paolo, titolare di un’azienda di trasporti a Castenaso, nel Bolognese, dove vive con la famiglia. Nel pomeriggio l’uomo — accompagnato da amici, devastato— ha riconosciuto le figlie, le cui spoglie sono state portate all’obitorio di Riccione. Non è chiaro perché Giulia e Alessia si siano trovate sul binario 1 della stazione pochi istanti prima del transito del Frecciarossa (a tutta velocità perché non era prevista la fermata) il cui macchinista ha detto alla Polfer di averle viste distintamente, frenando e azionando fari e sirena.
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TITOLO: La forza di Ambrosoli in quella poesia che scrisse da ragazzo
DATA:
OCCHIELLO: Walter Veltroni racconta l’avvocato assassinato da un killer di Sindona
TESTO: «Anna carissima, è il 25.2.1975 e sono pronto per il deposito dello stato passivo della B. P.I. (Banca Privata Italiana, ndr) atto che ovviamente non soddisferà molti e che è costato una bella fatica. Non ho timori per me perché non vedo possibili altro che pressioni per farmi sostituire, ma è certo che faccende alla Verzotto e il fatto stesso di dover trattare con gente di ogni colore e risma non tranquillizza affatto. È indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il Paese. Ricordi i giorni dell’Umi (Unione Monarchica Italiana, ndr), le speranze mai realizzate di far politica per il Paese e non per i partiti: ebbene, a quarant’anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non per un partito. Con l’incarico, ho avuto in mano un potere enorme e discrezionale al massimo ed ho sempre operato — ne ho la piena coscienza — solo nell’interesse del Paese, creandomi ovviamente solo nemici. ..Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto [. ..] Abbiano coscienza dei loro doveri verso sé stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il Paese, si chiami Italia o si chiami Europa. Riuscirai benissimo, ne sono certo, perché sei molto brava e perché i ragazzi sono uno meglio dell’altro [. ..] Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la caverai sempre e farai come sempre il tuo dovere costi quello che costi. ..».
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TITOLO: Sparatoria in centro a Pescara, un morto e un ferito grave
DATA:
OCCHIELLO: L’allarme da una dipendente del locale. I due aggressori in fuga
TESTO: Erano le 19,30 di ieri. Secondo le prime testimonianze un uomo a bordo di uno scooter con il casco integrale si è avvicinato al tavolo dove erano seduti due uomini, vittime dell’agguato, e ha cominciato a sparare. Uno è morto sul colpo. L’altro, il ferito grave, è caduto a terra colpito al volto da almeno due proiettili. Lo hanno visto alzarsi, coperto di sangue, e poi ricadere. È in gravissime condizioni. In serata è stato operato. L’aggressore è poi fuggito. L’uomo ucciso si chiamava Walter Albi, 66 anni, e risulta essere iscritto all’albo degli architetti. Il ferito grave è Luca Cavallito, 48 anni, ex calciatore con precedenti penali. Una ulteriore ricostruzione dei testimoni conferma che a sparare è stata una sola persona giunta in moto: parlano di un braccio che spunta da alcune piante sul lato di via Ravasco e di una mano fermissima che spara almeno sei colpi. L’uomo col casco integrale sarebbe poi fuggito per via Vittorio Veneto sulla moto di grossa cilindrata.
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TITOLO: L’Excelsior al Lido di Venezia in mani inglesi: 100 milioni per l’albergo di re e star del cinema; 190 camere al De Bains
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OCCHIELLO: Venduto per 100 milioni a un maxi gruppo britannico il celebre hotel nato nel 1908 che ospitò Winston Churchill, i duchi di Windsor, Marlene Dietrich, Ingrid bergman e molti altre star del Festival del Cinema. Per l’hotel di Morte a Venezia c’è un piano di ristrutturazione che attende il sì delle banche, o sarà venduto
TESTO: Coima ha dichiarato: «In considerazione delle attuali condizioni dell’Hotel Des Bains, e avendo completato con successo il rimborso dei crediti bancari relativi all’Hotel Excelsior, Coima SGR ritiene indifferibile l’inizio della le opere di riqualificazione e tutela della struttura storica del Des Bains, che possono essere perseguite attraverso il piano di ricapitalizzazione, se approvato in tempi brevi dal mondo bancaria o, in alternativa, attraverso un processo di vendita che inevitabilmente richiederà più tempo e la valorizzazione dell’asset». L’iniezione di liquidità di Coima dovrebbe convincere gli istituti di credito a credere nella fattibilità della riqualificazione. Un’attività che si accompagna alla scelta del nuovo gestore dell’hotel e della spiaggia, dopo che sono arrivate 15 offerte da parte di alcune «tra le più prestigiose catene internazionali». L’operatore selezionato collaborerà alla progettazione dei lavori, che porteranno fra l’altro alla realizzazione delle citate 190 camere, al restauro dei saloni monumentali e all’ammodernamento dello stabilimento balneare, secondo «un principio di conservazione e recupero dell’esistente». Dunque l’obiettivo è di guarire una volta per tutte il malato eccellente del Lido, sperando che non faccia la fine che scelse per sé Il paziente inglese, altra pellicola registrata al des Bains. Ma i grandi capitali stranieri non staranno certamente a guardare.
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TITOLO: Morto in Spagna, la verità dopo 9 anni: «Indagini sbagliate, Biondo fu ucciso»
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OCCHIELLO: Il gip e il mistero del cameraman siciliano morto: «Killer impuniti». La madre: «Mio figlio aveva scoperto qualcosa, hanno avuto fretta di chiudere l’inchiesta»
TESTO: PALERMO — L’ultimo capitolo di un giallo lungo nove anni lo scrive il gip di Palermo che mette nero su bianco quello che i familiari di Mario Biondo, giovane cameraman palermitano trovato morto impiccato alla libreria della sua casa di Madrid, il 30 maggio del 2013, dicono da sempre: non fu suicidio. Dopo due autopsie, diverse consulenze medico-legali e complicatissime indagini informatiche, per la prima volta un giudice dà ragione alla madre di Mario che ha sempre escluso che il figlio si sia tolto la vita. «Non si è ucciso, non era drogato, non è morto durante un gioco erotico. Non sappiamo chi lo abbia ammazzato, ma almeno gli abbiamo ridato dignità», dice Santina Biondo il giorno in cui, pur archiviando l’inchiesta ancora a carico di ignoti, un magistrato parla espressamente di omicidio.
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TITOLO: Processo Depp-Heard, diffuse su Twitter le prove scartate dalla giudice
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OCCHIELLO: Dalle ricette per i farmaci contro la disfunzione erettile dell’attore alle foto nude della ex compagna, i documenti pruriginosi ritenuti non determinanti per il verdetto. Secondo il New York Post, Heard rischia la bancarotta
TESTO: Tecnicamente, il processo Depp contro Heard (causa civile CL-2019-2911, «John C. Depp, II v. Amber Laura Heard», County Circuit Court di Fairfax, Virginia) è stato celebrato dall’11 aprile al 1 giugno 2022. Mediaticamente, pare destinato a non finire mai. Non è bastato il verdetto, clamoroso, che ha condannato entrambi per diffamazione: lei a versare un risarcimento di 15 milioni di dollari (ridotti a 10 milioni e 350mila) e lui a un risarcimento di 2 milioni. La legge della Virginia, in nome della trasparenza, permette dopo il verdetto della giuria di desecretare le carte – presentate dalle parti – che il giudice aveva ritenuto per vari motivi inammissibili. Un’avvocata e commentatrice (su Twitter) del processo, apertamente schierata con il «Team Johnny», ha pagato (tramite crowdfunding) i circa tremila dollari necessari per le spese di cancelleria (50 cent a pagina) e ha così ottenuto le oltre 6600 pagine, digitalizzate in 48 file in formato. pdf che hanno in queste ore ravvivato l’agosto delle opposte fazioni di tifosi, tornando a riaccendere la pira sulla quale far ardere l’effigie della «celebrity» nemica.
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TITOLO: Pescara, in un video tutta la sparatoria: «Quattro colpi a centro, è stata un’esecuzione»
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OCCHIELLO: Walter Albi, 66 anni, è morto centrato da un colpo alla fronte. Luca Cavallito, 48 anni, aveva trascorsi di calciatore e precedenti per spaccio di stupefacenti. Dopo averli colpiti il killer ha rubato loro i cellulari
TESTO: Walter Albi era diventato architetto alla fine degli anni Ottanta, dopo la laurea presa all’Università D’Annunzio (era iscritto all’albo di Pescara). Nato a Chieti, aveva uno studio a Francavilla, citta nella quale si era trasferito nel 2018, ma la sua vita professionale si è svolta quasi sempre a Pescara, dove ruotavano gli interessi, le commesse dei lavori pubblici (ha svolto incarichi come consulente tecnico anche per il Tribunale). Tra i vari progetti seguiti, quello di una strada nel territorio di Ortona (Chieti). Di recente aveva ricevuto un incarico dal Comune di Pescara come direttore dei lavori: un cantiere per la manutenzione straordinaria delle coperture delle case popolari, dove si è occupato anche della contabilità degli appalti. A Francavilla era conosciuto come un grande sportivo appassionato di corsa, un uomo stimato, un professionista serio. Almeno questa era la reputazione che di lui si aveva nella cittadina.
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TITOLO: Zanardi, incendio nella villa di Noventa Padovana. L’ex pilota trasferito a Vicenza
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OCCHIELLO: A prendere fuoco potrebbe essere stato l’impianto fotovoltaico. Si stanno accertando gli eventuali danni ai macchinari che assistono l’ex pilota di Formula 1 dopo l’incidente del giugno 2020
TESTO: - Alex Zanardi è tornato a casa, l’annuncio della moglie; - Come sta Zanardi: il recupero, gli esercizi alle braccia, la logopedista, la nuova carrozzina; - Il medico che salvò Zanardi: «Troppo ottimismo prima, ora non disperare»; - Il medico di Zanardi: «Sarà una scalata dura come l’Himalaya»; - Zanardi, il figlio Niccolò: «Papà ce la farà, ne sono sicuro, io e mamma gli parliamo»; - Alex Zanardi operato di nuovo alla testa: «Condizioni stabili ma gravi»; - Zanardi, nuova operazione: intervento al volto per 5 ore, è il terzo dopo l’incidente; - «Zanardi grave ma è stabile». Perizia sulla handbike; - Alex Zanardi: il piede di Hamilton e la filosofia di vita. Le sue frasi celebri; - Zanardi, la dinamica dell’incidente e la sua handbike ;
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TITOLO: Una nuova straordinaria foto dal James Webb Space Telescope: la galassia Ruota di Carro
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OCCHIELLO: A 500 milioni di anni luce da noi, per gli astronomi la sua struttura a doppio anello e con i raggi come quelli di una ruota era finora un mistero
TESTO: Venne scoperta nel 1941, con un diametro di 150 mila anni luce è un po’ più grande della nostra Via Lattea. Jwst ha rivelato nuovi dettagli sulla formazione stellare e sul buco nero centrale. Accanto alla Ruota di Carro si notano altre due galassie a spirale. La strana forma con quelle che sembrano raggi della ruota di un carro è probabilmente dovuta alla collisione con un’altra galassia più piccola avvenuta milioni di anni fa. Si sono formati due anelli: uno più centrale e brillante e un altro esterno. Entrambi si espandono dal centro della collisione formando quelli che gli astronomi chiamano «anelli galattici», una struttura poco comune rispetto alle tradizionali galassie a spirali come la Via Lattea. Il nucleo centrale brillante contiene polvere a elevate temperature e giganteschi giovani ammassi stellari. L’anello esterno, che ha avuto circa 440 milioni di anni per espandersi, è dominato da supernove e stelle in formazione dovute proprio all’onda d’urto della fase espansiva.
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TITOLO: «Erano tutta la mia vita Lavoravo solo per loro»
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OCCHIELLO: Vittorio Pisanu, il papà di Giulia e Alessia, in casa distrutto dal dolore. Gli amici: erano unite
TESTO: Ma è difficile ora non pensare all’angoscia del padre chiamato dalle figlie pochi minuti prima — «Papà stiamo rincasando, prendiamo il treno» — che venissero travolte dal Frecciarossa. Stefano scuote la testa: «Io so solo che Vittorio era un uomo molto presente nella vita di Giulia e Alessia». Da un gruppetto di quattro o cinque giovani seduti a un tavolo, una ci tiene a dire che Vittorio andava regolarmente a prendere le ragazze fuori dalla discoteca a Bologna o in Riviera e «se non era lui era Stefania che delle volte andava con loro. Escludo nel modo assoluto che si siano suicidate». Ma l’altra sera? Sguardi perplessi. «Chissà, è estate. .. forse avranno chiesto il permesso di fare un po’ più tardi del solito. .. la scuola è finita. E da Riccione il treno per Bologna si prende comodamente».
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TITOLO: Omicidio Civitanova, Filippo Ferlazzo resta in carcere: «Ciò che ho fatto è la mia condanna»
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OCCHIELLO: Il giudice: «È violento, può uccidere ancora» e convalida il fermo per l’omicidio di Alike. Al vaglio la posizione della madre, sua tutrice legale.
TESTO: Il gip Bonifazi, però, nell’ordinanza con cui ha convalidato l’arresto per omicidio aggravato e rapina — quella del cellulare dell’ambulante — non sembra credergli. E scrive: «La legittima difesa viene contraddetta dalle testimonianze e dai video» e ci sarebbero anzi «evidenti gravi indizi di colpevolezza». Il Gip nelle 6 pagine di provvedimento lo descrive come un «soggetto violento e con elevata pericolosità sociale», che può uccidere ancora, con un «impulso immotivato mostrato nel reagire» e invita le parti ad approfondirne il profilo psichiatrico in relazione al «disturbo bipolare» di cui si parla nelle cartelle cliniche prodotte dall’avvocata d’ufficio, Roberta Bizzarri. La sua storia di sofferenza psichica in effetti, è lunga: Tso a Salerno, la città d’origine, poi la presa in carico a fine aprile scorso presso il Csm di Civitanova e la decisione di nominare amministratrice di sostegno sua madre, Ursula Loprete, 50 anni, architetta molto nota a Salerno, candidata alle comunali un anno fa con una lista civica. «Mia madre mi ha partorito in Austria a 18 anni», ha raccontato ieri Ferlazzo, che sui social si faceva chiamare col nickname «Filippo Figo». E ancora: «Ho studiato all’Accademia di Belle Arti di Torino, mi piace dipingere e so suonare Beethoven al pianoforte…». «La tela per me è come un baratro dove rinchiudo i miei demoni», scrisse un giorno su Facebook.
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TITOLO: Gli animali e il caldo estremo: cosa fare per evitare il colpo di calore
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OCCHIELLO: Acqua, ombra e aria condizionata quando possibile ma anche passeggiate nelle ore più fresche. Come riconoscere i sintomi e intervenire tempestivamente
TESTO: Se l’animale domestico sviluppa segni di colpo di calore, il trattamento precoce è fondamentale, quando fa caldo è importante quindi controllarli regolarmente. Inizialmente, qualsiasi animale con un colpo di calore ansimerà e respirerà più rapidamente. Possono anche stancarsi, barcollare quando camminano o non avere l’energia per muoversi. Se non trattata, può evolvere in diarrea, vomito, adattamento, collasso e perdita di coscienza. A questo punto, il rischio di morte aumenta notevolmente. Il raffreddamento rapido è il modo migliore per abbassare la temperatura corporea. Inizia allontanandoli dalla fonte di calore, portandoli all’ombra e su una superficie fresca. In una vera emergenza, devono essere raffreddati con acqua ma se hanno perso conoscenza assicurati che la loro testa sia tenuta lontana dall’acqua. Evita di mettere oggetti sopra l’animale come asciugamani bagnati poiché possono presto fungere da isolante. Chiedere comunque consiglio a un veterinario il prima possibile: i ritardi nel trattamento possono rivelarsi mortali.
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TITOLO: Incidente a Riccione, l’ultima telefonata di Giulia e Alessia Pisanu al padre: «Tranquillo, ora torniamo»
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OCCHIELLO: Giulia e Alessia portate in stazione da un 24enne: «Erano stanche». Le indagini della Polizia ferroviaria propendono per un tragico incidente mentre attraversavano i binari. La Procura apre un fascicolo senza ipotizzare reati
TESTO: In quel momento, fermo nella banchina opposta, c’è un regionale diretto verso sud. Il binario 1 è invece vuoto, ma sta per arrivare un Frecciarossa che non prevede fermate ed è lanciato a piena velocità. I due macchinisti hanno testimoniato di aver visto la sagoma di una ragazza ferma davanti a loro e di aver azionato subito la tromba d’allarme. Questione di attimi. Giulia rimane lì in mezzo, qualcuno testimonia di averla vista guardare il treno che le viene addosso, altri che è rivolta dall’altro lato. Intanto anche Alessia è scesa sui binari, forse per avvertire la sorella del pericolo, forse capisce che ormai è troppo tardi e tenta di tornare indietro. Tutto inutile. È stato un lavoro straziante recuperare i resti delle due sorelle sparsi per centinaia di metri, domenica ci sono volute ore per capire chi fossero le vittime.
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TITOLO: Etna: un nuovo strumento ipertecnologico studierà il suo cuore
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OCCHIELLO: Gli spostamenti del magma, le grotte e i tunnel, i movimenti delle acque sotterranee potranno essere indagati grazie al gravimetro quantistico, per la prima volta al mondo applicato a un vulcano
TESTO: Daniele Carbone, ricercatore dell’Ingv-Oe e coautore dello studio, delinea sul piano tecnologico l’efficacia del sofisticato strumento hi-tech: «Anche in condizioni ambientali sfavorevoli, è stato possibile rilevare piccole variazioni di gravità su scale temporali diverse, che riflettono ridistribuzioni di massa profonde legate alla dinamica del vulcano». Attraverso lo studio delle «ridistribuzioni di massa profonde», si può studiare il funzionamento interno dei vulcani, le loro dinamiche interne. E non è tutto. Le variazioni del campo gravitazionale terrestre possono rivelare utili informazioni sulle caratteristiche del sottosuolo: dalla presenza di tunnel e grotte alla dinamica delle acque sotterranee e del magma. «I risultati — osserva Jean Lautier-Gaud, della divisione iXblue Quantum Sensors e coautore della pubblicazione scientifica — confermano le possibilità operative dei gravimetri quantici e aprono nuovi orizzonti per l’applicazione della gravimetria in geofisica. Questo eccezionale risultato è anche la chiara dimostrazione della maturità delle tecnologie basate su atomi freddi. Ci si può aspettare un impatto molto più ampio nel campo dei computer quantistici ad atomi neutri e della comunicazione quantistica a lunga distanza».
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TITOLO: Porto Cervo, yacht sugli scogli: la vittima amico della famiglia reale inglese. I soccorsi dalla barca di Berlusconi
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OCCHIELLO: L’incidente a Porto Cervo. L’armatore sarebbe deceduto per infarto perdendo il controllo del natante: originario della Germania, era un uomo d’affari legato alla Corona
TESTO: Kronsbein è amministratore delegato di una società che produce apparecchiature e componenti filtranti, ma è attivo anche nel settore immobiliare. Domenica si è imbarcato sul Magnum — che batte bandiera italiana — e ha chiesto al comandante di fare rotta verso l’arcipelago della Maddalena. Al ritorno, superata l’imboccatura di Porto Cervo, «Amore» procedeva a velocità sostenuta e non ha rallentato, pare, neanche all’approssimarsi dello stretto passaggio fra la costa e l’isolotto delle Rocche, così chiamato perché proprio nel mezzo del tratto di mare (meno di 70 metri) affiorano scogli, ben segnalati da un’asta. A fianco dello yacht altre barche. Il comandante ha forse tentato una manovra per evitare la collisione, ma è finito sulle rocce. Nell’impatto Kronsbein è stato scaraventato in acqua. Ripescato, non sembrava ferito gravemente ma aveva perduto conoscenza. Sul molo di Porto Cervo un’équipe medica del 118 ha cercato invano di rianimarlo. Le altre persone a bordo di «Amore» sono state trasferite sul «Sweet Dragon», sbarcate e ricoverate a Olbia. La più grave a Sassari in codice rosso, ma non in pericolo di vita.
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TITOLO: Meteo, le previsioni di mercoledì 3 agosto: sole e caldo, temperature in aumento in tutta la penisola
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OCCHIELLO: Bollino rosso a Perugia e Palermo, giovedì si aggiungerà Bolzano. Su Alpi e Appennini possibili temporali locali per infiltrazioni di aria più fresca
TESTO: Mercoledì 3 agosto le temperature inizieranno ad aumentare sotto la spinta di una nuova ondata di calore in arrivo da Marocco e Algeria e che già ha interessato la penisola iberica (in Spagna già raggiunti i 42 gradi). Anche se saranno soltanto due (Perugia e Palermo) le città segnalate in bollino rosso dal ministero della Salute, alle quali giovedì si aggiungerà Bolzano. La giornata risulterà ampiamente soleggiata con clima caldo e temperature in ulteriore lieve aumento dappertutto; da segnalare soltanto qualche rovescio pomeridiano più probabile sui settori alpini occidentali e lungo l’Appennino. Nei prossimi giorni le temperature potranno tornare sui 35 gradi, con punte di 38 °C in pianura padana e nelle aree interne meridionali.
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TITOLO: Salvatore Aranzulla: «Risolvo ogni giorno problemi tech. Altrimenti mi annoio»
DATA:
OCCHIELLO: L’uomo che ha insegnato agli italiani a usare internet (e che fa più clic di Amazon)
TESTO: Voce delicata, sorriso esitante, Salvatore Aranzulla va a letto alle 22, si sveglia alle 7.10, fa una passeggiata «per pensare» e il resto del giorno lavora da casa. «Non mi piace essere riconosciuto». All’allestimento del suo attico nell’esclusiva cittadella di Citylife, a Milano, ha dato perciò «massima importanza»: «cinquanta punti luce», domotica da centomila euro, bottoni d’allarme in ogni stanza in memoria forse di vecchi attacchi di panico; un impianto che «cambia l’80% dell’aria ogni ora», guardie armate in giardino, uno scaffale di manga e sei di manuali di alta pasticceria, il suo hobby più longevo. Il più recente è la palestra: «Ho il 13% di massa grassa, sto lavorando per scendere a 12. Perfetti si è a 8%, ma alcune funzioni fisiche sono a rischio. Segno su una app le calorie», una volta monitorava anche l’alvo. Perché gli importa tanto? «Non mi piace lasciare andare le cose».
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TITOLO: Incidente a Riccione, i punti oscuri e le parole della mamma di Giulia e Alessia Pisanu: «Non me lo spiego, erano ragazze responsabili»
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OCCHIELLO: La donna tornata dalla Romania. Il padre: «Non volevo che andassero in discoteca, poi ho ceduto». I funerali aperti a tutti
TESTO: «Tante domande che rimarranno senza risposta. Erano due ragazze molto responsabili, non mi spiego» questa tragedia dice piangendo la mamma delle sorelle, Tatiana, rumena, separata da Vittorio da circa un anno, e rientrata ieri mattina, assieme a sua madre, da Bacau, dopo aver preso il primo volo disponibile. La donna, che parla per bocca del sindaco Carlo Gubellini, si è detta devastata da un «dolore immenso». Poi, prima di congedarsi, aggiunge: «Credo che le parole non possano descrivere ciò che provo dentro al cuore». Il primo cittadino intanto, «per volontà della famiglia», ha disposto che la cerimonia dei funerali sia aperta. «Vittorio e Tatiana ci tengono, sanno bene quanto Giulia e Alessia fossero benvolute, sanno bene che l’intera Castenaso è attonita, sgomenta e in lacrime per la loro perdita». La data delle esequie è ancora da stabilire: «Sono in contatto con la Procura: quando riconsegneranno le salme fisseremo il giorno al più presto».
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TITOLO: Dottoressa suicida dopo minacce no-vax: c’è un indagato
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OCCHIELLO: Lisa-Maria Kellermayr, 36 anni, si è tolta la vita venerdì scorso. Un uomo le aveva mandato mail con minacce di morte e di tortura dalla Germania. In migliaia lunedì a Vienna le hanno reso omaggio davanti alla cattedrale
TESTO: Kellermayr è stata trovata morta nel suo studio a Seewalchen am Attersee, nella regione dell’Alta Austria. Accanto al suo corpo sono state rinvenute tre lettere i cui contenuti non sono stati resi noti. Lunedì migliaia di persone si sono radunate per ricordarla davanti alla cattedrale di Santo Stefano a Vienna e per chiedere leggi più restrittive sulle minacce online. Anche il presidente austriaco, Alexander Van der Bellen, ha deposto un mazzo di fiori davanti allo studio viennese della dottoressa, che aveva chiuso a metà luglio dicendo che «era diventato impossibile proseguire il lavoro in condizioni normali». Kellermayr dopo le minacce aveva speso oltre 100 mila euro negli ultimi mesi in sistemi e personale di sicurezza affermando di non sentirsi abbastanza protetta dalla polizia e dallo Stato. Nel novembre 2021 i Querdenker, sostenitori tedeschi e austriaci della teoria del complotto sul Covid, hanno circondato una clinica dove lavorava a Wels impedendo alle ambulanze di entrare. La procura di Wels aveva aperto un procedimento contro un cittadino tedesco, ma era stato archiviato perché le autorità austriache sono state ritenute non competenti. Anche in Italia molti medici che si sono espressi a favore dei vaccini hanno ricevuto minacce.
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TITOLO: Palermo, giovane tedesca stuprata vicino al tribunale: è il terzo caso in Sicilia in poche settimane
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OCCHIELLO: La 25enne trasferita nel capoluogo per motivi di studio aggredita mentre tornava a casa. Identificato lo stupratore, un palermitano ripreso dalle telecamere di videosorveglianza e fuggito dopo la violenza
TESTO: È andata in ospedale in piena notte. Lividi sul volto, ecchimosi sulle gambe e sulle braccia. Ai medici ha detto di essere stata aggredita e stuprata. È il terzo caso di violenza sessuale su una giovane straniera accaduto in Sicilia nelle ultime settimane (ieri invece un caso identico a Firenze). Vittima, questa volta, una ragazza tedesca di 25 anni che da qualche mese si è trasferita a Palermo per motivi di studio. La giovane ha raccontato di essere stata avvicinata con una scusa da uno sconosciuto venerdì scorso, mentre tornava a casa, a due passi dal tribunale, nel centro della città. I medici hanno avvertito la polizia che ha interrogato la venticinquenne. Grazie alle sue indicazioni, gli agenti della sezione reati sessuali della Squadra Mobile sono riusciti a fare un identikit dello stupratore che, secondo indiscrezioni, sarebbe già stato identificato. Sarebbe un palermitano, fuggito subito dopo la violenza. I poliziotti hanno anche acquisito le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza che lo avrebbero ripreso mentre scappava.
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TITOLO: Caos voli, l’estate dei bagagli perduti: in Europa 3 milioni di valigie vaganti
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OCCHIELLO: Segnalazioni cinque volte superiori all’anno scorso. Negli aeroporti spuntano nuove aree di deposito. Le regole Ue: risarcimenti fino a 1.300 euro. Il caso dell’handling
TESTO: Per placare l’ira dei suoi passeggeri alcuni giorni fa la compagnia statunitense Delta Air Lines ha spedito a Londra Heathrow un Airbus A330, vuoto, per riportare a Detroit un migliaio tra trolley, attrezzatura sportiva e passeggini mai caricati nelle stive dei velivoli e «ostaggio» nello scalo britannico. A Edinburgo le valigie non ancora consegnate sono diventate così tante che l’aeroporto ha dovuto creare uno spazio apposito, all’esterno del terminal e a cielo aperto, pazienza se piove. Il capo della struttura di Francoforte, invece, ha consigliato di portarsi bagagli coi colori sgargianti così da riconoscerli subito. Mentre il presidente dell’Ente nazionale per l’aviazione civile Pierluigi Di Palma nell’intervista al Corriere domenica scorsa ha suggerito di viaggiare con solo il trolley a mano per evitare brutte sorprese.
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TITOLO: Gela, presidente antiracket indagato per truffa sui fondi alle vittime del pizzo
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OCCHIELLO: Renzo Caponetti, anni fa vittima di intimidazioni mafiose e volto storico delle battaglie contro le estorsioni mafiose sul territorio di Gela, è accusato di essersi intascato indebitamente quasi 400mila euro
TESTO: Una inchiesta, quella dei pm gelesi, nata da accertamenti disposti appunto sul denaro che l’ufficio del Commissario aveva dato a una serie di commercianti e imprenditori. È così che gli inquirenti hanno scoperto che l’attivista, che ricopre una carica anche nella storica Federazione Antiracket Italiana di Tano Grasso, aveva finto di aver subito un drastico calo di fatturato, che lo aveva costretto a chiudere la sua storica rivendita all’ingrosso di generi alimentari, a causa delle sue battaglie per la legalità. Il crack, ha sostenuto nel corso della istruttoria aperta dalla Prefettura a seguito della richiesta di contributo economico, sarebbe dipeso dalla sua attività nel contrasto alle estorsioni in una città difficile come Gela. Insomma, a dire del commerciante, i gelesi gli avrebbero voltato le spalle proprio per il suo impegno civico, portandolo al fallimento. Gli investigatori, che per mesi hanno sentito decine di testimoni tra i quali i clienti di Caponetti, però, non la pensano così: il mancato guadagno dell’impresa con l’ostilità ambientale non c’entrerebbe nulla. E a quel denaro il commerciante non aveva alcun diritto.
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TITOLO: Richiamati 33 bambini: vaccini Pfizer inoculati troppo tempo dopo lo scongelamento
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OCCHIELLO: Dalla Ausl di Pavullo nel Frignano per verificare il livello di anticorpi. Al momento nessuno di loro presenta problemi di salute
TESTO: Le famiglie di 33 bambini hanno ricevuto un richiamo da parte dell’Ausl del distretto sanitario di Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena. I loro figli devono presentarsi in ospedale per verificare il livello di anticorpi contro il Covid a causa dell’errata somministrazione del vaccino Pfizer avvenuta tra maggio e giugno. Lo riporta la Gazzetta di Modena. Il problema sarebbe sorto in merito ai tempi di conservazione del siero: ha scadenza di nove mesi e deve essere conservato a bassissime temperature e scongelato prima della somministrazione per essere poi tenuto a una temperatura di pochi gradi sopra lo zero. La casa farmaceutica indica che il farmaco può essere somministrato fino a otto settimane dopo lo scongelamento, ma solo se è stato sempre conservato alla corretta temperatura.
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TITOLO: Chubais ricoverato a Olbia: ipotesi di avvelenamento si allontana
DATA:
OCCHIELLO: L’ospedale resta in attesa di alcuni esami tossicologici per fugare i dubbi, anche la procura ha preso informazioni sul caso. L’ex collaboratore di Putin ha ancora gambe e volto parzialmente paralizzati
TESTO: Se così fosse perderebbe credito l’ipotesi di un avvelenamento che era circolata nelle prime ore successive al ricovero avvenuto nello scorso fine settimana mentre Chubais stava trascorrendo un periodo di vacanza in un resort della Costa Smeralda. Ksenia Sobchak, conduttrice televisiva e amica di famiglia ha confermato la notizia a proposito della diagnosi sul suo canale Telegram, postando anche una foto di Chubais nel letto d’ospedale. Secondo Sobchak il paziente soffre ancora di una parziale paralisi anche ai muscoli del volto. «Anatoly è ancora in terapia intensiva, le sue gambe e braccia non funzionano bene, i suoi occhi non si chiudono, ha una paralisi facciale parziale» racconta Sobchak, che precisa di aver appreso le notizie direttamente dalla moglie dell’economista. Il paziente non sarebbe più in pericolo di vita.
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TITOLO: Mario Biondo, la mamma del cameraman ucciso a Madrid: «Aveva saputo qualcosa di troppo»
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OCCHIELLO: La signora Santina e la verità sul figlio emersa dopo 9 anni, dall’autopsia mai fatta al computer ripulito: «Dalla Spagna solo bugie, era andato contro a qualcuno di potente»
TESTO: E invece furono trascurati degli aspetti? «Direi che è un eufemismo. Partiamo da un’autopsia mai fatta, visto che i medici che poi hanno riesumato il corpo di Mario su disposizione della magistratura palermitana hanno trovato il cranio e diversi organi intatti: segno che nessuno aveva fatto accertamenti seri. E questo non lo dico io, lo dicono i consulenti dei pm italiani. Ed è normale che le foto della scena del crimine siamo riusciti ad averle dopo anni? O che si sia scoperto tardi che il computer di Mario era stato ripulito? E cioè che erano stati cancellati ben 966 giga di dati? La moglie di mio figlio (la giornalista spagnola Raquel Sanchez, ndr), sentita dai magistrati, ha prima negato che qualcuno avesse toccato il pc dopo la morte del marito, salvo poi dire che il cugino, ingegnere informatico, ci aveva lavorato…Un lavoro approfondito visto che chi è intervenuto ha scritto sopra i vecchi dati rendendoli irrecuperabili».
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TITOLO: Donatella Rettore: «La mia prima volta? Con mio marito Claudio, 45 anni fa»
DATA:
OCCHIELLO: La cantante e Claudio Rego stanno insieme dal 1977, ma si sono sposati solo nel 2005. All’inizio si odiavano, poi lui rischiò la vita per raggiungerla in Puglia
TESTO: Ne racconta una? Claudio: «Alcuni anni fa, durante un concerto, tra il pubblico c’era un individuo che mostrava incessantemente a Donatella il dito medio. Premetto che io ho l’abitudine di suonare a occhi chiusi e che sul palco la mia postazione con la batteria è esattamente dietro di lei. A un tratto non sento più la sua voce, apro gli occhi e non è più davanti a me, dove dovrebbe essere. Sparita. Si era fiondata dal palco direttamente sulla folla per raggiungere il giovanotto. Il pubblico, che era dalla nostra parte, ha atteso che lei terminasse di “cecchinarlo” per poi ricatapultarla sul palco e terminasse il concerto come nulla fosse». Be’, decisamente un «Faccio da me». È così? Donatella: «Ma sono sempre stata così. Capite perché le suore del collegio di Asolo dove studiavo si mettevano le mani tra i capelli? ».
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TITOLO: Torna l'anticiclone africano, ma l’ondata di calore sarà meno intensa e più corta della precedente
DATA:
OCCHIELLO: Tra venerdì e sabato il picco con 38-40 gradi nelle zone interne del Centro-Nord. A Perugia e Palermo bollino rosso oggi e domani, venerdì anche Roma e 14 città in arancione. Già domenica alcuni temporali al Nord spezzeranno il caldo
TESTO: L’anticiclone africano torna in tutta la sua potenza almeno fino a sabato, con temperature che potranno raggiungere i 38-40 gradi nelle zone interne del Centro-Nord. Domenica possibili temporali al Nord con fenomeni localmente intensi, a tratti anche lunedì. Le temperature sono quindi tornate ad aumentare sotto la spinta di una nuova ondata di calore in arrivo da Marocco e Algeria che ha già interessato la penisola iberica (in Spagna raggiunti i 42 gradi) e andrà a coinvolgere Francia centro-meridionale, Svizzera, Austria e Germania meridionale. La notizia confortante è che questa ondata di calore sarà meno intensa e meno lunga rispetto alla precedente. In Italia sono soltanto Perugia e Palermo le città segnalate mercoledì e giovedì in bollino rosso (una in arancione mercoledì e tredici giovedì), alle quali venerdì si aggiungerà Roma in rosso (14 in arancione). Mercoledì e giovedì risulteranno giornate ampiamente soleggiate con temperature in ulteriore lieve aumento dappertutto; da segnalare qualche rovescio pomeridiano più probabile sui settori alpini occidentali e lungo l’Appennino.
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TITOLO: La rivalità? È un cliché Cibo e imprese, Parigi ci adora (se non si parla di calcio)
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OCCHIELLO: L’italiano fa chic, il massimo è la casa a Venezia. L’ex direttore del Figaro: i miei blitz in auto a Portofino
TESTO: Gli stereotipi resistono, anche quelli negativi, ma sono residuali. L’Italia gode in Francia di un soft power insospettato dagli italiani. «I personaggi di Lila e Lenù sono magnifici, a Napoli sono andato a visitare il Rione Luzzatti», mi dice entusiasta un amico francese a proposito dei luoghi dei libri e della serie di Elena Ferrante, ignaro che quello visto in tv era un set ricostruito a Caserta. Il presidente Emmanuel Macron parla spesso del suo amore per Napoli, nato quando al liceo conobbe la futura moglie Brigitte Trogneux studiando il teatro di Eduardo De Filippo. E il 24enne Sayyd El Alami, attore rivelazione nella serie Oussekine su Netflix, mi dice che sta per partire per un viaggio in Italia, «voglio imparare tutto della vostra cultura, e voglio imparare la vostra lingua. Il mio sogno è girare con Paolo Sorrentino». Poi c’è l’epopea di Gomorra di Roberto Saviano: il rapper JUL cita Gennaro, uno dei protagonisti, e i colleghi Sofiane e L’Algérino dedicano pezzi a Savastano, il capo clan. Dopo la Miami di Scarface e la Baltimora della serie The Wire, nell’immaginario dei rapper francesi è arrivata Napoli. Il punto non è che gli italiani vengono associati alla criminalità organizzata, perché non è più così (complice anche l’avanzata globale di narcos e mafie russe varie). Non è la camorra ma Gomorra, parte della cultura italiana, a essere influente nella cultura francese.
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TITOLO: Castagno dei Cento Cavalli: l’albero più vecchio (e più grande) d’Italia ha 2.200 anni
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OCCHIELLO: Si trova alle pendici del vulcano siciliano, una precedente stima indicava in 3-4 mila anni la sua età. Ora uno studio sul suo Dna ha stabilito una data più precisa
TESTO: Lo studio è stato realizzato dal Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura) e pubblicato su Forestry, rivista internazionale di ricerca forestale. Il Castagno dei Cento Cavalli ha un diametro medio di 18 metri (quasi 58 considerando i tre tronchi nei quali è suddiviso), è alto 22 metri e la sua chioma copre un’area di circa mille metri quadrati. Da tempo si cercava la certezza che i tre tronchi si fossero realmente originati per frammentazione da un unico fusto. Ora lo studio, coordinato da Angelina Nunziata, conferma l’uniformità genetica dei tronchi grazie a una tecnica innovativa di analisi del Dna estratto dalle foglie denominata Kasp e ottimizzata dal Crea nella sua sede di Caserta del Centro di olivicoltura, frutticoltura e agrumicoltura. Il risultato esclude l’ipotesi che i tre tronchi principali siano nati da castagne sorelle e avvalora l’idea che si siano invece originati dalla frammentazione radiale della stessa pianta.
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TITOLO: La gara con le mangiatrici di banane. «È un gioco», «Non sono sicura che a perdere siano le donne»
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OCCHIELLO: All’indomani della festa per soli uomini a Monteprato di Nimis che sta scaldando i social c’è chi, donne comprese, smorza la polemica. Maruska Albertazzi: «Chiudiamola lì, il sessismo lo combatti con le pari opportunità»
TESTO: Definita dagli organizzatori «un’innocente goliardata», la notizia della gara ha fatto nascere una petizione online per chiedere di cancellare un evento in programma da tre anni. Petizione caldeggiata anche da Patrick Zaki (una festa «inappropriata e inaccettabile», ha scritto su Twitter lo studente egiziano) e che ha raccolto oltre tremila firme. «Ieri molte hanno pensato (e accusato) che la petizione agli organizzatori di cancellare (e ripensare) la gara delle “mangiatrici di banane” intendesse limitare la libera scelta delle donne partecipanti o che fosse un giudizio su di loro — scrive ancora su Facebook Anarkikka —. La petizione nasce solo ed esclusivamente da una riflessione sul sessismo e su una sessualità che non è libera per nulla». «Chi partecipa a questa festa ha capito quale è il senso, che non è la celebrazione dell’essere uomo, dell’essere maschio in questa società. È proprio l’opposto — commenta invece uno dei partecipanti, Alberto Dose —. Noi ci auto prendiamo giro, noi, perché non è più considerabile una società che si regge in piedi solo grazie all’uomo. Deve esserci uguaglianza. Chi partecipa alle nostre gare lo fa per voglia di giocare. Non obblighiamo nessuno né ad accettarlo né a partecipare».
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TITOLO: «Vinti e vincitori»: arte e politica del corpo nel podcast «Accademia»
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OCCHIELLO: Nel progetto di lezioni audio lanciato da Solferino, quattro autori declinano uno stesso tema. Il terzo episodio, firmato da Tomaso Montanari, racconta la storia dell’arte attraverso un percorso originale e affascinante, quella dei corpi marginali
TESTO: Dopo i primi due episodi (il primo, della scrittrice fantasy Licia Troisi, dedicato ai mostri; il secondo, della studiosa dell’antichità Laura Pepe, sui corpi nell’antica Grecia), nel terzo, che gli abbonati a Corriere. it possono ascoltare qui, il docente di Storia dell’arte moderna Tomaso Montanari introduce i vinti e vincitori nell’arte: si va dai dipinti di Giotto a quelli di Ambrogio Lorenzetti, dalle opere di Donatello e Masaccio fino a Michelangelo; dal discusso monumento dei Quattro Mori di fine Cinquecento a Livorno ai capolavori di Caravaggio e di Lorenzo Bernini; dalla rappresentazione di uomini e donne non europei nell’arte dell’Illuminismo fino ai corpi proletari del Quarto Stato di Pelizza da Volpedo e al corpo martoriato dello statista Dc Aldo Moro monumentalizzato da William Kentridge, in un percorso che aiuta a leggere il nostro passato ma anche il drammatico presente dei più deboli, della guerra e delle sue vittime.
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TITOLO: Meteo, le previsioni del weekend: sabato il picco del caldo, domenica primi temporali al Nord
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OCCHIELLO: Domani allerta gialla per nubifragi in Alto Adige e tre città in bollino rosso, che sabato diventeranno 16. Dalla prossima settimana temperature più normali
TESTO: Venerdì 5 agosto saranno tre le città in bollino rosso per il caldo (Roma, Perugia e Palermo), alle quali sabato si aggiungeranno Torino, Milano, Brescia, Bolzano, Verona, Venezia, Trieste, Firenze, Viterbo, Latina, Rieti, Frosinone e Campobasso) per un totale di sedici città, a conferma del picco del caldo che sarà raggiunto proprio in corrispondenza dell’inizio del weekend e del grande esodo estivo. Già domenica, però, l’anticiclone africano entrerà in crisi, lasciando spazio a temporali e rinfrescate a iniziare dal Nord. Venerdì e sabato, quindi, ci sarà un’ulteriore espansione del cuneo di alta pressione con temperature 10-12 gradi superiori alle medie del periodo: l’ondata di calore investirà in modo intenso Francia (giovedì toccati i 40,5 gradi a Mornant), Germania e Svizzera (nuovo record giovedì a Ginevra con 38,3 °C). Anche in Italia vivremo una breve fortissima fiammata africana in estensione graduale dal Centro-Nord verso il meridione. La prossima settimana temporali e calo delle temperature potrebbero interessare quasi tutta l’Italia, soprattutto nel pomeriggio con un clima più sopportabile per alcuni giorni.
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TITOLO: Caldo, rider batte Glovo. Il giudice: «L’azienda fornisca acqua, sali minerali e creme solari»
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OCCHIELLO: Accolto il ricorso d’urgenza che un ciclofattorino siciliano aveva presentato il 27 luglio. Il sindacato per i lavoratori atipici, Nidil Cgil: «Riconoscimento che fa da apripista»
TESTO: «L’idea del ricorso è nata dopo che il sindaco, in seguito a tante lamentele, ha ordinato ai cocchieri che trasportano la gente in carrozza per i tour nel centro storico, di abbeverare i cavalli, imponendo una scorta di almeno 10 litri d’acqua al giorno e lo stop ai giri durante l’ allerta meteo», raccontano i legali. «Ma io non ho diritto a dissetarmi mentre lavoro? Io valgo meno di un cavallo? », si è chiesto Russo. «Lavorare in queste condizioni, nel periodo estivo, in bici, in moto o in monopattino, è chiaramente rischioso - spiegano il segretario generale Nidil Cgil Palermo Andrea Gattuso e Fabio Pace, di Filt e Nidil Palermo - Il giudice ha valutato che esiste un pericolo e che il protrarsi dell’attività lavorativa senza protezione adeguata, poteva provocare danni irreparabili per la salute del lavoratore. E ha accolto il ricorso». Per i sindacalisti la pronuncia del magistrato palermitano potrebbe essere un precedente importante. «È un riconoscimento che va nella direzione della tutela della sicurezza sul lavoro, in particolare dei soggetti più fragili del mercato del lavoro - dicono - Lo consideriamo un ricorso pilota e chiediamo che rappresenti l’occasione per fare in modo che le aziende del delivery forniscano ai loro lavoratori tutti i dispositivi di protezione individuale, a partire da quelli contenuti nell’ordinanza».
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TITOLO: Jova Beach Party, controlli a Fermo sul lavoro nero: sospese 4 ditte
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OCCHIELLO: Ispezionati il cantiere di allestimento del palco e l’area concerto. Emessi provvedimenti di sospensione delle attività delle aziende, con decorrenza immediata
TESTO: «Trident smentisce categoricamente la presenza di 17 lavoratori in nero nel cantiere del Jova Beach Party di Fermo»: lo scrive in una nota la società responsabile dell’organizzazione del Jova Beach Party, la festa itinerante ideata da Jovanotti, in relazione alla notizia, circolata nelle scorse ore, circa una verifica dell’Ispettorato che avrebbe certificato la presenza di 17 lavoratori, italiani e stranieri, non in regola. «Nel corso delle abituali ispezioni in data di ieri — si legge ancora nella nota della Trident — sono state notificate delle inadempienze formali a tre aziende. Le suddette, formalizzando in data odierna i dati mancanti, hanno ricevuto oggi la notifica di revoca del provvedimento di sospensione e oggi le aziende e i 17 lavoratori hanno pertanto proseguito la loro attività attualmente ancora in corso».
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TITOLO: Sabrina Ferilli su Vanessa Incontrada, un caso il post contro la sua cover: «Body shaming? Basta crociate»
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OCCHIELLO: L’attrice su Instagram contro l’eccesso di polemiche (e copertine) sul corpo: «Si parli del lavoro di Vanessa. Critico questo modo di raccontare tutto e il suo contrario»
TESTO: Per capire il riferimento, bisogna fare un passo indietro all’8 giugno, quando il settimanale Nuovo pubblica una foto rubata in spiaggia, di Vanessa in costume, la quale dimostra un’apparente taglia 48. Quattro giorni prima, su Instagram, lei aveva messo una foto in cui correva sfoggiando un’apparente taglia 42. Da qui, un inferno di critiche via social al direttore del Nuovo, Riccardo Signoretti, accusato di averla peggiorata col Photoshop o di aver sbagliato persona o comunque di aver fatto body shaming anche solo pubblicandola. Passano dieci giorni e, il 18 giugno, la Vanessa Incontrada che sale sul palco di piazza del Plebiscito ospite dello show di Gigi D’Alessio e Raiuno è una bellissima curvy strizzata in un tubino nero che ha una taglia più affine a quella vista sul Nuovo che alla versione runner autopubblicata. Ed è qui che la piazza intona «Sei bellissima», quindi, Gigi D’Alessio le fa mangiare una mozzarella a favore di telecamera, chiara risposta a chi la critica per la sua forma fisica. Con Vanity dove riecheggia quel «sei bellissima», saremmo al cerchio che si chiude: Vanessa lì fotografata però è smilza quasi come quella che correva su Instagram, con una taglia apparente 44.
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TITOLO: A Stoccolma invece che a Roma, così il clima muta le preferenze dei turisti
DATA:
OCCHIELLO: La provocazione del New York Times: gli esperti consigliano di evitare l’Italia per le temperature torride. Lo studio di Cambridge: di moda il Nord Europa e l’Alaska. Ma l’allugamento delle stagioni calde può avvantaggiare il nostro Sud, se sfruttato bene.
TESTO: Tra le regioni che potrebbero avvantaggiarsi del mutamento climatico figurano secondo lo studio di Cambridge l’Alaska o il nord dell’Europa, che con primavere e estati più miti e lunghe attireranni più escursionisti. Il rapporto prevede consistenti problematiche per tutta l’area del Mediterraneo e fa l’esempio della Costa Brava, in Spagna, che sta tentando di attrarre i turisti al di fuori dei mesi estivi, periodi in cui scarseggia l’acqua e le temperature stanno diventando troppo elevate. Complessivamente, la conclusione alla quale arrivano i ricercatori di Cambridge e dell’European Climate Foundation appare preoccupante: «L’industria del turismo sarà severamente colpita dal cambiamento climatico». Lo studio conferma un fenomeno turistico in crescita: sempre più persone scelgono di andare in vacanza in luoghi che rischiano di essere cancellati o fortemente modificati dal global warming, come i ghiacciai, l’Artico, l’Antartide o gli atolli corallini, però «le opportunità presentate da un tale turismo da ultima chance saranno per definizione di corta durata». Stephen Farrant, direttore dell’International Tourism Partnership, conclude: «Ogni segmento dell’industria deve pensare a quel che può essere fatto per adattarsi al cambiamento climatico, così come a continuare il processo di riduzione dell’impatto delle proprie attività sull’ambiente».
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TITOLO: Sgarbi arrabbiato per «no» della figlia Evelina al Gf Vip: «Io chiamata solo per mio padre»
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OCCHIELLO: Il rifiuto ha fatto arrabbiare il critico d’arte: snob verso un’offerta da 100 mila euro. «Per una come lei che frequenta l’ambiente della moda, le avrebbe fatto comodo, si faceva conoscere. E non metteva in croce me per farsi comprare una borsa di Dior da duemila e 800 euro»
TESTO: Un peccato imperdonabile, secondo lui. «Quando guadagni dei soldi, è sempre moralmente giusto. Per una come lei che frequenta l’ambiente della moda, anche sfiorare il mondo dello spettacolo le avrebbe fatto comodo, si faceva conoscere. Si pagava i conti. E non veniva a mettere in croce me per farsi comprare una borsa di Dior da duemila e 800 euro». Una Saddle, per l’esattezza. «Queste a loro modo sono opere d’arte veramente irrinunciabili! », gli scriveva Evelina su Whatsapp. «Mi rendo conto di averti chiesto un regalo costoso, che però per me non è solo voluttuario, si tratta di un vero oggetto di culto».
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TITOLO: A di «ambiente», R di «riciclare»: nasce il primo alfabeto della gentilezza per l’ambiente
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OCCHIELLO: È stato Daniele, 11enne di Cerreto Guidi, in provincia di Firenze, a inventarlo: «Vorrei diffondere il mio alfabeto e invitare altri bambini a farlo perché voglio bene alla natura»
TESTO: Con l’ultimo alfabeto arrivato alla mail abc@costruiamogentilezza. org sono state raccolte oltre 20mila parole gentili, scritte da bambini e da bambine di tutta Italia, compilate a scuola o in famiglia. I primi hanno evidenziato tra le parole più ricorrenti A di «abbraccio», B di «bacio» e C di «carezze»; negli ultimi, invece, la parola più frequente è «umanità». «Lo hanno vissuto come un gioco, ma anche come un impegno per dare il loro supporto contribuendo a diffondere la gentilezza anche attraverso le parole», racconta Luca Nardi, coordinatore del progetto nazionale «Costruiamo Gentilezza». E aggiunge: «Ripartiamo dai bambini e dalla loro semplicità nel mettere gentilezza nella vita». L’alfabeto della gentilezza diventerà anche una raccolta dei bambini da consegnare ai grandi e dal 22 settembre sarà protagonista dei Giochi nazionali della Gentilezza, che interesseranno per 10 giorni, il territorio italiano, in un legame speciale che si viene a creare in questi momenti speciali tra nonni e nipoti. Lo scorso anno 10mila bambini e 5mila nonni si sono “sfidati” nei giochi della gentilezza. .
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TITOLO: Il 2022 è l’anno più caldo (e più arido) di sempre in Italia: a luglio 2,26 gradi sopra la media
DATA:
OCCHIELLO: I dati dell’istituto di scienze dell’atmosfera e del clima: +0,98 °C nei primi sette mesi. Il pericolo di tempeste e alluvioni in autunno a causa dei mari molto più caldi del normale
TESTO: Se il 2022 finisse adesso, sarebbe l’anno più caldo e più arido di sempre in Italia dal 1800, momento di inizio della raccolta accurata di rilevamenti meteorologici. Il dato dei primi sette mesi dell’anno — 0,98 gradi in più e 46% di pioggia in meno sulla media trentennale 1991-2020 — reso noto ieri dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) conferma in maniera scientifica quello che tutti gli italiani stanno vivendo sulla propria pelle dall’inizio di maggio: una serie di ondate di calore sempre più ravvicinate e prolungate, e una siccità che risale addirittura ai primi mesi dell’anno. «Mancano cinque mesi e le cose potrebbero cambiare», chiarisce Michele Brunetti, dirigente di ricerca di Isac-Cnr. La meteorologia non è ancora in grado di fare previsioni accurate superiori alle 72 ore, più in là ci sono solo statistiche e probabilità. Quindi non si può escludere in linea di principio un cambio di tendenza, anche se quanto avvenuto finora lascia presupporre che il 2022 terminerà comunque nelle posizioni di vertice degli anni più caldi degli ultimi due secoli.
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TITOLO: Maltempo in Alto Adige frane e strade chiuse Colata di fango su alcune case
DATA:
OCCHIELLO: Rapido mutamento delle condizioni meteo dopo mesi senza piogge. Chiusa in alcuni tratti la statale della Val Badia. Lo smottamento ha danneggiato sei abitazioni, vigili del fuoco in azione
TESTO: A farne le spese alcuni comuni dell’Alto Adige. Momenti di paura si sono vissuti in Val di Fleres, l’ultima valle d’Italia prima del confine italo-austriaco del Brennero, dove una colata di fango alta due metri provocata da un violento temporale è arrivata fino al villaggio di Sant’Antonio. Sei case sono state danneggiate, tre in modo grave (locale caldaia e cantine allagate) ed una è stata evacuata. In queste ore sono oltre 40 i corpi dei vigili del fuoco volontari impegnati in numerosi interventi. I vigili del fuoco comunicano che al momento nelle varie frane ed alluvioni non sono coinvolte persone.
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TITOLO: Si sono sposati nel ‘42, da 80 anni insieme. «Il segreto? Volersi bene e fare squadra con figli e nuore»
DATA:
OCCHIELLO: Aristide Cati, 99 anni e Pia Venturi, 97, coniugi di Camugnano, sull’Appennino bolognese, hanno raggiunto il traguardo dopo una vita da film. «Per restare in forma bisogna mangiare poco»
TESTO: «Sono sempre stato felice del mio lavoro – ha spiegato invece Aristide al quotidiano bolognese – e la vicinanza di figli e nipoti, oltre ovviamente quella di Pia, hanno contribuito a mantenermi sempre giovane». Insomma, amore e felicità per le cose che si hanno: il “segreto” è tutto qui come i due sposi hanno confermato al sindaco Marco Masinara e ai consiglieri Silvano Cati e Enza Rinaldi che hanno premiato in Municipio la coppia di “sposini”. Una cerimonia speciale a cui non hanno voluto mancare i familiari più stretti della coppia: i due figli, Roberto e Auro, il nipote, Giovanni, e la bis-nipotina, Martina. «È sempre un grande onore per il sindaco celebrare le ricorrenze – spiega con soddisfazione Masinara –. Celebrare la ricorrenza di questo matrimonio è stato però anche emozionante. Conosco la coppia da oltre 50 anni e, da amante della bicicletta, durante la cerimonia, ho voluto dire loro che hanno fatto un percorso insieme fra salite e discese durato 79 anni. Hanno saputo mantenere sempre le gomme ben gonfie e ora li aspetto al prossimo traguardo».
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TITOLO: Degrado e veleni in mare: dimenticato alla Maddalena il polo per il G8 (mai fatto)
DATA:
OCCHIELLO: In quindici anni non è stata fatta alcuna bonifica. Alla Regione dati 3,5 milioni l’anno per il 2022, 2023 e 2024 «per la manutenzione straordinaria»
TESTO: Tanto più che le bonifiche, già spacciate per eseguite da Berlusconi («è stata fatta la più grande bonifica ambientale mai fatta in Italia», Ansa 4/12/08) devono ancora essere effettuate sul serio e tutta l’area interessata è di fatto tuttora inutilizzabile. Peggio: dopo essere sbarcato per un tour elettorale poco prima di diventare governatore, il sardo-leghista Christian Solinas non risulta essere più tornato alla Maddalena. Di più: nonostante sia stato scelto e confermato come Commissario Straordinario per le Bonifiche da quattro governi (Gentiloni, Conte giallo-verde, Conte giallo-rosso e Draghi), nello stesso archivio regionale Ansa dove spicca per oltre tremila citazioni, si trovano solo suoi sparuti accenni. Tra i quali, più di due anni fa, questo: «Come Commissario ma ancor più come presidente della Regione ho ritenuto doveroso, dopo anni di ritardi, imprimere un’accelerazione decisiva. ..». Sinceramente: chi l’ha vista?
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TITOLO: Como, primario arrestato: «Ha stordito la ex con un farmaco e l’ha stuprata»
DATA:
OCCHIELLO: L’anestesista Pizzi ha ammesso di aver somministrato alla donna un oppioide a cui lei è intollerante: «Ma nessuna violenza». È accusato di violenza sessuale aggravata dall’uso di sostanze narcotiche
TESTO: Per comprendere i dettagli di questa storia è opportuno riavvolgere il nastro fino a quel venerdì sera primo luglio. Quella sera la donna — una quarantenne della provincia di Como che l’anestesista aveva frequentato un paio d’anni fa in un contesto lavorativo — e l’uomo — separato e convivente con la nuova compagna dalla quale ha avuto due figli — si vedono nella casa di lui, libera. I due si incontrano e vanno assieme a una festa in un paesino del Comasco, a quanto pare poi cominciano a discutere in auto: parole su parole, promesse e spiegazioni, lui che vorrebbe riaccendere la relazione. La donna ha male alla spalla: lo strascico di una brutta caduta da cavallo. Il primario le propone di salire da lui per darle un calmante. Lei accetta, ricordandogli però la sua intolleranza al tramadolo. In casa di Pizzi, secondo la ricostruzione degli investigatori, viene fatta l’iniezione con una fiala di anti infiammatorio e una mezza fiala di «contramal», farmaco che contiene il principio attivo non tollerato dalla donna. Al risveglio, la brutta sorpresa: lei seminuda, lui nudo. Il giorno successivo la chiamata per chiedere conto di quanto avvenuto la sera prima, telefonata nella quale lui ammette di avere somministrazione quel farmaco. La denuncia, come spiega il difensore incaricato dalla quarantenne, l’avvocato Annalisa Abate, è stata fatta subito e immediatamente sono partite le indagini coordinate dal pubblico ministero Nadia Calcaterra. Vengono sentiti testimoni, viene analizzato il cellulare di Pizzi e la sua «cronologia» con ricerche legate ai «segni premonitori di un serial killer» o sulle «conseguenze penali per l’uccisione di un cane», animale posseduto dalla ex fidanzata.
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TITOLO: Meteo, le previsioni di sabato 6 agosto: picco del caldo, 16 città in bollino rosso e 4 regioni in allerta gialla per temporali
DATA:
OCCHIELLO: Ultimo giorno della quinta ondata di calore, ma sono in agguato forti temporali con grandine nelle zone settentrionali con temperature in discesa anche di 10 gradi
TESTO: Sabato 6 agosto si raggiungerà il picco della quinta ondata di calore di questa estate interminabile, ma già in serata e ancora di più domenica mattina i primi temporali romperanno al Nord la bolla d’aria calda causata dall’anticiclone africano. Saranno sedici le città in bollino rosso per il caldo, che scenderanno a dieci domenica. Nel contempo la Protezione civile ha emanato un’allerta gialla per temporali in quattro regioni: tutto il territorio di Trentino-Alto Adige e Veneto, nel Piemonte settentrionale e in Toscana nelle province di Massa Carrara e Lucca. Sabato ci saranno picchi di 38-40 gradi in Pianura Padana, Toscana, Umbria e Lazio sebbene qualche temporale, anche violento con possibile grandine, potrebbe già raggiungere le pianure del Nord, specialmente dal pomeriggio sul Triveneto. Al Nord ci sarà un netto calo delle temperature già domenica, al Centro da lunedì e probabilmente da martedì anche al Sud, pure con qualche pioggia sparsa.
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TITOLO: Milano, «Ora si gioca»: l’estate al parco dove i volontari regalano ai cani una nuova vita
DATA:
OCCHIELLO: Le storie (spesso disperate) degli animali del rifugio comunale. Enrico, 84 anni, arriva ogni giorno alle 9: c’è un pitbull che l’aspetta
TESTO: È passata da poco l’ora del pranzo. «Non saltare Juno». Bisogna subito allontanarsi dal box, altrimenti questo pitbull di 3 anni sprigiona tutta la sua forza ed esuberanza schizzando fin quasi al soffitto. «Arrivano talmente in alto che quando atterrano rischiano di rompersi i legamenti crociati. Abbiamo avuto diversi casi», racconta Cristina Paluan, che gestisce operatori ed educatori. Juno per ora alloggia nell’ultimo box del padiglione 8, in coda ai 138 cani ospitati oggi, tra i quali 43 american staffordshire, american bully, perro da presa canario, pitbull, e poi 6 corsi, 3 dogo argentino, 11 rottweiler (numeri che danno ancora la proporzione di quanti cani potenzialmente più a rischio finiscano in mano a personaggi equivoci). Juno però no: lui è un cane del Covid. Uno dei tanti. Presi durante la pandemia. Mollati col ritorno a una vita sociale normale. C’è stata un’ondata di adozioni due anni fa, s’assiste a un’ondata opposta adesso. I tre meticci trovati invece a casa d’una signora, 63 anni, deceduta sola e senza famiglia, probabilmente un contatto con l’esterno non ce l’avevano mai neppure avuto. Sono «parenti»: tutti e tre neri, con una stessa malformazione alla mascella, quasi non camminano perché nessuno li ha mai portati fuori, e non hanno muscoli, ma sono schiacciati da una paura di qualsiasi cosa. Erano una compagnia per quella donna, forse: ma, trattati a quel modo, non erano anche «oggetti viventi» vittime d’accumulazione compulsiva?
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TITOLO: Giulia e Alessia, parla Casini: «Capisco il papà quando dice che per andare in disco lo hanno preso per sfinimento»
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OCCHIELLO: Il senatore bolognese alle esequie delle due sorelle travolte e uccise dal Frecciarossa a Riccione: «Per avere il permesso di andare in discoteca ha detto che lo hanno preso per sfinimento... Chi è genitore lo sa i ragazzi di oggi son così. Belle le parole del parroco»
TESTO: «Ad Alessia e a Giulia nella loro adolescenza e giovinezza —continua il sacerdote —sono state consegnate fiducia, stima, libertà e autonomia. E’ stata chiesta una responsabilità. Che bel coraggio che avete vissuto. Stavano vivendo la libertà dell’amore, dei desideri e dei sogni grandi della vita e io vi dico che alla luce del Vangelo, alla luce di Dio che è padre, quei due cuori, quelle due anime sono state e sono abitate da Dio». Ora Alessia e Giulia «gridano al nostro mondo di adulti che dobbiamo credere in loro, che non si deve consegnare semplicemente giudizio, sospetto- aggiunge don Giancarlo- ma si deve consegnare stima, perchè una grande dignità e un grande tesoro abitano la loro vita e quella di tanti ragazzi. Dare stima e fidarsi dei ragazzi terrorizza noi adulti, terrorizza anche me, ma questa è l’unica via».
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