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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 10 December 2019 AL GIORNO Tuesday 17 December 2019 SU: cultura




TITOLO: Letteratura 4.0 Come cambia “l’identità” dei libri col digitale
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OCCHIELLO: Il mercato dei libri nei primi 11 mesi del 2019: 1,131 miliardi di euro. Il ruolo del libraio contro il famigerato algoritmo A9 | Atlante Digitale e Letteratura 4.0: il web utile a crescere
TESTO: Prima dell’irruzione sul mercato delle librerie di catena anche un lettore forte e avveduto ricercava un rapporto diretto con il libraio che aveva letto, se non tutti i libri che vendeva, molti di essi, di altri ne padroneggiava le caratteristiche e soprattutto imparava a riconoscere gusti, inclinazioni e vere e proprie idiosincrasie del suo interlocutore. Oggi al libraio spesso si è sostituito il commesso: questo rappresenta un mutamento antropologico perché chi lavora in quei luoghi, che non a caso sono chiamati asetticamente punti vendita, si limita a controllare su un database la giacenza di un volume. Mentre il libraio ascolta e propone, a lui si chiede consiglio per la ricerca di un testo che si avvicinasse a quell’ultimo appena terminato, in grado di reiterare le sensazioni, le emozioni e finanche i turbamenti di un’esperienza unica. Quante volte, negli anni, abbiamo assistito in libreria alla richiesta “Ho appena finito Siddhartha: mi consiglia un libro simile? ”.
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TITOLO: «I miei armadi per Pinocchio»
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OCCHIELLO: Massimo Cantini Parrini parla dei costumi che ha ideato per il film di Garrone
TESTO: Lo incontriamo a Prato durante l’allestimento al Museo del Tessuto della mostra Pinocchio nei costumi di Massimo Cantini Parrini che aprirà al pubblico il 21 dicembre, due giorni dopo l’uscita dell’atteso film di Matteo Garrone. Saranno esposti oltre 30 costumi realizzati per il film che vede Roberto Benigni nel ruolo di Geppetto, Gigi Proietti in quello di Mangiafuoco, Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini in quelli del Gatto e la Volpe. Cantini Parrini, si è formato al Polimoda e si è laureato in Cultura e Stilismo della moda nell’ateneo fiorentino. Nel corso degli studi vince il concorso al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma, diventando allievo nel corso di costume del premio Oscar Piero Tosi. Nel maestro ha trovato la guida della sua carriera: la stima accordatagli da Tosi lo porta già giovanissimo a lavorare nella sartoria Tirelli come assistente costumista. Ed è con questa qualifica che ha esordito nel cinema accanto alla costumista, anche lei premio Oscar, Gabriella Pescucci, che lo chiama a collaborare per oltre dieci anni in grandi produzioni internazionali di cinema, teatro e varie manifestazioni.
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TITOLO: Si presenta a Bari «Safe», la prima agenzia nazionale per l’educazione alla non violenza di genere
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OCCHIELLO: Appuntamento venerdì 13 a Palazzo Fizzarotti con una giornata di incontri, conferenze e spettacoli sul tema; è la seconda uscita pubblica, dopo quella «di fondazione» a Torino, dell’agenzia di fundraising per finanziare corsi in scuole e centri sportivi
TESTO: All’incontro di Bari intervengono Stefania Doglioli, direttora del Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile, e Maia Anthea Marinelli, presidente della Fondazione H. E.A. R.T. , in qualità di «padrona di casa» e partner per la gestione delle attività sociali e artistico-culturali. La giornata bares eprevede al mattino (ore 10.30 - 13.30) la proiezione del film Normal di Adele Tulli, il workshop «A partire da me: imparare a costruire relazioni simmetriche e non violente» a cura di Francesca Romana Recchia Luciani (docente di Filosofie contemporanee e saperi di genere all’Università di Bari) e Rosa Gallelli (docente di Didattica delle differenze - Uniba), e il workshop «L’Empowerment passa anche attraverso l’educazione finanziaria» a cura di Daniela Freda (Banca Popolare Etica). Nel pomeriggio (dalle ore 15 alle 20) prevista la presentazione del kit didattico «Gioca le tue carte» a cura di Donatella Caione (Matilda edizioni), la performance A l’amour comme à la guerre, la lecture «Sissi, il destino di un imperatore» con Stefania Iannizzotto (Accademia della Crusca), e infine il flash mob The Wall a cura dell’associazione «Io sono mia».
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TITOLO: Giancarlo Siani cittadino onorario della «sua» Torre Annunziata
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OCCHIELLO: Il cronista ucciso dalla camorra nel 1985 raccontava sul Mattino gli intrecci criminali della cittadina. Il fratello Paolo, medico e deputato, durante la cerimonia ha mostrato il tesserino di pubblicista: «Non ha fatto in tempo a diventare giornalista professionista»
TESTO: Il tesserino verde di Giancarlo Siani, quello da pubblicista che il cronista del Mattino assassinato il 23 settembre del 1985 a 26 anni è riuscito a rinnovare per solo tre anni. È quello mostrato oggi nell’aula consiliare del Comune di Torre Annunziata dal fratello, il medico e deputato Paolo Siani, ai tanti presenti in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria alla memoria del giornalista assassinato per i suoi articoli di accusa al sistema dei clan camorristici: «Mi è stato chiesto di portare alcune cose che ricordassero Giancarlo - ha detto Paolo Siani - e insieme a mia figlia Ludovica abbiamo subito pensato al tesserino da pubblicista, perché Giancarlo non ha avuto il tempo di diventare professionista». L’altro oggetto appartenuto a Giancarlo e mostrato dal fratello a Torre Annunziata è stata una sciarpa: «Sciarpa fatta a mano con i ferri da nostra madre. Una sciarpa del Napoli, che Giancarlo portava allo stadio quando andavamo a vedere la partita e a tifare per Maradona. Ho scelto questi due oggetti dei tanti appartenuti a mio fratello e che ancora conserviamo gelosamente intatti, per fare capire ai giovani che Giancarlo era un ragazzo normale, come tutti voi. Ricordo quando nel 1986 andavo nelle scuole per chiedere di parlare di Giancarlo, della camorra e molti presidi mi dicevano che la camorra non c’entrava niente con l’istruzione. Oggi per fortuna tanto è cambiato. Adesso ad esempio Palazzo Fienga, nel quadrilatero delle carceri, diventerà un posto di polizia avanzato. Undici anni fa a chi girava le scene di Fortapasc, il film che raccontava la storia di mio fratello, fu sconsigliato di andare a girare da quelle parti perché troppo pericoloso. È un miracolo che oggi quel palazzo venga restituito ai cittadini: un miracolo che si realizza forse grazie anche a lui che muove i fili da lassù». Poco prima Siani, a nome della sua famiglia, ha ricevuto dalle mani del sindaco Vincenzo Ascione, la cittadinanza onoraria conferita a Giancarlo dal consiglio comunale con voto unanime un mese fa (a rappresentare l’assise è intervenuto il presidente Rocco Manzo).
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TITOLO: Napoli, il record del centro storico Unesco e il “rischio” gentrificazione
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OCCHIELLO: Le sfide della gestione di un unicum mondiale ma in pezzi. Il presidente degli architetti: la società civile ne contrasti il degrado | Atlante Digitale e Letteratura 4.0: il web utile a crescere
TESTO: «Proprio la società civile se vi comprendiamo l’Università, le istituzioni e le associazioni culturali è molto impegnata nel tentativo di arrestare il degrado della città storica. Anche perché una parte degli abitanti (visto che vale ancora l’immagine ottocentesca dei due popoli che convivono nella stessa città) è estranea alla vita culturale e un’altra sembra mitridatizzata di fronte alla trasformazione antropologica e fisica di Napoli. Se un turista, non “mordi e fuggi”, volesse visitarla usando la Guida rossa del TCI s’imbatterebbe nelle chiese chiuse o depredate e in un “pittoresco” d’invenzione che nessun rapporto ha con le tradizionali attività commerciali. Ben venga l’invenzione di nuove attrattive come quelle che conducono i turisti nel sottosuolo, ma non a scapito dei peculiari valori storico artistici che sono in gran parte preclusi. Chi poi contrasta il degrado “visivo” dell’ambiente che non è solo dato dall’assenza di nettezza urbana, ma dall’arredo urbano, dalla distruzione degli alberi, tagliati alla base o mal potati, e dei giardini (dal chiostro di Santa Chiara alla Floridiana), dalla libertà di intonacare con le tinte più diverse gli stucchi delle facciate e i marmi e il piperno, a sua volta reso più nero dalla “tintura”? Alla società civile già ricordata compete ora non solo il compito di vigilare, ma anche quello di iniziare una opera di rieducazione che però come scriveva il marchese de Sade al termine del suo viaggio a Napoli “non è opera di un giorno, né di un regno”» (*Presidente Ordine degli Architetti di Napoli).
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