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LE NOTIZIE DAL GIORNO Friday 30 April 2021 AL GIORNO Friday 07 May 2021 SU: cultura




TITOLO: De Luca e l’ambiguità del Pd
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OCCHIELLO:
TESTO: Ebbene, io credo che Letta eviti di parlare chiaro sull’argomento semplicemente perché, per un’analoga simmetria tra partito e istituzioni, essendo egli un segretario nazionale come lo è Salvini, dovrebbe in buona sostanza polemizzare con se stesso. Insomma, De Luca sta a lui come Giorgetti sta a Salvini. Un paradosso, certo. Ma come non vedere dietro questa riduzione sillogistica un’espressione del grande equivoco italiano? Tutti, o quasi, dentro la maggioranza. E tutti, o quasi, fuori a fare opposizione: chi a raccogliere firme contro il coprifuoco, chi a «sparare» dalla periferia contro Palazzo Chigi. Con un di più, però. Perché se molti occhi sono giustamente puntati sulle contraddizioni della Lega, troppi restano ancora chiusi su quelle del Pd. Le quali potrebbero risultare addirittura più dirompenti e destabilizzanti. E non già per l’equilibrio politico corrente, ma per l’assetto strutturale - istituzionale - del Paese. Lo ha lasciato ben intuire Emanuele Felice ieri nella bella intervista a questo giornale raccolta da Simona Brandolini. L’ex membro della segreteria Pd e ancora economista di riferimento ha detto che il suo partito resta «autonomista come la Lega al Nord e rivendicazionista come i neoborbonici al Sud». Ha omesso di dire chi occupa il Centro, ma lì si annidano probabilmente i neoguelfi temporalisti, chissà. Scherzi a parte, se così è - e comunque tale a molti appare il quadro geopolitico del Pd - il punto è come un partito così diviso possa candidarsi a diventare la forza trainante della rinascita nazionale. Di una rinascita, tra l’altro, che ha come obiettivo ultimo il superamento di tre precisi divari: quello generazionale, quello di genere e - manco a dirlo - quello territoriale. Ed è proprio a partire da quest’ultimo, e da una sacrosanta aspirazione a una cittadinanza non diseguale, che l’antagonismo di De Luca, agitata in una logica frontista, entra in una dimensione molto seria e per nulla folkloristica. Intorno a lui, leader di lunga esperienza e di consolidata cultura politica, potrebbe infatti coagularsi un fronte del Sud vasto come non mai. Un fronte moltitudinario a partire dallo stesso De Luca che mette insieme il liberalismo rivoluzionario di Gobetti (rivendicato) e il rivendicazionismo sudista di Scarfoglio (attribuito); il concretismo di Salvemini (si presume gradito) e la postura mediatica di Angelo Manna (accostamento forse molesto). Un fronte che già mette insieme intellettuali come Viesti e Giannola; che potrebbe recuperare tutta una tradizione antirisorgimentale e antiunitaria di sinistra; e che per questa via - marxista e non - potrebbe allargarsi fino a lambire, magari con l’intenzione di svuotarlo, il neoterronismo di Pino Aprile e de Magistris in Calabria. Troppa carne a cuocere? Può darsi. E francamente me lo auguro. Ma per arginare una simile prospettiva e mettere ordine nell’armadio dei progetti politici occorrerebbe un partito con una forte idea di Stato. O, almeno, con una precisa idea della sua impalcatura istituzionale. Invece, è proprio a questa altezza delle cose che il Pd continua ad essere ambiguo. È ambiguo sul regionalismo differenziato, finora ancora costituzionalmente garantito, e mai negato da quelli come l’emiliano Bonaccini. È ambiguo sul regionalismo in sé, contro cui ha più volte tuonato l’attuale ministro Orlando. Ed è ambiguo sull’autonomismo militante di De Luca. Quindi torna la domanda. Può Letta continuare a interrogare Salvini e non cominciare a interrogare se stesso?
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TITOLO: Pietrasanta, dopo due mesi di porte chiuse riaprono mostre, musei e spazi espositivi
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OCCHIELLO: Fra i siti interessati ci sono il museo dei Bozzetti, il museo archeologico “Bruno Antonucci. Prenotazioni obbligatorie
TESTO: Riprende vita a tutti gli effetti anche la vita culturale a Pietrasanta, che in concomitanza con il ritorno della “zona gialla” riapre mostre, musei e spazi espositivi pubblici. Dopo circa due mesi di porte chiuse il pubblico può tornare a visitare le esposizioni e le collezioni della proposta museale e culturale della Piccola Atene. Fra i siti interessati ci sono il museo dei Bozzetti nel chiostro di S. Agostino; il museo archeologico “Bruno Antonucci” a piano terra di Palazzo Moroni; il museo dedicato all’inventore del motore a scoppio Padre Eugenio Barsanti a Palazzo Panichi e la casa natale di Giosuè Carducci a Valdicastello. Oltre a questo, spazio di nuovo alle mostre dei maestri della ceramica Bertozzi & Casoni tra la chiesa di S. Agostino, sala dei Putti e sala del Capitolo fino al 23 maggio; agli allestimenti di Eli Benveniste nella sala delle Grasce (fino al 2 maggio) e del gruppo fotografico iperfocale nella sala del San Leone (dall’ 1 fino al 16 maggio). Da non perdere la speciale installazione “La piazza in attesa” in piazza Duomo a cura della Nag Gallery.
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TITOLO: Cristina Acidini: «Vorrei urlare alla finestra: cari no mask venite a vedere come si sta»
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OCCHIELLO: La gente che vedo in strada, per metà indossa male la mascherina o non la indossa. Se ne avessi la forza li richiamerei strillando
TESTO: La gente che vedo in strada, per metà indossa male la mascherina o non la indossa. Se ne avessi la forza li richiamerei strillando («Ma che vuole quella pazza alla finestra? »), descriverei la vita in questa clinica Covid che mi sembra una centrale nucleare in allarme, presidiata da coraggiosi addetti in tute sigillate. E le barre del reattore siamo noi degenti, che contaminiamo l’ambiente. I curanti si difendono dai curati con precauzioni, disinfezioni, pulizie: non c’è spazio per gesti trasgressivi. Se proprio volessi immaginare sovvertito quest’ordine operoso, dovrebbe accadere per un prodigio selvaggio e vitale. Sogno che dal balcone, frontiera con la vita «fuori», salti giù un gatto: un giovane soriano curioso, con l’aria di chi ha i suoi diritti e tuttavia teme. Eccolo sul carrello delle terapie, buttar giù con la zampina rotoli e boccette. Lacerar sacchi con gli unghielli. Rubare hamburger dal vitto. E al massimo dello scompiglio, nascondersi in una coperta a dormire il sonno del giusto, non disturbato da chi, sconvolto e insonne, grida qui «Mamma! » nella notte.
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TITOLO: Nomine, lobby e poca cultura
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OCCHIELLO:
TESTO: Allo stesso modo abbiamo denunciato come il Madre fosse sostanzialmente privo di un comitato scientifico visto che cinque membri su otto si erano dimessi e ci siamo chiesti perché sul sito, in sprezzo a qualsiasi forma di trasparenza, comparissero invece ancora in carica. Anche in questo caso la presidente Tecce, o chi per lei, ha scelto di non parlare con noi (sebbene per 48 ore le avessimo sollecitato un’intervista) ma di pubblicare una disastrosa nota sull’home page della Fondazione Donnaregina che ha spinto Vincenzo Trione e Patrizia Re Rebaudengo, due esperti d’arte di fama internazionale, ad abbandonare definitivamente il museo insieme con Doris Salcedo, Olga Sviblova e Manal Ataya, tre «signore» della cultura estera. Detto ciò, la polemica si era poi sopita a causa dell’altalena di argomenti che la cronaca irrimediabilmente impone. Ma quest’intervallo silenzioso deve aver spronato la dottoressa Romano, o chi per lei, a «ufficializzare» la sua promozione ad assessore con una lettera che definire ardita, per contenuti e stile, sembra addirittura eufemistico. E allora, con calma tenace, il Corriere del Mezzogiorno aggiunge altri interrogativi a quelli già avanzati. Il primo: perché insolentire i lettori de Il Mattino che di questa faccenda sanno meno di zero, dato che il loro giornale non ha scritto una sola parola a riguardo? Si tratta, forse, di un messaggio trasversale spedito dalle pagine di una testata compiacente? Il secondo: a che titolo il dirigente di un’amministrazione pubblica interviene in una storia che è tutta politica e per niente burocratica? Dove si è mai visto che un alto funzionario rilasci dichiarazioni, intervenga alle conferenze stampa e, nella sostanza, orienti così le scelte strategiche al pari di un assessore? Il terzo: si può voltare la frittata in ogni modo e tirare in ballo a sproposito l’articolo 6 del Codice dei beni Culturali, ma resta inoppugnabile che quei quattro nomi sono incompetenti sotto il profilo artistico e in un paio di casi (Bottiglieri e Romano stessa) perfino al centro di un plateale conflitto d’interessi. Possibile che in Campania non esistessero personalità tali da meritare quegli incarichi garantendo così un reale sostegno scientifico ai nostri musei? Il ministro Dario Franceschini ha operato in senso diametralmente opposto, a conferma che si potevano percorrere altre strade. Tuttavia, alla fine, non è l’improvvida sortita di Rosanna Romano a destare sconcerto.
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TITOLO: Blitz contro la «paranza dei bambini», Braucci: «Lo Stato non può arrivare solo adesso»
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OCCHIELLO: Lo scrittore e sceneggiatore partenopeo nel 2019 proprio col film «La paranza dei bambini» si aggiudicò l’Orso d’argento per la migliore sceneggiatura, assieme a Claudio Giovannesi e a Roberto Saviano, al Festival internazionale del cinema di Berlino
TESTO: «Chiediamolo per una volta al mondo della scuola e delle istituzioni. Chiediamo come sia possibile la nascita di un fenomeno del genere nel 2021 e per giunta in una metropoli “occidentale”. Non dimentichiamo, inoltre, che Sibillo è anche sfuggito a più retate. Ci sono poi massicci movimenti bancari impossibili da giustificare per una persona così giovane. Ciò che più mi ha colpito, insieme a Claudio Giovannesi, è stata questa sorta di giustizia sociale, ovviamente distorta, perpetuata da Sibillo. Il mito di conseguenza non lo fermeranno di certo chiudendo un simulacro. Le azioni da compiere sono, ahinoi, soprattutto altre. L’iconoclastia va effettuata a monte. Il problema è culturale e coinvolge anche chi dovrebbe educare, intervenire, salvaguardare. Soprattutto e in primis i minori. Da qui non si sfugge».
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TITOLO: Reggia di Caserta, i lavori di restauro raggiungono i tetti del corpo centrale
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OCCHIELLO: Dopo alcune aree del parco, delle vasche sotto la cascata, della peschiera grande e una parte degli appartamenti adesso i cantieri sono sulla copertura del monumento
TESTO: Questa volta le immagini del cantiere sfuggono anche ai più attenti osservatori, a meno che non si abiti in un edificio dai piani alti a due passi dal monumento. Perché i lavori di restauro in atto da mesi alla Reggia di Caserta si stanno concentrando in questi giorni sui tetti che ricoprono la Cappella Palatina, il cui ingresso è nel vestibolo da cui si accede anche agli appartamenti reali. Ma l’intervento procede spedito - ad opera di Italiana Costruzioni, Fratelli Navarra e I. CO. RES, finanziato dal Piano Stralcio “Cultura e Turismo” Fondo per lo sviluppo e la Coesione (FSC) 2014-2020 — ed è la stessa Reggia a mostrare i progressi pubblicando le foto sui suoi canali social, così come avvenuto in passato per alcune aree del parco, degli stessi appartamenti storici, della Peschiera grande e pochi giorni fa relativamente al recupero di spazi un tempo adibiti a deposito ma che il direttore generale Tiziana Maffei promette di portare a nuova e miglior vita. Tutti luoghi e ambienti che ritrovate nella gallery fotografica sottostante.
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TITOLO: Toscana, a San Gimignano riapre Torre Campatelli: ripartono le visite ai beni del Fai
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OCCHIELLO: Il Fondo Ambiente Italiano ha annunciato che dal 29 aprile riapriranno i beni nelle regioni dove è consentito dal Dpcm
TESTO: Sarà possibile varcare la soglia di questa affascinante casa-torre di 28 metri eretta a metà del XII secolo - la sola tra le 14 torri di San Gimignano sopravvissute ad aver conservato il volume unico originario della costruzione, completamente vuoto al suo interno - che da inizio Ottocento ospitò la famiglia Campatelli, noti imprenditori e proprietari terrieri fiorentini. Il percorso inizierà al secondo piano con un emozionante filmato proiettato sulle pareti delle Soffitte, dedicato alla storia millenaria del borgo toscano e alla sua identità, durante il quale il pubblico verrà invitato a entrare all’interno della Torre. Poi, al piano nobile del palazzo, ci si potrà immergere nella quotidianità dei padroni di casa: un mondo sospeso nel passato tra arredi originali, fotografie, memorie private, oggetti d’arte e collezioni, tra cui spiccano le ceramiche di Montelupo e i quadri del pittore Guido Peyron, zio della donatrice.
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TITOLO: Ferragamo, assunto il primo dipendente con sindrome di down
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OCCHIELLO: L’azienda ha aderito alla campagna globale «The Hiring Chain» per l’inclusione lavorativa delle persone con sindrome di Down
TESTO: Dall’inizio della campagna, sono oltre 900 le aziende da tutto il mondo che hanno contattato le associazioni e deciso di seguire l’invito lanciato dal video The Hiring Chain, che testimonia la catena dell’inclusione lavorativa sulle note della canzone originale interpretata da Sting e che ha già ottenuto 5 milioni di visualizzazioni online. Un circolo virtuoso di nuove opportunità nate da una prima assunzione, nel video quella di Simone, che dimostra che quanto più le persone con sindrome di Down vengono viste al lavoro, tanto più sono riconosciute come dipendenti di valore, sfatando pregiudizi e stereotipi. “The Hiring Chain” ha ricevuto il supporto da LinkedIn: la più grande piattaforma professionale del mondo ha promosso l’iniziativa verso i suoi 15 milioni di follower, ha pubblicato articoli sul tema e ha trasmesso in streaming una diretta live sull’importanza dell’inclusione sui luoghi di lavoro. Solo sulla piattaforma 2 milioni di persone sono state direttamente coinvolte nella campagna di sensibilizzazione.
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TITOLO: Thalberg, trovato il testamento olografo
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OCCHIELLO: Nel giorno della morte, 150 anni dopo, scovato da Marielva Torino all’Archivio di Stato
TESTO: Se la paleopatol0ga Marielva Torino affronta un caso non c’è dettaglio che sfugga al suo fiuto assoluto. Analizzando il corpo mummificato di Sigismund Thalberg, il più grande pianista dell’Ottocento, l’austriaco fondatore della scuola napoletana che non ebbe rivali se non in Franz Liszt, s’era prefissa l’obiettivo di trovarne testamento di cui non c’era traccia. «Conoscendo il suo metodo infallibile - racconta la direttrice dell’Archivio di Stato Candida Carrino - ero certa che l’avrebbe scovato. E così è stato: il prezioso documento olografo è venuto fuori dai faldoni del notaio Leopoldo Gallo di Resina, vicino alla famiglia della moglie del musicista, la napoletana Francesca Labache». Ma il grande regista delle coincidenze ha fatto di più. Il testamento è spuntato nel giorno del centocinquantenario della sua morte, avvenuta il 27 aprile del 1871. Quando — come scrisse il maestro Vincenzo Vitale — «gli furono tributate onoranze fra le più clamorose. .. discorsi, componimenti poetici, sontuosa edilizia cimiteriale e il monumento marmoreo nella Villa Comunale».
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TITOLO: Uffizi Firenze, Schmidt: «Non è etico che le opere d’arte rimangano nei depositi dei musei»
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OCCHIELLO: Il direttore delle Gallerie: «Meglio pensare di portarle nei piccoli musei del territorio che potrebbero fiorire se ci fossero degli “attrattori” stabili»
TESTO: Schmidt, che ha già curato il riallestimento di 50 sale degli Uffizi, ha annunciato l’inaugurazione per la stampa, prevista la prossima settimana, di altre 14 sale appena riallestite e di altri spazi di servizio rinnovati. Il direttore, parlando delle grandi mostre, ha detto «ci devono essere, ma non possono essere l’unica risorsa su cui i musei possono puntare, come accadeva negli anni Novanta». Secondo Schmidt, oggi è meglio «puntare sulla riscoperta e valorizzazione delle proprie collezioni e su eventi espositivi minori e territorialmente diffusi». Sulla potenzialità dell’Italia di attrarre i flussi e del turismo internazionale, campo in cui il Bel Paese è superato dalla Francia in termini quantitativi, Schmidt ha affermato che «l’Italia ha una grande ricchezza, un’opportunità», che è la diversità dei territori. «Si ritrova nella cucina, ma anche nell’arte e nella cultura». E «bisogna attingere a questa ricchezza, perché ci sono molti luoghi, anche piccoli, che potrebbero fiorire se ci fossero degli “attrattori” stabili. Si potrebbe ripartire da questo - ha concluso - per avere una fruizione più equilibrata sia territorialmente, sia cronologicamente nell’arco dell’anno».
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TITOLO: Rachele Bastreghi: «La mia follia senza i Baustelle, un canto di dolcezza e nervi»
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OCCHIELLO: «Avevo bisogno di prendere coscienza di chi fossi uscendo dalla confort zone. Ho voluto rischiare, capire cosa potevo fare da sola»
TESTO: «È un album pignolo, dettagliato, a cui ho lavorato per due anni dopo l’uscita de L’Amore e la violenza con i Baustelle, è nato dal caos, da una follia primordiale, da una libertà che dovevo gestire, addomesticare e trasformare in canzoni, giocando con tanti strumenti nuovi». Quanto a Penelope, il primo singolo estratto, «è scaturito da un mio giro di basso, poi ho aggiunto drum-machine e altri strumenti». Laddove il video ricorda un rito pagano: «Le riprese si sono svolte in una villa alle porte di Milano, è “sciamanico” e riguarda un’immersione nella musica, nella natura, nei colori, nel movimento, mostrando diverse sfumature dell’animo femminile; ma mentre Penelope tesse di giorno, agendo alla luce del sole, io lavoro al buio della notte: il momento creativo in cui liberarsi da ansie e armature». Perché l’esigenza — condivisa a distanza di pochi mesi con Francesco Bianconi (il fondatore insieme a Rachele dei Baustelle che di recente ha pubblicato Forever) — di un disco solista? «Dopo vent’anni — dice — è come se il nostro fosse diventato un rapporto amoroso, non abbiamo amanti ma ci concediamo spazi per vivere; i dischi lontani dalla band servono ad approfondire la propria anima, e ritrovarsi sarà ancora più bello». Canzoni scritte per essere suonate dal vivo: «Stiamo lavorando alle date del tour, e vorrei tanto portarlo in Toscana, perché è la mia regione e qui c’è il pubblico più esigente e sincero; nelle tracce ci sono passaggi dedicati all’infanzia, la mia base interiore che mi manca tantissimo: a causa della pandemia non torno a casa dallo scorso anno». L’album, co-prodotto da Mario Conte è in digitale, cd e in edizione limitata con vinile trasparente, e vede, tra gli ospiti, Meg e Chiara Mastroianni. E a Sanremo ci andrà mai? «Non amo le competizioni, ma perché no? Serve un pezzo adatto».
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TITOLO: Covid, le scuole di musica tornano a vivere: «La lezione dal vivo è insostituibile»
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OCCHIELLO: «Spesso ci siamo trovati a parlare molto più che suonare, entrare nelle loro case è stato come avere una finestra aperta su un pezzo delle loro vite»
TESTO: «Qualcuno dei miei alunni non ne ha voluto sapere di cantare a casa – racconta Lucia Sargenti, della scuola 4Quarti di Firenze – forse perché sono un po’ più grandi, e si vergognavano a farsi sentire dai coinquilini e dalle famiglie. Ma soprattutto con le zone rosse, tanti allievi che negli anni scorsi avevano abbandonato, hanno deciso di tornare a lezione. Lo sport era fermo, la musica è diventata l’unico sfogo». La musica contro l’isolamento. Le lezioni individuali in presenza sono permesse da novembre in Toscana, grazie a un’ordinanza della Regione. Così le scuole si sono organizzate, come già avevano fatto alla riapertura di giugno 2020: tracciamento degli ingressi, misurazione della temperatura, gel sanificante. Nelle sale prove, pianoforti igienizzati a ogni cambio di allievo, i cantanti con il loro coprimicrofono personale, aste sanificate, aspiratori d’aria. E, ovviamente, distanziamento. «È stato anche un periodo creativo, molti ragazzi hanno sviluppato progetti originali, avevano più tempo, e si sono dedicati alla musica come forse non avevano mai fatto prima» dice ancora Lucia. «A qualcuno l’ho proprio consigliato, di sfruttare questo tempo per creare qualcosa di personale, originale – spiega Vieri Prati, insegnante di batteria, forse uno degli strumenti più penalizzati anche dalle lezioni on line – e anche io, non potendo spesso fare lezione, ho pensato a un modo per impiegare tutto questo tempo. Ho rimesso su lo studio di registrazione della Musik Farm di Empoli, con lo scopo di aiutare poi i ragazzi, quando sarebbero tornati, a elaborare le loro idee e arrivare a una produzione professionale. Ci siamo ritrovati con Lorenzo Pini a scrivere un pezzo solo con una traccia vocale di un alunno mandata via whatsapp». La musica come resistenza, la musica per provare a andare avanti, isolati ma insieme, con l’obiettivo di farsi trovare pronti, quando potranno riaccendersi le luci e gli amplificatori dei palchi live.
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TITOLO: Estate Fiorentina: piazza del Carmine e Anfiteatro delle Cascine le new entry dell’edizione 2021
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OCCHIELLO: Ancora in lizza anche Parco dell’Anconella e Argingrosso. «Sarà un’estate di transizione. Abbiamo cercato di fare il possibile per non penalizzare i cittadini che rimarranno a Firenze»
TESTO: I titolari degli spazi estivi assegnati nel 2020 che sono stati prorogati al 2021 ovvero Area Parterre, Giardino Niccolò Galli (Viale M. Fanti), Fortezza da Basso-Vasca dei Cigni, Piazza dei Tre Re, Piazza Tasso, Piazzale Michelangelo, Spiaggia sull’Arno/Terrazza Marasco, Lungarno del Tempio-zona sinistra sbocco Affrico; Ponte San Niccolò, Piazza Le Murate, Giardino di Via Salvi Cristiani, avranno la possibilità di occupare una porzione maggiore di suolo pubblico, ove possibile, per poter consentire un adeguato distanziamento sociale, con il rispetto delle seguenti prescrizioni: - che l’area dedicata al ristoro dovrà essere minoritaria rispetto all’area destinata alla programmazione artistico culturale e ricreativa; - che per le aree maggiormente occupate verrà comunque applicato l’abbattimento dell’80% del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche; - che i soggetti assegnatari, per il corrente anno, devono presentare una programmazione culturale in funzione del rispetto delle prescrizioni e misure di sicurezza anticovid-19 che sia comunque rispondente alle linee culturali approvate in sede di selezione oltre che un preciso e dettagliato piano di sicurezza corredato da un piano generale degli allestimenti nel quale dovranno essere evidenziate le eventuali occupazioni di suolo pubblico maggiorate, contenente tutte le misure di prevenzione della diffusione del Covid-19 vigenti al momento dell’inizio delle attività oggetto di concessione.
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TITOLO: Vasco Brondi, il nuovo videoclip del singolo «Ci abbracciamo» girato alla Pergola: c’è anche Stefano Accorsi
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OCCHIELLO: Il regista è Giorgio Testi: la prima immagine è proprio Accorsi, nuovo direttore del Teatro della Toscana, in versione “attrezzista teatrale”
TESTO: L’idea di base prende spunto dalla performance del Leone d’oro alla carriera Alessandro Sciarroni. Infatti nel video, su un palco della Pergola deserto e semi buio, vediamo una coppia di ballerini – Gianmaria Borzillo e Giovanfrancesco Giannini – impegnati una Polka Chinata, danza tradizionale emiliana anticamente per soli uomini, che si abbracciano appunto. Danza che Vasco Brondi ha conosciuto proprio grazie alla performance “Save the last dance for me” dell’artista Sciarroni. E proprio pensando a questo, ha immaginato un lungo piano sequenza, lungo i quasi cinque minuti della canzone, da proporre a un regista come Testi che ha tra le sue peculiarità quella di “rendere una performance dal vivo tangibile e reale” come lo stesso Brondi spiega. «Dopo aver visto Save the last dance for me ho avuto come una folgorazione e da lì è nata la canzone – prosegue il cantautore veronese-emiliano – nel 2018, quando in Italia questa danza era praticata solo da cinque persone, ha scoperto questo ballo folcloristico bolognese, una danza di corteggiamento eseguita in origine da soli uomini e risalente ai primi del Novecento, e ha deciso di sviluppare un progetto fatto di performance e workshop per diffondere e ridare vita a questa tradizione popolare in via d’estinzione».
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TITOLO: Maddalena Winspeare e la sua officina livornese. Piena di sapienza e bellezza
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OCCHIELLO: Se esiste il genio della editoria felice, curiosa e avventurosa, allo stesso tempo saggia e spregiudicata, questo genio ha attraversato la breve vita di Maddalena
TESTO: Maddalena, insieme ai fratelli Renzo e Franco Ruggeri, è stata, sul finire del secolo scorso, socia fondatrice di “Opera Musei Fiorentini”, l’associazione temporanea di imprese che aveva per obiettivo l’assolvimento di quelli che allora si chiamavano “servizi aggiuntivi nei musei”. In pratica si trattava di garantire a tutti i musei statali fiorentini, all’epoca stretti in un unico Polo, allestimento e gestione delle biglietterie e delle prenotazioni, governo del flusso dei visitatori, adeguata offerta editoriale e didattica (cataloghi di mostre, guide, cartoline, oggettistica di vario genere) nelle librerie e nei punti vendita appositamente allestiti all’interno di ciascun museo. È stata così felice e fruttuosa l’offerta di servizi garantiti dalla Società di cui Maddalena Winspeare era parte determinante che i termini contrattuali stabiliti dalla gara vinta nel 1998, sono stati in seguito replicati senza varianti dall’Amministrazione Centrale dei Beni Culturali fino ai giorni nostri. Tanto più era destinato a crescere l’impegno di Maddalena quando, a seguito di ulteriore gara, “Firenze Musei” assunse la gestione dei servizi aggiuntivi nei Musei Vaticani. Era il 2008, io ero stato assunto da poco alla direzione dei Musei del Papa e devo dire che le cose che più mi hanno appassionato e divertito nel periodo sono state le guide che, edite da Sillabe, ho voluto dedicare alle “Stanze di Raffaello”, alla “Galleria delle Carte Geografiche”, alla “Cappella Sistina”.
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TITOLO: Cristina Acidini: «Un nuovo inizio a polmoni spiegati»
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OCCHIELLO: «Imparare a respirare di nuovo: una strana sfida per i polmoni strapazzati e compressi, da riallargare alveolo per alveolo»
TESTO: Imparare a respirare di nuovo: una strana sfida per i polmoni strapazzati e compressi, da riallargare alveolo per alveolo. È con un sorriso che accolgo il ricordo, fuori luogo ma ormai impossibile da scacciare, della rete (tecnicamente, omento) per avvolgere i fegatelli di maiale all’aretina. La nonna F. l’immergeva cautamente in acqua tiepida e poi stendeva in aria quella trama di membrane e fibre grasse, da insaporire con semi di finocchio per dare, come lei diceva con scelto termine rinascimentale, la «grazia». E mi torna in mente — non vorrei — quando la rete si appallottolava in pugnelli confusi. E quando ora in cucina la pellicola trasparente, una volta compressa, mai più si ridistende. Via da queste metafore opprimenti! Piuttosto carte crespe e veline, reattive, che si rigonfiano anche stazzonate. .. Mi arriva, gradita sorpresa, il video di un dipinto del ‘400 con cinque fanciulle belle e sagge su troni di nubi: hanno gorghi di veli al capo, mobili ricami sui petti. Respiro quel vento leggero, i polmoni spiegati come vele.
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TITOLO: Antonio Paolucci: «Cittadini che vogliano custodirla, ecco cosa manca oggi a Firenze»
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OCCHIELLO: L’ex ministro e storico dell’arte: «Volete bloccare i sagrati? Mettiamo queste benedette inferriate»
TESTO: - BERGAMO; - BOLOGNA; - BRESCIA; - FIRENZE; - MILANO - VIVIMILANO; ; - ROMA; - MEZZOGIORNO - BARI; - CASERTA; - CATANIA; - FOGGIA; - LECCE; - NAPOLI; - PALERMO; - SALERNO; ; - TORINO; - VENETO - BELLUNO; - PADOVA; - ROVIGO; - TREVISO; - VENETO; - VENEZIA; - VERONA; - VICENZA; ; - Abbonamenti; - Digital Edition; - Newsletter; - RCS ACADEMY; - Cruciverba Corriere; - Attiva le notifiche; - Dizionario; - Trovocasa; - Trovolavoro; - Trovoaste; - Trovobandi; - Corriere Store; - Comuni; - Lotterie e giochi; - Meteo; - Buonpertutti - Volantini; ; - Necrologi; - scrivi; - Chi siamo;
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TITOLO: Da immigrato a mediatore di saperi Storia di Kemo, salvato dallo studio
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OCCHIELLO: «Il primo giorno alla scuola Penny Wirton di Bari? È stato il più bello della mia vita»
TESTO: Kemo sostiene che «la più importante esperienza della mia vita è stata il primo giorno, a Bari, quando, in un pomeriggio piovoso, ho messo piede nella scuola Penny Wirton e mi sono sentito io pioggia: come se mi fossi sciolto, dinanzi allo sguardo accogliente e ai biscotti che mi ha dato la professoressa, Rosalina». Rosalina Ammaturo, dopo aver insegnato per anni al liceo Bianchi Dottula di Bari, da anni è volontaria alla Wirton, racconta che per loro volontari «abituati a lavorare in presenza in un rapporto a tu per tu, abbiamo interrotto forzatamente le nostre lezioni e lasciato le nostre aule dove, oltre a insegnare italiano, organizzavamo esperienze di condivisione che ci aiutavano a crescere come comunità meticciata. Finita l’estate, speravamo di fare lezione nelle piazze, nei giardini, per le strade della nostra città, invece abbiamo dovuto riprendere a insegnare a distanza. Abbiamo organizzato un piccolo presidio in una piazza cittadina e abbiamo accolto studenti vecchi e nuovi, spiegando come avremmo fatto lezione. Adesso siamo 30 volontari e seguiamo 40 studenti provenienti da tutto il mondo. Tutto il mondo in uno schermo». Da questo mondo è passato Kemo, scappato dal suo paese per essere un attivista politico «in un paese di dittatori militari e violento. Quando io sono partito da lì, Ebima aveva un anno e mezzo, adesso ne ha sei. Lui dormiva, era di notte, l’ho baciato e, dopo aver preso uno zainetto con il solo occorrente, ho detto a mia moglie di prendersi cura di lui, che un giorno li avrei raggiunti». Come tanti suoi compagne e compagni, Kemo paga i trafficanti di umani, «cinquecento dòllar» per passare i confini con il Senegal, e poi in pulmino per il Mali, «poi dovevo scegliere fra il Niger o l’Algeria, ma c’era il Burkina da passare e lì c’era stato un colpo di Stato, e allora ho preso per l’Algeria, sebbene dovevo traversare il deserto». Qui, Kemo, racconta di aver «vissuto la peggiore sofferenza della mia vita: siamo stati attaccati da una banda coi mitra, ci hanno sparati, perché non avevamo altri soldi da pagare per attraversare il deserto. Le donne sono state violentate e poi uccise. Ho visto, per giorni, accanto a me, i cadaveri delle mie compagne e dei miei compagni, anche bambini, che cambiavano sotto il sole, mentre io mi sono finto morto, per non essere colpito dalle armi».
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TITOLO: Antonio Paolucci: «Cittadini che vogliano custodirla, ecco cosa manca oggi a Firenze»
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OCCHIELLO: L’ex ministro e storico dell’arte: «Volete bloccare i sagrati? Mettiamo queste benedette inferriate»
TESTO: - BERGAMO; - BOLOGNA; - BRESCIA; - FIRENZE; - MILANO - VIVIMILANO; ; - ROMA; - MEZZOGIORNO - BARI; - CASERTA; - CATANIA; - FOGGIA; - LECCE; - NAPOLI; - PALERMO; - SALERNO; ; - TORINO; - VENETO - BELLUNO; - PADOVA; - ROVIGO; - TREVISO; - VENETO; - VENEZIA; - VERONA; - VICENZA; ; - Abbonamenti; - Digital Edition; - Newsletter; - RCS ACADEMY; - Cruciverba Corriere; - Attiva le notifiche; - Dizionario; - Trovocasa; - Trovolavoro; - Trovoaste; - Trovobandi; - Corriere Store; - Comuni; - Lotterie e giochi; - Meteo; - FOTO ARCHIVIO; - CODICI SCONTO - Codici Sconto Aliexpress; - Codici Sconto Sephora; - Codici Sconto Groupon; ; - Buonpertutti; - Necrologi; - scrivi; - Chi siamo;
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TITOLO: Prato, la mostra in movimento: docufilm, musica e opere in un Qr code multisensoriale
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OCCHIELLO: L’idea suggerita dallo stato attuale delle misure in vigore: un modo alternativo per la fruizione di arte e cultura
TESTO: Un modo singolare per godere di una mostra: attraversare il quartiere guardando e ascoltando docufilm, musica creati in site specific per quel luogo. Per molte delle opere sarà sufficiente inquadrare un Qr code con il telefonino. Lo stato attuale delle misure in vigore in questo periodo ha suggerito al gruppo composto da Cut (Circuito Urbano Temporaneo), Ricilclidea e dal Servizio politiche giovanili del Comune di Prato, di proporre un altro modo di fruire l’arte e la cultura: il festival Festival PratoCity 2021 sulle periferie urbane - dedicato al quartiere Soccorso di Prato - non si ridurrà dunque alla semplice visione delle opere e dei racconti ma sarà un’esperienza multisensoriale. L’edizione, che durerà dal 7 al 15 maggio, presenta una fruizione ibrida che introduce la piattaforma digitale e mantiene la dimensione del luogo fisico diffuso. La visione e l’ascolto si affiancheranno alla realtà percepita, creando un’espansione temporale che permetterà al visitatore di viaggiare nel tempo e nello spazio. Sia nello spazio della saletta Campolmi (campolimina), che in modo particolare passeggiando per il quartiere Soccorso, lo spettatore, munito del proprio telefonino e degli indispensabili auricolari, sarà trasportato in una realtà aumentata.
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TITOLO: Firenze e la Toscana celebrano Napoleone: tante iniziative a duecento anni dalla morte
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OCCHIELLO: Dal 5 al 26 maggio l’Istituto francese organizza incontri online sull’eredità napoleonica in Italia e Francia
TESTO: Ancora l’Istituto francese di Firenze a partire dal 5 maggio, data della morte di Napoleone, e fino al 26 organizza dibattiti sull’eredità napoleonica in Francia e in Italia. Articolato su quattro temi (pianificazione territoriale, amministrazione, economia e salute) il ciclo di incontri, fruibili online sui canali social dell’istituto e Rai Storia, è tenuto da personalità italiane o francesi introdotte da Luca Mannori, Professore ordinario di storia delle istituzioni politiche presso la Scuola di Scienze Politiche di Firenze. E mentre a San Miniato di Pisa il 29 giugno verrà inaugurata la mostra Noi & Napoleone — Napoleone tra storia e memoria, nelle sale della Fondazione Conservatorio Santa Chiara, assieme a una rievocazione storica in costume dedicata all’incontro, avvenuto appunto il 29 giugno del 1796, tra il giovane Napoleone, generale in capo dell’Armata d’Italia, e il canonico Filippo Buonaparte suo anziano parente del ramo toscano della famiglia, la città di Lucca partecipa alla ricorrenza con due video in cui viene data lettura del celeberrimo componimento Il 5 maggio di Alessandro Manzoni. Palazzo Ducale, sede della Provincia di Lucca, e Villa Reale di Marlia, che furono rispettivamente reggia e residenza privata della Principessa Elisa Bonaparte Baciocchi, partecipano con due filmanti realizzati dall’associazione «Napoleone e Elisa: da Parigi alla Toscana», a cura di Roberta Martinelli e Lucia Maffei. I video mostrano la bellezza dei due palazzi, mentre l’attrice e regista Cristina Puccinelli interpreta l’ode scritta da Manzoni al momento della morte di Napoleone Bonaparte esule a Sant’Elena.
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TITOLO: Uffizi Firenze, 14 nuove sale con capolavori del ‘500 mai visti, Schmidt: «Sarà un’apertura trionfale»
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OCCHIELLO: Martedì 4 maggio le Gallerie riaprono al pubblico: inaugurato un nuovo sistema di ingresso per i visitatori. Riapre anche il Bargello
TESTO: È arrivato questa mattina alle 6 da Gallipoli, con una viaggio durato una notte intera, il primo visitatore del museo nazionale del Bargello che ha riaperto oggi, lunedì 3 maggio, le sue porte ai visitatori. «Quando venerdì ho visto che la Toscana sarebbe rimasta zona gialla ho subito prenotato l’autobus e l’albergo - racconta Giuseppe, organizzatore di viaggi all’estero con la passione per la fotografia -. Oggi sono stato il primo a entrare al Bargello, nei prossimo giorni andrò agli Uffizi e poi alla Galleria dell’Accademia» che riapriranno il primo domani, il secondo il 6 maggio. «Questa terribile pandemia - aggiunge - ci ha dato questo di positivo: la possibilità di vedere i nostri tesori senza calca. Starò tutta la settimana a Firenze e poi la prossima sarò a Roma». Il museo nazionale del Bargello riparte anche con un nuovo allestimento della Sala degli avori che custodisce una delle più prestigiose collezioni di questo genere al mondo. Porte aperte anche alle Cappelle Medicee e al museo di Palazzo Davanzati. «Siamo molto contenti, speriamo che questo maggio segni l’inizio della primavera della cultura in Italia - ha detto la direttrice dei Musei del Bargello, Paola D’Agostino -. È un’apertura che volevamo dedicare ai nostri visitatori e che speriamo accoglierà tutti con tante piccole sorprese affinché si riscopra un patrimonio che non si vedeva da tanti mesi e di cui tutti hanno sentito la mancanza». Tra i primi visitatori del museo anche una giovane di Bolzano, arrivata a Firenze da qualche settimana per un tirocinio in ospedale. «Mi interessa molto l’arte e ci tenevo ad essere al Bargello appena possibile».
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TITOLO: Toscana, un giardino virtuale pronto a sbocciare: Floris, il primo concorso fotografico a tema floreale
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OCCHIELLO: Chiunque, che abbia compiuto 18 anni di età, può prendere parte al concorso. Basterà compilare la scheda di iscrizione
TESTO: Un giardino virtuale pronto a sbocciare online sulla pagina facebook del Comitato Toscano dell’Airc. È l’obiettivo di ‘Floris’ il primo concorso fotografico a tema floreale che il comitato regionale di Airc ha lanciato dal primo maggio (iscrizioni fino al 10) per informare e sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e sostenere il lavoro dei ricercatori AIRC impegnati a sviluppare diagnosi sempre più precoci e terapie personalizzate per i tumori che colpiscono le donne. Sulla pagina Facebook del Comitato Toscana sbocceranno così tanti fiori, tutti diversi, che si andranno idealmente a unire all’Azalea della Ricerca di AIRC, il fiore simbolo della salute al femminile che sboccia fin dal 1984 e che in 37 anni di vita ha contribuito a raggiungere importanti risultati nella lotta contro i tumori femminili. Chiunque, che abbia compiuto 18 anni di età, può prendere parte al concorso. Basterà compilare la scheda di iscrizione (http: //cms. prod. airc. it/uploads/Scheda-di-iscrizione-Floris. pdf? _ga=2.38336935.569262510.1620043933-618887861.1620043933) fare la propria donazione (minimo 10 euro) e quindi inviare la propria fotografia di un fiore, inedita e che non abbia partecipato ad altre competizioni, né che venga ritoccata dal computer alla mail com. toscana. eventi@airc. it. Dal 18 maggio i sei scatti più belli verranno quindi pubblicati sul profilo Facebook di Fondazione Airc Comitato Toscana e riceveranno un attestato ad hoc di miglior foto. Sulla pagina https: //www. retedeldono. it/it/iniziative/fondazione-airc/comitato-toscana. fondazione-airc/floris-sboccia-per-la-salute-delle-donne è anche possibile seguire il conteggio delle donazioni fatte giorno per giorno dai partecipanti al concorso.
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TITOLO: Napoli, taxi-droni per muoversi in città. Le sperimentazioni di TindAir siglate anche da Cira e Issnova
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OCCHIELLO: Entra nella fase attuativa il progetto finanziato dall’Unione europea per un nuovo traffico aereo, con pilota e senza, sul modello Dubai
TESTO: Le prime dimostrazioni sono previste per il 2022 nelle aree suburbane e urbane delle città francesi di Tolosa e Bordeaux. Ma non sono esclusi voli di prova, con pilota e senza, anche nel Mezzogiorno d’Italia, l’aeroporto di Taranto-Grottaglie, ad esempio, è già sede delle sperimentazioni di un altro progetto finanziato nell’ambito dello stesso bando. Proprio in Puglia di recente è stata sperimentata di recente la consegna dei vaccini attraverso l’uso di piccoli droni. Insomma, il futuro è dietro l’angolo e l’obiettivo è duplice, da una parte dimostrare che l’accettazione di questo nuovo “traffico” nelle aree urbane è possibile, garantendo sicurezza, affidabilità e protezione e rispettando la privacy delle persone e dei beni; dall’altra mostrare come questo nuovo e complesso sistema di mobilità aerea urbana possa essere integrato in modo idoneo con l’aviazione con equipaggio esistente e il controllo del traffico aereo. «Siamo orgogliosi di partecipare a questo progetto ambizioso – aggiunge Duca – che punta a sperimentare sistemi di collegamento e trasporto innovativi, apparentemente futuristici e avveniristici: nella realtà molto più concreti e realistici di quanto si possa immaginare». Non a caso a Dubai esiste già un servizio di droni-taxi per collegamenti diretti tra hotel di lusso e aeroporto. Nuovi tipi di aeromobili stanno intanto arrivando sul mercato: mezzi sempre più automatizzati, pilotati anche da remoto, in grado di soddisfare la domanda di modalità alternative di trasporto nelle grandi città, anche al fine di ridurre il traffico urbano, il rumore e le emissioni di CO2. Non ci troviamo forse di fronte a quella che potrà essere un giorno l’alternativa al vecchio caro autobus del servizio pubblico ma a qualcosa che è molto vicino. Che potrà agevolare e soprattutto velocizzare i cittadini negli spostamenti anche per piccoli tratti.
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TITOLO: L’arte (adesso) libera tutti. A Villa Campolieto la sfida di Ernesto Esposito
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OCCHIELLO: Trentacinque opere della collezione dello stilista scelte per aprire le celebrazione per il cinquantenario delle Ville Vesuviane, primo evento mondano della stagione
TESTO: É il primo evento mondano della stagione, quella che segue le ondate di ritorno del Covid. Villa Campolieto spalanca le porte a Ernesto Esposito e a trentacinque opere della sua poderosa collezione di arte contemporanea. «Così fan tutti» si intitola la mostra scelta per aprire le celebrazioni dei cinquant’anni delle Ville vesuviane, un appuntamento che richiama da lontano Terrae Motus che nel 1984 — negli stessi spazi — organizzò Lucio Amelio con Andy Wharol. Il gallerista è stato il mentore di Ernesto Esposito che ricorda «quella straordinaria avventura cui, ancora ragazzo, presi parte. Il segno della voglia di guardare avanti, oltre il sisma, verso il futuro. Oggi, come allora, è l’arte che ha il compito di lanciare il proprio sguardo avanti e di dare un segnale di fiducia. Villa Campolieto allora era in rovina, oggi è stata completamente recuperata. É la villa dove è passato Mozart ed è una cornice straordinaria che ci consente di vivere questo happening in assoluta sicurezza».
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TITOLO: Firenze, le Gallerie degli Uffizi tassano i blogger: «Se usate le foto dovete pagare»
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OCCHIELLO: Il museo: «Canone sulle immagini». La replica degli influencer: «Noi facciamo promozione e pubblicità»
TESTO: «Palazzo Vecchio e il Museo Novecento chiedono il mio contributo professionale per la divulgazione del loro patrimonio, e gli Uffizi vogliono soldi? Sono spaesata, da questa nuova “regola” — spiega Innocenti — Alcune colleghe che mi hanno raccontato come questa richesta sia partita dalla direzione del museo durante un incontro a gennaio con le guide turistiche». Anche sul sito del museo è apparso l’avviso «secondo il decreto legge 83/2014 articolo 12 comma 3». Gli avvocati «ci hanno spiegato — prosegue Innocenti — che per la legge è consentito l’uso gratuito delle immagini se a fini non commerciali ma di promozione culturale del territorio: e quello che faccio è esattamente promozione culturale. Perché dovremmo pagare gli Uffizi per fare pubblicità agli Uffizi? Non è assurdo? ». Lanciando poi l’hashtag #divulgazionedellartelibera.
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TITOLO: Firenze, alla Pergola si parte con l’assolo di Stefano Accorsi
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OCCHIELLO: L’attore e direttore artistico del Teatro della Toscana in scena anche a Pontedera con «Giocando con Orlando»: «È come tornare a respirare dopo essere rimasti senza ossigeno per troppo tempo». E domenica il concerto benefico di Masini in streaming
TESTO: «È un grande segnale alla città, alla Regione e al Paese — commenta felice per la ripartenza Tommaso Sacchi, assessore alla cultura di Palazzo Vecchio e presidente della Fondazione Teatro della Toscana — è anche un atto di generosa attenzione da parte di Stefano Accorsi quello di voler aprire questa nuova fase con un suo monologo, una produzione agile da portare rapidamente sul palco, fondamentale per trovarsi tutti pronti a ripartire, la produzione giusta per una riapertura». Oltre a questa due giorni «stiamo lavorando a un cartellone che presenteremo a giorni e che ci permetterà di raccontare l’attività della Fondazione e dei nostri teatri nelle prossime settimane, fino a quando sarà possibile tenere aperto il teatro». Una tranche fino ai primi giugno. Poi «o ci si sposta fuori o si rimane per forza chiusi per via della stagione. E infine speriamo di trovarci a ottobre nelle condizioni di poter mettere in atto una stagione vera e propria». La data del concerto di Masini era stata decisa e organizzata quando ancora di possibile ritorno del pubblico in sala nemmeno se ne parlava a livello di governo romano. Per questo il primo atto della nuova fase non sarà dal vivo ma in streaming. «Dobbiamo ringraziare Marco Masini di aver scelto noi per realizzare questo evento dal grande valore simbolico per il Meyer — aggiunge Sacchi — Sarà una serata di forte matrice registica e quindi “televisiva” che non poteva essere modificata per accogliere il pubblico in sala».
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TITOLO: Firenze, le Gallerie degli Uffizi tassano i blogger: «Se usate le foto dovete pagare»
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OCCHIELLO: Il museo: «Canone sulle immagini». La replica degli influencer: «Noi facciamo promozione e pubblicità»
TESTO: A rilanciare il tema è stata la blogger e «inFlorecer» Sara Innocenti: «Il direttore Eike Schmidt vuole che si paghi per poter mostrare l’arte sui social». In poche ore inondata di messaggi: «Lo hanno detto anche a me», «e ora come si fa? », da parte di colleghi e guide turistiche. «Ci hanno spiegato che chi come noi utilizza le immagini in via continuativa, proprio in quanto blogger d’arte, dovrà pagare». E il dibattito tra l’arte come bene comune arte a pagamento è tornato alla ribalta. Anche «per via di un cartello in cui si diceva che era vietato fare video e che le foto dovevano essere solo a uso personale privato».
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TITOLO: Bray pronto alla ripartenza: «Vacciniamo gli operatori turistici e poi via alle iniziative»
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OCCHIELLO: Al via la campagna di Pugliapromozione. Ricco calendario di iniziative: a Vieste una propaggine del Libro possibile, a giugno riapre il Kursaal
TESTO: In secondo luogo Bray, assieme al direttore di dipartimento Aldo Patruno, ha predisposto una sorta di «innesco finanziario» alla ripartenza. Lunedì la giunta regionale ha approvato una delibera che mette 28 milioni a disposizione delle aziende piccole e grandi della filiera turistica: è un ristoro per il fatturato perso nel periodo da settembre 2020 a gennaio 2021 rispetto al corrispondente periodo di 12 mesi prima. Previsti rimborsi in proporzione al fatturato perso, fino ad un massimo di 150 mila euro per azienda. È un ristoro, ma nei fatti pure un modo per dare benzina alle iniziative della nuova stagione. In terzo luogo viene riavviata, dopo una fase di stasi, una energica campagna di comunicazione a cura di Pugliapromozione: sarà concordata con le associazioni di categoria la prossima settimana. Ci sono 15 milioni di euro per promuovere la Puglia sui temi della sicurezza sanitaria del comparto e sui punti di forza del turismo pugliese. Come è naturale, la campagna sarà rivolta essenzialmente verso il mercato domestico (Puglia, Sud, Italia) per quello che viene chiamato «turismo di prossimità». In questa chiave è prevista un’intesa con Ferrovie dello Stato per incentivare l’uso del treno per raggiungere la Puglia.
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TITOLO: Lucca, il concerto di Céline Dion slitta di due anni: si farà il 15 luglio 2023
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OCCHIELLO: Lucca Summer Festival, l'annuncio della cantante canadese ai fan: «Non vedevo l’ora di rivedervi, ma l’emergenza Covid ci costringe ad un nuovo rinvio»
TESTO: Slitta di due anni l’attesissimo concerto di Céline Dion al Lucca Summer Festival: l’annuncio ufficiale è arrivato direttamente dalla cantante canadese, che avrebbe dovuto esibirsi sotto gli spalti delle Mura storiche inizialmente nel 2020 e poi il 17 luglio 2021. Niente da fare per adesso, a causa naturalmente dell’emergenza Covid: l’artista ha riprogrammato il suo «Courage world tour» e sarà a Lucca il 15 luglio 2023. Il rinvio era dato per scontato ormai da tempo, non essendoci le condizioni per poter svolgere concerti in presenza con un numero di spettatori adeguato al prestigio della cantante, ma adesso è certo. «Céline e la Concert West / Aeg Presents — si legge in una nota diramata dal Summer Festival — considerano la sicurezza e la salute delle persone come la principale priorità. Tutte le date europee del “Courage World Tour” del 2020 erano state posticipate all’estate 2021. Successivamente 41 di questi show erano stati riprogrammati al 2022 e adesso con crescente speranza e rinnovata determinazione 8 show sono riprogrammati al 2023. Sfortunatamente gli show previsti a Cipro, Malta e Atene non potranno essere riprogrammati».
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TITOLO: Segreti e misteri della Napoli sotterranea
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OCCHIELLO: Dentro i cunicoli ammirati da Celano marciarono i soldati di Alfonso V d’Aragona
TESTO: Se leggiamo la Storia e leggende napoletane di Benedetto Croce scopriamo invece un’altra intrigante vicenda, accaduta mille anni dopo ma non troppo dissimile da quella che abbiamo appena rievocato. Ai primi di giugno del 1442 Alfonso V d’Aragona stava da sette mesi assediando Napoli, senza riuscire a conquistarla. E le sue truppe s’erano stufate di rimanere così a lungo accampate a Porta Capuana. La situazione pareva immutabile. Ormai era chiaro che Renato d’Angiò, al sicuro dentro la città protetta da mura formidabili, non aveva alcuna intenzione di arrendersi. Alfonso non sapeva più cosa fare, quando un giorno il caso e la fortuna decisero d’aiutarlo. Due muratori, che avevano effettuato dei lavori nell’acquedotto Claudio, gli mostrarono – a titolo di curiosità – la galleria sotterranea utilizzata tanti anni prima dagli armigeri di Belisario. Allora nella mente di Alfonso s’accese una luce. Senza perdere tempo, radunò «duecento animosi», ai quali ordinò d’infilarsi nel cunicolo «colla fiaccola in mano e la spada nell’altra». Gli uomini non fecero domande. Erano disciplinati e avevano capito ciò che dovevano fare. Non si sorpresero nemmeno quando sbucarono nell’abitazione d’un povero sarto terrorizzato, che minacciarono d’uccidere se avesse osato dare l’allarme. Poi i duecento soldati abbandonarono la casa del sarto, e battendosi come leoni riuscirono a spalancare una porta della città. Così l’armata aragonese poté finalmente entrare a Napoli. E, subito dopo la vittoria, dare inizio ai saccheggi. Le stragi avevano fatto scorrere fiumi di sangue. Questo non dobbiamo dimenticarlo quando sostiamo incantati davanti al bel rilievo scolpito da Francesco Laurana sull’arco d’ingresso del Castel Nuovo. Dietro la calma solenne di Alfonso d’Aragona, che entra trionfalmente nella città espugnata, si nascondono le lotte feroci dei soldati che gli hanno consentito di conquistare il trono. E di quelli che hanno tentato di impedirglielo.
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