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LE NOTIZIE DAL GIORNO Saturday 02 July 2022 AL GIORNO Saturday 09 July 2022 SU: cultura




TITOLO: Piperno su Tolstoj, poi Osman, Deaver, Nooteboom: «la Lettura» è in anteprima nell’App
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OCCHIELLO: Nell’inserto sabato 2 luglio nell’App e domenica 3 in edicola, anche la conversazione su fede e vocazione e i protagonisti della XXIII Triennale di Milano. Extra digitale: l’incipit del nuovo romanzo di Jeffery Deaver
TESTO: Su «la Lettura» sono molti gli autori che si raccontano e parlano dei loro nuovi libri riflettendo però anche sull’attualità. Richard Osman, giallista di Il colpo che mancò il bersaglio (Sem), sarà a Polignano il 9 luglio per il festival Il libro possibile; intervistato da Maria Egizia Fiaschetti, spiega perché le trame noir sono rassicuranti in un periodo di instabilità. Convinto che un libro «di genere» possa raccontare un Paese è anche Jeffery Deaver, che parla del suo La mappa nera (Rizzoli) e dell’America di oggi nell’intervista di Marco Bruna. L’incipit del suo romanzo si può leggere nella sezione dedicata al Tema del Giorno nell’App de «la Lettura». Qui l’approfondimento extra di domenica 3 luglio, curato da Stefano Bucci, è dedicato allo sguardo inquieto di Diane Arbus. Nel 2023 si celebrerà il centenario della nascita della fotografa che ha saputo raccontare con crudezza la solitudine di un’umanità perdente. A lei, nel supplemento disponibile in edicola e nella stessa App, è dedicata la graphic novel di Agostino Carabelli.
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TITOLO: Affrontare il lutto con i bambini è un passo necessario
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OCCHIELLO: Spesso gli adulti si dimenticano delle necessità del bambino di venir aiutato e supportato
TESTO: Affrontare la morte di una persona cara è un processo doloroso per tutti. Ma guidare i bambini attraverso l’elaborazione del lutto è altrettanto doloroso e spesso gli adulti, presi dalla propria sofferenza, dimenticano la necessità del bambino di venir aiutato e supportato. Il concetto di morte si forma gradualmente nel corso dell’infanzia. Fino ai 3 anni è difficile distinguere tra cose vive e inanimate: non comprendono il concetto di morte. Poi col passare degli anni si fa strada la differenza tra le cose e le persone vive e non vive, ma non hanno acquisito il concetto di irreversibilità, come un’assenza non definitiva: «dove è andato? », «quando ritorna? ». Più o meno a 9/10 anni si comprende che la morte è definitiva. Si tratta quindi di un lento processo di acquisizione in cui la comprensione del significato della morte passa dal «non c’è ora» fino al «non ci sarà mai più». L’elaborazione del lutto è un lavoro mentale lungo, che richiede generalmente anni (ma per certe perdite può durare tutta la vita), in cui cerchiamo di accettare, anche emotivamente, che cosa abbiamo perduto, quali aspetti non potranno più realizzarsi e quali dovranno modificarsi, quali prospettive si chiudono e quali rimangono. Il rituale commemorativo è una fase importante che ci aiuta a realizzare in modo concreto che quella persona non sarà più fisicamente vicino a noi, nella quotidianità, ma sarà presente solo nel ricordo. Questo è il modo in cui gli adulti avviano il processo di elaborazione del lutto, aiutandosi gli uni con gli altri, attraverso i rituali: andare a vedere per l’ultima volta il corpo del defunto, accompagnarlo alla tomba, esprimere dolore, disperazione, rimpianto. Anche i bambini necessitano di elaborare il proprio lutto: la morte di una persona significativa è una perdita e devono attivare le risorse personali per affrontare e gestire l’assenza. Hanno bisogno che gli adulti legittimino le proprie emozioni, aiutandoli a esprimerle, a parlarne, e che rispondano alle loro domande sulla morte e su ciò che cambierà dopo la perdita. La cerimonia, l’organizzazione del funerale, la preparazione degli abiti, l’acquisto dei fiori, la vicinanza delle persone, sono momenti significativi e utili per vivere gradualmente il passaggio tra la presenza e l’assenza della persona amata. Anche i bambini hanno bisogno di dire un «addio» e prendere parte a questo processo di congedo li aiuta: accompagnarlo a vedere la salma, farlo partecipare al funerale, andare insieme al cimitero, mostrare anche la propria sofferenza. È vero che non si è mai preparati alla perdita di una persona cara, a maggior ragione quando si è bambini, ma la possibilità di essere presenti può fare la differenza: il bambino avrà infatti l’opportunità di salutare la persona cara e di condividere il dolore con i suoi familiari. Ed è molto importante che la morte e il defunto non siano argomenti tabù per la famiglia. La «cura del ricordo», della rievocazione dei momenti condivisi e di avvenimenti significativi (ad esempio guardando insieme le fotografie), rimandano al mondo degli affetti e delle relazioni: non perdiamo mai chi abbiamo amato perché possiamo tenere viva la sua memoria nella nostra mente. Il forte istinto di protezione verso i bambini porta spesso l’adulto ad allontanarli dal tema della morte, attraverso il silenzio o il tentativo di mascherare la realtà. Ma tenerli fuori da tutto non è la soluzione: il bambino (anche se è piccolo) percepisce la sofferenza degli adulti, capisce che qualcosa di importante e di grave è accaduto, lo legge nei volti delle persone, lo avverte nei loro silenzi: non sapere di cosa si tratta può portare anche a fantasie distorte. È un argomento molto difficile di cui parlare, soprattutto nel bel mezzo della perdita e del dolore emotivo. Però, con il linguaggio appropriato all’età, gli si deve dire la verità: che la persona cara non c’è più e che bisogna imparare a stare senza. E quando chiedono «ma dov’è andato? », spesso si risolve così: «è andato in cielo! ». Il cielo, immenso e luminoso, è sempre stato simbolico del post vita, per tutte le culture e le religioni. Per quanto possa sembrare una spiegazione riduttiva, può invece essere una strategia per i bambini, che ragionano nel concreto e hanno bisogno di una localizzazione identificabile.
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TITOLO: Il Mann pronto a diventare superpotenza archeologica. Aprirà gli spazi invisibili
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OCCHIELLO: Saranno recuperati i sotterranei, nuovo look per i giardini
TESTO: Il progetto è elaborato dal raggruppamento temporaneo di professionisti (RPA srl, Studio Associato Guicciardini e Magni Architetti, ingegnere Giovanni Cangi, architetti Fabrizio Natalini e Pietro Petullà), anche sulla scorta degli studi condotti dal Mann e dai Dipartimenti di Architettura delle Università Federico II e Roma Tre. Il Mann del futuro si svilupperà lungo tre linee fondamentali. La prima prevede la realizzazione, nell’area posta al di sotto dell’Atrio, di un grande spazio destinato alle esposizioni temporanee, raggiungibile da un nuovo scalone (in sostituzione di quello che adesso collega il piano terra del Museo con la sezione Egizia e l’Epigrafica) e da un ascensore. L’area sarà anche prospiciente alla Stazione Neapolis, che ospiterà la sezione sull’archeologia del Mediterraneo. Ancora, si lavorerà sui depositi delle Cavaiole, che custodiscono i materiali lapidei; qui saranno rinnovati gli impianti, con particolare riferimento alla sicurezza e alle condizioni microclimatiche: l’obiettivo sarà rendere fruibile l’area anche ai visitatori, naturalmente in piccoli gruppi alla volta. Prevista anche l’implementazione dei servizi igienici nell’area sottostante il terrapieno di ingresso al Mann e a nord-ovest del Museo. Infine, focus sugli spazi a diretto contatto con la città: il cosiddetto giardino delle Cavaiole, interfaccia tra il Museo e piazza Cavour, sarà liberato dall’attuale cancellata di chiusura per assumere la funzione di piazza pubblica, ripristinando il rapporto diretto edificio-città, visibile in molte vedute storiche. I vani posti al piano terra su questo fronte, attualmente utilizzati come depositi e locali tecnici, saranno bonificati e destinati ad attività di valorizzazione della vita del quartiere. In via Santa Teresa degli Scalzi l’adiacente palazzina demaniale sarà oggetto di lavori di manutenzione straordinaria per realizzare una foresteria, dotata di quattro alloggi per studiosi. Tutte le opere, sulla carta, saranno realizzate in quattro anni. Ma quelle che termineranno prima saranno subito aperte.
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TITOLO: Corrado Stajano: «Lotto ancora per un’Italia migliore»
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OCCHIELLO: Il 3 settembre lo scrittore riceverà il Campiello alla carriera: «Viviamo nella provvisorietà, tutto si attorciglia». La vita, i libri, il coraggio civile dell’autore di «Un eroe borghese»
TESTO: Una provvisorietà sulla quale pesa la progressiva diluizione della memoria, che sgocciola via dalla coscienza civile: «La memoria è dolorosa, è faticosa, per questo viene rifiutata. Milano ad esempio aveva la fabbriche, un mondo che io conoscevo bene, studiavo, volevo comprendere. C’era una classe operaia attrezzata, quella della Pirelli, della Breda, della Falck, della Magneti-Marelli. E poi c’era la parte più avveduta, colta e attenta della borghesia. Questa è la composizione che ha tenuto in piedi la città. Le fabbriche erano scuole. Il giorno dei funerali per le vittime di piazza Fontana, in piazza del Duomo, il servizio d’ordine non lo faceva la polizia, lo fecero gli operai, arrivati a piedi da Sesto San Giovanni. La fine della classe operaia è stata letale. Il tessuto sociale era più alto, aggregato, meno egoista. Oggi, nel senso profondo del termine, non ci sono neanche più gli oratori. Ma la speranza non muore, questo è un Paese ricco di energie positive, ci sono persone straordinarie, anche nei piccoli centri, solo che non si riesce a dar loro valore: perché manca la politica».
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TITOLO: Piperno su Tolstoj, poi Osman, Deaver, Nooteboom: «la Lettura» in edicola e App
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OCCHIELLO: Nell’inserto sabato 2 luglio nell’App e domenica 3 in edicola, anche la conversazione su fede e vocazione e i protagonisti della XXIII Triennale di Milano. Extra digitale: lo sguardo inquieto della fotografa Diane Arbus
TESTO: In tempi di incertezza, le figure dei grandi maestri diventano esemplari: è nato un nuovo personaggio, don Carmine, che somiglia un po’ alla figura visionaria del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes. Creato da Marco Onnembo, don Carmine è un sacerdote fuori dagli schemi e il romanzo che lo vede protagonista, Il metro del dolore (Mondadori) ha scalato le classifiche. Sul supplemento, Onnembo dialoga con la teologa Marinella Perroni e con l’antropologa Elisabetta Moro, in una conversazione a cura di Severino Colombo sui temi della fede e della vocazione nel mondo che cambia di oggi.
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TITOLO: Maurizio de Giovanni alla Milanesiana: il suo racconto «La bambola di pezza»
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OCCHIELLO: Domenica 3 luglio ad Ascoli lo scrittore sarà sul palco della rassegna ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi. Anticipiamo qui il testo inedito che leggerà
TESTO: Man mano che il tempo passava, facemmo amicizia. Lo stesso pianerottolo, un minimo di cultura, l’origine in un altro quartiere. E credo avessero bisogno di condividere, quell’età è così, nessuno dei due aveva consuetudine al silenzio. Lui all’epoca lavorava da un parente, ma aveva inquietudine alla subordinazione, scalpitava, non era felice. Lo avete conosciuto, è un ragazzo estroverso, ottimista. Mi faceva piacere parlare con lui, mi ricordava un po’ me stesso alla sua età, quando con mia moglie… ma questa è un’altra storia. Lei invece qualche ombra l’ha sempre avuta. Una di quelle ragazze silenziose, fortemente dipendente da lui, gli guardava continuamente la bocca per bere tutto quello che diceva, per anticiparne i pensieri. Mi dava l’impressione di una fragilità vibrante, di una che viveva sull’orlo di un precipizio.
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TITOLO: Chicago, traballa la colonna del Duce
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OCCHIELLO: Nel 1933 Italo Balbo guidò la «crociera del decennale» fino alla città americana. L’anno dopo, per celebrare l’impresa, Mussolini inviò un monumento da subito controverso
TESTO: Al Soldier Field Stadium davanti a una folla che lo stesso generale fascista stimò intorno a 100 mila persone, il sindaco della città Edward Kelly proclamò l’Italo Balbo Day e annunciò che da quel momento la Settima Strada, un’importante arteria di Chicago, si sarebbe chiamata Balbo Drive. Il governatore dell’Illinois, Henry Horner, salutò Balbo come «il Cristoforo Colombo del XX secolo». Il giorno dopo Balbo e i suoi furono presenti a Grant Park (lo stesso dove 75 anni dopo Barack Obama avrebbe celebrato la sua elezione) all’inaugurazione di una statua di Colombo, alla base della quale venne collocata una targa che ricordava la loro impresa. I festeggiamenti durarono ancora tre giorni — tra banchetti, eventi e discorsi — e culminarono con una parata in onore degli aviatori italiani su Michigan Avenue. Non finì lì. Il 19 luglio gli idrovolanti decollarono alla volta di New York, dove si tennero altre celebrazioni, prima che Balbo fosse invitato a colazione alla Casa Bianca dal presidente Roosevelt in persona. L’ultima sera prima del volo di ritorno, il gerarca fascista si rivolse a una folla al Madison Square Garden di New York, dove invitò gli italo-americani a «essere orgogliosi di dirsi italiani» poiché Mussolini «aveva cessato il periodo delle umiliazioni».
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TITOLO: Andrea Moro alla Milanesiana: un testo sul linguaggio e l’arte
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OCCHIELLO: Pubblichiamo «L’ombra e lo specchio» che il neurolinguista, autore con Noam Chomsky del libro «I segreti delle parole» (La nave di Teseo), leggerà l’8 luglio sul palco della rassegna ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi
TESTO: Il quadro, piuttosto scuro nella parte centrale, rappresenta la stessa persona in tre modi diversi: al centro, un pittore visto di spalle; alla sinistra, il riflesso del suo volto su uno specchio; alla destra, la riproduzione dello stesso volto su una tela; dalla mano che impugna il pennello si capisce che è il pittore stesso che si sta ritraendo. Anche in questo caso, la domanda è come questo ritratto ci possa condurre a comprendere meglio quello che sappiamo del linguaggio umano. L’impressione che ha avuto in me il ritratto di Gumpp è insolitamente molto forte. Qui vediamo una persona intenta a dare una rappresentazione di una parte di sé della quale non può avere esperienza diretta: nessuno, infatti, può vedere il proprio volto se non riflesso in uno specchio; allo stesso modo noi non abbiamo accesso diretto al motore e alla struttura del nostro linguaggio: possiamo solo vederne gli effetti che si manifestano nel momento in cui il linguaggio, per così dire, si stacca da noi e viene espresso. Ma il ritrattista, il linguista potremmo dire, vuole darne una rappresentazione e, scegliendo gli elementi salienti, riproduce la struttura manifesta costruendone un’immagine, un modello, fatto di sostanza diversa rispetto a quella reale. Nel caso del quadro, là dove c’è il viso viene disposto uno strato di colore, sapientemente miscelato e disposto su una superficie secondo le norme della prospettiva. L’aderenza del modello alla realtà è inoltre costantemente controllata confrontando il riflesso con il ritratto. Allo stesso modo, i linguisti costruiscono modelli del linguaggio prendendo gli elementi salienti delle espressioni linguistiche e le regole di combinazione — quelli che abbiamo visto rappresentati nella scultura di Man-Ray — e dando ad essi delle espressioni formali cioè di una materia diversa dal suono con il quale vengono emessi. Una grammatica è un ritratto del linguaggio.
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TITOLO: Michelangelo Iossa: «Vi racconto McCartney, Rino Gaetano e “007”»
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OCCHIELLO: Il 7 luglio conversazioni con lo scrittore in riva al mare al Lido Varca d’Oro
TESTO: Giovedì 7 luglio alle 19 il giornalista-scrittore Michelangelo Iossa sarà protagonista dell’incontro “Raccontare la musica – Un viaggio tra parole e note”. Una immersione profondissima e appassionata nelle esistenze, nei viaggi e nelle produzioni artistiche di decine di musicisti, cantautori, interpreti italiani-internazionali, attraverso la quale ogni volta riemergono curiosità, analisi, rivelazioni, intuizioni. Focus di questo nuovo appuntamento della rassegna “Varcautori” sarà un girotondo vibrante che include le opere e le poetiche di Paul McCartney, John Lennon, Pino Daniele, Rino Gaetano, Michael Jackson. Fino alle colonne sonore della saga cinematografica “007”.
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TITOLO: “Un’estate a villa Vogel”, torna il teatro di figura per più piccoli fino al 31 agosto
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OCCHIELLO: Dieci eventi gratuiti della compagnia Pupi Stac che ogni mercoledì racconterà le fiabe di ogni tempo grazie ai burattini
TESTO: Sarà un modo per i più piccoli per riscoprire e vivere in prima persona il teatro di figura. Per tutta l’estate fino al 31 agosto parte la rassegna ‘Un’estate a villa Vogel’, dieci eventi gratuiti della compagnia Pupi di Stac che ogni mercoledì racconterà grazie all’arte dei burattini le fiabe di ogni tempo, i racconti e le novelle in un excursus che renderà omaggio ai diversi modi di fare teatro di Figura delle diverse regioni d’Italia. Non solo burattini come nella tradizione della compagnia, attiva dal 1946 e che portano avanti l’eredità del fondatore Carlo Staccioli e di Laura Poli che rivoluzionò il repertorio attingendo dall’inesauribile fonte della fiabistica toscana. Nel calendario si trovano così spettacoli cult come Prezzemolina, il cui testo scritto da Laura Poli contiene numerose tematiche, tipiche della letteratura infantile, che si intrecciano come in un gioco collettivo del quale i piccoli spettatori sono una componente fondamentale e che quest’anno compie 50 anni dalla sua prima rappresentazione. Ci sono poi gli attori che interagiscono con pupazzi di gommapiuma come nello spettacolo Azzurra Balena della compagnia Habanera Teatro di Pisa, ombre che interagiscono con l’attrice e due piccoli spettatori in Trecce Rosse, ovvero la storia di Pippi Calzelunghe messa in scena dal teatro del Drago di Ravenna, marionette a filo e oggetti di recupero che creano personaggi fantastici in Eco Monster Puppet Show della compagnia All’Incirco di Faenza. Ad aprire e chiudere la rassegna ci sono poi proprio i bambini. Sono stati loro i protagonisti mercoledì 29 di un laboratorio organizzato alle 17.30 nella Piazza dell’Isolotto durante il quale hanno creato dei pupazzi che il 31 agosto giorno di chiusura della rassegna diventeranno attori di uno spettacolo ad hoc.
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TITOLO: Cavaliere alla Biennale di Venezia Arte: «Il mio percorso è un continuo divenire»
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OCCHIELLO: Invitato alla biennale artistica con la sua opera Iceberg
TESTO: Lo scultore campano Cavaliere (all’anagrafe Emanuele Gaito) di Identity Collective, alla Biennale di Venezia Arte per parlare delle sue ricerche artistiche mirate allo studio del pensiero di Edouard Glissant. Cavaliere a Venezia ha anche raccontato il suo stile artistico: «ICEberg è un’opera metaforica e può essere guardata e interpretata da una duplice prospettiva - ha detto - La metafora dell’iceberg non è nuova all’immaginario collettivo, da sempre simbolo della fatica che si cela dietro a un percorso e rimando a quella dimensione sotterranea e celata che ognuno si porta dietro. È un’immagine forte, dirompente e collisiva. Oserei dire secolare, una metafora quindi che tutti conosciamo e siamo in grado di riconoscere attribuendole un significato personale. E qui entra in gioco la seconda dimensione dell’opera quella che invita a riflettere sulla condizione esistenziale di ciascuno. Non si tratta semplicemente di andare oltre le apparenze, ma oltre sé stessi perché spesso siamo bloccati nel nostro riflesso»
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TITOLO: Giro del mondo con la XXIII Triennale di Milano: il focus nell’App de «la Lettura»
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OCCHIELLO: Extra digitale: una guida per esplorare i 23 padiglioni internazionali. Nell’inserto in edicola e App, l’ampio servizio sull’Esposizione internazionale al via il 15 luglio
TESTO: Nella sezione «Temi» dell’App sono disponibili anche altri approfondimenti extra, come l’incipit de Il tenente, esordio dello scrittore americano Andre Dubus (1936-1999) che esce venerdì 8 luglio in italiano da Mattioli 1885 (traduzione di Nicola Manuppelli, pp. 256, e 16): un ufficiale dei Marines deve fare i conti con un abuso compiuto su una nave militare, affrontando le resistenze dell’ambiente e dilemmi morali. Nel supplemento in edicola e nell’App ne scrive Marco Ostoni. Extra nell’App anche l’incipit de Il caso Agatha Christie, in uscita martedì 5 luglio per Neri Pozza (traduzione di Massimo Ortelio, pp. 332, euro 18), in cui la scrittrice statunitense Nina de Gramont si concentra su un misterioso episodio della biografia della giallista più famosa. Un buco nero di undici giorni, dalla sera del 3 dicembre 1926, quando l’autrice britannica fece perdere ogni traccia di sé, per riapparire il 14 dicembre, in modo altrettanto oscuro, nell’albergo di una località termale inglese. Il romanzo è inoltre recensito da Ida Bozzi su «la Lettura» #553, in edicola e nella stessa App.
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TITOLO: Natasha Solomons: «Ho provato a restituire voce alla Gioconda, siamo due outsider»
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OCCHIELLO: La scrittrice racconta il romanzo dedicato alla Monna Lisa. «Mi sono sentita come lei, silenziosa e impotente in una gabbia di vetro»
TESTO: «Dopo aver finito I Goldbaum mi sono ritrovata per la prima volta nella vita senza sapere cosa scrivere. Uno scrittore senza parole è inutile, come una bambola rotta. Mi sentivo persa, alla deriva. In quella situazione, mi sono ritrovata a fissare l’immagine della Gioconda al Louvre, sigillata dietro un vetro, e ho pensato di sentirmi come lei: una donna rinchiusa dietro un vetro antiproiettile, silenziosa e impotente, che urlava inascoltata. Dicono che sembra stia aspettando di dire qualcosa. Io ho provato a immaginare cosa direbbe se potesse parlare. E ho provato a restituirle la sua voce».
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TITOLO: Morta Lisetta Carmi, fotografa dei senza voce
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OCCHIELLO: Scomparsa a 98 anni a Cisternino, Brindisi, nel trullo dove aveva portato la spiritualità orientale. Sempre anticonformista, usò la sua arte come denuncia sociale
TESTO: Nei sei anni successivi, Carmi fotografa, infatti, la comunità dei travestiti genovesi che abitavano l’antico ghetto ebraico: «Tutto è iniziato con una festa di Capodanno a cui sono stata invitata, ho scoperto la sofferenza e la solitudine di persone davvero perbene e non allora non ho mai venduto una fotografia di quella serie perché avevo paura di rovinare questa amicizia, pensi che la Morena mi ha fatto chiamare prima di morire». Il libro che ne nascerà, pubblicato da Essedì con testi di Carmi e dello psicanalista Elvio Fachinelli, farà scandalo «in quell’Italia bacchettona» e Lisetta viene bollata come «una sporcacciona». Le librerie non lo vendono e vogliono mandarlo al macero, sarà Barbara Alberti a salvarlo, comprando le copie invendute e regalandole agli amici. Oggi I travestiti è un cult: in copertina c’è sempre quella Gitana che, confessava Lisetta, «mi aveva detto o mi metti in copertina o niente! ». Nel mese di ottobre del 1966 Carmi fotografa ad Amsterdam il movimento di contestazione dei Provos. Nel 1969 viaggia per tre mesi in America Latina e l’anno successivo in Afghanistan e Nepal. Nel 1970 a Belfast documenta la difficile situazione durante il conflitto nordirlandese. Nel 1971 compra un trullo in Puglia, a Cisternino. Il 12 marzo 1976 conosce a Jaipur, in India, Babaji Herakhan Baba, il Mahavatar dell’Himalaya, incontro che trasformerà radicalmente la sua vita.
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TITOLO: Frida Bollani: «La mia musica in braille. Noi giovani siamo il futuro, dobbiamo far sentire la nostra voce»
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OCCHIELLO: La musicista figlia di Stefano Bollani è una degli ospiti più attesi della serie di concerti del Musart
TESTO: La musica è la sua vita. La sua vita è musica. Sarebbe davvero troppo semplicistico spiegare questo doppio binomio con la familiarità. Non è solo questione di genetica. Tra i tanti doni speciali di Frida Bollani Magoni ci sono una volontà di ferro e un’innata capacità di trarre positività dalle avversità. Dai suoi occhi che guardano altrove, senza vedere, finanche al Covid, che le è “servito” per studiare sodo e preparare i suoi primi concerti, da cui è nato anche un album, Primo tour, registrato live, che presenterà da nord a sud Italia, fino a settembre. Con una sola pausa certa, il 18 settembre, quando compirà 18 anni. «L’anno scorso ho brindato in aereo, mentre andavo in Sardegna per partecipare a “Musica Nuda”: applaudirono hostess e passeggeri. I 18 anni, simbolo di indipendenza, sono da festeggiare», dice. È convinta che sua madre, la cantante e attrice pisana Petra Magoni, continuerà a seguirla ovunque. Fenomeno esploso sui social poco più di un anno fa dopo l’esibizione nella trasmissione di Stefano Bollani (suo padre), «Via dei Matti n° o», Frida Bollani Magoni è tra gli ospiti più attesi della serie di concerti del Musart (concerto il 13 luglio) nel Cortile degli Uomini, chiostro dell’Istituto degli Innocenti progettato da Brunelleschi, dove arriveranno Tommasi Novi (martedì 12) e poi Nada, Peppe Voltarelli e Dado Moroni.
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TITOLO: Cristina Comencini: «Il mio primo libro pubblicato grazie a Natalia Ginzburg. Papà Luigi? Umanissimo ma severo»
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OCCHIELLO: Cristina Comencini ritirerà il premio in onore del padre Luigi, a 50 anni dal capolavoro. «Per lui l’infanzia era l’unico tempo della libertà»
TESTO: La fatica, Educati e gentili, Tante case, La bicicletta, Papà lavora, Qualcosa di nuovo. Bisognerebbe rivedere questi sei episodi de I bambini e noi per sorridere, commuoversi, capire anche. Luigi Comencini li girò poco prima di affrontare Pinocchio — all’inizio degli anni ‘70 per la Rai — Venne fuori una serie di docu-film forse meglio dire un reportage nel mondo dell’infanzia poetico e franco. Bianco e nero per un viaggio attraverso l’Italia dei piccoli. Partiamo da questa assonanza di temi con Cristina Comencini, figlia di cotanto padre e madre di Carlo Calenda, e, a sua volta, scrittrice, sceneggiatrice e regista, per parlare di Pinocchio a 50 anni da Pinocchio. Quello di Comencini, con Geppetto Nino Manfredi, la fata Turchina Gina Lollobrigida, il burattino bambino Andrea Balestri e la colonna sonora di Fiorenzo Carpi che basterebbe solo quella per tornare a sorridere memori di quell’appuntamento con la storia della televisione italiana datato 1972. Lei, Comencini figlia, quell’avventura la ricorderà oggi alla Fondazione Nazionale Carlo Collodi dove riceverà per conto del padre il premio dei Lions di Pescia per quell’impresa.
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TITOLO: La Francigena nell’Unesco 2025, con la spinta della Toscana
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OCCHIELLO: La Toscana è la regione capofila per riconoscere la via Francigena patrimonio dell’umanità. Firmato un protocollo d’intesa con altre regioni d’Italia
TESTO: La Toscana è la regione capofila del progetto che dovrebbe portare nel 2025 al riconoscimento della Via Francigena come patrimonio Unesco. È quanto deciso nel corso dell’incontro che si è tenuto a Firenze con, tra gli altri, il presidente della Toscana, Eugenio Giani, l’assessore regionale al turismo Leonardo Marras, i sottosegretari di stato dei ministeri della Cultura e degli Esteri, Lucia Borgonzoni e Benedetto Della Vedova, e il presidente dell’Associazione europea Vie Francigene, Massimo Tedeschi. In occasione dell’evento è stato firmato il protocollo d’intesa, che durerà tre anni, tra Toscana, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Liguria, Lazio e Valle d’Aosta che tutte insieme si impegnano a proseguire l’iniziativa comune nei confronti degli altri Paesi europei attraversati dalla Francigena, ovvero Inghilterra, Francia, Svizzera e Città del Vaticano. «Quello che abbiamo ricevuto — ha commentato Giani — è un graditissimo riconoscimento del ruolo e dell’importanza che la Toscana ha giocato nella definizione del percorso che ci porterà alla redazione del dossier attraverso il quale arriveremo ufficialmente a presentare la candidatura della Francigena nella lista del patrimonio Unesco». Il sottosegretario Borgonzoni ha detto che «il protocollo segna un ulteriore e indispensabile passo avanti verso il riconoscimento della Via Francigena Patrimonio dell’Umanità. L’inserimento di questo storico itinerario nella lista Unesco permetterebbe di riconoscerne l’importanza e lo straordinario valore universale, contribuendo a promuovere l’immagine dell’Italia nel mondo». Il sottosegretario Della Vedova ha poi spiegato che «il ministero degli Esteri guarda con profondo interesse al progetto di candidatura della Via Francigena alla Lista del Patrimonio mondiale, ed esprime il suo apprezzamento per l’efficace collaborazione tra le diverse istituzioni a vario titolo coinvolte nel complesso percorso che sappiamo essere alla base del processo di definizione di una candidatura».
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TITOLO: I misteri (biografici) degli scrittori: il focus nell’App de «la Lettura»
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OCCHIELLO: Extra digitale: interrogativi sulle vite e sospetti sulle morti dei grandi della letteratura da Poe a Pynchon. Nell’inserto in edicola e App, il romanzo «Il caso Agatha Christie» (Neri Pozza) di Nina de Gramont
TESTO: Quale è il volto dello scrittore Thomas Pynchon, che da anni vive nella più assoluta riservatezza? Chi si nasconde dietro lo pseudonimo della scrittrice Elena Ferrante? E ancora i molti interrogativi, sospetti, persino leggende che aleggiano intorno alle morti di giganti della letteratura quali Edgar Allan Poe, Nikolaj Gogol’, Jack London. .. I misteri (biografici) degli scrittori sono il Tema del Giorno di giovedì 7 luglio, extra digitale disponibile nell’App de «la Lettura» (scaricabile da App Store e Google Play). Ne scrive Ida Bozzi che su «la Lettura» #533, in edicola e nell’App, recensisce il romanzo Il caso Agatha Christie (Neri Pozza) di Nina de Gramont, ispirato alla scomparsa per 11 giorni, nel 1926, della giallista. L’incipit del libro si può inoltre leggere nella sezione Temi dell’App.
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TITOLO: Oliviero Toscani, il contest: cerca il volto (senza trucco) della Toscana
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OCCHIELLO: Il contest del fotografo: una donna che incarni l’inarrivabile classe rinascimentale
TESTO: È partita la caccia al volto della Toscana. «Cerchiamo la bellezza vera, la bellezza dell’essere: non i trucchi, non l’artificialità, non la solita modella, ma il volto di una donna che sia il simbolo dell’intelligenza, dell’onestà, della naturalezza, dell’eleganza, indipendentemente dall’età». Il fotografo Oliviero Toscani spiega così il suo progetto per un ritratto che farà da icona della cinque giorni che la Regione organizzerà nel prossimo novembre, dedicata alla promozione del turismo al femminile («Benvenute in Toscana»), in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’idea, maturata tra l’artista milanese (col cuore e la casa sulle colline pisane) e il governatore Eugenio Giani, parte da lontano: «Questo progetto poteva nascere solo qui — prosegue Toscani — Perché nessun’altra terra ha una storia iconografica come il vostro Rinascimento. Io voglio partire dai volti dei dipinti, per trovare una donna che rappresenti quel tipo di espressività, quel tipo di classe inarrivabile, ma che abbia qualcosa di moderno. Un volto, insomma, che abbia una complessa semplicità, che sfugga al conformismo diffuso e che rappresenti l’anima di questa regione».
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TITOLO: «Un libro sotto le stelle», mini-crociere con gli autori di successo
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OCCHIELLO: Si rinnova dal 14 luglio l’appuntamento sul traghetto, sulla rotta Salerno-Positano
TESTO: Si parte giovedì 14 luglio all’insegna dello sport con la presentazione dell’ultimo lavoro di Gian Paolo Porreca dal titolo «Il Giro racconta. La meravigliosa storia dei 115 arrivi della Corsa Rosa in Campania» con gli interventi dei giornalisti Gianfranco Coppola e Marco Lobasso; venerdì 15 luglio doppio appuntamento con l’attore Patrizio Rispo con il suo libro di cucina dal titolo «Un pasto al sole. La cucina di casa Rispo/Jurdàn» e «La camorra si studia in terza» di Mariafrancesca Villani che vedrà la partecipazione di Antonio Parlati, direttore del Centro di produzione Rai di Napoli. Concluderà il primo appuntamento della rassegna, sabato 16 luglio, il giornalista Antonio Vastarelli con il giallo «Cause perse. Una maledetta primavera per Jack Soriano». Si riparte giovedì 21 luglio con Enrico Passaro, responsabile dell’ufficio del cerimoniale di Stato e per le onorificenze, con «Non facciamo cerimonie! A spasso nelle vicende del protocollo di Stato» con le testimonianze dei giornalisti e scrittori Giuseppe Scanni e Gabriele Bojano; venerdì 22 luglio doppio appuntamento con il giornalista Toni Capuozzo con il suo ultimo lavoro «Balcania. L’ultima guerra europea» e «La guardiana delle tartarughe» di Elisabetta Masso con la partecipazione di Luca Della Corte, project manager Associazione Meridiani, Antonio Galdi presidente dell’Associazione Amici del Tricolore e il giornalista Franco Buononato e con l’intervento del generale di Corpo d’Armata Agostino Pedone, ex Comandante della Brigata Multinazionale a Sarajevo, già consulente del Ministro della Difesa per i problemi di reclutamento e presidente del Comitato Militare dell’Istituto Studi Ricerche Informazioni Difesa. Sabato 23 luglio, infine, «L’equazione della colpa» di Arianna Lombardelli con la partecipazione di Gino Aveta, autore Rai.
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TITOLO: Un festival permanente della cultura
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TESTO: L’amministrazione comunale, in linea con quella regionale, ha scelto come ben noto di non attribuire la delega alla cultura. È stato detto, a fronte delle rimostranze che da più parti si sono sollevate, che non si tratta affatto di una sottovalutazione del comparto, e che anzi il sindaco ha così a cuore l’argomento da voler gestire direttamente, attraverso strutture dedicate, lo sviluppo di questo settore, definito «strategico». Conoscendo personalmente Gaetano Manfredi, il suo spessore umano e professionale e l’assoluta onestà ideologica che possiede, siamo certi che la sua posizione sia realmente questa e che un uomo che ha retto il destino dell’istituzione culturale più importante della città, l’università Federico II, per poi diventare addirittura ministro della ricerca non possa non aver compreso con chiarezza che la cultura è la via principale per lo sviluppo della città. E tuttavia per definire un settore «strategico», sembra evidente che ci sia bisogno di una strategia.
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TITOLO: Versiliana, il programma della 43ª edizione: Pregliasco, Ilaria D’Amico, Iva Zanicchi e tanti altri
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OCCHIELLO: Tutti i nomi che si succederanno nella pineta di Marina di Pietrasanta
TESTO: Tutto pronto a Marina di Pietrasanta per l’edizione numero 43 del celebre “Caffè della Versiliana”, il talk show che si svolge ogni estate all’interno dell’omonimo parco, in Versilia, ospitando ogni giorno – dal 10 luglio al 31 agosto - decine di personaggi di spicco della politica, dello spettacolo, del giornalismo, della scienza e della cultura. Promossa e organizzata dalla Fondazione Versiliana in collaborazione con il Comune di Pietrasanta e sostenuto dalla Regione Toscana, la manifestazione si presenta quest’anno con una novità a suo modo storica: per la prima volta infatti il palco verrà collocato sul lato opposto dell’area “incontri” rispetto al passato, totalmente rinnovato nell’allestimento di quinte e fondale. Fra gli appuntamenti più significativi c’è quello del 22 luglio, giorno in cui ricorrerà il decennale della scomparsa di Romano Battaglia, ideatore e “anima” del “Caffè”: per l’occasione è previsto un incontro col direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e i giornalisti Ilaria D’Amico e David De Filippi durante il quale parlerà di come sia cambiato il modo di fare giornalismo dagli anni Settanta ad oggi,
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TITOLO: Premio Strega 2022, vince Mario Desiati
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OCCHIELLO: Al Ninfeo di Villa Giulia la serata conclusiva. L’autore di «Spatriati» (Einaudi) stravince e ricorda l’amico Alessandro Leogrande. Sul podio Claudio Piersanti e Alessandra Carati. L’omaggio a Raffaele La Capria
TESTO: Nella serata presentata da Geppi Cucciari all’inizio sotto l’ombrello, la sfida tra Spatriati e Quel maledetto Vronskij, si è giocata negli ultimi minuti ma l’esito era ampiamente previsto. «Il confronto con gli altri autori è stato emozionante — ha detto Desiati, occhi truccati, completo di Valentino, camicia di seta bianca pochette, scarpe rainbow e ventaglio—, perché uno scrive per alimentare i dubbi e non per dare le risposte». Lui che ha vissuto tra la Puglia e Berlino (oggi è a Roma, ma torna spesso in Germania) racconta nel suo romanzo la crescita di due ragazzi «in fuga dagli stereotipi e dalla pressione sociale», trapiantati all’estero ma che rifiutano «il lamento degli expat», che invitano a non sottovalutare «i semi della poesia, l’intreccio delle nostre radici, il nostro mondo interiore». Il tema comune ai due libri è l’esistenza difficile, in giovane come in tarda età, dei protagonisti: «Nel mio primo libro raccontavo degli italiani che emigravano in cerca di lavoro e si ammalavano — ha spiegato Desiati —, perché l’Italia è uno dei Paesi da cui si emigra di più; in questo, ho cercato di rappresentare i giovani che cercano fortuna fuori dal loro ambito familiare, che fuggono. E che possono fallire. Quelli che per scelta o per destino non incarnano i modelli sociali vincenti della nostra società, eppure non per questo rappresentano una generazione persa».
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TITOLO: Mario Desiati, tra Queer e precariato la battaglia per i diritti
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OCCHIELLO: Appena conquistato il premio letterario istituito 76 anni fa dalla Fondazione Bellonci, lo scrittore di orgini pugliesi ha raccontato il suo impegno per la comunità Lgbt e ha dedicato la vittoria «anche ai lavoratori dell’editoria senza contratto»
TESTO: Ancor prima di scendere dal palco, attorniato da microfoni e telecamere, Desiati ha così spiegato anche la scelta dell’abbigliamento indossato per la serata al Ninfeo di Villa Giulia: una scelta legata al libro Spatriati — perché il laccio al collo (stile Maneskin) «rappresenta il mondo del clubbing che i due protagonisti Claudia e Francesco vivono a Berlino» — ma anche alle sue personali esperienze e scelte di vita. Sotto il vestito di Valentino, l’autore portava infatti una blusa di seta bianca «che con queste fusciacche ricordava le stole dei sacerdoti, perché nella prima parte del libro c’è anche molto cristianesimo rivisto dalla parte di uno spatriato». Infine i colori dell’arcobaleno nella pochette e nelle scarpe, «perché da sempre mi sento parte della comunità Lgbtq italiana».
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TITOLO: Simoni, Strukul, Vitali, Nafisi: oggi su la Lettura in anteprima nell’App
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OCCHIELLO: Nel nuovo numero del supplemento (sabato 9 in digitale e domenica 10 in edicola) anche Colson Whitehead e l’ex Police Stewart Copeland. Extra digitale: l’incipit in anteprima di «Quell’altro mondo» (Adelphi) di Azar Nafisi
TESTO: I tre autori stranieri si raccontano attraverso altrettante interviste: Colson Whitehead parla dell’America di oggi con Marco Bruna; il giapponese Isaka Kotaro dialoga di gialli e modelli letterari con Annachiara Sacchi; infine, Azar Nafisi, autrice del bestseller Leggere Lolita a Teheran, è intervistata da Viviana Mazza per l’uscita in Italia, da Adelphi il 12 luglio, di Quell’altro mondo. Nabokov e l’enigma dell’esilio. L’incipit del libro si può leggere in anteprima nella sezione «Temi» dell’App, che raccoglie gli extra quotidiani digitali, i Temi del Giorno. Il Tema del Giorno di domenica 10 luglio è un testo di Ida Bozzi sulla passione dei gialli per i laghi. Molti sono i thriller ambientati al lago (e qui fioriscono i festival del noir). Merito delle atmosfere che hanno ispirato Piero Chiara e Andrea Vitali, oltre a Vanni, Polillo e molti giallisti che amano l’acqua dolce. .. Per «la Lettura» #554, in edicola e App, Andrea Vitali dipinge un affresco sorprendente e poetico del Lario, lo specchio d’acqua da sempre al centro della sua narrazione. Il testo dello scrittore accompagna la visualizzazione dati di Federica Fragapane che raccoglie i laghi più profondi al mondo.
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TITOLO: Libro possibile, a Polignano eventi al chiuso per il maltempo. Gli appuntamenti della terza serata
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OCCHIELLO: Gli orari restano invariati ma ci si sposta nel cinema Vignola e in Palazzo San Giuseppe
TESTO: Anche il festival rende omaggio alla figura di Leonardo Del Vecchio a poco più di una settimana dalla morte. Il ricordo dell’ex fondatore del gruppo Luxottica sarà uno degli appuntamenti più attesi della terza serata di presentazioni e incontri che si svolgeranno anche stasera nella rassegna letteraria pugliese. «Da Leonardo Del Vecchio a Mark Zuckerberg: come si diventa leader globali» è il titolo dell’incontro (ore 20 piazza Aldo Moro) con Ferruccio De Bortoli, già direttore del Corriere della Sera e de Il Sole 24 Ore, e Tommaso Ebhardt, capo della redazione di Bloomberg News di Milano, e autore della biografia esclusiva e non istituzionale per Sperling & Kupfer.
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