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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 14 May 2019 AL GIORNO Tuesday 21 May 2019 SU: economia




TITOLO: Dazi Usa, rappresaglia cinese: 60 miliardi di aumenti. Dow Jones giù, crolla Apple. La nuova guerra: scenari
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OCCHIELLO: Pechino risponde all’aumento dei dazi imposto da Trump, le Borse in rosso: Wall Street perde oltre il 2%, crolla Apple. Le tre ipotesi sul confronto commerciale e l’ombra di un forte rallentamento dell’economia globale
TESTO: Tensione alle stelle sui mercati finanziari, con le Borse europee che aprono la settimana di contrattazione con nuovi cali (qui i listini in tempo reale: le quotazioni). Pesano i timori di un vera guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti dopo la scelta del presidente Usa, Donald Trump, di aumentare fino al 25% i dazi sui prodotti importati dalla Cina. La Cina ha risposto al rialzo delle tariffe americane di venerdì scorso con un nuovo round di aumenti tariffari: Pechino dal primo giugno prossimo alzerà al 25% i dazi su 60 miliardi di dollari di importazioni americane. Saranno colpiti 2.493 i beni «Made in Usa». Le Borse europee stanno accelerando nella via del ribasso imboccata da inizio maggio proprio sulle rinnovate tensioni tra Washington e Pechino. Nel fine settimana il consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, ha sottolineato come Pechino sia riluttante a tradurre in norme effettive gli accordi internazionali. Da Washington fanno sapere che è probabile un summit sul tema tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping in occasione del G20 di giugno in Giappone.
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TITOLO: Cargo, classifica impietosa degli scali: le (poche) merci sugli aerei
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OCCHIELLO: Francoforte e Parigi movimentano oltre 2,1 milioni di tonnellate all’anno. Metà del traffico merci d’Italia passa da Malpensa che si ferma a circa 500mila. La sfida è diventare uno snodo europeo. Però bisogna investire sull’automazione
TESTO: Anno 2016. L’allora presidente francese, Francois Hollande, presenziò all’annuncio del maxi-investimento da 1,4 miliardi dell’americana FedEx sul Charles de Gaulle a Parigi. Il Vecchio Continente si sta tramutando in un luogo di scontro tra i più importanti operatori mondiali. Tnt era una preda golosissima quando è stata acquistata da FedEx. Soprattutto per la sua rete distributiva in Italia, Spagna e Regno Unito, Paesi in cui sta decollando l’ecommerce, grazie ad Amazon che potrebbe disintermediare i corrieri. FedEx ha potenziato Malpensa negli ultimi anni con un investimento da diversi milioni privilegiando le spedizioni aziendali, soprattutto nel farmaceutico e nei ricambi per auto. Anche Dhl è corsa ai ripari spostando progressivamente le merci che immagazzinava ad Orio al Serio. Iniziative interessanti, favorite da sviluppo e investimenti dello scalo gestito da Sea, società controllata dal Comune di Milano e con una quota rilevante in mano al fondo infrastrutturale F2i. Ma è tutto il sistema aeroportuale lombardo che può fare di più, replicando i risultati del traffico passeggeri con aumenti dei transiti su tutti gli scali che stanno trascinando su gli utili e i margini con la soddisfazione degli azionisti per la distribuzione dei dividendi.
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TITOLO: Evasione fiscale, pagano sempre gli stessi. Chi fa davvero la guerra ai furbi? L’Iperf ingiusta: al 12% degli italiani il 58% delle tasse
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OCCHIELLO: Anche il governo del cambiamento non ha affrontato il male endemico dell’ItaliaCi sono 80 miliardi di «nero» ogni anno. E su 100 euro di tasse «teoriche» 30 si perdono Eppure dal redditometro agli studi di settore fino allo split payment i (migliorabili) strumenti per individuare i disonesti sono stati pian piano boicottati
TESTO: Con quali effetti reali e di deterrenza? La stessa fatturazione elettronica, in vigore dal 10 gennaio 2019, nella fase iniziale è stata oggetto di dubbi e rinvii sull’applicazione delle sanzioni. È uno strumento utile ma non risolverà tutti i problemi legati all’evasione, come di recente ha ricordato uno studio della Commissione europea. La fattura elettronica favorirà l’incrocio dei dati per intercettare con tempestività chi per esempio invia la fattura ma poi non versa l’Iva o chi utilizza crediti Iva non spettanti, come emerge anche dai primi riscontri dell’Agenzia delle entrate. Chi non ha mai rilasciato una fattura continuerà probabilmente a tenere lo stesso atteggiamento. L’Ufficio parlamentare di bilancio, all’epoca del governo Gentiloni, aveva espresso molti dubbi sull’entità del gettito atteso (2 miliardi). Ed è forse l’importanza del valore economico della fatturazione che ha indotto il governo Conte a mantenerla, nonostante il suo vicepremier Di Maio non l’abbia mai particolarmente apprezzata. Come non venne apprezzato il meccanismo dello split payment, ovvero lo Stato che trattiene direttamente l’Iva sulle forniture. Con il «Decreto dignità» è stato abolito per i professionisti.
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TITOLO: Essilor Luxottica, pace fatta dopo mesi di scontro tra italiani e francesi: perché è una vittoria di Del Vecchio
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OCCHIELLO: Trovata l’intesa tra azionisti italiani e francesi: il gruppo degli occhiali potrà finalmente ripartire dopo la fusione e i contrasti
TESTO: Cade così anche l’arbitrato internazionale promosso da Leonardo Del Vecchio. Il consiglio di amministrazione ha, infatti, votato all’unanimità, in primo luogo, che resta in vigore la governance paritaria com’è attualmente e che assegna gli stessi poteri alle due parti, Essilor e Delfin (la società della famiglia Del Vecchio). Significa che il numero di consiglieri resterà di 16 (8 parte Essilor e 8 parte Delfin) fino all’approvazione del bilancio 2020 nella primavera del 2021. Per questo, i rappresentanti dei dipendenti Essilor – che sono presenti in Cda con tre consiglieri, compresa la presidente dell’associazione Valoptec, Juliette Favre – non chiedono più che il Cda venga allargato ma, anzi, il 16 maggio voteranno contro le proposte avanzate dalla stessa Valoptec e da alcuni fondi in appoggio ai francesi. Riguardo ai fondi, per i meccanismi di voto del gruppo alcuni potrebbero aver già votato e non è chiaro se possono cambiare la propria indicazione prima di giovedì.
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TITOLO: Carige, il salvataggio della banca ligure all’esame del fondo interbancario
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OCCHIELLO: A Roma si riunisce l’Fitd: c’è un bond da 330 milioni da convertire e una direzione da prendere sul futuro di Genova
TESTO: Lo spread è un numero che evidenzia quanto ampio sia percepito il rischio italiano. Se le nostre imprese si finanziano pagando il denaro il 2,5-3,0 per cento più delle concorrenti tedesche e quasi al livello delle aziende greche, significa che per arrivare in cima alla salita dovranno faticare molto di più delle concorrenti. Le barzellette raccontate nell’ultimo anno dai sovranisti a media gittata, davanti al dramma di Carige non fanno più ridere nessuno, ma presentano il conto. BlackRock abbandona il tavolo e la situazione rischia ancora una volta di precipitare. Ci sono 4.100 dipendenti da tutelare e di questi perlomeno 1.200 sembrano essere di troppo. E se il fondo più grande e più ricco al mondo si è chiamato fuori, cosa convincerà altri suoi concorrenti a investire? Si parla di Apollo e Varde, fondi rimasti a bordo campo nelle ultime settimane, ma l’opzione più gettonata al momento è, purtroppo, un’opzione sovranista, tutta italiana: dall’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), che oggi si riunirà a Roma per decidere della conversione del bond Carige da 330 milioni da effettuare domani, fino all’intervento diretto del governo, come è stato fatto con il Monte dei Paschi di Siena.
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TITOLO: Rifiuti, Ecodom primo consorzio in Italia per riciclo Raee nel 2018
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OCCHIELLO: Trattate 105mila tonnellate, risparmiate 808mila t di anidride carbonica
TESTO: Nel 2018 il Consorzio Ecodom si conferma al primo posto in Italia per quantità di RAEE domestici trattati (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche): oltre 105 mila tonnellate, con un taglio delle emissioni di CO2 pari a 808 mila tonnellate e un risparmio di energia superiore a 130 milioni di kWh. Sono i dati che emergono dal rapporto di sostenibilità del Consorzio per il 2018. L’anno scorso, su un totale di 310.610 tonnellate di RAEE Domestici gestiti complessivamente nel sistema «formale» italiano, ben 105.824 tonnellate (pari al 34,1%) sono state processate nella filiera di trattamento gestita da Ecodom.
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TITOLO: Striscione anti-Salvini rimosso dai vigili del fuoco, si poteva fare?
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OCCHIELLO: Risponde Eugenio Correale, uno dei massimi esperti italiani di norme condominiali e direttore dell’Ufficio studi di Anaci (l’associazione degli amministratori condominiali) Lombardia: «Tra le 4 ragioni possibili non ne ricorre alcuna»
TESTO: Il primo caso, molto teorico, è che ci sia un regolamento di condominio contrattuale (cioè varato a suo tempo dal costruttore o approvato in seguito da mille millesimi del condominio) che vieta espressamente l’esposizione. Ma a parte l’estrema improbabilità di questa ipotesi rimane il fatto che per far rispettare il regolamento di condominio deve attivarsi l’amministratore o al limite un condòmino, certo non la polizia o i vigili del fuoco. La seconda ipotesi è che si stia violando il regolamento edilizio del comune. «A Milano ad esempio, il regolamento, prevede l’obbligo di rispettare il decoro urbano. Ammesso e non concesso che uno striscione removibile possa essere giudicato tale da inficiare il decoro, sembra davvero improbabile che si possano riscontrare ragioni adeguate per intervento manu militari ed a tambur battente».
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TITOLO: «La fusione Orio-Milano? Meglio farsi concorrenza»
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OCCHIELLO: Il direttore generale di Sacbo, la società di gestione dell’aeroporto di Milano Bergamo, Emilio Bellingardi: «Se si dovesse incidere sulle tariffe aeroportuali pagate dalle compagnie aeree il rischio è che tutti e tre gli scali possano perderci»
TESTO: La premessa, ritenuta «doverosa», è questa: «Sono un convinto liberale. Le integrazioni, le fusioni tra società di gestione aeroportuale si fanno solo se portano efficienze operative e possono fungere da stimolo alla competizione tra gli scali, altrimenti commettiamo un errore storico che non possiamo permetterci». Emilio Bellingardi è il direttore generale di Sacbo, la società di gestione dell’aeroporto Il Caravaggio di Bergamo, ad Orio al Serio. Da anni, a intervalli ricorrenti, si prospetta l’ipotesi di una fusione societaria con Sea, che gestisce gli scali di Milano Linate e Malpensa ed è azionista anche di Sacbo, nel cui capitale figurano pure Ubi e il Comune e la Camera di Commercio di Bergamo.
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TITOLO: Apple in caduta. La Corte Suprema dà via libera a class action sull’App Store
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OCCHIELLO: Il titolo di Cupertino crolla a Wall Street per la guerra dei dazi, ma anche per la sconfitta legale contro i consumatori che l’accusavano di gonfiare i prezzi sull’App Store approfittando della posizione dominante. Intanto nel primo trimestre il mercato nordamericano degli smartphone, dove Apple è leader con una quota del 40%, è sceso del 18
TESTO: Anche dal mercato arrivano cattive notizie. Mentre la lotta dei dazi colpisce Apple, che vede i suoi prodotti diventare più cari in Cina, dove inoltre assemblea buona parte dei dispositivi, non c’è il vantaggio reciproco sul mercato americano, dove i telefonini cinesi, non solo per il caso Huawei, non riescono a sfondare. E intanto il mercato degli smartphone in Nord America, ha segnato una decisa battuta d’arresto nel primo trimestre. Da gennaio a marzo le consegne sono diminuite del 18% su base annua scendendo a quota 36,4 milioni di unità, la cifra più bassa degli ultimi cinque anni, secondo gli analisti di Canalys. Apple si conferma regina del mercato, di cui detiene il 40%. ma le consegne di iPhone sono però diminuite del 19%, a 14,6 milioni di unità rispetto ai 17,9 milioni del primo trimestre 2018: a parziale compensazione c’è il risultato positivo dell’iPhone XR, con oltre 4,5 milioni di pezzi venduti in tre mesi. Samsung, seconda in classifica, recupera su Apple, con un aumento delle consegne del 3%, a 10,7 milioni di smartphone. . La compagnia coreana ha consegnato 2 milioni di Galaxy S10+ e anche 2 milioni di Galaxy S10e. Al terzo posto si trova LG, in calo del 24% a 4,8 milioni di unità. Fuori dal podio, Lenovo sale a 2,4 milioni di smartphone consegnati (+42%) e Tcl a 1,4 milioni (+31%).
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TITOLO: Amazon, una macchina inscatolatrice italiana al posto dei magazzinieri: costa un milione e lavora per 24
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OCCHIELLO: Il gruppo delle vendite online non sta pensando alla tecnologia solo per rivoluzionare la consegna con droni o auto senza guidatore. Secondo quanto riferisce la Reuters, è in corso la sperimentazione di macchine che costano un milione di dollari in grado di fare il lavoro di 24 persone. E si ripagano in meno di due anni
TESTO: Le macchine scansionano le merci che arrivano su un nastro trasportatore e le impacchettano nel giro di pochi secondi. Sempre secondo le fonti, ogni macchinario costa 1 milione di dollari più le spese operative. Amazon si aspetterebbe di recuperare i costi in meno di due anni. Il gruppo dell’ecommerce da tempo ha una strategia che punta ad automatizzare la maggiore parte della sua attività, non solo nella gestione della logistica nei magazzini, ma anche nella consegna, con la sperimentazione di possibili nuovi sviluppi, ad esempio, con droni o vetture senza guidatore.
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TITOLO: Banche & fintech, c’è l'effetto leva: la Borsa è pronta a premiare chi innova
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OCCHIELLO: Il mercato riconosce valutazioni più elevate agli istituti che usano strategicamente la rete. L’analisi di Accenture sul settore open banking: dal 2012 in Europa ci sono stati oltre 400 accordi tra enti di credito e startup della finanza
TESTO: Tra le aree più interessanti, secondo Accenture, c’è il wealth tech con la capacità di fornire nuove soluzioni nella gestione del denaro. «La posta in gioco stimata sul mercato domestico è una crescita di un trilione di euro quanto ad asset under management, cioè risparmio gestito, nei prossimi cinque anni», secondo il report. Invece, nell’area dell’alternative lending, ossia il prestito tramite piattaforme, la collaborazione tra nuove società e banche incumbent può sbloccare valore per un ammontare di 45 miliardi di euro di nuovi prestiti e 1,3 miliardi di ricavi addizionali «grazie all’inclusione di clienti oggi non serviti e al potenziale utilizzo di nuove fonti di dati nella fase del credito scoring». Non sono trascurabili neppure le ulteriori revenue in arrivo da settori come i pagamenti digitali o l’open banking con le fintech autorizzate a dare un’occhiata ai nostri conti correnti per proporre nuovi servizi. Accenture prevede che circa 3,5 miliardi di euro di ricavi arriveranno da soluzioni rese disponibili tra pagamenti e servizi sul conto corrente.
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TITOLO: Conad compra i supermercati e i negozi Auchan e Simply in Italia
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OCCHIELLO: Entra in Conad una parte importante dei circa 1.600 ipermercati, supermercati, negozi con i marchi Auchan e Simply: il gruppo italiano diventa così leader di mercato
TESTO: Proprio l’occupazione è naturalmente al centro dell’attenzione dei sindacati, che dopo l’operazione hanno subito chiesto un confronto con la nuova proprietà. Secondo il segretario nazionale della Fisascat Cisl, Vincenzo Dell’Orefice, «il disimpegno di un primario gruppo europeo come Auchan è un segnale inquietante per il nostro Paese. Il notevole salto di qualità delle politiche di acquisizione portate avanti da Conad e dalle tante entità societarie che operano sotto la sua insegna, di contro, inevitabilmente modificherà la struttura del comparto. È necessario non disperdere il patrimonio di professionalità e di esperienza rappresentato dalle migliaia fra lavoratici e lavoratori dipendenti da Sma Simply e da Auchan col passaggio di mano degli asset aziendali a Conad. Già in occasione dell’incontro convocato presso il ministero dello Sviluppo Economico per il prossimo 28 maggio - ha concluso Dell’Orefice - occorrerà chiarire tempi, modalità e condizioni sia della cessione nel suo complesso che del trasferimento delle lavoratrici e dei lavoratori». Secondo Filcams Cgil «è assolutamente prioritario attivare rapidamente un confronto con tutti gli attori di questa operazione commerciale per ottenere garanzie sul futuro degli addetti interessati dal passaggio. Non è accettabile che questa acquisizione possa determinare esuberi e licenziamenti o anche sensibili peggioramenti delle condizioni attuali di lavoro. Il sindacato vuole conoscere il piano industriale di Conad e le intenzioni dell’impresa rispetto al mantenimento del perimetro della rete vendita acquisita dalla multinazionale francese. Anche il Ministero dello Sviluppo economico può e deve giocare un ruolo importante per impedire che i costi di questa operazione si scarichino sui dipendenti determinando una crisi occupazionale dal forte impatto sociale».
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TITOLO: Google, a Monaco un centro per la tutela della privacy degli utenti
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OCCHIELLO: Dopo la conferenza degli sviluppatori, Mountain View rinnova il suo impegno per tutelare dati e sicurezza degli utenti e lo stabilisce in Germania 
TESTO: Nella sua sede nella città tedesca, dove lavorano già 750 persone, il colosso inaugura il Safety Eneineering Center in cui entro fine anno verrà raddoppiato il numero di ingegneri attivo su una maggiore integrazione fra i prodotti e il rispetto di privacy e sicurezza. Rimane da capire come questo approccio si sposerà con il modello di business, quasi interamente dipendente dalla pubblicità online e dalla conseguente certosina profilazione degli utenti. «Non stiamo parlando di raccogliere tutti i dati o di smettere di farlo, ma delle funzioni specifiche che offriamo. Nel motore di ricerca, ad esempio, la maggior parte della monetizzazione arriva dalla frase che viene digitata nella stringa e su questo si può intervenire agendo in incognito. Si parla invece di minimizzazione: lavoriamo dal punto di vista ingegneristico e tecnico per costruire funzioni con la minor raccolta dati possibile», dichiara al Corriere il direttore del prodotto di privacy e sicurezza Mark Risher. Quindi: possiamo (anzi, possono) stare tranquilli, il business di Google non cambia, semplicemente con l’evolversi della tecnologia vengono fornite agli utenti più possibilità di gestire le proprie informazioni. Gli ingegneri della nuova squadra saranno 200 e collaboreranno con gli esperti degli altri uffici europei e globali. Come ha sottolineato Sundar Pichai, la decisione di stabilirsi in Europa non è casuale: «Qui abbiamo già costruito molti delle nostre soluzioni, come il pannello per controllare la privacy, visitato quotidianamente da 20 milioni di persone». Secondo un sondaggio di Ibm, però, a fronte di una preoccupazione per la privacy da parte dell’81 per cento degli utenti, solo il 45 per cento aggiorna effettivamente le impostazioni. Tornando alla novità odierna, sempre a Monaco, la possibilità di aggiornare le impostazioni è stata estesa a Maps, come annunciato a Google I/O. Sulla scelta del Vecchio Continente: è il cuore del regolamento entrato in vigore lo scorso maggio, che Pichai stesso ha auspicato possa ispirare iniziative federali analoghe negli Stati Uniti. Ed è già costato a Google una multa da 50 milioni di euro, inflitta dall’agenzia francese per la privacy. Dal giorno dopo, l’autorità di competenza è diventata quella irlandese (il timore, approfondito qui dal Corriere, è che non sia altrettanto inflessibile visto il legame economico con i colossi americani).
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TITOLO: «Rappresaglia» cinese da 60 miliardi di dazi. Wall Street cade, Trump rilancia il negoziato
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OCCHIELLO: Nuovo round di colloqui con Xi al G20 di Osaka. «Incontrerò anche Putin», ma Mosca smentisce Le merci Tariffe su prodotti made in Usa come soia, maiale, composti chimici, trattori
TESTO: Molti non si spiegano la grande crescita del nostro Pil, ma una ragione è proprio legata a questo. È una spiegazione che non ha alcun fondamento. Decine di economisti da settimane si affannano a chiarire come funziona il meccanismo dei dazi. Gli esportatori cinesi non pagano nulla: l’imposta aggiuntiva è a carico delle società americane (industrie o catene della grande distribuzione) che acquistano la merce. Dopodiché il rincaro spesso si trasforma in un aumento dei prezzi per i consumatori. Secondo uno studio della Federal Reserve di New York e della Columbia University, tra gennaio e novembre del 2018, il potere di acquisto dei cittadini americani si è ridotto di 6,9 miliardi di dollari.
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TITOLO: Gianluigi Gabetti, ecco chi era il Lord Protettore della famiglia Agnelli
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OCCHIELLO: Lo storico collaboratore di Gianni Agnelli è comparso a 94 anni al San Raffaele, dove era ricoverato,. «Senza il suo coraggio», diceva Marchionne, «il Lingotto non sarebbe qui: è lui l’uomo che ha salvato la Fiat»
TESTO: Fu questo, a segnarlo. Questo, e la causa che Margherita Agnelli intentò a figlio e madre sull’eredità dell’Avvocato, rimangiandosi la firma di un accordo tombale. A 83 anni (era nato a Torino il 29 agosto 1924), dopo 50 di carriera senza una sbavatura, dopo che «solo per spirito di servizio» aveva lasciato una comoda pensione tra Ginevra, New York e Torino, si ritrovava così, accusato in quello cui teneva di più: l’onorabilità. Riusciva anche a scherzarci, il sense of humor non l’aveva perso e capitava, con gli intimi, che si mettesse a parlare in perfetto siciliano imitando altrettanto perfettamente Marlon Brando-don Vito Corleone nel Padrino. Era autoironia, ovviamente. Amarissima però. «È in questo modo che mi dipingono. È questo che si ricorderà». Valeva a poco dirgli che non era così. Non lo mostrava, sabaudamente si metteva una maschera di ghiaccio e impassibilità, ma che ne soffrisse, e tanto, chi lo conosceva lo vedeva. Allora gli si ripeteva quel che per primo gli diceva Marchionne: «Senza il suo coraggio, né noi né il Lingotto oggi saremmo qui: è lei l’uomo che ha salvato la Fiat». Al che lui, mai visto timido o imbarazzato, improvvisamente quasi lo diventava. Convintamente ribatteva: «L’uomo che l’ha salvata è Sergio». Poi se lo prendeva sottobraccio, l’amministratore delegato. E ora che neppure «Sergio» c’è più, restano quel gesto, e il ritorno di un sorriso, a racchiudere Gianluigi Gabetti.
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TITOLO: Risparmio energetico, ecco i nuovi siti Enea per le comunicazioni
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TESTO: Per i lavori che termineranno nel 2019 e che possono beneficiare dell’ecobonus e/o del bonus casa, dall’11 marzo sono operativi i siti Enea per l’invio delle comunicazioni dei dati anche ai fini delle detrazioni fiscali. I portali sono raggiungibili dalle pagine detrazionifiscali. enea. it e acs. enea. it o dalla homepage del sito dell’Agenzia delle Entrate. La stessa Agenzia ha poi riassunto in una nota tutto quello che c’è da sapere sul tema. In particolare sono disponibili i siti: • https: //ecobonus2019.enea. it, attraverso il quale è possibile inviare i dati riguardanti gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente che usufruiscono di detrazioni Irpef e Ires, distinte per tipologia di intervento (50%, 65%, 70%, 75%, 80% o 85%); • https: //bonuscasa2019.enea. it, da utilizzare per trasmettere la documentazione relativa agli interventi di risparmio energetico (e utilizzo di fonti rinnovabili) che beneficiano delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie (compreso l’acquisto di elettrodomestici). Attenzione, la comunicazione all’Enea va fatta solo se dal recupero immobiliare si ottengono dei risparmi energetici. La trasmissione dei dati all’Enea dovrà essere effettuata entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo, a prescindere dalla data dei pagamenti. Qualora l’intervento sia semplice e non richieda collaudo, la data di fine lavori può essere provata anche mediante la documentazione emessa da chi ha eseguito l’opera o dal tecnico che compila la scheda informativa. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito, con la risoluzione 244/2007 e la circolare 21/2010 (risposta 3.1), che non è considerata a valida l’autocertificazione del contribuente. Per i lavori terminati tra il 1° gennaio e l’11 marzo 2019, il termine dei 90 giorni decorre dal 10 marzo.
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TITOLO: Morto Gabetti, l’ultima intervista al Corriere: «Io da dattilografo ad Agnelli attraverso Mattioli e Olivetti»
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OCCHIELLO: L’ex manager: portai Marchionne alla Fiat. Mai visto l’Avvocato trattare male qualcuno. «Con Romiti la relazione era talvolta tesa, ma tra noi ci fu sempre stima personale. Agnelli e De Benedetti? Non si fidavano l’uno dell’altro»
TESTO: Come ricorda la guerra? «I bombardamenti distrussero la nostra casa di Torino. Riparammo in campagna, a Magliano Alfieri. Nel castello era di stanza un reggimento. Parlo tedesco, e l’8 settembre il colonnello comandante mi chiamò come interprete. I nazisti chiesero la resa incondizionata. Provai un’umiliazione profonda nel tradurre la risposta. Vidi mille italiani deporre le armi davanti a sei tedeschi: finirono tutti nei lager. La gente saccheggiò il castello: portarono via ogni cosa, anche le brande, incitandosi l’uno con l’altro. Una scena mortificante. Ma quando con mio fratello Roberto, il futuro architetto, ci nascondevamo in cantina, tutti in paese sapevano, e nessuno tradì».
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TITOLO: Bayer crolla in Borsa dopo la maxi-condanna negli Usa e tocca il minimo da 7 anni
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OCCHIELLO: Terza sconfitta per diserbante Roundup, 2mld a coppia con cancro
TESTO: Il verdetto della giuria è arrivato proprio mentre Bayer è alle prese con una rivolta degli azionisti sull’acquisizione di Monsanto, il colosso americano che ha esposto la società tedesca alle cause su Roundup. La sconfitta in tribunale è la terza nel giro di poco tempo: altre giurie hanno infatti condannato il colosso della chimica a pagare 159 milioni di dollari. Bayer presenterà appello in tutti e tre i casi perché, come spiega l’azienda in una nota uscita dopo la sentenza di Oakland, la decisione della giuria «è in conflitto diretto con le decisioni dell’Agenzia per la Protezione Ambientale e il consenso delle autorità sanitarie globali, secondo le quali i prodotti a base di glifosato possono essere usati in modo sicuro e non sono cancerogeni».
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TITOLO: Pa, 500 mila pensionamenti in 3 anni. Bongiorno: «Per i nuovi assunti, un apposito corso universitario»
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OCCHIELLO: Il ministro ha aperto il 14 maggio il Forum della Pubblica Amministrazione: «Nel 2019 ci saranno 150 mila cessazioni con la legge Fornero e 100 mila con ‘Quota 100’, per un totale di 250 mila». Allo studio un nuovo canale per l’accesso dei laureati
TESTO: Cinquecentomila dipendenti pubblici potrebbero andare in pensione nei prossimi tre-quattro anni, per «l’effetto combinato» di varie misure (pensioni di vecchiaia, anticipate, «opzione donna» e Quota 100). Il ministro Giulia Bongiorno, nel corso della prima giornata della trentesima edizione del Forum della Pubblica Amministrazione, assicura che il personale che andrà in pensione verrà tutto rimpiazzato con nuove assunzioni «grazie allo sblocco del turnover». Per quanto riguarda il solo 2019, il ministro ha specificato che «ci saranno 150 mila cessazioni con la legge Fornero e 100 mila con Quota 100, per un totale di 250 mila». In un’intervista al Corriere nell’estate scorsa, aveva parlato di 450 mila assunzioni entro il 2019.
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TITOLO: Guzzetti: «Cariplo, lascio la Fondazione forte e in buone mani»
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OCCHIELLO: Il saluto di Giuseppe Guzzetti, che lascia dopo 22 anni di presidenza. Nominata la nuova Commissione centrale di beneficenza. Il 28 maggio il nuovo presidente
TESTO: Nuova Commissione centrale di beneficenza a 28 componenti per la Fondazione Cariplo. Con le nomine (passate all’unanimità) da parte della Ccb uscente si è concluso il processo che porta alla individuazione ed elezione dei candidati. «Un processo partecipato e ampio», ha detto Giuseppe Guzzetti che dopo 22 anni lascia la presidenza. Guzzetti ha quindi sottolineato le linee guida che hanno portato alla nuova Ccb, organo di governo dell’ente: le scelte sono state orientate a persone «con passione e competenza», con attenzione a «un giusto equilibrio fra nuovi componenti e confermati» per proseguire «nel solco della continuità con una iniezione di nuova energia». L’artefice del big italiano del welfare conclude così: «Lascio una fondazione in ottime mani, con una Ccb di grande livello e una squadra di collaboratori molto efficienti».
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TITOLO: Alessandra Perrazzelli, una globetrotter della finanza alla Banca d’Italia
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OCCHIELLO: Credito, utilities e ritorno. Gli studi a Genova e negli Stati Uniti, la passione per la danza: chi è il nuovo vicedirettore generale della Banca d’Italia con un passato professionale
TESTO: Perrazzelli in 32 anni di lavoro ne ha trascorsi 13 all’estero e altri cinque sono stati spesi lavorando per una banca inglese: 18 anni su 32. Eppure le sono stati attribuiti apparentamenti politici e amicizie ingombranti, scordando che anche quando ha lavorato per le utilities lombarde (Atm dal 2011 al 2017, poi A2A di cui è stata vicepresidente), la sua candidatura è stata proposta da società specializzate nella ricerca di profili professionali. Come è avvenuto anche per quel posto che dal 10 maggio occupa nel Direttorio della Banca d’Italia.
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TITOLO: Polizze e fondi, ecco gli investimenti degli italiani più ricchi
DATA:
OCCHIELLO: Nei prossimi tre anni salirà la quota di prodotti assicurativi e di risparmio gestito, a scapito di singoli titoli e della liquidità. Lo studio sulle mosse future dei clienti «private»
TESTO: La raccolta gestita tornerà a crescere tra il 2019 e il 2021, sebbene in misura meno intensa rispetto al passato (+4,5% medio annuo), con un trend che appare in riassorbimento di quanto accaduto nel 2018. Il peso rimarrà intorno al 40% del portafoglio medio complessivo, in quanto il comparto risulta abbastanza maturo. Prodotti assicurativi. Prendono sempre più spazio e continueranno ad essere apprezzati in misura crescente per le loro caratteristiche come per esempio il «consolidamento» dei risultati (ovvero il meccanismo per cui eventuali perdite successive non minacciano il capitale già maturato), oppure perché rispondono a esigenze relative al passaggio generazionale nella gestione della ricchezza. L’aumento degli assicurativi sarà il più consistente (+6,7% medio annuo nel triennio) fino a rappresentare il 23,3% degli asset gestiti dal private banking.
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TITOLO: Amazon, Bezos alla guida di una ruspa per il nuovo hub da 1,5 miliardi
DATA:
OCCHIELLO: Il numero uno Bezos «muove la prima terra» e pubblica il video su Twitter, promettendo «consegne più veloci». Il gruppo offre 10 mila dollari ai dipendenti che lasciano Amazon per avviare una startup negli Usa per la distribuzione dei pacchi
TESTO: Ma il focus su logistica e distribuzione, per rendere sempre più fluido il commercio elettronico, è evidente anche nell’ultima iniziativa lanciata da Amazon. Il gruppo di Seattle ha offerto 10 mila dollari, più 3 mesi di salario lordo, a ogni dipendente che lascerà la società per mettersi in proprio e avviare una startup nella distribuzione per consegnare i pacchi di Amazon. L’obiettivo è duplice: da una lato eliminare posti di lavoro che saranno sostituito da robot, dall’altro semplificare e velocizzare i problemi di logistica, la vera sfida dek futuro digitale. Non a caso, per ridurre i tempi, si moltiplicano i punti di raccolta e consegna dentro la città, vicino ai consumatori. Sia attraverso punti di vendita diretti, come i supermercati WholeFoods negli Sati Uniti, sia attraverso partner. E’ un trend in atto in tutto il mondo, anche in Italia, dove Amazon ha appena lanciato Counter, una nuova rete di punti di ritiro che permetterà ai clienti di ricevere i propri ordini presso i punti vendita Giunti, Fermopoint e SisalPay .
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TITOLO: Spread sfiora i 290 punti, ai massimi da tre mesi. L’andamento in tempo reale. Il Btp ora rende quasi il 3%
DATA:
OCCHIELLO: Il divario tra Btp e Bund tedesco sale ai massimi da tre mesi. Impietoso il confronto tra i rendimenti: vicino il decennale greco, che rende il 3,58%, quello spagnolo sotto l’1%, 0,33% per il francese
TESTO: I conti pubblici italiani e i titoli di Stato tornano pesantemente sotto pressione: sui mercati internazionali continua ad allargarsi lo spread Btp/Bund che mercoledì ha sfiorato la soglia dei 290 punti base, ai massimi da oltre tre mesi, per poi ritracciare leggermente a quota 285. Il differenziale di rendimento tra il Btp decennale benchmark e il titolo tedesco di pari durata già martedì era schizzato a quota 281, dopo le parole del vicepremier Matteo Salvini che ha sfidato l’Europa, sostenendo che «si può sforare il 3%» del rapporto deficit/Pil. La dichiarazione ha fatto salire la tensione nella maggioranza, con Luigi Di Maio, che l’ha definita una sparata irresponsabile. Il tasso di rendimento si attesta al 2,759%, dopo un massimo del 2,792%. . Sale anche il rendimento del decennale benchmark italiano che apre al 2,76%, dal 2,74% della chiusura della vigilia (qui, le quotazioni in tempo reale).
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TITOLO: Spread in rialzo, perché la fiducia nell’Italia è agli sgoccioli
DATA:
OCCHIELLO: Alcuni degli investitori esteri che avevano comprato titoli di debito italiano in dicembre hanno iniziato a vendere. È solo un anticipo dei rischi he aspettano l’Italia nei prossimi mesi
TESTO: Era così perché il mercato non dimentica che i conti pubblici sono su un piano inclinato, il debito sta salendo e il deficit sta andando oltre il 3% del prodotto lordo nel 2020 - senza interventi - a seguito di pensioni anticipati con quota 100 e reddito di cittadinanza. Le dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini in questo senso e la prospettiva di una nuova fase di instabilità politica hanno spezzato la fase di fragile equilibrio. L’hanno fatto con anticipo rispetto agli appuntamenti della Legge di bilancio in autunno. Alcuni investitori hanno deciso che il gioco non vale più la candela e hanno iniziato a vendere. È solo un anticipo dei rischi he aspettano l’Italia nei prossimi mesi, se non saranno date risposte ai problemi del bilancio italiano.
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TITOLO: Conad compra Auchan Italia e sfida Coop. Pugliese: «Spinta al made in Italy»
DATA:
OCCHIELLO: Il Ceo e direttore generale: «Saremo leader di mercato. Ecco il nostro piano di rilancio della rete»
TESTO: «Ringrazio pubblicamente il presidente di Coldiretti per le sue parole - sorride Pugliese - questa operazione è certamente una buona notizia per tutto il made in Italy. Il nostro modello di business non pensa solo ai grandi produttori italiani ma anche alle Pmi di territorio: nei nostri store l’incidenza dei prodotti locali infatti non è mai inferiore al 30%. Senza dimenticare che il 95% dell’agroalimentare è sempre rigorosamente italiano». Con questa operazione Conad acquisisce la leadership della grande distribuzione in Italia, segnale evidente di fiducia nello stato di salute del settore e nelle potenzialità di consumo degli italiani. «Saremo leader con il 18% di quota di mercato -conferma il manager - nei nostri supermercati entrano 8 milioni e 300 mila famiglie alla settimana e siamo convinti che ci siano ampie potenzialità di crescita grazie alla nuova rete».
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TITOLO: Aumenti Iva, Conte: «Evitarli non sarà impresa facile»
DATA:
OCCHIELLO: Il premier: «Stiamo studiando un’operazione di spending review e potenziando il contrasto all’evasione fiscale»
TESTO: «Vogliamo evitare l’aumento dell’Iva, ma non sarà un’impresa facile». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte nel corso dell’assemblea annuale di Rete Imprese Italia, mercoledì 15 maggio. «Stiamo studiando una profonda azione di spending review per riordinare la «giungla» di tax expenditures che complicano la struttura del nostro sistema fiscale e potenziando il sistema nella lotta all’evasione fiscale, una piaga economica e sociale», ha aggiunto il premier. L’Esecutivo intende potenziare «gli sforzi nella lotta all’evasione fiscale, che è una piaga economica e sociale che, oltre ad alimentare il disavanzo pubblico aggrava la pressione fiscale effettiva a carico dei contribuenti onesti» (leggi anche: Iva, chi pagherebbe il conto).
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TITOLO: Spread sfiora i 290 punti, ai massimi da tre mesi. L’andamento in tempo reale. Il Btp ora rende quasi il 3%
DATA:
OCCHIELLO: Il divario tra Btp e Bund tedesco sale ai massimi da tre mesi. Impietoso il confronto tra i rendimenti: vicino il decennale greco, che rende il 3,58%, quello spagnolo sotto l’1%, 0,33% per il francese
TESTO: I conti pubblici italiani e i titoli di Stato tornano pesantemente sotto pressione: sui mercati internazionali continua ad allargarsi lo spread Btp/Bund che mercoledì ha chiuso sfiorando la soglia dei 290 punti base, ai massimi da sei mesi, da dicembre 2018. Il differenziale di rendimento tra il Btp decennale benchmark e il titolo tedesco di pari durata già martedì era schizzato a quota 281, dopo le parole del vicepremier Matteo Salvini che ha sfidato l’Europa, sostenendo che «si può sforare il 3%» del rapporto deficit/Pil. La dichiarazione ha fatto salire la tensione nella maggioranza, con Luigi Di Maio, che l’ha definita una sparata irresponsabile. Il tasso di rendimento si attesta al 2,783%, dopo un massimo del 2,807%. Il rendimento del Bund tedesco arretra al -0,119%, a dimostrazione dei timori degli investitori, che tendono a rifugiarsi nell’acquisto di titoli sicuri (qui, le quotazioni in tempo reale).
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TITOLO: Scatto Conad: compra Auchan Italia. Così nasce il primo gruppo italiano
DATA:
OCCHIELLO: Investimento da un miliardo per 1.600 negozi. La formula del consorzio di coop Socio Mincione Nell’operazione anche il gruppo Mincione. Crédit Agricole e Pwc advisor
TESTO: L’acquisizione sarà portata a termine da Bdc Italia, società controllata da Conad al 51% e dall’imprenditore-finanziere Raffaele Mincione al 49%. A Mincione andrebbe la proprietà degli immobili commerciali, che poi verrebbero affittati a Conad. Sull’operazione Conad e Auchan lavoravano di tempo. Gli acquirenti sono stati assistiti dallo studio legale Pwc tls per tutti gli aspetti legali e fiscali mentre Crédit Agricole CIB è stato l’esclusivo m&a advisor di Auchan. Alla chiusura manca solo il via libera dell’Antitrust. A regime potrebbe così nascere un gruppo da oltre 17 miliardi di fatturato (il giro di affari di Conad è di 13,4 miliardi).
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TITOLO: Tensioni sullo spread, va a 290 punti Conte: difficile evitare il rincaro Iva
DATA:
OCCHIELLO: Tria: nervosismo ingiustificato delle Borse. Il Colle monitora e attende le scelte sui conti pubblici
TESTO: Da Salvini, tuttavia, nessuna desistenza. «L’Iva non aumenta e non sono preoccupato per lo spread. Se per ridare lavoro agli italiani bisogna ridiscutere dei vincoli europei che non funzionano, è mio dovere farlo», escludendo di temere contraccolpi sui conti pubblici per l’andamento dello spread. «No. Il diritto alla vita, al lavoro e alla salute vengono prima di tutto e alcune regole europee vanno riviste. Con tutto il rispetto per lo spread viene prima il lavoro» ha detto, mentre Giancarlo Giorgetti additava le manovre dei mercati. «Spero che le vicende politiche italiane non siano condizionate dallo spread, che finisca la campagna elettorale e che le cose diventino più chiare per tutti, anche per quelli che muovono lo spread su e giù».
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TITOLO: Xylella, non c’è cura: per l’Efsa «tutta l’Unione europea è a rischio»
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OCCHIELLO: L’Autorità europea per la sicurezza alimentare: si possono ridurre i sintomi, ma non eliminare il batterio. Le misure di controllo Ue restano per ora l’unica soluzione: taglio delle piante infette e di quelle suscettibili di infezione nel raggio di 100 metri
TESTO: Il batterio Xylella fastidiosa, capace di infettare oltre 500 specie vegetali in tutto il mondo con 100 milioni di dollari l’anno di danni calcolati solo sui vigneti californiani, è stato individuato per la prima volta in Europa nel 2013 in Salento, in Puglia, quale responsabile della sindrome di disseccamento rapido degli ulivi. Nel 2015 il batterio è stato identificato in Francia, in Corsica e nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Nel 2016 è stata la volta delle Baleari, con infezione di ulivi, viti e mandorli, e di una serra in Germania. Le piante nel focolaio tedesco sono state distrutte e il batterio eliminato, operazione resa più semplice dal fatto che si trattava di un vivaio e non di una vasta area, come accade in Puglia o nella Spagna sud-orientale, dove nel 2017 il batterio viene trovato sui mandorli nella provincia di Alicante, con l’area dell’epidemia che oggi supera i 134 mila ettari. Nel 2018, la Spagna ha notificato la presenza del patogeno in un ulivo situato nella regione autonoma di Madrid, e nello stesso periodo un vivaio belga distruggeva tutti gli ulivi in azienda dopo averne trovato uno infetto. All’inizio del 2019 sono stati segnalati due nuovi focolai, uno in Toscana sul Monte Argentario e l’altro nel distretto di Porto in Portogallo su piante ornamentali e spontanee.
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TITOLO: Lilium jet, ecco il taxi volante per battere il traffico: 300 chilometri in un’ora
DATA:
OCCHIELLO: Presentato dalla startup tedesca Lilium la macchina volante elettrica, in servizio dal 2025, potrà trasportare 5 persone. Dall’aeroporto Jfk al centro di Manhattan in 6 minuti
TESTO: Remo Gerber, responsabile commerciale di Lilium, la startup con base a Monaco di Baviera che l’ha sviluppato, immagina che sia il mezzo ideale per essere usato come mezzo di trasporto (pubblico) alternativo da piccoli gruppi o famiglie per spostarsi evitando il traffico della strada. El costo del servizio — anticipa il manager al Financial Times — potrà essere simile a quello di una corsa di taxi. Ad esempio, per volare dall’aeroporto Jfk di New York al centro di Manhattan costerebbe tra i 70 e gli 80 dollari, ma invece di impiegare oltre un’ora, basterebbero soltanto 6 minuti. Un sogno. Ma non ancora realtà, visto che attualmente sono in corso i test di volo del prototipo per 5 posti, dopo il successo nel 2017 dei test del prototipo a due posti.
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TITOLO: La missione del Tesoro per tranquillizzare gli investitori
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OCCHIELLO: Alessandro Rivera, direttore generale del Tesoro, era a Londra martedì mattina per cercare di rassicurare i mercati e da mercoledì a Bruxelles. A preoccuparli, la traiettoria in ascesa del debito, la disinvoltura con la quale il vicepremier Matteo Salvini è tornato a sfidare le regole europee e la fragilità del quadro politico
TESTO: Li preoccupa la traiettoria in ascesa del debito, la disinvoltura con la quale il vicepremier Matteo Salvini è tornato a sfidare le regole europee e la fragilità del quadro politico: impossibile oggi capire chi e come metterà mano al bilancio in autunno, quando servirebbe un pesante cambio di rotta. Michele Geraci, leghista e sottosegretario allo Sviluppo economico delegati ai rapporti internazionali, non sembra preoccupato. Soprattutto, par di capire, perché vede arrivare una svolta per l’Italia: dall’aumento della spesa corrente al taglio delle tasse e agli investimenti. «C’è una leggera tensione, ma niente a che fare con episodi precedenti ai quali abbiamo assistito in Europa in passato», osserva. «In parte è data dalla dialettica politica tipica di questa fase. Quando ci si avvicina a una scadenza, le elezioni europee, ci sono un po’ di vendite per anticipare eventuali incertezze legate all’evento». Resta il fatto che il mercato ha reagito male quando Salvini si è detto disposto a superare i limiti europeo del disavanzo. «Dipende com’è composto il deficit – risponde Geraci -. Se si fa per sostenere il potenziale di crescita con investimenti e tagli di tasse, il mercato si tranquillizzerà quando capirà. Un aumento di deficit ben distribuito non è negativo per la crescita. Si tratta di chiarirne la natura, se sono investimenti produttivi o spesa corrente». Per la Lega, il vincolo del 3% di prodotto lordo oggi non sembra vincolante e Geraci non si sottrare: «Se si guarda alla Francia o altri paesi che non lo rispettano, evidentemente non lo è. Questo non significa che noi faremo altrettanto».
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TITOLO: Borsa, spread Btp-Bund apre in rialzo a 288 punti base
DATA:
OCCHIELLO: Giovedì 16 maggio il differenziale ha aperto a 288 punti, in rialzo rispetto alla chiusura del giorno prima a 284,5
TESTO: La giornata del 15 maggioLa giornata di mercoledì 15 maggio è stata molto tesa sul fronte dello spread. Dopo il lieve rialzo dell’apertura sostenuto dalla crescita del Pil trimestrale della Germania, il differenziale Btp/Bund ha superato i 290 punti intorno a mezzogiorno, cosa che non si vedeva dallo scorso dicembre. Poi, lo spread è sceso per chiudere a quota 284,5 punti, con un rendimento del 2,74%. Hanno chiuso in positivo le principali Borse europee: Francoforte +0,9% a 12.099 punti, Londra +0,76% a 7.296 punti, Parigi +0,62% a 5.374 punti, mentre è rimasta in leggero negativo Milano (-0,14% a 20.863 punti), confermandosi maglia nera in Europa (qui, le quotazioni degli indici in tempo reale).
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TITOLO: Generali, utile netto in rialzo del 28% «Ottimo avvio della nostra strategia»
DATA:
OCCHIELLO: Il risultato operativo cresce del 6,9% a 1,3 miliardi, mentre i premi lordi sono pari a 18,9 miliardi (+6,6%)
TESTO: «I risultati del primo trimestre confermano le ottime performance in termini di redditività e solidità patrimoniale del gruppo», sottolinea il Group Cfo di Generali, Cristiano Borean, segnalando che «prosegue lo sviluppo dei volumi, come dimostra la crescita della raccolta netta Vita, degli Asset Under Management e dei premi complessivi. Il focus sulla generazione di valore è testimoniato da un combined ratio e una redditività della nuova produzione Vita (New Business Margin) sempre a livelli di eccellenza. Il risultato netto, anche senza tener conto del positivo contributo delle dismissioni, evidenzia una forte crescita». «Questi risultati dimostrano l’ottimo avvio dell’esecuzione della strategia Generali 2021, annunciata nel novembre 2018».
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TITOLO: Generali: vogliamo crescere in Russia
DATA:
OCCHIELLO: Il gruppo assicurativo i chiude il primo trimestre con un utile netto pari a 744 milioni e con premi lordi in aumento del 6,6% a 18,8 miliardi. L’impatto limitato dello spread
TESTO: Tornando alle cifre del primo trimestre 2019, il risultato operativo del gruppo guidato dal ceo Philippe Donnet cresce del 6,9% a 1,3 miliardi. I premi lordi aumentano del 6,6% a 18,8 miliardi. Nel ramo vita la raccolta netta figura in crescita del 61,9% a 4 miliardi trainata principalmente da Francia e Asia. Nel segmento danni i premi aumentano del 3,1%. Gli asset under management di parti terze registrano un aumento del 15,7%, principalmente grazie alle performance di Banca Generali e in Cina. L’utile netto del segmento asset management cresce del 24% a 52 milioni.
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TITOLO: Youtube come Instagram (contro Amazon): così compreremo i prodotti che vediamo nei video
DATA:
OCCHIELLO: La novità del sito di proprietà di Google che arriverà entro la fine dell’anno
TESTO: Alla base della novità c’è una strategia ancor più strutturata: l’invito all’acquisto farà capolino anche nei risultati di ricerca e in Immagini. La sezione Shopping viene inoltre ridisegnata e inghiottisce Google Express, funzione dedicata alle spedizioni (per ora solo negli Stati Uniti) che dà la possibilità di acquistare e spedire direttamente con l’ausilio di Mountain View. Senza dimenticare come, in realtà, sia tutto funzionale (anche) agli annunci pubblicitari, con nuovi formati ad hoc a disposizione degli inserzionisti per rivolgersi ai potenziali acquirenti.
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TITOLO: Adena Friedman, la ex stagista cintura nera di taekwondo che guida il gigante Nasdaq
DATA:
OCCHIELLO: È la sedicesima donna più potente del mondo secondo la classifica di Forbes, prima di Oprah Winfrey e della regina Elisabetta
TESTO: In teoria l’ha influenzata più il padre, finanziere di successo che le ha fatto frequentare il mondo del trading fin da bambina, ma la sua eroina è la madre, casalinga che decise di prendersi una laurea in legge e divenne la prima donna associata in uno studio legale di Baltimora. A conferma che a segnare nel bene le donne sono gli incoraggiamenti maschili ma soprattutto gli esempi femminili, l’ha stregata Sally Ride, la prima americana ad andare nello spazio (1983): poi non ha fatto l’astronauta ma da lei ha capito che ogni vita può essere un volo tra le stelle.
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TITOLO: Le città più care d’Italia: Bolzano e Brescia in testa, Lombardia seconda regione per costi e rincari
DATA:
OCCHIELLO: La classifica delle città e regioni più care La stangata delle 3 città più care: 598 euro a Bolzano, 440 euro a Brescia, 421 a Verona
TESTO: Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, in testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care in termini di rincari, si conferma Bolzano che, con un’inflazione a +1,8%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia tipo, a 598 euro su base annua. Al secondo posto, Brescia dove il rialzo dei prezzi dell’1,5%, determina un aumento del costo della vita, per la famiglia media, pari a 440 euro, terza Verona, dove, pur essendoci un’inflazione superiore a Brescia, +1,6%, l’aggravio annuo di spesa è inferiore, pari a 421 euro. La città più conveniente, in termini di minori rincari, è, invece, Perugia dove l’inflazione a +0,3% genera un esborso addizionale annuo di 67 euro. Al secondo posto Reggio Calabria (+0,5%, pari a 94 euro) e al terzo Cagliari, +0,6%, con un aumento del costo della vita pari a 118 euro.
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TITOLO: Feralpi rilancia in Germania con un investimento da 60 milioni
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OCCHIELLO: Giuseppe Pasini, presidente del gruppo bresciano, dopo un 2018 record, investe nello stabilimento tedesco. E intanto pensa alla quotazione o a un fondo per la controllata tedesca
TESTO: Un trend che dovrebbe proseguire anche nel 2019, grosso modo in linea con lo scorso anno», precisa Pasini. Prosegue anche la politica di investimenti di Feralpi: sono stati 60 i milioni investiti lo scorso anno (contro i 40-45 dei due anni precedenti) di cui 12 dedicati alla trasformazione digitale legata al piano Industria 4.0. Ma è per il 2019 che è previsto l’investimento più importante: 60 milioni per un nuovo impianto produttivo in Germania che nell’arco di due anni (la produzione partirà nel 2021) porterà la produzione della controllata tedesca Esf Elbe-Stahlwerke Feralpi dalle attuali 900 mila tonnellate di acciaio l’anno, a 1,3 milioni di tonnellate. «Un investimento di queste dimensioni non significa un’uscita dal mercato italiano — rassicura Pasini —, o uno spostamento di baricentro. Ma è innegabile che in questo momento il mercato tedesco (complice anche un rallentamento delle opere infrastrutturali in Italia) è quello che ci offre maggiori prospettive di crescita».
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TITOLO:
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: Rottamazione fiscale, nuovo atto. Dopo la scadenza del 30 aprile scorso per chiedere di aderire all’agevolazione e saldare quanto dovuto al fisco - la cosiddetta rottamazione-ter -, potrebbero riaprirsi i termini per i ritardatari. La deadline stavolta sarebbe il 31 luglio, termine entro il quale si può fare domanda per riuscire poi a pagare dal 30 novembre prossimo. Lo stabilisce un emendamento al Dl crescita presentato dalla Lega alla Camera dove il decreto è in discussione. La proposta di modifica riapre i termini della rottamazione-ter e del saldo e stralcio e modifica anche le rate, che, spiega il sottosegretario all’Economia in quota Lega Massimo Bitonci, «sono state definite in 17 anziché 18 e la prima avrà un importo pari al 20% di quanto dovuto». Le restanti restano invece al 10%. Al 31 luglio è fissato anche il termine per l’adesione al saldo e stralcio. Si potrà pagare poi in un’unica soluzione il 30 novembre, o nelle 17 rate sempre dalla stessa data. La decisione, spiega Bitonci, «per allineare i ritardatari o chi a causa delle festività non è riuscito a presentare le domande il 30 aprile scorso».
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TITOLO: Lilium jet, ecco il taxi volante per battere il traffico: 300 chilometri in un’ora
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OCCHIELLO: Presentato dalla startup tedesca Lilium la macchina volante elettrica, in servizio dal 2025, potrà trasportare 5 persone. Dall’aeroporto Jfk al centro di Manhattan in 6 minuti
TESTO: emo Gerber, responsabile commerciale di Lilium, la start-up con base a Monaco di Baviera che l’ha sviluppato, immagina che sia il veicolo ideale per diventare il mezzo di trasporto pubblico alternativo usato dai piccoli gruppi o dalle famiglie per spostarsi, evitando il traffico della strada. E il costo del servizio — anticipa il manager al Financial Times — potrà essere simile a quello di una corsa di taxi. Ad esempio, per volare dall’aeroporto Jfk di New York al centro di Manhattan costerebbe tra i 70 e gli 80 dollari, ma invece di impiegare oltre un’ora, basterebbero soltanto 6 minuti. Un sogno, che sta per diventare realtà.
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TITOLO: Mps, caso derivati: chiesti 8 anni per Mussari e 440 milioni di confisca per Nomura e Deutsche Bank
DATA:
OCCHIELLO: La procura di Milano chiede la condanna di 11 su 13 imputati al processo Mps sulle operazioni Santorini e Alexandria. Per le due banche chiede la confisca per le banche estere Deutsche Bank e Santorini, che le avevano realizzate tra il 2008 e il 2011
TESTO: Circa le posizioni individuali, sono state chieste le condanne a 6 anni di reclusione e a una multa da 1,5 milioni di euro ciascuno rispettivamente per Daniele Pirondini, ex direttore finanziario, e Baldassarri, ex responsabile dell’area Finanza; la condanna a due anni e sei mesi e a una multa da 800 mila euro per Marco Di Santo, all’epoca dei fatti responsabile Alm («Asset lliabilities management e capital management») all’interno dell’area Tesoreria e Capital management di Mps. Per quanto riguarda gli allora manager di Deutsche Bank, la procura ha chiesto la condanna a 5 anni e 8 mesi e a una multa da 1,4 milioni di euro ciascuno rispettivamente per Michele Faissola, in qualità di managing director - head of Global rates, Michele Foresti, in qualità di managing director - head of Structured trading, Dario Schiraldi, in qualità di managing director - head of Europe sales, e la condanna a due anni e sei mesi e a una multa da 800mila euro per Marco Veroni, in qualità di direttore - account manager di Db London responsabile del cliente Mps. Per quanto riguarda i manager di Nomura, la procura ha chiesto la condanna a 6 anni di reclusione e a una multa di 1,5 milioni ciascuno rispettivamente per Sadeq Sayeed, ex ceo di Nomura International Plc London, e Raffaele Ricci, all’epoca dei fatti responsabile delle vendite per l’Europa e il Medio Oriente di Nomura. Per quanto riguarda le posizioni di Mussari, Vigni e Pirondini il tribunale ha chiesto, oltre la condanna, anche l’assoluzione per estinzione del reato per tre capi di imputazione relativi all’ostacolo all’autorità di vigilanza, in quanto è intervenuta la prescrizione per il caso «Fresh» del 2008.
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TITOLO: Il Rabbit di Koons e i covoni di MonetPiogge di record alle aste di New York
DATA:
OCCHIELLO: Con 91 milioni, offerti da Robert Mnuchin, padre del ministro del Tesoro, l’artista americano è tornato sul trono. Per i campi dell’impressionista otto minuti di rilanci e 97 milioni di dollari (oltre 110 con i diritti)
TESTO: Forse le crisi mistiche (vere o presunte che siano) fanno bene al mercato. Due mesi fa Jeff Koons, il celebre artista americano (ex marito della pornostar Cicciolina) aveva annunciato la chiusura del suo studio nel cuore di New York City. «Un’epifania religiosa mi ha rivelato una svolta necessaria», aveva dichiarato tramite un suo portavoce. E ovviamente tutti si erano preoccupati d’un possibile crollo delle sue quotazioni. Così non è stato. Il suo iconico «Rabbit», in catalogo ieri sera nell’asta newyorchese Christie’s, ha scatenato il pubblico in sala e ai telefoni. Fermandosi all’ultima offerta di oltre 91 milioni, compresi i diritti d’asta, fatta dal Robert Mnuchin, padre di Steven Mnuchin, ministro del Tesoro statunitense Steven Mnuchin, presente in sala.
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TITOLO: Visco: «Spread raddoppiato dal 2018. Urgente ridurre il debito pubblico»
DATA:
OCCHIELLO: Il governatore di Bankitalia cita i Beatles: «La strada lunga e ventosa...non scomparirà mai». Spiegando che «l’Italia deve giocare la sua parte lavorando duro e in modo tenace migliorare il suo sviluppo economico e per un impegno credibile su un percorso di graduale ma significativa riduzione del debito»
TESTO: «Poiché le prospettive economiche per l’area dell’euro sono attualmente dominate dall’incertezza, molti analisti temono che la situazione degeneri in una piena recessione o alla deflazione e che la politica monetaria resterebbe inerme. Questo è un errore», ha affermato il governatore della Banca d’Italia. «Le banche centrali - ha spiegato - possono contare su un’ampia gamma di strumenti a supporto dell’attività economica e, se necessario, l’Eurosistema è pronto a utilizzarli per adempiere al suo mandato». Visco sottolinea però che «la politica monetaria non dovrebbe rimanere sola nel sostenere l’economia. In assenza di un bilancio europeo comune, le minacce alla crescita o le prospettive di inflazione richiedono un maggiore coordinamento delle politiche fiscali nazionali, mentre le riforme strutturali fornirebbero un aiuto essenziale aumentando le dinamiche della produttività».
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TITOLO: O’Leary: i piani con Alitalia? Ryanair può aiutarla a rilanciare i voli nazionali
DATA:
OCCHIELLO: Quando si guarderà alla storia della compagnia, si dirà che questa dei commissari è stata la gestione migliore mai avuta
TESTO: ROMA — Arriva con 17 minuti di ritardo. Dà la colpa al traffico della Capitale. E quando gli si fa notare che siamo in un hotel di fronte al ministero dello Sviluppo economico — dove si trova il dossier Alitalia — sorride sornione, ma smentisce colpi di scena. «Dormo qui perché abbiamo gli sconti», chiarisce Michael O’Leary, padre-padrone di Ryanair, la più grande low cost d’Europa, in questa intervista al Corriere. «Con i commissari di Alitalia ci incontriamo ogni tanto — rivela —, ma per ora restiamo nelle retrovie».
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TITOLO: Google esclude Enel da Android Auto: istruttoria dell’Antitrust per presunto abuso di posizione dominante
DATA:
OCCHIELLO: Il Garante italiano del mercato avvia un procedimento in seguito all’esclusione dell’app di Enel da Android Auto: Mountain View avrebbe agito così per rafforzare la posizione della sua Google Maps
TESTO: • Perché Google non ha accettato X Recharge - ovviamente ci sono due versioni. Il colosso californiano ospita 115 app su Android Auto, tutte di media, messaggistica o intrattenimento, fatta eccezione per i suoi strumenti di navigazione Google Maps e Waze. Se sei una cosiddetta terza parte, devi quindi proporre solo iconcine di notizie, musica o per inviare messaggi. Dice BigG che la selezione è imputabile a ragioni di sicurezza. E precisa in una nota inviata al Corriere: «Android Auto è progettato per ridurre al minimo le distrazioni e garantire che le app possano essere utilizzate in modo sicuro durante la guida. Stiamo rivedendo il provvedimento, continueremo a collaborare con le autorità per risolvere le loro preoccupazioni». Secondo il colosso italiano, invece, Google vuole che Maps sia l’unica opzione per cercare le colonnine e raggiungerle (la funzione è disponibile da ottobre 2018, ma non permette di prenotare e pagare) mentre si è in marcia. Inoltre, accusa Enel, durante i tentativi di mediazione Google ha proposto di integrare le funzioni di X Recharge in Maps o di sviluppare ulteriori versioni dell’app usando il kit Android a disposizione dei costruttori di auto. Entrambe le soluzioni sono state respinte al mittente come impraticabili e additate come escamotage per acquisire di dati di Enel senza consentire uno sbarco effettivo su Android Auto.
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TITOLO: Tasse, tagli fiscali e crescita copiamo (subito) Trump
DATA:
OCCHIELLO: Nel primo trimestre gli Usa sono cresciuti del 3,2%, un livello da record. E gran parte del merito va alla riduzione delle tasse su imprese e cittadini. Gli sgravi alle società hanno un impatto ridotto sul Pil, ma di lungo periodo. Quelli ai cittadini incidono di più nell’immediato
TESTO: Quando abbiamo calcolato la spinta complessiva alla crescita del Pil a breve termine, abbiamo ottenuto una stima dell’1,1% annuo per il 2018-2019. Se ci aggiungiamo una previsione di crescita del 2% (che riflette i pareri comuni di oggi e la storia recente), l’effetto incrementale, secondo le nostre stime, derivante dalla legge fiscale 2017 implicava una previsione della crescita del Pil reale del 3,1% l’anno per il 2018-19. Francamente, anche se qui c’è senza dubbio una buona dose di fortuna, questa è la migliore e più accurata previsione di crescita che ricordo sia mai stata fatta.
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TITOLO: Amazon, 575 milioni per Deliveroo e diventa primo investitore della piattaforma di food delivery
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OCCHIELLO: Amazon ha partecipato all’aumento di capitale da 575 milioni di dollari di Deliveroo, la piattaforma online di consegna di cibo a domicilio. L’asse anti Uber
TESTO: Non è un caso. Amazon ha già tentato un’incursione nel mercato della distribuzione alimentare nel Regno Unito ma non è stata tra i suoi più grandi successi. Lo scorso dicembre ha chiuso Amazon Restaurants UK, il suo servizio di consegna da asporto con sede a Londra, in mezzo alla feroce concorrenza di Deliveroo, Uber Eats e Just Eat. Ora la scelta di sostenere Deliveroo fortifica la strategia anti Uber, da poco sbarcata a Wall Street (con pesanti sali e scendi) al grido di «Siamo la nuova Amazon». Ma la startup di noleggio con conducente, che vanta da anni ormai il servizio di Uber Eats, deve non aver fatto bene i conti con lo stratega Bezos che con questo investimento in Deliveroo diventa il suo più grande investitore.
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TITOLO: Brevetti e lavoro: quegli errori che ci condannano
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OCCHIELLO: È da ingenui pensare che possa essere genericamente l’Italia e non Milano la sede naturale del Tribunale dei brevetti che da Londra dovrebbe spostarsi nei Paesi dell’Unione. Se poi non fosse nemmeno mai partita la candidatura per l’Agenzia internazionale del Lavoro, saremmo ai limiti del dolo
TESTO: C’è da chiedersi se nelle stanze della politica si abbia una vaga idea di che cosa stia accadendo nel Paese reale. In quello che non è impegnato a discutere ciclicamente sulla polemica di giornata, sia essa la Tav o i negozi dove si vende canapa. Nemmeno la notizia dell’Italia ultima nella crescita in Europa è riuscita a scuotere ministri, sottosegretari, deputati e senatori. Tranne il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che cerca di difendere alcuni principi di buongoverno, per il resto è tutto un esercitarsi sul come spendere di più. In uno Stato indebitato si dovrebbe pensare a come spendere di meno. O perlomeno pensare a misure che possano incentivare una crescita virtuosa affinché il peso del debito possa essere banalmente mitigato da maggiori incassi. Alcuni atti del governo fanno pensare che la priorità non sia questa. Le recenti vicende che hanno riguardato le candidature italiane a possibili sedi europee nel nostro Paese, sono indicative.
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TITOLO: Vita in ufficio, se dalla pausa pranzo dipende la nostra felicità (ed efficienza)
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OCCHIELLO: Il rischio di affidarsi a take away e panini alla scrivania? Stress, ansia, dolori a spalle e collo. «In parallelo alla industrializzazione sono cambiati i modi di consumare il pranzo e di prepararlo, in un processo che da individuale è diventato collettivo, per tornare oggi ad essere sempre più spesso individuale».
TESTO: Dai tempi degli operai seduti a chiacchierare amabilmente su una trave a New York, le pause pranzo sono nettamente cambiate. «Nel corso del Novecento, in parallelo alla industrializzazione e alla diffusione di forme di produzione di massa, sono cambiati i modi di consumare il pranzo e di prepararlo, in un processo che da individuale è diventato collettivo, per tornare oggi ad essere sempre più spesso individuale». È quello che racconta molto bene la mostra di Fondazione Isec e Cgil di Milano a cura di Giorgio Bigatti e Sara Zanisi, dal titolo «Pausa pranzo. Cibo e lavoro nell’Italia delle fabbriche». Gli uffici hanno preso il posto delle fabbriche e i computer sembrano essersi trasformati in un cono di sabbie mobili da cui è difficile scappare. Le ricerche però mostrano che non prendersi del tempo per pranzare è un grave errore. Chi lo fa è più produttivo, meno stressato e ha maggiori possibilità di fare rete: un ambiente informale aumenta la collaborazione, offre allo staff l’opportunità di essere più rilassati e quindi più disponibili. Uno studio SSRN ha scoperto che i dipendenti di una banca che prendevano le pause insieme tendevano a essere più collaborativi. «Anche fare una breve pausa insieme è un bene — ha scritto il Guardian —. e riduce significativamente dolori al collo e alle spalle per chi lavora al computer ad esempio». Non siamo produttivi per otto ore al giorno, figuriamoci per 12,13,14,15.
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TITOLO: «Il mio no al reddito di cittadinanza», ecco perché si rinuncia all’assegno
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OCCHIELLO: Il caso di Marek e di chi rifiuta l’assegno perché poi obbligato a rinunciare al lavoro precario
TESTO: «Mi aspettavo 780 euro, così avevano detto. Almeno 500, perché essendo assegnatario di alloggio popolare non pago fitto. Me ne sono arrivate 186,46. Il mio problema è: ora mi chiedono di firmare il DID, dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. Ma si parla di otto ore di lavori sociali alla settimana, più corsi di formazione. Se mi mettono per iscritto che le posso cumulare in un solo giorno, e che i corsi sono serali, allora posso continuare a lavorare e accetto l’assegno. Ma nessuno me lo sa dire. E se io invece devo fare due ore al giorno, più due di viaggio, quando lavoro più? Oppure mi scrivono su un pezzo di carta che io rinuncio a tutto per sei mesi, faccio i corsi, e poi dopo ho un lavoro fisso. Allora ci sto. Ma con un milione di domande, dove li trovano un milione di posti di lavoro. Chi ci crede? ». [In vista delle Elezioni Europee, il Corriere lancia un’offerta speciale di abbonamento: 1 euro al mese per 6 mesi per leggere illimitatamente il sito; 3 euro al mese per 6 mesi per leggere il sito e il giornale in versione pdf. Info qui]
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TITOLO: Google esclude Enel da Android Auto: istruttoria dell’Antitrust per presunto abuso di posizione dominante
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OCCHIELLO: Il Garante italiano del mercato avvia un procedimento in seguito all’esclusione dell’app di Enel da Android Auto: Mountain View avrebbe agito così per rafforzare la posizione della sua Google Maps
TESTO: • Perché Google non ha accettato X Recharge - ovviamente ci sono due versioni. Il colosso californiano ospita 115 app su Android Auto, tutte di media, messaggistica o intrattenimento, fatta eccezione per i suoi strumenti di navigazione Google Maps e Waze. Se sei una cosiddetta terza parte, devi quindi proporre solo iconcine di notizie, musica o per inviare messaggi. Dice BigG che la selezione è imputabile a ragioni di sicurezza. E precisa in una nota inviata al Corriere: «Android Auto è progettato per ridurre al minimo le distrazioni e garantire che le app possano essere utilizzate in modo sicuro durante la guida. Stiamo rivedendo il provvedimento, continueremo a collaborare con le autorità per risolvere le loro preoccupazioni». Secondo il Garante, invece, Google vuole che Maps sia l’unica opzione per cercare le colonnine e raggiungerle (la funzione è disponibile da ottobre 2018, ma non permette di prenotare e pagare) mentre si è in marcia. Inoltre, accusa Enel, durante i tentativi di mediazione Google ha proposto di integrare le funzioni di X Recharge in Maps o di sviluppare ulteriori versioni dell’app usando il kit Android a disposizione dei costruttori di auto. Entrambe le soluzioni sono state respinte al mittente come impraticabili e additate come escamotage per acquisire di dati di Enel senza consentire uno sbarco effettivo su Android Auto.
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TITOLO: Scontrino elettronico: nessun obbligo per agricoltori, taxisti e tabaccai
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OCCHIELLO: Tria firma il decreto: l’esonero sarà valido fino a fine anno, ma a partire dal 2020 l’obbligo dello scontrino telematico sarà esteso a tutti, anche alle piccole attività. Un secondo decreto aumenta da 100 a 400 euro la soglia per le fatture semplificate
TESTO: Nessun obbligo di scontrino elettronico per giornalai, agricoltori, tabaccai, taxisti e mezzi di trasporto pubblico. Lo stabilisce il decreto (che sta per essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale) firmato dal ministro dell’Economia Giovanni Tria che indica le attività commerciali esonerate dall’obbligo di memorizzare elettronicamente e trasmettere per via telematica gli incassi giornalieri previsto dalla Legge di Bilancio. L’esonero sarà valido fino a fine anno e si potrà continuare a certificare queste attività con una ricevuta cartacea. Sono anche esonerati i soggetti che effettuano operazioni marginali, cioè quelle attività che non superano l’1% del volume d’affari complessivo realizzato nel 2018, e le cessioni e prestazioni effettuate su mezzi di trasporto in viaggi internazionali (ad esempio le navi da crociera).
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TITOLO: Elezioni europee, si aprono le urne. E i primi a votare saranno gli inglesi
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OCCHIELLO: L’ultima assemblea di Confindustria sotto la presidenza di Vincenzo Boccia si terrà martedì alla presenza di Sergio Mattarella. In settimana scadono i termini per il salvataggio di Astaldi
TESTO: Ultima data utile per la presentazione del piano di salvataggio di Astaldi firmato Salini-Impregilo, anche se per i dettagli ci sarà nei fatti tempo fino al 19 giugno. I fitti negoziati di queste settimane tra Salini e Cassa Depositi e Prestiti dovrebbero-potrebbero portare tra l’altro alla nascita di un fondo infrastrutturale, perno di un riassetto “di sistema” (il “Progetto Italia”) che chiaramente ruoterebbe attorno al colosso guidato da Pietro Salini. Lui stesso aveva scelto il giorno dell’assemblea per confermare il rispetto della scadenza e delineare la sostanza dell’operazione: “Parliamo della necessità di fare un grande player, che possa essere non solo un soggetto consolidante ma anche un grande attore internazionale”.
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TITOLO: Gianluigi Gabetti, l’autonecrologio dell’ex braccio destro dell’Avvocato
DATA:
OCCHIELLO: Il manager ha ribaltato i ruoli: con un necrologio pensato nei minimi particolari ha dato l’estremo saluto a familiari, amici e colleghi, aggiungendo una richiesta di perdono «a tutti coloro i quali ho arrecato offesa»
TESTO: Un saluto a familiari, amici e colleghi. E una richiesta di perdono «a tutti coloro i quali ho arrecato offesa». Gianluigi Gabetti, a lungo braccio destro dell’Avvocato Gianni Agnelli, morto lo scorso 14 maggio all’età di 94 anni, ha voluto congedarsi dal mondo a modo suo. Con un autonecrologio, pensato nei minimi particolari, pubblicato sul Corriere della Sera «a funerali avvenuti» — giovedì, a Murazzano, in provincia di Cuneo, al Santuario della Beata Vergine di Hal — ha voluto ribaltare i ruoli classici: l’estremo saluto ha voluto darlo lui. «a tutti i membri della mia famiglia, per l’affetto di cui hanno dato prova in ogni momento; agli amici che sapranno riconoscersi tali nel ricordo di tante vicende maturate via via; ai colleghi e colleghe a tutti i livelli. Un particolare ricordo al gruppo GBoys con i quali in special modo ebbi a spartire grandi esperienze di lavoro» (leggi anche: «Gabetti e l’ultimna intervista al Corriere: da dattilografo a braccio destro di Gianni Agnelli»).
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TITOLO: Carige-BlackRock, la ritirata è un segnale per l’Italia
DATA:
OCCHIELLO: Perché un gruppo da 6 miliardi di asset ha cambiato idea su 400 milioni d’investimento? Urge una soluzione di mercato per Genova
TESTO: Ma è sulla ritirata di BlackRock che vale la pena fermarsi un attimo. Un gruppo che gestisce circa 6 mila miliardi di asset (in tutto il mondo, Italia compresa) e che, dopo una lunga analisi, decide di tirarsi indietro. Un segnale per il sistema Italia che vale molto di più di un campanello d’allarme, e non solo per Carige. Il salvataggio delle banche in crisi, fino a questo momento, è stato realizzato in molti modi diversi, da Intesa per le venete, a Ubi e Crédit Agricole, e per il Montepaschi di Siena con l’ingresso diretto dello Stato al 70%. Con Carige sembrava profilarsi una soluzione diversa, con un investitore internazionale. Ed è questo che dovrebbe far pensare.
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TITOLO: Unicredit vuole Commerzbank?La Lega tifa per l’acquisizione
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OCCHIELLO: Salvini: l’Unicredit in Germania «mi riempirebbe d’orgoglio». Il voto europeo «inciderà anche sulla successione di Draghi alla Bce». La Lega riapre il dossier banche.
TESTO: Non è la benedizione ufficiale, ma poco ci manca. «Stiamo seguendo la vicenda. Da italiano mi riempirebbe d’orgoglio che una banca italiana possa competere a livello internazionale» dice Matteo Salvini a chi gli chiede di commentare le voci che si rincorrono su una possibile aggregazione tra Unicredit e la tedesca Commerzbank, alla ricerca di un partner dopo il fallimento del negoziato con la connazionale Deutsche Bank. «Non è un pronostico, nè un auspicio» dice il vice presidente del Consiglio e ministro dell’Interno, che a pochi giorni dal voto ha ritirato fuori dal cassetto il dossier “banche”, tornando ieri a sollecitare anche un intervento a tutela dei risparmiatori che hanno investito nella Carige, in difficoltà nella ricerca di un partner.
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TITOLO: Berlusconi compra in Sardegna la villa degli eredi degli editori di Playmen e Le Ore
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OCCHIELLO: Era il buen retiro di Adelina Tattilo, pioniera delle riviste erotiche ed ex moglie del re del porno anni ‘70. E a Cannes il leader di Forza Italia ha acquistato la splendida villa «La Lampara» dall’ex cognata super indebitata
TESTO: La proprietà nell’entroterra di Porto Rotondo, a Punta Lada, a poche decine di metri dall’immenso parco (oltre 100 ettari) di Villa Certosa, è stata per anni il buen retiro di Adelina Tattilo, f ondatrice dell’omonima casa editrice e pioniera dell’eros con le sue riviste erotiche a partire dall’esordio di Playmen nel 1967. L’immobile sardo era intestato, prima della cessione a Berlusconi, a Federico (24 anni) e Orsetta Balsamo (39) che a loro volta l’avevano ricevuto per donazione dal padre. I nonni sono morti da tempo: Adelina, appunto, e l’ex marito Saro Balsamo, ricchissimo e spregiudicato imprenditore a luci rosse che per primo portò la pornografia in edicola con «Le Ore». Gli eredi hanno venduto l’immobile, che era intestato a una società, alla Immobiliare Idra di Berlusconi per 2,4 milioni, liquidati con quattro assegni provenienti dai conti del patron di Fininvest al Montepaschi: 1.188.000 euro a Orsetta Balsamo e 1.212.000 a Federico Balsamo. È una cifra apparentemente bassa ma non si sa se l’ex premier si sia accollato anche eventuali debiti. Si sa però che la superficie è di 436 metri quadrati e la rendita di 3.876 euro. La categoria catastale, nonostante la posizione esclusiva, è A7 cioè quella dei villini più economici. L’operazione rientra probabilmente nel piano di Berlusconi di allargare progressivamente i confini (e la sicurezza) della Certosa comprando le proprietà adiacenti.
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TITOLO: Do Black, la carta di credito che ti dice quanto inquini (e ti blocca le spese se esageri)
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OCCHIELLO: L'ha creata la startup fintech svedese Doconomy in collaborazione con MasterCard e con l'Onu. Gli utenti potranno conoscere la quantità di emissioni di anidride carbonica legate alle loro transazioni e aderire a iniziative che compensino il loro impatto ecologico
TESTO: Uno strumento radicaleCerto, i consumatori non possono risolvere il problema del cambiamento climatico soltanto attraverso i loro portafogli. Ma quello della scelta di come spendere i propri soldi è sicuramente un importante terreno d'azione a livello ecologico. In Svezia, ad esempio, il 60% dell'impronta di carbonio di ogni persona è legata ai suoi consumi. Su vasta scala, i cambiamenti nelle abitudini di acquisto possono davvero fare la differenza. «È uno strumento molto tangibile per chiunque voglia capire in che modo fare la differenza», ha affermato Wikström. «Ed è uno strumento radicale, ma lo è anche ridurre le emissioni di CO2 del 50% entro il 2030».
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TITOLO: Alberto di Monaco: non solo turismo di lusso, siamo crocevia degli affari globali |L’Economia lunedì gratis
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OCCHIELLO: Ha puntato sul verde e l’economia green ora traina il Paese. Il futuro? Digitale, 5G e mondiale. I nuovi partner cinesi e la maxi estensione in mare con la firma di Renzo Piano. La City finanziaria e l’idea di replicare Montenapoleone, a Montecarlo
TESTO: Il principe Alberto II– figlio di Ranieri III e della diva di Hollywood, Grace Kelly – incontra l’Economia del Corriere della Sera in esclusiva per un’ampia intervista nel suo ufficio operativo al Palazzo di Monaco. E spiega il suo business plan green, nel segno della sostenibilità, per il Principato fondato nel 1297 dai Grimaldi arrivati alla Rocca di Monaco, da Genova. E a pochi giorni dal via del Grand Prix di F1 2019, il principe-ceo fa i conti degli affari sportivi del Principato. Parla di Ferrari e di Brexit, di droni e Intelligenza artificiale. E di tecnologie future senza dimenticare i business storici per il Principato e la sua City finanziaria. Perché il futuro è «diversificare, la lezione di mio padre Ranieri», spiega. E dopo aver ricevuto al Rocher il presidente cinese Xi Jinping, dice: «Adesso Monaco si candida a essere un crocevia degli affari globali».
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TITOLO: «Debito pubblico, ricchezza privata: l’Italia ha bisogno di un riequilibrio» - English version
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OCCHIELLO: Il governatore della Banca d’Olanda Klaas Knot: «Una tassa patrimoniale? Soluzione da libro di testo - English version
TESTO: Il totale del debito di famiglie, imprese non finanziarie e Stato è sotto la media dell’area-euro… «Esattamente! » Sta dicendo che una tassa patrimoniale sarebbe la soluzione? «La soluzione spetta ai politici italiani. Sto dicendo che in Italia c’è qualcosa che somiglia a un problema di redistribuzione interna, dato che c’è un debito pubblico così alto e una ricchezza privata che anch’essa è molto elevata. E certo, assolutamente, una tassa patrimoniale. Sarebbe una soluzione standard da libro di testo. Ora, le patrimoniali presentano anche svantaggi di arbitraggio e evasione e io non conosco l’economia italiana così bene da poter dire come funzionerebbe e quali sarebbero le conseguenze negative. Dunque evito di consigliare qualunque cosa, non è il mio ruolo». Ma davvero un debito pubblico alto è un problema in un Paese con un debito complessivo, incluso quello privato, non così grande? «Il debito pubblico è una preoccupazione, sì. Ma una preoccupazione del tutto particolare è la bassa crescita. Di rado succede che il debito pubblico sia ritirato riducendone l’ammontare i termini nominali. È sempre ridotto permettendo all’economia di crescere, in modo che quello cali in proporzione al prodotto interno lordo. E il problema dell’Italia è che da vent’anni ha una crescita della produttività stagnante o nulla, il reddito per abitante in termini reali è ancora a livelli simili di quando entrò nell’euro. Praticamente non c’è stata crescita. E il debito sta salendo. Nelle ultime previsioni della Commissione va su, non giù. Questo mi preoccupa, perché dal punto di vista di un banchiere centrale la cosa che temiamo di più è la dominanza dei problemi di bilancio». La “fiscal dominance”, di cui lei parla, è quando il debito è così alto che la banca centrale finisce per operare solo per evitarne il default e non per seguire il suo obiettivo di inflazione. Siamo a quel punto? «No. Non sto dicendo che siamo neanche vicini alla fiscal dominance. Ma se il debito pubblico continua a salire, noi ne abbiamo già una certa quantità nel nostro bilancio perlopiù attraverso la Banca d’Italia (dopo gli interventi di “quantitative easing” fra il 2015 e il 2018, ndr), allora certo che questo ci preoccupa. Ed è per questo che abbiamo regole di bilancio in Europa». Alcuni dicono che andrebbero riviste… «Si possono criticare, non sono perfette. Sono il primo a dirlo. Magari si può discutere se il 60% rispetto al Pil sia esattamente la soglia giusta sul debito o no. Ma comunque fra 60% e 130% lo scarto è semplicemente troppo grande per dire: non vi preoccupate. Qualunque economista sarebbe d’accordo nel dire che 130% è un problema e, se sale, ancora di più». Crede che qualche forma di ristrutturazione gestita del debito, come propongo il governo olandese e altri, sia la risposta giusta se l’Italia torna in difficoltà sui mercati? «Ci sono due fonti di vincoli sulla finanza pubblica. La prima è il nostro sistema istituzionale con il Patto di stabilità e crescita, nel quale il Paesi cercano di darsi una disciplina da sé e gli uni con gli altri. Ma esso presenta un rischio morale (moral hazard), cioè invita a comportamenti opportunistici, e mette di fronte a decisioni politiche complicate. Guardi come ha operato il Patto. È molto difficile per la Commissione e per i Paesi essere veramente rigidi con gli altri. Le multe non sono mai scattate». L’altro vincolo qual è? «La disciplina di mercato. Il governo olandese propone di lasciarle un po’ più di spazio, se un Paese persegue politiche che per i mercati non sono sostenibili e lo spread sale perché gli investitori capiscono che c’è un serio rischio che il debito non sia rimborsato in pieno a causa di politiche sbagliate». Ma poi non si creano profezie auto-avveranti? Il mercato teme un default e a quel punto parte una fuga di capitali e porta a una crisi che sarebbe stata evitabile se si fossero rassicurati gli investitori. «Certo, questo è una delle controindicazioni. Non dico che una ristrutturazione del debito in un’unione monetaria sia una passeggiata, niente affatto. Possono esserci vari effetti di contagio e molte ragioni per non arrivare a quello. Ma almeno teniamo aperta la possibilità, siamo un po’ meno apodittici nel dire che un default non accadrà mai. Credo sia questa la filosofia di fondo del mio governo». Il whatever it takes fu la promessa di Mario Draghi di fare “qualunque cosa” per preservare l’euro. Varrà anche quando Draghi non sarà più alla guida della Banca centrale europea dal primo novembre? «Quella dichiarazione preparò l’Omt, le Outright Monetary Transactions della Bce, un programma approvato dal consiglio direttivo. È uno strumento della banca centrale e resta disponibile per qualunque futuro presidente. La dichiarazione accettava che se possono esserci attacchi speculativi che si auto-alimentano su singoli Stati, la Bce ha la responsabilità di fare quanto può per preservare l’integrità della moneta unica. Il programma implica un equilibrio, però. Non attiva solo gli interventi della banca centrale: il Paese coinvolto deve riaggiustare le sue politiche e c’è un programma». Ma alla fine, secondo lei qual è il problema dell’Italia? «Mi pare che le difficoltà del Paese abbiamo a che fare più che altro con la globalizzazione e il cambiamento tecnologico. Non hanno niente a che fare con l’euro, trovo. L’Italia avrebbe avuto queste difficoltà con qualunque regime monetario avesse scelto. Le divergenze (da altri Paesi europei, ndr) hanno a che fare con la velocità diversa con la quale l’Italia ha scelto di adeguarsi alle rivoluzioni tecnologiche e all’impatto della globalizzazione. Quegli shock ci hanno investiti tutti, ma credo che la reazione dei vari Paesi sia stata differente».
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TITOLO: Do Black, la carta di credito che ti dice quanto inquini (e ti blocca le spese se esageri)
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TESTO: Uno strumento radicale. Certo, i consumatori non possono risolvere il problema del cambiamento climatico soltanto attraverso i loro portafogli. Ma quello della scelta di come spendere i propri soldi è sicuramente un importante terreno d'azione a livello ecologico. In Svezia, ad esempio, il 60% dell'impronta di carbonio di ogni persona è legata ai suoi consumi. Su vasta scala, i cambiamenti nelle abitudini di acquisto possono davvero fare la differenza. «È uno strumento molto tangibile per chiunque voglia capire in che modo fare la differenza», ha affermato Wikström. «Ed è uno strumento radicale, ma lo è anche ridurre le emissioni di CO2 del 50% entro il 2030».
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TITOLO: Il partito della spesa pubblica ha già vinto L’Economia domani gratis
DATA:
OCCHIELLO: Nel 2020 altri 41 miliardi porteranno a 900 le esigenze dello Stato. Gli altri invece...
TESTO: Diversa la situazione per chi veleggia a Montecarlo, come Alberto di Monaco (in copertina). Che in un’intervista annuncia la svolta del principato: «Saremo la capitale globale degli affari». Con partner come Xi Jinping, il presidente della Cina. E ha detto tutto. A proposito di accordi interfrontalieri, Claudio Del Vecchio, primogenito di Leonardo, difende quello fra Luxottica e Essilor: «Famiglia compatta». E dietro la sorpresa dell’italiana Conad che ha rilevato Auchan c’è l’attesa ripartenza della grande distribuzione che vale 100 miliardi. Intanto, però le grandi banche perdono ancora utili (-300 milioni in tre mesi nelle prime otto) malgrado il buon momento di Borsa. Su l’Economia, una guida con i 30 migliori fondi d’investimento che in quattro mesi hanno reso tra il 20% e il 30 per cento.
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TITOLO: Investire piccole somme: quando il fondo diventa un salvadanaio digitale
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OCCHIELLO: Un bilanciato globale, con profilo di rischio moderato, dove si può entrare anche con piccolissime somme, con la possibilità di fare successivi versamenti
TESTO: «L’approccio libero, lanciato due anni fa — aggiunge Rosati — è l’elemento distintivo e qualificante di questo fondo istituito dieci anni fa, che investe in ottica di medio e lungo termine: 3-5 anni, puntando sui mega trend come sicurezza informatica, robotica, invecchiamento della popolazione, energie pulite». Il portafoglio è investito fino al 40% in azioni, il resto in bond, utilizzando singoli titoli, fondi ed Etf. Negli ultimi due anni ha registrato una performance del 5% al netto dei costi e al lordo dell’imposta fiscale. Non sono previste spese d’ingresso, né di uscita. Si può disinvestire, anche parzialmente, in qualsiasi momento, senza penali. Unico costo è la commissione di gestione annua dell’1%. Per gli investitori con più di tre anni di permanenza è previsto un bonus pari al 30% delle commissioni.
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TITOLO: Salvataggio Carige, piano a ostacoli Le banche: noi abbiamo già dato
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OCCHIELLO: Malacalza: soluzione industriale. I Cinque Stelle: intervento pubblico non in agenda
TESTO: Tutti i soggetti coinvolti — a cominciare da commissari Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener — puntano a una «soluzione privata», o con l’intervento del private equity Warburg Pincus (o di altri fondi) o con una banca che rilevi l’istituto. Anche il primo azionista di Carige Vittorio Malacalza — che lo scorso 22 dicembre fece saltare l’aumento da 400 milioni determinando nei fatti il commissariamento — per la seconda volta in pochi giorni ha rotto il suo proverbiale silenzio: «Spero in una soluzione industriale», ha detto ieri all’assemblea dei piccoli soci. Teoricamente ci sarebbe anche la soluzione di un ulteriore intervento del sistema bancario, che nell’ambito del piano BlackRock era pronto a convertire in azioni il bond subordinato da 320 milioni sottoscritto a novembre nel precedente intervento a favore di Carige (con lo Schema Volontario). Ma non appare facile, perché molti banchieri hanno già detto che non vogliono mettere altri soldi su Carige. Da ultimo, ieri, il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro: «La mano sul cuore l’abbiamo già messa abbondantemente su Carige». Ha anche escluso che il Fitd possa prendere il controllo di Carige: «C’è un tema fondamentale, che è l’impossibilità e la non accettabilità che ci sia una banca che è controllata dalle altre banche. Il Fondo volontario non può diventare azionista di maggioranza». Tuttavia, ha specificato, in caso di «chiamata alle armi» dal governo però Intesa Sanpaolo «certamente dovrà relazionarsi con le autorità istituzionali e le decisioni che esse prenderanno».
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TITOLO: Quei bond molto brevi (e molto rischiosi) che rendono fino al 19%
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OCCHIELLO: Dal 5% di real e rupia 2020 alle due cifre della Bei in lire turche che scade a novembre 2019. Come dosare la scommessa valutaria su scadenze inferiori all’anno
TESTO: Il livello massimo, lo si è anticipato, lo propone l’investimento in nuove lire turche. Sembrerà un paradosso, ma è molto complesso reperire sul mercato emissioni denominate in euro con rendimenti elevati per durata molto breve, come quelle indicate per gli strumenti denominati in monete diverse dall’euro. Noi & gli altri In realtà siamo davanti alla conferma della ancor bassa redditività che si ottiene investendo nel Vecchio continente, dove la Bce sta andando con i piedi di piombo sul fronte della politica economica. In aggiunta all’emissione della Turchia, una redditività a scadenza lorda superiore al 3% viene offerta, a queste quotazioni, dal governo della Romania con una scadenza pari a circa venti mesi. In alternativa, per chi dispone di patrimoni in grado di accogliere un’obbligazione che viene scambiata per un quantitativo minimo di 100 mila euro, due interessanti proposte vengono offerte dal mercato. Si tratta di Wind e Ineos, con durata, rispettivamente, 2023 e 2025, ma che, tra le caratteristiche proposte dall’emittente, potranno essere rimborsate ad inizio novembre 2019 e a metà novembre 2020. Un’opzione nelle mani del debitore, non una garanzia. Al tempo stesso, per chi dispone di discreti patrimoni, una quota parte che non rappresenti una percentuale rilevante del capitale potrebbe essere destinata a questa tipologia di strumenti, perché è anche possibile incassare rendimenti molto alti, come nel caso della compagnia telefonica Wind, se l’emittente optasse per rimborsare in anticipo il prestito. Chi scegliesse di rivolgersi alle emissioni Bei denominate in valute non euro dovrà disporre di una propensione al rischio non rilevante, ma essere a conoscenza che l’investimento in monete diverse dalla propria espone al rischio valutario, considerato sempre di livello medio alto. Nel complesso, il peso da attribuire a questo comparto, per un portafoglio a medio rischio, non dovrebbe superare il 10% del suo valore complessivo.
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TITOLO: Cambio di direzione sui Millennials Forse non sono così «differenti», neppure sull’uso dell’automobile
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OCCHIELLO: Negli Usa qualche ricerca mette in dubbio la narrazione secondo la quale i Millennials non sono interessati al possesso di un automobile. Le preferenze di consumo in fatto di veicoli (e non solo) resterebbero invece le stesse e le differenze sarebbero dovute solo a fattori economici. In Italia (per ora) i numeri mostrano un calo delle vendite di au
TESTO: I millennials e l’auto. I rapporti tra Generazione Y e automobile sono sempre stati definiti «diversi» rispetto a quelli tradizionali del passato. Cresciuti con il digitale, più sensibili alla «mobilità» piuttosto che al mito dell’ «on the road», i nati tra la metà degli anni Ottanta e la fine dei Novanta scontano di certo una congiuntura economica meno favorevole rispetto a quella attraversata dai loro predecessori. Ma sono generalmente descritti come meno interessati al possesso di un veicolo, più disposti al car sharing e, se sono millennials che vivono in grandi centri urbani, al trasporto pubblico e alla bicicletta. I dati degli ultimi anni sul calo delle immatricolazioni e dei chilometri percorsi lo testimoniano, e lo confermano dettagliati studi, come quello recente della Bain su Italia, Germania e Regno Unito («Millennials alla Guida») presentato al Quattroruote Day lo scorso febbraio. Ma se questa è la narrazione prevalente (irrobustita da dati statistici, sondaggi e considerazioni sociologiche) dall’altra parte dell’Atlantico inizia a serpeggiare qualche dubbio, proprio sulla base della convinzione che i fattori economici, e in particolare il reddito percepito, contino più di presunti nuovi “gusti” generazionali.
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TITOLO: Bolletta elettrica cara: «Basta, costi uguali per tutti» | La guida per leggerla
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OCCHIELLO: Bolletta elettrica cara: «Ora basta, costi uguali per tutti» Una guida per leggerlaMori (Elettricità Futura): la tariffa progressiva va superata. Spesso le soluzioni tecnologiche più verdi portano a un uso maggiore di elettricità, ad esempio se si sostituiscono i vecchi impianti di riscaldamento a gas o a gasolio con le pompe di calore
TESTO: Per questo per Elettricità Futura, l’associazione nata dall’integrazione tra Assoelettrica e Assorinnovabili, è importante continuare sulla strada della semplificazione della bolletta intrapresa dall’Autorità di regolazione per l’energia, le reti e l’ambiente. Ma soprattutto «è necessario superare la tariffa progressiva anche per quanto riguarda gli oneri di sistema — spiega Mori —. Il costo del kilowattora deve essere uguale per tutti, va superata la logica più consumi più paghi: un tempo aveva ragione di esistere ma non oggi perché spesso le soluzioni tecnologiche più verdi portano a un uso maggiore di elettricità, ad esempio se si sostituiscono i vecchi impianti di riscaldamento a gas o a gasolio con le pompe di calore». Attualmente chi consuma meno energia paga un prezzo unitario minore di chi ne usa di più, in base al principio per cui chi consuma di più è anche più ricco. Ma per consentire al maggior numero di persone di passare a tecnologie green bisogna renderle accessibili.
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TITOLO: «Siemens, in Italia presenza solida Pronti alla sfida dell’automazione»
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OCCHIELLO: Picech, presidente e ceo in Italia: un anno per completare lo scorporo della divisione Gas&Power
TESTO: Ingegner Picech che cosa significa? «Non c’erano le condizioni di essere leader. Questa decisione di costruire una società oil gas nella generazione di potenza, nella trasmissione e nella relativa manutenzione significa che viene scorporata una divisione da 30 miliardi di fatturato e 80 mila dipendenti. Ci vorrà un anno per completarla, ma i margini si stavano assottigliando e occorreva indirizzare il cambiamento». Sembra un’operazione per fare cassa e comporta anche un’importante riduzione di perimetro. ..«Non è un’impostazione corretta. Si tratta di una divisione che aveva già avuto diverse ristrutturazioni. Siemens resta azionista rilevante, ma debutterà il modello public company. Bisogna avere un profilo flessibile. Senza agire da grandi corazzate con un processo decisionale troppo elefantiaco. A regime assumeremo 10 mila persone nelle diverse realtà dell’azienda con un focus sul digitale». Si sente di rassicurare gli addetti italiani dei due stabilimenti, di Trento e Cairo Montenotte, che fatturano quasi 400 milioni? «L’Italia assume ancora più una dimensione solida: le due fabbriche di Trento e di Cairo Montenotte, che producono trasformatori, non avranno impatti e non c’è al momento alcun segnale di riduzione di posti di lavoro. L’impianto di Trento ha una nomea di riferimento internazionale, siamo pieni di ordini». Ammetterà che qualche preoccupazione resta. Come ci sarebbe stata se fosse andata in porto la fusione tra la vostra divisione Mobility e Alstom Ferroviaria. «Su questa questione ora è tutto fermo. Aspettiamo le elezioni europee, il nuovo Parlamento e la nuova Commissione. La decisione di bloccare l’integrazione per questioni di concorrenza ci ha colpito. La tesi della Commissaria Vestager secondo la quale sarebbe stato penalizzato il consumatore finale sul costo del biglietto ci è sembrata sorprendente. L’Europa dovrebbe costruire dei giganti in grado di competere con i produttori asiatici, così vengono penalizzate entrambe le realtà». L’Italia ha ancora una fortissima vocazione manifatturiera ma il cambiamento tecnologico dell’industria trova il Paese attrezzato? «È vero, siamo di fronte ad uno shift di competenze, ma abbiamo tempo per lavorarci. Noi stiamo collaborando con le università, gli istituti tecnici, ogni anno organizziamo le Olimpiadi dell’automazione dove coinvolgiamo le scuole su progetti specifici. Non vedo rischi di disoccupazione tecnologica derivante dall’uso dei robot e dell’intelligenza artificiale».
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TITOLO: Viaggio a Shenzhen nel cuore di Huawei, dove la Cina prova a guidare il mondo
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OCCHIELLO: Nel quartier generale del gruppo tecnologico accusato dagli Usa di spionaggio per il partito-Stato cinese. Tra nuovi campus e alloggi popolari il racconto dall’interno. Gli azionisti dipendenti e l’accusa di possibili porte d’accesso
TESTO: Nell’area industriale Ren, ex tecnico dell’esercito popolare cinese, ha creato in tre decenni quella che potremmo definire la più grande “minaccia” alla supremazia tecnologica degli Stati Uniti. Huawei è una città nella città. Popolata da centinaia di palazzi e residenze. Costellata da barriere per gli accessi alle auto Huawei accoglie i suoi ospiti in uno sfarzo ostentato da pavimenti extra-lusso, tappeti dai colori sgargianti, laboratori avveniristici che ci proiettano nell’era del 5G, protocolli rodati per i colloqui con i top manager, almeno otto mega-mense per gli oltre 30mila dipendenti, per la gran parte ingegneri under 40. Sembra una Disneyland della tecnologia, una città che prova a fare il verso ai colossi della Silicon Valley ma sperimentando il dirigismo comunista che controlla e dispone pianificando sviluppo e strategie in modo gerarchico.
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TITOLO: Svizzera, approvata la riforma fiscale Nuovo regime per le multinazionali
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OCCHIELLO: Dopo il via libera del referendum, salirà la corporate tax per le società straniere, che però che potranno dedurre dagli utili le spese per R&S e per i brevetti
TESTO: Due anni fa, con il sistema svizzero di democrazia diretta, gli elettori avevano respinto il tentativo di revisione del sistema fiscale, che secondo i critici darebbero al Paese un vantaggio ingiusto nell’attrarre aziende globali. Ma sotto la pressione crescente della Ue, il governo svizzero aveva promesso, per allinearsi agli standard internazionali, di eliminane il trattamento speciale che avvantaggiano circa 24.000 società straniere con sede in Svizzera. L’approvazione della riforma era «vitale per impedire che il Paese continuasse a essere etichettato «come un paria della bassa tassazione», ha affermato il ministro delle Finanze Ueli Maurer. Mentre il ministro dell’Interno Alain Berset, ha sottolineato come «il progetto di riforma fiscale ci permette di essere competitivi a livello inerazionale».
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TITOLO: Alberto di Monaco: Montecarlo più verde e hi-tech con il nuovo quartiere sull’acqua di Renzo Piano
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OCCHIELLO: Ha puntato sul verde e l’economia green ora traina il Paese. Il futuro? Digitale, 5G e mondiale. I nuovi partner cinesi e la maxi estensione in mare con la firma di Renzo Piano. La City finanziaria e l’idea di replicare Montenapoleone, a Montecarlo
TESTO: E per l’estate sarà ultimato il terrapieno della sesta estensione in mare di Monaco. Un’avventura anche italiana: Renzo Piano firmerà il quartiere sull’acqua, come l’estensione a Fontvieille negli anni ‘60 fu affidata al polo franco-italiano Sadim. «Potranno aggiungersi altre aziende, ma Piano è già la firma italiana del progetto: ha la sensibilità mediterranea per la luce, ci siamo visti più volte. Un progetto per rispondere a esigenze abitative di una popolazione che cresce, e ampliare lo spazio espositivo al Grimaldi Forum. Con le più elevate certificazioni ambientali, anche in termini di waste management: oltre ai pannelli solari, un sistema di pompe di calore marine (il principio della Thalassothermie, ndr. ) che adottiamo già da anni in alcune case sul lungomare. .. e anche il Rocher ora è riscaldato con olio di colza. Poi sulla penisola ci sarà un parco verde per incoraggiare la gente a camminare. Non solo, creeremo un’unica passeggiata dall’Hotel Fairmont al Porto, alleviando i problemi di traffico. Anche del nuovo lungomare se ne occuperà Piano». In fondo i Grimaldi sbarcarono a Monaco nel 1297, da Genova. E nel Carré d’or sono 8.172 gli italiani, con presenze storiche come Ferrero. .. «E non potremo mai ringraziare abbastanza la comunità italiana, senza contare quanti arrivano ogni giorno qui per lavoro, per il contributo all’economia, alla vita sociale, culturale e sportiva del Principato». Sport che è anche business per Monaco. Dalla Formula E, alla F1. «Il Monaco E-Prix 2019 appena disputato è stato il terzo corso a Montecarlo. .. e la gente inizia a seguire la competizione con attenzione. Non solo perché le auto ora durano l’intera gara, senza cambi, e non era così fino a un anno fa. Ma perché ci sono grandi nomi della F1 come Felipe Massa con il Venturi team monegasco. Gli spalti erano pieni, un pubblico diverso dal Grand Prix, più famiglie. Piace perché i bolidi sfruttano energie pulite, in pieno centro. .. forse la gente vede in pista il futuro dei trasporti cittadini». Ma quanto vale il Grand Prix? «Solo il weekend del Grand Prix genera 100-110 milioni di euro l’anno. Tanto. Poi l’evento rimbalza in tv e sui media, 2 miliardi di spettatori, e non serve un esperto di marketing per dire che sono numeri favolosi. Domenica? Tiferò il monegasco Charles Leclerc e la rossa Ferrari». Pil di 5,68 miliardi. Argent et virtue, affari alla luce del sole. E la City di Monaco è lievitata: la finanza fa il 18% (+8%), servizi (17%), real estate 10%. «La prima legge monegasca anti riciclaggio è del 1993 e già nel 2013 l’Ocse dichiarò Monaco «largely compliant», siamo fuori da ogni lista di «attenzione», trasparenti. ..e facciamo parte del Consiglio d’Europa. Quanto a fiscalità siamo in conformità con l’Ue, con l’unità di investigazione finanziaria Crf e il Service d’information et de Contrôle sur les Circuits Financiers (Siccfin), omologo del Traccfin francese: sulle banche vigila la Banque de France». La Brexit, la guerra dei dazi Usa-Cina: positivo o pessimista sul futuro? «Tempi incerti, tutti mettono in dubbio i politici, gli Stati, ma è facile dire che tutto non va. .. bisogna guardare alle cose in modo razionale. Intanto stiamo perdendo fino al 40% delle specie di fauna e flora, e senza un sistema naturale bilanciato il futuro è condannato. Questo sì, mi preoccupata più della Brexit».
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TITOLO: Alberto di Monaco, relazioni e affari
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OCCHIELLO:
TESTO: Con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker a febbraio 2019 a Bruxelles. Alberto II da anni lavora per l’integrazione internazionale del Principato che appartiene alla zona euro. E ha un posto nel Consiglio d’Europa. Con un Pil di 5,68 miliardi di euro, l’enclave tra Italia e Francia macina ricchezza. Nel 2005 il principe invocò come programma del regno «Argent et virtue»: affari sì, ma alla luce del sole. E la piazza finanziaria di Monaco è lievitata: finanza e assicurazioni fanno quasi il 18% (in crescita dell’8%), servizi e ricerca (17%), il real estate fa il 10%. (testi di Enrica Roddolo)
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TITOLO: Il divorzio tra Google e Huawei. E il conto per gli europei
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OCCHIELLO: Lo stop di Google agli aggiornamenti Android per Huawei potrebbe non essere una buona notizia per chi importa tecnologia, come noi. Il rischio di un 5G lento
TESTO: È la fine della globalizzazione? I cinesi sono i nuovi cattivi da cui anche l’Europa deve guardarsi? Innanzitutto, più che la fine della globalizzazione il caso Google-Huawei sembra al contrario confermarla ancora di più: la decisione del presidente americano influenzerà ciò che l’utente italiano riceverà come aggiornamento del software sul proprio smartphone acquistato liberamente sul mercato. Se non è globalizzazione questa. Un altro esempio: sempre per via cinese, Google potrebbe trovarsi obtorto collo a fare un grande piacere commerciale a un suo nemico in casa, la Apple. Non è un mistero che la tecnologia cinese di Huawei, grazie anche a un marketing molto aggressivo come quello che ha puntato sull’intelligenza artificiale negli ultimi due anni (di fatto con funzioni fornite anche dai concorrenti), avesse iniziato a creare qualche problema anche all’iPhone. Ora lo stop di Google - come quello di altri fornitori di tecnologia americana come Intel - potrebbe ridare una spinta ai prodotti Apple, almeno in Occidente.
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TITOLO: Fondi per la formazione: 300 mila euro anche per i lavoratori a tempo e i cassa integrati
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OCCHIELLO: A tanto ammonta il nuovo strumento di Fonarcom (fondo interprofessionale di Cifa e Confsal) per finanziari piani aziendali sui temi del welfare
TESTO: Tra i destinatari ci sono anche i lavoratori stagionali e a tempo determinato, quelli con contratto di apprendistato e quelli in cassa integrazione. «Il welfare aziendale è la risposta dell’impresa ai bisogni dei dipendenti — dice Andrea Cafà, presidente di Fonarcom —. Ormai è certo, elaborare e applicare soluzioni innovative e inclusive genera effetti positivi sulla stessa produttività aziendale. È molto importante, però, che anche le piccole e medie imprese comprendano appieno questa opportunità e la facciano propria costruendo piani adeguati. Senza contare che l’adozione di misure di welfare aziendale produce anche altri benefici, come attrarre nuovi talenti o assottigliare i conflitti intergenerazionali». Formazione e welfare sono i due pilastri su cui poggia la contrattazione collettiva alla base del fondo interprofessionale. Voluto dalle due parti sociali Cifa (la Confederazione italiana delle federazioni autonome) e Confsal (la Confederazione generale dei sindacati autonomi dei lavoratori), è espressione di una bilateralità che pone sempre al centro la persona.
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TITOLO: Le notizie vanno a scuola, i campioni delle Snack News
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OCCHIELLO: L’iniziativa Università Bocconi-Corriere, mille partecipanti da 11 regioni. Premiati il liceo scientifico M.G. Agnesi di Merate e il classico Da Vinci di Molfetta
TESTO: C’è chi ha scelto di raccontare il Venezuela di Maduro, chi i vaccini, chi il fenomeno dei Bitcoin, chi la politica al tempo di Instagram. Da Milano a Napoli sono mille gli studenti, provenienti da 36 scuole, che hanno deciso di mettersi in gioco e partecipare all’edizione 2019 del contest «Snack News a scuola». Un concorso, ideato da Università Bocconi e Corriere, che si è concluso il 17 maggio con la premiazione dei migliori filmati nella sede della Fondazione Corriere della Sera. Clip informative realizzate dai giovanissimi sul modello delle Snack News, il format di videogiornalismo lanciato dalle due istituzioni per avvicinare le nuove generazioni al mondo dell’informazione.
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TITOLO: I 100 migliori studenti italiani a lezione dai capi azienda: così si diventa leader
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OCCHIELLO: Al via l’iniziativa che chiama a raccolta il mondo dell’economia, delle imprese e delle istituzioni per sostenere il percorso di crescita di 100 fra i migliori studenti italiani, fra i 23 e i 26 anni. Venti i protagonisti che si confronteranno in questa edizione con i 100 talenti
TESTO: Per Giuseppe Falco, Amministratore Delegato di Boston Consulting Group Italia, Grecia, Turchia e Israele: «Anche quest’anno, a fianco del mondo dell’economia e del sociale, abbiamo scelto di impegnarci con l’obiettivo di contribuire alla formazione delle future generazioni chiamate a guidare imprese e istituzioni, rafforzando la loro leadership per prepararsi a essere le voci dei prossimi anni. In un Paese come l’Italia il vero asset è rappresentato dal capitale umano, il mondo dell’economia sente forte l’esigenza di supportare, sostenere e sviluppare questo capitale, e il programma di The Future Makers ne è una testimonianza vibrante». «The Future Makers – ha sottolineato Rich Lesser, global ceo di Bcg nel suo intervento di fronte agli studenti – è un’iniziativa che ci è particolarmente cara. Si tratta di un’esperienza unica al mondo, un percorso che, anno dopo anno, prepara nuove generazioni di leader grazie al confronto con i leader del presente».
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TITOLO: Claudio Del Vecchio: «Su Essiluxsiamo tutti a fianco di nostro padre»
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OCCHIELLO: Il primogenito di Leonardo, proprietario di Brooks Brothers: l’operazione di fusione tra Luxottica ed Essilor ha un incredibile senso strategico, ci sono sinergie industriali e commerciali. Sulla nostra famiglia allargata il mercato può stare sicuro, Delfin ha ottime regole
TESTO: «Anche le ultime vicende dimostrano che non è una integrazione semplice. Ma è una idea vincente e la sua realizzazione oggi è il frutto del lavoro di anni. Il cambiamento del consumatore di cui parlavo e l’arrivo di tecnologie che cinque-sei anni fa non esistevano l’hanno resa ancora più logica. Vorrei essere chiaro su questo punto: se si permette di lavorare, EssilorLuxottica è una opportunità fantastica. È il merger di due grandi aziende e di due grandi culture. All’assemblea del 16 maggio è stato detto: la passione del prodotto, della crescita, del poter aiutare la gente a vivere meglio. .. Sono grossi punti comuni, non sono secondari; sono goal (obiettivi, ndr) comuni di 150 mila persone, che sono lì anche, e in qualche caso soprattutto, per quelle ragioni. Sarebbe uno scempio pensare che tutto questo non possa riuscire: bisogna lavorar duro perché il progetto fallisca, è più facile che riesca piuttosto che il contrario. È evidente che bisogna impegnarsi, avere pazienza, concentrarsi su quelli che sono i problemi veri, non sulle chiacchiere di tanti».
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TITOLO: Robert F. Smith, il miliardario che paga i debiti degli studenti neri: «Il mio regalo di laurea»
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OCCHIELLO: La sorpresa dell'afroamericano più ricco del mondo: oltre 40 milioni di dollari per gli iscritti all'università Morehouse di Atlanta
TESTO: Un portavoce dell'università ha detto che si tratta della più grande donazione nella storia dell'ateneo, frequentato in passato da importanti personaggi di colore come il reverendo Martin Luther King, il regista Spike Lee e l'attore Samuel L. Jackson. Il tema dei prestiti agli studenti universitari è al centro dei programmi di diversi candidati democratici alle elezioni presidenziali del 2020. Il costo impressionante delle rette e il crescente numero di persone incapaci di ripagare i propri debiti hanno reso la questione un problema nazionale.
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TITOLO: Google, colpo a Huawei: sospese le licenze Android ai telefonini cinesi
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OCCHIELLO: Attenendosi alle limitazioni imposte dal governo americano, la casa di Shenzhen potrà usare solo la versione open source del sistema operativo del robottino verde. Avrebbero congelato le forniture anche i produttori di microchip Intel e Qualcomm
TESTO: Di quante persone coinvolte stiamo parlando, innanzitutto: Huawei è il secondo produttore di smartphone al mondo con il 19 per cento del mercato, dietro al 32 per cento di Samsung e davanti all’11 per cento di Apple (fonte: Idc, primo trimestre 2019). Anche in Italia è secondo, considerando sia Huawei sia il suo marchio Honor, con il 32 per cento (fonte: Gfk, marzo 2019). Da parte sua, Android viaggia oltre l’80 per cento del mercato dei telefonini intelligenti. Posto che si attendono ulteriori precisazioni, al momento chi ha già uno smartphone Huawei o Honor con sistema operativo Android potrà continuare a usare le applicazioni e ottenere gli aggiornamenti relativi alla sicurezza, che arriveranno però con un po’ di ritardo, e a Google Play. Lo ha precisato BigG nella sua unica reazione all’accaduto: «Per gli utenti dei nostri servizi, Google Play e le protezioni di sicurezza di Google Play Protect continueranno a funzionare sui dispositivi Huawei esistenti». Questo perché, come detto, sono operazioni che non hanno bisogno di alcuna interazione fra le società. Diverso sarà il discorso quando sarà disponibile Android Q, la nuova versione del sistema operativo già in mano agli sviluppatori e pronta a debuttare entro l’anno, e soprattutto quella successiva, attesa per il 2020. Gli utenti Huawei e Honor, sia nuovi sia vecchi, potrebbero non essere in grado di usarle, in parte o in toto. Gli analisi sono concordi nel definire la situazione disastrosa: secondo Richard Windsor di Radio Free Mobile, «probabilmente la perdita dell’ecosistema Google costerà a Huawei tutte le sue spedizioni di smartphone fuori dalla Cina (il 50 per cento del totale nel quarto trimestre del 2018). Si sfregano le mani sia Apple sia Samsung — al netto di una possibile reazione della Cina nei confronti della prima (fanta-tecno-politica, per ora) — che per ora si è detta pronta a «sostenere» le sue società nel ricorso «ad armi legali a difesa dei loro diritti legittimi» tramite il portavoce del ministero degli Esteri, Lu Kang.
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TITOLO: Un partito ha già vinto è quello della spesa: quanto pesano pensioni, Reddito e enti locali
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OCCHIELLO: Il totale dei nuovi impegni della pubblica amministrazione entro l’anno prossimo salirà di 41 miliardi: il grosso per pensioni (quota 100 e non solo), welfare (il reddito di cittadinanza), poi ministeri ed enti locali
TESTO: Certamente lo stato italiano non si è improvvisato più spendaccione solo con il «governo del cambiamento». Dati Ocse alla mano, si vede che la spesa pubblica totale valeva solo il 28% del Pil italiano nel 1960: erano i tempi in cui non c’era ancora il servizio sanitario nazionale e la spesa per le prestazioni pensionistiche era poca cosa. Poi, nei successivi decenni, con la (tardiva) diffusione dello stato sociale nel nostro paese, le spese dello Stato aumentarono rapidamente raggiungendo il livello record del 55% del Pil nel 1993. A quel punto, soprattutto grazie all’inizio di spending review dei governi Dini e Prodi (allora non si chiamava così) e soprattutto grazie alla diminuita spesa per interessi sul debito arrivata con l’ingresso nell’euro, la spesa pubblica scese al 47% nel 2000, oscillando intorno a questo valore fino al 2007. Guardando agli anni più recenti si può notare che qualche novità il governo «del cambiamento» l’ha in effetti introdotta: l’aumento di 41 miliardi dei prossimi due anni è infatti ben maggiore dell’aumento di «soli» 25 miliardi sperimentato del 2017-18. È pur vero (lo si può leggere nel Def) che l’aumento previsto della spesa in rapporto al Pil si tradurrà in un modesto incremento del rapporto dello 0,5% (dal 48,6 al 49,1%). Ma gli aumenti del Pil sono - come si è visto negli ultimi mesi - piuttosto congetturali e soggetti a frequente revisione. Più solida - perché radicata in norme di legge che prevedono «quota 100», il reddito e la pensione di cittadinanza, oltre agli aumenti stipendiali previsti dal contratto dei dipendenti pubblici - è viceversa la quantificazione degli aumenti di spesa pubblica a legislazione vigente, cioè gli euro di spesa pubblica in più che finiranno nel bilancio dello Stato.
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TITOLO: L’incognita dell’autosufficienza di Huawei che punta sui chip ottici
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OCCHIELLO: La scelta di Intel e Broadcom di sospendere le forniture di microprocessori si scontra con gli investimenti del gruppo fondato da Ren, che sta provando a dis-intermediare i grandi colossi Usa. Il nodo del software Android di Google
TESTO: Terzo tema: gli attacchi informatici. Solo in Italia: +318% L’aumento delle denunce alla polizia postale di attacchi informatici nel 2018 rispetto all’anno precedente +170% l’aumento dell’importo dei reati informatici, a oltre 42 milioni nello stesso anno. Le armi con cui si confrontano le intelligence dei vari Paesi, i software con i quali si attaccano le difese informatiche di grandi strutture nazionali, non sono molto diversi dagli strumenti con cui si violano segreti industriali, si carpiscono dati aziendali, si mettono in atto truffe milionarie. La differenza fra la cyberwar planetaria e l’attività criminale di ransomware (ti blocco e chiedo un riscatto) o phishing (la raccolta a strascico dei dati) non è poi così ampia.
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TITOLO: Acri, Profumo verso la successione di Guzzetti alla presidenza
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OCCHIELLO: L’assemblea dell’associazione delle fondazioni e casse di risparmio nomina presidente e consiglio. In pole position Profumo, che guida la Compagnia di San Paolo
TESTO: Questo punto dello statuto Acri è destinato a riproporsi entro breve tempo. Profumo presiede la Compagnia torinese dal maggio 2016 e il suo mandato scade fra 12 mesi. Può essere rinnovato una volta. In quel caso non si porrebbero quindi problemi di continuità alla guida di Acri. Se invece non dovesse essere confermato si renderebbe necessaria un’altra elezione per la presidenza dell’associazione. Rumor di manovre, politiche e non, fra Torino, Piemonte, Lombardia e Milano sono già cominciate con ampio anticipo, ma la visibilità sui fatti, soprattutto con riferimento a perimetri cittadini e regionali, non appare adeguata attualmente alla formulazione di alcuna previsione.
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TITOLO: Sciopero degli aerei martedì 21 maggio: tagliata la metà dei voli Alitalia
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OCCHIELLO: La protesta durerà 24 ore e coinvolge piloti e assistenti di volo di Alitalia, Blue Air e Blu Panorama, tecnici della manutenzione e personale di terra delle compagnie, gli addetti all’handling, al catering e delle gestioni aeroportuali. la compagnia: garantita la prenotazione alternativa per il 60% dei viaggiatori
TESTO: Giornata di possibili disagi martedì 21 maggio per chi deve viaggiare in aereo. È in programma lo sciopero nazionale di 24 ore di tutto il settore, proclamato per denunciare la grave situazione occupazionale ma anche per le incertezze sul futuro dell’Alitalia. Lo sciopero di martedì, proclamato unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo, coinvolgerà piloti e assistenti di volo di Alitalia, Blue Air e Blu Panorama, tecnici della manutenzione e personale di terra delle compagnie, gli addetti all’handling, al catering e delle gestioni aeroportuali. La compagnia ha comunque attivato per martedì un piano straordinario per limitare i disagi ai passeggeri, cancellando circa la metà dei voli, sia nazionali che internazionali: il piano prevede l’impiego di aerei più capienti sulle rotte domestiche e internazionali, per riprenotare i viaggiatori, e si stima che permetterà di far viaggiare nella stessa giornata il 60% dei passeggeri. È stato invece spostato al 24 giugno un altro stop (inizialmente previsto il 21) della sola Alitalia proclamato dalle sigle di piloti e assistenti riunite nell’Fnta e nella Confael Trasporti Assovolo.
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TITOLO: Bollo auto, sono le Regioni a decidere eventuali esenzioni fiscali
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OCCHIELLO: Sentenza della Corte Costituzionale: Regioni libere di decidere in autonomia, basta che non «superino la pressione fiscale fissata dal legislatore»
TESTO: Applaudono gli assessori al Bilancio regionali con il loro coordinatore Davide Caparini (Regione Lombardia) che parla di «sentenza positiva» che «va nella direzione di quanto chiediamo con l’autonomia: finalmente possiamo gestire anche in parte il tributo che è appunto un tributo regionale, siamo quindi liberi - spiega - di prevedere vari tipi di agevolazioni con l’unico limite la compatibilità di bilancio». E pure il vicepremier e ministro di Lavoro e Sviluppo economico Luigi Di Maio dice: «È una buona notizia, perché il bollo auto è una tassa ingiusta: se compri la macchina, la macchina è tua».
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TITOLO: Batterie auto elettriche: un’altra chance perduta (per l’Italia)
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OCCHIELLO: L’accordo franco-tedesco per la produzione e il silenzio dell’Italia, un tempo principale produttore di auto nel mondo
TESTO: Un esempio concreto per tutti: quello del settore delle batterie elettriche. Attorno alla produzione di automobili ruota una percentuale del Pil italiano di circa il 6%. Che raddoppia e addirittura triplica se consideriamo la componentistica. Scelte di politica industriale poco lungimirante hanno portato via via a una riduzione della produzione automobilistica che conta comunque circa 250 mila addetti nel settore. Ebbene all’inizio del mese Francia e Germania hanno annunciato un accordo per la creazione di un consorzio di produzione di batterie elettriche. A farlo i due ministri dell’Economia Bruno Le Maire, con il suo collega tedesco Peter Altmaier. Hanno disegnato un’operazione di 5-6 miliardi di euro di investimenti. Di questi, sottoposti all’approvazione di Bruxelles, 1,2 arriveranno dai due governi, il resto dai privati. Da quei 35 privati che già oggi si sono fatti avanti per essere della partita.
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TITOLO: Così Monaco sta conquistando altri 6 ettari al mare
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TESTO: A Monaco è quasi ultimato il terrapieno della sesta estensione in mare della storia plurisecolare del Principato di Monaco guidato dai Grimaldi. La prima nel 1861, poi a seguire diverse altre operazioni per ampliare il territorio dello stato enclave nel Mediterraneo, stretto tra Italia e Francia e affacciato sulla Costa Azzurra. A giugno sarà dunque pronto il terrapieno con l’ultimo dei 18 cassoni in cemento realizzati dal dock costruito appositamente per l’operazione e battezzato, Marco Polo, a Marsiglia. Poi si inizierà a lavorare alla costruzione degli edifici. (testi e foto: Enrica Roddolo)
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TITOLO: «We are transparent and reliable United States lie about us»
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OCCHIELLO: Vicepresident Corporate Huawei Technologies Catherine Chen: «We tried to talk to Washington, they refuse»
TESTO: Huawei’s ownership structure is not clear. Who are the major shareholders? What’s the shareholders structure of the company? For example, essentially the founder Ren has said that he has just 1% of the company’s shares. «Our founder Mr. Ren has less than 1.14% of the shares, and this ratio changes slightly every year. The remaining 99% is held by our 96,768 employees through the Representatives’ Commission. I understand why you feel that our shareholder structure is not clear. I’d like to tell you the background of it. The market economy doesn’t have a very long history in China. Huawei has gradually established many of our institutions based on Chinese laws and government administrative regulations. Mr. Ren founded Huawei with capital from himself, five of his friends, and their friends. The other five founding members didn’t join Huawei as employees, and eventually withdrew their shares from the company. Some did this by having amicable discussions with the company and withdrawing their shares by a certain percentage. Others withdrew their shares by resorting to court arbitration. All of them had completely withdrawn by 2000. Since Huawei was founded, Mr. Ren has been diluting his shares and distributing some of them to employees. Relevant information is transparent and available online. This shareholder structure was completed in 2003, and it fully complies with Chinese laws and regulations. To put it simply, Huawei is a company that is wholly owned by its employees. No government agency or third party holds a single share in Huawei. Our shareholding employees are the shareholders of Huawei in a real sense. They take money out of their pockets to buy shares, and they receive dividends. They also need to accept risks associated with the depreciation of shares. They also have voting rights. According to Huawei’s Charter of Corporate Governance, shareholding employees have the right to elect 115 representatives of shareholding employees by voting, and their voting rights correspond to the number of shares they own – it’s a one-vote-per-share arrangement. The 115 shareholding representatives elect members of Huawei’s Board of Directors on a one-vote-per-person basis. In a nutshell, our shareholding employees have the rights to vote and receive dividends, and they need to accept relevant risks. I think our shareholding mechanism is very interesting. If you are interested in it, you are welcome to visit our Exhibition Hall of Virtual Restricted Shares. In this room, you can query shareholding data of individual shareholding employees. We believe this shareholding mechanism is very effective, as it encourages all employees to create value together with the company. In a public company, the majority of shares are owned by a few shareholders or senior executives, resulting in a group of superrich people. At Huawei, however, there is no such group. Even our founder owns only a very small portion of company shares. At Huawei, our shareholder structure is about making everybody rich.
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TITOLO: La Borsa va male? Il «capo» lavora gratis
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OCCHIELLO: Il 57enne Ceo dell’American Airlines, Doug Parker, è il primo ad essersi tolto l’intero stipendio reinvestendolo tutto in azioni dell’azienda
TESTO: Se avesse fatto un buon lavoro avrebbe guadagnato grazie all’andamento dei titoli, invece in Borsa è andata male e allora, per la prima volta, un Ceo si è assunto lo stesso rischio degli azionisti. Tre mesi fa Doug Parker, 57enne amministratore dell’American Airlines - una delle compagnie aeree più famose al mondo e la più grande per fatturato, flotta e passeggeri trasportati -, s’è staccato da solo l’assegno dello stipendio annuale: da 12 milioni di dollari, a 10 mila (neanche 9 mila euro). Tre zeri in meno non sono pochi, ma i 10 mila sono in realtà il costo dell’assicurazione sanitaria, che l’azienda deve garantirgli per legge: di fatto, quest’anno ha lavorato completamente gratis. La paga milionaria a cui era abituato finirà tutto in azioni della società: d’ora in poi, quanto guadagnerà sarà legato all’evoluzione delle piazze finanziarie.
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