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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 11 June 2019 AL GIORNO Tuesday 18 June 2019 SU: economia




TITOLO: Gianluca Rana: da Verona a Chicago, adesso si raddoppia
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OCCHIELLO: Fra un mese sarà operativo il secondo stabilimento americano e intanto, nel quartier generale, ha aperto la «Casa dell’Innovazione», dove si sperimentano nuovi modelli di lavoro e di guadagno
TESTO: «In verità papà voleva a tutti i costi farmi desistere da questa idea di apertura ai mercati esteri. In fondo aveva ragione, i nostri prodotti sono fortemente italiani e all’epoca non era facile pensare di venderli lontano da casa. C’è una ortodossia alimentare che lega i nostri prodotti al nostro territorio. Ma quello che io vedevo era la capacità della pasta ripiena di essere una soluzione universale per molti: in pochi minuti di cottura è pronta e può essere condita con poco, avendo già una sua marcata caratteristica, una autorevolezza di sapore».
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TITOLO: Le Borse respirano con le Banche centrali. Oro e petrolio su sponde opposte
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OCCHIELLO:
TESTO: E stata una settimana positiva per le Borse a livello globale, con l’Msci World che ha messo a segno un rialzo prossimo al 3 per cento. «L’ottimismo persiste sui mercati, soprattutto dopo che Washington ha detto di considerare possibili ritardi sui rialzi delle tariffe statunitensi contro il Messico - commenta Pierre Veyret, analista tecnico di ActivTrades - In Europa (l’Eurostoxx ha guadagnato circa il 3%, ndr), in particolare, gli investitori non sembrano eccessivamente preoccupati dall’ultima conferenza stampa della Bce, visto che il presidente Mario Draghi ha dichiarato che agirà contro qualsiasi deterioramento delle prospettive economiche. Gli operatori - aggiunge - vedono favorevolmente le promesse delle banche centrali, sia negli Stati Uniti sia nell’Unione europea, di sostenere le loro economie contro qualsiasi rallentamento. Tuttavia, gli investitori esamineranno attentamente i dati sull’occupazione negli Stati Uniti con grande attenzione al fine di individuare possibili crepe nell’economia». E paradossalmente, secondo Veyret, a fronte di dati al di sotto delle aspettative, i mercati azionari potrebbero salire in modo significativo in prospettiva di un intervento della Fed, come dichiarato dallo stesso presidente Jerome Powell.
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TITOLO: Fastweb reintegra 72 lavoratori ma decide di trasferirli a Bari
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OCCHIELLO: Due anni dopo la sentenza definitiva l’azienda di Tlc riapre la porta ai dipendenti che aveva esternalizzato nel 2012 in una scatola societaria. Ma ora dovranno cercarsi casa a centinaia di chilometri. «Un atto ritorsivo», denunciano i sindacati
TESTO: Ora a distanza di sette anni gli stessi addetti, dopo una lunga via crucis tra decurtazioni salariali e benefit persi, si trovano a voler impugnare nuovamente un atto del gruppo delle telecomunicazioni perché ritengono di poter lavorare a Milano, dove ha sede il quartier generale del gruppo compresa l’assistenza alla clientela corporate. Le sentenze definitive di Milano e Torino (Fastweb non ha fatto ricorso in Cassazione) hanno costretto l’azienda a dover trovare una soluzione. Così in una lettera del 27 maggio Fastweb ha fatto sapere ai 72 lavoratori che potranno sì rientrare a pieno titolo in azienda, ma da Torino (10 persone), Milano (31), Roma (2), Napoli (23) e Catania (6) dovranno cercarsi casa a Bari perché è lì che sono state spostate le attività del customer care. Molti però hanno figli, hanno comprato casa con relativo mutuo a Milano e Torino, alcuni hanno familiari da assistere perché non autosufficienti. Nella lettera, firmata Unindustria, non viene data però molta scelta ai lavoratori: la formula utilizzata è «impossibilità di un ricorso a strumenti alternativi ai trasferimenti».
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TITOLO: Ogni promessa è debito (pubblico)
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OCCHIELLO: Il governo giallo-verde vorrebbe provare la ricetta di Arthur Laffer, l’economista che piaceva a Ronald Reagan. Tagliare le tasse sperando di sbriciolare il macigno. Non funzionò. Difficile credere che oggi andrà meglio. Il modo per riuscirci è costruire un buon avanzo primario (entrate meno spese al netto degli interessi). Anche in Finlandia
TESTO: Applicando la teoria dell’economista Arthur Laffer, l’amministrazione Reagan ridusse inizialmente le tasse, scommettendo su un aumento del gettito, che non avvenne. E fu poi costretta a rialzarle per riequilibrare le finanze pubbliche. La Reaganomics aveva in sé molte virtù: liberalizzare l’economia, ridurre la pressione fiscale per favorire l’attività economica, alleggerire il peso dello Stato. Reagan insieme a Margaret Thatcher — come ha scritto nel suo libro Alberto Mingardi (La verità, vi prego, sul neoliberismo, Marsilio), rimane un’autentica icona del pensiero liberale. Ma l’esperienza americana degli anni Ottanta insegna, ancora oggi, che riducendo la pressione fiscale in deficit si può certamente stimolare l’economia ma difficilmente, con una maggiore crescita, si riesce a piegare la curva del debito pubblico in rapporto con il Prodotto interno lordo.
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TITOLO: Michelin, lo pneumatico del futuro è senz’aria e rispetta l’ambiente
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OCCHIELLO: Menegaux, ceo di Michelin, ha presentato uno pneumatico sostenibile Dopo il riciclo degli pneumatici, le innovazioni dell’azienda francese tra stampa del metallo in 3D e le celle a combustibile per i motori a idrogeno
TESTO: Quale impegno prende Michelin per migliorare la situazione? «Innanzitutto diciamo che Michelin rispetta al 100% l’obbligo di riciclare lo stesso quantitativo di pneumatici che commercializza ogni anno. Più in generale credo che migliorare il nostro futuro sia una strada obbligata. E la chiave per riuscirci sarà la tecnologia. Ciò che c’appare irrealistico oggi potrà diventare realtà tra trent’anni». La tecnologia è anche il cardine della vostra visione industriale futura. «L’anno scorso abbiamo annunciato il riciclo degli pneumatici, quest’anno abbiamo presentato Uptis, lo pneumatico senz’aria che non si può forare. Un passo alla volta arriveranno altre novità. Lo sviluppo tecnologico richiede i suoi tempi». L’industria dell’auto accelera verso l’elettrificazione e la guida autonoma. Qual è il ruolo di un produttore di pneumatici in questa trasformazione? «Il grande fermento tecnologico nel mondo dell’auto è uno stimolo anche per noi. Perché ci permetterà di valorizzare il nostro lavoro. Pensate ad esempio alle auto elettriche. Avranno bisogno di pneumatici a basso rotolamento con minimo assorbimento d’energia. Inoltre la tecnologia che sta cambiando i nostri stili di vita, accresce anche le aspettative dei nostri clienti, in termini di prodotti sempre più innovativi. La sfida che attende Michelin è quella di soddisfare le richieste che arrivano dall’industria dell’auto e dai consumatori, mantenendo alta la qualità». Ma quanto inciderà sul prezzo finale il progresso tecnico? «La tecnologia permette di ridurre i costi. Negli ultimi 50 anni gli pneumatici hanno diminuito la loro incidenza, in rapporto al costo totale dell’auto, migliorando al contempo la qualità».
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TITOLO: «5G? Il golden power del governo rischia di danneggiare il settore»
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OCCHIELLO: Le accuse di sicurezza sono infondate, dice a Capital Miao, Ceo di Huawei Italia, di cui svela il piano di assunzioni e crescita
TESTO: “Se gli Usa pensano di usarci come pedina di scambio, probabilmente hanno sbagliato strategia”. Lo dice Thomas Miao, Ceo di Huawei Italia nell’intervista al mensile Capital in edicola da martedì. “Le accuse relative alla sicurezza dei nostri apparati sono assolutamente infondate; non è mai stata fornita alcuna prova che Huawei costituisca un rischio per la sicurezza” continua il manager che nella sua intervista parla anche della situazione italiana delle telecomunicazioni e, in particolare, della normativa sul cosiddetto golden power (i poteri speciali dello stato a tutela delle reti 5G).
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TITOLO: Flat Tax: Confsal deposita ricorso, tutelare parità cittadini
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OCCHIELLO:
TESTO: Massimo Battaglia e Giuseppe Carbone, segretari generali, rispettivamente, di Confsal-UNSA (funzioni centrali) e di FIALS-Confsal (sanità), hanno depositato oggi presso il tribunale di Catania - insieme a 800 lavoratori iscritti ai due sindacati - l’annunciato ricorso contro la Flat Tax. Hanno agito, attraverso il proprio legale, l’avvocato Cristina Capodicasa. «Riteniamo incostituzionale questa norma che di fatto premia chi dichiara fino a 65.000 euro l’anno, consentendogli di usufruire di un’aliquota fiscale agevolata del 15% di tasse, mentre i lavoratori dipendenti continuano a dover pagare dal 24 al 38% di tasse. - dichiarano i due segretari generali - Abbiamo chiesto al giudice di Catania di eccepire l’incostituzionalità della norma rimettendo gli atti alla Corte Costituzionale per tutelare i principi di progressività dell’imposizione fiscale e della parità di trattamento tra i cittadini».
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TITOLO: Studi legali, la classifica dei ricavi: ecco chi sono gli avvocati d’oro
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OCCHIELLO: La classifica dei studi legali con maggior fatturato d’Italia: vince BonelliErede
TESTO: È ancora BonelliErede lo studio legale italiano primatista per fatturato con 166 milioni di euro, (in linea con l’anno precedente) nel 2018, seguito da Gianni Origoni Grippo Cappelli (Gop) che totalizza un fatturato di 145 milioni (+9,8%), mentre il terzo gradino se lo aggiudica Pwc Tls cha ha archiviato l’anno con ricavi a 140,3 milioni con una progressione dell’11,9% rispetto al 2017.Un podio di assoluto prestigio che conferma la crescita del mercato dei servizi legali d’affari che ha archiviato il 2018 con una lusinghiero più 6,4%. I primi 50 studi legali d’affari attivi in Italia, infatti, secondo le stime elaborate dal centro ricerche di Legalcommunity, hanno complessivamente mosso un giro d’affari di 2,380 miliardi di euro. In termini di market share, il cluster dei grandi studi italiani si conferma quello che controlla la maggiore fetta di mercato (30,8%) seguito dalle Big 4 (con 18,8%) e dagli studi internazionali di matrice britannica (13,8%). Sul versante big law, Legance è lo studio che, subito dopo Gop, ha registrato la crescita più consistente (+7,7%) arrivando a 84 milioni. Chiomenti, pur mantenendo sostanzialmente stabile il numero dei suoi professionisti, ha portato a casa un incremento del 3% dei ricavi arrivando alla soglia dei 131 milioni.
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TITOLO: Spesa della famiglie ferma a 2.571 euro al mese nel 2018: primo calo dal 2013 in termini reali (-0,9%)
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OCCHIELLO: La spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia è di 2.571 euro mensili in valori correnti. Considerando l’inflazione si registra però un calo. Ancora lontani i livelli del 2011, quando si spendevano in media 2.640 euro
TESTO: Restano ampi i divari territoriali nella spesa delle famiglie, che sfiorano 800 euro mensili tra il Nord Ovest e le Isole. Il divario scende sotto il 40% per la prima volta dal 2009 (nel 2017 era 45%). Al Nord Ovest la spesa è di 2.866 euro, nel Nord-est 2.783, nel Centro 2.723 euro, nel Sud 2.087 euro e nelle Isole 2.068. Le regioni con la spesa più alta sono Lombardia (3.020 euro), Val d’Aosta (3.018) e Trentino-Alto Adige (2.945). In Calabria c’è la spesa più contenuta, 1.902 euro (1.118 euro meno della Lombardia), segue la Sicilia (2.036 euro).
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TITOLO: Salesforce compra Tableau Software per 15,7 miliardi di dollari
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OCCHIELLO: La società fondata vent’anni fa da Marc Benioff oggi fattura 13,28 miliardi di dollari, in crescita del 26%, con un utile netto di 1,1 miliardi nell’ultimo bilancio. Adesso acquisisce Tableau: insieme potranno attingere e analizzare i dati in cui gli utenti operano «per prendere decisioni più informate, offrire ai clienti esperienze intellig
TESTO: Secondo i dettagli dell’accordo, Salesforces acquisirà Tableau scambiando ciascuna delle azioni Tableau con 1,103 azioni Salesforce. «operazione, approvata dai consigli di amministrazione di entrambe le società, dovrebbe concludersi entro la fine di ottobre. Fondata nel 1999 e con sede a San Francisco, Salesforce offre alle aziende una piattaforma Crm basata sul cloud, e ha generato un fatturato annuo di 13,28 miliardi di dollari, in crescita del 26%, per un utile netto di 1,1 miliardi nell’ultimo esercizio. Tableau, invece, ha realizzato 1,16 miliardi di fatturato lo scorso anno, chiudendo però in rosso di 77 milioni dopo l’operazione.
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TITOLO: I timori di uscita dall’euro? Sui conti pubblici pesano per 1,5 miliardi all’anno
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OCCHIELLO: Il confronto con Madrid e gli interessi (in più) sul debito
TESTO: Significa che circa metà dell’enorme ritardo attuale di Roma su Madrid nell’onere per piazzare il debito ai creditori non è dato dai timori sui conti: le due economie hanno punti di forza e debolezza diversi. Metà di quello scarto, o spread, è dato dal timore che l’Italia torni alla lira. Dunque se il governo di Roma offrisse le stesse certezze di voler restare nell’euro che dà Madrid solo nel 2019 pagherebbe 1,5 miliardi di interessi in meno sul nuovo debito che emette. Il conto si accumula poi di anno in anno. Ma già in questo si libererebbero risorse per far crescere di un quinto l’investimento in università o dare lavoro a 50 mila nuovi insegnanti. E solo chi gioca con il futuro dell’Italia nell’euro sa esattamente perché non succede.
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TITOLO: Prezzo del petrolio a 30 dollari al barile? Per la Russia è possibile: c’è sovrapproduzione
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OCCHIELLO: Le prospettive per i prezzi non sono buone, secondo il governo russo che in mancanza di un accordo nella prossima riunione dei Paesi Opec+ vede le quotazioni in decisa discesa. A Mosca c’è stato un vertice russo-saudita proprio in vista del prossimo vertice. Intanto iil petrolio Wti ha perso l’1,3% a 53,28 dollari al barile
TESTO: Lunedì 10 giugno il ministro dell’Energia russo Alexander Novak, di fatto il «leader» dei paesi alleati all’Opec, ha incontrato a Mosca il ministro del Petrolio saudita, Khaled al-Faleh, capofila dell’Opec, in vista del vertice Opec Plus del 26 giugno a Vienna (il giorno prima ci sarà la riunione dei Paesi Opec). «Dobbiamo analizzare tutto per prendere una decisione equilibrata nella riunione che si terrà ai primi di luglio - ha sottolineato Novak - Attualmente ci sono grandi rischi di sovrapproduzione». L’alleanza ha concordato una limitazione della fornitura di petrolio, per sostenere i prezzi, che erano crollati nel 2014-15. I 25 paesi dell’Opec Plus alla fine del 2018 hanno deciso, a partire da gennaio 2019, di tagliare la produzione di 1,2 milioni di barili al giorno per sostenere i prezzi scesi di oltre il 30% alla fine dell’anno scorso.
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TITOLO: Whirlpool: «Il sito di Napoli non chiude, rammarico per le parole di Di Maio». Ma il vicepremier va avanti
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OCCHIELLO: L’azienda riconferma la centralità dell’Italia: «Mai disdetto l’accordo siglato». Ma il ministro dello Sviluppo intanto firma la revoca degli incentivi e il blocco dei pagamenti
TESTO: Chi, registrato il dietrofront, prova a smorzare i toni e a scendere davvero a più miti consigli è la Cisl, che segue la vicenda fin dall’inizio con le altre sigle: «Che Whirlpool abbia comunicato di non voler chiudere lo stabilimento di Napoli è certamente una buona notizia - dichiara la segretaria del sindacato, Annamaria Furlan -, come è positivo che il governo abbia finalmente battuto un colpo, annunciando la revoca degli incentivi: speriamo ora che alle parole seguano davvero i fatti e la conferma degli investimenti che l’azienda si era impegnata a portare avanti in Campania». Nello stabilimento partenopeo sono impiegati attualmente 420 operai. «Lo sciopero e le manifestazioni dei metalmeccanici di venerdì prossimo - ricorda Furlan - avranno questo obiettivo: una nuova politica industriale che punti alla riduzione del cuneo fiscale per alzare i salari e sbloccare le infrastrutture».
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TITOLO: Napoli, fondi Whirlpool revocati da Di Maio: a cosa servono? E come lo Stato può riaverli?
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OCCHIELLO: I 27 milioni (non tutti per il sito di Napoli) servono a finanziare i contratti di solidarietà. Farseli restituire non sarà facile e occrre non lasciare i lavoratori senza il poco salario residuo
TESTO: Quei soldi, va chiarito fin da subito, non servono a sviluppare nuovi piani industriali, non finanziano la ricerca di e la messa a punto di nuovi prodotti. Sono destinati per intero agli ammortizzatori sociali. Da ottobre 2018 la Whirlpool di Napoli ha adottato mi contratti di solidarietà: per fronteggiare il calo produttivo le parti hanno concordato un orario di lavoro di 3 giorni la settimana per 6 ore al giorno. L’integrazione al salario viene finanziata dallo Stato con quei soldi. A Napoli sono destinati circa 15 dei 27 milioni; gli altri dovrebbero finanziare ammortizzatori sociali in un altro sito industriale della multinazionale americana, quello delle Marche.
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TITOLO: Di Maio, duello con Whirlpool Ma lo Stato può avere solo 8 milioni
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OCCHIELLO: La multinazionale: nessuna disdetta all’accordo. Il governo: il Bengodi è finitoMa il gruppo Usa potrebbe restituire allo Stato solo 8 milioni. Oggi il confronto
TESTO: A conti fatti, però, la contabilità non torna e rischia di esacerbare ancor più gli animi. Whirlpool ha una domanda di contratto di sviluppo per i siti di Melano (Ancona) e Carinaro (Caserta) presentata a maggio 2016, ora in fase di istruttoria. Varrebbe 5,4 milioni rispetto ai circa 34 milioni di investimento complessivo. Soldi che potrebbero essere congelati dal governo con la norma anti-delocalizzazioni del decreto Dignità diventato legge a fine 2018. C’è un fondo di 1,9 milioni (distretto elettrodomestico del 2002, gestione Indesit poi acquistata da Whirlpool nel 2014) sbloccato con decreto del Mise a febbraio 2018 ma non ancora corrisposto. Ci sono infine 19,8 milioni già erogati nel periodo 2014-2018, e relativi a investimenti antecedenti al 2014, di cui 8 milioni potrebbero essere a rischio in quanto i 5 anni scadrebbero a ottobre 2019, rendendo il decreto Dignità non applicabile. Si tratta di 27 milioni di incentivi pubblici a fronte di oltre 800 milioni di investimenti di Whirlpool negli ultimi 5 anni.
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TITOLO: Juncker: «L’Italia sbaglia direzione, rischia procedura per anni». E Conte: «Anche lui sbagliò con la Grecia»
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OCCHIELLO: Il presidente della Commissione Uea: «Dobbiamo prendere decisioni rilevanti in questo campo. L’Italia non è ancora una minaccia alla stabilità finanziaria, ma è un problema serio. La replica del premier italiano: «Convinti della nostra linea, non è recessiva»
TESTO: Per Juncker l’Italia «è un problema serio» anche se «non rappresenta ancora» una minaccia per la stabilità finanziaria dell’Eurozona. «Non voglio umiliare in dichiarazioni pubbliche la Repubblica italiana perché ho il più grande rispetto per l’Italia», ha detto Juncker, anche se poi si è espresso in modo molto schietto. La Commissione ritiene che «l’Italia si stia muovendo in una direzione sbagliata», per questo «dobbiamo prendere le decisioni pertinenti in questo ambito» ha spiegato Juncker. «L’Italia è l’Italia e ha i problemi dell’Italia, diversi dai problemi degli altri paesi, ma simili sotto certi aspetti” ha proseguito, ricordando la flessibilità introdotta e «il riconoscimento delle riforme strutturali, tenendo conto dei problemi dei cicli economici e dei terremoti e di altri problemi». Il problema per Juncker è che «nessuno in Italia lo sa perché il governo italiano dà l’impressione che la Commissione sia contro il Sud Europa e questo è sbagliato». Il presidente della Commissione ha poi invitato il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio, che aveva messo in dubbio l’avvio della procedura, a comportarsi “in modo da avere ragione».
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TITOLO: Rottamazione-ter, ok alla riapertura dei termini: c’è tempo fino al 31 luglio
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OCCHIELLO: Ok all’emendamento della Lega che riapre i termini per aderire alla pace fiscale che si erano chiusi il 30 aprile scorso: domande entro il 31 luglio
TESTO: Si riaprono i termini della Rottamazione-ter. Per aderire alla pace fiscale c’è tempo fino al 31 luglio 2019. Questo grazie all’emendamento presentato dalla Lega al decreto Crescita e approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera che proponeva di riaprire la rottamazione delle cartelle e il saldo stralcio dopo la chiusura dei termini allo scorso 30 aprile. I contribuenti potranno così accedere nuovamente alla agevolazione fiscale facendo domanda di adesione entro il 31 luglio e cominciando a pagare quindi o in un’unica soluzione entro il 30 novembre o in 17 rate a partire dalla stessa data.
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TITOLO: I Toronto Raptors costano milioni a McDonald’s in patatine gratis (ma la catena ci guadagna lo stesso)
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OCCHIELLO: Patatine gratis nei ristoranti se la squadra mette e segno almeno 12 tiri da tre: la super stagione della squadra del Grande Nord mette nei guai il gruppo (che si rifà con la pubblicità)
TESTO: Chuck Coolen, responsabile marketing per McDonald’s nell’Ontario, ha spiegato che la previsione iniziale del piano di marketing era basata su una promozione precedente con i Montreal Canadiens della Nhl (hockey). E l’accordo è stato siglato 18 giorni prima dello scambio tra Toronto e San Antonio tra due stelle Nba, con Demar DeRozan spedito in Texas e Kawhi Leonard arrivato in Canada. La scorsa stagione, Toronto ha segnato 12 triple in 43 delle 82 partite della regular season e 5 match dei playoff. In questa stagione, i Raptors hanno colpito nel segno 44 volte nella stagione regolare più altre 10 partite nella straordinaria cavalcata nei playoff. McDonald’s ha confermato che i ristoranti canadesi hanno già evaso circa 2 milioni di ordini di patatine fritte, ma quel numero è destinato ancora a crescere anche perché i conti finali dei playoff non sono ancora disponibili. Dopo la prima partita di finale con i Warriors, dove i Raptors hanno raggiunto quota 13 triple, McDonald’s ha eseguito un record di 80.000 ordini gratuiti.
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TITOLO: Le multinazionali del petrolio come quelle delle sigarette, chiamate a rispondere dei danni climatici in tribunale
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OCCHIELLO:
TESTO: Le compagnie energetiche che si avvalgono di combustibili fossili hanno un nuovo problema con cui fare i conti, i contenziosi legali. Perché negli ultimi due anni — come racconta il Financial Times — un numero crescente di città, contee e Stati dell’America ha avanzato delle richieste di risarcimento contro le multinazionali del petrolio (come Exxon, BP, ConocoPhillips, Royal Dutch Shell e Chevron), per i costi di cui si devono far carico per fronteggiare l’emergenza climatica e i suoi effetti collaterali, dal moltiplicarsi di nubifragi e uragani, alle inondazioni e agli incendi. Sono una dozzina le cause «climatiche» attualmente in corso: dieci promosse da altrettante contee, quattro da grandi città (New York, San Francisco, Oakland, Baltimora), una dallo Stato del Rhode Island, ma altre sono in arrivo dalle amministrazioni cittadine di Honolulu e Washington Dc.
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TITOLO: Pace fiscale, numeri record: 12,9 milioni di cartelle rottamate. Richieste per 38 miliardi di euro
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OCCHIELLO: La pace fiscale piace agli italiani. Sono state oltre 1,7 milioni le domande presentate entro il 30 aprile. Rottamazione ter e «saldo e stralcio» hanno fatto registrare numeri record «rispetto ai precedenti» con 12,9 milioni di cartelle rottamate pari a 38,2 miliardi di euro.
TESTO: La pace fiscale piace agli italiani. Sono state oltre 1,7 milioni le domande presentate entro il 30 aprile. Rottamazione ter e «saldo e stralcio» hanno fatto registrare numeri record «rispetto ai precedenti» con 12,9 milioni di cartelle rottamate pari a 38,2 miliardi di euro. Lo ha detto in audizione il direttore dell’Agenzia delle Entrate Antonino Maggiore. I 38 miliardi sono il valore di carico complessivo mentre è pari a 21,1 miliardi la base effettivamente riscuotibile dalla rottamazione ter. Quanto al «saldo e stralcio» l’importo da cui partire è pari a 6,5 miliardi (ecco il modulo per presentare la domanda per il«saldo e stralcio»). E si riaprono i termini per aderire: c’è tempo fino al 31 luglio.
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TITOLO: Gima TT lascia la Borsa dopo 2 anni: verrà incorporata dalla controllante Ima
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OCCHIELLO: Ima incorpora Gima TT per creare maggior flottante Fusione tra due società del packaging entrambe quotate a Piazza Affari. A seguito dell’incorporazione decisa dai Cda e che dovrebbe completarsi entro fine anno (entro agosto le assemblee) Sofima, holding della famiglia Vacchi avrà il 51,53% del capitale, mentre il 48,47% sarà sul mercato
TESTO: Dopo due anni, Gima TT, la divisione tabacchi del gruppo del packaging Ima, lascerà Piazza Affari. È la conseguenza del progetto di fusione varato dal Consiglio d’amministrazione di Ima e di Gima TT, entrambe quotate alla Borsa di Milano. Ima - tra le principali aziende internazionali di confezionamento di prodotti farmaceutici, alimentari, cosmetici, tabacco, tè e caffè - fonderà per incorporazione la controllata al 60% Gima TT, come informa un comunicato congiunto delle aziende controllate dalla famiglia Vacchi, specificando che tra gli obiettivi della fusione vi è la creazione di «una società con una dimensione del flottante superiore, con la conseguente maggiore facilità di negoziazione delle azioni e appetibilità per gli investitori».
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TITOLO: Telco, in calo il fatturato. Rangone: «Momento critico, investimenti a rischio»
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OCCHIELLO: Scendono i ricavi nel 2018 per gli operatori delle telecom: 30 miliardi di euro, in 9 anni -27%. Ma l’economia di servizi digitali vale 55 miliardi di euro
TESTO: «Il settore tlc in Italia oggi vive un momento critico: dopo due anni di lieve ripresa del mercato, il 2018 fa registrare nuovamente un segno meno nei ricavi, scesi complessivamente del 27% in 9 anni, per effetto di una guerra dei prezzi che sta mettendo a rischio la capacità di investimento degli operatori di un ambito strategico per il Paese, l’infrastruttura della quarta rivoluzione industriale. Questo avviene proprio mentre inizia l’era del 5G, che apre grandi opportunità per le aziende ma richiede anche grandi investimenti». Lo ha detto Andrea Rangone, ceo di Digital360, aprendo mercoledì 12 giugno la nona edizione di «Telco per l’Italia 360 Summit», l’appuntamento annuale attraverso cui il gruppo Digital360 mette a confronto i protagonisti dell’ecosistema delle telecomunicazioni con il mondo politico-istituzionale, accademico e imprenditoriale sul ruolo delle infrastrutture e dei servizi del settore per il Sistema Paese.
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TITOLO: Landini, «Sciopero generale? Pronti» «Il governo è distratto sul lavoro»
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OCCHIELLO: Il segretario generale della Cgil: «Bisogna ridurre le tasse sui dipendenti. Viviamo una fase di grandi diseguaglianze sociali e quindi pericolosa per la democrazia». Salvini? «Non è il cambiamento»
TESTO: «Potrei farle davvero tanti esempi. Invece di combattere l’evasione fiscale parla di un nuovo condono, stavolta sulle cassette di sicurezza, rilanciando il messaggio che chi evade è furbo. Guardi che questa delle cassette è una cosa pericolosissima, rischia di agevolare i capitali illeciti se non mafiosi. Invece di rilanciare gli investimenti pubblici allarga le maglie per i subappalti, che favoriscono la criminalità. E poi continua a dire, facendo propria la linea di Salvini, che siamo invasi dagli immigrati soffiando sulla paura delle persone. Dobbiamo smetterla di raccontare balle, sono molti di più i giovani che devono andare via dal nostro Paese per trovare un lavoro».
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TITOLO: I centri commerciali pesano il 4% del Pil: creiamo ricchezza, serve più tutela
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OCCHIELLO: Studio Nomisma: l’industria attiva una filiera da 139 miliardi di euro con un fatturato da 71,6 miliardi di euro pari al 4% del Pil. «Chiediamo più attenzione»
TESTO: Ogni giorno li frequentano milioni di persone. Chi ci lavora. E chi ci va a spasso. Per fare shopping o per uno spuntino o per incontrare altre persone. Così i centri commerciali diventano sempre più dei socialhub, dei luoghi di incontro dove gli italiani scelgono di trascorrere del tempo libero e che ormai sono protagonisti delle loro vite. Ecco perché, serve «maggiore tutela e attenzione per un settore che dà lavoro e crea ricchezza», dice Massimo Moretti, presidente del Consiglio nazionali dei Centri commerciali che a Roma mercoledì mattina ha presentato la ricerca realizzata da Nomisma su «Industry e poli commerciali in italia. Tra filiera e ruolo sociale».
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TITOLO: Ue, Tria: «Debito Italia va abbattuto. Ma non ci sarà manovra aggiuntiva». Moscovici: pronti a discutere
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OCCHIELLO: Il ministro dell’Economia: «Situazione non facile, ma non disperata. Fondamentali sono buoni. Necessario trovare compromesso, andare in procedura fa male anche all’Europa»
TESTO: A «proposito di bufale: non si sarà nessuna tassa sui conti correnti o sulle cassette di sicurezza, sono cazzate di qualche giornalista che o non capisce o è in malafede», ha detto invece il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in una diretta Facebook. «Semplicemente», ha continuato il titolare del Viminale, «stiamo lavorando per estendere la pace fiscale non solo alle cartelle esattoriali di Equitalia, ma sul tantissimo denaro contante che non è in circolazione perché è nascosto o custodito, qua e là. E’ un ragionamento per fare emergere quello che è nascosto. Noi non siamo qui per fare quello che ha fatto Monti con il sostegno di Pd e Forza Italia», ha affermato il leader della Lega, «nessuna nuova tassa, ma un dialogo alla pari con l’Europa. Chiediamo di potere abbassare le tasse agli italiani perché più gli italiani comprano e pagano le tasse, più il debito scende».
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TITOLO: Italo, al via il nuovo orario: 6 nuovi collegamenti per un totale di 98 viaggi al giorno
DATA:
OCCHIELLO: Uno studio dell’Università Bicocca indica che la riduzione dei prezzi di oltre il 40 % grazie alla competizione, ha portato ad un raddoppio dell’utilizzo del treno ad alta velocità
TESTO: Secondo Giuricin, inoltre, non è possibile separare il concetto di efficienza ambientale con quello di efficienza economica. Italo è ormai più efficiente anche rispetto ai maggiori operatori di trasporto aereo, comprese le low cost (LCC). Considerando il costo per posto chilometro offerto (CASK), Italo è in grado di offrire dei costi inferiori sia ad Easyjet che Vueling, due dei più grandi operatori aerei in Italia. Il costo è ben inferiore anche rispetto agli operatori aerei tradizionali (FSC). L’efficienza dei treni moderni AV da un punto di vista di sostenibilità ambientale, porta ad avere una forte riduzione delle emissioni. Italo è stato in grado di crescere nel corso del tempo e questo è stato un beneficio da un punto di vista di trasporto sostenibile. Una buona parte di questi passeggeri sono nuova domanda, ma una sostanziale parte sono invece frutto di un cosiddetto shift modale.
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TITOLO: Cassette di sicurezza e contanti: lecito tenerli ma limiti all’uso per acquisti
DATA:
OCCHIELLO: In Italia almeno 1,5 milioni di cassette di sicurezza per un costo che va dai 20 ai 200 euro l’anno. Quei tentativi di far «emergere» il contante custodito
TESTO: Più volte. Già nell’ottobre del 2016, con il governo Renzi, era stata considerata l’ipotesi di inserire nella riapertura della «voluntary disclosure» (la seconda versione, varata dal governo Gentiloni, è scattata a febbraio del 2017) la possibilità di regolarizzare i contanti. Venne addirittura ribattezzata norma «salva-Corona», il fotografo pizzicato con 2,6 milioni di euro nel controsoffitto di casa a Milano (peraltro assolto recentemente dal reato di «intestazione fittizia»), ma non venne mai varata. Anche nella prima versione dei provvedimenti per la «pace fiscale» del governo Lega-M5S si immaginava la sanatoria per il contante, anche questa sparita dal testo definitivo del decreto, varato il 15 ottobre 2018.
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TITOLO: Fca-Renault, i francesi rilanciano dopo lo stop - L’analisi: e-car e Usa, perché l’alleanza ha senso
DATA:
OCCHIELLO: Borne, ministro dei Trasporti: «Il dossier non è chiuso». Oggi assemblea della società transalpina
TESTO: Le manovre di queste ore sembrano puntare a un chiarimento con i giapponesi che potrebbe preludere a una ripresa dei negoziati con Fca. Il governo francese e Renault vengono da anni di rapporti tesi con Nissan: prima la decisione dell’allora ministro Macron, nel 2015, di raddoppiare i diritti di voto dello Stato francese in Renault; poi i progetti di fusione Renault-Nissan più volte tentati e falliti, fino al clamoroso arresto di Carlos Ghosn, il fondatore dell’alleanza, sei mesi fa all’aereoporto di Tokio, sulla base di documenti forniti da Nissan.
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TITOLO: Di Maio-Whirlpool, la tregua dopo le accuse (e il negoziato di aprile)
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OCCHIELLO: Diverse fonti rivelano che già ai primi di aprile i vertici italiani della multinazionale Usa avevano manifestato al vicecapo di gabinetto del Mise, Giorgio Sorial, le difficoltà dello stabilimento di Napoli che non riusciva a risalire ai volumi immaginati dal piano
TESTO: Resta sul tavolo il futuro dello stabilimento campano. La pista della cordata di investitori guidata dall’ex amministratore delegato di Italcementi, Giovanni Battista Ferrario, resta in piedi. Avrebbe in mente un progetto di produzione nella catena del freddo con il supporto della stessa Invitalia. La sensazione è che possa diventare l’unica strada praticabile se Whirlpool non decida di fare marcia indietro. Ieri al tavolo ministeriale non si sono registrati grandi passi in avanti, anche se Di Maio sparge ottimismo: «L’azienda ha detto per la prima volta che non si disimpegnerà più dallo stabilimento. Ci aspettiamo risposte entro la settimana prossima». La Uilm chiede di valutare l’ipotesi di un rifinanziamento della «decontribuzione dei contratti di solidarietà», formula usata già in passato per altre vertenze.
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TITOLO: Alitalia, Lotito formalizza l’offerta. Salvini: «Atlantia nel capitale? Non ho pregiudizi»
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OCCHIELLO: Il presidente della Lazio e consigliere della Federcalcio, ha formalizzato un’offerta «riservata» di acquisto per Alitalia. Tria: per intervento del Mef ci vuole prima un’offerta vincolante. Salvini su Atlantia: non ho pregiudizi
TESTO: Ancora un mese per capire il futuro di Alitalia. Mentre si va verso un’ulteriore proroga dei termini di presentazione dell’offerta vincolante per la nuova compagnia si siede al tavolo degli interessati anche Claudio Lotito, presidente della Lazio e consigliere della Federcalcio. Ha formalizzato un’offerta «riservata» di acquisto i cui dettagli al momento non si conoscono. Un colpo di scena — l’ennesimo — nella vicenda dell’ex compagnia di bandiera che si trascina dal 2 maggio 2017, da quando il vettore è scivolato in amministrazione straordinaria, ma che aggiunge ulteriore mistero. Fonti vicine al dossier spiegano al Corriere che in questi giorni nelle discussioni ufficiali tra Ferrovie dello Stato, Delta Air Lines e Atlantia «non si è mai parlato né di Lotito, né di Toto», entrambi nomi considerati come possibili candidati a rilevare l’azienda.
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TITOLO: Il «tesoro» di 200 miliardi custodito nei caveau italiani e l’idea del procuratore Greco
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OCCHIELLO: La proposta di una «voluntary disclosure» sul contante
TESTO: Comunque, c’è troppo contante che gira in Italia. Stime di qualche anno fa parlavano di 150/200 miliardi, una massa enorme di soldi che, invece di migliorare i numeri dell’economia legale, ingrassa quella sommersa. Nel settembre 2016, fu Greco a lanciare l’allarme in un convegno alla presenza dell’allora sottosegretario alla Presidenza del consiglio Maria Elena Boschi. Disse che, per far emergere molto del nero, bisognava varare iniziative per incentivare l’uso della moneta elettronica, carte di credito e bancomat. Il Procuratore propose una sanatoria «accompagnata» dall’obbligo di investire i soldi tornati a galla «in titoli di Stato infruttiferi e nominativi, cedibili solo dopo 5 anni e dedicati alle grandi emergenze del Paese, come scuole, università e terremoti». Due mesi dopo, in un’audizione alla Camera, aggiunse che una eventuale voluntary funziona solo se lo Stato fa «pressing» trasmettendo «direttive precise agli organi dello stato» per dare la caccia al contante. I dati dell’Abi dicono che gli italiani sono agli ultimi posti in Europa nell’uso di mezzi di pagamento elettronici (tracciabili) con 30 operazioni procapite, mentre la media continentale si attesta ad oltre 200, con gli svedesi che arrivano a più di 400.
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TITOLO: La maglia di Maradona, zaffiri e diamanti: i segreti degli italiani nelle cassette di sicurezza Le regole
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OCCHIELLO: Lo sposo «scomparso» che dimentica le foto dell’amante brasiliana. Il sequestro a Paolo Arata. I 500mila euro della mamma dello spacciatore
TESTO: Tutto meno che social. Vere e proprie tombe della condivisione. Sono le cassette di sicurezza: custodiscono (o nascondono) tracce e frammenti di piccoli o grandi ricchezze private, soldi in chiaro e soldi in nero, gioielli, ricordi preziosi, squarci di vita, privacy totale. Un mondo a sé ricco di episodi curiosi e aneddoti, di oggi e di ieri. Storie e segreti racchiusi nel buio di quei cassetti blindati di cui la banca non conosce il contenuto. E non lo conosceva nemmeno la moglie di quel tipo, «gran brava persona», a un certo punto sparito nel nulla. Incidente? Suicidio? Mah. .. scomparso. Spunta però una cassetta di sicurezza intestata al povero desaparecido. La sposa, con le lacrime appena asciugate, acquisisce il diritto ad aprirla. Uomo distratto: aveva dimenticato lettere e foto inequivocabili di una giovane sudamericana. Altro che suicidio: se l’era svignata in Brasile (leggi anche: Cassette di sicurezza, perché Salvini vuole la “pace fiscale” Cosa sono, quanto costano).
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TITOLO: Uova sintetiche derivate dalle piante: è iniziata la corsa. Il mercato vale un miliardo 
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OCCHIELLO: Sono sempre di più le aziende che stanno producendo alimenti simili alle uova di gallina derivanti dalle piante. Si tratta di un business che, potenzialmente, vale miliardi di dollari. Ma al momento gli ostacoli da superare per convincere i consumatori sono ancora parecchi
TESTO: La prima azienda a tentare l'impresa è stata la californiana Follow Your Heart, che nel 2015 ha lanciato VeganEgg. Si tratta di un uovo in polvere originariamente a base di alghe, sostituite poi da polvere di soia. L'amministratore delegato Bob Goldberg conta di portare sul mercato una versione liquida entro la fine dell'anno. Secondo Nielsen, VeganEgg è uno dei prodotti più venduti da Whole Foods, importante catena di supermercati statunitense acquisita nel 2017 da Amazon. A fare concorrenza a Follow Your Heart c'è Spero, startup della Bay Area che produce uova liquide ricavandole dalle proteine dei semi di zucca. L'attore dominante è però Just Inc. , azienda da un miliardo di dollari precedentemente nota come Hampton Creek che alla fine dell'anno scorso ha lanciato Just Egg, un surrogato delle uova derivante dalle proteine dei germogli di soia verde o fagioli mung.
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TITOLO: Loft a Milano, vuoi comprarlo? I consigli per evitare brutte sorprese
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OCCHIELLO: Il 5,5% dell’offerta rientra in questa categoria, a Roma solo il 4,8%. Destinazione d’uso, tutte le cose da verificare prima di versare la caparra
TESTO: Ci sono tre diverse possibilità: 1) l’immobile è già residenziale (di norma categoria A/2 o A/3): in questo caso non ci sono problemi di nessun tipo, il prezzo di mercato è determinato sostanzialmente dalla posizione dell’immobile tenendo conto che in genere lo spazio soppalcato vale meno a metro quadrato; 2) l’immobile è ufficio (A/2) o più raramente negozio (C/1). Qui bisogna valutare se ci sono le caratteristiche prescritte dalle regole comunali, e ci sono da mettere in conto gli oneri di urbanizzazione oltre a un carico fiscale maggiore per l’acquisto, ma in genere soprattutto per gli uffici l’operazione non presenta altri problemi. I costi comprensivi della ristrutturazione per la trasformazione in appartamento sono più bassi di quelli del residenziale acquistato come tale; 3) L’immobile è a destinazione produttiva (di solito si tratta di laboratori C/3). I prezzi sono molto bassi rispetto al residenziale, ma per il cambio di destinazione bisogna che si rispettino tre condizioni: che vi sia un sufficiente rapporto aeroilluminante (la superficie delle finestre rispetto a quella del pavimento); che il Pgt (piano governo del territorio) dia la possibilità di effettuare il cambio di destinazione; che non sia necessaria una bonifica del sottosuolo.
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TITOLO: Lavoro, disoccupazione nel primo trimestre cala al 10,4%
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OCCHIELLO: Dopo due cali consecutivi, nel primo trimestre del 2019 il numero di persone occupate torna a crescere, seppure lievemente, in termini congiunturali (+25 mila, +0,1%)
TESTO: Dopo due cali consecutivi, nel primo trimestre del 2019 il numero di persone occupate torna a crescere, seppure lievemente, in termini congiunturali (+25 mila, +0,1%), a seguito dell’aumento dei dipendenti permanenti e degli indipendenti che ha più che compensato la riduzione dei dipendenti a termine. Per l’Istat, il tasso di occupazione sale al 58,7% (+0,1 punti). Nei dati mensili più recenti (aprile 2019), al netto della stagionalità, il tasso di occupazione e il numero di occupati rimangono invariati rispetto a marzo 2018, a sintesi del calo degli indipendenti e della crescita dei dipendenti soprattutto a termine.
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TITOLO: Iran tra sanzioni e opportunità: ecco le migliori strategie per aiutare l’export italiano
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OCCHIELLO: Le imprese italiane cercano di mantenere i rapporti commerciali con la Repubblica Islamica (e non solo) nel pieno delle sanzioni commerciali: soluzioni e possibilità saranno discusse nella conferenza di venerdì 21 giugno in Assolombarda a Milano
TESTO: Il round di sanzioni secondarie - vincolanti anche per soggetti non statunitensi e quindi per le aziende e banche italiane - deciso dal presidente americano Trump lo scorso 8 maggio è solo l’ultimo colpo inflitto dagli Stati Uniti al business con la Repubblica Islamica. Dall’agosto 2018, aziende e banche operanti in determinati settori dell’economia iraniana (tra cui ferro, rame, acciaio, alluminio, Oil & Gas) rischiano di essere sanzionati dall’OFAC, l’agenzia del Tesoro americano deputata all’enforcement dei programmi sanzionatori statunitensi (si pensi ai recentissimi casi UniCredit e BP Tankers S. p.A. ). A essere presi di mira sono anche i mercati della Russia e della Crimea, obiettivo di un’intricatissima rete di sanzioni adottate dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti nei più svariati settori: dal petrolifero e gas di scisto fino ai settori dei trasporti e delle telecomunicazioni. «Il nostro compito, come studio legale - continua Marco Padovan che dopo una lunga esperienza alla Banca Europea per gli Investimenti è operativo da quasi vent’anni con il suo team a Milano e a Roma - è fare in modo che le imprese italiane possano fare affari senza incorrere in sanzioni americane. A causa di queste sanzioni, noi italiani abbiamo perso la linea di credito da 5 miliardi di euro che avevamo negoziato e per conto di Invitalia Global Investment».
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TITOLO: Terra gratis da coltivare a chi fa il terzo figlio. Ma no alle famiglie allargate
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OCCHIELLO: Il governo lavora ai criteri per la misura prevista nell’ultima legge di Bilancio. Per avere diritto al bonus i tre figli devono essere tutti della stessa coppia. Ma non è necessario essere sposati
TESTO: Il decreto attuativo —al quale stanno lavorando i ministeri dell’Agricoltura e quello della Famiglia, tutti e due in quota Lega — non limita però il bonus alle coppie sposate. Non potrebbe farlo: ci sarebbe il rischio concreto di incostituzionalità, anche perché la misura è stata disegnata come un incentivo alla natalità, non al matrimonio. Contano i figli, a patto che siano consanguinei, non il tipo di coppia che li mette al mondo. Resta il fatto che con il «podere al popolo» il governo aggiorna indirettamente la sua visione della famiglia: il sacro vincolo del matrimonio non conta più. Ma non ci può nemmeno spingere fino alla famiglia allargata.
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TITOLO: Autostrade estive: pedaggi fermi, la riforma frena
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OCCHIELLO: La nuove regole trasformano gli extra ricavi in tariffe più basse I gestori hanno già fatto ricorso al Tar contro l’Authority
TESTO: La risposta dei gestori, a partire da Autostrade per l’Italia, il concessionario controllato da Atlantia della famiglia Benetton, non si è fatta attendere. La delibera dell’Autorità è stata impugnata davanti al Tar. I ricorrenti hanno da ridire sull’ampliamento dei poteri di Camanzi diventati cogenti con l’approvazione del decreto Genova, che ne ha ampliato le facoltà di verifica su tariffe e assetti regolatori anche delle concessioni in essere. Camanzi è stato accusato di avere «ecceduto i limiti dei propri poteri consultivi». Al punto che Toninelli ha dovuto precisare che l’Authority ha il mandato, per legge, di rivedere le concessioni delle autostrade in essere nel momento in cui si rinnovano i piani finanziari. C’è però un altro aspetto su cui il ministro è intervenuto di recente, facendo infuriare ulteriormente i concessionari. Il tema è quello caldo della revoca delle concessioni, venuto alla ribalta nell’agosto scorso, in occasione del disastro del ponte di Genova, quando il M5S espose compiutamente l’obiettivo di nazionalizzare le autostrade. Oggi, mentre la procedura per la revoca della concessione a Autostrade per l’Italia avviata dal ministero dei Trasporti nei giorni della tragedia, langue, Toninelli ha assestato un nuovo colpo alle certezze dei concessionari. Forse il più duro. Nel decreto Sblocca-Cantieri, a sorpresa, è passato al Senato un emendamento grillino che esclude la contestabilità del danno erariale al dirigente che firmi la revoca di una concessione autostradale se il decreto è stato vistato e registrato, in sede di controllo preventivo, dalla Corte dei Conti, (non più dall’Avvocatura dello Stato, com’era nella prima stesura).
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TITOLO: Stefanel chiede l’amministrazione straordinaria dopo il mancato accordo coi creditori
DATA:
OCCHIELLO: Rinuncia a concordato dopo mancato accordo creditori a piano
TESTO: La società di abbigliamento ha rinunciato alla procedura di concordato preventivo per ill mancato accordo con i creditori. Il titolo la scorsa settimana era rimasto sospeso in Borsa. La rinuncia è avvenuta dopo aver preso atto «della mancata definizione di un accordo con i propri stakeholders, dell’attuale assenza di altri interlocutori interessati a supportare la società nella formalizzazione dell’ipotizzata proposta concordataria e dell’impercorribilità di ipotesi autonome di rafforzamento patrimoniale e ristrutturazione dell’indebitamento complessivo». in altre parole e i creditori di Stefanel non hanno accettato la proposta arrivata dalla società che, a quel punto, si è trovata di fronte a due strade: rimborsare i creditori per circa 40 milioni di euro, denaro che in cassa non c’è o scegliere l’amministrazione straordinaria per provare a tenere in piedi la situazione nella speranza che qualcosa possa cambiare.
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TITOLO: Lavoro, il low cost non è più una virtù: crollano le delocalizzazioni
DATA:
OCCHIELLO: Knorr non fa tendenza I numeri dicono il contrario Semmai si fa outsourcing, ma in Italia Fuori dall’euro più spazio al made in Italy? La realtà dell’industria va da un’altra parte
TESTO: Le imprese che hanno delocalizzato attività nel periodo ‘15-’17 sono state circa 700 e sono prevalentemente aziende sia industriali che di servizi (nel manifatturiero sono le industrie ad alta o medio-alta tecnologia a ricorrere all’estero con relativa maggiore frequenza). Ma quante invece hanno fatto scelte differenti? L’Istat ci dice che sono state oltre mille (pari al 5% delle grandi e medie industriali e dei servizi) che hanno scelto, sempre nello stesso periodo preso in esame dall’indagine, di dar vita ad outsourcing di attività o funzioni aziendali precedentemente svolte all’interno, ma localizzandole in Italia. Anche in questo caso più la dimensione sale più la propensione si rafforza. I dati dell’Istat ci danno anche un’altra traccia di grande interesse: di quei mille almeno 300 sono investimenti in outsourcing che tornano indietro dall’estero e quindi possiamo catalogare come operazioni di «back reshoring» da parte di gruppi italiani. Non è poco per capire come sia cambiato il vento.
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TITOLO: Popolare Bari, Cassa di risparmio Orvieto a Sri Group per 60 milioni
DATA:
OCCHIELLO: Offerta vincolante del fondo per la quota del 73,57% dell’istituto umbro in portafoglio alla banca pugliese. Offerta che, con ogni probabilità, sarà accettata dall’istituto guidato da De Bustis essendo superiore al valore di carico, pari a circa 50 milioni
TESTO: La Banca Popolare di Bari è pronta a vendere la Cassa di risparmio di Orvieto (circa 50 sportelli e attivi per 1,4 miliardi circa) a Sri Group. All’istituto pugliese, infatti, è arrivata un’offerta vincolante del fondo per il 73,57% (la quota di PopBari) pari a circa 60 milioni. Offerta che dovrà essere valutata ma che, con ogni probabilità, sarà accettata dalla PopBari, essendo superiore al valore di carico della partecipazione, pari a circa 50 milioni. L’operazione sarebbe il primo passo della nuova strategia del consigliere delegato Vincenzo De Bustis che prevede, tra l’altro, una spinta maggiore sulla bancassicurazione, sulla banca digitale (il cui precursore, in Italia, è stato proprio De Bustis) e sugli npl, con lo scorporo di 2 miliardi di crediti non performing in un veicolo apposito.
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TITOLO: Sciopero, metalmeccanici in piazza a Napoli, Firenze e Milano: «Il governo fa come Schettino»
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OCCHIELLO: Per prendere applausi fa affondare nave
TESTO: I metalmeccanici «non si fermeranno e se le richieste resteranno inascoltate, chiediamo a Cgil, Cisl e Uil di prepararsi a un nuovo sciopero generale di tutte le categorie», spiega il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, che in piazza Santissima Annunziata ha tenuto il comizio di chiusura della manifestazione nazionale dei metalmeccanici indetta a Firenze. Al ministero dello Sviluppo economico «ci sono 150 tavoli fermi. Nel 35% di questi tavoli ci saranno lavoratori licenziati, circa 90 mila, in aggiunta ai 300 mila che hanno gia’ perso il posto di lavoro. Noi li diciamo cosi’ questi numeri, ma dietro ci sono persone, famiglie, intere filiere produttive che rischiano di scomparire da questo Paese».
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TITOLO: I partner europei sui conti dell’Italia: ora i fatti, no ai mini-Bot. Tria: «Non serve una manovra»
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OCCHIELLO: Il presidente dell’Eurogruppo Centeno: gli impegni vanno rispettati. La spagnola Calvino: evitiamo turbolenza sui mercati
TESTO: Tria ha detto che entro il 9 luglio «succederà che cercheremo un accordo» con gli altri ministri e con la Commissione europea. A Lussemburgo ha incontrato a margine dei lavori Dombrovskis, che era invitato (insieme a Moscovici e al presidente della Bce Mario Draghi) e ha reso noto di ritenere necessari «interventi aggiuntivi» di correzione del bilancio. «Non abbiamo bisogno di misure correttive, sennò le faremmo, ma già sappiamo che arriveremo naturalmente a quei livelli di deficit», ha replicato Tria, aggiungendo che «stiamo facendo un negoziato, dimostreremo che raggiungeremo quegli obiettivi che ci mettono in posizione di sicurezza». Un altro colloquio bilaterale è previsto oggi con Moscovici, che ha ribadito di avere «la porta aperta» per il dialogo con l’Italia e di aspettarsi «dati e misure nuove».
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TITOLO: Ecofin, Tria ottimista sulla trattativa Oggi faccia a faccia con Moscovici
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OCCHIELLO: «Non abbiamo bisogno di misure correttive, sennò le faremmo», dice Tria . «Possiamo arrivare a un abbassamento del deficit previsto nel Def, cioè di almeno 0,2 percento in meno». Raggiunto un primo accordo di principio sul bilancio comunitario
TESTO: Tria si è detto «ottimista» sul negoziato in corso. Un po’ tutti i ministri sono sembrati consapevoli dei limiti di una trattativa solo all’inizio e con spazi per concluderla entro il prossimo Eurogruppo/Ecofin dell’8 e 9 luglio a Bruxelles. Centeno ha chiarito che «in politica si prendono impegni e si rispettano» e che «abbiamo ascoltato impegni molto forti da parte del governo italiano nelle ultime due settimane, sia da parte del ministro Tria che del premier Conte, dobbiamo restare a quegli impegni». Il ministro dell’Economia ha detto che entro il 9 luglio «succederà che cercheremo un accordo». A Lussemburgo ha incontrato a margine dei lavori Dombrovskis, che era invitato (insieme a Moscovici e al presidente della Bce Mario Draghi) e ha chiesto «interventi aggiuntivi» di bilancio. «Non abbiamo bisogno di misure correttive, sennò le faremmo», ha replicato Tria, aggiungendo che «possiamo arrivare a un abbassamento del deficit previsto nel Def, cioè di almeno 0,2 percento in meno» e «le azioni concrete saranno dare le cifre e da dove vengono» perché «siamo a metà anno, non ci sono documenti ufficiali nuovi».
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TITOLO: Airbus lancia il motore ibrido: l’A320 Neo avrà un motore elettrico
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OCCHIELLO: Airbus studia un motore ibrido-elettrico per il suo aeromobile a corridoio singolo più venduto. Sarà pronto tra 15 anni
TESTO: L’Airbus mira a ridurre le emissioni di CO2 del 75% entro il 2050. Airbus ha lavorato con Rolls-Royce e Siemens per sviluppare un motore ibrido, che produrrebbe 2 megawatt di potenza: la sperimentazione dovrebbe iniziare tra due anni. Lo sviluppo di un motore ibrido deve affrontare e risolvere ancora questioni fondamentali, come il limitato raggio di volo e il problema della capacità di carico. Una delle soluzioni è installare un motore convenzionale nella parte posteriore dell’aeromobile per caricare le batterie del motore, oltre a produrre la spinta necessaria per volare mentre i motori elettrici vengono caricati.
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TITOLO: Alitalia, un altro mese per evitare il crac. E Salvini «scarica» Lotito
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OCCHIELLO: manca sempre all’appello un socio che acquisisca il 40% della società a fianco di Delta. Fs e Mise. Il vicepremier non gradisce l’offerta del presidente della Lazio: «Meglio qualcuno che si occupa di trasporti
TESTO: Ancora un mese di tempo per il salvataggio di Alitalia. il ministero dello sviluppo, come già previsto, ha comunicato oggi alle ferrovie dello Stato che il termine per presentare un’offerta di acquisto vincolante, in scadenza il 15 giugno, viene spostata al 15 luglio. « L’ulteriore proroga sul dossier Alitalia si è resa necessaria in quanto, in questi ultimi giorni, stanno manifestando il loro interesse numerosi partner tra cui compagnie aeree e fondi di investimento internazionali»fanno sapere fonti del Mise. Ma in realtà la soluzione appare ancora lontana. Manca ancora un partner di peso che si aggiunta a Delta Airlines, Fs e Mise e l’offerta avanzata dal presidente della Lazio Claudio Lotito sembra allontanarsi: a bocciarla è stato il vicepremier Salvini .
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TITOLO: Sciopero contro il governo Guerra di cifre sulle adesioni
DATA:
OCCHIELLO: A Milano, Firenze e Napoli le sigle delle tute blu: «Al centro lavoro ed industria»
TESTO: Se le manifestazioni possano essere lette come un antipasto di quello che potrebbe accadere in autunno è presto per dirlo. Landini ha annunciato la volontà di proclamare uno sciopero generale dopo l’estate. Furlan e Barbagallo non si sbilanciano. «Gli scioperi io non li minaccio: se necessario, li faccio», ha precisato il segretario generale della Uil. Ma è chiaro che l’attesa ora è tutta per la prossima legge di Bilancio in cui i sindacati di metalmeccanici chiedono una forte discontinuità rispetto a quella precedente, abbassandolo il costo del lavoro sui dipendenti. Resta il balletto di cifre sulle adesioni allo sciopero. I sindacati delle tute blu parlano di «piazze piene e fabbriche vuote» a sottolineare la ritrovata capacità di mobilitazione ed intermediazione. Federmeccanica è di diverso avviso: il tasso di partecipazione sarebbe «pari al 19,3% della forza occupata».
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TITOLO: Savona: debito al 200% sul Pil possibile con fiducia e risparmio
DATA:
OCCHIELLO: Al debutto ufficiale nel ruolo di presidente della Consob, nella sua relazione al mercato, l’economista replica alla procedura per alto debito. E propone la creazione di eurobond per concedere prestiti agli Stati a basso costo per rifinanziare il debito pubblico
TESTO: Anche da presidente della Consob, Paolo Savona non smentisce la sua fama di economista «contrarian». Mentre l’Italia dibatte con la Ue per evitare la procedura di infrazione a causa di un debito al 132% del Pil, l’82enne professore sardo rilancia come «istruttivo l’esempio del Giappone: se la fiducia nel Paese è solida e la base di risparmio sufficiente, livelli di indebitamento nell’ordine del 200% non contrastano con gli obiettivi economici e sociali perseguiti dalla politica». È uno dei passaggi chiave della sua relazione, ieri a Milano, all’incontro annuale della Consob, che presiede da marzo dopo le dimissioni da ministro degli Affari Europei (leggi anche: le richieste dei paesi Ue all’Italia: fatti, non parole).
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TITOLO: Fca-Renault, il viaggio (segreto) di Manley a Parigi per riaprire il dossier sulla fusione
DATA:
OCCHIELLO: Il ministro francese Le Maire : la fusione? Senza fretta. Ma non abbiamo posto veti. Il 25 giugno l’assemblea di Nissan, il socio giapponese
TESTO: Un ritornello, in cui la palla viene rilanciata da un campo all’altro. Il presidente di Renault deve conquistare integralmente la fiducia del suo principale azionista, dopo potrà trattare con Nissan e decidere se portare avanti il progetto con il costruttore italo/americano. Questa settimana, l’amministratore delegato di Nissan Hiroto Saikawa ha incontrato a Tokio Toby Mierson, uno dei consulenti finanziari più vicini a Elkann. Pare che il dirigente nipponico abbia assicurato di tenere in considerazione la possibile fusione dell’alleanza Renault, Nissan, Mitsubishi con Fca, solo se esisteranno delle nuove condizioni che riducano la partecipazione di Renault in Nissan. I francesi detengono il 43% del gruppo giapponese, quando questo possiede solo il 15%, senza aver alcun diritto di voto. La clausola più irritante per i nipponici.
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TITOLO: Confimprese e Confindustria, patto «per il bene dell’Italia»
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OCCHIELLO: Proposte comuni su infrastrutture e riduzione del cuneo fiscale. Resca: «Valorizzare il contributo delle filiere»
TESTO: C’è bisogno di unirsi, dice Mario Resca, presidente di Confimprese, «per confrontarsi con le istituzioni cui portare posizioni e proposte: serve una voce unica per andare dalla stessa parte e dare messaggi univoci e coerenti». Il patto nasce da un legame forte e storico tra le due associazioni: «È una condivisione — spiega Resca — di valori, obiettivi e stimoli». Iniziativa privata, mercato, libera concorrenza, cultura industriale e commerciale, contrasto ai protezionismi «da qualsiasi parte provengano», e poi «il ruolo decisivo dell’Europa per il nostro Paese»: i valori condivisi delle due associazioni per fare fronte alle sfide e soprattutto alle crisi. È un intervento che il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia sente necessario: «È compito dei corpi intermedi impegnarsi per la tenuta e la crescita del tessuto sociale ed economico del Paese mostrando di aver compiuto il salto di qualità che li porta a guardare agli interessi nazionali prim’ancora che a quelli di parte».
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TITOLO: Renzo Rosso (Diesel) vuole Cavalli. Offerta in arrivo per il marchio di moda
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OCCHIELLO: Questo pomeriggio scade il termine per manifestare interesse a rilevare la Roberto Cavalli. Attese altre due proposte da investitori esteri: Bluestar Alliance e Dama Properties
TESTO: A “concorrere” con l’imprenditore veneto sono, infatti, attese al momento - salvo interventi dell’ultima ora - solo altre due proposte, entrambe di investitori esteri. Si tratta di Bluestar Alliance, il fondo americano fondata da Joseph Gabbay e Ralph Gindi e che già possiede Brookstone, Bene, Catherine Malandrino, Tahari o Lerry Levine. E di Dama Properties, società immobiliare di Dubai. Non ci sarebbe invece Philpp Plein, di cui anche si era fatto il nome. L’incarico di trovare un investitore è affidato a Rothschild. Subito dopo l’apertura delle buste la parola passerà al consiglio di amministrazione di Clessidra che si riunirà la prossima settimana. La Roberto Cavalli ha tempo fino al 3 agosto per presentare una proposta definitiva di concordato preventivo o per la domanda di omologa di accordi di ristrutturazione dei debiti.
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TITOLO: Signorvino: dopo Calzedonia le cantine, la ricetta dei Veronesi L’Economia lunedì gratis
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OCCHIELLO: Sandro ha superato i due miliardi di fatturato con i marchi Calzedonia, Intimissimi, Tezenis e Falconeri.Nel 2012 il figlio Federico ha lanciato la prima catena italiana di distribuzione del vino, arrivata a 16 negozi.«Ora puntiamo sui mercati esteri, offrendo bottiglie di qualità a partire da 5 euro»
TESTO: Dalle calze all’intimo al vino: si può fare impresa lungo questi filoni? Come sia possibile lo dimostra Sandro Veronesi: il patron di Calzedonia (2,3 miliardi di fatturato e 32 mila dipendenti) ha ideato Signorvino, una catena di eno-bistrot che, a sette anni dalla nascita, è ora pronta per essere esportata. Veronesi, 60 anni, è, secondo Forbes, uno degli italiani più ricchi (superato solo da Giorgio Armani, Renzo Rosso, i fratelli Benetton e i coniugi Prada-Bertelli), grazie ai marchi Calzedonia, Intimissimi, Tezenis e Falconeri. Un impero di lingerie, costumi da bagno e cachemire che ha creato da solo. Nell’avventura enologica lo affianca il figlio, Federico. Le enoteche spesso assomigliano a negozi di antiquariato, dove il venditore è l’unico a conoscere i segreti delle merci in vendita. «Signorvino nasce per smontare il mito dell’inaccessibilità al vino — racconta Federico Veronesi — nei nostri 16 negozi usiamo un linguaggio semplice e chiaro, diretto ai non esperti. Vogliamo un approccio immediato, comprensibile a tutti per le nostre 1.500 etichette di vini buoni, sani, italiani». Il racconto della loro impresa L’intervista prosegue sull’Economia in edicola lunedì gratis con il Corriere.
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TITOLO: In Svizzera è il venerdì delle donne Sciopero nazionale per più parità
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OCCHIELLO: Manifestazione contro i ritardi della Confederazione elvetica, dove le donne hanno ottenuto il diritto di voto solo nel 1971 e fino al 1985 avevano bisogno del permesso del marito per lavorare o aprire un conto corrente. E in banca il pay gap è del 24%
TESTO: «E’ giunto il momento di prendere finalmente quelle misure affinché le donne possano avere il giusto posto nel processo decisionale e difendere i loro interessi a tutti i livelli della società», sostiene Adele Thorens, una politico di 48 anni per il Partito dei Verdi a Losanna. «Il soffitto di vetro esiste davvero, il modo di trattare le donne è diverso dal modo in cui trattano gli uomini», denuncia all Reuters Lynn Bertholet, manager sessantenne transgender di una banca privata a Ginevra. «Lo so bene, perché ho vissuto la maggior parte dei mia esistenza come un uomo».
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TITOLO: Industria, fatturato in calo dell’1% e ordini in discesa del 2,4% in aprile
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OCCHIELLO: Ma su base annua il fatturato sale del 2,5%. In profondo rosso il settore auto, con fatturato in flessione dell’8,6% tendenziale, mentre gli ordini diminuiscono dell’11,6%
TESTO: Frenata dell’industria ad aprile. Gli ordini sono scesi del 2,4% congiunturale, secondo l’indice destagionalizzato elaborato dall’Istat, e dello 0,2% tendenziale, in base all’indice grezzo. Il fatturato, invece, è sceso dell’1% su mese e salito del 2,5% su anno. «Si tratta del primo calo dall’inizio dell’anno che interrompe, a causa del calo registrato sul mercato estero, la tendenza alla crescita congiunturale del fatturato dell’industria che persisteva da inizio anno. Gli ordinativi risultano in ribasso, con una flessione più marcata sul mercato estero rispetto a quello nazionale», spiegano gli esperti Istat.
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TITOLO: Maire Tecnimont, a Brescia la fabbrica ricicla-plastica al 95%
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OCCHIELLO: Lo stabilimento è in grado di produrre oltre 40 mila tonnellate all’anno di polimeri riciclati, con un’efficienza di riciclo del 95%, ed è equivalente ad una discarica di plastica di 100 mila metri cubi, in grado di «mangiare» la plastica
TESTO: L’occasione è il taglio del nastro di un nuovo impianto qui in provincia di Brescia. Lo stabilimento è in grado di produrre oltre 40 mila tonnellate all’anno di polimeri riciclati, con un’efficienza di riciclo del 95%, ed è equivalente ad una discarica di plastica di 100 mila metri cubi, in grado di «mangiare» la plastica, dopo averla selezionata accuratamente tramite un sofisticato sistema di sensori. Queste caratteristiche lo rendono «un’eccellenza nella trasformazione di rifiuti plastici», sottolinea il fondatore e presidente di Maire Tecnimont, Fabrizio Di Amato, ricordando che il gruppo è un «leader» nella realizzazione di impianti di produzione di polimeri da idrocarburi. «Non c’è un piano B. Bisogna scaricare a terra l’ansia per il nostro futuro in un’industria economicamente sostenibile», spiega Folgiero. L’obiettivo della società di ingegneria impiantistica è di «dimostrare che si può fare margine e business nella chimica verde con un impianto di scala industriale», replicando questo modello di riciclo.
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TITOLO: Perché Amazon non ha ucciso le librerie: le ha solo cambiate
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OCCHIELLO: Il punto del quotidiano della City sull’acquisizione da parte del fondo Elliott della storica catena di librerie americane Barnes & Noble
TESTO: Ora Daunt parte dall’idea che nelle librerie fisiche «vuoi stare bene, portare i tuoi figli e divertirti comprando un libro». Se il vecchio modello delle catene come Barnes & Noble e Waterstones era trovare lo spazio più grande possibile e «riempirlo con il maggior numero possibile di libri, il nuovo modello è più su misura, e pone l’attenzione sull’ambiente del negozio», ha un’«enfasi sull’esperienza del cliente» e valorizza i «vantaggi innati della vendita al dettaglio dei libri». Mentre «i consumatori online possono avere accesso a prezzi più economici e più scelta», le librerie offrono «la possibilità di interagire con persone che conoscono e amano i libri».
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TITOLO: Conti pubblici, ultimatum Ue a Tria: una settimana per dare risposte
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OCCHIELLO: Dopo due giorni di riunioni in Lussemburgo, si guarda all’ultimo mercoledì di giugno, il 26, come data possibile per adottare la raccomandazione sulla procedura contro l’Italia per debito eccessivo
TESTO: A Bruxelles si guarda, comunque, con preoccupazione al 2020, nel quale si concentrano la necessità di reperire 23 miliardi per evitare il meccanismo automatico di aumento dell’Iva e altri 10,8 per sostenere la riforma fiscale e l’estensione della «flat tax» a una parte rilevante di contribuenti italiani e la correzione strutturale del deficit dello 0,6% del Pil. Una maxi manovra di cui l’attuale governo non vuole assumersi la responsabilità. Di fatto Commissione ed Eurogruppo spingono per ottenere un piano credibile, fondato su una serie di atti per assicurare un percorso di riduzione del debito, che contempli un programma di tagli strutturali. Più che promesse l’Europa vuole però fatti. Da qui l’idea di chiedere un pronunciamento formale al governo.
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TITOLO: Brand, (più) valore e digitale: la nuova scommessa de La Martina parte da Milano
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OCCHIELLO: Il marchio del polo argentino alla fashion Week milanese con un progetto da 1,5 milioni di euro per una capsule e un piano di comunicazione tra online e offline. E dove l’influencer diventa suggeritore di stile (in negozio)
TESTO: Pompilio è stato scelto per reinterpretare in chiave contemporanea gli elementi identitari del brand: rispetto, lealtà, integrità, coraggio. Una mossa che ben si sposa con quella che le ricerche di marketing hanno già chiamato «l’età della rilevanza» dove l’utente finale cerca nel brand un valore aggiunto, una posizione in cui rispecchiarsi, altrimenti è pronto a voltare le spalle e cambiare. Il progetto «Resized by AP» vede anche il supporto di Condé Nast Italia nella parte comunicativa ed è rinforzato da una partnership con Samsung per realizzare la prima campagna globale scattata con uno smartphone di ultima generazione, i cui contenuti verranno condivisi attraverso i canali tradizionali, ma anche digitali, fino anche a touch screen presenti nei negozi direttamente collegati con la web platform di La Martina. Negozi dove si sta anche avviando un progetto pilota che vede la presenza di un influencer «ingaggiato» per diventare un suggeritore di lifestyle, più che un personal shopper. La collezione La Martina Resized by AP sarà disponibile per i buyer il lunedì seguente la presentazione della capsule, da gennaio sarà invece disponibile online anche per i clienti finali. La Martina ridisegna così la sua strategia per le prossime stagioni, dopo «un 2018 stabile — dice Roselli —. Intanto proseguiamo con le aperture dei monomarca, due nuovi in Egitto e uno in Marocco».
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TITOLO: La sindrome giapponese e la guerra all’austerità (che dal 2013 non c’è più)
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OCCHIELLO: La vera preoccupazione europea: Pil fermo da 25 anni
TESTO: Nel club europeo tutti sarebbero felici di vedere che questi problemi tornano nell’agenda del Paese. Lo direbbero anche ai leader politici di Roma, ma qui è l’altra grande anomalia: non è mai successo prima che chi comanda in un Paese europeo non abbia alcun contatto con gli altri leader del club e anzi si muova in una propria bolla, mai esposto alle idee e alla conoscenza umana degli altri; anche il greco Alexis Tsipras, pur litigando, aveva scambi costanti con i leader di Berlino o Parigi e ciò alla fine lo ha aiutato. In fondo l’idea della procedura sui conti dell’Italia nasce così: quando un Paese è su una traiettoria pericolosa, ma resta illeggibile, sembra più sicuro metterlo in gabbia.
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TITOLO: Il grande fratello in condominio: via libera alle telecamere per la sicurezza
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OCCHIELLO: La legge permette l’installazione sulle parti comuni dell’edificio di impianti volti a consentire la videosorveglianza, purché se ne segnali la presenza con appositi cartelli facendo in modo che qualunque soggetto si avvicini sia avvisato della presenza degli impianti
TESTO: Nei condomini che ospitano abitazioni e uffici è sempre più facile vedere delle telecamere esterne, soprattutto per tutelarsi da eventuali furti. Ma è lecita la collocazione di impianti di videosorveglianza sulle mura perimetrali ed esterne dei palazzi, puntate a riprendere quel che accade sulla strada pubblica? Affrontando la questione, Il Tribunale di Chieti ha dichiarato colpevoli alcuni condòmini del reato di violenza privata (art. 610 c. p.) per avere installato - sul muro perimetrale delle rispettive abitazioni - alcune telecamere con ripresa visiva e sonora, posizionate su zone aperte al pubblico transito, costringendo gli abitanti della zona a essere costantemente osservati e controllati nello svolgimento delle loro attività lavorative e nei loro movimenti. Il giudice di primo grado ha condannato, quindi, i condomini alla pena di un anno di reclusione ciascuno. Anche in secondo grado, la Corte di Appello di L’Aquila ha confermato la pronuncia di primo grado, con una riduzione della pena a sei mesi di reclusione.
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TITOLO: Alitalia, nel piano di Delta meno aerei e rotte, focus su Usa ed Est Europa
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OCCHIELLO: I soggetti interessati da giorni sono impegnati a finalizzare il piano di rilancio della compagnia tricolore. Intanto salgono i ricavi nei primi cinque mesi dell’anno: +1,8%
TESTO: Nel piano — ancora emendabile — Delta ipotizza la dismissione dei due Airbus A330 più vecchi (hanno 19 e 20 anni) e la restituzione dell’unico Boeing 777-300ER, velivoli utilizzati per i collegamenti intercontinentali. Gli statunitensi avrebbero proposto di mettere a terra anche i 15 Embraer E175 della divisione regional CityLiner (per i voli soprattutto nazionali) e si sarebbero detti disposti a investire circa cinque miliardi di dollari dal 2023. La nuova Alitalia ripartirebbe così con 99 aeromobili (dagli attuali 117) «o al massimo 102», calcolano le fonti. Il documento, poi, si concentra molto anche sui collegamenti.
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TITOLO: Fisco, arriva il «tax day»: all’Erario 32,6 miliardi da imprese e famiglie
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OCCHIELLO: Lunedì 17 gli imprenditori dovranno pagare le ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori per circa 12 miliardi, mentre famiglie e imprese dovranno versare l’Imu/Tasi in capo alle seconde-terze case e agli immobili strumentali (9,9 miliardi)
TESTO: I prestiti bancari alle imprese di piccola dimensione (meno di 20 addetti) sono infatti in costante calo dal 2012, contrazione che secondo la Banca d’Italia solo in parte è ascrivibile a una diminuzione della domanda di credito o a fattori di rischio. A marzo l’erogazione a queste piccole realtà produttive è scesa, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, di 2,3 punti percentuali. Al netto delle tariffe applicate dai commercialisti per la tenuta della contabilità aziendale, secondo una indagine realizzata periodicamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, il costo della burocrazia fiscale in capo agli imprenditori ammonta a circa 3 miliardi di euro all’anno. «Oltre ad avere una pressione fiscale tra le più elevate d’Europa — afferma il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo — in Italia è estremamente difficile anche pagare le tasse. La complessità e la farraginosità del nostro sistema tributario spesso mette in seria difficoltà perfino gli addetti ai lavori come i commercialisti, le associazioni di categoria o i Caf. Figuriamoci gli imprenditori, in particolar modo quelli di piccola dimensione, che, all’interno della propria attività, in moltissimi casi non dispongono nemmeno di un ufficio amministrativo minimamente strutturato». Secondo il segretario della Cgia, Renato Mason «con una tassazione inferiore e più semplice anche l’Amministrazione finanziaria potrebbe lavorare meglio ed essere più efficace. La selva di leggi, decreti e circolari esplicative presenti nel nostro ordinamento tributario, invece, complica la vita a tutti, relegandoci tra il gruppo di paesi meno attrattivi per gli investitori stranieri anche per questo motivo», conclude.
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TITOLO: Immobili Rcs, la Procura apre un’inchiesta
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OCCHIELLO: Ipotesi di usura sulla vendita della sede. La denuncia di un piccolo azionista
TESTO: L’inchiesta è partita dall’esposto presentato da un socio, possessore di un piccolo pacchetto azionario, ma poi gli investigatori si sono mossi autonomamente. La Procura vuole accertare se le operazioni che hanno guidato la cessione siano state condizionate a vantaggio dell’acquirente statunitense dallo stato di difficoltà economica e finanziaria che Rcs attraversava in quel momento storico. Contro la vendita dell’edificio si schierarono i giornalisti, che manifestarono pubblicamente, ed Urbano Cairo, allora azionista di minoranza al 2,7%, prima di raggiungere il 60 % dell’intero capitale sociale con la scalata partita nell’aprile 2016. Il 9 novembre dell’anno scorso, Rcs ha avviato un arbitrato a Milano chiedendo l’annullamento dell’operazione di vendita del 2013. Blackstone ha aperto una causa civile di fronte alla magistratura di New York, il cui giudice, però, il 24 aprile scorso, ha sospeso il procedimento dichiarando la competenza sul caso dell’autorità giudiziaria italiana. A Milano, Rcs contesta la validità del contratto di vendita al gruppo immobiliare americano. Nella richiesta di arbitrato, i legali della società fanno riferimento alle norme che tutelano i soggetti che si trovano a cedere beni a prezzi inferiori a quelli di mercato nel momento in cui stanno attraversando una condizione di difficoltà che è conosciuta dall’acquirente. Uno squilibrio che sarebbe evidente già nei numeri dei contratti di vendita e di riaffitto. «È una cosa che abbiamo fatto scientemente — aveva dichiarato Urbano Cairo in vista dell’udienza di aprile a New York — un’iniziativa ragionata, sulla base di un approfondimento, una “due diligence” svolta all’interno dell’azienda, e durata alcuni mesi, che ci ha portato a decidere che era una cosa che andava fatta». Ora se ne occuperanno anche i magistrati milanesi.
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TITOLO: Invasione di pappagalli in Puglia, l’effetto «tropici» distrugge i frutteti
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OCCHIELLO: L’allarme di Coldiretti: «Le campagne sono divenute l’Eldorado di frutta e mandorle per i pappagalli che evidentemente si sono adattati perfettamente al microclima pugliese». Il primo insediamento a Molfetta nel 1984: poi si sono diffusi in tutto il nord barese
TESTO: Ai pappagalli piacciono le mandorle. Ma non disdegnano neanche le albicocche. Chissà se questa predilezione caratterizzava anche i gusti di quella coppia di volatili che, scappati da una gabbietta — così si narra tra le vie di Molfetta — 35 anni fa, nel 1984, andarono a nidificare sull’eucalipto della piazzetta «Madonna delle Rose». Circostanza che viene ripresa anche nel comunicato con cui la Coldiretti Puglia ha denunciato i danni derivanti dalla proliferazione esponenziale dei pappagalli verdi «che si nutrono in campagna di frutta, con una predilezione per le mandorle». «Si sono moltiplicate le segnalazioni da parte degli agricoltori — è la denuncia di Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia — colpiti dalla presenza sempre più evidente di stormi di pappagalli, che ricreano una atmosfera tropicale, attirando l’attenzione con suoni acuti persistenti. Si tratta dei parrocchetti monaci della specie Myiopsitta Bonaparte, apparsi con un primo “insediamento” su un eucalipto nella contrada molfettese “Madonna delle Rose”, passati poi a stabilirsi, costruendo nidi “multifamiliari”». dice Coldiretti Puglia.
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TITOLO: Facebook, via alla criptovaluta con Visa, Mastercard e PayPal
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OCCHIELLO: Zuckerberg lancia una sorta di bitcoin, ma più solido, a disposizione degli utenti per scambiarsi denaro e fare acquisti sia dentro il social che sul web. Anche Uber nella nuova iniziativa del social network. Si chiamerà «Libra» o «GlobalCoin»
TESTO: Dopo aver consultato i gemelli Winklevoss, suoi ex compagni di Harvard ed ex acerrimi nemici fondatori di Gemini (una delle piattaforme più note per le criptovalute), Mark Zuckerberg dimostra di voler fare sul serio reclutando partner di primo piano del settore come Visa, Mastercard e PayPal. Sono loro i big che hanno deciso di sostenere anche economicamente la criptovaluta di Facebook, una sorta di bitcoin, ma più solido, a disposizione degli utenti per scambiarsi denaro e fare acquisti sia dentro il social che sul web. I dettagli saranno svelati probabilmente in un libro bianco che sarà diffuso il 18 giugno, mentre il lancio della valuta è previsto per l’anno prossimo. Ma su «Libra» o «GlobalCoin» (così si chiamerà), Zuckerberg è al lavoro da tempo, tanto che secondo alcune indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, il fondatore del social network avrebbe già deciso di ancorarla a un paniere di valute internazionali per scongiurare i problemi di volatilità tipici delle criptovalute elettroniche, a cominciare dalla più nota: il bitcoin. Più di una dozzina le compagnie che sosterranno economicamente il progetto, tra cui Uber e Booking. com. Ciascuna investirà circa 10 milioni di dollari in un consorzio che governerà la moneta virtuale.
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TITOLO: Conte lima la lettera alle Ue, i paletti dei vicepremier
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OCCHIELLO: Conte chiederà all’Europa di rivedere le regole, a partire dal tetto del 3 per cento nel rapporto deficit/pil. Una richiesta che non arriva nel momento giusto, visto che proprio l’Italia sarà il soggetto principale al quale applicare le regole
TESTO: La lettera del presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla Commissione dell’Unione europea «sta partendo», anzi «è quasi pronta», anzi «il premier la sta limando». Giovedì sera sembrava che la missiva tanto annunciata fosse sul punto di essere inviata a Bruxelles. Ma poi Conte ha spiegato che non era stata ancora mandata. E ancora ieri gli uffici spiegavano che il premier «è al lavoro» e stava visionando gli ultimi dettagli. Può darsi che si tratti semplicemente della normale cautela per una lettera così rilevante, fatto sta che sarà importante valutare il contenuto e i toni, alla luce delle differenti posizioni che sembravano aver preso Conte, da una parte, e i vicepremier. Il premier sembrava tenere una linea morbida, allineata alla prudenza del ministro dell’Economia Giovanni Tria. Poi, secondo rumors, dopo un’interlocuzione con Salvini e Di Maio, si sarebbe riallineato su toni più fermi e meno concilianti. Conte chiederà all’Europa di rivedere le regole, a partire dal tetto del 3 per cento nel rapporto deficit/pil. Una richiesta che non arriva nel momento giusto, visto che proprio l’Italia sarà il soggetto principale al quale applicare le regole e chiedere di cambiarle proprio ora non è il massimo dell’eleganza.
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TITOLO: Reddito di cittadinanza, le norme «anti-divano» che non ci sono per controlli e lavori utili
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OCCHIELLO: Mancano ancora le norme attuative per i lavori di pubblica utilità che dovrebbero svolgere quelli che prendono il sussidio e per le verifiche sulla residenza. In compenso altre mille assunzioni all’Inps mentre (forse) sono in arrivo i navigator
TESTO: Finora, in sostanza, il reddito di cittadinanza si è limitato a distribuire soldi senza chiedere (quasi) nulla in cambio. In compenso alla gioiosa macchina da guerra messa in piedi per gestire il sussidio si aggiungono nuovi pezzi. Sono previste mille assunzioni per l’Inps, dedicate proprio al reddito di cittadinanza, come stabilito dall’ultima versione del decreto legge «Crescita» ancora all’esame del Parlamento. E tra quale giorno parte la selezione pubblica per i navigator, le 3 mila persone che andranno a rafforzare i centri per l’impiego chiamati a trovare un lavoro vero a chi prendere il reddito di cittadinanza. In realtà cosa dovranno fare in concreto i navigator ancora non si sa, il braccio di ferro fra governo e Regioni va avanti da tempo. E mentre loro stanno per essere assunti non vengono rinnovati i contratti ai precari che in quegli stessi uffici lavoravano da anni. Ma l’importante è far girare la ruota, almeno così sembra. Con il risultato che per il momento il reddito di cittadinanza distribuisce sussidi e stipendi. Ma per i controlli bisogna aspettare. Mentre il lavoro (normale e di pubblica utilità) ancora non c’è.
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TITOLO: Vietnam, crescita record e yacht: perché è la nuova frontiera dei super ricchi
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OCCHIELLO: Un ex villaggio di pescatori, si trasforma in una ricercata meta turistica pronto a inaugurare il primo porto turistico vietnamita. Lo Stato asiatico attira ricchi e beni di lusso tra contraddizioni e crescita record
TESTO: In questo modo aumenta conseguentemente la richiesta di beni di lusso. Lo conferma Mercedes-Benz Vietnam che parla di record di vendite, con una crescita del 12% nei soli primi quattro mesi del 2019. Tra i beni di lusso, ovviamente, ci sono anche imbarcazioni e yacht. E proprio lì si inserisce il progetto Ana Marina. A differenza della Repubblica popolare Cinese, il governo socialista vietnamita ha iniziato, tra l'altro, a sostenere la nautica da diporto, almeno a fini turistici. In Vietnam infatti esiste una tassa speciale su beni di lusso o non essenziali del 30%: ma questa viene eliminata se lo yacht viene utilizzato per finalità turistiche. Una spinta per il settore delle imbarcazioni ma anche un incentivo per gli investimenti. Un Paese contraddittorio e in continua crescita che si apre così al mondo e, in particolare, ai super ricchi.
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TITOLO: Sblocca cantieri, non c’è più il vincolo dei 10 metri: costruzioni più vicine
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OCCHIELLO: Superata la vecchia normativa che risaliva a oltre 50 anni fa (1968) che prevedeva come norma inderogabile una distanza minima assoluta di 10 metri. Il decreto 32/19 è stato convertito in legge ed è in attesa della pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale»
TESTO: La novità è racchiusa nel nuovo articolo 5, comma 1, lettera b del decreto legge 32/2019, il cosiddetto Sblocca Cantieri, convertito in legge venerdì 14 giugno e in attesa di pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale». Nel quale il legislatore, come evidenziato dal Sole 24 Ore, ha inserito il concetto generale secondo cui gli interventi di demolizione e ricostruzione sono consentiti se rispettano le distanze legittimamente preesistenti (se si assicura la coincidenza dell’area di sedime e del volume di quello ricostruito rispetto a quello demolito), andando così a modificare una norma del 2001 che riguarda i limiti di distanza tra i fabbricati che faceva riferimento a una normativa del 1968. Che per oltre 50 anni ha rappresentato una sorta di argine, imponendo ai nuovi edifici, ricadenti in tutte le zone diverse dai centri storici, una distanza minima assoluta di 10 metri, anche se il piano urbanistico locale ne consentiva una inferiore. Con quel limite, anche nelle opere di demolizione e ricostruzione (che prevedono una fase senza il vecchio e il nuovo edificio) si rispettava la distanza di 10 metri tra pareti finestrate. Cosa cambia adesso? Che Regioni e Province potranno introdurre deroghe alle distanze previste dal Dm 1444/1968. Prevedendo quindi distanze inferiori per le demolizioni e ricostruzioni.
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TITOLO: Quali sconti per le spese rimborsate
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: In generale le spese sanitarie detraibili (con applicazione della franchigia complessiva di 129 euro), sono quelle effettivamente rimaste a carico di chi le ha sostenute. Qualora ci siano delle spese rimborsate da assicurazioni sanitarie per le quali il premio versato non è detraibile (ad esempio le polizze sottoscritte direttamente dal contribuente), le spese sanitarie - anche se rimborsate - si considerano comunque rimaste a carico del contribuente e quindi detraibili, dato che non si detrae il premio versato. Nel caso invece di premi pagati a enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale o da società di mutuo soccorso, il premio annuo pagato è detraibile ai fini Irpef e, di conseguenza, le spese sanitarie si detraggono solo per la parte non rimborsata. Qualora il rimborso delle spese sanitarie derivi da premi per assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro, fino all’importo complessivo di 3.615,20 euro tali contributi non concorrono a formare il reddito imponibile di lavoro dipendente e, quindi, si possono detrarre le spese sanitarie solo per la parte non rimborsata. Se i premi pagati dal datore di lavoro superano il limite di 3.615 euro, concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente per la parte eccedente. In questo caso, il contribuente può detrarre anche le spese sanitarie rimborsate, proporzionalmente alla quota di premio che ha concorso a formare il reddito. In definitiva si possono portare in detrazione ai fini Irpef: 1) le spese sanitarie non rimborsate; 2) le spese rimborsate per effetto di premi di assicurazioni sanitarie versati dal contribuente (per i quali non spetta la detrazione; 3) le spese rimborsate sulla base di assicurazioni sanitarie stipulate dal datore di lavoro, solo proporzionalmente alla quota di premio che ha concorso a formare il reddito in quanto eccedente la soglia dei 3.615,20 euro. (con la consulenza di Stefano Poggi Longostrevi)
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TITOLO: Il vicepresidente Bce De Guindos: «Il vostro debito pubblico è una spada di Damocle, ma avete punti di forza»
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OCCHIELLO: «In Spagna neanche Vox mette l’euro in discussione. I mini Bot? Draghi dice che sono illegali o aumentano il debito. Io dico anche che distruggono la fiducia e questo è un grave errore»
TESTO: Vicepresidente de Guindos, gli investitori prevedono che l’inflazione in zona euro resti sotto agli obiettivi della Bce nei prossimi dieci anni. Le loro aspettative non sono mai state così basse. Avete già fatto molto ma Draghi ha detto che questo mese avete discusso altre opzioni, incluso un riavvio degli acquisti di titoli («quantitative easing»). Quale segnale può farvi decidere? «Dobbiamo vedere un venir meno dell’ancoraggio delle aspettative d’inflazione. Non è ancora successo, malgrado la caduta delle aspettative di mercato. Se lei guarda al sondaggio sulle attese degli analisti, la Survey of Professional Forecasters, la situazione è leggermente diversa: le aspettative sono rimaste stabili. Poi dobbiamo vedere se ci sarà un ulteriore calo significativo dell’attività economica, un cristallizzarsi dei rischi al ribasso che abbiamo indicato. Noi possiamo sempre cercare di guardare in avanti per farci un’idea di ciò che potrebbe accadere, ma alla fine la realtà è la realtà. Stiamo a vedere cosa succede. Ma credo che la parte importante della nostra posizione sia che siamo completamente pronti a reagire». Significa che il vostro orientamento attuale è quello giusto, se le previsioni dei vostri esperti sono confermate? «Sì. Se ci sarà un ulteriore deterioramento, a quel punto reagiremo. Per ora il nostro orientamento di politica monetaria è pienamente compatibile sia con l’inflazione che con i livelli di attività reale dell’economia. Ciò che conta è che siamo totalmente pronti a reagire. E aggiungerei un altro elemento, se posso: i rischi sono orientati al ribasso». Intende dire, in termini di attività economica reale? «Sia in termini di attività reale che di inflazione. Quindi se quei rischi si concretizzeranno, reagiremo». Tagliare i tassi serve se c’è un problema di tasso di cambio dell’euro e fare «quantitative easing» se ce n’è uno di debolezza dell’economia? «Non facciamo un’allocazione dei diversi strumenti sui diversi obiettivi. Ciò che trovo importante, ma a volte un po’ trascurato, è che la politica monetaria non è la panacea. Se c’è un problema di stabilità dei prezzi, rientra nel nostro mandato. Ma c’è qualcosa che tutti dovrebbero tenere presente per evitare di creare aspettative irrealizzabili: non abbiamo la pietra filosofale». Lei che è stato ministro dell’Economia a Madrid sa bene che i rendimenti dei titoli di Stato di Italia e Spagna erano a livelli simili durante la crisi. Oggi lo scarto fra Bonos e Btp a dieci anni è oltre 180 punti-base, a favore di Madrid. Più di quello che la Germania aveva sull’Italia fino al maggio 2018. Come si spiega questa divergenza? «Dico subito che non voglio fare confronti fra la Spagna e l’Italia. Se mi concentro sull’Italia, credo però che il principale problema sia da tempo la crescita molto bassa. L’Italia non è tornata ai livelli di Prodotto interno lordo (Pil) che aveva nel 2008». Secondo lei, perché? «Credo ci siano due elementi. Il primo è il livello estremamente alto di debito pubblico, una spada di Damocle che pende sulla testa. Secondo, c’è un problema di riforme strutturali. Ma nell’economia italiana ci sono pro e contro. I contro sono una crescita lenta, il debito pubblico, una mancanza di riforme strutturali e dunque una bassa crescita della produttività. Ma l’Italia ha anche dei vantaggi che dobbiamo riconoscere. Il primo è che ha un surplus di partite correnti, nel complesso degli scambi con il resto del mondo. La posizione finanziaria netta sull’estero è buona e questo riduce la vulnerabilità dell’economia. E quando si guarda alla situazione di bilancio nel tempo, non è stata male: quasi tutti gli anni l’Italia ha avuto un avanzo prima di pagare gli interessi sul debito. Non è molto facile riuscirci, dunque è un precedente molto buono, soprattutto in confronto ad altri Paesi». Dunque, cosa dovremmo fare? «Si torna al problema della bassa crescita, che ci porta immediatamente alle questioni delle riforme strutturali, delle barriere all’ingresso nel mercato, dell’efficienza nel mercato del lavoro… Cose che qualche volta sono un po’ trascurate». Lei dice: niente confronti Spagna-Italia. Ma non c’è mica niente di male nel farlo per com’eravamo nel giugno-luglio 2012. La situazione era molto simile. «Eravamo molto vicini. Eravamo sull’orlo…» E i due Paesi presero strade diverse. Madrid decise di accettare un programma europeo per le banche, l’Italia s’impegnò per farcela da sola. «La situazione della Spagna nel 2012 era diversa: da noi il governo aveva una maggioranza assoluta in Parlamento, in quello fummo fortunati. E la pulizia delle banche fu profonda. Non fu facile; fu sanguinosa, glielo posso assicurare. Ma la facemmo e, dopo, riuscimmo a gestire una questione come Banco Popular. Neanche quello fu facile. Poi la Spagna ha guadagnato molta competitività grazie alla riforma del mercato del lavoro. Questi furono i due fattori. Ma non voglio fare un confronto con l’Italia, parlo della Spagna adesso. Nel 2013 ricominciammo a crescere e negli ultimi cinque o sei anni il Paese ha avuto una performance migliore dei suoi pari». Dunque lei pensa che per la Spagna concentrare il prima possibile quegli sforzi abbia funzionato? «Sì, credo di sì. A Madrid c’era un governo con una maggioranza assoluta, ma anche così allora fu difficile politicamente. Ma in Spagna, a prescindere da quali partiti siano al potere, l’approccio pro europeo è garantito. Anche se si considerano le due ali estreme, Vox e Podemos». Neanche loro mettono in discussione l’euro? «Magari hanno approcci diversi sulla politica di Bilancio, ma non dicono che vogliono lasciare l’euro. Per niente». Il presidente francese Emmanuel Macron ha proposto un Bilancio dell’area euro per stabilizzare i Paesi colpiti da crisi economiche. Si sta arrivando a uno strumento minimo. Che ne pensa? «Ciò che è stato concordato nel Consiglio europeo (un piccolo Bilancio per ‘competitività e convergenza’, ndr) è un primo passo. Ma non dovrebbe essere lo stato permanente di quello strumento. Può crescere e gli può essere assegnata una funzione chiara: la stabilizzazione anticiclica. Dobbiamo condividere di più i rischi, se vogliamo migliorare la performance dell’area euro e ridurre l’onere sulla politica monetaria. E c’è un elemento che sarà critico per riuscirci: la fiducia». Lei si riferisce alla fiducia che occorre avere in ogni Paese che tutti gli altri si comportino correttamente. Ma se uno non è visto così, come succede oggi con l’Italia, la preoccupa che ciò possa creare dei danni? «L’Italia non è un’economia molto vulnerabile finanziariamente, se si tiene conto della posizione patrimoniale netta sull’estero e di altri fattori. Se vuole un esempio di un’economia vulnerabile, guardi alla Spagna nel 2010. Aveva un deficit esterno del 10% del Pil e una posizione patrimoniale netta negativa del 90% del Pil. Non è la situazione dell’Italia oggi. Il mio punto è che la fiducia a volte dipende dalle intenzioni politiche del governo». Vuole dire che il governo italiano dovrebbe fornire alcuni chiari obiettivi che siano accettabili al resto del club? «Sì, da entrambe le parti. È una partita bilaterale, dunque da entrambe le parti. Penso sia molto difficile fare passi avanti se non si riesce a costruire fiducia. E poiché stiamo parlando di fiducia e incertezza in tempi difficili, credo che quest’idea di discutere i mini-Bot sia stata un errore. Draghi ha detto che se fosse una moneta legalmente utilizzabile, sarebbe illegale e che se fosse debito, allora accumulerebbe ancora più debito. Dal mio punto di vista, la conseguenza peggiore è che questo tipo di decisione distrugge la fiducia».
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