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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 08 October 2019 AL GIORNO Tuesday 15 October 2019 SU: economia




TITOLO: La «polizza» dei Benetton contro il rischio revoca ad Autostrade
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OCCHIELLO: La lettera al Mise della holding infrastrutturale: «L’avvio di un provvedimento di caducazione non ci consentirebbe di impegnarsi in un’operazione onerosa di complessa gestione ed elevato rischio»
TESTO: A conti fatti l’investimento in Alitalia sta diventando una «polizza» contro il rischio revoca delle concessioni autostradali ad Autostrade per l’Italia. Nella lettera che Fabio Cerchiai, presidente di Atlantia e Giancarlo Guenzi, direttore generale della holding infrastrutturale controllata al 30% dalla famiglia Benetton, hanno scritto due giorni fa al ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli, il concetto viene esplicitato per la prima volta: «Il permanere di una situazione di incertezza in merito ad Autostrade per l’Italia o ancor più l’avvio di un provvedimento di caducazione non ci consentirebbero di impegnarsi in un’operazione onerosa di complessa gestione ed elevato rischio».
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TITOLO: Come funzionerà la Lotteria degli scontrini: tre premi ogni mese, da 50 mila a 10 mila euro
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OCCHIELLO: Avrà più possibilità di vincere chi paga con carta elettronica. Ogni anno un estrazione finale da 1 milione di euro. Il governo a caccia di 7,2 miliardi dalla lotta all’evasione
TESTO: Ma il governo è convinto di farcela, anche sulla scorta dei risultati ottenuti quest’anno con l’obbligo della fatturazione elettronica: nei primi sei mesi dell’anno si sono infatti riscontrate maggiori entrate Iva per circa 2 miliardi di euro, nonostante il prodotto interno lordo sia fermo e gli scambi con l’estero in calo. Si è invece assistito a un aumento del 3,6% degli scambi interni, che i tecnici attribuiscono appunto al ridursi dell’evasione. Alla fine, nel 2019, col contributo della fatturazione elettronica potrebbero entrare circa 4 miliardi in più di Iva, grazie anche alla maggiore facilità con cui si stanano truffe e frodi, sottolineano gli stessi tecnici. Questi risultati avranno un trascinamento sul 2020 e si sommeranno agli effetti delle nuove misure, scommette il governo.
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TITOLO: La sfida per Lagarde: tenere testa alla politica
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OCCHIELLO:
TESTO: Ma non è così che l’Italia svolterà e ricomincerà a crescere, costruendosi un futuro migliore. Si rischia, invece, di perdere un altro anno. A parte i contenuti, andrebbe ricercata, anche una nuova e più efficace impostazione negoziale. Nel dialogo con l’Europa l’Italia ha sempre insistito su due cose: «flessibilità» (leggi: indulgenza per i nostri disavanzi pubblici) e cambiamento delle regole europee. Da questo punto di vista i segnali del nuovo governo non sono diversi. Questa impostazione è perdente e va ribaltata. Va messo in primo piano ciò che serve al Paese. All’Italia serve un percorso credibile di riduzione del debito pubblico e di riforme strutturali, ma serve anche una politica di investimenti pubblici nelle aree in cui il capitale collettivo del Paese si è deteriorato. Per capire dove, basta leggere uno dei tanti interventi del governatore Visco: educazione, territorio, infrastrutture, amministrazione, famiglia, trasporti, sicurezza. Su queste esigenze va ricercato sia il consenso di contribuenti ed elettori, sia l’accordo con la Commissione. L’eventuale flessibilità deve essere l’ultimo elemento per chiudere il «grande accordo», non una pregiudiziale per sedersi al tavolo. Alla fine è più probabile che la flessibilità venga dall’interno delle regole stesse, interpretandole piuttosto che rifiutandole. Segnali in chiaroscuro arrivano anche dalla Bce. Il presidente Draghi ha ripreso il bazooka annunciando una riduzione ulteriore del tasso sui depositi presso la banca centrale (mossa che, neutralizzata in parte nei suoi effetti negativi sul bilancio delle banche, spinge il tasso a breve ancora più in territorio negativo) e la ripresa degli acquisti netti di titoli per 20 miliardi al mese. Gli acquisti continueranno fino a che l’inflazione non si porterà in modo stabile vicino al target, poco meno del 2%.
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TITOLO: Dolce&Gabbana, l’intervista esclusiva: «Lasceremo l’azienda a famiglia e dipendenti» |English version
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OCCHIELLO:
TESTO: C’è chi pensa però che per essere forti sui mercati globali sia indispensabile arrivare a una certa dimensione di fatturato, anche nel settore della moda dove ci sono grandi gruppi come Lvmh. DOLCE: «Non tutti i Paesi sono uguali, l’errore più grande è accumunare il nostro agli Stati Uniti o alla Francia. L’Italia è fatta di eccellenze irripetibili, di piccole e medie imprese, di città come Venezia e Firenze, ora anche Milano, di prodotti unici come il Parmigiano e realtà come la Ferrari e la Ferrero. L’Italia è una multinazionale che comprende migliaia di marchi». GABBANA: «L’Italia è fatta di Caravaggio, Leonardo, Galilei. Ha un Dna artistico che non esiste altrove. Non dobbiamo avere il complesso di essere italiani, perché chiunque nel mondo cerchi bellezza viene nel nostro Paese. Il nostro compito è rilanciare la creatività, che è la nostra vera ricchezza, come ai tempi del Rinascimento. Dovremmo smetterla di volere essere un Paese-azienda, come alcune economie basate sul mass-market. La nostra fortuna sono gli artigiani, dobbiamo sostenerli. L’Italia li ha troppo spesso messi da parte per inseguire un modello che non è il suo». La Brexit, il rallentamento in Germania, i dazi tra Stati Uniti e Cina quanto influiscono sulla vostra attività? GABBANA: «Andiamo benissimo in Brasile e Messico. Se c’è rallentamento in certi mercati noi compensiamo con la crescita in altri. Un reset dei consumi è sempre da mettere in conto a livello globale». Come vi immaginate il futuro del gruppo? Ipotizzate un passaggio generazionale per preservare il vostro lavoro e le persone che ci lavorano? GABBANA: «La nostra idea è proprio di lasciare spazio agli altri che lavorano con noi, dipendenti e famiglia. Il mio modello è Hermès, dove la dinastia è tornata in forza al timone e non si è affidata ad altri stilisti. Oppure, in altro settore, come la Ferrero. Passano le generazioni e la famiglia resta. Noi lasceremo un Dna al nostro gruppo di lavoro, cioè ai nostri stilisti interni che sono il cuore dell’azienda e lavorano con la nostra piena fiducia. Poi c’è la famiglia, i fratelli di Domenico: Alfonso e la sorella Dorotea». DOLCE: «Ho già due nipoti nel gruppo. Christian e Giuseppina, i figli di Dorotea, che hanno circa 40 anni. Il primo è a capo degli accessori mentre la seconda guida l’Alta Moda. Dopo di noi preferiremmo che non arrivasse lo stilista straniero che cambia tutto, il nostro desiderio è che ci sia continuità. Vogliamo lasciare dei codici alla famiglia che potrà reinterpretarli. Ma nello stesso tempo vorremmo lasciare spazio ai giovani che già lavorano qui affinché Dolce&Gabbana non diventi un marchio morto. Dopo di noi toccherà a loro raccontare nuove storie ai clienti, narrare se stessi con la loro personalità ma i nostri codici. Con disciplina e rigore». Che cosa chiedete come supporto al Paese? GABBANA: «Di essere un po’ più patriottico, ma senza colore politico. Non chiediamo aiuti ma la semplificazione del lavoro, l’eccesso di burocrazia. Vorrei che si desse supporto agli artigiani che non riescono a campare. Sono loro che realizzano per i nostri abiti gli uncinetti, fatti a mano soprattutto nel sud dell’Italia. Ma sono talmente tassati che a volte ci dicono di non poter più lavorare per noi. Questo vuol dire rinunciare all’eccellenza, fare un regalo ai Paesi che ci copiano e perdere il vantaggio competitivo». Ci sono stati momenti di discontinuità nella strategia? DOLCE: «Sì, ma non tra noi due. Nel 2010 quando abbiamo deciso di tagliare la linea D&G. Avevamo in testa da tempo di fare un po’ di pulizia tra i nostri marchi. Eravamo convinti che, per fare un salto nell’alta moda non potevamo mantenere una linea di grossa diffusione appunto come D&G. Era il 2010, abbiamo ingaggiato esperti di marketing, consulenti, speso un sacco di soldi. Erano tutti contrari a sacrificare una linea che aveva un enorme successo. Ci dicevano che l’alta moda era solo in Francia ed elencavano una serie di stereotipi banali». GABBANA «Non avevano la visione. Noi sapevamo invece che l’intuizione era giusta. Abbiamo avuto il coraggio di rinunciare a 3 milioni di capi a stagione. In pochi anni abbiamo recuperato le vendite e non abbiamo licenziato nessuno. Volevamo alzare la percezione e il livello del marchio e il tempo ci ha dato ragione. In un grande gruppo non ce lo avrebbero lasciato fare perché i manager vorrebbero sempre i capi che hanno venduto di più nella stagione precedente. Anche quando le grandi realtà straniere ci volevano comprare abbiamo deciso noi di non cedere». Quando è successo? DOLCE: «Tra il 2002 e il 2005 sembrava di giocare al Fantastilista. Piovevano offerte miliardarie. Ci siamo detti, perché rischiare di essere mandati a casa? Non ci interessava andare in vacanza per sempre, volevamo lavorare. Poi trovo che la globalizzazione nella moda sia stata un fallimento totale. Noi per primi ci credevamo quando abbiamo iniziato con D&G. L’importante è invece mantenere le proprie origini ed esserne orgogliosi. Io sono nato a Polizzi Generosa, in Sicilia, porto con me quelle radici ovunque nel mondo e per quelle sono rispettato. La globalizzazione ha spazzato via i prontisti, le piccole aziende che producevano e davano lavoro in Italia, interi distretti tra Prato e Como sono andati in crisi, a Biella sono rimasti solo quattro produttori di tessuti. Bisogna salvare le aziende se vogliamo salvare anche le nostre periferie, creare occupazione e dignità. Se consumiamo prodotti realizzati in Paesi a basso costo della manodopera togliamo ai nostri figli la possibilità di avere un lavoro domani». Chi vi dà la bussola sui mercati? GABBANA: «I clienti prima di tutto. Parlando con loro è per esempio venuta l’idea di estendere alcune collezioni fino alla taglia 54 nella Donna e fino alla 60 nell’Uomo, perché nel mondo ci sono esigenze diverse e noi lavoriamo sullo scacchiere globale». DOLCE: «Un’occasione unica sono le sfilate, un vero cantiere che muove circa 3 mila persone».
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TITOLO: Uber apre al pubblico i taxi-elicotteri. Ma solo a New York
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OCCHIELLO: La tratta coperta dagli Uber Copter è tra lower Manhattan e l’aeroporto John F. Kennedy. Al momento le corse si possono prenotare con l’iPhone ma presto anche sui telefoni Android. Il volo di circa otto minuti ha un costo compreso tra i 200 e i 225 dollari a persona
TESTO: Il volo di circa otto minuti - ha spiegato Reuters - ha un costo compreso tra i 200 e i 225 dollari a persona e include anche il trasporto su auto per le tratte del viaggio in cui è previsto. I passeggeri possono portare con sé una piccola valigia e prima del decollo devono guardare un video sulla sicurezza del volo, come accade in aereo. I voli sono gestiti da HeliFlite Shares, una compagnia autorizzata, e i prezzi di Uber sono approssimativamente paragonabili a quelli dei concorrenti che offrono corse in elicottero a Jfk. La società, in futuro, pensa di espandere il servizio ad altre zone della Grande Mela.
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TITOLO: Tartufo, al via la stagione di raccolta: il prezzo è sotto i duemila euro a chilo
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OCCHIELLO: «Si rileva un contenimento dei valori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando si registravano per le stesse dimensioni valori di 2100 euro al chilo, già molto convenienti» afferma la Coldiretti a commento del delle prime quotazioni rese note dalla Borsa di Acqualagna. Parte la stagione con centomila raccoglitori e un giro d’affar
TESTO: Le condizioni climatiche, se non cambieranno, fanno prevedere infatti, secondo la Coldiretti «una buona raccolta per il Tuber magnatum Pico che si sviluppa in terreni freschi e umidi». «Dal Piemonte alle Marche, dalla Toscana all’Umbria, dall’Abruzzo al Molise, ma anche nel Lazio e in Calabria sono numerosi - precisa la Coldiretti - i territori battuti dai ricercatori. Si stima che siano coinvolti complessivamente oltre centomila i raccoglitori ufficiali che riforniscono negozi e ristoranti ed alimentano un business che comprensivo di indotto sviluppa un valore stimato in circa mezzo miliardo di euro tra fresco, conservato o trasformato anche grazie alla grande capacità di attrazione turistica ed enogastronomica».
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TITOLO: Auto elettrica, le regole per mettere le colonnine di ricarica nel condominio Ecco quanto costa installarle
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OCCHIELLO:
TESTO: La vita dei cittadini e dei risparmiatori a volte è complicata. In questo spazio, aperto tra il giornale di carta e i canali digitali del Corriere della Sera, i lettori sanno che possono trovare risposte utili. Tra le mille situazioni dove abbiamo a che fare con fisco, condominio, pensioni, investimenti fioriscono infiniti quesiti. Molti sono personali, altrettanti suggeriscono risposte che possono aiutare non solo chi ha fatto la domanda, ma una piccola comunità con lo stesso dubbio. Ecco perché gli esperti de L’Economia proveranno qui a sciogliere i punti interrogativi del vostro quotidiano
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TITOLO: Evasione fiscale, cos’è la lotteria degli scontrini e perché il governo vuole introdurla
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OCCHIELLO: A Malta è in vigore con successo dal 1977, mentre in Portogallo è stato introdotto nel 2014. In Slovacchia l’esperienza è meno positiva del previsto. Ecco come funziona l’estrazione degli «scontrini fortunati»
TESTO: Nel 2014 è stata la volta del Portogallo, che ha chiamato la manovra «fatura da sorte»: inizialmente prevedeva per i vincitori delle auto di lusso come premi, poi è stata modificata; adesso l’estrazione viene eseguita settimanalmente, e in palio ci sono 35 mila buoni del Tesoro portoghese per i vincitori. Meno inquinante, più fruttuoso. Per poter partecipare bisogna iscriversi alla al sito del ministero delle Finanze portoghese e inserire i codici degli scontrini. I risultati hanno evidenziato che il sistema della «fatura da sorte» ha contribuito alla lotta contro i pagamenti in nero: il valore degli scontrini è passato da 2 miliardi del 2014 a 5 miliardi nel 2016.
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TITOLO: Partite Iva, flat tax al 15% fino a 65 mila euro: ecco cosa cambia
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OCCHIELLO: Il governo giallorosso rivede e corregge la tassa piatta al 15%. Non verrà smantellata, ma saranno probabilmente reintrodotti dei paletti per le «piccole» partite Iva. Per una platea potenziale di 2 milioni di persone
TESTO: Ma quali sono gli ambiti di intervento su una platea di potenziali interessati che sfiora i 2 milioni di partite Iva? Il primo potrebbe essere il ritorno al alcune clausole di esclusione, magari come quelle in vigore prima della modifiche del 1° gennaio, che prevedevano per i forfettari di non poter pagare i dipendenti oltre i 5 mila euro e non poter acquistare beni strumentali per cifre superiori ai 20 mila euro. Ipotesi di modiche anche per quanto riguarda le soglie di ricavi attualmente uniformate a 65 mila euro. Si potrebbe così tornare alle differenziazioni in base ai macro-settori di appartenenza (codici Ateco). Un’altra ipotesi, che però appare già poco probabile, riguarda il rialzo dell’aliquota dell’imposta sostitutiva, attualmente al 15% (che scende al 5% per le start up).
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TITOLO: Mediobanca, una partita tra Del Vecchio, Nagel e il mercato
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OCCHIELLO: Che cosa farà il patron di EssilorLuxottica, Leonardo Del Vecchio, con il 6,9% di Mediobanca? Se salirà ancora, gli assetti cambieranno radicalmente. All’assemblea del 28 ottobre la prima occasione di confronto con il ceo della banca, Alberto Nagel, che ha trasformato Piazzetta Cuccia e piace ai mercati
TESTO: Il gruppo negli ultimi anni ha subìto una profonda trasformazione, lasciandosi alle spalle il modello di holding di partecipazioni, cedendo un portafoglio azionario di circa 2 miliardi e concentrandosi sull’attività di banca d’affari, su quella di credito al consumo con Compass e su quella retail con Che Banca! . E i suoi coefficienti patrimoniali rappresentano un elemento di interesse per molti investitori istituzionali che potrebbero rivelarsi decisivi in queste settimane. Un tempo Piazzetta Cuccia sarebbe stata la porta d’ingresso principale in quasi tutte le realtà del capitalismo italiano, oggi lo è principalmente per le Generali e per la sua attività bancaria che ha visto i ricavi raddoppiati tra il 2005 e il 2018. Prima dell’assemblea del 28 ottobre, la prima nella quale si presenterà come socio Del Vecchio, bisognerà vedere quali mosse metterà in campo il suo amministratore delegato, Alberto Nagel. Una cosa è certa, il confronto è appena cominciato.
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TITOLO: Ue a Italia: senza investimenti al Sud stop a fondi strutturali
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OCCHIELLO: Bruxelles minaccia: se non verrà mantenuto un adeguato livello d’investimenti pubblici nel Mezzogiorno, l’Italia rischia un taglio dei fondi strutturali
TESTO: Nel caso in cui non fossero rispettati gli impegni presi con Bruxelles, la Commissione potrebbe anche attuare una «rettifica finanziaria», che significa un taglio dei fondi strutturali. «Non conosco nessun altro Paese che ha una situazione così debole» per quanto riguarda gli investimenti pubblici, ha detto Lemaitre aprendo i lavori della Settimana europea delle città e delle regioni. «Gli sforzi europei fatti attraverso il bilancio comunitario sono stati neutralizzati dai tagli agli investimenti pubblici nel Mezzogiorno», ha continuato il direttore generale, «questo è legato anche alla capacità amministrativa, ma siamo certi che con un’attenzione adeguata dedicata a questo campo potrebbero esserci molti investimenti pubblici in più al Sud. E allora, forse, cominceremmo a fare la differenza».
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TITOLO: Istat, prosegue la fase di debolezza economica. Confindustria: «C’è rischio recessione»
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OCCHIELLO: L’indice anticipatore risulta ancora negativo. A luglio la produzione industriale ha registrato «la seconda flessione congiunturale consecutiva». Migliora il potere d’acquisto
TESTO: Nell’ultima nota mensile che fa il punto sul mese di settembre, Istat ha sottolineato come a luglio l’indice della produzione industriale abbia registrato «la seconda flessione congiunturale consecutiva». Inoltre, fuori dall’Italia, “i dazi imposti dagli Usa e le misure compensative attivate dai paesi coinvolti, i fattori geopolitici destabilizzanti e il rallentamento dell’economia cinese, continuano - rimarca l’Istituto di statistica - a influenzare negativamente il commercio mondiale”. Di positivo c’è il miglioramento del potere d’acquisto, dovuto anche alla bassa inflazione. Nel complesso del primo semestre, sottolinea ancora l’Istat, “i miglioramenti del mercato del lavoro si sono riflessi sulla dinamica del reddito disponibile delle famiglie consumatrici”. Ma non c’è stata la scossa sui consumi.
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TITOLO: Alitalia, botta e risposta Fs-Atlantia e Patuanelli convoca i commissari
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OCCHIELLO: Lo scambio di lettere dopo le critiche all’operazione. Allo studio un prestito da almeno 250 milioni. E per lo sciopero del 9 ottobre cancellati quasi 200 voli
TESTO: In settimana ci saranno altri incontri. Oggi Patuanelli vedrà i commissari Stefano Paleari, Enrico Laghi e Daniele Discepolo per discutere anche della cassa. A fine settembre la liquidità di Alitalia è scesa sotto i 300 milioni di euro. I ricavi delle compagnie balzano in primavera perché entrano i soldi dei biglietti estivi e crollano da settembre perché d’inverno si vola meno. In parallelo in autunno bisogna pagare le fatture dell’estate. Il Mef sta lavorando a un ulteriore prestito — non meno di 250 milioni —, ma vorrebbe legarlo all’invio della proposta vincolante perché teme il parere negativo della Commissione europea. A complicare le sorti di Alitalia è anche lo sciopero di domani che costringe la compagnia a cancellare 198 voli. Secondo l’azienda il 70% dei passeggeri riuscirà comunque a viaggiare nella giornata.
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TITOLO: «Carisma, intelligenza, perizia tecnica: ecco perché Draghi è così autorevole»
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OCCHIELLO: Pubblichiamo la prefazione di Christine Lagarde al libro «Mario Draghi. L’artefice», in cui i giornalisti Jana Randow e Alessandro Speciale ricostruiscono gli anni di Draghi alla guida della Bce.
TESTO: Qual è stato il contributo personale (di Mario Draghi) alla Bce e, più in generale, all’economia globale? (.. .) In estrema sintesi, ritengo che il suo contributo sia riassumibile nei tre elementi chiave della sua gestione: intelligenza, integrità e leadership. Per cominciare, l’intelligenza. Come si è guadagnato l’affettuoso nomignolo di «Super Mario»? Semplice: perché è superintelligente. Governare una banca centrale posta alla guida di diciannove economie diverse, con 340 milioni di europei e un Pil di oltre 11.000 miliardi di euro non è un’impresa facile. La Bce punta a portare allo stesso livello l’inflazione media di tutti i Paesi dell’eurozona, ciascuno dei quali, in un dato momento, si trova in una determinata fase del ciclo economico. E se già così il suo compito non fosse abbastanza complesso, la banca centrale è anche responsabile del Meccanismo di vigilanza unico, ed è tenuta a mantenere la più rigorosa indipendenza tra le sue funzioni di vigilanza e di politica monetaria, garantendone al tempo stesso un funzionamento armonico. Insomma, stiamo parlando di un’istituzione davvero unica, e solo l’intelligenza, la perizia tecnica e le grandi capacità diplomatiche di Mario potevano permettergli di gestirla così bene e con tanta efficacia. Perché quelle sue tre parole — «Whatever it takes» — sono considerate le più potenti nella storie delle banche centrali? Per l’integrità e la credibilità di chi le ha pronunciate. Il peso delle parole dette quel giorno — io ero presente — rispecchiava appieno la sua capacità e disponibilità a prendere tutte le misure necessarie in una partita la cui posta in gioco era la più alta possibile: la sopravvivenza dell’unione monetaria europea e il futuro economico dell’eurozona. Per questo non sorprende che quando Mario parla tutti gli prestino ascolto. Insieme abbiamo partecipato a moltissimi summit e riunioni ai quattro angoli del mondo, e si poteva sempre contare si di lui per mettere fine alla (frequente) cacofonia, identificare i problemi chiave e proporre soluzioni in modo chiaro e succinto. Mario Draghi usa «le conoscenze dell’analisi teorica come guida per l’azione pratica», la definizione stessa dell’economia politica nella formulazione dell’illustre economista italiano e suo primo mentore, Federico Caffè. E poi c’è il suo carisma di leader, che gli ha permesso di condurre la Bce, e in un certo senso l’intera eurozona, fuori da un periodo di crisi cruciale — rendendola più forte di prima. Se lo chiedete a lui, Mario vi dirà che questi traguardi non sono merito suo, ma dell’istituzione e del suo staff. Il garbo e la generosità sono tratti caratteristici della sua leadership, insieme al coraggio e alla sicurezza. È stato un grande piacere leggere questo resoconto dell’operato del mio amico Mario. Come disse Dante, «noi non potemo perfetta vita avere senza amici».
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TITOLO: Reddito di cittadinanza, la stretta dell’Inps: a rischio l’assegno di ottobre
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OCCHIELLO: Inviati 520mila sms con la richiesta di integrare la documentazione. In 114.352 hanno già risposto, ma restano più di 400 mila famiglie. Che hanno solo due settimane per mettersi in regola
TESTO: I cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea, afferma la dichiarazione da sottoscrivere, «devono produrre apposita certificazione, rilasciata dall’autorità competente dello Stato estero», tradotta in italiano e «legalizzata» dal consolato italiano comprovante «la composizione del nucleo familiare e il possesso dei requisiti reddituali e patrimoniali». Una norma severa e difficilmente applicabile per chi viene da Paesi che talvolta sono teatro di guerre o hanno amministrazioni inadeguate. È vero che la legge esclude da questi adempimenti i rifugiati e i cittadini di Stati che verranno identificati con un decreto interministeriale (Lavoro-Esteri), ma ad oggi tale decreto non c’è. Tanto che l’Inps, da luglio, non approva più alcuna domanda di reddito presentata da extraeuropei. Un’impasse che colpisce, paradossalmente, famiglie che statisticamente hanno un tasso di povertà più alto di quello delle famiglie italiane. Ieri sera fonti governative rassicuravano che il decreto interministeriale uscirà a giorni e che i Paesi per i quali sarà richiesta la certificazione saranno pochi. In questo modo, aggiungevano, la maggior parte degli extracomunitari sarà esentata dai nuovi adempimenti. Agli altri, invece, il reddito sarà sospeso in attesa della certificazione.
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TITOLO: Sostenibilità, NextChem produrrà lubrificante biodegradabile per tutelare l’ambiente
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OCCHIELLO: NextChem, società controllata del gruppo Maire Tecnimont che si occupa della transizione energetica, ha stretto un accordo con So.Gis per la produzione di bio-lubrificanti
TESTO: Un mercato, quello dei lubrificanti sostenibili e biodegradabili, in crescita continua: secondo le più recenti stime entro il 2025 arriverà a un valore di mercato di 3,6 miliardi di dollari, contro i 2,4 miliardi del 2017 (segnando un tasso di crescita annua pari al 6,9%), complice anche le evoluzioni normative legate alla tutela ambientale. L’accordo tra NextChem e So. Gis prevede la fornitura di servizi e apparecchiature da parte della prima per creare uno stabilimento della seconda in provincia di Cremona. Nella nuova sede verrà prodotto acido oleico partendo dai grassi residui, grazie a un processo di frazionamento (separazione di una miscela nelle sue frazioni). La linea di produzione sarà in grado di fornire 60 tonnellate al giorno.
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TITOLO: Musei statali valgono 1,6% del Pil italiano: nel 2018 prodotti 27 miliardi di euro
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OCCHIELLO: Tutti i numeri dei musei italiani: 117 mila posti di lavoro, 278 milioni di ricavi e 53 milioni di visitatori. A dirlo una ricerca del Boston Consulting Group per il Ministero per i Beni e le attività culturali
TESTO: Con un valore riferito al Pil italiano di poco inferiore all’indotto dell’agricoltura (2,1%), per Franceschini è evidente come investire nella cultura e nell’arte non faccia bene «solo alle menti e alle anime, ma anche all’economia del Paese». Nel 2018, stando a quanto raccolto dal Boston Consulting Group, il 20% dei turisti nel Bel Paese (pari a 24 milioni) è venuto per visitare i musei statali, che si dividono in 32 autonomi e 326 che affluiscono nei poli museali regionali. Il 58% dei visitatori nel corso del 2018 è stato attratto dai 32 musei statali autonomi, che hanno generato anche l’87% dei proventi totali (278 milioni di euro).
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TITOLO: Lagarde: Draghi? È superintelligente e ha carisma. Così ha salvato l’euro
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OCCHIELLO: Pubblichiamo la prefazione di Christine Lagarde, presidente in pectore della Bce, al libro «Mario Draghi l’artefice» (Rizzoli), in cui i giornalisti Jana Randow e Alessandro Speciale ricostruiscono gli anni del banchiere centrale italiano alla guida di Francoforte
TESTO: «Qual è stato il contributo personale (di Mario Draghi) alla Bce e, più in generale, all’economia globale? (.. .) In estrema sintesi, ritengo che il suo contributo sia riassumibile nei tre elementi chiave della sua gestione: intelligenza, integrità e leadership». Dice così Christine Lagarde, che lascia la guida del Fondo monetario internazionale per succedere al presidente della Banca centrale europea, nel libro «Mario Draghi l’artefice», edito da Rizzoli, dove i giornalisti Jana Randow e Alessandro Speciale ricostruiscono gli anni del banchiere centrale alla guida di Francoforte. Ecco di seguito la prefazione al volume, scritta da Lagarde.
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TITOLO: Esuberi banche, Fabi: «Dal 2012 in Italia 30 mila uscite dal lavoro (ma assunti 20 mila giovani)»
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OCCHIELLO: L’organizzazione sindacale Fabi: «Grazie al Fondo esuberi e quello per l’occupazione, ricambio generazionale e zero licenziamenti”
TESTO: Nel giorno in cui il colosso britannico della finanza Hsbc entra nell’elenco delle banche che tagliano personale (secondo il Financial Times che ha lanciato la notizia, la riduzione maggiore dei dipendenti dovrebbe avvenire in Europa), l’organizzazione sindacale autonoma dei bancari italiani Fabi fa sapere che in Italia non c’è mai stato alcun licenziamento, “ma solo pensionamenti e prepensionamenti volontari” e tutti gestiti con il Fondo esuberi e il Fondo per l’occupazione. Strumenti che, dice la Fabi, sono “conquiste sindacali presenti nel contratto”. Intanto, i primi nove gruppi bancari italiani prevedono nei rispettivi piani industriali già approvati 30.114 esuberi: di questi 16.434 già completati e 13.680 da realizzare nel biennio 2019-2020.
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TITOLO: Def, Gualtieri: «La tassa sulle badanti è una fake news»
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OCCHIELLO: Le parole del ministro dell’Economia davanti alle Commissioni Bilancio di Senato e Camera, in seduta congiunta
TESTO: Gualtieri ha escluso le voci sulla possibilità di attribuire ai datori di lavoro la funzione di sostituto d’imposta per colf e badanti, «una fake news» ha detto, e difeso l’impianto della prossima Legge di Bilancio, «equilibrata e prudente», come le stime sulla crescita dell’economia, che la Confindustria pur condividendo l’impostazione della manovra, vede in modo più pessimista. Il nuovo quadro dei conti, ha detto il ministro, prevede l’aumento di 2 miliardi per il Fondo sanitario nazionale nel 2020 e contempla anche i fondi per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Secondo Cgil, Cisl e Uil, che ieri hanno incontrato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a Palazzo Chigi, sul piatto ci sarebbero per ora 5,4 miliardi nel triennio. Il rinnovo dei contratti pubblici sarà oggetto di uno specifico tavolo di confronto tra i sindacati e il governo, insieme alle pensioni (Cgil, Cisl e Uil chiedono anche la rivalutazione degli assegni) e al fisco.
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TITOLO: Partite Iva, flat tax al 15% fino a 65 mila euro: ecco cosa cambia
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OCCHIELLO: Il governo giallorosso rivede e corregge la tassa piatta al 15%. Non verrà smantellata, ma saranno probabilmente reintrodotti dei paletti per le «piccole» partite Iva. Per una platea potenziale di 2 milioni di persone
TESTO: La flat tax al 15% verrà corretta, anche se «non ci saranno interventi sostanziali», come ha riferito ieri 7 ottobre in Parlamento il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Non verrà smantellata, dunque, ma si punteranno i riflettori sui «profili critici». Probabilmente verranno reintrodotti dei paletti per le «piccole» partite Iva (fino a 65 mila euro), quelle dei cosiddetti contribuenti forfettari. L’innalzamento della soglia a 65 mila euro voluto dalla Lega durante il governo gialloverde ha registrato infatti una corsa all’apertura di partite Iva con il regime forfettario, come dimostrato dalla nota diffusa dall’Osservatorio sulle partite iva del Mef. Nel primo semestre 2019 sono state infatti attivate 170.582 nuove partite Iva in regime forfettario contro le 123.343 dei primi sei mesi del 2018. Dato che segna un incremento monstre del 38,3% e aumenta i comportamenti elusivi. Il fenomeno che il Conte Bis vuole ora contrastare riguarda proprio quei professionisti e piccoli imprenditori che dichiarano poco o nulla nel corso di un intero anno e poi, passando alla flat tax agevolata al 15%, tornano in maniera improvvisa quanto sospetta a fatturare. L’obiettivo è riportare il sistema agevolato al suo intento iniziale: quello di aiutare le piccole partite Iva nell’avvio delle nuove attività.
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TITOLO: Seggiolini auto salva-bebé: scatta l’obbligo fino ai 4 anni
DATA:
OCCHIELLO: La ministra De Micheli ha firmato il decreto attuativo dell’articolo 172: ora i dispositivi anti-abbandono sono obbligatori. Allo studio agevolazioni fiscali
TESTO: Sono stati 9, dal 1998, i bambini che hanno perso la vita perché dimenticati in auto. L’ultimo caso appena pochi giorni fa a Catania, dove un padre ha lasciato il suo piccolo di due anni nell’auto al parcheggio dell’università dove lavorava: il piccolo si era addormentato e il padre era andato al lavoro senza accorgersi della sua presenza sul seggiolino posteriore. «La politica avrebbe potuto essere più veloce», dice Andrea Albanese all’Ansa. Lui, papà di Luca, due anni, dimenticò il suo bimbo in auto a Piacenza il 4 giugno 2013 e da allora gira l’Italia per sensibilizzare la politica e le famiglie alla prevenzione e alla sicurezza in auto: «Non dimentichiamoci che saremo il primo Paese in Europa a dotarsi di un provvedimento di questo tipo al mondo».
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TITOLO: Sciopero Alitalia 9 ottobre: voli cancellati e fasce orarie, le istruzioni
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OCCHIELLO: Cancellate 198 destinazioni. I numeri verdi e le protezioni. Problemi previsti per tre passeggeri su dieci
TESTO: Alitalia invita tutti i passeggeri che hanno acquistato un biglietto per volare il 9 ottobre - e anche nella serata dell’8 e nella prima mattina del 10 ottobre - a verificare lo stato del proprio volo, prima di recarsi in aeroporto, sul sito alitalia. com, chiamando il numero verde 800.65.00.55 (dall’Italia) o il numero +39.06.65649 (dall’estero), oppure contattando l’agenzia di viaggio presso cui hanno acquistato il biglietto. I passeggeri che hanno acquistato un biglietto Alitalia per viaggiare fra la serata dell’8 e la mattina del 10 ottobre, in caso di cancellazione o di modifica dell’orario del proprio volo, potranno cambiare la prenotazione senza alcuna penale o chiedere il rimborso del biglietto (solo nel caso in cui il volo sia stato cancellato o abbia subìto un ritardo superiore alle 5 ore) fino al 24 ottobre.
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TITOLO: Bollo auto non pagato: condono fino a 1000 euro per i debiti precedenti al 2010
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OCCHIELLO: Il debito rientra nella norma «Strappacartelle», come ha confermato una sentenza della Commissione Tributaria
TESTO: Questa sanatoria è rivolta a tutti i cittadini, indipendentemente dal reddito ISEE. La cancellazione del debito, così come stabilito per legge, dovrebbe essere automatica: non bisogna dunque presentare nessuna documentazione. Nella pratica, però, Equitalia in molti casi ha continuato a mandare le cartelle, che solo l’intervento della Commissione Tributaria per cancellare il debito pendente. Per rientrare però tra coloro che hanno diritto allo stralcio della cartella, bisogna assicurarsi che l’iscrizione a ruolo dell’ente riscossore rientri tra gli anni 2000 e 2010. Infatti, un bollo non pagato nel 2010 e iscritto nel 2011 non potrà avvantaggiarsi dello «strappacartelle».
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TITOLO: Vongole, guerra tra Spagna e Italia per la dimensioni dei molluschi (e le normative Ue sulla pesca)
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OCCHIELLO: Gli eurodeputati spagnoli hanno portato in Parlamento Ue la deroga concessa ai pescatori italiani per la pesca delle vongole sotto i 25 millimetri: l’Adriatico è l’unico posto in cui è concessa la pesca di molluschi così piccoli
TESTO: Da inizio ottobre diverse marinerie dell'Adriatico sono in sciopero per chiedere l'approvazione della deroga: circa 200 pescatori pugliesi hanno fermato i pescherecci per alcuni giorni per protestare contro una situazione considerata ansiogena: «Siamo tartassati da adempimenti e norme sempre più stringenti che di fatto non ci permettono più di pescare. I verbali sono continui. A peggiorare questa situazione, l'arrivo di pescato estero che arriva sui banchi di vendita e si attua una concorrenza che noi consideriamo sleale. Il nostro pescato ha una qualità superiore e di conseguenza il prezzo è maggiore».
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TITOLO: La proprietà intellettuale in Italia vale il 47% del Pil nazionale
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OCCHIELLO: Le imprese ad alto tasso di investimenti nella proprietà intellettuale occupano il 31,5% della forza lavoro. In Europa la proprietà intellettuale vale circa il 45% del Pil
TESTO: In Italia la proprietà intellettuale vale il 47% del Pil (prodotto interno lordo), superiore rispetto alla media europea del 45%. A dirlo sono i dati dell’European Union Intellectual Property Office (Euipo), che indicano un trend positivo per il Paese: nonostante il Pil sia fermo al 2004, si scrive nello studio, l’incidenza della proprietà intellettuale sul Pil italiano è aumentata del 6% rispetto al 2016. Lo studio di Euipo è stato presentato al forum Indicam 2019, l’evento annuale dell’associazione che si occupa della tutela della proprietà intellettuale (conta quasi 160 associati e rappresenta il 2,5% del Pil italiano).
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TITOLO: Spesa pubblica locale, l’allarme di Confcommercio: sprechi e inefficienze per 70 miliardi
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OCCHIELLO: Secondo il report «Riflessioni sulla spesa pubblica locale» di Confcommercio le Regioni più virtuose sono la Campania (2.476 euro all’anno a persona), la Lombardia (2.528 euro), la Puglia (2.540 euro). Maglia nera per l’inefficienza la Sicilia (3.220 euro)
TESTO: Ma quali sono le voci che contribuiscono a far alzare la spesa pubblica? I dati evidenziano tre macro-fattori: lo statuto speciale, l’economia di scala e il Sud Italia. «Sono dati che si commentano da soli. Il problema delle economie di scala è legato indissolubilmente al dibattito sull’accorpamento dei comuni e delle regioni — ha detto Mariano Bella, direttore dell’ufficio studi di Confcommercio — Non abbiamo voluto dire niente, ma è ovvio che se alcune Regioni o Comuni venissero accorpati, la spesa si ridurrebbe notevolmente». Le Regioni piccole spendono infatti mediamente il 17% in più di quelle grandi. Il problema del Mezzogiorno, invece, secondo Bella è legato alla bassa qualità dei servizi offerti: sono stati presi in esame 25 indicatori e quello che spicca è che la grave arretratezza di tutte le voci. Per quanto riguarda invece le Regioni a statuto speciale, è emerso che la spesa media è il 37% in più rispetto alle Regioni a statuto ordinario. «Spendono tanto anche se producono tanto. È facile parlare di tagliare le tasse, ma i problemi sono anche altri — conclude Bella — Bisogna affrontare la questione, senza lamentarsi».
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TITOLO: Credem svela il piano di Avvera: punta a 1,5 miliardi annui di finanziamenti e mutui
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OCCHIELLO: La nuova società del gruppo Credem, specializzata nei mutui e nel credito al consumo per i privati, vuole arrivare a 100 mila nuovi clienti entro il 2022 e una rete di 500 agenti
TESTO: Nata a maggio 2019 dalla trasformazione di Creacasa (100% Credem), Avvera ha già ora una delle più grandi reti di agenti in attività finanziaria in Italia. Il focus sarà quindi sul rafforzamento della rete e su soluzioni tecnologiche avanzate a supporto dei professionisti della società e della clientela, con forti investimenti sul nuovo brand della società. La società «può essere considerata una startup, siamo partiti con 20 persone, ora siamo circa 80 e puntiamo ad acquisire altre competenze», ha detto Montanari. L’obiettivo è riunire credito al consumo e mutui, creando un unico presidio a elevata specializzazione. «Il credito al consumo è una parte importante delle nostre attività, ma teniamo a sottolineare che facciamo finanziamenti alle famiglie, quindi mutui, prestiti personali e cessione del quinto. Questo connota il modello di business che abbiamo costruito attorno ad Avvera», ha aggiunto Montanari, affiancato alla guida della società dal presidente Claudio Zara, dai vicedirettori generali Giandomenico Carullo e Angelo Martoni e da Francesco Capozza, che guida la direzione «banche e partnership», che punta a essere un riferimento per banche e reti di distribuzione di prestiti personali e cessione del quinto.
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TITOLO: Def, Bankitalia: allarme debito. Dubbi della Corte dei Conti sulle coperture per la lotta all’evasione
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OCCHIELLO: Secondo il vicedirettore generale della Banca d’Italia serve una riforma organica, che comprenda anche l’Iva. La Corte dei Conti: «La lotta all’evasione deve rispondere ai criteri di equità»
TESTO: Bankitalia vede invece positivamente il taglio del cuneo fiscale perché «può dare uno stimolo non irrilevante, seppur graduale, all’economia, accrescendo sia la competitività delle imprese, sia i redditi reali e quindi i consumi delle famiglie», come si legge nel documento sulla Nota di aggiornamento al Def consegnato da Bankitalia alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. «La scelta di disattivare integralmente le clausole nel 2020 - ha detto il vice dg - limita l’ammontare di risorse che possono essere dedicate alla riduzione del cuneo». Sì anche alla lotta agli sprechi, ma - raccomanda Bankitalia - evitando che i nuovi tagli incidano eccessivamente sulla qualità dei servizi offerti dalle Pa. E su questo punto gi ha fatto eco Angelo Buscema, presidente della Corte dei Conti: «Occorrerebbe una puntuale indicazione delle categorie di spesa suscettibili di revisione e tagli, anche al fine di limitare l’impatto su alcuni servizi pubblici essenziali già pesantemente colpiti nell’assegnazione di risorse pubbliche», ha detto Buscema durante l’audizione.
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TITOLO: Energia, Axpo Italia acquisisce i clienti di Axopower per 10 milioni di euro
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OCCHIELLO: Con questa operazione la controllata italiana del gruppo energetico svizzero punta ad allargare il proprio bacino di utenti, sia nel ramo b2b sia nel b2c
TESTO: Axopower, che è in Italia dal 2002 e ad oggi conta 14 mila punti di fornitura, è specializzata in servizi per le piccole e medie imprese, ma ha prodotti anche per i clienti domestici. «Con questa acquisizione Axpo rafforza la sua posizione di leader nel mercato libero dell’energia e continua a crescere anche nel settore B2C — ha detto Simone Demarchi, ceo di Axpo Italia — Si tratta di un’operazione che porta benefici importanti al nostro Gruppo che ha obiettivi ambiziosi: puntiamo, infatti, ad acquisire sempre più clienti, rivolgendoci non solo alle aziende ma anche ai singoli consumatori». «Axopower ha cambiato pelle parecchie volte per adattarsi ai mutamenti di mercato e normativi. Oggi siamo arrivati a vendere i contratti con i clienti ad un grande e stimato operatore. Siamo soddisfatti di quanto fatto e fieri di essere arrivati fino a qui — ha commentato il Consiglio di amministrazione di Axopower, che ha aggiunto sul futuro — Noi proseguiremo la strada nel mercato dei servizi energetici con le altre attività avviate».
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TITOLO: Manovra, dubbi Istat e Banca d’Italia sul recupero di gettito dall’evasione
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OCCHIELLO: Dopo la stretta su colf e badanti, il ministro dell’Economia smentisce le tasse sull’uso del contante, il Daspo per i commercialisti e le manette agli evasori. Via Nazionale chiede prudenza sulla quantificazione del gettito
TESTO: Più «false notizie» che altro. Sulle misure della prossima Legge di Bilancio piovono le smentite del ministro dell’Economia. Dopo la stretta su colf e badanti, ieri è stata la volta delle tasse sul contante, osteggiate da Matteo Renzi, e della sospensione per i commercialisti, che ha gettato nel panico la categoria, ad essere bollate da Roberto Gualtieri come «fake news». Allo stesso modo il ministro ha smentito che ci sia allo studio una norma per estendere la punibilità con il carcere per i reati fiscali più gravi, sollecitata a gran voce da Luigi Di Maio.
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TITOLO: Il 18% dei giovani che emigra è lombardo
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OCCHIELLO: La fondazione Leone Moressa dedica il suo terzo rapporto sull’economia dell’immigrazione, partendo dalla situazione demografica dei giovani. Il brain drain costa all’Italia 1 punto di PIL. L’attrattività del nostro Paese può aumentare?
TESTO: Proprio da qui bisogna partire per articolare la connessione proposta dal Rapporto sull’economia dell’immigrazione tra demografia giovanile e flussi migratori. Perché il tema dei giovani è così importante quando si analizzano gli effetti economici dei flussi migratori? Perché il contributo demografico ed economico degli stranieri può controbilanciare il drenaggio di risorse causato dalla fuga dei giovani dal Paese. Il contributo dei cittadini non italiani all’economia italiana per il 2018 ammonta a 139 miliardi di euro, pari al 9% del PIL. Gli stranieri occupati sono 2,5 milioni (su 5,2 di residenti stranieri ufficiali) e rappresentano il percentuale il 10,6% della forza lavoro totale. Gli occupati stranieri si concentrano nelle professioni non qualificate (33,3%), solo il 7,6% qualificate e il restante 60% si divide quasi equamente tra operai, artigiani-commercianti e impiegati. Ma come spiega la ricercatrice della fondazione Moressa Chiara Tronchin: « Il punto è capire com’è costituito il nostro welfare. Già adesso l’invecchiamento della popolazione pone seri problemi di sostenibilità. C’è bisogno di persone che pagano le tasse, e se i giovani non lo fanno perché emigrano deve essere qualcun altro». Una soluzione sul breve periodo, specifica Tronchin, «perché incentivare le nascite oggi significa dover comunque attendere 20 anni prima di vedere i risultati economici. Nel frattempo quello che dobbiamo fare è dare più possibilità ai giovani e creare canali regolari di arrivo, per gestire i flussi in maniera regolare». Il Rapporto propone i casi di studio del Giappone, dell’Australia e della Germania.
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TITOLO: Il paradosso: risorse scarse, soldi non spesi
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OCCHIELLO:
TESTO: Il problema resta, come sempre, quello delle risorse. Che si dice siano scarse. È vero. Dal bilancio dello Stato poco si può fare con un tratto di penna. Ma molto si può fare se il governo prende davvero l’impegno della crescita. Per rifare il Ponte Morandi, per porre rimedio, per quanto possibile, a una tragedia, si è scelto di procedere per via straordinaria. Ed è stato così che il Ponte arriverà entro aprile dell’anno prossimo. Al massimo a maggio le auto dovrebbero tornare a percorre quel tratto. Quanti Ponte Morandi sono invece in attesa di autorizzazioni? Le stime sui lavori bloccati, ma con stanziamenti già effettuati, parlano di opere per almeno 38 miliardi. C’è chi dice 70. Abbastanza comunque per cominciare davvero ad avviare quei lavori. Anche se per la politica hanno un unico difetto: i risultati si vedranno solo tra qualche anno. Che sia questo il problema?
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TITOLO: Ue, Dombrovskis: aprire il dibattito sulla riforma del Patto di stabilità
DATA:
OCCHIELLO: Come auspicato dal presidente uscente della Bce, Mario Draghi, la nuova Commissione Ue mette in agenda il superamento delle regole di bilancio per i paesi membri
TESTO: «Per quanto riguarda il nostro lavoro in ambito sociale, saremo molto ambiziosi», ha assicurato Dombrovskis nell’audizione all’Europarlamento. «Presenteremo una proposta legislativa su un quadro europeo per un salario minimo, una garanzia per i minori, uno strumento per rafforzare i giovani, un’iniziativa per migliorare la situazione dei lavoratori delle piattaforme e un sistema di riassicurazione delle indennità di disoccupazione», ha anticipato il politico lettone. Tra le prime proposte legislative del vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ci sarà il salario minimo: «La trasformazione green e digitale può avere successo solo se sarà equa dal punto di vista sociale», per questo «mi assicurerò che le politiche sociali evolvano per accompagnare queste trasformazioni», ha detto. «Presenteremo proposte mirate, a partire da un quadro comune per il salario minimo», ha aggiunto.
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TITOLO: Giovani, in 10 anni emigrati dall'Italia 250 mila ragazzi: persi 16 miliardi, pari all'1% del Pil
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OCCHIELLO: Il «Rapporto 2019 sull'economia dell'immigrazione» tratteggia una gioventù italiana in fuga dal Paese, che perde così l'1% del proprio prodotto interno lordo
TESTO: Ma perché 250 mila giovani italiani hanno scelto di andarsene? L'esodo è dovuto per la maggior parte dei casi alle «scarse opportunità occupazionali», che spingono quasi 90 mila ragazzi ogni anno a lasciare le proprie case. L'Italia è il Paese con il tasso di occupazione più basso nell'eurozona per la fascia dei 25-29enni. Solo il 54,6% di loro ha un lavoro, contro il 75% della media europea. L'Italia ha il primato europeo anche se si prende in considerazione la fascia Neet (ossia i giovani che non lavorano e non studiano): rientra in questa categoria il 30,9% di loro, contro una media europea del 17,1%. Il 19,7% dei ragazzi italiani è disoccupato, contro il 9,2% della media dell'eurozona. E per quanto riguarda l'istruzione? Paragonati ai loro coetanei europei, i giovani italiani sono poco istruiti: solo il 27,6% è laureato, ben 12 punti percentuali in meno rispetto alla media Ue.
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TITOLO: Mastercard: «In metrò con la carta a sfioro già un viaggiatore su cinque»
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OCCHIELLO: I pagamenti senza biglietto cartaceo decollano a Milano. Ora tocca a Roma. Il sistema funziona anche con Visa, American Express, Maestro e VPay
TESTO: Grazie a una collaborazione con Atac, dal 19 settembre si può viaggiare sul metro della Capitale (entro la fine dell’anno tutti i varchi delle stazioni di metro A, B/B1, C e delle ferrovie Roma-Lido, Roma-Viterbo e Termini-Centocelle saranno dotati di lettori di carta contactless, dice il sito dell’Atac) semplicemente strisciando la carta di credito e debito contactless sui tornelli: non serve più il biglietto cartaceo. Per accedere ai binari basta usare, a sfioro, le carte di pagamento: del circuito Mastercard, che con Visa è già stata pioniera nell’offrire il servizio a Milano con Atm; ma vanno bene anche le carte American Express, Maestro e VPay. «Il sistema funziona con qualsiasi tipo di carta, anche su dispositivi abilitati al pagamento Nfc come smartphone e smartwatch e senza pagare commissioni aggiuntive». A Milano, dove si può già entrare in metropolitana sfiorando il Pos con carta o lo smartphone, un biglietto su cinque è già contactless: quasi un milione gli utenti che nei primi 12 mesi dopo il lancio hanno «timbrato» così. A Londra, sono tre su cinque. «Seguiranno altre città, ma a Roma la carta di pagamento è l’ideale — dice Caldart —: fa defluire il flusso dei turisti, evitando le code».
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TITOLO: Moda, la carica dei rampolli: i giovani da Prada a Diesel, Moncler, Max Mara
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OCCHIELLO: Lorenzo Bertelli, Stefano Rosso, Pietro Ruffini, Elia Maramotti, Edoardo Zegna: chi sono le nuove generazioni del made in Italy che lavorano in azienda
TESTO: Nelle famiglie imprenditoriali l’esposizione pubblica di un proprio componente ha un significato. Per questo non va sottovalutata. Da tempo Bertelli, così come Maramotti e Zegna jr sono al lavoro nelle aziende di famiglia. E vanno ad aggiungersi ai figli primogeniti di Renzo Rosso, Andrea (41 anni) e Stefano (40), che fin da giovanissimi sono stati coinvolti nelle aziende (nel caso specifico, fin da subito anche nell’azionariato) dal padre. Oggi Stefano è Ceo di Diesel North America e consigliere della capogruppo Otb, oltre a essere presidente della squadra di calcio Lanerossi Vicenza; mentre Andrea è direttore creativo delle licenze Diesel e fondatore del marchio Myar. Un percorso diverso, ma che fa parte dell’identico processo di rinnovamento, è quello seguito da Pietro Ruffini, 30 anni, figlio di Remo, l’imprenditore di Moncler. Ruffini jr ha scelto di fondare Archive, con il supporto della Ruffini partecipazioni holding, società che punta su aziende innovative come The Attico, brand di moda fondato dalle influencer Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini e in grande ascesa.
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TITOLO: Borsa, i titoli della lotta all’evasione
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OCCHIELLO: Da illimity a PayPal, da Visa a Mastercard: come investire sulle società dei pagamenti digitali
TESTO: L’Economia del Corriere ha fatto il punto della situazione mettendo in rassegna le società quotate in Italia e nel mondo che puntano a cavalcare l’onda della diffusione della moneta e dei servizi digitali alle imprese e cittadini. In Piazza Affari il punto di riferimento è Nexi, approdata sul listino milanese la scorsa primavera, mettendo a segno la più importante quotazione in Europa sino a quel momento. La società è il leader in Italia con circa 150 istituti bancari collegati rappresentativi dell’80% degli sportelli, connette banche, punti vendita e cittadini, rendendo possibili i pagamenti digitali. Il titolo ha bruciato le tappe entrando prima nel listino delle bue chips italiane e successivamente nello Stoxx 600 Europe. Una visibilità che è andata di pari passo con lo sviluppo del business e il positivo flusso di notizie sugli incentivi ai pagamenti digitali in Italia. Proprio per questa ragione Mediobanca ha inserito Nexi nella lista del 5 titoli preferiti in vista dell’approvazione della prossima legge di Bilancio.
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TITOLO: Banchieri e azionisti: ecco i top manager che investono nella banca che guidano. E quanto rischiano
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OCCHIELLO: I top manager comunque vengono poco influenzati dalla dinamica dei loro istituti nelle retribuzioni. Un po’ di più invece nei loro pacchetti azionari, anche se non tutti hanno quote consistenti di titoli delle banche che guidano
TESTO: I top manager comunque vengono poco influenzati dalla dinamica dei loro istituti nelle retribuzioni. Un po’ di più invece nei loro pacchetti azionari, anche se non tutti hanno quote consistenti di titoli delle banche che guidano. Tra i top manager bancari censiti da Equita, quello più esposto ai risultati della sua azienda – ma anche il più ricco, ad oggi – è Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, che possiede 2,78 milioni di titoli che ad oggi valgono oltre 27,7 milioni di euro. Seguono Jean Pierre Mustier (ceo Unicredit) con 545 mila titoli che valgono circa 5,79 milioni di euro, Carlo Messina (ceo Intesa Sanpaolo) con 1,38 milioni di titoli che valgono 2,94 milioni di euro, e Victor Massiah (ceo di Ubi Banca) con 671 mila titoli che valgono 1,68 milioni di euro.
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TITOLO: Fed, altri 47 miliardi per la crisi dei Repo. Proroga al 4 novembre
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OCCHIELLO: Venerdì scorso la banca centrale aveva prorogato al 4 novembre le operazioni con offerta fino a 47 miliardi di dollari al giorno. Con questi soldi, banche ed hedge fund possono godere di cash disponibile per un periodo di 14 giorni, più lungo del solito. Lo scopo dell’operazione è mantenere i tassi di riferimento in un target tra 2% e 2,25%
TESTO: Oggi, la Federal Reserve di New York, che agisce per conto di quella centrale, ha immesso altri 47,05 miliardi di dollari, riflettendo quanto richiesto dalle banche per coprire il loro fabbisogno a breve termine. La Fed aveva annunciato venerdì scorso che avrebbe esteso i cosiddetti «repurchase agreements» (repos) ed avrebbe offerto fino a 75 miliardi di dollari ogni giorno fino al prossimo 4 novembre. La banca centrale americana ha inoltre aggiunto che offrirà almeno 45 miliardi di dollari in operazioni «term repo» - con la quale banche e hedge fund possono attingere a cash per un periodo piu’ lungo del solito, di 14 giorni - tra l’8 e l’11 ottobre. Dopodiché, la somma offerta in term repo sara’ ridotta ad un massimo di 35 miliardi di dollari fino e non oltre il 29 ottobre. La banca centrale americana ha iniziato ad effettuare questo tipo di operazioni lo scorso 17 settembre con lo scopo di «mantenere i tassi di riferimento sui federal funds entro la fascia target tra il 2% e il 2,25%».
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TITOLO: Hotel, Capri top in Italia: il valore di una camera sfiora il milione di euro
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OCCHIELLO: Ecco le stime immobiliari, anche Positano al vertice. Sull’isola più care di Porto Cervo
TESTO: A Capri e Positano i prezzi dei soggiorni alberghieri in alta stagione estiva si collocano al vertice nazionale. E proprio per questo il valore immobiliare delle strutture ricettive è schizzato alle stelle. Soprattutto nell’Isola azzurra. Questi dati vengono evidenziate nel report Focus Mare 2019 elaborato dal dipartimento ricerca di World Capital in stretta collaborazione con il Nomisma. Punto di partenza l’analisi della capacità ricettiva delle regioni italiane. Evidente, sul piano nazionale la sproporzione tra le regioni dell’area Nord rispetto a quelle del Centro e del Sud. La ricettività maggiore si rileva infatti in tre regioni settentrionali: Trentino Alto Adige col 16,8, Emilia Romagna col 13, Veneto col 9. «Benché il Sud — si legge nel rapporto — si conti il doppio delle regioni del Centro, ciò non si riflette nel numero di esercizi alberghieri, che sono rispettivamente il 21 e il 19,6 per cento del totale nazionale. La Campania, in particolare è, tra quelle meridionali, la regione trainante con il 5,1 delle strutture».
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TITOLO: Whirlpool, azienda sospende cessione fino al 31 ottobre. Ira del governo
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OCCHIELLO: Lettera della multinazionale a Palazzo Chigi: sospendiamo cessione non oltre il 31 ottobre. Il governo: risposte non soddisfacenti, l’azienda chiarisca. Sindacati ricevuti da Conte e Patuanelli: così Whirlpool non rispetta i lavoratori
TESTO: Tutto fermo. Fino al 31 ottobre. Poi non si sa. Si complica la questione Whirlpool. Mercoledì il premier Giuseppe Conte e il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli hanno incontrato i sindacati a Palazzo Chigi e hanno fatto sapere di aver ricevuto una lettera dai vertici della multinazionale americana dove si annuncia la sospensione, fino al 31 ottobre, della cessione del ramo d’azienda alla svizzera Prs con poi la successiva riconversione del sito di Napoli. La scadenza per la cessione era stata fissata al 12 ottobre. Nel frattempo, l’azienda, ha spiegato il premier «è disponibile a riprendere il confronto con il governo e le parti sociali». Ma dopo il 31 ottobre cosa succederà?
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TITOLO: Sud, Intesa Sanpaolo annuncia 30 miliardi di investimenti per imprese e famiglie
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OCCHIELLO: Un investimento da 30 miliardi, ma anche la volontà di sviluppare un hub per l’innovazione al Sud. Obiettivo: far ripartire il Sud, che negli ultimi dieci anni ha perso 23 miliardi di investimenti
TESTO: «La vera innovazione da compiere — ha detto Provenzano — è sul metodo, non basta solo mettere fondi in bilancio ma dobbiamo stabilire come cadono e a chi arrivano, su questo dobbiamo lavorare tantissimo. Il Piano Sud sarà soprattutto un metodo per rafforzare la capacità progettuale. Il Sud non è una causa persa e la Puglia è stata sempre un riferimento». All’evento hanno partecipato anche il ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano, Vito Pertosa, ceo di Angel Group, Domenico Arcuri, ceo di Invitalia, Francesco Cupertino, rettore del Politecnico di Bari e Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano. Durante l’incontro è stato presentato anche il caso di MatiPay sul quale si sono confrontati Matteo Pertosa, ceo di Sitael e Giovanna Voltolina, general manager MatiPay, Mario Costantini, ceo di Neva Finventures e Raffaello Ruggieri, responsabile Global Corporate Intesa Sanpaolo. A moderare la tavola rotonda il vicedirettore del Corriere Daniele Manca.
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TITOLO: Avio vince la commessa per i motori dei lanciatori Ariane 6: primo lotto 14 pezzi
DATA:
OCCHIELLO: Nel settore aerospaziale l’Italia vanta diverse eccellenze con distretti ad hoc sparsi da Nord a Sud. E aziende come Avio, presente anche in Francia e Guyana Francese con cinque stabilimenti e oltre mille dipendenti altamente qualificati, di cui il 30% circa impiegate in attività di ricerca e sviluppo
TESTO: La firma di questo primo ordine per il P120 segna l’inizio della fase di produzione ed il completamento della cosiddetta fase di «development e testing». L’industrializzazione dei processi produttivi per il nuovo P120 è alla base della nuova strategia di lancio dell’ESA e di Avio, che potrà iniziare quindi a beneficiare di significative sinergie produttive ed economie di scala. «La firma di questo ordine è un passo fondamentale per l’implementazione della nostra strategia industriale – ha confermato ieri Giulio Ranzo, amministratore delegato di Avio —. La produzione del motore P120 permetterà di aumentare ulteriormente la competitività dei lanciatori europei mettendo a frutto i significativi investimenti sulle nostre strutture produttive e sulle competenze acquisite».
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TITOLO: Campari compra ancora: Licorera Ancho e Casa Montelobos
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OCCHIELLO: Questa volta entrano nel portafoglio per 35,7 milioni di dollari due liquori del Centro America che hanno ampie prospettive di crescita soprattutto negli Stati Uniti dove le vendite a valore del «mezcal» hanno registrato un tasso medio annuo di crescita del 30,4%
TESTO: La sua produzione può essere considerata quasi completamente artigianale, caratteristica alla base del posizionamento di prezzo tipicamente premium. Questa categoria spirit è attualmente esportata in oltre cinquanta mercati nel mondo, tra i quali gli Stati Uniti rappresentano il mercato a maggiore potenziale per la crescita futura. Il valore delle vendite al dettaglio di mezcal è sostanzialmente decuplicato negli ultimi dieci anni, mostrando una performance molto superiore a quella dei volumi, a testimonianza di un trend favorevole di premiumizzazione per la categoria. Nel solo mercato statunitense, le vendite a valore del mezcal hanno registrato un CAGR (Compound Annual Growth Rate) del 30,4% nel periodo 2008-2018, che si confronta con un CAGR del 24,1% a livello globale nello stesso periodo.
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TITOLO: Lotta all’evasione fiscale, i miliardi mancanti. Questa estate persi 100 milioni di gettito Iva
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OCCHIELLO: Gli ostacoli per arrivare all’obiettivo del governo. Perfino gli introiti della fatturazione elettronica ora perdono slancio
TESTO: Sempre da gennaio è in vigore l’obbligo di fatturazione elettronica fra imprese e fra imprese e consumatori (esenti solo i piccoli autonomi con l’aliquota «piatta» del 15% fino a 65 mila euro). Quest’ultima misura, sperimentata con successo in Sudamerica e in Portogallo, ha una lunga storia in Italia: nel 2013 il governo di Mario Monti la introdusse per i rapporti fra imprese e Stato; quindi il governo di Paolo Gentiloni la allarga con la legge di bilancio 2018 agli scambi fra i privati, a valere da gennaio scorso. Oggi quella riforma è (anche) un test a grandezza naturale. Se il prossimo bilancio dovrà chiudersi recuperando all’evasione la cifra senza precedenti di 7,2 miliardi di euro, nella fatturazione elettronica dev’esserci la prova che è possibile. Dev’essere questa la riforma che dimostra come la lotta all’evasione sia possibile, perché la tecnologia risolva quasi tutto e se ne può misurare l’effetto in anticipo.
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TITOLO: Alitalia, sciopero del personale del 9 ottobre: cancellati 200 voli
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OCCHIELLO: Fermi a terra per 24 ore piloti e assistenti di volo, previste due fasce di garanzia (7-10 e 18-21): cancellato preventivamente il 35% dei voli in programma
TESTO: A terra piloti e assistenti di volo di Alitalia. L’8 ottobre è stato indetto dalle sigle sindacali Anpac, Anpav e Anp uno sciopero del personale del settore del trasporto aereo, che durerà 24 ore e prevede due fasce di garanzia, dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21. Finora, su 520 voli in totale, ne sono stati cancellati preventivamente 198, pari al 35% dei viaggi previsti. La compagnia ha spiegato di aver attivato «un piano straordinario per limitare i disagi» dei passeggeri, che prevede anche l’uso di aerei più capienti sulle rotte domestiche o internazionali, così da consentire ai passeggeri rimasti a terra per i voli cancellati di poter riprenotare altri voli disponibili. Al momento non sono segnalati disagi o code per i viaggiatori.
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TITOLO: Federalberghi, se aumenta l'Iva sul lusso, basta hotel a 5 stelle
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OCCHIELLO: Il presidente dell'organizzazione, Bernabò Bocca, avverte: «Pronti a declassare gli alberghi se l'Iva sale al 22%». Assoturismo: «Così rischiamo di andare fuori mercato». Il ministro Franceschini frena: «Allarme ingiustificato»
TESTO: Ma anche il presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina ha condiviso le preoccupazioni di Bocca: «L'ipotesi di ritocchi "particolari" sull'Iva dei prodotti turistici è, a nostro avviso, iniqua e controproducente. Iniqua perché rivolgere l'attenzione solo al settore turistico equivale ad etichettarlo con lo stigma dell'evasione; controproducente perché l'aumento si scaricherebbe sui turisti, italiani e stranieri e avrebbe l'effetto di rendere meno competitivo uno dei pochi settori economici italiani veramente vitali, che garantisce occupazione e crescita», ha detto. «Sul turismo - ha poi aggiunto Messina - paghiamo già una delle imposizioni fiscali più alti d'Europa, un ulteriore incremento rischia di metterci fuori mercato».
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TITOLO: La Svizzera non è più un paradiso fiscale: verso l’uscita dalla lista grigia
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OCCHIELLO: La decisione verrà presa giovedì alla riunione dell’Ecofin, che riunisce i ministri dell’economia e delle finanze degli Stati Ue, in programma nel Lussemburgo
TESTO: Già il 19 maggio scorso, dopo il sì popolare al progetto riforma fiscale, il presidente della Confederazione Ueli Maurer aveva chiesto lo stralcio della Svizzera dalla lista in questione, un passo che a suo avviso doveva avvenire «il più presto possibile»: questo poiché nel frattempo Berna dispone di un sistema tributario compatibile con i dettami dell’Ue e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). La riforma fiscale entrerà in vigore all’inizio del prossimo anno. Eventualmente, in caso di mancato stralcio domani nel Lussemburgo, la questione potrebbe essere posticipata all’inizio del 2020. Fonti a Bruxelles hanno assicurato all’agenzia di stampa Keystone-Ats che non esiste nessun legame con altri dossier, ad esempio con l’accordo quadro.
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TITOLO: Cgil, Cisl, Uil: «Pronti a mobilitazioni se non aumentano le risorse per il cuneo fiscale»
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OCCHIELLO: Assemblea nazionale dei delegati a Milano. Lo slogan: «Dalle parole ai fatti»
TESTO: Alla fine Annamaria Furlan ha così tirato le somme: «Il 16 novembre è in calendario la manifestazione dei pensionati, ci saremo con tutte le categorie. E valuteremo quali iniziative prendere». Carmelo Barbagallo ha rincarato la dose: «Il 16 novembre, se avremo tutti i risultati, può essere una manifestazione di grande festa; altrimenti quella festa la faremo a coloro che vogliono impedirci di portare a casa i risultati e aumenteremo la mobilitazione». Tradotto: o la legge di Bilancio ci soddisfa o si passa a forme di protesta. Dal canto suo Landini ha fatto presente che la dialettica tra partiti non può essere un alibi: «La manovra concordata al tavolo tra parti sociali e Governo non può essere cambiata in Parlamento per le trame politiche tra i partiti».
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TITOLO: Libra, lascia il capo del prodotto: il destino della moneta di Facebook è incerto
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OCCHIELLO: Dopo l’addio di Paypal al progetto, quello di Simon Morris all’Associazione. Cosa ne sarà della criptovaluta di Menlo Park?
TESTO: Se Libra fosse il cavallo di Troia del cosiddetto techlash? Ovvero: se il progetto di Facebook di introdurre una criptovaluta globale — osteggiato nella sua forma attuale dai governi di Europa e Stati Uniti (l’Ue vuole norme ad hoc, Washington sta ascoltando le parti coinvolte) — franasse e diventasse così la prima spia concreta del fatto che la Silicon Valley non è più in grado di fare il bello e il cattivo tempo nel mercato? E se fosse il preludio allo scorporo dei colossi (che secondo Ben Smith di Buzzfeed è plausibile: «Non ho mai visto una situazione in cui c’è un’industria così potente e importante senza alcun amico»)? C’è tempo. Vedremo.
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TITOLO: Debutta in Italia Lunii, la start up francese contro la dipendenza dei bambini da tablet, tv e cellulari
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OCCHIELLO: La neoimpresa, ha già fatturato 10 milioni con favole e filastrocche raccontate da una ‘scatola magica’ senza schermo per curare i bambini da uno dei ‘mali’ del secolo. I prossimi debutti previsti in Spagna e Russia, dopo il Regno Unito e la Germania
TESTO: Esiste davvero la ricetta per distogliere l’attenzione sempre più ossessiva dei bambini nei confronti dei tablet? Una possibile soluzione sembra averla trovata la StartUp francese Lunii, fondata nel 2014 , che per ora ha conquistato i genitori francesi e ora debutta in Italia. Si tratta di una piccola scatola magica che racconta storie per bambini, si presenta senza un vero schermo ed in Francia già fattura oltre 10 milioni di Euro. In mondo in cui i nostri figli sono sempre più dipendenti da smartphone e tv e in cui si cerca di trovare sempre più alternative per tenerli lontani dalla loro ‘ossessione’, la neoimpresa d’Oltralpe ha deciso di puntare a rivoluzionare le abitudini di genitori e figli. E’ già in vendita online su www. lunii. fr/it e nel negozio di giocattoli per bambini La Città del Sole.
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TITOLO: Isee, ecco cosa cambia con il decreto Crescita
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OCCHIELLO: Il ministero del Lavoro ha pubblicato il nuovo modulo della dichiarazione sostitutiva unica con le novità introdotte dal decreto legge 34/2019 sull’Isee corrente. Sarà sufficiente avere un requisito tra i tre previsti e non più due su tre
TESTO: L’Isee, indicatore della situazione economica, serve a fornire una valutazione della situazione economica delle famiglie, tenendo conto del reddito di tutti i componenti, del loro patrimonio e di una scala di equivalenza che varia in base alla composizione del nucleo familiare. Ma tra i vari modelli di Isee c’è anche quello corrente che serve ad aggiornare redditi e trattamenti degli ultimi 12 mesi quando si verificano rilevanti variazioni del reddito, come ad esempio la perdita del posto di lavoro. Le modifiche, ovviamente, servono a poter beneficiare di maggiori agevolazioni. Fino ad ora, per chiedere l’Isee corrente, era necessaria una variazione superiore del 25% dell’Isee ordinario e avere due dei tre requisiti previsti. Da lunedì 7 ottobre invece le regole cambiano.
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TITOLO: Bonus rottamazione, gli incentivi per motorini e auto Euro 3: importi e novità
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OCCHIELLO: L’ultima versione del provvedimento atteso giovedì in Consiglio dei ministri conferma il buono mobilità di 1.500 euro per la rottamazione delle auto Euro 3 e 500 euro per i motocicli euro 2 e 3 a due tempi
TESTO: Il buono mobilità sia per le autoche per i motocicli potrà essere utilizzato da subito ed entro i prossimi tre anni anche per l’acquisto di biciclette normali o a pedalata assistita. L’agevolazione e’ riservata ai residenti nelle citta’ interessate da procedura di infrazione comunitaria per ridurre le emissioni CO2. Il decreto destina anche 40 milioni la creazione, il prolungamento e ammodernamento di corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale. Per quanto riguarda il bonus per i Green corner viene stabilito che il contenitore offerto dall’esercente non debba essere monouso e che il periodo di durata di questo tipo di vendita deve essere di minimo tre anni.
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TITOLO: Alitalia, il blitz di Lufthansa agita la cordata Fs-Atlantia-Delta
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OCCHIELLO: I tedeschi: collaborazione commerciale con un’Alitalia guidata da Atlantia-Fs, ma nessun ingresso nell’azionariato. Il nervosismo di Delta. Si avvicina il 15 ottobre
TESTO: Nel messaggio Lufthansa si propone come alternativa a Delta (che vorrebbe entrare in Alitalia con un investimento di 100 milioni di euro, pari al 10%), offre una partnership sui voli con tanto di condivisione dei ricavi e coordinamento delle attività commerciali, ma senza entrare nell’azionariato. I tedeschi sottolineano che la collaborazione ha il doppio vantaggio di richiedere meno tempo per l’esecuzione e porterebbe molto presto i suoi benefici. Per il gruppo guidato da Carsten Spohr (che comprende Swiss, Austrian Airlines, Eurowings, Brussels Airlines e Air Dolomiti) questa operazione si potrebbe fare affidando le redini del vettore ad Atlantia e alle FS. Nel documento — proseguono le fonti — non si accenna alle rotte e alla dimensione che dovrà avere l’azienda (personale e flotta). «Il mercato italiano è di grande importanza per noi — replica al Corriere un portavoce di Lufthansa —. Abbiamo sempre manifestato il nostro interesse per un’Alitalia ristrutturata. Una partnership commerciale per noi sarebbe immaginabile». Durante un colloquio con il Corriere a giugno Spohr ha ribadito la posizione di Lufthansa: «Sì ad Alitalia, ma solo se ristrutturata dai commissari e senza la presenza dello Stato».
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TITOLO: Misiani: i ticket cambierannoma senza colpire i ceti medi
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OCCHIELLO: Il viceministro all’Economia: l’assegno unico per i figli? Prima rivedremo i bonus
TESTO: «La manovra va letta in un orizzonte triennale, evitando di fermarsi solo agli impegni per il 2020. Innanzitutto, verranno disinnescate in parte anche le clausole di salvaguardia per gli anni successivi, liberando spazi per le prossime manovre. Inoltre, approveremo 50 miliardi di risorse che si aggiungono a quelle già stanziate con le ultime tre leggi di Bilancio (circa 120 miliardi) e che finanzieranno un piano di investimenti pubblici che si concentrerà sulle politiche ambientali e sulle infrastrutture sociali, a partire dall’aumento dell’offerta di asili nido».
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TITOLO: Imprese e lavoratori, il gioco senza soluzioni delle crisi. Come se ne esce?
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: Ma, volendo superare il tempo delle polemiche e ragionare in termini construens, forse le domande che ci dobbiamo porre sono altre: perché è così difficile in Italia reindustrializzare? Perché molto spesso la «riparazione» delle crisi aziendali mediante l’intervento di un imprenditore nuovo e con l’individuazione una diversa mission produttiva si rivela una statua d’argilla? Quesiti attualissimi, vediamo infatti in questi giorni come le soluzioni trovate per Embraco e Alcoa si sono rivelate fragili e altrettanto deboli paiono quelle ipotesi di reindustrializzazione proposte dalle aziende uscenti. Come nel caso dello stabilimento Whirlpool di Napoli con la multinazionale americana che ha proposto il subentro della Prs (tra le proteste del sindacato).
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TITOLO: Henkel «diversifica», fondo da 150 milioni dedicato alle startup
DATA:
OCCHIELLO: Una piattaforma aperta alle idee (e alle startup che le veicolano) che abbiano effetti potenziali disruptive sui modelli organizzativi di un colosso della chimica come la tedesca Henkel. Un fondo di venture capital da 150 milioni
TESTO: Potremmo chiamarla «l’open source» dell’innovazione. Una piattaforma aperta alle idee (e alle startup che le veicolano) che abbiano effetti potenziali disruptive sui modelli organizzativi di un colosso della chimica come la tedesca Henkel. La piattaforma si muove allo stesso modo di un fondo di venture capital e per questo si chiama Henkel X Ventures. Tenta di intercettare le protagoniste dell’industria di domani, facendole crescere di taglia entrando (o meno) nel capitale (dipenderà dall’operazione) in modo da favorire l’innovazione tecnologia sia interna, sia esterna alla multinazionale. Per farlo Henkel X Ventures sta attivando una serie di collaborazioni in tutta Europa per individuare le startup da selezionare. Tra i suoi partner l’università Bocconi, H-Farm che aiuta le aziende nella trasformazione tecnologica, il fondo Antai Ventures Builder, APX supportati dalla casa editrice Axel Springer e dal gruppo automobilistico Porsche.
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TITOLO: Il Fisco sa tutto di noi, ma l’evasione non si ferma. Dove si sbaglia?
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OCCHIELLO: Da un decennio le banche dati hanno cambiato l’attività dell’amministrazione che è in grado di avere un quadro completo del contribuente. Eppure gli illeciti sono ancora un’emergenza italiana. Antiche resistenze si mischiano con la tutela del diritto alla riservatezza. E così molte informazioni non possono essere utilizzate liberamente
TESTO: Tuttavia, l’una e l’altra prova richiedono informazioni che sono per lo più nelle mani del contribuente, ma non del Fisco. Da qui l’asimmetria informativa, a cui si può porre rimedio acquisendo queste informazioni in modo diretto o indiretto. L’acquisizione diretta avviene attraverso «sopralluoghi»: accertamenti fiscali e rilevamenti catastali. L’acquisizione indiretta richiede la collaborazione di soggetti diversi dall’amministrazione finanziaria: il contribuente interessato dalla pretesa (dichiarazioni e altre comunicazioni); altri soggetti indirettamente interessati (datori di lavoro, clienti, fornitori, intermediari finanziari, professionisti). Tutti i dati e le informazioni raccolte possono così confluire nelle banche dati proprio per poter rimediare all’asimmetria informativa e fornire la prova della pretesa tributaria.
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TITOLO: Fisco, dalla stretta sulle compensazioni 1 miliardo di euro nel 2020
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OCCHIELLO: L’agenzia delle Entrate ha un obiettivo di maggiori riscossioni per 9 miliardi nel 2019
TESTO: Vale quasi tre miliardi in tre anni la stretta sulle compensazioni in arrivo con il decreto fiscale collegato alla manovra. Lo prevede uno dei 51 articoli della bozza del decreto fiscale collegato alla manovra. La norma modifica i presupposti per compensare crediti e debiti d’imposta prevedendo la presentazione della dichiarazione per credito sopra i 5 mila euro l’anno e comunque l’obbligo di presentare un F24 tramite i servizi telematici delle Entrate. Inoltre il Fisco potrà decurtare dall’importo dei rimborsi spettanti le imposte di cui il contribuente è debitore. Il gettito previsto da queste misure è di 1.084 milioni nel 2020, e 878 milioni nel 2021 e nel 2022.
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TITOLO: Grecia, rendimenti negativi (per la prima volta) per i titoli di Stato
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OCCHIELLO: Svolta dopo la maxi ristrutturazione del 2012. Bot, tassi sempre negativi ma in lieve rialzo (-0,219%). Successo dei Btp in dollari: emessi 7 miliardi con rendimenti fino al 4% (trentennale)
TESTO: Pienone invece per l’emissione in dollari di Btp a 5, 10 e 30 anni. La carta italiana ha attirato un forte interesse in quella che è la prima emissione in dollari dopo ben 9 anni. La risposta degli investitori non si è fatta attendere con domanda record di 18 miliardi di dollari grazie ai rendimenti allettanti del Btp in un contesto dove i bond con rendimenti negativi ammontano a ben 12 mila miliardi di dollari a livello globale. Successo che ha portato alla fine il Tesoro a collocare titoli per ben 7 miliardi di dollari complessivi di cui 2,5 miliardi sono andati al titolo a 5 anni, 2 miliardi per il decennale e gli altri 2,5 mld alla scadenza a 30 anni. Il titolo a 5 anni è stato collocato al prezzo di 99,719 corrispondente ad un rendimento lordo all’emissione del 2,435% in dollari. Il titolo a 10 anni è stato collocato al prezzo di 99,089 corrispondente ad un rendimento lordo all’emissione del 2,981% in dollari. Infine l titolo a 30 anni è stato collocato al prezzo di 99,619 corrispondente ad un rendimento lordo all’emissione del 4,022% in dollari. Il collocamento è stato effettuato mediante sindacato, costituito da tre lead manager, Barclays Bank PLC, HSBC Bank plc and J. P. Morgan Securities plc. Gli altri Specialisti in titoli di Stato italiani partecipano in qualità di co-lead manager. I dettagli della composizione della domanda verranno diffusi probabilmente oggi dal Tesoro. Una forte domanda dovrebbe essere arrivata dagli Stati Uniti visto che la Sec ha rilasciato un’autorizzazione per 3 miliardi di dollari limitata al mercato Usa.
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TITOLO: Rivoluzione in casa Springer: la Bild dalla carta stampata si converte alla televisione
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OCCHIELLO: Il primo gruppo editoriale tedesco intende aggredire il mercato televisivo sfruttando la forza del quotidiano Bild, e cioè la capacità di avere in 24 ore troupe in ogni angolo del mondo per trasmettere immagini in esclusiva e raccontare storie emozionanti
TESTO: Dopo l’avventura del digitale, la Bild, ancora il primo quotidiano tedesco con 1,4 milioni di copie vendute, si lancia nel mercato televisivo, con l’ambizione di sfidare le grandi reti pubbliche Ard e Zdf, per ritagliarsi uno spazio nel settore delle news. «Quando l’Amazonia bruciava siamo stati gli unici ad avere più troupe sul posto, che intervistavano la gente mentre tutt’intorno c’erano le fiamme», spiega il direttore della testata, il 39 enne Julian Reichelt, al settimanale Der Spiegel. «La particolarità della Bild è che, quando serve, mandiamo dieci persone che nel giro di 24 ore sono sul posto, pronte a fare un collegamento».
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TITOLO: Alitalia, Fs e Atlantia chiedono chiarimenti a Lufthansa
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OCCHIELLO: Le società scrivono una lettera alla compagnia tedesca. Verso un nuovo prestito ponte. Il termine per l’offerta vincolante forse slitta di un mese
TESTO: Il quadro ora è meno chiaro di prima. Secondo i bene informati c’è una parte del governo che vorrebbe dare ascolto a Lufthansa, ma il contenuto del messaggio inviato dai tedeschi così non può essere accettato. Per questo, d’accordo anche con il ministero dello Sviluppo economico, Ferrovie vuole sondare ulteriormente i piani di Francoforte, il cuore operativo del gruppo europeo che comprende anche Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Eurowings e Air Dolomiti. La società guidata da Gianfranco Battisti non vuole escludere nessuna opzione possibile — continuano le fonti —, ma preferisce evitare di tornare a otto mesi fa quando, dopo gli incontri riservati a gennaio, in Fs non hanno mai ricevuto una posizione ufficiale da Lufthansa sui due punti cruciali: perché venga considerato un partner industriale il gruppo tedesco deve partecipare all’equity e all’equity risk. Insomma, deve entrare nell’azionariato. Lufthansa — che aveva presentato un piano lacrime e sangue con 6 mila esuberi subito e una riduzione della flotta del 44% — avrebbe dovuto chiarire i dubbi entro l’8 febbraio. Chiarimenti che non sono arrivati a Ferrovie.
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TITOLO: Digital tax, Gualtieri contro i giganti del web: «In Italia entrerà in vigore a gennaio»
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OCCHIELLO: La dichiarazione del ministro dell’Economia al termine dell’Ecofin in Lussemburgo: «La misura per tassare i colossi del web c’era già ma non è ancora operativa»
TESTO: La digital tax mira a imporre un prelievo ai giganti del web, come Google, Apple, Amazon che realizzano grandi profitti ma riescono a versare solo una quota minima al fisco dei Paesi in cui operano. Diversi governi stanno provando a introdurre un regime fiscale più pressante nei confronti dei colossi digitali ma finora senza grandi successi. In Italia una forma di «digital tax» era stata avanzata dal governo Renzi e avrebbe dovuto entrare in vigore nel 2017; la materia, però divenne oggetto di trattativa a livello comunitario e il provvedimento rimase al palo. Anche in sede comunitaria, tuttavia, non è stato fino a oggi trovato un accordo e la questione è rimasta irrisolta. Alcuni Stati hanno provato dunque a Varese norme nazionali.
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TITOLO: Imprese ultracentenarie, a Lucca il raduno del made in italy storico
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OCCHIELLO: Il convegno si terrà nella sede di Manifatture Sigaro Toscano 1818, l’azienda del marchio bicentenario del sigaro famoso nel mondo. Tra i temi, il patrimonio storico e la reputazione dei brand
TESTO: Al momento le imprese affiliate all’Unione provengono da nove Regioni d’Italia (Piemonte, Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Sardegna, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia). Al convegno interverranno Daniele Pitteri, membro dell’Osservatorio scientifico dell’Unione e direttore della Fondazione Modena arti visivedi Modena, e Ledo Prato, segretario generale dell’associazione Mecenate 90, che si occupa dello sviluppo del turismo e della gestione dei beni culturali. Durante la giornata sarà possibile anche visitare lo stabilimento del sigaro toscano, dove lavorano le sigaraie, la prima categoria di lavoratrici donne ad ottenere gli asili nido e la paga uguale a quella degli uomini.
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TITOLO: Mediobanca, la visione di Del Vecchio: «Non può basare i suoi ricavi solo su Generali»
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OCCHIELLO: Tre settimane dopo l’ingresso a sorpresa nel capitale di Mediobanca, di cui è diventato il terzo socio con il 6,94%, e un mese dalla presentazione del piano industriale da parte del ceo Alberto Nagel, ieri Leonardo Del Vecchio ha fatto sapere come la pensa
TESTO: Proprio la risistemazione di Generali - di cui Del Vecchio è socio con il 5% - potrebbe essere uno degli obiettivi di Delfin, anche se fonti vicine alla società «smentiscono che Delfin abbia allo studio un’ipotesi di scissione di Generali da Mediobanca» per distribuire le azioni ai soci di Piazzetta Cuccia, che pure è circolata nei giorni scorsi. Dal punto di vista industriale, Mediobanca negli ultimi anni ha diversificato gli utili: 71,2 milioni arrivano dal wealth management (compresa CheBanca! ), 336,4 da Compass, 265,8 dal corporate & investment banking (che dovrebbe crescere grazie alla recente acquisizione della francese Messier Maris), 314,2 da Generali, e ha costi di holding per 167,5 milioni. Il peso di Generali e Compass è pari a due terzi degli utili totali. Si spiegano forse meglio così le prime parole di Del Vecchio: «Saremo un azionista di lungo periodo e daremo il nostro sostegno per accelerare la creazione di valore a vantaggio di tutti gli stakeholder». Bisognerà vedere se il Del Vecchio «attivista» troverà altri soci - il 73% è del mercato, il 20% è nel patto di consultazione, Unicredit in testa - che si schierino dalla sua parte.
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TITOLO: Claudio Descalzi (Eni): «I rifiuti sono l’olio e il gas del futuro»
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OCCHIELLO: Aprendo al Quirinale la cerimonia di premiazione degli Eni Award 2019, l’ad di Eni ha tratteggiato un futuro in cui l’energia sarà ricavata dall’immondizia, ma anche dal mare
TESTO: Descalzi ha sottolineato come quello dell’economia circolare sia uno dei cavalli di battaglia dell’Eni e ha evidenziato l’importanza, per il Cane a Sei Zampe, della ricerca scientifica. «È stata l’elemento che ha caratterizzato l’Eni in questi anni. Abbiamo investito 1 miliardo in ricerca pura e 3 miliardi per l’applicazione di questa ricerca, per un totale di 4 miliardi nel quadriennio», ha detto Descalzi, evidenziando in particolare come tutti i ricercatori, i centri di ricerca e le tecnologie siano stati sviluppati in Italia: «L’Italia è diventata per noi non più un centro di produzione petrolifera, ma di produzione tecnologica». «Abbiamo promosso una trasformazione che non è solo innovazione - ha detto - deve essere accompagnata da valori, deve essere equa e andare verso gli altri».
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TITOLO: Guasto sulla rete Telecom, giù la connessione in diverse parti d’Italia
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OCCHIELLO: Centinaia di segnalazioni amplificate anche da Twitter. La maggior parte proveniente da Roma, Milano, Torino, Firenze, Genova, Bologna, Padova, Brescia e Verona
TESTO: E così, nel corso della notte, l’hashtag #Timdown su Twitter è diventato uno dei trend topic. Alle 8.30 del mattino era ancora sul podio dei più citati. Un tam tam che per oltre dodici ore ha risuonato in tutta la Penisola, improvvisamente alle prese con gravi problemi di connessione. E se le segnalazioni si sono fatte numerose a partire dall’una di notte. A Milano, già verso le 21 di ieri, alcuni punti della rete erano già saltati. Secondo Downdetector, la maggior parte delle segnalazioni arrivano oltre che da Milano e Roma, anche da Napoli, Firenze, Torino, Bologna, Genova, Brescia e Verona.
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TITOLO: Sì di Politecnico e Banca Intesa A Bari un polo dell’innovazione
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OCCHIELLO: Dall’istituto di credito un piano di investimenti da 30 miliardi nei prossimi due anni«L’hub servirà a sviluppare settori come l’aerospaziale e la filiera alimentare»
TESTO: L’idea è di utilizzare spazi del Politecnico sotto l’aula magna (accanto a Ernst & Young). «Sarà un facilitatore di azione con il mondo produttivo — ha aggiunto il rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino — punto di raccordo tra realtà produttive e i nostri studenti, per trasformare l’innovazione in un valore. Il luogo potrà ospitare una ventina di persone». Messina ha anche parlato di un grande piano per sostenere gli investimenti al Sud da 30 miliardi nei prossimi 2 anni. Nel corso dell’appuntamento è stato anche presentato l’investimento nella start-up di Matipay, per i pagamenti digitali nelle vending machine, nella quale il gruppo ha investito 7 milioni di euro. La start-up è fondata da Matteo Pertosa e nata nella divisione Iot di Sitael. MatiPay ha sviluppato un nuovo sistema di pagamento che consente di acquistare con cash servizi e prodotti online, utilizzando la rete fisica dei lettori di banconote e gettoniere delle vending machine. L’operazione è stata realizzata attraverso Neva Finventures, il Corporate Venture Capital di Intesa Sanpaolo Innovation Center»
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TITOLO: Idrogeno, l’Italia in prima fila nella sfida per l’energia pulita
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OCCHIELLO: Nella conferenza internazionale organizzata a Roma presente anche il direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) Fatih Birol
TESTO: L’amministratore delegato di Snam Marco Alverà ha commentato: «L’idrogeno può avere un ruolo importante nella decarbonizzazione e nella lotta ai cambiamenti climatici e occorre un impegno comune di tutti gli stakeholder, dalle istituzioni alle imprese, per favorire il suo sviluppo su vasta scala. L’Italia può essere in prima fila, grazie alle sue capacità imprenditoriali e di ricerca, alla sua capillare infrastruttura del gas e alla sua posizione geografica. Secondo i nostri studi, in uno scenario di profonda decarbonizzazione, l’idrogeno potrebbe coprire quasi un quarto dei consumi di energia nazionali al 2050. Per questo proseguiremo la nostra sperimentazione in Campania ed entro fine anno introdurremo nella rete di trasmissione del gas naturale un mix di idrogeno al 10%. E sono proprio le regioni del Sud Italia, dalla Campania alla Puglia alla Sicilia, ricche di energia rinnovabile, quelle che potrebbero favorire l’affermazione dell’idrogeno come nuovo vettore di energia pulita nonché nuove opportunità di sviluppo e occupazione».
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TITOLO: Bari, il boomerang del reddito Le pratiche scaricate ai Comuni
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OCCHIELLO: L’allarme degli uffici: solo il 40% dei casi sarà seguito dai centri regionali
TESTO: L’effetto boomerang del reddito di cittadinanza colpisce i Comuni. In particolare, quelli con numeri più ampi e criticità diffuse. È il caso di Bari che, con la riforma icona del Movimento 5 Stelle, scopre di aver perso quasi due milioni di fondi dedicati all’emergenza. E allo stesso tempo ha ampliato sensibilmente la platea di chi è da assistere. L’operatività della misura è destinata a creare non pochi problemi organizzativi agli enti locali. A Bari le posizioni ammesse al reddito di cittadinanza sono 7.989. Si tratta di domande inserire a luglio scorso che figurano nella piattaforma Gepi (del ministero del Lavoro) al 30 settembre scorso. Di queste solo 3.446 finiranno nelle mani dei navigator, figure professionali che fanno capo ai centro territoriali per l’impiego (sinora a Bari ne sono stati assunti 21). Il resto? Ben 4.543 (il 57% del totale) saranno gestite dagli uffici del Comune di Bari, coordinati da Franco Lacarra, che a questo punto iniziano a fare i conti con gli organici a disposizione. Basti pensare che in sedici mesi sono state trattate complessivamente 3.700 pratiche di Rei (il cosiddetto reddito d’inclusione), mentre in soli sei mesi sono spuntati i 4.543 percettori di reddito di cittadinanza. Ma a cosa è dovuta questa separazione? Le pratiche, in definitiva, sono selezionate dal ministero del Lavoro che “chiama” i Comuni nei casi più difficili, dove alla componente della disoccupazione si somma anche quella del disagio sociale. In pratica i navigator non potrebbero fornire una risposta adeguata a chi ha necessità complesse. «L’impatto della riforma c’è - afferma Eugenio Di Sciascio, vicesindaco e assessore all’Innovazione - e va considerato che il personale a disposizione è ridotto. Senza dimenticare che le domande continuano ad arrivare».
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TITOLO: Cesi per la sicurezza delle reti «Così lo scudo anti black out»
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OCCHIELLO: Codazzi: con l’acquisizione dell’olandese Kema diventiamo leader mondiali
TESTO: «È come se in Formula 1 Ferrari avesse comprato Mercedes. Diventiamo leader mondiali e siamo più forti in un mercato che cambia per effetto di climate change, tecnologia e diffusione delle energie rinnovabili, di per sé non programmabili». Matteo Codazzi è l’amministratore delegato di Cesi, Centro elettrotecnico sperimentale italiano, azienda nata nel 1956 a Milano e partecipata da Enel e Terna, che fa mestieri un po’ complessi a cominciare dal principale business che si può riassumere così: nei suoi laboratori a Lambrate vengono testati e certificati in condizioni estreme i componenti delle reti elettriche, dai cavi ai trasformatori. Ha come clienti produttori internazionali nel campo dell’elettricità, utility, operatori della rete di trasmissione, imprese di generazione e distribuzione, governi e autorità regolatorie in oltre 40 Paesi, dall’Europa a Usa e Cina.
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TITOLO: Pensione, cambia Quota 100: tre mesi d’attesa in più per lasciare il lavoro
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OCCHIELLO: L’ipotesi del governo, risparmi per un miliardo. No dei sindacati: quattordicesime fino ai 1.500 euro
TESTO: «Quota 100» sulle pensioni sarà confermata fino alla scadenza di fine 2021, come previsto dalla legge, ma chi utilizzerà questo canale per lasciare prima il lavoro (bastano 62 anni d’età e 38 di contributi) dovrà aspettare tre mesi in più prima di cominciare a prendere la pensione. È una delle ipotesi sulle quali lavorano i tecnici del governo in vista della prossima manovra di bilancio. Oggi le cosiddette «finestre» d’attesa tra la maturazione del diritto e la decorrenza della prestazione sono di tre mesi per i lavoratori del settore privato e di sei mesi per i dipendenti pubblici. Con tre mesi in più le finestre diventerebbero rispettivamente di sei e nove mesi. Col risultato di risparmiare almeno 600 milioni nel 2020 e circa un miliardo a regime. Risparmi che, dopo il 2021, potrebbero essere impiegati per sostituire «quota 100» con un sistema flessibile sul modello dell’Ape sociale. Anche l’Anticipo pensionistico (almeno 63 anni d’età e 30 anni di contributi, in alcuni casi 36) è una misura temporanea, destinata a scadere alla fine di quest’anno, che potrebbe intanto essere prorogata e poi resa strutturale, ma sempre riservata a particolari categorie di lavoratori disagiati, sul modello della proposta di legge di Tommaso Nannicini (Pd); con l’idea insomma di evitare un salto brusco tra i vari canali di prepensionamento attuali e il nulla.
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TITOLO: Tim, l’ex Bankitalia Rossi candidato alla presidenza
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OCCHIELLO: Nella terna dei nomi anche Cipolletta e Catricalà
TESTO: Spunta il nome dell’ex direttore generale della Banca D’Italia, Salvatore Rossi, per la presidenza di Tim. Il banchiere fa parte di una terna di candidati in cui rientrerebbero anche Innocenzo Cipolletta e l’ex presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà. Il 21 ottobre è in programma un consiglio di Tim, che dovrebbe procedere alla nomina del presidente. Il condizionale è d’obbligo visto che al momento non risultano liste trasmesse al comitato nomine di Tim, che infatti non è stato preallertato. Un rinvio è sempre possibile ma è molto probabile che qualcosa si muoverà la prossima settimana per cercare la convergenza su un nome. Quello di Rossi al momento è quello più accreditato.
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TITOLO: Lundgren (easyJet): «Puntiamo sull’Italia, ma senza Alitalia»
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OCCHIELLO: Intervista del «Corriere» all’amministratore delegato della low cost britannica. «In Europa ci sono troppe compagnie, ma la concorrenza fa sempre bene»
TESTO: LONATE POZZOLO (VARESE) — La compagnia continuerà a crescere, ma non più ai ritmi di prima per adeguarsi al contesto europeo. E anche se i conti vanno bene, l’approccio non cambia: una progressione graduale, all’insegna della prudenza e dove c’è davvero una domanda di mercato. Insomma nella easyJet guidata da Johan Lundgren, l’amministratore delegato svedese di 53 anni, non c’è spazio per i colpi a sorpresa. Ma per i grandi investimenti sì, come dimostra l’inaugurazione del centro di addestramento dei piloti vicino all’aeroporto di Milano Malpensa con tre simulatori di volo che si aggiungono alle due strutture simili a Londra Gatwick e Manchester. «È la dimostrazione che puntiamo sull’Italia dove siamo il terzo vettore e trasportiamo 19 milioni di persone l’anno», dice in un’intervista al Corriere.
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TITOLO: Renault, licenziato il ceo Thierry Bolloré. Si era opposto a fusione con Fca
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OCCHIELLO: L’ormai ex ceo di Renault era un delfino di Ghosn e si era espresso nei giorni passati contro la proposta di fusione avanzata da Fca nei mesi scorsi
TESTO: Intanto, il ceo di General Motors, Mary Barra si è incontrata con il presidente della Uaw, il potente sindacato Usa dei metalmeccanici, Gary Jones per sveltire le trattative contrattuali, al momento bloccate e porre fine al maxi sciopero che sta paralizzando da quasi un mese il colosso dell’auto statunitense. Quasi 50.000 lavoratori di Gm sono in sciopero da 25 giorni per quello che è stato definito il più lungo sciopero dal 1970, quando i lavoratori incrociarono le braccia per 67 giorni. Barra, secondo quanto riferiscono fonti al corrente della situazione, ha chiesto di incontrare Jones, che considera il miglior negoziatore della Uaw. Il sindacato da 2 giorni si rifiuta di incontrare i negoziatori dell’azienda, dopo aver rifiutato una proposta di accordo avanzata da Gm. La contesa riguarda il rinnovo contrattuale. Barra sta dunque cercando di sbloccare la trattativa che si è incartata. Per questo è intervenuta personalmente. Dopo il summit tra Barra e Jones il negoziato è proseguito a livello di gruppi di lavoro. Sei delegazioni stanno trattando sui dettagli della vertenza, anche se non è ancora chiaro quanto tempo ci vorrà per ricomporre lo scontro.
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TITOLO: Ets, gli ingegneri che curano le gallerie (con Big data e laser)
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OCCHIELLO: La società che realizza le diagnosi sullo stato dell’infrastruttura, su eventuali infiltrazioni d’acqua, sulla tenuta dei giunti delle opere sotto le quali passano i treni dell’alta velocità e le metropolitane delle nostre città
TESTO: Tutto questo ha un nome: il progetto Archita, di recente premiato all’expo Ferroviaria a Milano, presentato anche a Lille e tra i quattro finalisti al mondo nella rassegna prevista per novembre a Miami. Archita - come il matematico, stratega e filosofo greco - permette di ottenere, con un singolo passaggio alla velocità di 30 chilometri orari, una elevata serie di informazioni per la manutenzione e la progettazione delle infrastrutture. Per la sicurezza di chi le utilizza e di chi lavora, così da avere dati ingegnerizzati e proporre soluzioni minimizzando le interferenze con il traffico ferroviario ordinario (riduzione dei tempi del 60%) e con significativa riduzione dei costi. Il «carrello su misura» concepito da Ets si è aggiudicato la misurazione dei tunnel delle linee A e B della metro di Roma.
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TITOLO: Erasmus, un italiano su tre lavora all’estero dopo l’esperienza in Europa
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OCCHIELLO: Per i giovani italiani la mobilità è una fonte di opportunità professionali. I dati dell’Inapp sul programma. L’Italia è la quarta meta più scelta dai giovani europei
TESTO: Anche per questo l’Istituto chiede all’Europa di aumentare gli investimenti nel programma. La dotazione finanziaria per Erasmus+ destinata all’Italia è stata di 54 milioni di euro nel 2019 cresciuta, un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. 168 i progetti totali, con un’attenzione accresciuta per le disabilità e delle situazioni di difficoltà economica o sociale. Sono aumentati anche i progetti di mobilità transnazionale che interessano il Sud e le isole (+53,8% rispetto al 2018), anche se il più alto numero di progetti finanziati è nel Nord Italia (69 progetti contro i 53 del Centro e i 46 di Sud e Isole). Forte anche la motivazione dei partecipanti: il 99,6% di loro porta a termine il percorso e oltre il 98% lo consiglierebbe a un amico. L’attrattività dell’Italia «L’Italia è già una dei paesi più virtuosi a livello europeo nell’utilizzo dei fondi, insieme a Francia e Germania. Abbiamo speso il 99,94% dei finanziamenti che ci sono stati destinati», ricorda Paola Nicastro. «Ci auguriamo che la Commissione rispetti l’impegno di raddoppiare le risorse a disposizione nei prossimi 7 anni».
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TITOLO: La lezione di Draghi: «Il coraggio della Bce ha salvato l’euro»
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OCCHIELLO: Il presidente della Bce uscente ha ricevuto la laurea honoris causa dall’Università Cattolica di Milano. Nel suo discorso si è detto fiducioso per il futuro dell’Ue
TESTO: Non si può non agire quando si deve rispettare un mandato pubblico e politico (in quanto ricevuto) dalla politica. Non agire non è una decisione. Ma serve conoscenza, coraggio e umiltà. Così Mario Draghi, presidente della Bce, ha tracciato il profilo del decisore politico (il «policy maker») nella laurea honoris causa in economia conferitagli venerdì 11 ottobre dall’Università Cattolica di Milano. Draghi rivendica tutte le scelte compiute per fronteggiare la crisi. Ma nella sua prolusione si colgono echi di risposta a chi, dentro la Bce, come i governatori di Germania, Austria, Olanda e Francia, ha contestato apertamente la decisione di tagliare ancora i tassi e di far ripartire l’acquisto di titoli, il Quantitative Easing. E c’è anche un richiamo, l’ennesimo, ai Paesi che non procedono con le riforme strutturali: i governi che «hanno saputo distinguere gli interessi costituiti dall’interesse pubblico, guardando alla larga maggioranza che si sarebbe giovata delle riforme» hanno prodotto «risultati positivi» che «sono oggi sotto gli occhi di tutti».
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TITOLO: Cairo alumnus Bocconi 2019«L’impresa? Passione e dettagli»
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OCCHIELLO: Verona: ha creato un business model per Rcs. L’editore: in via Sarfatti ho imparato un metodo
TESTO: All’imprenditore serve «preparazione, coraggio e anche fortuna», ha detto l’editore di Rcs, La7, Cairo Communication e patron del Torino. La serata si è svolta alla presenza di Giuseppe Sala, il sindaco di Milano, bocconiano, che, come ha ricordato Verona, è stato l’Alumnus del 2015. «La qualità di Cairo — ha affermato il Rettore — è quella di aver creato un business model per Rcs». Riccardo Monti, presidente degli alumni, nessuna parentela con Mario Monti, ha citato proprio la sfida vinta per Rcs. «I sogni come motore dell’agire — è scritto nelle motivazioni —, che guidano e aiutano a trasformare le proprie passioni in imprese». Per gli alumni Cairo è «un unicum, che ha coniugato creatività, rigore e attenzione per i dettagli».
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TITOLO: Tesoro a caccia di bond: torna il Btp Italia. E il decennale risale sopra l’1%
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OCCHIELLO: Dopo l’emissione di Bot annuali per 6 miliardi a rendimenti negativi, ma in recupero, oggi sono in offerta di titoli a medio lungo termine per 7,5 miliardi. Il Mef cerca con il primo Btp Italia dell’anno, a scadenza 8 anni, di bissare il successo del bond global in dollari da 7 miliardi, che mercoledì ha visto richieste per 18,2 miliardi
TESTO: Contrariamente all’emissione di novembre che aveva scadenza quattro anni (ed ha poi spuntato un tasso cedolare reale annuo dell’1,45%) la nuova emissione del titolo indicizzato al tasso di inflazione nazionale pensato principalmente per il risparmiatore retail torna a una durata di 8 anni già proposta in passato e presenta le stesse caratteristiche dei precedenti collocamenti: cedole semestrali indicizzate al Foi (l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi), a cui si aggiunge il pagamento del recupero dell’inflazione maturata nel semestre (con la previsione di un floor in caso di deflazione, che garantisce che le cedole effettivamente pagate non siano comunque inferiori al tasso reale garantito definitivo), rimborso unico a scadenza e, per chi acquista all’emissione durante la fase del collocamento dedicata ai risparmiatori individuali ed altri affini e conserva il titolo fino a scadenza, corresponsione del premio fedeltà al momento del rimborso.
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TITOLO: Tutti vogliono lavorare all’Esselunga,14mila curricula ricevuti, ‘solo’ in mille potrebbero farcela
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OCCHIELLO: A Milano la Job Week fino all’11 ottobre per allievi responsabili di settore, prossimi appuntamenti a Mantova il 19 novembre e a Vicenza il 12 dicembre. Estetisti, parrucchieri, baristi e farmacisti tra i profili più ricercati. 1160 Euro il primo stipendio offerto per 12 mesi full time con ottime possibilità di assunzione a tempo indeterminato.
TESTO: Ma oggi quali sono i principali requisiti richiesti da Esselunga oltre alle doti relazionali? “Innanzitutto passione per il prodotto e per il lavoro in pubblico, grande flessibilità perché si lavora sia il sabato sia la domenica. A chi comunque non ha facilità ad avere a che fare con la gente, offriamo un posto nel nostro complesso produttivo dove cerchiamo sempre nuove risorse” spiega Daniele Del Gobbo, talent acquisition & employer branding manager che precisa che non è importante avere esperienza perché l’azienda prevede una formazione ad hoc nel learning center di Cernusco sul Naviglio anche perché tanti mestieri come per esempio quelli di panettieri, macellai, pescivendoli non li insegna più nessuno ai giovani anche se provengono da un Istituto alberghiero.
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TITOLO: Dazi e Brexit, Borse euforiche: Milano chiede a +1,88%. Vola Wall Street
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OCCHIELLO: Tutti i listini in forte rialzo, con Wall Street che guadagna circa il 2%, in attesa del vertice Usa-Cina e le schiarite sulla Brexit. Piazza Affari recupera quota 22 mila punti. Lo spread scende sotto i 150 punti
TESTO: Le Borse ripartono con le schiarite su guerra commerciale e Brexit. Il rinnovato ottimismo trae spunto dall'apertura del confronto tra Stati Uniti e Cina sui dazi, mentre sul fronte della Brexit, le delegazioni di Ue e Gran Bretagna hanno di fatto avviato l'ultima fase dei negoziati per evitare la «hard Brexit», l'uscita dei britannici dell'Unione senza accordo. E così le Borse mettono tutte a segno forti rialzi, a cominciare da Wall Street che vede i principali indici (S&P500, Dow Jones e Nasdaq) in rialzo di circa 2 punti percentuali a metà giornata (qui i dati in tempo reale).
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TITOLO: Rio Mare compra negli Usa e diventa leader mondiale nel business del tonno L’Economia lunedì in edicola
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OCCHIELLO: Bolton Group, colosso guidato da Marina Nissim sale negli Usa al 100% di Tri Marine e ora guarda a Bumble Bee Foods, big del mercato ittico americano
TESTO: La scalata del tonno. Prima sono saliti al 100% del capitale di Tri Marine, gruppo Usa con un miliardo di fatturato. Poi hanno cominciato a studiare il dossier di un altro big americano, Bumble Bee Fodds. Il gruppo italiano Bolton della famiglia Nissim con i suoi grandi marchi (Rio Mare, Simmenthal, Wc Net, Vetril, Neutro Roberts, Borotalco ecc) e con i suoi oltre 2 miliardi di fatturato 2018 (225 milioni di utile) si muove sempre con religiosa riservatezza. E infatti dell’acquisizione di Tri Marine, che porta almeno 600 milioni di ricavi aggiuntivi, si è saputo ben poco. Eppure questa operazione colloca gli italiani tra i leader mondiali nel mercato del tonno. E incrocia le storie quasi leggendaria di due imprenditori, grandi «tonnaioli». Un ex parà dell’esercito inglese e un manager romano che 33 anni fa comprò la Tri Marine dallo Stato italiano (Efim).
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TITOLO: Alitalia, verso la settima proroga (aspettando Lufthansa)
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OCCHIELLO: Il 15 ottobre FS e Atlantia chiederanno al ministero dello Sviluppo più tempo. Il tavolo va avanti con Delta Air Lines. A settembre la cassa di Alitalia è scesa a 310 milioni
TESTO: Un consiglio di amministrazione per fissare martedì un altro consiglio di amministrazione per chiedere al ministero dello Sviluppo economico, d’accordo con Ferrovie dello Stato, qualche settimana in più per il dossier Alitalia. È questa la sintesi del vertice di Atlantia venerdì pomeriggio, quattro giorni prima della scadenza per la presentazione dell’offerta vincolante. «Il cda di Atlantia, riunitosi in data odierna, ha esaminato l’avanzamento del dossier Alitalia e si è riconvocato per il prossimo martedì 15 ottobre per le delibere inerenti», scrive in uno scarno comunicato l’holding che attraverso AdR controlla gli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino.
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TITOLO: Anaci, il convegno fa il punto sulle auto elettriche di condominio
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OCCHIELLO: Gli amministratori di condominio si impegnano per un progetto pilota con la regione Lombardia e comune di Milano
TESTO: «Un mio condomino di Milano me l’ha già chiesto. É un tassista, ha l’auto elettrica e non sa come ricaricarla a casa». A parlare è Renato Greca, presidente lombardo di Anaci, l’Associazione italiana degli amministratori di condominio. Nel convegno che si tiene oggi e domani a Milano agli Est And Studios, l’Anaci Plus, si parla anche di vetture elettriche. «Per ora quelle che circolano sono ancora poche, ma un domani probabilmente molti avranno una vettura elettrica e quindi noi, come amministratori di condominio, dobbiamo essere pronti al futuro e stiamo realizzando linee guida da dare ai nostri associati per poter rispondere a queste necessità». In alcuni casi è necessario un potenziamento dell’impianto, perché se basta accendere contemporaneamente forno e lavatrice per far saltare la luce, è facile immaginare cosa può accadere mettendo un’auto in carica. Leonardo Caruso vicepresidente Anaci annuncia un importante impegno da parte dell’associazione: «A breve ci attiveremo con regione Lombardia e il comune di Milano per un progetto pilota che parta proprio da Milano sulla mobilità elettrica all’interno dei condomini che i nostri associati amministrano». Sul fronte delle problematiche concrete «una soluzione è quella di mettere delle colonnine condominiali – spiega Renato Greca -. Ogni condomino avrebbe l’accesso e tramite un’app ci sarebbe traccia dei consumi». Oppure potrebbero essere i singoli gestori a proporre accordi per mettere i loro impianti all’interno del cortile. Anche perché, oggi, in alcuni casi i consumi dei box non sono collegati ai singoli appartamenti ma sono considerati come spazi comuni. E così la ricarica dell’auto elettrica verrebbe pagata da tutto il condominio.
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TITOLO: Lotta alla Xylella: il conto dei ritardi «Persi 1,6 miliardi e 5 mila posti»
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OCCHIELLO: La denuncia di Coldiretti: il contagio avanza al ritmo di due chilometri al meseLa Regione, targata Michele Emiliano, ha perso tempo come il governo
TESTO: È salita la conta dei danni causati dalla Xylella Fastidiosa a 1,6 miliardi di euro, con 5 mila posti di lavoro persi nella filiera olearia in Puglia. È quanto denuncia Coldiretti Puglia, in occasione della pubblicazione odierna della lista degli organismi nocivi prioritari dell’Ue, curata dal Centro comune di ricerca (Ccr) della Commissione europea e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), secondo cui se si propagasse in Europa, la Xylella fastidiosa potrebbe portare danni alle produzioni da oltre 5 miliardi di euro, mettendo a rischio quasi 300 mila posti di lavoro nell’Ue. «Bisogna arrestare il contagio che sta avanzando inesorabilmente verso nord ad una velocità di più 2 chilometri al mese – denuncia Coldiretti Puglia – dopo aver già provocato con 21 milioni di piante infette una strage di ulivi lasciando un panorama spettrale. Da quando è stata confermata la presenza della Xylella fastidiosa a Lecce, la produzione di olio ha subito un trend negativo irreversibile, con il minimo storico di 5.295 tonnellate prodotte nell’ultima campagna 2018/2019 e un crollo del 90%, mentre a Brindisi la produzione di olio è diminuita del 38%, seguita a ruota dal calo della produzione in provincia di Taranto dove c’è stata la virata della malattia», denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. La Xylella spaventa l’intera Europa – aggiunge Coldiretti Puglia - con il contagio che avanza inarrestabile verso nord a una velocità di più 2 chilometri al mese e, dopo aver devastato la Puglia, rischia di infettare nel giro dei prossimi cinque anni l’intero mezzogiorno d’Italia dalla Basilicata alla Calabria, dalla Campania al Molise.
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TITOLO: Agronomi e Forestali contro Emiliano «Sul Psr Puglia situazione critica»
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OCCHIELLO: Stallo sui fondi strutturali e bando revocato, il presidente dell’Odaf Bari Carreras:«Le regole non si cambiano neppure ai supplementari, così perdiamo altri 35 milioni»
TESTO: Per il presidente dell’Odaf Bari «la situazione di stallo in cui versa l’attuale Psr Puglia è ormai intollerabile». L’ultimo report diffuso dal Ministero delle Politiche agricole (Mipaaf) sull’avanzamento della spesa pubblica dei diversi Programmi di sviluppo rurale 2014-20 pone, impietosamente, la Regione Puglia, capofila in agricoltura, all’ultimo posto per spesa sostenuta con un misero 20,97%. L’aggiornamento formulato dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) al 31 agosto scaraventa la Puglia in uno scenario ancora peggiore: infatti se l’avanzamento di spesa si è portato al 21,71%, con un incremento in due mesi pari a solo lo 0,74%, il gap con le altre regioni è aumentato. «Preme evidenziare - sottolinea Carreras - che se da una parte i dipendenti regionali continuano a percepire stipendi, gli altri, i professionisti e soprattutto gli imprenditori agricoli, guardano con angoscia al proprio futuro. D’altronde il lavoro di tanti dipendenti regionali dipende dalla buona volontà di questi ultimi. Questa non è civiltà e mi auguro che finalmente ‘qualcuno’ possa trovare il coraggio di rimediare (semmai possibile) a tutta questa sequela di errori, senza addossarli come più volte è stato fatto, su noi tecnici che invece abbiamo dato solo seguito alle trasognanti attese che si erano create intorno a questa programmazione del Psr Puglia». «Chi ha sbagliato - è l’ammonimento di Carreras - faccia finalmente un passo indietro. Considerando, tra l’altro, che il Tar Puglia ha fissato il merito sui ricorsi avverso alla DAG n. 230 il 20 febbraio dell’anno prossimo, ben oltre la scadenza del disimpegno». «Come ciliegina sulla torta - conclude il presidente dell’Odaf Bari - siamo stati raggiunti da svariate comunicazioni di illustri colleghi che stanno verificando se sussistono i presupposti per adire le vie legali nei confronti della Regione Puglia per un’azione di risarcimento per i danni cagionati a seguito dei mancati guadagni (quasi tre anni) legati alle pratiche inevase del Psr».
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TITOLO: Tommaso Berger, dalla Shoah al Carosello: 10 anni fa moriva (senza il suo impero) il padre del caffè Hag
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OCCHIELLO: Nato a Vienna in una famiglia della borghesia ebraica, Berger fuggì da bambino a Milano e poi in Svizzera per sfuggire al campi di sterminio. Nel Dopoguerra entrò nel gotha dell’industria italiana, legando il suo nome a marchi famosi
TESTO: Poi, era arrivato il 1938 e l’Anschluss, ovvero l’annessione dell’Austria da parte della Germania nazista. Il nonno di Berger era corso in Svizzera per prelevare tutto il denaro di famiglia e consegnarlo ai tedeschi, credendo come molti altri ebrei che ci sarebbe stato un patteggiamento. I tedeschi, preso il denaro, ringraziarono Ignazio Berger assassinandolo e impedendogli così di raccontare l’imbroglio. A Tommaso, insieme ai genitori e al fratello Enzo, non restò che fuggire a Milano, dove aveva sede la branca italiana dell’azienda ereditata dal nonno. Ma nell’ottobre del 1938 le leggi razziali trasformarono i Berger in apolidi. Padre Tacchi Venturi, che teneva i rapporti tra Vaticano e Mussolini, consigliò alla famiglia di convertirsi, come gesto estremo di salvezza. Una mattina, nella chiesa di San Gioachimo, la famiglia Berger divenne cristiana. Inutilmente: anche gli ebrei convertiti rischiavano la deportazione nei campi di sterminio nazisti, e i Berger per l’ennesima volta fecero armi e bagagli e attraversarono il confine svizzero.
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TITOLO: Chi è Clotilde Delbos, la nuova ceo ad interim di Renault
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OCCHIELLO: Delbos ha preso il posto del precedente amministratore delegato Thierry Bolloré, che è stato licenziato da Renault l’11 ottobre con effetto immediato. La nuova ceo sarà affiancata da due direttori generali aggiunti
TESTO: Ma torniamo a Delbos: chi è, dunque, la nuova manager alla guida di Renault? Nata nel 1967, si è laureata in economia alle Em di Lione, un’università francese altamente selettiva. Ha iniziato la sua carriera negli Stati Uniti, più precisamente in California, poi al Price Waterhouse a Parigi, prima di unirsi al Pechiney Group nel 1992. Ha avuto vari incarichi e ruoli in Francia e a Bruxelles in Internal Audit, Treasury and Mergers & Acquisitions, fino a diventare direttore finanziario della divisione (Bauxite Alumina e Commercio Internazionale). Dopo l’acquisizione di Pechiney da parte di Alcan, Clotilde Delbos è stata nominata vicepresidente e direttrice finanziaria della divisione Engineered Products dal 2005 fino alla sua vendita nel 2011 all’Apollo Global Management, un fondo di private equity, e alla Fonds Stratégique d’Investissement. Nella nuova società, la Constellium, i suoi ultimi due incarichi erano stati vice direttrice finanziaria e responsabile della gestione rischi.
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TITOLO: Rider, Assodelivery: «No all’accordo di maggioranza. Rivedere norme che riducono compensi e flessibilità»
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OCCHIELLO: Secondo Matteo Sarzana, presidente di Assodelivery, sarebbe più opportuno tornare al testo del «decreto Imprese» con piccoli correttivi
TESTO: Il decreto Imprese, che contiene le nuove norme sui rider, è all’esame delle commissioni Lavoro e Industria del Senato e sui ciclofattorini è stato raggiunto nei giorni scorsi un accordo di maggioranza per modificare le norme. «Come possono Renzi e Zingaretti introdurre norme restrittive del Jobs act - dice Sarzana - dopo tutto il lavoro che hanno fatto per portare flessibilità nel mercato del lavoro? Come si può vietare che i rider vengano pagati in proporzione al lavoro svolto, livellando chi lavora e chi non lavora? Come si può chiedere che le aziende sottoscrivano accordi sindacali in assenza di organizzazioni rappresentative? Come si può pretendere che le piattaforme adattino contratti e procedure in un giorno, senza neanche concedere un tempo minimo di transizione? Non mi sembra possibile, c’è qualcosa che evidentemente non ha funzionato».
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TITOLO: Progetto Africa, Eni, Bf e Coldiretti firmano accordo di cooperazione per iniziative di sviluppo sostenibile
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OCCHIELLO: Firmato oggi a Cernobbio, alla presenza del premier Giuseppe Conte, nella giornata conclusiva del Forum internazionale dell’Agricoltura promosso da Coldiretti
TESTO: Firmato oggi da Eni, Bonifiche Ferraresi (Bf Spa) e Coldiretti a Cernobbio, alla presenza del premier Giuseppe Conte nella giornata conclusiva del Forum internazionale dell’Agricoltura promosso da Coldiretti, Progetto Africa, un accordo di cooperazione per l’avvio di attività di valutazione su specifiche iniziative all’estero, ed in particolare in Africa, relative a progetti di sviluppo delle economie locali attraverso l’applicazione di tecniche agricole innovative e sostenibili nel pieno rispetto degli ecosistemi. «Tenevo molto ad essere qui - ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte - appena ho ricevuto l’invito ho subito aderito perché `Progetto Africa´ è un progetto importante. Nasce da progetti privati. Non nasce sotto l’egida di parte pubblica o della politica, ma è un progetto strategico che ha rilievo politico».
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TITOLO: Carte e burocrazia, nel 2018 in Italia pubblicate oltre 30 mila pagine di leggi
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OCCHIELLO: Secondo i dati della Cgia di Mestre, se fossero state stampate tutte le pagine delle Gazzette Ufficiali dello scorso anno avremmo ottenuto una montagna di 80 chilogrammi di carta
TESTO: «Seppur impegnativo, per noi è stato un gioco misurare il peso della burocrazia legislativa presente nel nostro Paese. Ma per i cittadini e le imprese, invece, rapportarsi con le leggi, i decreti ed i regolamenti non costituisce certo uno svago — ha detto il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo — Anzi, il coacervo di norme presente in Italia costituisce una giungla dalla quale risulta molto difficile districarsi». Zabeo sottolinea anche che il costo per le aziende è enorme, e cita una ricerca di The European House - Ambrosetti, che ha evidenziato come l’intero sistema imprenditoriale italiano spenda più di 57 miliardi ogni anno per espletare gli adempimenti, i permessi e le pratiche burocratiche richieste dall’Amministrazione pubblica.
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TITOLO: Trullari in estinzione, al via un corso per formare le nuove generazioni
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OCCHIELLO: Con il boom del turismo in Puglia e la carenza di manodopera specializzata le liste di attesa per restaurare un trullo vanno da 4 mesi a un anno. Troppo pochi i soli 25 mastri trullari rimasti: per questo il Formedil di Bari punta a formarne altri 20
TESTO: Restano solo i vecchi mastri trullari. «Attualmente siamo rimasti in non più di 25 – spiega il decano dei trullari Roberto Panaro – e ne occorrerebbero almeno il doppio per soddisfare la domanda e ridurre le liste di attesa». Per questo il Formedil di Bari (l’ente per la formazione in edilizia del territorio) ha dato vita al primo corso di formazione per Operatori murari di edilizia storica che formerà 20 trullari. «Il restauro – spiega Panaro – consiste nel togliere il manto di copertura, smontarlo, ricucirlo e sostituire le chianche che si sono rovinate con il tempo. Il materiale deve essere locale, quello della cava di Alberobello, e la lavorazione va fatta a colpi di martello. Per il restauro di un singolo cono occorrono da 20 giorni a un mese e mezzo, e il costo va da 5 mila a 15 mila euro a cono. I trullari lavorano in una squadra composta da almeno 3 operai, quindi ognuno di loro, considerando anche il costo dei materiali, non guadagna più di 1.500-2 mila euro al mese».
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TITOLO: Fisco, schedati tutti i pagamenti Via libera ai controlli a tappeto
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OCCHIELLO: Scontrini e fatture elettroniche potranno rappresentare anche prove di reato, e non solo in campo fiscale. L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza potranno utilizzarli anche per costruire indici di rischio. Slitta a oggi il vertice a Palazzo Chigi
TESTO: Dai controlli sulla fattura elettronica, al momento, non sono attese maggiori entrate. Il decreto fiscale assicura solo 2 dei 7 miliardi di gettito attesi dalla lotta all’evasione (1 miliardo dalla stretta sulle compensazioni Inps, 500 milioni da quella su crediti e debiti fiscali, il resto dai giochi in monopolio). Il governo confida di recuperare risorse dalla stretta sul contante, ma le misure puntuali non sono ancora state definite. Si continua a lavorare anche sul fronte dei tagli, (1 miliardo dai ministeri, 2 dal taglio di detrazioni e sussidi anti-ecologici), e dei possibili risparmi. Compresi quelli derivanti da un a stretta su Quota 100, che però il ministro del Lavoro smentisce. Tra le possibili entrate si conferma la proroga della sostitutiva su rivalutazione di terreni e partecipazioni, che vale 2 miliardi, mentre viene smentita la tassa sulle Sim telefoniche.
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TITOLO: Dazi, prima intesa Usa-Cina : stop al rialzo delle tariffe
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OCCHIELLO: Trump: trovato un accordo sostanziale. Wall Street guadagna l’1,2%
TESTO: Donald Trump annuncia «La fase uno di un accordo di sostanza con la Cina». Wall Street accoglie la notizia con un rialzo del Dow Jones, che chiude la giornata guadagnando l’1,2%. Bene anche le Borse europee che hanno puntato sull’esito positivo delle trattative in corso a Washington chiudendo tutte in rialzo. L’intesa, secondo quanto spiegato dal presidente e poi dal Segretario al Tesoro Steven Mnuchin, comprende anche l’aspetto più controverso, cioè la tutela della proprietà intellettuale e quindi le conoscenze tecnologiche delle aziende americane che investono in Cina. Inoltre il governo di Pechino si impegna ad aumentare l’acquisto di soia e di altri prodotti agricoli per un controvalore tra i 40 e i 50 miliardi di dollari. Un sollievo per i farmer del Midwest, in gran parte elettori di Trump, tra i più colpiti dai contro-dazi imposti alle dogane del grande Paese asiatico. Infine le posizioni si sono avvicinate anche sul tema dei servizi finanziari e, per la prima volta, i cinesi hanno aperto a un confronto sulla «gestione delle monete», vale a dire sulla svalutazione eccessiva del cambio. L’accordo dovrebbe essere finalizzato entro tre o quattro settimane ed è maturato al termine di due giorni di colloqui, culminati con l’incontro alla Casa Bianca tra Trump e il vice premier Liu He, capo della delegazione ospite. Per il presidente Usa ci sono ancora margini di intervento. Obiettivo è raggiungere il «grande accordo» che insegue da più di un anno, in collegamento costante con il leader cinese Xi Jinping. I due si vedranno a Santiago del Cile, il 14 novembre prossimo, a margine del summit Asia-Pacifico. Quello potrebbe essere il momento per finalizzare il protocollo commerciale e inserirlo nel contesto di un rilancio complessivo della relazioni politiche tra le due superpotenze economiche del pianeta. «Noi siamo contenti, abbiamo fatto progressi sostanziali in numerosi settori», sintetizza Liu He. Il pacchetto prevede anche il «disarmo bilaterale» dei dazi. Il 15 ottobre la Casa Bianca aveva programmato l’aumento delle tariffe dal 25 al 30% su 250 miliardi di import. Tutto annullato, fa sapere il ministro Mnuchin, per il momento non si muoverà nulla. Sullo sfondo pende ancora la minaccia dell’adozione di nuovi prelievi del 15% su 156 miliardi di prodotti acquistati in Cina: ma in questo caso la scadenza è fissata per il 15 dicembre. In mezzo ci saranno il vertice Trump-Xi Jinping e, prima ancora, un nuovo round di negoziati a Pechino. La reazione dei mercati è in linea con il moderato ottimismo che si era diffuso negli ultimi giorni. Ed è significativo che il mondo della finanza, almeno ieri, non abbia prestato attenzione alle altre notizie potenzialmente devastanti per Trump. Il presidente, così ha deciso la magistratura, dovrà consegnare ai tribunali la sua dichiarazione delle tasse, mentre a Washington prosegue la procedura di impeachment.
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TITOLO: Mattarella: «La sicurezza dei lavoratori è una priorità sociale. Basta opportunismi»
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OCCHIELLO: Il presidente ha inviato un telegramma alla 69esima Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro che si svolge oggi a Palermo: «Non possiamo accettare passivamente le tragedie. Bisogna reagire»
TESTO: «La sicurezza di chi lavora è una priorità sociale». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella invia un telegramma alla 69esima Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro, che si sta svolgendo oggi 13 ottobre a Palermo, e punta il dito contro l’inerzia che sembra pervadere società civile e istituzioni davanti alla tragedia delle morti sul lavoro (dall’inizio dell’anno sono già 685 le vittime). La sicurezza sull’ambiente del lavoro, scrive il presidente «è uno dei fattori più rilevanti per la qualità della nostra convivenza. Non possiamo accettare passivamente le tragedie che continuiamo ad avere di fronte. Le istituzioni e la comunità nel suo insieme devono saper reagire con determinazione e responsabilità».
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TITOLO: La paura di Brexit ha spinto l’export Ma poi soffriremo L’Economia lunedì
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OCCHIELLO: L’analisi di de Bortoli sulla vicenda in evoluzione
TESTO: Ma quanto ci sta facendo soffrire la Brexit (annunciata, messa in dubbio, confermata, procrastinata, negoziata nel weekend)? Per ora, poco. Anzi. Sta facendo guadagnare l’Italia, perché le esportazioni verso la Gran Bretagna aumentano. Chiaro che non potrà durare. Poi soffriremo. Scrive Ferruccio de Bortoli sull’Economia del Corriere della Sera, in edicola domani gratis con il quotidiano: «Si tenterà fino all’ultimo di scongiurare il no deal (l’uscita dall’Ue senza accordo dopo il 31 ottobre, ndr. ). Ma se dovesse accadere? Come sarà il prossimo primo novembre? Per ora la paura, alimentando il ciclo delle scorte, è stata uno straordinario moltiplicatore degli affari». Nel senso che l’Italia ha rifornito Londra di beni, più del previsto. «Nei primi sette mesi dell’anno — scrive de Bortoli — le nostre esportazioni sono cresciute, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, dell’8,9% mentre le importazioni sono diminuite dell’1,5%». Fra chi è salito nell’export, la farmaceutica (+33%), i mezzi di trasporto (+22,6%) e l’abbigliamento (+14,6%). Ma il contrappasso è dietro l’angolo: con il no deal unito a eventuali nuovi dazi e barriere le esportazioni possono scendere in due anni del 7-8%, scrive de Bortoli su stime Sace Simest. Si aggiunga il crollo del prodotto interno lordo britannico «fino al 10,5% in cinque anni» ipotizzato dalla Bank of England e lil quadro è completo.
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TITOLO: L’hacker «redento» che ora lavora legalmente e guadagna un milione l’anno. La storia di Tommy
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OCCHIELLO: Il 35enne statunitense è uscito dal carcere nel 2010 dopo quattro anni. Oggi è tra i pochissimi hacker ad avere guadagnato oltre un milione di dollari attraverso i programmi di bug bounty. Il suo mestiere? Scoprire le falle nei sistemi delle aziende e segnalarli prima che siano sfruttati da criminali
TESTO: DeVoss ha spiegato che la sensazione che prova quando sta per individuare un bug da 10 o 20mila dollari è la stessa che si ha quando si assumono delle droghe: il cuore inizia a battere più veloce. «Il fatto di rendere sicuro il sistema è un effetto collaterale positivo, ma io lo faccio per soldi», ha commentato senza ipocrisia. Da ragazzo, in realtà, a spingerlo verso l'hacking era la noia. «Credevo che da grande avrebbe fatto il medico o l'avvocato, era sempre il migliore della classe», ha ricordato la madre. A scuola una volta completati i propri doveri Tommy e i suoi compagni avevano diritto a giocare col computer: lui ci metteva dieci minuti a fare quello che doveva e poi si spostava nell'aula di informatica. Aveva appena dieci anni quando entrò nella chat room sbagliata: imparò alcuni trucchi del mestiere e iniziò la propria attività di hacking illegale.
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TITOLO: Carlo De Benedetti: «Voglio rilanciare il gruppo Espresso». E presenta offerta di acquisto
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OCCHIELLO: L’ingegnere lo scrive nella lettera che accompagna l’offerta di acquisto delle azioni del gruppo Espresso
TESTO: «Trovo bizzarre le dichiarazioni di mio figlio Rodolfo. È lo stessa persona che ha trattato la vendita del Gruppo Espresso a Cattaneo e Marsaglia. La gestione sua e di suo fratello Marco hanno determinato il crollo del valore della azienda e la mancanza di qualsiasi prospettiva, concentrandosi esclusivamente sulla ricerca di un compratore visto che non hanno né competenza. Né passione per fare gli editori». Così Carlo De Benedetti controreplica alle dichiarazioni del figlio Rodolfo accusandolo di «aver distrutto valore».
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TITOLO: Rahmyn Kress e l’hub per innovare: «Più idee con Henkel X, piattaforma open di saperi»
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OCCHIELLO: Una vita in Accenture, ha guidato la trasformazione digitale della Universal. Tra i suoi riferimenti ovviamente Steve Jobs e la tensione verso il domani. Preoccuparsi del passato ha poco senso: «Occorre inventare il futuro»
TESTO: «Serve una piattaforma costante e aperta di trasmissione dei saperi in modo che avvenga una circolazione di idee e di conoscenze in maniera trasversale, soprattutto dal basso verso l’alto». Un approccio down-top che per la verità in Europa sembra essere un proposito. Le organizzazioni complesse, come tutte le grandi realtà corporate, abbracciano un modello verticistico dell’innovazione. In cui è soltanto la strategia dell’amministratore delegato e della prima linea di manager ad indirizzare il cambiamento. Kress invita a rovesciare la prospettiva. Sono spesso gli operativi, ad avere il termometro delle migliorie che dovrebbero essere adottate. Raramente vengono presi in considerazione. Invece serve un’open source dei modelli. In cui ognuno arricchisce il software di sviluppo di un’azienda apportando un pezzetto.
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TITOLO: La versione di Mincione: «Quel palazzo a Londra è stato un buon affare»
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OCCHIELLO: Il finanziere di Pomezia, da tre decenni in Gran Bretagna, racconta la sua versione sullo scandalo dell’investimento nel palazzo al 60 di Sloane Avenue, realizzato con il fondo Athena Global Opportunities, nel quale la Segreteria di Stato ha versato buona parte dell’Obolo di San Pietro
TESTO: «Io sono orgoglioso di aver salvato 147 milioni di euro del Vaticano che loro erano pronti a bruciare in Angola, altro che finanziere oscuro! E in ogni caso, sono disposto a ricomprarmi il palazzo a Londra allo stesso prezzo cui gliel’ho venduto». Raffaele Mincione, 54 anni, finanziere di Pomezia, da tre decenni in Gran Bretagna, racconta la sua versione sullo scandalo dell’investimento nel palazzo al 60 di Sloane Avenue, realizzato con il fondo Athena Global Opportunities, nel quale la Segreteria di Stato ha versato buona parte dell’Obolo di San Pietro. È l’affare finito nella bufera per presunti sprechi o giri di denaro non chiari, al centro di un’inchiesta della magistratura del Papa. Mincione è noto in Italia: nel 2011 scala la Popolare di Milano, poi punta su Mps, quindi entra in Carige e in altre società in Borsa. «Il Vaticano era l’unico investitore del fondo Athena con 147 milioni di euro», rivela. «Solo io investivo insieme con loro nel palazzo, al 55%».
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TITOLO: Nobel dell’Economia 2019 a Duflo, Banerjee e Kremer «per la lotta alla povertà globale»
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OCCHIELLO: Il premio congiunto annunciato dall’Accademia reale svedese. Lo scorso anno lo vinsero William Nordhaus e Paul Romer per il loro contributo allo sviluppo sostenibile
TESTO: E c’era attesa anche per un premio «femminile», mancato all’appello, finora, in questa tornata di premi. È arrivato quello a Esther Duflo, classe 1972, franco-americana, seconda donna a ricevere il prestigioso riconoscimento, dopo Elinor Ostrom nel 2009. Con i suoi 46 anni, Duflo è anche la più giovane vincitrice di un Nobel per l’Economia. Come il marito, l’indiano Abhijit Banerjee (58 anni), anche lui insignito del premio, è docente del Massachusetts Institute of Technology; mentre il terzo premiato, l’americano esperto di economia dello sviluppo Michael Kremer (54 anni), è un economista dell’università di Harvard. Raggiunta al telefono dagli organizzatori del premio, Esther Duflo ha detto di essere «incredibilmente onorata» di essere la seconda donna ad essere insignita del premo. Che - ha aggiunto - «arriva in un momento decisamente tempestivo e importante». Duflo ha poi affermato che il premio dimostra che «è possibile per una donna avere successo ed essere riconosciuta per i propri successi nel lavoro». Ha anche detto che spera di poter essere di ispirazione «per molte, molte altre donne» e di dare loro il rispetto che meritano «come ogni essere umano».
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TITOLO: Deutsche Bank nel mirino del Qatar: sul gruppo tedesco voci di riassetto e di controllo della governance
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OCCHIELLO: La monarchia del Golfo, primo azionista della banca col 10%, chiede un posto nel consiglio di sorveglianza, ma l’authority tedesca frena. A tessere le trame sarebbe Michele Faissola, già nel board dell’istituto, e oggi rappresentante ufficiale dell’emiro
TESTO: È inutile negarlo, alcuni soci sono più graditi di altri. Questa verità non è mai stata così evidente come in Deutsche Bank, il maggiore istituto bancario tedesco, che deve oggi fare i conti con una presenza ingombrante nel suo capitale: quella dell’emirato del Qatar, primo azionista con il 10%. Non è l’unico pacchetto azionario detenuto in Germania: oltre a Deutsche Bank la monarchia del Golfo vanta partecipazioni anche in Volkswagen, Solarworld e Hapag Lloyd, e dopo aver investito già 20 miliardi di dollari in società quotate tedesche si prepara – come ricorda la Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung – a mettere sul piatto altri 10 miliardi. «Ogni investimento dal Qatar è benvenuto», è stato il messaggio che la cancelliera Merkel ha consegnato all’emiro del Qatar, durante la sua recente visita a Berlino. Sottinteso era però: purché vi teniate fuori dalla gestione. Ma è proprio quello che la famiglia reale degli Al-Thani non sembra più disposta a fare. Anche perché nel caso della Deutsche Bank, gli sceicchi hanno perso i quattro quinti del capitale dal loro ingresso nell’azionariato del gruppo, e ora comprensibilmente non intendono più stare a guardare.
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TITOLO: Carlo De Benedetti, l’Espresso e la lite con i figli: ragioni, accuse e rancori della saga familiare
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OCCHIELLO: L’offerta a sorpresa dell’imprenditore per riprendere il controllo del gruppo editoriale che pubblica Repubblica respinta dagli eredi. Ecco che cosa c’è dietro lo scontro
TESTO: Nei mesi scorsi si è parlato più volte di interessamento e negoziati con investitori: si tratta anche, come ha detto lo stesso Carlo De Benedetti nella risposta al figlio Rodolfo, di Flavio Cattaneo e del fondo Peninsula guidato da stefano Marsaglia. Ma si sarebbero concluse senza nulla di fatto. Più di recente invece sarebbero cominciate riflessioni sui risultati dell’integrazione fra Espresso e Itedi che avrebbero portato John Elkann, presidente e amministratore delegato di Exor e, dopo la fusione, azionista con il 5% circa e consigliere di Gedi, a incontrare Marco e Rodolfo De Benedetti. Il confronto sull’andamento economico-editoriale e sulle possibili soluzioni avrebbero riguardato diverse ipotesi, fra le quali quella di una marcia indietro con il ritorno ad attività separate, che sarebbe stata vista con più favore da Elkann. Opzione che i figli di Carlo si sarebbero proposti di esaminare, insieme però con la possibilità di procedere diversamente, mantenendo l’integrazione con un ricollocamento proprietario. Riflessioni che sarebbero in corso e che avrebbero previsto in agenda nuovi incontri. In questo arco temporale dunque sarebbe intervenuta l’offerta senza premio e senza Opa di Carlo De Benedetti. Subito respinta perché giudicata irricevibile.
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TITOLO: B Heroes, Intesa Sanpaolo fa crescere più di mille startup
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OCCHIELLO: Giunto alla sua terza edizione, il programma B Heroes è nato come un percorso per far incontrare aziende innovative e aiutarle a svilupparsi nel mondo del lavoro. Incentivi fino a un milione di euro
TESTO: In programma anche degli appuntamenti sul territorio, durante i quali le startup incontreranno un team composto da imprenditori, manager e altre figure specializzate nella selezione di aziende da supportare nel percorso di crescita. Le prossime tappe di selezione saranno: Padova il 15 ottobre, Napoli il 16 ottobre, Como il 18, Roma il 21, Bologna il 23, Torino il 28 e per ultima Milano il 30 ottobre. I partecipanti presenteranno i propri progetti ai selezionatori, che valuteranno le aziende. Intesa Sanpaolo sostiene per il terzo anno il programma B Heroes, per promuovere l’incontro tra le piccole e medie imprese innovative e le aziende mature, ma anche lo scambio tra domanda e offerta di nuove tecnologie.
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TITOLO: Duflo: «Lo sviluppo è donna, ma non ha tutele. Basta ritardi, ora le quote»
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OCCHIELLO: L’intervista del 2010 in occasione di una conferenza su «Uguaglianza di genere e sviluppo» alla Bocconi. L’economista francese Esther Duflo: «Servono incentivi per favorire l’istruzione delle bambine nei Paesi in via di sviluppo»
TESTO: Se il mondo fosse guidato dalle donne, probabilmente vivremmo tutti meglio, soprattutto le donne, ancora oggi discriminate, non solo nei Paesi emergenti. Quando è stato dato loro potere politico ed economico, le donne hanno dimostrato di essere «meno corrotte e più attente al benessere della famiglia», sostiene Esther Duflo, 37 anni, economista francese esperta di sviluppo. Una donna. Anzi, una superdonna, tanto che per illustrare la sua straordinaria carriera accademica è stato usato anche un fotomontaggio con «Wonder woman». Studi a Parigi, PhD al Mit di Boston, dov’ è professore associato di Economia (con cattedra) da quando ha 29 anni, e una lunga lista di premi che includono la John Bates Clark Medal, assegnata al miglior economista sotto i 40 anni, e la Mac Arthur Fellowship, nota anche come la Borsa di studio dei geni (500 mila dollari senza alcun vincolo). Madame Duflo ha trasformato la ricerca nel campo dell’ economia dello sviluppo grazie a un metodo di esperimenti randomizzati che porta avanti attraverso il Poverty Action Lab, un laboratorio per la riduzione della povertà che ha contribuito a fondare. E oggi Esther Duflo inaugurerà le «Bocconi Lecture», con una conferenza su «Uguaglianza di genere e sviluppo economico» nell’ ateneo milanese.
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TITOLO: Lavori in condominio: se un operaio si fa male, la responsabilità è dell’amministratore
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OCCHIELLO: L’amministratore di condominio risponde di omicidio colposo nel caso estremo di morte di un operaio caduto da un ponteggio. Ha quindi l’obbligo di verificare l’idoneità dell’impresa, valutare i rischi e assicurare la massima prevenzione
TESTO: Per di più, secondo la Suprema Corte la responsabilità dell’imputato-amministratore, deriva dal fatto che lo stesso ha avuto modo di assistere al montaggio del ponteggio alla presenza della ditta e non ha sollevato rilievi. Ne consegue, così, che l’amministratore di condominio detiene una posizione di garanzia ope legis che discende dal potere attribuitogli dal codice civile di compiere atti di manutenzione e gestione delle cose comuni. La responsabilità penale dell’amministratore di condominio è di natura omissiva, perché trae origine dalla violazione dell’obbligo di compiere tutti gli atti idonei a evitare eventi pericolosi, ovvero la tutela dei diritti inerenti alle parti comuni dell’edificio. L’amministratore del condominio, quindi, riveste una specifica posizione di garanzia, in virtù del quale su di lui ricade l’obbligo di prevenire e rimuovere ogni situazione di pericolo che discenda dalla rovina di parti comuni, predisponendo nei tempi necessari alla loro concreta realizzazione, le cautele più idonee attraverso atti di manutenzione ordinaria e straordinaria.
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TITOLO: Banco Bpm-Ubi, per fondersi servono 3 miliardi di euro
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OCCHIELLO: I conti in tasca alla (complessa) operazione. Difficile continuare ora. Le sinergie sui costi non bastano a garantire il futuro
TESTO: In questo contesto, con un’economia incapace di crescere a livello significativo e un governo formato da meno di tre settimane, il 27 settembre scorso la banca americana Morgan Stanley ha pubblicato un documento dedicato al sistema bancario italiano dal titolo: Can M&A finally happen? Ovvero, possiamo finalmente arrivare alle fusioni? Il documento, curato dall’equity analyst Antonio Reale, in 39 pagine ha scattato una serie di fotografie della realtà bancaria italiana, evidenziando come sia troppo presto per trovare un partner al Monte dei Paschi e sottolineando come la fusione tra Ubi e Banco Bpm rappresenti invece una opportunità per ottenere sinergie di costi. Sull’onda della moral suasion esercitata della Banca centrale europea, a favore di un consolidamento del sistema italiano, avvallata anche da alcune timide dichiarazioni del neo esecutivo, l’ipotesi di studio elaborata da Morgan Stanley ha preso quota. Ma Banco Bpm e Ubi, oggi terza e quarta banca italiana sono davvero pronte per una fusione? Il percorso compiuto negli ultimi anni sembra dire il contrario. Banco Bpm, che nello specifico ha dovuto digerire dal lato veronese la «fusione col buco» della Popolare di Lodi e ha vissuto la disavventura di Italease, conclusasi solo nel 2015, mentre dal lato milanese ha dovuto porre rimedio a una governance paralizzante, in mano a organizzazioni che di sindacale avevano solo le sigle, dall’annuncio della fusione che ha dato vita al gruppo attuale ha pressoché dimezzato il proprio valore di mercato. E i risultati di bilancio sono inferiori agli annunci.
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TITOLO: Tassi negativi sui conti correnti, Unicredit chiarisce. L’ad Mustier: solo sopra il milione di euro
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OCCHIELLO: A questi clienti offerti fondi monetari con rendimenti positivi
TESTO: Il chiarimento rassicura i correntisti e i risparmiatori, anche dopo la levata di scudi da parte dei sindacati dei bancari: «È un’iniziativa scellerata che rischia di avere un impatto estremamente negativo su imprese, territori e lavoratori bancari» avevano fatto sapere, temendo una fuga dei risparmiatori dai conti Unicredit. Ma anche un’istituto come Mediobanca si era detta scettica. «Non si vede come il trasferimento di tassi negativi sulla base di clienti possa stimolare gli investimenti, dato che a spingerli sono ragioni industriali piuttosto che una logica finanziaria. Siamo scettici anche sui possibili benefici per la redditività delle banche, poiché l’applicazione di tassi negativi potrebbe scatenare una concorrenza più intensa sui prezzi, specialmente sui prestiti alle imprese e in particolare in un paese come l’Italia in cui la crescita dei prestiti è ferma da anni» ha commentato nei giorni scorsi l’istituto di Piazzetta Cuccia.
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TITOLO: Perché vediamo un futuro nero (più degli altri)
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: Che cosa è successo al nostro Paese per avere una visione così cupa del proprio futuro? E, soprattutto, è possibile uscire da quel circolo vizioso che sta imbrigliando le energie migliori in un viluppo fatto di lamenti e rancori? È utile ritornare a un rapporto preparato dal Censis e da Conad che ha tradotto in numeri i sentimenti prevalenti tra gli italiani. Tra i nostri concittadini soltanto il 45 % ritiene di avere pari opportunità rispetto agli altri. La percentuale sale al 60% in Francia, al 70% in Germania, a oltre l’81% in Svezia. La media europea è a quota 58%. Il 35% degli italiani è convinto che la propria condizione economica non migliorerà rispetto a quella degli altri. L’analogo indice nel 1998 era a quota 23%. La fortuna è considerata essenziale per fare strada nella vita dal 34% degli italiani, dal 20% dei tedeschi, dall’11% dei francesi, dal 6% degli svedesi e dall’8% degli abitanti del Regno Unito.
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TITOLO: World Pasta Day, ecco tutte le iniziative per celebrare il piatto tradizionale
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OCCHIELLO: In dieci anni i consumi sono raddoppiati, passando da 9 a 15 tonnellate. Per una settimana i ristoranti che aderiscono all’iniziativa «Al Dente» cucineranno piatti celebrativi
TESTO: Del resto i numeri parlano chiaro. Se è vero che in 10 anni il consumo di pasta è quasi raddoppiato, da 9 a circa 15 milioni di tonnellate annue, è anche vero che l’Italia resta il punto di riferimento. Non solo è il Paese che ne produce, consuma ed esporta di più, ma è anche il Paese in cui è stata maggiormente studiata dal punto di vista del gusto e delle ricette. Non a caso i turisti di tutto il mondo si sorprendono ancora quando tra un ristorante nostrano e un altro scoprono le infinite tipologie di pasta esistenti. Segno che la pasta è parte integrante di una tradizione enogastronomica strutturata e per questo riconosciuta e apprezzata oltre confine. Nella settimana di festa ci sarà però anche spazio all’innovazione tra i fornelli. «Con un team di esperti — dice Laurenza — abbiamo indagato le sei principali tendenze che caratterizzeranno il consumo di questo alimento nei prossimi trent’anni». Tra queste i pastai segnalano il mito intramontabile della pasta al pomodoro, le contaminazioni con nuovi ingredienti tra cui gli insetti e la pasta etica e sostenibile. Non solo tradizione quindi ma anche evoluzione. «Ad esempio è interessante vedere come la pasta, il cui consumo è in aumento a livello globale, venga cucinata in modo diverso e con ingredienti diversi a seconda dei Paesi. Penso ai condimenti unici dell’Asia o alle nuove farine». Tra cui non solo la farina integrale ma anche semole di legumi (piselli, fave, ceci), al farro, al kamut. Sulla base di queste tendenze gli chef dei ristoranti che aderiscono all’iniziativa cucineranno dei piatti dedicati al World Pasta Day. Ma ad essere coinvolti non saranno solo i professionisti della cucina nel mondo, ma anche gli utenti sui social network, che sono invitati a condividere le foto delle loro creazioni culinarie con l’hastag #worldpastaday.
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TITOLO: Edilizia, Assimpredil Ance: «Un tavolo di lavoro urgente con il governo»
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OCCHIELLO: Annunci rilevanti da parte del governo, ma è necessario che le parole si concretizzino, rileva Marco Dettori, presidente di Assimpredil Ance, che ha lanciato un appello al governo per agire con coraggio
TESTO: In Lombardia le imprese del comparto costruzioni sono 132 mila, su un totale italiano di 737 mila, secondo una rielaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle imprese 2019 e 2018. Gli addetti sono 273 mila, contro l’ 1 milione e 374 mila in tutto lo Stivale. Il business regionale tocca i 32 miliardi di euro — di cui 19 solo a Milano — su 112 miliardi complessivi in Italia. Solo nella Regione si contano 93 mila imprese nei lavori specializzati, in cui la Lombardia arriva a pesare un quinto di tutta Italia, che ne ha 481 mila e 38 mila nella costruzione di edifici.
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TITOLO: Arvedi, il re dell’acciaio passa il testimone al nipote manager e ai banchieri
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OCCHIELLO: Giovanni Arvedi rivoluziona il gruppo della siderurgia che fa base a Cremona
TESTO: L’ultimo re italiano dell’acciaio, il cavalier Giovanni Arvedi, 82 anni lo scorso 28 agosto, prepara il futuro della multinazionale di Cremona che ha cambiato, nel mondo, le tecnologie di produzione della siderurgia di precisione, laminati, tubi, nastri inossidabili. Il primo intervento, già deliberato, è sulla governance, con il rafforzamento delle deleghe al nipote Mario Caldonazzo, ceo di Finarvedi. E l’apertura del consiglio di amministrazione di quest’ultima, per la prima volta nella storia del gruppo fondato nel 1963, a figure esterne alla famiglia. A palazzo Lodi-Zaccaria, sede di Finarvedi, nella sala tardo Seicento del consiglio, soffitto decorato con un trompe-l’oeil a stucco che lo fa sembrare una cupola, hanno debuttato Claudio Costamagna, banchiere e già presidente di Cassa depositi e prestiti, Marco Mangiagalli, ex top manager dell’Eni e consigliere di sorveglianza di Intesa Sanpaolo e Carlo Mapelli, professore di siderurgia al Politecnico di Milano.
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TITOLO: Alitalia, verso la miniproroga Fs e Atlantia: avanti con Delta
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OCCHIELLO: Lufthansa non prevede impegni nel capitale. Oggi i consigli per stringere sull’offerta
TESTO: Oggi pomeriggio è previsto il decisivo doppio consiglio di amministrazione di Fs ed Atlantia. Nella lettera al ministero dello Sviluppo economico Ferrovie — il condizionale è d’obbligo — dovrebbe formalizzare la costituzione di un consorzio per la stesura dell’offerta vincolante nel giro di qualche settimana. L’intenzione di non andare oltre il mese, fanno sapere le fonti. Il tutto a due condizioni: che venga migliorato il piano industriale e che si trovi un partner aeronautico che creda nel progetto. Un passaggio formale per consentire ai commissari straordinari di Alitalia di non portare i libri in tribunale e per domandare un altro prestito ponte di 200-250 milioni di euro. Toccherà a Delta a questo punto rilanciare, magari andando incontro a due richieste di Atlantia: l’incremento dell’equity e un ruolo di primo piano di Alitalia nella futura joint venture transatlantica con un occhio di riguardo al mercato Italia-Usa.
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TITOLO: Come investono le donne in Europa? Con più coraggio 200 miliardi di risorse in più per l’Europa
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OCCHIELLO: Una maggiore pianificazione al femminile varrebbe 196 miliardi per il mercato europeo. Dall’Italia 16 miliardi. E, a sorpresa, il record delle giovani «rampanti»
TESTO: Proteggi o valuti? Sei cauta o ambiziosa? Hai tutto sotto controllo o sei tradizionalista? Che donna sei, canticchiava negli anni Ottanta il famoso spot di un amaro. I tempi sono cambiati (certamente in meglio) e la domanda serve per profilare le abitudini finanziarie delle signore. I tipi sono otto, a dimostrazione che le donne hanno un potere economico più forte e più sfaccettato. In prospettiva potrebbe valere nel Vecchio Continente 196,4 miliardi di investimenti in più (+13%), se i portafogli «in rosa» decidessero di accettare con convinzione la sfida della pianificazione finanziaria. Ha provato a misurare questo potenziale Jp Morgan am, la casa globale di asset management, con un sondaggio tra oltre tremila donne (30-65 anni) in otto Paesi europei, Italia compresa, a cui si affianca un campione maschile (600 interviste) per rendere possibile il paragone. Ed ecco i numeri dello studio, presentato a Londra la settimana scorsa, durante l’annuale incontro con i giornalisti di tutto il mondo.
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