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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 03 December 2019 AL GIORNO Tuesday 10 December 2019 SU: economia




TITOLO: Evasori e carcere, Confindustria attacca il governo
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OCCHIELLO: Attenuamento per i reati occasionali, inasprimento per gli amministratori. Le imprese «Approccio iper repressivo»
TESTO: Il quadro di inasprimento delle pene, la revisione delle soglie di punibilità, e l’ estensione del decreto 231 sulle responsabilità degli amministratori allarmano soprattutto Confindustria. Il pacchetto di interventi, rivendicato dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, secondo l’Associazione di Viale dell’Astronomia denota più che altro un «approccio iper repressivo». «Non è certamente questo proliferare di interventi penali, volti a criminalizzare il mondo dell’impresa, il modo corretto per combattere l’evasione e far crescere l’economia del Paese. Preoccupa — lamenta Confindustria — il continuo ampliamento della sfera penale ai fatti economici». Polemiche e scontri a parte, va ricordato che il decreto fiscale fornisce un contributo di 6,4 miliardi alla manovra del 2020. Oltre alle voci relative alle nuove misure contro l’evasione (stretta sul contante, detrazioni tracciabili, riduzione delle compensazioni dei crediti fiscali e previdenziali) buona parte delle risorse (3 miliardi euro) necessarie a fare quadrare i conti pubblici arriveranno grazie allo slittamento al 2020 del pagamento delle tasse 2019 di lavoratori autonomi e forfettari. Le misure per contrastare le frodi sui carburanti e le compensazioni portano in dote altri 2,4 miliardi.
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TITOLO: Borsa, come funzionano i nuovi Pir e quali sono i titoli a cui fanno bene
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OCCHIELLO: Da Amplifon e El.En da Interpump a Fiera Milano la controriforma dei piani di risparmio esentasse può risvegliare l’interesse sui titoli di taglia media e piccola. Ecco come
TESTO: In Piazza Affari riparte la caccia ai Pir. Con le modifiche introdotte alla normativa fiscale sui fondi che premiano, con un incentivo fiscale, gli investitori pazienti, si creano le condizioni per dare un ulteriore slancio, nel corso del 2020, al rialzo di Piazza Affari che da inizio anno guadagna oltre il 30% ed è tra le migliori Borse d’Europa. A beneficiare della massa di liquidità in arrivo dal tesoretto del risparmio privato dovrebbero essere soprattutto le piccole e medie imprese che in Piazza Affari sfiorano le 300 unità per una capitalizzazione complessiva di 26 miliardi. «L’Economia» del Corriere ha messo in rassegna i titoli più sensibili alla nuova versione dei fondi Pir. Spiccano i nomi noti tra le multinazionali tascabili del Made in Italy come Amplifon, Interpump e Ima, già ben presenti nel portafoglio degli investitori, accanto a società leader in settori di nicchia come El. En, Fiera Milano e Avio. «Ci aspettiamo che un ritorno di interesse per questo tipo di strumenti possa aumentare la liquidità sulle società di media e piccola capitalizzazione –— spiega Alberto Villa a capo dell’Ufficio Studi di Intermonte sim — uno dei fattori maggiormente penalizzanti per questo segmento di titoli e creare le condizioni per nuove quotazioni».
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TITOLO: Mutuo e surroga, come risparmiare fino a 480 euro l’anno|Tre esempi per cambiare
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OCCHIELLO: Nuovo boom per le surroghe: chi ha fatto un mutuo da pochi anni oggi può comunque spuntare condizioni più vantaggiose con i tassi al minimo storico. Ecco come
TESTO: A ottobre la domanda di mutui, secondo i dati della centrale rischi Crif, è aumentata del 18,2%, con un incremento tutto indotto dalla richiesta di surroghe. Il broker mutui Online. it sottolinea che nel terzo trimestre le rottamazioni hanno rappresentato il 68% delle richieste e a ottobre si è passati al 71%, con un balzo di oltre trenta punti rispetto alla media del secondo trimestre. Il dato va letto tenendo conto del fatto che chi cerca una surroga ha nei comparatori web il primo canale di informazione mentre buona parte di chi cerca un nuovo mutuo si rivolge alla sua banca. In ogni caso il dato dimostra il grande interesse tornato per la rottamazione.
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TITOLO: Gli Agnelli verso La Repubblica dei De Benedetti, Gedi sospesa in Borsa
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OCCHIELLO: Le azioni del gruppo editoriale ferme in attesa della decisione del board di Cir sul riassetto della partecipazione con passaggio alla Exor di John Elkann (Fca)
TESTO: Borsa col fiato sospeso —come il titolo Gedi — per la possibile cessione della maggioranza del gruppo Espresso-Repubblica-La Stampa, che fa capo alla famiglia De Benedetti, alla Exor, cioè alla famiglia Agnelli. Le azioni della società editrice controllata dalla Cir, la finanziaria di Carlo De Benedetti e dei suoi figli, sono state «temporaneamente sospese dalle negoziazioni, in attesa di comunicato» stamattina. Ciò che si attende è il consiglio d’amministrazione di Cir, che oggi si riunisce con all’ordine del giorno le trattative con Exor per la vendita della quota di controllo (Cir ha il 43,78%) di Gedi a Exor, presieduta da John Elkann, che già ne possiede il 5,992%. È probabile che sia rilasciato da Cir nel pomeriggio un comunicato completo, che non si dovrebbe limitare a poche righe. La notizia ha fatto da propulsore al titolo Cir, che in apertura di Borsa guadagnava il 2,1% per poi toccare in mattinata il +4,8%, e ha trainato oltre a Exor (+1,8%) anche il settore editoriale, in testa Rcs Mediagroup (la società che edita il Corriere della Sera) con un +6% in avvio di negoziazioni e poi +4,5%.
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TITOLO: L’Economia d’Italia: ultima tappa il 9 dicembre a Napoli
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TESTO: L’Economia d’Italia fa tappa e chiude il suo «tour» 2019 lunedì 9 dicembre a Napoli. Appuntamento al Complesso Monumentale Donnaregina, presso il Museo Diocesano Napoli alle ore 18 (Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti alla mail: leconomiaditalia@rcs. it). L’incontro, dal titolo «Ripartire dalle imprese», sarà l’occasione per fare un quadro del sistema imprenditoriale del Sud Italia, con ospiti istituzionali, imprenditori e i giornalisti de L’Economia. Discuteranno con noi, tra gli altri, Crescenzo Coppola, Responsabile Sales Business Campania Basilicata Puglia di Tim; Leonardo Massa, direttore generale di MSC Crociere; Elio Pariota, direttore generale Università Pegaso; Alberto Pedroli, Responsabile della Macro Area Territoriale Sud di Ubi Banca. Moderano l’incontro Massimo Fracaro, responsabile editoriale de L’Economia, e Nicola Saldutti, Caporedattore del Corriere della Sera.
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TITOLO: Grieco (Enel): «Più donne al comando, fanno bene alle aziende»
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OCCHIELLO: «Raddoppiata la capitalizzazione in quattro anni, gli investitori arrivano quando si è sostenibili. Con le rinnovabili il prezzo dell’elettricità scenderà»
TESTO: A maggior ragione se la sostenibilità si estende ai principi della governance: trasparenza, etica, rispetto delle quote di genere nel consiglio d’amministrazione, ritiene Grieco, che presiede il Comitato italiano per la corporate governance dal 2017. E sollecita per il rinnovo della legge Golfo Mosca sulle quote minime per le donne nei consigli d’amministrazione: «Le donne hanno fatto benissimo ai board, hanno portato competenza, freschezza e abbassato l’età media». Il 10 ottobre Grieco è stata nominata vice presidente di Assonime, l’associazione delle società per azioni, e di recente coordinatrice del gruppo di lavoro «Doveri degli amministratori di agire sul lungo termine».
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TITOLO: «Perché investiamo nell’auto elettrica»
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OCCHIELLO: Yan Taw Boon, gestore di Neuberger Berman: «grandi capitali, quasi totalmente privati e 15 anni di crescita»
TESTO: Su questo settore, che parte dal car sharing pubblico per arrivare all’auto a guida autonoma, gruppi del risparmio gestito, come Bny Mellon e BlackRock stanno lavorando da tempo. Neuberger Berman, la società newyorkese di gestione degli investimenti che vede nel suo team Steve Eisman, l’uomo che vinse la grande scommessa contro i mutui subprime, dieci anni fa, ha creato un fondo, distribuito anche in Italia, per investire nella nuova mobilità: Next generation mobility fund. Yan Taw Boon, 40 anni, malese basato dal 2010 a Hong Kong, che prima di entrare nel mondo degli investimenti è stato un chip designer, ne è il gestore.
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TITOLO: «Un governo societario sostenibileè un elemento di competitività aziendale
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TESTO: La governance al tempo della sostenibilità è qualcosa di più di una struttura di governo societario efficace e trasparente. La conferma arriva dall’indagine annuale di The European House di Ambrosetti (Osservatorio sull’Eccellenza dei sistemi di governo in Italia), dove la sostenibilità non ambientale, ma quella più intrinseca alla vita stessa dell’azienda, è percepita come una necessità: fare in modo che l’azienda possa durare nel lungo termine. «Per alcuni dei nostri intervistati è ancora soltanto una moda – dice Marco Visani, responsabile dell’aerea Corporate governance per Ambrosetti -, ma sono una minoranza, che considerano la governance sostenibile come un elemento di comunicazione. In un numero crescente sono invece le aziende che considerano la sostenibilità come un elemento chiave per il futuro e costruiscono quotidianamente il loro sviluppo attorno a questo concetto. Sono le aziende più attente, quelle che hanno già compreso come il mercato abbia iniziato, su questi temi, una selezione ampia e severa. Ci sono pressioni che arrivano dai clienti, dalle leggi, dal mercato. Il sentiero è sempre più stretto, la sostenibilità è un tema per i prossimi anni, un elemento di competitività».
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TITOLO: Tavares: «La fusione Fca-Psa? Al timone i manager migliori»
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OCCHIELLO: Al lavoro nove comitati. La lettera d'intenti potrebbe arrivare il 20 dicembre Modelli industriali «Le funzioni industriali devono aggiornare sui tempi di lancio di un nuovo modello»
TESTO: «L'amministratore delegato di una società è solo uno strumento per fare accadere le cose, la cassetta degli attrezzi è immensa e io intendo rimanere molto umile», spiega Carlos Tavares, amministratore delegato di Psa Groupe e futuro amministratore delegato del nuovo gruppo che nascerà dalla fusione di Psa e Fca. Le prime dichiarazioni di Tavares dopo l'annuncio del possibile consolidamento tra la realtà industriale francese e quella italo-americana, rilasciate ad «Automotive News Europe», sono il punto iniziale di una fusione che dovrebbe vedere, entro il 20 dicembre, la firma della lettera di intenti e poi completarsi, verso la fine del 2020, con la piena operatività della nuova società. Tavares è considerato un manager di grande successo. Dopo il risanamento lampo di Psa dove è stato chiamato a inizio 2014, nel 2017 ha acquisito dalla General Motors Opel e Vauxhall, in rosso da vent'anni, dopo 18 mesi le ha portate a un margine operativo del 5%. «Ho il privilegio di avere l'occasione di accompagnare questo accordo a una conclusione - ha sottolineato il manager - con tutte le squadre coinvolte. Con Mike Manley, il ceo di Fca, ho un'ottima relazione, speriamo di costruire insieme questa nuova realtà». Sono già stati costituiti nove comitati di lavoro composti da manager di entrambe le società che lavorano al contratto vincolante della proposta di fusione di cui fanno parte i riferenti dello sviluppo del business, del prodotto, dell'organizzazione industriale, il dipartimento legale che comprende il settore finanziario e quello dei rapporti con gli investitori, la comunicazione istituzionale, le risorse umane, le relazioni industriali, i responsabili degli acquisti. Ogni comitato è composto almeno da 2-3 persone per ciascuna azienda, in tutto quindi poco più di 50 top manager. «Avremo bisogno di tutti per arrivare a un'entità così grande - ribadisce Tavares - le scelte avverranno seguendo le regole della meritocrazia, per ogni posizione chiave verrà privilegiato il miglior dirigente per assicurare i risultati migliori». Tavares ha già in mente lo schema organizzativo, una matrice tridimensionale già oggi utilizzata da entrambe i gruppi, Psa e Fca. «In Psa operiamo per regioni, marchi e funzioni. Per esempio, il capo del marchio Peugeot ha il compito di riferire su volumi e profitti della sua marca, quello della regione europea risponde degli utili totali, della quota di mercato, della soddisfazione dei clienti per tutti i marchi. Le funzioni industriali devono aggiornare sui tempi di lancio di un nuovo modello, sulla riduzione dei costi di produzione e sul livello di qualità». Per il marchio DS, Psa ha deciso in Cina di separarsi dalla Changan e dalla fabbrica comune di Shenzhen ma, la fusione con Fca potrebbe creare nuove prospettive anche in Oriente. «In Cina Psa non è dove vorremmo essere, insieme potremmo aprire porte prima precluse o aprire nuove porte a cui non avremmo potuto accedere da soli», ha dichiarato Tavares. Del resto, la Cina è il più grande tallone d'Achille sia di Psa sia di Fca che, dopo la fusione saranno il quarto gruppo di automotive al mondo ma ancora del tutto insignificanti nel più grande mercato del mondo.
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TITOLO: Borsa, Milano chiude con un tonfo del 2.28%. Lo spread supera quota 170 punti
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OCCHIELLO: Nuova ondata di pessimismo innescata da un tweet di Trump su nuovi dazi per l'acciaio. Piazza Affari allarga perdite e cede l’1,2%, giù tutte le utility
TESTO: A innescare la nuova ondata di pessimismo le parole di Trump sui dazi. Gli Stati Uniti imporranno dazi sulle importazioni di acciaio e allumino provenienti da Brasile e Argentina, ha detto il presidente Usa. «Brasile e Argentina hanno fatto una massiccia svalutazione delle loro valute, il che non è un bene per i nostri agricoltori», ha twittato Trump. Per poi aggiungere: «Con effetto immediato, ripristinerà i dazi su tutto l’acciaio e l’alluminio che vengono spediti da questi Paesi agli Stati Uniti». L’inquilino della Casa Bianca ha inoltre chiesto alla Federal Reserve di «agire di conseguenza», in modo che altri paesi «non approfittino più della forza del nostro dollaro svalutando le loro monete». All’inizio del 2018, Trump aveva annunciato l’introduzione a livello globale di dazi del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio, ma in primavera aveva accettato di esonerare Argentina e Brasile, così come altri paesi.
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TITOLO: Melegatti rilancia dopo la crisi: 150 assunzioni e a Natale riporta in tavola il pandoro
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OCCHIELLO: Riparte la produzione dopo due anni di stop. Via anche a una campagna pubblicitaria firmata Armando Testa. Al lavoro nello stabilimento di San Giovanni Lupatoto (Verona) 50 dipendenti a tempo indeterminato e 150 stagionali
TESTO: Due anni fa la crisi dello storico marchio alimentare — il pandoro è stato «inventato» da Domenico Melegatti a Verona nel 1894, 125 anni fa — aveva creato un’onda di solidarietà sui social. Dopo diverse manifestazioni di interesse poi finite nel nulla, ad acquisire il marchio dal fallimento è stato nel settembre dell’anno scorso Roberto Spezzapria, imprenditore già attivo in Veneto in un diverso settore: quello della forgiatura dei metalli. Presidente di Melegatti 1894 è il figlio di Roberto, Giacomo Spezzapria, giustamente orgoglioso della ripartenza: «Sfornare prodotti di qualità e creare posti di lavoro sono per noi la massima prerogativa». La ripartenza della produzione è accompagnata da un investimento in pubblicità. Il primo dicembre Melegatti torna in televisione (con gli spot firmati Armando Testa), nel digital e nei social. Per quanto riguarda la distribuzione, la nuova Melegatti ha attivato un portale per l’e-commerce.
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TITOLO: Alitalia verso il commissario unico, cessione rinviata a maggio 2020
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OCCHIELLO: Via libera al prestito ponte da 400 milioni. De Micheli: soluzione negoziata con Bruxelles
TESTO: A livello operativo tutto tace, spiegano tre fonti al Corriere. Dopo l’incontro tra l’ad Carsten Spohr e il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli in Lufthansa ritengono di aver convinto il governo a far «dimagrire» Alitalia così da poter proporre un investimento. I tavoli tecnici guidati da Ferrovie e Atlantia non si riuniscono più, mentre in Delta ritengono di essere stati fatti fuori per scelta politica. «Auguro tutto il bene ad Alitalia però o funziona o lasci spazio ad altri», commenta Armando Brunini, amministratore delegato di Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Milano Malpensa e di Linate. Nello scalo cittadino il vettore ha i due terzi degli slot.
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TITOLO: L’educazione di Bankitalia. La squadra di Goldman Sachs
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OCCHIELLO: Via Nazionale ci spiega sul nuovo portale come utilizzare al meglio gli strumenti finanziari e non finire nelle trappole Sette italiani d’oro. Il finanziamento di Intesa per l’energia. Piccolo polo veneto nella distribuzione di prodotti per la casa
TESTO: La Banca d’Italia punta ad aumentare il livello delle conoscenze finanziarie degli italiani. Dopo che una ricerca sulla Financial literacy (alfabetizzazione finanziaria), svolta da McGraw-Hill financial, Gallup, George Washington university e Banca Mondiale ha evidenziato come le conoscenze basiche della popolazione italiana in campo finanziario sono, a fronte della settima economia del pianeta e della seconda manifattura d’Europa, al livello di paesi quali Botswana, Madagascar, Togo e Kenya, in molti sono corsi ai ripari. Intesa Sanpaolo (vedi numero scorso) già dal 2018 ha iniziato il Save tour che domani sarà a Carbonia-Iglesias. Adesso è anche la massima autorità di vigilanza sul sistema bancario italiano a scendere in campo. Bankitalia lo fa con un portale online, l’Economia per tutti, interamente dedicato all’educazione finanziaria. Il sito vuole essere uno strumento basico per aumentare le conoscenze e la consapevolezza del comune cittadino al momento di pagare, pianificare una spesa, risparmiare o chiedere un prestito. Insomma, aiutare concretamente nella quotidiana gestione del denaro. Il portale, a cui Banca d’Italia ha affiancato anche una piattaforma di servizi gratuiti online e un numero verde per le informazioni di base (800 196969), ha anche una versione in lingua inglese, pensata per agevolare i nuovi abitanti del Paese. La vice direttrice generale di Banca d’Italia, Alessandra Perrazzelli si è detta «contenta e orgogliosa del lavoro fatto. Il nuovo portale conferma l’importanza dell’educazione finanziaria. Conoscerne gli elementi base è infatti di assoluto valore per i cittadini anche perché quasi tutti, nella vita di tutti i giorni, hanno qualche rapporto con le banche e la finanza».
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TITOLO: Investiamo in plastic bond, le tasse non servono
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OCCHIELLO: Se i cittadini potessero comprare obbligazioni legate al riciclo dei rifiuti con rendimenti garantiti e interessanti, si otterrebbero risultati migliori per l’ambiente e per l’educazione civica senza mettere in difficoltà l’industria degli imballaggi. I ripensamenti (parziali) del governo sulle imposte a scopo «green» inserite nella manovr
TESTO: I rifiuti sono oro. Soltanto il capoluogo lombardo riceve, dal Consorzio Corepla, di cui è presidente Antonello Ciotti, 21 milioni l’anno per i sacchetti gialli con la plastica raccolta. Sono dunque un buon investimento. E perché allora non farvi partecipare i cittadini, coinvolgendoli in progetti di recupero e proponendo loro di sottoscrivere obbligazioni dal rendimento certo? Si dirà: sono già di fatto azionisti delle municipalizzate, anche indirettamente di quelle quotate in Borsa. Ma le cosiddette utility non sono tutte uguali. L’Ama di Roma non è come l’A2A di Milano e Brescia. E là dove è più forte e apparentemente irrisolvibile l’emergenza rifiuti è forse il caso di mettere in campo nuovi attori. E ai cittadini in generale, non solo a quelli delle aree più problematiche, si potrebbe proporre la sottoscrizione di prestiti obbligazionari. Con rendimenti, vista la vitalità del settore dei rifiuti, decisamente appetibili. E certamente superiori ad altre offerte d’investimento. La ricaduta positiva in termini di coscienza civica e di responsabilità sociale e ambientale è facilmente intuibile.
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TITOLO: Unicredit, il piano al 2023 taglia 8.000 dipendenti e 500 filiali
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OCCHIELLO: L’utile della banca di pazza gae Aulenti salirà a 5 miliardi nel 2023, il ceo Mustier: «Siamo concentrati a creare valore per soci». Nessuna acquisizione in vista
TESTO: Le esposizioni deteriorate lorde di Unicredit sono previste inferiori a 20 miliardi di euro alla fine del 2023, con una consistente riduzione di quasi 60 miliardi dalla fine del 2015. Il completo rundown del portafoglio Non Core è confermato entro fine 2021, con l’ammontare delle esposizioni deteriorate lorde inferiore a 9 miliardi entro la fine del 2019 rispetto al target originale di 19,2 miliardi di Transform 2019 e inferiore a 5 miliardi entro la fine del 2020. Il target per il rapporto tra esposizioni deteriorate lorde e crediti totali lordi di gruppo è fissato sotto il 3,8% entro la fine del 2023, mentre il costo del rischio è previsto a 40 punti base nel 2023.
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TITOLO: Exor compra Gedi, poi l’Opa Repubblica passa agli Agnelli
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OCCHIELLO: Gedi, la società controllata attualmente con quasi il 43% dalla Cir della famiglia De Benedetti: Exor compra il 43,78% da Cir a 0,46 euro per azione per un controvalore complessivo di 102,4 milioni
TESTO: Entro il primo quadrimestre 2020, chiusa questa prima operazione, nella quale il gruppo Agnelli farà impiego solo di mezzi propri e subordinata esclusivamente alle autorizzazioni delle autorità competenti, Exor procederà al lancio di un’Opa allo stesso prezzo sulle azioni ancora non detenute attraverso una spa di nuova costituzione e dall’esito dipenderà il possibile delisting. Nella nota si legge che «Cir intende reinvestire nella newco una quota pari al 5% di Gedi in trasparenza, per accompagnare l’evoluzione della società editoriale nei prossimi anni». Exor e Cir sottoscriveranno accordi relativi al reinvestimento e alla loro partecipazione nella nuova società, prevedendo tra l’altro il diritto di Cir di essere rappresentata nel consiglio di Gedi e le «usuali pattuizioni concernenti vincoli agli atti di disposizione delle azioni».
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TITOLO: Tesla Cybertruck, il pick up elettrico di Musk tra le auto della polizia di Dubai
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OCCHIELLO: La forza pubblica araba possiede già macchine eccezionali, alcune delle quali costano più di un milione di euro
TESTO: Il maggiore generale Abdullah Khalifa Al Marri, comandante in capo della polizia di Dubai, ha dichiara che l'arrivo di una vettura così all'avanguardia contribuirà a "rafforzare la sicurezza pubblica" in luoghi turistici come il Burj Khalifa, la torre più alta del mondo. La Tesla Cybertruck amplierà il vasto parco macchine della polizia di Dubai nel quale sono già presenti vetture straordinarie tra cui diverse Lamborghini, una Aston Martin One-77 da 1,8 milioni di dollari (1,6 milioni di euro) e una Bugatti Veyron da 1,2 milioni di dollari. A differenza dei modelli sopra menzionati, la Testa Cybertruck ha un prezzo più conveniente e costa "solo" 40.000 (circa 36 mila euro).
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TITOLO: La terra più nuova del mondo? L’arcipelago artificiale olandese che sembra un paradiso terrestre
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OCCHIELLO: L’arcipelago artificiale in costruzione nel Markermeer, lago (anche lui artificiale) di 700 kmq, per ritrovare l’equilibrio tra uomo e natura
TESTO: Ecco, il bello di questa storia è che cade in un mare di storiacce sull’ambiente distrutto, il clima sconvolto, il futuro da paura. Qui, dove prima non c’era nulla, ora vivono 120 specie di uccelli che hanno trovato l’ecosistema ideale. Oche, gabbiani, anatre selvatiche, spatole, trampolieri, cormorani e oltre 2.200 specie di sterne comuni convivono con pipistrelli (quattro tipi diversi), insetti e 170 diversi tipi di piante. Uno spettacolare paradiso naturalista messo su da una flotta di gru industriali galleggianti su pontoni, capaci di ammucchiare come per magia la quantità di sabbia, limo e argilla necessaria a creare cinque isole. Di cui solo una dall’anno prossimo, a lavori ultimati, sarà visitabile da esseri umani, che potranno anche pernottare con i volontari in quattro apposite cabine per godersi lo spettacolo dell’alba (e contribuire ai costi).
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TITOLO: Wanbao, i cinesi licenziano 290 addetti a Belluno: si pesa il rapporto del governo con Pechino
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OCCHIELLO: L’azionista cinese, la municipalità di Guangzhou, ha deciso di sacrificare l’unico impianto in Europa che produce compressori per frigoriferi. Uno dei principali fornitori del sito Electrolux di Susegana che rischia di avere un contraccolpo
TESTO: Costruito in Valbelluna a metà degli Anni Sessanta quale segno concreto di solidarietà a un territorio tragicamente ferito dal disastro del Vajont, lo stabilimento di Mel conobbe un impetuoso sviluppo che lo condusse, con la gestione del Gruppo Zanussi poi confluito nel gruppo Electrolux, a raggiungere i 2.000 addetti e a conquistare il primato mondiale nella produzione del compressore per frigoriferi domestici. A metà degli Anni Novanta, Mel era la capitale industriale della componentistica per elettrodomestici e deteneva il 30% del mercato globale, anche attraverso le società controllate in Germania, USA, Spagna, Cina, Austria, Messico, Egitto, Ungheria.
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TITOLO: A Helsinki un milione di euro a chi troverà l’alternativa al carbone
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OCCHIELLO: L’Energy Challenge che l’amministrazione di Helsinki lancerà all’inizio del prossimo anno: vincerà la gara chi fornirà la soluzione più pulita e duratura per sostituire il carbone
TESTO: Chi ha voglia di guadagnare un milione di euro può provare a partecipare all’Energy Challenge che l’amministrazione di Helsinki lancerà all’inizio del prossimo anno. Vincerà la gara chi fornirà la soluzione più pulita e duratura per sostituire il carbone come fonte di energia per la rete elettrica e il sistema di teleriscaldamento della capitale finlandese. Anche perché il nuovo governo di sinistra guidato dalla premier socialdemocratica Antti Rinne, in carica dallo scorso aprile, si è impegnato a mettere al bando l’uso del carbone entro il 2029, con l’obiettivo per il 2035 di raggiungere la neutralità in fatto di emissioni.
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TITOLO: Unicredit chiude 450 filiali, 6 mila tagli in Italia. Ira dei sindacati, Landini: ritiri tutto o conflitto grave
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OCCHIELLO: L’utile della banca salirà a 5 miliardi nel 2023, ma il ceo Mustier annuncia 8 mila tagli in Europa. La maggior parte degli esuberi in Italia
TESTO: La rabbia dei sindacati è palpabile. E a farsi carico della replica al piano industriale di Unicredit è il leader nazionale della Cgil, Maurizio Landini: «Il lavoro non può essere considerato una merce che si prende quando serve e si butta quando fa comodo. Unicredit annuncia 8 mila esuberi e chiude i primi nove mesi con un utile di 4,3 miliardi. Questo non è fare impresa, è essere irresponsabili. Non lo possiamo accettare. Il governo non può accettarlo. Prima di aprire un gravissimo conflitto Unicredit riveda tutto. Ritiri quanto ha improvvidamente annunciato e, prima di compiere azioni gravi e irreparabili, discuta con il sindacato». «Come Unicredit - aggiunge il leader della Cgil - ci sono decine di imprese sane che licenziano senza giustificazione. E centinaia di imprese hanno necessità di una politica industriale che le aiuti a uscire dalle secche di una crisi che non passa, anzi che si aggrava. Ilva, Alitalia, i lavoratori LSU, Auchan, Mercatone Uno, Bekart, Whirlpool, e potrei continuare a citare una a una le oltre 160 situazioni di crisi all’attenzione del governo e parlare anche delle centinaia di aziende piccole e medie in grave difficoltà, nelle quali il sindacato sta dando l’anima per salvare posti di lavoro, capacità produttiva, intelligenze e saper fare. Va data una svolta e va data in fretta. Il governo agisca e faccia in fretta. Cambi le leggi sbagliate, a cominciare dal jobs act e dalle norme sugli appalti. Faccia politica industriale, sblocchi gli investimenti», conclude Landini. Anche le segreterie nazionali dei bancari giudicano «irricevibile» il piano industriale presentato da Unicredit. E dichiarano che «non esistono le condizioni per aprire alcuna seria trattativa non ritrovando, all’interno del progetto, alcuna iniziativa che tuteli l’italianità dell’azienda», come si legge in una nota congiunta dei segretari nazionali del gruppo Unicredit di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin. «L’abbandono di aree del Paese - si legge ancora - con massicce e inspiegabili chiusure di presidi storici, rappresenta ancora una volta l’unico obiettivo di un gruppo che dimostra chiaramente una strategia di mercato orientata esclusivamente a creare utili attraverso contrazioni del costo dei propri dipendenti».
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TITOLO: Dinastie d’Europa, italianepiccole ma iniziano a correre
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OCCHIELLO: Dai Mulliez ai Ferrero, fotografia delle prime famiglie italiane, francesi e tedesche nell’Osservatorio Aub. Molte le analogie, la taglia delle aziende made in Italy però resta small. La redditività migliora. Casoli (Aidaf): o vengono aiutate o perderanno la sfida
TESTO: Se si guardano gli andamenti economici si vede, però, che l’Italia sta recuperando i gap: tra il 2012 e il 2018 il divario di redditività netta si è ridotto di 1,4 punti percentuali con la Francia e si è praticamente annullato con la Germania (nel 2012 era di 6,2 punti). Negli stessi sei anni, in termini di ricavi, le aziende familiari italiane sono cresciute 6 punti più della Francia e 12 punti più della Germania. Se poi le familiari italiane si confrontano con le non familiari del nostro Paese, si vede che i ricavi delle prime nell’ultimo decennio sono cresciute di circa 12 punti più delle seconde. A dispetto di quello che si potrebbe pensare, l’Italia si comporta meglio di Germania e Francia sul tema della diversity. Il nostro Paese registra, infatti, una presenza di leader donna negli organi di governo superiore a quella francese e tedesca: 13,3% rispetto al 5,8% tedesco e al 6,5% francese considerando i consigli di amministrazione e gli executive board. Guardando la governance, la presenza di leader familiari è molto diffusa anche in Francia e Germania e anche la presenza di board composti al 100% da familiari in Italia non è molto superiore a quella degli altri due Paesi. Ciò che cambia è l’età dei leader, decisamente più alta da noi (vedere commento di Guido Corbetta nella pagina a fianco). Entrando nel merito delle competenze dei consigli, uno studio di Russell Reynolds Associates (consulenza manageriale ed executive search) ha evidenziato che i consigli di amministrazione delle familiari italiane hanno bisogno di essere più internazionali: solo il 7% dei membri è straniero, contro il 13% nelle imprese non familiari e contro il 30% in Francia, il 18% in Germania e 17% in Spagna.
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TITOLO: Comunicazione online: Eni, Snam, Hera tra le quotate più «trasparenti» in Europa
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OCCHIELLO: Webranking, cinque aziende italiane tra le prime 10 nella classifica delle 500 società a maggiore capitalizzazione in Europa
TESTO: Continuano a crescere le società quotate che superano lo stress test della trasparenza nella comunicazione sul web: tra le 112 aziende considerate, una su tre supera la metà del punteggio massimo (50 punti), la soglia minima per soddisfare le richieste degli interlocutori, mentre tre anni fa era solo una su quattro. Con l’Italia che guadagna terreno rispetto ai competitor europei. È quanto emerge dalla Webranking 2019-2020, l’indagine condotta da Lundquist in collaborazione con la società svedese Comprend (è la 18esima edizione nella Penisola e la 23esima in Europa) che valuta la trasparenza sui canali digitali delle principali società quotate, basandosi sulle richieste fondamentali degli stakeholder. La ricerca quest’anno ha alzato l’asticella e ha adottato una valutazione più severa. Questo ha portato a un significativo calo del punteggio in Europa (-2,1 punti), mentre l’Italia è riuscita a rispondere meglio alle nuove esigenze (-0,7 punti). Un dato che conferma l’impegno delle aziende tricolori verso la trasparenza digitale. Quest’anno i risultati non sono presentati come classifica ma come livelli di trasparenza. E sette aziende hanno raggiunto l’eccellenza guadagnando il riconoscimento più alto (5 stelle, oltre 80 punti): Eni, Snam, Hera, Terna, Generali, Pirelli e Poste Italiane. Dieci, invece, sono entrate nel secondo livello (4 stelle, oltre 70 punti): tra queste, Cattolica, Italgas e Leonardo.
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TITOLO: Launchmetrics, big dei Data per la moda, fa shopping in Italia
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OCCHIELLO: La piattaforma proprietaria dell’algoritmo che calcola il valore dei post acquisisce IMAXtree. Il ceo Jais: «Il marketing del futuro sarà una scienza esatta e i consumatori più esigenti che mai: i brand dovranno rispondere molto rapidamente alle richieste».
TESTO: Launchmetrics ritiene che i brand di maggiore successo saranno quelli in grado di produrre contenuti tempestivi e d’impatto. Per trarre vantaggio da questa tendenza di mercato, Launchmetrics e IMAXTree mirano quindi a lanciare la prima soluzione pensata per misurare le performance degli asset digitali dalle fasi iniziali di ideazione, alla loro realizzazione fino alla loro distribuzione. Le capacità di produzione e di distribuzione dei contenuti esistenti di IMAXtree da una parte e le competenze tecnologiche di Launchmetrics dall’altra, permetteranno alle due aziende di offrire contenuti editoriali e brand content al media network internazionale di IMAXtree, fornendo al tempo stesso informazioni chiave sui dati per aiutare i marchi a comprendere quali sono le migliori strategie da sviluppare a livello di contenuto. «Come Launchmetrics siamo una “brand performance platform” che aiuta i brand a capire come meglio costruire il rapporto di lealtà con i brand — spiega Jais —. Utilizzando quello che abbreviato si chiama MIV, ovvero Media Impact Value elaboriamo una sorta di moneta unica di valutazione di tutte le azioni social. In pratica viene attribuito un valore monetario a ogni post, ogni interazione o articolo uscito». Adesso l’acquisizione di IMAXtree consentirà ai clienti di Launchmetrics di unire le potenzialità delle due soluzioni per rendere la brand experience unica, d’impatto e pertinente, come una scienza esatta.
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TITOLO: Esuberi banche: «Dal 2012 in Italia quasi 35 mila uscite dal lavoro»
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OCCHIELLO: L’organizzazione sindacale Fabi: «Grazie al Fondo esuberi e quello per l’occupazione, ricambio generazionale e zero licenziamenti”
TESTO: Nel giorno in cui Unicredit fa sapere che chiuderà 450 filiali italiane, lasciando a casa tra i 5.500 e i 6.000 dipendenti (vale a dire poco meno del 15% dei 38 mila totali), l’organizzazione sindacale autonoma dei bancari italiani Fabi aggiorna i dati relativi alle uscite nel mondo bancario. In Italia, ricorda l’organizzazione, da noi non c’è mai stato alcun licenziamento, “ma solo pensionamenti e prepensionamenti volontari” e tutti gestiti con il Fondo esuberi e il Fondo per l’occupazione. Strumenti che, dice la Fabi, sono “conquiste sindacali presenti nel contratto”. Intanto, i primi nove gruppi bancari italiani prevedono nei rispettivi piani industriali già approvati 34.914 esuberi: di questi 16.434 già completati e 18.480 da realizzare nel biennio 2019-2020.
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TITOLO: Belloni: «Nei gioielli forte tasso di crescita e barriere all’ingresso»
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OCCHIELLO: Il braccio destro di Bernard Arnault racconta le ragioni industriali dell’acquisizione di Lvmh. La mossa sul vino negli Usa «Non è detto che ci saranno nuove integrazioni, il successo deriva dalla creatività»
TESTO: Di questi tempi a Bernard Arnault piacciono gli Stati Uniti. Dopo aver raggiunto, lunedì 25 novembre, l’accordo per rilevare Tiffany, la maggior acquisizione mai realizzata nel lusso, pochi giorni dopo Moët Hennessy, controllata di Lvmh, ha comprato il controllo di Château d’Esclans, vino rosè della Provenza leader, appunto, nel mercato americano. A una settimana di distanza, gli occhi sono ancora tutti su Tiffany. «La gioielleria è un segmento molto interessante del lusso — dice Antonio Belloni —. Ha un tasso di crescita tra i più forti e ancora una bassa penetrazione di prodotti branded». Non solo. «Il numero di marche globali — aggiunge — è molto più limitato che in altri segmenti, come moda e beauty, e inoltre ci sono barriere all’ingresso importanti per nuovi brand, soprattutto in termini di investimento in pietre preziose».
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TITOLO: Marchi (Liu Jo): parto da Blumarine per sfidare i francesi
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OCCHIELLO: L’imprenditore proprietario di Liu Jo: a inizio 2020 la prossima acquisizione. Tento un polo della moda. Il riassetto in famiglia e la holding Eccellenze italiane, «veicolo per tanti, magari in Borsa»
TESTO: Marco Marchi, fondatore di Liu Jo, due settimane fa ha acquisito Blufin, società che controlla Blumarine, storico brand della moda creato da Anna Molinari. Pochi giorni prima aveva rilevato il 15% dei magazzini Coin. E non è intenzionato a fermarsi. Ha in corso — anticipa — una nuova trattativa: «Speriamo di poter annunciare l’intesa nei primissimi mesi del 2020». L’imprenditore sta cercando di creare «la casa per una serie di brand italiani con una straordinaria potenzialità che può essere espressa al meglio all’interno di un contenitore. Mi piacerebbe fare qualcosa che a noi italiani non è ancora riuscito: costruire un polo per giocare una partita tipo quella dei francesi». Per questo ha creato «Eccellenze italiane», capofila di Liu Jo, di Blufin e di quel che verrà.
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TITOLO: Elisabetta Franchi in Borsa per ballare sui mercati globali
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OCCHIELLO: «Voglio trasmettere il messaggio imprenditoriale di una donna che aveva sogno e talento e che lo ho perseguito con passione e tanta dedizione» «Sono una stilista ma so anche far quadrare i numeri». Il primo banco al mercato, i profitti e il successo sui social. L’alleanza con Borletti
TESTO: L’ultima sfilata, presentata all’ultima settimana della moda milanese, è stata un invito al viaggio, nella modalità che è tra le sue preferite: la crociera. Concluso, però, il lavoro destinato alla passerella e alla collezione primavera/ estate 2020, ora Elisabetta Franchi è al lavoro su un viaggio più impegnativo: quello che la porterà a Piazza Affari. «Il boss che balla sui social, come qualcuno mi definisce — dice —. Una descrizione che mi fa sorridere e mi onora perché ho rotto quella chiave di comunicazione per la quale l’imprenditore deve essere sempre sempre serio e incavolato». Franchi, infatti, da tempo ha deciso di condividere la propria vita sui social, dove ha 1,5 milioni di follower. Alla sfilata c’era un’autentica ressa e in prima fila un altro protagonista della Rete come Gianluca Vacchi. Ma il successo dell’imprenditrice non deriva dai social. La sua è una storia che parte da lontano (ha appena festeggiato i primi 20 anni, anche con un documentario prodotto da Endemol, «Essere Elisabetta») e che da tempo mette in evidenza la sua società per la forte redditività: nel 2018 il Roe (uno dei principali indici di redditività di un’azienda) ha sfiorato il 30% (29,3%), su un fatturato di 116 milioni di euro. Per il 2019 i ricavi sono previsti a 123 milioni. «Sono la stilista dell’azienda, ma poi mi siedo dall’altra parte della scrivania e guardo i numeri. So che 2+2 deve fare 4. A volte anche 5 a mio vantaggio». Il primo passo verso il mercato sarà l’Aim, con l’obiettivo di fare presto il salto di classe e arrivare allo Star. A sostenere l’imprenditrice bolognese sarà Maurizio Borletti attraverso Spactiv. A breve uscirà la nota informativa e partiranno gli incontri con mercato e analisti, poi sarà la volta dell’assemblea di Spactiv e, se il progetto sarà approvato, si entrerà nel vivo: Betty Blue si fonderà in Spactiv, per dare vita a una nuova realtà che prenderà direttamente il nome Elisabetta Franchi e sarà collocata in Borsa. La fondatrice continuerà ad avere la maggioranza del capitale e, dunque, anche la maggioranza del nuovo consiglio che si andrà a nominare. Nel board entreranno rappresentanti di Spactiv, il veicolo finanziario (è una spac, il cui titolo è attualmente sospeso in attesa che tutta l’operazione di perfezioni) promosso insieme a Paolo De Spirt (un passato in Ferragamo e Ungaro, prima di unirsi a Borletti) e Gabriele Bavagnoli (proveniente da Idea Capital e McKinsey). Nell’assemblea di Betty Blue del 21 maggio Franchi è stata nominata amministratrice unica di Betty Blue. L’ex amministratore delegato Eugenio Manghi è andato a guidare Zanotti. Perché la Borsa? «Perché è coerente con il mio percorso che è sempre stato quello di trasmettere il messaggio imprenditoriale di una donna che aveva sogno e talento e che lo ho perseguito con passione e tanta dedizione. Questo lavoro non è facile, nessun lavoro lo è. E non è facile essere imprenditori, si è soli a prendere decisioni. Ma non sempre è bello prendere decisioni guardandosi allo specchio. A me piace discutere, anche avere delle opinioni contrastanti, ben venga, ne nasce sempre qualcosa di positivo. Per questo ho voluto dei partner. Già nel 2013 avevo fatto entrare un piccolo fondo di private equity, che poi ho liquidato nel 2017 riprendendo tutte le quote. Adesso Borletti e il suo team mi sono sembrati il partner perfetto. Un abito cucito addosso». Quando parla Franchi sottolinea il suo essere donna in un ambiente ancora molto maschile. «Siamo ancora poche soprattutto dietro la scrivania di chi comanda. Il perché non lo so. Sicuramente c’è una società vecchia che dobbiamo lasciarci alle spalle. Ma sta venendo fuori». Quanto ai sogni, vanno perseguiti sì, ma a patto che ci sia talento, «altrimenti — dice l’imprenditrice — si disintegrano». Lei è partita da un banco al mercato dove vendeva intimo. Sole o pioggia era sempre là. «Betty Blue ha una forte generazione di cassa, non ha bisogno di capitale — dice Maurizio Borletti —. Ma ha potenzialità di crescita davvero importanti. Come molte altre aziende è nata con il modello wholesale (la distribuzione all’ingrosso che avviene tramite negozi indipendenti, ndr) e piano piano sta sviluppando una propria rete di negozi e l’ecommerce. Con la quotazione sarà possibile fare gli investimenti necessari e accelerare la crescita. Elisabetta Franchi è un brand con una vocazione globale e la Borsa pone le basi per essere una azienda internazionale». Nessuno dei due indica obiettivi (e numeri conseguenti) precisi, che saranno oggetto della nota informativa. Attualmente (bilancio 2018) il 62% delle vendite sono in Italia, il 19,4% nei paesi Ue e la parte restante negli altri Paesi. I ricavi 2018 sono aumentati del 6% «grazie principalmente alla crescita dei canali retail ed ecommerce e al consolidamento dei mercati wholesale, sia in Italia che all’estero». Lo scorso anno non sono stati aperti nuovi negozi diretti, avendo la società preferito concentrasi «nella crescita della rete esistente ponendo particolare attenzione alla crescita dei punti vendita aperti durante l’esercizio precedente particolarmente importanti anche per il posizionamento del marchio e che per il 2018 hanno portato risultati per l’interno anno (Parigi, Napoli, Bologna, Orio al Serio) ». Il retail è cresciuto, dunque, del 36,1%, mentre il wholesale ha avuto un calo dell’1,4%. Quanto all’ecommerce l’aumento è stato dell’85,1% (2,8 milioni di euro) grazie all’internazionale e all’avviamento di una nuova piattaforma. «Ho la grande fortuna di giocare la partita in un campo con pochi altri giocatori, quello che chiamo lusso accessibile e che io chiamo lusso possibile — dice Franchi —. Sono in una categoria dove sopra ho i grandi gruppi del lusso e io sono sotto con percepito molto vicino al lusso ma con un target di prezzo di lusso possibile. Un mercato ancora molto vergine dove possiamo giocarcela molto bene».
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TITOLO: Plastic e sugar tax, imprenditori in piazza: il no davanti a Montecitorio
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OCCHIELLO: Con i titolari delle aziende anche manager e operai: «A rischio 5 mila posti di lavoro. Se un litro di bevanda analcolica è già gravata del 22% di Iva, come si può pensare a un ulteriore 28% con una nuova tassa sulla produzione?»
TESTO: Per quanto riguarda la sugar tax, secondo Assobibe «è priva di logica la scelta di penalizzare solo un comparto, disinteressandosi dei consumi reali di zucchero in Italia, arrivando al punto di contraddire il proprio nome per colpire anche prodotti privi di zuccheri e calorie, a differenza di quanto annunciato dal presidente Conte che ha più volte parlato di “bibite altamente zuccherine”. Sono evidenti i profili di illegittimità costituzionale e gli elementi che contrastano con concorrenza e mercato, come già segnalato all’Agcm, al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio». La plastic tax, inoltre, «colpisce ulteriormente un settore già impegnato ad applicare le nuove costose regole della direttiva in plastica monouso che ha fissato l’obiettivo di raccolta delle sole bottiglie in plastica al 90%, l’obbligo di impiego di plastica riciclata e la modifica dei sistemi di chiusura per evitare la dispersione dei tappi. Il settore è impegnato inoltre a utilizzare solo plastica 100% riciclabile come il Pet e quantitativi in crescita di materiale riciclato, quasi impossibile da trovare in Italia».
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TITOLO: Iveco lancia il nuovo camion a zero emissioni insieme a Nikola
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OCCHIELLO: Arriva Nikola Tre, il camion elettrico e a idrogeno, frutto dell’alleanza tra Cnh Industrial e la società americana Nikola. I test da gennaio, la presentazione al pubblico in autunno
TESTO: Cnh Industrial crede molto nell’alleanza in cui ha investito 250 milioni di dollari. «Quella con Nikola è una partnership unica, che guarda al futuro. Porterà benefici ambientali tangibili a chi si occupa di trasporti a lungo raggio in Europa», afferma il ceo Hubertus Muhlhauser. «Iveco non produrrà camion elettrici perché saranno a marchio Nikola, non ci sarà nessun conflitto. È una partnership perfetta», osserva Gerrit Marx, presidente dei Veicoli Commerciali e Speciali di Cnh Industrial che ricorda anche la buona accoglienza da parte del mercato di Iveco S-Way, il nuovo camion pesante lanciato a luglio Madrid, che ha fatto volare gli ordini dei camion pesanti, tre volte superiori a quelli dello stesso periodo del 2018.
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TITOLO: Pil Italia, crescerà dello 0,6% nel 2020. Nel 2019 in frenata (+0,2%)
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OCCHIELLO: Nelle sue «prospettive per l’economia italiana» l’Istituto di statistica prevede per l’anno in corso una crescita del Pil in aumento dello 0,2%. Cala anche il tasso di disoccupazione che si attesta al 10%
TESTO: Le prospettive per l’economia italiana per il 2019 e 2020 diffuse oggi dall’Istat sono per il Codacons «estremamente preoccupanti, perché dimostrano che l’Italia non riparte e confermano il pesante stallo dei consumi delle famiglie, che ha ripercussioni sull’intero sistema economico. I numeri odierni dell’Istat confermano gli allarmi lanciati a più riprese dal Codacons - spiega il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi - La spesa delle famiglie è in netto rallentamento. Dati che dimostrano lo stallo dei consumi che caratterizza il nostro paese, dove tra le famiglie regna sfiducia e incertezza che portano a rimandare gli acquisti a beneficio del risparmio, con effetti negativi su industria, commercio e Pil». «Così l’Italia non riparte, e il governo deve correre ai ripari - prosegue Rienzi - Servono subito misure per rilanciare la spesa degli italiani, a partire della liberalizzazione dei saldi per creare occasioni di acquisto nei negozi durante tutto l’anno». «Il Paese è fermo. Non solo siamo sempre ai soliti rialzi dello zero virgola, ma questi sono addirittura inferiori sia rispetto al 2018 che al 2017. Dal Pil alla spesa delle famiglie, dagli investimenti fissi alle esportazioni, non c’è una sola componente che migliori rispetto al recente passato», afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. «Senza contare il possibile effetto Trump, ossia quello che l’Istat chiama rischi al ribasso per conflitti tariffari e turbolenze geopolitiche», conclude Dona.
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TITOLO: La strage delle api. Cia: «A rischio il 70% della produzione agricola mondiale»
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OCCHIELLO: Nel 2019 la produzione italiana di miele di acacia e agrumi ha fatto registrare una contrazione del 41%, con una perdita in termini economici di circa 73 milioni di euro
TESTO: Secondo Cia, ancora di più oggi, all’apicoltura deve essere riconosciuta la funzione fondamentale di base del sistema agricolo, considerato che dal servizio di impollinazione di questi insetti provengono 90 delle 115 principali coltivazioni mondiali. Non solo miele, insomma: dal lavoro delle api dipendono prodotti come mele, pere, ciliegie, albicocche, meloni, pomodori, zucchine, carote, cipolle, ma anche foraggi per gli allevamenti. Un ruolo insostituibile, insomma, ma minacciato dai cambiamenti climatici. Prima di tutto, il rialzo della temperatura del pianeta costringe le api a cambiare habitat e spostarsi di continuo alla ricerca di areali più freschi. Altri contraccolpi arrivano dallo stravolgimento delle stagioni con primavere anticipate e freddo fuori periodo. Questo significa avere polline e nettare sui fiori a disposizione delle api quando ancora non sono pronte a raccoglierlo e, invece, fioriture vuote quando dovrebbero alimentarsi, con effetti drammatici sulla capacità produttiva e riproduttiva. Ma il climate change influisce anche sulla salute delle api, indebolendone la resistenza alle malattie. Il riscaldamento globale, infatti, facilita la proliferazione dei cosiddetti “parassiti dell’alveare”, dalla varroa alla vespa vellutina, all’aethina tumida, tutti micidiali per le nostre api.
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TITOLO: Mes, Centeno (Ue): «Nessuna ragione per riaprire il testo»
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OCCHIELLO: La firma avverrà all’inizio del prossimo anno, dice il presidente dell’Eurogruppo
TESTO: «Non vediamo ragione per cambiare testo» del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità (o fondo salva-Stati): lo ha detto il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, frenando le perplessità del governo italiano. «Abbiamo lavorato molto quest’anno sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità e abbiamo preso una decisione a giugno, con un accordo politico: ora stiamo discutendo di questioni tecniche», ricorda Centeno. Mentre in Italia dunque si discute ancora, con il M5S che si oppone all’approvazione, il presidente dell’Eurogruppo ritiene non necessario riaprire la discussione sul trattato e anzi annuncia che la firma del nuovo Trattato avverrà «ad inizio del prossimo anno». Secondo quanto si apprende, infatti, dopo l’accordo in Eurogruppo e all’Eurosummit serve tempo ulteriore, circa un paio di mesi, per tradurre i testi nelle diverse lingue. Ma le parole di Centeno non scompongono il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte: «Non vedo né un rischio di veto» al Consiglio Ue «né un rischio di spaccatura nella maggioranza», ha commentato Conte a margine del vertice Nato. «Ci sono procedure tempi e modi ai quali ci atterremo. Ci siamo aggiornati con il ministro Gualtieri, ci sarà un passaggio parlamentare e procederemo con una interlocuzione lineare con i partner. Vedremo i tempi e modi per procedere. C’è una logica di pacchetto e a quella ci atteniamo».
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TITOLO: Visco (Bankitalia): «La riforma del Mes non prevede la ristrutturazione dei debito sovrani»
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OCCHIELLO: Il Governatore durante l’audizione in Commissione ha insistito sulla necessità di creare un meccanismo per la restituzione dei fondi visto che l’Italia è un Paese creditore.
TESTO: «Serve un’accelerazione del processo verso l’unione del mercato dei capitali, bisogna completare l’unione bancaria con un più efficace meccanismo di gestione delle crisi di tutti gli intermediari, anche quelli medio-piccoli, e con una vera assicurazione comune sui depositi, che garantisca eguale protezione ai risparmiatori indipendentemente dal luogo in cui opera la loro banca», ha aggiunto Visco. «Come ho ricordato, in ogni caso è indispensabile proseguire in maniera credibile nel processo di consolidamento delle finanze pubbliche nei paesi ad alto debito cogliendo senza esitazione l’opportunità fornita dall’attuale contesto di bassi tassi di interesse. Se ognuno farà la sua parte. Sarà evidente che tutti gli Stati membri hanno a cuore il successo dell’unione monetaria e, soprattutto, la prosperità e il benessere dei cittadini europei».
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TITOLO: Generali, da Kafka a Mercado Libre Nuovo canale in Sud America
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OCCHIELLO: Firmato un accordo di distribuzione con i maggior operatore di e-commerce del Sud America. Il Leone è la prima compagnia a sperimentare questo nuovo canale
TESTO: E Franz Kafka? Il celebre scrittore ceco, autore tra l’altro de «Il Processo», «Il Castello» e «Le Metamorfosi» lavorò per 10 mesi, dall’ottobre 1907 al luglio 1908, come agente nella sede di Praga delle Assicurazioni Generali, che a quel tempo era una colonna del sistema finanziario dell’impero austro-ungarico. E nell’archivio storico del gruppo triestino è custodito il curriculum inviato dal giovane Kafka. Eccolo: «Sono nato il 3 luglio 1883 a Praga; ho frequentato fino alla quarta classe la Altstädter Volksschule; sono entrato poi nell’Altstädter deutsches Staatsgymnasium; a 18 anni incominciai gli studi alla deutsche Karl-Ferdinands Universität di Praga. Dopo aver dato l’ultimo esame di stato, il 1° aprile 1906, entrai come praticante nello studio dell’avv. Richard Löwy, sull’Altstädter Ring. In giugno diedi l’esame storico rigoroso e nello stesso mese ottenni la laurea in legge. Come avevo subito chiarito all’avvocato, ero entrato nel suo studio solamente allo scopo di impiegare il mio tempo, perché già in principio non era mia intenzione di rimanere nell’avvocatura. Il 1° ottobre 1906 iniziai la pratica giudiziaria, che terminai il 1° ottobre 1907».
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TITOLO: Barilla: «La sostenibilità? Ora servono progetti non tasse»
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OCCHIELLO: Il presidente del gruppo: i consumatori influenzano il mercato e costringeranno le aziende a fare gli investimenti giusti. Ilaria Capua: «La salute è circolare»
TESTO: Secondo lo studio presentato da Jeremy Oppenheim, fondatore di Systemiq, un approccio di questo tipo darebbe anche benefici economici: un investimento nel processo di trasformazione dei sistemi agroalimentari pari a 300-500 miliardi di dollari all’anno (meno dello 0,3% del Pil globale) genererebbe un ritorno di circa 5.700 miliardi di dollari, più di 15 volte il costo iniziale, creando nuove opportunità commerciali fino a 4.500 miliardi di dollari all’anno entro il 2030. Se usata bene, la tecnologia digitale potrebbe dare «un contributo essenziale» per portare l’agricoltura su una strada più sostenibile, spiega Andrea Renda, professore di innovazione digitale a Bruxelles, senior fellow del Centre for European Policy (Ceps) e consulente della Commissione Ue, illustrando uno studio sulla digitalizzazione del sistema agroalimentare. «Grazie ai sensori e l’Internet delle cose, potremmo gestire meglio il terreno, usare meno pesticidi, migliorare l’irrigazione, prevenire gli sprechi. L’intelligenza artificiale (Ai) ci può aiutare a predire il tempo e a ottimizzare i campi. La blockchain ci permette di migliorare la tracciabilità, ridurre i costi delle transazioni, tagliare gli scarti, aumentare la sicurezza alimentare. Con i big data creiamo valore», sostiene Renda. Per il quale «la tecnologia è una forza formidabile, ma va addomesticata e indirizzata, altrimenti fa molti danni». Da un ulteriore digital divide e gap di opportunità al rischio di creare monopoli di dati. Ecco perché l’Unione europea potrebbe giocare un ruolo fondamentale a casa sua e a livello globale.
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TITOLO: Carige, via all’aumento da 700 milioni. I rischi per chi detiene azioni
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OCCHIELLO: Partita l’operazione di salvataggio che si chiuderà venerdì 13. Ma se al termine il flottante risulterà inferiore al 10% c’è il rischio che le azioni non tornino in Borsa. Inoltre, c’è il problema degli azionisti di risparmio che hanno impugnato le delibere sull’aumento
TESTO: Sempre dal prospetto dell’aumento di capitale, si legge che il risultato economico netto dell’esercizio 2019 «sarà ancora significativamente negativo e previsto in perdita nel Piano Strategico per 779 milioni. Sebbene le componenti sottostanti alla previsione di tale risultato economico abbiano subito significative variazioni, tale previsione rimane sostanzialmente valida e, alla data del prospetto, si attesta su una perdita pari ad 783 milioni». Insomma, le condizioni della banca sono migliorate, ma non abbastanza. In particolare, nel secondo semestre di quest’anno, grazie alla cessione del portafoglio di crediti deteriorati, saranno registrate altre svalutazioni su crediti (incluse quelle inerenti alle esposizioni deteriorate rappresentate da leasing e da una posizione large exposure). Infine, i dati del quarto trimestre risentiranno degli effetti sulle spese per il personale per la riduzione degli organici.
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TITOLO: Alphabet, perché Sergey Brin e Larry Page hanno lasciato il timone a Sundar Pichai
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OCCHIELLO: I due 46enni della Silicon Valley fanno un passo indietro nel momento più delicato per la loro azienda
TESTO: Insomma, se Jack Ma, che ha lasciato a 55 anni la guida di Alibaba, ha teorizzato che fra i 40 e i 50 anni bisogna concentrarsi su quello che si sa fare bene per poi lasciare spazio ai giovani fra i 50 e i 60, Brin e Page hanno pensato di anticipare i tempi e rinunciare al timone a 46 anni. Quando Bill Gates ha ceduto la guida di Microsoft a Steve Ballmer — oggi a capo c’è un indiano, Satya Nadella, come Pichai — aveva 45 anni. Non è stato spontaneo l’addio di Adam Neumann, disarcionato dal vertice di WeWork a 40 anni, o quello di Travis Kalanick, costretto a lasciare Uber a 41 anni. Anche le dimissioni del 1985 di Steve Jobs dalla sua Apple furono obbligate: aveva 30 anni. E sarebbe tornato nel 1997. Difficile che Page e Brin risbuchino dal dietro le quinte. Sarà interessante capire come ci resteranno e se continueranno a condizionare e plasmare il mercato come negli ultimi 20 anni.
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TITOLO: Sciopero in Francia, il 5 dicembre 2019 fermi treni, scuola e giudici
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OCCHIELLO: Preannunciato un blocco totale con dimostrazioni in piazza per protestare contro la riforma delle pensioni. I sindacati pronti a scioperare a oltranza fino a Natale
TESTO: «Una constatazione dovrebbe invitare alla prudenza quelli che sperano in una replica del 1995 - osserva Le Monde nel suo editoriale - l’aumento della sfiducia nei confronti dei sindacati». Un’arma a doppio taglio, secondo l’analisi del quotidiano: da un lato il movimento politico perde unitarietà e potere, dall’altro la protesta, senza più coordinamento, rischia di radicalizzarsi, anche per la presenza nel Paese del malessere dei gilet gialli, mai sopito. Da parte del governo e delle aziende dei trasporti è stato fatto di tutto per evitare che i francesi subiscano troppo violentemente l’impatto di una protesta che li lascerà a piedi, travolti dai disagi, con i bambini a casa e le scuole chiuse, in pochi giorni senza carburante. Si pensa di ricorrere alle società di bus private e low cost per sostituire le linee pubbliche, si invita a condividere i passaggi di colleghi in auto, mentre le ferrovie SNCF hanno addirittura addestrato, in 2 mesi, una cinquantina di dirigenti a guidare i treni.
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TITOLO: Hussain Sajwani, il socio di Trump che guiderà Roberto Cavalli
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OCCHIELLO: Nato in Oman, studi americani, è uno dei 100 arabi più influenti con l’immobiliare Damac (Dubai) Amico del presidente Usa e suo partner in un progetto firmato Tiger Woods. Non teme la Brexit. E stima il made in Italy
TESTO: Come anticipato nel comunicato, la maison fiorentina e il suo amministratore delegato Gian Giacomo Ferraris non sono sconosciuti a Sajwari, considerato che nell’ottobre di un anno fa l’imprenditore arabo aveva annunciato il lancio degli hotel Aykon con design d’interni Roberto Cavalli. Con le società del lusso e del lifestyle ha, peraltro, collabora da tempo. È il caso del progetto Akoya, un investimento da 6 miliardi di dollari a Dubai per un campo da golf da 18 buche progettato dal campione Tiger Woods e gestito da The Trump Organization, dell’attuale presidente degli Stati Uniti, con appartamenti che hanno interni Versace Home e Fendi Casa, oltre a ville con interior design di Just Cavalli (ville il cui costo parte da 1,3 milioni di dirham, la moneta ufficiale di Dubai). La richiesta di lusso nel mondo, aumenta. Nonostante tutto.
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TITOLO: Ilva, ArcelorMittal chiede 4.700 esuberi per restare. I sindacati: irricevibile
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OCCHIELLO: Esuberi, 2.900 subito. Patuanelli: «Se non cambiano nessun negoziato». L’ira dei sindacati, sciopero
TESTO: Dopo un mese di braccio di ferro, poco è cambiato. Pochissimo. La richiesta di 5 mila esuberi fatta da Lakshmi Mittal il 4 novembre scorso al premier Giuseppe Conte è diventata, esattamente un mese dopo, 4.700 tagli, di cui 2.900 subito. Già dal 2020. La condizione per rimanere in Italia, messa nero su bianco nelle slide del nuovo piano industriale illustrato ieri al Mise dall’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia Lucia Morselli, è stata, per il ministro Stefano Patuanelli e per i sindacati presenti, come un pugno in faccia. Il ministro non ha nascosto — in attesa che il governo dia una risposta alla proposta dei franco-indiani entro lunedì, in un documento formale — il suo disappunto: «Sono molto deluso, l’azienda non ha fatto i passi avanti attesi: la strada è stretta, in salita». E con quel numero di esuberi non potrebbe essere altrimenti, sebbene il governo voglia comunque giocare tutte le carte a disposizione: «In una fase di trattativa ci sta un momento di particolare criticità: noi faremo le nostre proposte nelle prossime ore, siamo molto cocciuti, cerchiamo di stare al tavolo e di arrivare all’obiettivo finale, garantire una produzione siderurgica all’avanguardia con nuove tecnologie, sviluppando interventi sul territorio. Ma entro il 20 dicembre dobbiamo avere chiaro se siamo in grado di andare avanti oppure no. Se la posizione è questa ed è rigida, non credo che ci saranno le condizioni per trattare».
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TITOLO: Campari, Eataly e Lavazza per il lavoro dei giovani
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OCCHIELLO: Il caso di Ad Astra, un progetto sperimentale di formazione personalizzata creato ad hoc per 20 giovani abitanti della Milano metropolitana in condizione di svantaggio e fragilità, presentato martedì con Campari, Eataly e Lavazza
TESTO: La prima selezione è stata fatta sulla base dell’interesse e della motivazione. Il prossimo passo sarà focalizzato sulle soft skill, le competenze trasversali, e da qui saranno individuati i venti giovani che passeranno alla fase successiva: un (prestigioso) corso di formazione in bar/caffetteria e bartending dell’Academy di Campari a Sesto San Giovanni e dell’Academy Lavazza a Settimo Torinese o all’ Eataly Smeraldo Milano per chi seguirà il percorso food & beverage; oppure il training on the job di quarantacinque giorni nel reparto macelleria, panetteria e pizzeria ancora di Eataly, per chi sceglie il percorso mestieri. Il percorso dura un anno in tutto e termina con un tirocinio di quattro mesi in un’azienda. Non porta direttamente all’assunzione, ma è un’esperienza concreta che avvicina giovani fragili al mondo delle professioni, sottolinea Gabriele Rabaiotti, assessore alle Politiche sociali e ambientali del Comune di Milano.
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TITOLO: Manovra, il governo frena su auto aziendali e plastic tax viene dimezzata
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OCCHIELLO: Emendamento del governo fa slittare al primo luglio l’entrata in vigore della nuova tassazione sulle auto aziendali. La tassa sulla plastica passa a 0,50 centesimi al chilo
TESTO: Intanto sulle auto aziendali. L’entrata in vigore della nuova tassazione slitta al primo luglio 2020 e vale solo per le nuove immatricolazioni: le nuove aliquote quindi non si applicheranno sui contratti stipulati entro il 30 giugno 2020. Cambiano anche le soglie con il «fringe benefit» che scende al 25% sulle auto aziendali, i motocicli e i ciclomotori con emissioni CO2 inferiori a 60 g/km ed è al 30% su quelle superiori a 60 g/km e inferiori a 160 g/km. Per i veicoli con emissioni inquinanti superiori a 160 g/km e inferiori a 190 g/km la percentuale passa al 40% nel 2020 e sale al 50% dal 2021 mentre per tutte le auto superiori a 190 g/km scatta il 50% il prossimo anno e il 60% dal 2021. Il tutto comporterà per lo Stato un minore incasso, già nel 2020, di 331,6 milioni di euro. Slitta anche la stretta su camion, bus e pullman inquinanti con lo spostamento sempre al primo luglio 2020 dello stop alle agevolazioni delle accise sul gasolio commerciale per l’autotrasporto per i mezzi fino a euro 3 (attualmente sono esclusi quelli fino a euro 2). Si prevedono minori incassi per 50 milioni nel 2020.
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TITOLO: Il governatore spagnolo: avanti con le riforme verso l’unione bancaria e fiscale
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OCCHIELLO: Il governatore del Banco de España, Pablo Hernández de Cos: «L’educazione finanziaria dei giovani oggi è sempre più importante»
TESTO: «Non so quali siano gli aspetti della riforma del Mes sui quali alcuni in Italia non siano d’accordo, ma non è giustificato». Il governatore del Banco de España, Pablo Hernández de Cos, ieri a Firenze davanti a 800 studenti, non ha usato giri di parole durante il suo intervento nell’ambito di «Young Factor». Il progetto di alfabetizzazione economico-finanziaria. promosso dall’Osservatorio permanente giovani-editori, presieduto da Andrea Ceccherini, coinvolge in quest’anno scolastico 617.188 studenti delle superiori. Il banchiere iberico — rispondendo alle domande di Ferruccio de Bortoli, editorialista del Corriere — ha spiegato come «la riforma di questo meccanismo sia es-senziale per il futuro dell’unione monetaria». Un caposaldo, ha aggiunto, per «poi portare avanti le altre riforme e arrivare a una vera unione bancaria e fiscale». L’educazione finanziaria dei giovani oggi è sempre più importante. «Serve saper analizzare i fatti, sintetizzarli e fare le logiche dei processi — ha spiegato Francesco Profumo, presidente di Acri — e questo è ciò che il progetto del “Quotidiano in Classe” ha portato nelle scuole. Dopo la positiva esperienza di 15 anni che lega il mondo delle Fondazioni all’Opge, la collaborazione tra i suoi protagonisti è destinata a rafforzarsi ancora».
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TITOLO: Ilva, la rotta perduta dell’esecutivo
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OCCHIELLO: Ora il governo faccia i conti con il volto del Paese reale
TESTO: La verità è che non c’è nel Movimento una genuina tensione verso il sociale ma i problemi degli ultimi, dei penultimi e del terzultimi sono per loro solo un instrumentum regni, servono solo per far pesare la forza politica al tavolo del potere. Lo stesso del resto vale per la vicenda Mes, i pentastellati creano una loro agenda delle priorità e poi la usano come la spada di Brenno. Ma i licenziamenti che vengono da Taranto purtroppo rovesciano le priorità pentastellate e scodellano davanti a tutti l’agenda della verità. Dopo che Luigi Di Maio ha distrutto l’operatività del Mise — come denunciato pubblicamente dai dipendenti del ministero — il suo successore non riesce a raddrizzare la rotta. Un giorno apre il tavolo dell’automotive, lo usa per una photo opportunity ma non convoca mai le riunioni di approfondimento, il giorno successivo resuscita l’Iri e promette il ritorno dello Stato imprenditore, il terzo non sa che pesci pigliare e rimedia una magra figura davanti all’arroganza dei vertici ArcelorMittal. Se i Cinque Stelle hanno la responsabilità di aver voluto cumulare responsabilità ministeriali senza avere uomini o donne competenti da mettere in campo, il principale loro alleato di governo non è esente da colpe. Il Pd ha rinunciato ad esercitare qualsiasi azione sui tempi dell’impresa e del lavoro. Ha ceduto la primogenitura ai Cinque Stelle con il risultato di essere sempre meno apprezzato dalle élite economiche che si battono per la crescita e, per di più, non ha recuperato nemmeno un po’ di quel radicamento sociale che era stata la principale leva politica dei successi dei suoi antenati.
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TITOLO: Banche, la rivoluzione del fintech
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OCCHIELLO: Il volume di Marco Giorgino del Politecnico di Milano
TESTO: Ci sono alcuni grafici che dicono molto di più di quanto sembri: le fintech stanno assediando le banche tradizionali. Nel senso che l’uso sempre più ampio (anche se in Italia siamo ancora intorno al 30%) di telefoni, tablet e computer per avere accesso ai servizi bancari, sta cambiamento velocemente gli scenari. E poi c’è la situazione per certi versi epocale dei tassi di interesse negativi. Risultato: se si guardano i bilanci bancari si scopre che se dieci anni fa le commissione valevano il 22%, e il 78% veniva dagli interessi, adesso le commissioni valgono circa il 38% del totale.  ?È per questo che molti istituti stanno orientando i piani industriali sempre di più verso il risparmio gestito. E il punto delle tecnologia appare quello decisivo, dove probabilmente per i gruppi di dimensioni minori sarà necessario un modello arcipelago, visti gli investimenti necessari. Un libro «La via italiana al fintech» (editore Egea), curato da Marco Giorgino, professore ordinario di Financial Markets and Institutions presso il Politecnico di Milano e che contiene tra gli altri i contributi di Victor Massiah (Ubi), Massimo Doris (Mediolanum) e di Marco Morelli (Mps), può essere una chiave di lettura di questa rivoluzione, che si presenta ormai come permanente.
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TITOLO: Dazi, Trump mette nel mirino lo champagne: Francia punita per la web tax
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OCCHIELLO: La prima rappresaglia americana contro la web tax partirà nei prossimi giorni, probabilmente già domani. Prelievi fino al 100% su importazioni francesi per un controvalore di 2,4 miliardi di dollari. Tra i prodotti penalizzati ci sono champagne, formaggi. Per ora tocca alla Francia Ma il prossimo anno potrebbe toccare all’Italia
TESTO: Non basta. L’amministrazione di Washington sta graduando l’applicazione della sentenza dell’Organizzazione mondiale del Commercio sul caso Airbus, del 16 ottobre scorso. Finora sono stati applicati prelievi su merci per circa due miliardi di dollari, a fronte dei 7,5 miliardi autorizzati dal Wto. Il conto per l’Italia si calcola sia pari a circa 450 milioni di dollari. Ma gli americani potranno rimodulare i carichi con discrezionalità, Paese per Paese, a scadenze regolari: la prossima è prevista a febbraio 2020, poi altro aggiornamento ad aprile. Uno strumento di pressione in più per accompagnare i due negoziati in corso: quello commerciale complessivo con l’Unione europea e l’altro in sede Ocse (nel format allargato) proprio sulla <web tax>. Lo scenario, dunque, è sempre più confuso, pieno di tensioni. Trump resta all’attacco anche con Pechino. Lo stesso Ross fa sapere che «se entro il 15 dicembre non si raggiunge un accordo», gli Stati Uniti imporranno tariffe del 15% su altri 156 miliardi di import cinese.
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TITOLO: Bonus Tv 2019, il 18 dicembre via gli incentivi per il nuovo digitale terrestre DVB-T2
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OCCHIELLO: Il 18 dicembre al via gli incentivi per acquistare i televisori compatibili con il nuovo segnale digitale. Gli apparecchi fuori mercato andranno smaltiti e riciclati, ecco come
TESTO: Il mercato è vivace, e vede attivi altri consorzi come Ecolight, Ecolamp, Cdc Raee ed Ecodom. «Da queste apparecchiature si possono ricavare importanti materie prime seconde», incalza Danilo Bonato, direttore generale di Remedia. Basti pensare che i comuni smartphone sono composti da oltre 40 componenti riciclabili. Si possono così risparmiare 227 mila tonnellate di materie prime non prelevate dall’ambiente e 1.067 ettari (1500 campi da calcio) di suolo non utilizzato. Il cerchio «si chiude» con i 25 milioni di euro distribuiti nel sistema Remedia a copertura dei costi per le attività di raccolta e recupero. Al netto di questi numeri, la corretta gestione della e-waste, la spazzatura tecnologica, è un problema tutt’altro che risolto. Oggi in Italia circa ventimila tonnellate di scarti hi-tech non raggiungono gli impianti di smaltimento perché vengono rubate o seguono percorsi illegali.
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TITOLO: Bollo auto, dal 1° gennaio si pagherà solo con «PagoPa»
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OCCHIELLO: Tutti i pagamenti alla Pubblica amministrazione dovranno avvenire sul nuovo circuito PagoPA, che rimpiazza di fatto il vecchio bollettino «Rav». Stretta sull’evasione
TESTO: Continua anche la lotta all’evasione fiscale del bollo auto. Si pensa alla di una banca dati unica, facendo confluire nel sistema informativo del Pubblico registro amministrativo (Pra) gestito dall’Aci i dati relativi alle tasse automobilistiche, con l’obiettivo di «assolvere transitoriamente alla funzione di integrazione e coordinamento dei relativi archivi». Lo prevede un emendamento dei relatori al dl fiscale approvato in commissione Finanze alla Camera, che ha avuto l’ok. Le informazioni - si legge nel testo - sono comunque disponibili per l’Agenzia dell’Entrata, Regioni e Province autonome che a loro volta «provvedono a far confluire in modo simultaneo e sistematico i dati dei propri archivi delle tasse automobilistiche nel sistema informativo del Pra». In pratica, gli evasori si potranno scovare con molta più rapidità.
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TITOLO: La mediazione di Gualtieri: rivedere le clausole, non il trattato
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OCCHIELLO: Ogni modifica andrebbe fatta all’unanimità dei 19 Paesi. In cambio di una piccola modifica ciascuno potrebbe richiedere correzioni
TESTO: Roberto Gualtieri sta discutendo a Bruxelles una soluzione che tolga il governo dall’impasse in cui è finito per l’accordo sul Meccanismo europeo di stabilità. Il ministro dell’Economia è il primo a sapere che non cambierà il trattato su cui si regge questo organismo dei governi dell’euro. Non può cambiare. Ogni modifica dovrebbe farsi all’unanimità dei diciannove Paesi e qualunque piccolo mattone tolto o aggiunto all’edificio comporta due conseguenze: tutti gli altri diciotto lo dovrebbero accettare e ciascuno allora reclamerebbe il diritto a inserire altre correzioni che preferisce. Il Mes, il sistema di mutua assicurazione fra i Paesi dell’euro, si perderebbe in un labirinto. Resta però qualcosa su cui Gualtieri può concentrarsi, per rendere l’accordo accettabile a tutta la maggioranza. Il lavoro del ministro si concentra su alcuni documenti collegati al trattato Mes e ancora soggetti a modifiche.
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TITOLO: Regling, il capo del Mes: «L’Italia? Non capisco i timori, il vostro debito è sostenibile»
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OCCHIELLO: Il tedesco, alla guida del Meccanismo europeo di stabilità fin dalla sua istituzione nel 2011: il vero rischio per il Paese è la scarsa crescita
TESTO: È stupito il tedesco Klaus Regling dalla reazione italiana alla riforma del Mes che sarà oggi sul tavolo dell’Eurogruppo, la riunione dei ministri finanziari dei Paesi che hanno adottato la moneta unica. Regling è alla guida del Meccanismo europeo di stabilità fin dalla sua istituzione nel 2011, e prima è stato Ceo del fondo salva-Stati Esfs creato nel 2010 quando scoppiò la crisi del debito sovrano. Il primo Paese ad essere aiutato è stata la Grecia (due volte). «Non è un accordo controverso — spiega in un incontro con la stampa —. Abbiamo lavorato più di un anno, una prima intesa è stata trovata nel dicembre 2018 e poi a giugno 2019. Il Mes si rafforza ma questo non significa che aumentino le possibilità di ristrutturazione del debito pubblico di uno Stato. Ci sono altri temi più controversi, come la creazione di un’assicurazione europea sui depositi», per la quale un accordo sembra più lontano.
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TITOLO: Bancari, la Fabi sfida i banchieri sul contratto: 1 neoassunto per 2 esuberi
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OCCHIELLO: Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni: «Chiuderemo la trattativa quando tutti i punti saranno raggiunti». Il nodo dell’aumento di 200 euro. Il presidente Abi, Antonio Patuelli: «Occasione per usare le innovazioni e non subirle. Prosegue fino a domani la tre-giorni del 125esimo Consiglio Nazionale a Milano
TESTO: Per quanto riguarda l’aspetto economico di adeguamento rispetto al precedente contratto, ha ripreso Sileoni, «vogliamo avvicinarci il più possibile ai 200 euro richiesti. Inoltre, nella piattaforma bisogna colmare ed eliminare il divario economico del 10% per i giovani neoassunti. E vogliamo chiedere che nei piani industriali le nuove assunzioni corrispondano almeno alla metà degli esuberi su base volontaria», ha rivendicato Sileoni dal palco del 125esimo consiglio nazionale del 4-5-6 dicembre a Milano alla quale ha partecipato anche il direttore generale della Banca d’Italia, Fabio Panetta. Sileoni ha citato espressamente il ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier: «Unicredit con il taglio dei posti pagherà i dividendi ai soci», ha attaccato Sileoni, «il sindacato deve «contrastare la spregiudicatezza e l’arroganza di questo francese che vuole traslocare dall’italia creando un gruppo europeo con sé stesso alla guida. Non è solo una questione sindacale ma soprattutto politica perché c’è serio rischio che Unicredit possa fare la stessa fine del gruppo Fiat-Chrysler, una grande azienda italiana che, purtroppo, non parla neanche più il dialetto piemontese. Se non prenderemo una posizione seria, la nostra categoria diventerà una riserva indiana: ci vogliono annientare perché c’è chi vorrà togliere di mezzo il fondo esuberi, per poi arrivare ai licenziamenti, come purtroppo è già stato fatto in Europa».
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TITOLO: FAO World Soil Day: l’importanza della salute del suolo
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OCCHIELLO: La campagna Ibm: «Proteggi il suolo. Proteggi la pasta». Lo studio Ibm e Morning Consult rivela che l’88% degli italiani pone maggiore attenzione alla provenienza degli alimenti
TESTO: Sul tema, IBM e Morning Consult hanno realizzato uno studio, «European Food Responsibility Study», che ha coinvolto Italia, Spagna e UK, volto a rilevare il grado di conoscenza, le abitudini e la sensibilità dei consumatori in materia ambientale e alimentare. Questi i dati salienti emersi dalla ricerca: •Durante il Natale e le festività, il 78% dei consumatori dimostra sensibilità verso la sostenibilità ambientale nelle scelte d’acquisto di prodotti alimentari «essenziali» durante le feste •L’88% degli italiani tende a porre maggiore attenzione alla provenienza degli alimenti, in particolare per quanto riguarda l’origine etica e responsabile •Il 63% dei consumatori non si lascia scoraggiare da un innalzamento dei prezzi di acquisto, se questi sono indice di una provenienza responsabile del cibo •Il 75% degli italiani ha a cuore il tema degli sprechi alimentari e il 53% ha affermato di prediligere l’acquisto presso catene della distribuzione che adottano iniziative volte a ridurre lo spreco alimentare •9 su 10 intervistati ritengono che sarebbe molto o relativamente prezioso disporre di alimenti tracciabili attraverso la blockchain •Più dell’80% dei consumatori nostrani ha espresso preoccupazione per il degrado del suolo causato dalla coltivazione di alimenti, e i tre quarti hanno dichiarato di essere disponibili a pagare di più per prodotti alimentari coltivati in terreni sostenibili •Infine, in merito alle motivazioni che guidano la scelta di prodotti sostenibili, il 36% degli italiani ha affermato di considerare i benefici per la propria salute, mentre il 23% ha dichiarato di voler contribuire al benessere degli animali.
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TITOLO: Kering vuole comprare Moncler? Ruffini conferma i contatti in corso
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OCCHIELLO: L’operazione metterebbe insieme il lusso di Gucci con le giacche a vento di alta gamma. Il valore di mercato di Moncler supera gli 11 miliardi di euro
TESTO: Continuano i sommovimenti nel mondo del lusso, dopo la colossale acquisizione di Tiffany per 14,7 miliardi di euro. Adesso, dopo il movimentismo di Lvmh la palla sembra passare a Kering, il gruppo concorrente guidato da François-Henri Pinault e che capitalizza quasi 68 miliardi di euro con oltre 45mila dipendenti a livello globale. La preda, secondo indiscrezioni di Bloomberg, potrebbe essere Moncler, il gruppo guidato da Remo Ruffini e che realizza un fatturato di circa 1,5 miliardi di euro. Fonti vicine al dossier riferiscono che i manager di Kering, proprietaria tra l’altro dei marchi Gucci e Saint Laurent, avrebbero intrattenuto dei colloqui preliminari senza che vi sia certezza che questi portino a una conclusione della transazione. Il titolo Moncler nella mattina di giovedì 5 dicembre è in rialzo in Piazza Affari di oltre il 10%, mentre Kering ha registrato un incremento dell’1% sulla scia del vento in poppa di altri titoli del lusso. A questo punto, con il rialzo del 48% registrato da inizi anno Moncler ha una capitalizzazione di oltre 11 miliardi di euro.
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TITOLO: Banca del Piemonte e Avvera (Gruppo Credem): accordo per finanziare le famiglie
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OCCHIELLO: Obiettivo per il 2020: più di 20 milioni di euro finanziati tra prestiti personali e cessioni del quinto per le 50 mila famiglie clienti della banca ed i prospect;
TESTO: Avvera ha recentemente annunciato un importante piano pluriennale di sviluppo dei volumi di business che prevede di arrivare a generare, dal 2022, 1,5 miliardi di euro annui tra nuovi mutui (450 milioni di euro) e finanziamenti di credito al consumo (oltre un miliardo di euro) portando a regime gli importanti investimenti effettuati nel triennio. L’Amministratore delegato di Banca del Piemonte, Camillo Venesio, entusiasta dell’accordo raggiunto sottolinea che “questa partnership porterà significative novità nell’ambito dei finanziamenti alle famiglie, da sempre core business della nostra Banca, con un importante processo di digitalizzazione che permetterà di snellire le procedure e di offrire ai nostri Clienti servizi innovativi e all’avanguardia. Banca del Piemonte si propone, con la collaborazione di Avvera, di incrementare notevolmente la distribuzione ai propri Clienti, vecchi e nuovi, di prestiti personali e finanziamenti con cessione del quinto”.
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TITOLO: Benzina e diesel, rischio stangata sui prezzi dei carburanti (ma dal 2021)
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OCCHIELLO: In un emendamento del governo alla manovra spunta un aumento delle clausole di salvaguardia sulle accise. Nel testo resta la sterilizzazione della clausola per il 2020, ma aumentano quelle per gli anni successivi
TESTO: Per i componenti di Forza Italia della commissione Bilancio «finalmente il governo esce allo scoperto». «Abbiamo ricevuto in Senato un “super” emendamento - dichiarano - nel quale ritocca lievemente al ribasso gli introiti di alcune tasse, ma recupera oltremodo cassa aumentando le accise di un 1 miliardo e mezzo. Inoltre, agli italiani sarà chiesto di versare un 3 per cento in più di Ires su acque minerali, energia elettrica e altro ancora. Il combinato disposto di questi aumenti si traduce non solo in un immediato caro-carburante, ma anche in un sovrapprezzo per tutti i prodotti dei settori colpiti, dalle Autostrade all’energia elettrica, dall’acqua minerale alle Ferrovie. Ora capiamo perché la maggioranza ha tentennato tanto. Per preparare una stangata senza precedenti di cui non può che vergognarsi».
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TITOLO: Fca nel mirino del Fisco: avrebbe sottostimato il valore di Chrysler
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OCCHIELLO: In base all’ipotesi dell’Agenzia delle entrate sarebbe dovuto un pagamento di 1,5 miliardi. La risposta: «Non condividiamo la relazione e qualsiasi plusvalenza tassabile sarebbe compensata da perdite pregresse»
TESTO: Mentre Fca si prepara a fondersi con Psa emerge una controversia tra il gruppo e il fisco che riguarda la ristrutturazione di ottobre 2014, dopo l’acquisto di Chrysler. Il contenzioso era peraltro stato segnalato nella trimestrale al 31 ottobre. PSA è dunque a conoscenza dell’audit fiscale e, secondo fonti vicine al dossier non si aspetta che ciò danneggi o ritardare la fusione. L’operazione con Chrisler, secondo un rapporto di audit citato da Bloomberg, ha innescato la cosiddetta «tassa di uscita» sulle plusvalenze realizzate quando le società spostano attività al di fuori del paese». All’epoca l’Italia aveva un’aliquota d’imposta del 27,5% circa, che farebbe ipotizzare di dover pagare 1,5 miliardi di dollari, anche se i negoziati con l’Agenzia delle Entrate (che per fine anno dovrebbero concludersi) potrebbero ridurre l’importo da pagare, come ritiene probabile l’azienda. Fca infatti ha dichiarato che gli asset di Chrysler valevano meno di 7,5 miliardi di euro mentre il Fisco italiano stima 12,5 miliardi. Secondo il Fisco, dunque Fca avrebbe sottovalutato il valore del suo business americano di 5,1 miliardi di euro (5,6 miliardi di dollari) al momento della sua acquisizione di Chrysler. E sarebbe quindi finita sotto la lente dell’Agenzia delle Entrate.
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TITOLO: Euronics a Milano il nuovo negozio interattivo. Nel 2020 nuovi 15 negozi
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OCCHIELLO: Inaugurato il nuovo punto vendita sintesi tra negozio fisico e virtuale, 25 nuovi assunti e 400mila Euro investiti per ogni nuova location. Si stima che verranno cambiati tra i 3 e i 7 milioni di Tv entro il 2021
TESTO: Euronics scommette sul digitale per il futuro con nuovi investimenti in 12/15 nuovi punti vendita in tutta Italia che apriranno nel 2020 e che impiegheranno 25 persone ciascuno. La metà saranno concepiti come il negozio di nuova generazione inaugurato oggi a Milano con un investimento di 400mila Euro per ciascuno. Le due prossime location saranno aperte in Toscana vicino a Firenze. Il gruppo, che nel 2019 ha aperto 14 negozi, ha intrapreso, da oltre un anno, un percorso di trasformazione che ha come obiettivo quello di rendere i soci attivi su tutti i touch point e focalizzati sul territorio e sulla centralità dei punti vendita fisici. La strategia dell’azienda, che intende continuare a presidiare il territorio con nuovi punti vendita (omnilocalità come la definiscono i vertici) e vendere anche online (omnicanalità) è concentrata fortemente sul servizio al cliente.
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TITOLO: Popolare di Bari, chiesto l’interventi del Fitd per il salvataggio
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OCCHIELLO: Dall’Istituto in difficoltà una prima mossa per uscire dall’impasse
TESTO: Prima richiesta di aiuto da parte della Popolare di Bari al Fitd, il Fondo interbancario di tutela dei depositi. Sul tavolo del comitato di gestione, a quanto si apprende, è arrivata «una rappresentazione della situazione aziendale di difficoltà in vista di un possibile intervento». Della richiesta è stata data informativa ai consiglieri. Il Fondo attende ora «un piano industriale da cui emerga un fabbisogno di capitale». «È arrivata una istanza di intervento - è stato spiegato -, ma su questo stiamo ancora lavorando. È stata rappresentata una situazione di difficoltà in vista di un possibile intervento».
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TITOLO: Ex Ilva, Conte: «Il progetto Mittal non va bene: lo respingiamo»
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OCCHIELLO: Il premier: «Lavoreremo agli obiettivi che ci siamo prefissati con il signor Mittal e che il signor Mittal si è impegnato con me a raggiungere. E ci riusciremo»
TESTO: Monta la rabbia dei lavoratori affidata ieri a due diversi volantini. Il primo nel quale i sindacati spiegano le ragioni dello sciopero del 10 dicembre con una manifestazione nazionale a Roma. Il secondo, senza firma ma diventato molto virale: «Abbiamo già dato in fatica e salute sull’altoforno e in acciaieria, ora è tempo di curarci, respirare aria buona, studiare per istruirci, scrivere poesie». La tensione viene cavalcata dal presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, che spara contro i vertici della multinazionale: «Se non ci sta più deve risarcire lo Stato, Taranto e la Puglia». Molto tranchant il segretario Uilm Rocco Palombella: «Ormai Arcelor è fuori e serve subito un piano pubblico». «Il contratto prevede delle penali se non viene rispettato — dice Francesca Re David, segretaria Fiom Cgil —. Ad esempio 150mila euro per ogni posto di lavoro cancellato». «La siderurgia è il primo anello della catena di valore e senza di essa tutto rischia di precipitare», denuncia Stefano Franchi di Federmeccanica.
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TITOLO: Invesco, il rally delle Borse potrebbe proseguire
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OCCHIELLO: Secondo l’investment director Luca Tobagi le scelte di portafoglio entrando nel l 2020 sono sempre «pro-rischio». Favorite quindi azioni, obbligazioni dei Paesi emergenti e titoli High Yield
TESTO: Stati Uniti Nonostante le preoccupazioni diffuse -- e fuori luogo – emerse lo scorso anno in merito al rischio di recessione negli Stati Uniti, nel terzo trimestre del 2019 l’economia statunitense ha continuato a crescere al soddisfacente ritmo del 2,1% annuo, in linea con le previsioni da noi formulate alla fine del 2018. La maggior parte degli investitori, dei commentatori, delle banche centrali e dei politici si è tuttavia preoccupata in misura eccessiva per il perdurante contesto di bassi investimenti e rallentamento degli scambi commerciali dovuto alle guerre dei dazi del Presidente Trump e ad altri rischi geopolitici quali Brexit, conflitti militari e turbative sul fronte delle forniture di petrolio in Medio Oriente. Tali preoccupazioni sono fuori luogo per i seguenti motivi: (1) la tendenza al rialzo del ciclo economico statunitense rimane saldamente intatta, (2) i bilanci del settore privato USA godono ancora di buona salute, (3) l’inflazione si mantiene bassa e (4) le condizioni monetarie hanno registrato un sostanziale allentamento negli ultimi sei mesi. Per il 2020, prevediamo una continua tendenza rialzista dell’attività economica statunitense e un altro anno di bassa inflazione. In sintesi, l’economia statunitense è ancora nella fase intermedia del ciclo, non in quella finale. È fondamentale comprendere che la tendenza al rialzo del ciclo economico è la marea che fa salire redditi, occupazione, spese e utili, mentre i problemi geopolitici, le guerre commerciali e timori analoghi - pur generando un certo grado di turbative - sono nella migliore delle ipotesi puramente paragonabili a onde sulla superficie dell’acqua. Come nel caso delle onde del mare, un’ondata violenta può causare turbative momentanee, ma nessuna è destinata ad alterare la dinamica dell’alta e bassa marea sottostante. Parlando del prossimo anno, ciò implica un record: 11° e – da luglio 2020 – 12° anno di espansione economica dal 2009, la più lunga registrata nella storia finanziaria degli Stati Uniti. Esaminiamo ora questi quattro contributi alla tendenza al rialzo del ciclo economico USA nell’ordine sopra riportato. Il primo punto è la solidità e la forza della tendenza al rialzo del ciclo economico. Poiché il ciclo economico è il propulsore sottostante dei prezzi degli asset, dei livelli dell’attività economica e dell’occupazione, nonché dell’inflazione, è essenziale capire che una sostenuta tendenza al rialzo deriva principalmente da crescita monetaria stabile e bilanci solidi. Questa è esattamente la combinazione che i decisori politici e il settore privato hanno creato negli Stati Uniti negli ultimi cinque anni. Fino a quando non vi sia una destabilizzazione di questo mix politico, non vi è alcuna ragione di temere una recessione nel breve termine. In secondo luogo, dopo la crisi finanziaria globale del 2008, i bilanci del settore privato USA hanno nel complesso registrato un enorme deleveraging: il debito è infatti diminuito dal 296% del GDP nel 3° trimestre del 2008 al 226% nel 2° trimestre del 2019, scendendo di 70 punti percentuali e riportando il rapporto tra il debito del settore privato e il PIL ai livelli del 2001, un successo ragguardevole. Tale deleveraging è sostanzialmente avvenuto nei settori finanziario e delle famiglie, mentre sul versante delle società non finanziarie si è registrato un modesto aumento dell’indebitamento. Ciò nonostante, alcuni analisti e commentatori si tormentano continuamente per il livello dei prestiti studenteschi, i prestiti leveraged (ossia garantiti senior) e il volume di emissioni di obbligazioni high yield e/o “covenant lite” da parte del settore delle società non finanziarie. Tuttavia, i prestiti studenteschi ammontano solo a 1,41 trilioni di dollari USA, i prestiti leveraged sono pari a 1,3 trilioni di dollari USA e l’emissione di obbligazioni high yield ha sostanzialmente sostituito i prestiti bancari. A prima vista, tali importi possono sembrare elevati, ma sono bassi in rapporto ai 46,3 trilioni di dollari USA di debito totale del settore privato. Inoltre, il deleveraging dei settori privato e delle famiglie ha decisamente superato il modesto incremento dell’indebitamento del settore societario, che al massimo è di 15,5 trilioni di dollari USA. In terzo luogo, l’inflazione è bassa e rimarrà contenuta per tutto il 2020. Ciò significa che la Federal Reserve non si troverà nella posizione di dover effettuare un’improvvisa stretta della politica monetaria. Al contrario, l’inflazione ha evidenziato la tendenza a rimanere al di sotto dell’obiettivo e la Fed ha tendenzialmente mantenuto una politica monetaria accomodante, tagliando i tassi tre volte tra luglio e novembre 2019.
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TITOLO: «A Taranto basta passerelle. E speriamo che la gente resti calma»
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OCCHIELLO: Melucci: «Si è spento anche il lumicino, quella speranza che si era accesa dopo settimane di ragionamenti»
TESTO: A metà novembre — quando nel piazzale della portineria C della fabbrica c’era anche il sindaco, con i lavoratori dell’indotto, a presidiare gli ingressi — c’è mancato poco perché gli autotrasportatori decidessero di bloccare l’intera città. Melucci lo sa: «La gente arriva da anni di frustrazioni, può capitare di tutto: speriamo, però, che i cittadini mantengano la calma. Ma l’atteggiamento disponibile ha un prezzo. Che si chiama coinvolgimento. Il governo deve capire che siamo dinanzi a una catastrofe socio-occupazionale che coinvolge 20 mila cittadini di Taranto, uno su 10. Che però devono essere considerati 20 mila italiani, anche perché la crisi attuale che stiamo vivendo a Taranto altro non è se non il paradigma dei fallimenti del nostro Paese».
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TITOLO: Gli operai: «A casa a salario pienoOra vogliamo respirare aria buona»
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OCCHIELLO: Le parole sulle chat e sui social:«Non ci vergogneremo a non lavorare a salario pieno. All’altoforno abbiamo dato in fatica e salute. Vogliamo studiare. E scrivere poesie»
TESTO: «Decidano loro, ArcelorMittal e il governo: o tutti al lavoro o tutti a casa a stipendio pieno, non ci faremo ancora dividere fra chi va in cassa integrazione a 900 euro al mese e chi deve proseguire a lavorare in una fabbrica avvelenata. Non ci vergogneremo a stare a casa pagati. Abbiamo già dato in fatica e salute sull’altoforno e in acciaieria, ora è tempo di curarci, respirare aria buona, studiare per istruirci, scrivere poesie». Sono le parole che circolano in queste ora sulla chat di un gruppo di operai dell’ex Ilva di Taranto. Il messaggio, rimbalzato sui social e sulle agenzie di stampa sembra tratto da un recente volantino del «partito operaio». Chi si «scandalizza per questa nostra soluzione — si legge ancora, in riferimento alla proposta di stare a casa retribuiti— vada lui a guadagnarsi il pane nel caldo e nel fumo di una fabbrica siderurgica, e provi l’ebbrezza di diventare inservibile». «Se non serviamo più a produrre acciaio, ci devono mantenere, con un salario pieno, al cento per cento, a non fare niente». Il muro alzato dalla multinazionale che ha ribadito al governo il piano con 2900 licenziamenti subito, a ridosso di Natale, da realizzare nel 2020, e altri 1.800 entro il 2023 ha gettato nello sconforto la comunità dei lavoratori.
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TITOLO: Patto a tre: le confindustrie italiana, tedesca e francese chiedono più Europa e politiche per l’impresa
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OCCHIELLO: Dichiarazione congiunta dei tre presidenti consegnata ieri al premier Conte. Impegno per la competitività, gli investimenti green, la libertà degli scambi. Contro i sovranismi
TESTO: Patto a tre fra Confindustria, Bdi e Medef, le omologhe associazioni imprenditoriali di Germania e Francia, per promuovere politiche a sostegno dell’impresa e degli investimenti, in particolare ecosostenibili, in Europa e per sviluppare gli scambi internazionali, contro ogni politica protezionista. A pochi giorni dall’insediamento della nuova commissione europea, presieduta da Ursula von der Leyen, ieri in un trilaterale a Roma le confindustrie dei tre principali Paesi dell’eurozona hanno sottoscritto una lunga dichiarazione congiunta che i tre presidenti, Vincenzo Boccia, Dieter Kempf (Bdi) e Geoffroy Roux De Bezieux (Medef) hanno consegnato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un incontro a Palazzo Chigi. «Il messaggio di oggi, condiviso anche dal premier è che l’Unione europea dal punto di vista industriale è imprescindibile», ha detto Boccia, sottolineando l’importanza dell’atto sottoscritto ieri dopo un lungo lavoro preparatorio.
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TITOLO: Ue, gli italiani assenti nei posti chiave La nuova mappa del potere europeo
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OCCHIELLO: Nessuno alla Coesione, che distribuisce i fondi. Trattative per Mercato interno e Agricoltura
TESTO: L’Italia ha rispettato le richieste della presidente, metà dei nostri rappresentanti sono donne. Siamo numerosi nel team di Gentiloni: Marco Buti, che ha lasciato il vertice dell’importante direzione generale Ecofin per guidare il gabinetto, Marco Piantini, Angela D’Elia, Maria Elena Scoppio, Elisa Rinelli. Italiana è l’assistente di Ursula von der Leyen, Valeria Miceli. Nelle squadre dei vice presidenti, da Timmermans è stato riconfermato Riccardo Maggi, da Vestager c’è Michele Piergiovanni, da Dombrovskis ci sono Andrea Beltramello e Ruth Paserman, da Borrel Barbara Gallo. Stefano Grassi è capo di gabinetto di Simson (Energia), Elisabetta Siracusa ha seguito Hogan dall’Agricoltura al Commercio come vice capo di gabinetto. È vice capo anche Chiara Salvelli, storica collaboratrice di Antonio Tajani, nel team di Gabriel (Innovazione, Ricerca e Cultura) in cui c’è anche Guglielmo di Cola. Lanfranco Fanti è con Dalli (Parità). Mattia de’ Grassi di Pianura Meschini è da Suica (Democrazia), Santina Berlulessi da Schmit (Lavoro), Lucrezia Busa da Reynders (Giustizia), Alessio Nardi da Varhelyi (Allargamento). Al Consiglio Ue da poco c’è Carlo Zadra, direttore dell’équipe Giustizia e Affari interni del servizio giuridico.
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TITOLO: Ex Ilva, la contromossa del governo: pronti al sostegno ma via gli esuberi
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OCCHIELLO: Martedì 10 dicembre il prossimo incontro con l’azienda. Cassa integrazione ma solo per il periodo necessario alla riconversione green degli impianti.
TESTO: Per quanto riguarda i tanti annunci di nazionalizzazione più o meno mascherata sentiti in questi giorni, in realtà il tema è complesso. È vero che il governo sta studiando la possibilità di una partecipazione da parte di Fincantieri o di Invitalia. Ma è anche vero che un intervento diretto di queste due società pubbliche, a certe condizioni, potrebbe essere stoppato dall’Unione europea come aiuto di Stato, con relativa procedura d’infrazione. Era già successo poche settimane fa quando si dava per scontato l’ingresso di Cassa depositi e prestiti, tralasciando il piccolo dettaglio che per statuto Cdp un’operazione del genere non la può fare. L’intervento pubblico ci sarà, ma probabilmente avverrà in forma indiretta, ad esempio con la garanzia pubblica della commesse, che in questo momento scarseggiano.
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TITOLO: Censis, perché gli operai (baluardo della Sinistra) ora sognano l’«uomo forte»
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OCCHIELLO: Gli italiani hanno visto in un arco di tempo, relativamente breve, cadere alcuni pilastri della loro tradizionale sicurezza familiare. E così il Censis sottolinea con preoccupazione il rischio che si affermi una retorica dell’uomo forte
TESTO: A questo punto il quadro sarebbe totalmente nero se non venisse in soccorso del Paese una forte capacità di resilienza «opportunistica e mobile», come la definisce il Censis, che genera l’attivazione di processi di difesa spontanei e molecolari degli interessi personali. E’ in qualche modo l’economia degli stratagemmi che trova il modo di difendersi davanti alla scomparsa del futuro. Ma fino a quando il furore di vivere, la voglia di resistere e non mollare, resteranno in carica come supplenti? Certamente non all’infinito e infatti il Censis sottolinea con preoccupazione il rischio che si affermi una retorica dell’uomo forte, che non deve preoccuparsi di Parlamento ed elezioni e che chiede per sé pieni poteri. Il 48,2% degli italiani oggi lo vede con favore e scomponendo il dato per classi sociali la sorpresa è che a desiderarlo di più di altri sono gli operai. Quella che una volta era la “rude razza pagana”, baluardo delle conquiste della Sinistra politica.
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TITOLO: Se la Nutella diventa un atto politico, da Salvini a Ségolène Royal
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OCCHIELLO: Il leader della Lega: «Usa nocciole turche» ma non può, un Paese solo, soddisfare il fabbisogno produttivo di Ferrero che compra una nocciola su tre prodotta nel mondo tra Turchia, Italia, Cile, Sud Africa, Australia
TESTO: Le nocciole sono così importanti per Ferrero che dal 2015 il gruppo ha creato una struttura ad hoc, la Ferrero Hazelnut Company. Dove viene spiegata per filo e per segno tutta la filiera della nocciola: la coltivazione, la ricerca e lo sviluppo agronomico ma anche la provenienza. Che quelle della Nutella siano turche, lo spiega la stessa azienda sul suo sito. Oltre alla Turchia e all’Italia, a onor di cronaca, le nocciole Ferrero arrivano anche dal Cile, Sud Africa, Australia. Come mai? Perché non può, un Paese solo, soddisfarne il fabbisogno produttivo. Basti pensare che una nocciola su tre, di quelle globalmente vendute ogni anno, è acquistata da Ferrero tant’è che nel 2014 il gruppo di Alba si è comprato un intero produttore turco di nocciole, Oltan. Inoltre, l’intera produzione di nocciole Ferrero in un solo Paese provocherebbe la reazione dell’Antitrust come «pratica industriale e commerciale non sostenibile», scorretta e anticoncorrenziale.
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TITOLO: Giuseppe Leogrande è il nuovo commissario unico di Alitalia
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OCCHIELLO: Cambia la struttura commissariale della compagnia di bandiera: via la terna
TESTO: Un faccia a faccia rapido, il secondo in pochi giorni, per chiudere ufficialmente il mandato dei tre commissari di Alitalia e aprire un nuovo capitolo della compagnia in amministrazione straordinaria dal 2 maggio 2017 con un nuovo «supervisore»: Giuseppe Leogrande, già commissario straordinario di Blue Panorama. Ieri nel tardo pomeriggio il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli ha comunicato che saranno altri ad occuparsi della ristrutturazione del vettore tricolore fino al 31 maggio 2020, giorno entro il quale il governo spera di aver trovato un acquirente (o una cordata) per Alitalia. Nella comunicazione ufficiale il Mise spiega che «i commissari straordinari hanno lasciato l’incarico e al loro posto è stato individuato l’avvocato Leogrande come commissario unico». «Voglio ringraziare Daniele Discepolo, Enrico Laghi e Stefano Paleari per il lavoro svolto in una situazione di criticità e per la sensibilità istituzionale dimostrata in questi mesi nella gestione di un dossier complesso, che purtroppo non ha portato ad una soluzione di mercato definitiva per la compagnia», ha detto il ministro Patuanelli. «Un ringraziamento va anche al nuovo commissario Giuseppe Leogrande per aver accettato l’incarico. Assieme a lui lo Stato dovrà agire per permettere il rilancio definitivo di Alitalia». Il supercommissario potrebbe essere affiancato da un direttore generale — girano diversi nomi, compreso quello di Giancarlo Zeni, attuale amministratore delegato di Blue Panorama — e dovrà rendere l’azienda appetibile sul mercato attraverso una riduzione del personale e della flotta. Cercando anche di andare incontro alle richieste di Lufthansa che chiede una ristrutturazione importante prima di investire per il rilancio. Una mossa rischiosa secondo gli addetti ai lavori perché fatta al buio e senza avere la garanzia dei tedeschi dell’impegno finanziario. Le stesse fonti sostengono che oltre alla ristrutturazione il supercommissario dovrebbe occuparsi del passaggio di Alitalia dalla joint venture transatlantica con Delta-Air France-Klm a quella di Lufthansa e United. Mossa che potrebbe però scatenare la reazione immediata degli americani e dei franco-olandesi. «Alitalia è stata una valida partner per anni — fa sapere Delta — e siamo disponibili a lavorare con altri per dare vita a un consorzio di investitori». I sindacati sono divisi sull’importanza del supercommissario. Intanto ieri i tre commissari uscenti hanno proposto di estendere di altri tre mesi, cioè al prossimo 23 marzo; la cassa integrazione straordinaria in scadenza il 31 dicembre per 1.180 dipendenti. Una mossa necessaria «per l’attuazione del programma di crisi». La cassa integrazione straordinaria riguarderebbe 80 comandanti, 350 addetti tra il personale di cabina e fino a 750 tra quelli di terra.
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TITOLO: Dombrovskis: «Esm, I did not expect this reaction from Italy at such a late stage»
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OCCHIELLO: Valdis Dombrovskis has been appointed Executive Vice-President for an Economy that Works for People. Is the current level of Italian public debt sustainable? «The sustainability risks are limited in the short run»
TESTO: Valdis Dombrovskis has been Vice-President for the Euro and Social Dialogue since 2014, but in the new European Commission led by Ursula von der Leyen he has been appointed Executive Vice-President for an «Economy that Works for People» (it is essentially a a more «friendly» and less technical title for the same job). In this role he will work with the Economy Commissioner Paolo Gentiloni in order to reform Eu regulations, including the Stability and Growth Pact and complete Monetary and Banking Union. When the Eurogroup met in Brussels on Wednesday, Dombrovskis expressed a desire «to work in a spirit of compromise» and Thursday he added that it was «important to show understanding for different positions». After ten hours of negotiations, the Eurozone Finance ministers reached an «agreement in principle» on ESM reform. They did not, however, rich a final agreement, and this is expected to appen at later date.
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TITOLO: Il treno è diventato una metropolitana: ha cambiato l’Italia, non solo sul lavoro
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OCCHIELLO: In centro Il treno ha soppiantato l’aereo, soprattutto tra Roma e Milano: su rotaia si telefona, si parte e si arriva dal centro
TESTO: L’hanno chiamata la “Metropolitana d’Italia”. Poche infrastrutture hanno saputo modificare radicalmente le abitudini di noi italiani come l’Alta velocità e il Frecciarossa, che ne è ormai l’autentico, consolidato sinonimo. Qualche esempio noto a chi si sposta frequentemente. Milano-Torino? Meno di un’ora di tragitto. Chi penserebbe più di trasferirsi per lavoro da una di queste due città all’altra, avendo una famiglia radicata, figli iscritti alle scuole e rete solida di amici e parenti? Un’ora di spostamento è una media sostenuta da milioni di pendolari tra gli hinterland di Londra o Parigi e i centri delle due capitali.
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TITOLO: L’Economia d’Italia: ultima tappa il 9 dicembre a Napoli
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: L’Economia d’Italia fa tappa e chiude il suo «tour» 2019 lunedì 9 dicembre a Napoli. Appuntamento al Complesso Monumentale Donnaregina, presso il Museo Diocesano Napoli alle ore 18 (Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti alla mail: leconomiaditalia@rcs. it). L’incontro, dal titolo «Ripartire dalle imprese», sarà l’occasione per fare un quadro del sistema imprenditoriale del Sud Italia, con ospiti istituzionali, imprenditori e i giornalisti de L’Economia. Discuteranno con noi, tra gli altri, Crescenzo Coppola, Responsabile Sales Business Campania Basilicata Puglia di Tim; Leonardo Massa, direttore generale di MSC Crociere; Elio Pariota, direttore generale Università Pegaso; Alberto Pedroli, Responsabile della Macro Area Territoriale Sud di Ubi Banca; Domenico Menniti, Presidente Harmont&Blaine; Giovanni Pirollo, vice presidente e responsabile sede di Napoli di NTT DATA Italia. Moderano l’incontro Massimo Fracaro, responsabile editoriale de L’Economia, e Nicola Saldutti, Caporedattore del Corriere della Sera.
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TITOLO: Intesa Sanpaolo, dal 2020 cambio ai vertici delle direzioni regionali
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OCCHIELLO: Dal 2020 cambio ai vertici di alcune direzioni regionali della divisione Banca dei Territori
TESTO: Dal 2020 cambio ai vertici di alcune direzioni regionali della divisione Banca dei Territori. Lo ha annunciato Intesa Sanpaolo. La novità per la sezione guidata da Stefano Barrese, che comprende 3.300 filiali in Italia, sarà effettiva dal 2 gennaio. Con queste nomine prosegue il percorso di ricambio generazionale e la valorizzazione di figure manageriali all'interno del gruppo. Queste le ripartizioni delle otto direzioni regionali: Teresio Testa, dopo aver guidato la direzione Sales e Marketing Imprese assumerà la carica di direttore regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria. Testa ricoprirà il ruolo che precedentemente era di Cristina Balbo, che guiderà Emilia Romagna e Marche.
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TITOLO: Parmalat, espande lo stabilimento a Catania. Inaugurate le nuove linee produttive
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OCCHIELLO: Investimenti e ristrutturazione in Parmalat. Giovanni Pomella, general manager dell’azienda ha sottolineato l’importanza della presenza della multinazionale in Sicilia
TESTO: La fabbrica, che produce latte e panna principalmente con il marchio storico locale Sole, è stata sottoposta a una completa ristrutturazione con un investimento di 6 milioni. Un segnale significativo per il sistema Paese e anche per il territorio: Parmalat, che raccoglie 635 milioni di litri di latte in Italia, rappresenta lo 0,16% del Pil nella regione e lo 0,1% a livello nazionale, nei due siti (quello di Ragusa produce formaggi) occupa 130 dipendenti con un indotto di 7 mila persone, acquista l’80% del latte prodotto dagli allevamenti situati nelle due province e circa il 50% proveniente dall’intera isola, in tutto circa 90 milioni di litri. «Negli ultimi cinque anni», sottolinea Pomella, «abbiamo investito 10 milioni a Catania e 13 in Sicilia. Nello stesso periodo la sola Parmalat, che conta su 9 siti produttivi in 7 regioni, ha investito in Italia in media ogni anno 25-27 milioni e l’intero gruppo Lactalis» (che ha in totale 16 stabilimenti nel Paese e comprende anche i marchi Galbani, Vallelatta, Locatelli e Santal) «circa 60. Impegni realizzati nonostante i consumi del latte siano calati in dieci anni del 25%».
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TITOLO: Fca, il Fisco chiede 1,3 miliardi di euro per l’acquisizione di Chrysler
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OCCHIELLO: Il contenzioso si riferisce alla struttura societaria creata nell’ottobre 2014 a seguito dell’acquisto da parte di Fiat SpA della restante parte della sua unità Chrysler
TESTO: Fca infatti ha dichiarato che gli asset di Chrysler valevano meno di 7,5 miliardi di euro mentre la stima del Fisco italiano è di 12,5 miliardi. Il gruppo è ora registrato nei Paesi Bassi con residenza fiscale nel Regno Unito e non più a Torino, dunque in Italia, che all’epoca imponeva un’aliquota fiscale sulle società di circa il 27,5%. Questo consente di ipotizzare che l’importo che Fca rischia di dover sborsare potrebbe avvicinarsi a 1,3 miliardi di euro, anche se i negoziati potrebbero aver significativamente ridotto l’importo del prelievo. La trattativa è ancora in corso e dovrebbe chiudersi entro la fine dell’anno quindi le cifre citate possono essere soggette ad ulteriori limature. Ma ciò non ha fermato la forte reazione di Fca che ha lamentato ieri l’ingiustificato allarmismo che ha portato poi il titolo a oscillare in Borsa nell’arco di tutto il giorno per poi chiudere a -0,8%. «Non condividiamo affatto le considerazioni contenute in questa relazione preliminare e abbiamo fiducia nel fatto che otterremo una sostanziale riduzione dei relativi importi — ha spiegato un portavoce di Fiat Chrysler in un’email —. Va inoltre rilevato che qualsivoglia plusvalenza tassabile che fosse accertata sarebbe compensata da perdite pregresse, senza alcun significativo esborso di liquidità o conseguenza sui risultati».
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TITOLO: Dombrovskis: «Felice per l’accordo di principio sul Mes. Non mi aspettavo la reazione dell’Italia»
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OCCHIELLO: Per il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis con la delega per un’«Economia che lavora per le persone» nel breve periodo sono limitati i rischi alla sostenibilità del debito italiano
TESTO: La proposta del ministro delle Finanze tedesco Scholz per un’assicurazione comune sui depositi bancari, subordinata però a una drastica riduzione dei titoli di Stati nei portafogli delle banche, va nella direzione giusta? «Accogliamo con favore tutti i contributi al dibattito e sicuramente accogliamo l’apertura verso lo schema europeo di assicurazione dei depositi da parte del ministro tedesco delle Finanze. Il compromesso finale dovrà essere percepito come equo da tutti gli Stati membri, questo significa che le posizioni di tutti dovranno avvicinarsi».
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TITOLO: Lotta all’evasione, debutta il premio per gli onesti L’Economia gratis lunedì
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OCCHIELLO: La correttezza fiscale remunerata con l’estrazione degli scontrini: l’analisi di de Bortoli
TESTO: Con la lotteria degli scontrini si inaugura la volontà di offrire un premio a chi paga le tasse. Nel nostro sistema qualcosa di simile esiste per l’Rc Auto e per il codice della strada dove chi si comporta meglio viene «remunerato» con sconti e punteggi sulla patente. Ferruccio de Bortoli, sulle pagine del L’Economia in edicola lunedì con il «Corriere», affronta le implicazioni della novità che dovrebbe partire a giugno e che avrà un montepremi di 48 milioni di euro. «Finalmente, si potrebbe aggiungere, visto che negli anni sono stati gli evasori — con condoni, concordati, rottamazioni e via di seguito — ad essere oggetto di attenzioni non propriamente educative sotto il profilo degli obblighi di cittadinanza», spiega de Bortoli. Che poi si spinge più in là, ipotizzando che, oltre la riffa, si possa immaginare un sistema di bonus malus anche per i pagatori di imposte. «Se esistesse una sorta di rating fiscale che consentisse al contribuente in regola di ottenere un qualsiasi vantaggio, anche semplicemente procedurale, l’effetto sulla disciplina dei contribuenti, in particolare quelli che non hanno un prelievo diretto alla fonte come dipendenti e pensionati, non sarebbe trascurabile». Mai come negli ultimi tempi le tasse sono utilizzate e in senso etico: la manovra si è incagliata sulla maggior imposizione di plastica, bevande gasate e auto aziendali. Indipendentemente da come finirà, se è lecito penalizzare chi inquina e chi mette un’ipoteca sulla salute pubblica, perché non pretendere eticità anche dallo Stato che non chiude le buche e non gestisce i rifiuti? Ecco come sarebbe la mappa delle aliquote Tari e Ires se si tenesse conto di questo principio. Intanto è ripartito il giro delle nomine dalla Cassa depositi e prestiti, mentre si litiga su quelle di Authority e Agenzie, aspettando la primavera quando scadranno i vertici di Enel, Eni & co.
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TITOLO: Lavoro: carriera prefettizia, concorso pubblico per 200 posti
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OCCHIELLO: La domanda di partecipazione al concorso esclusivamente in via telematica accedendo al sito ministeriale. Il termine per la trasmissione della domanda scade il 19 dicembre
TESTO: Il dipartimento per le Politiche del personale dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie del ministero dell’Interno ha indetto un concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di 200 posti per l’accesso alla carriera prefettizia. É prevista una prova preselettiva, una prova scritta e una prova orale. Per l’ammissione al concorso è richiesto il possesso dei seguenti requisiti: cittadinanza italiana; età non superiore a 35 anni (con alcune deroghe indicate nel bando); possesso di uno dei seguenti titoli di studio: laurea magistrale conseguita presso un’università o presso altro istituto di istruzione universitaria equiparato appartenente ad una delle classi indicate nel bando; diploma di laurea in giurisprudenza, scienze politiche, scienze dell’amministrazione, economia e commercio, economia politica, economia delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni internazionali, sociologia, storia, nonché altre lauree equipollenti. Il candidato deve produrre la domanda di partecipazione al concorso esclusivamente in via telematica accedendo all’apposita procedura informatizzata sul sito ministeriale. Il termine per la trasmissione della domanda scade il 19 dicembre.
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TITOLO: Scuola: ecco perché i migliori studenti sono cinesi
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OCCHIELLO: Sono migliori in matematica, nelle materie scientifiche e anche nella comprensione dei testi: qual è il segreto degli scolari di Pechino?
TESTO: A rivelarlo è lo studio triennale che l'OCSE svolge su studenti quindicenni in tutto il mondo. Dai dati che emergono dalla ricerca si evince che gli scolari che provengono dalle quattro province cinesi di Pechino, Shanghai, Jiangsu e Zhejiang hanno ottenuto risultati ben più alti della media in scienze e matematica. Un traguardo eccellente, che cozza con il reddito delle famiglie da cui provengono gli studenti. La maggior parte di queste infatti vive con possibilità inferiori rispetto alla media internazionale. Circa 1 studente su 6 (16,5%) a Pechino, Shanghai, Jiangsu e Zhejiang (Cina) e 1 su 7 a Singapore (13,8%), hanno raggiunto i massimi livelli in matematica. Un dato che è pari solo al 2,4% nei paesi OCSE.
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TITOLO: Uecoop, in Italia un genitore su tre di quelli che si licenziano lo fa per accudire i figli
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OCCHIELLO: Oltre 49mila papà e mamme nel 2018 hanno deciso di dare le dimissioni per l’assenza di parenti di supporto (27%) o per l’elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato fra asilo nido e baby sitter (7%)
TESTO: La mancanza di un welfare indirizzato alle famiglie e la carenza di asili nido costringono i genitori italiani a scelte radicali. Secondo un’analisi condotta dall’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati dell’Ispettorato del lavoro, in Italia un genitore su tre (36%) che si licenzia dal posto di lavoro lo fa per incompatibilità fra i propri impegni di lavoro e le esigenze di cura dei figli. I ritmi quotidiani, gli impegni, la mancanza di tempo extra lavorativo e l’incertezza sul futuro stanno allargando l’area dei bisogni delle famiglie - spiega Uecoop - con oltre 49mila papà e mamme che nel 2018 hanno deciso di dare le dimissioni per l’assenza di parenti di supporto (27%) per l’elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato fra asilo nido e baby sitter (7%) o per il mancato accoglimento dei figli al nido (2%). Una situazione che sempre più spesso porta il welfare privato a integrare quello pubblico grazie ad accordi aziendali nei quali ai primi 4 posti dei servizi più richiesti ci sono proprio quelli che riguardano la scuola e l’istruzione dei figli (79%), la salute (78%), l’assistenza (78%) e la previdenza (77%) secondo un’analisi di Uecoop su dati Assolombarda.
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TITOLO: Acqua, Imu e Tari: le bollette arretrate degli italiani a quota 7,6 miliardi
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OCCHIELLO: In Sicilia, Campania e Calabria mancati pagamenti per circa 50 euro per abitante. Pressoché nulla l’evasione in Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta
TESTO: I dati emersi nell’indagine condotta da Utilitatis, infine, ci consentono di stimare la morosità del servizio idrico erogato agli utenti domestici solo per ripartizione geografica. A fronte di una spesa idrica complessiva delle famiglie italiane pari a 4,6 miliardi di euro, ammonta a 364 milioni di euro la mancata riscossione registrata a 2 anni dall’emissione della fattura, di cui 226 milioni di euro fanno capo alle famiglie del Sud (11 euro per abitante), 80 milioni a quelle del Nord (3 euro per abitante) e 58 milioni a quelle del Centro (5 euro per abitante). Ma con la legge di bilancio 2020 le cose sono destinate a cambiare. La manovra, infatti, prevede la «Riforma della riscossione degli enti locali» che consentirà alle amministrazioni locali di recuperare i mancati pagamenti senza attendere i tempi di iscrizione a ruolo del debito o di predisposizione dell’ingiunzione. «In buona sostanza – afferma il ricercatore dell’Ufficio studi Andrea Vavolo - dall’ 1 gennaio 2020 ai Sindaci servirà un solo atto, anziché due, ovvero l’accertamento e l’ingiunzione, per arrivare alla soluzione estrema: l’esecuzione forzata». Geograficamente parlando, inoltre, dei 5,1 mld di evasione per la sola Imu nel 2016 circa 1,87 miliardi sono ascrivibili ai proprietari degli immobili delle regioni del Nord; 1,81 miliardi a quelli del Sud; e 1,4 miliardi a quelli del Centro. Per quanto riguarda la propensione all’evasione (o propensione al tax gap) spicca il dato della Calabria pari al 43,2 per cento, quello della Campania attestatosi al 38,5 per cento e quello della Sicilia al 36,6 per cento. Le regioni più virtuose, invece, sono il Piemonte (tax gap al 21,7 per cento), la Lombardia (20,6 per cento), la Liguria (18,3 per cento) e l’Emila Romagna (tax gap al 17,8 per cento) che è la regione dove la propensione all’evasione è la più bassa in assoluto. Evidentissime differenze Nord e sud invece anche per quanto concerne la stima dell’evasione della Tari. Secondo le stime emerse dai dati del Laboratorio Ref ricerche e Crif Ratings, su 9 miliardi di gettito complessivo registrato nel 2018, il mancato incasso a livello nazionale è stato di 2,1 miliardi di euro, di cui poco più di 1 miliardo in capo ai cittadini/imprese del Sud, 817 milioni a quelli del Centro e 286 milioni di euro a quelli del Nord. A livello regionale svetta la mancata riscossione per abitante del Lazio pari a 121,8 euro.
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TITOLO: Francesco Caio: «Il mio aiuto (industriale) al governo sull’Ilva»L’Economia lunedì gratis in edicola
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OCCHIELLO: «Ho accettato per spirito di servizio». Gli obiettivi del presidente di Saipem chiamato come consulente dell’esecutivo nelle trattative con Arcelor Mittal sull’acciaieria. Dalla guida di Olivetti, Avio, Poste all’incarico di Mister Agenda digitale, chi è il manager che sta lavorando sul pasticcio di Taranto
TESTO: L’incarico per l’Ilva? Una grana, indubbiamente. Ma Francesco Caio, presidente di Saipem, ha accettato: «Per spirito di servizio», dice a chi gli chiede il perché: «Ho dato la disponibilità a un ruolo consultivo senza compensi e temporaneo, spero di poter dare un contributo allo Stato italiano su un progetto di politica industriale». Sull’Economia del Corriere della Sera, in edicola lunedì gratis con il quotidiano, gli obiettivi e il ritratto privato del manager chiamato dal governo come consulente nelle trattative con Arcelor Mittal. Ex Mister Agenda Digitale, è stato amministratore delegato di aziende pubbliche e private come le Poste, Avio e Olivetti. Carattere spigoloso, fama di rigore, ha una passione per la fotografia analogica (stampe in bianco e nero) e pensa che i sindacati siano interlocutori con cui un’azienda si deve relazionare: essenziali come la comunità e il territorio in cui l’impresa lavora. Ora deve aiutare a far vivere un’acciaieria, ma in un contesto di politica industriale orientato alla sostenibilità.
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TITOLO: I salumi nel 2020 saranno più cari: colpa della peste suina in Cina
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OCCHIELLO: Le maggiori importazioni cinesi, dovute a una dieta più carnivora per l’aumento del reddito e alla peste suina che ha decimato il patrimonio zootecnico in Cina, hanno portato a un rialzo del 40% della carne destinata ai salumi. Gli effetti sui consumatori
TESTO: I prezzi della carne destinata a insaccati e salumi sono saliti del 40% nel 2019. A causa della corsa all’import di carni da parte della Cina, spinta da una dieta più carnivora per l’aumento del reddito pro-capite e per la peste suina che ha decimato il suo patrimonio zootecnico. E nel 2020 questa tensione sui prezzi sarà destinata ad avere effetti anche sui consumatori. Tra i primi a parlare di rischio rialzo dei prezzi, i produttori altoatesini di speck e il re della bresaola, la valtellinese Rigamonti. «I consumatori, ma soprattutto i 29 produttori di speck altoatesini del Consorzio dovranno fare i conti con prezzi più elevati» ha detto il presidente del Consorzio Tutela Speck Alto Adige Igp Andreas Moser. Claudio Palladi, vice presidente del Consorzio di tutela della Bresaola Igp, e ad di Rigamonti, stima che il 2020 sarà «un anno di transizione nei volumi, ma gioco forza il fatturato salirà del 10%». «Per l’industria di trasformazione — precisa il presidente di Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi), Nicola Levoni — il costo della materia prima rappresenta dal 50% fino al 75% del costo totale di produzione. Incrementi come quelli che si stanno registrando sono diventati insostenibili per l’industria della produzione di salumi. Se le condizioni di mercato non miglioreranno sensibilmente nei prossimi mesi — ha sottolineato Levoni — almeno il 30% delle nostre imprese si troverà in una situazione di difficoltà economica e finanziaria».
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TITOLO: Antitrust, multe per 10 milioni a Wind e Vodafone: offerte non chiare
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OCCHIELLO: Le sanzione sono rispettivamente di 6 milioni per Vodafone e 4,3 milioni per Wind 3. La replica di Vodafone: offerta e costi comunicati in modo trasparente, dimostreremo correttezza del nostro operato
TESTO: Multe per oltre 10 milioni di euro a Wind 3 e Vodafone per violazioni del Codice di Consumo. É l’Antitrust ad aver elevate le sanzioni, rispettivamente di 4,3 milioni per Wind 3 e 6 milioni per Vodafone. Lo si legge in una nota del Garante della concorrenza. L’Autorità, si legge, «ha rilevato, nello specifico, che Wind Tre e Vodafone, violando l’art. 22 del Codice del Consumo, da giugno 2018 non hanno fornito informazioni chiare ed immediate nella promozione di offerte «personalizzate» di winback per i servizi di telefonia mobile rivolte ad ex clienti, contattati prevalentemente tramite sms, limitandosi ad indicare le sole condizioni del piano tariffario proposto in termini di prezzo e traffico incluso ed omettendo nel messaggio, viceversa, di dar conto di ulteriori costi o di vincoli di fruizione delle offerte». Si è ritenuta dunque tale condotta «idonea ad indurre in errore il consumatore medio in ordine al contenuto della proposta ed a fargli assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso». L’Autorità ha inoltre accertato che, in violazione dell’art. 65 del Codice del Consumo, «nella fase di adesione dei consumatori a tutte le offerte di telefonia mobile, Wind Tre e Vodafone hanno pre-attivato diversi servizi e/o opzioni aggiuntivi rispetto all’offerta principale, con aggravio di costi, senza il preventivo ed espresso consenso del consumatore».
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TITOLO: Mercatone Uno, no ai rimborsi per 10 mila clienti (che perdono 4,5 milioni)
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OCCHIELLO: Chi ha versato acconti per cucine e arredamenti non vedrà né merce né soldi. Le associazioni a tutela dei consumatori consigliano di non seguire il percorso civilistico ma di fare un esposto in Procura. La merce in magazzino sarà venduta il 19 dicembre
TESTO: Le associazioni a tutela dei consumatori consigliano di non seguire il percorso civilistico ma di fare un esposto in Procura, considerando che ci sono casi di persone che hanno versato acconti a pochi giorni dal fallimento, quando l’azienda non poteva non conoscere la situazione di dissesto. La merce ancora custodita nei punti vendita di Mercatone Uno sarà venduta in due lotti, il 19 dicembre: il primo da 2,2 milioni di euro, il secondo da 1,395 milioni. E per l’acquisto di quel che resta di Mercatone Uno ai nuovi amministratori sono arrivate 14 offerte, ma nessuna riguarda tutti i 55 negozi e i 1.700 dipendenti: proprio per questo, e per approfondire gli interessamenti, è stata prorogata la cassa integrazione fino a maggio.
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