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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 10 December 2019 AL GIORNO Tuesday 17 December 2019 SU: economia




TITOLO: Crollano gli investimenti dell’Aqp In tre anni lavori ridotti di 5 volte
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OCCHIELLO: Ecco perché si vuole ricorrere alla newco con i privati per i 638 milioniL’analisi dei bilanci dal 2012 al 2018 indica un flop degli appalti
TESTO: Basterebbe prendere in esame i bilanci dal 2012 al 2018 per notare che dal 2016 in poi il motore della progettualità si è sostanzialmente fermato (i dati del 2019 non sono ancora ufficiali). I parametri da prendere in considerazione sono i valori delle gare d’appalto bandite e assegnate e l’importo delle opere realizzate. Ed ecco che il quadro di riferimento diventa più limpido: dal 2012 al 2015 sono state bandite gare complessive per 1,3 miliardi che nei tre anni successivi scendono a soli 550 mila euro. Nel primo periodo la media annuale è di 337,2 milioni, mentre nel periodo successivo (con il management selezionato da Emiliano) c’è un crollo a 184,3 milioni, pari alla metà. Ma ciò che preoccupa di più è il valore dei lavori banditi (quelli che interessano rete, depurazione e fogna): si passa da 828,4 milioni (2012-15) a 125 milioni. E la media annuale confrontata tra i due periodi è di 207,1 milioni a fronte di 41,6 milioni (il parametro per l’era Emiliano è di ben cinque volte in meno). Non va meglio per il valore delle gare aggiudicate che vedono un importo assegnato a un soggetto che deve realizzare le opere. Sebbene il valore complessivo parli di una sostanziale parità (174,5 milioni all’anno in entrambi i periodi) è il quadro dei lavori a destare stupore. Dal 2012 al 2015 sono state aggiudicate gare per un importo complessivo di 530,6 milioni a fronte dei 66 milioni del periodo successivo. La media annuale? Il flop è di uno a sei. Ovvero si passa da 132,6 milioni a solo 22 milioni (mandato Emiliano). Infine, l’ultimo parametro è indicato dagli investimenti conclusi. La media annuale tra i due periodi si attesta sui 150 milioni. Ma c’è un dato di fatto: nel periodo Emiliano l’incidenza maggiore è data dalle opere legate alla depurazione che evidentemente sono frutto di progettazione passata. C’è da ricordare, inoltre, che l’Aqp ha dovuto chiedere all’Aip la rimodulazione dei piani d’investimento legati alle tariffe rinviando al 2020-22 un monte lavori da realizzare pari a 676 milioni in tre anni.
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TITOLO: Se per ridurre le emissioni dipendiamo ormai dalla geoingegneria
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OCCHIELLO: Nuove tecniche permettono di sfruttare il plancton marino per combattere i nuovi gas serra
TESTO: Questo ingegnere ambientale canadese stava cercando all’epoca di trovare una conferma all’ipotesi avanzata dal celebre oceanografo John Martin. Il quale, un quarto di secolo prima, aveva formulato il seguente postulato: «Datemi una mezza nave cisterna di ferro, e comincerò la prossima era glaciale». Il plancton marino, è noto, ha la capacità di assorbire immense quantità di CO2 presenti nell’atmosfera. Questo plancton viene mangiato dai pesci e da altri organismi marini, che dopo la morte precipitano sui fondali. Così che nei resti in fondo al mare è ancora conservato questo plancton carico di CO2, che però a quel punto non può fare danni. La tesi di Martin era che se si fosse «concimato» questo plancton con del ferro, allora questo si sarebbe moltiplicato, colorando di verde il mare e assorbendo nuovi gas serra. Con l’effetto non trascurabile di contrastare il riscaldamento globale, abbassando le temperature del pianeta.
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TITOLO: Sorpresa Credem: ecco qual è la banca prima della classe
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OCCHIELLO: Conti alla mano, la banca dei Maramotti ha chiuso un decennio super. Gregori: merito della governance e ora siamo pronti allo shopping
TESTO: Nel confronto tra i risultati dei principali istituti bancari italiani al 30 settembre scorso (vedi L’Economiadel 18 novembre), il Credito Emiliano è l’unica banca tra le otto considerate a presentare tutte voci positive. Crescono gli interessi netti e le commissioni, i proventi operativi e l’utile netto. Diminuiscono le rettifiche sui crediti, ma questo è un numer da intendersi positivamente e aumentano anche gli oneri operativi perché, sottolineano a Reggio Emilia, quella voce è direttamente correlata al numero dei dipendenti e «noi assumiamo, anziché licenziare». Un unicum in Italia. Un trend decennale, frutto del lavoro di Nazzareno Gregori, ma anche di chi lo ha preceduto, come Adolfo Bizzocchi che guidò la banca dal 2001 al 2016. Gregori, laurea in Matematica e l’entrata al Credem che risale a 41 anni fa, ha sostenuto una crescita che viene da lontano ed è stata tutta realizzata per linee interne. L’ultimo aumento di capitale del Credem, istituto la cui proprietà è riconducibile a una holding in cui la famiglia Maramotti ha un ruolo di primo piano, è del 2008: 250 milioni per acquisire 70 sportelli da Unicredit e Banco Popolare (oggi Banco Bpm).
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TITOLO: Le «false» prime case? In Italia sarebbero circa 135 mila
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OCCHIELLO: Dal mancato versamento dell’Imu, che si paga sulle seconde case, il governo stima una perdita di 200 milioni di euro. Per gli avvocati matrimonialisti il 7% delle separazioni serve solo a frodare il Fisco. La sentenza della Cassazione che «aiuta» i Comuni
TESTO: A Courmayeur, per esempio. Due mesi fa, in modo da prepararsi per tempo alla stagione sciistica, il Comune ha investito 20 mila euro. E si è rivolto a una ditta specializzata per verificare la «sussistenza della contestuale dimora abituale e della residenza anagrafica del contribuente e del proprio nucleo familiare». Ma anche alla Maddalena, in Sardegna, dove il Comune si era mosso da tempo recuperando mezzo milione. Con poca fantasia li chiamano furbetti dell’Imu. Sono quelli che trasformano, per il Fisco, una seconda casa in prima casa, tecnicamente abitazione principale. Perché sulla seconda casa si paga l’Imu mentre sulla prima no. Ma sbaglia chi pensa che il fenomeno sia confinato solo e soltanto alle zone turistiche di lusso. A Boiano, in Molise, il Comune ha affidato la pratica a una società esterna che ha già notificato 506 avvisi per un totale di 475 mila euro. Non proprio spiccioli.
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TITOLO: Effetto dazi sull’export cinese: a novembre cala dell’1,1%
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OCCHIELLO: Dopo i dati dagli Usa su una discesa a ottobre dell disavanzo a 47,2 miliardi di dollari, anche la Cina comunica un calo del surplus del commercio estero a novembre, ridotto a 38,73 miliardi di dollari. Quello con gli Usa è passato da 26,45 a 24,6 miliardi di dollari
TESTO: Le importazioni sono infatti scese dell’1,7% a 254,3 miliardi di dollari, soprattutto per la contrazione nell’acquisto di petrolio, automobili e farmaci, mentre le esportazioni sono diminuite dello 0,2% a 207,1 miliardi di dollari, per effetto in particolare delle vendite di soia e motori di aerei. Nei confronti della Cina il disavanzo su base annua si è ridotto del 14,6% a 31,3 miliardi (con importazioni stabili e maggiori esportazioni per il 3,4%, mentre rispetto al Messico è aumentato del 28%, a 8,8 miliardi. Ed è salito del 20% a 16,4 miliardi nei confronti dell’Unione europea (e in particolare rispetto alla Germania).
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TITOLO: Sàfilo fa shopping in America Comperati gli occhiali Blenders
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OCCHIELLO: Passa di mano il 70 per cento della società californiana. A vendere è il fondatore Chase Fischer che però rimarrà alla guida dell’azienda come ceo. Operazione da 90 milioni di dollari complessivi
TESTO: La padovana Sàfilo ha acquisito il 70 per cento della californiana Blenders Eyewear. A vendere è stato Chase Fischer, proprietario e fondatore dell’azienda basata a San Diego. La partecipazione è stata rilevata sulla base di una valutazione complessiva di 90 milioni di dollari. Chase Fisher manterrà il restante 30 per cento che è soggetto ad usuali opzioni put e call reciproche esercitabili a partire dal 2023 e soprattutto rimarrà ceo di Blenders Eyewear, che continuerà a gestire da San Diego. L’acquisizione sarà finanziata tramite disponibilità di cassa e linee di credito, e tramite un finanziamento da parte di Multibrands Italy B. V., azionista di riferimento di Sàfilo, controllato da Hal Holding N. V, per un importo di 30 milioni di euro. Gli effetti dell’acquisizione saranno riflessi nel nuovo business plan che la società comunicherà mercoledì 11 dicembre. La società, informa una nota, genera circa il 95 per cento del suo business attraverso la piattaforma B2C, a cui si è di recente aggiunta l’apertura del primo flagship store Blenders a San Diego. Nel 2019 Blenders prevede di realizzare vendite nette per circa 42 milioni di dollari, interamente generate negli Stati Uniti e in crescita del 40 per cento sul 2018. L’acquisizione è stata ben accolta in Borsa, dove il titolo Sàfilo in apertura di seduta guadagnava il 5,20 per cento a 1,49 euro
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TITOLO: Lo sviluppo è sostenibilità: l’esempio lombardo
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OCCHIELLO:
TESTO: È molto probabile che la parola del 2020 sarà sostenibilità. Non solo perché si susseguono i vertici a livello mondiale sul tema. O perché i rischi di deterioramento ambientale ci vengono ricordati dai nostri ragazzi, a cominciare da Greta Thunberg, ma soprattutto perché la sensibilità sul tema sta diventando un elemento di competitività. O meglio deve diventarlo. Il rischio, nemmeno tanto nascosto, è però che gli allarmi sul clima si trasformino in un freno al meccanismo economico. Che la paura di «non fare danni» si trasformi in un «non fare» in assoluto. È esattamente il contrario. La sostenibilità non è il problema, ma la soluzione. È la spinta a essere più competitivi nell’utilizzo delle risorse naturali, a ridurre se non azzerare le emissioni a vantaggio del business. L’Italia ha già dimostrato di saperlo fare. Abbiamo già centrato l’obiettivo di riduzione delle emissioni fissato al 2020. È stato poi il vicepresidente della Commissione europea delegato all’Ambiente, Frans Timmermans, a fornire due numeri emblematici del fatto che sostenibilità e sviluppo non sono in contrapposizione: l’Europa dal 1990 è cresciuta del 58%, ma le emissioni sono calate del 22%. Lo sviluppo sostenibile non è qualcosa da inventare. È già realtà. Uno studio di Polis-Lombardia mostra come la regione, la prima zona industriale del Paese, si posizioni ai livelli più alti in Europa rispetto ai 17 goal dell’Agenda Onu 2030 (sono gli obiettivi indicati dalle Nazioni Unite che vanno dall’energia pulita alla parità di genere, all’istruzione). Fatto salvo per ovvi motivi il 14esimo obiettivo (la vita sott’acqua) per 9 di essi la regione è sopra la media dei 21 Paesi dell’Ue appartenenti all’Ocse. È in compagnia di Paesi Bassi, Danimarca, Francia, Germania, Slovenia e Spagna; fanno meglio solo Svezia e Finlandia. La prova migliore che clima e sostenibilità non sono affatto sinonimi di decrescita. La sostenibilità può diventare invece volano di sviluppo non solo nel rispetto ma anche nel miglioramento delle condizioni di vita del pianeta e dei suoi abitanti.
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TITOLO: Hublot raddoppia il fatturato in Italia. Ecco i piani del ceo Guadalupe
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OCCHIELLO: Augusto Capitanucci, che segue i mercati dell’area Mediterranea: «La crisi di Hong Kong? Siamo meno esposti grazie all’ottimizzazione della rete commerciale». Il marchio è stato fondato quarant’anni fa dall’italiano Carlo Crocco
TESTO: «In realtà è una scelta che si sta rivelando vincente, almeno nel ristretto segmento dell’orologeria più preziosa. Una scelta selettiva che Ricardo Guadalupe ottimizza, con i responsabili delle diverse aree, in funzione della quantità di orologi prodotti — complessivamente circa 60 mila — e delle esigenze dei diversi mercati. Il tutto, ovviamente, tenendo conto di una accurata localizzazione delle serie speciali, che ormai per noi sono essenziali». Questo può porre al riparo da fenomeni negativi come il calo di vendite a Hong Kong? «No, sarei bugiardo se tentassi di farglielo credere. Ma certamente per Hublot le conseguenze sono limitate proprio perché l’ottimizzazione della rete commerciale ci consente di intervenire in modo molto più mirato di quanto non avvenga per altre marche».
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TITOLO: Lotteria degli scontrini, un premio agli onesti. Così il Fisco ci riprova
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OCCHIELLO: Sarà la vera novità del 2020: un programma per offrire ricompense in denaro collegate all’emissione di ricevute. Rovescia l’impostazione che per anni ha privilegiato chi non rispettava la legge: con condoni, concordati e rottamazioni. Il passo successivo, come per la patente a punti e l’Rc Auto, potrebbe essere la garanzia di un qualsiasi v
TESTO: La vera novità, si diceva, è un’altra. Il premio a chi si comporta bene. Finalmente, si potrebbe aggiungere, visto che negli anni sono stati gli evasori — con condoni, concordati, rottamazioni e via di seguito — ad essere oggetto di attenzioni non propriamente educative sotto il profilo degli obblighi di cittadinanza. Del resto non si capisce perché un sistema di premialità esista per esempio nel codice della strada o nella normativa sulle assicurazioni per danni, come l’Rc-Auto e non negli adempimenti fiscali. L’evasore non attenta all’incolumità pubblica, almeno direttamente, ma sicuramente alla sostenibilità dei conti dello Stato e, dunque, alla sua possibilità di garantire il finanziamento dei servizi comuni, tra cui la sanità, la sicurezza. La legge che ha introdotto la patente a punti è del 2003. C’era il governo Berlusconi. E prevede, per l’automobilista disciplinato che non commette infrazioni, un abbuono di due punti ogni due anni, fino a un massimo di trenta. La scatola nera sugli autoveicoli è stata disciplinata dalla legge sulla concorrenza, la 124 del 2017, e può comportare per chi l’adotta considerevoli sconti sui premi delle polizze. Nel 2018, nonostante le incertezze legate ai decreti attuativi, era presente in circa un quinto dei contratti Rc Auto. Se esistesse una sorta di rating fiscale che consentisse al contribuente in regola di ottenere un qualsiasi vantaggio, anche semplicemente procedurale, l’effetto sulla disciplina dei contribuenti, in particolare quelli che non hanno un prelievo diretto alla fonte come dipendenti e pensionati, non sarebbe trascurabile. Pensiamo soltanto al costo degli accertamenti, ai riflessi burocratici e alle perdite di tempo dei contenziosi di varia natura. Il contribuente con un rating elevato, che non ha commesso negli anni infrazioni al codice del Fisco, potrebbe godere di una presunzione di correttezza di valore non banale. E sentirsi nello stesso tempo più partecipe — perché considerato parte di un ipotetico club dei contribuenti attenti e regolari — alla costruzione del bene pubblico.
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TITOLO: La «Brexit» di Uber spinge verso l’Italia
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OCCHIELLO: Mentre è battaglia legale a Londra per la revoca della licenza, la società Usa ha una strategia per le nostre città «Adesso le istituzioni ci rispondono al telefono. Offriamo loro strumenti di analisi del traffico»
TESTO: Cosa farà Uber da grande? Se lo chiedessimo al suo amministratore delegato Dara Khosrowshahi direbbe che la risposta sta «nell’intersezione fra digitale e fisico», come ha ribadito la settimana scorsa all’Economic Club di New York. Dove c’è Amazon, in sostanza. Se chiamassimo in causa il sindaco di Londra, Sadiq Khan, sentenzierebbe che Uber non andrà molto lontano, quantomeno nella sua città, dove il 25 novembre non è stata rinnovata la licenza all’applicazione perché non ha tutelato la sicurezza dei passeggeri. «Faremo appello e (fino alla conclusione del braccio di ferro) a nome dei 3,5 milioni di rider e 45 mila conducenti con licenza londinesi continueremo a funzionare», ha contrattaccato la società americana, che proprio la scorsa settimana ha comunicato dati pesanti: negli Usa le denunce per aggressioni sessuali compiute su mezzi Uber, tra il 2017 e il 2018, sono state 5.981. Diciannove le morti.
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TITOLO: Finlandia, la nuova premier ha 34 anni: confronto semi-serio con l’Italia
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OCCHIELLO: Il modello nordico e i confronti con l’Italia. Sanna Marin, 34 anni, figlia di una famiglia arcobaleno, donna, neomamma è la neopremier finlandese
TESTO: Poi, ovviamente, non manca l’altro lato della medaglia dove il civilissimo modello nordico deve fare i conti con questioni tutt’altro che civili (leggi alla voce paradosso nordico) ma tant’è, oggi la Finlandia, presidente di turno dell’Ue fino al prossimo 31 dicembre, è il Paese che ci regala la più giovane premier al mondo: Sanna Marin, 34 anni, figlia di una famiglia arcobaleno, donna, neomamma. Marin arriva dopo una crisi di governo per cui il premier e leader socialdemocratico, Antti Rinne, in carica dal giugno scorso, si è dovuto dimettere su come ha gestito il servizio postale di proprietà statale, i cui lavoratori hanno scioperato per due settimane a novembre. Ma anche in questo caso, la Finlandia ha avuto una crisi di governo lampo: dimissioni e nomina della numero due della storica socialdemocrazia finlandese, in appena una settimana. Procedura da manuale, dicono. Finlandese, dicono altri. Perché da noi, ovviamente, è stato un profluvio di commenti entusiasti da parte di molti leader politici. Che bravi stì nordici, con una premier donna, trentenne. Proprio bravi.
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TITOLO: Un anno vissuto intensamenteDazn ha i numeri (italiani)
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OCCHIELLO: Veronica Diquattro: siamo a 40 milioni di ore in streaming nell’attuale stagione, oltre tre volte la precedente fase. Pensiamo di aver svolto un ruolo di acceleratore di sistema anche per le infrastrutture. La lotta alla pirateria
TESTO: L’altro fattore di crescita è la facilità di connessione che dipende dalla rete ma anche da fattori esterni. «Abbiamo lavorato costantemente al miglioramento — sostiene Diquattro — della nostra piattaforma per ridurre quasi allo zero le interruzioni del segnale. Lo abbiamo fatto investendo e allacciando relazioni di business con le società di telecomunicazioni per rafforzare le infrastrutture e per mettere una connessione più larga. I pareri dei nostri abbonati sulla qualità dello streaming sono passati da un 50 per cento di negativi a un 90 per cento di positivi. Il sistema Italia è indietro per infrastrutture rispetto ad altri paesi europei ma il nostro arrivo ha certamente svolto un ruolo di acceleratore di sistema». Un sistema che offre il fianco alla pirateria e a una platea di utenti abusivi tra i più numerosi d’Europa. «Anche su questo fronte stiamo lavorando insieme a Sky e alla Lega calcio — continua la manager — per fronteggiare il fenomeno e il danno maggiore non arriva tanto dai siti illegali ma dalle organizzazioni criminali che mettono sul mercato il cosiddetto pezzotto (il decoder illegale). Malgrado le ultime retate, il problema resta ancora importante».
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TITOLO: Per Marcolin accordo con Gcds e certificazione di Positive luxury
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OCCHIELLO: Dopo le intese con (tra gli altri) Adidas, Bmw, Max&Co nel portafoglio della società veneta entra uno dei marchi più in crescita tra i giovani. L’amministratore delegato Massimo Renon: «Tutti i nostri brand sono globali e con forte potenziale». Fusioni? «Come tutti facciamo ragionamenti»
TESTO: Nei giorni scorsi nella sede di Marcolin sono arrivate due notizie positive. La prima è che la società di Longarone, provincia di Belluno, potrà mettere accanto al proprio marchio anche la piccola farfalla stilizzata simbolo di Positive luxury, certificazione di sostenibilità dell’azienda. La seconda è la firma della licenza con Gcds, marchio emergente italiano di moda streetwear dei fratelli Giuliano e Giordano Calza. È solo l’ultimo di una serie di accordi sottoscritti da Marcolin negli ultimi 18 mesi, tra cui Longines e Omega (gruppo Swatch), Adidas, Bmw, Max&Co. «Sono tutti marchi legati da un filo conduttore — dice l’amministratore delegato Massimo Renon —. Sono globali e hanno un forte potenziale soprattutto nei mercati nei quali i nostri competitor diretti sono meno forti; pensiamo per esempio ad Adidas, che è il brand di sport numero uno in Cina».
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TITOLO: Cucinelli al primo posto per reputazione sul web
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OCCHIELLO: I ricavi in crescita e la visita del presidente del Consiglio hanno portato sul podio l’imprenditore umbro. Secondo Remo Ruffini, grazie all’inaugurazione di «House of Genius». Terza Miuccia Prada. I dati dell’osservatorio di Reputation Science che ogni mese analizza l’andamento.
TESTO: Al 4° posto troviamo Renzo Rosso (54,23), presidente di Otb, che conquista la posizione grazie alla notizia della conferma di John Galliano alla direzione creativa del marchio Maison Margiela. Diego Della Valle, patron di Tod’s, è al 5° posto (54,02), nonostante il calo dei conti di Tod’s; numerose le voci secondo cui l’imprenditore sarebbe pronto a tornare nel calcio. La 6° posizione è occupata da Leonardo Del Vecchio (53,50), fondatore e presidente di Luxottica, che è salito ulteriormente in Mediobanca e che ha superato Ferrero nella classifica dei più ricchi d’Italia secondo Forbes. Al 7° posto troviamo la seconda donna della classifica, Elisabetta Franchi (49,37), grazie alla nomina del nuovo amministratore delegato di Betty Blue - società proprietaria del brand Elisabetta Franchi - e alla notizia del debutto in Mongolia con una boutique a Ulan Bator. Franchi è prossima alla quotazione in Borsa, insieme a Maurizio Borletti attraverso Spactiv. Nell’0ccasione, Betty Blue cambierà nome in Elisabetta Franchi.
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TITOLO: Il piano Unicredit: dove porterà la rivoluzione Mustier
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OCCHIELLO: All’epoca di Ghizzoni, era solo il 2016, la banca era del tutto diversa. Una mutazione difficile: dagli azionisti ai consiglieri, dalle partecipate alle cessioni, ai tagli. Ora il gruppo è diventato più agile e redditizio. Ma anche meno ramificato
TESTO: Il nuovo piano quadriennale di Unicredit, denominato Team 23, punta a focalizzarsi sulla clientela, offrendo, ha detto Mustier, servizi più evoluti, con un maggior contenuto digitale e un approccio consulenziale alle esigenze della clientela. Industrialmente, completata una importante operazione di de-risking, che ha visto finalmente allocate al di fuori del perimetro della banca tutta una serie di posizioni difficilmente esigibili che erano entrate all’epoca della acquisizione di Capitalia, il focus è su una gestione prospettica del rischio, non solo alla luce delle previsioni economiche, ma soprattutto delle evoluzioni normative che negli anni scorsi hanno fortemente impattato i bilanci dell’industria del credito. L’attenzione è poi rivolta agli investitori. A questi Mustier promette 16 miliardi di euro da qui al 2023, di cui 6 miliardi in dividenti cash, prospettando una attività di riacquisto di azioni proprie e negando risolutamente ogni possibile operazione di fusione e acquisizione, sulle quali comunque la banca è stata impegnata in complesse valutazioni nei mesi scorsi.
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TITOLO: Ex Ilva, Conte: «Parteciperanno anche aziende pubbliche»
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OCCHIELLO: Il premier: «Con ArcelorMittal il negoziato è in corso, ma siamo solo all'inizio». E sulle concessioni autostradali: «Decisioni entro la fine del mese»
TESTO: «Con Mittal c'è un negoziato in corso — ha spiegato il capo del governo —, abbiamo delle controproposte molto efficaci nella direzione che avevamo concordato, il negoziato è solo all'inizio. Il dossier è complesso e delicato e non possiamo svelare dettagli di un negoziato in corso, quello che posso anticipare senza svelare in questo momento delle questioni che rimangono riservate che è prevista anche la partecipazione di aziende pubbliche. Io l'ho detto quando ho detto il sistema-italia significava questo che siamo disponibili a fare la nostra parte per rendere questo progetto ancora più efficace».
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TITOLO: Gli Usa possono perdere la guerra del tech con la Cina (parola di Jeff Bezos)
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OCCHIELLO: Per il patron di Amazon, gli Stati Uniti rischiano di perdere la superiorità tecnologica che è stata una delle chiavi della sicurezza nazionale. A favore della Cina
TESTO: Bezos non si è fatto scappare l’occasione per lanciare una bordata contro un altro rivale, Google, che dopo le proteste di vari dipendenti interni, ha detto no ad alcune forniture di tecnologia alla Difesa. «La mia idea è che se Big Tech ha intenzione di voltare le spalle alla difesa nazionale, questa nazione è nei guai. Capisco che la gente sia emotiva. Ma c’è verità nel mondo. Noi siamo i buoni». Quanto il patriottismo di Bezos sia spontaneo e quanto interessato, può essere materia di dibattito. Ma che lo sia anche la futura (e finora indiscussa) supremazia tecnologica americana, fa riflettere.
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TITOLO: Nuovo condomino? Il posto auto in cortile è tuo (anche se non è scritto nel rogito)
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OCCHIELLO: Box negli spazi comuni: per l’assegnazione conta il titolo di proprietà dell’area su cui i box sono stati realizzati, che è condominiale.L’ex proprietario non può arrogarsi nessun diritto di uso, nemmeno inserendo la clausola nell’atto di vendita
TESTO: Il caso è stato affrontato dal Tribunale di Sassari con sentenza del 26 ottobre 2009. La questione in esame chiarisce se il box auto realizzato nel cortile è da considerarsi condominiale. Il Tribunale sardo infatti, aveva rigettato la domanda dell’ acquirente di un appartamento che chiedeva al venditore dell’immobile la consegna del box auto presente nel cortile condominiale, in quanto necessaria pertinenza dell’appartamento acquistato, anche se non specificatamente trasferito con il rogito. In secondo grado, la Corte d’Appello di Cagliari con sentenza del 26 agosto 2016 n.418 ribaltava il primo grado di giudizio perché il cortile dove erano stati costruiti i box era di proprietà comune. Non solo, l’atto precisava anche che nel trasferimento fosse compreso il diritto alla comproprietà delle parti comuni del fabbricato di cui faceva parte la porzione alienata. Anche la Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’Appello, precisando che i cortili rientrano tra le parti comuni dell’edificio condominiale, a norma dell’art. 1117 c. c., e la loro trasformazione in un’area edificabile destinata all’installazione di box auto, anche se a beneficio solo di alcuni dei condomini - seppur faccia venir meno la funzione dell’area comune - non ne comporta una sottrazione al regime della “condominialità” (Cass. civ. 14.6.2019, n.16070).
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TITOLO: Bocconi, salto in Europa: la scuola di direzione aziendale è terza
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OCCHIELLO: La Bocconi di Milano con la sua scuola di direzione aziendale guadagna tre posizioni nella graduatoria del «Financial Times» delle migliori business school europee
TESTO: Secondo il rettore Gianmario Verona, il Ft riconosce «la completezza dell’offerta formativa di Bocconi e Sda». E, aggiunge Soda, «premia la strategia di lungo periodo a favore della formazione permanente che abbiamo perseguito proponendo esperienze per ogni stadio di sviluppo della carriera». Il ranking delle migliori business school tiene conto infatti dei risultati ottenuti nelle classifiche europee relative a Mba, il master full time in business administration; Emba, l’executive Mba per chi ha almeno una decina di anni di esperienza lavorativa; il Master in management, laurea specialistica biennale pre-esperienza; i corsi di Executive education rivolti alle aziende che possono essere custom, cioè personalizzati (tipologia nella quale Sda è quarta al mondo) oppure open, inseriti in un «catalogo» di offerta formativa.
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TITOLO: Ubi, la finanza per gli sportivi.Intrum guarda i nostri risparmi
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OCCHIELLO: Massiah spiega come investire per il dopo carriera ai calciatori di Juventus, Atalanta, AlbinoLeffe e, domani, Arezzo. C’è chi investe per spendere meno con il taxi e Massimiliano Curto festeggia. I soccorsi tecnologici grazie ad Audens
TESTO: Ubi sale in cattedra, in mezzo a un campo di calcio. Domani, 10 dicembre, ad Arezzo circa 100 ragazzi delle squadre giovanili dell’Arezzo Calcio parteciperanno a un incontro di formazione dedicato al valore dell’educazione finanziaria e all’uso consapevole del denaro promosso dalla banca guidata da Victor Massiah. È l’ennesimo appuntamento di una serie di attività dedicate all’educazione finanziaria e alla sostenibilità in cui è impegnata Ubi in collaborazione con la Feduf, la Fondazione per l’educazione finanziaria e al Risparmio, nei confronti dei giovani, che fra i destinatari conta anche il mondo dello sport e le squadre giovanili di alcuni club calcistici, come Juventus, Atalanta e l’AlbinoLeffe. Oltre al calcio l’iniziativa ha toccato anche il volley, con la Lube e la Sir Safety Umbria Volley. Negli ultimi due anni scolastici sono stati coinvolti da questo tipo di attività oltre 34 mila giovani studenti e i loro insegnanti su tutto il territorio nazionale. Hanno partecipato alle attività anche alcuni campioni di varie discipline sportive, come la fiorettista Margherita Granbassi, il pugile Roberto Cammarelle che fu campione del mondo tra i dilettanti, la tennista Mara Santangelo, la cestista Raffaella Masciadri (14 scudetti, 9 coppe Italia, 12 supercoppe italiane, 1 Eurocup) e la martellista Silvia Salis.
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TITOLO: Italia: produzione industriale in calo del 2,4% in un anno
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OCCHIELLO: Tra settembre e ottobre l’indice è calato dello 0,3. Incidono maggiormente i settori dell’energia e dei beni strumentali. Secondo Bankitalia in calo anche i prestiti alle imprese
TESTO: A ottobre si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dello 0,3% rispetto a settembre. Lo rileva l’Istat aggiungendo che, corretto per gli effetti di calendario, l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali del 2,4% (i giorni lavorativi sono stati 23, come ad ottobre 2018). Nella media del periodo gennaio-ottobre l’indice ha registrato una flessione tendenziale dell’1,2%. Nella media del trimestre agosto-ottobre la produzione mostra una flessione congiunturale dello 0,6%. L’indice destagionalizzato mensile cresce, marginalmente, su base congiunturale solo per i beni di consumo (+0,3%); diminuiscono invece l’energia (-1,9%) e i beni strumentali (-0,8%) mentre i beni intermedi risultano stabili.
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TITOLO: Trenitalia e Trenord, l’accusa dell’Authority: «Mancati rimborsi ai passeggeri per i ritardi»
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OCCHIELLO: Rischio stangata fino al 10% del fatturato degli operatori per il «mancato adeguamento delle carte dei servizi alla disciplina dell’Autorità». Il nodo del ristoro ai passeggeri dei treni regionali per eventuali ritardi. La normativa Ue
TESTO: Per Trenitalia il 31 ottobre scorso l’Authority dei Trasporti, guidata da Andrea Camanzi, ha contattato l’azienda chiedendo la trasmissione di copia delle Condizioni generali di trasporto e delle Carte dei servizi, relative a servizi connotati da oneri di servizio pubblico (prot. ART n. 13891/2019). L’8 novembre Trenitalia ha trasmesso le proprie Condizioni generali di trasporto, le varie Carte dei servizi, relative sia ai servizi Intercity sia regionali, e le varie tariffe. Sulla base della documentazione in atti, sembra emergere la violazione da parte di Trenitalia «limitatamente al servizio regionale, essendo l’indennizzo previsto esclusivamente a favore dei clienti dei treni Intercity e Intercity notte». E anche «le modalità di determinazione dell’indennizzo di cui si tratta non soddisfano i requisiti previsti nelle dette misure; relativamente al servizio regionale, invece, allo stato, non è stata recepita la relativa disciplina».
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TITOLO: Premier League, com’è andata la trasmissione su Amazon Prime Video (e perché è una rivoluzione)
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OCCHIELLO: Il colosso di Seattle ha fatto una prima incursione nella massima serie britannica con venti partite infrasettimanali
TESTO: Perché Bezos insisterà e ci metterà ancora più soldi, dal solo attuale 1 per cento del budget per i contenuti? Perché nei giorni della Premier ha assistito al record di sottoscrizioni ad Amazon Prime da quando il servizio è stato lanciato, nel 2007. Per gli utenti il costo è di 7,99 sterline al mese o 79 all’anno e comprende anche le consegne per l’e-commerce o l’accesso al catalogo di canzoni. Certo, va fatta la tara di chi gode dei 30 giorni gratuiti e poi si tira indietro, ma il dato è interessante, soprattutto se affiancato a quello di Ampere Analysis secondo cui Amazon porta al 72 per cento la percentuale degli appassionati britannici coperti dalla trasmissione di qualche partita. Gli abbonati a Bt e Sky sono invece complessivamente il 54 per cento dei fan del pallone in Uk. Facile: sempre più persone raggiungibili, sempre più abbonati potenziali. Resta il nodo di farle felici e far vedere loro i gol senza ritardi e blocchi di sorta, ma la partita è iniziata.
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TITOLO: Ilva, futuro in salita: il tribunale ordina lo spegnimento dell’Afo2
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OCCHIELLO: I tecnici del governo guidati da Francesco Caio hanno illustrato ad Arcelor Mittal la proposta di piano industriale di palazzo Chigi. Niente esuberi ma più cassa. A stretto giro si attende la risposta dei franco-indiani
TESTO: Un paio d’ore di incontro all’ora di pranzo. Quanto è bastato alla delegazione guidata da Francesco Caio per illustrare il piano industriale del governo per Ilva. Tanto è durato il confronto tra i tecnici del Mise e del Mef con i rappresentanti di ArcelorMittal. Ma subito dopo la presentazione del cosiddetto contropiano del governo è arrivata da Taranto la notizia che rischia di far saltare ogni mediazione: il giudice del dibattimento, Francesco Maccagnano, ha negato la proroga chiesta da Ilva in amministrazione straordinaria per l’uso dell’Altoforno 2 (da parte di ArcelorMittal) da utilizzare per gli ulteriori lavori di sicurezza, nonostante la Procura, 24 ore prima, avesse espresso parere favorevole alla proroga. A questo punto, con la scadenza per mettere a norma l’Afo2 che resta fissata al 13 dicembre, l’impianto rischia ora il nuovo sequestro e il riavvio del cronoprogramma per lo spegnimento dell’altoforno.
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TITOLO: Trenitalia debutta sulla linea Londra-Manchester
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OCCHIELLO: Il consorzio formato da Trenitalia (sbarcata anche in Spagna con l’Alta velocità) e da FirstGroup, azienda di trasporto con base ad Aberdeen, nei mesi scorsi si è aggiudicato l’appalto come vettore della linea ad alta velocità lungo dorsale ovest britannica: ieri è partito il primo treno targato Avanti West Coast. Oggi la cerimonia ufficial
TESTO: È partito domenica da Londra alla volta di Manchester il primo treno targato Avanti West Coast: il consorzio formato dall’italiana Trenitalia e da FirstGroup, azienda di trasporto con base ad Aberdeen, che nei mesi scorsi si è aggiudicato l’appalto come vettore della linea ad alta velocità lungo la cruciale dorsale ovest britannica: quella che collega la capitale con varie città inglesi e poi su su fino a Glasgow, in Scozia. Il convoglio ha lasciato di prima mattina la stazione londinese di Euston per arrivare puntualmente a destinazione, come riferisce la Bbc. Lunedì la cerimonia ufficiale con un treno ad hoc con autorità e top manager, anche in arrivo dall’Italia.
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TITOLO: Morgan Stanley taglia 1500 posti di lavoro, se sono i ragazzi a mettere in crisi il sistema bancario
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OCCHIELLO: La rivoluzione tecnologica, la nascita di startup legate ai pagamenti e la profezia di Bill Gates: «Abbiamo bisogno dei servizi bancari ma non abbiamo più bisogno delle banche». È proprio così?
TESTO: Vent’anni fa il fondatore di Microsoft Bill Gates pronunciò una frase ancora oggi ricordata da molti: «Abbiamo bisogno dei servizi bancari ma non abbiamo più bisogno delle banche». Oggi gli istituti di credito esistono ancora ma il loro modello tradizionale di business è sempre più in crisi costretto a far fronte a sacrifici che si ripercuotono soprattutto sul piano del personale. Al Capital Markets Day di Londra di una settimana fa Unicredit ha presentato il nuovo piano industriale e oltre alla solita raffica di numeri è arrivata anche una doccia fredda per i dipendenti del gruppo bancario: tagli per 8 mila lavoratori tra Germania, Austria e Italia oltre alla chiusura di 450 filiali. E sarà proprio l’Italia a pagare il dazio maggiore, con esuberi tra 5.550 e 6 mila unità. Ma ora persino la banca d’affari statunitense Morgan Stanley ha annunciato che taglierà oltre 1.500 posti di lavoro in tutto il mondo, cioè il 2% della sua forza lavoro, per «risparmiare e per adattarsi all’ambiente economico».
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TITOLO: Fs, un miliardo di investimenti per l’Alta velocità da esportazione
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OCCHIELLO: Da ieri la Londra-Glasgow, entro il 2023 sbarco in Grecia, Francia e Spagna. L’ad Battisti: noi protagonisti in Europa. Dal 1° gennaio 2020 parte la liberalizzazione totale dell’Alta Velocità nei Paesi europei. E il Frecciarossa 1000 sbarca nella patria del Tgv
TESTO: Il primo treno di Avanti West Coast (30% Trenitalia Uk e 70% FirstGroup), la compagnia che gestisce la linea, è partito il 9 dicembre dalla stazione londinese di Euston con a bordo l’amministratore delegato di Ferrovie Gianfranco Battisti e l’ambasciatore italiano a Londra Raffaele Trombetta. «La compagnia si chiama Avanti — spiega Battisti — perché vogliamo guardare al futuro: quello di oggi a Londra è solo un primo passo che vedrà le Ferrovie dello Stato Italiane protagoniste in tutta Europa». Si comincia da Londra, con i servizi InterCity (fino a 220 chilometri orari) in attesa che arrivi la linea ad Alta velocità — la prima tratta da Londra a Birmingham — che il piano del ministero dei Trasporti britannico ha fatto slittare dal 2026 al 2031. Nel frattempo Londra ed Edimburgo saranno collegate con una flotta ammodernata di 56 treni Pendolino. «Avanti West Coast è molto importante per Fs ma anche per la reputazione italiana nel Regno Unito. Ed è bello pensare — sottolinea l’ambasciatore Trombetta — che se nel 1839 sulla Portici-Napoli, prima ferrovia italiana, le locomotrici erano inglesi, oggi la Londra-Edimburgo è gestita dalle Ferrovie italiane».
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TITOLO: Xylella: macchinario distrugge dal terreno le uova di sputacchina
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OCCHIELLO: La presentazione del dispositivo ideato dall’Università di Bari e dall’istituto di ricerca privato Dyrecta Lab di Conversano. Elimina le uova con in getto di vapore
TESTO: «Siamo passati da una fase di contestazione ad una fase esclusivamente propositiva sulla lotta alla Xylella. Non si può perdere più tempo, bisogna agire subito perché in primavera ci sarà la nuova schiusa delle uova della sputacchina, il vettore che trasporta il batterio della Xylella». Lo ha detto il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Nino Marmo, durante la presentazione del macchinario che promette di distruggere la «sputacchina». «Questa ricerca - ha proseguito Marmo - deve ricevere l’attenzione che merita. Tra Fasano e Monopoli qualche ulivo infetto è stato rilevato, la difesa degli alberi monumentali deve essere assolutamente prioritaria. Dobbiamo tutelare anche la parte più produttiva della nostra regione, il settore olivicolo. Per questo riteniamo che la Regione Puglia debba avere un ruolo importante nell’implementazione di questa ricerca. Bisogna intervenire subito e bisogna iniziare a farlo dalla fascia di contenimento. Se ci muoviamo oggi si può mettere su un’organizzazione per contenere il fenomeno in primavera, quando c’è la schiusa dell’uova del batterio. Gli errori commessi all’inizio, cioè il mancato abbattimento di pochi alberi infetti, non si possono ripetere: oggi abbiamo il dovere di difendere il territorio. Le risorse ci sono, sono da vario tempo stanziate con normativa regionale e nazionale». Alla conferenza stampa erano presenti anche il vicepresidente del consiglio regionale, Giandiego Gatta, e il consigliere regionale Domenico Damascelli. «Con questa proposta - ha aggiunto Gatta - Forza Italia passa dalla fase di protesta a quella propositiva. Questo è uno studio che ha basi scientifiche solide, ci sono già dati sperimentali incoraggianti. La Puglia ha già perso sei milioni e mezzo di ulivi, in Capitanata siamo preoccupati perché la Xylella potrebbe provocare danni ingenti». «La Xylella è un flagello - ha chiarito Damascelli - e dalla giunta regionale, in questi quattro anni, non abbiamo ascoltato una sola soluzione, una idea, una proposta. La legge contro la Xylella ha prodotto zero risultati, stavano facendo nascere persino un’altra agenzia inutile. Noi oggi facciamo una proposta perché noi ascoltiamo il mondo agricolo e il mondo della scienza, mentre il governo regionale ha inseguito teorie con risvolti fantozziani. Il risultato è un danno economico di 1,2 miliardi. Oggi l’unico sistema che abbiamo è quello di bloccare la sputacchina».
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TITOLO: L’80% delle italiane under 25 non si sente competente in informatica. Al via l’Ora del Codice
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OCCHIELLO: I risultati della ricerca di Yoox Net-A-Porter e le iniziative del gruppo specializzato nell’ecommerce di lusso: un corso di coding gratuito e i seminari in 35 scuole nel bolognese.
TESTO: Dal 9 al 20 dicembre, i volontari di Yoox Net -A- Porter e la Fondazione Golinelli terranno seminari e sessioni di programmazione in più di 35 scuole nell’area di Bologna. Circa 1.000 giovani studenti, di età compresa tra 11 e 18 anni, avranno accesso alle basi dell’informatica e saranno in grado di sviluppare le loro capacità di coding insieme a competenze importanti tra cui la creatività, la collaborazione e il problem solving. L’iniziativa di quest’anno, la quarta di fila e che durerà per 11 giorni, è iniziata con l’evento del 5 dicembre all’Opificio Golinelli che ha coinvolto i bambini con corsi di robotica, programmazione visiva, programmazione, realtà virtuale e design.
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TITOLO: I nuovi Champions, gli incontri sul territorio, L’Economia del futuro: 2020, un anno di appuntamenti
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OCCHIELLO:
TESTO: Nel 2019 L’Economia ha girato l’Italia con tanti appuntamenti che hanno permesso di incontrare, sul territorio, le aziende e gli imprenditori, di entrare nelle fabbriche, di discutere di investimenti e portafogli, di incertezza e prospettive del Paese. Abbiamo incontrato i nostri «Champions» dei bilanci e le aziende che hanno fatto della sostenibilità una strategia a lungo termine e una chiave di competitività. Tutti appuntamenti che si rinnovano anche nel 2020: il viaggio dell’Economia continua e si arricchisce di tappe e iniziative. Si comincia a marzo: a metà mese festeggeremo, come sempre alla Borsa di Milano, il terzo compleanno del supplemento economico del Corriere della Sera e per l’occasione incontreremo i nuovi campioni di produttività. L’Economia d’Italia, il nostro itinerario tra i distretti produttivi più importanti della penisola, riprenderà poco dopo e si arricchirà di una nuova tappa, Genova. Sempre in primavera, si parlerà di imprese familiari al Family Business. Mentre novembre sarà, come ormai di consueto, il mese dedicato a L’Economia del Futuro: una due giorni con ospiti internazionali e imprenditori, per raccogliere e vincere la sfida della sostenibilità. Sempre a novembre, tornerà la domenica di turismo industriale con Open factory.
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TITOLO: Manovra, salta la cedolare secca al 21% per l’affitto dei negozi
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OCCHIELLO: Il leader della Lega, Salvini: un’altra mazzata per i commercianti. Da gennaio torna il regime ordinario, con le normali aliquote Irpef
TESTO: La cedolare secca sui canoni riscossi dando in affitto un esercizio commerciale fu introdotta con la manovra di un anno fa per il 2019. Questo significa che su tutti i contratti stipulati fino al 31 dicembre di quest’anno il proprietario versa un’imposta sostitutiva unica del 21% del canone per tutta la durata del contratto (di solito 6 anni più 6). Senza la proroga del regime agevolato, sui contratti stipulati dal 2020 si tornerebbe alla tassazione secondo le normali aliquote Irpef, più le addizionali locali e l’imposta di registro, «per un carico totale che può superare il 48%del canone», protesta il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa. Chiedono la proroga anche Confcommercio e Confesercenti mentre Giorgia Meloni (FdI), parla di «assalto contro i commercianti e gli artigiani» perché «dal 2020 gli affitti saranno più cari» mentre la Lega denuncia che l’esecutivo potrebbe cancellare la tassa dell’1,5% sulle rimesse dei migranti (money transfer), che Salvini aveva voluto.
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TITOLO: Clima, solo 7 governi ambiziosi. E i Ceo vogliono la «carbon tax»
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OCCHIELLO: L’emergenza climatica sarà una priorità al prossimo Forum di Davos. In ritardo non solo gli Stati ma anche le aziende che hanno piani insufficienti e a breve termine. La svolta del Wef a Davos: il Ceo si misura anche sui risultati ambientali
TESTO: Anche le imprese sono grande ritardo. Limitando l’analisi alle quasi 7.000 aziende che hanno comunicato le loro emissioni a CDP, l’organizzazione non profit che monitora le emissioni globali, dal rapporto emerge che solo un terzo fornisce la piena divulgazione, solo un quarto fissa un obiettivo specifico di riduzione delle emissioni e una uno su 8 sta effettivamente riducendo le proprie emissioni di anno in anno. Ma c’è anche una distinzione tra piani a breve termine e piani a lungo termine. Secondo il 65% di tutti gli obiettivi di riduzione delle emissioni aziendali comunicati a CDP sono a breve termine con una data di scadenza di 5 anni o meno. Le ragioni del ritardo? La prima, si legge nel Rapporto, è che gli amministratori delegati si trovano ancora sotto una maggiore pressione per ottenere rendimenti a breve termine piuttosto che per dimostrare progressi rispetto agli obiettivi climatici. Ma è colpa anche della pletora di linee guida ESG (environmental, societal e corporate governance) che ha portato, secondo le parole di un Ceo di una banca, a «confusione reale e poca azione» nel mondo degli investimenti. La sorpresa è che i 25 Ceo intervistati hanno confermato che senza una tassa significativa sul carbonio la transizione non può essere accelerata alla velocità e alla scala necessaria.
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TITOLO: China Awards 2019: premiato Tronchetti Provera, pioniere in Cina
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OCCHIELLO: Trentotto i vincitori della quattordicesima edizione. Ventisei società italiane tra cui Carioca, Assicurazioni Generali, Ducati, Snam e sei cinesi, due atleti e due artisti.
TESTO: Come Capital Elite vincono Business Strategies, Carioca, D’Andrea and Partners Legal Counsel, Oranfrizer, Icona Design Group, Nh Hotel Group Italy. Trip. com Group, Vudafieri-Saverino Partners. I ‘Creatori di valore’ sono Barbatelli&Parners, Coveme, Easyrain, Hangzhou Brachi Technological Services, Oropan, Oulide Group, Suzhou Metal Services. Come Eccellenza Italia: Camera Nazionale della Moda Italiana, Ducati e Tonino Lamborghini. I Top Investors in China del 2019: Agrati, Assicurazioni Generali, Eurocoating, Futurasun, Lu-Ve Group e i Top Investors in Italy Baomarc Automotive Solutions, Haier Group, i premi Via della Seta a Bracco Imaging, Intesa Sanpaolo, Progetto CMR. I premi speciali China International Import Expo 2019 a East Media – Gruppo Triboo, Regione Puglia e Snam, a Lishui Sino-Italian Innovation Town Operation and Management e a TalentBank. I Leoni d’Oro a Shi Yang Shi, istrionico attore e presentatore alla cantante Alessia Raisi. Per lo sport premi a Matteo Rizzo, bronzo nel pattinaggio artistico Cup of China, e a Marco Galiazzo, argento a Pechino 2008.
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TITOLO: Safilo le altre 160 crisi aziendali: 300 mila italiani coinvolti
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OCCHIELLO: Il nuovo piano industriale prevede il taglio di un dipendete su 4 in Italia. Trocchia: «Tagli inevitabili». Furlan: con Safilo sono 160 le crisi aziendali e 300 mila i lavoratori coinvolti
TESTO: Safilo, che accumula ininterrottamente perdite dal 2015, ha subito «aperto un tavolo negoziale» con i sindacati «al fine di individuare tutti gli ammortizzatori sociali disponibili per limitare gli impatti» sui dipendenti. «Nonostante il tentativo di far emergere soluzioni alternative» il piano ha «un impatto su un numero significativo di persone» ha ammesso l’ad Angelo Trocchia, in una conference call, sottolineando che la decisione di tagliare tanti posti di lavoro non è’ stata «presa a cuor leggero», ma il taglio era inevitabile per garantire «altri 150 di storia» alla società, dovrà essere «più snella e più veloce», ha spiegato il manager. Che punta a un risparmio complessivo di circa 45 milioni entro il 2014. Sui dettagli sulla gestione degli esuberi «dovranno essere discussi con i sindacati - ha aggiunto - ieri c’è stato un incontro molto sincero. La società è aperta nel capire come queste inevitabili decisioni possano essere meglio implementate».
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TITOLO: Lidl, vogliamo essere ambasciatori del made in Italy
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OCCHIELLO: Il gruppo ha il tasso di crescita più elevato nella grande distribuzione. In 5 anni investiti due miliardi, l’80% dei prodotti è tricolore, un miliardo di export
TESTO: Colonizzatori teutonici o driver della crescita del made in Italy? Dopo circa 27 anni di permanenza nel nostro territorio, Lidl Italia è tra i leader del settore della grande distribuzione. Ma la sua attività suscita ancora delle «resistenze» tra i puristi del made in Italy. Appartenente al gruppo tedesco Schwarz, una delle principali multinazionali del settore a livello mondiale, il marchio Lidl è diffuso in 32 Paesi, tra Europa e Stati Uniti. Presente in Italia dal 1992, l’azienda è cresciuta a ritmi sostenuti: un nuovo punto vendita aperto ogni due settimane, fino a raggiungere una diffusione quasi capillare su tutto il territorio nazionale con 650 esercizi (fino a ottobre 2019) e 82 mila posti di lavoro (compreso l’indotto) Nel 2018 Lidl Italia ha realizzato 4,7 miliardi di euro di ricavi posizionandosi come quinta azienda in Italia per tasso di crescita (+8,8% quella media annua negli ultimi 5 anni) e 33 esima del Paese per dimensione. Nel settore della grande distribuzione, Lidl è la prima per tasso di crescita negli ultimi 5 anni e nona per dimensione.
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TITOLO: Whirlpool e Ilva insieme a Roma: «Non si governa contro i lavoratori»
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OCCHIELLO: Mobilitazione dei sindacati confederali che dopo incontrano il premier Conte: «Un pilastro fondamentale della strategia per il rilancio degli investimenti sarà il Piano Sud»
TESTO: Qualche ora prima del faccia a faccia tra il premier ed i sindacati, migliaia di lavoratori avevano manifestato nella Capitale a supporto delle vertenze del Mezzogiorno ed in particolare di quelle dello stabilimento di Taranto ex Ilva di ArcelorMittal e della fabbrica napoletana di Whirlpool per l’iniziativa nazionale di Cgil, Cisl e Uil in piazza Santi Apostoli a Roma, la prima delle tre indette unitariamente che ieri ha aperto «la settimana di mobilitazione per il lavoro». E in cui è confluita soprattutto la protesta dei lavoratori metalmeccanici dell’ex Ilva, in sciopero per 24 ore negli stabilimenti siderurgici del gruppo ArcelorMittal e nell’indotto. Decine di pullman sono giunti da Taranto con lavoratori e delegati sindacali. Così centinaia anche i lavoratori da Napoli e dallo stabilimento di via Argine di Whirlpool. «Il mondo del lavoro unito — ha commentato il numero uno della Cgil, Maurizio Landini — chiede il cambiamento del Paese: si mettano in testa che non si cambia senza e contro i lavoratori. Noi non abbiamo paura, non ci rassegniamo e andiamo avanti finché non otteniamo risultati. Uniti ce la possiamo fare». Per la segretaria generale nazionale della Cisl Annamaria Furlan «abbiamo bisogno di risposte a partire da Ilva, Alitalia, Whirlpool, Mercatone uno: in tutti i settori abbiamo vertenze aperte con minacce o veri e propri licenziamenti di migliaia e migliaia di uomini e donne. Mai così in basso». «Vogliamo — ha aggiunto — che queste vengano risolte e vogliamo dare un messaggio chiaro alle multinazionali: non si viene in questo Paese a fare shopping e poi a buttare via imprese e chi ci lavora dentro». «Certamente se ci fosse stato lo Stato — ha sottolineato invece il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo — non ci sarebbero stati i balletti a cui assistiamo. Sulla vertenza ArcelorMittal, chiediamo con forza il rispetto dell’accordo firmato a settembre 2018 e la salvaguardia dei livelli occupazionali». Per il segretario generale della Cgil di Napoli, Walter Schiavella «questa manifestazione ha rimesso al centro i temi del Mezzogiorno, del quale Napoli è parte fondamentale». «Le scelte contenute nella manovra economica — ha spiegato Schiavella — dovranno tenere conto delle tante questioni aperte e dare risposte urgenti alle vertenze ancora irrisolte, a partire da Whirlpool».
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TITOLO: Barry Callebaut, ecco l'Academy per i sommelier del cacao
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TESTO: La sua produzione è un segreto di Barry Callebaut, colosso franco-belga attivo dal 1996, risultato della fusione di due aziende, entrambe rilevate dalla famiglia elvetica Jacobs, che tuttora possiede il 51% delle azioni. “Barry Callebaut è un business familiare e cerca di agire come tale” spiega Massimo Garavaglia, direttore dell’area Europa, Africa e Medio Oriente dell’azienda “per quello curiamo la produzione fin dalla coltivazione del cacao”. Pur non gestendola direttamente, si rapporta direttamente con i produttori locali, che si trovano nella fascia equatoriale africana al 75%: “quattro delle nostre fabbriche si trovano proprio lì per trasformare direttamente il prodotto grezzo, ma anche per implementare programmi di welfare”.
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TITOLO: Auto, il top manager italiano Luca De Meo (Seat) verso il vertice di Renault
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OCCHIELLO: L’taliano Luca De Meo, attuale presidente della spagnola Seat (gruppo Volkswagen) sarebbe stato indicato dal consiglio di amministrazione di Renault come la figura preferita per l’incarico di direttore generale. Prenderà il posto di Thierry Bolloré
TESTO: L’taliano Luca De Meo, attuale presidente della spagnola Seat (gruppo Volkswagen) sarebbe stato indicato dal consiglio di amministrazione di Renault come la figura preferita per l’incarico di direttore generale del gruppo. L’indiscrezione è stata rilanciata dalla stampa francese anche se non ci sono comunicazioni ufficiali da parte del gruppo automobilistico di cui lo Stato francese ha il 15%. In Borsa, il titolo del colosso francese dell’auto è cresciuto dell’1,07% a 4,70 euro, dopo la seduta del board.
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TITOLO: Reddito di cittadinanza, assegno «congelato» con lavori brevi
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OCCHIELLO: Introdotta con un emendamento del M5S una «sospensione», anziché la decadenza, dal Reddito di cittadinanza per la durata di contratti brevi
TESTO: Nella stessa giornata era arrivata un’analisi del Cnel sul sussidio di disoccupazione. Il reddito di cittadinanza presenta «criticità» in particolare «in chiave incentivante dell’occupazione», rileva il rapporto sul mercato del lavoro presentato mercoledì 11 dicembre dal Cnel, che contiene una prima valutazione degli effetti prodotti dall’introduzione del provvedimento. «In un contesto di debole domanda del lavoro, infatti, gli sgravi previsti in favore delle imprese che assumono i beneficiari dello strumento potrebbero finire per indurre le stesse a privilegiare questa tipologia di disoccupati, invece dei percettori di Naspi», spiega il Cnel. Il Naspi è la «Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego», l’indennità mensile di disoccupazione (qui la scheda dell’Inps). E’ «ingiustificata», secondo il Cnel, la sospensione, operata con la legge introduttiva del reddito di cittadinanza, dell’assegno di ricollocazione per i percettori di Naspi, per riservarlo esclusivamente ai percettori di reddito di cittadinanza». «Il Cnel - afferma il presidente Tiziano Treu - ritiene che nella legge di bilancio debba essere inserito il ripristino dello strumento per entrambe le platee. Più in generale, il processo di rafforzamento dei Centri per l’impiego va meglio definito e attuato individuando tempi e modalità delle assunzioni, nonché la formazione e l’impiego effettivo del nuovo personale».
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TITOLO: Capasa: «A marzo la prima mappa delle retribuzioni nella moda»
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OCCHIELLO: Il presidente della Camera Nazionale della Moda: «Il 2020 sarà nel segno della sostenibilità, non solo ambientale ma sociale. E in Cina un progetto con le università»
TESTO: Poi c’è l’altro grande tema della sostenibilità, quello portato sotto i riflettori e dentro al teatro alla Scala dai Green Carpet Fashion Awards ideati con Eco Age e il contributo di Chopard che realizza i premi in oro fairmined. «Ormai per il Green Carpet il percorso è tracciato, per gli anni a venire saranno una costante del calendario della moda italiana», assicura Capasa che da ultimo ha molto lavorato anche per portare la riflessione all’interno della Camera sul tema della diversità con il progetto Including Diversity, durante il quale è stato presentato il CNMI Inclusion and Diversity Manifesto: «È un tema al quale sono molto sensibile e indica un percorso di trasformazione delle politiche aziendali al fine di renderle inclusive, partendo dai concetti di etnia, genere, orientamento sessuale e religioso, età, abilità mentali e fisiche, ma anche condizioni socio-economiche».
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TITOLO: Aereo civile completamente elettrico: primo volo in Canada
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OCCHIELLO: A Vancouver un idroplano con un motore da 750 cavalli ha effettuato con successo un test di 15 minuti
TESTO: L’idroplano utilizzato per l'impresa è stato un DHC-2 de Havilland Beaver da sei passeggeri, con un motore elettrico da 750 cavalli. Alla guida c'era Greg McDougall, fondatore e amministratore delegato di Harbour Air, che ha dichiarato di voler montare motori elettrici su tutti i 40 aerei della compagnia, operazione che però richiederebbe fino a due anni di tempo: "Ora il nostro prossimo obiettivo è elettrificare l'intera flotta - ha tagliato corto -. Oltre al carburante, la compagnia risparmierebbe milioni di dollari di costi perché i motori elettrici richiedono un numero molto minore di interventi di manutenzione.
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TITOLO: Ex Ilva, il ministro Catalfo: bonus contributivo per chi assume lavoratori in cig
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OCCHIELLO: Esonero contributivo triennale al 100% per i datori di lavoro che assumono i lavoratori in cassa integrazione
TESTO: Catalfo ha anche sottolineato che una delle priorità del suo dicastero è il raggiungimento di un accordo sul salario minimo: «Serve un nuovo patto tra Stato, impresa e lavoratori», ha proposto il ministro. «Il salario minimo ha effetti positivi sull’economia perché significa più certezza nel futuro, compresa una pensione dignitosa domani, più potere d’acquisto, più consumi e più profitti per le imprese, oltre a una generalizzata riduzione delle diseguaglianze. Un lavoratore ben pagato - ha detto - è un lavoratore più produttivo. Un’economia avanzata non può andare avanti con lavoretti precari e sottopagati». Catalfo ha ricordato che il salario minino è al centro dell’agenda europea: «Ho proposto che il modello italiano di collegamento con la contrattazione può essere un utile punto di partenza per introdurre un salario minimo europeo rafforzando la contrattazione collettiva».
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TITOLO: Ex Ilva, cassa integrazione per 3.500: colpa dello stop all’Altoforno 2
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OCCHIELLO: Si tratterà di cassa integrazione straordinaria e non ordinaria, come quella che da luglio scorso ArcelorMittal ha applicato per crisi di mercato. I 3.500 includono anche i 1.273 per i quali l’azienda nei giorni scorsi aveva già chiesto una seconda proroga
TESTO: Il conto della mancata proroga per i lavori all’Altoforno 2, che porterà al sequestro dell’impianto, è arrivato in meno di 24 ore: ArcelorMittal ha comunicato ai sindacati la cassa integrazione per 3.500 dipendenti, proprio in relazione alla prossima fermata dell’Altoforno 2 di Taranto, uno dei tre attualmente operativi. Il sequestro senza facoltà d’uso — e il successivo ripristino del cronoprogramma di fermata e spegnimento dell’altoforno — è un atto dovuto atteso a breve dopo la proroga negata a Ilva in amministrazione straordinaria, visto che il termine per i lavori di messa a norma dell’impianto scade il 13 dicembre. E senza l’Altoforno 2 — in attesa del ricorso di Ilva in amministrazione straordinaria atteso per l’inizio della prossima settimana — per ArcelorMittal gli attuali dipendenti sono troppi. I 3.500 in eccesso includono i 1.273 per i quali l’azienda nei giorni scorsi aveva già chiesto una seconda proroga della cassa ordinaria per esigenze di mercato. Solo che adesso, per i 3.500, si tratterà di cassa integrazione straordinaria e non ordinaria, come quella che ArcelorMittal aveva applicato da luglio scorso per la crisi dell’acciaio: un problema congiunturale, così, si trasformerà in strutturale.
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TITOLO: L’altro lato di Mars, cresce col petcare
DATA:
OCCHIELLO: Parla l’amministratore delegato per l’Italia, Paolo Rigamonti
TESTO: Questo spiega la forte vocazione ambientalista e l’orientamento verso la sostenibilità sbandierata dalla famiglia di imprenditori della Virginia. Non a caso nel 2017, Mars ha annunciato lo stanziamento di 1 miliardo di dollari nel suo progetto Sustainable in a Generation Plan, dichiarando un impegno a ridurre il proprio impatto in termini di carbon footprint di oltre il 60% entro il 2025. In quello stesso anno il cacao utilizzato dall’azienda dovrà essere coltivato in modo responsabile e tracciabile. Il gruppo statunitense si impegna a continuare a lavorare al fianco delle comunità di coltivatori, fornitori, governi al fine di raggiungere questo obiettivo. «In Mars ho realizzato che il business non è solo importante, ma addirittura fondamentale, per risolvere i problemi di oggi, l’entità dei problemi che affliggono il pianeta è tale che le aziende non possono stare a guardare; al contrario devono essere al centro del dialogo e in prima linea per affrontarli — ha dichiarato lo stesso Badger —. Essere un’azienda privata ci consente di guidare meglio il nostro business e il nostro futuro. Ci offre un vantaggio competitivo, perché sappiamo esattamente chi sono i nostri azionisti: potremmo riunirli tutti in una piccola stanza. La capacità del management di interfacciarsi con gli azionisti è diretta e ci permette di prendere decisioni rapidamente, di seguire il nostro percorso, il nostro futuro, e di investire nel lungo termine». Sostenibilità ma anche ricerca dei talenti, soprattutto in Italia. «Siamo la terza migliore azienda in cui lavorare in Italia secondo la classifica di riferimento Great Place to Work — ricorda l’amministratore delegato di Mars Italia — prima in assoluto tra le aziende del largo consumo nella classifica di riferimento. Menzione anche per le categorie Gptw for women, attenzione alle donne e ai giovani, confermate anno su anno. Mars in Italia mira a creare le migliori condizioni attraverso l’adozione di policy e iniziative mirate in grado di rivoluzionare il rapporto tra azienda e lavoratore»
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TITOLO: Arriva il make-up griffato Prada Accordo per svilupparli con L’Oréal
DATA:
OCCHIELLO: La casa di moda finora aveva soltanto profumi, prodotti dal 2003 dalla spagnola Puig. Il nuovo contratto di licenza pluriennale con il gruppo francese partirà dal 2021
TESTO: Non solo profumi, ma anche rossetti, fondotinta e mascara: Prada sbarca nel mondo dei cosmetici, grazie alla firma di un contratto di licenza a lungo termine con il gruppo francese L’Oréal. L’intesa prevede la creazione, lo sviluppo e la distribuzione di prodotti cosmetici a marchio Prada dal gennaio 2021. A fine dicembre 2020 scade infatti la vecchia licenza con il gruppo di Barcellona Puig, che dal 2003 produce i profumi per la griffe italiana. Il divorzio con gli spagnoli era nell’aria, perché in 15 anni di partnership Puig avrebbe deluso le aspettative di raggiungere i 200 milioni di fatturato, fermandosi intorno ai 100 milioni, secondo rumors del mercato.
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TITOLO: Lavoratori domestici: sono 2 milioni (ma gli irregolari toccano il 60%)
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OCCHIELLO: I lavoratori domestici regolari calano in Italia infatti rispetto al 2017 (-1,4%)
TESTO: Anche a livello regionale il trend dei lavoratori domestici è decrescente. Con l’eccezione di Friuli Venezia Giulia e Sardegna, dove la crescita delle badanti ha rappresentato un traino per tutto il settore domestico. Nulla di nuovo rispetto al genere dei collaboratori domestici: le donne sono in netta maggioranza (88,4%) rispetto agli uomini (11,6%), che negli ultimi anni hanno comunque segnato una crescita. A guidare la classifica per numero di collaboratori domestici è la Lombardia (155.467). Subito sotto il Lazio (127.219) e, con un lungo stacco, l’ Emilia-Romagna (75.599). In alcune realtà territoriali il contributo al Pil incide in misura maggiore rispetto al valore nazionale (1,2%): le percentuali più alte si registrano in Sardegna con il 2,6%, Umbria (2%) e Toscana (1,7%). Il 37% delle badanti totali si concentra in Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, ma, se rapportate al numero di anziani residenti viene registrata una maggiore incidenza nelle regioni del Centro-Nord, rispetto a quelle del Sud (fatta eccezione per la sola Sardegna). La concentrazione, soprattutto nel Lazio è molto alta: si registrano quasi 15,5 colf ogni 1.000 abitanti mentre il dato nazionale non arriva a 8. Nelle province di Roma e Milano lavora il 15% di tutte le badanti.
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TITOLO: Istat, la disoccupazione scende al 9,8% nel terzo trimestre
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OCCHIELLO: Il calo è dello 0,2% su base mensile e dello 0,3% su base annua. In discesa anche il numero degli inattivi di 15-64 anni
TESTO: Il tasso di disoccupazione in Italia nel terzo trimestre si attesta al 9,8%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,3 punti in confronto a un anno prima. Lo riferisce l’Istat, che precisa che nel confronto annuo, con minore intensità, per il decimo trimestre consecutivo continua la riduzione del numero di disoccupati (-61 mila in un anno, -2,5%) che coinvolge solo gli individui in cerca di prima occupazione a fronte del lieve aumento di quanti avevano precedenti esperienze di lavoro. Dopo l’aumento dello scorso trimestre, torna a diminuire il numero di inattivi di 15-64 anni (-199 mila in un anno, -1,5%).
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TITOLO: Ecobonus e Sismabonus: dal 2020 stop allo sconto diretto in fattura
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OCCHIELLO: Approvato al Senato un emendamento di Forza Italia che abolisce l’agevolazione
TESTO: Tecnicamente, la norma si propone di abrogare i commi da 1 a 3ter dell’articolo 10 del decreto Crescita, che prevedeva la possibilità di cedere/trasferire lo sconto fiscale previsto, ottenendo dal fornitore del servizio uno sconto immediato in fattura. In soldoni, nello specifico, scompare quel meccanismo grazie al quale si poteva cedere il proprio sconto fiscale ai fornitori che avrebbero poi scalato l’importo della detrazione direttamente sulla somma da pagare per i lavori. È stato tuttavia approvato, sempre in Commissione Bilancio del Senato, un emendamento che reintroduce lo sconto in fattura solo per i lavori effettuati nelle aree comuni degli edifici condominiali per importi superiori a 200 mila euro.
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TITOLO: Chi è De Meo, il manager chiamato per guidare (e rilanciare) Renault
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OCCHIELLO: L’itlaiano è presidente di Seat (gruppo Volkswagen) . Sa costruire una squadra, conosce il prodotto, con lui al vertice Seat non aveva mai immatricolato tante auto.
TESTO: Vi sono ancora diversi impedimenti legati non solo al patto di non concorrenza che condiziona chi cambia lavoro rimanendo nello stesso settore, particolarmente nelle posizioni più alte. Non è mai facile lasciare un’azienda e De Meo ha sempre rispettato regole e rapporti in tutta la sua carriera. È un italiano che ha avuto esperienze in Giappone (fondamentali in questo caso considerando che Renault ha un’alleanza con Nissan), in Francia (ha già lavorato con Renault), in Italia, in Germania e in Spagna. Sa costruire una squadra, conosce il prodotto, è indubbiamente il manager più adatto a salire al vertice della casa francese che rappresenta l’industria dell’automobile sotto la Torre Eiffel e potrebbe mettere fine alla grave crisi manageriale della casa della Losanga dopo l’arresto spettacolare di Carlos Ghosn nel novembre 2018.
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TITOLO: Tav Torino-Lione, ripartono i lavori in Italia: bandi per 1 miliardo
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OCCHIELLO: Il consiglio d’amministrazione del consorzio Telt ha dato il via libera ai capitolati per 2,3 miliardi di euro di lavori sul versante francese e 1 miliardo sul versante italiano
TESTO: Ripartono in Valle di Susa i lavori della Torino-Lione. A quasi tre anni dal completamento dei 7.020 metri del cunicolo esplorativo della Maddalena, e dopo «18 mesi persi per il governo italiano», come ha ricordato la Coordinatrice del Corridoio Mediterraneo Iveta Radicova, nei primi mesi del 2020 partiranno i lavori per la realizzazione delle nicchie della galleria. L’annuncio in occasione della Commissione intergovernativa, tornata a riunirsi a Torino un anno dopo l’ultimo incontro. «Il cantiere di Chiomonte sta seguendo il calendario previsto», rassicura Mario Virano, direttore generale di Telt, la società italo-francese incaricata di realizzare e poi di gestire la nuova linea ferroviaria, ma la Radicova invita tutti «a mettersi all’opera e ad accelerare» per un’infrastruttura che resta «una priorità dell’Unione Europa».
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TITOLO: Detrazione spese mediche, salta la stretta per i redditi più elevati. Manovra, le novità
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OCCHIELLO: Le spese mediche si potranno portare in detrazione nella dichiarazione senza limiti di reddito. Si torna al passato: ecco come funzionano gli sconti fiscali
TESTO: Sulla cancellazione della misura si registra anche il plauso di Federmanager: «Apprezziamo l’intervento con cui il governo ha deciso di cancellare la stretta sulle detrazioni Irpef per le spese sanitarie per chi ha redditi elevati, accogliendo le richieste di Federmanager e delle altre organizzazioni di rappresentanza del management». Per il presidente Federmanager, Stefano Cuzzilla, la rinuncia alla misura sulle detrazioni comporta una sforbiciata di oltre un miliardo di euro alle tasse inizialmente introdotte nel testo della manovra. «Da parte nostra avevamo chiesto un intervento emendativo finalizzato a sopprimere interamente la riduzione delle detrazioni per i redditi oltre i 120 mila euro l’anno - puntualizza Cuzzilla - proprio perché riguardano anche le spese sanitarie e la scuola per i figli, colpendo in tal modo il welfare familiare e gravando ancora una volta sulle categorie che già contribuiscono in maniera preponderante al gettito Irpef. In Italia le imposte dirette le paga il 40% della popolazione, mentre il 60% non solo non le paga ma è anche totalmente a carico della collettività, a partire proprio della spesa sanitaria», ricorda il presidente di Federmanager.
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TITOLO: Coding nelle scuole, con Accenture l'educazione informatica entra in classe
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OCCHIELLO: Per il quinto anno Accenture collabora con Code per sostenere «Hour of Code», un'iniziativa per promuovere l'insegnamento dell'informatica nel mondo
TESTO: «In questi cinque anni Accenture ha collaborato con Code. org, usando le ultime tecnologie per offrire agli studenti nozioni di informatica e coding», ha dichiarato Paul Daugherty, chief technology & innovation officer di Accenture e «Chief Coder». «I ragazzi pensano che ogni cosa sia possibile, e lo penso anch’io. L’anno scorso i nostri dipendenti hanno organizzato eventi che hanno aiutato oltre 100 mila studenti a imparare a programmare. Una sola ora di coding, creatività e ispirazione può avere un impatto incredibile. I programmatori di oggi hanno la possibilità di essere i protagonisti del cambiamento di domani».
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TITOLO: Popolare di Bari, il governo studia un decreto legge per il salvataggio
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OCCHIELLO: Serve 1 miliardo di patrimonio: nel piano sono coinvolti la banca pubblica Mediocredito Centrale (Mcc) e il Fitd. Il cda della PopBari guidata da Vincenzo De Bustis vara l’azione di responsabilità contro gli ex vertici Giorgio Papa, Marco Jacobini e Nicola Loperfido
TESTO: Nel frattempo ieri il consiglio della Popolare guidato da Vincenzo De Bustis ha approvato l’azione di responsabilità contro gli ex vertici della Bari. Il ceo aveva anticipato in un’intervista al Corriere della Sera che l’azione — già discussa a lungo in precedenti riunioni del board — sarebbe stata votata nella seduta di ieri. La proposta adesso dovrà passare per il vaglio dell’assemblea, nei prossimi mesi. L’azione è proposta contro l’ex amministratore delegato Giorgio Papa, alla guida della banca dal 2015 al 2018, contro Gianluca Jacobini, figlio dell’ex presidente storico Marco Jacobini ed ec condirettore generale dell’istituto, e contro Nicola Loperfido, ex capo dei crediti. Per il momento la richiesta di danni quantificata è di 50 milioni di euro ma la cifra è destinata a salire man mano che gli accertamenti e le verifiche procederanno.
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TITOLO: Capasa: «A marzo la prima mappa delle retribuzioni nella moda»
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OCCHIELLO: Il presidente della Camera Nazionale della Moda: «Il 2020 sarà nel segno della sostenibilità, non solo ambientale ma sociale. E in Cina un progetto con le università»
TESTO: «Il 2020 della moda italiana? Sarà nel segno della sostenibilità. Sociale, oltreché ambientale», anticipa a L’Economia il presidente della Camera Nazionale della Moda, Carlo Capasa. «L’attenzione al sociale, al contesto di lavoro, oltreché ai materiali organici e sostenibili impiegati nella filiera della moda e del mondo del lusso, sono infatti elementi irrinunciabili di una produzione davvero sostenibile», spiega Capasa. E annuncia: «Spero già a marzo di poter annunciare, con la Camera ed Eco Age di Livia Firth con la quale lavoriamo da anni su questi temi, i risultati della prima ricerca sull’equità delle retribuzioni nelle aziende di moda italiane». Con chi state lavorando al progetto? «Con Fair Wage, la società fondata da Daniel Vaughan-Whitehead e Auret Van Heerden che lavorerà con la Camera per monitorare circa 40 imprese pilota per testarne la sostenibilità del lavoro. Sostenibilità e impegno sociale che saranno al centro del tavolo di discussione della nostra industry che riuniremo a marzo». Intanto oggi il presidente della Camera della Moda, con l’assessore alle politiche del lavoro, commercio, moda e design Cristina Tajani ha presentato a Milano il calendario di Milano Moda Uomo dal 10 al 14 gennaio 2020.
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TITOLO: Cannabis light, ok a vendita e produzione se Thc è sotto 0,5%
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OCCHIELLO: La norma introdotto in Manovra modifica il testo unico per gli stupefacenti. Mantero (M5S): «I produttori di canapa e i negozianti italiani potranno lavorare più tranquilli»
TESTO: La nuova norma, prevede anche una tassazione di 0,4 euro per grammo sul prodotto finito. Finora produttori e negozianti correva il rischio legato ai controlli sulla quantità di principio attivo thc presente nella pianta, il che poteva aprire a contenziosi su sequestri da parte delle forze dell’ordine e procedimenti penali. Secondo la Cassazione, inoltre, vendere la canapa «leggera» in certi casi può costituire reato ma allo stesso tempo invitava il legislatore a una riforma del testo unico che regola la materia. La quantità massima di thc per la cannabis light deve essere tassativamente inferiore allo 0,5%. Finora invece questa percentuale variava tra lo 0,2 e lo 0,5% a seconda del prodotto. L’emendamento aggiunge che oltre alla coltivazione (già prevista dalla legge 242 del 2016) della canapa e possibile anche la vendita.
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TITOLO: Sciopero aerei del 13 dicembre, Alitalia cancella più di 350 voli
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OCCHIELLO: E a Torino bus e metro fermi per l'agitazione dei dipendenti Gtt. Per chi vola, fasce di garanzia dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21. Disagi e cancellazioni da giovedì sera. Dai sindacati no allo spezzatino della ex compagnia di bandiera
TESTO: In vista dello sciopero, Alitalia ha già cancellato più di 300 voli, sia nazionali che internazionali. In una nota Alitalia spiega che «Come conseguenza delle cancellazioni dei voli del 13 dicembre, la compagnia è stata costretta ad annullare anche alcuni collegamenti nella serata del 12 dicembre e nella prima mattinata del 14 dicembre». La compagnia aerea invita tutti i viaggiatori che hanno acquistato un biglietto per viaggiare con i suoi voli il 13 dicembre, e anche nella serata del 12 e nella prima mattina del 14 dicembre, a verificare lo stato del proprio volo, prima di recarsi in aeroporto. In caso di cancellazione o di modifica dell’orario del proprio volo, potrà cambiare la prenotazione senza alcuna penale o chiedere il rimborso del biglietto - nel caso in cui il volo sia stato cancellato o abbia subito un ritardo superiore alle 5 ore - fino al 18 dicembre. Il 13 dicembre, invece, opereranno regolarmente i voli nelle fasce di garanzia dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21. «In occasione dello sciopero - informa infine la Filt Cgil - si terranno presidi unitari nei principali aeroporti, come a Roma Fiumicino, presso il Terminal 1, a partire dalle 10, a Linate presso il briefing ed a Malpensa al Terminal 1».
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TITOLO: Agenda digitale, dall’Europa 1,65 miliardi di euro all’anno. L’Italia ne usa solo il 16%
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OCCHIELLO: L’italia migliora ma resta quintultima in Europa. Progressi su infrastrutture e pa digitale, male competenze e uso del web. Lombardia regione più digitale d’Italia, Calabria maglia nera
TESTO: Il Fascicolo sanitario elettronico è attivo in tutte le regioni, completamente operativo in 18 e copre il 22% degli assistiti e oltre il 63% dei referti prodotti. Sono stati pubblicati più di 27mila Open Data. Questi progressi non trovano ancora conferme nelle classifiche internazionali. Sul Digital Economy and Society Index (DESI), che misura lo stato di attuazione dell’Agenda Digitale nei Paesi europei, l’Italia si colloca al quintultimo posto, con un ritardo in particolare nelle aree delle competenze digitali e dell’uso di Internet. E anche secondo i Digital Maturity Indexes, il sistema di indicatori sviluppato dall’Osservatorio Agenda Digitale per superare i limiti del DESI, l’Italia si colloca nella parte bassa della classifica: al 20° posto per sforzi di realizzazione dell’Agenda Digitale e appena 24° per risultati raggiunti (qui la ricerca completa).
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TITOLO: Bce, tassi d’interesse ancora a zero. La prima volta di Lagarde (che parla come Draghi)
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OCCHIELLO: Ma Christine Lagarde, che ha presieduto la prima riunione di politica monetaria della Bce parla come Draghi: i tassi di interesse resteranno a zero a lungo. Da novembre ripresi gli acquisti di titoli di Stato sul mercato al ritmo di 20 miliardi al mese. Pil dell’eurozona stimato a +12% nel 2019 e 1,1% l’anno prossimo
TESTO: Se il comunicato della Bce riecheggia Draghi, Lagarde esordisce così aprendo la conferenza stampa: «Non cercate di interpretare troppo le mie parole. Sarò me stessa, perciò probabilmente diversa». Sottinteso: da Mario Draghi che ha dato una forte impronta personale dal suo mandato concluso il 31 ottobre dopo 8 anni. Prima di passare la parola ai giornalisti, Lagarde mette le mani avanti, spiegando che «non c’è niente di insolito o di straordinario in una revisione strategica degli strumenti e della politica della Bce«, interpretata a come un cambiamento di rotta rispetto al mandato di Draghi. «La revisione deve essere globale. Comincerà in gennaio e sarà conclusa prima della fine del 2020», sostiene. Poi ancora un dettaglio personale: «Non sono né una colomba né un falco. Non sono piena di vanità e farò del mio meglio per far venire fuori il meglio dal mio consiglio dei governatori, sapendo che non sarà sempre possibile raggiungere l’unanimità».
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TITOLO: Tirrenia, rischio 1000 esuberi. Chiuse sedi di Napoli e Cagliari. A rischio le rotte per la Sardegna nel 2020
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OCCHIELLO: La denuncia dei sindacati dopo l’allarme lanciato dai vertici dell’azienda per la scadenza della convenzione per la continuità territoriale. Il giudizio dell’Antitrust per abuso di posizione dominante. La complessa situazione finanziaria di Moby
TESTO: Il quadro è ulteriormente complicato dalla situazione finanziaria di Moby. Il gruppo è al centro di una partita su più livelli, il cui esito non è scontato. Lo scenario peggiore per la famiglia dell’armatore Onorato è di portare i libri in tribunale. Con una richiesta di concordato per tutelarsi dalle richieste dei creditori. Che non si sono mai palesate, ma restano possibili sul medio termine visto lo scenario di crisi prospettica avallato dal tribunale di Milano appena due mesi fa. Giudizio richiesto a seguito delle istanze di fallimento (che il foro milanese ha rigettato) avanzate da alcuni fondi che hanno comprato a sconto sul secondario, al 30% del valore nominale, 1,4 milioni di obbligazioni approfittando del rischio derivante dalla possibile incapacità di rimborso.
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TITOLO: Sugo d’impresa sull’orecchietta
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OCCHIELLO: Una proposta per salvare le donne di Bari Vecchia
TESTO: E se fosse un pastificio pugliese ad «adottare» le orecchiette delle signore di Bari Vecchia? Quelle finite nell’occhio del ciclone, e diventate una vera e propria querelle internazionale dopo essere state catapultate sulla prima pagina del New York Times? Questo che di seguito snoccioliamo può essere giudicato al pari di un proposito che non viene dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia, l’unica cosa destinata peraltro a non essere rimpianta mai. Un imprenditore che produce pasta, l’alimento principe del Belpaese, dovrebbe avere l’ambizione di vestire i panni del garante delle donne del borgo antico. Sarebbe una specie di tutor in grado di rassicurare le «autorità competenti» circa la qualità degli strasc’nat e il rispetto di tutte le norme igienico-sanitarie. Scongiurerebbe, così facendo, che un’arte inimitabile vada perduta per essere, alla fine, dimenticata. In cambio li venderebbe con il proprio marchio appiccicato sopra. Dopo avere giustamente ricompensato le fattrici di cotanta bontà, la cui origine risale al lontano Medioevo. Le stesse chef in gonnella potrebbero addirittura partecipare agli utili: se questo bene dell’ingegno culinario, ancorché di nicchia, avrà successo, non si capisce perché non debbano essere adeguatamente premiate quelle che si spezzano le mani per crearlo e dargli un sapore inconfondibile. Poiché l’Italia è una Repubblica fondata sulla ricerca del lavoro, come avverte Maurizio Crozza, quando se ne può svolgere uno con tutti i crismi della legalità non si comprende perché debba essere gettato nel cestino del nero al grido di mi spezzo, ma non m’impiego.
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TITOLO: Patuanelli: un miliardo per l’ex Ilva. Ma dal 14 l’Altoforno 2 è inutilizzabile
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OCCHIELLO: Il ministro ha incontrato i sindacati, ma prevale la questione dell’altoforno: il tribunale di Taranto ha ordinato al custode giudiziario che a partire dal 14 dicembre l’Altoforno 2 non sia più utilizzato. Inizia il conto alla rovescia di un mese per lo spegnimento
TESTO: Tre ministri da una parte: Stefano Patuanelli, Nunzia Catalfo, Giuseppe Provenzano. Dall’altra i sindacati. Ma l’incontro ieri al Mise ha aggiunto poco o nulla a quanto già noto rispetto ai due piani industriali che per lo stabilimento di Taranto. Quello di ArcelorMittal continua a essere distante anni luce da quello del governo. Francesco Caio e Lucia Morselli, affiancata dai manager europei della multinazionale, si incontreranno di nuovo oggi. «Il piano del governo vale a prescindere dal fatto che si trovi una soluzione con ArcelorMittal», ha messo le mani avanti, ieri, il ministro Patuanelli. Precisando che l’investimento pubblico nella nuova Ilva sarà di un miliardo di euro. Nell’immediato resta il problema dell’Altoforno 2: ieri il tribunale di Taranto ha ordinato al custode giudiziario che a partire dal 14 dicembre l’Altoforno 2 non sia più utilizzato. Oggi sarebbero dovuti terminare i lavori di adeguamento dell’impianto, ma poiché il tribunale di Taranto ha respinto l’istanza dell’Ilva in amministrazione straordinaria, è tornato di attualità il sequestro senza facoltà d’uso dell’impianto e il riavvio del cronoprogramma di spegnimento, che potrebbe completarsi entro un mese, a metà gennaio. Inizia, quindi, il conto alla rovescia, anche se la prossima settimana i commissari di Ilva in as presenteranno il ricorso al Tribunale del Riesame, che con ogni probabilità sarà discusso già il 30 dicembre. La Fim Cisl al proposito, fa notare che «oltre all’Afo2, anche l’Afo1 e l’Afo4 hanno lo stesso problema. E che serve avviare immediatamente il rifacimento dell’Afo5».
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TITOLO: Lagarde: salva-Stati per la stabilità Usa-Cina:«Intesa sui dazi vicina»
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OCCHIELLO: Il debutto della presidente Bce. Il tweet di Trump sulla distensione nel commercio globale
TESTO: In termini di politica monetaria, il Consiglio ha confermato le misure in essere volute da Mario Draghi: tassi negativi dello 0,5% per i depositi delle banche presso la Bce e acquisti di titoli sui mercati per 20 miliardi al mese. Soprattutto, Lagarde ha voluto parlare della «revisione strategica» delle politiche: qualcosa che l’ultima volta è stata fatta nel 2003, «e dunque non è inusuale farla», e che la presidente intende iniziare a gennaio per finire entro il 2020. «Dev’essere comprensiva, rivoltare ogni pietra». L’unica cosa non in discussione sarà il mandato statutario: il mantenimento della stabilità dei prezzi. «Ma il modo in cui raggiungerla sarà interamente discusso e saranno considerati l’impatto dei cambiamenti tecnologici, il cambiamento del clima, le disuguaglianze». E nella «strategic review» saranno sentiti non solo i banchieri centrali ma gli accademici, i parlamentari, i rappresentanti della società civile. Aprire la discussione non è esente da rischi. Anzi. Alcuni governatori, come Jens Weidmann della Bundesbank, hanno già criticato l’idea di mettere il clima tra gli interessi della Bce: è questione che, democraticamente, spetta alla politica, sostengono. L’invito di Lagarde ai governi che hanno un surplus di investire di più non è apprezzato in molte capitali. Una revisione interessante, insomma, guidata né da un falco né da una colomba: «Mi sento più una civetta», ha sorriso ieri la presidente. Nel pomeriggio, un tweet di Donald Trump ha acceso le Borse e le speranze del commercio globale: «Un grande accordo con la Cina è vicino. Loro lo vogliono, e anche noi». Secondo diverse fonti le parti avrebbero già raggiunto «un accordo di principio». La svolta arriva in vista del 15 dicembre quando avrebbero dovuto scattare dazi Usa su 156 miliardi di dollari di made in China.
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TITOLO: Elezioni Regno Unito: la Borsa di Londra apre in calo, poi inverte la rotta e torna in positivo
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OCCHIELLO: I festeggiamenti dei conservatori vedono la Borsa di Londra aprire in ribasso dello 0,54%. Un’apertura in rosso che però nel giro di mezzora si ribalta e torna rapidamente in territorio positivo. Sterlina ai massimi dal 2016
TESTO: Nel corso della mattina, Londra si allinea con le altre Borse europee. Il Ftse100 aveva avviato le contrattazioni in calo, risentendo del forte balzo della sterlina. Molti i titoli del Ftse100 alla Borsa di Londra che registrano forti progressi. In testa all’indice c’è Persimmon Plc, uno dei principali costruttori del Regno Unito, con un rialzo del 13%. Secondo il commento di Ig bank, proprio il comparto immobiliare è uno di quelli che più potrà beneficiare della vittoria dei Tories, per la speranza di un ritorno alla crescita economica. Inoltre, con la sconfitta dei Laburisti, tramontano le proposte di politica economica di Jeremy Corbyn, soprattutto quelle in campo fiscale, considerate «punitive» per i ceti più alti.
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TITOLO: Dazi, Trump conferma intesa con Cina: niente aumenti a dicembre
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OCCHIELLO: Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un «accordo ampio per la fase uno» nel negoziato sui dazi. L’intesa, ha twittato Donald Trump, eviterà che alcuni dazi scattino il 15 dicembre, mentre altri restano in vigore e altri ancora saranno ridotti
TESTO: Nel frattempo, dopo una mattinata di euforia, le Borse si prendono un momento di riflessione dopo l'annuncio di un primo accordo tra Usa e Cina sui dazi. Wall Street - che subito dopo l'annuncio aveva reagito con gli indici a nuovi record - frena con gli investitori che cercano di capire il peso e il contenuto dell'intesa commerciale: a metà della mattinata americana, il Dow Jones perde lo 0,13% a 28.100,47 punti, il Nasdaq sale dello 0,07% a 8.722,43 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,16% a 3.163,48 punti. In Europa, riducono i rialzi Parigi (+0,66%), Francoforte (+0,5%) mentre Milano è piatta (+0,05%, Ftse Mib a 23.447 punti). Tiene invece Londra (+1,5%) dopo l'esito del voto nel Regno Unito. La sterlina resta stabile su dollaro e euro e passa di mano rispettivamente a 1,339 sul biglietto verde e 0,834 sulla moneta unica. A Piazza Affari proseguono le vendite sui bancari ed in particolare su Mediobanca (-1,47%) Banco Bpm (-1,54%), Ubi (-1,13%). Fca sale del 2,11% sui rumors della fusione vicina con Psa. Ben comprata anche Stm (+2,6%). Lo spread è in calo sotto i 154 punti base.
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TITOLO: L’auto europea sulla via del recupero. E Sace guarda all’export 2020
DATA:
OCCHIELLO: Acea, associazione dei costruttori di automobili del Vecchio Continente, martedì presenta i dati definitivi dell’anno. Giovedì è in calendario la conferenza stampa di Vladimir Putin
TESTO: Ore 15, ministero dello Sviluppo economico. Stefano Patuanelli incontra i sindacati di categoria per fare l’ennesimo punto sull’ennesima emergenza Alitalia. Non cambierà il copione visto mille volte. I rappresentanti dei lavoratori faranno presente che a fine anno scade la cassa integrazione per 1.180 dipendenti – l’azienda ha peraltro già presentato domanda di proroga – e chiederanno il rilancio della compagnia. Il ministro che ha preso il posto di Luigi Di Maio non potrà rispondere come ha fatto il suo predecessore per un anno e mezzo, e cioè giurare (di mese in mese) che “è solo questione di giorni”, ma ha trovato il modo di declinare lo stesso concetto adattandolo al post-fallimento dell’operazione Fs-Atlantia-Delta: “Se pensassi che Alitalia non ha speranze e che sarà sempre un malato terminale, sarei il primo a staccare la spina”. Eh già.
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TITOLO: Alitalia, nel piano di Leogrande 2.500 esuberi per traghettarla a Lufthansa
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OCCHIELLO: Martedì il nuovo commissario, Giuseppe Leogrande, illustrerà al ministero dello Sviluppo il piano che ha in mente per traghettare la compagnia verso Lufthansa che offre, al momento, una partnership commerciale in attesa di un investimento
TESTO: Trapela la preoccupazione dei lavoratori che hanno scioperato in attesa dell’incontro. Il compito per Leogrande è di estrema difficoltà. Lo coadiuverà Giancarlo Zeni, ex Alitalia, ora amministratore delegato di Blue Panorama risanata dallo stesso Leogrande e acquisita dal gruppo Uvet. Zeni avrebbe accettato l’incarico dopo aver trovato un accordo con l’azionista Luca Patané. La compagnia risanata confluirà in una newco in cui non è esclusa una partecipazione pubblica (probabilmente Fs e non Cassa Depositi). Nella bad company finiranno gli esuberi e gli asset non più produttivi. Ma c’è da negoziare anche l’uscita da SkyTeam che costa oltre 100 milioni per confluire in StarAlliance con Lufthansa ed United, tale da permettere una maggiore condivisione nei ricavi verso gli Usa.
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TITOLO: Ex Ilva, pre-accordo entro il 20. Conte: meno esuberi. Stop all’Altoforno 2
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OCCHIELLO: ArcelorMittal, corsa contro il tempo. I sindacati: l’impegno era di zero tagli. Il governo non è disposto ad andare oltre 1.800 esuberi, quelli dell’Ilva in as, considerando che il piano nel 2023 punta a una produzione di 8 milioni di tonnellate di acciaio
TESTO: La volontà di trovare un accordo c’è. E non è poco dopo la decisione del tribunale di Taranto di fermare l’Altoforno 2 (da oggi inutilizzabile) che ha rischiato di far saltare tutto. Ma il tempo stringe: il 20 dicembre è fissato il secondo appuntamento davanti al giudice per discutere del ricorso cautelare urgente che Ilva in amministrazione straordinaria ha presentato a novembre (articolo 700 del Codice di procedura civile) per ribattere all’atto di citazione presentato da ArcelorMittal nei confronti dei commissari e per contrastare la decisione di ArcelorMittal di recedere dal contratto firmato a settembre 2018. Per quella data le parti — che ieri si sono incontrate, in un’atmosfera positiva, nella consueta formazione, da una parte Francesco Caio per il governo e dall’altra Geert Van Poelvoorde e Lucia Morselli per ArcelorMittal — vorrebbero raggiungere un pre-accordo su 3 punti, in modo da poter chiedere, eventualmente, un aggiornamento dell’udienza. E arrivare a un’intesa completa entro gennaio. I 3 punti riguarderebbero l’acciaio «verde», ovvero il parziale abbandono dell’attuale ciclo integrale basato sulla trasformazione dei minerali e utilizzo sia del preridotto di ferro negli altiforni, sia di due forni elettrici; gli investimenti da effettuare, con lo Stato pronto ad arrivare, anche attraverso le controllate, a un miliardo; la forza lavoro.
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TITOLO: Corneliani, è battaglia al vertice tra la famiglia e Investcorp
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OCCHIELLO: La famiglia fondatrice del gruppo della moda maschile spiega le sue ragioni della battaglia giudiziaria avviata: il ricorso «è un’iniziativa a tutela della società e non contro di essa»
TESTO: I fratelli scrivono che «dopo aver ricevuto il controllo di un’azienda sana, Investcorp ne ha gravemente pregiudicato il valore negli ultimi tre anni (12 milioni di perdite nel 2018); dopo essersi impegnato a investire nell’azienda 20 milioni di euro, Investcorp ne ha versati solo una minima parte e tuttora - nonostante le sue responsabilità e le gravi conseguenze subite dall’azienda e da tutti gli stakeholders - non mostra disponibilità a onorare fino in fondo e in tempi rapidi il proprio impegno», spiegano i Corneliani, ripercorrendo i rapporti col fondo cominciati nel 2016. «È poi semplicemente falso che Investcorp abbia offerto per tre volte alla famiglia Corneliani di rilevare la sua partecipazione, così come è falso che la famiglia intenda strumentalmente portare l’azienda al fallimento (illazione già di per sé inverosimile, non solo perché ciò equivarrebbe al totale azzeramento del valore della propria partecipazione, ma anche per il legame tra la famiglia e l’azienda che da sempre porta il suo nome). Fuorvianti e tendenziose sono anche le notizie relative alle transazioni delle cause di lavoro promosse da Stefano e Cristiano Corneliani a seguito dei rispettivi licenziamenti».
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TITOLO: Dazi, trovato l’accordo tra Usa e Cina. Wall Street si impenna a nuovi record
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OCCHIELLO: I media di entrambi i Paesi danno per raggiunta l’intesa che evita l’entrata in vigore da domenica di nuovi dazi americani su 160 miliardi di dollari di prodotti cinesi. Secondo indiscrezioni sarebbe prevista anche la riduzione delle attuali tariffe, ma in cambio Washington vorrebbe che la Cina si impegnasse ufficialmente ad aumentare gli acqui
TESTO: In cambio Washington chiede a Pechino un impegno a maggiori acquisti di prodotti agricoli americani, una più forte tutela dei diritti di proprietà intellettuale e un maggiore accesso per le aziende americane al settore dei servizi finanziari cinese. Nel caso in cui la Cina sottoscrivesse l’offerta ma non rispettasse gli impegni, gli Stati Uniti sono pronti a far tornare i dazi ai livelli attuali. Una pausa nella guerra commerciale in corso ormai da un anno e mezzo con la Cina, con la firma della fase uno di un accordo più ampio, consentirebbe a Trump di guadagnare tempo e avviarsi all’anno delle elezioni presidenziali con un’importante carta in tasca da giocare, lasciando anche eventualmente al suo secondo mandato o al nuovo inquilino della Casa Bianca il compito di chiudere anche la seconda fase dell’accordo.
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TITOLO: «Collaborare per competere, in tempi di dazi e brexit. E presto un Club Altagamma a New York»
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OCCHIELLO: Il neopresidente Altagamma, Matteo Lunelli, anticipa i piani 2020-2022: «Pensare globale, guardare all’Asia, rilanciare i mestieri del fare. E collaborare, per competere»
TESTO: Questo vuol dire che magari per il lusso italiano la Brexit potrebbe essere anche un’opportunità? Come ha detto a L’Economia il presidente di Montenapoleone district, Guglielmo Miani? «Per Milano forse sì, se headquarters di multinazionali e banker della City migrano dal Tamigi altrove, può darsi che Milano che oggi ha già saldamente conquistato la posizione di città trendy che funziona, abbia la possibilità di aumentare ulteriormente la sua attrattività anche verso qui consumatori di lusso che prima facevano rotta su Londra. Ma nel complesso vedo che per colpa della Brexit il mercato su Londra, e penso al settore dei vini, è piuttosto flat. Ragione in più per lavorare intensamente forti di una consapevolezza: non vendiamo nel mondo vini, abiti o auto ma una way of life italiana. La parola d’ordine - come ho detto ai soci al momento della mia elezione per il triennio dal 2020 al 2022 è “ProudofItalia”, essere orgogliosi di essere italiani, di esprimere al suo meglio l’italianità. E decisi a mettere a sistema, a contaminare positivamente i vari mondi dell’alto di gamma. Chi fino a ieri avrebbe immaginato per esempio l’eccellente contaminazione di moda e food che abbiamo visto che Prada che ha acquisito Marchesi o altri esempi? A proposito: Prada come Campari sono anche gli ultimi nuovi innesti nel mondo Altagamma».
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TITOLO: Vado Gateway, al via il terminal del porto in Liguria con i cinesi al 50%
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OCCHIELLO: Dopo 14 anni dall’avvio del progetto, il nuovo terminal container di Vado Ligure diventa operativo. Sarà gestito per i prossimi 50 anni da Apm terminals, società partecipata da Apm Terminals (nata come divisione del gruppo danese Apm Moller-Maersk) al 50,1% , al 40% dalla cinese Cosco Shipping Ports e al 9,9% da Qingdao port
TESTO: Per sostenere la crescita dello scalo, che a regime arriverà a movimentare sul piazzale completamente automatizzato 900 mila Teu (sigla che indica l’unità di misura dei container nel trasporto navale), è necessario sviluppare infrastrutture efficienti. Il governatore della Liguria Giovanni Toti ha invocato «una scossa da parte del governo perché ci aspettiamo che questa piattaforma logistica abbia tutti i collegamenti terrestri funzionanti e oggi non lo sono». Il sottosegretario alle Infrastrutture Salvatore Margiotta ha spiegato che «il 40% delle movimentazioni avverrà tramite infrastrutture ferroviarie. Rimangono da potenziare una serie di opere di tipo stradale». Il nuovo terminal, che grazie ai fondali molto profondi permetterà di far attraccare le maxi portacontainer di ultima generazione da 20-22 mila Teu, va ad arricchire il sistema portuale dell’alto Tirreno, che così ora conta tre piattaforme: Psa Genova Pra’, Sech e Vado Ligure.
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TITOLO: Balocco, non solo panettone: adesso portiamo la colazione italiana all’estero L’Economia in edicola lunedì gratis
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OCCHIELLO:
TESTO: In tv, il signor Balocco è un nonno che invita: “Fate i buoni”. Nella realtà, ovvero nella fabbrica del panettone (e di molto altro), è parecchio più giovane e guida una macchina capace di andare anche alla guerra. Di mercato, naturalmente. Alberto Balocco, 53 anni, presidente e amministratore delegato dell’azienda fondata dal nonno nel 1927 e tuttora controllata al 100% dalla famiglia, racconta a L’Economia in edicola lunedì 16 dicembre com’è stato prendere le redini poco più che ventenne e che cosa ha reso possibile la trasformazione di una piccolissima impresa in uno dei marchi leader di panettoni, colombe, biscotti.
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TITOLO: La pasta Barilla va in treno: da Parma alla Germania sui carri merci di Gts
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OCCHIELLO: Accordo del gruppo di Parma con la barese Gts, operatore europeo del trasporto intermodale delle merci: via dalla strada oltre 4 mila tir che, tradotto in termini di sostenibilità ambientale, corrispondono a migliaia di tonnellate di CO2 risparmiata
TESTO: La pasta Barilla va in carrozza. Grazie all’accordo del gruppo di Parma con la barese Gts, operatore europeo del trasporto intermodale delle merci. Nel dettaglio, viaggeranno sui binari le merci che da Parma vengono esportate in Germania, a Ulm in Baden-Württemberg. Così Barilla toglierà dalla strada oltre 4 mila tir che, tradotto in termini di sostenibilità ambientale, corrispondono a migliaia di tonnellate di CO2 risparmiata, oltre all’impatto sulla sicurezza stradale. «Abbiamo apprezzato lo spirito imprenditoriale di Gts — spiega Gianluigi Mason, responsabile dei trasporti internazionali Barilla — e il progetto ci permetterà di ridurre l’impatto ambientale delle nostre attività logistiche». E Gts guarda già oltre Barilla. «Una primaria compagnia di navigazione — annuncia il ceo Alessio Muciaccia — ci affiderà da febbraio la trazione di company train dal porto di Genova. Siamo orgogliosi di come si sta chiudendo questo 2019, nonostante il rallentamento dell’economia a livello globale, ma ancor più eccitati di come si sta aprendo il 2020. Clienti top brand come Barilla si affideranno a Gts per togliere migliaia di camion dalle strade tra Parma e la Germania con un nuovo treno dedicato».
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TITOLO: Atlantia sospende la liquidazione di Castellucci per «i nuovi elementi emersi nelle indagini»
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OCCHIELLO: Il consiglio di amministrazione della holding controllata dalla famiglia Benetton: «La decisione indipendentemente dalla rilevanza penale degli stessi». La replica del manager: «Azione strumentale, immotivata e contraria agli accordi»
TESTO: Il board di Atlantia ha deciso anche di terminare l’esperienza del comitato esecutivo al timone della holding. Si legge nella nota: «Superata la iniziale fase di operatività del direttore generale, in data odierna il consiglio di amministrazione ha ritenuto di procedere a una riarticolazione dei poteri, revocando quelli temporaneamente conferiti al Comitato esecutivo, che quindi terminerà le proprie funzioni». Si tratta di una semplificazione societaria che preluderà nel primo trimestre dell’anno nuovo alla nomina di un nuovo amministratore delegato. Al momento le deleghe vengono ripartite tra il presidente Fabio Cerchiai e il direttore generale Giancarlo Guenzi.
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TITOLO: «Nuceria group» apre le porte alle famiglie dei suoi dipendenti
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OCCHIELLO: All’insegna dell’ecosostenibilità l’evento dell’azienda di packaging. Ospite de Feo
TESTO: «Non abbiamo ereditato la terra dai nostri avi, ma la abbiamo presa in prestito dai nostri figli – sottolinea Paola Iannone sales e marketing director Nuceria Group - Questa sensibilità da giovane mamma si intreccia con una responsabilità sociale di impresa che da sempre io e la mia famiglia nutriamo nei confronti del territorio. La nostra non è una impresa, ma un modello di impresa che vuole mettere le persone al centro. Patti Smith diceva: «People have the power»; io direi che «people are the model». I sistemi, quando sono aperti e integrati, sono influenzati dall’ambiente e a loro volta influenzano l’ambiente. Hanno però bisogno di energia, idee e persone per mantenersi attivi. Da qui la necessità di investire tutte le forze aziendali, personali, tecnologiche ed economiche per valorizzare tutte le risorse. E a tal fine il capitale umano e le relazioni sono strategiche affinché un cambiamento attuato in una parte del sistema provochi cambiamenti anche in tutte le altre parti: Per questo All4future vuole essere anche un messaggio di inclusione verso le diversità culturali del nostro network globale dove solo abbracciando tutte le differenze, tutti i saperi, potremo proporci come una realtà modello per il futuro».
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TITOLO: Luce e gas, rinviata la liberalizzazione (al 2022). I dubbi dell’Authority
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OCCHIELLO: Il mercato dell’energia elettrica è stato aperto nel 2007, quello del gas nel 2003. Per favorire il passaggio alla piena concorrenza la legge aveva previsto inizialmente la fine del regime di «maggior tutela» il 30 giugno 2018. Poi ci sono state due proroghe, fino all’emendamento dei 5 Stelle. La liberalizzazione, insomma, si allontana sempr
TESTO: Proprio ieri l’Arera, presieduta da Stefano Besseghini, ha diffuso il «Monitoraggio del mercato retail», evidenziando da una parte che «nel settore elettrico e nel gas continua l’uscita dai regimi di tutela e i consumatori che hanno scelto il mercato libero si avvicinano alla metà» e dall’altro il persistere di «criticità». In particolare, «nonostante la disponibilità di offerte più convenienti della maggior tutela, nel 2018 i clienti domestici che hanno scelto un contratto nel mercato libero hanno pagato costi mediamente più elevati, in considerazione della scelta di offerte che spesso includono servizi aggiuntivi, elementi di differenziazione commerciale e differenti strutture di prezzo». Del resto, orientarsi non è facile visto che, a dicembre 2018, per la fornitura di luce, erano visualizzabili sul sito dell’Arera ben 774 offerte per i clienti domestici e 705 per le pmi mentre per il gas ce n’erano 887 per le famiglie, 673 per i condomini e 792 per le imprese. Gli utenti diffidano di meccanismi che funzionano come gli specchietti per le allodole (tariffe scontatissime all’inizio e poi bollette che si gonfiano dopo 6-12 mesi), «preferiscono in maniera preponderante offerte a prezzo fisso rispetto a quelle con prezzo variabile»: l’85,9% dei nuovi contratti per la luce siglati da famiglie (+2% rispetto al 2017); il 70,4% per quelli del gas (+1,8%). Del resto, i reclami presentati dagli utenti all’Arera riguardano prevalentemente il mercato libero: 13.200 nel 2018 quelli per rettificare la bolletta contro i 3.200 presentati nella maggior tutela.
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TITOLO: I detenuti di San Vittore e i coristi della Scala in concerto all’Auditorium di Milano
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OCCHIELLO: Il programma di contrasto alla povertà di QuBì chiude il 2019 con il concerto natalizio del Coro dei detenuti della Nave di San Vittore all’Auditorium di Milano il 17 dicembre
TESTO: Oggi e per il prossimo futuro, il Programma QuBì - in collaborazione con le realtà non profit che si occupano di odontoiatria - sta attivando una azione puntuale finalizzata ad offrire giornate di screening gratuito per i bambini direttamente nei quartieri della città, realizzare attività di sensibilizzazione e prevenzione rivolte ai genitori e sostenere le cure odontoiatriche per quei bambini che non possono permettersele. Per raggiungere i bambini che effettivamente non riescono ad accedere al dentista, il Programma attiverà le 23 ricette QuBì attive in 25 quartieri della città: una capillare rete di prossimità che coinvolge più di 600 organizzazioni non profit, i servizi sociali territoriali e la cittadinanza attiva. Dall’inizio del 2019 le Ricette di quartiere stanno lavorando per sostenere e accompagnare le famiglie e i minori che vivono una condizione di povertà, mettendo in campo numerose iniziative: doposcuola e spazi compiti, centri estivi per le famiglie fragili, sportelli per accedere ai sostegni economici e per le iscrizioni on-line ad asili nido, corsi di lingua italiana e incontri sulla sana alimentazione.
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TITOLO: Bollette luce e gas, il rinvio al 2022per un mercato libero che non si vede
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OCCHIELLO:
TESTO: La «lunga marcia» verso un mercato dell’energia elettrica e del gas realmente libero – cioè concorrenziale, efficiente e rispettoso dei consumatori – proseguirà almeno fino al 2022. È iniziata, vale la pena ricordarlo, più di vent’anni or sono con il decreto Bersani del 1999. L’ultimo check up dell’Autorità risulta abbastanza impietoso. Da una parte l’ancora elevata concentrazione in tutti e due i settori (nell’elettrico ad esempio l’Enel fornisce il 70% dell’energia) si combina con un numero di operatori spropositato, 400 in entrambi. La legge concorrenza prevedeva inoltre l’istituzione di un elenco dei soggetti abilitati alla vendita (un elenco anti-giungla) che ancora non si vede. E la stessa Autorità segnala da tempo quanto siano necessari obblighi informativi più stringenti, a favore del consumatore. Ma resta, comunque, un’irrisolta questione di base. Come potrebbe una reale concorrenza svilupparsi quando il 60-70% del costo del chilowattora o del metro cubo di gas è costituito da imposte?
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TITOLO: Ferrero cresce nelle vendite (anche senza i Nutella Biscuits)
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OCCHIELLO: Nel periodo commerciale tra settembre 2018 e agosto 2019, prima del lancio dei famosi biscotti, Ferrero ha registrato una crescita delle vendite sul mercato nazionale dell’1,7%
TESTO: Tra le altre società figura Ferrero Industriale Italia S. r.l. , attiva negli stabilimenti italiani di Alba, Pozzuolo Martesana, Balvano e Sant’Angelo dei Lombardi nella lavorazione e trasformazione di materie prime in prodotti finiti, nonché nella gestione dei rapporti con i terzisti e dei controlli inerenti la qualità. Nel periodo di settembre 2018-agosto 2019 ha realizzato un fatturato di 622,4 milioni di euro, in aumento del 6,9% sull'esercizio precedente, e un utile dell'esercizio di 43,7 milioni (in aumento di due milioni). Ferrche si occupa dei servizi di natura amministrativa, di finanza e controllo, legali e di gestione del personale, ha realizzato un fatturato pari a 65,4 milioni di euro (+3,8%) e un utile dell’esercizio di 1,6 milioni di euro, a fronte di una perdita di 5,2 milioni di Euro al 31 Agosto 2018.
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TITOLO: Per le feste un regalo da 43 miliardi di tasse al fisco
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OCCHIELLO: Imu-Tasi, tredicesime, ritenute Irpef e altre scadenze di pagamenti faranno intascare al fisco circa 43 miliardi per Natale. Una pressione che non incoraggerà le spese degli italiani
TESTO: «Tornando ai dati dell’analisi, a questo gettito di quasi 43miliardi — aggiunge il segretario della Cgia, Renato Mason — vanno aggiunti altri 11mld di euro “prelevati” dalle tredicesime che sono state o stanno per essere liquidate in queste settimane. Versamento che, comunque, sarà effettuato dal sostituto di imposta, ovvero il datore di lavoro, per conto dei lavoratori dipendenti e dall’Inps per i pensionati. In entrambi i casi la scadenza del versamento Irpef è il 16 gennaio 2020». «Negli ultimi anni — rileva Mason —, un carico tributario eccessivo e una platea di servizi erogati dall’Amministrazione pubblica in flessione sia in termini di qualità che di quantità, hanno contribuito sensibilmente alla contrazione della domanda interna e degli investimenti. Alle piccole e piccolissime imprese, l’effetto combinato delle troppe tasse, del calo dei consumi delle famiglie e della contrazione dei prestiti bancari ha procurato squilibri finanziari tali da costringere tantissimi artigiani e piccoli commercianti a chiudere definitivamente l’attività».
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TITOLO: Banca Popolare di Bari, arrivano i commissari di Bankitalia
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OCCHIELLO: Intanto nel governo si litiga sul salvataggio. Venerdì sera burrascosa riunione del Consiglio dei ministri. L’istituto rassicura la clientela: operatività garantita
TESTO: L’arrivo dei commissari è apparso inevitabile e sponsorizzato, a quanto pare, dal M5S. La corsa al salvataggio di Bpb è stata rinviata al 2020. Potrebbe resistere l’eventualità che torni alla ribalta Mcc e che riprenda vita l’ipotesi della statalizzazione, ma potrebbero spuntare nuovi attori. I malumori dei renziani a proposito della prima soluzione, farebbero il paio con la discesa in campo di un competitore di tutto rispetto. Nelle stanze della Popolare si fa il nome di Intesa Sanpaolo, che potrebbe assorbire filiali e dipendenti. Ma finora non c’è traccia della manifestazione di questo interesse. Da PopBari fanno notare che l’ex premier Renzi ha ottimi rapporti con Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo. L’altro indizio che esibiscono per confermare l’autenticità della confidenza, risalirebbe al mese di ottobre. Quando Messina era sbarcato in quel di Monopoli per annunciare che nei prossimi due anni metterà a disposizione di famiglie e imprese del Sud 30 miliardi di euro, e aveva affondato il colpo: «Vorrei far presente che una banca del Mezzogiorno esiste e si chiama Intesa Sanpaolo».
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TITOLO: Litografie d’arte, il nuovo business di Vincenzo Boccia
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OCCHIELLO: L’azienda del numero uno degli imprenditori italiani lancia PrintLitoArt e avvia una collaborazione con Lello Esposito: prima copia venduta a 4 mila euro
TESTO: Il concetto alla base dell’investimento è semplice: acquisire l’opera di un’artista contemporaneo a un prezzo accessibile allargando il campo delle possibilità a una platea sempre più vasta di cultori. Per questo «dopo il lancio della novità in occasione dell’asta di beneficenza, Arti Grafiche Boccia e Lello Esposito hanno intenzione di proseguire nella collaborazione dando vita a un vero connubio». L’idea, però, è di allargare il ventaglio di proposte coinvolgendo anche altri artisti. E settori. Perché, assicurano da Salerno, «PrintLitoArt è la prima piattaforma al mondo per la stampa di opere d’arte Made in Italy. Non solo pittura e scultura, ma anche fotografie d’autore, regali aziendali e cataloghi d’arte. Un progetto a 360° che offre la possibilità ad artisti e galleristi di presentarsi al grande pubblico attraverso la stampa delle loro opere o del loro catalogo d’arte, oltre alle aziende di regalare una vera opera in occasione di strenne natalizie e occasioni speciali».
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TITOLO: Perché la Banca Popolare di Bari è stata commissariata? Prestiti facili e buco Tercas: ora tre mesi per salvarsi
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OCCHIELLO: Sbilancio patrimoniale per un miliardo. Il problema del ristoro per 69 mila soci
TESTO: La cattiva gestione della popolare fondata nel 1960, da sempre feudo della famiglia Jacobini, sarebbe uno dei motivi principali del dissesto, secondo il banchiere che per questo ha voluto avviare un’azione di responsabilità contro l’ex condirettore generale Luca Jacobini (figlio di Marco, presidente dal 1989 al 2019) e altri due top manager. Ma ha certamente pesato l’acquisizione di Banca Tercas nel 2013-2014, anche su impulso della Banca d’Italia. Una vicenda complicata: la banca venne capitalizzata per quasi 300 milioni dal Fitd prima di passare alla Bari, ma la Commissione Ue nel 2015 lo considerò aiuto di Stato. Quella decisione impedirà al Fitd di intervenire sulle successive crisi bancarie, tanto che per ovviare dovette inventarsi lo Schema Volontario, fino allo scorso aprile quando il tribunale Ue non ha dato ragione all’Italia. In ogni caso quei soldi non si sono rivelati sufficienti per coprire il buco di Tercas. Nel frattempo la Bari aveva chiesto ai soci oltre mezzo miliardo di euro tra aumento di capitale e bond subordinati. Le azioni, vendute a 9,5 euro, da mesi sono ferme a 2,38 euro. Ma in realtà valgono ormai quasi zero.
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TITOLO: Dazi, Pechino sospende le nuove tariffe su alcune merci Usa
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OCCHIELLO: Donald Trump in contemporanea ha confermato la sospensione delle tariffe Usa al 15% su quasi 160 miliardi di dollari di prodotti cinesi
TESTO: Stop ai dazi cinesi su 3.300 prodotti made in Usa, che sarebbero dovuti entrare in vigore oggi domenica 15 dicembre. Ad annunciarlo la stessa Cina nel corso di una conferenza stampa a Pechino a cui hanno partecipato cinque negoziatori della squadra guidata dal vice premier Liu He. In contemporanea, Donald Trump su Twitter ha confermato la corrispettiva sospensione delle tariffe Usa al 15% su quasi 160 miliardi di dollari di prodotti cinesi (smartphone, laptop e giocattoli) e il dimezzamento delle vecchie tariffe, sempre del 15%, scattate nel settembre scorso su 156 miliardi di dollari di prodotti di abbigliamento, scarpe e accessori made in China. È dunque tregua nella guerra commerciale tra Pechino e Washington, che così, almeno per ora, hanno evitato una nuova escalation. L’accordo preliminare per il blocco dei nuovi aumenti tariffari sarà siglato ai primi di gennaio
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TITOLO: Centomila giovani in fuga: ma davvero non ci interessa? L’Economia lunedì gratis
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OCCHIELLO: Arrivano i nuovi dati Istat sull’emigrazione. L’analisi di de Bortoli
TESTO: I giovani italiani sono pochi e, se possono, se ne vanno. Oggi l’Istat pubblica i nuovi dati: gli ultimi dicono che su 115 mila emigrati l’anno, circa 30 mila sono laureati. Certo i più fortunati partono perché sono cittadini del mondo. Ma non vale per tutti. I meno istruiti hanno ancora la «valigia di cartone» e sono invisibili per il Paese. Eppure noi ne parliamo poco. È questa l’analisi di Ferruccio de Bortoli su l’Economia domani in edicola gratis con il Corriere della Sera. Su dieci ragazzi che vanno via quattro sono scarsamente scolarizzati: fuggono anche le braccia, non solo i cervelli. I nostri under 25 sono minoranza senza voce. Anche se le marce Fridaysforfuture e le sardine aprono nuovi scenari positivi. «Meglio dell’indifferenza. Il sentimento generale dei giovani italiani andrebbe misurato, con maggiore attenzione, anche alla luce del fenomeno migratorio che, come abbiamo visto è largamente sottostimato. Non vederlo ancora a lungo è una colpa imperdonabile» conclude de Bortoli.
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TITOLO: Popolare di Bari, stasera il Cdm per il salvataggio
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OCCHIELLO: Arriverà stasera alle 21 sul tavolo del Consiglio dei ministri il decreto per il salvataggio della Banca Popolare di Bari. Conte: «Stasera chiuderemo».
TESTO: «Stasera chiuderemo su Banca popolare di Bari» ha confermato il presidente del Consiglio, Conte, in riferimento al Consiglio dei Ministri previsto per le 21 di stasera sul salvataggio dell’istituto pugliese. «Faremo un intervento» ha aggiunto alla fine del concerto di Natale in Senato. All’ordine del giorno della riunione ci sono «misure urgenti per la realizzazione di una banca di investimento» e assicura: «Tuteleremo i risparmiatori, nulla per i banchieri». Ha inoltre affermato: «Chiaro che abbiamo delle responsabilità pubbliche nei confronti dei risparmiatori, del territorio e del mezzogiorno. Non dimentichiamo che in gioco ci sono non solo i risparmiatori ma c’è anche un tessuto produttivo che al Sud soffre, quindi è chiaro che un polmone creditizio finanziario è importante».
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TITOLO: «L’Rc auto familiare? Aumenta le tariffe di 20 euro e avvantaggia i più ricchi»
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OCCHIELLO: Rincari da 20 euro per famiglia e agevolazioni per i più ricchi, potrebbero essere gli effetto della Rc auto familiare. I dati della ricerca Eurisko.
TESTO: Novità nel campo dell’Rc Auto. Con la modifica all’art.134 del Codice delle Assicurazioni, (inserita nel Decreto legge fiscale) si ritocca il cosiddetto Bonus/Malus, ovvero la polizza assicurativa per autoveicoli che collega la diminuzione o l’aumento del premio annuale al fatto che l’assicurato abbia o no causato incidenti. Fino ad ora, in pratica, chi ha sbagliato ha dovuto pagare mentre ha risparmiato chi ha avuto una buona condotta. Con l’emendamento alla manovra, i costi vengono ripartiti all’interno del nucleo familiare in base alla «rischiosità» dell’assicurato e del veicolo, auto o moto che sia, e si potrà beneficiare della miglior classe di merito, e dunque della tariffa più bassa (ma solo dopo il primo rinnovo dell’assicurazione), che viene pagata da uno dei componenti. A primo acchito, la cosiddetta «Rcauto Familiare», sembra vantaggiosa, ma stando ai risultati di una ricerca GfK Eurisko gli effetti saranno più deludenti, perché ad essere più favorite sarebbero le famiglie del Nord Italia e quelle più benestanti. Perché? Innanzitutto gli errori dei guidatori «più rischiosi» verranno «condonati» grazie ai componenti più virtuosi della famiglia, senza più una reale distinzione tra gli uni e gli altri. Il che, secondo l’Ania (l’associazione delle imprese di assicurazione) potrebbe risolversi in aumenti di tariffa su tutti gli assicurati per compensare le minori risorse a copertura dei sinistri a causa di chi beneficerà della riforma. Secondo i dati pubblici e di ricerca, Multifunzionaria GFK Retail 2019, su un campione di 5000 capifamiglia finanziari) su circa 26 milioni di famiglie il 15% non possiede un’auto, il 54% ne possiede una sola, il 27% ne possiede due e solo il 4% ha in casa 3 o più autovetture). A guadagnarci non sarebbero poi le famiglie con una sola auto, ma quelle che ne possiedono più di una, che sono poco più di 8 milioni (l’80% gode già della classe di merito più bassa, a goderne saranno quindi poco più di 2 milioni). Oltre al reddito anche la distribuzione geografica è penalizzante: al sud ci sono meno famiglie che possiedono più di un’auto e che possono beneficiare della riforma.
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TITOLO: Giro del mondo in crociera: ci vogliono 140 giorni e 16 mila euro
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OCCHIELLO: Scende l’età di chi intraprende un viaggio che, visti durata e costo, è stato sempre appannaggio di persone più «adulte»: si passa dai 71 anni del 2018 ai 67 del 2020
TESTO: La spesa media per passeggero per il 2020 sarà di 15.790 euro, ma c’è chi arriverà anche a 26.520. In media i crocieristi delle World Cruise nel 2020 navigheranno per 104 giorni raggiungendo 34 porti, 16 nazioni e almeno tre continenti. Ma ci sono crociere che durano fino a 140 notti, come quella a bordo di Silver Whisper, nave della flotta Silversea, che parte da Fort Lauderdale per raggiungere Stati Uniti, Porto Rico, Barbados, Guyana francese, Brasile, Uruguay, Argentina, Isole Falkland, Cile, Isole Pircairn, Polinesia Francese, Isole Cook, Tonga, Isole Fiji, Vanuatu, Nuova Caledonia, Australia, Indonesia, Singapore, Thailandia, Sri Lanka, India, Oman, Giordania, Egitto, Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Gran Bretagna, Norvegia, Olanda.
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TITOLO: Intesa Sanpaolo, domenica di solidarietà a Milano con il progetto «Noi insieme: Natale 2019»
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OCCHIELLO: Intesa Sanpaolo in collaborazione con la Caritas Italiana, le Caritas Diocesane e le associazioni assistenziali collegate, insieme per un obiettivo comune di condivisione che continuerà anche nei prossimi mesi
TESTO: Tanti ospiti, persone e famiglie in situazioni difficili, sono stati accolti da volontari di Intesa Sanpaolo presso la mensa aziendale di via Lorenteggio 266, dove hanno trascorso una giornata diversa pranzando insieme e assistendo a un concerto del Sistema delle Orchestre e Cori Giovanili e Infantili. Dopo Torino, Genova, Firenze, Napoli e Roma, fa tappa a Milano l’iniziativa «NOI INSIEME: Natale 2019», progetto nazionale di condivisione e cultura di Intesa Sanpaolo che, nel mese di dicembre, apre numerose sedi della Banca per offrire a 2.000 persone e famiglie in situazione di fragilità pranzi solidali e momenti di intrattenimento con musica e arte in numerose città italiane. A Milano le organizzazioni coinvolte per l’occasione sono state la Caritas Ambrosiana e Fondazione Pellegrini.
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TITOLO: Popolare di Bari, ok del Consiglio dei ministri per salvare la banca: «Ora è caccia ai responsabili»
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OCCHIELLO: Le risorse per il salvataggio della Banca Popolare di Bari - 900 milioni - arrivano dal fondo del ministero dell’Economia
TESTO: ROMA — I risparmiatori della Banca popolare di Bari possono tirare un sospiro di sollievo. Il decreto per salvare Pop Bari, bloccato tre giorni fa dai veti incrociati di Matteo Renzi e Luigi Di Maio, è stato varato ieri, nel Consiglio dei Ministri convocato in notturna. Dopo un’ora e mezza di riunione, al termine di una giornata segnata dal botta e risposta delle polemiche a distanza tra renziani e Cinque Stelle, è stato varato il provvedimento da 900 milioni di euro. Secondo le indiscrezioni circolate in serata, il governo intende creare una banca di investimento con la ricapitalizzazione di Mediocredito centrale attraverso Invitalia, per il rilancio di Banca popolare di Bari. Dirimente a sbloccare la situazione di stallo in un Consiglio dei Ministri animato, il via libera alla richiesta dei Cinque Stelle: il governo assicura l’azione di responsabilità nei confronti dei passati vertici della Popolare di Bari. E si impegna a sostenere eventuali prepensionamenti se saranno previsti dal piano. Nella bozza discussa a Palazzo Chigi per il salvataggio di Pop Bari il governo prevede tre passaggi. Un finanziamento a Invitalia «fino a un massimo di 900 milioni per il 2020» che rafforzi il patrimonio di Mediocredito Centrale per promuovere «lo sviluppo di attività finanziarie e di investimento a sostegno delle imprese nel Mezzogiorno anche attraverso l’acquisizione o la partecipazioni al capitale di società bancarie e finanziarie». Le risorse arriverebbero dal fondo del ministero dell’Economia destinato «alla partecipazione al capitale di banche e fondi internazionali». Dalla scissione delle acquisizioni e nascerebbe la Banca di Investimento. Resta lo scontro politico. Con Renzi che cerca la rivincita dopo gli attacchi sul crac di Banca Etruria: «Ci avevano rovesciato fango, ma sulle banche avevamo ragione noi». E con Di Maio che marca la differenza: «Banca Etruria fece perdere soldi ai risparmiatori e le banche venete furono ripulite con i soldi degli italiani e rivendute a 1 euro». In Consiglio dei ministri Di Maio avrebbe ottenuto la partenza immediata della commissione banche (annunciata in una intervista al Corriere) e l’impegno di Conte a chiedere a Bankitalia cosa farà per accertare le responsabilità dei vertici di pop Bari. . Allo scontro Matteo Salvini aggiunge pepe, appoggiando il candidato M5S alla presidenza della commissione, inviso a Pd e IV: «Va bene Lannutti. Basta fare in fretta».
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TITOLO: Banca Popolare di Bari, l’ultimo crac delle banche italiane
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OCCHIELLO: Si avvia il commissariamento dell’istituto. Ma serve un miliardo per tenere in vita la banca. Settantamila soci coinvolti. Una storia troppo simile a quelle già viste a Vicenza e a Genova, ad Arezzo e a Siena. I limiti padronali a una governance moderna
TESTO: Dal Monte dei Paschi di Siena alla Carige, passando per la Popolare dell’Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFerrara, le Casse di Risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato, fino alla Popolare di Vicenza e Veneto Banca, per arrivare appunto a Bari, in un duplicarsi di crediti dubbi, di soldi che spariscono e di azionisti spogliati dei loro risparmi. Il museo degli orrori delle banche italiane evidenzia molti punti in comune tra i suoi «capolavori». Su tutti, al netto dei comportamenti deliquenziali, una struttura di governance inadatta, autoreferenziale, votata esclusivamente a perpetuare se stessa. Anzi, i propri vertici, il capo. La Fondazione a Siena. Giovanni Berneschi a Genova. Massimo Bianconi nelle Marche. Giuseppe Fornasari e Lorenzo Rosi ad Arezzo. Alfredo Santini e Gennaro Murolo a Ferrara. L’autista Domenico Di Fabrizio a Chieti. Flavio Trinca e Vincenzo Consoli in Veneto Banca. Samuele Sorato e Gianni Zonin alla Popolare di Vicenza. Bari ora aggiunge all’elenco la figura di Marco Jacobini e arricchisce il museo di una nuova corrente artistica: la banca di famiglia. Fondata da Luigi Jacobini nel 1960, la Popolare di Bari è stata guidata dal figlio Marco ininterrottamente dal 1989 al luglio 2019. Trent’anni.
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TITOLO: Popolare di Bari, la Banca d’Italia chiese già nel 2017 le dimissioni del presidente
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OCCHIELLO: Il documento porta la data del 15 marzo di due anni fa. Via Nazionale ricostruisce tutte le tappe del suo operato. La Popolare pugliese risulta osservata speciale dal 2010
TESTO: Nei primi mesi del 2018, la banca elabora alcuni progetti alternativi di trasformazione societaria e ipotesi di integrazione con altre popolari less significant operanti nel centro-sud. Le analisi effettuate dalla vigilanza evidenziano tuttavia i rilevanti rischi legali di questi progetti pertanto accantonati. In varie occasioni nel corso dell’anno la banca comunica contatti con investitori potenzialmente interessati. Seguono diversi incontri con i vertici della banca, nei quali la vigilanza ribadisce la necessità di una ricapitalizzazione Nel 2018 il processo di trasformazione societaria attraversa fasi alterne. Si accelera il deterioramento della situazione aziendale: il primo semestre si chiude con un rosso di 140 milioni di euro. Novembre 2018, Bankitalia evidenzia «l’inadeguatezza del percorso di ristrutturazione aziendale» e chiede notizia su «progressi nel progetto di integrazione con altre banche popolari». Faro anche sugli accantonamenti sulle esposizioni nei confronti dei maggiori gruppi affidati. L’esercizio 2018 si chiude con una perdita consolidata di 430 milioni. All’inizio del 2019 emergono forti conflittualità tra Presidente e l’amministratore delegato Vincenzo De Bustis. «Si determina un vero e proprio stallo gestionale». Nel giugno 2019 la Banca d’Italia avvia una procedura sanzionatoria amministrativa nei confronti dell’intermediario e di alcuni dirigenti ed ex dirigenti, per carenze nei controlli. Nella prima metà del 2019, in numerosi incontri «la Vigilanza sottolinea agli esponenti aziendali la necessità di preservare la coesione nella governance in una fase particolarmente delicata per la banca». Chiede esponenti autorevoli nel consiglio di amministrazione, che si rinnova parzialmente a fine luglio 2019. Il 18 giugno 2019 vengono avviati presso la capogruppo accertamenti ispettivi di vigilanza a spettro esteso. L’ispezione si concentra in una prima fase sul ricambio della governance, avvenuto a fine luglio, per poi passare all’analisi della qualità del credito. I risultati, ufficializzati a dicembre, evidenziano l’incapacità della nuova governance di adottare con sufficiente celerità ed efficacia le misure correttive necessarie per superare la stasi operativa e riequilibrare la situazione reddituale e patrimoniale della Banca Popolare di Bari. Emergono inoltre gravi perdite patrimoniali che portano i requisiti prudenziali di Vigilanza al di sotto dei limiti regolamentari.
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TITOLO: Manovra: stop a norme su cannabis light, Tobin Tax e rinvio mercato energia. Lite in Aula
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OCCHIELLO: La presidente del Senato Casellati: le misure sono «inammissibili». Duro attacco della maggioranza, applausi per lei da Lega e Fratelli d’Italia
TESTO: Nel frattempo, la Ragioneria di Stato chiede una settantina di correzioni alle modifiche apportate dalla commissione Bilancio alla manovra (qui le misure più rilevanti). Tra le 39 misure sotto la lente per le coperture anche il ripristino delle sconto in fattura per eco e sismabonus per i condomini, mentre si chiede lo stralcio della sospensione del reddito di cittadinanza in caso di lavori brevi e dell’estensione ai pediatri dei fondi per avere macchinari per gli esami in studio. A queste si aggiunge la richiesta di correzioni definite di «drafting» per altre 29 norme. Le modifiche chieste dalla Ragioneria saranno fatte proprie «per intero» dalla commissione Bilancio del Senato che poi dovrebbe proporre all’Aula il maxiemendamento corretto, compresi gli stralci chiesti dalla presidenza di Palazzo Madama e annunciati in assemblea dalla presidente, Elisabetta Casellati. L’annuncio è stato dato dal presidente della commissione Bilancio, Daniele Pesco, a margine dei lavori di modifica del ddl bilancio. I rilievi «sono stati già recepiti, compresi gli stralci», spiega il presidente. Alcuni dei rilievi della Rgs coincidono con quelli della presidenza del Senato, ad esempio sulla Tobin Tax, altre invece incidono sulla scrittura, o sulle coperture, di altre norme. Nel caso della sospensione, anziché la decadenza, dal reddito di cittadinanza quando i beneficiari trovino un lavoro a tempo determinato, nella relazione dei tecnici si legge che la norma «comporta maggiori oneri non quantificati né coperti» e che «la relazione tecnica pervenuta è incongrua e inadeguata»: per questo motivo la Ragioneria chiede lo «stralcio» della norma. Idem per i pediatri.
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TITOLO: Diesel, Renzo Rosso chiama Massimo Piombini
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OCCHIELLO: Renzo Rosso affida al manager Massimo Piombini, che negli ultimi tre anni ha guidato Balmain, il ruolo di amministratore delegato della principale società del gruppo, che lo stesso imprenditore veneto ha fondato quarant’anni fa
TESTO: Al nuovo amministratore delegato il compito di stabilizzare quanto già fatto e impostare nuovi progetti. Renzo Rosso ha deciso di managerializzare Diesel diversi anni fa, chiamando inizialmente una ceo proveniente dalle multinazionali del largo consumo, Daniela Riccardi, che oggi è ceo di Baccarat e nel Cda di Kering come consigliera indipendente. Importante è stato il passaggio di Alessandro Bogliolo, manager ex Bulgari che, arrivato nel 2013, ha guidato tutta la prima parte del riposizionamento di Diesel per lasciare la società nel 2017 chiamato negli Usa come amministratore delegato di Tiffany, icona della gioielleria mondiale, con il compito di rilanciarla; compito riuscito, visto che Tiffany è entrata nel mirino di Lvmh che nelle scorse settimane l’ha comprata per oltre 14 miliardi di euro. Breve, invece, il passaggio di Marco Agnolin, arrivato da Bershka e uscito lo scorso marzo.
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TITOLO: Morto Luigi Rovati: medico, ricercatore e fondatore di Rottapharm
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OCCHIELLO: Aveva 91 anni. E’ stato medico, imprenditore e ricercatore. Nel 1961 aveva fondato l’industria farmaceutica Rottapharm, poi venduta alla multinazionale Mylan
TESTO: Luigi Rovati, fondatore dell’industria farmaceutica Rottapaharm, è scomparso lunedì 16 dicembre. Aveva 91 anni. Nella sua lunga carriera è stato medico, ricercatore e imprenditore. Nato nel 1928, si era laureato nel 1953 a Pavia, con specializzazione in farmacologia. Dopo essere stato nel gruppo dei ricercatori del premio Nobel Corneille Heymans (Noble per la medicina nel 1938 per gli studi sull’apparato circolatorio), fondò nel 1961, a Monza, il Rotta Research Laboratorium, laboratorio per la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci. Pochi anni dopo il laboratorio divenne un’azienda farmaceutica vera e propria con il nome di Rottapharm, protagonista nella ricerca farmacologica con oltre 300 brevetti e 19 farmaci originali, nel settore della reumatologia, gastroenterologia, dell’apparato bronco-respiratorio-ginecologia e cardiologia.
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TITOLO: Wall Street, il toro (italiano) compie trent’anni
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OCCHIELLO: Il «Charging Bull» dello scultore siciliano Arturo Di Modica è il simbolo della Borsa di New York dalla fine del 1989: da allora il listino americano è salito del 919%
TESTO: « Charging bull», il «Toro che carica» è il titolo dell’opera, simbolo della Borsa al rialzo, mentre l’Orso è il simbolo del ribasso. Un’iconografia che risale al Settecento, secondo gli storici. Il Toro piacque subito ai trader del Nyse e ai passanti, molto meno alla polizia che intervenne per rimuoverla perché intralciava il traffico oltre a non essere autorizzata. Depositata per qualche giorno in un magazzino nel Queens, è ricomparsa il 20 dicembre dello stesso anno poco lontano da Wall Street, al Bowling green park, grazie a un accordo con il responsabile dei parchi pubblici newyorkesi, con il sindaco di allora Ed Koch e con il presidente della Bowling green association, l’italo-americano Arthur Piccolo. Da allora è rimasta lì ed è diventata una delle mete più frequentate dai turisti, più fotografate e condivise oggi su Instagram. Ha anche portato fortuna alla Borsa americana, che il Lunedì nero, 18 ottobre del 1987 aveva perso il 22,5% in un solo giorno (508 punti dell’indice Dow Jones) e che invece dal 15 dicembre 1989 a oggi è risalita del 919%: da 2.739 a oltre 25 mila punti dell’indice delle blue chip americane. Per ironia della sorte, ora il sindaco di New York insieme alla Alliance for downtown (organizzazione pubblico-privata che si occupa dei quartieri nella parte più a sud di Manhattan) vorrebbe riportare il Toro davanti alla Borsa, in Broad street, diventata quasi tutta pedonale.
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TITOLO: L’intelligenza artificiale? È già qui: nel 2022 un’azienda su quattro (nel mondo) la userà
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OCCHIELLO: Processi come assistenza e manutenzione saranno controllati dall’AI. Spoletini (Oracle): il cloud diventerà una banca dati in grado di auto proteggersi (e ripararsi) in modo autonomo
TESTO: Il mercato italiano dell’Ict (Information communication technology) chiude il 2019 in crescita. Segnando un fatturato complessivo di 31 miliardi di euro con una crescita del 2,3 per cento rispetto allo scorso anno. Tuttavia, entrando nei singoli comparti si scoprono andamenti altalenati. Da un lato il segmento It di servizi e applicazioni informatiche registra un fatturato globale superiore a 24,2 miliardi di euro, segnando un più 3,8 per cento sul 2018. Dall’altro il settore delle telecomunicazioni fisse e mobili si assesta sul 6,9 miliardi di euro, in lieve diminuzione sui dodici mesi precedenti. A crescere, anche la spesa aziendale in servizi public cloud (+26%) e in soluzioni big data&analytics (+7,6%). Questi i principali dati del nuovo Assintel Report realizzato in collaborazione con Idc Italia e Cfmt (Centro formazione management terziario). Un’indagine condotta tra luglio e settembre 2019, intervistando un campione di mille imprese medie e piccole sparse sul territorio nazionale. Per le aziende italiane la trasformazione digitale non significa solo apertura verso l’utilizzo di sistemi produttivi e gestionali orientati a internet. Secondo Paola Generali, neoeletta presidente Assintel: «È chiaro che l’adozione di queste tecnologie apre la strada a profonde trasformazioni socioeconomiche e nuovi modelli basati sulla condivisione di conoscenze e risorse, dove sarà lo scambio di informazioni e dati in tempo reale a generare valore». In questa fase economica della conoscenza, dati e informazioni acquistano un ruolo di centralità per aziende e istituzioni. «A fare la differenza sul mercato sarà la capacità di utilizzare informazioni per creare valore», dunque aprire nuovi mercati, far dialogare uomini e macchine, razionalizzare i costi e ridurre gli sprechi. Un’opportunità per fare cadere le tradizionali barriere competitive tra settori e aree geografiche. A trainare il mercato It del Belpaese sono ancora una volta le applicazioni gestite sulla nuvola informatica. Afferma a proposito Gianfranco Caimi, applications country leader di Oracle Italia: «Il cloud sta mostrando le sue potenzialità e le aziende lo hanno recepito, a vincere sono le applicazioni Saas, software as a service, utilizzate trasversalmente su tutti i processi aziendali». E questo crea opportunità di efficienza non solo nelle grandi imprese, ma anche in realtà medio-piccole. A crescere i sistemi Erp (Enterprise resource planning) il cuore pulsante e finanziario delle aziende. Di fatto, quelli che una volta andavano sotto il nome di software gestionali, adesso sono evoluti e potenziati con l’obiettivo di aiutare le imprese a integrare servizi business e aree operative. Come logistica e vendite, ma anche amministrazione, magazzino e risorse umane. Nell’ottica del controllo in tempo reale di tutte le potenzialità aziendali.
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TITOLO: Stefano Cao, Saipem: energia e sostenibilità, siamo leader mondiali, basta essere timidi
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OCCHIELLO: Il numero uno di Saipem parla dei primati di un Paese che crede poco a se stesso e della sua società, eccellenza nelle infrastrutture legate al petrolio e alla transizione verso l’uso esclusivo di fonti pulite. «Noi, Eni ed Enel, campioni che non sfigurano affatto con i concorrenti globali». Il gruppo fattura 9 miliardi e ha un portafoglio ord
TESTO: Nel suo ufficio di San Donato ha alle spalle una cartina del mondo, alle pareti le strette di mano con quasi tutti i capi di Stato delle grandi potenze mondiali. Ma come tutti i signori dell’energia in questi anni ha lavorato dietro le quinte. È innegabile che sulle risorse si giochi gran parte della geopolitica mondiale. Dei rapporti di forza tra le nazioni. Soprattutto se si proviene da un Paese come l’Italia che di risorse non ne ha. «O meglio — spiega Cao — ne abbiamo ma, per paura di gestire il territorio, si rischia di danneggiare l’intera nazione. Pensi alle risorse di gas naturale, attualmente la fonte energetica che possiamo definire più ambientalmente accettabile perché garantisce il passaggio alle rinnovabili con le minori emissioni possibili. L’Italia dispone di importanti riserve di gas che non utilizziamo, soprattutto nel mar Adriatico, con il risultato che potrebbero essere altri Paesi a perforare e ad attingere a risorse che sono anche nostre. Risorse che, se non sfruttate, a valle della transizione energetica perderebbero qualsiasi valore».
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TITOLO: Popolare di Bari, ok a salvataggio Bankitalia, tutti i controlli sfavorevoli
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OCCHIELLO: Via libera al decreto del governo da 900 milioni. Si va verso la creazione di una banca d’investimento. Il governatore: «Pronti a intervenire nel capitale della nuova creatura»
TESTO: Nel 2018 si accelera il deterioramento della situazione aziendale: il primo semestre si chiude con un rosso di 140 mln. nel novembre 2018, Bankitalia evidenzia «l'inadeguatezza del percorso di ristrutturazione aziendale» e chiede notizia su «progressi nel progetto di integrazione con altre banche popolari». Faro anche sugli accantonamenti sulle esposizioni nei confronti dei maggiori gruppi affidati. L'esercizio 2018 si chiude con una perdita consolidata di 430 milioni. All'inizio del 2019 emergono forti conflittualità tra Presidente e l'ad. «Si determina un vero e proprio stallo gestionale». Nel giugno 2019 la Banca d'Italia avvia una procedura sanzionatoria amministrativa nei confronti dell'intermediario e di alcuni dirigenti ed ex dirigenti, per carenze nei controlli. Nella prima metà del 2019, in numerosi incontri «la Vigilanza sottolinea agli esponenti aziendali la necessità di preservare la coesione nella governance in una fase particolarmente delicata per la banca». Chiede esponenti autorevoli nel Cda, che si rinnova parzialmente a fine luglio 2019.Il 18 giugno 2019 vengono avviati presso la capogruppo accertamenti ispettivi di vigilanza a spettro esteso. L'ispezione si concentra in una prima fase sul ricambio della governance, avvenuto a fine luglio, per poi passare all'analisi della qualità del credito. I risultati, ufficializzati a dicembre, evidenziano l'incapacità della nuova governance di adottare con sufficiente celerità ed efficacia le misure correttive necessarie per superare la stasi operativa e riequilibrare la situazione reddituale e patrimoniale della BPB. Emergono inoltre gravi perdite patrimoniali che portano i requisiti prudenziali di Vigilanza al di sotto dei limiti regolamentari.
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TITOLO: Perdere il lavoro per un post su Facebook, l’impatto dei social sulla vita
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OCCHIELLO: Dalla storia di Clemmie Hooper, l’ostetrica inglese instagrammer che creava account fake per denigrare l’attività delle colleghe a quella dei licenziamenti per i post su Facebook
TESTO: La Corte europea dei diritti dell’uomo ha esaminato in più occasioni se e quando una limitazione (quella di pubblicare post su Facebook o altri social) ha avuto uno scopo legittimo e se i mezzi impiegati sono stati proporzionati allo scopo perseguito. «La natura del lavoro assunto e le dimensioni dell’azienda sono fattori importanti che devono essere presi in considerazione nella valutazione del danno della reputazione al datore di lavoro — spiega il paper di Mantouvalou —. Ma il datore di lavoro non è un giudice della moralità dei suoi dipendenti». La materia insomma è controversa ma, esclusi i reati veri e propri come nel caso della diffamazione, può aiutare sempre sottolineare che le proprie opinioni sui social sono da intendersi personali e non rappresentative dell’azienda per cui si lavora.
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TITOLO: La gestione del credito: doppio percorso per Intesa Sanpaolo
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OCCHIELLO: Non solo la cessione delle partite deteriorate, ma anche l’acquisizione di mutui in bonis. «Abbiamo ripensato strumenti e obiettivi per arrivare a un portafoglio sostenibile», spiega Biagio Giacalone. Anticipando anche il regolatore
TESTO: «Anche questi temi regolamentari – continua Giacalone – fanno sì che una gestione dinamica del portafoglio diventi essenziale. L’Eba, l’Autorità bancaria europea, con il nuovo documento di consultazione sull’origination dei prestiti chiede un processo di monitoraggio più stringente per soddisfare una serie di requisiti e, non ultimo, invita le banche a incorporare nei processi del credito considerazioni di tipo Esg, legate quindi alla sostenibilità. Quello che facciamo si concretizza sostanzialmente in due tipi di attività, da un lato implementiamo strategie creditizie per orientare la crescita, attraverso correttivi di pricing, verso i settori con il miglior profilo rischio-rendimento in coerenza con l’evoluzione dello scenario normativo e regolamentare. Dall’altro, attraverso operazioni di trasferimento dei rischi, realizzate sul mercato dei capitali, liberiamo capitale da utilizzare a supporto dell’attività di lending facilitando quindi l’accesso al credito della clientela famiglie e imprese».
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TITOLO: Il debito pubblico italiano raggiunge quota 2.446,8 miliardi di euro
DATA:
OCCHIELLO: I dati della Banca d’Italia. A ottobre l’aumento è di 7.500 milioni. In un anno ci sono 47 miliardi in più da restituire
TESTO: Il debito pubblico è aumentato di 7,5 miliardi a ottobre rispetto al mese precedente, toccando quota 2.446,8 miliardi. Rispetto a fine ottobre dello scorso anno, il monte del debito è salito di quasi 47 miliardi. A ottobre il debito delle Pubbliche amministrazioni è infatti aumentato di 7,5 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.446,8 miliardi. Lo fa sapere la Banca d’Italia, spiegando che l’aumento è dovuto all’incremento delle disponibilità liquide del Tesoro (9,8 miliardi, a 55,5 miliardi), che ha più che compensato l’avanzo di cassa delle Pubbliche amministrazioni (0,7 miliardi); gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione dei tassi di cambio hanno complessivamente diminuito il debito di 1,5 miliardi.
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TITOLO: Italia, in 10 anni espatriati oltre 180 mila laureati
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OCCHIELLO: In calo gli arrivi dall’Africa. Hanno lasciato il Paese 29 mila laureati solo nell’ultimo anno
TESTO: Tra i paesi extra-europei, le principali mete di destinazione sono Brasile, Stati Uniti, Australia e Canada (nel complesso 18 mila). La ripresa delle emigrazioni di cittadini italiani, rileva l’Istat, è da attribuire in parte alle difficoltà del nostro mercato del lavoro, soprattutto per i giovani e le donne, e presumibilmente anche al mutato atteggiamento nei confronti del vivere in un altro Paese - proprio delle generazioni nate e cresciute in epoca di globalizzazione- che induce i giovani più qualificati a investire con maggior facilità il proprio talento nei paesi esteri in cui sono maggiori le opportunità di carriera e di retribuzione. I programmi specifici di defiscalizzazione (sgravi fiscali legati al rientro dei cervelli), messi in atto dai governi per favorire il rientro in patria delle figure professionali più qualificate, non si rivelano quindi del tutto sufficienti a trattenere le giovani risorse che costituiscono parte del capitale umano indispensabile alla crescita del Paese.
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TITOLO: Le regioni del Crédit Agricole e i nuovi soci delle Generali
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OCCHIELLO: L’impronta francese sulla Penisola: Maioli guida la«Banque verte» a comprendere le caratteristiche dei territori, Mustier porta Unicredit a collaborare con Padre Bettonie Donnet apre il capitale del Leone a ventunomila dipendenti
TESTO: Nuovi soci per le Assicurazioni Generali. Dopo il via libera da parte dell’assemblea degli azionisti dello scorso maggio, la compagnia ha dato corso a We Share, il piano di azionariato per i dipendenti che durante le tre settimane dedicate, in ottobre, ha visto l’adesione di oltre 21 mila partecipanti distribuiti in 31 paesi. Un tasso di partecipazione superiore al 35%. È la prima volta che Generali apre il capitale, con un’operazione dedicata, ai propri dipendenti, coinvolgendo anche The Human Safety Net, la fondazione creata da Generali per dare assistenza a persone svantaggiate: oltre 420 mila euro sono stati raccolti grazie alle donazioni dei dipendenti e a quelle disposte dal gruppo. Il piano, di durata triennale ha come destinatari i dipendenti di tutto il gruppo, a eccezione dei ruoli top. Si poteva richiedere di investire da 15 euro al mese a un massimo di 500 euro. Se a fine piano, il valore del titolo in Borsa risulterà inferiore a quello iniziale, sarà restituito per intero quanto versato. In caso di apprezzamento, si riceverà gratuitamente un’azione ogni tre acquistate e si incasserà un numero di azioni pari al rapporto tra i dividendi pagati nel triennio da Generali e il prezzo iniziale del titolo, moltiplicato per il numero di azioni sottostanti. In pratica, si riceverà in equity il corrispettivo dei dividendi.
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TITOLO: Tech e governance, i nodi del credito
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OCCHIELLO: Sono entrati nel gruppo Corrado Passera di Illimity e Alessandro Profumo di Leonardo
TESTO: L’Osservatorio Banca Impresa 2030, nato in seno alla Liuc, l’università Carlo Cattaneo di Castellanza, a questo tema ha dedicato il secondo anno della sua attività, che si è recentemente completato nella sede milanese di Kpmg con la collaborazione dell’Aifi e del suo presidente Innocenzo Cipolletta. «Abbiamo ampliato il nostro schermo d’osservazione – ha detto Anna Gervasoni, docente di Economia e gestione dell’impresa alla Liuc e guida dell’Osservatorio – per verificare lo stato di innovazione tecnologica all’interno dei principali istituti italiani e abbiamo riscontrato che, a fronte di una visione elefantiaca del nostro sistema creditizio, le banche di maggiori dimensioni hanno al loro interno delle vere e proprie top tech, che sono molto spesso all’avanguardia, specie nell’offerta di servizi basici ai cittadini».
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TITOLO: Symbola, Carlo Bonomi firma il Manifesto per il Clima
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OCCHIELLO: Il presidente di Assolombarda: «Serve una cabina di confronto tra governo e imprese per definire le priorità strategiche del futuro»
TESTO: «La fotografia sulla filiera green scattata dal rapporto GreenItaly è ormai un termometro di riferimento per le imprese e per tutti gli operatori finanziari e i decisori politici. Poiché il tema della sostenibilità modifica direttamente i paradigmi dello sviluppo economico e ci obbliga a considerazioni basate non solo sulla sostenibilità ambientale ma sull’intero ampio spettro della sostenibilità sociale». È quanto ha dichiarato Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda, in occasione della presentazione del decimo rapporto “GreenItaly 2019” della Fondazione Symbola e di Unioncamere. «Una prima importante considerazione – ha proseguito Bonomi – è che in Italia la rivoluzione della sostenibilità ambientale nasce dal basso, perché sono le imprese ad adottarla con convinzione. Smettiamo dunque di descrivere le imprese come responsabili dei guai italiani: noi siamo vittime, non carnefici. Va ricordato, infatti, che sono le imprese a investire sulla formazione delle professionalità che servono per il green tech, che hanno compreso che, grazie alla sostenibilità nei processi e nei prodotti, si realizzano più export e più redditività, si aprono i contratti aziendali a più salario di merito e produttività. E, insieme, a più welfare si contribuisce a una maggiore sostenibilità sociale. A livello europeo, il Green New Deal costituisce la parte più ambiziosa della sfida dei prossimi anni ed è molto apprezzabile che industria e clima siano entrambi binari del Piano. A livello italiano non possiamo che chiedere che il Governo si doti al più presto di una grande cabina di confronto con le industrie per definire insieme le priorità e le richieste su cui l’Italia deve battersi, a cominciare per esempio dalle richieste per il Just Transition Mechanism». «Le premesse, dobbiamo dirlo, non sono buone – ha concluso Bonomi –. In occasione della nostra Assemblea avevamo sottolineato l’importanza di chiudere il ciclo del trattamento dei rifiuti, che oggi esportiamo per miliardi di euro a causa della mancanza di impianti. Al suo posto abbiamo ricevuto la Plastic Tax che serve solo a fare gettito. La politica appare divisa e piegata su meri interessi elettorali, che sono lontani anni luce dalla consapevolezza della posta in gioco in un Paese a bassa produttività, alto debito pubblico, welfare poco rivolto a sostenere l’occupabilità di giovani e donne. Noi continueremo con rafforzata convinzione a credere e investire nella sostenibilità, come dimostrano i dati presentati oggi, e lo faremo senza aspettare la politica per l’elevato senso di responsabilità che caratterizza le nostre imprese. In questa logica, oggi firmo il Manifesto promosso da Symbola “Un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica” per evidenziare il ruolo sociale dell’impresa nel rispetto del Pianeta”».
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