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LE NOTIZIE DAL GIORNO Wednesday 25 March 2020 AL GIORNO Wednesday 01 April 2020 SU: economia




TITOLO: Il sito Unicredit per chi sta a casa Con Bnl si paga anche senza Pos
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OCCHIELLO: Mustier ha momentaneamente chiuso il 70 per cento delle agenzie bancarie: prima viene la tutela della salute. Per pagare beni e servizi con la rete di Axepta basta un social network. Masotti spiega la forza dell’Information technology
TESTO: Prima la salute. Per Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit, non ci sono dubbi. È ormai passato un mese da quel lunedì 24 febbraio in cui partì il primo invito ai dipendenti: lavorate da casa! Progressivamente, fatte salve le funzioni strategiche e vitali per l’operatività, la grande torre di piazza Gae Aulenti, a Milano, si è svuotata, le filiali sono state chiuse. A venerdì scorso, sull’intero territorio nazionale, il 70 per cento delle filiali Unicredit risultavano chiuse, in risposta alla diffusione del coronavirus. Una percentuale ancora maggiore era quella dei dipendenti che lavorano da casa, in remote working. Molti i permessi retribuiti. È il momento, ha detto Mustier in una mail interna, delle decisioni responsabili. E poi ha fatto partire One Unicredit, una piattaforma digitale messa in piedi in pochi giorni (e notti) di lavoro. Qui c’è la storia di Alessandro, da Roma, che racconta di come è riuscito a tranquillizzare i suoi clienti preoccupati. E quella di Cristiano, da Castelfranco Veneto, che spiega come il suo lavoro continui grazie ai canali digitali. E ancora, informazioni aggiornate per i dipendenti e le comunità, consigli pratici per tutelare la propria salute e messaggi di solidarietà, di vicinanza, per chi è stato colpito dal Covid-19: in tempi di emergenza, di distanze amplificate da un virus che ha chiuso in casa un intero Paese, One UniCredit è una mossa per continuare a stare vicino ai propri dipendenti, ma anche ai clienti e al territorio: «Abbiamo chiamato questa piattaforma One UniCredit — spiega Mustier in una lettera ai dipendenti — per sottolineare ancora una volta l’importanza che diamo al nostro senso di unità. One UniCredit è stata ideata per i nostri dipendenti, ma è aperta anche al pubblico». La piattaforma sarà lo spazio virtuale di una comunità che resta in contatto raccontandosi: è la banca che racconta il suo impegno per aiutare i paesi in cui è presente (sostegno alle imprese, rafforzamento dei canali digitali e della consulenza a distanza, donazioni per acquisto di materiale sanitario, una raccolta fondi tra i dipendenti per aiutare alcuni ospedali) e sono i dipendenti e i clienti UniCredit che inviano le loro storie. Mai come in questo momento — conclude Mustier — è importante rimanere uniti, in costante contatto e aiutarci l’un l’altro».
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TITOLO: Eurogruppo, scontro sui 100 miliardi Ue per l’Italia (e Gentiloni è in quarantena)
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OCCHIELLO: Olanda, Germania, Austria, Finlandia frenano sugli importi e chiedono «condizioni» per il via libero ai prestiti. Contagio nello staff del commissario agli Affari economici
TESTO: Ma nell’Eurogruppo sono emerse opinioni diverse anche sugli specifici interventi: sia sull’uso dell’esistente, come i 410 miliardi del Fondo salva Stati (Mes), sia su nuove misure, a partire dai Coronavirus bond, prima forma di condivisione del debito. «È molto importante la solidarietà europea, che va implementata, ma fortunatamente le proposte su eurobond o similari non hanno trovato grande riscontro», aveva chiarito prima della riunione il ministro all’Economia tedesco, il cristianodemocratico Peter Altmaier, lanciando un segnale anche al suo collega delle Finanze, il socialdemocratico Olaf Scholz, membro dell’Eurogruppo. Germania e nordici, che si autodefiniscono «frugali» per la limitata disponibilità a investimenti comunitari, vorrebbero far bastare la «massima flessibilità» di spesa nazionale e prestiti limitati del Mes con condizioni stringenti. Ora la definizione del «pacchetto» finanziario complessivo anti-Covid-19 passa al Consiglio dei 27 capi di Stato e di governo di domani, dove il presidente belga dell’organismo Charles Michel punta a un compromesso tra Nord e Sud Europa.
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TITOLO: Carburanti, gestori; da mercoledì chiusura impianti autostrade
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OCCHIELLO: La minaccia dei distributori: «Da mercoledì notte chiusi i rifornimenti della rete autostradale, raccordi e tangenziali. E via via,tutti gli altri anche lungo la viabilità ordinaria»
TESTO: «E forse, proprio per questa ragione, queste 100.000 persone risultano essere letteralmente invisibili, presenza data per scontata, indegna persino di quella citazione che di questi tempi non si nega a nessuno», prosegue la nota. «Noi non siamo certo eroi, né angeli custodi - proseguono i gestori aderenti a Faib Confesercenti, Fegica Cisl, Figisc/Anisa Confcommercio - ma nessuno può pensare di continuare a trattarci da schiavi, né da martiri. Siamo persone con famiglie da proteggere, cittadini tra gli altri che sanno di dover assolvere ad una responsabilità di cui non si vogliono spogliare, ma a cui non può essere scaricato addosso l’intero carico che altri soggetti, con ben altri mezzi, disponibilità economiche e rendite, si ostinano ad ignorare. Noi, da soli, non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica del servizio. Di conseguenza gli impianti di rifornimento carburanti semplicemente cominceranno a chiudere: da mercoledì notte quelli della rete autostradale, compresi raccordi e tangenziali; e, via via, tutti gli altri anche lungo la viabilità ordinaria. Correremo il rischio dell’impopolarità e dei facili strali lanciati da comode poltrone, ma davvero non abbiamo né voglia, né la forza per spiegare o convincere delle solari ragioni che ci sostengono. Chi volesse approfondire può chiedere conto a governo, concessionari autostradali, compagnie petrolifere e retisti indipendenti: a ciascuno di essi compete fare per intero la propria parte se si vuole assicurare la distribuzione di benzina e gasolio».
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TITOLO: Castagna (Banco Bpm): «Il credito per ripartire non mancherà. Da noi tre miliardi per le imprese»
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OCCHIELLO: Le scelte difficili delle banche e una rivoluzione inaspettata. Parla il numero uno di Banco Bpm: «Garantire la continuità dei servizi, tutelando la salute. Abbiamo chiuso molte filiali. I clienti stanno scoprendo il digitale: in agenzia ormai si fa solo il 20% delle operazioni». L’Europa? «Finora è mancata»
TESTO: «Abbiamo sviluppato la capacità di offrire ai nostri clienti la possibilità di svolgere la maggior parte delle operazioni tramite i canali digitali. Detto questo il tema principale è la sicurezza, quindi: delle nostre oltre 1.700 filiali, ne abbiamo momentaneamente chiuse circa 600 e ci stiamo organizzando per chiuderne altre. Quelle aperte riceveranno su appuntamento, a tutela di clienti e colleghi e solo per servizi che non possono essere gestiti online o al telefono. Oltre 350 aprono due volte la settimana. Nelle circa 800 restanti, quelle di maggiore dimensione, i colleghi lavoreranno con turni settimanali. Un turno è presente, l’altro lavora da casa. Anche in sede, la maggioranza lavora da remoto: abbiamo garantito i principali servizi, come la tesoreria e i servizi centrali e anche la prima linea di dirigenti alterna la presenza. Vogliamo continuare a offrire un servizio costante di supporto e consulenza alla clientela, restare aperti ma anche poter garantire a tutti la massima sicurezza possibile».
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TITOLO: Dividendi: Brembo, Amplifon, Sea, ma anche Airbus e Total tagliano quelli già deliberati nel 2019
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OCCHIELLO: Alcu ne grandi imprese annunciano la sospensione del pagamento della cedola agli azionisti per il 2020 anche se già deliberata. Lo scopo è rafforzare la struttura patrimoniale della società e preservare la liquidità in un momento difficile. Industria e finanza i settori più colpiti, utilities, farmaceutici e alimentari non dovrebbero ricorrere
TESTO: Anche alcune grandi aziende europee si stanno rapidamente allineando sulla scelta di dare un taglio ai dividendi già deliberati. Tra queste Airbus, il consorzio aerospaziale europeo, il cui ad Guillaume Faury ieri ha annunciato la cancellazione del dividendo proposto per un ammontare di 1,4 euro per azione e per un valore complessivo di «circa 1,4 miliardi di euro». «Abbiamo annullato le nostre previsioni per il 2020 a causa della volatilità della situazione. Allo stesso tempo, ci impegniamo a garantire la liquidità dell’azienda in ogni momento, grazie a una politica patrimoniale prudente. Sono convinto che Airbus e l’intero settore aeronautico e spaziale supererà questo periodo critico» ha sottolineato Faury.
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TITOLO: Crescita Europa e Usa, secondo S&P’s scenderà del 12% nel secondo trimestre
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OCCHIELLO: L’agenzia di rating Standard & Poor’s raddoppia le stime di frenata del Pil sia in Europa che negli Stati Uniti: «L’impatto dipenderà in modo cruciale dalla risposta politica dei governi e, in particolare, dalla politica di bilancio»
TESTO: Con l’arrivo degli ultimi dati sugli effetti delle misure di contenimento del coronavirus le previsioni di S&P Global Ratings sulla crescita globale nel primo semestre del 2020 presentano un rischio crescente di ribasso, anche solo rispetto a una settimana fa. Secondo l’agenzia di rating «per gli Stati Uniti il calo del Pil su base annua nel secondo trimestre sembra ora almeno il doppio della contrazione del 6% che avevamo stimato la scorsa settimana, e ora ci aspettiamo una contrazione anche nel primo trimestre». Inoltre «il calo del Pil europeo nel primo semestre dell’anno sembra essere simile a quello degli Stati Uniti, ma con un calo un po’ più marcato nel primo trimestre rispetto al secondo, perché lo choc è iniziato prima», si legge in una aggiornamento di S&P sulla crescita mondiale. L’impatto, afferma S&P Global Rating, «dipenderà in modo cruciale dalla risposta politica dei governi e, in particolare, dalla politica di bilancio».
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TITOLO: Giochi e corsi online per imparare e capire l’economia e la finanza
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OCCHIELLO: La Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio ha messo a disposizione sul proprio portale alcune iniziative adatte a famiglie e docenti per capire cosa sta accadendo e quali saranno gli effetti economici del coronavirus una volta tornati alla normalità
TESTO: Perché nello stesso momento sono calate le quotazioni del petrolio e salite quelle dell’oro? Che relazioni esistono fra dichiarazioni e decisioni della Banca centrale europea, andamento di Borsa e lo spread Btp/Bund? In che modo le banche intervengono per garantire liquidità a imprese e famiglie e per mettere i propri sportelli in sicurezza contro i rischi da covid-19? Sono alcune delle domande a cui cerca di rispondere la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (Feduf) con Beppe Ghisolfi. Feduf ha messo a disposizione sul proprio portale alcune iniziative adatte a famiglie e docenti per capire cosa sta accadendo e quali saranno gli effetti economici del coronavirus una volta tornati alla normalità.
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TITOLO: Thun, negozi chiusi fino a maggio ma stipendio al 100% per i dipendenti
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OCCHIELLO: La società di Bolzano nota per i prodotti ceramici e del regalo di qualità garantirà pieno stipendio a tutti gli 860 dipendenti. Sarà istituito un fondo aziendale a supporto degli ammortizzatori sociali
TESTO: Tutti i negozi resteranno chiusi fino al 2 maggio, quindi oltre il termine (finora) previsto dal governo. Ma, allo stesso tempo, agli 860 dipendenti sarà garantito il 100% dello stipendio, nonostante il mancato lavoro. È questa la decisione di Thun, leader italiano dei prodotti ceramici e del regalo di qualità, che in un comunicato spiega come l’azienda abbia scelto «di anticipare eventuali nuovi provvedimenti del governo, a oggi limitati al 03 aprile, con la decisione di mantenere la chiusura dei propri 140 negozi italiani fino al 02 maggio al fine di proteggere la salute dei propri dipendenti e dei clienti». Per farlo, saranno adottate «da subito» tutte le soluzioni organizzative disponibili e sarà istituito «un fondo aziendale di integrazione salariale a supporto degli ammortizzatori sociali che saranno successivamente richiesti».
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TITOLO: De Cecco, la domanda di pasta cresce del 25%. E in consiglio arriva Gianni Letta
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OCCHIELLO: La richiesta da parte dei mercati esteri ha registrato +30% solo a marzo. Così l’azienda che alla fine dell’anno arriverà a mezzo miliardo di ricavi lavora a ritmo continuo. E dopo l’intesa in famiglia, nel board sono entrati tre consiglieri indipendenti. Tra questi Gianni Letta, Bruno Pavesi e Mario Boselli
TESTO: È un piano di rinnovamento, culminato in questi giorni con l’arrivo nel board della società— per la prima volta dopo 134 anni di storia — di tre amministratori indipendenti. La scorsa settimana la famiglia De Cecco ha nominato Gianni Letta, l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Berlusconi, forti radici in Abruzzo (è nato ad Avezzano), ma anche ex advisor di Goldman Sachs su molte operazioni di mercato, un personaggio che vanta un ampio network di rapporti e conoscenze. Al suo fianco c’è anche Bruno Pavesi, che per undici anni è stato alla guida dell’Università Bocconi, e Mario Boselli, al vertice dell’Istituto Italo Cinese, presidente onorario della Camera della moda e di Banca 5 del gruppo Intesa Sanpaolo. È la squadra che contribuirà ad aprire l’azienda al mercato e un’ampia rete di relazioni.
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TITOLO: Luciano Lucca (Assiteca): «Una polizza sul futuro? Investite su voi stessi»
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OCCHIELLO: Il brokeraggio assicurativo è un business in Italia. Lo dimostrano Assiteca, arrivata a 70 milioni di fatturato, e la storia del suo fondatore. «Se avessi voluto vendere lo avrei già fatto. Meglio invece un socio come Tikehau che può guidarci verso i nostri nuovi obiettivi: Francia e Sudamerica»
TESTO: La scelta su Tikehau, spiega Lucca, è propedeutica a uno sviluppo oltreconfine delle attività di Assiteca. Dopo aver perfezionato l’acquisizione di Assidea, di Muntadas e la costituzione di Assiteca Lugano (al 52 per cento con un partner locale), oggi Lucca guarda più lontano, verso i maggiori mercati europei. «Tikehau è il secondo investitore in Italia e il primo in Spagna, mercato nel quale siamo già presenti dopo l’acquisizione del gruppo Muntadas di Barcellona e ha competenze in molte aree europee. Noi vorremmo svilupparci in Francia, ed è questo il nostro prossimo obiettivo. Sentiamo che è il momento opportuno per crescere e abbiamo in programma, nell’arco dei prossimi cinque anni, acquisizioni in Spagna, Francia e in Sudamerica. Tikehau ci affianca con competenza e un patrimonio relazionale importante, che ci consente di rivedere al rialzo la crescita del fatturato nei prossimi anni. Siamo molto ottimisti, anche perché il mercato italiano inizia ad avvertire, specie attraverso il suo tessuto imprenditoriale, l’esigenza di una consulenza assicurativa competente».
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TITOLO: Eurogruppo, scontro sui 100 miliardi Ue per l’Italia (e Gentiloni è in quarantena)
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OCCHIELLO: Olanda, Germania, Austria, Finlandia frenano sugli importi e chiedono «condizioni» per il via libero ai prestiti. Contagio nello staff del commissario agli Affari economici
TESTO: Ma nell’Eurogruppo sono emerse opinioni diverse anche sugli specifici interventi: sia sull’uso dell’esistente, come i 410 miliardi del Fondo salva Stati (Mes), sia su nuove misure, a partire dai Coronavirus bond, prima forma di condivisione del debito. «È molto importante la solidarietà europea, che va implementata, ma fortunatamente le proposte su eurobond o similari non hanno trovato grande riscontro», aveva chiarito prima della riunione il ministro all’Economia tedesco, il cristianodemocratico Peter Altmaier, lanciando un segnale anche al suo collega delle Finanze, il socialdemocratico Olaf Scholz, membro dell’Eurogruppo. Germania e nordici, che si autodefiniscono «frugali» per la limitata disponibilità a investimenti comunitari, vorrebbero far bastare la «massima flessibilità» di spesa nazionale e prestiti limitati del Mes con condizioni stringenti. Ora la definizione del «pacchetto» finanziario complessivo anti-Covid-19 passa al Consiglio dei 27 capi di Stato e di governo di giovedì 26 marzo, dove il presidente belga dell’organismo Charles Michel punta a un compromesso tra Nord e Sud Europa.
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TITOLO: Takis, la biotech dei vaccini genetici ora in campo contro il coronavirus
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OCCHIELLO: La società italiana che ha iniziato la sperimentazione per identificare un vaccino anti Covid-19 avvia un crowdfunding. Proposte dall’estero: «Ma noi vogliamo restare qui»
TESTO: La storia di Takis racconta molto dell’Italia della ricerca, con le sue eccellenze e le difficoltà. Aurisicchio, dopo la laurea in biologia all’università Federico II di Napoli e il Phd, entra a far parte del team dei 200 scienziati impiegati nel maxi-polo italiano di ricerca della multinazionale americana farmaceutica Merck & Co. Colosso che va in crisi e nel 2009 chiude i centri R&S in Italia e Giappone. Aurisicchio, che in quegli anni ha studiato molto sui vaccini contro il cancro, va in cassa integrazione, ma non si perde d’animo. «La ricerca è il futuro e noi italiani siamo particolarmente bravi e stimati all’estero», dice, «Per Merck sono stato a più riprese negli Usa. E lì, fuori orario, chi si fermava? Noi italiani e gli scienziati cinesi».
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TITOLO: Coronavirus, cosa fare per uscire dalla crisi? Ripresa graduale da 3 fasce d’età, no a nazionalizzazioni
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OCCHIELLO: La proposta di Giovanni Cagnoli: subito un piano per la ripresa dell’attività con il graduale rientro degli under 55. Difendiamo le imprese e le banche. No alle nazionalizzazioni né oggi né mai concordando le stesse azioni con l’Europa
TESTO: La mia proposta è questa: distinguere la popolazione in tre fasce per altrettanti protocolli: fino a 55 anni (verde). Da 55 a 65 (giallo). Oltre i 65 (rosso). Lo fanno in Israele, dove la competenza in tema di emergenze è indiscussa. Per gli over 65, le misure di protezione drastiche. Va organizzato da subito, come servizio essenziale, il recapito a casa della spesa. Fatto da 30enni, volontari o meno. Per la fascia 55-65 rientro in azienda o in ufficio dilazionato di almeno un mese. Fino a 55 anni tempistica certa e dichiarata di ritorno graduale all’attività. Il 6 aprile potrebbero riaprire le aziende. L’apertura definitiva sarà il 14 aprile dopo Pasqua. Se ci saranno ancora casi (sicuro) si cercherà di gestirli al meglio. Il 6 aprile potrebbero essere riaperte le corsette domenicali per dare un segnale. Il 21 aprile potrebbe essere la volta di negozi, bar e ristoranti, con l’obbligo di distanza. Il 2 maggio si potrebbero togliere le limitazioni di spostamento per tutti e riaprire le scuole. Quanto all’andamento dell’epidemia, ogni giorno i dati andranno discussi in base allo scostamento dalle previsioni. Impariamo a prevedere azioni correttive. Se emergono novità di scenario tali da sconvolgere il programma (cure, vaccino, mutazioni genetiche, decessi), si adegua il passo. Si fa così nelle organizzazioni complesse, ogni giorno. Un numero ristretto di persone competenti si assume le responsabilità.
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TITOLO: La Casa Bianca e Ibm insieme per un supercomputer capace di trovare la cura al coronavirus
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OCCHIELLO: Dalla big tech Ibm l’annuncio di un’associazione di «supercomputer» per agevolare l'accesso al calcolo ad alte prestazioni ai ricercatori che studiano il coronavirus. L’obiettivo? Trovare una cura o un vaccino per il Covid-19
TESTO: Un consorzio di supercomputer per agevolare l'accesso al calcolo ad alte prestazioni per i gruppi di ricercatori che studiano il coronavirus. Ad annunciarlo è stata Ibm, che è al lavoro insieme al Dipartimento di Scienza e Tecnologia della Casa Bianca, al Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e molti altri. Dalla loro collaborazione scaturirà «Covid-19 High Performance Computing Consortium», un’associazione che raccoglie potenti risorse di elaborazione ad alte prestazioni con lo scopo di aumentare la velocità e la capacità della ricerca correlata al coronavirus. L’obiettivo è arrivare quanto prima a una cura o al vaccino per il Sars-Cov-2.
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TITOLO: Coronavirus, 1,3 miliardi per cassa integrazione in deroga. Gualtieri: soldi entro 30 giorni
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OCCHIELLO: La ministra del Lavoro Catalfo firma il primo dei decreti di riparto dei fondi per le regioni per la cig in deroga: alla Lombardia circa 200 milioni di euro
TESTO: Il decreto CuraItalia prevede il ricorso alla cassa integrazione in deroga per tutte quelle aziende e quei lavoratori, dall’industria agli artigiani, che sono in crisi a causa dell’epidemia. Tutti potranno richiedere il sostegno che corprià la sospensione del lavoro tra il 23 febbraio e il 31 agosto per un massimo di 9 settimane. La domanda va fatta all’Inps e non serve la relazione tecnica ma solo la lista dei lavoratori beneficiari, proprio per rendere la procedura più rapida possibile. Come assicura, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, la procedura «sarà semplificata e dovrà consentire entro 30 giorni al massimo l’accredito al lavoratore da parte dell’Inps, con un’accelerazione senza precedenti». La causale da inserire è «Covid-19 nazionale» e il periodo concesso non sostituisce altri periodi di cassa integrazione già richiesti.
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TITOLO: Venchi: «I nostri negozi in Cina di nuovo pieni. L’Italia? Riparta prima della fine del contagio»
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OCCHIELLO: La lezione cinese secondo Daniele Ferrero, ceo dell’azienda di cioccolato che inaugurerà un punto vendita anche a Wuhan: «Sbloccare le attività in Italia se possibile prima di Pasqua. E farsi aiutare dalle app per bloccare l’epidemia»
TESTO: Venchi è stata fondata nel 1878 a Torino, conta 120 negozi in 70 Paesi e mille dipendenti. Ha raggiunto l’anno scorso, dichiara, l’obiettivo dei 1oo milioni di fatturato 2019 (+9% dal 2018) con un margine operativo lordo del 22%. In Italia, che copre il 65% del suo giro d’affari, patisce per la chiusura di bar, negozi, hotel, ristoranti. I suoi clienti sono fermi e i suoi punti vendita-bandiera, come quelli negli aeroporti e nelle grandi stazioni, sono chiusi. Ma Venchi sta accelerando ora in Cina, dove lavora dal 2012 e si era arrestata per il coronavirus. «Inaugureremo un negozio a Wuhan entro l’anno, come previsto: magari non a giugno ma a dicembre — dice Ferrero —. La Cina ormai è il nostro secondo mercato con il 18% dei ricavi. Nelle ultime due settimane abbiamo chiuso contratti per aprire nuovi punti vendita a Hong Kong, Shanghai, Shenzen. Arriveremo a oltre 36 negozi a fine anno in Cina, ora sono 30, erano 24 a inizio 2019».
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TITOLO: Con Salewa-Oberalp, 16,5 milioni di mascherine dalla Cina all’Alto Adige
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OCCHIELLO: L’azienda altoatesina ha fermato la produzione di giacche da montagna per dedicarsi a quella di mascherine e camici protettivi. Ed ha consentito alla Protezione Civile di concludere il mega ordine a Xiamen
TESTO: L’azienda ha subito disposto la conversione dei laboratori di Montebelluna per la produzione di mascherine e camici (altrettanto carenti in questi giorni di emergenza) per il Servizio Sanitario dell’Alto Adige: la produzione settimanale di 50.000 mascherine in cotone misto poliestere e 800 camici protettivi in Gore - Tex® e PowerTex, (i tessuti tecnici normalmente utilizzati per le giacche da alpinismo) «ha permesso alle strutture mediche della provincia di Bolzano di sopperire alla mancanza di materiali». Inoltre il Gruppo Oberalp si è impegnato a far da tramite nell’acquisto e trasporto in Italia — dalla città cinese di Xiamen — di 16,5 milioni di mascherine e 600.000 camici protettivi in accordo con la Protezione Civile e la Provincia Autonoma di Bolzano, come aveva annunciato il governatore altoatesino Arno Kompatscher. Il primo trasporto è stato effettuato grazie alla compagnia Austrian Airlines, partner dell’operazione. Ma alcuni invii avverranno anche grazie ad un aereo cargo Antonov AN123, con oltre 1.000 metri cubi di capacità di carico, reperito dalla Protezione Civile nazionale. Mascherine e camici verranno portate negli ospedali anche grazie all’aiuto del dipartimento logistica di Salewa-Oberlap, che ha riorganizzato i carichi di lavoro e aumentato il numero di turni.
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TITOLO: La moda chiede che sia sospeso il pagamento degli affitti dei negozi
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OCCHIELLO: Lettera di Confindustria moda, firmata da 50 tra i più importanti marchi del settore, per chiedere di bloccare il pagamento dei canoni dei negozi, chiusi per decreto del governo. I canoni — scrivono — sono diventati «allo stato, eccessivamente onerosi e non più sostenibili da parte delle aziende»
TESTO: Per questo, «per la salvaguardia dell’intero settore, nonché in applicazione del principio di buona fede contrattuale, chiediamo la collaborazione e la comprensione di tutti i locatori nell’accogliere la nostra richiesta di sospendere la corresponsione dei canoni sino alla riapertura dei negozi e mostrare disponibilità a rinegoziare le condizioni economiche dei contratti di locazione e affitto fino a quando i normali flussi commerciali, turistici e residenziali non si saranno del tutto ristabiliti. Auspico che queste nostre richieste siano accolte nell’ottica del comune e reciproco interesse delle aziende che rappresentiamo e del nostro Sistema Paese».
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TITOLO: L’appello della Cia: «Troppi prodotti stranieri sugli scaffali. Aiutiamo il made in Italy»
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OCCHIELLO: L’associazione degli Agricoltori italiani chiede alla grande distribuzione alimentare di vendere cibo italiano, privilegiando le aziende agricole del Paese
TESTO: Attraverso l’hashtag #gdocompraitaliano, Cia lancia un appello a ipermercati, supermercati e negozi di generi alimentari per consentire, in questo momento di emergenza, una vera ripresa dell’agricoltura italiana. “I consumatori stanno privilegiando l’acquisto di prodotti alimentari come latte, uova, frutta, verdura, legumi, farina, che registrano notevoli incrementi delle vendite -sottolinea il Presidente Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino-. Per questo chiediamo ai protagonisti della Gdo di sostenere concretamente i nostri produttori acquistando questi ed altri prodotti direttamente dalle aziende agricole del nostro Paese, che non stanno lesinando sforzi per garantire a tutti i cittadini, ogni giorno, cibo fresco e sano”.
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TITOLO: Borse, Wall Street in rally. Milano chiude in rialzo del 9%, spread sotto i 200 punti
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OCCHIELLO: Mediaset cresce al 20 per cento nella tedesca Prosiebensat. Enel guadagna il 5 per cento. Unicredit si avvicina agli 8 euro. Future positivi sulla Borsa di New York dopo l’intervento della Federal Reserve a garanzia dei titoli pubblici americani
TESTO: Alla Borsa di Francoforte sale di quasi il 6% Prosiebensat, il titolo del broadcaster tedesco su cui Mediaset ha ulteriormente rafforzato la presa salendo ieri al 20,1 per cento dei diritti di voto e avvicinando il momento della verità per quanto riguarda le sue strategie di aggregazione sul mercato tedesco. A Piazza Affari le azioni Mediaset guadagnano il 2,5% mentre a Madrid quelle della controllata spagnola Mediaset Espana segnano +3,5%. I movimenti di Borsa non sono anomali visto il rimbalzo complessivo dell’azionario europeo a cui partecipa anche il comparto media (+2,8% il sottoindice Stoxx), ma l’attenzione sul gruppo tedesco è alta: approfittando delle turbolenze dei mercati, prima Czech Media Invest, del finanziere Daniel Kretinsky, poi Cologno Monzese hanno nettamente aumentato la presenza nell’azionariato e sono rispettivamente il secondo (con il 10,01%) e il primo socio. Nell’ultimo mese le quotazioni si sono in pratica dimezzate arrivando nell’area dei 6 euro.
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TITOLO: Gualtieri: valutiamo stop sanzioni fisco per chi non ha pagato 20 marzo
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OCCHIELLO: L’Agenzia delle entrate-Riscossione ha potenziato i servizi web. Sono disponibili i chiarimenti e le risposte alle domande più frequenti relative alle nuove disposizioni introdotte in materia di riscossione dal decreto legge «Cura Italia»
TESTO: Sul portale di Agenzia Riscossione sono inoltre disponibili i chiarimenti e le risposte alle domande più frequenti (Faq) relative alle nuove disposizioni introdotte in materia di riscossione dal decreto legge «Cura Italia». Il provvedimento, infatti, prevede una serie di misure fiscali a favore di cittadini e imprese, come la temporanea sospensione dell’invio degli atti di riscossione, la sospensione dei pagamenti di cartelle, avvisi di addebito e avvisi di accertamento esecutivi affidati all’Agente della riscossione, comprese le relative rateizzazioni, nonché il differimento, al 31 maggio 2020, della rata della «Rottamazione-ter» «, scaduta il 28 febbraio 2020, e quella del «Saldo e stralcio» in scadenza il 31 marzo 2020. Sul portale è comunque disponibile un’apposita sezione sull’emergenza Covid-19 con tutte le informazioni utili.
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TITOLO: Quali fabbriche chiudere? Il confronto sindacati-governo (con il rischio sciopero)
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OCCHIELLO: Cgil, Cisl e Uil chiedono un ridimensionamento della lista delle attività che possono continuare a produrre: «Non tutte sono essenziali, ne va della salute dei cittadini». Rischio sciopero anche nel settore bancario
TESTO: Dopo l’incontro tra Abi e sindacati, nuove regole sono state definite per la tutela della salute degli addetti del settore. La più rilevante: accesso della clientela in banca solo con appuntamento su tutto il territorio nazionale. E poi: garanzia di distanza `di sicurezza´ pari ad almeno un metro nelle filiali tra il personale e gli utenti, in attesa dell’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale, in particolare di mascherine. Installazione di barriere in plexiglas e impegno ad acquistare, nel più breve tempo possibile, i dispositivi di protezione individuale da distribuire soprattutto alle lavoratrici e ai lavoratori con contatto con il pubblico, a partire dalle zone a maggior rischio di contagio. Questi, in sintesi, i punti principali di un nuovo accordo, dopo quello del 16 marzo, firmato oggi dai sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin con l’Abi volto ad assicurare la prevenzione, il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 nel settore bancario. Secondo l’intesa di oggi pomeriggio, raggiunta in una riunione in videoconferenza sollecitata dalle organizzazioni sindacali che ieri avevano annunciato la mobilitazione della categoria, il 2 aprile «ci sarà un nuovo incontro per verificare l’attuazione dell’accordo e in particolare gli interventi di pulizia e sanificazione all’interno delle aziende».
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TITOLO: Coronavirus, i fondi Ue andranno principalmente al Sud. I nodi della Bei e Mes
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OCCHIELLO: La Commissione Ue ha individuato circa 11 miliardi di fondi strutturali non ancora utilizzati sui 54 miliardi del periodo 2014-2020. Ma hanno un vincolo territoriale. Lo scontro tra i Paesi del Nord e del Sud sui fondi del Mes
TESTO: C’è poi l’idea di aumentare la potenza di fuoco della Bei, che può avvenire (semplificando) in due modi: attraverso un aumento di capitale ma ci vorrebbe troppo tempo, oppure creando un nuovo cuscinetto che permetta un’attività addizionale. Sul tavolo dell’Eurogruppo c’è dunque l’ipotesi di usare 25 miliardi della dotazione del Mes come garanzie per movimentare fino a 240 miliardi di prestiti destinati alle imprese, attraverso anche il coinvolgimento delle banche di promozione nazionale. Ma anche questa ipotesi si scontra con l’opposizione dell’Olanda e dei Paesi del Nord. Infine c’è l’ipotesi di usare come cuscinetto un nuovo fondo temporaneo creato con i contributi degli Stati membri. Il vertice di giovedì dei capi di Stato e di governo sarà determinante perché dovrà sbloccare la situazione e dare l’indirizzo politico per una soluzione tecnica.
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TITOLO: Beraldo (Ovs) al governo: anche per noi le tutele delle filiere in crisi
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OCCHIELLO: Sono oltre 200mila i lavoratori che operano nel commercio di abbigliamento e accessori, in grandi e piccole realtà prevalentemente italiane. Sono tra i settori «che subiscono il peggior impatto dall’emergenza. Non capiamo perché siano stati esclusi dai settori o filiere meritevoli di particolare tutela»
TESTO: Per Beraldo le aziende del settore «hanno visto azzerarsi gli incassi per l’obbligo di chiusura, ma mentre alberghi, ristoranti, bar potranno sospendere gli acquisti di materie prime cristallizzandola loro situazione, esse non possono bloccare la maggiore voce di costo, ossia gli acquisti o la manifattura dei prodotti per la stagione primavera/estate». «Chiediamo quindi innanzitutto di inserire il nostro settore — rileva — all’interno delle filiere in crisi, con le medesime disposizioni di tutela e che lo slittamento dei versamenti fiscali e contributivi a maggio venga spostato almeno a settembre». Non solo. Secondo l’amministratore delegato di Ovs, uno dei maggiori esperti di grande distribuzione italiana, «occorre rimuovere una anomalia grave del sistema impositivo che ci penalizza enormemente e in modo ingiusto, ossia il pagamento dell’Iva in dogana — conclude —. Nei mesi scorsi e nei prossimi le aziende del nostro settore hanno versato e verseranno iva su merci che su merci che non sono state e non saranno vendute».
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TITOLO: Calzedonia converte tre stabilimenti per produrre mascherine e camici
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OCCHIELLO: Il gruppo guidato da Sandro Veronesi ha già donato le prime 5.000 mascherine al Comune di Verona
TESTO: Le prime 5.000 mascherine sono state consegnate (donate) ieri al Comune di Verona. Anche Calzedonia, il gruppo guidato da Sandro Veronesi, ha risposto, dunque, all’appello delle istituzioni e ha riconvertito parte dei suoi stabilimenti nella produzione di camici e mascherine. Gli stabilimenti riconvertiti sono quelli italiani di Avio (Trento) e Gissi (Chieti), e quelli in Croazia. Sono stati acquistati macchinari speciali per la creazione di una linea semi-automatica, e le cucitrici sono state formate al nuovo tipo di produzione. Questo nuovo assetto permetterà la produzione di 10.000 mascherine al giorno nella fase iniziale, con un incremento previsto nelle prossime settimane. Veronesi già all’inizio dell’emergenza Coronavirus ha dapprima chiuso tutti i punti vendita delle zone rosse e successivamente quelli di tutta Italia, anticipando i decreti del governo.
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TITOLO: Gualtieri: «Partite Iva, assegno a fine mese.Corsia veloce per la cig»di Enrico Marro
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OCCHIELLO: Il ministro dell’Economia in Parlamento: «La moratoria sui prestiti è obbligatoria, basta una pec alla banca. Chiederemo al Parlamento di autorizzare altro deficit»
TESTO: La domanda per la cassa integrazione con la causale Covid-19 potrà essere presentate «entro pochissimi giorni e il pagamento da parte dell’Inps avverrà entro 30 giorni dalla domanda». I 600 euro di indennizzo per il mese di marzo «sono rivolti a tutta la platea dei lavoratori autonomi e devono essere resi disponibili entro questo mese. Dalla settimana prossima l’Inps metterà sul sito il modulo per la richiesta on line, che dovrebbe portare l’accredito tempestivo sul conto corrente». La moratoria sui prestiti e i mutui alle imprese «è obbligatoria e immediatamente attivabile, con una semplice mail in Pec che si manda alla banca. Deve essere attuata, non è una opzione». Inoltre, il governo sta valutando «la disapplicazione delle sanzioni amministrative» per chi, danneggiato dalle conseguenze del coronavirus, ha pagato in ritardo rispetto al rinvio delle scadenze fiscali dal 16 al 20 marzo». Del resto, questo mese le entrate sono calate solo di 2,5 miliardi rispetto ai 7,8 miliardi preventivati. Queste le rassicurazioni fornite dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, durante l’audizione (in videoconferenza) nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul decreto legge Cura Italia che ha stanziato 25 miliardi per i primi provvedimenti a sostegno di lavoratori, famiglie e imprese.
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TITOLO: «La rete?È solida, unisce il PaeseItalia più digitale per resistere»
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OCCHIELLO: Il Ceo di Tim, Luigi Gubitosi: smartworking e scuola online hanno fatto raddoppiare il traffico dati. In casa? Gli italiani guardano soprattutto Netflix e YouTube
TESTO: «In poche ore i nostri tecnici hanno allestito una sala con 100 postazioni di lavoro che opera h24 per la Regione Lombardia, ospitata in una delle sedi Tim di Milano, e predisposto le sale operative a supporto della Protezione Civile a cui abbiamo attivato in urgenza il servizio di numero verde. Nello stesso momento abbiamo aumentato la capacità di rete negli ospedali, dotandoli anche di tablet per far comunicare i pazienti con i loro familiari, e grazie a un accordo con Infratel sarà portato il Wifi in strutture ospedaliere dove non c’era sufficiente connettività, incluse quelle da campo. Gli interventi che stiamo facendo per l’emergenza, per aiutare le aziende e le famiglie, sono stati e sono ancora tantissimi. Abbiamo deciso di mettere a disposizione anche le risorse e l’organizzazione del progetto Operazione risorgimento digitale, lanciato mesi fa per promuovere le competenze digitali del Paese, al servizio delle iniziative attivate per l’emergenza Covid».
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TITOLO: Coronavirus, i nostri dati solo per salvarci. E poi per uscire dalla crisi
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OCCHIELLO: Il top manager: «In Europa e in Italia abbiamo sistemi di garanzia che tutelano libertà individuali e privacy, permettendo però alle forze di sicurezza di difendere le comunità»
TESTO: Usare dati personali per fronteggiare il Coronavirus è pericoloso per il futuro della democrazia e dei diritti individuali. Lo ha sostenuto sul Financial Times Yuval Harari - autore di bestseller globali come Sapiens e Homo Deus - che vede con preoccupazione la tentazione di ricorrere alla tecnologia per fronteggiare il virus, legittimando oggi strumenti di sorveglianza sociale che potrebbero domani diventare permanenti. Harari preferirebbe che i dati fossero utilizzati individualmente dai cittadini per autotutelarsi, senza aprire la porta alla gestione degli Stati che - come Israele, dove vive - potrebbero scavalcare il Parlamento e dare accesso all’intelligence dell’esercito a tutti i dati privati.
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TITOLO: Sciopero benzinai, chiusure in autostrada. Il governo: garantire il servizio
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OCCHIELLO: Trattativa fiume per evitare lo sciopero e definire l’elenco delle attività essenziali: le 18 richieste dei sindacati, dall’esclusione dei call center ai cantieri
TESTO: «Siamo impegnati a rimanere aperti e a mantenere il servizio, ha detto mercoledì mattina Alessandro Zavalloni, segretario generale della Fegica Cisl (Federazione Italiana Gestori Carburanti e Affini). «Da oltre un mese abbiamo provato quotidianamente a segnalare che ci sono delle esigenze ovvie che, per un verso il governo, per l’altro le compagnie petrolifere, per l’altro ancora dei concessionari autostradali, devono assumere altrimenti il rischio è che questo servizio si interrompa, non per sciopero, ma perché chi gestisce oggi una pompa di benzina non ha più liquidità. Invece da questo punto di vista non abbiamo ricevuto neanche una risposta alle nostre sollecitazioni, neanche sulla tutela della salute e della sicurezza», aggiunge Fegica. «Le aziende petrolifere si sono totalmente disinteressate al fatto che non è possibile scaricare tutto l’onere sulle micro-imprese. Si rischia di chiudere perché stanno esaurendosi le scorte sottoterra, non abbiamo liquidità per acquistare e le compagnie non portano il prodotto se non vengono pagate sull’unghia. Chiediamo la sospensione temporanea del pagamento del prodotto. Nell’emergenza c’è bisogno di strumenti di emergenza, abbiamo provato a chiedere delle turnazioni. Non siamo eroi, non siamo martiri, ma non vogliamo neanche essere carne da macello per strada. Vogliamo credere che quando il Presidente del Consiglio dice non consentiremo la chiusura dei gestori di carburante, vuol dire che lavorerà con le compagnie petrolifere e i concessionari autostradali per tutelare chi lavora e tutte le persone che riforniamo: forze dell’ordine, medici, infermieri. E per cedere parte delle royalties che oltre ai pedaggi incassano in maniera fissa, al di là di quanto vende. Non è possibile scaricare tutto sull’ultimo anello della filiera, il piccolo gestore della pompa di benzina». .
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TITOLO: Garanzie e prestiti statali, le imprese: regole più facili e liquidità per tutti anti crisi da Covid-19
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OCCHIELLO: Assonime: è ristretta la platea dei beneficiari, limitati i fondi a disposizione, macchinoso l’iter, ora che la Commissione Ue ha aperto agli aiuti di Stato. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri: pronti ad allargare la platea a tutte le imprese, non solo le pmi
TESTO: Il Cura Italia estende la copertura del Fondo centrale di garanzia Pmi ai prestiti fino a 5 milioni (prima era 2,5 milioni), introduce una moratoria straordinaria sui finanziamenti e concede una garanzia di Stato attraverso la Cdp alle imprese (non solo Pmi) dei settori colpiti dalla crisi con 500 milioni di euro che possono coprire fino a 10 miliardi di nuova finanza. Ma — denuncia in una lettera al governo Assonime, l’associazione delle società per azioni presieduta da Innocenzo Cipolletta — è ristretta la platea dei beneficiari, limitati i fondi a disposizione, macchinoso l’iter, specialmente ora che la Commissione europea ha aperto alla concessione di aiuti di Stato. Francia e Germania, spiega Assonime, hanno messo a disposizione più miliardi, con meno condizioni, a tutte le imprese, non solo le Pmi (cioè quelle fino a 50 milioni di fatturato) «pur in presenza di un impatto finora minore dell’emergenza sanitaria sul sistema economico. In particolare, le garanzie sono a prima richiesta, il tasso di copertura è al 90% e i potenziali beneficiari sono tutte le imprese, di ogni settore e dimensione». «Si rischia che le banche non eroghino nuovi prestiti senza garanzia dello Stato perché temono che diventino npl», spiega Cipolletta. «Insomma rischiamo un credit crunch. Servono quindi garanzie per tutte le imprese». Un’analoga richiesta era arrivata da Confindustria al tavolo convocato sabato dal premier Giuseppe Conte con imprese e sindacati.
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TITOLO: Coronavirus, intesa governo sindacati: nuovo elenco (ridotto) di attività produttive indispensabili
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OCCHIELLO: La nuova lista sarà resa nota nel pomeriggio dal ministero dello Sviluppo, dopo il vaglio di Palazzo Chigi. I sindacati: «Tolto tutto ciò che non era essenziale, chi lavora dovrà essere dotato degli indispensabili dispositivi di protezione individuali»
TESTO: È stato fatto «un grande lavoro comune ottenendo un ottimo risultato nella direzione di tutelare la salute di tutti i lavoratori e di tutti i cittadini». Così Cgil, Cisl e Uil in una nota unitaria, dopo aver «concluso uno stringente confronto con il governo» che ha portato all’intesa sulle attività produttive indispensabili che restano aperte: «Abbiamo rivisitato l’elenco — hanno spiegato — ed è stato tolto tutto ciò che non era essenziale, visto il momento difficile che stiamo vivendo. In tutte queste attività chi lavora dovrà essere dotato degli indispensabili dispositivi di protezione individuali e, in tutti i luoghi di lavoro, dovrà essere rigorosamente adottato il Protocollo sulla sicurezza raggiunto nei giorni scorsi a Palazzo Chigi». Guarda qui: La lista Ateco definitiva delle attività essenziali che restano aperte
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TITOLO: Dividendi, e se gli aiuti di Stato li sgonfiano? In Svezia è già così
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OCCHIELLO: La Banca centrale di Stoccolma ha avvertito le aziende e le banche in procinto di incassare agevolazioni anti pandemia. E la Seb, uno dei principali istituti, ci pensa. Da Enel (che pagherà) ad Amplifon (che li ha sospesi) che cosa fanno gli italiani
TESTO: In netta controtendenza Enel, che con l’approvazione dei risultati 2019 ha annunciato di non prevedere impatti significativi sul proprio business a causa della pandemia e annunciato una cedola complessiva di 32,8 centesimi, di cui 16 centesimi già distribuiti lo scorso mese di gennaio a titoli di acconto. In questo caso tira un sospiro di sollievo lo Stato Italiano che dai dividendi delle partecipate nel 2019 ha incassato oltre 2 miliardi di euro, quasi 700 milioni dalla sola Enel. Sulla stessa lunghezza d’onda Unipol ove approvato dall’Assemblea, sarà in pagamento dal 20 maggio 2020, con stacco cedola a partire dal 18 maggio 2020 e con data di legittimazione a percepire il dividendo (record date) 19 maggio 2020. La scelta tra generosità e prudenza continuerà ad assillare il management delle società ancora per diverse settimane.
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TITOLO: Poste, cambia il calendario delle pensioni. L’assegno si potrà ritirare anche in uno sportello diverso
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OCCHIELLO: L’assegno di aprile sarà pagato scaglionato dal 26 al 31 marzo e si potrà ritirarlo in sportelli diversi da quello abituale
TESTO: Per quanto riguarda il mese di aprile, Poste Italiane ha reso reso che le pensioni del mese di aprile verranno accreditate il 26 marzo per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti da oltre 7.000 ATM Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello. Coloro che invece non possono evitare di ritirare la pensione in contanti agli sportelli, le Poste invitano a rispettare la turnazione alfabetica prevista dal nuovo calendario: * i cognomi che vanno dalla A alla B possono presentarsi agli sportelli delle Poste giovedì 26 marzo; * i cognomi dalla C alla D venerdì 27 marzo; * i cognomi dalla E alla K la mattina di sabato 28 marzo; * i cognomi dalla L alla O lunedì 30 marzo; * i cognomi dalla P alla R martedì 31 marzo; * i cognomi dalla S alla Z mercoledì 1 aprile.
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TITOLO: Schizza il prezzo del grano nel mondo. In Italia sale la farina per pane e dolci
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OCCHIELLO: A causa del Coronavirus diventano più difficili le importazioni nel nostro Paese e intanto aumenta del 65% il consumo della pasta. La siccità minaccia i prossimi raccolti
TESTO: Questo è il motivo per cui ci sono le prime tensioni sui prezzi con aumenti fino al 4,5% su alcune piazze del Nord, come Alessandria e Cuneo. Non si registrano per fortuna fermi produttivi di mulini. Al momento si sta vendendo il raccolto fatto a giugno dell’anno scorso. Ma la Cia avverte che problemi potrebbero esserci sul prossimo raccolto: c’è una forte siccità nelle zone in cui è seminato come Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Basilicata, Puglia. In prospettiva il raccolto potrebbe risentirne per un 20-25%.
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TITOLO: Coronavirus, in Lombardia niente rogiti. Conservatorie chiuse dall’ordinanza regionale
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OCCHIELLO: La denuncia dei notai: non possiamo iscrivere le compravendite immobiliari perché l‘ordinanza della Regione Lombardia ha chiuso anche le Conservatorie. E senza ipoteche le banche non concedono i mutui. Bloccando il mercato
TESTO: Com’è possibile che non si possa lavorare in smart working anche nelle Conservatorie, se i notai solitamente inviano per via telematica gli atti che redigono, come quelli relativi alle ipoteche? «Perché allo sportello sono ammessi altri soggetti, come gli avvocati che devono fare trascrivere, per esempio, un pignoramento o un atto di citazione di natura immobiliare», spiega Munafò. «Io potrei anche inviare telematicamente una iscrizione di ipoteca. Ma il giorno di apertura degli uffici il sistema prevede prima la lavorazione delle pratiche cartacee presentate fino a quel giorno, e solo dopo l’orario di chiusura al pubblico la lavorazione delle pratiche inviate telematicamente. Questo comporta che la formalità verrà trattata in coda agli atti cartacei presentati il giorno di apertura, anche se l’atto fosse stato mandato giorni prima. In Conservatoria, chi arriva prima vince».
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TITOLO: Chiusura benzinai, i gestori al Mise: «Non scioperiamo, ma non abbiamo più soldi»
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OCCHIELLO: Da mercoledì sera i gestori minacciano di chiudere. Incontro nel pomeriggio con il ministro Patuanelli per scongiurare la chiusura. «Chiediamo aiuto al governo»
TESTO: Parlando con i ministri, le associazioni hanno chiarito che il loro non era uno sciopero ma «una richiesta di aiuto perché tra poco non riusciremo più ad aprire per mancanza di soldi: senza liquidità non possiamo pagare neanche i carburanti», come spiega Giuseppe Sperduto, presidente dell’associazione dei gestori di carburanti Faib Roma e vicepresidente nazionale. Alla fine dell’incontro, Martino Landi, presidente nazionale di Faib, assicura che «nessuno sulle autostrade chiuderà la sua area di servizio fino a quando gli sarà possibile». E spiega come il governo studierà interventi ad hoc per venire incontro alla categoria considerata servizio essenziale e quindi impossibilitata a chiudere a causa dell’emergenza Covid 19. «C’è l’impegno della ministra De Micheli - dice Landi - a intervenire sulle concessionarie autostradali chiedendo un intervento sulle royalty fisse, vedremo». E intanto anche alle compagnie petrolifere verranno chieste piccole dilazioni sui pagamenti.
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TITOLO: Casa, il conto della crisi? Fino a 113 miliardi di euro. Giù compravendite, tengono le quotazioni
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OCCHIELLO: E’ il conto pesantissimo che l’emergenza coronavirus presenterà al mattone residenziale in termini di perdita del fatturato
TESTO: Il calo del fatturato si rifletterà inesorabilmente su tutta la filiera del mattone, a partire dai professionisti (agenzie, geometri, notai, avrà pesanti ripercussioni sul settore edile e, a cascata, su quella dei produttori di materiali, oltre a portare a un buco nelle finanze pubbliche per i mancati incassi da imposte di trasferimento. Nomisma ha presentato anche una stima sull’impatto che la crisi avrà sugli investimenti istituzionali: si tratta delle transazioni riguardanti immobili o portafogli immobiliari del valore superiore ai 5 milioni transati perlopiù da fondi immobiliari o fondi pensione. Nel 2019 questo mercato aveva toccato in Italia un valore record di 12 miliardi di euro, il 40% dei quali a Milano e con oltre tre quarti delle operazioni condotte da player stranieri. Rispetto alle previsioni di inizio 2020 la perdita di valore nel triennio si aggirerà tra i 9 e i 18 miliardi.
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TITOLO: Banche, dividendi e bonus nel mirino. La mossa del Santander. Mustier: posizione comune
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OCCHIELLO: La Norvegia propone di vietare i dividendi di banche e assicurazioni a causa della crisi del Covid-19. In Germania interviene la Vigilanza contro buy-back di azioni, bonus e cedola. Le pressioni della Bce
TESTO: La Norvegia, primo Paese in Europa, si prepara a vietare alle banche di pagare i dividendi, mentre il Sar-Cov-2 si diffonde in tutto il pianeta e sconvolge l’economia mondiale. La proposta arriva dall’Autorità di supervisione finanziaria norvegese, che ha chiesto al ministero delle Finanze di interdire (temporaneamente) la distribuzione dei dividendi di banche e le assicurazioni a causa delle serie conseguenze della pandemia. Al 14 marzo, la Norvegia aveva registrato 2.971 contagi e 14 morti (su una popolazione di circa 5,4 milioni di abitanti).
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TITOLO: Bombassei (Brembo): «Fiero della mia Bergamo. Sforzo enorme della città»
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OCCHIELLO: Alberto Bombassei, a capo della Brembo: «Lo dico da tempo, buttare via una tecnologia europea molto evoluta, anche dal punto di vista ambientale, come il motore diesel, mi sembra una scelta scellerata. Ora serve un’Europa con una voce sola»
TESTO: Non sempre la catena delle donazioni funziona a dovere e in più converrebbe investire sulla ricerca nel pharma. «Ho proposto venerdì durante il consiglio straordinario di Brembo di destinare un milione di euro all’Ospedale Papa Giovanni XXIII, a From e all’istituto Mario Negri che lo utilizzeranno per specifiche attività di ricerca. Spero che altri imprenditori ci seguano. Il professor Remuzzi sostiene che se si comprenderanno a fondo le modalità attraverso le quali si innesca la letale polmonite che questo virus provoca, sarà possibile trovare una soluzione farmacologica. La speranza è che l’obiettivo non sia così lontano. La ricerca è il nostro modo di fare impresa e ci è sembrato giusto applicarlo anche a questa drammatica situazione».
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TITOLO: Le misure dell’Ue e lo scontro tra i Paesi del Nord e quelli del Sud
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OCCHIELLO: Sospensione del Patto di stabilità, regole più leggere sugli aiuti di Stato, fondi strutturali per combattere il coronavirus, creazione di una riserva strategica di materiale sanitario. Ma manca l’accordo sul Mes e i coronabond
TESTO: Sospensione del Patto di stabilità, nuove regole più leggere sugli aiuti di Stato, fondi strutturali per combattere il coronavirus, creazione di una riserva strategica di materiale sanitario, gestione delle frontiere per attivare corsie veloci per le merci e non bloccare il mercato unico, finanziamenti per la ricerca per accelerare la scoperta di un vaccino. L’Unione europea, dopo un iniziale tentennamento legato a una sottovalutazione del diffondersi della pandemia Covid-19, si è mossa e ha messo in campo gli strumenti che ha a disposizione. Sta anche lavorando a nuove soluzioni, come un’assicurazione comune contro la disoccupazione e a un piano per il dopo cris. Bruxelles ha impiegato un po’ troppo tempo, forse, anche a capire che era importante manifestare solidarietà all’Italia. Ma il messaggio della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, «Siamo tutti italiani», pronunciato in italiano l’11 marzo, ha aiutato a ricucire in parte la distanza.
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TITOLO: Amazon, Bezos vende azioni per 3,4 miliardi prima del crollo dei mercati
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OCCHIELLO: Sono circa 150 i top manager americani (anche Larry Fink di BlackRock) che hanno venduto azioni delle loro società quotate per un totale di circa 9,2 miliardi di dollari tra inizio febbraio e il 20 marzo evitando 1,9 miliardi di perdite
TESTO: Al momento, non c’è nessuna indicazione o sospetto che i manager abbiano vendute le azioni grazie all’accesso a informazioni privilegiate, precisa il quotidiano finanziario. Anzi, molti top manager sono soliti vendere un pacchetto di azioni in questo periodo dell’anno per ragioni fiscali o per altri motivi. Ad esempio, anche l’anno scorso, a febbraio, Fink ha venduto 18 milioni di dollari di azioni BlackRock, sostiene un portavoce del gruppo Usa. Vendite che rappresentano circa il 5% della sua partecipazione. E Jeff Bezos, nella prima settimana di febbraio ha venduto quasi lo stesso ammontare di azioni, cedute nel corso degli ultimi 12 mesi, emerge dalle informazioni inviate alla Sec. Ma la somma totale delle azioni vendute dai manager tra febbraio e il 20 marzo di quest’anno è salita del 30% rispetto agli ultimi due anni, in base ai documenti al regolatore e ai dati di S&P Global Market Intelligence
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TITOLO: Coronavirus, da Intesa Sanpaolo 400 mila euro per l’emergenza a Bergamo
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OCCHIELLO: Dopo la donazione da 100 milioni alla Protezione civile, il gruppo guidato da Carlo Messina contribuisce anche alla realizzazione dell’ospedale da campo dell’Associazione nazionale alpini (Ana) alla Fiera di Bergamo
TESTO: Intesa Sanpaolo, dopo la donazione da 100 milioni alla Protezione civile per rafforzare la lotta al coronavirus, contribuisce alla realizzazione dell’ospedale da campo dell’Associazione nazionale alpini (Ana) alla Fiera di Bergamo con un contributo di 350mila euro. Una somma che permette l’acquisto di ventilatori, sistemi radiologici, apparecchi per laboratorio analisi, monitor, aspiratori, produttori di ossigeno e altri materiali necessari all’attività sanitaria di emergenza. La donazione potrà essere incrementata di altri 100 mila euro grazie anche all’attivazione di una raccolta fondi dedicata alla costruzione dell’ospedale da campo a Bergamo, già operativa sul sito www. forfunding. it, la piattaforma di crowdfunding del Gruppo Intesa Sanpaolo aperta a tutti. La raccolta fondi rimarrà attiva fino al 6 aprile.
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TITOLO: Profumo: «Tecnologia e sicurezza nazionale, Leonardo non si può fermare»
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OCCHIELLO: Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo: «Non faremo mai un compromesso sulla salute, ma non si può neanche rinunciare al futuro»
TESTO: «Per noi si tratta di circa 4.000 realtà, solo in Italia, per la stragrande maggioranza piccole e medie imprese altamente specializzate, che stiamo aiutando a crescere e ad essere il più possibile competitive indipendentemente da Leonardo ma che potrebbero avere enormi difficoltà a ripartire laddove Leonardo, il campione nazionale, dovesse fermarsi. Non esagero se dico che è in gioco la sopravvivenza di un sistema industriale. Competenze di altissimo valore tecnologico eredità di investimenti in ricerca e sviluppo che non sarebbe possibile riconvertire e che, di fatto, andrebbero disperse pregiudicando l’indipendenza tecnologica dell’Italia in un settore che, a fronte dell’impetuosa avanzata dei processi di digitalizzazione, è un pilastro della sovranità nazionale. Fino a quando sarà possibile garantire le necessarie condizioni di sicurezza dei nostri dipendenti – come concordato con le parti sindacali – noi faremo la nostra parte».
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TITOLO: Borse oscillano dopo il bazooka Usa. Milano e Francoforte in frenata
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OCCHIELLO: L’intervento da 2 trilioni di dollari deciso dall’amministrazione Trump per contrastare la crisi economica causata dal blocco per il Coronavirus spinge al rialzo l’Asia: Tokyo +8%, bene Shanghai e Hong Kong. Spread Btp-Bund in calo a 185 punti
TESTO: I senatori democratici hanno trovato l’accordo con i repubblicani e la Casa Bianca nella notte americana tra martedì e mercoledì sul pacchetto economico contro l’emergenza Coronavirus da quasi 2 trilioni di dollari. È la misura più espansiva della storia degli Stati Uniti e vale il 9% del Pil nazionale. Tra i provvedimenti decisi ci sono assegni diretti a tutti gli americani con pagamenti diretti da 1.200 dollari a testa per la maggior parte degli adulti e 500 dollari per ogni bambino. Gli ospedali riceveranno circa 150 miliardi di dollari e le piccole imprese avranno prestiti per 367 miliardi di dollari. Inoltre nel piano è incluso un programma senza precedenti che assegnerà 500 miliardi di dollari al Dipartimento del Tesoro. Parte di questo denaro verrà utilizzato per garantire un programma di prestiti della Federal Reserve per le piccole e medie imprese. Larry Kudlow, a capo dei consiglieri economici della Casa Bianca, ha fatto sapere che i fondi potrebbero salire a 4.000 miliardi di dollari grazie all’effetto leva della Fed. Il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, ha detto che parte dei fondi andra alle società danneggiate dai lockdown, dal blocco delle attività per frenare la diffusione del Covid-19.
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TITOLO: Bankitalia: legare il bonus autonomi al reddito e potenziare l’indennità di disoccupazione per i precari
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OCCHIELLO: L’Istat: aperta un’impresa su due e al lavoro 15 milioni di persone su 23
TESTO: Elementi utili all’esame del decreto legge arrivano anche dal testo inviato dall’Istat. L’istituto di statistica rileva che, nonostante il lockdown, le imprese ancora in attività «sono poco meno di 2,3 milioni di unità su 4,5 milioni (il 48,7% del totale), generano circa due terzi del valore aggiunto complessivo (circa 512 miliardi di euro) e il 53,1% delle esportazioni totali». Sorprendente anche il passaggio che rivela come i due terzi dei lavoratori siano ancora in attività (spesso da casa): dei 23,4 milioni di occupati che ci sono in Italia «circa i due terzi (il 66%) è occupato in uno dei settori di attività economica ancora attivi, per un totale di 15 milioni 434 mila occupati e il restante 34%, (7 milioni 926 mila occupati) in uno dei settori dichiarati sospesi dal decreto». Anche la Corte dei Conti, nella sua memoria, osserva che, anche se saranno necessari ulteriori interventi di sostegno all’economia come in un dopoguerra, «non tutti i settori produttivi sono colpiti con la stessa intensità: alcuni registrano difficolta’ importanti (soprattutto alberghiero, ristorazione, trasporto aereo e ferroviario, spettacolo, cinema e teatri, sport, commercio non alimentare), mentre altri sono in crescita (farmaceutica, indotto della sanità, servizi per informatica legati all’attivazione delle postazioni di smart working) ».
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TITOLO: Il presidente del Consiglio Ue: «Prepariamo un ‘Piano Marshall’ per l’Europa». E chiama Merkel, Macron e Conte
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OCCHIELLO: Charles Michel, ha reso noto in un’intervista che i leader dell’Ue stanno preparando una «strategia di stimolo simile al piano Marshall» per affrontare le pesanti conseguenze economiche dell’emergenza coronavirus
TESTO: La lettera inviata a Michel e firmata dal premier Giuseppe Conte, dal presidente francese Emmanuel Macron, dal capo del governo spagnolo Pedro Sanchez e da altri cinque leader dell’Ue, che chiedono proprio un maxi piano europeo per evitare il rischio di una lunga recessione e di una dilagante disoccupazione, ha fornito all’ex premier belga una carta importante per il suo ruolo di mediatore, che sta portando avanti per appianare le forti divergenze tra i Paesi del Sud e del Nord. Francia, Italia, Spagna e Portogallo sono favorevoli a un massiccio intervento dell’Europa per l’emergenza Coronavirus. Germania, Olanda e altri Paesi nordici si autodefiniscono “frugali” per la poca disponibilità a spendere per le iniziative comunitarie.
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TITOLO: Bollette meno care: luce -18%, gas -13,5%. Risparmio annuo di 184 euro a famiglia
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OCCHIELLO: Previsto calo dei consumi anche a causa dell’epidemia. L’autorità: riduzione dei costi delle materie prime legati a riduzione dei consumi. Le associazioni di consumatori: stop al pagamento delle bollette
TESTO: Ma da giorni le associazioni dei consumatori chiedono invece lo stop al pagamento delle bollette almeno per le famiglie più in difficoltà. Federconsumatori suggerisce di finanziare questa misura «attraverso le somme accantonate in passato con il pagamento dei gravosi oneri di sistema accantonati da parte dei cittadini». E anche il Codacons chiede la sospensione per tutti gli italiani, non solo quelli delle zone ex rosse che godono dello stop fino al 30 aprile: «Milioni di famigli e e attività hanno subito una drastica riduzione delle proprie entrate e in tale situazione di emergenza pagare le utenze può risultare difficoltoso: perciò chiediamo al governo di disporre la sospensione immediata delle bollette di luce e gas».
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TITOLO: Covid19, Fs da record: 3,5 milioni di tonnellate di merci in tutta Europa
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OCCHIELLO: Il treno si rivela il mezzo più sicuro per la movimentazione delle produzioni. Tutte le società del gruppo Ferrovie in campo per assicurare beni di prima necessità e farmaci
TESTO: Tra le società del polo merci delle Ferrovie, Mercitalia Logistics ha effettuato attività di trasporto di razioni, vestiario tecnico, carburante per conto delle Forze Armate Italiane, assicurando loro il necessario per operare sul nostro territorio per circa 2 mila tonnellate di merce trasportata. Mentre 50 mila tonnellate di beni di prima necessità sono state trasportate e consegnate direttamente ai negozi della grande distribuzione organizzata in Italia ed in Francia. In campo sono scesi anche i treni ad Alta Velocità: un Frecciarossa appositamente attrezzato ha viaggiato tra Marcianise e Bologna a pieno carico, trasportando prodotti para-farmaceutici, materiale sanitario, abbigliamento, food&beverage, ricambi, elettronica di consumo, apparecchi per l’illuminazione.
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TITOLO: Coronavirus, la data app di Connexia che monitora le donazioni delle aziende
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OCCHIELLO: L’agenzia di comunicazione ha messo a punto una data application per mappare la generosità delle aziende italiane. Già superati i 300 milioni di euro in donazioni
TESTO: Da Amadori ai supermercati Alì, che hanno donato rispettivamente 1 milione di euro. Dal gruppo Angelini (240 tonnellate di gel disinfettante) alla squadra della Roma (8 ventilatori polmonari, 8 postazioni di terapia intensiva e 26.500 mascherine). Da Armani, che ha devoluto al Sacco e al San Raffaele di Milano e allo Spallanzani di Roma 1,25 milioni di euro, alla Barilla, che ha destinato 2 milioni di euro all’ospedale di Parma. Sono solo alcuni dei brand che ritroviamo nella mappatura delle donazioni in denaro e materiali tecnici realizzata da Connexia. “Come azienda, come cittadini, non possiamo, non sappiamo restare immobili”, ha spiegato Paolo d’Ammassa, CEO and Founding Partner di Connexia. “Questa iniziativa è il nostro modo di contribuire e restituire alla comunità, mettendo a disposizione uno spaccato di chi, nel mondo delle imprese, sta donando”.
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TITOLO: Coronavirus, Heiko Maas: «La solidarietà è un pilastro comune. Gli Eurobond? I fondi Ue ci sono»
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OCCHIELLO: Il ministro degli Esteri tedesco: «Martedì sono stati accolti nella Clinica universitaria di Lipsia i primi due pazienti di terapia intensiva provenienti da Bergamo»
TESTO: Può farci qualche esempio? «Un’Europa solidale deve fare in modo che all’interno dell’Ue tutti i mezzi disponibili giungano dov’è più urgente averli. Un esempio che riguarda la Germania: in tempi brevissimi abbiamo creato una banca dati nella quale le cliniche, su base volontaria, registrano le loro disponibilità attuali di posti in terapia intensiva e di ventilazione polmonare. Nel frattempo hanno aderito circa il 60-70% delle cliniche. Perché questo non dovrebbe essere possibile a livello europeo? Nel medio termine, dobbiamo anche riflettere se riportare da Paesi terzi nell’Ue la produzione di beni strategici, come dispositivi medici di protezione. Anche qui dobbiamo procedere sul piano europeo per evitare sovrapposizioni».
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TITOLO: Coronavirus, la Bbc ci ripensa: sospeso il taglio di 450 giornalisti
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OCCHIELLO: Passo indietro della tv di Stato inglese: inopportuno il ridimensionamento della forza lavoro in questo momento. Potenziata l’offerta di approfondimento sul coronavirus. Agli over 75 è stato congelato il canone versato per l’emittente pubblica
TESTO: Con il dilagare dell’emergenza sanitaria e con la necessità di attuare il distanziamento sociale la Bbc ha finito per registrare nelle ultime settimane importanti aumenti negli ascolti e ha così riorganizzato la sua programmazione con format di approfondimento e intrattenimento. La decisione è del direttore generale Tony Hall che ha però fatto intendere che si tratti di una scelta temporanea, e che l’applicazione del piano avverrà alla fine dell’emergenza per spostare gran parte delle risorse sul digitale. Ma la praticherà il suo successore.
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TITOLO: Agroalimentare, le garanzie della filiera: gli scaffali non si svuoteranno
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OCCHIELLO: La filiera garantisce l’approvvigionamento. Scorte di un mese. Vacondio (Federalimentare): «Il 75% delle materie prime è Made in Italy quindi qualche difficoltà potrebbe manifestarsi solo sul restante 25%: non si incentivino i piani promozionali»
TESTO: Un messaggio rassicurante arriva anche dalla cooperazione agroalimentare, che detiene il 25% della produzione alimentare del Paese. «Le scorte ci sono — spiega Giorgio Mercuri, presidente di Alleanza cooperative agroalimentari — e le strutture di lavorazione e trasformazione delle cooperative non hanno mai smesso di lavorare: i generi alimentari sugli scaffali non mancheranno. Per i prodotti freschi stiamo cercando di rispondere agli ordinativi della grande distribuzione, nonostante per la raccolta nei campi, dagli ortaggi alle verdure, dai fagiolini agli asparagi, ci siano al momento difficoltà per via della mancanza di personale. E se l’emergenza continuerà, non dimentichiamo che è possibile acquistare anche surgelati». Il rischio di mancanza di braccia per la raccolta nei campi è stato evidenziato nei giorni scorsi anche dalla Coldiretti, in particolare per gli stranieri che non vengono più così facilmente in Italia. «Ma adesso anche gli operai agricoli italiani — aggiunge il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia — stanno disertando le normali attività di raccolta e mungitura». «La soluzione, per il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, è da ricercare in strumenti agili per le prossime campagne di raccolta, ovvero meccanismi veloci per aiutare le aziende agricole ad assumere lavoratori». Per Confagricoltura, comunque, gli agricoltori italiani sono in grado di garantire cibo sano e di qualità per tutti: da qui la raccomandazione del presidente Massimiliano Giansanti a non comprare in eccesso per evitare inutili sprechi. L’ufficio studi di Confagricoltura evidenzia che i cibi maggiormente acquistati (fonte Nielsen) dal divampare del coronavirus sono stati quelli a lunga scadenza come riso (+33%), pasta (25%), scatolame (+29%), derivati del pomodoro (+22%), sughi e salse (+19%), per cui le industrie conserviere hanno dovuto modificare il programma di consegne della merce, aumentando del 30% le vendite nel mese di febbraio e del 100% nel mese di marzo. Per questo, spiega Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia «è importante blindare il sistema dei trasporti, e in questo senso va la firma del decreto della ministra De Micheli che autorizza la circolazione dei camion anche durante il fine settimana, o l’aiuto al trasporto merci contenuto nel decreto Cura Italia appena approvato. Per quanto riguarda invece il prodotto agricolo importato, rappresenta come media nazionale soltanto il 25% dell’approvvigionamento delle nostre industrie e quindi eventuali ostacoli al confine avrebbero una ripercussione limitata. Gli effetti sarebbero ancora minori se il consumatore indirizzasse i suoi consumi verso cibo 100% italiano».
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TITOLO: Bonus baby sitter, pagamenti in ordine cronologico. Tridico: «Ma i fondi non si esauriranno»
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OCCHIELLO: «Abbiamo fatto le stime al millimetro, cercando di prevedere l’accesso al beneficio di più persone possibili, siamo stati i piu generosi possibili», ha detto il presidente dell’Inps
TESTO: Il bonus baby sitter vale per tutte quelle famiglie con figli di età non superiore ai 12 anni e può essere richiesto in alternativa al congedo parentale straordinario 2020. Il beneficio spetta, con importi complessivi fino a 600 euro (che diventano 1000 per medici, operatori sanitari e militari impegnati nell’emergenza coronavirus). Il voucher, nel caso di dipendenti del settore privato, può essere chiesto dagli iscritti alla gestione separata, dagli autonomi iscritti e non iscritti all’Inps. Per quanto riguarda la tempistica, Tridico ha detto che «la prossima settimana daremo il via alle domande». Dunque, dopo la domanda per la cassa integrazione ordinaria, già online, e quella della prossima settimana per la cassa integrazione in deroga, «entro 30 giorni», ha concluso il presidente dell’Inps, «riusciremo a pagare le prestazioni per la cassa e per i bonus».
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TITOLO: Mutti: «Chi va in fabbrica permette a noi tutti di fare la spesa»
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OCCHIELLO: Il presidente di Centromarca Francesco Mutti: «Senza l’industria il Paese sarebbe in ginocchio. Gli operai? Da loro straordinario senso di responsabilità»
TESTO: «Questa crisi ci sta facendo riscoprire il valore della fabbrica. Se i privilegiati dello smartworking possono stare a casa a lavorare sul pc, me compreso, questo è perché qualcuno ogni mattina si alza e va in reparto. A produrre alimentari per riempire i nostri frigoriferi. Pellicole e imballaggi per avvolgerli. Detergenti per le nostre case. E poi farmaci e apparecchiature per gli ospedali». Francesco Mutti è presidente di Centromarca. Con la sua azienda, basata a Parma, porta sugli scaffali degli alimentari sughi pronti e derivati del pomodoro. Il coronavirus porta i consumatori a privilegiare il confezionato. I rigidi protocolli a garanzia della sicurezza del lavoro, però, inevitabilmente riducono la produttività. Il sistema produttivo ha difficoltà in queste condizioni a soddisfare la domanda? «Le difficoltà vengono superate grazie ai nostri operai che stanno affrontando il momento con grande responsabilità, accollandosi procedure che complicano il lavoro e lo rendono più faticoso. Operai: una parola che dovremmo riscoprire. Come dovremmo riscoprire l’orgoglio della produzione e della fabbrica». Lei ha appena accordato un aumento delle retribuzioni del 25%. «Mi pareva giusto premiare chi, anche in questi giorni difficili, sta permettendo alla nostra azienda, e al Paese stesso, la continuità produttiva». Le persone hanno paura. È aumentato l’assenteismo? «Molto meno di quanto si pensi. Spesso sono le aziende a invitare chi ha una piccola indisposizione a restare a casa. Per questo credo che vada restituito ruolo e importanza a chi svolge un lavoro tanto invisibile quanto indispensabile. Come dimostrano le vicende di questi giorni, l’industria alimentare è strategica, al pari di quella farmaceutica o dell’energia». La lista delle attività autorizzate a produrre in emergenza è stata aggiornata. Contiene quanto serve a garantire l’operatività della vostra filiera? «Vedo in questi giorni una forte banalizzazione di questioni complesse. Identificare quelle che sono le attività essenziali è estremamente difficile. Non mi scandalizza che ci si arrivi tramite progressive approssimazioni e aggiustamenti. L’importante è che si abbassino i toni e che si difenda soprattutto in questa fase la collegialità delle scelte». A breve passeremo dall’emergenza sanitaria all’emergenza economica. Come ripartiremo? «Molto dipenderà da quanto si prolungherà questa fase. L’importante sarà ripartire con la consapevolezza che, se le fabbriche si fermano, l’Italia è in ginocchio. Di certo quando ripartiremo il nostro sistema di valori sarà cambiato. Inoltre servirà un progetto di ricostruzione il più ampio e condiviso possibile». Crescerà la spesa pubblica. Senza gli eurobond, non ce lo potremo permettere. «Per questo serve un nuovo patto sociale. Dopo questa emergenza tutti dovremo fare sacrifici. Nello stesso tempo nessuno avrà dubbi sul fatto che sanità e istruzione siano asset irrinunciabili. Proprio per questo non potremo più permetterci le zavorre che hanno annullato la crescita negli ultimi vent’anni». Quali zavorre? «Lavoro nero ed evasione, per esempio. Diventerà se possibile ancora più intollerabile ogni forma di illegalità e concorrenza sleale, anche tra imprese. Sarà necessaria una stagione di riforme radicali». C’è il rischio che in recessione gli italiani si privino delle marche? «Non credo. Nella riorganizzazione dei valori che già stiamo operando in questi giorni di reclusione forzata, la qualità del prodotto di marca sarà ancora più valutata».
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TITOLO: Cos’ha detto Draghi al Financial Times, e perché è così importante
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OCCHIELLO: Il richiamo alla necessità di affrontare questa guerra senza esitazioni, per proteggere le persone. Il primo vero test dell’Europa
TESTO: Il vertice dei capi di Stato e di governo che oggi dovrà decidere come affrontare la guerra contro il coronavirus e come riuscire a proteggere i cittadini europei dalle conseguenze pesanti che già stanno colpendo la vita quotidiana delle persone (non solo sotto il profilo economico), è un passaggio cruciale. È il vero test che l’Europa sta affrontando, se vorrà restare una Unione (fino a qualche anno fa si chiamava Comunità europea) oppure una articolata somma di Stati e, in fin dei conti un complicato mosaico di egoismi nazionali. Le parole che l’ex presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha usato dalle colonne del «Financial Times» non lasciano molti margini di interpretazione: il debito pubblico è l’unica leva che i governi hanno per gestire le fasi di guerra.
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TITOLO: Gli strumenti che servono per battere il Coronavirus
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OCCHIELLO: Le misure di contenimento sociale messe in atto sono un punto di partenza importante: ma non possono essere applicate per un periodo troppo lungo. Ecco cosa occorre per superare la crisi - nel medio periodo
TESTO: I rebus del Coronavirus richiedono la collaborazione degli scienziati, e l’apertura mentale per cercare le soluzioni più disparate all’emergenza. Gestire la crisi sanitaria è la priorità di tutti i governi del mondo. È tuttavia anche importante non lasciarsi schiacciare nella pura risposta all’emergenza e trovare la maniera di rispondere efficacemente anche nel medio periodo alla luce della eventualità di dover prolungare oltre le poche settimane le misure di distanziamento sociale prese da molti paesi. Sin dall’inizio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato che i test venissero effettuati a tappeto; al contrario, nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Italia e negli altri paesi Europei, i test sono stati fatti esclusivamente verso i casi sintomatici più gravi. Molti paesi stanno implementando misure di distanziamento sociale. Tale scelta è motivata da una ragione principale: la tutela della scarsa capacità delle terapie intensive nazionali rende necessario diminuire, il più possibile, l’ondata di degenze a causa dell’elevato tasso di contagio nella popolazione. Se adeguatamente applicate, misure come quelle di contenimento sociale rallentano il diffondersi della malattia, diminuendo la domanda per letti d’ospedale. Analisi numeriche basate su diversi modelli epidemiologici prevedono che solo ampie e rigorose misure di questo tipo possono arrestare sufficientemente il contagio in maniera tale che i sistemi sanitari possano affrontare l’emergenza. Le statistiche fornite sui ricoveri e i nuovi casi constatati in Italia negli ultimi due giorni suggeriscono che queste misure incominciano a portare risultati concreti. Ma questo è anche il momento di guardare avanti e comprendere come migliorare la situazione attuale. Un’analisi dettagliata delle informazioni disponibili al pubblico ha svelato ai governi le seguenti problematiche. Innanzitutto, le politiche sanitarie attualmente implementate sono basate su dati incompleti e imprecisi. Ad esempio, la maggior parte delle infezioni sembrano essere generate da individui asintomatici: questi individui, seppur meno contagiosi rispetto ai sintomatici, sono molti di più in numero e sembrano essere la principale fonte di contagio. Se le cifre stimate sono corrette, è probabile che, anche con misure di social distancing più severe, il picco della curva di contagio sia molto più in alto di quanto atteso, a causa del ritardo nell’attuazione delle manovre. In secondo luogo, le misure di contenimento sociale rallentano la diffusione del virus così drasticamente da rendere in grado i sistemi sanitari di gestire l’emergenza. L’inconveniente di questo approccio è che, una volta rimosse le restrizioni, altre ondate infettive potrebbero tornare ad assalire una società ancora troppo vulnerabile immunologicamente. Infine, non è ottimale attenersi a misure di questo tipo per lunghi periodi di tempo: senza andare nel dettaglio, il costo sociale ed economico di una prolungata chiusura della società sarebbe impossibile da sostenere. Tenendo in considerazione questi diversi aspetti, possiamo iniziare a veder con maggior chiarezza quali ulteriori misure possono essere prese. Questo è il momento in cui il governo deve focalizzarsi sulla valutazione di differenti misure sanitarie ed economiche da potere implementare una volta che l’Italia sia pronta a rilassare le attuali misure, così che la società possa tornare ad operare velocemente Attenuando la curva dei contagi si possono raccogliere dati sulla diffusione del virus nella popolazione, così che possano venir sviluppate adeguate strategie di monitoraggio quando le restrizioni verranno rimosse. Gestire queste ondate di infezione sotto una forma di «triage strategico» offre la preziosa opportunità di evitare ulteriori danni strutturali all’economia, in particolare nei confronti degli gruppi economicamente più fragili della popolazione, come gli affittuari, le famiglie con un mutuo e poca liquidità, i lavoratori a tempo determinato e le piccole e giovani imprese che dipendono dai flussi di cassa («cash flows») della domanda per la loro operatività. L’unico modo di sviluppare piani simili è raccogliere dati attendibili. Ciò richiede che i paesi testino campioni rappresentativi della popolazione indipendentemente dai loro sintomi, registrando condizioni sociali, economiche, demografiche e geografiche a livello familiare. Attraverso l’analisi di questi dati, potremmo utilizzare procedure statistiche standard per derivare le informazioni rilevanti al fine di potenziare le strategie socio-economiche e sanitarie di sorveglianza. È solo con la disponibilità di questa informazione che il governo può valutare ed implementare misure sanitarie che permettano il contenimento della diffusione del virus, e misure economiche come «cash grants» alle famiglie ed imprese economicamente più vulnerabili che permettano il contenimento della crisi economica. In tempo di guerra, i governi spendono fortemente e con decisione, mettendo mano a ogni cervello e risorsa a loro disposizione per prevenire il disastro. Per questa crisi è altrettanto necessaria la collaborazione di ricercatori nelle scienze naturali e sociali, e soprattutto la determinazione a provare soluzioni innovative ad un problema inedito. * Professori di Economia presso la London Business School
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TITOLO: Bonus partite Iva e voucher baby sitter, arriva il Pin semplificato per le domande: ecco come funziona
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OCCHIELLO: Nuova procedura facilitata per richiedere sul portale Inps in modo più semplice e veloce le indennità previste dal decreto «Cura Italia». Da lunedì al via le domande
TESTO: Se la procedura semplificata di accesso al portale è valida solo per le categorie previste dal decreto cura Italia, l’istituto guidato da Pasquale Tridico si prepara ad agevolare la vita di tutti i contribuenti, con una nuova procedura di emissione anche per il Pin dispositivo, che prevede il riconoscimento a distanza, senza perciò bisogno di recarsi fisicamente presso una sede Inps, come avveniva finora. In questo modo di potrà ottenere in un unico processo da remoto un nuovo Pin, senza dover attendere gli ulteriori 8 caratteri che ordinariamente venivano spediti a casa con la posta. Il nuovo servizio entrerà in funzione a breve, spiega l’Istituto.
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TITOLO: Coronavirus, prezzi fermi due mesi: la mossa anti-speculazione di Coop
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OCCHIELLO: La decisione, che coinvolge tutti i prodotti confezionati industriali sia a marchio Coop che di tutte le altre marche, è stata presa per contrastare «ogni logica speculativa a vantaggio di soci e consumatori, ma anche a tutela dei produttori e degli allevatori»
TESTO: Tra le filiere che possono avere prime tensioni va segnalata quella del latte. «Lì — spiega Maura Latini, amministratore delegato di Coop Italia — si registra una tensione legata all’eccesso di produzione generato dalla chiusura di alcune tipologie commerciali. Insieme ai nostri fornitori garantiremo agli allevatori che forniscono latte fresco il prezzo precedentemente pattuito. Più in generale ci muoveremo per i nostri prodotti Coop in maniera tale che sia garantita a ogni anello della filiera produttiva del nostro Paese la giusta remunerazione. Mai come ora il nostro primario impegno è proteggere le famiglie e il tessuto produttivo italiano».
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TITOLO: Bce: Pepp, che cos’è il nuovo programma di acquisto titoli di Stato e perché riesce ad abbattere lo spread
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OCCHIELLO: La Bce nei suoi interventi non dovrà più rispettare il limite del 33% per i titoli di Stato e del 50% per le emissioni sovrannazionali
TESTO: Cade in primo luogo il limite iniziale di 750 miliardi per gli interventi del nuovo «quantitative easing», l’acquisto di titoli di Stato da parte della Banca centrale che è stato chiamato Pepp — Pandemic Emergency Purchase Programme — il programma di acquisto titoli per far fronte all’emergenza pandemia. Il Consiglio direttivo della Bce ha infatti stabilito che gli acquisti saranno fatti in misura «necessaria e proporzionata» allo scopo di raggiungere gli «obiettivi del mandato». Che a questo punto non è più soltanto il raggiungimento di una crescita dei prezzi vicina ma inferiore al 2% annuo, ma soprattutto la stabilità del sistema finanziario dell’eurozona nel suo complesso, la disponibilità di credito per l’economia reale e in ultima analisi la difesa dell’euro, che non correrà più minacce esistenziali.
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TITOLO: Moody’s, effetto coronavirus per le banche italiane: possibili downgrade
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OCCHIELLO: Lo choc provocato dalla pandemia di coronavirus fa peggiorare l’outlook di 15 banche italiane, ora negativo, e mette alcune sotto revisione per possibile downgrade.
TESTO: L’agenzia ha anche messo sotto osservazione per un possibile downgrade o per lo status «direzione incerta» il rating o le valutazioni di altri quattro banche (Banca Sella, Cassa Centrale Raiffeisen, Credit Agricole Italia e Cassa Centrale Banca). Confermato invece l’outlook stabile di Unicredit. In una nota l’agenzia di rating sottolinea che le azioni «riflettono il deterioramento del contesto operativo provocato dalla diffusione del coronavirus in Italia e i rischi al ribasso a questo associati per i profili di credito delle banche italiane». Secondo l’agenzia molti istituti sono particolarmente esposti a un peggioramento della qualità degli asset, a un deterioramento della capitalizzazione e a più difficili condizioni per i finanziamenti. «L’alta volatilità - si legge - renderà difficile l’accesso al market funding nonostante le misure aggressive varate dalla Bce per assicurare ampia liquidità».
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TITOLO: Gli stabilimenti delle giacche Armani produrranno camici monouso per gli ospedali
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OCCHIELLO: Nella moda rispondono in tanti all’appello di solidarietà che arriva dagli ospedali. Il Gruppo Armani converte tutti i propri stabilimenti alle nuove produzioni sanitarie
TESTO: Alta moda, e alta gioielleria - il cuore del made in Italy nel segno della bellezza e della qualità - mettono a disposizione i propri spazi di lavoro e produzione per venire incontro all’emergenza sanitaria. Così da Valenza, il distretto orafo punta d’eccellenza, Guido Damiani presidente del gruppo di famiglia attivo nella gioielleria, mette a disposizione della protezione civile il nuovo stabilimento ed headquarters nel quale l’azienda ha molto investito negli ultimi mesi. «In questo momento di grande preoccupazione e di dichiarata emergenza, io e i miei fratelli abbiamo deciso di dare un contributo concreto agli ospedali perché possano continuare a disporre della strumentazione necessaria a salvare la vita delle persone — dice Guido Damiani —. Inoltre, abbiamo messo a disposizione della Protezione Civile i dodicimila metri quadrati di quella che sarà la prossima sede della nostra manifattura».
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TITOLO: Una strategia per fermare il Covid-19 senza mettere in ginocchio l’economia mondiale
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OCCHIELLO: Una via d’uscita per evitare una recessione profonda e duratura
TESTO: 2. Dati per conoscere meglio Covid-19. Al momento la possibilità di mettere in atto strategie appropriate è fortemente limitata dalla mancanza di informazioni fondamentali quali per esempio il grado di diffusione reale dell’infezione (al di là dei casi accertati) e il relativo tasso di letalità. Idealmente, per ottenere queste informazioni dovremmo implementare test a campione sull’intera popolazione. Questa soluzione non sembra al momento praticabile dati i costi e a causa del congestionamento al quale il sistema sanitario italiano è sottoposto. L’utilizzo di App per tracciare le infezioni (vedi sotto punto 8) potrebbe fornire dati importanti per inferire queste informazioni mancanti. Nel frattempo, nel contesto della nostra proposta, tutti coloro che torneranno al lavoro (o almeno un loro ampio campione casuale, a seconda delle risorse disponibili) dovranno essere soggetti a test frequenti per Covid-19 nell’ambito di uno studio prospettico longitudinale. Quelli che risulteranno infetti, dopo la guarigione dovranno essere sottoposti a test sierologici per stabilire se saranno diventati immuni da ulteriori contagi. Seguendo i giovani che tornano al lavoro potremo analizzare e identificare come il Covid-19 si trasmette negli ambienti lavorativi. Questa è un’informazione importante per pensare ad accorgimenti finalizzati a riconciliare lavoro e salute.
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TITOLO: Coronavirus, in Europa mancano un milione di stagionali agricoli
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OCCHIELLO: L’allarme per le imminenti campagne di raccolta non riguarda solo l’Italia: secondo la Coldiretti l’Unione europea rischia di perdere quest’anno l’autosufficienza alimentare e il ruolo di principale esportatore mondiale di alimenti per 138 miliardi di euro
TESTO: Nelle scorse settimane l’allarme era scattato per l’Italia. Adesso è esteso a tutta l’Europa: con la chiusura delle frontiere manca quasi un milione di lavoratori agricoli stagionali per le imminenti campagne di raccolta. La stima è della Coldiretti che sottolinea come, dalla Germania alla Francia, dalla Spagna all’Italia, l’Unione europea rischi di perdere quest’anno l’autosufficienza alimentare e il suo ruolo di principale esportatore mondiale di alimenti per un valore di 138 miliardi di euro. In Italia più di un quarto del Made in Italy a tavola viene ottenuto da mani straniere: secondo Coldiretti sono 370mila i lavoratori regolari dall’estero che vengono impegnati ogni anno in Italia. Per questo nelle imprese agricole c’è molta preoccupazione in vista dell’avanzare della stagione e dell’arrivo delle grandi campagne di raccolta.
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TITOLO: Meno investimenti nel piano Eni rivisto. Descalzi: il bilancio è solido
DATA:
OCCHIELLO: Completata in anticipo la preannunciata revisione del piano di attività davanti alle nuove condizioni del mercato: ci sarà un taglio del Capex del 25%, circa 2 miliardi, con una produzione che si attesterà quest’anno e il prossimo all’equivalente di 1,8-1,84 milioni di barili. In questo modo, secondo il Ceo Claudio Descalzi, si difende la so
TESTO: Per il 2021 l’Eni prevede una riduzione degli investimenti di circa 2,5-3 miliardi, pari al 30-35% di quanto previsto per lo stesso anno a piano. I progetti interessati dagli interventi, ha spiegato il colosso petrolifero, «riguardano principalmente le attività upstream, in particolare quelle relative all’ottimizzazione della produzione e ai nuovi progetti di sviluppo il cui avvio era previsto a breve». In entrambi i casi, sottolinea Eni, «l’attività potrà essere riavviata velocemente al ripresentarsi delle condizioni ottimali, e con essa il recupero della produzione correlata». Già il 18 marzo scorso il Cane a sei zampe aveva comunicato al mercato il ritiro del buyback per il 2020 e la revisione al ribasso delle previsioni sul prezzo del Brent. Questo scenario e le ultime decisioni avranno un’effetto sulla produzione del 2020, che è «prevista tra 1,8 e 1,84 milioni di barili di olio equivalente al giorno, e rimarrà invariata l’anno successivo».
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TITOLO: Banca d’Italia, donazione di 20,9 milioni per l’emergenza
DATA:
OCCHIELLO: I primi destinatari sono l’Ospedale Spallanzani di Roma e il Policlinico Gemelli , l’Istituto Superiore di Sanità ed altre organizzazioni sanitarie e ospedali sul territorio
TESTO: La Banca d’Italia stanzia oltre 20 mln di euro di contributi per l’emergenza da Covid-19. La Banca d’Italia desidera contribuire a fronteggiare la pandemia da coronavirus con l’avvio di un programma di contributi straordinari destinati a diverse aree del territorio nazionale. Una somma complessiva di 20,9 milioni di euro e’ stata messa a disposizione di un primo gruppo di soggetti impegnati nell’azione di contrasto alla diffusione del coronavirus con progetti di immediata attuazione; ulteriori interventi sono in via di definizione, in coordinamento con le autorita’ sanitarie e la rete delle Filiali della Banca, e saranno annunciati nei prossimi giorni. I primi destinatari di queste erogazioni straordinarie sono: - L’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, per l’approntamento di un ulteriore reparto di terapia intensiva da 40 posti letto. - Il Policlinico Agostino Gemelli, per l’acquisto di sistemi di diagnostica per analisi microbiologiche, dispositivi di protezione per il personale e apparecchi per la gestione dei pazienti da Covid-19. - L’Istituto Superiore di Sanita’, per la realizzazione di sale attrezzate per la gestione delle comunicazioni di crisi con le strutture periferiche del Sistema Sanitario Nazionale e l’allestimento di un laboratorio volto ad ampliare la capacita’ di rapida diagnostica e valutazione delle analisi condotte dalle strutture sul territorio. - La Regione Campania, per la realizzazione di due campi modulari per l’allestimento di posti letto di terapia intensiva nelle aree di Caserta e Salerno, destinati ad accogliere complessivamente fino a 48 pazienti affetti da Covid- 19. - Le Municipalita’ di Milano, Bergamo, Brescia e Cremona, per l’attuazione di interventi a sostegno dei soggetti che versano in condizioni di fragilita’ economico-sociale acuite dall’attuale situazione d’emergenza sanitaria- - La Regione del Veneto, per l’allestimento di un reparto di terapia nel Covid Center nell’ospedale di Schiavonia (PD) e la realizzazione di un progetto di ricerca epidemiologica.
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TITOLO: Borse, Milano chiude in rialzo (+0,73%) e lo spread scende sotto i 162 punti. Wall Street apre in positivo
DATA:
OCCHIELLO: Timori per il dato sulla disoccupazione negli Stati Uniti che nella settimana terminata il 21 marzo potrebbe essere cresciuta di un milione di unità
TESTO: Anche le borse europee chiudono in rialzo una giornata vissuta in altalena, mentre gli investitori si interrogano sulla capacità dei piani annunciati dai governi mondiali di limitare l’impatto economico della pandemia di coronavirus, la cui portata si comincia a vedere nei piu’ recenti dati macroeconomici. In Europa, intanto, la Bce ha tolto il limite all’acquisto delle varie categorie di titoli nell’ambito del programma di «Qe pandemico» da 750 miliardi da qui alla fine dell’anno, mentre si attende l’esito dell’Eurogruppo chiamato a esprimersi su Mes e “coronabond”. Sul finale di seduta gli indici hanno rialzato la testa anche al traino di Wall Street: Francoforte è salita di oltre un punto e Parigi di più del 2%. Sul mercato dei cambi, l’euro è in deciso rialzo sul dollaro e ha riconquistato quota 1,10: la moneta unica è indicata a 1,1027 da 1,0832 ieri in chiusura. Poco mosso l’euro/yen (a 120,82 da 120,83), mentre il dollaro scivola a 109,69 yen (da a 111,57). Tornano infine le vendite sul petrolio, con le preoccupazioni sulla domanda globale che pesano più degli interventi di sostegno: il Wti consegna maggio è scambiato a 23,43 dollari al barile (-4,33%), dopo aver recuperato un 9% circa nelle ultime tre sedute, mentre il Brent e’ a quota 27,01 dollari (-1,39%). Qui, le quotazioni azionarie in tempo reale e l’andamento delle Borse in diretta.
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TITOLO: Seat, l’utile 2019 sale a 346 milioniOltre 1,2 miliardi alla ricerca
DATA:
OCCHIELLO: Fatturato incrementato dell’ 11,7%, per un totale di 11.157 miliardi di euro, un risultato ottenuto grazie a 574.078 veicoli venduti, il 10,9% in più rispetto all’anno prima
TESTO: Seat, come tutti, dovrà affrontare un 2020 problematico, fortunatamente ha alle spalle un 2019 «che costituisce una base solida su cui costruire il futuro». Questa la prima dichiarazione rilasciata da Carsten Isensee, presidente e vice presidente di Finance e IT di Seat, annunciando i dati di bilancio dello scoro anno. La casa spagnola ha registrato un utile, al netto delle imposte, di 346milioni di euro, il 17,5% in più rispetto al 2018 e l’utile operativo è salito del 57,5% fino a 352milioni di euro, con un fatturato incrementato del 11,7%, per un totale di 11.157 miliardi di euro, un risultato ottenuto grazie a 574.078 veicoli venduti, il 10,9% in più, rispetto all’anno precedente. Un altro dato emerge, molto significativo, Seat ha destinato 1.259 milioni agli investimenti e alla ricerca e sviluppo, la cifra più alta nella storia della società. Sempre Isensee ha sottolineato ”questi numeri supportano la forza finanziaria di Seat, uno sforzo compiuto da tutte le parti dell’azienda che ha consentito di aumentare la redditività della gamma, migliorando il nostro margine operativo. ” Seat ha riconosciuto ai propri dipendenti (14.663 persone) un bonus di 1.550 euro come ringraziamento per il risultato ottenuto. Nel 2020 nella fabbrica di Martorell, a Barcellona, si continuerà a lavorare – terminato il periodo di sosta legato al Covid-19 – sullo sviluppo dell’elettrificazione, sulla riduzione delle emissioni e a inedite forme di mobilità. I marchi Seat e Cupra presenteranno cinque nuovi modelli, entro il 2021, elettrici e ibridi plug-in, la el-Born affiancherà la Seat Mii electric, già in vendita, la Leon, sia sotto il brand Seat che Cupra, avrà versioni ibride plug-in, così come la Seat Tarraco e la Cupra Formentor. Nessuna comunicazione ancora sul futuro presidente della società, dopo l’uscita di Luca de Meo che, dal 1 luglio, assumerà la carica di amministratore delegato del gruppo Renault.
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TITOLO: Da Lactalis ad Acqua Bracca, bonus ai dipendenti che lavorano nell’emergenza
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OCCHIELLO: Per il mese di marzo il gruppo francese che possiede Parmalat darà un aumento di 250 euro agli oltre 4mila dipendenti italiani che stanno continuando l’attività. La società bergamasca, che ha stabilimenti a Zogno e Clusone, riconoscerà invece un 15% dello stipendio. I premi si sommano ai 100 euro stabiliti dal governo.
TESTO: Acque minerali Bracca e Pineta ha, invece, deciso di dare un aumento del 15% della retribuzione lorda giornaliera, sempre nella busta paga di marzo «per tutti gli addetti che stanno garantendo la continuità dell’operatività aziendale e che si affianca al rafforzamento delle procedure di sicurezza e prevenzione già messe in atto dall’azienda per fronteggiare l’emergenza». «Questa battaglia si vince insieme, in fabbrica e nei comportamenti individuali — dice l’amministratore delegato Luca Bordogna della società bergamasca—. Con le attenzioni che abbiamo messo in atto negli stabilimenti vogliamo contribuire a difendere noi, le nostre famiglie, le nostre valle e non ultimo il nostro lavoro». Il gruppo ha stabilimenti a Zogno, in valle Brembana, e a Clusone, in valle Seriana, e dal 9 marzo «tutte le procedure necessarie a prevenire il contagio da Coronavirus attraverso protocolli aziendali, informative a dipendenti trasportatori e clienti, modifica degli orari di turnazione così da evitare assembramenti di personale, fornitura dei dispositivi di protezione individuale necessari ad evitare il contagio e disinfezione della totalità degli stabilimenti a cura di un’impresa esterna specializzata. A integrazione del rafforzamento delle procedure di sicurezza e prevenzione il gruppo ha potenziato anche la disinfezione settimanale con atomizzatore elettrostatico e prodotto a base alcolica». Il 10 marzo scorso la società aveva annunciato una donazione a favore dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, in prima linea per fronteggiare l’epidemia di Coronavirus e la collaborazione con Alpini e Protezione Civile per la fornitura gratuita di acqua all’ospedale da campo allestito alla Fiera di Bergamo.
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TITOLO: Lavazza, gli utili fanno il botto e salgono a 127,4 milioni (+45%), i ricavi toccano i 2,2 miliardi
DATA:
OCCHIELLO: Il 70% del fatturato viene realizzato all’estero, con una crescita particolarmente accentuata in Russia e Polonia
TESTO: Il gruppo torinese del caffé Lavazza si lascia alle spalle un 2019 positivo. L’utile netto sale a 127,4 milioni, in aumento del 45% rispetto agli 87,9 milioni dell’anno precedente e di cui il 70% è stato realizzato all’estero. I ricavi ammontano a 2,2 miliardi, in crescita del 18% rispetto al 2018. E la posizione finanziaria netta è positiva per 82,1 milioni. Risultati che permettono al gruppo di affrontare «questa situazione incerta», dominata dall’incognita coronavirus, «con proattività e concretezza, forti sia dei risultati dell’anno appena concluso sia della solida struttura patrimoniale del gruppo», commenta l’amministratore delegato Antonio Baravalle. I numeri del 2019 sembrano confermare le parole del capo azienda. In crescita tutte le principali voci del conto economico, come l’Ebitda di gruppo pari a 290,6 milioni, in aumento del 47% con un Ebitda margin pari al 13,2%. L’Ebit si attesta a 156 milioni, in incremento del 41% rispetto ai 110,7 milioni del 2018. Il gruppo del caffé ha realizzato il 70% del fatturato all’estero. In particolare la crescita è riconducibile sia all’integrazione di Lavazza Professional sia alla positiva performance del business del gruppo (+3,9% a volume), che ha visto una crescita a doppia cifra in Nord America (+15,2%), Nord Europa (+13%) ed Europa dell’Est (+23%), principalmente in Russia e Polonia. Per quanto riguarda il 2020, «l’attuale contesto, fortemente condizionato dall’emergenza sanitaria in corso, rende difficile prevedere cosa accadrà nei prossimi mesi a livello macroeconomico», spiega Baravalle, sottolineando che il gruppo a seguito del diffondersi dell’epidemia di coronavirus ha «immediatamente adottato tutte le misure necessarie al fine di garantire la massima sicurezza ai nostri dipendenti, clienti, fornitori e consumatori». Sull’Italia lo sguardo del ceo è positivo: «Confidiamo, infine, che con contributi concreti e immediati, come quelli messi in campo dal nostro gruppo e da molti altri imprenditori e aziende italiane, si possa uscire dall’emergenza consentendo al nostro Paese di ripartire», conclude il capo azienda.
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TITOLO: Bce, la svolta sugli aiuti illimitati e l’effetto sui trattati europei
DATA:
OCCHIELLO: Può sembrare poco, ma è una bomba che cambia il modo di fare banca centrale così come l’abbiamo conosciuto negli scorsi quarant’anni
TESTO: La svolta storica sta nel fatto che adesso la banca di Francoforte può acquistare sul mercato secondario, senza limiti, i titoli di debito che i Paesi saranno costretti a emettere per salvare le loro economie dagli effetti della crisi da virus. Per l’Italia, un sostegno decisivo. E una grande opportunità per eventuali emissioni europee. Di fatto, la Bce sostiene ora le politiche di bilancio degli Stati. Un cambio di stagione rispetto agli scorsi decenni nei quali la separazione tra Tesoro e banca centrale è stata il totem in gran parte del mondo.
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TITOLO: Mario Draghi: «Siamo in guerra contro il coronavirus, dobbiamo agire»
DATA:
OCCHIELLO: Pubblichiamo la traduzione italiana, approvata dall’autore, dell’intervento dell’ex presidente della Banca centrale europea, apparso per la prima volta sul Financial Times
TESTO: Il sostegno all’occupazione e alla disoccupazione e il posticipo delle imposte rappresentano passi importanti che sono già stati introdotti da molti governi. Ma per proteggere l’occupazione e la capacità produttiva in un periodo di grave perdita di reddito è indispensabile introdurre un sostegno immediato alla liquidità. Questo è essenziale per consentire a tutte le aziende di coprire i loro costi operativi durante la crisi, che si tratti di multinazionali o, a maggior ragione, di piccole e medie imprese, oppure di imprenditori autonomi. Molti governi hanno già introdotto misure idonee a incanalare la liquidità verso le aziende in difficoltà. Tuttavia, si rende necessario un approccio su scala assai più vasta. Pur disponendo i diversi paesi europei di strutture industriali e finanziarie proprie, l’unica strada efficace per raggiungere ogni piega dell’economia è quella di mobilitare in ogni modo l’intero sistema finanziario: il mercato obbligazionario, soprattutto per le grandi multinazionali, e per tutti gli altri le reti bancarie, e in alcuni paesi anche il sistema postale. Ma questo intervento va fatto immediatamente, evitando le lungaggini burocratiche. Le banche, in particolare, raggiungono ogni angolo del sistema economico e sono in grado di creare liquidità all’istante, concedendo scoperti oppure agevolando le aperture di credito. Le banche devono prestare rapidamente a costo zero alle aziende favorevoli a salvaguardare i posti di lavoro. E poiché in questo modo esse si trasformano in vettori degli interventi pubblici, il capitale necessario per portare a termine il loro compito sarà fornito dal governo, sottoforma di garanzie di stato su prestiti e scoperti aggiuntivi. Regolamenti e normative collaterali non dovranno ostacolare in nessun modo la creazione delle opportunità necessarie a questo scopo nei bilanci bancari. Inoltre, il costo di queste garanzie non dovrà essere calcolato sul rischio creditizio dell’azienda che le riceve, ma dovrà essere pari a zero, a prescindere dal costo del finanziamento del governo che le emette. Le aziende, dal canto loro, non preleveranno questa liquidità di sostegno semplicemente perché i prestiti sono a buon mercato. In alcuni casi – pensiamo alle aziende con ordini inevasi – le perdite potrebbero essere recuperabili e a quel punto le aziende saranno in grado di ripianare i debiti. In altri settori, questo probabilmente non sarà possibile. Tali aziende forse saranno in grado di assorbire la crisi per un breve periodo di tempo e indebitarsi ulteriormente per mantenere salvi i posti di lavoro. Tuttavia, le perdite accumulate potrebbero mettere a repentaglio la loro capacità di successivi investimenti. E se la pandemia e la chiusura delle attività economiche dovessero protrarsi, queste aziende resterebbero attive, realisticamente, solo se i debiti contratti per mantenere i livelli occupazionali durante quel periodo verranno alla fine cancellati. O i governi risarciranno i debitori per le spese sostenute, oppure questi debitori falliranno, e la garanzia verrà onorata dal governo. Se si riuscirà a contenere il rischio morale, la prima soluzione è quella migliore per l’economia. La seconda appare meno onerosa per i conti dello stato. In entrambi i casi, tuttavia, il governo sarà costretto ad assorbire una larga quota della perdita di reddito causato dalla chiusura delle attività economiche, se si vorrà proteggere occupazione e capacità produttiva. I livelli di debito pubblico dovranno essere incrementati. Ma l’alternativa – la distruzione permanente della capacità produttiva, e pertanto della base fiscale – sarebbe molto più dannosa per l’economia e, in ultima analisi, per la fiducia nel governo. Dobbiamo inoltre ricordare che in base ai tassi di interesse presenti e probabilmente futuri, l’aumento previsto del debito pubblico non andrà a sommarsi ai suoi costi di gestione. Per alcuni aspetti, l’Europa è ben attrezzata per affrontare questo shock fuori del comune, in quanto dispone di una struttura finanziaria capillare, capace di convogliare finanziamenti verso ogni angolo dell’economia, a seconda delle necessità. L’Europa dispone inoltre di un forte settore pubblico, in grado di coordinare una rapida risposta a livello normativo e la rapidità sarà assolutamente cruciale per garantire l’efficacia delle sue azioni. Davanti a circostanze imprevedibili, per affrontare questa crisi occorre un cambio di mentalità, come accade in tempo di guerra. Gli sconvolgimenti che stiamo affrontando non sono ciclici. La perdita di reddito non è colpa di coloro che ne sono vittima. E il costo dell’esitazione potrebbe essere fatale. Il ricordo delle sofferenze degli europei negli anni Venti ci sia di avvertimento. La velocità del tracollo dei bilanci delle aziende private – provocate da una chiusura economica al contempo doverosa e inevitabile – dovrà essere contrastata con pari celerità dal dispiegamento degli interventi del governo, dalla mobilitazione delle banche e, in quanto europei, dal sostegno reciproco per quella che è innegabilmente una causa comune.
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TITOLO: Incentivi coronavirus: come fare domanda per produrre mascherine, guanti e ventilatori
DATA:
OCCHIELLO: Da mezzogiorno del 26 marzo 2020 è possibile richiedere gli incentivi alle imprese che vorranno ampliarsi o riconvertirsi finalizzando la produzione ai dispositivi medici e di protezione individuale
TESTO: La misura prevede un mutuo agevolato a tasso zero a copertura del 75% del programma di spesa, rimborsabile in 7 anni. Gli incentivi, spiega Invitalia, saranno erogati sull’investimento e il capitale circolante. La massima agevolazione conseguibile (in termini di ESL) è 800 mila euro. Rientrano nelle agevolazioni anche le spese sostenute prima della presentazione della domanda ma successive alla pubblicazione del decreto Cura Italia del 17 marzo 2020.Il mutuo agevolato può trasformarsi in fondo perduto in funzione della velocità di intervento: 100% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 15 giorni 50% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 30 giorni 25% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 60 giorni. E’ previsto un anticipo del 60% della spesa senza garanzie al momento dell’accettazione del provvedimento di ammissione alle agevolazioni. Il saldo arriverà poi a conclusione degli investimenti Iter di valutazione semplificato in 5 giorni.
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TITOLO: Coronavirus, Inps: pensioni garantite, non rischio stop
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OCCHIELLO: Tridico, sistema pensionistico ha garanzia Stato
TESTO: Nel 2019 sono state liquidate 1.210.483 pensioni, il 48,5% delle quali di natura assistenziale (587.456), si legge ancora nell’Osservatorio Inps sulle pensioni. Gli importi annualizzati, stanziati per le nuove liquidate del 2019 ammontano a 12,9 miliardi di euro, che rappresentano circa il 6,2% dell’importo complessivo annuo in pagamento all’inizio del 2020. Tra le pensioni di natura assistenziale le prestazioni agli invalidi civili liquidate nel 2019 sono state sono state 565.986. Le prestazioni assistenziali complessive vigenti all’inizio del 2020 erano 4.030.438 per 21,8 miliardi di spesa e tra queste 3.233.711 (per 17,1 miliardi di spesa) quelle erogate agli invalidi civili. Tra le prestazioni agli invalidi civili pesano soprattutto le indennità di accompagnamento con oltre 1,8 milioni di unità e una spesa di 11,6 miliardi.
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TITOLO: L’Ue spaccata su eurobond e aiuti. No di Roma, rinvio di due settimane
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OCCHIELLO: Il summit dei 27 capi di Stato e di governo dell’Unione europea non è riuscito a superare tutte le divisioni su come affrontare le pesanti conseguenze economiche della pandemia del coronavirus
TESTO: Nove leader, Conte, Sanchez, il francese Emmanuel Macron, il portoghese Antonio Costa, il greco Kyriakos Mitsotakis, l’irlandese Leo Varadkar, la belga Sophie Wilmes, lo sloveno Janez Jansa, il lussemburghese Xavier Bettel, hanno chiesto anche — in aggiunta alle misure già annunciate da Bce, Commissione Ue e Bei — «risorse senza precedenti» e «decisioni di politica di bilancio di analoga audacia», tra le quali «uno strumento di debito comune» come i Coronabond. Ma Merkel, dopo aver varato un piano da 750 miliardi in Germania (elevabile a oltre mille), ha frenato insieme ai leader di Olanda, Finlandia, Austria. Per i «frugali» basterebbero gli interventi previsti di Bce, Bei, Commissione Ue, e prestiti limitati del Fondo salva Stati (Mes) con stringenti condizioni di rientro.
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TITOLO: Coronavirus, il seminario online gratuito per informare su smartworking e sicurezza
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OCCHIELLO: Venerdì 27 marzo alle 14:30 la terza puntata del ciclo di seminari #IlLavoroContinua, iniziativa di solidarietà digitale nata per informare e orientare il mondo produttivo
TESTO: Focus del webinar sarà lo smartworking: diritti, obblighi e forme di tutela previsti dalla normativa di settore, tra cui l’attuazione delle misure di prevenzione per fronteggiare i rischi da parte del datore di lavoro, i comportamenti corretti del lavoratore e le buone pratiche di utilizzo delle attrezzature e dei dispositivi. «La sicurezza delle persone negli ambienti di lavoro ci sta particolarmente a cuore perché riguarda la vita delle persone – ha detto il presidente di Cifa Andrea Cafà –. Con questo webinar puntiamo a spiegare bene quali siano le misure adeguate cui imprenditori e lavoratori si devono attenere per l’incolumità dei lavoratori e dell’azienda stessa».
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TITOLO: Draghi: «Coronavirus, siamo in guerra. Se esitiamo costi irreversibili»
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OCCHIELLO: L’ex presidente della Banca centrale europea: «Bisogna difendere la capacità produttiva con immediati sostegni di liquidità». La spinta di Italia, Francia e Spagna per i coronabond
TESTO: Di fronte a una «inevitabile recessione profonda», l’ex presidente della Bce afferma che «bisogna proteggere la popolazione dalla perdita dei posti di lavoro», e difendere «la capacità produttiva con immediati sostegni di liquidità». «Di fronte a circostanze non previste un cambio di mentalità è necessario in questa crisi come lo sarebbe in tempi di guerra. Lo shock che ci troviamo ad affrontare non è ciclico. La perdita di reddito non è colpa di chi la soffre. Il costo dell’esitazione potrebbe essere irreversibile. La memoria delle sofferenze degli europei negli anni 1920 sono un ammonimento». Per questo occorre che i «Paesi mobilitino il loro intero sistema finanziario senza rinvii». Proprio giovedì il summit dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea, in teleconferenza, deve superare le divisioni su come affrontare le conseguenze economiche del coronavirus. Il presidente belga del Consiglio europeo, Charles Michel, ha anticipato che i 27 leader stanno preparando una «strategia di stimolo simile al piano Marshall», orientata a «mobilitare i fondi dell’Ue nel quadro del bilancio europeo». Ma Italia, Francia e altri Paesi del Sud premono per importi ingenti finanziati anche con emissioni di debito comune come i Coronabond. Mentre Germania, Olanda e altri Stati del Nord, che si definiscono «frugali» negli investimenti comunitari, frenano.
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TITOLO: La Germania salva Tui con 2 miliardi di aiuti. Se lo Stato torna padrone
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OCCHIELLO: L’80% del prestito arriverà dalla banca pubblica Kfw, li restante 20% sarà fornito da banche commerciali. Da Boeing ad Alitalia, ecco perché rispuntano le nazionalizzazioni
TESTO: Uno degli effetti collaterali del Covid-19 è il ritorno delle nazionalizzazioni o, se si preferisce, dello Stato padrone. Come dimostra l’ultima indiscrezione in arrivo dalla Germania, dove Berlino è pronta a salvare il tour operator Tui, in difficoltà dopo la sospensione di tutti i viaggi, con 2 miliardi di aiuti pubblici. L’80% dell’iniezioni del prestito arriverà dal Kreditanstalt für Wiederaufbau (o Kfw), la banca pubblica tedesca nata nel 1948, per volere degli Stati Uniti, per amministrare i fondi del Piano Marshall alla fine della Seconda guerra mondiale. Al Kfw, che assomiglia alla nostra Cdp, il governo di Angela Merkel ha affidato i fondi per sostenere l’economia tedesca durante l’emergenza coronavirus. Tui avrebbe già raggiunto un accordo sui termini del prestito con la Kfw, che si assumerà la gran parte dell’onere, mentre il restante 20% di liquidità sarà fornito da banche commerciali, anticipa l’agenzia Bloomberg.
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TITOLO: Ferrari riapre la produzione il 14 aprile a Maranello e Modena
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OCCHIELLO: La società del Cavallino Rampante riaprirà il 14 aprile la produzione «a condizione che sia garantita la continuità della catena di fornitura»
TESTO: La decisione della chiusura della produzione della Casa di Maranello era stata presa lo scorso 16 marzo con effetto immediato, dal comitato esecutivo tra azienda e sindacato. La Società precisa adesso che «sin da ora che sarà in grado di fornire ulteriori indicazioni sulla guidance finanziaria il 4 maggio 2020, nel corso della conference call con la comunità di investitori relativa ai risultati del primo trimestre — e che — Alla luce del valore del marchio, della propria solidità finanziaria e del modello di business, Ferrari è fiduciosa nella propria capacità di generare valore per tutti gli stakeholder al di là delle incertezze del breve periodo».
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TITOLO: EssilorLuxottica, ricavi in calo per il Covid-19. «Non c’è visibilità sul futuro
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OCCHIELLO: Via al piano di emergenza con misure di controllo dei costi e della cassa, sospesi gli investimenti non cruciali, ridimensionata la capacità globale. E il titolo sprofonda in Borsa a Parigi
TESTO: A gennaio e febbraio, la società ha registrato «una solida crescita, in linea con i suoi obiettivi per l’intero anno. A marzo, si è registrato un rallentamento quando l’impatto del virus sul business, inizialmente predominante in Cina, si è spostato in intere aree di Europa e Nord America», spiega in una nota EssilorLuxottica, prevedendo che nel secondo trimestre «i ricavi diminuiranno ulteriormente con un impatto significativo sulla redditività». Senza alcuna stima per il futuro, perché «allo stato attuale la società non ha una visibilità sufficiente per fornire una valutazione complessiva sull’impatto del Covid-19». La situazione è «instabile». E l’incertezza è la cosa peggiore per le imprese. Che, infatti, reagiscono tirando i remi in barca.
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TITOLO: Gli strumenti che servono per battere il Coronavirus
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OCCHIELLO: Le misure di contenimento sociale messe in atto sono un punto di partenza importante: ma non possono essere applicate per un periodo troppo lungo. Ecco cosa occorre per superare la crisi - nel medio periodo
TESTO: I rebus del Coronavirus richiedono la collaborazione degli scienziati, e l’apertura mentale per cercare le soluzioni più disparate all’emergenza. Gestire la crisi sanitaria è la priorità di tutti i governi del mondo. È tuttavia anche importante non lasciarsi schiacciare nella pura risposta all’emergenza e trovare la maniera di rispondere efficacemente anche nel medio periodo alla luce della eventualità di dover prolungare oltre le poche settimane le misure di distanziamento sociale prese da molti paesi. Sin dall’inizio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato che i test venissero effettuati a tappeto; al contrario, nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Italia e negli altri paesi Europei, i test sono stati fatti esclusivamente verso i casi sintomatici più gravi. Molti paesi stanno implementando misure di distanziamento sociale. Tale scelta è motivata da una ragione principale: la tutela della scarsa capacità delle terapie intensive nazionali rende necessario diminuire, il più possibile, l’ondata di degenze a causa dell’elevato tasso di contagio nella popolazione. Se adeguatamente applicate, misure come quelle di contenimento sociale rallentano il diffondersi della malattia, diminuendo la domanda per letti d’ospedale. Analisi numeriche basate su diversi modelli epidemiologici prevedono che solo ampie e rigorose misure di questo tipo possono arrestare sufficientemente il contagio in maniera tale che i sistemi sanitari possano affrontare l’emergenza. Le statistiche fornite sui ricoveri e i nuovi casi constatati in Italia negli ultimi due giorni suggeriscono che queste misure incominciano a portare risultati concreti. Ma questo è anche il momento di guardare avanti e comprendere come migliorare la situazione attuale. Un’analisi dettagliata delle informazioni disponibili al pubblico ha svelato ai governi le seguenti problematiche. Innanzitutto, le politiche sanitarie attualmente implementate sono basate su dati incompleti e imprecisi. Ad esempio, la maggior parte delle infezioni sembrano essere generate da individui asintomatici: questi individui, seppur meno contagiosi rispetto ai sintomatici, sono molti di più in numero e sembrano essere la principale fonte di contagio. Se le cifre stimate sono corrette, è probabile che, anche con misure di social distancing più severe, il picco della curva di contagio sia molto più in alto di quanto atteso, a causa del ritardo nell’attuazione delle manovre. In secondo luogo, le misure di contenimento sociale rallentano la diffusione del virus così drasticamente da rendere in grado i sistemi sanitari di gestire l’emergenza. L’inconveniente di questo approccio è che, una volta rimosse le restrizioni, altre ondate infettive potrebbero tornare ad assalire una società ancora troppo vulnerabile immunologicamente. Infine, non è ottimale attenersi a misure di questo tipo per lunghi periodi di tempo: senza andare nel dettaglio, il costo sociale ed economico di una prolungata chiusura della società sarebbe impossibile da sostenere. Tenendo in considerazione questi diversi aspetti, possiamo iniziare a veder con maggior chiarezza quali ulteriori misure possono essere prese. Questo è il momento in cui il governo deve focalizzarsi sulla valutazione di differenti misure sanitarie ed economiche da potere implementare una volta che l’Italia sia pronta a rilassare le attuali misure, così che la società possa tornare ad operare velocemente Attenuando la curva dei contagi si possono raccogliere dati sulla diffusione del virus nella popolazione, così che possano venir sviluppate adeguate strategie di monitoraggio quando le restrizioni verranno rimosse. Gestire queste ondate di infezione sotto una forma di «triage strategico» offre la preziosa opportunità di evitare ulteriori danni strutturali all’economia, in particolare nei confronti dei gruppi economicamente più fragili della popolazione, come gli affittuari, le famiglie con un mutuo e poca liquidità, i lavoratori a tempo determinato e le piccole e giovani imprese che dipendono dai flussi di cassa («cash flows») della domanda per la loro operatività. L’unico modo di sviluppare piani simili è raccogliere dati attendibili. Ciò richiede che i paesi testino campioni rappresentativi della popolazione indipendentemente dai loro sintomi, registrando condizioni sociali, economiche, demografiche e geografiche a livello familiare. Attraverso l’analisi di questi dati, potremmo utilizzare procedure statistiche standard per derivare le informazioni rilevanti al fine di potenziare le strategie socio-economiche e sanitarie di sorveglianza. È solo con la disponibilità di questa informazione che il governo può valutare ed implementare misure sanitarie che permettano il contenimento della diffusione del virus, e misure economiche come «cash grants» alle famiglie ed imprese economicamente più vulnerabili che permettano il contenimento della crisi economica. In tempo di guerra, i governi spendono fortemente e con decisione, mettendo mano a ogni cervello e risorsa a loro disposizione per prevenire il disastro. Per questa crisi è altrettanto necessaria la collaborazione di ricercatori nelle scienze naturali e sociali, e soprattutto la determinazione a provare soluzioni innovative ad un problema inedito. * Professori di Economia presso la London Business School
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TITOLO: Borse, Milano scivola a -1,8%, Londra perde il 3,6% e Francoforte il 1,37%
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OCCHIELLO: Il via libera del Senato Usa al maxi-piano da 2.000 miliardi di dollari ha dato una spinata ai mercati asiatici: Hong Kong dell’1%, Seul dell’1,35%
TESTO: A meta’ seduta tutti gli indici continentali accusano perdite tra il 4% e il 5%, toccando i minimi della mattinata dopo che il termometro di Wall Street (i future sui principali indici) si e’ orientato in deciso ribasso: -3% i contratti sul Dow Jones e sull’S&P500. La giornata, dopo tre rialzi consecutivi, era già iniziata al ribasso complice la delusione per il mancato accordo nel vertice del Consiglio europeo di ieri sull’adozione di strumenti finanziari condivisi per affrontare l’emergenza coronavirus. I dati sulla diffusione del contagio negli Usa e in Spagna hanno contribuito a peggiorare l’umore dei mercati. A meta’ seduta Londra - il cui premier Johnson ha annunciato di essere positivo al Covid-19 - perde quasi il 5%. Francoforte cede il 3,8%. Superiore al 4% la contrazione di Parigi e Madrid. Giù i prezzi del petrolio con il Brent maggio sotto i 26 dollari al barile e il Wti maggio a 22,4 dollari al barile. Rifiata l’euro che tiene comunque la soglia degli 1,10 dollari. Il dietrofront sul rischio e’ confermato anche dagli acquisti sul bund tedesco (tornato a -0,45% il rendimento del decennale) e sui titoli di Stato Usa (a 0,77% il rendimento a dieci anni).
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TITOLO: Coronavirus, le autorità bancarie non stanno ancora facendo tutto ciò che serve
DATA:
OCCHIELLO: Bisogna agire con decisione e urgenza per i garantire che le banche superino la fase critica il più possibile senza danni. Perché sono fondamentali per fornire ossigeno finanziario all’economia. Anche il grande bazooka della Bce non può agire pienamente se cessano di funzionare
TESTO: L’unica flessibilità risiede nei requisiti macroprudenziali, ma questi purtroppo sono stati aumentati troppo poco nella precedente fase ciclica. Allo stato attuale, la necessaria flessibilità di capitale può derivare solo dalla sospensione dei requisiti legali o vincolanti (pillar 1 e pillar 2 requirement) o da iniezioni di capitale da parte del settore pubblico. Questi ultimi sono vietati delle norme UE sugli aiuti di Stato. Il commissario Vestager ha proposto agli stati membri il 17 marzo una serie di misure di emergenza legate ai virus, ma non ha previsto questa possibilità. Sospensione delle normali disposizioni prudenziali, garanzie creditizie, intervento anche pubblico sul capitale, cose tutte necessarie nelle circostanze attuali, porterebbero la gestione delle banche per un periodo limitato ma non definito vicino a condizioni di guerra. Restrizioni sembrano inevitabili anche nella governance, in primo luogo nella distribuzione di bonus e dividendi. È probabile che si rendano necessarie anche altre restrizioni e disposizioni nella gestione; Mario Draghi, in un articolo apparso sul Financial Times pochi giorni fa, ha chiesto di mobilitare anche le banche nello sforzo collettivo nazionale ed europeo. Gli irriducibili del libero mercato e i tanti che negli ultimi anno perso simpatia nei confronti delle banche storceranno il naso, ma dovranno capire che è un male minore. Il ritorno alla normalità che tutti desideriamo richiede che le banche vengano salvate. Non lo saranno se non si interviene ora con modifiche regolamentari e aiuti pubblici.
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TITOLO: Voucher alle babysitter non prima del 15 maggio. E per i permessi della legge 104 serve l’algoritmo
DATA:
OCCHIELLO: Dopo il decreto fiume Cura Italia, le lunghe e complicate circolari dell’Inps
TESTO: Il nostro Gian Antonio Stella ha raccontato, da par suo, le 123.104 parole delle 295 pagine del decreto legge Cura Italia: un labirinto nel quale si perderebbero anche tecnici consumati, figuriamoci i lavoratori, le famiglie e le aziende cui è diretto. Purtroppo, però, il rompicapo non finisce qui. Basta leggere le prime due circolari attuative dell’Inps: la numero 44, che utilizza ben 7 pagine per cercare di spiegare come si fa a ottenere il voucher di 600 euro (mille per il personale sanitario) per la baby sitter, e la numero 45, che di pagine ne impiega ben 19 per dare le «istruzioni operative» sui congedi parentali e i permessi aggiuntivi per la legge 104. Come se non bastasse, entrambe le circolari, si chiudono con l’avvertenza che «con un successivo messaggio saranno pubblicate le istruzioni contabili relative ai pagamenti delle prestazioni illustrate nella presente circolare».
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TITOLO: Macingo, la piattaforma del trasporto ingombrante: «In questo periodo noi non ci fermiamo»
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OCCHIELLO: Una sorta di «Bla bla car dei trasporti» che connette in modo diretto e semplice i consumatori con i trasportatori. L’ad Furfaro «non trasportiamo il virus, manca la fiducia»
TESTO: L’ 85 % del totale della clientela di Magingo è composta da privati che devono organizzare il trasporto dopo aver acquistato un bene online o da persone che si devono spostare per motivi di lavoro e che devono organizzare il trasloco mentre per il 15% sono aziende, soprattutto pmi che hanno bisogno di carichi completi e rotte non ricorrenti. «Ci prediligono perché offriamo una soluzione smart che permette loro di avere subito un prezzo che possono acquistare direttamente online piuttosto che dover gestire un carico attraverso il telefono. — spiega l’ad —Siamo abituati sempre più ad acquistare in rete e ci si dovrebbe aspettare che anche il trasporto merci sia acquistabile sul web». Ma in questo periodo è proprio il 15% legato alle aziende che sta accusando di più il colpo, vista la cristi e le chiusure delle aziende, si spera temporanee che stanno attraversando. «A livello aziendale è la categoria pallet è quella che sta risentendo di più questo momento, insieme alla categoria dei traslochi anche se stiamo parlando sempre del 15% del mercato.
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TITOLO: Il dopo coronavirus? Dai negozi alle vacanze, le cose che (forse) non torneranno più come prima
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OCCHIELLO: La normalità per come la conoscevamo è momentaneamente scomparsa. Una cena fuori, un aperitivo con gli amici, persino i gesti più scontati – come andare a fare la spesa – non lo sono più, e anzi, hanno acquisito un nuovo significato (e nuove regole). Qualche riflessione su cosa potrà accadere una volta finita l’emergenza
TESTO: È indubbio che, infine, il settore che per primo è stato colpito, e che per ultimo si riprenderà, è il turismo. Mentre il manifatturiero può riprendersi grazie all’ecommerce inizialmente, le aziende che si occupano di far viaggiare le persone andranno incontro a costi più alti e potranno ripartire solamente quando l’emergenza sarà davvero finita. «Questa pandemia rischia di danneggiare in maniera quasi permanente tutta la filiera del turismo, e anche quella degli eventi – aggiunge il direttore del programma MBA della Sda Bocconi –. È difficile immaginare un ritorno al turismo di massa che si spingerà di nuovo così lontano, ma ci sarà invece una riscoperta dell’Italia e dei luoghi facilmente raggiungibili in macchina». Per Daveri poi, potrebbe cambiare anche il tipo di viaggio effettuato, non solo la meta. «Magari nasceranno aziende che offrono pacchetti sempre più completi, concedendo meno libertà alle persone al momento del viaggio». Il punto, però, rimane sempre quello dei costi: offrire un servizio individualizzato costa di più, e proporlo a milioni di persone sarà una sfida con cui bisognerà confrontarsi.
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TITOLO: Perché l’Europa si divide sugli aiuti? Italia e Germania, «gruppo dei 9» e Nord, Bce e Draghi: le posizioni
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OCCHIELLO: Da un alto ci sono i Paesi del Sud, che chiedono Eurobond e maggiore condivisione del rischio, dall’altro la Germania e i Paesi del Nord, che non vogliono cambiare le regole. La battaglia sul Mes, il ruolo della Bce e l’intervento di Draghi
TESTO: Gli esponenti più agguerriti dell’altro schieramento sono Olanda, Austria, Finlandia e naturalmente la Germania. Berlino e i suoi satelliti si oppongono a ogni ulteriore «strappo» da parte dell’Unione, dopo la sospensione del Patto di Stabilità e di Crescita, chiesto dalla Commissione Ue e accolto dall’Ecofin, per mettere da parte temporaneamente (per tutta la durata della crisi) il tetto del 3% al deficit pubblico e quello del 60% al debito pubblico, e la sospensione delle regole sulla concorrenza riguardo agli aiuti di Stato. Gli Stati Ue, grazie alla caduta di questi due tabù, potranno così indebitarsi senza incorrere in procedure di infrazione, ma anche andare in soccorso delle aziende strategiche indebolite dal blocco imposto dal coronavirus e rese più fragili dalal caduta die mercati finanziari.
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TITOLO: I 300 miliardi di garanzie della Francia alle imprese: niente limiti di taglia e fino al 25% del fatturato 2019
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OCCHIELLO: Il ministro dell’economia francese Bruno Le Maire ha avvertito le imprese che se distribuiscono dividendi non avranno la garanzia dello Stato: «È una questione di giustizia»
TESTO: Venerdì il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, ha spiegato che «se le imprese domandano l’aiuto dello Stato, ad esempio per pagare contributi o stipendi, non possono, non devono versare dei dividendi». Qualora li pagassero, saranno obbligate a restituire gli aiuti con una penalizzazione, ha aggiunto il ministro, per il quale «è una questione di giustizia». Ma soprattutto, se versano dividendi, lo Stato non fornirà loro garanzie per il credito e «senza la garanzia statale non sarà facile avere dei prestiti dalle banche». Per Le Maire «le imprese devono dare prova di senso civico e di responsabilità», ma anche gli istituti di credito: il ministro francese approva la decisione della Bce di chiedere alle banche di non pagare dividendi almeno fino ad ottobre «così non si fragilizzano le banche di un Paese rispetto a un altro — ha sottolineato Le Maire —. In un momento di crisi come questa, i soldi vanno messi dove è necessario».
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TITOLO: L’allarme di Conai: «Imballaggi, raccolta differenziata a rischio»
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OCCHIELLO: Il Consorzio nazionale imballaggi chiede al governo di aumentare la capacità di stoccaggio degli impianti e la capacità termica dei termovalorizzatori per evitare il blocco delle filiere di recupero e riciclo dei rifiuti
TESTO: In questo contesto, osserva Utilitalia, emerge con forza la debolezza dell’Italia, che non ha abbastanza impianti per il trattamento dei rifiuti cui si aggiunge la crisi del coronavirus e lo stop del trasporto dei rifiuti all’estero. I materiali più difficili da smaltire in questo momento sono gli scarti della plastica (quella non riciclabile), i fanghi di depurazione e le scorie degli inceneritori. Il Conai aggiunge anche l’acciaio. Utilitalia ha stimato che 3.500 tonnellate di rifiuti a settimana di solito conferite all’estero ora dovranno trovare una soluzione nazionale. E poiché gli impianti sono saturi, probabilmente la loro fine sarà in discarica.
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TITOLO: Fedez diventa consulente digitale per le banche: accordo da 2 milioni con Be
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OCCHIELLO: Il rapper Federico Lucia, in arte Fedez, si allea con la società di consulenza quotata a Piazza Affari, Be: «digital engagement» per assistere banche e assicurazioni su come intercettare i giovani. Nei giorni scorsi con la moglie Chiara Ferragni ha raccolto 4 milioni per la terapia intensiva del San Raffaele anti Coronavirus
TESTO: Il cantante insomma non si ferma affatto neanche in periodo di Coronavirus. Con la moglie Chiara ha organizzato una raccolta fondi per l’ospedale San Raffaele di San Raffaele: in pochi giorni Ferragnez hanno raccolto oltre 4 milioni di euro in pochi giorni, usati per costruire un nuovo reparto di terapia intensiva per malati di Covid-19. Ora la nuova svolta nel business bancario: «Federico è una persona molto sveglia, molto lucida e brava, sa come si parla ai giovani e come si scelgono i talenti», spiega Achermann al Corriere. «Crediamo che la capacità di generazione e di ingaggio digitale di nuovi contenuti e il modo di portare brand artistici accanto a brand di aziende è un’area in cui ci sarà molto da fare nei prossimi anni. Ma Doom non è solo Fedez, c’è un team di persone, oggi sono in dodici, che ci lavora». Che cosa faranno in concreto? «Per esempio, una banca che vuole lanciare una nuova app, un servizio di pagamento digitale o altre cose simili, ha bisogno di sapere come si parla a dei target giovani, quali messaggi servono. Ma non ci saranno solo banche; Fedez porta molti brand retail e di entertainment. Vogliamo aggredire i grandi brand ma anche continuare il management artistico che oggi Doom fa».
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TITOLO: Coronavirus, a rischio la fornitura di frutta e verdura in tutta Europa. Ecco perché
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OCCHIELLO: Cia-Agricoltori Italiani: «370 mila i lavoratori stagionali stranieri regolari che mancheranno all’appello in Italia: subito strumenti contrattuali flessibili per recuperare»
TESTO: Federalimentare però cerca di rassicurare: «L’industria alimentare italiana è in grado di assicurare il rifornimento degli scaffali dei supermercati», ha detto Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, «perché le aziende stanno continuando a produrre, nonostante qualcuna più piccola, talvolta aiutata anche da alcune più grandi, si trovi a fronteggiare assenze di personale. . Intanto, però, la pressione dell’offerta sta crescendo anche in Africa, uno dei produttori chiave di frutta e verdura fresche, insieme all’Europa. In Kenya, uno dei principali fornitori di fagiolini e piselli, la metà dei lavoratori del settore sono stati mandati a casa in congedo obbligatorio, rivela l’agenzia Reuters, a causa dell’incapacità del settore di spedire gli ordini, anche se la domanda da parte dei rivenditori europei è in aumento. «Le loro scorte si stanno esaurendo di giorno in giorno», ha detto all’agenzia di stampa Reuters Okisegere Ojepat, amministratore delegato del Fresh Produce Consortium of Kenya, che raggruppa oltre 200 coltivatori ed esportatori. Le spedizioni da un altro fornitore chiave, il Sudafrica, stanno diventando sempre più impegnative, con il paese che questa settimana inizierà un blocco di 21 giorni. «Eravamo in discreta forma fino all’inizio di questa settimana, ma ora le cose stanno diventando molto difficili», ha spiegato Hans Muylaert-Gelein, amministratore delegato di Fruits Unlimited, un’azienda sudafricana che esporta frutta e verdura nel Regno Unito. Sempre più voli arerei vengono bloccati (e quelli che effettuano ancora il servizio cominciano a costare di pià), dunque, anche se i prodotti ci sono, diventa sempre più complicato farli arrivare in Europa.
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TITOLO: Generali: consegnati i primi ventilatori polmonari agli ospedali in Lombardia
DATA:
OCCHIELLO: I dispositivi sanitari sono stati acquistati da Hope Onlus, grazie alla donazione di Generali attraverso il Fondo Straordinario Internazionale per l’Emergenza Covid-19
TESTO: I ventilatori sono arrivati dalla fabbrica Dixion di Düsseldorf in Germania a Milano attraverso un’operazione umanitaria gestita da Hope Onlus, organizzazione non profit specializzata in progetti sulla salute e sull’educazione, attiva in Italia e in Medio Oriente. La collaborazione fra profit, non profit e pubblico ha permesso di avere la priorità di consegna da industrie che non riescono a evadere gli ordini di ventilatori polmonari da tutti i Paesi del mondo. Il supporto scientifico della Fondazione Buzzi e il coordinamento diretto fra Hope Onlus e il Responsabile dell’Unità di Crisi, professor Antonio Pesenti, Primario della Terapia Intensiva del Policlinico di Milano, hanno reso possibile una filiera controllata al 100%, che dalla produzione arriva al servizio al paziente.
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TITOLO: Cassa integrazione, banche pronte a anticipo immediato degli aiuti per i lavoratori
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OCCHIELLO: Abi, banche pronte ad anticipo immediato Cig. Patuelli e Sabatini: «affinché anche le altre parti coinvolte diano massima e immediata disponibilità per poter anticipare la cassa integrazione a chi sarà riconosciuta dalle Autorità»
TESTO: «Così come il governo, anche l’Abi ha dato la disponibilità ad una convenzione con gli istituti bancari per favorire l’anticipazione del pagamento delle somme dovute ai lavoratori messi in cassa integrazione. — ha commentato in una nota il responsabile lavoro della segreteria nazionale Pd Marco Miccoli. — Come Pd avevamo auspicato, subito dopo l’annuncio del decreto Cura Italia, questa soluzione che può permettere ai lavoratori e alle loro famiglie di affrontare con minori difficoltà l’emergenza coronavirus. Lo ripetiamo: nessuno deve essere lasciato solo in questa fase. Garantire da subito liquidità a lavoratori ed imprese è essenziale. Il Partito Democratico è impegnato già da ora all’elaborazione di nuove proposte da inserire nel secondo decreto per migliorare l’intervento del governo».
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TITOLO: Coronabond: ecco cosa sono e perché Conte li chiede alla Ue
DATA:
OCCHIELLO: In Ue si discute se introdurre gli «European Recovery Bond» per combattere la crisi. Ma la Germania e i suoi alleati dicono no
TESTO: Il premier Conte ha detto chiaramente che i coronabond sono uno degli obiettivi dell’Italia «L’Italia è favorevole allo strumento dei Covid-Bond», aveva detto il premier (che preferisce chiamarli European Recovery Bond) al Senato, dopo aver messo sul tavolo altri 25 miliardi in vista del decreto Cura Italia di aprile. «Qui si tratta di reagire con strumenti finanziari innovativi e adeguati a una guerra». Ma, come si immaginava, i leader europei non hanno voluto inserire nemmeno un riferimento ai coronabond nella bozza di conclusione del Consiglio Ue sulla risposta economica all’emergenza Coronavirus. E così Conte non ha firmato e ha dato il suo ultimatum: «Dieci giorni per battere un colpo». Per Conte il nostro Paese ha «le carte in regola con la finanza pubblica», perché il 2019 si è chiuso con un rapporto deficit/Pil all’1,6 e non al 2.2, come programmato. Insomma, per Conte stavolta non siamo davanti alle difficoltà di un Paese (l’Italia) che non ha fatto bene il suo dovere. Questa volta bisogna uniti reagire a uno «shock imprevedibile e simmetrico di portata epocale», che non tocca solo il nostro Paese ma sta investendo l’Europa tutta. Il premier non ha usato eufemismi e con tono minaccioso ha detto: «I meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato ve li potete tenere, perché l’Italia non ne ha bisogno». Conte ha così chiesto ai leader europei di istituire una sorta di gruppo di lavoro formato dai “cinque presidenti” (di Consiglio Ue, Commissione Ue, Europarlamento, Bce, Eurogruppo) per la formulazione di una proposta di risposta comune. A sostenerlo, Pedro Sanchez, premier di un altro Paese del Sud, la Spagna. Ma appoggio è arrivato anche da Francia, Irlanda, Grecia, Portogallo e Lussemburgo. Nel corso della conference call con i leader europei, Conte ha cercato di sgomberare ogni dubbio: «Nessuno pensa a una mutualizzazione del debito pubblico. Ciascun Paese risponde per il proprio debito pubblico e continuerà a risponderne».
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TITOLO: Streaming Tv, più abbonati con la quarantena. Verso un miliardo di abbonamenti
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OCCHIELLO: Gli analisti hanno rivisto al rialzo del 5% le stime sul mercato globale dei servizi video, portando da 902 a 949 milioni la stima degli abbonamenti nel mondo a fine anno. La maggiore crescita, legata alla domanda che si è creata a seguito dell’isolamento, non è prevista come temporanea. Ma potrebbero esserci ripensamenti se l’epidemia compor
TESTO: La nuova stima è che a fine 2020 gli abbonamenti a Netflix e servizi analoghi raggiungeranno i 949 milioni di unità su scala globale, 47 milioni in più (+5%) rispetto a quanto previsto prima del coronavirus. Nel lungo periodo, gli analisti prevedono una crescita di 621 milioni di abbonamenti tra il 2019 e il 2025, quando le persone che pagano un servizio di video in streaming saranno 1,43 miliardi. In Cina se ne conteranno 438 milioni, e 342 milioni si registreranno in Usa, dove ad essere abbonate ad almeno un servizio saranno tre famiglie su quattro.
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TITOLO: Coronavirus, commercialisti: lockdown provocherà crollo Pil del 60-70%
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OCCHIELLO: Per ogni mese di lockdown la potenziale perdita del Pil è tra gli 85 e 100 miliardi. È la stima del Consiglio Nazionale dei Commercialisti
TESTO: Secondo i calcoli dei commercialisti, il «semaforo del Pil» (rosso, per le attività dei settori economici interamente chiusi; giallo, per le attività dei settori economici chiusi solo parzialmente; verde, per le attività dei settori economici giudicati essenziali e pertanto interamente consentiti) evidenzia come, dei 1.787 miliardi di euro di Pil 2019, 754 miliardi sono riconducibili ad attività di settori economici giudicati essenziali, 615 miliardi sono riconducibili ad attività di settori economici chiusi per Covid-19; 418 miliardi sono riconducibili ad attività di settori economici parzialmente chiusi per Covid-19. Sono numeri che, a parere della categoria, rendono tutt’altro che arbitrario ipotizzare, dal lato della produzione un crollo del Pil nell’ordine del 60-70% nel periodo di blocco, tenuto conto che anche molte delle attività economiche consentite sono comunque penalizzate in modo fortissimo, sul lato dei consumi e della domanda. Questi numeri equivalgono a una potenziale riduzione del Pil tra 85 e 100 miliardi per ogni mese di durata del «lockdown» nell’assetto attuale.
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TITOLO: Coronavirus, Berlusconi: il governo segua Draghi, serve uno shock fiscale
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OCCHIELLO: il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi: il governo segua la via indicata da Mario Draghi. In un’intervista a Milano Finanza dice che il pacchetto di misure da 25 miliardi è del tutto insufficiente oggi e per questo è necessario uno shock fiscale
TESTO: L’Europa, sostiene Berlusconi, è davvero a un bivio che potrebbe essere quello decisivo: «Le strategie sanitarie di contenimento della pandemia e le strategie economiche per limitare i danni, per essere efficaci devono essere concertate a livello europeo. L’Europa — quindi — può uscire da questa vicenda rafforzata, o distrutta. Se di fronte all’emergenza non si dimostrerà una comunità solidale con valori condivisi il nostro sogno europeo rischia di non avere un futuro. Bene il ricorso al quantitative leasing da parte della Bce ma, ripeto, bisogna riempire i mercati di liquidità per evitare alle aziende di fallire. Per questo chiediamo con forza di mettere subito a disposizione le risorse del Mes per sostenere le economie nazionali, senza vincoli e condizionalità e senza la supervisione di alcuna troika».
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TITOLO: Borse, Milano scivola a -3,8%. Asta dei BoT: sono stati collocati tutti i 7 miliardi di euro offerti
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OCCHIELLO: Il via libera del Senato Usa al maxi-piano da 2.000 miliardi di dollari ha dato una spinata ai mercati asiatici: Hong Kong dell’1%, Seul dell’1,35%
TESTO: Dopo tre giornate di rialzi e dopo un vertice Ue che non ha trovato un’intesa immediata sugli strumenti con cui rispondere alla pandemia di Coronavirus, a Piazza Affari la giornata è stata molto difficile per il comparto bancario: Unicredit ha ceduto il 5,33% a 7,87 euro; Mediobanca -6,15% a 5,1 euro, Bper -6,44% a 2,7 euro, Banco Bpm -4,88% a 1,25 euro e Intesa Sanpaolo il 3,95% a 1,56 euro. Sul mercato si guarda alle possibili ripercussioni della crisi Covid-19, che intaccherà non poco sulle banche costringendo alcune allo stop del dividendo. Profondo rosso anche per i titoli del risparmio gestito con -6,65% a 12,9 euro per Azimut e -6,45% a 8,268 euro per Finecobank. Tra gli industriali calo del 5,99% a 6,478 euro per Fca che ha chiuso sui minimi di seduta. Il Lingotto ha fatto sapere che la riapertura degli impianti negli Stati Uniti e in Canada, nonché le operazioni della sede centrale, verrà posticipata almeno fino al 14 aprile. Tra gli energetici tonfo del 5,67% per Eni a 8,217 euro che paga il nuovo passo indietro del petrolio. Peggior titolo di giornata è stato Buzzi con -8,72% a 15,86 euro. A pesare il downgrade di Equita Sim a `hold´ dopo la call della società che ha confermato le incertezze legate all’evoluzione del business nelle aree più colpite da Covid-19. Tra le poche note liete di giornata c’è Hera (+2,55% a 3,14 euro). Bene anche Terna, che termina gli scambi in rialzo del 2,9% a 5,7 euro. Secondo la società il risparmio dovuto al passaggio all’ora legale nel 2019 è stato di 1,6 miliardi di euro e 9,6 miliardi di KWh. i principali titoli continentali, EssilorLuxottica ha lasciato sul terreno il 6,48% a Parigi.
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TITOLO: I 300 miliardi di garanzie della Francia alle imprese: niente limiti di taglia e fino al 25% del fatturato 2019
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OCCHIELLO: Il ministro dell’economia francese Bruno Le Maire ha avvertito le imprese che se distribuiscono dividendi non avranno la garanzia dello Stato: «È una questione di giustizia»
TESTO: A differenza del Fondo di garanzia italiano che è pensato per le piccole e medie imprese, gli aiuti francesi sono a disposizione di tutte le aziende, indipendentemente dalla dimensione. Del resto la potenza di fuoco a disposizione è maggiore. Il Fondo italiano, gestito da Mediocredito centrale, movimenterà 25 miliardi freschi, cui si aggiungono i 30-33 già previsti per il 2020, per un totale di circa 50 miliardi. Diverso anche il tipo di copertura: in Francia arriva fino al 25% del fatturato del 2019 (di fatto equivale a uno stop di tre mesi dell’azienda). In Italia ogni impresa può ricevere fino a un massimo di 5 milioni (non in emergenza era 2,5 milioni) indipendentemente dal fatturato. Nel nostro Paese, però, le garanzie sono gratuite mentre in Francia il costo è dello 0,25% per il primo anno, che la banca non può maggiorare. Inoltre lo Stato francese garantisce il 90% del finanziamento, mentre la garanzia italiana arriva fino all’80-90%.
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TITOLO: Campora (Allianz): rilanciamo le infrastrutture, l’Italia ce la può fare da sola
DATA:
OCCHIELLO: Il capo in Italia del gruppo leader delle assicurazioni: «Serve un maxi-piano, gli investitori punteranno sulla ricostruzione»
TESTO: «L’Italia? Può farcela da sola se saprà attivare un gigantesco, enorme, piano di investimenti nelle infrastrutture per modernizzare il Paese e ridurre le distanze tra Nord e Sud. Sono convinto che gli investitori saranno disposti a credere alla nostra capacità di rimetterci in piedi». Giacomo Campora, milanese, classe 1966, laurea in Economia alla Cattolica, master all’estero, è plenipotenziario in Italia di Allianz SE, il leader mondiale delle assicurazioni. Di investimenti, gestione del rischio, dinamiche internazionali, protezioni sociali il ceo del gruppo con sede nella torre Allianz a City Life si occupa, come ovvio, ogni giorno. Anche se dal 21 febbraio a questa parte, al lavoro quotidiano si sono aggiunte le iniziative a sostegno della sua Milano e della Lombardia travolte dall’emergenza sanitaria ed economica. Dottor Campora, possiamo fare a meno dell’Europa? «Meglio di no, dobbiamo reagire tutti insieme e se qualcuno vorrà unirsi a noi in questa intrapresa, ben venga. L’Italia è un paese fondatore dell’Europa e una grande economia mondiale e bene ha fatto il nostro presidente del Consiglio Giuseppe Conte a tenere il punto su questa questione». Come muoverci adesso? «Mi auguro che il Presidente della Repubblica e il governo prendano il professor Mario Draghi come prezioso consigliere, è un faro non soltanto in Italia, per competenza e autorevolezza». Come finanziare il piano di investimenti in opere pubbliche? «Si investa a debito in un piano finanziato da bond infrastrutturali. Sarebbe così attivato il noto moltiplicatore keynesiano, i cui benefici saranno evidenti ai sottoscrittori di queste obbligazioni. Un grande piano per rimettere in moto l’economia e dare dignità a tante persone che temono oggi per il proprio lavoro. E poi fare investimenti importanti sull’ educazione – scuole, università –, la ricerca, la struttura sanitaria. Così daremo a tutti una speranza, perché siamo un paese straordinario. E non dovremmo disperdere ciò che avremo imparato». Ora la paura più grande dopo quella di ammalarsi, o di contagiare i propri cari, è quella di impoverirsi. «Ce lo ha spiegato con grande chiarezza lo stesso Draghi: non dobbiamo lesinare sul sostegno alle famiglie e alle imprese». Ma come fare? «Con denaro, con sussidi temporanei consistenti, proporzionati al costo della vita diverso nelle varie zone dell’Italia». Molti risparmi stanno andando in fumo…«Il risparmio italiano non è a rischio: lo sarebbe soltanto di fronte a una rottura della Ue e dell’euro. Dalle analisi della ceo di Allianz Bank Paola Pietrafesa, i fondi d’investimento hanno perso meno della metà dei mercati: le linee bilanciate il 10-11% da inizio anno, le linee obbligazionarie il 7%, mentre alcune azioni anche di società ben gestite hanno perso il 30%. Il recupero dei mercati è più veloce dell’economia reale. Per i risparmiatori non è il momento né di comprare né di vendere, meglio stare calmi e fermi». Teme la nazionalizzazione delle banche? «Sono certo verrà presa ogni precauzione: non si nazionalizzano società sane. Le banche vanno sostenute in ogni modo perché sono il sistema cardiocircolatorio della società e garantiscono capillarità di intervento sul territorio»E le assicurazioni? «Per usare la stessa immagine, noi siamo il sistema immunitario. Ci muoviamo di concerto, ma le banche vengono prima di tutto in questa fase». Allianz come ha gestito lo tsunami? «Fin qui bene. Noi uniamo la flessibilità e la capacità di adattamento italiane alla scuola tedesca che pianifica tutto. Certo, non ci aspettavamo una pandemia. Ma abbiamo un protocollo per le emergenze che prevede l’immediata attivazione dell’unità di crisi presieduta dal direttore operativo Agostino Ferrara. Un’organizzazione quasi militare che ha prodotto una velocità straordinaria di cambiamento e ha fatto sì che Allianz Italia sia sempre stata davanti alla curva, adattandosi rapidamente agli effetti della pandemia. Oggi possiamo dare consigli alle altre società del gruppo, come Allianz España, dove purtroppo la loro Bergamo è Madrid». Cosa si aspetta che verrà chiesto quando il battito della società civile riprenderà? «Di pagare tutti le tasse, non subito ma alla ripresa. Mi aspetto tolleranza zero sull’evasione». In che mondo ci ritroveremo? «Sarà dura all’inizio, ma la generazione dopo di noi spinge già per creare una società solidale, meno edonista. Daremo valore alla sicurezza. Si capirà chi merita». E chi merita? «Mi hanno colpito Ferragni e Fedez con il loro crowdfunding. I nostri giovani danno già prova di nuovi valori. Medici, infermieri, insegnanti, giornalisti saranno rivalutati. Le persone oggi ciniche si ricrederanno». Quali punti di contatto ci sono tra l’emergenza sanitaria e la crisi ambientale? «Il punto di contatto siamo noi, gli esseri umani. La crisi ambientale, lo sviluppo tecnologico e la pandemia sono tutti elementi che caratterizzano la nostra epoca, definita Antropocene: l’uomo modifica il Pianeta, ne ha il controllo totale, modifica la geografia e il clima, consapevolmente. Il nostro è un mondo in cui l’uomo plasma tutto e ogni tanto il mondo ci presenta il conto. Ma le stesse tecnologie ci permetteranno di gestire e superare tutto questo. Impareremo molto da questa crisi, a un prezzo, purtroppo, molto alto». Qual è una delle cose che le imprese hanno già capito? «Che non si può fare a meno delle parti sociali. Senza confrontarci con i rappresentanti dei lavoratori e degli agenti, oggi non potremmo affrontare questa situazione. In Allianz, il nostro direttore generale Maurizio Devescovi apre un tavolo di ascolto prima di ogni decisione importante». La pandemia cambierà la gestione del rischio? «Sarà un cambiamento profondo. Non siamo ancora arrivati a ragionarci a mente libera. Credo sia fondamentale, nel dibattito sul che cosa fare, che ciascuno faccia bene il proprio lavoro, con competenza, così da non fermare il sistema economico». Il senso di responsabilità sociale è chiave in questi momenti. ..«Chi riesce a guardare con fiducia al domani, a difendere i posti di lavoro e proteggere i clienti, come noi, riesce a fare anche attività in campo sociale, come per le forniture di ossigeno alla terapia intensiva della Fiera a Milano con il gruppo Sapio e quelle a sostegno dei progetti del Sindaco Sala per le famiglie bisognose. E’ un dovere».
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TITOLO: L’appello degli agenti della moda: 8 proposte per non dover chiudere
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OCCHIELLO: Mentre il governo si prepara a prolungare la chiusura di 15 giorni, dopo il 3 aprile, la categoria di showroom, agenti e distributori di moda chiede misure di sostegno per superare questo momento. Tremila firme sotto l’appello
TESTO: Il governo si appresta a prolungare di 15 giorni la chiusura e per il settore della moda e del design la situazione diventa ogni giorno più difficile. Saltate le sfilate maschili di giugno (spostata a settembre con la moda donna), annullato il salone del mobile. Spiragli arrivano dalla Cina, dove con cautela i clienti tornano nei negozi. Un elemento che aiuterà le grandi imprese internazionalizzate, mentre la preoccupazione è altissima per tutti coloro che operano solo o quasi sul mercato italiano. Le questioni in campo sono diverse e riguardano le produzioni, con le fabbriche ferme (sono ripartite quelle in Cina) e i negozi chiusi, mentre già hanno ricevuto parte della collezione primavera-estate, che è ferma a magazzino invenduta, e ci sono da pagare, tra l’altro, gli affitti dei locali. Si sono mosse tutte le istituzioni del settore, da Confindustria moda a Camera della moda, dalla Camera dei Buyer ad Altagamma, e le Showroom con Confcommercio tramite Assomoda.
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TITOLO: EssilorLuxottica, piano emergenza per il Covid-19. Stop al buy-back di azioni
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OCCHIELLO: A marzo ricavi in cavo. Il gruppo ritira le prospettive per il 2020. E prepara misure di controllo dei costi e della cassa, sospendendo gli investimenti non cruciali e ridimensionando la capacità globale. «Non c’è visibilità sul futuro». Il titolo crolla in Borsa
TESTO: Venti giorni di emergenza Covid-19 hanno già cambiato tutto: per le persone, obbligate a restare a casa, ma anche per le aziende, grandi e piccole, costrette a rivedere piani di investimento e strategie. Prendiamo un campione dell’industria come EssilorLuxottica, numero uno mondiale dell’occhialeria. Il 6 marzo, il gruppo ha pubblicato le prospettive per l’anno in corso, ma 3 settimane dopo quelle previsioni non sono più valide, perciò vengono ritirate. Il gruppo ha inoltre interrotto il programma di acquisto (buy-back) di azioni proprie annunciato il 17 marzo, con cui aveva già comprato 1,55 milioni di azioni proprie a un prezzo medio 102,54 euro. Per adesso si naviga a vista.
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TITOLO: L’Sos degli armatori: a rischio il traffico di passeggeri e merci
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OCCHIELLO: Messina: «Con il blocco del traffico passeggeri fino al 3 aprile in questo momento non si vendono più biglietti, ma nessuno prenota più nemmeno per il periodo estivo»
TESTO: «Sia il trasporto merci che il trasporto passeggeri sono stati colpiti in modo durissimo e il tempo per intervenire prima che l’intero sistema si blocchi con conseguenze incalcolabile sull’intera economia nazionale è davvero brevissimo», spiega Messina. Particolarmente difficile la situazione delle aziende che gestiscono i traghetti. «Con il blocco del traffico passeggeri fino al 3 aprile in questo momento non si vendono più biglietti, ma nessuno prenota più nemmeno per il periodo estivo», afferma Messina. In pratica è così venuto a mancare quel flusso di liquidità che permetteva alle compagnie di fare cassa. Con i ricavi primaverili e estivi le aziende hanno sempre messo a posto i conti in un settore che, strutturalmente, da ottobre a marzo ha un margine operativo negativo. «Mancando questi soldi tra breve saremo costretti a fermare le navi. Non è mai successo ma potrebbe accadere ora», dice Messina.
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TITOLO: Cereda (Ibm Italia): «Alleanza tra uomo e tecnologia per superare l’emergenza»
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OCCHIELLO: Il numero uno del gruppo tech Usa: supercomputer e aziende italiani in rete per studiare il virus. L’iniziativa con la piattaforma WebEx di Cisco gratis per le scuole
TESTO: Sul fronte interno, invece, aumentano ogni giorno le scuole che aderiscono all’iniziativa di Ibm e Cisco, che hanno messo gratuitamente a disposizione degli istituti la piattaforma Cisco Webex e il supporto di 350 esperti di Ibm, volontari che lavorano da remoto, per le lezioni a distanza. «È attiva in tutte le regioni, le ultime stime ci dicono che sono coinvolti circa cento istituti, un bacino di 70-centomila studenti», spiega il ceo. Si può aderire dal sito Ibm, dal sito lascuola?continua e da quello del governo solidarietà?digitale. Lo stesso modello verrà replicato in altri Paesi. «Oggi noi abbiamo tre priorità: garantire la salute dei dipendenti, la maggior parte in smartworking dall’inizio dell’emergenza (tre le sedi di Ibm in Italia: Milano, Roma, Torino, per un totale di 4mila persona circa) e che abbiamo dotato di un’assicurazione specifica, garantire assistenza ai clienti — conclude Cereda — e ultimo, ma di certo non meno importante, come azienda a supporto del sistema Paese, creare innovazioni per le imprese, la società, il bene comune». Per uscire, il prima possibile e già allenati per lo scatto, dall’emergenza.
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TITOLO: Covid-19 lasciate passare gli anziani: è questione di civiltà e di etica sociale
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OCCHIELLO: Code infinite davanti ai supermercati italiani. Ogni giorno. Ma nessuno nel governo ha ancora pensato a orari riservati per gli anziani, come avviene a Londra e in molti altri Paesi. E come ha proposto il governatore della Lombardia Fontana
TESTO: Anche Carrefour a Parigi aveva annunciato già dieci giorni fa che avrebbe agevolato gli anziani; nell’Overst della Francia Intermarché ha scelto ieri la stessa linea. E sempre ieri il primo ministro ungherese Victor Orban ha annunciato un coprifuoco per far fronte al contagio da Covid-19, precisando che agli anziani over 65 verrà consentito di fare la spesa e andare in farmacia tra le 9 e mezzogiorno: orari riservati soltanto a loro. «Anche la Repubblica Ceca — scrive Guido Filippi — ha riservato ai più anziani la fascia oraria dalle 7 alle 9 del mattino». Ora tocca all’Italia: ne ha parlato 5 giorni fa anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Magari da lunedì si potrebbe cominciare. Speriamo.
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TITOLO: Von der Leyen boccia i Coronabond: «Capisco la Germania, dietro c’è la questione più grande delle garanzie»
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OCCHIELLO: La presidente della Commissione Ue von der Leyen sui coronabond: ««Il termie è uno slogan. Ci sono limiti legali molto chiari, non c’è il progetto. Non stiamo lavorando a questo»
TESTO: Il settimanale tedesco «Der Spiegel», che ha ripreso l’intervista alla Dpa, ha riferito che la Commissione Ue vuole sostenere uno schema di assicurazione per la disoccupazione negli Stati membri in crisi (progetto anticipato dal commissario all’Economia Paolo Gentiloni al termine dell’Eurogruppo di martedì scorso). L’agenzia di stampa tedesca sottolinea che è in corso uno scontro a livello europeo sulla necessità e opportunità o meno di emettere coronabond. Ricorda che l’Italia e altri Stati membri stanno spingendo in questa direzione, mentre la Germania e altri Paesi si oppongono. «Von der Leyen non si è impegnata in prima persona nel dibattito — scrive la Dpa — e ha rimandato all’Eurogruppo, che dovrà presentare le proposte entro due settimane. Ma ha mostrato comprensione per la posizione della Germania».
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TITOLO: Tra debiti e stop ai cantieri, la burocrazia blocca 115 miliardi
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OCCHIELLO: La Cgia di Mestre: «In tempi come questi sarebbe opportuno che la P.A. pagasse i propri fornitori»
TESTO: Ci sono anche ospedali, oggi cuore strategico del Paese per la lotta al coronavirus, tra le opere pubbliche congelate negli anni dalla Pubblica Amministrazione. In un approfondimento pubblicato oggi, la Cgia, riportando dati del monitoraggio realizzato dall’Ance attraverso il sito sbloccacantieri. it, riferisce che sarebbero quasi 750 le opere pubbliche ferme nel nostro Paese che non consentono di investire 62 miliardi di euro e che, tra queste, oltre a scuole e strade, ci sono anche ospedali. In totale, la Cgia avverte che si tratta complessivamente di «una trentina di grandi opere infrastrutturali strategiche, la quasi totalità già finanziate, che non decollano a causa degli intoppi burocratici relativi alle procedure amministrativo-progettuali richieste, alle guerre giudiziarie in atto tra le imprese o a seguito del tira e molla in corso tra la politica centrale e quella locale». L’auspicio, affermano dalla Cgia, «è che il modello Genova sia esteso a tutte le principali grandi opere già finanziate ma non ancora avviate, attraverso la tanto agognata nomina dei commissari».
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TITOLO: Coronavirus, la previsione: fino a 150 mila ammalati ai primi di maggio
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OCCHIELLO: L’analisi dei consulenti di The European House-Ambrosetti: perdita del Pil dal 3,5% all’11,5%. Un’impresa su dieci rischia il default. Il presidente Valerio De Molli: fiducioso sulla ricerca
TESTO: Lo studio sviluppa poi un modello per tracciare due scenari di stima dell’andamento dei casi nelle prossime settimane, tenendo conto anche dell’esperienza cinese. Nel primo, si dovrebbero raggiungere e superare i 120 mila contagiati (non asintomatici) attorno alla fine di marzo per poi arrivare a una stabilizzazione attorno ai 150 mila a inizio maggio. Nel secondo scenario, più positivo, la stabilizzazione avverrebbe verso la metà di aprile a circa 95 mila contagi. Dal momento della stabilizzazione in poi, bisognerà fare ancora molta attenzione. «L’allentamento delle misure restrittive e la ripresa, sin da subito, di comportamenti non corretti potrebbe portare nei mesi successivi (maggio, giugno e luglio) a una seconda ondata di contagi», segnala lo studio.
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TITOLO: L’appello di Balocco: festeggiamo la Pasqua, accordo con i supermercati per la distribuzione delle colombe
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OCCHIELLO: Alberto, a capo dell’azienda dolciaria di Fossano(Cuneo): abbiamo però bisogno di organizzare la distribuzione di questi prodotti e di trovare gli spazi nei supermercati. Anche dagli allevatori ovocaprini è allarme: incentivare il consumo di agnelli Igp
TESTO: “Noi siamo pronti a far fronte anche alle esigenze delle festività pasquali anche perché proprio quest’anno probabilmente la maggior parte degli italiani sarà costretta a passare le festività a casa. Pensiamo che sia importante anche il conforto per i ‘piccoli’ delle uova di Pasqua e per i più grandi della colomba. Abbiamo però bisogno di organizzare la distribuzione di questi prodotti e di trovare un accordo anche con la Gdo per la loro vendita che normalmente avviene per il 70% nell’ultima settimana prima di Pasqua” ci tiene a puntualizzare l’imprenditore. A difesa delle aziende dolciarie è scesa in campo anche il Ministro per le Politiche agricole Teresa Bellanova con l’hastag: #iononrinuncioalletradizioni ribadendo l’importanza delle festività per gli italiani e della possibilità di poter acquistare dolci e uova pasquali. Lo stesso Balocco insieme agli altri produttori dell’Unione italiana Food, l’associazione di categoria di Confindustria, si sta ‘battendo’ per riuscire a non bloccare il consumo di questi prodotti.
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TITOLO: Raffello Napoleone: su Pitti di giugno decideremo la prossima settimana
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OCCHIELLO: Finora «siamo rimasti fermi sulla nostra decisione di confermare le date originarie come segno di determinazione e volontà di mantenere punti di riferimento sicuri per il mercato», scrive l’amministratore delegato. Ma nel frattempo le principali fashion week internazionali di moda maschile cancellano le sfilate di giugno e soprattutto quella d
TESTO: Pitti deciderà in tempi brevi, nel consiglio di amministrazione della prossima settimana, se l’edizione di giugno si terrà o meno. Solo pochi giorni fa il presidente Claudio Marenzi affermava che la manifestazione si sarebbe tenuta, ma ieri è arrivata la decisione della Camera della Moda di spostare le sfilate uomo (che si dovrebbero tenere dal 19 al 23 giugno, subito dopo Pitti) a settembre, quando ci sarà la moda donna. Ecco perché oggi, 28 marzo, è arrivata una nota di Pitti. «Nelle ultime settimane — dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – siamo rimasti fermi sulla nostra decisione di confermare le date originarie dei saloni di moda Pitti a giugno, come segno di determinazione e volontà di mantenere punti di riferimento sicuri per il mercato. Al tempo stesso siamo rimasti in costante contatto con i nostri espositori per assicurare loro che Pitti Immagine avrebbe seguito giorno per giorno l’evolversi dell’emergenza sanitaria, con i relativi provvedimenti di restrizione degli spostamenti e delle attività produttive e commerciali disposti dal Governo italiano e, via via, anche da molti altri paesi nel mondo. Adesso — prosegue — a questi elementi si sono aggiunti gli annunci provenienti dalle principali fashion week internazionali di moda maschile che di fatto cancellano le sfilate di giugno e prefigurano soluzioni alternative in termini di modalità e tempi, con l’indicazione più esplicita di settembre da parte della Camera Nazionale della Moda Italiana: al di là delle specificità dei saloni fieristici rispetto alle fashion week, è un elemento di indubbia rilevanza. D’accordo con il presidente Marenzi e con la presidenza del Centro di Firenze per la Moda Italiana, ci siamo dati tempi molto brevi per riflettere sulla nuova situazione, raccogliere tutte le informazioni necessarie e prendere le opportune decisioni. Alla fine della prossima settimana è in programma il CdA di Pitti Immagine, e lì porteremo l’insieme delle nostre valutazioni».
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TITOLO: Coronavirus, cassa integrazione automatica per chi ha chiuso. Estesi i 600 euro per lavoratori autonomi
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OCCHIELLO: Professionisti e autonomi delle casse private possono chiedere il bonus dal primo aprile
TESTO: Commercialisti, consulenti del lavoro, architetti, giornalisti, ingegneri, avvocati e gli altri professionisti e autonomi potranno chiedere i 600 euro alla propria casa a partire dal primo aprile. Il bonus spetta a chi nell’anno di imposta 2018 ha percepito un reddito complessivo non superiore a 35 mila euro. Se ha avuto un reddito compreso tra 35 mila e 50 mila euro, deve aver cessato, sospeso o ridotto l’attività autonoma o libero-professionale «di almeno il 33% nel primo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019». Al fine di comprovare la riduzione, «il reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio dell’attività». «Si tratta di un primo intervento», dice Catalfo. «Siamo al lavoro sul decreto aprile, dove l’obiettivo è un indennizzo superiore». Le domande per il bonus dovranno essere presentate dal primo aprile presso l’ente di previdenza cui il lavoratore è iscritto. I pagamenti verranno disposti secondo l’ordine cronologico delle richieste. Per professionisti e autonomi iscritti alle casse private il decreto attinge a 200 dei 300 milioni del fondo per il Reddito di ultima istanza previsto dal dl Cura Italia. Restano quindi 100 milioni, ma il fondo dovrebbe essere rifinanziato col decreto annunciato per aprile. E l’intenzione è di mettere in campo sostegni anche per gli altri lavoratori ancora esclusi, come gli oltre 800 mila domestici.
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TITOLO: «Economia zero», perché servono scelte più rapide
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OCCHIELLO: Ecco perché i provvedimenti varati dal governo, in particolare il decreto che prevede la cassa integrazione per le società anche con un solo dipendente e i 600 euro per le partite Iva, vanno nella direzione giusta. Ma hanno un difetto, il tempo
TESTO: Questa situazione di economia sospesa, nella quale la grande parte delle attività è congelata, salvo i settori essenziali alla vita quotidiana, dall’alimentazione alle reti di comunicazione, sta mettendo a dura prova la vita delle persone. Il blocco delle attività ha causato per molte famiglie una situazione assolutamente imprevedibile: la condizione di aver visto azzerati i propri redditi. Una situazione più complicata di una situazione di guerra, dal momento che il blocco delle attività appare destinato a prolungarsi. Una situazione che potremmo definire di “economia zero”. Che sta mettendo a dura prova anche l’attività di governo, chiamato a gestire un quadro di emergenza molto delicato. Pensiamo solo ai negozi, al turismo, ma solo come esempi, dai camerieri a chi aveva puntato sull’aperture di un bed&breakfast, che ora si ritrova a pagare un mutuo con le camere vuote, oppure le guide, o le piccole società di servizi che hanno visto azzerare le loro commesse. Un confine sottile, quello tra l’emergenza economica e il rischio che si trasformi in una una vera e propria bomba sociale. Un tessuto solidale è ancora funzionante, ma quanto potrà resistere senza reddito? Ecco perché i provvedimenti varati dal governo, in particolare il decreto che prevede la cassa integrazione per le società anche con un solo dipendente e i 600 euro per le partite Iva, vanno nella direzione giusta. Ma hanno un difetto, il tempo. Tra decreto, circolari, moduli, pin: l’erogazione di questi sussidi rischia di essere troppo lenta. C’è poi quella terra di mezzo del lavoro precario, se non l’economia sommersa vera e propria che sta vivendo una crisi invisibile, dal momento che per definizione non risulta dai dati. Ecco, per alcune famiglie la scorta del reddito necessario per le spese alimentari è già finita. Ed è per questo che segnali come quello della Regione Basilicata, che ha appena stanziato 2,5 milioni di euro per aiutare i nuclei più fragili sono molto importanti. Arrivare direttamente nelle tasche delle persone. E farlo presto. Un’indicazione che anche l’ex presidente della Bce, Mario Draghi, ha dato: i soldi, dagli Stati, dalle banche (alle quali lo Stato dovrà prestare maggiori garanzie) dovranno arrivare direttamente alle persone. Altrimenti le strade che oggi sono vuote per proteggersi dal virus potrebbero cominciare a riempirsi per protestare. Proprio quando l’unico elemento che consentirà di superare questa crisi è la coesione.
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TITOLO: Effetto coronavirus sul grano: il prezzo vola (+6%) e in Russia sorpassa anche il petrolio
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OCCHIELLO: Le stime di Coldiretti. La soia è salita di circa il 2% e il mais ha incrementato il valore dello 0,7% durante l’ultima settimana
TESTO: Una tendenza all’accaparramento che è confermata anche in Italia dove nell’ultimo mese di emergenza sanitaria sono praticamente raddoppiati gli acquisti di farina (+99,5%) ma sono saliti del 47,3% quelli di riso bianco e del 41,9% quelle di pasta di semola, secondo una analisi della Coldiretti su dati IRI nelle ultime 5 settimane al 22 marzo 2020. «Gli effetti della pandemia - continua la Coldiretti -si trasferiscono dunque dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi come l’oro fino alle produzioni agricole la cui disponibilità è diventata strategica con le difficoltà nei trasporti e la chiusura delle frontiere ma anche per la corsa dei cittadini in tutto il mondo ad accaparrare beni alimentari di base dagli scaffali di discount e supermercati». Una preoccupazione che - precisa la Coldiretti - ha spinto la Russia a trattenere per uso interno parte della produzione di grano dopo essere diventata il maggior esportatore di grano del mondo mentre il Kazakistan, uno dei maggiori venditori di grano, ha addirittura vietato le esportazioni del prodotto.
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TITOLO: Alessandro Chiesi: sul vaccino l’Europa non c’è, ora più ricerca L’Economia lunedì gratis in edicola
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OCCHIELLO: Guida le attività nel Vecchio Continente del gruppo farmaceutico di famiglia e suggerisce cosa fare per la ripresa e per tutelare uno dei settori strategici del Paese. L’azienda di Parma ha chiuso il 2019 con 2 miliardi di fatturato
TESTO: È in prima linea il gruppo farmaceutico Chiesi, arrivato alla soglia di 2 miliardi di fatturato e 380 milioni di investimenti in ricerca e sviluppo. Numeri che permettono alla multinazionale di Parma di intervenire su tutti i fronti dell’emergenza di queste settimane. Chiesi China ha sostenuto la creazione di una piattaforma per favorire l’incontro “virtuale” tra medici cinesi, ed europei. Hanno partecipato circa 70mila medici dalla Cina e da tutta Europa. Si è trasferita conoscenza sulla situazione epidemica, sulla prevenzione e le strategie di gestione della pandemia. Contiamo di ripetere ed estendere questa esperienza”, racconta Alessandro Chiesi, 53 anni, figlio del presidente Alberto, alla guida delle attività in Europa che, Italia inclusa, valgono 1,4 miliardi di fatturato. E’ convinto che un piano condiviso a livello di Bruxelles sarebbe stato più efficace per contenere i contagi e ora anche per rilanciare l’economia. Ed è anche l’animatore di «Parma, io ci sto! », movimento nato per rilanciare il territorio favorendo il lavoro di squadra tra pubblico e privato. L’intervista completa su L’Economia in edicola lunedì gratis con il Corriere.
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TITOLO: Alitalia e le altre, torna lo StatoMa quali sono le aziende strategiche? L’Economia gratis con il Corriere
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OCCHIELLO: Cresce la tentazione di estendere il golden power per difendere le imprese italiane
TESTO: Di certo oggi l’Italia ha bisogno di soldi e deve capire dove reperirli. Rivediamo gli sconti fiscali inutili o dannosi, propone sul settimanale Ferruccio de Bortoli con Enrico Giovannini, portavoce dell’Asvis (Associazione per lo sviluppo sostenibile). In ballo ci sono 19 miliardi, erogati in sussidi che fanno male all’ambiente: per esempio, perché sostengono petrolio e carbone. «Assisteremo a un gigantesco cambio di paradigma nell’economia mondiale, a una rivoluzione delle catene produttive — scrivono De Bortoli e Giovannini —. Saremo più poveri. Cambieremo stili di vita. Una finestra di opportunità si apre sulla sostenibilità sociale e ambientale». E ancora: «Prendiamo i sussidi dannosi per l’ambiente, 19,7 miliardi l’anno di cui 17,7 ai carburanti fossili. L’Italia si è impegnata, in sede di G7 e G20, a rimuoverli entro il 2025. Usiamo la crisi per accelerare il processo».
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TITOLO: Reddito di emergenza e assicurazione sociale per le imprese: le due proposte per uscire dalla crisi
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OCCHIELLO: Le ipotesi di Cinelli (Bocconi) e Costagliola (Equita): un programma di emergenza per uscire dalla dicotomia tra lavoro e salute. Che amplierebbe i bonus spesa e l’assegno da 600 euro per gli autonomi per non lasciare nessuno solo in questo momento
TESTO: Per gli individui che rientrano nel programma l’ipotesi dei due estensori è quello «di un Reddito di Emergenza necessario per le spese alimentari. Per la durata della misura straordinaria sarebbero annullati i corrispettivi dei contratti di locazione di immobili dovuti a imprese e persone fisiche che aderiscono al programma di emergenza, congelate le obbligazioni verso lo PA (tasse e imposte, contributi) e le banche e altre istituzioni finanziare (mutui, finanziamenti) e regolati i contratti di locazione di immobili verso persone fisiche e verso imprese che non aderiscono allo schema beneficiando di un prestito di pari importo a tasso zero da restituire in un orizzonte temporale di medio termine. Il Reddito Universale di Emergenza sostituirebbe ogni altra forma di protezione sociale».
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TITOLO: Bisio: le reti? Uno scudo. Pensare già ora alla strategia di uscita dalla crisi
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OCCHIELLO: L’amministratore delegato di Vodafone Italia:tutti i 6 mila dipendenti lavorano in smart working. Decisivo gestire l’emergenza pensando alle prospettive
TESTO: Provare a dare delle prospettive, nonostante tutto…«Una prima leva è quella della progressività e segmentazione, i tassi più violenti dell’epidemia hanno purtroppo riguardato alcune zone del Paese, come la Lombardia, e le fasce di età più avanzate della popolazione. Bisognerà pensare a come rimettere progressivamente in moto le zone che hanno superato i picchi di infezione. C’è poi la leva tecnologica. Stiamo collaborando con diverse Regioni e con la Protezione Civile per fornire dati in forma anonima e aggregata sui movimenti delle persone. Questi flussi, rigorosamente anonimi, consentono di valutare ad esempio l’efficacia delle misure di contenimento per prendere decisioni nell’interesse pubblico. In una fase di ripartenza, servirebbe un livello di granularità dei dati superiore per mostrare informazioni sulla densità e sulla distribuzione geografica dei focolai di infezione. Ma un utilizzo dei dati così granulare avrebbe delle implicazioni a livello di privacy. Già oggi ci sono le capacità di gestire l’anonimità del dato e la sua segregazione. La leva tecnologica e quella comportamentale devono però andare di pari passo. Prenda il Giappone: ci stupivamo in passato di vedere i viaggiatori con la mascherina, ora ci rendiamo conto che era un gesto di grande rispetto verso gli altri. Serviranno nuovi protocolli comportamentali». Se ho capito bene, guai a pensare: restiamo chiusi finché serve e poi apriamo di colpo tutto…«Esatto. Il contenimento del rischio è il risultato di un pensiero che deve cominciare adesso. Noi abbiamo lavorato con virologi a modelli predittivi della diffusione della malaria nell’Africa subsahariana. Adesso stiamo lavorando per adattare questi modelli statistici al virus. Credo che i policy makers, aggregando aziende come la nostra e altre portatrici di tecnologie, possano cominciare ad immaginare un programma di uscita a garanzia della sopravvivenza e benessere. Aziende, scienziati, università: bisogna lavorare già a questo». A proposito di rete, lo sviluppo del 5G potrà essere un’occasione per gestire questa complicatissima transizione verso il ritorno alla normalità…«Pensi agli ospedali. Hanno dato prova di grande capacità di resilienza. Ma il problema sarà la loro capacità di guadagnare flessibilità. Il digitale e il 5G potranno essere di aiuto. Le diagnosi in remoto che, viste ora, potrebbero ridurre i rischi di contagio, prima erano viste con qualche riserva. Ora ci sarà una grandissima spinta in quella direzione. Serviranno molti investimenti, non solo in infrastrutture, in software e, architetture digitali. Dalla sanità alla filiera logistica, ai servizi, alla produzione. Il virus è arrivato prima di quanto il sistema 5G fosse pronto. Però è un buon motivo per accelerare. Combinando tecnologia e protocolli comportamentali ci sentiremo più sicuri. Ma bisogna cominciare a pensarci ora».
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TITOLO: Al via task force per garantire e supportare la liquidità alle imprese
DATA:
OCCHIELLO: L’obiettivo del governo, Bankitalia, istituti di credito e Mcc è evitare che le misure per la liquidità a supporto delle aziende si inceppino o subiscano rallentamenti burocratici
TESTO: Al via una task force per garantire che la liquidità e le misure in supporto delle imprese arrivino rapid amente a destinazione. L’obiettivo è agevolare il processo attraverso il quale aziende e piccole imprese possono beneficiare di moratorie e garanzie stante il fermo delle attività a causa dell’emergenza sanitaria. Per questo è stata costituita un gruppo di esperti tra il ministero dell’Economia, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana (Abi) e il Mediocredito Centrale (Mcc) che lavoreranno insieme con l’intento di velocizzare l’accesso alle misure predisposte con il decreto Cura Italia. La task force sarà operativa già da lunedì 30 marzo per mettere le banche e i soggetti interessati a conoscenza delle nuove procedure, proseguendo il lavoro di coordinamento e scambio di informazioni. La priorità e quella ricordata più volte dal premier Conte «snellire e ridurre i tempi della burocrazia», individuando dove necessario le soluzioni più appropriate rispetto a problemi e lungaggini che rallentino gli effetti del decreto.
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TITOLO: Covid 19, mutui sospesi anche senza Isee (e per gli autonomi)
DATA:
OCCHIELLO: In vigore la sospensione del mutuo prima casa per chi ha difficoltà economiche: importo massimo di 250mila euro e stop fino a 18 mesi
TESTO: Hanno diritto alla sospensione anche i lavoratori autonomi e i professionisti che abbiano registrato nel trimestre successivo al 21 febbraio, un calo del proprio fatturato medio giornaliero superiore al 33% del fatturato medio giornaliero dell’ultimo trimestre 2019, come conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività. Lo stop potrà essere richiesto anche per chi ha subito una sospensione dal lavoro per almeno 30 giorni lavorativi consecutivi o una riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni lavorativi consecutivi, corrispondente a una riduzione almeno pari al 20% dell’orario complessivo.
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TITOLO: Engineering, crescita di oltre il 10% con banche e pubblica amministrazione
DATA:
OCCHIELLO: Il ceo Pandozy: l’onda della digitalizzazione diventerà sempre più pervasiva. La piattaforma oggi gestisce 200 mila desk da remoto e ha quasi 11mila dipendenti in smartworking
TESTO: Potremmo definirla un’abilitatrice tecnologica delle aziende. Una piattaforma anche per portare le imprese nell’era definitiva del telelavoro che questa emergenza porta come primo effetto indiretto. Ma l’osservatorio di Engineering è interessante anche per questo stress test sui dati, con le reti di telecomunicazione sotto pressione che convertono i data center nei punti nevralgici di archivio e scambio di informazioni abilitate dalle connessioni Internet. Spiega l’amministratore delegato Paolo Pandozy che «l’onda della digitalizzazione diventerà sempre più pervasiva, spostando i target di spesa delle aziende-clienti verso l’internet delle Cose, l’ecommerce e la cybersecurity». Il rischio di intrusioni informatiche ora è altissimo. Perché i punti di accesso, seppur abilitati con Vpn aziendali, diventano infiniti come le postazioni dei dipendenti. Engineering — che ha archiviato il 2019 con dati molto positivi con un valore della produzione di 1,27 miliardi in crescita dell’8% e un ebitda di 160 milioni — sta gestendo 200 mila desk da remoto per conto dei suoi clienti e ha quasi 11mila dipendenti in smartworking. Anche grazie ai suoi 4 data center.
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TITOLO: Unicredit rinvia il pagamento dei dividendi almeno fino a ottobre
DATA:
OCCHIELLO: Dopo le raccomandazioni della Bce anche Unicredit decide di “bloccare” le cedole e l’acquisto di azioni proprie. Mustier: «Offriamo finanziamenti dedicati senza interessi alle nostre Fondazioni»
TESTO: «In questa situazione senza precedenti è più importante che mai supportare le Fondazioni bancarie nostre azioniste aiutandole a garantire la continuità del loro straordinario impegno a favore delle comunità e dei territori in cui operano. —ha dichiarato Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di UniCredit—. Per questo motivo abbiamo deciso di offrire finanziamenti dedicati senza interessi alle nostre Fondazioni che sono all’origine del nostro Gruppo» fino a un valore pari all’ammontare dei dividendi. Dopo il primo ottobre 2020, o in seguito a nuove raccomandazioni di Francoforte, il Consiglio si riserva il diritto di convocare una nuova assemblea degli azionisti per ripresentare le tre proposte ritirate.
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TITOLO: Casalino: «Fughe di notizie? Nessuna è partita dal mio ufficio»
DATA:
OCCHIELLO: Il portavoce del presidente Giuseppe Conte e capo della comunicazione di Palazzo Chigi: «Il mio ufficio non ha ricevuto in anteprima le bozze del Dpcm, tutte le comunicazioni pubbliche di Conte sono state diffuse sempre in streaming»
TESTO: Dove sarebbe la novità? «Usare un messaggio basic, il più semplice possibile, in modo che possa arrivare a tutti gli italiani, di tutte le età e di ogni estrazione sociale e culturale. La politica è seguita solo da un fetta limitata di italiani, quindi è fondamentale che il messaggio venga veicolato da tutte le trasmissioni televisive, anche quelle che non fanno informazione, in ogni orario e in tutti i canali, pubblici e privati, oltre che su giornali, radio e web. Mi sono personalmente adoperato per veicolare in maniera capillare il decalogo base su igiene delle mani e distanze di sicurezza. L’hashtag #iorestoacasa, nato spontaneamente sul web, è stato da noi “istituzionalizzato”, spinto e diffuso a tutti i livelli coinvolgendo influencer e tutti i media».
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TITOLO: Coronabond, von der Leyen: «Non li faremo, capisco la Germania». Poi la chiamata con Conte
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OCCHIELLO: La presidente della Commissione Ue von der Leyen sui coronabond: «Il Consiglio ci ha incaricato di lavorare a un piano per la ricostruzione». In serata la precisazione: «In questa congiuntura nessuna opzione è esclusa»
TESTO: In serata la Commissione Ue ha precisato il senso delle parole di von der Leyen: «Il Consiglio europeo ha incaricato l’Eurogruppo di presentare proposte entro le prossime settimane. La Commissione parteciperà a tali discussioni e sarà pronta a fornire assistenza, se sostenuta dall’Eurogruppo. Ciò è necessario poiché lo spazio fiscale per i nuovi strumenti è limitato, poiché siamo nell’ultimo anno del Mff (il bilancio pluriennale dell’Ue, ndr). Parallelamente, la Commissione sta lavorando a proposte per la fase di recupero nell’ambito dei trattati esistenti». Ma soprattutto viene sottolineato che «in questo momento critico la presidente non esclude alcuna opzione nei limiti dei Trattati». Una precisazione che è stata accolta positivamente dal ministero dell’Economia. Conte e von der Leyen si sono poi anche chiariti nel corso di una telefonata. Insomma, tutte le ipotesi sono ancora sul tavolo e la presidente non avrebbe preso le parti dei Paesi del Nord, capeggiati dalla Germania, che si oppongono a una soluzione solidale dell’emergenza coronavirus attraverso l’uso senza condizionalità del Meccanismo europeo di stabilità (il fondo salva Stati Mes) oppure attraverso l’emissione di coronabond.
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TITOLO: Engineering, la spinta al telelavoro (con i data center): il boom dell’ecommerce nell’alimentare
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OCCHIELLO: Parla l’amministratore delegato Paolo Pandozy: «L’onda della digitalizzazione diventerà sempre più pervasiva, spostando i target di spesa delle aziende-clienti verso l’internet delle Cose, l’ecommerce e la cybersecurity»
TESTO: Il rischio di intrusioni informatiche ora è altissimo. Perché i punti di accesso, seppur abilitati con Vpn aziendali, diventano infiniti come le postazioni dei dipendenti. Engineering - che ha archiviato il 2019 con dati molto positivi con un valore della produzione di 1,27 miliardi in crescita dell’8% e un ebitda di 160 milioni - sta gestendo 200 mila desk da remoto per conto dei suoi clienti e ha quasi 11mila dipendenti in smartworking. Anche grazie ai suoi 4 data center. Sulla cybersecurity Pandozy spiega che «proprio lo scorso anno abbiamo finalizzato l’importante acquisizione di Cybertech in questo ambito, con centinaia di esperti. In queste settimane abbiamo aggiornato affinché avessero firewall e sistemi di sicurezza evoluti per lavorare in maniera collaborativa in sicurezza in questo nuovo contesto».
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TITOLO: Coronavirus, adesso l’Amaro Ramazzotti produce disinfettante per le mani
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OCCHIELLO: La distilleria di Canelli, in provincia di Asti, parte del gruppo Pernod Ricard, produrrà disinfettante per le mani al posto del famoso amaro a sostegno della comunità locale del paese, della Croce Rossa e della Protezione civile
TESTO: La produzione di disinfettante è stata avviata quando ancora la situazione non era così emergenziale, con le prime bottigliette distribuite al personale della distilleria e degli uffici di Milano. L’azienda non è stata riconvertita completamente, per rispettare il timing e le scadenze di consegna soprattutto con il mercato estero, ma ha dedicato alcune linee alla produzione e all’imbottigliamento del disinfettante. Ogni bottiglietta viene riempita manualmente, e così continuerà nei prossimi giorni: non è solo uno sforzo economico, ma anche fisico da parte dell’azienda. Nella miscela di disinfettante viene inserita anche una parte di distillato di scorza d’arancia, lo stesso usato nell’amaro, per renderlo più caratteristico e per dare una nota più dolce (per quanto possibile) alla situazione.
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TITOLO: La Molisana: richiesta di pasta triplicata, 250 euro ai dipendenti per i loro sforzi
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OCCHIELLO: Nella prima settimana di quarantena il consumo di pasta e di semola rimacinata è aumentato del 127,5%. Rossella Ferro, responsabile marketing: enormi gli sforzi per soddisfare la richiesta
TESTO: Non si sono mai fermati gli operai de’ La Molisana, pastificio di Campobasso fondato nel 1912 in Molise e rilevato nel 2011 dalla famiglia Ferro, che lavorano sette giorni su sette e h24 perché il consumo della loro pasta e della semola rimacinata nella prima settimana di quarantena dal 23 febbraio al 1°marzo è aumentato del 127,5% (dall’inizio di gennaio al 22 di questo mese del 29,8%) e non è facile soddisfare le richieste. Motivo per cui l’azienda premierà i suoi dipendenti con 250 euro in buoni spesa nella busta paga di marzo. “Abbiamo dovuto triplicare i volumi della nostra produzione, in questo momento facciamo fatica a evadere gli ordini anche perché abbiamo ridotto le scorte in magazzino e così abbiamo intensificato gli sforzi per non fare interrompere la supply chain. Per noi rappresenta infatti un’enorme responsabilità perché siamo i quarti produttori di pasta in Italia dopo Barilla, Divella, De Cecco con il 6,8% di quota a volume del mercato” racconta Rossella Ferro, responsabile marketing de’ La Molisana e sorella dell’amministratore delegato Giuseppe Ferro. Una crescita dei consumi dovuta innanzitutto al fatto che in periodi di emergenza c’è la tendenza a fare le scorte, alle maggiori difficoltà economiche delle famiglie che scegliendo la pasta risparmiano e anche all’effetto ‘consolatorio’ del carboidrato come dei dolci. “L’aumento di richiesta del canale retail è stato anche una conseguenza del quasi azzeramento del canale ‘ho’re’ca’” aggiunge la Ferro.
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TITOLO: Sassoli: «Germania decisiva, deve fare chiarezza. Il Mes va bene ma senza condizioni»
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OCCHIELLO: Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli: i coronabond? Ci sono molti strumenti. Ogni mese di blocco delle attività produttive costa 160 miliardi all’Italia
TESTO: Ma fa bene l’Italia a puntare tutte le sue carte sui cosiddetti Coronabond? «Partiamo da una stima della crisi per capire quali possano essere gli strumenti più adatti. La recessione innescata dalla pandemia potrebbe comportare una contrazione del Pil dell’Eurozona tra il 3% e il 10%, con conseguenze catastrofiche. Declinato sull’Italia, il cui Pil è circa 1800 miliardi di euro l’anno, ogni mese di blocco delle attività produttive del Paese costa circa 160 miliardi. Con gli altri 26 Paesi arriviamo a numeri enormi. Come rispondiamo a questo? Si tratta adesso di mettere a fuoco l’ultimo atto del primo pacchetto che è stato predisposto: la Bce, la Commissione e il Parlamento hanno detto con chiarezza che occorre una risposta comune e che i governi devono spendere tutti i soldi necessari per salvare la vita delle persone e l‘economia. Per farlo è necessaria una garanzia sul debito prodotto spendendo le risorse necessarie. Vuoi utilizzare il Mes? Bene, allora devi modificarlo perché è stato pensato per crisi asimmetriche in cui un Paese in difficoltà chiedeva aiuto, mentre oggi siamo di fronte a una crisi simmetrica che ci colpisce tutti. Non ci possono essere condizionalità, il Mes potrebbe fungere da garanzia per i mercati finanziari, demandandone l’operatività tecnica a una istituzione come la Banca Europea per gli Investimenti. E’ una scelta, complessa ma non impossibile. L’altra possibilità sono gli eurobond o in qualunque modo vogliamo chiamarli: potrebbero utili perché danno la possibilità di raccogliere fondi sui mercati finanziari mutualizzando il rischio. Altra ipotesi, usare il bilancio pluriennale dell’Unione, per far leva sui fondi e fornirli agli Stati membri, ovviamente potenziandolo».
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TITOLO: General Motors e le altre lezioni da imparare nelle grandi crisi
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: Per troppo tempo un malinteso giovanilismo ha fatto sì che anche persone di grandissima esperienza venissero accantonate. La storia recente mostra come siano cambiati molti governi, molti premier e ministri si siano avvicendati. Tutti da buttare o da considerare merce avariata perché presenti in maggioranze di diverso colore? Questo è il momento nel quale deve prevalere il merito e non la logica di appartenenza che purtroppo ha sin qui guidato la politica. Sperando che la stessa politica sappia uscire dalle logiche elettoralistiche che per troppo tempo sono risuonate nel nostro Paese.
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TITOLO: Veronesi: «Siamo pronti a rimboccarci le maniche. Il governo dia poche regole e spinga i consumi»
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OCCHIELLO: «So che la situazione è difficile, ma le istituzioni sono prima intervenute in ritardo e poi hanno sbagliato a imporre chiusure senza considerare le specificità del Paese. Si guardi agli Usa, hanno messo denaro in tasca ai cittadini. Noi comunque faremo la nostra parte, anche nel caso di operazioni straordinarie»
TESTO: «Bisogna bloccare tasse e contributi perché è quello che si riflette immediatamente nelle casse delle aziende. Per ora sono stati fatti solo timidi interventi, per aziende molto piccole che sicuramente sono quelle che hanno più bisogno, ma non sono quelle che tirano l’economia. Per esempio, non si sa ancora se sarà prevista o no la cassa integrazione per il commercio, che è il settore più colpito. Noi abbiamo già comperato tutte le collezioni primavera-estate: le abbiamo in casa ma non le stiamo vendendo, quindi abbiamo il costo ma non abbiamo l’incasso. Un grande tema fortemente sottovalutato, inoltre, è la semplicità e la velocità per poter accedere ai vari interventi. Si guardi cosa hanno fatto in America, dove hanno deciso di mettere soldi in tasca direttamente alle persone. Con i nostri sistemi, vedi la complicazione della cassa in deroga, devi spendere tempo ed energie immani solo per fare la domanda».
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TITOLO: Commercialisti, arrivano gli aiuti della cassa di previdenza
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OCCHIELLO: Il presidente Anedda: «Sospesi i versamenti , siamo pronti a interventi assistenziali»
TESTO: Per quanto riguarda l’eventuale infezione da Coronavirus, la copertura della polizza base che la Cassa Dottori Commercialisti offre a tutti gli iscritti è stata integrata con la previsione di garanzie indennitarie anche per quarantene domiciliari e ricoveri da Covid-19 applicabile anche ai nuclei familiari ai quali gli iscritti abbiano esteso la polizza. Gli iscritti della Cassa possono inoltre usufruire di un numero verde per una consulenza medica e psicologica gratuita. «La Cassa comunque — conclude Anedda — intende adottare interventi assistenziali specifici per gli iscritti e per le loro famiglie che si trovino in difficoltà per effetto dell’emergenza sanitaria ma non potendo effettuare operazioni in deficit come può fare lo Stato e contando su fondi limitati, dobbiamo attendere che i Ministeri chiariscano il meccanismo di funzionamento del “reddito di ultima istanza” stabilito dal DL Cura Italia per definire la nostra linea di intervento. Relativamente a questi interventi assistenziali è anche necessario che Il Governo specifichi che gli stessi non concorrano alla formazione del reddito imponibile, in aderenza a quanto disposto per gli iscritti alla gestione separata».
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TITOLO: All’Eurogruppo scontro su un trilione di euro. Coronabond? Le soluzioni possibili e il ruolo della Bei
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OCCHIELLO: Via libera ai primi 37 miliardi Ue. Il ricorso ai bond Mes e Bei. Centeno: valutiamo anche «soluzioni innovative»
TESTO: Tutto questo si aggiungerebbe alla maxi liquidità già varata con il cosiddetto «bazooka» della Banca centrale europea (Bce), che ha più volte sollecitato i governi a intervenire con impegni ingenti per evitare un arretramento del Pil della zona euro stimato tra il 2% e il 10%. Una ulteriore accelerazione dovrebbe arrivare nella definizione del bilancio Ue 2021-2027. Ci sarebbe così più tempo per cercare di concordare i coronabond, limitandoli alle conseguenze del Covid-19 per accontentare i Paesi «frugali». I governi di Germania, Olanda e di altri Stati nordici frenano principalmente perché temono di perdere consensi nei loro elettorati nazionali in caso di ampie concessioni finanziarie ai Paesi del Sud. Ma stanno anche considerando che la zona euro, risultata fondamentale per il loro sviluppo economico, potrebbe diventare a rischio qualora l’Italia, la Spagna e perfino la Francia dovessero sprofondare in difficoltà finanziarie per l’emergenza coronavirus.
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TITOLO: Cairo: «Il governo faccia molto di più Servono misure per 300 miliardi»
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OCCHIELLO: L’editore a Radio Rai: per ripartire piano in 3 punti: liquidità, posticipo delle tasse e piano di investimenti. «Draghi? No a cambi di governo nella crisi, ma ci può aiutare»
TESTO: «Lo Stato deve posticipare le imposte», è una delle richieste dell’editore per il quale «posticipare di 4 giorni il pagamento dei contributi non è sufficiente: finché non riparte l’economia non si può pagare». Soprattutto, ha affermato, «serve un grande piano di opere pubbliche. Se la Francia ha fatto un piano da 300 miliardi, noi dovremmo stanziare una cifra analoga o poco meno». «Non possiamo tenere ferma l’Italia indefinitamente», ha aggiunto l’imprenditore che tra i primi aveva chiesto un periodo breve e efficace di lockdown. «Ora dobbiamo pensare a una ripartenza modulata. Per esempio gli over 65 potrebbero rimanere a casa più a lungo, non tenere insieme bambini e anziani per un periodo». Occorre dare liquidità alle aziende, e in particolare alle piccole e medie imprese, «per esempio prestiti garantiti dallo Stato, perché senza liquidità le aziende non possono pagare i dipendenti e fornitori».
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TITOLO: Il bazooka serve alle imprese Almeno 500 miliardi (e presto)
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OCCHIELLO: Marco Mazzucchelli spiega perché serve l’intervento diretto dello Stato e delle sue articolazioni. Le banche? Serviranno nel «Dopoguerra». Per artigiani e partite Iva fondi diretti
TESTO: «Complessivamente vedo un pacchetto di 500 miliardi. Solo una parte però sarebbe nuovo debito, non più di 150 miliardi. E questi possono essere raccolti direttamente sul mercato sapendo che la Banca Centrale Europea è pronta a sottoscrivere. Uno spread nell’ordine dei 200 punti base è elevato ma non proibitivo. Non vedo altre strade: gli Eurobond infatti sono lontani, non esiste ancora un esplicito vincolo di solidarietà. E dopo averlo ignorato per anni, non mi preoccuperei proprio ora del rapporto debito/pil, anche se dovesse incrementarsi di venti punti percentuali. Come sempre avviene durante le guerre: la Gran Bretagna arrivò al 240% nel 1945. È molto piu’ importante che il denominatore del rapporto venga protetto».
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TITOLO: Bar, ascensori, metro, concerti e cinema: come cambierà la nostra vita dopo il coronavirus
DATA:
OCCHIELLO: Posti assegnati, controlli della temperatura corporea ed eventuale tracciamento degli spostamenti nei giorni precedenti, ma anche autocertificazioni: quali potrebbero essere le conseguenze sulle attività quotidiane dopo la fine della pandemia
TESTO: Che dire della vita sociale? Secondo uno studio del Mit il coronavirus non porterà a un cambiamento temporaneo dello stile di vita di ciascuno di noi, ma darà vita a un nuovo modo di vivere e relazionarsi. Sulla base dei numeri di un’analisi dell’Imperial College di Londra, infatti, i ricercatori hanno ipotizzato che qualora dovessimo ritornare alla vita precedente alla pandemia, le possibilità che si riproponga una nuova crisi legata al coronavirus sono alte, considerando le tempistiche: tra lockdown e ripresa si dovrebbe arrivare al prossimo inverno, quando i rischi di un ritorno del Covid-19 sono elevati. Probabilmente avremo bisogno di sviluppare quella che il team del Mit chiama «shut-in-economy» ossia l’economia al chiuso. Le palestre, per esempio, potrebbero iniziare a vendere pacchetti online per l’allenamento, oppure attrezzature da tenere in casa e il lavoro continuerà a prediligere forme in remoto. Che dire poi di bar e ristoranti, locali che vivono di socialità e di un gran numero di persone? Potrà essere limitato il numero di clienti che vi accedono, magari mantenendo una distanza maggiore tra i tavoli o sul bancone, e le file per entrare dovranno essere ordinate, e ben distanziate, proprio come accade ora per entrare al supermercato o in farmacia.
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TITOLO: Borse, Milano in calo: banche pesanti. Spread in rialzo su Gentiloni
DATA:
OCCHIELLO: Lo spread sul bund tedesco è a 192 punti. Piazza Affari recupera: -0,5 per cento. Pesanti le banche, rinviata la distribuzione dei dividendi. Tokyo ha perso l’1,57%
TESTO: In particolare Milano, mercato più esposto al settore bancario, è stata frenata dalla raccomandazione della Banca centrale europea di non distribuire il dividendo almeno fino al prossimo ottobre. Le banche italiane si stanno allineando alle indicazioni della Bce, rinviando a dopo l’estate la eventuale distribuzione del dividendo maturato nell’esercizio 2019. Di stamattina la comunicazione di Banca Generali, controllata dalla compagnia, che aveva proposto una distribuzione di dividendo da sottoporre all’assemblea degli azionisti del 23 aprile pari a 1,55 euro per azione (da pagarsi a partire dal 20 maggio 2020) e un dividendo di 0,30 euro per azione (da pagarsi a partire dal giorno 20 gennaio 2021) per un ammontare complessivo di 216,2 milioni di euro. Tutto rinviato, per ora anche in casa Unicredit, sia il dividendo che l’annunciato piano di buy-back. Rinvia anche Banca Mediolanum, almeno fino al 1° ottobre 2020.
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TITOLO: «Cassa integrazione, ecco perché non arriverà prima della fine di maggio»
DATA:
OCCHIELLO: De Fusco (consulente del lavoro): procedure ordinarie, vincoli delle Regioni e valanga di domande allungano i tempi; serve una drastica semplificazione
TESTO: Perché? «Perché ad oggi le domande ancora non possono essere trasmesse e poi queste aziende hanno sedi anche in 10-15 regioni. Per loro la norma prevede che la domanda di cassa in deroga debba essere inviata in maniera centralizzata al ministero del Lavoro, che però ha ben 30 giorni di tempo per emettere il decreto di pagamento da inviare all’Inps. E poi c’è la procedura di autorizzazione del pagamento da parte dell’Inps. E qui parliamo di centinaia di migliaia di lavoratori che potrebbero essere interessati».
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TITOLO: Breton: «Dobbiamo proteggere le imprese Ue dai predatori. Anche con le nazionalizzazioni»
DATA:
OCCHIELLO: Il commissario europeo al Mercato interno e all’Industria Thierry Breton: «Servono piani nazionali per capire i bisogni dei singoli Stati membri per preservare il sistema industriale». L’ipotesi personale di un fondo europeo dedicato che potrebbe emettere obbligazioni a molto lungo termine
TESTO: È importante trovare uno strumento di debito comune? Potrebbe essere utile una soluzione come il Fondo per la Difesa che lei ha proposto nel 2016? «È importante avere una visone globale di quello che si deve finanziare per salvare e trasformare l’industria europea. E la solidarietà è fare in modo che possa essere finanziato. Può avvenire attraverso nuovo debito sperando che gli spread si mantengono bassi. Ma si potrebbe immaginare in più un altro strumento, per esempio un fondo europeo dedicato che potrebbe emettere obbligazioni a molto lungo termine (20-30 anni). Bisognerebbe assegnargli delle risorse. Questo fondo avrebbe una governance specifica che gli permetterebbe di evitare l’azzardo morale. Dobbiamo avere immaginazione. Questo per permettere di preservare il mercato unico».
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TITOLO: Coronavirus, le banche dicono addio ai dividendi dopo la richiesta della Bce
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OCCHIELLO: Unicredit, Banca Mediolanum, Banca Generali hanno già deliberato di rinviare la distribuzione delle cedole. Martedì board di Intesa Sanpaolo. I bancari crollano in Borsa. Il capo della Vigilanza Unica, Andrea Enria: sono 30 miliardi di patrimonio che possono finanziare 450 miliardi di prestiti
TESTO: La prima banca a comunicare la decisione di non staccare il dividendo è stata Unicredit, domenica in tarda serata, al termine di un consiglio di amministrazione straordinario. L’istituto, informa una nota, «ha deliberato di ritirare — senza modificare l’ordine del giorno dell’assemblea degli azionisti convocata per il 9 aprile 2020 — le proposte di deliberare la distribuzione di un dividendo per l’esercizio 2019 di 0,63 euro per azione» e «l’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie fino a 467 milioni di euro». Il buyback era una delle forme prescelte dal ceo Jean Pierre Mustier per remunerare gli azionisti. Era stato proprio Mustier, nella veste di presidente della Federazione Bancaria europea (Ebf) a sollecitare nei giorni scorsi una linea comune degli istituti, per evitare che chi rinunciasse ai dividendi venisse tacciato come «debole» dal punto di vista patrimoniale. Unicrediti ha specificato che «avrà un effetto positivo di 37 punti base sul Cet1 ratio» e che «grazie al successo di Transform 2019, ha una solida posizione finanziaria sia in termini di capitale che di liquidità. Ha un modello di business resiliente e diversificato, un fatto che, ancora una volta, è stato riconosciuto dalle agenzie di rating internazionali che hanno recentemente rivisto i rating bancari alla luce della pandemia di Covid-19. Sia Fitch che Moody’s hanno confermato il rating emittente e l’outlook di UniCredit». Unicredit ha comunque voluto sostenere le Fondazioni bancarie da cui l’istituto è nato concedendo loro finanziamenti senza interessi fino all’ammontare del dividendo saltato: «In questa situazione senza precedenti è più importante che mai supportare le Fondazioni bancarie nostre azioniste aiutandole a garantire la continuità del loro straordinario impegno a favore delle comunità e dei territori in cui operano», ha commentato Mustier.
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TITOLO: Coronavirus in Italia, quando si azzereranno i contagi? Le previsioni regione per regione
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OCCHIELLO: L’elaborazione dell’Istituto Einaudi di Roma, che sarà aggiornata quotidianamente: al momento la data dei «contagi zero» si colloca tra il 5 e il 16 maggio
TESTO: In ogni caso, alcune regioni sembrano decisamente più avanti di altre nel contenere l’epidemia e raggiungere l’obiettivo del giorno-zero, quello in cui nessun nuovo contagio verrà constatato dai test. In Trentino-Alto Adige quella soglia dovrebbe essere raggiunta il 6 aprile, in Basilicata il giorno seguente, in Valle d’Aosta il giorno dopo ancora, mentre in Puglia ci si dovrebbe arrivare il 9 aprile. Per le regioni più colpite d’Italia potrebbe volerci un po’ più di più tempo. In base alle estrapolazioni il Veneto arriva al giorno-zero il 14 aprile, la Lombardia il 22 aprile e l’Emilia-Romagna il 28 aprile. Per il Lazio la direzione di marcia indica un obiettivo al 16 aprile, pochi giorni prima di Calabria e Campania. Ultima la Toscana, la regione dove la curva si sta piegando più lentamente, con una soglia prevista appunto al 5 maggio. Ad ora il modello non prevede le date per tre Regioni - Marche, Molise e Sardegna — perché la base dati è per il momento ritenuta non abbastanza ampie. Va tenuto presente però che i dati sulle singole regioni sono soggetti a forti revisioni di giorno in giorno, perché un numero relativamente ridotto di nuovi casi può far variare di molto le estrapolazioni. Per questo va seguita soprattutto la tendenza nazionale, fondata su una base di dati più vasta, ed essa oggi indica l’orizzonte di maggio anche se si tiene conto di possibili valori fuori dalla norma che potrebbero arrivare nelle prossime settimane. Franco Peracchi, l’autore dello studio, introduce nel suo paper alcune avvertenze sulla qualità dei dati. «Va notato che il numero dei casi in questo momento non è pari al numero degli abitanti del Paese attualmente infettati, ma solo a quello di coloro che sono risultati positivi al test. La quantità di persone attualmente infettate è probabilmente maggiore di un intero ordine di grandezza», scrive. «Inoltre, la proporzione fra i casi positivi e il numero di persone infettate in ogni momento dato non va considerata costante, perché i criteri e l’intensità dei test variano nel tempo e fra regioni». Le estrapolazioni sono comunque preziose perché la popolazione, le imprese e lo stesso governo di possano formare delle aspettative sulla traiettoria delle prossime settimane. Luigi Guiso, docente di Household Finance dell’Eief e fra gli economisti italiani più influenti nel mondo, osserva che le estrapolazioni vanno prese come «un’indicazione di tendenza, un’idea di dove stiamo planando con le misure di contenimento». Guiso ritiene anche che le previsioni, soggette a continui aggiornamenti, dovrebbero diventare sempre più affidabili man mano che la Protezione civile aggiorna i dati. «Verso la fine di questa settimana dovremmo avere dati più precisi e più stabili», dice. Dato che le diverse regioni del Paese sembrano dirette verso il giorno-zero in tempi anche molto diverse, con uno scarto di quattro settimane fra la prima e l’ultima, Guiso ha una proposta: utilizzare i primi territori a zero contagi per tentare sperimentazioni sulle modalità più sicure di avviare riaperture graduali delle imprese e della vita civile. «Naturalmente i blocchi alla circolazione fra i diversi territori del Paese dovrebbero restare in vigore – premette -. Ma potremmo iniziare tra qualche settimana, nelle regioni più avanzate, a misurare le modalità più sicure per ripartire».
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TITOLO: La ricostruzione economica dell’Europa, interesse primario per la Germania
DATA:
OCCHIELLO: La Germania, soprattutto i suoi ambienti industriali, non può non essere consapevole dell’importanza essenziale che ha la condizione economica dell’Europa anche per il futuro dell’industria tedesca
TESTO: Se negli anni della globalizzazione l’industria tedesca ha avuto il mondo come mercato, domani essa dovrà innanzitutto pensare di produrre in primo luogo per il mercato europeo: un mercato di 500 milioni di abitanti fino ad oggi con livelli di reddito medio alti. Ma domani avrà questa chance dopo una crisi economica devastante a cui ciascun paese abbia dovuto rispondere da solo con risorse limitate? La ricostruzione economica dell’Europa è un interesse primario per l’economia tedesca. Non c’è solo un interesse politico, c’è un vero e proprio interesse economico che richiede lungimiranza. Quando si parla di un piano Marshall per l’Europa, è bene sapere che esso potrebbe non venire dagli Stati Uniti. Deve trattarsi in primo luogo di uno sforzo collettivo dell’Europa verso sé stessa e per sé stessa.
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TITOLO: Dividendi, anche per le assicurazioni arriva «stretta» dalla Vigilanza
DATA:
OCCHIELLO: L’Ivass ha scritto alle compagnie: massima prudenza nella distribuzione dei dividendi e nella parte variabile delle remunerazioni
TESTO: L’Ivass ha inviato la raccomandazione, chiedendo anche che ne venga data comunicazione a consiglio e assemblea degli azionisti, facendo seguito e allineandosi a quanto già «suggerito» dalla Eiopa, l’authority europea su assicurazioni e fondi pensione. Il 17 marzo quest’ultima ha sottolineato in una nota l’importanza del fatto che le imprese assicuratrici mettano in atto le necessarie misure per garantire la continuità del business e, con le posizioni di capitale, adeguati indici di solvency sui quali, se necessario, può intervenire il supervisore. L’autorità precisa comunque che nei recenti stress test il settore si è dimostrato ben capitalizzato e capace di affrontare choc anche severi. Fra le misure da adottare Eiopa invita in modo particolare le compagnie a seguire politiche prudenti nel dividendo e nella parte variabile delle remunerazioni.
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TITOLO: Coronabond e Mes, Gentiloni: «Uso senza condizioni? Sarà difficile»
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OCCHIELLO: Questa crisi rischia di far tramontare il progetto europeo, ha detto l’ex premier. «È bizzarro che chi ha fatto le barricate negli anni ora lamenti l’assenza dell’Unione»
TESTO: L’ex premier italiano ha chiarito la portata della posta in palio: «Rischia di tramontare il progetto europeo, non solo quello della grande Europa federale. È chiaro che se la divergenza economica tra i Paesi europei, invece di ridursi di fronte a una crisi come questa, aumenta e la crisi diventa fattore di aumento delle differenze tra i vai Paesi europei, sarà molto difficile tenere insieme il progetto europeo. Ma io sono fiducioso che una via di condivisione alla fine si possa trovare e penso che bisogna farlo inevitabilmente in un dialogo con la Germania, senza il quale non riusciamo a trovare un compromesso. Se capovolgiamo la discussione da Mes e Coronabond sugli obiettivi e come finanziarli la strada per trovare un’intesa si può trovare, se partiamo dagli obiettivi comuni che dobbiamo finanziare».
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TITOLO: Credem Assicurazioni estende le coperture per sostenere i clienti nell’emergenza
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OCCHIELLO: La società assicurativa specializzata nei rami danni partecipata pariteticamente dal Gruppo Credem e da Reale Mutua Assicurazioni estende le coperture previste per i ricoveri anche ai casi di quarantena presso la propria abitazione
TESTO: Credem Assicurazioni, società assicurativa specializzata nel ramo danni e partecipata pariteticamente dal gruppo Credem e da Reale Mutua Assicurazioni, ha ampliato le coperture a favore dei propri assicurati con l’obiettivo di offrire un supporto concreto nell’attuale contesto di emergenza. In particolare, a tutti i clienti di Credem Assicurazioni già beneficiari di polizze che prevedano l’indennità giornaliera da ricovero ospedaliero o l’indennizzo a forfait in caso di ricovero, sarà estesa l’operatività di tale garanzia anche nel caso di quarantena presso la propria abitazione, imposta a seguito di test positivo al tampone Coronavirus (COVID-19).
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TITOLO: Ecco le famiglie che possono guidare la ripresa (ma non da sole)
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OCCHIELLO: Dai Nissim ad Armani e Menarini, analisi sulle società che hanno liquidità disponibile per sostenersi in questo periodo e per fare da traino alle filiere o partecipare a operazioni di sistema. Le prime 100 per posizione finanziaria netta hanno 22 miliardi di euro in cassa.
TESTO: Un identikit che può corrispondere ad altri dei nomi nella classifica (non necessariamente nei primi 40), come i Chiesi (farmaceutico, articolo a pagina 4), i Danieli (siderurgia), gli Angelini (ancora farmaceutico: poche settimane fa hanno comprato l’americana Thermacare), i De Longhi, i Garavoglia di Campari, i Barilla, i Gavio e gli Zambon, nella moda-lusso Renzo Rosso di Otb (nel 2019 ha finito la ristrutturazione del gruppo, aumentando ulteriormente la propria posizione finanziaria netta). Ancora, gli Amato di MaireTecnimont; i Ricci di PoltroneSofà 355 milioni di ricavi e 145 di pfn positiva), Humanitas negli ospedali. Mentre in settori più di nicchia potrebbero essere attori i Bermaschi di Erbolario (120,3 milioni di posizione finanziaria netta positiva su 76 milioni di fatturato) o gli Antinori nel vino.
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TITOLO: Bonus 600 euro per autonomi e professionisti, come funziona
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OCCHIELLO: Dagli avvocati ai geometri e tutto il popolo dell partite Iva: come attivarlo, a chi spetta e i requisiti per presentare la domanda
TESTO: Si tratta di un una tantum di 600 euro a tutti coloro che dichiarano fino a 35 mila euro di reddito esentasse ed è a totale carico del fondo ultima istanza. Il bonus, è stato indicato dal ministero del Lavoro, andrà chiesto alla propria Cassa e lo riceverà anche chi dichiara un reddito tra 35 mila e 50 mila euro ma che possa dimostrare di aver subito cali di attività di almeno il 33% nei primi 3 mesi del 2020. «Ringraziamo i ministri Catalfo e Gualtieri per aver dato ascolto alle richieste dell’AdEPP a tutela dei professionisti italiani —, dichiara il presidente dell’associazione delle Casse, Alberto Oliveti — Anche i professionisti potranno così ottenere l’indennizzo esentasse e direttamente tramite il proprio ente previdenziale, tagliando così i tempi. Ora ci attendiamo che il Governo accordi flessibilità alle anacronistiche regole di sostenibilità che limitano la possibilità delle Casse di aiutare i propri iscritti. Gli enti di previdenza privati vogliono intervenire con ulteriori forme di sostegno: ai ministeri chiediamo rapidità nell’approvare le nostre delibere e che anche questi aiuti possano essere esentasse per chi li riceverà, in analogia con quanto stabilito per i lavoratori autonomi afferenti all’Inps»
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TITOLO: EssilorLuxottica, stamani in Cda le dimissioni del n. 2 francese Vacherot
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OCCHIELLO: A seguito dello scandalo thailandese. Laurent Vacherot ha lasciato il gruppo e sarà sostituito dal suo vice Paul du Saillant. Il passo indietro del manager di Parigi era stato chiesto da tempo da Leonardo Del Vecchio. Scontri interni anche alla parte francese
TESTO: Dunque, è Paul du Saillant il nuovo amministratore delegato di Essilor. Prende il posto di Laurent Vacherot (di cui era il vice), che ha lasciato la società con effetto immediato. du Saillant è stato cooptato ieri nel Cda di EssilorLuxottica e gli sono stati delegati i poteri in EssilorLuxottica che erano stati riservati a Vacherot da Leonardo Del Vecchio, presidente esecutivo, e Hubert Sagnières, vicepresidente Eeecutivo. Lavorerà direttamente con Francesco Milleri, vicepresidente e amministratore delegato di Luxottica, «per implementare e attuare le strategie e il processo di integrazione di EssilorLuxottica». In parallelo il Cda di Essilor è stato ridotto da 15 a cinque componenti.
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TITOLO: I ventilatori del Crédit Agricole Agrusti esce dal gruppo Itas
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OCCHIELLO: Contro la grande crisi sanitaria Maioli fa shopping con le Fondazioni di casa: compera 60 apparecchi e li dona agli ospedali. CheBanca! tutela i dipendenti. Farmaè porta a casa le medicine. La spola di Air Dolomiti Malpensa-Francoforte
TESTO: Mai come in questa crisi sanitaria si è capito che la rapidità di intervento è importante, fondamentale. Mentre la burocrazia è frequentemente un ostacolo all’agire. Due considerazioni che hanno moltiplicato i loro effetti nel momento dell’emergenza, del pronto soccorso. Un soccorso che appunto, per essere tale, deve essere pronto. La grande generosità che gli italiani, direttamente o attraverso l’agire delle loro imprese, hanno dimostrato nelle ultime settimane, si scontra spesso con percorsi burocratici che rispondono a logiche diverse dall’efficienza dei soccorsi. Così, per aggirare lentezze e complicazioni il Crédit Agricole, che in Italia è guidato da Giampiero Maioli, assieme alle Fondazioni nate dalle banche italiane poi confluite nel grande gruppo francese, hanno cercato una strada diversa. Mancavano ventilatori polmonari? Anziché provvedere con una donazione, peraltro superiore agli 800 mila euro, il Crédit Agricole si è messo sul mercato, ha individuato tre produttori italiani e ha comperato direttamente da loro 60 ventilatori che sono stati poi immediatamente donati alle strutture ospedaliere di Lodi, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Empoli, Cesena, La Spezia. Un intervento rapido e diretto, come si deve fare in qualsiasi emergenza, reso possibile anche dalla disponibilità dei tre produttori contattati: Logisan, del gruppo Nardi Schultze, con sede a Tavernelle (Firenze); Siem srl di Piacenza e Siare engineering international fondata a Valsamoggia (Bologna) nel 1974 da Giuseppe Preziosa.
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TITOLO: Bonus autonomi verso 800 euroMini reddito per chi lavora in nero
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OCCHIELLO: Il governo prepara il decreto aprile con i nuovi sostegni per famiglie e imprese
TESTO: Nel decreto, che stanzierà almeno 30 miliardi, che si sommano ai 25 già decisi col decreto Cura Italia, entreranno anche la proroga della cassa integrazione con la causale Covid-19, per ora concessa fino a un massimo di 9 settimane, e dei congedi parentali (o in alternativa del bonus baby sitter) legati al prolungamento della chiusura delle scuole. Forse sarà necessario anche velocizzare le procedure perché, come ha evidenziato il Consiglio nazionale dell’ordine dei Consulenti del lavoro, ieri il sito dell’Inps ha presentato numerosi «disservizi» a causa del sovraccarico di domande per avviare una procedura, continuano i consulenti, dove «è mancata la semplificazione». Secondo un big della consulenza, Enzo De Fusco, a causa dei molti passaggi previsti, «la cassa integrazione non potrà essere pagata ai lavoratori prima della fine di maggio», non entro il 15 aprile come dice il governo. Abi (banche) sindacati e imprese stanno negoziando una convenzione per anticipare ai lavoratori l’indennità.
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TITOLO: Confindustria sceglierà il nuovo presidente con il voto online
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OCCHIELLO: Designazione confermata il 16 aprile con una piattaforma creata ad hoc. In campo il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi e la vicepresidente di Viale Dell’Astronomia per l’Internazionalizzazione Licia Mattioli
TESTO: A questo punto sembrano superate le richieste di proroga del mandato di Vincenzo Boccia, che pure sono venute da alcuni fronti, in nome della gestione dell’emergenza. In campo ci sono il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi e la vicepresidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione Licia Mattioli. Secondo la relazione dei tre saggi che hanno consultato le organizzazioni nei territori, Bonomi avrebbe già i voti necessari a vincere la sfida. Le nuove modalità di voto potrebbero in qualche modo influire sull’esito finale. Favorendo una partecipazione massima (visto che non sarà necessario spostarsi).
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TITOLO: Autostrade, i Benetton pronti a vendere il 50% a Cdp e F2i: il governo spinge sulle infrastrutture
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OCCHIELLO: Riparte la trattativa col governo per far ripartire anche gli investimenti pubblici necessari alla ripresa dell’economia. L’ipotesi di sterilizzazione dell’articolo 35 del Milleproroghe
TESTO: A rilevare le quote di Atlantia potrebbero essere i fondi F2i e l’australiano Macquarie, compresa Cassa Depositi che aspetta un segnale del governo per capire se procedere ad un riassetto societario sfruttando anche la possibile conversione in equity delle linee di credito da 1,2 miliardi che vanta nei confronti di Autostrade. E’ ancora in piedi anche l’ipotesi di un veicolo infrastrutturale partecipato da F2i e dalla stessa Cassa Depositi in cui far confluire Autostrade per l’Italia e le società di gestione aeroportuale partecipate dal fondo guidato da Renato Ravanelli. Fondo in cui i Benetton diventerebbero semplici sottoscrittori.
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TITOLO: Fink (BlackRock): «Una crisi eccezionale che ci cambierà profondamente»
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OCCHIELLO: «Le autorità di politica monetaria e fiscale hanno reagito prontamente alla situazione: la ripresa sarà veloce»
TESTO: La crescita di lungo periodo. Abbiamo promesso ai nostri azionisti di generare una crescita organica della nostra società del 5% nel lungo periodo. « E la nostra strategia per realizzare questo obiettivo nel lungo periodo consiste prima di tutto nell’investire in quelli che sono stati fino ad ora i motori della crescita di BlackRock e che lo saranno anche nei prossimi anni: gli Etf di iShares, gli investimenti alternativi illiquidi e la tecnologia. Tutto questo individuando sempre nuovi modi di realizzare rendimenti e proponendoci ai nostri clienti come interlocutore in grado di soddisfare tutte le esigenze di portafoglio, in grado di dare una risposta ai loro bisogni»
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TITOLO: Coronavirus, la scommessa delle diagnosi «made in Milano»
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OCCHIELLO: Sentinel Diagnostics, azienda specializzata in test per le analisi del sangue, lancia una nuova tecnologia per il Covid-19: il test è pronto in un’ora e mezza, è liofilizzato e conservabile a temperatura ambiente. Pronta la produzione su ampia scala
TESTO: Altre due sono le aree di business in cui l’azienda si muove, i test immunologici per la prevenzione del tumore al colon retto, per il quale ha brevettato un sistema di prelievo del campione utilizzato in alcuni dei maggiori programmi nazionali di screening in Europa, e la biologia molecolare, la più nuova ma anche quella su cui si sono concentrati molti investimenti. In seno a questa divisione è nata la sfida al coronavirus. «Ci siamo mossi già a gennaio — raccontano i due vice presidenti esecutivi, Matteo Roveda e Filippo De Luca (rispettivamente a sinistra e a destra nella foto), figli dei fondatori, i due amici Luigi Roveda e Ugo De Luca —, subito il test per il Covid-19 è diventato un progetto prioritario, sul quale abbiamo spostato mezzi e risorse. Siamo così arrivati a due versioni, realizzate seguendo i protocolli dell’Oms e con il supporto del nostro comitato scientifico interno». Il test, liofilizzato, nasce da un brevetto, la tecnologia STAT-NAT® che lo rende trasportabile e conservabile a temperatura ambiente e dà risultati in un’ora e mezza. «Generalmente, invece, questi prodotti devono essere stoccati a - 20°C — ricordano De Luca e Roveda —. L’altra caratteristica è che si tratta di un test aperto, utilizzabile sulle comuni piattaforme già a disposizione dei laboratori di analisi». Le prime migliaia di pezzi sono pronte, «e siamo attrezzati per produrne su larga scala, sappiamo che la richiesta è elevata, anche all’estero, e vorremmo dare priorità all’Italia nella distribuzione, anche perché si tratta di un prodotto pensato e realizzato tutto qui — spiegano gli imprenditori —. «Il Paese sta affrontando una battaglia impegnativa e anche Sentinel Diagnostics ha voluto contribuire. I ritmi di lavoro sono stati serrati». Pure in questi giorni complessi dal punto di vista delle norme e delle condizioni di sicurezza da rispettare. «Lavorare in un ambiente in cui sono attive le massime misure di sicurezza non è facile — riprendono —. Per questo siamo grati a tutti i nostri collaboratori, che hanno mostrato grande impegno e professionalità». Ma che cosa si potrebbe fare, ancora, per sconfiggere il nemico? Roveda e De Luca hanno qualche idea: «Una cabina di regia, che coordini chi produce i test e chi i tamponi, insieme a un coinvolgimento sistemico delle aziende del made in Italy che sono impegnate su tutti questi fronti».
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TITOLO: Covid-19, stop ai dividendi in Intesa Sanpaolo, Ubi, Banco Bpm. Bce: niente bonus ai banchieri
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OCCHIELLO: Intesa Sanpaolo, Ubi e Banco Bpm aderiscono alla raccomandazione Bce sulla sospensione dei dividendi per l’emergenza Coronavirus. Messina e i top manager donano 5 milioni di euro. Intesa: «L’ops su Ubi è ancora più strategica»
TESTO: L’istituto guidato da Giuseppe Castagna ha deciso di rinunciare all’erogazione del dividendo proposto dal consiglio di amministrazione. Gli utili non distribuiti finiranno a riserva per 837 milioni di euro, aumentando di 2o punti base «ulteriormente la sua già solida posizione patrimoniale con un’azione che le permette di aumentare le risorse disponibili per sostenere l’economia reale ed essere vicina ai propri clienti in questo difficile momento di emergenza sanitaria». Banco Bpm ricorda di avere messo a disposizione un plafond di 3 miliardi per le imprese e di un ulteriore miliardo di euro per i professionisti. Anche nel caso di Banco Bpm la decisione è rinviata a partire dal 1 ottobre, se saranno «venute meno le incertezze causate dall’epidemia da Covid-19».
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TITOLO: Al totem digitale di Poste per i pacchi ordinati online il premio «Eletto prodotto dell’anno»
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OCCHIELLO: In settimane in cui l’ecommerce è diventata la forma di commercio più usata dagli italiani, vince la gara 2020 il “Punto Poste da te”, il servizio che permette di farsi recapitare o anche spedire pacchi nell’orario desiderato
TESTO: Eletto Prodotto dell’Anno, il premio attribuito a prodotti e servizi innovativi basato sul voto di 12 mila consumatori italiani, ha celebrato i 15 anni dell’edizione italiana con una giornata di premiazione completamente digitale per dare un segnale positivo e di sostegno alle aziende e ai consumatori, in un momento così difficile per tutti. Per la prima volta, è stato coinvolto anche il grande pubblico con meccanismi di gamification, premi e l’hashtag #Elettoprodotto2020. La lunga maratona, animata da celebri attori e dirette social, ha premiato 60 prodotti e servizi innovativi (dal food & beverage alla cosmesi e ai prodotti per la casa, dal finance al tech) che hanno ottenuto maggior consenso tra i consumatori. «Nato in Francia nel 1987 il premio è presente in oltre 40 paesi del mondo ed è sinonimo di qualità e fiducia per i consumatori», spiega Simonetta Flores, Fondatrice e Ceo dell’iniziativa. I prodotti votati potranno fregiarsi per un anno del prestigioso logo, un bollino rosso e bianco, che rappresenta innovazione e soddisfazione, due criteri fondamentali che hanno portato i consumatori a scegliere ciascuno dei prodotti e dei servizi premiati.
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TITOLO: Coronavirus, 12 centri in Italia coinvolti nei test con il remdesivir: «Risultati a maggio»
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OCCHIELLO: La multinazionale biotech Gilead, che ha messo a punto la molecola in passato usata per curare Ebola e Sars, ha avviato le sperimentazioni su pazienti con malattia da grave a moderata. Oggi è già usata in forma compassionevole. Con risultati positivi, dopo l’autorizzazione si potrà utilizzare su scala più ampia
TESTO: La storia del remdesivir è quella di una semi sconosciuta molecola, messa a punto per curare Ebola e poi Sars e Mers, su cui oggi sono puntati gli occhi del pianeta. Il motivo è semplice: questo antivirale sembra una concreta speranza contro il Covid-19. A produrlo è la multinazionale biotech Gilead, 22, 4 miliardi di dollari di ricavi e sede a Foster City, Silicon Valley. Alcune centinaia di trattamenti di remdesivir sono stati forniti da Gilead in tutto il mondo, gratis, in modalità «uso compassionevole», prevista quando non esistono soluzioni terapeutiche alternative. Nel frattempo, avanzano i test clinici per verificarne l’efficacia e poterne confermare l’indicazione come trattamento per il nuovo coronavirus. «Già da febbraio sono in corso, diverse sperimentazioni in tutto il mondo, avviate sia da Gilead che da enti terzi, come l’Oms — spiega Valentino Confalone, vice presidente e general manager per l’Italia di Gilead —. Con risultati positivi, dopo l’autorizzazione da parte delle autorità regolatorie si potrà utilizzare su scala più ampia. I risultati? Si può pensare a maggio». Anche l’Italia è coinvolta, nelle due sperimentazioni avviate direttamente da Gilead. «Il test avviene su pazienti con una forma grave di Covid 19 e su pazienti con malattia moderata, i centri oggi coinvolti sono 12 — dice Confalone —. Il tutto è partito in tempi rapidissimi, in collaborazione con Aifa, con cui sono stati identificati i centri con più pazienti».
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TITOLO: Esselunga, sconto del 15% sui buoni spesa per le famiglie in difficoltà
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OCCHIELLO: Esselunga risponde all’invito della Presidenza del Consiglio e potenzia i buoni che saranno distribuiti dai Comuni, con uno sconto ulteriore del 15% sulla spesa complessiva
TESTO: Segnali di sostegno e solidarietà per la difficile situazione economica a causa del Covid 19, arriva dalla grande distribuzione organizzata. Accogliendo l’invito della Presidenza del Consiglio, perché le grandi catene alimentari facciamo uno sconto extra del 5-10% a chi acquisti con i buoni spesa. Ad accogliere l’appello anche Esselunga con i suoi 159 superstore e supermarket che applicherà uno sconto del 15% sulla spesa complessiva che andrà a sommarsi ai buoni spesa distribuiti dai Comuni, per dare un aiuto ulteriore alle fasce più deboli. Attraverso un’ordinanza della Protezione civile, il governo, infatti, già ha messo a disposizione 400 milioni di euro da distribuire ai Comuni, sotto forma di buoni da un minimo di 25 euro a un massimo di 50 euro per nucleo familiare e pacchi di cibo consegnati dai volontari. Esselunga, attraverso questa iniziativa vuole fare la sua parte dando un contributo concreto all’acquisto di beni di prima necessità.
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TITOLO: Coronavirus, assegni di sostegno, il modello tedesco: alle microimprese già pagati fino a 10 mila euro
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OCCHIELLO: Zero burocrazia, tempi ridotti all’osso: per far fronte alla crisi di liquidità di autonomi e piccole aziende i Lander distribuiscono «Soforthilfe», aiuti subito: basta compilare un modulo online, senza allegare documenti e in due settimane i soldi sono accreditati sul conto corrente. E la Sassonia Anhalt dà il sussidio anche a artisti e scri
TESTO: «Un progetto per un cliente in Italia era quasi pronto, ma ci ha avvisato di bloccarlo poco prima della consegna. Anche in Germania tutti prendono tempo. L’attività per noi si è fermata. Il sussidio? «Ne abbiamo sentito parlare al telegiornale. Sono andato sul sito Internet del governo regionale della Baviera e ho presentato la domanda, davvero molto facile e veloce da compilare. Nessun documento da allegare, bisogna solo di descrivere la situazione della propria azienda. E in meno di due settimane hanno accreditato 5 mila euro sul conto dell’azienda. Mi sono stupito anche io», sostiene il designer che ora si prepara a chiedere il sussidio per i figli. «Si è parlato di un assegno di 550 euro per ogni bambino in età scolare. Ma non c’è ancora il bando, perché hanno preferito dare precedenza alle microaziende».
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TITOLO: Confindustria: Pil cadrà del 10%, rischio depressione. Boccia a imprese: «Rispettate pagamenti»
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OCCHIELLO: Al termine del primo semestre di quest’anno il prodotto interno lordo segnerà una flessione del 10% rispetto al quarto trimestre 2019, ossia una perdita di circa 42 miliardi di ricchezza. Il presidente Boccia: «E’ il momento della responsabilità»
TESTO: Effetto coronavirus. Al termine del primo semestre di quest’anno il prodotto interno lordo italiano (Pil) segnerà una flessione del 10% rispetto all’ultimo trimestre del 2019, ossia una perdita di circa 42 miliardi di ricchezza. Alla fine del 2020 i consumi delle famiglie italiane avranno registrato un calo del 6,8%, le esportazioni del 5,1% e le stime indicano una flessione del numero degli occupati del 2,5%. Un quadro complessivo dove la cifra saliente risiede nel calo del 6% del Pil, con conseguenze sul rapporto tra deficit e Pil destinato a salire al 5% e un rapporto debito e Pil al 147%. I numeri e le stime forniscono le prime evidenze sul peso dell’emergenza sanitaria sull’economia, ad elaborarle è il centro studi di Confindustria riassumendole nel documento «Le previsioni per l’Italia. Quali condizioni per la tenuta ed il rilancio dell’economia? ». La dimensione dell’emergenza è confermata dal fatto che tra i dati storici del centro studi di Viale dell’Astronomia non figurano precedenti, a cominciare dal calo dei consumi del 9% in meno di due mesi, un tempo rapidissimo. «Mai nella storia ci si è trovati ad affrontare una crisi sanitaria, sociale ed economica di queste proporzioni», spiega il documento, una condizione che spinge Confindustria a chiedere di «tutelare il tessuto produttivo e sociale lavoratori, imprese e famiglie con strategie e strumenti inediti e senza lesinare risorse. Occorre agire subito». I timori segnalati sono, tra gli altri, il blocco dell’offerta e il crollo della domanda con effetti «drammatici sulla liquidità delle imprese». Le previsioni si soffermano anche sugli effetti del blocco delle attività per singolo settore: i comparti più colpiti saranno le costruzioni, i trasporti e il turismo. Quest’ultimo rappresenta circa il 6% del valore aggiunto e dell’occupazione italiana.
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TITOLO: Covid-19 e telefonia: proposto lo stop al cambio di operatore, consumatori all’attacco
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OCCHIELLO: Un emendamento al decreto Cura Italia propone il blocco per alcuni mesi della possibilità di cambiare operatore telefonico, fisso o mobile. La richiesta dei sindacati: «Così tuteliamo la sicurezza dei tecnici». I consumatori: «Noi danneggiati»
TESTO: «In questo momento cruciale per la vita del Paese a causa dell’emergenza coronavirus le risorse dei gruppi di tlc dovrebbero essere tutte concentrate a rafforzare servizi e reti, non alla competizione commerciale», dice Vito Vitale, segretario della Fistel Cisl. Dello stesso parere è Riccardo Saccone della Slc Cgil: «Sulla scia del governo spagnolo che ha sospeso la portabilità delle linee fisse e mobili chiediamo che anche in Italia si adotti una simile soluzione. L’obiettivo è ridurre lo spostamento dei tecnici che fano le installazione nelle abitazioni e negli uffici e dei corrieri che consegnano le sim».
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TITOLO: Dopo le sfilate uomo slitta a settembre anche Milano Unica
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OCCHIELLO: Barberis Canonico: una decisione necessaria vista la complessità della situazione internazionale, le difficoltà delle aziende a predisporre le collezioni e l’impegno di molte nella produzione di presidi sanitari
TESTO: Dopo l’annullamento dell’edizione 2020 del Salone del mobile, dopo lo slittamento a settembre delle sfilate uomo che si sarebbero dovute tenere a giugno, oggi si sposta a settembre anche Miano Unica, il salone del tessile che era in calendario da luglio. Le nuove date sono 7, 8 e 9 settembre, sempre a Fiera Milano Rho. Lo ha deciso stamani il comitato di presidenza. «La complessità della situazione nazionale, l’evolversi del problema a livello internazionale, le oggettive difficoltà delle aziende a predisporre le collezioni, l’impegno di molte imprese nel riconvertire le proprie attività per assicurare la produzione di presidi sanitari atti a garantire la sicurezza di tutti, sono i temi alla base della decisione di rinviare a settembre l’ormai tradizionale edizione di luglio — ha dichiarato Alessandro Barberis Canonico, presidente di Milano Unica —. Si tratta di una decisione necessaria - ha aggiunto — che ci auguriamo concorra a far evolvere positivamente la situazione, come auspicato dal governo e soprattutto dai sanitari che lavorano in prima linea, ai quali va il nostro profondo ringraziamento».
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TITOLO: Acciai Speciali Terni: «Ferme anche le linee per la sanità. In Germania siderurgia va avanti»
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OCCHIELLO: La fabbrica non si era fermata nemmeno sotto i bombardamenti della Seconda guerra. L’ad Burelli: rischiamo di perdere vitali quote di mercato, pianifichiamo una ripartenza
TESTO: Il vertice dell’acciaieria lancia quindi un appello al governo. «Chiediamo — dice — di tenere conto del contesto europeo prima di assumere qualunque decisione che possa danneggiare seriamente le aziende. Che la decisione sia o meno quella di ripartire la cosa più importante è tutelare le aziende italiane e non perdere quote importanti di mercato. In ogni caso, qualunque decisione sia presa, lo si faccia subito per valutare le condizioni e fare una pianificazione». Una eventuale crisi di Ast, che ogni anno produce un milione di tonnellate di acciai speciali, può avere un impatto durissimo su tutta l’economia dell’Umbria e rappresentare un grave danno per il tutto il Paese. Basti pensare che i 630 milioni di euro investiti negli ultimi dieci anni rappresentano il 10% del Pil della regione e lo 0,15% di quello italiano.
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TITOLO: Borsa, Milano chiude in rialzo. Spread a 200 punti
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OCCHIELLO: Il settore bancario è il peggiore d’Europa: è l’effetto della rinuncia ai dividendi
TESTO: Piazza Affari chiude in rialzo, al termine di una seduta che si era già aperta con il segno più. L’indice Ftse Mib segna un +1,06% a quota 17.050 punti, mentre l’Ftse Italia All Share guadagna l’1,18% a 18.569 punti. In rialzo anche l’Ftse Star, che mette a segno un rimbalzo dell’1,68% a quota 29.269 punti. A Milano giornata altalenante e nervosa, con l’apprezzamento della prima parte degli scambi azzerato sull’apertura della Borsa americana, per poi recuperare con uno sprint finale. Intanto lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude a quota 199 punti, con il rendimento del decennale all’1,50%. Tra i titoli del listino milanese, fra i maggiori rialzi Eni che guadagna 7,3 punti, ma in rialzo anche Atlantia, Buzzi Unicem e Fca. Fra i segni meno, invece, fra i maggiori ribassi Prysmian che cede 4,6 punti, ma in ribasso anche Ferragamo, Poste Italiane e Pirelli & C. . Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso a 200 punti con il rendimento del decennale italiano all’1,52%.
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TITOLO: Covid-19 e scuole chiuse, appello dei produttori di cartoleria: «Aiutateci»
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OCCHIELLO: A causa del blocco delle attività nelle scuole fisiche, i fabbricanti di sussidi didattici e cancelleria sono allo stremo. Fermi tutti gli ordini. Si vendono solo carta e pennarelli
TESTO: «Per decenni abbiamo lottato con le unghie e con i denti per dare da mangiare ai nostri dipendenti e abbiamo fatto sacrifici per arrivare a fine mese. Ora CHIEDIAMO AIUTO. Siamo allo stremo, e siamo preoccupati come mai prima d’ora. Questa è la nostra vita, la nostra passione, il nostro lavoro. Imploriamo un intervento importante e concreto da parte di Regione Lombardia, Confindustria, il Ministero del Lavoro, lo Stato, l’Europa. Non vogliamo chiudere i battenti. Non vogliamo lasciare i nostri dipendenti senza uno stipendio. Prendeteci per mano in questo momento durissimo. Aiutateci a uscire da questo orribile tunnel». Didattica Nord
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TITOLO: Ferrovie, «20 miliardi di investimenti entro l’anno» per la ripresa
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OCCHIELLO: L’amministratore delegato Gianfranco Battisti: «Un piano straordinario di accelerazione degli investimenti in infrastrutture ferroviarie e stradali». Circa 14 miliardi per bandi di Rfi, 6 dall’Anas. Risorse inserite nei contratti di programma, Anno 2019 da record
TESTO: Circa 14 miliardi banditi da Rfi, i restanti dall’Anas. Risorse già inserite nei rispettivi contratti di programma e ora pronte per essere portate a terra per dare un impulso al Paese prostrato dalla pandemia. Al momento Rfi è impegnata come committente del Terzo Valico, della Bari- Napoli, della Catania-Palermo e della Milano-Venezia per portare l’alta velocità anche nel tratto tra Brescia e Padova. Proseguirà anche il programma di aggiornamento della rete con lo standard ERMTS per ridurre il distanziamento dei treni Frecciarossa riducendo i tempi di attesa nelle stazioni di Firenze, Roma e Milano.
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TITOLO: Imprese, record dei prestiti alternativi alle banche: come chiedere il «private debt» per avere liquidità
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OCCHIELLO: Su del 75% in un anno il numero di finanziamenti dai fondi. Cipolletta: «Mercato ancora piccolo, il governo agevoli fiscalmente i fondi pensione perché vi investano»
TESTO: I dati sono dell’ Aifi, l’associazione dei fondi di private equity, venture capital e private debt presieduta da Innocenzo Cipolletta, e di Deloitte, che insieme hanno presentato il 31 marzo i risultati di questo settore: il private debt in Italia risulta in forte crescita nel 2019 con un +75% di operazioni (252 nell’anno) e un +28% di ammontare, a 1,3 miliardi di euro, con 29 operatori che hanno investito in questo modo nelle imprese italiane. Per capire l’impennata, basti pensare che nel 2015 le operazioni erano 60 e l’ammontare erogato 276 milioni, circa un quinto. L’anno scorso i soldi sono stati erogati per il 48% con finanziamenti e per il 50% con obbligazioni; il 68% degli investimenti si è tradotto in importi fino a 5 milioni; la gran parte del denaro è andata a Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige; quanto ai settori, chi ha utilizzato di più questo strumento sono le aziende di beni e servizi industriali (74 operazioni nel 2019), seguite dal manifatturiero-alimentare (30) e dal medicale (21). Anche i rimborsi risultano in crescita: +69% nel numero (238 lo scorso anno) e +52% nell’ammontare.
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TITOLO: Bonus 600 euro col Pin semplificato. Accordo Abi-parti sociali per anticipare in banca la cig
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OCCHIELLO: La circolare Inps: da domani via alle domande per l’indennità per gli autonomi. Cassa integrazione: subito fino a 1.400 euro
TESTO: L’anticipazione sarà poi rimborsata dall’Inps. Nel testo della convenzione si precisa che «è fatta salva la facoltà delle banche che applicano la Convenzione di procedere all’apertura di credito previa istruttoria di merito creditizio da effettuarsi nel più breve tempo possibile e in ogni caso in piena autonomia e discrezionalità». Si aggiunge però che, «in ogni caso, la banca è tenuta a fornire tempestivamente risposta al richiedente». Lo stesso testo prevede che verranno favorite le anticipazioni «delle indennità di cassa integrazione guadagni ordinaria Covid-19 da parte delle imprese che non chiederanno il pagamento diretto da parte dell’Inps», cioè da parte di quelle, di solito le grandi aziende, in grado di anticipare da sé la cassa ai lavoratori. « In tale prospettiva - si legge nel testo - si ritiene necessaria l’individuazione di un’adeguata forma di garanzia che consenta alle predette imprese la possibilità di acquisire, attraverso le banche, la necessaria liquidità da destinare alla corresponsione delle indennità di cassa integrazione guadagni ordinaria Covid-19 ai propri dipendenti» e si fa affidamento sul prossimo decreto legge del governo.
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TITOLO: Prezzi: cresce il carrello della spesa (+1,2%), ma a marzo l’inflazione cala
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OCCHIELLO: Impennata dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona: accelerano a marzo dell’1,2% dal +0,3% di febbraio
TESTO: Frena l’inflazione a marzo. Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% sia su base mensile sia su base annua (da +0,3% del mese precedente). «Nel difficile contesto dell’emergenza sanitaria - osserva l’Istat nel commento - a marzo il rallentamento dell’inflazione registrato con le stime preliminari si spiega con l’inversione di tendenza dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati, e in particolare di quelli dei carburanti, e con la decelerazione dei prezzi dei Servizi (dovuta in larga parte alla straordinaria situazione che sta vivendo il paese) ».
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TITOLO: Videochiamate, la causa contro Zoom: «Privacy violata, dati inviati a Facebook»
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OCCHIELLO: La causa è stata trasmessa alla Corte Federale di San Josè, California in seguito al reportage della rivista online Motherboard che ha dimostrato che la popolare app di videochiamate molto utilizzata in questo periodo condivideva i dati sensibili con il social network. Zoom è corsa ai ripari.
TESTO: Secondo l’accusa, le modalità del trattamento dei dati personali non rivelavano che l’applicazione contenesse un codice che li trasmetteva direttamente a Facebook e potenzialmente a terze parti. L’avvocato Robert Cullen di Sacramento sta cercando di rappresentare altri utenti e richiedere i danni per violazione dello Statuto che tutela la privacy dei consumatori californiani. Zoom dal canto suo non ha immediatamente dato spiegazioni. Una ‘causa’ arrivata in seguito al reportage della rivista online Motherboard che ha dimostrato come la app condividesse i dati con il social network. La società ha poi fatto sapere alla pubblicazione di aver cancellato il ‘codice rivelatore’.
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TITOLO: Coronavirus, Bocca (Federalberghi): «Il turismo è la leva per ripartire»
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OCCHIELLO: «Premiare l’Italia»: ecco la scelta che può consentire la ripresa di un settore traoinante della nostra economia
TESTO: in queste settimane in cui tutti gli italiani stanno vivendo drammaticamente sentendosi sotto un dominio invisibile, come colonizzati da un virus che ci ha costretto ad una immobilità assolutamente inedita, sotto un coprifuoco angosciante che in molti casi non è stato purtroppo sufficiente a risparmiare perdite e dolore a molti dei nostri concittadini, in questo scenario ritengo che sia il momento di pensare alla luce, all’uscita dal tunnel, alla capacità della ripresa. Perché tutto questo finirà. Non dimentichiamo la forza che ha sempre contraddistinto il nostro Paese, che ha spesso dimostrato di saper dare il meglio di sé nelle situazioni più difficili.
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TITOLO: Coronavirus, a Milano e Roma il cibo fresco a domicilio anche per gli animali di casa
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OCCHIELLO: Boom di consegne per il servizio delivery di pappe per cani Dog Heroes da poco attivo a Milano e Roma. A marzo + 200% di fatturato, oltre 2mila contatti al giorno sul sito. Le consegne sono «senza contatto»
TESTO: «Le nostre ricette sono realizzate con ingredienti di qualità e senza additivi chimici né conservanti, per dare a cane un’alimentazione che sia il risultato di processi di selezione di materie prime e processi produttivi identici a quelli della produzione alimentare per l'uomo», racconta ancora Laganà. I cani in Italia sono 11 milioni, uno ogni sei abitanti, ed entrano a pieno diritto nelle famiglie italiane, condizionandone comportamenti e guidando i consumi. Per gli oltre 60 milioni di animali domestici che popolano il bel paese sono stati spesi oltre due miliardi di euro (+3% a 2.051 milioni) per oltre 573 mila tonnellate di prodotti commercializzati. La pet economy diventa così un settore trainante della nostra economia, con linee di prodotti che diventano sempre più premium, personalizzati, green e di qualità. «I consumatori chiedono etichette chiare e vogliono conoscere la filiera di provenienza degli ingredienti», aggiunge Laganà.
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TITOLO: «Burocrazia zero, salvare i cantieriSubito le risorse ai Comuni»
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OCCHIELLO: Gabriele Buia presidente di Ance, l’Associazione dei costruttori: le imprese stanno fallendo, bisogna muoversi subito. Il settore in crisi da 10 anni
TESTO: «Cosa potrebbe fare il governo per far ripartire subito il Paese? Attivare quelle stazioni appaltanti che sono gli 8mila Comuni italiani, conferire ai sindaci un mandato a spendere subito tutte le risorse economiche disponibili per riaprire i cantieri. La situazione è disperata e non c’è più tempo da buttare con i burocrati». Gabriele Buia, imprenditore delle costruzioni, esponente di quarta generazione di una famiglia di Parma, è il presidente dell’Associazione di categoria, l’Ance. Un mondo fatto di grandi, medie, piccole e piccolissime imprese che paga una crisi lunga più di 10 anni con la perdita di un milione di lavoratori con l’indotto, 130mila aziende e le storie drammatiche di chi è arrivato a togliersi la vita. Tema sul quale Buia è intervenuto all’Assemblea annuale, prima di scrivere una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nel frattempo, sul settore che rappresenta quasi un quarto del Pil italiano (il 22%) è arrivato lo tsunami Coronavirus ad azzerarne fatturato e salari. Mentre da più parti si guarda a un grande piano di opere pubbliche per sventare il rischio depressione. «Questo non è il 2008, è un ’29. Se i cantieri non ripartono, molti di essi non riapriranno più. E sarà la fine di quasi tutto».
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TITOLO: Coronavirus, la scommessa delle diagnosi «made in Milano»
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OCCHIELLO: Sentinel Diagnostics, azienda specializzata in test per le analisi del sangue, lancia una nuova tecnologia per il Covid-19: il test è pronto in un’ora e mezza, è liofilizzato e conservabile a temperatura ambiente. Pronta la produzione su ampia scala
TESTO: Se la città chiude per coronavirus, la ricerca, invece, non si ferma. La città in questione è Milano e la ricerca è quella dei laboratori di Sentinel Diagnostics, che hanno messo a punto un nuovo test molecolare per la diagnosi del Covid-19. Sta per essere approvato in Europa e arriverà sul mercato questa settimana, in un momento in cui la «fame» di test è altissima, in tutto il mondo. Sentinel Diagnostics, azienda familiare e al 100% italiana, 50 milioni circa di fatturato, di cui oltre il 90% realizzato all’estero, da oltre 35 anni produce test per la chimica clinica e immunochimica, destinati ai laboratori di analisi e agli ospedali di tutto il mondo. Quelli grazie ai quali, per semplificare, vengono misurati i parametri che leggiamo nei nostri esami del sangue. Con investimenti fino al 10% in ricerca e sviluppo, è arrivata ad avere tra i suoi clienti le principali multinazionali del settore. Da tre anni a questa parte, poi, è uno dei Champions de L’Economia e ItalyPost, grazie a un tasso annuo di crescita composto dell’8,7% tra il 2012 e il 2018, e a un Ebidta medio degli ultimi tre anni del 28,8%.
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