IL NOTIZIARIO

le notizie dalle maggiori testate italiane


LE NOTIZIE DAL GIORNO Saturday 22 January 2022 AL GIORNO Saturday 29 January 2022 SU: economia




TITOLO: Regioni a briglia sciolta
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: Il tentativo di chiusura della scuola in Campania per opera di De Luca, prontamente scimmiottato da decine di amministratori locali, è un segnale molto preoccupante. Non meno lo è la aperta istigazione a contestare l’apertura con i presidi e ingolfare i Tar di ricorsi, che nelle stesse ore Emiliano rivolge via social ai genitori. Da un lato esse mostrano in maniera sempre più chiara che il sistema delle autonomie regionali, con il rafforzamento dei governatori, ha creato una bomba ad orologeria nel sistema istituzionale italiano: Emiliano e De Luca si ritengono i soli veri rappresentanti dei «loro» cittadini e ritengono di poter contravvenire a leggi o sobillare i propri cittadini contro quelle stesse leggi, in ambiti che non sono di pertinenza regionale. Sarebbe interessante peraltro conoscere l’opinione sul loro comportamento del Pd, che, giustamente e convintamente, ha appoggiato la scelta di tenere le scuole aperte del premier e del ministro competente. Dall’altro Emiliano e De luca assecondano le peggiori pulsioni e istinti dell’elettorato delle nostre regioni, perché in effetti rappresentano una maggioranza di essi, altrimenti non avrebbero il coraggio di prendere queste posizioni. Ed è questo l’aspetto più preoccupante a mio parere. Quando ci si chiede come mai il sud, e più in generale l’Italia, non crescono più da 30 anni in genere si punta anche il dito sul disinvestimento in capitale umano. Ma la vicenda delle chiusure dimostra plasticamente quanto sia diffuso il disprezzo per quell’investimento, al di là della sua componente finanziaria. Gli apprendimenti non interessano purtroppo; sono solo le assunzioni nella scuola e i voti dei propri figli le vere priorità della maggior parte dei cittadini e dei Presidenti. E ovviamente la sicurezza degli adulti, anche a costo di distruggere la vita dei propri figli. La responsabilità maggiore del disastro rimane comunque a carico dei governatori. Difficilmente però essi cambieranno atteggiamento. Il Covid e la paura del Covid d’altronde sono la vera ragione per cui sono in sella e la principale fonte del loro potere. Entrambi erano dati per spacciati a pochi mesi dalle elezioni regionali, prima del Covid, ed ora governano con ampissime maggioranze. Alimentare il terrore è senz’altro la strategia giusta dal loro punto di vista.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Pnrr, rischio taglio dei fondi (perché l’Italia è cresciuta di più)
DATA:
OCCHIELLO: I sindaci di Roma, Milano, Napoli e Torino hanno scritto riservatamente alla presidenza del Consiglio e al ministro dell’Economia Daniele Franco per protestare sulla prima infornata di bandi dei circa 200 miliardi: troppi errori sulla ripartizione dei fondi
TESTO: Anche perché gli undici mesi del 2022 che ci aspettano peseranno moltissimo per il Pnrr oggi solo agli inizi. Nel 2021 sono stati stesi i programmi di massima, le grandi cornici delle riforme e i primi bandi per progetti pubblici. Ma da adesso serviranno velocità e capillarità diverse. L’esame di un documento di governo non ancora reso pubblico mostra che, oltre al lavoro quotidiano di dispiegamento dei bandi già pubblicati, fra «milestone» (traguardi) e «target» (obiettivi) l’Italia nel 2022 avrà 99 appuntamenti al rispetto dei quali sono vincolati i finanziamenti. Di questi sei sono per marzo, 38 per giugno e i restanti entro l’anno. I numeri in sé dicono poco, perché fra le assegnazioni ne figurano anche di meno soggette a controversie: fra le altre l’avvio di una piattaforma web «sulla cultura ambientale» o la «sicurezza sismica dei luoghi di culto» (benché poi i criteri di suddivisione dei fondi siano sempre delicati). In questo centinaio di azioni del 2022 però circa un quarto hanno un vero e proprio impatto politico perché incidono sul consenso di sacche di elettori praticamente di tutte le forze della maggioranza di unità nazionale.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Bosch, a Bari continuano le difficoltà: sul tavolo della task force regionale ci sono 700 esuberi
DATA:
OCCHIELLO: Il sito pugliese è alle prese con il processo di superamento dei motori diesel. Oggi l’incontro con Caroli, presidente del tavolo regionale dell’occupazione
TESTO: Già nel 2017 Bosch tentò di trasformare i contratti da tempo pieno a part time. Fu la risposta dei sindacati a bloccare la trasformazione (erano le settimane del contratto “Electrolux” che tentava di smontare gli istituti retributivi di base). «Siamo delusi dall’atteggiamento aziendale - attaccò Franco Busto, all’epoca segretario generale della Uilm Uil di Puglia (attualmente numero uno della Uil regionale) - che invece di confrontarsi con i sindacati tenta di screditarli utilizzando metodi antichi. La Bosch vorrebbe dimostrare che il sindacato barese non vuole trattare. Ci sono due punti che bisogna chiarire: ora non ci sono più ammortizzatori sociali da utilizzare e soprattutto l’azienda nei fatti vorrebbe trasformare i contratti tutti in part time. Questa soluzione è inaccettabile perché nell’ultimo anno in Italia le performance del gruppo sono aumentate del 6 per cento. Ci vuole un’integrazione a favore dei dipendenti che in questi anni sono stati autori del successo».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Un pezzo di Campania che decolla
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: Riguarderanno in particolare i settori cargo e passeggeri. Sia perché ci sono le premesse per concludere un business di mercato con risorse finanziarie proprie, laddove l’impero Aponte ha un patrimonio stimato in oltre 30 miliardi, che fa interamente capo alla famiglia in omaggio alle tradizioni dell’industria meridionale, fattura oltre 4 miliardi e fa utili per mezzo miliardo. Ne ha fatto di strada Gianluigi Aponte, partito da un piccolo comune della penisola sorrentina, Sant’Agnello, che nei primi anni lavorò sui traghetti che facevano rotta nel Golfo di Napoli, per poi trasferirsi in Svizzera da dove attualmente gestisce le miriadi attività marittime controllate. La Mediterranean Shipping Company, da qualche settimana la prima al mondo come capacità di stiva nel trasporto per nave dei container, dove ha superato perfino il colosso mondiale danese Maersk, ha allargato nel corso degli anni il proprio raggio d’azione, fino ad acquisire terminal portuali, rimorchi, trasporto ferroviario e terrestre. E poi crociere e traghetti, che con le sigle Gnv, Snav e Navigazione Libera a Napoli tutti conoscono e ne hanno usufruito per gli spostamenti da e verso le isole. Un vero e proprio colosso del mare che occupa 100mila dipendenti, tantissimi campani. Osservare imprese come questa sfidare i mercati mondiali, non solo nell’industria del mare dove, anche con la presenza del gruppo Grimaldi, siamo tra i primi nel mondo, eredi della tradizione del comandante Achille Lauro che si distinse nel Dopoguerra con i suoi pregi e i suoi difetti, ma anche in ambiti produttivi del tutto diversi, ma egualmente competitivi, come la Getra, la Seda, la Magaldi, la Adler, la Graded, Marinella, Carpisa, solo per citare alcuni dei brand più noti e senza ovviamente far torto ai tanti altri inevitabilmente dimenticati, è un modo concreto per riaffermare la centralità della politica industriale meridionale. L’assenza della quale, negli ultimi anni, ha impedito ad altri, in particolare piccole aziende pur promettenti, di crescere, svilupparsi, fare business e creare posti di lavoro. Un bell’esempio per quelle imprese multinazionali, prima tra tutte la Whirlpool, che alle prime difficoltà sono scappate a gambe levate dal territorio regionale lasciando sul lastrico migliaia di famiglie.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: L’allarme di Confindustria in Toscana: «Costi troppo alti di gas e luce, e così le aziende chiudono i reparti»
DATA:
OCCHIELLO: I settori in maggiore sofferenza sono il tessile e il cartario e quindi le province di Prato e Lucca. «I costi dell’energia fanno chiudere interi reparti, soprattutto nelle aziende manifatturiere del nord della Toscana»
TESTO: Nelle tre province di riferimento di Confindustria Toscana Nord le attività energivore - individuate secondo i criteri fissati dalle “Nuove linee guida sugli aiuti di stato all’energia e all’ambiente” dell’Unione Europea pubblicate alla fine dello scorso dicembre - interessano 2.343 unità locali con 22.314 addetti che rappresentano il 23% del totale delle persone impiegate nel manifatturiero. Si può cogliere il profilo fortemente energivoro dell’area Lucca-Pistoia-Prato nel confronto col dato toscano complessivo: la media regionale annovera fra le energivore l’11% delle imprese e il 14% degli addetti. Fra questi ultimi, più della metà (il 52%) fa riferimento ad aziende energivore dell’area Lucca-Pistoia-Prato. La concentrazione nel territorio di Confindustria Toscana Nord delle attività energivore toscane non sorprende considerata la caratterizzazione fortemente manifatturiera delle tre province e, soprattutto, la presenza massiccia dei due settori più spiccatamente energivori, il tessile (energivoro il 76% delle imprese del settore ubicate nel territorio) e il cartario (energivoro il 69% delle imprese del settore ubicate nel territorio), cui si aggiungono con una densità significativa anche la gomma-plastica, il lapideo e la metallurgia. «Occorre puntare - aggiunge il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Tiziano Pieretti, che è anche delegato per l’Energia -sulla produzione nazionale di gas e su tutte le fonti possibili, rinnovabili e non, gestendo l’indispensabile transizione energetica con efficienza e pragmatismo. E ripensare la geografia degli approvvigionamenti esteri; riformare il mercato elettrico. Non possiamo perdere tempo».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




© un prodotto accaTì
tutto il materiale è protetto da Copyright degli Autori ed Editori come indicato