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LE NOTIZIE DAL GIORNO Sunday 22 January 2023 AL GIORNO Sunday 29 January 2023 SU: economia




TITOLO: Metaverso, chi ha paura della realtà virtuale senza confini? I piani (miliardari) di Meta e Microsoft
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OCCHIELLO: La prima e più celebre versione del metaverso l’ha lanciata Meta (ex Facebook), ma quella più avanzata è di Microsoft, che l’ha presentata al World Economic Forum di Davos
TESTO: Nei miei venti minuti nel metaverso di Microsoft mi sono trovato in un onirico paesaggio alpestre, quindi sono stato fatto salire su un pallone aerostatico che mi ha fatto volare a migliaia di metri dal suolo. Sorvolavo il mare e un’isola iridescente. Quindi sono stato “teleportato” (si dice così) in fondo a un mare tropicale, in una foresta di mangrovie per comprendere i problemi dell’ambiente oceanico. Infine ho assistito da pochi metri, in compagnia di una decina di avatar, al concerto dell’ologramma di una celebre star del pop americano di cui non avevo mai sentito il nome. Dopo venti minuti era ora di togliersi il casco e mi tremavano le gambe. Gli addetti hanno chiesto ai sei o sette presenti al “rollout” un’opinione sul nuovo strumento. Ho risposto che, se i videogames e i social media sono una minaccia per la salute mentale (almeno) di bambini e adolescenti, il metaverso è peggio. Per una persona nell’età dello sviluppo passare anche solo due ore al giorno in una realtà parallela dove sono sospese le leggi della fisica e tutto sembra un sogno, significa diventare meno capace di affrontare la realtà. Più in genere, affidarsi al metaverso significa crescere una generazione che potenzialmente avrà gravi difficoltà a concentrarsi su ciò che è banale ma reale. Anche un adulto che passi troppo tempo nel metaverso avrà buone chance di diventare un disadattato, non appena si toglierà il caschetto pieno di microchip. È stata interessante la reazione, lì nel palazzo dei congressi di Davos. Non appena ho chiarito ciò che pensavo, sono stato circondato da un gruppo di sorridenti addetti di Microsoft (e di una celebre società di consulenza) che mostravano di trovarmi interessante. In realtà cercavano di spostare la mia opinione, gradualmente, gentilmente. Uno ha chiesto: «Se usiamo l’internet a due dimensioni, perché non dovremmo volerlo avere tridimensionale? ». Da altri è sgorgato un fiume di retorica sulla “collaborazione” che diventa possibile nel metaverso (esempio: «se teniamo una riunione fra colleghi sui problemi dell’oceano sedendo sul fondo del mare, saremo molto più concentrati sul tema»). Poi parole su parole sulla ricerca di “soluzioni comuni”, sull’“aggiungere valore insieme” o – come ha detto il presidente e amministratore delegato di Microsoft Satya Nadella, sempre a Davos – «a imparare insieme attraverso lo spazio e il tempo».
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TITOLO: Gucci, l’asso nella manica è (ancora) il ceo Marco Bizzarri: corsa alla nuova firma, dopo Alessandro Michele
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OCCHIELLO: Ancora non c’è un nome per il successore di Alessandro Michele, che ha lasciato la casa di moda (di proprietà di Kering) nel novembre 2022. E nel mentre «si va avanti: gli uomini passano, i brand restano», come ha detto il ceo Marco Bizzarri alla sfilata del marchio il 13 gennaio scorso, in occasione della presentazione della collezione uomo
TESTO: L’eredità, come è stato ampiamente scritto dopo l’uscita di scena di Alessandro Michele, è pesante: si deve alle sue intuizioni la rinascita del brand dalla doppia G e la sua crescente popolarità, anche fra i giovanissimi. Secondo un sondaggio di Business of Fashion Insights, Gucci è infatti il secondo brand più amato dai ragazzi e dalle ragazze della Generazione Z (ma è il primo in assoluto se si considerano solo i brand del lusso). Anche i numeri della maison – escluso il 2020, l’anno del Covid e del rallentamento della corsa – hanno fatto registrare cifre fenomenali da quando nel 2015 si era insediato Michele. Gli ultimi dati, quelli che riguardano il terzo trimestre del 2022, hanno visto i ricavi toccare quota 2,581 miliardi di euro, in aumento del 18% rispetto a quelli dello stesso periodo dell’anno precedente, pari a 2,182 miliardi, e del 9% su base comparabile. Con il segno positivo anche le vendite generate nei negozi a gestione diretta: + 9% su base comparabile. A febbraio arriveranno, come di consueto, i dati sui ricavi del 2022, che includono anche la fotografia dell’ultima parte dell’anno, segnata dal commiato dell’ex direttore creativo. Quale che sarà il suo successore, non si può citare la fortuna di Gucci senza fare riferimento anche alla visione strategica del ceo Marco Bizzarri, entrato anche lui in Gucci nel 2015 poco prima dell’arrivo di Michele. Anzi, fu proprio una delle sue prime intuizioni quella di nominarlo direttore creativo della maison. Il 2018 è stato l’anno d’oro, quando la maison ha registrato una performance finanziaria eccezionale, con un aumento delle entrate del primo semestre del 44% su base comparabile e l’annuncio di un piano per raggiungere la soglia dei 10 miliardi di euro negli anni a seguire. Bizzarri è un manager stimato in tutto il mondo, che ha mosso i suoi primi passi in Kering nel 2005 come presidente e ceo di Stella McCartney. Dal 2009 al 2014 è stato presidente e ceo di Bottega Veneta, poi amministratore delegato della divisione Couture & Leather Goods del gruppo, per approdare infine al suo attuale ruolo, come presidente e ceo di Gucci. Ma la sua carriera è iniziata, dopo la laurea presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, come consulente in Accenture. Da lì, nel 1993 e fino al 2004, si è spostato in Mandarina Duck, dove ha ricoperto diversi ruoli compreso quello di general manager. Nel 2004 la nomina come general manager di Marithé & François Girbaud a Parigi e infine l’approdo a Kering. Nel 2012 è diventato membro del comitato esecutivo di Kering e l’anno successivo viene selezionato come amministratore senza diritto di voto nel consiglio di amministrazione del gruppo, prima di essere nominato amministratore delegato della sua divisione Luxury Couture & Leather Goods nell’aprile 2014. Di lui, all’epoca, l’allora amministratore delegato di Alexander McQueen diceva: «In un nuovo ruolo fondamentale per Kering, Marco Bizzarri inizierà a influenzare e plasmare i marchi per gli anni a venire». In quegli anni il manager italiano supervisionava gli amministratori delegati dei marchi Bottega Veneta, Saint Laurent, Alexander McQueen, Balenciaga, Brioni, Christopher Kane, Stella McCartney, Tomas Maier e Sergio Rossi. Nel 2016 ha ricevuto il riconoscimento inaugurale di International Business Leader ai Fashion Awards rilanciati dal British Fashion Council. Con lui anche Alessandro Michele, che ha ricevuto il premio International Accessories Designer. Nel 2017 si è aggiudicato l’International Business Leader Award ai Fashion Awards e nel dicembre dello stesso anno è stato insignito del titolo di Chevalier de la Légion d’Honneur. Ora è il momento della prossima sfida: dare, insieme a quello che sarà il nuovo direttore creativo, una seconda vita a Gucci, senza dover rimpiangere l’opera di Alessandro Michele.
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TITOLO: Napoli, un patto tra le imprese campane e algerine
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OCCHIELLO: A Palazzo Partanna una quarantina di industriali africani. Jannotti Pecci: «Sfida importante»
TESTO: «La Campania può offrire molto anche nel sistema aeronautico e nell’aerospaziale, un settore che per l’Algeria sta diventando strategico», ha sottolineato il presidente degli industriali di Napoli, Costanzo Jannotti Pecci. «Un altro punto di forza della nostra regione — ha aggiunto — è l’agroalimentare: l’Algeria può essere per noi una porta d’ingresso per un mercato completamente nuovo, soprattutto se ci sarà un supporto economico al Nord Africa da parte dell’Ue». Parlando invece dei recenti accorti sottoscritti dai governi di Roma ed Algeri in campo energetico il leader degli industriali partenopei ha invitato ad utilizzare l’esperienza dei tanti imprenditori campani che da anni operano come partners dell’apparato industriale dell’energia in Algeria, per dare corpo alle intese siglate. Mentre in riferimento al piano dell’Italia di diventare l’hub energetico dell’Europa, Jannotti Pecci ha affermato che «stiamo spingendo sul governo affinché utilizzi i fondi del Pnrr per questo obiettivo, che può essere raggiunto solo se i sistemi di pompaggio del gas che oggi vanno da Nord verso Sud, seguano la rotta opposta». Ma la sponda sud del Mediterraneo è vista anche come una opportunità per lo sviluppo delle energie rinnovabili. «L’Algeria – ha detto il leder degli industriali partenopei - può essere un grande punto di riferimento, facendoci superare quelle criticità che dal punto di vista della tutela del territorio spesso caratterizzano il nostro Paese». Per l’incaricato d’Affari dell’Ambasciata algerina a Roma, Kamal Chir, l’Algeria è pronta anche sulle rinnovabili a raccogliere la sfida. Intanto con l’apertura della nuova linea marittima Algeri-Napoli e l’inaugurazione del Consolato generale dell’Algeria a Napoli aumenta l’impulso agli scambi tra le due aree. Nei prossimi mesi una delegazione di imprenditori campani sarà a Blida per un business forum in terra algerina.
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TITOLO: Carbone, aumentano le importazioni dell’Europa: +34% nel 2022 (soprattutto dagli Usa)
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OCCHIELLO: Da gennaio a dicembre 2022 la Ue ha importato 116,6 milioni di tonnellate di carbone, +34% su base annua: il 21% arriva da navi provenienti dagli Usa (+85% rispetto al 2021)
TESTO: «Dopo che con la pandemia, la guerra e l’embargo russo le commodities sono schizzate in alto, ora si stanno normalizzando. Ad esempio il carbone (thermal coal, quello che serve per l’energia) era passato da valori intorno ai 50 dollari a tonnellata fino a 400, per tornare adesso intorno ai 160 dollari; il carbone per acciaio (coking coal) era passato da 100 dollari a tonnellata addirittura fino a 600. Ovviamente il prezzo delle commodities varia anche a seconda dei scali portuali dove viene caricato». Corrado Cuccurullo è ceo di Shiedl Service, azienda di logistica e trasporto di minerali e carbone su navi cargo. «Vietnam, India, Bangladesh e Pakistan hanno iniziato a installare centrali elettriche dato che la domanda di carbone per loro crescerà in modo esponenziale», racconta dalla sede milanese del gruppo.
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TITOLO: La ricchezza basata sul dividuo
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TESTO: Possiamo considerare che la metafora centrale sia oggi rappresentata dai big data, e dall’idea che tutto sia governabile, dai sentimenti ai comportamenti, dai dati; come questi ultimi vengano raccolti, conservati e utilizzati assume sempre più una priorità assoluta, essendo alla base di ogni decisione, pubblica o privata. Non a caso l’Unione Europea è di recente normativamente intervenuta sull’argomento. Il valore coincide con i dati, i dati sono, allo stesso tempo, una condizione per generare ricchezza, e ricchezza stessa. Ciò è possibile, da un punto di vista economico, attraverso la supremazia degli algoritmi, il potere si concentra sulla conoscenza e sulla proprietà dei dati. L’intelligenza artificiale, giusto per fare un esempio, è realizzabile utilizzando conoscenze che alimentano precisi algoritmi, con specifiche finalità, in grado di escludere taluni obiettivi a discapito di altri. Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, si sostiene da più parti, sarà possibile che le imprese e le società del futuro possano addirittura domare paure e ansie.
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