IL NOTIZIARIO

le notizie dalle maggiori testate italiane


LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 16 July 2019 AL GIORNO Tuesday 23 July 2019 SU: esteri




TITOLO: M49 catturato e rinchiuso in un recinto, ma l'orso trentino riesce a scappare
DATA:
OCCHIELLO: Preso a Porte di Rendena e portato nel recinto del Casteller. E' riuscito a scavalcare le recinzioni elettrificate e il muro di 4 metri. Ora è senza radiocollare. Inviati cani sulle sue tracce, vige l'ordine di sparare a vista
TESTO: Una diffida, affinché non si dia nessun ordine di abbattimento dell’orso M49 è stata inviata dalla Direzione generale competente del ministero dell’Ambiente agli uffici della Provincia di Trento. "Nessuna istruttoria fin qui elaborata dagli uffici, in collaborazione con Ispra, ha mai valutato il tema dell’uccisione dell’esemplare - sottolinea il ministro Costa - Il fatto che sia scappato dall’area attrezzata per ospitarlo non può giustificare un intervento che ne provochi la morte. Il presidente Fugatti moduli legittimamente il suo intervento. Le inefficienze mostrate nella cattura, che non mi vedono e mai mi hanno visto concorde, reclamano professionalità e attenzione massima. Cosa che invece fin qui non è stata mostrata. E adesso si parla di abbattimento? Assurdo e paradossale. Intanto ho chiesto a Ispra di mandare subito una squadra che congiuntamente ai tecnici della provincia autonoma di Trento faccia chiarezza sulla fuga di M49 e poi si intervenga con la cautela del caso senza minare la vita dell'animale". L'orso di 3 anni è considerato responsabile di numerosi danneggiamenti al patrimonio zootecnico e di tre tentativi di intrusione in locali produttivi o privati ed era stato al centro delle polemiche proprio ai piani alti del ministero dell'Ambiente. Il responsabile del dicastero aveva già definito un'inutile forzatura l'ordinanza firmata dal presidente della Provincia di Trento. Nulla da fare, aveva replicato Fugatti, definendo la "situazione ormai insostenibile", dopo che l'orso probabilmente affamato aveva fatto un ennesimo tentativo notturno di intrufolarsi in una malga. Il braccio di ferro per la cattura di M49, durato diverse settimane, aveva chiamato in causa anche l'Enpa (Ente nazionale protezione animali) che il 29 giugno ha lanciato l'hashtag #salvinisalvalorso per un appello con oltre 35mila adesioni. Solo il ministro dell'Interno sarebbe potuto intervenire per bloccare la cattura dell'orso sul quale ormai pende l'ordine di sparare a vista. Insieme ad altre associazioni ambientaliste, come la Lac (Lega Abolizione Caccia) era stata lanciata una petizione per evitare la sua cattura. Ora invece sui social è stato lanciato l'hashtag #fugaperlalibertà da coloro che fanno il tifo per la vita dell'animale. Ora che M49 è fuggito, Caterina Rosa Marino, responsabile della Lac Trentino Alto Adige, spiega che "la dinamica di questa fuga è strana. Voglio pensare affidandomi alla scienza e con razionalità, ma a meno che non siamo davanti a un "super orso" mi devo porre degli interrogativi. Adesso che è libero saranno finalmente liberi di sparargli? Noi speriamo che i forestali, che stanno agendo nella massima segretezza, quasi fossero della Cia, valutino il da farsi senza dover ricorrere all'abbattimento. Siamo coscienti delle proteste degli agricoltori e delle difficoltà legate a questo animale, che agisce nel suo habitat, ma crediamo debba essere fatto di tutto per evitare un abbattimento. La nostra speranza è che fugga velocemente da qui", conclude. Per Groff è probabile che l'orso sia intercettato nel caso di altre predazioni ad animali. "Forse riusciremo a trovarlo nel momento in cui si ciberà" dice. Sul fatto che non avesse il radio collare è "normale, era nella gabbia, non era necessario. Era impensabile che fuggisse". M49 è nato nell'ambito del progetto Life Ursus, avviato negli anni '90 con l'obiettivo di reintrodurre alcuni esemplari dalla Slovenia per impedire l’estinzione della specie nel territorio. "Oggi il numero di orsi in Trentino è eccessivo rispetto al numero sostenibile dal nostro territorio" ha precisato il governatore Fugatti, schierato al fianco degli allevatori, in diverse occasioni studiando le contromisure da prendere, compresa la cattura di M49 già annunciata nel febbraio scorso.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Trump attacca le deputate democratiche, la premier May: "Parole inaccettabili"
DATA:
OCCHIELLO: Il primo ministro britannico critica i tweet del presidente contro le parlamentari Ocasio-Cortez, Omar, Tlaib e Pressley. Tante le reazioni indignate anche negli Stati Uniti. Beto O'Rourke: "Presidente razzista, le deputate rappresentano l'America meglio di quanto lui potrà mai...
TESTO: Nonostante l'invito all'unità del presidente, molti esponenti repubblicani sono ancora riluttanti a prendere posizione. Sul tema l'indignazione è forte. Oltre May, anche il sindaco di Londra, Sadiq Khan risponde: "Queste parole le ho sentite pronunciare da razzisti e fascisti. Mai da un politico mainstream. E ora ecco a voi il presidente degli Stati Uniti che usa questo tipo di linguaggio", ha detto in un'intervista. Hillary Clinton ha rotto il suo silenzio per rispondere al presidente: "Sono americane e dici bene solo su una sola: il 'loro' governo è un'assoluta catastrofe". Persino la speaker della Camera, Nancy Pelosi, è scesa in campo in difesa della 29enne deputata di origini portoricane, con cui si era scontrata sui fondi per le frontiere, definendo le parole di Trump "xenofobe e destinate a dividere l'America". Dura anche la reazione di Beto O'Rourke, candidato alla nomination democratica: "Tutto ciò Razzista. Queste deputate sono americane come mai potrai esserlo tu e rappresentano i nostri valori meglio di quanto potrai mai fare tu", ha scrittto rispondendo ai tweet di Trump.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Il matematico Alan Turing sulla nuova banconota da 50 sterline
DATA:
OCCHIELLO: Il padre della moderna scienza informatica ed eroe di guerra, morì suicida nel 1954
TESTO: IL VOLTO di Alan Turing, il matematico considerato il padre della moderna scienza informatica e che decifrò il codice Enigma usato dai nazisti, contribuendo in maniera decisiva alla vittoria degli Alleati nella Battaglia dell'Atlantico, comparità sulla nuova banconota da 50 sterline. Lo ha annunciato la Banca d'Inghilterra, rendendo così omaggio al genio di Turing, la cui figura venne riabilitata solamente nel 2009. LEGGI Turing, le lettere inedite: ''Odio gli Stati Uniti" Il matematico, pioniere dell'intelligenza artificiale, nel 1953 venne condannato per comportamenti osceni, a causa della sua relazione con un uomo e per la sua omosessualità venne escluso da ogni incarico pubblico. Quale parte della sentenza, Turing accettò di sottoporsi al trattamento di castrazione chimica. Nel 1954 morì suicida. Nel 2017, il Parlamento britannico ha approvato la 'Alan Turing Law', la legge che consente la riabilitazione postuma di coloro che in passato erano stati condannati a causa delle leggi contro l'omosessualità.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Von der Leyen scrive ai partiti europeisti in cerca di consenso. Ecco le lettere
DATA:
OCCHIELLO: La candidata tedesca alla Commissione europea parte in salita in previsione del voto decisivo di domani
TESTO: BRUXELLES. Ecco le lettere con le quali Ursula von der Leyen cerca di assicurarsi il sostegno dei partiti europeisti in vista della complicata fiducia che l’aspirante presidente della Commissione Ue deve incassare domani a Strasburgo. E così a Socialisti e democratici nonché ai Liberali di Renew Europe, Vdl promette molto, a partire da un provvedimento sul taglio del 55% delle emissioni nel 2030 da varare entro i suoi primi 100 giorni di presidenza, flessiblità sui conti pubblici, un nuovo Patto europeo sui migranti e una serie di provvedimenti sociali. Da vedere se le promesse basteranno a regalarle una maggioranza in aula. Ad ogni modo, la tedesca va incontro a quasi tutte le richieste dei gruppi europeisti dopo essere stata evasiva e in parte contraddittoria nelle audizioni della scorsa settimana. Von der Leyen per passare domani pomeriggio ha bisogno della maggioranza assoluta dell’Assemblea, 374 voti. Al momento nei calcoli informali dei gruppi è sotto di una quarantina. La nomina della tedesca da parte dei leader europei ha irritato il Parlamento in quanto ha calpestato il sistema degli Spitzenkandidaten, il meccanismo democratico in piedi dal 2014 che assegna la presidenza della Commissione europea al portabandiera del partito vincitore alle elezioni. Un problema si è creato anche tra i tedeschi, con la Spd che non ha perdonato ad Angela Merkel di avere portato al potere la sua ex delfina grazie al peso di un governo di coalizione e la Csu ancora infuriata per la mancata difesa a oltranza del candidato naturale alla presidenza, ovvero Manfred Weber, capolista del Ppe. Tra l’altro le audizioni della scorsa settimana di fronte ai gruppi parlamentari non hanno aiutato, con le risposte programmatiche di Vdl giudicate insufficienti da tutti gli europeisti ovvero Ppe, Pse e Re. Ecco perché von der Leyen parte in salita, con Socialisti e democratici spaccati di netto e una ventina di franchi tiratori pronti a colpire anche tra i Popolari e Liberali di Renew Europe. Si sono sfilati i Verdi e la sinistra della Gue. Vdl cerca una maggioranza europeista, ma strizza l’occhio anche ai Conservatori e ai Cinquestelle. Insomma, accetta i voti di sovranisti e populisti di governo, mentre sembra aver chiuso a Id, il gruppo di Salvini e Le Pen intorno al quale il Parlamento europeo ha steso un cordone sanitario. Ad ogni modo quando più forte numericamente e quanto più coesa sarà la sua (eventuale) maggioranza, quanto meglio partirà il suo mandato, altrimenti azzoppato in partenza. Le due lettere sono dunque decisive per von der Leyen, che questa sera incontrerà il suo partito di appartenenza, il Ppe. Le missive sono leggermente diverse, 7 pagine quella ai liberali, 8 quella a Socialisti e democratici perché più corposa su economica e migranti. In entrambi i testi promette «entro 100 giorni» un provvedimento legislativo per garantire che l’Unione raggiungerà il target di emissioni zero entro il 2050, promettendo di centrare anche l’obiettivo intermedio del taglio del 50% della Co2 nel 2030, senza escludere di riuscire ad arrivare anche al 55%. Von der Leyen promette di raggiungere i target senza danneggiare l’industria immaginando una serie di fondi e strumenti speciali per aiutarne la transizione verso il carbon free. Sui conti pubblici, tema caro ai Socialisti e democratici e in particolare al Pd, promette «piena flessiblità» nell’applicazione del Patto di stabilità, in linea con la Commissione di Jean-Claude Juncker, accompagnata da politiche favorevoli alla crescita. Nelle lettere spazio anche allo schema per riassicurazione europea contro la disoccupazione in caso di shock economici e il completamento dell’Unione bancaria, altri due punti fondamentali per i paesi mediterranei. Nella lettera ai socialisti apre anche al salario minimo europeo, a una European Child Guarantee che permetta a tutti i bambini del continente di avere accesso ai diritti base. Rilancia la lotta della Commissione Juncker per arrivare a far pagare le tasse in Europa alle multinazionali del digitale. E ancora, quote rosa nei Cda delle aziende e politiche per la prevenzione della violenza contro le donne. Von der Leyen scommette sul digitale, ma entro 100 giorni promette un Approccio europeo sulle implicazioni etiche e umane legate all’intelligenza artificiale, quindi proseguendo il lavoro già iniziato da Juncker. Il tutto puntando a una leadership europea tecnologica, oggi persa, grazie a investimenti. Sul rispetto dello stato di diritto interno all’Unione, tema tabu per i Visegrad, per i governi illiberali di Polonia e Ungheria, promette maggior dialogo con i governi interessati ma anche un ruolo crescente per il Parlamento. Altro tentativo di dissipare i dubbi legati alla sua candidatura, favorita dai Visegrad con la complicità del governo italiano attraverso Matteo Salvini che hanno bocciato il laburista Timmermans, l’uomo che in questi 5 anni al fianco di Juncker ha proprio lavorato sul rispetto dei diritti nell’Europa centro-orientale. Nella missiva ai Socialisti e democratici, Vdl promette un nuovo inizio sulle politiche migratorie con un Nuovo Patto su Migranti e Asilo tra l’altro con nuovo sostegno ai paesi di frontiera che si trovano a gestire gli sbarchi. Lotta ai trafficanti e apertura ai canali di immigrazione legale completano il quadro. Senza dettagli, comunque, non sembra esserci una rivoluzione rispetto a Juncker e soprattutto non spiega come intenda far accettare ai governi principi già proposti da Bruxelles e bocciati dai Visegrad. Per rinforzare l’Unione, von der Leyen pensa a una Conferenza sul futuro dell’Europa da lanciare nel 2020 coinvolgendo per due anni cittadini e istituzioni. Al termine dei lavori, promette nuove proposte legislative dicendosi anche favorevole a quel cambio dei Trattati che da almeno 15 anni è un tabù. Promette di lavorare per arrivare a decisioni a maggioranza qualificata in politica estera, togliendo il potere di veto ai singoli governi (ci aveva provato anche Juncker, senza successo). Sempre per ingraziarsi il Parlamento, von der Leyen promette di dare anche a Strasburgo il diritto di iniziativa legislativa, garantendo che quando l’aula approverà a maggioranza una proposta normativa la Commissione la tramuterà in un atto concreto. Ancora per superare il peccato originale della sua nomina, promette di rivedere il sistema degli Spitzenkandidaten in modo da renderlo efficace e apre alle liste transnazionali care a Macron (e dunque ai Liberali di Re). Una serie di punti che rappresenterebbero una vera rivoluzione democratica per l’Europa.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Un allattamento lungo un anno: svelate le cure di mamma australopiteco
DATA:
OCCHIELLO: I piccoli di A.africanus venivano allattati per circa 12 mesi e anche dopo se il cibo scarseggiava. La scoperta, in parte italiana, permette di far luce sull'evoluzione delle cure parentali e forse anche sul destino di questo nostro lontano parente
TESTO: FRUTTA, foglie, erbe, qualche radice. La dieta dei nostri antichi parenti Australopithecus africanus, vissuti in Sud Africa più di due milioni di anni fa era soprattutto questa. Ma cosa mangiassero i loro piccoli non è del tutto chiaro, così come sfuggiva, finora, come questa specie allevasse la propria prole. Secondo una ricerca pubblicata oggi su Nature le mamme di A. africanus allettavano i figli per circa un anno, in maniera simile ai parenti del genere Homo. E riprendevano a farlo dopo l'anno se magari il cibo scarseggiava. La scoperta aggiunge un tassello in più alla comprensione sulla natura e sull'evoluzione delle cure parentali all'interno del nostro albero genealogico, ma permette anche di azzardare qualche ipotesi sulle possibili ragioni che portarono all'estinzione di questa specie. Ma andiamo con ordine.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Ai pioppi piace la plastica: le radici assorbono ftalati
DATA:
OCCHIELLO: I microinquinanti vengono accumulati e poi eliminati dagli alberi. Lo sotiene uno studio italiano sul Populus alba Villafranca che potrebbe aprire nuove strade per lo smaltimento
TESTO: I pioppi sono dei "mangiaplastica": le loro radici sono infatti in grado di assorbire e accumulare i principali composti inquinanti, gli ftalati, eliminandoli dall'ambiente. Lo dimostra una ricerca tutta italiana pubblicata sulla rivista Environmental Science and Pollution Research e guidata Francesca Vannucchi, dell'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Lo studio pone le basi anche per approfondire il meccanismo con cui queste sostanze tossiche vengono degradate all'interno dei tessuti vegetali. Gli ftalati sono microinquinanti dagli effetti decisamente negativi sul funzionamento degli ecosistemi e sulla salute umana. Si tratta di una famiglia di composti chimici usati nell'industria delle materie plastiche, in particolare nel Pvc, per migliorarne flessibilità e modellabilità, ma trovano impiego anche in profumi, pesticidi, smalti per unghie e vernici. La ricerca, cui ha collaborato anche l'Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Pisa, ha dimostrato che il pioppo della specie Populus alba Villafranca, potrebbe essere il candidato adatto per ridurre gli impatti negativi dovuti alla persistenza di questi composti nell'ambiente: le sue radici, infatti riescono ad assorbire e immagazzinare gli ftalati, confermando la grande tolleranza di questa pianta alle sostanze inquinanti. Ulteriori studi saranno necessari per capire come i composti vengono poi smaltiti e utilizzati all'interno dei tessuti vegetali.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Clima, la grande corsa ai climatizzatori è già iniziata
DATA:
OCCHIELLO: Uno studio su 8 Paesi (5 europei) dimostra che l'installazione di impianti di raffreddamento dell'aria è destinato ad aumentare. L'impennata a partire dagli anni '90
TESTO: IN ASSENZA di politiche mirate ed efficaci, molte famiglie si affideranno ai condizionatori per adattarsi ai cambiamenti climatici, rischiando di generare ancora più emissioni di gas ad effetto serra. La tendenza, già in atto, è confermata da uno studio italiano pubblicato su Environmental Science and Policy. La ricerca, guidata da Enrica De Cian, professoressa dell'Università Ca' Foscari Venezia e ricercatrice del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc), analizza per la prima volta le dinamiche di adozione degli impianti per l'aria condizionata e degli isolamenti termici per raffreddare gli ambienti in 8 Paesi, di cui 5 europei, da oggi al 2040, combinando i dati di un sondaggio condotto dall'Ocse su un campione di famiglie con dati climatici. Oltre alle importanti differenze regionali nei singoli Paesi, e all'impennata nelle città, lo studio evidenzia che, più del reddito, una delle componenti essenziali per scegliere di dotarsi di un condizionatore è la ricchezza del nucleo familiare. Determinanti anche la presenza di soggetti a rischio nelle abitazioni, come bambini ed anziani. Altri fattori che giocano un ruolo importante sono la tipologia, la proprietà e lo stato dell'abitazione nonché la consapevolezza ambientale del capo famiglia, e l'abitudine a mettere in pratica comportamenti di risparmio energetico. La professoressa De Cian puntualizza inoltre che "gli europei hanno tutto sommato una bassa propensione ad installare ed usare l'aria condizionata nelle loro abitazioni (20% in Europa), rispetto a Paesi come Giappone (90%) e Australia (72%) che arriveranno al 100% nel 2040. Ovviamente le differenze climatiche e culturali dei diversi Paesi europei e delle loro regioni, portano a percentuali di adozione attuali e future molto diverse". A fronte di un aumento medio del 4.3% del numero di persone che avranno un condizionatore tra il 2011 e il 2040, nei 5 Paesi europei analizzati, lo studio evidenzia come questo aumento sia in maggior parte dovuto all'urbanizzazione (3/4) rispetto al clima (1/4). La Francia è tradizionalmente un Paese con poca propensione all'aria condizionata, sia per ragioni culturali che climatiche, e con quasi metà delle abitazioni dotate di isolamento termico. Nel 1990 la percentuale di nuclei familiari con l'aria condizionata era molto bassa mentre dal 2000 si vede una crescita lenta ma costante, per arrivare al 13% nel 2011 e al 17.3% nel 2040. L'Olanda, come la Francia, vede quasi il 60% delle sue abitazioni dotate di isolamento termico. Tra gli anni '90 e il 2011, i giorni caldi sono però aumentati del 60%, e la presenza di condizionatori nelle case ha subito un'impennata, passando dallo 0.5% del 1990 al 14% nel 2014. Lo studio stima che il 19% delle famiglie avrà un condizionatore nel 2040. La Spagna al contrario, essendo l'unico Paese mediterraneo analizzato dallo studio, mostra caratteristiche e distribuzioni ben diverse. Anche a causa delle numerose ondate di calore che l'hanno colpita negli ultimi anni, si passa dal 5% di condizionatori nel 1990 a quasi il 50% nel 2040, mentre gli isolamenti termici sono e saranno presenti solo in una casa su tre. La Svezia è, per ragione geografiche, tradizionalmente meno esposta alle ondate di calore, ma il numero di condizionatori oggi è 30 volte maggiore rispetto al 2005 e le proiezioni indicano un ulteriore aumento fino a raggiungere più di una famiglia su cinque nel 2040. Questo è inoltre uno dei Paesi più inclini ad implementare l'isolamento termico delle case, con quasi una famiglia su 2 nel 2040. La Svizzera, per caratteristiche climatiche e culturali, è il Paese europeo con meno condizionatori installati ad oggi, ma questi aumenteranno del 50% nei prossimi 20 anni, fino a raggiungere quasi il 15% delle famiglie al 2040. L'Europa è ad oggi molto in ritardo con i suoi impegni di riduzione dei gas serra al 2020 e al 2030. Se è vero che i nuovi edifici consumano in media il 40% in meno rispetto a quelli vecchi, in Europa solo l'1% degli edifici è di questo tipo, e diventa quindi essenziale il disegno di politiche mirate per ridurre i consumi energetici. "Come evidenziato da numerosi altri studi precedenti, migliorare l'isolamento termico degli edifici attraverso l'adozione di codici di costruzione è tra gli strumenti politici più efficaci per ridurre il consumo energetico residenziale e in particolare le esigenze di raffreddamento", spiega Filippo Pavanello, co-autore dello studio. "Le politiche dovrebbero anche puntare a sensibilizzare l'opinione pubblica, perché dimostriamo che la coscienza ambientale è un elemento determinante nello scegliere di installare o meno un condizionatore e scegliere la sua frequenza di utilizzo", aggiunge. Questo studio è il frutto del lavoro del gruppo di ricerca congiunto Ca' Foscari-Cmcc del progetto Energya, finanziato dallo European Research Council della Commissione europea, che studia proprio il tema dell'adattamento ai cambiamenti climatici attraverso l'uso di energia, e le modalità necessarie a cercare di spezzare questo circolo vizioso, dove più cambio climatico porta a più consumo di energia per l'adattamento, e quindi ad ulteriori emissioni di gas serra.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Il titolare dell’Istruzione Peretz attacca liberal e gay: e rischia di alienare molti elettori a Netanyahu
DATA:
OCCHIELLO: Il ministro che spacca Israele e imbarazza anche il premier
TESTO: Due gaffe pesantissime nel giro di una settimana fanno tremare il governo israeliano, già in tensione per l'appuntamento elettorale del 17 settembre. Protagonista in entrambi i casi è il ministro dell'Istruzione Rafi Peretz, 63 anni, esponente di punta del partito nazional-religioso Casa ebraica, una delle formazioni ultraortodosse che sono uscite vincitrici dal voto dello scorso aprile e che secondo i sondaggi saranno determinanti anche nel prossimo ritorno alle urne. In un'intervista televisiva rilasciata sabato, Peretz si è detto favorevole a una "terapia di conversione" per i giovani omosessuali, spiegando di averla lui stesso praticata su alcuni ragazzi che sarebbero in questa maniera stati ricondotti a un orientamento sessuale "normale". Le parole del ministro hanno scandalizzato buona parte della società israeliana, con editoriali sui giornali e manifestazioni di piazza, come quella che ieri sera ha visto centinaia di persone protestare a Tel Aviv. Tanto forte è stata la reazione che il premier Benjamin Netanyahu, che finora non aveva mai commentato le affermazioni poco corrette di Peretz, si è sentito in dovere di prendere le distanze e sottolineare la differenza di vedute con il ministro.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Usa, al via raid contro immigrati illegali. Trump attacca Ocasio: "Tornate da dove venite"
DATA:
OCCHIELLO: Le operazioni sono scattate ad Atlanta, Baltimora, Chicago, Denver, Houston, Los Angeles, Miami, New York e San Francisco. New Orleans, inizialmente nella lista delle autorità, è risparmiata a causa della tempesta tropicale 'Barry'. Nel mirino degli agenti della Immigrations and...
TESTO: Per il tycoon le combattive deputate, sempre più influenti nel partito democratico e in polemica con la speaker della Camera Nancy Pelosi, dovrebbero tornare indietro e aiutare a sistemare le cose nei Paesi di origine "i cui governi sono una totale catastrofe, il peggio che esiste al mondo", invece di criticare "la più grande e potente nazione sulla terra". Immediata la replica delle interessate, inclusa Pelosi. "Respingo i commenti xenofobi" di Trump: "invece che attaccare membri della Camera il presidente dovrebbe lavorare con noi per politiche dell'immigrazione che riflettano i valori americani" twitta Pelosi. "Mr. President noi ci battiamo per proteggere il paese dal peggiore, più corrotto e inetto presidente che si sia mai visto" le fa eco Omar. Trump "è arrabbiato perché non accetta un paese che possa includere anche noi, non accetta che l'America ci ha eletto e che non abbiamo paura di lui" aggiunge Ocasio-Cortez. Nel dibattito è intervenuta anche Hillary Clinton con un tweet: "Sono americane, e dici bene su una cosa: 'attualmente il 'loro governo è una completa e assoluta catastrofe".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: 'Narcotica', sulle rotte dei trafficanti tra Colombia-Messico-Albania e Calabria: il volto del narcotraffico oltre una serie tv
DATA:
OCCHIELLO: Valerio Cataldi racconta un piccolo villaggio di Guerrero, scelto dal Cartello del Sur per coltivare il papavero da oppio e trasformarlo in eroina. Un viaggio in cinque puntate che dal Messico arriva in Colombia per concludersi in Albania. Il procuratore Gratteri e i suoi uomini...
TESTO: L'UOMO è terrorizzato. Gli occhi spalancati, un filo di schiuma mista a sangue gli cola dalla bocca. Sbiascica qualcosa, dice che non ha nulla a che fare con i narcos. Forse è solo un tossico venuto a comprare qualche grammo, forse un uomo del Cartello Sierra Unida noto anche come Cartello del Sur. Quelli che lo hanno afferrato gli legano le mani e poi passano la corda attorno alle caviglie e lo incaprettano. Valerio Cataldi, inviato Rai, ci porta per la prima volta nel cuore di Guerrero, Stato poverissimo e turbolento del Messico sud occidentale, snodo del grande traffico di cocaina e eroina destinate al mercato statunitense ed europeo. Lo fa con Narcotica, un viaggio in cinque puntate che dal Messico arriva in Colombia per concludersi in Albania. Andrà in onda, grazie alla collaborazione tra Tg 3 e Rai 3, dal 17 luglio in seconda serata. Un reportage in presa diretta, con pochi commenti dell'autore che si è avvalso della collaborazione della collega Raffaella Pusceddu.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Creta, risolto il giallo della scienziata Usa uccisa: confessa un agricoltore
DATA:
OCCHIELLO: Suzanne Eaton, biologa molecolare di 59 anni, si trovava sull'isola greca per un convegno. Il movente è sessuale
TESTO: Atene - La polizia greca ha arrestato un 27enne, sospettato di aver ucciso la scienziata americana, Suzanne Eaton, il cui cadavere è stato rinvenuto in un bunker abbandonato della Seconda Guerra mondiale sull'isola di Creta all'inizio di luglio. La 59enne biologa molecolare si trovava sull'isola greca per un convegno. "La morte sembra sia stata causata da asfissia", ha spiegato la polizia, precisando che il motivo dell'omicidio sembrerebbe l'"abuso sessuale". Secondo i media locali, l'uomo avrebbe confessato: avrebbe prima investitola scienziata con la sua auto e poi l'avrebbe pugnalata. Un’aggressione a sfondo sessuale, su questo gli investigatori non hanno più alcun dubbio. L'agricoltore, sposato e padre di due figli, vive a Kissamos, a pochi chilometri dal luogo del delitto. Gli investigatori sostengono di averlo individuato grazie agli elementi raccolti nel bunker in cui è stato trovato il corpo della vittima.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: "Ecco M49, fotografato sul monte Marzola". La Consulta: legittime le leggi su cattura e abbattimento di orsi e lupi
DATA:
OCCHIELLO: Nella fototrappola l'orso individuato nei boschi a sud di Trento. E' in fuga da domenica, quando ha scavalcato il recinto del Casteller. Ma è polemica sull'ordine della Provincia di sparare a vista
TESTO: Le prime ricerche dell'orso di 3 anni e mezzo, dal peso di circa 140 chilogrammi, si sono concentrate fin da subito nella zona della Vigolana, ma senza alcuna segnalazione di orme o danni negli allevamenti. "La mia opinione - continua D'Amico - è che a breve lo troveranno. A quel punto bisogna capire cosa succederà. Spero vivamente che si faccia di tutto per evitare - come da dichiarazioni politiche della prima ora - di uccidere un animale solo perché non particolarmente educato. Il problema con gli allevatori lo abbiamo anche da noi, ma esistono dei risarcimenti, delle politiche. Non si può pensare di aver rintrodotto un orso sloveno e poi volerlo ammazzare solo perché non "educato" come altri". Lo spiega il professor Luigi Boitani, docente di Zoologia all’Università La Sapienza di Roma, intervistato dall'l'Adige: "Se un orso dà uno schiaffo a una persona che si è avvicinata troppo, non è uno sbaglio di chi ha fatto il ripopolamento: è un episodio di normale coesistenza fra umani e animali selvatici". Intanto, proprio durante l'inseguimento dell'orso, la Corte costituzionale stabilisce che sono legittime le leggi di Trento e Bolzano sulla cattura ed eventuale uccisione di orsi e lupi. L'ok arriva dopo l'esame in camera di consiglio dei due ricorsi del Presidente del Consiglio verso le due Province autonome. La Consulta ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale, giudicando che "la disciplina provinciale contestata rientri nell'ambito delle competenze legislative statutariamente affidate alle due Province autonome". Una decisione che alimenterà altri post sui social dove sono già centinaia i commenti fatti di tifo sfegatato per la "grande fuga", scontri politici sulla pericolosità dell'animale e hashtag dedicati alla sua impresa. "L'orso M49 è, evidentemente, un genio delle evasioni paragonabile a Papillon e dotato di superpoteri come un eroe della Marvel Comics, fuggito da un recinto degno di Jurassic Park da cui fuggivano i Tirannosaurus Rex", sostiene in una nota la Lega abolizione caccia (Lac) del Trentino Alto Adige, spingendosi oltre nelle ipotesi: "Casualmente scavalca il recinto, casualmente rimane indenne alle scariche elettriche, casualmente gli avevano già tolto il radiocollare, casualmente non potendo più controllare dove si trova l'orso è stato diramato l'ordine di sparare a vista al nemico pubblico numero uno del Trentino; casualmente questa fuga consente di dichiarare l'allerta massima. Era in montagna in area poco antropizzata ed è stato trasportato alle porte della città. Adesso questa evasione 'provvidenziale', dal punto di vista dell'attuale amministrazione nemica di fauna e vita selvatica, offre loro il margine di poter anche sparare per uccidere", commenta la Lac che si augura: "essendo stato l'orso M49 così tanto scaltro e dotato di superpoteri da fuggire dal Casteller trovi il modo di volare via in cerca di una regione realmente amichevole con la fauna selvatica". Mentre permangono i contrasti fra le dichiarazioni del governatore leghista trentino Maurizio Fugatti, che ha dato l'ordine di sparare a vista solo nel caso l'animale dovesse avvicinarsi alle abitazioni, e la nota del ministro Costa che invitava a non sparare, le associazioni animaliste da Legambiente al Wwf si schierano tutte in difesa dell'orso nella speranza che non gli venga fatto del male. Il coordinamento del progetto Life for Ursus lo paragona invece a King Kong. "Adesso l'orso volante M49 che prima era in area scarsamente antropizzata si trova suo malgrado alle porte di Trento, se volete come quando quei buontemponi prelevano King Kong dalla sua isola sperduta e lo trascinano in catene nel cuore di Manhattan. Come si conclude la trama dei film su King Kong lo sanno tutti: la bestia si difende ma infine soccombe. Questo triste copione ormai è scritto anche per M49. Ma - prosegue Life Ursus - non possiamo rassegnarci a farci rappresentare, tutti noi, da queste modalità di comportamento prescientifiche e disumane". Nel frattempo diverse associazioni hanno dichiarato di voler intraprendere azioni legali in caso di uso della forza o delle armi contro M49.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Cnn, Assange era in contatto con intelligence russa
DATA:
OCCHIELLO: La rivelazione della tv statunitense: il fondatore di Wikileaks riceveva personalmente consegne, potenzialmente di materiale hackerato legato alle elezioni Usa del 2016
TESTO: WASHINGTON - Nuovi documenti ottenuti in esclusiva dalla Cnn rivelano che il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, riceveva personalmente consegne di materiale hackerato legato alle elezioni Usa del 2016 durante una serie di incontri sospetti nell'ambasciata londinese dell'Ecuador dove ha vissuto protetto per sette anni. L'emittente sostiene che "non ci sono dubbi sulla prova che avesse legami con le agenzie di intelligence russe". I documenti rafforzano l'ipotesi, sollevata dal procuratore speciale Robert Mueller nel rapporto sulle interferenze russe, che corrieri abbiano portato ad Assange file trafugati e che lui abbia incontrato russi e hacker in momenti critici. Inoltre, il fondatore di Wikileaks avrebbe avuto a disposizione un nuovo sistema informatico e hardware di rete per facilitare il trasferimento di dati proprio poche settimane prima di ricevere materiale da operativi russi. I dettagli dell'indagine giornalistica arrivano da centinaia di rapporti di sorveglianza compilati dalla Uc Global, una società di sicurezza privata spagnola che lavorava per il governo di Quito. Rapporti da cui emergerebbe che Assange, ora sotto inchiesta in Usa, aveva trasformato l'ambasciata in una sorta di centrale operativa e orchestrato una serie di rivelazioni dannose che avrebbero condizionato la campagna presidenziale del 2016 negli Stati Uniti. I registri di sicurezza indicano che Assange gestì personalmente direttamente dall'ambasciata alcune delle rivelazioni.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Ue, von der Leyen: "Se Europa fosse donna sarebbe Simone Veil. Io nemica di chi vuole indebolire l'Unione"
DATA:
OCCHIELLO: Così la candidata designata dai Ventotto alla presidenza della Commissione europea che propone "un accordo verde per l'Europa nei primi cento giorni del mio mandato". Voto previsto alle diciotto.  
TESTO: La cancelliera tedesca Angela Merkel l'ha definita una "europea convinta e convincente". "Anche se oggi perdo un ministro, guadagno una nuova alleata a Bruxelles. Ecco perché non vedo l'ora di iniziare a collaborare", ha dichiarato. "Un inizio incoraggiante. Ma è solo l'inizio. Apprezziamo le proposte programmatiche della Presidente in direzione di un'Europa finalmente più solidale, più rispettosa dell'ambiente e più sicura rispetto ai traffici illeciti e alla migrazione illegale. L'Italia intende fare la sua parte affinché l'Europa sappia rinnovarsi e torni a mettere i cittadini al centro del suo futuro", ha affermato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Congratulazioni anche dal sindaco di Milano. "Nel suo discorso ha toccato molti argomenti" ha detto Beppe Sala. In particolare ho notato l'accento posto su una maggiore incisività delle politiche ambientali e l'attenzione al tema delle migrazioni. Mi auguro che si adopererà per farli diventare punti centrali del suo mandato". "È La prima donna, non sarà l'ultima. Tutti insieme dovremo aiutarla per restituire un'anima all'europa, un ideale, una speranza, una passione. Viva l'europa, buon lavoro signora presidente", così l'ex segretario del pd Matteo Renzi.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: "Ecco M49, fotografato sul monte Marzola". La Consulta: legittime le leggi su cattura e abbattimento di orsi e lupi
DATA:
OCCHIELLO: Nella fototrappola l'orso individuato nei boschi a sud di Trento. E' in fuga da domenica, quando ha scavalcato il recinto del Casteller. Ma è polemica sull'ordine della Provincia di sparare a vista
TESTO: Le prime ricerche dell'orso di 3 anni e mezzo, dal peso di circa 140 chilogrammi, si sono concentrate fin da subito nella zona della Vigolana, ma senza alcuna segnalazione di orme o danni negli allevamenti. "La mia opinione - continua D'Amico - è che a breve lo troveranno. A quel punto bisogna capire cosa succederà. Spero vivamente che si faccia di tutto per evitare - come da dichiarazioni politiche della prima ora - di uccidere un animale solo perché non particolarmente educato. Il problema con gli allevatori lo abbiamo anche da noi, ma esistono dei risarcimenti, delle politiche. Non si può pensare di aver rintrodotto un orso sloveno e poi volerlo ammazzare solo perché non "educato" come altri". Lo spiega il professor Luigi Boitani, docente di Zoologia all’Università La Sapienza di Roma, intervistato dall'l'Adige: "Se un orso dà uno schiaffo a una persona che si è avvicinata troppo, non è uno sbaglio di chi ha fatto il ripopolamento: è un episodio di normale coesistenza fra umani e animali selvatici". Nel frattempo, proprio durante l'inseguimento dell'orso, la Corte costituzionale stabilisce che sono legittime le leggi di Trento e Bolzano sulla cattura ed eventuale uccisione di orsi e lupi. L'ok arriva dopo l'esame in Camera di consiglio dei due ricorsi verso le due Province autonome. La Consulta ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale, giudicando che "la disciplina provinciale contestata rientri nell'ambito delle competenze legislative statutariamente affidate alle due Province autonome". Una decisione che, secondo il Wwf, riguarda un problema di competenze normative tra Stato e province autonome e non casi concreti come quello di M49, ma che è destinata ad alimentare altri post sui social, dove sono già centinaia i commenti su "grande fuga", tra contri politici sulla pericolosità dell'animale e hashtag dedicati all'impresa dell'animale. "L'orso M49 è, evidentemente, un genio delle evasioni paragonabile a Papillon e dotato di superpoteri come un eroe della Marvel Comics, fuggito da un recinto degno di Jurassic Park da cui fuggivano i Tirannosaurus Rex", sostiene in una nota la Lega abolizione caccia (Lac) del Trentino Alto Adige, spingendosi oltre nelle ipotesi: "Casualmente scavalca il recinto, casualmente rimane indenne alle scariche elettriche, casualmente gli avevano già tolto il radiocollare, casualmente non potendo più controllare dove si trova l'orso è stato diramato l'ordine di sparare a vista al nemico pubblico numero uno del Trentino; casualmente questa fuga consente di dichiarare l'allerta massima. Era in montagna in area poco antropizzata ed è stato trasportato alle porte della città. Adesso questa evasione 'provvidenziale', dal punto di vista dell'attuale amministrazione nemica di fauna e vita selvatica, offre loro il margine di poter anche sparare per uccidere", commenta la Lac che si augura: "essendo stato l'orso M49 così tanto scaltro e dotato di superpoteri da fuggire dal Casteller trovi il modo di volare via in cerca di una regione realmente amichevole con la fauna selvatica". Mentre permangono i contrasti fra le dichiarazioni del governatore leghista trentino Maurizio Fugatti, che ha dato l'ordine di sparare a vista solo nel caso l'animale dovesse avvicinarsi alle abitazioni, e la nota del ministro Costa che invitava a non sparare, le associazioni animaliste da Legambiente al Wwf si schierano tutte in difesa dell'orso nella speranza che non gli venga fatto del male. Il coordinamento del progetto Life for Ursus lo paragona invece a King Kong. "Adesso l'orso volante M49 che prima era in area scarsamente antropizzata si trova suo malgrado alle porte di Trento, se volete come quando quei buontemponi prelevano King Kong dalla sua isola sperduta e lo trascinano in catene nel cuore di Manhattan. Come si conclude la trama dei film su King Kong lo sanno tutti: la bestia si difende ma infine soccombe. Questo triste copione ormai è scritto anche per M49. Ma - prosegue Life Ursus - non possiamo rassegnarci a farci rappresentare, tutti noi, da queste modalità di comportamento prescientifiche e disumane". Nel frattempo diverse associazioni hanno dichiarato di voler intraprendere azioni legali in caso di uso della forza o delle armi contro M49.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Stretto di Hormuz, scompare petroliera. Gli Usa accusano l'Iran che risponde: "L'abbiamo soccorsa"
DATA:
OCCHIELLO: L'imbarcazione con bandiera panamense di proprietà di Prime Tankers e attiva negli Emirati Arabi Uniti è scomparsa dai radar lo scorso 13 luglio dopo essere entrata nello Stretto di Hormuz
TESTO: TEHERAN. La rotta della petroliera Mt Ria dai porti del Mare dell'Oman a Dubai passa per lo Stretto di Hormuz, quella linea di demarcazione che divide la Penisola arabica dalle coste dell'Iran. É stato proprio durante questo passaggio, il 13 luglio, che ha interrotto improvvisamente il segnale elettronico. Visti i precedenti con le petroliere nel Golfo con reciproche accuse tra Stati Uniti e Iran, gli americani sono subito partiti all'attacco di Teheran. Secondo quanto scritto dalla Cnn, che cita fonti dell'intelligence, la Riah sarebbe stata costretta a entrare nelle acque iraniane dalle forze navali delle Guardie rivoluzionarie, senza però specificarne motivi e modalità. Fonti dell'amministrazione Usa si sono spinti oltre. Un funzionario della Difesa americana ha detto all'Associated Press che il Ria era nelle acque territoriali iraniane vicino all'isola di Qeshm, dove c'è una base della Guardia Rivoluzionaria. "Abbiamo credibili sospetti che sia stata presa. Potrebbe essersi rotta o essere stata rimorchiata per assistenza? Questa è una possibilità, ma per ora è una preoccupazione". A instillare ancora più dubbi che la petroliera potesse essere stata sequestarata dagli iraniani, le dichiarazioni del capitano Ranjith Raja della società di navigazione Refinitiv, che ha dichiarato all'AP che la petroliera non aveva mai disattivato il monitoraggio in tre mesi di viaggio: "Questa è una bandiera rossa", ha detto.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Usa, sgozza la fidanzata e posta la foto su Instagram
DATA:
OCCHIELLO: Dopo averla quasi decapitata, il 21enne ha postato sui social il corpo martoriato della ragazza
TESTO: Brandon Clark dal suo profilo Instagram Diplomatasi il mese scorso, in attesa di andare al college in autunno, con 35mila follower sulla Rete e un probabile futuro da influencer, Bianca era "un'artista di talento, il cui sorriso illuminava le nostre vite", ha fatto sapere la famiglia. La ragazza è stata trovata domenica mattina sgozzata, stesa accanto a un Suv a Utica, la cittadina in cui viveva, a 400 km a nord di New York. Accanto a lei la polizia ha trovato il ragazzo, che ha tentato di uccidersi all'arrivo degli agenti, pugnalandosi più volte al collo. Ferito gravemente, è stato trasferito in ospedale in condizioni critiche ma dovrebbe sopravvivere e dovrà rispondere di omicidio di secondo grado. Prima di essere disarmato dagli agenti, Clark è riuscito a scattare diverse foto di se stesso, sanguinante, steso sul telo cerato verde che copriva il cadavere mutilato di Bianca, e le ha postate su Snapchat. Altre immagini del cadavere della ragazza le ha pubblicatesu Instagram e anche su Discord, una piattaforma per chattare che mette in contatto gli influencer con i loro follower. Il server sta collaborando con la polizia e da lunedì foto e messaggi postati non sono più accessibili; stessa cosa per le 'storie' su Instagram e Snapchat che sono scomparse dopo 24 ore. Purtroppo c'è chi ne ha fatto una foto per continuare a condividerle su altri social.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Usa, il re del narcotraffico El Chapo condannato all'ergastolo: "Mi è stato negato un processo equo"
DATA:
OCCHIELLO: Riconosciuto colpevole di dieci capi di imputazione. La pena comprende anche un'ulteriore condanna a 30 anni e la restituzione di 12,6 miliardi di dollari. Prima della sentenza ha preso la parola per dire che gli è stato negato un giusto processo e lamentarsi delle condizioni...
TESTO: In aula, è stato lui stesso a prendere la parola prima della sentenza. Narcisista e megalomane, avrebbe voluto testimoniare in sua difesa ma è stato sconsigliato dal suo avvocato. LEGGI Nell'aula bunker con il re dei narcos El Chapo di F. RAMPINI Guzman si è lamentato delle condizioni della sua detenzione e ha detto al giudice di non aver avuto un processo equo, soprattutto per la "superficialità" del giudice Brian Cogan: "Il mio caso non era chiaro e mi avete negato un processo equo proprio di fronte al mondo intero che stava guardando", ha detto tramite un interprete. "Quando sono stato estradato negli Stati Uniti, mi aspettavo di avere un processo giusto ma è successo esattamente l'opposto". Poi ha ringraziato la sua famiglia per avergli dato "la forza di denunciare questa tortura che ho subìto negli ultimi 30 mesi. È stata una tortura, la situazione più disumana che abbia vissuto in tutta la mia vita. Una tortura fisica, emotiva e mentale". A suo avviso, il caso è stato "macchiato" dai pregiudizi dei giurati, che secondo il suo avvocato hanno letto impropriamente la copertura dei media venendone condizionati. Il difensore ha rilanciato quindi la richiesta di un nuovo processo. Nei giorni scorsi ne era già stata respinta una.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Usa, Camera approva una risoluzione di condanna per i commenti di Trump su 4 deputate
DATA:
OCCHIELLO: Il presidente Usa nella bufera per i tweet contro le parlamentari Ocasio-Cortez, Omar, Tlaib e Pressley. E un deputato dem chiede impeachment
TESTO: NEW YORK - La Camera a maggioranza democratica approva la risoluzione che condanna i commenti razzisti del presidente Donald Trump contro le deputate progressiste appartenenti a minoranze. Il via libera è arrivato al termine di una seduta convulsa, durante la quale la speaker Nancy Pelosi è stata ripresa dai colleghi per aver violato le regole vigenti, che vietano di definire il presidente razzista o dire dichiarare razzisti i suoi commenti. Dopo il tweet di domenica in cui Trump aveva invitato Alexandria Ocasio-Cortez, Rashida Tlaib, Ayanna Pressley e Ilhan Omar, quattro donne, elette alla camera dei rappresentanti, nessuna delle quali bianca, a tornarsene nel loro Paese d'origine, il presidente degli Stati Uniti aveva rincarato la dose, chiedendo perfino al partito repubblicano di difenderlo dalle critiche ricevute. "Quando si scuseranno con il nostro Paese, il popolo di Israele e con l'ufficio del Presidente, per il linguaggio volgare che hanno usato e per le cose terribili che hanno detto? Tante persone sono arrabbiate con loro e le loro azioni sono orribili e disgustose! ", aveva scritto il presidente Usa. Poi, citando tra virgolette e taggando l'attuale senatore della Carolina del Sud, Lindsey Graham, aveva aggiunto: "Sono anti-semite, anti-americane, la loro agenda politica è disgustosa e gli americani la bocceranno". "Sappiamo tutti - ha scritto ancora - che Ocasio Cortez e le altre sono un branco di comunisti, che odiano Israele e il nostro Paese". In ogni caso, aveva aggiunto, "se non sono contente di stare qui, possono andarsene". "Queste sono persone, a mio avviso, che odiano l'America", aveva concluso. La Camera americana si è spaccata dopo un dibattito feroce. La risoluzione voluta dai democratici è stata approvata con 240 voti a favore e 187 contrari: solo quattro repubblicani si sono uniti ai democratici nel condannare il presidente americano per i "commenti razzisti che hanno legittimato e aumentato i timori e il disprezzo". Trump, secondo indiscrezioni, avrebbe seguito il voto incollato alla tv e per seguirlo passo a passo avrebbe cancellato anche alcuni appuntamenti. Nonostante i tentativi repubblicani di bloccare il provvedimento, la Camera ha dato il suo via libera in uno schiaffo deciso e forse senza precedenti a Trump. La risoluzione approvata, secondo alcuni osservatori, potrebbe ora essere utile a contrastare Trump e le sue politiche nei tribunali americani, soprattutto sul fronte dell'immigrazione, tema caro al presidente. Il partito repubblicano ha tutto sommato superato il test del voto, mostrandosi compatto dietro al suo presidente e seguendo la linea dettata dal leader del Senato, Mitch McConnel. Dopo un assordante silenzio durato giorni, McConnell è finalmente uscito allo scoperto e affermato che il presidente "non è razzista". Il deputato democratico del Texas Al Green ha presentato alla Camera la sua risoluzione per l'impeachment di Donald Trump in seguito ai suoi commenti razzisti nei confronti delle deputate progressiste appartenenti a minoranze. Non è la prima volta che Green intraprende questa strada: l'obiettivo del deputato è spingere la Camera ad affrontare il nodo dell'impeachment nel breve termine vista la natura 'privilegiata' della risoluzione. L'iniziativa di Green è simbolica e appare sicuro che non sfocerà in nessun voto. La mossa si differenzia dalla richiesta avanzata da 80 membri della Camera di lanciare un'indagine per un possibile impeachment di Trump. L'attacco di Trump alle neodeputate "colpevoli" agli occhi del presidente di aver difeso i diritti dei migranti, ha scatenato un puriferio negli Stati Uniti ma anche fuori dai confini nazionali. A Trump ha risposto con durezza la premier britannica, Theresa May: le parole del presidente americano sono "completamente inaccettabili". La questione razziale è dunque tornata a dominare il dibattito politico americano.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Una bolla di aerogel per colonizzare Marte. "Creeremo l'effetto serra per abitare il pianeta"
DATA:
OCCHIELLO: La nanoschiuma, già largamente in uso, lascia passare la luce e trattiene il calore mentre scherma le radiazioni letali. È isolante e potrebbe essere usato per creare delle 'oasi' di abitabilità, con temperature temperate e acqua liquida, sul pianeta rosso
TESTO: Come materiale da costruzione si potrebbe usare l’aerogel di silice: è molto poroso e leggero, composto di diossido di silicio. La sua proprietà principale è una bassissima conduttività, quindi è isolante, ed è traslucido, così da lasciar passare la luce (e le radiazioni infrarosse). Trattiene il calore ma al contempo protegge dalle radiazioni dannose. Basterebbe uno strato spesso pochi centimetri di questa 'nanoschiuma': coperture o cupole potrebbero dunque diventare le serre sotto le quali la temperatura viene mantenuta al di sopra dello zero, per far sciogliere il terreno, l’acqua, coltivarci piante e creare degli habitat più 'umani'. Il tutto consumando pochissimo: "L’aerogel di silice è un materiale promettente perché è passivo – sottolinea Laura Kerber, ricercatrice al Jet Propulsion Laboratory della Nasa – non richiede grandi quantità di energia o la manutenzione di parti mobili per mantenere l’area calda per un lungo periodo di tempo". L'ispirazione viene dalla natura, osservando le calotte di ghiaccio polari di Marte stesso. Sono formate da ghiaccio d’acqua e anidride carbonica congelata (sulla Terra lo chiamiamo ghiaccio secco). La CO
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: La nuova vita del Rifugio Torino: così l'hi-tech porta in vetta la sostenibilità
DATA:
OCCHIELLO: Nel cuore delle Alpi la conversione della struttura nata nei primi anni Cinquanta che con pannelli solari, riciclo delle acque e raccolta differenziata dai suoi tremila (e passa) metri punta ancora più in alto nella gestione delle rinnovabili
TESTO: LE NUOVE tecnologie legate alla sostenibilità ambientale formano una cordata perfetta sul massiccio del Monte Bianco. A 3375 metri di altitudine il Rifugio Torino a Punta Helbronner è un modello su scala internazionale di gestione delle risorse e di buone pratiche in alta montagna. Un rifugio alpino con una lunga storia alle spalle che risale ai primi anni Cinquanta, quando nei pressi del colle del Gigante venne edificato il rifugio nuovo di proprietà delle sezioni del Club Alpino Italiano di Torino e Aosta. E che oggi, dopo aver attraversato diverse fasi, si presenta radicalmente rinnovato con una struttura all’avanguardia collegata all’avveniristica funivia Skyway Monte Bianco che dalla stazione di partenza di Pontal d'Entrèves, a Courmayeur, conduce velocemente alla stazione intermedia del Pavillon du Mont Fréty a 2173 metri e poi fino all'ultima a Punta Helbronner, a 3466 metri. Poco sotto la stazione di arrivo, che ospita una terrazza panoramica con vista a 360 gradi sul Bianco, sull’Aiguille Noire, sul Dente del Gigante e le Grandes Jorasses, si trova il Torino. Un rifugio tecno-ecologico.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Francia, Élisabeth Borne è la nuova ministra dell'Ambiente
DATA:
OCCHIELLO: La ministra dei Trasporti prende il posto del dimissionario François de Rugy
TESTO: Borne ha già dimostrato in passato la sua competenza in materia ambientale, quando condusse una delicata riforma della SNCF, società ferroviaria francese tra le principali aziende pubbliche francesi e era a capo delle questioni ambientali sotto Ségolène Royal, che guidava l'azienda. Ingegnere, diplomata al Politecnico nel 1981, Borne è il terzo funzionario ad occuparsi di ambiente sotto Macron. Il primo fu Nicolas Hulot che ad agosto dell'anno scorso diede le dimissioni "perché a questo governo non interessa l'Ambiente", disse. Nei due anni ai Trasporti ebbe a che fare con una riforma molto impegnativa che provocò diversi scioperi, ma che lei riuscì a portare a termine nonostante tutto. Un altro progetto, al quale sta attualmente lavorando, è quello sulla mobilità che prevede il trasporto "verde", tenendo conto delle "nuove mobilità" e dei mezzi per combattere l'inquinamento. Il testo, che sarà presentato a settembre, dovrà stabilire la circolazione degli scooter elettrici, premiare i dipendenti che vanno al lavoro in bicicletta e consentire ai comuni di creare "zone a bassa emissione" che vietino la circolazione dei veicoli inquinanti in determinati periodi.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Giappone, appicca incendio in un famoso studio di produzione anime e manga: 33 morti nel rogo
DATA:
OCCHIELLO: In fiamme i locali della Kyoto Animation, che produce popolarissimi cartoni animati. Non sono chiare le ragioni del gesto del presunto responsabile, che è stato arrestato. Al momento dell'incendio, all'interno dei locali c'erano circa 70 persone. Shinzo Abe: "Sono senza parole"....
TESTO: TOKYO - Un intero palazzo in fiamme, nuvole di fumo nero dalle fiestre. Urla, persone che corrono fuori, riescono a uscire per strada scalze, i volti anneriti, sono ustionate, gridano aiuto. Le immagini del rogo sono impressionanti. Dentro l'edificio della Kyoto Animation, famoso studio di produzione di anime e manga, c'è ancora tanta gente, quando riescono a entrare i vigili del fuoco, contano subito 12 corpi senza vita. Dopo diverse ore il bilancio è di 33 vittime. È stato un uomo di 41 anni a causare l'incendio. Una volta dentro gli uffici, ha urlato "ora morite! ", ha lanciato gasolio o un altro tipo di accelerante liquido non identificato, e ha fatto una strage. Anche lui ferito gravemente, è stato poi arrestato e sarà interrogato in ospedale. Non sono chiare le ragioni del gesto. Alcuni testimoni del quartiere hanno detto di aver sentito gridare: "Andate all'inferno", altri parlano di colpi provenienti dall'edificio. Un boato, le finestre che esplodevano. Al momento dell'incendio all'interno dei locali c'erano circa 70 persone. Secondo i media giapponesi l'incendio potrebbe essere stato fatto partire vicino alla porta principale, cosa che ha reso difficile la fuga dei dipendenti. Qualcuno è riuscito a uscire ma più della metà degli impiegati è rimasta bloccata nell'edificio a tre piani. Della trentina di feriti alcuni sono in condizioni critiche.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Migranti, Salvini si scontra con Francia-Germania su primo porto sicuro per l'approdo
DATA:
OCCHIELLO: Parigi e Berlino insistono per far approvare un documento sugli arrivi che vincoli in tal senso i Paesi che affacciano sul Mediterraneo. Prima della riunione, il tedesco Seehofer ha raggiunto il ministro degli Interni in sala e ha scherzato sulle accuse italiane: "Matteo, stai...
TESTO: HELSINKI - Tensione a Helsinki sul fronte migranti. Restano molto distanti le posizioni tra Italia e Malta, da una parte, e Germania e Francia, dall'altra. Questa mattina a margine della riunione dei ministri dell'Interno Ue, sono stati impegnati in un lungo confronto Matteo Salvini e i colleghi di Malta, Michael Farrugia, Germania, Horst Seehofer, e Francia, Christophe Castaner, oltre al rappresentante della presidenza finlandese. "Bisogna lavorare con un coerente impegno politico e finanziario, per attuare accordi di sbarco (e centri) con i Paesi terzi. È un punto cruciale che potrebbe contribuire a risolvere i conflitti a livello Ue in termini di solidarietà e ridistribuzione. Per il quale si immagina un sistema che, in linea con le aspettative degli Stati Ue più esposti, preveda misure di ridistribuzione obbligatorie", si legge in un documento ufficioso e riservato preparato da Italia e Malta per la riunione di oggi.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Malesia, finisce la favola della modella e del sultano: l'ex re divorzia dalla miss russa
DATA:
OCCHIELLO: Le ultime attendibili notizie dicono che l'amore tra Muhammad V del Kelantan e Rihana Oksana Voevodina è finito nel più triste dei modi, con il tradizionale divorzio islamico del "triplo talaq" ("Ti ripudio! Ti ripudio! Ti ripudio!), bandito in molti paesi del mondo ma non nella...
TESTO: BANGKOK - È stata una esotica love story da rotocalco di cui ha parlato il mondo, protagonista un Sultano ed ex re della Malesia 50enne capace di rinunciare alla corona per amore di una bellissima e giovane modella russa ex Miss Mosca di nome Rihana Oksana Voevodina. Il ricco sovrano Muhammad V del Kelantan - "innamorato a prima vista" come le confessò - l'ha conosciuta a casa di un gioielliere a Mosca, sposata e fatta convertire all'Islam in fretta e furia un anno e un mese fa per impedirle di andare a fare la modella in America. Poi attorno a settembre l'ha messa incinta del suo primo figlio, Ismail Leon Petra, nato ai primi di maggio quest'anno e a quanto pare sofferente per diverse settimane dopo il parto, in concomitanza con le prime avvisaglie della crisi di coppia. Le ultime attendibili notizie dicono che l'amore è finito nel più triste dei modi, con il tradizionale divorzio islamico del "triplo talaq" ("Ti ripudio! Ti ripudio! Ti ripudio! ), bandito in molti paesi del mondo ma non nella moderna isola di Singapore. Qui una corte della sharia li ha separati all'istante e irrevocabilmente, salvo celebrare nuove nozze. Sarà stata la differenza di età, certi imbarazzanti post Instagram di Miss Mosca o una sua forse innocente gaffe da "Regina" già in carica, nemmeno i malesi conoscono tutti i dettagli di questo ennesimo fallimento del loro Sultano nella scelta della giusta compagna, dopo aver abbandonato la precedente moglie di sangue blù ma forse sterile dopo pochi anni di matrimonio. La modella tempestata di messaggi, lettere e conversazioni whatsapp fin dal primo giorno dell'incontro, fu così travolta dalla passione del Sultano che volò a Kuala Lumpur con i genitori (madre top model anni '90) a fargli conoscere il futuro marito, tra limousine, saloni regali, foto di paparazzi e titoli cubitali visto che Muhammad V era a quel tempo il re reggente di tutta la Malesia, un titolo che i vari sultani regionali si attribuiscono a turno. Non è ancora chiaro chi abbia postato sui social media il certificato di annullamento del matrimonio rendendo noti fatti smentiti dal padre della ragazza e inizialmente da fonti del Palazzo reale del Kelantan. Ma molti tra i corridoi della corte devono aver gioito per la decisione del Sultano che potrebbe togliere al figlio della modella di nome Ismail Leon Petra ogni diritto al titolo di Tengku, o re. Non è improbabile che la diffusione del triplo talaq sia stata la vendetta digitale a un precedente messaggio Instagram di Rihana Oksana nel quale lei narrava le delizie della relazione con Muhammad e con il figlio del loro amore, e del suo status di Regina. "Un sogno diventato realtà", scrisse senza sapere che il loro matrimonio non era mai stato nemmeno iscritto sui registri di Corte. Forse innocentemente Rihana osò oltre l'etichetta come una Meghan tra i reali d'Inghilterra, e scrisse testuale che suo figlio Leon: "Inshallah (per volontà di Dio) è Sua altezza reale il principe ereditario di Kelantan e, Inshalla, (sarà) il futuro re della Malesia". Alle impellenti domande dei cronisti, il Palazzo si è limitato a usare espressioni chiaramente di fastidio. "Invitiamo il pubblico - ha detto un portavoce - a non nominare "certi individui" (Rihana, ndr) come la Regina di Kelantan. Nessun titolo come Permaisuri, Raja Perempuan, Sultanah "sono ammessi senza conferimento ufficiale dal palazzo". Il post Instagram non dev'essere stata la sola goccia a far traboccare il vaso di una relazione tra una testa coronata a capo dell'aristocrazia e formalmente anche del clero del paese islamico, con una donna giovane e fino a poco fa libera. A difesa della modella accusata dai bigotti malesi di aver posato troppo in sottoveste, c'è una laurea ottenuta con sacrificio in economia e un master come "specialista di marketing internazionale". In molti commenti social Rihana è stata definita semplicemente una madre ambiziosa e cinica, ma in tutta risposta il 3 giugno - quando le pratiche di divorzio erano già partite - scrisse sul suo account: "Tutto ciò che mi è stato detto sui cambiamenti che si verificano in una donna dopo la nascita di un bambino è vero. Questo amore è speciale. Questi sentimenti sono completamente nuovi. Sono grata ad Allah e a mio marito per nostro figlio. Ora siamo in tre. Grazie per aver scelto la nostra famiglia. "
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Porto Rico, in migliaia sfilano contro governatore omofobo. Ricky Martin al corteo: "Dimettiti"
DATA:
OCCHIELLO: I manifestanti chiedono le dimissioni di Ricardo Rossello, da giorni al centro delle polemiche per una chat privata dai toni omofobici che ha scatenato una grave crisi politica. Sul cantante diceva: "È così macho che dorme con gli uomini perché le donne non sono all'altezza". La...
TESTO: SAN JUAN - Migliaia di persone sono scese in strada a San Juan, per chiedere le dimissioni del governatore di Porto Rico, Ricardo Rossello, da giorni al centro delle polemiche: è emersa infatti una sua chat privata dai toni omofobici che ha scatenato una grave crisi politica sull'isola. Tra i manifestanti anche Ricky Martin e Benicio del Toro. La protesta è cominciata dal Campidoglio della capitale portoricana e ha coinvolto persone di tutte le età e professioni. Gli slogan e i cartelli chiedevano le dimissioni di Rossello. Sono giorni che le proteste si susseguono, ma il governatore non si scompone. In una conferenza stampa martedì ha riconosciuto di aver commesso "azioni improprie ma non illegali", ed è tornato a ripetere che rimarrà al suo posto: "Sono stato eletto dal popolo e continuerò la missione che mi è stata concessa, ora più che mai".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Trump sceglie Eugene Scalia come nuovo ministro del Lavoro
DATA:
OCCHIELLO: Figlio del defunto giudice della Corte Suprema Antonin Scalia, prende il posto di Alex Acosta
TESTO: WASHINGTON - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scelto Eugene Scalia, 55 anni, figlio del defunto giudice della Corte Suprema Antonin Scalia, come nuovo segretario del Lavoro. Lo riferisce il quotidiano statunitense “Politico”, che cita tre fonti anonime. Scalia sostituirà Alex Acosta che ha annunciato le sue dimissioni la scorsa settimana. Eugene Scalia, partner dello studio legale Gibson, Dunn & Crutcher, è un avvocato che nel 2006 ha sostenuto a nome di Wal-Mart una legge del Maryland che avrebbe richiesto al gigante della vendita al dettaglio di spendere più denaro per la salute dei suoi dipendenti. Il segretario statunitense del Lavoro, Alexander Acosta, ha annunciato lo scorso 12 luglio le sue dimissioni dopo le critiche sul suo passato coinvolgimento nel patteggiamento del miliardario Jeffrey Epstein che è stato recentemente incriminato da un tribunale federale per sfruttamento e istigazione alla prostituzione. Scalia ha già lavorato al ministero del Lavoro come avvocato e ha rappresentato l'ex presidente George W. Bush contro Al Gore nella disputa sulle elezioni presidenziali del 2000 quando vennero ricontate le schede in Florida. "Sarà un eccellente membro di un'amministrazione che ha fatto probabilmente più di tutte le amministrazioni della storia nei suoi primi due anni e mezzo", ha twittato il presidente Donald Trump.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Hong Kong, trenta ragazzi della protesta chiedono asilo politico a Taiwan
DATA:
OCCHIELLO: La conferma è arrivata dalla presidente dell'isola, Tsai Ing-wen, leader del Partito democratico e fermamente anti-cinese
TESTO: PECHINO - Da un'isola di diritti dentro la Cina, sempre più in pericolo, a un'isola di diritti appena fuori, e almeno per ora al sicuro. Alcune dozzine di giovani manifestanti di Hong Kong, membri del gruppo mascherato che il primo luglio ha fatto irruzione nel Parlamento per protestare contro la legge sull'estradizione e ne ha vandalizzato le sale, sono volate a Taiwan alla ricerca di asilo politico. Circa una trentina sarebbe già atterrata nella Repubblica di Cina, il nome ufficiale di Taiwan, secondo quanto riferito da una fonte anonima al tabloid Apple Daily, e un'altra trentina, se non di più, sarebbe in procinto di partire. Una conferma delle indiscrezioni è arrivata dalla presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, leader del Partito democratico, su posizioni anti-cinesi: "I dipartimenti rilevanti stanno seguendo la situazione - ha detto - questi amici di Hong Kong saranno trattati in modo appropriato sulla base di considerazioni umanitarie". Una porta aperta, come era lecito attendersi da una politica che si oppone a qualsiasi prospettiva di riunificazione con la Cina comunista, e che in questo momento si trova in campagna elettorale. Il legame tra le proteste di Hong Kong, scatenate da una legge che renderebbe possibile l'estradizione dei sospetti verso il continente, vista come un attentato alle sue libertà, e il futuro di Taiwan era già evidente. Pechino infatti continua a ribadire di volersi riunificare con la Repubblica di Cina, proprio come è avvenuto con l'ex colonia britannica nel 1997. In modo pacifico se possibile, oppure con altri mezzi. A gennaio a Taiwan si terranno le elezioni presidenziali, che vedranno confrontarsi Tsai e il suo Partito democratico, oppositori della Cina comunista, e Han Kuo-yu del Kuomintang, astro nascente che auspica invece un rapporto più stretto con Pechino. La richiesta di asilo dei ragazzi fuggiti da Hong Kong non potrà che diventare uno dei grandi temi del voto. A Hong Kong intanto la situazione resta tesa. La polizia indaga sulle manifestazioni violente degli ultimi giorni, tra cui l'assalto al parlamento del primo luglio e i tafferugli nel centro commerciale di domenica scorsa, motivo per cui i ragazzi sarebbero scappati: rischiano di finire in carcere, come successo ai protagonisti del Movimento degli ombrelli. Le proteste contro la legge sull'estradizione però non si fermano, nonostante la chief executive Carrie Lam l'abbia sospesa e dichiarata "morta". Decine di migliaia di persone, soprattutto i più giovani, continuano a chiedere la sua cancellazione definitiva, ma ora anche le dimissioni di Lam e perfino una vera democrazia. Una nuova grande marcia nel cuore della città è prevista per domenica, anticipata domani da una manifestazione dei gruppi "pro-Pechino". Secondo il South China Morning Post, a più di un mese dall'inizio delle proteste di massa, l'ufficio di collegamento del Partito comunista nella città starebbe predisponendo un piano per riportare l'ordine, una sorta di "commissariamento" della chief executive Lam. Stando ad alcuni studi, i disordini avrebbero anche iniziato a impattare sull'economia locale, con turisti e vendite dei negozi in discesa.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Terremoto in Grecia, paura ad Atene: scossa 5,3
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: Sono segnalati blackout telefonici, in diverse zone le telecomunicazioni funzionano a singhiozzo, con le reti sovraccariche, mentre ad Atene e nel Pireo sono state registrate interruzioni di corrente. Due persone sono state leggermente ferite da detriti caduti, danni lievi, hanno detto funzionari del ministero della Salute. Il governo ha precisato di non aver diffuso alcun ordine di evacuazione. Secondo il portavoce del governo, Stelios Petsas, non ci sono stati danni importanti, a parte il crollo di due case disabitate a Drapetsona presso il porto del Pireo, e nel porto stesso, dove è crollato un vecchio magazzino che non veniva più utilizzato. "I vigili del fuoco ritengono che sotto le macerie non sia rimasto nessuno", ha detto il giornalista Takis Tsafos. Crolli lievi anche a Petralona, che si trova a poca distanza dall'Acropoli, e ci sono notizie del crollo di un altro edificio abbandonato a Ermou Street, una strada dello shopping accanto a Piazza Syntagma. Danni segnalati anche alle facciate, mentre nessuna conseguenza per l'Acropoli di Atene, un complesso di antichi edifici greci tra cui il Partenone situato su una collina rocciosa che domina la capitale.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: M49, l'orso ancora in fuga. "Se catturato non può tornare in quella gabbia"
DATA:
OCCHIELLO: L'esperto dell'Ispra Piero Genovesi, inviato a Trento dal ministero, racconta come è fuggito. "Non errori tecnici umani, ma un'evasione impensabile". Il ministro Costa "Non ammazzate Papillon"
TESTO: A spiegare perché e cosa è stato scoperto finora sull'"evasione" di M49 è Piero Genovesi, responsabile del Servizio coordinamento fauna selvatica dell'Ispra, esperto che ha già collaborato con le autorità trentine ed è stato inviato proprio a Trento, su richiesta del ministero, per capire cosa fosse accaduto nel recinto del Casteller. LEGGI La proposta: "Il parco d'Abbruzzo lo adotti" Da un primo rapporto preliminare dell'Ispra è emerso che "la struttura, disegnata più di 10 anni fa dalla Provincia con il nostro supporto (dell'Ispra, ndr) e di altri esperti internazionali, è stata fatta con standard molto elevati - sostiene Genovesi -. E' alta più di tre metri, ha una rientranza introflessa a 45 gradi per evitare le fughe, 7 fili elettrici con una forza di scossa per ogni filo di 4,5 joule, decisamente dolorosa ma che non danneggia l'animale e sotto è costituita da un cordolo di cemento che impedisce lo scavo agli orsi. Questo significa che il recinto è di qualità, ma evidentemente non sufficiente a contenere un orso vivace come M49. Per cui è inevitabile che la struttura debba essere ripensata e modificata per renderla sicura. Ma ci vorrà tempo".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Malesia, la wrestler col velo che mette k.o. avversari e pregiudizi: "Voglio ispirare i giovani a essere coraggiosi"
DATA:
OCCHIELLO: Star social, con più di 35mila followers, i video dei suoi incontri mostrano i lottatori maschi titubanti nell'aggredirla come farebbero coi colleghi dello stesso sesso. Diciannove anni, 43 kg e 155 centimetri di altezza, è divenuta celebre perché col capo e il collo coperti dal...
TESTO: Prima di passare a questi spettacoli quasi teatrali di wrestling professionale da intrattenimento che richiedono un'alta preparazione tecnica per i rischi dei violenti scontri fisici, Diana la Fenice dall'età di 14 anni ha frequentato assiduamente una palestra di Kuala Lumpur che l'ha accettata senza battere ciglio nonostante in tutta la Malesia ci sia solo un'altra donna lottatrice. Quarta di 5 figli, Nor Diana nella vita normale è una giovane studentessa dalla vita semplice e pacifica. Suo padre lavora da meccanico e sua madre è una casalinga. In pochi anni, quando convinse i genitori a lasciarla provare senza lasciare gli studi, la sua tecnica acrobatica copiata dai video dei campioni di wrestling piccoli di statura è diventata virale e ha imparato a non temere gli avversari di qualunque stazza prevalentemente maschi. In tanti hanno cercato di dissuaderla dal salire sul ring con l'hijab e poi scontrarsi corpo a corpo con degli uomini contro ogni etichetta sociale dell'Islam. Ma dopo il successo, nemmeno gli stessi gruppi ortodossi del paese hanno detto una parola contro questa giovanetta che si esibisce indossando una tuta nera con una specie di fiamma simbolo del mitico uccello di fuoco. Nelle numerose interviste rilasciate anche in ottimo inglese ha spiegato così il suo alter combattente: "Quando salgo sul ring e divento Phoenix, sono una persona completamente diversa. Potrà essere piccola, ma può fare cose che la gente non può immaginare. Quando è sul ring, è veloce e vuole sempre vincere". I video dei suoi incontri, seguiti da migliaia di persone anche non particolarmente interessate a uno sport poco diffuso in Malesia, sembrano mostrare i lottatori maschi titubanti nell'aggredirla come farebbero coi colleghi dello stesso sesso. Ma l'effetto spettacolare nasce da un costante allenamento ad attutire le conseguenze degli scontri fisici senza diminuire l'impatto sul pubblico, con facili e frequenti errori di calcolo che possono essere fatali. L'assenza di remissività della Fenice l'ha resa il simbolo di una riscossa femminile per le tante coetanee velate e silenziose che a detta del suo allenatore hanno cominciato a iscriversi alla stessa palestra di Diana. Ma la lottatrice con l'hijab non è sempre stata così come appare oggi. "All'inizio ero insicura, e andavo a combattere con una maschera. Ma togliermela e rivelarmi era qualcosa che volevo fare fin dall'inizio e sapevo che avrei avuto bisogno di acquistare coraggio. .. Alla fine il supporto del pubblico è stato fantastico. Voglio ispirare i giovani a essere se stessi e a essere coraggiosi come il mio personaggio sul ring".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Merkel: "I contatti tra la Russia e partiti populisti suscitano preoccupazione"
DATA:
OCCHIELLO: La cancelliera tedesca è intervenuta sul caso dei rapporti tra Mosca e la Lega nella conferenza stampa di mezza estate. "I chiarimenti spettano all'Italia", ha detto. Poi ha parlato di immigrazione e Brexit: "Il regolamento di Dublino va riformato", e sull'uscita del Regno Unito...
TESTO: Rispondendo a una domanda su Greta Thunberg, Merkel ha ammesso che il suo attivismo ambientalista "ci ha sicuramente spinto a "un'accelerazione" nell'azione di governo. La cancelliera ha promesso per il 20 settembre una legge che fissi nuovi obiettivi sul CO2 ed un'eventuale tassa sulle emissioni. Quanto alle politiche di rigore sui conti pubblici, al giornalista che le diceva che il suo cancellierato sarà ricordato anche per la "schwarze null", per il disavanzo azzerato, Merkel ha ricordato che ciò ha consentito al debito di scendere sotto al 60% del Pil e che "è stata una politica di bilancio giusta". Anche perché, ha aggiunto, "consegnare ai giovani un futuro senza debiti è importante". Un'argomentazione che in Italia non si sente mai. Merkel è stata anche molto esplicita su "the squad" come vengono chiamate negli Stati Uniti le quattro battagliere deputate democratiche Alexandria Ocasio-Cortez, Ayanna Pressley, Ilhan Omar e Rashida Tlaib insultate da Donald Trump con un "tornatevene nei Paesi d'origine". A chi le chiedeva conto dell'uscita razzista del presidente americano, la cancelliera ha risposto che "persone di nazionalità molto differenti hanno contribuito alla forza del popolo americano". E i commenti del presidente "sono molto in contrasto con questa mia impressione". Alla domanda se fosse solidale con loro, Merkel ha risposto, tout court, di "sì".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Francia: abbattuti 20 bisonti in fuga nell'Alta Savoia
DATA:
OCCHIELLO: Falliti i tentativi di catturarli. La decisione per evitare che i turisti corressero pericoli: il bisonte europeo pesa tra i 300 e 600 kg
TESTO: VENTI bisonti fuggiti mercoledì scorso dal loro recinto sono stati abbattuti vicino a Megève, sulle Alpi francesi. L'Alta Savoia aveva annunciato l'estrema misura decisa dopo il fallimento di tutti i tentativi di catturare gli animali fuggiti mercoledì mattina. Giovedì i comuni di Megève e Saint-Gervais avevano ordinato le limitazioni di traffico per evitare che i cittadini possano scontrarsi con i bisonti, che mediamente pesano tra i 300 e i 600 chili. "Il bisonte non si comporta come una mandria di mucche", aveva spiegato Aurèlie Lebourgeois, capo del gabinetto del prefetto dell'Alta Savoia, dopo i tentativi messi in campo dall'Oncfs per trasferirli in un'area sicura". Gli animali sono rimasti relativamente lontani dalle aree abitate, ma considerando i sentieri escursionistici nella zona le autorità hanno dovuto agire per evitare il rischio di incontri. La prefettura aveva anche studiato l'opzione di sedarli, ma è stata poi abbandonata. Sarebbe servita un'elevata quantità di sedativo, con il rischio di non centrare un'area del corpo dove si sarebbe diffuso rapidamente. "Non lo facciamo a cuor leggero, - aveva detto Smart prima dell'abbattimento - ma non possiamo correre il rischio di avere una carica o un bisonte che arriva in città".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Allerta terrorismo, British Airways sospende i voli per il Cairo
DATA:
OCCHIELLO: Lo stop deciso dal governo britannico durerà una settimana
TESTO: L'annuncio ha sorpreso in particolare i passeggeri di un volo previsto in partenza stasera dall'aeroporto londinese di Heathrow per il Cairo, e cancellato poco prima del decollo senza possibilità di riprenotarsi per una settimana. "Noi riesaminiamo costantemente gli accorgimenti sulla sicurezza dei nostri aeroporti in giro per il mondo e abbiamo sospeso i collegamenti con il Cairo per sette giorni a scopo precauzionale, in modo da consentirci ulteriori valutazioni", ha detto un portavoce della British Airways. "La tutela e la sicurezza dei nostri passeggeri ed equipaggi è sempre la nostra priorità e non non faremmo mai volare un aereo a meno che sia sicuro", ha aggiunto. Ieri il ministero degli Esteri britannico aveva aggiornato le raccomandazioni ai turisti in viaggio per l'Egitto, indicando un'allerta su "un accresciuto rischio di terrorismo contro l'aviazione" e annunciando "misure di sicurezza addizionali per i voli in partenza dall'Egitto al Regno Unito". Un portavoce dell'aeroporto del Cairo ha dichiarato alla Bbc di essere all'oscuro della decisione di British Airways. Quanto a Lufthansa, un portavoce della compagnia tedesca ha affermato che "abbiamo cancellato per sabato voli verso il Cairo da Francoforte e Monaco". Attualmente, i voli di oggi sono ancora confermati. Lufthansa però non ha voluto esprimersi circa i motivi della decisione, che sarebbe stata presa "precauzionalmente".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: L'astronauta Luca Parmitano ritorna nello spazio
DATA:
OCCHIELLO: La missione Beyond è partita dal Kazakistan
TESTO: Comandante Parmitano Classe 1976, Luca Parmitano è pilota collaudatore dell'Aeronautica Militare italiana ed è già stato in orbita. Ha volato nel 2013 e ha totalizzato 166 giorni nello spazio durante la missione “Volare”. Questa volta per la missione denominata Beyond (“Oltre”) dovrebbe trascorrere oltre sei mesi a bordo della Iss, superando come giorni di permanenza in orbita il collega e ormai ex astronauta Paolo Nespoli (313 giorni), diventando così l’astronauta italiano con più esperienza nello spazio. Durante la seconda parte della missione Beyond, Parmitano prenderà il comando della Iss, diventando così anche il primo italiano a ricoprire questo ruolo. L’astronauta nato a Paternò detiene anche un altro “record”: quello di primo italiano a compiere un’Eva (Extra vehicular activity, quella che chiamiamo “passeggiata spaziale”). La prima il 9 luglio 2013, durata poco più di sei ore. La seconda, il 16 luglio del 2013, si è conclusa dopo appena un’ora e mezza, a causa di un malfunzionamento della tuta. Il suo casco ha iniziato a riempirsi d’acqua ed è dovuto tornare rapidamente all’interno della Stazione. Gli auguri sui social In vista della partenza, i social si erano riempiti di auguri di buon viaggio. Tra questi anche quelli di Jovanotti "Buon volo Comandante! !!", al quale @astroluca ha risposto citando una delle sue canzoni: “Grazie Jova. Nessuna paura di cadere. Solo voglia di volare. Meravigliosa vertigine”. Auguri di "buon viaggio e buon lavoro. ... e buon anniversario" dal fumetista Leo Ortolani, che accompagna il messaggio con vignetta. "20 luglio 2019! In occasione del 50/0 dal primo sbarco lunare, l'astronauta Luca Parmitano torna sulla Stazione Spaziale Internazionale". E anche l’ex presidente dell’Asi Roberto Battiston non ha fatto mancare il suo augurio: “È una grandissima soddisfazione assistere al tuo lancio e all'inizio della missione Beyond. Quanta Italia in questa tua missione: Comandante italiano della ISS, esperto nelle EVA per la riparazione del Cacciatore di Antimateria AMS-02, facciamo il tifo per te! ” in riferimento a uno degli esperimenti a bordo della Iss che il fisico ex presidente dell’Asi ha sviluppato e che Parmitano dovrà forse uscire per riparare dopo molti anni. Gli esperimenti della missione Beyond Parmitano avrà dunque un sacco da fare in orbita, trascorrerà molto tempo all’interno del modulo Columbus, il laboratorio europeo dedicato alla ricerca a lungo termine in assenza di peso. Qui condurrà oltre 200 esperimenti, anche per le agenzie spaziali europea (Esa) e italiana (Asi) in moltissimi campi di ricerca, dalle tecnologie per guidare i robot al monitoraggio del proprio corpo, alimentazione e risposta dei tessuti e organi alle condizioni di microgravità. Uno dei più suggestivi sarà Analog-1: consisterà nel guidare un robot sulla Terra mentre è in volo nella Stazione spaziale, raccogliere campioni di rocce e trasportarli. Lui a 400 chilometri di quota, il rover a Lanzarote, nelle Canarie. Testerà un’interfaccia di manovra che, un giorno, permetterà di esplorare un pianeta come Marte stando in orbita, telecomandando il robot sulla superficie. Oppure, perché no, di manovrare un rover alla ricerca di sopravvissuti dopo una catastrofe, sulla Terra. Molti degli esperimenti che condurrà saranno su se stesso, per misurare come lavorare, muoversi, vivere fluttuando senza avvertire la gravità (si parla di condizioni di microgravità) in assenza di peso, influisca sul corpo umano. Sui suoi movimenti, sulla forza e su come reagisca il proprio corpo. Si collegherà regolarmente con esperti di nutrizione per valutare quale sia la dieta ottimale per un astronauta in orbita, dove le ossa si indeboliscono e i muscoli si atrofizzano (ma che porterà risultati anche per aiutare pazienti affetti da patologie alimentari). Proverà a misurare gli effetti anche sul suo udito e misurerà le radiazioni alle quali è sottoposto il suo corpo e non solo, assieme ai girini studierà i processi di rigenerazione dei tessuti. Ricerche pionieristiche, fatte in un ambiente impossibile da riprodurre sulla Terra, fatte per il beneficio della ricerca scientifica. Sulla Terra per le nuove tecnologie da sviluppare e che possono migliorare la vita di tutti noi, anche nel quotidiano. Per lo spazio perché saranno risultati utili, un giorno, per tornare sulla Luna o esplorare altri pianeti. Insomma, per andare “Oltre”.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Lega-Russia, la banca fantasma (con 2 dipendenti) del mediatore del Metropol
DATA:
OCCHIELLO: I presunti fondi per la Lega sarebbero dovuti passare per un istituto inesistente, di cui Meranda era l’emissario. Ma la Euro-IB ha un bilancio da pizzeria e un ufficio a Roma nell’ex studio dell’avvocato, da cui era stato sfrattato
TESTO: La banca d’affari anglo-tedesca al centro dell’affaire Metropol è un promettente sito web dietro il quale non c’è alcuna banca ma una finanziaria privata con due dipendenti e un bilancio da pizzeria. Prima di arrivare a Londra, alla porta anonima della sede di Euro-IB Limited, riassumiamo la vicenda: il 18 ottobre 2018 tre russi e tre italiani seduti intorno a un tavolo dell’Hotel Metropol di Mosca, tra caffè sigarette e microfoni che registrano, trattano la possibile compravendita di 3 milioni di tonnellate di petrolio da un’azienda russa all’Eni (che ha smentito più volte). Il piano prevede, in sintesi, che l’azienda russa venda il carburante a un intermediario con lo sconto del 6% e poi l’intermediario rivenda a prezzo pieno all’acquirente finale, creando così la provvista da girare, in nero, alla Lega (65 milioni) e ai funzionari russi. Valore dell’operazione: 1,5 miliardi di dollari. Il presunto affare però non si sarebbe mai chiuso e ora indaga la Procura di Milano. Ma chi è l’intermediario? Dei tre russi sappiamo poco. I tre italiani (tutti indagati) sono: 1) Gianluca Meranda, 49 anni, un vero avvocato di sedicenti affari internazionali, in difficoltà con gli affari personali (sfrattato dallo studio per morosità come ha scritto La Verità) che dice di rappresentare la banca anglo-tedesca; 2) Francesco Vannucci, 62, ex bancario e sindacalista in pensione che si è riciclato con risultati altalenanti, a livello provinciale, come sedicente esperto (anzi: advisor) di finanza; 3) Gianluca Savoini, 55 anni, folgorato sulla via di Mosca, selfie made man con Putin in sottofondo, legatissimo a Matteo Salvini e ancor di più a Claudio D’Amico, il geometra ex deputato nello staff del vice premier come esperto di strategie internazionali. Che cosa colpisce di questo quadro? Il livello (anzi: lo standing). La posta in gioco (e le cifre) suggerirebbero la presenza di negoziatori di ben altra caratura, per quanto spregiudicati, e di professionisti della finanza altrettanto qualificati e disinvolti. Invece sembrano faccendieri da quattro soldi. Però, si diceva, c’è una banca di mezzo ed è quella che potrebbe dare spessore e qualità alla task force italiana. Ne parla l’avvocato Meranda nella lettera in cui fa outing: «Specifico di aver partecipato alla riunione (. ..) in qualità di General Counsel (cioè capo dello staff legale, ndr) di una banca d’affari anglo-tedesca interessata all’acquisto di prodotti petroliferi di orgine russa». È proprio la «nostra» Euro-IB. È l’intermediario. E L’Espresso, che per primo ha fatto emergere il caso Metropol, ha appena anticipato l’uscita di nuovi documenti su carta intestata Euro-IB. Dunque il perno dell’operazione da 1,5 miliardi è dietro una porta al piano strada di County Street 87.«Euro-IB è una Banca d’Investimenti e Corporate Finance — dice il sito — Il nostro management ha alle spalle un’esperienza con banche internazionali». Il loro bilancio è però desolatamente striminzito, non certificato, in perdita, con un capitale sociale di 241 mila sterline e Lloyds Bank ha in pegno una parte del patrimonio a fronte di un piccolo prestito erogato il 13 maggio scorso. Pochi affari e tre uffici: Londra, Francoforte e Roma. Dove a Roma? Nello studio (ex dopo lo sfratto) di Meranda. Il telefono è lo stesso. L’avvocato è indicato nel sito web della società come uno dei sei top manager del team guidato dal tedesco Alexander von Ungern Sternberg, azionista di maggioranza. Ne fa parte un secondo nostro connazionale, Glauco Verdoia che oggi prende le distanze da Meranda. Caso vuole che Verdoia sia socio d’affari vinicoli dell’altro italiano del Metropol, il pensionato Vannucci. Sembra un mix tra una spy story e un film di Totò. E tutto riconduce alla Euro-IB la banca d’affari che banca non è e che nella City nessuno ha mai sentito nominare.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Teheran garantisce: "L'equipaggio della petroliera britannica sequestrata è al sicuro"
DATA:
OCCHIELLO: Il ministro della Difesa inglese, Tobias Ellwood : "Considereremo una serie di opzioni" per liberarla
TESTO: E il governo britannico sta valutando una "serie di opzioni" per rispondere al sequestro della "Stena Impero". Lo ha spiegato il ministro della Difesa Tobias Ellwood che ha anche respinto l'accusa di mancata protezione da parte della marina militare di Sua Maestà. Ieri il ministro degli Esteri Jeremy Hunt aveva annunciato per domani l'informativa del governo al Parlamento sulle "ulteriori misure" che il Regno Unito intende prendere, ma aveva sottolineato che la "priorità" rimane "trovare un modo per disinnescare la situazione". Ellwood ha anche respinto l'accusa che le forze britanniche siano state colte di sorpresa dal sequestro della petroliera, mentre la stampa britannica ha riferito che la fregata britannica "HMS Montrose", che opera nella regione, è arrivata troppo tardi per aiutare la "Stena Impero". Il ministro si è limitato a riconoscere che le possibilità di intervento britannico erano limitate. "La nostra Royal Navy è troppo piccola per gestire i nostri interessi in tutto il mondo, se questo è ciò che vogliamo fare in futuro, allora il prossimo primo ministro dovrà riconoscerlo", ha detto. "Se vogliamo continuare a giocare un ruolo sulla scena internazionale, dobbiamo investire di più nella nostra difesa, anche nella nostra Royal Navy".
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Polonia, botte e insulti al gay-pride di Bialystok
DATA:
OCCHIELLO: Squadre dell'ultradestra omofoba armate di mazze e catene hanno pestato a sangue i dimostranti. Il partito sovranista al potere, vicino alla Lega, ripete da mesi che il movimento Lgbt "è una minaccia per la nazione e la famiglia".
TESTO: "Avevo detto una decina di giorni fa che l'atsmofera di odio e violenza omofobi peggiora di settimana in settimana, ormai devo dire che peggiora di giorno in giorno", ci dice al telefono uno studioso ed esperto della cultura e dei movimenti Lgbt, il giovane Sebastian Maluszewski, docente alle scuole superiori e cofondatore del centro di ricerca dell'Università di Varsavia su storia e identità degli Lgbt. Aggiunge: "La Chiesa cattolica locale tramite l'abate Tadeusz Wojda si era schierata da giorni contro il pacifico corteo gay pride dicendo 'non possumus', per chiarire che non poteva accettarlo e lanciando appelli a difendere in ogni modo valori cristiani e famiglie e bimbi che 'alieni vogliono abusare'. E mercoledí il diffuso quotidiano filogovernativo Gazeta Polska offrirà in omaggio con ogni copia un adesivo con la bandiera arcobaleno e la sigla Lgbt cancellate da una X". Anche invitando a mobilitarsi contro Ikea che in una sua filiale svedese aveva licenziato secondo i suoi codici interni un omofobo che in azienda invitava a mandare ogni gay sul rogo.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Hong Kong, proiettili di gomma e gas lacrimogeni: è di nuovo protesta e scontri
DATA:
OCCHIELLO: Per il settimo weekend consecutivo 430mila cittadini (secondo gli organizzatori) sono scesi in piazza per protestare contro la legge sulle estradizioni verso la Cina
TESTO: HONG KONG. In massa sono scesi di nuovo in piazza per dire no alla legge sull'estradizione, per chiedere nuove elezioni e ottenere un'indagine indipendente sui metodi che la polizia ha utilizzato per reprimere le manifestazioni dei giorni scorsi. Nonostante la legge sia stata sospesa dalla governatrice Carrie Lam, le proteste non si fermano. Non si placano le proteste nell'ex colonia britannica dove oggi le misure di sicurezza erano imponenti: dispiegati 4mila agenti per evitare che la manifestazione degenerasse in violenze come è successo lo scorso fine settimana e due settimane fa quando un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione nel compound che ospita il parlamento rompendo le vetrate. Gli scontri sono iniziati dopo che alcuni manifestanti, verso la fine della marcia, sono usciti dall'area concessa per la manifestazione per andare davanti al Liaison Office, uno degli uffici del governo locale sostenuto da Pechino, e con vernice spray e uova marce hanno imbrattato l'emblema cinese sulla porta d'ingresso al grido di 'Hong Kong libera! ' e 'Democrazia adesso'. La polizia ha sparato gas lacrimogeni e pallottole di gomma per disperdere la folla e la tensione è cresciuta quando un gruppo di uomini, con il volto coperto, si è lanciato contro i manifestanti aggredendoli. Alcuni brandivano dei bastoni e indossavano abiti chiari.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Giappone, il premier Abe ha la maggioranza ma non sufficiente a cambiare la Costituzione
DATA:
OCCHIELLO: La coalizione di centrodestra vince le elezioni per il rinnovo di circa metà dei seggi della Camera alta ma resta sotto la soglia dei due terzi necessaria ad abolire l'obbligatorietà del pacifismo prevista dalla Carta fondamentale
TESTO: TOKYO - La coalizione di governo guidata da Shinzo Abe vince le elezioni per il rinnovo di circa la metà dei seggi del Senato. Il premier giapponese ottiene di nuovo la maggioranza, ma il risultato è al di sotto delle aspettative e gli preclude la possibilità di far passare agevolmente la riforma della Costituzione pacifista, da sempre suo cavallo di battaglia. I liberal-democratici, assieme al partito alleato di centrodestra, Komeito, ottengono almeno 66 seggi dei 124 seggi disponibili nella camera alta, contro i 43 dell'opposizione. L'alleanza conservatrice rimane quindi lontana dalla soglia dei due terzi dei voti necessari in entrambe le camere del Parlamento per la revisione della Carta fondamentale, mai modificata dal 1947. Un tema che secondo gli analisti è stato fin troppo al centro del dibattito elettorale e ha penalizzato la compagine governativa visto che la gran parte dei giapponesi lo considera marginale. Il primo ministro giudica prioritaria la modifica dell'articolo 9: lo scopo è dare legittimità alle forze di Autodifesa, rendendole più funzionali agli attuali stravolgimenti geopolitici, di fronte alla Cina sempre più potente e alla minaccia nordcoreana. Rispondendo alle domande dei giornalisti dopo la pubblicazione dei primi exit poll, Abe ha glissato, notando che gli elettori avevano scelto la stabilità politica con il voto del suo partito. "Abbiamo ottenuto un nuovo mandato per continuare le nostre politiche e adesso speriamo che le altre forze parlamentari vogliano confrontarsi su un tema così vitale come quello della riforma della Costituzione". Abe vorrebbe cancellare dalla Carta l'obbligatorietà del pacifismo e mettere nero su bianco l'esistenza delle forze armate, di cui assicura l'esclusiva funzione di autodifesa. Un cambiamento che andrebbe a infrangere un tabù che risale alla fine della Seconda guerra mondiale, conclusasi con l'atomica su Hiroshima e Nagasaki. A detta del premier e delle forze politiche nazionaliste, il divieto di qualsiasi partecipazione del Giappone a conflitti armati è ormai superato dalla storia. Va in ogni caso ricordato che qualsiasi modifica della Carta dovrà passare necessariamente anche per un referendum popolare. Gli ultimi sondaggi dei media nipponici, tuttavia, mostrano come i temi che i cittadini ritengono più importanti siano la riforma delle pensioni e il controverso aumento dell'imposta sui consumi, quest'ultima voluta dal governo a partire da ottobre. Nel corso della campagna elettorale l'esecutivo era stato criticato per aver respinto l'autenticità di una ricerca condotta da un'agenzia di servizi previdenziali (Fsa) sulle inadeguatezze dei pagamenti pensionistici per le persone in età avanzata. Con le aspettative di vita più alte al mondo e i tassi di natalità ai minimi storici il problema diventa sempre più serio, e il debito pubblico al 250% del pil non semplifica la soluzione nel breve termine. Altro grattacapo è quello dell'aumento dell'Iva dall'8 al 10% in ottobre, che il premier è deciso a implementare per una maggiore solvibilità dello stato sociale, ma che vede contrarie le opposizioni trainate dal Partito democratico costituzionale del Giappone, preoccupate per il tracollo dei consumi in un contesto di instabilità dell'economia a livello globale, a fronte delle dispute commerciali tra Cina e Stati Uniti, principali partner commerciali del Paese del Sol Levante.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Con occhi aperti e smartphone possiamo aiutare delfini e balene
DATA:
OCCHIELLO: Grazie al progetto di Tethys "Cetacei, FAI Attenzione!" turisti e diportisti segnalano gli animali avvistati a Pelagos. "Già 900 segnalazioni per poter salvaguardare gli animali"
TESTO: L'idea è venuta a Sabina Airoldi, direttrice del centro di ricerca Tethys che da oltre trent'anni studia i mammiferi marini: creare un sito - Cetaceifaiattenzione. it - in cui tutti i diportisti e i turisti che stanno navigando possono segnalare, con una foto e alcuni dati di geolocalizzazione, la presenza dei cetacei. Se si è in mare e si avvista ad esempio un delfino si può scattare una foto con lo smartphone, segnarsi longitudine e latitudine e caricare tutto sul portale. In questo modo non solo si crea una mappatura che può aiutare a definire rotte e avvisare altri naviganti, ma si riesce anche a contribuire alla ricerca. In più, come ricorda Airoldi, che ha stampato oltre 30mila volantini distribuiti "a mano in tanti porti d'Italia, anche in Sicilia", questa iniziativa "nasce per dare delle regole, per ricordare come bisogna comportarsi. Se si avvista un cetaceo non bisogna avvicinarsi troppo, mai inseguirlo o portarsi con la barca dietro o davanti l'animale, non buttarsi in acqua e seguire tanti altri piccoli ma fondamentali suggerimenti per non danneggiare la vita di questi animali. E' una sorta di vademecum su cosa fare quando li incontriamo e come proteggerli" spiega.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Nel vino rosso il segreto per affrontare Marte
DATA:
OCCHIELLO: L’antiossidante resveratrolo protegge i muscoli degli astronauti
TESTO: IL VINO rosso nasconde il segreto per difendere i muscoli degli astronauti che dovranno affrontare le lunghe missioni su Marte. Si trova nel resveratrolo, una sostanza nota per le sue proprietà antiossidanti, che ha dimostrato di proteggere massa e forza muscolare in esperimenti su topi esposti a una gravità debole come quella marziana. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Physiology dal gruppo dell’Università americana di Harvard, coordinato da Marie Mortreux. Con le attuali tecnologie il viaggio verso Marte richiede circa sei mesi, durante i quali i muscoli e le ossa degli astronauti vanno incontro a indebolimento. Come hanno sperimentato gli astronauti dopo mesi passati in orbita sulla Stazione spaziale. Al rientro, infatti, sono così provati che non riescono neanche a stare in piedi, e devono essere estratti di peso dalla capsula spaziale. “Già dopo le prime tre settimane nello spazio alcuni muscoli cominciano a indebolirsi”, ha sottolineato Mortreux. “Per consentire agli astronauti di operare in sicurezza in lunghe missioni, come quelle future su Marte, occorrono quindi adeguate strategie di mitigazione. Una dieta corretta - ha aggiunto la studiosa - può essere una delle chiavi, insieme all’allenamento fisico. Il resveratrolo ha mostrato buoni risultati sui topi, promuovendo la crescita muscolare attraverso un aumento della sensibilità all’insulina, e pensiamo - ha concluso - che una piccola dose quotidiana possa essere utile anche per gli astronauti”.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




TITOLO: Birra, caffè e persino marijuana per chi raccoglie plastica e mozziconi
DATA:
OCCHIELLO: Così nel mondo (e anche in Italia) si sperimentano curiose trovate pur di invogliare le persone a ripulire spiagge e ambiente invasi da plastica e filtri di sigarette
TESTO: Ma se la scelta su come disincentivare l'usa e getta inquinante può essere discutibile, lo è sempre di meno il danno sull'ambiente. Mentre si moltiplicano le iniziative per ripulire spazi pubblici e privati, alcuni ricercatori britannici hanno pubblicato su Ecotoxicology and Environmental Safety i risultati di uno studio che indica come "i mozziconi di sigarette riducano significativamente la crescita delle piante". I biologi raccontano come la presenza delle cicche nei terreni possa ridurre il successo di germinazione e di lunghezza dello stelo, ad esempio, nel trifoglio (del 27%) e in altre piante comuni. Per l’erba comune in generale il livello della germinazione diminuiva del 10% e la lunghezza delle germoglio del 13%. Il problema è il filtro, fatto di fibra di acetato di cellulosa, una bioplastica dannosa: è questo materiale ha frenare la crescita dei vegetali. La quantità del possibile danno all'ambiente è poi facilmente immaginabile parlando di cifre: ogni anno, in media, vengono gettati e abbandonati in natura circa 4,5 trilioni di mozziconi. Buona parte dei quali finisce in mare per anni e anni.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2019   Gruppo Editoriale l'Espresso (LA REPUBBLICA)




© un prodotto accaTì
tutto il materiale è protetto da Copyright degli Autori ed Editori come indicato