IL NOTIZIARIO

le notizie dalle maggiori testate italiane


LE NOTIZIE DAL GIORNO Friday 19 November 2021 AL GIORNO Friday 26 November 2021 SU: esteri




TITOLO: Il rapper Young Dolph ucciso a Memphis in un negozio
DATA:
OCCHIELLO: Stava entrando in un negozio di biscotti, il suo preferito, il Makeda’s Cookies, Ma ad aspettarlo, c’erano una pistola e un killer
TESTO: Il cantante era diventato popolare soprattutto per l’album “Rich Slave”, pubblicato lo scorso anno e arrivato fino al 4° posto nella classifica nazionale Billboard 200. Dolph era nato a Chicago, con il suo vero nome, Adolph Thornton jr. La sua famiglia si trasferì a Memphis quando aveva due anni. Era un battitore libero e autarchico, tanto da fondare una casa di produzione, la “Paper Route Empire”, di cui aveva sempre custodito l’intera proprietà. Le sue canzoni raccontano la vita di strada, popolata anche da tossici e da trafficanti di droga che “con le loro catene di diamanti sembrano ricchi schiavi”. Dolph aveva già subito aggressioni armate. Nel settembre 2017 fu coinvolto in una sparatoria dopo una rissa fuori da un albergo di Los Angeles. Nel febbraio scorso, mentre viaggiava a bordo del suo Suv a Charlotte, nel North Carolina, venne investito da una scarica di proiettili. Almeno 100, “100 shots”, come poi titolò un suo brano.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Harry Potter & co.: ritorno a Hogwarts, vent’anni dopo il primo film
DATA:
OCCHIELLO: Harry Potter, amici e nemici: uno speciale a Londra con Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grin e tanti altri attori del cast, ora adulti. Grande assente: l’autrice J. K. Rowling, «cancellata» per i suoi tweet femministi
TESTO: Ha infranto la regola numero 1 del marketing globale ai tempi dei social media, «non offendere nessuno», della quale molti suoi colleghi hanno fatto un’arte con dichiarazioni generiche e con account social gestiti da attentissime redazioni sempre con un occhio ai sondaggi. La soluzione? Il basso profilo, per adesso. Più avanti? Dipende un po’ da come procederà la cancel culture che — almeno al momento — non fornisce opzioni di espiazione della propria colpa che permettano di voltare pagina (digitale).
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Albania, il premier Rama: «Fatti i compiti per aderire alla Ue ma non sarà questione di vita o di morte»
DATA:
OCCHIELLO: A Palazzo Chigi l’incontro con Mario Draghi cui ha sottoposto il problema delle pensioni per i suoi concittadini: «Trent’anni fa siamo arrivati sulle coste italiane come gli alieni, oggi siamo integratissimi».
TESTO: Più che un ex giocatore di basket Edi Rama ieri sembrava un maratoneta. Arrivato per 24 ore nella capitale, insieme a mezzo governo albanese, il premier ha iniziato la giornata a Palazzo Chigi dove ha avuto il «privilegio» di incontrare il suo omologo Mario Draghi, «un personaggio — dice — uscito dalle pagine migliori della storia politica dell’Europa», per poi concluderla con la riunione del Comitato congiunto di cooperazione fra Italia e Albania, cui ha partecipato anche il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio. Eppure quando si siede sul divano dell’Hotel Splendide Royal per l’intervista con il Corriere della Sera sembra lasciar trapelare un’ombra di disappunto sui negoziati per l’entrata dell’Albania nell’Unione Europea: «È un momento difficile — spiega —, la crisi dei profughi del 2015 ha scatenato onde populiste e la prima vittima è il processo di allargamento dell’Unione. La paura non è mai una buona consigliera. Noi abbiamo fatto i nostri compiti. Ora l’inizio del negoziato dipende dalla Bulgaria e dall’efficacia della spinta interna degli altri Paesi. Ma non è una questione di vita o di morte. Le riforme si fanno perché sono necessarie per l’Albania, per costruire l’Albania moderna».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Jacob Chansley, lo «sciamano» pro Trump, condannato a 41 mesi per l'assalto al Congresso
DATA:
OCCHIELLO: Chansley, noto anche con lo pseudonimo di Jake Angeli, divenne uno dei simboli dell'assalto a Capitol Hill, il 6 gennaio 2021. Al processo ha citato Gesù e Gandhi
TESTO: Chansley doveva rispondere di sei capi di imputazione. Il più grave era «Entrata violenta e turbativa nell’edificio di Capitol Hill». In teoria la somma delle accuse prevede fino a 20 anni di prigione. Ma Jacob, assistito dall’avvocato Albert Watkins, è riuscito a contenere drasticamente la punizione per due motivi. Primo: non ha precedenti penali. Secondo: nonostante l’aspetto truce, le corna e la bandiera con l’asta appuntita, quel giorno non aggredì nessuno. La Procura aveva chiesto 51 mesi. Il giudice gliene ha comminati 41, più altri 36 in libertà vigilata, considerando che l’imputato era già dietro le sbarre dal 9 gennaio, più di 10 mesi. È comunque una sentenza dura, in linea con le altre tre pronunciate finora per reati simili commessi il 6 gennaio. Ieri l’icona dei sovversivi trumpiani si è presentata all’udienza finale completamente trasformata. Nessuna traccia dell’esagitato che, dalla sua casa di Phoenix in Arizona, chiamava alla rivolta i «patrioti», li invitava, via Social, «ad impiccare i traditori». Ha parlato per mezz’ora, riconoscendo di aver fatto qualcosa «non scusabile». Ha lasciato perdere i riti sciamanici e si è, invece, concentrato su Gesù e Gandhi. Ha citato la storia di redenzione carceraria raccontata nel film Le Ali della Libertà. Il giudice, 78 anni, repubblicano dichiarato, ha prima respinto il tentativo estremo della difesa: «l’imputato è in terribili condizioni mentali; soffre di disturbo schizotipico della personalità, ansia e depressione».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Covid in Austria, il lockdown per i non vaccinati: a Vienna in fila al Duomo per la prima dose, per non rinunciare a caffè e cotolette
DATA:
OCCHIELLO: Oggi in Austria si vaccinano contro il Covid in 18 mila al giorno, dopo un’estate di scetticismo: il boom per la nuova legge che di fatto impone un lockdown ai non vaccinati, con controlli del green pass austriaco nei musei, nei bar, ai mercatini di Natale
TESTO: La portano tutti nei negozi; la portano — e urlano senza toglierla — i pazzi che si lanciano dagli 80 metri d’altezza della Freifallturm al parco giochi del Prater; la tolgono solo per suonare, rimettendola tra una sinfonia e l’altra, gli orchestrali della Berliner Staatskapelle che si esibiscono al Musikverein diretti da Daniel Baremboim, e avevano dovuto saltare la tappa milanese della tournée, a inizio novembre, proprio per un caso di Covid. Al loro concerto, dopo un po’, la tolgono quasi tutti gli spettatori, approfittando dell’impossibilità di essere rimproverati. Altrimenti il rimprovero arriva ovunque, e le sanzioni — 500 euro per i gestori che non chiedono il green pass, condanne penali per chi lo falsifica — sono severe. Tranne che in un luogo, dove vige il «liberi tutti»: il treno notturno che ci riporta in Italia, alla fine di un weekend da turisti, e dove nessuno — al contrario che nel viaggio di andata — ci controlla alcunché.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Madrid, primo gala reale in tempi di pandemia per Mattarella ospite di Felipe VI
DATA:
OCCHIELLO: Primo gala in tempi di convivenza con la pandemia, che in Spagna è stata particolarmente sentita. Il Palazzo reale di Madrid apre le porte al presidente Sergio Mattarella e alla figlia LauraPrimo gala in tempi di convivenza con la pandemia. Il Palazzo reale apre le porte al presidente Sergio Mattarella e alla figlia Laura
TESTO: Alla prima serata di gala in tempi di convivenza con la pandemia, che in Spagna è stata particolarmente sentita, la regina Letizia per accogliere il presidente Sergio Mattarella in visita ufficiale, è tornata anche a sfoggiare un abito lungo come nelle occasioni ufficiali. Il ricevimento nel palazzo reale, il palazzo d’Oriente a Madrid che dal tempo di Alfonso XIII non viene utilizzato come reggia. Juan Carlos come oggi Felipe VI hanno infatti preferito risiedere fuori da quelle mura, nella tenuta della residenza fuori città della Zarzuela. Il palazzo reale così più che una «Buckingham Palace madrilena», insomma più che il quartier generale della ditta e dell’istituzione reale, oggi è un museo, che all’occorrenza diventa reggia per accogliere con tutto lo splendore della storia dei Borbone, ospiti stranieri e personalità. Come in questi giorni il presidente Mattarella e la figlia Laura. (Testo: Enrica Roddolo)
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Intervista a Stoltenberg: «Contro l’aggressività russa, deterrenza rafforzata a Est»
DATA:
OCCHIELLO: Il segretario generale della Nato : «Al confine con l’Ucraina situazione preoccupante.
TESTO: Stoltenberg, ex primo ministro norvegese, è stato a Roma per informare delle sue valutazioni il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, per partecipare a una cerimonia sul 70° anniversario della fondazione del Nato Defense College e per intervenire al Nato industry forum, incontro con imprese della difesa. Se di questi tempi si dirige lo sguardo verso l’Europa orientale si ha la conferma di quanto minute, fuorvianti siano le nostre contese sulla certificazione vaccinale anti Covid chiamata green pass o scaramucce a colpi di dichiarazioni e controdichiarazioni per futili motivi. Le offensive che la Bielorussia compie senza polvere da sparo, servendosi di carne umana, non costituiscono l’unico motivo di preoccupazione nell’area. ll flusso di migliaia di migranti e rifugiati indirizzato dalla Bielorussia verso la Polonia è un esempio classico delle «minacce ibride» che lei indica da anni tra i pericoli del nostro tempo, offensive tese a destabilizzare Paesi e condotte non necessariamente o non solo con mezzi militari. Fino a quale punto crede che la Nato, organizzazione di un’alleanza politico-militare, possa e debba occuparsene? «Monitoriamo molto da vicino quanto accade e portiamo solidarietà alla Polonia e a tutti i membri della Nato coinvolti. Il Consiglio Atlantico ha diffuso una forte dichiarazione di condanna del regime di Lukashenko per l’impiego di persone innocenti e vulnerabili come strumenti per tattiche ibride volte a esercitare pressioni su Stati confinanti. Questo è cinico e inumano. La Nato ha inviato in Lituania una squadra di esperti mentre alcune settimane fa il Paese ha dovuto affrontare il fenomeno. Al quartier generale della Nato abbiamo continui scambi di informazioni in materia». Lei ha affermato che nelle ultime settimane c’è stata una grande e insolita concentrazione di forze russe sui confini dell’Ucraina e ha aggiunto che «la Nato rimane vigile». Dal punto di vista militare in che cosa consiste questa vigilanza? «Prima di tutto raccogliamo informazioni e osserviamo quanto la Russia fa verso i confini ucraini, ma anche in Crimea nella quale occupa illegalmente territori dell’Ucraina dal 2014. Gli alleati della Nato sono nella regione e seguono gli sviluppi». E che cosa vedete? «Un significativo assetto militare russo che viene gradualmente accresciuto con truppe da combattimento, forze aviotrasportate e capacità molto variegate. Non speculo sulle intenzioni russe, però ciò che so è che la Russia ha le capacità, e le ha dimostrate, di usare forza militare contro i vicini. È accaduto in Georgia nel 2008, in Crimea e contro l’Ucraina nel 2014 e continua con l’appoggio della Russia ai separatisti in Donbass. Della situazione molto preoccupante lungo i confini dell’Ucraina ho parlato mercoledì con il presidente del Consiglio Mario Draghi e poco fa con il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Abbiamo analizzato anche la situazione tra Polonia e Bielorussia». Che cosa fa la Nato? «Oltre a esaminare informazioni forniamo all’Ucraina appoggio politico e pratico: addestramento, equipaggiamento delle sue forze. Gli Stati Uniti hanno annunciato che consegneranno più munizioni. Il segretario alla Difesa britannico Ben Wallace che il Regno Unito darà all’Ucraina più sostegno. Molti alleati la aiutano in vari modi». Lo considera sufficiente? «Da quando vi è stata l’illegale annessione della Crimea abbiamo realizzato il più grande rafforzamento della nostra difesa collettiva nella parte orientale dell’Alleanza, dispiegando battaglioni pronti al combattimento in Paesi baltici, in Polonia e aumentando la presenza in Romania e nella regione del Mar Nero. Sono tutte risposte valide alle azioni aggressive della Russia. Difensive, trasparenti, ma dimostrano la determinazione della Nato nel proteggere gli alleati». Negli spazi aerei di Paesi dell’Alleanza più vicini alla Russia sono stati notati sconfinamenti di aerei russi più frequenti del solito? «Abbiamo visto più attività russe anche negli spazi aerei baltici».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Dopo 56 anni l’ammissione dei giudici: per Malcolm X puniti due innocenti
DATA:
OCCHIELLO: Muhammad Aziz e Kahlil Islam, due giovani attivisti neri, erano stati catturati senza prove. Scarcerati per buona condotta negli anni Ottanta, uno di loro è morto. Le scuse dei magistrati
TESTO: Oggi, oltre mezzo secolo dopo, il capo della procura di Manhattan, Cyrus Vance Jr, riconosce solennemente che i due uomini sono stati ingiustamente condannati e si scusa con le loro famiglie. Aziz, che oggi ha 83 anni, fu scarcerato a metà degli anni Ottanta per buona condotta. Islam, anche lui scarcerato in quegli anni, è morto nel 2009. Quello di Vance è un atto per certi versi reticente: non viene indicato il vero sospetto omicida, ormai anche lui scomparso da tempo, e la giustizia si muove con enorme ritardo, visto che per decenni sono emersi elementi che rendevano evidente l’errore giudiziario. Ma è anche un atto coraggioso: nel ricostruire, in un’indagine durata 20 mesi, un caso ormai remoto, la procura ha messo in luce che quella condanna fu anche il frutto della decisione dell’Fbi e della polizia di non fornire, durante il processo, elementi che, se fossero stati resi noti, avrebbero portato all’assoluzione di Aziz e Islam. Dunque un errore giudiziario favorito da un depistaggio i cui motivi restano oscuri. Gli agenti volevano coprire loro informatori? Pur sapendo dell’imminenza dell’attentato non l’hanno prevenuto perché consideravano Malcolm X ancora più pericoloso ora che aveva lasciato l’organizzazione radicale Nation of Islam della quale era stato leader per fondare una sua formazione politica? Hanno coperto il probabile vero killer, William Bradley, un miliziano della Nation of Islam cresciuto con Malcolm X ma poi diventato suo acerrimo nemico, per lasciare in ombra l’allora giovane leader radicale nero Louis Farrakhan che è tuttora il capo della Nation of Islam? Pochi giorni prima dell’assassinio, in un infuocato comizio, Farrakhan definì Malcolm X un traditore che meritava di essere ucciso.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Joe Biden, «un tipo da auto»; l’attesa di Kyle RittenhouseAmericaCina, 18 novembre
DATA:
OCCHIELLO: La newsletter della redazione Esteri è uno dei tre appuntamenti quotidiani con «Il Punto» del Corriere della Sera La newsletter della redazione Esteri è uno dei tre appuntamenti quotidiani con «Il Punto» del Corriere della Sera
TESTO: Kyle Rittenhouse durante il processo (Lapresse) Ultime battute del drammatico processo a Kyle Rittenhouse il ragazzo che l’anno scorso a Kenosha, in Wisconsin, col suo fucile uccise due attivisti e nel ferì un terzo durante i disordini seguiti alle proteste per Jacob Blake: un afroamericano ricercato dalla polizia ferito gravemente da un agente che lo colpì alle spalle mentre lui cercava rifugio sul Suv della fidanzata. Kyle, un cittadino dell’Illinois, allora 17enne, viaggiò fino a Kenosha armato perché, disse agli investigatori, voleva difendere la cittadina da incendi e saccheggi notturni che seguirono le proteste di Black Lives Matter. In una città messa a ferro e fuoco nonostante l’intervento della Guardia Nazionale, Rittenhouse, sentendosi minacciato da alcuni manifestanti (uno lo colpì con uno skateboard, un altro, l’unico uscito ferito ma vivo dallo scontro, gli avrebbe puntato un’arma contro) sparò ripetutamente. Legittima difesa hanno sostenuto i suoi avvocati e lo stesso Kyle che ha testimoniato in lacrime. Per la pubblica accusa, invece, Rittenhouse, che ormai ha compiuto 18 anni e viene processato come un adulto, è un omicida che non può invocare la legittima difesa in quanto fu lui, col suo atteggiamento aggressivo, a provocare la reazione degli attivisti. Teletrasmesso, il processo è stato seguito con passione da milioni di americani in un clima di grande tensione: fuori dal tribunale è schierata la Guardia Nazionale nel timore di reazioni violente dei manifestanti delle opposte fazioni sia in caso di assoluzione che di condanna. Molti degli attivisti che da giorni sono radunati a Kenosha sono armati e tengono in bella vista pistole e fucili: cosa consentita dalle leggi del Wisconsin. Un processo, dunque, drammatico ma anche non privo di aspetti paradossali a cominciare dal passaggio dalle bassissime tecnologie — un’urna di ferro fatta ruotare con una manovella con dentro foglietti coi nomi dei 18 cittadini selezionati dalla corte per decidere la sorte di Kyle, con lo stesso imputato che ha pescato i sei che la sorte ha escluso dalla giuria — a quelle assai sofisticate dei droni da ricognizione che hanno filmato le varie fasi delle aggressioni e delle sparatorie. Su AmericaCina abbiamo scritto che questi video fanno temere alle organizzazioni dei diritti civili che stiano nascendo nuove, penetranti forme di sorveglianza per identificare chiunque partecipa a una manifestazione, politica o non. Ieri, però, con la giuria già in camera di consiglio, i filmati dei droni sono diventati oggetto di una disputa che ha spinto gli avvocati della difesa a chiedere l’annullamento del processo mentre il giudice Bruce Schroeder, un 75 enne che è parso più volte simpatizzare con la difesa, ha ricevuto dai giurati una richiesta che ha fatto fatica a capire e a interpretare in base a norme processuali non adeguate all’era digitale. I giurati hanno chiesto di poter rivedere ripetutamente i filmati che riprendono Kyle mentre punta l’arma e di farlo nell’aula del tribunale in un assetto analogo a quello della camera di consiglio. Niente pubblico, niente avvocati e anche il giudice lasciato fuori dalla sala. Schroeder alla fine ha acconsentito lamentando di essere a disagio e di capire poco di queste nuove tecnologie. Ma è proprio su una questione tecnologica che gli avvocati della difesa puntano per ottenere il mistrial: cioè ripartire da zero con un nuovo processo. Quello attuale, dicono, va invalidato perché alla difesa erano stati mostrati video a bassa definizione, poco chiari, mentre alla giuria sono stati dati filmati ad alta definizione con immagini molto più nitide. È il secondo tentativo della difesa di ottenere l’annullamento del processo e, mentre scriviamo, il giudice non ha ancora preso una decisione. Stamattina intanto (alle 4 del pomeriggio italiane) la giuria tornerà a riunirsi per il terzo giorno di camera di consiglio. In caso di condanna severa Rittenhouse rischia di accumulare pene per centinaia di anni di carcere, ma il giudice ha dato alla giuria anche la possibilità di ritenere l’imputato responsabile di forme di omicidio meno gravi, con qualche attenuante. Le pene previste sarebbero comunque molto pesanti.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Austria in lockdown da lunedì. Vaccino obbligatorio da febbraio
DATA:
OCCHIELLO: L’annuncio del cancelliere tedesco: «Nonostante mesi di impegno, non siamo riusciti a convincere abbastanza persone a farsi vaccinare. E non vogliamo una quinta ondata.L’Austria è il primo Paese europeo a imporre l’obbligo vaccinale
TESTO: Il lockdown per i non vaccinati, varato nei giorni scorsi, non è bastato. Il cancelliere austriaco Alexander Schallenberg ha annunciato oggi che l’Austria — primo Paese nell’Unione europea — imporrà l’obbligo di vaccinarsi contro il Covid a partire dal prossimo febbraio. E da lunedì, l’intero Paese sarà in lockdown. «Nonostante mesi di impegno non siamo riusciti a convincere abbastanza gente a farsi vaccinare», ha detto il cancelliere. «Ci sono troppe forze politiche che ci vanno contro», ha aggiunto parlando di un «attentato al sistema sanitario». «Non vogliamo», ha detto, «una quinta ondata». A partire da lunedì, e per un periodo di almeno 10 giorni, le scuole chiuderanno e gli studenti torneranno alla didattica a distanza, i ristoranti dovranno chiudere, gli eventi culturali saranno cancellato. Nei giorni scorsi — di fronte a una percentuale ancora altissima di non vaccinati (oltre il 30 per cento) e a uno scetticismo vaccinale ancora molto diffuso, alimentato anche dai partiti di estrema destra — il cancelliere austriaco era stato costretto a varare un «lockdown dei non vaccinati». Le nuove regole, entrate in vigore l’8 novembre, impediscono di entrare quasi ovunque se non si rientra nella regola delle «2G», se non si è cioè genesen, guariti da non più di sei mesi, o geimpft, cioè vaccinati. Come spiegato qui, la regola delle 2G (di cui alcuni governatori hanno iniziato a parlare anche in relazione all’Italia) in Austria imponeva finora che nei luoghi pubblici potessero accedere solo le persone che sono completamente vaccinate o guarite. Si parla di «servizi che richiedono vicinanza corporea, gastronomia, ristorazione notturna, mercatini di Natale, hotel e ambienti simili, settore culturale (teatri, cinema e opere, ma non i musei), strutture sportive e per il tempo libero, visite agli ospedali e alle case di riposo e di cura, ad eccezione delle visite nel contesto delle cure palliative e dell’hospice, per esempio, o dell’assistenza al parto». In tutti questi luoghi non c’era l’obbligo di usare la mascherina tranne che negli esercizi commerciali, sui mezzi di trasporto pubblico e nelle strutture culturali come musei e biblioteche. A partire da lunedì, però, il sistema sarà ulteriormente rafforzato con un lockdown nazionale.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Primo anniversario di nozze senza Filippo, la solitudine della regina
DATA:
OCCHIELLO: Affaticata, «sta bene, ma a 95 anni tutto è più difficile», come ha detto il figlio Carlo, Elisabetta affronta sabato 20 novembre il suo primo anniversario di nozze, in solitudine
TESTO: «Sta benone ma a 95 anni tutto è più difficile, lo è già abbastanza a 73 anni», ha provato a rassicurare il figlio Carlo durante il viaggio che l’ha portato in settimana in Giordania e poi Egitto. Di certo la Royal Household sta facendo di tutto per custodire la preziosa salute dell’anziana regina che si avvicina al traguardo dei 70 anni di regno, nel 2022. Oggi le mancherà Filippo, immensamente, nonostante il calore della famiglia e quella «serena rassegnazione» che solo negli ultimi tempi sembra di quando in quando affiorare dalle sue parole.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: L’amico no vax e il solco incolmabile
DATA:
OCCHIELLO: È all’opera una parodia dell’intelligenza, priva di empatia che rende ormai spuntate le armi della persuasione
TESTO: Siamo legati a loro da lunghi affetti e consuetudini, o siamo parenti stretti, nutriamo stima nei loro confronti, li ammiriamo per il loro lavoro. Non possiamo usare gli idranti per disperderli, non possiamo cambiare canale se li sentiamo affermare un’idiozia, e ogni giorno che passa ci cascano le braccia alla sola idea di discutere con loro. Perché ormai, è inutile che lo neghiamo, le armi della persuasione si sono totalmente spuntate. Mi sorprende che qualcuno di buona volontà le invochi ancora, quando è evidente che chi si doveva persuadere, si è già persuaso e aspetta la terza dose. Queste persone di cui parlo, questi nostri amici e consanguinei, anche se arrivasse un angelo nel loro soggiorno a scongiurarli di rinunciare all’egoismo e al narcisismo che li possiedono, non lo starebbero nemmeno a sentire. Non sono nemmeno no vax, se intendiamo con questa formula una specie di attivismo. Al contrario, loro non amano affatto parlarne, anche a causa di un elementare sentimento di vergogna, e sperano sempre che il discorso non cada sull’argomento. Sul loro profilo Instagram non troverete immagini di Draghi con i baffetti di Hitler, ma copertine di bei libri, cuccioli, tramonti. Sono capaci di andare a cena da qualcuno e trasformare quella casa in un focolaio, ma sono angosciati per la sorte delle donne in Afghanistan e per il global warming. Sperano che la buriana passi senza costringerli a mettersi in gioco, sperano addirittura di prendersi il Covid in forma lieve, come una riserva privata di anticorpi. Non se lo potranno mai confessare, ma noi lo vediamo bene: a sorreggerli c’è il turpe, inconfessato sentimento che tanto a vaccinarsi ci abbiano pensato gli altri. Ma l’esperienza ce lo insegna: noi non togliamo l’affetto a chi si macchia di comportamenti altrettanto incivili, se è possibile: quando mai abbiamo troncato con qualcuno perché guida in modo imprudente, e magari ci beve sopra un paio di bicchieri? Quando mai abbiamo rinunciato a frequentare qualcuno che non fa la raccolta differenziata, o si fa pagare al nero un lavoretto? Per dirla con la Bibbia, non siamo noi i guardiani dei nostri fratelli, e anche se a dirlo era Caino, in questo caso aveva ragione. Sono solo le leggi, e le istituzioni preposte a farle rispettare, che ci possono salvare. La norma è impersonale, e non distingue tra chi la ritiene giusta e chi la ritiene un sopruso. Ci solleva da discussioni, da conflitti, da silenzi addolorati che sono del tutto inutili e rischiano di trascinarsi dietro una specie di Long Covid emotivo, nel quale continueremo a voler bene a persone alle quali non riusciremo a perdonare quello che non hanno fatto, i sentimenti che non hanno provato. Tra tante scalogne inevitabili che la pandemia ha portato con sé, norme limpide e l’autorità necessaria a farle rispettare potrebbero almeno sollevarci dalle spalle l’onere di incarnare — ci mancava solo questa! — un assurdo perbenismo sanitario.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Biden, Xi e l’ingorgo nel porto di L.A. Il mondo passa dalla California
DATA:
OCCHIELLO: Le navi al largo di Long Beach perdono tempo e i ritardi si scaricano a valle su chi aspetta le merci, oltre al fatto che aumenta l’inquinamento. In Usa vola l’inflazione
TESTO: Dal primo weekend di novembre gli ambientalisti hanno segnalato un ritorno di inquinamento in California. L’allarme è finito in prima pagina sul Los Angeles Times con corredo di foto sulla «nebbia» sospetta che vela il cielo. La più grande città della West Coast è un laboratorio storico dell’ambientalismo americano. Ai tempi di Blade Runner (1982), il cult-movie di fantascienza diretto da Ridley Scott e tratto da un romanzo di Philip Dick, era descritta come un inferno di fumi, pioggie acide, cieli sempre oscurati. Poi per quarant’anni la California è stata all’avanguardia nell’ambientalismo e Los Angeles è diventata sinonimo di cieli azzurri, aria tersa, palmizi al sole. Ora contro i timori d’inversione di tendenza le autorità locali tornano a varare divieti, per esempio sull’uso del legname per i caminetti. Ma ambientalisti e media hanno indicato un possibile sospetto, è la congestione di maxi-navi in rada. Non ci sono certezze su questo nesso causa-effetto, però da mesi le foto aeree riprendono uno spettacolo insolito: oltre il porto di Long Beach, un pezzo di Oceano Pacifico è trasformato in un gigantesco parcheggio. In media dalle 70 alle 100 navi sostano al largo, ogni giorno, perché non ci sono banchine libere per attraccare e scaricare container. L’attesa per ogni King Kong degli oceani raggiunge facilmente le due settimane, durante le quali i mostri marini bruciano carburanti fossili. Questo ingorgo è al tempo stesso un sintomo positivo — l’economia mondiale è ripartita alla grande, per molti aspetti lo shock del Covid è alle spalle — e un concentrato dei problemi che possono far deragliare questa ripresa. Le navi al largo di Long Beach perdono tempo prezioso e i ritardi si scaricano a valle, su chi aspetta le merci. Dagli ipermercati alle aziende in attesa di componenti, fino al consumatore finale, soffriamo penurie in molti settori: semiconduttori, automobili, pneumatici, giocattoli, apparecchiature mediche. Alcuni prodotti scarseggiano per ragioni specifiche come la guerra fredda Usa-Cina nelle tecnologie; quasi tutti risentono anche delle strozzature logistiche. «La madre di tutti gli ingorghi» affligge proprio il porto di Los Angeles, in prima fila nell’accogliere la rinascita di un vigoroso interscambio tra le due sponde del Pacifico.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Nuovo studio rivede il primo caso noto di Covid: fu una venditrice al mercato di Wuhan
DATA:
OCCHIELLO: Si riapre il dibattito sull’origine del virus. Pubblicato sulla rivista Science, secondo lo studio la donna si ammalò l’11 dicembre 2019. In precedenza si era identificato il primo caso ufficiale tre giorni prima, l’8 dicembre
TESTO: Lo scienziato che ha firmato lo studio, Michael Worobey, lavora all’università dell’Arizona ed è uno dei più importanti esperti che stanno indagando l’evoluzione del virus. Secondo lui ci sarebbero delle discrepanze temporali in questa storia, e in particolare su ciò che è stato reso noto dalle riviste mediche nonché dalle autorità cinesi. Identificando il primo caso noto nella donna ammalatasi l’11 dicembre, Worobey sostiene che ci siano forti legami tra i mercato di Wuhan e l’origine della pandemia. «In questa città di 11 milioni di persone - ha dichiarato al New York Times - la metà dei primi casi sono legati a un luogo che ha le dimensioni di un campo da calcio. Diventa molto difficile spiegare questo schema se l’epidemia non è iniziata al mercato».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Kennedy contro Kennedy. «Mio fratello sbaglia sul vaccino, è necessario»
DATA:
OCCHIELLO: Kerry Kennedy, che sarà questa sera a Milano, prende le distanze dalle posizioni no vax del fratello, diventato l’idolo del movimento negazionista in Italia
TESTO: Come ha raccontato Andrea Marinelli, Robert Kennedy, 67 anni, avvocato, protagonista nei giorni scorsi di una manifestazione no vax all’Arco della Pace a Milano, fa parte della «sporca dozzina», le 12 persone fisiche che da sole hanno prodotto due terzi della disinformazione social contro il vaccino negli Stati Uniti: è al secondo posto di questa non lusinghiera classifica stilata dal Center for Countering Digital Hate e dall’Anti-Vax Watc, dietro all’osteopata Joseph Mercola, ed è anche stato cacciato da Instagram in modo permanente a febbraio, pur restando su Twitter e Facebook. Il 16 novembre è uscito inoltre il suo libro The Real Anthony Fauci: Bill Gates, Big Pharma, and the Global War on Democracy and Public Health, pubblicato per ora solo in inglese, in cui identifica i grandi nemici del movimento — il virologo Fauci e il miliardario Gates — e condensa tutte le teorie no vax e cospirative emerse in quasi due anni di pandemia, a cominciare da quelli che collegano l’immunizzazione a una serie di patologie infantili come l’autismo. Lo scorso anno Robert Kennedy è emerso come un leader del movimento internazionale pronunciando un ormai famosissimo discorso no vax a Berlino, non molto lontano da dove suo zio John declamò il «celebre Ich bin ein Berliner» nel 1963, che è circolato ampiamente in rete.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: I «piccoli» Grimaldi alla Festa Nazionale di Monaco, tra voli di droni e celebrazioni
DATA:
OCCHIELLO: L’erede del principe Alberto, il gemello Jacques, sull’attenti il giorno della Festa Nazionale di Monaco nella Corte d’onore del Rocher. Con papà Alberto e le zie Caroline e StéphanieIl piccolo Jacques, erede di Alberto II, con zia Carolina e Stéphanie nella Corte d’onore del Palazzo sull’attenti.
TESTO: Nella corte d’onore del Palazzo si è presentato anche il piccolo Jacques, l’erede di Alberto. Ad affiancare il principe che nel 2005 ha raccolto il testimone dal padre Ranieri, oggi - Festa Nazionale del Principato — ci sono le sorelle: Caroline e Stéphanie. Con le zie, anche la sorella di Jacques, la principessina Gabriella. «La principessa Charlène è ancora molto debilitata, uno stato di affaticamento fisico profondo non le permetterà ancora di prendere parte alle celebrazioni della Festa Nazionale». Dal Palazzo di Monaco, a due giorni dall’inizio delle celebrazioni di San Ranieri che iniziano il 17 novembre nel Principato, anche se il momento più atteso è sempre oggi, con la cerimonia alla cattedrale di St Nicholas e l’affaccio al balcone dei principi, era arrivata la notizia che Charlène tornata dal lungo periodo di cura in Sud Africa non ci sarebbe stata per tutta la durata delle lunghe celebrazioni. Un tour de force, tra consegne di onorificenze, ricevimenti per il Corpo Diplomatico e momenti di incontro con la popolazione più anziana del principato. Allietato da un concerto di gala e dalla sorpresa ieri notte del «volo» di 196 droni che hanno solcato i cieli dell’enclave stretta tra Francia e Italia. Il sorriso del principe quando i figli hanno alzato davanti alla folla le loro lettere d’amore per «mamma Charlène». Il bacio della sorella Stéphanie, per Alberto il fratello al quale è sempre stata legatissima. (Testo: Enrica Roddolo)
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Covid, l’Europa rivedrà le regole sui viaggi: limiti alla durata del Green Pass
DATA:
OCCHIELLO: La Commissione aggiorna la raccomandazione sulla libertà di movimento. Ma le norme sono nazionali: le decisioni di Austria, Slovacchia, Francia, Grecia
TESTO: In Grecia lockdown per chi non è immunizzato Anche in Grecia lunedì scatterà il lockdown per i non vaccinati. Atene si è aggiunta agli altri 4 Paesi europei — Austria, Germania, Slovacchia e Repubblica Ceca — che sono ricorsi a restrizioni selettive per cercare di contenere la nuova ondata. Il premier Kyriakos Mitsotakis in un discorso tv alla nazione ha parlato ieri sera di «pandemia dei non vaccinati»: solo il 62% dei greci ha completato il ciclo. Per chi arriva dall’estero le regole restano per ora invariate: serve il green pass o in alternativa, il certificato di vaccinazione che attesti il completamento del ciclo vaccinale da almeno 14 giorni; oppure il tampone molecolare negativo effettuato nelle 72 ore prima o il test rapido antigenico fatto nelle 48 ore precedenti. Ai bambini under 12 non è richiesto nulla.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Covid, a Rotterdam proteste contro il lockdown: la polizia spara, due feriti
DATA:
OCCHIELLO: Tensioni durante le manifestazioni nel centro della città. In precedenza, gli agenti avevano già sparato colpi di avvertimento
TESTO: L’appuntamento l’hanno preso sui social. Poi, alle 20, i no vax sono scesi in piazza per protestare contro le nuove restrizioni imposte dal governo olandese. Il corteo pacifista al grido di «libertà, libertà» gonfiato via via da quasi un migliaio di manifestanti a Rotterdam è diventato violento. Scene di guerriglia. Auto e moto date alle fiamme, e scontri con la polizia che prima ha usato i cannoni ad acqua, poi ha sparato in aria diversi colpi di pistola per disperdere la folla. Ma, secondo quanto scrive il sito di informazione Nos citando due testimoni, gli agenti avrebbero mirato ad altezza d’uomo e fatto fuoco colpendo almeno due manifestanti. Ferimento ammesso (non nella dinamica) anche dalla stessa polizia in un Twitter. Poco prima delle 23.30 la situazione era tornata sotto controllo anche se per tutta la notte le forze dell’ordine schierate in assetto anti sommossa sono rimaste in strada per «blindare» il centro della città e l’ingresso al porto.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Austria in lockdown da lunedì. Vaccino obbligatorio da febbraio
DATA:
OCCHIELLO: L’annuncio del cancelliere austriaco: «Nonostante mesi di impegno, non siamo riusciti a convincere abbastanza persone a farsi vaccinare. E non vogliamo una quinta ondata». L’Austria è il primo Paese europeo a imporre l’obbligo vaccinale
TESTO: A partire da lunedì, e per un periodo di almeno 10 giorni, le scuole chiuderanno e gli studenti torneranno alla didattica a distanza, i ristoranti dovranno chiudere, gli eventi culturali saranno cancellato. Nei giorni scorsi — di fronte a una percentuale ancora altissima di non vaccinati (oltre il 30 per cento) e a uno scetticismo vaccinale ancora molto diffuso, alimentato anche dai partiti di estrema destra — il cancelliere austriaco era stato costretto a varare un «lockdown dei non vaccinati». Le nuove regole, entrate in vigore l’8 novembre, impediscono di entrare quasi ovunque se non si rientra nella regola delle «2G», se non si è cioè genesen, guariti da non più di sei mesi, o geimpft, cioè vaccinati. Come spiegato qui, la regola delle 2G (di cui alcuni governatori hanno iniziato a parlare anche in relazione all’Italia) in Austria imponeva finora che nei luoghi pubblici potessero accedere solo le persone che sono completamente vaccinate o guarite. Si parla di «servizi che richiedono vicinanza corporea, gastronomia, ristorazione notturna, mercatini di Natale, hotel e ambienti simili, settore culturale (teatri, cinema e opere, ma non i musei), strutture sportive e per il tempo libero, visite agli ospedali e alle case di riposo e di cura, ad eccezione delle visite nel contesto delle cure palliative e dell’hospice, per esempio, o dell’assistenza al parto». In tutti questi luoghi non c’era l’obbligo di usare la mascherina tranne che negli esercizi commerciali, sui mezzi di trasporto pubblico e nelle strutture culturali come musei e biblioteche. A partire da lunedì, però, il sistema sarà ulteriormente rafforzato con un lockdown nazionale.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Covid, in Germania è «stato di emergenza nazionale»: e torna l’ipotesi di lockdown
DATA:
OCCHIELLO: Lothar Wieler, capo del Robert Koch Institute, ha detto che il Paese è entrato in uno stato nazionale d’emergenza a causa dell’aumento dei nuovi contagi giornalieri di Covid. L’aviazione militare in campo per spostare i malati
TESTO: «Siamo in uno stato di emergenza nazionale, dobbiamo tirare il freno d’emergenza», ha detto Wieler durante una conferenza stampa. Il capo dell’Istituto per la prevenzione delle malattie infettive ha chiesto «misure aggiuntive urgenti» per arginare la crescita dei nuovi contagi giornalieri, che per il terzo giorno consecutivo hanno superato quota 50 mila. Mentre Wieler parlava, la Camera Alta del Parlamento tedesco ha approvato nuove misure per il controllo della pandemia. Tra queste figura la regola «3G» (ma alcuni Laender applicano già da giorni la più restrittiva delle «2G»): le persone hanno l’obbligo di mostrare di essere vaccinati contro il Covid, guariti o di avere un esito negativo di un tampone molecolare per accedere a servizi o luoghi pubblici. Inoltre alcuni Laender stanno considerando la possibilità di introdurre vaccinazioni obbligatorie per alcuni gruppi di lavoratori, come il personale medico e gli impiegati delle case di cura. In Germania ci sono stati 52.970 nuovi casi di contagio nelle ultime 24 ore; i morti sono stati 201.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Alberto II con le principesse Caroline e Stéphanie per la Festa Nazionale
DATA:
OCCHIELLO: Te Deum in cattedrale, concerto di gala con Placido Domingo e anche uno spettacolare volo di 196 droni nel cielo di Monaco per festeggiare. Senza Charlène convalescente dopo la malattia
TESTO: Con le sorelle di Alberto, il piccolo Jacques, erede del principe, che vestito nella sua uniforme ufficiale, nella Corte d’onore del Palazzo si è messo sull’attenti. Conquistando l’attenzione. Accanto, in rosa confetto, la sorella gemella Gabriella. Nell’aria, l’interrogativo sulle condizioni di salute di Charlène. «La principessa è ancora molto debilitata, uno stato di affaticamento generalizzato profondo non le permetterà ancora di prendere parte alle celebrazioni della Festa Nazionale», avevano detto fonti di Palazzo al Corriere, giorni fa. «Il percorso medico è stato molto complesso in questi mesi, e adesso il periodo di soggiorno di diverse settimane per ristabilirsi che l’attende le permetterà di riprendersi «d’un état de fatigue général profond». Aggiungendo: «Pour préserver la tranquillité indispensable à l’amélioration de Sa santé, le lieu de convalescence de la Princesse resterà strictement confidentiel». Charlène continua ora la sua convalescenza, in un luogo tenuto «confidenziale» — un centro specializzato fuori Monaco. Dopo esser rientrata il 7 novembre scorso dal Sud Africa alla fine di una lunga estate di malattia. Nel tradizionale punto stampa prima della Festa nazionale, Alberto II è tornato sulla stanchezza della principessa: una stanchezza «non solo fisica». Ma emotiva.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Il segreto della Finlandia Felix? Sauna, bagni ghiacciati e tante foreste intorno
DATA:
OCCHIELLO: Per il quarto anno di fila, e con una pandemia di mezzo, è risultata il Paese più felice al mondo. Parola delle Nazioni Unite e del loro World Happiness Report. Come è possibile?
TESTO: Primi. Di nuovo. Riuscite a crederci? Possibile che siamo noi, quelli felici? ». La stampa finlandese, racconta dal suo salotto di Helsinki la scrittrice Katja Pantzar, «ormai la prende così: c’è più stupore che orgoglio». La notizia a cui hanno fatto il callo ma non l’abitudine è arrivata lo scorso aprile: anche nel 2021, per il quarto anno di fila e con una pandemia di mezzo, la Finlandia è risultata il Paese più felice al mondo. Parola delle Nazioni Unite e del loro World Happiness Report, un’indagine nata nel 2012 per mettere l’attenzione dei governi sulla soddisfazione percepita delle popolazioni. Funziona così: l’istituto di sondaggi Gallup conduce circa 350 mila interviste in più di 100 Paesi del mondo e invita i partecipanti a immaginare la vita come una scala con dieci gradini. «Il decimo rappresenta la vita migliore possibile per voi, al livello zero c’è invece la peggiore. A quale punto della scala vi trovate? ». I criteri sono del tutto soggettivi. Non c’entrano lo stipendio o l’aspettativa di vita, ma il modo in cui i popoli si vedono. La Finlandia felix ha attirato l’attenzione di giornalisti e studiosi di mezzo mondo, a caccia di una ricetta segreta da copiare o rivendere. Spoiler: non sembra esistere. Ma tra indicatori socio-economici e buoni comportamenti diffusi, forse si nasconde qualche lezione utile. In Finlandia si sta bene per tanti motivi. Uno: il proverbiale sistema di welfare e di servizi nord europeo. In uno dei Paesi con la più alta spesa per l’istruzione nel continente (in Finlandia il 6,9% del Pil, quasi il doppio dell’Italia, al 3,8%) le scuole sono gratuite, dalle elementari all’università compresa. Questo e altri servizi costano tasse piuttosto salate, ma il patto tra cittadini e istituzioni per ora regge. E l’ascensore sociale continua a funzionare.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Julius Jones condannato alla pena di morte: fermato il boia a poche ore dall’esecuzione
DATA:
OCCHIELLO: Il governatore dell’Oklahoma Kevin Stitt ha fermato l’esecuzione della sentenza: il 41enne afroamericano, condannato nel 2002 per omicidio, sconterà l’ergastolo
TESTO: La notizia è stata accolta con un boato dalla folla in attesa davanti alla sede del Governatore, in Oklahoma City. Julius, 41 anni, era stato condannato quando ne aveva ventidue per l’omicidio di Paul Howell. La vittima, 45 anni, aveva reagito al tentativo di furto della sua macchina. Stava parcheggiando nella casa dei genitori, nel sobborgo di Edmond, dopo aver fatto shopping con le due figlie e la sorella. Il killer gli sparò a bruciapelo. Fu proprio la sorella a mettere gli investigatori sulle tracce di due giovani afroamericani. Julius, all’epoca, studiava all’Università. Fu arrestato insieme a un altro ragazzo black, Christopher Jordan. Era l’estate del 1999. Tre anni dopo si celebrò il processo. Jordan scaricò la responsabilità dell’omicidio sul compagno, sostenendo di aver solo guidato l’auto della fuga. Fu, comunque condannato a 30 di reclusione. Ne scontò 15: dal 2017 è di nuovo un cittadino libero.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Lech Walesa al Corriere: «Minsk vuole destabilizzare l’Ue. La Polexit? Non accadrà mai»
DATA:
OCCHIELLO: Il premio Nobel per la pace: « Capisco Morawiecki sui migranti, ma il punto è che ci sono troppe diseguaglianze»
TESTO: Morawiecki ha accusato Merkel di legittimare il regime di Minsk trattando con Lukaskenko. «Non sono d’accordo con Moraviecki su tante questioni e neppure su questa. I politici polacchi al potere oggi sono deboli, mentre Angela Merkel è una buona negoziatrice e sta cercando di fare del suo meglio». Tra poco non si potrà più contare su di lei. Come vede l’Europa del dopo Merkel? «Non so come sarà l’Europa senza di lei, ma certamente non sarà migliore. La sua politica è stata in generale molto positiva anche per la Polonia».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Premio Cutuli, non spegnete le luci su Kabul
DATA:
OCCHIELLO: La ministra Cartabia, il commissario Onu Grandi, i giornalisti del Corriere: ricordando Maria Grazia a 20 anni dalla morte,, «torniamo» in Afghanistan. Il premio che porta il suo nome a Patrick Zaki
TESTO: Incontri, riflessioni, interviste e reportage dedicata all’inviata del Corriere della Sera Maria Grazia Cutuli, scomparsa in Afghanistan 20 anni fa. A rendere omaggio, tra gli altri, la ministra della Giustizia Marta Cartabia che ha ricordato la storia di Mareya Bashir, prima procuratrice di Herat cui è stata riconosciuta la cittadinanza italiana. «Ho incontrato Bashir ad un convegno nel 2013 sulla presenza femminile nelle Corti costituzionali. Ed è stato un incontro folgorante. Io all’epoca ero giudice della Corte costituzionale, unica donna. Dal lusso della mia posizione mi lamentavo della disparità di genere mentre lei subiva attentati e minacce. E’ per lei e per le donne afghane che dobbiamo tenere accese le braci sotto la cenere, per fare sì che non vadano persi i progressi fatti». La giornata è stata occasione per riflettere sulla necessità, come ha sottolineato l’inviato del Corriere Lorenzo Cremonesi, di aprire un canale di dialogo con i talebani.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Peng Shuau, la tennista scomparsaSu Twitter le sue foto tra gatti e giochi
DATA:
OCCHIELLO: Si infittisce il giallo sulla scomparsa della giocatrice che ha accusato l’ex vicepremier di violenza sessuale
TESTO: Foto, la cui autenticità non è stata verificata in modo indipendente, che mostrano una sorridente Peng Shuai, sono apparse sui social network, mentre aumenta la pressione internazionale sulla Cina per informazioni sul destino della giocatrice cinese. Diversi Paesi tra cui gli Stati Uniti hanno espresso «preoccupazione» e le Nazioni Unite hanno chiesto prove che la giocatrice stia bene, mentre l’hashtag #WhereisPengShuai (# WhereestPengShuai) si è diffuso velocemente attraverso i social network. Quattro foto della campionessa di tennis sono state pubblicate dall’account Twitter @shen_shiwei, etichettato dal social network come «media affiliati allo stato cinese». Una foto mostra la giocatrice sorridente con un gatto tra le braccia in quella che sembra essere la sua casa. Sullo sfondo sono visibili peluche, un trofeo, una bandiera cinese e accrediti. Un’altra istantanea mostra un selfie di Peng Shuai con una figura di Kung Fu panda, film d’animazione per bambini. Sullo sfondo appare una cornice con un’immagine di Winnie the Pooh. L’account Twitter in questione afferma che queste foto sono state pubblicate privatamente dalla giocatrice su un social network per augurare «buon fine settimana» ai suoi contatti. L’Afp riferisce di «non essere stata in grado di verificarne l’autenticità e le richieste di spiegazione dall’account Twitter che ha pubblicato le foto sono rimaste immediatamente senza risposta». Twitter è un social network bloccato in Cina e solo le persone con un software di bypass simile a una VPN possono accedervi.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Kamala Harris presidente degli Stati Uniti per un’ora e 25 minuti: Biden era in ospedale sotto anestesia
DATA:
OCCHIELLO: Temporaneo trasferimento di poteri venerdì, quando il numero uno della Casa Bianca ha dovuto sottoporsi a una colonscopia di routine
TESTO: Kamala Harris entra di nuovo nella storia degli Stati Uniti: dopo esserne diventata la prima vicepresidente donna, venerdì ha addirittura assunto (temporaneamente) la guida del Paese al posto del presidente Biden. Golpe a Washington? No. Molto più banalmente, una colonscopia a cui il successore di Donald Trump ha dovuto sottoporsi alla vigilia del suo 79esimo compleanno all’ospedale militare Walter Reed di Bethesda, alle porte della Capitale. L’esame di routine, durato all’incirca un’ora e 25 minuti, è stato infatti condotto in anestesia generale. Mentre il commander-in-chief si trovava in stato di incoscienza è stata dunque proprio l’ex senatrice californiana, figlia di una biologa indiana e di un economista giamaicano, a farne le veci ai sensi del 25esimo emendamento. I precedenti Non è la prima volta che una «colonscopia presidenziale» conduce a un momentaneo avvicendamento al vertice della prima potenza mondiale. Già nel 2002 e nel 2007 al vicepresidente Dick Cheney capitò infatti di sostituire George W. Bush per lo stesso motivo. Nel 2019, invece, secondo l’ex portavoce della Casa Bianca Stephanie Grisham Trump non volle sottoporsi ad alcuna anestesia proprio per non delegare i suoi compiti a Mike Pence nemmeno per un istante. Biden ha quindi ristabilito la prassi con tutti i crismi del caso, comunicando con quattro lettere inviate alla speaker della Camera Nancy Pelosi e al presidente pro tempore del Senato Patrick Leahy prima il trasferimento e poi, a visita conclusa, la riacquisizione dei suoi (enormi) poteri.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Julius Jones condannato a morte: fermato il boia, sconterà l’ergastolo (ma si dice innocente)
DATA:
OCCHIELLO: Il movimento per salvare la vita all’afroamericano condannato nel 2002 per omicidio, e sempre proclamatosi innocente ha messo insieme progressisti e conservatori: per lui si è mossa anche Kim Kardashian. Sulla colpevolezza di lui, molti dubbi
TESTO: Il «caso Jones» forse non riaprirà il dibattito sulla pena di morte negli Stati Uniti. Ma sicuramente rilancia gli interrogativi sulle garanzie del sistema giudiziario americano. Julius Jones, 41 anni, si è salvato quando ormai mancavano solo quattro ore all’appuntamento con il boia. Il Governatore dell’Oklahoma, il repubblicano Kevin Stitt, ha commutato in extremis la pena di morte «con l’ergastolo senza possibilità di libertà vigilata». Stitt, 48 anni, è un super trumpiano, al punto da aver appena firmato una legge per intitolare un’autostrada all’ex presidente. Condivide, quindi, la linea dura contro il crimine, la rivalutazione della pena capitale come risarcimento sociale per i famigliari delle vittime e come strumento di deterrenza. Il 29 ottobre scorso aveva consegnato al patibolo un altro detenuto, John Marion Grant, morto tra spasimi e vomito, dopo l’iniezione letale. Ma questa volta Stitt ha dovuto fronteggiare una campagna trasversale, dove si sono trovati, fianco a fianco le associazioni per la difesa dei diritti civili e i leader delle organizzazioni conservatrici, come Matt Schlapp, presidente della «American Conservative Union», Timothy Head, direttore della «Faith & Freedom Coalition», più diversi parlamentari repubblicani dello Stato.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: A Rotterdam «un’orgia di violenza» Arresti dopo la rivolta no-pass
DATA:
OCCHIELLO: Inchiesta sui colpi sparati dalla polizia che hanno ferito due persone durante gli scontri contro la norma 2G che esclude chi presenta tampone negativo. Almeno 7 feriti
TESTO: La battaglia è cominciata poco dopo le 20 sul Coolsingel, la strada principale di Rotterdam: qualche centinaio di persone ha preso d’assalto le auto della polizia, appiccato incendi, tirato fuochi d’artificio e pietre agli agenti, che hanno risposto sparando e hanno provato a disperdere la folla con i cannoni ad acqua. Due persone sono state colpite dai proiettili degli agenti, ma i feriti sono almeno 7, oltre a un numero imprecisato di poliziotti. Gli arrestati sono 51 — per metà minorenni — e potrebbero aumentare nei prossimi giorni: saranno processati per direttissima, ma è stata aperta anche un’indagine sui colpi sparati dalla polizia, come avviene di norma nei Paesi Bassi. Secondo le autorità, tra i responsabili c’erano infiltrati, gruppi di destra provenienti da tutto il Paese o legati agli ultras del Feyenoord. «Protestare è un diritto della nostra società, ma quello che abbiamo visto l’altra notte è semplicemente un comportamento criminale. Non ha niente a che fare con le manifestazioni», ha commentato ieri il ministro della Giustizia Ferd Grapperhaus.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Ucraina, monito degli Usa agli alleati:«Putin sta preparando un blitz»
DATA:
OCCHIELLO: L’intelligence Usa e britannica: «È pronto a destabilizzare il Paese con azioni militari»
TESTO: L’intelligence Usa e britannica sono sempre più convinte che Vladimir Putin stia considerando un’azione militare per prendere il controllo di una fetta più ampia dell’Ucraina o per destabilizzare il Paese propiziando un governo più filo Mosca. Lo scrive il New York Times, secondo cui gli 007 americani stanno ammonendo gli alleati che c’è una finestra temporale stretta per prevenire un’azione del genere, spingendo i Paesi europei a lavorare con gli Usa per sviluppare un pacchetto di sanzioni economiche e di misure militari per frenare il Cremlino.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Peng, Pechino rischia al gioco della censura (con Djokovic e Nadal)
DATA:
OCCHIELLO: Spuntano foto e video sulla tennista «svanita» dopo le accuse di violenza a un politico: con il suo gatto, a cena, con l’allenatore. Ma sale l’ipotesi del boicottaggio olimpico
TESTO: Subito dopo la presa di posizione di Washington, venerdì sono arrivate le foto di Peng «a casa che si riposa». Poi i due videoclip al ristorante, con la donna sempre muta. Ma fino a quando Peng Shuai non sarà libera di raccontare la sua storia, questo caso non smetterà di turbare i sogni olimpici del potere cinese. Dick Pound, membro del Cio, avvocato e portavoce per l’etica sportiva, dice che la faccenda può sfuggire di mano e il Comitato olimpico potrebbe essere spinto a prendere una posizione dura su Pechino 2022.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: La versione di Elizabeth Holmes, miliardaria (e truffatrice)
DATA:
OCCHIELLO: La fondatrice di Theranos, sotto processo, ha deciso a sorpresa di testimoniare. La sua società prometteva sofisticate analisi del sangue con una sola goccia ma non era vero
TESTO: Raramente in processi di questo tipo gli imputati testimoniano: troppo forte il rischio di autoaccusarsi, in modo particolare quando l’accusa fatica a provare l’esistenza di un reato. Qui, però, Elizabeth rischia poco, visto che le testimonianze rese finora confermano che lei ha costruito la straordinaria fama della sua società — la capacità di rivoluzionare i test clinici rendendoli incruenti, poco costosi, realizzabili ovunque — su una serie di menzogne grazie alle quali ha avuto un trattamento molto positivo dalla stampa e ha ottenuto quasi un miliardo di finanziamenti dagli investitori.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Peng fotografata mentre assiste a un torneo di tennis a Pechino
DATA:
OCCHIELLO: Dopo le pressioni internazionali pubblicate le sue immagini sul sito ufficiale del China Open
TESTO: La star del tennis cinese Peng Shuai è apparsa oggi a un torneo di tennis di Pechino, secondo le foto ufficiali dell’evento, dopo le pressioni internazionali per ottenere informazioni sulla sua salute. Peng appare con giacca blu e pantaloni bianchi sportivi alle Fila Kids Junior Tennis Challenger Finals, secondo le foto pubblicate sull’account Weibo ufficiale del China Open. Si tratta della prima apparizione pubblica della Peng da quando le sue accuse di abuso sessuale sono state ampiamente censurate sul web dalla Cina.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Germania, Scholz vicino alla quadra per il governo: Baerbock agli Esteri, il liberale Lindner ai conti
DATA:
OCCHIELLO: All’Ambiente Habeck con deleghe rafforzate. La «coalizione semaforo» quasi pronta per governare: l’investitura potrebbe essere attorno al 6 dicembre
TESTO: Non è diventata la prima cancelliera verde, ma diventerà la prima ministra degli Esteri in Germania. Sarà Annalena Baerbock a guidare la diplomazia tedesca, nel prossimo governo guidato da Olaf Scholz. Con il negoziato tra socialdemocratici, Verdi e liberali ormai prossimo alla conclusione, prende forma la cosiddetta coalizione del semaforo, giallo-rosso-verde. E nonostante Spd, Grünen e Fdp abbiano cercato di non alimentare il gossip politico del toto-nomine, la lista dei probabili ministri è quasi completata, almeno per le posizioni apicali.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Cipro, cantante gira video a Varosha Gli ex abitanti la ricoprono di insulti
DATA:
OCCHIELLO: Nihayet Elibol, in arte Nini, canta e balla tra le spiagge e gli edifici abbandonati della città fantasma dopo l’invasione turca del 1974. Il presidente turco-cipriota Tatar: «Intolleranti»
TESTO: Le immagini sono uno schiaffo in faccia ai greci ciprioti fuggiti dalla città nel 1974 e ancora oggi speranzosi di tornare nelle loro case, tanto che ogni anno si ostinano ad eleggere i rappresentanti dei nove comuni, forti della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu del 1984 in cui si stabilisce che il quartiere potrà essere ripopolato solo dai suoi abitanti originari, circa 39mila persone. Per questo Elibol è stata sommersa di insulti sui social e le è arrivata anche qualche minaccia. Il timore degli ex cittadini di Varosha è che il cambio di status da area militare a civile spiani la strada a nuovi insediamenti da parte di turchi ciprioti, mentre molto greci conservano atti e rivendicano diritti di proprietà nella medesima località.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Peng, la Gran Bretagna chiede «prove verificabili» sulla sorte della tennista
DATA:
OCCHIELLO: Il ministero degli esteri britannico ha esortato la Cina a dare notizie certe: «Sriamo seguendo il caso da vicino»
TESTO: La Gran Bretagna ha esortato la Cina a fornire «prove verificabili» in merito «alla sicurezza e al luogo in cui si trova» la star del tennis Peng Shuai, la cui sorte non è chiara dopo le accuse di aggressione sessuale rivolte dalla campionessa all’ex vicepremier cinese Zhang Gaoliun. «Siamo estremamente preoccupati per l’apparente scomparsa di Peng Shuai e stiamo seguendo da vicino il caso», ha detto il ministero degli esteri in una nota, aggiungendo che Pechino «dovrebbe fornire urgentemente prove verificabili in merito alla sua sicurezza e al luogo in cui si trova».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Covid, in Gran Bretagna il 25% dei cittadini ha la terza dose: «A Natale andrà tutto bene»
DATA:
OCCHIELLO: Oggi Londra guarda con stupore al resto d’Europa, dove tornano chiusure e restrizioni. Il ministro della Salute rivendica la buona riuscita della campagna per la terza dose («Quella britannico è quella di maggior successo in Europa») e preannuncia: «Passeremo il Natale insieme»
TESTO: Dal nostro corrispondente LONDRA — Le immagini degli scontri nelle capitali europee campeggiano stamattina sulle prime pagine dei giornali inglesi: Londra guarda con incredulità e stupore a un Continente che si dibatte nelle spire del Covid, tra contagi alle stelle, restrizioni a raffica e battaglie nelle strade. E soprattutto si chiede: abbiamo avuto ragione noi fin dall’inizio? È quello che ormai argomentano a voce alta ministri e scienziati. La Gran Bretagna ha seguito quasi sempre un approccio diverso nella lotta alla pandemia, bollato spesso come avventato e pericoloso: e una riprova sembrava data dal numero molto alto di casi e decessi Oltremanica. Ma adesso le parti sembrano invertite: e il motivo pare risiedere proprio nelle scelte a prima vista controverse di Londra. Un punto fuori discussione è l’efficacia dei vaccini: e «una grande differenza» fra la Gran Bretagna e l’Europa, ha sottolineato ieri alla Bbc il ministro della Salute, Sajid Javid, è la campagna per la terza dose, «quella di maggior successo in Europa». Infatti a oggi oltre il 25 per cento dei britannici sopra i 12 anni ha già fatto il “booster”, mentre la media europea è ferma attorno al 6. Ma questo non basta a spiegare perché a Londra «possiamo guardare a un Natale assieme», come ha detto Javid, mentre l’Europa sta entrando in una nuova serie di lockdown. Il ministro ha sottolineato come il governo britannico abbia «preso una dura decisione all’inizio dell’estate», ossia abbandonare ogni restrizione, «mentre altri Paesi non hanno seguito la nostra linea». Ed è questa scelta, che a suo tempo qualcuno aveva bollato come criminale, che ha fatto la differenza, stando anche agli scienziati. «Una delle cose interessanti – ha osservato Sir John Bell, professore di medicina a Oxford – è che potrebbe ben essere che il ritardo nel lockdown e il vasto livello di circolazione della malattia ci abbia fornito una protezione a lungo termine». In altre parole, a detta di Bell, l’alto numero di casi ha dato un vantaggio ai britannici rispetto agli europei: «Si può argomentare che l’esposizione al virus ora stia pagando i suoi dividendi, perché abbiamo molte persone che hanno avuto una infezione naturale». Fin dall’inizio, in estate, si era detto che questa era la strategia nascosta del governo di Boris Johnson: lasciar correre il virus durante i mesi caldi per arrivare all’inverno con un buon livello di immunità di gregge. Che è quello che si sta verificando: una impostazione sostenuta anche dal fatto che l’opinione pubblica ha accettato l’idea che si debba convivere col Covid e che un certo numero di decessi è inevitabile, come con qualsiasi altra malattia. «Il mio consiglio è ordinare il tacchino, perché andrà tutto bene», ha concluso il professore di Oxford. E infatti il governo Johnson non ha nessuna intenzione di reintrodurre restrizioni: «I dati attuali non mostrano alcun segnale di una necessità di cambiare direzione», dicono da Downing Street. Dunque niente mascherine né green pass, ma soprattutto niente vaccinazione obbligatoria: «Non penso che sia qualcosa che considereremo mai - ha detto il ministro Javid -. Fare il vaccino dovrebbe essere una scelta informata: se la gente è un po’ riluttante, dovremmo lavorare con loro e incoraggiarli». Una linea che è ampiamente condivisa dai commentatori inglesi, specialmente sui giornali conservatori, dove evocano la “dittatura” che si sta insinuando in Europa tramite obblighi vaccinali e lockdown selettivi per i non immunizzati. Un esito sicuramente evitato dalla Gran Bretagna, che ora guarda all’Europa con una preoccupazione che si mischia a un pizzico di Schadenfreude (come i tedeschi chiamano il sottile compiacimento per le disgrazie altrui).
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: La regina Elisabetta contro la Bbc per il documentario su William e Harry
DATA:
OCCHIELLO: I Windsor minacciano il boicottaggio e la rottura dei rapporti, ma la tv pubblica non cede alla richiesta della casa reale di approvare i filmati su William e Harry prima che vengano trasmessi
TESTO: In quanto tv pubblica, la Bbc ha con i reali qualcosa di più di un semplice rapporto istituzionale, come dimostrato recentemente dai cinque programmi dedicati all’iniziativa ecologica di William, il premio Earthshot. Allo stesso tempo il documentario conteso è stato affidato a Amol Rajan, un giornalista dichiaratamente repubblicano che, nonostante le sue vedute personali, si atterrà sicuramente alla regola sull’imparzialità che è tra i precetti fondamentali del gigante mediatico (e del giornalismo). È proprio questa regola — che vieta anche ai commentatori, anche sui social, di esprimere opinioni che potrebbero essere considerate di parte e nel rispetto della quale sono stati predisposti corsi obbligatori per tutti i giornalisti — che ha portato alcuni mostri sacri della Bbc a infilare la porta: l’ultimo, lo scrittore e presentatore Andrew Marr lascia dopo 30 anni per — ha detto — ritrovare la propria voce.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Le colpe di Hunter Biden nella grande sfida per il cobalto tra Stati Uniti e Cina
DATA:
OCCHIELLO: La newsletter AmericaCina è uno dei tre appuntamenti quotidiani de «Il Punto» del Corriere della SeraLa newsletter AmericaCina è uno dei tre appuntamenti quotidiani de «Il Punto» del Corriere della Sera
TESTO: Hunter Biden, al centro, 51 anni, figlio del presidente degli Stati Uniti Joe Biden (Afp) Non solo le industrie europee e americane che stanno scommettendo massicciamente sull’auto elettrica rischiano di trovarsi a corto di batterie per l’impossibilità di decuplicare in breve tempo l’estrazione di alcune materie prime essenziali: la Cina, che si è mossa per tempo con massicci investimenti sussidiati dallo Stato, controlla ormai il grosso della produzione mondiale e della raffinazione di alcuni minerali strategici e ora si scopre che ad agevolare Pechino nella conquista di questa leadership sono stati proprio gli americani che hanno venduto le loro miniere congolesi a imprese del gigante asiatico. Con lo zampino di Hunter Biden, il chiacchieratissimo figlio del presidente Usa. Il Corriere ha scritto più volte, di recente, che la scommessa sull’auto elettrica presuppone l’ampia disponibilità di cobalto, nickel, manganese e fosfato: una disponibilità, a oggi, tutt’altro che certa. Ora il New York Times analizza in profondità il caso del cobalto, indispensabile per le batterie di tecnologia più avanzata, la cui produzione mondiale è concentrata per il 70 per cento circa nella Repubblica Democratica del Congo. Già all’inizio dell’anno, prima delle ultime acquisizioni, la Cina controllava quasi il quasi la metà della produzione di questo Paese africano. Pechino ha costruito pazientemente questa supremazia fin da quando, nel 2005, il giovane Joseph Kabila, divenuto presidente del Congo al posto del padre, assassinato, accettò di dare campo libero ai cinesi per lo sfruttamento delle risorse minerarie in cambio della costruzione di strade, scuole, ospedali e altre opere pubbliche. Ora si scopre che gli americani non solo non sono stati in grado di competere su questo terreno coi cinesi, ma li hanno agevolati vendendo loro una gigantesca miniera: un affare nel quale un ruolo rilevante lo ha avuto Hunter Biden, già molto discusso durante la campagna elettorale 2020 per i suoi affari in Ucraina e in Cina. Nel 2015 il figlio di Biden, che controllava insieme ad altri due soci americani, attraverso la società di private equity Bhr, il 30 per cento della gigantesca miniera Tenke Fungurum, guidò il passaggio del controllo di questi campi di estrazione del cobalto dalla Freeport-McMoRan, altra società Usa che aveva la quota di controllo, alla cinese Molybdenum, oggi proprietaria dell’80 per cento della miniera (il restante 20 per cento è rimasto nelle mani dell’azienda mineraria di Stato del Congo). Della vicenda, come di altri affari spericolati di Hunter, si era parlato già durante la campagna elettorale dello scorso anno, ma le indagini giornalistiche non erano andate troppo a fondo anche perché allora le indiscrezioni sembravano finalizzare a influenzare la campagna elettorale. Ma ora il caso riemerge per un’inchiesta di un quotidiano progressista che mette in imbarazzo un presidente impegnato a contrastare il tentativo di Pechino di strappare agli Usa il primato tecnologico e industriale. La Casa Bianca si è, quindi, sentita in dovere di affermare, in un comunicato, che il presidente nulla sapeva degli affari cinesi del figlio. Al di là del caso Hunter, comunque, la vicenda è solo un esempio di come la Cina in questi anni ha costruito una posizione di supremazia mondiale nell’estrazione e la raffinazione di vari minerali strategici (mentre le cosiddette terre rare ce le ha già in casa). Agli Sati Uniti non resta che fare mea culpa: per decenni hanno curato la loro presenza in Congo anche perché da qui è venuto l’uranio per le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki. Ma all’inizio del nuovo secolo, meno interessata ai minerali tradizionali e distratta dalle guerre in Iraq e Afghanistan, l’America ha mollato la presa. Oggi, per recuperare un po’ di spazio, è costretta a premere su due Paesi alleati, Canada e Australia, che producono cobalto ma in quantità non paragonabili con quelle del Congo. Intanto le case automobilistiche si preparano alla possibilità di dover ricorrere alla produzione di batterie litio-ferro-fosfato: più facili da realizzare e anche meno costose, ma di rendimento molto inferiore rispetto a quelle a base di cobalto.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Wisconsin, strage a Waukesha: suv sulla folla a un corteo natalizio, almeno 5 morti e 40 feriti
DATA:
OCCHIELLO: Strage a Waukesha, in Wisconsin. Un Suv rosso è piombato nella folla assiepata in strada per assistere a una sfilata natalizia nel centro della cittadina non lontano da Milwaukee
TESTO: Il sospetto preso in custodia — un 39enne afroamericano di nome Darrell Brooks Jr. , — è stato accusato di cinque omicidi intenzionali, come annunciato dalla polizia, confermando il suo coinvolgimento in un altro reato, una disputa domestica, prima dell’incidente ed escludendo — quindi — la matrice terroristica. L’uomo sarebbe stato fermato nella sua abituazione di Milwaukee dopo l’incidente: all’interno della Ford Escape rossa che ha travolto la folla, gli agenti avrebbero rinvenuto un suo documento di identità. Brooks — che si definisce rapper, produttore musicale e filosofo, e usa anche il nome d’arte MathBoi Fly — ha una lunghissima fedina penale che va dagli abusi domestici alla condotta pericolosa per la sicurezza: era uscito dal carcere il 19 novembre, pagando una cauzione di 1.000 dollari. Secondo alcune fonti all’interno del dipartimento di polizia, Brooks stava fuggendo dalla scena di un altro crimine, un accoltellamento, quando ha travolto la parata.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Siria, i miliziani dell’Isis liberi in cambio di mazzette
DATA:
OCCHIELLO: La denuncia del Guardian: le forze curde rilasciano i jihadisti catturati dopo la sconfitta dello Stato islamico
TESTO: Abu Jafar, che ovviamente afferma di non avere mai ucciso o perpetrato alcuna violenza dice di aver pagato 8.000 dollari agli ufficiali curdi per essere ammesso al programma di «riconciliazione», che poi gli ha permesso di essere liberato assieme alla moglie ed ai figli che erano detenuti nel grande campo di concentramento di Al Hol. Ma aggiunge anche di aver sborsato altri 22.000 dollari in bustarelle per riuscire ad avviare la pratica. Lui e la famiglia hanno quindi raggiunto la zona controllata dalle milizie sunnite attorno alla città siriana di Idlib e poco dopo ottenuto il permesso di entrare in Turchia. Un racconto molto simile fa Abu Muhammad, con l’aggiunta di una descrizione accurata sulle terribili condizioni di detenzione nella prigione di Hasakah, dove a suo dire la tortura viene applicata regolarmente. Il portavoce delle forze curde, Farhad Shami, nega vi sia alcun programma di liberazione dei militanti di Isis ritenuti ancora pericolosi e tantomeno che ciò avvenga in cambio di denaro.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Strage in Wisconsin, Darrel il rapper di strada «filosofo» che ha ucciso 5 persone
DATA:
OCCHIELLO: Il killer di Waukesha si faceva chiamare Mathboi Fly e ammirava Malcom X
TESTO: Il killer, sempre sui social, ha disseminato mozziconi di biografia. «Nato e cresciuto a Milwaukee, nella zona pericolosa di Washington Park — scrive di sé stesso — Fly si è lanciato in strada fin da giovane…dopo molte battaglie legali…Ora si considera il migliore artista underground della città. Continuate a seguirlo in attesa di grandi novità». In altri post si definisce anche produttore e filosofo, sempre sopra le righe. I suoi commenti politici non contengono — almeno per quanto è emerso fino ad ora — aspetti particolari. Di certo non ama la polizia e lo dice apertamente, esalta il leader afro-americano Malcolm X, esprime il suo dissenso, anche se afferma di non essere sorpreso, per l’assoluzione di Kyle Rittenhouse, il giovane che ha ucciso due manifestanti a Kenosha, sempre in Wisconsin.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Betty e Ana María, amiche divise dai nazisti, si ritrovano dopo 82 anni
DATA:
OCCHIELLO: Si erano dette addio a Berlino, nel cortile di scuola, all’indomani della Notte dei Cristalli, per fuggire una in Cina, l’altra in Cile. L’incontro grazie all’archivio di Steven Spielberg che raccoglie testimonianze della Shoah
TESTO: Quando Betty Grebenschikoff e Ana María Wahrenberg si sono riabbracciate, dopo 82 anni, hanno fatto quello che fanno le amiche: «Abbiamo riso tanto che piangere era impossibile, e bevuto un sacco di champagne». E un bicchiere dopo l’altro, per quattro giorni di fila, «abbiamo parlato e parlato». C’erano da raccontare, del resto, o tto decenni da amiche del cuore separate. Si erano dette addio a 9 anni nel cortile di scuola, a Berlino, all’indomani della Notte dei Cristalli. Le loro famiglie, ebree, sarebbero partite. Ciascuna era certa che l’altra, come molti dei loro cari, fosse morta.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: La fidanzata di Kashoggi e l’appello a Bieber: «Non cantare in Arabia Saudita»
DATA:
OCCHIELLO: La lettera di Hatice Cengiz sul Washington Post: «Non esibirti per il regime che ha ucciso il mio amato Jamal»
TESTO: Salire o non salire sul palco saudita di Gedda. Uno che di nome fa «Justin», giusto, non dovrebbe avere dubbi. Per di più dopo che ha intitolato il suo ultimo album «Justice», giustizia. «Ci sono molte ingiustizie nel mondo, da sempre, e volevo fare la mia piccola parte in questo dibattito» aveva detto Justin Bieber presentando il nuovo disco a marzo. Da idolo delle ragazzine ad artista impegnato. Un’occasione per affermare questo cambiamento è l’accorato appello a lui rivolto dalla 39enne Hatice Cengiz, la donna che il 2 ottobre 2018 aveva accompagnato il futuro sposo, Jamal Kashoggi, al consolato saudita a Istanbul, per ritirare alcune carte utili per il matrimonio. Ma, mentre lei lo aspettava fuori in auto il giornalista dissidente, saudita naturalizzato americano, veniva ucciso e smembrato all’interno della sede diplomatica. Detto con le sue parole, nella lettera-appello scritta a Bieber e pubblicata sabato scorso sul Washington Post, il quotidiano su cui scriveva il suo promesso sposo: «Poco più di tre anni fa, il mio fidanzato è entrato nel consolato saudita a Istanbul pensando di ritirare alcuni documenti necessari per il nostro matrimonio. Invece, è stato assassinato su ordine del principe saudita Mohammed bin Salman. Da allora, molte organizzazioni e individui per la difesa dei diritti umani, me compresa, chiedono giustizia. Per questo motivo ti chiedo di annullare la tua esibizione. Questa è un’opportunità unica per inviare un messaggio potente al mondo che il tuo nome e il tuo talento non saranno usati per ripristinare la reputazione di un regime che uccide i suoi oppositori». In questi tre anni Cengiz da ricercatrice in studi mediorientali che era si è trasformata in una attivissima paladina dei diritti umani. La si vede in The Dissident, nel documentario sull’omicidio di Kashoggi uscito a dicembre del 2020. L’anno prima si era rivolta ai parlamentari italiani, alla Juventus e alla Lazio, per chiedere di non giocare la partita di Supercoppa a Riad. Il calcio italiano si era tenuto allora lontano dalle polemiche. Nel frattempo l’amministrazione Biden ha pubblicato il report della Cia in cui si evidenzia che l’uccisione del giornalista fu approvata dal principe saudita. La richiesta si fa più pressante: «So che ti dedichi ai tuoi fan e stai andando in Arabia Saudita per loro. Tuttavia, ci sono centinaia di sauditi, di tutte le età, origini e credenze religiose, che marciscono in prigione, puniti per aver espresso la loro opposizione alla spietata dittatura saudita del principe. Non cantare per gli assassini del mio amato Jamal. Per favore, parla e condanna il suo assassino, Mohammed bin Salman. La tua voce sarà ascoltata da milioni di persone». Parole forti e poi silenzio (fino a ieri). Mancano 12 giorni al concerto.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: La fidanzata di Khashoggi chiede a Bieber di non cantare in Arabia Saudita
DATA:
OCCHIELLO: La donna, legata al giornalista saudita ucciso nel consolato di Istanbul nel 2018, chiede al cantante canadese di mandare un messaggio al mondo: «Non suonare per gli assassini del mio amato Jamal», scrive
TESTO: Bieber dovrebbe esibirsi insieme ad altri artisti in occasione del Gran Premio di Formula Uno a Gedda, ma Cengiz lo invita a «non suonare per gli assassini del mio amato Jamal: per favore, parla e condanna il suo killer, Mohammed bin Salman. La tua voce è ascoltata da milioni di persone», scrive, attaccando il principe saudita ritenuto il responsabile dell’omicidio. Un’indagine delle Nazioni Unite stabilì infatti che l’assassinio di Khashoggi era un «crimine internazionale» e ritenne l’Arabia Saudita responsabile, ma anche l’intelligence americana sostiene che il colpevole sia proprio bin Salman. «Forse hai sentito parlare della sua storia, il suo assassinio brutale finì sui giornali di tutto il mondo», spiega la donna che avrebbe dovuto sposare il giornalista in esilio. «L’invito a suonare viene proprio da Mbs, la tua faccia appare sulla locandina accanto alla sua. Se rifiuti di essere una sua pedina, il tuo messaggio sarà forte e chiaro: non canto per i dittatori, preferisco la giustizia e la libertà ai soldi».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Covid, in Gran Bretagna il 25% dei cittadini ha la terza dose: «A Natale andrà tutto bene»
DATA:
OCCHIELLO: Oggi Londra — nonostante gli oltre 40mila casi al giorno registrati — guarda con stupore al resto d’Europa, dove tornano chiusure e restrizioni. Il ministro della Salute rivendica la buona riuscita della campagna per la terza dose e preannuncia: «Passeremo Natale insieme»
TESTO: Dal nostro corrispondente LONDRA — Le immagini degli scontri nelle capitali europee campeggiano stamattina sulle prime pagine dei giornali inglesi: Londra guarda con incredulità e stupore a un Continente che si dibatte nelle spire del Covid, tra contagi alle stelle, restrizioni a raffica e battaglie nelle strade. E soprattutto si chiede: abbiamo avuto ragione noi fin dall’inizio? È quello che ormai argomentano a voce alta ministri e scienziati. La Gran Bretagna ha seguito quasi sempre un approccio diverso nella lotta alla pandemia, bollato spesso come avventato e pericoloso: e una riprova sembrava data dal numero molto alto di casi e decessi Oltremanica. Ma adesso le parti sembrano invertite: e il motivo pare risiedere proprio nelle scelte a prima vista controverse di Londra. Un punto fuori discussione è l’efficacia dei vaccini: e «una grande differenza» tra la Gran Bretagna e l’Europa, ha sottolineato ieri alla Bbc il ministro della Salute, Sajid Javid, è la campagna per la terza dose, «quella di maggior successo in Europa». Infatti a oggi oltre il 25 per cento dei britannici sopra i 12 anni ha già fatto il «booster», mentre la media europea è ferma attorno al 6. Ma questo non basta a spiegare perché a Londra «possiamo guardare a un Natale assieme», come ha detto Javid, mentre l’Europa sta entrando in una nuova serie di lockdown. Il ministro ha sottolineato come il governo britannico abbia «preso una dura decisione all’inizio dell’estate», ossia abbandonare ogni restrizione, «mentre altri Paesi non hanno seguito la nostra linea». Ed è questa scelta, che a suo tempo qualcuno aveva bollato come criminale, che ha fatto la differenza, stando anche agli scienziati. «Una delle cose interessanti – ha osservato Sir John Bell, professore di medicina a Oxford – è che potrebbe ben essere che il ritardo nel lockdown e il vasto livello di circolazione della malattia ci abbia fornito una protezione a lungo termine». In altre parole, a detta di Bell, l’alto numero di casi ha dato un vantaggio ai britannici rispetto agli europei: «Si può argomentare che l’esposizione al virus ora stia pagando i suoi dividendi, perché abbiamo molte persone che hanno avuto una infezione naturale». Fin dall’inizio, in estate, si era detto che questa era la strategia nascosta del governo di Boris Johnson: lasciar correre il virus durante i mesi caldi per arrivare all’inverno con un buon livello di immunità di gregge. Che è quello che si sta verificando: una impostazione sostenuta anche dal fatto che l’opinione pubblica ha accettato l’idea che si debba convivere col Covid e che un certo numero di decessi è inevitabile, come con qualsiasi altra malattia. E questo nonostante il fatto che i contagi siano oltre 40mila al giorno e i morti quotidiani oltre cento: numeri che in Europa sarebbero sufficienti a scatenare il panico, ma che a Londra sono considerati un punto di equilibrio sostenibile, soprattutto dal punto di vista del sistema sanitario. «Il mio consiglio è ordinare il tacchino, perché andrà tutto bene», ha concluso il professore di Oxford. E infatti il governo Johnson non ha nessuna intenzione di reintrodurre restrizioni: «I dati attuali non mostrano alcun segnale di una necessità di cambiare direzione», dicono da Downing Street. Dunque niente mascherine né Green pass, ma soprattutto niente vaccinazione obbligatoria: «Non penso che sia qualcosa che considereremo mai — ha detto il ministro Javid —. Fare il vaccino dovrebbe essere una scelta informata: se la gente è un po’ riluttante, dovremmo lavorare con loro e incoraggiarli». Una linea che è ampiamente condivisa dai commentatori inglesi, specialmente sui giornali conservatori, dove evocano la «dittatura» che si sta insinuando in Europa tramite obblighi vaccinali e lockdown selettivi per i non immunizzati. Un esito sicuramente evitato dalla Gran Bretagna, che ora guarda all’Europa con una preoccupazione che si mischia a un pizzico di Schadenfreude (come i tedeschi chiamano il sottile compiacimento per le disgrazie altrui).
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Waukesha, cosa sappiamo dell’uomo che guidava il Suv e della dinamica
DATA:
OCCHIELLO: Chi è la persona che era alla guida del Suv che a Waukesha, in Wisconsin, ha colpito decine di partecipanti a una parata natalizia? E perché lo ha fatto?
TESTO: La minaccia di quest’arma è multipla. Primo. È facile da usare, basta una qualsiasi auto. Secondo. È impossibile trovare difese ermetiche per contrastarla. Terzo. Può palesarsi ovunque: ad un mercatino di Natale (Berlino, 2016: 12 morti), sul marciapiede di un ristorante, ad una parata festosa (2015, Stillwater, Oklahoma: 4 morti e 46 feriti). Tutti possono sentirsi esposti. I jihadisti di al Qaeda e quelli dello Stato Islamico hanno compreso l’importanza pratica — non c’era bisogno di procurarsi una pistola —, molti li hanno imitati trasformando il modus operandi in un pericolo diffuso, provocando danni irreparabili. Pensate al massacro sulla Promenade a Nizza, con oltre 80 vittime causate da un solo uomo. Quanti sono le stragi di questo tipo negli Stati Uniti? Negli Stati Uniti il fenomeno è cresciuto in modo esponenziale. Un recente studio limitato al periodo Maggio 2020-Settembre 2021 ha censito 139 casi, con tre morti e un centinaio di feriti. Ma il vero dato è che ci sono state solo 65 condanne per colpe gravi: spesso il conducente è stato punito in forma lieve. Solo per 9 è stata accertata la pista terroristica. L’aumento degli episodi è stato spiegato con una serie di ragioni. Ci sono state centinaia di manifestazioni di protesta, guidatori hanno deliberatamente travolto chi era attorno oppure hanno cercato di tirarsi fuori da un blocco stradale. Alcuni hanno invocato l’autodifesa, altri il panico, alcuni erano consapevoli di ciò che facevano, con animi comunque pronti ad aggredire il prossimo. E il Suv si è tramutato in ariete. Non sempre dietro l’attacco c’è una matrice politica, una rivendicazione. A volte sono gesti di rabbia cieca e odio, follia mescolata al desiderio di distruggere esistenze. Sono sentieri che corrono paralleli con quelli terroristici e l’impatto sulla società è identico proprio perché il «taglia-erba» è universale. Se la macchina ha una bandierina di un colore o di un altro è relativo.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Afghanistan, niente donne nelle soap opera. L’ultimo divieto dei talebani
DATA:
OCCHIELLO: Diramate otto direttive per i media: velo più lungo per le giornaliste. L’Onu: Paese al collasso
TESTO: «Regole inaspettate», secondo Hujjatullah Mujaddedi dell’associazione dei giornalisti. Ma soprattutto regole che, oltre ad essere lesive dei diritti delle donne — nel Paese alle giovani è già stata vietata l’istruzione superiore e sono interdetti alle donne la maggior parte dei lavori — non hanno alcuna aderenza alla realtà. In Afghanistan, così come in buona parte del mondo musulmano, le soap opera più diffuse sono quelle prodotte in Turchia, «drama» dove le donne sono quasi sempre protagoniste.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Usa: Casa Bianca, Biden prevede di candidarsi nel 2024
DATA:
OCCHIELLO: Lo ha riferito lunedì 22 novembre la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki. Eppure una parte cruciale dell’opinione pubblica non riconosce alcun merito al presidente in carica
TESTO: La prima considerazione, largamente diffusa a Washington, è che il leader della Casa Bianca abbia deciso di stroncare il traffico di indiscrezioni e riportare l’attenzione sul presente. Come dire: sono io che detto l’agenda e le scadenze del partito democratico. Inutile sprecare energie per cercare alternative. Nello stesso tempo Biden sembra voler fare da schermo alla sua vice, Kamala Harris, considerata inadeguata da una buona parte del partito per il ruolo di numero due. Figuriamoci per la carica di presidente. Per il momento Kamala ha deluso e cominciano a spuntare i possibili candidati per sfidarla nelle primarie del 2024. Tra gli altri: Pete Buttigieg, segretario ai Trasporti, già in corsa nel 2020; la «governatrice mancata» della Georgia, Stacey Abrams. Senza dimenticare che Alexandria Ocasio-Cortez nel 2024 avrà 35 anni: l’età minima per essere eletta presidente. Come si vede molte suggestioni, alcune probabilmente velleitarie. Ma soprattutto una dinamica che promette di alimentare una grande confusione. L’ultima cosa di cui oggi ha bisogno Biden.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Strage in Wisconsin, chi è Darrell Brooks: rapper di strada che si crede un filosofo ma colleziona condanne
DATA:
OCCHIELLO: L’artefice della strage di Waukesha, in Wisconsin, è un ammiratore di Malcolm X, si faceva chiamare Mathboi Fly
TESTO: Darrell E. Brooks jr ha iniziato presto a mettersi nei guai, per l’esattezza fin dal 1999. Da allora non ha più smesso, infatti era uscito di galera su cauzione pochi giorni fa. Ha versato mille dollari, era di nuovo in strada alla guida del suo suv. E in strada ha compiuto l’ultimo delitto, una strage con 5 morti e quaranta feriti a Waukesha, Wisconsin. L’obiettivo una parata natalizia con donne, bimbi, gruppi musicali, tutti falciati dal veicolo in corsa. Rispetto ad altri episodi non si può dire che il responsabile fosse uno sconosciuto alla Legge. No, Darrell, 39 anni, ha un fascicolo giudiziario pesante come un elenco del telefono, ha combinato di tutto. Aggressione, abusi in famiglia, resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale, possesso di marijuana, guida pericolosa e un caso probabile di violenza su una ragazza sedicenne a Las Vegas. E sono molti gli interrogativi sulla cauzione piuttosto bassa rispetto alla storia dell’uomo. Un profilo per nulla tranquillo, alternato alla passione per la musica. Darrell ha fatto anche il cantante rapper con il nome d’arte di Mathboi Fly diffondendo le sue esibizioni su YouTube. Le testimonianze dei vicini sono vaghe, nel quartiere ognuno si fa gli affari propri.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Wisconsin, il dolore delle «nonne danzanti»: tre delle cinque vittime della strage facevano parte delle «Dancing grannies»
DATA:
OCCHIELLO: Milwaukee: dei 40 feriti travolti da suv diciotto sono bambini, oggi la comunità piange le sue nonne ballerine
TESTO: Sono i giorni del dolore e dello sconcerto a Milwaukee e la comunità si stringe attorno alle sue «Dancing grannies», l’istituzione amatissima delle «nonne danzanti»: sono loro che domenica 21 novembre, nella strage della parata di Waukesha dove un suv ha travolto e ucciso cinque persone e ne ha ferito 48, hanno pagato il prezzo più alto. Il suv guidato da Darrell Brooks infatti ha preso in pieno proprio il gruppo delle nonne mentre sfilavano danzando con i loro costumi bianchi e blu. Una troupe diventata famosa in tutta la città, quella delle Dancing grannies, che, da decenni, allieta eventi e feste pubbliche con le sue coreografie ironiche in stile cheerleader. «Siamo devastate da questa terribile tragedia» scrivono ora le nonne sul loro profilo Faceook, «Il nostro gruppo stava facendo ciò che amava, esibirsi durante una parata facendo sorridere persone di tutte le età». «Quelle che sono morte erano nonne appassionate. I loro occhi brillavano per la gioia di essere nonna. Questo il collante che ci teneva unite».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: I Windsor, la Bbc e i media: storia di una relazione antica (e molto intensa)
DATA:
OCCHIELLO: «The Princes and the press», il documentario Bbc contestato. E il rapporto tra Corona e Fleet Street iniziato con Vittoria, passato per Diana, e ora in tribunale con Meghan
TESTO: Quando la futura regina Elisabetta venne alla luce il 21 aprile del 1926 al numero 17 di Bruton Street a Londra, alla folla di cronisti che attendeva la nascita del Royal Baby, la madre della piccola – Elizabeth Bowes-Lyon — figlia del conte di Strathmore, che sarà conosciuta come la Queen Mum – volle offrire un tè e dei sandwich per ringraziarli dell’attenzione, delle tante ore di attesa durante il parto complesso. In fondo la sua Lilibet non era destinata al trono, non ancora. Sarà solo la rinuncia di Edoardo VIII e l’ascesa di Giorgio VI ad aprire a Elisabetta il futuro della corona. Un gesto premonitore di una speciale sensibilità per la stampa che per tutta la vita guiderà la regina madre aiutando così il balbuziente re Giorgio VI nelle fasi più delicate del regno.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: «Covid prima causa di morte in Europa»: dramma a Est
DATA:
OCCHIELLO: I Paesi centro-orientali stanno affrontando un tasso di infezioni tre volte quello dell’Italia durante il picco. In Polonia i casi raddoppiano ogni settimana
TESTO: I nuovi contagi a Bucarest e dintorni hanno superato il picco il 22 ottobre, ma gli ospedali e i duemila posti letto in terapia intensiva sono ancora tutti occupati e gli obitori non sanno più dove mettere i cadaveri. In Romania meno del 36% degli abitanti è vaccinato; in campagna i tassi di immunizzazione sono metà che nelle aree urbane, complici l’influenza dei leader locali e la disinformazione che dilaga sui social. «Guardate la realtà», ha ammonito il colonnello Valeriu Gheorghita, medico dell’esercito che gestisce la campagna di vaccinazione. «Abbiamo le unità di terapia intensiva piene, centinaia di morti al giorno. Oltre il 90% dei pazienti che sono morti non erano vaccinati». Di fronte alla crisi, il capo dello Stato Klaus Iohannis ha nominato premier il generale Nicolae Ciuca, che guiderà un governo di unità nazionale, con i due blocchi rivali storici, i liberali e gli ex comunisti sovranisti, per la prima volta insieme. Messa persino peggio è la Bulgaria: i decessi per Covid restano 20 volte quelli dell’Italia, 8 volte quelli della Germania. Il Paese meno vaccinato d’Europa (lo è solo un abitante su 4) ha la mortalità pro capite più alta al mondo: la malandata sanità pubblica ereditata dalla dittatura comunista è allo stremo. Ora la lotta alla pandemia è la priorità delle forze filooccidentali al potere che hanno scalzato l’uomo forte Borissov. Il vento che soffia da Est è minaccioso: la vicina Ucraina ha contato ieri 800 morti in 24 ore, la Russia 1.200. In Europa, per l’Oms, il Covid è la prima causa di morte.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Macklowe, il re degli immobiliaristi: «Così ho superato anche l’Empire»
DATA:
OCCHIELLO: Il miliardario reduce dall’asta per il divorzio: suggerì a Jobs come fare il cubo
TESTO: Parla di tutto, il vecchio Harry, con studiata semplicità, ma non del suo divorzio miliardario dalla moglie Linda dopo 57 anni di un matrimonio intenso e tempestoso. Finito talmente male che, come supremo sberleffo alla ex, Macklowe ha affisso un’immagine alta 13 metri sua e della nuova moglie, Patricia Lazar-Landeau, sulla facciata di 432 Park Avenue. Dicono non abbia mai perdonato a Linda di avergli fatto vendere il GM Building, l’edificio, un tempo della General Motors, sotto il quale c’è lo store di Apple. Mentre ci mostra le sue realizzazioni, a pochi chilometri da qui, nella sede di Sotheby’s, viene venduta parte della collezione d’arte accumulata in mezzo secolo da Harry e Linda. Un’asta da record con acquirenti asiatici, del Qatar, della famiglia reale saudita. Justin Sun, investitore in cryptovalute, compra Le Nez di Giacometti per 78 milioni di dollari, un imprenditore asiatico ne spende 82 per un Rothko e un Jackson Pollock viene battuto per la cifra record di 61 milioni.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Grecia, spazi chiusi vietati ai no vax. Green pass solo a vaccinati e guariti
DATA:
OCCHIELLO: Poche eccezioni: ai bambini dai 4 ai 17 anni basta il tampone. La stretta per frenare il picco di contagi che ha spinto il tasso di mortalità a quasi il doppio della media Ue, terapie intensive occupate al 90%
TESTO: Già da settimane in Grecia per accedere a molti luoghi al chiuso come bar, ristoranti, parrucchieri, palestre e aerei occorre esibire il green pass. Ma da ieri il lasciapassare viene concesso soltanto ai cittadini immunizzati o guariti dal Covid di recente (da non oltre sei mesi): gli altri restano fuori, anche se dotati di tampone negativo. Unica eccezione: i bambini dai 4 ai 17 anni ai quali basta ancora un test effettuato nelle 24 ore precedenti. Il provvedimento, in vigore fino al 6 dicembre, impone anche le mascherine in tutti i luoghi di lavoro e scagliona gli orari di apertura nel settore pubblico e privato. Misure imposte dopo che l’occupazione in terapia intensiva ha superato la soglia di allarme del 90%: si teme il tracollo del fragile sistema sanitario greco. Una sorta di mini lockdown per i no vax, volto a frenare un picco di contagi che ha spinto qui il tasso di mortalità a quasi il doppio della media dell’Unione Europea. Complice anche il basso tasso di immunizzazione. Circa un terzo della popolazione del Paese e un quarto degli adulti rimangono non vaccinati. Il governo ha escluso un ritorno a un blocco generale, ma il ministro della Sanità Thanos Plevris ha affermato che le attuali restrizioni, «misure di protezione» e non di punizione, saranno rivalutate tra due settimane. «Sono i nostri concittadini non vaccinati che si stanno ammalando gravemente, vengono ricoverati nei reparti di terapia intensiva e stanno morendo», ha spiegato ai microfoni di Antenna Tv. «I vaccinati non richiedono lo stesso livello di protezione». Il governo sta spingendo sul potenziamento della compagna vaccinale, soprattutto per convincere i più anziani, i più restìi. Gli over 60 ancora senza dosi non hanno interesse a riceverle, ha chiarito il ministro: l’aumento in corso nella richiesta di prime iniezioni arriva soprattutto dai più giovani.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Malcolm X, trovata morta in casa la figlia Malikah Shabazz
DATA:
OCCHIELLO: La figlia del leader afroamericano per i diritti civili è stata ritrovata senza vita nella sua abitazione di Brooklyn lunedì sera. Aveva 56 anni
TESTO: Malikah Shabazz, 56 anni, figlia dell’attivista per i diritti civili Malcolm X, è stata trovata morta nella sua casa di Brooklyn lunedì sera. La donna, la più giovane delle sei figlie del leader afroamericano, è stata ritrovata priva di sensi all’interno della sua abitazione sulla East 28th Street a Midwood, poco prima delle 16.30 (ora locale). In seguito è stata dichiarata morta. La polizia, come riporta la Cnn, ha riferito che la morte sembrerebbe dovuta a cause naturali. Su Twitter — tra i tanti messaggi giunti alla famiglia — sono arrivate le condoglianze di Bernice King, figlia del defunto Martin Luther King Jr. , pastore protestante, leader dei diritti civili, Premio Nobel per la Pace nel 1964, assassinato a Memphis il 4 aprile 1968. «Sono profondamente rattristata dalla morte di Malikah Shabazz — si legge nel messaggio —. Il mio pensiero va alla sua famiglia, i discendenti della dottoressa Betty Shabazz e Malcolm X. La dottoressa Shabazz era incinta di Malikah e della sua gemella, Malaak, quando Malcolm fu assassinato. Riposa in pace».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Sandra Gallina, la dirigente che ha negoziato i contratti Ue per i vaccini: «Ora si può dire, meglio noi degli Usa»
DATA:
OCCHIELLO: Per la prima volta, parla la super dirigente che ha assicurato all’Ue i contratti dei vaccini. «Londra? L’abbiamo aiutata»
TESTO: In cosa consiste? «Si compone di un’importante revisione del regolamento sulle gravi minacce per la salute transfrontaliere, maggiori competenze per l’Ema e una revisione del mandato dell’Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), con l’obbligatorietà del conferimento dei dati da parte degli Stati membri e la possibilità di fare raccomandazioni vincolanti. Il pacchetto è sotto negoziato. Questo verrebbe completato da una riforma dell’Oms da un trattato per le pandemie, il cui negoziato dovrebbe partire. Per il futuro saranno importanti Hera, un’idea nata lo scorso anno con il discorso dell’Unione della presidente von der Leyen e che si concretizza oggi con la possibilità di poter partire con azioni su prodotti nuovi contro le pandemie e la possibilità di fare un’analisi delle minacce future».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Boris Johnson, perché il folle discorso agli industriali è l’emblema del caos che regna a Downing Street
DATA:
OCCHIELLO: Il premier cita Peppa Pig, Lenin Mosè. Il giornalista della Bbc: «Si sente bene?». Johnson passa ormai da un inciampo all’altro e molti nello stesso partito conservatore cominciano a dubitare delle sue capacità
TESTO: LONDRADAL NOSTRO CORRISPONDENTE — «Primo ministro, ma sta bene? ». Il giornalista della Bbc non poteva non fargli la domanda, dopo che Boris Johnson aveva appena concluso il discorso più assurdo della sua carriera: nel quale ha elogiato Peppa Pig, si è paragonato a Mosè, ha citato Lenin e ha fatto il rumore di una macchina. Il tutto davanti agli allibiti leader della Confindustria britannica. Doveva essere un’orazione dedicata alle opportunità della «prossima rivoluzione industriale» grazie alle energie rinnovabili e alla «missione morale» di raddrizzare gli squilibri economici e sociali. Ma ben presto Boris ha perso il filo: ha cominciato a rigirare fra le mani i fogli che aveva davanti, ha farfugliato per una ventina di secondi continuando a ripetere «perdonatemi, perdonatemi», per poi ripartire con… Peppa Pig.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Germania, c’è l’accordo di governo Olaf Scholz cancelliere da dicembre
DATA:
OCCHIELLO: La coalizione «semaforo» tra socialdemocratici, verdi e liberali pronta a presentare il «contratto», e quindi il programma di governo, alle 15 del pomeriggio. Confermati le nomine: il liberale rigorista Christian Lindner alle Finanze, Annalena Baerbock agli Esteri, vicecancelliere l’altro leader verde Robert Habeck
TESTO: Un documento di 177 pagine mette nero su bianco l’accordo di governo, raggiunto dopo quasi due mesi di negoziato. Verrà ora sottoposto all’approvazione delle istanze di partito: Spd e Fdp in due congressi straordinari, i Grünen con un voto per posta fra i militanti. I punti qualificanti del programma sono l’aumento del salario minimo a 12 euro, un piano edilizio per costruire 400 mila nuovi appartamenti l’anno, la lotta alla povertà infantile, la stabilizzazione delle pensioni, ma soprattutto «un massiccio programma di investimenti pubblici nell’agenda climatica e nella digitalizzazione». Quest’ultimo obiettivo verrà tuttavia conseguito rispettando l’impegno alla stabilità finanziaria del Paese, concessione alla richiesta dei liberali che hanno ottenuto che in futuro venga confermato il freno all’eccessivo indebitamento, oggi sospeso a causa della pandemia. Interessante, tuttavia è che il documento evochi il tema della flessibilità a proposito del Patto di Stabilità e Crescita e si mostri aperto alla sua riforma: «Il Patto ha mostrato la sua flessibilità e su questa base vogliamo assicurare sviluppo, sostenibilità del debito e investimenti per il clima. In futuro la politica fiscale europea dev’essere basata su questi obiettivi, per rafforzarne l’efficacia di fronte alle sfide del tempo. Il PSC dovrebbe diventare più semplice e trasparente».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: La Svezia elegge la prima premier ma per il governo è una corsa ad ostacoli
DATA:
OCCHIELLO: Stoccolma era l’unico Paese scandinavo a non aver mai avuto una donna nella carica più alta. Ma l’alleanza con la Sinistra fa perdere all’esecutivo l’appoggio dei centristi
TESTO: La Svezia elegge per la prima volta una donna alla guida del governo, ma la leader dei socialdemocratici Magdalena Andersson si è dimessa poche ore dopo, in seguito alla decisione dei Verdi di lasciare il governo. Soprannominata la bulldozer, 54 anni, ex ministra delle Finanze nel governo di Stefan Lofven, era stata eletta di stretta misura con 117 voti favorevoli, 57 astenuti e 174 contrari: in base al sistema svedese, un candidato premier non ha bisogno della maggioranza favorevole, basta che non abbia quella contraria e in questo caso non è stata raggiunta la soglia del 175 no.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Il cocchio delle regine: Letizia e Felipe in visita da re Carlo Gustavo e Silvia di Svezia
DATA:
OCCHIELLO: Mentre a Londra Elisabetta II incontrava a Windsor il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, in Svezia la regina Silvia accoglieva sul cocchio reale Letizia arrivata con re Felipe VI per una visita di statoIn Svezia la regina Silvia accoglie sul cocchio reale Letizia arrivata con re Felipe VI per una visita di stato di due giorni
TESTO: Mentre a Londra Elisabetta II incontrava a Windsor per un’udienza il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, in Svezia la regina Silvia accoglieva sul cocchio reale la regina Letizia arrivata con re Felipe VI per una visita di stato con tutti gli elementi della cerimonialità classica nelle casa reali. La prima, in Europa, dal tempo della pandemia. Atterrati ieri all’aeroporto di Stoccolma, oggi il momento più spettacolare con la traversata sul cocchio dorato delle due regine: dalle Royal stables al palazzo reale. Esattamente come fecero 42 anni fa Juan Carlos e la regina Sofia (tornata in pubblico ieri a L’Escorial). Attesa per la cena di gala, una soltanto mentre quarant'anni fa di cene solenni con tutto il protocollo del caso se ne imbandirono tre. Allora Juan Carlo e Sofia arrivarono alla corte di re Carlo Gustavo e Silvia sul panfilo reale, lei in astrakan, lui in cappotto lungo. Per questa prima visita di stato dei reali di Spagna in Svezia (dove intanto si è insediata alla guida del governo la leader dei socialdemocratici Magdalena Andersson) in calendario la visita la Nobel Museum e al Karolinska Institut, la celebre istituzione di ricerca medica. Prima di concludersi con una cena di gala questa sera. Domani, al Municipio di Stoccolma e alla Royal Sweedish Academy of Ingineering Sciences si discuterà di transizione ecologica per la ripresa post pandemica. (Testo: Enrica Roddolo)
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Il mistero dei gioielli della Coronada Casa Savoia a Bankitalia
DATA:
OCCHIELLO: I Savoia e la questione dei gioielli del casato. Parla l’esperto di gioielli al quale la famiglia degli ex re d’Italia chiese di mettersi sulle tracce di corone, collier e spille
TESTO: Anche il gioielliere Gianni Bulgari negli anni ‘70 ebbe modo di vederli e al tempo per la verità fu fatta una stima del loro valore decisamente penalizzante per il taglio antico dei diamanti. Si disse che il taglio vecchio stile delle gemme non aveva grande valore. «In realtà, basta vedere le cifre record raggiunte negli ultimi mesi da gioielli secolari mandati all’asta, è vero il contrario: il valore storico ed effettivo dei gioielli aumenta al passare dei secoli. Per non parlare della tiara di Casa Savoia battuta da Sotheby’s in primavera». Già, la sontuosa tiara appartenuta per 150 anni a Casa Savoia è stata battuta all’incanto per la cifra record di 1,6 milioni di dollari: uno dei prezzi più alti mai spuntati da una tiara all’asta. Aggiudicata da Sotheby’s «a un compratore privato asiatico: c’è un crescente interesse di collezionisti asiatici interessati proprio a gioielli con una lunga storia, meglio se appartenuti proprio al Gotha reale europeo», come ha spiegato da Ginevra al Corriere, Benoit Repellin, a capo del progetto di Sotheby’s Magnificent Jewels. Una tiara di famiglia in quel caso però, non della Corona come quelli custoditi in Bankitalia.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Naufragio nella Manica, morti 27 migranti. Il primo ministro francese Castex: «Una tragedia»
DATA:
OCCHIELLO: Cercavano di raggiungere la Gran Bretagna dalla Francia. Gli arrivi segnalati quest’anno in Gran Bretagna via mare sono già stati tre volte superiori rispetto a quelli del 2020
TESTO: Ma anche a Londra la temperatura politica sta salendo: la Brexit avrebbe dovuto segnare la ripresa del controllo sui confini, mentre invece si assiste all’arrivo di un’ondata migratoria. Ed ecco allora che rispunta quella vecchia volpe di Nigel Farage, l’uomo che aveva imposto l’uscita dalla Ue nell’agenda politica: ora ha annunciato il ritorno sulla scena sulla base di un’agenda anti-immigrazione. E’ una pericolosa spina nel fianco per Boris Johnson, già in difficoltà su diversi fronti, che dovrà a questo punto trovare in fretta una soluzione agli sbarchi dalla Francia.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Usa, auto sulla folla alla parata natalizia: morto anche un bambino
DATA:
OCCHIELLO: Sale il bilancio delle vittime della strage di Wisconsin, sono sei le persone ammazzate
TESTO: Non ce l’ha fatta, il suo cuore ha smesso di battere ed è così aumentato a 6 morti e 47 feriti - compreso un numero non precisato di bambini - il bilancio della strage causata domenica 21 novembre da un’auto lanciata su una parata natalizia a Waukesha, nel Wisconsin. Il responsabile, un pluripregiudicato che era stato scarcerato appena due giorni prima, è ora accusato di omicidio. Darrel Brooks, che sarebbe piombato sui partecipanti alla manifestazione nel tentativo di fuggire dalla scena di un accoltellamento: videoriprese circolate sul web mostrano l’auto di Brooks infrangere le barriere spartitraffico e accelerare prima di investire i partecipanti alla parata; altri video, presi da differenti angolazioni, mostrano l’auto investire ragazzine e i membri di una banda musicale. Brooks era stato scarcerato da appena due giorni previo pagamento di una cauzione di appena mille dollari: una circostanza destinata a riaccendere le polemiche già in corso negli Usa per l’aumento dei crimini violenti legati a politiche di scarcerazione anticipata adottate da diversi Stati e amministrazioni locali statunitensi, e promosse dall’amministrazione presidenziale.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: #saveahmad, la campagna per salvare il medico detenuto in Iran
DATA:
OCCHIELLO: Un’installazione a Novara per ricordare l’isolamento che sta vivendo dal 2016 il ricercatore, condannato a morte per spionaggio.
TESTO: di Stefania Chiale Dipendente dell’Eni, vaccinato con doppia dose, l’uomo è atterrato a Fiumicino dal Mozambico l’11 novembre: da allora è stato a casa a Caserta e poi a Milano (dove è risultato positivo). Era pronto a ripartire, ora è in isolamento con i familiari - Pochi vaccini, buio sui dati: perché l’Africa fa paura di A. Muglia; - Milano, mascherine «fantasma» in centro: uno su due non la indossa (e i vigili per ora non fanno multe) di Guglielmini; - IL NOME «Un cognome diffuso»: perché l’Oms ha saltato le lettere «Nu» e «Xi» nei nomi per la variante ;
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: #saveahmad, la campagna per salvare il medico detenuto in Iran
DATA:
OCCHIELLO: Un’installazione a Novara per ricordare l’isolamento che sta vivendo dal 2016 il ricercatore, condannato a morte per spionaggio.
TESTO: di Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini Il monitoraggio della cabina di regia. Numeri in crescita costante per Veneto, Calabria, Liguria Marche e Lazio: senza un’inversione della curva le restrizioni potrebbero aumentare prima delle festività - Un nuovo vaccino Covid a virus inattivato, prodotto dalla Valneva, è sotto analisi all’Ema di Silvia Turin; - Covid in Gran Bretagna, il caos del governo sul Natale: «Niente baci sotto il vischio», «Invece sì, godetevela» Ippolito; - Omicron in Sudafrica, boom di casi: triplicati nel giro di tre giorni di Redazione Esteri ;
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: «Hellbound», la nuova «Squid Game»? Un altro horror sud-coreano sbanca Netflix
DATA:
OCCHIELLO: Il caso di «Hellbound» in cima alle classifiche di ascolti dichiarati da Netflix: 781 milioni di ore viste in soli cinque giorni. Dopo «Squid Game», il ciclone del «K-Drama»
TESTO: Hellbound è diretta da Yeong San-ho, la cui opera più celebre in Europa è il film Train to Busan in cui nel 2016 pronosticava un virus misterioso e un lockdown in tutta la Corea del Sud. La trama di Hellbound è cupa: già nei primi tre minuti assistiamo a una «dimostrazione» (della legge divina) cioè all’arrivo di tre demoni dalle fattezze scimmiesche che uccidono e carbonizzano le loro vittime, cioè uomini che hanno «peccato» e a cui nei giorni precedenti è apparso un «angelo Profeta» a comunicare ora e giorno dell’esecuzione. Attorno a questi fenomeni diventa ben presto nota una setta paracristiana, quella della «Nuova Verità», con leader carismatici e — quasi da subito — frange estremiste di violenti picchiatori. La società coreana, terrorizzata, diventa rapidamente una società di fanatici religiosi e bigotti.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Macron a Roma, l’incontro con Mattarella: «Insieme per costruire un’Europa più forte»
DATA:
OCCHIELLO: L’incontro alla vigilia della firma del «Trattato del Quirinale», per una cooperazione bilaterale rafforzata
TESTO: Il preambolo evoca la relazione storica e culturale unica tra i due Paesi vicini, gli obiettivi e i valori comuni; questo rapporto speciale viene messo alla prova subito, in questi stessi giorni, nelle vicende Tim-Vivendi e anche nella collaborazione per la Difesa comune, con l’interesse della franco-tedesca Knds per l’Oto Melara messa in vendita da Leonardo. L’intesa italo-francese suscita comunque la perplessità, all’opposizione, di Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), che ieri ha denunciato «una delega in bianco a Parigi per trattare a nome nostro». Mario Draghi e Emmanuel Macron firmeranno il Trattato questa mattina alle 9. Lunedì a Parigi la collaborazione italo-francese continuerà con un accordo tra i due Parlamenti.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: La Svezia elegge la prima premier, ma si dimette poche ore dopo
DATA:
OCCHIELLO: Stoccolma era l’unico Paese scandinavo a non aver mai avuto una donna nella carica più alta. Ma l’alleanza con la Sinistra fa perdere all’esecutivo l’appoggio dei centristi
TESTO: Ieri doveva essere un giorno speciale per la Svezia. Per la prima volta, dopo trentatré uomini, veniva eletta premier una donna, la leader socialdemocratica Magdalena Andersson. E il Riksdag le tributava un lungo applauso mentre lei si alzava in piedi e quasi piangeva, nonostante la sua fama di politica dura che le è valsa il soprannome di «bulldozer». Nemmeno otto ore dopo la prima ministra si dimetteva al termine di una giornata surreale in cui i deputati, a sorpresa, avevano approvato il bilancio presentato dall’opposizione con l’appoggio inedito dei Democratici di Svezia (Sd), di estrema destra. Un fatto che aveva causato l’uscita dei verdi dalla coalizione appena formata: «Non voglio dirigere un governo la cui legittimità è messa in discussione — ha spiegato la leader socialdemocratica —, ma sono disposta a ricoprire di nuovo quel ruolo in un esecutivo a guida socialdemocratica».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Germania, c’è il governo, Olaf Scholz cancelliere da dicembre. Salario minimo a 12 euro, voto ai 16enni, cannabis legale
DATA:
OCCHIELLO: La coalizione «semaforo» tra socialdemocratici, verdi e liberali presenta il «contratto» di governo. Voto ai sedicenni e salario minimo a 12 euro. Il liberale rigorista Christian Lindner alle Finanze, Annalena Baerbock agli Esteri, vicecancelliere l’altro leader verde Robert Habeck
TESTO: Un documento di 177 pagine mette nero su bianco l’accordo di governo, raggiunto dopo quasi due mesi di negoziato. Verrà ora sottoposto all’approvazione delle istanze di partito: Spd e Fdp in due congressi straordinari, i Grünen con un voto per posta fra i militanti. I punti qualificanti del programma sono l’aumento del salario minimo a 12 euro, un piano edilizio per costruire 400 mila nuovi appartamenti l’anno, la lotta alla povertà infantile, la stabilizzazione delle pensioni, il voto ai sedicenni; ma soprattutto «un massiccio programma di investimenti pubblici nell’agenda climatica e nella digitalizzazione». Quest’ultimo obiettivo verrà tuttavia conseguito rispettando l’impegno alla stabilità finanziaria del Paese, concessione alla richiesta dei liberali che hanno ottenuto che in futuro venga confermato il freno all’eccessivo indebitamento, oggi sospeso a causa della pandemia. Interessante, tuttavia è che il documento evochi il tema della flessibilità a proposito del Patto di Stabilità e Crescita e si mostri aperto alla sua riforma: «Il Patto ha mostrato la sua flessibilità e su questa base vogliamo assicurare sviluppo, sostenibilità del debito e investimenti per il clima. In futuro la politica fiscale europea dev’essere basata su questi obiettivi, per rafforzarne l’efficacia di fronte alle sfide del tempo. Il PSC dovrebbe diventare più semplice e trasparente».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Sharbat Gula, la «ragazza afghana» di Steve McCurry arrivata a Roma: ora è al sicuro
DATA:
OCCHIELLO: La giovane venne resa famosa dalla fotografia di McCurry apparsa sulla copertina del National Geographic del 1985. La ragazza è giunta a Roma con l’intervento di Palazzo Chigi e verrà inserita in un programma di accoglienza
TESTO: «È giunta a Roma la cittadina afghana Sharbat Gula», la bambina ritratta da Steve McCurry e apparsa sulla copertina del National Geographic Magazine nel 1985. Una figura che «acquisì notorietà planetaria, sino a simboleggiare le vicissitudini e i conflitti della fase storica che l’Afghanistan e il suo popolo stavano attraversando». A dare la notizia Palazzo Chigi, sottolineando come la Presidenza del Consiglio abbia «propiziato e organizzato il trasferimento in Italia, nel più ampio contesto del programma di evacuazione dei cittadini afghani e del piano del Governo per la loro accoglienza e integrazione». Era stata lei stessa (qui la sua storia) a chiedere di «essere aiutata a lasciare il proprio Paese», ricorda ancora la nota. L’immagine diventata celebre in tutto il mondo è quella di una ragazza adolescente — che all’epoca aveva 12 anni —, che guarda con i suoi intensi occhi verdi la macchina fotografica. Quello scatto — ripreso nel 1984 all’interno di un campo profughi di Peshawar — divenne la copertina di giugno 1985 del mensile. I suoi occhi verde ghiaccio, disarmanti e pieni di umanità, e la sua espressione mista di paura, rabbia e voglia di riscatto, sono diventati un simbolo del conflitto e allo stesso tempo di tutte le guerre del Medio Oriente. La sua storia è la storia di un popolo che lotta per la sopravvivenza, di quegli afghani arrivati in Pakistan dal 1979, dopo l’invasione sovietica del Paese. Inizialmente della ragazza non si conoscevano che pochi dettagli: l’etnia pashtun; la storia dei genitori, morti durante la guerra russo-afghana quando la piccola aveva solo 6 anni; l’arrivo — attraverso le montagne — con la nonna, il fratello e le tre sorelle al campo profughi in cui venne trovata da McCurry. Nel 2002, diciassette anni dopo lo scatto, il fotografo, sempre supportato dai mezzi di National Geographic, decise di tornare in Pakistan sulle sue tracce. Interrogando i pochi rimasti, tra cui il fratello della giovane, McCurry riuscì a risalire alla sua identità e al suo villaggio natale. Dopo un lungo viaggio, ritrovò la sua musa, in una regione remota dell’Afghanistan, ormai trentenne, sposata e madre di tre figlie. «Non c’erano dubbi nella mia mente che quella fosse la ragazza che avevo ripreso anni prima. Gli occhi erano gli stessi, aveva la stessa cicatrice distintiva sul naso. Tutte le caratteristiche del viso corrispondevano. Ho capito subito che era lei», raccontò McCurry dopo averla ritrovata. La donna venne arrestata nel 2016 per aver chiesto una carta d’identità falsa nell’aprile 2014 a Peshawar, dichiarando di essere nata in Pakistan, e di chiamarsi Sharbat Bibi.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: La deputata laburista Stella Creasy porta il figlio a Westminster e scatta il richiamo: «È vietato»
DATA:
OCCHIELLO: «Il parlamento apparentemente ha scritto una regola per via della quale non posso portare come me un bambino di tre mesi che dorme quando partecipo a un dibattito», ha scritto Creasy sui social denunciando l’accaduto
TESTO: LONDRA — «Mi è stato fatto presente che è stata accompagnata da suo figlio in parlamento. Le ricordo che stando alle regole è vietato prendere posto ai Comuni se in compagnia della prole». Questo l’appunto ufficiale ricevuto dalla deputata laburista Stella Creasy dopo che ha portato il bimbo di tre mesi, tra l’altro profondamente addormentato nel marsupio, a un dibattito a Westminster. Il caso ha creato un certo scalpore: Creasy, d’altronde, ha due figli. Quando è diventata mamma per la prima volta non ha avuto problemi e anche questo secondo bimbo, per quanto piccolissimo, ha già frequentato gli ambienti del parlamento. Cosa è successo, allora? Perché all’improvviso la lettera della presidente «per i modi e i mezzi» (antico ruolo governativo che una volta aveva il compito di controllare le decisioni fiscali ed economiche del governo ed ora può subentrare allo speaker nel caso di una sua assenza)? Creasy ha espresso la sua sorpresa e frustrazione sui social. «Il parlamento apparentemente ha scritto una regola per via della quale non posso portare come me un bambino di tre mesi che dorme quando partecipo a un dibattito nella camera dei Comuni. (Ancora nessuna regola sulle maschere, tra l’altro). Le madri nella madre di tutti i parlamenti, sembra, non devono essere né viste né sentite. ..». Lo speaker, Sir Lindsay Hoyle, è caduto dalle nuvole: non ne sapeva nulla, ha sottolineato, e ha avviato un’inchiesta con la quale spera di arrivare in fondo alla questione. Si può o non si può portare un bimbo in età d’allattamento ai Comuni? «È estremamente importante – ha detto - che chi ha figli sia in grado di partecipare pienamente al lavoro parlamentare». Se da una parte tanti deputati si sono schierati con la neomamma laburista – Il vicepremier Dominic Raab, ad esempio, ha sottolineato che la presenza di un neonato in parlamento non gli creerebbe nessun problema – dall’altra si è levata qualche voce contraria, come quella del conservatore Scott Brenton: «Ci sono genitori che prendono una piccola percentuale del suo stipendio e riescono a pagare una babysitter o a suddividersi i compiti per poter a lavorare. Cosa ti rende così speciale? ».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




© un prodotto accaTì
tutto il materiale è protetto da Copyright degli Autori ed Editori come indicato