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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 09 July 2019 AL GIORNO Tuesday 16 July 2019 SU: politica




TITOLO: «Bene Rossi, anzi no»: Toscana divisa a metà (pensando al 2020)
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OCCHIELLO: Il sondaggio chiesto dalla Regione sulla giunta e sulle priorità dei toscani. Al primo posto il lavoro, nelle intenzioni di voto, centrodestra in vantaggio
TESTO: Il sondaggio analizza poi le priorità dei toscani: la prima emergenza è per il 19% degli intervistati la disoccupazione, in particolare e dei giovani, per il 10% è la sanità, per 8,8% immigrazione e accoglienza, per il 7,3% la manutenzione delle strade e solo al sesto posto, preceduta anche dal trasporto pubblico da migliorare, la criminalità. La Regione poi è promossa per ospedali, pronto soccorso e sanità, turismo, territorio e ambiente — tutti capitoli dove il livello di soddisfazione è superiore alla sufficienza) —mentre è bocciata per lavoro, impegno per i giovani, trasporti extraurbani, gestione dei migranti e politiche per la casa. Riguardo al tema dell’autonomia regionale, piace al 50% degli intervistati, ma i toscani preferiscono la versione soft, come richiesto da Rossi (42,1%) rispetto alla versione forte delle regioni Veneto, Lombardi ed Emilia Romagna (29,7%). Altro focus, il reddito di cittadinanza: per il 67,8% è negativo, per il 14,8% è positivo e questo parere è maggioranza solo tra gli elettori di M5S. Sulle infrastrutture poi la spaccatura è lampante: per il 34,4% la Regione fa bene ma il governo non la aiuta a sboccare i cantieri, per il 32,3% è la Regione che non fa abbastanza per superare lo stallo e a dimostrazione di come il problema sia sentito il 16,3% risponde che la Regione non sta facendo nulla. Giudizio largamente positivo, infine, sull’ambiente: 65,3%, con il 47% di soddisfatti tra gli elettori del centrodestra.
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TITOLO: Al via il primo mini-rimpasto di governo: Fontana agli Affari Ue, Alessandra Locatelli alla Famiglia
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OCCHIELLO: Conte accetta "di buon grado" la proposta della Lega. I due ministri giurano al Quirinale alle 18. Il Pd: "Rimpasto da Prima Repubblica, altro che cambiamento"
TESTO: Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato, su proposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il decreto di nomina a Ministro senza Portafoglio di Alessandra Locatelli, che ha prestato giuramento nelle mani del capo dello Stato. Locatelli subentra a Lorenzo Fontana al ministero della Famiglia e Disabilità. Fontana a sua volta passa agli Affari europei occupando la poltrona lasciata vuota da Paolo Savona, divenuto nel frattempo presidente della Consob. Il premier Conte ha infatti accolto di buon grado la proposta della Lega, che ha indicato appunto in Fontana il successore di Savona. Il RITRATTO DI FONTANA Alessandra Locatelli, deputata della Lega nonché vicesindaco di Como, membro della commissione Affari sociali alla Camera, lo scorso anno appoggiò la crociata promossa dai colleghi Grimoldi e Zoffili per la rimozione dei ritratti del presidente Mattarella dagli uffici comunali del comasco. E un paio di anni fa sostenne il diniego di donare cibo ai clochard nella sua città.
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TITOLO: Autonomia, l'Ufficio parlamentare di Bilancio avvisa: "Rischi per conti e solidarietà fra Regioni"
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OCCHIELLO: I tecnici mettono in guardia sui pericoli finanziari. Di Maio: "Si farà per tutti, non spacco il Paese"
TESTO: "Non so se il vertice di domani sarà decisivo. Magari ci saranno altre due, tre, quattro riunioni ma alla fine l'autonomia si farà", ha garantito anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Contro l'autonomia si schiera il segretario generale della Cgil Maurizio Landini: "Siamo contrari perché è un ulteriore elemento di divisione di un paese già abbastanza diviso e che non ha bisogno di ulteriori divisioni". Sulla stessa linea Roberto Speranza, segretario di Articolo Uno: "È la tomba del Sud, porta danni incalcolabili". Il governatore ligure Giovanni Toti risponde invece a Di Maio: "A spezzare l'Italia ci ha pensato il centralismo, non l'autonomia. Se oggi l'Italia è un Paese dove più velocità si inseguono, è semplicemente perchè si sono allocati male i soldi e si sono fatte scelte politiche sbagliate a livello centrale, non certo perchè tutto questo sia stato prodotto da un'autonomia differenziata che mai c'è stata nel nostro Paese". "Domattina ci sarà questo super-vertice, ci vedremo con tutti i ministri per trattare e confrontarci sui temi delle autonomie. Sono stati fatti notevoli passi avanti. Io confido, resto ancora ferma su quella che è la bonta del progetto delle autonomie", rassicura invece la ministra agli Affari regionali e Autonomie Erika Stefani.
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TITOLO: Aiuti alla Lega dalla Russia, il Pd: "Chiarire immediatamente". Ma Salvini smentisce: "Querelo"
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OCCHIELLO: Renzi: "O è una fake news o è uno scoop clamoroso"
TESTO: Anche l'ex premier Matteo Renzi chiede chiarimenti sulla vicenda: "O questa è una fake news o questo è uno scoop clamoroso. Usare il petrolio russo per finanziare la Lega? Sarebbe pazzesco. L'unico che può chiarire è Salvini: deve chiarire lui, subito". Sulla stessa linea il deputato dem Andrea Romano: "Oggi emergono nuove e decisive prove sulle manovre orchestrate dalla Lega di Salvini per avere dalla Russia di Putin finanziamenti illeciti da usare in campagna elettorale. Salvini non può più tacere: dica la verità agli italiani su quanti soldi ha ricevuto illecitamente da Mosca e come ha usato quei soldi". Anche l'eurodeputato dem Carlo Calenda commenta su Twitter: "Sovranisti che prendono soldi da Sovrani stranieri. È una vecchia storia. Se #Salvini non dimostrerà l'infondatezza di quanto emerge dall'audio, la sua permanenza al governo diventerà un problema di sicurezza nazionale".
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TITOLO: Pd e il nuovo statuto, l'ira dei renziani: "No alla separazione fra segretario e candidato premier"
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OCCHIELLO: Critiche della corrente legata all'ex premier alle proposta di Martina, incaricato da Zingaretti a guidare la commissione che cambierà le regole del partito. Sullo sfondo l'assemblea nazionale di sabato
TESTO: "Ma perché questa fuga in avanti? Separare segretario e candidato premier è sbagliato". Lorenzo Guerini è il leader dei renziani e non ha gradito l'annuncio di Maurizio Martina, al quale il segretario dem Nicola Zingaretti ha affidato il compito di guidare la commissione che cambierà le regole del Pd. Un partito da rivoltare come un calzino, cominciando anche da questo punto: a scegliere chi dovrà correre per Palazzo Chigi sarà la coalizione di centrosinistra e non automaticamente i Dem, imponendo il loro leader-segretario. Se ne parlerà nell'Assemblea del partito di sabato prossimo: un altro tema caldo. Parte infatti la sollevazione dei renziani, che giudicano il cambiamento un tradimento del Dna del partito. Dopo l'intervista di Martina a Repubblica, un fuoco di fila di dichiarazioni dà l'altolà. In subordine, se proprio la proposta passasse nella commissione per lo Statuto, i renziani chiedono primarie "irrinunciabili" per la premiership. Pensano comunque a un loro candidato: Matteo Renzi, ad esempio contro Paolo Gentiloni? Attacca Dario Parrini: "In nessun paese d'Europa un partito si presenta con un candidato premier diverso dal leader. Lega e 5Stelle correranno con i loro capi e noi? ". E twitta: "Riforma statuto del Pd: serve una riflessione a tutto campo e senza scelte preconfezionate. E le primarie sono irrinunciabili per eleggere sia candidato premier che segretario, se alla fine la maggioranza decidesse, cosa che non auspico, di dividere i due ruoli". Twitta anche Andrea Marcucci, capogruppo in Senato: "Separare il ruolo di segretario da quello di candidato premier nel Pd è un errore, evitare le primarie per scegliere il candidato premier sarebbe letale". Alessia Morani rincara: "Come lo scegliamo il candidato premier con primarie o chiusi in una stanza? Contesta il metodo e la sostanza Roberto Giachetti: "Nella mia ingenuità pensavo che la commissione Statuto fosse una cosa seria nella quale confrontarsi e decidere. Invece leggendo Martina capisco che hanno già deciso tutto. Come si faceva ai tempi del centralismo democratico del Pci". Zingaretti ha più volte ribadito che il suo Pd sarebbe cambiato radicalmente anche su questo. Dario Franceschini, l'ex ministro, commenta in Transatlantico: "Martina ha detto cose di comune buonsenso". Martina è obbligato a spiegare: è una proposta che la commissione discuterà. Sarà poi l'Assemblea nazionale a maggioranza assoluta dei componenti a votare le nuove regole. Guerini, che ha visto ieri Zingaretti, ricorda che un tentativo già ci fu di separare leadership e premiership. Era settembre del 2013, segreteria di Guglielmo Epifani. Per evitare il rischio che lo sfidante più forte per la segreteria, Renzi appunto, insidiasse l'allora premier Enrico Letta puntando a Palazzo Chigi, si provò a disinnescare anticipatamente la mina dividendo i ruoli. Ma la proposta fu affossata, contrari tra l'altro i delegati che facevano capo sia a Walter Veltroni che a Rosy Bindi strenui difensori della vocazione maggioritaria del Pd. Molta acqua è passata sotto i ponti. Anche una prodiana doc come Sandra Zampa, ex vice presidente del Pd, osserva: "E' uno dei punti su cui si è costituito il Pd e sarebbe una anomalia in Europa la separazione dei ruoli, però non mi impiccherei in un dibattito". Nella commissione Statuto ci saranno alcuni consulenti esterni. Si fanno i nomi dei politologi Mauro Calise, Michele Sorice e della presidente dell'Arci, Francesca Chiavacci che al referendum sulla riforma costituzionale di Renzi si schierò per il No.
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TITOLO: Denaro russo alla Lega, Di Maio e il M5s: "Mai contatti con finanziatori occulti, solo l'interesse del Paese"
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OCCHIELLO: Sulla pagina Facebook: "Al Movimento 5 Stelle non gliene frega nulla dei petrolieri e men che meno degli speculatori"
TESTO: "Sto leggendo di audio di soldi dei petrolieri russi trasferiti alla Lega. Ogni volta che sento questa roba sono sempre più orgoglioso del M5s: mai un contatto con finanziatori occulti o petrolieri o altre nazioni per giochi geopolitici sotterranei". Così Luigi di Maio su Facebook rivendica la purezza del movimento alla luce della vicenda su cui in queste ore è finito sulla graticola l'alleato e co-vicepremier Matteo Salvini. "Abbiamo sempre avuto le risorse da voi con piccole donazioni - insiste Di Maio -, ce le siamo fatte bastare e ora siamo al governo. Sono orgoglioso del Movimento 5 stelle". Praticamente gli stessi argomenti e le stesse riflessioni diffuse dal M5s sulla sua pagina Fb. "In queste ore leggiamo di presunti finanziamenti provenienti dalla Russia e indirizzati alla Lega. Leggiamo di possibili querele e tutti ci chiamano per sapere la nostra posizione. La nostra posizione è semplice e l'abbiamo sempre ribadita: al Movimento 5 Stelle non gliene frega nulla dei petrolieri e men che meno degli speculatori". Lo scrive il Movimento 5 Stelle sulla sua pagina Facebook. "Sono mondi che proprio non ci appartengono e ne siamo orgogliosi. Avere le mani libere significa questo: non rispondere a nessuno di questi colossi, così come non ci facciamo piegare dai Benetton sulla tragedia del Ponte Morandi.
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TITOLO: Migranti, la Toscana ha la sua legge «Pri/ma/ i/ tos/ca/ni»: la protesta della Lega (con le sillabe sbagliate)
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OCCHIELLO: Anche l’Accademia della Crusca, su Instagram, ha preso posizione nella vicenda: «#Sillabazione. Non si divide mai un gruppo formato da s + consonante/i»
TESTO: Una gaffe che sta facendo sorridere il web, tra sfottò e stilettate politiche. Tutto parte da una foto scattata nella giornata di martedì ai consiglieri regionali della Lega Jacopo Alberti, Elisa Montemagni e Luciana Bartolini. Gli stessi, insieme ad altri tre salviniani, indossavano delle magliette con stampate alcune lettere per comporre la frase: «Prima i toscani». Uno slogan per protestare contro la legge regionale sull’accoglienza, oggetto di numerose contestazioni da parte dell’opposizione – «Ho consegnato ai consiglieri del Pd, al Governatore Rossi e all’assessore Bugli un apposito modulo invitandoli ad accollarsi le spese dei migranti senza gravare sui soldi dei toscani. Ho chiesto di accogliere un clandestino a casa loro. Altrimenti non è umanità ma soltanto demagogia, è ipocrisia fare umanità con i soldi pubblici», ha dichiarato a proposito il consigliere di Fratelli d’Italia, Paolo Marcheschi – che però ha avuto sui social un effetto boomerang. Già, perché la sillabazione della parola «toscani» è stata distribuita male sulle t-shirt, con la Bartolini ad indossare le lettere «tos», Alberti «ca» e Montemagni «ni». Una svista subito segnalata dal sindaco di Firenze Dario Nardella, che sulle proprie pagine Instagram e Facebook ha scherzato sull’episodio: «Da Firenze, città di Dante, io direi: prima l’italiano! To-sca-ni. Segnatevelo magari per la prossima volta…». Anche Antonio Mazzeo, responsabile dell’organizzazione del Pd toscano, ha giocato sullo scivolone leghista: «Uno studio ci informa stamani che il 35% degli studenti delle scuole medie non capisce un testo di italiano. I consiglieri della Lega ci tengono a dimostrare che il problema, ahimè, non è solo alle medie. ..». Anche l’Accademia della Crusca, sempre su Instagram, ha preso posizione nella vicenda: «#Sillabazione. Non si divide mai un gruppo formato da s + consonante/i: o-stra-ci-smo; te-schio; co-sto-la; sco-iat-to-lo; co-stru-i-re; ca-spi-ta, stri-scio-ne. .. ».
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TITOLO: Toghe e correnti (politiche),serve una svolta
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OCCHIELLO: Riflessioni sul caso Csm (e dintorni) che tocca anche la Toscana
TESTO: Il fenomeno non è un’esclusiva italiana: ma da noi ha assunto connotazioni patologiche. Non si tratta di volere demonizzare l’associazionismo in sé, ma di prenderlo per quel che davvero è. Di certo, siamo al di fuori della Costituzione quando si assiste alla degenerazione corporativa delle correnti le quali hanno a cuore — come è emerso — interessi del tutto particolari, financo di imputati illustri. O quando si sceglie il dirigente di una Procura non per i suoi meriti e attitudini professionali, come dovrebbe essere, ma per la sua appartenenza correntizia. E, sempre per la politicità delle «correnti», che dire poi delle prese di posizioni ufficiali, manifesti politici in senso autentico, come ad esempio quelle emerse, a più riprese, avverso le misure adottate dal governo e, in particolare dal ministro dell’Interno, di contrasto all’immigrazione irregolare e al traffico di esseri umani? Se questo fanno, le «correnti» della magistratura sono un ossimoro e andrebbero solo sciolte. Si dice che il giudice non solo dev’essere ma anche apparire indipendente. È proprio questo fatto essenziale a chiedere limiti all’associazionismo dei magistrati in «correnti». La Costituzione stessa dice, all’articolo 98, che «si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati». Non vale anche per le «correnti», quando mostrano di essere baluardi della politica nella giustizia?
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TITOLO: Autonomie, scontro al governo, M5s: "Lega vuole gabbie salariali, inaccettabile". Slitta vertice. Salvini: "Spero che nessuno tifi per il passato"
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OCCHIELLO: Zingaretti: "L'Italia deve migliorare non può essere distrutta". Lo scoglio maggiore nella scuola anche sulle criticità emerse nell'ultima riunione riguardo l'assunzione diretta dei docenti nelle Regioni
TESTO: Scontro fra alleati di governo sulle autonomie. Partono all'attacco i 5S: "Al vertice sulle autonomie la Lega ha proposto di inserire le gabbie salariali, ovvero alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro-Sud. Per il M5S è totalmente inaccettabile". "Spero che nessuno tifi per il passato, per il vecchio", dice Matteo Salvini commentando la frenata del M5S sulle autonomie. È difficile a questo punto, fanno sapere fonti del governo, che il vertice a Palazzo Chigi sulle autonomie riprenda oggi, dopo lo scontro tra Lega e M5S sul testo. Il segretario dem commenta caustico "tutte le contraddizioni di una maggioranza senza una visione del futuro sul fisco, sull'immigrazione, sullo sviluppo, sulla sicurezza e ora sull'autonomia". "L'Italia deve migliorare - attacca Nicola Zingaretti - non può essere distrutta. Salute, scuola, welfare sono diritti costituzionali da difendere". "C'è una sospensione" del vertice sulle autonomie, un altro appuntamento "non è stato ancora fissato. Spero in un rivisitamento e ripensamento delle posizioni" del M5S. È l'auspicio della ministra degli Affari regionali e delle Autonomie, Erika Stefani. Niente rinvii a settembre. "Di autonomie - afferma Stefani - se ne deve parlare subito: che venga detto quel che vogliono o non vogliono fare. Se vogliono autonomia, si segue un percorso, quello che abbiamo iniziato. Abbiamo fatto una proposta equilibrata, una norma che favorisce e da la possibilità ad alcune Regioni di lavorare e favorire quelle che sono eccellenze".
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TITOLO: Fontana: "Caso Russia? Ridicolo. Ma le sanzioni andrebbero tolte"
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OCCHIELLO: Il neo ministro degli Affari Ue: "La Lega di Salvini è sempre stata povera"
TESTO: Tornando a tematiche Ue, Fontana non ha escluso che la Lega possa votare a sostegno della candidata alla presidenza della commissione Ursula von Der Leyen. "Conto di essere a Strasburgo la settimana prossima. Vediamo se sarà stata votata o meno la candidata presidente. Mi felicito perché ha avuto parole importanti sulla riforma di Dublino: che ci sia un'apertura è molto interessante. Poi si valuteranno le votazioni di martedì". Per il premier Giuseppe Conte "la squadra si rinforza perché le deleghe erano rientrate a me dopo che il ministro Savona era stato designato alla presidenza della Consob. Ma la delega agli Affari europei è una delega corposa e mi aspetto dal ministro Fontana un sostegno forte del governo e un rinnovato impulso: abbiamo delle sfide europee molto importanti che ci attendono" anche perché "siamo all'avvio di una nuova legislatura. Quindi sicuramente posso dire che anche con questo trasferimento la compagine governativa si rafforzerà".
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TITOLO: Taglio dei parlamentari, ok del Senato alla riforma.. Fraccaro (5S) attacca Fi e Pd: "Provano a fermare Terza Repubblica"
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OCCHIELLO: I sì sono stati 180, i no 50, nessun  astenuto. Il provvedimento torna alla camera
TESTO: Il ministro dell'Interno e vicepremier, Matteo Salvini, ha votato a Palazzo Madama il pdl costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari seduto al suo scranno di senatore della Lega, e non dai banchi del governo ai quali erano, invece, i ministri Di Maio, Fraccaro, Toninelli, Bonafede, Lezzi, Stefani e Bongiorno. "Taglio di 345 parlamentari, fatto", ha postato su Facebook il vicepremier leghista. Sia la Lega che il M5S che FdI si intestano la paternità del provvedimento. "Un risultato storico", ha gongolato il senatore Roberto Calderoli. "Con il via libera del Senato a questa legge - ha aggiunto - di cui sono stato relatore in entrambi i passaggi al Senato sia in commissione che in Aula, di fatto corono una mia battaglia storica che, da parlamentare e da ministro, mi ha visto tagliare poltrone ad ogni livelli amministrativo e istituzionale". "Se oggi il Senato ha detto sì al taglio dei parlamentari è grazie al sostegno fondamentale di Fratelli d'Italia" ha dichiarato Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia. "Il taglio dei parlamentari è la fine di una ingordigia politica che è andata avanti per decenni" commenta a caldo Luigi Di Maio. "Tagliamo ai politici e ridiamo al popolo", sotttolinea, che "si riappropria di soldi che erano suoi". Ma è scontro tra il M5S e Fi e Pd. Il primo ad attaccare è il ministro per i Rapporti col Parlamento, Riccardo Fraccaro. "Ricordo - ha dichiarato - il cambio di posizione di Forza Italia, che sia alla Camera sia al Senato, prima delle Europee, ha votato a favore del taglio e adesso, quando i giochi si fanno duri, ha deciso di mollare e uscire dall'Aula. Altri sono stati più coerenti". "Pd e Forza Italia - ha detto ancora - hanno provato a fermare il cambiamento, votando contro la riforma. Oggi ha vinto la coerenza e la determinazione della maggioranza". "Questo percorso ci porterà nella Terza Repubblica". Ecco la risposta del Pd, per voce del senatore Luigi Zanda. "In Parlamento, in dottrina, nell'opinione pubblica, la riduzione del numero dei parlamentari è stata sempre largamente condivisa, anche da me, ma solo come complemento di riforme più ampie. Ora il contesto politico è molto diverso rispetto a soli pochi anni fa, quando vivevamo in un clima di grandi riforme. Oggi è palese che al governo e alla maggioranza la riduzione del numero dei parlamentari non serve per rianimare la democrazia e rafforzare il Parlamento, ma è una scorciatoia per indebolirli. Credo che molti di noi sappiano quali sono i fatti politici concreti che ci fanno temere per la nostra democrazia e quale sia il contesto che, dietro la riduzione del numero dei parlamentari, ci fa vedere la volontà di colpire il Parlamento". E replicano gli azzurri. "Forza Italia non accetta lezioni da nessuno - ribatte il senatore forzista Luigi Vitali - tantomeno dal Ministro Fraccaro sul taglio dei parlamentari. L'ha dimostrato nel 2005 quando per la prima volta è stata varata una legge organica di riforma della Costituzione che prevedeva il taglio dei parlamentari". "Ed anche in questa legislatura - ha precisato - FI aveva votato a favore in prima lettura concedendo un'apertura di credito alla maggioranza e chiedendo una modifica dalla legge elettorale che garantisse la rappresentanza dei territori, che fosse messa mano al bicameralismo perfetto e che fosse bilanciato il ruolo dei consiglieri regionali e dei senatori a vita nell'elezione del Presidente della Repubblica". "Niente di tutto ciò - ha concluso Vitali - a dimostrazione che la finalità non era quella di tagliare i costi della politica e rendere più snella e agevole l'attività legislativa ma solo quella di uccidere le istituzioni. A questo scempio Forza Italia non ha voluto partecipare. Il resto sono chiacchiere e demagogia".
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TITOLO: Le frontiere da superare: domani a Roma inizia Espresso live, una settimana di incontri e di dialogo con i lettori
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OCCHIELLO: L’Espresso incontra i lettori e i cittadini, con la redazione e le firme e con tanti ospiti. Venerdì 12 luglio, si parte alle ore 21, con Michela Murgia, Elly Schlein, Paola Natalicchio e il vicedirettore del settimanale Alessandro Gilioli a discutere di una nuova sinistra...
TESTO: Il lavoro che non c’è e il lavoro sfruttato. E la possibilità di costruire un’alternativa: radicale e riformista. L’Espresso incontra i lettori e i cittadini, con la redazione e le firme e con tanti ospiti. Venerdì 12 luglio, si parte alle ore 21, con Michela Murgia, Elly Schlein, Paola Natalicchio e il vicedirettore dell’Espresso Alessandro Gilioli a discutere di una nuova sinistra ambientalista e donna. A seguire, alle ore 22, con Marco Damilano, Diego Bianchi e Francesca Mannocchi racconteranno le due sponde della frontiera Mediterraneo. Il 16 luglio, alle ore 20.30, il dialogo tra il presidente del Pd Paolo Gentiloni e il sindaco di Milano Beppe Sala. Mercoledì 17 luglio Roberto Saviano e Aboubakar Soumahoro dialogheranno su prima gli esseri umani. Il 19 luglio la serata finale. Gli incontri si svolgeranno nel cuore di Roma, sotto l’arco di Giano, in un angolo di antichità da restituire alla città, di fronte alla chiesa del Velabro che la mafia distrusse nel luglio 1993, in una notte drammatica per le istituzioni, quando il centralino di Palazzo Chigi fu isolato, e che è stata ritirata su: la metafora di una ricostruzione possibile del Paese. Adempimento del dovere, è l’espressione che la magistrata Alessadra Vella ha utilizzato per scagionare la capitana Carola Rackete dalle accuse più gravi. Il giornalista ha il dovere di raccontare e di testimoniare, in questa stagione di muri che si rialzano e di propaganda sbandierata è ancora più necessario. Per questo vi aspettiamo.
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TITOLO: Denaro russo alla Lega, senatori Pd: "Salvini chiarisca in Aula". Casellati respinge: "Solo pettegolezzi"
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OCCHIELLO: Gli esponenti dem a Palazzo Madama chiedono l'audizione del ministro dell'Interno. Poi attaccano la presidente: "La sua gestione è di parte, oltre il limite della decenza, impedisce al Paese di sapere. Se il vicepremier leghista non ha nulla da nascondere, venga a dircelo di...
TESTO: Il Pd chiede una commissione parlamentare d'inchiesta sui rapporti Lega-Russia dopo gli audio di Buzzfeed, i 5S non dicono no, ma chiedono che la commissione si occupi dei fondi di tutti i partiti. "Votiamo sì a una commissione d'inchiesta sui finanziamenti a tutti i partiti, associazioni e fondazioni collegate. Dal Pd aspettiamo ancora i nomi dei componenti della commissione d'inchiesta sulle banche" fanno sapere fonti pentastellate. In mattinata al Senato era andato in scena lo Scontro tra il Pd e la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati. I senatori dem avevano presentato tre interrogazioni chiedendo che il ministro Matteo Salvini si presentasse a Palazzo Madama per chiarire i suoi rapporti con i russi, in particolare la vicenda dei presunti finanziamenti diretti alla Lega. In mattinata in Aula la presidente, più volte interrotta dalle opposizioni, aveva spiegato di averle dichiarate inammissibili, e quindi respinte, in quanto "il Senato non può essere il luogo del dibattito che riguarda pettegolezzi giornalistici". Sui rapporti Russia-Lega getta acqua sul fuoco delle polemiche anche il ministro (leghista) agli Affari Ue Lorenzo Fontana. "La Russia - dice - è un grande partner e le sanzioni ci hanno creato dei problemi. Se riuscissimo a fare un lavoro di riavvicinamento tra Usa e Russia, che è quello a cui lavoriamo, sarebbe importante".
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TITOLO: Decreto sicurezza bis, aut aut di Salvini a M5S: "Sì a emendamenti o stop lavori". E attacca Fico
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OCCHIELLO: Il presidente della Camera replica: "C'è chi dice il falso e fa propaganda"
TESTO: Superato lo scontro tra Lega e M5S sul decreto legge sicurezza bis. Tutti gli emendamenti, tranne uno, a firma Lega vengono riammessi all'esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, riportando la pace, o quasi, nel governo. Un escamotage infatti permette di superare lo scoglio "politico" rappresentato dalla posizione del presidente della Camera 5S Roberto Fico. Dopo le schermaglie di giovedì, con il presidente della Camera, che aveva messo in evidenza la "confusione" del ministro Salvini su come si procede in Parlamento, e gli aut aut di Matteo Salvini, pronto a rompere e a sollevare un problema "serio", il giorno dopo la tempesta si ritrova la quiete. Fico riammette tutte quelle norme che riguardano la Polizia di stato e il ministero dell'Interno. Sui vigili del fuoco e polizia locale, però, non cede: "Possono essere inseriti nel ddl sulla polizia locale approvato ieri dal Cdm", scrive Fico. La situazione rischia lo stallo, le commissioni non riescono a procedere. È a questo punto che i presidenti, Giuseppe Brescia e Francesca Businarolo (entrambi M5S), propongono il voto unanime delle commissioni riunite per riportare nel fascicolo la norma che aumenta il monte straordinari dei pompieri. La piena condivisione c'è, la pace è fatta e Salvini esulta: "Vittoria su tutta la linea! Grazie all'insistenza della Lega, sono stati riammessi tutti gli emendamenti a favore di Polizia e Vigili del Fuoco al Decreto Sicurezza: buono pasto, ore di straordinario, vestiario e uniformi, manutenzione di caserme, nuove sedi. Dalle parole ai fatti". L'unico neo per il dl è lo slittamento dell'approdo in aula, in principio fissato per lunedì 15 luglio. Lo stesso Brescia in una lettera a Fico chiede un'altra settimana, assicurando l'arrivo in assemblea il 22 luglio prossimo. Anche il sottosegretario Nicola Molteni plaude: "È stata una battaglia importante soprattutto per dare più dignità alle forze di Polizia" e annuncia che il sottosegretario Morrone e il ministro della Giustizia, Bonafede, sono a lavoro su un emendamento che facilita l'espulsione degli stranieri anche cittadini dell'Ue, dichiarato inammissibile. I lavori riprendono, ma i nervi restano tesi. I 5Stelle hanno sempre cercato la mediazione in Parlamento, ripetendo che il problema politico "non esiste". Fuori dal palazzo però fonti pentastellate attaccano: "Deve essere chiara una cosa: il ministro Salvini poteva inserire le misure già nel decreto e farle approvare direttamente in cdm evitando così l'eventuale ammissibilità tecnica della Camera, ma non l'ha fatto, salvo oggi poi alzare uno scontro istituzionale per finire sui giornali. È un metodo che non ci appartiene". Una tesi che sostanzialmente segue la linea di Fico, che in tutta questa storia rischiava di trovarsi isolato senza il sostegno del suo stesso Movimento. Ed è proprio la terza carica dello Stato, a fine giornata, a prendere la parola sui social: "Voglio essere chiaro: lavoro come ho sempre fatto senza guardare in faccia a nessuno. Il Parlamento è libero da ogni pressione e svolge la sua attività in piena autonomia. Sono davvero contento che ancora una volta lo abbia dimostrato". E poi tira la bordata a Salvini: "La Camera è infatti intervenuta per ovviare alle amnesie del ministro dell'Interno che si era dimenticato di prefetti, polizia e vigili del fuoco quando ha scritto il decreto Sicurezza". E anche Luigi Di Maio, rimasto quasi in disparte in questo duello, non è tenero: "Non si cerchino pretesti per far cadere il governo, sono pronto a incontrare le forze di polizia e le rappresentanze sindacali per spiegare loro la verità sugli emendamenti al dl sicurezza bis. Conta la verità, non la propaganda. Invierò un invito formale in queste ore".
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TITOLO: Bonafede: "Elezioni in Csm avverranno per sorteggio"
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OCCHIELLO: Il ministro: "Riforma della Giustizia domani a Palazzo Chigi"
TESTO: "Stiamo lavorando su tutto il sistema del Csm e della magistratura. E' vero che c'erano dinamiche falsate dal correntismo e da una logica spartitoria, ma è vero che i capi delle procure sono persone qualificatissime e i cittadini sono in ottime mani. Una delle parti della riforma del Csm è il sistema elettorale: le elezioni avverranno tramite sorteggi, saranno creati collegi più piccoli, e ci sarà una sezione che si occuperà solo del disciplinare". Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, intervistato da Bruno Vespa a Pomezia durante l'Eneadi Festival. "La riforma della Giustizia verrà inviata al legislativo di Palazzo Chigi domani mattina. La riforma mira ad accelerare i tempi del processo. Sulle indagini creiamo tre scaglioni: un anno, un anno e mezzo e due anni. Per i reati minori sono stati diminuiti i tempi dell'indagine e abbiamo previsto un meccanismo che se viene superato il tetto delle indagini viene avvertito l'indagato che il fascicolo è a sua disposizione. Se il grado di giudizio durerà di più, ci saranno sanzioni".
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TITOLO: Il tabù dei test per diventare magistrati
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OCCHIELLO: A fronte di tale potere intrinsecamente connesso al ruolo, si impone al magistrato il rigido rispetto di un procedere, sia secondo la legge, sia secondo la propria «coscienza». Non sempre ciò è avvenuto
TESTO: Imprescindibile che siano anche indagate, fin da subito, le reali motivazioni che hanno stimolato e sostenuto tale scelta. Non banale. E, non per tutti. Ecco perché riparlare del tema non può essere un tabù, ma deve rappresentare un’occasione per riflettere, senza faziosità, sugli aspetti interessanti della proposta Bongiorno: da mettere a fuoco, con le dovute tutele e precauzioni, in un’eventuale fase applicativa, ancora tutta da definire. Non un’offesa o un attacco strumentale alla magistratura e alla sua indipendenza, ma un tentativo di fare andare meglio le cose al suo interno e di ricreare un generalizzato clima di fiducia nel suo operare. Certo, non mancano i nodi problematici sul tappeto. Dall’impostazione dei test alle aree da indagare, dalle tipologia dei quesiti alle modalità dei colloqui e dei tirocini. Come pure vi è la questione, tutt’altro che secondaria, dell’accertamento delle competenze e dell’equilibrio psichico-mentale degli stessi psicologici-valutatori. Ma le difficoltà nel costruire un percorso serio di valutazione non devono costituire il pretesto per affossare ancora una volta l’idea sul nascere. Non c’è, comunque, da illudersi che un’eventuale introduzione dei test psico-attitudinali possa essere la panacea di tutti i problemi. È, infatti, necessario che all’interno della stessa magistratura prenda contestualmente avvio un’azione rigenerante, forte e non sporadica, che preveda anche controlli e sanzioni certe, a fronte di trasgressioni. Nella quale sia dato ampio spazio alla valorizzazione di una «coscienza» nuova ed «alta» di essere giudici.
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