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LE NOTIZIE DAL GIORNO Tuesday 10 December 2019 AL GIORNO Tuesday 17 December 2019 SU: politica




TITOLO: Puglia, Piano Taranto da 1,8 miliardi Emiliano assente in Commissione
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OCCHIELLO: La discussione è stata rinviata alla sessione di bilancio. Non si è presentato neanche l’assessore Borraccino che aveva a disposizione solo 20 minuti per l’argomento
TESTO: È stata rinviata per la seconda volta la discussione in I commissione del Consiglio regionale pugliese sul Piano strategico di Taranto. Il governatore Michele Emiliano, convocato dalla commissione presieduta da Fabiano Amati, non ha partecipato per altri impegni istituzionali ed è stato sostituito dall’assessore allo Sviluppo economico, Cosimo Borraccino, che avendo a suo volta altri impegni istituzionali avrebbe potuto dedicare alla discussione solo 20 minuti. «Sono in difficoltà - ha detto il consigliere regionale Donato Pentassuglia (Pd), colui che ha chiesto l’audizione in commissione - perché le ragioni di questa discussione sono molto serie, non credo che si possa avviare un confronto sul documento in 20 minuti. Con il presidente e il governo regionale abbiamo bisogno di condividere il Piano strategico». L’assessore Borraccino si è detto disposto a tornare in commissione in tarda mattinata, ma i lavori sono stati aggiornati, il Piano strategico per Taranto dovrebbe essere presentato durante la sessione di bilancio.
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TITOLO: La Regione e le case fuorilegge
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OCCHIELLO:
TESTO: È proprio inevitabile che in Italia si debba necessariamente finire sepolti dai condoni? Certo è che la preoccupazione torna ripetutamente. Ancora il 27 novembre quando il Consiglio regionale della Campania ha approvato la proposta di legge «Misure per la riduzione dell’incidenza della plastica sull’ambiente e modifiche legislative in materia ambientale», comprensiva di un emendamento che modifica la legge n.21 del 10.12.2003 sulle «Norme urbanistiche per i comuni rientranti nelle zone a rischio dell’area vesuviana», che vietava nuove edificazioni nella «zona ad alto rischio vulcanico della pianificazione nazionale d’emergenza dell’area vesuviana». Stabilendo il Consiglio regionale che «il divieto non si applica agli edifici residenziali per i quali risultano pendenti procedimenti per il rilascio di permesso di costruzione in sanatoria delle leggi 1985 e 1994». E sarebbero dell’ordine di diverse decine di migliaia le domande di sanatoria interessate. Ora, a parte la dubbia coerenza di un tale emendamento con una legge sulla riduzione della plastica e con le sentenze del Consiglio di Stato sulla non accessibilità alla sanatoria degli immobili abusivi della zona rossa, quello che sorprende è il senso generale di politica urbanistica e ambientale che emerge nell’orientamento assunto dal Consiglio regionale. Proprio nei giorni in cui il dissesto idrogeologico dei territori di tutta Italia e quello sismico della vicina Albania consiglierebbero la più grande cautela a condonare edifici esposti al rischio vulcanico.
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TITOLO: Regionali, De Luca: «Dialogo aperto anche con elettori M5S e centrodestra»
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OCCHIELLO: Il governatore indica la sua linea in vista delle prossime elezioni e parla di «dialogo aperto»
TESTO: «Allarghiamo la coalizione a tutti». Vincenzo De Luca, in vista delle prossime regionali, apre il «dialogo con tutti gli elettori, anche quelli Cinquestelle e del centrodestra, interessati a continuare un percorso di svolta in Campania». È questa la linea indicata dal presidente della Campania. «Allarghiamo la coalizione a tutti - ha detto ai giornalisti a margine di un incontro con gli operatori della sanità all’ ospedale Cardarelli di Napoli - e mantengo aperto il dialogo con gli elettori Cinquestelle come con quelli di centrodestra. Io parlo con tutti i cittadini perbene - ha precisato - interessati a mantenere una svolta all’insegna dell’efficienza in Campania. Il dialogo rimarrà aperto fino all’ultimo minuto con tutti purché si parli di problemi e non di alleanze o di strategie». Quanto all’ incontro di ieri con il neo segretario provinciale del Pd Marco Sarracino De Luca ha glissato: «Siamo sereni, tranquilli e soddisfatti. Ci sono rapporti di collaborazione, ma per il resto proseguo col mio lavoro».
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TITOLO: Salvini torna a Napoli: venerdì mattina in visita a Poggioreale
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OCCHIELLO: E De Luca da Milano lo sfida al confronto pubblico
TESTO: Da Milano, dove partecipa all’anniversario della strage di piazza Fontana, dove da un anno è allocato anche lo spazio espositivo della Regione Campania, il governatore Vincenzo De Luca è tornato a sfidare Matteo Salvini ad un confronto pubblico ed a contestare la sua sovraesposizione sui social. “Tik Tok, Tik Tak, la bestia, la controbestia. Rimango tenacemente convinto – ha accusato De Luca - che alla fine contano i fatti. Puoi inondare di palle e di fake news i social per un anno, due, tre o cinque anni, ma poi alla fine capita di trovarti le piazze piene di ragazzi che si sono rotti le scatole delle fesserie. Sappiamo tutti che l’80 per cento di quello che troviamo sui social sono ‘palle’, sono cose inventate, costruite a tavolino, algoritmi. Dietro i tweet che arrivano non ci sono neanche esseri umani, ci sono soldi con i quali pagare gli algoritmi. Quindi io non mi preoccuperei di queste sciocchezze, chiederei piuttosto a Salvini un confronto civile, siccome ha bazzicato molto per il Sud, dicendo cose assolutamente inaccettabili. Mi piacerebbe fare un confronto con lui sui temi sociali, sui temi dell’autonomia differenziata, sui temi dell’unità nazionale, dell’ambiente, sulla sanità”. Il presidente della Regione ha quindi specificato che lui parlerebbe esclusivamente per la Campania, dato che “c’è un Sud della lamentazione, dei debiti permanenti, della clientela politica, dei matrimoni con i cavalli bianchi a piazza del Plebiscito ma c’è anche un Sud fatto di rigore spartano, che accetta la sfida dell’efficienza. Credo che sia utile per Salvini avere un confronto con la realtà meridionale come quella che rappresento, in un clima disteso e senza risse”. Per poi destinare l’ultima stoccata al leader del Carroccio: “Siccome cambiare la realtà significa lavorare dalla mattina alla notte, in un paese come l’Italia, uno che produce 200 tweet al giorno: dalla mattina quando si sveglia a fare colazione, non so se con la Nutella o con i wurstel, perché Salvini è uomo da mettere i wurstel nel latte secondo me. Voi pensate – ha concluso - che uno del genere possa cambiare l’Italia? Ma quando lavora? ”.
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TITOLO: Due senatori 5 Stelle con la Lega. Di Maio: «È il mercato delle vacche»
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OCCHIELLO: Regionali, vertice tra Carfagna e De Siano: «L’unità è nostro interesse prioritario»
TESTO: Ma chi sarebbero le vacche pronte a saltare la staccionata? Due giuristi campani ritenuti da sempre molto vicini allo stesso Di Maio. Il primo è Ugo Grassi, irpino, già direttore del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Parthenope e docente di diritto civile nello stesso ateneo. Grassi si era avvicinato al Movimento animando i comitati per il No al referendum costituzionale e da allora era entrato nelle grazie del ministro degli Esteri. L’altro senatore in libera uscita è l’ex presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Nola Francesco Urraro, di San Giuseppe Vesuviano, ed eletto nel collegio di Portici. Entrambi sono pronti ad iscriversi al gruppo della Lega di palazzo Madama, avendo pure votato la risoluzione del Carroccio. Urraro ha annunciato in aula il proprio voto contro la mozione di maggioranza sul Mes («Si è troppo marginalizzato il tema del Mes. Il tema in esame si pone fuori dal programma del M5S»). Così come Grassi: «Annuncio — ha scandito — il voto in dissenso dal gruppo e constato di non riconoscermi più nelle politiche del mio Movimento».
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TITOLO: Taranto, l’Altoforno 2 è da spegnere E Mittal sospende 3.500 operai
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OCCHIELLO: Il tribunale motiva il no alla proroga d’uso: «Prima la sicurezza». L’azienda agisce di conseguenza e dichiara nuovi esuberi strutturali. L’ira dei sindacati: «No alla Cigs». Oggi il vertice al Mise
TESTO: I sindacati dei metalmeccanici respingono questa nuova richiesta di Mittal e oggi, durante l’incontro già programmato al ministero, chiederanno «di fare chiarezza». Di «provocazione bella e buona» parlano Biagio Prisciano e Vincenzo La Neve della Fim Cisl. «ArcelorMittal - sostengono - nemmeno attende l’esito dell’impugnazione che Ilva in amministrazione straordinaria farà al tribunale del Riesame, che già si porta avanti e parte con una massiccia richiesta di cassa integrazione. Adesso basta: Mittal e governo non hanno proprio capito che di esuberi non vogliamo sentire parlare». La ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha sottolineato che «ovviamente siamo assolutamente contrari agli esuberi, questo è quello che stiamo portando avanti come governo. Il ministero sta studiando diverse norme, ve ne posso anticipare una: un esonero contributivo triennale al 100 per cento per i datori di lavoro che volessero assumere i lavoratori in amministrazione straordinaria e quindi in cassa integrazione. In generale per l’ArcelorMittal c’è un pacchetto di misure che stiamo studiando e che sono pronte per essere portate all’ordine del giorno».
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TITOLO: Costretti a stare insieme
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OCCHIELLO:
TESTO: In una scena dell’Angelo sterminatore di Bunuel, signori in frac e dame ingioiellate sono bloccati da un incantesimo in un salone da ballo. All’eleganza iniziale, subentrano disagio, vesti discinte, esalazioni di sudore. I presenti sono costretti a dibattersi in un crescente degrado privo di vie d’uscita. Così come sta accadendo nell’esecutivo giallorosso. Lo sfilacciamento prosegue, i toni tra i partner divengono più esasperati (Pd) e ultimativi (5 Stelle), le incompatibilità più evidenti. L’«incantesimo» consiste nella condanna auto inflitta a stare insieme. Proseguendo in un tiro alla fune che accentua le contraddizioni. La verifica chiesta dal Pd certifica il precario stato di salute della maggioranza. Il premier ha rilanciato con un’agenda di legislatura, da attuarsi con un cronoprogramma a partire da inizio d’anno. Il neologismo riflette un compromesso perfino lessicale tra i presupposti confliggenti dei partner.
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TITOLO: «Autonomia, bene Boccia con l’idea di una legge quadro, ma restano molte ambiguità»
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OCCHIELLO: L’ex ministro presenta venerdì 13 dicembre a Bari il suo «Manifesto per il Sud»: un appello al ceto dirigente della società meridionale
TESTO: Cambia-cresce-merita: un nuovo Sud in una nuova Europa. È questo il titolo dell’appuntamento organizzato dall’Associazione Merita, in programma venerdì 13 dicembre alle ore 10.30 presso il palazzo della Città Metropolitana, nel corso del quale l’ex ministro Claudio De Vincenti presenterà il suo manifesto per il Mezzogiorno. A fare da padrone di casa Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente della Città Metropolitana. Saranno presenti, tra gli altri, il presidente di Confindustria Puglia, Domenico De Bartolomeo, la ricercatrice e blogger Federica Stella Blasi e il rettore dell’Università di Bari, Stefano Bronzini. Per iscriversi all’incontro, occorre confermare la propria partecipazione su associazionemerita. it. De Vincenti, dopo Napoli e Milano il 13 dicembre sarà a Bari per presentare il Manifesto per il Sud promosso dall’Associazione Merita – Meridione Italia. Quali sono i contenuti del messaggio che intende trasferire alle classi dirigenti del Mezzogiorno? «Il messaggio del Manifesto è quello di una società civile meridionale che, consapevole dei problemi e delle difficoltà che segnano il Mezzogiorno d’Italia, conosce però anche le sue energie positive, la voglia di prendere in mano il proprio futuro per rendere il Sud protagonista della rinascita economica, sociale, morale di tutto il Paese. L’Italia ha bisogno dell’interazione fra tutte le forze costruttive, del Nord e del Sud». Quali idee e, soprattutto, quali fatti possono cambiare la narrativa di un Sud alle prese con fuga dei cervelli, spopolamento, perdita di capitale economico e umano? «In questi anni, insieme con i problemi appena richiamati, abbiamo notato un risveglio delle forze produttive con investimenti ed esportazioni che nel periodo 2015-17 sono aumentati più che al Centro-Nord, a testimonianza di un tessuto di imprese e di competenze lavorative che sanno affrontare e vincere la sfida dell’innovazione e del mercato. Oggi, peraltro, il Mezzogiorno è di fronte a un’occasione storica: la nuova centralità del Mediterraneo nella riconfigurazione in corso delle relazioni economiche internazionali, che rendono l’Italia e il suo Sud punto di riferimento decisivo per il futuro d’Europa». Nelle scelte del governo giallorosso intravede un cambiamento sostanziale delle politiche per il Mezzogiorno? «Sicuramente l’attuale governo sta dando segnali importanti di attenzione alla questione meridionale, dopo un anno e mezzo di assordante silenzio e la totale inazione dell’esecutivo gialloverde. Sacrosanti, in particolare, il rifinanziamento in Legge di bilancio del credito d’imposta per gli investimenti al Sud e la ricostituzione del Fondo per la crescita dimensionale delle imprese meridionali». L’attuale bozza del ministro Francesco Boccia sull’autonomia potrà giovare alle regioni meridionali? «Trovo positivo il tentativo di far precedere le intese con le singole Regioni da una Legge quadro che detti principi e criteri generali cui ogni intesa dovrà attenersi. Permangono però alcune ambiguità che considero pericolose, come la possibilità di attribuire alla singola Regione funzioni e risorse in base alla spesa storica se i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep, ndr) non saranno definiti entro un anno dall’approvazione dell’intesa regionale o l’assenza di criteri chiari riguardo all’individuazione delle competenze che possono essere oggetto di autonomia differenziata». Taranto con Mittal e Napoli con Whirlpool sono due esempi, dolorosi, di investimenti dall’estero che al Sud vengono e minacciano di andarsene. Può essere ancora una chiave, l’arrivo di capitali stranieri, per rilanciare la parte depressa del Paese? «Certo che gli investimenti esteri sono importanti. Il compito della politica economica – per esempio attraverso la realizzazione di infrastrutture e Zone economiche speciali - è costruire un quadro di convenienze che rendano il Mezzogiorno attrattivo. E, poi, dare stabilità e affidabilità al quadro normativo e regolatorio, condizione essenziale per chiedere alle imprese di rispettare gli impegni presi». Nella sua esperienza di ministro per il Mezzogiorno dica tre cose che le sono rimaste impresse, in positivo, del Sud. «Molte più di tre. Ma, per stare nel numero, dico: l’intelligenza e la creatività della gente; la volontà ostinata di tanti, giovani e non, di costruire, pur tra tante difficoltà, un futuro migliore per sé, per i propri cari, per la propria comunità; la generosità con cui singoli e associazioni curano mali antichi e nuove sofferenze del tessuto sociale meridionale». Quali traguardi intende raggiungere l’associazione Merita? «L’obiettivo di fondo è quello di contribuire con le nostre attività ad aiutare tutte le energie positive del Mezzogiorno a fare rete, scambiare idee ed esperienze, crescere insieme, interagire con le forze costruttive del Centro-Nord. Non a caso abbiamo presentato il Manifesto anche a Milano». In passato è sempre stato (molto) critico con il governatore Emiliano. Ora che non è più ministro, come giudica l’operato del governatore pugliese? Crede che meriti di farsi rieleggere? «Da ministro sono stato critico nel merito di posizioni e scelte di Emiliano. Ora sarò in Puglia per presentare il Manifesto di una associazione, Merita, che sta con i piedi saldi sul terreno che deve essere proprio di una espressione della società civile, come testimoniano le prime 190 firme che provengono tutte da esponenti della cultura, dell’università, dell’impresa, delle professioni, del mondo del lavoro e di quello dell’associazionismo. Non è compito di Merita pronunciarsi sulle prossime elezioni regionali. In Puglia come in Campania o altrove».
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TITOLO: L’alternanza degli allenatori nella città raffinata e plebea
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TESTO: È il caso di Napoli. Che sembra stia attraversando una fase di pericoloso ripiegamento. Dopo anni segnati dall’apertura verso l’esterno e da significative innovazioni, da tempo sembra che si stia rifugiando nell’alveo di un tradizionalismo debole. Pur se con alcune eccezioni, spesso affidate al talento di poche personalità solitarie: mi riferisco alle iniziative portate avanti dalla Federico II sotto il rettorato illuminato di Gaetano Manfredi, a una piattaforma di rilievo internazionale come «Federica» diretta da Mauro Calise, ma anche al lavoro condotto dal Mann con la direzione di Paolo Giulierini e dal Museo Madre sotto la Presidenza di Laura Valente. Senza dimenticare le tante iniziative underground, che fanno di Napoli uno tra i più vivaci laboratori creativi d’Italia. Ma si tratta di eccezioni, appunto. Per il resto, è come se la città si stesse muovendo a passo di gambero, correndo rapidamente verso icone e modelli del proprio passato.
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TITOLO: Salvini al carcere di Poggioreale. «De Magistris? Non sa fare il sindaco»
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OCCHIELLO: Così il leader della Lega intervistato da Radio Crc stamane, prima della visita al carcere
TESTO: «De Magistris? È un sindaco molto particolare. Come ministro, sono stato contento di aver visitato spesso Napoli. Vedo che il quartiere del Vasto, dopo le mie visite, è stato abbandonato. Tornerò per parlare con il parroco e i residenti. De Magistris non è in grado di fare il sindaco di Napoli, non si è dimostrato all’altezza di gestire una città bella e complicata come questa». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, prima intervistato da Radio Crc e poi, stamane, dopo la sua visita al carcere di Poggioreale. L’ex ministro è arrivato nel penitenziario intorno alle 11. Dopo ha incontrato la stampa per alcune dichiarazioni. «Abbiamo raccolto il grido d’allarme per il carcere sovraffollato e vecchio in cui mancano 150 agenti e grida vendetta la nomina di uno condannato per droga come garante dei detenuti», ha denunciato, riferendosi a Pietro Ioia. E poi: «Non so tra de Magistris e Raggi chi è peggiore. Si contendono la palma di peggiore sindaco. In questa manovra economica proposte nostre per migliorare la vita degli agenti. Ci sono allievi che entreranno in servizio grazie ai nostri fondi stanziati». La Lega farà ricorso «in ogni sede possibile ed immaginabile» alla nomina di Pietro Ioia a garante dei detenuti da parte del Comune di Napoli, ha detto il segretario della Lega. Ioia ha scontato diversi anni di carcere e per questo, a giudizio di Salvini, «non può essere al di sopra delle parti» «Capiamo la confusione di de Magistris - ha aggiunto Salvini - lo vediamo già in campagna elettorale per le Regionali, ma ci auguriamo che abbia finito di fare danni a Napoli ed in Campania».
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TITOLO: Se un libro può capovolgere la narrativa del Mezzogiorno
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OCCHIELLO: In un saggio edito da Manni il direttore del «Nuovo Quotidiano di Puglia» Claudio Scamardella descrive «Le colpe del Sud» rispetto all’eterna questione meridionale
TESTO: Il caso del gasdotto, bloccato dalle proteste pseudorivoluzionarie cavalcate da Barbara Lezzi che poi, divenuta ministro, davanti all’evidenza ha dovuto disinnescare con una clamorosa retromarcia, ricalca lo stesso noto copione del caso Ilva ancora oggi drammaticamente aperto. Ma è sulla vicenda della xylella che la narrazione di Scamardella assume toni davvero epici: un disastro ambientale ed economico di enormi proporzioni, dovuto alla disinformazione spacciata per verità e alla demonizzazione giacobina di ogni avversario che usasse scienza e ragione. C’è tutto in questo disastro: la macchina dell’odio, il sudismo sovranista, l’antimodernismo, l’ambientalismo da salotto, la passività conformista della società civile, «un impazzimento generale del sistema» che avrebbe portato in brevissimo tempo all’irrecuperabilità di un’area di cento chilometri di patrimonio olivicolo devastato, da Leuca a Brindisi. Duecentomila ettari, ventuno milioni di piante praticamente perdute, il volto del Salento sfigurato.
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TITOLO: «Export e ritardi alle frontiere: ecco perché temiamo la Brexit»
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OCCHIELLO: Il presidente di Confindustria Puglia, Domenico De Bartolomeo: «Danneggiati soprattutto i nostri prodotti alimentari»
TESTO: La Brexit prossima ventura, dopo il trionfo dei conservatori inglesi, cambierà inevitabilmente le abitudini dei cittadini italiani (dal passaporto al visto d’ingresso) e ancor più degli operatori economici. Quali sono i rischi per l’economia pugliese? Li prospetta, nel colloquio con il Corriere, Domenico De Bartolomeo, presidente della Confindustria pugliese. Presidente, con la Brexit è facile prevedere controlli rigorosi sulle importazioni dai Paesi Ue. Lo scenario preoccupa gli industriali? «Ci preoccupa sicuramente, per una questione di scenario, poiché il mercato inglese non è il principale partner commerciale della Puglia. La Sace (società di servizi assicurativi del commercio estero, ndr) stabilisce che i principali partner della regione sono Germania, Stati Uniti, Svizzera, Francia e Spagna. Per noi il Regno Unito rappresentava una prospettiva, uno sbocco da valorizzare». E ora, cosa succede? «A noi preoccupa l’incertezza e i problemi che nasceranno alle dogane, con un sistema di controlli con i riflessi sui tempi. Pensiamo ai nostri prodotti alimentari, dai latticini ai prodotti ortofrutticoli, che vanno salvaguardati con una consegna rapida. C’è il rischio dei costi dei trasporti e per la conservazione delle merci». Sono stati resi noti i dati sull’export, con la Puglia che ha avuto una delle maggiori performance con l’aumento del 9%. Qualche contraccolpo non è difficile prevederlo. Un trend che potrebbe rallentare? «Sicuramente i contraccolpi saranno determinati dall’iter burocratico, ma anche per i prodotti alimentari. Una perdita di opportunità ovviamente crea un problema. Ricordo che sul mercato britannico l’impatto dell’agroalimentare nel 2018 è stato pari a 46 milioni. Un dato importante, sebbene possa apparire non esorbitante. Ma per le aziende che operano in questo comparto anche la riduzione apparentemente parziale può avere effetti negativi». Secondo dati regionali del 2016, nel Regno Unito la Puglia esporta beni pari a 399 milioni. Con i dazi, si parla di una forbice tra il 5 e il 13%, ci sarà un contraccolpo su costi e prezzi? «È la preoccupazione maggiore perché con la Brexit l’introduzione di dazi non ci consente di andare in quel mercato a parità di condizioni con altri competitor. Riteniamo che questo sia un rischio molto fondato, così come lo avevamo segnalato con i dazi minacciati da Trump. In un sistema globalizzato, occorre agire ad armi pari. Se si introducono dazi, questo equilibrio salta». Il sistema-Italia potrebbe applicare dazi sui prodotti inglesi. Sarebbero utili o no? «È una via, un’ipotesi che circola nel dibattito. Ma è chiaro che se si entra in questa logica, del colpo su colpo, su chi scoraggia di più, si finisce in un mercato ingestibile. Con un’escalation di dazi per proteggere il mercato non si sa dove si va a finire. Non credo che questa possa essere l’arma per combattere il protezionismo. Poi, un’altra questione che mi preoccupa è la difficoltà che una nostra azienda potrà incontrare per attuare un investimento». Gli industriali cosa chiedono alle Istituzioni? «L’Italia potrebbe attuare una politica di scambi commerciali, indipendentemente dall’adesione all’Europa, che salvaguardi la possibilità di avere scambi commerciali corretti. Anche noi di Confindustria dovremo fare un approfondimento di tutte queste variabili».
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TITOLO: Regionali, Salvini: «Prima il progettopoi il nome del candidato presidente»
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OCCHIELLO: Il leader della Lega ieri a Bari glissa sul nome del candidato a governatore . Nessun riferimento a Fitto. Attacco a Emiliano: «Una gestione che ha fatto tanti disastri»
TESTO: «Il nome dei candidati governatori arriva alla fine. Prima la squadra, prima il progetto». Lo ha detto a Bari il leader della Lega, Matteo Salvini, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla scelta del candidato presidente della Regione Puglia per le prossime regionali. Salvini ha reso le dichiarazioni arrivando a un incontro nella Fiera del Levante, facendo salire i giornalisti sul palco mentre con il telefonino faceva un video della platea. Alla seconda domanda sullo stesso argomento, se il candidato in Puglia sarà di Fratelli d'Italia, Salvini ha risposto: «Per la seconda volta, il nome del presidente viene alla fine, prima la squadra». Gli è stato chiesto ancora non il nome, ma il partito del centrodestra che esprimerà il candidato. «Lo ripeto per la terza volta - ha detto Salvini - il nome del presidente viene alla fine. Parliamo di Puglia, di lavoro, di ferrovie, di futuro, di programmi? Non mi piace parlare di nomi, ok? ». Sotto attacco del leader della Lega la gestione Emiliano della Regione: «In Puglia, fra Popolare di Bari, Ilva, sanità, acquedotto, Tap, ci sono tanti disastri. Quindi ci metteremo l’anima per rilanciare questa splendida terra facendo tornare in Puglia tutti pugliesi che sono in giro per il mondo». «L’obiettivo - ha detto - è mandare a casa una sinistra che ha fatto disastri in Puglia e in Italia. Mandare a casa gli Emiliano, i De Luca, i Renzi, gli Zingaretti, partendo dai territori, partendo dal lavoro». «Qui in Puglia - ha concluso - ci sono liste d’attesa inaccettabili, ci sono tempi, burocrazie e finanziamenti alle imprese che non arrivano, quindi vogliamo correre. Come Lega abbiamo una squadra eccezionale».
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