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LE NOTIZIE DAL GIORNO Wednesday 12 February 2020 AL GIORNO Wednesday 19 February 2020 SU: politica




TITOLO: Sardine: «Il 18 a Napoli oscureremo manifestazione Salvini»
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OCCHIELLO: «Affronteremo pubblicamente, con lavoratori e disoccupati, il grande tema del lavoro e della mancanza di investimenti ed opportunità al Sud»
TESTO: NAPOLI - L'appuntamento con le Sardine a Napoli è per il 18 febbraio alle 18.30 in piazza Dante nello stesso giorno in cui Matteo Salvini ha scelto Napoli per fare campagna elettorale. «Il 18 febbraio - si legge in una nota del movimento - la Lega di Salvini verrà a fare campagna elettorale sui nostri territori dopo averli depredati per oltre 30 anni, proveranno a prendere i voti della nostra gente dopo averci insultati. Noi li oscureremo. Saremo molti più di loro. Con noi ci saranno alcuni dei protagonisti delle lotte e delle vertenze lavorative, in primis i lavoratori Whirlpool, e poi artisti e cittadini di Napoli, Mattia Santori di Bologna e Jasmine Cristallo di Catanzaro. Nuotiamo uniti, compatti, coesi. Parleremo, canteremo e affronteremo pubblicamente, attraverso la voce di alcuni lavoratori e disoccupati, un grande tema, quello del lavoro e le mancanza di investimenti ed opportunità per un futuro nella nostra regione».
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TITOLO: Campania, i futuri centri per scommesse lontani 250 metri dalle scuole
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OCCHIELLO: Approvata legge in consiglio regionale, esulta il Pd. I 5 Stelle: «Norma inutile, altrove distanze più ampie». Concorsone, fase 2. Bonisoli: «Ora correzioni rapide»
TESTO: Nel 2018, secondo un’indagine della Fondazione Exodus, in Campania sono stati bruciati 4 milioni di euro nel gioco, «il doppio di quanto gli enti investono in welfare — afferma Valeria Ciarambino, capogruppo regionale 5 stelle —. Numeri drammatici, eppure in consiglio regionale è stata approvata una legge che non interviene sulle sale gioco esistenti, ma soltanto su quelle che sorgeranno». Diversa l’opinione del Pd: «Si mette ordine— commentano i consiglieri regionali del Pd Gianluca Daniele e Stefano Graziano— sulla distanza da luoghi sensibili per le nuove aperture. Nascono anche una rete e un marchio “No Gambling Campania”. Si prevede, poi, un piano di azione regionale di durata biennale, un osservatorio e un fondo per il contrasto e la prevenzione alla diffusione dei disturbi da gioco d’azzardo, alimentato con le entrate derivanti dalle sanzioni, con cui saranno finanziate azioni di prevenzione e contrasto alla dipendenza». Soddisfatto Claudio Bianchella, responsabile di Astro (associazione dei gestori di gioco lecito): «Sono salvi, dunque, gli esercizi già esistenti, a differenza di quanto sta accadendo altrove come in Piemonte e in Emilia Romagna dove stanno chiudendo numerose aziende e dove migliaia di lavoratori stanno andando a casa». Ma è critico sulle limitazioni orarie: «È una decisione che non rispetta l’intesa raggiunta tra Stato ed enti locali — conclude — e supera l’interruzione massima di 6 ore giornaliere».
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TITOLO: La Puglia una fucina di miti pop
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OCCHIELLO: Il tarantino Diodato, trionfatore a Sanremo, è l’esempio di un Sud moderno e che non si piange addosso. Ma soprattutto dotato di intelligenza e talento
TESTO: La vittoria di Diodato a Sanremo non ha colto di sorpresa gli osservatori e le agenzie di scommesse, che nei giorni precedenti avevano indicato più volte il suo nome tra quello dei favoriti. Il suo pezzo, Fai rumore, è una canzone dell’amore perduto abbastanza sanremese nei contenuti, sia pure spogliati d’ogni retorica. Quello che è atipico per Sanremo è il modo di cantare di Diodato, quella voce che s’impenna per esprimere il dolore, alla maniera dei suoi idoli di gioventù, da Jeff Buckley a Thom Yorke (Radiohead). In epoca di trap e rap dilaganti, un tocco old style che si addice all’anti-personaggio Diodato, così lontano dal «far rumore» una volta sceso dal palco. C’è una determinazione del fare, in Diodato, che l’ha portato a lottare testardamente per emergere e vivere di musica senza mai abbandonare completamente Taranto e la Puglia, pur vivendo a lungo prima a Roma, ora a Milano. Ma la condizione naturale di Diodato, così nota a molti trenta-quarantenni meridionali, è quella di chi vive «tra» due o più luoghi, e soprattutto di chi non si rassegna ad abbandonare del tutto la propria città madre. Viene in mente l’esempio del compianto intellettuale e scrittore Alessandro Leogrande, tarantino come Diodato, anche lui a Roma ma senza aver mai disertato completamente i tanti problemi della sua città, da Cito all’Ilva. O Michele Riondino, l’attore, che insieme a Diodato organizza ogni anno quella formidabile manifestazione di orgoglio e di voglia di resistere che è il Primo Maggio tarantino. Diodato è quindi l’espressione di un Sud che non si piange addosso, di un Sud operoso, dotato d’intelligenza e talento. Di un Sud che sa essere a suo modo più moderno, spesso più avanti degli altri. A riprova, basti considerare come la Puglia degli anni Duemila sia stata una formidabile fucina di miti e narrazioni pop.
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TITOLO: La Regione anticipa i soldi partono i bandi antixylella
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OCCHIELLO: In attesa dei 300 milioni del governo, l’assessorato avvia le procedure per anticipare i soldi. I temi legati all’agricoltura al centro della campagna elettorale
TESTO: È una corsa contro il tempo. Ma qui le scadenze burocratiche non c’entrano, piuttosto è in gioco la campagna elettorale per le Regionali. Se le elezioni precedenti si sono imperniate sul tema controverso della sanità (soprattutto nel 2005 e nel 2010), la campagna elettorale della prossima primavera graviterà attorno all’agricoltura. La motivazione è intuibile. Nel 2005, dopo la scomoda riforma ospedaliera dell’uscente governatore di centrodestra Raffaele Fitto, la sanità diventò il tema dominante della discussione politica. L’opposizione di centrosinistra rivoltò a lungo il coltello nella piaga e ne trasse giovamento. Da allora le complesse questioni sanitarie sono sempre state al centro del conflitto politico (oltre che delle azioni amministrative). In questi mesi, con il governatore Emiliano alle prese con la grave questione xylella e con i 142 milioni del Psr persi quasi certamente, il punto dolente è diventato quello dell’agricoltura. Non a caso, i renziani hanno cercato nel mondo agricolo l’avversario da schierare contro Emiliano. Non a caso la renziana ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, non perde occasione per bacchettare la Regione. Non a caso su questi temi arriva il graffio quotidiano di Fitto (possibile candidato di centrodestra). E non a caso, la Regione ha deciso di imprimere velocità alle sue decisioni. In questi giorni sono in definizione 4 bandi per aggiudicare le risorse – 300 milioni di fondi statali – messe a disposizione dal governo. Il denaro non è in cassa, ma la Regione ha deciso di anticipare i tempi anziché aspettare di avere il denaro a disposizione. Vuole emanare i bandi e stilare le graduatorie, in modo che quando i soldi saranno trasferiti alla Puglia saranno subito nella disponibilità degli agricoltori. L’idea, si capisce, è predisporre le attività in modo da rassicurare la platea degli aventi diritto già nel corso della campagna elettorale.
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TITOLO: «Questione (green) urbana»
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TESTO: Ma è evidente che -come lo stesso documento strategico riconosce- la realizzazione degli obiettivi per una effettiva svolta ecologica dovrebbe essere sostenuta da un programma economico e gestionale, trovando le forme giuridiche per consentire un rapporto trasparente ed efficace. Che è il cuore di una politica pubblica che voglia essere effettivamente strategica e capace di promuovere e gestire la molteplicità dei progetti di trasformazione. Serve evidentemente una capacità molto forte per gestire le numerose aree a verde previste dal Puc (pensiamo all’area della Kuwait o dell’ex Manifattura Tabacchi), le «foreste urbane» necessarie ad abbattere l’isola di calore, quando si pensa all’attuale inesistente manutenzione della ormai magra vegetazione di Posillipo e Vomero. O quando si pensa che alcune di queste aree, per l’incapacità di avviare un moderno sistema di smaltimento dei rifiuti, sono state utilizzate a deposito di stoccaggio.
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TITOLO: Napoli, corteo «No Salvini Day» il prossimo 18 febbraio: il manifesto
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OCCHIELLO: I manifestanti si danno appuntamento alla stazione metro Toledo
TESTO: Corteo “ No Salvini Day “ promosso dai movimenti antirazzisti in programma il 18 febbraio alle ore 17.30 dinanzi alla metro Toledo in occasione dell’arrivo a Napoli dell’ex ministro degli Interni per un appuntamento di campagna elettorale della Lega. «Salvini ci riprova – scrivono gli attivisti - dopo anni di offese e discriminazioni territoriali che hanno devastato economicamente, socialmente e ambientalmente il Sud, ora prova a raccattare qualche voto in vista delle prossime elezioni. Da sempre questa città ha saputo rispondere ai leghisti, ai razzisti e agli antimeridionali non cedendo alla propaganda che adesso vorrebbe mettere i penultimi contro gli ultimi. Con ironia e sfacciataggine ma anche con forza e determinazione, abbiamo sempre manifestato la nostra allergia a Salvini. E ancora una volta martedi dovremmo andare a dirgli che Napoli non lo vuole. Non vuole Salvini, non vuole ascoltare le loro parole piene di rancore e con tutto il cuore non vuole i suoi sostenitori, quei leghisti terroni che sono lo scuorno di tutto il meridione», è la nota dei manifestanti da Insu Comunicazione.
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TITOLO: «Anm, troppi disservizi». E il Comune di Napoli taglia 3 milioni all’azienda
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OCCHIELLO: L’annuncio del vicesindaco «per quanto è accaduto a gennaio»
TESTO: Insomma, la guerra, tra Comune di Napoli e azienda di trasporto pubblico locale, è cominciata. «A dicembre scorso il Tribunale fallimentare ha omologato il concordato con i creditori, cominciano ad arrivare i bus nuovi, presto an che i treni della metro, ora basta. I cittadini hanno il diritto di avere servizi adeguati. E se a parlare così è Panini, tra i più ascoltati e stimati collaboratori del sindaco de Magistris, significa che la decisione è presa dal vertice di palazzo San Giacomo. «Il contributo ad Anm — aggiunge il vicesindaco — viene determinato dal consiglio comunale con l’approvazione del bilancio preventivo. Nella sottoscrizione del nuovo contratto di servizio l’amministrazione ha recentemente dichiarato che intende inserire livelli qualitativi da garantire su più prestazioni»; e quindi che «il mancato raggiungimento comporterà una riduzione dei trasferimenti e l’azienda non potrà che compensare con maggiori incrementi o con riduzione costi».
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TITOLO: «I patti si devono rispettare»Meloni irremovibile su Fitto
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OCCHIELLO: La leader di FdI all’esecutivo nazionale del partito: la Lega rispetti l’intesa su Puglia e Marche. Tajani (FI): «Ci sono accordi, vanno onorati. Raffaele candidato? Previsto nel patto»
TESTO: La leader di FdI, a tal proposito, ha ricordato i termini dell’intesa di dicembre con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. E ha poi chiarito che le candidature di Fitto in Puglia e del deputato Francesco Acquaroli nelle Marche «non escono dal cilindro»: i nomi sono stati pronunciati davanti a Salvini e Berlusconi e nessuno obiettò. Solo il leader del Carroccio chiese qualche ora di tempo per comunicarlo ai leghisti pugliesi, di cui conosceva l’orientamento. È lo stesso umore che continua a circolare ancora oggi tra i dirigenti leghisti. «Noi — conferma il deputato Rossano Sasso — non siamo contro questo o quel candidato: noi vogliamo semplicemente che sia espressione dalla Lega. E ora? Tutte le decisioni sono nelle mani di Salvini. Ci atterremo agli accordi che egli stringerà con i leader degli altri partiti». In realtà non sembra che ci sia un vertice fissato o da fissare in calendario. Per lo meno, Meloni eviterà di sollecitarlo, per la stessa ragione per cui ritiene irrevocabile la decisione su Fitto: le decisioni sono state già prese e «quei patti vanno rispettati».
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TITOLO: Il gioco delle alleanze
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TESTO: L’un contro l’altro armati. Più che a un «campo largo» in costruzione, somiglia a un campo di battaglia, o , se volete, a una giostra medievale, dove si affrontano armigeri e truppe sotto diversi stendardi, di caratura nazionale o di produzione locale. Ognuno al seguito del proprio Campione, più o meno improvvisato, dietro una lista, un drappo o una bandana colorata. Capitani di ventura che si giocano il destino a singolar tenzone, senza esclusione di colpi, inventandosi mosse a effetto, o la va o la spacca. Un torneo di visioni e verità, spesso, contrapposte dove il tatticismo regna sovrano. Diciamoci la verità, uno, indubbiamente, bravo in simili duelli è Luigi de Magistris. Abilissimo a risorgere quando sembra finito. Dopo aver piazzato la mossa giusta con la candidatura di Ruotolo (che l’abbia proposta lui o il Pd, poco conta) alle suppletive per il Senato, candidatura che, oltre ai Dem e a Dema ha aggregato Leu e renziani, il sindaco rilancia per la Regione. Incurante del pessimo giudizio sull’esperienza amministrativa di questi 9 anni a Napoli (che gli stessi Dem fanno pesare a Dema) annuncia la discesa in campo di Liste di alleanza civica, attorno al suo nome e in alternativa radicale alla ricandidatura di De Luca. Insomma detta condizioni. E non solo al Pd. Lui, protopopulista in salsa napoletana, da che sembrava stretto nell’angolo, si consente, ora, di ammonire anche i populisti di fede grillina, strizzando l’occhio all’ala sinistra del Movimento.
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TITOLO: Regionali, la battuta di De Luca: «Con me presidente la Ciarambino vice»
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OCCHIELLO: Il governatore tenta di aprire ai Cinquestelle, si riattivano i contatti ma Tofalo (M5s) è categorico: porte aperte ma senza l’uscente
TESTO: Nella classica delucheide del venerdì a Lira tv, il governatore ha confermato (ovviamente) che si candiderà alle regionali in Campania per «far proseguire il lavoro immenso avviato in questi anni». «Ricorderò sempre ai cittadini la condizione nella quale abbiamo dovuto lavorare. — ha continuato il governatore — Il raggiungimento dell’equilibrio di bilancio c’è stato solo a dicembre dello scorso anno. Fino a dicembre non abbiamo potuto muovere una foglia perché non avendo i conti in ordine la Corte dei Conti ha bloccato qualsiasi assunzione, quindi quanto fatto è stato fatto con un personale di venti anni fa». E ha aggiunto: «Devo anche ricordare che ogni anno buttiamo a mare 600 milioni di euro di interessi che dobbiamo pagare sui debiti dei decenni precedenti provate a immagine cosa avremmo potuto fare se avessimo avuto la disponibilità di questi 600 milioni di euro. Avremmo dato asili nido gratis a tutti i cittadini, magari sotto una certa soglia di reddito, e poi aiuti alle famiglie povere, alle donne. In questo contesto è un miracolo quello che abbiamo realizzato, tanto è stato un miracolo che ci hanno hackerato il sito della Regione Campania perché come è noto su quel sito parliamo solo dei fatti». Non si sa ancora se il presidente parteciperà alla direzione regionale di lunedì. La direzione dovrà approvare un documento in cui si sancisce che il candidato è De Luca ma si apre ai 5 Stelle. Appunto. E da ieri i telefoni di qualche dem sono stati presi letteralmente d’assalto da deputati e consiglieri regionali grillini. Perché c’è chi è pronto a sedersi al tavolo col Pd, anche se un primo passaggio formale sarà fatto a Roma il 20: il capo politico del Movimento, Vito Crimi, ha convocato, nel palazzo dei gruppi, una riunione con parlamentari e consiglieri per discutere di elezioni regionali. Potrebbe essere il giorno in cui scenderà in campo Sergio Costa? Chissà. Sarà presente anche il sottosegretario Angelo Tofalo che non più tardi di ieri ha ribadito una chiusura solo con De Luca in campo: «Il no a De Luca prosegue, questo è certo. Ma, stiamo mettendo sul tavolo le tematiche. Poi, se su queste tematiche, altre forze politiche, mi auguro tante liste civiche di persone che hanno fatto un percorso serio e civico sul territorio si uniranno a noi, sicuramente le porte saranno aperte per tutti».
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