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LE NOTIZIE DAL GIORNO Wednesday 01 July 2020 AL GIORNO Wednesday 08 July 2020 SU: politica




TITOLO: Patto coi grillini, il governatore trova la sponda dell’amico Conte
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OCCHIELLO: Il premier lavora a un’intesa per rafforzare anche il governo
TESTO: La speranza è l’ultima a morire. Anche quando tutto lascia trasparire l’impossibilità di un’intesa Pd-M5S per le Regionali di settembre, ecco che si mettono in moto energie sotterranee: forze nascoste ma interessate. Nel caso specifico è Palazzo Chigi il motore dell’iniziativa. Come sanno persone informate del dossier, è il premier Giuseppe Conte a manovrare le leve del tentativo di persuasione. Il compito non è facile. Finora dai 5 Stelle, a parte qualche distinguo in sede locale, è arrivato un fermo rifiuto ad accordarsi con il centrosinistra. E non solo perché il candidato presidente è Michele Emiliano: coloro che resistono all’idea di un accordo, lo fanno perché coltivano il progetto di una forza «autonomista», fiera della propria indipendenza dal sistema tradizionale dei partiti. Conte, considerato come uno dei riferimenti di vertice dei 5 Stelle, ha un altro progetto e un’altra preoccupazione. Sa molto bene che una vittoria marcata del centrodestra alle Regionali, metterebbe a rischio il suo governo: le forze di opposizione, rafforzate dal voto, tornerebbero a reclamare le elezioni anticipate con maggior forza. Il governo si farebbe più fragile. È una riflessione molto frequente nel Pd, a Roma come a Bari. Emiliano intrattiene da sempre ottimi rapporti con l’attuale inquilino di Palazzo Chigi (non così con i predecessori del Pd, Gentiloni e Renzi). E Conte ricambia la cortesia. Da giorni il capo del governo, consapevole del rischio che corre la «sua» Puglia, sta premendo sui vertici del M5S perché ammorbidisca la sua posizione e si disponga ad un accordo con il Pd per resistere alla forza in ascesa del centrodestra pugliese.
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TITOLO: Giani, bufera sul «guinzaglio»: critiche renziane, imbarazzi Pd
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OCCHIELLO: Un caso la frase su Ceccardi. A Firenze il centrodestra lascia il Consiglio comunale per protesta
TESTO: Dai vertici nazionali fino ai consiglieri di quartiere del centrodestra. È una sola voce quella che attacca Eugenio Giani per la frase rivolta alla candidata Susanna Ceccardi della Lega nell’intervista al Corriere Fiorentino, in cui definisce l’eurodeputata leghista «al guinzaglio di Salvini». Dallo stesso leader leghista Matteo Salvini a Mara Carfagna e Deborah Bergamini di Forza Italia, fino ad esponenti di Fratelli d’Italia nazionali e locali e infine con il sindaco di Pisa Michele Conti («Parole vergognose e inaccettabili»), il centrodestra ha fatto un coro di attacchi a Giani e solidarietà a Ceccardi. Ma il silenzio dei vertici del Pd regionale (la segretaria toscana Simona Bonafè non ha commentato) e di diversi alleati in maggioranza, fanno capire che l’imbarazzo nel centrosinistra è forte. E potrebbe salire a breve. Ieri il centrodestra voleva parlarne in Consiglio comunale, ma la mozione è stata stoppata dal Pd. Ed allora, Federico Bussolin (Lega) lo ha trasformato in un ordine del giorno collegato ad una delibera sulla toponomastica «chiedendo di intitolare una strada alle donne vittime della violenza verbale degli uomini», spiega Bussolin (ma il testo era identico). «Lo sappiamo che era una forzatura — aggiunge il giovane leghista — ma era l’unico modo per parlarne. Il Pd invece ha ribaltato l’ordine dei lavori impedendoci di votare l’atto». E così Lega, Forza Italia, FdI e Ubaldo Bocci sono usciti dall’aula per protesta. «La solita politica che ricorre a questi espedienti per arrivare alla pancia dei cittadini» ribatte il Pd.
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TITOLO: Assunzioni in cambio di votiIndagini e perquisizioni a Bari
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OCCHIELLO: Coinvolti imprenditori e funzionari pubblici. Un esponente politico in cambio del sostegno alle prossime Regionali, avrebbe favorito il reclutamento di giovani in aziende aggiudicatarie di appalti pubblici
TESTO: Assunzioni in cambio di voti alle prossime elezioni regionali in Puglia e polizze fideiussorie false per ottenere contributi a fondo perduto. Sono le ipotesi alla base di una indagine della Procura di Bari nei confronti di imprenditori e funzionari pubblici, nell'ambito della quale la Guardia di finanza sta eseguendo in provincia di Bari perquisizioni ed acquisizioni documentali. Secondo la Procura, gli accertamenti hanno «consentito di rilevare che un esponente politico locale, tramite suo fratello, in cambio della promessa del sostegno elettorale in vista delle prossime elezioni regionali, si sarebbe adoperato al fine di favorire l'assunzione di persone di sua conoscenza presso società baresi, aggiudicatarie di rilevanti appalti di servizi o beneficiarie di contributi pubblici».
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TITOLO: Altolà di Boccia al consigliere Amati «Emiliano indicato dalla coalizione»
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OCCHIELLO: E su Fitto il ministro cita Oscar Wilde: «L’unico fascino del passato è che è passato. Ogni voto che non va a Michele, finisce al suo avversario. Conte? Non va tirato per la giacca»
TESTO: Francesco Boccia, ministro degli Affari regionali: che aria tira in Puglia per il centrosinistra? «Partiti, associazionismo, ambientalismo hanno costruito un percorso che ha cambiato la Puglia, che è considerata un modello, un esempio del Sud che può cambiare». Una Puglia felix? «Vedo una regione che ha cambiato pelle, che ha fatto emergere la bellezza, che è un modello su cultura, enogastronomia, turismo, aerospazio, innovazione tecnologica, agricoltura. Certo, ci sono tante questioni da affrontare, e la sfida che abbiamo dinanzi è tra questa visione della Puglia e quella della destra. Io so com’era la Puglia della destra. La nostra Puglia è cambiata, dall’urbanistica, ai conti del bilancio, dalla cultura alla sanità. La gestione della pandemia è il segnale di una sanità di eccellenza. Colgo l’occasione per ringraziare i tanti volontari, medici, infermieri». Tra Vendola ed Emiliano non sono mancate le polemiche sulle discontinuità tra le due epoche. Che ne pensa? «La primavera pugliese è stata costruita tutt’insieme. Nel 2004, a Bari si entrava nella città vecchia scortati dalla polizia, poi, qualche tempo dopo abbiamo donato la chiesa russa siglando un patto istituzionale e religioso che ha fatto la storia. Quella stagione nasce con Vendola, ma aveva alle spalle una storia da cui venivamo tutti noi». In Puglia, tre partiti di governo, con tre candidati diversi. Che segnale è? «Non è successo solo in Puglia. I processi politici, soprattutto quando si costruiscono fronti politici ampi, non si fanno in vitro». Quale futuro per l’ex Ilva e del settore industriale? «La decarbonizzazione per noi è stato un punto fermo da dieci anni e oggi lo è anche in Europa. Pochi anni fa, questa linea nel partito pre-Zingaretti sembrava un insulto. Invece era l’unica strada per coniugare salute e ambiente. Su questo anche il M5S ha fatto passi in avanti, visto che la volevano chiudere. Quindi sviluppo sostenibile, transizione energetica, prevenzione territoriale pubblica nella sanità, investimenti su scuola e ricerca, sono la visione di una comunità politica che parte dalla centralità della persona e dei bisogni da garantire a tutti». Il consigliere del Pd, Amati, invita Emiliano a compiere un passo di lato. Come replica? «Emiliano ha fatto spesso nella sua vita passi che hanno consentito nuove aggregazioni che vanno fatte con gli elettori, non solo con le forze politiche». Quindi esclude un passo indietro? «La candidatura di Emiliano non è nata per una sua imposizione. Ha governato molto bene, e ha fatto le primarie che sono sempre il tratto distintivo del centrosinistra. Emiliano non è il candidato del Pd, ma della coalizione del centrosinistra». La sinistra pugliese continua a rincorrere il M5S. Auspicate un intervento di Conte? «Conte non va mai tirato per la giacca. Auspico una loro riflessione politica, devono sapere che ogni voto che non va a Emiliano è regalato a Fitto. Perché alla fine lo scontro si polarizzerà, tra due visioni diverse». I rapporti con Italia Viva? «Rispettiamo tutti, ma noi abbiamo una idea chiara dello sviluppo della Puglia. Il confronto fa bene, ma ogni voto che non va a Emiliano, indirettamente finisce con favorire Fitto, se le proposte politiche degli altri non hanno alcuna possibilità di giocarsi la partita con la destra unita». Una soluzione terza potrebbe ricompattare i partiti che governano insieme a Roma? «Se la soluzione terza passa attraverso un diktat sulla persona è inaccettabile. Emiliano è il candidato che ha vinto le primarie. Non sono accettabili diktat. Ha senso, invece, porsi delle condizioni reciproche quando si fa un’alleanza». I sondaggi danno Fitto in vantaggio. Preoccupato? «Non abbiamo mai guardato ai sondaggi, non lo faremo ora. In Puglia, sulla carta, le sigle del centrodestra sono sempre state maggioranza. I risultati sono cambiati con le persone. Il M5S ha una grande responsabilità sulle spalle. Non chiudere l’accordo con il centrosinistra unito significa avvantaggiare Fitto». Qual è il suo giudizio sulla candidatura di Fitto? «Rispetto Fitto come ogni altro avversario. Ogni pugliese può fare il bilancio di dieci anni della sua azione di governo. Penso che debba essere una campagna elettorale sulle cose. Per noi lo sviluppo sostenibile è un valore, per loro no, per noi l’Europa è un valore per loro no, per noi la transizione energetica è un valore, per loro no. Con l’aggravante che ora i compagni di viaggio sono Meloni e Salvini, che spingono per portare il Paese e la Puglia fuori dal perimetro dell’Europa e del Mediterraneo. Se mi posso permettere, mi ispiro a Oscar Wilde: l’unico fascino del passato è che è passato».
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TITOLO: Conte rilancia sull’Iva: «Taglio per chi paga con il bancomat»
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OCCHIELLO: L’ipotesi di lavoro del premier esposta in Parlamento. In vigore il taglio del cuneo fiscale: «Fino a 100 euro in più in busta paga per 16 milioni di persone»
TESTO: ROMA — Rivendica le misure che diventano vigenti in questi giorni, come il taglio del cuneo fiscale. Promette che il dl Semplificazioni sarà «la madre di tutte le riforme». Dice di non temere «alcuna risoluzione del Parlamento tantomeno sul Mes». Giuseppe Conte spazia da un argomento all’ altro prima durante il question time della Camera, poi rispondendo ai cronisti fuori da Montecitorio, poi ancora su Facebook, rivendicando i risultati del governo: «A partire da oggi scattano alcune novità che miglioreranno la vita dei cittadini. Con il taglio del cuneo fiscale, 16 milioni di lavoratori avranno un aumento in busta paga da fine luglio, anche fino a 100 euro in più al mese. Siamo intervenuti potenziando l’ecobonus e il sismabonus fino al 110%. Un provvedimento che il Parlamento in questi giorni sta ulteriormente migliorando e che permette a migliaia di famiglie di intervenire a costo zero, grazie al sostegno dello Stato, per rendere la propria abitazione ecosostenibile. Abbiamo introdotto, inoltre, un credito di imposta del 30 per cento a favore di esercenti e professionisti sulle commissioni per i pagamenti tramite Pos da parte dei clienti». Insomma una carrellata di rivendicazioni che serve anche respingere le accuse di vivacchiare, di non prendere decisioni sul Mes e di continuare a promettere un provvedimento sulle semplificazioni che resta al momento in alto mare, anche se lui lo definisce «uno snodo fondamentale per modernizzare e velocizzare il Paese». È anche il giorno in cui i partiti di opposizione ricevono una lettera in cui il capo del governo si dice disposto ad un confronto istituzionale per definire insieme il piano di rilancio del Paese. E la risposta di Berlusconi, Salvini e Meloni è più o meno univoca: «Andremo e porteremo le nostre proposte». E se Salvini al Senato continua a conquistare senatori M5S poco male: «Francamente la mia preoccupazione non è l’ attività che fanno altri per acquisire altri parlamentari, i numeri ci sono ancora. Confido nel senso di responsabilità anche perché stiamo lavorando per creare le premesse per rendere ancora più efficace il piano di rilancio». A Montecitorio, nella risposta ad un’ interrogazione, Conte poi fa trapelare una delle ipotesi allo studio, quella di uno sgravio dell’ Iva legato ai pagamenti digitali: «L’ipotesi, su cui si può anche ragionevolmente lavorare, a mio avviso è quella di mettere insieme due istanze, dando una scossa ai consumi attraverso un possibile sgravio dell’Iva per chi ricorre alla moneta elettronica. In sostanza, si potrebbe delineare un meccanismo incentivante che combina l’esigenza di rilanciare, sì, la domanda, ma insieme anche di modernizzare il Paese e di incentivare i pagamenti digitali». Poi c’ è la parte dedicata al negoziato in corso in Europa: «Ogni decisione sulle risorse sarà condivisa doverosamente con il Parlamento. In queste ore il governo sta conducendo un’ intensa attività diplomatica per garantire una risposta Ue adeguata», dice Conte. «Ne ho parlato in questi giorni con il premier Rutte e la cancelliera Merkel: da parte italiana resta l’ obiettivo di un’ intesa rapida che mantenga l’ ambizione di partenza», ha aggiunto il premier. Il tema sarà discusso al Senato il 15 luglio con le comunicazioni del premier in vista del Consiglio europeo del 17 e 18. Ma Conte sgancia anche il dibattito attuale sul Mes, dalle scelte complessive di politica fiscale o economica. «A settembre l’ Italia presenterà il suo piano di rilancio e non vi è alcuna connessione tra una eventuale decisione di usare le linee di credito del Mes e le scelte generali di politica di bilancio».
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TITOLO: Forza Italia vuole Berlusconi capolista. Caldoro: verrà a Napoli
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OCCHIELLO: Nel centrosinistra stop a Beneduce. Il senatore Carbone, vicino a Cesaro, passa con Renzi
TESTO: «Berlusconi candidato capolista alle elezioni regionali in Campania». Se ne sta discutendo. Al momento, tuttavia, è più una forte suggestione che una mezza certezza. Che, però, solletica parecchi in Forza Italia. A cominciare dal candidato presidente del centrodestra Stefano Caldoro sul quale pesa lo sforzo della risalita dopo essere stato per settimane ostaggio del fuoco amico. «Il presidente Berlusconi – dice lui – mi ha promesso che verrà più di una volta per sostenere la battaglia elettorale in Campania. Del resto, porta nel cuore Napoli e i nostri territori». E chissà che la ambita disponibilità del Cavaliere non possa incitare anche gli altri leader alleati, da Matteo Salvini a Giorgia Meloni, a scendere direttamente in campo per dare una mano straordinaria – date soprattutto le condizioni in cui si disputerà la contesa con Vincenzo De Luca, vero super antagonista da battere - alla coalizione dopo i colpevoli ritardi accumulati. «È ancora tutto in itinere – frena il coordinatore campano di Forza Italia Mimmo De Siano – e nelle prossime ore vedremo come organizzarci al meglio per formare la lista».
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TITOLO: Il Pd sceglie un’architetta e scendono in campo 4 assessore di De Luca
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OCCHIELLO: Dem, in pole Renata Picone. Si candidano Fortini, Marciani, Palmeri e Fascione
TESTO: Ad ogni elezione che si rispetti si pone il tema capolista. Possibilmente donna. Che poi venga eletta è un altro paio di maniche. Ne sa qualcosa il Partito democratico che di capilista ne ha falciati parecchi. Una maledizione. Per evitare che questa volta accada di nuovo la candidata di bandiera avrà due sponsor da novanta. Due sindaci, Enzo Cuomo e Enzo Figliolia che si peseranno all’interno del partito: lontani da una specifica corrente (sono vicini ad Andrea Orlando ma non più di quanto non lo siano a Vincenzo De Luca) vogliono crearsi un proprio angolo di potere. Senza contare che se la vedranno con un’altra coppia di fuoco, i «due gemelli» (copyright del ministro Lorenzo Guerini) Mario Casillo e Lello Topo. Dopo ampia ricerca c’è una rosa di tre nomi, tutte docenti universitarie, tutte di architettura (effettivamente il Pd ha problemi statici) e sono Renata Picone (il nome più in pole), direttore della Scuola di restauro federiciana, Emma Buondonno, già vicesindaco di Melito e Paola Ascione, professore di tecnologia dell’architettura. «Siamo al lavoro per la costruzione di una lista forte e competitiva, che parta innanzitutto dal lavoro positivo del gruppo regionale uscente ma che al tempo stesso veda il protagonismo di tanti mondi che in questi anni avevano voltato le spalle al Pd — continua a dire Marco Sarracino, segretario metropolitano —: dalla scuola al sindacato, dalle piccole imprese all’università. Chi guiderà la lista? È presto per i nomi, puntiamo ad ufficializzare tutto in occasione della nostra conferenza programmatica del 10 ed 11 luglio». Si dovrà rassegnare se il nome uscirà prima.
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TITOLO: Un centrodestra «conservatore»
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OCCHIELLO: Ciò che ci interessa oggi è l’inconsistenza di un’opposizione dilaniata da faide interne, incapace di offrire una reale alternativa all’azione amministrativa di De Luca
TESTO: Certo, l’imprevisto è sempre in agguato e ciò che oggi appare scontato domani potrebbe non esserlo. Tuttavia basta confidare nell’imponderabile per aspirare al governo della terza regione italiana? Ovviamente no. Eppure il centrodestra ha avuto tutto il tempo per affrontare i suoi problemi strutturali ma, galvanizzato da una vittoria che sembrava a portata di mano, ha preferito gettare la polvere sotto il tappeto, convinto che il successo nelle urne avrebbe rimesso le cose a posto. Senza tener conto che proprio questa «vocazione» elettorale, quest’esistenza fondata esclusivamente sulla caccia al voto, avrebbe sancito la sua condanna. Avrebbe dovuto utilizzare questi cinque anni per mutare profondamente i gruppi dirigenti e disegnare una proposta politica di spessore, avrebbe dovuto smantellare i potentati interni che si misurano a colpi di preferenze, avrebbe dovuto fare i conti con una questione morale che – nonostante l’appello a un sacrosanto garantismo nei confronti degli imputati – pesa con chiara evidenza sui rami della coalizione e, in particolare, su Forza Italia.
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TITOLO: Nuovo sondaggio Euromedia: Emiliano in vantaggio su Fitto
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OCCHIELLO: Chi potrà essere il migliore presidente della Regione? Emiliano ottiene il 38,2%, Fitto il 28%, Laricchia l’11,7%, il renziano Scalfarotto il 2,2%, e l’ex grillino Conca l’1,8%
TESTO: La campagna elettorale si annuncia a colpi di sondaggio. Da mesi, ormai, spuntano nel dibattito politico, con risultati spesso opposti. Ieri è stato reso noto il sondaggio condotto da Euromedia Research, di Alessandra Paola Ghisleri, (acquirente: Associazione Piazze d’Italia) realizzato il 29 e 30 giugno. Le sorprese non mancano. Alla domanda su chi potrà essere il migliore presidente della Regione, Emiliano ottiene il 38,2%, Fitto il 28%, Laricchia l’11,7%, il renziano Scalfarotto il 2,2%, e l’ex grillino Conca l’1,8%. Non sa o non risponde il 18%. Al secondo quesito, sui candidati che ispirano più fiducia: Emiliano 98% notorietà e 50,6% di fiducia, sul totale della popolazione); Fitto 92,2% (notorietà), 34,5 di fiducia sul totale); Laricchia 77,8% (notorietà) e 29,3 (fiducia sul totale della popolazione); Mario Conca 56,9 (notorietà) e 12,9 (fiducia sul totale della popolazione), Ivan Scalfarotto 65,4 (notorietà) 10,5% (fiducia sul totale).
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TITOLO: Melucci ora si dà agli affariFonda la società Bottega Aurea
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OCCHIELLO: Partnership del sindaco di Taranto con l’assessore all’urbanistica OcchinegroI servizi offerti: consulenza in architettura e urbanistica. Sede legale a Milano
TESTO: «La società nasce con lo scopo – è scritto – di giocare un ruolo principale nel campo dell’architettura e del design a livello globale perché le città stanno cambiando e in questo cambiamento vogliamo apportare un salto di qualità, rispetto per l’ambiente e per le tipiche qualità tecnico-scientifiche dell’esperienza mediterranea». Il team è robusto e qualificato. Include altri undici professionisti, ingegneri, architetti esperti di marketing. Anche qui i profili, tra titoli di studio, Phd, master e docenze universitarie, sono in inglese. Dalla Camera di commercio di Milano si apprende che il capitale sociale sottoscritto è di 50 mila euro e quello versato di 12.5000 euro, che i soci sono due, che l’amministratore unico della società a responsabilità limitata è il sindaco Rinaldo Melucci con una quota del 51 per cento e il socio è Ubaldo Occhinegro con il 49.
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TITOLO: Dilemma Ginefra: Loizzo o De Santis? L’ex deputato è per la “rottamazione”
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OCCHIELLO: L’endorsement del dirigente del partito invita a sostenere le nuove leve della politica«Entrambi erano presenti al mio matrimonio nella sparuta delegazione dei miei amici»
TESTO: «Alle prossime elezioni regionali annunciano la loro candidatura e/o ricandidatura tanti amici e compagni a sostegno di Michele Emiliano. Tra questi il sempreverde Mario Loizzo e il già giovane Domenico De Santis. .. Sono abituato a prendere posizione e pur tifando per entrambi, non potrò che dare il mio sostegno morale e non solo a Domenico perché sono fermamente convinto che il ricambio generazionale sia vitale per far evolvere una comunità politica». Dario Ginefra, già segretario provinciale di Bari della Sinistra Giovanile nel Pds, segretario regionale pugliese e vice responsabile nazionale Università sotto la segreteria Zingaretti (nonché ex parlamentare del Pd), per le prossime regionali si schiera con Domenico De Santis, uomo di fiducia del governatore Michele Emiliano (nonché consigliere di staff). Ma in questo passaggio si smarca da Mario Loizzo giocando la carta del rinnovamento.
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TITOLO: Gli iscritti Pd occupano la sede di Viareggio contro la candidatura di Del Ghingaro
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OCCHIELLO: «Il Pd siamo noi reietti, Bonafe’ dovresti essere commissariata te». Esplode a Viareggio la protesta da parte di diversi iscritti del Pd, che potrebbero anche boicottare la corsa di Eugenio Giani
TESTO: Il COMMISSARIO - Prima del lockdown il Pd di Viareggio aveva annunciato di voler correre con un proprio candidato, Sandro Bonaceto, senza accordi con Del Ghingaro (che nel 2015, da iscritto al partito, vi si presentò contro vincendo). A maggio il Pd regionale ha quindi commissariato la sezione viareggina, inviando il commissario Alessandro Franchi che dopo un confronto durato alcune settimane ha raggiunto un accordo per far correre il partito assieme al sindaco uscente. Annuncio, questo, che ha scatenato la rivolta di coloro che invece volevano (e vogliono) la candidatura di Bonaceto. Lo scenario che si profila è quello di una lista in appoggio a quest’ultimo, composta dai dissidenti del Pd che oltre ad opporsi a Del Ghingaro potrebbe boicottare anche la corsa a governatore della Regione di Eugenio Giani.
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TITOLO: La nuova ordinanza di Zaia: multa di 1.000 euro per chi viola l’isolamento
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OCCHIELLO: La norma colpisce anche il datore di lavoro che fa rientrare il dipendente al lavoro. Il governatore: «Chiedo che a livello nazionale venga punito penalmente anche il soggetto negativo che non rispetta l’isolamento fiduciario» La norma colpisce anche il datore di lavoro che fa rientrare il dipendente al lavoro. Il governatore: «Chiedo che a li
TESTO: Se vi è uscita dall’isolamento fiduciario, anche per soggetti negativi al tampone, la sanzione in Veneto viene confermata a 1.000 euro. Lo prevede la nuova ordinanza regionale presentata dal presidente Luca Zaia. Se la violazione riguarda il posto di lavoro, il datore di lavoro dovrà pagare mille euro per ciascun dipendente dell’azienda. Inoltre l’azienda Ulss ha l’obbligo di denuncia e di comunicazione al sindaco, al Prefetto e alla polizia dei soggetti obbligati all’isolamento fiduciario, per eventuali controlli e misure cautelari. Ecco ciò che prevede la nuova ordinanza regionale in vigore da oggi, annunciata dal presidente Luca Zaia. In caso di rifiuto del ricovero di soggetti risultati positivi, l’azienda ospedaliera presenta denuncia d’ufficio alle forze di polizia. «Chiedo che a livello nazionale si possa portare al penale la violazione dell’isolamento fiduciario anche del negativo». Lo ha affermato il presidente del Veneto Luca Zaia, illustrando la nuova ordinanza regionale sul Coronavirus. «Mi aspetto - ha aggiunto Zaia - che sul ricovero coatto si provveda, e ne ho parlato con il ministro Speranza, a trovare la modalità con un decreto, in maniera che i sanitari decidano se provvedere all’isolamento fiduciario in casa, e se il caso è grave, di fare in modo di evitare di disperdere il virus sul territorio». «Oggi diamo compimento al tema introdotto venerdì scorso, e diamo atto di quanto dico da settimane, che l’Oms deve dare un quadro chiaro della situazione virus nei diversi Paesi». Lo ha affermato il presidente del Veneto, Luca Zaia, illustrando la nuova ordinanza che regola in maniera più restrittiva l’isolamento fiduciario per soggetti provenienti da Paesi esteri. «Non posso non guardare dati - ha aggiunto Zaia - e dal primo luglio dicono che abbiamo avuto 28 contagi, un’inezia dal punto di vista epidemiologico, su 5 milioni di veneti. Ma di questi 28, 15 sono di virus importato, o coinvolgono cittadini stranieri. Questo è il vero tema emergente oggi, e non stiamo parlando di razzismo ma di salute pubblica. C’è tutta una letteratura sui contagi transfrontalieri e tra paesi che definiamo all’avanguardia. Il Veneto è quasi indenne, i contagi veneti sono nelle Rsa o microfocolai familiari. Per questo mi sono arrabbiato», ha concluso.
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TITOLO: Gradimento, è tonfo di Emiliano È penultimo con un crollo di 7 punti
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OCCHIELLO: Il governatore della Puglia sprofonda (40%) nella classifica del «Il Sole 24 Ore»In testa svetta Luca Zaia (70%). È in compagnia del sindaco Decaro
TESTO: Emiliano, che nei giorni scorsi ha affermato di non volersi ritirare dalla competizione per un secondo mandato, è penultimo in una classifica (40 punti) che vede in cima 4 governatori del centrodestra (in testa Luca Zaia del Veneto con il 70%), perdendo 7,1% dal giorno delle elezioni, tra gli arretramenti più vistosi con Attilio Fontana in Lombardia (da 49,7 a 45,3%). Non è escluso che sulla performance pesi la gestione dell’emergenza Covid-19. Emiliano però tenta di vedere il bicchiere mezzo pieno. «Governance Poll 2020 ci dice che se si votasse oggi, in un contesto elettorale tripolare, col 40% di consenso di partenza avremmo ottime probabilità di vincere le elezioni. Cresciamo rispetto ai due anni precedenti. Nel 2019 eravamo al 38,2%, quindi più 1,8 punti. Il dato è in linea peraltro con quello registrato nella recente indagine di Euromedia Reaserch sulle elezioni in Puglia». Ma per l’opposizione la realtà è un’altra. «La classifica sul gradimento dei governatori del Sole 24 Ore - attacca Francesco Paolo Sisto, deputato di Forza Italia - assegna a Michele Emiliano un eloquente penultimo posto tra i Presidenti di Regione. Una posizione che, alla vigilia della campagna elettorale, demolisce ogni bluff su questa mala esperienza di populismo ammantato di ideologia e di personalismo sfrenato. Non si governa con le suggestioni ammantate di velleitarismo sudamericano: per affrontare le criticità della Puglia, che vanno dalla sanità all’occupazione, dall’agricoltura fino alla formazione, sono necessari concretezza e capacità».
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TITOLO: L’appello del gruppo consiliare 5Stelle: «Per la doppia preferenza di genere in aula senza voto segreto»
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OCCHIELLO: Dopo il «richiamo» di Conte, ultimatum a Emiliano anche dai ministri Boccia, Bellanova e Bonetti. E a Bari nasce la Biblioteca delle donne
TESTO: Gli appelli si sprecano da giorni. Ma per la doppia preferenza di genere in Puglia è ancora notte fonda, mentre secondo i 5 Stelle si staglia sullo sfondo delle Regionali di settembre il rischio di «invalidità». Dopo l’intervento a gamba tesa del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha praticamente minacciato di ricorrere ai poteri sostitutivi, tornano a tuonare per l’introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale pugliese i ministri Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Francesco Boccia. «Credo non sia più ammissibile votare senza la doppia preferenza. Chi non approva questa norma dice alle donne che sono inutili», afferma Bellanova. Aggiunge la ministra: «Se la Puglia non è in grado di dotarsi di una legge di cui tante altre Regioni si sono dotate, dovrà sostituirsi il governo nazionale». Sulla stessa lunghezza d’onda il collega Boccia: «Votare contro le donne è ignobile e i maschietti che lo fanno dovrebbero vergognarsi. Mi aspetto che in queste ore il Consiglio regionale faccia quello che è giusto fare, non solo in Puglia ma anche nelle altre Regioni che si sono attardate».
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TITOLO: Elezioni, candidature a prescindere
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OCCHIELLO: Verso le Regionali
TESTO: Questa breve premessa per prospettare ai pugliesi ciò che sarà lecito attendersi da qui all’elezione del nuovo consiglio regionale. Oltre all’abuso delle candidature preventive di cui sopra, assisteremo alla calata di personaggi che, paradossalmente proprio le difficoltà di questi mesi, hanno recuperato dai gorghi in cui erano finiti: volti, storie e nomi di cui pensavamo di esserci liberati e che invece, sotto una nuova bandiera e sotto presunte nuove verità, si presenteranno come i salvatori di una terra sempre più confusa e sempre meno felice. Con questa sorta di avvenire dietro le spalle (titolo di un volume di Vittorio Gassman), viene da chiedersi chi ce l’ha il coraggio di interrogare il futuro. Invece andrebbe fatto e pure severamente, perché i prossimi mesi saranno quelli in cui serviranno decisioni probabilmente drammatiche, una lucidità politica ai confini del cinismo, capacità di rappresentare una comunità con passione e soprattutto con una (vera) visione del domani. Sarà, ma a guardare i manifesti di questi candidati preventivi affissi per strada, si fa una gran fatica a essere ottimisti.
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TITOLO: Cinque anni di propaganda urlata
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OCCHIELLO: Il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Campania sui commenti di d’Errico e Polito
TESTO: Oggi i costi di smaltimento delle ecoballe sono fuori controllo, lievitati oltre 150 euro a tonnellata. Il mio successore aveva promesso che avrebbe smaltito tutte le ecoballe in pochi mesi. Non lo ha fatto, nonostante i 460 milioni ricevuti dal Governo Renzi. Oggi ripete la stessa promessa, certificando il proprio fallimento. Una promessa non mantenuta. Una delle tante, che aveva portato il suo partito, il Pd, a non volerlo ricandidare. E parlo di soli quattro mesi fa. E così potremmo parlare della promessa di togliere le barelle dalle corsie, e invece sono sempre lì, o di migliorare il settore dei trasporti e invece pendolari e viaggiatori sono in condizioni sempre peggiori, spesso costretti a completare il percorso a piedi sui binari a causa di guasti continui delle vetture. Buttarla sull’insulto e sulla propaganda è certamente una scelta comunicativa perché serve a nascondere i propri fallimenti.
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TITOLO: Il rapper Lucariello si candida e le canta a De Luca: «Non fai ridere»
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OCCHIELLO: Luca Lucariello Caiazzo posta un nuovo brano «elettorale» sulla sua pagina social. E’ la prima volta che capita. E’ candidato alla Regione coi Cinque Stelle
TESTO: E’ sicuramente una campagna elettorale inedita. E il linguaggio questa volta è quello in rima della strada, dei rapper di Scampia. Luca Caiazzo, in arte Lucariello, non è solo un rapper nato nella periferia Nord che vanta collaborazioni con gli Almamegretta o Ezio Bosso, un concerto del Primo Maggio a Roma e brani celebri a fare da colonna sonora in Gomorra-la serie, nonché noto per l’ impegno con Libera, nelle scuole coi suoi laboratori di musica e per le collaborazioni con varie onlus fino a Rai Educational. Ma di recente è pure un attivista del Movimento 5 Stelle, è candidato nelle liste per le prossime regionali in Campania. Così ha composto una canzone ad hoc, tanto per il candidato presidente del centrosinistra Vincenzo De Luca (si intitola infatti “’o Sce-Riff”, lo sceriffo. .. così veniva detto il governatore da sindaco di Salerno) che per il suo competitor di centrodestra, Stefano Caldoro. E nel video mette pure la giacca. Insomma, si mena. A modo suo.
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