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LE NOTIZIE DAL GIORNO Wednesday 14 October 2020 AL GIORNO Wednesday 21 October 2020 SU: politica




TITOLO: Sanità, cultura e tanto turismoLa sfida di Conte per Taranto
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OCCHIELLO: Le promesse del governo per il capoluogo ionico. Un miliardo per i progetti«Qui utilizzeremo il modello Genova». Prima pietra per il nuovo ospedale
TESTO: «Non possiamo consentire che una perla del Paese come Taranto sia degradata al punto da non essere più un faro nel Mediterraneo». Ieri il premier Giuseppe Conte, accompagnato da uno stuolo di sette ministri, ha pronunciato queste parole aprendo nello stesso tempo la cornucopia dei progetti già finanziati che indirizzano il capoluogo ionico verso un futuro diverso e più appagante. Nuovo ospedale da 715 posti da realizzare - spiega Conte - «con il modello Genova», corso di laurea in Medicina autonomo, il recupero della banchina torpediniere della Marina da adibire non più a scopi militari ma turistici e contemporaneo ampliamento della base navale di Chiapparo, l’acquario green più grande d’Europa e pronto per i Giochi del Mediterraneo del 2026, insediamento di Ferretti Group per costruire yacht, sei bandi di gara per riqualificare la città vecchia (piazza Castello e piazza Fontana, Mura Aragonesi e Palazzo D’Ayala-Valva colonne Doriche, largo San Martino e tempio greco sottostante il complesso di San Domenico, ipogei di proprietà comunale), soldi per sostenere le famiglie non abbienti dei Comuni dell’area di crisi, il laboratorio merceologico, la zona franca doganale. Ai tarantini viene voglia di dire che, finalmente, dopo decenni nei quali la città ha dato tanto al resto dell’Italia in termini economici, pagati però a spese della propria salute e di grandi sofferenze, il governo s’è accorto di questo disallineamento e ha deciso di fornire nuovi mezzi e soluzioni per recuperare il divario. Conte ha sottolineato che «se nessuno fa il fenomeno e tutte le istituzioni collaborano fra loro i risultati arrivano».
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TITOLO: Comunali, de Magistris candida a sindaco Alessandra Clemente
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OCCHIELLO: Il primo cittadino in carica: «E’ la persona che può aprire un ragionamento con la città, con la nostra maggioranza e con i partiti». Zio Ruotolo: «Ma siete convinti?». Pd e M5s si chiamano già fuori. Sarracino: la domanda è una, dopo 10 anni come sta la città?
TESTO: E il Movimento Cinque Stelle, con Valeria Ciarambino. «Per quanto ci riguarda, il processo che porta alla scelta del candidato migliore è sempre partito da un progetto per il territorio. E quando abbiamo avanzato la candidatura di Sergio Costa alla presidenza della Regione sapevamo che sarebbe stato l'uomo giusto per il lavoro svolto egregiamente a difesa della nostra terra e per i risultati inanellati da generale dell'Arma prima e da ministro dell'Ambiente poi. La persona che immaginiamo debba guidare il Comune di Napoli non può non avere un profilo di discontinuità da chi ha guidato l'attuale amministrazione e deve poterlo dimostrare con una storia personale che parli di risultati e impegno civico. Resta inossidabile un principio: chiunque vorrà sedersi al tavolo con noi, deve sapere che per il Movimento 5 Stelle le idee verranno sempre prima di qualsiasi nome». (fonte Ansa)
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TITOLO: Bari, per un voto pagavano 25 euro Chiuse le indagini, 50 indagati
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OCCHIELLO: In ballo un posto da consigliere al Municipio 1 nelle elezioni del 2019. Carlo De Giosa e sua figlia avrebbero corrotto 48 elettori. L’indagine è partita da un esposto del M5S
TESTO: L’indagine è partita da una denuncia contro ignoti presentata dal Movimento 5 Stelle di Bari. Nell’esposto, il movimento politico spiegava di essere entrato in possesso di un audio diffuso su alcuni social, relativo a promesse di denaro in cambio di consenso elettorale. Nell’audio l’interlocutore avrebbe dato anche istruzioni per il ritiro dei soldi. Durante le indagini la sezione di pg dei carabinieri ha eseguito perquisizioni e sequestri che hanno consentito di ricostruire l’elenco dei contatti. In particolare dal telefono sequestrato alla figlia di De Giosa sono stati estratti messaggi di whatsapp inviati a decine di cittadini baresi, tutti con il medesimo contenuto, ed è stato così accertato che il candidato e sua figlia «promettevano a numerosi elettori e, per loro tramite, anche ad altre persone dai medesimi conosciute - si legge nell’imputazione -, la somma di denaro pari a 25 euro». I fatti contestati risalgono al periodo tra febbraio e giugno 2019. Durante le perquisizioni domiciliari sono stati anche trovati e sequestrati liste di nomi e appunti manoscritti con l’elenco degli elettori che avrebbero accettato l’accordo corruttivo elettorale.
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TITOLO: Un’intesa solo sui programmi
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OCCHIELLO: La variabile Cinque Stelle dopo la conferma di Emiliano alle regionali
TESTO: Le urgenze oggi sono la sanità, al momento divisa da una drammatica alternativa: o si cura il Covid, o si curano le altre infermità, che sono molte e spesso gravi. Il nostro sistema va invece riorganizzato e finanziato, per diventare spazio della sicurezza universale, ovvero mezzo di prevenzione dei mali e di recupero dell’integrità persa. In secondo luogo vi è la necessità di ampliare e di regolarizzare il lavoro, mettendo nell’angolo il vecchio assistenzialismo e facendo dell’impresa il perno di una catena benefica di produzione e di reddito da lavoro. E poi, sempre fra le urgenze, vi è il risanamento del territorio, cominciando dal siderurgico tarantino, che va de-carbonizzato in tempi rapidissimi e ricondotto ad un rapporto benefico fra industria e salute, fra fabbrica e ambiente. Questi possono essere temi di prove molto ravvicinate, sapendo che immediatamente dopo bisognerà finalmente costruire un organismo regionale della scienza e degli studi, comprendendovi la cura delle campagne e l’allargamento del nostro acquedotto, da conservare pubblico e di garanzia dell’utenza.
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TITOLO: Un calcio alle Asl e al virus
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OCCHIELLO:
TESTO: Un ragionamento discutibile, ma possibile. Non è, però, stato questo il ragionamento del giudice sportivo. Egli premette che non gli compete di sindacare se gli atti delle Asl fossero legittimi. Il fatto che siano stati emessi è per lui un punto fermo dal quale partire. Al fine di stabilire se ci sia stato un caso di forza maggiore che ha impedito alla squadra di presentarsi sul campo di gioco, esamina, invece, i comportamenti della società. I quali –a suo avviso- “delineano un quadro che non gli appare affatto incompatibile con l’applicazione delle norme specifiche dell’apposito Protocollo sanitario FIGC”. A tal fine riporta la determinazione dell’Asl Na 2 Nord del 3.10.2020 che stabiliva la necessità di isolamento fiduciario domiciliare dei giocatori e l’impossibilità per i contatti stretti di lasciare il territorio nazionale. E’ avvenuto che il direttore sanitario della società abbia chiesto chiarimenti: come si coordina l’isolamento fiduciario domiciliare con il divieto di «lasciare il territorio nazionale»? significa che i giocatori possono muoversi nel territorio nazionale? L’Asl ebbe a dare la sua interpretazione autentica del provvedimento: l’isolamento fiduciario domiciliare non era compatibile con lo spostamento di tutti (e non soltanto dei soggetti positivi). Ebbene, secondo il giudice, il fatto che il chiarimento sia intervenuto la domenica pomeriggio, quando la prestazione del Napoli «era divenuta oggettivamente impossibile», dimostra che c’era la «possibilità di disputare l’incontro di calcio programmato in Torino, con tutte le garanzie e le misure cautelative previste dai Protocolli sanitario-sportivi” e dimostra, altresì, che la società aveva predeterminato di non giocare. È difficile trovare esempi di motivazione più illogica e contraddittoria. Il giudice, come ho sottolineato, ha premesso che i provvedimenti delle Asl sono un dato di fatto per lui insindacabile, per cui non può porsi il problema se fossero o non legittimi. Posto che il provvedimento dell’Asl Na 2 stabiliva, con una interpretazione autentica (che, come tale, fa corpo con il provvedimento del giorno precedente), che l’isolamento fiduciario domiciliare impediva ai giocatori di partire, non si vede, tuttavia, come si possa affermare che vi era la possibilità di disputare la gara con tutte le garanzie previste dai Protocolli. Gli unici soggetti deputati a stabilire quali fossero le misure e garanzie necessarie (previste dai Protocolli) erano le Asl (con deliberazione non sindacabile dal giudice sportivo, come egli stesso ammette) e quella napoletana aveva disposto l’isolamento fiduciario di tutti i giocatori che, per la stessa Asl, era da intendersi come impossibilità di viaggiare. Il giudice afferma, invece, che sabato il Napoli poteva viaggiare, perché il provvedimento non glielo impediva. Quale provvedimento? Non il Protocollo che dispone criteri generali a cui le Asl si devono attenere. Quindi era da valutare il provvedimento delle Asl napoletane. Ma questi imponevano l’isolamento domiciliare di tutti i giocatori, vietando ai soggetti di muoversi. Era necessario (e fu chiesto) un chiarimento che fu reso in tal senso. Che il chiarimento sia intervenuto la domenica e non il sabato non ha alcun rilievo. Rileva soltanto ciò che il provvedimento aveva disposto. Ed il provvedimento vietava lo spostamento.
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TITOLO: Covid, De Luca chiude scuole, il Comune: «Ennesimo atto arrogante»
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OCCHIELLO: I docenti: i ragazzi usciranno comunque
TESTO: Augusto Gallo, a lungo dirigente scolastico ed oggi docente di discipline giuridiche, condivide invece la scelta del presidente della giunta regionale: «Nell’ordinamento c’è una gerarchia di valori costituzionali ed uno dei primi è la salute. Tutto il resto viene dopo. Credo che la politica scolastica nazionale, compresa quella dell’associazione nazionale dei presidi, non abbia fatto i conti adeguatamente con la problematica della pandemia. Non sappiamo davvero se tutti gli episodi arrivino da fuori rispetto alle scuole. Il personale scolastico ha una età media molto elevata ed è esposto particolarmente al rischio. Aprire tutto è stato un esperimento rischioso per dire che si è vinta una scommessa politica». Conclude: «Si sarebbe potuto partire con la didattica in presenza per gli studenti fino a 14 anni e far seguire da casa i più grandi. Se non si coltivano le strade intermedie alla fine le misure diventano estreme».
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TITOLO: Addio alla Campania, in 20 anni andate via oltre 800 mila persone
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OCCHIELLO: La regione è prima in Italia secondo lo studio di Cnr-Ismed. In centonovantaduemila si sono trasferiti a Roma e Milano
TESTO: Dalla prima metà degli anni Cinquanta agli anni Settanta è avvenuta una importante fase di partenze, soprattutto dalle province di Benevento e Avellino, verso Milano e Torino. «Dopo una fase di diminuzione, negli anni Novanta si è aperta una nuova stagione di flussi in uscita, con un ruolo più significativo della provincia di Napoli, come area di partenza, e delle province emiliane e del Nord-Est come aree di destinazione. In Toscana il 53,1% dei residenti nati in un’altra regione viene dalla Campania; in Emilia-Romagna il 41,3%. Una costante è invece l’importanza del rapporto con Roma e la sua area metropolitana: sono 260 mila i campani che vivono nel Lazio, oltre il 21 per cento di tutti i residenti fuori regione», prosegue Stefano Gallo, ricercatore del Cnr-Ismed e co-curatore del Rapporto 2020. Nel volume viene analizzato il complesso reticolo di treni, autobus, taxi collettivi e auto private che ogni giorno mette in collegamento le province di Caserta, Napoli, Benevento e Avellino con il Lazio per portare al lavoro insegnanti precarie.
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TITOLO: Covid, de Magistris: «Andiamo verso lockdown: De Luca non riaprirà scuole»
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OCCHIELLO: Così il sindaco di Napoli sull’ordinanza del governatore che ha dato lo stop alle lezioni in presenza nelle scuole e nelle università fino al 30 ottobre : «È una bandiera bianca»
TESTO: Il sindaco insiste dicendo che «l’ordinanza è una bandiera bianca, è un po' come una confessione dell'incapacità di rafforzare la rete sanitaria pubblica territoriale. Tutto quello che in questi mesi si doveva fare, ed era prevedibile, non è stato fatto», ha aggiunto de Magistris, aggiungendo che «De Luca «dovrebbe commentare cosa non è stato fatto in questi mesi per evitare un provvedimento simile, preso in poche ore e senza consultare nessuno, che mette in ginocchio una comunità scolastica, una città. Soprattutto bisognerebbe spiegare - ha aggiunto - perché non sono stati messi in campo una serie di provvedimenti che avrebbero potuto evitare tranquillamente una decisione come questa». Sul fronte sanitario, l’ex pm ha evidenziato che in Campania «non abbiamo più una rete territoriale in grado di monitorare i positivi e i contatti diretti. La situazione è fuori controllo, l'assistenza domiciliare è inesistente, chiunque comincia ad avere dei sintomi anche non particolarmente gravi va a pressare sugli ospedali. Le reti di territorio non riescono a monitorare la situazione e c'è un'autogestione della pandemia e nonostante la Regione Campania abbia speso tantissimo, facciamo il minor numero di tamponi», ha detto. Poi una dura critica sul metodo, l’ennesima: «Il presidente non consulta il sindaco, non consulta il Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica, non consulta i dirigenti scolastici, non consulta gli operatori economici. Siamo completamente fuori da qualsiasi concertazione».
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TITOLO: La lunga strada per la Giunta di Giani: 7 nomi su 8, ma senza deleghe
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OCCHIELLO: Giorni di confronto-scontro tra Pd e renziani sulla presenza e il ruolo in giunta del partito di Matteo Renzi, pronto a stare fuori dalla giunta Giani senza il «giusto peso». Per gli assessorati bisognerà aspettare mercoledì
TESTO: Poche sorprese nell’elenco fornito da Giani al termine della lunga esposizione del suo programma. Ci sono i campioni di preferenze Alessandra Nardini (quasi certamente sarà la vicepresidente della giunta), Leonardo Marras (forse allo Sviluppo economico), Simone Bezzini (vicinissimo a Giani, verso la Sanità). E poi l’ex consigliere regionale lucchese Stefano Baccelli, Monia Monni (piana fiorentina), per Sinistra Civica ecologista Serena Spinelli (forse al Sociale) ed infine il pratese, assessore uscente Pd, Stefano Ciuoffo. Per essere sicuri delle deleghe bisognerà aspettare la scelta di Italia Viva, da prendere entro mercoledì 21 ottobre, quando ci sarà il prossimo Consiglio, ma che Giani potrà dare fino a giovedì prossimo. Consiglieri delegati saranno Gianni Anselmi, Giacomo Bugliani e Iacopo Melio.
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TITOLO: «Le scuole riaprono». Ma è fake news. L’Unità di crisi: denuncia per autori
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OCCHIELLO: La Regione: «Nessun provvedimento è stato preso, restano ordinanze comunicate»
TESTO: «Le scuole riaprono in Campania a partire da mercoledì 21 ottobre». In mattinata la notizia gira sui social e sulle chat di classe, ma si tratta di una fake news. A sottolinearlo com forza è l’Unità di crisi dell Regione Campania che in una nota dice: «Una ennesima fake news riguardante una falsa ordinanza sulla scuola sta girando nei gruppi e nelle chat dei social. Nessun provvedimento ulteriore è stato preso sulla scuola e rimangono in vigore le ordinanze già comunicate e pubblicate». E ancora: «Si invitano tutti ad attenersi alle comunicazioni ufficiali provenienti dall’Unità di Crisi, a consultare il sito della Regione Campania e tutti i canali social ufficiali in modo da avere riscontro sulle attività e i provvedimenti messi in campo per contrastare l’epidemia. Gli autori delle fake news saranno denunciati alle autorità competenti», conclude la nota.
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TITOLO: Gli errori di De Luca (col senno di poi)
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TESTO: La politica, alla fin fine, è previsione. La giustezza delle scelte che vi si compiono dipende infatti da quanto si rivelino capaci di prevenire eventi futuri che oggi si possono solo ipotizzare. Per questo l’unico criterio di giudizio affidabile è il senno di poi. E se questo principio vale in economia e in politica estera, ancor di più vale nel caso di una pandemia, di un virus sconosciuto del quale è impossibile prevedere i comportamenti perché è la prima volta che lo incontriamo. Per questo è davvero difficile dire adesso se De Luca abbia avuto ragione oppure no ad anticipare e a inasprire misure anti Covid che il governo centrale e le altre regioni non hanno ancora preso o non hanno preso con la stessa durezza. E trovo francamente stucchevole questo gioco di società in cui ci fingiamo tutti virologi capaci di dire con esattezza che cosa andrebbe fatto, al posto di ciò che fanno le autorità.
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TITOLO: Covid, de Magistris: «Errori gravi della Regione: andiamo verso lockdown»
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OCCHIELLO: Il sindaco di Napoli: «Che tristezza chiudere le scuole appena riaperte»
TESTO: «Se vedo i numeri di come è stata potenziata la sanità pubblica nella mia regione mi viene un brivido dietro la schiena. Sono molto, molto preoccupato per la mia città e per la Campania», ha aggiunto sempre in radio. de Magistris, che facendo il quadro dei posti letto rimasti a disposizione ha riferito: sono «circa 20 di terapia intensiva e circa 50 in reparto». Il sindaco si è detto «arrabbiato perché in questi mesi non si è alzato il livello di attenzione, di prevenzione, di intervento. I numeri per fortuna non sono quelli di marzo e aprile soprattutto per quanto riguarda i decessi e ci sono molti asintomatici ma era prevedibile, e lo dicevamo tutti, che in autunno ci sarebbe stata una ripresa del virus e speravamo in un rafforzamento della sanità e invece con l'aumento dei numeri il sistema sanitario è già in tilt nonostante l'impegno dei medici e degli infermieri». (Fonte agenzie)
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TITOLO: Il sindaco? Prima viene Napoli
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TESTO: Non so quale potrà essere, se vi sarà, un suo futuro politico. Non ha un partito di riferimento, né alleati. Cerca di rimanere al tavolo sul quale dovrebbero giocarsi le sfide per l’elezione d’un suo successore, designando sua possibile erede Alessandra Clemente, assessore al patrimonio, ai giovani, alla polizia urbana. «È donna, giovane, brava e ha coraggio», ha detto di lei: 33 anni, avvocato, le foto ne valorizzano il sorriso; figlia di Silvia Ruotolo vittima innocente di camorra, nipote del giornalista Sandro Ruotolo eletto senatore per accordo tra Dem, M5S e Dema. Basta questo curriculum per affidarle la responsabilità d’un Comune disastrato e d’una città che più d’altre soffre d’ogni divario? I trasporti, scolarizzazione, nuove povertà, emigrazione, bassa occupazione femminile e terribile disoccupazione giovanile, degrado delle periferie, condizionamento camorristico sulla vita di tutti. Perché de Magistris ne ha strumentalizzato il nome? Per possibili intese in area 5Stelle? Ma è dubbio che l’attrazione per Palazzo San Giacomo induca Roberto Fico a lasciare anzitempo la presidenza della Camera.
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TITOLO: Sos medici: «Napoli è malata, agire o anche qui sfileranno le bare»
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OCCHIELLO: Il vice presidente dell’ Ordine Zuccarelli: «Non aspettiamo i carri militari»
TESTO: «Non dimentichiamo che questa è una guerra e anche se al momento ci sembra che le cose vadano ancora benino, far finta che non lo sia ci porterebbe al disastro. Non rendiamo vana la sofferenza dei mesi scorsi, altrimenti molto presto saremo costretti a vedere sfilare carri militari impegnati a trasportare altrove le bare dei nostri cari. Il Covid non lascia seconde occasioni, i nostri medici lo sanno bene». È l’allarme che lancia Bruno Zuccarelli, vice presidente dell’Ordine dei medici di Napoli. «Le notizie che arrivano dagli ospedali mi preoccupano molto. Una delle prime lezioni che mi sono state impartite in gioventù è stata che girare la testa dall’altra parte non serve a nulla, le malattie è bene scovarle sul nascere e affrontarle di petto. Per questo è bene dircelo fuori dai denti, la Campania è malata. Napoli è malata». (Fonte agenzie)
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