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LE NOTIZIE DAL GIORNO Wednesday 18 November 2020 AL GIORNO Wednesday 25 November 2020 SU: politica




TITOLO: La doppia «gabbia» per i salari del Sud
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OCCHIELLO:
TESTO: Si è ufficialmente riaperta la disfida sul Sud. Una partita a scacchi cominciata all’indomani dell’annuncio (del ministro Giuseppe Provenzano) di una decontribuzione del 30% per le assunzioni nel Mezzogiorno e soltanto interrotta nelle ultime settimane. Se a fine estate, infatti, il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, aveva criticato apertamente la «lista molto numerosa di incentivi e bonus varati negli anni ad hoc per il Meridione» — dicendosi pronto a spiegare «perché ciascuno di essi non ottiene i risultati indicati all’atto del varo» e invocando, di contro, «pochi strumenti incisivi e nuovi, mirati ad aggredire i fattori che, per giudizio convergente, rappresentano il freno prevalente all’attrattività degli investimenti: le infrastrutture, sia fisiche sia digitali, e la legalità» — sabato lo stesso ex leader di Assolombarda ha rilanciato con forza il tema dello «scambio» tra i salari e produttività.
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TITOLO: La crisi Covid e i 20 miliardi che possono cambiare la Toscana
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OCCHIELLO: Dall’ambiente alla scuola passando per la mobilità: le risorse messe in campo dall’Europa sono un’opportunità da non perdere
TESTO: Già prima dell’emergenza Covid-19, Ursula van der Leyen aveva lanciato l’idea del Green Deal, con l’obiettivo di dare all’Europa una neutralità climatica entro il 2050. Di fronte alla crisi sanitaria, e poi economica e sociale, innescatasi a febbraio, la Commissione Ue ha confermato la volontà di concentrare le proprie politiche sui temi ambientali, digitali, legandoli ad una ripresa equa ed inclusiva. Gli strumenti messi in campo sono un vero passo avanti per l’Europa e una opportunità unica per il nostro Paese. Parliamo a livello europeo di circa 1.800 miliardi di euro tra Quadro finanziario pluriennale e Next Generation Eu. Il Quadro finanziario pluriennale è il bilancio Ue di circa 1.100 miliardi per il periodo 2021-2027, le cui voci principali sono la Politica agricola Comune (Pac), i fondi di coesione rivolti alle Regioni, e altri programmi europei a gestione diretta, come Horizon o l’Erasmus. Mentre il nuovo strumento Next Generation Eu ha una potenza di 750 miliardi di euro, il cui pilastro più importante è il Recovery Resiliance Facility (detto Recovery Fund). Per l’Italia il Recovery Fund significa circa 60 miliardi di sovvenzioni e quasi 130 miliardi di prestiti da spendere entro il 2026. Oltre a queste risorse ci sono i finanziamenti del MeS per la sanità che per l’Italia varrebbero 37 miliardi. Pare di capire che questi potremmo prenderli solo quando il M5S, superando il suo residuo antieuropeismo, cortesemente consentirà, e se non sarà troppo tardi e l’Europa non avrà deciso di metterli altrove. Significherebbe non solo perdere risorse importanti quando la sanità ne ha estremo bisogno, ma anche e soprattutto avere rinunciato all’occasione di fare della sanità un tema che riguarda diritti di cittadinanza europea. In Toscana, il Quadro finanziario dei fondi di coesione — se si considera anche quelli dell’agricoltura — corrisponde a circa un miliardo e mezzo per sette anni, a cui va aggiunto un pari co-finanziamento nazionale e in parte minore regionale che raddoppia la cifra. Questi fondi sono il principale strumento per orientare la politica economica e sociale della nostra regione. Indirizzano tutte le strategie di programmazione, convogliando investimenti aggiuntivi a forte impatto sul territorio e sono il volano di ogni tipo di investimento pubblico. Se a queste importanti risorse, si aggiungono quelle del Recovery Fund, che pur avendo una governance nazionale, si tradurranno comunque in investimenti sui territori, possiamo immaginare importi maggiori di circa 14 miliardi di fondi europei che potrebbero venire alla Toscana. Secondo alcune stime, a partire dal 2008, il sistema produttivo toscano ha perso circa 130 miliardi di stock di capitale per carenza di investimenti privati e pubblici. Infatti, non dobbiamo mai dimenticare che la Toscana, seppure andata meglio al pari di altre regioni, fa parte dell’Italia. Per la Toscana un livello «fisiologico» di investimenti pubblici, rapportato alla quantità spesa precedentemente alla crisi del 2008 e comprendendo in esso anche le risorse proprie di tutti gli enti pubblici, dovrebbe oggi ammontare a quasi 5 miliardi di euro all’anno. Negli ultimi anni, a causa delle restrizioni e dei tagli nazionali, riuscivamo a superare poco più di 2 miliardi. Oggi grazie all’Europa, sommando i fondi della Coesione con il Recovery Fund, più gli investimenti fatti con i propri fondi da parte degli enti pubblici, potremmo avvicinarci ad una spesa pubblica per investimenti «fisiologica», cioè normale e necessaria, di poco meno di 5 miliardi all’anno; cifra che raggiungeremmo pienamente se avessimo anche i fondi Mes per la sanità, che per noi varrebbero altri 2,7 miliardi. Posso sbagliarmi, facendo un conto di massima avremo almeno 20 miliardi in più da spendere in 6 anni. Una cifra enorme e una sfida senza precedenti. Purtroppo il governo non ha ancora aperto una discussione pubblica su questi temi e i pochi documenti che circolano sono imparagonabili, quanto a chiarezza e definizione dei contenuti e della strategia, a quelli elaborati da altri Paesi, come la Francia. Ora il tempo sta per scadere. Non basterà raccogliere i progetti rimasti nei cassetti e pensare di «rivenderli» a Bruxelles senza una visione generale dello sviluppo dell’Italia e delle diverse Regioni. Al governo spetta la prima mossa. Ma è necessario un lavoro congiunto tra Regioni e governo su piani integrati, con una maggiore concentrazione degli obiettivi, evitando la frammentazione delle risorse. Oltre all’ambiente, alla scuola, alla mobilità, che sono ambiti già individuati, porto come esempio un solo progetto che, sono convinto, a Bruxelles verrebbe ben accolto: la messa in sicurezza sismica di tutti gli edifici e le infrastrutture del nostro Paese. Il progetto avrebbe tutte le caratteristiche positive: visione nazionale, prevenzione dei danni futuri, attenzione e rilancio delle aree più fragili come l’Appennino, quel «gigante dormiente» che puntualmente si risveglia. La sfida generale non è solo toscana o italiana, ma anche europea: con il Recovery fund abbiamo una grande responsabilità nei confronti di Bruxelles. Perché dalla capacità di spesa e di ripresa, si capirà se queste misure corrispondono ad una risposta una tantum nei confronti di una crisi eccezionale o ad un cambiamento sistemico nel processo federativo e di integrazione europea. Allo stesso tempo, l’Europa deve guardare di più agli aspetti sociali. È sotto gli occhi di tutti che la crisi economica che si è generata a causa del lockdown — sicuramente necessario una volta esplosa la pandemia — ha incrementato le disuguaglianze economiche, sociali e territoriali. Le prontissime misure Ue a sostegno della crisi, come i fondi Sure per la cassa integrazione di cui l’Italia si è già avvalsa, sono oggi un’occasione unica per rilanciare il nostro continente, ma attenzione a farlo nel rispetto della coesione sociale. Un Social Deal in grado di accompagnare il Green Deal potrebbe essere la nuova proposta politica della Commissione Ue da presentare agli Stati membri. Una nuova strategia al servizio delle prossime generazioni che accompagni il giusto percorso già lanciato dal Green Deal e dalle sfide ambientali. Il Comitato delle Regioni mi ha nominato Relatore del Parere sulla iniziativa Renovation wave, voluto dalla Commissione europea per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, su cui possono essere impegnate molte risorse del Recovery Fund. Questa ondata di ristrutturazioni edilizie, che in Italia può connettersi con i contributi messi in campo dal governo e rilanciarli, può rientrare in un patto più ampio, un Social Deal, in grado di contribuire ad accrescere la solidarietà, combattere la povertà energetica e assistere le persone in situazioni vulnerabili, come quelle esposte al mercato degli affitti, gli anziani che hanno bisogno di assistenza o i giovani che necessitano di alloggi per essere autonomi. Dopo questa crisi pandemica l’Europa può davvero fare passi decisivi verso l’ unità. Si usano spesso metafore belliche per descrivere lo stato pandemico in cui ci troviamo. Nel dopoguerra, con un’Europa sotto le macerie, i nostri padri iniziarono a costruire l’unità economica dei paesi che si erano combattuti. Tocca noi, seduti sulle spalle di quei giganti, costruire altri più facili passi avanti verso una più profonda unità politica oltre che economica e sociale.
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TITOLO: Giunta regionale, pronta la squadra Emiliano nomina i componenti
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OCCHIELLO: Il presidente lascia libera una casella per il Movimento 5 Stelle quando questi avranno esaurito la fase di consultazione interna per decidere se entrare nella maggioranza e nell’esecutivo
TESTO: BARI - Pronta la squadra degli assessori di Michele Emiliano. Il presidente ha nominato 9 dei 10 componenti della sua giunta. Lascia libera una casella per il Movimento 5 Stelle quando questi avranno esaurito la fase di consultazione interna per decidere se entrare nella maggioranza e nell’esecutivo. Questi i nomi degli assessori: Raffaele Piemontese (Pd) Bilancio, vice presidente; Donato Pentassuglia (Pd) Agricoltura; Anita Maurodinoia (Pd) Trasporti; Pier Luigi Lopalco (Con) Sanità e Sport per tutti; Alessandro Delli Noci (Con) Sviluppo economico e politiche giovanili; Sebastiano Leo (Popolari) Formazione e Politiche del Lavoro; Gianni Stea (Popolari) Personale; Massimo Bray (esterno, indipendente) Cultura e Turismo; Anna Grazia Maraschio (esterna, Sinistra Italiana) Urbanistica e Ambiente. Il decimo posto sarà assegnato ad una consigliera dei 5 Stelle: Rosa Barone o Grazia Di Bari. Nel caso i 5 Stelle non accettassero l’ingresso in giunta, Emiliano dovrà trovare il decimo assessore tra i consiglieri eletti (tra i gruppi del Pd, Con o Popolari).
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TITOLO: Covid, Orlando: «Bisogna fare subito screening nel mondo della scuola»
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OCCHIELLO: Il sindaco di Palermo ricorda che l’attuazione di un adeguato piano da parte della Asp è stata posta a motivazione dalla sospensione del provvedimento di chiusura delle scuole cittadine
TESTO: «Torno a chiedere con forza, in spirito di collaborazione istituzionale e per evitare allarmismi che il Comune di Palermo abbia un quadro di dati chiaro e completo della situazione in città, sia nel mondo della scuola dell’obbligo, sia più in generale con riferimento alla tenuta del sistema sanitario e ospedaliero dedicato al Covid e ordinario e della medicina territoriale, di fronte all’aumento dei contagi e dei ricoveri» Lo dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ricordando che l’attuazione di un adeguato piano di screening della popolazione scolastica da attuare da parte della Asp di Palermo è stata posta a motivazione dalla sospensione del provvedimento di chiusura delle scuole cittadine. « Il Comune - aggiunge - ha fatto tutto quanto è nelle sue competenze, e anche oltre, per facilitare l’attività di screening nelle scuole e attendiamo quindi dalle autorità sanitarie di avere informazioni chiare circa un piano di intervento realistico e tempestivo o di ogni altro provvedimento necessario per la tutela della salute dei cittadini». (Fonte agenzie)
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TITOLO: M5S, no insindacabilità per Lezzi Dovrà rispondere di diffamazione
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OCCHIELLO: La causa avviata da un militante nel 2016. L’ex ministra aveva ottenuto il beneficio costituzionale, ma la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata
TESTO: Ebbene, la Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata con rinvio per nuovo esame al giudice di pace di Bari. II procuratore generale presso la Corte di Cassazione, ha accolto la richiesta di Massimo Potenza, difeso dall’avvocato Pompeo Demitri, per l’annullamento della sentenza che, commenta il legale «sembrava scambiare l’altissima prerogativa di rango costituzionale, con un odioso privilegio di casta». Prima di approdare davanti alla Suprema corte, la vicenda era stata esaminata dalla Procura generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Bari che aveva accolto l’istanza di Massimo Potenza, affiancandolo peraltro nel ricorso davanti agli «Ermellini», dove il ricorrente si è costituito parte civile, mentre Barbara Lezzi era imputata. «Ciascuno potrà fare agevolmente le proprie considerazioni sulla linearità o l’abusività della richiesta di valersi di una prerogativa pubblica in relazione a fatti di diffamazione verso un privato cittadino - osserva l’avvocato Pompeo Demitri - come pure potrà fare i suoi commenti sulla coerenza con i più alti valori politici. Quello che non si può accettare - e la Corte di Cassazione lo ribadisce - è la violazione del principio della legge ‘uguale per tutti’ - “l’uno vale uno”, insomma - a meno che non si voglia affermare la validità del roboante e contrario principio rivendicato dal marchese del grillo ‘io so’ io, e voi …’.
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TITOLO: Chi non gioca per la squadra
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OCCHIELLO: Il caso, non isolato, degli infermieri no vax
TESTO: Ci sono persone, a decine ogni giorno anche in Puglia, che di coronavirus continuano a morire. E ce ne sono altre, a migliaia, che soffrono aggrappate ai fili delle terapie intensive, che consumano la malattia a casa senza ricevere assistenza, che pur in presenza di contatti con soggetti positivi o di sintomi sospetti non riescono a sottoporsi a tampone e non certo per mancanza di volontà. E poi ci sono i medici e gli infermieri, gli stremati campioni della nostra angosciosa attualità, l’esercito che sfida il Covid in ospedali talvolta non all’altezza dell’emergenza da rintuzzare, a corto di personale sufficiente per garantirsi un ricambio adeguato o più banalmente un turno di riposo, professori di coraggio dentro un panorama apocalittico che ha messo il sistema sanitario in ginocchio e pregiudicato il diritto a curarsi di chi ha una coronaria capricciosa o deve transitare dal varco di una mammografia, se non dalla forca di uno screening oncologico.
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TITOLO: Laricchia (M5S): «Oscure manovre sulla composizione della Giunta» Bray: «Grande lavoro sul turismo»
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OCCHIELLO: La consigliera pentastellata: «Mi rincuora pensare che gli anticorpi interni al movimento siano evidentemente temuti tanto da non aver osato andare fino in fondo»
TESTO: «Buon lavoro alla nuova Giunta regionale, la cui definizione giunge in ritardo, per via di imbarazzanti e un po’ oscure manovre di palazzo, che evidentemente si sono rivelate più complicate del previsto. Sono dispiaciuta se qualche responsabilità questa volta è anche di qualche attore del M5S, che ancora non esce allo scoperto»: è la critica che muove in un messaggio postato su facebook dalla consigliera regionale del M5S, Antonella Laricchia, commentando la nomina dei nuovi assessori. Il governatore Michele Emiliano ha tenuto la delega al Welfare in attesa che proprio il M5S decida se entrare nel governo pugliese e accettare l’assessorato, che potrebbe andare a Rosa Barone. Su questa decisione il Movimento è spaccato, la scelta potrebbe essere demandata agli attivisti attraverso il voto sulla piattaforma Rousseau, ma anche su questo punto i 5Stelle non trovano una convergenza. «Mi rincuora - prosegue Laricchia - pensare che gli anticorpi interni al M5S siano evidentemente temuti tanto da non aver osato, per il momento, andare fino in fondo. Staremo a vedere, pronti a difendere la volontà dei pugliesi. «Emiliano - conclude Laricchia - ha trattenuto per sé la delega al Welfare, è lui l’assessore a cui possono rivolgersi le famiglie che hanno bisogno di un interlocutore su questi temi. Noi saremo al loro fianco come sempre, se esiste una maggioranza e un’opposizione è perché anche all’opposizione si possono ottenere tanti risultati».
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