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LE NOTIZIE DAL GIORNO Friday 30 April 2021 AL GIORNO Friday 07 May 2021 SU: politica




TITOLO: Blitz contro la «paranza dei bambini», Braucci: «Lo Stato non può arrivare solo adesso»
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OCCHIELLO: Lo scrittore e sceneggiatore partenopeo nel 2019 proprio col film «La paranza dei bambini» si aggiudicò l’Orso d’argento per la migliore sceneggiatura, assieme a Claudio Giovannesi e a Roberto Saviano, al Festival internazionale del cinema di Berlino
TESTO: «Sibillo è un ragazzo che non poté più seguire “Chance”, il progetto sul recupero scolastico dei ragazzi a rischio di devianza voluto dai maestri di strada, perché furono tagliati i fondi. Fu proprio il suo educatore a rivelarmi alcuni lati del carattere. Disse che era un ragazzo particolare, molto intelligente, anche taciturno e terribile, con buone prospettive di recupero. E che fu certamente un rimpianto enorme dovergli dire di abbandonare il progetto. Sibillo aveva in sé un immaginario criminale frutto anche della lettura di diversi libri della sottocultura napoletana sulla storia della camorra. Si mise poi a capo di una famiglia spezzata. Il fratello maggiore gli faceva da gregario, mentre il padre, separato dalla madre, dormiva in auto. Le radici di certi malesseri sono fondamentali. Non per giustificare, bensì per comprendere come sia arrivato così giovane alla gestione di meccanismi criminosi complessi, tra parcheggi abusivi, racket, taglieggio e quant’altro». Il mito giovane e negativo resisterà anche al blitz di ieri?
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TITOLO: Lo sforzo risolutivo per il Sud
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OCCHIELLO: Recovery e altri fondi
TESTO: Il confronto tra i due Paesi è possibile per le omogeneità economiche e la simile congruità delle risorse ottenute dall’Europa e ciò evidenzia che l’Italia non sa spendere le risorse europee, in particolare nel Mezzogiorno dove sono stati stanziati tra il 2000 e il 2020 circa 189 miliardi (compresa la quota destinata alle politiche agricole e della pesca: dati della Camera e della Ue): vale a dire l’87,5% dei circa 237 miliardi oggi a disposizione. Giulia Amato, dirigente dell’Agenzia per la coesione, spezza una lancia a favore del Sud: «Anche nel più piccolo Comune si trova gente capace che lavora con dedizione, spesso addossandosi carichi mostruosi di lavoro», un problema quello delle risorse umane, che esploderà di fronte all’intreccio di norme, progetti di Pnrr, React, Fsc, Fondi strutturali. Tuttavia Amato ammette che «al Sud il problema è la qualità scadente dei progetti causata dalla frammentarietà delle scelte» - che ovviamente sono in capo alla politica. «Quando chiediamo agli enti territoriali di segnalarci casi di eccellenze realizzati con i fondi europei non ci rispondono nemmeno». Secondo Carmelo Petraglia, economista dell’Università della Basilicata che collabora con la Svimez dietro la scarsa crescita del Sud e dell’Italia in Europa ci sono più fattori. Per rimanere sul terreno della politica, «più dell’incapacità di spesa sui fondi europei hanno pesato il crollo degli investimenti pubblici ordinari e della spesa nazionale aggiuntiva per la perequazione territoriale. Certo non vanno risparmiate critiche alle amministrazioni che gestiscono i fondi strutturali, soprattutto al Sud dove maggiori sono i bisogni e più pesano le inefficienze. Ma non bisogna dimenticare che senza questi fondi non avremmo avuto in questi anni nessuna politica di riequilibrio territoriale. Esempi positivi non mancano. Penso al grande progetto Pompei». Per Amato uno dei vulnus per le politiche di coesione è nel deficit di controlli che scarseggiano anche sull’uso del Fondo di sviluppo e coesione. Per esempio la Puglia, come segnala l’ex governatore e ministro Raffaele Fitto, con i fondi ottenuti dal 2007 in poi è riuscita a completare nei primi 7 anni solo il 20% delle opere e nei successivi solo il 5%. Conclude Petraglia: «Sui ritardi pesano le sovrapposizioni di competenze e lo scarso coordinamento tra strutture e amministrazioni diverse». È evidente che d’ora in poi si dovrà coordinare e concentrare la spesa su pochi grandi obiettivi, rafforzando le competenze delle pubbliche amministrazioni. Riuscirà il Paese, e il Sud, in questa titanica impresa?
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TITOLO: Regione Campania, il letargo dei consiglieri: ecco cosa hanno prodotto in sei mesi
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OCCHIELLO: Tra i più attivi gli esponenti di Lega e Cinquestelle. Bene anche i Verdi, Caldoro a sorpresa tra gli ultimi. Lo «zero assoluto» di Cinque e Lettieri
TESTO: Vabbé, tra i requisiti della eleggibilità, fortunatamente, non sono contemplati né l’idoneità digitale né la comprovata perizia tecnologica, ma ciò non giustifica la latitanza della produttività. È sufficiente collegarsi al sito del consiglio regionale della Campania per scandagliare non soltanto gli abissi dell’ignoto nei quali si smarrisce l’attività legislativa e di proposta e di controllo di ciascun consigliere, ma per verificare, voce per voce, cosa hanno fatto in questi primi sei mesi di vita della assemblea legislativa. Una attività, quella del consiglio regionale, che dovrebbe essere avvertita come indispensabile al cospetto, peraltro, di un esecutivo dalla evidente forza monopolizzatrice. Incominciamo con il numero di sedute convocate. Quelle ordinarie di consiglio regionale sono state appena 7, così come quelle in cui l’assemblea si è riunita in modalità Question time. Ma in sei mesi, peraltro sei mesi di emergenza sanitaria, è obiettivamente poco.
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TITOLO: Domenica tra sacro e profano
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OCCHIELLO:
TESTO: Rigurgito del profano; ma ancor più annichilimento della storia, di vestigia d’identità urbana. Anche qui, contradditorie vicende. Riemerge alla originaria dignità il mirabile edificio razionalista che Canino e Cosenza destinarono in Villa Comunale al Circolo della Stampa: dal degrado del Comune sarà nobilitato in funzioni culturali dalla Stazione Dorhn. E s’apre con fondi Mibact speranza di recupero dell’immensa fabbrica di Ferdinando Fuga, illuministico e mai realizzato Albergo per i poveri del regno borbonico: forse nuova sede della Biblioteca Nazionale, di eccedenze dell’Archeologico. Ma il Monte di Pietà? Quale n’è la sorte? Me lo domanda da Milano Antonio Duva, amico dai tempi del liceo Sannazzaro, giornalista eminente e parlamentare, sempre attento alle sorti della città natale. Già, quale sorte attende l’edificio che il Cavagna costruì per la nobile istituzione che soccorreva i bisognosi? E che fu poi del Banco di Napoli e che, come altri beni del maggior istituto di credito meridionale, assorbito o, più propriamente, malamente espropriato in favore d’altre banche. L’ultima, Intesa San Paolo, che l’ha lasciato decadere e che ora lo vende. Singolare vicenda. Intesa, massima banca italiana, vanta meriti culturali e sociali e gode d’ampi profitti. Eppur non esita a disfarsi d’un palazzo che non è solo antico, tra i tanti che ne annovera Napoli, ma è un prezioso pezzo di storia della città. Vogliono comprarlo i signori Amoroso, imprenditori nel lucroso settore del lavoro interinale, per trasformarlo in albergo, bar, negozi, da aggiungere al caravanserraglio ch’è divenuta Spaccanapoli. Ma colpisce che tuttociò avvenga con denari pubblici: c’è Invitalia, organismo del Mise, che – dicono - fornisce capitali a fondo perduto e finanziamenti agevolati per il restauro. Già, Invitalia, di cui è presidente il dottor Arcuri, noto ma non apprezzato commissario al Covid quale acquirente di mascherine e banchi a rotelle. Quattrini pubblici per trasformare in privato un bene storico, ove ambirebbero invece collocare proprie dotazioni d’uso pubblico Archivio di Stato, Fondazione Banco Napoli, Università. Si fa sentire il Comune? No, pare che de Magistris plauda all’aggiunta d’altri baretti al panorama cittadino. Si fa sentire la Regione? No, è troppo occupato il presidente De Luca tra polemiche col governo, col suo partito e sulle nomine nei musei napoletani. E il soprintendente al Mibact La Rocca? Dovrà ben dire la sua al ministro Franceschini, quando risponderà alle interrogazioni parlamentari già avanzate sulle singolari sorti del Monte di Pietà. Ma ci saranno risposte?
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TITOLO: Recovery Plan secondo la Regione Campania: dal digitale alle strade, vale oltre 17 miliardi
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OCCHIELLO: Palazzo Santa Lucia invia un’agenda al governo divisa in trenta interventi
TESTO: Rivoluzione verde e transizione ecologica, interventi di riassesto pari a 3 miliardi 515 milioni 067 mila 302,47 euro: reti fognarie, rete degli impianti di depurazione, acquedotti, reti di distribuzione, progetto di monitoraggio integrato dei corpi idrici regionali “La Terra dell’acqua”. Utilizzo idropotabile ed energetico delle acque dell’invaso di Campolattaro e potenziamento dell’alimentazione potabile per l’area beneventana, pari a 525 milioni di euro. Interventi di riduzione della vulnerabilità del territorio regionale al rischio idrogeologico, pari ad € 1.019.107.737,07. Nuove scuole e miglioramento strutturale edifici scolastici pari a 150 milioni di €. Riqualificazione dei parchi urbani ed extraurbani, pari a 350 milioni di euro. Trasporto rapido di massa, pari a 2 miliardi 119 milioni 300 mila €: prolungamento della metropolitana Bellizzi–Eboli (RFI); risoluzione del nodo di Salerno; nuovo collegamento tra la stazione AV di Afragola e metropolitana di Napoli; raddoppio della tratta Castellammare-Sorrento Linee Vesuviane Eav; nuovo collegamento tramvia Aversa Centro-Santa Maria C. V.; Linea 1 metropolitana di Napoli: tratta Centro direzionale- Capodichino; il nuovo tracciato in soprelevata linea Piedimonte Matese- Santa Maria C. V.- Capua; collegamento Volla- Afragola AV- completamento e baffo S. Giorgio – Napoli; Linea 7, collegamento tra linee cumana e circumflegrea a servizio di Monte S. Angelo; deposito officina Piscinola; soppressione passaggi a livello Atripalda e agro nocerino-sarnese; bretella fra la linea Codola-Nocera e la linea Monte del Vesuvio. Piano strategico della mobilità sostenibile, pari a 497 milioni 680 mila €. Il progetto prevede l’acquisto di 360-400 autobus, con veicoli ibridi; stazioni di ricarica; acquisto n. 12 rotabili idrogeno per utilizzo su rete Eav; 4 infrastrutture per la produzione, stoccaggio e rifornimento di idrogeno. Rinnovo treni TPL, pari a 325 milioni 700 mila euro. Rinnovo Navi TPL, pari a 270 milioni di euro. Piano nazionale ciclovie, pari a 60 milioni. Piano per l’abitare sostenibile, pari a 2.150.000.000 €.
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