IL NOTIZIARIO

le notizie dalle maggiori testate italiane


LE NOTIZIE DAL GIORNO Friday 19 November 2021 AL GIORNO Friday 26 November 2021 SU: politica




TITOLO: Zona gialla, così le regioni cercano di evitarla: più posti nelle terapie intensive degli ospedali
DATA:
OCCHIELLO: Le regioni si attrezzano per evitare la zona gialla e potenziare gli ospedali in vista del picco di contagi. In Veneto e Valle d’Aosta capienza raddoppiata nelle terapie intensive. Da Bolzano al Lazio: così aumentano i letti (e cala la percentuale di rischio)
TESTO: Una speranza e una scommessa. La speranza: che il picco si tocchi presto, possibilmente prima del 7 dicembre, per evitare che dispieghi i suoi effetti sugli ospedali proprio sotto Natale, con conseguenti restrizioni che scatterebbero nel periodo delle feste. La scommessa: che le manovre sui posti letto disponibili tengano lontano il passaggio in zona gialla (o peggio in arancione), basato sulle percentuali di occupazione di pazienti Covid nei reparti ordinari e nelle rianimazioni, ma non siano mai messe alle prove dei fatti. È lo scenario in cui operano i sistemi sanitari regionali. Che nelle ultime ore stanno aggiornando la capacità di ricovero delle loro strutture: tanti reparti dedicati vengono riaperti e tanti letti vengono aggiunti nelle rianimazioni. Come durante tutte le fasi peggiori di emergenza.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Sara Cunial potrà accedere alla Camera senza green pass
DATA:
OCCHIELLO: La deputata no vax aveva presentato una richiesta di sospensiva che è stata accolta dal collegio di appello della Camera dei deputati, presieduta dal no green pass Colletti
TESTO: Il ricorso era stato respinto, e l’udienza del Consiglio era stato fissato per l’1 dicembre. Ma Cunial ha fatto appello al presidente del collegio di appello della Camera dei deputati Andrea Colletti, che ha invece accolto il ricorso, in considerazione del dovere di consentire alla deputata di esercitare il mandato di rappresentanza popolare. Colletti (che fa parte del gruppo parlamentare Alternativa, composto da fuoriusciti del M5s) aveva definito il Green pass una «scellerata violazione dei diritti costituzionali».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Il Partito comunista torna in Senato: dall’Idv a Potere al popolo, i simboli sconfitti al voto ma riciclati da ex M5S
DATA:
OCCHIELLO: Con Emanuele Dessì spunta in Aula il simbolo della falce e martello (che, con lo 0,3% alle elezioni, non era entrato). E non è l’unico caso
TESTO: L’ultimo a entrare in Senato è stato il Partito comunista: l’annuncio è stato dato in Aula martedì scorso (16 novembre). «Il Partito comunista torna in Parlamento! Dalle piazze e dai luoghi del conflitto sociale contro il governo Draghi, la voce dei comunisti torna anche nelle aule delle istituzioni», ha tuonato il leader Marco Rizzo. A portare il simbolo — falce e martello su sfondo rosso — tra gli scranni di Palazzo Madama è stato Emanuele Dessì, senatore eletto con i 5 Stelle, che poi ha cambiato casacca. A far partire la richiesta è stato lo stesso Rizzo, che ha scritto alla presidente del Senato Elisabetta Casellati per ricordarle che «il nostro partito è stato presente nel 2018 alle elezioni politiche e nel 2019 alle elezioni europee con il proprio simbolo». Quindi, tecnicamente, può entrare in Senato. C’è però un motivo se in Parlamento, fino a quel momento, non c’era. Ed è che a quelle elezioni il Partito comunista ha preso lo 0,3%, troppo poco. Ma il voto popolare è un dettaglio trascurabile: non è solo il Partito comunista che, sconfitto alle elezioni, ha trovato il suo posto in Parlamento (spesso con un solo rappresentante). In Senato, sempre in una componente del Misto, c’è Potere al popolo (1,1% alle elezioni 2018). C’è l’Italia dei valori, che addirittura pensa di formare un gruppo vero e proprio. Tutti nati grazie a ex 5 Stelle che, lasciato il Movimento, hanno adottato il simbolo. Come Europa verde, che ha una sua rappresentante italiana al Parlamento Ue, nonostante il suo 2,3% alle Europee del 2019 l’avesse lasciata senza seggi: ci ha pensato sempre una ex grillina, Eleonora Evi. In Parlamento avere una componente nel Misto può portare alcuni vantaggi: in termini di visibilità (come spazio per gli interventi, presenza alle consultazioni al Quirinale) e in termini di finanziamenti (si può acceder ad esempio al 2 per mille), oltre all’esonero dalla raccolta firme per correre alle elezioni.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Senato, il governo va sotto due volte negli emendamenti al dl «Capienze»
DATA:
OCCHIELLO: Italia Viva e Lega votano con FdI a due richieste di modifica nonostante il parere contrario dell’esecutivo. Patuanelli: «Ormai Renzi ha lasciato il campo riformista»
TESTO: Via libera del Senato con 174 sì e 20 no al decreto legge che fissa nuovi limiti per quanto riguarda le capienze nei luoghi pubblici in riferimento alle precauzioni legate alla pandemia. Tuttavia durante l’esame del testo non sono mancate tensioni nella maggioranza, dopo il via libera a due emendamenti sui quali il governo aveva espresso parere negativo: uno che prevede la capienza massima sui bus turistici presentato da FI e Lega (uno analogo del Pd è stato ritirato), l’altro di Italia viva relativo ai limiti di età del personale impiegato per l’emergenza.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Covid, restrizioni per i non vaccinati: le Regioni in pressing sul governo
DATA:
OCCHIELLO: Fedriga chiede un incontro «urgentissimo» a Draghi: «Preoccupati per le ricadute
TESTO: L’ipotesi di divieti differenziati, però, da ieri ha arruolato anche tre esponenti del governo. «L’andamento del contagio deve spingerci a misure più rigorose — spiega il ministro della Cultura, Dario Franceschini, Pd — è giusto distinguere tra chi ha il green pass perché vaccinato da chi lo ha perché ha fatto un tampone». Renato Brunetta (FI) è anche più netto: «Gli irriducibili devono essere reclusi ed esclusi dalla vita collettiva e dall’economia». Andrea Costa, sottosegretario alla Salute (Noi con l’Italia) contempla la possibilità: «Se una Regione passa in zona arancione, piuttosto che chiudere attività commerciali, dovrebbe dare la possibilità solo a chi è vaccinato di frequentare ristoranti, cinema, teatri».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Covid, i governatori chiedono un incontro urgente al governo. Costa: «Nessuno passa in zona gialla»
DATA:
OCCHIELLO: Dopo l‘aumento dei contagi alcuni presidenti delle Regioni invocano il «doppio binario» con misure più stringenti per i no vax. Toti (Liguria): «Dobbiamo avere la certezza che le attività rimangano aperte per chi si è vaccinato»
TESTO: Un incontro urgente al governo. E, sul tavolo, le ipotesi di intervento sul green pass e di misure che valgano solo per chi non è vaccinato. A chiederlo sono i governatori, in allarme per l’aumento dei contagi e soprattutto per la situazione degli ospedali dove continuano ad arrivare positivi — nella maggior parte dei casi non immunizzati. Una situazione che non comporterà, per il momento, il cambio di colore di alcuna Regione: «Al momento la situazione è sotto controllo — ha detto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, a Un giorno da pecora —. Non ci dovrebbero esser cambiamenti per le Regioni. Quelle più a rischio? Friuli, Veneto e Marche vanno un po’ attenzionate». In ogni caso, nessuno da lunedì dovrebbe ritrovarsi in zona gialla. Resta in ogni caso il timore per quello che potrà accadere nelle prossime settimane, stante il progredire dei contagi. Il vicepresidente della conferenza delle Regioni Giovanni Toti spiega: «In un momento in cui i contagi stanno crescendo è importante avviare in tempi rapidi, entro 72 ore, un confronto con il governo. In questo momento non è possibile mantenere un atteggiamento attendista, bisogna anzi dettare norme chiare per affrontare questa fase della pandemia, tutelando la salute dei cittadini e consentendo all’economia di continuare la sua fase di crescita dopo aver attraversato una fase di grave crisi. In Conferenza delle Regioni ho chiesto che la zonizzazione del Paese, quindi la divisione in zona gialla, arancione o rossa, valga soltanto per i non vaccinati. I vaccinati invece potranno continuare ad organizzare la propria vita, il lavoro, la socialità. Questo è il momento in cui si programmano le vacanze di Natale e tutta la macchina economica che vi gira intorno, soprattutto a questi lavoratori dobbiamo dare la certezza che il paese non richiuderà». La richiesta riguarda anche una nuova attuazione del Green Pass: «I numeri ci dicono che il 90 terapie intensive sono occupate da non vaccinati. È quindi, in primis, una questione di protezione delle persone, oltre che della ripartenza dell’economia e di una pressione ospedaliera». In questo momento, in Italia, c'è l’obbligo di green pass per accedere ai luoghi pubblici come ristoranti, cinema, teatri, università e scuole, sul luogo di lavoro, ma anche treni ad alta velocità, navi, aerei.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Kompatscher: «Noi tra gli ultimi nella copertura? C’è un no testardo. Ora una legge per le restrizioni»
DATA:
OCCHIELLO: Il presidente della Provincia di Bolzano pensa ad un super green: «Qui il trend dei contagi è preoccupante»
TESTO: E l’Alto Adige ne avrebbe bisogno visto che è in coda per copertura vaccinale. «Si è vero purtroppo e, a noi che non siamo abituati ad essere in fondo alla classifica, dispiace molto. Ma anche qui la grande maggioranza si è vaccinata, purtroppo c’è una resistenza già da prima del Covid. In generale il mondo germanofono è più scettico. Poi si dice anche che i tirolesi sono testardi e non si fanno comandare, anche Andreas Hofer (condottiero tirolese di fine Settecento, ndr) a suo tempo si oppose ai vaccini portati dai francesi. Noi facciamo il possibile per convincere le persone e garantire un accesso facile al vaccino tramite farmacie e medici di base. E abbiamo anche un vax bus che fa servizio quasi a domicilio».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Una donna al Tg1: la condizionedi Palazzo Chigi per trovare l’intesa
DATA:
OCCHIELLO: La telefonata irritata di Giuseppe Conte a Mario Draghi
TESTO: A questo punto Mario Draghi si è sintonizzato su una linea di pragmatismo e forse anche di disincanto: ha delegato al suo segretario di gabinetto, Antonio Funiciello, la chiusura della partita. Ha vagliato l’esito delle trattative condotte con tutti i partiti, ha giudicato più che equilibrato lo schema finale. Una sola cosa ha richiesto e al contempo protetto: una donna al vertice del Tg1 e alla fine ha dato il via libera alla Maggioni, considerata come una delle punte di competenza che la Rai stessa è in grado di esprimere. Riconosciuta da tutti gli schieramenti come professionista che ha dimostrato sia sul campo, già inviata di guerra, sia in ruoli istituzionali, come presidente dell’azienda pubblica, il suo valore.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Perché ripartire dalla Fiera
DATA:
OCCHIELLO: Il ruolo nel Mediterraneo
TESTO: La Fiera assolveva già ieri alla tutela di una rete di comunicazione commerciale nel Meridione e oltre, fino all’Africa settentrionale e al Medio oriente. Di questa maglia di relazioni oggi vi è maggiore bisogno, e in più aumentano le migrazioni dei popoli, fenomeno frontale assai complesso, che non si affronta né con la meritoria accoglienza, né con l’inutile polemica sui respingimenti, quasi il nodo sia militare, e non civile e politico come è. Proprio qui torna attualissimo il ruolo della Fiera, che per un verso deve diventare territoriale, e per un altro verso deve spingersi oltre la funzione commerciale. La Fiera può e deve assumere il ruolo di tribuna permanente delle forze interessate al Mediterraneo e alla pace, una tribuna alla quale fare affacciare innanzitutto i gruppi e le stesse fazioni che si disputano l’egemonia nelle terre dell’immediato Oriente e a sud della Sicilia. Dalla pesca al recupero dei margini possibili di dialogo, la Fiera – in sintonia con l’Europa – può essere un luogo neutro, per mediazioni anche internazionali, per reintegrare i popoli intorno al mare che ci separa dall’Africa, e per riallacciare scambi di lavoratori e di imprese. È utopia? Forse, ma l’utopia spesso riesce a muovere il mondo.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: «Nel ’92 Forlani saltò per colpa del confessionale. E toccò a Scalfaro»
DATA:
OCCHIELLO: L’ex ministro democristiano: nella corsa al Quirinale basta una fesseria e cambia tutto
TESTO: Di quell’elezione del presidente della Repubblica, anno 1992, Paolo Cirino Pomicino fu forse il miglior attore non protagonista. Era stato lui, andreottiano di ferro, ad aprire le danze qualche settimana prima, mettendo a sedere allo stesso tavolo i due pretendenti, Andreotti e Forlani. La scena che si vede nel Divo di Sorrentino. «La raccontai io a Sorrentino. “Se c’è la candidatura di Andreotti, la mia non esiste”, disse Forlani; “se c’è la candidatura di Forlani, la mia non esiste”, rispose Andreotti; e io che concludevo dicendo “ho capito, sono candidati tutti e due”».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: A Brindisi i convegni sono solo per uomini. La denuncia: «Le donne non sono abbastanza competenti?»
DATA:
OCCHIELLO: Antonella Vincenti, vice presidente di Puglia Sviluppo: «È come se i dibattiti pubblici fossero di competenza dei soli uomini». La Rete delle Donne Costituenti di Puglia ha chiesto al presidente Emiliano di intervenire.
TESTO: Tra gli eventi cui Vincenti (che è anche consigliera comunale nel Comune di San Donaci) fa riferimento ci sono un’assemblea organizzata per l’1 dicembre da Confindustria Brindisi e un’altra che si terrà il prossimo 18 novembre a Tenuta Moreno alla presenza, peraltro, dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico Alessandro Delli Noci. Una di queste manifestazioni, “Futura Brindisi”, si sarebbe dovuta tenere ad ottobre ma proprio l’intervento di Vincenti, che fece notare al segretario generale della Cgil Brindisi la sola presenza di uomini, ne bloccò lo svolgimento. «Rivendichiamo il diritto di esserci, di rappresentare la realtà nella sua complessità e diversità», continua la vice di Puglia Sviluppo che, a tal proposito, ha richiesto con urgenza la convocazione del Cda della società finanziaria della regione Puglia per discutere di questo problema. E aggiunge: «Non ci piacciono quelli che si nascondono dietro l’alibi ‘Non l’abbiamo organizzato noi’, penso che un uomo di sinistra che partecipa o venga invitato a un evento pubblico prima di accettare l’invito dovrebbe chiedersi: ‘Ci sono o non ci sono le donne? ’ e, nel caso, declinare. Oppure tutto questo a Brindisi è sempre troppo rivoluzionario? ». Sull’argomento è intervenuta la Rete delle Donne Costituenti di Puglia che ha chiesto al presidente Emiliano «di non prestare il fianco ancora a queste rappresentazioni parziali della società e dell’economia pugliese». La Rete segue, infatti, la campagna europea NoWomanNoPanel per una presenza equilibrata dei generi in tutte le discussioni pubbliche.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Comune Napoli e rischio default, Lamorgese: «Situazione grave: è all’attenzione del governo»
DATA:
OCCHIELLO: Manfredi: «Il presidente Draghi conosce bene lo stato delle cose». L’assessore Cosenza: «O si dà la possibilità di evitare il dissesto o ci dimettiamo tutti quanti»
TESTO: Dunque, Manfredi un piccolo successo l’ha già ottenuto: mettere la città al centro del dibattito nazionale e del governo. La soluzione occorrerà però trovarla nel passaggio parlamentare della finanziaria, il 26 novembre prossimo, quando la discussioni sul Def — con gli emendamenti vari — comincerà al Senato. E sarà necessario individuare il kingmaker del «dossier Napoli» che farà da portavoce della città per ottenere aiuti, e soldi cash, per rilanciarsi. Sul tema, si è registrata la convergenza piena del ministro degli esteri, Luigi Di Maio, e dell’ex ministro pd francesco Boccia. Ma dal centrodestra al centrosinistra, il coro è bipartizan, anche perché la ricaduta — e la massa debitoria della città, con quasi cinque miliardi di euro di debiti accertati due giorni fa con il bilancio consolidato — rappresentano un problema non solo per la città e per il mezzogiorno, ma per il sistema politico nazionale. Argomento che, di frequente, il sindaco di Napoli ripete con Giuseppe Conte, leader dei Cinquestelle con il quale è stato ministro dell’Università. Tematiche ormai all’attenzione stabile anche di ogni riunione di giunta. Tanto che l’assessore Edoardo Cosenza, uno dei più vicini al sindaco, a Radio Crc dice senza giri di parole: «Manfredi è stato molto chiaro e condivido ciò che ha detto al 101%: o si dà la possibilità a Napoli di non avere dissesto o ci dimettiamo tutti quanti, perché non saremo noi a dover gestire la catastrofe sociale del dissesto finanziaria di Napoli». Secondo Cosenza, infatti, «non basta» l’eventuale aiuto del Governo «sull’enorme debito pregresso», certificato in 5 miliardi di euro, bisogna «anche bilanciare le entrate e le uscite, altrimenti si resta in dissesto per sempre se le uscite sono più grandi delle entrate, con tutti i tagli che ci sono stati ai Comuni».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Emiliano-Decaro, l’ora del gelo
DATA:
OCCHIELLO: Il governatore prepara la sua federazione, nasce un movimento per il sindaco
TESTO: Per questo c’è chi giura che alle prossime amministrative farà capolino una lista civica targata proprio Decaro. Il sindaco di Bari, per ora politicamente ingessato in un ruolo istituzionale del rango di presidente dell’Anci, non starà certo a guardare mentre al Parco dei Principi fra due settimane Emiliano presenta, spalleggiato dal suo consigliere per i rapporti con il Consiglio regionale, Giovanni Procacci, la tela tessuta per rafforzare ulteriormente una compagine che alle ultime regionali ha mostrato di valere almeno un 28% di consensi. Per ora, alla federazione di Emiliano, il sindaco metropolitano, dirigente del Pd, contrappone il movimentismo del drappello di sindaci che gli sono più vicini, soprattutto nell’area metropolitana. «Compagni di strada» dovrebbe essere il nome del contenitore politico-culturale con cui i suoi fedelissimi starebbero per scendere in campo con l’obiettivo di allargare il perimetro di azione di Decaro e puntellare un potenziale politico inespresso a livello regionale. Anche perché quello che sta per nascere è, certo, un soggetto unico federato, «ma anche unitario – spiega Procacci - nel senso che potranno aderire direttamente tutti coloro che intendono partecipare al rafforzamento del centrosinistra, compresi i sindaci. È una novità in tutta Italia, perché si comincia a costituire dei contenitori del civismo per consentire appunto a questo mondo di esprimersi. Piaccia o no, questa è una caratteristica del centrosinistra che evidentemente non gradisce molto la sintesi dei partiti».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Bari, sul parco green di Costa Sud l’ombra di Punta Perotti: sì all’accordo o esproprio
DATA:
OCCHIELLO: Una parte dell’opera finanziata con 75 milioni del Pnrr è quella dei suoli dove sorgeva il complesso edilizio: non sono di proprietà del Comune
TESTO: D’altronde qualche anno fa la Soprintendenza si oppose alla richiesta dei proprietari di definire un accordo di programma per riedificare (con indici più bassi e arretrati rispetto agli ex palazzi). Quindi, allo stato attuale, la possibilità di sfruttare i suoli per costruire risulta sostanzialmente «congelata». Ecco come la soluzione del confronto e della negoziazione spingere a trovare un’intesa risolutiva. È anche il caso di ricordare che si è in attesa della pronuncia della Corte d’Appello di Bari sulla richiesta di risarcimento danni presentata da Sudfondi (la società avviata dalla famiglia Matarrese ora in «concordato preventivo con cessione dei beni» e gestita da liquidatori giudiziari). L’area di Punta Perotti, inoltre, fa capo a Mabar, Quistelli, Lacarra, Aci, eredi Levi Montalcini, e a tanti piccoli soggetti che dovrebbero sedersi al tavolo del confronto. E se non tutti fossero d’accordo? La via potrebbe portare anche all’esproprio generando non poche tensioni e problematiche.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Green pass rafforzato e divieti ai no vax per bar, cinema, ristoranti e teatri: il nuovo decreto
DATA:
OCCHIELLO: Possibile un decreto la prossima settimana. Speranza: la situazione peggiora. Il certificato verde sarà valido nove mesi. L’ipotesi del richiamo dopo 5 mesi
TESTO: Divieti ai no vax e green pass rafforzato Bar, ristoranti, cinema, teatri e tutti i luoghi al chiuso potrebbero essere inaccessibili per chi non è vaccinato. Al ministero della Salute lo ritengono ormai «inevitabile». Il rigore che sin dall’inizio della pandemia ha sempre caratterizzato la linea di Speranza, ritorna nel momento in cui c’è il rischio di «vanificare gli sforzi fatti sin ad ora». Insomma, perché penalizzare le attività e la vita di chi ha aderito alla campagna vaccinale? La convinzione del fronte rigorista è che a subire le restrizioni debbano essere le persone che hanno scelto di non immunizzarsi. Il presidente del Consiglio finora è stato cauto sulla possibilità di far pagare un prezzo più alto, in termini di libertà negate, ai non vaccinati. Ma col virus che corre, anche Draghi si starebbe convincendo che sia la via più indolore, come del resto chiedono compatti i governatori, sia pur di schieramenti opposti. Una delle ipotesi potrebbe essere l’eliminazione del tampone per ottenere il green pass. Antigenici e molecolari dovrebbero essere utilizzati soltanto per chi non ha il vaccino ma deve andare al lavoro.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: M5S, fronda anti Conte: decide solo con i suoi vice. Attacco a Turco sulla Rai
DATA:
OCCHIELLO: Dai Cinque Stelle: «Conte si è chiuso nella stanza assieme ai vicepresidenti ed è convinto di poter governare tutto da lì. Tanti si sono sentiti esclusi»
TESTO: E il primo «pulcino» ad essere travolto dalla fronda interna è Mario Turco, senatore e vicepresidente del M5S. Racconta l’Adnkronos di una riunione informale, giovedì sera, a Palazzo Madama. Ordine del giorno: l’affaire Rai, la situazione politica e la manovra di bilancio. Presente anche Stefano Patuanelli che invia un messaggio agli alleati, in particolare a quel Matteo Renzi che ormai flirta con il centrodestra: «Basta prendere schiaffi, a questo punto anche noi possiamo essere più rigidi sulla manovra e gestirla secondo i nostri interessi». In realtà, il vertice poi si trasforma in un processo ai danni di Turco, colpevole di avere trattato direttamente con Palazzo Chigi tenendo all’oscuro i gruppi parlamentari. «Scopriamo che non solo c’è stata una trattativa ma che chi ha trattato ha anche fallito. Insomma, un capolavoro! Turco, dunque, sapeva tutto» è lo sfogo della pubblica accusa. Dall’altra parte, la difesa dell’entourage di Conte che definisce «falsa e pretestuosa» questa versione. Semmai, osservano, la verità è un’altra: «Turco è stato convocato a Palazzo Chigi e in quella sede è stato informato della lista dei nomi dei direttori dei Tg, lista che la mattina seguente sarebbe arrivata in cda».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Il segnale per il Quirinale e le mine per la manovra: sale il livello di allarme sulla tenuta della maggioranza
DATA:
OCCHIELLO: Dopo che il governo è andato sotto due volte al Senato un ministro avverte: così rischiamo di perdere Draghi
TESTO: Il doppio flop sugli emendamenti al decreto «capienze», passati tra gli applausi di mezzo emiciclo nonostante il parere contrario del governo, rivela che persino la manovra finanziaria è a rischio, in un Parlamento balcanizzato e in mano ad alleanze a geometrie variabili. Il ministro Andrea Orlando è preoccupato, il governo deve prendere provvedimenti sulla pandemia e sull’attuazione del Pnrr e «senza stabilità è un problema per il Paese». Se il fantasma della crisi di governo aleggia, è anche perché le nomine Rai hanno aperto una ferita nel centrosinistra. Conte è furioso, ha visto nelle scelte di Palazzo Chigi e del Pd la «volontà di schiacciare e mettere all’angolo il M5S», ce l’ha con Draghi e ancor più con Letta. Rapporti incrinati e pontieri al lavoro. Il leader del Pd, allarmato per «lo sfilacciamento in corso», ha fretta di ricucire con l’ex premier. Dal Nazareno arrivano parole di pacificazione: «Confidiamo che, dopo questa fase di oggettiva difficoltà, si ricomponga un equilibrio costruttivo». E Di Maio fa la sua parte per ricomporre con Conte: «Veline sul mio ruolo, mi attribuiscono un potere che non ho».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: La Russa: pronti a sostenere Berlusconi per il Quirinale, ma certe sue uscite lasciano perplessi
DATA:
OCCHIELLO: Il numero 2 di FdI:«Su Draghi oltre il 2023 non siamo d’accordo. Non ci si può muovere per conto proprio, se si vuole avere il centrodestra unito sulla candidatura al Quirinale»
TESTO: Utile? Berlusconi si è arrabbiato quando la Meloni ha detto che, accettando la proposta di Letta di tavolo dei leader, ha «fatto un passo indietro» sul Quirinale. «Meglio un fraintendimento oggi che altri più gravi domani. Perché Giorgia è stata molto chiara nell’ultimo vertice a tre: sosterremo senza riserve Berlusconi se deciderà di correre per il Quirinale. Ma altrettanto chiaramente abbiamo detto che, se la strada fosse impraticabile, non è che ognuno poi può andare per conto proprio: il centrodestra deve muoversi unito sia nel sostenere Berlusconi, sia se si dovesse puntare su un altro candidato».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Covid, il virus circola più velocemente. Quasi 100 casi ogni 100 mila abitanti
DATA:
OCCHIELLO: Zona gialla vicina per Friuli-Venezia Giulia e Bolzano. Brusaferro: attenzione ai comportamenti dei bambini. Diciotto Regioni su 21 oltre il livello di guardia. Ieri oltre 10 mila contagiati e 48 morti
TESTO: È un mese che il monitoraggio della cabina di regia attesta un peggioramento del contagio in Italia. Ora sono 18 su 21 le Regioni e Province autonome con un’incidenza di positivi superiore a 50 su 100 mila abitanti, prima soglia di allerta. Nessuna passa in zona gialla, ma i dati sull’occupazione di posti letto la rendono pericolosamente vicina per Bolzano e Friuli-Venezia Giulia, unica regione classificata a rischio di progressione verso l’alto. «Il prossimo lunedì no, ma la settimana successiva saremo in zona gialla, a meno di un drastico calo dei ricoveri», non si illude il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. La situazione è «in peggioramento», ma «niente allarmismi», è la sollecitazione di Gianni Rezza, direttore della Prevenzione al ministero della Salute. In Italia la circolazione del virus è inferiore rispetto ad altri Paesi. «Dal Centro-Est europeo — spiega il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro illustrando il monitoraggio — l’epidemia si sta muovendo verso la Francia e l’Italia. L’andamento è in crescita anche qui».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Emiliano-Lopalco, scintille dopo l’addio. Il governatore: io pronto a grandi sforzi
DATA:
OCCHIELLO: Farmaco contro la Sma, una registrazione smentisce l’epidemiologo
TESTO: Per giustificare le dimissioni, Lopalco aveva sfidato Emiliano sul terreno dei principi scientifici inderogabili anche di fronte alle speranze riposte dai genitori di Paolo e Marco, due bambini affetti da Sma in stadio avanzato, in un farmaco di nuova generazione, il Zolgensma, dal costo altissimo, circa 2 milioni di euro. Emiliano non a caso cita l’esempio di una bambina pugliese curata negli Stati Uniti per un trapianto da anni. «Credo – ricorda il presidente – che stiamo sfiorando i 10 milioni di euro investiti per una sola bambina. Se un sistema di comunità deve affrontare le grandi questioni ambientali, non può farlo evidentemente tenendo in mano la lista della spesa. Perché – incalza Emiliano - è evidente che da un punto di vista politico la speranza di restituire salute anche ad una sola persona è centrale per dimostrare il senso del meccanismo definito dalla legge istitutiva del sistema sanitario nazionale, universale e uguale per tutti». E se ogni riferimento non è puramente casuale, la risposta che l’ex assessore fornisce poco dopo ai microfoni di Radionorba mostra le distanze abissali tra i due. «Non bisogna assolutamente strumentalizzare i singoli casi – dice Lopalco -. Io ho posto una questione di principio che, fra le altre cose, è alla base del nostro sistema sanitario nazionale universale e sostenibile. E lo è perché si basa su alcuni principi. Le decisioni dell’Aifa per il servizio sanitario nazionale sono come una sentenza della Cassazione. Non si discutono. Si rispettano».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Ecco perché servono i partiti digitali
DATA:
OCCHIELLO: Sabato 20 novembre a PoliMiNa si discute di innovazione, plattform leadership e postdemocrazia
TESTO: Viceversa, se si ritiene che la crisi non è “della” democrazia, ma è “nella” democrazia, allora tutto cambia, e i margini di manovra si riaprono. Tanto per cominciare, diventa fondamentale l’esigenza di riconnettere lo spazio pubblico e lo spazio politico, la società e il Palazzo. Torna così la centralità della politica. Ma come evitare la sfiducia, l’apatia, il rancore e il cinismo del corpo elettorale? I segni di questa deriva democratica sono molti ed evidenti. L’assenteismo (ne sappiamo qualcosa a Napoli e Milano), il fenomeno dei leader mordi e fuggi, la fase calante di movimenti come i Cinquestelle e le Sardine. Finora si è provato a rispondere sacrificando parti essenziali della stessa democrazia: l’intermediazione politica in nome del decisionismo, il pluralismo in nome del pragmatismo, il parlamentarismo in nome dell’efficienza, l’autonomia dei territori in nome del centralismo, e perfino il confronto tra avversari politici in nome di più rassicuranti monologhi (a proposito: possibile che a beccarsi in scontri diretti siano ormai solo i giornalisti di riferimento? ). E se invece la risposta alla crisi venisse non da una riduzione forzata della democrazia ma da un suo potenziamento? Cito dalla locandina di PoliMNa. «Se la partecipazione viaggia sempre più – e sempre più veloce – in Rete, che futuro possono avere i partiti restando ai margini del web? Adattarsi al nuovo ecosistema digitale, stravolgendo e rinnovando i propri apparati organizzativi, è questa la grande trasformazione che attende i partiti politici nei prossimi anni». Tutto, allora, tranne che iniziare con un tesseramento tecnologicamente taroccato.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Renzi, le manovre per creare una forza di centro (da Calenda a Toti). L’idea di Carfagna leader
DATA:
OCCHIELLO: Il leader di Italia viva: «Pensano di costringermi a lasciare la politica? Non ci penso nemmeno, anzi». L’ipotesi per uscire da una fase d’impopolarità
TESTO: Quello della leadership è il nodo chiave. Troppi galli in un contesto che aspira a mettere insieme, oltre a Renzi e Calenda, anche i parlamentari di Coraggio Italia (oggi 30, ma con tensioni Brugnaro-Toti), +Europa con Della Vedova-Bonino e soprattutto quel pezzo di FI contrario ai flirt sovranisti con Salvini e Meloni. Nell’«operazione oltre», insomma, è vitale un passo indietro dei troppi aspiranti leader. E il profilo per convincere i «galli» a farlo — così come avvenne, ad esempio, con Parisi, Mastella, Marini e Dini nel 2001 per la nascita della Margherita con Rutelli leader — ha un nome e un cognome. La ministra (forzista) per il Sud Mara Carfagna — donna, moderata e apprezzata bipartisan — è più di una suggestione per il futuro prossimo. Anche nella testa di Renzi, che la Margherita contribuì a piantarla, giovanissimo, e che ora vorrebbe vederla rinascere in versione 2.0.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Due nodi per Manfredi
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: I due nodi che il nuovo sindaco è chiamato a sciogliere sono i soldi e il personale. Come farà e se ci riuscirà non si sa ma in ogni caso non potrà prescindere da queste strettoie: al Comune di Napoli servono circa cinque miliardi di euro per onorare i debiti e qualche migliaio di dipendenti per far funzionare la macchina. Si vedrà. Ma se questi obiettivi in toto o in parte saranno raggiunti ci si dovrà anche chiedere come evitare che un disastro di tale portata sia replicabile in futuro, anche perché Napoli non si trova per la prima volta in queste condizioni come ci insegna il ricorso o richiamo a leggi speciali. Nel frattempo la città, dal Banco di Napoli all’Italsider, ha via via perso i presidi che le garantivano prestigio, agibilità finanziaria e lavoro, e non è detto che il passaggio dall’acciaieria alle friggitorie sia stato un buon risultato. Basta che ce sta ‘o sole… Beh, bisognerebbe finirla con questo unguento sulle ferite se poi ti ritrovi in coda alla classifica della vivibilità. Un dato del bilancio comunale appena approvato va messo bene in evidenza: solo un napoletano su tre paga le tasse. A parte i portoghesi padroni del nostro sistema di trasporto su gomma, piaga forse sanabile con i tornelli alla salita sui bus e con i carabinieri all’uscita dagli stessi, parliamo piuttosto di tasse. Quell’unico napoletano che le paga è vessato molteplici volte: lo fa, ma poi paga in buona parte anche per i due che mancano all’appello. E spesso e volentieri si sente ribollire dalla rabbia quando, essendo un contribuente raggiungibile, se malauguratamente viene richiesto di sanare un errore è sottoposto anche alla beffa di una sanzione spesso molto onerosa dopo file e attese scoccianti. Intanto le casse del Comune languono. . Colpa del personale carente che non stana gli evasori? Ma ciò accadeva anche quando negli uffici non c’erano posti a sedere. Anni fa in un’inchiesta giornalistica sulle pratiche di abusivismo piccolo e grande che giacevano impolverate negli scaffali, il dirigente si appellò alla mole spropositata dell’arretrato e alla mancanza di impiegati: gli fu replicato che se nei 365 giorni dell’anno, sottratti festivi, riposi e ferie, l’ufficio avesse evaso due-tre pratiche al giorno quella montagna sarebbe diventata una collinetta e nel giro di qualche anno una pianura. Sorrise.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Manfredi: «Napoli salva con un mix di interventi. La colmata? Poi se ne parla»
DATA:
OCCHIELLO: Il sindaco rassicurato dalle parole del ministro Lamorgese. Si lavora anche su Bagnoli. «Faremo una ricognizione dei costi»
TESTO: Anche su Bagnoli l’inquilino di piazza Municipio ha voluto mettere in chiaro alcune cose. «Si sta facendo una ricognizione molto dettagliata sullo stato di avanzamento, la quantificazione dei costi e il grado di copertura. Questo ci consentirà di avere una fotografia concreta e realistica della situazione, che poi condivideremo anche con i cittadini». Sulla rimozione o meno della «colmata» realizzata sulla linea di costa, Manfredi ha spiegato che «siamo ancora molto lontani dalla colmata, prima di arrivare lì dobbiamo ragionare sulla terra. Poi ovviamente va fatta anche una riflessione tecnica sulla colmata. Oggi esiste una legge che dice che la colmata si toglie e che va ripristinata la linea di costa, e io da sindaco rispetto le leggi. E’ chiaro che Invitalia dovrà fare uno studio di fattibilità per valutare quanto costa toglierla e come, perché il tema è anche tecnico. Il problema è: chi la rimuove, come e quanto costa. Ma siamo molto lontano da questo». Manfredi ha poi incontrato la presidente della Rai Marinella Soldi e l’amministratore delegato Carlo Fuortes (quest’ultimo insieme con il sindaco di Procida Raimondo Ambrosino hanno firmato un protocollo di intesa che definisce le modalità di collaborazione tra la Rai e il comune dell’isola, proclamata Capitale italiana della Cultura 2022). Tema del colloquio il futuro del Centro di produzione di Napoli. «Il sindaco — si legge in una nota — ha ribadito la richiesta che la Rai valorizzi ulteriormente il Cptv, con un ampliamento delle produzioni e l’individuazione di nuovi spazi dedicati in città. I vertici Rai hanno assicurato che la coesione territoriale è una delle priorità per il Paese e dunque per l’azienda Rai e hanno confermato il loro costante interesse per il Centro di Produzione di Napoli».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Leopolda 2021, Renzi lancia i guanti di sfida su Open, elezioni e Quirinale. E accusa Prodi, D’Alema e Bersani
DATA:
OCCHIELLO: Si apre l’undicesima edizione della Leopolda: Renzi sfida la magistratura (allegate «pagine e pagine non inerenti all’inchiesta»), Prodi, D’Alema, Bersani
TESTO: ROMA — È la Leopolda. L’undicesima. È il luogo della sfida per Matteo Renzi. È sempre stato così. Dalla prima edizione fino a questa che qualcuno profetizza sia l’ultima. E il leader di Italia viva non intende smentirsi nemmeno stavolta. Lancia non uno ma più guanti di sfida. Il primo è alla magistratura: sabato parlerà di Open e mostrerà quei pochi documenti che non sono finiti sui giornali. Per dimostrare che allegando alle richieste di rinvio a giudizio «pagine e pagine non inerenti all’inchiesta» si «massacrano le persone» e «le famiglie» e «le storie di ognuno». Un altro guanto è per quelli che avrebbe voluto rottamare e che invece sono usciti illesi dal suo tentativo di fare fuori (politicamente, ben si intende) la classe dirigente che lo precedeva: «Vogliamo parlare di collaborazioni con istituzioni non pienamente democratiche? Organizziamo un confronto con «Prodi, D’Alema e Bersani», dice provocatoriamente all’Huffington post. E tanto per non lasciare dubbi, aggiunge: «Mi riferisco per Prodi a Kazakistan e Cina, per D’Alema e Bersani a Telecom, Monte dei Paschi di Siena e soldi presi dai Riva su Taranto».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Un opuscolo a tutti i parlamentari. Berlusconi lancia la sua campagna per il Quirinale
DATA:
OCCHIELLO: Il leader di Forza Italia punta sul Colle e spiega ai suoi: ma quelli del Partito democratico per chi dovrebbero votare?
TESTO: Certo, gli esperti di comunicazione storceranno il naso, perché chi si propone per il più alto incarico dovrebbe offrire un’immagine bipartisan. «Ma io sono un uomo del fare», ha detto l’altra sera Berlusconi a chi è andato a trovarlo nella sua residenza romana: «Il Paese in questa fase ha bisogno di uno come me. Eppoi, anche quelli del Pd, per chi dovrebbero votare? ». Intanto prova a corteggiarli, riservando loro un momento di attenzione: perché fare un regalo vuol dire aver pensato a chi ne è il destinatario. E il pensiero fisso del Cavaliere è il Colle, se è vero che un anno e mezzo fa (un anno e mezzo fa) chiamò un deputato di Forza Italia che stava per lasciare il partito: «Mi dispiace per questa tua decisione. Ma non perdiamoci di vista. Mi dovrai votare per il Quirinale, quando verrà il momento. Ho ricevuto l’appoggio anche della signora Meloni». Quello che sembrava un vaniloquio si sta rivelando una strategia, altrimenti non si spiega come mai Berlusconi abbia deciso di spedire anche ai suoi avversari una brochure che evoca la famosa biografia del 2001: «Una storia italiana». Allora gli elettori li cercava nel Paese, adesso li cerca nel Palazzo.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Le prime crepe della grandeur
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: Può essere che siano solo scosse periodiche, come quei vulcani che ogni tanto borbottano e poi tornano placidi a posare per le cartoline. Può essere la fisiologia della politica, ma sarebbe un fenomeno ben più strano dei terremoti, essendo sparita totalmente dalle nostre terre. Ma insomma si avvertono certi tremori, piccoli lampi, tuoni lontani. Per dire: il trionfatore delle ultime elezioni regionali, così definito dal suo presidente un anno fa ed elogiato in ogni declinazione possibile, lascia l’incarico di assessore e se ne va. Piccolo Cadorna di provincia, appena ode l’avanzare delle truppe cammellate di aspiranti direttori generali, appaltatori, lottizzatori di ogni risma - che sono dovunque la struttura portante della politica - rompe le linee e si ritira nell’amato Sud in cui gli è stato assicurato un “ricovero” nell’accogliente Unisalento. A lui risponde il presidente Diaz dicendo di avere «forza e spalle larghe», altro che i pusillanimi, e dunque tranquilli, la sanità è lui, cresce e si consolida. Solo un mattoncino che crolla nell’opera di costruzione della grandeur pugliese? Sembrano piuttosto moltiplicarsi, questi piccoli o grandi crolli. Nel momento della caduta tutti coloro che si sono consumati nel “servo encomio” passano con maramaldesca qualità italica al “codardo oltraggio”. Qui, infatti, la cosa si fa complicata perché invece che squilli di trombe si odono piuttosto scricchiolii preoccupanti per chi della Puglia e delle sue città più importanti ha le redini. Dopo la perdita del generale trionfatore, Taranto-Sagunto crolla e chissà cosa verrà fuori dai fumi tossici che avvolgono la politica locale. Poi esplode la bomba Petruzzelli, a cui ovviamente saranno dedicati spazi enormi: il teatro dovrà essere restituito alla famiglia ex proprietaria. I generali che hanno condotto quella battaglia con gran dispendio di economia, 43 milioni, si vedono sconfitti a tavolino, salvo la restituzione di quei denari che è facilissimo ipotizzare come una distopia tra le più allucinate. Altri proprietari animati dal sacro fuoco della grande Puglia, regione più bella del mondo, si stanno spalmando come lucertole al sole lungo la costa sud di Bari, un tempo regno di amori mercenari e traffici illegali di ogni tipo. Mecenati e filantropi quali sono, i mattonari stanno tirando su velocemente tutto quello che si può, nel rispetto delle leggi beninteso. ino a prova contraria. Una lunga scia di palazzi che colleghi idealmente la skyline littoria ad una modernista e green, fino a San Giorgio ma poi chissà, fino a Brindisi. Perché non dovremmo immaginare il lungomare più lungo del mondo? In Puglia tutto si può, i generali li abbiamo. E pure un esercito di laudatores: si può fare. Fino a prova contraria. Una lunga scia di palazzi che colleghi idealmente la skyline littoria ad una modernista e green, fino a San Giorgio ma poi chissà, fino a Brindisi. Perché non dovremmo immaginare il lungomare più lungo del mondo? In Puglia tutto si può, i generali li abbiamo. E pure un esercito di laudatores: si può fare.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Berlusconi, terza dose di vaccino e appello: «Ora tocca a voi»
DATA:
OCCHIELLO: Il leader di Forza Italia e il video del booster sui social: «Dobbiamo evitare nuovi lutti e altri lockdown». Complimenti (e meme) sui social. E festeggia il quinto figlio di Barbara
TESTO: I commenti sul web si sono scatenati, diversi quelli di plauso, alcuni meme ironici, e questa volta ad approvare c’è anche qualcuno che di Berlusconi non apprezza le idee: il vaccino unisce al di sopra della politica. Lui, l’ex premier, che non ha esitato a trasformare in uno spot vaccinale il suo gesto privato, aggiunge convinto: «I vaccini e il certificato sanitario sono il principale strumento che abbiamo per sconfiggere il Covid e limitare i suoi effetti sull’economia. Dobbiamo evitare nuovi lutti e altri lockdown. Chi non si è ancora vaccinato lo faccia senza esitazioni».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Beppe Sala alla Leopolda: «Mai mi piacerà una parte della destra»
DATA:
OCCHIELLO: Il sindaco di Milano ospite della kermesse di Matteo Renzi: «Non credo molto al tema del partito di centro ma a un’interpretazione in modo moderato di tematiche radicali: ambiente, diritti, equità sociale»
TESTO: Dopo Sala, sempre nel solco degli ex manager passati al timone di una grande città, arriva anche Marco Bucci da Genova: «Abbiamo ricostruito il ponte Morandi e abbiamo dimostrato che quando tutti ci rimbocchiamo le maniche noi italiani siamo capaci di fare cose che lasciano il segno nel mondo». Bucci, uomo di centrodestra, a giugno correrà per il bis e con discrete probabilità sarà appoggiato anche da Italia viva. A completare il trio con fascia tricolore arriva anche il sindaco di Firenze Dario Nardella, che venerdì, prima di sbarcare alla Leopolda, aveva presentato il libro del ministro M5S Luigi Di Maio nella zona più rossa (politicamente parlando) della città: «Chi vedrei bene come prossimo presidente della Repubblica? Non chiedete a me, io mi devo occupare di finire la tramvia».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Rai, Conte chiede incontro a Draghi: «Informati solo all’ultimo»
DATA:
OCCHIELLO: Il leader del Movimento 5 Stelle ritiene opportuno un chiarimento con Palazzo Chigi dopo la tornata di nomine ai vertici della tv di Stato
TESTO: Un incontro con il presidente del Consiglio Mario Draghi per affrontare il tema Rai «e altri temi dell’agenda politica è senz’altro opportuno». Lo ha detto il presidente del M5S Giuseppe Conte in un’intervista a Il Fatto Quotidiano. Sulla trattativa Rai «siamo stati informati all’ultimo», afferma l’ex presidente del Consiglio, sottolineando che il senatore Mario Turco non è stato mandato da lui a trattare, ma «è stato chiamato a Palazzo Chigi per essere messo al corrente della lista di nomi già pronta, a poche ore dall’annuncio ufficiale, quando già circolavano le indiscrezioni sui nomi». Turco, precisa Conte, «ha solo potuto chiedere il criterio che aveva ispirato queste proposte editoriali. Ma non gli è stata data alcuna spiegazione». Il leader del M5S racconta di essersi confrontato con Grillo e di essere in linea con le posizioni del garante. «Potete immaginare la sua sensibilità sul punto», ha detto Conte, «visto che lui sulla comunicazione ha idee molto eterodosse e aveva invitato i parlamentari a un periodo di astinenza».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Brunetta: «Serve un super green pass. No a nuove chiusure a causa dei non vaccinati»
DATA:
OCCHIELLO: Il ministro: bisogna puntare molto sulle terze dosi. Vedo bene l’obbligo per chi lavora agli sportelli pubblici
TESTO: Insisto. Se il green pass funziona perché cambiare? Quali sono i numeri che spaventano il governo? «Imponendo il green pass a tutto il mondo del lavoro abbiamo fatto la più grande strategia di politica economica. Ma il governo segue con estrema attenzione quel che accade in Italia e fuori e ascolta il grido di dolore di molte regioni. Il presidente Fedriga, vista la situazione in Austria e Germania, chiede se non sia il caso di potenziare il green pass. Non si tratta di cambiare strategia, ma di rafforzarla per non dover richiudere».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Rai e tensioni nella maggioranza. Conte chiede di vedere Draghi
DATA:
OCCHIELLO: Palazzo Chigi non ha fissato alcun incontro con il presidente del Movimento 5 Stelle: ma c’è la disponibilità, come per gli altri leader
TESTO: I rapporti fra i due non sono mai stati sereni, se non altro perché il governo di Conte è franato lentamente mentre prendeva piede l’ipotesi di Mario Draghi a Palazzo Chigi, lo stesso Draghi che nei primi mesi del suo esecutivo ha di fatto smantellato buona parte della struttura di potere e istituzionale che l’avvocato pugliese aveva messo in piedi in due anni del suo governo: dalla posizione di Arcuri sulla gestione dell’epidemia sino ai vertici dei Servizi segreti. L’ultimo intervento, forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso, sono state le nomine Rai, sulle quali i Cinque Stelle hanno perso la guida del Tg1 e si sono sentiti svantaggiati rispetto ad altri partiti. Anche da qui la richiesta di un faccia a faccia, affiancato alla rivendicazione dell’annunciato Aventino televisivo, promesso da Conte: «Non entro nel merito dei singoli, la cui professionalità è riconosciuta e indiscussa. Sono il leader di una forza politica che è stata votata da 11 milioni di elettori, e anche per il rispetto che devo loro ho il diritto di chiedere spiegazioni sui criteri che hanno portato a queste nomine, partite dalla premessa che la politica sarebbe rimasta fuori».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Renzi alla Leopolda difende Open: «Interverrò a ogni udienza del processo». Nuovi attacchi a Pd e M5s
DATA:
OCCHIELLO: L’ex premier parla di Open e dell’inchiesta in corso sulla fondazione che avrebbe finanziato il partito
TESTO: L’oggetto sociale della Fondazione Open, ricorda Renzi, non ha fini di lucro: ma ha tra gli obiettivi la promozione del ricambio generazionale della politica, di nuove idee, di proposte per rinnovare la società italiana. «Da qui persone di diversa provenienza politica hanno fatto proposte, di natura amministrativa-politica-organizzativa», sottolinea il leader di Italia Viva. La Fondazione Open organizzava la manifestazione Leopolda e per dieci anni ha promosso queste iniziative. «I magistrati pensano che le correnti funzionino come in magistratura. Se lo facessimo noi prenderemmo avvisi di garanzia per traffico di influenza. La corrente dei renziani nel Pd non esisteva, ma se si vuol trovare un rapporto fra il contributo e la corrente, i due capi, uno del partito uno nel governo, erano Lorenzo Guerini e Paolo Gentiloni, che non avevano alcun rapporto economico con Open». Secondo Renzi, «il punto fondamentale di questa vicenda, lo abbiamo detto in sede parlamentare prima ancora di essere indagato, è che noi rivendichiamo il diritto della politica di organizzarsi come meglio crede», dopo aver «messo regole sulle fondazioni stringenti e severissime, con una trasparenza mai adoperata prima». Il presidente del comitato del no al referendum, l’ex ministro della Giustizia Flick, ha fatto una lunga relazione spiegando che il partito e la Fondazione erano due cose diverse: «Ciò nonostante il pubblico ministero è andato avanti», dice Renzi. «Quindi questo dibattito è su cosa è un partito e cosa no. Chi decide che cos’è politica e che cosa non è? Nei Paesi democratici lo decide il Parlamento. Dove lo decidono i magistrati non si definisce correttamente il sistema democratico, se è un giudice a decidere, la libertà democratica è a rischio». Infine, c’è il tema dei 5 Stelle che sarebbero stati nel mirino di Renzi. Il leader di Italia Viva liquida la questione con una battuta: «Il mio reato? Non essere ancora riuscito a distruggere politicamente M5s. Ma lo scontro tra Conte e Di Maio sta autodistruggendo M5s. Il lavoro lo stanno facendo loro».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Patuanelli (M5S) su manovra, Rai e le mosse di Renzi: «Così non va. Il Pd? Se si ragiona come coalizione bisogna farlo sempre»
DATA:
OCCHIELLO: Il ministro delle Politiche agricole: ora serve un chiarimento politico, la legislatura deve arrivare alla scadenza naturale per il Pnrr e la lotta alla pandemia ma questo obiettivo non si raggiunge se i partiti antepongono interessi egoistici a quelli collettivi
TESTO: Conte vuole vedere Draghi. .. «A mio avviso serve un chiarimento politico dopo l’episodio che conosciamo. In merito alla legge di Bilancio, non possiamo negare di aver ottenuto molto. Ci sono grandi risorse sulle nostre misure. Mancano però alcuni tasselli per noi fondamentali in cui serve maggiore chiarezza: se non si vuole estendere il superbonus alle unifamiliari lo si dica senza indugi e ci si assuma la responsabilità della scelta, così che i cittadini sappiano chiaramente chi ha depotenziato la misura; se non si vuole implementare la cessione del credito d’imposta legato al 4.0 lo stesso, si vada davanti alle imprese e si spieghino i motivi. Non può essere il M5S ad assumersi le responsabilità di queste scelte che, secondo noi, sono sbagliate».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Renzi alla Leopolda: «Una nostra legge anti omofobia». E c’è l’asse con Salvini dopo il ddl Zan
DATA:
OCCHIELLO: Il leader di Italia viva attacca sulla giustizia. E cerca altri voti centristi per pesare sull'elezione del prossimo capo dello Stato al Quirinale
TESTO: Poi attacca a testa bassa: «Se noi facessimo come il Csm ci prenderemmo gli avvisi di garanzia per traffico di influenze». I magistrati sono nel mirino: «Hanno impiegato più forze dell’ordine per le perquisizioni di Open che per prendere Matteo Messina Denaro, spendendo i soldi dei contribuenti». Quindi tocca ai 5 Stelle. Nei loro confronti, come sempre, è irridente: «Non soi se sia un reato volerli distruggere. Il mio vero reato è stato quello di non essere riuscito a farlo. Ma ci stanno pensando loro con lo scontro sotterraneo tra Conte e Di Maio».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Super green pass, arriva la stretta: il tampone valido solo per il lavoro
DATA:
OCCHIELLO: Possibile una carta verde limitata a vaccinati e guariti. L’ipotesi di utilizzarla anche per i mezzi pubblici
TESTO: ROMA- La stretta è ormai inevitabile, il nuovo decreto a cui lavora il governo punta a frenare la quarta ondata di Covid e a smuovere lo zoccolo duro di italiani che non vogliono immunizzarsi. Al vertice con le Regioni di domani o martedì e poi alla cabina di regia di metà settimana saranno sul tavolo diverse ipotesi, dal super green pass, all’obbligo vaccinale. Toccherà al premier Mario Draghi trovare il punto di equilibrio, ma la filosofia che orienterà le scelte è chiara: non far pagare restrizioni e chiusure agli italiani che si sono vaccinati. Il capo del governo ha ancora molti dubbi, eppure non è certo sordo alle pressioni di chi — a cominciare dai governatori Fedriga e Toti — chiede che il prezzo lo paghino i no vax. Speranza parte dai numeri di contagi e vittime e ricorda che «abbiamo un vantaggio rispetto ai Paesi come Austria, Germania, Olanda e Belgio costretti a imporre misure rigorose e chiusure drammatiche». Il primo passo potrebbe essere rilasciare il green pass soltanto ai vaccinati e ai guariti. Chi non lo avrà, dovrà sottoporsi al tampone per andare al lavoro. Obiettivo: evitare di finire in zona gialla entro la fine di dicembre, con obbligo di mascherina all’aperto, riduzione dei posti a sedere nei ristoranti e delle capienze nei luoghi dello spettacolo. E con la chiusura delle discoteche in vista delle festività di fine anno. Si procede dunque, pur consapevoli delle resistenze di Salvini e delle inevitabili proteste del fronte no vax.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Green pass, Ciciliano: «Logico ridurre la validità del certificato, l’immunità vaccinale cala dopo 6 mesi»
DATA:
OCCHIELLO: L’esperto: «Ora è logico ridurre la validità del green pass, visto che l’immunità vaccinale cala dopo 6 mesi». Tampone antigenico e molecolare, le difficoltà
TESTO: Dunque è logico abbreviare le scadenze? «L’agenzia del farmaco Aifa si pronuncerà a breve sull’opportunità di accorciare i tempi fra le dosi. Ritengo che anticipare la possibilità del richiamo con la terza dose abbia l’indiscutibile vantaggio di intercettare molte più persone e prevenire le infezioni da Covid 19 nel prossimo inverno. È il periodo che coincide purtroppo con la maggiore capacità di diffusione di tutti virus a trasmissione aerea come anche il Sars-CoV-2. È un modo sicuro per innalzare ed allargare fin da subito le difese individuali e collettive».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Italia-Francia, patto per rafforzare l’intesa: ecco cosa dice il Trattato del Quirinale
DATA:
OCCHIELLO: Giovedì a Roma la firma tra Draghi e Macron, poi l’intesa tra i due Parlamenti dopo la frenata durante la crisi nel Conte I
TESTO: Gli undici capitoli del Trattato sono Esteri, Difesa, Europa, Migrazioni, Giustizia, Sviluppo economico, Sostenibilità e transizione ecologica, Spazio, Istruzione formazione e cultura, Gioventù, Cooperazione transfrontaliera e pubblica amministrazione. Per esempio, negli Esteri, Mediterraneo, Balcani e Africa vengono individuati come le tre priorità, e viene lanciata una cooperazione strutturale tra le due diplomazie. Nella Difesa viene approfondita la collaborazione dell’industria militare, dai sistemi di difesa all’intelligence. Sui migranti, battaglia comune per superare il regolamento di Dublino sulle richieste di asilo. Sui giovani, riconoscimento facilitato dei titoli di studio e un programma di scambi, una specie di Erasmus bilaterale tra Italia e Francia.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Istruzioni per aiutare le imprese
DATA:
OCCHIELLO: Produttività al Sud
TESTO: Si noti che per molti di questi canali in effetti la densità agisce come un moltiplicatore di vantaggi sia per le imprese che per i lavoratori, e quindi rinunciare ad esse implica anche per i lavoratori rinunciare a parte del loro potenziale produttivo. Qualunque sia la ragione la densità di attività economica è un fattore che spiega molta parte delle differenze di produttività in molti Paesi. Un recente lavoro della Banca d’Italia, sfruttando dati straordinari a livello di impresa, stima una elasticità della produttività alla densità di lavoratori nei Sistemi locali del lavoro, delle unità territoriali di circa 11/12 chilometri di raggio. Due risultati sono di immediato rilievo per il divario Nord-Sud. Il primo, a mio parere positivo, è che le economie di densità non sono differenti tra le due ripartizioni. In altri termini non ci sono due Paesi, ma uno solo in cui le differenze sono, per questo aspetto, nella densità media, molto maggiore al Nord. Il secondo è che una parte significativa delle differenze di produttività Nord-Sud, più di un quarto, possono in effetti essere attribuite alla densità.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Le Regioni al governo: «Super green pass solo ai vaccinati per mettere in sicurezza il Paese»
DATA:
OCCHIELLO: Oggi alle 18 incontro con il sottosegretario Roberto Garofoli. Giovedì il decreto in Consiglio dei ministri: restrizioni ai no vax nelle zone «colorate»
TESTO: La campagna vaccinale A innescare il pressing dei presidenti è il timore che la quarta ondata di Covid 19, in coincidenza con la stagione turistica invernale e con le festività natalizie che si avvicinano, possa avere una pesante ricaduta «sulla ripresa economica e sulle attività sociali». Regioni e Province insomma spingono perché Mario Draghi e l’intero governo aprano una riflessione «sulla tenuta delle regole attualmente vigenti», decise quando il numero dei vaccinati era molto inferiore e quando Palazzo Chigi ha dato il via al green pass. Ora però lo scenario è cambiato e Fedriga, Toti, Fontana, Zaia, Bonaccini, Zingaretti e gli altri governatori invocano trasversalmente nuove e più stringenti norme che scongiurino «danni economici incalcolabili legati all’incertezza che i prossimi passaggi di zona rischierebbero di provocare alle attività». Tre le mosse che le Regioni suggeriscono: accelerare la campagna vaccinale, partire «da subito con la somministrazione della terza dose a tutti i cittadini» e, anche se questo nella lettera a Draghi non c’è scritto, potenziare lo strumento del green pass.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Calenda: «Dico no al grande centro, serve un nuovo partito riformista. Renzi? Conosce le condizioni»
DATA:
OCCHIELLO: Il leader di Azione non crede al voto nel 2022: «Matteo smetta di farsi pagare da paesi stranieri. Da Italia viva non è mai arrivata una proposta seria per collaborare»
TESTO: «Mi sembra impossibile andare divisi alle prossime elezioni», ha detto Renzi alla Leopolda rivolgendosi al suo compagno di partito Enrico Costa. .. Accetta la proposta? Carlo Calenda, leader di Azione e già ministro nei governi Renzi e Gentiloni, ci pensa un attimo. E poi: « Come Matteo sa bene, è più complicato di così, perché non si capisce qual è la sua linea politica. Renzi è andato alleato con i Cinque stelle in molti Comuni, senza contare gli accordi con il forzista Miccichè in Sicilia». Insomma, lei in un nuovo contenitore con l’ex premier ci starebbe: sì o no? «Renzi sa che ci sono delle condizioni imprescindibili: in primo luogo che smetta di fare il businessman ed essere pagato da paesi stranieri, poi di farla finita con i tatticismi. Dopodiché, a parte queste battute sul palco, da lui non è mai arrivata una proposta seria di collaborazione». Alle Comunali Azione ha incassato buoni risultati. Ma qual è la vostra prospettiva nazionale? «Azione ha appena compiuto due anni. Il lavoro che stiamo facendo è lo stesso che ci ha portato al 20% a Roma, grazie a una squadra di amministratori seri, programmi approfonditi, coerenza e trasparenza nei comportamenti. Vedrete che arriveremo almeno al 10% alle prossime Politiche». Crede alla nascita di questo nuovo grande centro? «No. Credo alla necessità di un grande partito liberaldemocratico e riformista che porti avanti il modo di governare di Draghi. Una formazione che non nasce dalla fusione di qualche sigla parlamentare, ma da un profondo lavoro sul territorio. Oggi Azione è aperta a collaborare con i movimenti politici che condividono questa prospettiva: da +Europa a Base dell’ex leader Fim Bentivogli, comprese singole personalità civiche».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Terza dose, il piano: oggi il via alle prenotazioni per la fascia d’età 40-59 anni
DATA:
OCCHIELLO: Rischio «ingorgo» nelle somministrazioni durante le feste natalizie
TESTO: La struttura commissariale guidata da Francesco Figliuolo assicura che sono in arrivo oltre 8,6 milioni di dosi (4 di Pfizer, 4,6 di Moderna) entro fine anno. Che si sommano alla riserva attuale di 6,9 milioni conservate nei frigoriferi. Rischiano di essere insufficienti se si consentirà l’anticipo. Oltre 15 milioni di dosi sembrano tante ma entro fine anno vanno coperti 16 milioni di italiani over 40 con la terza dose. La stima è conservativa perché l’anticipo di un mese in teoria ingrossa questa platea. Finisce per ricomprendere anche chi, tra gli over, 40, ha avuto il richiamo entro il 20,25 luglio. Alle proiezioni di copertura si sommano altre due variabili che indurranno la struttura commissariale a chiedere altri lotti di fornitura se l’Ema, come è probabile, dovesse sdoganare a breve i vaccini a Rna messaggero per i bambini tra i 5 e gli 11 anni. Sono oltre 3,2 milioni, dunque 6,4 milioni in caso di adesione massima. Fonti rilevano che sono in corso negoziati con la Ue per un possibile anticipo dei lotti rispetto alla scadenze immaginate.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: M5S, Raggi: «Ho stima di Conte,ma Di Battista va ascoltato»
DATA:
OCCHIELLO: L’ex sindaca: riprenderò il mio lavoro da avvocato. Con il Pd mediamo senza rinunciare alla nostra identità. Grazie a Di Maio per Expo
TESTO: Virginia Raggi, lei a Roma ha corso contro il Pd. Ora nel M5S c’è chi si lamenta dell’alleanza con i dem. Siete troppo schiacciati? «Generalizzare è sempre un errore, soprattutto in politica. Diciamo che prima delle alleanze vanno condivisi i temi. Gli accordi vengono dopo e sono strumentali al raggiungimento del risultato. Detto questo, è evidente che nel M5S ci siano più punti in comune con il Pd rispetto a quelli con Salvini. Il segreto è la mediazione senza rinunciare alla propria identità. Conte sa tenere dritta la barra».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Al voto nel 2022? Cosa ne pensano Pd, M5S, FdI e Lega
DATA:
OCCHIELLO: Il bivio dell’elezione del capo dello Stato spinge i partiti a valutare diversi scenari.
TESTO: L’unica a dirlo a voce alta è Giorgia Meloni. Non solo ora, con la possibilità realistica che — in caso di elezioni al Colle di Mario Draghi — le urne anticipate divengano la prima opzione. La leader di Fratelli d’Italia è stata infatti l’unica a decidere di non sostenere il governo Draghi convinta che la parola «vada restituita agli elettori al più presto». Se questa era la posizione un anno fa, figurarsi ora, con il suo partito che continua a veleggiare attorno al 20%. Infatti da FdI esplicitamente si evoca la possibilità di eleggere Draghi al Quirinale per accorciare i tempi della legislatura: se sarà lui il prescelto, si spiega, è praticamente impossibile che si possa metter su un quarto governo con maggioranze spurie. Però Meloni non molla il leader azzurro nella sua corsa al Quirinale: gli assicura «lealtà» ma pretende che il Cavaliere non si muova per proprio conto. «Ho chiesto ai leader che questa compattezza sul Quirinale continui fino alla fine, comunque vadano le cose. Non vorrei che noi lavoriamo su una traiettoria, e poi. ..». Se Berlusconi andasse al Colle sarebbe «una garanzia», ma «si deve garantire anche» che «mentre noi lavoriamo insieme nessuno tratta con qualcun altro. A partire dal proporzionale. Io sono monogama, gli altri più aperti. .. Berlusconi non può dire subito sì a Letta senza consultarci». I sospetti sono comunque reciproci: come la Meloni teme trame di Berlusconi in cambio di un appoggio alla sua candidatura, lui vigila che i suoi alleati non lo tradiscano per voglia di urne anticipate. E negli ambienti azzurri si fa questo ragionamento: Meloni e Salvini si illudono se credono che Draghi al Quirinale dia l’incarico a uno dei due nel caso in cui il centrodestra vincesse le elezioni. «L’unico che può dare l’incarico a Meloni o Salvini è Berlusconi. Draghi non lo farebbe mai, meglio che lo capiscano. ..», è il messaggio. (Paola Di Caro)
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Super green pass, il nuovo decreto: restrizioni e divieti solo per i no vax. Punti fermi e in discussione
DATA:
OCCHIELLO: Il pressing di Regioni e sindaci. Fedriga: servono al più presto misure differenziate. È una garanzia per non chiudere tutto
TESTO: E dunque già domani i ministri Speranza e Gelmini discuteranno le nuove norme con i presidenti delle Regioni. Poi Mario Draghi riunirà la cabina di regia politica e, a seguire, il Consiglio dei ministri. Riunioni cruciali, perché il presidente del Consiglio ancora non si è espresso e da quel che trapela non ha deciso quanto energica dovrà essere la stretta. L’ipotesi prevalente, a sentire i ministri, è che le restrizioni scatterebbero a partire dalla zona arancione, per chi non è vaccinato o non è guarito dal Covid.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Vaccini, terza dose dopo cinque mesi: pubblicata la circolare del ministero
DATA:
OCCHIELLO: Il provvedimento in Gazzetta dal 23 novembre. L’incontro tra Governo e Regioni per la stretta sul Green pass. Giovedì il decreto in Cdm
TESTO: Green pass soltanto per i vaccinati e controlli per chi arriva dagli Stati esteri dove alto è il numero dei contagi e basso quello delle vaccinazioni: sono le richieste presentate oggi al governo dal presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga. Contestualmente il ministro della Salute Roberto Speranza ha detto ai governatori che la terza dose verrà somministrata dopo 5 mesi. Come si legge nella circolare firmata dal direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, «tenuto conto dell’attuale condizione di aumentata circolazione virale e ripresa della curva epidemica e in un’ottica di massima precauzione, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della relativa determina a cura di Aifa, l’intervallo minimo previsto per la somministrazione della dose “booster” (di richiamo) con vaccino a m-RNA, alle categorie per le quali è già raccomandata (inclusi tutti i soggetti vaccinati con una unica dose di vaccino Janssen) e nei dosaggi autorizzati per la stessa, è aggiornato a cinque mesi (150 giorni) dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, indipendentemente dal vaccino precedentemente utilizzato». Il provvedimento in Gazzetta domani (martedì 23 novembre, ndr) è in vigore da mercoledì. Il nuovo decreto È la settimana decisiva per il nuovo decreto che dovrà dare il via al «super green pass», il certificato verde citato da Fontana che consentirà solo ai vaccinati e ai guariti di frequentare i luoghi a maggior rischio di contagio: bar, ristoranti, teatri, cinema, stadi, palestre, piscine. La campagna vaccinale A innescare il pressing dei presidenti è il timore che la quarta ondata di Covid 19, in coincidenza con la stagione turistica invernale e con le festività natalizie che si avvicinano, possa avere una pesante ricaduta «sulla ripresa economica e sulle attività sociali». Le reazioni dei governatori «Le chiusure generalizzate dopo le vaccinazioni non sarebbero sopportabili», ha detto Fedriga. E poi ha aggiunto: «Anche passaggio di zona a prescindere, determina l’annullamento delle prenotazioni perché i gestori non sanno se potranno andare, se potranno tenere le attività aperte, le piste da sci aperte. Chi è vaccinato deve avere minori restrizioni». Molto deciso il presidente della Lombardia Attilio Fontana: «Non dobbiamo né possiamo aspettare altro tempo. Non possiamo aspettare che il virus detti regole gioco. Servono provvedimenti rapidi, limitati a fascia di persone. Un green pass che consenta attività solo a chi vaccinato/guarito. Non deve esserci inerzia. Importante tutelare sicurezza aperture, continuità attività commerciali e imprenditoriali e tutelare chi ha fatto proprio dovere, ha rispettato richieste dello Stato». Secondo il governatore della Liguria Giovanni Toti «l’unica misura sensata è attribuire un regime di chiusure alla qualità soggettiva delle persone, ovvero dall’assenza o meno del certificato derivante da vaccinazione e non su territori dove operano soggetti in condizioni molto diverse. Quindi applicare zone, oppure un criterio univoco fin dall’inizio basato su qualità persona vaccinata o meno e non su specificità territorio». E chiede anche «obbligo vaccinale su 3 dose sanitari e rsa, dove c’è una certa indolenza anche nel personale medico e alte processioni sanitarie. così come potrebbe aiutare accorciamento green pass e anche dei tempi 3 dose».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Manfredonia, vince il centrodestra: eletto sindaco Gianni Rotice
DATA:
OCCHIELLO: Ingegnere di 54 anni ed ex presidente di Confindustria Foggia, ha battuto il candidato del centro sinistra Gaetano Prencipe
TESTO: «Congratulazioni a Gianni Rotice eletto nuovo sindaco di Manfredonia e complimenti a tutta la squadra di Forza Italia che è il primo partito della città. Auguri di buon lavoro ai consiglieri eletti e grazie a tutti coloro che si sono spesi per questo grande risultato». Lo scrive su Twitter Antonio Tajani, Coordinatore nazionale di Forza Italia. Il commissario regionale di Forza Italia, Mauro D’Attis, e del vice commissario, Dario Damiani: “Una vittoria storica, dopo diversi decenni di malgoverno, con Forza Italia che traina la coalizione ed è il primo partito della città: auguri di cuore e buon lavoro al neo sindaco di Manfredonia, Gianni Rotice. E auguri a tutti noi che ci abbiamo creduto, ai nostri candidati al Consiglio comunale (eletti e non) che hanno affrontato una battaglia durissima fino all’ultimo minuto. Auguri e grazie al nostro consigliere regionale Giandiego Gatta, che si è speso con anima e corpo per dare una speranza di cambiamento alla sua adorata Manfredonia. Grazie al nostro coordinatore provinciale Raffaele Di Mauro, anche lui in prima linea per affrontare questa campagna elettorale». Poi aggiungono: «Grazie ai cittadini che ci hanno dato fiducia, non li deluderemo. E’ un momento di gioia straordinario, anche di commozione per essere riusciti a dare una prospettiva credibile, seria e trasparente alla comunità. Siamo stati i primi a scommettere sulla candidatura dell’ex presidente di Confindustria Foggia e abbiamo lavorato con fiducia affinché fosse il candidato di tutta la coalizione di centrodestra. Da ora vale: saremo con Rotice, lo supporteremo e sosterremo con lealtà per disegnare una strada nuova per Manfredonia. Avanti verso il futuro! ”.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Il triage da fare alle liste civiche
DATA:
OCCHIELLO: Sindaci (e Comuni) in ostaggio
TESTO: Partiamo dal fatto che queste maggioranze sono talmente eterogenee che restano unite solo il tempo dell’assalto al palazzo d’inverno (alias poltrone) e poi ognuna va per sé, alla ricerca del filo con cui tessere la carriera personale del piccolo leader di turno. Non sarà un caso che queste fragili maggioranze siano spesso costruite su quelle che si chiamano liste civiche. Nessuno vuole demonizzarle, anzi; in questi tempi di post- tutto (post-ideologia, post-partiti e anche post-democrazia), grazie ad esse migliaia di persone, si sono recate lo stesso alle urne. Non riconoscendosi più in un partito o in un movimento, almeno hanno scelto un volto, un nome, una persona.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Il Vaticano osserva da lontano la partita del Quirinale: «Ormai siamo ombre»
DATA:
OCCHIELLO: Senza papi italiani e senza Dc l’influenza nelle scelte è sparita
TESTO: Per anni, il «cardinale italiano» delegato ai rapporti con i politici è stato Achille Silvestrini. Alla Camera il «cappellano» era monsignor Rino Fisichella. E, nella filiera dei collaboratori alla segreteria di Stato c’era monsignor Antonello Mennini, futuro nunzio a Mosca e a Londra e amico di Aldo Moro e della famiglia: al punto che nacque la leggenda di un sacerdote intermediario con le Brigate rosse quando il presidente della Dc fu sequestrato, nel 1978. Dopo Silvestrini, almeno per un tratto, negli ultimi anni il ruolo era passato di fatto all’allora numero due della Segreteria di Stato, Giovanni Angelo Becciu, prima che cadesse in disgrazia con Francesco e da cardinale fosse «degradato» in un amen. «Oggi è difficile immaginare il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, che parla con qualcuno del voto per il Quirinale. A volte mi chiamano dei parlamentari per sondarci e io rispondo: telefonate alla Cei. Ma non sanno a chi rivolgersi», racconta il vecchio negoziatore. «È vero anche il contrario, però: i vescovi non sanno bene chi rappresenti chi, nei partiti». La frantumazione delle formazioni politiche e la dispersione del potere nell’ultimo decennio scoraggiano qualunque strategia, che rischierebbe di rivelarsi velleitaria, se non dannosa. E poi, ogni mossa irriterebbe Francesco.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Super green pass, Salvini vede i governatori leghisti e si convince sulla stretta
DATA:
OCCHIELLO: Fino a pochi giorni fa il leader si dichiarava contrarissimo a qualsiasi misura che limitasse la libertà. Poi aggiusta la linea, basata su una differenza di trattamento tra chi è vaccinato e chi no
TESTO: «Si lavora insieme con il governo con buonsenso per evitare chiusure, eccessive complicazioni per gli italiani e messaggi allarmistici». Usa toni felpati e dà indicazioni generiche Matteo Salvini dopo il vertice in videoconferenza con i presidenti di Regione leghisti (ci sono Attilio Fontana, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga con il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, mentre sono assenti per impegni istituzionali Donatella Tesei e Christian Solinas). Parla di buonsenso, di provvedimenti restrittivi da evitare, il segretario leghista che solo fino a pochi giorni fa si dichiarava contrarissimo a qualsiasi misura che limitasse la libertà di chiunque. Ma la linea pragmatica dei governatori, basata su una differenza di trattamento tra chi è vaccinato e chi ha ritenuto di sottrarsi, era già passata nel tardo pomeriggio di lunedì, quando c’è stato il primo confronto con il governo. (Qui i dettagli del super green pass varato dal governo)
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Intervista a Fedriga: «Super green pass, il governo ci ha ascoltato. Salvini? Posizioni concordate»
DATA:
OCCHIELLO: Il presidente della conferenza delle Regioni: «Si va verso il super green pass: le misure restrittive solo per i non vaccinati. Non condivido le posizioni di Giorgia Meloni»
TESTO: La presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, contesta le nuove restrizioni. Sostiene che stiamo andando verso un nuovo lockdown. Nel centrodestra continua a non esserci una posizione comune. «Il dibattito è giusto. Ma ricordo a tutti che se non ci saranno gli interventi caldeggiati o concordati con le Regioni, oggi, a regole vigenti, si andrebbe dritti incontro alla chiusura per tutti. Sia ben chiaro: l’alternativa non è nessun vincolo, l’apertura per tutti, ma lo scenario di un anno fa. Ce lo siamo dimenticati? ».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Mastella: «Bruciammo le schede con i voti del partito: quella bugia spianò la strada per Cossiga al Quirinale»
DATA:
OCCHIELLO: Il racconto dell’allora portavoce della Dc: il consenso sul candidato era troppo basso, così distruggemmo le prove della votazione e scrivemmo un comunicato stampa dicendo che aveva preso oltre il 75%
TESTO: «A un certo punto, a notte fonda, mi squilla il telefono. Era la Batteria. ..». La Batteria del Viminale, il super centralino del ministero dell’Interno. «Flaminio Piccoli, presidente della Dc, voleva parlare con me. Lui e De Mita, allora segretario, non avevano buoni rapporti. Quando volevano mandarsi dei messaggi, lo facevano attraverso me. Faceva caldo, quella notte. Giugno 1985». Piccoli era solito chiamarla a quell’ora? «Mai. La sua voce era impastata d’ansia, “Mastella corri qua alla Camera, è successa una tragedia”. Mezz’ora dopo stavamo bruciando delle schede. ..». Come bruciando? «Bruciando». È passata alla storia come l’elezione più lineare di un presidente della Repubblica, la più semplice, la più dritta. Giugno 1985, Ciriaco De Mita e Alessandro Natta, segretari di Dc e Pci, si mettono d’accordo sull’elezione di Francesco Cossiga e Cossiga viene eletto al primo scrutinio. A distanza di trentasei anni e mezzo, Clemente Mastella racconta una pagina di quella storia rimasta praticamente nell’ombra. E di come lui — oggi sindaco di Benevento, all’epoca portavoce Dc — sventò da solo una «congiura» che avrebbe potuto fermare sul nascere la corsa di Cossiga verso il Quirinale. Andiamo per ordine. «Dopo Pertini, vista l’alternanza cattolico-laico, nel 1985 toccava a un cattolico. Anche se Pertini, a differenza di Mattarella oggi, l’idea del bis la accarezzava eccome». Lo dice perché a lei Pertini non stava simpatico. «Lo dico perché è vero. E comunque, simpatia o non simpatia, insieme a Guglielmo Zucconi eravamo gli unici due a non averlo votato nell’elezione del Quirinale nel 1978. In Transatlantico, Pertini aveva parlato male di Moro dopo il sequestro; dicendo che, al contrario di quelli che avevano fatto la Resistenza come lui e che secondo lui erano gli unici ad avere “gli attributi”, i cattolici sorretti dalla fede si lasciavano andare subito. .. Per questo poi non l’ho votato. E lui avrebbe mantenuto un atteggiamento di grande antipatia nei miei confronti. Ricambiata».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Grillo: « Conte non riesce a dare ultimatum, è lo specialista del penultimatum»
DATA:
OCCHIELLO: Il fondatore del Movimento 5 Stelle al convegno sulle comunità energetiche. E l’ex premier: «Beppe ha fatto solo una battuta, nessuna divergenza. Lui comunica in modo non ortodosso»
TESTO: «Giuseppe Conte, che è un gentleman, non riesce a dare degli ultimatum, è uno dei più grandi specialisti di penultimatum che abbiamo visto. Va bene così». Lo ha detto il fondatore del M5s, Beppe Grillo, intervenendo in collegamento alla conferenza del M5S sulle comunità energetiche. In giornata l’ex premier, oggi capo politico del Movimento, aveva fatto sapere di essere pronto ad un ritorno alle trasmissioni della tv pubblica, dopo che nei giorni scorsi aveva annunciato che i pentastellati non vi avrebbero più preso parte, in risposta alle nuove nomine decise dal Cda Rai senza un coinvolgimento del maggiore gruppo del Parlamento. «Grillo ha fatto una battuta, ci siamo confrontati su questo punto — ha replicato a stretto giro di agenzie lo stesso Giuseppe Conte —. Sul piano della comunicazione Grillo ha una visione non molto ortodossa, già in passato ha dimostrato di non essere legato molto alle apparizioni tv, da questo punto di vista non c’è stata nessuna divergenza su quello che è avvenuto».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Super green pass, dal ristorante allo stadio: linea dura per i non vaccinati
DATA:
OCCHIELLO: Cosa sappiamo del super green pass, in arrivo in Italia per contenere la quarta ondata: l’intesa tra governo e Regioni sul nuovo certificato verde (senza tampone). L’idea dei divieti anche in zona bianca. Terza dose dopo cinque mesi
TESTO: - Super green pass, il nuovo decreto: restrizioni e divieti solo per i no vax; - Abrignani (Cts): «Controlli Green pass anche sui mezzi pubblici. Test rapidi attendibili solo al 60%»; - Ciciliano: «Logico ridurre la validità del certificato, l’immunità vaccinale cala dopo 6 mesi»; - «Solo grazie alla scienza possiamo guardare il futuro» di Ilaria Capua; - I Covid party in Alto Adige, per contagiarsi e avere il green pass; - Super green pass, il nuovo decreto: restrizioni e divieti solo per i no vax. Punti fermi e in discussione ;
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Covid, De Luca accusa di nuovo il Governo: «Dormono in piedi. Scelte con due mesi di ritardo»
DATA:
OCCHIELLO: Il governatore: «Cosa aspettano a rendere obbligatoria la terza dose di vaccino per il personale sanitario. Quello che succederà a Natale dipende dalle loro decisioni»
TESTO: All’inaugurazione della 35esima edizione di Futuro Remoto, la kermesse in programma a Città della Scienza, De Luca cita Seneca - «Vita militare est» - e invita i giovani a diffidare dei social. Anche se, pochi mesi dopo il primo insediamento, la sua giunta stanziò 40mila euro per aumentare i «mi piace» della pagina Facebook della Regione Campania. E ogni settimana è protagonista di una tribuna social dalla quale dispensa autocelebrazioni o, in alternativa, critiche agli altri. «Attenti ad Internet, ai social. Tutto quello che c’é in rete è controllato da 3 o 4 motori di ricerca - dice il governatore - I social sono uno strumento di controllo, non di estensione della libertà. Dovete puntare ad un nuovo Umanesimo che è quello di cui abbiamo bisogno. Internet non vi darà mai la sensazione di paura di un anziano assalito dall’Alzheimer, di una donna in difficoltà, e neanche il sorriso dell’amore. Non fatevi ingannare, combattete e sacrificatevi, come hanno fatto i miei genitori, che erano emigrati, con un senso religioso della vita, che consiste nel pensare a lasciare qualcosa dopo di noi».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Quirinale, la proposta del Pd: un mandato unico, via la rieleggibilità
DATA:
OCCHIELLO: I senatori Zanda e Parrini presentano un ddl di riforma costituzionale: un solo mandato al Quirinale. La speranza è anche quella di lasciarsi una via d’uscita per un Mattarella bis in caso di emergenza a febbraio
TESTO: L’iniziativa dei senatori dem arriva dopo le due prese di posizione di Sergio Mattarella, che, a ridosso del voto per il Quirinale, aveva sottolineato con forza che il mandato presidenziale deve essere unico. Il presidente uscente lo aveva detto a febbraio, per i 130 anni dalla nascita di Antonio Segni. Un messaggio chiaro, mentre da più fronti filtravano richieste per un bis vista l’emergenza pandemia, che Mattarella ha da poco ribadito ricordando Giovanni Leone. Ma qual è il significato politico di questa iniziativa del Pd, il cui segretario Enrico Letta è stato ben informato? Per dirla con Stefano Ceccanti, costituzionalista e deputato dem: «Se vogliamo agire seriamente dopo ciò che ha detto Mattarella, questa proposta di riforma dobbiamo presentarla ora, perché se lo facessimo dopo sembrerebbe di voler colpire il futuro nuovo capo dello Stato». In verità, mentre il toto Quirinale si fa incandescente, la speranza (inconfessata) del Nazareno, è anche quella di lasciarsi una porticina aperta. Per un bis di Mattarella, il secondo e ultimo doppio mandato della Repubblica, in caso di emergenza.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Super green pass, la Lega minaccia l’astensione ma poi accetta il compromesso
DATA:
OCCHIELLO: Forte tensione dentro la maggioranza per le misure adottate dal governo. Rientrata la minaccia di disertare il Cdm, i leghisti erano pronti ad andare allo scontro
TESTO: I ministri leghisti sono andati in Consiglio dei ministri per decidere sull’introduzione del super green pass (ci sarebbe stata una telefonata tra Salvini e Draghi per calmare le acque), ma hanno minacciato di astenersi per cercare di bloccare il via libera alla nuove restrizioni anche in zona bianca e non solo nelle zone colorate di giallo, arancione e rosso. La tensione tra la Lega e il governo in queste ore è molto alta. Un segno tangibile è stata la decisione, concordata tra il segretario e il ministro Giancarlo Giorgetti, di mandare alla cabina di regia il sottosegretario Federico Freni, e non lo stesso responsabile dello Sviluppo economico. C’è forte irritazione in casa leghista perché le misure su cui lunedì i governatori avevano trovato un’intesa, e in questo senso si era speso anche Massimiliano Fedriga nelle sue vesti di presidente della Conferenza delle Regioni, sono state inasprite nelle ore successive. Si dice che sia stato il parere del Comitato tecnico-scientifico a convincere il ministro della Salute Roberto Speranza di adottare da subito un provvedimento drastico come il super green pass anche nelle zone bianche. Così come la decisione di applicare l’obbligo vaccinale alle forze dell’ordine. I leghisti si sono sentiti «scavalcati» e in mattinata le perplessità sono state condivise in una videoconferenza cui hanno partecipato, insieme a Salvini, il capo delegazione al governo, Giorgetti, Fedriga, e i capigruppo Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari e il vice segretario Lorenzo Fontana. L’orientamento era di tenere duro sulla posizione di applicare il super green pass solo nelle zone colorate. Fino al punto di astenersi in sede di votazione in Consiglio dei ministri. Ma si è trattato fino all’ultimo per scongiurare uno smarcamento che avrebbe avuto un forte impatto sull’immagine del governo. La soluzione di compromesso è stata quella di adottare il super green pass nelle zone bianche solo dal 6 dicembre al 15 gennaio (qui tutti i dettagli sul decreto approvato dal governo, con tutte le misure)
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Ronzulli: «Il vaccino sia obbligatorio per chi lavora con il pubblico»
DATA:
OCCHIELLO: L’esponente forzista: serviva più coraggio nelle scelte
TESTO: A Strasburgo Berlusconi oggi va per accreditare la sua candidatura in sede europea? «Chi si stupisce del suo viaggio, non sa che il presidente da quando è scoppiata la pandemia non ha mai mancato di dare il suo contributo ad ogni singola sessione del Parlamento europeo, che ha chiesto per primo alla Commissione europea un coordinamento sanitario e poi ha lavorato per aumentare le risorse destinate all’Italia col Recovery fund. Nel caso specifico oggi partiamo per Strasburgo perché è stato proprio il Ppe a chiedergli di essere presente all’elezione del candidato alla presidenza del Parlamento europeo».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Quirinale, Bruno Vespa: «Marini mi disse: quando avrò vinto brinderò con te. Si ritirò 3 ore dopo»
DATA:
OCCHIELLO: Il giornalista: lui era certo, invece passò Ciampi
TESTO: Sempre manovre complesse… «Sempre. La stessa elezione di Francesco Cossiga fu un’operazione politica brillantissima di Ciriaco De Mita, un caso davvero unico al primo scrutinio, ma in accordo con i comunisti. E l’elezione di Carlo Azeglio Ciampi, con una votazione “aperta”, avvenne alle spalle del povero Franco Marini. Massimo D’Alema e Walter Veltroni per i Ds si misero d’accordo con Silvio Berlusconi e con Gianfranco Fini grazie alla mediazione di Altero Matteoli, livornese ministro di Alleanza nazionale. E Marini, segretario del Ppi, lo seppe solo poche ore prima. Eppure conosceva tutti gli angoli del potere. In quelle ore il nostro comune amico Edoardo Valentini, un mito del vino italiano, mi regalò un bianco di suo padre del 1961, una rarità. Marini mi disse la mattina della sconfitta: “appena eletto presidente della Repubblica, verrò a berlo a casa tua…”. Tre ore dopo si ritirò».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Magistratura, Mattarella: «La riforma del Csm non è più rinviabile. Basta protagonismi»
DATA:
OCCHIELLO: Il presidente della Repubblica: «Mai cedere a una sterile difesa corporativa. Serve ritrovare rigore. La riforma sradichi accordi e prassi elusive di norme». L'appello a ridurre i tempi dei processi in linea con i parametri Ue
TESTO: «Il dibattito sul sistema elettorale dei componenti del Consiglio superiore della magistratura deve ormai concludersi con una riforma che sappia sradicare accordi e prassi elusive di norme che, poste a tutela della competizione elettorale, sono state talvolta utilizzate per aggirare le finalità della legge». Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia per il decennale della Scuola superiore di magistratura a Scandicci (Firenze). «È indispensabile — ha aggiunto il Capo dello Stato — che la riforma venga al più presto realizzata, tenendo conto dell’appuntamento ineludibile del prossimo rinnovo del Consiglio superiore. Non si può accettare il rischio di doverne indire le elezioni con vecchie regole e con sistemi ritenuti da ogni parte come insostenibili». La garanzia dell'indipendenza della magistratura — elemento irrinunziabile nel modello della Costituzione — «risiede nel prestigio che gli viene riconosciuto e nella coscienza dei cittadini. È un terreno sul quale non sono ammesse esitazioni o incertezze: la magistratura è chiamata, in questo periodo, a rivitalizzare le proprie radici deontologiche, valorizzando l'imparzialità e l'irreprensibilità delle condotte individuali; rifuggendo dalle chiusure dell'autoreferenzialità e del protagonismo», ha aggiunto. Le vicende registrate negli ultimi tempi «non possono e non devono indebolire l'esercizio della funzione giustizia». Se così non fosse, ha concluso Mattarella, «ne risulterebbero conseguenze assai gravi per l'ordine sociale e nocumento per l'assetto democratico del Paese. Ma occorre un ritrovato rigore». Infine, il capo dello Stato ha richiamato l'attenzione sulla necessità di «ridurre i tempi processuali», come individuati nel Piano e in linea con i parametri europei».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: La conferenza stampa di Draghi, in diretta
DATA:
OCCHIELLO: Il premier interviene, al termine del Consiglio dei ministri, per parlare del nuovo decreto che sancisce l’entrata in vigore del super green pass, la riduzione della durata del green pass a 9 mesi e le altre misure per contenere la crescita dei contagi
TESTO: In conferenza stampa, tra i ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini, il capo del governo spiega gli «importanti provvedimenti» presi per controllare la pandemia e «dare certezze alla stagione turistica». Se ha avuto dei dubbi non li fa trasparire e se ci sono stati scontri politici, l’importante è averli superati: «Per ricucire questa contrapposizione tra chi si vaccina e chi non si vaccina bisogna che il governo sia compatto. Non deve avere cedimenti o posizioni diverse. .. La mancanza di compattezza viene utilizzata come scusa per evadere l’obbligo». Il messaggio alla Lega è chiaro. Ma l’importante è che in Cdm le «posizioni diverse siano sparite». Come ha fatto a convincere Salvini, che non voleva divieti in zona bianca? «Non ci sono stati sforzi di convincimento», sdrammatizza Draghi e per due volte cita e loda il presidente Massimiliano Fedriga, che ha guidato i governatori verso la soluzione che consentirà di mandare avanti il Paese: «La questione è non chiudere e secondo me è molto convincente». Il cauto attendismo del premier è diventato fretta di agire davanti ai dati epidemiologici di Paesi vicini come Austria e Germania. Nelle riunioni a Palazzo Chigi i vertici del Cts, Franco Locatelli e Silvio Brusaferro, hanno illustrato la proiezione verso l’alto della curva del virus e suggerito misure forti per non perdere il controllo della pandemia.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Nuovo decreto super green pass, quando entra in vigore e cosa prevede per i no vax
DATA:
OCCHIELLO: Oggi il nuovo decreto sul super green pass: si deciderà se la stretta scatterà dalla zona bianca. Il provvedimento potrebbe entrare in vigore già la prossima settimana
TESTO: Il decreto L’impianto è pronto, l’obiettivo è dichiarato. Per evitare le chiusure di attività e imprese nelle prossime settimane e durante le festività natalizie, anche l’Italia, così come altri Stati europei, decide di escludere dalle attività ricreative chi ha scelto di non immunizzarsi. Di fronte a una risalita veloce della curva epidemiologica, che senza la soluzione del super green pass provocherebbe nuove limitazioni per tutti gli italiani, si sceglie di imporre divieti soltanto ai no vax. La decisione cruciale da prendere è se lo stop per le persone non immunizzate debba scattare in tutta l’Italia indistintamente, già dalla zona bianca, oppure solo a partire dalla fascia di rischio gialla. Zona bianca o zona gialla Per Fedriga, Fontana e Zaia la distinzione tra super green pass e certificato verde ottenuto con il tampone deve partire solo quando un territorio vede peggiorare i dati ospedalieri e cambia colore. Secondo gli altri presidenti, le restrizioni dovrebbero scattare già in zona bianca. La cabina di regia guidata da Draghi ha proposto di partire dalla zona bianca. La mediazione potrebbe essere che dal 6 dicembre si anticipa il green pass rafforzato anche in zona bianca per quelle attività per cui in zona gialla scatterebbero le restrizioni (sport, ristorazione chiuso, spettacoli, feste discoteche, cerimonie pubbliche). Il tampone Per andare a lavorare basterà il tampone negativo molecolare o antigenico. La lista dei divieti Si impedirà ai non vaccinati di frequentare bar, ristoranti, cinema, teatri, stadi e palazzetti sportivi, impianti sciistici, discoteche e sale gioco. Alberghi In vista delle vacanze natalizie il governo è pronto a imporre il green pass ai clienti degli alberghi. DiscotecheIn fascia gialla scatta la chiusura delle discoteche e i gestori sono già pronti a nuove proteste. La cabina di regia ha proposto che siano accessibili solo a chi ha il super green pass. Obbligo vaccinale A Palazzo Chigi si valuta anche la questione, delicatissima, dell’obbligo vaccinale generalizzato. Draghi è cauto, se non contrario. Per ragioni giuridiche: tanti costituzionalisti coltivano dubbi. Per motivi politici: Salvini farebbe le barricate, Renzi non è favorevole e anche nel Pd non tutti sono d’accordo. Poi perché il premier non ritiene che la situazione sanitaria italiana richieda una misura così estrema, che impatterebbe pesantemente sul mondo del lavoro con conseguenze difficili da gestire.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: In campo contro l’esercito grigio
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: Ormai il suo identikit è socialmente sempre più definito. È un professionista più o meno affermato, con buone entrature nel mondo economico diffuso ed in quello associato. Ha una presenza costante in tutte le attività politiche, facilitata dalla sparizione dei partiti e dal trionfo dei personalismi: “appartiene”, e tanto basta. L’uomo grigio del riciclaggio è spesso un imprenditore, piccolo, medio o grande, ce n’è di ogni taglia. Sa muoversi nel mondo degli appalti pubblici, ha fior di esperti a libro paga, ragazzi brillanti formati nelle università straniere che conoscono a memoria ogni più piccola occasione che arrivi da Bruxelles, vera caverna di Alì Babà a cui i ladroni di tutto il mondo mirano da sempre, e a cui attingono abbondantemente, in maniera del tutto legale, ovvio. L’uomo grigio sa di economia, si occupa di investimenti e di banche d’affari, spesso è un piccolo broker, o magari grande, esplora mercati nuovi come l’Arabia felix, la colonia pugliese negli Emirati Arabi per dire, è rigogliosa e produttiva oltre ogni soddisfazione, di quelle che pure continuano ad arrivare dagli States, dal Canada, dai mercati orientali. Gli uomini grigi investono i profitti finanziari del riciclaggio in attività immobiliari, compravendita di immobili di pregio e di attività economiche e commerciali milionarie. Sovrintendono alle ristrutturazioni faraoniche di negozi e villaggi turistici, cementificano coste e periferie urbane. Tutto attraverso la fitta rete degli altri uomini grigi, omuncoli, nelle amministrazioni pubbliche. Sono ragionieri o geometri che conoscono esattamente dove e come è posizionata una pratica, come muoverla, come tenerla bloccata, e ad quali tariffe eseguire i movimenti.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: A San Giovanni La Punta l’assessore più giovane d’Italia: è il 18enne Pier Maria Capuana
DATA:
OCCHIELLO: Studia Scienze Politiche ed entra nella giunta del comune in provincia di Catania: «Bisogna abbattere il preconcetto per cui se si è giovani si ha poca esperienza e quindi si deve aspettare»
TESTO: «Essere l’assessore più giovane d’Italia», ha detto Capuana, «è per me il riconoscimento verso l’impegno profuso nell’arco della mia adolescenza ed oggi una grande prova di maturità e responsabilità nei confronti della cittadinanza. Spirito d’intraprendenza, attivismo, passione e onestà sono i valori che più rappresentano la nostra idea di politica. Puntare sui giovani non è una scommessa ma un investimento», ha detto, aggiungendo «Credo nella necessità di coinvolgere sempre più i giovani nella cosa pubblica, abbattendo anche il preconcetto che se si è giovani ci si deve accontentare, si ha poca esperienza e quindi si deve aspettare».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: I ruoli invertiti con la borghesia
DATA:
OCCHIELLO:
TESTO: Diversamente dalle origini, quando furono i vangeli di fresco battesimo come Savino Parisi a rivolgersi alla classe agiata per chiedere denaro in prestito per acquistare la droga con la quale sfamare i tossicodipendenti del territorio (prestiti restituiti in moneta sonante con tanto di sovrappiù), adesso sono i lacerti parassitari della borghesia e della politica barese a rivolgersi alle cosche per chiedere soldi, servizi e voti. La seconda risposta ce la dà il Veneto. Il Veneto, sì, perché a Verona la famiglia Di Cosola – tradizionalmente egemone su Carbonara, Ceglie e Loseto – ha posto le basi per un suo allargamento, occupando lo spazio che un tempo apparteneva ai napoletani, a Felice Maniero, ai siciliani. La consorteria Di Cosola si è stretta ai colletti bianchi scaligeri per rifornire la società veronese di droga importata in Puglia da luoghi come l’Albania. Una terza risposta ce la dà Malta, un isolotto straniero e anglofono nel quale la famiglia di Savino Parisi ha iniettato i proventi del narcotraffico con cosche campane, siciliane e calabresi, in società di scommesse on line. Verona e Malta, Di Cosola e Parisi. Da Carbonara e da Japigia si sono allungati fin là i tentacoli della piovra barese per assecondare il mercato del denaro facile e quello del vizio.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: 5 Stelle verso il sì ai fondi del 2 per mille. Conte: «Pronti». Cade l’ultimo tabù sui soldi ai partiti
DATA:
OCCHIELLO: La decisione passerà dal voto degli iscritti sul web. Il leader M5S: «Scarto rispetto al passato, la maggioranza vuole la novità». Ma c’è chi critica: si rischia la figuraccia
TESTO: «La stragrande maggioranza è pronta ad affrontare la novità del due per mille». Giuseppe Conte lo ha annunciato nell’assemblea con deputati e senatori 5 Stelle: «Ci sono 4 o 5 contrari, qualcuno ha dubbi. Ma il resto è favorevole». Così è pronto a cadere anche l’ultimo tabù del Movimento, il no a qualsiasi forma di finanziamento pubblico ai partiti (sul blog, nel 2014, si leggeva: «I partiti vogliono i soldi del tuo 2 per mille, il M5S no»). Il M5S, finora, non ha mai usufruito del due per mille — meccanismo che prevede fondi per i partiti politici attraverso la scelta volontaria dei contribuenti, inserita nella dichiarazione dei redditi — anche perché, per farlo, avrebbe dovuto iscriversi al registro dei partiti politici, dai quali il Movimento ha storicamente voluto marcare, anche nel nome, la propria distanza. Ma quel registro permetterebbe anche alla creatura di Grillo di usufruire dei benefici fiscali previsti per le donazioni liberali ai partiti. Ora il cambio di rotta motivato soprattutto dalle difficoltà economiche del Movimento.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Open, Renzi in Senato per tentare la difesa: violata la Costituzione
DATA:
OCCHIELLO: Il leader di Italia viva: non voglio evitare il processo ma provare le violazioni dei pm
TESTO: «Qui è bene fare chiarezza: io non voglio evitare il processo e non chiedo al Parlamento di evitarmelo. Io voglio provare che i pm di Firenze hanno violato palesemente la Costituzione. E oggi, in merito, ho portato in Senato quattro prove schiaccianti». Matteo Renzi ha appena finito un’ora di audizione-show davanti alla Giunta per le immunità del Senato, che ieri ha convocato il leader di Italia viva dopo la lettera che aveva inviato alla presidente Maria Elisabetta Casellati, denunciando la violazione dell’articolo 68 della Carta da parte dei pm che lo accusano di finanziamento illecito ai partiti nell’ambito dell’inchiesta Open. Agli atti dell’inchiesta, oltre 92 mila pagine, sono finite anche intercettazioni e corrispondenza del senatore di Firenze, passaggio contestato appunto da Renzi in quanto sarebbe stata violata la norma che obbliga i pm a richiedere l’autorizzazione alla Camera di appartenenza del parlamentare; passaggio chiave che, a detta di Renzi, nel caso di Open manca all’appello.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Vaccini, la rete torna a regime: previste entro maggio 45 milioni di iniezioni
DATA:
OCCHIELLO: Le ipotesi sulle adesioni della nuova campagna vaccinale. Possibili altre 45 milioni di punture da qui alla primavera. L’apertura delle prenotazioni dal 1 dicembre al booster per gli over 18. L’attesa per il responso Aifa per la fascia 5-11 anni
TESTO: Tutte le regioni stanno predisponendo la macchina a regime. Nel Lazio sta riaprendo l’Auditorium della Musica e 15 nuovi punti vaccinali per tornare a punte di 60mila inoculazioni al giorno. La Puglia ha deciso la riapertura di 50 punti. In Lombardia il nuovo piano prevede la somministrazioni anche in centri commerciali e stazioni della metropolitana. Analoghi propositi in Emilia-Romagna, Toscana, Campania e Piemonte. Stavolta però serve una strategia più flessibile, registrano fonti. Non è scontato che tutti i vaccinati aderiscano anche alla terza dose, ci si aspetta una minore partecipazione. Quel che è certo è che i sistemi regionali di prenotazioni registreranno per forza di cose un collo di bottiglia tra dicembre e gennaio. L’anticipo della terza dose a cinque mesi dalla seconda ha costretto quasi tutte le regioni a ri-settare i programmi gestionali. In molte, ma non in tutte, è possibile calcolare in automatico il giorno della terza dose perché l’anagrafe vaccinale registra i 5 mesi intercorsi.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: La Lega annulla l’assemblea dopo il sì al super green pass
DATA:
OCCHIELLO: Il timore per gli assembramenti. A Roma dovevano radunarsi oltre duemila persone tra parlamentari italiani ed europei, consiglieri regionali, sindaci e rappresentanti di enti e istituzioni. «Vogliamo garantire a tutti di partecipare»
TESTO: Sul primo piano, i vertici leghisti hanno ritenuto che sarebbe troppo rischioso concentrare così tante persone in un unico contesto. Né si vuol passare per coloro che offrono una occasione di contagio. Ma è il secondo ostacolo che lascia spazio anche ad interpretazioni maliziose. C’è chi sostiene, infatti, che l’assemblea è stata fatta saltare perché qualcuno, e forse non proprio pochi, con le nuove regole non avrebbe potuto parteciparvi. Il super green pass, infatti, esclude l’utilizzo del tampone per chi si raduna in spazi pubblici al chiuso. Si può entrare solo se vaccinati o guariti. Non è un mistero che dentro la Lega ci sia una componente che, pur con varie motivazioni, da sempre si dichiara no vax (o per la libertà di scelta che dir si voglia) e, soprattutto, no green pass. Un componente trasversale, che si ritrova sia in Parlamento che nei Comuni e che il segretario Salvini non ha mai sconfessato o criticato. Per chi ha quel tipo di posizione, sarebbe stato impossibile prendere parte all’assemblea.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: La virata della Lega sul super green pass: dal «non ci stiamo» al voto favorevole
DATA:
OCCHIELLO: Giorgetti e Fedriga «strappano» la limitazione del green pass rafforzato nelle zone bianche solo dal 6 dicembre al 15 gennaio
TESTO: Toni e parole più concilianti al termine di una giornata caratterizzata da tensioni, malumori, minacce di diserzione del Consiglio dei ministro o di astensione sul voto finale. Un modo anche per rispondere al premier Draghi che ha auspicato che il «governo sia compatto nelle sue determinazioni. Non deve avere cedimenti o posizioni un po’ diverse come già visto tante volte nella storia italiana». Ma le posizioni diverse ci sono state, eccome. Uno, in particolare, il tema di divisione: l’introduzione del green pass rafforzato nelle zone bianche da subito e senza limiti di tempo. Non era questa la posizione espressa da Fedriga a nome delle Regioni nell’incontro con il governo di lunedì pomeriggio. In quella sede si era parlato sì di limitazioni, ma a partire dalla zona gialla. A determinare la scelta più «aggressiva» dell’esecutivo sarebbe stato il parere del Comitato tecnico scientifico. Il cambio di rotta alla Lega non è piaciuto. In mattinata si è tenuta una videoconferenza tra il segretario Matteo Salvini, lo stesso Fedriga, il ministro Giorgetti, i capigruppo Molinari e Romeo. In quella sede sono state esplicitate le perplessità sul provvedimento che stava maturando.
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




TITOLO: Quirinale, Occhetto: «Così noi e Pannella bloccammo Craxi. E votammo Scalfaro»
DATA:
OCCHIELLO: L’allora segretario pds: cercavamo un outsider. Intrighi, rivalità, ambizioni personali, lotte intestine allo stesso partito, ma nel voto per il capo dello Stato c’è anche la politica
TESTO: E voi a chi pensavate? «In questo caos noi non potevamo assolutamente votare per Andreotti ma nemmeno per Forlani che era la personificazione del pentapartito, cioè la cittadella mummificata che si fondava sull’esclusione teorizzata dei comunisti dall’area di governo, e quindi il mio obiettivo era prima di tutto quello di scardinare quella cittadella. Volevo trovare un outsider. Ma ci fu un fatto decisivo, un fatto drammatico, la strage di Capaci. Un giornale intitolò «la Repubblica è finita». Non potevamo continuare a dare lo spettacolo di un Parlamento impotente che non riusciva a eleggere il presidente. Le lotte contrapposte furono archiviate e vennero fuori due ipotesi: quella di votare per il presidente della Camera, cioè Scalfaro, o per il presidente del Senato Giovanni Spadolini. Noi eravamo divisi. Io alla vigilia del voto ebbi forti pressioni da importantissimi personaggi dell’editoria e dell’imprenditorialità italiana perché scegliessi per Spadolini».
LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE QUI
COPYRIGHT: Copyright 2004   RCS MediaGroup (CORRIERE DELLA SERA)




© un prodotto accaTì
tutto il materiale è protetto da Copyright degli Autori ed Editori come indicato