IL NOTIZIARIO

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LE NOTIZIE DAL GIORNO Friday 19 November 2021 AL GIORNO Friday 26 November 2021 SU: sport




TITOLO: Bernardeschi lascia Raiola e passa nella scuderia di Pastorello
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OCCHIELLO: Cambio di procuratore per il fantasista della Juventus e della Nazionale: c’è subito da discutere il rinnovo di contratto in scadenza nel 2022
TESTO: Bernardeschi finì nella scuderia di Raiola nel maggio 2020, quando lo juventino decise di dire addio a Giuseppe Bozzo. Adesso cosa accadrà al bianconero? Per Pastorello c’è subito da affrontare il futuro del suo nuovo assistito alla Juventus. Il contratto di Bernardeschi scade il 30 giugno 2022. Un primo discorso tra le parti era stato già avviato da Raiola, ma adesso si ripartirà da zero. Il procuratore italo-olandese, intanto, è impegnato a definire il futuro di Pogba e di Haaland. E monitora la situazione legata a Donnarumma, al momento riserva di Keylor Navas al Psg. Mentre al Milan Romagnoli, altro assistito di Raiola, ha scelto di iniziare i colloqui — per ora soltanto a livello privato e informale — per prolungare il contratto da solo. Senza l’assistenza del suo agente che, secondo i rumors, lo condurrebbe a scadenza verso la Juventus.
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TITOLO: Atp Finals Torino, Zverev batte Hurkacz e Sinner è fuori (anche se vince contro Medvedev)
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OCCHIELLO: Con questo risultato l’italiano non ha speranza di accedere alle semifinali. Sarebbe inutile anche un eventuale vittoria su Medvedev, nel match che comincia alle 21
TESTO: Jannik Sinner scenderà in campo alle ore 21 per affrontare Daniil Medvedev sapendo già che il suo match sarà ininfluente. La vittoria di Sascha Zverev su Hubert Hurkacz, battuto 6-2 6-4 nel pomeriggio dal tedesco, renderà inutile l’impegno dell’azzurro (ripescato per il ritiro di Berrettini) in serata contro il russo. Il match di Jannik sarà trasmesso dalle 21 su Rai2, Sky Sport Uno e Sky Sport Tennis. Sinner poteva qualificarsi soltanto in un caso: battendo Medvedev, numero due delle Atp Finals, e se Hurkacz avesse sconfitto Zverev. In caso di vittorie di Zverev (che chiude il girone con due successi e una sconfitta) e Sinner, infatti, si verrebbe a creare una situazione di parità con i tre giocatori con due successi. E, a quel punto, entrerebbe in gioco il regolamento, che privilegia i giocatori ad aver disputato il maggior numero di partite: tre, nel caso di Medvedev e Zverev, due nel caso di Sinner, con Medvedev primo. Nell’altro girone, Djokovic è già sicuro del primo posto, avendo battuto Ruud e Rublev; l’ultimo semifinalista uscirà proprio dallo scontro diretto di domani tra il norvegese e il russo, mentre il serbo farà le prove della semifinale contro Norrie, già eliminato e che aveva sostituito Tsitsipas.
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TITOLO: Il Manchester City e la sponsorizzazione della società che non esiste
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OCCHIELLO: Il City ha annunciato la scorsa settimana l’accordo con la 3KEY una start up operante nel mondo delle criptovalute: ma dei dirigenti indicati dal presunto fondatore non c’è traccia e neanche. al di là di uno scarno sito, della società stessa
TESTO: La collaborazione era stata accompagnata da una nota stampa in cui il presunto fondatore di 3KEY Oliver Chen, sosteneva che la sua azienda era «in una fase di avvio con un prodotto da lanciare nei prossimi mesi» e che la partnership con il City sarebbe avvenuta in «regioni al di fuori del Regno Unito». La nota indicava anche Ryan S. Hodder come direttore marketing di 3KEY. In un precedente annuncio della stessa società relativo ad nuova piattaforma per gestire i conti in criptovaluta dei clienti - sostiene il quotidiano britannico The Times - erano stati menzionati altri tre nomi appartenenti alla società: il capo stratega della crescita tal Jacob Caine, il chief digital officer, Burt Russel e un’addetta ai media, Avaline Smith. Nella nota relativa alla sponsorizzazione invece Caine era indicato come amministratore delegato, mentre il chief digital officer si chiamava James Russel. Peccato che le ricerche del Times e di altri giornali e siti non siano riusciti a trovare traccia sulla rete di nessuno di questi 4 manager, cosa piuttosto strana per una società che opera nel mondo digitale. Il Times ha avuto modo di parlare con Martin Calladine, un giornalista che si è occupato a lungo di calcio e criptovalute, che ha detto che le sue indagini hanno scoperto che la versione originale del sito web di 3KEY era in mandarino, quindi la società potrebbe essere collegata alla Cina. Oliver Chen aveva invece dichiarato che 3KEY era stata fondata nelle isole Seychelles nel settembre 2020, con lui come unico amministratore, ma Calladine non ha potuto trovare alcuna registrazione di questa operazione sul registro delle imprese del Paese. Ed è questa forse la cosa più strana: che di un’impresa che sostiene di operare nel mondo digitale, ci siano pochissime tracce sulla rete e praticamente nessuna (per ora) in quello reale.
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TITOLO: Sarri e Lazio-Juve, Pioli e Fiorentina-Milan, Spalletti e Inter-Napoli: le rivincite sul passato
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OCCHIELLO: Il Comandante ritrova la Juve, il tecnico del Napoli l’Inter, quello del Milan la Fiorentina: gli ultimi due, però al di là dei ricordi, vogliono preziosi punti-scudetto
TESTO: Tu chiamale, se vuoi, emozioni. Basta non aspettarsi poi troppe romanticherie, perch un conto sono le emozioni, i ricordi, le nostalgie canaglie, che tengono banco soprattutto prima di scendere in campo, un altro invece sono i risultati, le vittorie. Che alla fine, si sa, sono l’unica cosa che conta. Anche perch quella che prende il via domani alle 15 con Atalanta-Spezia la giornata numero 13, vale a dire che un terzo di campionato gi volato via: significa che la strada ancora lunga, ma anche che ora s’inizia a fare sul serio, con gli errori che si pagano doppio. Passata la settimana di passione della Nazionale, l’autunno caldo del campionato propone ora un week end da film, con quattro duelli sentimentali che promettono scintille. Se quello fra il debuttante Shevchenko e Mourinho in Genoa-Roma di domenica sera una faccia a faccia dopo le liti furibonde ai tempi del Chelsea quando l’ucraino ancora giocava, negli altri tre casi la sceneggiatura quella — sempre avvincente — del protagonista che sfida il proprio passato: il laziale Sarri in casa della Juve, il milanista Pioli che torna a Firenze, il napoletano Spalletti che fa visita all’Inter. Amarcord, sentimento, ma anche voglia di rivincita: dentro, come nella vita, c’ un po’ tutto. Amore e odio.
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TITOLO: Mondiali Qatar 2022, gli stadi: Al Bayt e Ras Abu Aboud: aria condizionata, letti matrimoniali e... i container
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OCCHIELLO: A Doha cantieri ovunque nell’Emirato che tra un anno ospiterà i Mondiali. Lo stadio dell’inaugurazione, a forma di tenda beduina, diventerà un hotel a cinque stelle; lo stadio «Lego» fatto di container sarà completamente smontato
TESTO: È uno degli otto impianti costruiti o rifatti, l’emirato retto dalla famiglia Al Thani ha stanziato 6,5 miliardi per le infrastrutture sportive, solo per costruire l’Al Bayt — nel periodo di massimo sforzo — sono state impiegate 11.500 persone. Su un maxi striscione, all’interno di uno dei sottopassaggi, sono stampate tutte le facce. Qui sotto rimbombano le accuse delle organizzazioni per i diritti umani, le condanne di Amnesty per lo sfruttamento degli immigrati provenienti dalle aree più povere del mondo: Bangladesh, Nepal, Pakistan. Il «Supreme Commitee for Delivery and Legacy», il comitato incaricato di realizzare le opere per il Mondiale, replica che è stata fatta una vasta riforma del lavoro, che i controlli sulle ditte fornitrici sono severissimi, e che è stato dato un indennizzo di oltre 28,2 milioni di dollari a quei lavoratori reclutati illegalmente nei loro Paesi d’origine.
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TITOLO: Zac Stacy, ex giocatore di football americano, picchia la ex davanti al figlio di 5 mesi: il video sconvolge il web
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OCCHIELLO: L’uomo, che ha giocato nei New York Jets, si vede (ripreso da una telecamera di sicurezza) mentre scaglia Kristin Evans, l’ex partner e madre del suo bambino, contro un televisore. La polizia lo cerca, ma lui è in fuga
TESTO: Non è stato possibile catturarlo quattro giorno dopo la vicenda e questo ha dell’incredibile. Dal video si vede il 30enne scagliarsi addosso alla donna, Kristin Evans. Il tutto davanti al loro bambino di soli cinque mesi. Ed è stata la stessa vittima, per denunciare la violenza, a pubblicare il video sui social. Già in passato Zac Stacy aveva abusato di lei, quando era in attesa del bimbo. Una escalation di violenze che non ha mai avuto fine. Anzi, è degenerata fino all’ultima aggressione. Adesso è caccia all’uomo, che si sarebbe rifugiato nei pressi di Nashville, in Tennessee: «La polizia è venuta a casa e non ha creduto, all’inizio, che tutto questo fosse così grave da richiedere un arresto immediato», la denuncia della donna. I due si erano conosciuto nel gennaio 2019, ma dall’agosto scorso sembra che la coppia vivesse separata in casa. «Mi ha preso a pugni più volte in testa. L’ho pregato di fermarsi perché il bambino era sul divano a pochi metri da dove mi ha dato un pugno», ha detto Kristin Evans. «Poi mi ha preso in braccio e mi ha gettato contro la tv. Mentre ero per terra, Zac ha iniziato a urlarmi contro. Poi mi ha sbattuto ancora per terra. Temevo per la mia vita», ha continuato la donna in questo racconto terrificante. Come si diceva, già in passato c’erano state altre aggressioni, come quella del 15 agosto scorso quando l’ex running back aveva chiesto indietro i soldi dati all’ex consorte. «Il sistema giudiziario della Florida mi ha deluso. Ho già sporto in passato diverse denunce alla polizia ma il procuratore di Stato non le ha raccolte. Altre donne ne sono vittime ogni giorno di questi abusi», ha concluso Kristin Evans.
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TITOLO: Malagò-Coni, dimissioni in vista? La tentazione portata in Giunta
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OCCHIELLO: La riforma dello sport, la politica «invadente», i ritardi per Milano-Cortina dietro la scelta. «Se non si risolvono i problemi andrò da Draghi a chiedere come possiamo gestire un ente pubblico senza pianta organica»
TESTO: Intromissioni e invadenze continuano ad esserci, da parte di Sport e Salute che, legittimata dalla riforma, mai dimenticarlo, detiene il potere economico sullo sport italiano. Tutto questo dopo una estate capolavoro dello sport italiano: l’Olimpiade di Tokyo è lì a testimoniare efficacia e organizzazione in capo al Coni. Le continue sollecitazioni di Malagò rispetto a una svolta, a una maggiore autonomia hanno prodotto poco e niente (persino i giornalisti dell’ufficio stampa non potrebbero avere più il contratto di categoria ma essere considerati semplici funzionari senza tutele).
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TITOLO: Koulibaly: «Sul razzismo passi in avanti. Ringrazio Chiellini e Irrati»
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OCCHIELLO: Il difensore senegalese si racconta a Dazn: «Spalletti ci ha cambiato mentalità, ha avuto l’umiltà di apprezzare il lavoro di Gattuso». Napoli? «Mi ha dato tutto, devo restituire»
TESTO: Non è la prima volta che Koulibaly torna a San Siro, lì dove era stato ancora una volta bersaglio di ululati razzisti. Ma domenica lo stadio sarà pieno, piena anche la curva Nord da dove a dicembre del 2018 partirono gli insulti. Il difensore del Napoli non terminò la partita: il suo applauso verso gli spalti gli costò l’espulsione. Koulibaly si è raccontato a «Linea Diletta» su Dazn. Ha ripercorso le sue radici, il suo rapporto con una città e una squadra che lo hanno accolto e gli hanno dato affetto, le curiosità e gli aneddoti su attuali ed ex compagni di gioco, e la sua esperienza con gli episodi di discriminazione subiti in campo. É tornato sul tema razzismo. «Rispetto agli anni passati abbiamo fatto dei passi avanti», ha spiegato il nazionale senegalese. Sulla questione, il giocatore ha rivolto parole di elogio per Giorgio Chiellini, al quale «voglio molto bene. Sul campo non posso essere suo amico, ma fuori è una persona straordinaria. Mi ha sempre difeso su tutti i fronti, mi ha pure dato dei consigli da calciatore e da uomo. Mi ha detto che era molto dispiaciuto e si è scusato a nome di tutta l’Italia, è una lotta che dobbiamo fare tutti insieme. Anche l’arbitro Irrati è una persona che stimo molto. Quello che ha fatto durante la partita Lazio-Napoli del 2016 è stato un gesto molto forte. Mi ha dato un’altra visione degli arbitri dicendomi “se c’è un problema fermiamo la partita”. Lo devo ringraziare, mi ha dato la forza di iniziare a lottare con tutte le mie forze questa discriminazione. Se sono diventato l’uomo che sono oggi è anche grazie a lui».
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TITOLO: Bari, il ritorno di Celiento: «Sono pronto, ora mi sento libero»
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OCCHIELLO: Il difensore rigenerato carica la squadra: «Contro l’Andria sarà una partita tosta»
TESTO: «Ho sofferto – ha detto l’ex Catanzaro – e mi sono sentito impotente, ora con i fisioterapisti si è scelta una strada diversa, mi hanno ascoltato e sono pronto. Mi sento finalmente libero di esprimermi». Non è stata la prima partita da titolare per lui, che era stato schierato dal 1’ anche contro il Messina, e curiosamente il Bari aveva vinto con lo stesso punteggio: 2-0. Per il resto qualche spezzone e il condizionamento di quel problema che parte dalla stagione scorsa e ha reso complicata pure questa parte iniziale di campionato. E pensare che il 2020 del centrale campano era stato da top player: 15 partite su 16 dall’inizio, quattro reti messe a segno, la sensazione di avere a che fare con un calciatore di livello e di grande intelligenza tattica. Il 2021, in compenso, è stato un incubo: solo tre gare, poi tanti allenamenti a singhiozzo e una perdita pesante per Auteri prima, per Carrera dopo. Ora, finalmente, una nuova vita. «Sono riuscito a recuperare – prosegue – e cerco di essere utile alla squadra, provando a mettere in difficoltà il mister. Questo è un gruppo in cui gioca chi è al 100%. Le prestazioni? Alcuni errori ci possono stare. Abbiamo cambiato tanto, ma siamo affiatati e sulla strada giusta».
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TITOLO: Mike Tyson: «Fumo veleno del rospo del deserto di Sonora per aprire la mia mente»
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OCCHIELLO: La rivelazione dell’ex campione di boxe oggi 55enne che ha un vivaio di rospi nei pressi della sua tenuta
TESTO: La follia non ha limiti. L’esempio più eclatante è quello di Mike Tyson, che quasi 35 anni fa conquistò il titolo dei massimi Wbc all’età di 20 anni, quattro mesi e 22 giorni (il più giovane di sempre). Era il 22 novembre 1986 e vinse contro il malcapitato Trevor Berbick. Adesso Iron Mike ha colpito ancora, rivelando di sballarsi con il veleno del rospo del deserto di Sonora. Come Tyson stesso ha raccontato: «Ho ingerito il veleno di questo rospo per ben 53 volte — ha svelato l’ex iridato dei massimi al New York Post —. Ma nulla si è avvicinato all’esperienza del mio primo ‘trip’. Quella prima volta sono ‘morto’. L’ho fatto come sfida. Mi facevo di droghe pesanti come la cocaina, quindi perché no? È un’altra dimensione. Prima di farmi col rospo, ero un relitto. L’avversario più duro che abbia mai affrontato era me stesso. Avevo una bassa autostima. Alle persone con un grande ego capita spesso. Il rospo spoglia l’ego».
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TITOLO: Peng Shuai, la tennista scomparsa: una email (molto dubbia) aggiunge ansia sulla sorte della campionessa
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OCCHIELLO: Dal 2 novembre non si hanno notizie della ex numero 1 che ha denunciato per stupro l’ex vicepremier cinese Gaoli. La tv cinese pubblica lo screenshot di una lettera, i dubbi di Simon, presidente del circuito Wta: «Difficile credere che l’abbia scritta lei»
TESTO: Dal 2 novembre, della campionessa cinese di tennis Peng Shuai resta solo uno screenshot, inseguito e cancellato sul web dalla censura di Pechino, con la sua accusa di volenza sessuale al signor Zhang Gaoli, settantacinquenne ex vicepremier ed ex membro del Politburo del partito comunista. Di fronte alla preoccupazione, alle richieste di notizie e di un’indagine trasparente avanzate dalla Wta (Women’s Tennis Association) e sostenute da molti colleghi stranieri e da chi le vuole bene, ieri il canale internazionale della tv cinese ha risposto con un altro screenshot. La copia di una email che Peng avrebbe mandato al presidente della WTA per dire di stare bene, di non essere sottoposta a restrizioni, di avere solo bisogno di riposo e per smentirsi: non avrebbe subito aggressioni.
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TITOLO: Jannik Sinner nel tie-break del terzo set cede a Medvedev (ma era stato già eliminato dal regolamento)
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OCCHIELLO: L’azzurro Jannik Sinner gioca una grandissima partita contro il russo a cui aveva lasciato il primo set ceduto per 6-0, ma poi si risveglia ed arriva un passo dalla vittoria
TESTO: Non che avessimo bisogno di conferme, ma due italiani che chiuderanno l’anno tra i migliori dieci del mondo esaltano il boom del tennis alla fine di una stagione eccezionale. «Matteo e Jannik sono educati e intelligenti — è l’opinione di Andrea Gaudenzi, l’ex n.18 del ranking che oggi governa l’Atp Tour, 64 tornei nei cinque continenti, un business globale messo a serio rischio dalla pandemia —. Quando giocavo io vi lamentavate che non ci fossero italiani forti, adesso l’Italia, che ha una fame pazzesca di tennis, ha un abbondanza che altri Paesi si sognano». Se Berrettini, lassù dal 2019, è la certezza, Sinner è il ragazzo magico che viaggia con cinque anni di anticipo sul connazionale: nello sport, un’eternità. «È piovuto come un meteorite nei top 10: Jannik può davvero diventare il Valentino Rossi o l’Alberto Tomba del nostro sport», il parere di Gaudenzi, che entro fine mandato sogna la rivoluzione: un’unica piattaforma globale dove acquistare (tv, biglietti, merchandising) tutti i prodotti, una sorta di Amazon o Spotify del tennis, la riunificazione tra Atp e Wta, circuito maschile e femminile, l’ingresso di Next Gen sotto le volte del Pala Alpitour come ghiotto antipasto (al posto del doppio) del Master vero. Tutto ciò, se mai si realizzerà, un giorno sarà di Jannik Sinner, il teenager resiliente che dopo aver incassato 6-0 trascina Medvedev al tie break del secondo e poi del terzo, con l’orgoglio di non voler deludere il pubblico di casa. Se il russo appare a tratti annoiato, l’altoatesino è motivatissimo. Cede 10-8, meraviglia ancora, esce a testa alta. E l’ultimo chiuda la porta.
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TITOLO: Malagò e la guerra del Coni: le dimissioni minacciate e l’assist vincente di Brunetta
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OCCHIELLO: In Giunta, Malagò minaccia le dimissioni contro il comportamento «sconcertante e penoso» del dipartimento per lo sport: nel mirino le norme per il rientro dei dipendenti da Sport e Salute al Coni che dovrebbero partecipare a un concorso
TESTO: La prima stoccata è arrivata durante la riunione della Giunta Coni, quando il presidente Giovanni Malagò ha ventilato le sue dimissioni per protesta contro la mancata attuazione della riforma del settore e in risposta al comportamento «sconcertante e penoso» del dipartimento che governa lo sport. «Le norme che sono intervenute con i due recenti decreti legge — recita il comunicato di Giunta — pur riconoscendo formalmente l’autonomia del Coni, nella sostanza ne impediscono la funzionalità sia in termini di assegnazione del personale sia in termini di svolgimento delle proprie competenze, rischiando di vanificare ogni sforzo per lo sviluppo e l’efficienza del sistema sportivo». Bersaglio principale di Malagò era Michele Sciscioli, il braccio destro del ministro Giorgetti a cui sei mesi fa è stata affidata la guida del Dipartimento allo Sport mentre Valentina Vezzali, la sottosegretaria cui è affidato il settore, è stata definita da Malagò «vittima del sistema».
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TITOLO: Peng Shuai la tennista sparita in Cina, la Wta: diteci dov’è o stop ai tornei nel Paese
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OCCHIELLO: Alla campagna internazionale che chiede di sapere dove si trova Peng si sono unite la stella giapponese Naomi Osaka e le mitiche Chris Evert e Billie Jean King; Novak Djokovic si è detto «scioccato» dalla vicenda e dal buio che la circonda
TESTO: Il destinatario dell’email, il presidente della Wta Steve Simon, dice che la dichiarazione pubblicata dalla tv cinese Cgtn «accresce i timori sulla sua sicurezza, è difficile credere che Peng Shuai abbia davvero scritto l’email. .. deve poter parlare liberamente, dev’essere ascoltata, le sue accuse meritano un’inchiesta». In Cina il nome di Peng è oscurato sui social network, le ricerche sono bloccate. Dal 2 novembre è fermo il suo profilo Weibo, sul quale aveva lanciato l’atto d’accusa drammatico contro il potente politico: ammetteva di non avere prove della relazione e della violenza ma giurava di voler andare avanti con la denuncia «anche a costo di finire come un uovo che si scontra con una roccia». Peng, 35 anni, ex N°1 mondiale nel doppio, aveva raccontato con amarezza e rabbia di aver avuto una relazione con Zhao alcuni anni fa, che il politico l’aveva interrotta quando era stato promosso nel Politburo, nel 2013, e che l’aveva ripresa con una violenza sessuale nel 2018, quando era andato in pensione. Nel giro di mezz’ora il post era stato spazzato via dalla censura, ma qualcuno aveva fatto in tempo a copiare l’immagine e a farla circolare.
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TITOLO: Los Angeles Lakers: lo Staples Center prende il nome di «Crypto.com» Vanessa Bryant si arrabbia
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OCCHIELLO: La Aeg Worldwide, proprietaria della struttura e di cui è socio l’attore Matt Damon, ha ceduto i diritti del nome a una società di cryptovaluta di Singapore. L’indignazione di Vanessa Bryant
TESTO: I tifosi dei suddetti Lakers e dei Kings di hockey su ghiaccio (di proprietà proprio di Aeg) di sicuro saranno tristi. Non così invece quelli dei Los Angeles Clippers, rivali ormai acerrimi dei Lakers, e destinati dal 2024 a trasferirsi nell’Intuit Dome di Inglewood e forse pure quelli delle Sparks (le… Lakers al femminile) che a loro volta dovrebbero cambiare palasport. Business is business, dicevamo, e 700 milioni di dollari in 20 anni possono davvero autorizzare a rinunciare alla poesia (magari turandosi il naso) e suggerire di essere pragmatici. Ma non tutto fila via così liscio. Sui social i sostenitori dei gialloviola del basket e dei Kings di hockey sono a dir poco indignati e ha preso posizione pure Vanessa Bryant, la moglie di Kobe, scomparso nel gennaio 2020 assieme alla figlia Gianna e ad altre sette persone in un incidente in elicottero. Su Instagram ha postato la foto dello Staples Center con questo commento: «Forever known as ‘The House That Kobe Built’», «Per sempre conosciuta come la Casa che Kobe costruì». Luogo di canestri, di prodezze e di successi, ma anche del momento della commozione perché lì — oltre a quella di Michael Jackson — si tenne la cerimonia funebre del grande cestista. Insomma, alla vedova Bryant la svolta non va proprio giù.
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TITOLO: Rigori, Casarin: dalla massima punizione ai rigorini. Ora il percorso opposto, ma serve equilibrio
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OCCHIELLO: All’inizio del calcio si segnava poco, poi i rigori hanno aiutato ad aumentare i gol, ma per l’arbitro era la «massima punizione». Con la tv si sono visti molti contatti in più, ma il rigore non può essere un quasi regalo
TESTO: Per l’arbitro il rigore la massima punizione (1950); il maestro prudente mi avvertiva che con la pioggia e con il fango in area, nessun rigore. C’erano gi le simulazioni. Con la Tv (1990) si scoprirono, dal divano, tanti contatti di mano e piedi mai visti prima. Ma il rigore restava massima punizione: smontare il Dna di un arbitro non facile. Qualche anno fa, con il cambio della generazione, l’antica diga si ruppe e arrivarono i rigorini della Tv. Lo spettacolo il gol si url. Il rigore, in origine risarcimento di un danno vero, si avvicin al regalo. L’attuale correzione degli arbitri, per ridurre i rigorini, si completer gradualmente. Non vorrei che, per reazione, scomparissero i rigori: il calcio vero li pretende nella giusta quantit. Per incrementare i gol bastano i campioni e i grandi allenatori.
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TITOLO: Atp Finals Jannik Sinner perde con Medvedev nel tie-break del terzo set (ma era stato già eliminato)
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OCCHIELLO: L’azzurro Jannik Sinner gioca una grandissima partita contro il russo a cui aveva lasciato il primo set ceduto per 6-0, ma poi si risveglia ed arriva un passo dalla vittoria
TESTO: La prima semifinale del Master è decisa: re Djokovic contro la teutonica solidità di Zverev (era stata la finale 2018), l’uomo che battendo un caracollante Hurkacz nel primo pomeriggio elimina aritmeticamente Sinner dalle Finals. Torneo eretico, regolamento macchinoso, programmazione insensata. In serata l’azzurro sfida Medvedev in un match senza sugo, deprivato dell’unico senso del tennis: vivere o morire. Che lotta, però. In palio ci sono 200 punti che a Jannik sarebbero serviti per blindare la top 10 e una vittoria che lascia il moscovita primo del girone e libero di affrontare, domani in semifinale, il vincente di Rublev-Ruud. Le Finals imboccano finalmente la strada dell’eliminazione diretta e l’Italia può tirare le somme: la fragilità di Berrettini è una variabile impazzita con cui Matteo dovrà convivere, nulla potrà risarcirlo dello scippo di Torino, però l’esordio dell’apprendista stregone Sinner tra i maestri (successo con Hurkacz, corpo a corpo con Medvedev) ha infiammato il Pala Alpitour, l’astronave inondata di luce azzurrina che tra una settimana ospiterà il nostro girone di Coppa Davis contro Usa e Colombia.
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TITOLO: Donnarumma-Navas, Pochettino: «Il Psg lo ha voluto e io mi sono dovuto adattare»
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OCCHIELLO: Il tecnico della squadra francese spiega il perché del dualismo con Navas: «Quando hai due giocatori di cui ti fidi e che dimostrano ogni giorno di saper giocare, non sarebbe giusto dare la priorità a uno dei due»
TESTO: Non tutti i club avrebbero osato puntare su due ottimi portieri: «Preferirei sottolineare il coraggio del Psg di aver preso Donnarumma considerando che aveva già Navas e Rico», ha continuato. E ancora: «E se scegliessimo il numero 1 e questo poi si infortunasse? Nel momento in cui la società ha preso la decisione di reclutare Donnarumma, che è stato il miglior giocatore degli Europei, anche se aveva un numero 1 come Navas, non c’è stato dibattito, ci siamo dovuti adattare. La nostra responsabilità era dire: se puoi competere e gestirti così, questa è la soluzione migliore».
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TITOLO: Fognini-Pennetta: è nata la terza figlia, Flaminia. Il post: «Benvenuta principessa»
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OCCHIELLO: Dopo Federico (4 anni) e Farah (2 a dicembre) è arrivata Flaminia, nata a Barcellona. Fabio: «Mamma e bimba stanno bene, Flavia grazie per l'emozione più bella della mia vita»
TESTO: Fognini sarebbe dovuto essere a Torino in questi giorni come talent per Sky delle Atp Finals ma, visto l’avvicinarsi del lieto evento, è volato in Spagna per stare vicino alla moglie. Nei prossimi giorni, Fognini tornerà comunque in Italia per giocare la Coppa Davis: lo farà in una squadra che sarà orfana di Matteo Berrettini, a cui Fabio ha dedicato un messaggio anche piuttosto colorito. «Con te erano c. .. amari per tutti. Speedy Recovery. Ps. Citua io non ho più 20 anni per poter cercare di vincere la Davis». Ci proverà lo stesso, Fabio, con Sinner, Sonego, Musetti e Simone Bolelli, ufficializzato in giornata dopo il forfait di Berrettini. E dopo Federico (quattro anni e mezzo) e Farah (che compirà due anni a dicembre), da oggi c’è una tifosa in più per papà Fognini.
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TITOLO: Troppi «rigorini»: tocchi di mano e febbre del gol dietro a questi regali
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OCCHIELLO: Il rigore è il risarcimento per un gol irregolarmente impedito, se si concede per contatti di gioco limitati è solo un regalo
TESTO: I loro target medi per gara, ricavati da 963 partite da loro dirette fino al 2005-06 furono: 40 falli ,0,32 rigori, 0,29 rossi e 3,8 gialli. Straordinario fu il tempo effettivo che raggiunse i 56 minuti ed elevò le segnature a 2,61 per gara. Si trattava di consolidare il raggiunto per stabilizzare l’arbitraggio e migliorare l’uniformità di applicazione. Invece si passò, qualche anno fa, alla strepitosa idea di abbattere l’involontarietà nei tocchi di mano in area di rigore, con lo scopo evidente di penalizzare ulteriormente la difesa e, con i «rigorini», di aumentare i gol. Alla fine della stagione 2019-20 i rigori concessi furono 187 rispetto al dato medio precedente di 120 , i gol 3,03, i falli 26,9 . Ma il tempo effettivo ritornò sotto i 50 minuti anche grazie alle tante proteste per i piccoli penalty. Il rigore è il risarcimento per un gol irregolarmente impedito, se si concede per contatti di gioco limitati è solo un regalo. Per ritornare alla massima punizione vera, ci vorrà temp o. Sperando che non ritorni alla Fifa la febbre del gol.
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TITOLO: In arrivo il fuorigioco automatico, potrebbe essere usato nei Mondiali in Qatar
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OCCHIELLO: Si tratta di un sistema che rileva subito quale giocatore si trova in posizione avanzata, si basa sul tracciamento dei giocatori in campo ed è in grado di impostare la linea con una precisione eccezionale in pochissimi secondi
TESTO: Quella del fuorigioco automatico sarebbe un cambio epocale, in attesa poi dell’assemblea generale fissata per il 4-5 marzo 2022. Di cosa si tratta? Di un sistema, denominato Hawk-Eye (Occhio di Falco), che rileva subito quale giocatore si trova in posizione avanzata, si basa sul tracciamento dei giocatori in campo ed è in grado di impostare la linea con una precisione eccezionale in pochissimi secondi. Se venisse dato il via libera (come la maggior parte delle Federazioni auspica), potrebbe essere testato per la prima volta al Mondiale per club del prossimo febbraio e a marzo potrebbe essere dato il via libera per utilizzare questo strumento ai Mondiali in Qatar tra novembre e dicembre 2022. Inoltre, un’altra cosa è certa. L’Ifab non prenderà in considerazione la proposta della Federazione sudamericana, la Conmebol, di prolungare da 15 a 25 minuti l’intervallo. Questo per il «possibile impatto negativo sul benessere e sulla sicurezza dei giocatori derivante da un periodo di inattività più lungo».
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TITOLO: Berrettini salta anche la Coppa Davis per l'infortunio agli addominali
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OCCHIELLO: Matteo Berrettini, infortunato agli addominali alle Atp Finals di Torino, deve rinunciare anche alla Coppa Davis al via il 26. Volandri punta su Sinner e chiama Bolelli
TESTO: «Quello che sto per scrivere è l’ultima cosa che avrei voluto comunicare per concludere la miglior stagione della mia carriera — le parole di Berrettini sui social —. È stato un anno fantastico, pieno di emozioni, vittorie, sconfitte dolorose e purtroppo infortuni. Proprio questi ultimi sono la ragione per la quale non potrò partecipare alla coppa Davis di quest’anno. È inutile dirvi quanto per me questi ultimi giorni siano stati dolorosi e deludenti, tra tutti gli scenari possibili questo sicuramente è quello più difficile da digerire». «Mi fermo, sì, ma solo per ripartire più forte e per regalare a me stesso e a tutti voi vittorie ed emozioni ancora più grandi — continua —. La nostra squadra è una delle più forti mai schierate e sono sicuro che porterà molto in alto i colori della nostra bandiera. Il mio 2021 finisce con tanti rammarichi ma guardandomi indietro non posso che essere orgoglioso del cammino che ho fatto, quindi grazie a tutti voi, al mio team e alla mia famiglia, per il supporto, il tifo e per le innumerevoli parole che avete speso per complimentarmi o come negli ultimi giorni, per tirarmi su».
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TITOLO: Atp Finals, Zverev batte Djokovic e va in finale contro Medvedev
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OCCHIELLO: Il tedesco supera Djokovic 7-6, 4-6, 6-3 dopo una battaglia di due ore e mezzo
TESTO: Il Djoker ha un sorriso spento che non spaventa più: quattro errori gratuiti di Novak Djokovic nel quarto game del terzo set consegnano a Sasha Zverev il break decisivo. Dopo tre set (7-6, 4-6, 6-3) di ottimo livello è il tedesco a volare nella finale delle Atp Finals, già conquistate nel 2018, contro lo scacchista di Mosca Daniil Medvedev, il campione in carica che batte il norvegese Ruud 6-4, 6-2: ai puristi del tennis, scandalizzati per le regole eretiche del Master (formula a gironi) non piacerà sapere che Zverev e Medvedev qui a Torino si sono già affrontati nel gruppo verde, con vittoria del russo.
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TITOLO: Aguero dà l’addio: il Kun si ritira dal calcio per il problema al cuore
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OCCHIELLO: Le indiscrezioni arrivano (di nuovo) dalla Spagna: qualche giorno fa il calciatore argentino le aveva smentite, ma adesso starebbe già organizzando la conferenza stampa di saluti
TESTO: Dal sogno di giocare con Lionel Messi all’addio al calcio. In Spagna sono sicuri: Sergio Aguero deve lasciare. I recenti problemi cardiaci — un’aritmia maligna scoperta grazie a esami approfonditi, dopo i fastidi respiratori durante la gara con l’Alaves il 31 ottobre —, lo costringeranno ad appendere gli scarpini al chiodo. Il Kun, 33 anni, aveva già smentito la stessa notizia qualche giorno fa, precisando che avrebbe deciso cosa fare solo al termine dei tre mesi di riposo imposti dai medici.
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TITOLO: Peng Shuai, la tennista scomparsa. Il direttore del Global Times mostra tre foto: «Presto apparirà in pubblico»
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OCCHIELLO: Hu Xijin, direttore del Global Times, una emittente di Stato cinese, mostra su Twitter tre foto dall’account WeChat della tennista: «Nei giorni scorsi è rimasta a casa sua liberamente e non voleva essere disturbata»
TESTO: Le foto arrivano dopo che venerdì la Women’s Tennis Association (Wta) si è dichiarata pronta a fermare tutti i suoi tornei in programma in Cina se non sarà fatta luce sulle sorti della tennista. Alla richiesta si sono uniti anche gli Stati Uniti e le Nazioni Unite. «Siamo profondamente preoccupati per le notizie della scomparsa di Peng Shuai dopo le sue denunce», ha detto la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki chiedendo a Pechino di fornire informazioni «indipendenti e verificabili» su dove sia la tennista. La stessa richiesta è arrivata da Liz Throssell, portavoce dell’ufficio Onu per i diritti umani, che ha chiesto anche «un’indagine trasparente» sulle accuse contro l’ex premier. «Non abbiamo notizie di Peng da quando ha denunciato sui social media di essere stata aggredita sessualmente — ha detto ancora la portavoce — è importante che abbiamo prove di dove sia e che stia bene».
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TITOLO: Rugby, Italia-Uruguay 17-10: vittoria dopo due anni ma tanta fatica per gli azzurri
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OCCHIELLO: Nell’ultimo dei tre test match organizzati, la Nazionale di rugby torna al successo dopo 16 sconfitte, ma non convince: si torna indietro nel gioco e nella considerazione generale
TESTO: Così alla fine la differenza la fanno due esordienti, nel primo tempo l’ala ligure Pierre Bruno, bravo a muovere le gambe e a recapitare in meta una delle rarissime occasioni di gioco lineare, touche vinta e sventagliata al largo con Garbisi che indovina l’ultimo, illuminante, passaggio. Nella ripresa, quando la paura della figuraccia iniziava a fare capolino, ci pensa il neozelandese Epalahame Faiva, equiparato per residenza (Benetton Treviso) a gestire un raggruppamento avanzante, staccarsi con il pallone sottobraccio e arare il prato di Parma in un tuffo liberatorio. Quanto basta per vincere e andare verso il Sei Nazioni tormentati dai dubbi, perché l’Uruguay segna la sua meta (al 52’ con Sanguinetti) e poi pianta le tende in territorio nemico, una fase dopo l’altra, spallate e confusione per sfiorare la segnatura del clamoroso pareggio. Per fortuna non succede, all’Italia resta la vittoria che scaccia l’incubo e interrompe la serie infinita di delusioni. Ma la realtà è spietata, forse non c’è più il tempo per correre ai ripari.
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TITOLO: Jack Grealish, due ragazze più la fidanzata: l’inglese batte anche Icardi
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OCCHIELLO: Il super acquisto del Manchester City di Pep Guardiola (119 milioni il suo cartellino) è fidanzato con Sasha Attwood ma frequenta anche l’attrice Emily Atack e la vincitrice di «Love Island» Amber Gill che era convinta di essere diventata la girlfriend «ufficiale»
TESTO: Come rivelato dal Sun, il centrocampista si starebbe vedendo contemporaneamente con tre donne. Oltre alla sua storica fidanzata, la 25enne Sasha Attwood (in arte Sasha Rebecca), con la quale c’è da tempo una relazione fatta di alti e bassi, Grealish si sarebbe visto pure con Amber Gill, 24 anni, ed Emily Atack, 31. Sempre secondo quanto scrive il tabloid britannico, con la prima (vincitrice di «Love Island», un reality ambientato su un’isola tropicale) ci sarebbero stati diversi incontri segreti in vari hotel negli ultimi mesi, così tanti che la ragazza era convinta di essere sul punto di diventare la nuova fidanzata ufficiale di Jack. «Amber è rimasta in contatto con Jack per un po’ dopo che si sono messi in contatto online per la prima volta, e da allora si sono incontrati diverse volte negli ultimi mesi negli hotel, incluso uno a Leeds. Era chiaramente entusiasta, l’ha detto ai suoi amici», ha rivelato al Sun una fonte anonima.
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TITOLO: Atalanta-Spezia 5-2: Pasalic (doppietta), Zapata (rigore), Muriel e Malinovskyi, i nerazzurri agganciano l’Inter
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OCCHIELLO: Il vantaggio di Nzola per la squadra di Thiago Motta dura 7’, poi si scatenano il croato e il centravanti e la partita va in discesa. La squadra di Gasperini sale così al terzo posto in attesa di Inter-Napoli di domenica
TESTO: L’Atalanta batte 5-2 lo Spezia nella prima partita della 13 giornata di serie A (qui il programma e la guida tv) e aggancia temporaneamente al terzo posto in classifica l’Inter, impegnata domenica contro il Napoli. La firma sul successo soprattutto del duo Zapata-Pasalic, grandi protagonisti dopo un avvio complicato in cui i liguri di Thiago Motta sono passati in vantaggio con Nzola all’11’: un intervento difettoso di Musso genere un rimpallo su cui si avventa il centravanti che torna al gol dopo sei mesi. Lo Spezia gioca bene e senza timori, ma il suo vantaggio dura 7’: Zappacosta sfonda sulla destra e Pasalic arriva primo per la stoccata sulla palla bassa nell’area piccola. L’Atalanta cresce e va in vantaggio su rigore al 38’: Zapata batte Provedel al secondo tentativo dopo che sul primo, parato al colombiano dal portiere dello Spezia, l’arbitro Abisso aveva fatto ripetere l’esecuzione per un’invasione di area di un difensore ligure. Lo Spezia si sbilancia per cercare il pari e in contropiede la squadra di Gasperini sfonda di nuovo: al 41’ Zapata irresistibile nella corsa palla al piede poi offre a Pasalic una palla al centro dell’area semplicissima da appoggiare per il 3-1.
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TITOLO: Lazio-Juventus, formazioni e dove vederla: Sarri e Allegri uomini contro. Non c’è Dybala, Immobile ci prova
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OCCHIELLO: Sarri profeta del bel gioco contro il risultatista Allegri, entrambi finiti nella Treccani con le espressioni sarrismo e corto muso
TESTO: Tutta questa attenzione alle parole pu sembrare eccessiva, ma questi sono pur sempre due allenatori entrati nel dizionario Treccani grazie al Sarrismo e al Corto muso: all’organizzazione di gioco e allo spettacolo del primo si contrappone la ricerca del risultato, anche di misura e senza concessioni estetiche, del secondo. un dualismo nel quale Allegri si infilato suo malgrado proprio durante la sfida a distanza con il Napoli di Sarri. E adesso che il materiale tecnico a sua disposizione meno valido, Allegri fatica sia a proporre un gioco efficace, che a ottenere una minima continuit di risultati: oggi per giunta la Juve deve fare a meno di Dybala che non rischia il polpaccio, Chiellini, Bernardeschi, De Sciglio e di Ramsey che ormai abile e arruolabile solo quando veste la casacca del Galles, a riprova che la sua storia a Torino sembra giunta al termine. L’attacco affidato alla coppia Chiesa-Morata, con Cuadrado titolare e Sandro che potrebbe lasciare il posto a Pellegrini.
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TITOLO: Tennis, all’Australian Open dovranno essere tutti vaccinati
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OCCHIELLO: Non solo i giocatori ma anche lo staff. Pressioni sul campione Djokovic che si è rifiutato di dire se è immunizzato o no
TESTO: «Tutto il gruppo di gioco lo capisce - ha detto Tiley - i nostri clienti dovranno essere vaccinati, tutto il personale che lavora agli Australian Open dovrà essere vaccinato». Questo include il nove volte campione Djokovic. «Ci piacerebbe vedere Novak qui. Sa che dovrà essere vaccinato per giocare qui», ha aggiunto. L’Australian Open è andato avanti quest’anno, ma i giocatori sono stati costretti a trascorrere due settimane in quarantena in hotel, il pubblico è stato limitato ed un improvviso lockdown di cinque giorni si è verificato a metà evento. Gli organizzatori prevedono che si svolgerà come previsto nel 2022 dal 17 gennaio, con giocatori completamente vaccinati che potranno entrare in Australia senza essere messi in quarantena o confinati in bolle di sicurezza biologica. Mentre i dubbi su Djokovic rimangono, Tiley ha detto che Rafael Nadal tornerà in cerca di una corona del 21 Slam, anche se il 20 volte campione del Grande Slam Roger Federer è stato escluso a causa di un persistente infortunio al ginocchio destro.
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TITOLO: Gareth Bale, i tifosi Real lo contestano: insulti omofobi e lancio oggetti
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OCCHIELLO: L’ex mister 100 milioni vittima di attacchi su web e persino fisici: i tifosi madridisti gli contestano di giocare col Galles e essere sempre infortunato con il club
TESTO: Il motivo? L’ex mister 100 milioni è spesso out con i Blancos di Carletto Ancelotti, ma sempre in campo con la sua Nazionale, una delle 12 insieme all’Italia che a marzo giocherà gli spareggi per Qatar 2022. Proprio dall’ultima trasferta Bale è tornato in Spagna acciaccato ed è finito nuovamente ai box. Una situazione che non gli è stata perdonata dai tifosi del Real. Il gallese non gioca infatti con le Merengues addirittura da fine agosto a causa di un infortunio al tendine del ginocchio (il 28 agosto contro il Betis Siviglia), eppure anche lui era in campo, con Ramsey, contro la Bielorussia. Un match durato per Bale solo un tempo, visto che ha alzato bandiera bianca per il nuovo problema che lo costringerà ad almeno tre settimane di stop.
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TITOLO: Fiorentina-Milan 4-3: la difesa di Pioli crolla e Vlahovic non perdona: prima sconfitta rossonera
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OCCHIELLO: Vlahovic sigla una doppietta ma sono determinanti gli errori della difesa di Pioli. Doppietta anche per Ibra, ma non basta a perfezionare la rimonta
TESTO: Il Milan cade per la prima volta in campionato proprio quando sperava di andare in fuga. Una sconfitta rumorosa, condita da quattro gol della scatenata Fiorentina. Vincenzo Italiano diventa a tutti gli effetti l’incubo di Stefano Pioli, che l’anno scorso gli aveva impartito una lezione altrettanto dura con lo Spezia. I viola sono spietati nel primo tempo e scatenati nella ripresa. Al Diavolo non basta un sontuoso Ibrahimovic, che firma una doppietta e provoca l’autorete di Venuti all’ultimo respiro. Ma di fronte a lui c’ l’Ibra del futuro, l’irresistibile Vlahovic, anche lui autore di due gol, i primi al Milan della sua vita, 10 in campionato, 12 in stagione e al novantesimo stavolta nessuno ha pensato di fischiarlo perch non rinnova il contratto. La Fiorentina, scottata dalla sconfitta con la Juve nel recupero prima della sosta, si prende una dolce rivincita e per una notte quinta insieme alla Lazio e alla stessa Juve. I viola, in vantaggio 3-0, sono bravi a rientrare in gioco dopo la reazione vigorosa della capolista, che riapre la partita in cinque minuti. Un segno di maturit.
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TITOLO: Vigilia Fidelis-Bari, Mignani: «Ritroviamo la serenità»
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OCCHIELLO: I biancorossi domani al Degli Ulivi. Il tecnico: «Avversario aggressivo, ma non dobbiamo avere ansia»
TESTO: I biancorossi, primi a quota 30 a +1 sul Palermo, vittorioso per 3-0 contro la Paganese, vengono però da due sconfitte consecutive fuori casa: «In trasferta dobbiamo ritrovare la consapevolezza dei nostri mezzi e la serenità. Possiamo andare in gol in ogni momento. Voglia, fame e agonismo sono le caratteristiche essenziali in questo torneo e in un derby come quello di domani. Non dobbiamo moltiplicare le forze per il derby, ma in tutte le partite e negli allenamenti, avendo chiaro l’obiettivo da raggiungere. Dobbiamo pensare di essere più forti di tutti». Sugli avversari ha poi chiarito: «Troveremo una squadra aggressiva, che ci attaccherà con corsa e agonismo. È una formazione che gioca a calcio e sa essere pericolosa». L’appello finale: «Non dobbiamo avere ansia in campo, ma avere convinzione di poter riprendere le gare anche quando andiamo sotto. Sono contento di non aver preso gol con la Vibonese? ». Mignani ha convocato 24 giocatori per la sfida di Andria: recupera il difensore Gigliotti (dopo il turno di stop contro la Vibonese per squalifica), mentre dovrà fare a meno dell’attaccante Marras, fermato dall’influenza.
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TITOLO: Lazio-Juventus 0-2, due rigori perfetti di Bonucci valgono l’aggancio al quinto posto
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OCCHIELLO: La squadra di Allegri trasforma due tiri dal dischetto dopo i falli su Morata e Chiesa. Sarri protesta con l’arbitro e viene ammonito nel finale
TESTO: L’episodio che indirizza la partita si verifica al 18’: Cataldi entra in ritardo su Morata e lo atterra in area. Di Bello fa proseguire ma appena la palla esce, l’arbitro viene richiamato dalla Var e concede senza ulteriori dubbi un rigore che era sembrato piuttosto netto gi a occhio nudo, per lo sgambetto del regista laziale sullo spagnolo. Sarri comunque protesta platealmente e continuer a farlo anche in seguito, chiedendo a pi riprese il cartellino giallo su alcuni interventi juventini. Bonucci realizza dagli undici metri, portando avanti la Juve e facendo rivivere pi di qualche rimpianto per Italia-Svizzera di otto giorni prima, per il rigore sbagliato da Jorginho nel finale. La Lazio e Cataldi che il suo uomo chiave per dettare i ritmi, accusano il colpo. L’azione lenta, prevedibile. La cosa migliore del primo tempo resta un cross di Lazzari a centro area, dove per non c’ nessuno.
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TITOLO: Solskjaer licenziato dal Manchester United: paga le critiche di Ronaldo
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OCCHIELLO: Il manager non ha mai trovato l’intesa con Cr7 ed ha collezionato una serie di risultati deludenti
TESTO: Un ruolo nel siluramento dell’allenatore l’ha ricoperto sicuramente Cristiano Ronaldo, figliol prodigo tornato all’alma mater di Manchester dopo le esperienze e i trofei raccolti a Madrid e a Torino. Il campione portoghese non si è mai espresso esplicitamente contro il proprio tecnico, ma in diverse circostanze, durante o al termine di partite finite male per il Manchester, ha avuto atteggiamenti di sconforto o contrarietà che non sono sfuggiti alle telecamere. E così sui media britannici da settimane campeggiano analisi e interpretazioni del linguaggio corporeo di Cr7. I
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TITOLO: Basket, il coach Vitucci ottimista: «Bologna più forte ma si può vincere»
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OCCHIELLO: L’Happy Casa Brindisi in Emilia, domani contro la Virtus. Parla il tecnico della squadra
TESTO: Il miracolo Happy Casa Brindisi non è più un miracolo. Anche in questa stagione il roster pugliese sta facendo grandi cose nella massima serie di basket. Secondo dietro Milano, domenica affronta in trasferta Bologna, appaiata in classifica. Ne abbiamo parlato con Frank Vitucci, allenatore dei brindisini. Coach, contro Bologna è la sfida tra le due anti Milano? «La vedo in modo un po’ diverso, non possiamo definirlo uno scontro diretto. Sulla carta Bologna e Milano sono fuori dalla media del campionato italiano. Di certo è una possibilità di fare un passo molto grande e importante. Non è però un match di rilevanza maggiore di quelli con Trento o Varese. Anzi, contano di più le gare con i competitor». Ritiene quindi che Brindisi non sia del valore delle prime? «Occorre essere realistici e pragmatici. Non sparo proclami che lasciano il tempo che trovano. Siamo partiti bene, ma con obiettivi chiari che non possono essere contrastare la Virtus Bologna, ma fare sempre meglio, rimanere in A, senza affanni. Bologna e Milano sono costruite con un budget otto o dieci volte superiore alla media. Questo non vuol dire che io sia remissivo, anzi». La gara comunque si può vincere. «Nella partita singola tutto può succedere, dobbiamo avere il gusto della sfida. Bologna non è imbattibile, ma noi dovremo giocare al massimo e loro no». Peraltro dopo Bologna ci sarà Milano. «Ci sarà la pausa e poi si partirà per la seconda tranche del girone d’andata. Dobbiamo guardare una partita alla volta, altrimenti perdiamo il senso delle cose. Il ciclo è difficile ma non esiste un momento facile. Le partite che siamo obbligati a vincere non sono mai semplici. È importante che la squadra faccia progressi, sia competitiva». Che è successo domenica contro Trento? «Non abbiamo saputo sfruttare il vantaggio. Diciamolo: l’abbiamo buttata via. Detto questo, è importante che la squadra se la giochi sempre con tutti». In Europa avete vinto contro Darussafaka. Quanto vale questo successo? «Molto. Abbiamo ribaltato la differenza canestri e ora abbiamo la chance di superare il turno. Dipende abbastanza da noi, un pochino anche dagli altri. Quantomeno, avendo vinto, avremo motivazioni e obiettivi ancora perseguibili». Si aspettava un’Happy Casa così competitiva? «Anche quest’anno abbiamo cambiato giocatori cardine e sapevamo che rimpiazzarli sarebbe stato molto difficile, però le risposte sono state buone, nonostante qualche infortunio. Sono abbastanza soddisfatto, ma come direbbe un buon professore di scuola, pretendo sempre un po’ di più». Brindisi da anni continua a stupire. Qual è il segreto? «C’è unità di intenti, empatia tra management, parte gestionale, tecnica. Sono risultati collettivi. Ognuno fa la sua parte ed è molto coinvolto. Anche se ci sono difficoltà, le si superano bene». Coach, si sente il simbolo dell’Happy Casa? «Simbolo è parola grossa. Coinvolto, sicuramente. Mi responsabilizza molto e spero di continuare a far bene perché se lo merita chi lavora con me».
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TITOLO: Carpi cancellato dal calcio professionistico: solo 5 anni fa giocava in serie A
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OCCHIELLO: Dopo il Chievo, sparisce un’altra protagonista del calcio italiano di provincia: il ricorso contro l’esclusione per inadempienze è stato respinto
TESTO: Dopo il Chievo — la cui storia finita quest’estate — si chiude dunque anche la bella avventura della squadra emiliana, capace con Fabrizio Castori in panchina di compiere un’impresa meravigliosa, con un tetto ingaggi striminzito di 2,5 milioni di euro (briciole con i soldi che girano da tempo nel nostro calcio). Il sogno della massima serie dur soltanto un anno, stagione 2015/2016, ma allo stadio Braglia di Modena – dove il club disputava le proprie partite – si esibirono tutte le grandi del calcio italiano. E per poco non sfior una seconda impresa. Il Carpi, infatti, retrocesse da terzultima con 38 punti, soltanto uno in meno di Palermo e Udinese. In quella squadra giocava gente come Zaccardo (campione del Mondo a Germania 2006), Verdi (oggi al Torino) e Lasagna (al Verona, prima all’Udinese), ora di quelle gesta resta solo il ricordo sbiadito.
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TITOLO: Inter-Napoli e Lazio-Juve, niente pari, Fiorentina-Milan è da X 2: i pronostici di Sconcerti per la 13ª giornata di serie A
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OCCHIELLO: I bianconeri non hanno Dybala, davanti dovrebbero giocare Chiesa e Morata, due giocatori che difficilmente insieme fanno reparto, ma Allegri potrebbe trionfare lo stesso. A San Siro una delle gare più importanti dell’anno tra due squadre in un momento non brillante
TESTO: L’Atalanta ha un curioso cammino in casa dove ha vinto una sola volta contro il Sassuolo e in sei partite ha preso appena sei punti. Gli altri 16 sono arrivati tutti in trasferta. Soffre le squadre che si chiudono anche se solo una volta è rimasta senza segnare. Ha recuperato la sua difesa titolare, può quindi spostare De Roon a centrocampo e ricomporre la coppia con Freuler. Lo Spezia ha vinto domenica scorsa in casa e ha aiutato molto la sua classifica. In trasferta però viene da tre sconfitte consecutive in cui ha subito una media di tre gol a partita. Mi sembra un pronostico molto orientato: 1.
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TITOLO: Fiorentina-Milan, formazioni e dove vederla: Pioli con Ibrahimovic per cercare la fuga
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OCCHIELLO: I rossoneri a Firenze vogliono i tre punti per mettere pressione a Inter e Napoli che si affrontano domenica e cominciare un filotto di partite teoricamente più abbordabili
TESTO: Prove di fuga. Che a novembre non pu per forza di cose essere decisiva, non con la bellezza di 26 partite ancora da giocare, ma che potrebbe per rappresentare uno snodo chiave nella road map di un campionato che nel quale stanno continuando a mancare le due principali favorite dell’estate, vale a dire Inter e Juventus. Il Milan ci crede. E fa bene. Il prezioso pareggio nel derby andato in scena prima della sosta ha dato ulteriore coraggio e autostima a un gruppo sempre pi maturo e che col passare delle settimane appare pi convinto di potersi giocare lo scudetto fino alla fine. Stasera la Fiorentina, quindi Sassuolo, Genoa, Salernitana e Udinese prima dello scontro diretto del 19 dicembre a San Siro contro il Napoli: se c’ un momento buono per piazzare un’accelerata, questo. A partire proprio dalla trasferta di stasera a Firenze, senza dubbio la gara pi complicata del segmento, che vale doppio anche per una questione puramente psicologica: vincendo, i piccoli diavoli salirebbero in testa da soli alla classifica fino a domenica e sposterebbero tutta la pressione addosso a Inter e Napoli, che s’incrociano a San Siro in un duello che lever comunque punti a qualcuno.
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TITOLO: Il Napoli al Meazza per battere l’Inter e allungare in vetta (grazie alla sconfitta del Milan)
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OCCHIELLO: In campo il miglior attacco contro la difesa meno battuta. Inzaghi senza De Vrij, Spalletti rinuncia a Politano fermato dal Covid
TESTO: Il Napoli ha dovuto fare i conti di nuovo con il Covid-19, sono risultati positivi prima Demme e poi Politano. Ieri sera a Milano è stato compiuto un ulteriore giro di tamponi dopo quello di ieri mattina a Castel Volturno che ha certificato la negatività dell’intero gruppo-squadra. Spalletti deve rinunciare anche a Manolas che non ha ancora recuperato dall’infortunio rimediato il 21 ottobre scorso nella gara d’andata contro il Legia Varsavia e Ounas, vittima di un’elongazione al retto femorale sinistro che lo terrà fermo ai box per due-tre settimane. A destra nell’attacco azzurro ci sarà Lozano, l’ultimo a rientrare dagli impegni in Nazionale. Il Chucky ha un solo allenamento nelle gambe con gli azzurri, quello di ieri. È una notte speciale per Insigne che affronta un avversario più volte accostato al suo futuro, in una notte in cui sogna d’agganciare Maradona nella classifica all time dei marcatori del Napoli. Sarà una partita aperta, dove i dettagli faranno la differenza. L’Inter proverà ad allungare il Napoli, aprire gli spazi, creare varchi tra le linee e in ampiezza per togliere riferimenti a Koulibaly e compagni. Il Napoli ha dimostrato su ogni campo di saper conquistare momenti delle gare in cui imporre il proprio gioco, alternando il palleggio e la ricerca della profondità con il fattore Osimhen. Dopo la partita contro il Verona, Spalletti ha insistito tanto sul coinvolgimento dell’attaccante nigeriano, sulle scelte da compiere a seconda dell’evoluzione della partita: quando andare in verticale oppure richiedere il suo lavoro spalle alla porta. Osimhen cerca il primo gol in trasferta contro una big, s’accendono le luci a San Siro anche per lui.
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TITOLO: Inter-Napoli 3-2, i nerazzurri frenano la possibile fuga di Spalletti. Lautaro chiude la partita
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OCCHIELLO: Il Napoli passa in vantaggio con Zielinski, poi Calhanoglu su rigore, Perisic di testa e Lautaro firmano il sorpasso. Mertens riapre la partita, la squadra di Spalletti pericolosa nel finale, ma Handanovic c’è
TESTO: Il Napoli all’inizio gioca di pi, cercando di impreziosire il palleggio con la qualit dei suoi interpreti. L’Inter tiene il baricentro basso e si affida alle ripartenze. Gli spallettiani cominciano meglio e passano in vantaggio con Zielinski, che ruba palla a Barella e con un destro a uscire trasforma in un gol l’assist di Insigne. Handanovic non brilla per prontezza. L’Inter non si perde d’animo e la ribalta prima dell’intervallo: il rigore del pareggio, trasformato con freddezza da Calhanoglu, assegnato con la Var dopo che l’arbitro Valeri non aveva visto il braccio largo di Koulibaly sul tiro al volo di Barella. Il sorpasso, prima dell’intervallo, arriva grazie all’incornata da centravanti consumato di Perisic, che Ospina devia quando ormai il pallone ha superato la linea di porta: la goal line technology conferma e San Siro impazzisce.
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TITOLO: Peng Shuai, la tennista scomparsa, a Bach, presidente del Cio: «Sono al sicuro e in salute»
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OCCHIELLO: La tennista, che aveva denunciato l'ex vicepremier cinese di abusi sessuali, ha parlato con Bach in videoconferenza rassicurandolo sulle sue condizioni e chiedendo il rispetto della privacy
TESTO: Peng Shuai ha fatto una videochiamata a Thomas Bach, il presidente del Comitato olimpico internazionale. La campionessa cinese di tennis censurata dopo aver accusato di violenza sessuale un politico di Pechino ha detto di stare bene, di essere al sicuro e ha chiesto rispetto per la sua privacy, riferisce il Cio. «All’inzio della videochiamata con il presidente Thomas Bach, Peng Shuai ha ringraziato il Cio per la preoccupazione sulla sua condizione; ha spiegato di essere al sicuro, di stare bene, di trovarsi a casa a Pechino; ma vorrebbe che la sua privacy fosse rispettata al momento. Ecco perché preferisce passare il suo tempo con gli amici e la famiglia. Peng continuerà a impegnarsi nel tennis, lo sport che ama», riferisce l’organo di governo dello sport olimpico. Alla videochiamata tra il tedesco Bach e Peng hanno assistito la presidentessa della Commissione degli atleti olimpici, Emma Terho, e Li Lingwei, rappresentante cinese nel Cio, che conosce Peng da molti anni. «Ho provato sollievo nel vedere che Peng sta bene, mi è apparsa rilassata», ha detto Terho.
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TITOLO: Sinner ai raggi x: forza mentale in crescita, servizio più stabile, rovescio naturale, più volée e riflessi da grande
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OCCHIELLO: Il capitano azzurro Volandri alla vigilia della Coppa Davis analizza i colpi di Jannik Sinner: dove è migliorato e dove può ancora migliorare. «È un cantiere aperto. Ora la variabile è la maglia azzurra»
TESTO: In una strepitosa stagione di prime volte lungi dall’essere conclusa, a vent’anni Jannik Sinner è atteso dalla transizione, forse, più difficile: dopo aver assaggiato la finale di un Master 1000 a Miami, la top 10 del ranking e il centrale del Master casalingo, il barone rosso deve trasformarsi in uomo squadra nella (nuova) Coppa Davis che a Torino vedrà l’Italia in campo venerdì contro gli Usa e sabato contro la Colombia. In palio i quarti e poi le finali a Madrid. Glielo chiede, complice l’infortunio di Matteo Berrettini, il neo capitano azzurro Filippo Volandri, chiamato a gestire, anche dopo l’assenza del più forte tennista italiano, una interessante abbondanza: Jannik Sinner leader, Lorenzo Sonego e Fabio Fognini in ballottaggio per il posto di secondo singolarista, Fognini e Bolelli doppisti, Musetti ragazzo di bottega. Le Atp Finals consegnano alla squadra un Sinner fresco e allenato, uscito a testa alta dal corpo a corpo con Daniil Medvedev a risultato acquisito. Dopo il Master, cosa ha scoperto il capitano che già non sapesse di Jannik?
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TITOLO: Lione-Marsiglia, Payet colpito da una bottiglietta: l’arbitro sospende la partita per le violenze dei tifosi
DATA:
OCCHIELLO: Tifoserie fuori controllo negli stadi francesi, ne fa le spese il centrocampista della nazionale transalpina che per fortuna non ha riportato lesioni
TESTO: Questo è soltanto l’ennesimo brutto episodio che mette il calcio francese sotto i riflettori in negativo e per le intemperanze dei tifosi. E nulla è servito l’intervento del portiere portoghese del Lione, Lopes, che si è rivolto verso i suoi tifosi per calmarli, senza però riuscirci. Inoltre, secondo quanto riportato dai media francesi, lo stesso tifoso autore del lancio della bottiglietta sarebbe stato costretto ad abbandonare lo stadio dopo essere stato aggredito da uno dei capi dei supporter del Lione.
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TITOLO: Il Bayern Monaco taglia lo stipendio ai calciatori no-vax messi in quarantena
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OCCHIELLO: Il provvedimento preso dal club bavarese per il centrocampista Kimmich e per altri sei calciatori che hanno rifiutato il vaccino e sono poi venuti in contatto con dei positivi
TESTO: Il primo a venire sanzionato, stando a quanto riporta la stampa tedesca, è il centrocampista Joshua Kimmich, messo in quarantena dopo essere entrato in contatto con persone contagiate. La notizia è stata diffusa dal settimanale tedesco Bild am Sonntag. Kimmich, 26 anni, tra l’altro è stato posto in isolamento per la seconda volta, avendo già contratto il virus. Martedì scorso il calciatore era appena uscito dalla quarantena dopo essere entrato in contatto con il compagno di squadra Niklas Suele, risultato poi positivo sempre la scorsa settimana. Secondo quanto riferito dal settimanale tedesco, i dirigenti del Bayern hanno informato Kimmich e quattro suoi compagni di squadra che i rispettivi stipendi saranno ridotti se posti in isolamento. I puniti sono Serge Gnabry, Jamal Musiala, Eric Maxim Choupo-Moting e Michael Cuisance, e stando a quanto scrive la Bild, nessuno di loro ha ricevuto neppure una dose di vaccino. Il Bayern, che è stato sconfitto venerdì, senza Kimmich in campo, ad Augusta per 2-1 nell’anticipo della 12/a giornata della Bundesliga, non ha voluto commentare la vicenda.
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TITOLO: Inzaghi su Inter-Napoli: «Vittoria decisiva». Ma la battaglia di San Siro ha lasciato dei segni
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OCCHIELLO: Sette punti di sutura alla testa per Dzeko, Correa e Bastoni acciaccati. Spalletti: «Solo nel finale abbiamo giocato a viso aperto, qui non si vince senza coraggio»
TESTO: Simone non si accontenta di aver rosicchiato tre punti a Milan e al Napoli. Il suo bilancio provvisorio dell’annata pi ampio e comprende anche il cammino in coppa. Se mi avessero detto che avremmo totalizzato 28 punti dopo tredici gare di campionato e 7 dopo quattro impegni di Champions avrei messo subito la firma. Con questi punti in un altro torneo saremmo primi. Occorre recuperare le energie in vista dell’incrocio decisivo con lo Shakthar di mercoled: la battaglia con i partenopei ha lasciato qualche segno. Dzeko ha sette punti di sutura in testa, Correa uscito acciaccato (toccandosi il flessore, ndr), Barella ha qualche problema e la spalla di Bastoni non a postissimo registra l’allenatore, mentre i tifosi lasciano San Siro con gli odiosi cori sui napoletani colerosi (gi cantati durante la partita).
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TITOLO: Jacobs a Usain Bolt: «Una sfida a rubabandiera per beneficenza»
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OCCHIELLO: In settimana il campione giamaicano aveva fatto i complimenti a Marcell Jacobs dicendo però che se ci fosse stato, a Tokyo avrebbe vinto lui. La replica: «Sfidiamoci a rubabandiera»
TESTO: La sfida nasce da un frammento di un'intervista alla Cnn del leggendario sprinter giamaicano che, richiesto di un parere sul campione olimpico dei 100 metri e della 4x100 a Tokyo, aveva detto: «Per me il successo di Marcell è stata una sorpresa. Pensavo che avrebbero vinto gli statunitensi, ma è venuto fuori lui e ha dimostrato di essere uno dei migliori. Quando sali sul grande palcoscenico, devi concretizzare il duro lavoro che hai fatto. Quindi tanto di cappello per lui». La risposta del giamaicano potrebbe arrivare su Instagram dove Bolt ha 11 milioni di seguaci.
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TITOLO: Marcell Jacobs: la stampa inglese «rosica» ancora, il reportage che non dimostra i suoi legami col doping
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OCCHIELLO: Il quotidiano londinese «The Times» ha dedicato una doppia pagina di inchiesta all’atleta bresciano in cui si sostiene che deve essere considerato «sospetto» perché i risultati di Tokyo non sono compatibili con il suo anonimo passato
TESTO: Continuano ad essere gelidi i rapporti tra la stampa inglese e Marcell Jacobs, l’azzurro che ai Giochi di Tokyo ha conquistato l’oro nei 100 metri e nella 4x100, in questo caso a spese del quartetto britannico che poi è stato messo sotto inchiesta per la positività a una sostanza proibita di uno dei quattro frazionisti. Domenica il glorioso quotidiano londinese The Times ha dedicato una velenosa doppia pagina di inchiesta sull’atleta bresciano, frutto del lavoro di ben due inviati (Matt Lawton e Mark Palmer) che hanno viaggiato tra Milano, Desenzano del Garda e Roma, dove il campione olimpico delle Fiamme Oro vive e si allena. E se il titolo lascia poco spazio all’immaginazione («Il mistero del campione olimpico cresciuto senza (lasciar) tracce e che a un certo punto ha smesso di correre»), il reportage spazia ampiamente con la fantasia per poter rafforzare la tesi iniziale: Jacobs deve essere considerato «sospetto» perché i risultati di Tokyo non sono compatibili con il suo anonimo passato, perché dopo i Giochi è «sparito dalla circolazione» e per il suoi trascorsi col «nutrizionista ed ex body builder Giacomo Spazzini», indagato a Milano per frode in relazione a un’inchiesta su un presunto commercio di sostanze dopanti.
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TITOLO: Dennis Rodman nel documentario su Sky: l’identità fluida, il tentato suicidio, la storia con Madonna
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OCCHIELLO: «The last dance» ha osservato da vicino l’ultima corsa dei Bulls, in cui lui, fuoriclasse della difesa, era uno dei protagonisti alle spalle di Jordan. Stavolta invece è al centro di un’indagine che parte dalla sua infanzia
TESTO: «The last dance» ha osservato da vicino l’ultima corsa dei Bulls, in cui Rodman era uno dei protagonisti alle spalle di Jordan. Stavolta invece è lui al centro di un’indagine che parte dalla sua infanzia. Dennis bambino silenzioso, timido, con una situazione familiare complicata: ha solo la madre, il padre è andato via (riemergerà nel 2012). Gioca spesso con le sorelle, che lo truccano e lo vestono da donna, contribuendo a creare un’identità sessuale «fluida» che Dennis si porterà per tutta la vita. A Detroit vince due titoli e viene eletto miglior difensore della Nba. Sembra cattivo e invincibile, ma il coach che per lui era come un padre, Chuck Daly, va via. Gli crolla il mondo addosso, pensa al suicidio, fucile in mano, di notte nel parcheggio all’esterno del Palace di Auburn Hills, la casa dei Pistons. San Antonio gli permette di voltare pagina: qui inizia ad andare in locali gay e a portare delle drag queen alle partite degli Spurs. Alle feste si traveste e ripensa a quando, da bambino, giocava con le sorelle: «Indossare un vestito mi ha fatto sentire bene», ha rivelato di recente a GQ. Gli anni senza freni a Chicago, nei quali era «più amato di Michael Jordan», gli regalano altri tre titoli. A carriera ampiamente finita ritrova il padre, Philander Rodman Jr. Una sorta di lieto fine.
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TITOLO: Fiorentina-Milan 4-3, Sconcerti: i rossoneri perdono punti, non possibilità. Ma la Juve è in risalita
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OCCHIELLO: Il Milan ha sbagliato molto ma ha creato anche di più, non vedo crisi. La Juventus è cresciuta, ora ha tre centrocampisti in forma. E attenzione al ritorno dell’Atalanta
TESTO: C’ per un dato: in due giornate la Juve ha recuperato 5 punti al Milan, quello che non era successo in undici giornate arrivato tutto insieme. Sono grida ancora lontane, ma sono segnali. La Juve cresciuta. Con la Lazio ha trovato la sua partita perfetta, subito in vantaggio, tutto il resto in contropiede. Ma la squadra diversa, ora ha tre centrocampisti in forma e di caratteristiche diverse, non pi mediani. Rabiot e McKennie aiutano Locatelli a guidare il gioco. Questo ha migliorato l’autostima della squadra, la convinzione, si come ascoltato il rumore del nuovo equilibrio. In una partita, in un torneo, per esempio la Champions, la Juve in gara. In campionato non credo, ma spero che chi legge non sia tra quelli che chiedono sempre e soltanto pronostici. Per quello c’ il futuro.
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TITOLO: Genoa-Roma 0-2: la decide il diciottenne Felix con una doppietta, i giallorossi salgono al quinto posto
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OCCHIELLO: Il ghanese appena entrato in campo letale in contropiede. Mourinho sale al quinto posto, superando Fiorentina, Juventus e Lazio
TESTO: Ci sono attimi che ti possono cambiare la vita. Devi decidere in fretta e, magari, a qualcuno la tua scelta pu anche sembrare assurda, ma l’importante che tu - e solo tu -ne sia convinto. Felix Afena-Gyan, Felix per tutti, 18 anni, attaccante pieno di sogni, nei giorni scorsi era stato convocato dalla nazionale del Ghana. Ha preferito rinunciare, dicendo di non sentirsi ancora pronto, causando alla Roma anche un piccolo problema internazionale. rimasto ad allenarsi a Trigoria, promosso in prima squadra da Jos Mourinho che lo ha fatto esordire in Serie A a Cagliari il 27 ottobre e che, quattro giorni dopo, gli ha concesso il secondo tempo contro il Milan. Felix ha rinunciato alla sua nazionale per evitare un viaggio lungo ma soprattutto per dare un segnale alla Roma e al suo allenatore: per me, venite prima voi.
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TITOLO: Salernitana, altra domenica amara: con un autogol e Candreva all’Arechi passa anche la Samp
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OCCHIELLO: La squadra di Colantuono incappa nella terza sconfitta di fila e resta all’ultimo posto in classifica
TESTO: Una sfortunata autorete ed un secondo gol incassato 3 minuti dopo condannano la Salernitana alla terza sconfitta di fila in campionato, dopo l’ultima vittoria, e soprattutto di nuovo all’ultimo posto nella classifica della Serie A per il fatto di essere stata raggiunta dal Cagliari a 7 punti. A gioire al termine della gara di oggi è stata la Sampdoria, che grazie ai 3 punti conquistati all’Arechi si porta a quota 12 e può concedersi un attimo di respiro dopo un inizio di stagione ugualmente difficile. La partita è stata decisa in pratica da due episodi caduti negli ultimi minuti della prima frazione di gioco. Il risultato si è sbloccato per un autogol sfortunato di Di Tacchio che su cross di Candreva ha infilato la porta difesa da Belec. Eravamo al 40’. Lo stesso laterale ex Lazio ed Inter ha poi trafitto al 43’ l’estremo difensore granata su assist di Quagliarella. Nel secondo tempo, nonostante la volitiva reazione della Salernitana, il risultato è rimasto inalterato decretando l’ennesima sconfitta degli uomini di Colantuono.
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TITOLO: Maignan-Milan, il francese pronto a rientrare: ci prova per il Sassuolo
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OCCHIELLO: La sconfitta del Napoli consente ai rossoneri di restare in vetta alla classifica. Mercoledì a Madrid contro l’Atletico partita da dentro o fuori per la Champions
TESTO: L’ultima brutta notizia in ordine di tempo riguarda Rebic, entrato ormai in un’impressionante spirale di sfortuna: proprio ora che stava tornando ai suoi livelli, s’è fatto male a una coscia tentando un banale colpo di tacco in allenamento. Risultato: lesione al bicipite femorale della coscia destra. Tornerà addirittura a gennaio dopo la sosta. Un problema serio per Pioli, che vorrebbe dare un po’ di respiro a Leao, che ha giocato 17 partite su 17 e ora inizia a mostrare segni di stanchezza. Come stanchi sono anche Diaz, Giroud ed Hernandez, guariti dal Covid ma ancora in cerca della miglior condizione, come si è visto anche a Firenze. Cattive notizie anche per quanto riguarda Calabria, il vero simbolo della rinascita di questo Milan: il terzino ha meritatamente conquistato la Nazionale ma proprio in azzurro ha subito uno stiramento al polpaccio e ora rischia di tornare fra un mese. Out anche Tomori, che salterà con ogni probabilità la trasferta di Madrid per un problema all’anca: contro l’Atletico, nella gara crocevia di Champions, la coppia di centrali sarà Kjaer-Romagnoli, con quest’ultimo che vuole mettersi in mostra dopo il riavvicinamento col club sul rinnovo contrattuale. Il capitano è disposto a tagliarsi lo stipendio dai 5,5 milioni di euro attuali a 3,5-4.
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TITOLO: Osimhen, fratture al viso: fuori 30 giorni. La solidarietà dell'Inter: «Campione torna presto in campo»
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OCCHIELLO: Il grave infortunio causato da uno scontro aereo con Skriniar: il centravanti nigeriano sarà ora sottoposto ad intervento chirurgico
TESTO: La notizia ha gettato nello sconforto l’intera tifoseria azzurra, che vedeva in Osimhen l’uomo che avrebbe potuto guidare il Napoli verso altri importanti successi, in una stagione cominciata grazie a lui nel migliore dei modi (con 9 gol in 15 partite stato il migliore dei suoi). Anche l’Inter si voluta per associare all’ondata di solidariet espressa sui social dai molti sostenitori azzurri. Con un post la societ nerazzurra ha augurato una veloce guarigione al centravanti: Forza campione ti aspettiamo presto in campo.
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TITOLO: Champions League: quando e dove vedere Chelsea-Juventus, Young Boys-Atalanta, Inter-Shakhtar e Atletico Madrid-Milan
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OCCHIELLO: Le sfide delle italiane fra martedì e mercoledì: la Juve è già qualificata e a Londra cerca di difendere il primo posto, l’Inter può staccare il pass per gli ottavi di finale con un turno d'anticipo. Per Atalanta e Milan c'è ancora da soffrire
TESTO: Mmercoledì 24 novembre ore 21: Amazon Prime Con un solo punto in quattro partite, per il Milan la qualificazione agli ottavi sembra compromessa, ma aritmeticamente tutto è ancora possibile. L’impresa passa dalla partita in casa dell’Atletico Madrid. Conquistato il primo punto in Champions con il Porto (1-1, mercoledì 3 novembre), i rossoneri possono contare su poche combinazioni favorevoli. In primis, il Diavolo deve battere sia Atletico Madrid sia Liverpool (7 dicembre a San Siro). Senza due vittorie, non c’è alcuna possibilità. Ma ci devono essere uno dei seguenti casi: il Porto perde contro il Liverpool ad Anfield e pareggia all’ultima giornata in casa contro l’Atletico Madrid; il Porto perde sia col Liverpool sia con l’Atletico Madrid (a patto che il Milan vinca con almeno due reti di scarto a Madrid o chiuda comunque con una differenza reti migliore dei Colchoneros); il Porto pareggia contro il Liverpool e l’Atletico batte il Porto all’ultima giornata (a patto che il Milan vinca con almeno due reti di scarto al Wanda Metropolitano o chiuda con una differenza reti migliore degli spagnoli). Solo così i rossoneri passerebbero con sette punti. E sarebbe la terza squadra nella storia della Champions a farcela dopo aver totalizzato zero punti nelle prime tre gare dopo l’Atalanta e il Newcastle. La classifica del girone: Liverpool 12 Porto 5 Atletico Madrid 4 Milan 1
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TITOLO: Frecciarossa nuovo title sponsor di Coppa Italia e Supercoppa
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OCCHIELLO: De Siervo, Lega serie A: «Sarà anche Travel Partner della Serie A TIM e della Serie A TIM per i prossimi due anni». Corradi, Trenitalia: «Quest'accordo ci permette di avvicinarci a tante persone appassionate di calcio»
TESTO: «Grazie a questo accordo, Frecciarossa, oltre a essere Title Sponsor della Coppa Italia e della Supercoppa Italiana per la stagione 2021/2022, sarà anche Travel Partner della Serie A TIM e della Serie A TIM per i prossimi due anni», spiega la Lega Serie A in una nota. «Siamo molto felici di dare il benvenuto a bordo, tra i partner ufficiali di Lega Serie A, a Trenitalia, la grande azienda italiana della mobilità capace di far viaggiare, in sicurezza e in maniera puntuale ed efficace, milioni di italiani — ha dichiarato l'amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo —. Questa importante partnership è frutto del riposizionamento della Coppa Italia iniziato proprio nella stagione sportiva in corso dopo l'introduzione di un nuovo e più competitivo format del torneo che, proprio per questa ragione, ha generato un aumento dei ricavi derivanti dalla vendita dei diritti a nuovi broadcasters domestici e internazionali».
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TITOLO: Felix Afena-Gyan: il convitto, le scarpe, la mamma da portare in Italia. Chi è il nuovo bomber della Roma
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OCCHIELLO: Il 18enne ghanese con due gol al Genoa ha dato la vittoria alla Roma domenica. Il tecnico portoghese ha così mantenuto la promessa e gli ha regalato le sneaker Balenciaga che tanto desiderava. La consegna ripresa e postata su Twitter, ma in sottofondo si sente qualcuno che, mentre il ragazzo apre la scatola, dice: «Dentro ci stanno le banane»
TESTO: Ha già dei record: è il primo 2003 a segnare in serie A ed è il più giovane giocatore a segnare una marcatura multipla nei cinque migliori campionati d’Europa in questa stagione ed è il più giovane romanista a segnare una doppietta nell’era dei tre punti. A puntare tutto su questo ragazzo è stato proprio Mourinho. Lo ha visto all’opera con la Primavera di Alberto De Rossi e ha iniziato a lavorarci giorno dopo giorno. Felix Afena-Gyan vive nel convitto a due passi dal centro sportivo giallorosso. Parla inglese (ed è così che comunica con il tecnico portoghese), ma capisce un po’ l’italiano. In poche settimane ha già dimostrato personalità. Recentemente, infatti, ha rinunciato alla convocazione con il Ghana per sfruttare la sosta e lavorare con Mourinho: «Grazie mamma, ti amo, lei è ancora in Ghana. Le dedico il gol e lo dedico e ai miei compagni. E ringrazio Mourinho, è un grande allenatore e una grande persona», le sue parole dopo la gara di Marassi. Qualche mese la Roma è stata più veloce di tutti a tesserarlo. Su di lui c’erano molti club della Premier, tanto che la Bbc si era occupato della sua storia. Cresciuto in Ghana, Felix Afena-Gyan ha più volte ribadito di essersi innamorato dei colori giallorossi a 15 anni, quando ha visto la storica rimonta della Roma contro il Barcellona, quella del 10 aprile 2018 con il 3-0 firmato da Manolas, oggi al Napoli. È stato scoperto da Oliver Arthur, l’agente che ha poi gestito il trasferimento verso Trigoria ed è stato indirizzato all’EurAfrica Academy. Adesso ha un ultimo sogno: portare in Italia la madre.
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TITOLO: Felix Afena-Gyan, Mourinho gli consegna le scarpe e in sottofondo parte la battuta razzista: «Ci sono le banane»
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OCCHIELLO: Il tecnico mantiene la promessa e regala al 18enne attaccante protagonista di Genoa-Roma le desiderate Balenciaga da 800 euro. Nel video postato sui social però si sente nitida la frase di qualcuno non inquadrato: «Ci sono le banane dentro, lo sai?». Lo sdegno sul web, poi il ragazzo spiega: «Non sono offeso, solo uno scherzo»
TESTO: Una favola, un video per immortalarla, una battuta infelicissima di quelle che un tempo si sarebbero dette da spogliatoio ma che oggi non hanno cittadinanza neppure l. Sarebbe stato bello parlare delle scarpe di Balenciaga da 800 euro, una limited edition del modello Speed, premio per la doppietta segnata da Felix domenica sera in Genoa-Roma e arrivate a tempo di record. Le ha pagate e consegnate Jos Mourinho, che le aveva promesse al ragazzino della Primavera ora promosso in prima squadra. Non la prima volta che lo Special One si lancia in gesti simili: all’Inter, a Natale, regal una settimana in pi di vacanza brasiliana a Maicon perch aveva segnato i due gol per battere il Siena. Al Tottenham ha comprato un intero jamon iberico a Reguilon perch aveva perso una scommessa con il difensore spagnolo.
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TITOLO: Il Napoli s’inchina all’Inter, a San Siro la prima sconfitta. Spalletti: ci è mancato il coraggio
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OCCHIELLO: La squadra di Spalletti perde l’imbattibilità: in vantaggio con Zielinski, subisce il gioco dei nerazzurri che pareggiano e rimontano. Mertens illude con un gol ma nel finale spreca il pari. Infortunio Osimhen, frattura dello zigomo: dovrà essere operato
TESTO: L’infortunio in serata si rivela più significativo del previsto. Osimhen trasferito all’ospedale Niguarda ha trascorso lì la notte sotto osservazione con il medico sociale del Napoli, Raffaele Canonico. Osimhen sta completando l’iter diagnostico con consulenze specialistiche. Ha riportato la frattura dello zigomo e non solo. Dovrà essere operato, e i tempi di recupero sono di almeno un mese. Il finale è palpitante, il Napoli accorcia con Mertens e può anche giungere al pareggio con il belga. Ma dopo otto minuti di recupero Valeri decreta la fine e l’Inter ringrazia Handanovic che a pochi minuti dalla fine toglie la soddisfazione del gol a Mario Rui.
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TITOLO: Mike Tyson, 35 anni fa diventava campione del mondo dei massimi: i trionfi, il morso a Holyfield, il carcere, la lotta con lo squalo
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OCCHIELLO: Il 22 novembre 1986 all’età di 20 anni, quattro mesi e 22 giorni (il più giovane di sempre, record ancora oggi imbattuto), Iron Mike conquistò il titolo dei massimi Wbc contro il malcapitato Trevor Berbick
TESTO: Il 22 novembre 1986 il mondo della boxe scoprì uno dei suoi campioni più forti della sua storia: Mike Tyson. All’età di 20 anni, quattro mesi e 22 giorni (il più giovane di sempre, record ancora oggi imbattuto), Iron Mike conquistò il titolo dei massimi Wbc contro il malcapitato Trevor Berbick. Un pugile spietato: Tyson vinse i suoi primi 19 incontri per k. o., 12 dei quali alla prima ripresa. Nel 1987 conquistò anche i titoli Wba e Ibf, diventando campione indiscusso e il primo peso massimo a unificare i campionati del mondo. Nel 1988 divenne campione lineare quando mise k. o. Michael Spinks in 91 secondi. Difese le sue cinture in nove occasioni, prima di venire sconfitto per k. o. da Buster Douglas in ciò che fu definita come una delle più grandi sorprese nella storia dello sport. Nella sua carriera Tyson ha avuto diversi soprannomi: «Iron Mike», «The Baddest Man on the Planet», «Kid Dynamite» e «King Kong». Ed è considerato uno dei più grandi pugili di tutti i tempi.
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TITOLO: Inter-Napoli 3-2, Sconcerti: nerazzurri cresciuti, Conte non manca più, il campionato è bello
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OCCHIELLO: Non è un campionato raffinato ma molto bello. Non ne ricordo uno così da prima di Calciopoli: l’Inter ha giocato per sé, ma anche per Juventus e Atalanta
TESTO: Oggi si gioca alla pari, tutti inseguono tutti. Il Napoli ha preso in una partita i gol subiti in dodici. Il Milan il 40 per cento. una stagione pazza perch normale, lo spettacolo arriva dallo spirito pi che dal gioco. Ma il prodotto migliora. Il Milan ha un punto pi di un anno fa, il Napoli 8: erano andati troppo forte prima, questo break quasi soltanto fisiologico. C’ nell’Inter per una sicurezza blasfema, oltre la buona condotta, che Milan e Napoli sanno raggiungere solo dando il meglio. L’Inter ha giocatori freddi, Napoli e Milan hanno bisogno di organizzazione, vanno al passo se la musica in sintonia. C’ stata anche una bella Juve, non ha lasciato un tiro alla Lazio e ha recuperato 5 punti in due turni. Ma siamo a un terzo di campionato, tempo di dare buona misura anche a quello che gi accaduto.
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TITOLO: Joao Pedro con l’Italia già a gennaio: Mancini può chiamarlo in azzurro per provare l’uomo in più in attacco
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OCCHIELLO: Il brasiliano del Cagliari si commuove: «Se penso all’Italia mi vengono i brividi, è stato un colpo inaspettato»
TESTO: E quando parla della possibilità di vestire l’azzurro, come ha fatto domenica ai microfoni di Dazn nel dopo partita di Sassuolo-Cagliari fissata sul 2-2 da un suo rigore (ottavo gol stagionale), Joao si commuove: «La Nazionale? È stato un colpo inaspettato, mi fa moltissimo piacere, perché è scontato dire tutto quello che la Sardegna e l’Italia rappresentano nella mia vita. A casa mia sono tutti italiani. E solo al pensiero della Nazionale mi vengono i brividi. Sono stati giorni un po’ incasinati, ma di molta felicità. Credo sia il riconoscimento di quello che fortunatamente sono riuscito a fare con questa maglietta. Magari non succederà neanche, ma la verità è che è difficile spiegare quello che ho provato in questi giorni. Ho cercato di isolarmi perché questa partita era importantissima per noi, ora vediamo quello che succederà».
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TITOLO: LeBron James spacca la faccia di Stewart con una gomitata: maxirissa e doppia espulsione
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OCCHIELLO: Pistons-Lakers interrotta per quasi 5 minuti: per la seconda volta in 19 anni «The King» viene spedito fuori dal campo, per il centro di Detroit sono stati necessari 5 punti di sutura
TESTO: Con il giocatore dei Pistons che, infuriato come non mai, a un certo punto è fuggito negli spogliatoi con la malcelata intenzione di rientrare sul parquet da un’altra uscita. Espulsi un tecnico per il ruolo di «agitatore e non paciere durante l’episodio». Dati alla mano, per LeBron James è la seconda espulsione in 19 anni di carriera. La prima risale al 28 novembre 2017 contro i Miami Heat per doppio tecnico e proteste nei confronti di un arbitro. James ha comunque chiuso con 10 punti a referto allungando a 1.048 la sua striscia di partite in doppia cifra, mentre i Lakers hanno vinto la partita con una rimonta nell’ultimo quarto grazie a Russell Westbrook e Anthony Davis, che ha preso le difese di James: «Lo sanno tutti che LeBron non è un giocatore scorretto. Ha provato subito a giustificarsi con Stewart, non so poi che cosa sia preso ai giocatori di Detroit».
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TITOLO: Victor Osimhen, l’operazione allo zigomo con 6 placche e 18 viti. «Danno devastante, 90 giorni di prognosi»
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OCCHIELLO: L’attaccante del Napoli rischia di tornare in campo tra tre mesi. Uno stop che rischia di influenzare l’esito della lotta per lo scudetto
TESTO: E se il dottore non si sbilancia sui tempi di recupero («È ancora troppo presto»), spetta al Napoli mostrare cautela. Il club infatti ha rilasciato un comunicato in cui parla di 90 giorni di stop. «Victor Osimhen è stato operato dal professor Tartaro, coadiuvato dal dottor Mario Santagata ed alla presenza del dottor Canonico, per un intervento di riduzione e contenzione delle fratture pluriframmentarie e scomposte dell’osso malare, dell’arco e del pomello zigomatico, del pavimento e della parete laterale dell’orbita, e della diastasi della sutura fronto-zigomatica. La sintesi dei monconi ossei è stata fatta tramite placche e viti in titanio. Il giocatore sta bene e resterà in osservazione per qualche giorno. La prognosi è stimata in circa 90 giorni» scrive il calcio Napoli nel suo sito ufficiale.
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TITOLO: Inter: calendario, attacco super, Calhanoglu di ghiaccio. Ecco perché torna favorita per lo scudetto
DATA:
OCCHIELLO: La vittoria sul Napoli rilancia i nerazzurri che mercoledì incontrano lo Shakhtar e possono già qualificarsi per gli ottavi di Champions League dopo 10 anni
TESTO: La convinzione dell’Inter di avere la rosa pi competitiva della serie A. L’attacco il migliore del campionato, 32 reti con ben 15 giocatori diversi a segno. Inzaghi ha ritrovato Lautaro, Correa in crescita, Dzeko un leader che sta vivendo una seconda giovinezza, al netto dell’errore contro il Napoli. Inzaghi ha poi scoperto di avere in casa un uomo di ghiaccio: il turco Calhanoglu. La continuit non il suo forte, con le grandi per non sbaglia mai. Contro la Juve incrocio dei pali e gol, al Milan ha segnato su rigore sotto la curva dei suoi ex tifosi, con il Napoli ha messo dentro il rigore del pari: non si prende paura e, come ha detto lui, amo la pressione.
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TITOLO: Ibrahimovic: «Ogni giorno mi sveglio con dolori ovunque. Azpilicueta? La spallata gliel’ho data apposta, e lo rifarei»
DATA:
OCCHIELLO: Intervista al «Guardian» dell’attaccante del Milan: «I miei compagni mi fanno sembrare giovane. Hanno questo effetto su di me, mi sento come Benjamin Button.»
TESTO: «Ogni giorno mi sveglio con dolori ovunque. Però, ho obiettivi e adrenalina, quindi vado avanti. Ho bisogno di lavorare per mantenermi al top, finché posso continuerò così». Parola di Zlatan Ibrahimovic, che all’età di 40 anni, si racconta al «Guardian». Sono in tanti a chiedersi se questa possa essere per lo svedese l’ultima stagione della sua carriera o se l’attaccante deciderà di continuare un altro anno e puntare al Mondiale in Qatar tra novembre e dicembre 2022, sempre che la Svezia a marzo passi gli spareggi. «Non voglio rimpianti, non voglio pensare “avrei potuto continuare perché stavo bene”, preferisco essere completamente finito e dire “non ce la faccio più”. Non è questione di contratti o di fama, i soldi e i follower non ti guariscono come invece sa fare l’adrenalina».
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TITOLO: Young Boys-Atalanta, formazioni e dove vederla: Gasperini cerca tre punti per la volata finale
DATA:
OCCHIELLO: Per i nerazzurri obbligatorio vincere e sfruttare il risultato di Villarreal-Manchester United. Gli svizzeri sembrano inferiori, ma in casa hanno battuto Ronaldo & co.
TESTO: Dieci giorni dopo è di nuovo Svizzera contro Italia. Dopo la delusione dell’Olimpico, con il calcio di rigore spedito alto da Jorginho, ora c’è lo Stade de Suisse di Berna, chiamato Wankdorf Stadion, come cattedrale per un’altra sfida. La Champions League dell’Atalanta riparte dopo la sosta delle nazionali contro lo Young Boys. Un avversario abbordabile, sulla carta, con l’opportunità di riavvicinare almeno una (se non tutte e due) fra Villarreal e Manchester United, impegnate all’Estadio de la Ceramica, ma con due ore in anticipo. Quindi i nerazzurri entreranno in campo conoscendo già come cambierà la classifica. «Le due squadre qui a Berna hanno bisogno di un risultato solo — dice Gasperini — cioè vincere per coltivare speranze di qualificazione. La partita con lo Young Boys per noi è fondamentale affinché quella dopo possa essere decisiva».
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TITOLO: Buffon sull’addio di Sarri alla Juve: «Avrebbe dovuto mediare e uno come lui non media»
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OCCHIELLO: L’allenatore toscano rimase in bianconero poco più di un anno. L’ex numero 1 di quella squadra rivela nel corso di Tiki Taka: «Non è scoccata la scintilla»
TESTO: Le ambizioni ci sono ancora a cominciare dalla voglia di riportare in A il club emiliano in cui ha mosso i primi passi, e dove è tornato adesso, a fine carriera: «Ho sempre fatto delle scelte d’istinto e non ho mai fatto calcoli. Ho sempre fatto scelte che mi hanno reso felice. Nel 2006, da miglior portiere al mondo, sono andato in Serie B con la Juve e nessuno nelle mie condizioni l’avrebbe fatto. Solo un pazzo poteva farlo ma l’ho fatto perché credo in certe cose e mi fa piacere poterle accompagnare. Poi ho fatto tutta la trafila alla Juve, dalla risalita alle tante vittorie. Poi sono andato a Parigi dove ho vissuto uno degli anni più belli della mia vita. Poi sono tornato alla Juve, accettando di buon grado di fare il secondo. Sono stato una persona esemplare come sempre, poi dopo due anni mi sentivo ancora forte, volevo giocare e ho scelto Parma. Non mi fregava niente fosse in serie B».
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TITOLO: Ferrari «Niki Lauda» contraffatta, sequestrata una replica falsa: era su un camion che andava in Svizzera
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OCCHIELLO: Il ritrovamento dell’Agenzia delle dogane e della Guardia di Finanza: la perizia ha stabilito che la monoposto era contraffatta. Denunciato l’autista del camion. È la replica del modello con cui il pilota austriaco corse in F1 con la Rossa fra il 1974 e il 1977 vincendo due titoli mondiali
TESTO: La «Ferrari F1 Niki Lauda» è dedicata al pilota — morto a Zurigo il 20 maggio 2019 all’età di 70 anni — che guidò la Rossa dal 1974 al 1977, vincendo due Mondiali (1975 e 1977, il terzo in carriera lo conquistò nel 1984 con la McLaren). È lo stesso modello con cui l’1 agosto 1976 Lauda, nel Gran Premio di Germania al Nürburgring, Lauda ebbe il più grave incidente della sua carriera, che gli lasciò gravi danni fisici e il volto sfigurato a vita. Lauda, dopo aver perso il controllo della propria vettura, colpì una roccia a lato del circuito, e terminò la sua corsa in mezzo alla pista, privo del casco volato via nell’urto. La monoposto prese fuoco per la fuoriuscita di benzina e il pilota rimase intrappolato nella vettura in fiamme. A salvargli la vita fu il tempestivo intervento del pilota Arturo Merzario.
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TITOLO: Fabio Basile, morto il fratello Michael di 31 anni: «Ciao Mike, sangue del mio sangue. Ti ho voluto bene»
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OCCHIELLO: Ancora da chiarire le cause della morte di Michael Basile: il giovane è stato trovato dalla madre privo di vita nel suo appartamento
TESTO: La notizia del tragico evento è stata data dalla madre, Tiziana, e dallo stesso judoka che sui social ha parlato in termini commoventi del fratello maggiore, a sua volta atleta di judo, che gli ha fatto nel corso degli anni da guida e da esempio nel mondo dello sport. «Ti abbiamo voluto con tutto il cuore e quando sei arrivato hai riempito la nostra vita di gioia — queste le parole della madre, accompagnate da una foto del giovane nei post commemorativi apparsi sui social —. Eri così piccolo e fragile. E anche da "grande" lo eri: duro fuori e tenero dentro».
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TITOLO: Chelsea-Juventus 4-0, le pagelle: Cuadrado inguardabile, Morata ci prova, Jorginho geometra
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OCCHIELLO: Prova deludente dei bianconeri, soprattutto nella fase difensiva. Una buona prestazione di Szczesny evita un distacco ancora più abissale
TESTO: 6 Mendy Due brividi in 90 minuti di noia, il pallonetto di Morata, e la parata su McKennie. 7,5 Chalobah Partita super: di fisico, voglia, determinazione. Parte sfiorando il gol, che poi trova, da piede più lesto nell’area nemica. 7 Thiago Silva Scatto e spaccata che levano sulla linea il gol a Morata: 37 anni e non sentirli. 7 Rudiger Sui calci d’angolo gli manca solo il costume da Superman. E spunta ovunque. 7,5 James Mette la sua insegna sulla corsia di destra, pialla Rabiot e Alex Sandro; e, poi, un gran gol. 6,5 Kanté Si ammacca dopo mezz’ora, trascorsa dominando. 7 Jorginho Sua Geometria traccia il gioco, a tratti anche con inusuale gioco lungo. 6,5 Chilwell Percorre chilometri sulla sinistra, triturando McKennie e Cuadrado. 6,5 Ziyech Esterno d’attacco sulla lavagna di inizio partita, trequartista sul prato, offuscando l’incipit delle azioni juventine. 6 Pulisic Falsissimo nove, il meno brillante dei Blues. 7,5 Hudson-Odoi Intraprendente, rapido, assatanato. E spesso imprendibile. 6,5 Loftus-Cheek Rimpiazza Kanté. Tiene viva la palla del terzo gol. 6,5 Werner Con taglio da opportunista, partecipa alla festa. 7,5 Tuchel Il gioco e lo spazio come attaccanti: quattro gol senza numeri 9 di mestiere.
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TITOLO: Chelsea-Juventus, le formazioni e dove vederla in tv. Chiesa c’è, Dybala parte dalla panchina
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OCCHIELLO: Contro i Blues campioni d’Europa basta un pareggio per il primato nel girone, Tuchel punta sulle ripartenze con Lukaku
TESTO: Chelsea 3-4-3 16 Mendy 4 Christensen 6 Thiago Silva 2 Rudiger 24 James 7 Kanté 5 Jorginho 21 Chilwell 10 Pulisic 19 Mount 20 Hudson-Odoi Juventus 4-4-2 1 Szczesny 11 Cuadrado 19 Bonucci 4 De Ligt 12 Alex Sandro 14 McKennie 30 Bentancur 27 Locatelli 25 Rabiot 9 Morata 22 Chiesa Arbitro: Jovanovic (Serbia) Tv: ore 21 Canale 5, Sky Sette mesi fa la strada di fronte a Stamford Bridge si era riempita di tifosi arrabbiati contro la Superlega, con i bambini in spalla, armati di cartelli artigianali e di una ingenuità persino esagerata, considerato che il Chelsea è proprietà di un oligarca russo che ha appena rimesso piede nel Regno Unito dopo tre anni, grazie a un passaporto israeliano ed è quello che ha speso più soldi per il mercato da quando è iniziata la pandemia, oltre 350 milioni, compresi i 110 per Lukaku. Quaranta giorni dopo il naufragio di quel progetto presentato in modo dilettantesco da Juve, Barcellona e Real, con le inglesi uscite in tutta fretta, il Chelsea è diventato campione d’Europa per la seconda volta, battendo da outsider Guardiola e il suo Manchester City.
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TITOLO: Young Boys-Atalanta 3-3, ora la squadra di Gasperini per passare deve battere il Villarreal
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OCCHIELLO: Succede di tutto: avanti con Zapata, poi gli svizzeri pareggiano con Siebatcheu. Nel secondo tempo gol di Palomino, il 2-2 di Sierro, il gran gol di Hefti e il pari di Muriel
TESTO: L’Atalanta esce dalla partita infinita con un punticino che all’inizio sembrava poco ma che alla fine, per come si erano messe le cose, è una porta aperta sugli ottavi di finale della Coppa delle meraviglie. La squadra di Gasperini va in vantaggio due volte, ma viene sempre rimontata dagli irriducibili svizzeri dello Young Boys, che alla fine, a sorpresa, riescono persino a ipotecare la vittoria con un sorpasso lampo. Lo Stade de Suisse è una bolgia e il destino dei gasperiniani sembra segnato. Il salvatore della patria bergamasca è Luis Muriel, il mago, mossa della disperazione a tre minuti dal novantesimo. Il suo primo pallone è la punizione del rocambolesco 3-3, che un po’ riaggiusta le cose. Così almeno l’Atalanta si tiene dietro lo Young Boys e avrà la possibilità, tra due settimane, di andare a caccia del secondo posto nel girone, battendo in casa gli spagnoli del Villarreal, sconfitti dal Manchester United di Ronaldo.
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TITOLO: Calcio, ecco perché il Foggia è stato penalizzato di quattro punti
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OCCHIELLO: Rese note le motivazioni del provvedimento emesso dal Tribunale federale della Figc
TESTO: Secondo quanto si legge nelle motivazioni il deferimento della Pintus è fondato perché la stessa avrebbe “omesso di vigilare nella propria qualità di legale rappresentante della società Calcio Foggia 1920 Srl, affinché venisse prodotta alla Figc-Coaps (Commissione Acquisizione Partecipazioni Societarie), nel termine perentorio di quindici giorni dall’acquisizione delle partecipazioni sociali, tutta la documentazione prevista dall’art. 20- bis delle Noif, e che venisse depositato, con riferimento al sig. Canonico Nicola, socio unico della società Cn Sport Srl acquirente del 51% delle quote sociali della Corporate Investments Group Srl (quest’ultima controllante la società Calcio Foggia 1920 Srl) il certificato del casellario giudiziale e quello dei carichi pendenti, richiesti dalla legge e, comunque, per non essersi attivato in quanto vertice della società sportiva, affinché il sig. Canonico Nicola ottemperasse al deposito della predetta documentazione nelle modalità previste dalle norme, e per non aver segnalato agli organi competenti tale condotta omissiva”.
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TITOLO: Miccoli condanna definitiva a 3 anni e mezzo per estorsione: può andare in carcere
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OCCHIELLO: La sentenza della Cassazione: per l’ex capitano del Palermo e della Juventus anche l’aggravante del metodo mafioso. All’origine il tentativo di recuperare 12mila euro di dieci anni fa
TESTO: Secondo la giustizia, Miccoli commissionò un’estorsione aggravata dal metodo mafioso a Mauro Lauricella, figlio del boss della Kalsa (quartiere di Palermo) Antonino «Scintilla», già condannato a sua volta in via definitiva a sette anni di carcere. Dunque, è stata accolta la richiesta del sostituto procuratore generale della Suprema Corte, Fulvio Baldi, di rigettare il ricorso di Miccoli. Non esiste soluzione alternativa alla prigione: a causa dell’aggravante non vengono concesse misure alternative.
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TITOLO: Atletico Madrid-Milan, formazioni e dove vederla. Ballottaggio fra Ibrahimovic e Giroud, Tomori out
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OCCHIELLO: Per qualificarsi i rossoneri devono battere la squadra di Simeone e poi il Liverpool nell’ultima giornata
TESTO: Le formazioni Atletico Madrid (3-5-2): 13 Oblak; 15 Savic 2 Gimenez 22 Hermoso; 14 M. Llorente 5 De Paul 6 Koke 11 Lemar 21 Carrasco; 9 Suarez 8 Griezmann Milan (4-2-3-1): 1 Tatarusanu; 20 Kalulu 24 Kjaer 13 Romagnoli 19 Hernandez; 8 Tonali 79 Kessie; 56 Saelemaekers 33 Krunic 10 Diaz; 9 Giroud Arbitro: Vincic (Slovenia) Tv: ore 21 Amazon Prime Video È cambiato tutto, perfino lo stadio, visto che al posto del fascinoso e scalcagnato Vicente Calderòn ora c’è il funzionale e modernissimo Wanda Metropolitano, ma il ritorno a Madrid sponda Atletico è comunque per il Milan un filo che si riannoda a sette anni di distanza. Era l’11 marzo 2014 e qui il Diavolo giocò, perdendo 4-1, l’ultima sua partita di Champions prima di una lunga notte che sarebbe durata un’eternità. Di quella squadra, con Balotelli in attacco e Seedorf in panchina, non è rimasto nessuno, se non Bonera che allora faceva il terzino e ora è collaboratore di Pioli. Tutto per il resto è cambiato: giocatori, allenatore, perfino la proprietà.
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TITOLO: Miccoli condanna definitiva a 3 anni e mezzo per estorsione: può andare in carcere
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OCCHIELLO: La sentenza della Cassazione: per l’ex capitano del Palermo e della Juventus anche l’aggravante del metodo mafioso. All’origine il tentativo di recuperare 12mila euro di dieci anni fa
TESTO: La vicenda giudiziaria nasce dal tentativo di Miccoli di recuperare 12 mila euro, con violenza e minacce, dall’ex titolare della discoteca «Paparazzi» di Isola delle Femmine, Andrea Graffagnini. Si tratta di un episodio che risale a più di 10 anni fa e fece scalpore perché Miccoli e «Scintilla» parlavano nelle intercettazioni del giudice Giovanni Falcone – assassinato da Cosa nostra il 23 maggio 1992 nella strage di Capaci – come di un «fango». Parole che scatenarono un’ondata di indignazione e per le quali l’ex capitano rosanero si scusò pubblicamente. Miccoli era stato condannato sin dal primo grado (celebrato con il rito abbreviato). Una sentenza che ha retto in tutti i gradi di giudizio, anche se Miccoli ha sempre escluso di sapere che l’amico Lauricella fosse imparentato con dei mafiosi.
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TITOLO: Ennio Doris e il ciclismo: tra Bartali e Coppi, una passione fatta di libri, marketing e l’amore per il Giro
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OCCHIELLO: Il fondatore e presidente di Banca Mediolanum, morto il 24 novembre a 81 anni, aveva scritto 4 volumi sul ciclismo e, da imprenditore, ne aveva colto le enormi potenzialità in termini di marketing
TESTO: Doris non è stato solo un tifoso appassionato che non si perdeva una tappa di Giro e Tour alla radio o in tv, ma anche l’imprenditore italiano che per primo in epoca moderna (sulla traccia di quanto fecero i Salvarani, i Borghi, i Sanson negli anni d’oro del movimento italiano) capì l’enorme potenziale del ciclismo professionistico nello sviluppo del marketing, diretto e indiretto, riprendendo una tradizione di investimenti che si era affievolita negli Anni Novanta, flagellati dal doping. Da vent’anni sponsor storico della maglia azzurra di miglior scalatore del Giro d’Italia, Banca Mediolanum ha costruito attorno al Giro una corsa parallela di campioni (quelli di Doris: Motta, Moser, Bettini, Ballan, Fondriest), dipendenti e clienti dell’istituto che ripercorre tappa per tappa le frazioni della prova rosa, da un lato «facendo squadra» tra chi collabora all’azienda dall’altro cementando i rapporti con i migliori clienti, chilometro dopo chilometro e salita dopo salita. «La mia passione per il Giro — aveva scritto Doris — è nata nell’Italia attraversata da Coppi e Bartali: l’Italia pura e ingenua, analfabeta e sensibile, generosa e accogliente. Da lì in pratica siamo tutti ripartiti».
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TITOLO: Sorrentino e Maradona: «Un amico anche se non l’ho mai conosciuto: regalava arte»
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OCCHIELLO: Sorrentino regista del film in uscita oggi «È stata la mano di Dio»: di Diego ha ricordi collettivi e privati. «Andare allo stadio era un’esperienza entusiasmante anche prima di arrivarci. Il primo scudetto però non me lo sono goduto: i miei erano appena morti»
TESTO: Ma nei ricordi personali neppure uno come l’argentino riesce a essere fonte di gioia, di entusiasmo, di festa. «In effetti me lo sono goduto davvero nei suoi primi anni a Napoli, quando ogni domenica andare allo stadio era una esperienza entusiasmante già prima di arrivarci. Scendevamo a piedi dal Vomero fino a Fuorigrotta, attraversando rigorosamente una scorciatoia di campagna. E lungo la strada passavamo a prendere una signora che di calcio non capiva niente ma avevamo eletto a nostro portafortuna, e quindi ogni volta doveva esserci anche lei con noi. È stato sempre così, dall’84 fino all’87». Ma non nel giorno dell’apoteosi, quel 10 maggio che segnò la vittoria del primo scudetto e una intera città si colorò di azzurro e di felicità. «I miei genitori erano morti da circa un mese. Non partecipai alla festa, in quel periodo non pensavo al Napoli né a Maradona».
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TITOLO: Karim Benzema condannato a un anno di carcere e 75mila euro di multa per il ricatto a Valbuena
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OCCHIELLO: Il tribunale di Versailles ha riconosciuto l’attaccante del Real Madrid colpevole di avere partecipato al tentativo di ricatto del compagno di Nazionale: con altri 4 uomini lo ha minacciato di diffondere un suo video privato assieme alla compagna
TESTO: Il 6 ottobre 2015, nel corso del ritiro prima della partita Francia-Armenia, Benzema parla a Valbuena. Spiega al compagno di squadra che può presentargli «un uomo di fiducia» in grado di aiutarlo a gestire la situazione. «Attento Math, è gente molto pericolosa», Benzema dice a Valbuena. Poi Benzema telefona all’amico di infanzia Zenati: «Valbuena non ci prende sul serio», gli dice, mettendosi quindi dalla parte dei ricattatori. Benzema e Zenati ridono di Valbuena, Benzema dice che «lo prenderanno a pomodori». Per Zenati «se non vuole il nostro aiuto se la vedrà con i piranhas». Poi l’intera operazione viene scoperta e si arriva al processo e alla condanna. Che a questo punto rischia di compromettere definitivamente l’immagine di Benzema.
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TITOLO: Inter-Shakhtar Donetsk 2-0, in Champions: doppio Dzeko, qualificazione a un passo
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OCCHIELLO: Per avere la certezza del passaggio del turno dopo dieci anni è sufficiente che il Real Madrid non perda questa sera alle 21 contro lo Sheriff
TESTO: Dopo un mese esatto di astinenza, Edin Dzeko si prende la scena firmando la doppietta che trascina l’Inter, dopo dieci anni, agli ottavi di Champions League. Un’impresa a suo modo storica, dal momento che non era stata centrata nemmeno da mostri sacri della panchina come Luciano Spalletti e Antonio Conte. Linfa per le casse del club e per l’appeal della società, impegnata in queste settimane nei colloqui per i rinnovi di contratto. Dal canto suo il centravanti bosniaco con le due reti raggiunge la cifra tonda di 50 gol globalmente realizzati nelle coppe.
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TITOLO: Miccoli in carcere a Rovigo dopo la condanna a tre anni e mezzo per estorsione: «Voglio stare lontano da tutto e tutti»
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OCCHIELLO: La detenzione disposta da una sentenza di Cassazione. L’ex giocatore del Palermo e della Juventus avrebbe potuto costituirsi a Lecce, dove abita con la famiglia
TESTO: I supremi giudici hanno stabilito che l’ex giocatore di Juventus, Benfica e Palermo fu il mandante di una richiesta estorsiva, mentre Mauro Lauricella, figlio di un boss del rione palermitano della Kalsa, ne fu l’esecutore materiale. Bisognava recuperare dall’imprenditore Andrea Graffagnini ventimila euro che un un amico del calciatore ed ex fisioterapista del Palermo, Giorgio Gasparini, aveva investito nell’acquisto di una discoteca. Miccoli chiese aiuto a Lauricella (per la stessa vicenda sta scontando sette anni) che utilizz metodi mafiosi. Io adesso a questo lo distruggo, disse Lauricella a Miccoli. Davanti ai pubblici ministeri della Procura di Palermo che lo interrogarono Miccoli conferm di essersi rivolto a Lauricella, ma solo perch erano amici. Nulla c’entrava la caratura mafiosa del padre che per un periodo stato pure latitante. Ed dando la caccia ad Antonino Lauricella, soprannominato Scintillone, che venne fuori la storia dell’estorsione e le frasi ingiuriose di Miccoli nei confronti di Giovanni Falcone. Quel fango, diceva l’’ex calciatore riferendosi al magistrato ucciso dalla mafia. Frasi che nulla avevano di penalmente rilevante, come sottolinearono i giudici della Corte di appello nella motivazioni della sentenza di condanna.
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TITOLO: Cristiano Ronaldo, come guardie del corpo due ex soldati (gemelli) che hanno combattuto in Afghanistan
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OCCHIELLO: I gemelli Sergio e Jorge Ramalheiro hanno preso un congedo dalle forze speciali portoghesi e si sono trasferiti a Manchester, dove seguono l’asso dello United, la compagna Georgina e i loro figli
TESTO: «Sergio e Jorge si vestono in modo elegante e sembrano due tipi assolutamente normali — ha raccontato un insider al magazine lusitano «Flash», che ha svelato l’identità dei due gemelli — perché sono in grado di mescolarsi facilmente alla folla, ma al momento giusto sono pronti a pensare, vedere e agire». Per lavorare alle dipendenze di Ronaldo i Ramalheiro hanno preso un congedo non retribuito dalla loro unità speciale, mentre un terzo gemello — di nome Alexandre — ha preferito continuare la carriera in polizia.
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TITOLO: Cazzaniga, l’ex nazionale di volley ingannato per 15 anni da una fidanzata che non esiste: «Le ho dato 700 mila euro»
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OCCHIELLO: L’opposto di Gioia del Colle abbindolato da un’amica e dal suo compagno che hanno finto di fare da tramite con una fantomatica modella brasiliana, che lui non ha mai visto. Il servizio delle Iene lo convince a denunciare tutto alla Guardia di Finanza
TESTO: Una storia che sembrava una fiaba, ma che in realtà si è rivelata una truffa in piena regola. Cazzaniga è stato aiutato moltissimo dagli amici, dai suoi compagni di squadra, dal suo allenatore e dalla sua famiglia. Che a «Le Iene» hanno raccontato l’intera vicenda. In sostanza, Cazzaniga credeva di essersi fidanzato con questa Maya e non lesinava aiuti quando la ragazza – che diceva di vivere a Cagliari – chiedeva soldi per presunti problemi di salute. I bonifici si susseguivano nei confronti, però, di una terza donna, Valeria, che diceva di essere molto amica della presunta Maya. In 15 anni Cazzaniga ha perso 700 mila euro, arrivando a prosciugare il conto corrente e indebitandosi con continue richieste di prestiti. E l’amica Manuela? Anche con lei Roberto è stato generoso, regalandole un’Alfa Romeo Mito rossa.
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TITOLO: Chelsea-Juventus 4-0: bianconeri messi sotto nel gioco e nel punteggio, perdono la testa del girone
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OCCHIELLO: La squadra di Allegri esprime gioco solo nel primo tempo nonostante il gol di Chalobah. Poi il tracollo e i Blues prendono il largo con James, Hudson-Odoi e Werner nel finale
TESTO: Little Juve è una minuscola zona di Londra dove gli italiani non vanno quasi mai oltre la metà campo dopo le 20 (ora locale) e si difendono sempre più impauriti, schiacciati dal Chelsea campione d’Europa e capolista in Premier, in cerca di rivalsa dopo la sconfitta dell’andata e soprattutto a caccia del primo posto nel girone, che salvo clamorose sorprese a San Pietroburgo, sarà dei Blues. La Juve vive una serata in costante imbarazzo di fronte allo strapotere avversario e anche alla pochezza dei propri mezzi per contrastarlo: quattro gol sono uno schiaffo che fa rumore (nelle Coppe non accadeva dal 2000) e ridimensionano Madama al cospetto delle grandi di Champions, ma febbraio è lontano e adesso la sfida cruciale per l’Europa è quella di sabato contro l’Atalanta.
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TITOLO: «AD10S un anno dopo», a Carinaro successo per l’apertura della mostra di cimeli del Pibe de Oro
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OCCHIELLO: Iniziativa del Club Napoli Saverio Silvio Vignati con al centro maglie, scarpette ed altri oggetti appartenuti al grande campione del quale ricorre il primo anniversario della scomparsa
TESTO: Testimonial di questa prima giornata sono stati Gianni Improta, Ciro Giustiniani e Antonio Corbo. In serata la visita di Diego Armando Maradona jr. A fare gli onori di casa Angela Canciello, responsabile food del gruppo Marican. «Ospitare presso Vega Food - ha affermato - una Mostra dedicata a Maradona per noi è un grande onore. Diego è stato e resterà sempre un simbolo indissolubile per la città di Napoli. Le sue gesta calcistiche e le sue doti di leader dentro e fuori dal campo resteranno scolpite nella memoria di ciascuno di noi». Gianni Improta ha aggiunto: «Diego veniva a giocare ogni lunedì al Virgilio da me e ho un ricordo dolcissimo dell'uomo, generoso e sempre disponibile. Si allenava molto e spesso da me, a dispetto di quello che si diceva. Fa parte della nostra storia, ci manca ma è immortale». «Sono felice di essere qui in questo bellissimo posto e in questa mostra così emozionale - ha detto l'attore Ciro Giustiniani -, io sono un `maradoniano´ della prima ora, allo stadio lo ammiravo. Ormai Maradona è diventato, tra le altre cose, un'unità di misura: se uno fa una cosa, in qualsiasi campo professionale, di straordinario si dice, abitualmente `ma chi si Maradona? ´». Antonio Corbo ne ha ricordato il puro amore per il calcio. «Anche nel libro di `Repubblica´ `Il nostro Diego´ ho scritto che si dovrebbe leggere nel cuore di bambino di Maradona. Ebbene troveremmo il suo amore per il calcio, la sua generosità spesso tradita. Questa mostra rende un dolce omaggio a Diego, spero presto anche il comune di Napoli possa realizzare tanti campetti di periferie per i bambini partenopei».
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TITOLO: Non c’è pace per Maradona: l’artista sbaglia la statua (con la palla sul destro). Ed è lite sulla sua effigie
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OCCHIELLO: L’autore corre ai ripari, ma i social non gli perdonano l’errore
TESTO: La statua del Pibe che invece sarà svelata domani ha ricevuto fortissime critiche sui social. Sul web, infatti, sono apparse alcune foto che ritraevano Diego che controllava la sfera non con il piede sinistro ma con quello destro. Apriti cielo: quasi una lesa maestà; e sono piovuti tanti commenti di scherno ad onor del vero ingenerosi. Ma in effetti non era la progettazione definitiva e le foto raffiguravano il calco di argilla e cera, ancora da rimodellare, che non presentava il rivestimento in bronzo. L’opera definitiva, infatti, ritrae il calciatore in corsa e a terra c’è la sagoma della cartina geografica dell’Argentina. Sono stati rinfoltiti anche i capelli e l’altro ieri è stato posizionato definitivamente il pallone che è all’altezza del piede sinistro con la gamba destra piegata. Il prodotto finito è sicuramente molto somigliante al fuoriclasse argentino e mostra la dinamicità dell’opera: assomiglia alla corsa del gol del secolo. L’opera resterà visibile fino alle ore 22 di giovedì, ad un anno esatto dalla scomparsa del Pibe de Oro. Per il momento sarà posizionata in Via Marino, nei Distinti, poi sarà probabilmente spostata. Il Comune, rappresentato dall’assessore alla Mobilità Edoardo Cosenzo, dall’assessore alla Legalità Antonio De Iesu, e da quello allo sport Emanuala Ferrante omaggerà la memoria della leggenda azzurra con una composizione floreale raffigurante il mitico numero dieci.
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TITOLO: Icardi-Wanda Nara: «Così ho scoperto che Mauro mi ha tradito: ho visto le chat con la China»
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OCCHIELLO: La moglie del calciatore si confessa in un’intervista con l’amica giornalista Susana Gimenez: «Oggi mi fido ciecamente di lui, metterei 200 donne in questa stanza. Siamo stati in grado di sceglierci di nuovo»
TESTO: «Tutto» significa la fuga a Milano di Wanda con i figli il 16 ottobre; la richiesta di perdono di Maurito; il quasi divorzio (milionario); la pace; la seconda lite per la scoperta dell’incontro in albergo e una seconda (apparente o vera? ) pace tra i due. All’amica giornalista, Wanda narra altri retroscena inediti. Per esempio, il suo rapporto con China Suarez: «Non ero e non sono sua amica, tra noi c’era giusto un rapporto cordiale. Lì per lì mi sono arrabbiata con lei, ma poi ho capito che non era il caso di metterla sul personale. Con Mauro non abbiamo mai avuto una relazione “aperta” e per me anche solo un messaggino vuole dire divorzio. I messaggi dicevano cose che una donna con i valori che ho io non avrebbe mai scritto. Quando le ho parlato mi sono scusata per la storia pubblicata sui social con quella parola poco elegante». Eugenia Suarez si è anche vista in un albergo di Parigi con Icardi. Sulla vicenda Wanda ha la sua versione: «Si sono visti, sì, ma Mauro mi ha detto che non è accaduto niente, e so bene che sarebbe potuto succedere di tutto. Sono convinta che mi abbia detto la verità».
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TITOLO: Maradona, la morte un anno fa: tutto quello che è successo dall’addio del mito
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OCCHIELLO: Il 25 dicembre 2020 moriva a 60 anni nel suo appartamento di Tigre in Argentina uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. Le cause della scomparsa, i misteri, la lotta per l’eredità, le indagini: la storia di questi 12 mesi (e i misteri ancora irrisolti)
TESTO: Un lancio improvviso di poche parole, che lascia sgomento il mondo: «Diego Armando Maradona è morto». È il 25 novembre 2020 e accade tutto nel suo appartamento di Tigre. La causa è un edema polmonare acuto conseguente a insufficienza cardiaca. Già il 2 novembre il Pibe de Oro (che il 30 ottobre aveva compiuto 60 anni) viene portato d’urgenza in una clinica di La Plata a causa di un crollo emotivo e il 4 novembre, a Buenos Aires, subisce una delicata operazione al cervello per la rimozione di un ematoma subdurale di origine traumatica. Dopo la sua morte il feretro è stato esposto in una camera ardente allestita all’interno della Casa Rosada a Buenos Aires, dove migliaia di persone si sono messe in coda per tributare l’ultimo saluto al campione argentino. I funerali si sono tenuti due giorni dopo, e Maradona è stato sepolto accanto ai genitori nel cimitero Jardin Bella Vista di Buenos Aires.
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TITOLO: Maradona, cuore ritrovato: era stato nascosto per evitare il furto. Sarà conservato 10 anni
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OCCHIELLO: Il mistero è stato chiarito: l’organo, assieme a fegato e reni, estratto durante l’autopsia per studiare le cause del decesso del campione. Il primo trasferimento a Buenos Aires con eccezionali misure di sicurezza perché era stato scoperto un piano per trafugarlo
TESTO: A un anno dalla morte di Diego Armando Maradona, avvenuta il 25 novembre 2020 in un appartamento di Tigre e che ha lasciato tanti misteri da risolvere (soprattutto sulle responsabilità della morte), si è svelato almeno quello che riguardava che fine abbia fatto il cuore dell’ex fuoriclasse argentino. Nei giorni scorsi era trapelata infatti la notizia che il campione fosse stato sepolto senza cuore. Ora il motivo è chiaro: l’organo è stato estratto il 25 novembre durante l’autopsia assieme a fegato e reni. Una procedura spesso applicata quando le ragioni della morte non sono chiare.
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TITOLO: Messias, chi è l’attaccante del Milan. L’alcol, il cantiere, la fede, la Champions: «Volevo smettere, Dio mi ha detto di continuare»
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OCCHIELLO: Il 30enne brasiliano, arrivato al calcio professionistico solo nel 2019 col Crotone, ha deciso col suo gol la partita di Champions del Milan a Madrid con l’Atletico. Arrivato in Italia nel 2011, ha fatto il muratore e il fattorino, e giocava solo per divertirsi. La sua è una storia unica di riscatto e di sogni realizzati: «Oggi potevo essere mo
TESTO: Al posto giusto nel momento giusto: per tanti anni Junior Messias in quel posto non c’è mai stato, sempre a rincorrere, prima ancora del grande calcio, una vita normale, documenti regolari, un equilibrio interiore, uno stipendio adeguato nell’Italia che lo ha ospitato dal 2011 quando è arrivato per seguire il fratello che già viveva qui da anni. Poi la svolta nel 2019: calciatore professionista a 28 anni col Crotone, la promozione in serie A e poi il passaggio in prestito al Milan in estate e la notte di Champions a Madrid, il 24 novembre 2021. Ingresso dalla panchina e gol dell’1-0 che sbanca il Wanda Metropolitano e tiene vive le speranze di qualificazione del Milan agli ottavi. Troppo spesso, e a sproposito, nello sport si usano parole come sogni o favola o riscatto, ma in questo caso ci stanno benissimo. E la storia di Junior Messias — 30enne attaccante brasiliano di Ipatinga nel Minas Gerais, sposato con Thamyrys (anche lei calciatrice) e papà di Miguel e Emanuel — raccontata da lui stesso qualche tempo fa lo dimostra alla perfezione. Perché dietro questo gol in una notte madrilena c’è una straordinaria esperienza di vita che lo ha reso possibile.
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TITOLO: Andrea Agnelli le parole a Sarri la stagione dopo: «L’anno scorso è stato un anno di m...»
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OCCHIELLO: Il discorso del presidente bianconero alla squadra in uno degli estratti di «All or Nothing Juventus» la docu-serie in 8 puntate in onda su Amazon Prime video
TESTO: «L’anno scorso è stato un anno di m…». È l’alba della stagione 2020-21, quella dell’avvento di Andrea Pirlo sulla panchina della Juventus. A parlare, il primo giorno, davanti alla squadra al completo, è il presidente, Andrea Agnelli, che usa parole nette per ripercorrere l’annata precedente, con Maurizio Sarri in panchina, in cui è arrivato il nono scudetto consecutivo ma anche l’ennesima delusione in Champions League e due finali perse in Supercoppa e Coppa Italia. «Sono 10 anni che sono presidente della Juve — esordisce Agnelli —. Se guardo l’anno scorso, al di là dei risultati sportivi, ve lo dico dal cuore, è stato un anno di m. .. Qualcuno anche qui dentro non ha dato tutto quello che doveva. Se penso a tutti gli sforzi che hanno fatto le donne e gli uomini della Juventus: noi siamo 800, si va in campo in 800, si vince e si perde in 800. Siamo un gruppo che deve andare unito sempre nella stessa direzione».
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TITOLO: Atletico Madrid-Milan 0-1: un gol di Messias nel finale ridona speranza ai rossoneri
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OCCHIELLO: Rete nel finale del brasiliano che segna la sua prima marcatura in rossonero. Il Liverpool batte il Porto e Pioli può ancora sperare nella qualificazione
TESTO: Non è finita, non ancora. Il Milan è vivo e continua a lottare per tenersi stretta la sua Champions. L’uomo della notte di Madrid è quello che si nessuno si aspetta, Junior Messias, l’ex fattorino che tre mesi fa giocava in serie B col Crotone e che mai si sarebbe immaginato di vivere da protagonista una serata del genere, quando solo qualche anno fa scaricava pacchi e giocava con gli amatori. «È la cosa più bella che mi sia mai successa» ha detto a fine partita. La sua emozione a fine partita è lo spettacolo nello spettacolo. La qualificazione agli ottavi resta aperta, si deciderà tutto all’ultima giornata, il 7 dicembre, quando a San Siro arriverà il Liverpool in una partita che il Diavolo può solo vincere. Potrebbe non bastare: i rossoneri devono sperare in un pareggio fra Porto e Atletico, oppure in una vittoria dell’Atletico ma con una combinazione di gol che faccia sì che la differenza reti complessiva premi alla fine i rossoneri. Successo in extremis ma meritatissimo, quello del Wanda. E che lascia rimpianti anche per quello che poteva essere il cammino del Milan in Champions, giocando come ieri anche nelle due gare chiave contro il Porto.
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TITOLO: Coppa Davis 2021: quando gioca l’Italia e dove vederla. La guida alla nuova formula
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OCCHIELLO: Venerdì e sabato in campo gli azzurri guidati con Sinner leader senza Berrettini. Sono tre le città coinvolte: Madrid, Innsbruck (senza pubblico) e Torino che ospita l’Italia. Si gioca al meglio delle tre partite
TESTO: Si comincia oggi con i primi tre duelli della fase a gruppi: Canada-Svezia, Croazia-Australia e Francia-Repubblica Ceca. Ogni match tra le squadre si gioca al meglio delle tre partite: due singolari (di fronte i numeri 2 e i numeri 1) e un doppio. Domani tocca all’Italia, che giocherà le due gare della prima fase «in casa» contro Stati Uniti e Colombia, entrambe con inizio alle ore 16 . Il nuovo capitano di Davis Filippo Volandri ha dovuto incassare il forfait doloroso di Matteo Berrettini, infortunatosi nelle Atp Finals contro Zverev, ma ha una squadra assortita e di qualità. Da Jannik Sinner a Fabio Fognini (diventato da pochi giorni papà per la terza volta), da Lorenzo Sonego padrone di casa a Torino a Lorenzo Musetti, fino a Simone Bolelli subentrato a Berrettini e arma in più in doppio. Andranno ai quarti di finale soltanto le prime classificate di ciascuno dei sei gironi, più le due migliori seconde: Italia in campo venerdì con gli Usa e sabato con la Colombia, nella speranza di rendere inutile il confronto tra le due avversarie previsto per domenica.
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TITOLO: Lokomotiv Mosca-Lazio 0-3: una doppietta su rigore di Immobile e un gol di Pedro portano almeno il 2° posto
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OCCHIELLO: La vittoria della squadra di Sarri e quella del Galatasaray sul Marsiglia pongono turchi e italiani ai primi due posti. Chi passa direttamente agli ottavi lo si decide nello scontro diretto dell’ultima partita, il secondo classificato farà poi uno spareggio con una terza della Champions
TESTO: Una doppietta di Ciro Immobile (entrambi i gol su rigore) e una rete di Pedro risolvono tutti i problemi dei biancocelesti. La squadra di Sarri, impegnata in Europa League, batte per 3-0 in trasferta la Lokomotiv Mosca e in virtù del 4-2 del Galatasaray sul Marsiglia è sicura seconda nel girone con la possibilità di arrivare prima purché batta nello scontro diretto dell’ultima partita del raggruppamento i turchi. Mal che vada resta il secondo posto e la sfida con una terza classificata della Champions League per raggiungere gli ottavi.
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TITOLO: Atletico-Milan e Inter-Shakhtar, Sconcerti: rossoneri finalmente europei, nerazzurri cresciuti
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OCCHIELLO: Pioli ha cercato la fantasia e ha trovato Messias: il colpo giusto. Ha portato giocatori non ancora visti, a conferma di una costruzione studiata. Inter, giusto celebrare il passaggio del turno ma il girone era debole
TESTO: La notizia arriva però dal Milan che riapre meritatamente la sua strada. Il risultato si è composto lentamente nel secondo tempo anche grazie a quattro cambi insieme. Pioli ha cercato fantasia ed ha aggiunto soprattutto Messias. È stato il colpo giusto. Ha dominato a lungo il Milan tirando poco in porta, ma contro un avversario che non ha tirato mai. C’è stata spesso confusione, poi con la fatica, con i cambi, è venuta fuori la linearità del Milan, direi anche la sua qualità. L’Atletico è una squadra aspra, ma senza più attacco. Né Suarez né Griezmann sono forse più da questi livelli. Così quello che sembrava perso, è riapparso improvvisamente. Si dovrebbe parlare di una partita chiusa, incompleta, un po’ confusa, ma sarebbero piccole questioni tecniche che lederebbero inutilmente la maestà che il Milan si è meritato a Madrid. È un risultato che allarga il Milan e porta in squadra giocatori ancora quasi mai visti, a conferma di una costruzione studiata a lungo pezzo su pezzo. Difficile capire come andrà a finire, gli incroci restano tutti pericolosi, ma almeno si potrà dire che il Milan per una volta ha giocato a calcio come sa anche in Europa.
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TITOLO: Adrenalina-My untold stories, il nuovo libro scritto da Ibrahimovic
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OCCHIELLO: Esce il 2 dicembre per Cairo Editore, è stato scritto insieme a Luigi Garlando: il bomber svedese del Milan svela retroscena e parla di amore, felicità e futuro
TESTO: Ibra secondo Ibra. Lezioni di sport, ricche di ironia, di gioia, ma soprattutto lezioni di vita da parte di chi ha fatto tanta strada, accompagnato da persone che lo hanno aiutato nel cambiamento. Ha visto scorrere epoche — quando debuttava in serie A non esisteva ancora l’iPhone, per dire — senza perdere il senso delle origini. «Questo non è il vangelo di un dio, ma il diario di un uomo di 40 anni che fa i conti con il suo passato e guarda dritto negli occhi il futuro come se fosse l’ennesimo avversario da affrontare».
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TITOLO: La Svizzera prende in giro l’Italia e regala 9,3 kg di cioccolato a l’Irlanda del Nord (per non averci fatto segnare per 93’)
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OCCHIELLO: Sugli account ufficiali della Federcalcio crociata è apparso il video del c.t. Murat Yakin – fresco di rinnovo – intento a preparare un pacco regalo con le dolcissime tavolette
TESTO: Sugli account ufficiali della Federcalcio crociata è apparso il video del c. t. Murat Yakin – fresco di rinnovo – intento a preparare un pacco regalo. Davanti a sé ha decine di tavolette di cioccolata svizzera e tutto si svela meglio al momento in cui, brandendo pennarello e foglio, ha scritto «93’ senza subire un gol dai campioni d’Europa. Allora 9,3 chili di cioccolata da spedire all’Irlanda del Nord». E poi, ancora, l’indirizzo della Federcalcio nord-irlandese alla quale recapitare il tutto non prima di un ultimo bigliettino beffardo: «Dolcissimi grazie, Murat». Il riferimento, naturalmente, è alla gara di Belfast tra Italia e Irlanda del Nord terminata 0-0 (lunedì 15 novembre), mentre a Lucerna la Svizzera ha vinto 4-0 contro la Bulgaria, chiudendo al primo posto e qualificandosi ai Mondiali. Il video è diventato presto virale e ha voluto esaltare il traguardo raggiunto dalla Svizzera, che ha costretto l’Italia ai playoff.
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TITOLO: Juventus, dal mercato Vlahovic e un colpo a centrocampo: ci sono i 400 milioni di aumento di capitale
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OCCHIELLO: La partita con il Chelsea persa 4-0 ha fatto suonare l’allarme. I bianconeri proveranno a cambiare la squadra già a gennaio: nel mirino l’attaccante della Fiorentina, che però non è detto parta subito
TESTO: Il Chelsea campione d’Europa ed in testa alla Premier, vero. Ma Tuchel in panchina da undici mesi e maneggia il parco tecnico a disposizione con una visione ben chiara di s e dell’avversario. Senza contare che i Blues, pi imprevedibili senza Lukaku appena recuperato dopo tre settimane di infortunio, hanno segnato tre gol su quattro alla Juventus con ragazzi dell’Academy (Chalobah, James, Hudson-Odoi), i Chelsea kids come li chiama la stampa londinese, altra differenza sostanziale rispetto alla Juve dell’era Agnelli: in dieci anni, il salto dal vivaio al grande calcio internazionale lo ha fatto solo Moise Kean, per giunta ricomprato a fine agosto (operazione da 38 milioni) dopo una serie di errori di valutazione sul futuro di Ronaldo (vedi Dzeko), che non autorizzano troppo ottimismo nella gestione del mercato.
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TITOLO: Champions, il Milan si qualifica se batte il Liverpool e Porto-Atletico finisce pari (ma non solo). Tutte le combinazioni
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OCCHIELLO: Per la squadra di Pioli c’è una sola via: conquistare i tre punti con i Reds a San Siro e poi confidare in una combinazione favorevole. La vittoria, in ogni caso, porterebbe in Europa League. Anche all’Atalanta serve una vittoria ma senza alcuna altra condizione
TESTO: La seconda combinazione riguarda infatti il caso in cui dovesse vincere l’Atletico (la vittoria del Porto, ovviamente, chiuderebbe i giochi, con i portoghesi irraggiungibili a 8 punti). Il Milan vincente e la squadra di Simeone salirebbero assieme a quota 7 punti con anche gli scontri diretti in parità (1-2 dell’Atletico a San Siro, 0-1 del Milan al Wanda). In questo caso si guarderà la migliore differenza reti generale tra le due squadre: il Milan al momento è a -2, Atletico a -3. Se la differenza reti dovesse essere pari, allora tocca ai gol segnati in tutte le partite del girone: al momento, Milan davanti con 5 gol fatti, Atletico dietro con 4. In caso di ulteriore parità, conteranno i gol segnati in trasferta in tutto il girone, e anche qui è davanti il Milan 3-2. Ultimo criterio eventuale sarebbero le vittorie in trasferta in tutto il girone, e qui i Colchoneros sarebbero davanti: attualmente 1 a 1, ma ovviamente con la vittoria contro il Porto, in Portogallo, l’Atletico supererebbe i rossoneri.
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TITOLO: Maradona, Koulibaly: sarebbe bello dedicargli lo scudetto di questa stagione
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OCCHIELLO: Il difensore del Napoli: «Se dovessi dare un titolo a questo campionato lo chiamerei “In memoria di Diego”. Mi sento onorato per le parole che ha avuto per me»
TESTO: «Se dovessi raccontare in un film la stagione 2021/22 del Napoli gli darei il titolo “In memoria di Maradona”. Sarebbe bello dedicargli questa stagione, con lo scudetto sarebbe ancora più bello». Così Kalidou Koulibaly oggi in un’intervista a Dazn ricorda Diego Armando Maradona a un anno dalla sua morte. «Pensare che una leggenda come Maradona abbia detto certe parole su di me mi fa sentire fortunato. Gli ho mandato una maglietta, dicendogli che lo aspettavo a Napoli: ho avuto la fortuna di vederlo in occasione di una partita contro il Real Madrid e sono stato molto felice». La maglia con il numero 26 inviata dal difensore senegalese al Pibe de Oro fu mostrata da quest’ultimo sui suoi canali social in un post molto sentito e pubblicato all’indomani di uno degli episodi di discriminazione di cui il difensore del Napoli è rimasto vittima negli anni in Italia. Maradon, mostrando la maglietta di Kalidou, scrisse: «Anch’io sono stato vittima del razzismo».
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TITOLO: Cazzaniga truffato dalla finta fidanzata, coach Montali e i compagni: «Provavamo a parlargli, ma lui si irrigidiva»
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OCCHIELLO: Roberto Cazzaniga ha dato 700mila euro a una finta fidanzata conosciuta solo per telefono. Gavazzi, suo ds a Cremao: « Una volta mi lasciò il cellulare in allenamento: “Tra poco operano Maya al cuore”, ci credeva». Montali: «Una vittima che merita rispetto»
TESTO: Negli anni di Crema, dicevamo, compare nella sua vita Maya e Gavazzi ci sintetizza trama e qualche retroscena della vicenda. «Roberto girava assieme a questa Emanuela che tutti noi pensavamo fosse la sua fidanzata. Ma in breve venne fuori Maya, che ci risultava in quel periodo abitasse in Toscana: lui la sentiva solo al telefono, anche più volte al giorno, senza mai incontrarla. Ma era ugualmente felice, così diceva. Il problema è che quando si cercava di sapere di più della relazione, magari anche con le classiche battutacce da spogliatoio, lui si irrigidiva: ad un certo punto abbiamo preferito lasciar perdere, pur essendo evidente che tante cose non quadravano. Ho fatto un tentativo pure assieme a Paolo Bongiorno, il general manager: nulla da fare; Roberto era nel suo mondo e nelle sue convinzioni. Così mi ha colpito la sua faccia sbigottita quando Emanuela ha provato a sostenere di non conoscerlo: penso che a Cazzaniga sia caduto un baluardo e che in quel momento abbia capito tutto. Deve essere stato terribile, per lui».
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