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LE NOTIZIE DAL GIORNO Saturday 02 July 2022 AL GIORNO Saturday 09 July 2022 SU: sport




TITOLO: Pirlo, beffa sulla villa a Forte dei Marmi dell’oligarca russo: versa caparra di mezzo milione ma è sotto sequestro
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OCCHIELLO: L’affare da 2,6 milioni di euro è andato in fumo: il proprietario, vicino a Putin, nel mirino della magistratura per una caparra non pagata
TESTO: Ci pensava da anni, Andrea Pirlo, ad acquistare una villa a Forte dei Marmi. Non una residenza qualsiasi, però, ma la casa estiva dei sogni, nel quartiere di Roma Imperiale, il più blasonato della «Perla della Versilia», immerso nella pineta e a due passi dalla spiaggia. Un luogo ideale per i vacanzieri in cerca di lusso e relax, già frequentato da grandi nomi della moda, dell’industria e dello spettacolo, ma anche un capitolo di storia di Forte dei Marmi e del turismo super vip. Qui oltre alla famiglia Agnelli, Avvocato compreso, hanno dimorato i principi Pacelli (eredi di papa Pio XII), i pronipoti del barone Bettino Ricasoli, i parenti del pittore Carrà che a Forte dei Marmi e al quartiere ha dedicato 300 opere. E ancora, solo per citarne alcuni nomi di una lunga lista, gli industriali Caprotti, Floriani e Massimo Moratti, già patron dell’Inter.
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TITOLO: Calciomercato Milan: Diallo, Hincapiè, Ziyech: i nomi per Maldini e Massara
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OCCHIELLO: Dopo il rinnovo dei due dirigenti, i rossoneri sono pronti ad accelerare le trattative. Le priorità restano il difensore e il centrocampista: si valutano anche Acerbi, Berardi e Dybala
TESTO: Negli ultimi giorni in casa rossonera sono tornati di moda due vecchi pallini. Uno è Abdou Diallo, 26enne in uscita dal Psg. In tanti infatti dovranno lasciare la capitale francese e pure lui è fra i partenti. Il Milan ci aveva provato anche in inverno, riflettendo sull’ipotesi di anticipare un investimento per garantirsi un giocatore che sarebbe stato una garanzia per il futuro e non solo un tappabuchi da gennaio in poi. Ma le richieste del Psg per il senegalese, preso nel 2019 dal Borussia Dortmund per 32 milioni di euro, apparvero fin da subito troppo alte. Diallo, che piace anche per la sua duttilità (oltre al centrale sa fare il terzino sinistro), non è riuscito a trovare spazio con Pochettino. Appena 1222’ in stagione, chiuso da Marquinhos e Kimpembe, per questo vorrebbe tornare a essere protagonista.
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TITOLO: Carl Lewis, che fine ha fatto: Owens, lo spot coi tacchi, il no a Trump, Ballando con le stelle, la (difficile) carriera di tecnico
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OCCHIELLO: È stato uno dei più grandi atleti di tutti i tempi, fenomeno nello sprint e nel lungo e protagonista fuori dalle piste per la sua immagine da «divinità» ambigua, lontana e mai troppo amata. Oggi a 61 anni allena a Houston e continua a impegnarsi in battaglie sociali
TESTO: L’età — dice lui — è solo un numero. E per raccontare i 61 anni di Carl Lewis, nato a Birmingham in Alabama l'1° luglio 1961, i numeri da soli potrebbero anche bastare: nove ori e un argento olimpico tra 100, 200, 4x100 metri e salto in lungo, otto ori, un argento e un bronzo mondiali. Quattro titoli nel salto in lungo li vinse in quattro edizioni consecutive dei Giochi, unico a riuscirci nell’atletica assieme al leggendario discobolo Al Oerter, uno dei tre in assoluto con il velista Elvstrom. Abbassò due volte il primato del mondo della 4x100, stabilì una volta quello dei cento, sfiorò soltanto i primati di Mennea sui 200 e soprattutto quello, leggendario, di Bob Beamon nel lungo (8,90) che gli fu soffiato in una incredibile finale mondiale (Tokyo, 1991) dal connazionale Mike Powell che balzò a 9,95: per Lewis una grandissima delusione nella gara che amava di più e dove nessuno ha più saltato le sue misure. Carl stabilì però quello indoor, saltando 8 metri e 79. Ebbe una carriera agonistica straordinariamente lunga, dal 1979 al 1996 quando vinse l’oro nel lungo ai Giochi di Atlanta a 35 anni. Insomma, un fenomeno totale.
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TITOLO: Tour de France, dove vedere in tv la prima tappa: Ganna favorito nella crono
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OCCHIELLO: Il piemontese è favorito nella cronometro individuale di 13,2 km che scatta da Copenaghen: se supera indenne la tre giorni danese può tenere la maglia gialla fino a Roubaix
TESTO: COPENAGHEN Sentiti i maghi del meteo, incrociata la velocità (presunta) del vento con la temperatura (teorica) dell’asfalto, i più forti cronoman del mondo hanno deciso di giocarsi oggi la prima maglia gialla confusi nel gruppo dei gregari e non partendo per ultimi sul far della sera, come toccherebbe loro per rango. Pippo Ganna, campione del mondo, scatterà dal podio del 109° Tour de France alle 17.03 (diretta su Rai2 e Eurosport), Van Aert e Pogacar lo seguiranno a ruota mentre Van Der Poel e Roglic li precederanno di 40 minuti. Con venti curve a gomito in 13.200 metri di rilanci continui su strade strette e bellissime (si sfiora la Sirenetta, naturalmente) la crono è un enigma tecnico che — se il tempo tiene — sarà seguita a bordo strada da una folla da record.
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TITOLO: F1 Gp Silverstone, prove libere: Sainz il più veloce davanti a Hamilton e Norris. Leclerc quinto
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OCCHIELLO: In Inghilterra il venerdì si chiude con la Ferrari dello spagnolo al comando, la Red Bull si nasconde: Verstappen quarto e Perez 7°.
TESTO: Carlos Sainz ha chiuso terzo con le intermedie girando in 1’42’’967, lo spagnolo dopo aver sostituito il telaio per un’anomalia al sistema di carburante ha montato anche il terzo turbo di stagione (con relativa Mgu-h) insieme alla parte ibrida Mgu-k. In Canada aveva già installato il terzo V6, è al limite con le penalità (scattano dalla quarta sostituzione) mentre Charles Leclerc sotto questo profilo è più tranquillo dopo averla scontata Montreal. Quarto il monegasco davanti a Schumacher e Zhou. Verstappen ha effettuato appena tre giri non cronometrati, e anche Perez (12°)
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TITOLO: F1 Gp Silverstone: dove vederlo in tv e gli orari
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OCCHIELLO: La Ferrari cerca il riscatto nel Gran Premio d‘Inghilterra sulla Red Bull: è la decima prova della stagione, Verstappen ne ha vinte sei. La settimana prossima c’è l’Austria
TESTO: Il Mondiale riprende dopo il Gp del Canada, vinto da Max Verstappen — 6 successi su 9 appuntamenti nel 2022 — e sempre più leader del campionato a quota 175 punti. Silverstone, nella provincia rurale a nord-ovest di Londra e a due passi da Milton Keynes, casa della McLaren, è considerato uno degli appuntamenti più tradizionali del Mondiale di F1. La prima gara della classe regina si svolse sul tracciato costruito su un ex campo d’aviazione della Royal Air Force risalente alla Seconda Guerra Mondiale, il 13 maggio 1950. E, ancora oggi la maggior parte delle dieci scuderie ha la propria sede o almeno una base nella «Formula One Valley». Tra l’altro, il campione del mondo Lewis Hamilton è nato qui vicino: da Stevenage al circuito di gara ci sono solo 90 chilometri. La leggendaria combinazione di curve Maggotts, Becketts e Chapel fa palpitare i cuori dei piloti. A Silverstone si alternano curve veloci e lente, e la velocità massima è richiesta anche sui rettilinei: un buon compromesso nell’assetto alare delle vetture è quindi molto importante.
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TITOLO: Calciatori e vacanze: dal biliardino ai fumetti e ai canotti, come erano le ferie di una volta (non a Ibiza)
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OCCHIELLO: Niente yacht o «happy hour & sushi» alle Baleari. Negli anni Sessanta andavano di moda le sabbiature a Grado. Come sono cambiate le villeggiature dei giocatori (e come siamo cambiati anche noi)
TESTO: Altro che Ibiza. Che quest’anno, sembrerebbe, va per la maggiore. C’è stato un tempo in cui i calciatori in ferie al massimo arrivavano a Grado, per le sabbiature. Erano gli anni Sessanta. Altro calcio, altra Italia, altro mondo. Com’erano diverse le vacanze dei giocatori, già. Niente «cocktail & sushi» al tramonto con applauso finale e saluto al sole: al massimo un prosecco, prima di una partita al biliardino. Non c’è un giusto o sbagliato, un meglio o peggio: è solo il tempo che cambia. Anche i costumi cambiano (in tutti i sensi). Ma che bello rivedere le imagini delle vacanze dei giocatori di una volta. Quando ancora si chiamavano ferie. Su Facebook, per i cultori del genere, segnaliamo una pagina eccezionale dove queste immagini abbondano: «soloanni80 il calcio più bello del mondo».
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TITOLO: Tour de France 2022, crono a Copenaghen: Lampaert maglia gialla Ganna fora, ma non se ne accorge
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OCCHIELLO: Pioggia battente e vento: le condizioni meteo hanno influenzato la gara: la vittoria a sorpresa di un gregario di lusso
TESTO: Nel circuito toboga di Copenhagen, secondo posto a 5” per Wout Van Aert che ha staccato di 2” Tadej un fenomenale Pogacar, favoritissimo per la vittoria finale, e di 5” un Pippo Ganna potente e in forma ma - per questione di stazza - in difficoltà con continui rilanci in curva. Ganna ha anche forato, senza però nemmeno accorgersene: il liquido vulcanizzante dei suoi pneumatici tubless ha rimediato all’istante e salvato la sua corsa. Quarto posto per Mathieu Van Der Poel e quinto per il beniamino di casa, Mads Pedersen. Più indietro i big meno a loro agio nelle prove contro il tempo: 10” per Jonas Vingegaard, 11” per Primoz Roglic, 18” per Adam Yates, 20” per Geraint Thomas e 26” per lo scalatore Aleksandr Vlasov, preceduto dal miglior italiano, Mattia Cattaneo.
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TITOLO: Nelson Piquet, dopo il razzismo offese omofobe a Lewis Hamilton: nuova bufera in F1
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OCCHIELLO: Nuovo video in cui il tre volte iridato offende Keke e Nico Rosberg, poi un commento omofobo verso Hamilton, con cui da poco si era scusato per le frasi razziste
TESTO: Il sito «Grande Premio» è riuscito a ottenere il formato integrale di quella intervista e ci sarebbe un altro passaggio in cui, parlando della stagione 1982, Piquet prima attacca Keke e Nico Rosberg e poi, parlando del Mondiale del 2016 vinto da Rosberg su Hamilton, se ne esce con un commento omofobo su Lewis: «Keke era una m. .., non aveva alcun valore, proprio come suo figlio Nico. Ha vinto un campionato di m. .., ma il n. ..etto deve. ..» segue una frase dal contenuto omofobo e molto offensivo. «Per questo non ha guidato bene», la conclusione di Piquet.
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TITOLO: L'analisi di Sconcerti su Maldini-Milan: il nuovo calcio delle proprietà Usa, sui soldi decidono solo loro
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OCCHIELLO: La lunga trattativa tra Maldini e il Milan è la fotografia di un calcio cambiato, di un diverso modo di gestire le società: i proprietari investono, non spendono. C’è una presenza operativa che ha schiacciato il ruolo dei vecchi uomini mercato
TESTO: In sostanza c’è un potente flusso di denaro che non è più libero di circolare e accontentare un mondo per tradizione vasto e goloso. Oggi i binari sono pochi e soprattutto sono esatti. Credo sia questo il confine dell’autonomia che anche Maldini chiedeva. Ma è qualcosa di non previsto nel mondo reale. Tu tratta e riporta. Sei il migliore, ma i soldi sono miei. È una rivoluzione culturale infinita e sciocca, perché dovunque nel mondo funziona così. Ma il calcio è sempre stato un sogno e i sogni hanno prodotto miliardi di debiti. I sogni sono allusioni finali, nel mezzo c’è la realtà. Gli americani l’hanno improvvisamente portata. È tempo di smettere di meravigliarsi. Magari continuando comunque a sognare.
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TITOLO: F1 Gp Silverstone, le novità tecniche di Ferrari, Red Bull e Mercedes
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OCCHIELLO: In Inghilterra è sfida di aggiornamenti. Per Leclerc e Sainz specchietti modificati, ali e pance modificate. La Red Bull snellisce ancora di più la vettura
TESTO: Silverstone, Spielberg, Paul Ricard e Budapest: quattro appuntamenti «mondiali» per capire se Charles Leclerc potrà ancora avere delle possibilità di vincere il titolo. Il pilota della Ferrari era riuscito a prendere un importante vantaggio all’inizio della stagione, tuttavia, i problemi di affidabilità della sua F1-75 lo hanno fatto scivolare terzo in classifica a ben 49 punti da Max Verstappen. La Ferrari arriva a Silverstone con aggiornamenti in tre aree della vettura: le pance, gli specchietti retrovisori e il cofano motore. Le prime due novità puntano a migliorare l’efficienza aerodinamica della F1-75. Non sono aggiornamenti di adattamento alla pista bensì legati allo sviluppo della F1-75. La modifica legata al cofano motore è invece mirata ad ampliare la capacità di raffreddamento della power unit.
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TITOLO: Jokic e il contratto Nba più ricco della storia: 264 milioni in 5 anni
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OCCHIELLO: Il serbo dei Denver Nuggets, noto per essere un giocatore pigro, batte il precedente record di 215 milioni che apparteneva a Stephen Curry. Ma il più ricco grazie a sponsor e altro resta LeBron James
TESTO: Peraltro Jokic – che ha confermato di partecipare, a settembre, all’Eurobasket: pessima notizia per gli avversari – questa montagna di quattrini se l’è meritata sul campo diventando un dominatore: cattura rimbalzi, tira e segna da ogni posizione, occupa spazio grazie al suo fisico, sorprende per la straordinaria agilità. E ha una visione di gioco formidabile, legata alla pazienza con cui studia e interpreta le situazioni. Tutta la Nba si è innamorata di lui – a Denver evidentemente perfino di più – e si guarda con indulgenza a qualche peccato di gola (extra season), apprezzando piuttosto la sua mentalità e la sua visione del basket, paragonato da lui a uno di quei balli di gruppo tanto di moda in Serbia. Negli anni scorsi circolavano foto di lui in sovrappeso e tanti sottolineavano la propensione a bere Coca Cola a volontà. Alcuni allenatori che ha avuto hanno poi sottolineato che trascorreva più tempo sul divano di casa che in palestra. Anche i fratelli l’hanno punzecchiato: giocava per divertirsi non per essere il migliore. Ma la storia li ha smentiti, detto che Jokic ha sempre interpretato il basket come una gioia.
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TITOLO: Pallanuoto: Italia batte la Grecia 11-10, gli azzurri in finale ai Mondiali
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OCCHIELLO: Il Settebello si giocherà la finale con la vincente di Spagna-Croazia.
TESTO: I campioni del mondo non erano qui per vincere. Una squadra con cinque esordienti e sette elementi nuovi rispetto al titolo conquistato tre anni fa doveva solo mettersi alla prova, avviare il nuovo ciclo, fare esperienza dopo le troppe partite cancellate nell’era Covid (che hanno influito sull’Olimpiade, persa ai quarti contro la Serbia: il campionato italiano era stato fermato a metà, mentre nelle altre nazioni, con protocolli diversi, avevano proseguito), mettersi in marcia con Parigi 2024 come destinazione finale. E invece. E invece, adesso che anche la Grecia è schiantata con lo stesso risultato dell’Ungheria, 11-10, dopo una partita intensissima ma controllata (Italia avanti e poi raggiunta sul 4-4 e sul 6-6, con il break del 9-6 deciso da Di Fulvio, Presciutti e Dolce quando mancano 6’50 dalla sirena) fino al brivido del penalty a 4’’ dalla fine e quel tentativo di volée della Grecia abortito; e adesso che gli azzurri domani si giocano la finale dei Mondiali di Budapest contro la Spagna — sì proprio la Spagna dove tutto cominciò trent’anni fa, le Olimpiadi di Barcellona, una di quelle storie che anche chi non c’era è come se le avesse vissute — il ct Sandro Campagna (che in quella celeberrima finale era in acqua con la calottina con il numero cinque) non ha dubbi: «Le finali sono partite da vincere, un argento si dimentica dopo una settimana», le sue parole alla Gazzetta.
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TITOLO: Fiorentina, Mandragora ha detto sì: domani le visite mediche e poi la firma sul contratto
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OCCHIELLO: Tutte le cifre della trattativa con la Juventus. Dodò e Jovic a un passo, contatto con l’Atalanta per il portiere Gollini
TESTO: Così se Italiano può già pensare a come gestire la regia davanti alla difesa, anche per l’attacco i contatti con il Real Madrid per Luka Jovic proseguono ininterrotti. Trovato un accordo sull’ingaggio dell’attaccante, che i due club si spartiranno, adesso è sulla formula del trasferimento che si sta lavorando. La novità è che la Fiorentina starebbe valutando l’ipotesi di un acquisto definitivo, anche perché il Real accetterebbe di buon grado la cessione del serbo, mentre i 60 milioni spesi nel 2019 per acquistarlo dall’Eintracht Francoforte sono stati già ammortizzati nell’arco di tre stagioni. Insomma a discapito di un primo orientamento verso il prestito di Jovic, adesso i viola stanno provando a cambiare le modalità di un affare già ben avviato, magari strappando un diritto di riscatto o una semplice opzione per l’acquisto a fine stagione. Da non tralasciare, semmai, la questione relativa al decreto crescita che favorirebbe la Fiorentina dal punto di vista fiscale, ma che impone un accordo almeno biennale. Eppure formula a parte, anche Jovic, salvo sorprese, dovrebbe arrivare a Firenze nei primi giorni della prossima settimana per le visite e successivamente per conoscere tecnico e nuovi compagni di squadra, più o meno in linea con quanto la società si augura di poter fare anche con Dodò. Con una distanza ormai minima tra l’offerta viola (12 milioni più bonus) e la richiesta dello Shakhtar Donetsk (15 milioni) anche in questo caso l’accordo è ormai a un passo, tanto che il terzino brasiliano avrebbe già visionato alcuni appartamenti per la sua nuova avventura in Italia.
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TITOLO: Russia, Fedotov portiere di hockey sul ghiaccio vuole andare negli Usa: fermato per diserzione
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OCCHIELLO: Ivan Fedotov, 25 anni, ha firmato un contratto di un anno da un milione con i Philadelphia Flyers, squadra della Nhl americana. Secondo Putin un modo per evitare l’arruolamento: rischia il carcere per renitenza alla leva
TESTO: C’è un video che rimbalza sui social in cui si vede Ivan trasferito dall’ufficio reclutamento a una vicina clinica in ambulanza. Una donna, si presume sua madre, prova a protestare, ma viene allontanata a spintoni dal mezzo. Secondo la stampa russa, i poliziotti in borghese si sono presentati in casa Fedotov su imbeccata di Putin, che avrebbe ritenuto la firma del portiere con i Philadelphia Flyers un modo per evitare l’arruolamento. L’Nhl americana, intanto, osserva preoccupata la situazione: sono oltre 50 i giocatori russi tesserati in squadre statunitensi e canadesi. Pochi giorni fa i Colorado Avalanche hanno vinto la Stanley Cup in finale contro Tampa Bay. Nel gruppo che ha trionfato ci sono tre giocatori russi: Vladislav Kamenev, Valerij Nicuskin e Nikita Zadorov. A loro, come agli altri atleti russi che giocano in Nhl, è stato consigliato di non tornare a casa per le vacanze estive.
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TITOLO: Icardi al Monza? Galliani ci prova: per Wanda Nara un ruolo in tv
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OCCHIELLO: Il centravanti ex Inter vuole tornare in Italia, rimpiange Milano. Galliani ha un piano: prestito oneroso, ingaggio condiviso col Psg (che vuole venderlo) e Wanda in un programma Mediaset
TESTO: Adriano e Silvio nonostante la sbandierata prudenza hanno ambizioni, risorse e piani per allestire una squadra competitiva: il sogno proibito è quello di vedere Icardi in coppia addirittura con Dybala, ipotesi quest’ultima però remota. I contatti con Luis Campos per il centravanti sono già stati avviati: il Psg, alle porte di una rivoluzione nella rosa, ha messo in vendita Maurito, il cui sostituto sarà Scamacca del Sassuolo. Il Monza punta ad ottenere l’attaccante con la formula del prestito oneroso e con ingaggio però largamente condiviso: Icardi, legato ai parigini per altri due anni, ha uno stipendio da 10 milioni. Un’enormità che però potrebbe essere compensata con la partecipazione di Wanda a uno dei tanti programmi della tv di famiglia. In fin dei conti è già stata opinionista al Grande Fratello vip e a Tiki Taka.
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TITOLO: Acquathlon, a Taranto il campionato nazionale: previsti 300 atleti
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OCCHIELLO: La gara prevede tre frazioni di corsa, nuoto e ancora corsa per un totale di sei chilometri. Si parte e si ritorna in piazza Castello
TESTO: L’Aquathlon è una variante del Triathlon. Prevede tre frazioni da effettuare in successione senza alcuna interruzione: un tratto di corsa da 2,5 chilometri seguito da un percorso a nuoto di 1 chilometro e l’ultima frazione di corsa sempre di 2,5 chilometri. Gli atleti partiranno da piazza Castello, in città vecchia, attraverseranno il ponte girevole, percorreranno il Lungomare fino a piazza Ebalia per tornare indietro e dirigersi verso la discesa del Vasto in città vecchia. Qui è allestita la zona cambio: gli atleti lasceranno scarpe e maglietta per indossare cuffia e occhialini e tuffarsi nel canale navigabile. Terminata la frazione a nuoto effettueranno il percorso podistico al contrario. L’arrivo è situato in piazza Castello. Qui sarà assegnato il titolo italiano di Aquathlon maschile e femminile. Oggi pomeriggio, a partire dalle 15 sono in programma le gare giovanili Kids + Youth A Aquathlon che si svolgeranno sulla Banchina Torpediniere, in mar Piccolo.
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TITOLO: Juventus, come cambierà dopo il mercato: rivoluzione 4-3-3, Vlahovic centrale
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OCCHIELLO: I bianconeri si preparano a cambiare pelle: Allegri studia il modulo perfetto per sfruttare al meglio l’attaccante
TESTO: Le idee dell’attaccante erano chiare fin dal primo giorno: «Ho scelto il 7 solo perché era il numero più vicino al 9». E, puntualmente, alla prima occasione Dusan si è preso quella maglia tanto ambita, la sua maglia. Adesso è davvero tutto pronto per iniziare il grande progetto che Arrivabene e tutta la dirigenza hanno immaginato sin dal suo arrivo. La prima mossa sarà quella di metterlo più a suo agio in campo. Perché quando hai un campione di quel calibro, la formazione è sempre Vlahovic più altri 10. Allegri lo sa bene, lui che di campioni ne ha allenati tanti e di soluzioni tattiche ne ha adottate diverse. L’intenzione, nemmeno troppo velata, è quindi quella di passare definitivamente al 4-3-3 per consentire a Dusan di tornare padrone dell’area di rigore con due ali al servizio.
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TITOLO: Maldini e il ruolo nel Milan come Marotta: il no della società e il punto d’incontro
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OCCHIELLO: Paolo Maldini voleva un ruolo di ampia autonomia nell’area tecnica come l’ad interista, l’organizzazione del Milan però non cambia, resta un ad sopra a tutti
TESTO: Con il cda che ha ratificato e il comunicato del club che l’ha reso ufficiale è finalmente finita, com’era logico che finisse, con Paolo Maldini e Frederic Massara che hanno rinnovato, e a parte le ore burrascose seguite alla famosa intervista rilasciata alla Gazzetta, nessuno lo aveva più veramente messo in discussione. È successo all’ultimo secondo, dopo un mese sfinente per i tifosi, ma come cantava Mina «l’importante è finire». Sarebbe importante anche d’ora in poi procedere in scioltezza, su binari esatti, senza dubbi, scontentezze, incomprensioni. Le pagine del contratto, letto e corretto in questi giorni, chiariscono ruoli, competenze, stipendi (c’è stato un aumento: meritato, visti i grandi risultati raggiunto dal Milan che si devono anche all’ottimo lavoro svolto da M&M). Ma non è per questioni di «vil denaro» (per dirla con De Laurentiis) se c’è voluto tanto: erano in ballo proprio due visioni diverse della società.
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TITOLO: Team Bahrain, l’inchiesta: movimenti di notte e sostanze psicotrope
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OCCHIELLO: Da Marsiglia indagano su possibili sostanze vietate, indagini partite su segnalazione degli albergatori che ospitavano la squadra durante il Tour 2021
TESTO: La Procura di Marsiglia, titolare dell’inchiesta, ha spiegato che «l’operazione è stata effettuata nell’ambito dell’indagine preliminare aperta il 3 luglio 2021 dalla procura di Marsiglia presso il Centro di sanità pubblica (PSP) nei confronti di responsabili dell’acquisizione, trasporto, detenzione, importazione di una sostanza o metodo vietato ai fini dell’uso da parte di un atleta senza giustificazione medica e di importazione, acquisizione, detenzione illecita di una sostanza, pianta, preparato o medicinale elencati negli elenchi I e II o classificati come psicotropi».
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TITOLO: Fiorentina, il papà di Mandragora: «Ha scelto Firenze per migliorare, è un play naturale»
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OCCHIELLO: Oggi a Roma Mandragora farà le visite mediche. Il babbo di Rolando racconta il figlio
TESTO: «Oggi Rolando è un buonissimo giocatore, se ha deciso di spostarsi a Firenze è perché ha voglia di salire di livello, diventare un campione. Alla Fiorentina potrà mettersi in mostra in campo internazionale e al servizio del tecnico, con l’audacia di sempre fare quella giocata in più che può consacrarlo». Si percepisce una buona dose di entusiasmo nella voce di Giustino Mandragora, padre del nuovo acquisto viola che collabora anche con il suo agente Luca De Simone. E tra le righe lascia pure intendere come la possibilità di giocare una competizione europea, la Conference, abbia avuto il suo peso al momento della scelta. «In queste settimane — racconta — abbiamo valutato bene ogni possibilità, alla fine credo che Firenze possa essere la piazza giusta per il suo livello e per continuare a migliorare, visto che in passato è stato frenato da qualche infortunio di troppo. Per spiegare quanto è carico e motivato basta che dica che a Torino abbiamo lasciato una fascia da capitano, perché nonostante la presenza di giocatori importanti il tecnico Juric avrebbe voluto darla a lui. Sono convinto che si farà ben volere dai nuovi tifosi, che sono di palato fino. Per il suo carattere e per quello che dimostrerà in campo». Mandragora, che ha compiuto 25 anni da pochi giorni, è «il play ideale», assicura il padre. «Sono di parte, ovviamente ma non ne vedo molti di giocatori con la sua tecnica e visione di gioco. O meglio, ce ne sono pochi, e quindi stanno all’apice. Jorginho, se vogliamo fare un esempio. Poi parliamo di un ragazzo per bene, molto umile, io e sua madre ce l’abbiamo messa tutta per trasmettergli questi valori».
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TITOLO: Gp Silverstone, Sainz e la partita a scacchi per favorire il compagno Leclerc
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OCCHIELLO: Il lavoro dello spagnolo non è finito con la prima pole della carriera: la strategia della Ferrari in Inghilterra prevede che sacrifichi se stesso in gara (che si prevede asciutta) per cedere il passo al primo pilota della Rossa
TESTO: Il lavoro di Carlos Sainz non è finito. Prevede un programma con altissimo coefficiente di difficoltà domenica, dopo una pole simile a un equilibrismo, coronata da doppio testacoda a 360° della coppia Verstappen-Leclerc. Lucidità, sale in zucca con un avversario non soltanto suo al fianco, con un compagno che ha legittime ambizioni di sorpasso appena dietro: la domenica di Carlos junior pare una partita a scacchi. Contiene l’ipotesi di sacrificare sé stesso per privilegiare Charles, togliendo punti a Max. Una vera impresa pensando alla stoffa Red Bull mostrata nelle libere, al netto delle solite complicazioni al momento del via, senza aver avuto notizie, causa pioggia, del lavoro sugli assetti Ferrari necessario onde evitare il ballo di San Vito alla Copse, una curva da cuore toro, la piega velocissima a destra dove Hamilton e Verstappen fecero a cazzotti un anno fa.
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TITOLO: Tamberi «licenzia» papà Marco a 12 giorni dai Mondiali: «Siamo ben al di sotto delle aspettative tecniche»
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OCCHIELLO: Il campione olimpico: «Non voglio insistere su una strada sbagliata e mangiarmi le mani a posteriori per non avere avuto il coraggio di prendere in mano la situazione
TESTO: La scelta arriva a 12 giorni dai Mondiali di atletica in programma a Eugene, in Oregon. «Questa scelta, presa con doverose cautele e un pizzico di coraggio, nasce dall’analisi della stagione fin qui disputata – ha proseguito il saltatore azzurro–. Siamo ben al di sotto delle aspettative tecniche e c’è stato uno scambio di opinioni su cosa non stesse funzionando fin qui nella preparazione, ed è emersa una diversità di vedute. Non voglio in alcun modo compromettere la gara più importante dell’anno, insistendo su una strada che non ritengo giusta, e mangiarmi le mani a posteriori per non avere avuto il coraggio di prendere in mano la situazione. Questo c’è alla base della mia decisione».
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TITOLO: Dybala tra Napoli, Milan, Inter, Monza: la situazione
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OCCHIELLO: L’Inter rimane in vantaggio, ma ha altre operazioni da chiudere. E alla corsa al talento argentino continuano ad aggiungersi nuovi club. Il Chelsea offre 70 milioni per De Ligt
TESTO: Più o meno lo stesso ragionamento del Milan, che tornerà a farsi vivo a metà luglio, sperando che per allora nulla sia stato fatto con Marotta e allo stesso tempo siano calate le pretese economiche del ragazzo. La priorità in casa rossonera è in effetti il trequartista, e Dybala piace sia a Paolo Maldini sia a Frederic Massara: i due hanno però paletti ben precisi per quanto riguarda il rapporto costo-età dei potenziali investimenti. Sono oggi per esempio considerati troppi dalla proprietà i 30-35 milioni che servirebbero per agganciare il classe 1994 Domenico Berardi, altro talento in cima alla lista degli uomini mercato milanisti. Più facile che venga autorizzato un assegno molto importante per uno come Charles De Ketelaere, 21enne jolly offensivo del Bruges, ma qui la concorrenza è fortissima, soprattutto in Premier. Attentamente monitorata, infine, la pista Hakim Ziyech, in uscita dal Chelsea. Occhi pure su Traoré del Sassuolo.
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TITOLO: F1, l’halo salva vita e le 12 migliori invenzioni della storia
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OCCHIELLO: Innovazioni salva vita come quella protagonista a Silverstone e magie tecniche capaci di far vincere un campionato e di cambiare anche le macchine che guidiamo tutti i giorni
TESTO: Quando è comparso per la prima volta su una Formula c’erano piloti pronti alla rivolta. Ma i dubbi sono stati spazzati via in fretta; l’aureola a protezione della testa del pilota è una grande conquista per la sicurezza e adesso la montano anche le vetture da F3. Il 12 settembre 2021 l’Halo ha forse salvato la vita a Hamilton nel contatto con Verstappen a Monza, in precedenza erano stati Grosjean e Leclerc a ringraziare l’innovazione. Di sicuro, il 3 luglio 2022, ad accendere un cero al santo halo — una delle sue traduzioni è «aureola» — è Zhou Guanyou, che si è trovato in velocità a testa in giù alla prima curva del Gp di Silverstone (qui trovate la diretta del Gp di Gran Bretagna). Composto da un singolo pilone centrale che sorregge un anello, è di titanio e con gli attacchi e i fissaggi pesa dieci kg. Dopo i prototipi presentati nel 2015, l’Halo è diventato obbligatorio in Formula 1 nel 2018. A spingere per l’introduzione è stata la Fia a cui va il merito di aver studiato a fondo la dinamica di terribili incidenti, come quello di Felipe Massa nel Gp di Ungheria del 2009, o quello in cui morì Henry Surtees (figlio del pluricampione John) in Formula 2, colpito da una ruota di un’altra vettura che si era staccata. Justin Wilson, pilota dell’Indy, fu vittima di un identico impatto durante una corsa 5 anni fa. L’Halo è in grado di sopportare un carico verticale di 10 tonnellate.
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TITOLO: Da Frattesi ad Aouar: la Roma ora pensa al centrocampo (e alle cessioni)
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OCCHIELLO: Tre giocatori sono già arrivati, Mourinho ne aspetta altri due. Ma ci sarà anche da sfoltire una rosa di 31 elementi: Tiago Pinto è al lavoro dopo un giugno molto intenso
TESTO: Pronti, via e la Roma aveva subito piazzato il primo colpo. Nemanja Matic è stato il primo importantissimo rinforzo, arrivato dopo essersi svincolato dal Manchester United. Poi, la porta: Mile Svilar dal Benfica, come vice di Rui Patricio. Quindi la fascia: trattativa lunga, ma alla fine conclusa, per Mehmet Celik del Lille, che sarà oggi, 3 luglio, in Italia per potersi subito mettere a disposizione di Mourinho. Adesso la priorità è tutta rivolta al centrocampo, visto l’addio di Oliveira (che è tornato al Porto). Il primo nome è noto: si tratta di Frattesi, che la Roma vorrebbe riportare alla base dal Sassuolo, un po’ come accaduto qualche anno fa con Pellegrini. La trattativa è serrata: Pinto insiste proponendo 20 milioni e il cartellino del giovane Volpato; i neroverdi chiedono di più. L’alternativa porta a Lukic del Torino, 26 anni, che piace anche per la capacità di poter giocare sulla trequarti. Perché è questo l’altro nodo cruciale: servirà un giocatore in grado di sostituire Mkhitaryan, passato all’Inter. E il focus è su Houssem Aouar, 24enne stella del Lione. L’anno scorso, il giocatore ha disputato complessivamente 45 partite, segnando 8 reti e confezionando 4 assist. Il suo nome era già stato associato qualche anno fa alla Juventus, ora Tiago Pinto ha provato a muoversi chiedendo i termini per poter mettere in piedi un’operazione. I tempi però non saranno brevi.
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TITOLO: Halo, cos’è il dispositivo della Formula 1 che ha salvato Zhou Guanyu nell’incidente a Silverstone
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OCCHIELLO: Inserito in Formula 1 nel 2018, ha già evitato gravi conseguenze a Charles Lecler, Romain Grosjean e forse Lewis Hamilton. Se Jules Bianchi l’avesse avuto nel 2015...
TESTO: Il primo a ringraziare era stato Charles Leclerc quando ancora era alla Sauber: Belgio 2018, incidente al via con un botto terribile: le immagini della telecamera a 360° montata all’interno dell’auto del monegasco mostrano la partenza, il caos della carambola innescata da Nico Hulkenberg con la McLaren color papaya di Alonso che vola sopra la testa di Leclerc e la ruota anteriore destra colpire proprio l’aureola di protezione. Poi era toccato a Romain Grosjean nel Gp del Bahrain 2020, quando la sua vettura aveva letteralmente attraversato la barriera di protezione. In questo caso, una combo tra l’halo e la cella di sicurezza avevano limitato decisamente i danni. Il 12 settembre 2021 l’Halo ha forse salvato la vita a Hamilton nel contatto con Verstappen a Monza. E, forse, l’avesse avuto Jules Bianchi nel Gp del Giappone 2015.. .
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TITOLO: Zhou, incidente al Gp di Silverstone: urtato da Russell si cappotta e finisce a testa in giù contro le barriere
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TESTO: Terribile incidente alla partenza del Gran Premio di Silverstone per i piloti partiti dalle retrovie. George Russell, che partiva 18°, viene colpito dall’AlphaTauri di Yuki Tsunoda, che era 16°, e di rimbalzo colpisce l’Alfa Romeo del cinese Zhou Guanyu — che era 19° —: quest’ultima vettura decolla ancora prima dell’approccio di curva 1 e finisce cappottata in piena velocità, strisciando lungo la pista e tutta la via di fuga prima di urtare con violenza contro le barriere protettive. Poi Russell esce dalla macchia e corre a soccorrere Tsunoda, che pure si muove. Il Gp di Silverstone in diretta (Ap)
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TITOLO: Sainz al Gp Silverstone conquista la pole: «Quel giro niente di speciale»
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OCCHIELLO: Il sottomarino rosso premiato davanti a Leclerc e Verstappen. Un’altra occasione per la Ferrari
TESTO: Era terribile là fuori, ma come ho fatto? ». Già, come ha fatto Carlos Sainz a firmare la prima pole in carriera alla vigilia del suo 150° Gp, e dopo averne mancate altre molto più semplici? Tempo da lupi, come quando da bambino sui kart il papà Carlos senior lo incitava a spingere sul bagnato mentre gli avversari alzavano il piede. E poi i trucchi imparati quando guidava per divertimento le auto da rally, ce li ha nel sangue. «È una questione di famiglia — scherza —, quando manca aderenza noi Sainz andiamo veloce». Carlos l’anfibio, il sottomarino rosso, è sempre andato bene sull’acqua ma ieri si è sorpreso di sé stesso. È rimasto serio quando Nigel Mansell, con il cappellino della Ferrari e i baffetti, lo ha premiato per il giro più veloce, tirandogli un braccio in alto verso il cielo di marmo. «Perché quel giro non era niente di speciale, era pieno di pozzanghere e la possibilità di errore era altissima. È stato un passaggio prudente, pulito, mentre lo affrontavo pensavo che sarei potuto andare più forte». Ma poi si libera della maschera, lasciandosi andare alle emozioni: «Perché su questo circuito è incredibile, qui ho ottenuto la prima pole su una monoposto (nella Formula Bmw nel 2010 ndr), anche il pubblico lo rende speciale».
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TITOLO: Italia-Spagna, dove vedere la finale dei Mondiali di pallanuoto in tv
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OCCHIELLO: Terminano i Mondiali di nuoto, tuffi e pallanuoto a Budapest. Il Settebello di Campagna cerca il bis iridato con gli avversari travolti tre anni fa a Gwangju
TESTO: Ieri mattinata di studio e video, poi tutti in vasca nella piscina dove si sono svolte le gare del sincro, per una doppia sessione. «Gli amarcord li lascio a voi — le parole del c. t. Sandro Campagna, protagonista, in vasca e fuori, di tutti i precedenti —. I ricordi contano poco, quello che conta sarà trovare la chiave giusta dal punto di vista tecnico, tattico e psicologico. Nessuna squadra ha vinto due Mondiali di seguito nella storia ma questa squadra sta sorprendendo anche me; speriamo di poter difendere il titolo. C’è da mantenere i nervi saldi e migliorare i finali di partita, perché io 3-4 anni li ho persi. Loro sono molto consapevoli della loro forza e della loro qualità. Do vremmo esser noi a minare le loro certezze, con tattica e strategia».
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TITOLO: F1, pagelle Gp Silverstone: Hamilton «top gun» da 10, Leclerc fair play da 10, Ferrari comunque da 5
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OCCHIELLO: Nel giorno della mancata tragedia per l’incidente a Zhou, Sir Hamilton sfodera una gara straordinaria. Leclerc subisce le decisioni del muretto Ferrari, Sainz quasi perfetto
TESTO: Non vogliamo essere ipercritici a tutti i costi, ma un bilancio (che genera il voto in pagella) deve essere il risultato di un calcolo algebrico. I «più» di Carlos a Silverstone 2022 sono tanti, al di là della «maiden victory»: ha riportato il Cavallino al successo dopo quasi 3 mesi di digiuno (10 aprile: primo Leclerc a Melbourne); è stato veloce al venerdì; ha fatto la pole al sabato sul bagnato; è stato bravo, nel finale del Gp, a ottimizzare il restart dietro la safety car (entrata per il cedimento tecnico dell’Alpine di Ocon, fermatasi in una zona pericolosa). Ma qualche «meno» c’è: nella partenza originaria – prima della bandiera rossa – s’era fatto scippare il primato da Verstappen e nel corso della gara Leclerc s’è dimostrato più veloce. Tant’è che ad un certo punto Carlos ha accettato di lasciargli il primato. Comunque, un bravo anche a lui: aver rotto finalmente il ghiaccio magari segnerà una svolta.
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TITOLO: Fiorentina, da Cabral a Ikoné fino a Sottil: rilancio ad alta quota
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OCCHIELLO: Gli acquisti di gennaio ma anche “l’eterna promessa” cercheranno di conquistare Italiano già a Moena e a riscattarsi il prima possibile
TESTO: A ventiquattro ore dal via ufficiale della nuova stagione, con il raduno della squadra fissato per domani a Coverciano, dove il gruppo si allenerà a cominciare da martedì, in casa viola c’è anche chi scalda i motori a prescindere dagli sviluppi del mercato. Se i prossimi saranno i giorni degli annunci ufficiali sono in parecchi della vecchia (e nuova) guardia a volersi mettere in mostra nel ritiro di Moena, almeno in tre in un reparto offensivo nel quale, salvo sorprese, si aggiungerà anche Jovic. Così con la concorrenza per il ruolo di prima punta destinata ad aumentare è soprattutto il brasiliano Cabral l’uomo dal quale ci si aspetta di più, almeno a giudicare dal bottino ottenuto dopo il suo arrivo nel gennaio scorso. Era lui, secondo la società, il nome sul quale puntare dopo la partenza di Vlahovic, e del resto l’investimento da 15 milioni (rispetto al prestito di Piatek) ne è stata l’ulteriore conferma. I due soli gol messi a segno su un totale di 16 presenze tra campionato e coppa Italia raccontano però di un impatto non semplice con il calcio italiano, e soprattutto consegnano un giudizio per forza di cose sospeso. Insomma se Cabral vorrà giocarsela ad armi pari con Jovic dovrà innanzi tutto ritrovare quella vena realizzativa che in Svizzera, con la maglia del Basilea, lo aveva fatto finire persino nel mirino del Barcellona, in un tentativo di rilancio che oltre a chiamare in causa l’allenatore Italiano riguarderà anche l’altro investimento del mercato invernale, Ikonè. Atteso lungo tutto il girone di ritorno il francese ha fatto intravedere doti notevoli in termini di qualità e rapidità di gioco, ma è stata soprattutto la concretezza a difettare nei suoi primi mesi italiani. Nonostante più di un’occasione, anche da titolare, il primo bilancio di Ikonè è di un solo gol e 2 assist, troppo poco per l’esterno che in Francia aveva sollevato molti interessi con la maglia del Lille e la partecipazione alla Champions League. Non solo, perché per due calciatori che vestono solo da qualche mese la maglia viola ce n’è un terzo che al netto dei prestiti a Pescara e Cagliari affronterà la sua quarta stagione fiorentina, quel Sottil che fino a oggi non è quasi mai riuscito a scrollarsi di dosso l’etichetta di promessa incompiuta. Nelle 29 presenze collezionate l’anno scorso, di cui 5 in coppa Italia, Sottil ha realizzato 4 gol e fornito 2 assist, ma troppe volte il suo ingresso a partita in corso non ha cambiato volto alla Fiorentina, dunque sarà anche sull’approccio mentale dell’esterno che Italiano dovrà lavorare nelle due settimane in Trentino.
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TITOLO: Harald Schumacher, portiere della Germania al Mondiale 82: «Il mio libro scandalo mi costò la carriera»
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OCCHIELLO: Il portiere della Germania detto «Toni»: «Denuncia sesso, gelosie, corruzione. Paolo Rossi fu più veloce, che dolore per la sua morte. Il fallo su Battiston mi pesò per anni. Neuer più grande di Buffon»
TESTO: In semifinale divenne «il mostro di Siviglia» per il fallo in uscita, non sanzionato, che mandò all’ospedale Battiston. Una vicenda pesante. «Quell’episodio ha avuto un impatto su di me per anni. Non ho mai voluto fare male a Patrick Battiston. Uscii per prendere la palla, non avevo previsto che lui mi avrebbe anticipato con un pallonetto. Quando ero in aria non c’era modo di fermarsi, solo di provare a girarsi. Quando sono andato da lui, gli ho detto che ero molto dispiaciuto per non essere accorso a vedere le sue condizioni quando era a terra. Ha accettato le mie scuse e mi ha detto c’est terminé».
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TITOLO: Fiorentina, le visite mediche di Mandragora: da domani a Firenze
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OCCHIELLO: Contratto di 4 anni per l’ex Torino. Il procuratore di Kokorin: «Vuole restare»
TESTO: L’ufficialità arriverà nelle prossime ore, e la presentazione dovrebbe avvenire mercoledì, ma Rolando Mandragora è già un giocatore della Fiorentina. Il centrocampista si è sottoposto ieri alle visite mediche, a Roma nella clinica Villa Stuart, e da domani si metterà a disposizione di Italiano. Arrivato poco prima di mezzogiorno Mandragora è apparso sorridente e voglioso di cominciare la sua avventura in viola. Per lui è pronto un accordo di 4 anni con opzione sul quinto mentre la Juventus, proprietaria del cartellino, sconterà una cifra vicina ai 10 milioni di euro da quanto dovuto per Vlahovic (previsto anche un bonus da 500 mila euro in caso di Champions da parte dei viola). Mandragora è il primo dei tre affari che la società si augura di chiudere a breve, perché per il terzino brasiliano Dodò l’ultimo rilancio da 14 milioni pare aver sbloccato la trattativa con lo Shakhtar mentre per Jovic Fiorentina e Real sono alla ricerca della formula giusta. Con un accordo sulla spartizione dell’ingaggio da 6 milioni gli spagnoli vorrebbero inserire un obbligo di riscatto da 25 milioni, opzione che la Fiorentina non esclude anche di fronte all’opportunità di un accordo pluriennale con Jovic favorito dal decreto crescita. Se non proprio dettagli, ultime tappe di un percorso già ben delineato. Così se per il centrocampo Praet resta un profilo apprezzato, in difesa molto dipenderà da Milenkovic, anche per le ultime voci che darebbero il Barcellona, oltre all’Inter, sulle tracce del serbo. Con la sua partenza, e quella di Dragowski, Barone e Pradè valutano vari profili, dall’argentino Senesi ad Acerbi della Lazio, mentre in porta uno tra Milinkovic-Savic e Gollini dovrebbe affiancare Terracciano. Quanto a Kokorin, «vuole restare — fa sapere il suo agente Timofey Berdyshev a Firenzeviola — e spera di avere più continuità, nessuno ci ha proposto di rescindere».
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TITOLO: Nadal-Sonego, polemica a Wimbledon: «Urlava troppo», «Neanche in terza categoria»
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OCCHIELLO: Lo spagnolo subisce il break e stizzito chiama a rete l’azzurro per rimproverarlo per i suoi versi. Sonego destabilizzato perde la battuta e la partita: «Mi ha condizionato». Poi arrivano le scuse di Rafa
TESTO: La partita che ha visto l’azzurro Lorenzo Sonego battuto da Rafa Nada l si è inasprita nel finale. Lo spagnolo, avanti di due set e 4-2 nel terzo, non ha gradito la richiesta di chiusura del tetto, anche perché arrivata in un momento in cui il torinese sembrava poter rientrare in partita. E quando Sonego, sul 4-4, ha recuperato il break di svantaggio, l’uomo da 22 Slam ha chiesto al giudice di sedia e ottenuto di parlare a rete con l’avversario, per poi chiedergli di non urlare troppo e non prolungare il verso dopo il colpo, un po’ come era successo al Roland Garros, con un’altra italiana, Martina Trevisan, «richiamata» da Coco Gauff. Sonego ha accusato questo momento anomalo, ha perso di nuovo il servizio e Nadal ha chiuso il match. «Ho cercato di dire a Lorenzo nel modo più gentile possibile se poteva fare meno rumore — le parole di Nadal in campo —. Ora mi sento in colpa, perché forse l’ho disturbato. Non era questa la mia intenzione». Sonego ha accettato le scuse, ma ha detto comunque la sua: «Non esiste che un giocatore chiami a rete un altro, si fa in terza categoria non a Wimbledon. Chiami l’arbitro, non chiami un giocatore a rete. A fine partita si è scusato: io gli ho detto che però in quel momento mi aveva condizionato».
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TITOLO: Fiorentina, Mandragora: ufficiale l’acquisto. Il post sui social del club
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OCCHIELLO: Contratto di 4 anni per il centrocampista 25enne che arriva dalla Juventus
TESTO: Domani, quando scatterà la campagna abbonamenti con tariffe che non prevedono grossi rincari, sarà il ds, Daniele Prade’, a incontrare i media al Franchi in concomitanza con il raduno della squadra e l’arrivo di Vincenzo Italiano riconfermato con un contratto più lungo e ricco. Prima i tamponi poi da domani a Coverciano test e visite mediche (il centro sportivo `Astori´ è al momento inagibile per alcuni lavori). Il club viola ha diffuso l’elenco dei convocati a partire da domani e e fra questi figurano Mandragora, Bonaventura, Benassi, Cabral, Igor, Duncan, Ikone’, Maleh, Martinez Quarta, Saponara, Terracciano, Venuti, Sottil e Rosati che ha appena prolungato fino al 2023. Dal 9 luglio, prima della partenza per il ritiro di Moena (dal 10 al 24 luglio) si aggregheranno fra gli altri i nazionali Amrabat, Biraghi, Gonzalez, Zurkowski, Pulgar, Milenkovic e Dragowski, gli ultimi quattro tutti al centro di rumors di mercato destinati a lasciare la Fiorentina.
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TITOLO: Tamberi, perché si è separato dal papà-allenatore: risultati scarsi, tensioni e insulti
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OCCHIELLO: A undici giorni dal Mondiale l’atleta divorzia dal papà: «Ci pensavo da tempo, troppe diversità di vedute»
TESTO: Incomprensioni, autorità parentale contestata, dolore; sì, anche dolore. La simbiosi tra Marco e Gianmarco d’altronde nasce da un fatto che fa soffrire tutti in famiglia: la separazione tra Tamberi senior e la moglie Sabrina, ex saltatrice anche lei, anche lei allenata da Marco. Gimbo rimane ad Ancona a vivere con il padre; il fratello Gianluca, promessa del giavellotto, si trasferisce a Roma con la madre. È primatista italiano ma si è scontrato con il suo allenatore: Marco Tamberi. Sono dinamiche delicate, quelle tra consanguinei. Figuriamoci tra padre e figlio. Nell’appartamento di Ancona, nel 2012, la pentola a pressione che sobbolle a fuoco lento sui fornelli di casa Tamberi esplode. «Io tendo a impormi, lui non è arrendevole» riassume Marco la coppia che scoppia. Gimbo si ribella facendosi del male: esce fino a tardi la sera, si presenta in ritardo agli allenamenti, rischia di buttare via tutto il suo talento. Il primo parricidio avviene lì. Per sfuggire alla convivenza, il saltatore va a vivere da solo contro la volontà del padre che forse teme — inconsciamente — di perderne il controllo e, poi, l’amore. La carriera di Gimbo decolla.
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TITOLO: Napoli, dopo Insigne e Mertens altri 10 calciatori in partenza: Spalletti non sa chi trova al raduno
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OCCHIELLO: In cinque sono già andati via. In entrata dopo gli acquisti di Oliveira e Kvaratskhelia, trattative per Ostigard, Deulofeu
TESTO: Dov’è finito il Napoli? Che sembra fuori dai radar del mercato, dopo gli acquisti di Olivera e Kvaratskhelia, risalenti a più di un mese fa? Certo è che questa estate sancirà l’inizio di un nuovo ciclo che porterà molti calciatori a cambiare aria: a quattro giorni dal ritiro, sulla carta, sono già 12 i giocatori o andati già via (Insigne, Mertens, Ospina, Malcuit, Ghoulam) o comunque in lista di sbarco. Quasi una squadra intera: in partenza Tuanzebe, Demme, Ounas, Petagna, Politano e vanno valutate le situazioni di Fabian Ruiz e Koulibaly, entrambi in scadenza di contratto. Un momento decisivo, evidentemente, per il rinnovamento già annunciato dal presidente De Laurentiis e in qualche modo approvato dall’allenatore Spalletti. Rinnovamento o ridimensionamento?
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TITOLO: Binotto-Leclerc, dopo Silverstone rapporti tesi: «È stato sfortunato, ma ora deve calmarsi»
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OCCHIELLO: Leclerc con il volto spento dopo le strategie della Ferrari a Silverstone che hanno premiato Sainz. «Con quelle gomme non c’erano modo di difendermi»
TESTO: Non è il solo sfogo, anche la fidanzata Charlotte Siné è uscita allo scoperto con un chiarissimo «Non ci sono parole» («No words») in una storia su Instagram. Con un doppio pit-stop delle Ferrari probabilmente Leclerc avrebbe conservato la posizione e vinto, ma la mossa è stata scartata dal muretto. Perché? Risponde Binotto: «Il quarto posto di Charles è il frutto di circostanza esterne, se non fosse stato per la safety. .. Ha fatto una gara super, glielo ho detto come gli ho anche detto di calmarsi. Era impossibile effettuare una doppia sosta in contemporanea, non c’era abbastanza distanza fra le due vetture. Se lo avessimo fatto, chi stava dietro, Carlos, avrebbe perso posizioni». Insomma non se l’è sentita di sacrificare lo spagnolo a caccia della prima vittoria dopo la prima pole: «Charles era in testa, doveva mantenere la leadership altrimenti magari altri avrebbero continuato. Pensavamo poi che il degrado delle gomme sarebbe stato meno elevato». Sulla «ribellione» di Sainz non ha nulla da aggiungere: «Oggi è stato bravissimo».
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TITOLO: Rosati rinnova parlando «in corsivo» con la Fiorentina
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OCCHIELLO: Il portiere rimarrà in viola un'altra stagione. Lo annuncia su Instagram scimmiottando i video che impazzano su Tik Tok
TESTO: Rosati, 29 anni compiuti da poco, nato a Tivoli e ha iniziato a giocare nella squadra romana Lodigiani a livello di giovanili. Approdato al Lecce, ha vinto due scudetti primavera nel 2003 e 2004, debuttando anche in serie A il 13 febbraio 2005 in Lecce-Chievo 3-0. Sono seguite esperienze alla Sambenedettese e vari ritorni in giallorosso. Nel 2011 il passaggio al Napoli con cui gioca cinque partite a cavallo di due stagioni prima di essere ceduto in prestito prima al Sassuolo e poi, sempre in prestito, alla Fiorentina. Tra il 2015 e il 2018 ha indossato le maglie di Perugia e Torino.
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TITOLO: Basket, l'Italia batte l'Olanda: Pozzecco passa come primo nel girone
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OCCHIELLO: Nella seconda fase subito Ucraina o Georgia (24 agosto), solo in autunno la Spagna campione del mondo di Scariolo. Fontecchio top scorer
TESTO: Gli azzurri sono partiti a fionda (8 punti di fila di Fontecchio) e hanno sempre condotto il match (anche +16 il vantaggio) ma non hanno sfruttato alcune occasioni per «ucciderlo» (ecco la pecca, assieme alle 19 palle perse e qualche calo di tensione di troppo). L’Olanda è stata soprattutto il mattatore Franke (30), ma ha aggiunto la fisicità dei suoi lunghi. Però anche nei momenti in cui avrebbe potuto dare la svolta (ad esempio dopo essere risalita a -5: 41-46) è sempre incappata in una reazione italiana. Sontuoso Biligha nel segnare (5/5) e nel prendere rimbalzi (6), ottimo anche Polonara, prezioso capitan Datome (11, con tanta esperienza per dare equilibrio nelle fasi delicate) e decisiva la maturità di Spissu nel governare le operazioni sul ponte di comando.
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TITOLO: Milan, raduno: tra la folla dei tifosi spunta quello con la maglia (rossonera) di Radu
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OCCHIELLO: L’ironico messaggio al secondo portiere dell’Inter che, con il suo clamoroso errore a Bologna che costò la sconfitta ai nerazzurri, spalancò le porte alla vittoria dello scudetto rossonero
TESTO: Alle 11,02 di oggi il Milan è entrato sul campo esterno di Milanello per il primo allenamento della stagione (assenti molti nazionali). E tra alcuni cori in favore dei campioni di Italia, che dal 13 agosto (debutto a San Siro con l’Udinese alle 18,30) cercheranno di difendere lo scudetto vinto a Reggio Emilia il 22 maggio, è spuntato un tifoso con una maglia del Milan. Fin qui nulla di strano. Se non il numero, il 97, e il nome, Radu. Il secondo portiere dell’Inter, vicinissimo alla Cremonese, che il 27 aprile scorso ha dato, di fatto, una grossa mano alla squadra di Stefano Pioli (che ha poi avuto il merito di vincere le quattro restanti gare con Fiorentina, Verona, Atalanta e Sassuolo) con l’errore del Dall’Ara contro il Bologna. Un liscio inaspettato che regalò a Sansone il gol vittoria (2-1), nel recupero del match rinviato il 6 gennaio a causa di alcuni casi di Covid tra i rossoblù.
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TITOLO: F1, manifestanti a Silverstone, Hamilton li difende, Domenicali: «Stupidi». Sainz e Vettel a metà
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OCCHIELLO: Gli attivisti di «Just Stop Oil» entrati nel circuito durante il Gp di F1 hanno ricevuto il sostegno di Lewis. Critici Vettel e Sainz: «Appoggiamo la loro causa ma devono stare attenti, così si rischia troppo»
TESTO: Anche Vettel si è schierato dalla parte degli attivisti per quanto subito preoccupato per la sicurezza: «Penso che queste persone non agiscano per frustrazione, ma sono disperate e sono molto solidale con le loro paure e ansie. Certo, capisco e comprendo anche l'altro lato della cosa. Perché in pista poi vedi i commissari che cercano di impedire questo genere di cose. E chi manifesta mette a rischio molte persone: piloti, commissari. Quindi, ci sono due lati, ma penso che il messaggio fosse molto chiaro e, come ho detto, simpatizzo completamente con le loro paure e ansie». Più critico il vincitore di Silverstone Carlos Sainz: «Non credo che saltare in una pista di F1 sia il modo migliore per manifestare. Si mettono a rischio molte vite. Appoggio la causa, ma loro devono stare più attenti perché potrebbero causare un incidente».
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TITOLO: Ferrari e Leclerc, Terruzzi: «Fossi Charles mi chiederei: ma cosa posso fare di più?»
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OCCHIELLO: L’errore, se di errore si può parlare dopo una vittoria, non ha riguardato tanto il pit stop mancato da Charles, ma il mantenimento delle posizioni. I meriti di Leclerc dovrebbero pesare di più
TESTO: I motivi stanno nelle evidenze agonistiche, non altrove. Dunque, se fossi Leclerc mi domanderei cosa diavolo dovrei o potrei fare di meglio e di più per piazzarmi in una posizione di assoluta dominanza dentro la Ferrari. Ben sapendo che nessuno, nella squadra, ha dubbi in proposito; che mai e poi mai qualcuno abbia pensato di penalizzarlo. Per questo l’errore, se di errore si può parlare dopo una vittoria, non ha riguardato il pit stop mancato sotto safety car ma il mantenimento delle posizioni a centro corsa quando Charles avrebbe potuto allungare su Hamilton, a differenza di Sainz. Rendendo più agevole, eventualmente, una doppia sosta. Sì, certo, lo spagnolo stava cercando la prima vittoria. Ma sulla bilancia di Maranello i meriti di Leclerc dovrebbero pesare al punto da rendere irrilevante persino il sogno legittimo e guadagnato della sua spalla.
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TITOLO: Milan raduno, Maldini allo scoperto: «Vogliamo lo scudetto»
DATA:
OCCHIELLO: Si ritrovano i campioni d’Italia a Milanello, club al lavoro sul mercato. Gazidis: «Pronti e ambiziosi». Primo test a Colonia il 16: attesa per Adli e Pobega. Sanches, ritorno di fiamma
TESTO: L’altra riflessione riguarda invece proprio la dichiarazione pubblica dell’obiettivo stagionale: la crescita di questo Milan, inteso non solo come squadra ma proprio come ambiente, come gruppo di lavoro, come societ, come azienda, sta anche in questa nuova consapevolezza. Non presunzione, non uno slogan vuoto, ma chiarezza di idee. Dopo lo scudetto conquistato con merito e contro i pronostici, il Diavolo non si vuole nascondere. Ed giusto cos. La missione non sar semplice, perch se vincere l’anno scorso stato difficile stavolta lo sar senz’altro di pi, ma giusto partire puntando in alto. L’ha spiegato bene Stefano Pioli: Dobbiamo ricreare la magia. Riaccendendo subito quell’entusiasmo che stato il vero segreto dell’impresa tricolore, sapendo che anche stavolta le favorite saranno altre.
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TITOLO: Il Royal Box di Wimbledon, come funziona: gli inchini, il dress code, gli ospiti. Hamilton rimase fuori
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OCCHIELLO: In questi 100 anni di campo centrale, sono state invitate famiglie reali britanniche e straniere, capi di governo, leggende del tennis, partner commerciali, forze armate britanniche
TESTO: Sabato e domenica prossimi, giorni delle finali di Wimbledon, prima dell’ingresso dei giocatori e delle giocatrici o tra un cambio di campo e l’altro, gli obiettivi dei fotografi non potranno che andare lì, nel Royal Box di Wimbledon. E chissà chi ci sarà: in questi 100 anni di campo centrale, sono state invitate famiglie reali britanniche e straniere, capi di governo, leggende del tennis, partner commerciali, forze armate britanniche, comunque very important people, e lo stesso accadrà in questa edizione che vede ancora in corsa l’azzurro Jannik Sinner, impegnato martedì 5 luglio contro Novak Djokovic.
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TITOLO: Palermo, inizia l’era City Football Group: «Obiettivo Serie A»
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OCCHIELLO: L’annuncio di Soriano. Emozionato Mirri. «Ho dato tutto per il Palermo e oggi sono felice di aver dato il massimo che potevo»
TESTO: E Ferran Soriano, rappresentante della holding City Football Group: «Il Palermo adesso fa parte di una nuova famiglia - dice -. Noi siamo qua per aiutare dal punto di vista finanziario, tecnologico e portiamo il nostro know-how. Il City Football Group deterrà l’80% del club, il restante 20% sarà di Mirri che resterà presidente». L’obiettivo è la serie A. «Andiamo step by step: il primo passo è consolidarsi in serie B, ma l’obiettivo chiaramente è la serie A. Quest’anno vogliamo stare in serie B ma se riuscissimo a fare il salto subito nella massima serie sarebbe anche meglio, con un business plan solido potremmo garantire al Palermo una certezza economico-finanziaria per 25 anni. Stiamo lavorando per garantire al club infrastrutture, come per gli altri club. Ci sono tifosi rosanero in tutto il mondo e noi vogliamo portare il Palermo nel mondo. Ogni club della nostra galassia è diverso, il Palermo fa parte oggi di una nuova famiglia solida. Negli ultimi 18 mesi abbiamo vinto il campionato in cinque massime divisioni, in B abbiamo vinto in due paesi -prosegue Soriano -. Arriviamo qui con forza, ma anche con umiltà. Il livello della Serie B è molto alto, sarà una questione di passione, lavoro, intelligenza e pazienza. Questo è quello che farà la famiglia del City. Il nostro sogno è la Serie A, questo è l’obiettivo, un obiettivo ambizioso. Siamo felici di essere qui. Guardiola mi ha chiesto se c’è il sole a Palermo, a parte la battuta. Guardiola sa tutto, oggi il Palermo avrà un’esposizione mondiale e non è da escludere che organizzeremo qualche amichevole di lusso oppure che si alleni a Manchester nel nostro centro sportivo. L’impegno con Mirri è stato preso della promozione in Serie B, ma vedere lo stadio pieno nel playoff è stato impressionante. Il Palermo nel mondo del calcio è una grande squadra. Negli ultimi 10 anni il Palermo ha cambiato 28 allenatori così non si può lavorare. Servono stabilità tecnica e finanziariia».
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TITOLO: Bari, inizia la nuova stagione. Mignani: «Pronti per ripartire, c’è entusiasmo»
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OCCHIELLO: Il tecnico dei biancorossi in conferenza stampa: «Uno degli obiettivi è ringiovanire la squadra, abbiamo grandi ambizioni». Di Cesare rinnova fino al 2023
TESTO: La stagione 2022-23 del Bari, tornato in Serie B dopo quattro anni, è cominciata nel primo pomeriggio del 4 luglio. A presentarla in conferenza stampa il tecnico, Michele Mignani, fresco di rinnovo contrattuale fino al 2024: «Siamo in costruzione, lavoriamo per allestire una squadra forte. Piano piano capiremo la nostra dimensione», ha detto. «I primi acquisti sono Dorval e Bosisio: una delle priorità - aggiunge l’allenatore - era ringiovanire la squadra, anche per questioni regolamentari. Il ds Polito sta lavorando su ragazzi di prospettiva che abbiamo seguito durante l’anno. Poi faremo le nostre valutazioni». Tra tre giorni la squadra partirà per Roccaraso per svolgere il ritiro pre campionato, che durerà fino al 23 luglio. Mignani si è poi soffermato proprio sul rinnovo: «È stato voluto dal ds Ciro Polito. Lo ringrazio e ringrazio la società: siamo qui per un progetto a lunga scadenza», chiarisce.
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TITOLO: Cristiano Ronaldo: lo strappo con lo United e le voci di un suo possibile sbarco al Barcellona
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OCCHIELLO: Niente allenamento con Ten Hag, Cristiano è ancora in Portogallo. Vuole la Champions, ma il suo ingaggio spaventa ancora. Tante le voci sulle squadre interessate, tra cui quella clamorosa dei blaugrana
TESTO: Si ricomincia. Oggi come un anno fa: Cristiano Ronaldo pensa di voler cambiare. E lo fa senza dire una parola, ma con i fatti che, per uno come lui, pesano come macigni. Facciamo un rapido resoconto: la stagione al Manchester United non è come quella che si aspettava. Era partito lo scorso agosto dalla Juventus con uno slogan: «Torno a casa». Maglia numero 7, tante aspettative. E invece non è andata proprio benissimo. Con Solskjaer prima e con Rangnick poi, Cristiano ha faticato a trovare il giusto feeling. Si intestardisce, prova a incidere ma gli riesce meno di quello che vorrebbe (e potrebbe). I gol non sono mai pochi in assoluto: 18 in 30 partite di Premier; 6 in 7 gare di Champions. Ma se pensiamo a Ronaldo, qualcosa stona sempre: durante il campionato non è andato in gol per 5 volte consecutive, e anche in questa stagione a tratti ha giocato più per se stesso che per la squadra. Insomma, bello da vedere, ma non sempre. E se si aggiunge che alla fine il Manchester non ha raggiunto la Champions League, la questione si complica ancora di più.
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TITOLO: Marcello Lippi: «Mia moglie? Quando l’ho conosciuta ho fatto una figuraccia. Tutti mi conoscono per il Mondiale 2006, anche se con la Juve ho vinto tanto»
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OCCHIELLO: L'ex c.t. campione del mondo si racconta: «Quando conobbi mia moglie stavo facendo lo scemo e abbracciavo un'altra. Il presidente cinese Xi Jinping mi mandava i complimenti attraverso i ministri»
TESTO: - Serie A; - Milan; - Calendario e risultati Serie A; - Inter; - Classifica Serie A; - Juventus; - Risultati live; - Roma; - Champions League; - Lazio; - Europa League; - Napoli; - Coppa Italia; - Atalanta; - Nations League; - Olimpiadi 2020;- Serie B; - Olimpiadi Invernali 2022;- Europei 2020;- Mondiali 2022;- Calciomercato; - Tennis; - Formula 1;- Calendario Gare Formula 1;- MotoGP; - Calendario Gare Moto GP; - Classifica Piloti e Costruttori F1;- Classifica Piloti e Costruttori; - Ciclismo; - Triathlon;
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TITOLO: Sconcerti su Italia-Brasile al Mondiale 1982: Paolo Rossi, Brera e il giuramento. Vinsero i migliori
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OCCHIELLO: Paolo Rossi era il grande imputato di un’Italia criticata, ma alla vigilia disse: «Se domani segno, ricomincio a vivere dentro il miracolo». Brera dovette partecipare alla processione dei battenti a San Zenone Po
TESTO: Al Brasile bastava un pari, a noi no. È possibile che questa sia stata la nostra fortuna. Non ricordo se giocammo bene. Dopo il primo gol di Paolo passai i minuti ad offendere il tempo che non passava. Era tardo pomeriggio, allora si dettava in diretta, io al telefono e dall’altra parte una signora paziente che registrava. Penso spesso che la vera innocenza del mio mestiere per la sua scarsa proprietà letteraria, nasca dalla necessità di avere sempre fretta, non c’era nessun modo di riflettere. Comunque Gentile marcò Zico, Oriali dava una mano su Eder e Conti era il regista laterale. Nel mezzo Tardelli prendeva ogni metro come cercasse una meta e Antognoni era forse, nel suo ruolo, il migliore del Mondiale, anche se noi lo ignoravamo. Il Brasile pareggiò, una volta, due volte, eravamo continuamente dentro e fuori. Era epica pura, ma non lo sapevamo. Soffrivamo e basta. C’era partita, ma il Brasile esagerava. Oggi sul 2-2, forse avrebbe spento il gioco palleggiando, i mezzi giusti li aveva. Ma scelsero di voler vincere. E un ragazzo sottile, ormai oltre il miracolo, segnò anche il terzo gol. Eravamo di nuovo in semifinale, restava solo una lunga coda. Antognoni segnò il quarto, ma l’israeliano Klein annullò per un fuorigioco che non c’era. Protestammo a lungo. Non sapevamo che il figlio di Klein era in guerra in Libano e da giorni non dava notizie di sé. Il giorno prima Klein aveva chiesto ad Artemio Franchi, presidente della commissione arbitrale, di non fargli dirigere la partita. Non aveva la tranquillità corretta. Poi la mattina dopo arrivò un messaggio dal Libano: papà sono vivo, arbitra.
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TITOLO: Caos Lazio: tensione Tare-Lotito, Sarri diserta la presentazione delle nuove maglie
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OCCHIELLO: Con la nuova stagione alle porte, i biancocelesti devono far fronte a una situazione potenzialmente complicata
TESTO: Il tutto è nato dall’evento di presentazione delle magliette per la stagione 2022/2023. Presenti ovviamente anche i massimi esponenti della dirigenza, che a fine serata è stata immortalata nel mezzo di una discussione accesa. Da semplici immagini si può solo provare a dedurre, ma le voci di una crisi tra il presidente della Lazio e il suo braccio destro si fanno sempre più insistenti. Tra i motivi che hanno portato alle incomprensioni, ci sarebbe anche la volontà di Lotito di portare in società Fabiani, ex direttore sportivo della Salernitana. Un ingresso di cui Tare non sarebbe entusiasta. Ecco dunque che il quadro inizia a prendere forma. Dopo tanti anni di coesistenza, non sembra più esserci l’unità di intenti dimostrata nelle scorse stagioni e alcune voci vorrebbero addirittura un addio del ds a fine stagione. E, in tutto questo, alla presentazione delle maglie non si è visto nemmeno Maurizio Sarri. Il motivo è da trovare nell’imminente partenza per il ritiro a cui l’allenatore si sta preparando. Ipotizzare una crisi tra Sarri e la società, a poche settimane dal rinnovo, è difficile. Di certo, però, c’è che la Lazio non ha ancora un portiere titolare e l’allenatore avrà bisogno di altri innesti. Per essere competitivi in zona Champions, serve qualcosa di più.
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TITOLO: Il Torino riparte, Juric crede nel mercato. L'11 luglio la partenza per l'Austria
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OCCHIELLO: Giorni caldi tra ingressi e uscite, da Bremer corteggiato dall’Inter ai contatti per Maggiore, Barrow e Djuricic
TESTO: Presente Ivan Juric. E anche Gleison Bremer, in attesa di novità dal mercato. Sono infatti giorni caldi per il 25enne brasiliano, miglior difensore dell’ultima serie A: l’Inter è pronta a presentare un assegno da 30 milioni di euro. Fra i «titolari», subito in campo Armando Izzo, Wilfried Singo, Mergim Vojvoda, Koffi Djidji, Alessandro Buongiorno e Antonio Sanabria. Occhio poi a Simone Verdi, che potrebbe avere un’altra chance dopo l’ottima stagione a Salerno. E restando sempre sulla trequarti, Demba Seck ha anticipato il suo rientro a Torino. Intanto, Brian Bayeye ha svolto le visite mediche e di fatto è già agli ordini di Juric: il classe 2000 proveniente dal Catanzaro punta a guadagnare un posto nella rosa degli esterni, dove Singo, Vojvoda e Aina sembrano oggi intoccabili.
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TITOLO: Sinner-Djokovic a Wimbledon: il piano di Jannik per batterlo
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OCCHIELLO: Sinner contro il campione in carica Djokovic: deve pensare il meno possibile, scordarsi il passato e inventarsi una trama. Ma sul Centrale Nole non perde dal 2013
TESTO: Ma come si batte Djokovic sul centrale di Wimbledon, il luogo dell’anima dove lo spirito della Santissima Trinità non perde dal lontano 2013 (finale con Murray)? «Tenendo il più possibile in mano l’iniziativa come con Alcaraz, a cui ha tolto il tempo — risponde Simone Vagnozzi, il coach che a febbraio ha sostituito, per volere di Jannik, Riccardo Piatti —. Continuando a servire bene anche la seconda palla, di cui ha aumentato velocità e varietà per rendersi più imprevedibile, e a rispondere alla grande: è un colpo che già sapeva eseguire bene, sull’erba ha raggiunto un ottimo timing».
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TITOLO: Sinner-Djokovic, dove vedere in tv il quarto di finale di Wimbledon
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OCCHIELLO: Jannik torna oggi in campo dopo la straordinaria vittoria negli ottavi su Alcaraz e sfida il migliore al mondo, sei volte vincitore a Londra e imbattuto su questi campi dal 2017. Ecco come seguirlo in tv e in streaming
TESTO: Già a Melbourne quest’anno, e prima ancora al Roland Garros nel 2020, Sinner era arrivato tra i migliori otto di uno Slam. Ma a Wimbledon prima di quest’anno non aveva mai vinto un solo match. Anche per questo alla vigilia, pur presentandosi a Londra da n° 10 del seeding dove Djokovic è il numero 1, aveva fissato come obiettivo del torneo il passaggio del primo turno. La mancata partecipazione ai tornei sull’erba che precedono lo Slam londinese non lo aveva certo aiutato. Ma poi, nel corso della prima settimana, match dopo match, Sinner ha saputo gradualmente e rapidamente adattarsi ai prati di Church Road. La svolta è arrivata nel terzo turno contro lo statunitense John Isner, reduce da 90 ace nei primi due incontri. Sinner sapeva che decisivo si sarebbe rivelato l’aspetto mentale, ovvero resistere, pur restando nel match, a quei lunghi momenti in cui il servizio dello statunitense non gli avrebbe consentito di giocare. Un esame brillantemente superato, visto che Jannik ha liquidato in tre set l’avversario già semifinalista a Wimbledon nel 2018. La stessa solidità l’ha poi dimostrata al debutto sul Centre Court contro Alcaraz, partita in cui Sinner ha impressionato non solo per l’efficacia della risposta o per le difese a fondocampo, ma soprattutto per la forza mentale. Ora la sfida delle sfide: affrontare il migliore nel campo più mitico del mondo. Non c’è da tremare, ma da giocarsela con la testa libera. Jannik è pronto.
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TITOLO: Tour de France, Van Aert vince la 4° tappa: trionfa la maglia gialla
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OCCHIELLO: Il fenomeno belga ha staccato a 10 km dal traguardo sulla Cote du cap Blanch
TESTO: Trasformare una tappa bella ma sulla carta prevedibile in un capolavoro tattico e atletico degno di entrare nei libri di storia del ciclismo. C’è riuscito indossando la maglia gialla (fatto rarissimo) Wout Van Aert, il fenomeno belga, vincendo la Dunkerque-Calais (quarta frazione del Tour 109) con un’azione pazzesca sulla Cote du Cap Blanch, a 10,8 chilometri dal traguardo. Dopo due secondi posti, WVA ha seminato il panico su quella che era poco più di una collinetta, supportato dai compagni della Jumbo-Visma che ha visto solo un Primoz Roglic un po in affanno. Momenti di panico per Tadej Pogacar (mai nei suoi due Tour de France lo sloveno aveva reagito così lentamente ad un attacco), che ha perso l’attimo prima di riprendere il controllo del gruppo, cosa che non hanno fatto Thomas e Yates che però non sono stati in grado di tenere il ritmo mostruoso del belga in allungo.
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TITOLO: Inter, Marotta: «Dybala? Era un’occasione, ma siamo a posto così»
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OCCHIELLO: L’ad dei nerazzurri in conferenza stampa: «Resta l’affetto per il giocatore. Il calcio sta cambiando, bisogna contenere i costi»
TESTO: Un’occasione, un giocatore per il quale c’è grande affetto. Non più, però, un obiettivo di mercato. Almeno per il momento. Nella conferenza stampa di inizio stagione, Beppe Marotta ha fatto il punto sulla situazione in casa Inter, parlando anche dell’interesse per Paulo Dybala. Un interesse dichiarato, manifestato apertamente con l’incontro tra la dirigenza nerazzurra e l’entourage dell’argentino di qualche settimana fa. Adesso, però, la situazione è cambiata. Perché a Milano è tornato Romelu Lukaku, affare che ha richiesto accentrato tutte le attenzioni della dirigenza. Perché Lautaro non è in vendita e Dzeko, Correa e Sanchez sono ancora parte dell’organico a disposizione di Simone Inzaghi. Ecco perché, nel fare il punto sulla situazione, l’ad nerazzurro si è espresso così: «Dybala rappresenta e rappresentava una opportunità ma nel settore offensivo siamo a posto».
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TITOLO: Binotto-Leclerc, da dove nasce la tensione. Le strategie sbagliate a Montecarlo, il caso di Silverstone
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OCCHIELLO: Il team principal continua a difendere le scelte tattiche che hanno portato alla vittoria Sainz con Charles quarto. La discussione è il culmine di un periodo di frizioni
TESTO: Il monegasco ancora prima di guidare in Inghilterra aveva detto: «Spero in un fine settimana liscio, non me ne capita uno da Miami». La tappa britannica invece ha allungato la lista di grane, ultimamente tutto gli è girato a sfavore. Il ragazzo prodigio, allevato dall’Academy, sul quale la Ferrari diceva di puntare per riaprire un ciclo vincente. Ma vale ancora? La fiducia nella squadra rischia di incrinarsi dopo episodi così, i rapporti fra Leclerc e Binotto sono freddi ormai da un po’. Differenze di carattere e di visione, attriti sulla gestione. La discussione di domenica fra i due è la punta dell’iceberg di un periodo teso. Ma Leclerc ha un contratto fino al 2024, e anche se volesse guardarsi intorno ogni sedile è occupato: la Red Bull ruota intorno a Max, la Mercedes ha scelto George Russell come erede di Lewis Hamilton.
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TITOLO: Mercato Serie A: Juventus per Zaniolo servono 50 milioni. Milan, 30 per De Ketelaere
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OCCHIELLO: Zaniolo dribbla i tifosi della Roma e aspetta l’offerta. Il Milan rinnova anche il contratto a Ibrahimovic. In casa Lazio scintille fra Tare e Lotito, ma il club smentisce
TESTO: Roma non far la stupida stasera, o almeno placati. Cominciamo da Trigoria, dove ieri si è presentato per il raduno il giovane talento, croce e delizia di Mourinho. Il centrocampista, oggetto di trattativa con la Juventus, è arrivato al centro sportivo in macchina con il padre, sgommando alla vista di un gruppetto di tifosi (che non gli hanno risparmiato qualche insulto). All’uscita, davanti alle suppliche di non vestirsi in futuro da bianconero, non ha fatto un plissé. Il suo agente Claudio Vigorelli — rientrato dall’Olanda per la trattativa con il Feyenoord per Gnonto — ha avuto nuovi contatti con Tiago Pinto al quale ha spiegato che l’interesse dei bianconeri è reale ma non tale da produrre un’offerta a breve.
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TITOLO: L’Inter può vincere anche senza Dybala. La nuova strategia di Marotta e Inzaghi per lo scudetto
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OCCHIELLO: L’argentino resta un obiettivo di mercato anche se non facile. Il tecnico: «Non ci nascondiamo anche se il Milan parte favorito»
TESTO: Quanto basta per pensare solo al dolce e non pi all’agrodolce, anche se questo strano sapore lasciato dallo scudetto perso in volata crea senz’altro la fame giusta, quella per fare un ulteriore passo, alzare molto l’asticella (sempre Marotta) ovvero vincere il campionato, perch le due coppe nazionali l’Inter le ha portate a casa, lasciando la Juve senza trofei dopo dieci anni. Scudetto perso dall’Inter? Non lo so — chiosa Inzaghi, con un ghigno abbastanza eloquente — so che siamo molto orgogliosi di quanto fatto e cercheremo di migliorarci: siamo l’Inter e abbiamo il dovere di vincere. Non si deve aver paura di perdere, ma coraggio di vincere rilancia Marotta, che fa un altro inciso importante: Non dobbiamo farci spaventare da una parola quasi abusata e cio sostenibilit finanziaria: necessaria per dare continuit al club ma non vuol dire non essere competitivo.
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TITOLO: La guida agli Europei femminili di calcio 2022
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OCCHIELLO: Il torneo si aprirà questa sera a Old Trafford con Inghilterra-Austria. Alexia Putellas infortunata. Azzurre in girone con Francia, Islanda e Belgio. Gama e compagne puntano a diventare la mina vagante della fase a eliminazione diretta
TESTO: Obiettivo delle ragazze della c. t. Milena Bertolini, auspicabilmente galvanizzate dallo storico passaggio al professionismo scattato venerdì, replicare quanto fatto ai Mondiali francesi del 2019: superare il primo turno e tentare di giocare poi un ruolo da mina vagante nella fase a eliminazione diretta (che si aprirà con i quarti di finale, ai quali avranno accesso le prime e le seconde dei quattro gironi). Fondamentali da questo punto di vista saranno le partite contro Islanda e Belgio, entrambe al di sotto della nostra selezione nel ranking Fifa. Qualificatasi alla competizione senza passare dai temuti spareggi, la squadra potrà contare sul collaudato blocco juventino formato dalle campionesse d’Italia Sara Gama (capitano), Lisa Boattin, Valentina Cernoia, Martina Rosucci, Arianna Caruso, Cristiana Girelli e Barbara Bonansea. Imprescindibili per ben figurare saranno tuttavia anche i gol dell’attaccante di proprietà del Milan Valentina Giacinti e quelli della capocannoniera dell’ultima Serie A Daniela Sabatino – la più esperta della rosa con i suoi 37 anni –, chiamata a incidere subentrando a gara in corso.
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TITOLO: Mancini-Milan, chi è l'attaccante del Vicenza cercato anche dal Liverpool
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OCCHIELLO: I rossoneri hanno incontrato il padre e il procuratore del 17enne centravanti cercato da moltissime squadre italiane e straniere
TESTO: Lo sa bene anche lui. Per questo nell’estate del 2020 ha detto no al Liverpool di Klopp, che lo avrebbe portato volentieri in Inghilterra. Ma a sedici anni appena compiuti era troppo presto. C’era il terzo anno di Liceo da cominciare e poi Vicenza è sempre stata casa sua, resa ancora più solida dalla competenza dei dirigenti che gli sono stati vicini fin da subito: «Secondo me Tommaso non è un fenomeno in campo, non ha poi tutto questo talento. A fare la differenza è il suo modo di vivere», disse di lui il padre Danilo. E che non si monti la testa, come spesso si è raccomandato. Il Vicenza nel frattempo è sceso in serie C dopo la retrocessione dell’ultima stagione. Baggio lo lasciò a 18 anni, destinazione Firenze. Tommaso potrebbe imitarlo, ma con vista su Milano.
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TITOLO: Nick Kyrgios in semifinale a Wimbledon: droghe, alcool, la nuova dieta, la denuncia dell’ex fidanzata, chi è il bad boy del tennis
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OCCHIELLO: L’australiano ha battuto nei quarti Garin ed è arrivato per la prima volta in carriera in una semifinale di un torneo dello Slam
TESTO: È in semifinale in uno Slam per la prima volta in carriera. Il bad boy del tennis (ma lo è per davvero o è tutta scena? ), Nick Kyrgios da Canberra, ha battuto nei quarti di finale di Wimbledon — il torneo che lo ha lanciato otto anni fa — il cileno Cristian Garin in tre set (6-4, 6-3, 7-6). E ora viene il bello, la semifinale contro Rafa Nadal che, pur acciaccato, ha battuto l’americano Fritz. Kyrgios, l’uomo che serve a oltre 200 km/h oppure da sotto, che ha litigato con tanti colleghi, che dagli stessi dice di essere stimato. Ha 27 anni ma ne è già combinate di tutti i colori.
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TITOLO: Wimbledon e l’allenatore che ha preso 27 yogurt, gli organizzatori: «Non esagerate col cibo»
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OCCHIELLO: Il torneo mette a disposizione 90 sterline al giorno per il cibo dei giocatori e 45 per i coach: ma un allenatore si è portato via 27 confezioni di yogurt. L’email di richiamo: «Siate giudiziosi, non esagerate»
TESTO: Dal 1877 a oggi, in 145 gloriosi anni di storia, Wimbledon credeva di averle viste — più o meno — tutte. Ma il coach di un giocatore che infila nello zaino 27 confezioni di yogurt, trafugate dal ristorante dei giocatori, e poi si dà alla macchia è riuscito a far rimanere a bocca aperta gli organizzatori. Nell’Inghilterra delle regole (non ne esistono solo in fatto di pandemia: qui le mascherine sono un reperto archeologico), nel circolo delle tradizioni, anche la ristorazione di Wimbledon ha i suoi canoni: 90 sterline al giorno per i giocatori, 45 per i coach, sono il budget quotidiano che ogni componente del cast dei tabelloni ha a disposizione. La somma viene caricata elettronicamente nel badge, da scalare a ogni pasto. Con l’inflazione galoppante e i prezzi in ascesa, complici pandemia, guerra e Brexit (l’amatissimo Pimms è passato da 8,30 a 9,45 sterline al bicchiere), gli organizzatori del torneo più prestigioso del mondo pensavano di aver soddisfatto la fame dei protagonisti.
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TITOLO: Rafael Nadal, così ha vinto a Wimbledon su Fritz disobbedendo al padre
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OCCHIELLO: Nonostante un infortunio agli addominali, con il padre Sebastià che si sbraccia dalla tribuna e gli intima di ritirarsi, il campione spagnolo continua la partita e batte l’americano Taylor Fritz
TESTO: Già questo gesto pare un racconto epico. Oltretutto Fritz è lo stesso giocatore con cui quest’anno Nadal ha giocato (e perso) la finale di Indian Wells — un Master 1000, un torneo importante — con una costola rotta. Ma la cosa più incredibile, o più epica se preferite, è che questo match invece Nadal lo vince. Cioè vince, al tie-break del quinto set, una partita che chiunque altro non avrebbe neppure giocato. A interrompere l’epica, va detto che Nadal non ha vinto solo di cuore, tantomeno di muscoli. Ha vinto grazie alla sua intelligenza superiore. Non potendo servire al massimo, e neppure smashare (lui che ha sbagliato l’ultimo smash al tempo del governo Monti), ha impostato una partita tutta testa, cercando sempre il rovescio dell’avversario, aprendosi il campo per chiudere con il dritto, oppure chiamandolo a rete con la palla corta: a un certo punto tre di fila, tutte vincenti. Va da sé che il povero Fritz non ci ha capito più nulla, e cercava con occhi disperati l’aiuto del suo clan, che si prodigava in gesti opposti a quelli di Sebastià Nadal: resta lì, resisti, non mollare. Il tie-break poi è stato un capolavoro tattico, 10 a 4 (per vincere il tie-break del quinto set bisogna fare dieci punti), un dominio mentale assoluto.
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TITOLO: Igli Tare, chi è: Lotito, la Lazio, Inzaghi, le minacce di morte al figlio, Guardiola, le plusvalenze
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OCCHIELLO: Dopo 13 anni da ds del club biancoceleste la storia dell'ex centravanti albanese sembra agli sgoccioli: l'ultima lite col presidente lo testimonia. Una carriera iniziata fra lo scetticismo generale che ha poi prodotto tanti affari e qualche critica. Ecco la sua storia
TESTO: Non si respira un’aria felice in casa Lazio quest’estate e la cosa è appare strana visto che la forza del club in questi anni è stata proprio la solidità della struttura societaria. La coppia composta dal d. s. Igli Tare e dal presidente Claudio Lotito ha lavorato in sinergia stagione dopo stagione, riuscendo a costruire squadre competitive senza spese esorbitanti. Qualcosa, però, sembra scricchiolare nel rapporto tra i due e, dopo 13 anni fianco a fianco, le voci su una crisi tra i due si fanno insistenti. Il tutto è nato dall’evento di presentazione delle magliette per la stagione 2022-2023 di lunedì 4 luglio. Tare e Lotito sono stati immortalati in piazza del Popolo a Roma nel mezzo di una discussione accesa (poi smentita dalla Lazio il giorno dopo). Già criticato per certi acquisti sbagliati e per la difficoltà a liquidare i numerosi esuberi della rosa, la goccia che ha fatto traboccare il vaso per Tare sarebbe stata la volontà di Lotito di portare in società Angelo Fabiani, ex direttore sportivo della Salernitana. Un ingresso di cui Tare — eufemismo — non sarebbe entusiasta, vedendovi un principio di ridimensionamento del proprio ruolo. La situazione resta complessa, e Tare, con solo un anno ancora di contratto, potrebbe anche lasciare il club.
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TITOLO: Kessie al Barcellona e gli sfottò social: «Non ha voglia»
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OCCHIELLO: In uno dei video condivisi sui social dal club lo si vede camminare a passo lento e con il capo chino a fianco al presidente Laporta. I commenti dei tifosi: «Sognava di giocare con il Barça? Non sembra»
TESTO: In realtà, poi, l’ivoriano ha rubato la scena: «Il mio sogno è fare una carriera come quella di Yaya Touré (suo connazionale, ndr). Voglio mostrare le cose che sono capace di fare e prendere finalmente contatto con i miei compagni di squadra e lo staff tecnico. Voglio davvero iniziare ad allenarmi». Kessie ha firmato con i blaugrana un contratto fino al 30 giugno 2026, un accordo messo in cassaforte con una clausola rescissoria da 500 milioni di euro. In blaugrana percepirà uno stipendio di 6,5 milioni di euro netti a stagione: «Io gioco dove mister Xavi mi dirà di giocare. Ho parlato con Ibrahimovic e mi ha detto che mi troverò bene e di lavorare», ha concluso Kessie. Che adesso è pronto a iniziare una nuova avventura. E i tifosi del Milan temono di rimpiangerlo.
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TITOLO: Sinner, perché dalla partita con Djokovic uscirà più forte e sicuro
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OCCHIELLO: Jannik Sinner cede al campione in carica dopo essere stato avanti due set a zero, ma incassa le lodi del rivale. E assicura: «Il mio successo è stato costringerlo a migliorare »
TESTO: Djokovic-Sinner, quarto di finale di Wimbledon 2022, è stato — anche — la sintesi delle ultime tre stagioni pandemiche del serbo, un’altalena di alti e bassi e tornei on/off, conseguenza della corrente alternata del suo tennis no-vax: il rifiuto a vaccinarsi lo costringe a giocare poco, troppo poco e senza continuità. Però è pur sempre il Djoker, accidenti. La sosta in bagno con quella sbirciatina allo specchio gli ha permesso di recuperare il ricordo di sé mentre Sinner, dopo due set mostruosi, ha avuto un umano calo di tensione, le percentuali al servizio sono scese, la risposta (miglioratissima) al miglior ribattitore del circuito ha fatto meno male. «Sapevo che Novak si sarebbe inventato qualcosa, ho cercato di essere pronto, però lui il centrale di Wimbledon lo conosce bene, queste situazioni le ha vissute tante volte, i migliori hanno questa capacità di cambiare il match in un attimo: io devo imparare».
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TITOLO: Ferrari Hypercar, la foto nuova verso Le Mans 2023
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OCCHIELLO: Ha esordito questa mattina a Fiorano la vettura, in versione camouflage, con cui la Scuderia di Maranello tornerà dall’anno prossimo nel Mondiale Endurance
TESTO: «È un momento davvero emozionante, atteso con trepidazione tanto dalle persone che hanno lavorato a questo progetto quanto dagli appassionati della nostra casa», le parole di Antonello Coletta, numero uno attività sportive GT Ferrari. «Poter toccare con mano il frutto di tanti mesi di lavoro, progettazione, simulazioni, ci regala nuove energie e nuovi stimoli. Siamo orgogliosi del risultato che abbiamo ottenuto e, nonostante la mascheratura che caratterizzerà la LMH durante i test nasconda i volumi e lo stile della vettura, credo sia innegabilmente riconoscibile come una Ferrari».
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TITOLO: Il Bayern denuncia: «Il Barcellona può sparire in due anni. Troppi debiti». E blocca Lewandowski
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OCCHIELLO: La rivelazione su Twitter di un giornalista della Süddeutsche Zeitung illustra tutti i dubbi del Bayern sulla capacità del club catalano di effettuare l'intero pagamento del centravanti. Per questo i tedeschi non vogliono rateizzare
TESTO: Non è un buon periodo, finanziariamente parlando, per il Barcellona. Una crisi così forte che spaventa anche gli altri club europei che stanno facendo affari con i blaugrana. Tra questi, in cima alla lista, c'è il Bayern Monaco. A maggio Lewandowski ha deciso di dire addio al club bavarese perché desideroso di vestire la maglia pregiata dei catalani. Che però, appunto, non navigano proprio nell'oro e così il matrimonio fatica a essere celebrato. L'ultima offerta da 40 milioni di euro più bonus da parte del Barcellona non convince ancora il Bayern Monaco, anche se i contatti tra le parti vanno avanti. Ma i bavaresi non sarebbero per niente tranquilli della situazione economica precaria dei blaugrana. E adesso il club tedesco è disposto a trattare solo a fronte di un'offerta che gli permetta di incassare tutta l'intera cifra pattuita in un'unica operazione. In sostanza, il Bayern chiede i soldi in anticipo senza rateizzazione proprio perché pensa che il Barcellona andrà in rovina a causa della sua terrificante situazione finanziaria che potrebbe impedirgli di non pagare tutta la cifra.
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TITOLO: Zhou e l’incidente a Silverstone: «Salvo grazie all’Halo: ricordo tutto, aspettavo l’impatto»
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OCCHIELLO: Il pilota cinese salvo dopo che la sua Alfa Romeo a Silverstone si è capottata ed è decollata in piena velocità: «Sono sempre stato cosciente. Ma ora sto bene e correrò la prossima gara»
TESTO: Zhou Guanyu è sopravvissuto a un incidente spaventoso a Silverstone domenica 3 luglio, al via del Gp della Gran Bretagna vinto dal ferrarista Sainz. Momenti spaventosi che il 23enne pilota cinese ha raccontato in una intervista a La Stampa: «Ricordo tutto. In quegli istanti pensavo all’impatto finale». Dopo aver percorso 300 metri sottosopra, la sua Alfa Romeo è decollata contro le reti che proteggono il pubblico e la sua corsa è finita alla prima curva, ma non è questa la cosa più importante: «L’Halo mi ha salvato la vita», ha aggiunto infatti il pilota, ringraziando quell’aureola in titanio, arrivata in F1 nel 2018, che protegge la testa dei piloti: «Questo dimostra come tutti gli sforzi di Fia e F1 per rendere più sicure le macchine danno risultati concreti. Adesso sto bene e sarò in pista in Austria nel fine settimana (si corre il 10 luglio, ndc). Mai stato così entusiasta di rimettermi al volante».
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TITOLO: Calciomercato Juventus, il pressing su Koulibaly agita Spalletti
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OCCHIELLO: Il club bianconero vuole difensore del Napoli, tutto ruota attorno alla cessione di De Ligt. Incontri anche per Zaniolo e Morata
TESTO: Dopo la proposta del Chelsea, è in arrivo il rilancio del Bayern Monaco disposto a mettere sul piatto 75 milioni più bonus. Del resto l’olandese ha già espresso una netta preferenza per i bavaresi ed attende che i tedeschi soddisfino con un’offerta concreta le aspettative della Juventus (De Ligt è comunque coperto da una clausola rescissoria da 120 milioni). Koulibaly, dicevamo, non è l’unica causa di emicrania per il tecnico dei partenopei. Come reagirà De Laurentiis se gli verrà recapitata un’offerta da 100 milioni per Osimhen? Per non farsi trovare impreparato ha già sondato la disponibilità di un grande nome in grado di accendere l’entusiasmo dei tifosi. Non è un caso che negli ultimi giorni sia stata effettuata più di una telefonata all’entourage di Paulo Dybala.
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TITOLO: Nadal come sta dopo l’infortunio a Wimbledon: le sue condizioni
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OCCHIELLO: Lo spagnolo si allena a Wimbledon: 44 minuti con il connazionale Marc Lopez. Ha anche provato il servizio. Venerdì la semifinale contro l’australiano Kyrgios
TESTO: Il tennis è spaccato tra chi considera Nadal un moderno eroe della resistenza (al decadimento di se stesso, innanzitutto) o un campione assoluto a cui non dispiace romanzare un po’ gli urti della vita del superprofessionista. Fabio Fognini, in particolare (che pure di Rafa è molto amico), ha pubblicato un post critico in una storia su Instagram: smettetela di credere in quello che leggete, ha scritto ripostando un articolo in cui si elogiava la capacità di Nadal di approdare in finale a Wimbledon da infortunato, dopo una battaglia di oltre quattro ore e cinque set (bersagliato di critiche sui social, poi il ligure ha precisato di non riferirsi allo spagnolo…). Ma insomma, anche fatta un po’ di tara alla narrazione trionfalistica che accompagna le gesta del combattente di Manacor, che a 36 anni suonati mercoledì si è preso la libertà di disobbedire al padre Sebastià che gli faceva il gesto di andarsene dal campo, la resilienza di Rafa Nadal andrebbe raccontata nei libri di storia.
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TITOLO: Tour de France 2022, sesta tappa: Pogacar vince e si prende la maglia gialla
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OCCHIELLO: Lo sloveno con un finale capolavoro stacca tutti in salita e si impone a Longwy. Van Aert parte presto e resiste in fuga fino ai -15, poi crolla
TESTO: L’altro grande protagonista è colui che la maglia l’ha persa. Pronti, via: nell’avvio ondulatissimo della più lunga frazione del Tour 109 — la Binche-Longwy, 220 chilometri — non scattano i soliti arrembanti di giornata ma addirittura la maglia gialla Wout Van Aert che per almeno dieci volte prova a prendere il largo. Gli resistono in due (Simmons e Fuglsang) e il terzetto prende il largo fino a guadagnare oltre quattro minuti. Non che dietro si preoccupino di Wout in chiave maglia gialla, ma siccome a un certo punto bisogna darsi un contegno, l’inseguimento comincia ad organizzarsi e il distacco a 47 chilometri dal traguardo si stabilizza sui due minuti. Senza Fuglsang che con la scusa di far la pipì si defila, Simmons (gran passista) e WVA non mollano, poi il belga va via da solo. Cede e si stacca dopo 130 chilometri all’attacco, una resa regale.
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TITOLO: Koulibaly: il razzismo, la matematica, gli Uiguri, la moglie «predestinata» ecco chi è il re dei difensori
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OCCHIELLO: Il capitano del Senegal è al centro del mercato. Da una parte Luciano Spalletti (Napoli) teme di perderlo, dall’altra per Massimiliano Allegri (Juve) è l’obiettivo numero uno in difesa
TESTO: Kalidou Koulibaly, difensore centrale del Napoli ed uno dei più forti nel suo ruolo al mondo è al centro del mercato. Da una parte Luciano Spalletti teme di perderlo, dall’altra per Massimiliano Allegri è l’obiettivo numero uno in difesa visto il possibile addio di de Ligt, che preferirebbe il Bayern Monaco al Chelsea. Tutti i tifosi del Napoli chiedono ad Aurelio De Laurentiis di fare uno sforzo economico per accontentare le richieste del senegalese. Koulibaly non è mai stato così vicino alla Juventus. Nella serata di mercoledì 6 luglio la dirigenza bianconera ha incontrato Ramadani, il procuratore del giocatore, per formulare una prima offerta da 6-6,5 milioni di euro (equivalente allo stipendio che percepisce attualmente al Napoli ma che DeLaurentiis vorrebbe ridurre), per Koulibaly.
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TITOLO: Milenkovic, il guru, il sonno sul bus, la passione per l’arte: ecco chi è il difensore che piace a tutte le big di A
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OCCHIELLO: Il serbo, che due anni fa venne accostato anche al Milan, è nella lista di Juve, Inter e Napoli. In viola giocò la prima partita dopo quattro mesi di panchine. Ora è un uomo mercato
TESTO: E’ sempre stato un difensore Milenkovic, fin da bambino. Poi il passaggio al calcio a 11 e la bravura con i piedi, che lo ha portato a essere schierato pure come vertice basso di centrocampo. Ha iniziato nello ?arkovo, comune di Belgrado. A 13 anni ecco il Partizan, il massimo per chi si sveglia alle 7 e torna a casa alle 20 inseguendo il sogno di diventare un calciatore. Tante volte si addormenta in autobus, perdendo la fermata e trovandosi costretto a tornare indietro. La mamma, preoccupata nel non vederlo a casa, lo chiama sempre per poi tranquillizzarsi. Il primo vero momento difficile arriva nella Primavera del Partizan. Nikola gioca poco, ogni panchina è una sofferenza. Insieme ad altri quattro compagni viene mandato al Teleoptik, la seconda squadra del Partizan. Lì incontra Ivan Tomic, che da calciatore è passato anche alla Roma e che poi è diventato un guru per i giovani talenti serbi: «Lo ringrazio, al pari della mia famiglia», lo salutò così per esempio Vlahovic nel giorno della presentazione alla Juventus. Nikola lo sorprende fin dal primo giorno. Fisicamente è bestiale, poi corre come pochi. Merito delle tante fibre bianche nei muscoli, che gli permettono una contrazione più rapida.
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TITOLO: Cahill, supercoach di Sinner: «Vincere Wimbledon 2023? Ci lavoriamo. Jannik una tigre, uscirà dalla gabbia»
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OCCHIELLO: Il supercoach che allena Sinner assieme a Vagnozzi: «Con Djokovic è mancato il 3% di esperienza, ma ora sa che può giocarci alla pari: non è poco. Jannik è umile, spiritoso, ben educato e pieno di passione per il tennis»
TESTO: La primizia dei quarti di finale a Wimbledon, i due set dominati con Djokovic prima che si ricordasse di essere Djokovic, un assegno da 310 mila sterline per il tesoretto in banca, il n.10 del ranking (da lunedì) e un nuovo allenatore da aggiungere al team. È piena la valigia di Jannik Sinner, ripartito da Londra con l’esperienza che farà pesare sull’erba l’anno prossimo, pronto — dopo qualche giorno di vacanza — a rientrare sulla terra di Umago (Croazia) dal 25 luglio, diretto verso lo swing canadese e americano (Cincinnati) che conduce all’Open Usa, l’ultimo Slam.
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TITOLO: Fognini su Nadal: «Ha vinto infortunato a Wimbledon? Non credeteci»
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OCCHIELLO: Il tennista azzurro duro sul collega spagnolo, che dopo avere battuto a fatica Fritz rischia di saltare la semifinale di Wimbledon contro Kyrgios per il problema agli addominali
TESTO: «Smettetela di credere a quello che leggete, per favore». Quando era mezzanotte, tra mercoledì e giovedì, Fabio Fognini con una Instagram story è sbottato: ripostando un articolo comparso sul web in cui si parlava di Rafa Nadal capace di approdare «da infortunato» alla semifinale di Wimbledon dopo una battaglia di quattro ore e 20’ contro l’americano Taylor Fritz, l’azzurro ha voluto dire la sua. Fognini ha sottolineato le parole «da infortunato» e in alto aggiunto «For sure. ..» — «Di sicuro» — completando la story con un hashtag #4h20 come a voler sottolineare che non si può vincere una partita così lunga se si hanno problemi fisici come quelli accusati da Rafa alla zona addominale, con il padre e la sorella a consigliargli il ritiro e lo spagnolo a scegliere invece di andare avanti fino al quinto set.
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TITOLO: Nadal si ritira da Wimbledon
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OCCHIELLO: Il tennista spagnolo lo ha annunciato in una conferenza stampa la sera prima della semifinale che avrebbe dovuto giocare contro Kyrgios
TESTO: DALLA NOSTRA INVIATA LONDRA — Bye Grande Slam (fin qui realizzato per metà). Il capolinea del sogno (im) possibile di Rafa Nadal è in Church Road, a Londra, un mesto giovedì sera di luglio. L’infortunio agli addominali — il quotidiano sportivo Marca aveva parlato nel pomeriggio di un’elongazione di 7 millimetri —, aggravatosi nel corso della battaglia nei quarti di finale con l’americano Taylor Fritz, non permette al campione dei 22 titoli Major di scendere in campo nella semifinale contro Nick Kyrgios. «Mi dispiace ma non ce la faccio —confessa l’eroe triste in una conferenza stampa convocata ad hoc —, mi ritiro dal torneo. I miei addominali non sono migliorati, è confermato che c’è uno stiramento. Ho pensato tutto il giorno a cosa fosse meglio per me fare. Ho deciso che non ha senso rischiare di peggiorare l’infortunio. In queste condizioni non posso né giocare né vincere due match: non riesco a servire a piena velocità, il movimento è limitato. Ho già rischiato con il piede a Parigi: devo rispetto a me stesso. Non sarei competitivo a questo livello. Più importanti di qualsiasi titolo, a questo punto, sono la mia salute e la mia felicità». Servirà un po’ per rivederlo in campo: «Starò fuori 3-4 settimane, spero di poter continuare la programmazione come avevo immaginato».
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TITOLO: De Ketelaere al Milan, incontro con gli agenti: nuova offerta al Bruges
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OCCHIELLO: Ecco perché il belga può permettere il salto di qualità: può giocare sia dietro alla punta sia da esterno destro, proprio ciò che è mancato al Diavolo nella stagione scorsa. Il piano di Maldini e Massara per convincere il Bruges
TESTO: Trenta milioni più una serie di bonus oppure una percentuale sulla futura rivendita: potrebbe essere questa la formula vincente di Maldini e Massara per spezzare l’impasse e convincere il Bruges a cedere Charles De Ketelaere, che è scettico rispetto alla proposta del Leeds di Premier League. Il belga è affascinato dal Milan, che fra oggi e domani presenterà la sua offerta, alzata rispetto ai 20 milioni più bonus di qualche giorno fa. Ieri a Casa Milan c’è stato l’incontro con gli agenti. L’attaccante sa bene che qui avrebbe a sua disposizione una vetrina fondamentale come la Champions, peraltro in prima fascia. A 21 anni Charles può e deve crescere ancora. Il Diavolo è una soluzione ideale: squadra giovane, che pratica un calcio veloce e offensivo, di sicuro il più «europeo» della serie A.
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TITOLO: Nuotatrice drogata ai Mondiali, Mary-Sophie Harvey: «Un vuoto di 6 ore, ho paura se penso a cosa può essere successo»
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OCCHIELLO: La 22enne canadese, bronzo nella 4x200 stile libero, ha raccontato sui social che a una festa a Budapest è stata drogata e al risveglio si è ritrovata con una costola incrinata, una commozione cerebrale e lividi sospetti: «Ho paura pensando a ciò che può essere successo. Ai giovani dico: state attenti a coloro che credete amici»
TESTO: Poi il consiglio alle coetanee: «Purtroppo, questi eventi accadono più spesso di quanto si pensi, e non se ne parla ancora abbastanza. In più, il giudizio degli estranei è ancora molto presente. A chiunque legga queste parole dico allora di fare attenzione. Io pensavo di essere al sicuro, credevo che non mi sarebbe mai successo, soprattutto mentre ero circondata da amici. Invece è capitato. E forse non sarebbe successo se qualcuno mi avesse informata prima sui pericoli. Ho ancora paura se penso a ciò che potrebbe essere successo quella notte. Sto ancora cercando di trovare la «Mary felice» di prima, ma non lascerò che questa storia prenda il sopravvento su di me». Infine, la confessione del dilemma che la tormentava e della scelta di rendere tutto pubblico: «Ho riflettuto a lungo se dovevo o non dovevo pubblicare qualcosa. Ma sono sempre stata trasparente con voi e queste situazioni purtroppo accadono troppo spesso: non potevo tacere».
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TITOLO: Origi-Milan, perché il belga potrebbe essere (l’ennesima) scommessa vincente di Maldini
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OCCHIELLO: Ha 27 anni, non segna moltissimo, il Liverpool l’ha lasciato libero gratis. Ma potrebbe portare l’esperienza necessaria alla squadra di Pioli per il salto di qualità in Champions
TESTO: Preso nel 2019 dal Real Madrid a 20 milioni, prezzo da discount, oggi Hernandez vale il triplo. Giroud, che ieri a Casa Milan ha presentato la sua autobiografia dal titolo «Crederci, sempre» per Baldini + Castoldi, ha segnato i gol scudetto nel derby di febbraio, dopo che al Chelsea era praticamente una riserva. «Le parole di Maldini sono state decisive per il mio arrivo» ha svelato ieri Origi, che ha già messo in guardia il connazionale Lukaku: «Sarà bello sfidarlo nel derby». Poi un guizzo d’orgoglio: «Gli infortuni? A Liverpool ho scritto la storia sul campo». Vero: fra i vari trofei, una Premier e una Champions. Non segnerà a raffica, ma una cosa è certa: a 27 anni ha già maturato un’esperienza unica. Al giovane Diavolo, che fino a gennaio dovrà fare a meno di Ibra, può far molto comodo.
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TITOLO: Dybala, con l’Inter è davvero finita. Ma perché nessuno lo prende?
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OCCHIELLO: Dybala senza squadra è la vera notizia di questo calciomercato che snobba i parametri zero. Il Manchester United aspetta l’eventuale uscita di Ronaldo per decidere se fare un nuovo tentativo. Il Napoli non ha affondato, il Milan preferisce De Ketelaere
TESTO: A Simone Inzaghi va benissimo l’attacco così com’è, gli equilibri sono sacri, non basterebbe adesso l’uscita di Sanchez per riaprire la pratica. Marotta quindi non fa pretattica e dice la verità, nonostante abbia avuto (e magari ancora ha, per carità) quella tentazione forte di puntare sul gioiello scaricato dalla Juve. Chi assiste Dybala l’ha capito da tempo, ben prima delle recentissime frenate pubbliche, ecco perché sono stati riattivati contatti in Premier e fissati appuntamenti a Londra (dove anche lo United ha gli uffici) nelle prossime ore. Perché ogni giorno in più da disoccupato, per Dybala, fa rumore. E rischia di creare un precedente indicativo che mai i giocatori (e i campioni in particolare) con un contratto lungo solo dodici mesi avrebbero voluto affrontare: la scadenza è diventata un boomerang.
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TITOLO: Blatter e Platini assolti dalle accuse di frode e truffa nei confronti della Fifa
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OCCHIELLO: Per il pagamento del 2011 concesso da Blatter a Platini da 2 milioni di franchi svizzeri, ritenuto ingiustificato.
TESTO: Blatter, leader del calcio mondiale dal 1998 al 2015., e Platini — tra le altre cose consulente Fifa tra il 1998 e il 2002 — erano accusati di truffa nell'ambito dell'ormai celebre pagamento di due milioni di franchi svizzeri (1,83 milioni di euro all'epoca) da parte del primo al secondo, risalente nel 2011. Al francese venivano nello specifico contestati i reati di truffa, eventuale concorso in appropriazione indebita e in subordine di concorso in amministrazione infedele, in particolare sotto forma di complicità, nonché di falso in documenti. Allo svizzero, invece, la truffa, eventualmente di appropriazione indebita e in subordine di amministrazione infedele e falsità in documenti. Entrambi avrebbero ora diritto a un indennizzo di 20.000 franchi ciascuno (18.303 euro), ma Platini vi ha rinunciato.
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TITOLO: Gattuso fuma durante l’allenamento del Valencia, ed è polemica: «Cattivo esempio per i giovani»
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OCCHIELLO: In un video si vede Rino fumare una sigaretta elettronica. I media spagnoli lo hanno definito un cattivo esempio per i calciatori e i giovani tifosi
TESTO: Nel tritacarne dei social — condizionato evidentemente dalle lotte di potere fra Zorio e Lim — finirono le dichiarazioni di Gattuso del 2013, quando Barbara Berlusconi entrò nella dirigenza del Milan: «Non riesco proprio a vedere le donne nel calcio. Non mi piace dirlo, ma è così»; quelle del 2008, alla vigilia di una partita tra Italia e Spagna: «Il matrimonio dovrebbe essere tra un uomo e una donna e il matrimonio omosessuale è molto strano per me. Ma ognuno fa quello che vuole»; infine, il commento dopo i fischi a Boateng in una partita a Busto Arsizio contro la Pro Patria, il 3 gennaio 2013, che portarono il giocatore a lasciare il campo: «Quante volte i bianchi sono stati fischiati? A me è successo, ma non gli do molta importanza». Gattuso replicò così: «La frase su Barbara Berlusconi voleva essere una difesa dell’operato di Galliani, allontanato all’epoca in malo modo. Quanto al presunto razzismo, io al Napoli ho fatto acquistare Bakayoko. E molti miei compagni di squadra di colore sono miei amici. Che cosa sanno di me questi signori che parlano di razzismo e si nascondono dietro un nickname? ». Insomma, Rino ha dimostrato di sapere rispondere alle polemiche. Lo farà anche adesso?
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TITOLO: Premier, il calciatore arrestato per stupro: il suo club sapeva tutto
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OCCHIELLO: Il Guardian rivela particolari sul giocatore (ha 29 anni ed è fuori su cauzione) su cui pendono tre denunce per strupro
TESTO: Tutta la squadra sapeva delle accuse di violenza sessuale ma il calciatore della Premier, arrestato lunedì 4 luglio, continuava a giocare. Questi i particolari sul giocatore, nel giro della Nazionale del proprio paese e pronto a partecipare ai Mondiali di Qatar 2022. Il suo club di appartenenza, della massima serie inglese appunto, era stato informato dagli investigatori delle accuse e dunque delle indagini già nello scorso autunno. A riportare la notizia è il «Guardian», che spiega anche che le generalità del calciatore non sono state diffuse per motivi legali. Si conosce però l’età (ha 29 anni). Il club in questione, al momento, ha deciso di non rilasciare nessun commento sull’episodio. I fatti: lunedì 4 luglio sei agenti di Scotland Yard si sono presentati presso la residenza del calciatore, a Barnet, nel nord di Londra.
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TITOLO: Juventus, Pogba è arrivato. Di Maria abbraccia Allegri e riecco anche Vlahovic. La super giornata bianconera
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OCCHIELLO: Tanti i tifosi presenti per accogliere Di Maria, che ha incrociato l’allenatore e l’attaccante serbo. Poi sbarca anche Paul Pogba
TESTO: La giornata della Juventus è cominciata poco prima delle 9. Angel Di Maria, dopo essere atterrato a Torino nella tarda serata di ieri, ha fatto il proprio ingresso al JMedical, firmando i primi autografi ai circa 200 tifosi in delirio sistemati dietro le transenne. Di Maria, ufficializzato in serata, prende la maglia numero 22. Bandiere argentine, un ragazzo che lo sprona con due semplici parole: «Vamos, Fideo! » e il sorriso dell’esterno, all’ennesima grande squadra della carriera dopo i trofei con Benfica, Real Madrid, Manchester United e Psg. Di Maria non è rimasto solo a lungo, perché da lì a poco sono continuati gli ingressi autorevoli all’interno della clinica dei bianconeri. Alle 9.30 ecco infatti Vlahovic, abbracciato in modo caloroso dalla gente in attesa che torni a segnare allo Stadium. Sei mesi fa il suo primo arrivo a Torino, quando la Juventus lo strappò a sorpresa alla Fiorentina bruciando una fortissima concorrenza. Il serbo tornerà a fare il 9 in tutti i sensi, a partire dal numero di maglia visto che la sua vecchia 7 è finita sulle spalle di Chiesa. Già, proprio il suo ex compagno ai tempi della Fiorentina, che rientrerà a inizio stagione dall’infortunio al ginocchio, e il nuovo acquisto Di Maria avranno il compito di riempirlo di assist, così che sui piedi di Dusan finiscano più palloni rispetto ai mesi scorsi.
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TITOLO: F1 Gp Austria, le novità tecniche della Red Bull. Perché Verstappen adesso riesce a guidarla meglio di Perez
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OCCHIELLO: Sul circuito di casa la Red Bull ha portato un piccolo pacchetto per aumentare il raffreddamento e «respirare» meglio
TESTO: Tra le richieste, non ultima quella di Ferrari per modificare gli scarichi della nuova generazione di propulsori. I punti cardine delle nuove regole saranno un abbassamento dei costi, intorno al milione di euro ad unità, per un budget complessivo più che dimezzato rispetto alle attuali cifre. Con l’eliminazione della MGU-H, il motogeneratore che ora recupera energia dai gas di scarico dell’unità termica, oltre che l’utilizzo di biocarburanti sempre più green, che porterà la F1 verso un futuro sempre più sostenibile. Siccome l’MGU-H fornisce circa il 75% dell’energia elettrica che una vettura di F1 recupera nell’arco del giro, la sua eliminazione comporterà l’utilizzo di maggiore potenza ed efficacia dell’MGU-K, che dovrà assumere un’importanza maggiore nei nuovi propulsori. Per questo si potrebbe passare dagli attuali 120 kW a 350 kW (quasi 500 CV).
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